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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  2-3 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

A che punto è la notte? ( da "Articolo21.com" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini”. Precari: carne da cannone. Equazione semplice e mai, come in questo periodo, esatta. Co.co.co, Co.co pro, interinali, stagionali. Figli di un Dio minore, senza diritti sindacali e nemmeno degni d?ammortizzatori sociali. Tutta questa gente, l?

I dati forniti da viale Trastevere scatenano i sindacati, da sempre polemici con la riforma Gelmini:... ( da "Leggo" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: da sempre polemici con la riforma Gelmini: «Si è verificato quello che abbiamo denunciato da tempo - commenta Domenico Pantaleo, segretario generale Flc Cgil - i genitori hanno dimostrato di aver bisogno del tempo pieno, dalle trenta alle quaranta ore, ed il governo ora deve mantenere la promessa fatta: accontentare le esigenze delle famiglie.

La Gelmini in convegno ad Abano ABANO TERME - Dopo il forfait dato a Civitas, la f... ( da "Leggo" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini in convegno ad Abano ABANO TERME - Dopo il forfait dato a Civitas, la fiera della scuola padovana, il contestato ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini oggi è annunciata ad Abano Terme. Tra le 16,15 e le 16,45 è previsto un suo intervento al convegno "L'orientamento per il futuro", organizzato dall'istituto Marconi di Padova,

padova. sono circa 7 mila gli alunni che frequentano le scuole elementari nei plessi del comune ... ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono circa 12 mila, nell'intera provincia di Padova, gli alunni che frequentano le classi del tempo pieno. Se il ministro Gelmini non accoglierà le richieste dei sindaci, dal prossimo anno questi alunni torneranno a casa all'ora di pranzo, creando non poco disagio nell'organizzazione familiare.

tempo lungo, attacco alla gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sarà contestata dai sindaci di centrodestra e centrosinistra Tempo lungo, attacco alla Gelmini Bitonci in prima linea: «Ripristini subito quel servizio» Sindaci padovani e veneti coalizzati a difesa del tempo lungo. Una delegazione «trasversale» di primi cittadini verrà ricevuta oggi dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, a margine del seminario di Abano.

l'orientamento per il futuro seminario all'hotel alexander ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del presidente della Provincia Vittorio Casarin, del presidente della Regione Giancarlo Galan, dell'assessore veneto all'Istruzione e alla Formazione Elena Donazzan e del direttore dell'Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo, è previsto l'intervento del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

toh, s'è svegliato il centrodestra - claudio baccarin ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: estate del ministro Tremonti e poi resi operativi dal ministro Gelmini. Un'assemblea nazionale dell'Anci, svoltasi a Trieste il 22 ottobre, chiedeva un ripensamento. Io ho chiesto a più riprese, all'assessore Donazzan, di convocare il tavolo regionale ma non ho ricevuto alcuna riposta. Ora è quantomeno curioso che, alla vigilia della Conferenza Stato-Regioni prevista per il 7 marzo,

organizzazione scolastica a este consiglio comunale straordinario ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: comune contro le novità apportate dal decreto Gelmini. Il circolo di Este e Montagnana di Rifondazione Comunista è intervenuto sul tema: «Ad Este non salterà il rientro solo alla scuola elementare Pascoli, ma salteranno pure i modelli delle scuole Pilastro e Deserto, a meno che l'amministrazione non si adoperi con l'economia creativa, non potendo però contare sui fondi del Ministero»

gastaldo a favore del tempo lungo ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in vista dei disagi che la riforma Gelmini porterà alle scuole della Bassa. «E' inaccettabile che a pagare siano quelli che si sono dimostrati più responsabili verso i cittadini - spiega l'esponente Udc - Le scuole padovane, infatti, sono state le prime a risolvere la carenza delle risorse pubbliche istituendo il «tempo lungo».

Lessinia0 Villanova 2/V 2 ( da "Arena, L'" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: , Alberti, Salvoro (Campara). All. Gelmini. Villanova 2/V: Ferro, Andriolo, Zandonà, Rigodanza, Dalle Mole, Povolo, Piubelli, Confnete, Cengia, Rauschidi, Dal Cero. All. Barbieri. Arbitro: Rigotti di Legnago Reti: 35' pt Cengia, 12' st Piubelli.

ma che serva solo ai bulli - sebastiano messina ( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina MA CHE SERVA SOLO AI BULLI SEBASTIANO MESSINA Alla fine del primo quadrimestre la pagella di Gelmini Mariastella, ministro dell´Istruzione, è come quella del 72 per cento degli studenti italiani: qualche buon voto, tanti 6 ma anche un 5. SEGUE A PAGINA 25

record di 5 in condotta bocciato il maestro unico ( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Malgrado le rassicurazioni del ministro Mariastella Gelmini, dal 1° settembre 2009 per la scuola inizierà un periodo davvero difficile. Il commento dei sindacati della scuola e dell´opposizione è unanime: la riforma Gelmini è stata bocciata dalle famiglie. REGGIO, SCALISE E VANNI ALLE PAGINE 18 E 19

scuola, pioggia di 5. anche in condotta - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rassicurazioni del ministro Mariastella Gelmini, dal 1 settembre 2009 per la scuola inizierà un periodo davvero difficile. Unanime il commento dei sindacati della scuola e dell´opposizione: la riforma Gelmini è stata bocciata dalle famiglie. Iniziamo dal famigerato 5 in condotta. Più di 34 mila gli studenti delle superiori che se lo sono trovato sulla pagella del primo quadrimestre (

"giusto tornare al rigore l'ho capito sulla mia pelle" - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La bocciatura è una lezione che serve». è d´accordo con il 5 in condotta? «Anche se la politica del ministro Gelmini sulla scuola non mi piace, sul comportamento sono con lei. Il ritorno al rigore è una buona cosa, come anche la lotta al bullismo».

ma che serva ai bulli - sebastiano messina ( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: idea della Gelmini Ma la sua scuola ha perso un´altra "i" berlusconiana quella di inglese SEBASTIANO MESSINA (segue dalla prima pagina) Cominciamo dal voto più brutto: da quando c´è lei, ci dicono i dati resi pubblici ieri dal suo ministero, gli studenti italiani sono meno bravi: quasi tre su quattro, il 2 per cento in più dell´anno prima.

scuola, pioggia di 5 in condotta ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%). Il ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini oggi sarà ad Abano per un convegno sulla scuola.

A scuola fioccanoi 5 in condottae le insufficienze ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola fioccanoi 5 in condottae le insufficienze dopo la legge gelmini Roma. Più di 34 mila studenti delle medie superiori hanno avuto nella prima pagella 5 o meno di 5 in comportamento. Più indisciplinati gli allievi degli istituti professionali, seguiti dai tecnici. In aumento le insufficienze: il 72% dei ragazzi delle superiori ne ha almeno una con netta prevalenza delle lingue.

Oltre trentamilacon il 5 in condotta ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La cura-Gelmini colpisce duro nelle scuole superiori. Il primo quadrimestre si è concluso con il 5 in condotta per 34.311 studenti indisciplinati. Sono per la maggior parte allievi degli istituti professionali, seguiti dai tecnici. Molto più tranquilli i ragazzi dei licei, con "solo" 3.

La Lega agli studenti padani:<Recepite le vostre istanze> ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvata dalla Camera e il ministro Gelmini sta lavorando in tal senso». Lo ha detto ieri il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, parlando alla prima assemblea federale degli Studenti Padani svoltasi a Chignolo Po, in provincia di Pavia. Cota è intervenuto alla assemblea che raccoglie circa 500 delegati degli oltre diecimila aderenti al Movimento studentesco padano.

elementari, vince il " tempo lungo" ( da "Tirreno, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: famiglie più libere. Pioggia di 5 in condotta e d'insufficienze Tutti i modelli prevedono il maestro unico, figura indispensabile, come accade negli altri paesi europei ROMA. Dopo mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto a quale tipo di scuola iscrivere a settembre i figli: quasi sei bambini su dieci si troveranno in classi con l'

fioroni: governo bocciato. e ora come la mette? ( da "Tirreno, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: impegno che il governo aveva assunto: Berlusconi e la Gelmini hanno chiesto alle famiglie di scegliere l'orario preferito, perchè poi loro avrebbero provveduto. Ora vogliamo vedere quello che faranno». «Avevamo ragione noi: sapevamo che le famiglie volevano il tempo prolungato», nota Gianluca Gabrielli, del Coordinamento nazionale difesa del tempo pieno,

L'appuntamento è per stamani, dalle 11 a mezzogiorno, davanti alla sede della prefettura i... ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: All'iniziativa parteciperanno i lavoratori precari delle scuole senesi. «Il sit in fa sapere un documento della stessa Federazione è stato organizzatio per protestare contro i tagli alla scuola pubblica per effetto dei provvedimenti Gelmini: ricaduta sui posti di lavoro e sulla qualità dell'offerta formativa».

ROMA A scuola pioggia di cinque in condotta e di insufficienze. Alle superiori almeno in una materi... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Matematica e lingue straniere tra le materie con i peggiori risultati. Dal ministero anche i dati sulle iscrizioni. Alle elementari vincono le "30 ore". I sindacati: «Le famiglie bocciano il maestro unico». Gelmini: «In cattedra un solo docente».

PESCARA - Sarà Marco Fars, attuale segretario provinciale di Pescara, il nuovo segretario regio... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prenderà il posto di Marco Gelmini, diventato nel frattempo numero uno della segreteria di Paolo Ferrero. La sua nomina sarà ufficializzata con ogni probabilità mercoledì prossimo, ma ci sono volute quasi quattro settimane per trovare una soluzione che andasse bene a tutti.

A scuola raffica di 5 in condotta Più insufficienze ( da "Adige, L'" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per il ministro Mariastella Gelmini le famiglie «hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli». Non sono mancate le polemiche: Francesco Scrima (Cisl Scuola) e Giuseppe Fioroni (Pd) hanno parlato di «bocciatura» del maestro unico e del modulo a 24 ore. Ma la nota più dolente arriva dal voto in condotta.

<Nelle pagelle una pioggia di 5 in condotta> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI «Hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli», ha detto il ministro dell'Istruzione, ricordando che «tutti i modelli orari, 24 - 27 - 30 ore, prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa.

VAL' D'AOSTA: LA COSTITUZIONE IN DIECI COLORI ( da "marketpress.info" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 della Legge 169/200, la cosiddetta Riforma Gelmini. Lo studio dell?educazione civica viene veicolato con ?La Costituzione in dieci colori? attraverso il teatro e il suo linguaggio per raggiungere i più giovani e proporre loro temi, a prima vista complessi, in forma ludica e accattivante.

Gelmini: prometto in due anni distretti tecnologici efficienti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: RICERCA E INNOVAZIONE Gelmini: prometto in due anni distretti tecnologici efficienti di Marzio Bartoloni R ilanciare in un paio di anni i 34 distretti tecnologici italiani per garantire massicce dosi di ricerca e innovazione alle imprese. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini è pronta a lanciare un programma nazionale triennale sui distretti per fissare strategie e priorità,

I poli tecnologici in due anni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 03-01 - pag: 2 autore: INTERVISTA Mariastella Gelmini Ministro dell'Istruzione,Università e Ricerca «I poli tecnologici in due anni» «Prometto alle imprese che nel giro di un paio di anni garantiremo distretti tecnologici che funzionano e in grado di aiutarle a fare un salto di qualità nella ricerca e nell'innovazione ».

Ricerca, ai distretti 300 milioni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, è pronta a scommettere tutto sui 34 poli della ricerca e dell'hi-tech che dal 2001 hanno conquistato l'Italia a colpi di alleanza tra Regioni, atenei, centri di ricerca pubblici e privati e imprese, con le Pmi spesso in prima fila. In cantiere l'avvio del primo «Programma nazionale sui distretti tecnologici» per fissare priorità e strategie,

La trincea della ricerca ( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Maria Stella Gelmini ha deciso di occuparsi anche in pieno della ricerca. La sfida, come le altre, è difficile e spinosa: da una parte i fondi sono all'osso, dall'altra ci sono gli appelli continui, a cominciare dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, a scommettere sulla ricerca per ridare fiato e assicurare un futuro al Paese.

Elementari, stop alle iscrizioni Ai genitori la lezione piace lunga ( da "Giorno, Il (Milano)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, ricordando che «tutti i modelli orari, 24 - 27 - 30 ore, prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade nei paesi europei».

scuola in rivolta, arriva la gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: arriva la Gelmini I sindaci padovani in difesa di 12 mila bambini penalizzati PADOVA. Il ministro Mariastella Gelmini (nella foto) alle prese con la rivolta contro l'abolizione del tempo lungo (30 ore di lezione più 5 di mensa) nelle elementari, che vede in prima fila una settantina di sindaci della provincia di Padova,

La scuola torna severa: boom di 5 in... ( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha reso noti i risultati degli scrutini del primo quadrimestre per le medie, le superiori e anche quelli relativi alle iscrizioni alla prima elementare. Dati molto attesi in entrambi i casi. Per la prima volta infatti il voto sul comportamento comporterà la bocciatura certa in caso di insufficienza.

Bravo governo, e ora io speriamo che se la... ( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ) del rigore voluto dal ministro Gelmini, cui va il mio ringraziamento di ex docente, che di fatto era obbligato ad assegnare la sufficienza in condotta anche ai peggiori della classe, alla banda di scalmanati che mi costringeva a far uso di ansiolitici e rendeva i miei sogni infernali.

Una chiesa-museo a S. Maria Nascente Oggi la prima pietra ( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, posano la prima pietra della nuova chiesa e del museo dedicati a don Carlo Gnocchi, prossimo alla beatificazione. Alla cerimonia che si tiene al centro Santa Maria Nascente, in via Capecelatro, zona San Siro, intervengono anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e il consigliere regionale Mario Sala su delega del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.

A scuola fioccano i 5 in condotta e le insufficienze ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A scuola fioccano i 5 in condotta e le insufficienze Dopo la legge Gelmini Il 72% dei ragazzi delle superiori ha almeno un voto negativo. Nelle iscrizioni alle primarie l'80% sceglie le 30 o 40 ore Roma. Più di 34 mila studenti delle medie superiori hanno avuto nella prima pagella 5 o meno di 5 in comportamento.

Signorini: "Dico sì al rigore, amavo la matita rossa" ( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È d'accordo col ministro Gelmini? «Sì, sono due versanti complementari per ripristinare il rigore. Come ex prof, non posso che guardare con favore. La severità è da difendere. E la conquista del bel voto dev'essere uno sprone a dare il meglio di sé. La competitività non è un valore negativo: né a scuola né nella vita».

Il gran ritorno del 5 in condotta alle superiori ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini è una vittoria della «libertà di scelta» e del maestro unico, per l'opposizione (Giuseppe Fioroni, Pd) una bocciatura del modulo delle 24 ore e per i sindacati (Cgil e Cisl) del maestro unico. Ma mentre i dati sulle iscrizioni riaccendono lo scontro sulla scuola elementare, sull'istruzione superiore si abbattono cifre molto più inquietanti e senza margine di interpretazione.

La Camera dei Deputati è su YouTube ( da "PC World online" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accordo fra il Vaticano e YouTube La Gelmini svela le prove di maturità su YouTube A sorpresa, il Ministro per la Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, sfrutta il suo canale su YouTube per anticipare grazie a un video quali saranno le seconde prove d?esame per la maturità Commenti Per commentare devi essere registrato nel forum.

Pagelle di metà anno: abbondano i 5 in condotta ( da "Panorama.it" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: No Comments Nonostante le proteste di ottobre contro le riforme targate Mariastella Gelmini abbiano unito professori e studenti, alla resa dei conti delle [1] pagelle di metà anno i primi hanno fatto valere lo strumento del voto in condotta, reintrodotto dal ministro. Una vera e propria pioggia di 5 al comportamento degli alunni si è registrata negli scrutini intermedi.

ARRIVANO I DATI DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE SUGLI SCRUTINI INTERMEDI. E SI ACCCERTA UNA VERA ... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: avere importanza come elemento determinante la bocciatura dopo la riforma Gelmini: il 5 può infatti determinare la bocciatura automatica. In prima elementare le 30 ore battono le 24 e le 40 nelle iscrizioni del prossimo anno scolastico (2009/2010) con quasi sei famiglie su dieci che optano per questa modalità. «Le famiglie hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli»,

SCUOLA, LA VALANGA DEI 5 IN CONDOTTA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Elementari: quasi il 60% delle famiglie chiede le 30 ore. La Gelmini: per tutti c'è il maestro unico Scuola, la valanga dei 5 in condotta Al Sud i più indisciplinati. Nelle insufficienze le lingue superano la matematica

E' pioggia di 5, anche in condotta Gelmini: "Prof più severi, è giusto" ( da "Quotidiano.net" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: "Prof più severi, è giusto" Elementari, la lezione piace lunga Il tipo di istruzione che riporta la situazione più negativa continua ad essere quella professionale, con l'80% dei ragazzi che ha almeno una insufficienza Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che

Più insufficienze alle superiori specie in lingue e matematica ( da "Sicilia, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI: PIÙ LIBERTÀ PER LE FAMIGLIE. «Hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli» ha detto il ministro dell'Istruzione, ricordando che «tutti i modelli orari, ? 24-27-30 ore ? prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa.

ISCRIZIONI ALLE ELEMENTARI, VINCONO LE 30 ORE. IL MINISTRO GELMINI: MAESTRO UNICO IN TUTTI I MODELLI OFFERTI ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Iscrizioni alle elementari, vincono le 30 ore. Il ministro Gelmini: maestro unico in tutti i modelli offerti

DANIELA LIMONCELLI PRIMA ELEMENTARE, LE 30 ORE BATTONO LE 24 E LE 40 NELLE ISCRIZIONI DEL PROSSIM... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. «Tutti i modelli orari, non solo quello a 24 ore - ricorda - prevedono il maestro unico di riferimento: una figura indispensabile per la formazione del bambino così come già accade nei paesi europei». E aggiunge: «Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno» una modalità che « da quando è stata introdotta»

02/03/2009 15:09 SCUOLA: GELMINI, PRESTO REGOLAMENTO SU COME VALUTARE 5 IN CONDOTTA ( da "ITnews.it" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo afferma Mariastella Gelmini ministro della Pubblica istruzione, a margine della presentazione del 'Progetto Gaber' per la scuola questa mattina a Milano. "Il 5 in condotta -aggiunge il ministro- non serve per punire ne' per sanzionare, ma per sottolineare il ruolo educativo della scuola".

Scuola, il 90% dei nuovi iscritti al "tempo pieno" ( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini rassicura: fondi aumentati Intanto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fa sapere che i fondi per il tempo pieno non solo ci sono ma addirittura sono aumentati: "Le risorse per il tempo pieno non solo non sono state tagliate - ha spiegato il ministro - ma sono state confermate.

L'importanza dello sport ( da "Quotidiano.it, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ecco perché chi è bravo nello sport sa impegnarsi nella scuola e nella vita". Apprezzato il lavoro delicato della moderatrice, l'Ispettrice Maria Teresa Mircoli, che ha saputo sottolineare gli spunti più interessanti ricollegandoli con le disposizioni vigenti e con la riforma della Gelmini. 02/03/2009

Il signor G diventa materia di studio Gelmini: "Gaber insegnerà a pensare" ( da "Quotidiano.net" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scommesse Casa Dieta LA SCUOLA DEL FUTURO Il signor G diventa materia di studio Gelmini: "Gaber insegnerà a pensare" La proposta era stata lanciata dal comico Enzo Iacchetti. Prima 'lezione' al Teatro dell?Arte di Milano con Andrea Pedrinelli e Gioele Dix. Il progetto, realizzato dal ministero dell'Istruzione e dalla Fondazione Gaber, prevede anche un concorso per gli studenti Milano,

Scuola, il 95% sceglie le 30 ore ( da "AprileOnline.info" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini dovrebbe spiegare dove troverà le risorse per garantire la mensa nonché il tempo pieno che i genitori hanno scelto. L'unico modo che conosciamo è quello di ridurre i tagli previsti dalla Finanziaria Le proteste dei genitori, dei docenti e dell'opposizione hanno costretto il ministro Gelmini a lasciare la possibilità alle famiglie di scegliere il modello orario,

Altro che veline e soubrette, la vera donna sexy è in parlamento ( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini (54%), che supera sul filo di lana Mara Carfagna e la Prestigiacomo. E se Sarah Palin e' stata sconfitta alle presidenziali, vince nell'immaginario degli intervistati, superando persino Rania di Giordania. Questo e' quanto emerge da uno studio promosso dal mensile Playboy, condotto su 80 uomini manager,

Gelmini: il maestro unico non si tocca ( da "Stampaweb, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: azzeramento del modulo: «un grave errore» ha osservato la Gilda; il ministro Gelmini «la smetta di imporre modelli e rispetti l?autonomia delle scuole» ha esortato il leader della Cisl, Francesco Scrima; Berlusconi e la Gelmini sul tempo pieno «mentivano sapendo di mentire» ha accusato l?Unicobas.

A scuola si studierà Giorgio Gaber, la Gelmini: "Insegnerà a pensare" ( da "Stampaweb, La" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Maria Stella Gelmini. Giro di telefonate, collaborazioni avviate ed ecco il signor G. pronto a varcare i cancelli degli Istituti italiani secondari superiori e paritari. L?iniziativa ovviamente si chiama Progetto Gaber ed è stata messa a punto dal ministero e dalla Fondazione a lui dedicata.

Convegno sulla scuola a Cesenatico, l'intervento di Nervegna (Fi/PdL) ( da "Sestopotere.com" del 02-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 96 ancora non è stato risolto, ma adesso il ministro Gelmini può farcela perché può contare su una maggioranza politica stabile e numericamente solida. Ogni altra valutazione , avulsa dai fatti incontrovertibili, aveva ed ha il sapore della retorica o dell'ideologia, per non dire dell'ignoranza nell'affrontare i problemi.

Mancano i maestri per il tempo pieno ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con i tagli economico-finanziari e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori erano abituati?». Mariastella Gelmini, in questo frangente, ieri è apparsa di una serafica tranquillità: «Grazie a un migliore impiego delle risorse, non ci saranno problemi di sorta e sarà possibile rispettare la scelta delle famiglie».

"Orgoglio di classe" con la prof. Oggero ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'ex insegnante di italiano ha preso in esame la riforma Gelmini nel suo «Piccolo manuale di autostima per la scuola italiana e chi la frequenta», come spiega il sottotitolo del volume. Moderatrice della serata, un'altra insegnante, Raimonda Bresciani.

La destra porta Gaber a scuola ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La lezione del cantautore Testi teatrali e canzoni del signor G diventano argomento di studio su iniziativa del ministro Gelmini La destra porta Gaber a scuola Andrea Scanzi A PAGINA 33

Pochi 5, ma voti bassi in condotta ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: PAGELLE. GIUDIZI E COMMENTI Pochi 5, ma voti bassi in condotta Tanti 6 agli studenti del Baruffi di Mondovì Matematica rimane la «bestia nera» [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Pochi 5 in condotta, ma voti di comportamento più bassi rispetto agli altri anni: è quanto emerge dai commenti dei dirigenti scolastici della provincia.

Pagelle, sei studenti su dieci hanno un debito ( da "Trentino" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in base alla riforma del neo ministro Gelmini si rischia la bocciatura con la sola insufficienza in comportamento), ma il "pugno di ferro" è stato utilizzato in alcuni istituti. Ad esempio all'Istituto d'arte Vittoria sei ragazzi hanno rimediato un giudizio negativo in condotta. Ma a far più paura ai giovani trentini sono materie "classiche" come matematica,

L'insufficienza in condotta va data solo in casi estremi quando ci sono atti di bullismo ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Arte Ottolenghi nessun 5 in condotta. «C'è stato qualche 6 - spiega il dirigente Tudisco -, ma anche dei 10 e 9; 8 il voto medio». Sono nove fra i quasi 2900 studenti casalesi delle superiori i 5 in condotta. Quattro al Leardi, fra geometri e ragionieri, ma la media del voto di comportamento su 730 allievi oscilla da 7 a 8.

Promossi in condotta "Pochi gli allievi da 5" ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: provvedimento rispolverato a gennaio dal ministro Gelmini per «punire» 2 studenti. Anche secondo la dirigente Alessandra Bongianino, «solamente in questo modo i ragazzi percepiscono le conseguenze reali del loro comportamento». E' stato invece uno solo su 454 iscritti a ricevere il cinque in condotta al liceo classico: «E' utile per responsabilizzare i ragazzi che ne hanno bisogno»

Scuola, il record dei 5 in condotta alla Duca d'Aosta ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Viene vista in modo positivo dai dirigenti scolastici novaresi la rivoluzione dei voti di condotta, che prevede anche le insufficienze per chi non si è comportato bene e la bocciatura per chi a fine anno avrà un cinque. In molti istituti si è però tenuta la «mano leggera» e si è cercato di evitare l'assegnazione di insufficienze,

Voto di condotta, nessun 5 ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LE PAGELLE DEL PRIMO QUADRIMESTRE Voto di condotta, nessun 5 I presidi: "L'insufficienza è un caso limite, solo per chi commette reati" [FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA Nessun 5 in condotta ma un discreto ricorso al 6. Per il resto si rientra nella normalità.

Condotta, pioggia di insufficienze ( da "Stampa, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prima di leggerlo in pagella i genitori sono informati direttamente dalla scuola». L'auspicio, espresso anche da altri dirigenti d'istituto, è che dal ministero arrivi rapidamente una circolare che spieghi in modo definitivo l'uso del voto di condotta. Tra gli istituti tecnici, quello con il maggior numero di insufficienze (18) risulta l'

di Lorena Loiacono La scuola cambia ma i conti non tornano ed ... ( da "Leggo" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pagella che con i voti numerici ha portato anche un aumento delle insufficienze dal 70,3% dello scorso anno al 72%: «Probabilmente quest'anno il passaggio ai voti ha determinato una maggiore severità - ha dichiarato il ministro Gelmini - credo che gli insegnanti abbiano utilizzato un metro di valutazione più rigoroso". (ass)

Via col Rolex Le hanno strappato l'orologio Rolex dal polso. E' accad... ( da "Leggo" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gaber a scuola Per il 70 anni dalla nascita di Giorgio Gaber, scomparso nel 2003, il ministero dell'Istruzione e la Fondazione Gaber hanno promosso una serie di iniziative, tra cui un concorso, per le scuole. Lo ha annunciato ieri il ministro Mariastella Gelmini ieri a Milano.

ABANO - Tutti la aspettavano, ma lei non si è presentata. Visti i ripetuti forfait, ... ( da "Leggo" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pubblica istruzione Gelmini, attesa ad Abano per un seminario nazionale dedicato al futuro dell'orientamento scolastico. All'ultimo momento la Gelmini ha dato buca, al suo posto solo una lettera. Mentre nella sala convegni dell'hotel Alexander si discuteva di orientamento, fuori un nutrito gruppo di genitori, insegnanti e studenti attendevano il ministro per chiederle lumi sull'

Beltrame: lettera anti Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lettera anti Gelmini PIEVE DI SOLIGO. A quattro mesi dall'approvazione del decreto Gelmini, il mondo scolastico pievigino prende ufficialmente posizione. A dire la sua, con una lettera aperta che «non ha nulla a che vedere con la disputa politica o sindacale» e rivolta ad un centinaio di famiglie di Pieve e Refrontolo,

Scoppia la grana degli organici ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il maestro unico -nel senso di un insegnante che da solo fa lezione in classe per 24 ore la settimana- non lo vuole quasi nessuno. Solo il 3% delle famiglie ha chiesto per i propri figli il nuovo modello di gelminiano conio. Una [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati:

tutti a lezione di gaber: il signor g rivive in aula ( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il cantautore Giorgio Gaber, il signor G, entra nelle scuole e diventa una materia di studio e un progetto di concorso. «Gaber, un artista straordinario, può essere una fonte di insegnamento per i giovani - ha detto il ministro Gelmini - Gaber è stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore». A pagina 22

la gelmini non molla: prof rigorosi e ora avanti con il maestro unico ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Attualità La Gelmini non molla: prof rigorosi E ora avanti con il maestro unico ROMA. A iscrizioni chiuse è ancora bufera sulla «riforma» delle elementari voluta dal governo e si rincorrono rassicurazioni e allarmi. «Il maestro unico - si è affannata a ripetere ieri il ministro Gelmini - c'è, indipendentemente dal quadro orario scelto.

I tagli antisprechi della Gelmini rischiano di uccidere l'Università ( da "Italia Oggi" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2 autore: di Paolo Bagnoli IL PUNTO I tagli antisprechi della Gelmini rischiano di uccidere l'Università Se l'anno prossimo il ministero taglierà circa 700 milioni di euro alle università non ci sarà bisogno, come si ostina a dire il ministro, di eliminare gli sprechi; con un'operazione sola se ne andrà praticamente tutto;

in classe con il signor g. si studia educazione civica - luigi bolognini milano ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 43 - Spettacoli Il ministro Gelmini firma l´intesa con la Fondazione Gaber. Si parte dalla Lombardia In classe con il Signor G. si studia Educazione civica La prima lezione si è tenuta a Milano, con Gioele Dix e 450 studenti delle superiori LUIGI BOLOGNINI MILANO Educazione Civica con le canzoni di Giorgio Gaber.

Stop ai concorsi in sei università ( da "Italia Oggi" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della legge Gelmini sul tetto alle spese Stop ai concorsi in sei università Potrebbero arrivare a 23 gli atenei con le mani legate nel 2009 Per ora si parla di sei atenei, ma in un attimo arriveranno a superare il numero di venti. Molti rischiano il dissesto finanziario se non addirittura bancarotta, ma per ora l'effetto più evidente sarà quello di non poter più bandire concorsi.

I voti via sms arrivano. Se pagano gli enti locali o i genitori ( da "Italia Oggi" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini rischiano di divenire un vero salasso per le famiglie. Registro elettronico, pagelle on line e sms ai genitori con le assenze dei figli costano. Da 250 a 3.000 euro dicono i presidi. A Milano, ad esempio, per gestire tutti i servizi interattivi attraverso la banda larga si spendono 600 euro al mese.

Il provveditore chiede chiarimenti ( da "Provincia Pavese, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prima che sul tavolo del ministro Gelmini, la vicenda della mamma di Stradella che accusa un'insegnante della scuola media "Depretis" di aver «insultato e deriso» in classe il figlio dodicenne è finita su quello dirigente scolastico provinciale (una volta provveditore) Anna Angelici.

scuola: un solo 5 in condotta, ma tanta indisciplina ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini Al Malignani i peggiori impiegati in "lavori utili" di LUANA DE FRANCISCO Ha fatto tremare migliaia di studenti anche in Friuli, ma alla fine il "giro di vite" voluto dal ministro Gelmini ne ha colpito soltanto uno: il più indisciplinato, iscritto al terzo anno dello "Stringher", l'unico in città ad avere collezionato la bellezza di oltre 15 giorni di sospensione dall'

anche sui banchi delle medie dilaga il cinque in condotta - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tanti quelli che si sono visti appioppare il famigerato voto negativo in condotta, riservato a coloro che si lasciano andare ad atti di violenza, non rispettano le regole scolastiche e della buona educazione. Per la prima volta dopo anni di giudizi in pagella, alla scuola media tornano i voti. Un primo dato, su oltre diecimila alunni, descrive un panorama tutt´altro che rassicurante.

Valore morale del 5 in condotta ( da "Riformista, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il primo modo è prendersela con la Gelmini: lamentare cioè che la norma ha generato il comportamento. E cioè: siccome il ministro ha fatto la faccia feroce, i professori italiani l'hanno seguita, usando in abbondanza il nuovo strumento a loro disposizione perché hanno capito che il governo - e lo spirito del tempo - così voleva.

Pochi cinque in condotta nelle superiori veronesi ( da "Arena, L'" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che fu protagonista all'epoca delle proteste contro la riforma Gelmini, di una occupazione da parte degli studenti. «Delle assenze ingiustificate abbiamo tenuto conto e quindi ci sono degli abbassamenti del voto», riferisce il preside Marcello Schiavo. «Cionostante non soltanto non abbiamo nessun cinque in condotta, ma neppure un sei.

Famiglie venete in ginocchio ( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, non è una vera riforma della scuola, ma di fatto solo una legge di carattere finanziario finalizzata al taglio di costi nel triennio 2009-2011». DE POLI. «Il ministro Gelmini - sottolinea l'onorevole Antonio De Poli, portavoce nazionale dell'Udc - non può non tener conto dei bisogni delle famiglie e degli studenti.

se le famiglie bocciano la gelmini - antonio nocchetti ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Napoli SE LE FAMIGLIE BOCCIANO LA GELMINI ANTONIO NOCCHETTI C ome appare evidente dai primi dati provenienti dal ministero della Istruzione la stragrande maggioranza delle famiglie italiane avrebbe optato per i loro figli per un tempo scuola prolungato. Se un attento esame della volontà espressa al momento dell´iscrizione nella scuola primaria dovesse confermare le prime impressioni,

sono mesi che la rincorriamo ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. La sua presenza era attesa dai primi cittadini per un confronto sui pesanti tagli alla scuola che rischiano di cancellare il tempo lungo a scuola. Tagli che i sindaci, di centrodestra e di centrosinistra, contestano per le pesanti ripercussioni sui programmi didattici e i livelli occupazionali del corpo insegnante.

Scuole, futuro a rischio Il sindaco scrive a Roma ( da "Arena, L'" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roma Valcasara al ministro Gelmini: «Una falsa lettura della legge potrebbe annullare le deroghe previste per i Comuni montani» C'è preoccupazione fra i genitori per il prossimo anno scolastico in merito al mantenimento di classi e plessi, nonostante le rassicurazioni arrivate da governo, Regione e Provincia che eventuali interventi di tagli non interesseranno le scuole di montagna.

preoccupa insegnati e genitori la gestione della scuola di base ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Delusi i genitori dei bimbi delle future prime che, durante un incontro con la Bollettin avrebbero voluto rivolgerle diverse domande. Invece, raccontano, «ci siamo incontrati e la dirigente ci ha illustrato solo la legge Gelmini senza rispondere ai nostri quesiti perché aveva un altro appuntamento».

contro la gelmini la politica non c'entra ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Provincia «Contro la Gelmini la politica non c'entra» C'è la preoccupazione per i figli dietro la raccolta di firme anti-riforma LIMENA. Non c'entra la politica. La legittima preoccupazione per i propri figli e il futuro della qualità della scuola sono alla base della raccolta di firme tra i genitori contro la riforma Gelmini.

Maestro unico bocciato dai genitori ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: incertezza e la paura delle famiglie verso la novità della riforma Gelmini: la maggior parte chiede il tempo prolungato e pieno (30 e 40 ore). Anche le famiglie sarde preferiscono le 30 ore. Per i loro figli che l'anno prossimo frequenteranno la prima elementare, mamma e papà hanno richiesto all'atto dell'iscrizione la classe con 30 ore settimanali.

In 38 hanno collezionato un 5 in condotta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: innovazione introdotta dal ministro Gelmini. Numerosi, nelle votazioni di metà anno scolastico, anche i sei e i sette, mentre scarseggiano i nove e i dieci. LE REAZIONI Di fronte ai nuovi voti gli insegnanti appaiono divisi e un po' spaesati. Alcuni considerano il cinque in condotta come uno strumento utile, altri come un pannicello caldo,

il pdl schiera podestà contro penati ma litiga con la lega in lombardia - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostenuta da La Russa) e quella di Giuseppe Romele (sponsorizzata dalla Gelmini) a favore di quest´ultimo, infatti, è spuntata la nuova pretesa del Carroccio. Lo fa capire sempre Ignazio La Russa: «Il mio appello alla Gelmini è stato accolto in un certo senso sì e in un certo senso no, e alla fine è venuta una soluzione».

la crisi economica mette paura il 38% con l'incubo della povertà - albino salmaso ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stipendi ai prof precari e la Gelmini usa la mannaia alle elementari, credo sarà difficile dare i sussidi ai disoccupati». Gli osservatori internazionali temono un peggioramento del clima sociale in Europa, in primis nel blocco ex comunista, aggregato velocemente all'Ue: il gigante di 27 Stati saprà reggere o il fallimento del sistema bancario ad Est finirà per far implodere il sistema,

una nuova chiesa per don gnocchi ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini, il vicepresidente della Camera Lupi, l´assessore Moioli, monsignor Angelo Bazzarri, presidente della Fondazione. «L´insegnamento di don Gnocchi è semplicissimo e rischia di essere dimenticato», ha detto Tettamanzi, che a margine ha parlato anche dell´emergenza bullismo: «La testimonianza degli adulti è il primo deterrente.

Il commento Allora recuperiamo anche Battiato e Totò ( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se succederà, sarà segno che Mariastella Gelmini ha toccato le corde giuste, proponendo agli studenti delle superiori il percorso sull'artista milanese. Molti si domanderanno: perché lui? Possiamo replicare con un'antitesi: perché no? E rispondere al quesito richiederebbe qualche arrampicata sugli specchi.

<Adesso per favore nelle scuole studiate Gaber> ( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Paolo Giordano Il ministro Gelmini presenta il nuovo progetto: «I suoi testi insegnano a diventare dei cittadini» In fondo è naturale. Ora la lezione di Giorgio Gaber entra nelle scuole secondarie e diventa oggetto di studio. Lo fa con quella naturalezza creativa che sarebbe piaciuta anche a lui, libero pensatore preso da orrore per ogni classificazione e ogni impedimento stilistico.

Francesca Reggiani: cretina io? Macché, voglio solo far ridere ( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: persino il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. E anche Simona Ventura, incontrata pochi giorni fa in tv a Quelli che il calcio: «Una grande professionista - spiega la Reggiani - che sa ridere di se stessa e allo stesso tempo reggere le sorti di un programma come quello, pieno zeppo di comici.

abbiamo grandi responsabilità ( da "Nuova Venezia, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: difficilmente si salverà dalla bocciatura per un voto alto in condotta». Al contrario mi sembra più chiara la parte della normativa che chi prende 5 in condotta rischia l'anno. «Dare un 6 in condotta - risponde Marzaro - significa avvertire lo studente di fare attenzione. Il 5, invece, è un provvedimento più pesante che può portare alla bocciatura».

fioccano le insufficienze in pagella - michele bugliari ( da "Nuova Venezia, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: annunciati dal ministro Gelmini, con la necessità di garantire i ritorni pomeridiani, l'anno prossimo, le classi delle prime saranno affollate? «Valuteremo caso per caso - ha risposto la Palumbo - ricorrendo all'utilizzo del limite massimo di alunni per classe, aumentando a 28 studenti per classe, qualora ci siano i presupposti,

la rivolta dei sindaci veneti ma la gelmini non si presenta al confronto sui tagli al tempo lungo ( da "Nuova Venezia, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rivolta dei sindaci veneti Ma la Gelmini non si presenta al confronto sui tagli al tempo lungo ABANO TERME. Il tempo lungo e il tempo pieno a scuola sono di destra o di sinistra? Bisognerebbe chiederlo alla buonanima di Giorgio Gaber, che in tema ha scritto un brano cult. E proprio alla presentazione delle iniziative per i 70 anni dalla nascita del grande artista ha partecipato ieri,

famiglie venete in ginocchio ( da "Nuova Venezia, La" del 03-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, non è una vera riforma della scuola, ma di fatto solo una legge di carattere finanziario finalizzata al taglio di costi nel triennio 2009-2011». DE POLI. «Il ministro Gelmini - sottolinea l'onorevole Antonio De Poli, portavoce nazionale dell'Udc - non può non tener conto dei bisogni delle famiglie e degli studenti.

"iscrizioni alle elementari gelmini smentita dai dati" ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Iscrizioni alle elementari Gelmini smentita dai dati" «La scelta delle famiglie sconfessa la Gelmini». Così l´assessore regionale all´istruzione Gianfranco Simoncini commenta i primi dati sulle iscrizioni alle elementari, secondo i quali il 90% delle famiglie avrebbe scelto le opzioni delle 30 o 40 ore settimanali, corrispondenti al vecchio tempo pieno.

Accorpamento tra due scuole: insieme Nautico e Magistrali ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le cose cambieranno ancora nell'anno scolastico 2010-2011, con la riforma Gelmini a regime: nuove classificazioni fra gli istituti e maggiore discrezionalità delle Regioni per le deroghe (proprio per le isole minori come San Pietro). MARIANO FROLDI

Scuola, le famiglie bocciano il maestro unico ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È il risultato di un sondaggio diffuso dal ministero dell'Istruzione e che, in sostanza, boccia la novità del maestro unico, in vigore dal prossimo anno. Solo una minima percentuale opta per le 24 e 27 ore, considerate il modello del futuro. Una scelta che rivela le paure delle famiglie verso la riforma Gelmini. C. RAGGIO A PAGINA 15

la gelmini nomina porzi nel cda dell'università ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini nomina Porzi nel cda dell´università Il ministro Gelmini ha nominato il professor Gianni Porzi quale rappresentante del Governo nel consiglio d´amministrazione dell´Università. La nomina arriva dopo tre mesi, durante i quali il Cda è stato senza rappresentante dell´esecutivo, viste le dimissioni del professor Cantelli Forti che a fine novembre non si era reso disponibile

soltanto sei studenti con "5 in condotta" - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E così ogni scuola ha proceduto in ordine sparso, attribuendo pesi differenti al brutto voto in condotta. E i cinque sono fioccati anche alle medie inferiori: ai tre ragazzi delle molotov alle Volta, e in due casi alle Irnerio. Paradossalmente, nella scuola dell´obbligo, quasi quanto alle superiori.

VENETO: RICEVUTA IERI LA NOTA DEL MINISTERO CHE RASSICURA SUL TEMPO LUNGO ( da "marketpress.info" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini, che aveva accolto la proposta d?incontrare una delegazione di sindaci veneti, così da avere immediata cognizione delle preoccupazioni dei primi cittadini, a causa di un imprevisto non ha purtroppo potuto essere presente al convegno che si è tenuto stamattina a Abano Terme (Pd)?

LA SCELTA DELLE FAMIGLIE SCONFESSA LA GELMINI LA TOSCANA AVEVA VISTO GIUSTO, ORA IL GOVERNO RIVEDA LE SUE SCELTE ( da "marketpress.info" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 03 Marzo 2009 LA SCELTA DELLE FAMIGLIE SCONFESSA LA GELMINI LA TOSCANA AVEVA VISTO GIUSTO, ORA IL GOVERNO RIVEDA LE SUE SCELTE Firenze, 3 marzo 2009 - «Le famiglie hanno scelto in maniera netta e inequivocabile e questa scelta equivale a una sconfessione dell´operato e dei provvedimenti del ministro Gelmini».

scuola, a bari voglia di tempo pieno - francesca savino ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma del ministro Mariastella Gelmini come riferimento per il maestro unico e per la definizione degli organici; bocciate anche le 24 ore, che hanno convinto solo lo 0,5 per cento dei genitori. Sono i dati arrivati sulle scrivanie dell´Ufficio scolastico provinciale per 77 dei 137 istituti primari del Barese: «Oltre la metà, un campione significativo per tracciare un primo bilancio»

il bimbo a scuola? a tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maestro unico che secondo quanto dichiarato dal ministro Gelmini dovrà esserci solo per chi non chiede il tempo pieno, dunque per le classi nelle quali si lavora con i moduli di 24, 27 e 30 ore settimanali. All'istituto comprensivo Pietro Mascagni, ad esempio, le elementari Mascagni hanno registrato 54 iscritti, fra i quali solo in 8 hanno optato per le 40 ore.

ferilli contro "warter" nello show della reggiani - sara chiappori ( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dalle pari opportunità alle uscite di Maria Stella Gelmini». Che infatti trova posto in una galleria di ritratti che Francesca Reggiani ha messo a punto: oltre al ministro dell´Istruzione, c´è lo storico cavallo di battaglia della Ferillona, che «qui si arrabbia co´ Warter», ma anche Patty Pravo e persino Enrico Ghezzi, «che è una garanzia.

PATRIZIA TODESCO È arrivata la pagella del primo quadrimestre e lo sguardo d'insieme sui risultati nelle diverse scuole superiori non è incoraggiante, anche se, assicurano i dirige ( da "Adige, L'" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Altro dato riguarda il 5 in condotta voluto dal ministro Gelmini che però da noi non è stato introdotto. Spulciando le varie schede riassuntive sugli esiti degli scrutini intermedi che le diverse scuole della provincia hanno dovuto inviare al Ministero, emerge che da noi il comportamento non sembra essere un grosso problema.

Mauro Ghisellini è fra i consulenti del ministro dell'Istruzione ( da "Giorno, Il (Como)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Così si legge nel decreto firmato dal ministro Mariastella Gelmini, che ha partecipato alla prima seduta dell'equipe da lei istituita e presieduta da Giuseppe Cosentino, capo del dipartimento per l'Istruzione, e nella quale è presente anche Mario Giacomo Dutto, direttore generale per gli Ordinamenti del sistema nazionale di istruzione e per l'Autonomia scolastica.

babele scuola ma spuntano stage e master - mauro zucchelli ( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prende a sberle la riforma Gelmini e stop. Ecco che salta fuori dalla discussione anche qualcos'altro. Ad esempio, gli effetti sulle scuole di un ripensamento urbanistico. Bandini sponsorizza l'idea di raggruppare gli istituti in uno spicchio di città: a Cecina è stato praticamente fatto, adesso questa mentalità da "campus" si fa largo nella discussione sul Prg a Piombino e nell'

Arriva da Roma la conferma dei durissimi tagli imposti al mondo della scuola. Dall'inco... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini saranno, tanto per cominciare, cinquemila lavoratori (tra docenti e personale Ata) che finiranno per ritrovarsi senza stipendio. Per avere un conteggio esatto della ricaduta a livello provinciale c'è da attendere ancora qualche giorno ma intanto, se si calcolano i tagli in proporzione al "peso" degli organici (Rieti rappresenta il 3 per cento circa su scala regionale)

L'entrata degli studenti alle scuole De Amicis. Le prime iscrizioni alle elementari confermano ... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi L'entrata degli studenti alle scuole De Amicis. Le prime iscrizioni alle elementari confermano la tendenza nazionale: le famiglie non vogliono il maestro unico che tornerà in cattedra il prossimo anno con la riforma Gelmini

Flop del maestro unico negli istituti comprensivi, le famiglie preferiscono il tempo pieno. ... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che per il prossimo anno scolastico introdurrà la figura dell'insegnante prevalente nelle classi prime a tempo normale. Lo sostiene la Cgil, alle prese con la conta delle domande arrivate alle scuole. «Nelle famiglie - spiega Emanuela Carloni, segretario provinciale della Cgil scuola - per ora è prevalsa la scelta del tempo pieno e delle 30 ore settimanali per aggirare lo

gaber sui banchi di scuola ( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: banchi di scuola Parte un progetto con lezioni tenute da studiosi ed artisti L'iniziativa è del ministro Gelmini: «Un personaggio che ha insegnato a pensare al di là degli schemi e delle ideologie» MILANO. Giorgio Gaber entra nelle scuole italiane. A invitarlo è lo stesso Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, in occasione del settantesimo anniversario della sua nascita.

MILANO - Per il 70 anni dalla nascita di Giorgio Gaber, l'indimenticabile cantautore scomparso ... ( da "Messaggero, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, insieme alla Fondazione Gaber, ha promosso una serie di iniziative, tra cui un concorso, per le scuole. «Gaber può essere una fonte di insegnamento per i giovani - ha detto il ministro Gelmini - è stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore».

bocciato il "pasticcio gelmini" ( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'INTERVISTA Bocciato il "pasticcio Gelmini" ROMA. Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, non ha dubbi: «I dati sulle iscrizioni alle elementari sono una bocciatura sonora dellle politiche della Gelmini soprattutto per la scuola primaria». Con le 24 ore è stato quindi bocciato il maestro unico?

Voucher di cultura ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che il dossier Valditara passerà al ministro Gelmini, quale utile vademecum per elaborare parola del senatore - «un serio progetto di risanamento» del sistema universitario italiano. Francesco Peroni Rettore dell'Università di Trieste Banche privilegiate Le banche italiane da sempre operano con margini di gran lunga superiori a quelli che riescono a spuntare i concorrenti europei,

Pochi cattivi ragazzi in aula ( da "Nuova Ferrara, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in aula Sul cinque in condotta i professori non infieriscono LE PAGELLE A Ferrara scarso «effetto Gelmini» E ci sono già i primi 5 in condotta. Dopo gli scrutini del quadrimestre i "cattivi ragazzi" sono risultati fortunatamente pochi, però presenti, esattamente uno all'istituto per geometri "Aleotti" e altri - la preside ha preferito non precisarne il numero - al Navarra.

Il cinque è esagerato, nessuno studente è così criminale ( da "Nuova Ferrara, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La novità introdotta dal Ministro dell'Istruzione Gelmini, per "punire" i ragazzi recidivi, è per alcuni studenti un provvedimento esagerato. «Penso - commenta Ilaria del Liceo classico - che sia esagerato dare il cinque in condotta perchè nessuno studente è così "criminale". Basta un sei o un sette per dare un segnale di rigidità».

Istituti tecnici vicini al lavoro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini presenta oggi in un convegno i contenuti del regolamento di riforma Istituti tecnici vicini al lavoro Centralità a laboratori e stage - Si passa da 36 a 32 ore settimanali Luigi Illiano ROMA Due settori e undici indirizzi per cancellare la giungla degli oltre duecento percorsi che caratterizzano l'istruzione tecnica in Italia.

Scuola, boom di richieste per il tempo pieno ( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 categoria: REDAZIONALE In classe La Gelmini: riusciremo a garantirlo. «E' un'esigenza per Milano» Scuola, boom di richieste per il tempo pieno Scuola, è boom di richieste per il tempo pieno. «Nessun problema: sarà garantito per tutti» promette il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che ieri è stata in visita a Milano.

Candidature, lite Pdl-Lega Ora vertice Berlusconi-Bossi ( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)
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Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini puntava tutto su Giuseppe Romele, Ignazio La Russa su Viviana Beccalossi. Sono volate parole grosse e la situazione sembrava insanabile, tanto che ieri mattina si era prospettata una terza soluzione. Niente Romele, niente Beccalossi, ma la candidatura di Stefano Saglia, parlamentare di An, gradito anche a FI.

Scuola, boom di richieste per il tempo pieno <Sarà garantito per tutti> ( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)
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Abstract: boom di richieste per il tempo pieno «Sarà garantito per tutti» Il ministro Gelmini: abbiamo aumentato le risorse I presidi dovranno comunicare le scelte delle famiglie al ministero per farsi assegnare l'organico Non ventiquattro, non ventisette. E neppure trenta. Ma quaranta. «Le famiglie milanesi preferiscono le 40 ore.

Geometri-periti, prove di fusione ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini, del Lavoro, Maurizio Sacconi, e il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, Giuseppe Jogna (si veda anche il servizio a pagina 30). PUNTO CONTROVERSO Ancora in discussione l'ipotesi di convogliare tutti i laureati triennali nel nuovo Ordine multidisciplinare l'articolo prosegue in altra pagina

Gelmini: <Il maestro unico c'è> Tempo pieno, in bilico 300mila famiglie ( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)
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Abstract: 19 Gelmini: «Il maestro unico c'è» Tempo pieno, in bilico 300mila famiglie SCUOLA IL MINISTRO GARANTISCE ANCHE SULL'ORARIO: «I FONDI SONO AUMENTATI» ROMA Accuse e difese sul tempo pieno. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non ci sta a definire una sorta di referendum sulla riforma la scelta dei genitori per la primaria.

Al rettore Focardi il premio <Civitas Aretii> ( da "Nazione, La (Siena)" del 03-03-2009)
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Abstract: Oggetto della loro protesta la riforma Gelmini e le ricadute sulla scuola. Quaranta lavoratori, tutti arrabbiati e molti con la tessera del sindacato in tasca, si sono presentati in piazza Duomo (nella foto). Non erano soli e solidale con le loro richieste è arrivata una delegazione degli studenti della rete delle medie.

Entra in classe il Signor G. ( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)
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Abstract: intesa è stato firmato ieri a Palazzo Marino dal ministro Mariastella Gelmini e Dalia Gaberscik, la figlia, per la Fondazione Gaber. La moglie Ombretta Colli, Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, e Giovanni Terzi, l'assessore e amico da sempre coinvolto, davano il senso del progetto pilota che in tre anni dalla Lombardia raggiungerà il resto dell'Italia.

E il ministro porta Gaber a scuola ( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)
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Abstract: Pochi giorni dopo arriva la risposta del ministro Mariastella Gelmini: «Va bene, parliamone. Facciamo conoscere la sua grandezza agli studenti». A lavorare al progetto ci si mette poi la Fondazione intitolata al signor G, promossa da Ombretta Colli, vedova Gaber e attualmente assessore al Comune di Milano.

Lite sulle Elementari <A rischio le scelte di 250 mila famiglie> ( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: modello confermato per ogni scelta dei genitori ROMA — Diciannovemila posti in più nel tempo pieno, ma impossibilità di accontentare 250 mila genitori che hanno scelto per il proprio bambino l'offerta di 30 ore settimanali. Le due notizie, una buona l'altra meno, provengono da «Tuttoscuola » e riguardano le prime elementari che si formeranno a settembre.

Provinciali, il Pdl fa i nomi dei candidati La Lega prende tempo ( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini e Giancarlo Abelli) e di An (Ignazio La Russa e Massimo Corsaro) si sono premurati di prenotare per il Pdl otto delle 11 caselle da riempire. Solo le rimanenti tre, nel disegno basato da azzurri e An più sulle debite proporzioni tra i partiti che sulla selezione definitiva dei nomi, andrebbero quindi assegnate a candidati lumbard.

Facebook, Berlusconi batte tutti Nel Pd il migliore è Soru: quinto ( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 060 fan, da Mariastella Gelmini, ministro all'Istruzione che sul web ha puntato molto. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, può contare su 24.969 supporters, mentre Antonio Di Pietro, ottavo posto, su 18.390. A seguire c'è il ministro alla Difesa Ignazio la Russa, 17.

I genitori dovrebbero riflettere con attenzione sulla proposta del ministro Gelmini che dà la p... ( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)
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Abstract: Gelmini che dà la p... I genitori dovrebbero riflettere con attenzione sulla proposta del ministro Gelmini che dà la possibilità di iscrivere il figlio in una classe con un solo insegnante e soltanto al mattino. Perché il bambino non è in grado di lavorare così tante ore nella giornata: se lo si obbliga diventa stressato eprenderà a noia la scuola e lo studio con le conseguenze deleterie

Classi per stranieri, no della Crusca ( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Temo che vedano più il tarlo del razzismo che altro, ma io spero che al più presto il ministro Gelmini possa varare un provvedimento dettagliato sulle classi ponte, la mozione indica soltanto la linea politica, non le soluzioni tecniche migliori». Per ora il ministro sta studiando la pratica, e i presidi sono in attesa di lumi per le iscrizioni.

cento sindaci per il tempo lungo, la gelmini scappa ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini scappa ABANO TERME. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha snobbato i sindaci veneti che intendevano incontrarla per difendere il «tempo lungo» nella scuola. Ovvio che il Movimento, che raccoglie sindaci di destra come di sinistra, ormai oltre cento, non abbia gradito l'assenza.

parco milcovich, deciso l'ampliamento ma all'interno sorgeranno 18 alloggi ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Durante le interrogazioni il forzista Alberto Salmaso ha attaccato l'assessore alla scuola Piron sulla vicenda del «tempo lungo»: «Ha trasformato una vicenda bipartisan in uno scontro politico. Nessuno vuole distruggere la riforma Gelmini, ma solo tutelare una specificità veneta». (c.mal.)

"Adesso per favore nelle scuole studiate Gaber" ( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Paolo Giordano Il ministro Gelmini presenta il nuovo progetto: "I suoi testi insegnano a diventare dei cittadini". La proposta è stata lanciata al Festival di Viareggio del 2008: "Educa a pensare senza pregiudizi" In fondo è naturale. Ora la lezione di Giorgio Gaber entra nelle scuole secondarie e diventa oggetto di studio.

Scuola, a rischio il tempo pieno ( da "Metronews" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: detto la Gelmini a Milano alla Fondazione Don Gnocchi - le risorse sul tempo pieno non solo non sono state tagliate, anzi sono aumentate. Non credo ci siano problemi a rispettare la scelta delle famiglie». Secondo Tuttoscuola, invece, dal momento che gli organici (lasciando da parte il tempo pieno per il quale la Gelmini ha più volte assicurato il mantenimento degli attuali livelli)

Tempo pieno, la Gelmini sicura: "Non prevedo nessun problema" ( da "Stampaweb, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione, Maria Stella Gelmini. «Con un migliore impiego delle risorse - ha detto - siamo riusciti non solo a mantenere il tempo pieno, ma ad aumentarlo. Non prevedo problemi, ho parlato con alcuni direttori scolastici regionali e le notizie sono tranquillizzanti».

Scuole, futuro a rischio Il sindaco scrive a Roma ( da "Arena.it, L'" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: capoluogo che si trovano sotto i 600 metri di quota Valcasara al ministro Gelmini: «Una falsa lettura della legge potrebbe annullare le deroghe previste per i Comuni montani» 03/03/2009 rss e-mail print Alunni delle elementari: quelli di Selva rischiano di perdere la scuola? C'è preoccupazione fra i genitori per il prossimo anno scolastico in merito al mantenimento di classi e plessi,

Tempo pieno con il maestro unico ( da "Tempo, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini in vigore dal prossimo anno. «Secondo quanto risulta dalle iscrizioni, solo il 3% delle famiglie hanno scelto il maestro unico: è la prova eclatante che il ministro Gelmini ha sbagliato» ha dichiarato il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, che chiede al ministro pure «di fare un passo indietro sui tagli che stanno per colpire la scuola»

Balena rossa la trionferà? ( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Ultime News Crisi, Borse europee ancora in rosso Almunia: "Nuovo ribasso di crescita"Testamento biologico, il ddl slitta: al Senato giovedì 19 marzoDc,

A Milano una chiesa dedicata a don Gnocchi ( da "Avvenire" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, presente alla cerimonia . Un uomo capace di indicare valori e testimonianze positive, come solo un educatore sa fare. Mi auguro che il suo esempio illumini il cammino di tutti gli educatori». Ma anche, aggiunge Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, «coloro che sono chiamati a operare nella sanità,

Valanga di insufficienze, è allarme ( da "Avvenire" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, che comunque difende la scelte di reintrodurre questa valutazione e chiama in causa la famiglia e i media. «Occorre ripristinare un rapporto di reciproca sti- ma e collaborazione tra famiglia e la scuola» auspica la Gelmini, sottolineando che «anche i media possono fare la loro parte» nella battaglia contro il bullismo e per il ripristino di un progetto educativo condiviso.

E il <Signor G> arriva tra i banchi ( da "Avvenire" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini ieri mattina nella sala Alessi di Palazzo Marino sede del Comune di Milano ha firmato il protocollo d'intesa con la Fondazione Giorgio Gaber per portare l'opera del cantante e autore, che oggi avrebbe 70 anni, nelle scuole superiori. Un progetto pilota triennale che partirà dalla Lombardia e che potrà poi estendersi alle altre scuole italiane.

PROVINCIA MT, MARZANO (PD) SU DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO ( da "Basilicanet.it" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che la scellerata riforma scolastica voluta dal ministro Gelmini avrebbe pesantemente condizionato il sistema scolastico regionale, noi del Pd lo avevamo temuto fin dallâ??inizio. E il dibattito apertosi tra i rappresentanti istituzionali di ogni livello e nel mondo della scuola attesta che i nostri timori erano fondati".

Ai genitori la scuola piace "lunga": il 90% dei nuovi iscritti al "tempo pieno" ( da "Panorama.it" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestazioni studentesche anti Gelmini oggi le famiglie riconoscono la bontà della riforma". Replica a Fioroni anche da parte del senatore della Lega, Irene Aderenti: "Non può parlare per slogan". "Avevamo ragione noi: sapevamo che le famiglie volevano il tempo prolungato", commenta Gianluca Gabrielli, del [8] Coordinamento nazionale difesa del tempo pieno.

Scuole, nel Lazio cinquemila a rischio ( da "Tempo, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Secondo la Costa la riforma Gelmini porterà questo pesante taglio di lavoro nella nostra regione, da intendersi divisi in tremilacinquecento unità per i docenti e millecinquecento posti per il personale Ata. «Il ministero non ha ancora reso disponibile la dimensione dei tagli nelle singole province del Lazio –

Si festeggia il 139 anniversario della nascita dei vigili urbani ( da "Sicilia, La" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro svoltosi a Montecitorio con la Commissione Cultura e Istruzione, alla presenza del Ministro dell'istruzione Gelmini. Per l'occasione il responsabile agrigentino ha avanzato proposte sulla riforma dell'ordinamento scolastico ponendo particolare attenzione al ruolo degli studenti e ai bisogni delle scuole. DEBORAH ANNOLINO

IL SIGNOR G. ENTRA NELLE SCUOLE E DIVENTA UNA MATERIA DI STUDIO E UN PROGETTO DI CONCORSO, GIO... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 03-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: parole per pensare», rivolto agli studenti invitati a rielaborare uno dei brani del repertorio gaberiano. Lo ha annunciato il ministro Gelmini per celebrare i settant'anni dell'autore: «Gaber - ha detto - può essere una fonte di insegnamento per i giovani, è stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore».

Istruzione. Gelmini: Giorgio Gaber nelle scuole per imparare a pensare fuori dagli schemi ( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: Giorgio Gaber nelle scuole per imparare a pensare fuori dagli schemi (3/3/2009 18:24) | (Sesto Potere) - Roma - 3 marzo 2009 - "Giorgio Gaber non solo e? un grande artista ma e? anche un grande pensatore, un pensatore libero e quindi credo che sia giusto ma anche un?

Cgil: 400.000 precari nella P.A. rischiano il posto ( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che comunque perderanno il loro lavoro a causa del provvedimento legislativo o del decreto legge, la riconsiderazione del piano Gelmini sulla scuola. La mobilitazione dei lavoratori precari di questi giorni - conclude Gentile - porterà queste richieste all?attenzione del Parlamento e del Governo”.

Scuola, Mura (IdV): "Il Governo ora teme il voto in condotta" ( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una misura che sorprende dal momento che già il 16 gennaio scorso la Gelmini ha emanato un decreto ministeriale, il numero 5, in cui all?articolo 2 si stabilisce che l?insufficienza in condotta comporta l?automatica bocciatura dello studente. Misura quanto mai chiara. A che serve allora un?ulteriore regolamento?

Cgil: 400.000 precari nella P.A. rischiano il posto, metà solo nella scuola ( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che comunque perderanno il loro lavoro a causa del provvedimento legislativo o del decreto legge, la riconsiderazione del piano Gelmini sulla scuola. La mobilitazione dei lavoratori precari di questi giorni - conclude Gentile - porterà queste richieste all?attenzione del Parlamento e del Governo”.

Pd Modena boccia il maestro unico ( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno bocciato categoricamente la riforma Gelmini, adesso il governo non faccia orecchie da mercante e riveda i tagli alla scuola". A chiederlo sono le parlamentari del Pd Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico che aggiungono, "I dati diffusi oggi da Flc-Cgil dimostrano che il 73 per cento delle famiglie modenesi privilegia il modulo a 30 ore e soprattutto il tempo pieno a 40 ore &


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A che punto è la notte? (sezione: Scuola)

( da "Articolo21.com" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

A che punto è la notte? di Gaetano Alessi A che punto è la notte? Domanda difficile. In quella giungla che è il tempo, non si sa più da che parte volgere lo sguardo per trovare luce. Si potrebbe chiederlo alle migliaia di ragazzi che, nel giro di pochi mesi, perderanno il lavoro. Vi risponderebbero con un aggettivo: fonda. Spellati vivi da una classe dirigente in un?Italia dove, per dirla come Vigny, “i mercanti gelosi” fanno i politici, e non sanno politicare. La legge del “mercato” osannata da tutti, la precarietà come “risorsa”, la flessibilità come cardine, la legge “Biagi” come unico vero Dio di economisti, ministri (di tutte e due le parti), opinionisti, oggi rivela il suo vero volto: la cristallizzazione dei sogni di tre generazioni. Una scure che tra passato e futuro elimina il presente. Con tutte le conseguenze del caso. La lettura dei quotidiani è un bollettino da guerra. Ogni giorno una bordata, ogni ora un manager che “getta la spugna”. Dalla ricca Emilia alla sperduta Pantelleria. L?angoscia di dovere arrivare la mattina sul posto di lavoro, con la sicurezza di ricevere cattive notizie. Contratti non rinnovati, azzeramento degli straordinari, riduzione delle ore di lavoro camuffate da scelta “volontaria” (perché se non firmi ti licenziano).La platea sterminata del lavoro in nero, in cui aleggiano infiltrazioni mafiose, sempre più presente. Gli omicidi di Stato, chiamati, non si sa perché, “morti bianche”. Frutto dell?insicurezza in un mondo del lavoro in cui il potere dei lavoratori diminuisce e cresce la pressione dell?impresa. I sindacati complici o, come nel caso della Cgil, abbandonati e indeboliti dalla timidezza dei suoi referenti sociali storici. L?informazione incatenata anch?essa nella precarietà costante del suo alito di vita: i giornalisti di base. Poi la certezza che con 900 euro al mese non c?è futuro, non ci sono figli, la pazienza di dover vivere in affitto sapendo di poter spendere, se va bene, 15 euro al giorno. I prezzi d?alimentari e bollette che crescono ogni giorno, mentre l?Irpef e la pressione fiscale uccidono il cedolino del 28. Tutto questo vissuto quasi come un privilegio, da chi il lavoro lo mantiene e deve salutare quei colleghi che (magari dopo quattro anni d?apprendistato) hanno la disgrazia di avere il contratto in scadenza nel 2009. Una crisi senza precedenti, che però suscita reazioni immotivate ed esasperate nel mondo imprenditoriale. Eccessive, rispetto al calo degli introiti. Il sospetto che si cerchi di approfittare di questa situazione per creare un “effetto Cipro” che permetta, utilizzando un termine “vetero”, al “capitale” di poter contare tra un anno su una platea di disoccupati talmente ampia e disperata da accettare qualunque compromesso pur di avere un lavoro. In tutto questo la politica non governa la crisi, non controlla, ed è assente. Muta assiste ad un dramma che avrà il suo secondo atto in autunno: quando altre decine di migliaia d?italiani, che lavorano nell?istruzione, saranno rispediti a casa dalla riforma “Gelmini”. Precari: carne da cannone. Equazione semplice e mai, come in questo periodo, esatta. Co.co.co, Co.co pro, interinali, stagionali. Figli di un Dio minore, senza diritti sindacali e nemmeno degni d?ammortizzatori sociali. Tutta questa gente, l?ossatura su cui si basa il ciclo economico del paese, cos?è per la società ? Nulla per il Governo Berlusconi, che stanzia soldi per le banche e semina l?elemosina della Tremonti card. Una “sorpresa” per il Partito democratico che propone la “novità” (vecchia di 30 anni e irrealizzabile nell?immediato) del “Salario minimo garantito”. Si erge la voce della Chiesa ma, tra le mille contraddizioni del Vaticano, alle orecchie di chi ascolta tutto questo bailamme sembra chiasso senza costrutto. Parole, parole, parole, che riportano alla domanda iniziale: a che punto è la notte? Se esiste una classe “illuminata” in questo paese sarebbe il caso che cominciasse a dare una risposta. Altrimenti l'aggettivo "infinita" campeggerà trionfante in un deserto dove le rose non vorranno più crescere. http://gaetanoalessi.blogspot.com/

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I dati forniti da viale Trastevere scatenano i sindacati, da sempre polemici con la riforma Gelmini:... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

I dati forniti da viale Trastevere scatenano i sindacati, da sempre polemici con la riforma Gelmini: «Si è verificato quello che abbiamo denunciato da tempo - commenta Domenico Pantaleo, segretario generale Flc Cgil - i genitori hanno dimostrato di aver bisogno del tempo pieno, dalle trenta alle quaranta ore, ed il governo ora deve mantenere la promessa fatta: accontentare le esigenze delle famiglie. Purtroppo con i tagli previsti sugli organici, ben 42 mila docenti in meno, sarà difficile, è questa la vera contraddizione. Non ci resta che aspettare il decreto interministeriale sugli organici». E di organici parla anche il segretario Cisl, Francesco Scrima: «Bisogna far attenzione nel tagliare i posti di lavoro dei precari, che comunque da anni mandano avanti la scuola con professionalità». (L. Loi/ ass)

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La Gelmini in convegno ad Abano ABANO TERME - Dopo il forfait dato a Civitas, la f... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

La Gelmini in convegno ad Abano ABANO TERME - Dopo il forfait dato a Civitas, la fiera della scuola padovana, il contestato ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini oggi è annunciata ad Abano Terme. Tra le 16,15 e le 16,45 è previsto un suo intervento al convegno "L'orientamento per il futuro", organizzato dall'istituto Marconi di Padova, all'hotel Alexander. Marocchino aggredito e picchiato PADOVA - Un ragazzo di origine marocchina è stato aggredito e picchiato da quattro persone di carnagione chiara ieri all'alba in piazza Duomo. Ha riportato fratture al naso e alla mano. Si esclude il movente razziale.

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padova. sono circa 7 mila gli alunni che frequentano le scuole elementari nei plessi del comune ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Cronaca PADOVA. Sono circa 7 mila gli alunni che frequentano le scuole elementari nei plessi del comune ... PADOVA. Sono circa 7 mila gli alunni che frequentano le scuole elementari nei plessi del comune di Padova. Ben 3 mila sono iscritti al tempo lungo (che si avvale di tre insegnanti ogni due classi), mentre 1800 ragazzi frequentano quotidianamente il tempo pieno (che è fondato su due maestri per classe). CITTADELLA. Sono 359 gli alunni che frequentano le 19 classi del tempo lungo (30 ore più 5 di mensa) nel circolo scolastico di Cittadella. Ammontano invece a 600 gli alunni iscritti alle 33 classi del tempo normale (articolato su 30 ore). All'inizio del prossimo anno verranno chiuse le elementari Pascoli. PROVINCIA. Sono circa 12 mila, nell'intera provincia di Padova, gli alunni che frequentano le classi del tempo pieno. Se il ministro Gelmini non accoglierà le richieste dei sindaci, dal prossimo anno questi alunni torneranno a casa all'ora di pranzo, creando non poco disagio nell'organizzazione familiare.

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tempo lungo, attacco alla gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministro dell'Istruzione, oggi ad Abano, sarà contestata dai sindaci di centrodestra e centrosinistra Tempo lungo, attacco alla Gelmini Bitonci in prima linea: «Ripristini subito quel servizio» Sindaci padovani e veneti coalizzati a difesa del tempo lungo. Una delegazione «trasversale» di primi cittadini verrà ricevuta oggi dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, a margine del seminario di Abano. Capitanata dal sindaco di Albignasego Massimiliano Barison, la delegazione è composta da Andrea Bronzato (Abano), Claudio Piron (assessore ai Servizi scolastici di Padova), Marco Pedron (Mestrino), Lino Ravazzolo (Teolo), Silvia Fattore (Villanova), Nunzio Tacchetto (Vigonza), Mauro Fecchio (Correzzola), Beatrice Piovan (Villafranca), Mirco Gastaldon (Cadoneghe). Ma al «Movimento dei sindaci per il tempo lungo» hanno già aderito una settantina di fasce tricolori padovane e oltre trenta di primi cittadini di altre province venete. Sono infatti circa 12 mila nel Padovano (di cui 3 mila nel comune capoluogo) gli alunni delle elementari che, da settembre, rischiano di perdere la possibilità di frequentare il tempo lungo (ovvero 30 ore di lezione più 5 di mensa) e di tornare a casa all'ora di pranzo. Un «giro di vite» legato ai tagli decisi l'anno scorso dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e ora resi operativi dal ministro Gelmini. La quale anche ieri, commentando i dati sulle iscrizioni alla prima elementare (quasi 6 famiglie su 10 hanno scelto l'orario delle 30 ore), ha difeso a spada tratta la scelta del maestro unico: «Il maestro unico di riferimento - sottolinea l'onorevole Gelmini - sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i Paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e, da quando è stata introdotta questa modalità, l'Italia è scesa dal 3º all'8º posto nelle classifiche internazionali». «Chiederemo al ministro - anticipa Massimiliano Barison, forzista come la Gelmini - di tener conto della specificità del Veneto, dove il tempo pieno è una realtà consolidata, gradita dalle famiglie che non vogliono rinunciare a questa opportunità». E il primo cittadino di Cittadella, l'onorevole leghista Massimo Bitonci, preannuncia per oggi l'approvazione di una delibera di giunta nella quale si chiede al ministro, a fronte della richiesta di 350 famiglie in favore del tempo pieno, di assicurare alla Regione Veneto «un numero adeguato di docenti in maniera tale da attivare il tempo pieno nei plessi del circolo di Cittadella o in subordine un numero di insegnanti tale da garantire il tempo lungo per 35 ore settimanali». (Claudio Baccarin)

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l'orientamento per il futuro seminario all'hotel alexander (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Cronaca «L'orientamento per il futuro» Seminario all'hotel Alexander «L'orientamento per il futuro. Dimensione formativa e assetti istituzionali al servizio della persona» è il tema del seminario nazionale, promosso dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in collaborazione con l'Ufficio scolastico regionale (la segreteria è curata dall'istituto Marconi), che si apre oggi, alle 15, all'hotel Terme Alexander Palace di Abano e che si protrarrà fino giovedì alle 13. Dopo i saluti del sindaco di Abano, Andrea Bronzato, del presidente della Provincia Vittorio Casarin, del presidente della Regione Giancarlo Galan, dell'assessore veneto all'Istruzione e alla Formazione Elena Donazzan e del direttore dell'Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo, è previsto l'intervento del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

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toh, s'è svegliato il centrodestra - claudio baccarin (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)

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Claudio Piron, assessore a Padova: tremila alunni rischiano a settembre di perdere il tempo pieno «Toh, s'è svegliato il centrodestra» Barison: movimento trasversale per avere più docenti Il sindaco di Albignasego: hanno aderito alla protesta un centinaio d'amministrazioni CLAUDIO BACCARIN Voce di uno che grida nel deserto. Claudio Piron, assessore comunale ai Servizi scolastici, ha indossato per mesi i panni di un profeta inascoltato. «E' dall'inizio dell'anno scolastico - sbotta Piron, esponente del Partito democratico - che i consigli d'istituto sfornano documenti in cui richiamano l'attenzione degli amministratori locali sui tagli decisi dalla manovra d'estate del ministro Tremonti e poi resi operativi dal ministro Gelmini. Un'assemblea nazionale dell'Anci, svoltasi a Trieste il 22 ottobre, chiedeva un ripensamento. Io ho chiesto a più riprese, all'assessore Donazzan, di convocare il tavolo regionale ma non ho ricevuto alcuna riposta. Ora è quantomeno curioso che, alla vigilia della Conferenza Stato-Regioni prevista per il 7 marzo, sindaci e parlamentari del centrodestra si diano da fare per salvare il tempo pieno. Comunque io non mi tiro indietro, perché ci sono in ballo i diritti di tanti ragazzi e delle loro famiglie. Senza dimenticare i 100 milioni di euro che sono stati investiti dai Comuni del Veneto per realizzare mense che ora resteranno inutilizzate». Insomma, ci sarà anche Piron, questo pomeriggio, nella delegazione di sindaci, consiglieri regionali e parlamentari, che ad Abano incontrerà il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Solo nel capoluogo sono infatti tremila ragazzi che dal prossimo settembre rischiano di non poter più frequentare il tempo lungo (che consente loro di mangiare a scuola e di uscire intorno alle 15,30). «Adesso è singolare - aggiunge Piron - che proprio quei parlamentari che hanno votato i tagli e la riforma Gelmini, ora si mobilitino per rimediare. E la stessa assessore Donazzan si dichiara pronta a fare le barricate. Non dobbiamo però presentarci con il cappello in mano. Tengo sempre presente l'insegnamento di monsignor Giovanni Nervo: "Mai chiedere per carità quello che ti spetta di diritto"». Della delegazione farà parte anche Lino Ravazzolo, sindaco di Teolo e alfiere di Alleanza nazionale: «Sono 120 - dice Ravazzolo - i bambini iscritti al tempo lungo nella scuola di Tramonte. I loro genitori hanno espresso il desiderio di trasformare il tempo lungo in tempo pieno. Ma se non arrivano gli insegnanti, bisognerà operare dei tagli dolorosi, visto che dobbiamo fare i conti con la cancellazione dell'Ici e con il Patto di stabilità. Mi auguro che la Gelmini prenda in considerazione le nostre richieste». Anima della mobilitazione è Massimiliano Barison, forzista, sindaco di Albignasego: «Noi abbiamo 450 bambini - puntualizza Barison, che fanno il tempo lungo e che ora rischiano di vederselo cancellare. Proprio per questo mi sono fatto promotore di un'iniziativa a livello veneto, rapportandomi con l'assessore Donazzan. Il problema, inizialmente, era stato un po' sottovalutato. Al momento hanno aderito 70 Comuni padovani più una trentina d'importanti amministrazioni di altre province: da Bassano a Vicenza, da Montecchio a Schio, fino a Castelfranco. In molte realtà si stanno votando delibere di giunta o di consiglio comunale. Sono in ballo le posizioni di dodicimila ragazzi della provincia di Padova. Occorre pertanto che il ministro autorizzi un maggior numero d'insegnanti, sulla scorta dei parametri, decisamente più elevati, riconosciuti per Lombardia ed Emilia-Romagna. Mi pare positivo il fatto che i sindaci si stiano mobilitando». La mobilitazione dei sindaci viene pienamente condivisa da Filippo Ascierto, parlamentare e presidente provinciale di Alleanza nazionale. Non è singolare questa retromarcia dopo aver votato i tagli a Montecitorio? «La scuola necessitava di una razionalizzazione - argomenta Ascierto - e io pertanto sostengo che il ministro Gelmini ha fatto una buona riforma. Occorre però tener conto della specificità veneta in fatto di tempo pieno». Proprio Ascierto, martedì scorso, ha presentato insieme ai colleghi pidiellini Marino Zorzato, Lorena Milanato e Giustina Mistrello Destro, un'interrogazione a risposta in commissione. Nell'interrogazione si ricorda che, su iniziativa del Comune di Albignasego, è nato in Veneto un «movimento spontaneo» di sindaci, «con lo scopo di sostenere la Regione affinché ottenga dal ministero dell'Istruzione il corpo docente necessario a mantenere anche per il prossimo anno scolastico 2009/2010 il tempo prolungato nella scuola primaria». «Il tempo prolungato nella scuola primaria (30 ore di lezione frontale più il tempo mensa, attivo nel Veneto da quasi 20 anni - continua l'interrogazione di Ascierto - si caratterizza per la presenza a scuola degli alunni per un orario che varia dalle 35 alle 38 ore settimanali, generalmente distribuito su cinque giorni dal lunedì al venerdì, sul modello del tempo pieno (40 ore settimanali con servizio di mensa». Di qui pertanto la richiesta al ministro di «adeguare l'organico dei docenti della scuola primaria, che verrà assegnato al Veneto, alla reale specificità organizzativa delle scuole, al fine di consentire la continuazione dei modelli a tempo prolungato ove esistenti, ovvero la trasformazione degli stessi nel modello a tempo pieno, nel rispetto delle richieste e delle esigenze delle famiglie». Sulla stessa falsariga la delibera di giunta che Cittadella si accinge ad approvare, in cui si evidenzia che «una distribuzione del personale docente che riducesse ulteriormente gli insegnanti nella nostra Regione andrebbe a penalizzare ancora una volta il nostro territorio».

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organizzazione scolastica a este consiglio comunale straordinario (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Provincia Organizzazione scolastica a Este Consiglio comunale straordinario ESTE. E' stata convocata per stasera alle 20.30, una riunione urgente del consiglio comunale. Sarà infatti esaminato l'ordine del giorno in materia di organizzazione della scuola primaria, soprattutto in relazione all'articolazione dei tempi scolastici. L'ordine del giorno sta facendo il giro delle sale consiliari di numerosi Comuni della Bassa, che hanno fatto fronte comune contro le novità apportate dal decreto Gelmini. Il circolo di Este e Montagnana di Rifondazione Comunista è intervenuto sul tema: «Ad Este non salterà il rientro solo alla scuola elementare Pascoli, ma salteranno pure i modelli delle scuole Pilastro e Deserto, a meno che l'amministrazione non si adoperi con l'economia creativa, non potendo però contare sui fondi del Ministero». Il gruppo attacca poi duramente la Lega Nord: «Nel ringraziare la parlamentare locale della Lega, Paola Goisis, che ha lavorato alacremente a fianco della Gelmini per portare a casa questi risultati, invitiamo i genitori a tenere alta l'attenzione». Nel frattempo è prevista una mobilitazione pubblica dei docenti della scuola Pilastro, già firmatari di un documento condiviso. (n.c.)

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gastaldo a favore del tempo lungo (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Provincia Gastaldo a favore del tempo lungo ESTE. «Un problema che oltre a pesare su famiglie, scuole e amministrazioni mortifica la lungimiranza della nostra provincia»: è questo il commento che fa Gino Gastaldo, assessore provinciale ai Rapporti col territorio, in vista dei disagi che la riforma Gelmini porterà alle scuole della Bassa. «E' inaccettabile che a pagare siano quelli che si sono dimostrati più responsabili verso i cittadini - spiega l'esponente Udc - Le scuole padovane, infatti, sono state le prime a risolvere la carenza delle risorse pubbliche istituendo il «tempo lungo». Un modello azzeccato e riuscito grazie alla bravura di dirigenti scolastici e docenti». Il sacrificio del «tempo lungo», oltre a pesare sulle casse degli enti pubblici e scolastici, peserà prima di tutto sulle famiglie: «In un tempo di crisi come questo stiamo aggiungendo incertezze a genitori e ragazzi», conclude l'assessore Gastaldo. (n.c.)

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Lessinia0 Villanova 2/V 2 (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 02 Marzo 2009 SPORT Pagina 44 Lessinia0 Villanova 2/V 2 Lessinia: Bellamoli, Corbellari, Canteri G., Battisti, Castagna, Menini, Ala (Corradi), Fossa, Canteri M., Alberti, Salvoro (Campara). All. Gelmini. Villanova 2/V: Ferro, Andriolo, Zandonà, Rigodanza, Dalle Mole, Povolo, Piubelli, Confnete, Cengia, Rauschidi, Dal Cero. All. Barbieri. Arbitro: Rigotti di Legnago Reti: 35' pt Cengia, 12' st Piubelli.  

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ma che serva solo ai bulli - sebastiano messina (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina MA CHE SERVA SOLO AI BULLI SEBASTIANO MESSINA Alla fine del primo quadrimestre la pagella di Gelmini Mariastella, ministro dell´Istruzione, è come quella del 72 per cento degli studenti italiani: qualche buon voto, tanti 6 ma anche un 5. SEGUE A PAGINA 25

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record di 5 in condotta bocciato il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Scuola, boom di insufficienze in pagella. Preiscrizioni, non piace il modello Gelmini Record di 5 in condotta bocciato il maestro unico ROMA - Record di 5 in condotta nelle scuole superiori. Aumentano i debiti formativi. Il boom è negli istituti professionali. Mentre il 90 per cento delle famiglie ha chiesto le 30 ore settimanali o il tempo pieno per il prossimo anno nelle prime classi delle elementari. Malgrado le rassicurazioni del ministro Mariastella Gelmini, dal 1° settembre 2009 per la scuola inizierà un periodo davvero difficile. Il commento dei sindacati della scuola e dell´opposizione è unanime: la riforma Gelmini è stata bocciata dalle famiglie. REGGIO, SCALISE E VANNI ALLE PAGINE 18 E 19

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scuola, pioggia di 5. anche in condotta - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 18 - Cronaca Scuola, pioggia di 5. Anche in condotta Insufficienze per 7 ragazzi su 10. Elementari, boom di richieste per il tempo pieno Per i bambini il 90% delle famiglie chiede 30 o 40 ore Gelmini: avanti col maestro unico MARIO REGGIO ROMA - Fioccano i 5 in condotta nelle scuole superiori. Aumentano i debiti formativi: 7 studenti su 10 hanno riportato almeno un´insufficienza nel primo quadrimestre, un´ecatombe che registra punte record negli istituti professionali. Mentre il 90 per cento delle famiglie ha chiesto le 30 ore settimanali o il tempo pieno per il prossimo anno nelle prime classi delle elementari. Malgrado le promesse del premier Berlusconi, «manterremo le classi a tempo pieno, anzi le aumenteremo», e le rassicurazioni del ministro Mariastella Gelmini, dal 1 settembre 2009 per la scuola inizierà un periodo davvero difficile. Unanime il commento dei sindacati della scuola e dell´opposizione: la riforma Gelmini è stata bocciata dalle famiglie. Iniziamo dal famigerato 5 in condotta. Più di 34 mila gli studenti delle superiori che se lo sono trovato sulla pagella del primo quadrimestre (il 2% del totale). I più buoni risultano i liceali: più o meno tremila. Ben 8 mila i ragazzi per i quali quel 5 ha rappresentato l´unica insufficienza in pagella: diligenti in tutte le materie meno che nel comportamento. Un fenomeno che, quasi certamente, scemerà nel secondo quadrimestre per ridursi ancora agli scrutini finali, quando il consiglio di classe dovrà decidere, all´unanimità, di bocciare l´allievo indisciplinato che magari ha tutte le sufficienze. Diverso il discorso sui debiti formativi. Il recupero era previsto fin dal 1997 ma è spesso passato in cavalleria. La stretta dell´ex ministro Fioroni ha riacceso le polemiche. Ed ora, secondo i dati del ministero della Pubblica Istruzione, oltre il 72 per cento degli studenti, si è preso l´insufficienza in una o più materie. In testa alla lista nera, come al solito, gli istituti professionali, male anche gli artistici e gli istituti d´arte, mantengono le posizioni classici e scientifici. Abbassano la media di brutti voti gli studenti dei linguistici (dove hanno un´insufficienza solo 4 ragazzi su 10), ma il loro numero è una piccola porzione del totale delle scuole superiori. Tra le bestie nere per gli studenti da segnalare il sorpasso delle lingue straniere rispetto alla matematica. Nelle medie inferiori, infine, i debiti si assestano sul 46 per cento e si distribuiscono in maniera uniforme tra le materie più importanti. Questione organici. Anche se manca ancora un mese alla loro definizione, il problema non sarà di facile soluzione per il ministro Gelmini: 24 mila i docenti che andranno in pensione nel 2009, più circa 30 mila contratti a tempo per i precari che non verranno rinnovati. Per quanto riguarda le elementari, comunque, il ministro assicura e precisa: «Manterremo il tempo pieno esistente, il maestro prevalente ci sarà nei tre moduli di 24, 27 e 30 ore». Mimmo Pantaleo, segretario nazionale della Cgil, replica: «I dati del ministero confermano il sondaggio che abbiamo concluso pochi giorni fa e confermano che le richieste di tempo pieno sono aumentate del 9 per cento. Il maestro unico, affiancato da quello di religione e forse d´inglese, non riuscirà a coprire le 30 ore. è la fine del modulo con 3 maestre in due classi - afferma Pantaleo - ma la bocciatura del modello Gelmini è palese e chiara». Senza mezzi termini il commento dell´ex ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni: «I dati del ministero evidenziano come le famiglie italiane abbiano bocciato il maestro unico e il modulo delle 24 ore. Il tempo pieno si rafforza al Nord e il Sud continua ad impoverirsi laddove c´è più bisogno di una offerta formativa in grado di rispondere ai bisogni del territorio. La maggioranza delle famiglie italiane ha scelto 30 ore per la prima elementare basandosi sul modello precedente che prevedeva mensa e compresenza di docenti. Come farà questo governo - conclude - con i tagli finanziari e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori italiani erano abituati?».

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"giusto tornare al rigore l'ho capito sulla mia pelle" - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 19 - Cronaca Linus: il comportamento mi costò due bocciature "Giusto tornare al rigore l´ho capito sulla mia pelle" Mi sentivo un leader, purtroppo alla fine vincevano sempre i professori FRANCO VANNI MILANO - A Linus, direttore di Radio Dj, la condotta è costata due bocciature di fila all´ultimo anno di superiori. Cosa combinava a scuola? «La prima insufficienza la devo all´eccellente imitazione che facevo del professore di elettrotecnica. Mi sentivo invincibile, i compagni ne andavano matti. Ma se io ero il leader della classe all´intervallo, il prof lo era durante gli scrutini. E alla fine ha vinto lui». I suoi genitori come l´hanno presa? «La prima bocciatura, male. Ma l´hanno scoperta tardi. Visti i tabelloni dei voti mi sono dato alla latitanza, tre giorni da un amico in Brianza. La seconda volta erano rassegnati: lavoravo in radio e a scuola andavo poco. Al terzo tentativo la maturità l´ho fatta, ho preso 46». Suo figlio in classe fa il bravo? «Va alle medie, e i professori già dicono che non si concentra. Io lo sgrido perché il ruolo di padre lo impone, ma il mio passato mi spinge anche a non esagerare». Le due bocciature le hanno insegnato qualcosa? «Ho capito che non ero invulnerabile. Anche se pensi di essere il più furbo del mondo alla fine la paghi. La bocciatura è una lezione che serve». è d´accordo con il 5 in condotta? «Anche se la politica del ministro Gelmini sulla scuola non mi piace, sul comportamento sono con lei. Il ritorno al rigore è una buona cosa, come anche la lotta al bullismo».

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ma che serva ai bulli - sebastiano messina (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 25 - Commenti MA CHE SERVA AI BULLI La pioggia di 5 sembra dimostrare la bontà dell´idea della Gelmini Ma la sua scuola ha perso un´altra "i" berlusconiana quella di inglese SEBASTIANO MESSINA (segue dalla prima pagina) Cominciamo dal voto più brutto: da quando c´è lei, ci dicono i dati resi pubblici ieri dal suo ministero, gli studenti italiani sono meno bravi: quasi tre su quattro, il 2 per cento in più dell´anno prima. Sono i professori che sono diventati più severi o i ragazzi che studiano di meno? Le statistiche non ci permettono di rispondere, però ci danno una chiave per capire che l´aria è cambiata, nelle aule scolastiche: il voto in condotta. Ci sono 34.311 studenti che si sono ritrovati in pagella un bruttissimo 5 in condotta, e che dunque sono ufficialmente candidati alla bocciatura. Attenzione, non parliamo di quel 7 in condotta che animò il dibattito estivo sul ritorno alla severità nelle scuole, un voto nel quale l´apparenza del numero nasconde la sostanza della punizione, ma di un 5: una punizione bruciante, che può essere data solo dopo episodi di inequivocabile indisciplina e una severa sospensione dalle lezioni. Bisogna aver combinato qualcosa di grave, per beccarsi un 5 in condotta. Ebbene, le cifre ci dicono che i professori hanno deciso di usarla, questa bacchetta. Non solo, ma ci consegnano anche una mappa dell´indisciplina � o del bullismo, se volete � una mappa nella quale il Sud ha il doppio di 5 in condotta del Nord, e addirittura il triplo di studenti che hanno un´insufficienza in una sola materia: la condotta, appunto. Questa pioggia di 5 è in realtà il voto migliore del ministro Gelmini, perché sembra dimostrare la bontà della sua idea: colpire l´indisciplina usando la pagella. Quell´arma minacciosa ripescata dallo scantinato del ministero, insomma, sembra funzionare. Dobbiamo pensare che sia stata usata per dare una lezione ai quattordicenni che aggrediscono il professore con le forbici, o ai tredicenni che accoltellano il professore di musica, alle quindicenni che danno fuoco con l´accendino ai capelli della prof, ai tredicenni che mandano il vicepreside all´ospedale con la testa rotta (non sono esempi astratti, purtroppo, ma esempi pescati a caso dalla cronaca recente). E vogliamo credere che grazie a quest´arma regolamentare, messa nelle mani di maestri e professoresse, non leggeremo più di docenti che si inventano punizioni estemporanee, come la maestra che stava per tagliare la lingua all´alunno, come quell´altra che imbavagliava con il nastro adesivo i bambini più chiassosi, o come quell´altra ancora che cominciò a prendere a schiaffi i suoi scolari. Ma dobbiamo andarci cauti, perché questa nuova era di severità gelminiana si accompagna al momento a risultati non brillantissimi sul rendimento dei ragazzi italiani. Invece di studiare di più, gli studenti studiano di meno. E cosa studiano di meno? Le lingue, che quest´anno strappano il primato delle insufficienze alla scogliosa matematica: due studenti su tre non raggiungono la sufficienza. Così, dopo aver fatto marcia indietro su Internet (tagliando di un terzo le ore di tecnologia alle medie) il governo arretra anche sulla seconda delle celebri "tre I" berlusconiane, l´inglese. E la scuola del ministro Gelmini, che facendo la faccia arcigna alza la bandiera della modernità, poi se ne allontana sempre di più, in silenzio e senza schiamazzi, di quadrimestre in quadrimestre.

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scuola, pioggia di 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Attualità Scuola, pioggia di 5 in condotta Il sud ha il doppio degli studenti indisciplinati rispetto al nord Il 72% ha almeno un'insufficienza contro il 70,3% dell'anno scorso ROMA. Aumentano le insufficienze e fioccano i 5 in condotta. Dai dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione, al termine degli scrutini del primo quadrimestre, risulta che alle scuole superiori il 72% degli studenti ha riportato almeno un'insufficienza, contro il 70,3% dello scorso anno. In calo gli alunni modello: il 28% non ha riportato insufficienze contro il 29,7%. Gli studenti che hanno avuto il 5 in condotta sono stati 34.311 (8151 con la sola insufficienza in comportamento). La maggioranza vive al Sud e frequenta gli istituti professionali, seguiti dai tecnici. Minore indisciplina nei licei classici e negli scientifici: i 5 sono stati solo 3.000. Più del 50% delle insufficenze in condotta fidurano nelle pagelle dei ragazzi del mezzogiorno e delle isole, rispettivamente 15.683 e 5.677. Al centro i 5 sono stati 5.777 ed al nord 7.174. Quanto alla preparazione, le maggiori carenze sono segnalate negli Istituti professionali, con l'80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d'arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%) ed infine i licei linguistici con 59,9% (67,4% lo scorso anno). Gli studenti più bravi sono stati i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze. Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%), ma nel sud le insufficienze crescono. Tra le discipline, le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). Nelle scuole secondarie di primo grado (scuole medie) i ragazzi con almeno una insufficienza sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%). Il ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini oggi sarà ad Abano per un convegno sulla scuola.

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A scuola fioccanoi 5 in condottae le insufficienze (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

A scuola fioccanoi 5 in condottae le insufficienze dopo la legge gelmini Roma. Più di 34 mila studenti delle medie superiori hanno avuto nella prima pagella 5 o meno di 5 in comportamento. Più indisciplinati gli allievi degli istituti professionali, seguiti dai tecnici. In aumento le insufficienze: il 72% dei ragazzi delle superiori ne ha almeno una con netta prevalenza delle lingue. Nelle elementari plebiscito per il tempo lungo o pieno. g. ferrari, lugaro e altri servizi >> 2 02/03/2009 Washington. L'Iran può fabbricare l'atomica». Lo dice il capo di Stato maggiore Usa Mullen smentito, però, dal segretario alla Difesa Gates. giannotti >> 5 02/03/2009

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Oltre trentamilacon il 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Oltre trentamilacon il 5 in condotta Giro di vite nelle superiori. Maestro unico: nuove polemiche Roma. La cura-Gelmini colpisce duro nelle scuole superiori. Il primo quadrimestre si è concluso con il 5 in condotta per 34.311 studenti indisciplinati. Sono per la maggior parte allievi degli istituti professionali, seguiti dai tecnici. Molto più tranquilli i ragazzi dei licei, con "solo" 3.000 casi di insufficienza in comportamento. Ma la scuola ieri ha fatto parlare di sé non solo per i voti in condotta. La polemica politica si è accesa sul fronte delle iscrizioni al primo anno di elementari. Cominciamo dai dati raccolti su un campione di 900 scuole primarie. Secondo le proiezioni effettuate dal ministero della Pubblica istruzione, le famiglie per il prossimo anno scolastico hanno scelto in gran parte (56%) le classi a 30 ore; il 34% ha preferito il tempo pieno (40 ore con due maestri); mentre decisamente inferiore è stato il gradimento per le 24 ore (3%) e per le 27 ore (7%). Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica istruzione, ha sottolineato la libertà che hanno avuto le famiglie nella scelta «del quadro orario più adatto per i propri figli». Ed ha ricordato che tutti i modelli orari «prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento - ha aggiunto - sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade nei paesi europei». Nessuna nostalgia per il passato, poiché«solo in Italia - ha concluso il ministro - erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l'Italia è scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari». Ma secondo l'ex ministro Giuseppe Fioroni, oggi responsabile educazione del Pd, «i dati del ministero evidenziano come le famiglie italiane abbiano bocciato il maestro unico e il modulo delle 24 ore. Il tempo pieno si rafforza nel Nord del Paese e il Sud continua ad impoverirsi là dove c'è più bisogno di una offerta formativa in grado di rispondere ai bisogni del territorio». E ancora: «La maggioranza delle famiglie italiane ha scelto 30 ore per la prima elementare basandosi sul modello precedente che prevedeva mensa e copresenza di docenti. Sorge spontanea una domanda, come farà questo governo con i tagli economico finanziari e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori italiani erano abituati? Senza mensa e copresenza le 30 ore non daranno gli stessi effetti». Infine, un'osservazione relativa ai voti in pagella nelle scuole superiori. Secondo Fioroni «un quadro preoccupante emerge dai dati sulle insufficienze, rispetto alle quali le scuole autonome debbono avere le risorse idonee per garantire corsi di recupero adeguati per le esigenze degli studenti. Risorse falcidiate dal bilancio del ministero per colpa di una Finanziaria che smantella di fatto il nostro sistema di istruzione. È facile mettere 5 in condotta - ha concluso l'ex ministro - ma se poi le scuole non hanno le risorse per predisporre gli strumenti necessari per recuperare e integrare, aumenteremo solo la dispersione scolastica e diminuirà il numero dei ragazzi che giunge alla maturità con preparazione idonea ed adeguata». Torniamo alle pioggia di 5 in condotta. I ragazzi più indisciplinati sono nel Sud (15.683); seguono le Isole (rispettivamente 5.677), il Centro (5.777) e infine il Nord (7.174). Da segnalare il dato della Campania, unica regione con tutte le province al livello massimo di 5 in condotta. Peggiori, seppure di poco, anche il rendimento complessivo dei ragazzi: al termine del primo quadrimestre, sempre nelle superiori, il 72% degli studenti ha riportato almeno un'insufficienza, contro il 70,3% dello scorso anno. Matematica e lingue le "bestie nere". L'istruzione professionale è quella che continua ad avere i risultati peggiori, con l'80% degli allievi che ha riportato insufficienze (come lo scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (lo scorso anno erano 76,4%), licei artistici e istituti d'arte 77,2% (73,8%), ex magistrali con il 70,9% (57,6%), scientifico 64,5% (61,9%), classico 60,1 (57,6%). Bravi i ragazzi del linguistico: il 40,1% non ha insufficienze. Le carenze sono abbastanza uniformi nel Paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%). Ma le insufficienze al Sud crescono. Bruno Lugaro lugaro@ilsecoloxix.it 02/03/2009

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La Lega agli studenti padani:<Recepite le vostre istanze> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

La Lega agli studenti padani:«Recepite le vostre istanze» classi "ponte" per stranieri Milano. «Le vostre istanze sono state recepite dalla Lega, ad esempio quella sulle classi di inserimento per studenti stranieri è divenuta una mozione approvata dalla Camera e il ministro Gelmini sta lavorando in tal senso». Lo ha detto ieri il presidente dei deputati della Lega Nord, Roberto Cota, parlando alla prima assemblea federale degli Studenti Padani svoltasi a Chignolo Po, in provincia di Pavia. Cota è intervenuto alla assemblea che raccoglie circa 500 delegati degli oltre diecimila aderenti al Movimento studentesco padano. Il neo coordinatore del Movimento, Emanuele Monti, ha presentato al parlamentare sette proposte votate ieri dall'assemblea e che riguardano altrettanti temi della scuola superiore e dell'università. Si tratta di vecchie battaglie leghiste che vanno dalla regionalizzazione degli albi degli insegnati a proposte per l'integrazione degli studenti stranieri nelle scuole ad un diverso meccanismo per l'attribuzione del valore legale del titolo di studio. «Puntiamo da sempre sui giovani - ha ricordato Cota - e la Lega ha una classe dirigente giovane che ascolta i giovani e le loro proposte». 02/03/2009

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elementari, vince il " tempo lungo" (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Attualità Elementari, vince il " tempo lungo" Gelmini: famiglie più libere. Pioggia di 5 in condotta e d'insufficienze Tutti i modelli prevedono il maestro unico, figura indispensabile, come accade negli altri paesi europei ROMA. Dopo mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto a quale tipo di scuola iscrivere a settembre i figli: quasi sei bambini su dieci si troveranno in classi con l'orario scolastico delle 30 ore. Le 30 ore. Dai primi dati (analizzando un campione di 900 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale) risulta che il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. Per il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini questo significa che «dal 2009/2010 ci sarà più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli». Il ministro ricorda come tutti i modelli orari prevedano il maestro unico di riferimento, e non solo quello a 24 ore. «Il maestro unico di riferimento - afferma il ministro - sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l'Italia è scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari». Alle dichiarazioni del ministro sono subito seguite le polemiche perché sindacalisti e centrosinistra danno un'interpretazione opposta rispetto al ministro affermando che le famiglie hanno scelto il tempo lungo e il tempo pieno. Ma se le 30 ore vincono la «gara» delle iscrizioni alle prime elementari, i risultati dei primi trimestri/quadrimestri delle varie scuole appaiono desolanti: aumentano le insufficienze alle superiori, con punte dell'80 per cento nel Mezzogiorno e ai professionali, con lingue e matematica come «bestie nere». E c'è stata una vera e propria «pioggia» di 5 in condotta. Pioggia di 5 in condotta. Sono stati 34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. Più indisciplinati gli alunni degli istituti professionali, seguiti dai tecnici, mentre i più «buoni» sono nei licei classici e scientifici, con «solo» 3.000 alunni che hanno preso il 5 in comportamento. I ragazzi con più insufficienze in condotta sono nel sud (15.683 studenti più 4.175 con 5 solo in comportamento). Seguono le isole (rispettivamente 5.677 e 1.100), il centro (5.777 e 1.089) e infine il nord (7.174 e 1.681). Da segnalare il dato della Campania, unica regione con tutte le province al livello massimo di 5 in condotta. Più insufficienze. Al termine del primo quadrimestre nelle superiori, il 72% degli studenti ha riportato almeno un'insufficienza (lo scorso anno erano il 70,3%). L'istruzione professionale è quella che continua ad avere i risultati peggiori, con l'80% che ha riportato insufficienze (come lo scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (lo scorso anno erano 76,4%), licei artistici e istituti d'arte 77,2% (73,8%), ex magistrali con il 70,9% (57,6%), scientifico 64,5% (61,9%), classico 60,1 (57,6%). Bravi invece al linguistico: il 40,1% non ha insufficienze (lo scorso anno il 67,4% aveva avuto voti negativi). Il Sud ancora indietro. Le carenze sono abbastanza uniformi nel paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%). Ma le insufficienze al sud crescono. Incrociando i dati, si va dal 55,3% del classico al Nord, all'82,2% al Sud e nelle isole. Le "bestie nere". Le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). La scuola media. I ragazzi con almeno una insufficienza sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%).

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fioroni: governo bocciato. e ora come la mette? (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Attualità Fioroni: governo bocciato. E ora come la mette? Sindacati: avevamo ragione noi, la gente sceglie le 30 e le 40 ore ROMA. Centrosinistra, sindacati, coordinamenti: da molte parti si commenta: ve l'avevamo detto, le famiglie vogliono il tempo pieno. Dichiara l'ex ministro Giuseppe Fioroni, pd: «I dati del ministero evidenziano come le famiglie italiane abbiano bocciato il maestro unico e il modulo delle 24 ore. Il tempo pieno si rafforza nel nord, e il sud continua ad impoverirsi là dove c'è più bisogno di una offerta formativa in grado di rispondere ai bisogni del territorio». Fioroni nota che «la maggioranza delle famiglie italiane ha scelto le 30 ore basandosi sul modello precedente che prevedeva mensa e compresenza di docenti. Sorge una domanda: come farà questo governo con i tagli e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori italiani erano abituati?. Senza mensa e compresenza le 30 ore non daranno gli stessi effetti». «C'è un aumento della richiesta di tempo pieno», conferma Domenico Pantaleo, segretario di Flc Cgil, visto che il modello a 30 ore e quello a 40 da soli raccolgono il 90% delle preferenze delle famiglie italiane. «Il vero nodo, però, è come tenere fede all'impegno che il governo aveva assunto: Berlusconi e la Gelmini hanno chiesto alle famiglie di scegliere l'orario preferito, perchè poi loro avrebbero provveduto. Ora vogliamo vedere quello che faranno». «Avevamo ragione noi: sapevamo che le famiglie volevano il tempo prolungato», nota Gianluca Gabrielli, del Coordinamento nazionale difesa del tempo pieno, commenta i dati.

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L'appuntamento è per stamani, dalle 11 a mezzogiorno, davanti alla sede della prefettura i... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA SIENA pag. 4 L'appuntamento è per stamani, dalle 11 a mezzogiorno, davanti alla sede della prefettura i... L'appuntamento è per stamani, dalle 11 a mezzogiorno, davanti alla sede della prefettura in Piazza Duomo. E' lì, che, per iniziativa della Federazione dei lavoratori della conoscenza di Siena si terrà un sit-in di protesta. All'iniziativa parteciperanno i lavoratori precari delle scuole senesi. «Il sit in fa sapere un documento della stessa Federazione è stato organizzatio per protestare contro i tagli alla scuola pubblica per effetto dei provvedimenti Gelmini: ricaduta sui posti di lavoro e sulla qualità dell'offerta formativa».

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ROMA A scuola pioggia di cinque in condotta e di insufficienze. Alle superiori almeno in una materi... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 02 Marzo 2009 Chiudi ROMA A scuola pioggia di cinque in condotta e di insufficienze. Alle superiori almeno in una materia sette su dieci hanno un voto negativo. Un dato allarmante. Però dopo un decennio di promozioni di massa la scuola riscopre merito e rigore. Matematica e lingue straniere tra le materie con i peggiori risultati. Dal ministero anche i dati sulle iscrizioni. Alle elementari vincono le "30 ore". I sindacati: «Le famiglie bocciano il maestro unico». Gelmini: «In cattedra un solo docente».

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PESCARA - Sarà Marco Fars, attuale segretario provinciale di Pescara, il nuovo segretario regio... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 02 Marzo 2009 Chiudi PESCARA - Sarà Marco Fars, attuale segretario provinciale di Pescara, il nuovo segretario regionale di Rifondazione comunista. Prenderà il posto di Marco Gelmini, diventato nel frattempo numero uno della segreteria di Paolo Ferrero. La sua nomina sarà ufficializzata con ogni probabilità mercoledì prossimo, ma ci sono volute quasi quattro settimane per trovare una soluzione che andasse bene a tutti. Il problema principale posto dai delegati è stato quello della pescarocentricità del partito, e naturalmente la nomina di Fars accentua questo aspetto: ma a dare voce ai territori sarà adesso una vera e propria segreteria politica che comprenderà i rappresentanti delle cinque mozioni votate al congresso regionale e che daranno voce anche ai territori. Saranno loro i contrappesi della bilancia che ora pende troppo a favore del capoluogo adriatico anche grazie all'ex deputato e ora consigliere regionale di Pescara Maurizio Acerbo. E a far accettare ai delegati, in tre settimane serratissime di confronto, la nomina di Fars, è stato anche il recepimento della regola che vuole che le riunioni di partito si spostino a turno nelle varie province. Verrà abolita quindi la tradizionale abitudine di organizzare ogni sorta di happening sempre a Pescara. Nei prossimi giorni il segretario uscente Marco Gelmini saluterà gli iscritti dopo quella che è stata la sua seconda esperienza politica in Abruzzo.

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A scuola raffica di 5 in condotta Più insufficienze (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Allarme istruzione A scuola raffica di 5 in condotta Più insufficienze ROMA - Le 30 ore vincono la «gara» delle iscrizioni alle prime elementari del 2009/2010, ma il quadro dei risultati dei primi trimestri/quadrimestri è desolante: aumentano le insufficienze alle superiori, con punte dell'80% al Sud e ai professionali, con lingue e matematica come «bestie nere». Mentre il ministero dell'Istruzione rileva c'è stata una vera e propria «pioggia» di 5 in condotta. Dopo mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto e a settembre i bambini della prima elementare si troveranno in gran parte (56%) nelle classi a 30 ore, con percentuali minori (3%) per le 24 ore, (7%) per le 27 ore, mentre il tempo pieno (le 40 ore con due maestri) è stato scelto dal 34%, in aumento rispetto allo scorso anno. Ma è difficile fare paragoni con il passato, a causa della novità del ritorno del maestro unico-prevalente. Per il ministro Mariastella Gelmini le famiglie «hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli». Non sono mancate le polemiche: Francesco Scrima (Cisl Scuola) e Giuseppe Fioroni (Pd) hanno parlato di «bocciatura» del maestro unico e del modulo a 24 ore. Ma la nota più dolente arriva dal voto in condotta. I «5» in generale sono stati 34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. Più indisciplinati gli alunni degli istituti professionali, seguiti dai tecnici, mentre i più «buoni» sono nei licei classici e scientifici, con «solo» 3.000 alunni che hanno preso il 5 in comportamento. I ragazzi con più 5 in condotta sono nel sud (15.683 studenti più 4.175 con 5 solo in comportamento). Seguono le isole (rispettivamente 5.677 e 1.100), il centro (5.777 e 1.089) e infine il nord (7.174 e 1.681). 02/03/2009

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<Nelle pagelle una pioggia di 5 in condotta> (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 106 Scuola. I dati del ministero dell'Istruzione: alle elementari gli alunni scelgono i corsi di trenta ore «Nelle pagelle una pioggia di 5 in condotta» Scuola.. I dati del ministero dell'Istruzione: alle elementari gli alunni scelgono i corsi di trenta ore --> ROMA Le 30 ore vincono la "gara" delle iscrizioni alle prime elementari del 2009/2010, ma il quadro dei risultati dei primi trimestri/quadrimestri è desolante: aumentano le insufficienze alle superiori, con punte dell'80 per cento al Sud e negli istituti professionali, con lingue e matematica come «bestie nere». Mentre il ministero dell'Istruzione rileva che c'è stata una vera e propria «pioggia» di 5 in condotta. ISCRIZIONI Dopo mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto e a settembre i bambini della prima elementare si troveranno in gran parte (56%) nelle classi a 30 ore, con percentuali minori (3 per cento) per le 24 ore, (7%) per le 27 ore, mentre il tempo pieno (le 40 ore con due maestri) è stato scelto dal 34 per cento, in aumento rispetto allo scorso anno. Ma è difficile fare paragoni con il passato, a causa della novità del ritorno del maestro unico-prevalente. PROIEZIONI I dati sono per ora proiezioni (con una forchetta minima di sforamento, dicono a Viale Trastevere) ma arrivano con grande tempismo, visto che la scadenza per le iscrizioni per l'anno 2009/2010 era il 28 febbraio. GELMINI «Hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli», ha detto il ministro dell'Istruzione, ricordando che «tutti i modelli orari, 24 - 27 - 30 ore, prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade nei paesi europei». LE REAZIONI Non sono mancate le polemiche: Francesco Scrima (Cisl Scuola) e Giuseppe Fioroni (Pd) hanno parlato di «bocciatura» del maestro unico e del modulo a 24 ore, con precisazione di Viale Trastevere che ha ribadito che «tutti i quadri orari per il nuovo anno della prima elementare prevedono il maestro unico di riferimento». Replica a Fioroni anche di Irene Aderenti: «Non può parlare per slogan». Per Domenico Pantaleo (Flc Cgil), il governo «deve mantenere i suoi impegni e trovare le risorse necessarie» per fare fronte alle richieste delle famiglie. Mentre Massimo di Menna (Uil Scuola) ha chiesto al ministero dell'Istruzione di approvare in settimana due provvedimenti su organici e modello organizzativo per dare la possibilità alle scuole di organizzarsi e dare così certezza alle famiglie. CINQUE IN CONDOTTA Sono stati 34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. Più indisciplinati gli alunni degli istituti professionali, seguiti dai tecnici, mentre i più "buoni" sono nei licei classici e scientifici, con solo 3.000 alunni che hanno preso il 5 in comportamento. NEL SUD E ISOLE I PIÙ INDISCIPLINATI I ragazzi con più 5 in condotta sono nel sud (15.683 studenti più 4.175 con 5 solo in comportamento). Seguono le isole (rispettivamente 5.677 e 1.100), il centro (5.777 e 1.089) e infine il nord (7.174 e 1.681). Da segnalare il dato della Campania, unica regione con tutte le province al livello massimo di 5 in condotta. LE BESTIE NERE Le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). GIANLUCA VANNUCCHI

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VAL' D'AOSTA: LA COSTITUZIONE IN DIECI COLORI (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 02 Marzo 2009 VAL? D?AOSTA: LA COSTITUZIONE IN DIECI COLORI Aosta, 2 marzo 2009 - L?assessorato all?istruzione e cultura comunica che lunedì 2 marzo alle ore 10 al Teatro Giacosa di Aosta e martedì 3 marzo, ore 10, all?Auditorium di Pont-saint-martin sarà presentato agli studenti delle scuole secondarie di primo grado della Regione lo spettacolo La Costituzione in dieci colori, realizzato dall?Assemblea Teatro di Torino. «Cos?è la Costituzione? Perché la Costituzione è un testo importante? È noioso leggere la Costituzione con la propria mamma? O si può scoprire che non solo è utile ma anche divertente! Andrea è un giovane adolescente e deve leggere per compito a casa la Costituzione. Lo fa? e non lo fa! Un po? legge? e un po? ascolta musica a tutto volume. Finché rientra a casa mami e allora tutto cambia. Prima si abbassa il volume, poi si ricomincia a leggere, ma anche a parlare, a fare esempi, a discutere, a confrontarsi. Insomma, con mamma la Costituzione diventa un testo vivo e molto interessante! Le parole diventano colori per disegnare i malanni o i potenziali della società e del mondo che gira attorno. Prima è la mamma a porre domande e ad offrire le risposte poi via via, anche il piccolo Andrea diventa grande e si interroga, e interroga cercando nuove risposte. Insieme, mamma e Andrea, scoprono quanto la Costituzione, ancora oggi, a sessant?anni dalla sua scrittura, sia un testo vivo». Renzo Sicco ? regista e autore teatrale. «I 400 studenti di scuola secondaria inferiore e i 33 insegnanti che hanno aderito alla proposta dell?Assessorato ? dichiara l?Assessore Laurent Viérin ? dimostrano l?attenzione della scuola valdostana alle azioni di sensibilizzazione delle conoscenze e delle competenze relative alla cittadinanza e alla Costituzione, previste tra l?altro dall?art. 1 della Legge 169/200, la cosiddetta Riforma Gelmini. Lo studio dell?educazione civica viene veicolato con ?La Costituzione in dieci colori? attraverso il teatro e il suo linguaggio per raggiungere i più giovani e proporre loro temi, a prima vista complessi, in forma ludica e accattivante. Il teatro, oltre a svolgere una funzione educativa, si mostra in questa circostanza un ottimo strumento formativo di cui le scuole si possono servire per agevolare la conoscenza dei principi fondamentali alla base dello Stato». Per ulteriori informazioni: Direzione sostegno e sviluppo attività culturale, musicale, teatrale ed artistica - tel 0165 273196 . <<BACK

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Gelmini: prometto in due anni distretti tecnologici efficienti (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-03-01 - pag: 1 autore: RICERCA E INNOVAZIONE Gelmini: prometto in due anni distretti tecnologici efficienti di Marzio Bartoloni R ilanciare in un paio di anni i 34 distretti tecnologici italiani per garantire massicce dosi di ricerca e innovazione alle imprese. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini è pronta a lanciare un programma nazionale triennale sui distretti per fissare strategie e priorità, ma anche per chiudere quelli che non funzionano. Il timone dei "poli" tecnologici torna saldamente nelle mani del ministero che promette di suo dai 200 ai 300 milioni, in modo da mobilitare 1 miliardo nel triennio. Servizi u pagina 2 Commento u pagina 10 l'articolo prosegue in altra pagina

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I poli tecnologici in due anni (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-01 - pag: 2 autore: INTERVISTA Mariastella Gelmini Ministro dell'Istruzione,Università e Ricerca «I poli tecnologici in due anni» «Prometto alle imprese che nel giro di un paio di anni garantiremo distretti tecnologici che funzionano e in grado di aiutarle a fare un salto di qualità nella ricerca e nell'innovazione ». Mariastella Gelmini, dopo il fronte della scuola e dell'università apre ufficialmente quello della ricerca «per esercitare in pieno le mie funzioni di ministro». Sul suo tavolo è arrivata da pochi giorni una lettera di Diana Bracco di Confindustria che «mi ha chiesto di puntare su una regìa forte del ministero, proprio quello che ho intenzione di fare». Come intende intervenire? Durante l'ultima esperienza di Governo il ministero ha fatto un passo indietro. Voglio invece riprendere il testimone di Letizia Moratti che lanciò per prima, nel 2003, i distretti tecnologici. Faccia un bilancio. Oggi abbiamo 29 distretti e 5 in via di costituzione. Ma sono molto diversi tra loro, alcuni esistono praticamente solo sulla carta altri invece sono già un'importante realtà. A esempio? Penso al distretto del wireless di Torino o a quello delle nanotecnologie della Puglia. E ancora del nanotech in Veneto e a quello dell'Emilia Romagna. E gli altri? Non mancano altre esperienze positive. Ma molti hanno bisogno di essere rilanciati. Altri invece, bisogna avere il coraggio di dirlo, vanno chiusi. Anche per non sprecare risorse inutilmente Come farà? Cominceremo subito con una valutazione spietata di quello che c'è. Correggeremo se c'è bisogno e valorizzeremo quello che funziona per riportare al centro l'attività di ricerca di laboratori e università sul territorio. Cosa non va concretamente? A esempio diversi distretti tecnologici sembrano replicare le logiche dei distretti industriali che sono una cosa ben diversa. Il nostro obiettivo deve essere quello di puntare sulle tecnologie e sull'innovazione avanzata. Mettendo in rete Pmi e imprese con chi fa ricerca. E poi? Va assolutamente rivista la governance di questi distretti. Ognuno sembra andare per conto proprio, con forme giuridiche diverse, replicando i classici vizi tutti italiani della frammentazione e della mancanza di coordinamento. Che ruolo avrà il ministero? Si riprenderà in mano il timone con un forte coordinamento, garantendo il controllo e il rispetto dei risultati e tagliando via i rami secchi. Non ho più intenzione di sprecare fondi in contenitori vuoti o bluff. A quale strumento pensa? Daremo vita a un piano nazionale dei distretti tecnologici dove saranno fissate le priorità e indicate con certezza le risorse in un arco di tre anni. A chi spetterà la valutazione? Il ministero ha cominciato il lavoro. E nelle prossime settimane dovrebbe vedere la luce l'Agenzia di valutazione nazionale che non sarà complicata e burocratica come quella che aveva immaginato l'ex ministro Fabio Mussi. Mar.B. «Così aiuteremo le imprese a fare un salto di qualità nell'innovazione» IMAGOECONOMICA Mariastella Gelmini, 35 anni

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Ricerca, ai distretti 300 milioni (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-01 - pag: 2 autore: Ricerca, ai distretti 300 milioni Fondi pubblici per finanziare un piano nazionale delle aree tecnologiche Marzio Bartoloni ROMA Riprendere in pugno il timone dei distretti tecnologici per aiutare le imprese, grandi e piccole, a tirare fuori la testa dalla palude dellacrisi grazie a massicce dosi di ricerca e innovazione. Il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Stella Gelmini, è pronta a scommettere tutto sui 34 poli della ricerca e dell'hi-tech che dal 2001 hanno conquistato l'Italia a colpi di alleanza tra Regioni, atenei, centri di ricerca pubblici e privati e imprese, con le Pmi spesso in prima fila. In cantiere l'avvio del primo «Programma nazionale sui distretti tecnologici» per fissare priorità e strategie, per fare squadra senza sprecare più risorse e con l'obiettivo di mobi-litare fino a un miliardo in tre anni: il Miur metterà di suo sul piatto dai 200 ai 300 milioni nel triennio attingendo dal Far (il Fondo per l'agevolazione alla ricerca). Il resto arriverà dagli altri partner pubblici e privati: come le Regioni, gli altri enti locali, banche e fondazioni e le imprese. Ma per ripartire, dopo il torpore degli ultimi anni, la Gelmini si dice pronta a fare piazza pulita di tutto quello che non funziona: niente più fai-da-te, iniziative spot e frammentarie. Basta anche con la confusione con i distretti industriali. Il ministero farà da regista e controllore, tagliando se necessario i "rami secchi", per convincere il mondo dell'industria e anche i capitali della finanza a investire e allearsi con distretti tecnologici che funzionano davvero. Il confronto con le Regioni ei rappresentanti dei distretti tecnologici c'è già stato nei giorni scorsi: sul terreno i nodi da affrontare per rilanciare questi "cluster" italiani della ricerca. A cominciare dalla governance: l'idea è infatti di stabilizzare i distretti esistenti, scegliendo la forma giuridica più adatta per fare chiarezza e mettere ordine alla confusione attuale. Dove accanto a fondazioni e societàconsortili ci sono distretti basati su semplici accordi. Il nuovo programma nazionale si baserà sui piani pluriennali – veri e propri business plan – che ogni distretto tecnologico dovrà definire e che dovrà incassare il consenso del ministero in modo da individuare subito le strategie più efficaci. Nascerà, infine, un «Comitato di gestione » dove potranno partecipare ministeri e Regioni – coordinato dal Miur – con il compito di stabilire gli interventi e monitorare l'andamento e i risultati dei distretti. La valutazione, promettono dal ministero, sarà cruciale e avverrà ogni anno per verificare le performance dei vari "poli" e poter così più facilmente scrivere il programma nazionale del triennio successivo. Il ritorno dei distretti tecnologici tra i protagonisti dell'innovazione made in Italy è confermato anche dal fatto che il nuovo Programma nazionale della ricerca 2008-2010 – che vedrà la luce nei prossimi mesi – si ispirerà proprio al funzionamento di questi poli. A patto che si muovano sempre più – spiegano dal Miur – pensando "glocal". E cioè «secondo dinamiche internazionali », ma assicurando allo stesso tempo «l'impatto delle tecnologie sui territori». STOP AI RAMI SECCHI Il ministro pronto a eliminare le strutture inefficienti per convincere industria e finanza della validità dell'operazione

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La trincea della ricerca (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-01 - pag: 10 autore: ... DISTRETTI TECNOLOGICI La trincea della ricerca D o po essere entrata nella difficile trincea della scuola e dell'università, con due riforme approvate tra più di una polemica, il ministro Maria Stella Gelmini ha deciso di occuparsi anche in pieno della ricerca. La sfida, come le altre, è difficile e spinosa: da una parte i fondi sono all'osso, dall'altra ci sono gli appelli continui, a cominciare dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, a scommettere sulla ricerca per ridare fiato e assicurare un futuro al Paese. L'intenzione di mettere ordine e ridare lustro al pianeta dei distretti tecnologici (l'alleanza tra pubblico e privato nella ricerca), dopo alcuni anni di dimenticatoio, sembra l'idea giusta. Grandi iniezioni di risorse non ce le possiamo aspettare, ma l'idea di puntare tutto sulla necessità di "fare squadra" - dalle università agli enti locali fino alle imprese - può essere la strada giusta. Far emergere le "vocazioni" territoriali, con una buona regìa nazionale, può finalmente far entrare anche la ricerca nella stagione del federalismo. (mar.b.)

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Elementari, stop alle iscrizioni Ai genitori la lezione piace lunga (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 6 Elementari, stop alle iscrizioni Ai genitori la lezione piace lunga LE SCELTE TRENTA ORE A SETTIMANA PER OLTRE LA METÀ DEI BAMBINI ROMA DOPO mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto e a settembre i bambini della prima elementare si troveranno in gran parte (56%) nelle classi a 30 ore, con percentuali minori (3%) per le 24 ore, (7%) per le 27 ore, mentre il tempo pieno (le 40 ore con due maestri) è stato scelto dal 34%, in aumento rispetto allo scorso anno. Ma è difficile fare paragoni con il passato, a causa della novità del ritorno del maestro unico-prevalente. I dati sono per ora proiezioni (con una forchetta minima di sforamento, dicono a Viale Trastevere) ma arrivano con grande tempismo, visto che la scadenza per le iscrizioni per l'anno 2009/2010 era il 28 febbraio. «Hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli», ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, ricordando che «tutti i modelli orari, 24 - 27 - 30 ore, prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade nei paesi europei». NON sono mancate le polemiche: Francesco Scrima (Cisl Scuola) e Giuseppe Fioroni (Pd) hanno parlato di «bocciatura» del maestro unico e del modulo a 24 ore, con precisazione di Viale Trastevere che ha ribadito che «tutti i quadri orari per il nuovo anno della prima elementare prevedono il maestro unico di riferimento». «È a dir poco distorta la lettura che l'ex ministro Fioroni propone sui dati relativi alle iscrizioni scolastiche», afferma Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia. «Sostenere che le famiglie italiane abbiano bocciato il maestro unico è falso. Il Pd dovrebbe arrendersi all' evidenza. Dopo il flop delle manifestazioni studentesche anti Gelmini oggi le famiglie riconoscono la bontà della riforma». Replica a Fioroni anche da parte del senatore della Lega, Irene Aderenti: «Non può parlare per slogan». «AVEVAMO ragione noi: sapevamo che le famiglie volevano il tempo prolungato», commenta Gianluca Gabrielli, del Coordinamento nazionale difesa del tempo pieno. «In molte scuole questi orari non sono previsti, altrimenti la richiesta sarebbe stata anche superiore. Il tempo pieno cresce dove c'è la speranza di ottenerlo e se si lasciasse la possibilità di farlo supererebbe il 60% del totale». «Adesso conclude Gabrielli resta da vedere se il ministro ottempererà alle richieste delle famiglie». Per Domenico Pantaleo (Flc Cgil), il Governo «deve mantenere i suoi impegni e trovare le risorse necessarie» per fare fronte alle richieste delle famiglie. Mentre Massimo di Menna (Uil Scuola) ha chiesto al ministero dell'Istruzione di approvare in settimana due provvedimenti su organici e modello organizzativo per dare la possibilità alle scuole di organizzarsi e dare così certezza alle famiglie. Dario C. Nicoli

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scuola in rivolta, arriva la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Oggi ad Abano il ministro incontra i Comuni che protestano per l'abolizione del tempo lungo alle elementari Scuola in rivolta, arriva la Gelmini I sindaci padovani in difesa di 12 mila bambini penalizzati PADOVA. Il ministro Mariastella Gelmini (nella foto) alle prese con la rivolta contro l'abolizione del tempo lungo (30 ore di lezione più 5 di mensa) nelle elementari, che vede in prima fila una settantina di sindaci della provincia di Padova, indistintamente di centrosinistra e di centrodestra. Oggi, ad Abano, dov'è attesa per un convegno, il ministro incontra una delegazione di amministratori. In tutta la provincia sono 12 mila i bambini penalizzati. BACCARIN ALLE PAGINE 10 E 11

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La scuola torna severa: boom di 5 in... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 9 del 2009-03-02 pagina 11 La scuola torna severa: boom di 5 in condotta di Francesca Angeli Gli effetti della riforma: nelle pagelle del primo quadrimestre record di valutazioni negative nel comportamento. Nei licei 7 studenti su 10 hanno almeno un?insufficienza e per la prima volta l?inglese raccoglie più 4 della matematica Roma - Pierino la peste frequenta di preferenza gli istituti professionali del Sud. Gli studenti di questo canale degli studi superiori si sono guadagnati il disonorevole titolo di maleducati, collezionando il maggior numero di cinque in condotta. I docenti hanno mostrato di apprezzare il voto anti bulli, «colpendo» oltre 30.000 studenti. Aumenta in generale la percentuale delle insufficienze accumulate dai ragazzi nelle diverse discipline. Il ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, ha reso noti i risultati degli scrutini del primo quadrimestre per le medie, le superiori e anche quelli relativi alle iscrizioni alla prima elementare. Dati molto attesi in entrambi i casi. Per la prima volta infatti il voto sul comportamento comporterà la bocciatura certa in caso di insufficienza. Per le iscrizioni alla prima elementare la novità è rappresentata dall?introduzione del maestro unico di riferimento con nuovi modelli orari. Le famiglie si sono trovate di fronte a una maggiore possibilità di scelta: 24, 27, 30 o 40 ore settimanali. Si tratta di dati non definitivi basati su un campione di circa 900 scuole. Il modello orario più ridotto, quello di 24 o 27 ore, è stato richiesto da una famiglia su dieci. Il modello di 30 ore è quello più gettonato, scelto da sei famiglie su dieci. Il tempo pieno, 40 ore, registra un lieve aumento ed è richiesto da 3 famiglie su dieci. La Gelmini sottolinea che «in tutti i modelli orari è comunque previsto il maestro unico di riferimento, figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i Paesi europei». Come era prevedibile il ritorno del voto in condotta e la valutazione in decimi al posto dei giudizi ha comportato una maggiore severità nella determinazione del voto. Nelle superiori sono aumentate le insufficienze: il 72 per cento degli studenti ne ha riportata almeno una, lo scorso anno erano il 70,3. Purtroppo i risultati più negativi continuano ad essere registrati negli istituti professionali con l?80 per cento degli studenti con almeno un?insufficienza, come l?anno scorso. Negli istituti tecnici va sottolineato un peggioramento dal 76,4 al 78,1. Male gli artistici e gli istituti d?arte: 77, 2 contro il 73,8 dell?anno precedente. Va peggio per gli ex magistrali che salgono a un 70,9 di studenti con insufficienze contro il precedente 57,6. Meglio i licei scientifici che pure hanno più della metà degli studenti con valutazioni sotto la sufficienza: 64,5 contro il 60,1 di un anno fa. Poi i classici: 60,1 contro il 57,6. E infine i licei linguistici dove il 59,9 ha avuto insufficienze contro il 67,4 del 2007/2008. Purtroppo anche in campo scolastico è sempre il Sud a fare più fatica. Ad esempio se si analizza il dato sulle insufficienze relativo al classico al Nord abbiamo il 55,5 per cento di alunni con insufficienze; al Centro il 62,4; Sud ed isole addirittura il 63. Quali sono le materie più ostiche? Prima di tutto la lingua straniera: 63,3 per cento sotto la sufficienza. Seguita subito dopo dalla matematica, disciplina che registra un 61,1 di insufficienze, incredibilmente in diminuzione dal 62,4 dello scorso anno. Sono 34.311 gli alunni che hanno avuto un comportamento così scorretto da guadagnarsi un cinque in condotta. Di questi 8.151 ha avuto l?insufficienza soltanto in condotta. La maggioranza delle insufficienze si rileva negli istituti professionali e al Sud. Nei licei classici e scientifici sono in tutto 3.000 i ragazzi con l?insufficienza in condotta. Si distingue il meridione purtroppo in negativo. Sono 15.683 i ragazzi col cinque, o meno, in condotta. Nelle isole, 5,677; al centro, 5.777; al nord 7.174. Alle medie il 46 per cento ha incassato l?insufficienza in almeno una disciplina. Cinque e quattro spalmati in modo abbastanza omogeneo fra le principali materie: 59,7 in matematica, 54 in inglese, 51,4 nella seconda lingua comunitaria e 51,1 in storia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Bravo governo, e ora io speriamo che se la... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 9 del 2009-03-02 pagina 11 Bravo governo, e ora io speriamo che se la cavano di Marcello D'Orta Il vecchio adagio «Piove, governo ladro», dovrebbe essere sostituito - almeno negli ambienti scolastici - da un «Piove, governo bravo». A piovere, infatti, sono stati, negli scrutini intermedi, i 5 in condotta, e questa precipitazione di insufficienze, è stata la conseguenza (chi potrà mai negarlo?) del rigore voluto dal ministro Gelmini, cui va il mio ringraziamento di ex docente, che di fatto era obbligato ad assegnare la sufficienza in condotta anche ai peggiori della classe, alla banda di scalmanati che mi costringeva a far uso di ansiolitici e rendeva i miei sogni infernali. Piove su tutta l?Italia, ma al Sud (e in Campania, in particolare) i 5 che scendono dall?alto (della cattedra) assumono i caratteri del nubifragio. è una pioggia torrenziale, a cateratte, improvvisa e violenta. Ma provvidenziale. Soprattutto provvidenziale. Per troppo tempo gli indisciplinati, i ribelli, i turbolenti, gli scansafatiche, quelli che oggi si chiamano bulli, hanno fatto il bello e il cattivo tempo in classe, forti della promozione che comunque era loro garantita, e forti anche dell?appoggio delle famiglie, pronte a ricorrere al Tar (quando non alle mazzate) per una sgridata di troppo, una nota in condotta, una insufficienza, un giudizio poco lusinghiero: ah, se si potesse dare 5 in condotta anche a certi genitori! Ora si fa (sembra che si faccia) sul serio. Il 5 in condotta può tramutarsi in bocciatura, e forse molti calmeranno i bollenti spiriti. Si spera solo che non accada come in tribunale: uno commette un reato, si fa due-tre giorni di galera, e poi un giudice lo mette fuori: ah, se si potesse dare 5 in condotta anche a certi magistrati! Non piovono solo brutti voti in condotta, piovono anche insufficienze nelle materie scolastiche. Al termine degli scrutini del primo quadrimestre, nella scuola secondaria di secondo grado, gli studenti con almeno un?insufficienza il 72%. Negli istituti professionali la percentuale è dell?80%. Al Sud le insufficienze sono in aumento: e te pareva...! Dai dati emergono due cose. La prima è che siamo un Paese di asini (ciucci, dalle mie parti); la seconda è che il Sud sta sempre peggio di tutti. I nostri studenti, a 15 anni, hanno ancora difficoltà di lettura, vanno male o malissimo in scienze e sono un disastro in matematica. Sono svogliati e indisciplinati come Pinocchio, asini come Lucignolo. Considerati tutti i parametri, tra i Paesi più industrializzati del mondo, solo alcuni stanno peggio di noi (per esempio Messico e Brasile). A noi tengono compagnia, di volta in volta, Grecia, Portogallo, Ungheria. Di fatto, a fine anno, al docente italiano non resterebbe che bocciare tutti. O quasi. Se non lo fa è perché qualcuno gli scaverebbe prematuramente la fossa (alunno o genitore) e perché autocertificherebbe il suo fallimento. Peggio di tutti, abbiamo detto, sta il Sud, Campania in testa. Bella soddisfazione. Sulla scuola del Mezzogiorno influisce pesantemente il contesto economico-sociale: più disoccupazione, minore istruzione dei genitori, mancanza di un tessuto aziendale stimolante. E poi c?è la questione infrastrutture; pessime specialmente in Campania e in Calabria, tant?è che l?aggettivo «sgarrupato» è diventato sinonimo di edificio scolastico fatiscente. L?anno scorso una nota rivista italiana ha posto il confronto tra attrezzature di due istituti tecnici industriali, il «Curie» di Napoli e il «Michelangelo» di Trento. La scuola di Trento ha 1.090 studenti, quella di Napoli 630. Ma il «Michelangelo» ha a disposizione il triplo delle attrezzature, e riceve ogni anno dalla Provincia autonoma 250.000 euro; il «Curie» ne riceve 100.000, dal ministero dell?Istruzione. Peccato che a Trento faccia freddo il triplo che a Napoli, se no direi ai nostri studenti di trasferirsi là. Per ritornare ai 5 in condotta. Sono sicuro che ne sarebbero fioccati molti di più (ecco che dalla pioggia si passa alla neve) se una parte di insegnanti non avesse creduto, così agendo, di «fare un favore» alla Gelmini. A questi insegnanti, glielo diamo un bel 4 in condotta? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Una chiesa-museo a S. Maria Nascente Oggi la prima pietra (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 9 del 2009-03-02 pagina 2 Una chiesa-museo a S. Maria Nascente Oggi la prima pietra di Redazione Stamani alle ore 11 l'Arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, e il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, posano la prima pietra della nuova chiesa e del museo dedicati a don Carlo Gnocchi, prossimo alla beatificazione. Alla cerimonia che si tiene al centro Santa Maria Nascente, in via Capecelatro, zona San Siro, intervengono anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e il consigliere regionale Mario Sala su delega del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Un appuntamento importante e segno concreto della Fondazione don Gnocchi nel cammino in preparazione in vista della solenne beatificazione del 25 ottobre nel Duomo di Milano. La cerimonia sarà preceduta da una visita alla tomba di don Carlo - le cui spoglie riposano nella cappella del centro per suo espresso desiderio - in occasione del 53esimo anniversario della morte avvenuta il 28 febbraio 1956. Gli ospiti saranno accolti dal presidente della Fondazione don Gnocchi, monsignor Angelo Bazzari, dal direttore generale Silvio Riboldazzi e dal direttore del centro Diego Maltagliati. «Siamo consapevoli dello straordinario dono che ci è stato dato - confida il presidente della Fondazione, monsignor Bazzari, terzo successore di don Carlo - e vogliamo prepararci tutti a viverlo con la giusta intensità e il necessario orgoglio: siamo eredi e continuatori, con cuore traboccante di riconoscenza, dell'Opera di un Santo». Quaranta anni dopo la morte di don Gnocchi, nella sua Fondazione la componente scientifica e di ricerca è andata sviluppandosi attraverso convenzioni con le università che hanno reso la Fondazione stessa un modello di livello europeo e internazionale di struttura pilota completa e autonoma sul piano della ricerca e delle terapie riabilitative. La Fondazione estende poi la sua presenza sul territorio nazionale non solo con 28 centri ma pure con centinaia di poliambulatori e centri minori, allargando lo specchio delle proprie attività riabilitative a ogni forma di handicap, dai motulesi ai neurolesi, ai malformati congeniti, focomelici, distrofici. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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A scuola fioccano i 5 in condotta e le insufficienze (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

A scuola fioccano i 5 in condotta e le insufficienze Dopo la legge Gelmini Il 72% dei ragazzi delle superiori ha almeno un voto negativo. Nelle iscrizioni alle primarie l'80% sceglie le 30 o 40 ore Roma. Più di 34 mila studenti delle medie superiori hanno avuto nella prima pagella 5 o meno di 5 in comportamento. Più indisciplinati gli allievi degli istituti professionali, seguiti dai tecnici. In aumento le insufficienze: il 72% dei ragazzi delle superiori ne ha almeno una con netta prevalenza delle lingue. Nelle elementari plebiscito per il tempo lungo o pieno. G. Ferrari, Lugaro e altri servizi >> 2 02/03/2009

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Signorini: "Dico sì al rigore, amavo la matita rossa" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 9 del 2009-03-02 pagina 11 L'INTERVISTA SIGNORINI di Eleonora Barbieri Oggi è direttore di Chi e di Tv Sorrisi e canzoni. Ma, prima di diventare un re del gossip, Alfonso Signorini era professore: ha insegnato lettere per sette anni alle medie e al ginnasio del milanese Leone XIII. Ha sentito che valanga di 5 in condotta? «Ho sentito, ho sentito. Sono molto favorevole al 5 in condotta. Lo ero già come prof. Però non credo che debba fare media sul profitto: questo è eccessivo». Il brutto voto è abbastanza? «Sì, è già un bel bollino rosso. Chi ha un'ottima media e un cinque in condotta patisce già. Ma il ritorno della disciplina a scuola è fondamentale: ormai siamo troppo abituati a non considerarla come un valore». Perché? «I modelli della scuola sono sovvertiti. Basta vedere una trasmissione come Amici: non solo i ragazzi spesso non riconoscono l'autorità, ma gli insegnanti stessi si scannano fra loro». Voto in condotta, più severità nei giudizi. È d'accordo col ministro Gelmini? «Sì, sono due versanti complementari per ripristinare il rigore. Come ex prof, non posso che guardare con favore. La severità è da difendere. E la conquista del bel voto dev'essere uno sprone a dare il meglio di sé. La competitività non è un valore negativo: né a scuola né nella vita». La scuola dev'essere selettiva? «Certo. Deve formare gli adulti di domani. Altrimenti rimangono l'appiattimento e la massificazione». Era severo come prof? «Ero maniaco: avevo una collezione di matite rossoblù. Ma, ancora oggi, tanti ex alunni tornano a ringraziarmi». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Il gran ritorno del 5 in condotta alle superiori (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2009-03-02 - pag: 1 autore: ... TEMPO DI SCRUTINI ... Il gran ritorno del 5 in condotta alle superiori di Fabio Carducci D opo mesi di polemiche sulla riforma delle elementari, arriva il primo responso delle famiglie italiane. Ma sulle superiori grandinano i «cinque» in condotta. Alle elementari, il 56% delle famiglie ha optato per una delle soluzioni intermedie: le classi a 30 ore, mentre le 40 ore del tempo pieno sono state scelte dal 34%. Per il ministro Mariastella Gelmini è una vittoria della «libertà di scelta» e del maestro unico, per l'opposizione (Giuseppe Fioroni, Pd) una bocciatura del modulo delle 24 ore e per i sindacati (Cgil e Cisl) del maestro unico. Ma mentre i dati sulle iscrizioni riaccendono lo scontro sulla scuola elementare, sull'istruzione superiore si abbattono cifre molto più inquietanti e senza margine di interpretazione. Al termine degli scrutini del primo quadrimestre, in base ai dati diffusi ieri dal ministero, il 72% degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (70,3% lo scorso anno), mentre in pagella fioccano i «5» in condotta (34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento). Continua u pagina 13 l'articolo prosegue in altra pagina

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La Camera dei Deputati è su YouTube (sezione: Scuola)

( da "PC World online" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

02-03-2009 La Camera dei Deputati è su YouTube Affianca il canale satellitare trasmesso in chiaro e da Sky, oltre che il sito istituzionale. Il nuovo canale di YouTube apre le porte della Camera ai frequentatori di Internet Dino del Vescovo La Camera dei Deputati è su YouTube Lo "sbadiglio" su Facebook le costa il lavoro Facebook: che sia l'utente a scrivere le regole Skype collabora: risolto il caso intercettazioni impossibili? Facebook, secondo problema di sicurezza in una settimana San Francisco Chronicle chiude: possibili conflitti con Google News? Safari 4: in velocità lo batte solo (di poco) Google Chrome Gabriel Ionescu: hacker romeno dal carcere all'intelligence Va a Frost Nixon l?Oscar del film preferito dai cybercriminali Microsoft sul web insegna privacy alle aziende Google e Gmail presentano le loro scuse agli utenti Attenti ai licenziamenti dei dipendenti troppo preparati Microsoft pensa a Viveri, un nuovo motore di ricerca Facebook: regressione infantile Gmail sta tornando alla normalità Da questa mattina il bouquet di YouTube si amplia con un canale di prestigio: quello della Camera dei Deputati. Il nuovo spazio, dedicato a Montecitorio, si pone come obiettivo la diffusione con la massima trasparenza delle attività di Palazzo, facilitandone la conoscenza al pubblico giovane. La nascita del sito è stata annunciata con un comunicato dell'Assemblea di Montecitorio e da un discorso di benvenuto tenuto dal Presidente della Camera Giancarlo Fini. Su YouTube quindi saranno trasmessi i lavori dell'aula e delle commissioni, in parallelo con quanto trasmesso sul canale 555 di Sky. "Ma i navigatori potranno ripercorrere anche le vicende della Camera attraverso i suoi più illustri protagonisti, visitare le sale del Palazzo, soffermarsi su una mostra, curiosare dietro le quinte", si apprende dal comunicato. "La decisione di far sbarcare la Camera dei deputati su YouTube è per noi una sfida, una scommessa all'insegna della trasparenza e all'insegna della volontà di farci conoscere", spiega il presidente Gianfranco Fini nel messaggio di benvenuto. "Sarebbe bello se tutti i ragazzi cercassero di capire le istituzioni prima di giudicarle". Per accedere al nuovo canale di YouTube: www.youtube.com/cameradeideputati Per approfondire: Download di video da YouTube. Alcuni saranno in vendita Sarà un servizio dello stesso portale a consentire agli utenti di scaricare i video sul proprio pc. Alcuni di questi saranno acquistabili on-line YouTube fa ricchi i Monty Python Per YouTube, i Monty Python hanno moltiplicato per mille le vendite di DVD grazie al canale sul sito. Un'alternativa nella lotta alla pirateria? I messaggi di Benedetto XVI su YouTube Per il Papa, Internet è un "vero dono di Dio", un luogo di confronto e di crescita sociale. Domani l'accordo fra il Vaticano e YouTube La Gelmini svela le prove di maturità su YouTube A sorpresa, il Ministro per la Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, sfrutta il suo canale su YouTube per anticipare grazie a un video quali saranno le seconde prove d?esame per la maturità Commenti Per commentare devi essere registrato nel forum. Per registrarti clicca qui Risposta Rapida Messaggio: Segui qui la discussione sul forum Acer: conti a posto e smartphone nel futuro immediato CEBIT: Fujitsu Siemens presenta il computer che non consuma La Camera dei Deputati è su YouTube World Tech Update - 27 febbraio 2009 Lo "sbadiglio" su Facebook le costa il lavoro Facebook: che sia l'utente a scrivere le regole Skype collabora: risolto il caso intercettazioni impossibili? Causa contro TomTom: per Microsoft Linux non c'entra. Però... Nokia entra nel mercato dei notebook MAGIX Film su DVD 8: masterizzare è sempre più facile Il cellulare come guida della Cattedrale di Chiavari Ricerche internet: aumentano quelle dai cellulari Facebook, secondo problema di sicurezza in una settimana San Francisco Chronicle chiude: possibili conflitti con Google News? Microsoft se la prende con Tom Tom Director's Cut - La sfida della realtà SmileTech - La vera innovazione Attenti al portatile - Benvenuto Windows 7 (3 commenti) Non in linea - Lo sbadiglio su Facebook che ti costa il lavoro (2 commenti) OnOff - Windows Mobile 6.1: guardare, ma non toccare! Pane al pane - Al fotografo quando e cosa... fotografare

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Pagelle di metà anno: abbondano i 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Panorama.it" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Pagelle di metà anno: abbondano i 5 in condotta Posted By emanuele rossi On 1/3/2009 @ 17:50 In Headlines | No Comments Nonostante le proteste di ottobre contro le riforme targate Mariastella Gelmini abbiano unito professori e studenti, alla resa dei conti delle [1] pagelle di metà anno i primi hanno fatto valere lo strumento del voto in condotta, reintrodotto dal ministro. Una vera e propria pioggia di 5 al comportamento degli alunni si è registrata negli scrutini intermedi. Dai dati del [2] ministero dell'Istruzione al termine degli scrutini del primo quadrimestre nella scuola secondaria di secondo grado risulta che le insufficienze in condotta sono state 34.311, delle quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici. La maggior parte dei 5 sono stati dati al Sud. Risuta inoltre che il 72% degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (lo scorso anno era il 70,3%). Maggiori carenze si registrano negli Istituti professionali (con l'80% dei ragazzi con almeno un'insufficienza) e nelle regioni del Centro Sud. A sorpresa la materia più ostica non si rivela la matematica, ma le lingue straniere, in cui il 63% degli studenti è insufficiente. Tra i dati diffusi dal ministero anche quelli sulle iscrizioni alle elementari: sei famiglie su dieci hanno scelto l'orario scolastico delle 30 ore, mentre il 34% chiede la 40 ore. Solo il 3% ha optato per la 24 ore. Il ministro Gelmini ha precisato in una nota che tutti i modelli orari prevedono il maestro unico (o prevalente, come vuole il premier) di riferimento.

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ARRIVANO I DATI DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE SUGLI SCRUTINI INTERMEDI. E SI ACCCERTA UNA VERA ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Arrivano i dati del ministero dell'Istruzione sugli scrutini intermedi. E si acccerta una vera e propria «valanga» di 5 in condotta, comminati a ben 34.311 studenti. Tra di loro più dei due terzi hanno insufficienze anche in altre materie. Al Sud i più indisciplinati. Il 72% degli studenti ha riportato almeno un'insufficienza, in aumento quelle per le lingue straniere. Il voto in condotta è tornato ad avere importanza come elemento determinante la bocciatura dopo la riforma Gelmini: il 5 può infatti determinare la bocciatura automatica. In prima elementare le 30 ore battono le 24 e le 40 nelle iscrizioni del prossimo anno scolastico (2009/2010) con quasi sei famiglie su dieci che optano per questa modalità. «Le famiglie hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli», sottolinea il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Ma è polemica. LIMONCELLI A PAGINA 11

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SCUOLA, LA VALANGA DEI 5 IN CONDOTTA (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Elementari: quasi il 60% delle famiglie chiede le 30 ore. La Gelmini: per tutti c'è il maestro unico Scuola, la valanga dei 5 in condotta Al Sud i più indisciplinati. Nelle insufficienze le lingue superano la matematica

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E' pioggia di 5, anche in condotta Gelmini: "Prof più severi, è giusto" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il tipo di istruzione che riporta la situazione più negativa continua ad essere quella professionale, con l'80% dei ragazzi che ha almeno una insufficienza

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Più insufficienze alle superiori specie in lingue e matematica (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Più insufficienze alle superiori specie in lingue e matematica Roma. Le 30 ore vincono la «gara» delle iscrizioni alle prime elementari del 2009-2010, ma il quadro dei risultati dei primi trimestri-quadrimestri è desolante: aumentano le insufficienze alle superiori, con punte dell'80% al Sud e ai professionali, con lingue e matematica come «bestie nere». Mentre il ministero dell'Istruzione rileva c'è stata una vera e propria «pioggia» di 5 in condotta. LE ISCRIZIONI ALLE ELEMENTARI. Dopo mesi di polemiche, le famiglie italiane hanno scelto e a settembre i bambini della prima elementare si troveranno in gran parte (56%) nelle classi a 30 ore, con percentuali minori (3%) per le 24 ore, (7%) per le 27 ore, mentre il tempo pieno (le 40 ore con due maestri) è stato scelto dal 34%, in aumento rispetto allo scorso anno. Ma è difficile fare paragoni con il passato, a causa della novità del ritorno del maestro unico-prevalente. GELMINI: PIÙ LIBERTÀ PER LE FAMIGLIE. «Hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli» ha detto il ministro dell'Istruzione, ricordando che «tutti i modelli orari, ? 24-27-30 ore ? prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade nei Paesi europei». LE REAZIONI. Non sono mancate le polemiche: Francesco Scrima (Cisl Scuola) e Giuseppe Fioroni (Pd) hanno parlato di «bocciatura» del maestro unico e del modulo a 24 ore. «Le proiezioni sulle richieste di iscrizione alla scuola primaria non lasciano adito a dubbi: alle famiglie italiane il modello del maestro unico piace poco o nulla», afferma Francesco Scrima, segretario generale di Cisl Scuola. Immediata la precisazione di Viale Trastevere che ha ribadito che «tutti i quadri orari per il nuovo anno della prima elementare prevedono il maestro unico di riferimento». Replica a Fioroni anche di Irene Aderenti: «Non può parlare per slogan». Per Domenico Pantaleo (Flc Cgil), il governo «deve mantenere i suoi impegni e trovare le risorse necessarie» per fare fronte alle richieste delle famiglie. Mentre Massimo di Menna (Uil Scuola) ha chiesto al ministero dell'Istruzione di approvare in settimana due provvedimenti su organici e modello organizzativo per dare la possibilità alle scuole di organizzarsi e dare così certezza alle famiglie. PIOGGIA DI 5 IN CONDOTTA. Sono stati 34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. Più indisciplinati gli alunni degli istituti professionali, seguiti dai tecnici, mentre i più «buoni» sono nei licei classici e scientifici, con «solo» 3.000 alunni che hanno preso il 5 in comportamento. NEL SUD E ISOLE I PIÙ INDISCIPLINATI. I ragazzi con più 5 in condotta sono nel Sud (15.683 studenti più 4.175 con 5 solo in comportamento). Seguono le isole (rispettivamente 5.677 e 1.100), il Centro (5.777 e 1.089) e infine il Nord (7.174 e 1.681). Da segnalare il dato della Campania, unica regione con tutte le province al livello massimo di 5 in condotta. PIÙ INSUFFICIENZE DELLO SCORSO ANNO. Al termine del primo quadrimestre nelle superiori, il 72% degli studenti ha riportato almeno un'insufficienza (lo scorso anno erano il 70,3%). MAGGIORI CARENZE AI PROFESSIONALI. L'istruzione professionale è quella che continua ad avere i risultati peggiori, con l'80% che ha riportato insufficienze (come lo scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (lo scorso anno erano 76,4%), licei artistici e istituti d'arte 77,2% (73,8%), ex magistrali con il 70,9% (57,6%), scientifico 64,5% (61,9%), classico 60,1 (57,6%). Bravi al linguistico: il 40,1% non ha insufficienze (lo scorso anno il 67,4% aveva avuto voti negativi). IL SUD ANCORA INDIETRO. Le carenze sono abbastanza uniformi nel Paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed isole 74,4%). Ma le insufficienze al Sud crescono. Incrociando i dati, si va dal 55,3% del classico al Nord, all'82,2% al Sud e nelle isole. LE «BESTIE NERE». Le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). SCUOLA MEDIA. I ragazzi con almeno una insufficienza sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%). Gianluca Vannucchi

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ISCRIZIONI ALLE ELEMENTARI, VINCONO LE 30 ORE. IL MINISTRO GELMINI: MAESTRO UNICO IN TUTTI I MODELLI OFFERTI (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Iscrizioni alle elementari, vincono le 30 ore. Il ministro Gelmini: maestro unico in tutti i modelli offerti

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DANIELA LIMONCELLI PRIMA ELEMENTARE, LE 30 ORE BATTONO LE 24 E LE 40 NELLE ISCRIZIONI DEL PROSSIM... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

DANIELA LIMONCELLI Prima elementare, le 30 ore battono le 24 e le 40 nelle iscrizioni del prossimo anno scolastico (2009/2010) con quasi sei famiglie su dieci che optano per questa modalità. Ma quel che davvero sconforta è, invece, il quadro dei risultati ottenuti a scuola negli scrutini del primo quadrimestre dalla generazione dei liceali: fioccano alle superiori i 5 in condotta ed è boom di insufficienze. Inglese e matematica, le materie più odiate.. Boom di 5. I nostri giovani, un popolo di bulletti e di ignoranti. Gli scrutini sono andati peggio del passato: ben il 72% degli studenti ha avuto almeno un 5 in pagella contro il 70,3% dello scorso anno. Sono stati 34.311 quelli puniti per il comportamento e con almeno un'altra insufficienza: tra loro, 8.151 hanno avuto il 5 solo in condotta. I più «buoni» sono nei classici e allo scientifico: 3mila i ragazzi che non hanno raggiunto il 6. Più terribili gli studenti dei professionali e dei tecnici, con carenze peggiori anche sul fronte del profitto: l'80% dei giovani iscritti a un istituto professionale ha avuto almeno un'insufficienza (come lo scorso anno). Seguono i tecnici con il 78,1% (contro i 76,4% dello scorso anno), artistici e istituti d'arte 77,2% (contro il 73,8%), ex magistrali con il 70,9% (contro il 57,6%), lo scientifico 64,5% (61,9%), il classico 60,1 (contro il 57,6%). Gli studenti migliori d'Italia sono al linguistico: il 40,1% non ha neanche un 5. Le materie più odiate? Lingue straniere (il 63,3% è sotto la sufficienza) e la matematica con oltre sei «somari» su dieci che fanno tilt davanti a equazioni o teoremi. Rispetto alle superiori è andata un po' meglio nelle medie dove il 46% degli alunni ha portato almeno un 5 in pagella. Con carenze che fioccano tra matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte (25,7%), musica (24,7%), perfino in scienze motorie (7,4%). Elementari. I genitori, dopo mesi di polemiche, hanno scelto. Da settembre i loro bambini si troveranno in gran parte (56%) nelle classi di prima elementare a 30 ore. Il tempo pieno - 40 ore e due maestri - è stato, invece, preferito dal 34% delle famiglie (è in aumento rispetto all'anno scorso) mentre solo il 3% ha optato per le 24 ore e il 7% per le 27 ore. I dati arrivati in grande velocità - le iscrizioni si sono chiuse appena il 28 febbraio scorso - sono per ora proiezioni (ma la forchetta di sforamento è minima, dicono al ministero dell'Istruzione). «Le famiglie hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli» sottolinea il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. «Tutti i modelli orari, non solo quello a 24 ore - ricorda - prevedono il maestro unico di riferimento: una figura indispensabile per la formazione del bambino così come già accade nei paesi europei». E aggiunge: «Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno» una modalità che « da quando è stata introdotta» ha fatto scendere il nostro Paese «dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari». Scoppia, di nuovo, la polemica. «I dati evidenziano come le famiglie abbiano bocciato maestro unico e modulo di 24 ore» denuncia l'ex ministro Giuseppe Fioroni del Pd mentre per Domenico Pantaleo della Flc Cgil, il governo ora «deve mantenere i suoi impegni e trovare le risorse necessarie» per fare fronte alle richieste delle famiglie.

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02/03/2009 15:09 SCUOLA: GELMINI, PRESTO REGOLAMENTO SU COME VALUTARE 5 IN CONDOTTA (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Milano, 2 mar. (Adnkronos) - "Il ministero emanera' un regolamento su come valutare il 5 in condotta". Lo afferma Mariastella Gelmini ministro della Pubblica istruzione, a margine della presentazione del 'Progetto Gaber' per la scuola questa mattina a Milano. "Il 5 in condotta -aggiunge il ministro- non serve per punire ne' per sanzionare, ma per sottolineare il ruolo educativo della scuola".

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Scuola, il 90% dei nuovi iscritti al "tempo pieno" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 9 del 2009-03-02 pagina 0 Scuola, il 90% dei nuovi iscritti al "tempo pieno" di Redazione Boom di preiscrizioni per il tempo pieno nelle scuole elementari. Polemiche per il numero di maestri necessari. Ma il ministro Gelmini rassicura: "Le risorse per il tempo pieno sono state aumentate. Sarà possibile rispettare la scelta delle famiglie" Milano - L'anno scolastico è a metà strada ma è già tempo di bilanci. Si parla dei dati relativi alle preiscrizioni per il prossimo anno. Dati importanti per valutare il trend, specie in vista delle recenti nuove misure adottate dal governo, che dovranno scattare proprio a partire dal prossimo settembre. I dati non sono ancora definitivi ma, a quanto risulta, sei famiglie su dieci di quelle che hanno iscritto il proprio figlio in prima elementare hanno scelto l'orario di 30 ore. Si tratta dei primi dati rilevati dal ministero dell'Istruzione su un campione di circa 900 scuole. Per i dati definitivi ci vorranno ancora alcune settimane. Il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore e il 34% le 40. A conti fatti il 90% delle famiglie ha chiesto il tempo pieno per i propri bambini. Saranno sufficienti - si chiede qualcuno - i maestri in organico? Bisognerà attendere i dati definitivi prima di poter dare una risposta certa. Polemiche sulle risorse necessarie "Se le proiezioni fatte dal ministero dell'Istruzione verranno confermate per le iscrizioni alla prima elementare 2009/2010 ci sarà un aumento della richiesta del tempo prolungato. Il governo ora deve mantenere i suoi impegni e trovare le risorse necessarie", ha ricordato Domenico Pantaleo, segretario di Flc Cgil. La Gelmini rassicura: fondi aumentati Intanto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fa sapere che i fondi per il tempo pieno non solo ci sono ma addirittura sono aumentati: "Le risorse per il tempo pieno non solo non sono state tagliate - ha spiegato il ministro - ma sono state confermate. E grazie a un migliore impiego, sono aumentate. Quindi, non ci saranno problemi e sarà possibile rispettare il tempo pieno e la scelta delle famiglie". Gelmini: emergenza educativa sotto gli occhi di tutti "Il Papa ha parlato di una emergenza educativa: credo che questa emergenza sia sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo insieme lavorare per fare in modo che i ragazzi abbiano dei punti di riferimento e dei modelli educativi". Lo ha detto il ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, a margine della presentazione del Progetto Gaber a Milano, interpellata riguardo a una sua preoccupazione per l?elevato numero di ragazzi che ha ricevuto il 5 in condotta negli scrutini. "Dobbiamo essere preoccupati - ha detto Gelmini - perché ogni giorno le cronache raccontano di episodi di bullismo e di assenza di disciplina. Non dobbiamo drammatizzare. La funzione educativa deve essere svolta dalla scuola ma non solo. Serve una collaborazione, soprattutto un rapporto di stima con la famiglia, ma anche i media hanno una grande responsabilità nell?educare e diseducare i ragazzi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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L'importanza dello sport (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'importanza dello sport San Benedetto del Tronto | Grande interesse ha destato il convegno sull'attività motoria organizzato dal CSI in collaborazione con le scuole di Porto D'Ascoli. Il recente convegno regionale sulla valenza educativa dell'attività motoria organizzato dal CSI in collaborazione con la Direzione Didattica di Porto d'Ascoli, nonostante l'assenza della Dott.ssa Paola Bignardi per motivi di salute, è stato sicuramente un momento forte e di grande interesse. Le autorità intervenute in rappresentanza di Regione, Provincia, Comune, CONI, USR e USP, hanno portato, insieme al saluto, contributi significativi alla riflessione dei presenti: docenti, genitori, responsabili delle associazioni sportive e dei quartieri. Spesso è stato sottolineato che la Riforma della Scuola ha disatteso la promessa e la speranza che l'attività motoria fosse affidata a docenti qualificati per assicurare l'efficacia formativa della disciplina. L'Assessore Regionale Dott. Sandro Donati ha detto che il tema è sentito e di particolare attualità. Tanti genitori affidano i figli alla Scuola ed alle società sportive contando sull' alleanza educativa che possono assicurare. Ed ha concluso affermando: "occorre incentivare e diffondere la pratica sportiva, parte importante delle politiche giovanili". Sull' esigenza di stabilire solide alleanze educative, invece, ha insistito il Dott. Edio Costantini, nella sua articolata relazione, perché i tempi sono difficili e troppi messaggi contrastanti e modelli di vita discutibili vengono proposti ai ragazzi. Scuola e famiglia devono essere presenti e pronti a contrastarli scoprendone il vuoto che si nasconde sotto aspetti appariscenti. Oggi si parla spesso di emergenza educativa o di urgenza educativa. L'attività motoria e l'attività sportiva, che coinvolgono ed educano all'impegno ed al sacrificio, al successo ma anche alla capacità di accettare l'insuccesso, al concetto che le conquiste non ce le regala nessuno possono essere strategie efficaci nel compito educativo che scuola e famiglia condividono. Don Mario Lusek, responsabile della CEI per la pastorale dello sport, ha esaltato il lavoro di sinergia e la strategia di rete per cui l'Amministrazione Comunale di San Benedetto ha messo a disposizione delle tre Direzioni Didattiche gli esperti del CONI per qualificare l'insegnamento dell'attività motoria. Nella sua esperienza di docente ha ritenuto sempre bravi gli alunni che, magari, mettevano in difficoltà il docente con le loro domande talora trasgressive dal punto di vista didattico, offrendo spunti per una vita di classe improntata alla vivacità ed alla ricerca. "Questi amavano lo sport - afferma il docente - lo seguivano e lo praticavano. Per trovare amici, un'amicizia che si estende anche all'avversario, sentito come stimolo per imitarlo e superarlo. Era anche uno stile di vita: attenzione agli eccessi, perseveranza, consapevolezza dei limiti, capacità di affrontare il cambiamento, gusto della conquista, riflessione sull'insuccesso. Lo sport forma il carattere! Ecco perché chi è bravo nello sport sa impegnarsi nella scuola e nella vita". Apprezzato il lavoro delicato della moderatrice, l'Ispettrice Maria Teresa Mircoli, che ha saputo sottolineare gli spunti più interessanti ricollegandoli con le disposizioni vigenti e con la riforma della Gelmini. 02/03/2009

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Il signor G diventa materia di studio Gelmini: "Gaber insegnerà a pensare" (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.net" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

La proposta era stata lanciata dal comico Enzo Iacchetti. Prima 'lezione' al Teatro dell’Arte di Milano con Andrea Pedrinelli e Gioele Dix. Il progetto, realizzato dal ministero dell'Istruzione e dalla Fondazione Gaber, prevede anche un concorso per gli studenti

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L?iniziativa - ovviamente - si chiama 'Progetto Gaber' ed è stata messa a punto dal ministero e dalla Fondazione a lui dedicata. Una prima tappa è fissata dal concorso ?Giorgio Gaber, parole per pensare'. Agli studenti saranno proposti 12 brani dell?opera gaberiana, selezionati dalla Fondazione, coi i quali i ragazzi potranno confrontarsi, rielaborando il contenuto attraverso varie forme espressive (testo, audio, grafica etc.). Non è tutto: a traghettare l?eperienza dell?arte del pensatore milanese verso le generazioni che non l?hanno potuto conoscere a teatro, ci saranno studiosi ed artisti che terranno lezioni nelle scuole. Il primo appuntamento è già andato in scena questa mattina al Teatro dell?Arte di Milano dove oltre 450 studenti del capoluogo lombardo e provincia hanno partecipato ad un incontro con il signor G. attraverso Andrea Pedrinelli e Gioele Dix. Il ministro Gelmini, intervenuta questa mattina alla presentazione del progetto, ha spiegato le ragione che l?hanno indotta ad attivare l?amministrazione centrale: "nessuno ci aveva mai pensato - ha detto - ma sono convinta che il signor G. abbia tantissimo da insegnare a questi giovani. Portare l?arte di Giorgio Gaber nelle scuole ha la funzione di insegnare a pensare al di là degli schemi e delle ideologie. Gaber è l?esempio più illuminato di libero pensatore che ha saputo fornire una lettura, con chiave non scontata, sulla nostra società. è uno stimolo per le nuove generazioni. Gaber era allo stesso tempo libertà e rigore: anticonformista sì, ma non trasgressivo per forza. Quello che promuoviamo è un progetto triennale, un viaggio nella sua opera per gli studenti ma anche per gli educatori". Il ministro, che pure ha assicurato "ampia autonomia" per gli Istituti che accoglieranno il progetto, ha precisato di vedere bene l?introduzione all?opera di Gaber nelle ore di educazione alla Cittadinanza e Costituzione. Contentissimo si è mostrato Enzo Iacchetti che ha giurato di non aspettarsi "che una frase detta così potesse suscitare questo approccio importantissimo all?obiettivo che abbiamo noi: far sì che Giorgio non sia mai morto". "Io - ha detto Iacchetti - vorrei che Gaber fosse sui libri. Questo progetto è un primo passo". Visibilmente felice anche la vedova Gaber, Ombretta Colli: "la mia è una grandissima emozione - ha sottolineato -. Penso a mio marito, di carattere così schivo e riservato, e so che sarebbe sicuramente imbarazzato in questo momento. Il ministro Gelmini ha dimostrato un?apertura mentale non tanto frequente da noi". Agenzia AGI Guarda il video del 'Progetto Gaber'I personaggi dello spettacolo materia di studio, cosa ne pensi?SCRUTINI DI META' ANNO Pioggia di 5, anche in condotta Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi La scelta del nucleare nel Paese del No-tutto (123 commenti) Si impicca il gioielliere che uccise i ladri (44 commenti) Violenza sessuale su un 12enne Fermato un dipendente comunale La Polizia lo salva dal linciaggio (41 commenti) Rosso, la strage di via Mattei Cinquemila multe in tre anni (28 commenti) Lascia il tuo commento (21 commenti) Coca cola sponsor fra le calli? 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Cacciari: "Sì, serve a salvare Venezia"16:20:05 - dov'è finito quello della teoria del formaggio? mi sono sbellicato dalle risate a leggere una corbel[...] La scelta del nucleare nel Paese del No-tutto16:18:10 - Esposizione per 3 giorni sulla Pubblica Piazza con facoltà,...per chi vuole, di sputargli in faccia [...] Violenza sessuale su un 12enne Fermato un dipendente comunale La Polizia lo salva dal linciaggio16:16:00 - modena deve essere immensamente riconoscente al sindaco di quanto sia riuscito a fare per salvare qu[...] Filosofia nella bufera, qui potete dire la vostra16:10:38 - Occorre la ...LEGGE del TAGLIONE ! A chi ruba...deve essere tagliata la mano! A chi prende le tangen[...] Violenza sessuale su un 12enne Fermato un dipendente comunale La Polizia lo salva dal linciaggio15:59:30 - ma mettete solo i pareri che vi fanno comodo?[...] La scelta del nucleare nel Paese del No-tutto Da Dylan a Gaber, i personaggi dello spettacolo come materia di studio a scuola. Cosa ne pensi?Fonti rinnovabili, come l'eolico: una soluzione possibile ai problemi energetici?La politica italiana ha bisogno di un ricambio generazionale?L'Inter è favorita dagli arbitri?La Juve deve confermare Ranieri?Auto elettriche a noleggio in città: ti piace l'idea?Franceschini propone un assegno ai disoccupati, sei d'accordo?Nuovi casinò in Italia, sei d'accordo?Milan ko in Uefa, è finito un ciclo?Eurispes: dal notaio per separazioni e divorzi. Sei d'accordo?La Juventus può ribaltare il risultato contro il Chelsea?Stop allo 'sciopero selvaggio', sei d'accordo?Documenti d'identità anche agli under 14, sei d'accordo?Champions, l'Inter può eliminare il Manchester United?Vorresti Amauri in maglia azzurra? La foto del giorno Carolina e Alex: amore dallo sport alla passerella La coppia Kostner-Schwazer nel parterre di Roberto Cavalli alle sfilate milanesi. 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Scuola, il 95% sceglie le 30 ore (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, il 95% sceglie le 30 ore Monica Maro, 02 marzo 2009, 16:49 Grazie ai tagli imposti dal governo, a settembre saranno ben 30mila i docenti che resteranno a casa e non solo nelle elementari. Intanto però, le famiglie chiedono il tempo prolungato e bocciano il maestro unico. A questo punto, i fondi non sono però sufficienti. Ora il ministro Gelmini dovrebbe spiegare dove troverà le risorse per garantire la mensa nonché il tempo pieno che i genitori hanno scelto. L'unico modo che conosciamo è quello di ridurre i tagli previsti dalla Finanziaria Le proteste dei genitori, dei docenti e dell'opposizione hanno costretto il ministro Gelmini a lasciare la possibilità alle famiglie di scegliere il modello orario, e le famiglie hanno riconfermato la loro predilezione per il tempo pieno bocciando sonoramente la riforma per la scuola elementare e, più veritiero di qualunque sondaggio, il gradimento delle famiglie italiane sulla cosiddetta riforma della scuola elementare arriva con i primi dati delle iscrizioni forniti, domenica scorsa, dal ministero dell'Istruzione: il 56 per cento delle famiglie ha scelto il tempo scuola di 30 ore, mentre il 34 per cento ha scelto il tempo pieno (le 40 ore con due maestri), in aumento rispetto allo scorso anno. Verso il "nuovo" tempo scuola di 24 ore settimanali tanto orgogliosamente, e ciecamente, proclamato dalla Gelmini come un modo per andare incontro alle esigenze delle famiglie è andata una percentuale inferiore al tre per cento. Le 24 e le 27 ore in prima elementare, considerate il modello di riferimento per il futuro, hanno ottenuto soltanto il 10 percento delle preferenze. La stragrande maggioranza ha scelto il modello attuale a 30 ore (il 56 per cento) o quello a tempo pieno di 40 ore (il 34 per cento). Ma in quanti potranno essere accontentati a settembre? Decisamente pochi, nove famiglie su 10 non potranno avere le 30 ore settimanali richieste all'atto dell'iscrizione, visto che il ministero ha già scritto nero su bianco che l'organico per le prime classi verrà calcolato in base alle 27 ore settimanali. Di conseguenza, le classi a 30 ore che sarà possibile attivare dipenderanno dalle economie realizzate con la formazione delle classi a 24 ore. Secondo una prima stima realizzata da Repubblica, su oltre 20 mila prime classi ne potranno funzionare appena 600 con 24 ore settimanali e altrettante ne dovrebbero essere attivate a 30 ore. Ma la richiesta delle 30 ore da parte dei genitori dei piccoli che fanno il loro ingresso alla scuola primaria è di gran lunga superiore. In sostanza, attenendosi scrupolosamente ai dati di viale Trastevere, su quasi 294 mila famiglie che hanno richiesto un tempo scuola di 30 ore a settimana potranno essere accontentate meno di 16 mila. E non è neppure detto che potranno essere accontentati coloro che hanno scelto le 24 e le 27 ore. Il perché è presto detto. In Italia ci sono 16 mila plessi di scuola elementare e circa 16 mila sono state le famiglie che hanno optato per le 24 ore: in media un bambino per plesso. Mentre le famiglie che hanno richiesto le 27 ore sono 36 mila: poco più di 2 bambini, a conti fatti, per ogni istituto. Ora il ministro Gelmini dovrebbe spiegare dove troverà le risorse per garantire la mensa, le 30 ore, nonché il tempo pieno che i genitori hanno scelto. L'unico modo che conosciamo è quello di ridurre i tagli. Oppure tali costi ricadranno sui Comuni già in difficoltà dopo l'abbandono dell'Ici. E, se questo non avviene, le famiglie saranno state ancora una volta prese in giro. Per il responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni, i dati sono inequivocabili: "La maggioranza ha scelto 30 ore per la prima elementare basandosi sul modello precedente che prevedeva mensa e compresenza di docenti. Sorge spontanea una domanda, come farà questo governo con i tagli economico finanziari e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori italiani erano abituati?". "Il maestro sarà 'prevalente' in tutti le opzioni d'orario" ha ribadito la Gelmini replicando a Fioroni: " Tutti i modelli orari prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa". Addio compresenza ma, secondo alcuni dirigenti, anche i laboratori articolati: con la diminuzione degli organici non si potrà scegliere, chi è a disposizione completa le ore di lezione fino ad arrivare a 30 o 40, a prescindere dalle competenze. Ci rimetterà la formazione, dunque, e i dirigenti dovranno giocare d'incastro per dare il migliore del servizio, con i pochi insegnanti a disposizione. Pochi, perché grazie a tagli imposti dal governo, a settembre saranno ben 30mila i docenti che resteranno a casa e non solo nelle elementari. Tra gli insegnanti di lettere delle medie sarà una strage. Tra tagli sulle ore in cui gli insegnanti erano a disposizione e ore opzionali per le famiglie, vanno a casa 3 insegnanti ogni 6 sezioni. La Gelmini, infatti, non solo ha tagliato le compresenze ma anche l'opzione di fare 11 ore di lettere settimanali anziché nove che, da settembre, saranno l'opzione unica.

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Altro che veline e soubrette, la vera donna sexy è in parlamento (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 9 del 2009-03-02 pagina 0 Altro che veline e soubrette, la vera donna sexy è in parlamento di Nino Materi Un sondaggio realizzato per il numero in edicola di Playboy Italia svela che gli uomini italiani sono affascinati dalle donne politiche Un sondaggio realizzato per il numero in edicola di Playboy Italia svela che gli uomini italiani sono affascinati dalle donne politiche, sognano una storia di passione con loro, si comporterebbero da macho ad un ipotetico appuntamento, ma non la sposerebbero mai per paura di essere trascurati o messi in ombra. Quote rosa che passione, ma non solo politica, almeno per manager e imprenditori, secondo i quali l'impegno politico, meglio se accompagnato da incarichi di governo, rende le donne super sexy. pensarla cosi' sono ben 8 su 10, sedotti dal fascino del potere (54%), ma anche dalla forza che hanno dimostrato, per essere riuscite ad imporsi in un mondo maschile (40%). Ammirazione, tanto che il 24% vorrebbe istaurare con esse una forte relazione professionale, ma non solo: le politiche donne rappresentano per molti un vero e proprio "sogno segreto", tanto che il 42% ammette che con molte di loro vorrebbe avere una relazione. Attenzione pero', pochi accetterebbero di essere il marito di una donna di potere: ben 6 su 10 non sposerebbe una donna che sceglie la carriera politica, forse per paura di essere relegato in secondo piano (52%) e difficilmente accetterebbe di essere messo in ombra (41%). Certo e' che se riuscissero ad ottenere un appuntamento con la loro donna politica preferita, difficilmente si lascerebbero scappare l'occasione di corteggiarla anche se il 47% ammette che si troverebbe un po' impacciato e in imbarazzo. Ma quali le donne politiche italiane e internazionali che popolano i sogni segreti di manager e imprenditori? Il gradino piu' alto del podio va alla Ministra dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (54%), che supera sul filo di lana Mara Carfagna e la Prestigiacomo. E se Sarah Palin e' stata sconfitta alle presidenziali, vince nell'immaginario degli intervistati, superando persino Rania di Giordania. Questo e' quanto emerge da uno studio promosso dal mensile Playboy, condotto su 80 uomini manager, imprenditori e opinion maker, cui e' stato chiesto come vedono le donne impegnate in politica e quanto siano affascinati o meno dal potere. Le donne in politica? Un vero e proprio sogno erotico per 8 su 10. E se il 12% ne vorrebbe una come compagna, il 42% con una ministra sogna un'avventura passionale. Da vere e proprie mosche bianche della politica, oggi le donne che siedono in parlamento o che ricoprono incarichi di governo, all'Italia e all'estero, sono sempre di piu' sotto la luce dei riflettori. Fotografate e seguite come delle vere e proprie star di Hollywood e' ormai impossibile sfogliare una rivista o accendere la Tv senza vederle o sentire i commentatori che ne analizzano scelte, atteggiamenti, ma anche look. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Gelmini: il maestro unico non si tocca (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA A iscrizioni chiuse è ancora bufera sulla «riforma» delle elementari voluta dal Governo e si rincorrono rassicurazioni e allarmi. «Il maestro unico - si è affannata a ripetere oggi il ministro Gelmini - c?è, indipendentemente dal quadro orario scelto. Esiste nelle 24, 27 e 30 ore. Credo che il cosiddetto modulo, la presenza di più insegnanti nella stessa classe, non abbia portato buoni risultati. Il modello del maestro unico di riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta delle famiglie che sembra abbiano privilegiato le 30 ore». E il problema, secondo Tuttoscuola, nasce proprio da questa scelta. Se risultasse confermato il sondaggio diffuso ieri dal ministero relativo alle iscrizioni, secondo la rivista specializzata ci sarebbe solo un 3% di classi funzionanti a 24 ore, e un altro 3% speculare di classi a 30 ore, dal momento che gli organici (lasciando da parte il tempo pieno per il quale la Gelmini ha più volte assicurato il mantenimento degli attuali livelli) sono stati «tarati» su un monte ore totale di 27 ore e dunque la sorte delle 30 ore sarebbe, in buona sostanza, legata a quella delle 24. In questo caso due terzi delle prime classi (67%) risulterebbe con il modello orario a 27 ore settimanali (benchè solo il 7%, secondo il sondaggio del ministero, abbia scelto quel modello orario). Insomma di quel 90% di italiani che gradiscono un tempo medio lungo di 30-40 ore settimanali risulterebbe soddisfatto un terzo, perchè il 27% di classi a 40 ore e il 3% a 30 ore fanno un totale complessivo del 30%, mentre il 60% si dovrebbe accontentare dell?orario breve di 27 ore. Considerando che gli iscritti al primo anno della primaria sono circa 500 mila (511 mila nel 2008-09) sarebbero circa 300 mila le famiglie alle quali potrebbe non essere accordato il tempo medio lungo richiesto. «Non servono artifici tecnici o false verità: i genitori si aspettano le 30 ore, con la mensa e la compresenza, e si aspettano il tempo pieno come tempo scuola e non come doposcuola. Il ministro sa che senza soldi e con tanta demagogia - ha osservato l?ex titolare del dicastero dell?Istruzione, Giuseppe Fioroni - non si educano i nostri figli». E se per Francesco Pasquali, del Pdl, «le cassandre del Pd e dei sindacati dovrebbero arrendersi all?evidenza anzichè strillare "al lupo, al lupo" sul maestro unico», i sindacati insistono nel criticare l?azzeramento del modulo: «un grave errore» ha osservato la Gilda; il ministro Gelmini «la smetta di imporre modelli e rispetti l?autonomia delle scuole» ha esortato il leader della Cisl, Francesco Scrima; Berlusconi e la Gelmini sul tempo pieno «mentivano sapendo di mentire» ha accusato l?Unicobas.

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A scuola si studierà Giorgio Gaber, la Gelmini: "Insegnerà a pensare" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

MILANO Tutto è nato da una battuta di Enzo Iacchetti («Gaber andrebbe studiato nelle scuole») che non è sfuggita al ministro dell?istruzione Maria Stella Gelmini. Giro di telefonate, collaborazioni avviate ed ecco il signor G. pronto a varcare i cancelli degli Istituti italiani secondari superiori e paritari. L?iniziativa ovviamente si chiama Progetto Gaber ed è stata messa a punto dal ministero e dalla Fondazione a lui dedicata. Una prima tappa è fissata dal concorso ?Giorgio Gaber, parole per pensarè. Agli studenti saranno proposti 12 brani dell?opera gaberiana, selezionati dalla Fondazione, coi i quali i ragazzi potranno confrontarsi, rielaborando il contenuto attraverso varie forme espressive (testo, audio, grafica etc.). Non è tutto: a traghettare l?eperienza dell?arte del pensatore milanese verso le generazioni che non l?hanno potuto conoscere a teatro, ci saranno studiosi ed artisti che terranno lezioni nelle scuole. Il primo appuntamento è già andato in scena il 2 marzo al Teatro dell?Arte di Milano dove oltre 450 studenti del capoluogo lombardo e provincia hanno partecipato ad un incontro con il signor G. attraverso Andrea Pedrinelli e Gioele Dix. Il ministro Gelmini, intervenuta questa mattina alla presentazione del progetto, ha spiegato le ragione che l?hanno indotta ad attivare l?amministrazione centrale: «nessuno ci aveva mai pensato - ha detto - ma sono convinta che il signor G. abbia tantissimo da insegnare a questi giovani. Portare l?arte di Giorgio Gaber nelle scuole ha la funzione di insegnare a pensare al di là degli schemi e delle ideologie. Gaber è l?esempio più illuminato di libero pensatore che ha saputo fornire una lettura, con chiave non scontata, sulla nostra società. è uno stimolo per le nuove generazioni. Gaber era allo stesso tempo libertà e rigore: anticonformista sì, ma non trasgressivo per forza. Quello che promuoviamo è un progetto triennale, un viaggio nella sua opera per gli studenti ma anche per gli educatori». Il ministro, che pure ha assicurato «ampia autonomia» per gli Istituti che accoglieranno il progetto, ha precisato di vedere bene l?introduzione all?opera di Gaber nelle ore di educazione alla Cittadinanza e Costituzione. Contentissimo si è mostrato Enzo Iacchetti che ha giurato di non aspettarsi «che una frase detta così potesse suscitare questo approccio importantissimo all?obiettivo che abbiamo noi: far sì che Giorgio non sia mai morto». «Io - ha detto Iacchetti - vorrei che Gaber fosse sui libri. Questo progetto è un primo passo». Visibilmente felice anche la vadeova Gaber, Ombretta Colli: «la mia è una grandissima emozione - ha sottolineato -. Penso a mio marito, di carattere così schivo e riservato, e so che sarebbe sicuramente imbarazzato in questo momento. Il ministro Gelmini ha dimostrato un?apertura mentale non tanto frequente da noi». «Milano e Giorgio Gaber è un binomio indissolubile - ha aggiunto l?assessore al Tempo libero del Comune di Milano, Giovanni Terzi -. Milano deve iniziare ad amare moltissimo i propri artisti, cosa che a volte non fa perchè siamo spesso troppo esterofili».

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Convegno sulla scuola a Cesenatico, l'intervento di Nervegna (Fi/PdL) (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 02-03-2009)

Argomenti: Scuola

Convegno sulla scuola a Cesenatico, l'intervento di Nervegna (Fi/PdL) (2/3/2009 20:59) | (Sesto Potere) - Cesenatico - 2 marzo 2009 - "A volte la verità fa male e per compiacere la platea è più semplice sciorinare facili slogan o difendere lo status quo. E questo è accaduto nel corso del dibattito dedicato alla scuola che s'è svolto nel Teatro comunale di Cesenatico promosso dal liceo scientifico Enzo Ferrari sulla scuola. L'assessore Gualdi del Comune di Cesena s'è limitato a riproporre le parole d'ordine di Cgil e sinistra estrema (no al maestro unico, sì al modulo, no alla razionalizzazione). Io stesso invece ho ritenuto più opportuno attenermi alla realtà dei fatti e ho ricordato che anche il presidente della Repubblica Napolitano , che non è un esponente politico di destra (!) ha più volte dichiarato che le condizioni del nostro sistema d'istruzione richiedono scelte coraggiose di rinnovamento ed anche contenimento della spesa! Ho mutuato le linee guida del capo dello Stato: 'riforme e riduzione dei costi' per adeguare ai tempi il nostro scassato sistema d'istruzione. Ed ho ricordato che questo intervento sarà graduale e concertato: come nel caso della riforma della scuola media superiore rinviata al 2010": con queste parole Antonio Nervegna, consigliere regionale e capogruppo comunale di Forza Italia/PdL racconta l'ennesimo dibattito su uno degli argomenti che più muovono l'opinione pubblica alla partecipazione. Anche emotiva. "Ho affrontato l'argomento in maniera quasi chirurgica senza cedere ai facili richiami demagogici - aggiunge Nervegna -. Ho sottolineato l'ultimo rapporto Censis che ci ricorda come i livelli di competenza degli studenti italiani, dopo il biennio delle scuole superiori, siano "inadeguati" se confrontati a quelli degli altri Paesi Ocse , che gli stessi docenti italiani si dichiarano "impreparati" nell'affrontare il rapporto con allievi di nazionalità diversa, rendendo molto complesso l'inserimento degli allievi immigrati anche nelle aule scolastiche, e che lo stato di crisi in cui versa il sistema universitario italiano è da "malato cronico" : ci sono 37 corsi laurea con 1 solo studente, 327 facoltà che non superano i 15 iscritti , in Italia si contano 5500 corsi laurea mentre in Europa sono la metà e lo stesso discorso vale per i corsi laurea in eccesso! Da politico ho fornito il quadro di fondo ed ho ricordato che il Governo in carica , con molto coraggio, ha deciso di porre mano a questa gravissima situazione. Sarebbe stato facile dire: 'non tocchiamo nulla' o 'gli studenti e i docenti hanno sempre ragione' ... ma non è così che si fa il bene del Paese. La riforma della scuola è un tema delicato fin dal ' 96 ancora non è stato risolto, ma adesso il ministro Gelmini può farcela perché può contare su una maggioranza politica stabile e numericamente solida. Ogni altra valutazione , avulsa dai fatti incontrovertibili, aveva ed ha il sapore della retorica o dell'ideologia, per non dire dell'ignoranza nell'affrontare i problemi... ovvero: da sempre i grandi mali della società italiana !".: conclude Nervegna.

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Mancano i maestri per il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mancano i maestri per il tempo pieno Troppi tagli, il 90% delle famiglie non sarà accontentato O il governo decide di allargare i cordoni della borsa e di ampliare gli organici degli insegnanti elementari a scapito dei tagli oppure il 90% delle famiglie interessate potrebbe non poter accedere alla «formula oraria» (24, 27, 30 o 40 ore settimanali) e al relativo «modello pedagogico», scelto per il proprio pargolo. Questa è la sostanza di una guerra di cifre che ieri ha contrapposto le opposizioni e i sindacati da una parte e il ministero dell'Istruzione dall'altra. La madre di questa controversia è il dato - diffuso due giorni fa dal ministero medesimo - sulle preiscrizioni di un campione di 900 classi elementari. Dicono i dati - elaborati da «Tuttoscuola», che ha fatto deflagrare la disputa - che «solo il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore (una percentuale vicina a quanti nel corrente anno hanno questo modello orario), il 56% le 30 ore, il 34% le 40 ore (rispetto al 27% dell'anno in corso)». La questione che si pone è che l'amministrazione scolastica potrebbe non riuscire ad onorare le scelte delle famiglie. Gli organici dei docenti, infatti, secondo i regolamenti vigenti, sono stati calcolati su classi standard da 27 ore settimanali. Le classi da 24 ore, in questo schema, dovrebbero consentire un certo risparmio di insegnanti che andrebbe a compensare le esigenze delle classi da 30. Va da sé, quindi, che - nello schema del ministero - le classi da 24 e quelle da 30 sono strettamente connesse: tante delle une e tante delle altre. Le previsioni, invece, sono state travolte dai fatti: la formula «30 ore» è stata scelta dal 56% delle famiglie, cioè 300 mila unità. Ma, stando così le cose, 280 mila circa non potranno essere accontentate. Vuol dire - dunque - che più del 90% di quante hanno fatto richiesta per le 30 ore potrebbero non trovare risposta alle proprie istanze. Il problema è poi aggravato dal dato sul «tempo pieno», cioè le 40 ore settimanali. Le disposizioni ministeriali assicuravano che questa formula sarebbe stata mantenuta nella consistenza attuale, e cioè nel 27% delle classi (soprattutto al Nord). Ora, invece, stando al sondaggio, l'opzione sarebbe stata scelta dal 34% delle famiglie per i loro bambini: un 7% in più che, proiettato su una platea di 700 mila allievi già in tempo pieno, vuol dire almeno altri 50 mila ragazzi. Si potrebbe pensare che almeno i ragazzi che hanno scelto il modello base (chiamiamolo così) delle 24 ore non abbiano nulla da perdere. Invece non c'è pace neppure per loro, perché la richiesta è stata così bassa che potrebbe diventare difficile, in molte scuole, creare una classe di ragazzi che hanno scelto questa gabbia oraria. Insomma, un rompicapo. «Il ministero - dice il direttore di Tuttoscuola, Giovanni Vinciguerra - potrebbe uscirne facendo un grande sforzo organizzativo ed economico. Intanto deve attendere i dati completi sulle preiscrizioni per ragionare su numeri reali. Dopo di che è evidente che, nel momento in cui farà la circolare definitiva sugli organici, dovrà prevedere un assetto del personale docente pensato non più su classi da 27 ore, ma da 28, forse da 29». Il che, beninteso, significa un incremento di organico, piccolo o grande che sia. «Come farà questo governo - si chiede l'ex ministro Beppe Fioroni -, con i tagli economico-finanziari e le scelte fatte, a garantire gli standard di qualità a cui i genitori erano abituati?». Mariastella Gelmini, in questo frangente, ieri è apparsa di una serafica tranquillità: «Grazie a un migliore impiego delle risorse, non ci saranno problemi di sorta e sarà possibile rispettare la scelta delle famiglie».

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"Orgoglio di classe" con la prof. Oggero (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

"Orgoglio di classe" con la prof. Oggero Arriva Margherita Oggero, venerdì 13, all'istituto comprensivo don Evasio Ferraris di Cigliano, per la rassegna «Parola all'autore» curata dal Comune, dal Sistema bibliotecario e dallo stesso istituto comprensivo. Dalle 21, l'autrice torinese presenterà «Orgoglio di classe», il libro che ha dedicato al mondo della scuola, dal tempo pieno al voto in condotta. L'ex insegnante di italiano ha preso in esame la riforma Gelmini nel suo «Piccolo manuale di autostima per la scuola italiana e chi la frequenta», come spiega il sottotitolo del volume. Moderatrice della serata, un'altra insegnante, Raimonda Bresciani.

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La destra porta Gaber a scuola (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

La lezione del cantautore Testi teatrali e canzoni del signor G diventano argomento di studio su iniziativa del ministro Gelmini La destra porta Gaber a scuola Andrea Scanzi A PAGINA 33

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Pochi 5, ma voti bassi in condotta (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

PAGELLE. GIUDIZI E COMMENTI Pochi 5, ma voti bassi in condotta Tanti 6 agli studenti del Baruffi di Mondovì Matematica rimane la «bestia nera» [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Pochi 5 in condotta, ma voti di comportamento più bassi rispetto agli altri anni: è quanto emerge dai commenti dei dirigenti scolastici della provincia. «Non ci sono statistiche certe perché le scuole hanno trasmesso direttamente i dati al sistema informatico del ministero» dice il provveditore Stefano Andreoli. Sono quasi 16 mila i ragazzi che frequentano le Medie, 23 mila circa quelli alle Superiori. «Adottando lo schema indicato dal ministro, le valutazioni del comportamento si sono abbassate un po', senza tuttavia arrivare sotto la sufficienza - conferma Marco Testa, preside del liceo "Ancina" di Fossano - per la prima volta sono comparsi alcuni 7 e si sono moltiplicati gli 8, mentre gli scorsi anni quasi tutti avevano 9 e 10. Matematica ha il primato di disciplina più difficile, mentre sulla lingua straniera non ci sono grossi problemi, al massimo si arriva a 3 insufficienze in qualche classe». Al liceo classico «Pellico» di Cuneo, invece, ci sono due 5 in condotta. «Sono stati assegnati per le troppe assenze - precisa il preside Franco Russo -, anche perché abbiamo stabilito un meccanismo diverso, che non parte dal 10 per sottrarre voti in base ai comportamenti negativi, ma da un livello più basso per aumentare il punteggio in base alla solidarietà mostrata verso i compagni, al rispetto verso gli insegnanti, all'uso del materiale e ad altri comportamenti virtuosi». A contendersi la palma di argomenti più ostici qui ci sono greco e latino, insieme alla solita matematica. Disciplina che ha provocato anche diverse insufficienze all'istituto per geometri «Baruffi» di Mondovì. Paolo Cortese è il preside: «In alcune classi però è fisica a dare maggiori problemi ai ragazzi. Sono già iniziati i corsi di recupero per rimediare, altri saranno organizzati in estate per chi non ce la facesse prima: ora per fortuna i debiti non sono più condonati indefinitamente così i ragazzi hanno la responsabilità di rimediare il voto negativo». Meno quello in condotta, perché nell'istituto monregalese non ci sono 5 (seppure siano stati assegnati dei miseri 6). Alla scuola media «Marconi» di Savigliano, dove studiano 800 allievi, invece si parte dal 7. «Non abbiamo problemi - conferma il dirigente Gianpiero Sola - quanto alle altre materie, rispecchiamo l'andamento nazionale: lingue straniere e matematica rendono la vita difficile agli studenti».

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Pagelle, sei studenti su dieci hanno un debito (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Poco incoraggiante il verdetto emesso dagli scrutini del primo quadrimestre Pagelle, sei studenti su dieci hanno un «debito» Insufficienze in crescita rispetto al 2008. La matematica resta la materia più ostica Soltanto sei hanno un giudizio negativo in condotta, tutti dell'Istituto d'arte JACOPO TOMASI TRENTO. Valanga di debiti sugli studenti delle scuole superiori cittadine. Il verdetto degli scrutini del primo quadrimestre è impietoso: il 62% ha almeno una materia insufficiente. Un dato più alto rispetto a quello dello scorso anno, che si era fermato al 56%, ma - magra consolazione - più basso se confrontato al nazionale, che ha fatto registrare il 72% di studenti con un 5 in pagella. Le materie più ostiche restano matematica, lingue straniere, latino, greco, italiano e storia. Sei gli studenti con giudizio negativo in condotta, tutti dell'Istituto d'arte Vittoria. I più studiosi sono i ragazzi del liceo classico Prati, mentre quelli che sembrano darsi meno da fare sono gli iscritti all'Istituto tecnico industriale Buonarroti. Fatto sta che, in media, sei studenti trentini su dieci, alla fine del primo quadrimestre, hanno almeno un 5 in pagella. E la parola che fa tremare i giovani piomba inesorabile: debito. Oltre la metà degli adolescenti deve fare i conti con i debiti formativi e quindi rimediare le lacune attraverso i corsi di recupero organizzati dagli istituti. In ogni caso, almeno in Trentino, con un debito a fine anno non si rischia la bocciatura, poiché non sono stati ripristinati gli esami di riparazione, rispolverati invece a livello nazionale dall'ex ministro Giuseppe Fioroni. Da noi non esiste nemmeno il 5 in condotta che tanto spaventa gli studenti italiani (in base alla riforma del neo ministro Gelmini si rischia la bocciatura con la sola insufficienza in comportamento), ma il "pugno di ferro" è stato utilizzato in alcuni istituti. Ad esempio all'Istituto d'arte Vittoria sei ragazzi hanno rimediato un giudizio negativo in condotta. Ma a far più paura ai giovani trentini sono materie "classiche" come matematica, inglese, tedesco, latino, greco, italiano e storia. Gli anni più critici, invece, sono la prima e la terza, dove le insufficienze schizzano in alto, ed i maschi generalmente portano a casa pagelle più "brutte" delle colleghe. Vediamo, però, la situazione scuola per scuola. Il record di debiti c'è stato all'Iti Buonarroti dove il 75% degli studenti ha almeno una materia insufficiente (865 su 1.146). A ruota l'Istituto Tambosi dove sette studenti su dieci hanno almeno un 5, soprattutto in lingue straniere (40%), matematica (36%), italiano (27%) e discipline giuridico-economiche (26%). Dati elevati anche all'Istituto d'arte Vittoria dove su 616 iscritti, ben 421 hanno debiti (68%) e all'Enaip di Villazzano dove circa due terzi dei ragazzi (67%) presenta qualche difficoltà. Al liceo scientifico Da Vinci gli studenti con insufficienze sono il 60% (801 su 1.353) e anche qui le materie più indigeste restano matematica, latino, lingue straniere e italiano come al liceo psico-socio-pedagogico Rosmini dove gli studenti meno brillanti sono il 57%. I più bravi, quelli con le pagelle meno segnate con la penna rossa, sono invece gli iscritti al liceo scientifico Galilei ed al liceo classico Prati dove gli studenti con almeno un debito sono rispettivamente il 50% ed il 46%. Insomma, i risultati peggiori si hanno negli istituti tecnici e professionali, mentre nei licei le cose vanno un po' meglio. I numeri, però, restano alti e preoccupanti anche per un sistema eccellente come è considerato quello trentino: la speranza è che il secondo quadrimestre porti con sé un' aria nuova.

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L'insufficienza in condotta va data solo in casi estremi quando ci sono atti di bullismo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

I presidi Analisi In attesa dei criteri per fare le classi Le motivazioni della scelta SILVANA MOSSANO «L'insufficienza in condotta va data solo in casi estremi quando ci sono atti di bullismo» «Abbiamo dato dei sei, ma anche dei dieci e dei nove; la media comunque si attesta sull'otto» «Rilevati problemi di puntualità e atteggiamenti polemici verso gli insegnanti» ALESSANDRIA Pietro Dallera Nicola Tudisco Gianni Abbate Tra le scuole superiori di Alessandria, solo al Volta sono stati inflitti due 5 in condotta (su 726 studenti). A parte questi casi, la media del voto di comportamento si attesta sull'8. Buona anche la situazione del Liceo Scientifico Galilei, con una media di condotta (su 900 studenti) dell'8. Al Fermi, 558 studenti, 60 i 6 in condotta (pari al 10,75%). Tra i circa 1300 allievi dei licei Saluzzo Plana, la media del voto di condotta si attesta sul 7 così come tra i ragionieri del Vinci (che sono 580). Al Nervi, su 580 geometri, chi ha preso 6 di comportamento non andrà in gita scolastica. I presidi dicono di avere interpretato rigidamente la norma nazionale secondo cui il 5 doveva essere dato a chi avesse avuto sospensioni gravi anche di 15 giorni. Negli istituti superiori acquesi nessun 5 in condotta, come spiegano i dirigenti Pietro Dallera e Nicola Tudisco. «Questo voto deve essere assegnato solo in casi estremi - dice Dallera, dirigente al Torre con aggregati Barletti e Vinci -. Ci sono stati alcuni sei in condotta all'Itis ma anche punte di nove e dieci». Anche al Liceo Scientifico Parodi e nelle annesse sezioni di Liceo Classico Saracco e Istituto d'Arte Ottolenghi nessun 5 in condotta. «C'è stato qualche 6 - spiega il dirigente Tudisco -, ma anche dei 10 e 9; 8 il voto medio». Sono nove fra i quasi 2900 studenti casalesi delle superiori i 5 in condotta. Quattro al Leardi, fra geometri e ragionieri, ma la media del voto di comportamento su 730 allievi oscilla da 7 a 8. Per quanto riguarda i licei Balbo (scientifico, classico, linguistico, scienze sociali e psicopedagogico), su 1250 alunni sono 5 ad aver meritato l'insufficienza in condotta. Dice il preside Gianni Abbate: «Più che altro si sono registrati problemi sulla puntualità e, negli ultimi anni, sul comportamento a volte polemico degli alunni nei confronti degli insegnanti». Nessun 5 di condotta al Sobrero: «Abbiamo rispettato alla lettera la legge che lo prevede per studenti con 15 giorni di sospensione - dice il preside Mauro Bosco - mentre all'Agrario Luparia le votazioni in condotta sono nel 29% tra 9 e 10, nel 54% per l'8 e il 17% tra 6 e 7». A Novi, «nessun 5 in condotta - afferma Fernando Robino, vice preside dell'istituto tecnico e liceo biologico Ciampini di Novi -. Non abbiamo registrato nessuna intemperanza grave, tale da dover esprimere un voto negativo. Grosso modo nel nostro istituto la scala di valutazione della condotta si è allineata dal 7 al 9». Anche per il professor Paolo Repetto, dirigente dell'istituto comprensivo medio superiore professionale Doria e dell'istituto tecnico commerciale Boccardo, gli studenti si mantengono sui binari della disciplina. «Neanche uno dei nostri studenti - dice - ha riportato un 5 in condotta. Abbiamo deciso di assegnare ancora i 10, quando ci troviamo di fronte a uno studente dall'andamento corretto e puntuale». E, così pure a Ovada, nessun 5 in condotta nelle scuole superiori. Il voto più basso è stato il 6: «Ne abbiamo dati 3» dice Madre Carla Ballarati, preside del liceo linguistico e pedagogico Madri Pie, in via Buffa. Record negativo per l'Itis Barletti di via Galliera: in 8 hanno visto sulla pagella il 6. Al liceo scientifico Pascal solo 2. Nessuno invece alla Ragioneria Vinci. Commenta il preside Alessandro Laguzzi: «Il 5 si dà a chi si vuole bocciare solo per motivi legati alla condotta. Non abbiamo riscontrato casi di questo tipo». Al liceo Peano (scientifico, linguistico e classico) di Tortona, oltre 800 iscritti, nessun 5 in condotta. Un paio di 6, alcuni 7, non molti però. Per il resto sono tutti 8, 9 e per alcuni studenti modello anche 10. «Per dare il 5 in condotta - dice il preside Pietro Dallera - si devono verificare episodi gravi di bullismo, danneggiamento, comportamenti maleducati verso docenti e compagni. Non ce ne sono stati». Nei quattro istituti superiori di Valenza (Cellini, Noè, Alberti e Carrà) non è stato dato nessun 5 in condotta: «Sono rari anche i 6 mentre è discreto il numero dei 7 - spiega il dirigente scolastico Dario Bina -. Il maggior numero di allievi ha comunque avuto 9 e nessuno ha meritato 10». Quanto alle altre materie, lingua straniera, specialmente, inglese, e matematica sono come sempre le più ostiche. Poi ovviamente quelle specifiche di ogni indirizzo. HANNO COLLABORATO Rodolfo Castellaro, Gianluca Ferrise, Gino Fortunato, Maria Teresa Marchese, Miriam Massone, Franca Nebbia, Roberto Saracco, La scuola è in stato «confusionale». Sono confusi studenti (e loro famiglie) che, benché abbiano espresso entro il 28 febbraio a quale istituto e indirizzo intendono affidare la formazione su cui costruire il futuro professionale e di vita, non hanno la certezza che la richiesta sia accolta. E sono confusi presidi e insegnanti perché, per esempio nelle superiori, non sono in grado di dire se potranno accettare tutte le iscrizioni; nel caso non lo possano, non sanno come faranno a scartare le «eccedenze» di cui parla la circolare del 15/1/09. Per le scuole dei più piccoli, c'è l'incertezza - soprattutto in talune realtà geografiche - legata alla possibilità di frequentare nel luogo che si è scelto, perché il plesso potrebbe essere soppresso. Chiarimenti dovrebbero arrivare con il regolamento ministeriale. Sarebbe stato pretenzioso averlo entro la chiusura delle iscrizioni? Il provveditore Paola d'Alessandro ritiene sia imminente. L'attesa, intanto, alimenta legittime preoccupazioni e i dati delle iscrizioni per ora restano in stand by finché non si sa come regolarsi. Presidi e collegi docenti si interrogano preoccupati. Al Saluzzo Plana, ad esempio, hanno diramato un documento in cui esprimono «sconcerto e forte dissenso di fronte a norme che, ove applicate, lederebbero il diritto allo studio, genererebbero gravi disservizi e inciderebbero pesantemente sulla qualità di didattica». Il nodo principale, per le superiori, riguarda le classi «iniziali» e «intermedie» (prime e terze). Esempio. Se per un corso «X» ci sono 95 iscrizioni, fino allo scorso anno si potevano formare 4 classi che non più di 30 alunni ciascuna. Ora, invece, non si potrebbero formare classi con meno di 27 alunni: in questo caso, 3 con un resto di alunni non utilizzabile. Che finiscono dove? In altri istituti disposti ad accoglierli, ma che avranno a loro volta eccedenze. E con che criterio si escludono gli esuberi? Il ministero dice: li fissi ogni istituto. Prevedibile un peregrinare da scuola a scuola, non escluso in altre città o province. Peggio ancora per chi non possa proseguire dalla 2ª alla 3ª classe nello stesso indirizzo di studi.

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Promossi in condotta "Pochi gli allievi da 5" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. LA PROVINCIA IN CONTROTENDENZA Promossi in condotta "Pochi gli allievi da 5" Nessuna insufficienza per Itis, Scientifico e Geometri [FIRMA]STEFANIA ZORIO BIELLA Promossi in condotta. Di «5», nelle pagelle riferite al primo quadrimestre degli studenti biellesi, ce ne sono ben pochi. Gli unici istituti nei quali il comportamento di qualche ragazzo ha fatto la differenza rispetto alla media sono il Bona, l'Ipsia, l'Alberghiero e il Classico. Nel caso dell'Alberghiero, gli allievi che hanno chiuso i primi mesi di scuola con un cinque in condotta sono 2 su 685. «Si tratta di alunni di prima - commenta il preside Cesare Molinari -, nei confronti dei quali erano già stati adottati provvedimenti disciplinari; in questo modo, però, potranno rendersi conto effettivamente del valore del loro comportamento. Anche se certamente il fine educativo di questo strumento non si esaurisce con un voto in pagella, ma deve essere accompagnato da un lavoro più approfondito all'interno della scuola». Anche i professori dell'Ipsia hanno approfittato del provvedimento rispolverato a gennaio dal ministro Gelmini per «punire» 2 studenti. Anche secondo la dirigente Alessandra Bongianino, «solamente in questo modo i ragazzi percepiscono le conseguenze reali del loro comportamento». E' stato invece uno solo su 454 iscritti a ricevere il cinque in condotta al liceo classico: «E' utile per responsabilizzare i ragazzi che ne hanno bisogno», commenta la preside della scuola, Maria Addolorata Ragone. Altre insufficienze se le sono portate a casa 2 ragazzi: questa volta del Bona, anche se il preside dell'istituto, David Coen, non è troppo convinto dell'efficacia dello strumento. «Hanno scoperto che non era la scuola adatta a loro - spiega Coen, riferendosi ai ragazzi che hanno avuto il cinque -; e infatti adesso hanno cambiato istituto. Ma l'avrebbero capito comunque, a suon di sospensioni». Nessun comportamento degno di nota negativa, invece, allo Scientifico, dove per i 1730 studenti tutti i giudizi superano il sette. Nessun cinque, ma il sei è comparso su alcune pagelle al Pietro Sella di Mosso. Niente insufficienze in condotta nemmeno all'Itis, che è la scuola superiore col maggior numero di iscritti, come pure all'istituto Geometri: «Abbiamo fatto opera di sensibilizzazione tra i ragazzi non appena è stato ufficializzato il provvedimento - commenta il dirigente Luigi Petaccia -, e molti hanno modificato il loro comportamento di conseguenza». ALTRO SERVIZIO A PAGINA 49

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Scuola, il record dei 5 in condotta alla Duca d'Aosta (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

NOVARA.MANO PESANTE ALLA MEDIA Il preside Scuola, il record dei 5 in condotta alla Duca d'Aosta Ne sono stati assegnati quattro. I prof tutti d'accordo: bene questo giro di vite [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Il cinque in condotta arriva anche nelle scuole novaresi: alla media Duca d'Aosta ne sono stati assegnati quattro. Viene vista in modo positivo dai dirigenti scolastici novaresi la rivoluzione dei voti di condotta, che prevede anche le insufficienze per chi non si è comportato bene e la bocciatura per chi a fine anno avrà un cinque. In molti istituti si è però tenuta la «mano leggera» e si è cercato di evitare l'assegnazione di insufficienze, mentre in parecchi casi è stato dato il sei. Alla media Duca d'Aosta, dove sono stati riscontrati episodi più seri, sono stati attribuiti anche dei 5, a quattro alunni. Anche se negli altri istituti non si è arrivati al cinque, i presidi concordano però sulla necessità di un giro di vite: «Noi siamo arrivati a dare il 6 - dice il preside del Fauser, Paolo D'Errico - ma ne abbiamo dati pochi perchè non abbiamo avuto comportamente particolarmente scorretti. Sono d'accordo sul tornare a valutare il comportamento degli studenti, anche perchè sino all'anno scorso si cadeva nell'eccesso opposto, per cui venivano penalizzati gli studenti più corretti, a cui non veniva dato il dieci». Sono stati assegnati dei 6 anche all'Omar: «La nuova valutazione - dice il preside Carlo Zanetta - è stata ideata per fronteggiare atteggiamenti aggressivi come il bullismo, e per dare un segnale forte in questa direzione. Occorre però definire meglio i parametri con cui assegnare i voti, per dare omogeneità di giudizio tra le scuole». Orazio Cavallaro, preside del Mossotti, osserva che nel suo istituto ci si è fermati al 7 e all'8: «Nel secondo quadrimestre applicheremo i nuovi parametri e questo argomento sarà al centro dei consigli di classe, per spiegare agli insegnanti cosa comporta il nuovo tipo di valutazione». Anche al Ravizza ci si è fermati al 6 in condotta «anche perchè - dice il preside - non c'erano situazioni gravi». «Abbiamo attribuito il 5 in condotta a quattro alunni - dice il preside del Duca d'Aosta, Franco Ticozzi - perchè abbiamo riscontrato comportamenti per cui occorreva intervenire in modo serio. Finalmente abbiamo uno strumento per affrontare le situazioni più difficili, perchè in questi anni non ne avevamo alcuna possibilità. Il guaio è che questo nuovo modo di valutare la condotta, che condivido in pieno, non è stato compreso ancora dalle famiglie».

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Voto di condotta, nessun 5 (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.LE PAGELLE DEL PRIMO QUADRIMESTRE Voto di condotta, nessun 5 I presidi: "L'insufficienza è un caso limite, solo per chi commette reati" [FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA Nessun 5 in condotta ma un discreto ricorso al 6. Per il resto si rientra nella normalità. Le sufficienze appena conquistate sono state numerose all'Istituto Ferrini-Franzosini di Verbania: ben trentasette (ventidue al Ferrini 15 al Franzosini) e all'Itis Marconi di Domodossola con trentadue allievi (sette al Marconi e 25 al Galletti). Qualche 6 («meno di cinque gli allievi interessati» dicono i presidi) all'Istituto professionale Dalla Chiesa, al Pacle di Omegna e all'Istituto Alberghiero Maggia di Stresa. Qualcuno in più al Cobianchi. I dirigenti scolastici concordano che dare 5 è «praticamente impossibile». «E' un voto - spiega il professor Santo Mondello preside del Ferrini - che si può dare soltanto a chi commette un reato che deve essere perseguito penalmente. La legge avrebbe dovuto consentire di assegnare il 5 senza arrivare a questi eccessi». Per Michela Maulini, preside del Liceo Gobetti di Omegna, il 5 in condotta sarebbe irregolare in quanto non ci sarebbero nemmeno stati i tempi tecnici per attuare tutte le procedure dal momento in cui è uscito il decreto, il 16 gennaio, tenendo conto che è una sanzione che si dà a chi ha avuto 15 giorni di sospensione dopo la delibera del collegio docenti e del consiglio d'istituto. Per il 6, quasi tutte le scuole hanno fatto riferimento ad una stessa scala di criteri: scattava con qualche sospensione o qualche nota sul registro. Non ci sono alunni sotto il 7 all'Itc Einaudi di Domodossola, mentre nei licei della provincia (Gobetti, Cavalieri e Spezia)non si va sotto l'8. «Qui al Gobetti - dice la preside Michela Maulini - i ragazzi si sentirebbero a disagio con il 7, il 5 sarebbe drammatico». Non c'è dubbio secondo i capi d'istituto che il voto in condotta non è mai in controtendenza rispetto al profitto. «C'è sempre una stretta correlazione tra disciplina e risultati raggiunti», commenta il preside del Dalla Chiesa, Antonio Bianco che non esclude le eccezioni. Per quanto riguarda i benefici sul comportamento degli alunni rispetto agli anni scorsi i giudizi sono discordi. «Sì, ho la sensazione che il provvedimento del ministro abbia agito come deterrente», dice il preside dell'Einaudi, Mauro Magrì. «All'inizio un po' di timore c'è stato, però poi quando gli studenti hanno visto che con il 6 si è promossi lo stesso lo spauracchio è passato», osserva Carmelo Arcoraci preside dell'Itis Marconi-Galletti. Chiara Barbè, capo d'istituto al liceo Cavalieri non ha problemi disciplinari nella sua scuola ma ci tiene a sottolineare: «Non sono un buon segnale per il Paese i dati che abbiamo letto sul giornale».

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Condotta, pioggia di insufficienze (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Condotta, pioggia di insufficienze [FIRMA]MAURIZIO FICO SAVONA Negli istituti superiori di Savona (5 mila 350 iscritti) sono circa tre su cento gli studenti con l'insufficienza in condotta sulle pagelle del primo scrutinio. Una cifra in linea con la media nazionale, come confermano i dati diffusi dal ministero della pubblica istruzione, ma che fa comunque riflettere. All'origine del brutto voto che - se confermato - significherebbe bocciatura diretta, c'è una somma di comportamenti poco educati in classe, risposte sgarbate agli insegnanti, assenze ripetute e immotivate dall'aula, magari con la scusa di andare in bagno, liti con i compagni o una collezione di note individuali. In base ai tabulati del ministero l'istituto con il maggior numero di «Gian Burrasca» è l'istituto Mazzini (quasi 600 ragazzi divisi negli indirizzi aziendale-turistico, odontotecnico-ottico e grafico pubblicitario) con 21 insufficienze. Il preside, Alfonso Gargano (l'istituto comprende anche l'artistico Martini e il nautico Pancaldo, raggiungendo i mille iscritti), però precisa: «Occorre intendersi bene sulla parola insufficienza. La cifre diffuse in questi giorni dal ministero si riferiscono al 5. Noi però utilizziamo il sistema dei trimestri e, al momento degli scrutini, nel dicembre scorso, pensando di esprimere una valutazione di insufficienza i docenti hanno assegnato il 7 in pagella. Voto che, fino a qualche tempo fa, era comunque indice di un comportamento censurabile. Agli inizi del 2009 csono arrivate circolari e comunicati per fare chiarezza. L'insufficienza, come per tutte le altre materie, è considerata quella sotto il 6, motivata da una sospensione di almeno 15 giorni e dal mancato ravvedimento dello studente. Casi, che per fortuna da non non si sono verificati». Aggiunge Gargano: «L'aspetto della disciplina non va sottovalutato, anche perchè sono convinto che un brutto voto in condotta va di pari passo con un profitto scarso nelle altre materie, ma non si deve esagerare neppure nell'allarmismo. Aggiungo che, per le famiglie, una valutazione insufficiente non arriva come un fulmine a ciel sereno. Prima di leggerlo in pagella i genitori sono informati direttamente dalla scuola». L'auspicio, espresso anche da altri dirigenti d'istituto, è che dal ministero arrivi rapidamente una circolare che spieghi in modo definitivo l'uso del voto di condotta. Tra gli istituti tecnici, quello con il maggior numero di insufficienze (18) risulta l'Itis Ferraris di via Alla Rocca. «E' un dato che va letto in chiave positiva, come segno della serietà della scuola e dell'attenzione quotidiana verso i ragazzi. Significativo anche il fatto che in quinta non ci siano brutti voti, a conclusione di un iter che non è solo didattico ma anche educativo», ha detto il preside G.B.Siccardi. Tra i licei, quello con più insufficienze, una dozzina, è il «Della Rovere». «Quei cinque non sono il frutto di episodi eclatanti o atti di bullismo - ha detto la preside, Gabriella Rosso - ma la somma di ritardi ripetuti o comportamenti poco educati in classe, all'entrata o all'uscita. Nota dopo nota è arrivato il cinque».

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di Lorena Loiacono La scuola cambia ma i conti non tornano ed ... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Lorena Loiacono La scuola cambia ma i conti non tornano ed a farne le spese saranno due bambini su tre: ben 300.000 famiglie infatti rischiano di rimanere a mani vuote, senza l'orario scolastico richiesto nella domanda di iscrizione per il prossimo anno. L'allarme arriva da Tuttoscuola che, dati alla mano, fa una previsione tra l'offerta del ministero per l'anno 2009-2010, che calcola l'organico in base alle 27 ore settimanali, e l'effettiva richiesta delle famiglie che nel 90% chiedono invece le 30 o le 40 ore: «Di quel 90% di italiani che gradiscono un tempo medio lungo di 30-40 ore a settimana risulterebbe soddisfatto un terzo, il 60% quindi si dovrebbe accontentare dell'orario breve di 27 ore. Considerando che gli iscritti al primo anno della primaria nel 2008/09 sono stati 511 mila, sarebbero circa 300 mila le famiglie alle quali potrebbe non essere accordato il tempo medio lungo richiesto». Inoltre rischiano di rimanere insoddisfatti anche i bambini facenti parte di quel 10% che ha chiesto le 24 o le 27 ore: potrebbero essere talmente pochi, soprattutto se suddivisi nei 16 mila plessi scolastici presenti in Italia, per avere una classe a 24 ore che garantisca almeno 10 iscritti, come previsto dal ministero. A far discutere è anche la "nuova" pagella che con i voti numerici ha portato anche un aumento delle insufficienze dal 70,3% dello scorso anno al 72%: «Probabilmente quest'anno il passaggio ai voti ha determinato una maggiore severità - ha dichiarato il ministro Gelmini - credo che gli insegnanti abbiano utilizzato un metro di valutazione più rigoroso". (ass)

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Via col Rolex Le hanno strappato l'orologio Rolex dal polso. E' accad... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Via col Rolex Le hanno strappato l'orologio Rolex dal polso. E' accaduto ieri mattina in via Valparaiso, zona Porta Genova. Vittima una donna di 40 anni assalita da un uomo che le ha bloccato il polso strappandole l'orologio, per poi fuggire in sella a uno scooter. Disastro ambientale E' una delle rare condanne per disastro ambientale colposo quella a un anno e otto mesi di carcere inflitta, con rito abbreviato, dal giudice Pietro Caccialanza all'ex titolare di una piccola azienda milanese di galvanica che ha svuotato nel terreno attorno alla ditta migliaia di litri di liquidi altamente tossici. Assalto a 2 lucciole Due vigilesse sabato notte hanno arrestato un clandestino egiziano di 28 anni che in via Sesto San Giovanni aveva rapinato e violentato, minacciandole con un coltello, 2 prostitute romene di 17 e 20 anni. Gaber a scuola Per il 70 anni dalla nascita di Giorgio Gaber, scomparso nel 2003, il ministero dell'Istruzione e la Fondazione Gaber hanno promosso una serie di iniziative, tra cui un concorso, per le scuole. Lo ha annunciato ieri il ministro Mariastella Gelmini ieri a Milano.

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ABANO - Tutti la aspettavano, ma lei non si è presentata. Visti i ripetuti forfait, ... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

ABANO - Tutti la aspettavano, ma lei non si è presentata. Visti i ripetuti forfait, il Veneto forse non piace al ministro della Pubblica istruzione Gelmini, attesa ad Abano per un seminario nazionale dedicato al futuro dell'orientamento scolastico. All'ultimo momento la Gelmini ha dato buca, al suo posto solo una lettera. Mentre nella sala convegni dell'hotel Alexander si discuteva di orientamento, fuori un nutrito gruppo di genitori, insegnanti e studenti attendevano il ministro per chiederle lumi sull'eliminazione del tempo lungo e la scelta del maestro unico. «Doveva darci spiegazione di tutte le balle che ci ha raccontato - spiega Serena Capodicasa di Retestudenti Medi - noi non siamo dei fannulloni, i voti sono bassi perchè non ci garantiscono i corsi di recupero». Nessuna traccia nemmeno del presidente della Regione e dell'assessore regionale all'istruzione che pure erano annunciati. (V.Vis.)

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Beltrame: lettera anti Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Missiva al ministero Beltrame: lettera anti Gelmini PIEVE DI SOLIGO. A quattro mesi dall'approvazione del decreto Gelmini, il mondo scolastico pievigino prende ufficialmente posizione. A dire la sua, con una lettera aperta che «non ha nulla a che vedere con la disputa politica o sindacale» e rivolta ad un centinaio di famiglie di Pieve e Refrontolo, è il presidente del consiglio d'istituto delle sei scuole dell'obbligo locali. Jacopo Beltrame lancia una serie di considerazioni che sono già state trasmesse al ministero di viale Trastevere, all'assessore regionale Elena Donazzan e ai sindaci di Pieve di Soligo e Refrontolo. Due le principali denunce lanciate da Beltrame insieme a Carlo Donadel: la mancanza di dialogo con le famiglie («una buona legge non deve mai essere calata dall'alto, ma costruita dal basso, a fronte di una sperimentazione») e la sensazione che la riforma abbia l'unico scopo di risparmiare («l'oculatezza per l'aspetto economico non può diventare un'ossessione»). Due posizioni che, secondo il presidente del consiglio d'istituto, non solo hanno messo i genitori di fronte al fatto compiuto, ma li metteranno in seria difficoltà nei prossimi mesi. «Quando abbiamo iscritto i nostri figli a scuola - scrivono Beltrame e Donadel - lo abbiamo fatto in base ad un'offerta formativa che ora, nei fatti, viene sostanzialmente modificata in corso d'opera. Basti pensare che se oggi la primaria può garantire sino a cinque rientri pomeridiani, dal prossimo anno, se non ci saranno risorse, non ne potremo avere più di tre. Cosa faranno ora i genitori che per motivi di lavoro contavano su quel servizio?» Mancanza di risorse che, se confermata, è destinata a penalizzare anche i corsi di inglese, informatica e nuoto, come pure i fondi destinati alle supplenze e alle compresenze. Non dimenticando, continuano i due genitori, come, a fronte di una media del 22% di alunni stranieri nelle classi, senza risorse non sarà possibile organizzare neanche i corsi di italiano per i bambini di recente immigrazione. «L'impressione - chiudono Jacopo Beltrame e Carlo Donadel - è che si tornerà ad una scuola pubblica povera, rigida e anticamente selettiva, dove però la selezione sarà determinata anche dalla possibilità economica delle famiglie di scegliere la scuola privata per i propri figli». (g.z.)

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Scoppia la grana degli organici (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 052  pag. 15 del 3/3/2009 | Indietro Scoppia la grana degli organici AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Alle elementari l'80% delle famiglie ha scelto il tempo lungo di 30-40 ore di lezioni settimanali Dopo il flop del maestro unico, tagliare diventa più difficile è stato un tripudio per il modello scolastico lungo. Il maestro unico -nel senso di un insegnante che da solo fa lezione in classe per 24 ore la settimana- non lo vuole quasi nessuno. Solo il 3% delle famiglie ha chiesto per i propri figli il nuovo modello di gelminiano conio. Una [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6      

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tutti a lezione di gaber: il signor g rivive in aula (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Tutti a lezione di Gaber: il signor G rivive in aula MILANO. Il cantautore Giorgio Gaber, il signor G, entra nelle scuole e diventa una materia di studio e un progetto di concorso. «Gaber, un artista straordinario, può essere una fonte di insegnamento per i giovani - ha detto il ministro Gelmini - Gaber è stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore». A pagina 22

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la gelmini non molla: prof rigorosi e ora avanti con il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Attualità La Gelmini non molla: prof rigorosi E ora avanti con il maestro unico ROMA. A iscrizioni chiuse è ancora bufera sulla «riforma» delle elementari voluta dal governo e si rincorrono rassicurazioni e allarmi. «Il maestro unico - si è affannata a ripetere ieri il ministro Gelmini - c'è, indipendentemente dal quadro orario scelto. Esiste nelle 24, 27 e 30 ore. Credo che il cosiddetto modulo, la presenza di più insegnanti nella stessa classe, non abbia portato buoni risultati. Il modello del maestro unico di riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta delle famiglie che sembra abbiano privilegiato le 30 ore». E il problema, secondo Tuttoscuola, nasce proprio da questa scelta. Se risultasse confermato il sondaggio diffuso l'altro ieri dal ministero relativo alle iscrizioni, secondo la rivista specializzata ci sarebbe solo un 3% di classi funzionanti a 24 ore, e un altro 3% speculare di classi a 30 ore, dal momento che gli organici (lasciando da parte il tempo pieno) sono stati «tarati» su un monte ore totale di 27 ore e dunque la sorte delle 30 ore sarebbe legata a quella delle 24. In questo caso due terzi delle prime classi (67%) risulterebbe con il modello orario a 27 ore settimanali (benchè solo il 7%, secondo il sondaggio, abbia scelto quel modello orario). Sullo sfondo, intanto, i risultati degli scrutini del primo quadrimestre che hanno fatto registrare una valanga di insufficienze. Ma la Gelmini minimizza: «Probabilmente il passaggio ai voti ha determinato una maggiore severità, come è giusto che sia».

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I tagli antisprechi della Gelmini rischiano di uccidere l'Università (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: I commenti data: 03/03/2009 - pag: 2 autore: di Paolo Bagnoli IL PUNTO I tagli antisprechi della Gelmini rischiano di uccidere l'Università Se l'anno prossimo il ministero taglierà circa 700 milioni di euro alle università non ci sarà bisogno, come si ostina a dire il ministro, di eliminare gli sprechi; con un'operazione sola se ne andrà praticamente tutto; sprechi compresi naturalmente. A quel punto, morta e sepolta l'università pubblica, sarà un risparmio generalizzato ed il settore, nolente o piacente, sarà costretto a privatizzarsi. Ma chi rileverà una situazione tanto onerosa? Al ministro Gelmini bisogna riconoscere il pregio, rispetto ai suoi colleghi di governo, di parlare poco. Quando lo fa, come in Parlamento, ove ogni tanto qualche cosa bisogna dire, appare tirata, impacciata, quasi si trovasse a disagio. Nelle occasioni in cui parla, tuttavia, batte sempre sul solito motivo: tagliare gli sprechi. E' coerente, però. Al presidente della repubblica, che ha chiesto di non procedere ad una riduzione indiscriminata delle risorse, ha ripetuto l'amato ritornello. La questione continua ad essere altra. Sicuramente, come in ogni dove italiano, anche nelle università ci sono sprechi ed un malo utilizzo delle risorse; sicuramente, occorre rivedere il meccanismo dei corsi poiché il tre più due ha portato solo ad un abbassamento del livello di istruzione universitaria; sicuramente, è stato bene rivedere le norme per i concorsi e qui il ministro poteva essere anche più incisiva adottando il sorteggio semplificato; sicuramente, è giusto intervenire su corsi che non hanno ragione di essere; chi non fosse d'accordo sarebbe fuori del reale, ma tutto ciò che c'entra con i tagli indiscriminati? Sinceramente non se ne capisce il nesso. E poi cosa si intende per sprechi? Oramai siamo al punto che, in taluni atenei, manca la carta nei bagni e si organizzano gli orari dei corsi su quanto essi comportano di luce e di riscaldamento. In molti casi, prima degli sprechi, viene l'essenziale. Si tratta, quindi, di sapere con precisione cosa si debba intendere per sprechi visto che è giusto eliminarli quanto conoscerli in dettaglio. Vorremmo dare al ministro un suggerimento pratico: intraprendere di persona un viaggio nei vari atenei italiani organizzando delle vere e proprie visite di lavoro, incontrando chi crede, domandando, vedendo e pure indagando. Crediamo si tratterebbe di un gesto molto apprezzato nonchè un modo nuovo di esercitare la funzione ministeriale. Recentemente, un'associazione che raccoglie alcuni atenei italiani ha proposto di sostituire i tagli indiscriminati con la stipula di patti di stabilità individuale tramite i quali ogni ateneo concorda con il ministero un piano di risanamento e miglioramento dei conti. Finalmente una proposta sensata.

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in classe con il signor g. si studia educazione civica - luigi bolognini milano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 43 - Spettacoli Il ministro Gelmini firma l´intesa con la Fondazione Gaber. Si parte dalla Lombardia In classe con il Signor G. si studia Educazione civica La prima lezione si è tenuta a Milano, con Gioele Dix e 450 studenti delle superiori LUIGI BOLOGNINI MILANO Educazione Civica con le canzoni di Giorgio Gaber. Lo ha deciso il ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini, firmando ieri un´intesa con la fondazione intitolata al cantautore a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano dove la vedova Gaber, Ombretta Colli, è assessore alle Periferie (oltre che senatore del Pdl). Un accordo che prevede anche un concorso rivolto agli studenti delle superiori per rielaborare nel modo che meglio credono (testo, audio, video, grafica) un brano del repertorio gaberiano del teatro canzone. Ne sono state scelte 12 scritte dal cantautore milanese morto nel 2003 assieme a Sandro Luporini, tra cui Se ci fosse un uomo, Far finta di essere sani, Si può, C´è un´aria, I mostri che abbiamo dentro, Gildo. Oltre al concorso, Gaber verrà insegnato nelle scuole (si parte, come progetto pilota, in quelle della Lombardia, «per poi valutarne una più ampia distribuzione») o con incontri con artisti che l´hanno conosciuto e che a lui si sono ispirati o con lezioni degli insegnanti («Un pensatore come lui credo debba essere trattato nelle ore di educazione alla cittadinanza, per come insegna a pensare senza pregiudizi e senza ideologie, fornendo una chiave di lettura attuale dei vizi e delle virtù del nostro Paese. Ma ogni scuola va lasciata libera di decidere in quale materia studiarlo», dice il ministro). La prima lezione si è tenuta proprio in concomitanza con la firma dell´intesa, a Milano, con Gioele Dix che ha spiegato a 450 studenti delle superiori quanto Gaber lo abbia influenzato e ha proposto una sintesi del suo recital dedicato al repertorio gaberiano, in tour dall´estate prossima. E dire che tutto era nato come una battuta di Enzo Iacchetti, che la scorsa estate al festival Gaber di Viareggio disse: «Invece di riportare il grembiule nelle scuole, portiamoci Gaber». «Il giorno dopo - racconta l´attore - la Gelmini mi chiamò dicendo che voleva discuterne». Ma Gaber potrebbe essere solo l´inizio: «L´arte, dalla musica al cinema, può fornire molti esempi degni di studio e di riflessione, ma le scuole decidano nella loro autonomia - commenta il ministro - Di certo voglio dare alla musica un ruolo centrale nella scuola: sostenendo la nascita di gruppi musicali nelle scuole per combattere il bullismo e la noia, e introducendo lo studio della musica dalla scuola primaria, coinvolgendo conservatori e licei musicali, anche per valorizzare la grande tradizione del nostro Paese».

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Stop ai concorsi in sei università (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Professioni data: 03/03/2009 - pag: 35 autore: di Benedetta P. Pacelli INDAGINE/ItaliaOggi ha calcolato gli effetti concreti della legge Gelmini sul tetto alle spese Stop ai concorsi in sei università Potrebbero arrivare a 23 gli atenei con le mani legate nel 2009 Per ora si parla di sei atenei, ma in un attimo arriveranno a superare il numero di venti. Molti rischiano il dissesto finanziario se non addirittura bancarotta, ma per ora l'effetto più evidente sarà quello di non poter più bandire concorsi. Del resto la legge 1 del 2009, con cui il ministro dell'istruzione e dell'università Mariastella Gelmini ha voluto sciogliere i nodi più critici del sistema universitario parla chiaro: le università statali che entro il 31 dicembre di ogni anno hanno superato il tetto di spesa del 90% del Fondo di finanziamento ordinario non possono indire, nell'anno successivo, concorsi per ricercatori, associati e ordinari. Fino ad oggi, per chi superava questa soglia nel rapporto tra buste paga e assegno statale il turn over era solo rallentato, ma la misura applicata da oltre dieci anni non ha mai prodotto gli effetti sperati. Ora ci penserà l'effetto Gelmini che ItaliaOggi ha applicato alla situazione attuale in base all'ultimo rapporto sulla valutazione degli Atenei. .Le università. Nella situazione attuale il blocco è già scattato per sei atenei che lo scorso anno hanno presentato bilanci non in pareggio. La più lontana dal tetto, secondo l'ultimo rapporto del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, è l'Orientale di Napoli che per buste paga dei docenti spende il 95,78 % dei finanziamenti provenienti da Roma. La seguono l'università di Firenze con il 92,17%, quella di Trieste con il 91,64% e poi Bari con il suo 91,40%, Cassino con il 91,38%, e Pisa che supera solo di un 10% il tetto stabilito, ma se non ci fossero gli sconti annuali la città della torre arrivare a quasi 97%. E non solo lei. Perché se, per la prima volta, non dovessero arrivare i consueti sconti di fine anno ai criteri di calcolo le università bloccate salirebbero in un attimo a 23, cioè un nutrito 40% su 58 atenei statali presenti. Gli sconti. Il conteggio del rapporto tra spese di personale e fondo statale è infatti allegerito ogni anno da una serie di correttivi in favore degli atenei: è stato quindi ridotto il costo del personale, mediante la sottrazione degli incrementi annuali delle retribuzioni, ma anche per un terzo, il personale impegnato in attività assistenziale convenzionato con il servizio sanitario nazionale nelle facoltà di medicina. E senza ?sconti? la maglia degli atenei si allarga sempre di più. E investirebbe immediatamente l'università di Siena che proprio in questo senso sta lavorando con la direzione del ministero per chiarire definitivamente la reale situazione economico-finanziaria. In ogni caso stando ai dati del rapporto Cnvsu la città toscana per le buste paga ha staccato nell'ultimo anno il 103,83% dei fondi statali, mentre l'università di Napoli Federico quasi il 101%. Ma sono in buona compagnia con la Seconda università di Napoli (99,98%), Udine (95,68%), l'Aquila (95,50), solo per citarne alcune ma la lista è ancora molto lunga. Lo scenario. Insomma gli atenei dovranno rimboccarsi le maniche e cercare di fare quadrare i conti, perché d'ora in poi, ogni anno scatterà la verifica sugli ultimi bilanci e il numero delle università che incapperanno nella rete del blocca concorsi sembra destinato ad aumentare sempre di più. Perché se da un lato ci sono le normali spesi di personale soggette ad un aumento naturale dovuto, per esempio, agli scatti di anzianità, dall'altro c'è il drastico taglio del fondo dell'Ffo. Che se per il 2009 è quasi irrisorio (63 milioni in meno) farà sentire il suo peso già dal 2010 quando l'Ffo sarà ridotto di circa 660 milioni attestandosi complessivamente intorno ai 6,8 miliardi di euro. Alcuni numeri. Se i tagli della Gelmini non aiutano è pur vero che gli atenei ci hanno pensato da soli ad arrivare a questo tracollo. Basti pensare, dati del Comitato per la valutazione alla mano, che nelle università statali negli ultimi 10 anni i professori ordinari sono aumentati del 50%. E questo si è tradotto in una lievitazione delle spese. A fronte di un incremento complessivo dei costi per assegni fissi al personale di ruolo di circa il 50% il costo per gli ordinari è infatti aumentato di quasi l'80%.

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I voti via sms arrivano. Se pagano gli enti locali o i genitori (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 03/03/2009 - pag: 15 autore: Emanuela Micucci viaggio nelle riforme I voti via sms arrivano. Se pagano gli enti locali o i genitori Gli istituti scolastici battono cassa per avviare la sperimentazione: dai 250 a 3 mila euro l'anno Arrivano gli sms controlla-studenti ma le scuole chiedono ai genitori di pagare. E così le sperimentazioni stanno decollando lì dove gli istituti riescono ad avere finanziamenti ad hoc, magari da parte delle province. Perché la rivoluzione tecnologia delle scuole avviata nei mesi scorsi, in via sperimentale, dai ministri della pubblica amministrazione Renato Brunetta e dell'istruzione Mariastella Gelmini rischiano di divenire un vero salasso per le famiglie. Registro elettronico, pagelle on line e sms ai genitori con le assenze dei figli costano. Da 250 a 3.000 euro dicono i presidi. A Milano, ad esempio, per gestire tutti i servizi interattivi attraverso la banda larga si spendono 600 euro al mese. E più i software sono complessi più le spese lievitano. Costi che, in attesa dei fondi statali, pagano le scuole con i fondi d'istituto, compreso il contributo dei genitori. «Ci arrivano segnalazioni di scuole che stanno pensando di far pagare 5-10 euro al mese per il servizio di sms», denuncia Silvia Landi dell'Adiconsum. Sono ormai prosciugati i 2 milioni di finanziamenti con cui tra il 2005 e il 2007 il ministero, in collaborazione con il consorzio Cineca, aveva aiutato gli istituti a implementare i servizi aggiuntivi via web come i registri delle assenze. Vai libera, allora, al fai-da-te con il soccorso delle province. Pronte a scendere in campo per finanziare le prime sperimentazioni. Al liceo scientifico Carlo Jucci di Rieti dal 18 febbraio voti, assenze, interrogazioni degli studenti sono a disposizione on line delle famiglie grazie alla provincia, che ha dotato ognuna delle 38 classi di un pc portatile collegato a internet in wireless con cui i docenti accedono al registro elettronico sul sito web della scuola. «I docenti però continueranno a utilizzerare», afferma Stefania Santaerelli, la preside, «anche il vecchio registro cartaceo». I genitori potranno visualizzare le informazioni attraverso passward e username personali. «L'architettura del progetto», dichiara l'assessore provinciale alla scuola, Gustavo Marcheggiani, «prevede la realizzazione di un portale per le scuole lo richiedeno con un'area riservata divisa 2 macroaree per lo scambio di informazioni scuola-famiglia e tra scuole e amministrazione provinciale». La prima sarà integrata con posta elettronica e sms su assenze ragazzi e convocazioni degli incontri. Gli studenti vi potranno consultare i beni bibliografici di tutti gli istituti della provincia. La seconda area conterrà informazioni sullo stato dell'edilizia scolastica e delle certificazioni, dei finanziamenti e degli interventi, sulle tecnologie didattiche. La provincia di Trapani, invece, si è portata aventi rispetto al programma di e-government previsto a regime dal governo entro il 2012. «Nelle scuole aderenti alla rete Drepanon», spiega Antonino Bambina, responsabile dei servizi informatici provinciale, «è una prassi consolidata da qualche anno utilizzare il sistema informatico per comunicare ai genitori l'andamento scolastico dei figli con notevole riduzione di costi e l'esplicito gradimento delle famiglie». Un'esperienza che la provincia vuole estendere grazie a un accordo di programma sottoscritto con la scuola capofila, l'istituto superiore Leonardo da Vinci. In Trentino quest'anno la provincia ha dato la possibilità a tutte le scuole di attivare il registro elettronico accanto a quello cartaceo. Finora le richieste arrivate sono 15. Registro on line ai blocchi di partenza in Veneto. Oltre 20 mila gli euro dalla regione per sperimentarlo con corsi di formazione dei docenti e pacchetto software. Tuttavia le scuole non possono contare sempre sugli enti locali. «Gli sms sono un servizio di extrafonia», sottolinea Nini Bonacasa della Cisl scuola Sicilia, «e alcuni enti locali richiedono tutti gli oneri di extrafonia alle scuole, che non possono pagarli perchè non hanno i soldi e il programma annuale non prevede tale voce?.

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Il provveditore chiede chiarimenti (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il provveditore chiede chiarimenti La madre aveva scritto al ministro: «Mio figlio insultato» STEFANO ROMANO STRADELLA. Prima che sul tavolo del ministro Gelmini, la vicenda della mamma di Stradella che accusa un'insegnante della scuola media "Depretis" di aver «insultato e deriso» in classe il figlio dodicenne è finita su quello dirigente scolastico provinciale (una volta provveditore) Anna Angelici. E il dirigente provinciale, ha subito telefonato al preside della scuola media di Stradella. «Non ho inviato ispezioni, non è un processo, nessuno è sotto accusa - mette subito in chiaro Anna Angelici -. Semplicemente, di fronte ad una vicenda che è stata segnalata da una mamma direttamente al ministero dell'Istruzione, ho chiesto al dirigente scolastico di Stradella di fornirmi qualche dettaglio in più in modo che tutta la vicenda possa essere chiarita nel migliore dei modi». Il ministero, per il momento non commenta né in via ufficiale, né in via ufficiosa: ieri il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini era a Milano e con ogni probabilità non ha ancora avuto modo di leggere la lettera inviata dalla mamma di Stradella. Lettera che annuncia il trasferimento (già avvenuto) di un ragazzino di 12 anni dalla scuola media Depretis di Stradella ad una altra scuola. «Trasferimento necessario - è la sintesi di quanto scritto dalla mamma al ministro Gelmini - perché un'insegnante deride e insulta mio figlio anche davanti ai compagni». Trasferimento, aggiunge la mamma, necessario perché il preside ha negato un cambio di sezione. Il preside, Filippo Dezza, non solo respinge le accuse, ma parla apertamente di falsità e annuncia azioni legali da parte della scuola. «Noto una contraddizione nella posizione della mamma - spiega il preside all'indomani della lettera -. Da un lato attacca la scuola e in particolare un'insegnante, dall'altro lamenta il fatto di aver dovuto cambiare istituto al figlio perché io non gli ho cambiato sezione. Perché chiedere come prima opzione un cambio di classe se la Depretis deve essere messa così duramente sotto attacco?». Ma perché non accettare semplicemente un cambio di sezione per il ragazzino e chiudere una vicenda che invece è finita a Roma sula scrivania del ministro Gelmini? «Perché sarebbe stato didatticamente sbagliato e avrebbe nuociuto allo studente - spiega il preside -. E il ruolo di una scuola deve prima di tutto essere quello di formare i giovani».

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scuola: un solo 5 in condotta, ma tanta indisciplina (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

I presidi favorevoli a una maggiore severità con chi non rispetta le regole. De Ruosi (Sello): «Ma bisognerebbe togliere il vincolo della sospensione di almeno 15 giorni» Scuola: un solo 5 in condotta, ma tanta indisciplina È uno studente dello Stringher la prima "vittima" della stretta decisa dal ministro Gelmini Al Malignani i peggiori impiegati in "lavori utili" di LUANA DE FRANCISCO Ha fatto tremare migliaia di studenti anche in Friuli, ma alla fine il "giro di vite" voluto dal ministro Gelmini ne ha colpito soltanto uno: il più indisciplinato, iscritto al terzo anno dello "Stringher", l'unico in città ad avere collezionato la bellezza di oltre 15 giorni di sospensione dall'inizio dell'anno scolastico. E il solo, per il momento, a essersi meritato in pagella un pesantissimo 5 in condotta. Un voto che, grazie alla riforma, d'ora in poi farà media con il resto delle materie. Dal monitoraggio cittadino rimangono esclusi soltanto il liceo scientifico "Copernico" e l'istituto tecnico commerciale "Zanon", gli unici ad avere adottato il cosiddetto "quadrimestre breve", cioè ad aver anticipato gli scrutini a metà dicembre, quando la norma non era ancora entrata in vigore. La maglia nera, dunque, spetta a uno studente dell'istituto alberghiero "Stringher": non certo uno stinco di santo, viste le due bocciature già presenti nel suo curriculum e la sfilza di 3 e 4 che completano la pagella. Eppure, secondo il preside dell'Istituto d'arte "Sello", neppure un caso poi così isolato. «Se non ci fosse stato lo sbarramento dei 16 giorni di sospensione (ai quali, al momento, è vincolata l'attribuzione dell'insufficienza in condotta, ndr) - spiega Antonio De Ruosi -, anche noi avremmo avuto i nostri 5. Non per niente, tra gli insegnanti c'è stato qualche mugugno per alcuni 6 che si sono visti costretti a "concedere", proprio perchè mancava il numero minimo di giorni di sospensione previsto dalla normativa. Per contro, abbiamo potuto assegnare qualche "non classificato" a chi ha dimostrato di partecipare poco o pochissimo alla vita scolastica». Ma cos'è che spinge un prof a decretare l'insufficienza? «Qui non ci sono certo casi di bullismo grave - continua De Ruosi -, ma si avverte comunque una generale carenza di educazione, sia tra i ragazzi sia tra le ragazze: c'è chi disturba durante le lezioni, chi arriva in ritardo, chi non porta il materiale e chi risponde in modo inadeguato». Ad apprezzare la "svolta" ministeriale, nelle presidenze udinesi, sono stati praticamente tutti. «Il buonismo non paga - dice dal liceo classico "Stellini" Anna Maria Germini - e l'allievo che non rispetta le regole va in qualche modo punito». Allo scientifico "Marinelli", dove su oltre 1.500 studenti, soltanto una ventina ha dovuto accontentarsi del 6, Tomaso Di Girolamo non ha dubbi. «Era ora - afferma - che si restituisse importanza alla valutazione del comportamento degli studenti, il primo biglietto da visita di una persona, oltre che il presupposto per un buon rendimento scolastico». Ne è «oltremodo convinto» anche Arturo Campanella, dell'Iti "Malignani". «La condotta - dice - ha un valore educativo. Chi, da noi, si è comportato più da "selvaggio" che da persona civile, ha preso 6 o è stato sanzionato con la sospensione dalle lezioni, in alcuni casi convertita in "lavori utili alla comunità"». Al liceo "Uccellis" si è giocato d'anticipo. «Fin dall'inizio dell'anno - spiega il vicepreside, Massimo Della Longa -, abbiamo deciso di ritornare alla "vecchia maniera", riconoscendo nel 7, proprio come si faceva una volta, il segnale di una certa gravità. A gennaio, i casi erano appena una manciata». E sta proprio qui lo scarto col passato, secondo Giovanni Francois, preside dell'istituto professionale "Ceconi". «Prima la "bestia nera" era il 7 - dice - ora invece dovremo abituarci ad adoperare anche per la condotta l'intera scala a nostra disposizione, alla pari delle altre materie». Non meno unanime la convinzione che, comunque, non sarà un'insufficienza a risolvere tutti i mali. «Il 5 in condotta - sostiene Annamaria Pertoldi, preside dell'Itc "Deganutti" - può essere uno strumento utile solo quando non c'è la possibilità di altri interventi. L'educazione, il ragionamento e, soprattutto, l'esempio devono essere gli "arnesi da lavoro" privilegiati dagli adulti». Di avviso simile Isabella Costantini, vicepreside dello "Stringher". «É un aiuto - dice -, ma non la soluzione e, in quanto tale, va usato con parsimonia. Pochi saranno disponibili a fare perdere l'anno scolastico per la condotta». Schivato il pericolo del 5 in condotta, tuttavia, a deprimere pagelle e registri resta la marea delle insufficienze rifilate nelle altre materie. Quelle di sempre: greco e latino al classico, specie nel biennio del ginnasio, matematica e latino allo scientifico, italiano e matematica all'Iti, matematica e lingue straniere all'Itc.

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anche sui banchi delle medie dilaga il cinque in condotta - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Palermo La percentuale di "monelli" è doppia rispetto a quella degli istituti superiori Anche sui banchi delle medie dilaga il cinque in condotta SALVO INTRAVAIA Pioggia di cinque in condotta anche alla scuola media. I dati del primo quadrimestre raccontano il disastro della secondaria di primo grado palermitana. Centinaia di ragazzini non sono stati neppure classificati dai professori per le troppe assenze e quasi certamente andranno incontro a una bocciatura. Tanti quelli che si sono visti appioppare il famigerato voto negativo in condotta, riservato a coloro che si lasciano andare ad atti di violenza, non rispettano le regole scolastiche e della buona educazione. Per la prima volta dopo anni di giudizi in pagella, alla scuola media tornano i voti. Un primo dato, su oltre diecimila alunni, descrive un panorama tutt´altro che rassicurante. Basta dare un´occhiata ai numeri. Il 55 per cento dei ragazzini hanno portato a casa una pagella con almeno un´insufficienza. Ma la media è di poco inferiore alle quattro insufficienze a testa. Un dato che fa riflettere, anche se a fine anno la percentuale di bocciati si abbassa considerevolmente. Circa quattordici ragazzini su mille, pur essendo iscritti alla scuola dell´obbligo, quest´anno non hanno quasi mai messo piede a scuola: risultano perciò "non classificati" e andranno a incrementare i numeri della dispersione scolastica. Ma la novità in assoluto è il voto di condotta: se insufficiente, determinerà la bocciatura anche con tutti dieci nelle altre materie. La percentuale di alunni un po´ troppo vivaci è più che doppia rispetto a quella registrata nella scuola superiore: il 2,6 per cento. Un dato che porta a 670 piccole pesti che nella prima metà dell´anno si sono macchiati di comportamenti non esattamente in linea con quanto immaginato dagli insegnanti. Qualche esempio? «Bevono dalla bottiglia - racconta Aurelia Nobile, insegnante di Italiano alla scuola media Boccone, dove i cinque in condotta sono stati parecchi - e sputano l´acqua per terra». Ma non solo: «Litigano, si picchiano e diventa difficile separarli», «tirano oggetti e usano un linguaggio violento». «La cosa triste è che i pochi ragazzini per bene subiscono questo stato di cose», ammette la professoressa. L´incubo per i docenti è la supplenza nelle altre classi: chi non è abbastanza attrezzato soccombe. Le scuole di frontiera sono quelle che hanno affibbiato più cinque in condotta. «Abbiamo usato il criterio - spiega Salvo Puma, docente di Italiano alla media D´Acquisto - di assegnare cinque in condotta ai ragazzi che avevano collezionato note sul registro e sospensioni». Per quali comportamenti? «Parolacce, spintoni e strattoni nei confronti di insegnanti e personale non docente, per esempio», racconta Puma. Chi non ha problemi con la condotta deve districarsi fra altre difficoltà. Le materie più ostiche, stando ai numeri, sono Matematica e Inglese. I ragazzini che non raggiungono la sufficienza in Matematica sono addirittura quattro su dieci, mentre è appena di poco inferiore (il 39 per cento) la percentuale di coloro che fanno fatica ad acciuffare un sei in Inglese. Seguono Scienze, Italiano e Tecnologia. E non mancano le sorprese: un ragazzino su dieci deve recuperare in Educazione fisica.

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Valore morale del 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Valore morale del 5 in condotta Ci sono due modi per interpretare la valanga di 5 in condotta che i docenti italiani hanno entusiasticamente comminato ai loro studenti (34.311 insufficienze, delle quali 8.151 come unica insufficienza). Il primo modo è prendersela con la Gelmini: lamentare cioè che la norma ha generato il comportamento. E cioè: siccome il ministro ha fatto la faccia feroce, i professori italiani l'hanno seguita, usando in abbondanza il nuovo strumento a loro disposizione perché hanno capito che il governo - e lo spirito del tempo - così voleva. Il secondo modo di interpretare la novità è invece il seguente: i professori italiani erano disperati per la condotta dei loro alunni, ma non disponevano di uno strumento per sanzionarla in modo efficace, dunque appena ne hanno avuto uno a disposizione l'hanno usato. Per parte nostra, propendiamo per la seconda ipotesi. Giampaolo Pansa, su questo giornale, aveva indicato tra i primi con chiarezza quanto la scuola italiana avesse bisogno di restaurare una qualche forma di autorità, massimamente nei confronti degli insegnanti. Ieri su La Stampa abbiamo letto lo struggente articolo di un'insegnante, Paola Mastrocola, che dava conto del senso di impotenza in cui vivevano i nostri docenti. Prima della norma - scrive - «sapevo che era tutto inutile: non c'erano rimedi, leggi da applicare, autorità da invocare. Oggi invece abbiamo la possibilità di dare 5 in condotta. Oggi la condotta è un voto che conta, è un insufficienza che pesa e che può portare alla bocciatura». Ci sembra che abbia ragione. Forse i docenti italiani, soprattutto al sud dove la valanga di insufficienze è stata maggiore, hanno esagerato, esasperati com'erano. Ma sarà comunque utile alle famiglie, affinché si sveglino, e intervengano su un aspetto del rendimento scolastico dei loro figli che, a differenza delle altre materie, dipende soprattutto dal modo in cui essi svolgono, o non svolgono, il difficile mestiere di genitori. 03/03/2009

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Pochi cinque in condotta nelle superiori veronesi (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 03 Marzo 2009 CRONACA Pagina 14 SCUOLA. Un solo caso registrato nell'istituto professionale alberghiero per «atteggiamenti gravemente scorretti» Pochi cinque in condotta nelle superiori veronesi Il preside del Fracastoro: «E da noi neppure un sei» E quello del Cangrande: «Più efficaci le sospensioni» Sarà che a Verona i ragazzi a scuola si comportano abbastanza bene (salvo poi che qualcuno di loro nei fine settimana si trasforma in un «buthellas» e passa le notti a massacrare di botte qualche malcapitato che ha un'aria diversa dalla sua), sarà che magari al ministero hanno un po' dato i numeri, fatto sta che la nostra città ha dato un ben minimo contributo ai 34.311 cinque in condotta, dei quali 8.151 con sola insufficienza in comportamento, segnalati da Roma. A mo' di campione abbiamo preso tre istituti, uno per ciascuna tipologia, ossia istituto professionale, tecnico e liceo, per verificare quante gravi forme di comportamento fossero state sanzionate con l'insufficienza. E siamo incappati in un solo cinque in condotta, all'istituto professionale alberghiero Berti. «Frutto di un atteggiamento gravemente scorretto in vari episodi», si limitano a dire dalla presidenza. E aggiungono: «I problemi in condotta c'erano anche negli anni passati. La media bassa era era e bassa resta». Nessun cinque, invece, nell'istituto tecnico Cangrande. «E pochi sono stati anche i sei», precisa il preside Antonio Pettinato, «una cinquantina su un migliaio di iscritti. Altrettanti sono stati i dieci. Comunque», aggiunge Pettinato, «anche se la maggior dei voti in codotta si è attestata tra i sette e gli otto, ci vorrà un po' di tempo perché i genitori capiscano questo nuovo metodo di valutazione, è un approccio culturalmente diverso da una tradizione pluridecennale». Al Cangrande non sono mancati provvedimenti disciplinari, che non sono però sfociati nel cinque a fine qaudrimestre. «Abbiamo ad esempio», dice il preside, «comminato due sospensioni di 15 giorni senza obbligo di frequenza, quindi con gli alunni lasciati a casa, per episodi giudicati molto gravi. Ma con questo pensiamo di aver risolto i problemi che si erano presentati». Tra i licei abbiamo scelto il Fracastoro, che fu protagonista all'epoca delle proteste contro la riforma Gelmini, di una occupazione da parte degli studenti. «Delle assenze ingiustificate abbiamo tenuto conto e quindi ci sono degli abbassamenti del voto», riferisce il preside Marcello Schiavo. «Cionostante non soltanto non abbiamo nessun cinque in condotta, ma neppure un sei. E anche i sette si possono contare in qualche unità. La maggior parte dei voti di condotta si colloca tra gli otto e i nove. E ciò perché», continua il professor Schiavo, «i nuovi criteri indicati dal ministero corrispondono a quelli che noi avevamo già adottati in passato e non c'è stata quindi grande discontinuità Abbiamo solo sanzionato alcuni comportamentiun po' sopra le righe, ma nessun grave episodio».  

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Famiglie venete in ginocchio (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

HANNO DETTO «Famiglie venete in ginocchio» CAUSIN. «La giunta veneta - afferma il consigliere regionale del Pd, Andrea Causin, primo firmatario di una mozione - si attivi a difendere il "tempo scuola", con particolare riguardo al tempo lungo e al tempo pieno garantito fino ad oggi dalle scuole del Veneto, per venire incontro alle modalità organizzative e di vita delle famoglie venete. Tutti questi problemi nascono in gran parte dal fatto che la legge 169/08, nota come Tremonti-Gelmini, non è una vera riforma della scuola, ma di fatto solo una legge di carattere finanziario finalizzata al taglio di costi nel triennio 2009-2011». DE POLI. «Il ministro Gelmini - sottolinea l'onorevole Antonio De Poli, portavoce nazionale dell'Udc - non può non tener conto dei bisogni delle famiglie e degli studenti. Il ridimensionamento del sistema scolastico rischia di mettere in ginocchio le famiglie venete, famiglie con entrambi i genitori che lavorano e che hanno sempre fatto affidamento sul tempo prolungato. In Veneto la situazione riguarda 12 mila famiglie. Con l'avvio del nuovo anno scolastico in Veneto rischiano di scomparire più di mille classi a tempo lungo. Più della metà, circa 550, sono presenti nella provincia di Padova e, di queste, 149 si trovano nel capoluogo».

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se le famiglie bocciano la gelmini - antonio nocchetti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Napoli SE LE FAMIGLIE BOCCIANO LA GELMINI ANTONIO NOCCHETTI C ome appare evidente dai primi dati provenienti dal ministero della Istruzione la stragrande maggioranza delle famiglie italiane avrebbe optato per i loro figli per un tempo scuola prolungato. Se un attento esame della volontà espressa al momento dell´iscrizione nella scuola primaria dovesse confermare le prime impressioni, ci troveremmo di fronte a un fatto di rilevante importanza e di evidente imbarazzo per il ministro Gelmini. La scuola "fai da te" con gli orari personalizzati (27, 30, 40 e tempo pieno) su misura per le esigenze delle famiglie italiane avrebbe mostrato totale sfiducia nel modello del maestro unico con appena il 3 per cento di consensi. Sarà adesso interessante scoprire le scelte del ministro in carica e verificare cosa farà per "accontentare" questa plebiscitaria richiesta di un tempo scuola protratto. Una classe politica di governo così sensibile ai sondaggi dovrà in qualche modo trovare una via di uscita a una volontà espressa così chiaramente per non correre il rischio, soprattutto in periodo pre-elettorale, di una diffusa caduta di consensi. Dalla lettura della manovra finanziaria riguardante la scuola riteniamo non esistano grandi margini per una risposta affermativa alle migliaia di famiglie italiane che chiedono un modello di scuola pubblica così diverso da quello frettolosamente mandato in soffitta dal governo Berlusconi. In questo contesto il ruolo svolto dagli enti locali, con le Regioni in prima linea, potrebbe essere determinante nel riequilibrare una offerta formativa così scarsa dal parte del governo nazionale. In questa direzione sembra essersi mossa la Regione Campania che nell´approvazione della legge finanziaria 2009 ha previsto come misure di sostegno alla scuola risorse pari a 15 milioni nelle prossime tre annualità. L´articolo 2 della legge di bilancio regionale è rivolto infatti prioritariamente al rafforzamento e qualificazione del tempo scuola nella scuola primaria. Quante scuole potranno e sapranno utilizzare queste risorse aggiuntive messe a disposizione dal governo regionale? La direzione scolastica regionale ha un progetto chiaro che preveda "più scuola", soprattutto nei contesti di maggiore disagio socioeconomico? Sono interrogativi urgenti soprattutto alla luce della scelta delle famiglie italiane di mantenere una scuola primaria ai livelli qualitativi di eccellenza che le competono. Lo sono ancora di più perché provengono da una regione che ha un bisogno assoluto di riprendere dalla scuola un percorso virtuoso che possa avvicinare i livelli formativi dei suoi giovani a quelli del resto del paese.

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sono mesi che la rincorriamo (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Primi cittadini amareggiati: «Senza risorse i Comuni non possono affrontare le emergenze» «Sono mesi che la rincorriamo» Centrodestra e centrosinistra, si mobilitano oltre cento fasce tricolori ABANO TERME. Sconcerto e irritazione dei sindaci veneti per l'improvviso «forfait», per impegni istituzionali, del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La sua presenza era attesa dai primi cittadini per un confronto sui pesanti tagli alla scuola che rischiano di cancellare il tempo lungo a scuola. Tagli che i sindaci, di centrodestra e di centrosinistra, contestano per le pesanti ripercussioni sui programmi didattici e i livelli occupazionali del corpo insegnante. Capofila della protesta, il sindaco di Albignasego, Massimiliano Barison, Forza Italia: «In questi anni, il Veneto si è comportato come una previdente formica. In molti casi siamo riusciti a utilizzare lo stesso personale docente sia per il tempo normale che per il tempo lungo, con un notevole risparmio di risorse. Dispiace che il ministro Gelmini non sia qui. Non vogliamo rimettere in discussione l'impianto della riforma dall'a alla zeta, ma chiediamo che sia riconosciuta una specificità veneta». Chi spara ad alzo zero è Claudio Piron, assessore ai Servizi scolastici di Padova ed esponente del Pd: «Siamo alla follia. Ci vediamo costretti da mesi a rincorrere il ministro, di convegno in convegno, per avere una risposta, quando i tavoli istituzionali per dibattere di questo tema non sono ancora stati attivati. Ci siamo ridotti a supplicare un faccia a faccia. Ora il centrodestra e la Regione Veneto si sono finalmente svegliati. Ma finora sono sempre stati assenti». Sulla stessa linea il collega, sempre nel centrosinistra, Mirco Gastaldon, sindaco di Cadoneghe: «E' mancata una importante occasione di confronto. Non dobbiamo dimenticare che i genitori dei ragazzi hanno siglato con la scuola un vero e proprio contratto per far seguire ai propri figli uno specifico percorso didattico. E pretendono che venga rispettato. Non si possono cambiare le regole in corsa». Diplomatica e telegrafica, invece, la reazione del padrone di casa, il sindaco forzista di Abano Andrea Bronzato: «Questo è un seminario sull'orientamento. Per discutere di questi temi ci sono le sedi istituzionali. Che il ministro sia assente, tutto sommato non rappresenta un grave problema. Abbiamo già chiesto un incontro con lei a Roma, da fissare nei prossimi giorni». «Il tempo lungo è anche una garanzia di sicurezza - chiosa Velia Bevilacqua, di Battaglia Terme - La casa, per i bambini, è un luogo molto più pericoloso della scuola dove sono costantemente seguiti, in assenza dei genitori». Ma a protestare non sono solo i sindaci del Padovano. «Se potessimo disporre del 20% dell'Irpef, tutti i Comuni veneti potrebbero addirittura ampliarlo, il tempo lungo - dichiara il vicesindaco di Crespano del Grappa Antonio Guadagnini, Udc - Nella maggior parte delle famiglie lavorano sia il padre che la madre. Il tempo lungo a scuola è necessario. Se venisse cancellato, non avremmo le risorse per intervenire». Dello stesso avviso il primo cittadino di Asolo, Daniele Ferrazza, civica di centrosinistra: «Ancora una volta, lo Stato centrale scarica sugli enti locali i suoi costi e le sue emergenze. Senza la possibilità di gestire direttamente l'Irpef non potremo venire incontro alle richieste delle famiglie. Ministro e Parlamento riflettano su questo». «La scuola veneta vanta standard di eccellenza europei - dichiara Romano Tiozzo, forzista, sindaco di Chioggia - E il tempo lungo, alle elementari, non è uno sfizio ma ormai un'esigenza». (Eugenio Garzotto)

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Scuole, futuro a rischio Il sindaco scrive a Roma (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 03 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 23 SELVA DI PROGNO. Preoccupazione per le elementari e le medie del capoluogo che si trovano sotto i 600 metri di quota Scuole, futuro a rischio Il sindaco scrive a Roma Valcasara al ministro Gelmini: «Una falsa lettura della legge potrebbe annullare le deroghe previste per i Comuni montani» C'è preoccupazione fra i genitori per il prossimo anno scolastico in merito al mantenimento di classi e plessi, nonostante le rassicurazioni arrivate da governo, Regione e Provincia che eventuali interventi di tagli non interesseranno le scuole di montagna. A scanso di equivoci e di cattive interpretazioni del decreto proposto dal ministro Gelmini diventato legge, il sindaco di Selva di Progno Silvano Valcasara ha preso carta e penna e messo in chiaro punti irrinunciabili per il nuovo ordinamento di scuole e classi presenti sul suo Comune, scrivendo al ministro della pubblica istruzione, agli assessori regionale e provinciale Elena Donazzan e Maria Luisa Tezza e al dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontata. «Da una verifica effettuata con l'Istituto comprensivo di Badia Calavena è emerso che, ai fini delle deroghe, viene preso come dato di riferimento l'elenco delle scuole di montagna, redatto dall'Ufficio scolastico provinciale di Verona valido per la valutazione del punteggio dei docenti. Si ritiene errata questa interpretazione del regolamento di riorganizzazione», scrive il sindaco, «in quanto nello stesso scritto non viene fatto riferimento alle scuole montane ma ai Comuni montani, com'è il Comune di Selva di Progno ove, tra l'altro, esiste la minoranza linguistica dei Cimbri». In pratica si vorrebbe applicare la riduzione alle scuole al di sotto dei 600 metri, come le elementari e medie di Selva, perché intese come non montane, non considerando invece che è l'intero territorio comunale riconosciuto montano dalla legge, a prescindere dalla quota della scuola. Infatti ai 580 metri del capoluogo, dove sono collocate le scuole, arrivano alunni dalle frazioni di Giazza (800 metri sul livello del mare), di San Bortolo (900 metri) e Campofontana (1.221 metri). Così, prendendo come dato di riferimento per l'applicazione della deroga prevista per i Comuni montani, per la formazione delle classi della scuola primaria e secondaria di primo grado, l'elenco delle scuole di montagna predisposto dall'Ufficio scolastico regionale, valido per la valutazione del punteggio dei docenti, risulterebbero escluse dalla deroga le scuole del capoluogo. Occorre tener presente anche che sono considerevoli le distanze fra Selva e le sue frazioni (6 chilometri da Giazza, 8 da San Bortolo e 11 da Campofontana, oltre a quelli per arrivare alle singole contrade, tutti peraltro su strade di montagna e con forti pendenze), e che a Selva arrivano alunni anche dalle frazioni Sprea e Sant'Andrea, che dipendono amministrativamente dal Comune di Badia Calavena. «Sulla base di questo è evidente il ruolo fondamentale svolto da questi plessi scolastici, senza i quali le comunità locali si troverebbero a dover affrontare ulteriori gravosi disagi che inevitabilmente porterebbero ad un ulteriore spopolamento della nostra montagna», fa osservare il sindaco Silvano Valcasara, che chiede un autorevole intervento del ministro Gelmini perché sia garantito il rispetto delle deroghe riservate ai Comuni di montagna. «Abbiamo fatto una battaglia comune con le amministrazioni di Badia Calavena e San Mauro di Saline per avere il nostro istituto comprensivo attento alle esigenze del territorio montano. Riceviamo finanziamenti dal governo come Comune svantaggiato di confine che stiamo impegnando per favorire l'insediamento di giovani coppie che rivitalizzino il territorio. È un controsenso privarci delle scuole, fra l'altro per un'interpretazione sbagliata di norme chiare, ben espresse sia dal ministero sia da Regione e Provincia», denuncia il sindaco Valcasara, che ha incassato per la sua battaglia il sostegno degli assessori Donazzan e Tezza e l'interessamento del dirigente scolastico Pontara.  

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preoccupa insegnati e genitori la gestione della scuola di base (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Luisa Morbiato Preoccupa insegnati e genitori la gestione della scuola di base Sono finiti sotto accusa la dirigente e la mancanza di comunicazione VILLAFRANCA. Sono numerosi i problemi dell'istituto comprensivo che preoccupano genitori e insegnanti di Villafranca, intenzionati a mantenere l'alta qualità dell'insegnamento nelle scuole elementari e medie. Il problema più grave, in questo momento già travagliato per la scuola, è la bocciatura da parte del collegio docenti del Piano di offerta formativa (Pof). Una bocciatura che, di fatto, ha paralizzato attività e programmazione e che è solo l'ultimo anello di una catena di malesseri iniziati con l'anno scolastico 2007-08 e l'arrivo della dirigente Maria Grazia Bollettin. «A causa di questa situazione, sono proprio stanca e delusa - racconta un'insegnate - E' mai possibile che un dirigente possa trasformare l'entusiasmo e la voglia di trasmettere il sapere in apatia? E' possibile che una persona abbia la capacità di inimicarsi tutti, dall'amministrazione comunale alla segreteria, dai genitori agli insegnanti? - si chiede - Il clima che si respira nella scuola è ormai di una pesantezza e di una sfiducia tale che il collegio docenti si è sentito quasi in obbligo di bocciare il Pof. Questo fa sì che tutte le attività extrascolastiche non possano più realizzarsi, a parte quelle in cui non c'è particolare "rischio" per i ragazzi e oneri da parte della scuola, che la dirigente ha comunque il potere di approvare». «La comunicazione non esiste, la vice dirigente lo era solo di nome tanto che si è dimessa, nei plessi manca il referente perché la Bollettin tende ad accentrare - afferma Maurizio Bozzolan, presidente del consiglio di istituto - Il consiglio in passato si confrontava su temi concreti, ora si bada alla forma, tende a far passare come decisioni del presidente quelle che non sono in linea con la dirigenza». «Il problema reale - aggiunge Bozzolan - è che per il prossimo anno manca la programmazione. Inoltre sono saltati lo scambio culturale con la Francia preparato da tre anni di lavoro, saltato il concerto polifonico dopo 25 anni di tradizione, i viaggi di istruzione, il teatro, il nuoto è stato sospeso, ci sono penali da pagare alla piscina che i genitori non pagheranno di sicuro, sono stati persi finanziamenti per circa 20.000 euro per progetti non attivati che il Comune finanziava. Non si fanno i corsi per il patentino ai ragazzi di terza media che privatamente costano 350 euro a famiglia, questo per non fare che alcuni esempi». Bozzolan ribadisce che «alla base di tutto manca la comunicazione. La grande preoccupazione è avere chiarezza per il futuro, considerata l'inesistenza del presente». Ci sono gli organici da decidere in base a quanto prevede la nuova legge ma la dirigente, a differenza di altri colleghi, ancora non si è mossa. Delusi i genitori dei bimbi delle future prime che, durante un incontro con la Bollettin avrebbero voluto rivolgerle diverse domande. Invece, raccontano, «ci siamo incontrati e la dirigente ci ha illustrato solo la legge Gelmini senza rispondere ai nostri quesiti perché aveva un altro appuntamento».

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contro la gelmini la politica non c'entra (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 22 - Provincia «Contro la Gelmini la politica non c'entra» C'è la preoccupazione per i figli dietro la raccolta di firme anti-riforma LIMENA. Non c'entra la politica. La legittima preoccupazione per i propri figli e il futuro della qualità della scuola sono alla base della raccolta di firme tra i genitori contro la riforma Gelmini. Ha risposto così Fiorenzo Chillon, la cui figlia frequenta la scuola Manzoni, al gruppo di genitori che si era mostrato perplesso sulla nuova raccolta di firme, dopo quella organizzata a novembre, per chiedere la conferma del tempo lungo in quella scuola. Una seconda petizione pareva più utile come spinta alla campagna elettorale che a ripetere la richiesta di tre mesi fa. «Abito a Tavo di Vigodarzere, ma porto mia figlia alla scuola Manzoni - spiega Chillon -. Non ho quindi nessun diritto di voto nel comune di Limena, ma faccio parte del comitato genitori, partecipo ad assemblee democratiche e ho votato per promuovere una raccolta di firme per la richiesta del mantenimento dell'attuale piano di offerta formativa. Che cosa c'entra questo con la politica? Sono un genitore indignato e amareggiato, perché ritengo che i diritti fondamentali per una istruzione di qualità siano calpestati da una riforma peggiorativa della scuola primaria». «Ma quello che più crea sgomento - aggiunge - è l'atteggiamento di quei genitori che lanciano gravi accuse a chi difende i diritti dei propri figli. Chi sono queste persone? Ritengo che stiano prendendo una solenne cantonata facendo il processo alle intenzioni ad altri genitori che esercitano il loro diritto di critica in modo civile e nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente. Dimenticano che anche i dirigenti scolastici della Rete Consilium e il consiglio d'istituto di Limena hanno manifestato una forte preoccupazione nell'applicazione della riforma Gelmini, che privando la scuola di un numero adeguato di docenti non può offrire il servizio mensa e tutta l'organizzazione che permette un buon tempo scuola». (Cristina Salvato)

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Maestro unico bocciato dai genitori (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cagliari e Provincia Pagina 1015 I dati sulle iscrizioni in prima elementare confermano la tendenza nazionale: solo il 10% sceglie i nuovi modelli (24 e 27 ore) Maestro unico bocciato dai genitori I dati sulle iscrizioni in prima elementare confermano la tendenza nazionale: solo il 10% sceglie i nuovi modelli (24 e 27 ore) Anche i sardi preferiscono le 30 ore settimanali per i figli --> Anche i sardi preferiscono le 30 ore settimanali per i figli La scelta nell'iscrizione della prima elementare riflette l'incertezza e la paura delle famiglie verso la novità della riforma Gelmini: la maggior parte chiede il tempo prolungato e pieno (30 e 40 ore). Anche le famiglie sarde preferiscono le 30 ore. Per i loro figli che l'anno prossimo frequenteranno la prima elementare, mamma e papà hanno richiesto all'atto dell'iscrizione la classe con 30 ore settimanali. È l'orientamento che emerge dai dati di un sondaggio effettuato su 900 scuole italiane e che ha coinvolto una decina di istituti isolani. I DATI Il ministero dell'Istruzione ha diffuso i dati che vedono la Sardegna perfettamente in linea con la tendenza nazionale: le 24 e le 27 ore - considerate il modello del futuro - vengono snobbate, scelte solo da una minima percentuale, rispettivamente il 3 e il 7 per cento delle famiglie. La maggioranza (il 56 per cento) opta per l'impianto attuale - quello della Moratti - di 30 ore alla settimana (che prevede rientri pomeridiani) o per il tempo pieno (il 34 per cento) di 40 ore, fino a oggi garantito con due insegnanti per classe. «Una sostanziale bocciatura del modello del maestro unico - sentenzia il segretario della Cisl-scuola, Enrico Frau - il rifiuto dei genitori sta saltando fuori chiaramente con una richiesta precisa di ore che va dalle 30 in su: noi chiediamo il mantenimento dell'accordo dell'11 dicembre 2008, nel quale il ministro Gelmini aveva garantito che non si sarebbero tolte risorse per il tempo pieno. Se si è rimangiata la parola lo scopriremo quando ci verrà assegnato l'organico». FONDI INSUFFICIENTI Il vero problema è riuscire a soddisfare le richieste delle famiglie: è chiaro che sarà difficile accontentare tutte quelle che chiedono per il proprio figlio la formula dell'orario allungato (30 ore e tempo pieno). Bisogna fare i conti con l'organico dei docenti assegnato all'istituto per soddisfare l'orario medio delle attività didattiche, che è di 27 ore, e naturalmente con i soldi. «Le scuole che hanno già il tempo pieno non lo perdono - assicura il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Armando Pietrella - il problema, per cui ci battiamo con i governi degli ultimi 7-8 anni, è come riuscire ad allargarlo: finché non sappiamo quali sono le risorse che ci spettano non possiamo agire». La verità - ricordano i sindacati - è che «in Sardegna abbiamo un ?tempo scuola? che non prevede il raddoppio dell'organico, non essendosi mai consolidata la formula vera e propria del tempo pieno che per essere attuata ha bisogno di tante risorse». MAESTRO UNICO In questi giorni gli uffici scolastici provinciali e regionali stanno lavorando a pieno ritmo per fare il punto con ogni singolo istituto sulle novità della riforma Gelmini, sugli accorpamenti e sulle nuove graduatorie. Anche ieri il ministro ha allontanato ogni dubbio: «Il maestro unico esisterà indipendentemente dal quadro orario prescelto: esiste nelle 24, 27 e 30 ore». Nella realtà le cose non sono così semplici e scontate, visto che ci sono tanti dubbi ancora da chiarire. «Ci sarà solo dove ci sono le condizioni», dice Pietrella. Ossia: il maestro unico per poter essere tale deve avere, ad esempio, anche l'idoneità a insegnare religione e inglese. Non solo: a oggi l'orario di servizio dei maestri elementari è, per contratto, di 22 ore settimanali più 2 di programmazione. Quindi, il maestro unico si può avere a queste condizioni: che faccia le 24 ore, che insegni religione e anche l'inglese. Formula poco convincente: paghi uno e prendi tre. CARLA RAGGIO

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In 38 hanno collezionato un 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cagliari e Provincia Pagina 1015 Superiori In 38 hanno collezionato un 5 in condotta Superiori --> Con la fine del primo quadrimestre e il completamento degli scrutini intermedi, anche per gli studenti delle scuole superiori cagliaritane sono arrivati i tanto temuti cinque in condotta. Nelle pagelle di febbraio distribuite alle famiglie del capoluogo, su un totale di quasi 18 mila iscritti le insufficienze sono state 38, di cui sette al turistico Azuni, dieci all'industriale Meucci e ventuno al commerciale Besta. A queste, peraltro, vanno aggiunte le insufficienze attribuite, al termine del primo trimestre, agli studenti dell'artistico Fois, l'unico liceo cittadino che, pur senza rivelare il numero esatto dei voti sotto il sei, ha reso noto di aver utilizzato l'innovazione introdotta dal ministro Gelmini. Numerosi, nelle votazioni di metà anno scolastico, anche i sei e i sette, mentre scarseggiano i nove e i dieci. LE REAZIONI Di fronte ai nuovi voti gli insegnanti appaiono divisi e un po' spaesati. Alcuni considerano il cinque in condotta come uno strumento utile, altri come un pannicello caldo, che nulla può contro i mali del sistema scolastico italiano. Molti sono in attesa di capire quel che accadrà alla fine dell'anno, quando l'insufficienza in condotta potrà valere la bocciatura. Quel che è certo, fin da ora, è che siamo molto lontani dalla carneficina di studenti paventata nei mesi scorsi. «Noi abbiamo scelto di dare fin da subito un segnale ai ragazzi, per consentire loro, già dopo gli scrutini intermedi, di rimettersi in carreggiata», spiega Pier Luigi Cossu, preside dell'istituto commerciale Besta, maglia nera della condotta, «ovviamente con il cinque abbiamo voluto punire gli atteggiamenti gravi di violenza che hanno colpito la nostra scuola, non ultimo il pestaggio di due settimane fa (il 18 febbraio, da parte di due sedicenni ai danni di una coetanea, ndc ) a due passi dal nostro cortile. Però abbiamo anche inteso dare un monito a tutti quelli che, in assenza di gesti eclatanti, disturbano continuamente le lezioni o non si presentano nei giorni delle interrogazioni. Abbiamo cercato, con fatica, il giusto mezzo tra permissivismo e lassismo, per dare una mano ai ragazzi e non perderli definitivamente». PRIMO AVVISO Anche all'Azuni e al Meucci, i due istituti professionali interessati dai cinque, i docenti hanno cercato di convincere i ragazzi a non interpretare le insufficienze in condotta come una condanna ma come un monito a correggere determinati comportamenti sbagliati. Il problema, a volte, è trovare la piena collaborazione delle famiglie, parte integrante del patto di corresponsabilità con gli istituti. «Altrimenti», osserva Daniela Diomedi, preside del Meucci, «è inutile riempirsi la bocca col fatto che la scuola è una comunità educativa che deve restituire ai più giovani determinati valori». LICEO Negli istituti magistrali e nei licei, dove non si sono verificati episodi particolarmente gravi sul piano del comportamento, non sono stati dati voti sotto il sei. L'unica eccezione è rappresentata dal Foiso Fois di via Bixio, in cui sono state colpite col pugno duro le troppe assenze ingiustificate. Per il resto, votazioni sopra la sufficienza, per carenza di motivazioni o magnanimità dei docenti. In attesa che la riforma torni sul banco di prova, questa volta senza appello, negli scrutini di giugno. LORENZO MANUNZA

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il pdl schiera podestà contro penati ma litiga con la lega in lombardia - andrea montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano An cede sulla candidatura del forzista a Milano. Il Carroccio minaccia: senza Brescia andiamo da soli Il Pdl schiera Podestà contro Penati ma litiga con la Lega in Lombardia Un vertice di tre ore non risolve tutte le caselle nella regione, domani decideranno Bossi e il premier. Resta l´incognita Udc per l´alleanza alle urne ANDREA MONTANARI Ora c´è l´accordo di tutto il Popolo della libertà: Guido Podestà sfiderà Filippo Penati per la conquista di Palazzo Isimbardi. Ma la Lega alza la posta, chiede anche Brescia e minaccia di correre da sola in molte delle undici Province che andranno al voto il 6 e 7 giugno. Tre ore di vertice a Palazzo Marino con i plenipotenziari lombardi del centrodestra (esclusa l´Udc, a causa del veto imposto dal Carroccio dopo il no di Casini al Federalismo votato al Senato), tra cui i ministri Mariastella Gelmini e Ignazio La Russa, sono riuscite solo a presentare alla Lega una proposta «unitaria e condivisa» per le candidature alle prossime elezioni amministrative in Lombardia. Su undici candidature di peso (otto provinciali e tre comunali), otto andrebbero al Pdl e tre al Carroccio. Troppo poco per la Lega, che preferisce rimandare la decisione sul prendere o lasciare a un nuovo vertice probabilmente domani tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. «Sono stati sciolti tutti i nodi e sono cadute tutte le pregiudiziali e tutti i veti - si è affrettato a precisare al termine dell´incontro il reggente di An Ignazio La Russa - Per ogni posto abbiamo avanzato un nome». Ma non ci è voluto molto per capire che l´accordo riguardava solo Forza Italia e An. A confermarlo sono stati indirettamente i leghisti Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti, che lasciando il vertice si sono limitati a dire che «faceva un caldo bestiale». E il coordinatore lombardo di An Massimo Corsaro, che non è andato oltre alla battuta: «Il Pdl non litiga più al suo interno». Tanto che lo stesso La Russa è stato costretto subito a precisare: «Sui nominativi c´è ancora il riserbo ufficiale per rispetto degli amici della Lega, che si sono riservati di decidere». Il ministro Gelmini si è addirittura infilata di corsa in macchina con la scusa che rischiava di perdere l´aereo. Che su Podestà era caduta anche l´ultima riserva di An, però, l´ha fatto capire ancora La Russa. Quando ha ricordato l´importanza della presenza di Riccardo De Corato come vicesindaco, in questa fase di forte rilancio del tema della sicurezza anche in Lombardia. Ancora tutto da sciogliere, invece, il nodo di Brescia. Che da ieri è rivendicata anche dalla Lega. Mentre stava per risolversi la contesa tra la candidatura di Stefano Saglia o Viviana Beccalossi (sostenuta da La Russa) e quella di Giuseppe Romele (sponsorizzata dalla Gelmini) a favore di quest´ultimo, infatti, è spuntata la nuova pretesa del Carroccio. Lo fa capire sempre Ignazio La Russa: «Il mio appello alla Gelmini è stato accolto in un certo senso sì e in un certo senso no, e alla fine è venuta una soluzione». Poi una stoccata all´Udc: «Se non fanno il gioco dei "due forni", non c´è motivo di non aprire il dialogo anche con loro». Pronta la replica del segretario regionale centrista Luigi Baruffi: «Semmai sono stati altri in Lombardia che hanno impedito al centrodestra di vincere al primo turno. A noi interessa un forno solo. Quello del centro». Secondo lo schema condiviso dal Pdl, le candidature per le provincie di Brescia e Milano spetterebbero a Forza Italia. Quelle di Lecco e Monza ad An, che per quest´ultima punterebbe sul larussiano Roberto Alboni, capogruppo di An in Regione. E quelle di Sondrio, Bergamo e Lodi alla Lega. Mentre per la poltrona di sindaco di Pavia resta in prima fila il coordinatore cittadino di Forza Italia Alessandro Cattaneo, caldeggiato dal vice coordinatore nazionale azzurro Giancarlo Abelli.

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la crisi economica mette paura il 38% con l'incubo della povertà - albino salmaso (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Cronaca La crisi economica mette paura il 38% con l'incubo della povertà ANTONIO DE POLI Si teme di tornare indietro di 40 anni quando si soffriva la fame e si emigrava all'estero per lavorare ALBINO SALMASO La tempesta finanziaria non si placa e la paura della precarietà economica dilaga, come un incubo. Ma quali immigrati, furti, scippi, spaccio, violenze sessuali e giustizia in crisi: gli italiani temono soltanto di perdere il posto di lavoro, di essere licenziati o finire in cassa integrazione a 800 euro al mese. Lo testimonia l'ultimo sondaggio Ipsos di Nando Pagnoncelli commissionato dalla direzione nazionale dell'Udc di Casini: il 62% degli italiani è pessimista per lo scenario economico e solo il 38% è ottimista. A questi dati bisogna poi sommare il 56% di chi si sente insicuro per il clima sociale a fronte di un 44% di sicuri. Un «clima sociale» deteriorato dalle tensioni sindacali di chi teme di perdere il posto di lavoro, una situazione che rischia di portare l'Italia agli anni Settanta. La paura è quindi figlia non di uno stato d'animo alimentato dai mass media, ma dall'analisi concreta della realtà: la bolla finanziaria esplosa il 15 settembre 2008 con il fallimento della banca americana Lehman Brothers ha mandato in tilt i mercati tornati ai valori del 1993: in due mesi il Mibtel ha perso il 21,7% che si somma al disastroso -45% del 2008. E se il tonfo delle borse è scomparso dai Tg e dalle prime pagine dei giornali proprio per non alimentare il panico, appare a tutti evidente che nessuno sa come uscire dalla crisi finanziaria, che trascina le economie alla recessione, deflazione e poi stagflazione. Uno scenario a cui la politica dovrà dare risposte concrete. L'Udc, che viaggia a gonfie vele, ha deciso di monitorare il clima d'opinione consapevole che l'incubo crisi peserà nell'urna in maniera decisiva. Se n'è accorto subito Dario Franceschini, neosegretario del Pd, che ha proposto un assegno mensile a tutti i disoccupati: una proposta di «sinistra» che ha l'obiettivo di riportare al Pd i voti di quei 3 milioni di italiani «esuli in patria» e pronti all'astensionismo di fronte alla delusione di Veltroni, per dirla con le parole del politologo Ilvo Diamanti. «E' evidente che Franceschini le sta inventando tutte pur di risollevare il Pd da una crisi gravissima», commenta Antonio De Poli, portavoce e capo della segreteria nazionale Udc. «Dario ha fatto bene a proporre l'assegno a tutti i disoccupati. Peccato che non abbia indicato con quali risorse finanziare l'operazione. Dare soldi a tutti è certamente un proposito affascinante, ma se lo Stato non sa nemmeno come pagare gli stipendi ai prof precari e la Gelmini usa la mannaia alle elementari, credo sarà difficile dare i sussidi ai disoccupati». Gli osservatori internazionali temono un peggioramento del clima sociale in Europa, in primis nel blocco ex comunista, aggregato velocemente all'Ue: il gigante di 27 Stati saprà reggere o il fallimento del sistema bancario ad Est finirà per far implodere il sistema, con i disoccuupati pronti alle barricate? «Ciò che accadrà nel blocco ex sovietico nessuno lo può stabilire», ribatte l'onorevole De Poli, «io mi preoccupo del clima sociale in Veneto. E vedo che le famiglie hanno perso la serenità: fino a 40 anni fa qui si viveva nella povertà, senza ricordare il triste record dei morti di pellagra di inizio Novecento. Siamo diventati la locomotiva d'Europa grazie ad un modello unico che nemmeno il Giappone e la Cina sono riusciti ad emulare: la coesione sociale della famiglia-impresa, che nel giro di due generazioni ci ha portato a un livello di benessere elevatissimo. Ecco, ora stiamo correndo grandi rischi perché se i dipendenti della Fiat a Pomigliano d'Arco e a Torino potranno contare sulla cassa integrazione, chi vive in Veneto non avrà protezioni sociali. Il reticolo di piccole imprese al di sotto dei 15 dipendenti non prevede la Cig ai licenziati e ciò che era il nostro punto di forza potrebbe diventare una bomba sociale. E io non vedo nella classe politica la consapevolezza della gravità della situazione», spiega l'onorevole De Poli. Il sondaggio Ipsos segue di poche settimane quello commissionato da Cittalia, la fondazione per le ricerche dell'Anci, effettuato dalla Swg e pubblicato dal Corriere della sera qualche giorno fa. «Sergio Rizzo fotografava un quadro molto dettagliato», aggiunge De Poli, «il 32% ha messo al primo posto la precarierà economica. Il campione era vastissimo: 3700 persone. Se a quel 32 si somma un altro 18% che mette la ''caduta del tenore di vita'' in cima alla lista dei propri timori allora si capisce quanto grave sia la situazione. L'Udc è pronta a votare il federalismo fiscale, a patto che sappia mettere fine ai profondi privilegi che premiano Trentino e Friuli e danneggiano il Veneto: la Lega farebbe meglio a tacere. Perchè la riforma Calderoli è un bluff».

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una nuova chiesa per don gnocchi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Milano Le celebrazioni Una nuova chiesa per don Gnocchi Una nuova chiesa per celebrare don Carlo Gnocchi, che sarà proclamato beato il prossimo 25 ottobre. La prima pietra è stata benedetta ieri mattina dall´arcivescovo Dionigi Tettamanzi, in un´area che si trova a lato del centro Santa Maria nascente, in via Capecelatro. Qui è la sede della Fondazione voluta dal sacerdote milanese, celebre per aver dedicato la vita a curare i «mutilatini», gli orfani e bimbi vittime della guerra, oggi centro specializzato nell´assistenza ai disabili gravi. La nuova chiesa, dove sarà anche un museo multimediale e la tomba di don Gnocchi, sarà finita entro il 2010. Alla cerimonia erano presenti il ministro dell´Istruzione Gelmini, il vicepresidente della Camera Lupi, l´assessore Moioli, monsignor Angelo Bazzarri, presidente della Fondazione. «L´insegnamento di don Gnocchi è semplicissimo e rischia di essere dimenticato», ha detto Tettamanzi, che a margine ha parlato anche dell´emergenza bullismo: «La testimonianza degli adulti è il primo deterrente. Sono genitori e insegnanti che devono non tanto parlare, ma proporre un tipo di vita diverso».

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Il commento Allora recuperiamo anche Battiato e Totò (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 53 del 2009-03-03 pagina 32 Il commento Allora recuperiamo anche Battiato e Totò di Ezio Savino È probabile (e auspicabile) che all'esame di Stato 2009 qualche Commissione si veda arrivare sulla cattedra una «tesina» non convenzionale, con in copertina, «tirata giù» da internet, l'inconfondibile figura, curva su se stessa, di un Signor G., dove G sta per Giorgio Gaber, o forse per «gente». Se succederà, sarà segno che Mariastella Gelmini ha toccato le corde giuste, proponendo agli studenti delle superiori il percorso sull'artista milanese. Molti si domanderanno: perché lui? Possiamo replicare con un'antitesi: perché no? E rispondere al quesito richiederebbe qualche arrampicata sugli specchi. La scelta ci pare in linea con indicazioni che prescrivono di discutere e approfondire l'attuale. Da qualche parte bisogna pur cominciare, e con la proposta Gaber l'istituzione (finalmente) lancia un segnale forte e chiaro. I testi hanno spessore. Qualità letteraria. Il senso di una testimonianza culturale che parte da una piattaforma bassa, ma che con qualche colpo d'ala sa lasciarsi alle spalle le scorie del particolare, della moda, del trito, per celebrare il piccolo trionfo di pensare diverso, di pensarsi contro, di far rifulgere il proprio io sull'opaco della massa anonima, inerte, masticando nel frattempo qualche acido senso di colpa. Oggi Giorgio Gaber. Domani potrebbe essere la maschera di Totò, ghigno di un eroe minimo e grandioso che con il suo fioretto del surreale, intriso nel paradosso, lacera il velo delle apparenze acquisite, mostra tra un sarcasmo e una lacrima che l'esistenza è contraddizione, in attesa della livella fatale. Pensiamo alle dense rime di Franco Battiato: giusto pensare che nulla è come sembra, che andare a caccia di un centro di gravità permanente, che ci faccia essere noi, che non ci faccia cambiare idea sulle cose e sulla gente, come gira il vento, può essere una melodia dolce e accattivante, ma anche un tirocinio di filosofia che ha un buon sapore di antico, di Socrate e Platone. Le parole di Fabrizio de André scivolano sugli accordi di chitarra (e per questo sembrano all'acqua di rose), ma ti scavano dentro, perché hanno gli artigli della poesia: basta pensare a Non al denaro non all'amore né al cielo ispirato dall'Antologia di Spoon River. Come quelle, roche e pastose, di Paolo Conte, che ingioiellano la solitudine non meno del colto fraseggio dei vati laureati. Come quelli dedicati alla splendida Incantatrice di nome Ines dell'album Una faccia in prestito. Solo che le note del suo piano le mettono in sintonia più facilmente con l'emozione di chi accetta di ascoltarle. Il rischio è che, nella scuola, la retorica ingessi tutto, e lo degradi a esercizio accademico. Che la libertà obbligatoria del signore in grigio diventi, da penoso stile di vita, un ossimoro, la mitologica figura retorica che, secondo il manuale, è il ghiribizzo stilistico, caro al ligio letterato, di accoppiare gli opposti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<Adesso per favore nelle scuole studiate Gaber> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 53 del 2009-03-03 pagina 32 «Adesso per favore nelle scuole studiate Gaber» di Paolo Giordano Il ministro Gelmini presenta il nuovo progetto: «I suoi testi insegnano a diventare dei cittadini» In fondo è naturale. Ora la lezione di Giorgio Gaber entra nelle scuole secondarie e diventa oggetto di studio. Lo fa con quella naturalezza creativa che sarebbe piaciuta anche a lui, libero pensatore preso da orrore per ogni classificazione e ogni impedimento stilistico. Il progetto è semplice: sono stati istituiti un concorso per gli studenti e una serie di lezioni tenute da studiosi e artisti (la prima, affollatissima, ieri al Teatro dell'Arte con Gioele Dix e Andrea Pedrinelli). «Giorgio Gaber insegna a pensare al di là degli schemi» ha detto ieri il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, presentando l'iniziativa a Palazzo Marino insieme con l'assessore Giovanni Terzi, Ombretta Colli con la figlia di Gaber, Dalia Gaberscik, ed Enzo Iacchetti. Un giorno importante e non solo perché così si celebrano i settant'anni dell'artista italiano più libero del Dopoguerra. In realtà il «Progetto Gaber» è un segnale decisivo che il ministro Gelmini manda al mondo della scuola: più attenzione allo spirito della nostra cultura e alle basi recenti su cui si fonda (e che spesso sono state trascurate). «Molti si chiedono il perché di questa decisione - ha detto - e la risposta è molto semplice: nessuno ci aveva mai pensato prima». Ed è vero: sempre più persi nella guerra ad arruolare questo o quell'artista, i ministri precedenti (specialmente quelli di sinistra, che con la musica e l'arte vantano maggior confidenza) si erano dimenticati di valorizzare uno dei pochi davvero senza tessere e autenticamente creativo anche a costo di pestare i piedi a tutti. Intanto spieghiamolo, questo «Progetto Gaber». La Fondazione a lui dedicata ha individuato dodici brani (in ordine di pubblicazione: Far finta di essere sani, L'America, Si può, I padri miei/ I padri tuoi, Gildo, Il dilemma, C'è un'aria, Canzone dell'appartenenza, Il mercato, La parola Io, I mostri che abbiamo dentro, Se ci fosse un uomo). Su questi testi gli studenti potranno confrontarsi in varie forme espressive (testo, audio, video, grafica e via dicendo) elaborando con la propria sensibilità quello che il Teatro Canzone di Gaber ha insegnato in tanti anni di musica ed esibizioni in tutta Italia. Chi intende partecipare al concorso può inviare la scheda di iscrizione a progettogaber@giorgiogaber.it entro il 30 aprile. Gli elaborati potranno poi essere inviati entro il 30 giugno alla Fondazione Giorgio Gaber in piazza Aspromonte 26 a Milano. E poi c'è il progetto triennale (sottoscritto ieri davanti ai fotografi dal ministro e da Dalia Gaberscik) che prevede lezioni nelle scuole tenute da studiosi e artisti che sappiano spiegare ciò che Gaber riusciva a fare, ossia arrivare al cuore della gente con una luce nuova e una prospettiva inedita. Insomma, una svolta. E dire che tutto è iniziato a fine luglio dell'anno scorso quando Enzo Iacchetti, a margine del Festival Gaber che si svolge ogni anno a Viareggio, ha detto con nonchalance: «Quest'artista bisognerebbe insegnarlo a scuola». Detto, fatto. «L'ho inseguito per due giorni con il telefono in mano - ha raccontato sorridendo la Gaberscik -. Dicevo: c'è il ministro che ti vuole parlare». «Non me la sentivo» ha chiosato Iacchetti che, scherzosamente ma non troppo, ha confermato di «essere figlio illegittimo del pensiero di Gaber». Comunque, sette mesi dopo ecco qui che una semplice proposta è diventata realtà per centinaia di migliaia di studenti italiani. Ed è anche una sorta di significativo «precedente» che apre le porte ad altri autori capaci di fotografare il volto dell'Italia molto meglio di tante articolesse e di tanti trattati imposti sui banchi di scuola. «Credo che il pregio più grande di un artista così straordinario - ha detto il ministro - sia quello di insegnare a pensare senza pregiudizi». Circondata dai cronisti, la Gelmini ha poi detto chiaro e tondo ciò che tanti pensano: «Un oratore come Gaber dovrebbe essere ospitato durante le ore di lezione dedicate all'educazione alla cittadinanza». In fondo, è naturale ed è un portato essenziale di questa svolta: la canzone ha dignità letteraria e pedagogica quando sopravvive al proprio tempo. E quelle di Gaber lo hanno fatto, evidentemente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Francesca Reggiani: cretina io? Macché, voglio solo far ridere (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 53 del 2009-03-03 pagina 9 Francesca Reggiani: cretina io? Macché, voglio solo far ridere di Ferruccio Gattuso L'attrice comica in scena da domani in un monologo sugli italiani «Il fuorionda di Pippo Baudo? No problem, capita anche in famiglia» Mancava artisticamente da Milano dal 1992, ci torna oggi con perfetto tempismo. Alla vigilia della Festa della Donna, Francesca Reggiani porta in scena, al Teatro Derby dal 4 all'8 marzo, un one woman show cucito su misura: «Quello che le donne (non) dicono» - questo il titolo del monologo scritto dall'attrice insieme a Valter Lupo e Gianluca Giugliarelli - è un viaggio nell'Italia contemporanea fatto di tante parole, veloci e puntuali mascheramenti, molta ironia e uno sguardo chirurgico sull'attualità. «Ci ho messo parecchio disincanto, ma sempre affidandomi al principio del gioco - precisa la protagonista - voglio essere chiara: non mi metto a fare la sociologa, tantomeno la santona. C'è solo un breve momento di serietà, o piuttosto di malinconia, nello spettacolo: per il resto io faccio il mio mestiere, che è la comica. Devo dire che questo testo mi ha dato molta soddisfazione già al momento di scriverlo: affronto innumerevoli capitoli della vita quotidiana con leggerezza, dal ricorso ormai diffuso alla chirurgia plastica, alla crisi finanziaria, dalle mie imitazioni femminili conosciute dal grande pubblico in tv, alle tematiche di coppia, dai tagli alla spesa pubblica all'essere o non essere single in questa società dove la solitudine prima o poi ti pesa, dove passi dai dubbi del tipo m'ama non m'ama a 20 anni, al mamma non mamma quando ti ritrovi più vecchia». Il tutto, naturalmente, raccontato con occhi di donna: «Anche se io non ho mai pensato al mio pubblico per categorie, di nessuno tipo: quindi, grazie al cielo, non mi seguono solo donne», spiega la Reggiani. Al Derby, l'attrice porterà una carrellata delle sue surreali imitazioni: Francesca sarà dunque Sabrina Ferilli e Monica Bellucci, Maria De Filippi, Alba Parietti, Barbara Palombelli e, tra le new entry, persino il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. E anche Simona Ventura, incontrata pochi giorni fa in tv a Quelli che il calcio: «Una grande professionista - spiega la Reggiani - che sa ridere di se stessa e allo stesso tempo reggere le sorti di un programma come quello, pieno zeppo di comici. In tv ho i miei progetti, ma a lei direi sempre di sì». A Quelli che il calcio, proprio la Ventura ha giocato sull'ormai famoso fuori onda di cui si è reso protagonista Pippo Baudo, trasformato in tormentone dal tg satirico Striscia la notizia: il famoso epiteto «cretina» rifilatole dal Pippo nazionale non smuove la comica romana, che anzi se la ride: «Certo, i microfonisti Rai dovrebbero stare un po' più attenti - spiega -. Ma Pippo si è ripetuto nei giorni di Sanremo e poi, diciamola tutta, chi di noi non se ne esce ogni tanto con quelle espressioni truci ed esagerate, magari anche con la propria sorella? Con Pippo ci siamo chiariti e ci siamo fatti una risata». Il ritorno a Milano ha, per Francesca Reggiani, sempre qualcosa di speciale: «Non tutti sanno che le mie radici sono milanesi - rivela l'attrice romana -. I miei genitori, addirittura i miei nonni, sono di Milano. Mio nonno Primo Parrini era uno dei bracci destri di Angelo Rizzoli, fu lui ad aprire il primo distaccamento della storica casa editrice a Roma. Nei miei ricordi famigliari Milano è sempre stata viva». Al Teatro Derby dal 4 alll'8 marzo © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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abbiamo grandi responsabilità (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Cronaca «Abbiamo grandi responsabilità» Parla Marzaro, presidente dell'associazione dei presidi Tante insufficienze nelle materie curriculari ma per fortuna non sono piovuti i 5 in condotta. Possiamo stare tranquilli? Il presidente dell'associazione provinciale dei presidi Orio Marzaro risponde: «Il fatto che non sia stato necessario il ricorso ai 5 in condotta, se non in alcuni casi, è positivo. Vuol dire che sinora le scuole sono riuscite a far capire ai ragazzi l'importanza di una buona condotta». Eppure le cronache sono piene di casi inquietanti, come quello del ragazzo che ha accoltellato il professore o del video su YouTube del giovane che incendia un crocefisso. «Sono episodi preoccupanti - commenta il responsabile dei presidi - che ci fanno capire che non dobbiamo mai abbassare la guardia. La società è molto più complessa di 10 o 20 anni fa ed è molto più difficile far crescere in modo consapevole i ragazzi. Le responsabilità della scuola e delle famiglie sono aumentate». Il cambiamenti derivanti dalle novità del voto in condotta non sono del tutto chiare. Ad esempio, è vero che contribuirà a fare media con gli altri voti? «Questo - risponde il presidente dei presidi veneziani - è il punto meno chiaro e che dovrà essere precisato da una circolare ministeriale. Comunque, da una dichiarazione del ministro sembra di capire che il voto in condotta acquisirà una maggiore importanza rispetto ad un tempo ma senza effetti miracolosi. Insomma un alunno che ha una cattiva media, difficilmente si salverà dalla bocciatura per un voto alto in condotta». Al contrario mi sembra più chiara la parte della normativa che chi prende 5 in condotta rischia l'anno. «Dare un 6 in condotta - risponde Marzaro - significa avvertire lo studente di fare attenzione. Il 5, invece, è un provvedimento più pesante che può portare alla bocciatura». «Il cambiamento del metodo di valutazione della condotta - commenta il presidente dell'associazione dei presidi - necessiterà un cambiamento culturale ed un processo di adattamento da parte delle scuole, come è normale in questi casi». L'associazione regioale dei presidi, comunque, si troverà a riflettere sui cambiamenti della scuola con un convegno che si terrà venerdì e sabato all'istituto Cornaro di Jesolo. (mi.bu.)

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fioccano le insufficienze in pagella - michele bugliari (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Brutta sorpresa nel primo quadrimestre per gli studenti delle superiori Fioccano le insufficienze in pagella Elementari, bocciato il maestro unico. Alla Vecellio nessuno sceglie le 24 ore COMPORTAMENTO. Il 5 in condotta sembra rarissimo, due 6 al Gritti dove nel biennio il 70% degli studenti ha preso almeno un brutto voto MICHELE BUGLIARI Fioccano le insufficienze in pagella nelle scuole superiori, ma sono rari i 5 in condotta. All'istituto professionale Gritti il 70% degli studenti del biennio ha preso almeno un'insufficienza in pagella del primo quadrimestre, mentre al Foscari-Massari il 25% dei ragazzi delle classi comprese tra la prima e la quarta ha più di un 5 in pagella nelle materie curriculari. Per quanto riguarda le prime elementari, i genitori del Veneto bocciano il maestro unico con una percentuale (98%) decisamente più alta di quella nazionale (90%). Alla Vecellio e alla Leopardi nessuna famiglia ha optato per le 24 ore settimanali. Pioggia di insufficienze. A livello nazionale, secondo una statistica a campione del Ministero dell'Istruzione, 7 studenti su 10 hanno riportato almeno un'insufficienza nel primo quadrimestre. Orio Marzaro, preside del Gritti e presidente dell'associazione provinciale dei capi d'istituto afferma: «Ho sentito i colleghi e posso dire che anche nel Veneziano la tendenza è di tante insufficienze soprattutto al biennio «La causa? «C'è un problema - di inserimento dei ragazzi dalle medie alle superiori». Insomma secondo, il responsabile dei presidi del Veneziano, i ragazzi arriverebbero alle scuole superiori, senza il necessario bagaglio di conoscenze e di capacità di concentrazione. Corsi di recupero. Al professionale Gritti, che con i suoi 1.060 alunni e 44 classi è una delle scuole con il più alto numero di alunni della provincia, come viene affrontato il problema delle insufficienze? «Abbiamo attivato i corsi di recupero», spiega il preside. Cinque in condotta ne avete avuti? «No, solo due alunni hanno preso 6 e devo dire che sentendo i miei colleghi, è stato molto basso il ricorso all'insufficienza per quanto riguarda il comportamento». Anche a livello nazionale, i dati dicono che solo il 2% degli studenti ha ricevuto 5 in condotta, un voto con cui si rischia la bocciatura. Al Foscari-Massari, 470 studenti e 21 classi, invece, la percentuale di ragazzi con delle insufficienze in pagella nei primi quattro anni è stata del 25%, mentre per le quinte è stata del 10%. Anche in questo caso, non ci sono stati 5 in condotta. «Ha funzionato - commenta il preside Valter Rosato - il lavoro di anni, per fare capire ai ragazzi che certi comportamenti non sono tollerati a scuola, per questo motivo non è stato necessario ricorrere ai 5 in condotta. Per quanto riguarda le insufficienze, abbiamo impegnato tutto il mese di gennaio, per ripetere in tutte le classi le materie del primo quadrimestre in cui c'erano problemi e poi abbiamo anche attivato i corsi pomeridiani di recupero. Più di così? Ora sta ai ragazzi darsi da fare, se vogliono essere promossi». Bocciato il maestro unico. La dirigente dell'ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo sostiene che da un sondaggio a campione emerge che nel Veneto solo il 2% dei genitori che hanno iscritto i figli in prima elementare, per il prossimo anno scolastico, hanno scelto il modello delle 24 ore settimanali con il maestro unico unicoe senza ritorni pomeridiani. «Il 35% dei genitori - spiega la dirigente regionale - ha scelto le 30 ore, il 27% le 40 ore e un 36% una formula intermedia». Per far quadrare i tagli agli organici, annunciati dal ministro Gelmini, con la necessità di garantire i ritorni pomeridiani, l'anno prossimo, le classi delle prime saranno affollate? «Valuteremo caso per caso - ha risposto la Palumbo - ricorrendo all'utilizzo del limite massimo di alunni per classe, aumentando a 28 studenti per classe, qualora ci siano i presupposti, e tenendo conto della capienza delle aule». «Al giorno d'oggi - ha commentato la dirigente della Leopardi e della Vecellio Maria Teresa Samà - entrambi i genitori lavorano e non ci sono famiglie che possono permettersi la formula delle 24 ore settimanali, senza ritorno pomeridiano».

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la rivolta dei sindaci veneti ma la gelmini non si presenta al confronto sui tagli al tempo lungo (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Claudio Baccarin La rivolta dei sindaci veneti Ma la Gelmini non si presenta al confronto sui tagli al tempo lungo ABANO TERME. Il tempo lungo e il tempo pieno a scuola sono di destra o di sinistra? Bisognerebbe chiederlo alla buonanima di Giorgio Gaber, che in tema ha scritto un brano cult. E proprio alla presentazione delle iniziative per i 70 anni dalla nascita del grande artista ha partecipato ieri, a Milano, il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini, snobbando viceversa i sindaci veneti che intendevano incontrarla nel primo pomeriggio ad Abano, a margine del seminario nazionale «L'orientamento per il futuro. Dimensione formativa e assetti istituzionali al servizio della persona» che si è aperto all'hotel Alexander di Abano. «L'onorevole Gelmini - ha riferito alla platea Carmela Palumbo, direttore dell'Ufficio scolastico regionale - è impossibilitata a partecipare per un impegno dell'ultimo momento». Ovvio che il Movimento dei sindaci, di destra e di sinistra, per la difesa del tempo lungo (oltre cento: ieri ha aderito pure Laura Puppato, sindaco di Montebelluna) non abbia gradito l'assenza. Per dirla sempre con Gaber: libertà è partecipazione. «E' stato il consigliere regionale Leonardo Padrin - puntualizza il sindaco di Albignasego, Massimiliano Barison, forzista, capofila della protesta - ad avvisarmi dell'impegno imprevisto del ministro. Ci dispiace, ma ci mettiamo a sua completa disposizione per incontrarla in settimana. Nel frattempo abbiamo fatto i conti: in Veneto, con 300 docenti, possiamo risolvere il problema del tempo lungo per 25 mila bambini. Per sabato è prevista la Conferenza Stato-Regioni. Ci auguriamo che la Regione tenga conto di quest'esigenza». Ma la Gelmini è stata davvero travolta da un impegno improvviso o c'è un retroscena? Ancor prima che la defezione ministeriale venga ufficializzata, Padrin (Forza Italia) e Cortelazzo (An) dettano alle agenzie una nota in cui sostengono che «alcune forze politiche di opposizione hanno probabilmente impedito di discutere e cercare di risolvere i problemi di oltre 24 mila famiglie venete. Si è voluto strumentalizzare questo incontro facendolo diventare uno scontro politico». Dal palco del convegno di Abano l'onorevole Filippo Ascierto, «parlamentare della maggioranza», riferisce di essersi già attivato perchè l'incontro tra i sindaci e il ministro «possa svolgersi nelle prossime ore o nei prossimi giorni, probabilmente nella capitale». «Io a Roma non ci vado - replica al volo Claudio Piron, assessore alle Politiche scolastiche di Padova - Anzi chiedo le dimissioni dell'assessore veneto Elena Donazzan che, dopo quelli dei mesi scorsi, ha disertato pure questo confronto con gli amministratori locali». Al colpo di scena provvede l'onorevole leghista Paola Goisis, coccarda, borsa e portaocchiali rigorosamente verdi: troppi, a suo dire, hanno preso lucciole per lanterne. «Io sono il segretario - dice la parlamentare estense - della commissione Cultura della Camera. Sono in contatto quotidiano con Mariastella. In questi giorni parlano a vanvera tanti colleghi che non frequentano la commissione e che non sono aggiornati. Il 17 febbraio il ministro, da me interpellato, ha fatto sapere che il tempo lungo non è mai stato messo in discussione». La Goisis ne approfitta per fornire copia della lettera al dirigente dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, la quale puntualizza: «Mi sono volutamente astenuta dall'affrontare questo tema». Ma, di fronte a telecamere e taccuini, l'onorevole leghista insiste: «Io non mi chiamo Palumbo - punta il dito la Goisis - io parlo da politico. E' inutile che la dirigente organizzi tanti convegni e nel frattempo lasci che monti questa polemica, che crea allarme per le famiglie. Lo ripeto: il tempo lungo non è mai stato messo in discussione». Ma allora perché Massimo Bitonci, sindaco del Carroccio, ha fatto votare ieri a Cittadella una delibera di giunta che chiede al ministro Gelmini di salvare il tempo pieno?

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famiglie venete in ginocchio (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 03-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino di Padova, Il)

Argomenti: Scuola

HANNO DETTO «Famiglie venete in ginocchio» CAUSIN. «La giunta veneta - afferma il consigliere regionale del Pd, Andrea Causin, primo firmatario di una mozione - si attivi a difendere il "tempo scuola", con particolare riguardo al tempo lungo e al tempo pieno garantito fino ad oggi dalle scuole del Veneto, per venire incontro alle modalità organizzative e di vita delle famoglie venete. Tutti questi problemi nascono in gran parte dal fatto che la legge 169/08, nota come Tremonti-Gelmini, non è una vera riforma della scuola, ma di fatto solo una legge di carattere finanziario finalizzata al taglio di costi nel triennio 2009-2011». DE POLI. «Il ministro Gelmini - sottolinea l'onorevole Antonio De Poli, portavoce nazionale dell'Udc - non può non tener conto dei bisogni delle famiglie e degli studenti. Il ridimensionamento del sistema scolastico rischia di mettere in ginocchio le famiglie venete, famiglie con entrambi i genitori che lavorano e che hanno sempre fatto affidamento sul tempo prolungato. In Veneto la situazione riguarda 12 mila famiglie. Con l'avvio del nuovo anno scolastico in Veneto rischiano di scomparire più di mille classi a tempo lungo. Più della metà, circa 550, sono presenti nella provincia di Padova e, di queste, 149 si trovano nel capoluogo».

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"iscrizioni alle elementari gelmini smentita dai dati" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Firenze L´assessore "Iscrizioni alle elementari Gelmini smentita dai dati" «La scelta delle famiglie sconfessa la Gelmini». Così l´assessore regionale all´istruzione Gianfranco Simoncini commenta i primi dati sulle iscrizioni alle elementari, secondo i quali il 90% delle famiglie avrebbe scelto le opzioni delle 30 o 40 ore settimanali, corrispondenti al vecchio tempo pieno. Gli uffici scolastici regionale e provinciale non dispongono ancora di dati certi, ma diverse scuole fiorentine confermano che a preferire il tempo pieno sarebbe stata la quasi totalità delle famiglie. «Così si confermano le nostre previsioni: è tempo che il governo butti già la maschera», commenta Alessandro Rapezzi della Flc Cgil. Il 18 i sindacati saranno in piazza a Firenze per una manifestazione regionale su scuola e università.

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Accorpamento tra due scuole: insieme Nautico e Magistrali (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Iglesias Pagina 2020 Carloforte Accorpamento tra due scuole: insieme Nautico e Magistrali Carloforte --> Nasce l'Istituto di istruzione superiore don Gabriele Pagani, che accorpa al suo interno il Nautico "Cristoforo Colombo" e l'istituto Magistrale. Almeno questo è quanto compare, sulla carta, con tanto di decreto ministeriale. Nonostante la mobilitazione di docenti ed alunni del Nautico per evitare l'accorpamento, forse è arrivata la parola conclusiva sulla vicenda. Nei giorni scorsi non sono mancati appelli al presidente della Provincia ed al nuovo governatore, ma i margini sembrano esigui. Cosa cambia? Restano gli stessi docenti per ogni istituto, che mantiene il proprio ambito educativo e le proprie discipline. Il preside sarà invece uno solo (con tutta probabilità l'attuale preside delle Magistrali), così come la segreteria e gli organi amministrativi. Dovrà essere stilata una nuova graduatoria interna per i dipendenti (amministrativi, bidelli e tecnici). Il problema indipendente dall'accorpamento sarà valutare, di anno in anno, quanti iscritti ci saranno nei due istituti, per evitare soppressioni di cattedre. Le cose cambieranno ancora nell'anno scolastico 2010-2011, con la riforma Gelmini a regime: nuove classificazioni fra gli istituti e maggiore discrezionalità delle Regioni per le deroghe (proprio per le isole minori come San Pietro). MARIANO FROLDI

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Scuola, le famiglie bocciano il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Prima Pagina Pagina 2 Cagliari. Un sondaggio del ministero: i sardi a maggioranza per le 30 ore Scuola, le famiglie bocciano il maestro unico Cagliari.. Un sondaggio del ministero: i sardi a maggioranza per le 30 ore --> Anche le famiglie sarde preferiscono le 30 ore. Per i loro figli che l'anno prossimo frequenteranno la prima elementare, mamma e papà scelgono la classe col vecchio orario settimanale o il tempo pieno (40 ore). È il risultato di un sondaggio diffuso dal ministero dell'Istruzione e che, in sostanza, boccia la novità del maestro unico, in vigore dal prossimo anno. Solo una minima percentuale opta per le 24 e 27 ore, considerate il modello del futuro. Una scelta che rivela le paure delle famiglie verso la riforma Gelmini. C. RAGGIO A PAGINA 15

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la gelmini nomina porzi nel cda dell'università (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna Da tre mesi era senza rappresentante del governo La Gelmini nomina Porzi nel cda dell´università Il ministro Gelmini ha nominato il professor Gianni Porzi quale rappresentante del Governo nel consiglio d´amministrazione dell´Università. La nomina arriva dopo tre mesi, durante i quali il Cda è stato senza rappresentante dell´esecutivo, viste le dimissioni del professor Cantelli Forti che a fine novembre non si era reso disponibile per un secondo mandato avendo presentato la propria candidatura alla carica di Rettore. «In Ateneo - ha detto Porzi, che ha già fatto parte del Senato accademico - a causa della proliferazione ingiustificata di Corsi di studio, sono attivi più di 11.000 insegnamenti e ci si avvale di oltre 3.500 professori a contratto e circa 1.000 docenti esterni, a fronte di 3.200 docenti di ruolo. Anche il numero di dirigenti, sette di ruolo e ben 16 a contratto, è una criticità non piccola in merito alla quale, se non arriveranno risposte adeguate, chiederò al ministro il parere sulla corretta applicazione della Legge 165. Una spesa rilevante è poi legata alle oltre 70 unità di personale dedicate a vario titolo all´informatizzazione, senza poi considerare i contratti vari e le consulenze esterne che comportano un impegno stimabile intorno ai dieci milioni».

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soltanto sei studenti con "5 in condotta" - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna Soltanto sei studenti con "5 in condotta" Una percentuale di molto inferiore alla media nazionale tra gli oltre 16 mila iscritti Casi isolati anche alle medie, dove però il comportamento influisce sui voti ILARIA VENTURI SI contano sulle dita di due mani quelli con il cinque in condotta a metà anno scolastico nelle scuole superiori di Bologna: sei ragazzi appena, lo zero virgola (0,04%) rispetto ai 16.115 iscritti nei sedici licei e istituti della città. Un dato in controtendenza con il record nazionale degli oltre 34mila studenti (2%) che si sono trovati sulla pagella del primo quadrimestre il cinque nel comportamento. Tutti angioletti? Certo migliori della media. E forse ha funzionato la prevenzione in aula. Ma c´è anche una linea «prudente» delle scuole in attesa del regolamento sulla valutazione che dovrà essere emanato. Inoltre, negli istituti dove c´è il trimestre gli insegnanti hanno valutato il comportamento senza sapere che il «5», che porta alla bocciatura, era riservato, come chiarito solo successivamente dal ministero, nella valutazione finale a chi è stato sospeso da scuola per almeno 15 giorni e non si è nemmeno pentito. E così ogni scuola ha proceduto in ordine sparso, attribuendo pesi differenti al brutto voto in condotta. E i cinque sono fioccati anche alle medie inferiori: ai tre ragazzi delle molotov alle Volta, e in due casi alle Irnerio. Paradossalmente, nella scuola dell´obbligo, quasi quanto alle superiori. «Nel nostro caso non c´è stata la sospensione di 15 giorni, e quindi non si è trattato di problematiche molto gravi, abbiamo voluto però mandare un messaggio alle famiglie e ai ragazzi», spiega il preside dell´Ic 6, che comprende le medie Irnerio, Giuseppe Formaggio. «Da noi nessun cinque, abbiamo dato sei in qualche caso particolare - dice Orazio Bianco, preside delle medie Gandino - Il collegio dei docenti ha comunque deciso di dare un peso al comportamento che può condizionare la valutazione finale». Nei licei il 5 in condotta è stato dato al Righi: un solo caso, dopo il primo trimestre, su oltre 1.300 studenti. «Abbiamo dato il 5 per ripetuti episodi di comportamenti non idonei al regolamento scolastico e alla vita comunitaria, con sospensioni solo di qualche giorno, e senza che il ragazzo abbia mostrato ravvedimento - precisa il preside Domenico Altamura - Si tratta di una valutazione formativa». Altri tre casi si registrano al Fioravanti e due alle Aldrovandi-Rubbiani dove c´è stato l´episodio del ragazzo che ha accoltellato un compagno. Al Manfredi Tanari sette studenti sono stati valutati con il 6 in condotta e dodici hanno ottenuto, al contrario, il massimo. «Abbiamo dato il 10 agli studenti bravi anche dal punto di vista dello studio», spiega il preside Davide Fabbri. «Al 5 non siamo arrivati perché abbiamo associato il voto a trasgressioni pesanti, casi che non abbiamo avuto. Il sei è stato dato a seguito di brevi sospensioni, il sette a chi aveva molte note». Fuori dalla statistica i licei classici: al Minghetti non si è scesi sotto all´otto in condotta, al Galvani si è partiti dal sette per arrivare al dieci. E così in molti altri istituti. «Abbiamo utilizzato i criteri dell´anno scorso, applicheremo i nuovi nel secondo quadrimestre, ma non penso si arriverà ai cinque», spiega Marco Soverini, preside alle Aldini. Fuori città, si registrano due cinque in condotta al Mattei di San Lazzaro, ma anche in questo caso non per sospensioni di oltre 15 giorni.

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VENETO: RICEVUTA IERI LA NOTA DEL MINISTERO CHE RASSICURA SUL TEMPO LUNGO (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 03 Marzo 2009 VENETO: RICEVUTA IERI LA NOTA DEL MINISTERO CHE RASSICURA SUL TEMPO LUNGO Venezia, 3 marzo 2009 - ?Il ministro Mariastella Gelmini, che aveva accolto la proposta d?incontrare una delegazione di sindaci veneti, così da avere immediata cognizione delle preoccupazioni dei primi cittadini, a causa di un imprevisto non ha purtroppo potuto essere presente al convegno che si è tenuto stamattina a Abano Terme (Pd)?. A dichiararlo è Elena Donazzan, assessore all?Istruzione, Formazione e Lavoro, che aggiunge: ?Il direttore generale del ministero dell?Istruzione ha inviato alla segreteria del mio assessorato una nota nella quale, su incarico del ministro, è data rassicurazione in merito alla preoccupazione degli operatori scolastici sul tempo lungo e in cui si legge che ?la questione sarà esaminata con particolare attenzione e disponibilità al fine di garantire una dotazione regionale di organico in grado di corrispondere alle attese delle famiglie?. Nella nota del ministero si sottolinea, poi, come sia già stato ?interessato l?ufficio scolastico regionale, e in particolare la dottoressa Carmela Palumbo con la quale, acquisiti i necessari elementi, si procederà a un incontro finalizzato alla definizione della questione?. Elena Donazzan ricorda come: ?Il ministro Gelmini dimostri, ancora una volta, di avere attenzione per il Veneto, comprendendo che la nostra è una scuola d?eccellenza e che le aspettative delle famiglie, nei riguardi della riforma della scuola primaria, sono tante?. ?Avevo scritto al ministro - prosegue Donazzan - una lettera, inviata successivamente per conoscenza ai sindaci del Veneto, nella quale rappresentavo le peculiarità della nostra regione?. ?Il ministro - prosegue l?assessore - ha avuto modo di rispondermi personalmente, rassicurandomi che la situazione della nostra regione sarebbe stata valutata con attenzione e la risposta ufficiale del dirigente ministeriale ne è la conferma?. ?Mi auguro - conclude Elena Donazzan - che questo taciti le tante cassandre che da novembre gridano al disfacimento della scuola primaria e che ipotizzano tagli di migliaia di posti di lavoro?. . <<BACK

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LA SCELTA DELLE FAMIGLIE SCONFESSA LA GELMINI LA TOSCANA AVEVA VISTO GIUSTO, ORA IL GOVERNO RIVEDA LE SUE SCELTE (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 03 Marzo 2009 LA SCELTA DELLE FAMIGLIE SCONFESSA LA GELMINI LA TOSCANA AVEVA VISTO GIUSTO, ORA IL GOVERNO RIVEDA LE SUE SCELTE Firenze, 3 marzo 2009 - «Le famiglie hanno scelto in maniera netta e inequivocabile e questa scelta equivale a una sconfessione dell´operato e dei provvedimenti del ministro Gelmini». Così l´assessore all´istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini commenta, intervenendo in occasione delll´incontro organizzato ieri a Sarteano sul tema ?Bambini e bambine al centro?, i primi dati sulle iscrizioni al primo anno delle scuole elementari, che hanno visto prevalere nettamente la scelta di un orario scolastico lungo, di 30 e 40 ore, mentre solo una esigua minoranza si è orientata sul tempo corto (di 24 ore). «Questa situazione - prosegue l´assessore - rafforza quanto sia la Regione che i sindacati vanno dicendo da mesi sull´opportunità di non ridurre quantità e qualità della scuola in nome di un ritorno, che abbiamo giudicato fin dall´inizio negativo, al maestro unico. Una scelta che, secondo noi, è giustificata esclusivamente da una logica di risparmio che impoverisce la scuola e acuisce disparità e disagio». Il messaggio che arriva dalle iscrizioni in prima elementare è molto chiaro. «La manifesta volontà delle famiglie - afferma l´assessore - sgombra ora il campo da ogni equivoco. L´attacco del governo alla compresenza degli insegnanti, l´unica che può garantire la realizzazione del tempo pieno e del tempo lungo, non trova il sostegno delle famiglie. Chiediamo quindi al governo di rivedere la sua impostazione e di cambiare i provvedimenti per venire incontro alla volontà espressa così chiaramente dalla maggioranza dei genitori». . <<BACK

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scuola, a bari voglia di tempo pieno - francesca savino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Bari Scuola, a Bari voglia di tempo pieno Le famiglie bocciano le 27 ore alle elementari. Pochi 5 in condotta Il dubbio dei sindacati: vincerà la logica dei tagli o la richiesta dei genitori? FRANCESCA SAVINO PIù tempo fra i banchi delle prime elementari di Bari e provincia. è la scelta del 98 per cento delle famiglie che hanno iscritto i bambini al prossimo anno scolastico nei circoli didattici baresi: il 79 per cento ha chiesto il modello a 30 ore settimanali, mentre più del 19 per cento ha messo una crocetta sulle 40 ore. Solo l´1,45 per cento ha richiesto le 27 ore, indicate nella riforma del ministro Mariastella Gelmini come riferimento per il maestro unico e per la definizione degli organici; bocciate anche le 24 ore, che hanno convinto solo lo 0,5 per cento dei genitori. Sono i dati arrivati sulle scrivanie dell´Ufficio scolastico provinciale per 77 dei 137 istituti primari del Barese: «Oltre la metà, un campione significativo per tracciare un primo bilancio» spiega il dirigente Giovanni Lacoppola. Su 8951 famiglie, 7mila e 40 hanno indicato le 30 ore e 1736 hanno chiesto il tempo pieno, contro le 45 che hanno preferito le 24 ore e le 130 che hanno indicato le 27: un dato che allarga il divario registrato a livello nazionale fra i due modelli di tempo scuola "breve" e "medio-lungo". «Ora il grande quesito è se le famiglie saranno accontentate» avverte Claudio Menga, segretario provinciale Flc Cgil. «Le risposte arriveranno solo quando usciranno i decreti su organici e capiremo se per il governo decidono le esigenze di tagli o quelle, opposte, delle famiglie». «Sono ottimista», commenta Lacoppola. «Nonostante i tagli - aggiunge - quadreremo il cerchio dando incarichi agli insegnanti precari e accontenteremo le famiglie. Certo, dipenderà anche dagli enti locali». Se il Comune di Bari già da mesi ha sposato la linea del tempo pieno e prolungato, stanziando fondi per le mense e il trasporto pubblico, altrove la situazione è più grave: «In molti comuni - spiega Lena Gissi dalla segreteria provinciale Cisl Scuola - non ci sono garanzie sugli investimenti sul tempo pieno». Per i sindacati l´eliminazione delle compresenze rischia di aggravare la situazione. «Ci chiediamo quali saranno i criteri per rideterminare l´offerta formativa se dovessero mancare i fondi necessari per i docenti» chiede Lena Gissi, mentre Menga ricorda che la questione resta aperta visto che la riduzione non dovrebbe toccare le classi superiori alle prime elementari. Sulle pagelle degli studenti che frequentano i 102 istituti superiori del Barese, intanto, sono arrivati i primi 5 in condotta: una delle novità della riforma. «Si contano sulle dita di una mano» spiegano però i dirigenti in risposta all´allarme del ministero dell´Istruzione, che registra un record di insufficienze, in particolare nel Meridione e negli istituti tecnici. Nessun 5 nella Lombardi del San Paolo, finita sotto i riflettori due anni fa per un´aggressione al preside, nei licei Scacchi e Socrate, nell´istituto d´arte Pino Pascali, mentre non sono stati più di quattro o cinque le insufficienze in condotta nell´istituto Santarella e nei due istituti tecnici di Gravina.

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il bimbo a scuola? a tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Prato Il bimbo a scuola? A tempo pieno I genitori scelgono l'orario più lungo e bocciano la maestra unica PRATO.Le famiglie preferiscono il tempo pieno. Concluse da poco le iscrizioni alle scuole elementari, emerge che le mamme e i papà hanno scelto per i propri bambini, nonchè prossimi piccoli alunni della prima classe, soprattutto le 40 ore settimanali. Insomma, le richieste del tempo pieno sembrano aumentate rispetto allo scorso anno. Anche se mancano ancora dati organici relativi a tutte le scuole elementari della città, alcuni istituti comprensivi dispongono già di numeri che confermano una tendenza già registrata a livello nazionale. Una tendenza che suona come una bocciatura del ritorno al maestro unico, chiamato "prevalente" perchè affiancato anche dai maestri di religione e di inglese. Maestro unico che secondo quanto dichiarato dal ministro Gelmini dovrà esserci solo per chi non chiede il tempo pieno, dunque per le classi nelle quali si lavora con i moduli di 24, 27 e 30 ore settimanali. All'istituto comprensivo Pietro Mascagni, ad esempio, le elementari Mascagni hanno registrato 54 iscritti, fra i quali solo in 8 hanno optato per le 40 ore. La maggioranza delle famiglie ha scelto dunque il tempo pieno. Un dato, secondo la dirigente dell'istituto Laura Papini, in aumento rispetto all'anno passato. Allo stesso istituto appartengono anche le elementari di Borgonuovo. Qui, esattamente come l'anno scorso, tutti hanno chiesto le 40 ore. Altre scuole elementari dove storicamente le famiglie scelgono il tempo pieno sono quelle dell'istituto comprensivo "Don Lorenzo Milani". Preferenza confermata, secondo il dirigente Maria Grazia Ciambellotti, anche dai dati dalle recenti iscrizioni. Il boom demografico che ha interessato l'area di Tobbiana e San Giusto inoltre farà aumentare le classi di prima elementare da quattro a cinque. Per cui, anche se per ragioni esclusivamente legate alla crescita della popolazione, sono aumentate anche le richieste di tempo pieno. Anche all'istituto comprensivo "Pier Cironi" praticamente tutti hanno scelto le 40 ore settimanali. Anche in questo caso si tratta di una tendenza consolidata negli anni. Francesca Cellai, dirigente d'istituto, spiega come su 70 icrizioni solo in 6 non hanno scelto il tempo pieno. Il ministro Gelmini assicura che il tempo pieno sarà mantenuto per quanti lo richiedono. Resta da capire come i docenti, a fronte dei tagli al personale previsti dalla riforma, saranno distribuiti. Al momento negli istituti comprensivi sentiti non sono arrivate informazioni a riguardo, per cui attendono gli organici che verranno definiti ad aprile. E'certo solo che saranno eliminate le quattro ore di compresenza. Me.Ma.

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ferilli contro "warter" nello show della reggiani - sara chiappori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XXI - Milano Al Derby Ferilli contro "Warter" nello show della Reggiani L´attrice torna a Milano dopo 17 anni: "Non mi volevano" SARA CHIAPPORI E´ stata una delle protagoniste della comicità televisiva al femminile. Da Avanzi alla Tv delle Ragazze, da Tunnel a Convenscion, Francesca Reggiani ha imposto il suo stile da affabulatrice al vetriolo con una spiccata vocazione per le parodie. Popolare grazie al piccolo schermo, ma da sempre innamorata del teatro, Reggiani torna a Milano dopo 17 anni. «L´ultima volta è stato al Ciak, nel 1992, quando ancora c´era Susanna WÄchter. Dopo di che nessuno mi ha più voluta. Piazza durissima, Milano». Il suo Tutto quello che le donne (non) dicono (da domani a domenica al teatro Derby) è un one woman show che si scaglia con le armi affilate del sarcasmo contro «molti dei luoghi comuni che costringono le donne dentro schemi assurdi. La maternità per esempio. Tutti a dirti che la gravidanza è in assoluto il periodo più bella nella vita di una donna. Io sono stata incinta e posso assicurare che mi ricordo momenti migliori. Alla fine degli anni Settanta certi pregiudizi sembravano superati, e invece no. Se penso che in tv ha trovato spazio un reality come La sposa perfetta dove delle poverette devono passare l´esame delle future suocere, capisco che anziché andare avanti siamo tornati molto indietro». Scritto con Valter Lupo e diretto Gianluca Giugliarelli, più che uno spettacolo è un «contenitore», un pretesto per vagabondare tra pensieri, battute, satira di costume e incursioni nell´attualità. «Da Malpensa alla crisi economica, dalle pari opportunità alle uscite di Maria Stella Gelmini». Che infatti trova posto in una galleria di ritratti che Francesca Reggiani ha messo a punto: oltre al ministro dell´Istruzione, c´è lo storico cavallo di battaglia della Ferillona, che «qui si arrabbia co´ Warter», ma anche Patty Pravo e persino Enrico Ghezzi, «che è una garanzia. Siamo passati dalla lira all´euro, dall´Italia all´Europa, e lui è sempre lì, sempre uguale».

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PATRIZIA TODESCO È arrivata la pagella del primo quadrimestre e lo sguardo d'insieme sui risultati nelle diverse scuole superiori non è incoraggiante, anche se, assicurano i dirige (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

PATRIZIA TODESCO È arrivata la pagella del primo quadrimestre e lo sguardo d'insieme sui risultati nelle diverse scuole superiori non è incoraggiante, anche se, assicurano i dirigenti, molte lacune vengono poi colmate negli ultimi mesi PATRIZIA TODESCO È arrivata la pagella del primo quadrimestre e lo sguardo d'insieme sui risultati nelle diverse scuole superiori non è incoraggiante, anche se, assicurano i dirigenti, molte lacune vengono poi colmate negli ultimi mesi. Studenti trentini ultimi della classe? Assolutamente no. I dati sono in linea con quelli nazionali dove 3 studenti su 4 hanno una insufficienza. Tornando ai dati locali, i ragazzi trentini passati indenni al primo giudizio degli insegnanti sono davvero pochi. Soprattutto tra quelli che frequentano gli istituti tecnici coloro che hanno avuto almeno un «cinque», magari solo nello scritto o nell'orale di una materia, sono la maggior parte, e in certi casi si arriva a percentuali superiori al 75%. In media sono comunque più quelli che hanno avuto un'insufficienza che quelli che non l'hanno avuta. Fa eccezione il liceo classico Prati, che nonostante la fama di scuola difficile, a portata solo di «secchioni» o comunque di amanti dello studio, si rivela quello che ha lasciato sul campo meno «vittime». Dopo i primi quattro mesi hanno ottenuto un giudizio positivo e senza insufficienze più della metà degli studenti frequentanti. Altro dato riguarda il 5 in condotta voluto dal ministro Gelmini che però da noi non è stato introdotto. Spulciando le varie schede riassuntive sugli esiti degli scrutini intermedi che le diverse scuole della provincia hanno dovuto inviare al Ministero, emerge che da noi il comportamento non sembra essere un grosso problema. Coloro che hanno ricevuto voti bassi per i loro atteggiamenti sopra le righe sono davvero pochi. Fa eccezione l'istituto d'Arte «Vittoria» dove, spiega il vice Stefani, i ragazzi sanzionati per il loro comportamento e con più di tre insufficienze sono stati sei. «Si tratta di ragazzi del primo anno. Accade, a volte, che si formino dei gruppi un po' turbolenti e difficili da gestire». Sul fronte delle materie, è indiscutibile che alcune risultano più ostiche delle altre, e questo in tutte le scuole. Matematica e lingue straniere, ad esempio, hanno lasciato sul campo numerose vittime. Qualche problema anche in letteratura e lingua italiana, soprattutto in alcune scuole. Tra i licei della città spicca per severità il «Da Vinci», dove gli studenti con un'insufficienza hanno superato, in percentuale, sia i «colleghi» del Galilei che quelli del Prati. «Siamo in linea con i dati degli altri anni - tranquillizza il dirigente scolastico Alberto Tomasi - A soffrire sono soprattutto i ragazzi del primo e del terzo anno. In alcune materie ci sono state forse delle valutazioni più severe, che hanno poi portato ad avere molti ragazzi che hanno frequentato i corsi di recupero, terminati pochi giorni fa. Questi hanno coinvolto ben 1.350 studenti, il 7-8% in più dell'anno scorso. Non abbiamo ancora risultati definitivi sui corsi di recupero, ma in generale sembrano andati bene». I dati rivelano che gli studenti con maggiori insufficienze sono risultati, in questa scuola, quelli che frequentano le terze classi (66,6%) in generale, dalla prima alla quinta, la matematica risulta essere la materia più ostica. Al liceo scientifico «Galilei», invece, il numero di insufficienze è leggermente più basso. La percentuale si assesta intorno al 50% e in questo caso la materia che vede il maggior numero di studenti in difficoltà è il latino. Va decisamente peggio negli istituti tecnici. Alle Iti Buonarroti, ad esempio, la percentuale di coloro che hanno incassato un'insufficienza nella prima pagella è del 75%. «Abbiamo organizzato ben 1.000 ore di recupero - spiega il dirigente Rosario Blasco - e dovrebbero terminare entro il mese di marzo. Un lavoro straordinario dal costo non indifferenze considerando che ogni ora viene retribuita extra con 50 euro». Anche qui l'anno critico pare non essere solo il primo, come si sarebbe portati a pensare, ma anche il terzo con molte insufficienze nelle discipline tecnologiche. Sembrano non andare molto d'accordo con le lingue straniere, invece, gli studenti dell'Itc Tambosi. In generale il 71,5% è tornato a casa con una insufficienza in pagella e tra le varie materie, quelle che hanno registrato il maggior numero di vittime sono le lingue straniere. Quasi uno studente su due dovrà recuperare nel secondo quadrimestre. La dirigente scolastica Francesca Carampin manifesta comunque la sua soddisfazione per i risultati ottenuti sul piano della disciplina. «È andata meglio degli altri anni - sottolinea - in quanto stanno dando frutti il progetto di educazione condivisa, ossia il tutoraggio dei più grandi sui più piccoli». 03/03/2009

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Mauro Ghisellini è fra i consulenti del ministro dell'Istruzione (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Como)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

SARONNO TRADATE VALLE OLONA pag. 8 Mauro Ghisellini è fra i consulenti del ministro dell'Istruzione SCUOLA INCARICO AL DIRETTORE DELLA «FIORINI» BUSTO ARSIZIO MAURO GHISELLINI, direttore degli istituti superiori «Olga Fiorini» e del liceo «Marco Pantani», è tra i nuovi consulenti del ministro dell'Istruzione. Ccon la qualifica di «esperto» il responsabile della storica scuola bustocca di via Varzi e dell'istituto Montessori di Castellanza, è stato nominato componente del gruppo di lavoro appena costituito a servizio della direzione generale per gli Ordinamenti del sistema nazionale di istruzione e per l'Autonomia scolastica. Gruppo che ha specifici «compiti di consulenza, proposta e supporto tecnico, scientifico e metodologico all'area della parità scolastica». Così si legge nel decreto firmato dal ministro Mariastella Gelmini, che ha partecipato alla prima seduta dell'equipe da lei istituita e presieduta da Giuseppe Cosentino, capo del dipartimento per l'Istruzione, e nella quale è presente anche Mario Giacomo Dutto, direttore generale per gli Ordinamenti del sistema nazionale di istruzione e per l'Autonomia scolastica. Ghisellini entra in questo modo a far parte della cerchia dei collaboratori più stretti di Mariastella Gelmini, che ha voluto così valorizzare, al servizio dell'intero sistema di istruzione nazionale, la competenza e l'esperienza maturate dal direttore dell'«Olga Fiorini» nell'ambito dell'autonomia e della parità scolastica. La nomina in seno alla commissione voluta dall'esponente del governo Berlusconi rappresenta dunque un riconoscimento dell'impegno che Ghisellini porta avanti ormai da anni a favore della scuola italiana. R.V.

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babele scuola ma spuntano stage e master - mauro zucchelli (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Cecina Babele scuola ma spuntano stage e master Campus al posto dell'ospedale? L'altolà di Bandini: no a un maxi-polo unico MAURO ZUCCHELLI LIVORNO. Laura Bandini ha un curriculum da amministratore lungo un chilometro: compresi gli anni da vicesindaco e ora da vicepresidente della Provincia. Ma è soprattutto una (ex) prof e tale si sente. Dev'esser per questo che il faccia a faccia - organizzato nella saletta del circolo di cultura politica Il Centro guidato da Enrico Dello Sbarba - esce dai binari rassicuranti della liturgia politica con l'esponente di sinistra che prende a sberle la riforma Gelmini e stop. Ecco che salta fuori dalla discussione anche qualcos'altro. Ad esempio, gli effetti sulle scuole di un ripensamento urbanistico. Bandini sponsorizza l'idea di raggruppare gli istituti in uno spicchio di città: a Cecina è stato praticamente fatto, adesso questa mentalità da "campus" si fa largo nella discussione sul Prg a Piombino e nell'operazione ex caserna Tesei a Portoferraio. E a Livorno? Un campus c'è praticamente già, dice la numero due di Palazzo Granducale facendo riferimento all'asse dal Cisternone a piazza Due Giugno (con Cecioni, Itg, Iti e Ipsia). Dal dibattito sulla costruzione del nuovo ospedale ai piedi di Montenero è saltata fuori la proposta di riutilizzare i vecchi fabbricati come maxi-polo scolastico. Bandini però vede per i campus un limite fisiologico: sono gestibili fino a 2000-2500 alunni, poi rischiano di diventare ingovernabili. «Per Livorno meglio farne due o tre, insomma». E intanto butta lì, ma solo come esempio, l'ipotesi di uno spostamento-choc: quello del liceo classico dall'attuale sede di via Ernesto Rossi. Fanta-urbanistica? Neanche tanto, e il nuovo ospedale c'entra solo un po'. Dipende dal fatto che lo sfoltimento della giungla delle sperimentazioni la nostra città rischia di pagarla cara: lo schema messo a punto dallo staff di Gelmini è talmente stretto da ingarbugliare l'identikit dell'intero sistema scolastico superiore. Ma a suon di spostamenti di corsi di studio dall'uno all'altro istituto è ben difficile prevedere come potrà essere riorganizzato l'utilizzo degli edifici scolastici. Emerge anche un'altra doppia novità. L'una: per recuperare chi rischia di perdersi dopo la licenza media, in Toscana sperimenteremo dal prossimo anno un percorso di professionalizzazione. Come? Non si sa bene, però il primo anno di superiori sarà uguale a tutti gli altri, il secondo anno avrà meno lezioni in aula e un tot di stage, il terzo anno sarà praticamente tutto tirocinio pratico. Ma è una strada sulla quale l'alunno dovrà incamminarsi (sempre potendo cambiare scelta) fin dal debutto alle superiori. L'altra: in ogni provincia verrà attivata una sorta di master post-diploma, che assomiglia un po' alle lauree brevi ma è più legato (e più finanziato dalle imprese). Nella nostra provincia per ora solo a Rosignano (per manutentori industriali) e a Piombino (nel settore logistica). E la riforma firmata Gelmini? Sia chiaro, Bandini non fa sconti al ministro (ma neppure agli anni di Fioroni o ai predecessori): non c'è una idea di scuola ma obbedisce al diktat della Finanziaria che fa fuori in un triennio 87mila insegnanti e 43mila bidelli e impiegati. «E se a chiacchiere Gelmini aveva inizialmente rimesso la scelta nelle mani dei genitori, ecco che non poteva avere smentita più forte: solo una minima quota di iscritti ha scelto il modello di scuola con il maestro unico. E allora cosa fa? Dice che indietro non si torna, i bambini torneranno ad avere un solo maestro e nel tempo in più resteranno parcheggiati in qualche modo a scuola». Tant'è vero che le prime notizie parlano di organici comunque costruiti a prescindere sulla base della formula a 27 ore: dunque «in contrasto con le richieste delle famiglie».

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Arriva da Roma la conferma dei durissimi tagli imposti al mondo della scuola. Dall'inco... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi di ILARIA STRINATI Arriva da Roma la conferma dei durissimi tagli imposti al mondo della scuola. Dall'incontro convocato ieri in Regione dall'assessore Silvia Costa, gli assessori provinciali del Lazio sono usciti con la consapevolezza che quel che si sta per abbattere sull'istruzione è una bufera mai vista, destinata a mettere in ginocchio il funzionamento stesso degli istituti e a compromettere l'offerta formativa dei territori. A pagare il tributo richiesto dal ministro Gelmini saranno, tanto per cominciare, cinquemila lavoratori (tra docenti e personale Ata) che finiranno per ritrovarsi senza stipendio. Per avere un conteggio esatto della ricaduta a livello provinciale c'è da attendere ancora qualche giorno ma intanto, se si calcolano i tagli in proporzione al "peso" degli organici (Rieti rappresenta il 3 per cento circa su scala regionale), si può dedurre che tra città e provincia spariranno solo a settembre 150 posti. Quando il piano triennale di tagli sarà completato, il Reatino avrà subito un'emorragia che nelle stime dei sindacati si aggira tra le 300 e le 450 unità, in nessun caso compensabili con i pensionamenti. Docenti Nel Lazio, l'Ufficio scolastico regionale prevede 3500 insegnanti in meno. Si tratta ora di capire quali saranno gli ordini di scuola e le classi maggiormente penalizzati ma la sensazione è che il colpo più duro sarà assestato a scuola dell'infanzia e primaria, anche a causa del ritorno al maestro unico e dell'eliminazione delle compresenze. Personale Ata Anche qui i numeri parlano di 1500 posti in meno tra collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici etc. E non bisogna dimenticare che senza gli ex bidelli le scuole non sono in grado di assicurare il normale funzionamento di apertura degli istituti. Un caso emblematico è quello di Fara dove il numero di collaboratori scolastici dovrebbe scendere da 17 a 14 con tutte le difficoltà immaginabili. La protesta L'assessore Marcheggiani, di ritorno dalla capitale, parla di una situazione «devastante: a prescindere da soluzioni individuali, pensionamenti e prepensionamenti, 5mila posti di lavoro persi nel Lazio rappresentano un inaccettabile sacrificio». All'assessore Costa, che ha assunto l'impegno di premere presso l'Usr per una riduzione dei tagli, Marcheggiani ha ribadito la specificità della provincia di Rieti e quindi l'inapplicabilità dei tagli e ha illustrato la proposta di considerare, nei territori come il nostro, i valori medi provinciali riferiti al rapporto alunni/punti di erogazione del servizio, anziché i parametri ministeriali.

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L'entrata degli studenti alle scuole De Amicis. Le prime iscrizioni alle elementari confermano ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi L'entrata degli studenti alle scuole De Amicis. Le prime iscrizioni alle elementari confermano la tendenza nazionale: le famiglie non vogliono il maestro unico che tornerà in cattedra il prossimo anno con la riforma Gelmini

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Flop del maestro unico negli istituti comprensivi, le famiglie preferiscono il tempo pieno. ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi di MARINA VERDENELLI Flop del maestro unico negli istituti comprensivi, le famiglie preferiscono il tempo pieno. A tre giorni dalla scadenza delle iscrizioni dei bambini alla prima elementare, anche nel capoluogo dorico (come nel resto d'Italia) non sembra prendere il volo la riforma Gelmini che per il prossimo anno scolastico introdurrà la figura dell'insegnante prevalente nelle classi prime a tempo normale. Lo sostiene la Cgil, alle prese con la conta delle domande arrivate alle scuole. «Nelle famiglie - spiega Emanuela Carloni, segretario provinciale della Cgil scuola - per ora è prevalsa la scelta del tempo pieno e delle 30 ore settimanali per aggirare lo scoglio del maestro unico». Dagli istituti comprensivi arrivano le prime conferme. Alle elementari De Amicis su 44 nuovi iscritti la maggior parte ha scelto le 30 ore. Alle Falcone nessuno ha chiesto le 24 ore di lezione. Aumentano gli iscritti al tempo pieno delle Rodari. Il sindacato. I genitori, sostiene la Cgil, non vogliono mandare i propri figli in prima elementare dove c'è il maestro unico. «Le mamme e i papà - continua Carloni - vogliono più insegnanti. In genere hanno scelto di mandare i bambini a scuola, nelle classi a 30 ore e a tempo pieno, per concedere maggiori possibilità di apprendimento. Sanno che, con il taglio delle ore e degli insegnanti, l'offerta formativa sarà più scadente. I primi dati che abbiamo in mano confermano l'orientamento nazionale. In alcune scuole la richiesta del tempo pieno hanno superato le disponibilità effettive. Molte mamme inoltre hanno allegato alla domanda d'iscrizione alla prima classe quella aggiuntiva per le compresenze, vale a dire ore di lezione con docenti raddoppiati. E' in queste ore infatti che i bambini che rimangono indietro possono essere divisi in gruppi e seguiti da un'insegnate per i recuperi. Le scuole. Nelle 44 domande d'iscrizione presentate alle elementari De Amicis entro il 28 febbraio scorso, termine ultimo per iscrivere i bambini, una sola è stata la richiesta per le 27 ore. «La maggior parte delle famiglie - dice Maurizio Fanelli, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Mario Natalucci - ha optato per le 30 ore settimanali e solo alcune per le 24, ma attendiamo le domande che potrebbero arrivare anche per posta nei prossimi giorni». Chi farà le 30 ore settimanali avrà più di un'insegnante visto che ogni docente dovrà coprire un massimo di 22 ore lavorative. L'istituto comprensivo Quartieri Nuovi ha registrato 33 iscritti in prima alle Falcone, con due classi a tempo normale e 69 alle Rodari di Brecce Bianche con 3 classi a tempo pieno. «Nessuno ha chiesto le 24 ore settimanali - dice il dirigente scolastico Patrizio Piaggesi - ed è in aumento la richiesta del tempo pieno da parte delle famiglie che prima avevano optato per il tempo prolungato perché costa meno la retta per la mensa».

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gaber sui banchi di scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 22 - Spettacolo Gaber sui banchi di scuola Parte un progetto con lezioni tenute da studiosi ed artisti L'iniziativa è del ministro Gelmini: «Un personaggio che ha insegnato a pensare al di là degli schemi e delle ideologie» MILANO. Giorgio Gaber entra nelle scuole italiane. A invitarlo è lo stesso Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, in occasione del settantesimo anniversario della sua nascita."Progetto Gaber", promosso insieme alla Fondazione a lui dedicata, vuole incoraggiare i giovani a confrontarsi con un artista straordinario. Un artista che, con la sua opera, ha lasciato alla cultura del nostro Paese un patrimonio di inestimabile valore in grado di offrire agli studenti italiani importanti spunti di riflessione quanto mai attuali. "Progetto Gaber" prevede come prima iniziativa il concorso"Giorgio Gaber, parole per pensare", rivolto alle scuole secondarie superiori statali e paritarie. L'iniziativa proporrà agli studenti 12 brani dell'opera gaberiana, selezionati dalla Fondazione, con i quali gli studenti stessi potranno confrontarsi, rielaborandone il contenuto attraverso varie forme espressive (testo, audio, video, grafica ecc.). Lo scopo è quello di stimolare i giovani a confrontarsi con l'opera del Teatro Canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini."La figura di Gaber e la sua opera possono insegnare moltissimo ai nostri ragazzi - spiega Mariastella Gelmini, Ministro dell'Istruzione - per questo motivo abbiamo accolto con interesse l'invito della Fondazione Gaber per portare a conoscenza degli studenti, che mai hanno avuto la fortuna di vederlo a teatro dal vivo, il lavoro di un artista che tramite il suo sforzo intellettuale ha insegnato a pensare, al di là degli schemi e delle ideologie". Affinchè lo studio di Gaber mantenga la vivacità intellettuale che caratterizza i suoi testi, il progetto prevede anche lezioni nelle scuole tenute da studiosi ed artisti in grado di arrivare al cuore dei giovani. Il primo appuntamento si è svolto oggi al Teatro dell'Arte di Milano dove oltre 450 studenti degli istituti secondari superiori della provincia hanno partecipato ad un incontro con il Signor G.: un percorso nella sua opera, tenuto secondo le modalità della Lezione spettacolo da Andrea Pedrinelli con la partecipazione di Gioele Dix, che ha proposto una sintesi del suo recital sul repertorio gaberiano, in tournee dall'estate prossima. Quello al Teatro dell'Arte sarà il lancio di un progetto pluriennale di iniziative nel quadro di un protocollo d'intesa triennale sottoscritto dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca e la Fondazione Gaber."Raccontare Gaber alle giovani generazioni - dichiara il presidente Paolo Dal Bon - rientra nelle nostre priorità istituzionali, tutte rivolte alla divulgazione della figura e dell'opera di Giorgio Gaber". Tutto inizia l'estate scorsa, quando in occasione dell'annuale Festival Gaber a Viareggio, Enzo Iacchetti lancia un invito al ministro Gelmini:"Gaber bisognerebbe insegnarlo a scuola". La provocazione innesca immediatamente un acceso dibattito sulla stampa nazionale. La risposta del ministro è quanto mai tempestiva:"Mi piacerebbe pensare a dei progetti per far conoscere la sua grandezza agli studenti". A spiegare la portata di questa importante iniziativa è Dalia Gaber: "Sogno che i miei figli possano studiare l'opera di mio padre nei loro libri di scuola. Sogno che possa entrare a far parte della storia della cultura di questo Paese".

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MILANO - Per il 70 anni dalla nascita di Giorgio Gaber, l'indimenticabile cantautore scomparso ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 03 Marzo 2009 Chiudi MILANO - Per il 70 anni dalla nascita di Giorgio Gaber, l'indimenticabile cantautore scomparso nel 2003, il ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, insieme alla Fondazione Gaber, ha promosso una serie di iniziative, tra cui un concorso, per le scuole. «Gaber può essere una fonte di insegnamento per i giovani - ha detto il ministro Gelmini - è stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore».

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bocciato il "pasticcio gelmini" (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'INTERVISTA Bocciato il "pasticcio Gelmini" ROMA. Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, non ha dubbi: «I dati sulle iscrizioni alle elementari sono una bocciatura sonora dellle politiche della Gelmini soprattutto per la scuola primaria». Con le 24 ore è stato quindi bocciato il maestro unico? «Sì, le famiglie hanno scelto il tempo pieno (la richiesta è aumentata di quasi 9 punti) e il tempo prolungato non solo per esigenze di orari ma perchè i tempi non sono disgiunti dal modello didattico». Cosa ha cambiato nella pratica la «riforma» Gelmini? «La Gelmini per ragioni solo finanziarie e senza un'idea di riforma, si è mossa nella ridefinizione degli orari eliminando le compresenze e il modulo dei tre insegnanti su due classi». Questo cosa comporta? «Un modello di scuola che funziona ha bisogno di tempi prolungati, di pluralità di apprendimento per un percorso formativo all'altezza dei tempi. Il maestro unico corrisponde invece a un'idea nozionistica della scuola, come era una volta, una scuola burocratica dove viene abbassato il livello formativo, dove c'è il maestro tuttologo come c'era 20 anni fa». Ora cosa accadrà? «Dopo una campagna ideologica sul maestro unico, il governo aveva dichiarato che si sarebbe regolato in base alle richieste delle famiglie. Ora le famiglie hanno detto che vogliono il vecchio modulo di 3 insegnanti su due classi con le 30 ore e il tempo pieno di 40 ore, ma intanto gli organici sono già stati tagliati e non so come faranno a uscire da questo pasticcio. Abbiamo calcolato che saranno 300 mila le famiglie costrette a cambiare orario. Questo perchè il calcolo degli organici è stato fatto sulle 27 ore». Come vi muoverete? «A questo punto sfidiamo il governo a tenere fede agli impegni presi e il 18 scioperiamo per dire no alle migliaia di tagli che si riversano soprattutto sui precari (vale a dire sulle supplenze annuali), no al peggioramento del livello formativo, no a un'idea di scuola finalizzata solo ai tagli». (m.v.)

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Voucher di cultura (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-03 - pag: 12 autore: Voucher di cultura Si discute molto su come cambiare il sistema dei finanziamenti pubblici alla cultura: privilegiando alcuni settori rispetto ad altri, coinvolgendo maggiormente privati ed enti locali, e via dicendo. Di una cosa non si parla: della possibilità di trasferirei sussidi dalle istituzioni ai consumatori (nella forma di "buoni", voucher non diversi da quelli proposti da Friedman per scuola e università). Sarebbero cosìi cittadini,e non l'apparato statale,a scegliere liberamente chi finanziare. Il sistema è stato sperimentato a New York (per i teatri off-Broadway) e in Canada. I programmi hanno dato risultati positivi ma, stranamente, le sperimentazioni non hanno avuto seguito. Sarebbe forse il caso di recuperare quell'esperienza,adattandola al caso italiano. Filippo Cavazzoni Istituto Bruno Leoni L a proposta del voucher per la cultura è stata rilanciata da un esperto di economia dell'arte, lo svizzero Bruno Frey.Effettivamente, avrebbe il merito di salvaguardare i principio del finanziamento pubblico a favore della cultura, ma sposterebbe sul consumatore finale la selezione dei soggetti meritevoli. Si obietta che questo strumento finirebbe col premiare solo gli spettacoli più graditi al largo pubblico e quindi, magari, di minor interesse culturale. Non mi pare un'obiezione insormontabile. Piuttosto,occorrerebbe superare le vere ragioni dell'ostilità: questa nasce dal fatto che, molto spesso, chi fa spettacolo preferisce darsi da fare con ministri, assessori e rispettive burocrazie per lucrare i contributi, anziché farsi giudicare dal pubblico. • Università, quali tagli Sul Sole 24 Ore del 26 febbraio, nell'articolo «Atenei, possibili 250 milioni di tagli», si riferiscono i datidi un'indagine conoscitiva svolta dal senatore Giuseppe Valditara per conto della Commissione università del Senato. Tra le cifre additate negativamente figura quella, davvero sorprendente, di 36 corsi di laurea che, "attivi" all'Università di Trieste, sarebbero "senza studenti". Una cifra palesemente abnorme, se solo si considera che equivarrebbe a oltre un terzo dell'intera offerta formativa dell'Università di Trieste, che annovera nel suo complesso una novantina di corsi di laurea, per svariate migliaia di studenti. E infatti, a una verifica svolta alla fonte, è risultato che i 36 corsi in parola non sono "senza studenti", bensì "senza matricole", ossia senza studenti "di primo anno". In altri termini, si tratta di quei corsi di laurea che, per effetto delle recenti riforme ministeriali (1999 e 2004) sono stati aboliti, ma che rimangono attivi "ad esaurimento", per tutti quegli studenti che vi si fossero precedentemente iscritti. Nessuno spreco di risorse pubbliche, dunque, ma solo l'adempimento di regole nazionali che obbligano le università a tenere attivo ogni corso di laurea che, sebbene abolito, abbia ancora studenti iscrittisi nel vigore dell'ordinamento didattico del tempo. Resterebbe da interrogarsi su quali strategie ci si debba attendere dall'attuale governo nazionale dell'università,quando si legge - come riferito dal cronista - che il dossier Valditara passerà al ministro Gelmini, quale utile vademecum per elaborare parola del senatore - «un serio progetto di risanamento» del sistema universitario italiano. Francesco Peroni Rettore dell'Università di Trieste Banche privilegiate Le banche italiane da sempre operano con margini di gran lunga superiori a quelli che riescono a spuntare i concorrenti europei, non certamente grazie a capacità particolari di chi le amministra, ma unicamente grazie a condizioni-capestro che vengono imposte alla clientela. Le banche italiane hanno da sempre contato su un mercato protetto che le ha poste in una condizione di mercato del tutto differente rispetto ai mercati del credito europei. Guido Naguzzi e-mail

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Pochi cattivi ragazzi in aula (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pochi «cattivi ragazzi» in aula Sul cinque in condotta i professori non infieriscono LE PAGELLE A Ferrara scarso «effetto Gelmini» E ci sono già i primi 5 in condotta. Dopo gli scrutini del quadrimestre i "cattivi ragazzi" sono risultati fortunatamente pochi, però presenti, esattamente uno all'istituto per geometri "Aleotti" e altri - la preside ha preferito non precisarne il numero - al Navarra. Il ministro Gelmini ha legiferato e i docenti hanno applicato la normativa che prevede infatti un 5 in condotta solo in seguito a un provvedimento disciplinare relativo alla sospensione dall'attività scolastica. «Come è nel nostro unico caso - spiega il professor Fiocchi vice preside dell'Aleotti - però a livello di consiglio di istituto noi abbiamo deciso un protocollo da seguire che comporti alcuni interventi prima di arrivare al 5 in condotta. Lo studente infatti può essere sospeso dalle lezioni, ma avere l'obbligo della frequenza a scuola per svolgere ad esempio attività socialmente utili. Cerchiamo quindi di non infierire subito sul soggetto e di dargli la possibilità di "ricredersi"». Altri casi estremi invece ci sono stati segnalati al Navarra, senza però scendere nei particolari; anche qui evidentemente i docenti sono stati costretti dalle circostanze a ricorrere alla decisione drastica. Qualche 6 e 7 lo troviamo anche al Dosso Dossi e alcuni 7 perfino al Liceo Classico Ariosto dove la preside ha puntualizzato che fin dallo scorso settembre era stato approvato un regolamento interno in perfetto accordo con il Decreto Gelmini, che non ha quindi causato terremoti fra gli studenti, avvisati per tempo su quanto poteva loro accadere se avessero avuto un comportamento scorretto. «Un 6 e un 7 - conclude la preside - possono abbassare la media e di conseguenza i crediti scolastici ma non comportano assolutamente una bocciatura». In qualche scuola alla fine del primo quadrimestre sono stati registrati diversi "non classificati" per ritiro dall'istituto, rendimenti troppo scarsi o altre motivazioni; questo al di là del voto di condotta significa però già una bocciatura. Al Roiti infine in una encomiabile inversione di tendenza il problema è non arrivare neppure a un 8 in condotta; nessuno degli studenti infatti osa neppure pensare di poter avere un voto inferiore perchè il desiderio di essere considerati bravi e buoni è molto forte e diffuso. Margherita Goberti

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Il cinque è esagerato, nessuno studente è così criminale (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Il cinque è esagerato, nessuno studente è così criminale» Ma tra i ragazzi i pareri sono divisi: «Va benissimo a chi se lo merita davvero» Il cinque in condotta fa media. La novità introdotta dal Ministro dell'Istruzione Gelmini, per "punire" i ragazzi recidivi, è per alcuni studenti un provvedimento esagerato. «Penso - commenta Ilaria del Liceo classico - che sia esagerato dare il cinque in condotta perchè nessuno studente è così "criminale". Basta un sei o un sette per dare un segnale di rigidità». Secondo la compagna Martina si andava bene anche prima «perchè non è un voto basso a segnare i ragazzi, quanto più i provvedimenti di sospensione». «Anche l'otto in condotta era sufficiente, - le fa eco Giulia - bastava solo essere più intransigenti e severi con gli studenti che non si comportavano bene». Per Ilaria con il 5 in condotta si dà semplicemente un segnale alle famiglie ma non ai ragazzi. A metà del primo quadrimestre, gli studenti del liceo classico hanno ricevuto un foglio informativo, all'interno del quale erano indicate le motivazioni corrispondenti a ogni voto in condotta. E se il nove continua a essere espressione di una condotta esemplare, il sette viene assegnato perchè lo studente ha ritardato più volte nel portare le giustificazioni, oppure «perchè - spiega Ilaria - è stato assente molte volte per evitare le verifiche. Il cinque in condotta invece viene dato a chi tiene comportamenti da bullo, ma il voto negativo non serve a nulla perchè fa media, il ragazzo dovrebbe essere sospeso». Decisamente contro corrente Sabrina ed Elisa studentesse al secondo anno del liceo classico: «Nella nostra classe - concludono - abbiamo avuto tutti otto e nove. Pensiamo che il cinque vada dato, a patto che sia davvero meritato». Silvia Siano

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Istituti tecnici vicini al lavoro (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-03 - pag: 30 autore: Istruzione. Il ministro Gelmini presenta oggi in un convegno i contenuti del regolamento di riforma Istituti tecnici vicini al lavoro Centralità a laboratori e stage - Si passa da 36 a 32 ore settimanali Luigi Illiano ROMA Due settori e undici indirizzi per cancellare la giungla degli oltre duecento percorsi che caratterizzano l'istruzione tecnica in Italia. Tutto è pronto per il regolamento che ridisegna gli istituti. I contenuti del documento saranno presentati oggi a Roma, direttamente dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante il convegno «Più tecnici, più sicurezza, più sviluppo». All'appuntamento, nella sede del Cnel, parteciperà anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Il regolamento sarà presentato nei prossimi giorni al Consiglio dei ministri (che ne ha già «preso visione» il 18 dicembre) per la prima approvazione. Il testo punta a cancellare il pericolo della licealizzazione degli istituti tecnici, rafforzando le materie scientifiche, per garantire confluenza concreta nel mondo del lavoro. Centralità dei laboratori, stage, tirocini, alternanza scuolalavoro ed esperti del mondo economico e produttivo nelle commissioni degli esami di Stato, sono le mosse programmate. Sul piano complessivo, ci sarà una riduzione del monte ore di lezione: si passerà dalle attuali 36 ore a 32 ore settimanali. Tra le possibilità previste, anche lo studio di una disciplina tecnica in lingua inglese. L'intero regolamento è in continuità con l'impostazione messa a punto dal Governo Prodi (legge 40/07): a guidare la commissione incaricata del riordino è Alberto Felice De Toni, nominato dall'ex titolare di Viale Trastevere, Giuseppe Fioroni. Le novità Il nuovo impianto organizzativo prevede solo due settori: economico e tecnologico. Il primo con due indirizzi (amministrazione, finanza e marketing; turismo) e il secondo articolato in undici percorsi (meccanica, meccatronica ed energia; trasporti e logistica; elettronica ed elettrotecnica; informatica e telecomunicazioni; grafica e comunicazioni; chimica, materiali e biotecnologie; tessile, abbigliamento e moda; agraria e agroindustria; costruzioni, ambiente e territorio). Nei nuovi istituti ci sarà un comitato tecnico scientifico «con composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca». La struttura del percorso prevede due bienni e un quinto anno, con gli apprendimenti suddivisi in un'area di insegnamento generale comune e aree di indirizzo specifiche. Prevista più autonomia per le scuole, con quote flessibili entro il monte ore annuale: 20% nel primo biennio; 30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno. Le fasi di attuazione saranno definite con provvedimenti successivi. Secondo il Censis, «a quattro anni dalla maturità, il 65,8% dei diplomati degli istituti tecnici industriali è occupato e il 22,9% continua a studiare all'università. I diplomati dei tecnici, a quattro anni dal diploma, svolgono un lavoro prevalentemente di tipo continuativo (87,8%), iniziato in un altissimo numero di casi subito dopo il diploma (76,9%) o persino prima (11%)». Non solo, tra il 2004 e il 2006, dei 584mila nuovi posti di lavoro creati, ben il 90% (528mila) ha interessato profili tecnici intermedi, il cui incremento nell'arco di soli due anni è stato del 12%, quattro volte superiore aquello registrato dall'occupazione nel complesso. Intanto, nelle imprese sono circa 180mila le richieste di tecnici intermedi che restano senza risposta. Iscrizioni Le anticipazioni sulle iscrizioni per il 2009/10, intanto (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri), hanno suscitato polemiche: sei famiglie su dieci avrebbero scelto il modello orario a 30 ore settimanali, un boom di richieste che potrà essere soddisfatto soltanto con un'adeguata assegnazione di insegnanti alle scuole. Sotto accusa il modello del maestro unico «bocciato» dai genitori, secondo l'opposizione e parte dei sindacati. «Il maestro unico c'è indipendentemente dalla scelta delle famiglie, esiste nelle 24, 27 e 30 ore», ha replicato il ministro Gelmini.

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Scuola, boom di richieste per il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-03-03 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE In classe La Gelmini: riusciremo a garantirlo. «E' un'esigenza per Milano» Scuola, boom di richieste per il tempo pieno Scuola, è boom di richieste per il tempo pieno. «Nessun problema: sarà garantito per tutti» promette il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che ieri è stata in visita a Milano. Il ministro ha aggiunto: «Abbiamo aumentato le risorse in maniera tale da non farci cogliere impreparati ». Proiezioni sulle scelte delle famiglie, la Cisl: «In 15 istituti le 40 ore sono state scelte da quasi tutti». Negli istituti cittadini, presidi e insegnanti confermano i dati e le richieste da parte di mamma e papà. I genitori: «Abbiamo bisogno del tempo pieno». Ma la Cisl: «A questo punto, vogliamo due insegnati per classe». D'accordo la Cgil. A PAGINA 5 Argentieri

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Candidature, lite Pdl-Lega Ora vertice Berlusconi-Bossi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-03 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Verso il voto Undici posti: tre al Carroccio. Ma i lumbard chiedono più visibilità Candidature, lite Pdl-Lega Ora vertice Berlusconi-Bossi Podestà a Milano. A Forza Italia anche la Provincia di Brescia Il Carroccio non gradisce la ripartizione delle candidature. E minaccia di correre da solo in alcune realtà Da una parte ci si avvicina, dall'altra ci si allontana. Vertice del centrodestra a Palazzo Marino per le prossime amministrative. FI e An sembrano aver trovato una quadra, tanto da presentare una «proposta unitaria e condivisa» alla Lega: 8 delle 11 candidature andranno al Popolo della Libertà, 3 alla Lega. Che però abbandona il vertice con un'ora e mezzo di anticipo. «Faceva caldo» è stata la battuta laconica del ministro Roberto Calderoli. Il Carroccio non avrebbe assolutamente gradito la ripartizione delle candidature. Tanto da «minacciare» di correre da solo in alcune realtà che vedono già la Lega su percentuali molto alte. La decisione finale è stata rimandata a un vertice (probabilmente domani a Roma) tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Lo scoglio sul cammino del Pdl si chiamava provincia di Brescia. Che a cascata bloccava le altre candidature, a partire da quella di Guido Podestà, sfidante in pectore del presidente uscente della Provincia, Filippo Penati. Uno scontro tra FI e An. Il ministro Mariastella Gelmini puntava tutto su Giuseppe Romele, Ignazio La Russa su Viviana Beccalossi. Sono volate parole grosse e la situazione sembrava insanabile, tanto che ieri mattina si era prospettata una terza soluzione. Niente Romele, niente Beccalossi, ma la candidatura di Stefano Saglia, parlamentare di An, gradito anche a FI. Situazione che si è rovesciata nel pomeriggio. La Gelmini ha partecipato al vertice e alla fine si è trovato l'accordo su Romele. Ma Brescia non rientrava solo nei piani di FI e An. C'è anche la Lega, che secondo le indiscrezioni porterebbe a casa la provincia di Bergamo, quella di Sondrio e una a scelta tra provincia di Cremona e Lodi. Quella restante sarebbe tenuta in caldo per l'Udc se dovesse correre con il centrodestra. Insufficiente per il Carroccio che intende allargare il discorso delle candidature anche al Piemonte e al Veneto. Per FI e An il resto delle candidature. Agli azzurri, oltre alla provincia di Milano con Podestà e la provincia di Brescia, Pavia città e Cremona città. Anche se su quest'ultima c'è ancora un punto di domanda. Ad An Monza e Brianza, la provincia di Lecco e Bergamo città. Ma la parola finale spetterà a Berlusconi e Bossi. Le strategie Da sinistra: Penati e Podestà. Sopra: La Russa e Gelmini Maurizio Giannattasio

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Scuola, boom di richieste per il tempo pieno <Sarà garantito per tutti> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Le proiezioni La Cisl: in 15 istituti scelte le 40 ore da quasi tutte le famiglie Scuola, boom di richieste per il tempo pieno «Sarà garantito per tutti» Il ministro Gelmini: abbiamo aumentato le risorse I presidi dovranno comunicare le scelte delle famiglie al ministero per farsi assegnare l'organico Non ventiquattro, non ventisette. E neppure trenta. Ma quaranta. «Le famiglie milanesi preferiscono le 40 ore. E quindi il tempo pieno». Lo dicono i genitori. Lo confermano i presidi, lo sottolineano le proiezioni. Quelle del ministero. Perché se a livello nazionale «il 56 per cento ha richiesto le 30 ore», in città viene preferito, invece, «un modello già sperimentato». è la Milano delle mamme lavoratrici, «che sentono di più l'esigenza di orari elastici», spiegano i sindacati. Ma nel mondo scolastico c'è chi teme il peggio («senza l'organico, non possiamo dare garanzie»). Immediata però la risposta del ministro Mariastella Gelmini: «Le risorse per il tempo pieno ci sono. Anzi sono state aumentate». A iscrizioni chiuse è tempo di bilanci. I dirigenti scolastici devono comunicare a Roma le scelte delle famiglie per farsi assegnare il numero di insegnanti. E su questo punto i timori sono tanti. Anche perché Milano, dati alla mano, conferma il tempo pieno. Nelle proiezioni di viale Trastevere, in 15 istituti monitorati sulle prime classi «sono 1.496 le richieste per il tempo pieno. Tredici alunni hanno scelto le 24 ore, uno solo 27 e un altro 30». Numeri che secondo Rita Frigerio della Cisl, non lasciano spazio a dubbi. Da qui la richiesta: «Vogliamo due insegnanti per classe, solo così si garantisce la qualità». Dello stesso avviso è Attilio Paparazzo, Cgil, che prevede «grandi problemi per le amministrazioni locali». Già perché «saranno loro a dover supplire alle mancanze del ministero ». E auspica quindi «un'alleanza per essere un unico punto di riferimento per le famiglie». Ma la Gelmini, ieri a Milano, sottolinea che «non ci saranno problemi. Sarà possibile rispettare la scelta delle famiglie ». Non solo le risorse sono state confermate, «ma aumentate grazie a un migliore impiego delle stesse». E a proposito di scuola, il ministro interviene anche sul bullismo sostenendo che serve «ripristinare una comunità educativa, un rapporto di reciproca stima e collaborazione tra la famiglia e la scuola». Un rapporto che comincia già alle elementari. Il preside dell'istituto comprensivo Giacosa Francesco Cappelli, ad esempio, incontra ogni genitore che vuole iscrivere il figlio nella sua scuola. Così si ha «il polso della situazione». E con certezza si può dire che «tutti hanno scelto il tempo pieno». Dita incrociate per gli organici che «sono una necessità reale». Stessa situazione per Aldo Acquati, dirigente del Calvino e a capo dell'Associazione presidi. Anche per lui nelle classi prime «hanno deciso tutti per le 40 ore». Insomma Milano conferma le scelte, perché «il tempo pieno è un'esigenza per tutti». In aula Nelle scuole cittadine aumentano le richieste per il tempo pieno. I genitori: è una risorsa Benedetta Argentieri

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Geometri-periti, prove di fusione (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2009-03-03 - pag: 33 autore: Riforme in cantiere. I professionisti tecnici sono al lavoro per mettere a punto il progetto Geometri-periti, prove di fusione Le categorie vogliono unire gli Albi e le gestioni previdenziali Valentina Maglione ROMA Accelera la marcia dei tecnici verso la riforma. Che non solo farà confluire i geometri, i periti industriali e i periti agrari in un unico Albo, ma porterà anche alla "fusione" delle casse e dei sistemi previdenziali. Le linee guida del riordino saranno definite da una proposta di legge delega che i rappresentanti delle categorie ( riuniti nel Cogepapi, il coordinamento di geometri, periti agrari e periti industriali) stanno mettendo a punto lavorando a ritmi serrati. L'obiettivo? Presentarla nel giro di un mese al ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Così, dopo la proposta di legge per l'autoriforma degli avvocati (approvata venerdì scorso), si prepara a conquistare un altro tassello il progetto di riforma per blocchi omogenei, voluto dallo stesso ministro Alfano. E i tecnici si avviano lungo la strada – già tracciata dai commercialisti e dai ragionieri – dell'unificazione.Con una differenza sostanziale: il testo allo studio, in questo caso, prevede anche l'unificazione delle tre Casse previdenziali. «Un accordo di massima è stato raggiunto – dice il presidente del Consiglio nazionale dei geometri, Fausto Savoldi –, ora si tratta di definire i dettagli: l'obiettivo è fondere i tre enti in un unico organismo e individuare un sistema misto che garantisca un tasso di sostituzione del 50% rispetto alla retribuzione media ».L'approdo alla "cassa unica" potrebbe essere anticipato da una fase transitoria con tre gestioni separate: «ma dovrà trattarsi di un periodo breve, al massimo due o tre anni», precisa Savoldi. Poii diversi sistemi previdenziali (retributivo dei geometri, contributivo – con pensioni bassissime – dei periti agrari e dei periti industriali) saranno "fusi" in un sistema misto: «un contributivo corretto in funzione degli anni – spiega Savoldi –, che terrà conto dei diritti acquisiti e premierà chi esercita la professione a lungo ». In pratica, chi accumulerà almeno 35 anni di contributi avrà i benefici del sistema retributivo; mentre con un periodo di contribuzione inferiore si scivolerà nel contributivo. Non solo previdenza. «Il riordino – spiega il presidente del Collegio nazionale dei periti agrari, Andrea Bottaro – parte dall'esigenza di dare un futuro alle tre professioni: messe a rischio dal sistema delle lauree triennali e specialistiche, ma da salvaguardare perché sono parte della storia del Paese». Così, l'autoriforma dei tecnici si occupa dell'accesso. Oggi sono diverse le strade che portano agli Albi: accanto al diploma di istituto tecnico, accompagnato dal tirocinio, anche la laurea triennale e i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts) consentono di sostenere l'esame di Stato. A breve a queste vie dovrebbero affiancarsi i diplomi di tecnico superiore: per ottenerli sarà necessario frequentare gli Istituti tecnici superiori (Its), accessibili con il diploma di secondaria superiore. Il nuovo Albo unico punta così a diventare la "casa comune" di tutti i laureati triennali di formazione tecnica. Tutte questioni su cui «il dialogo è stato avviato», assicura Bottaro. E che dovrebbero essere discusse nel convegno di oggi pomeriggio al Cnel, dedicato alle professioni tecniche: interverranno, tra l'altro, i ministri dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, del Lavoro, Maurizio Sacconi, e il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, Giuseppe Jogna (si veda anche il servizio a pagina 30). PUNTO CONTROVERSO Ancora in discussione l'ipotesi di convogliare tutti i laureati triennali nel nuovo Ordine multidisciplinare l'articolo prosegue in altra pagina

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Gelmini: <Il maestro unico c'è> Tempo pieno, in bilico 300mila famiglie (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

BREVI pag. 19 Gelmini: «Il maestro unico c'è» Tempo pieno, in bilico 300mila famiglie SCUOLA IL MINISTRO GARANTISCE ANCHE SULL'ORARIO: «I FONDI SONO AUMENTATI» ROMA Accuse e difese sul tempo pieno. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non ci sta a definire una sorta di referendum sulla riforma la scelta dei genitori per la primaria. Iscrivere un piccolo non significa votare per il referendum sul maestro unico, precisa, tantopiù che il maestro unico «c'è, indipendentemente dal quadro orario scelto: esiste nelle 24, 27 e 30 ore. Il modello del maestro unico di riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta delle famiglie che sembra abbiano privilegiato le 30 ore». Laddove non sarà mai unico il maestro, sempre affiancato dai docenti di lingua, educazione fisica e altri, esisterà comunque un docente di riferimento, il responsabile, in qualche modo, della classe. Un insegnante, anche nelle 40 ore, sarà prevalente rispetto al collega o ai colleghi. A proposito delle scelte delle famiglie che hanno optato prevalentemente per il tempo prolungato dei piccoli, Tuttoscuola ha pronosticato un'espansione tale da portare a quota 700mila iscritti, pari al 28% del totale. Ma, secondo il periodico specialistico, 300mila famiglie che hanno fatto questa scelta potrebbero non essere accontentate. Per Tuttoscuola la percentuale delle classi che sarà costituito con il tempo pieno sarà pari al 27% del totale, limite di conferma del livello attuale. La proiezione è stata fatta sulla base dei dati dell'anno scolastico in corso. Il conteggio, però, non è piaciuto a Viale Trastevere e il ministro Gelmini ha tenuto a precisare che «i fondi per il tempo pieno non solo ci sono, ma sono addirittura aumentati». Nessuna bugia, dunque, da parte del responsabile del ministero e del premier Berlusconi come affermato ieri dal Pd. Le promesse, fanno sapere, saranno mantenute. L'idea è quella di accontentare tutte le richieste rispetto agli orari prolungati attraverso l'eliminazione delle compresenze dei docenti. Il diverso impiego degli insegnanti, sostiene Viale Trastevere, consentirà di rispondere positivamente alle richieste avanzate. Inoltre, lo stesso dicastero fa sapere che le domande non sono in numero «devastante» e pertanto potranno trovare soddisfazione. In questo senso la Gelmini ha lasciato capire che si userà un criterio di grande elasticità per venire incontro alle famiglie, anche grazie all'aumento dei fondi stanziati dal governo per questo capitolo di spesa. Rassicurazioni che non bastano ai sindacati degli insegnanti e soprattutto all'opposizione che, con l'ex ministro Fioroni, ieri ha attaccato molto duramente la politica del governo. «Non servono false verità ha detto il predecessore della Gelmini i genitori si aspettano le 30 ore con la mensa e la compresenza e si aspettano il tempo pieno come tempo scuola e non come doposcuola». Compresenza non ci sarà. Per il resto viale Trastevere garantisce. Silvia Mastrantonio Image: 20090303/foto/6005.jpg

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Al rettore Focardi il premio <Civitas Aretii> (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Siena)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA SIENA pag. 8 Al rettore Focardi il premio «Civitas Aretii» RICONOSCIMENTO di ANTONELLA LEONCINI SIT-IN dei precari Cgil della scuola senese, degli insegnanti e del personale Ata, ieri mattina davanti alla Prefettura. Oggetto della loro protesta la riforma Gelmini e le ricadute sulla scuola. Quaranta lavoratori, tutti arrabbiati e molti con la tessera del sindacato in tasca, si sono presentati in piazza Duomo (nella foto). Non erano soli e solidale con le loro richieste è arrivata una delegazione degli studenti della rete delle medie. «Abbiamo manifestato al prefetto fa sapere Gabriele Marini segretario provinciale Slc Cgil Siena le nostre preoccupazioni e presentato il documento sottoscritto dall'assemblea al liceo Piccolomini». Un documento articolato in più punti. I lavoratori Cgil scuola sono preoccupati per «le norme che hanno decretato il taglio della spesa per la scuola pubblica. Il grande timore è che queste restrizioni ricadano sul personale con tagli all'occupazione». PARLA con i numeri Marini: teme che nel futuro abbastanza prossimo nella scuola senese non possano più lavorare trecento persone delle varie categorie. E continua a puntare il dito sulla riforma preoccupato che l'intervento «comprometta i principi sanciti dalla Costituzione del diritto allo studio, istruzione e formazione». «Il prefetto ha detto l'esponente sindacale ha condiviso i nostri timori e, pur riconoscendo i condizionamenti e limiti economici imposti dall'attuale crisi, ha convenuto che la scuola è un capitolo essenziale della società, e tanto maggiormente in periodi di difficoltà: la ripresa passa anche dalla valorizzazione di alcuni principi sui quali poter costruire un nuovo futuro». POI MARINI spiega le cause dei trecento tagli, che potranno essere provocati dalla caduta della contemporaneità di più maestri nelle primarie, dalla riduzione del 17 per cento del personale Ata. E, ancora, dalla riduzione delll'orario settimanale della scuola e dall'aumento degli alunni in ogni classe. Prossimo appuntamento in piazza della Cgil scuola per lo sciopero nazionale del 18 marzo.

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Entra in classe il Signor G. (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

CULTURA & SOCIETA' pag. 28 Entra in classe il Signor G. Lezioni di libertà nelle scuole con dodici canzoni di Giorgio Gaber di MARCO MANGIAROTTI MILANO SI PUÒ. Lo aveva scritto con Sandro Luporini, coautore dei suoi testi, molto prima di Obama. E Giorgio Gaber porta finalmente nelle scuole il pensiero libero, la capacità di leggere il mondo contemporaneo al di là degli schieramenti e delle ideologie, con grande anticipo sui tempi, del suo teatro canzone. Il protocollo d'intesa è stato firmato ieri a Palazzo Marino dal ministro Mariastella Gelmini e Dalia Gaberscik, la figlia, per la Fondazione Gaber. La moglie Ombretta Colli, Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, e Giovanni Terzi, l'assessore e amico da sempre coinvolto, davano il senso del progetto pilota che in tre anni dalla Lombardia raggiungerà il resto dell'Italia. Enzino Iachetti ha ricordato che tutto cominciò al Festival del teatro canzone di Viareggio con una sua battuta: «Invece dei grembiulini portiamo Gaber nelle scuole». Mariastella legge, sorride, telefona e l'idea diventa realtà. Un concorso per i ragazzi delle scuole secondarie superiori, «Giorgio Gaber, parole per pensare». Dodici canzoni, dodici temi da sviluppare e rielabolare con scritti, audio, cortometraggi, clip, animazione, grafica. Incontri che partono dalle Lezioni Spettacolo della Fondazione (Andrea Pedrinelli e Gioele Dix erano al Teatro dell'Arte pieno di studenti). Dalla collaborazione con il Piccolo di Escobar. SETTANT'ANNI soltanto avrebbe avuto oggi Giorgio e la figlia vorrebbe «farlo conoscere ai giovani che non hanno fatto in tempo a vederlo a teatro. Che i miei figli possano leggere i testi del nonno nei libri di scuola, che sia riconosciuto il suo valore culturale». Missione possibile, leggendo le note dei ragazzi della scuola media che hanno partecipato agli incontri. Il pensiero istituzionale concorda: «Gaber ribadisce la Gelimini può essere una fonte di insegnamento per i giovani. E' stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore. Ci insegna a pensare senza pregiudizi e senza ideologie. Penso che debba essere ospitato in un'ora come quella di Educazione alla cittadinanza e alla Costituzione. Un primo passo per rilanciare l'educazione musicale». Escobar apre i teatri pubblici italiani alle Lezioni Spettacolo interpretate da artisti gaberiani (la seconda parte del protocollo d'intesa). A FINE giugno ci sarà un Forum Internazionale dei Giovani a Milano su un suo tema canzone: «Se ci fosse un uomo». Una della bella dozzina con «Far finta di essere sani» (1973), «L'America» (1976), «Si può» (1976), «I padri miei/i padri tuoi» (1978), «Gildo» (1980), «Il dilemma» (1980), «C'è un'aria» (1994), «Canzone dell'appartenenza» (1996), «Il mercato» (1997), «La parola io» (2003), «I mostri che abbiamo dentro» (2003), «Se ci fosse un uomo» (2003).

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E il ministro porta Gaber a scuola (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-03 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Educazione civica E il ministro porta Gaber a scuola MILANO — Il signor G tra i banchi di scuola. Tra l'ora di matematica e quella di storia, Giorgio Gaber ( sopra) e il suo pensiero, la sua opera, la sua arte. Inserito nel programma di studio del corso di Educazione alla cittadinanza e alla Costituzione. La vecchia ora di educazione civica, per capirsi. Tutto nasce la scorsa estate al Festival Gaber di Viareggio. Enzo Iacchetti, nelle vesti di presentatore, lancia la provocazione: «Invece dei grembiulini, a scuola portiamo Giorgio Gaber». Pochi giorni dopo arriva la risposta del ministro Mariastella Gelmini: «Va bene, parliamone. Facciamo conoscere la sua grandezza agli studenti». A lavorare al progetto ci si mette poi la Fondazione intitolata al signor G, promossa da Ombretta Colli, vedova Gaber e attualmente assessore al Comune di Milano. «Il signor G ha molto da insegnare ai nostri giovani. Un esempio di libertà e rigore, un libero pensatore anticonformista ma non trasgressivo», spiega il ministro Gelmini. Tra i banchi arriveranno così dodici brani, tutti scelti dalla Fondazione, testimonianza degli ultimi trent'anni di carriera di Gaber. Da «Far finta di essere sani», dubbi e domande sul senso dell'impegno politico e sociale anni 70, a «Se ci fosse un uomo», le ultime parole artistiche del signor G alla ricerca di un nuovo Umanesimo. Dice la figlia Dalia: «Sogno che i miei figli possano studiare l'opera di mio padre nei loro libri di scuola. Sogno che possa entrare a far parte della storia della cultura di questo Paese». A.Se.

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Lite sulle Elementari <A rischio le scelte di 250 mila famiglie> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-03 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Scuola Il ministero ridimensiona l'allarme: faremo il possibile Lite sulle Elementari «A rischio le scelte di 250 mila famiglie» Tuttoscuola: troppe domande per le 30 ore L'opposizione: la prova del fallimento del maestro unico. Gelmini: modello confermato per ogni scelta dei genitori ROMA — Diciannovemila posti in più nel tempo pieno, ma impossibilità di accontentare 250 mila genitori che hanno scelto per il proprio bambino l'offerta di 30 ore settimanali. Le due notizie, una buona l'altra meno, provengono da «Tuttoscuola » e riguardano le prime elementari che si formeranno a settembre. A settembre, per la prima volta, il ministero quasi certamente non sarà in grado di garantire l'offerta di orario da sempre più richiesta alle elementari. In passato il calcolo degli organici, cioè il numero delle maestre, è stato fatto tenendo conto di un orario minimo garantito di 30 ore, anche se non sono mancati casi di 27 ore. Dal prossimo anno le cose cambieranno: il monte ore da garantire alle famiglie, con il nuovo regolamento appena approvato dal governo, è infatti sceso da 30 a 27 ore. Una scuola più europea, piu leggera, come sostengono alcuni indicando la Francia dove i giorni di lezione sono scesi a 4, o una scuola sempre più povera come affermano altri? I genitori, per quanto avvisati (l'accoglimento delle 30 ore e delle 40 dipenderà rispettivamente dalla disponibilità degli organici e di locali per la mensa era scritto nei moduli) hanno esercitato il loro diritto di scelta chiedendo in massa (56 per cento) le 30 ore. Una richiesta chiara di tempi medi e lunghi per i propri figli. Un risultato che l'opposizione legge come la bocciatura del maestro prevalente. Giudizio respinto dalla Gelmini: «Il modello del maestro unico di riferimento si conferma indipendentemente dalla scelta dei genitori». A questo punto bastano due conti: poiché gli iscritti alle prime classi sono oltre 500 mila, più di 250 mila famiglie, il 56 per cento, secondo «Tuttoscuola», dovranno accontentarsi di un orario settimanale con tre ore in meno: 27 invece di 30. La previsione di «Tuttoscuola » si basa su un sondaggio del ministero. Su un campione rappresentativo di 900 scuole il 3 per cento delle famiglie ha scelto infatti le 24 ore, il 7 le 27, il 56 le 30 ore e il 34 le 40 ore. Questi dati sono attendibili? Lo sapremo tra alcune settimane. Se lo fossero appare chiaro che si va verso un progressivo alleggerimento del tempo scuola. Inizialmente nelle prime e poi, anno dopo anno, in quelle successive. Al ministero i calcoli di «Tuttoscuola» non vengono smentiti ma ridimensionati. Verrà fatto il possibile per accontentare il maggior numero di famiglie che hanno chiesto le 30 ore, dice una fonte vicina al ministro. Per quanto riguarda il tempo pieno (40 ore), che secondo il sondaggio è stato richiesto dal 34 per cento dei genitori, «Tuttoscuola» prevede un aumento del 2 per cento delle classi che potrebbero passare dalle attuali 34.317 a 35.000, con 19 mila bambini in più rispetto a quest'anno. «Le risorse per il tempo pieno non solo non sono state tagliate — ha spiegato il ministro — ma sono state confermate. E grazie a un migliore impiego, sono aumentate. Quindi, non ci saranno problemi e sarà possibile rispettare il tempo pieno e la scelta delle famiglie». La polemica sulle 30 ore però continua. Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, è molto scettico sulle rassicurazioni: «Appare difficile — ha dichiarato il leader dei lavoratori della conoscenza Cgil — che si possa assicurare al 90 per cento delle famiglie il tempo prolungato con i tagli previsti». Per Francesco Scrima, segretario Cisl Scuola: «Le famiglie giustamente chiedono un tempo scuola più ricco per una scuola di qualità migliore». Giulio Benedetti

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Provinciali, il Pdl fa i nomi dei candidati La Lega prende tempo (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

MILANO ATTUALITA' pag. 3 Provinciali, il Pdl fa i nomi dei candidati La Lega prende tempo VERTICE A PALAZZO MARINO di CORRADO DRAGOTTO MILANO LO SCHEMA otto-tre delineato ieri dagli «allenatori» del Pdl per giocare la partita delle Amministrative di giugno in modo da rifilare un «cappotto» da 11-0 al Pd ancora non convince la Lega. Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti, che rappresentavano il Carroccio nell'ambito del vertice di ieri a Palazzo Marino con all'ordine del giorno l'esame delle candidature «targate» centrodestra (in Lombardia si voterà per otto Province e per tre capoluoghi), hanno infatti salutato la compagnia quando i maggiorenti di Forza Italia (Guido Podestà, Mariastella Gelmini e Giancarlo Abelli) e di An (Ignazio La Russa e Massimo Corsaro) si sono premurati di prenotare per il Pdl otto delle 11 caselle da riempire. Solo le rimanenti tre, nel disegno basato da azzurri e An più sulle debite proporzioni tra i partiti che sulla selezione definitiva dei nomi, andrebbero quindi assegnate a candidati lumbard. Ma la Lega, contestando di valere poco più di un terzo del Pdl, s'è arroccata nelle sue valli. E, secondo copione, ha minacciato la corsa fuori dalla coalizione. Convinta di poter vincere da sola almeno a Brescia e a Bergamo (le Provinciali riguardano pure Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza-Brianza e Sondrio; le Comunali invece Bergamo, Cremona e Pavia) se presentasse propri candidati. Quanto all'Udc, i segretari provinciali hanno approvato la linea del regionale Luigi Baruffi improntata alla discesa in campo autonoma. Domani ci penseranno, però, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi a trovare la «quadra» e a evitare che le divergenze sulla divisione delle candidature emerse in seno al centrodestra finiscano per regalare ossigeno al Pd. Alla luce dell'imminente summit tra il Cavaliere e il Senatùr riesce, dunque, difficile classificare come fumata nera l'esito del conclave di ieri. Perché Forza Italia e An hanno sciolto il nodo gordiano (Brescia) che aveva impedito di ufficializzare la candidatura di Podestà per la presidenza di Via Vivaio. Per la conquista della Leonessa dovrebbe, difatti, giocare il postmissino con consorte leghista doc Stefano Saglia. In panchina rimangono, per ora, l'azzurro Giuseppe Romele, appoggiato, con qualche chance dalla Gelmini, e l'aennina Viviana Beccalossi.

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Facebook, Berlusconi batte tutti Nel Pd il migliore è Soru: quinto (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2009-03-03 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE I politici e la classifica dei loro «tifosi» Facebook, Berlusconi batte tutti Nel Pd il migliore è Soru: quinto MILANO — Silvio Berlusconi senza rivali anche su Facebook. Soltanto nell'ultimo mese, la pagina dei suoi sostenitori sul social network più famoso del mondo, si è arricchita di 25 mila fan, portando il capo del governo a quota 109 mila. Grandi amori, grandi antipatie: c'è anche un gruppo che scommette sulla possibilità di trovare un miliardo di persone a cui non piace Berlusconi. Fallisce nello scopo, ma i sostenitori sono 89.995. Il secondo classificato, Umberto Bossi, dispone di meno della metà dei consensi del premier: 49.818 tifosi. Per trovare in classifica il primo politico fuori dall'area di governo, bisogna scendere al quinto posto, presidiato da Renato Soru con 27. 546 sostenitori, un paio di migliaia in più che non Veltroni (25.400). Al terzo posto, dopo Bossi, si colloca il ministro «anti fannulloni» Renato Brunetta (41.402) seguito, con 35.060 fan, da Mariastella Gelmini, ministro all'Istruzione che sul web ha puntato molto. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, può contare su 24.969 supporters, mentre Antonio Di Pietro, ottavo posto, su 18.390. A seguire c'è il ministro alla Difesa Ignazio la Russa, 17.200 fans, mentre Luca Zaia sottrae il decimo posto a Giulio Tremonti con 14.780 tifosi. E il neo segretario Pd Dario Franceschini? La pagina è troppo recente, i fan sono soltanto 313. Il monitoraggio di Facebook è stato svolto da Clandestinoweb, il sito del sondaggista Luigi Crespi.

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I genitori dovrebbero riflettere con attenzione sulla proposta del ministro Gelmini che dà la p... (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 03-03-2009)

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LETTERE E COMMENTI pag. 15 I genitori dovrebbero riflettere con attenzione sulla proposta del ministro Gelmini che dà la p... I genitori dovrebbero riflettere con attenzione sulla proposta del ministro Gelmini che dà la possibilità di iscrivere il figlio in una classe con un solo insegnante e soltanto al mattino. Perché il bambino non è in grado di lavorare così tante ore nella giornata: se lo si obbliga diventa stressato eprenderà a noia la scuola e lo studio con le conseguenze deleterie che si manifesteranno pian piano con la crescita. Maria Pia Pellegrinelli

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Classi per stranieri, no della Crusca (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 03-03-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2009-03-03 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE I numeri Nell'anno scolastico 2007-2008 gli studenti non italiani erano 574 mila. Quest'anno, secondo una stima, sono 650 mila La bocciatura L'Accademia si è fatta portavoce di altre cinque istituzioni che hanno il compito di custodire la nostra lingua Classi per stranieri, no della Crusca «Per imparare l'italiano meglio stare in aula con gli altri» Il consiglio: formare i docenti. Ora la decisione del ministro C onfusa. Generica e per lo più impraticabile. In altre parole, inadeguata. L'imprevista bocciatura è dell'Accademia della Crusca, che critica la proposta di formare classi differenziate (le classi di inserimento o classi ponte) per far apprendere l'italiano agli stranieri, presentata dal leghista Roberto Cota e approvata dalla maggioranza lo scorso ottobre. Non serve: funzionerà certo a tranquillizzare genitori italiani e docenti alle prese con problemi di integrazione, ma dal punto di vista scientifico e dell'apprendimento dell'italiano per studiare è del tutto inutile. Sul periodico dell'Accademia, la «Crusca per voi», si possono leggere due saggi argomentati sul tema. E, come se non bastasse, la rivista si fa portavoce delle impietose osservazioni delle altre istituzioni custodi della nostra lingua: la Società italiana di Glottologia, la Società di linguistica italiana, l'Associazione italiana di linguistica applicata, il Gruppo di intervento e studio nel campo dell'educazione linguistica e l'Associazione per la storia della Lingua italiana, che della proposta Cota scrivono: «La mozione risulta non chiara nelle premesse, poco perspicua nel metodo e inefficace nella soluzione». E ancora: «Il metodo proposto per affrontare il problema è piuttosto incongruente rispetto all'obiettivo di favorire la promozione dell'acquisizione dell'italiano ai fini,almeno dichiarati, di una armonica integrazione». Replica Cota: «Rispetto la Crusca, ma loro rispettino il problema vissuto da migliaia di famiglie nelle periferie delle grandi città. Temo che vedano più il tarlo del razzismo che altro, ma io spero che al più presto il ministro Gelmini possa varare un provvedimento dettagliato sulle classi ponte, la mozione indica soltanto la linea politica, non le soluzioni tecniche migliori». Per ora il ministro sta studiando la pratica, e i presidi sono in attesa di lumi per le iscrizioni. I dati innanzitutto. Nello scorso anno scolastico, 2007-2008, secondo le rilevazioni del ministero dell'Istruzione, su dieci milioni di alunni, 574.000 erano stranieri, cioè con «cittadinanza non italiana»: in percentuale il 6,4, il 7 per cento dall'asilo alle medie e il 4 per cento nelle superiori. Non una cifra spaventosa, in termini assoluti. Ma dieci volte di più degli studenti stranieri inseriti a scuola appena dieci anni prima, nel 1997. Tanto da creare, come riconoscono anche gli studiosi della Crusca, «una situazione di disagio». Di questo mezzo milione tuttavia, i non-italiofoni, quelli cioè che non parlano l'italiano, entrati per la prima volta nel sistema scolastico italiano, e che avrebbero bisogno di corsi e sostegni non sono più di 50 mila: «Circa il 70 per cento dei bambini stranieri che frequentano la scuola dell'infanzia e la metà di quelli che sono alle elementari — si legge nell'articolo di Silvia Morgana, ordinaria di linguistica italiana alla Statale di Milano — sono nati in Italia, mentre un'altra parte consistente è in Italia da anni e ha già frequentato altri gradi di scuola e quindi è sostanzialmente in grado di comunicare in italiano, anche se con diversi livelli di competenza linguistica». Dov'è dunque il problema secondo la Crusca? Non è l'italiano di base, quello che si insegnerebbe prima dell'inserimento nelle scuole normali, da verificare con gli ormai famosi test entro dicembre il vero problema: l'apprendimento di queste conoscenze da parte degli stranieri è di solito rapido e «richiede da pochi mesi, all'anno e mezzo dall'inserimento nella scuola "normale"», a contatto con gli studenti italiani. Il problema che può insorgere e creare difficoltà di apprendimento è «la lingua per lo studio», cioè quelle competenze specialistiche che servono per comunicare le proprie conoscenze più avanzate: «Queste risultano spesso ben più difficili da padroneggiare completamente anche per gli studenti italiani e la lingua per lo studio può richiedere fino a cinque anni per essere utilizzata nel modo più efficace», spiega ancora Morgana. Se le classi di inserimento o differenziali o ponte non servono, allora che fare, per situazioni in cui in una classe ci sono tre quarti di studenti stranieri e gli italiani sono in fuga? Di idee e sperimentazioni, ne sono nate tante in questi ultimi anni. La Crusca suggerisce di puntare sui docenti, preparandoli per la formazione dell'insegnamento dell'italiano come seconda lingua, disponendo una formazione specifica per i docenti che lavorano nei Cpt, e più in generale creando una «vera e propria cultura della valutazione» non solo delle competenze linguistiche, formando gli insegnanti ad una revisione dei curriculum in chiave interculturale. A provare le classi di inserimento è da qualche mese la Catalogna, in Spagna, in due città vicino a Barcellona, Vic e Reus. Ma il modello, proposto tra mille polemiche, ha una durata di tempo molto limitata: da uno a sei mesi, soltanto per i nuovi entrati. In questo primo periodo di tempo

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cento sindaci per il tempo lungo, la gelmini scappa (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Cento sindaci per il tempo lungo, la Gelmini scappa ABANO TERME. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha snobbato i sindaci veneti che intendevano incontrarla per difendere il «tempo lungo» nella scuola. Ovvio che il Movimento, che raccoglie sindaci di destra come di sinistra, ormai oltre cento, non abbia gradito l'assenza. I sindaci hanno fatto i conti: in Veneto, con 300 docenti, possono risolvere il problema del tempo lungo per 25.000 bambini; e si augurano di riuscire a spuntarla nonostante i tagli alla scuola. BACCARIN E GARZOTTO A PAGINA 3

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parco milcovich, deciso l'ampliamento ma all'interno sorgeranno 18 alloggi (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Via libera anche alla costruzione di un parcheggio privato in via delle Piazze Parco Milcovich, deciso l'ampliamento ma all'interno sorgeranno 18 alloggi Un consiglio comunale dominato dall'urbanistica, quello di ieri sera. L'assessore Luigi Mariani è stato protagonista assoluto con la presentazione di ben 12 delibere. A portare in scena una protesta allegra e condivisa sono stati invece i ragazzi down dell'associazione «Dadi». Insieme ai genitori hanno sollecitato l'attenzione di palazzo Moroni sul progetto «House & work», che sperimenta la loro autonomia a 360 gradi: «I ragazzi vanno da soli su autobus e mezzi pubblici, si cucinano i pasti e fanno anche esperienze di stage lavorativi. Molti di loro lavorano come camerieri o baristi - racconta Patrizia Tolot - E il costo medio annuale per questo progetto è la metà di quello di un utente dei Ceod. Invece i tagli annullano l'identità dei ragazzi down». La delegazione è stata poi ricevuta dal vicesindaco Claudio Sinigaglia e dai capigruppo. Tra i progetti urbanistici approvati anche quello che prevede l'ampliamento del parco Milcovich all'Arcella e che però vedrà la costruzione di 9 lotti residenziali, per un totale di 13 mila metri cubi su un'area di quasi 50 mila metri quadri. In pratica ci saranno 18 nuovi appartamenti, modello villette bifamiliari. L'intervento porterà in zona un centinaio di nuovi abitanti. Il tutto rientra anche nel progetto del cavalcavia della Fiera, che unirà via Avanzo con l'area di via Goldoni, dietro la Fiera, scavalcando i binari della linea ferroviaria. Via libera anche a un parcheggio privato in via delle Piazze, in pieno centro storico. Una struttura multilivello, riservata ai residenti, riempirà lo storico vuoto, proprio di fronte all'ex sinagoga, dovuto alla caduta di una bomba durante la seconda guerra mondiale. In apertura è stato eletto il rappresentante del Comune nel consiglio d'amministrazione del convitto per sordi Magarotto: si tratta di Sergio Simionato. Durante le interrogazioni il forzista Alberto Salmaso ha attaccato l'assessore alla scuola Piron sulla vicenda del «tempo lungo»: «Ha trasformato una vicenda bipartisan in uno scontro politico. Nessuno vuole distruggere la riforma Gelmini, ma solo tutelare una specificità veneta». (c.mal.)

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"Adesso per favore nelle scuole studiate Gaber" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)

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n. 53 del 2009-03-03 pagina 0 "Adesso per favore nelle scuole studiate Gaber" di Paolo Giordano Il ministro Gelmini presenta il nuovo progetto: "I suoi testi insegnano a diventare dei cittadini". La proposta è stata lanciata al Festival di Viareggio del 2008: "Educa a pensare senza pregiudizi" In fondo è naturale. Ora la lezione di Giorgio Gaber entra nelle scuole secondarie e diventa oggetto di studio. Lo fa con quella naturalezza creativa che sarebbe piaciuta anche a lui, libero pensatore preso da orrore per ogni classificazione e ogni impedimento stilistico. Il progetto è semplice: sono stati istituiti un concorso per gli studenti e una serie di lezioni tenute da studiosi e artisti (la prima, affollatissima, ieri al Teatro dell?Arte con Gioele Dix e Andrea Pedrinelli). «Giorgio Gaber insegna a pensare al di là degli schemi» ha detto ieri il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini, presentando l?iniziativa a Palazzo Marino insieme con l?assessore Giovanni Terzi, Ombretta Colli con la figlia di Gaber, Dalia Gaberscik, ed Enzo Iacchetti. Un giorno importante e non solo perché così si celebrano i settant?anni dell?artista italiano più libero del Dopoguerra. In realtà il «Progetto Gaber» è un segnale decisivo che il ministro Gelmini manda al mondo della scuola: più attenzione allo spirito della nostra cultura e alle basi recenti su cui si fonda (e che spesso sono state trascurate). «Molti si chiedono il perché di questa decisione - ha detto - e la risposta è molto semplice: nessuno ci aveva mai pensato prima». Ed è vero: sempre più persi nella guerra ad arruolare questo o quell?artista, i ministri precedenti (specialmente quelli di sinistra, che con la musica e l?arte vantano maggior confidenza) si erano dimenticati di valorizzare uno dei pochi davvero senza tessere e autenticamente creativo anche a costo di pestare i piedi a tutti. Intanto spieghiamolo, questo «Progetto Gaber». La Fondazione a lui dedicata ha individuato dodici brani (in ordine di pubblicazione: Far finta di essere sani, L?America, Si può, I padri miei/ I padri tuoi, Gildo, Il dilemma, C?è un?aria, Canzone dell?appartenenza, Il mercato, La parola Io, I mostri che abbiamo dentro, Se ci fosse un uomo). Su questi testi gli studenti potranno confrontarsi in varie forme espressive (testo, audio, video, grafica e via dicendo) elaborando con la propria sensibilità quello che il Teatro Canzone di Gaber ha insegnato in tanti anni di musica ed esibizioni in tutta Italia. Chi intende partecipare al concorso può inviare la scheda di iscrizione a progettogaber@giorgiogaber.it entro il 30 aprile. Gli elaborati potranno poi essere inviati entro il 30 giugno alla Fondazione Giorgio Gaber in piazza Aspromonte 26 a Milano. E poi c?è il progetto triennale (sottoscritto ieri davanti ai fotografi dal ministro e da Dalia Gaberscik) che prevede lezioni nelle scuole tenute da studiosi e artisti che sappiano spiegare ciò che Gaber riusciva a fare, ossia arrivare al cuore della gente con una luce nuova e una prospettiva inedita. Insomma, una svolta. E dire che tutto è iniziato a fine luglio dell?anno scorso quando Enzo Iacchetti, a margine del Festival Gaber che si svolge ogni anno a Viareggio, ha detto con nonchalance: «Quest?artista bisognerebbe insegnarlo a scuola». Detto, fatto. «L?ho inseguito per due giorni con il telefono in mano - ha raccontato sorridendo la Gaberscik -. Dicevo: c?è il ministro che ti vuole parlare». «Non me la sentivo» ha chiosato Iacchetti che, scherzosamente ma non troppo, ha confermato di «essere figlio illegittimo del pensiero di Gaber». Comunque, sette mesi dopo ecco qui che una semplice proposta è diventata realtà per centinaia di migliaia di studenti italiani. Ed è anche una sorta di significativo «precedente» che apre le porte ad altri autori capaci di fotografare il volto dell?Italia molto meglio di tante articolesse e di tanti trattati imposti sui banchi di scuola. «Credo che il pregio più grande di un artista così straordinario - ha detto il ministro - sia quello di insegnare a pensare senza pregiudizi». Circondata dai cronisti, la Gelmini ha poi detto chiaro e tondo ciò che tanti pensano: «Un oratore come Gaber dovrebbe essere ospitato durante le ore di lezione dedicate all?educazione alla cittadinanza». In fondo, è naturale ed è un portato essenziale di questa svolta: la canzone ha dignità letteraria e pedagogica quando sopravvive al proprio tempo. E quelle di Gaber lo hanno fatto, evidentemente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Scuola, a rischio il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Metronews" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, a rischio il tempo pieno uscito su Metro il 03/03/2009 Lascia il tuo commento! A iscrizioni chiuse è ancora bufera sulla “riforma” delle elementari e si rincorrono rassicurazioni e allarmi. Come ha reso noto lo stesso ministero dell?Istruzione, il 90% delle famiglie ha scelto le 30 ore settimanali (cioè il tempo pieno): una richiesta che, secondo i sindacati e la rivista specializzata Tuttoscuola, difficilmente potrà essere soddisfatta. «Nulla di più falso - ha detto la Gelmini a Milano alla Fondazione Don Gnocchi - le risorse sul tempo pieno non solo non sono state tagliate, anzi sono aumentate. Non credo ci siano problemi a rispettare la scelta delle famiglie». Secondo Tuttoscuola, invece, dal momento che gli organici (lasciando da parte il tempo pieno per il quale la Gelmini ha più volte assicurato il mantenimento degli attuali livelli) sono stati “tarati” sul modello delle 27 ore settimanali, su quasi 294 mila famiglie che hanno richiesto le 30 ore potranno essere accontentate solo meno di 16 mila. Cosa diranno le altre 278 mila famiglie che dovranno sottostare a un orario diverso? A conti fatti due terzi delle prime classi (67%) risulterebbero con le 27 ore settimanali, benché solo il 7%, secondo il ministero, abbia scelto quel modello. Considerando che gli iscritti al primo anno della primaria sono 500 mila, sarebbero circa 300 mila le famiglie alle quali potrebbe non essere accordato il tempo lungo. Discriminante resta il numero di insegnanti a disposizione. Il ministro Gelmini potrebbe decidere di rivedere i criteri per la determinazione degli organici, ma il governo dovrebbe rivedere i tagli previsti al comparto istruzione. (S.D., foto Omnimilano)

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Tempo pieno, la Gelmini sicura: "Non prevedo nessun problema" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA La domanda di «tempo pieno» da parte delle famiglie «sarà assolutamente soddisfatta». Lo ha assicurato, intervenendo telefonicamente a Mattino 5, il ministro dell?Istruzione, Maria Stella Gelmini. «Con un migliore impiego delle risorse - ha detto - siamo riusciti non solo a mantenere il tempo pieno, ma ad aumentarlo. Non prevedo problemi, ho parlato con alcuni direttori scolastici regionali e le notizie sono tranquillizzanti». Il ministro Gelmini è quindi tornata a difendere la scelta del maestro unico. «L?introduzione del maestro unico prescinde - ha ribadito il ministro - dal quadro orario. Quale che sia l?orario scolastico scelto - ha aggiunto - ci sarà un maestro unico di riferimento». Ha quindi invitato a non trarre conclusioni affrettate: «Attuiamo la riforma e dopo vedremo l?esito dell?introduzione del maestro unico». E sullo studio delle lingue straniere: «Consapevoli che la conoscenza delle lingue assume una valenza sempre maggiore, con la riforma della scuola secondaria vogliamo aumentare il numero di ore di lezione sia dell?inglese sia della seconda lingua e abbiamo pensato che nell?ultimo anno, l?anno della maturità, sia possibile anche l?insegnamento di una materia, può essere la storia piuttosto che la matematica, in lingua straniera». Anche nella scuola media, la volontà del governo è «offrire un insegnamento maggiore e anche una migliore formazione degli insegnanti, oltre che dei ragazzi. Aumenteranno - ha sottolineato Gelmini- le ore di lingua straniera nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola superiore». In merito ai dati sugli scritini del primo quadrimentre, il ministro ha notato che «l?aspetto più singolare è che aumentano le insufficienze più sulle lingue straniere che sulla matematica, sempre stata ritenuta la ?bestia nera». In merito ai 5 in condotta, fioccati nel primo quadrimestre nelle scuole superiori, Gelmini ha sottolineato che è «importante restituire alla scuola il ruolo di agenzia del sapere ma anche la sua funzione educativa; il ritorno a un certo rigore, alla disciplina è importante quanto l?apprendere l?italiano, la matematica piuttosto che le lingue straniere». SCRIVI La riforma Gelmini e le sue conseguenze, dite la vostra

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Scuole, futuro a rischio Il sindaco scrive a Roma (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuole, futuro a rischio Il sindaco scrive a Roma SELVA DI PROGNO. Preoccupazione per le elementari e le medie del capoluogo che si trovano sotto i 600 metri di quota Valcasara al ministro Gelmini: «Una falsa lettura della legge potrebbe annullare le deroghe previste per i Comuni montani» 03/03/2009 rss e-mail print Alunni delle elementari: quelli di Selva rischiano di perdere la scuola? C'è preoccupazione fra i genitori per il prossimo anno scolastico in merito al mantenimento di classi e plessi, nonostante le rassicurazioni arrivate da governo, Regione e Provincia che eventuali interventi di tagli non interesseranno le scuole di montagna. A scanso di equivoci e di cattive interpretazioni del decreto proposto dal ministro Gelmini diventato legge, il sindaco di Selva di Progno Silvano Valcasara ha preso carta e penna e messo in chiaro punti irrinunciabili per il nuovo ordinamento di scuole e classi presenti sul suo Comune, scrivendo al ministro della pubblica istruzione, agli assessori regionale e provinciale Elena Donazzan e Maria Luisa Tezza e al dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontata. «Da una verifica effettuata con l'Istituto comprensivo di Badia Calavena è emerso che, ai fini delle deroghe, viene preso come dato di riferimento l'elenco delle scuole di montagna, redatto dall'Ufficio scolastico provinciale di Verona valido per la valutazione del punteggio dei docenti. Si ritiene errata questa interpretazione del regolamento di riorganizzazione», scrive il sindaco, «in quanto nello stesso scritto non viene fatto riferimento alle scuole montane ma ai Comuni montani, com'è il Comune di Selva di Progno ove, tra l'altro, esiste la minoranza linguistica dei Cimbri». In pratica si vorrebbe applicare la riduzione alle scuole al di sotto dei 600 metri, come le elementari e medie di Selva, perché intese come non montane, non considerando invece che è l'intero territorio comunale riconosciuto montano dalla legge, a prescindere dalla quota della scuola. Infatti ai 580 metri del capoluogo, dove sono collocate le scuole, arrivano alunni dalle frazioni di Giazza (800 metri sul livello del mare), di San Bortolo (900 metri) e Campofontana (1.221 metri). Così, prendendo come dato di riferimento per l'applicazione della deroga prevista per i Comuni montani, per la formazione delle classi della scuola primaria e secondaria di primo grado, l'elenco delle scuole di montagna predisposto dall'Ufficio scolastico regionale, valido per la valutazione del punteggio dei docenti, risulterebbero escluse dalla deroga le scuole del capoluogo. Occorre tener presente anche che sono considerevoli le distanze fra Selva e le sue frazioni (6 chilometri da Giazza, 8 da San Bortolo e 11 da Campofontana, oltre a quelli per arrivare alle singole contrade, tutti peraltro su strade di montagna e con forti pendenze), e che a Selva arrivano alunni anche dalle frazioni Sprea e Sant'Andrea, che dipendono amministrativamente dal Comune di Badia Calavena. «Sulla base di questo è evidente il ruolo fondamentale svolto da questi plessi scolastici, senza i quali le comunità locali si troverebbero a dover affrontare ulteriori gravosi disagi che inevitabilmente porterebbero ad un ulteriore spopolamento della nostra montagna», fa osservare il sindaco Silvano Valcasara, che chiede un autorevole intervento del ministro Gelmini perché sia garantito il rispetto delle deroghe riservate ai Comuni di montagna. «Abbiamo fatto una battaglia comune con le amministrazioni di Badia Calavena e San Mauro di Saline per avere il nostro istituto comprensivo attento alle esigenze del territorio montano. Riceviamo finanziamenti dal governo come Comune svantaggiato di confine che stiamo impegnando per favorire l'insediamento di giovani coppie che rivitalizzino il territorio. È un controsenso privarci delle scuole, fra l'altro per un'interpretazione sbagliata di norme chiare, ben espresse sia dal ministero sia da Regione e Provincia», denuncia il sindaco Valcasara, che ha incassato per la sua battaglia il sostegno degli assessori Donazzan e Tezza e l'interessamento del dirigente scolastico Pontara. Vittorio Zambaldo Vittorio Zambaldo

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Tempo pieno con il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Gelmini: "Saranno accolte tutte le richieste" Tempo pieno con il maestro unico Il tempo pieno alle elementari piace sempre di più alle famiglie italiane e nell'anno scolastico 2009-2010 potrebbe avere un'ulteriore impennata e toccare, dalla prima alla quinta, quota 700 mila iscritti. è il pronostico del mensile «Tuttoscuola» che sottolinea come le classi a tempo pieno potrebbero passare dalle 34.317 attuali a 35.000 (+2%). E gli alunni accolti in classi a tempo pieno salire a 16 mila in più rispetto a quest'anno. Per le prime classi però, avverte Tuttoscuola, c'è il rischio che 300 mila famiglie che hanno scelto il tempo medio (30 ore) o lungo (40 ore) potrebbero non essere accontentate. Infatti, di quel 90% di italiani che gradiscono un tempo medio lungo di 30-40 ore settimanali ne risulterebbe soddisfatto un terzo perchè secondo il Ministero dell'Istruzione l'anno prossimo potrebbe essere costituito solo il 27% di classi a 40 ore e il 3% a 30 ore (totale complessivo del 30%) mentre il 60% si dovrebbe accontentare dell'orario breve di 27 ore. Intanto non si placa la polemica sul presunto flop del maestro unico, la novità più eclatante della cosiddetta riforma Gelmini in vigore dal prossimo anno. «Secondo quanto risulta dalle iscrizioni, solo il 3% delle famiglie hanno scelto il maestro unico: è la prova eclatante che il ministro Gelmini ha sbagliato» ha dichiarato il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, che chiede al ministro pure «di fare un passo indietro sui tagli che stanno per colpire la scuola». Botta e risposta dal Ministro Mariastella Gelmini: «Nulla di più falso. Il maestro unico esiste indipendentemente dal quadro orario scelto. Esiste nelle 24, 27 e 30 ore». La Gelmini ha voluto tranquillizzare pure quel 90% delle famiglie che ha chiesto le 30 ore settimanali o il tempo pieno per le prime classi. «Le risorse sul tempo pieno non solo non sono state tagliate, anzi grazie a un migliore impiego le risorse sono aumentate» ha spiegato il ministro «Non credo ci siano problemi a rispettare la scelta delle famiglie del tempo pieno». Nessun ripensamento sull'abolizione del «modulo», ovvero la presenza di più insegnanti nella stessa classe. «Credo non abbia portato a buoni risultati».

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Balena rossa la trionferà? (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il giorno dell'investitura bulgara di Dario Franceschini alla guida del Pd, dopo la ritirata pre-elettorale di Veltroni, sul sito avevo titolato "Un ex Dc alla guida degli ex Pci", oggi, sul "Giornale" Vittorio Macioce scrive un interessante articolo sulla svolta cattocomunista degli esponenti del nuovo Pd. E l'articolo mi fa tornare alla mente la Balena bianca che non c'è più, alla diaspora degli ex Dc ma soprattutto a quei cattolici democratici (i Dc di sinistra) che dopo aver affossato la Democrazia cristiana (ricordate Martinazzoli e la Bindi? la nascita del Ppi, partito puro e duro post tangentopoli?) si sono aggrappati come alla zattera della Medusa al Partito democratico del fu Veltroni. Fanno pensare alla trasformazione della specie: dalla Balena binaca alla Balena rossa. In fondo i cattocomunisti (come spesso vengono definiti) sognano proprio questo, sotto sotto ritengono di avere una idea della politica e della cultura politica del dialogo (soprattutto con gli ex Pci), superiore a quella degli alleati e tale comunque da poterli alla fine, condizionare e "guidare" all'approdo verso una sorta di catto-socialdemocrazia, in un partito e con un programma che possa includere pezzi della sinistra ora divenuta extraparlamentare, depotenziati e sconfitti, in cerca anche loro di un'approdo sicuro. Balena rossa che potrebbe, con l'inclusione dell'Udc, tornare a navigare più sicura nell'oceano della Seconda Repubblica affiancata dal neo-collateralismo della Cgil (peccato alla guida della Cisl non ci sia più Pezzotta.). Pensiero in libertà, il mio, anche perché gli ex Pci-Pds-Ds a cominciare da Massimo D'Alema non saranno certo disposti a farsi ingoiare come Giona. Balena rossa la trionferà, dunque? Voi cosa ne dite? Scritto in Varie Commenti ( 2 ) » (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Feb 09 Il "vizietto" di Dario Anche Dario Franceschini ha fatto il suo giuramento, come quelli di Pontida, però a Ferrara, la sua città. E ha subito innalzato gli emblemi del suo pantheon: la Costituzione e l'antifascismo. Poi ha indicato il nemico, quello di sempre: Silvio Berlusconi, sempre e solo lui. "Vizietto" che non muore mai, a sinistra come fra i cattolici democratici. Niente di nuovo, si dirà, il vice di Veltroni eletto con una maggioranza bulgara all'improvvisato congresso del Pd a Roma (ho fatto avere un pò di voti a Parisi, altrimenti sai che figura.", avrebbe detto) da perfetto democristiano di scuola zaccagninana rinnova nella continuità anti berlusconiana. A Ferrara sembrava uno Scalfaro giovane, ma di "giovane" Dario ha poco: anche lui è un democristiano di lungo corso che ha sempre masticato pane e politica nella dc di sinistra. E si fa grande all'ombra del salvifico nemico Silvio. Antonio Polito, direttore del "Riformista" sostiene infatti che "è fermo agli anni Settanta". Già, è questo il "vizietto" di Dario che lo porta a parlare più alla nomenklatura che alla gente anche perché deve rimettere insieme i cocci del Pd, o meglio le sue anime divise quasi su tutto: ex Ds ed ex Margherita, ulivisti delusi, binettiani teodem e radicali, veltroniani in cerca di rivincite, dalemiani sempre più aggressivi con Rutelli perso alla ricerca della "terza via". Dialettica interna si dice, su temi come la bioetica o la sicurezza, ad esempio. Impresa difficile a ridosso di elezioni europee ed amministrative. Poi c'è la questione delle alleanze: la sirena dellUdc da un lato, il rapporto con Di Pietro (l'unico ad aver gradito davvero l'elezione di Franceschini). Quello che il Time ha definito (chissà perché poi?) "l'Obama italiano", quel Matteo Renzi presidente della Provincia di Firenze, volto nuovo della Margherita, che ha sbancato alle primarie del Pd a Firenze, è stato impietoso e l'ha definito "vicedisastro". Riuscirà dunque il "vicedisastro" a risollevare le sorti del "superdisastro" chiamato Pd? E basterà il collante ormai vecchio ed elettoralmente perdente dell'antiberlusconismo di maniera? I primi sondaggi dicono di no. Staremo a vedere se davvero sarà l'ex dc a tracciare la rotta del Titanic piddino. Intanto D'Alema si è detto pronto a collaborare ("organizziamo il partito, torniamo a parlare alla gente, occupiamoci dei problemi reali del Paese, lavoriamo alle riforme condivise.") e anche Cofferati si è fatto avanti. "Se Dario mi chiama") soccorso rosso anti veltroniano in movimento e sicuramente non disinteressato, pensando al dopo elezioni. Quando si faranno i giochi veri. Difficile che gli ex ds vogliano davvero morire democristiani. Facile pensare che se Dario non si libererà del "vizietto" farà poca strada. E intanto non resta che tentare di rispolverare l'Unione e magari il sepolcro imbiancato del silente Prodi. COSA NE PENSATE? Ma D'Alema cosa sta tramando? di Peppino Caldarola Non basterà il "ragazzo alibi" a fermare la scissione nel Pd/di Paolo Guzzanti Povero Pd non gli resta che Pecoraro Scanio/di Massimo de' Manzoni Scritto in Varie Commenti ( 82 ) » (22 votes, average: 3.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Feb 09 Walter, un perdente perfetto Come via crucis è proprio dolorosa: elezioni regionali in Friuli, Sicilia e Abruzzo, comune di Roma, le elezioni politiche, regionali in Sardegna. A mettere il fila le sconfitte infilate una dopo l'altra da Walter Veltroni vengono i brividi (politici ma anche umani). Nessuno era riuscito a ottenerne così tante in così poco tempo. Sembra la sceneggiatura di un film: il perdente perfetto al comando del Pd. O di quel che resta di un partito e di sogno politico rimasto tale, ovviamente al di là delle intenzioni (e dei meriti che pure ha) di Walter. Che si dimette, lascia la carica di segretario davanti direttivo del partito che l'ha messo sotto processo e che era pronto a tenerlo in sella ma commissariandolo. Lascia nel momento peggiore: caduta di consenso, scarso appeal, fuga dei militanti ed elezioni europee e amministrative alle porte. Il Pd è allo sbando mentre Di Pietro insiste: l'unica vera opposizione sono io. Epilogo dell'ennesima tragedia della sinistra italiana e delle sue divisioni senza fine. D'Alema (che ha lanciato Bersani nella corsa alla segreteria) ha intuito da tempo quale sarebbe stato (e quale dirompente portata avrebbe avuto) il capolavoro di Silvio Berlusconi in Sardegna. Replica del blitz in Molise ma nobilitata da un avversario indubbiamente di spessore come l'ex governatore e editore dell'Unità, Renato Soru. D'Alema da tempo predica ai quattro venti che il Veltroni-pensiero è inadeguato, che nel Pd non c'è "amalgama" che il centro-sinistra dovrebbe esssere un centro-sinistra-sinistra (con l'inclusione organica di pezzi di ex rifondaroli e quant'altri disposti ad allearsi organicamente con il Pd dopo la diaspora causata dallo tsunami delle politiche). D'Alema sapeva che Silvio avrebbe tirato dritto, che l'azzardo delle dimissioni di Soru avrebbe portato a una diaspora sarda nella sinistra. E ha avvertito a lungo inascoltato che l'Italia dei Valori giustizialisti di Di Pietro avrebbe pescato a strascico nell'elettorato piddino. Tra lui e Walter si è consumato un scontro duro, a volte sotterraneo a volte alla luce del sole, scandito da armistizi di facciata. Una vera guerra di logoramento (da premier toccò a Massimo subirla quando su lasciato solo a battersi in una campagna elettorale persa malamente.). L'ultimo episodio il duetto tra D'Alema e Bertinotti, con "baffino" che dice: "Non siamo autosufficienti.". Sardegna ultimo passaggio per Veltroni, dunque. Caporetto del segretario ma anche del Pd. Ricordate la campagna elettorale? Ugo Cappellacci è stato marchiato a fuoco dagli avversari (suoi ma soprattutto di Berlusconi, il "colonialista"). "Ugo chi?. "Signor nessuno.", "Spalla perfetta.", hanno cercato di far passare Cappellacci addiritura come un non sardo, lui che è anche amministratore pubblico a Cagliari. Messaggio da veicolare, questo, non tanto in Sardegna quanto nel Continente per far vedere che Berlusconi appoggiava un "governatore fantoccio". I sardi ovviamente non hanno abboccato. E Soru, con stile, ha ammesso che quel voto va rispettato perché è il voto dei sardi ed è soprattutto un voto democratico. Parole che mi sono piaciute, queste di Renato Soru: aveva un suo progetto, ha provato ad attuarlo e sono stati proprio i suoi alleati a metterlo in difficoltà. L'ennesima guerra nella sinistra che mangia i propri figli. L'effetto Soru combinato all'effetto Margherita, che ha visto trionfare alle primarie del Pd di Firenze Matteo Renzi (34 anni) opposto soprattutto a Lapo Pistelli, indicato proprio dal segretario del Pd, è stato fatale a Veltroni che sembrava deciso a resistere magari anticipando il congresso per blindare la sua poltrona e quella del gruppo dirigente, arroccato nell'ultima ridotta prima delle elezioni europee. E forse la mossa delle dimissioni potrebbe essere utile a forzare la mano per convocare il congresso anticipato per fare la conta di amici e nemici. Così Walter, un perdente lasciato solo al comando dai suoi avversari interni, si è smarcato lasciando in mano ad altri il cerino acceso. E per il Pd è un salto nel buio. Ha fatto bene Veltroni a dimettersi? Il progetto del Pd riformista potrà andare avanti lo stesso? Chi è secondo voi l'uomo più adatto a guidare il Pd dopo Veltroni? Enrico Letta ad esempio, dice sì all'Udc: sarà Casini il nuovo Prodi del Pd in versione ulivista rivista e corretta? Dite la vostra Leggi: Lettera aperta di Paolo Guzzanti a Walter Scritto in Varie Commenti ( 229 ) » (56 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Feb 09 Passante di Mestre, yes we can. L'inaugurazione del Passante di Mestre, una grande opera inserita da Silvio Berlusconi fra le priorità delle infrastrutture necessarie a rilanciare l'Italia è una realtà: 32 chilometri e mezzo, costati meno di un miliardo di euro, realizzati in meno di quattro anni. Era prima dell'ultimo ultimo governo Prodi, ricordate? Quante polemiche sulle grandi opere berlusconiane, sulla legge-obbiettivo, quanti attacchi feroci dale centrosinistra e dalla sinistra, dai verdi e dai comitati. L'Italietta del no era insorta compatta contro i cantieri, contro il piano delle Grandi opere. Inutile rivangare. Già, perché il Passante di Mestre è una realtà, serviva al Veneto e tutto il Nord Est ed è stato fatto. Quel taglio del nastro di ieri con il premier Berlusconi e il governatore del Veneto Galan sorridenti, le strette di mano alle maestranze col caschetto giallo non sono uno slogan. "L'Italia del fare" non dovrebbe essere considerato uno slogan (come fa la sinistra) ma una realtà per un Paese che investe nel futuro e nella sua modernizzazione. Per un paese che ha necessità di puntare sulle infrastrutture a servizio delle imprese, del lavoro, della competitività, dei cittadini. E che cerca di farlo fra mille ostacoli politici, burocratici, finanziari e dopo anni di ritardi che sembrano incolmabili rispetto al resto d'Europa. Fa bene Berlusconi a insistere. Stato, Regioni, enti locali in Veneto hanno dimostrato che esiste un altro modo di declinare il veltroniano "yes we can". Quattro anni fa ero a Roma e dopo la firma dell'intesa per il Passante fra governo e regione, Galan mi prese a braccetto e mi disse: "Guarda Alberto che il Passante è indispensabile e si farà. Non si ripeterà la storia dei cantieri che aprono e non chiudono mai. I soldi ci sono e quella "strada" la faremo". Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e difficile : c'è da completare la Tav, da finire la Salerno-Reggio Calabria, il Mose, le metropolitane per Roma e Milano e quant'altro indicato nel piano delle "Centro grandi opere". Ci sono 16,6 miliardi stanziati dal Cipe e ne servono ancora più di 100 per raggiungere i 125 necessari a realizzare il piano, soldi che il premier si è impegnato a reperire nei prossimi anni. Il Passante è un esempio che si può fare: indica un metodo, un percorso. Il Ponte sullo Stretto di Messina è il simbolo più eclatante del piano e quello più osteggiato. Mi domando: ma perché quando ad esempio il Giappone o la Danimarca costruiscono mega-ponti sono un esempio positivo, fanno notizia in tutto il mondo e se lo fa l'Italia no? Resta un mistero o forse no, se si legge questa storia in chiave squisitamente "politica". Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (31 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Jan 09 Di Pietro tribuno senza popolo Antonio Di Pietro è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato. L'iscrizione è un atto dovuto dopo la denuncia presentata dal presidente dell'Unione delle Camere Penali Oreste Dominioni e del vicepresidente Renato Borzone e fa riferimento alla manifestazione tenuta dal leader dell'Idv in piazza Farnese, a Roma, durante la quale fu esposto uno striscione che faceva riferimento a una presunta non terzietà di Napolitano. (Ansa, 3 febbraio). Aggiornamento *NAPOLITANO/ PM ROMA CHIEDE ARCHIVIAZIONE INDAGINE SU DI PIETRO «Nessuna offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato» Roma, 13 feb. (Apcom) - La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'indagine a carico di Antonio Di Pietro, per offesa all'onore e al prestigio del capo dello Stato, in relazione all'intervento del leader dell'Italia dei valori del 28 gennaio scorso. Secondo il pm Giancarlo Amato da una «lettura attenta» del complessivo discorso di Di Pietro, va escluso che il riferimento al «silenzio mafioso» abbiano avuto quale destinatario non il presidente della Repubblica ma lo stesso oratore. «Quanto alle espressioni che certamente sono state rivolte al residente Napolitano, dovendosi esse inquadrare nell'esercizio del diritto di critica che è consentito anche neiconfronti delle più alte cariche dello Stato se espresso in forme continenti (qui senz'altro ravvisabili), nessuna offesaall'onore ovverso al prestigio del capo dello Stato potrebbe essere ipotizzata». Così si afferma il pm Amato nellarichiesta di archiviazione dell'indagine a carico di Di Pietro. Secondo l'autorità inquirente è imposssibile «configurare la fattispecie prevista dall'articolo 278 del codice penale e la conseguente decisione di non richiedere l'appositaautorizzazione prevista» al ministro della giustizia. Tutta la questione è - secondo gli inquirenti - un «malinteso», che è «verosimilmente insorto per il richiamo al rispettò ed al 'silenzio' che figura in entrambe le autonome parti dell'intervento dell'onorevole Di Pietro, da prima rivolto al presidente della Repubblica, l'oratore ha detto 'ci possiamo permettere di non essere d'accordo con alcuni suoi silenzi. ma lo rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni. 'mentre in seguito - prosegue il magistrato ormai non più riferendosi al capo dello Stato, si è usata l'espressione 'lo possiamo dire o no? Rispettosamente,ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio». La vicenda Di Pietro 1. È il sequestro in piazza di un manifesto che riportava una scritta critica nei confronti del presidente della Repubblica («Napolitano dorme, l'Italia insorge») a scatenare Antonio Di Pietro a piazza Farnese. Vogliono farci lo scherzetto di piazza Navona ma in una piazza civile c'è tutto il diritto a manifestare?», si chiede protestando per il sequestro del manifesto. In una piazza «può essere accolto chi non è d'accordo con alcuni silenzi» del Capo dello Stato), prosegue. Poi aggiunge: «A lei che dovrebbe essere arbitro possiamo dire che a volte il suo giudizio è poco da arbitro e da terzo». Di Pietro afferma poi che questa critica è «fatta del tutto rispettosamente». Quindi conclude: «Il silenzio uccide, il silenzio è un comportamento mafioso per questo io voglio dire quello che penso». (Ansa) Di Pietro 2. «Mi amareggia molto - dice in una nota il leader dell'Italia dei Valori - per l'oggettiva disinformazione che contiene e perché mi mette in bocca ciò che non ho detto, il comunicato del residente della Repubblica in merito al mio intervento di questa mattina. Ho detto e ribadisco che, a mio avviso, è stato ingiusto e ingiustificato non avere permesso ad alcuni manifestanti i tenere esposto uno striscione non offensivo, ma di critica politica». «In democrazia - prosegue Di Pietro - deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi. Non ho mai detto che a far togliere lo striscione fosse stata la Presidenza della Repubblica, e non ho mai offeso, né inteso offendere, il Capo dello Stato quando ho ricordato pubblicamente che il silenzio uccide come la mafia, giacché non a lui che mi riferivo, ma a chi vuole mettere la museruola ai magistrati che indagano sui potenti di Stato». (Apcom) Il Tonino-pensiero è arrivato (forse) alle estreme conseguenze dell'invettiva politica con la frase e il giudizio sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (guarda il video). Dal palco, l'autonominatosi tribuno del popolo lancia il suo atto d'accusa più grave colpendo la più alta istituzione dell'Italia repubblicana. quella parola, "mafioso", rimbalza e rotola in quella piazza che oceanica non è perché Tonino sta perdendo per strada il suo popolo (dopotutto una questione morale come si è visto esisste anche per lui, il Grande Moralizzatore). Rimbalza fra lo stupore di chi l'ascolta, arriva fino al Colle ma poi ridiscende (accusa rispedita seccamente e duramente al mittente da Napolitano) verso la piazza, rimbalza ancora ed esplode come una bomba impazzita sul palco da dove è partita. In mano a Di Pietro. Che poi fa una goffa, lunare retromarcia, vorrebbe metterci una pezza "ma è peggio del buco" come scrive Antonio Polito sul Riformista. Di Pietro-Grillo-Travaglio, le madonne addolorate del giustizialismo italiano, del neo-qualunquismo politico in versione aggiornata erano insieme, in quella piazza. giusto così. Gli italiani li hanno visti all'opera, a ciascuno la sua parte nella sceneggiata sul palco di piazza Farnese, Roma, Italia. Il pubblico giudichi. Inutile stavolta spendere troppe parole su Di Pietro e i suoi amici. Una parola invece la vorrei spendere sul Partito Democratico e sul Walter Veltroni: ha già detto per due volte di aver rotto con Di Pietro, poi è andato avanti tutto come prima. Romperà allo stesso modo per la terza volta? O il centrosinistra riformista (ma lo è davvero?) dovrà aspettare che all'alba il gallo canti ancora? Walter avrà finalmente capito, come hanno già capito molti esponenti democratici, che si è avvinto in un abbraccio mortale? Già, perché Di Pietro e i neo-girotondini aspettano le elezioni europee, continuando ad alzare il tiro per prendere i voti proprio al Pd e ai cespugli della sinistra. I conti li faranno dopo. I COSTITUZIONALISTI: "IPOTIZZABILE IL REATO DI VILIPENDIO" - Leggi Il demagogo in trappola di Mario Giordano Tonino, messia al tramonto tra scandali e parole a vuoto di Filippo Facci Il gioco di Tonino è durato poco. L'antipolitica l'ha già scaricato di Paolo Granzotto E TONINO NON RISPONDE A QUESTE DOMANDE SU NAPOLI Scritto in Varie Commenti ( 154 ) » (45 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Jan 09 Vendola: "Rifondazione addio" Nichi Vendola lascia Rifondazione comunista. L'ex partito di Bertinotti perde pezzi (importanti). In un'intervista al Tg3, il governatore della Puglia annuncia: sabato a Chianciano, "chiuderemo una stagione politica e faremo i conti con la crisi travolgente della politica". La decisione di Vendola, per ora, resta individuale: "Io parlo per me, non voglio una leve militare, non chiedo un reclutamento. Ognuno deve fare i conti con la propria coscienza". Poche parole che sanciscono l'inizio della spaccatura già alle viste subito dopo la vittoria di Ferrero e la conquista delle segreteria. Vendola era - o sembrava - il candidato su cui scommettere, l'uomo che Bertinotti avrebbe voluto alla guida del partito e invece. Dopo il ribaltone e la vicenda del quotidiano del partito, "Liberazione", l'addio era inevitabile. Quanti vendoliani seguiranno Nichi, e quale sarà il loro approdo? Forse la riedizione rivista, corretta e allargata dell'Ulivo post veltroniano? Scritto in Varie Commenti ( 40 ) » (11 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jan 09 D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). E incombe lo spettro del tirono all'Ulivo prodiano, rivisto e corretto. Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E D'Alema è davvero l'uomo giyusto per rilanciare il Pd, magari di nuovo aperto alla sinistra frammentata e distrutta (con i verdi) dalle ultime elezioni che l'hanno messa fuori dal parlamento? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Leggi l'articolo "Il big bang della sinistra fa risorgere l'Unione di Prodi" di Roberto Scafuri Scritto in Varie Commenti ( 50 ) » (20 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid. E nemmeno Londra (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. AGGIORNAMENTO DEL 2 FEBBRAIO 2009 (SENZA COMMENTO) *MALTEMPO/ LONDRA NEL CAOS PER TEMPESTA DI NEVE Bloccato Heathrow, sospeso servizio bus Londra, 2 feb. (Ap) - Aeroporti bloccati e trasporto pubblico nel caos a Londra dopo la tempesta che ha lasciato la capitale britannica sotto 10 centimetri di neve. le due piste dell'aeroporto di Heathrow sono state chiuse e oltre 250 voli cancellati, dopo che un apparecchio della Cyprus Airlines è uscito dalla pista di rullaggio senza che vi fossero danni o feriti; sospesi i voli anche al London City Airport mentre pesanti ritardi si sono registrati negli scali di Gatwick e Stanstead. In città è stato sospeso il servizio di autobus mentre ritardi e sospensioni interessano invece metropolitana e treni regionali, dopo che in alcuni punti del sudest dell'Inghilterra sono caduti 25 centimetri di neve. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (12 votes, average: 3.08 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (15 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (14 votes, average: 2.79 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (63) Ultime discussioni Alberto Taliani: caro italiano, mi sembra che ad avere qualche problemino serio sia il Pd, più che il Pdl, è... italiano: MA PERCHE NON BLOGGHIAMO UN PO' SUL FUTURO DEL NUOVO PARTITO DELLA PDL? SIETE CERTI CHE VERRA'... Alberto Taliani: Caro Fedenrico, all'elenco manca la cosa più importante: istituire, quartiere per quartiere,... fedenrico: A proposito di ronde. Diamo voce alla "Sinistra Democratica" (25.02.2009): "Adesso... italiano: SONO CONVINTO CHE LA SIG.RA TALITA NON ESISTE! I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Passante di Mestre, yes we can... - 4 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Walter, un perdente perfetto - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". 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A Milano una chiesa dedicata a don Gnocchi (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

CHIESA 03-03-2009 A Milano una chiesa dedicata a don Gnocchi Posata la prima pietra. Tettamanzi: seppe dare senso e speranza al dolore DA MILANO ENRICO LENZI « C aro don Carlo hai sognato questa creatura mentre percorrevi le lande russe durante la Seconda guerra mondiale. L'hai realizzata 50 anni fa. Oggi continuiamo il tuo sogno costruendo una nuova chiesa, che sarà dedicata a te». C'è emozione e affetto nella voce di monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione Don Gnocchi. È proprio al «padre dei mutilatini» si rivolge guardando nella direzione della cappellina dove è custodita la sua tomba. L'occasione è solenne: la posa della prima pietra della nuova chiesa che sarà costruita a ridosso della struttura che proprio don Gnocchi volle far erigere negli Anni Cinquanta per accogliere i bambini rimasti mutilati dalla guerra o malati. Un passaggio reso ancora più gioioso dall'annuncio, fatto domenica in Duomo dal cardinale Dionigi Tettamanzi, che proprio nella Cattedrale il prossimo 25 ottobre don Gnocchi sarà elevato agli onori dell'altare, diventando beato. E proprio l'arcivescovo di Milano, ancora ieri mattina ha voluto ricordare la figura, le parole e l'insegnamento lasciato dal sacerdote ambrosiano (nato a San Colombano al Lambro il 25 ottobre 1902, assistente ed educatore dei giovani, cappellano degli Alpini nella drammatica campagna di Russia, fondatore della Fondazione Pro Juventute e spentosi a Milano il 28 febbraio 1956), sottolineando che la «sua grande intuizione fu quella di dare senso e speranza al dolore. È per questo obiettivo don Carlo consumò gli ultimi intensi dieci anni di vita nell'edificare la sua Opera grandiosa, che oggi ci apprestiamo ad ingrandire con questo nuovo tempio». Del resto, ha continuato il cardinale Tettamanzi riproponendo quanto disse Giovanni Battista Montini in occasione della traslazione della salma nel 1960, «questo prete ci ricorda il grande dovere di curvarci verso gli infelici più bisognosi e più meritevoli del nostro interessamento; ci chiede di meditarne l'esempio della pietà coraggiosa; di imparare ancora una volta che il bene è più forte del male, quando vuole esserlo; che non vi è piaga umana del tutto incurabile; che in una società civilmente e cristianamente ordinata le sventure altrui sono un dovere comune; che non vi è opera più nobile e non vi è gioia più commovente, in quella che si prodiga in favore dei più deboli, senz'altro premio presente che il loro sorriso». Insomma, come sintetizzò lo stesso don Gnocchi «accanto alla vita. Sempre». Un impegno ricordato e rinnovato sia da Silvio Riboldazzi, direttore generale della Fondazione, sia da Diego Maltagliati, direttore del Centro Irccs «Santa Maria Nascente», ospitato nella struttura che don Gnocchi volle e di cui pose la prima pietra l'11 settembre 1955 alla presenza dell'allora capo dello Stato, Giovanni Gronchi. E c'è grande commozione mentre vengono riproposte le immagini di quel giorno, che fu anche una delle ultime apparizioni pubbliche del futuro nuovo beato. Un'opera che non vide completata, ma che dal 3 aprile 1960 ne custodisce le spoglie mortali e continuerà a farlo fino al completamento della nuova chiesa destinata a diventare «la casa del beato don Gnocchi ». «L'insegnamento di don Gnocchi è quanto mai attuale e vivo, in questa fase di emergenza educativa ha sottolineato il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, presente alla cerimonia . Un uomo capace di indicare valori e testimonianze positive, come solo un educatore sa fare. Mi auguro che il suo esempio illumini il cammino di tutti gli educatori». Ma anche, aggiunge Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, «coloro che sono chiamati a operare nella sanità, perché sappiano tenere presente la sua testimonianza su questo fronte». Un esempio vivo nella realtà milanese e nella Chiesa ambrosiana, che ora attende di venerarlo beato. Milano: il cardinale Tettamanzi durante la posa della prima pietra (Fotogramma)

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Valanga di insufficienze, è allarme (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 03-03-2009 dopo la diffusione dei primi dati Nelle iscrizioni alle elementari prevalgono le opzioni per le 30 ore e il tempo pieno. Pd e sindacati: riforma bocciata. Gelmini: menzogne PUBBLICA ISTRUZIONE Negli scrutini di metà anno, il 72% degli studenti ha almeno una insufficienza in pagella Il dato risulta in crescita rispetto allo scorso anno In oltre 34mila hanno preso «5» in condotta Valanga di insufficienze, è allarme Sono in aumento in tutti gli istituti. Sul maestro unico nuovo scontro DA MILANO ENRICO LENZI L' aumento delle insufficienze? «Gli insegnanti hanno usato un metodo di valutazione più rigoroso». La pioggia di 5 nel voto di condotta? «Non vuole essere un modo per punire, ma per educare e trasformare ». Il prevalere delle 30 e 40 ore nelle scelte dei genitori per il primo anno della scuola elementare? «Nessuna bocciatura del maestro unico, anche perché questo modello esiste anche per le 30 ore». All'indomani della diffusione dei dati sull'esito degli scrutini di metà anno e delle prime indicazioni sulle scelte dei tempi scuola alle elementari, il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini decide di replicare colpo su colpo alle numerose critiche che quei numeri, diffusi dal suo stesso ministero nella giornata di domenica, hanno sollevato. Ma la polemica non si attenua, con l'opposizione che parla di «bocciatura della riforma Gelmini » e il fronte sindacale che chiede «una revisione della politica dei tagli». Le insufficienze alle superiori. Settantadue studenti su cento hanno almeno una materia insufficiente, con un aumento di quasi due punti percentuali. La situazione peggiore si registra nei professionali (80%), seguiti dai tecnici (78,1%) e dai licei artistici (77,2%). Sotto alla media si collocano gli ex magistrali (70,9%), gli scientifici (64,5%), i classici (60,1%) e i linguistici (59,9%). Tranne quest'ultimi, tutti i vari indirizzi di studio registrano un peggioramento complessivo. E se al Nord ci si ferma al 70,1%, nel Centro e al Sud si supera il 74% di insufficienti. «Il passaggio ai voti commenta il ministro ha determinato una maggior severità, come è giusto che sia. Ma questo non vuole dire che i ragazzi siano meno preparati. Semplicemente gli insegnanti hanno usato un metodo di valutazione più rigoroso ». Il 5 in condotta. Alla fine degli scrutini di metà anno sono 34.311 gli studenti con l'insufficienza nel voto relativo al comportamento. E per 8.151 di essi è l'unico 5 in pagella. Più della metà di questi ragazzi si trova al Sud (15.683), quasi il doppio degli indisciplinati che troviamo al Nord (7.174). Seguono il Centro (5.777) e le Isole (5.677). «Il ministero emanerà un regolamento su come valutare il 5 in condotta» assicura la Gelmini, che comunque difende la scelte di reintrodurre questa valutazione e chiama in causa la famiglia e i media. «Occorre ripristinare un rapporto di reciproca sti- ma e collaborazione tra famiglia e la scuola» auspica la Gelmini, sottolineando che «anche i media possono fare la loro parte» nella battaglia contro il bullismo e per il ripristino di un progetto educativo condiviso. Il maestro unico. Secondo i dati diffusi dal ministero, solo il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore settimanali (il maestro unico), mentre il 56% ha scelto le 30 e il 34% il tempo pieno (40 ore con 2 docenti). U- na «bocciatura della scelta del ministro» denunciano all'unisono il Pd e i sindacati. Da parte sua la Gelmini ricorda che «il maestro prevalente è presente anche nei modelli orari delle 27 e delle 30 ore». Alla luce delle scelte delle famiglie (che per il 90% si è espresso per gli orari più lunghi) resta l'incognita di garantirle con fondi adeguati. Il ministro rassicura: le risorse ci sono. Un rebus da verificare visto che il ministero aveva previsto una copertura finanziaria calcolato sulla base delle 27 ore settimanali. Se così fosse il rischio di non garantire la scelta diventerebbe alto. Per il ministro «i docenti hanno usato un metodo di valutazione più rigoroso con il ritorno ai voti»

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E il <Signor G> arriva tra i banchi (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 03-03-2009 l'iniziativa Il ministro dell'Istruzione firma un protocollo con la Fondazione intitolata a Gaber. «Le sue canzoni nell'ora di educazione alla cittadinanza» E il «Signor G» arriva tra i banchi DI ANGELA CALVINI G iorgio Gaber diventa materia scolastica. «Perché aveva il pregio di insegnare a pensare senza pregiudizi e senza ideologie». Con queste parole il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ieri mattina nella sala Alessi di Palazzo Marino sede del Comune di Milano ha firmato il protocollo d'intesa con la Fondazione Giorgio Gaber per portare l'opera del cantante e autore, che oggi avrebbe 70 anni, nelle scuole superiori. Un progetto pilota triennale che partirà dalla Lombardia e che potrà poi estendersi alle altre scuole italiane. E pensare che tutto è nato da una battuta di Enzo Iacchetti, grande amico del cantautore scomparso nel 2003, che l'estate scorsa aveva commentato: «Piuttosto che pensare ai grembiulini, perché la Gelmini non porta Gaber nelle scuole?». Detto, fatto, il ministro ha colto la palla al balzo per proporre qualcosa di inusuale per il sistema scolastico italiano: lo studio di un autore di musica e teatro contemporaneo. Questo probabilmente riaprirà il dibattito se insegnare nelle scuole anche altri autori come De André, o piuttosto, come ha aggiunto il direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar, perché non fare lezioni di teatro. E lo stesso Gaber, forse, storcerebbe un po' il naso davanti a tanto clamore. «Conoscendo il suo carattere schivo e riservato in questo momento Giorgio sarebbe in imbarazzo ha aggiunto la moglie Ombretta Colli dicendosi felice e commossa . Ma tutto questo è dovuto alla grande determinazione di nostra figlia Dalia che voleva che il suo papà fosse ricordato anche dalle nuove generazioni». Secondo la Gelmini lo spazio ideale per le lezioni su Gaber sarebbe l'ora di educazione alla cittadinanza. In pratica le iniziative si svilupperanno in un concorso, «Giorgio Gaber, parole per pensare», rivolto agli studenti delle scuole secondarie invitati a rielaborare con la forma espressiva preferita uno dei dodici brani scelti nel repertorio gaberiano (da Far finta di essere sani del 1973 a Gildo 1983 e Se ci fosse un uomo, 2003). Si prevedono anche lezioni su Gaber tenute nelle scuole da studiosi e artisti, come quello di ieri mattina dove 450 ragazzi hanno affollato il Teatro dell'Arte di Milano per una lezione-spettacolo tenuta da Gioele Dix e Andrea Pedrinelli. Il maggior pregio di Gaber è «quello di insegnare a pensare senza pregiudizi e senza ideologie, fornendo una chiave di lettura assolutamente attuale dei vizi e delle virtù del nostro Paese» ha aggiunto la Gelmini che ha anche ribadito la sua intenzione di promuovere l'insegnamento della musica nelle scuole, perché sia «al centro della formazione. E come ci sono associazioni studentesche sportive, perché non guardare alle formazioni musicali, anche per combattere forme di bullismo e la noia fra i ragazzi?». L'intenzione è quella di introdurre «lo studio della musica dalla scuola primaria, coinvolgendo conservatori e licei musicali» dando «maggior spazio alla musica nelle scuole anche per valorizzare la grande tradizione musicale del nostro Paese».

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PROVINCIA MT, MARZANO (PD) SU DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

PROVINCIA MT, MARZANO (PD) SU DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO 03/03/2009 12.56.53 [Basilicata] â??Che la scellerata riforma scolastica voluta dal ministro Gelmini avrebbe pesantemente condizionato il sistema scolastico regionale, noi del Pd lo avevamo temuto fin dallâ??inizio. E il dibattito apertosi tra i rappresentanti istituzionali di ogni livello e nel mondo della scuola attesta che i nostri timori erano fondati". Lo ha dichiarato la consigliera alla Provincia di Matera, Nunziata Marzano. "Il pellegrinaggio di amministratori e autorità  scolastiche, che ancora in queste ore affollano gli uffici regionali della commissione e dellâ??assessorato, dimostra che si è¨ aperta una guerra tra poveri che crearà  solo diagi pesanti per le nostre comunità . Occorre grande ragionevolezza e senso di responsabilità  nel chiudere un piano di dimensionamento, facendo - ha proseguito la consigliera - in modo che a pagare in termini di disservizi non siano sempre le aree più¹ deboli già  pesantemente segnate da un atavico ritardo di sviluppo sociale, economico e culturale. Lâ??impostazione della proposta della giunta provinciale di Matera, emendata in fase di approvazione in consiglio â?? ha sottolineato Marzano - risponde a questa esigenza ed è¨ il frutto di un meticoloso lavoro svolto dallâ??assessore Pasquina Bona, di consultazione, concertazione e coinvolgimento con i vari soggetti interessati. Per non vanificare tale lavoro, nellâ??individuare le sedi, il Consiglio regionale â?? ha concluso la consigliera del Pd - deve tener conto delle aree deboli e svantaggiate, dei comuni che hanno la maggiore popolazione scolastica e, non meno rilevante, lâ??ubicazione del Comune prescelto, che deve essere baricentrica rispetto allâ??intero Comprensorio. Solo così¬ si riuscirà  a scongiurare tutti quei tentativi che rispondono probabilmente a logiche campanilistiche, ma non a criteri obiettivi di riorganizzazioneâ?. bas 02

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Ai genitori la scuola piace "lunga": il 90% dei nuovi iscritti al "tempo pieno" (sezione: Scuola)

( da "Panorama.it" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Ai genitori la scuola piace "lunga": il 90% dei nuovi iscritti al "tempo pieno" Posted By redazione On 2/3/2009 @ 19:30 In Headlines | No Comments Dopo [1] mesi di polemiche, alla fine le famiglie italiane hanno scelto e a settembre i bambini della prima elementare si troveranno in gran parte (56%) nelle classi a 30 ore, con percentuali minori (3%) per le 24 ore, (7%) per le 27 ore, mentre il tempo pieno (le 40 ore con due maestri) è stato scelto dal 34%, in aumento rispetto allo scorso anno. Dati importanti per valutare il trend, specie in vista delle recenti nuove misure adottate dal governo, che dovranno scattare proprio a partire dal prossimo settembre. I dati non sono ancora definitivi ma, a quanto risulta, sei famiglie su dieci di quelle che hanno iscritto il proprio figlio in prima elementare hanno scelto l'orario di 30 ore. [2] Si tratta dei primi dati rilevati dal ministero dell'Istruzione su un campione di circa 900 scuole. Per i dati definitivi ci vorranno ancora alcune settimane. Il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore e il 34% le 40. A conti fatti il 90% delle famiglie ha chiesto il tempo pieno per i propri bambini. Saranno sufficienti" si chiede qualcuno "i maestri in organico? Bisognerà attendere i dati definitivi prima di poter dare una risposta certa. Sicure invece le polemiche: [3] Francesco Scrima (Cisl Scuola[4] ) e [5] Giuseppe Fioroni (Pd) hanno parlato di "bocciatura" del maestro unico e del modulo a 24 ore, con precisazione di Viale Trastevere che ha ribadito che "tutti i quadri orari per il nuovo anno della prima elementare prevedono il maestro unico di riferimento". "È a dir poco distorta la lettura che l'ex ministro Fioroni propone sui dati relativi alle iscrizioni scolastiche", afferma [6] Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia. "Sostenere che le famiglie italiane abbiano bocciato il maestro unico è falso. Il Pd dovrebbe arrendersi all'evidenza. Dopo il flop delle [7] manifestazioni studentesche anti Gelmini oggi le famiglie riconoscono la bontà della riforma". Replica a Fioroni anche da parte del senatore della Lega, Irene Aderenti: "Non può parlare per slogan". "Avevamo ragione noi: sapevamo che le famiglie volevano il tempo prolungato", commenta Gianluca Gabrielli, del [8] Coordinamento nazionale difesa del tempo pieno. "In molte scuole questi orari non sono previsti, altrimenti la richiesta sarebbe stata anche superiore. Il tempo pieno cresce dove c'è la speranza di ottenerlo e se si lasciasse la possibilità di farlo supererebbe il 60% del totale". "Adesso" conclude Gabrielli "resta da vedere se il ministro ottempererà alle richieste delle famiglie". A rassicurare le famiglie ci pensa proprio il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Che fa sapere che i fondi per il tempo pieno non solo ci sono ma addirittura sono aumentati: "Le risorse per il tempo pieno non solo non sono state tagliate" ha spiegato il ministro "ma sono state confermate. E grazie a un migliore impiego, sono aumentate. Quindi, non ci saranno problemi e sarà possibile rispettare il tempo pieno e la scelta delle famiglie". A margine della presentazione del Progetto Gaber a Milano, interpellata riguardo a una sua preoccupazione per [9] l'elevato numero di ragazzi che ha ricevuto il [10] 5 in condotta negli scrutini il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini ha commentato: "Il Papa ha parlato di una emergenza educativa: credo che questa emergenza sia sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo insieme lavorare per fare in modo che i ragazzi abbiano dei punti di riferimento e dei modelli educativi". Lo ha detto. "Dobbiamo essere preoccupati" ha detto Gelmini "perché ogni giorno le cronache raccontano di episodi di bullismo e di assenza di disciplina. Non dobbiamo drammatizzare. La funzione educativa deve essere svolta dalla scuola ma non solo. Serve una collaborazione, soprattutto un rapporto di stima con la famiglia, ma anche i media hanno una grande responsabilità nell'educare e diseducare i ragazzi".

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Scuole, nel Lazio cinquemila a rischio (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa RifomaL'assessore regionale Silvia Costa ha fornito la cifra ancora non divisa per province Scuole, nel Lazio cinquemila a rischio Elisa Sartarelli Un taglio di cinquemila posti di lavoro nelle scuole sarebbe previsto per il Lazio. Ieri mattina l'assessore regionale del settore, Silvia Costa, ha illustrato in sede regionale le intenzioni del ministero dell'Istruzione agli assessori provinciali alla Scuola del Lazio. Secondo la Costa la riforma Gelmini porterà questo pesante taglio di lavoro nella nostra regione, da intendersi divisi in tremilacinquecento unità per i docenti e millecinquecento posti per il personale Ata. «Il ministero non ha ancora reso disponibile la dimensione dei tagli nelle singole province del Lazio – ha spiegato l'assessore provinciale alla Scuola, Gustavo Marcheggiani – ma il dato complessivo è devastante: a prescindere da soluzioni individuali (ad esempio pensionamenti e prepensionamenti) cinquemila posti di lavoro persi nella nostra regione rappresentano un inaccettabile sacrificio». L'assessore Marcheggiani ha sempre sottolineato la specificità della provincia di Rieti, in gran parte zona montana, e la conseguente inapplicabilità dei tagli. Ha inoltre proposto di considerare, in territori come il nostro, i valori medi provinciali nel rapporto alunni-punti di erogazione del servizio (edifici scolastici o sedi coordinate). Questo innalzerebbe il numero degli alunni per plesso scolastico e permetterebbe a molte scuole di restare aperte.

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Si festeggia il 139 anniversario della nascita dei vigili urbani (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Si festeggia il 139º anniversario della nascita dei vigili urbani La città di Agrigento e le problematiche ad essa legate sono state al centro di alcuni incontri tenutisi nella Capitale. Portavoce della situazione è stato il giovane presidente della Consulta studentesca Claudio Calè. Tra i punti più argomentati la ripresa economica di Lampedusa, che necessita maggiori attenzioni e investimenti da parte del governo nazionale. La questione è stata al centro della riunione con la Commissione Antimafia e Legalità del Senato della Repubblica. «Abbiamo chiesto chiarimenti sulla situazione che gli abitanti di Lampedusa stanno vivendo - afferma Calè -il rischio è la seria compromissione della vocazione turistica dell'isola. Il rilancio dell'intero territorio agrigentino - prosegue - passa attraverso la riqualificazione del sistema viario e l'applicazione di una fiscalità di vantaggio, offrendo nuove opportunità per i giovani in termini di sviluppo e occupazione». Di altra natura l'incontro svoltosi a Montecitorio con la Commissione Cultura e Istruzione, alla presenza del Ministro dell'istruzione Gelmini. Per l'occasione il responsabile agrigentino ha avanzato proposte sulla riforma dell'ordinamento scolastico ponendo particolare attenzione al ruolo degli studenti e ai bisogni delle scuole. DEBORAH ANNOLINO

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IL SIGNOR G. ENTRA NELLE SCUOLE E DIVENTA UNA MATERIA DI STUDIO E UN PROGETTO DI CONCORSO, GIO... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 03-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Nazionale))

Argomenti: Scuola

Il signor G. entra nelle scuole e diventa una materia di studio e un progetto di concorso, «Giorgio Gaber, parole per pensare», rivolto agli studenti invitati a rielaborare uno dei brani del repertorio gaberiano. Lo ha annunciato il ministro Gelmini per celebrare i settant'anni dell'autore: «Gaber - ha detto - può essere una fonte di insegnamento per i giovani, è stato un grande esempio di libertà ma anche di rigore».

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Istruzione. Gelmini: Giorgio Gaber nelle scuole per imparare a pensare fuori dagli schemi (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Istruzione. Gelmini: Giorgio Gaber nelle scuole per imparare a pensare fuori dagli schemi (3/3/2009 18:24) | (Sesto Potere) - Roma - 3 marzo 2009 - "Giorgio Gaber non solo e? un grande artista ma e? anche un grande pensatore, un pensatore libero e quindi credo che sia giusto ma anche un?opportunita? per coloro che non hanno mai avuto la possibilita? di vederlo in teatro di conoscere il suo pensiero. Gaber insegna a pensare fuori dagli schemi, fuori dai pregiudizi e dalle ideologie. Credo che abbia saputo fornire una chiave di lettura del nostro tempo quindi il suo insegnamento a scuola credo sia importante". Cosi? si è espresso il ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenendo a ?Panorama del giorno? di Maurizio Belpietro, in onda su Canale 5, dove ha spiegato la scelta di dare spazio all"insegnamento? di Gaber nelle scuole secondarie superiori statali e paritarie, illustrata lunedì a Milano.

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Cgil: 400.000 precari nella P.A. rischiano il posto (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cgil: 400.000 precari nella P.A. rischiano il posto (3/3/2009 16:37) | (Sesto Potere) - Roma - 3 marzo 2009 - Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la metà di questi è impegnata nella scuola. E' quanto emerge dai dati forniti dal responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213 lavoratori socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato) si aggiungono infatti 80.000 contratti di lavoro a progetto (contratti che però potrebbero riguardare in parte le stesse persona) per un totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unità. A queste si aggiungono 130.000 docenti e 75.000 lavoratori non docenti impegnati nella scuola. La cifra di 400.000 non tiene conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero raggiungere altre 100.000 unità. “Il governo italiano è l?unico al mondo che, di fronte ad un crisi che ogni giorno diventa più drammatica, risponde con il licenziamento dei lavoratori precari nelle Pubbliche Amministrazioni e nella scuola”, dice Gentile sottolinando come il governo, alla luce delle notizie diffuse ieri di un decreto legge ad hoc, “si appresti a licenziare questi lavoratori utilizzando uno strumento, quello del decreto legge, il cui requisito dovrebbe essere l?urgenza. Una ricetta grave e fallimentare, come del resto quanto fin qui fatto. Licenziare per legge, come il Governo era intenzionato a fare fino a ieri con la sua proposta, è inaccettabile. Farlo per decreto legge è gravissimo”. Ma i licenziamenti, oltre il danno procurato ai lavoratori, incideranno anche sui servizi fondamentali offerti ai cittadini, visto che l?80% dei precari lavora presso i servizi degli enti locali e della sanità. “Chiediamo l?attuazione dei processi di stabilizzazione come previsti dalle leggi finanziarie precedenti, la sospensione delle norme che impediscono la prosecuzione del rapporto di lavoro dopo i tre anni di servizio, come previsto dalla legge di recepimento dell?accordo sul Welfare”, dice il dirigente sindacale. “Un sistema di ammortizzatori sociali anche per i precari ?pubblici? che comunque perderanno il loro lavoro a causa del provvedimento legislativo o del decreto legge, la riconsiderazione del piano Gelmini sulla scuola. La mobilitazione dei lavoratori precari di questi giorni - conclude Gentile - porterà queste richieste all?attenzione del Parlamento e del Governo”.

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Scuola, Mura (IdV): "Il Governo ora teme il voto in condotta" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, Mura (IdV): "Il Governo ora teme il voto in condotta" (3/3/2009 18:15) | (Sesto Potere) - Roma - 3 marzo 2009 – Purtroppo per la scuola italiana il governo in materia di istruzione continua a procedere all?insegna della totale confusione. – Lo dichiara l?on. Silvana Mura deputata di Idv - Infatti oggi apprendiamo da una dichiarazione del ministro dell?Istruzione che il ministero emanerà un regolamento che stabilirà come valutare l?insufficienza in condotta. Una misura che sorprende dal momento che già il 16 gennaio scorso la Gelmini ha emanato un decreto ministeriale, il numero 5, in cui all?articolo 2 si stabilisce che l?insufficienza in condotta comporta l?automatica bocciatura dello studente. Misura quanto mai chiara. A che serve allora un?ulteriore regolamento? Viene il sospetto che il ministro e il governo non si aspettassero che il 70% degli studenti ottenesse un?insufficienza in condotta, come risulta dai dati relativi al primo quadrimestre, insufficienza che se confermata si tradurrebbe in una bocciatura di massa. Così per evitare l?impopolarità che deriverebbe da milioni di famiglie con i figli bocciati, ora si corre in fretta e furia a scrivere un regolamento che smentisca quanto inserito nel decreto di riforma della scuola e poi nel decreto ministeriale. Una soluzione che se fosse confermata denuncerebbe ancora una volta la totale incapacità di questo governo.

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Cgil: 400.000 precari nella P.A. rischiano il posto, metà solo nella scuola (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cgil: 400.000 precari nella P.A. rischiano il posto, metà solo nella scuola (3/3/2009 16:37) | (Sesto Potere) - Roma - 3 marzo 2009 - Sono circa 400.000 i precari della pubblica amministrazione che potrebbero rischiare il proprio posto di lavoro a causa del decreto che blocca la stabilizzazione dei lavoratori flessibili nel comparto, la metà di questi è impegnata nella scuola. E' quanto emerge dai dati forniti dal responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil Nazionale, Michele Gentile, anche sulla base del Conto annuale della Ragioneria dello Stato. Ai 112.489 occupati a tempo determinato e ai 25.213 lavoratori socialmente utili (dati 2007 della Ragioneria generale dello Stato) si aggiungono infatti 80.000 contratti di lavoro a progetto (contratti che però potrebbero riguardare in parte le stesse persona) per un totale di lavoratori, esclusa la scuola, che supera le 200.000 unità. A queste si aggiungono 130.000 docenti e 75.000 lavoratori non docenti impegnati nella scuola. La cifra di 400.000 non tiene conto di tirocinanti, stagisti e borsisti, figure non censite che potrebbero raggiungere altre 100.000 unità. “Il governo italiano è l?unico al mondo che, di fronte ad un crisi che ogni giorno diventa più drammatica, risponde con il licenziamento dei lavoratori precari nelle Pubbliche Amministrazioni e nella scuola”, dice Gentile sottolinando come il governo, alla luce delle notizie diffuse ieri di un decreto legge ad hoc, “si appresti a licenziare questi lavoratori utilizzando uno strumento, quello del decreto legge, il cui requisito dovrebbe essere l?urgenza. Una ricetta grave e fallimentare, come del resto quanto fin qui fatto. Licenziare per legge, come il Governo era intenzionato a fare fino a ieri con la sua proposta, è inaccettabile. Farlo per decreto legge è gravissimo”. Ma i licenziamenti, oltre il danno procurato ai lavoratori, incideranno anche sui servizi fondamentali offerti ai cittadini, visto che l?80% dei precari lavora presso i servizi degli enti locali e della sanità. “Chiediamo l?attuazione dei processi di stabilizzazione come previsti dalle leggi finanziarie precedenti, la sospensione delle norme che impediscono la prosecuzione del rapporto di lavoro dopo i tre anni di servizio, come previsto dalla legge di recepimento dell?accordo sul Welfare”, dice il dirigente sindacale. “Un sistema di ammortizzatori sociali anche per i precari ?pubblici? che comunque perderanno il loro lavoro a causa del provvedimento legislativo o del decreto legge, la riconsiderazione del piano Gelmini sulla scuola. La mobilitazione dei lavoratori precari di questi giorni - conclude Gentile - porterà queste richieste all?attenzione del Parlamento e del Governo”.

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Pd Modena boccia il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 03-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pd Modena boccia il maestro unico (3/3/2009 19:30) | (Sesto Potere) - Modena - 3 marzo 2009 - "Anche a Modena le famiglie hanno parlato chiaro e hanno bocciato categoricamente la riforma Gelmini, adesso il governo non faccia orecchie da mercante e riveda i tagli alla scuola". A chiederlo sono le parlamentari del Pd Manuela Ghizzoni e Mariangela Bastico che aggiungono, "I dati diffusi oggi da Flc-Cgil dimostrano che il 73 per cento delle famiglie modenesi privilegia il modulo a 30 ore e soprattutto il tempo pieno a 40 ore – precisano – solo 57 famiglie in tutta la provincia hanno optato per il maestro unico. Ora, per colpa dei tagli del Governo, c?è il fortissimo rischio che non venga data risposta positiva alle richieste di queste famiglie, pertanto non si comprende come il ministro Gelmini possa oggi sostenere che la domanda di tempo pieno e dell'orario prolungato saranno soddisfatte. Con le sue improvvide dichiarazioni - concludono le parlamentari del Pd - il ministro sta ingannando le famiglie italiane e danneggiando la scuola pubblica".

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