|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|
|||||||
|
|
DOSSIER “SCUOLA” |
|
|
|||||
|
|
||||||||
Prandi: Saranno
loro a subire i tagli più pesanti della riforma
( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: assistenti amministrativi e tecnici sono i soli il cui destino è già
segnato dalla riforma Gelmini: «L'anno prossimo verranno tagliati 32 bidelli,
10 amministrativi e 5 tecnici e nei prossimi tre anni caleranno rispettivamente
di 95, 32 e 15 unità - spiega Gabriella Prandi, segretario provinciale Flc, al
presidio di protesta in piazza Ranzoni -.
Iscrizioni, il
Ferrini batte tutti ( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nella riforma Gelmini non è contemplato». In generale, la fotografia
delle iscrizioni è praticamente la stessa dell'anno scorso. Il liceo mantiene
inalterato il suo «appeal», continuando a richiamare 1.523 ragazzi allo
scientifico (di cui 242 al Gobetti di Omegna, 606 al Cavalieri di Verbania e
654 allo Spezia di Domodossola) e 206 all'
Un solo cinque e
addio maturità ( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La scuola più severa La Gelmini: "Il '68 è finito, non si fanno
sconti" Ultimo via libera Ora il regolamento del ministero attende
l'approvazione finale da parte del Consiglio di Stato Scatta l'allarme «Si
rischia una valanga di sei politici da parte dei consigli di classe per evitare
di penalizzare troppi allievi» Un solo cinque e addio maturità [
Scuola in
ginocchio "Salvateci dai tagli"
( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tutte le categorie prese di mira dai tagli dei ministri Gelmini e
Tremonti. E ieri, molto più che nelle manifestazioni d'autunno, si è sentito il
peso della crisi che nel frattempo ha ampliato i suoi confini. I tagli previsti
incominciano a concretizzarsi nelle scuole con le prime tabelle di
collaboratori scolastici e impiegati: una strage.
"Il liceo è
senza soldi, sospendiamo i corsi di recupero"
( da "Varesenews" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: mi hanno chiamato alcuni genitori molto preoccupati. Sono gli effetti
della riforma Gelmini e di una politica che sta sempre di più facendo soffrire
gli enti locali e le autonomie scolastiche”. » Commenti dei lettori Mercoledi
18 Marzo 2009 Roberto Rotondo
In ventimila per
protestare contro i tagli alla scuola e la riforma firmata dal ministro
Mariastella... ( da "Leggo" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In ventimila per protestare contro i tagli alla scuola e la riforma firmata
dal ministro Mariastella Gelmini. Ieri mattina l'Onda degli studenti è tornata
a protestare. Studenti delle superiori e universitari, ricercatori, insegnanti
e genitori di Retescuole si sono ritrovati a Porta Venezia e hanno sfilato fino
a Duomo (foto). Disagi e paralisi del traffico epr tutta la mattina.
di Chiara Ferrero
Studenti degli istituti superiori, universit...
( da "Leggo" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. «Il lavoro e la conoscenza non sono
merce - hanno spiegato alcuni studenti - siamo di nuovo in piazza per far
valere i nostri diritti e per protestare contro i tagli indiscriminati». L'Onda
studentesca è ancora viva: «Ancora una volta insieme - hanno detto i
rappresentanti del movimento universitario di protesta -
Diploma regionale
per 17mila ( da "Giornale di Brescia" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e il presidente della regione Roberto
Formigoni hanno sottoscritto l'intesa che dà il via libera all'attuazione del
governo regionale dell'istruzione e formazione professionale». Lo ha ribadito
ieri Giampaolo Mantelli, assessore provinciale alla Pubblica istruzione in
occasione della visita in città del vicepresidente della regione Lombardia
Gianni Rossoni,
La scuola e i
talenti di domani: la Gelmini al convegno Aib
( da "Giornale di Brescia" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini al convegno Aib Scuola, Università e imprese si confrontano
nel tradizionale convegno annuale promosso dal Gruppo Giovani dell'Aib e dal
Comitato regionale di Confindustria Lombardia. Questa undicesima edizione -
nella quale interverrà il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini - si
intitola «La scuola (di oggi)
di Tommaso Ferrara
PADOVA - In cinquemila a...
( da "Leggo" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In cinquemila al corteo regionale della Cgil contro la riforma
Gelmini. Pochi, però, gli studenti. Tante sigle, anche i pensionati e i
metalmeccanici, e tanti insegnanti. I ragazzi, invece, erano in giro per
Padova, mentre gli universitari erano quasi tutti in aula. Il corteo, lungo
quasi tutta via del Santo, con striscioni, palloncini, e camionette che
mandavano musica,
scuola, riparte la
protesta tremila in corteo a cagliari
( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Si tratta di una vera Caporetto che interesserà la scuola sarda se
saranno applicati i criteri del ministro Gelmini». L'allarme lo ha lanciato la
Cgil che ieri ha portato in piazza a Cagliari tremila dipendenti della scuola
che contestano i tagli previsti dalla riforma. PARACCHINI a pagina
agli atenei sardi
700mila euro in meno (per ora) - pier giorgio pinna
( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Mariastella Gelmini andrà avanti a tappe forzate. Tre i
livelli di riferimento per la rivoluzione. Il primo riguarda la ricerca: la
distribuzione degli incentivi sarà fatta misurando i punteggi positivi ottenuti
da ogni ateneo nei Progetti d'indagine scientifica Prin e sulla qualità dei
prodotti presentati al Comitato di valutazione Civr relativi al 2001-
tremila in corteo
per il diritto allo studio - roberto paracchini
( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si tratta di una vera Caporetto che interesserà la scuola sarda se
saranno applicati i criteri proposti da Mariastella Gelmini, il ministro della
Pubblica istruzione», lamenta Peppino Loddo, responsabile regionale della Cgil
scuola, il sindacato che ieri mattina ha promosso a Cagliari la manifestazione
regionale dei «lavoratori della conoscenza». La protesta.
la protesta della
scuola ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 8 - Sardegna LA PROTESTA DELLA SCUOLA Anche nell'isola adesioni
allo sciopero. Slogan e striscioni contro il ministro Gelmini. Timori per la
cancellazione di una serie di attività didattiche per mancanza di fondi
gelmini, col 5 in
condotta niente maturità ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 9 - Attualità Gelmini, col
Scuole
professionali, percorso condiviso
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Gelmini e il presidente della Regione Roberto Formigoni che
dà il via libera all'attuazione della Regione dell'istruzione e formazione
professionale. In sostanza si sperimenta a partire dall'anno 2009-
Sciopero, adesione
alterna ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: al momento le più esposte ai tagli di Tremonti e Gelmini. «Mediamente
nella scuola primaria c'è stata un'adesione tra il 40 e il 50 per cento - dice
l'esponente sindacale -, con punte del 100 per cento come al plesso della
Tiboni». Minori, invece, le adesioni alle medie. E minori pure alle superiori,
con la riforma rimandata all'anno prossimo.
ventimila in
piazza: "salvate la scuola" - ottavia giustetti
( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Rodolfo Aschiero, si è rivolto al ministro Gelmini e al premier
Berlusconi: «La scuola che avete in mente - ha detto - prevede meno risorse,
meno insegnamento, meno sostegno alla disabilità e all´opposto più sanzioni. In
Piemonte - ha aggiunto - dal prossimo anno scolastico ci saranno 40 mila
insegnanti in meno».
Al volante ci sarà
anche il ministro Gelmini ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il fidanzato bergamasco Giorgio Patelli Al volante ci sarà anche il
ministro Gelmini di Daniele Bonetti Non si sa ancora su quale macchina
parteciperà, e nemmeno se sarà lei al volante o se preferirà affrontare la
manifestazione del più comodo ruolo di navigatrice: la notizia però è trapelata
negli ambienti vicini al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.
Dalla Gelmini solo
tagli mascherati da riforma
( da "Arena, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma» Circa del dieci per
cento l'adesione allo sciopero Non chiamatela riforma. I provvedimenti
decretati dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini «sono solo che tagli
alle risorse della scuola e all'organico, mascherati da nuove e rivoluzionare
iniziative mirate alla qualità dell'
tempo pieno a
scuola negato dai tagli - salvo intravaia
( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma mancheranno gli insegnanti Ieri lo sciopero contro la Gelmini sono
tornati in piazza anche gli studenti dell´Onda SALVO INTRAVAIA Boom di
richieste per il tempo pieno alla scuola elementare. Ma quasi certamente i
tagli imposti dal governo nazionale e le carenze strutturali degli edifici
scolastici lasceranno deluse migliaia di famiglie siciliane.
In 5 mila contro
la Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: IN PIAZZA A PADOVA In 5 mila contro la Gelmini L'Onda a Venezia occupa
uno stabile dell'Università PADOVA. Alle nove e trenta sono già tutti in Piazza
Garibaldi. Sotto le bandiere della Cgil, della Gilda, del Comitato
Genitori-Insegnanti, del Coordinamento Precari, della Rete degli Studenti e
degli Universitari, della Sinistra Democratica,
Cgil: quasi un
insegnante su due ieri ha aderito allo sciopero
( da "Provincia Pavese, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ottica di una preoccupazione comune rispetto alla riforma Gelmini. In
altre scuole invece non ci sono stati disagi. Cgil e Gilda si sono uniti per
ribadire il rifiuto ai futuri cambiamenti della scuola. Un «no» che riguarda il
maestro unico, un tempo scuola inferiore alle 40 ore, ma anche i tagli al
personale Ata e ai docenti, e poi ai cambiamenti nelle scuole medie,
Bonomo nella Lega
Addio alla Spiga ( da "Arena, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex vicesindaco Gelmino Caliari, Laura Marcolongo della neonata «Civica
per Angiari» e Alvise Menini dell' Airone. All'appello manca ancora il
candidato dell'associazione «Tempi nuovi per Angiari»: in prima battuta era
emerso il nome di Marina Meletti, ma è la stessa interessata oggi a spiegare
che «ufficializzeremo candidato sindaco e consiglieri in aprile»
meglio impegnarsi
dal trentino - marco rossi-doria
( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: adempimenti degli enti locali ben prima dei decreti Gelmini. Da
piccoli spesso non hanno asili nido: Napoli copre meno del 3% del fabbisogno.
Vanno a scuole in edifici meno sicuri e con mense peggiori. Hanno progetti di
educativa territoriale che non diventano quasi mai servizi stabili. O ancora:
conoscono ospedali meno curati ed efficienti e minori opportunità di cure
preventive.
la gelmini snobba
i presidi e conferma "con un solo 5 niente maturità"
( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina III - Milano ZITA DAZZI A PAGINA VII Il ministro rimanda al
mittente l´appello a rivedere la nuova regola La Gelmini snobba i presidi e
conferma "Con un solo 5 niente maturità" SEGUE A PAGINA VII
scuole d'infanzia
boom di iscritti alle private nelle statali non c'è posto
( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: manifestazioni e gli scioperi avvenuti sulla scorta dei provvedimenti
Gelmini, hanno spaventato i genitori piuttosto che tranquillizzarli. E in
questo caso c'è una responsabilità dei docenti statali». Fondi. In quanto a
finanziamenti però, le scuole paritarie stanno molto male. «La situazione è
sull'orlo del dramma - conferma Adriano Doria dell'agenzia patriarcale - il
taglio è pesante,
mille veneziani
nelle vie di padova genitori nelle file dei manifestanti
( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma della scuola orchestrata dai ministri Gelmini e
Tremonti. Cinquemila persone, tra cui presidi, docenti, bidelli, impiegati,
genitori ed anche delegati della Fiom, degli edili, chimici e dei pensionati,
arrivati da tutto il Veneto, per dire al ministero di Viale Trastevere che i 4
mila tagli previsti dal Governo nella nostra regione non devono essere
effettuati.
in settemila
contro la gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA MANIFESTAZIONE DELLA SCUOLA In settemila contro la Gelmini Stoppata
l'Onda e traffico in tilt in centro storico Alle 9,30 sono già tutti in piazza
Garibaldi. Sotto le bandiere della Cgil, della Gilda, del Comitato
genitori-insegnanti, del Coordinamento precari, della Rete degli studenti e
degli universitari, della Sinistra democratica, contro la riforma della scuola,
Per una scuola di
qualità Riparte la protesta in Italia
( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roma ha cercato il dialogo con la Gelmini maestra unica. Ha spiegato
che alle elementari nelle ore di compresenza che il ministro dell'Istruzione
considera spreco - «con le mie colleghe svolgiamo attività di recupero per i
bambini che ne hanno bisogno. Altre volte, grazie alle compresenze - ha
precisato -, riusciamo a fare attività di rinforzo linguistico con i bambini
stranieri.
Alessandra dal
palco della Flc-Cigl di piazza Sant'Apostoli a Roma ha cercato il dialogo con
la... ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roma ha cercato il dialogo con la Gelmini maestra unica. Ha spiegato
che alle elementari nelle ore di compresenza che il ministro dell'Istruzione
considera spreco - «con le mie colleghe svolgiamo attività di recupero per i
bambini che ne hanno bisogno. Altre volte, grazie alle compresenze - ha
precisato -, riusciamo a fare attività di rinforzo linguistico con i bambini
stranieri.
Il prof fa lezione
di omofobia : gli alunni chiamano Arcigay
( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: interrogazione al ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e il
presidente dell'Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, denuncia un duplice rischio
discriminazione e bullismo: «Ora i bulli si sentiranno maggiormente liberi di
prendere in giro le lesbiche ed i gay», ha detto Marrazzo. E immigrati, gay e
rom sono già tra le vittime preferite dei bulli.
Dottori e maestri
obbligati a fare la spia Così guido la fronda
( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fini sa tutto, la Gelmini anche. Il Colle preoccupato» CLAUDIA FUSANI
E siamo a 101!». Alle due e mezza del pomeriggio l'onorevole Alessandra
Mussolini sventola in pieno Transatlantico una piccola risma di carte. «Ha
appena firmato anche Gaetano Pecorella» aggiunge, «è la carica dei 101».
università, la
carica dei precari - laura montanari
( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini». Ministro che diventa bersaglio facile di slogan e sfottò:
«Non si risparmia sui bambini, no ai tagli della Gelmini», «Un popolo ignorante
si governa meglio», «La Gelmini è l´unico esubero che vogliamo». E infine, in
piazza Santa Croce, i versi danteschi, applauditissimi, recitati da un docente
precario: «Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e
conoscenza»
Non smetteremo di
lottare contro questa pseudo riforma
( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Vogliamo più scuola pubblica e che le università non diventino
fondazioni di privati. Per fortuna c'è un fronte compatto tra noi, i genitori e
i docenti». In chi riponi più speranze e fiducia? «Nella Cgil. Sono quelli che
più stanno facendo opposizione alle scelte della Gelmini». T.GAL
Perderò posto e
stipendio a causa della riforma Gelmini
( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Perderò posto e stipendio a causa della riforma Gelmini» Non sono solo
i cervelli dei ricercatori italiani a fuggire all'estero, anche quelli di noi
docenti precari, altrettanto preziosi. Ho fatto un lungo percorso per
raggiungere la professionalità che ho acquisito: una laurea in Lettere
Classiche, i corsi per avere l'abilitazione al sostegno, anni di supplenze.
galan fatto fuori
dal gotha del pdl si scatena per la fuga di sappada
( da "Mattino di Padova, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Claudio Scajola e Mariastella Gelmini. Per i tre posti rimanenti sono
pronti a scannarsi in tanti: e oltre ai governatori di Veneto e Lombardia
Giancarlo Galan e Roberto Formigoni, consiglieri autorevoli come Niccolò
Ghedini e Marcello Dell'Utri, l'ex presidente del Senato Marcello Pera e il
sottosegretario al Turismo (da mesi in odore di promozione ministeriale)
Va bene tagliare
gli sprechi ma così si distrugge la scuola pubblica
( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «A creare un grande fronte di protesta e solidarietà, per opporsi alla
legge Gelmini. Nella scuola media dove insegno io genitori, studenti e
insegnanti condividono forme di auto-organizzazione per tutelare la formazione
dei ragazzi». T.GAL
Massimo Marinelli
L'ordine democratico Ho sempre pensato che la difesa dell'ordine democr...
( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ludovica Muntoni Vorrei più coerenza Mi piacerebbe sapere quanti dei
genitori che mettono in discussione le proposte Gelmini sulla scuola, chiedendo
per i loro figli un lungo orario incompatibile con l'assegnazione degli
organici, hanno votato per un governo di centrodestra, incuranti degli
avvertimenti delle cassandre di sinistra che cercavano di metterli sull'avviso.
Basta un 5 in
pagella e addio... ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tutti i dubbi sulle novità introdotte dal ministro Mariastella
Gelmini. Tra l'altro, resterà determinante ai fini della bocciatura il voto in
condotta insufficiente, indipendentemente dal profitto. Obbiettivo delle scelte
del governo è quello di raggiungere «maggior rigore nella valutazione degli
apprendimenti, oltre che severità e disciplina nella valutazione dei
comportamenti»,
tremila in piazza
con la cgil - alessandro cori
( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che la scuola bolognese subirà nei prossimi tre anni per effetto della
riforma Gelmini. Tra la folla anche il candidato sindaco del Pd, Flavio
Delbono, che ha fatto «appello al buonsenso» per quanto riguarda gli interventi
sulla scuola e poi ha risposto al senatore del Pd, Walter Vitali, che aveva
lanciato l´idea di una vertenza degli enti locali proprio sulla scuola.
Il corteo Cgil
okkupa il centro ma i <maestrini> fanno flop Slogan, striscioni, cori...
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: cori sulla riforma Gelmini e il precariato Sciopero Atm, caos in
serata per il blocco delle linee del metrò di Maria Sorbi Scontri al corteo di
Roma. Tutto liscio - per una volta - a Milano. In piazza sono scese centinaia
di persone, tra insegnanti e studenti, per chiedere di fermare la politica dei
tagli della scuola.
in piazza contro i
tagli della riforma: meno 4 mila posti
( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la rete dei docenti precari e quelli mobilitati che rischiano di
vedere ridotti di 4mila unità i posti a disposizione in tutta la regione, gli
insegnanti, i professori, i ricercatori e gli amministratori locali che
rifiutano «l´attacco Berlusconi-Tremonti-Brunetta-Gelmini ai settori della
conoscenza».
Bassi: <In
crisi tutti gli atenei d'Europa>
( da "Adige, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: visto che martedì 24 il ministro Gelmini spiegherà la situazione. La
cosa importante è sapere se a questo incontro parteciperanno anche le
opposizioni; ho parlato venerdì pomeriggio a Verona con la senatrice del Pd
Mariapia Garavaglia, e ci saranno ben 3 disegni di legge in Parlamento, uno
presentato dal Pd, un altro dal Pdl e infine uno dal governo.
Sciopero della
conoscenza per quattro gatti. La Cgil: un successo
( da "Tempo, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa Oggi Gelmini e Brunetta illustreranno novità per i lavoratori
precari Sciopero della conoscenza per quattro gatti. La Cgil: un successo Lo
sciopero della conoscenza indetto dalla Flc Cgil e dalla Gilda che ieri è
andato in scena nelle principali piazze d'Italia è stato accolto con scarso
entusiasmo dai lavoratori della scuola.
Gelmini: <Il
3+2 va ripensato> ( da "Tempo, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa Il ministroTroppi i corsi di laurea Gelmini: «Il 3+2 va
ripensato» Non è un mistero che il ministro dell'Istruzione Mariastella
Gelmini, oltre ad essere capacissima e determinatissima come l'ha definita il
premier Berlusconi è anche caparbia. Tra i «pensieri dominanti» che
caratterizzano il suo ministero c'è l'impellente necessità di riformare il
sistema universitario italiano.
<Chiudiamo i
musei cittadini per annullare la stangata Tia >
( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: regolamenti del ministro Maria Stella Gelmini. Insomma: servono
risorse, per la scuola, e per la formazione professionale. Va difeso il diritto
all'apprendimento per tutti. E non si può intaccare il diritto di sciopero,
cardine della democrazia». Sondra Coggio .x/19/0903 AUMENTO della tariffa sui
rifiuti, «chiudiamo per un anno i musei cittadini per annullare gli effetti
della stangata"
<Con me
assenteismo giù del 40%: gli uffici statali sono cambiati>
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Domani con il ministro Gelmini presentiamo anche quelli della scuola
che sono più o meno gli stessi numeri». Non c'è il rischio che, una volta
esaurita l'eco dei suoi provvedimenti, le assenze per malattie tornino ad
aumentare? «Da luglio a febbraio, assenze per malattia sempre in calo.
"Greco e
latino, quando il ministro non arrivava al 6"
( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Quando ha conosciuto il ministro Gelmini? «E' stata una mia allieva
all'Arici per più di due anni e mezzo. Dopo aver fatto il ginnasio al liceo
Manin di Cremona ed avere iniziato il triennio del liceo al Bagatta di
Desenzano, è arrivata in classe con me. Era metà novembre. Era in prima».
scuola: l'incubo
di 200 precari ( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'incubo della tagliola Gelmini: «Il contratto scade a fine giugno.
Chi sa cosa succederà? Dopo tanto faticare ora c'è paura». Quella di Silvia è
una delle tante storie del piccolo esercito di circa 200 precari della scuola
(in massima parte livornesi) che ogni giorno fanno il pendolo tra il continente
e l'Isola d'Elba.
<Valle Seriana,
le scuole sono risorse anti-crisi>
( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in cui in ambito scolastico è arrivata la riforma Gelmini, mentre dal
punto di vista socio-economico si è entrati nella fase acuta di una profonda
crisi». Lo studio, partendo da questi elementi, ha cercato di individuare le
possibili linee di sviluppo per la formazione nei prossimi anni: è infatti
dalle scuole che c'è la possibilità di far emergere nuove idee,
Convegno nazionale
sul lavoro Ospiti di prestigio alla Sala dei Savi
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, ndr)». All'Istituto scolastico comprensivo di Monteprandone,
per esempio, alcuni genitori hanno sottoscritto un documento in cui chiedono di
mantenere il tempo scuola in vigore adesso. SINDACATI e insegnati hanno
consegnato al prefetto Alberto Cifelli un corposo documento che contiene quelli
che saranno gli effetti sul territiro della riforma voluta dal Ministro della
publbica
scuola: 10mila in
piazza a firenze ( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tutti insieme hanno detto no alla riforma Gelmini e alla perdita di
posti di lavoro nel settore. L'adesione allo sciopero in Toscana - secondo la
Cgil - è stata del 30-40 per cento. Il segretario regionale della Cgil Alessio
Gramolati ha detto che «se le politiche di tagli di Tremonti dovessero andare
avanti, solo in Toscana saranno 3.
La crisi noi non
la paghiamo! E' il grido dei docenti precari della Provincia di Pe...
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: fronte alla mannaia che la riforma Gelmini sembra avergli preparato. E
ieri mattina in Piazza del Popolo c'erano decine di rappresentanti, con tanto
di cartello al collo che citava a caratteri cubitali il loro ruolo. O meglio il
loro "non ruolo": «Alcune di noi esercitano la professione da 15-20
anni in una cronica assenza di contratto regolarizzato - raccontano alcune
docenti -
Gelmini e Walesa
inaugurano il campus di Mediolanum
( da "Milano Finanza (MF)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Luca Gualtieri il ministro e il premio nobel alla cerimonia di ieri
Gelmini e Walesa inaugurano il campus di Mediolanum Sembra decisamente una
strana coppia. Lei 36enne, rampantissima bresciana, ministro del governo
Berlusconi. Lui 66enne, polacco, ex rivoluzionario. Il ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e il leader di Solidarnosc e premio
Nobel per la pace,
LA LIGA VENETA,
Lega nord padania, sezione di Lendinara, affronta la tematica della ri...
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la tematica della riforma della scuola primaria con un incontro
pubblico sulla Legge Gelmini. A parlarne saranno Elena Borgato, responsabile
provinciale settore scuola Lega nord e le onorevoli Emanuela Munerato,
componente commissione lavoro e Paola Goisis, componente commissione cultura,
insegnante di Este, impegnata in politica da molti anni e alla Camera dei
deputati dal 2006.
GUBBIO La
stragrande maggioranza degli alunni eugubini che a settembre entreranno nel...
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riforma Gelmini. Prevale l'orientamento verso i due pacchetti orari
maggiori anche per questioni familiari logistiche, dato che in molti casi ci
sono le esigenze dei genitori per gli impegni professionali. Sono 45 le coppie
che hanno aderito alla formula del "tempo pieno", che attualmente è
in vigore solamente all'Edificio Scolastico di via Matteotti e nella frazione
di Mocaiana.
La capopopolo
delle libertà <Con me Fini e Napolitano>
( da "Riformista, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E poiché considero grave anche la parte che riguarda i maestri ho
informato la Gelmini. La Gelmini è d'accordo con lei? Dico che mi è sembrato
giusto informarla. Molti parlamentari hanno votato perché non ne possono più
del Carroccio. Io dico che quell'emendamento avrebbe potuto avere un effetto
domino. E noi con la nostra iniziativa abbiamo portato un correttivo.
Torna l'Onda degli
scontri Cariche alla Sapienza
( da "Riformista, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. E nel mezzo, ancora una volta, ci sono le forze dell'ordine,
criticate dall'Unione degli studenti per aver operato «contro chi chiede solo
di poter manifestare ed esprimere il proprio pensiero», mentre l'Udu parlava di
«una fase di formazione d'emergenza», e la Rete degli studenti dei «sospetti
che ci sia un tentativo di creare un clima di scontro per annullare la forza
MONTESILVANO - Una
riforma della scuola fondata più su criteri ragionieristici che su basi peda...
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: alle riforme della Gelmini, che - tanto per fare un esempio - spaccia
il maestro unico come riforma pedagogica, mentre punta ad un taglio
indiscriminato dell'organico con buona pace dell'insegnamento». E in fatto di
tagli, solo per l'Abruzzo si parla di una vera falcidia del personale, pari a
350 posti in meno ogni anno per tre anni.
Mediolanum
inaugura la corporate university
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini - con cui Doris si è impegnato a collaborare per
dare vita a un progetto di formazione finanziaria nelle scuole- , e del premio
Nobel per la pace Lech Walesa. Il progetto non è che il culmine dell'attività
formativa di Mediolanum che nel corso degli anni ha dato vita a numerosi corsi
di formazione: «Soltanto nel 2008 il 42,
di DEBORAH SANTINI
VENTIQUATTRO o ventisette ore settima...
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: introdotte dal decreto Gelmini. Meno ore e maestro unico,
evidentemente, nel comune di Grosseto, non piacciono: sono davvero sporadiche
le richieste che vanno in questa direzione. I circoli delle scuole elementari a
Grosseto sono quattro: il primo di viale Giotto, il terzo di via Sicilia, il
quarto di via Mascagni e, infine,
<CIÒ CHE
RISULTA è che le 24 ore non vanno incontro alle esigenze delle famiglie>...
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: viste le novità introdotte dal decreto Gelmini, ma viste anche le
scelte fatte dalle famiglie, cosa accadrà? «Sicuramente conclude Ceccacci anche
il modulo delle 30 ore non funzionerà come lo scorso anno, ovvero con tre
insegnanti su due classi. Gli specialisti, come ad esempio i docenti di
inglese, saranno solo un ricordo».
Gelmini: Esame di
Stato senza 5 ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Gelmini: «Esame di Stato senza 5» «Con un cinque gli
studenti non potranno essere ammessi all'esame di Stato ». Il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenuta ieri all'inaugurazione della
Mediolanum Corporate University (l'istituto di Banca Mediolanum a Basiglio, Milano
3), ha rilanciato la linea della severità sulla valutazione «
Sciopero docenti,
adesione bassa Gli studenti sfilano in centro
( da "Corriere Alto Adige" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ancora il ministro Gelmini, vecchio obiettivo di questi mesi, ma
soprattutto il tanto criticato «decreto Aprea», proposta che sarà approvata in
maggio e che — secondo gli studenti — richiama fortemente la contestatissima
riforma Moratti: «Mentre noi diciamo no alla trasformazione delle scuole in
fondazioni private e ad una rappresentanza studentesca che sia solo simbolica»
Re Carlo Gustavo
XVI e la Regina Sofia di Svezia saranno in Italia dal 24 al 27 marzo. La vi...
( da "Messaggero, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ci saranno i rispettivi ministri della Ricerca Maria Stella Gelmini e
Lars Lejionborg. La Regina sarà intanto a Explora, il museo dei bambini, per
inaugurare il Festival della cultura infantile svedese. Il 26 partenza per
Bologna, dove il Re incontrerà Romano Prodi, e ricorderà i cento anni dal Nobel
a Guglielmo Marconi.
Corteo alla
Sapienza, scontri con la polizia
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è accaduto ieri mattina quando circa 300 persone, riunite per
protestare contro la riforma Gelmini, ha provato a uscire più volte dalla
cittadella universitaria. Il tentativo è stato respinto con cariche di
alleggerimento della polizia ( nella foto). Tra i contusi un agente e decine di
studenti. AP/LAPRESSE
S.ARCANGELO SCUOLA
<Non toccate il tempo pieno>: 230 genitori scrivono alla Gelmini
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 230 genitori scrivono alla Gelmini «SALVATE il tempo pieno nella
nostra scuola». Firmato: i genitori della scuola elementare Fratelli Cervi' di
Sant'Ermete, che hanno raccolto oltre 230 adesioni alla protesta contro il
ministro Gelmini sulla riforma scolastica. La paura dei genitori della scuola è
che vengano a mancare, come già preannunciato,
PROSEGUONO le
azioni di mobilitazione del sindacato scuola e università Flc-...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Prosegue, poi, presso le sedi Cgil della provincia, anche la
raccolta firme per la petizione da inoltrare al prefetto e al ministro
dell'Istruzione: «Chiederemo l'immissione in ruolo nel 2009 su tutti i posti
vacanti nella scuola pubblica spiegano i responsabili il ritiro della legge
133/08 e il riesame dei regolamenti per la definizione degli organici che
porterebbero altrimenti
Tagli alla scuola
pubblica, migliaia contro la Gelmini
( da "Corriere del Veneto" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In Veneto sta per finire la qualità» Tagli alla scuola pubblica,
migliaia contro la Gelmini PADOVA - La scuola del Veneto lascia le aule e
scende in piazza, per lo sciopero generale della conoscenza. Duemilacinquecento
tra insegnanti, presidi, ricercatori, studenti e bidelli ieri hanno raggiunto
Padova per manifestare contro la riforma Gelmini.
Il rituale è
antico e collaudato. Gruppi di studenti protestano contro q...
( da "Messaggero, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sono i tagli alla spesa universitaria decisi dal ministro Gelmini, in
parte ridimensionati e comunque contestati da un fronte abbastanza ampio che
comprende anche docenti e organizzazioni sindacali. Ma le occasioni per
protestare non sono mai mancate e verosimilmente non mancheranno in futuro.
L'impressione è che, in molti casi, la mobilitazione sia soprattutto fine a se
stessa,
ROMA - La carica
della polizia contro gli studenti dell'Onda che volevano uscire dalla ...
( da "Messaggero, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: manifestare assieme alla Cgil contro i tagli della Gelmini
all'istruzione, provoca una raffica di polemiche. Sotto accusa finisce il
protocollo firmato dal sindaco Alemanno con i sindacati per regolamentare i
cortei per le strade della città. «È stato appena firmato un protocollo in
Prefettura - dice il sindaco della capitale - per evitare la proliferazione
delle manifestazioni.
Iscrizioni a
scuola Licei classici in crisi recuperano i tecnici
( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: i presidi devono fare i conti con i cambiamenti portati dalla riforma
Gelmini. Da
Ottocento posti in
bilico e la scuola ri-sciopera
( da "Nazione, La (Umbria)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: allarme contro la Riforma Gelmini, «che di fatto ha notato la
sindacalista sta smantellando l'offerta formativa e la qualità della didattica».
Domani, invece, dal palco del III° Congresso della Funzione pubblica, in
programma a Todi, sarà il segretario generale della Cisl Umbria, Ulderico
Sbarra, a fare il punto della situazione.
Sciopero Atm,
traffico nel caos ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel mirino anche l'accordo Gelmini- Formigoni sulla gestione lombarda
degli istituti tecnici: «No al federalismo scolastico, può portare solo danni».
Rita Querzé Viabilità Traffico impazzito dalle prime ore della mattina Metrò
Nelle stazioni poche informazioni ai viaggiatori Tram Mezzi bloccati e
viaggiatori infuriati in centro
Pietrella:
<Riduzioni già previste anche dai precedenti Governi>
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non sono solo la Gelmini o questo Governo ad aver intrapreso il
cammino», prosegue, «bensì i ministri precedenti, compreso Fioroni che, proprio
a fronte dei risparmi, aveva assunto l'impegno di una massiccia stabilizzazione
del personale precario. Impegno poi non mantenuto, anche per lo scioglimento
anticipato delle Camere».
<Mi hanno
scippato il sogno: non potrò fare l'insegnante>
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: maestro unico, tagli al sostegno e aumento degli alunni per
ciascuna classe. GLI SLOGAN Dalle file degli studenti si sono levati anche gli
slogan più coloriti, lanciati in particolare dal coordinamento universitario di
Unicamente che ha manifestato nella giornata di impegno e mobilitazione contro
le politiche che puntano alla progressiva privatizzazione delle università
La prof avverte
gli alunni <Attenti ai gay>
( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: veramente perplessa e rammaricata ma escludo con convinzione e
fermezza qualunque attacco o risentimento personale alle libertà di scelta che
competono solo ed esclusivamente a chi le fa». Intanto sull'episodio la
deputata del Pd Anna Paola Concia ha annunciato un'interrogazione al ministro
della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini «per fare piena luce sulla
vicenda ». Edoardo Sassi
La regina di
Svezia tra i bimbi malati ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Faccia a faccia, mercoledì in Campidoglio, tra i
ministri degli Esteri svedese e italiano, Carl Bildt e Franco Frattini: aprirà
i lavori il sindaco Gianni Alemanno. Ancora: martedì, i sovrani saranno
all'Istituto Svedese di Roma per la presentazione del progetto «Via Tiburtina»,
tredici ricerche sull'importante arteria romana,
Il preside della
Sapienza Luigi Frati è più scocciato che preoccupato, stiam...
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 19-03-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: semplificare, ho scritto ai ministri Sacconi e Gelmini per chiedere di
ridurre da
La Cgil contro
tutto: cento vanno in piazza
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la Gelmini che vuole rubare ai nostri figli gli edifici e gli
insegnanti; contro Brunetta che ci chiama fannulloni; contro Sacconi che ci
vuole mandare in pensione a 65 anni; contro il ddl Aprea che ci vuole divisi e
trasformati in umili subordinati;
Siluro al piano
dell'AltaValle primo scoglio per la Pagano
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini ha tagliato tantissimi indirizzi e alla Spezia
rischiano di sparire il socio-pedagogico, i linguistici sperimentali e lo
scientifico tecnologico, scuole con molti iscritti e un alto gradimento delle
famiglie. «Non penso che il piano del ministero verrà approvato in modo cosi
rigido e anche qui ci sarà una più attenta valutazione.
Iscrizioni, liceo
scientifico superstar ( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: legata all'entrata in vigore della riforma Gelmini, ha di fatto
tagliato le gambe a una sperimentazione che negli ultimi anni aveva invece
raccolto buoni risultati. E neppure l'assicurazione che le classi avviate
potranno comunque continuare fino alla conclusione del quinquennio ha
rassicurato le famiglie.
Madri e figli, in
piazza contro la Gelmini ( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 7 Madri e figli, in piazza contro la Gelmini AL CORTEO A SOSTEGNO
DELLO SCIOPERO DELLA CGIL SCUOLA di LUCA SALVI MILANO «SIAMO PIÙ di 24mila,
tutti contro la Gelmini. E secondo un sondaggio promosso dal ministro, il 97
per cento degli italiani non è d'accordo sulla riduzione del tempo pieno».
Più poveri e meno
liberi con i tagli ( da "Nuova Ferrara, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: maestro unico Più poveri e meno liberi con i tagli Mobilitazione
davanti alla Prefettura: a casa il ministro Gelmini Le famiglie hanno bocciato
il ritorno al maestro unico. «Per questa ragione chiediamo le dimissioni del
ministro Gelmini» ha detto ieri Fausto Chiarioni Flc Cgil durante la giornata
di mobilitazione dei settori della conoscenza, spiegando il perché della
manifestazione.
Anche presìdi
fuori dagli istituti Vogliamo risposte dai politici
( da "Nuova Ferrara, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e alla consapevolezza delle conseguenze della riforma Gelmini presso i
genitori, gli studenti ed i colleghi - spiega Carla Collina, portavoce del Cip
- ma la risposta delle istituzioni è stata quasi nulla. Ora miriamo più in
alto, se stamattina (ieri, ndr) il vice prefetto ci ha assicurato il suo
appoggio e la sua disponibilità a portare la nostra causa ai suoi diretti
superiori,
Iti Montani alla
riscossa: iscritti in aumento
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, che riconosce la specificità tecnica, non è ancora
applicata». C'è poi un altro interessante fenomeno: sono molti quelli che,
provenienti da fuori provincia, si iscrivono al terzo anno dopo aver
frequentato i primi due in istituti vicino casa: «Vogliono fare da noi la
specializzazione e le famiglie sono disposte a spendere di più per mandarli qui
dice il vice preside Mauro
Cogestione allo
Zucchi, questa mattina lezione di 'ndrangheta
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI: AL POSTO DELLE GITE ATTIVITÀ ALTERNATIVE PER UNA SETTIMANA A
SCUOLA gli studenti organizzano le attività insieme ai loro insegnanti secondo
i temi di attualità e i loro interessi. È questo lo spirito che anima la
cosidetta «cogestione», cioè la gestione della scuola a quattro mani tra
studenti e professori al liceo classico Zucchi,
Scuola: sciopero e
sit-in davanti alla Prefettura
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nazionale indetto dalla Cgil per protestare contro i tagli della
riforma Gelmini e rivendicare nuove politiche di investimento nel mondo della
scuola. Appuntamento alle dieci davanti alla Prefettura in piazza del Papa per
il presidio, cui ha partecipato una cinquantina di persone. Tra loro docenti,
personale Ata, genitori e studenti della Politecnica, armati di bandiere e
striscioni.
Napolitano onora
Biagi <Unire le forze contro la crisi>
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-03-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Paola Reggiani Gelmini. Il programma prevede il saluto delle autorità
cittadine, poi sarà il professor Michele Tiraboschi, colui che ha raccolto
l'eredità di Biagi, a ricordare l'amico e collega. INTORNO alle 12, Napolitano
si farà portare in pieno centro città, in piazza Grande, dove è previsto il
consueto bagno di folla e il saluto a tutti i cittadini.
La scuola scende
in piazza contro il decreto Gelmini
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: HANNO ADERITO ANCHE GLI UNIVERSITARI La scuola scende in piazza contro
il decreto Gelmini Manifestazione anti-riforma davanti alla Prefettura Gli insegnanti:
«Ci vuole più rispetto per chi lavora» II Il mondo dell'istruzione è sceso in
piazza, compatto e unitario per dire no al Decreto Gelmini e ad una riforma che
scontenta maestri, professori, corpo non docente, studenti e genitori.
OLTRE 500 firme
raccolte da genitori di studenti castellani per protestare contro...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: genitori di studenti castellani per protestare contro la riforma Gelmini.
Di queste più di un quarto provengono dall'asilo e dal nido di Osteria Grande.
Numeri alla mano, è proprio sul futuro dell'elementare Serotti di Osteria
Grande che è maggiore la preoccupazione dei genitori. Per il prossimo anno
scolastico, infatti, sono 38 i bambini iscritti alla prima elementare della
frazione.
Sciopero Cgil,
migliaia di lavoratori e studenti in piazza
( da "Gazzetta di Modena,La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che la scuola bolognese subirà nei prossimi tre anni per effetto della
riforma Gelmini. Tra la folla anche tanti leader politici: il candidato sindaco
del Pd, Flavio Delbono, che ha sfilato con i lavoratori insieme a Maurizio
Cevenini, presidente del Consiglio provinciale, e Sergio Lo Giudice,
consigliere comunale del Pd.
asili nido,
vincono quelli privati ( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fuga dalle scuole per l'infanzia pubbliche: «è l'effetto Gelmini». Ma
resta l'allarme per i fondi Asili nido, vincono quelli privati A Venezia e
Mestre boom di iscrizioni alle «paritarie» MESTRE. Boom di iscrizioni alle
scuole per l'infanzia paritarie. I posti sono sempre gli stessi, né più ne
meno, 2.
una previsione di
71 tagli in segreterie e bidellerie
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il piano Gelmini-Tremonti annullerà oltre 45 mila posti di lavoro
nella scuola su scala nazionale nei prossimi 3 anni». La proiezione è stata
calcolata sul taglio del 6 per cento, nei singoli profili professionali. Di
fatto, l'esatta incidenza si conoscerà dopo la pubblicazione del decreto
annuale sugli organici.
firme per salvare
la qualità della primaria ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Che alzano le proteste e progettano una manifestazione pacifica a
catena, a Pordenone, nei paesi provinciali e del Veneto, all'alba di aprile.
«Chiediamo garanzie sul tempo-scuola per i nostri figli», hanno lanciato
l'appello al ministro Gelmini i genitori del gruppo spontaneo cittadino.
«Parteciperemo alle iniziative delle famiglie», ha promesso Manzon. (c.b.)
Gelmini:
"Basterà un 5 per saltare la maturità"
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pagina 0 Gelmini: "Basterà un 5 per saltare la maturità" di
Francesca Angeli Il nuovo regolamento sulla valutazione nelle scuole ha
chiarito tutti i dubbi. Il ministro Gelmini: l'obiettivo è raggiungere
"maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti oltre che severità
nella valutazione dei comportamenti" Basterà un cinque in una qualsiasi
materia per non essere ammessi all?
Statali, Brunetta:
"Assenteismo giù del 40%"
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Domani con il ministro Gelmini presentiamo anche quelli della scuola
che sono più o meno gli stessi numeri». Non c?è il rischio che, una volta
esaurita l?eco dei suoi provvedimenti, le assenze per malattie tornino ad
aumentare? «Da luglio a febbraio, assenze per malattia sempre in calo.
Cittadinanza e
Costituzione: l'educazione civica torna nelle scuole
( da "Comunicatori Pubblici" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini in una conferenza stampa a palazzo
Chigi per la presentazione del documento di indirizzo per l'avvio della
sperimentazione (che durerà un anno) della materia. Il ministro ha ricordato
che lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sollecitato
l'importanza di "insegnare, studiare ed analizzare nelle scuole il dettato
costituzionale"
Corteo della
scuola contestato dall'Onda
( da "Metronews" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in piazza almeno cinquemila persone a protestare in maniera colorata
contro la riforma Gelmini. Scarsa la partecipazione della rete degli studenti
medi, appena una cinquantina. Una rappresentanza comunque contestata dall?ala
più radicale degli studenti dell?Onda anomala che, all?altezza della
prefettura, hanno urlato slogan verso il corteo, protestando contro la linea
della Cgil.
"Greco e
latino, quando il ministro Gelmini non arrivava al 6"
( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Quando ha conosciuto il ministro Gelmini? «E' stata una mia allieva
all'Arici per più di due anni e mezzo. Dopo aver fatto il ginnasio al liceo
Manin di Cremona ed avere iniziato il triennio del liceo al Bagatta di
Desenzano, è arrivata in classe con me. Era metà novembre. Era in prima».
<Dalla Gelmini
solo tagli mascherati da riforma>
( da "Arena.it, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma» SCUOLA. Contenuta
negli istituti veronesi la partecipazione all'agitazione sindacale nazionale
Circa del dieci per cento l'adesione allo sciopero 19/03/2009 rss e-mail print
Un'aula vuota per lo scipero del personale docente Non chiamatela riforma.
Esplode la
protesta degli universitari
( da "Arena.it, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e a Roma l'impatto è stato dei più duri. Aderendo allo
sciopero indetto ieri da Flc Cgil per protestare contro il piano dei tagli
all'istruzione varato dal governo Berlusconi, in migliaia sono scesi in piazza
nelle principali città italiane (da Genova a Firenze, da Milano a Torino) con
momenti di tensione all'Università la Sapienza,
Epifani: <No ai
tagli> E oggi parla la Gelmini
( da "Arena.it, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E oggi parla la Gelmini 19/03/2009 rss e-mail print La manifestazione
della Cgil L'istruzione come caposaldo del welfare. Questo il nodo della protesta
organizzata dalla Cgil. «La nostra scuola», ha affermato il leader della Cgil,
Guglielmo Epifani parlando a Palermo che ha ospitato, al teatro Politeama, la
principale manifestazione della giornata,
Scuola, la proposta
della Gelmini: "Tetto del 30% per gli stranieri"
( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo ha annunciato il ministro Gelmini, durante una conferenza stampa a
Palazzo Chigi. «Non credo - ha aggiunto - che ciò sia possibile dal prossimo
anno, ma dal successivo. Sto comunque chiedendo ai dirigenti uno sforzo per
risolvere i casi-limite già dal prossimo anno». Gelmini a questo proposito ha
citato la vicenda della scuola Pisacane di Roma.
Università, l'Onda
ci riprova A Roma scontri con la polizia
( da "Avvenire" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: da Cgil e Gilda contro la riforma Gelmini ritorna ad affacciarsi anche
la contestazione. Lanci di scarpe per emulare il giornalista iracheno che prese
di mira Bush Università, l'Onda ci riprova A Roma scontri con la polizia DA
ROMA GIORGIO D'AQUINO S contri tra i giovani dell'Onda e le forze dell'ordine
alla Sapienza di Roma e tafferugli tra estremisti di opposto colore a Napoli.
Gelmini: niente
maturità con un 5 ( da "Avvenire" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini a margine
dell'inaugurazione di un nuovo ateneo, la Mediolanum Corporate University,
promossa dall'omonimo gruppo finanziario, rivolto ai futuri promotori
finanziari. Ma il ministro Gelmini ha parlato anche dell'università, che «ha
estremo bisogno di un forte ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto
la riforma del reclutamento»
Proteste alla
Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti?.
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono guerriglieri"Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un
cinque in pagella"Fritzl: "Pentito dal profondo del cuore"
Chiesto l'ergastolo: oggi la sentenzaAlemanno: "No all'egemonia
leghista" Carfagna: "Pdl? Presto leader donna"Il Papa all'Islam:
"Rifiutare ogni tipo di violenza"E' giusto abbattere i randagi?
Il corteo della
Cgil okkupa il centro ma i "maestrini" rimediano un flop
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: cori sulla riforma Gelmini e il precariato Sciopero Atm, caos in
serata per il blocco delle linee del metrò Scontri al corteo di Roma. Tutto
liscio - per una volta - a Milano. In piazza sono scese centinaia di persone,
tra insegnanti e studenti, per chiedere di fermare la politica dei tagli della
scuola.
Brunetta:
"L'Onda? Sono guerriglieri"
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola
la protesta sta montando, il ministro ha risposto: "Non vedo molta protesta,
vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma
vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli
studenti l?
Gelmini:
"Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella"
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 19 pagina 0 Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in
pagella" di Francesca Angeli Il nuovo regolamento ha chiarito tutti i
dubbi. Il ministro: l'obiettivo è raggiungere "maggior rigore nella
valutazione dell'apprendimento e del comportamento" Basterà un cinque in
una qualsiasi materia per non essere ammessi all?
Brunetta: <Gli
studenti dell'Onda sono guerriglieri>
( da "Corriere.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. LA PROTESTA - A chi faceva notare al ministro che
nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta
protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della
associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di
rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste.
Pensioni:
Brunetta, entro anno ottempereremo a sentenza Ue
( da "Trend-online" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo ha detto il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato
Brunetta, al termine della conferenza stampa tenuta insieme alla collega della
scuola, Mariastella Gelmini. Il ministro ha escluso che ci siano divergenze su
questo punto con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. (ANSA).
Gelmini: "I
corsi di laurea si ridurranno del 20%"
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: "I corsi di laurea si ridurranno del 20%" I corsi
di laurea si ridurranno del 20%. Lo ha annunciato il ministro dell?Istruzione,
dell?Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa
a Palazzo Chigi. "I corsi di laurea oggi sono 5.
Brunetta: studenti
Onda sono guerriglieri ( da "AudioNews.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dura presa di posizione del ministro Brunetta all'indomani dei
tafferugli avvenuti alla Sapienza nel giorno dello sciopero della scuola
indetto dalla Cgil. In una conferenza stampa a Palazzo Chigi è intervenuta
anche il ministro Gelmini che ha espresso, tra l'altro, la intenzione di
introdurre un tetto di immigratio in classe al 30%.
<Caro Obama,
aiutaci tu>NISCEMI. ( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Sono intervenuti i sindaci di Sutera Gero Difrancesco e di
Acquaviva Platani Salvatore Mistretta. Erano presenti il presidente del
consiglio di Campofranco Lillo Guagenti ed i consiglieri comunali Liuzzo e
Caruso. I docenti di Mussomeli hanno lamentato e si sono rammaricati per
l'assenza del sindaco e del presidente del consiglio comunale di Mussomeli che
erano stati invitati.
Torna a
proliferare il pollo sultano
( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini, non migliorerà la situazione, ma la complicherà e
la renderà ancora più complessa. Basti pensare a quanta ulteriore mobilità
d'ufficio si determinerà nei vari ordini di scuola, soprattutto nella scuola
primaria e secondaria di I grado».
Foti e Bonomo,
chiarimento a distanza naccio
( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: al disegno di legge Aprea e ai provvedimenti Gelmini». Ieri i
lavoratori della scuola che si riconoscono nel sindacato Flc-Cgil hanno
scioperato e partecipato alla manifestazione regionale a Palermo. Le ragioni
sono quelle che stanno accompagnando questa stagione sindacale della Flc-Cgil:
«Per ridare dignità alla condizione lavorativa delle persone,
ROMA. UN SOLO 5 E
NON SI è AMMESSI. CHE SIA LA CONDOTTA O UNA DELLE TANTE MATERIE POCO
IMPORTA.... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini non demorde. Fatto il regolamento (è
stato approvato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana) torna a
ribadire che «ci sarà maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti» e
«severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti».
GLI SCONTRI TRA
STUDENTI E FORZE DELL'ORDINE ALL'UNIVERSITà LA SAPIENZ...
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli scontri tra studenti e forze dell'ordine all'università La
Sapienza di Roma A destra, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
A SCUOLA DI
COSTITUZIONE. IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITà E RICERCA MARIASTELLA
GELMINI... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini,
ha presentato, lo scorso 4 marzo, un documento di indirizzo relativo alla
sperimentazione del nuovo insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione». La
materia sarà introdotta nei programmi delle scuole di ogni ordine e grado per
disposto della legge n.
GIANLUCA SOLLAZZO
FINO AL PROSSIMO MESE DI LUGLIO CONTINUERANNO A LAVORARE PRESSO L'UNIVERSIT...
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ricerca comincerà a pagare gli effetti del piano del ministro Gelmini
che ha prodotto e produrrà nel medio e breve termine una serie di tagli
pesantissimi alla cultura». Luglio sarà quindi l'ultimo mese di lavoro per i
224 ricercatori dell'Università di Salerno. Ieri è stato il giorno che ha visto
il mondo della conoscenza scendere in piazza per far ripartire quell'«onda di
protesta»
QUANDO GLI
STUDENTI DELL'ONDA SONO GIUNTI IN RETTORATO, GUIDO TROMBETTI ERA NEL SUO
UFFICIO IN ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Trombetti - dice Giovanni del collettivo "Stop Gelmini" -
si è limitato a prendere le distanze da qualsiasi forma di violenza. Nulla è
stato detto sulla presenza di persone armate di mazze e lame all'interno
dell'Ateneo». Solidarietà è stata espressa dall'Unione degli Studenti agli
studenti aggrediti.
Scuola, assenze
insegnanti: nel 2009 diminuite del 32,45%
( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, i provvedimenti per la razionalizzazione dei
corsi di laurea, dell?assenteismo e del precariato nella scuola e
nell?università. Nel mese di gennaio la diminuzione è stata del 29,2%, mentre
nel mese di febbraio le assenze sono diminuite del 35,7% rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno.
Migliaia in corteo
per difendere la scuola ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini, si è svolta ieri mattina in città la
manifestazione regionale alla quale hanno partecipato, oltre a qualche migliaio
tra docenti e personale, anche la rete degli studenti, comitati di genitori,
Spi pensionati. Ma sono stati i sindaci e gli amministratori di Vigodarzere,
Brugine, Arzergrande, Camposampiero,
Tempo lungo, la
protesta a Venezia ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I genitori bocciano la riforma Gelmini - si legge in una nota diramata
dal coordinamento -. I dati parlano chiaro: circa l'80 per cento delle famiglie
dei nuovi iscritti del paese ha espresso la preferenza per il tempo pieno, cioè
le 40 ore settimanali; il restante 20 per cento ha scelto il tempo normale,
cinque ore distribuite su sei giorni.
Scuola, sciopero
blando ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le più colpite dalla riforma Gelmini. Così nel primo circolo, dove
hanno scioperato 16 insegnanti e 5 unità di personale ata, sono rimaste chiuse
le due scuole elementari Alberti e Zardini. Tre le scuole chiuse nel terzo
circolo, dove hanno scioperato 9 insegnanti e 11 ata: le materne Forte e via D'Artegna
e la primaria Zorutti.
Pochi alunni,
chiudono due scuole elementari
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma la riforma Gelmini ha innalzato il numero minimo di alunni per
classe, da
Brunetta:
"Gli studenti... ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola
la protesta sta montando, il ministro ha risposto: "Non vedo molta
protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della
associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di
rappresentanza degli studenti l?
Il rally delle
Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella"
Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì
sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog di Marista
Urru il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli,
Brunetta va alla
guerra ( da "AprileOnline.info" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Signora Gelmini ci pensa il responsabile educazione del Pd, Giuseppe
Fioroni: "Il ministro dell'Istruzione chieda scusa, per conto del governo,
per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta. il ministro
Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti
rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche
quando protestano,
Scuola, Brunetta
contro l'onda: "Guerriglieri"
( da "Affari Italiani (Online)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. LA PROTESTA - A chi faceva notare al ministro che
nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta
protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della
associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di
rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste.
Un concorso sulla
storia dell'astronomia ( da "Varesenews" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e Ricerca Mariastella Gelmini, nonché al Dirigente
l?Ufficio Scolastico Provinciale di Varese, Prof. Claudio Merletti. Il concorso
riguarda un tema libero relativo alla Storia dell?Astronomia e si può
partecipare inviando da oggi sino al 31 ottobre 2009 i lavori direttamente alla
sede dell?
Tetto del 30% per
stranieri in classe, la Gelmini lancia la nuova proposta
( da "Corriere.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: «Corsi di laurea ridotti del 20%. Già 32 mila richieste di
pensionamento» Il ministro: «Così si riducono i 42 mila posti in meno per i
precari». Tetto del 30% per gli stranieri a scuola Il ministro Mariastella
Gelmini ROMA - «Quasi 32 mila insegnanti hanno chiesto di andare in pensione,
12 mila in più dell'anno scorso,
Napolitano a
Modena: "Br colpirono Marco Biagi per quello che faceva"
( da "Sestopotere.com" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come quelli che Marco Biagi ha affrontato suggerendo lungimiranti
ipotesi di soluzione e prospettive di sviluppo, e dunque come quelli che state
per discutere nel Convegno a lui dedicato". Nella foto a lato: il
Presidente Giorgio Napolitano insieme ad Aldo Tomasi e Paola Reggiani Gelmini,
al suo arrivo all'auditorium della Fondazione Marco Biagi
Maturità più
severa. Gelmini: "Con un cinque sarà vietato l'esame di Stato"
( da "Panorama.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: "Con un cinque sarà vietato l'esame di Stato"
Posted By redazione On 19/3/2009 @ 13:42 In Headlines, NotiziaHome | 2 Comments
Basta un cinque, e in una qualsiasi materia, per non essere ammessi all'esame
di maturità. Poi: resta determinante poi ai fini della bocciatura il [1] voto
in condotta insufficiente.
Università: nel
prossimo anno accademico corsi diminuiti del 20%
( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Gli
obiettivi del Ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca sono
disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale
l?organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica
di qualità.
Tetto del 30% per
gli alunni stranieri Brunetta: "L'Onda? Sono guerriglieri"
( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha affermato la Gelmini, il ddl sicurezza «riguarderebbe la scuola.
Penso - ha aggiunto - che la scuola sia chiamata ad assolvere sempre di più la
funzione di integrazione degli studenti migranti». La Gelmini è poi tornata sul
voto in condotta. Il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una
necessità, non una scelta».
Brunetta:
"L'Onda?... ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola
la protesta sta montando, il ministro ha risposto: "Non vedo molta
protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della
associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di
rappresentanza degli studenti l?
Gelmini:
"Tetto del 30% di stranieri per classe"
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 67 del 2009-03-19 pagina 0 Gelmini: "Tetto del 30% di stranieri
per classe" di Redazione L'annuncio del ministro dell'Istruzione in una
conferenza stampa a Palazzo Chigi: "Stiamo pensando all?introduzione di un
tetto intorno al 30% della presenza di alunni stranieri a scuola".
Università: al via
razionalizzazione dei corsi di laurea
( da "Sestopotere.com" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per questo motivo il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato una
nota di indirizzo vincolante con la finalità di fornire nuovi parametri che le
Università dovranno tenere in considerazione per l?attivazione dei corsi di
studio. In particolare questo pacchetto di misure prevede: la disattivazione di
corsi di studio con un numero basso di iscritti,
Scuola. Iniziative
a favore dell'ingresso di giovani e precari
( da "Sestopotere.com" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro per la
Pubblica Amministrazione e l?Innovazione Renato Brunetta presenteranno un
emendamento grazie al quale, se approvato, si dovrà andare in pensione dopo 40
anni di anzianità contributiva e non più dopo 40 anni di servizio.
Brunetta in guerra
contro l'Onda. Gelmini 5 in condotta
( da "Blogosfere" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini
Brunetta contro
l'Onda: "Guerriglieri" Gli studenti protestano: si dimetta
( da "Corriere.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In una conferenza stampa a Palazzo Chigi con la collega Mariastella
Gelmini ha risposto così a chi gli faceva notare che nella scuola la protesta
sta montando: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di
guerriglia da parte dell'associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli
organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste.
Affondo del
ministro Brunetta: studenti dell'Onda sono dei ''guerriglieri''
( da "RomagnaOggi.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, che ha annunciato, tra l'altro, un tetto del 30%
nella presenza di immigrati nelle scuole. "Non credo che ciò sia possibile
a partire dal prossimo anno ma dal successivo - ha aggiunto Gelmini -. Comunque
sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i
casi limite".
Brunetta sfida
l'Onda: "Guerriglieri"
( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, Brunetta ha detto che nelle
mobilitazioni studentesche di ieri non avrebbe riscontrato «molta protesta:
vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell?associazione Onda»,
che però non è stata presente «nelle recenti elezioni degli studenti, quindi -
ha continuato il ministro - sono dei guerriglieri e verranno trattati come
guerriglieri»
Immigrati in
classe, arriva il tetto ( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e quello della Pubblica amministrazione
e dell?Innovazione Renato Brunetta hanno presentato oggi alcune novità per la
scuola e l?università. Sui pensionamenti il governo presenterà un emendamento
al decreto legge sugli incentivi per l?
UNIVERSITà: AL VIA
RAZIONALIZZAZIONE DEI CORSI DI
( da "WindPress.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per questo motivo il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato una
nota di indirizzo vincolante con la finalità di fornire nuovi parametri che le
Università dovranno tenere in considerazione per l?attivazione dei corsi di
studio. In particolare questo pacchetto di misure prevede: la disattivazione di
corsi di studio con un numero basso di iscritti,
( da "Stampa,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Prandi: «Saranno loro a subire i tagli più pesanti della
riforma» La sorpresa arriva dagli Ata. Normalmente poco propensi allo sciopero,
ieri hanno aderito numerosi allo stop indetto da Flc Cgil per i «lavoratori
della conoscenza». Sarà perché bidelli, assistenti
amministrativi e tecnici sono i soli il cui destino è già segnato dalla riforma
Gelmini: «L'anno prossimo
verranno tagliati 32 bidelli, 10 amministrativi e 5 tecnici e nei prossimi tre
anni caleranno rispettivamente di 95, 32 e 15 unità - spiega Gabriella Prandi,
segretario provinciale Flc, al presidio di protesta in piazza Ranzoni -.
Per questo, per la prima volta, in alcune scuole abbiamo avuto più adesioni
allo sciopero dagli Ata che dai docenti». Come al IV Circolo Verbania, dove il
57% ha incrociato le braccia le braccia (globalmente la risposta è stata del
33%). In generale, comunque, la risposta non è stata eclatante: «Allo sciopero
ha aderito il 45% della media Ranzoni, il 51 della Quasimodo e il 21 della
media di Omegna - conferma Prandi -. C'è una delusione diffusa, soprattutto
visto che gli scioperi unitari dei mesi scorsi non hanno prodotto alcun
risultato. E tra i sindacati c'è anche chi rema contro le iniziative di
protesta, va detto. Noi comunque non ci arrendiamo: il prossimo appuntamento
sarà il 4 aprile a Roma, per l'occasione ci sarà un treno speciale da
Domodossola».
( da "Stampa,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.RESISTONO LICEI E L'AREA TECNICO-INDUSTRIALE Unico
settore in calo agricoltura e ambiente ma il «Cavallini» perde solo 3 unità
Iscrizioni, il Ferrini batte tutti Sciopero, la sorpresa è l'alta adesione
degli Ata [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA I giovani sono concreti. Vogliono essere
geometri, periti turistici o aziendali, grafici pubblicitari. Insomma, vogliono
un diploma che permetta l'accesso immediato al mondo del lavoro. Almeno questa
è la scelta che in terza media, al momento, va per la maggiore. Con i suoi
1.370 aspiranti,
( da "Stampa,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
La scuola più severa La Gelmini: "Il '68 è finito, non si fanno sconti" Ultimo via libera
Ora il regolamento del ministero attende l'approvazione finale da parte del
Consiglio di Stato Scatta l'allarme «Si rischia una valanga di sei politici da
parte dei consigli di classe per evitare di penalizzare troppi allievi» Un solo
cinque e addio maturità [FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Non tutti
ci avevano fatto caso, ma nel regolamento approvato una settimana fa il
ministero dell'Istruzione prevedeva che per essere ammessi alla maturità si
dovesse avere la sufficienza in tutte le materie. E, quindi, anche un solo
cinque e ci si può dimenticare l'esame di Stato. I dirigenti scolastici hanno
impiegato alcuni giorni, poi se ne sono resi conto ed è scattato l'allarme. Il
regolamento attende l'ultimo via libera dal Consiglio di Stato: se dovesse
essere approvato senza modifiche, si correrebbe il rischio di trovarsi con un
bel po' di studenti non ammessi o con un sei «politico», deciso da parte dei
consigli di classe per evitare di penalizzare gli alunni per una insufficienza
in una sola materia. Il contrario, insomma, di quello che la Gelmini
voleva. Lo schema di regolamento per il coordinamento delle norme sulla
valutazione prevede infatti che «gli alunni che, nello scrutinio finale,
conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o
gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto, secondo
l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi,
sono ammessi all'esame di Stato». Insomma, niente insufficienze, ma gli
studenti quest'anno non hanno brillato come dimostrano i calcoli sui corsi di
recupero. Si stima che oltre il 60% degli alunni delle scuole superiori abbia
riportato una o più insufficienze al termine del primo quadrimestre. Questo vuol
dire più di un milione e mezzo di alunni. E se si considera che in media le
insufficienze per studente sono tre, siamo intorno ai quattro milioni di debiti
da recuperare. All'allarme da parte dei dirigenti il ministro ha risposto
confermando le regole approvate una settimana fa: «Con un cinque non si viene
ammessi» alla maturità. Secondo il ministro, con questa introduzione «c'è un
maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti e c'è severità e
disciplina nella valutazione dei comportamenti. Due cose indispensabili per
formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri
doveri». Più in generale, la Gelmini ha parlato di
«valutazione equilibrata», che allontana «l'egualitarismo e il livellamento che
c'è stato fino ad oggi» e che è «frutto della cultura del '68 che non
condividiamo e non ci sentiamo di confermare per il futuro. Andiamo - ha
concluso - verso una scuola della responsabilità e del merito». Contrarie le
associazioni degli studenti e anche larga parte dei docenti. «Il fatto che il
ministro, il giorno in cui il mondo della scuola e dell'università protesta per
chiedere risorse, intervenga sull'inammissibilità all'esame di Stato con un 5,
oltre che paradossale, è ridicolo», afferma Fausto Raciti, segretario dei Giovani
democratici. «In un Paese con il tasso di dispersione scolastica superiore al
25% - continua - è gravissimo che il ministero irrigidisca la scuola,
impoverendola. Non è sessantottismo porsi il problema di creare una scuola
aperta nei confronti degli studenti con difficoltà. Fare la scuola del merito è
possibile se tutti partono dalle stesse condizioni. Questa è solo retorica».
www.lastampa.it/amabile
( da "Stampa,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Retroscena In ventimila in piazza con la Cgil SCIOPERO NON
SOLO PROF Scuola in ginocchio "Salvateci dai tagli" A rischio 3500
docenti e tutta la formazione MARIA TERESA MARTINENGO Aderisce il 40% «Molti
non possono perdere 50 euro» «I precari primi a saltare». Tremano centinaia di
impiegati Scuole chiuse a macchia di leopardo con 40% di adesione allo sciopero
generale proclamato da Cgil e Gilda che ha coinvolto anche Università, Ricerca,
Alta formazione artistico-musicale e Formazione professionale, ventimila in
piazza (stima della Cgil). Sono le coordinate della giornata di ieri, che nel
corteo partito da piazza Arbarello e concluso in piazza Castello (gli studenti
dell'Onda - «Tagli in vista, promesse nuove mareggiate» - hanno proseguito in
corteo fino al Valentino) ha visto sfilare insieme insegnanti, presidi,
studenti di decine di istituti, professori e lavoratori di Università e
Politecnico, docenti dell'Accademia e del Conservatorio: tutte
le categorie prese di mira dai tagli dei ministri Gelmini e Tremonti. E ieri, molto più che nelle manifestazioni
d'autunno, si è sentito il peso della crisi che nel frattempo ha ampliato i
suoi confini. I tagli previsti incominciano a concretizzarsi nelle scuole con
le prime tabelle di collaboratori scolastici e impiegati: una strage.
Quanto ai docenti, Rodolfo Aschiero, segretario regionale dell'Flc-Cgil, ha
confermato «che, pur nella speranza che Tremonti accetti l'alleggerimento da 42
mila a 37 mila posti in meno, in Piemonte i tagli riguarderanno 3500 posti.
Senza dimenticare i 194 milioni di euro decurtati alla Regione per la
formazione professionale, comparto in cui in Piemonte lavorano 6000 persone».
In corteo tanti precari, i primi che faranno le spese, da settembre, delle
economie volute dal governo. «Sono venuta dalla Sicilia a Torino per lavorare
nella scuola 7 anni fa - ha raccontato Sonia Raeli, maestra della materna di
Grugliasco -, ho avuto più volte l'incarico annuale, ma già quest'anno mi trovo
a coprire una maternità. Il mio contratto scade in aprile. Se mi chiameranno
ancora? Difficile, molte insegnanti accettano di fare straordinario, coprono
quelle che sarebbero supplenze». Anna Maria Barbero, rsu dell'Istituto
comprensivo Cena: «Le colleghe ti dicono che non scioperano perché non possono
permettersi di perdere 50 euro. Tra noi sta diventando diffuso avere un marito
cassintegrato». Cristina Ferrando: «Alla Cena da 15 collaboratori scolastici
passeremo a 9 con 4 sedi, in segreteria perderemo 1 o 2 impiegati. Siamo
preoccupati: ci sono scolari con handicap gravissimi, alimentati col sondino.
Di loro si occupano i bidelli. Come faremo?». Gabriella Mortarotto, dirigente
scolastica a Grugliasco, e Nunzia Del Vento, della Gabelli: «Abbiamo bambini
emofiliaci, epilettici, con epatite. Dobbiamo assicurare a tutti l'istruzione e
per poterlo fare l'asl ci richiede di aumentare l'igiene, un'attenzione che
solo i collaboratori scolastici possono assicurare». Davanti al palco, dal
quale il segretario regionale della Cgil Vincenzo Scudiere osserva «che ormai
ci sono famiglie che faticano a provvedere ai figli il necessario per andare a
scuola» e che «invece di fare il ponte sullo stretto di Messina sarebbe meglio
mettere quei soldi nella scuola», Edi Gamma, maestra precaria, accarezza i
capelli del figlio di 6 anni: «Mio marito è cassintegrato di una piccola
fabbrica dell'indotto auto. Io sono 130ª in graduatoria. Chissà se entrerò in
ruolo? Lavoro a Pianezza, lì si perderanno 7 posti. Chissà quante ne faranno,
di assunzioni...». Vincenzo Gelormini, docente alla media Tommaseo-Calvino:
«Con i tagli alle ore di didattica noi perderemo due cattedre di lettere». Una
situazione che si ripete ovunque. Poco più in là, a testimoniare che la scuola
non dovrebbe subire impoverimenti, c'è Alberto Pian, il docente del
professionale Bodoni-Paravia che insegna con webcam e internet: «Ci sono
studenti di V che lasciano la scuola perché le loro famiglie sono in condizioni
così disagiate da costringerli ad andare a lavorare». Presenti anche, con tutto
il peso di una lunga precarietà destinata a peggiorare a causa dei tagli ai
bilanci degli atenei, i bibliotecari dipendenti dalle cooperative. Come
Rosanna, Rita e Luisa, quarantenni laureate. Rosanna: «Vivo sola, in affitto:
guadagno 600 euro al mese e sono costretta a integrare con un altro lavoro».
Marco Beltrando, 30 anni, rappresenta la costellazione dei precari
dell'Università: «Dopo il dottorato in Australia, sto facendo un post-dottorato
qui. Mi occupo di evoluzione delle catene montuose e di distribuzione
dell'amianto nelle aree delle grandi opere, cioè Tav. Ma la mia figura non
esiste. Noi precari chiediamo al rettore un contratto triennale da ricercatori
con accesso indipendente ai fondi di ricerca». Prudentemente, Marco tiene
stretti contatti con l'Australia e con la Francia.
( da "Varesenews"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Luino - Il dirigente del "Sereni" scrive ai
genitori e annuncia che, per pagare i supenti, è costretto a interrompere le
lezioni per gli studenti rimasti indietro col programma. in vista assemblee
"Il liceo è senza soldi, sospendiamo i corsi di recupero" Mancano i
soldi in cassa e il liceo di Luino taglia i corsi di recupero. Da martedì,
infatti, le lezioni per gli studenti che non hanno ancora raggiunto brillanti
risultati e che hanno bisogno di fare pratica, non ci sono più. Lo ha
comunicato il dirigente scolastico, Emilio Rossi, alle famiglie dei 900
studenti, con una lettera secca e senza giri di parole: “A causa
dell?indisponibilità di finanziamenti, non stanziati dal ministero, nei
prossimi mesi di marzo, aprile, maggio e giugno, non sarà possibile pagare gli
stipendi ai supplenti. Pertanto, il dirigente scolastico, sentito il parere
delle rappresentanze sindacali, ritiene di dover sospendere i corsi di recupero
in atto, a partire da domani, martedì 17 marzo, fino a nuovo ordine. Il
corrispettivo permetterà il parziale pagamento degli stipendi ai docenti supplenti
a carico del bilancio della scuola”. Che significa? Semplice, la scuola paga
direttamente i supplenti, ma paga anche le ore che i docenti fanno per i corsi
di recupero e che da tabella costerebbero circa 50 euro lorde all?ora. Bene,
qualche giorno fa, il dirigente ha convocato la Rsu, e ha chiesto che fare.
“Non posso non pagare i supplenti – spiega il preside – oltretutto mi hanno
fatto osservare che si determinerebbe una situazione da codice penale e cioè
l?interruzione di pubblico servizio”. E allora, dirigente e sindacati hanno
scelto la seconda strada, bloccando subito i corsi di recupero. La lettera è
stata firmata anche della Rsu, ma ora che succederà? “I genitori sono
preoccupati – spiega il dirigente - ma io al ministero avevo già scritto, eppure
non ho avuto risposta, e inoltre aggiungo che il nostro istituto aspetta ancora
130mila euro di crediti da Roma”. Il consiglio di istituto è stato convocato
per mercoledì prossimo, il collegio docenti ne discuterà quanto prima. Già
oggi, partiranno le assemblee degli studenti e anche la Rsu ha convocato una
assemblea. Qualcuno ha proposto di far pagare i corsi ai genitori, altri di
bloccare le lezioni per una settimana: fare i corsi di recupero nelle ore
normali e così non aumentare le ore dei docenti a carico della scuola. Tutte
soluzioni che andranno attentamente soppesate e che stanno suscitando un ampio
dibattuto. Anche tra i politici. “E? una situazione paradossale - commenta
Alessandro Alfieri del Pd – mi hanno chiamato alcuni genitori molto preoccupati.
Sono gli effetti della riforma Gelmini e di una
politica che sta sempre di più facendo soffrire gli enti locali e le autonomie
scolastiche”. » Commenti dei lettori Mercoledi 18 Marzo 2009 Roberto Rotondo
( da "Leggo"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
In ventimila per protestare contro
i tagli alla scuola e la riforma firmata dal ministro Mariastella Gelmini. Ieri mattina l'Onda degli studenti è tornata a protestare. Studenti
delle superiori e universitari, ricercatori, insegnanti e genitori di
Retescuole si sono ritrovati a Porta Venezia e hanno sfilato fino a Duomo
(foto). Disagi e paralisi del traffico epr tutta la mattina. Intanto, oggi i genitori di Retescuole consegnano all'Ufficio
scolastico regionale il frutto di 2 mesi di mobilitazione con il camper giallo:
23.000 moduli firmati da genitori di bimbi già iscritti alle primaria e alla
secondaria di primo grado e da tremila genitori di futuri alunni di elementari
e medie. Le richieste? La conferma del tempo pieno con due insegnanti
contitolari e quattro ore di compresenza e tempo prolungato. (G.Per./ass)
( da "Leggo"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Chiara Ferrero Studenti degli istituti superiori,
universitari, insegnanti, ricercatori, bibliotecari. Tutti insieme per
protestare contro tagli e precariato. Il popolo della scuola è tornato in
piazza, ieri mattina, per partecipare allo "sciopero generale della
conoscenza", la manifestazione regionale organizzata dalla Flc-Cgil. In
ventimila (anche se la Questura ridimensiona il numero a cinquemila) hanno
sfilato da piazza Arbarello a piazza Castello, per poi proseguire - solo gli
studenti universitari - verso il parco del Valentino e la Facoltà di Architettura.
Chiarissimo il messaggio scelto come slogan della giornata: "investire
sulla conoscenza per uscire dalla crisi". Discreto lo spiegamento di forze
dell'ordine in tenuta antisommossa, ma a Torino tutto si è svolto in modo
pacifico: nessun momento di tensione durante il corteo che si è snodato per il
centro, nemmeno in via Pietro Micca davanti al Miur. Solo musica (del
Conservatorio di Alessandria e della Bandakadabra) e tante frasi urlate al
megafono contro il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Il lavoro e la conoscenza non
sono merce - hanno spiegato alcuni studenti - siamo di nuovo in piazza per far
valere i nostri diritti e per protestare contro i tagli indiscriminati». L'Onda
studentesca è ancora viva: «Ancora una volta insieme - hanno detto i
rappresentanti del movimento universitario di protesta - con chi non ha
cambiato idea». A sfilare anche numerosi lavoratori "a scadenza". «Il
mio contratto - ha spiegato una bibliotecaria - scade alla fine dell'anno.
Vorrei sapere qual è il mio futuro, al momento non ho nessuna certezza». (ass)
( da "Giornale
di Brescia" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 19/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:la città Diploma regionale per 17mila Due fasi: nella prima la
formazione professionale sarà offerta anche dagli Istituti statali, nella
seconda si attiveranno percorsi di 4 anni, con il quinto per ottenere il
diploma di Stato l'istituzione del diploma regionale di istruzione
professionale " title="Un'importante novità per le famiglie lombarde:
l'istituzione del diploma regionale di istruzione professionale "
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090319/foto/full_brescia_214.jpg',600,1003)">
Un'importante novità per le famiglie lombarde: l'istituzione del diploma
regionale di istruzione professionale «L'accordo c'é. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il presidente della regione Roberto Formigoni hanno
sottoscritto l'intesa che dà il via libera all'attuazione del governo regionale
dell'istruzione e formazione professionale». Lo ha ribadito ieri Giampaolo
Mantelli, assessore provinciale alla Pubblica istruzione in occasione della
visita in città del vicepresidente della regione Lombardia Gianni Rossoni,
ospite del Collegio geometri e geometri laureati provinciale. Sempre ieri
Mantelli e Rossoni hanno partecipato alla Conferenza dei servizi con i dirigenti
degli Istituti professionali responsabili e dei responsabili dei Centri di
formazione professionale del territorio. Durante l'incontro è stata anche
ufficializzata la proposta del Collegio geometri e dell'Assessorato provinciale
affinché la Regione consenta l'avvio di corsi biennali di specializzazione post
diploma, al termine dei quali i giovani potranno accedere all'albo con esame di
Stato senza dover svolgere il biennio di praticantato presso un professionista.
Il diploma regionale sancito nell'intesa A Brescia riguarda circa 17mila alunni
che, dall'anno scolastico 2009-2010, sperimenteranno l'unificazione del sistema
dell'istruzione professionale statale in due fasi. Durante la prima la
formazione professionale regionale verrà offerta anche dagli Istituti
professionali statali in aggiunta ai loro tradizionali percorsi di istruzione
professionale. In una seconda fase, a partire dall'anno scolastico 2010-2011,
si attuerà un accordo più stretto per avere per i primi 4 anni i percorsi di
istruzione e formazione professionale regionale (Ifp), e attivare un quinto
anno integrativo per ottenere il diploma di Stato. Sempre nell'intesa si
sancisce il ritiro del ricorso del Governo contro la legge regionale n. 19 del
2007 di riforma dell'istruzione e, quindi, anche dei ricorsi della regione
Lombardia contro le disposizioni della legge Finanziaria del 2007 e legge n. 40
del 2007. «Le famiglie e gli alunni hanno finalmente l'opportunità di
intraprendere la strada che più ritengono adeguata - aggiunge Mantelli -.
L'accordo garantisce infatti la continuità e l'unitarietà dell'offerta di
istruzione e formazione professionale». E ancora: «Questa possibilità è un atto
doveroso per la libertà di scelta e contro la dispersione scolastica e contro
la crisi economica. Se l'accordo fosse stato sottoscritto due anni fa oggi
saremmo due passi avanti, e le nostre aziende avrebbero qualche problema in
meno». Proprio in riferimento alla dispersione scolastica, che secondo Mantelli
la riforma è in grado di contrastare, l'assessore aggiunge: «In Lombardia
l'abbandono scolastico negli istituti professionali è di circa il 25%, mentre
nei corsi di istruzione e formazione professionale regionali e del 2%». La
proposta dei geometri «Riguarda due percorsi formativi che ricomprenderanno e
sostituiranno la pratica professionale biennale - spiega Fausto Savoldi, del
Consiglio nazionale geometri e geometri laureati -, e che consentiranno
l'accesso all'esame di abilitazione in tempi rapidi e con maggiore garanzia di
preparazione professionale specifica». I profili di Tecnico proposti alla
Regione, con la collaborazione degli Istituti Tecnici della Provincia, sono:
Tecnico superiore per la geomatica e la gestione antropica del territorio e
dell'ambiente; Tecnico superiore per la progettazione edilizia ecosostenibile
specialista nel contenimento dei consumi energetici e dell'inquinamento. Il
progetto prevede la costituzione di un'apposita «Fondazione di partecipazione»
per la gestione dei corsi. «L'intento è quello di creare una figura di tecnico
capace e preparato che entri nel mondo del lavoro a 21, 22 anni - continua
Savoldi -. In questo periodo di crisi ci dedichiamo alla formazione, e alla
ripresa troverete dei professionisti preparati e motivati». «Doteremo i ragazzi
di competenze professionali da spendere subito nel mercato del lavoro - ha
concluso Rossoni -, ma specifiche per il territorio in cui vivono». Luisa Roda
( da "Giornale
di Brescia" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 19/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:la città La scuola e i talenti di domani: la Gelmini al convegno Aib Scuola,
Università e imprese si confrontano nel tradizionale convegno annuale promosso
dal Gruppo Giovani dell'Aib e dal Comitato regionale di Confindustria
Lombardia. Questa undicesima edizione - nella quale interverrà il ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini - si intitola «La scuola (di oggi) fucina di talenti (di
domani)?». L'iniziativa comincia alle
( da "Leggo"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Tommaso Ferrara PADOVA - In
cinquemila al corteo regionale della Cgil contro la riforma Gelmini. Pochi, però, gli studenti.
Tante sigle, anche i pensionati e i metalmeccanici, e tanti insegnanti. I
ragazzi, invece, erano in giro per Padova, mentre gli universitari erano quasi
tutti in aula. Il corteo, lungo quasi tutta via del Santo, con striscioni,
palloncini, e camionette che mandavano musica, non era però vivace. Lo
attraversavano lunghi silenzi. C'era anche molta polizia, in tenuta
antisommossa. Troppa, forse. La traversata della città, iniziata da piazza
Garibaldi alla 9,30, è finita in un'ora e mezza a Pontecorvo dove il comizio è
durato un'oretta. E l'Onda? Ottobre sembra lontano quanto il '68. Sono partiti
in trenta da piazza Capitaniato in bicicletta scandendo il solito slogan
"Noi la crisi non la paghiamo". Per quanto riguarda l'adesione, in
gran parte degli istituti, gli studenti sono entrati regolarmente. Adesione più
alta in scuole medie ed elementari. Hanno scioperato 36 docenti alla media Pascoli,
12 alla Mameli, chiusa la primaria Dina Luzzato e alcune classi sono rimaste a
casa anche alle elementari Carraresi. Tra i licei: 2 docenti scioperanti al
Tito Livio, 7 al Marchesi-Fusinato, 9 al Nievo, 14 all'Einauidi. (ass)
( da "Nuova
Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Prima Pagina Scuola, riparte la protesta
tremila in corteo a Cagliari CAGLIARI. Almeno 300 istituti a rischio, plessi
scolastici da depennare nei prossimi 3 anni. «Si tratta di
una vera Caporetto che interesserà la scuola sarda se saranno applicati i
criteri del ministro Gelmini». L'allarme lo ha lanciato la Cgil che ieri ha portato in piazza
a Cagliari tremila dipendenti della scuola che contestano i tagli previsti
dalla riforma. PARACCHINI a pagina 8
( da "Nuova
Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Sardegna Agli atenei sardi 700mila euro in meno
(per ora) Rischio di altre sforbiciate con le misure al vaglio del governo in
questi giorni PIER GIORGIO PINNA SASSARI. Rivoluzione nei finanziamenti agli
atenei. Con tante sorprese. Eccole. Più euro per premiare il merito. Crescita
delle quote da ripartire con valutazioni sulla qualità. Modelli innovativi sui
criteri di assegnazione dei premi per la didattica e per la ricerca. In teoria,
un passo avanti. Ma nei fatti le università del Meridione, e quindi Cagliari e
Sassari, rischiano di vedersi tagliare consistenti risorse. Il sistema infatti
tiene conto di parametri non sempre in linea nella rappresentazione dei valori
(e dei disvalori) delle realtà accademiche del Centro-Sud. Vediamo perché. Gli
sviluppi. Negli ultimi anni la dinamica del fondo ordinario statale a
disposizione degli atenei sardi ha subìto un andamento costante. Su scala
nazionale dal 2002 al 2009 il suo intero ammontare è passato da poco più di
6mila milioni a 7mila e 250. All'interno di questa montagna di soldi
l'attribuzione dei denari a ciascuna università è sempre stata fatta su base
storica, incentivando chi ha dato garanzie sulle maggiori spese sostenute. Ma
adesso il sistema per il calcolo dei fondi cambierà. La nuova ripartizione
meritocratica, con un meccanismo progressivo, prevede distribuzioni di tipo
premiale su una fetta molto più consistente della torta: 525 milioni, e non più
159 come nel
( da "Nuova
Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Contro i pericoli di chiusura di tanti istituti iniziative
sindacali in difesa dei precari e delle categorie più deboli Tremila in corteo
per il diritto allo studio Grande partecipazione alla marcia di protesta
regionale indetta dalla Cgil ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Circa 210 plessi
scolastici rischiano di venire depennati nei prossimi 3 anni, assieme ad almeno
300 istituti. «Si tratta di una vera Caporetto che
interesserà la scuola sarda se saranno applicati i criteri proposti da
Mariastella Gelmini, il ministro
della Pubblica istruzione», lamenta Peppino Loddo, responsabile regionale della
Cgil scuola, il sindacato che ieri mattina ha promosso a Cagliari la
manifestazione regionale dei «lavoratori della conoscenza». La protesta.
Duemila persone secondo i vigili urbani, quasi tremila secondo gli
organizzatori: il corteo è partito alle 10 da piazza Garibaldi per arrivare
alle
( da "Nuova
Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Sardegna LA PROTESTA
DELLA SCUOLA Anche nell'isola adesioni allo sciopero. Slogan e striscioni
contro il ministro Gelmini. Timori per la cancellazione di una serie di
attività didattiche per mancanza di fondi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Attualità Gelmini, col
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
cronaca pag. 9 Scuole professionali, percorso condiviso «Questo
accordo rappresenta una delle migliori risposte alla dispersione scolastica,
alla richiesta di formazione personalizzata nel rispetto delle aspettative e
della libertà di scelta degli alunni». E' soddisfatto l'assessore provinciale
alla Pubblica Istruzione Giampaolo Mantelli, dopo l'intesa sottoscritta dal
Ministro dell'istruzione Gelmini e il presidente della Regione Roberto Formigoni che dà il via
libera all'attuazione della Regione dell'istruzione e formazione professionale.
In sostanza si sperimenta a partire dall'anno 2009-
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. Partecipazione non di massa all'astensione dal
lavoro contro i tagli del Governo promossa da Gilda Sciopero, adesione alterna
di Mimmo Varone La scuola bresciana ha scioperato a macchia di leopardo. Ieri
circa il 30 per cento degli insegnanti ha risposto all'appello della Gilda e
non è salito in cattedra. Tanti? Pochi? Dal punto di vista dei promotori,
pochi. Perché «per la gravità della fase che attraversiamo dovrebbero
scioperare non solo gli insegnanti, ma anche genitori e studenti», dice
Gregorio Musumeci del direttivo provinciale. Tanti, se si considerano le
adesioni che Gilda stessa riscuote nella scuola. A INCROCIARE le braccia per
protesta sono state soprattutto le categorie più colpite dalla crisi. A partire
dai precari che in molte scuole sono da mesi senza stipendio per mancanza di
fondi. Dalle informazioni in possesso di Musumeci, le astensioni maggiori si
sono avute tra le maestre elementari, al momento le più
esposte ai tagli di Tremonti e Gelmini. «Mediamente nella scuola primaria c'è stata un'adesione tra il
40 e il 50 per cento - dice l'esponente sindacale -, con punte del 100 per
cento come al plesso della Tiboni». Minori, invece, le adesioni alle medie. E
minori pure alle superiori, con la riforma rimandata all'anno prossimo.
Qui, secondo Musumeci sono scesi in sciopero soprattutto gli Itp, gli
insegnanti tecnico pratici dei laboratori delle professionali e degli istituti
tecnici, che faranno le spese della riduzione d'orario con previsioni di
organici «decurtati del 30 per cento». Per il resto, «non ci aspettavamo certo
l'adesione del 30 ottobre scorso - aggiunge Musumeci -, in primo luogo perché
Cgil indice scioperi in continuazione, e poi per la rassegnazione di molti». È
un fatto che nell'assemblea di lunedì in preparazione dello sciopero molti
insegnanti hanno chiesto nuove forme di lotta, ma gli scrutini e le adozioni
dei libri di testo sono atti dovuti, e non resta altro che rifiutarsi di
portare i ragazzi in gita o non partecipare alle commissioni di lavoro. Poche
cose che non incidono molto. Ieri, peraltro, scioperava pure il personale Ata
aderente allo Snals. Ed «è possibile che si siano aggiunti anche insegnanti che
aderiscono a quel sindacato autonomo» dice Musumeci. Insomma, «è tanta la
rabbia in giro che non si riesce più neanche a capire chi sciopera».
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Torino Ventimila in piazza: "Salvate la
scuola" Professori, precari e studenti scioperano con la Cgil contro i
tagli Adesione del 40 per cento. "Investite nell´istruzione i soldi del
ponte sullo stretto" OTTAVIA GIUSTETTI Lo sciopero della conoscenza
riporta la protesta in piazza: 20 mila, secondo la Flc-Cgil, le persone che
hanno partecipato ieri mattina alla manifestazione regionale contro i tagli
alla scuola. Insegnanti, dipendenti amministrativi, ma anche tanti genitori e
ragazzi si sono dati appuntamento nella solita piazza Arbarello, e hanno
sfilato lungo le strade del centro fino in piazza Castello, a poca distanza
dalla manifestazione organizzata dall´Anci Piemonte. In testa, gli striscioni
dell´Flc-Cgil, seguiti da quelli di vari licei torinesi. Per ultimi hanno
sfilato gli studenti universitari: tutti i collettivi dell´Università e la
No-Tremonti del Politecnico, che ha portato in strada una barca di cartone per
richiamare i temi dell´Onda, con lo slogan: «L´Onda è passata ma i pirati sono
ancora qui». Lo stesso hanno fatto gli studenti superiori, che hanno sfilato
dietro lo striscione «Pericolo tagli in vista, promesse nuove mareggiate». E i
precari della ricerca dell´Università e del Politecnico che hanno manifestato
insieme agli studenti e hanno raccontato dal palco in piazza Castello i motivi
della loro protesta: più di metà dei lavoratori dei due atenei torinesi è
precaria, e le prospettive per il futuro sono di un continuo peggioramento
della situazione. Inoltre, i più anziani ricercatori precari (gli over 32)
rischiano di essere tagliati fuori dai futuri concorsi perché le università,
per alzare il proprio rating internazionale, hanno bisogno di assumere
personale sempre più giovane. Secondo il sindacato sono stati circa il 40 per cento
gli insegnanti e i dipendenti che hanno aderito a Torino allo sciopero di oggi,
un po´ meno della media nazionale, che si è attestata sul 45 per cento.
Altissimo, invece, il dato che riguarda Novara, dove si sono fermati il 72 per
cento degli insegnanti. Dal palco del comizio conclusivo, il segretario
piemontese della Flc-Cgil, Rodolfo Aschiero, si è rivolto
al ministro Gelmini e al
premier Berlusconi: «La scuola che avete in mente - ha detto - prevede meno
risorse, meno insegnamento, meno sostegno alla disabilità e all´opposto più
sanzioni. In Piemonte - ha aggiunto - dal prossimo anno scolastico ci saranno
40 mila insegnanti in meno». «Invece di fare il ponte sullo stretto di
Messina - ha detto il segretario generale della Cgil Piemonte, Vincenzo Scudiere
- sarebbe meglio mettere quei soldi nella scuola. Da ottobre questa piazza è il
simbolo della nostra resistenza contro la politica scellerata del governo. Ci
uniamo alla protesta dei sindaci. Derogare il patto di stabilità sarebbe un
primo passo per rilanciare l´economia». Anche una cinquantina di sindaci hanno
partecipato alla protesta e si sono incatenati al tricolore chiedendo di poter
utilizzare le risorse degli avanzi di amministrazione e dei residui passivi dei
bilanci comunali per fronteggiare la crisi economica.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
MILLE MIGLIA. Ancora da definire la scelta della vettura:
al suo fianco, come navigatore, il fidanzato bergamasco
Giorgio Patelli Al volante ci sarà anche il ministro Gelmini di Daniele Bonetti Non si sa ancora su quale macchina
parteciperà, e nemmeno se sarà lei al volante o se preferirà affrontare la
manifestazione del più comodo ruolo di navigatrice: la notizia però è trapelata
negli ambienti vicini al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Il ministro sarà al via
della Mille Miglia e partirà da viale Venezia per affrontare i
( da "Arena,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 19 Marzo 2009 CRONACA Pagina 13 SCUOLA. Contenuta
negli istituti veronesi la partecipazione all'agitazione sindacale nazionale «Dalla Gelmini
solo tagli mascherati da riforma» Circa del dieci per cento l'adesione allo
sciopero Non chiamatela riforma. I provvedimenti decretati dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini «sono solo che tagli alle risorse della scuola e all'organico,
mascherati da nuove e rivoluzionare iniziative mirate alla qualità dell'insegnamento».
A sostenerlo a gran voce sono i maestri e i docenti che ieri hanno aderito allo
sciopero nazionale indetto dai sindacati Cgil e Gilda per protestare contro le
nuove norme previste dalla riforma Gelmini. «I motivi
per cui manifestiamo sono sostanzialmente gli stessi che hanno mosso le
battaglie dei mesi scorsi e lo sciopero del 30 ottobre. Alcune novità però ci
sono e riguardano un ulteriore taglio all'organico della scuola primaria:
inammissibili», ha spiegato Laura Delfini segretaria generale di Flc Cgil, che
ieri mattina ha aderito, insieme a una delegazione veronese di un centinaio di
docenti, alla manifestazione in piazza organizzata a Padova. Ora, la speranza
degli insegnanti è quella di coinvolgere nella loro battaglia anche i genitori
di alunni e studenti. «Le famiglie ancora non si rendono conto di quante bugie
sono state raccontate loro. Nelle scuole elementari, ad esempio, la richiesta
per il prossimo anno del tempo pieno o comunque del tempo prolungato superiore
alle 27 ore settimanali, è del 90 per cento», ha spiegato Delfini, «ma il
Ministero non è neanche lontanamente in grado di far fronte a queste richieste,
che sono spesso vere e proprie esigenze per le famiglie». La situazione nel
veronese è in linea con quella nazionale. «Le domande di tempo pieno, negli
ultimi anni, sono raddoppiate ma solo una minima percentuale, con queste
premesse, potrà essere soddisfatta», ha aggiunto Delfini. «Inoltre, la
direzione scolastica del Veneto ha recentemente emanato una circolare in cui
sostanzialmente spiega che ci sono esuberi negli organici della scuola
primaria. Con il risultato che ci saranno più insegnanti assunti a tempo
indeterminato che posti». Nel Veneto, l'adesione allo sciopero, che ha
coinvolto tutto il mondo della scuola, dalla materna fino all'università,
secondo i dati resi noti dal Dipartimento della Funzione Pubblica, è stata del
10,30 per cento. Un numero che trova conferma, seppur con qualche variazione,
anche in città. Nelle scuole materne comunali, ha scioperato poco meno del 14
per cento degli educatori, il 13,68, per la precisione. E anche nelle scuole
superiori l'adesione è stata abbastanza contenuta. Al liceo classico Maffei su
85 insegnanti in servizio ieri, hanno scioperato 13 docenti. 26, sempre su 85,
sono state le adesione al Marco Polo, che ha visto scioperare anche il
personale non docente: 6 su 29. Dieci i docenti assenti al Messedaglia, a cui
si aggiunge però anche l'adesione allo sciopero del dirigente scolastico
Giancarlo Peretti. Contenuti anche i disagi per ragazzi e genitori. Qualche
classe, soprattutto alle superiori, è stata fatta entrare un'ora o due dopo il
normale inizio delle lezioni, o mandata a casa prima, per l'assenza
dell'insegnante.
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Palermo Tempo pieno a scuola negato dai tagli
Raddoppiate le richieste alle elementari, ma mancheranno
gli insegnanti Ieri lo sciopero contro la Gelmini sono tornati in piazza anche gli studenti dell´Onda SALVO
INTRAVAIA Boom di richieste per il tempo pieno alla scuola elementare. Ma quasi
certamente i tagli imposti dal governo nazionale e le carenze strutturali degli
edifici scolastici lasceranno deluse migliaia di famiglie siciliane. Le
scuole hanno ormai terminato di caricare nel cervellone del ministero i dati
sulle iscrizioni per il prossimo anno scolastico e non mancano le sorprese: la
richiesta di tempo pieno (40 ore settimanali, comprensive di mensa) alla
primaria non era mai stata così forte nell´Isola. Secondo Giusto Scozzaro,
segretario regionale della Flc Cgil, si tratta di un segnale «estremamente
positivo da parte dei siciliani che rivalutano l´istruzione pubblica di
qualità». Sarà possibile accontentare tutti coloro che hanno chiesto le 40 ore?
«Il governo - spiega Enzo Granato, a capo della Uil scuola regionale - dovrà
assumersi la responsabilità di dire no a chi ha più bisogno». Le notizie che
arrivano da Roma non sono per nulla confortanti. Per aumentare le classi di
scuola primaria che nel 2009-2010 funzioneranno anche nel pomeriggio
servirebbero 500 posti in più di quest´anno ma Tremonti e Gelmini
hanno previsto un taglio di circa 1.300 cattedre. A complicare le cose si sono
aggiunte le famiglie che hanno snobbato i modelli a 24 e 27 ore settimanali
privilegiando le 30 ore settimanali. Per non parlare della beffa che attende i
precari: non basteranno infatti le richieste di un tempo scuola più lungo a
salvare migliaia di supplenti o aspiranti tali siciliani che da settembre
dovranno cercarsi un´altra sistemazione. Secondo le disposizioni ministeriali
per il prossimo anno, l´unico modo per aumentare le classi funzionanti a 30 ore
settimanali e a tempo pieno è quello di formare classi funzionanti a 24 ore. Ma
questo modello è stato scelto dall´uno per cento delle famiglie siciliane. «A
Milano il 94 per cento delle classi di scuola primaria - aggiunge Granato -
sono a tempo pieno, a Palermo siamo attorno al 2 per cento». Le famiglie
siciliane non hanno dubbi su quale sia la strada da seguire per il futuro: le
richieste di tempo pieno sono raddoppiate in 12 mesi. Quest´anno, frequentano
una classe di scuola primaria anche nel pomeriggio poco meno di 9 mila alunni.
Le richieste per il prossimo anno sono quasi 18 mila. Con un incremento che
riguarda soprattutto le prime classi che da 1.819 alunni il prossimo anno
dovrebbero accoglierne 8.026. Le istanze presentate dai genitori, se accolte,
avrebbero incrementato l´organico di 900 cattedre. Invece, ne verranno tagliate
1.300. E i 670 supplenti annuali e fino al 30 giugno verranno licenziati.
Intanto ieri, nel giorno dello sciopero generale della scuola, sono tornati in
piazza anche i ragazzi dell´Onda con un corteo per le vie del centro che ha
radunato alla facoltà di Lettere studenti universitari, medi e dell´Accademia
di Belle Arti.
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
IN PIAZZA A PADOVA In 5 mila contro
la Gelmini L'Onda a Venezia occupa uno stabile dell'Università
PADOVA. Alle nove e trenta sono già tutti in Piazza Garibaldi. Sotto le
bandiere della Cgil, della Gilda, del Comitato Genitori-Insegnanti, del
Coordinamento Precari, della Rete degli Studenti e degli Universitari, della
Sinistra Democratica, contro la Riforma della Scuola,
orchestrata dai Ministri Gelmini e Tremonti, a Padova
sono scesi in piazza circa cinquemila persone, tra cui presidi, docenti,
bidelli, impiegati, studenti, genitori ed anche delegati Fiom e dei pensionati,
arrivati da tutto il Veneto per respingere i 4.000 tagli preventivati dal Governo
nella nostra regione. In prima fila lo striscione della Cgil «I lavoratori
della scuola pubblica contro la Gelmini». Il corteo,
scortato da pochi poliziotti e carabinieri, parte in direzione del Listòn alle
9,45. Il servizio d'ordine è assicurato dai delegati nerboruti della Fiom, con
in testa Luciano Gallo, Leonardo Mazzotta e Candido Salvato. Nelle prime fila
anche i presidi Antonio Giacobbi (Itc Pertini), Floriana Rizzetto (Comprensivo
di Piazzola sul Brenta) e Maria Rosa Salmazo, una padovana dirigente a
Cencenighe. Numerosi i sindaci e gli assessori con la fascia tricolore, tra cui
Franco Frazzarin(Vigodarzere), Cesarina Foresti (Arzergrande), Letterio Turiaco
(Cadoneghe), Lamberto Tellatin (Galliera), Silvia Salvagnin, Giancarlo Piva
(Este) e Marcello Volpato (Camposampiero). Tra i tanti cartelli al vento si
distingue quello della primaria Elsa Morante: «Scuola con meno insegnanti
uguale scuola con più ignoranti». In mezzo al corteo anche Fabio Rocco, del Pd
ed Alessandro Zan, della Sinistra Democratica. Tanti anche i rappresentanti de
«I Comunisti Italiani» e «Rifondazione». Tutto liscio sino all'incrocio con
riviera Tito Livio, dove la polizia frena la marcia pacifica di una cinquantina
di studenti dell'Onda, partiti da Piazza dei Signori. Ed è in questo punto che
il corteo provoca un po' di disagi al traffico. I bus 11,13, 16, 18 e 22 ed il
tram sono costretti a fermarsi. Un gruppo di studenti dell'Università di
Venezia aderenti all'Onda hanno occupato ieri uno stabile libero dell'ateneo di
Cà Foscari, tra Piazzale Roma e Santa Marta. L'iniziativa voleva portare
l'attenzione sui temi legati ai costi per chi studia in città, in particolare
sulla questione degli affitti delle case. (Felice Paduano)
( da "Provincia
Pavese, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cgil: quasi un insegnante su due ieri ha aderito allo
sciopero PAVIA. Ieri mattina per lo sciopero della Cgil sono scese in piazza a
Milano 20mila persone. Questi i dati della Camera del lavoro. In piazza Duomo
si sono ritrovati studenti, insegnanti, precari del mondo dell'istruzione, ma
anche gli universitari e i ricercatori. «I dati nazionali parlano di
un'adesione alta - spiega Silvio Torre, della Cgil scuola di Pavia - Con una
media del 45%». Più difficile ricavare il dato locale. Alcune scuole hanno
avuto un'adesione alta, anche slegata all'appartenenza o meno alla Cgil,
proprio nell'ottica di una preoccupazione comune rispetto
alla riforma Gelmini. In
altre scuole invece non ci sono stati disagi. Cgil e Gilda si sono uniti per
ribadire il rifiuto ai futuri cambiamenti della scuola. Un «no» che riguarda il
maestro unico, un tempo scuola inferiore alle 40 ore, ma anche i tagli al
personale Ata e ai docenti, e poi ai cambiamenti nelle scuole medie,
dove sono previste due ore in meno di italiano e una in meno di tecnica. Con un
occhio all'università, dove si chiedono aiuti per la ricerca e non tagli. E
alle superiori, perché dal 2010 arriverà anche per loro la riforma. (ma.br.(
( da "Arena,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 19 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 36 VERSO LE
ELEZIONI / ANGIARI. Il sindaco uscente ha ufficializzato martedì la sua
candidatura Bonomo nella Lega Addio alla «Spiga» Diventano così quattro le
liste in corsa per le amministrative di giugno. La quinta dovrebbe essere
quella di Marina Meletti Il sindaco Vincenzo Bonomo va a caccia del bis. E
manda in pensione il vecchio simbolo della Spiga, che ha contraddistinto la
lista che ha governato Angiari negli ultimi 24 anni e con il quale lui stesso
era stato eletto cinque anni fa. Dopo lo scioglimento della riserva da parte di
Bonomo - 53 anni, libero professionista - salgono così a quattro i candidati
che finora hanno ufficializzato la loro discesa in campo. Gli altri sono l'ex vicesindaco Gelmino Caliari, Laura Marcolongo della neonata
«Civica per Angiari» e Alvise Menini dell' Airone. All'appello manca ancora il
candidato dell'associazione «Tempi nuovi per Angiari»: in prima battuta era
emerso il nome di Marina Meletti, ma è la stessa interessata oggi a spiegare
che «ufficializzeremo candidato sindaco e consiglieri in aprile». Bonomo
non ha ancora scelto il nuovo nome né il simbolo della sua lista, che sarà
comunque all'insegna della continuità con l'attuale amministrazione. Non si
sbilancia nemmeno sulla probabile presenza del logo della Lega nord, partito di
cui è militante dallo scorso anno: «Non è il simbolo che conta, ma i programmi.
Nella scelta di simbolo e nome si terrà sicuramente conto che sono un sindaco
iscritto alla Lega». «Ora pensiamo solo a concludere il mandato nel miglior
modo possibile», aggiunge il primo cittadino uscente. «Per rafforzare il gruppo
abbiamo già contattato sei-sette nuovi elementi». Bonomo respinge poi le accuse
arrivate dagli avversari di aver causato la frammentazione politica nel paese.
«Del gruppo con cui siamo stati eletti cinque anni fa è rimasto in maggioranza
il 70 per cento dei consiglieri. Sono gli altri, caso mai, che si sono divisi.
L'Airone nel corso del mandato ha visto due suoi componenti dimettersi (Paolo
Mariacci e Silvietto Lovato, ndr) e il passaggio di Andrea Rizzardo in
maggioranza. Gli altri consiglieri che hanno deciso di andare all'opposizione
(Gelmino Caliari, Roberto Dal Cer, Samuele Lunardi, ndr) hanno litigato pure
tra di loro. Non capisco perché chi passa con noi deve essere considerato un
traditore e chi va in minoranza invece è bravo». Bonomo anticipa alcuni temi
della campagna elettorale. «Punteremo sul centro commerciale, che porterà mille
posti di lavoro, la nuova scuola media ma anche l'attuazione dei piani di
intervento del Piano di assetto del territorio. Creeremo un'area urbanizzata a
basso costo per le giovani coppie». E proprio sulle polemiche scoppiate intorno
al Pat Bonomo sottolinea che «sarà solo con i piani di intervento che si vedrà
se i terreni sono edificabili oppure no». Sul rischio di indebitamento del
Comune nel caso in cui il «divertimentificio» non venga realizzato spiega: «Dal
centro commerciale incasseremo nei prossimi anni 5-600 mila euro solo con
l'Ici. Il bilancio del Comune oggi è sano, tanto che il consuntivo 2008 ci darà
un avanzo di 555mila euro». Nel frattempo sia L'Airone che la Civica per
Angiari stanno pensando alla composizione delle liste. «Prima stileremo le
linee guida del nostro programma, poi creeremo la squadra che lo condividerà»,
spiega Menini. «I nomi dei candidati consiglieri ci sono, ma li
ufficializzeremo il 4 e il 5 maggio prossimi», aggiunge invece Laura Marcolongo
che proprio nei giorni scorsi aveva presentato il nuovo simbolo: due mani che
si stringono sotto la scritta «Civica per Angiari».
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Napoli MEGLIO IMPEGNARSI DAL TRENTINO MARCO
ROSSI-DORIA vvicina le droghe e gli stili di vita pericolosi. Ma insieme a
questi "fattori di sistema", abbiamo fattori in cui vi è, invece,
diretta responsabilità di chi ci ha governato. Per esempio le famiglie ricevono
peggiori informazioni e minori agevolazioni e godono meno di leggi vantaggiose
e di diritti a causa di amministrazioni locali e burocrazie peggiori. Hanno,
nel Mezzogiorno, solo l´8,3% delle classi elementari a tempo pieno e il 2% a
Napoli anche per mancati adempimenti degli enti locali ben
prima dei decreti Gelmini.
Da piccoli spesso non hanno asili nido: Napoli copre meno del 3% del
fabbisogno. Vanno a scuole in edifici meno sicuri e con mense peggiori. Hanno
progetti di educativa territoriale che non diventano quasi mai servizi stabili.
O ancora: conoscono ospedali meno curati ed efficienti e minori opportunità di
cure preventive. Usufruiscono di trasporti e infrastrutture peggiori.
Insomma: hanno enti locali meno educativi perché meno capaci di spendere bene
per servizi, istruzione, salute, sport, ambiente, disabilità, sviluppo locale,
cultura. Inoltre vivono in un contesto con minori occasioni di partecipazione
civile e di impegno disinteressato alla politica a causa di conservazione,
clientelismo e corruzione. Isaia Sales scrive che proprio sulla battaglia
dell´istruzione ci vuole una grande politica. Condivido. Poi aggiunge che
sindaco e governatore dovrebbero richiamare me a Napoli da Trento, dove
attualmente sono impegnato professionalmente. Lo ringrazio davvero per la
stima. Però noto che se - come i dati mostrano - i nostri governanti sono stati
per anni parte del problema, dubito che possano essere anche i promotori della soluzione.
E poi, per una grande politica non bastano né Marco né Pancrazio né Antonietta.
Ci vuole un radicale ricambio nei metodi e nei modelli culturali, operativi e
organizzativi, nei linguaggi, nei programmi e nelle persone che governano. Tali
da favorire una nuova stagione di speranza, fatta di molte intelligenze,
competenze e volontà. Stagione che oggi, purtroppo, non è proprio
all´orizzonte.
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Milano ZITA DAZZI A
PAGINA VII Il ministro rimanda al mittente l´appello a rivedere la nuova regola
La Gelmini snobba i presidi e conferma "Con un solo 5
niente maturità" SEGUE A PAGINA VII
( da "Nuova
Venezia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Marta Artico SCUOLE D'INFANZIA Boom di iscritti alle
private «Nelle statali non c'è posto» Nel Comune di Venezia la capienza
all'interno degli istituti paritari è di 2500 bambini, ma non basta rispetto
alle richieste in aumento MESTRE. Boom di iscrizioni alle scuole per l'infanzia
paritarie. I posti sono sempre gli stessi, né più ne meno, 2.500 nel comune di
Venezia, eppure nonostante la ventata di crisi che si è abbattuta sulle scuole
paritarie, quest'anno le liste d'attesa, sono molto più lunghe rispetto
all'anno passato. Il tutto nonostante Adriano Doria, il responsabile
dell'Agenzia patriarcale «Cardinale La Fontaine», fondata con l'obiettivo di
ampliare l'offerta formativa e ridurre i costi di gestione degli istituti, dica
chiaro e tondo: «Siamo sull'orlo del dramma». A Venezia esistono 36 scuole per
l'infanzia paritarie spalmate nel comune. Dieci nella Municipalità di Mestre
centro,
( da "Nuova
Venezia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Primo Piano Mille veneziani nelle vie di Padova
«Genitori nelle file dei manifestanti» PADOVA. Cinquemila in corteo, a Padova,
sotto le bandiere della Cgil e della Gilda contro la
riforma della scuola orchestrata dai ministri Gelmini e Tremonti. Cinquemila persone, tra cui presidi, docenti,
bidelli, impiegati, genitori ed anche delegati della Fiom, degli edili, chimici
e dei pensionati, arrivati da tutto il Veneto, per dire al ministero di Viale
Trastevere che i 4 mila tagli previsti dal Governo nella nostra regione non
devono essere effettuati. Nelle prime file dell'imponente manifestazione,
anche circa mille persone provenienti dalla provincia di Venezia, tra cui
iscritti e non della GiIda e della Cgil e gli attivisti del Comitato Lagunare
dei Genitori. In testa al plotone dei veneziani il segretario provinciale della
Flc-Cgil, Carlo Forte. «E' la prima volta che scioperiamo assieme ai genitori,
agli universitari ed ai colleghi della ricerca - sottolinea Forte -. Noto con
piacere che Venezia ha risposto alla grande a questa manifestazione regionale.
E' uno sciopero compatto contro il Governo Berlusconi, il solo in Europa a non
investire nell'istruzione e nell'università». In corteo tanti docenti del Cà
Foscari (con un proprio striscione) e tanti insegnanti, bidelli e impiegati
delle scuole veneziane. In mezzo a loro anche Cristina Giadresco, del circolo
didattico San Girolamo di Venezia ed Emanuela Crosariol, precaria da 15 anni,
attualmente in servizio a Pianiga e Martellago, venuta a Padova assieme alla
figlia con un vistoso cartello in mano sul quale è scritto «Non tagliate il
futuro dei nostri figli». «Sono qui anche a nome dei tantissimi precari che
l'anno prossimo rischiano di non essere più assunti - dice la Giadresco -. La Gelmini ha effettuato una vera controriforma perché, anche
nel Veneto, intende abolire il tempo scuola nel pomeriggio, compresi i
trasporti per i ragazzi e le mense. Nel Veneto rischiano di restare senza il
servizio scolastico pomeridiano circa 20 mila famiglie». Appena dietro i
veneziani anche i trevigiani, guidati dal segretario provinciale della Flc,
Ermanno Rambaldi. I manifestanti arrivati dalla Marca sono quasi tutti
raggruppati dietro due striscioni molto colorati, intitolati «La Grande
Abbuffata». Tra gli altri si fanno notare per le loro canzoni derisorie contro
la Gelmini la docente Gabriella Ballarin, di Olme di
Mogliano e le bidelle Fabiola Caramel ed Anna Lisa Tamaro, sempre di Mogliano.
In tutti i modi il corteo prosegue, tra canti e slogan, in tutta tranquillità
sino a Piazzale Pontecorvo, dove si tengono i comizi conclusivi. Nell'ordine,
prendono, la parola Maria Teresa de Sanctis, segretaria Flc di Padova, la
precaria Alessandra Micheletto, la studentessa universitaria Serena Capodicasa,
il sindaco di Vigodarzere, Franco Frazzarin, iscritto alla Cisl, Francesco
Bortolotto, coordinatore regionale della Gilda e il segretario regionale Cgil
Emilio Viafora. (Felice Paduano)
( da "Mattino
di Padova, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
LA MANIFESTAZIONE DELLA SCUOLA In
settemila contro la Gelmini Stoppata l'Onda e traffico in tilt in centro
storico Alle 9,30 sono già tutti in piazza Garibaldi. Sotto le bandiere della
Cgil, della Gilda, del Comitato genitori-insegnanti, del Coordinamento precari,
della Rete degli studenti e degli universitari, della Sinistra democratica,
contro la riforma della scuola, orchestrata
dai ministri Gelmini e Tremonti, sono scese in piazza
quasi settemila persone tra cui presidi, docenti, bidelli, impiegati, studenti,
genitori e anche delegati della Fiom e dei pensionati, arrivati da tutto il
Veneto per respingere i quattromila tagli preventivati dal governo nella nostra
regione vanno respinti al mittente. In prima fila lo striscione della Cgil: «I
lavoratori della scuola pubblica contro la Gelmini».
Il corteo, scortato da pochi poliziotti e carabinieri, parte in direzione del
listòn alle 9,45. Il servizio d'ordine è assicurato dai delegati nerboruti
della Fiom, con in testa Luciano Gallo, Leonardo Mazzotta e Candido Salvato.
Nelle prime file anche i presidi Antonio Giacobbi (Itc Pertini), Floriana
Rizzetto (comprensivo di Piazzola sul Brenta) e Maria Rosa Salmaso, padovana
dirigente a Cencenighe. Numerosi i sindaci e gli assessori con la fascia
tricolore, tra cui Franco Frazzarin (Vigodarzere), Cesarina Foresti
(Arzergrande), Letterio Turiaco (Cadoneghe), Lamberto Tellatin (Galliera),
Silvia Salvagnin, Giancarlo Piva (Este) e Marcello Volpato (Camposampiero).
Tutto liscio sino all'incrocio con riviera Tito Livio, dove la polizia frena la
marcia pacifica di una cinquantina di studenti dell'Onda, partiti poco prima da
Piazza dei Signori. Ed è in questo punto che il corteo provoca un po' di disagi
al traffico, con i bus bloccati in centro. (f.pad.)
( da "Unita,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Per una scuola di qualità» Riparte la protesta in Italia
MARISTELLA IERVASI Alessandra dal palco della Flc-Cigl di piazza Sant'Apostoli
a Roma ha cercato il dialogo con la Gelmini maestra unica. Ha spiegato che
alle elementari nelle ore di compresenza che il ministro dell'Istruzione
considera spreco - «con le mie colleghe svolgiamo attività di recupero per i
bambini che ne hanno bisogno. Altre volte, grazie alle compresenze - ha
precisato -, riusciamo a fare attività di rinforzo linguistico con i bambini
stranieri. E sempre nelle ore di compresenza ci capita addirittura di
riuscire a far recuperare le lezioni agli alunni assenti per malattia». Ma la Gelmini l'accorato appello della maestra di Acilia non l'ha
voluto sentire: ha preferito mettersi al riparo dalle 100 piazze d'Italia del
sindacato di Guglielmo Epifani. Ha scelto l'inaugurazione di Mediolanum
Corporate University di Basiglio (Milano 3) per manager finanziari. Altro che
scuola pubblica. Palloncini colorati come il 30 ottobre scorso. Il santino
della «Beata Ignoranza» stampato su magliette e adesivi. Slogan e calcoli più
che espliciti: «Più tagli, meno precari, meno ricerca. Uguale zero futuro».
Già, perchè allo sciopero della Conoscenza c'erano anche loro: i ricercatori
degli enti di ricerca, come Luigi Improta, sismologo presso l'Istituto
nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che nonostante presenti lavori ai
congressi internazionali e reperisce fondi per progetti è un precario a tempo,
come altri 400 colleghi. Esattamente com'è la «vita» di di Francesca Assennato,
ingegnere ambientale all'Ispra, in scadenza. Il balletto dei numeri Dal Nord al
Sud il trio Tremonti-Gelmini-Brunetta ha tenuto banco.
Ogni piazza della Flc-Cgil è stata riempita. Nessun corteo disertato. Sulla
carta ha aderito anche il Gilda degli insegnanti, ma sui blog sono in molti a
scrivere: «Chi ha visto Rino Di Meglio? Nella mia città non c'era...». Secondo
il ministero di Viale Trastere, l'operazione «cattedre deserte» non è andata a
buon fine: «lo sciopero nella scuola - si legge in un comunicato su un dato
parziale - registra l'9,56% delle adesioni». Eppure sono state molti gli
istituti scolastici in sofferenza per le assenze per sciopero di docenti,
personale amministrativo e collaboratori scolastici. Per la Flc-Cgil l'adesione
allo sciopero è stata del 45% con punte del 60/70% nella scuola di base. A
Bologna è stata chiusa la facoltà di Scienze della formazione. Idem ad Ancona
per l'istuto musicale «Pergolesi». E ad Urbino c'è stata la «serrata»
dell'Accademia delle Belle Arti. Scuola al centro della politica Epifani l'ha
detto da Palermo. «Mi sembra che oggi si discuta di cose che non sono il cuore
del problema, come il grembiulino o il
( da "Unita,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Alessandra dal palco della Flc-Cigl di piazza
Sant'Apostoli a Roma ha cercato il dialogo con la Gelmini maestra unica. Ha spiegato che
alle elementari nelle ore di compresenza che il ministro dell'Istruzione
considera spreco - «con le mie colleghe svolgiamo attività di recupero per i
bambini che ne hanno bisogno. Altre volte, grazie alle compresenze - ha
precisato -, riusciamo a fare attività di rinforzo linguistico con i bambini
stranieri. E sempre nelle ore di compresenza ci capita addirittura di
riuscire a far recuperare le lezioni agli alunni assenti per malattia». Ma la Gelmini l'accorato appello della maestra di Acilia non l'ha
voluto sentire: ha preferito mettersi al riparo dalle 100 piazze d'Italia del
sindacato di Guglielmo Epifani. Ha scelto l'inaugurazione di Mediolanum
Corporate University di Basiglio (Milano 3) per manager finanziari. Altro che
scuola pubblica. Palloncini colorati come il 30 ottobre scorso. Il santino
della «Beata Ignoranza» stampato su magliette e adesivi. Slogan e calcoli più che
espliciti: «Più tagli, meno precari, meno ricerca. Uguale zero futuro». Già,
perchè allo sciopero della Conoscenza c'erano anche loro: i ricercatori degli
enti di ricerca, come Luigi Improta, sismologo presso l'Istituto nazionale di
Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che nonostante presenti lavori ai congressi
internazionali e reperisce fondi per progetti è un precario a tempo, come altri
400 colleghi. Esattamente com'è la «vita» di di Francesca Assennato, ingegnere
ambientale all'Ispra, in scadenza. Il balletto dei numeri Dal Nord al Sud il
trio Tremonti-Gelmini-Brunetta ha tenuto banco. Ogni
piazza della Flc-Cgil è stata riempita. Nessun corteo disertato. Sulla carta ha
aderito anche il Gilda degli insegnanti, ma sui blog sono in molti a scrivere:
«Chi ha visto Rino Di Meglio? Nella mia città non c'era...». Secondo il
ministero di Viale Trastere, l'operazione «cattedre deserte» non è andata a
buon fine: «lo sciopero nella scuola - si legge in un comunicato su un dato
parziale - registra l'9,56% delle adesioni». Eppure sono state molti gli
istituti scolastici in sofferenza per le assenze per sciopero di docenti,
personale amministrativo e collaboratori scolastici. Per la Flc-Cgil l'adesione
allo sciopero è stata del 45% con punte del 60/70% nella scuola di base. A
Bologna è stata chiusa la facoltà di Scienze della formazione. Idem ad Ancona
per l'istuto musicale «Pergolesi». E ad Urbino c'è stata la «serrata»
dell'Accademia delle Belle Arti. Scuola al centro della politica Epifani l'ha
detto da Palermo. «Mi sembra che oggi si discuta di cose che non sono il cuore
del problema, come il grembiulino o il
( da "Unita,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Il prof fa lezione di omofobia»: gli alunni chiamano
Arcigay Gli omosessuali sono persone che non condivido, e se mi capitasse di
incontrarne ne starei bene alla larga, certe persone devono essere evitate...».
Lezione di omofobia all'istituto tecnico Armellini del quartiere San Paolo. A
denunciarlo sono stati gli studenti che, sentite le esternazione di una docente
di italiano, hanno chiamato l'Arcigay al numero verde Gay Help Line 800 713
713. La scuola corre ai ripari: «È una frase che mi fa inorridire. In ogni caso
convocherò l'insegnante e incontrerò il prima possibile l'Arcigay», ha detto il
dirigente dell'istituto tecnico industriale, Paolo Reale che si difende: «La
nostra è una scuola democratica, ma è chiaro che non posso avere il controllo
su cosa dicono tutti i nostri insegnanti - spiega il preside al telefono - Mi
dispiace soltanto che gli studenti non siano venuti a parlarmene di persona. Li
avrei ascoltati». I provvedimenti disciplinari arriveranno presto: «Avvierò un
procedimento amministrativo per valutare se ci sono gli estremi per una
sanzione disciplinare che può andare dall'ammonizione alla censura», conclude
il preside. La Condanna della politica: anche l'assessore provinciale alla
scuola Paola Rita Stella (Pd) si è fatta sentire: «La segnalazione sulle
presunte dichiarazioni omofobe di un docente di una scuola romana ci
preoccupano moltissimo. Vogliamo fare piena luce sui fatti perché nessuno dei
nostri ragazzi si senta escluso o discriminato, mai». La parlamentare
democratica Anna Paola Concia ha già presentato un'interrogazione
al ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e il presidente dell'Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, denuncia
un duplice rischio discriminazione e bullismo: «Ora i bulli si sentiranno
maggiormente liberi di prendere in giro le lesbiche ed i gay», ha detto
Marrazzo. E immigrati, gay e rom sono già tra le vittime preferite dei bulli.
L'Arcigay chiede aiuto alle istituzioni: «I casi di discriminazioni nelle
scuole sono in crescita, chiediamo l'intervento delle istituzioni, per un
intervento diffuso nelle scuole». G.S. La denuncia
( da "Unita,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Dottori e maestri obbligati a fare la spia Così guido la
fronda» «È stato il medico di mio figlio a spiegarmi cosa nascondono le norme
del ddl sulla sicurezza. Fini sa tutto, la Gelmini anche. Il Colle preoccupato»
CLAUDIA FUSANI E siamo a 101!». Alle due e mezza del pomeriggio l'onorevole
Alessandra Mussolini sventola in pieno Transatlantico una piccola risma di
carte. «Ha appena firmato anche Gaetano Pecorella» aggiunge, «è la carica dei
101». Che non sono i piccoli dalmata del classico di Disney ma i
deputati di maggioranza che accettano l'appello della Mussolini a rigirare come
un calzino il disegno di legge sulla sicurezza già approvato al Senato e da
questa settimana in Commissione alla Camera. Sessantasei articoli che oltre ad
introdurre il reato di immigrazione clandestina, condannano nei fatti gli
immigrati clandestini a una vita invisibile. Contro quel complesso di norme
l'onorevole Mussolini, tornata nelle file di An dopo la diaspora del
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Firenze Università, la carica dei precari
Studenti e prof in corteo contro i tagli. I sindacati: 10 mila in piazza
L´ateneo azzera i fondi per i docenti a contratto. E a Scienze politiche scatta
la protesta: basta lezioni gratis LAURA MONTANARI (segue dalla prima di
cronaca) gaia rau Le paure degli insegnanti e quelli delle famiglie che temono
per il tempo pieno sono scese in piazza, ieri per la manifestazione della
Flc-Cgil. Studenti in coda, maestre e professori davanti. Diecimila secondo la
stima del sindacato, 2.500 per la polizia. Da Arezzo, Siena, Pisa, Pontassieve,
da scuole piccole e grandi, da licei e università. Le forbici del governo non
risparmiano nessuno: «In Toscana sono 40 mila - dice il segretario regionale
della Cgil Alessio Gramolati - i precari della conoscenza che rischiano di
perdere il posto, tra quelli che vedranno interrotto il loro contratto prima
del tempo e quelli che, a settembre, non lo avranno rinnovato». Numeri che
preoccupano l´assessore all´istruzione di Palazzo Vecchio Daniela Lastri: «Sta
per iniziare un anno scolastico molto difficile, è necessaria una legge di
iniziativa popolare per costruire una proposta alternativa alla riforma del
ministro Gelmini». Ministro che
diventa bersaglio facile di slogan e sfottò: «Non si risparmia sui bambini, no
ai tagli della Gelmini»,
«Un popolo ignorante si governa meglio», «La Gelmini è l´unico esubero che vogliamo». E infine, in piazza Santa
Croce, i versi danteschi, applauditissimi, recitati da un docente precario:
«Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza».
Ci sono anche i lettori precari, 97 quelli di Firenze che aspettano di essere
stabilizzati: «Stanno per arrivare all´università 3 milioni di euro dal fondo
di finanziamento ordinario - spiega Moreno Verdi della Cgil - devono servire
per sistemare i precari». Intanto a Scienze politiche un gruppo di docenti a
contratto annuncia che non insegnerà più gratis. «Non ne so niente - dice la
preside Franca Alacevich che nel 2007-
( da "Unita,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Non smetteremo di lottare contro questa pseudo riforma» Come
sta il movimento studentesco? È in salute? «Con queste proteste stiamo
dimostrando di esserci. A Firenze tra le scuole superiori è nato un
coordinamento permanente, e sono in arrivo alcuni forum. Non vogliamo mollare
le lotte contro questa pseudo-riforma, anche se non è facile». Temete per la
vostra formazione culturale? «I tagli mettono in discussione il nostro diritto
alla cultura e all'istruzione. Vogliamo più scuola pubblica
e che le università non diventino fondazioni di privati. Per fortuna c'è un
fronte compatto tra noi, i genitori e i docenti». In chi riponi più speranze e
fiducia? «Nella Cgil. Sono quelli che più stanno facendo opposizione alle
scelte della Gelmini».
T.GAL
( da "Unita,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Perderò posto e stipendio a causa
della riforma Gelmini» Non
sono solo i cervelli dei ricercatori italiani a fuggire all'estero, anche
quelli di noi docenti precari, altrettanto preziosi. Ho fatto un lungo percorso
per raggiungere la professionalità che ho acquisito: una laurea in Lettere
Classiche, i corsi per avere l'abilitazione al sostegno, anni di supplenze.
Quando decidi di fare l'insegnante, lo fai con passione e determinazione. Amo
il mio lavoro, insegnare è bellissimo. Con i tagli della finanziaria Tremonti e
la riforma Gelmini dal prossimo anno non so se
riuscirò ancora a lavorare, sarà molto difficile. E non perderò solo il mio
posto: anche lo stipendio. Quindi ho deciso di andarmene all'estero, sfruttando
le abilità che ho. Ancora non so dove, so solo che in Italia non ci voglio
restare». A.L.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Regione Galan fatto fuori dal gotha del Pdl si
scatena per la fuga di Sappada Il governatore polemizza con la Provincia di
Udine che vota l'accoglienza PADOVA. Giancarlo Galan e Niccolò Ghedini ni,
Renato Brunetta e Maurizio Sacconi sì. Il governatore del Veneto e il legale
del premier (nonché coordinatore veneto degli azzurri) rischiano di restar
fuori dalla stanza dei bottoni del Popolo della Libertà, che nascerà domenica
29 alla Fiera di Roma. Mentre nel gotha pidiellino ci saranno i ministri della
Pubblica amministrazione e del Welfare. Proprio per capire il suo destino nel
Pdl il presidente Galan ieri ha disertato il convegno «Il Veneto per le
imprese. Scenari e politiche», promosso proprio dalla Regione a Venezia, e si è
recato di corsa nella capitale. La possibile esclusione di Ghedini e Galan è
legata alle trattative tra Forza Italia e An sui due organismi di vertice che
saranno eletti dall'assise del Pdl. L'obiettivo per la nomenklatura del nuovo
partito è l'ingresso nell'Ufficio di presidenza che sarà composto da 20
persone, oltre che dai triumviri (il ministro della Cultura Sandro Bondi, il
coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini, il ministro della Difesa
Ignazio La Russa), dai capigruppo e vicecapigruppo di Camera e Senato (i
forzisti Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello e gli aennini Maurizio
Gasparri e Italo Bocchino). Il rapporto di forza 70% Forza Italia-30% Alleanza
nazionale sarà garantito per i 20 componenti succitati: 14 saranno
berlusconiani, 6 finiani. Per la componente azzurra si dice che il Cavaliere
voglia dare la presenza agli 11 ministri: appunto Maurizio Sacconi, Renato
Brunetta, Stefania Prestigiacomo, Raffaele Fitto, Mara Carfagna, Elio Vito,
Franco Frattini, Angelino Alfano, Giulio Tremonti, Claudio
Scajola e Mariastella Gelmini. Per i tre posti rimanenti sono pronti a scannarsi in tanti: e
oltre ai governatori di Veneto e Lombardia Giancarlo Galan e Roberto Formigoni,
consiglieri autorevoli come Niccolò Ghedini e Marcello Dell'Utri, l'ex
presidente del Senato Marcello Pera e il sottosegretario al Turismo (da mesi in
odore di promozione ministeriale) Michela Brambilla. Di sicuro nessuno
degli esclusi farà i salti di gioia se verrà chiamato a far parte della
direzione nazionale, composta, sempre nel rispetto del rapporto 70%-30%, da 84
esponenti di Forza Italia e da 36 di Alleanza nazionale. Pur in trasferta nella
capitale, dove ha incontrato il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo
(forse per ribadire la disponibilità del Veneto all'installazione di una
centrale nucleare), Galan non ha perso l'occasione per polemizzare con il
consiglio provinciale di Udine, «reo» di aver espresso un voto favorevole al
passaggio del Comune di Sappada al Friuli-Venezia Giulia. «Sono convinto che il
presidente del Friuli - afferma Galan - concorda con me sull'infinita
sgradevolezza di questo voto. A Udine c'è chi pensa di gettare altro sale sulle
nostre ferite». «Va rispettata la volontà del popolo» replica a stretto giro di
posta il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini. «Certo
dev'essere sgradevole - commenta Fontanini - pensare di perdere un luogo
meraviglioso come Sappada. Il voto espresso dal consiglio provinciale di Udine,
comunque, non è certo una provocazione: è un'espressione pubblica di
solidarietà, che spero aiuti i parlamentari a prendere una decisione». (Claudio
Baccarin)
( da "Unita,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Va bene tagliare gli sprechi ma così si distrugge la
scuola pubblica» Perché stai protestando? «Sono insegnante precaria da 14 anni,
spero di lavorare l'anno prossimo, vedo tantissimi miei colleghi messi peggio
di me nelle graduatorie e sono preoccupata anche per loro». Quale è la cosa che
più ti fa paura? «Il tentativo del governo di decostituzionalizzare la scuola.
Ok ridurre gli sprechi, ma così si distrugge l'istruzione pubblica. Si toglie a
intere generazioni gli spazi di libertà e istruzione». Dove può portare questa
mobilitazione? «A creare un grande fronte di protesta e
solidarietà, per opporsi alla legge Gelmini. Nella scuola media dove insegno io genitori, studenti e
insegnanti condividono forme di auto-organizzazione per tutelare la formazione
dei ragazzi». T.GAL
( da "Unita,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Massimo Marinelli L'ordine democratico Ho sempre pensato
che la difesa dell'ordine democratico possa essere un concetto altamente
qualificante per un partito di centro sinistra e non vada lasciato in pasto
alla politica becera e forcaiola della destra, che ne fa un uso scorretto e
populista. Pensate che si possa finalmente creare una sinistra nuova, al passo
con i tempi, che non abbia paura di confrontarsi con temi finora ritenuti
scomodi? Si può benissimo essere di sinistra e parlare anche di rispetto delle
regole civili e delle misure repressive da adottare a carico di chi compie atti
criminosi, senza limitarsi ad elaborare inutili analisi sociologiche che li
giustifichino. In caso contrario, teniamoci le ronde della milizia padana.
Massimo Saputo Cattolici sì ma con misura Sono tra coloro che ritengono che la
presenza dei cattolici all'interno di una formazione di centro sinistra, sia
accettabile solo se equiparata ad altre confessioni e comunque subordinata alla
condivisione di valori laici. Ciò significa che di fronte ai dilemmi etici,
come quello posto dalla condizione di malato terminale o dall'aborto medesimo,
lo stato lascia agli individui di assumere le decisioni che la sua coscienza e
non un dogma impongono. Penso che tali questioni abbiano un forte impatto sui
rapporti sociali e persino su quelli economici: si pensi ad esempio alle donne
che in assenza della 194, erano costrette ad accettare una gravidanza
indesiderata. Ludovica Muntoni Vorrei più coerenza Mi
piacerebbe sapere quanti dei genitori che mettono in discussione le proposte Gelmini sulla scuola, chiedendo per i
loro figli un lungo orario incompatibile con l'assegnazione degli organici,
hanno votato per un governo di centrodestra, incuranti degli avvertimenti delle
cassandre di sinistra che cercavano di metterli sull'avviso. Ora mi
piacerebbe che tutti i bambini andassero a casa all'una con buona pace del
lavoro femminile e della cultura di questo paese. Filippo Cusumano Quando i TG
occultano le notizie "Noi proponiamo di far scendere l'acconto delle
imposte di giugno dal 40 al 20 per cento e creare un fondo di garanzia
garantito dallo Stato per avviare un credito a medio termine". Così aveva
detto Franceschini intervenendo a Cernobbio al Convegno indetto da
Confcommercio. Mi aspettavo che la notizia rimbalzasse con grande eco nei Tg
della sera. Invece niente di niente. I telegiornali (ho visto tg1, tg2, tg5,
tg4) parlano pochissimo, quasi fugacemente, dell'intervento di Franceschini,
citando esclusivamente quella parte del suo intervento in cui, criticando
Tremonti, prende le difese della Banca d'Italia. Della proposta di ridurre
l'acconto Irpef niente. Troppo imbarazzante per il Governo. Attuandola darebbe
autorevolezza alla propositività di Franceschini, respingendola rischierebbe di
perdere consensi. Segnale inquietante. Quando i nuovi vertici Rai saranno
completati, cosa accadrà? S.T.Z. Inglese e italiano I dirigenti del PD non ce
la fanno proprio: devono far vedere agli italiani che sanno l'inglese. Con
"I care" aveva iniziato Veltroni, "Exit strategy" continua
oggi Franceschini. Gli italiani che capiscono a mala pena l'italiano capiscono
benissimo gli slogan di Berlusconi come "la sinistra è il partito del
no". E lo votano in attesa che quelli del Pd imparino a parlare la lingua
della gente comune. Mariangela Corrieri* Aiuto È delirio assoluto! In Sicilia
radono l'erba per non offrire rifugio e scampo ai cani. L'ordine è di
accalappiare o uccidere tutti i branchi di cani anche quelli di quartiere
sterilizzati. Orde, sì perché non sono uomini, hanno assaltato le farmacie e le
macellerie per comperare veleno e carne. Stanno preparando polpette avvelenate
perché stanotte muoiano più randagi possibile. Le poche volontarie, minacciate
di morte, salvano cuccioli come possono. Aiutoooooooooo. * LAV FIRENZE
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 1 Basta un
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Bologna Tremila in piazza con la Cgil L´Onda
blocca Feltrinelli e "incatena" l´ingresso del rettorato Alla
manifestazione in piazza Nettuno ricercatori e lavoratori di Perla e Magneti
Marelli ALESSANDRO CORI Intensa mattinata di protesta per il mondo della scuola
e del lavoro, scandita da cortei, comizi e azioni dimostrative in zona
universitaria. Circa tremila persone hanno partecipato, in piazza del Nettuno
alla manifestazione indetta dalla Cgil nell´ambito dello sciopero nazionale
proclamato dalla Flc (federazione lavoratori conoscenza) che ha coinvolto
università ed enti di ricerca e formazione professionale, contro i tagli
dell´esecutivo all´istruzione. A protestare contro le politiche del governo,
nel campo del lavoro, c´erano anche i settori del trasporto pubblico locale,
tessile, legno ed edili, l´agroalimentare e le Cartiere. Sotto al Nettuno però
sono stati soprattutto i temi legati all´università a farla da padrone. In
piazza Verdi si sono fatti rivedere anche i ragazzi dell´Onda, circa 300, che
hanno indirizzato la loro protesta prima contro la libreria Feltrinelli di
piazza di porta Ravegnana e poi se la sono presa direttamente con l´Alma Mater:
bloccando con catene e nastro adesivo gli ingressi del rettorato in via Zamboni
e in via Belmeloro. Con striscioni, megafoni e bandiere rosse, i lavoratori
sono scesi in piazza alle 9.30. A parlare, dal palco improvvisato sui gradoni
del Nettuno, i ricercatori del Cnr, i delegati di Magneti Marelli e la Perla.
Tante le delegazioni delle aziende in crisi, tra cui Bonfiglioli e Ducati. Alle
12 è partito un corteo verso la Prefettura dove un gruppo di manifestanti è
stato ricevuto dal prefetto, Angelo Tranfaglia. Altri invece si sono recati in
piazza XX Settembre, per parlare con i vertici dell´ufficio scolastico
regionale. «Lo sciopero è un sacrificio - ha detto mentre era in piazza Cesare
Melloni, segretario della Cgil di Bologna - ma anche un´arma per fare valere i
diritti minacciati». Melloni detta anche la ricetta anti-crisi: «Alzare le
tasse ai redditi alti e lotta all´evasione, è il fisco che deve sostenere gli
ammortizzatori, non le pensioni». Sandra Soster, segretario Flc-Cgil, ha
ricordato i dati dei tagli (1.500 tra docenti e ausiliari) che
la scuola bolognese subirà nei prossimi tre anni per effetto della riforma Gelmini. Tra la folla anche il candidato
sindaco del Pd, Flavio Delbono, che ha fatto «appello al buonsenso» per quanto
riguarda gli interventi sulla scuola e poi ha risposto al senatore del Pd,
Walter Vitali, che aveva lanciato l´idea di una vertenza degli enti locali
proprio sulla scuola. «Gli enti locali non possono fare miracoli su
questo. La riforma colpisce soprattutto i territori più dotati e questo sarebbe
molto penalizzante per Bologna e l´Emilia Romagna». In piazza del Nettuno anche
gli studenti dello Spazio sociale studentesco sono intervenuti dal palco,
ricucendo così, almeno in parte, lo strappo creatosi con il sindacato durante
la manifestazione del 12 dicembre. Durante il corteo dell´Onda in zona
universitaria, però, le critiche alla Cgil non sono mancate. Al grido «noi la
crisi non la paghiamo» nel mirino degli studenti è finita prima la Feltrinelli,
dove i ragazzi hanno bloccato l´ingresso e c´è stato qualche momento di
tensione con i responsabili. Poi è stata la volta del rettorato: l´entrata di
via Zamboni è stata "sigillata" con un nastro di plastica, mentre
quella di via Belmoloro chiusa con lucchetto e catena.
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 4 Il corteo Cgil okkupa il
centro ma i «maestrini» fanno flop Slogan, striscioni, cori
sulla riforma Gelmini e il
precariato Sciopero Atm, caos in serata per il blocco delle linee del metrò di
Maria Sorbi Scontri al corteo di Roma. Tutto liscio - per una volta - a Milano.
In piazza sono scese centinaia di persone, tra insegnanti e studenti, per
chiedere di fermare la politica dei tagli della scuola. Nel serpentone,
che da porta Venezia è arrivato fino a piazza Duomo, anche i dipendenti di Atm
che ieri hanno scioperato dalle ore 18 fino alle 22. Quattro ore di mezzi
pubblici a singhiozzo per chiedere più stabilità nei contratti di lavoro. «No
ai tagli, mai più precari» recita lo striscione alla testa del corteo
organizzato dalla Cgil. E poi lenzuoloni larghi quattro metri per difendere la
qualità della scuola: «Non è una crisi del sistema, ma è il sistema che è in
crisi». O ancora: «Razzismo, fascismo e intolleranza: ecco i vostri maestri
unici. Più cultura, meno paura». A chiudere il corteo un centinaio di studenti
in file serrate. Tutti a sfilare dietro agli striscioni dei collettivi di
sinistra. A guidarli gli stessi capipopolo delle proteste d'autunno. «La
battaglia sarà lunga - annuncia da dietro il megafono Leon, università Statale
- questo è solo il primo anno. Blocchiamo le strade, lo sciopero non può essere
solo simbolico». E poi tutti in coro a intonare gli slogan sempre-verdi: «I
soldi della scuola si devono trovare tagliando la spesa militare». L'intento è
lo stesso che, da ottobre a dicembre, ha animato presìdi, cortei selvaggi e
blocchi del traffico: «Paralizzare la città». Ma qualcosa, nell'Onda anomala
degli studenti, comincia a scricchiolare. A novembre, quando si trattava di
mettere a ferro e fuoco la città, gli studenti accorrevano in massa e
rinvigorivano le fila delle manifestazioni. Bastava che Leon Blanchard, uno
degli animatori del movimento, pronunciasse una sillaba per scaldare gli animi
e intonare applausi infiniti e cori urlati a oltranza. Ora no. In piazza Duomo
Leon parla, si scaglia contro la riforma della scuola e contro le ronde padane,
ma la sua platea è distratta e sembra più interessata a prendere il sole ai
piedi del sagrato che ad altro. Qualcosa si è spento. Intanto, dal palco
allestito dalla Cgil, Onorio Rosati, segretario della Camera del Lavoro di
Milano, lancia un appello alla Cisl e alla Uil per una protesta unitaria. «Solo
un sindacato confederale forte e unito - spiega - può vincere la crisi». E poi
incalza, per difendere la categoria degli insegnanti: «Lo studio non è un
diritto di classe, questa politica porta il Paese al fallimento e non ne
possiamo più del precariato». Gli studenti non se la prendono solo con il
ministro Gelmini e con il governo Berlusconi.
Criticano anche il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, per i
finanziamenti alle ronde. Durante il corteo, un gruppo di studenti armati di
colla e spazzole appende ai cestini dell'immondizia e ai pali delle strade piccoli
manifesti contro Penati: «Provincia: 250mila euro alle ronde e scuole
fatiscenti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Repubblica,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bari In piazza contro i tagli della riforma:
meno 4 mila posti Prove generali di sciopero a Bari per il mondo della scuola e
dell´università, che ieri mattina è sceso in piazza contro i tagli e le ipotesi
di riforma imposti dal governo Berlusconi. La manifestazione promossa dalla Flc
Cgil in vista della mobilitazione nazionale del 4 aprile a Roma ha riunito in
piazza del Ferrarese circa duemila persone: gli universitari dell´Udu pronti a
combattere contro i rischi di privatizzazione degli atenei e i tagli alla
ricerca, la rete dei docenti precari e quelli mobilitati
che rischiano di vedere ridotti di 4mila unità i posti a disposizione in tutta la
regione, gli insegnanti, i professori, i ricercatori e gli amministratori
locali che rifiutano «l´attacco Berlusconi-Tremonti-Brunetta-Gelmini ai settori della conoscenza».
( da "Adige,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Bassi: «In crisi tutti gli atenei d'Europa» Il presidio lo
stava attendendo da poco, e dopo le 10 il rettore Davide Bassi è uscito dagli
uffici e ha voluto scambiare alcune parole con i manifestanti. «Ho poco tempo -
ha esordito -, mi sto preparando per andare a Praga per parlare dei problemi
delle università anche europee. I problemi non ci sono solo in Italia ma in
tutta Europa. Le università sono messe male e con gli altri colleghi stiamo
cercando una soluzione». A chi gli ha chiesto un parere sugli effetti della
riforma, il rettore ha risposto: «A breve parleremo di una vera riforma
universitaria, visto che martedì 24 il ministro Gelmini spiegherà la situazione. La cosa
importante è sapere se a questo incontro parteciperanno anche le opposizioni;
ho parlato venerdì pomeriggio a Verona con la senatrice del Pd Mariapia
Garavaglia, e ci saranno ben 3 disegni di legge in Parlamento, uno presentato
dal Pd, un altro dal Pdl e infine uno dal governo. L'idea è di lavorare
tutti assieme per trovare una soluzione condivisa. Sarebbe un segnale
importante». Con uno sguardo in Europa, visto che il rettore di Trento fa parte
del comitato di stabilità finanziario europeo delle università, Bassi ha
concluso: «In questo momento ci sono seri problemi soprattutto per le
università dell'Est Europa, dove il sistema sta saltando e le preoccupazioni
sono molto grosse». Per Bassi «comunque i problemi devono essere affrontati tutti
assieme e ognuno deve fare la sua parte». G.Fin 19/03/2009
( da "Tempo,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Oggi Gelmini e Brunetta illustreranno novità per i lavoratori precari Sciopero
della conoscenza per quattro gatti. La Cgil: un successo Lo sciopero della
conoscenza indetto dalla Flc Cgil e dalla Gilda che ieri è andato in scena nelle
principali piazze d'Italia è stato accolto con scarso entusiasmo dai lavoratori
della scuola. Secondo i dati del Ministero
dell'Istruzione la partecipazione allo sciopero, infatti, è stata del 9,56%. Di
altro tenore le cifre divulgate dalla Cgil per la protesta di ieri, che era
nazionale ma volutamente regionalizzata con cortei e sit-in strettamente
locali. «Nella scuola l'adesione allo sciopero nazionale è stata mediamente del
45%, alta soprattutto nella scuola di base, con punte del 60-70%» ha reso noto
Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil. «Molte scuole sono
rimaste chiuse anche per la massiccia adesione del personale Ata, fascia di
lavoratori più debole e per questo più colpita dai tagli indiscriminati» ha
aggiunto. Oltre che agli istituti scolastici la protesta ha coinvolto anche gli
atenei. Al proposito Pantaleo ha sottolineato che «alcune sedi universitarie
sono rimaste praticamente chiuse». Momento clou dello sciopero della conoscenza
il comizio del leader della Cgil Guglielmo Epifani a Palermo: «La scuola deve
tornare ad essere al centro di tutte le politiche» ha detto Epifani «Mi sembra
che oggi si discuta di cose che non sono il cuore del problema, come il
grembiulino o il
( da "Tempo,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Il ministroTroppi i corsi di
laurea Gelmini: «Il 3+2 va ripensato» Non è un mistero che il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, oltre ad essere capacissima e determinatissima come l'ha definita il
premier Berlusconi è anche caparbia. Tra i «pensieri dominanti» che
caratterizzano il suo ministero c'è l'impellente necessità di riformare il
sistema universitario italiano. E ieri nel
suo intervento all'inaugurazione della «Mediolanum Corporate University» il
ministro ha detto che è necessario «ripensare alla laurea triennale perchè non
sta dando grandi risultati». Il ministro ha poi spiegato che «l'università
italiana ha estremo bisogno di un forte ricambio generazionale e per questo
abbiamo fatto la riforma del reclutamento». E ha ribadito che «è possibile
risparmiare delle risorse diminuendo il numero dei corsi di laurea, in
particolare di quelli che poi non portano ad uno sbocco nel mondo del lavoro.
Dobbiamo infatti intercettare i bisogni e le aspettative del mondo delle
imprese che a loro volta si devono aprire al mondo dell'istruzione e favorire
gli stage. Il sistema dell'istruzione può essere molto utile per combattere gli
effetti della crisi attraverso la formazione permanente. In questo settore è
possibile una collaborazione tra il pubblico e il privato pe proporre una
offerta più completa» ha concluso la Gelmini.
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Chiudiamo i musei cittadini per annullare la stangata Tia
» provocazione del centrodestra «NON SONO nemmeno della Cgil, ma questa mattina
sono qui ad occupare. Sono stanca, preoccupata. Non solo non abbiamo più
garanzie per il futuro, ma nemmeno sul domani. Ci stanno togliendo anche la
libertà». Non ha più vent'anni, l'insegnante elementare dagli occhi chiari: e nella
sua voce vibra lo sconforto. Racconta di tanti anni di impegno, in una piccola
scuola montana, e allarga le braccia: «Non so dove ci vogliano portare». E' un
esercito che raccoglie esperienze generazionali diverse, quello che ieri ha
occupato l'ex Provveditorato agli Studi di viale Italia, oggi ufficio
scolastico provinciale. Un atto di protesta, sentito, contro quel clima di
sfiducia e insicurezza che si è venuto a creare per effetto della politica, che
da anni procede a colpi di decreto, senza più contatto con la base: insegnanti,
famiglie, ragazzi. «A sessant'anni siamo di nuovo qui con la bandiera! ? si
sfoga un'altra insegnante elementare, che opera nel lericino ?è incredibile. Me
l'avessero detto allora, quando iniziammo a batterci per conquiste sociali come
il tempo pieno, che ci saremmo trovate daccapo». La manifestazione si è svolta
davanti alla palazzina, con l'esposizione di striscioni: e poi all'interno: i
docenti, troppi per invadere tutti insieme le stanze, anche per ragion i di
sicurezza, si sono distribuiti in parte sulle scale in parte negli uffici. I
dati dell'adesione sono variegati: in certe scuole, soprattutto le superiori,
l'adesione è stata scarsa. In altre, soprattutto alle elementari, il grosso dei
docenti ha incrociato le braccia. «Siamo stanchi, anche di scioperare ?
sottolinea una maestra spezzina ? questa mattina tutte le mie colleghe sono
rimaste a casa, ma non sono qui. A volte si perde anche la voglia di farci
sentire, perché siamo inascoltati». Assente, la nuova dirigente part time, la
genovese Rosaria Pagano, che ha sostituito Adriano Da Pozzo: da quando il
responsabile regionale della scuola, Attilio Massara, ha decretato che alla
Spezia bastava una figura a metà col capoluogo ligure. A farne le veci, ieri,
Silvano Zaccone. I docenti hanno salito le scale con uno striscione di colore
rosso, con la scritta "Csa occupato": lo stendardo è stato calato dal
balconcino del primo piano. Scene di altri tempi, appunto: un deja vu vagamente
malinconico, in un momento in cui la scuola si trova ad affrontare una società
multietnica, con aumento dei border line, del disagio, delle nuove povertà, nel
mezzo di una crisi economica seria, che sta riproponendo anche una notevole
forbice sociale fra chi sta bene e chi sta male. «E' perché si sta tornando
indietro, paradossalmente, e spogliando la scuola pubblica, anziché
rafforzarla», spiega la delegata Cgil scuola, Lara Ghiglione, affiancata ieri
dal segretario generale Lorenzo Cimino, che si è fatto le ossa proprio nel
settore scuola. «Chiediamo di ripristinare subito le risorse già tagliate alla
scuola ? spiega la Ghiglione ? chiediamo un vero progetto di riforma, la
conferma della centralità del contratto nazionale, e la tutela del diritto alla
contrattazione. E poi, la definizione di regole democratiche sulla
rappresentanza, che prevedano il voto dei lavoratori su tutti gli accordi, il
ritiro dei provvedimenti Brunetta sulla malattia, la difesa dell'occupazione,
l'estensione degli ammortizzatori sociali, la difesa della libertà dell'insegnamento,
e la garanzia di una maggiore qualità dell'offerta formativa, nella scuola
dell'obbligo, pesantemente peggiorata dai regolamenti del
ministro Maria Stella Gelmini. Insomma: servono risorse, per la scuola, e per la formazione
professionale. Va difeso il diritto all'apprendimento per tutti. E non si può
intaccare il diritto di sciopero, cardine della democrazia». Sondra Coggio
.x/19/0903 AUMENTO della tariffa sui rifiuti, «chiudiamo per un anno i musei
cittadini per annullare gli effetti della stangata". E' la
provocazione-proposta dei rappresentanti di centrodestra della Commissione
Bilancio del Comune, Gatti, Peserico, Burrafato e Di Vizia e dei capigruppo di
Fi e An, Messuri e Manucci. «Le tariffe della TIA - dicono gli esponenti
dell'opposizione - sono calcolate in base al costo complessivo di raccolta e
smaltimento dei rifiuti in ambito provinciale e non dipendono in alcun modo
dagli orientamenti politici o finanziari del governo. Se le bollette della
spazzatura aumentano, la colpa è solo di chi ha sbagliato le scelte e costringe
da 5 anni il nostro territorio a smaltire la rumenta fuori provincia. Crediamo
si debba fare il possibile per annullare l'impatto di questi aumenti sulla vita
delle famiglie e delle imprese. Chiediamo alla giunta di aumentare il fondo
sociale Tia di ulteriori 850 mila euro, pari all'incremento di costi causati
dagli errori nella politica provinciale sui rifiuti, e proponiamo di finanziare
questo intervento con la chiusura integrale o parziale per un anno dei musei
comunali perennemente in deficit (Lia, Camec, Sigillo e Formentini). In questo
modo, si avrebbero le risorse da assegnare a tutti gli spezzini soggetti al
pagamento della Tia». .x/19/0903
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 10 «Con me assenteismo giù del
40%: gli uffici statali sono cambiati» di Antonio Signorini Il ministro: «Ormai
anche la gente ha percezione della svolta. Il cattivo sindacato ha generato
mostri, tra distacchi e permessi retribuiti s'è fatta carne di porco» RomaMinistro
Renato Brunetta, assenteismo ancora in calo. Nonostante Portici... «Ormai i
dati sono strutturali. Domani con il ministro Gelmini presentiamo anche quelli della
scuola che sono più o meno gli stessi numeri». Non c'è il rischio che, una
volta esaurita l'eco dei suoi provvedimenti, le assenze per malattie tornino ad
aumentare? «Da luglio a febbraio, assenze per malattia sempre in calo.
Sono otto mesi e questo significa che ormai è cambiata la pubblica
amministrazione in Italia. Ed è cambiata anche la percezione che ne ha la
gente». E sono aumentate le amministrazioni che le forniscono i dati. Li ha
convinti tutti o è un aggiustamento tecnico? «Un po' entrambe le cose. Siamo
ormai a 3.500 amministrazioni che forniscono spontaneamente i dati. Non c'è un
obbligo di legge, ma loro lo fanno. Con buona pace dei sindacati, dei
professorini e dei cagadubbi che non mi prendevano sul serio. Sono dati che
dimostrano come si sia instaurato un clima collaborativo». Anche con i governi
locali amministrati dalla sinistra? «Loro per primi. Ho partecipato a una
trasmissione radiofonica, si è collegato il comune di Caserta, che è di
sinistra, per dire che loro sono d'accordo e partecipano alla mia iniziativa».
Magari non avevano da nascondere nulla... «Dipende cosa si intende. Hanno avuto
una diminuzione delle assenze intorno al 70 per cento». Allora volevano darle
ragione per forza? «No, no. Sono moltissime le amministrazioni che rispondono e
ammettono che le assenze sono calate. È segno che sono in salute, che sono reattive.
Sono orgogliose del loro lavoro». Ma ci sono comuni, come Porto Tolle, dove
sono calate del 100 per cento. Che significa? «Che le hanno azzerate. Però
bisogna fare attenzione, perché magari ci sono pochi impiegati, delle
maternità. Io mi preoccupo di altri». Degli enti dove le assenze sembrano non
calare? «Quelli che mandano cifre sulla riduzione piccoli o piccolissime sono i
più sospetti. Vuole dire che qualcosa non va. I peggiori però sono quelli che
non comunicano niente». Facciamo un esempio: Portici. «Appunto». Ma loro dicono
che avevano comunicato tutto? «Avevano comunicato al ministero dell'Economia i
dati sul costo del lavoro. A me non hanno dato niente». E come lo giudica quel
caso, a mente fredda. «Quando tra indagati e arrestati, sono coinvolti 100
impiegati su 470 le riflessioni da fare sono tante». E la principale? «Che la
cattiva politica e il cattivo sindacato, la deresponsabilizzazione dei
dirigenti, generano mostri. Ma è un fallimento di tutti. Io non voglio arrivare
alla Digos o alla procura per fare lavorare le persone». Niente manette? Guardi
che in molti casi gli assenteisti beccati dalle forze dell'ordine sono tornati
al loro posto... «Io sono un garantista e dico che deve decidere la giustizia».
La Corte dei conti segnala casi di condannati che ancora lavorano. Non ci sarà
troppo garantismo? «Intanto nella mia delega io ho messo una piccola grande
cosa: per le sanzioni disciplinari non si deve attendere il giudizio penale
definitivo. Però nel caso Portici ci vedo altro». Cosa? «Che nella pubblica
amministrazione c'è ancora un margine spaventoso di miglioramento. Ho calcolato
che si può recuperare almeno il 50 per cento della produttività». Oltre a fare
tornare al lavoro i dipendenti cosa può ottenere? «Ma ha idea cosa significhi aumentare
del 50 per cento la produttività delle scuole, dei tribunali della sanità?».
Parliamo di distacchi e dei permessi sindacali. «Ho tagliato del 15 per cento
le prerogative sindacali. E sono cosi stati recuperati circa 360 dipendenti.
Poi sto cambiando le regole del gioco e se qualcuno ha da ridire su questo
processo di moralizzazione e di razionalizzazione, io taglio di altri 15 punti.
E poi altri 15 ancora». I distacchi sono un diritto... «Io non voglio né
vessare né tagliare i diritti sindacali, ma non si può non capire che in
passato con i permessi e i distacchi è stata fatta carne di porco». A proposito
di percentuali: di nuovo una guerra con il sindacato sull'adesione allo
sciopero. Questa volta sulla scuola. Possibile? «Dalla Cgil arrivano ancora una
volta numeri inventati». Come per i precari della Pa. «Avevano detto che erano
400mila». E lei ne ha individuati una manciata. Ma è possibile che siano le
amministrazioni a non comunicarle i loro precari perché hanno la coscienza un
po' sporca sui criteri di assunzione? «Lascio a lei la valutazione. Io so solo
che non si può giocare con le cifre. Perché è un po' come scherzare con la vita
delle persone». Per il resto con i sindacati come va? «Benissimo. Ho chiuso
tutti i contratti, ultimo quello delle forze di polizia e delle forze armate.
L'importante è non dare retta ai sindacati antagonisti». © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Stampa,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
"Greco e latino, quando il ministro non arrivava al
6" No di molti docenti «E' un errore perché in nome del merito cresce il
fenomeno della dispersione» Milioni di debiti Sono almeno quattro quelli che
dovrebbero essere recuperati in un solo anno Boom di bocciati Se prevarrà la
linea dura, il 60% dei ragazzi non potrà accedere all'esame Professor Gian
Enrico Manzoni, lei insegna latino e greco all'Arici, un liceo classico privato
di Brescia, e letteratura latina alla Cattolica di Milano. Quando
ha conosciuto il ministro Gelmini? «E' stata una mia allieva all'Arici per più di due anni e
mezzo. Dopo aver fatto il ginnasio al liceo Manin di Cremona ed avere iniziato
il triennio del liceo al Bagatta di Desenzano, è arrivata in classe con me. Era
metà novembre. Era in prima». Impatto con la scuola? «All'inizio non fu
facile per lei. Qualche difficoltà nelle mie materie l'ha avuta. Ma era tenace,
era una che si impegnava. Ed è migliorata col tempo». Quindi come è andata a
finire? «Si è diplomata con 50 sessantesimi. Un voto di tutto rispetto. E non è
mai stata rimandata a settembre». Che ricordo ne ha? Che tipo era Mariastella Gelmini studentessa? «Una ragazza assolutamente non
appariscente, molto tranquilla. Riservata è la parola che la contraddistingue
meglio. Non riesco a farmi venire in mente un solo episodio preciso sul suo
conto, né positivo, né negativo. Noi insegnanti tendiamo a ricordare a distanza
di molto tempo gli studenti che si imponevano in quanto estremamente brillanti
oppure quelli indisciplinati. Maristella, ecco, era nella fascia intermedia».
Il ministro era più brava nella traduzione delle versioni o in letteratura?
«Era senz'altro meglio negli orali. Negli scritti qualche
( da "Tirreno,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Fanno la spola con l'Elba, ci rimettono mezzo stipendio:
ecco le loro storie Scuola: l'incubo di 200 precari «Dopo tanta fatica
rischiamo di non riavere il posto» LIVORNO. «Il futuro? E chi lo sa? Vivo alla
giornata, senza progetti. Con la quasi certezza che i bimbi che ho preso l'anno
scorso in prima, non riuscirò a portarli in terza. Intanto continuo a
svegliarmi un giorno sì e l'altro pure alle 4 del mattino per arrivare in tempo
a scuola». Silvia T., trentasettenne livornese, prof precaria di italiano,
storia e geografia alla scuola media Marchesi di Rio nell'Elba, campa da
qualche anno con proroghe annuali del contratto: il presente non le offre
molto: il 50% della sua giornata lo passa in viaggio tra treno, traghetti e
bus. Mezzo stipendio (1300 euro) mangiato insieme all'affitto della casa a Rio
(«un appoggio per sopravvivere»). In più quel corso di aggiornamento a Pisa:
«Tre volte a settimana arrivo a casa dall'Elba alle 16.30, riprendo il treno
per Pisa e alle 20 sono a casa. Per ripartire alle 5 della mattina dopo». Ma il
presente è molto, molto meglio del futuro, che è diventato un incubo. L'incubo della tagliola Gelmini: «Il contratto scade a fine giugno. Chi sa cosa succederà? Dopo
tanto faticare ora c'è paura». Quella di Silvia è una delle tante storie del
piccolo esercito di circa 200 precari della scuola (in massima parte livornesi)
che ogni giorno fanno il pendolo tra il continente e l'Isola d'Elba. Ora
con le maxi-sforbiciate Gelmini sono finiti tra le
vittime predestinate. La Cgil ha calcolato circa 200mila tagli di precari a
livello nazionale. Da noi, in attesa della spada di Damocle della circolare
sugli organici, i sindacati non si azzardano in previsioni. «Tra noi però
circolano numeri: e parlano di circa 150-200 precari scuola che rischiano il
posto in tutta la provincia». Sara B., 31 anni, precaria da 2, insegna a
Capoliveri alle medie S. Rocco, nel comprensivo Carducci e fa parte della Rete
dei precari della scuola di Livorno. «Solo tra i prof di italiano delle scuole
medie del mio comprensivo abbiamo calcolato che rischiano il posto da un
massimo di
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Valle Seriana, le scuole sono risorse anti-crisi» -->
L'offerta è ricca e gli studenti arrivano anche dal capoluogo. In Valle di
Scalve una sperimentazione d'eccellenza Giovedì 19 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina
17 e-mail print Valle SerianaLa valle non è più periferia ma centro, con un
ricco patrimonio culturale e forti potenzialità anche dal punto di vista
sociale e dello sviluppo economico. Al punto che al tradizionale pendolarismo
degli studenti di valle verso le scuole di Bergamo stanno incominciando ad
affiancarsi (per ora timidamente, ma ci sono) ragazzi che si spostano in senso
inverso. È una prospettiva stimolante quella che emerge dalla ricerca
sull'«offerta formativa» svolta dalla facoltà di Scienze della Formazione
dell'Università di Bergamo su impulso delle Comunità montane della Valle
Seriana, dell'alta Valle Seriana e della Valle di Scalve e della Provincia, che
sarà presentata stamattina nel convegno «Educazione, formazione e territorio.
L'offerta formativa in Valle Seriana, in Valle Seriana superiore e in Valle di
Scalve» nella sede della Comunità montana di Albino. La ricerca si è svolta da
settembre
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
ASCOLI PRIMO PIANO pag. 2 Convegno nazionale sul lavoro
Ospiti di prestigio alla Sala dei Savi di EMANUELA ASTOLFI SCUOLA in rivolta.
Accogliendo l'appello lanciato alcuni giorni fa dalla Flc - Cgil a livello
nazionale, il mondo dell'istruzione ha manifestato, ieri mattina davanti alla
sede della Prefettura, la contrarietà all'attuale politica del Governo che
coinvolge le scuole, i docenti e gli studenti. Una politica che i presenti con
tanto di striscioni hanno definito «fatta di tagli e di smantellamenti che
stanno mettendo in ginocchio il sistema d'istruzione e formazione e stanno
fermando la ricerca». «Questo sciopero generale è stato indetto da tutti i
lavoratori della conoscenza spiega Giuseppe Vaglieco, segretario provinciale
della Flc - Cgil per chiedere di rivedere e ritirare i provvedimenti che il
Governo ha messo in atto dallo scorso luglio su ogni settore della conoscenza».
Scuola, ma anche università. ricerca e formazione a trecentosessanta gradi.
«SONO INTERVENUTI devastanti aggiunge il rappresentante sindacale a partire dai
tagli al sistema scolastico». Tagli che, se non saranno rivisti, porteranno a
livello provinciale la perdita di circa 500 posti di lavoro tra docenti e
personale Ata che lavora nel mondo della scuola. «Solo se facciamo riferimento
alle compresenze che sono state tagliate dice , perderemo circa 120 posti di
lavoro e 113 per il personale Ata dell'intera provincia». A livello regionale,
si potrebbero avere già a settembre tagli per oltre 600 posti nella scuola
primaria e almeno 200 nella secondaria di primo gardo. ottocento precari in
tutta la regione, rischiano di non lavorare più dal prossimo anno scolastico.
La preoccupazione è evidente, chi ha manifestato ieri mattina parla di una vera
e propria emergenza sociale, non solo per la perdita di posti di lavoro ma per
le ripercussioni negative che si avranno sull'insegnamento. «Anche le famiglie
degli studenti sono preoccupate sottolinea Vaglieco . Si sono appena concluse
le iscrizioni per il prossimo anno e la maggioranza delle famiglie del
territorio ha scelto un tempo scuola più lungo (30 ore al posto delle 24
previste nel decreto Gelmini,
ndr)». All'Istituto scolastico comprensivo di Monteprandone, per esempio,
alcuni genitori hanno sottoscritto un documento in cui chiedono di mantenere il
tempo scuola in vigore adesso. SINDACATI e insegnati hanno consegnato al
prefetto Alberto Cifelli un corposo documento che contiene quelli che saranno
gli effetti sul territiro della riforma voluta dal Ministro della publbica
istruzione. «Chiediamo di riflettere sugli effetti che questa manovra avrà sul
mondo della conoscenza conclude il segretario provinciale Flc - Cgil perché
invece di essere un volano di sviluppo, sottrae risorse, mettendo in ginocchio
e creando incertezza per il futuro di centinaia di famiglie».
( da "Tirreno,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sciopero, adesione del 40% Scuola: 10mila in piazza a
Firenze FIRENZE. Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e
conoscenza». Citando un passo della Divina Commedia di Dante Alighieri- ai
piedi della statua dedicata al Sommo Poeta - si è conclusa ieri a Firenze la
manifestazione organizzata nel giorno dello sciopero nazionale della scuola.
Secondo il sindacato, 10mila persone da tutte le province hanno partecipato a
un corteo colorato da striscioni, bandieri e palloncini. Tra i manifestanti
c'erano insegnanti, ricercatori, precari, studenti, ma anche tanti genitori con
bambini: tutti insieme hanno detto no alla riforma Gelmini e alla perdita di posti di
lavoro nel settore. L'adesione allo sciopero in Toscana - secondo la Cgil - è
stata del 30-40 per cento. Il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati
ha detto che «se le politiche di tagli di Tremonti dovessero andare avanti,
solo in Toscana saranno 3.200 i lavoratori della conoscenza che non
saranno stabilizzati creando difficoltà nell'offerta di formazione».
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi «La crisi noi non la
paghiamo!» E' il grido dei docenti precari della Provincia di Pesaro e Urbino
che non ci stanno a piegare la testa di fronte alla mannaia
che la riforma Gelmini
sembra avergli preparato. E ieri mattina in Piazza del Popolo c'erano decine di
rappresentanti, con tanto di cartello al collo che citava a caratteri cubitali
il loro ruolo. O meglio il loro "non ruolo": «Alcune di noi
esercitano la professione da 15-20 anni in una cronica assenza di contratto
regolarizzato - raccontano alcune docenti - Anziché vederci riconosciuti
i nostri diritti, il Governo è pronto a darci il benservito». Particolarmente
allarmati i docenti di lingua straniera, tra i più penalizzati: «Prima veniamo
sottoposti ad approfonditi corsi di aggiornamento - raccontano - Poi la seconda
lingua diventa opzionale e ci ritroviamo praticamente messi alla porta». Quella
del precariato è però solo una delle tante lotte che la Flc Cgil intende
portare avanti fino all'estremo tentativo di un'inversione di rotta del
Ministero, di un'attenuazione, o quanto meno di una disposizione di
ammortizzatori sociali che riconosca la categoria: «Fra i cosiddetti precari
"di lunga data", almeno uno su quattro nella nostra Provincia si ritroverà
senza occupazione - illustra Lilli Gargamelli, responsabile Flc Cgil
Pesaro-Urbino - Senza contare chi effettua supplenze più marginali, che
attualmente può già considerarsi fuori dai giochi». Proprio la Rete Docenti
Precari Marche ha già indetto per il prossimo 26 marzo uno specifico sit-in di
protesta davanti all'ex Provveditorato di Pesaro. Ma oltre a docenti precari e
responsabili sindacali Cgil, ieri sono scesi in piazza i rappresentanti del
personale Ata (sono circa 100 quelli che nel Pesarese dovranno farsi da parte)
e del personale Afam e dell'Università di Urbino, per i quali il cappio non è
meno stringente. Presenti anche comitati di genitori e studenti, e ad
appoggiare la protesta anche l'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione
Renzo Savelli. Una delegazione con rappresentanti dei diversi ruoli è poi stata
ricevuta dal prefetto Alessio Giuffrida. «E' una protesta trasversale, perché
riguarda davvero tutti - dice il segretario generale Cgil Pesaro-Urbino,
Roberto Ghiselli - Non si tratta soltanto di difendere il posto di lavoro di
una determinata categoria di lavoratori. Ma la Riforma attuale porta la scuola
italiana ad un generalizzato decadimento di qualità. E l'istruzione e la
cultura sono diritti sacrosanti di una società civile». D.S.
( da "Milano
Finanza (MF)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
MF sezione: Mercati Globali data: 19/03/2009 - pag: 11
autore: di Luca Gualtieri il ministro e il premio nobel
alla cerimonia di ieri Gelmini e Walesa inaugurano il campus di Mediolanum Sembra decisamente
una strana coppia. Lei 36enne, rampantissima bresciana, ministro del governo
Berlusconi. Lui 66enne, polacco, ex rivoluzionario. Il ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e il leader di Solidarnosc e premio Nobel per la pace,
Lech Walesa, si sono incontrati ieri a Milano 3. I due hanno tenuto a battesimo
la Mediolanum Corporate University, il primo campus in Italia per promotori
finanziari che diffonderà la conoscenza della finanza in tutte le sue
espressioni. All'inaugurazione non poteva mancare il fondatore di Mediolanum,
Ennio Doris, accompagnato dal presidente della nuova Università, Edoardo
Lombardi, e dall'amministratore delegato, Oscar Di Montigny. Tutti, a vario
titolo, hanno sottolineato i valori che guideranno l'impresa: un campus che
parte dalla constatazione dello scarso livello di formazione finanziaria
rilevabile in Europa e soprattutto in Italia, La Mediolanum Corporate
University aspira quindi a diventare «l'istituto di riferimento in Italia per
quanto riguarda l'educazione finanziaria. Credo che un'azienda abbia il dovere
di preoccuparsi del benessere dei propri collaboratori», ha spiegato Ennio
Doris sottolineando che «per le aziende un investimento nella conoscenza è
estremamente produttivo sul lungo termine. Vogliamo essere non solo una scuola
di formazione al lavoro ma anche una scuola di vita nella quale i valori devono
essere al primo posto», ha aggiunto Doris. Ma per completare la formazione, gli
aspiranti promotori dovranno inevitabilmente guardare a un modello. Nel nuovo
campus è quindi possibile visitare un museo che ripercorre le tappe principali
della vita del fondatori di Mediolanum. Tra i cimeli esposti compaiono la
bicicletta con cui il giovane Doris percorse una tappa del Giro d'Italia e la
sua prima scrivania con tanto di portapenne e macchina per scrivere. Il tutto accompagnato
da gigantografie della famiglia Doris e dei personaggi più vicini, tra cui non
poteva certo mancare «l'amico Silvio». Non mancano poi testimonianze di alcune
storiche iniziative del presidente di Mediolanum: come la costruzione e
l'abbattimento, alcuni anni fa, di un fac simile del muro di Berlino alla
presenza dello stesso Walesa. Proprio il premio Nobel non si è lasciato
sfuggire un'arguzia in sede di inaugurazione: «È strepitoso che per questa
iniziativa vi siate ispirati agli Stati Uniti. Loro sono i responsabili della
crisi». Uscito dal museo l'aspirante promotore entrerà nelle aule del campus e
comincerà a studiare. Una suggestione finale, magari, verrà proprio
dall'intestazione delle aule: Love e Alea Iacta Est.
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
BADIA E LENDINARA pag. 11 LA LIGA VENETA, Lega nord
padania, sezione di Lendinara, affronta la tematica della ri... LA LIGA VENETA,
Lega nord padania, sezione di Lendinara, affronta la
tematica della riforma della scuola primaria con un incontro pubblico sulla
Legge Gelmini. A parlarne
saranno Elena Borgato, responsabile provinciale settore scuola Lega nord e le
onorevoli Emanuela Munerato, componente commissione lavoro e Paola Goisis,
componente commissione cultura, insegnante di Este, impegnata in politica da
molti anni e alla Camera dei deputati dal
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di MASSIMO BOCCUCCI GUBBIO -
La stragrande maggioranza degli alunni eugubini che a settembre entreranno
nella scuola elementare hanno scelto le 30 ore settimanali tra le quattro
opzioni ministeriali (24, 27 e 40 le altre). Si tratta dell'85 per cento dei
293 bambini che si sono iscritti in prima. Nessuna scelta ha invece interessato
la fascia delle 24 o 27 ore settimanali. Sono gli effetti pratici sul
territorio eugubino della Riforma Gelmini. Prevale l'orientamento verso i due pacchetti orari maggiori
anche per questioni familiari logistiche, dato che in molti casi ci sono le
esigenze dei genitori per gli impegni professionali. Sono 45 le coppie che
hanno aderito alla formula del "tempo pieno", che attualmente è in
vigore solamente all'Edificio Scolastico di via Matteotti e nella frazione di
Mocaiana. Guardando i numeri in modo approfondito, si registra che degli
85 nuovi iscritti al Primo Circolo, sono 21 quelli che hanno optato per il
modulo da 40 ore (lezioni dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 16.15), mentre
i restanti 64 hanno scelto le 30 ore (dal lunedì al sabato dalle 8.15 alle
13.15). Tra loro, 30 frequenteranno il plesso di via Matteotti, quindi 13 alla
sede periferica di Scorcello,
( da "Riformista,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
La capopopolo delle libertà «Con me Fini e Napolitano»
Intervista. La nipote del Duce: «Non è possibile che un irregolare non si possa
far curare. Così la clandestinità si favorisce». «Fini è d'accordo con me e
anche il Colle ha la stessa sensibilità sul tema»: così Alessandra Mussolini
sulla rivolta dei cento parlamentari sul ddl sicurezza. Onorevole si rende
conto di aver scatenato la rivolta? Ma no? Quale rivolta. Può succedere che nel
lavoro parlamentare un deputato non si accorga di una norma. Io, del resto,
presiedendo la commissione per l'infanzia ho un osservatorio privilegiato. Se
non è rivolta che cos'è? Diciamo che è uscita allo scoperto una comune
sensibilità su una norma inaccettabile. L'emendamento della Lega va corretto.
Su un'azione che può essere utile, come l'inserimento del reato di
clandestinità, le conseguenze possono essere devastanti se non sono le forze
dell'ordine a vigilare ma medici e insegnanti. Spieghi perché. Mi pare ovvio.
Non è possibile che un bambino clandestino non possa andare a scuola, né fare
le vaccinazioni, né farsi curare al pronto soccorso, o le donne morire di parto
perché non possono andare in ospedale. Lei è critica anche sull'impossibilità
di iscrivere i figli dei clandestini all'anagrafe. Anche su questo si deve
riflettere: l'iscrizione deve essere obbligatoria, altrimenti alcuni bambini
risultano invisibili. Noi dobbiamo far emergere la clandestinità, non
favorirela. Lo stesso ddl era passato al Senato col consenso di tutto il Pdl. E
che c'entra? Ogni ramo del Parlamento ha la sua libertà d'azione. Significa che
si dovrà ridiscutere. Infatti è saltato il voto di fiducia. È quello che
abbiamo chiesto nella lettera indirizzata a Berlusconi: discutere il
provvedimento e modificarlo in Parlamento. Cicchitto non ha gradito che avete
scavalcato i capigruppo. Non vedo alcun reato di lesa maestà. O non si può
chiedere una riflessione? Fini era informato della sua iniziativa? Assolutamente
sì. Tra l'altro lui le sue posizioni sui medici le aveva già espresse
pubblicamente. Che le ha detto? Mi ha detto: bene, è una iniziativa
parlamentare che serve ad aprire un confronto sul tema. Ha incontrato il capo
dello Stato? Il Colle è sensibile a questi temi. Come presidente di commissione
abbiamo fatto due incontri sullo status da dare ai bambini non accompagnati. La
Lega accusa: è solo una conta nel Pdl. Non c'entra nulla. E questa logica non
mi appartiene. La rivolta, faccio notare, è partita dai medici, dalle categorie
interessate. E poiché considero grave anche la parte che
riguarda i maestri ho informato la Gelmini. La Gelmini
è d'accordo con lei? Dico che mi è sembrato giusto informarla. Molti
parlamentari hanno votato perché non ne possono più del Carroccio. Io dico che
quell'emendamento avrebbe potuto avere un effetto domino. E noi con la nostra
iniziativa abbiamo portato un correttivo. Quello che conta è che è
uscita fuori una sensibilità comune sul tema. Applausi dal Pd. Lo so. Ma ho
preferito raccogliere le firme solo all'interno del Pdl altrimenti sarebbe
diventato un fatto complicato. La cosa importante è che dopo il Senato si è
riaperta la discussione. In Parlamento e con i soggetti interessati. A.D.A.
19/03/2009
( da "Riformista,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
a roma poliziotti presi a sassate Torna l'Onda degli
scontri Cariche alla Sapienza di Sonia Oranges Tornano l'Onda e con lei gli
scontri tra studenti e polizia. Ieri gli studenti romani, universitari e medi,
si erano dati appuntamento a piazza della Minerva, all'interno dell'università
La Sapienza, per «far crescere di nuovo l'onda, tornando in piazza contro la
dismissione degli atenei pubblici e all'indomani della fine della sessione di
esami». E per dimostrare che non hanno paura delle spranghe e delle catene
trovate martedì a Roma Tre, nell'aula riservata alle iniziative degli studenti
di destra. Una manifestazione incominciata in sordina, finché è rimasta
all'interno dell'università, dove la polizia non entra. Ma la tensione è
schizzata alle stelle quando i ragazzi, poche centinaia, sono usciti in piazza
Aldo Moro, intenzionati a sfilare in corteo per raggiungere il sit-in della
Flc-Cgil, in piazza Santi Apostoli, organizzato in occasione dello sciopero
generale. Ma il corteo non rispettava il recente protocollo sulle
manifestazioni a Roma, che impone di procedere soltanto in zone autorizzate.
«Avevamo lanciato un appuntamento per il corteo, poi avremmo visto in base ai
numeri se organizzare la manifestazione», hanno spiegato gli studenti. Ma ad
attenderli, ai varchi dell'università, c'erano gli agenti in tenuta
antisommossa che sono intervenuti con cariche di alleggerimento, cui i ragazzi
hanno risposto alla maniera "francese": a colpi di ciabatta. Ma
l'Onda è ostinata, lo ha già dimostrato. E ha cercato altre vie. Prima da via
De Lollis, dove un'altra carica della Guardia di Finanza li ha ricacciati
dentro, poi da viale Regina Margherita, dove pochi studenti avrebbero
cominciato a lanciare sassi contro le forze dell'ordine. Alla fine, si
contavano un agente ferito e decine di studenti contusi. Insomma, chi pensava
che l'autunno caldo degli studenti (ma anche di famiglie e insegnanti), fosse
ormai un ricordo lontano, si sbagliava. E ad annunciarsi, ora, è una primavera
di proteste, sempre contro i tagli del Governo all'istruzione e all'università,
e contro le riforme dei comparti firmate dal ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini. E nel mezzo,
ancora una volta, ci sono le forze dell'ordine, criticate dall'Unione degli
studenti per aver operato «contro chi chiede solo di poter manifestare ed
esprimere il proprio pensiero», mentre l'Udu parlava di «una fase di formazione
d'emergenza», e la Rete degli studenti dei «sospetti che ci sia un tentativo di
creare un clima di scontro per annullare la forza dell'opposizione
sociale diffusa nel Paese». Ma di certo lo scontro sarà anche interno al
movimento, sul copione un po' liso di destra e sinistra. Ieri Azione
universitaria, che raggruppa gli studenti di destra, annunciava una raccolta di
firme «per chiedere al Governo di varare un provvedimento per allontanare dalle
università tutti quelli che si caratterizzano per iniziative politiche
violente». Roma Tre sicuramente docet. 19/03/2009
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi MONTESILVANO - Una riforma
della scuola fondata più su criteri ragionieristici che su basi pedagogiche; il
malaugurato proposito dello Stato che da gestore della pubblica istruzione
diventa "ente commissionante", con il decreto di morte della scuola
pubblica a favore della privata ed il tentaivo di scardinare i diritti dei
docenti. Queste le principali accuse rivolte al Governo di centro-destra dalla
Cisl-scuola Abruzzo riunita ieri a Montesilvano per il terzo congresso
regionale, alla presenza di una quarantina di delegati. Sono intervenuti Andrea
Leonzio (segretario generale regionale), il segretario nazionale Dioniso Bonomo
ed Enrico Tancredi segretario Usr Abruzzo. A differenza degli altri sindacati
la Cisl-scuola continua a sedere ai tavoli di concertazione, perchè
intenzionata a "governare" i processi di cambiamento, ma altrettanto
decisa a tutelare i suoi iscritti. «Perciò diciamo no - spiega Andrea Leonzio
riconfermato segretario generale Cisl-Scuola Abruzzo - alle
riforme della Gelmini, che
- tanto per fare un esempio - spaccia il maestro unico come riforma pedagogica,
mentre punta ad un taglio indiscriminato dell'organico con buona pace
dell'insegnamento». E in fatto di tagli, solo per l'Abruzzo si parla di una
vera falcidia del personale, pari a 350 posti in meno ogni anno per tre anni.
Come dire che dopo questo triennio la scuola abruzzese perderà mille
lavoratori. I più colpiti il personale Ata ed i collaboratori scolastici
(bidelli), con il rischio molto probabile che nei piccoli plessi non ci sarà
nemmeno un bidello per tutta la scuola. Si parla di 246 unità Ata e 825 bidelli
in meno. Molto atteso perciò il prossimo incontro con Carlo Petracca,
responsabile dell'ufficio scolastico regionale. La mannaia non risparmierà i
ragazzi disabili della scuola dell'obbligo: in Abruzzo sono del 2% in più
rispetto alla media nazionale, ma nonostante questa crescita saranno ridotti
gli assistenti. P.G.O.
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT
data: 2009-03-19 - pag: 24 autore: Manager Mediolanum inaugura la corporate
university Cristina Casadei MILANO «Ci siamo ispirati alle Corporate university
americane solo perché rappresentano il meglio del panorama formativo, non per i
valori che trasmettono », precisa subito Ennio Doris, il presidente di Banca
Medionalum, alla presentazione della Mediolanum Corporate University, il primo
campus per promotori finanziari dedicato ai manager del gruppo. Tra le
principali aree di studio ci sono quella comportamentale, quella
tecnico-commerciale e quella tecnico-normativa. La sede, realizzata con un investimento
di 34 milioni di euro è stata inaugurata ieri a Basiglio, nel cuore di Milano
3, con la partecipazione, tra gli altri, del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini - con cui Doris si è impegnato a collaborare per dare vita a un
progetto di formazione finanziaria nelle scuole- , e del premio Nobel per la
pace Lech Walesa. Il progetto non è che il culmine dell'attività formativa di
Mediolanum che nel corso degli anni ha dato vita a numerosi corsi di
formazione: «Soltanto nel 2008 il 42,7% dei nostri studenti hanno
superato l'esame Consob per l'iscrizione all'Albo dei promotori finanziari,
rispetto al 33,5% del resto degli iscritti», sottolinea Doris. Per ora aperta
solo ai collaboratori di Mediolanum, in futuro Doris non esclude che la
Corporate university «possa diventare un supporto per la formazione di altre
aziende». Nel 2009 sono previste 630 giornate di aula, 11mila student days e
quasi 3.000 partecipanti. I docenti sono 119 e sono in parte manager di
Mediolanum, tra cui anche Doris, e in parte professori dell'Università
Cattolica e della Bocconi.
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 3 di DEBORAH SANTINI VENTIQUATTRO o
ventisette ore settima... di DEBORAH SANTINI VENTIQUATTRO o ventisette ore
settimanali? No grazie, niente maestro unico. Noi preferiamo il vecchio modulo
delle trenta ore o addirittura il tempo pieno. Questa per lo più la risposta
dei genitori alle novità relative alle scuole elementari, introdotte
dal decreto Gelmini. Meno
ore e maestro unico, evidentemente, nel comune di Grosseto, non piacciono: sono
davvero sporadiche le richieste che vanno in questa direzione. I circoli delle
scuole elementari a Grosseto sono quattro: il primo di viale Giotto, il terzo
di via Sicilia, il quarto di via Mascagni e, infine, il quinto di via
Rovetta. Ebbene, le iscrizioni alla scuola primaria sono ufficialmente chiuse e
in nessuno di questi circoli è stata registrata una sostanziosa richiesta delle
24 e delle 27 ore. Il «record», si fa per dire, di richieste per le 24 e le 27
ore sembra che sia stato raggiunto nel quinto circolo, in Barbanella: 5 per le 24
e 21 per le 27 nella scuola di via Rovetta. I plessi scolastici del quinto
circolo sono quattro. «ABBIAMO quasi tutto tempo pieno ci spiega il dirigente
scolastico del quinto circolo Giuseppe Bartali solo in via Rovetta è possibile
fare scelte diverse e qui sono state 22 le richieste per il modulo a 30 ore, 21
per le 27 ore e 5 per il modulo a 24. Naturalmente non sarà possibile creare
una classe di 5 persone, quindi non potremo soddisfare la richieste per le 24
ore». Nel resto delle scuole del quinto circolo domina il tempo pieno: una
prima in via De Amicis, tre prime in via Montebianco (57 richieste), una prima
a Braccagni (20 richieste). Queste, almeno, sono le intenzioni del dirigente.
NEL QUARTO CIRCOLO, quello di via Mascagni, ecco che le richieste di 24 e 27
ore sono addirittura assenti, non sono state prese in considerazione da nessun
genitore. Quindi solo i vecchi moduli per le scuole che lo prevedono e tante
richieste per il tempo pieno. «Il più delle richieste sono relative alle 30 e
alle 40 ore spiega la dirigente Maria Cristina Alocci e registriamo un
incremento di richieste per il tempo pieno. Nella scuola di via Mascagni dove
abbiamo tutto tempo pieno, per esempio, non sarà possibile accogliere tutte le
richieste fatte, ne rimarranno fuori circa 20». Per il resto, né in via
Mazzini, né in via Scansanese, né a Rispescia e neanche ad Alberese sono stati
scelti i nuovi moduli. NEL PRIMO circolo solo tempo pieno (40 ore) e 30 ore.
«Abbiamo avuto due richieste per le 27 ci dice la dirigente Barbara Rosini e
una per le
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 3 «CIÒ CHE RISULTA è che le 24 ore non
vanno incontro alle esigenze delle famiglie»... «CIÒ CHE RISULTA è che le 24
ore non vanno incontro alle esigenze delle famiglie». Questo il commento di
Sergio Ceccacci, responsabile Cisl Scuola che sottolinea la preoccupazione del
sindacato e dei docenti. «Una situazione non ben definita spiega Ceccacci che
avrà conseguenze su tutte le classi, non solo sulle prime. Purtroppo ancora non
abbiamo un quadro chiaro di ciò che precisamente accadrà nella scuola». Le
richieste delle 24 ore sono veramente poche: in nessun circolo con i numeri che
ci sono sembra possibile formare una classe con questo modulo. E le novità di
quest'anno sono proprio le 24 e le 27 ore, che vanno ad affiancare il «vecchio»
modulo delle 30 ore. «La linea suggerita dal sindacato dice Ceccacci è spiegare
alle famiglie che hanno richiesto tale forma che, senza un numero minimo di
iscrizioni, non sarà possibile attuarla. Di conseguenza, la soluzione,
probabilmente, sarà quella di proporre di inserire i bambini nelle classi a 30
ore, o, al limite, se ce ne sono, a 27 ore». «A noi risulta aggiunge Sergio
Ceccacci che circa i due terzi delle richieste sono orientate sulle 30 ore e
sul tempo pieno, quindi sulle 40 ore». Ed ecco un commento di Ceccacci su un
punto che appare davvero dolente: «L'organico non è ancora stato definito dice
Ceccacci al momento abbiamo soltanto un regolamento sul personale Ata che
sembra che preveda, più o meno, un taglio di un terzo del personale per ogni
anno, sia a livello nazionale che locale». E al corpo docente, a questo punto, viste le novità introdotte dal decreto Gelmini, ma viste anche le scelte fatte dalle famiglie, cosa accadrà?
«Sicuramente conclude Ceccacci anche il modulo delle 30 ore non funzionerà come
lo scorso anno, ovvero con tre insegnanti su due classi. Gli specialisti, come
ad esempio i docenti di inglese, saranno solo un ricordo». In pratica,
potrebbe essere affidato il più possibile ad un maestro, ma ancora è tutto da
definire. D.S.
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-19 -
pag: 38 autore: Istruzione Gelmini: «Esame di Stato senza 5» «Con un cinque gli studenti non
potranno essere ammessi all'esame di Stato ». Il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini,
intervenuta ieri all'inaugurazione della Mediolanum Corporate University
(l'istituto di Banca Mediolanum a Basiglio, Milano 3), ha rilanciato la linea
della severità sulla valutazione «degli apprendimenti e dei
comportamenti ». Lo schema di regolamento sulla valutazione degli alunni
presentato venerdì 13 marzo in Consiglio dei ministri (si veda «Il Sole 24 Ore»
del 14 marzo) prevede infatti all'articolo 6: «Gli alunni che, nello scrutinio
finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina
o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo
l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi
sono ammessi all'esame di Stato». Sono quindi ammessi agli esami di Stato tutti
gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in
condotta. Il ministro Gelmini ha spiegato: «Con un 5
non si viene ammessi agli esami. C'è un maggior rigore nella valutazione degli
apprendimenti – ha aggiunto – e c'è severità e disciplina nella valutazione dei
comportamenti. Due cose indispensabili per formare cittadini che domani siano
consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Secondo Gelmini,
«l'egualitarismo e il livellamento che c'è stato fino ad oggi è frutto della
cultura del '68 che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare
per il futuro».
( da "Corriere
Alto Adige" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV
- data: 2009-03-19 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La protesta I ragazzi:
no a questa riforma della scuola Sciopero docenti, adesione bassa Gli studenti
sfilano in centro BOLZANO — «Vendesi scuola: no alle sponsorizzazioni e alle
privatizzazioni che porterebbero l'istruzione pubblica ad essere riservata solo
ai ricchi, sul modello Harvard». La voce degli studenti altoatesini —
sintetizzata dalla agguerrita Martina — sale alta per le vie della città nel
giorno dello sciopero nazionale indetto dalla Cgil e che ha visto la scarsa
adesione degli insegnanti. Un'occasione per attaccare ancora il ministro Gelmini, vecchio obiettivo di questi mesi, ma soprattutto il
tanto criticato «decreto Aprea», proposta che sarà approvata in maggio e che —
secondo gli studenti — richiama fortemente la contestatissima riforma Moratti:
«Mentre noi diciamo no alla trasformazione delle scuole in fondazioni private e
ad una rappresentanza studentesca che sia solo simbolica». Ieri il comitato
degli «Studenti consapevoli» si è ritrovato a ponte Talvera per poi percorrere
i Portici, sfociare in piazza Municipio e concludere la manifestazione in
piazza Walther, volantini alla mano. La delegazione dei ragazzi — forte di
slogan sottolineati a colpi di coloratissimi tamburi — comprendeva gli istituti
Carducci, Torricelli, il classico Von der Vogelweide (l'adesione dei ragazzi
tedeschi alla protesta è data come in costante aumento): «Avremo bisogno di
sponsor per riparare le scuole — hanno gridato gli studenti — ma noi la crisi
non la paghiamo ». All'arrivo in piazza Municipio, l'invito della polizia ad
«abbassare i toni», civilmente accolto anche se l'entusiasmo di manifestare non
è di certo cessato. Prime cifre ufficiali sotto il profilo del Corpo docente.
In base a quanto comunicato dall'Intendenza scolastica tedesca hanno preso
parte allo sciopero 237 insegnanti pari al 4,8% dell'organico nel suo
complesso. è andata meglio — dal punto di vista di chi promuoveva la protesta —
nelle scuole di lingua italiana, dove la partecipazione degli insegnanti allo
sciopero è stata del 10,4 per cento. In particolare la partecipazione allo
sciopero indetto dal sindacato è stata dell'11,8% negli Istituti comprensivi,
del 9,5% negli Istituti pluricomprensivi, dell'8,2% nell'ambito dell'istruzione
di secondo grado. Per quanto riguarda i quadri direttivi l'astensione dal
lavoro è stata del 13% e al Convitto lo sciopero ha coinvolto il 37,5% dei
docenti. G. C. In marcia Il corteo degli studenti passa in via Museo
( da "Messaggero,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di PAOLA PISA Re Carlo
Gustavo XVI e la Regina Sofia di Svezia saranno in Italia dal 24 al 27 marzo.
La visita ufficiale, che inizia a Roma e continua a Bologna, cade a diciotto
anni dalla precedente che i reali hanno compiuto nel nostro Paese. Il
nutritissimo programma, incentrato tra politica ed economia ma molto attento a
cultura, ambiente, tecnologia, e particolarmente sensibile ai problemi
dell'infanzia, è stato illustrato dall'ambasciatore svedese in Italia Anders
Bjurner e da uno stuolo di collaboratori ed esperti vicini all'ambasciata.
«Rafforzare i legami con il Belpaese a 360 gradi sul piano culturale,
scientifico, commerciale e politico, questo l'obiettivo del re Carlo Gustavo
XVI e della regina Silvia che sono molto felici di venire in Italia», ha
dichiarato l'ambasciatore. Invitati dal Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano, i reali che compiono non più di quattro visite ufficiali l'anno ma
spesso sono in Italia in forma privata, risiederanno al Quirinale dove la prima
sera il Capo dello Stato offrirà un pranzo. I reali ricambieranno il 25 con un
ricevimento al St. Regis dove cucina, fiori e decori saranno svedesi. La visita
inizia la mattina del 24 marzo con l'arrivo dei sovrani in Quirinale, a
riceverli sarà il presidente Napolitano. Nel pomeriggio il Re andrà al Senato e
alla Camera per incontrarsi con i presidenti Renato Schifani e Gianfranco Fini.
La Regina visiterà il Fatebenefratelli, all'Isola Tiberina, dove si aprirà un
seminario sugli impianti cocleari su bambini affetti da sordità. In aprile si
affettuerà nell'ospedale, che già da tempo monitorizza l'udito dei neonati, il
primo impianto. Nel pomeriggio i Reali si ritroveranno all'Istituto svedese di
Studi Classici per la presentazione del Progetto Via Tiburtina. La mattina del
25 marzo re Carlo Gustavo e la Regina saranno, accolti dal ministro La Russa,
all'Altare della Patria, poi andranno in Campidoglio dove saranno ricevuti dal
sindaco Alemanno. Sempre in Campidoglio ci sarà il convegno "Il futuro
dell'Europa", con il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt e il
ministro Frattini. Visita alla Galleria Borghese e colazione a Villa Madama con
Berlusconi. Nel pomeriggio il Re parteciperà al seminario Innovazione per un
futuro sostenibile. Organizzato da Confindustria, vedrà presenti Emma
Marcegaglia e il presidente della Confindustria svedese. Ci
saranno i rispettivi ministri della Ricerca Maria Stella Gelmini e Lars Lejionborg. La Regina
sarà intanto a Explora, il museo dei bambini, per inaugurare il Festival della
cultura infantile svedese. Il 26 partenza per Bologna, dove il Re incontrerà
Romano Prodi, e ricorderà i cento anni dal Nobel a Guglielmo Marconi.
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data:
2009-03-19 - pag: 17 autore: Corteo alla Sapienza, scontri con la polizia
Scontri tra forze dell'ordine e manifestanti alla Sapienza di Roma.è accaduto ieri mattina quando circa 300 persone, riunite per
protestare contro la riforma Gelmini, ha provato a uscire più volte dalla cittadella universitaria. Il
tentativo è stato respinto con cariche di alleggerimento della polizia ( nella
foto). Tra i contusi un agente e decine di studenti. AP/LAPRESSE
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
BELLARIA E VALMARECCHIA pag. 14 S.ARCANGELO SCUOLA «Non
toccate il tempo pieno»: 230 genitori scrivono alla Gelmini «SALVATE il tempo pieno nella
nostra scuola». Firmato: i genitori della scuola elementare Fratelli Cervi' di
Sant'Ermete, che hanno raccolto oltre 230 adesioni alla protesta contro il
ministro Gelmini sulla
riforma scolastica. La paura dei genitori della scuola è che vengano a mancare,
come già preannunciato, gli insegnanti per tutte quelle ore che «fino a
quest'anno vengono fatte in compresenza (cioè con 2 docenti in aula, ndr)».
Grazie alle compresenze nelle cinque classi a tempo pieno della Fratelli Cervi,
in questi anni «è stato possibile fare laboratori di creatività, svolgere
progetti per lo sport e il benessere, integrare al meglio i bambini
extracomunitari, effettuare uscite». Senza le compresenze, attaccano i
genitori, non c'è solo il rischio di perdere tutte queste attività, ma anche di
costringere la scuola a spezzare' le classi a tempo pieno, mettendo i bambini
con quelli di altre aule durante alcune ore di lezione.
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA pag. 6 PROSEGUONO le azioni di mobilitazione del
sindacato scuola e università Flc-... PROSEGUONO le azioni di mobilitazione del
sindacato scuola e università Flc-Cgil. Domani, alle 17 presso la sede Cgil di
piazza Cittadella, si terrà il Forum dei precari della conoscenza' organizzato
dal sindacato. All'incontro la Cgil porterà numerose testimonianze di docenti,
personale Ata e ricercatori universitari che rischiano la mancata
stabilizzazione e il licenziamento in tronco dal prossimo anno scolastico, la
relazione introduttiva dal titolo Scuola e precarietà: novità sulle graduatorie
ad esaurimento e immissioni in ruolo' sarà tenuta da Cinzia Cornia, segretario
provinciale Flc-Cgil, mentre Gianluca Tosetto della segreteria parlerà del
futuro dell'Università a seguito dei tagli introdotti dalla riforma Gelmini. Prosegue, poi, presso le sedi
Cgil della provincia, anche la raccolta firme per la petizione da inoltrare al
prefetto e al ministro dell'Istruzione: «Chiederemo l'immissione in ruolo nel
2009 su tutti i posti vacanti nella scuola pubblica spiegano i responsabili il
ritiro della legge 133/08 e il riesame dei regolamenti per la definizione degli
organici che porterebbero altrimenti al taglio di 42.100 docenti nel
solo anno scolastico 2009/10 e di 44.500 Ata nel triennio 2009 - 2011». Anche
il ripristino delle compresenze nella scuola primaria e nel tempo pieno,
saranno argomenti della petizione insieme alla riduzione del numero di alunni
per classe. A livello modenese, la Cgil è impegnata, in particolare, a sostegno
di una conclusione positiva e realizzabile in tempi brevi della procedura di stabilizzazione
del personale docente precario all'istituto musicale parificato
Vecchi-Tonelli'.
( da "Corriere
del Veneto" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data:
2009-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il corteo Cinquemila posti di
lavoro a rischio. La Cgil: «In Veneto sta per finire la
qualità» Tagli alla scuola pubblica, migliaia contro la Gelmini PADOVA - La scuola del Veneto
lascia le aule e scende in piazza, per lo sciopero generale della conoscenza.
Duemilacinquecento tra insegnanti, presidi, ricercatori, studenti e bidelli
ieri hanno raggiunto Padova per manifestare contro la riforma Gelmini. C'erano anche la fascie
tricolore di sindaci di alcuni comuni padovani. Settemila le adesioni in tutta
la regione che hanno lasciato mezze vuote le scuole venete. Un serpentone di
protesta partito da piazza Garibaldi che ha tagliato in due la Città del Santo,
allungandosi dal Bo fino al palco di Porta Pontecorvo di fronte all'ufficio
scolastico della provincia di Padova. Una manifestazione voluta da Cgil e
Gilda, il sindacato degli insegnanti, mentre gli studenti universitari
dell'Onda hanno sfilato in bicicletta con una critical mass, che si è conclusa
con la «presa» dell'ex casa dello studente Fusinato. Secondo le organizzazioni
sindacali sono in arrivo tagli pesanti per tutto il comparto della scuola.
Stimano che 4.500 insegnanti perderanno il posto di lavoro, con l'arrivo del
mastro unico e della riduzione oraria. E salteranno i posti di 1.109 bidelli e
tecnici di laboratorio per la riduzione del personale Ata a fronte di un
incremento di 7 mila nuovi alunni in Veneto. Si teme soprattutto l'effetto
privatizzazione e l'addio al posto per i precari. Una bidella delle scuole di
Monselice girava con la gigantografia della busta paga da 937 euro al mese,
scadenza del contratto a settembre, e teme di essere sostituita da vigilantes
privati («Ci soppianteranno ditte esterne, se tagliano non riusciremo nemmeno a
aprire la scuola»). Una maestra di inglese avverte che le lingue verranno
penalizzate dalla riforma («Ci sarà una sola ora di inglese in prima, mentre
hanno lasciato invariate le due ore di religione»). «Questa riforma mette a
serio repentaglio la locomotiva della scuola veneta - tuona dal palco Emilio
Viafora, segretario generale Cgil del Veneto - . In un momento di crisi in cui
tutti i Paesi investono sulla formazione e la ricerca, qui arrivano tagli che
colpiranno quasi 5 mila persone tra insegnanti e personale della scuola e che
si riverserà sulle famiglie e l'economia regionale. O si investe oggi o non ci
sarà un secondo tempo e ne usciremo sconfitti». L'effetto riforma - secondo i
sindacati intaccherà la scuola pubblica, fino a non potere aprire i battenti
degli istituti. I rischi sono il sovraffollamento delle classi, l'addio alle
gite di istruzione, all'integrazione per gli stranieri in aumento, alle mense e
ai laboratori, questi ultimi vuoti per mancanza di insegnanti. Uno tsunami per
i sindacati. «Accade già che si accorpino tre classi in aula magna perchè non
ci sono docenti - attacca Francesco Bortolotto, segretario della Gilda - . Poi
non capiscono come gli studenti arrivano all'esame di maturità con problemi di
sintassi e continuano a tagliare». Gli studenti della Rete hanno coniato lo
slogan «Emergenza ballismo» e si scagliano contro il disegno di legge Aprea che
cancella la rappresentanza studentesca: «Il
( da "Messaggero,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di GIOVANNI SABBATUCCI Il
rituale è antico e collaudato. Gruppi di studenti protestano contro qualche
decisione dei governi o delle autorità accademiche, organizzano cortei e
occupazioni, lanciano slogan violenti, qualche volta occupano sedi
universitarie, scuole o altri spazi pubblici. Da qualche mese a questa parte,
obiettivo della protesta sono i tagli alla spesa
universitaria decisi dal ministro Gelmini, in parte ridimensionati e comunque contestati da un fronte
abbastanza ampio che comprende anche docenti e organizzazioni sindacali. Ma le
occasioni per protestare non sono mai mancate e verosimilmente non mancheranno
in futuro. L'impressione è che, in molti casi, la mobilitazione sia soprattutto
fine a se stessa, che serva cioè a tenere in vita un
"movimento" altrimenti destinato a esaurirsi: se poi, come è avvenuto
ieri mattina alla Sapienza, parte una carica della polizia, l'obiettivo può dirsi
per lo più raggiunto, visto che la repressione suscita ulteriore mobilitazione
e così via all'infinito. Fin qui tutto scontato e tutto già visto: ciò che
colpisce è però la sproporzione sempre più evidente fra la consistenza numerica
del movimento e la sua capacità di mobilitarsi e di occupare spazi. Ieri,
davanti ai cancelli di piazzale Aldo Moro, c'erano poche centinaia di giovani,
fronteggiati da un numero di poco inferiore di agenti di polizia in assetto
antisommossa; dentro le facoltà, lo dico da testimone oculare, le lezioni e le
altre attività accademiche si svolgevano regolarmente, senza che nessuno
sapesse che cosa stava succedendo fuori. L'"onda" evocata dalla
protesta studentesca non aveva in realtà nulla di travolgente. Eppure gli
incidenti (per fortuna non gravi), provocati dal rifiuto della polizia di
lasciar partire un corteo non autorizzato, rischiano di mettere in moto altre
agitazioni e di suscitare altre turbative della didattica, con inevitabile
pregiudizio degli interessi dei più. Nemmeno questa, a guardar bene, è una
novità. Anche negli anni Sessanta e Settanta, e persino durante il mitico
76essantotto, gli studenti attivi nella contestazione erano una minoranza nel
paese e nella stessa Università. Ma erano una minoranza consistente, collegata
a un più generale e duraturo movimento di protesta sociale. Oggi i protestatari
non solo sono espressione di un'area politica (la sinistra estrema) ridotta ai
minimi termini, non solo rappresentano, come in passato, una minoranza della
popolazione studentesca, ma appaiono sempre più isolati e arroccati nella
difesa di spazi occupati non si sa bene a che titolo. Anche le minoranze,
naturalmente, hanno diritto di manifestare le loro opinioni in piazza, nei
limiti stabiliti dalla legge (la normativa attualmente in vigore a Roma, come
si sa, impone qualche restrizione, a tutela della libertà di movimento dei
cittadini). Ciò che una minoranza protestataria - per quanto attiva, per quanto
rumorosa, per quanto radicata in una tradizione ormai più che quarantennale -
non può pretendere e attribuirsi una rappresentanza categoriale che nessuno le
ha mai conferito (i risultati delle elezioni studentesche di qualche mese fa
parlano chiaro in proposito), occupare spazi pubblici che nessuno le ha mai
concesso, rifiutare ogni controllo di rappresentatività in base a una retorica
assembleare che non ha nulla a che vedere con le procedure democratiche.
Fondandosi su queste premesse, il movimento potrà anche conoscere qualche
giornata di gloria mediatica, guadagnare qualche generico e distratto sostegno
in una parte (minoritaria) dell'opinione pubblica, e soprattutto centrare il
suo obiettivo principale, ossia la perpetuazione di se stesso. Ma al prezzo di
esaurirsi nella sua autoreferenzialità, di sopravvivere come fenomeno
residuale, tollerato più per abitudine che per convinzione. Non ne trarrà
vantaggio la funzionalità di un'istituzione universitaria di per sé già
abbastanza disastrata. E, paradossalmente, non se ne gioverà nemmeno
l'efficacia della protesta.
( da "Messaggero,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di ANTONIO DE FLORIO ROMA -
La carica della polizia contro gli studenti dell'Onda che volevano uscire dalla
città universitaria della Sapienza per manifestare assieme
alla Cgil contro i tagli della Gelmini all'istruzione, provoca una raffica di polemiche. Sotto accusa
finisce il protocollo firmato dal sindaco Alemanno con i sindacati per
regolamentare i cortei per le strade della città. «È stato appena firmato un
protocollo in Prefettura - dice il sindaco della capitale - per evitare la
proliferazione delle manifestazioni. Non possiamo ricominciare con
cortei di 2-3-400 persone che si muovono per la città. C'è un impegno di tutta
la città ad avere una regola: rispettiamo il diritto a manifestare ma dentro le
regole». La replica della Flc-Cgil è immediata, attraverso il segretario Mimmo
Pantaleo, che parla di un uso strumentale del protocollo: «Quello che è
accaduto - attacca - è un fatto gravissimo. Impedire agli studenti, a colpi di
manganello, di uscire pacificamente in corteo il giorno dello sciopero generale
della conoscenza indetto dalla Flc ha il sapore di una provocazione. La Flc
condanna l'accaduto e invita gli studenti dell'onda a continuare le loro
iniziative pacifiche di mobilitazione sapendo che la Cgil è e sarà sempre una
presidio di democrazia e di libertà». Francesco Pasquali, coordinatore
nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia giudica "gravissimi i
fatti", ma in tutt'altra ottica: «Da tempo - dice - denunciamo il pericolo
su come certi messaggi antidemocratici e carichi di demagogia, a cui non
rinunciano né l'Onda né i collettivi, possono degenerare nello scontro. Oggi ne
è stata, purtroppo, una prova». La rete degli studenti invece condanna «le
violenze delle forze dell'ordine sui manifestanti. Il diritto di manifestare le
proprie idee e opinioni deve continuare a essere garantito, proprio dalle forze
dell'ordine. Le regole con cui si scende in piazza sono una garanzia per la
sicurezza e l'incolumità degli stessi manifestanti. Siamo pertanto a fianco di
tutti quei manifestanti che in maniera pacifica continuano e continueranno a
scendere in piazza nel rispetto delle regole democratiche». Il rettore Luigi
Frati è lapidario: «La Sapienza non era il luogo di partenza di nessun corteo.
I cortei devono essere autorizzati dal prefetto, e quello non lo era». Ieri
mattina il ministro dell'Interno Maroni aveva risposto alla Camera al Question
time sugli incidenti all'università statale di Milano dei giorni scorsi. «La
libertà di espressione, di manifestazione - sono le parole di Maroni - di
partecipare alle elezioni è un diritto costituzionale dei cittadini che noi
intendiamo garantire contro ogni forma di violenza». Poi la promessa: «Le forze
di polizia seguiranno con attenzione ogni evento che possa incidere
negativamente sulla libertà di espressione di tutte le componenti politiche e
che di riflesso pregiudichi anche il mantenimento dell'ordine pubblico e della
sicurezza dei cittadini». Lavoratori e studenti sono scesi in piazza ieri in
tutta Italia per protestare contro i tagli all'istruzione decisi dal governo
Berlusconi. Alle proteste, che hanno accompagnato lo sciopero - indetto dalla
Flc-cgil per l'intero settore della conoscenza (dalle scuole materne, alle
università, dai conservatori agli enti di ricerca) e dalla Gilda per il comparto
scuola - hanno aderito anche i ragazzi dell'Onda con momenti di tensione non
solo a Roma ma anche a Napoli.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano
- data: 2009-03-19 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il bilancio Iscrizioni
a scuola Licei classici in crisi recuperano i tecnici La crisi? Colpisce anche
i licei. In particolare quelli ad indirizzo classico. Terminate le iscrizioni, i presidi devono fare i conti con i cambiamenti portati dalla
riforma Gelmini. Da
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
PERUGIA pag. 3 Ottocento posti in bilico e la scuola
ri-sciopera PERUGIA LA SCUOLA ieri ha di nuovo scioperato contro i tagli
governativi, che soltanto in Umbria potrebbero spazzare via circa 800 posti di
lavoro. La protesta, indetta a livello nazionale dalla Cgil e dal sindacato
Gilda, nella nostra regione ha riscosso un'adesione di circa il 9 per cento.
Intanto, ieri, dall'Auditorium di Assisi, la segretaria della Cisl scuola,
Ivana Barbacci, ha di nuovo lanciato l'allarme contro la
Riforma Gelmini, «che di
fatto ha notato la sindacalista sta smantellando l'offerta formativa e la
qualità della didattica». Domani, invece, dal palco del III° Congresso della
Funzione pubblica, in programma a Todi, sarà il segretario generale della Cisl
Umbria, Ulderico Sbarra, a fare il punto della situazione. Saranno
presenti al Congresso anche il segretario nazionale Fp-Cisl Giovanni Faverin.
Relazione conclusiva di Ubaldo Pascolini, segretario generale Fp-Cisl Umbria.
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano
- data: 2009-03-19 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La protesta Città in
tilt dopo le 18. Taxi introvabili. In mattinata il corteo in centro: siamo in
25 mila Sciopero Atm, traffico nel caos Ferme due linee del metrò. Ritardi sui
mezzi di superficie. La Cgil: più fondi contro la crisi Caos, traffico in tilt,
mezzi pubblici fermi nei depositi, taxi introvabili. Lo sciopero Cgil di ieri
sera (dalle 18 alle 22) ha messo in crisi la mobilità cittadina. Ferme le linee
rossa e verde del metrò. Mentre sulla gialla circolavano cinque treni su sedici
(dati Cgil). Secondo Atm sono rientrati in deposito il 30 per cento di tram e
bus (oltre il 40 per cento secondo il sindacato). Ma i disagi per chi si è
mosso con i mezzi pubblici hanno riguardato anche la mattinata. La
manifestazione di studenti e lavoratori Cgil in sciopero (in piazza del Duomo
25 mila persone secondo gli organizzatori) ha bloccato il centro cittadino con
il solito strascico di linee deviate e corse saltate. Soddisfatta la Cgil per
l'adesione alla protesta organizzata in preparazione della manifestazione
romana del 4 aprile prossimo. Anche perché, rispetto allo sciopero in solitaria
del 12 dicembre scorso, si sono fermate due linee del metrò invece che una
soltanto. Il sindacato rosso chiede al governo una maggiore mobilitazione sulla
crisi. Un passo indietro rispetto al giro di vite sullo sciopero nei servizi
pubblici essenziali e all'innalzamento dell'età pensionabile per le donne. Per
quanto riguarda la spaccatura con Cisl e Uil, anche ieri il segretario generale
della Camera del Lavoro di Milano, Onorio Rosati, ha auspicato dal palco in
piazza del Duomo un riavvicinamento tra confederazioni per affrontare insieme
la crisi. Un segnale che va in questa direzione è l'incontro unitario che Cgil,
Cisl e Uil, regionali e metropolitane, avranno oggi pomeriggio con il prefetto.
All'ordine del giorno l'emergenza occupazione. I confederali stanno inoltre
organizzando assieme a Milano i festeggiamenti per il 1Ë? Maggio (stessa scelta
a livello nazionale, città prescelta Siracusa). Ma di fronte alla ricucitura
proposta dalla Cgil, la Uil di Walter Galbusera si ritrae. «Non vedo dove sia
il problema per quanto riguarda l'arrivo dei fondi sulla cassa in deroga. I
soldi sono stati stanziati — puntualizza Galbusera —. Per quanto riguarda la
regione, poi, il confronto sulla crisi mi pare stia dando risultati. Per
ricompattarsi servono richieste comuni che per ora non ci sono. Restano,
invece, divergenze profonde sulla riforma dei livelli contrattuali ». Tornando
alla manifestazione, hanno partecipato in massa gli studenti di ReteScuole
dietro a striscioni con la scritta «Scuola e università non pagheranno la
vostra crisi». Nel mirino anche l'accordo Gelmini- Formigoni sulla gestione
lombarda degli istituti tecnici: «No al federalismo scolastico, può portare
solo danni». Rita Querzé Viabilità Traffico impazzito dalle prime ore della
mattina Metrò Nelle stazioni poche informazioni ai viaggiatori Tram Mezzi
bloccati e viaggiatori infuriati in centro
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cagliari e Provincia Pagina 1017 Il direttore dell'Ufficio
regionale scolastico: allarme eccessivo Pietrella: «Riduzioni già previste
anche dai precedenti Governi» Il direttore dell'Ufficio regionale scolastico:
allarme eccessivo --> Rassicura che i tagli non saranno così massicci come
annunciano i sindacati, ma soprattutto che nell'Isola la razionalizzazione sarà
in buona parte legata ai pensionamenti. Il responsabile della scuola sarda,
Armando Pietrella (direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale) cerca
la via del dialogo, gettando acqua sul fuoco della protesta. «Il processo di
razionalizzazione della rete scolastica e la conseguente riduzione dei posti di
lavoro nella scuola non iniziano oggi», insiste il provveditore, «ma hanno
impegnato tutti i Governi degli ultimi anni. Il contenimento della spesa, poi,
dovrebbe servire almeno in parte a rivalutare le retribuzioni del personale.
Una parte di questi risparmi, dunque, andranno a migliorare il servizio e
incrementare gli stipendi». LE NOVITÀ Una riforma che, secondo il provveditore
regionale, parte da lontano. «Non sono solo la Gelmini o questo Governo ad aver
intrapreso il cammino», prosegue, «bensì i ministri precedenti, compreso
Fioroni che, proprio a fronte dei risparmi, aveva assunto l'impegno di una
massiccia stabilizzazione del personale precario. Impegno poi non mantenuto,
anche per lo scioglimento anticipato delle Camere». Pietrella analizza
anche i mali della scuola italiana che poi si riflettono sull'Isola. «Non è un
segreto», chiarisce il direttore generale, «che il sistema scolastico italiano
sia eccessivamente appesantito da una polverizzazione dei punti di erogazione
del servizio, anche di piccole e piccolissime dimensioni. Basti pensare che la
Francia possiede alcune centinaia di migliaia di insegnanti in meno rispetto a
noi. In Sardegna, oggettivamente, questa eccessiva polverizzazione è presente,
ma in ragione della situazione geografica e sociale, sono certo che il Governo
ne terrà conto nel processo di riorganizzazione, usando un metro di giudizio
più comprensivo». I TAGLI I tagli saranno comunque inferiori rispetto
all'allarme lanciato dai sindacati. «Da una parte c'è un costante decremento
degli alunni, che prima o poi comunque si fermerà», assicura Pietrella,
«dall'altra un alto numero di pensionamenti, anche anticipati, come avvenuto
quest'anno: ecco perché sono convinto che si scongiurerà il pericolo dei tagli.
Certo che in prospettiva la scuola non potrà più essere guardata come la branca
del pubblico impiego che, come avveniva in passato, offriva possibilità di
massiccia occupazione. I precari storici saranno via-via stabilizzati, ma gli
altri laureati dovranno pensare ad impieghi in altri settori». ( fr. p. )
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cagliari e Provincia Pagina 1017 i ragazzi Le voci di
liceali e laureandi «Mi hanno scippato il sogno: non potrò fare l'insegnante» I
ragazzi. Le voci di liceali e laureandi --> Temono uno scadimento della
qualità dell'insegnamento e dei servizi, ma anche il pericolo che l'università
diventi sempre più inaccessibile per intere fasce di giovani. Non solo.
Protestano contro la riforma della scuola che nell'Isola porterebbe al
progressivo decadimento della scuola pubblica. Ieri mattina, tra gli oltre
duemila partecipanti alla manifestazione per lo sciopero indetto dalla Flc-Cgil
contro la politica del governo sulla scuola, c'erano anche alcune centinaia di
universitari e altrettanti studenti delle superiori a chiudere il corteo.
Proprio i più giovani hanno esposto gli striscioni più graffianti contro la
riforma Gelmini: maestro unico,
tagli al sostegno e aumento degli alunni per ciascuna classe. GLI SLOGAN Dalle
file degli studenti si sono levati anche gli slogan più coloriti, lanciati in
particolare dal coordinamento universitario di Unicamente che ha manifestato
nella giornata di impegno e mobilitazione contro le politiche che puntano alla
progressiva privatizzazione delle università pubbliche. «Già ora per
molti studenti l'università è diventata inaccessibile - protesta Stefano Loru,
trasferitosi dall'Ogliastra per studiare Scienze politiche - le tasse tengono
conto dei redditi, ma non della crisi che le famiglie devono sopportare. Pagare
mille euro l'anno può diventare insopportabile per un nucleo che, sino a
qualche anno fa, viveva dignitosamente con due stipendi». E anche ai
giovanissimi preoccupano i tagli all'organico e quelli delle cattedre, perché
potrebbero riflettersi sul numero degli studenti per ciascuna classe. «Già oggi
siamo in ventotto - lamenta un liceale dello scientifico Pacinotti - a quanto
dovremmo arrivare di questo passo? Gli edifici sono quelli di sempre, ma di
questo passo verranno accorpate sezioni e sarà impossibile fare lezione. Prima
ci forniscano strutture nuove, poi ci parlino di riorganizzazione». IL SOGNO
TRADITO E nel corteo degli studenti c'era anche un gruppetto di universitari
oristanesi. «Siamo qui per lottare per i nostri diritti - dice Teresa Olla,
laureanda della Facoltà di Lettere - avevo il sogno di poter insegnare, ma me
lo hanno scippato. Non esiste più la scuola di specializzazione e le
graduatorie sono ormai intasate, con in più l'annuncio che le immissioni in
ruolo saranno centellinate. Per quelle come me, dopo la laurea non resterà che
emigrare». E ci sono anche i ricercatori che fanno sentire alta la loro voce.
«Molti di noi hanno curriculum di prestigio e abbiamo fatto lavori pubblicati
in mezzo mondo - protesta una giovane del Cnr - ma nonostante tutto abbiamo
contratti atipici con compensi che non consentono di vivere. Eppure abbiamo
rifiutato offerte arrivate di centri di ricerca internazionali, pur di
continuare a farlo nel nostro Paese. E di questo passo, secondo le nuove regole
di stabilizzazione, per noi si apre solo la porta del precariato infinito».
FRANCESCO PINNA
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma -
data: 2009-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Istituto Armellini La
prof avverte gli alunni «Attenti ai gay» Gli omosessuali, gente da cui «stare
alla larga». E a dirlo, secondo quanto denunciato ieri dall'Arcigay di Roma,
sarebbe stata una professoressa di una scuola superiore della capitale, l'Itis
Armellini all'Ostiense, circa 500 iscritti di cui 450 maschi. L'episodio
sarebbe avvenuto una ventina di giorni fa, durante una lezione su temi di
attualità. Ed è a quel punto che la professoressa, insegnante di italiano,
avrebbe pronunciato frasi omofobe: «Gli omosessuali sono persone che non
condivido, e se mi capitasse di incontrarne ne starei bene alla larga, certe
persone devono essere evitate». Un alunno, quindicenne, gay non dichiarato in
famiglia, sentendosi discriminato e offeso ha deciso così di rivolgersi al
numero verde Gay Help Line (800.713.713), linea di ascolto antidiscriminazione
gestita dalla stessa Arcigay. E allo stesso servizio sono arrivate anche altre
due telefonate di conferma dell'episodio (di una ragazza e di un altro
ragazzo): «Le dichiarazioni dell'insegnante sono fortemente discriminatorie— ha
protestato ieri Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e responsabile
del numero verde — e hanno provocato un duplice effetto, da un lato
l'indignazione da parte di studenti lesbiche e gay, e dall'altro un
rafforzamento della condizione dei bulli della classe. In questi giorni abbiamo
contatto la scuola per chiedere di attuare immediate azioni di formazione».
Sull'episodio ieri è intervenuto il preside dell'Armellini, Paolo Reale: «Una
frase che mi fa inorridire — ha detto —. La nostra è una scuola democratica, ma
non posso avere il controllo su cosa dicono tutti i nostri docenti. Mi spiace
solo che gli studenti non siano venuti a parlarmene di persona. Li avrei
ascoltati». E su eventuali responsabilità dell'insegnante («da verificare »)
«avvierò un procedimento amministrativo — ha annunciato — per valutare gli estremi
per una sanzione disciplinare, dall'ammonizione alla censura». Un primo
confronto tra i due in realtà c'è già stato ieri in serata. Con la docente che
ha smentito l'episodio con una dichiarazione trasmessa dallo stesso preside.
Questa: «Con anni di insegnamento ed esperienza alle spalle non avrei mai avuto
l'ingenuità di dire una cosa del genere, neanche se la pensassi. Non ho
veramente idea di cosa possa aver generato questo equivoco. Amo l'arte e tutte
le sue espressioni: come non riconoscere il genio di Michelangelo e Leonardo?
Come poter non sentirsi vicini alla loro umanità? Sono veramente
perplessa e rammaricata ma escludo con convinzione e fermezza qualunque attacco
o risentimento personale alle libertà di scelta che competono solo ed esclusivamente
a chi le fa». Intanto sull'episodio la deputata del Pd Anna Paola Concia ha
annunciato un'interrogazione al ministro della Pubblica istruzione Maria Stella
Gelmini «per fare piena
luce sulla vicenda ». Edoardo Sassi
( da "Corriere
della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data:
2009-03-19 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE I sovrani da martedì in Italia
La regina di Svezia tra i bimbi malati Prenderà il via, martedì prossimo, la
visita di Stato in Italia dei sovrani svedesi. Dal 24 al 27 marzo, re Carl XVI
Gustaf e la regina Silvia di Svezia – su invito del presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano – arriveranno nella Capitale per prendere parte
ad una fitta serie di appuntamenti, non solo istituzionali. A presentare, ieri,
le tappe della visita ufficiale è stato l'ambasciatore di Svezia, Anders
Bjurner. I sovrani incontreranno le più alte cariche dello Stato e del Governo.
E la regina Silvia di Svezia inaugurerà due importanti iniziative dedicate ai
disabili e ai bambini: martedì alle 15, parteciperà all'apertura del seminario
«Sentire, che bello!», organizzato dall'ospedale Fatebenefratelli. Mentre,
mercoledì, la regina terrà a battesimo il primo festival della Cultura
infantile svedese, in programma nel museo di Explora (via Flaminia 80, fino al
29 marzo). L'ensamble teatrale Teater Tre dedicherà alla regina lo spettacolo
«Filippo e il coccodrillo» (poi replicato nel corso del festival). Dai libri
della scrittrice Astrid Lindgren alle fiabe per bambini di Sven Nordkvist e
Gunilla Bergstrom, la Svezia è da tempo impegnata nello sviluppo della cultura
per l'infanzia. I piccoli visitatori di Explora potranno incontrare Nordkvist e
Pija Lindenbaum che leggeranno alcuni brani tratti dai loro libri più
conosciuti (mercoledì, alle 16.45). Non mancheranno i film, con la proiezione
di «Elina», vincitore del premio Orso di Cristallo al Festival di Berlino 2003.
La visita dei Reali di Svezia sarà inoltre un'occasione per discutere di
«Innovazione per un futuro sostenibile: il modello svedese»: mercoledì, alle
15.45, re Carl XVI Gustav parteciperà al Forum Italia-Svezia, nella sede di
Confindustria (viale Tupini), insieme con il presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, e al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Faccia a faccia, mercoledì in
Campidoglio, tra i ministri degli Esteri svedese e italiano, Carl Bildt e
Franco Frattini: aprirà i lavori il sindaco Gianni Alemanno. Ancora: martedì, i
sovrani saranno all'Istituto Svedese di Roma per la presentazione del progetto
«Via Tiburtina», tredici ricerche sull'importante arteria romana,
coordinate dall'archeologo Hans Bjur e da Barbro Santillo Frizell, direttore
dell'Istituto Svedese; presente Umberto Broccoli, sovrintendente capitolino ai
Beni culturali. Simona De Santis La coppia reale Re Carl Gustaf e la regina
Silvia di Svezia
( da "Messaggero,
Il (Metropolitana)" del 19-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il)
Argomenti: Scuola
Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di RAFFAELLA TROILI Il
preside della Sapienza Luigi Frati è più scocciato che preoccupato, «stiamo
parlando di fatti minimi, qui ci sono 140mila studenti, in piazza ce n'erano
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
PESARO pag. 7 La Cgil contro tutto: cento vanno in piazza
PROTESTA PER LA SCUOLA PRESIDIO I docenti precari. Sotto, Renzo Savelli «CONTRO
Tremonti che vuole licenziare 140mila lavoratori della scuola; contro la Gelmini che vuole rubare ai nostri figli gli edifici e gli insegnanti;
contro Brunetta che ci chiama fannulloni; contro Sacconi che ci vuole mandare
in pensione a 65 anni; contro il ddl Aprea che ci vuole divisi e trasformati in
umili subordinati; contro il governo che vuole comprare la nostra
dignità con 50 euro di aumento». Sono queste le motivazioni che ieri mattina,
in occasione del presidio organizzato dalla Cgil, hanno portato in piazza del
Popolo un centinaio di rappresentanti delle varie categorie scolastiche.
«Questa è una "piccola piazza della protesta" ha spiegato Lilli
Gargamelli, segretaria provinciale della Flc Cgil . Non siamo tantissimi ma a
manifestare ci sono rappresentanti di ogni ordine di scuola, dall'infanzia alle
università, tutti per ribadire il loro "no" al taglio di risorse e di
personale docente e Ata previsti dalla legge 133. Ma ci sono anche i
rappresentanti dei genitori e degli studenti, allarmati perché il governo non
vuole investire nei lavoratori della conoscenza». «Siamo preoccupatissimi per i
tagli ha aggiunto Annalisa Casalino, insegnante di spagnolo Lo Stato ci ha
sfruttato per anni e ora rischiamo che non ci venga riconosciuta neanche la
nostra professionalità». Dello stesso avviso il suo collega Davide Alpi: «Ho
passato 4 anni ad abilitarmi all'insegnamento della seconda lingua, una materia
che ora è opzionale e facoltativa. A giugno rischiamo di ritrovarci tutti senza
cattedre». Poi, uno per categoria, sono stati ricevuti dal prefetto Luigi Riccio
a cui hanno portato un documento che raccoglie tutte le motivazioni, da
consegnare al ministro Gelmini. Una protesta indetta
anche per contrastare l'approvazione del ddl Aprea che mira a ridurre ruolo e
titolarità della contrattazione e che interverebbe anche sulla libertà
d'insegnamento e sull'autonomia professionale dei docenti. Al presidio hanno
partecipato anche il sindaco Luca Ceriscioli («Conosco i problemi della scuola
perché sono stato insegnante precario per 10 anni»), e l'assessore provinciale
alla Pubblica istruzione Renzo Savelli («Il governo sta dequalificando sempre
di più la scuola italiana, ma questo è un momento di coscienza della
categoria») che hanno espresso la loro vicinanza ai precari. Ma la protesta non
si ferma: per il 26 marzo i docenti precari delle Marche hanno indetto un
sit-in davanti all'Usp, mentre il 4 aprile, in occasione della manifestazione
nazionale di Roma, partiranno ben 52 pullman da tutta la provincia. Claudia Del
Magna Image: 20090319/foto/7857.jpg
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 Siluro al piano dell'AltaValle primo
scoglio per la Pagano Intervista al nuovo direttore dell'Ufficio scolastico
provinciale VIVE a Genova da 27 anni e dal 2000 è stata nominata direttore
dell'ufficio scolastico provinciale del capoluogo ligure, mentre dal gennaio di
quest'anno ricopre lo stesso incarico anche alla Spezia. Rosaria Pagano, di
origine napoletana, ha fatto tutta la carriera nell'amministrazione scolastica
e alla direzione regionale guida anche l'ufficio legale. Come si trova alla
Spezia? «Benissimo e sono stata accolta molto bene. Da gennaio il direttore
regionale mi ha nominato anche qui alla Spezia e sono presente in città due
giorni alla settimana. Sono ancora nella fase conoscitiva, anche se la
situazione qui è più tranquilla, meno conflittuale che a Genova, dove, per fare
un esempio, il piano di dimensionamento scolastico appena varato ha causato ben
8 ricorsi al Tar». Qualche difficoltà ci sarà pure? «La creazione dell'istituto
comprensivo di Sesta Godano che ha riunito ben 18 plessi non è stata accettata
e proprio oggi mi è arrivata una petizione di 130 firme che chiede una
revisione del piano in alta Val di Vara». Alle superiori l'accorpamento del
Nautico con l'Itis ha creato malumori. «Anche il caso genovese dice che soprattutto
alle superiori il piano di dimensionamento poteva essere varato con più calma.
Si poteva aspettare l'attuazione della riforma varata dal governo». C'è anche
la creazione di un polo professionale nato dalla fusione dell'Einaudi e del
Chiodo, con una decina di indirizzi interni. Un po' troppo per una sola scuola?
«Ribadisco che sarà necessario un attimo di riflessione e comunque
l'amministrazione scolastica non può far molto per l'organizzazione della rete
scolastica che tocca alla province e alla regione» La
riforma Gelmini ha tagliato
tantissimi indirizzi e alla Spezia rischiano di sparire il socio-pedagogico, i
linguistici sperimentali e lo scientifico tecnologico, scuole con molti
iscritti e un alto gradimento delle famiglie. «Non penso che il piano del
ministero verrà approvato in modo cosi rigido e anche qui ci sarà una più
attenta valutazione. Insomma non lo considero così definitivo». La
soglia minima invalicabile dei 25 alunni per classe non è una norma soft.
«Purtroppo creerà difficoltà e alcuni indirizzi potrebbero non essere attivati
o revocati per il numero troppo piccolo di iscritti. Tutto passa sotto le
forche caudine della formula "nei limiti della dotazione organica".
Ci sono tanti sprechi e tante cose da modificare, ma io non avrei avviato il
risparmio sul numero minimo di alunni per classe. Si rischia di aumentare la
dispersione scolastica». Non le sembra che la scuola progetti troppo e faccia
studiare poco? «Siamo diventati un progettificio e gli studenti sembrano
divenuti i clienti di chi proprone loro una qualsiasi attività. Ora però con
tutte la cattedre a 18 ore e con il maestro unico si hanno minori disponibilità
di personale e si faranno meno progetti. Quelli scelti devono avere maggiore
rilevanza e più valenza istituzionale come ad esempio quelli sull'handicap,
sulla dispersione e sugli alunni stranieri». C'è una fuga di docenti dalla
scuola? «Quest'anno i pensionamenti sono moltissimi. Alla spezia sono più di
150 con un incremento di 1/3 rispetto allo scorso anno, mentre a Genova sono
oltre 500 rispetto ai 170 del 2008». Da circa un decennio la scuola italiana è
in mezzo al guado, non le sembra che sia venuto il momento si farla approdare
da qualche parte? «C'è bisogno di stabilità e non è possibile che a ogni
ministro sia proposta una nuova riforma. Si deve realizzare un progetto di
ampio respiro e poi fermarsi a riflettere. La conflittualità di genitori e
docenti è data anche da questa situazione di instabilità». Pierluigi Castagneto
Image: 20090319/foto/6948.jpg
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA MILANO pag. 7 Iscrizioni, liceo scientifico
superstar Ragioneria resta fra le scuole preferite. Moda e design hanno sempre
successo PRIME INDICAZIONI SULLE SCELTE DI ALUNNI E FAMIGLIE di GIORGIO GUAITI
MILANO LICEO SCIENTIFICO superstar. I primi dati sulle iscrizioni alle
superiori per il prossimo anno ribadiscono la grande corsa al liceo
scientifico, che si conferma come indirizzo gettonatissimo dalle famiglie di
Milano e provincia. Impossibile ancora fornire dati complessivi (e relative
graduatorie), che arriveranno soltanto con le elaborazioni statistiche del
Provveditorato. Per ora bisogna accontentarsi di dati campione costruiti sulla
base delle indicazioni fornite da alcune scuole. Non un quadro complessivo,
quindi, ma una comunque significativa linea di tendenza. Il liceo scientifico
si mantiene al vertice nella classifica delle preferenze. Lo dimostrano le
iscrizioni raccolte dal Vittorio Veneto, dal Volta, dal Leonardo da Vinci, dal
Bottoni, dal Cremona, che in alcuni casi confermano il numero di classi dello
scorso anno, in altri le aumentano, ma, soprattutto, appaiono impegnati nel
tentativo di distribuire numerose eccedenze di aspiranti alunni ad altri
istituti. Non ha la medesima fortuna il liceo classico, che, se al Parini
conferma il numero di quarte ginnasio dello scorso anno, in altri istituti
registra una flessione. A picco le iscrizioni alle sezioni di liceo tecnologico
create all'interno degli istituti tecnici industriali. La prospettiva di
soppressione di questo indirizzo, legata all'entrata in
vigore della riforma Gelmini, ha di fatto tagliato le gambe a una sperimentazione che negli
ultimi anni aveva invece raccolto buoni risultati. E neppure l'assicurazione
che le classi avviate potranno comunque continuare fino alla conclusione del
quinquennio ha rassicurato le famiglie. La domanda che tutti si sono
posti è elementare: cosa succederà in caso di bocciatura per i ragazzi che non
avranno più alle spalle una classe in cui "ripetere"? Dai licei agli
istituti tecnici. Gli Itis possono aver recuperato adesioni proprio dalla crisi
dei licei tecnologici. Gli Itc, da sempre ai primissimi posti fra i preferiti
delle famiglie della città e dell'hinterland, appaiono in ripresa dopo un
periodo di appannamento. Se lo Zappa tiene le posizioni dello scorso anno, il
Moreschi aumenta fortemente il numero di iscritti, che vengono distribuiti
ancora su 7 classi, come nel 2008. Anche qui però le sezioni di liceo
scientifico passano da una a due. Buon successo poi degli ex magistrali,
soprattutto grazie ai corsi a indirizzo linguistico. All'Agnesi si passa da
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA MILANO pag. 7 Madri e figli,
in piazza contro la Gelmini
AL CORTEO A SOSTEGNO DELLO SCIOPERO DELLA CGIL SCUOLA di LUCA SALVI MILANO
«SIAMO PIÙ di 24mila, tutti contro la Gelmini. E secondo un sondaggio promosso dal ministro, il 97 per cento
degli italiani non è d'accordo sulla riduzione del tempo pieno».
Antonella Lo Consolo, madre di due studenti, da tempo in lotta con il gruppo di
Retescuole, attacca davanti a duemila persone in piazza Duomo il ministro
dell'Istruzione, al termine della manifestazione indetta dalla Cgil. «Andremo a
Roma a portare queste 24mila firme. La Gelmini non può
ignorare questa piazza». La piazza raduna gli striscioni di molte sigle della
Cgil, in primis la Federazione Lavoro della Conoscenza, il settore scolastico.
I duemila sono professori, genitori, ricercatori. E anche molti studenti,
soprattutto liceali. «Le venticinquemila firme specifica poi Lo Consolo sono
state raccolte tra 935 classi elementari e 146 medie. I genitori non vogliono
il maestro unico e continuano a preferire il tempo pieno». L'operazione si
chiama "Campagna iscrizioni alla Buona Scuola. La manifestazione è
cominciata alle 9 del mattino ai Bastioni di Porta Venezia e si è conclusa tre
ore dopo davanti al Duomo. I rappresentanti provinciali della Flc-Cgil sono
stati affiancati dalle altre delegazioni Cgil, anche per promuovere la
manifestazione del prossimo 4 aprile: Atm, Eni, Fiom, Funzione Pubblica.
PROPRIO SULLO STRISCIONE di quest'ultima sono state cancellate, in modo che si
intravedessero ancora, le sigle di Cisl e Uil. «Protestiamo contro i tagli
all'istruzione spiega Maria Leonilde Mortarotti, del Liceo scientifico Curie
anche se gli altri due sindacati hanno firmato l'accordo del 22 gennaio». Ora
preoccupa anche il Ddl Aprea: «La trasformazione delle università in fondazioni
ammonisce Rossana trasformerà i consigli di istituto in consigli di amministrazione.
Alla Gelmini manca un impianto pedagogico. Se
toglieranno le ore di arte negli istituti in cui insegnano moda, i creativi
diventeranno dei semplici sarti». Tra gli studenti dell'Onda, in prima fila
c'erano gli striscioni del liceo artistico Caravaggio e del Coordinamento dei
collettivi studenteschi. Anche un gruppo della Pantera fa la sua comparsa.
Qualcuno ha consegnato, paradossalmente, volantini che contestano proprio i
sindacati
( da "Nuova
Ferrara, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Studenti, docenti e famiglie contro riforma e maestro unico Più poveri e meno liberi con i tagli Mobilitazione
davanti alla Prefettura: a casa il ministro Gelmini Le famiglie hanno bocciato il ritorno al maestro unico. «Per
questa ragione chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini» ha detto ieri Fausto Chiarioni Flc Cgil durante la giornata di
mobilitazione dei settori della conoscenza, spiegando il perché della
manifestazione. La maggior parte delle famiglie infatti ha chiesto per i
figli il tempo lungo a 30 e a 40 ore. «Vorremmo capire - ha proseguito
Chiarioni - come il ministro soddisferà le richieste dei genitori, avendo
eliminato le compresenze». Ma non è stata solo la riforma delle scuole
elementari a far scendere in piazza docenti, studenti e genitori. Il fine è
trasversale a tutti i settori della conoscenza ed è quello di protestare contro
la volontà di smantellare il sistema pubblico dell'istruzione e della
formazione. «Togliere fondi alla conoscenza - ha commentato Chiarioni -
significa iniziare un processo di privatizzazione, che si concluderà con un
impoverimento della qualità dell'istruzione e con un aumento della
disuguaglianza sociale. Le Università, lasciate in balia del libero mercato,
potranno percorrere due strade: o impoverire l'offerta formativa o aumentare le
tasse agli studenti. La conoscenza sarà solo di chi se la potrà permettere e
non anche dei più meritevoli». Pregiudicare i finanziamenti alla conoscenza
significa condannare le giovani generazioni a un futuro peggiore di quello dei
loro genitori. «Il fatto è ancor più grave - ha incalzato Chiarioni - se si
considera che questa politica al ribasso sta andando di pari passo con un
abbassamento delle retribuzioni. Ciò significa che non potremo giocare alcuna
competizione con gli altri paesi europei». Alla manifestazione organizzata
dalla Flc Cgil hanno partecipato anche i movimenti spontanei, dal coordinamento
istruzione pubblica, agli studenti dell'Onda Ferrara, a quelli del Rua-Udu
Ferrara, ai giovani precari universitari, tutti concordi nel dire che la
partecipazione, il dibattito, sono gli strumenti adatti a far sentire la
propria voce. «Vorremmo decidere per il nostro futuro - hanno spiegato alcuni
rappresentanti dei movimenti spontanei - senza che ci venissero imposte regole
dall'alto, il cui obiettivo è distruggere ciò che di buono c'è nel nostro
sistema di istruzione. L'errore di queste riforme è partire dai numeri,
tagliare indiscriminatamente, senza coinvolgere chi lavora nella scuola,
nell'università». «Abbiamo scelto di manifestare in modo trasversale per
stimolare un dibattito pubblico sulla riforma della scuola - ha detto Carla
Collina portavoce del coordinamento istruzione pubblica -; già quest'anno la
qualità della scuola è stata intaccata, basti pensare che da due mesi sono
finiti i soldi per le supplenze e ancora non sono stati stanziati i fondi per
gli esami di stato». Questa è la prima di una serie di mobilitazioni, che
avranno il loro momento conclusivo nella manifestazione nazionale del 4 aprile
a Roma. «Auspichiamo - ha concluso Chiarioni - che anche gli enti locali ci
sostengano, perché su di loro ricadranno gli effetti dei tagli, quando le
famiglie chiederanno servizi». Silvia Siano
( da "Nuova
Ferrara, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Anche presìdi fuori dagli istituti «Vogliamo risposte dai
politici» Parte dalla Sala del Borgonuovo la nuova azione del Coordinamento per
l'istruzione pubblica: dall'assemblea di ieri arrivano nuove proposte e una
linea programmatica diversa. «Sino ad ora la nostra azione è stata mirata
all'informazione e alla consapevolezza delle conseguenze
della riforma Gelmini presso
i genitori, gli studenti ed i colleghi - spiega Carla Collina, portavoce del
Cip - ma la risposta delle istituzioni è stata quasi nulla. Ora miriamo più in
alto, se stamattina (ieri, ndr) il vice prefetto ci ha assicurato il suo
appoggio e la sua disponibilità a portare la nostra causa ai suoi diretti
superiori, noi vogliamo risposte i politici locali, i candidati e le
alte dirigenze dell'istruzione pubblica regionale». «Grave la mancanza di
chiarezza da parte del ministro a proposito dei tagli dell'organico, ancora
adesso non si sa se potranno essere soddisfatte le richieste delle famiglie -
dice Fausto Chiarioni (Cgil) - è qui che bisogna insistere: rivendicare il
rispetto per queste richieste a gran voce. L'adesione allo sciopero è stata
buona, la media nazionale è del 45%, ma di certo non basta a far cambiare rotta
al governo». Continua dunque l'appuntamento con i banchetti del sabato e le
lezioni in piazza, ma «da domani si muoverà un vero e proprio picchettaggio
fuori le scuole, un'azione capillare, puntuale di informazione e
movimentazione, abbiamo bisogno di tutta l'adesione possibile» insiste Collina.
(i.v.)
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
FERMO pag. 4 Iti Montani alla riscossa: iscritti in
aumento L'INCHIESTA IL PRESIDE CIFANI: «UNA LENTA MA POSITIVA RIPRESA DOPO
L'ERA MORATTI DEI LICEI» BUONE notizie per l'Iti Montani: cresce il numero dei
ragazzi che scelgono la storica scuola fermana. Secondo i dati sono 194 gli
studenti che hanno fatto domanda per frequentare da settembre l'Iti, contro i
172 che si sono iscritti l'anno scorso. Ben
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
MONZA pag. 6 Cogestione allo Zucchi, questa mattina
lezione di 'ndrangheta AL LICEO PROTESTA ANTI-GELMINI: AL
POSTO DELLE GITE ATTIVITÀ ALTERNATIVE PER UNA SETTIMANA A SCUOLA gli studenti
organizzano le attività insieme ai loro insegnanti secondo i temi di attualità
e i loro interessi. È questo lo spirito che anima la cosidetta «cogestione»,
cioè la gestione della scuola a quattro mani tra studenti e professori al liceo
classico Zucchi, lungo l'intera settimana. L'iniziativa era stata
programmata già dallo scorso mese di maggio, come ricordano i ragazzi, per
offrire attività alternative a coloro che non aderiscono ai viaggi formativi.
Poi a novembre il collegio docenti aveva deciso di sospendere per quest'anno i
viaggi di istruzione di più giorni, per protesta contro la Riforma Gelmini, per dimostrare come la scuola si faccia con la
buona volontà degli insegnanti che va ben oltre l'orario scolastico. Di fatto
alcuni momenti sono stati dedicati agli aspetti tecnici della riforma, «ma gli
incontri programmati tra studenti e insegnanti per la settimana - spiegano i
ragazzi - vanno ben oltre la riforma Gelmini». Niente
gite di più giorni, perciò quasi tutti a scuola e l'adesione ieri è stata di
circa 600 ragazzi su 750 che frequentano il liceo. Sono stati organizzati
concerti rock e conferenze che spaziano dalla musica alla giustizia. I temi di
oggi varieranno dal volontariato in ospedale alla mafia. Gli studenti
incontreranno i volontari dell'associazione «Ammazzateci tutti», il movimento
anti-'ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri negli ultimi
mesi del 2005, all'indomani dell'omicidio del vicepresidente del consiglio
regionale della Calabria Francesco Fortugno. Raccoglie studenti di tutta Italia
e familiari vittime di ndrangheta. Per quattro classi sono programmate uscite
didattiche per la visita del Duomo di Monza, una mostra su Futurismo a Milano,
Casa Manzoni e il quartiere Bicocca. Cristina Bertolini
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
ANCONA pag. 7 Scuola: sciopero e sit-in davanti alla
Prefettura ANCHE nel capoluogo si sono fermati ieri circa 200 «lavoratori della
conoscenza» che hanno aderito allo sciopero nazionale
indetto dalla Cgil per protestare contro i tagli della riforma Gelmini e rivendicare nuove politiche di
investimento nel mondo della scuola. Appuntamento alle dieci davanti alla
Prefettura in piazza del Papa per il presidio, cui ha partecipato una
cinquantina di persone. Tra loro docenti, personale Ata, genitori e studenti della
Politecnica, armati di bandiere e striscioni.
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 19-03-2009)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))
Argomenti: Scuola
CRONACHE pag. 13 Napolitano onora Biagi «Unire le forze
contro la crisi» Il Presidente in Emilia per ricordare il giuslavorista MARTIRE
Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Br a Bologna il 19 marzo 2002 (foto
FN) di ROBERTO GRIMALDI MODENA «UNIRE le forze, superare le contrapposizioni
pregiudiziali per fare uscire della crisi economica un'Italia più forte».
Davanti agli imprenditori che lo hanno accolto ieri alla Camera di Commercio di
Modena, Giorgio Napolitano ha indicato la strada per affrontare quelli che
definisce «i seri problemi del sistema Paese». Il presidente della Repubblica
riprenderà oggi la sua visita ufficiale alla città di Modena. L'agenda è fitta
di appuntamenti: culmineranno con la sua partecipazione al convegno che si
terrà all'Auditorium della Fondazione Marco Biagi. Qui, il Presidente renderà
omaggio alla figura del giuslavorista bolognese assassinato dalle Br il 19
marzo 2002. E tutta la città sarà invitata questa mattina alle
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 19-03-2009 ISTRUZIONE ALLA PROTESTA HANNO ADERITO ANCHE GLI UNIVERSITARI La scuola scende in piazza
contro il decreto Gelmini
Manifestazione anti-riforma davanti alla Prefettura Gli insegnanti: «Ci vuole
più rispetto per chi lavora» II Il mondo dell'istruzione è sceso in piazza,
compatto e unitario per dire no al Decreto Gelmini e ad una riforma che scontenta maestri, professori, corpo non
docente, studenti e genitori. Realtà diverse, spesso contrapposte ma,
per una volta, unite. C'erano tutti, infatti, ieri mattina, di fronte al
palazzo della Prefettura, in occasione di una manifestazione di protesta,
organizzata dalla Flc Cgil. «In questo Paese, ci vuole più rispetto per chi
lavora e, questa riforma, dimostra proprio il contrario», spiega Paolo
Bertoletti, segretario generale Cgil Parma. Sul piede di guerra, docenti delle
scuole primarie e secondarie, personale Ata, docenti universitari, maestri e
maestre autoconvenzionate di Parma e Provincia e l'Udu, Unione degli
Universitari. «Quel modello di scuola che si augura la Gelmini,
e che ha tra i principi fondanti il ritorno al maestro unico, non sta in piedi
perché, oltre ad abbassare il livello formativo, apre le porte del
licenziamento a migliaia di lavoratori », precisa Patrizia Pellegrini,
segretario provinciale Flc Cgil Parma. Tanti, ieri, quelli che hanno preso
parte alla manifestazione, come una docente di lettere di una scuola secondaria
di Parma che, a 45 anni, vive ancora con contratti a tempo determinato. «La
situazione è tragica - spiega -. Ho alle spalle molti anni di precariato e, se
è possibile, il futuro, lo vedo peggio del passato ». Un contratto che scade a
giugno e, di conseguenza, lo spettro della disoccupazione che incombe. «Il
rischio c'è, ed è concreto». Una situazione al collasso che, alcuni
manifestanti, guidati da Paolo Bartoletti e Patrizia Pellegrini, hanno voluto
portare alla conoscenza della Prefettura, attraverso un incontro con il capo di
gabinetto. «Siamo qui per consegnargli un documento che fotografa la situazione
della nostra provincia», precisa Patrizia Pellegrini. Tanti i numeri della
crisi, a partire da quei 100 tagli che, si ipotizza, riguarderanno il personale
Ata della nostra provincia, attualmente costituito da 1460 lavoratori. Nella
scuola secondaria di primo grado, inoltre, nell'anno scolastico 2009/2010, i
tempi prolungati, saranno 46 invece che 58 e, le cattedre, 734, invece di 739,
come lo scorso anno. A protestare, anche il mondo universitario, preoccupato,
principalmente, dalla proposta di trasformare le Università in fondazioni
private: «Un cambiamento che comporterebbe gravi conseguenze sulla didattica e
sulla libertà d'insegnamento», continua Patrizia Pellegrini. Dello stesso
parere, anche i molti studenti presenti, che sottolineano come, «la lotta non
sia ancora finita perché l'Università versa in situazioni critiche e non si può
far finta di nulla». L'«onda», dunque, non accenna a placarsi. A. F.
Manifestazione La protesta davanti alla Prefettura.
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
VETRINA CASTEL SAN PIETRO pag. 25 OLTRE 500 firme raccolte
da genitori di studenti castellani per protestare contro... OLTRE 500 firme
raccolte da genitori di studenti castellani per protestare
contro la riforma Gelmini.
Di queste più di un quarto provengono dall'asilo e dal nido di Osteria Grande.
Numeri alla mano, è proprio sul futuro dell'elementare Serotti di Osteria
Grande che è maggiore la preoccupazione dei genitori. Per il prossimo anno
scolastico, infatti, sono 38 i bambini iscritti alla prima elementare della
frazione. Di questi, 35 hanno fatto richiesta del tempo pieno, cioè
delle 40 ore settimanali. Ma se una delle due prime che saranno istituite
riuscirà ad accontentare 22 richiedenti, l'altra prima, che avrà 16 studenti,
ne scontenterà ben 13, esclusi dalle 40 ore. «Questa riforma non tiene conto
dei bisogni delle famiglie e penalizza fortemente anche l'istruzione dei nostri
figli tuonano alcune mamme firmatarie della petizione . Negli ultimi anni c'è
già stato il bisogno di adattarsi ai tagli imposti dalle riforme precedenti, ma
la qualità dell'insegnamento è stata garantita da uscite didattiche e
laboratori pomeridiani. Con i tagli del personale docente e la scomparsa della
compresenza, invece, sarà invece impossibile pensare di adattarsi garantendo
un'adeguata qualità d'insegnamento». La petizione ha raccolto consensi anche
fra i genitori di bambini che frequentano ancora nido e asilo. «Questi genitori
hanno capito che purtroppo le elementari non sono poi così lontane, e
tantissimi hanno voluto firmare la petizione». Delle 513 firme complessive fra
Castel San Pietro e Osteria Grande, infatti, ben 106 arrivano da genitori di
bimbi del nido e dell'asilo della frazione. Firme, queste ultime già consegnate
al Dirigente Scolastico Maurizio Lazzarini. Le restanti arriveranno al
Ministero di Roma assieme alle 17.700 raccolte a Bologna e provincia da altri
comitati di genitori. Ma la preoccupazione non riguarda soltanto la scuola
elementare di Osteria Grande. Anche nel capoluogo, la presenza di tre elementari
(Sassatelli, Albertazzi e Don Dilani di Poggio Grande) non riuscirà ugualmente
a garantire l'accoglimento delle crescenti richieste di tempo pieno. «Già due
anni fa furono 18 i bambini che rimasero fuori dal tempo pieno, mentre l'anno
scorso fu fortunatamente accolta la richiesta di due insegnanti in più che
consentì di mettere una pezza'». Per l'anno prossimo, però, difficilmente
ulteriori richieste di insegnanti verranno accolte. E le domande per il tempo
pieno sono già moltissime. «Solo alla Sassatelli ci sono 72 richieste di tempo
pieno». Claudio Bolognesi
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sciopero Cgil, migliaia di lavoratori e studenti in piazza
La priorità è la scuola, solo quella bolognese subirà 1500 tagli nei prossimi
tre anni BOLOGNA. Alcune migliaia di lavoratori, almeno 3.000, si sono
ritrovati in piazza Nettuno a Bologna per manifestare in occasione dello
sciopero della Cgil. I settori coinvolti erano scuola università e ricerca,
chimica, trasporto pubblico locale, tessile, legno ed edili, l'agroalimentare,
la parte industriale della comunicazione e le Cartiere. Con striscioni,
megafoni, fischietti e bandiere rosse, dalle 9.30 di ieri mattina, i
manifestati hanno affollato piazza Nettuno, per ascoltare gli interventi dei
rappresentanti di categoria dal palco. Hanno preso la parola anche i
ricercatori del Cnr e gli studenti dei collettivi. In piazza non mancavano
delegazioni di molte delle aziende in crisi, tra cui Bonfiglioli, Haworth,
Arcotronics e Ducati. Cesare Melloni, segretario della Cgil di Bologna,
ringrazia i lavoratori scesi in piazza: «Lo sciopero è un sacrificio, ma anche
un'arma per fare valere diritti, valori e interessi quando sono minacciati». La
ricetta anti-crisi: «Alzare le tasse ai redditi alti e lotta all'evasione, è il
fisco che deve sostenere gli ammortizzatori, non le pensioni». A farla da
padrone sul palco e è stato il mondo dell'Istruzione. Sandra Soster (segretario
Flc-Cgil) ha ribadito i dati dei tagli (1.500 tra docenti e ausiliari) che la scuola bolognese subirà nei prossimi tre anni per effetto
della riforma Gelmini. Tra
la folla anche tanti leader politici: il candidato sindaco del Pd, Flavio
Delbono, che ha sfilato con i lavoratori insieme a Maurizio Cevenini, presidente
del Consiglio provinciale, e Sergio Lo Giudice, consigliere comunale del Pd.
In corteo anche i rappresentanti di Pdci e Prc. Sulla scuola Delbono fa
«appello al buonsenso». De Maria auspica che «scendano in campo tutte le forze
politiche, la politica dissennata del Governo squalifica la nostra scuola».
( da "Nuova
Venezia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Fuga dalle scuole per l'infanzia
pubbliche: «è l'effetto Gelmini». Ma resta l'allarme per i fondi Asili nido,
vincono quelli privati A Venezia e Mestre boom di iscrizioni alle «paritarie»
MESTRE. Boom di iscrizioni alle scuole per l'infanzia paritarie. I posti sono
sempre gli stessi, né più ne meno, 2.500 nel comune di Venezia, eppure nonostante la ventata di crisi che
si è abbattuta sulle scuole paritarie, quest'anno le liste d'attesa, sono molto
più lunghe rispetto all'anno passato. Il tutto nonostante Adriano Doria, il
responsabile dell'Agenzia patriarcale «Cardinale La Fontaine», fondata con
l'obiettivo di ampliare l'offerta formativa e ridurre i costi di gestione degli
istituti, dica chiaro e tondo: «Siamo sull'orlo del dramma, perché i fondi
annunciati a livello governativo non sono mai arrivati». Intanto ieri a Padova
mille veneziani al corteo padovano promosso dalla Cgil e dalla Gilda. ARTICO A
PAGINA 3
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Pordenone Una previsione di 71 tagli in
segreterie e bidellerie Organici Tagli formato gigante su bidelli e
amministrativi nelle scuole provinciali:
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Pordenone Firme per salvare la qualità della
primaria La petizione Petizione popolare per salvare il tempo lungo nella
scuola dal colpo di lama alle risorse: il Partito democratico di Pordenone
scende in campo con la raccolta firme. «Salviamo la qualità della scuola primaria»:
è la priorità di Walter Manzon, segretario comunale del Pd, in prima linea con
il gruppo spontaneo dei genitori dei 3 circoli di Pordenone. Firme in corso
nelle scuole provinciali, tra la rete delle famiglie e sui banchetti Pd aperti
nelle piazze e nei giorni di mercato. Saranno spedite ai presidenti del Senato,
della Camera e della Regione. «La scuola è un elemento strategico per superare
la crisi diffusa - ha sottolineato il segretario Manzon, presentando la
petizione che ha la doppia bandiera Pd e Italia dei valori -. La politica del
governo, invece, impoverisce l'istruzione statale. Sarà una necessità
finanziaria oppure è un chiaro obiettivo per dequalificare la scuola pubblica?
Sembra complementare alle politiche di sostegno all'offerta formativa privata e
paritaria». I NUMERI. Tre famiglie su quattro chiedono il tempo scuola di 30
ore settimanali per il 2009-2010 nelle primarie a Pordenone. E' una maggioranza
schiacciante, pari al 75 per cento. Una famiglia su quattro ha optato per il
tempo pieno a 40 ore e si consuma l'addio al modulo di 24 ore. E' stato
richiesto dall'uno per cento dei genitori, cioè 5 domande in città: il flop è
scritto nei numeri delle iscrizioni. Nel primo circolo cittadino 175 matricole
hanno scelto le 30 ore, altri 50 le 40 settimanali. Il secondo circolo
conteggia 148 bambini che chiedono 30 ore e 38 le 40 del tempo pieno. Per il
terzo circolo percentuali fotocopia, con 110 "primini" iscritti alle
30 ore e altri 50 nel modulo orario di 40. Il PROBLEMA. «Servizio scuola 2009-2010
incerto per le famiglie», ha valutato la distanza tra richieste e risorse in
organico Walter Manzon. L'insegnante che da solo fa lezione in classe per 24
ore la settimana non lo vuole quasi nessuno. Ma la volontà è una cosa e la
gestione delle risorse a scuola è un altro paio di maniche: la mannaia dei
tagli in organico decimerà le maestre. Annullate le compresenze, con il rischio
che il tempo-mensa sia assorbito nelle 30 ore settimanali e siano ridotte a 27
quelle di lezione. L'amministrazione scolastica potrà esaudire le richieste dei
genitori soltanto se ci saranno docenti sufficienti. I precari del circolo
didattico di San Vito al Tagliamento hanno proiettato l'effetto tagli a
settembre. «Cancellati almeno 7 posti docenti - hanno computato -. Una tragedia
per la qualità dell'offerta formativa: il tempo scuola diminuirà, i progetti
didattici pure». LA PROTESTA. «Depauperando la scuola si impoverisce il
territorio - ha incalzato Manzon -. La Lega Nord è attenta a quello che capita
in Friuli? Non si batte per mantenere l'eccellenza formativa certificata dalle
valutazioni dell'Ocse?». La riforma della scuola primaria rischia di mettere al
palo l'eccellenza formativa e l'organizzazione logistica delle famiglie. Che alzano le proteste e progettano una manifestazione pacifica a
catena, a Pordenone, nei paesi provinciali e del Veneto, all'alba di aprile.
«Chiediamo garanzie sul tempo-scuola per i nostri figli», hanno lanciato
l'appello al ministro Gelmini i genitori del gruppo spontaneo cittadino. «Parteciperemo alle
iniziative delle famiglie», ha promesso Manzon. (c.b.)
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Gelmini:
"Basterà un 5 per saltare la maturità" di Francesca Angeli Il nuovo
regolamento sulla valutazione nelle scuole ha chiarito tutti i dubbi. Il
ministro Gelmini: l'obiettivo è raggiungere
"maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti oltre che severità
nella valutazione dei comportamenti" Basterà un cinque in una qualsiasi
materia per non essere ammessi all?esame di maturità. Resta determinante poi ai
fini della bocciatura il voto in condotta
insufficiente. Se lo studente merita cinque per il suo comportamento scorretto
non avrà scampo. Anche con un ottimo profitto dovrà ripetere l?anno. La scorsa
settimana il consiglio dei ministri ha licenziato il nuovo regolamento sulla
valutazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Un provvedimento necessario
per dissipare tutti i dubbi sulle novità introdotte dal ministro
dell?Istruzione, Mariastella Gelmini. E il ministro
coglie l?occasione di un convegno a Milano per ribadire che «con un cinque non
si viene ammessi agli esami di maturità». Obbiettivo delle scelte del governo è
quello di raggiungere «maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti,
oltre che severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti», spiega il
ministro che ritiene indispensabili tali elementi «per formare cittadini che
domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Poi più in
generale, la Gelmini parla di «valutazione
equilibrata», che esclude «l?egualitarismo e il livellamento che c?è stato fino
ad oggi, frutto della cultura del ?68». Un appiattimento, prosegue il ministro,
«che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro»
perché ora si deve andare «verso una scuola della responsabilità e del merito».
Con il regolamento sono state chiarite in modo più specifico tutte le
circostanze che possono portare ad un voto
insufficiente in condotta. Valutazione che potrà
essere disposta dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli
studenti, definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti. Sono
considerate «gravi violazioni» la mancata frequenza regolare dei corsi e il
mancato assolvimento degli impegni di studio. La mancanza di rispetto nei
confronti sia dei docenti sia dei compagni. Il mancato rispetto del regolamento
di istituto. Il danneggiamento del patrimonio scolastico. Lo studente che
commette una grave mancanza però avrà una seconda occasione. Nel regolamento
infatti viene specificato che «per prendere un?insufficienza in condotta si deve aver già preso una sanzione disciplinare».
Soltanto nel caso in cui il comportamento indisciplinato si dovesse ripetere
«il consiglio di classe può decidere per l?attribuzione del cinque». In
sostanza «la sanzione disciplinare funzionerà come un cartellino giallo dopo il
quale se i comportamenti gravi persistono il consiglio di classe darà il
cartellino rosso, ovvero il cinque in condotta». Si
conferma poi il ritorno della valutazione in decimi sia nella scuola elementare
sia nelle medie. Anche per l?ammissione all?esame di stato di terza media gli
alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso
ovviamente il voto di condotta.
Agli alunni particolarmente meritevoli potrà essere assegnata la lode. Anche
l?educazione fisica infine farà media con gli altri voti. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Statali, Brunetta:
"Assenteismo giù del 40%" di Antonio Signorini Il ministro:
"Ormai anche la gente ha percezione della svolta. Il cattivo sindacato ha
generato mostri, tra distacchi e permessi retribuiti s?è fatta carne di
porco". Secondo uno studio Bocconi il 'bonus' resta garantito a 9 manager
pubblici su 10 Roma - Ministro Renato Brunetta, assenteismo ancora in calo.
Nonostante Portici... «Ormai i dati sono strutturali. Domani con il ministro Gelmini presentiamo anche quelli della scuola che sono più o
meno gli stessi numeri». Non c?è il rischio che, una volta esaurita l?eco dei
suoi provvedimenti, le assenze per malattie tornino ad aumentare? «Da luglio a
febbraio, assenze per malattia sempre in calo. Sono otto mesi e questo
significa che ormai è cambiata la pubblica amministrazione in Italia. Ed è
cambiata anche la percezione che ne ha la gente». E sono aumentate le
amministrazioni che le forniscono i dati. Li ha convinti tutti o è un
aggiustamento tecnico? «Un po? entrambe le cose. Siamo ormai a 3.500
amministrazioni che forniscono spontaneamente i dati. Non c?è un obbligo di
legge, ma loro lo fanno. Con buona pace dei sindacati, dei professorini e dei
cagadubbi che non mi prendevano sul serio. Sono dati che dimostrano come si sia
instaurato un clima collaborativo». Anche con i governi locali amministrati
dalla sinistra? «Loro per primi. Ho partecipato a una trasmissione radiofonica,
si è collegato il comune di Caserta, che è di sinistra, per dire che loro sono
d?accordo e partecipano alla mia iniziativa». Magari non avevano da nascondere
nulla... «Dipende cosa si intende. Hanno avuto una diminuzione delle assenze
intorno al 70 per cento». Allora volevano darle ragione per forza? «No, no.
Sono moltissime le amministrazioni che rispondono e ammettono che le assenze
sono calate. è segno che sono in salute, che sono reattive. Sono orgogliose del
loro lavoro». Ma ci sono comuni, come Porto Tolle, dove sono calate del 100 per
cento. Che significa? «Che le hanno azzerate. Però bisogna fare attenzione,
perché magari ci sono pochi impiegati, delle maternità. Io mi preoccupo di
altri». Degli enti dove le assenze sembrano non calare? «Quelli che mandano
cifre sulla riduzione piccoli o piccolissime sono i più sospetti. Vuole dire
che qualcosa non va. I peggiori però sono quelli che non comunicano niente».
Facciamo un esempio: Portici. «Appunto». Ma loro dicono che avevano comunicato
tutto? «Avevano comunicato al ministero dell?Economia i dati sul costo del
lavoro. A me non hanno dato niente». E come lo giudica quel caso, a mente
fredda. «Quando tra indagati e arrestati, sono coinvolti 100 impiegati su 470
le riflessioni da fare sono tante». E la principale? «Che la cattiva politica e
il cattivo sindacato, la deresponsabilizzazione dei dirigenti, generano mostri.
Ma è un fallimento di tutti. Io non voglio arrivare alla Digos o alla procura
per fare lavorare le persone». Niente manette? Guardi che in molti casi gli
assenteisti beccati dalle forze dell?ordine sono tornati al loro posto... «Io
sono un garantista e dico che deve decidere la giustizia». La Corte dei conti
segnala casi di condannati che ancora lavorano. Non ci sarà troppo garantismo?
«Intanto nella mia delega io ho messo una piccola grande cosa: per le sanzioni
disciplinari non si deve attendere il giudizio penale definitivo. Però nel caso
Portici ci vedo altro». Cosa? «Che nella pubblica amministrazione c?è ancora un
margine spaventoso di miglioramento. Ho calcolato che si può recuperare almeno
il 50 per cento della produttività». Oltre a fare tornare al lavoro i
dipendenti cosa può ottenere? «Ma ha idea cosa significhi aumentare del 50 per
cento la produttività delle scuole, dei tribunali della sanità?». Parliamo di
distacchi e dei permessi sindacali. «Ho tagliato del 15 per cento le
prerogative sindacali. E sono cosi stati recuperati circa 360 dipendenti. Poi
sto cambiando le regole del gioco e se qualcuno ha da ridire su questo processo
di moralizzazione e di razionalizzazione, io taglio di altri 15 punti. E poi altri
15 ancora». I distacchi sono un diritto... «Io non voglio né vessare né
tagliare i diritti sindacali, ma non si può non capire che in passato con i
permessi e i distacchi è stata fatta carne di porco». A proposito di
percentuali: di nuovo una guerra con il sindacato sull?adesione allo sciopero.
Questa volta sulla scuola. Possibile? «Dalla Cgil arrivano ancora una volta
numeri inventati». Come per i precari della Pa. «Avevano detto che erano
400mila». E lei ne ha individuati una manciata. Ma è possibile che siano le
amministrazioni a non comunicarle i loro precari perché hanno la coscienza un
po? sporca sui criteri di assunzione? «Lascio a lei la valutazione. Io so solo
che non si può giocare con le cifre. Perché è un po? come scherzare con la vita
delle persone». Per il resto con i sindacati come va? «Benissimo. Ho chiuso
tutti i contratti, ultimo quello delle forze di polizia e delle forze armate.
L?importante è non dare retta ai sindacati antagonisti». © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Comunicatori
Pubblici" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pubblicato il: 19-03-2009 Cittadinanza e Costituzione:
l?educazione civica torna nelle scuole Partirà dal prossimo settembre la nuova
materia Cittadinanza e Costituzione che dovrà fornire agli studenti gli
strumenti per esercitare i loro diritti e favorire la loro partecipazione alla
vita democratica. Una disciplina che sarà diversa dalla vecchia educazione
civica, più trasversale: grazie allo studio di questa nuova materia gli
studenti avranno l?opportunità di approfondire il testo della nostra Carta
Costituzionale, sperimentare forme di partecipazione attiva alla vita
democratica, affrontare i temi dell?educazione ambientale, l?educazione alla
legalità, i principi di una corretta competizione sportiva e i valori del
volontariato, le basi dell?educazione stradale e dell?educazione alla salute,
il valore del rispetto delle regole. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini in una conferenza stampa a
palazzo Chigi per la presentazione del documento di indirizzo per l'avvio della
sperimentazione (che durerà un anno) della materia. Il ministro ha ricordato
che lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sollecitato
l'importanza di "insegnare, studiare ed analizzare nelle scuole il dettato
costituzionale". Così, dal prossimo anno, durante le ore di storia
e geografia (gli insegnanti dovranno interagire) si inserirà la nuova
disciplina, "per un totale di 33 ore all'anno", ha spiegato Gelmini. Ore che "non si aggiungono" al normale
orario, ma che verranno "ricavate" nell'ambito delle due materie già
esistenti. Abbinato all'introduzione del nuovo insegnamento c'è anche un
concorso da 1 milione di euro per "premiare - spiega il ministro - le
esperienze più riuscite, le buone pratiche". I ragazzi, infatti, non
dovranno solo sedersi tra i banchi e apprendere, ma fare proposte e progetti,
"mettere in campo la loro creatività" per arricchire il programma
della materia. è previsto anche il supporto di esperti. Il documento di
indirizzo per la sperimentazione dell?insegnamento di “Cittadinanza e
Costituzione” prevede, per ogni ordine e grado di istruzione, percorsi
specifici di approfondimento: Nella Scuola dell?infanzia: si dovranno
trasmettere conoscenze specifiche sul concetto di famiglia, di scuola e di
gruppo, i modi di agire corretti con i compagni, con i genitori, con gli
insegnanti e con gli altri adulti. Nella Scuola primaria (scuola elementare):
si dovranno insegnare le prime nozioni sulla Costituzione e sulla convivenza,
in particolare i diritti fondamentali dell?uomo, il significato delle
formazioni sociali, l?importanza della tutela del paesaggio, alcune basilari
nozioni di educazione stradale, la salvaguardia della salute, il valore del
rispetto delle regole. Nella Scuola secondaria di primo grado (scuole medie):
si studierà la Costituzione, con una particolare attenzione ai diritti e ai
doveri del cittadino a il diritto internazionale in materia di diritti umani.
Nella Scuola secondaria di secondo grado (scuole superiori): si dovrà
approfondire lo studio della Costituzione anche attraverso l?analisi
dell?attualità, la messa in pratica del proprio impegno nel volontariato, la
promozione del rispetto e della tutela dell?ambiente, la promozione del fair
play e dei valori positivi dello sport e i principi dell?educazione stradale. La
scuola diventa cosi palestra di democrazia. Educare alla cittadinanza e alla
Costituzione è anche l?occasione per costruire nelle nostre classi, dove sono
presenti ragazze e ragazzi con provenienze, storie, tradizioni e culture
diverse, delle vere comunità di vita e di lavoro, che cerchino di dare
significati nuovi alla convivenza ed elaborino percorsi che costruiscano
contemporaneamente identità personale e solidarietà collettiva, competizione e
collaborazione. Elisabetta Ruggeri
( da "Metronews"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corteo della scuola contestato dall'Onda uscito su Metro
il 19/03/2009 Lascia il tuo commento! Manifestazione tranquilla e partecipata
quella della Cgil scuola, che ieri ha portato in piazza almeno cinquemila
persone a protestare in maniera colorata contro la riforma Gelmini.
Scarsa la partecipazione della rete degli studenti medi, appena una
cinquantina. Una rappresentanza comunque contestata dall?ala più radicale degli
studenti dell?Onda anomala che, all?altezza della prefettura, hanno urlato
slogan verso il corteo, protestando contro la linea della Cgil. Qualsiasi tipo
di contatto tra le opposte fazioni è stato evitato dallo schieramento di una
ventina di carabinieri con caschi e scudi a contenere il drappello di una
ventina di universitari del Laboratorio di Scienze politiche. «Abbiamo
dimostrato che il mondo della scuola è contrario a questa riforma» ha detto il
segretario veneto della Cgil Emilio Viafora. (PADOVA24ORE.IT)
( da "Stampaweb,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
BRESCIA Professor Gian Enrico Manzoni, lei insegna latino
e greco all'Arici, un liceo classico privato di Brescia, e letteratura latina
alla Cattolica di Milano. Quando ha conosciuto il ministro Gelmini? «E' stata una mia allieva
all'Arici per più di due anni e mezzo. Dopo aver fatto il ginnasio al liceo
Manin di Cremona ed avere iniziato il triennio del liceo al Bagatta di
Desenzano, è arrivata in classe con me. Era metà novembre. Era in prima».
Impatto con la scuola? «All'inizio non fu facile per lei. Qualche difficoltà
nelle mie materie l'ha avuta. Ma era tenace, era una che si impegnava. Ed è
migliorata col tempo». Quindi come è andata a finire? «Si è diplomata con 50
sessantesimi. Un voto di tutto rispetto. E non è mai stata rimandata a settembre».
Che ricordo ne ha? Che tipo era Mariastella Gelmini
studentessa? «Una ragazza assolutamente non appariscente, molto tranquilla.
Riservata è la parola che la contraddistingue meglio. Non riesco a farmi venire
in mente un solo episodio preciso sul suo conto, né positivo, né negativo. Noi
insegnanti tendiamo a ricordare a distanza di molto tempo gli studenti che si
imponevano in quanto estremamente brillanti oppure quelli indisciplinati.
Maristella, ecco, era nella fascia intermedia». Il ministro era più brava nella
traduzione delle versioni o in letteratura? «Era senz'altro meglio negli orali.
Negli scritti qualche
( da "Arena.it,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma» SCUOLA. Contenuta negli istituti
veronesi la partecipazione all'agitazione sindacale nazionale Circa del dieci
per cento l'adesione allo sciopero 19/03/2009 rss e-mail print Un'aula vuota
per lo scipero del personale docente Non chiamatela riforma. I provvedimenti decretati dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini «sono solo che tagli alle risorse della scuola e
all'organico, mascherati da nuove e rivoluzionare iniziative mirate alla
qualità dell'insegnamento». A sostenerlo a gran voce sono i maestri e i docenti
che ieri hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dai sindacati Cgil e
Gilda per protestare contro le nuove norme previste dalla riforma Gelmini. «I motivi per cui manifestiamo sono sostanzialmente
gli stessi che hanno mosso le battaglie dei mesi scorsi e lo sciopero del 30
ottobre. Alcune novità però ci sono e riguardano un ulteriore taglio
all'organico della scuola primaria: inammissibili», ha spiegato Laura Delfini
segretaria generale di Flc Cgil, che ieri mattina ha aderito, insieme a una
delegazione veronese di un centinaio di docenti, alla manifestazione in piazza
organizzata a Padova. Ora, la speranza degli insegnanti è quella di coinvolgere
nella loro battaglia anche i genitori di alunni e studenti. «Le famiglie ancora
non si rendono conto di quante bugie sono state raccontate loro. Nelle scuole
elementari, ad esempio, la richiesta per il prossimo anno del tempo pieno o
comunque del tempo prolungato superiore alle 27 ore settimanali, è del 90 per
cento», ha spiegato Delfini, «ma il Ministero non è neanche lontanamente in
grado di far fronte a queste richieste, che sono spesso vere e proprie esigenze
per le famiglie». La situazione nel veronese è in linea con quella nazionale.
«Le domande di tempo pieno, negli ultimi anni, sono raddoppiate ma solo una
minima percentuale, con queste premesse, potrà essere soddisfatta», ha aggiunto
Delfini. «Inoltre, la direzione scolastica del Veneto ha recentemente emanato
una circolare in cui sostanzialmente spiega che ci sono esuberi negli organici
della scuola primaria. Con il risultato che ci saranno più insegnanti assunti a
tempo indeterminato che posti». Nel Veneto, l'adesione allo sciopero, che ha
coinvolto tutto il mondo della scuola, dalla materna fino all'università,
secondo i dati resi noti dal Dipartimento della Funzione Pubblica, è stata del
10,30 per cento. Un numero che trova conferma, seppur con qualche variazione,
anche in città. Nelle scuole materne comunali, ha scioperato poco meno del 14
per cento degli educatori, il 13,68, per la precisione. E anche nelle scuole
superiori l'adesione è stata abbastanza contenuta. Al liceo classico Maffei su
85 insegnanti in servizio ieri, hanno scioperato 13 docenti. 26, sempre su 85,
sono state le adesione al Marco Polo, che ha visto scioperare anche il
personale non docente: 6 su 29. Dieci i docenti assenti al Messedaglia, a cui
si aggiunge però anche l'adesione allo sciopero del dirigente scolastico
Giancarlo Peretti. Contenuti anche i disagi per ragazzi e genitori. Qualche
classe, soprattutto alle superiori, è stata fatta entrare un'ora o due dopo il
normale inizio delle lezioni, o mandata a casa prima, per l'assenza
dell'insegnante.
( da "Arena.it,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Esplode la protesta degli universitari A ROMA. Migliaia di
giovani in piazza nelle principali città italiane. Disordini con la polizia
all'ateneo della Sapienza. Una decina i contusi Rinasce l'Onda e si somma allo
sciopero della Cgil contro i tagli all'istruzione del governo di centrodestra
19/03/2009 rss e-mail print Un universitario lancia un sampietrino durante i
disordini a Roma ROMA Blocchi e cortei al grido «noi la crisi non la paghiamo»,
lancio di scarpe, uova e sampietrini. E colpi di manganello. L'Onda è tornata
dopo i bagni di folla dell'autunno caldo delle mobilitazioni anti-Gelmini e a Roma l'impatto è stato dei
più duri. Aderendo allo sciopero indetto ieri da Flc Cgil per protestare contro
il piano dei tagli all'istruzione varato dal governo Berlusconi, in migliaia
sono scesi in piazza nelle principali città italiane (da Genova a Firenze, da
Milano a Torino) con momenti di tensione all'Università la Sapienza,
teatro di scontro tra i manifestanti e la polizia. Violando il recente
protocollo sulle manifestazioni pubbliche siglato dal sindaco capitolino Gianni
Alemanno che blinda i cortei e nega percorsi non autorizzati, gli studenti
dell'Onda in corteo («Siamo pronti a praticare il conflitto in forme selvagge e
imprevedibili» avevano annunciato alla vigilia i portavoce dei comitati) hanno
tentato di uscire dalla città universitaria per partecipare alla manifestazione
della Cgil a piazza Santi Apostoli, cercando di forzare il cordone di
poliziotti e carabinieri. Alle cariche di alleggerimento delle forze
dell'ordine per respingere l'Onda all'interno dell'ateneo, i dimostranti hanno
prima risposto con il lancio di scarpe («Ce l'eravamo portate per lanciarle
davanti al ministero dell'Economia come hanno fatto in Francia») per poi tentare
di varcare il «confine» della città universitaria cercando di violare il blocco
di altre uscite. Ma sono stati nuovamente bloccati. Cinque studenti che avevano
cominciato a lanciare sassi sono stati subito bloccati da altri ragazzi. Almeno
una decina di contusi tra gli universitari, ma il bilancio sarebbe più alto.
«Siamo stati picchiati» è la denuncia della Fgci di Roma. Gli scontri -
segnalati anche a Napoli tra studenti di estrema destra e dell'Onda - hanno
sollevato le proteste di Rifondazione comunista («Cariche ingiuste e
inaccettabili, frutto avvelenato del protocollo sui cortei», ha detto il
segretario Paolo Ferrero) e del sindacato confederale che parla di «grave
violazione della libertà di manifestare» e invita gli studenti «a continuare le
loro iniziative pacifiche di mobilitazione». Cavalcato lo sciopero (al quale
secondo il sindacato ha aderito nelle scuole il 45%) , l'Onda della protesta
che coinvolge anche università ed enti di ricerca che si oppongono non solo
all'approvazione della legge 133, del decreto 180 ma anche al disegno di legge
116, meglio conosciuto come «ammazzaprecari» (che deve essere approvato al
Senato entro il mese) sembra destinata a prendere ancora più vigore: sono in
vista proteste il 28 marzo, data del G14 sul welfare a Roma e dello sciopero
dei sindacati di base. E il 4 aprile, alla manifestazione nazionale della Cgil.
( da "Arena.it,
L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Epifani: «No ai tagli» E oggi parla la
Gelmini 19/03/2009 rss
e-mail print La manifestazione della Cgil L'istruzione come caposaldo del
welfare. Questo il nodo della protesta organizzata dalla Cgil. «La nostra
scuola», ha affermato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani parlando a
Palermo che ha ospitato, al teatro Politeama, la principale manifestazione
della giornata, «ha tante magagne, va sicuramente riformata ma non
cancellata. Non merita di avere tagli invece che investimenti. Senza una
formazione di qualità e il contrasto alla dispersione scolastica perderemo
molte battaglie, in primo luogo quella della legalità, perchè la scuola è la
prima maestra di legalità». «Cresce il dissenso dei lavoratori verso politiche miopi
e distruttive nei settori della conoscenza, respingono i contratti beffa,
chiedono al governo», ha aggiunto il segretario generale della Flc, Mimmo
Pantaleo, «di fermarsi e di essere ascoltati». «Ci auguriamo», ha affermato il
coordinatore della Gilda, Rino Di Meglio, «che il dissenso manifestato oggi
convinca il Governo a fare marcia indietro sui pesanti tagli previsti». Oggi,
intanto, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini,
e quello per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta,
daranno i primi risultati sulle assenze dei dipendenti della Scuola in seguito
all'applicazione dell'articolo 71 della legge133/2008 affrontando anche il tema
del precariato nelle scuole e nelle università; e la razionalizzazione dei
corsi di laurea. Sul nodo della protesta è invece intervenuto il ministro
dell'interno Maroni. «Le forze di polizia seguiranno con attenzione ogni evento
che pregiudichi il mantenimento dell'ordine pubblico».
( da "Stampaweb,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Il ministero dell?Istruzione «sta ragionando per
introdurre un tetto intorno al 30%» della presenza degli alunni stranieri tra i
banchi. Lo ha annunciato il ministro Gelmini, durante una conferenza stampa a
Palazzo Chigi. «Non credo - ha aggiunto - che ciò sia possibile dal prossimo
anno, ma dal successivo. Sto comunque chiedendo ai dirigenti uno sforzo per
risolvere i casi-limite già dal prossimo anno». Gelmini a questo proposito ha citato la vicenda della scuola Pisacane di
Roma. «è una vicenda - ha detto - che deve far riflettere. Si devono
impegnare risorse per accompagnare i bambini immigrati nella conoscenza della
lingua italiana». Gli insegnanti devono lavorare sull?integrazione e non
denunciare i clandestini. Ha poi spiegato il ministro rispondendo ai cronisti
che le chiedevano se fosse d?accordo con l?iniziativa dei 101 deputati Pdl
contro l?emendamento della Lega al ddl sicurezza, che prevede la possibilità
per i medici di denunciare i clandestini e se lei ritenesse che anche gli
insegnanti potessero essere chiamati a segnalare i clandestini. «Non penso
che», ha affermato la Gelmini, il ddl sicurezza
«riguarderebbe la scuola. Penso - ha aggiunto - che la scuola sia chiamata ad
assolvere sempre di più la funzione di integrazione degli studenti migranti».
«Non penso che che esista un problema di razzismo nel nostro Paese», ha
continuato il ministro». La Gelmini è poi tornata sul voto in condotta. Il ritorno alla valutazione del
comportamento «è stato una necessità, non una scelta». Ha detto il ministro
aggiungendo che quello varato in materia «è un provvedimento equilibrato». «Non
lascia al singolo docente la valutazione - ha spiegato - ma sarà frutto di una
decisione collegiale. Il collegio dei docenti deciderà il voto
da assegnare e il
( da "Avvenire"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 19-03-2009 PROTESTE E DISORDINI Nella giornata di
sciopero indetta da Cgil e Gilda contro la riforma Gelmini ritorna ad affacciarsi anche la
contestazione. Lanci di scarpe per emulare il giornalista iracheno che prese di
mira Bush Università, l'Onda ci riprova A Roma scontri con la polizia DA ROMA
GIORGIO D'AQUINO S contri tra i giovani dell'Onda e le forze dell'ordine alla
Sapienza di Roma e tafferugli tra estremisti di opposto colore a Napoli.
Nella giornata di sciopero indetta dalla Cgil per protestare contro la riforma Gelmini e i tagli del governo alla scuola, si è vissuta
qualche ora di tensione soprattutto nella prima università della Capitale,
quando un gruppo di manifestanti circa trecento hanno provato a forzare il
cordone di polizia per portare la protesta al di fuori della città
universitaria. Un fuori programma contrario, fanno notare ambienti della
questura, al protocollo sui cortei a Roma, appena siglato tra sindacati, Comune
e prefettura. Gli agenti hanno caricato e gli studenti hanno risposto con
lancio di scarpe e altri oggetti. Da una parte e dell'altra si contano una
manciata di contusi. Fortunatamente nessuno è grave. Gli studenti, secondo i
loro portavoce, avrebbero voluto raggiungere il ministero dell'Economia a via
XX Settembre per lanciare le scarpe: emuli degli studenti francesi che a Parigi
che hanno inaugurato - sulla scorta della protesta del giornalista iracheno
contro Bush questa nuova forma di contestazione. A Napoli, invece, c'è stato
uno scontro tra studenti di sinistra e di estrema destra. Secondo esponenti
dell'Onda, un gruppo di neofascisti avrebbe picchettato l'ingresso della
facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo Federico II, impedendo l'entrata ai
manifestanti. Da qui i due gruppi sono venuti alle mani. Conferma la Digos
napoletana che parla di tafferugli tra fazioni di studenti. Più calma la
situazione in altre città: a Milano, Torino, Palermo, Bologna, Genova, Ancona,
Pescara, Bari e Firenze gli studenti e i lavoratori della scuola hanno potuto
gridare la loro protesta senza incidenti di sorta. Il segretario confederale
della Cgil Gugliemo Epifani ha scelto il capoluogo siciliano per il suo
comizio: «Sono troppe le cose che non vanno, la scuola ha detto è un'emergenza
molto importante che con la crisi andrebbe affrontata diversamente. Lo sciopero
è stato indetto per protestare contro le scelte del governo e per rivendicare
una scuola di qualità. La nostra scuola ha tante magagne, va sicuramente
riformata ma non cancellata. Non merita di avere tagli invece che
investimenti». E ha concluso: «Senza una formazione di qualità e il contrasto
alla dispersione scolastica perderemo molte battaglie, in primo luogo quella
della legalità, perché la scuola è la prima maestra di legalità». Sugli scontri
a Roma c'è stata una coda polemica. Il sindaco Gianni Alemanno ha invitato alla
calma, ricordando che «non possiamo cominciare con cortei di 200, 300, 400
persone che si muovono per la città. C'è un impegno di tutta la città ad avere
una regola da questo punto di vista. Rispettiamo il diritto di manifestare ma
dentro delle regole». Ma per l'Unione studenti universitari «la reazione delle
forze dell'ordine è stata spropositata». Solidarietà ai manifestanti della
Cgil-Lazio che parla di «uso improprio del protollo» e si chiede perché «gli
studenti siano stati costretti all'interno della città universitaria». Alla
Sapienza ore di tensione tra poliziotti e un gruppo di studenti che voleva
manifestare senza autorizzazione per le vie di Roma A Napoli, alla Federico II,
botte tra giovani di sinistra e neofascisti
( da "Avvenire"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 19-03-2009 Gelmini:
niente maturità con un 5 DA MILANO ENRICO LENZI A nche con un solo 5 (e non si
parla della condotta) «non si sarà ammessi alla maturità». A ribadire la «linea
del maggior rigore» è stato il ministro della Pubblica
Istruzione Mariastella Gelmini a margine dell'inaugurazione di un nuovo ateneo, la Mediolanum
Corporate University, promossa dall'omonimo gruppo finanziario, rivolto ai
futuri promotori finanziari. Ma il ministro Gelmini ha parlato anche dell'università, che «ha estremo bisogno di un
forte ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto la riforma del
reclutamento». Un ritocco è, però, previsto anche all'offerta formativa
degli atenei, in particolare le lauree triennali, che «non sta dando grandi
risultati» secondo la titolare del dicastero. Nel mirino della Gelmini soprattutto quei corsi di laurea «che non portano a
uno sbocco nel mondo del lavoro. Dobbiamo infatti intercettare i bisogni e le
aspettative del mondo delle imprese che a loro volta si devono aprire al mondo
dell'istruzione e favorire gli stage». E qualche linea d'azione dovrebbe
arrivare dalla conferenza stampa, annunciata per questa mattina, del ministro Gelmini e del suo collega per la Pubblica Amministrazione e
l'Innovazione, Renato Brunetta. Tra i temi annunciati anche la
«razionalizzazione dei corsi di laurea». Insomma prosegue l'azione di riforma
del ministro Gelmini, che già qualche mese fa si è
concretizzato in interventi rivolti dalla scuola dell'infanzia all'università
stessa. Interventi che la Gelmini spiega con il fatto
che «il sistema dell'istruzione può essere molto utile per combattere gli
effetti della crisi», anche «attraverso la formazione permanente, settore nel
quale è possibile una collaborazione tra pubblico e privato». Di certo, secondo
il ministro della Pubblica Istruzione, «alla crisi si risponde ripartendo dalla
scuola che deve saper formare gli studenti per affrontare il mondo produttivo».
E anche in quel mondo le insufficienze non sono ammesse. Per il ministro Gelmini, comunque, «l'egualitarismo e il livellamento che
c'è stato fino ad oggi è figlio della cultura del 1968, che noi non
condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare questo egualitarismo nel
futuro». «Rivedere le lauree triennali: non hanno dato grandi risultati»
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano
improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli
scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso
criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti
islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno
deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al
Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno
lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici
tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare
qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare
la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta
da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di
piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a
Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e
gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn
ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le
difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica,
mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell'
«onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme
alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione
degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo
impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di
peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare
drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come
i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società,
Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Non commentato »
(Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è
un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono
partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad
essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi
giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato
innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli
operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del
risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali
accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta
magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha
annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma
l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale
per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di
annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin
iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del
presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che
i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è
sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che
ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera
notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che
pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani.
E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo
"che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli
investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini,
sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli
stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi
(mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le
scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane,
sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148
miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il
mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E'
l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da
disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove
ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la
crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se
verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia
finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington
e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia
meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza.
Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi,
era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa
e il mondo Commenti ( 40 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti
Invia questo articolo a un amico 14Mar 09 La crisi provocherà una nuova ondata
di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se
n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi
reportage, da quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi
ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il
motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno
analogo, sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità,
come quella brasiliana. Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi
finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando
un forte aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi,
slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare
l'avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita
principale, tuttavia, riguarda l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi,
Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici
della recessione sul Continente nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il
capo dell'Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella miseria:
se non si interviene con un forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di
guerre civili, se non di guerre estese». E dunque di una nuova ondata
migratoria verso l'Europa. Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere
mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di
miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non
possa trovare qualche centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per
salvare singole aziende private, per i Paesi più poveri». E' davvero questo il
modo appropriato per aiutare l'Africa a superare la crisi? Inoltre: siamo
pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria
dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe
tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle
nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto in società, crisi,
globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste, immigrazione Commenti (
67 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.17 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa
bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato sulle crescenti
incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di Obama, in vista del
prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la
Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande
stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii.
"Hanno già stanziato spese straordinarie pari all'1,5% del Pil, che
porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit del 3% previsto dal
Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel timore che disavanzi
eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la credibilità della moneta
unica". Infatti quello americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo
vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto
agli economisti secondo cui manovre come quelle americane servono a poco;
infatti a breve porteranno nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari
a poche decine di dollari a testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture
incideranno sulla crescita solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe
rinunciare a equilibri finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare
misure espansioniste di dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a
resistere alle pressioni americane nonostante siano sempre più insistenti, con
l'appoggio di grandi testate come Financial Times ed herald Tribune, che
abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino
di trascinare anche gli altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo termine
inflazionistica) perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro resti
la moneta di riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene conti
più o meno in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e Washington di
perdere la leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è la vera posta
in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, manipolazione,
era obama, globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e il mondo
Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ...
Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 10Mar 09 Libertà di stampa? Sì, ma non per i blog Attenti,
amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line
non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione?
Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove
qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio
pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad
accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera
non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono
equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una
bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon
custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La
controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di
sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano
contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi
verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano
travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile
dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è
delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della
Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente
pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è
il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per
mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione,
società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 63 ) » (4 voti, il voto
medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09
"Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties"
Il mondo va a rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche
dei contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento
un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri
La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in
viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è
stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un
valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da
colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la
temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che
tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul
comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre
foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso
racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities.
Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori
più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso
di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del
tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il
cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il
cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna
nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà
nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da
lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel".
Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma,
un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato.
Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo
Commenti ( 34 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading
... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li
premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la
soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai
fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno
accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di
perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in
questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille
miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli
speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi
varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari
ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del
Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una
brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il
voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar
09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso,
Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei
principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo
giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per
peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che
gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha
provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure
radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il punto
più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie
anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia
l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto
americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere
coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà
continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia
reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con
titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici
per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in
fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle
banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia
potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra
gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150
miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato.
A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la
Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo:
l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 75 ) » (6 voti, il
voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09
Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova
distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo
articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il
dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e,
secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a
Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia
lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i
Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante
e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente disponibilità
anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è innegabile rispetto a
Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso, improvvisamente insicuro, che
dopo aver perso la supremazia economia teme di smarrire anche quella politica.
E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è vero siamo in recessione ma se
ci riconoscerete ancora lo status di numero uno al mondo (e militarmente lo
sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America con il cappello in
mano che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma basta la supremazia
militare per giustificare lo status di superpotenza? E il mondo ha davvero
voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione, israele, era
obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio oriente, islam
Commenti ( 96 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ...
Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le lobbies? I media di
tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama annuncia "di
voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il suo piano
economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento
promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti
degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non
piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la
copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti
agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi
sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari
per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha
detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle
facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo
permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e
posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non
ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel
pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo
dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche
decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono
migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad
alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia
davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di
spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme
l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè
elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E
non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a
sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine
del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff
di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post
precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato,
ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello
Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (6) blog (1) capitalismo (6)
cina (18) crisi (7) democrazia (59) economia (28) era obama (12) europa (10)
francia (22) germania (3) giornalismo (49) giustizia (2) gli usa e il mondo
(59) globalizzazione (41) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (150)
manipolazione (4) medio oriente (13) notizie nascoste (45) partito democratico
(1) presidenziali usa (22) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati
(1) società (22) spin (4) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati
Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita
meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con
Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails
Attenti, Londra tollera la Shaaria... - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un
popolo a lungo raggirato - 3 Emails Caso Eluana, un giudizio controcorrente che
fa riflettere - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2
Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2
Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails
Ultime discussioni Franco Parpaiola: Salve. Marina non credi che sia arrivato
il caso di non reagire più a certe arroganze? Davide K... Dekebalos: Una
precisazione gentile Davide K. Il mercato interbancario di liquidità è molto
importante per far... Marcello Foa: Davide K ha ragione nel rilevare
un'apparente incongruenza nelle dichiarazioni di Attali. Avendo... Marina:
Davide K.dice: PS: guardate che non è obbligatorio indicare un sito web, quindi
potete anche smetterla di... colzani: Tutti si interrogano sui bonus AIG e
gridano allo scandalo, anche l'irreprensibile Obama sguaina la... Ultime news
Donna legata al letto con cintura "esplosiva"Ddl sicurezza, Maroni:
non porremo la fiduciaRonde: l'inchiesta video sul "modello
Milano"Napolitano a Pdl e Pd: "Lo spirito di fazione avvelena lotta
politica"Brunetta: "L'Onda? Sono
guerriglieri"Gelmini:
"Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella"Fritzl:
"Pentito dal profondo del cuore" Chiesto l'ergastolo: oggi la
sentenzaAlemanno: "No all'egemonia leghista" Carfagna: "Pdl?
Presto leader donna"Il Papa all'Islam: "Rifiutare ogni tipo di
violenza"E' giusto abbattere i randagi? Blog amici Ethica, blog
filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie
il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su
Internet & comunicazione il blog di Marista Urru il blog megliotardichemai
Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e
comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida
signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly,
il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di
Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche
imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che
mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R.
Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel
blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di
Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il
blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo
il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di
Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la
rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it March
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 4 Il corteo della Cgil okkupa
il centro ma i "maestrini" rimediano un flop di Maria Sorbi Slogan,
striscioni, cori sulla riforma Gelmini e il precariato Sciopero Atm, caos in serata per il blocco delle
linee del metrò Scontri al corteo di Roma. Tutto liscio - per una volta - a
Milano. In piazza sono scese centinaia di persone, tra insegnanti e studenti,
per chiedere di fermare la politica dei tagli della scuola. Nel
serpentone, che da porta Venezia è arrivato fino a piazza Duomo, anche i
dipendenti di Atm che ieri hanno scioperato dalle ore 18 fino alle 22. Quattro
ore di mezzi pubblici a singhiozzo per chiedere più stabilità nei contratti di
lavoro. «No ai tagli, mai più precari» recita lo striscione alla testa del
corteo organizzato dalla Cgil. E poi lenzuoloni larghi quattro metri per
difendere la qualità della scuola: «Non è una crisi del sistema, ma è il
sistema che è in crisi». O ancora: «Razzismo, fascismo e intolleranza: ecco i
vostri maestri unici. Più cultura, meno paura». A chiudere il corteo un
centinaio di studenti in file serrate. Tutti a sfilare dietro agli striscioni
dei collettivi di sinistra. A guidarli gli stessi capipopolo delle proteste
d?autunno. «La battaglia sarà lunga - annuncia da dietro il megafono Leon, università
Statale - questo è solo il primo anno. Blocchiamo le strade, lo sciopero non
può essere solo simbolico». E poi tutti in coro a intonare gli slogan
sempre-verdi: «I soldi della scuola si devono trovare tagliando la spesa
militare». L?intento è lo stesso che, da ottobre a dicembre, ha animato
presìdi, cortei selvaggi e blocchi del traffico: «Paralizzare la città». Ma
qualcosa, nell?Onda anomala degli studenti, comincia a scricchiolare. A
novembre, quando si trattava di mettere a ferro e fuoco la città, gli studenti
accorrevano in massa e rinvigorivano le fila delle manifestazioni. Bastava che
Leon Blanchard, uno degli animatori del movimento, pronunciasse una sillaba per
scaldare gli animi e intonare applausi infiniti e cori urlati a oltranza. Ora no.
In piazza Duomo Leon parla, si scaglia contro la riforma della scuola e contro
le ronde padane, ma la sua platea è distratta e sembra più interessata a
prendere il sole ai piedi del sagrato che ad altro. Qualcosa si è spento.
Intanto, dal palco allestito dalla Cgil, Onorio Rosati, segretario della Camera
del Lavoro di Milano, lancia un appello alla Cisl e alla Uil per una protesta
unitaria. «Solo un sindacato confederale forte e unito - spiega - può vincere
la crisi». E poi incalza, per difendere la categoria degli insegnanti: «Lo
studio non è un diritto di classe, questa politica porta il Paese al fallimento
e non ne possiamo più del precariato». Gli studenti non se la prendono solo con
il ministro Gelmini e con il governo Berlusconi.
Criticano anche il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, per i
finanziamenti alle ronde. Durante il corteo, un gruppo di studenti armati di
colla e spazzole appende ai cestini dell?immondizia e ai pali delle strade
piccoli manifesti contro Penati: «Provincia: 250mila euro alle ronde e scuole
fatiscenti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Brunetta: "L'Onda? Sono
guerriglieri" di Redazione Il ministro della Pubblica amministrazione
"bacchetta" le manifestazioni studentesche: "Quegli studenti
sono guerriglieri e vanno trattati come tali. Ma per fortuna l'Onda non è
presente nelle elezioni studentesche" Roma - A la guerre comme à la
guerre. Gli studenti dell?Onda sono dei "guerriglieri e verranno trattati
come guerriglieri". Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione
e l?innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo
Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.
A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il
ministro ha risposto: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle
azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto -
che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l?Onda non
esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni
azioni di guerriglia. L?Onda non l?ho vista nelle recenti elezioni degli
studenti - ha insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno
trattati come guerriglieri". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Gelmini:
"Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella"
di Francesca Angeli Il nuovo regolamento ha chiarito tutti i dubbi. Il
ministro: l'obiettivo è raggiungere "maggior rigore nella valutazione
dell'apprendimento e del comportamento" Basterà un cinque in una qualsiasi
materia per non essere ammessi all?esame di maturità. Resta determinante poi ai
fini della bocciatura il voto in condotta
insufficiente. Se lo studente merita cinque per il suo comportamento scorretto
non avrà scampo. Anche con un ottimo profitto dovrà ripetere l?anno. La scorsa
settimana il consiglio dei ministri ha licenziato il nuovo regolamento sulla
valutazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Un provvedimento necessario
per dissipare tutti i dubbi sulle novità introdotte dal ministro
dell?Istruzione, Mariastella Gelmini. E il ministro
coglie l?occasione di un convegno a Milano per ribadire che «con un cinque non
si viene ammessi agli esami di maturità». Obbiettivo delle scelte del governo è
quello di raggiungere «maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti,
oltre che severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti», spiega il
ministro che ritiene indispensabili tali elementi «per formare cittadini che
domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Poi più in
generale, la Gelmini parla di «valutazione
equilibrata», che esclude «l?egualitarismo e il livellamento che c?è stato fino
ad oggi, frutto della cultura del ?68». Un appiattimento, prosegue il ministro,
«che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro»
perché ora si deve andare «verso una scuola della responsabilità e del merito».
Con il regolamento sono state chiarite in modo più specifico tutte le
circostanze che possono portare ad un voto
insufficiente in condotta. Valutazione che potrà
essere disposta dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli
studenti, definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti. Sono
considerate «gravi violazioni» la mancata frequenza regolare dei corsi e il
mancato assolvimento degli impegni di studio. La mancanza di rispetto nei
confronti sia dei docenti sia dei compagni. Il mancato rispetto del regolamento
di istituto. Il danneggiamento del patrimonio scolastico. Lo studente che
commette una grave mancanza però avrà una seconda occasione. Nel regolamento
infatti viene specificato che «per prendere un?insufficienza in condotta si deve aver già preso una sanzione disciplinare».
Soltanto nel caso in cui il comportamento indisciplinato si dovesse ripetere
«il consiglio di classe può decidere per l?attribuzione del cinque». In
sostanza «la sanzione disciplinare funzionerà come un cartellino giallo dopo il
quale se i comportamenti gravi persistono il consiglio di classe darà il cartellino
rosso, ovvero il cinque in condotta». Si conferma poi
il ritorno della valutazione in decimi sia nella scuola elementare sia nelle
medie. Anche per l?ammissione all?esame di stato di terza media gli alunni
dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso ovviamente il voto di condotta. Agli alunni
particolarmente meritevoli potrà essere assegnata la lode. Anche l?educazione
fisica infine farà media con gli altri voti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Corriere.it"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Ferrero (Prc): «E' un provocatore, la dice lunga sulla sua
idea di democrazia» Brunetta: «Quelli dell'Onda sono guerriglieri e li
tratteremo come tali» Il ministro: «Nelle votazioni degli organi di
rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste» Renato Brunetta
(Imagoeconomica) ROMA - Gli studenti dell'Onda sono dei «guerriglieri e
verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica
amministrazione, Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo
Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella
Gelmini. LA PROTESTA - A
chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il
ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di
guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle
votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste.
Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di
guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha
insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come
guerriglieri». «BRUNETTA PROVOCATORE» - Sulla vicenda è intervenuto il
segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero: «Che il ministro Brunetta
sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del
manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda caricati dalla polizia ieri a
Roma e che lui ritiene 'dei guerriglieri che come tali vanno trattatì, la dice
lunga sull'idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e
del governo di cui fa parte. La verità è che il governo delle destre sta
attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero,
in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il
ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo». stampa |
( da "Trend-online"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pensioni: Brunetta, entro anno ottempereremo a sentenza Ue
ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 19.03.2009 13:34 Scopri
le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 19 MAR -
Entro l'anno dovremo ottemperare alla sentenza della Corte europea di Giustizia
sull'aumento dell'eta' pensionabile per le donne. Lo ha
detto il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, al termine
della conferenza stampa tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. Il ministro ha escluso che ci
siano divergenze su questo punto con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.
(ANSA).
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Gelmini: "I corsi di laurea si ridurranno del 20%" I corsi di
laurea si ridurranno del 20%. Lo ha annunciato il ministro dell?Istruzione,
dell?Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini,
in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "I corsi di laurea oggi sono
5.879 - ha spiegato la Gelmini -, di cui 3.163 di
primo livello e 2.938 di secondo livello. Per la loro riduzione abbiamo
applicato i criteri che privilegiano il placement e il numero di studenti
iscritti ai corsi".
( da "AudioNews.it"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
giovedì 19 marzo 2009 14.26 Politica Brunetta: studenti
Onda sono guerriglieri 13.57: Gli studenti dell'Onda sono dei guerriglieri, e
verranno trattati come tali. Dura presa di posizione del
ministro Brunetta all'indomani dei tafferugli avvenuti alla Sapienza nel giorno
dello sciopero della scuola indetto dalla Cgil. In una conferenza stampa a
Palazzo Chigi è intervenuta anche il ministro Gelmini che ha espresso, tra l'altro, la intenzione di introdurre un
tetto di immigratio in classe al 30%.
( da "Sicilia,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Caro Obama, aiutaci tu»NISCEMI. Contro il Muos alcuni
alunni hanno scritto al presidente degli Stati Uniti d'America Mussomeli.
L'assemblea del coordinamento del "Vallone" dei docenti, personale
Ata, precari, famiglie ed amministratori locali tenutasi martedì pomeriggio, ha
registrato una grande partecipazione. Erano presenti il segretario provinciale
della Cisl scuola Giuseppe Ingrao e il segretario provinciale della Cgil Flc
Mimma Castronovo che hanno relazionato sulla situazione dei tagli voluti dal
ministro Gelmini. Sono intervenuti
i sindaci di Sutera Gero Difrancesco e di Acquaviva Platani Salvatore
Mistretta. Erano presenti il presidente del consiglio di Campofranco Lillo
Guagenti ed i consiglieri comunali Liuzzo e Caruso. I docenti di Mussomeli
hanno lamentato e si sono rammaricati per l'assenza del sindaco e del
presidente del consiglio comunale di Mussomeli che erano stati invitati.
Ha coordinato i lavori il prof Tonino Calà che nel suo intervento ha tenuto a
precisare che: "Un'area territoriale come quella del Vallone, tra le più
depresse d'Italia da un punto di vista socio-economico, non solo non viene
fornita dei sevizi indispensabili, come le vie di comunicazione e le
infrastrutture necessarie per il suo sviluppo, ma viene a perdere posti di
lavoro nel settore scolastico mortificando diritti costituzionali, tra i quali
il diritto allo studio, e la mancata tutela di piccole comunità penalizzate per
gli scarsi numeri di alunni che presentano. La morte fisica e morale di tante
comunità, paesi piccoli e medi all'interno della Sicilia, comporterà per i
prossimi anni conseguenze drammatiche circa un preteso sviluppo economico che
dovrà soccombere dinanzi alla inspiegabile rinuncia di scuole capaci di dare
conoscenza, formazione ed educazione alle future generazioni. E' questa la
tipologia di paesi come Acquaviva Platani, Sutera, Campofranco, Villalba,
Marianopoli, Milena, Vallelunga, Montedoro, Serradifalco e anche se in minor
misura Mussomeli, il centro più grande del Vallone." L'assemblea, dopo un
lungo dibattito, ha deciso lo stato di mobilitazione della categoria dando
mandato ai due sindaci presenti di convocare un consiglio straordinario di
tutti i comuni presenti sul territorio per approvare una mozione da inviare a
tutte le istituzioni interessate, al Ministro della Pubblica Istruzione, al
Presidente della Regione Siciliana, al Presidente della Provincia di Caltanissetta
e a tutti i deputati nazionali e regionali del nisseno, affinché si intervenga
per porre rimedio agli effetti che i tagli della riforma scolastica produrrà,
con la perdita di diversi posti di lavoro. Un'altra proposta che è venuta fuori
dall'assemblea è quella di restituire, da parte dei lavoratori scolastici, i
certificati elettorali in prossimità delle elezioni europee e di questa
proposta se ne riparlerà in occasione del consiglio straordinario che si
dovrebbe tenere, nel giro di una settimana, presso l'auditorium delle scuole
superiori di Mussomeli. R. M.
( da "Sicilia,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Riuscito esperimento con una specie in via di estinzione
Torna a proliferare il pollo sultano Ogni anno nelle scuole della nostra
provincia il 26% degli insegnanti è nuovo rispetto all'anno precedente. Un
insegnante su quattro. Un fenomeno imponente di mobilità e di discontinuità
didattica che gli stessi insegnanti non tollerano più; che ha dei costi enormi
e che ha pesanti conseguenze sull'apprendimento. Le ragioni sono molteplici,
risiedono nell'organizzazione generale che regola i meccanismi del lavoro nella
scuola e che comincia ad avere un responsabile su tutti: il meccanismo delle
graduatorie. Ma non solo. Una buona parte dei trasferimenti avviene per effetto
dei regolamenti e non per scelta volontaria. Questi i numeri della «giostra»
degli insegnanti. Nella nostra realtà, su un organico provinciale di 8755
unità, solo 885 persone (il 10%) ha chiesto e ottenuto il trasferimento; le
restanti 1400 unità (il 16%) si dividono tra personale neo-immesso in ruolo
assegnato in via provvisoria, per l'anno in prova, a una scuola diversa da
quella del contratto a tempo determinato (formato da 179 unità) e il personale
precario (1200 unità). La percentuale degli insegnanti «con la valigia» nella
nostra provincia (26 %) è quasi la stessa di quella nazionale (27 %). Lo dice
il «Rapporto sulla scuola in Italia», uno studio presentato la scorsa settimana
dalla Fondazione Agnelli, secondo cui anche il risultato deludente degli alunni
sarebbe tra le conseguenze del grado di mobilità avuto in quella determinata
scuola. Il 77% degli spostamenti avviene nell'ambito della provincia; il 14,4
nello stesso comune. Tra questi insegnanti, pendolari del sapere, c'è chi vive
la situazione in maniera tragica, con ricadute sulla propria identità e sul
proprio ruolo, e c'è chi si è abituato: «La nostra carriera è piatta - dice
un'insegnante di lettere di 35 anni, neoassunta - dopo l'immissione in ruolo,
non potendo aspirare a classifiche di merito o a promozioni, si cerca almeno di
cambiare sede di lavoro. Magari per avvicinarsi a casa». Per Patrizia
Epaminonda, responsabile provinciale della Cisl Scuola, esistono due deterrenti
normativi per attenuare questo fenomeno: «Il primo è la Legge 124 del 1999 -
dice - all'art 1 comma 3 non permette al personale docente neoassunto di
cambiare sede per il triennio successivo. Poi c'è il bonus introdotto nel
contratto di mobilità del 2001. Inoltre appare evidente che il 16% di questa
discontinuità è frutto non solo del complicato meccanismo delle graduatorie, ma
anche dalla mancata assunzione a tempo indeterminato di personale che raggiunge
l'età pensionabile da precario e senza una sede definitiva. La riforma Gelmini, non migliorerà la situazione, ma la complicherà e la renderà
ancora più complessa. Basti pensare a quanta ulteriore mobilità d'ufficio si
determinerà nei vari ordini di scuola, soprattutto nella scuola primaria e
secondaria di I grado». Massimiliano Torneo
( da "Sicilia,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Foti e Bonomo, chiarimento a distanza naccio @@Il primo:
«Separiamo giudizi politici da fatti istituzionali». L'altro: «La mia casa è il
Pd» Uno sciopero contro il rinnovo del secondo biennio contrattuale della
scuola, firmato dalla Cisl, dalla Uil ma non dalla Flc-Cgil. Uno sciopero che è
un «no forte e chiaro ad un contratto che riduce gli stipendi, Un no al disegno
di legge delega Brunetta, al disegno di legge Aprea e ai
provvedimenti Gelmini».
Ieri i lavoratori della scuola che si riconoscono nel sindacato Flc-Cgil hanno
scioperato e partecipato alla manifestazione regionale a Palermo. Le ragioni
sono quelle che stanno accompagnando questa stagione sindacale della Flc-Cgil:
«Per ridare dignità alla condizione lavorativa delle persone, contro
qualunque politica forsennata di tagli che mortifica la scuola pubblica e i
suoi operatori». La Cgil ricorda il referendum sul rinnovo del secondo biennio
contrattuale della scuola: «Nella sola nostra provincia a fronte di un organico
complessivo di 7560 unità di personale docente e Ata hanno votato, nel corso di
36 assemblee e in 89 seggi elettorali, 4637 lavoratori della scuola, pari al
61,2% degli aventi diritto. Si sono espressi per il no alla sottoscrizione del
contratto ben 4567 docenti e Ata pari al 98.5% dei votanti, per il sì 75 pari
all'1%, schede bianche o nulle 37 pari allo 0.5%». M.T.
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma. Un solo 5 e non si è ammessi. Che sia la condotta o
una delle tante materie poco importa. L'ammissione all'esame di maturità di
quest'anno sarà rigidissima. Il ministro Mariastella Gelmini non demorde. Fatto il
regolamento (è stato approvato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana)
torna a ribadire che «ci sarà maggior rigore nella valutazione degli
apprendimenti» e «severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti».
Non è uno scherzo. «L'egualitarismo e il livellamento che c'è stato fino ad
oggi - spiega - è frutto della cultura del '68 che noi non condividiamo e non
ci sentiamo di poter confermare per il futuro». E dunque tutti gli studenti
dell'ultimo anno devono stare attenti. Si terrà certo conto del percorso
scolastico del quinquennio, ma non si faranno più regali a nessuno sul fronte
dell'ammissione. La parola merito farà da padrona nei prossimi mesi. Nelle
scuole come nelle università dove il ministro si appresta a metter mano.
L'annuncio ieri, nel corso dell'inaugurazione della Mediolanum Corporate
University, l'ateneo per la formazione di manager finanziari di Mediolanum, un
modello per il ministro da prendere come esempio per la stretta «sinergia tra
formazione e lavoro». «Qui - sottolinea Gelmini - vedo
grande entusiasmo, cosa che, purtroppo non c'è nella Pubblica amministrazione
e, soprattutto nella scuola. Nello Stato non c'è la capacità di valorizzare il
capitale umano». Ed è per questo che, accanto alle misure che interessano la
scuola, verrà ripensato l'attuale modello di laurea, il 3+2. «I corsi triennali
- aggiunge - non hanno dato grandi risultati». E così, come era stato già
annunciato nei mesi scorsi, i Rettori per poter sopravvivere alla manovra
economica di Tremonti e ai conseguenti tagli, dovranno procedere con la
riduzione dei corsi che in questi anni (la riforma varata da Ortensio Zecchino
è stata poi perfezionata da Letizia Moratti) sono proliferati e che non portano
ad alcun sbocco professionale. Sono 5mila attualmente i corsi di laurea, alcuni
dei quali davvero bizzarri e con una manciata di iscritti. Qualche esempio:
Scienze del fiore e del verde; Interpretazione di conferenza; Scienze
dell'allevamento, Igiene e benessere del cane e del gatto; Lingua, letteratura
e cultura della Sardegna. Corsi, questi, come tanti altri del tutto inutili.
e.r.
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Gli scontri tra studenti e forze
dell'ordine all'università La Sapienza di Roma A destra, il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
A scuola di Costituzione. Il ministro
dell'Istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini, ha presentato, lo scorso 4 marzo, un documento di indirizzo
relativo alla sperimentazione del nuovo insegnamento di «Cittadinanza e
Costituzione». La materia sarà introdotta nei programmi delle scuole di ogni
ordine e grado per disposto della legge n. 169 del 2008. Per tutte le
tipologie di scuola, entro la fine di maggio, sarà bandito un concorso per
finanziare le migliori proposte di sperimentazione. Dal prossimo settembre,
invece, l'Agenzia scuola curerà per conto del ministero la formazione per gli
insegnanti. L'obiettivo è di incrementare nei giovani la consapevolezza dei
valori della Carta costituzionale. Oltre alla mera assimilazione, i giovani
sono invitati a utilizzare forme di partecipazione attiva alla vita
democratica, «dalla rappresentanza di classe a quella d'istituto, dall'impegno
nelle consulte provinciali degli studenti a quello nelle associazioni
studentesche». Un'altra strada indicata è quella dell'approfondimento di
specifiche tematiche. Il nuovo insegnamento si terrà nel corso delle ore di
storia, geografia e studi sociali e non prevede voti in pagella. Il documento
di indirizzo fissa per ogni grado di istruzione percorsi specifici. Così, per
la scuola dell'infanzia, è disposta la trasmissione di nozioni su cosa
rappresentano istituzioni di base della società come famiglia e scuola. Alle
elementari si punterà invece a veicolare i concetti fondamentali e i principi
basilari della convivenza. Tra i temi previsti, i diritti dell'uomo, la tutela
ambientale, l'abc dell'educazione stradale, i valori della multiculturalità.
Alle medie inferiori si esamineranno più a fondo diritti e doveri del
cittadino, quelli del lavoratore in particolare, il diritto internazionale in
materia di diritti umani, l'architettura di base dell'Unione europea. Alle
superiori, infine, si affronterà lo studio di alcune norme costituzionali anche
alla luce di argomenti di attualità, ampliando l'indagine rispetto ai temi
esaminati nelle medie inferiori o approfondendone ulteriormente specifici
aspetti.
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
GIANLUCA SOLLAZZO Fino al prossimo mese di luglio
continueranno a lavorare presso l'Università con regolare contratto CoCoPro.
Poi il loro futuro, ora più che mai pieno di incertezze, sarà tutto da
scoprire. Ben 224 ricercatori dell'Ateneo dalla prossima estate non saranno più
riconfermati nei rispettivi settori in cui operano. Per loro il rinnovo del
contratto ha assunto i connotati di un autentico percorso ad ostacoli. Segno di
un mondo, quello della ricerca, che sta cominciando ad accusare quelli che
Paolo Moscato della Flc Cgil definisce «i tagli di una manovra che attenta alla
qualità della ricerca e della formazione». Più di duecento contratti a progetto
saranno interrotti, a detta del membro Cgil che segue da vicino le sorti dei
lavoratori della realtà universitaria, e prospettive future di lavoro che di
conseguenza si ridurranno al minimo per i tanti ricercatori costretti a fare i
conti con quella che ormai etichettano come "un modo di vivere
precario". «E questo accade - spiega Moscato della Flc Cgil - perché il
settore della ricerca comincerà a pagare gli effetti del
piano del ministro Gelmini
che ha prodotto e produrrà nel medio e breve termine una serie di tagli
pesantissimi alla cultura». Luglio sarà quindi l'ultimo mese di lavoro per i
224 ricercatori dell'Università di Salerno. Ieri è stato il giorno che ha visto
il mondo della conoscenza scendere in piazza per far ripartire quell'«onda di
protesta» contro la legge 133 del ministro dell'istruzione che apre così
un periodo decisamente caldo sia nella scuola che nella realtà universitaria.
Intorno alle 8 sono partiti da piazza della Concordia, con destinazione piazza
Mancini a Napoli, tre pullman con i docenti salernitani che hanno deciso di
aderire allo sciopero generale proclamato da Flc Cgil. A Salerno invece sono
stati i membri di una delegazione della "Rete Studenti" del capoluogo
a far sentire la loro voce di dissenso. Studenti universitari e di scuole
superiori del capoluogo hanno dato inizio a un presidio sotto palazzo
sant'Agostino a partire dalle 9.30, muniti di striscioni e volantini. Ci sono
studenti dei licei Tasso, De Sanctis e Da Vinci, ma soprattutto quelli
dell'Ateneo di Fisciano. Alle 11 passate si alza il grido "noi la crisi
non la paghiamo", poi è la volta dell'assemblea. Chiedono a professori e
insegnanti di "dedicare un'ora delle loro lezioni per effettuare
riflessioni sul tema della crisi e delle sue conseguenze sociali", ma
soprattutto di appoggiare il loro progetto della "Carta degli
studenti" locale, che preferiscono definire "Student card". Un piano
di agevolazione e sconti per gli studenti medi ed universitari che tenga conto
dei parametri reddituali delle famiglie. "La situazione economica non
rende certo meno complicata la condizione degli studenti di tutti i livelli -
afferma Lucio Schiavone, studente al terzo anno di Giurisprudenza - che devono
fare i conti con l'enorme incidenza sul bilancio familiare di libri di testo,
tasse e trasporti". Tutti favorevoli alla Student card che vuole
significare sconti per svolgere attività culturali, come andare al cinema o al
teatro, oppure prezzi ridotti per entrare nelle palestre, perché la crisi
comincia veramente a far paura. "Non ci permette di coltivare i nostri
interessi inibendoci qualsiasi alternativa di vita - ammette Davide D'Acunto
iscritto a Scienze Politiche - determinando situazioni di disagio ed
emarginazione". Intorno alle 12 una delegazione di studenti guidati dal
rappresentante di Flc Cgil, Paolo Moscato, ha prospettato all'assessore
provinciale alla scuola, Pasquale Stanzione, il piano delle proposte. "Sottoscrivo
in pieno l'idea della Carta dello studente - ha detto Stanzione agli studenti -
ma senza una legge regionale si possono dare solo risposte parziali, i
finanziamenti - chiosa l'assessore - devono partire dalla Regione".
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Quando gli studenti dell'Onda sono giunti in Rettorato,
Guido Trombetti era nel suo ufficio in riunione con professori e dirigenti. È
uscito subito per parlare con loro. Ma, dopo aver appreso della rissa a
Giurisprudenza, ha avuto dure parole di condanna. «L'università è spazio di
democrazia e di libero pensiero; al suo interno tutti hanno il diritto di
esprimere liberamente le proprie opinioni nel rispetto dei valori fondamentali
sanciti nella carta costituzionale», ha detto il rettore. «Fenomeni di intolleranza
e di squadrismo non possono e non saranno mai tollerati all'interno della
Federico II da qualunque parte provengano». Parlando degli episodi di
intolleranza e di violenza verificatisi in prossimità della sede universitaria
li ha definiti «assolutamente inaccettabili» e ha chiesto alle forze
dell'ordine di «accertare l'entità e la rilevanza dei fatti e di perseguire gli
eventuali responsabili». Trombetti ha chiesto inoltre di vigilare affinché
«siano garantiti e tutelati per tutti gli studenti della Federico II sicurezza
e libero esercizio dei propri diritti democratici e costituzionali». Una
condanna decisa che però non è sembrata sufficiente agli studenti dell'Onda. «Trombetti - dice Giovanni del collettivo "Stop Gelmini" - si è limitato a prendere
le distanze da qualsiasi forma di violenza. Nulla è stato detto sulla presenza
di persone armate di mazze e lame all'interno dell'Ateneo». Solidarietà è stata
espressa dall'Unione degli Studenti agli studenti aggrediti. «Questo
episodio - si legge in una nota - si aggiunge all'altro increscioso avvenuto
alla Sapienza di Roma. Non è possibile che nel nostro paese non vi sia il
diritto di manifestare pacificamente il proprio pensiero. Episodi di violenza,
da qualunque parte provengano, non possono che incontrare il nostro netto e
deciso rifiuto». Ferma condanna anche da parte della Cgil Campania. «Un atto
vergognoso e preoccupante - denuncia Cgil Campania - Bisogna subito porre freno
all'ondata di violenza e razzismo che - con progressiva frequenza - si sta diffondendo
a Napoli e nella regione», conclude la nota, in cui si chiede alle istituzioni
di giungere all'identificazione dei responsabili. a.m.a.
( da "Stampaweb,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Sono 200-250 i milioni di euro risparmiati dallo
Stato nel primo bimestre 2009 grazie al calo delle assenze per malattia dei
professori (-32,45%) e quindi alla diminuzione del ricorso alle supplenze. Lo
ha annunciato il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta,
illustrando, insieme al ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, i provvedimenti per la razionalizzazione dei corsi
di laurea, dell?assenteismo e del precariato nella scuola e nell?università.
Nel mese di gennaio la diminuzione è stata del 29,2%, mentre nel mese di
febbraio le assenze sono diminuite del 35,7% rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno. è questo il risultato più significativo derivante dalla
applicazione dell?art. 71 della legge 133/2008 sul contenimento della spesa
nelle Amministrazioni Pubbliche. Il Ministero dell?Istruzione ha infatti svolto
il monitoraggio mensile delle assenze del personale della scuola con contratto
a tempo indeterminato, relativamente ai primi due mesi del 2009, confrontato
con il corrispondente periodo del 2008. La rilevazione ha riguardato le assenze
effettuate dai docenti e dal personale ausiliario tecnico amministrativo (Ata)
in servizio presso le scuole statali di ogni ordine e grado. Le informazioni
raccolte, relative al 95% delle istituzioni scolastiche, hanno riguardato le
assenze per malattia, retribuite e non, e le assenze dovute ad altri motivi.
Confrontando i periodi di assenza per malattia superiori a dieci giorni nei
mesi di gennaio e febbraio relativi ai due anni, questi sono diminuiti, per i
docenti, a febbraio del 19,8% e a gennaio del 18,5%; per il personale Ata
invece rispettivamente del 28% a febbraio e 34,8% a gennaio. Nel mese di
febbraio, su base territoriale, la maggiore diminuzione si è registrata, sia
per il personale Ata che per il personale docente, nelle regioni dell?Italia
centrale (rispettivamente il 39,1% e 39,7%). Seguono le aree meridionali ed
insulari col 37,3% e del 36,6%. I meccanismi di razionalizzazione della scuola,
come quello della riduzione delle assenze per malattia, ha quindi sottolineato
Brunetta durante la conferenza stampa di questa mattina a Palazzo Chigi, creano
un «circuito virtuoso» per cui la scuola, non solo risparmierà 250 milioni di
euro, ma avendo meno supplenze da fare creerà anche meno precariato. «La scuola
- ha concluso Brunetta - serve non per dare lavoro ma per educare».
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Migliaia in corteo per difendere la scuola I sindaci in
prima linea: «Abbiamo investito molto, vogliamo mantenere la qualità» Giovedì
19 Marzo 2009, Striscioni, slogan, bandiere, musica, palloncini colorati. Ma
anche tanta rabbia e una forte preoccupazione per il futuro della scuola
pubblica, le sorti di migliaia di precari, la riduzione di risorse e insegnanti
(in Veneto sono a rischio 3500 docenti e 650 non docenti), il taglio delle ore
di insegnamento, il ritorno al maestro unico, l'aumento degli alunni per
classe, il destino della didattica. Nell'ambito dello sciopero della scuola
indetto da Cgil e "Gilda insegnanti" contro la
riforma Gelmini, si è
svolta ieri mattina in città la manifestazione regionale alla quale hanno
partecipato, oltre a qualche migliaio tra docenti e personale, anche la rete
degli studenti, comitati di genitori, Spi pensionati. Ma sono stati i sindaci e
gli amministratori di Vigodarzere, Brugine, Arzergrande, Camposampiero,
Cadoneghe, Galliera Veneta presenti al corteo, a dirla lunga su quanto gli
effetti dell'applicazione del decreto Gelmini
preoccupino anche i Comuni che da settimane stanno tempestando l'ufficio
scolastico con richieste di un'offerta formativa adeguata. «Siamo qui - ha
spiegato per tutti Franco Frazzarin, sindaco di Cadoneghe - in difesa della
scuola che c'è e che funziona già, perché le amministrazioni venete hanno
investito molto in strutture e progetti. Ma siamo presenti anche in appoggio
alle famiglie, specie ai genitori che lavorano, e perché vogliamo una scuola
veneta di qualità, con un tempo scuola adeguato». Il corteo da piazza Garibaldi
ha raggiunto pacificamente piazzale Pontecorvo. Unico attimo di tensione in
riviera Ponti Romani quando ha incrociato un gruppo di ciclisti-studenti
dell'Onda, peraltro tenuti a distanza dalle forze dell'ordine. Sul palco
rappresentanti dei precari, del mondo della scuola, genitori, Salvatore Mazza
per la Cgil e Francesco Bortolotto per la Gilda, che ha sottolineato la
necessità di ritrovare l'unione tra sigle sindacali. Emilio Viafora, segretario
regionale della Cgil, ha chiesto il ritiro del provvedimento Gelmini
e maggiori investimenti per la scuola pubblica. A conclusione il "Comitato
Genitori insegnanti per la scuola pubblica" ha consegnato a Franco
Venturella, direttore dell'Ufficio scolastico provinciale, le settemila firme
raccolte per il mantenimento del tempo lungo e pieno. Nel padovano la
situazione per il prossimo anno si presenta tutt'altro che chiara. Sarebbero
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Tempo lungo, la protesta a Venezia L'80 per cento delle
famiglie dei nuovi iscritti esprime preferenza per il tempo pieno Giovedì 19
Marzo 2009, Albignasego Il coordinamento "Genitori e insegnanti di
Albignasego" scende in piazza per sostenere il tempo lungo. Sabato una
delegazione parteciperà alla manifestazione - organizzata dai comitati
"Buona scuola" del Veneto - in programma nel pomeriggio a Venezia.
"I genitori bocciano la riforma Gelmini - si legge in una nota diramata
dal coordinamento -. I dati parlano chiaro: circa l'80 per cento delle famiglie
dei nuovi iscritti del paese ha espresso la preferenza per il tempo pieno, cioè
le 40 ore settimanali; il restante 20 per cento ha scelto il tempo normale,
cinque ore distribuite su sei giorni. Trascurabile il numero delle
famiglie che ha optato per le 27 o 24 ore: appena l'un per cento, un valore di
gran lunga inferiore rispetto alle prime proiezioni nazionali. A questo punto
ci chiediamo se il Governo terrà fede alla promessa di soddisfare in toto le
richieste delle famiglie. Non si tratta di un modello veneto da difendere;
occorre pretendere dal Ministero dell'Istruzione il rispetto di un patto
costituzionalmente garantito: una scuola pubblica di qualità". La nota del
coordinamento continua analizzando la questione del maestro unico: "Con
l'introduzione del cosiddetto insegnante prevalente verrà impoverito il
rapporto con l'alunno; ciò comporterà ripercussioni negative sulla formazione
della personalità degli stessi ragazzi. Purtroppo la scuola viene considerata
come mero servizio alle famiglie e non quale bene pubblico irrinunciabile per
la salvaguardia del nostro futuro. Si tratta di un concetto che viene
sottolineato anche dagli organi tecnici del Ministero e da moltissimi dirigenti
scolastici. Non è un caso che siano improvvisamente cresciute le iscrizioni
alle scuole private: in futuro i genitori dovranno pagare per ottenere
l'istruzione dei loro figli?". Francesco Cavallaro
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, sciopero blando Scarse adesioni all'iniziativa,
fatta eccezione per elementari e asili Giovedì 19 Marzo 2009, La scuola
friulana non ha risposto con una partecipazione massiccia allo sciopero. Le
adesioni alla mobilitazione indetta dal sindacato scuola della Cgil sono state
piuttosto basse specie alle scuole medie e superiori, dove le lezioni si sono
svolte quasi regolarmente per tutti gli studenti. Più alta la partecipazione,
invece, tra il personale, docente e non, delle scuole elementari e
dell'infanzia, le più colpite dalla riforma Gelmini. Così nel primo circolo, dove
hanno scioperato 16 insegnanti e 5 unità di personale ata, sono rimaste chiuse
le due scuole elementari Alberti e Zardini. Tre le scuole chiuse nel terzo
circolo, dove hanno scioperato 9 insegnanti e 11 ata: le materne Forte e via
D'Artegna e la primaria Zorutti. Mentre al quarto circolo, con
un'adesione allo sciopero del 19,8% del personale, sono rimaste chiuse le due
scuole dell'infanzia Benedetti e Primo Maggio. Tutte aperte, invece, le sedi
delle scuole primarie e dell'infanzia del secondo circolo, dove hanno scioperato
10 insegnanti e un ata. Ieri mattina è rimasta chiusa anche la Fermi di via
Pradamano, unica eccezione tra le scuole medie, per l'insufficienza del
personale in servizio. Tutto regolare o quasi, invece, con adesioni basse o
bassissime registratesi nelle altre scuole medie cittadine, fatta eccezione per
qualche caso di classi che non sono state fatte entrare a scuola o che sono
state mandate a casa con qualche ora di anticipo. Un discorso analogo può
essere riproposto anche per le scuole superiori, con le opportune
differenziazioni del caso. Si è così passati dai casi di Stellini, Marinelli e
Zanon, dove ha scioperato un solo insegnante, a quello del Copernico, con
l'astensione del 3% del personale ata e del 5% dei docenti, e del Malignani
(8%), fino al 18 e 19% rispettivamente registratosi al Deganutti e al Marinoni,
almeno per i corsi diurni. I dati sono stati sostanzialmente confermati anche
dal sindacato e così, il consueto balletto delle cifre, questa volta non è
stato così evidente. «L'adesione ha oscillato da scuola a scuola - ha
confermato la stessa segretaria della Flc Cgil di Udine, Franca Gallo -. In
alcune realtà della provincia è stata piuttosto bassa, con numeri nell'ordine
del 20%; in altre è stata decisamente più alta, con il superamento anche del
50% del personale. Siamo più che soddisfatti della partecipazione».
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pochi alunni, chiudono due scuole elementari L'assessore
Zurlo: «Garantiremo il trasporto». Ma sarà "tagliata" anche
l'insegnante di sostegno per gli immigrati Giovedì 19 Marzo 2009, Cittadella Da
settembre Cittadella avrà due scuole elementari (primarie) in meno. Chiudono
infatti sia Borgo Vicenza che Postumia. Il 28 febbraio era il termine per le
iscrizioni al nuovo anno scolastico. Gli iscritti alle classi prime sono
leggermente aumentati, da
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Brunetta: "Gli studenti
dell'Onda? Guerriglieri" di Redazione Il ministro della Pubblica
amministrazione "bacchetta" le manifestazioni studentesche:
"Quegli studenti sono guerriglieri e vanno trattati come tali. Ma per
fortuna l'Onda non è presente nelle elezioni studentesche". Polemico il
Pd, l'ex ministro dell'Istruzione Fioroni: "Il governo si scusi" Roma
- A la guerre comme à la guerre. Gli studenti dell?Onda sono dei
"guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Lo ha detto il
ministro della Pubblica amministrazione e l?innovazione Renato Brunetta, al
termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega
della scuola, Mariastella Gelmini. A chi faceva notare
al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto:
"Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da
parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni
degli organi di rappresentanza degli studenti l?Onda non esiste. Sono un
democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di
guerriglia. L?Onda non l?ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha
insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come
guerriglieri". Il riflusso dell'Onda "Questo governo ha sempre di più
una vocazione a utilizzare mezzi e parole di carattere militare come dimostrano
le dichiarazioni del ministro Brunetta". Così Francesco Brancaccio,
esponente dell?Onda romana, risponde al ministro. Brancaccio intravede nelle
parole del ministro "il segnale di una volontà generale di dare risposte
militari e repressive alle nostre istanze legittime". E, a nome degli
studenti della Sapienza, promette: "Senza avere paura continueremo a
mobilitarci contro questo che è il governo della paura per antonomasia:
l?esecutivo dimostra di non essere capace di gestire la crisi economica, di
avere paura che il malcontento esploda e, per questo, vogliono incutere timore
nei cittadini. Per quanto riguarda Brunetta, lui si definisce democratico.
Evidentemente, per il ministro la democrazia equivale a blindare le università
e a prendere a manganellate gli studenti". Polemico il Pd "Il
ministro dell?Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole
dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta: il ministro Gelmini,
che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti rappresentano il
futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando
protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere". Lo dice il
responsabile educazione del Pd, ed ex ministro della Pubblica istruzione,
Giuseppe Fioroni, che aggiunge: "Ma additare genericamente come
guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un
atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini
non può rendersi spettatrice passiva". Ferrero: "Il ministro?
Provocatore" "Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi
stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli
studenti dell?Onda caricati dalla polizia ieri a Roma e che lui ritiene dei
guerriglieri che come tali vanno trattati, la dice lunga sull?idea di
democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa
parte". Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc, che aggiunge:
"La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di
manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni
Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni
Scelba, a puro scopo repressivo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano
improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli
scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso
criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti
islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno
deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al
Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno
lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici
tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare
qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare
la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta
da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di
piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a
Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e
gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn
ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le
difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica,
mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell'
«onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme
alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione
degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo
impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di
peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare
drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come
i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società,
Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 3 ) »
(Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è
un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono
partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad
essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi
giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato
innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli
operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del
risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali
accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta
magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha
annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma
l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale
per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di
annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin
iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del
presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che
i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è
sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che
ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera
notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che
pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani.
E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo
"che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti".
Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di
Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno
venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre
ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In
genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che
private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari.
La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a
perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che
agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il
mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques
Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E' convinto che la
crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole
che hanno permesso la diffusione dell'anarchia finanziaria, altrimenti la
ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono
continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia meglio attrezzata e
potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere
l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama,
società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo
Commenti ( 42 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ...
Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 14Mar 09 La crisi provocherà una nuova ondata di immigrati?
Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se n'è parlato
poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi reportage, da
quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi ricchi
(soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il motivo?
Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno analogo,
sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità, come quella
brasiliana. Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei
Paesi dell'Europa dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando un forte
aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera
potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest,
magari al solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita principale, tuttavia,
riguarda l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi, Dominique
Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici della
recessione sul Continente nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il capo
dell'Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella miseria:
se non si interviene con un forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di
guerre civili, se non di guerre estese». E dunque di una nuova ondata
migratoria verso l'Europa. Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere
mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di
miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non
possa trovare qualche centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per
salvare singole aziende private, per i Paesi più poveri». E' davvero questo il
modo appropriato per aiutare l'Africa a superare la crisi? Inoltre: siamo
pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria
dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe
tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle
nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto in società, crisi,
globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste, immigrazione Commenti (
68 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.17 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa
bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato sulle crescenti
incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di Obama, in vista del
prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la
Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande
stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii. "Hanno
già stanziato spese straordinarie pari all'1,5% del Pil, che porteranno quelli
dell'area euro a sfondare il deficit del 3% previsto dal Trattato di
Maastricht, ma non intendono andare oltre nel timore che disavanzi eccessivi
possano incrinare la tenuta o perlomeno la credibilità della moneta
unica". Infatti quello americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo
vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto
agli economisti secondo cui manovre come quelle americane servono a poco;
infatti a breve porteranno nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari
a poche decine di dollari a testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture
incideranno sulla crescita solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe
rinunciare a equilibri finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare
misure espansioniste di dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a
resistere alle pressioni americane nonostante siano sempre più insistenti, con
l'appoggio di grandi testate come Financial Times ed herald Tribune, che
abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino
di trascinare anche gli altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo
termine inflazionistica) perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro
resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene
conti più o meno in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e
Washington di perdere la leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è
la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi,
manipolazione, era obama, globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e
il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti
Invia questo articolo a un amico 10Mar 09 Libertà di stampa? Sì, ma non per i
blog Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i
forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La
ragione? Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione
dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il
proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati
ad accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera
non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono
equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una
bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon
custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La
controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di
sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano
contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi
verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano
travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile
dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è
delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della
Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente
pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è
il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per
mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione,
società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 63 ) » (4 voti, il voto
medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09
"Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le
"amenties" Il mondo va a rotoli e "Repubblica", giustamente,
si preoccupa anche dei contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato
all'argomento un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal
fastoso Shangri La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general
manager in viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che
l'ultima volta è stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella
hall, neppure un valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di
raccomandazioni da colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani,
tieni la temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello
shampoo che tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti
struccanti. Sul comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col
logo ridotto a tre foglietti di carta bianca". E ancora, con tono
inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il grande bacino del risparmio è
quello delle amenities. Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme
idratanti; contenitori più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi
da sostituire, nel caso di presenze che si prolunghino, "solo dopo che
siano stati utilizzati del tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i
sigilli del water; kit per il cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al
minimo; via perfino il cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la
Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a parte i maniaci delle
collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state tagliati i fogli per
spedire i fax e la carta da lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con
il logo degli hotel". Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un
vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a
riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione,
notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 34 ) » (6 voti, il voto medio
è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama
chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi
economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede
aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di
estremo favore: potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie
garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti
"Talf", come spiego in questo articolo e prevede l'esborso da parte
dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il progressista Obama?
Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto
il totale degli interventi varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra
di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con
l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al
dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi,
progressisti, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti
( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar fallire le banche. In
un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks, presidente dell'American
enterprise institute, uno dei principali think tank conservatori, sostiene due
punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama anziché contrastare la
crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è
inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che
questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile,
meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le banche che non sono in
grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a
lungo su questo tema, grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi
sono convinto che questa sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da
certe banche (soprattutto americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto
leva, da non poter essere coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di
tappare buchi, che in realtà continuano ad allargarsi, non avrà altra
conseguenza che trascinare l'economia reale nel baratro. E allora anzichè
creare "bad banks" o fondi con titoli tossici, bisogna rafforzare le
banche in salute e usare i fondi pubblici per trasferire a queste ultime le
attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno choc e chi
detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà il proprio
investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su basi solide.
L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi sembra
l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra
ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da pompare nel
sistema finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo solo due
possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila verso la
bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione. Scritto in
capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il
mondo Commenti ( 75 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading
... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il mondo. Obama non
vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente
ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a
Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto
banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni
scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono
importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando così le repressioni del
regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre
più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi
segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro.
La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese
ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia
teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il
mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di
numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti.
Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le
proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status
di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa?
Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il
mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (6 voti, il voto medio è:
5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama
combatte davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il
discorso con cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che
intendono ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di
sempre: "Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù
l'elenco delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari
intendono bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover
diventare più competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha
detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per
iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro
accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i
college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama,
«le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali
per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia
delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La
realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto
combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto
di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra.
Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine
di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di
miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito
del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando
l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata sull'illusione
o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non solo non cambia,
ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora una volta il vero
problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo l'aumento
dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse dello Stato
americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di ricchi ne
rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama. Scritto in
banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia, globalizzazione,
economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su
un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono
Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli.
Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su
ilGiornale.it contatti Categorie banche (6) blog (1) capitalismo (6) cina (18)
crisi (7) democrazia (59) economia (28) era obama (12) europa (10) francia (22)
germania (3) giornalismo (49) giustizia (2) gli usa e il mondo (59)
globalizzazione (41) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (150)
manipolazione (4) medio oriente (13) notizie nascoste (45) partito democratico
(1) presidenziali usa (22) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati
(1) società (22) spin (4) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati
Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica...
- 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3
Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra
tollera la Shaaria... - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un popolo a lungo
raggirato - 3 Emails Caso Eluana, un giudizio controcorrente che fa riflettere
- 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla
Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e
quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Ultime discussioni
bo.mario: Perchè l'Italia fatica a diventare uno stato di diritto. Cosa c'è
dietro questa rinuncia.... Alberto: Avevo notato pure io, scrivendolo con due
parole e non spiegandola (post delle 2.43pm 18 Marzo),... Marina: Giusto
Franco,una volta eravamo scemi(o forse hanno voluto di proposito tenerci
scemi),adesso le cose sono... Paolo Mazzarri: Caro Marcello, lei ha
perfettamente ragione. Occorre non solo limitare, ma impedire del tutto...
mason antnio: Bisogna riconoscere l' errore .I mutui vanno fatti a tasso fisso
con la vendita delle cartelle... Ultime news Cnel: giovani emarginati da
politica e professioniIncappucciata e legata al letto: paura per cintura
sospettaArriva il "Googlefonino?" L'iPhone diventa grandeBrunetta:
"Gli studenti dell'Onda? Guerriglieri"Ergastolo per Fritzl, il
padre-mostro: sconterà la pena in istituto psichiatricoCancro, per otto
italiani su dieci "il tumore rende invalidi"Ddl sicurezza, Maroni:
non porremo la fiduciaRonde: l'inchiesta video sul "modello
Milano"Napolitano a Pdl e Pd: "Lo spirito di fazione avvelena lotta
politica"Gelmini:
"Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella" Blog amici
Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle
nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il
blog di Faré su Internet & comunicazione il blog di Marista Urru il blog
megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista,
blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all
Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco
Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e
improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle
donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più
islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima
Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron
Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana
Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei
cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di
Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista
inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo
Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it March
( da "AprileOnline.info"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Brunetta va alla guerra Carla Ronga, 19 marzo 2009, 15:50
Il ministro della Funzione pubblica usa parole dure in conferenza stampa contro
il movimento della protesta studentesca: "Gli studenti dell'Onda sono dei
guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Con lui la Gelmini: "Pensiamo a un tetto di immigrati in classe
del 30%". L'opposizione chiede chiarimenti e attacca: "Dichiarazioni
irresponsabili e incendiarie". La risposta dell'Onda: "Siamo
centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente
difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e
dimostrare per l'università pubblica. Torniamo in piazza" Gli studenti
dell'Onda, quelli che ieri sono scesi in piazza per manifestare contro i tagli
alla scuola, scontrandosi con le forze dell'ordine alla Sapienza di Roma sono
dei "guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". L'attacco è
senza precedenti e viene direttamente dal ministro della pubblica
amministrazione, Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo
Chigi insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini.
All'indomani dello sciopero della scuola indetto dalla Cgil, con i cortei in
tutti Italia che, in alcuni casi - come all'università La Sapienza di Roma -
sono sfociati in momenti di tensione fra manifestanti e polizia, il ministro
indossa l'elmetto e va alla guerra contro gli studenti "colpevoli" di
protestare - armati di ciabatte - contro un governo che taglia loro il futuro.
Ai giornalisti che gli hanno fatto notare che, nella scuola, la protesta e il
malcontento non si arrestano, Brunetta ha replicato: "Non vedo molta
protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell'associazione
Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli
studenti, l'Onda non esiste. Sono un democratico - ha aggiunto - e quindi credo
molto più al voto che alle azioni di guerriglia". La ministra Gelmini ha annunciato che il suo ufficio sta "pensando
all'introduzione di un tetto intorno al 30%" della presenza di alunni
stranieri a scuola. E ha difeso i tagli imposti da Tremonti snocciolando cifre
incerte: sono 18 mila in tutto i supplenti che quest'anno non saranno
confermati. "Si tratta di un dato pesante - ha sottolineato Maria Stella Gelmini - ma non così pesante come i 42mila previsti dalla
Finanziaria". Nessun commento alle esternazioni bellicose del collega
Brunetta, nessuno sbandamento di fronte ad un simile attacco contro gli
studenti. Che dire? Domani ci diranno che Brunetta è stato frainteso, che i
giornalisti convocati in conferenza stampa hanno inventato una polemica dal
nulla, etc. E' il refrain prediletto da tutti i membri del governo Berlusconi.
Ma visto il clima in cui sta sprofondando il paese, meglio predisporci ad
affrontare il peggio perché, di questi tempi, a pensar male ci si azzecca.
L'opposizione insorge. A strattonare per la giacchetta la Signora
Gelmini ci pensa il
responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni: "Il ministro
dell'Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate
pronunciate dal suo collega Brunetta. il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti
rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche
quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un
dovere", afferma Fioroni, che insiste: Additare genericamente come
guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un
atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini
non può rendersi spettatrice passiva". Per il capogruppo dell'Italia dei
valori Massimo Donadi "deve esserci stato un corto circuito tra il
cervello e la lingua del ministro Brunetta". Non c'è altra spiegazione per
giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell'Onda. Parole che
l'esponente dipietrista definisce "incendiarie da piccolo duce" e
ancora " inqualificabili e pericolose" perché aumentano senza motivo
la tensione ed il conflitto. Paolo Ferrero, leader di Rifondazione comunista
non si stupisce del fatto che "il ministro Brunetta sia un
provocatore", ma per il segretario Prc il fatto che ora egli vesta i panni
anche del manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda caricati dalla
Polizia a Roma, la dice lunga sull'idea di democrazia, libertà e rispetto del
dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte". "La verità è che
il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come
attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la
polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo
repressivo", prosegue Ferrero. E, visto che il governo "si
trincera" dietro il rispetto del Protocollo sui cortei fortemente voluto
dal Comune e dal Sindaco di Roma Alemanno, protocollo che Rifondazione non ha
firmato, Ferrero invita tutte le organizzazioni politiche, sociali e sindacali
che lo hanno sottoscritto a ritirare la loro firma, "visto che quel
Protocollo è la foglia di fico di chi vuole impedire a chiunque di manifestare
ed esprimere liberamente le sue opinioni e i suoi diritti". Infine, per
Paolo Cento, dei Verdi- Sinistra e Libertà, le parole del ministro Brunetta
" rappresentano delle provocazioni pericolose, irresponsabili che
rischiano di provocare danni irreparabili". "Una manifestazioni
pacifica e responsabile viene così mistificata con termini devastanti che
invitano a non si sa quale repressione - aggiunge Cento che si chiede il perché
Brunetta accende quest'incendio? "Quale disegno c'è sotto?" La
risposta dell'Onda. "Le dichiarazioni di Brunetta sono gravissime e
inaccettabili, come lo erano quelle del sindaco Alemanno quando ci definì 300
criminali: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza". Così
il coordinamento dei collettivi dell'università La Sapienza di Roma commenta le
parole del ministro della P.A. sugli scontri di ieri all'ateneo. "Tutto
siamo meno che guerriglieri e criminali - spiegano i collettivi - siamo
centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente
difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e
dimostrare per l'università pubblica". "Siamo studenti pacifici, ma
siamo preoccupati perchè queste dichiarazioni non sono fini a se stesse ma si
inseriscono nel quadro di svolta autoritaria del governo: il protocollo della
Prefettura - continua il coordinamento - limita la possibilità di manifestare e
quindi di palesare il dissenso, poi ci sono attacchi al lavoro e il pacchetto
sicurezza che è una 'legge razziale'. Tutto rientra in una svolta politica
autoritaria del governo che serve a limitare gli effetti che la crisi economica
può provocare". "Noi non abbiamo paura, continueremo a scendere in
piazza a partire dal prossimo 28 marzo per il G14 sulla crisi finanziaria:
parteciperemo come studenti insieme ai sindacati di base. La Prefettura non ha
autorizzato il corteo da piazza Esedra a piazza Navona, ma noi lo svolgeremo lo
stesso così", concludono.
( da "Affari
Italiani (Online)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cronache Scuola/ Brunetta contro i tafferugli:
"Guerriglieri" Giovedí 19.03.2009 15:50 Gli studenti dell'Onda sono
dei "guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Lo ha detto
il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, al termine di una
conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. LA PROTESTA - A chi faceva notare al ministro che nella scuola
la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta,
vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma
vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli
studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più
al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle
recenti elezioni degli studenti - ha insistito Brunetta - quindi sono dei
guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». BRUNETTA PROVOCATORE -
Sulla vicenda è intervenuto il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero:
"Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora
vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda
caricati dalla polizia ieri a Roma e che lui ritiene 'dei guerriglieri che come
tali vanno trattatì, la dice lunga sull'idea di democrazia, libertà e rispetto
del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte. La verità è che il
governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta
al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come
la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo
repressivo". DONADI: PICCOLO DUCE - "Deve esserci stato un corto
circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta. Non c'è altra
spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi
dell'Onda. Parole incendiarie da piccolo duce. Il governo chieda scusa
immediatamente". Lo afferma il capogruppo dell'Italia dei Valori alla
Camera, Massimo Donadi. "Le esternazioni del ministro sono inqualificabili
e pericolose, aumentano senza motivo la tensione ed il conflitto. Brunetta -
conclude - non si illuda di infuocare gli animi. Gli studenti sono molto più
maturi di lui e non cadranno in provocazioni". L'UNIONE STUDENTI - Le
dimissioni e le "immediate" scuse del ministro Brunetta. Le chiede
l'Unione degli studenti secondo cui un ministro della Repubblica «non dovrebbe
mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei
"guerriglieri" da trattare come tali». «Mercoledì - afferma l'Uds -
c'è stata un'aggressione di cui gli studenti sono state vittime. Quella di
Brunetta è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli
studenti sono equiparati a terroristi. Già il presidente del Consiglio in
autunno aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle
scuole pur di reprimere la protesta, ma aveva incontrato la netta ostilità
della società tutta. Chiediamo le immediate scuse e le dimissioni del ministro
Brunetta. Non ci lasceremo intimidire». tags: scuola brunetta tafferugli
guerriglieri
( da "Varesenews"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Tradate - Iniziativa della fondazione Foam13 che gestisce
l?osservatorio astronomico, in occasione dell?anno internazionale
dell?astronomia Un concorso sulla storia dell?astronomia Il 15 gennaio
( da "Corriere.it"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI. «il
( da "Sestopotere.com"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Napolitano a Modena: "Br colpirono Marco Biagi per
quello che faceva" (19/3/2009 14:56) | (Sesto Potere) - Modena - 19 marzo
2009 - "Marco Biagi è ricordato per il suo percorso di vita, rimasto impresso
in modo incancellabile nel sentimento della moglie, dei figli e dei famigliari
e scandito da un impegno scientifico e civile che continua a dare frutti per il
suo e nostro paese. E fu quell'impegno che il terrorismo delle Brigate Rosse
volle colpire. Perché tra i tanti che furono uccisi o gravemente feriti - e che
ricordiamo tutti con eguale commosso rispetto e rimpianto - vi furono uomini
colpiti ciecamente, spesso come astratti simboli dello Stato nemico che si
presumeva di abbattere, o, perfino, casualmente coinvolti nella furia
sanguinaria di quei 'gruppi di fuoco'. Ma Marco Biagi e come lui altri che qui
sono stati ricordati furono scelti come bersagli precisi per quel che
concretamente erano e facevano, e per il meditato, sinistro messaggio che colpendoli
a morte si voleva dare". Con queste parole il Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, è intervenuto a Modena al Convegno internazionale in
ricordo di Marco Biagi. "Marco Biagi - ha aggiunto il Presidente
Napolitano - è stato vittima della criminale aggressività del terrorismo
brigatista, ma ha pagato anche, e prima, per lo spirito di fazione che da tempo
avvelena la lotta politica e sociale nel nostro paese. Uno spirito di fazione
che impedisce ogni riconoscimento obbiettivo del valore di ricerche e di
proposte come quelle portate avanti da Marco Biagi, con lo stesso disinteresse
e spirito costruttivo, con la stessa indipendenza di giudizio, in due diverse
fasi politiche. Uno spirito di fazione che impedisce di vedere e apprezzare gli
elementi di continuità che si possono presentare in un campo dell'azione di
governo e parlamentare come quello delle politiche del lavoro. E invece sarebbe
necessario uno sforzo comune - cui nessuna delle parti in causa si sottragga -
per riconoscere e coltivare questi elementi di continuità e le possibilità di
convergenza che vi si legano - pur in una corretta dialettica tra diversi ed
opposti schieramenti politici - di fronte a problemi ancora attuali e nuovi, come quelli che Marco Biagi ha affrontato suggerendo lungimiranti
ipotesi di soluzione e prospettive di sviluppo, e dunque come quelli che state
per discutere nel Convegno a lui dedicato". Nella foto a lato: il
Presidente Giorgio Napolitano insieme ad Aldo Tomasi e Paola Reggiani Gelmini, al suo arrivo all'auditorium
della Fondazione Marco Biagi
( da "Panorama.it"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Maturità più
severa. Gelmini: "Con un
cinque sarà vietato l'esame di Stato" Posted By redazione On 19/3/2009 @
13:42 In Headlines, NotiziaHome | 2 Comments Basta un cinque, e in una qualsiasi
materia, per non essere ammessi all'esame di maturità. Poi: resta determinante
poi ai fini della bocciatura il [1] voto in condotta insufficiente.
Anche con un ottimo profitto si dovrà ripetere l'anno. La conferma serviva,
dopo il [2] susseguirsi (anche un po' caotico) delle interpretazioni delle
ultime settimane. E la conferma è arrivata. Direttamente dal [3] ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che nel corso
di un convegno a Milano ha ribadito che "con un cinque non si viene
ammessi agli esami di maturità". Obbiettivo delle scelte del governo è
quello di raggiungere "maggior rigore nella valutazione degli
apprendimenti, oltre che severità e disciplina nella valutazione dei
comportamenti", spiega il ministro che ritiene indispensabili tali elementi
"per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e
dei propri doveri". La titolare dell'Istruzione ha poi precisato che anche
questo provvedimento è stato preso per formare una scuola "della
responsabilità e del merito". "L'egualitarismo e il livellamento che
c'è stato fino ad oggi" ha concluso la Gelmini
"è frutto della cultura del '68 che noi non condividiamo e non ci sentiamo
di poter confermare per il futuro". Sono state, in modo più specifico,
chiarite dal ministro anche tutte le circostanze (assenze frequenti; mancanza
di rispetto nei confronti dei docenti, dei compagni o del regolamento di
istituto; danneggiamento del patrimonio scolastico) che possono portare ad un
voto insufficiente in condotta. Valutazione che potrà essere disposta dal
collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti, definiti
dallo Statuto delle studentesse e degli studenti. Lo studente che commette una
grave mancanza però avrà una seconda chance. Nel regolamento infatti viene specificato
che "per prendere un'insufficienza in condotta si deve aver già preso una
sanzione disciplinare": un asorta di "cartellino giallo",
un'ammonizione, insomma, per dirla in gergo calcistico. Soltanto nel caso in
cui il comportamento indisciplinato si dovesse ripetere "il consiglio di
classe (non quindi il singolo insegnante, ndr) può decidere per l'attribuzione
del cinque".
( da "Stampaweb,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA A partire dal prossimo anno accademico i corsi di
studio degli Atenei si ridurranno del 20% rispetto a quelli attivati
quest?anno. Lo ha detto il ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca,
Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a
Palazzo Chigi. Gli obiettivi del Ministero dell?Istruzione, dell?Università e
della Ricerca sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più
razionale l?organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti
didattica di qualità. Per questo motivo il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato una nota di indirizzo vincolante con
la finalità di fornire nuovi parametri che le Università dovranno tenere in
considerazione per l?attivazione dei corsi di studio. In particolare questo
pacchetto di misure prevede la disattivazione di corsi di studio con un numero
basso di iscritti, qualora nella stessa Regione risultino già attivi corsi con
analoghi obiettivi formativi e l?aumento del numero di docenti necessario per
attivare un singolo corso di laurea. Inoltre permetterà la riduzione della
frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso di studio,
attraverso l?indicazione di un numero minimo di 6 crediti formativi per ciascun
insegnamento e l?individuazione del numero di insegnamenti che ciascun ateneo è
in grado di sostenere effettivamente, in base alle strutture e ai docenti di
ruolo disponibili. In questi anni, è stato sottolineato dal ministro
dell'Istruzione, si è assistito «ad una proliferazione dei corsi di laurea non
sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro». All?inizio dell?anno
accademico 2007/2008 i corsi di primo livello (laurea triennale) e di secondo
livello (laurea specialistica) erano 5.879. Questa razionalizzazione dei corsi
di laurea - ha aggiunto la Gelmini - è stata fatta con
il Cun e con criteri di flessibilità. «Non andiamo a penalizzare le materie, ma
abbiamo guardato il numero degli iscritti e cercato di eliminare la
frammentazione». Altro punto fondamentale del pacchetto di misure predisposte è
la razionalizzazione delle Scuole di specializzazione mediche attraverso
l?accorpamento delle scuole con un basso numero di specializzandi. Grazie a
queste misure, già da questo anno accademico 2008/2009, il numero di scuole di
specializzazione mediche si è ridotto, passando dalle circa 1600 dell?a.a.
2007/2008 alle attuali 1150, diminuendo quindi di 450 scuole. In epoca di
razionalizzazione della spesa non è più possibile mantenere corsi di
specializzazione con 1 solo studente. Grazie a queste misure si potrà ottenere
invece un miglioramento della qualità didattica.
( da "Stampaweb,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Il ministero dell?Istruzione «sta ragionando per
introdurre un tetto intorno al 30%» della presenza degli alunni stranieri tra i
banchi. Lo ha annunciato il ministro Gelmini, durante
una conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Non credo - ha aggiunto - che ciò sia
possibile dal prossimo anno, ma dal successivo. Sto comunque chiedendo ai
dirigenti uno sforzo per risolvere i casi-limite già dal prossimo anno». Gelmini a questo proposito ha citato la vicenda della scuola
Pisacane di Roma. «è una vicenda - ha detto - che deve far riflettere. Si
devono impegnare risorse per accompagnare i bambini immigrati nella conoscenza
della lingua italiana». Gli insegnanti devono lavorare sull?integrazione e non
denunciare i clandestini, ha poi spiegato il ministro rispondendo ai cronisti
che le chiedevano se fosse d?accordo con l?iniziativa dei 101 deputati Pdl
contro l?emendamento della Lega al ddl sicurezza, che prevede la possibilità
per i medici di denunciare i clandestini e se lei ritenesse che anche gli
insegnanti potessero essere chiamati a segnalare i clandestini. «Non penso
che», ha affermato la Gelmini, il ddl sicurezza «riguarderebbe la scuola. Penso - ha aggiunto
- che la scuola sia chiamata ad assolvere sempre di più la funzione di
integrazione degli studenti migranti». La Gelmini è poi tornata sul voto in condotta. Il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una
necessità, non una scelta». Ha detto il ministro aggiungendo che quello
varato in materia «è un provvedimento equilibrato». «Non lascia al singolo
docente la valutazione - ha spiegato - ma sarà frutto di una decisione
collegiale. Il collegio dei docenti deciderà il voto
da assegnare e il
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Brunetta: "L'Onda?
Guerriglieri. No, ragazzotti" di Redazione Il ministro contro le
manifestazioni studentesche: "Quegli studenti sono guerriglieri e vanno
trattati come tali. Ma per fortuna l'Onda non è presente nelle elezioni
studentesche". Polemico il Pd, l'ex ministro dell'Istruzione Fioroni:
"Il governo si scusi". Poi la rettifica: "Sono solo
ragazzotti" Roma - A la guerre comme à la guerre. Gli studenti dell?Onda
sono dei "guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Lo ha
detto il ministro della Pubblica amministrazione e l?innovazione Renato
Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme
alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. A chi
faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il
ministro ha risposto: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle
azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto -
che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l?Onda non esiste.
Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di
guerriglia. L?Onda non l?ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha
insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come
guerriglieri". Poi la rettifica "Mi sono sbagliato" rettifica
qualche ora dopo il ministro. "Non hanno la dignità di guerriglieri, che
sono una cosa seria: sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni".
Ma su eventuali ripensamenti sulle sue frasi, Brunetta ha chiarito: "Ma
quale passo indietro? Ieri a Roma ci sono state cariche e scontri perché un
gruppo di giovani un po' estremisti hanno infranto delle regole che la città si
era data nel definire le manifestazioni. Come si definisce chi infrange le
regole, chi fa violenza sulle strade e costringe la polizia a scontri che ha
altro da fare?. Io sto dalla parte dei poliziotti, dell?ordine pubblico, delle
regole, di chi vuole manifestare legalmente e democraticamente, dalla parte dei
rappresentanti degli studenti, non di questi signori che per avere una qualche
visibilità usano la violenza. Sto dalla parte della democrazia, non della
violenza". Il riflusso dell'Onda "Questo governo ha sempre di più una
vocazione a utilizzare mezzi e parole di carattere militare come dimostrano le
dichiarazioni del ministro Brunetta". Così Francesco Brancaccio, esponente
dell?Onda romana, risponde al ministro. Brancaccio intravede nelle parole del
ministro "il segnale di una volontà generale di dare risposte militari e
repressive alle nostre istanze legittime". E, a nome degli studenti della
Sapienza, promette: "Senza avere paura continueremo a mobilitarci contro
questo che è il governo della paura per antonomasia: l?esecutivo dimostra di
non essere capace di gestire la crisi economica, di avere paura che il
malcontento esploda e, per questo, vogliono incutere timore nei cittadini. Per
quanto riguarda Brunetta, lui si definisce democratico. Evidentemente, per il
ministro la democrazia equivale a blindare le università e a prendere a manganellate
gli studenti". Polemico il Pd "Il ministro dell?Istruzione chieda
scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo
collega Brunetta: il ministro Gelmini, che conosco
come persona moderata, sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di
questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza
mai giustificare le violenze, è un dovere". Lo dice il responsabile
educazione del Pd, ed ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni,
che aggiunge: "Ma additare genericamente come guerriglieri gli studenti,
soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile
del quale il ministro Gelmini non può rendersi
spettatrice passiva". Ferrero: "Il ministro? Provocatore"
"Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora
vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell?Onda
caricati dalla polizia ieri a Roma e che lui ritiene dei guerriglieri che come
tali vanno trattati, la dice lunga sull?idea di democrazia, libertà e rispetto
del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte". Lo afferma Paolo
Ferrero, segretario del Prc, che aggiunge: "La verità è che il governo
delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al
diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la
usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Gelmini:
"Tetto del 30% di stranieri per classe" di Redazione L'annuncio del
ministro dell'Istruzione in una conferenza stampa a Palazzo Chigi: "Stiamo
pensando all?introduzione di un tetto intorno al 30% della presenza di alunni
stranieri a scuola". Decisa un'azione contro gli sprechi Roma -
"Stiamo pensando all?introduzione di un tetto intorno al 30% della
presenza di alunni stranieri a scuola". è quanto ha annunciato il ministro
Gelmini durante la conferenza stampa che ha tenuto a
Palazzo Chigi. "Non credo che ciò sia possibile a partire dal prossimo
anno ma dal successivo. Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per
risolvere già dal prossimo anno i casi limite", ha detto Gelmini che ha citato il caso della scuola
"Pisacane" di Roma. "Una vicenda che fa riflettere", ha
detto il ministro per il quale è importante accompagnare i bambini stranieri
nella conoscenza della lingua italiana. Per il ministro la conoscenza della
lingua e della Carta Costituzionale sono "due elementi necessari per
l?integrazione". Contro gli sprechi Alleati nella lotta agli sprechi. I
ministri Gelmini e Brunetta si sono presentati stamani
a Palazzo Chigi per dar conto di quello che hanno fatto e intendono fare per
recuperare risorse ed efficienza, nella scuola e nell?università. Intanto,
risultato della legge sul contenimento della spesa nelle amministrazioni
pubbliche si sono ridotte le assenze degli insegnanti: nel 2009
(gennaio-febbraio) sono calate del 32,4% e il mancato ricorso alle supplenze ha
consentito di risparmiare tra i 200 e i 250 milioni di euro. I precari Altro
capitolo importante quello relativo ai precari. Già quest?anno quasi 32mila
insegnanti hanno chiesto di andare in pensione (+12mila rispetto allo scorso
anno) e 8mila richieste di pensionamento sono state presentate dal personale
Ata (6mila l?anno scorso). Questo significa - ha spiegato il ministro Gelmini - che, con 32mila pensionamenti, i 42mila posti in
meno per i precari previsti dalla Finanziaria si ridurranno notevolmente. Non
solo. Il ministero sta lavorando su altre misure per l?assorbimento dei
precari: ai precari che fino all?anno scorso avevano una supplenza annuale
verrà garantita, per quest?anno, priorità sulle altre supplenze temporanee di
durata consistente (congedi e aspettative di vario tipo); i periodi non coperti
da supplenza potrebbero trovare parziale copertura con l?indennità di
disoccupazione; sarà favorita la mobilità territoriale dei precari offrendo
loro la possibilità di fare più richieste di supplenze in più province. Forbici
sull'università Stretta anche sulle università sforbiciando i corsi di laurea.
Dal prossimo anno scolastico saranno il 20% in meno: all?inizio dell?anno
accademico 2007-2008 i corsi di laurea, tra triennale e specialistica erano
5.879. Questa razionalizzazione dei corsi - ha spiegato il ministro - è stata
fatta con il Cun e con criteri di flessibilità: "Non andiamo a penalizzare
le materie, ma abbiamo guardato il numero degli iscritti e cercato di eliminare
la frammentazione". è in arrivo - ha annunciato - una nota di indirizzo
vincolante allo scopo di fornire i nuovi parametri che le università dovranno
rispettare per attivare nuovi corsi. In particolare questo pacchetto di misure
prevede la disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti se
nella stessa Regione esistono già corsi analoghi; l?aumento del numero di docenti
necessario per attivare un singolo corso di laurea; la riduzione della
frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso attraverso
l?indicazione di un numero minimo di sei crediti formativi per ciascun
insegnamento e l?individuazione del numero di insegnamenti che ciascun ateneo è
in grado di sostenere in base alle strutture e ai docenti di ruolo disponibili.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Sestopotere.com"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Università: al via razionalizzazione dei corsi di laurea
(19/3/2009 18:15) | (Sesto Potere) - Roma - 19 marzo 2009 - A partire dal
prossimo anno accademico i corsi di studio degli Atenei si ridurranno del 20%
rispetto a quelli attivati quest?anno. Gli obiettivi del Ministero
dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca sono disattivare i percorsi
formativi non essenziali, rendere più razionale l?organizzazione delle attività
didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. In questi anni
infatti si è assistito a una proliferazione dei corsi di laurea non sempre
motivata da reali esigenze del mercato del lavoro. Per questo motivo il
ministro Mariastella Gelmini ha annunciato una nota di
indirizzo vincolante con la finalità di fornire nuovi parametri che le
Università dovranno tenere in considerazione per l?attivazione dei corsi di
studio. In particolare questo pacchetto di misure prevede: la disattivazione di
corsi di studio con un numero basso di iscritti, qualora nella stessa Regione
risultino già attivi corsi con analoghi obiettivi formativi; l?aumento del
numero di docenti necessario per attivare un singolo corso di laurea; la
riduzione della frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso di
studio, attraverso: l?indicazione di un numero minimo di 6 crediti formativi
per ciascun insegnamento; l?individuazione del numero di insegnamenti che
ciascun ateneo è in grado di sostenere effettivamente, in base alle strutture e
ai docenti di ruolo disponibili. All?inizio dell?anno accademico 2007/2008 i
corsi di I livello (laurea triennale) e di II livello (laurea specialistica)
erano 5.879. Razionalizzazione delle Scuole di specializzazione mediche Altro
punto fondamentale del pacchetto di misure predisposte è la razionalizzazione
delle Scuole di specializzazione mediche attraverso l?accorpamento delle scuole
con un basso numero di specializzandi. Grazie a queste misure, già da questo
anno accademico 2008/2009, il numero di scuole di specializzazione mediche si è
ridotto, passando dalle circa 1600 dell?a.a. 2007/2008 alle attuali 1150,
diminuendo quindi di 450 scuole. In epoca di razionalizzazione della spesa non
è più possibile mantenere corsi di specializzazione con 1 solo studente. Grazie
a queste misure si potrà ottenere invece un miglioramento della qualità
didattica.
( da "Sestopotere.com"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola. Iniziative a favore dell?ingresso di giovani e
precari (19/3/2009 18:11) | (Sesto Potere) - Roma - 19 marzo 2009 - Il ministro
dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca Mariastella Gelmini
e il ministro per la Pubblica Amministrazione e l?Innovazione Renato Brunetta
presenteranno un emendamento grazie al quale, se approvato, si dovrà andare in
pensione dopo 40 anni di anzianità contributiva e non più dopo 40 anni di
servizio. In questo modo il pensionamento riguarderà più persone perché saranno
conteggiati anche gli anni della laurea e ci saranno, quindi, più possibilità
per i precari e per i giovani di entrare nella scuola. Con l?attuale sistema
pensionistico nel 2009 andrebbero in pensione 1500 insegnanti e 1000 Ata con 40
anni di effettivo servizio. Al contrario, andando in pensione con 40 anni di
anzianità contributiva, sarebbero 9000 gli insegnanti e 2000 gli Ata collocati
a riposo. Quindi, in questo modo, andrebbero in pensione 7500 docenti e 1000
dipendenti Ata in più. L?emendamento sarà ripresentato nell?ambito del Decreto
Fiat attualmente in discussione in commissione alla Camera o nell?ambito del
Collegato Lavoro in discussione al Senato. Già quest?anno quasi 32mila
insegnanti hanno chiesto di andare in pensione, 12mila in più dell?anno scorso,
e 8mila richieste di pensionamento sono state presentate dal personale Ata,
l?anno scorso furono 6mila. Questo significa che, con 32mila pensionamenti, i
42mila posti in meno per i precari previsti a inizio anno si riducono
notevolmente. Il Ministero dell?Istruzione, Università e Ricerca sta lavorando,
inoltre, su alcune misure per l?assorbimento dei precari. In particolare: un
intervento normativo per favorire chi è più prossimo al lavoro. Questo vuole
dire che ai precari che fino all?anno scorso avevano una supplenza annuale sarà
garantita, per quest?anno, priorità sulle altre supplenze temporanee di durata
consistente (congedi e aspettative di vario tipo). I periodi non coperti da
supplenza potrebbero trovare parziale copertura con l?indennità di
disoccupazione ai sensi della normativa vigente. Sarà favorita la mobilità
territoriale dei precari, offrendo loro la possibilità di fare più richieste di
supplenze in più province del territorio nazionale. A breve sul sito del
Ministero dell?Istruzione www.istruzione.it saranno rese pubbliche le
disponibilità di posti sul territorio.
( da "Blogosfere"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mar 0919 Brunetta in guerra contro l'Onda. Gelmini
( da "Corriere.it"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
PD: «ALIMENTA LA TENSIONE». PRC: «la dice lunga sulla sua
idea di democrazia» Brunetta: «L'Onda? Sono guerriglieri Anzi ragazzotti in
cerca di sensazioni» «Non c'è negli organi di rappresentanza degli studenti».
Uds: «Dimissioni e immediate scuse del ministro» Renato Brunetta
(Imagoeconomica) ROMA - Prima ha detto che sono dei guerriglieri («e come tali
saranno trattati»), poi ha precisato che non arrivano nemmeno alla dignità dei
guerriglieri, ma che sono solo dei «ragazzotti in cerca di sensazioni forti».
Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta non fa sconti agli
studenti dell'Onda, protagonisti mercoledì di una manifestazione davanti alla
Sapienza contro i tagli all'università sfociata in scontri con la polizia.
«ASSENTI NELLE ELEZIONI» - In una conferenza stampa a
Palazzo Chigi con la collega Mariastella Gelmini ha risposto così a chi gli faceva notare che nella scuola la
protesta sta montando: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni
di guerriglia da parte dell'associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni
degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un
democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di
guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi
sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». La Gelmini ha tentato di sdrammatizzare: «Come tutti sanno, a
volte Brunetta usa toni forti e provocatori ma mi auguro vivamente che gli
episodi della Sapienza non si ripetano più. Il diritto di manifestare va sempre
rispettato, ma la democratica dimostrazione del dissenso non può mai
trascendere nella violenza, che non può mai essere accettata. In questo senso
credo vadano interpretate anche le dichiarazioni del ministro Brunetta».
«QUATTRO RAGAZZOTTI» - Poco dopo, intervistato da Sky Tg24, è tornato
all'attacco: «Mi sono sbagliato, non hanno la dignità di guerriglieri, che sono
una cosa seria: sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni. Se Fioroni
e il Pd li difendono ce ne facciamo una ragione e prendiamo atto che il Pd
difende quattro ragazzotti in cerca di sensazioni: io preferivo il vecchio
Partito comunista. A Roma ci sono state cariche e scontri perché un gruppo di
giovani un po' estremisti ha infranto delle regole che la città si era data nel
definire le manifestazioni. Come si definisce chi infrange le regole, chi fa
violenza sulle strade e costringe la polizia a scontri che ha altro da fare? Io
sto dalla parte dei poliziotti, dell'ordine pubblico, delle regole, di chi
vuole manifestare legalmente e democraticamente, dalla parte dei rappresentanti
degli studenti, non di questi signori che per avere una qualche visibilità
usano la violenza». «ALIMENTA TENSIONE» - Per il Pd ha parlato Pina Picierno:
«Amareggiano e sorprendono i toni usati dal ministro Brunetta che dovrebbe
scusarsi con gli studenti, le loro famiglie e il paese tutto per l'asprezza e
la violenza delle parole usate. In tale maniera si alimenta in modo
sconsiderato uno stato di tensione. Simili parole offendono le stesse
istituzioni che il ministro Brunetta è chiamato a rappresentare, sarebbe bene
che il governo prendesse rapidamente le distanze da simili atteggiamenti». E il
segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero: «Che il ministro Brunetta
sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del
manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda caricati dalla polizia a Roma e
che lui ritiene dei guerriglieri che come tali vanno trattati, la dice lunga
sull'idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del
governo di cui fa parte. La verità è che il governo delle destre sta attentando
al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro
stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro
degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo». DONADI: PICCOLO DUCE - «Deve
esserci stato un corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro
Brunetta. Non c'è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei
confronti dei ragazzi dell'Onda. Parole incendiarie da piccolo duce. Il governo
chieda scusa immediatamente - è il duro commento del capogruppo dell'Italia dei
Valori alla Camera Massimo Donadi -. Le esternazioni del ministro sono
inqualificabili e pericolose, aumentano senza motivo la tensione e il
conflitto. Brunetta non si illuda di infuocare gli animi. Gli studenti sono
molto più maturi di lui e non cadranno in provocazioni». L'UNIONE STUDENTI -
L'Unione degli studenti chiede le dimissioni e le «immediate» scuse del
ministro Brunetta. «Un ministro non dovrebbe mai permettersi di definire dei
giovani che esprimono il loro pensiero come dei "guerriglieri" da
trattare come tali. Mercoledì - afferma l'Uds - c'è stata un'aggressione di cui
gli studenti sono state vittime. Quella di Brunetta è una dichiarazione degna
dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a
terroristi. Già il presidente del Consiglio in autunno aveva provato a usare
metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la
protesta, ma aveva incontrato la netta ostilità della società tutta. Chiediamo
le immediate scuse e le dimissioni del ministro Brunetta. Non ci lasceremo intimidire».
«È LUI IL GUERRIGLIERO» - Secondo l'Unione degli universitari è il ministro
Brunetta «l'unico guerrigliero». «È fuori dalla realtà - afferma l'Udu in una
nota - definire guerriglieri centinaia di migliaia di studenti che da questo
autunno a oggi sono scesi nelle piazze dimostrando all'opinione pubblica di
voler manifestare pacificamente il proprio dissenso contro i provvedimenti del
governo per l'università. Intendiamo ricordare, a questo punto con maggior
vigore, che il ruolo di un governo, come dei ministri che lo compongono, è
quello di ascoltare le esigenze della popolazione, non di rimanere sordi a
straordinarie manifestazioni di protesta, di discutere con il Paese e con il
Parlamento, non di essere autoreferenziali alimentando un clima di tensione
contro chi dissente». stampa |
( da "RomagnaOggi.it"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
19 marzo 2009 - 14.56 (Ultima Modifica: 19 marzo 2009)
ROMA - Gli studenti dell'Onda sono dei ''guerriglieri'' e come tali verranno
trattati. E' il duro affondo del ministro della Pubblica Amministrazione e
l'Innovazione Renato Brunetta nel commentare lo sciopero della scuola indetto
dalla Cgil, con i cortei in tutti Italia che, in alcuni casi (come
all'università "La Sapienza" di Roma) sono sfociati in momenti di
tensione fra manifestanti e forze dell'ordine. "Credo più al voto che alle
azioni di guerriglia", ha aggiunto. Brunetta ha partecipato ad una
conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha annunciato, tra l'altro, un tetto del 30% nella presenza
di immigrati nelle scuole. "Non credo che ciò sia possibile a partire dal
prossimo anno ma dal successivo - ha aggiunto Gelmini -. Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere
già dal prossimo anno i casi limite". Il ministro dell'Istruzione
ha poi illustrato le iniziative a favore dell'ingresso di giovani precari nella
scuola, come per esempio l'erogazione di una indennità di disoccupazione per
coprire i periodi senza lavoro oppure favorire la mobilità, offrendo loro la
possibilità di fare più richieste in più scuole. "Se approvato, l'emendamento
Brunetta offrira' piu' spazio per i precari". Ad oggi sono 18mila i
supplenti che quest'anno non saranno confermati. "Si tratta di un dato
pesante - ha sottolineato - ma non così pesante come i 42mila previsti dalla
Finanziaria".
( da "Stampaweb,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Duro attacco del ministro della Funzione pubblica,
Renato Brunetta, nei confronti degli studenti dell?Onda protagonisti ieri degli
scontri con le forze dell?ordine durante un corteo non autorizzato all?interno
dell?università "La Sapienza". Durante una conferenza stampa a
Palazzo Chigi, con a fianco il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini, Brunetta ha detto che nelle mobilitazioni
studentesche di ieri non avrebbe riscontrato «molta protesta: vedo ogni tanto
delle azioni di guerriglia da parte dell?associazione Onda», che però non è
stata presente «nelle recenti elezioni degli studenti, quindi - ha continuato
il ministro - sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Le
dure parole del ministro della Funzione pubblica hanno immediatamente provocato
la reazione indignata degli stessi studenti e di tutta l?opposizione politica.
L?intervista, rilasciata poco dopo da Brunetta, a SkyTg24 sembrava quindi
dovesse in qualche modo abbassare il tiro e placare gli animi. Ma così non è
stato. Anzi. «Ma quale passo indietro? Ieri a Roma - ha detto il ministro nel
pomeriggio - ci sono state cariche e scontri perchè un gruppo di giovani un pò
estremisti hanno infranto delle regole che la città si era data nel definire le
manifestazioni. Come si definisce chi infrange le regole, chi fa violenza sulle
strade e costringe la polizia a scontri che ha altro da fare?». «Mi sono
sbagliato», ha quindi rincarato la dose il ministro riferendosi sempre agli
studenti dell?Onda: i ragazzi venuti a contatto ieri con la polizia «non hanno
la dignità di guerriglieri, che sono una cosa seria, ma sono solo quattro
ragazzotti in cerca di sensazioni». Poi l?attacco anche all?opposizione: «Se
Fioroni e il Pd li difendono ce ne facciamo una ragione - ha dichiarato - e
prendiamo atto che il Pd difende quattro ragazzotti in cerca di sensazioni: io
preferivo il vecchio Partito comunista. Ma chi è Fioroni? È un parlamentare che
chiede, domandare è lecito e rispondere è cortesia». A cercare di
sdrammatizzare le sue affermazioni è stato invece il ministro Gelmini: «Mi auguro vivamente che gli episodi di ieri della
Sapienza - ha detto il responsabile del Miur - non si ripetano più. Il diritto
di manifestare va sempre rispettato ma la democratica dimostrazione del
dissenso non può mai trascendere nella violenza, che non può mai essere
accettata. In questo senso - ha sottolineato Gelmini -
credo vadano interpretate anche le dichiarazioni del ministro Brunetta che,
come tutti sanno, a volte usa toni forti e provocatori». Ma la
"miccia" ormai era stata accesa. Immediatamente si è levato il coro
delle proteste con gli studenti che invocano le dimissioni del ministro. Ad
iniziare dagli stessi studenti protagonisti degli scontri che si dichiarano
indignati, ma non certo preoccupati. «Le dichiarazioni di Brunetta - hanno
fatto sapere i collettivi dell?università La Sapienza di Roma - sono gravissime
e inaccettabili, come lo erano quelle del sindaco Alemanno quando ci definì 300
criminali: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza». Gli
studenti romani annunciano anche in quale occasione torneranno in piazza. E se
non avranno il permesso, come previsto dal protocollo voluto dal sindaco di
Roma per rendere la città più vivibile, farà lo stesso. «Tutto siamo meno che
guerriglieri e criminali - dichiarano - siamo centinaia e centinaia di studenti
che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti
dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l?università pubblica». I
collettivi annunciano quindi che torneranno «in piazza a partire dal prossimo 28
marzo per il G14 sulla crisi finanziaria». E poi insieme ai sindacati di base:
«la Prefettura non ha autorizzato il corteo da piazza Esedra a piazza Navona?Ma
noi lo svolgeremo lo stesso», concludono. Al loro fianco si schierano i
principali sindacati studenteschi: ad iniziare dall?Unione degli universitari.
Che trovano anche il modo di "bacchettare" il ministro Brunetta per
la definizione con cui ha voluto sminuire gli studenti manifestanti: «È
completamente inesatta l?idea di "associazione Onda"» con cui «non si
intende assolutamente nulla di formale o istituzionale, ma è semplicemente un
appellativo che serve ad identificare un insieme di studenti che lottano
assieme per delle idee comuni. Sarebbe preferibile quindi - continua l?Udu -
che il ministro Brunetta si informasse prima di esprimere pareri visto che
?l?associazione Ondà di cui parla durante la conferenza stampa non esistendo
non può candidarsi a delle elezioni universitarie». Parole di condanna sono
giunte anche dall?Unione degli studenti («dichiarazione degna dei peggiori
regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi») e dalla
Rete degli studenti («buttarla in guerriglia è il sogno di un governo immobile
e incapace, un sogno che non gli concederemo di realizzare»). Accese le
reazioni anche sul fronte politico. Per l?ex ministro dell?Istruzione Fioroni,
ora responsabile Educazione del Pd, «il ministro dell'Istruzione chieda scusa,
per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega
Brunetta». Ancora più diretto Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione
comunista, per il quale il ministro della Funzione pubblica si è dimostrato non
solo un «provocatore», ma anche il «manganellatore: la verità - ha continuato
Ferrero - è che il governo delle destre sta attentando al diritto di
manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni
Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni
Scelba, a puro scopo repressivo». Secondo il capogruppo dell?Italia dei Valori
alla Camera, Massimo Donadi, «deve esserci stato un corto circuito tra il
cervello e la lingua del ministro Brunetta. Non c?è altra spiegazione per
giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell?Onda. Parole
incendiarie da piccolo duce. Il governo chieda scusa immediatamente».
( da "Stampaweb,
La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Anticipare la pensione dei lavoratori della scuola
per fare spazio ai precari, studiando nuove misure per il loro inserimento;
taglio del 20%, dal prossimo anno, dei corsi di laurea negli atenei e
soppressione di 400 scuole di specializzazione medica; un tetto del 30% nelle
classi per la presenza di alunni stranieri. Il ministro dell?Istruzione
Mariastella Gelmini e quello della Pubblica
amministrazione e dell?Innovazione Renato Brunetta hanno presentato oggi alcune
novità per la scuola e l?università. Sui pensionamenti il governo presenterà un
emendamento al decreto legge sugli incentivi per l?auto con il quale, se
approvato, insegnati e personale Ata (ausiliario, tecnico, amministrativo)
andranno in pensione dopo 40 anni di anzianità contributiva e non più dopo 40
anni di servizio. In questo modo il pensionamento riguarderà più persone,
perché saranno conteggiati anche gli anni della laurea e ci saranno per il
Ministero più possibilità per i precari e per i giovani di entrare nella
scuola. Con l?attuale sistema pensionistico nel 2009 andrebbero in pensione
1.500 insegnanti e 1.000 Ata con 40 anni di effettivo servizio; al contrario,
andando in pensione con 40 anni di anzianità contributiva sarebbero 9.000 gli
insegnanti e 2.000 gli Ata collocati a riposo: in questo modo quindi andrebbero
in pensione 7.500 docenti e 1.000 dipendenti Ata in più. Già quest?anno, ha
spiegato Gelmini, quasi 32 mila insegnanti hanno
chiesto di andare in pensione (12 mila in più dell?anno scorso) e 8 mila
richieste di pensionamento sono state presentate dal personale Ata (l?anno
scorso furono 6mila): questo significa che con 32 mila pensionamenti i 42mila
posti in meno per i precari previsti a inizio anno si riducono notevolmente. Il
Ministero sta lavorando, inoltre, ad alcune misure per l?assorbimento dei
precari. In particolare, un intervento normativo per favorire chi è più
prossimo al lavoro (ai precari che fino all?anno scorso avevano una supplenza
annuale sarà garantita, per quest?anno, priorità sulle altre supplenze
temporanee di durata consistente come congedi e aspettative di vario tipo); i
periodi non coperti da supplenza potrebbero trovare parziale copertura con
l?indennità di disoccupazione ai sensi della normativa vigente; sarà favorita
la mobilità territoriale dei precari, offrendo loro la possibilità di fare più
richieste di supplenze in più province del territorio nazionale. Quanto
all?università, Gelmini ha annunciato che a partire
dal prossimo anno accademico i corsi di studio negli atenei si ridurranno del
20%: il Ministero pubblicherà a breve una nota di indirizzo vincolante con i
nuovi parametri che le università dovranno tenere in considerazione per
attivare i corsi. Con le nuove regole saranno soppresse anche 400 scuole di
specializzazione medica (passeranno da
( da "WindPress.it"
del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola
19-03-