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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   19-3-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Prandi: Saranno loro a subire i tagli più pesanti della riforma ( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: assistenti amministrativi e tecnici sono i soli il cui destino è già segnato dalla riforma Gelmini: «L'anno prossimo verranno tagliati 32 bidelli, 10 amministrativi e 5 tecnici e nei prossimi tre anni caleranno rispettivamente di 95, 32 e 15 unità - spiega Gabriella Prandi, segretario provinciale Flc, al presidio di protesta in piazza Ranzoni -.

Iscrizioni, il Ferrini batte tutti ( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nella riforma Gelmini non è contemplato». In generale, la fotografia delle iscrizioni è praticamente la stessa dell'anno scorso. Il liceo mantiene inalterato il suo «appeal», continuando a richiamare 1.523 ragazzi allo scientifico (di cui 242 al Gobetti di Omegna, 606 al Cavalieri di Verbania e 654 allo Spezia di Domodossola) e 206 all'

Un solo cinque e addio maturità ( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scuola più severa La Gelmini: "Il '68 è finito, non si fanno sconti" Ultimo via libera Ora il regolamento del ministero attende l'approvazione finale da parte del Consiglio di Stato Scatta l'allarme «Si rischia una valanga di sei politici da parte dei consigli di classe per evitare di penalizzare troppi allievi» Un solo cinque e addio maturità [

Scuola in ginocchio "Salvateci dai tagli" ( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutte le categorie prese di mira dai tagli dei ministri Gelmini e Tremonti. E ieri, molto più che nelle manifestazioni d'autunno, si è sentito il peso della crisi che nel frattempo ha ampliato i suoi confini. I tagli previsti incominciano a concretizzarsi nelle scuole con le prime tabelle di collaboratori scolastici e impiegati: una strage.

"Il liceo è senza soldi, sospendiamo i corsi di recupero" ( da "Varesenews" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mi hanno chiamato alcuni genitori molto preoccupati. Sono gli effetti della riforma Gelmini e di una politica che sta sempre di più facendo soffrire gli enti locali e le autonomie scolastiche”. » Commenti dei lettori Mercoledi 18 Marzo 2009 Roberto Rotondo

In ventimila per protestare contro i tagli alla scuola e la riforma firmata dal ministro Mariastella... ( da "Leggo" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In ventimila per protestare contro i tagli alla scuola e la riforma firmata dal ministro Mariastella Gelmini. Ieri mattina l'Onda degli studenti è tornata a protestare. Studenti delle superiori e universitari, ricercatori, insegnanti e genitori di Retescuole si sono ritrovati a Porta Venezia e hanno sfilato fino a Duomo (foto). Disagi e paralisi del traffico epr tutta la mattina.

di Chiara Ferrero Studenti degli istituti superiori, universit... ( da "Leggo" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. «Il lavoro e la conoscenza non sono merce - hanno spiegato alcuni studenti - siamo di nuovo in piazza per far valere i nostri diritti e per protestare contro i tagli indiscriminati». L'Onda studentesca è ancora viva: «Ancora una volta insieme - hanno detto i rappresentanti del movimento universitario di protesta -

Diploma regionale per 17mila ( da "Giornale di Brescia" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e il presidente della regione Roberto Formigoni hanno sottoscritto l'intesa che dà il via libera all'attuazione del governo regionale dell'istruzione e formazione professionale». Lo ha ribadito ieri Giampaolo Mantelli, assessore provinciale alla Pubblica istruzione in occasione della visita in città del vicepresidente della regione Lombardia Gianni Rossoni,

La scuola e i talenti di domani: la Gelmini al convegno Aib ( da "Giornale di Brescia" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini al convegno Aib Scuola, Università e imprese si confrontano nel tradizionale convegno annuale promosso dal Gruppo Giovani dell'Aib e dal Comitato regionale di Confindustria Lombardia. Questa undicesima edizione - nella quale interverrà il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini - si intitola «La scuola (di oggi)

di Tommaso Ferrara PADOVA - In cinquemila a... ( da "Leggo" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In cinquemila al corteo regionale della Cgil contro la riforma Gelmini. Pochi, però, gli studenti. Tante sigle, anche i pensionati e i metalmeccanici, e tanti insegnanti. I ragazzi, invece, erano in giro per Padova, mentre gli universitari erano quasi tutti in aula. Il corteo, lungo quasi tutta via del Santo, con striscioni, palloncini, e camionette che mandavano musica,

scuola, riparte la protesta tremila in corteo a cagliari ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Si tratta di una vera Caporetto che interesserà la scuola sarda se saranno applicati i criteri del ministro Gelmini». L'allarme lo ha lanciato la Cgil che ieri ha portato in piazza a Cagliari tremila dipendenti della scuola che contestano i tagli previsti dalla riforma. PARACCHINI a pagina

agli atenei sardi 700mila euro in meno (per ora) - pier giorgio pinna ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Mariastella Gelmini andrà avanti a tappe forzate. Tre i livelli di riferimento per la rivoluzione. Il primo riguarda la ricerca: la distribuzione degli incentivi sarà fatta misurando i punteggi positivi ottenuti da ogni ateneo nei Progetti d'indagine scientifica Prin e sulla qualità dei prodotti presentati al Comitato di valutazione Civr relativi al 2001-

tremila in corteo per il diritto allo studio - roberto paracchini ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si tratta di una vera Caporetto che interesserà la scuola sarda se saranno applicati i criteri proposti da Mariastella Gelmini, il ministro della Pubblica istruzione», lamenta Peppino Loddo, responsabile regionale della Cgil scuola, il sindacato che ieri mattina ha promosso a Cagliari la manifestazione regionale dei «lavoratori della conoscenza». La protesta.

la protesta della scuola ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 8 - Sardegna LA PROTESTA DELLA SCUOLA Anche nell'isola adesioni allo sciopero. Slogan e striscioni contro il ministro Gelmini. Timori per la cancellazione di una serie di attività didattiche per mancanza di fondi

gelmini, col 5 in condotta niente maturità ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 9 - Attualità Gelmini, col 5 in condotta niente maturità MILANO. Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che ieri a Basiglio è intervenuta all'inaugurazione della Mediolanum Corporate University, ha confermato che con un 5 gli studenti non potranno essere ammessi all'esame di Stato.

Scuole professionali, percorso condiviso ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Gelmini e il presidente della Regione Roberto Formigoni che dà il via libera all'attuazione della Regione dell'istruzione e formazione professionale. In sostanza si sperimenta a partire dall'anno 2009-2010 l'unificazione del sistema dell'istruzione professionale statale con l'istruzione e formazione professionale regionale.

Sciopero, adesione alterna ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al momento le più esposte ai tagli di Tremonti e Gelmini. «Mediamente nella scuola primaria c'è stata un'adesione tra il 40 e il 50 per cento - dice l'esponente sindacale -, con punte del 100 per cento come al plesso della Tiboni». Minori, invece, le adesioni alle medie. E minori pure alle superiori, con la riforma rimandata all'anno prossimo.

ventimila in piazza: "salvate la scuola" - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Rodolfo Aschiero, si è rivolto al ministro Gelmini e al premier Berlusconi: «La scuola che avete in mente - ha detto - prevede meno risorse, meno insegnamento, meno sostegno alla disabilità e all´opposto più sanzioni. In Piemonte - ha aggiunto - dal prossimo anno scolastico ci saranno 40 mila insegnanti in meno».

Al volante ci sarà anche il ministro Gelmini ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il fidanzato bergamasco Giorgio Patelli Al volante ci sarà anche il ministro Gelmini di Daniele Bonetti Non si sa ancora su quale macchina parteciperà, e nemmeno se sarà lei al volante o se preferirà affrontare la manifestazione del più comodo ruolo di navigatrice: la notizia però è trapelata negli ambienti vicini al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini.

Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma ( da "Arena, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma» Circa del dieci per cento l'adesione allo sciopero Non chiamatela riforma. I provvedimenti decretati dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini «sono solo che tagli alle risorse della scuola e all'organico, mascherati da nuove e rivoluzionare iniziative mirate alla qualità dell'

tempo pieno a scuola negato dai tagli - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma mancheranno gli insegnanti Ieri lo sciopero contro la Gelmini sono tornati in piazza anche gli studenti dell´Onda SALVO INTRAVAIA Boom di richieste per il tempo pieno alla scuola elementare. Ma quasi certamente i tagli imposti dal governo nazionale e le carenze strutturali degli edifici scolastici lasceranno deluse migliaia di famiglie siciliane.

In 5 mila contro la Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IN PIAZZA A PADOVA In 5 mila contro la Gelmini L'Onda a Venezia occupa uno stabile dell'Università PADOVA. Alle nove e trenta sono già tutti in Piazza Garibaldi. Sotto le bandiere della Cgil, della Gilda, del Comitato Genitori-Insegnanti, del Coordinamento Precari, della Rete degli Studenti e degli Universitari, della Sinistra Democratica,

Cgil: quasi un insegnante su due ieri ha aderito allo sciopero ( da "Provincia Pavese, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ottica di una preoccupazione comune rispetto alla riforma Gelmini. In altre scuole invece non ci sono stati disagi. Cgil e Gilda si sono uniti per ribadire il rifiuto ai futuri cambiamenti della scuola. Un «no» che riguarda il maestro unico, un tempo scuola inferiore alle 40 ore, ma anche i tagli al personale Ata e ai docenti, e poi ai cambiamenti nelle scuole medie,

Bonomo nella Lega Addio alla Spiga ( da "Arena, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex vicesindaco Gelmino Caliari, Laura Marcolongo della neonata «Civica per Angiari» e Alvise Menini dell' Airone. All'appello manca ancora il candidato dell'associazione «Tempi nuovi per Angiari»: in prima battuta era emerso il nome di Marina Meletti, ma è la stessa interessata oggi a spiegare che «ufficializzeremo candidato sindaco e consiglieri in aprile»

meglio impegnarsi dal trentino - marco rossi-doria ( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: adempimenti degli enti locali ben prima dei decreti Gelmini. Da piccoli spesso non hanno asili nido: Napoli copre meno del 3% del fabbisogno. Vanno a scuole in edifici meno sicuri e con mense peggiori. Hanno progetti di educativa territoriale che non diventano quasi mai servizi stabili. O ancora: conoscono ospedali meno curati ed efficienti e minori opportunità di cure preventive.

la gelmini snobba i presidi e conferma "con un solo 5 niente maturità" ( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina III - Milano ZITA DAZZI A PAGINA VII Il ministro rimanda al mittente l´appello a rivedere la nuova regola La Gelmini snobba i presidi e conferma "Con un solo 5 niente maturità" SEGUE A PAGINA VII

scuole d'infanzia boom di iscritti alle private nelle statali non c'è posto ( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestazioni e gli scioperi avvenuti sulla scorta dei provvedimenti Gelmini, hanno spaventato i genitori piuttosto che tranquillizzarli. E in questo caso c'è una responsabilità dei docenti statali». Fondi. In quanto a finanziamenti però, le scuole paritarie stanno molto male. «La situazione è sull'orlo del dramma - conferma Adriano Doria dell'agenzia patriarcale - il taglio è pesante,

mille veneziani nelle vie di padova genitori nelle file dei manifestanti ( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma della scuola orchestrata dai ministri Gelmini e Tremonti. Cinquemila persone, tra cui presidi, docenti, bidelli, impiegati, genitori ed anche delegati della Fiom, degli edili, chimici e dei pensionati, arrivati da tutto il Veneto, per dire al ministero di Viale Trastevere che i 4 mila tagli previsti dal Governo nella nostra regione non devono essere effettuati.

in settemila contro la gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA MANIFESTAZIONE DELLA SCUOLA In settemila contro la Gelmini Stoppata l'Onda e traffico in tilt in centro storico Alle 9,30 sono già tutti in piazza Garibaldi. Sotto le bandiere della Cgil, della Gilda, del Comitato genitori-insegnanti, del Coordinamento precari, della Rete degli studenti e degli universitari, della Sinistra democratica, contro la riforma della scuola,

Per una scuola di qualità Riparte la protesta in Italia ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roma ha cercato il dialogo con la Gelmini maestra unica. Ha spiegato che alle elementari nelle ore di compresenza che il ministro dell'Istruzione considera spreco - «con le mie colleghe svolgiamo attività di recupero per i bambini che ne hanno bisogno. Altre volte, grazie alle compresenze - ha precisato -, riusciamo a fare attività di rinforzo linguistico con i bambini stranieri.

Alessandra dal palco della Flc-Cigl di piazza Sant'Apostoli a Roma ha cercato il dialogo con la... ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roma ha cercato il dialogo con la Gelmini maestra unica. Ha spiegato che alle elementari nelle ore di compresenza che il ministro dell'Istruzione considera spreco - «con le mie colleghe svolgiamo attività di recupero per i bambini che ne hanno bisogno. Altre volte, grazie alle compresenze - ha precisato -, riusciamo a fare attività di rinforzo linguistico con i bambini stranieri.

Il prof fa lezione di omofobia : gli alunni chiamano Arcigay ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: interrogazione al ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e il presidente dell'Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, denuncia un duplice rischio discriminazione e bullismo: «Ora i bulli si sentiranno maggiormente liberi di prendere in giro le lesbiche ed i gay», ha detto Marrazzo. E immigrati, gay e rom sono già tra le vittime preferite dei bulli.

Dottori e maestri obbligati a fare la spia Così guido la fronda ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fini sa tutto, la Gelmini anche. Il Colle preoccupato» CLAUDIA FUSANI E siamo a 101!». Alle due e mezza del pomeriggio l'onorevole Alessandra Mussolini sventola in pieno Transatlantico una piccola risma di carte. «Ha appena firmato anche Gaetano Pecorella» aggiunge, «è la carica dei 101».

università, la carica dei precari - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini». Ministro che diventa bersaglio facile di slogan e sfottò: «Non si risparmia sui bambini, no ai tagli della Gelmini», «Un popolo ignorante si governa meglio», «La Gelmini è l´unico esubero che vogliamo». E infine, in piazza Santa Croce, i versi danteschi, applauditissimi, recitati da un docente precario: «Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza»

Non smetteremo di lottare contro questa pseudo riforma ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Vogliamo più scuola pubblica e che le università non diventino fondazioni di privati. Per fortuna c'è un fronte compatto tra noi, i genitori e i docenti». In chi riponi più speranze e fiducia? «Nella Cgil. Sono quelli che più stanno facendo opposizione alle scelte della Gelmini». T.GAL

Perderò posto e stipendio a causa della riforma Gelmini ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Perderò posto e stipendio a causa della riforma Gelmini» Non sono solo i cervelli dei ricercatori italiani a fuggire all'estero, anche quelli di noi docenti precari, altrettanto preziosi. Ho fatto un lungo percorso per raggiungere la professionalità che ho acquisito: una laurea in Lettere Classiche, i corsi per avere l'abilitazione al sostegno, anni di supplenze.

galan fatto fuori dal gotha del pdl si scatena per la fuga di sappada ( da "Mattino di Padova, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Claudio Scajola e Mariastella Gelmini. Per i tre posti rimanenti sono pronti a scannarsi in tanti: e oltre ai governatori di Veneto e Lombardia Giancarlo Galan e Roberto Formigoni, consiglieri autorevoli come Niccolò Ghedini e Marcello Dell'Utri, l'ex presidente del Senato Marcello Pera e il sottosegretario al Turismo (da mesi in odore di promozione ministeriale)

Va bene tagliare gli sprechi ma così si distrugge la scuola pubblica ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «A creare un grande fronte di protesta e solidarietà, per opporsi alla legge Gelmini. Nella scuola media dove insegno io genitori, studenti e insegnanti condividono forme di auto-organizzazione per tutelare la formazione dei ragazzi». T.GAL

Massimo Marinelli L'ordine democratico Ho sempre pensato che la difesa dell'ordine democr... ( da "Unita, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ludovica Muntoni Vorrei più coerenza Mi piacerebbe sapere quanti dei genitori che mettono in discussione le proposte Gelmini sulla scuola, chiedendo per i loro figli un lungo orario incompatibile con l'assegnazione degli organici, hanno votato per un governo di centrodestra, incuranti degli avvertimenti delle cassandre di sinistra che cercavano di metterli sull'avviso.

Basta un 5 in pagella e addio... ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutti i dubbi sulle novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini. Tra l'altro, resterà determinante ai fini della bocciatura il voto in condotta insufficiente, indipendentemente dal profitto. Obbiettivo delle scelte del governo è quello di raggiungere «maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti, oltre che severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti»,

tremila in piazza con la cgil - alessandro cori ( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che la scuola bolognese subirà nei prossimi tre anni per effetto della riforma Gelmini. Tra la folla anche il candidato sindaco del Pd, Flavio Delbono, che ha fatto «appello al buonsenso» per quanto riguarda gli interventi sulla scuola e poi ha risposto al senatore del Pd, Walter Vitali, che aveva lanciato l´idea di una vertenza degli enti locali proprio sulla scuola.

Il corteo Cgil okkupa il centro ma i <maestrini> fanno flop Slogan, striscioni, cori... ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cori sulla riforma Gelmini e il precariato Sciopero Atm, caos in serata per il blocco delle linee del metrò di Maria Sorbi Scontri al corteo di Roma. Tutto liscio - per una volta - a Milano. In piazza sono scese centinaia di persone, tra insegnanti e studenti, per chiedere di fermare la politica dei tagli della scuola.

in piazza contro i tagli della riforma: meno 4 mila posti ( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la rete dei docenti precari e quelli mobilitati che rischiano di vedere ridotti di 4mila unità i posti a disposizione in tutta la regione, gli insegnanti, i professori, i ricercatori e gli amministratori locali che rifiutano «l´attacco Berlusconi-Tremonti-Brunetta-Gelmini ai settori della conoscenza».

Bassi: <In crisi tutti gli atenei d'Europa> ( da "Adige, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: visto che martedì 24 il ministro Gelmini spiegherà la situazione. La cosa importante è sapere se a questo incontro parteciperanno anche le opposizioni; ho parlato venerdì pomeriggio a Verona con la senatrice del Pd Mariapia Garavaglia, e ci saranno ben 3 disegni di legge in Parlamento, uno presentato dal Pd, un altro dal Pdl e infine uno dal governo.

Sciopero della conoscenza per quattro gatti. La Cgil: un successo ( da "Tempo, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Oggi Gelmini e Brunetta illustreranno novità per i lavoratori precari Sciopero della conoscenza per quattro gatti. La Cgil: un successo Lo sciopero della conoscenza indetto dalla Flc Cgil e dalla Gilda che ieri è andato in scena nelle principali piazze d'Italia è stato accolto con scarso entusiasmo dai lavoratori della scuola.

Gelmini: <Il 3+2 va ripensato> ( da "Tempo, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Il ministroTroppi i corsi di laurea Gelmini: «Il 3+2 va ripensato» Non è un mistero che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, oltre ad essere capacissima e determinatissima come l'ha definita il premier Berlusconi è anche caparbia. Tra i «pensieri dominanti» che caratterizzano il suo ministero c'è l'impellente necessità di riformare il sistema universitario italiano.

<Chiudiamo i musei cittadini per annullare la stangata Tia > ( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: regolamenti del ministro Maria Stella Gelmini. Insomma: servono risorse, per la scuola, e per la formazione professionale. Va difeso il diritto all'apprendimento per tutti. E non si può intaccare il diritto di sciopero, cardine della democrazia». Sondra Coggio .x/19/0903 AUMENTO della tariffa sui rifiuti, «chiudiamo per un anno i musei cittadini per annullare gli effetti della stangata"

<Con me assenteismo giù del 40%: gli uffici statali sono cambiati> ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Domani con il ministro Gelmini presentiamo anche quelli della scuola che sono più o meno gli stessi numeri». Non c'è il rischio che, una volta esaurita l'eco dei suoi provvedimenti, le assenze per malattie tornino ad aumentare? «Da luglio a febbraio, assenze per malattia sempre in calo.

"Greco e latino, quando il ministro non arrivava al 6" ( da "Stampa, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quando ha conosciuto il ministro Gelmini? «E' stata una mia allieva all'Arici per più di due anni e mezzo. Dopo aver fatto il ginnasio al liceo Manin di Cremona ed avere iniziato il triennio del liceo al Bagatta di Desenzano, è arrivata in classe con me. Era metà novembre. Era in prima».

scuola: l'incubo di 200 precari ( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'incubo della tagliola Gelmini: «Il contratto scade a fine giugno. Chi sa cosa succederà? Dopo tanto faticare ora c'è paura». Quella di Silvia è una delle tante storie del piccolo esercito di circa 200 precari della scuola (in massima parte livornesi) che ogni giorno fanno il pendolo tra il continente e l'Isola d'Elba.

<Valle Seriana, le scuole sono risorse anti-crisi> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in cui in ambito scolastico è arrivata la riforma Gelmini, mentre dal punto di vista socio-economico si è entrati nella fase acuta di una profonda crisi». Lo studio, partendo da questi elementi, ha cercato di individuare le possibili linee di sviluppo per la formazione nei prossimi anni: è infatti dalle scuole che c'è la possibilità di far emergere nuove idee,

Convegno nazionale sul lavoro Ospiti di prestigio alla Sala dei Savi ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, ndr)». All'Istituto scolastico comprensivo di Monteprandone, per esempio, alcuni genitori hanno sottoscritto un documento in cui chiedono di mantenere il tempo scuola in vigore adesso. SINDACATI e insegnati hanno consegnato al prefetto Alberto Cifelli un corposo documento che contiene quelli che saranno gli effetti sul territiro della riforma voluta dal Ministro della publbica

scuola: 10mila in piazza a firenze ( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutti insieme hanno detto no alla riforma Gelmini e alla perdita di posti di lavoro nel settore. L'adesione allo sciopero in Toscana - secondo la Cgil - è stata del 30-40 per cento. Il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati ha detto che «se le politiche di tagli di Tremonti dovessero andare avanti, solo in Toscana saranno 3.

La crisi noi non la paghiamo! E' il grido dei docenti precari della Provincia di Pe... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fronte alla mannaia che la riforma Gelmini sembra avergli preparato. E ieri mattina in Piazza del Popolo c'erano decine di rappresentanti, con tanto di cartello al collo che citava a caratteri cubitali il loro ruolo. O meglio il loro "non ruolo": «Alcune di noi esercitano la professione da 15-20 anni in una cronica assenza di contratto regolarizzato - raccontano alcune docenti -

Gelmini e Walesa inaugurano il campus di Mediolanum ( da "Milano Finanza (MF)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Luca Gualtieri il ministro e il premio nobel alla cerimonia di ieri Gelmini e Walesa inaugurano il campus di Mediolanum Sembra decisamente una strana coppia. Lei 36enne, rampantissima bresciana, ministro del governo Berlusconi. Lui 66enne, polacco, ex rivoluzionario. Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e il leader di Solidarnosc e premio Nobel per la pace,

LA LIGA VENETA, Lega nord padania, sezione di Lendinara, affronta la tematica della ri... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la tematica della riforma della scuola primaria con un incontro pubblico sulla Legge Gelmini. A parlarne saranno Elena Borgato, responsabile provinciale settore scuola Lega nord e le onorevoli Emanuela Munerato, componente commissione lavoro e Paola Goisis, componente commissione cultura, insegnante di Este, impegnata in politica da molti anni e alla Camera dei deputati dal 2006.

GUBBIO La stragrande maggioranza degli alunni eugubini che a settembre entreranno nel... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma Gelmini. Prevale l'orientamento verso i due pacchetti orari maggiori anche per questioni familiari logistiche, dato che in molti casi ci sono le esigenze dei genitori per gli impegni professionali. Sono 45 le coppie che hanno aderito alla formula del "tempo pieno", che attualmente è in vigore solamente all'Edificio Scolastico di via Matteotti e nella frazione di Mocaiana.

La capopopolo delle libertà <Con me Fini e Napolitano> ( da "Riformista, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E poiché considero grave anche la parte che riguarda i maestri ho informato la Gelmini. La Gelmini è d'accordo con lei? Dico che mi è sembrato giusto informarla. Molti parlamentari hanno votato perché non ne possono più del Carroccio. Io dico che quell'emendamento avrebbe potuto avere un effetto domino. E noi con la nostra iniziativa abbiamo portato un correttivo.

Torna l'Onda degli scontri Cariche alla Sapienza ( da "Riformista, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. E nel mezzo, ancora una volta, ci sono le forze dell'ordine, criticate dall'Unione degli studenti per aver operato «contro chi chiede solo di poter manifestare ed esprimere il proprio pensiero», mentre l'Udu parlava di «una fase di formazione d'emergenza», e la Rete degli studenti dei «sospetti che ci sia un tentativo di creare un clima di scontro per annullare la forza

MONTESILVANO - Una riforma della scuola fondata più su criteri ragionieristici che su basi peda... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alle riforme della Gelmini, che - tanto per fare un esempio - spaccia il maestro unico come riforma pedagogica, mentre punta ad un taglio indiscriminato dell'organico con buona pace dell'insegnamento». E in fatto di tagli, solo per l'Abruzzo si parla di una vera falcidia del personale, pari a 350 posti in meno ogni anno per tre anni.

Mediolanum inaugura la corporate university ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini - con cui Doris si è impegnato a collaborare per dare vita a un progetto di formazione finanziaria nelle scuole- , e del premio Nobel per la pace Lech Walesa. Il progetto non è che il culmine dell'attività formativa di Mediolanum che nel corso degli anni ha dato vita a numerosi corsi di formazione: «Soltanto nel 2008 il 42,

di DEBORAH SANTINI VENTIQUATTRO o ventisette ore settima... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 19-03-2009)
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Abstract: introdotte dal decreto Gelmini. Meno ore e maestro unico, evidentemente, nel comune di Grosseto, non piacciono: sono davvero sporadiche le richieste che vanno in questa direzione. I circoli delle scuole elementari a Grosseto sono quattro: il primo di viale Giotto, il terzo di via Sicilia, il quarto di via Mascagni e, infine,

<CIÒ CHE RISULTA è che le 24 ore non vanno incontro alle esigenze delle famiglie>... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 19-03-2009)
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Abstract: viste le novità introdotte dal decreto Gelmini, ma viste anche le scelte fatte dalle famiglie, cosa accadrà? «Sicuramente conclude Ceccacci anche il modulo delle 30 ore non funzionerà come lo scorso anno, ovvero con tre insegnanti su due classi. Gli specialisti, come ad esempio i docenti di inglese, saranno solo un ricordo».

Gelmini: Esame di Stato senza 5 ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
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Abstract: Istruzione Gelmini: «Esame di Stato senza 5» «Con un cinque gli studenti non potranno essere ammessi all'esame di Stato ». Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenuta ieri all'inaugurazione della Mediolanum Corporate University (l'istituto di Banca Mediolanum a Basiglio, Milano 3), ha rilanciato la linea della severità sulla valutazione «

Sciopero docenti, adesione bassa Gli studenti sfilano in centro ( da "Corriere Alto Adige" del 19-03-2009)
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Abstract: ancora il ministro Gelmini, vecchio obiettivo di questi mesi, ma soprattutto il tanto criticato «decreto Aprea», proposta che sarà approvata in maggio e che — secondo gli studenti — richiama fortemente la contestatissima riforma Moratti: «Mentre noi diciamo no alla trasformazione delle scuole in fondazioni private e ad una rappresentanza studentesca che sia solo simbolica»

Re Carlo Gustavo XVI e la Regina Sofia di Svezia saranno in Italia dal 24 al 27 marzo. La vi... ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2009)
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Abstract: Ci saranno i rispettivi ministri della Ricerca Maria Stella Gelmini e Lars Lejionborg. La Regina sarà intanto a Explora, il museo dei bambini, per inaugurare il Festival della cultura infantile svedese. Il 26 partenza per Bologna, dove il Re incontrerà Romano Prodi, e ricorderà i cento anni dal Nobel a Guglielmo Marconi.

Corteo alla Sapienza, scontri con la polizia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
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Abstract: è accaduto ieri mattina quando circa 300 persone, riunite per protestare contro la riforma Gelmini, ha provato a uscire più volte dalla cittadella universitaria. Il tentativo è stato respinto con cariche di alleggerimento della polizia ( nella foto). Tra i contusi un agente e decine di studenti. AP/LAPRESSE

S.ARCANGELO SCUOLA <Non toccate il tempo pieno>: 230 genitori scrivono alla Gelmini ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 19-03-2009)
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Abstract: 230 genitori scrivono alla Gelmini «SALVATE il tempo pieno nella nostra scuola». Firmato: i genitori della scuola elementare Fratelli Cervi' di Sant'Ermete, che hanno raccolto oltre 230 adesioni alla protesta contro il ministro Gelmini sulla riforma scolastica. La paura dei genitori della scuola è che vengano a mancare, come già preannunciato,

PROSEGUONO le azioni di mobilitazione del sindacato scuola e università Flc-... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 19-03-2009)
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Abstract: Gelmini. Prosegue, poi, presso le sedi Cgil della provincia, anche la raccolta firme per la petizione da inoltrare al prefetto e al ministro dell'Istruzione: «Chiederemo l'immissione in ruolo nel 2009 su tutti i posti vacanti nella scuola pubblica spiegano i responsabili il ritiro della legge 133/08 e il riesame dei regolamenti per la definizione degli organici che porterebbero altrimenti

Tagli alla scuola pubblica, migliaia contro la Gelmini ( da "Corriere del Veneto" del 19-03-2009)
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Abstract: In Veneto sta per finire la qualità» Tagli alla scuola pubblica, migliaia contro la Gelmini PADOVA - La scuola del Veneto lascia le aule e scende in piazza, per lo sciopero generale della conoscenza. Duemilacinquecento tra insegnanti, presidi, ricercatori, studenti e bidelli ieri hanno raggiunto Padova per manifestare contro la riforma Gelmini.

Il rituale è antico e collaudato. Gruppi di studenti protestano contro q... ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2009)
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Abstract: sono i tagli alla spesa universitaria decisi dal ministro Gelmini, in parte ridimensionati e comunque contestati da un fronte abbastanza ampio che comprende anche docenti e organizzazioni sindacali. Ma le occasioni per protestare non sono mai mancate e verosimilmente non mancheranno in futuro. L'impressione è che, in molti casi, la mobilitazione sia soprattutto fine a se stessa,

ROMA - La carica della polizia contro gli studenti dell'Onda che volevano uscire dalla ... ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: manifestare assieme alla Cgil contro i tagli della Gelmini all'istruzione, provoca una raffica di polemiche. Sotto accusa finisce il protocollo firmato dal sindaco Alemanno con i sindacati per regolamentare i cortei per le strade della città. «È stato appena firmato un protocollo in Prefettura - dice il sindaco della capitale - per evitare la proliferazione delle manifestazioni.

Iscrizioni a scuola Licei classici in crisi recuperano i tecnici ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i presidi devono fare i conti con i cambiamenti portati dalla riforma Gelmini. Da 25 a 27 i numeri di studenti per classe («così si perdono sezioni »). L'addio all'indirizzo scientifico tecnologico dal 2010 («pochi gli iscritti per questo ultimo anno. Non possono lasciarci morire così»). E in alcuni casi la flessione è dettata anche dall'incertezza economica.

Ottocento posti in bilico e la scuola ri-sciopera ( da "Nazione, La (Umbria)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: allarme contro la Riforma Gelmini, «che di fatto ha notato la sindacalista sta smantellando l'offerta formativa e la qualità della didattica». Domani, invece, dal palco del III° Congresso della Funzione pubblica, in programma a Todi, sarà il segretario generale della Cisl Umbria, Ulderico Sbarra, a fare il punto della situazione.

Sciopero Atm, traffico nel caos ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel mirino anche l'accordo Gelmini- Formigoni sulla gestione lombarda degli istituti tecnici: «No al federalismo scolastico, può portare solo danni». Rita Querzé Viabilità Traffico impazzito dalle prime ore della mattina Metrò Nelle stazioni poche informazioni ai viaggiatori Tram Mezzi bloccati e viaggiatori infuriati in centro

Pietrella: <Riduzioni già previste anche dai precedenti Governi> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non sono solo la Gelmini o questo Governo ad aver intrapreso il cammino», prosegue, «bensì i ministri precedenti, compreso Fioroni che, proprio a fronte dei risparmi, aveva assunto l'impegno di una massiccia stabilizzazione del personale precario. Impegno poi non mantenuto, anche per lo scioglimento anticipato delle Camere».

<Mi hanno scippato il sogno: non potrò fare l'insegnante> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2009)
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Abstract: Gelmini: maestro unico, tagli al sostegno e aumento degli alunni per ciascuna classe. GLI SLOGAN Dalle file degli studenti si sono levati anche gli slogan più coloriti, lanciati in particolare dal coordinamento universitario di Unicamente che ha manifestato nella giornata di impegno e mobilitazione contro le politiche che puntano alla progressiva privatizzazione delle università

La prof avverte gli alunni <Attenti ai gay> ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: veramente perplessa e rammaricata ma escludo con convinzione e fermezza qualunque attacco o risentimento personale alle libertà di scelta che competono solo ed esclusivamente a chi le fa». Intanto sull'episodio la deputata del Pd Anna Paola Concia ha annunciato un'interrogazione al ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini «per fare piena luce sulla vicenda ». Edoardo Sassi

La regina di Svezia tra i bimbi malati ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini. Faccia a faccia, mercoledì in Campidoglio, tra i ministri degli Esteri svedese e italiano, Carl Bildt e Franco Frattini: aprirà i lavori il sindaco Gianni Alemanno. Ancora: martedì, i sovrani saranno all'Istituto Svedese di Roma per la presentazione del progetto «Via Tiburtina», tredici ricerche sull'importante arteria romana,

Il preside della Sapienza Luigi Frati è più scocciato che preoccupato, stiam... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 19-03-2009) + 1 altra fonte
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Abstract: semplificare, ho scritto ai ministri Sacconi e Gelmini per chiedere di ridurre da 21 a 15 le tipologie di lauree sanitarie». Al contrario Guido Fabiani, il rettore di Roma Tre, l'orizzonte non lo vede nitido: «L'università da un po' di tempo è in ebollizione, ho questa impressione, suscettibile di esplodere.

La Cgil contro tutto: cento vanno in piazza ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la Gelmini che vuole rubare ai nostri figli gli edifici e gli insegnanti; contro Brunetta che ci chiama fannulloni; contro Sacconi che ci vuole mandare in pensione a 65 anni; contro il ddl Aprea che ci vuole divisi e trasformati in umili subordinati;

Siluro al piano dell'AltaValle primo scoglio per la Pagano ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini ha tagliato tantissimi indirizzi e alla Spezia rischiano di sparire il socio-pedagogico, i linguistici sperimentali e lo scientifico tecnologico, scuole con molti iscritti e un alto gradimento delle famiglie. «Non penso che il piano del ministero verrà approvato in modo cosi rigido e anche qui ci sarà una più attenta valutazione.

Iscrizioni, liceo scientifico superstar ( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: legata all'entrata in vigore della riforma Gelmini, ha di fatto tagliato le gambe a una sperimentazione che negli ultimi anni aveva invece raccolto buoni risultati. E neppure l'assicurazione che le classi avviate potranno comunque continuare fino alla conclusione del quinquennio ha rassicurato le famiglie.

Madri e figli, in piazza contro la Gelmini ( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 7 Madri e figli, in piazza contro la Gelmini AL CORTEO A SOSTEGNO DELLO SCIOPERO DELLA CGIL SCUOLA di LUCA SALVI MILANO «SIAMO PIÙ di 24mila, tutti contro la Gelmini. E secondo un sondaggio promosso dal ministro, il 97 per cento degli italiani non è d'accordo sulla riduzione del tempo pieno».

Più poveri e meno liberi con i tagli ( da "Nuova Ferrara, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: maestro unico Più poveri e meno liberi con i tagli Mobilitazione davanti alla Prefettura: a casa il ministro Gelmini Le famiglie hanno bocciato il ritorno al maestro unico. «Per questa ragione chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini» ha detto ieri Fausto Chiarioni Flc Cgil durante la giornata di mobilitazione dei settori della conoscenza, spiegando il perché della manifestazione.

Anche presìdi fuori dagli istituti Vogliamo risposte dai politici ( da "Nuova Ferrara, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e alla consapevolezza delle conseguenze della riforma Gelmini presso i genitori, gli studenti ed i colleghi - spiega Carla Collina, portavoce del Cip - ma la risposta delle istituzioni è stata quasi nulla. Ora miriamo più in alto, se stamattina (ieri, ndr) il vice prefetto ci ha assicurato il suo appoggio e la sua disponibilità a portare la nostra causa ai suoi diretti superiori,

Iti Montani alla riscossa: iscritti in aumento ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, che riconosce la specificità tecnica, non è ancora applicata». C'è poi un altro interessante fenomeno: sono molti quelli che, provenienti da fuori provincia, si iscrivono al terzo anno dopo aver frequentato i primi due in istituti vicino casa: «Vogliono fare da noi la specializzazione e le famiglie sono disposte a spendere di più per mandarli qui dice il vice preside Mauro

Cogestione allo Zucchi, questa mattina lezione di 'ndrangheta ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI: AL POSTO DELLE GITE ATTIVITÀ ALTERNATIVE PER UNA SETTIMANA A SCUOLA gli studenti organizzano le attività insieme ai loro insegnanti secondo i temi di attualità e i loro interessi. È questo lo spirito che anima la cosidetta «cogestione», cioè la gestione della scuola a quattro mani tra studenti e professori al liceo classico Zucchi,

Scuola: sciopero e sit-in davanti alla Prefettura ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nazionale indetto dalla Cgil per protestare contro i tagli della riforma Gelmini e rivendicare nuove politiche di investimento nel mondo della scuola. Appuntamento alle dieci davanti alla Prefettura in piazza del Papa per il presidio, cui ha partecipato una cinquantina di persone. Tra loro docenti, personale Ata, genitori e studenti della Politecnica, armati di bandiere e striscioni.

Napolitano onora Biagi <Unire le forze contro la crisi> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Paola Reggiani Gelmini. Il programma prevede il saluto delle autorità cittadine, poi sarà il professor Michele Tiraboschi, colui che ha raccolto l'eredità di Biagi, a ricordare l'amico e collega. INTORNO alle 12, Napolitano si farà portare in pieno centro città, in piazza Grande, dove è previsto il consueto bagno di folla e il saluto a tutti i cittadini.

La scuola scende in piazza contro il decreto Gelmini ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-03-2009)
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Abstract: HANNO ADERITO ANCHE GLI UNIVERSITARI La scuola scende in piazza contro il decreto Gelmini Manifestazione anti-riforma davanti alla Prefettura Gli insegnanti: «Ci vuole più rispetto per chi lavora» II Il mondo dell'istruzione è sceso in piazza, compatto e unitario per dire no al Decreto Gelmini e ad una riforma che scontenta maestri, professori, corpo non docente, studenti e genitori.

OLTRE 500 firme raccolte da genitori di studenti castellani per protestare contro... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: genitori di studenti castellani per protestare contro la riforma Gelmini. Di queste più di un quarto provengono dall'asilo e dal nido di Osteria Grande. Numeri alla mano, è proprio sul futuro dell'elementare Serotti di Osteria Grande che è maggiore la preoccupazione dei genitori. Per il prossimo anno scolastico, infatti, sono 38 i bambini iscritti alla prima elementare della frazione.

Sciopero Cgil, migliaia di lavoratori e studenti in piazza ( da "Gazzetta di Modena,La" del 19-03-2009)
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Abstract: che la scuola bolognese subirà nei prossimi tre anni per effetto della riforma Gelmini. Tra la folla anche tanti leader politici: il candidato sindaco del Pd, Flavio Delbono, che ha sfilato con i lavoratori insieme a Maurizio Cevenini, presidente del Consiglio provinciale, e Sergio Lo Giudice, consigliere comunale del Pd.

asili nido, vincono quelli privati ( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fuga dalle scuole per l'infanzia pubbliche: «è l'effetto Gelmini». Ma resta l'allarme per i fondi Asili nido, vincono quelli privati A Venezia e Mestre boom di iscrizioni alle «paritarie» MESTRE. Boom di iscrizioni alle scuole per l'infanzia paritarie. I posti sono sempre gli stessi, né più ne meno, 2.

una previsione di 71 tagli in segreterie e bidellerie ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il piano Gelmini-Tremonti annullerà oltre 45 mila posti di lavoro nella scuola su scala nazionale nei prossimi 3 anni». La proiezione è stata calcolata sul taglio del 6 per cento, nei singoli profili professionali. Di fatto, l'esatta incidenza si conoscerà dopo la pubblicazione del decreto annuale sugli organici.

firme per salvare la qualità della primaria ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che alzano le proteste e progettano una manifestazione pacifica a catena, a Pordenone, nei paesi provinciali e del Veneto, all'alba di aprile. «Chiediamo garanzie sul tempo-scuola per i nostri figli», hanno lanciato l'appello al ministro Gelmini i genitori del gruppo spontaneo cittadino. «Parteciperemo alle iniziative delle famiglie», ha promesso Manzon. (c.b.)

Gelmini: "Basterà un 5 per saltare la maturità" ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pagina 0 Gelmini: "Basterà un 5 per saltare la maturità" di Francesca Angeli Il nuovo regolamento sulla valutazione nelle scuole ha chiarito tutti i dubbi. Il ministro Gelmini: l'obiettivo è raggiungere "maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti oltre che severità nella valutazione dei comportamenti" Basterà un cinque in una qualsiasi materia per non essere ammessi all?

Statali, Brunetta: "Assenteismo giù del 40%" ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Domani con il ministro Gelmini presentiamo anche quelli della scuola che sono più o meno gli stessi numeri». Non c?è il rischio che, una volta esaurita l?eco dei suoi provvedimenti, le assenze per malattie tornino ad aumentare? «Da luglio a febbraio, assenze per malattia sempre in calo.

Cittadinanza e Costituzione: l'educazione civica torna nelle scuole ( da "Comunicatori Pubblici" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini in una conferenza stampa a palazzo Chigi per la presentazione del documento di indirizzo per l'avvio della sperimentazione (che durerà un anno) della materia. Il ministro ha ricordato che lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sollecitato l'importanza di "insegnare, studiare ed analizzare nelle scuole il dettato costituzionale"

Corteo della scuola contestato dall'Onda ( da "Metronews" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in piazza almeno cinquemila persone a protestare in maniera colorata contro la riforma Gelmini. Scarsa la partecipazione della rete degli studenti medi, appena una cinquantina. Una rappresentanza comunque contestata dall?ala più radicale degli studenti dell?Onda anomala che, all?altezza della prefettura, hanno urlato slogan verso il corteo, protestando contro la linea della Cgil.

"Greco e latino, quando il ministro Gelmini non arrivava al 6" ( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Quando ha conosciuto il ministro Gelmini? «E' stata una mia allieva all'Arici per più di due anni e mezzo. Dopo aver fatto il ginnasio al liceo Manin di Cremona ed avere iniziato il triennio del liceo al Bagatta di Desenzano, è arrivata in classe con me. Era metà novembre. Era in prima».

<Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma> ( da "Arena.it, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma» SCUOLA. Contenuta negli istituti veronesi la partecipazione all'agitazione sindacale nazionale Circa del dieci per cento l'adesione allo sciopero 19/03/2009 rss e-mail print Un'aula vuota per lo scipero del personale docente Non chiamatela riforma.

Esplode la protesta degli universitari ( da "Arena.it, L'" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e a Roma l'impatto è stato dei più duri. Aderendo allo sciopero indetto ieri da Flc Cgil per protestare contro il piano dei tagli all'istruzione varato dal governo Berlusconi, in migliaia sono scesi in piazza nelle principali città italiane (da Genova a Firenze, da Milano a Torino) con momenti di tensione all'Università la Sapienza,

Epifani: <No ai tagli> E oggi parla la Gelmini ( da "Arena.it, L'" del 19-03-2009)
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Abstract: E oggi parla la Gelmini 19/03/2009 rss e-mail print La manifestazione della Cgil L'istruzione come caposaldo del welfare. Questo il nodo della protesta organizzata dalla Cgil. «La nostra scuola», ha affermato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani parlando a Palermo che ha ospitato, al teatro Politeama, la principale manifestazione della giornata,

Scuola, la proposta della Gelmini: "Tetto del 30% per gli stranieri" ( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
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Abstract: Lo ha annunciato il ministro Gelmini, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Non credo - ha aggiunto - che ciò sia possibile dal prossimo anno, ma dal successivo. Sto comunque chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere i casi-limite già dal prossimo anno». Gelmini a questo proposito ha citato la vicenda della scuola Pisacane di Roma.

Università, l'Onda ci riprova A Roma scontri con la polizia ( da "Avvenire" del 19-03-2009)
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Abstract: da Cgil e Gilda contro la riforma Gelmini ritorna ad affacciarsi anche la contestazione. Lanci di scarpe per emulare il giornalista iracheno che prese di mira Bush Università, l'Onda ci riprova A Roma scontri con la polizia DA ROMA GIORGIO D'AQUINO S contri tra i giovani dell'Onda e le forze dell'ordine alla Sapienza di Roma e tafferugli tra estremisti di opposto colore a Napoli.

Gelmini: niente maturità con un 5 ( da "Avvenire" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini a margine dell'inaugurazione di un nuovo ateneo, la Mediolanum Corporate University, promossa dall'omonimo gruppo finanziario, rivolto ai futuri promotori finanziari. Ma il ministro Gelmini ha parlato anche dell'università, che «ha estremo bisogno di un forte ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto la riforma del reclutamento»

Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti?. ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono guerriglieri"Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella"Fritzl: "Pentito dal profondo del cuore" Chiesto l'ergastolo: oggi la sentenzaAlemanno: "No all'egemonia leghista" Carfagna: "Pdl? Presto leader donna"Il Papa all'Islam: "Rifiutare ogni tipo di violenza"E' giusto abbattere i randagi?

Il corteo della Cgil okkupa il centro ma i "maestrini" rimediano un flop ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cori sulla riforma Gelmini e il precariato Sciopero Atm, caos in serata per il blocco delle linee del metrò Scontri al corteo di Roma. Tutto liscio - per una volta - a Milano. In piazza sono scese centinaia di persone, tra insegnanti e studenti, per chiedere di fermare la politica dei tagli della scuola.

Brunetta: "L'Onda? Sono guerriglieri" ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l?

Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella" ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 19 pagina 0 Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella" di Francesca Angeli Il nuovo regolamento ha chiarito tutti i dubbi. Il ministro: l'obiettivo è raggiungere "maggior rigore nella valutazione dell'apprendimento e del comportamento" Basterà un cinque in una qualsiasi materia per non essere ammessi all?

Brunetta: <Gli studenti dell'Onda sono guerriglieri> ( da "Corriere.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. LA PROTESTA - A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste.

Pensioni: Brunetta, entro anno ottempereremo a sentenza Ue ( da "Trend-online" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo ha detto il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, al termine della conferenza stampa tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. Il ministro ha escluso che ci siano divergenze su questo punto con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. (ANSA).

Gelmini: "I corsi di laurea si ridurranno del 20%" ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 19-03-2009)
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Abstract: Gelmini: "I corsi di laurea si ridurranno del 20%" I corsi di laurea si ridurranno del 20%. Lo ha annunciato il ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "I corsi di laurea oggi sono 5.

Brunetta: studenti Onda sono guerriglieri ( da "AudioNews.it" del 19-03-2009)
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Abstract: Dura presa di posizione del ministro Brunetta all'indomani dei tafferugli avvenuti alla Sapienza nel giorno dello sciopero della scuola indetto dalla Cgil. In una conferenza stampa a Palazzo Chigi è intervenuta anche il ministro Gelmini che ha espresso, tra l'altro, la intenzione di introdurre un tetto di immigratio in classe al 30%.

<Caro Obama, aiutaci tu>NISCEMI. ( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Sono intervenuti i sindaci di Sutera Gero Difrancesco e di Acquaviva Platani Salvatore Mistretta. Erano presenti il presidente del consiglio di Campofranco Lillo Guagenti ed i consiglieri comunali Liuzzo e Caruso. I docenti di Mussomeli hanno lamentato e si sono rammaricati per l'assenza del sindaco e del presidente del consiglio comunale di Mussomeli che erano stati invitati.

Torna a proliferare il pollo sultano ( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini, non migliorerà la situazione, ma la complicherà e la renderà ancora più complessa. Basti pensare a quanta ulteriore mobilità d'ufficio si determinerà nei vari ordini di scuola, soprattutto nella scuola primaria e secondaria di I grado».

Foti e Bonomo, chiarimento a distanza naccio ( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: al disegno di legge Aprea e ai provvedimenti Gelmini». Ieri i lavoratori della scuola che si riconoscono nel sindacato Flc-Cgil hanno scioperato e partecipato alla manifestazione regionale a Palermo. Le ragioni sono quelle che stanno accompagnando questa stagione sindacale della Flc-Cgil: «Per ridare dignità alla condizione lavorativa delle persone,

ROMA. UN SOLO 5 E NON SI è AMMESSI. CHE SIA LA CONDOTTA O UNA DELLE TANTE MATERIE POCO IMPORTA.... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini non demorde. Fatto il regolamento (è stato approvato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana) torna a ribadire che «ci sarà maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti» e «severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti».

GLI SCONTRI TRA STUDENTI E FORZE DELL'ORDINE ALL'UNIVERSITà LA SAPIENZ... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli scontri tra studenti e forze dell'ordine all'università La Sapienza di Roma A destra, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

A SCUOLA DI COSTITUZIONE. IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITà E RICERCA MARIASTELLA GELMINI... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini, ha presentato, lo scorso 4 marzo, un documento di indirizzo relativo alla sperimentazione del nuovo insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione». La materia sarà introdotta nei programmi delle scuole di ogni ordine e grado per disposto della legge n.

GIANLUCA SOLLAZZO FINO AL PROSSIMO MESE DI LUGLIO CONTINUERANNO A LAVORARE PRESSO L'UNIVERSIT... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ricerca comincerà a pagare gli effetti del piano del ministro Gelmini che ha prodotto e produrrà nel medio e breve termine una serie di tagli pesantissimi alla cultura». Luglio sarà quindi l'ultimo mese di lavoro per i 224 ricercatori dell'Università di Salerno. Ieri è stato il giorno che ha visto il mondo della conoscenza scendere in piazza per far ripartire quell'«onda di protesta»

QUANDO GLI STUDENTI DELL'ONDA SONO GIUNTI IN RETTORATO, GUIDO TROMBETTI ERA NEL SUO UFFICIO IN ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Trombetti - dice Giovanni del collettivo "Stop Gelmini" - si è limitato a prendere le distanze da qualsiasi forma di violenza. Nulla è stato detto sulla presenza di persone armate di mazze e lame all'interno dell'Ateneo». Solidarietà è stata espressa dall'Unione degli Studenti agli studenti aggrediti.

Scuola, assenze insegnanti: nel 2009 diminuite del 32,45% ( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, i provvedimenti per la razionalizzazione dei corsi di laurea, dell?assenteismo e del precariato nella scuola e nell?università. Nel mese di gennaio la diminuzione è stata del 29,2%, mentre nel mese di febbraio le assenze sono diminuite del 35,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Migliaia in corteo per difendere la scuola ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma Gelmini, si è svolta ieri mattina in città la manifestazione regionale alla quale hanno partecipato, oltre a qualche migliaio tra docenti e personale, anche la rete degli studenti, comitati di genitori, Spi pensionati. Ma sono stati i sindaci e gli amministratori di Vigodarzere, Brugine, Arzergrande, Camposampiero,

Tempo lungo, la protesta a Venezia ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I genitori bocciano la riforma Gelmini - si legge in una nota diramata dal coordinamento -. I dati parlano chiaro: circa l'80 per cento delle famiglie dei nuovi iscritti del paese ha espresso la preferenza per il tempo pieno, cioè le 40 ore settimanali; il restante 20 per cento ha scelto il tempo normale, cinque ore distribuite su sei giorni.

Scuola, sciopero blando ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le più colpite dalla riforma Gelmini. Così nel primo circolo, dove hanno scioperato 16 insegnanti e 5 unità di personale ata, sono rimaste chiuse le due scuole elementari Alberti e Zardini. Tre le scuole chiuse nel terzo circolo, dove hanno scioperato 9 insegnanti e 11 ata: le materne Forte e via D'Artegna e la primaria Zorutti.

Pochi alunni, chiudono due scuole elementari ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma la riforma Gelmini ha innalzato il numero minimo di alunni per classe, da 10 a 15. Numero che non è stato raggiunto né a Borgo Vicenza né a Postumia. Mentre la prima di Santa Croce Bigolina si salva in extremis, potendo contare su appena 15 iscritti. Le tre classi di Borgo Vicenza confluiranno nel capoluogo, mentre le due di Postumia saranno trasferite nella scuola di Laghi.

Brunetta: "Gli studenti... ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l?

Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella" Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog di Marista Urru il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli,

Brunetta va alla guerra ( da "AprileOnline.info" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Signora Gelmini ci pensa il responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni: "Il ministro dell'Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta. il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano,

Scuola, Brunetta contro l'onda: "Guerriglieri" ( da "Affari Italiani (Online)" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. LA PROTESTA - A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste.

Un concorso sulla storia dell'astronomia ( da "Varesenews" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e Ricerca Mariastella Gelmini, nonché al Dirigente l?Ufficio Scolastico Provinciale di Varese, Prof. Claudio Merletti. Il concorso riguarda un tema libero relativo alla Storia dell?Astronomia e si può partecipare inviando da oggi sino al 31 ottobre 2009 i lavori direttamente alla sede dell?

Tetto del 30% per stranieri in classe, la Gelmini lancia la nuova proposta ( da "Corriere.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: «Corsi di laurea ridotti del 20%. Già 32 mila richieste di pensionamento» Il ministro: «Così si riducono i 42 mila posti in meno per i precari». Tetto del 30% per gli stranieri a scuola Il ministro Mariastella Gelmini ROMA - «Quasi 32 mila insegnanti hanno chiesto di andare in pensione, 12 mila in più dell'anno scorso,

Napolitano a Modena: "Br colpirono Marco Biagi per quello che faceva" ( da "Sestopotere.com" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come quelli che Marco Biagi ha affrontato suggerendo lungimiranti ipotesi di soluzione e prospettive di sviluppo, e dunque come quelli che state per discutere nel Convegno a lui dedicato". Nella foto a lato: il Presidente Giorgio Napolitano insieme ad Aldo Tomasi e Paola Reggiani Gelmini, al suo arrivo all'auditorium della Fondazione Marco Biagi

Maturità più severa. Gelmini: "Con un cinque sarà vietato l'esame di Stato" ( da "Panorama.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: "Con un cinque sarà vietato l'esame di Stato" Posted By redazione On 19/3/2009 @ 13:42 In Headlines, NotiziaHome | 2 Comments Basta un cinque, e in una qualsiasi materia, per non essere ammessi all'esame di maturità. Poi: resta determinante poi ai fini della bocciatura il [1] voto in condotta insufficiente.

Università: nel prossimo anno accademico corsi diminuiti del 20% ( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Gli obiettivi del Ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l?organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità.

Tetto del 30% per gli alunni stranieri Brunetta: "L'Onda? Sono guerriglieri" ( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha affermato la Gelmini, il ddl sicurezza «riguarderebbe la scuola. Penso - ha aggiunto - che la scuola sia chiamata ad assolvere sempre di più la funzione di integrazione degli studenti migranti». La Gelmini è poi tornata sul voto in condotta. Il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una necessità, non una scelta».

Brunetta: "L'Onda?... ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l?

Gelmini: "Tetto del 30% di stranieri per classe" ( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 67 del 2009-03-19 pagina 0 Gelmini: "Tetto del 30% di stranieri per classe" di Redazione L'annuncio del ministro dell'Istruzione in una conferenza stampa a Palazzo Chigi: "Stiamo pensando all?introduzione di un tetto intorno al 30% della presenza di alunni stranieri a scuola".

Università: al via razionalizzazione dei corsi di laurea ( da "Sestopotere.com" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per questo motivo il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato una nota di indirizzo vincolante con la finalità di fornire nuovi parametri che le Università dovranno tenere in considerazione per l?attivazione dei corsi di studio. In particolare questo pacchetto di misure prevede: la disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti,

Scuola. Iniziative a favore dell'ingresso di giovani e precari ( da "Sestopotere.com" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro per la Pubblica Amministrazione e l?Innovazione Renato Brunetta presenteranno un emendamento grazie al quale, se approvato, si dovrà andare in pensione dopo 40 anni di anzianità contributiva e non più dopo 40 anni di servizio.

Brunetta in guerra contro l'Onda. Gelmini 5 in condotta ( da "Blogosfere" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini 5 in condotta Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 17:04 in Italia Il Partito democratico difende alcuni ragazzotti in cerca di emozioni, spiega a SkyTg24 il Ministro Renato Brunetta. A chi si riferisce? Semplice: all'Onda anomala, gli studenti (ma non solo) che ieri hanno manifestato a Roma.

Brunetta contro l'Onda: "Guerriglieri" Gli studenti protestano: si dimetta ( da "Corriere.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In una conferenza stampa a Palazzo Chigi con la collega Mariastella Gelmini ha risposto così a chi gli faceva notare che nella scuola la protesta sta montando: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell'associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste.

Affondo del ministro Brunetta: studenti dell'Onda sono dei ''guerriglieri'' ( da "RomagnaOggi.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, che ha annunciato, tra l'altro, un tetto del 30% nella presenza di immigrati nelle scuole. "Non credo che ciò sia possibile a partire dal prossimo anno ma dal successivo - ha aggiunto Gelmini -. Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i casi limite".

Brunetta sfida l'Onda: "Guerriglieri" ( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, Brunetta ha detto che nelle mobilitazioni studentesche di ieri non avrebbe riscontrato «molta protesta: vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell?associazione Onda», che però non è stata presente «nelle recenti elezioni degli studenti, quindi - ha continuato il ministro - sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri»

Immigrati in classe, arriva il tetto ( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e quello della Pubblica amministrazione e dell?Innovazione Renato Brunetta hanno presentato oggi alcune novità per la scuola e l?università. Sui pensionamenti il governo presenterà un emendamento al decreto legge sugli incentivi per l?

UNIVERSITà: AL VIA RAZIONALIZZAZIONE DEI CORSI DI ( da "WindPress.it" del 19-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per questo motivo il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato una nota di indirizzo vincolante con la finalità di fornire nuovi parametri che le Università dovranno tenere in considerazione per l?attivazione dei corsi di studio. In particolare questo pacchetto di misure prevede: la disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti,


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Prandi: Saranno loro a subire i tagli più pesanti della riforma (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Prandi: «Saranno loro a subire i tagli più pesanti della riforma» La sorpresa arriva dagli Ata. Normalmente poco propensi allo sciopero, ieri hanno aderito numerosi allo stop indetto da Flc Cgil per i «lavoratori della conoscenza». Sarà perché bidelli, assistenti amministrativi e tecnici sono i soli il cui destino è già segnato dalla riforma Gelmini: «L'anno prossimo verranno tagliati 32 bidelli, 10 amministrativi e 5 tecnici e nei prossimi tre anni caleranno rispettivamente di 95, 32 e 15 unità - spiega Gabriella Prandi, segretario provinciale Flc, al presidio di protesta in piazza Ranzoni -. Per questo, per la prima volta, in alcune scuole abbiamo avuto più adesioni allo sciopero dagli Ata che dai docenti». Come al IV Circolo Verbania, dove il 57% ha incrociato le braccia le braccia (globalmente la risposta è stata del 33%). In generale, comunque, la risposta non è stata eclatante: «Allo sciopero ha aderito il 45% della media Ranzoni, il 51 della Quasimodo e il 21 della media di Omegna - conferma Prandi -. C'è una delusione diffusa, soprattutto visto che gli scioperi unitari dei mesi scorsi non hanno prodotto alcun risultato. E tra i sindacati c'è anche chi rema contro le iniziative di protesta, va detto. Noi comunque non ci arrendiamo: il prossimo appuntamento sarà il 4 aprile a Roma, per l'occasione ci sarà un treno speciale da Domodossola».

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Iscrizioni, il Ferrini batte tutti (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.RESISTONO LICEI E L'AREA TECNICO-INDUSTRIALE Unico settore in calo agricoltura e ambiente ma il «Cavallini» perde solo 3 unità Iscrizioni, il Ferrini batte tutti Sciopero, la sorpresa è l'alta adesione degli Ata [FIRMA]VALERIA PERA VERBANIA I giovani sono concreti. Vogliono essere geometri, periti turistici o aziendali, grafici pubblicitari. Insomma, vogliono un diploma che permetta l'accesso immediato al mondo del lavoro. Almeno questa è la scelta che in terza media, al momento, va per la maggiore. Con i suoi 1.370 aspiranti, 72 in più rispetto al 2008/2009, l'istituto tecnico commerciale è infatti il settore più ambito. A trascinare le iscrizioni è il Ferrini di Verbania, che è passato da 513 a 602 domande: «Visto che negli ultimi anni la tendenza era orientata verso i licei possiamo dirci soddisfatti - spiega il preside Santo Mondello -. I nostri studenti, se non vogliono andare all'università, sono in condizione di trovare subito lavoro, tanto che ogni anno esauriamo in pochi mesi i diplomati da consigliare alle aziende per l'assunzione». L'Einaudi di Domodossola resta a quota 474 e il Pacle di Omegna registra una leggera flessione, da 298 a 282: «Ce lo aspettavamo - commenta la dirigente Gabriella Colonnelli -, dato che non si sa ancora cosa succederà al corso di periti aziendali. Nella riforma Gelmini non è contemplato». In generale, la fotografia delle iscrizioni è praticamente la stessa dell'anno scorso. Il liceo mantiene inalterato il suo «appeal», continuando a richiamare 1.523 ragazzi allo scientifico (di cui 242 al Gobetti di Omegna, 606 al Cavalieri di Verbania e 654 allo Spezia di Domodossola) e 206 all'artistico: «Il lieve calo di 2 unità - dice Michela Maulini, dirigente del Gobetti - era nell'aria, sia perché i ragazzi che stanno concludendo le medie sono meno numerosi dell'anno scorso, sia per gli effetti della crisi. Si preferisce un diploma che permetta subito di lavorare». In crescita anche l'alberghiero Maggia di Stresa, con 30 iscritti in più (750), l'istituto Franzosini con un aumento di 29 (392) e l'area tecnico-industriale con +26: il Cobianchi di Verbania attira come sempre più di mille ragazzi e il Marconi di Domo 442, rispetto ai 409 dell'anno scorso. «La nostra forza è la gente che lavora nella scuola - dice Pier Antonio Ragozza, dirigente del Cobianchi - e lo stretto rapporto con il territorio. Non facciamo promesse che non possiamo mantenere». Bene i professionali industria e artigianato, che in generale aumentano di 14 iscritti: Dalla Chiesa a Omegna passa da 229 a 234 e Galletti a Domodossolada 184 a 192. L'unico calo, benché poco significativo, si segnala nel settore agricoltura e ambiente: le iscrizioni al «Cavallini» di Crodo sono 140 rispetto alle 143 dell'anno scorso. «Nulla di preoccupante - commenta il preside Antonio Sartori -, il professionale regge bene e al convitto abbiamo sempre tra i 45 e i 47 ragazzi». Per i prossimi anni, comunque, gli studenti non dovrebbero mancare, visto che alla scuola materna si sono iscritti 52 bimbi in più dell'anno scorso, alle elementari l'aumento è di 23 e alle medie di 79.

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Un solo cinque e addio maturità (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

La scuola più severa La Gelmini: "Il '68 è finito, non si fanno sconti" Ultimo via libera Ora il regolamento del ministero attende l'approvazione finale da parte del Consiglio di Stato Scatta l'allarme «Si rischia una valanga di sei politici da parte dei consigli di classe per evitare di penalizzare troppi allievi» Un solo cinque e addio maturità [FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Non tutti ci avevano fatto caso, ma nel regolamento approvato una settimana fa il ministero dell'Istruzione prevedeva che per essere ammessi alla maturità si dovesse avere la sufficienza in tutte le materie. E, quindi, anche un solo cinque e ci si può dimenticare l'esame di Stato. I dirigenti scolastici hanno impiegato alcuni giorni, poi se ne sono resi conto ed è scattato l'allarme. Il regolamento attende l'ultimo via libera dal Consiglio di Stato: se dovesse essere approvato senza modifiche, si correrebbe il rischio di trovarsi con un bel po' di studenti non ammessi o con un sei «politico», deciso da parte dei consigli di classe per evitare di penalizzare gli alunni per una insufficienza in una sola materia. Il contrario, insomma, di quello che la Gelmini voleva. Lo schema di regolamento per il coordinamento delle norme sulla valutazione prevede infatti che «gli alunni che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto, secondo l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi, sono ammessi all'esame di Stato». Insomma, niente insufficienze, ma gli studenti quest'anno non hanno brillato come dimostrano i calcoli sui corsi di recupero. Si stima che oltre il 60% degli alunni delle scuole superiori abbia riportato una o più insufficienze al termine del primo quadrimestre. Questo vuol dire più di un milione e mezzo di alunni. E se si considera che in media le insufficienze per studente sono tre, siamo intorno ai quattro milioni di debiti da recuperare. All'allarme da parte dei dirigenti il ministro ha risposto confermando le regole approvate una settimana fa: «Con un cinque non si viene ammessi» alla maturità. Secondo il ministro, con questa introduzione «c'è un maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti e c'è severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti. Due cose indispensabili per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Più in generale, la Gelmini ha parlato di «valutazione equilibrata», che allontana «l'egualitarismo e il livellamento che c'è stato fino ad oggi» e che è «frutto della cultura del '68 che non condividiamo e non ci sentiamo di confermare per il futuro. Andiamo - ha concluso - verso una scuola della responsabilità e del merito». Contrarie le associazioni degli studenti e anche larga parte dei docenti. «Il fatto che il ministro, il giorno in cui il mondo della scuola e dell'università protesta per chiedere risorse, intervenga sull'inammissibilità all'esame di Stato con un 5, oltre che paradossale, è ridicolo», afferma Fausto Raciti, segretario dei Giovani democratici. «In un Paese con il tasso di dispersione scolastica superiore al 25% - continua - è gravissimo che il ministero irrigidisca la scuola, impoverendola. Non è sessantottismo porsi il problema di creare una scuola aperta nei confronti degli studenti con difficoltà. Fare la scuola del merito è possibile se tutti partono dalle stesse condizioni. Questa è solo retorica». www.lastampa.it/amabile

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Scuola in ginocchio "Salvateci dai tagli" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Retroscena In ventimila in piazza con la Cgil SCIOPERO NON SOLO PROF Scuola in ginocchio "Salvateci dai tagli" A rischio 3500 docenti e tutta la formazione MARIA TERESA MARTINENGO Aderisce il 40% «Molti non possono perdere 50 euro» «I precari primi a saltare». Tremano centinaia di impiegati Scuole chiuse a macchia di leopardo con 40% di adesione allo sciopero generale proclamato da Cgil e Gilda che ha coinvolto anche Università, Ricerca, Alta formazione artistico-musicale e Formazione professionale, ventimila in piazza (stima della Cgil). Sono le coordinate della giornata di ieri, che nel corteo partito da piazza Arbarello e concluso in piazza Castello (gli studenti dell'Onda - «Tagli in vista, promesse nuove mareggiate» - hanno proseguito in corteo fino al Valentino) ha visto sfilare insieme insegnanti, presidi, studenti di decine di istituti, professori e lavoratori di Università e Politecnico, docenti dell'Accademia e del Conservatorio: tutte le categorie prese di mira dai tagli dei ministri Gelmini e Tremonti. E ieri, molto più che nelle manifestazioni d'autunno, si è sentito il peso della crisi che nel frattempo ha ampliato i suoi confini. I tagli previsti incominciano a concretizzarsi nelle scuole con le prime tabelle di collaboratori scolastici e impiegati: una strage. Quanto ai docenti, Rodolfo Aschiero, segretario regionale dell'Flc-Cgil, ha confermato «che, pur nella speranza che Tremonti accetti l'alleggerimento da 42 mila a 37 mila posti in meno, in Piemonte i tagli riguarderanno 3500 posti. Senza dimenticare i 194 milioni di euro decurtati alla Regione per la formazione professionale, comparto in cui in Piemonte lavorano 6000 persone». In corteo tanti precari, i primi che faranno le spese, da settembre, delle economie volute dal governo. «Sono venuta dalla Sicilia a Torino per lavorare nella scuola 7 anni fa - ha raccontato Sonia Raeli, maestra della materna di Grugliasco -, ho avuto più volte l'incarico annuale, ma già quest'anno mi trovo a coprire una maternità. Il mio contratto scade in aprile. Se mi chiameranno ancora? Difficile, molte insegnanti accettano di fare straordinario, coprono quelle che sarebbero supplenze». Anna Maria Barbero, rsu dell'Istituto comprensivo Cena: «Le colleghe ti dicono che non scioperano perché non possono permettersi di perdere 50 euro. Tra noi sta diventando diffuso avere un marito cassintegrato». Cristina Ferrando: «Alla Cena da 15 collaboratori scolastici passeremo a 9 con 4 sedi, in segreteria perderemo 1 o 2 impiegati. Siamo preoccupati: ci sono scolari con handicap gravissimi, alimentati col sondino. Di loro si occupano i bidelli. Come faremo?». Gabriella Mortarotto, dirigente scolastica a Grugliasco, e Nunzia Del Vento, della Gabelli: «Abbiamo bambini emofiliaci, epilettici, con epatite. Dobbiamo assicurare a tutti l'istruzione e per poterlo fare l'asl ci richiede di aumentare l'igiene, un'attenzione che solo i collaboratori scolastici possono assicurare». Davanti al palco, dal quale il segretario regionale della Cgil Vincenzo Scudiere osserva «che ormai ci sono famiglie che faticano a provvedere ai figli il necessario per andare a scuola» e che «invece di fare il ponte sullo stretto di Messina sarebbe meglio mettere quei soldi nella scuola», Edi Gamma, maestra precaria, accarezza i capelli del figlio di 6 anni: «Mio marito è cassintegrato di una piccola fabbrica dell'indotto auto. Io sono 130ª in graduatoria. Chissà se entrerò in ruolo? Lavoro a Pianezza, lì si perderanno 7 posti. Chissà quante ne faranno, di assunzioni...». Vincenzo Gelormini, docente alla media Tommaseo-Calvino: «Con i tagli alle ore di didattica noi perderemo due cattedre di lettere». Una situazione che si ripete ovunque. Poco più in là, a testimoniare che la scuola non dovrebbe subire impoverimenti, c'è Alberto Pian, il docente del professionale Bodoni-Paravia che insegna con webcam e internet: «Ci sono studenti di V che lasciano la scuola perché le loro famiglie sono in condizioni così disagiate da costringerli ad andare a lavorare». Presenti anche, con tutto il peso di una lunga precarietà destinata a peggiorare a causa dei tagli ai bilanci degli atenei, i bibliotecari dipendenti dalle cooperative. Come Rosanna, Rita e Luisa, quarantenni laureate. Rosanna: «Vivo sola, in affitto: guadagno 600 euro al mese e sono costretta a integrare con un altro lavoro». Marco Beltrando, 30 anni, rappresenta la costellazione dei precari dell'Università: «Dopo il dottorato in Australia, sto facendo un post-dottorato qui. Mi occupo di evoluzione delle catene montuose e di distribuzione dell'amianto nelle aree delle grandi opere, cioè Tav. Ma la mia figura non esiste. Noi precari chiediamo al rettore un contratto triennale da ricercatori con accesso indipendente ai fondi di ricerca». Prudentemente, Marco tiene stretti contatti con l'Australia e con la Francia.

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"Il liceo è senza soldi, sospendiamo i corsi di recupero" (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Luino - Il dirigente del "Sereni" scrive ai genitori e annuncia che, per pagare i supenti, è costretto a interrompere le lezioni per gli studenti rimasti indietro col programma. in vista assemblee "Il liceo è senza soldi, sospendiamo i corsi di recupero" Mancano i soldi in cassa e il liceo di Luino taglia i corsi di recupero. Da martedì, infatti, le lezioni per gli studenti che non hanno ancora raggiunto brillanti risultati e che hanno bisogno di fare pratica, non ci sono più. Lo ha comunicato il dirigente scolastico, Emilio Rossi, alle famiglie dei 900 studenti, con una lettera secca e senza giri di parole: “A causa dell?indisponibilità di finanziamenti, non stanziati dal ministero, nei prossimi mesi di marzo, aprile, maggio e giugno, non sarà possibile pagare gli stipendi ai supplenti. Pertanto, il dirigente scolastico, sentito il parere delle rappresentanze sindacali, ritiene di dover sospendere i corsi di recupero in atto, a partire da domani, martedì 17 marzo, fino a nuovo ordine. Il corrispettivo permetterà il parziale pagamento degli stipendi ai docenti supplenti a carico del bilancio della scuola”. Che significa? Semplice, la scuola paga direttamente i supplenti, ma paga anche le ore che i docenti fanno per i corsi di recupero e che da tabella costerebbero circa 50 euro lorde all?ora. Bene, qualche giorno fa, il dirigente ha convocato la Rsu, e ha chiesto che fare. “Non posso non pagare i supplenti – spiega il preside – oltretutto mi hanno fatto osservare che si determinerebbe una situazione da codice penale e cioè l?interruzione di pubblico servizio”. E allora, dirigente e sindacati hanno scelto la seconda strada, bloccando subito i corsi di recupero. La lettera è stata firmata anche della Rsu, ma ora che succederà? “I genitori sono preoccupati – spiega il dirigente - ma io al ministero avevo già scritto, eppure non ho avuto risposta, e inoltre aggiungo che il nostro istituto aspetta ancora 130mila euro di crediti da Roma”. Il consiglio di istituto è stato convocato per mercoledì prossimo, il collegio docenti ne discuterà quanto prima. Già oggi, partiranno le assemblee degli studenti e anche la Rsu ha convocato una assemblea. Qualcuno ha proposto di far pagare i corsi ai genitori, altri di bloccare le lezioni per una settimana: fare i corsi di recupero nelle ore normali e così non aumentare le ore dei docenti a carico della scuola. Tutte soluzioni che andranno attentamente soppesate e che stanno suscitando un ampio dibattuto. Anche tra i politici. “E? una situazione paradossale - commenta Alessandro Alfieri del Pd – mi hanno chiamato alcuni genitori molto preoccupati. Sono gli effetti della riforma Gelmini e di una politica che sta sempre di più facendo soffrire gli enti locali e le autonomie scolastiche”. » Commenti dei lettori Mercoledi 18 Marzo 2009 Roberto Rotondo

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In ventimila per protestare contro i tagli alla scuola e la riforma firmata dal ministro Mariastella... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

In ventimila per protestare contro i tagli alla scuola e la riforma firmata dal ministro Mariastella Gelmini. Ieri mattina l'Onda degli studenti è tornata a protestare. Studenti delle superiori e universitari, ricercatori, insegnanti e genitori di Retescuole si sono ritrovati a Porta Venezia e hanno sfilato fino a Duomo (foto). Disagi e paralisi del traffico epr tutta la mattina. Intanto, oggi i genitori di Retescuole consegnano all'Ufficio scolastico regionale il frutto di 2 mesi di mobilitazione con il camper giallo: 23.000 moduli firmati da genitori di bimbi già iscritti alle primaria e alla secondaria di primo grado e da tremila genitori di futuri alunni di elementari e medie. Le richieste? La conferma del tempo pieno con due insegnanti contitolari e quattro ore di compresenza e tempo prolungato. (G.Per./ass)

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di Chiara Ferrero Studenti degli istituti superiori, universit... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Chiara Ferrero Studenti degli istituti superiori, universitari, insegnanti, ricercatori, bibliotecari. Tutti insieme per protestare contro tagli e precariato. Il popolo della scuola è tornato in piazza, ieri mattina, per partecipare allo "sciopero generale della conoscenza", la manifestazione regionale organizzata dalla Flc-Cgil. In ventimila (anche se la Questura ridimensiona il numero a cinquemila) hanno sfilato da piazza Arbarello a piazza Castello, per poi proseguire - solo gli studenti universitari - verso il parco del Valentino e la Facoltà di Architettura. Chiarissimo il messaggio scelto come slogan della giornata: "investire sulla conoscenza per uscire dalla crisi". Discreto lo spiegamento di forze dell'ordine in tenuta antisommossa, ma a Torino tutto si è svolto in modo pacifico: nessun momento di tensione durante il corteo che si è snodato per il centro, nemmeno in via Pietro Micca davanti al Miur. Solo musica (del Conservatorio di Alessandria e della Bandakadabra) e tante frasi urlate al megafono contro il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Il lavoro e la conoscenza non sono merce - hanno spiegato alcuni studenti - siamo di nuovo in piazza per far valere i nostri diritti e per protestare contro i tagli indiscriminati». L'Onda studentesca è ancora viva: «Ancora una volta insieme - hanno detto i rappresentanti del movimento universitario di protesta - con chi non ha cambiato idea». A sfilare anche numerosi lavoratori "a scadenza". «Il mio contratto - ha spiegato una bibliotecaria - scade alla fine dell'anno. Vorrei sapere qual è il mio futuro, al momento non ho nessuna certezza». (ass)

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Diploma regionale per 17mila (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 19/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Diploma regionale per 17mila Due fasi: nella prima la formazione professionale sarà offerta anche dagli Istituti statali, nella seconda si attiveranno percorsi di 4 anni, con il quinto per ottenere il diploma di Stato l'istituzione del diploma regionale di istruzione professionale " title="Un'importante novità per le famiglie lombarde: l'istituzione del diploma regionale di istruzione professionale " onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090319/foto/full_brescia_214.jpg',600,1003)"> Un'importante novità per le famiglie lombarde: l'istituzione del diploma regionale di istruzione professionale «L'accordo c'é. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il presidente della regione Roberto Formigoni hanno sottoscritto l'intesa che dà il via libera all'attuazione del governo regionale dell'istruzione e formazione professionale». Lo ha ribadito ieri Giampaolo Mantelli, assessore provinciale alla Pubblica istruzione in occasione della visita in città del vicepresidente della regione Lombardia Gianni Rossoni, ospite del Collegio geometri e geometri laureati provinciale. Sempre ieri Mantelli e Rossoni hanno partecipato alla Conferenza dei servizi con i dirigenti degli Istituti professionali responsabili e dei responsabili dei Centri di formazione professionale del territorio. Durante l'incontro è stata anche ufficializzata la proposta del Collegio geometri e dell'Assessorato provinciale affinché la Regione consenta l'avvio di corsi biennali di specializzazione post diploma, al termine dei quali i giovani potranno accedere all'albo con esame di Stato senza dover svolgere il biennio di praticantato presso un professionista. Il diploma regionale sancito nell'intesa A Brescia riguarda circa 17mila alunni che, dall'anno scolastico 2009-2010, sperimenteranno l'unificazione del sistema dell'istruzione professionale statale in due fasi. Durante la prima la formazione professionale regionale verrà offerta anche dagli Istituti professionali statali in aggiunta ai loro tradizionali percorsi di istruzione professionale. In una seconda fase, a partire dall'anno scolastico 2010-2011, si attuerà un accordo più stretto per avere per i primi 4 anni i percorsi di istruzione e formazione professionale regionale (Ifp), e attivare un quinto anno integrativo per ottenere il diploma di Stato. Sempre nell'intesa si sancisce il ritiro del ricorso del Governo contro la legge regionale n. 19 del 2007 di riforma dell'istruzione e, quindi, anche dei ricorsi della regione Lombardia contro le disposizioni della legge Finanziaria del 2007 e legge n. 40 del 2007. «Le famiglie e gli alunni hanno finalmente l'opportunità di intraprendere la strada che più ritengono adeguata - aggiunge Mantelli -. L'accordo garantisce infatti la continuità e l'unitarietà dell'offerta di istruzione e formazione professionale». E ancora: «Questa possibilità è un atto doveroso per la libertà di scelta e contro la dispersione scolastica e contro la crisi economica. Se l'accordo fosse stato sottoscritto due anni fa oggi saremmo due passi avanti, e le nostre aziende avrebbero qualche problema in meno». Proprio in riferimento alla dispersione scolastica, che secondo Mantelli la riforma è in grado di contrastare, l'assessore aggiunge: «In Lombardia l'abbandono scolastico negli istituti professionali è di circa il 25%, mentre nei corsi di istruzione e formazione professionale regionali e del 2%». La proposta dei geometri «Riguarda due percorsi formativi che ricomprenderanno e sostituiranno la pratica professionale biennale - spiega Fausto Savoldi, del Consiglio nazionale geometri e geometri laureati -, e che consentiranno l'accesso all'esame di abilitazione in tempi rapidi e con maggiore garanzia di preparazione professionale specifica». I profili di Tecnico proposti alla Regione, con la collaborazione degli Istituti Tecnici della Provincia, sono: Tecnico superiore per la geomatica e la gestione antropica del territorio e dell'ambiente; Tecnico superiore per la progettazione edilizia ecosostenibile specialista nel contenimento dei consumi energetici e dell'inquinamento. Il progetto prevede la costituzione di un'apposita «Fondazione di partecipazione» per la gestione dei corsi. «L'intento è quello di creare una figura di tecnico capace e preparato che entri nel mondo del lavoro a 21, 22 anni - continua Savoldi -. In questo periodo di crisi ci dedichiamo alla formazione, e alla ripresa troverete dei professionisti preparati e motivati». «Doteremo i ragazzi di competenze professionali da spendere subito nel mercato del lavoro - ha concluso Rossoni -, ma specifiche per il territorio in cui vivono». Luisa Roda

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La scuola e i talenti di domani: la Gelmini al convegno Aib (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 19/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città La scuola e i talenti di domani: la Gelmini al convegno Aib Scuola, Università e imprese si confrontano nel tradizionale convegno annuale promosso dal Gruppo Giovani dell'Aib e dal Comitato regionale di Confindustria Lombardia. Questa undicesima edizione - nella quale interverrà il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini - si intitola «La scuola (di oggi) fucina di talenti (di domani)?». L'iniziativa comincia alle 10 in Sala Beretta, nella sede dell' Aib, in via Cefalonia 62, e gli associati possono registrare la propria adesione sul sito www.aib.bs.it nella sezione «servizi on line» e cliccando su « registrazione seminari» (gli iscritti al Gruppo giovani anche sul sito www.ggi.brescia.it nella sezione «area riservata / iscrizione eventi»). Ulteriori informazioni possono essere richieste contattando la segreteria organizzativa al numero 030/2292279 o all'indirizzo mail ferrari@aib.bs.it. Il programma prevede la partecipazione di ospiti di notevole spessore, come l'advisor e saggista Roger Abravanel, Claudio Demartini, preside della facoltà di Ingegneria meccanica di Torino e Alberto Barcella, Presidente della commissione scuola di Confindustria.

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di Tommaso Ferrara PADOVA - In cinquemila a... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Tommaso Ferrara PADOVA - In cinquemila al corteo regionale della Cgil contro la riforma Gelmini. Pochi, però, gli studenti. Tante sigle, anche i pensionati e i metalmeccanici, e tanti insegnanti. I ragazzi, invece, erano in giro per Padova, mentre gli universitari erano quasi tutti in aula. Il corteo, lungo quasi tutta via del Santo, con striscioni, palloncini, e camionette che mandavano musica, non era però vivace. Lo attraversavano lunghi silenzi. C'era anche molta polizia, in tenuta antisommossa. Troppa, forse. La traversata della città, iniziata da piazza Garibaldi alla 9,30, è finita in un'ora e mezza a Pontecorvo dove il comizio è durato un'oretta. E l'Onda? Ottobre sembra lontano quanto il '68. Sono partiti in trenta da piazza Capitaniato in bicicletta scandendo il solito slogan "Noi la crisi non la paghiamo". Per quanto riguarda l'adesione, in gran parte degli istituti, gli studenti sono entrati regolarmente. Adesione più alta in scuole medie ed elementari. Hanno scioperato 36 docenti alla media Pascoli, 12 alla Mameli, chiusa la primaria Dina Luzzato e alcune classi sono rimaste a casa anche alle elementari Carraresi. Tra i licei: 2 docenti scioperanti al Tito Livio, 7 al Marchesi-Fusinato, 9 al Nievo, 14 all'Einauidi. (ass)

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scuola, riparte la protesta tremila in corteo a cagliari (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Scuola, riparte la protesta tremila in corteo a Cagliari CAGLIARI. Almeno 300 istituti a rischio, plessi scolastici da depennare nei prossimi 3 anni. «Si tratta di una vera Caporetto che interesserà la scuola sarda se saranno applicati i criteri del ministro Gelmini». L'allarme lo ha lanciato la Cgil che ieri ha portato in piazza a Cagliari tremila dipendenti della scuola che contestano i tagli previsti dalla riforma. PARACCHINI a pagina 8

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agli atenei sardi 700mila euro in meno (per ora) - pier giorgio pinna (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Sardegna Agli atenei sardi 700mila euro in meno (per ora) Rischio di altre sforbiciate con le misure al vaglio del governo in questi giorni PIER GIORGIO PINNA SASSARI. Rivoluzione nei finanziamenti agli atenei. Con tante sorprese. Eccole. Più euro per premiare il merito. Crescita delle quote da ripartire con valutazioni sulla qualità. Modelli innovativi sui criteri di assegnazione dei premi per la didattica e per la ricerca. In teoria, un passo avanti. Ma nei fatti le università del Meridione, e quindi Cagliari e Sassari, rischiano di vedersi tagliare consistenti risorse. Il sistema infatti tiene conto di parametri non sempre in linea nella rappresentazione dei valori (e dei disvalori) delle realtà accademiche del Centro-Sud. Vediamo perché. Gli sviluppi. Negli ultimi anni la dinamica del fondo ordinario statale a disposizione degli atenei sardi ha subìto un andamento costante. Su scala nazionale dal 2002 al 2009 il suo intero ammontare è passato da poco più di 6mila milioni a 7mila e 250. All'interno di questa montagna di soldi l'attribuzione dei denari a ciascuna università è sempre stata fatta su base storica, incentivando chi ha dato garanzie sulle maggiori spese sostenute. Ma adesso il sistema per il calcolo dei fondi cambierà. La nuova ripartizione meritocratica, con un meccanismo progressivo, prevede distribuzioni di tipo premiale su una fetta molto più consistente della torta: 525 milioni, e non più 159 come nel 2008. In questo senso ci sarebbero atenei che vedrebbero aumentare di molto le loro risorse, come Padova e Torino. Mentre altri (e fra loro appunto Cagliari e Sassari) conoscerebbero tagli ulteriori, in qualche caso addirittura paralizzanti. L'analisi. Da una tabella di stima su questo processo elaborata nei giorni scorsi dal quotidiano economico «Il Sole 24 Ore» gli effetti risultano chiarissimi. Maggiori benefici nelle università del Settentrione. Contraccolpi negativi nel Centro, al Sud e nelle isole. La graduatoria, per il momento, è virtuale, naturalmente. Si fonda su una simulazione parametrata in rapporto a proposte di riforme che non è detto vengano poi realizzate sul piano normativo esattamente come sono state annnunciate. Ma la classifica è in ogni modo interessante, molto indicativa. Prende in considerazione tutte e 58 le università pubbliche italiane. In vetta c'è Bologna. Nella prima metà della tabella, tra le sedi meridionali, figurano soltanto le università della Calabria, di Bari e Catania. Problematiche le posizioni di Cagliari (quarantesima) e di Sassari (addirittura penultima, seguita solo dal fanalino di coda Messina). La paura. I timori per il futuro, nell'isola, risultano così più che reali, fondati. Preoccupano, in quest'elenco certamente in divenire ma di sicuro rigoroso nei suoi presupposti e sviluppi logico-matematici, alcuni dati sui divari tra oggi e domani. Le differenze nel finanziamento ipotizzato per il 2009 rispetto all'anno scorso si basano sull'incremento della quota d'incentivi dal 2,2% al 7%, tutto alla luce dei criteri e dei valori utilizzati nel 2008 e nel 2007. Se Cagliari nel 2008 ha così strappato al fondo ordinario statale 139 milioni e 428mila euro, nel 2009 rischia di ottenere come quota-incentivi poco meno di 9 milioni. Un taglio netto rispetto al passato di quasi mezzo milione. Sassari ha avuto nel 2008 circa 83 milioni. Ora, con la nuova suddivisione, potrebbe ricevere come plafond-premialità soltanto 4 milioni e 462mila euro, 308mila in meno rispetto all'anno precedente. Differenze di rilievo, quindi: in grado d'incidere in maniera negativa su bilanci già all'osso. E con un gap proporzionale, nei piani del governo, destinato ad accentuarsi nel tempo. Gli indicatori. Se non interverranno mutamenti d'indirizzo, infatti, il ministro Mariastella Gelmini andrà avanti a tappe forzate. Tre i livelli di riferimento per la rivoluzione. Il primo riguarda la ricerca: la distribuzione degli incentivi sarà fatta misurando i punteggi positivi ottenuti da ogni ateneo nei Progetti d'indagine scientifica Prin e sulla qualità dei prodotti presentati al Comitato di valutazione Civr relativi al 2001-2003. Ma il peso di questo parametro (che oggi incide per un terzo del totale) crescerà. E parecchio: pare in una forbice compresa tra il 50 e il 66%. La forza degli altri indicatori, invece, è data in flessione. Il secondo si riferisce alla «domanda»: e cioè al numero degli iscritti in un dato ateneo (senza conteggiare i neo-immatricolati). L'ultimo parametro si fonda sulla didattica: misura il numero dei crediti attribuiti agli studenti (ossia i punteggi determinanti per il curriculum) e il numero degli universitari valutati in relazione ai tempi per il conseguimento della laurea. Criteri in parte noti che adesso cambiano. Quanto influiranno con precisione sugli stanziamenti per gli atenei sardi lo stabiliranno esattamente solo le scelte finali del governo.

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tremila in corteo per il diritto allo studio - roberto paracchini (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Contro i pericoli di chiusura di tanti istituti iniziative sindacali in difesa dei precari e delle categorie più deboli Tremila in corteo per il diritto allo studio Grande partecipazione alla marcia di protesta regionale indetta dalla Cgil ROBERTO PARACCHINI CAGLIARI. Circa 210 plessi scolastici rischiano di venire depennati nei prossimi 3 anni, assieme ad almeno 300 istituti. «Si tratta di una vera Caporetto che interesserà la scuola sarda se saranno applicati i criteri proposti da Mariastella Gelmini, il ministro della Pubblica istruzione», lamenta Peppino Loddo, responsabile regionale della Cgil scuola, il sindacato che ieri mattina ha promosso a Cagliari la manifestazione regionale dei «lavoratori della conoscenza». La protesta. Duemila persone secondo i vigili urbani, quasi tremila secondo gli organizzatori: il corteo è partito alle 10 da piazza Garibaldi per arrivare alle 11,30 in piazza Jenne. Aperto dallo striscione della Cgil-Flc e chiuso da quello dei precari della ricerca, il corteo si è mosso un po' a singhiozzo, con fermate davanti alla sede della direzione scolastica e al palazzo del consiglio regionale, in via Roma. Ma a parte gli studenti universitari che hanno scandito diversi «Vergogna!» davanti alla Regione, il resto degli slogan sono stati soft. Lo smantellamento. «Il padrone conosce mille parole, l'operaio cento. Per questo lui è il padrone», si legge in un cartello portato nelle spalle da una insegnante. E nella parte anteriore si vede un Berlusconi che incita la Gemini: «Taglia, taglia...!». In Sardegna ci sono 424 plessi scolastici con preside e amministrazione, ma le indicazioni del governo parlano di strutture con almeno 500 alunni. Il che significa che nei prossimi tre anni, precisa la Cgil, quasi la metà potrebbe scomparire. In tutta l'isola vi sono circa 1600 strutture scolastiche, ma le disposizioni parlano di almeno 50 alunni per istituto. «Così facendo - continua Loddo - 300 potrebbero essere chiusi. Quindi in molti paesi del Nuorese, dell'Oristanese, nel Sarrabus e nel Gerrei non ci saranno più scuole». I precari. Le disposizioni del ministro Gelmini non prevedono il licenziamento degli insegnanti, «ma non va dimenticato che la scuola si è sempre retta grazie ai precari», sottolinea Enzo Costa, segretario generale regionale della Cgil. «Nei periodi di crisi - continua - solitamente si punta sullo sviluppo delle infrastrutture e la scuola è la più importante, indispensabile per dare un segno di speranza e di prospettiva. Invece si torna al passato. Nel dopoguerra ci si è battuti per una scuola di massa, oggi si ripropone quella d'élite... In Sardegna su seicentomila occupati, centomila sono precari, circa il 14 per cento». Nella scuola vi sono dagli 8 ai 9mila docenti non di ruolo impiegati in numero di 3.000-3.500 ogni anno. «Dal prossimo anno mille insegnanti resteranno a casa e 500 tra amministrativi e ausiliari», informa Loddo. I docenti di sostegno. Le ore di insegnamento da parte dei docenti di sostegno «scenderanno da diciotto a nove», spiega Serenella Aledda, docente di scienze in questo settore (opera tra Elmas e Quartu). Con le proposte «della Gelmini - precisa - si lede il diritto allo studio dei disabili che saranno di nuovo relegati ai margini: persone di serie B». L'educazione per gli adulti. In Sardegna operano sedici centri permanenti di educazione per gli adulti. Nati dalle vecchie «150» ore, sono diventate strutture di formazione, soprattutto per lavoratori fuori dal processo produttivo. «Ora, però - spiega Filippo Lunesu, docente di lettere, rischiamo di perdere il 50 per cento degli organici». La riforma della scuola parla di una diminuzione delle ore di insegnamento che da 36-40 arriverà a 27. E le classi si perderanno per strada. «Il problema - afferma Giovanni De Santis, preside del Nautico Buccari di Cagliari - è che si stanno tagliando tutti i finanziamenti. Prima, quando la Sardegna era ancora nell'Obiettivo 1, si poteva supplire con progetti supportati dall'Ue. Ora non è possibile nemmeno questo». I ricercatori. Per l'università, oltre alla riduzione dei finanziamenti, è previsto il blocco del ricambio: chi va in pensione non verrà sostituito. «Ma oggi la maggior parte dei docenti di Cagliari e di Sassari - spiega il fisico Pino Calledda, della Cgil, università e ricerca - sono attorno ai 55-60 anni e oltre. Se non verranno sostituiti la ricerca morrà per asfissia». Chi svolge parte della ricerca, sottolinea Claudia Ortu (assegnista di ricerca in Scienze politiche, a Cagliari), «sono i precari come me e i colleghi che hanno contratti di ricerca annuali o semestrali. Ma ora siamo tutti a rischio». La fabbrica. «L'Eurallumina non si chiude», hanno scandito più volte i delegati dell'azienda durante il corteo. «Noi siamo qui per solidarietà - afferma Sergio Murenu - Tutti noi abbiamo dei figli e la scuola è importante. Inoltre abbiamo bisogno di visibilità, fra l'altro non c'è ancora stata la convocazione per la cassa integrazione».

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la protesta della scuola (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Sardegna LA PROTESTA DELLA SCUOLA Anche nell'isola adesioni allo sciopero. Slogan e striscioni contro il ministro Gelmini. Timori per la cancellazione di una serie di attività didattiche per mancanza di fondi

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gelmini, col 5 in condotta niente maturità (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Attualità Gelmini, col 5 in condotta niente maturità MILANO. Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che ieri a Basiglio è intervenuta all'inaugurazione della Mediolanum Corporate University, ha confermato che con un 5 gli studenti non potranno essere ammessi all'esame di Stato. «C'è un maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti e c'è severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti. Due cose indispensabili per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». La Gelmini ha anche detto che «è necessario ripensare la laurea triennale che non ha dato grandi risultati». Poi il ministro ha esaltato il progetto dell'università per la formazione di manager finanziari di Mediolanum.'Qui - ha detto - vedo grande entusiasmo, cosa che, purtroppo, non c'è nella Pubblica amministrazione e, soprattutto nella scuola. Purtroppo nello Stato non c'è la capacità di valorizzare il capitale umano». La Mediolanum Corporate University è per il ministro uno degli esempi di sinergia tra formazione e lavoro: «Alla crisi si risponde ripartendo dalla scuola che deve saper formare gli studenti per affrontare il mondo produttivo».

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Scuole professionali, percorso condiviso (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

cronaca pag. 9 Scuole professionali, percorso condiviso «Questo accordo rappresenta una delle migliori risposte alla dispersione scolastica, alla richiesta di formazione personalizzata nel rispetto delle aspettative e della libertà di scelta degli alunni». E' soddisfatto l'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Giampaolo Mantelli, dopo l'intesa sottoscritta dal Ministro dell'istruzione Gelmini e il presidente della Regione Roberto Formigoni che dà il via libera all'attuazione della Regione dell'istruzione e formazione professionale. In sostanza si sperimenta a partire dall'anno 2009-2010 l'unificazione del sistema dell'istruzione professionale statale con l'istruzione e formazione professionale regionale. L'attuazione prevede due fasi. Nella prima la formazione professionale regionale verrà offerta anche dagli istituti professionali statali in aggiunta ai loro percorsi professionale. Nella seconda (2010-2011) si attuerà un più stretto raccordo con la possibilità di avere per i primi 4 anni i percorsi regionali e di attivarne un quinto perl raggiungere il diploma di Stato. «LE FAMIGLIE e gli alunni hanno l'opportunità di scegliere la strada più adeguata - commenta Mantelli - l'accordo garantisce la continuità e l'unitarietà dell'offerta di istruzione e formazione professionale. Non solo: la sperimentazione valorizza l'autonomia delle istituzioni scolastiche». Per Mantelli questo accordo è strategico come «manovra» anti crisi: «Sarà possibile creare dei percorsi di formazione personalizzati, dare ai giovani l'opportunità di coltivare le proprie ambizioni, raggiungere una formazione d'eccellenza che poi verrà messa al servizio delle nostre imprese alla ricerca di personale qualificato».

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Sciopero, adesione alterna (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. Partecipazione non di massa all'astensione dal lavoro contro i tagli del Governo promossa da Gilda Sciopero, adesione alterna di Mimmo Varone La scuola bresciana ha scioperato a macchia di leopardo. Ieri circa il 30 per cento degli insegnanti ha risposto all'appello della Gilda e non è salito in cattedra. Tanti? Pochi? Dal punto di vista dei promotori, pochi. Perché «per la gravità della fase che attraversiamo dovrebbero scioperare non solo gli insegnanti, ma anche genitori e studenti», dice Gregorio Musumeci del direttivo provinciale. Tanti, se si considerano le adesioni che Gilda stessa riscuote nella scuola. A INCROCIARE le braccia per protesta sono state soprattutto le categorie più colpite dalla crisi. A partire dai precari che in molte scuole sono da mesi senza stipendio per mancanza di fondi. Dalle informazioni in possesso di Musumeci, le astensioni maggiori si sono avute tra le maestre elementari, al momento le più esposte ai tagli di Tremonti e Gelmini. «Mediamente nella scuola primaria c'è stata un'adesione tra il 40 e il 50 per cento - dice l'esponente sindacale -, con punte del 100 per cento come al plesso della Tiboni». Minori, invece, le adesioni alle medie. E minori pure alle superiori, con la riforma rimandata all'anno prossimo. Qui, secondo Musumeci sono scesi in sciopero soprattutto gli Itp, gli insegnanti tecnico pratici dei laboratori delle professionali e degli istituti tecnici, che faranno le spese della riduzione d'orario con previsioni di organici «decurtati del 30 per cento». Per il resto, «non ci aspettavamo certo l'adesione del 30 ottobre scorso - aggiunge Musumeci -, in primo luogo perché Cgil indice scioperi in continuazione, e poi per la rassegnazione di molti». È un fatto che nell'assemblea di lunedì in preparazione dello sciopero molti insegnanti hanno chiesto nuove forme di lotta, ma gli scrutini e le adozioni dei libri di testo sono atti dovuti, e non resta altro che rifiutarsi di portare i ragazzi in gita o non partecipare alle commissioni di lavoro. Poche cose che non incidono molto. Ieri, peraltro, scioperava pure il personale Ata aderente allo Snals. Ed «è possibile che si siano aggiunti anche insegnanti che aderiscono a quel sindacato autonomo» dice Musumeci. Insomma, «è tanta la rabbia in giro che non si riesce più neanche a capire chi sciopera».

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ventimila in piazza: "salvate la scuola" - ottavia giustetti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Torino Ventimila in piazza: "Salvate la scuola" Professori, precari e studenti scioperano con la Cgil contro i tagli Adesione del 40 per cento. "Investite nell´istruzione i soldi del ponte sullo stretto" OTTAVIA GIUSTETTI Lo sciopero della conoscenza riporta la protesta in piazza: 20 mila, secondo la Flc-Cgil, le persone che hanno partecipato ieri mattina alla manifestazione regionale contro i tagli alla scuola. Insegnanti, dipendenti amministrativi, ma anche tanti genitori e ragazzi si sono dati appuntamento nella solita piazza Arbarello, e hanno sfilato lungo le strade del centro fino in piazza Castello, a poca distanza dalla manifestazione organizzata dall´Anci Piemonte. In testa, gli striscioni dell´Flc-Cgil, seguiti da quelli di vari licei torinesi. Per ultimi hanno sfilato gli studenti universitari: tutti i collettivi dell´Università e la No-Tremonti del Politecnico, che ha portato in strada una barca di cartone per richiamare i temi dell´Onda, con lo slogan: «L´Onda è passata ma i pirati sono ancora qui». Lo stesso hanno fatto gli studenti superiori, che hanno sfilato dietro lo striscione «Pericolo tagli in vista, promesse nuove mareggiate». E i precari della ricerca dell´Università e del Politecnico che hanno manifestato insieme agli studenti e hanno raccontato dal palco in piazza Castello i motivi della loro protesta: più di metà dei lavoratori dei due atenei torinesi è precaria, e le prospettive per il futuro sono di un continuo peggioramento della situazione. Inoltre, i più anziani ricercatori precari (gli over 32) rischiano di essere tagliati fuori dai futuri concorsi perché le università, per alzare il proprio rating internazionale, hanno bisogno di assumere personale sempre più giovane. Secondo il sindacato sono stati circa il 40 per cento gli insegnanti e i dipendenti che hanno aderito a Torino allo sciopero di oggi, un po´ meno della media nazionale, che si è attestata sul 45 per cento. Altissimo, invece, il dato che riguarda Novara, dove si sono fermati il 72 per cento degli insegnanti. Dal palco del comizio conclusivo, il segretario piemontese della Flc-Cgil, Rodolfo Aschiero, si è rivolto al ministro Gelmini e al premier Berlusconi: «La scuola che avete in mente - ha detto - prevede meno risorse, meno insegnamento, meno sostegno alla disabilità e all´opposto più sanzioni. In Piemonte - ha aggiunto - dal prossimo anno scolastico ci saranno 40 mila insegnanti in meno». «Invece di fare il ponte sullo stretto di Messina - ha detto il segretario generale della Cgil Piemonte, Vincenzo Scudiere - sarebbe meglio mettere quei soldi nella scuola. Da ottobre questa piazza è il simbolo della nostra resistenza contro la politica scellerata del governo. Ci uniamo alla protesta dei sindaci. Derogare il patto di stabilità sarebbe un primo passo per rilanciare l´economia». Anche una cinquantina di sindaci hanno partecipato alla protesta e si sono incatenati al tricolore chiedendo di poter utilizzare le risorse degli avanzi di amministrazione e dei residui passivi dei bilanci comunali per fronteggiare la crisi economica.

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Al volante ci sarà anche il ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

MILLE MIGLIA. Ancora da definire la scelta della vettura: al suo fianco, come navigatore, il fidanzato bergamasco Giorgio Patelli Al volante ci sarà anche il ministro Gelmini di Daniele Bonetti Non si sa ancora su quale macchina parteciperà, e nemmeno se sarà lei al volante o se preferirà affrontare la manifestazione del più comodo ruolo di navigatrice: la notizia però è trapelata negli ambienti vicini al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Il ministro sarà al via della Mille Miglia e partirà da viale Venezia per affrontare i 1600 chilometri del percorso. Una decisione che in verità era nell'aria: qualche settimana dopo assume contorni decisamente meno «casuali» la sua presenza, non annunciata, al Teatro Grande per l'anteprima della manifestazione lanciata dal concerto di Lucio Dalla. Una presenza, quella sera accanto al sindaco Adriano Paroli, che sembrava frutto di un dovere istituzionale: la Gelmini invece già covava il desiderio di partecipare alla manifestazione e solo la prossima volta si occuperà della scelta della vettura su cui divertirsi per tre giorni sfiorando i luoghi più belli d'Italia. AL SUO FIANCO non ci sarà un altro politico: nemmeno un'amica, ma il fidanzato bergamasco Giorgio Patelli che siederà al fianco della bresciana: significativo, per lei, il passaggio a Desenzano dove fu presidente del consiglio comunale fino al 2000 e dove ha ancora molti amici che l'attenderanno sul lungolago, non lontano da Palazzo Bagatta. Oltre alla Gelmini potrebbe essere della corsa anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa mentre senza ombra di dubbio ci sarà il figlio, Geronimo, che correrà insieme al coordinatore regionale di Forza Italia giovani, il bresciano Emanuel Piona, appassionato di auto storiche e già al via in passato della Winter Marathon, considerata nel settore la Mille Miglia dei ghiacci. Un equipaggio giovane che punterà senza dubbio a trascorrere tre giorni indimenticabili.

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Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 19 Marzo 2009 CRONACA Pagina 13 SCUOLA. Contenuta negli istituti veronesi la partecipazione all'agitazione sindacale nazionale «Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma» Circa del dieci per cento l'adesione allo sciopero Non chiamatela riforma. I provvedimenti decretati dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini «sono solo che tagli alle risorse della scuola e all'organico, mascherati da nuove e rivoluzionare iniziative mirate alla qualità dell'insegnamento». A sostenerlo a gran voce sono i maestri e i docenti che ieri hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dai sindacati Cgil e Gilda per protestare contro le nuove norme previste dalla riforma Gelmini. «I motivi per cui manifestiamo sono sostanzialmente gli stessi che hanno mosso le battaglie dei mesi scorsi e lo sciopero del 30 ottobre. Alcune novità però ci sono e riguardano un ulteriore taglio all'organico della scuola primaria: inammissibili», ha spiegato Laura Delfini segretaria generale di Flc Cgil, che ieri mattina ha aderito, insieme a una delegazione veronese di un centinaio di docenti, alla manifestazione in piazza organizzata a Padova. Ora, la speranza degli insegnanti è quella di coinvolgere nella loro battaglia anche i genitori di alunni e studenti. «Le famiglie ancora non si rendono conto di quante bugie sono state raccontate loro. Nelle scuole elementari, ad esempio, la richiesta per il prossimo anno del tempo pieno o comunque del tempo prolungato superiore alle 27 ore settimanali, è del 90 per cento», ha spiegato Delfini, «ma il Ministero non è neanche lontanamente in grado di far fronte a queste richieste, che sono spesso vere e proprie esigenze per le famiglie». La situazione nel veronese è in linea con quella nazionale. «Le domande di tempo pieno, negli ultimi anni, sono raddoppiate ma solo una minima percentuale, con queste premesse, potrà essere soddisfatta», ha aggiunto Delfini. «Inoltre, la direzione scolastica del Veneto ha recentemente emanato una circolare in cui sostanzialmente spiega che ci sono esuberi negli organici della scuola primaria. Con il risultato che ci saranno più insegnanti assunti a tempo indeterminato che posti». Nel Veneto, l'adesione allo sciopero, che ha coinvolto tutto il mondo della scuola, dalla materna fino all'università, secondo i dati resi noti dal Dipartimento della Funzione Pubblica, è stata del 10,30 per cento. Un numero che trova conferma, seppur con qualche variazione, anche in città. Nelle scuole materne comunali, ha scioperato poco meno del 14 per cento degli educatori, il 13,68, per la precisione. E anche nelle scuole superiori l'adesione è stata abbastanza contenuta. Al liceo classico Maffei su 85 insegnanti in servizio ieri, hanno scioperato 13 docenti. 26, sempre su 85, sono state le adesione al Marco Polo, che ha visto scioperare anche il personale non docente: 6 su 29. Dieci i docenti assenti al Messedaglia, a cui si aggiunge però anche l'adesione allo sciopero del dirigente scolastico Giancarlo Peretti. Contenuti anche i disagi per ragazzi e genitori. Qualche classe, soprattutto alle superiori, è stata fatta entrare un'ora o due dopo il normale inizio delle lezioni, o mandata a casa prima, per l'assenza dell'insegnante.  

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tempo pieno a scuola negato dai tagli - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Palermo Tempo pieno a scuola negato dai tagli Raddoppiate le richieste alle elementari, ma mancheranno gli insegnanti Ieri lo sciopero contro la Gelmini sono tornati in piazza anche gli studenti dell´Onda SALVO INTRAVAIA Boom di richieste per il tempo pieno alla scuola elementare. Ma quasi certamente i tagli imposti dal governo nazionale e le carenze strutturali degli edifici scolastici lasceranno deluse migliaia di famiglie siciliane. Le scuole hanno ormai terminato di caricare nel cervellone del ministero i dati sulle iscrizioni per il prossimo anno scolastico e non mancano le sorprese: la richiesta di tempo pieno (40 ore settimanali, comprensive di mensa) alla primaria non era mai stata così forte nell´Isola. Secondo Giusto Scozzaro, segretario regionale della Flc Cgil, si tratta di un segnale «estremamente positivo da parte dei siciliani che rivalutano l´istruzione pubblica di qualità». Sarà possibile accontentare tutti coloro che hanno chiesto le 40 ore? «Il governo - spiega Enzo Granato, a capo della Uil scuola regionale - dovrà assumersi la responsabilità di dire no a chi ha più bisogno». Le notizie che arrivano da Roma non sono per nulla confortanti. Per aumentare le classi di scuola primaria che nel 2009-2010 funzioneranno anche nel pomeriggio servirebbero 500 posti in più di quest´anno ma Tremonti e Gelmini hanno previsto un taglio di circa 1.300 cattedre. A complicare le cose si sono aggiunte le famiglie che hanno snobbato i modelli a 24 e 27 ore settimanali privilegiando le 30 ore settimanali. Per non parlare della beffa che attende i precari: non basteranno infatti le richieste di un tempo scuola più lungo a salvare migliaia di supplenti o aspiranti tali siciliani che da settembre dovranno cercarsi un´altra sistemazione. Secondo le disposizioni ministeriali per il prossimo anno, l´unico modo per aumentare le classi funzionanti a 30 ore settimanali e a tempo pieno è quello di formare classi funzionanti a 24 ore. Ma questo modello è stato scelto dall´uno per cento delle famiglie siciliane. «A Milano il 94 per cento delle classi di scuola primaria - aggiunge Granato - sono a tempo pieno, a Palermo siamo attorno al 2 per cento». Le famiglie siciliane non hanno dubbi su quale sia la strada da seguire per il futuro: le richieste di tempo pieno sono raddoppiate in 12 mesi. Quest´anno, frequentano una classe di scuola primaria anche nel pomeriggio poco meno di 9 mila alunni. Le richieste per il prossimo anno sono quasi 18 mila. Con un incremento che riguarda soprattutto le prime classi che da 1.819 alunni il prossimo anno dovrebbero accoglierne 8.026. Le istanze presentate dai genitori, se accolte, avrebbero incrementato l´organico di 900 cattedre. Invece, ne verranno tagliate 1.300. E i 670 supplenti annuali e fino al 30 giugno verranno licenziati. Intanto ieri, nel giorno dello sciopero generale della scuola, sono tornati in piazza anche i ragazzi dell´Onda con un corteo per le vie del centro che ha radunato alla facoltà di Lettere studenti universitari, medi e dell´Accademia di Belle Arti.

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In 5 mila contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

IN PIAZZA A PADOVA In 5 mila contro la Gelmini L'Onda a Venezia occupa uno stabile dell'Università PADOVA. Alle nove e trenta sono già tutti in Piazza Garibaldi. Sotto le bandiere della Cgil, della Gilda, del Comitato Genitori-Insegnanti, del Coordinamento Precari, della Rete degli Studenti e degli Universitari, della Sinistra Democratica, contro la Riforma della Scuola, orchestrata dai Ministri Gelmini e Tremonti, a Padova sono scesi in piazza circa cinquemila persone, tra cui presidi, docenti, bidelli, impiegati, studenti, genitori ed anche delegati Fiom e dei pensionati, arrivati da tutto il Veneto per respingere i 4.000 tagli preventivati dal Governo nella nostra regione. In prima fila lo striscione della Cgil «I lavoratori della scuola pubblica contro la Gelmini». Il corteo, scortato da pochi poliziotti e carabinieri, parte in direzione del Listòn alle 9,45. Il servizio d'ordine è assicurato dai delegati nerboruti della Fiom, con in testa Luciano Gallo, Leonardo Mazzotta e Candido Salvato. Nelle prime fila anche i presidi Antonio Giacobbi (Itc Pertini), Floriana Rizzetto (Comprensivo di Piazzola sul Brenta) e Maria Rosa Salmazo, una padovana dirigente a Cencenighe. Numerosi i sindaci e gli assessori con la fascia tricolore, tra cui Franco Frazzarin(Vigodarzere), Cesarina Foresti (Arzergrande), Letterio Turiaco (Cadoneghe), Lamberto Tellatin (Galliera), Silvia Salvagnin, Giancarlo Piva (Este) e Marcello Volpato (Camposampiero). Tra i tanti cartelli al vento si distingue quello della primaria Elsa Morante: «Scuola con meno insegnanti uguale scuola con più ignoranti». In mezzo al corteo anche Fabio Rocco, del Pd ed Alessandro Zan, della Sinistra Democratica. Tanti anche i rappresentanti de «I Comunisti Italiani» e «Rifondazione». Tutto liscio sino all'incrocio con riviera Tito Livio, dove la polizia frena la marcia pacifica di una cinquantina di studenti dell'Onda, partiti da Piazza dei Signori. Ed è in questo punto che il corteo provoca un po' di disagi al traffico. I bus 11,13, 16, 18 e 22 ed il tram sono costretti a fermarsi. Un gruppo di studenti dell'Università di Venezia aderenti all'Onda hanno occupato ieri uno stabile libero dell'ateneo di Cà Foscari, tra Piazzale Roma e Santa Marta. L'iniziativa voleva portare l'attenzione sui temi legati ai costi per chi studia in città, in particolare sulla questione degli affitti delle case. (Felice Paduano)

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Cgil: quasi un insegnante su due ieri ha aderito allo sciopero (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cgil: quasi un insegnante su due ieri ha aderito allo sciopero PAVIA. Ieri mattina per lo sciopero della Cgil sono scese in piazza a Milano 20mila persone. Questi i dati della Camera del lavoro. In piazza Duomo si sono ritrovati studenti, insegnanti, precari del mondo dell'istruzione, ma anche gli universitari e i ricercatori. «I dati nazionali parlano di un'adesione alta - spiega Silvio Torre, della Cgil scuola di Pavia - Con una media del 45%». Più difficile ricavare il dato locale. Alcune scuole hanno avuto un'adesione alta, anche slegata all'appartenenza o meno alla Cgil, proprio nell'ottica di una preoccupazione comune rispetto alla riforma Gelmini. In altre scuole invece non ci sono stati disagi. Cgil e Gilda si sono uniti per ribadire il rifiuto ai futuri cambiamenti della scuola. Un «no» che riguarda il maestro unico, un tempo scuola inferiore alle 40 ore, ma anche i tagli al personale Ata e ai docenti, e poi ai cambiamenti nelle scuole medie, dove sono previste due ore in meno di italiano e una in meno di tecnica. Con un occhio all'università, dove si chiedono aiuti per la ricerca e non tagli. E alle superiori, perché dal 2010 arriverà anche per loro la riforma. (ma.br.(

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Bonomo nella Lega Addio alla Spiga (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 19 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 36 VERSO LE ELEZIONI / ANGIARI. Il sindaco uscente ha ufficializzato martedì la sua candidatura Bonomo nella Lega Addio alla «Spiga» Diventano così quattro le liste in corsa per le amministrative di giugno. La quinta dovrebbe essere quella di Marina Meletti Il sindaco Vincenzo Bonomo va a caccia del bis. E manda in pensione il vecchio simbolo della Spiga, che ha contraddistinto la lista che ha governato Angiari negli ultimi 24 anni e con il quale lui stesso era stato eletto cinque anni fa. Dopo lo scioglimento della riserva da parte di Bonomo - 53 anni, libero professionista - salgono così a quattro i candidati che finora hanno ufficializzato la loro discesa in campo. Gli altri sono l'ex vicesindaco Gelmino Caliari, Laura Marcolongo della neonata «Civica per Angiari» e Alvise Menini dell' Airone. All'appello manca ancora il candidato dell'associazione «Tempi nuovi per Angiari»: in prima battuta era emerso il nome di Marina Meletti, ma è la stessa interessata oggi a spiegare che «ufficializzeremo candidato sindaco e consiglieri in aprile». Bonomo non ha ancora scelto il nuovo nome né il simbolo della sua lista, che sarà comunque all'insegna della continuità con l'attuale amministrazione. Non si sbilancia nemmeno sulla probabile presenza del logo della Lega nord, partito di cui è militante dallo scorso anno: «Non è il simbolo che conta, ma i programmi. Nella scelta di simbolo e nome si terrà sicuramente conto che sono un sindaco iscritto alla Lega». «Ora pensiamo solo a concludere il mandato nel miglior modo possibile», aggiunge il primo cittadino uscente. «Per rafforzare il gruppo abbiamo già contattato sei-sette nuovi elementi». Bonomo respinge poi le accuse arrivate dagli avversari di aver causato la frammentazione politica nel paese. «Del gruppo con cui siamo stati eletti cinque anni fa è rimasto in maggioranza il 70 per cento dei consiglieri. Sono gli altri, caso mai, che si sono divisi. L'Airone nel corso del mandato ha visto due suoi componenti dimettersi (Paolo Mariacci e Silvietto Lovato, ndr) e il passaggio di Andrea Rizzardo in maggioranza. Gli altri consiglieri che hanno deciso di andare all'opposizione (Gelmino Caliari, Roberto Dal Cer, Samuele Lunardi, ndr) hanno litigato pure tra di loro. Non capisco perché chi passa con noi deve essere considerato un traditore e chi va in minoranza invece è bravo». Bonomo anticipa alcuni temi della campagna elettorale. «Punteremo sul centro commerciale, che porterà mille posti di lavoro, la nuova scuola media ma anche l'attuazione dei piani di intervento del Piano di assetto del territorio. Creeremo un'area urbanizzata a basso costo per le giovani coppie». E proprio sulle polemiche scoppiate intorno al Pat Bonomo sottolinea che «sarà solo con i piani di intervento che si vedrà se i terreni sono edificabili oppure no». Sul rischio di indebitamento del Comune nel caso in cui il «divertimentificio» non venga realizzato spiega: «Dal centro commerciale incasseremo nei prossimi anni 5-600 mila euro solo con l'Ici. Il bilancio del Comune oggi è sano, tanto che il consuntivo 2008 ci darà un avanzo di 555mila euro». Nel frattempo sia L'Airone che la Civica per Angiari stanno pensando alla composizione delle liste. «Prima stileremo le linee guida del nostro programma, poi creeremo la squadra che lo condividerà», spiega Menini. «I nomi dei candidati consiglieri ci sono, ma li ufficializzeremo il 4 e il 5 maggio prossimi», aggiunge invece Laura Marcolongo che proprio nei giorni scorsi aveva presentato il nuovo simbolo: due mani che si stringono sotto la scritta «Civica per Angiari».  

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meglio impegnarsi dal trentino - marco rossi-doria (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Napoli MEGLIO IMPEGNARSI DAL TRENTINO MARCO ROSSI-DORIA vvicina le droghe e gli stili di vita pericolosi. Ma insieme a questi "fattori di sistema", abbiamo fattori in cui vi è, invece, diretta responsabilità di chi ci ha governato. Per esempio le famiglie ricevono peggiori informazioni e minori agevolazioni e godono meno di leggi vantaggiose e di diritti a causa di amministrazioni locali e burocrazie peggiori. Hanno, nel Mezzogiorno, solo l´8,3% delle classi elementari a tempo pieno e il 2% a Napoli anche per mancati adempimenti degli enti locali ben prima dei decreti Gelmini. Da piccoli spesso non hanno asili nido: Napoli copre meno del 3% del fabbisogno. Vanno a scuole in edifici meno sicuri e con mense peggiori. Hanno progetti di educativa territoriale che non diventano quasi mai servizi stabili. O ancora: conoscono ospedali meno curati ed efficienti e minori opportunità di cure preventive. Usufruiscono di trasporti e infrastrutture peggiori. Insomma: hanno enti locali meno educativi perché meno capaci di spendere bene per servizi, istruzione, salute, sport, ambiente, disabilità, sviluppo locale, cultura. Inoltre vivono in un contesto con minori occasioni di partecipazione civile e di impegno disinteressato alla politica a causa di conservazione, clientelismo e corruzione. Isaia Sales scrive che proprio sulla battaglia dell´istruzione ci vuole una grande politica. Condivido. Poi aggiunge che sindaco e governatore dovrebbero richiamare me a Napoli da Trento, dove attualmente sono impegnato professionalmente. Lo ringrazio davvero per la stima. Però noto che se - come i dati mostrano - i nostri governanti sono stati per anni parte del problema, dubito che possano essere anche i promotori della soluzione. E poi, per una grande politica non bastano né Marco né Pancrazio né Antonietta. Ci vuole un radicale ricambio nei metodi e nei modelli culturali, operativi e organizzativi, nei linguaggi, nei programmi e nelle persone che governano. Tali da favorire una nuova stagione di speranza, fatta di molte intelligenze, competenze e volontà. Stagione che oggi, purtroppo, non è proprio all´orizzonte.

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la gelmini snobba i presidi e conferma "con un solo 5 niente maturità" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Milano ZITA DAZZI A PAGINA VII Il ministro rimanda al mittente l´appello a rivedere la nuova regola La Gelmini snobba i presidi e conferma "Con un solo 5 niente maturità" SEGUE A PAGINA VII

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scuole d'infanzia boom di iscritti alle private nelle statali non c'è posto (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Marta Artico SCUOLE D'INFANZIA Boom di iscritti alle private «Nelle statali non c'è posto» Nel Comune di Venezia la capienza all'interno degli istituti paritari è di 2500 bambini, ma non basta rispetto alle richieste in aumento MESTRE. Boom di iscrizioni alle scuole per l'infanzia paritarie. I posti sono sempre gli stessi, né più ne meno, 2.500 nel comune di Venezia, eppure nonostante la ventata di crisi che si è abbattuta sulle scuole paritarie, quest'anno le liste d'attesa, sono molto più lunghe rispetto all'anno passato. Il tutto nonostante Adriano Doria, il responsabile dell'Agenzia patriarcale «Cardinale La Fontaine», fondata con l'obiettivo di ampliare l'offerta formativa e ridurre i costi di gestione degli istituti, dica chiaro e tondo: «Siamo sull'orlo del dramma». A Venezia esistono 36 scuole per l'infanzia paritarie spalmate nel comune. Dieci nella Municipalità di Mestre centro, 4 a Favaro, 7 a Chirignago, 3 a Marghera e 12 oltrepassato il ponte. I 2.500 posti, coprono circa il 50 per cento del fabbisogno, il rimanente 50 se lo spartiscono gli asili comunali (quasi tutti a Venezia) e quelli statali, per la maggior parte in terraferma. Le iscrizioni agli asili comunali scadono il 31 marzo, per quel che riguarda le paritarie, sono scaduti il 28 febbraio, ma le liste d'attesa sono lunghe. In Provincia di Venezia, sono 9.441 bambini che l'anno prossimo andranno negli asili statali. Mestre centro. Al Germoglio di via Cà Rossa, sono già iscritti 112 bimbi, 23 attendono che si liberi un posto. Alla San Gioacchino di via Costa sono state formate 5 sezioni da 26 alunni, per un totale di circa 130. «Il fatto - spiega la responsabile Simonetta Spinola - è che la zona centrale è popolosa, e la richiesta è maggiore rispetto all'offerta». Anche all'asilo Madonna della Pace tutto full, 28 bimbi già iscritti e 23 in attesa, conferma Sara Vianello. Al completo anche l'asilo Santa Maria Goretti di Vicolo della Pineta con 84 alunni e una quindicina in lista. Le suore dell'Istituto Caburlotto del Terraglio hanno iscritto 86 bimbi, ma - spiega madre Silvia - avremmo tranquillamente potuto riempire una sezione in più. 90 alunni già in lista all'asilo La Pellegrina e tanti in attesa conferma la coordinatrice. All'asilo Battistella di via Nigra i fortunati sono 84, 5 sono rimasti fuori. 84 gli iscritti alla Madonna ella Salute di via Santa Maria dei Battuti, 81 all'asilo «San Marco» e 69 bimbi alla scuola per l'infanzia Vittoria di via Piave. 848 bimbi, che frequenteranno la scuola per l'infanzia il prossimo anno scolastico. «Per essere sicuri dell'aumento bisogna incrociare i dati - spiega Paolo Simionato ex dirigente scolastico ed oggi membro dell'agenzia patriarcale - il fatto però che ci siano liste di attesa negli asili, è dovuto all'evidenza che ci sono poche sezioni scuola materne, lo Stato è carente e non copre il gap. Ricordo che il 70 per cento degli asili nel Veneto è composto da scuole per l'infanzia paritarie. Ma c'è anche da dire che le manifestazioni e gli scioperi avvenuti sulla scorta dei provvedimenti Gelmini, hanno spaventato i genitori piuttosto che tranquillizzarli. E in questo caso c'è una responsabilità dei docenti statali». Fondi. In quanto a finanziamenti però, le scuole paritarie stanno molto male. «La situazione è sull'orlo del dramma - conferma Adriano Doria dell'agenzia patriarcale - il taglio è pesante, il Governo ha garantito i fondi, ma non si sa quanti ne arriveranno né quando arriveranno. Il ministro Gelmini ha promesso 133 milioni di euro, ma di fatto non ha emanato nessun provvedimento che li stanzi davvero. Senza contare che generalmente i pagamenti avvengono con 2 anni di ritardo». Prosegue: «Con le rette medie, paghiamo appena gli stipendi degli insegnanti. Ora come ora le scuole, soprattutto quelle più piccole - conclude Doria - non sanno come andare avanti». Così diversi istituti, hanno già aumentato la retta di 10, in alcuni casi anche 20 euro.

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mille veneziani nelle vie di padova genitori nelle file dei manifestanti (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Primo Piano Mille veneziani nelle vie di Padova «Genitori nelle file dei manifestanti» PADOVA. Cinquemila in corteo, a Padova, sotto le bandiere della Cgil e della Gilda contro la riforma della scuola orchestrata dai ministri Gelmini e Tremonti. Cinquemila persone, tra cui presidi, docenti, bidelli, impiegati, genitori ed anche delegati della Fiom, degli edili, chimici e dei pensionati, arrivati da tutto il Veneto, per dire al ministero di Viale Trastevere che i 4 mila tagli previsti dal Governo nella nostra regione non devono essere effettuati. Nelle prime file dell'imponente manifestazione, anche circa mille persone provenienti dalla provincia di Venezia, tra cui iscritti e non della GiIda e della Cgil e gli attivisti del Comitato Lagunare dei Genitori. In testa al plotone dei veneziani il segretario provinciale della Flc-Cgil, Carlo Forte. «E' la prima volta che scioperiamo assieme ai genitori, agli universitari ed ai colleghi della ricerca - sottolinea Forte -. Noto con piacere che Venezia ha risposto alla grande a questa manifestazione regionale. E' uno sciopero compatto contro il Governo Berlusconi, il solo in Europa a non investire nell'istruzione e nell'università». In corteo tanti docenti del Cà Foscari (con un proprio striscione) e tanti insegnanti, bidelli e impiegati delle scuole veneziane. In mezzo a loro anche Cristina Giadresco, del circolo didattico San Girolamo di Venezia ed Emanuela Crosariol, precaria da 15 anni, attualmente in servizio a Pianiga e Martellago, venuta a Padova assieme alla figlia con un vistoso cartello in mano sul quale è scritto «Non tagliate il futuro dei nostri figli». «Sono qui anche a nome dei tantissimi precari che l'anno prossimo rischiano di non essere più assunti - dice la Giadresco -. La Gelmini ha effettuato una vera controriforma perché, anche nel Veneto, intende abolire il tempo scuola nel pomeriggio, compresi i trasporti per i ragazzi e le mense. Nel Veneto rischiano di restare senza il servizio scolastico pomeridiano circa 20 mila famiglie». Appena dietro i veneziani anche i trevigiani, guidati dal segretario provinciale della Flc, Ermanno Rambaldi. I manifestanti arrivati dalla Marca sono quasi tutti raggruppati dietro due striscioni molto colorati, intitolati «La Grande Abbuffata». Tra gli altri si fanno notare per le loro canzoni derisorie contro la Gelmini la docente Gabriella Ballarin, di Olme di Mogliano e le bidelle Fabiola Caramel ed Anna Lisa Tamaro, sempre di Mogliano. In tutti i modi il corteo prosegue, tra canti e slogan, in tutta tranquillità sino a Piazzale Pontecorvo, dove si tengono i comizi conclusivi. Nell'ordine, prendono, la parola Maria Teresa de Sanctis, segretaria Flc di Padova, la precaria Alessandra Micheletto, la studentessa universitaria Serena Capodicasa, il sindaco di Vigodarzere, Franco Frazzarin, iscritto alla Cisl, Francesco Bortolotto, coordinatore regionale della Gilda e il segretario regionale Cgil Emilio Viafora. (Felice Paduano)

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in settemila contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

LA MANIFESTAZIONE DELLA SCUOLA In settemila contro la Gelmini Stoppata l'Onda e traffico in tilt in centro storico Alle 9,30 sono già tutti in piazza Garibaldi. Sotto le bandiere della Cgil, della Gilda, del Comitato genitori-insegnanti, del Coordinamento precari, della Rete degli studenti e degli universitari, della Sinistra democratica, contro la riforma della scuola, orchestrata dai ministri Gelmini e Tremonti, sono scese in piazza quasi settemila persone tra cui presidi, docenti, bidelli, impiegati, studenti, genitori e anche delegati della Fiom e dei pensionati, arrivati da tutto il Veneto per respingere i quattromila tagli preventivati dal governo nella nostra regione vanno respinti al mittente. In prima fila lo striscione della Cgil: «I lavoratori della scuola pubblica contro la Gelmini». Il corteo, scortato da pochi poliziotti e carabinieri, parte in direzione del listòn alle 9,45. Il servizio d'ordine è assicurato dai delegati nerboruti della Fiom, con in testa Luciano Gallo, Leonardo Mazzotta e Candido Salvato. Nelle prime file anche i presidi Antonio Giacobbi (Itc Pertini), Floriana Rizzetto (comprensivo di Piazzola sul Brenta) e Maria Rosa Salmaso, padovana dirigente a Cencenighe. Numerosi i sindaci e gli assessori con la fascia tricolore, tra cui Franco Frazzarin (Vigodarzere), Cesarina Foresti (Arzergrande), Letterio Turiaco (Cadoneghe), Lamberto Tellatin (Galliera), Silvia Salvagnin, Giancarlo Piva (Este) e Marcello Volpato (Camposampiero). Tutto liscio sino all'incrocio con riviera Tito Livio, dove la polizia frena la marcia pacifica di una cinquantina di studenti dell'Onda, partiti poco prima da Piazza dei Signori. Ed è in questo punto che il corteo provoca un po' di disagi al traffico, con i bus bloccati in centro. (f.pad.)

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Per una scuola di qualità Riparte la protesta in Italia (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Per una scuola di qualità» Riparte la protesta in Italia MARISTELLA IERVASI Alessandra dal palco della Flc-Cigl di piazza Sant'Apostoli a Roma ha cercato il dialogo con la Gelmini maestra unica. Ha spiegato che alle elementari nelle ore di compresenza che il ministro dell'Istruzione considera spreco - «con le mie colleghe svolgiamo attività di recupero per i bambini che ne hanno bisogno. Altre volte, grazie alle compresenze - ha precisato -, riusciamo a fare attività di rinforzo linguistico con i bambini stranieri. E sempre nelle ore di compresenza ci capita addirittura di riuscire a far recuperare le lezioni agli alunni assenti per malattia». Ma la Gelmini l'accorato appello della maestra di Acilia non l'ha voluto sentire: ha preferito mettersi al riparo dalle 100 piazze d'Italia del sindacato di Guglielmo Epifani. Ha scelto l'inaugurazione di Mediolanum Corporate University di Basiglio (Milano 3) per manager finanziari. Altro che scuola pubblica. Palloncini colorati come il 30 ottobre scorso. Il santino della «Beata Ignoranza» stampato su magliette e adesivi. Slogan e calcoli più che espliciti: «Più tagli, meno precari, meno ricerca. Uguale zero futuro». Già, perchè allo sciopero della Conoscenza c'erano anche loro: i ricercatori degli enti di ricerca, come Luigi Improta, sismologo presso l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che nonostante presenti lavori ai congressi internazionali e reperisce fondi per progetti è un precario a tempo, come altri 400 colleghi. Esattamente com'è la «vita» di di Francesca Assennato, ingegnere ambientale all'Ispra, in scadenza. Il balletto dei numeri Dal Nord al Sud il trio Tremonti-Gelmini-Brunetta ha tenuto banco. Ogni piazza della Flc-Cgil è stata riempita. Nessun corteo disertato. Sulla carta ha aderito anche il Gilda degli insegnanti, ma sui blog sono in molti a scrivere: «Chi ha visto Rino Di Meglio? Nella mia città non c'era...». Secondo il ministero di Viale Trastere, l'operazione «cattedre deserte» non è andata a buon fine: «lo sciopero nella scuola - si legge in un comunicato su un dato parziale - registra l'9,56% delle adesioni». Eppure sono state molti gli istituti scolastici in sofferenza per le assenze per sciopero di docenti, personale amministrativo e collaboratori scolastici. Per la Flc-Cgil l'adesione allo sciopero è stata del 45% con punte del 60/70% nella scuola di base. A Bologna è stata chiusa la facoltà di Scienze della formazione. Idem ad Ancona per l'istuto musicale «Pergolesi». E ad Urbino c'è stata la «serrata» dell'Accademia delle Belle Arti. Scuola al centro della politica Epifani l'ha detto da Palermo. «Mi sembra che oggi si discuta di cose che non sono il cuore del problema, come il grembiulino o il 5 in condotta», ha precisato il leader della Cgil. «La nostra scuola ha tante magagne, va sicuramente riformata ma non cancellata. Senza formazione di qualità e il contrasto alla dispersione scolastica perderemo molte battaglie. In primo luogo quella della legalità. Sono troppe le cose che non vanno nella scuola - ha osservato Epifani -, a partire dalla riduzione degli spazi formativi, meno tempo per stare in aula, la riduzione delle risorse e il grande problema dei precari. È una emergenza molto importante che con la crisi andrebbe affrontata diversamente». Ecco spiegato il perchè dello sciopero: protestare contro le scelte del governo per «rivendicare una scuola di qualità». Sciopero della Conoscenza: in migliaia nelle 100 piazze della Flc-Cgil. E la Gelmini si «blinda» a Mediolanum Corporate University. Epifani: «Contro le scelte del governo per una scuola di qualità».

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Alessandra dal palco della Flc-Cigl di piazza Sant'Apostoli a Roma ha cercato il dialogo con la... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Alessandra dal palco della Flc-Cigl di piazza Sant'Apostoli a Roma ha cercato il dialogo con la Gelmini maestra unica. Ha spiegato che alle elementari nelle ore di compresenza che il ministro dell'Istruzione considera spreco - «con le mie colleghe svolgiamo attività di recupero per i bambini che ne hanno bisogno. Altre volte, grazie alle compresenze - ha precisato -, riusciamo a fare attività di rinforzo linguistico con i bambini stranieri. E sempre nelle ore di compresenza ci capita addirittura di riuscire a far recuperare le lezioni agli alunni assenti per malattia». Ma la Gelmini l'accorato appello della maestra di Acilia non l'ha voluto sentire: ha preferito mettersi al riparo dalle 100 piazze d'Italia del sindacato di Guglielmo Epifani. Ha scelto l'inaugurazione di Mediolanum Corporate University di Basiglio (Milano 3) per manager finanziari. Altro che scuola pubblica. Palloncini colorati come il 30 ottobre scorso. Il santino della «Beata Ignoranza» stampato su magliette e adesivi. Slogan e calcoli più che espliciti: «Più tagli, meno precari, meno ricerca. Uguale zero futuro». Già, perchè allo sciopero della Conoscenza c'erano anche loro: i ricercatori degli enti di ricerca, come Luigi Improta, sismologo presso l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) che nonostante presenti lavori ai congressi internazionali e reperisce fondi per progetti è un precario a tempo, come altri 400 colleghi. Esattamente com'è la «vita» di di Francesca Assennato, ingegnere ambientale all'Ispra, in scadenza. Il balletto dei numeri Dal Nord al Sud il trio Tremonti-Gelmini-Brunetta ha tenuto banco. Ogni piazza della Flc-Cgil è stata riempita. Nessun corteo disertato. Sulla carta ha aderito anche il Gilda degli insegnanti, ma sui blog sono in molti a scrivere: «Chi ha visto Rino Di Meglio? Nella mia città non c'era...». Secondo il ministero di Viale Trastere, l'operazione «cattedre deserte» non è andata a buon fine: «lo sciopero nella scuola - si legge in un comunicato su un dato parziale - registra l'9,56% delle adesioni». Eppure sono state molti gli istituti scolastici in sofferenza per le assenze per sciopero di docenti, personale amministrativo e collaboratori scolastici. Per la Flc-Cgil l'adesione allo sciopero è stata del 45% con punte del 60/70% nella scuola di base. A Bologna è stata chiusa la facoltà di Scienze della formazione. Idem ad Ancona per l'istuto musicale «Pergolesi». E ad Urbino c'è stata la «serrata» dell'Accademia delle Belle Arti. Scuola al centro della politica Epifani l'ha detto da Palermo. «Mi sembra che oggi si discuta di cose che non sono il cuore del problema, come il grembiulino o il 5 in condotta», ha precisato il leader della Cgil. «La nostra scuola ha tante magagne, va sicuramente riformata ma non cancellata. Senza formazione di qualità e il contrasto alla dispersione scolastica perderemo molte battaglie. In primo luogo quella della legalità. Sono troppe le cose che non vanno nella scuola - ha osservato Epifani -, a partire dalla riduzione degli spazi formativi, meno tempo per stare in aula, la riduzione delle risorse e il grande problema dei precari. È una emergenza molto importante che con la crisi andrebbe affrontata diversamente». Ecco spiegato il perchè dello sciopero: protestare contro le scelte del governo per «rivendicare una scuola di qualità».

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Il prof fa lezione di omofobia : gli alunni chiamano Arcigay (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Il prof fa lezione di omofobia»: gli alunni chiamano Arcigay Gli omosessuali sono persone che non condivido, e se mi capitasse di incontrarne ne starei bene alla larga, certe persone devono essere evitate...». Lezione di omofobia all'istituto tecnico Armellini del quartiere San Paolo. A denunciarlo sono stati gli studenti che, sentite le esternazione di una docente di italiano, hanno chiamato l'Arcigay al numero verde Gay Help Line 800 713 713. La scuola corre ai ripari: «È una frase che mi fa inorridire. In ogni caso convocherò l'insegnante e incontrerò il prima possibile l'Arcigay», ha detto il dirigente dell'istituto tecnico industriale, Paolo Reale che si difende: «La nostra è una scuola democratica, ma è chiaro che non posso avere il controllo su cosa dicono tutti i nostri insegnanti - spiega il preside al telefono - Mi dispiace soltanto che gli studenti non siano venuti a parlarmene di persona. Li avrei ascoltati». I provvedimenti disciplinari arriveranno presto: «Avvierò un procedimento amministrativo per valutare se ci sono gli estremi per una sanzione disciplinare che può andare dall'ammonizione alla censura», conclude il preside. La Condanna della politica: anche l'assessore provinciale alla scuola Paola Rita Stella (Pd) si è fatta sentire: «La segnalazione sulle presunte dichiarazioni omofobe di un docente di una scuola romana ci preoccupano moltissimo. Vogliamo fare piena luce sui fatti perché nessuno dei nostri ragazzi si senta escluso o discriminato, mai». La parlamentare democratica Anna Paola Concia ha già presentato un'interrogazione al ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e il presidente dell'Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, denuncia un duplice rischio discriminazione e bullismo: «Ora i bulli si sentiranno maggiormente liberi di prendere in giro le lesbiche ed i gay», ha detto Marrazzo. E immigrati, gay e rom sono già tra le vittime preferite dei bulli. L'Arcigay chiede aiuto alle istituzioni: «I casi di discriminazioni nelle scuole sono in crescita, chiediamo l'intervento delle istituzioni, per un intervento diffuso nelle scuole». G.S. La denuncia

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Dottori e maestri obbligati a fare la spia Così guido la fronda (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Dottori e maestri obbligati a fare la spia Così guido la fronda» «È stato il medico di mio figlio a spiegarmi cosa nascondono le norme del ddl sulla sicurezza. Fini sa tutto, la Gelmini anche. Il Colle preoccupato» CLAUDIA FUSANI E siamo a 101!». Alle due e mezza del pomeriggio l'onorevole Alessandra Mussolini sventola in pieno Transatlantico una piccola risma di carte. «Ha appena firmato anche Gaetano Pecorella» aggiunge, «è la carica dei 101». Che non sono i piccoli dalmata del classico di Disney ma i deputati di maggioranza che accettano l'appello della Mussolini a rigirare come un calzino il disegno di legge sulla sicurezza già approvato al Senato e da questa settimana in Commissione alla Camera. Sessantasei articoli che oltre ad introdurre il reato di immigrazione clandestina, condannano nei fatti gli immigrati clandestini a una vita invisibile. Contro quel complesso di norme l'onorevole Mussolini, tornata nelle file di An dopo la diaspora del 2003, ha organizzato la fronda della vergogna. A sera le firme sono già 170. Onorevole Mussolini, non volete la fiducia sul testo o c'è dell'altro? La lettera firmata dai deputati del Pdl dice che alcune di queste norme sono inaccettabili, vanno contro i più elementari diritti umani e necessitano di indispensabili correzioni. Ad esempio? La lettura attenta del testo dice che chiunque esercita un incarico pubblico dovrà denunciare l'immigrato clandestino che si rivolgerà a lui. L'incaricato di pubblico servizio può essere il medico, ma anche l'insegnante. E che facciamo? Pretendiamo che i bambini vadano a scuola e poi denunciamo i loro genitori che sono clandestini? Questa è una trappola. Si riferisce alla norme sui medici, al fatto che non saranno più obbligati a non denunciare i clandestini? «I medici avvranno l'obbligo di denunciare. Il testo del disegno di legge è scritto in maniera criptica. Nel momento in cui diventa reato penale essere clandestini, se un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio non denuncia un reato, commette lui stesso un reato. Articoli 361 e 362 del codice penale. Da qui nasce l'obbligo». La segnalazione arriva dai tecnici della Commissione Infanzia di cui è presidente? «Macchè, arriva dalle giornate con i miei figli. Una settimana fa ho portato il più piccolo a fare il vaccino e i medici si sono sfogati denunciando un crollo delle vaccinazioni da quando si parla del pacchetto sicurezza. Mi sono fatta spiegare, ed ecco la lettera». Il presidente Fini è informato? «Sa tutto. E chiede un 'ampia discussione sul tema». Il governo? «Ne ho parlato con il ministro Gelmini. E ho potuto cogliere i segnali di preoccupazione del Quirinale». E la Lega? «Avverto che Calderoli, Bossi e Cota oggi mi guardano storti». Pace fatta con Fini? «È la mia malattia, alla fine torno sempre lì». Intervista a Alessandra Mussolini (Pdl)

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università, la carica dei precari - laura montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Firenze Università, la carica dei precari Studenti e prof in corteo contro i tagli. I sindacati: 10 mila in piazza L´ateneo azzera i fondi per i docenti a contratto. E a Scienze politiche scatta la protesta: basta lezioni gratis LAURA MONTANARI (segue dalla prima di cronaca) gaia rau Le paure degli insegnanti e quelli delle famiglie che temono per il tempo pieno sono scese in piazza, ieri per la manifestazione della Flc-Cgil. Studenti in coda, maestre e professori davanti. Diecimila secondo la stima del sindacato, 2.500 per la polizia. Da Arezzo, Siena, Pisa, Pontassieve, da scuole piccole e grandi, da licei e università. Le forbici del governo non risparmiano nessuno: «In Toscana sono 40 mila - dice il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati - i precari della conoscenza che rischiano di perdere il posto, tra quelli che vedranno interrotto il loro contratto prima del tempo e quelli che, a settembre, non lo avranno rinnovato». Numeri che preoccupano l´assessore all´istruzione di Palazzo Vecchio Daniela Lastri: «Sta per iniziare un anno scolastico molto difficile, è necessaria una legge di iniziativa popolare per costruire una proposta alternativa alla riforma del ministro Gelmini». Ministro che diventa bersaglio facile di slogan e sfottò: «Non si risparmia sui bambini, no ai tagli della Gelmini», «Un popolo ignorante si governa meglio», «La Gelmini è l´unico esubero che vogliamo». E infine, in piazza Santa Croce, i versi danteschi, applauditissimi, recitati da un docente precario: «Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza». Ci sono anche i lettori precari, 97 quelli di Firenze che aspettano di essere stabilizzati: «Stanno per arrivare all´università 3 milioni di euro dal fondo di finanziamento ordinario - spiega Moreno Verdi della Cgil - devono servire per sistemare i precari». Intanto a Scienze politiche un gruppo di docenti a contratto annuncia che non insegnerà più gratis. «Non ne so niente - dice la preside Franca Alacevich che nel 2007-08 ha ridotto del 30% la docenza a contratto e di un altro 35% l´anno dopo - però senato accademico e cda hanno azzerato i fondi per questo tipo di docenza e noi già dallo scorso anno abbiamo affidato tutte le materie obbligatorie ai professori della facoltà».

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Non smetteremo di lottare contro questa pseudo riforma (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Non smetteremo di lottare contro questa pseudo riforma» Come sta il movimento studentesco? È in salute? «Con queste proteste stiamo dimostrando di esserci. A Firenze tra le scuole superiori è nato un coordinamento permanente, e sono in arrivo alcuni forum. Non vogliamo mollare le lotte contro questa pseudo-riforma, anche se non è facile». Temete per la vostra formazione culturale? «I tagli mettono in discussione il nostro diritto alla cultura e all'istruzione. Vogliamo più scuola pubblica e che le università non diventino fondazioni di privati. Per fortuna c'è un fronte compatto tra noi, i genitori e i docenti». In chi riponi più speranze e fiducia? «Nella Cgil. Sono quelli che più stanno facendo opposizione alle scelte della Gelmini». T.GAL

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Perderò posto e stipendio a causa della riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Perderò posto e stipendio a causa della riforma Gelmini» Non sono solo i cervelli dei ricercatori italiani a fuggire all'estero, anche quelli di noi docenti precari, altrettanto preziosi. Ho fatto un lungo percorso per raggiungere la professionalità che ho acquisito: una laurea in Lettere Classiche, i corsi per avere l'abilitazione al sostegno, anni di supplenze. Quando decidi di fare l'insegnante, lo fai con passione e determinazione. Amo il mio lavoro, insegnare è bellissimo. Con i tagli della finanziaria Tremonti e la riforma Gelmini dal prossimo anno non so se riuscirò ancora a lavorare, sarà molto difficile. E non perderò solo il mio posto: anche lo stipendio. Quindi ho deciso di andarmene all'estero, sfruttando le abilità che ho. Ancora non so dove, so solo che in Italia non ci voglio restare». A.L.

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galan fatto fuori dal gotha del pdl si scatena per la fuga di sappada (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Regione Galan fatto fuori dal gotha del Pdl si scatena per la fuga di Sappada Il governatore polemizza con la Provincia di Udine che vota l'accoglienza PADOVA. Giancarlo Galan e Niccolò Ghedini ni, Renato Brunetta e Maurizio Sacconi sì. Il governatore del Veneto e il legale del premier (nonché coordinatore veneto degli azzurri) rischiano di restar fuori dalla stanza dei bottoni del Popolo della Libertà, che nascerà domenica 29 alla Fiera di Roma. Mentre nel gotha pidiellino ci saranno i ministri della Pubblica amministrazione e del Welfare. Proprio per capire il suo destino nel Pdl il presidente Galan ieri ha disertato il convegno «Il Veneto per le imprese. Scenari e politiche», promosso proprio dalla Regione a Venezia, e si è recato di corsa nella capitale. La possibile esclusione di Ghedini e Galan è legata alle trattative tra Forza Italia e An sui due organismi di vertice che saranno eletti dall'assise del Pdl. L'obiettivo per la nomenklatura del nuovo partito è l'ingresso nell'Ufficio di presidenza che sarà composto da 20 persone, oltre che dai triumviri (il ministro della Cultura Sandro Bondi, il coordinatore nazionale di Forza Italia Denis Verdini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa), dai capigruppo e vicecapigruppo di Camera e Senato (i forzisti Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello e gli aennini Maurizio Gasparri e Italo Bocchino). Il rapporto di forza 70% Forza Italia-30% Alleanza nazionale sarà garantito per i 20 componenti succitati: 14 saranno berlusconiani, 6 finiani. Per la componente azzurra si dice che il Cavaliere voglia dare la presenza agli 11 ministri: appunto Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Stefania Prestigiacomo, Raffaele Fitto, Mara Carfagna, Elio Vito, Franco Frattini, Angelino Alfano, Giulio Tremonti, Claudio Scajola e Mariastella Gelmini. Per i tre posti rimanenti sono pronti a scannarsi in tanti: e oltre ai governatori di Veneto e Lombardia Giancarlo Galan e Roberto Formigoni, consiglieri autorevoli come Niccolò Ghedini e Marcello Dell'Utri, l'ex presidente del Senato Marcello Pera e il sottosegretario al Turismo (da mesi in odore di promozione ministeriale) Michela Brambilla. Di sicuro nessuno degli esclusi farà i salti di gioia se verrà chiamato a far parte della direzione nazionale, composta, sempre nel rispetto del rapporto 70%-30%, da 84 esponenti di Forza Italia e da 36 di Alleanza nazionale. Pur in trasferta nella capitale, dove ha incontrato il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo (forse per ribadire la disponibilità del Veneto all'installazione di una centrale nucleare), Galan non ha perso l'occasione per polemizzare con il consiglio provinciale di Udine, «reo» di aver espresso un voto favorevole al passaggio del Comune di Sappada al Friuli-Venezia Giulia. «Sono convinto che il presidente del Friuli - afferma Galan - concorda con me sull'infinita sgradevolezza di questo voto. A Udine c'è chi pensa di gettare altro sale sulle nostre ferite». «Va rispettata la volontà del popolo» replica a stretto giro di posta il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini. «Certo dev'essere sgradevole - commenta Fontanini - pensare di perdere un luogo meraviglioso come Sappada. Il voto espresso dal consiglio provinciale di Udine, comunque, non è certo una provocazione: è un'espressione pubblica di solidarietà, che spero aiuti i parlamentari a prendere una decisione». (Claudio Baccarin)

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Va bene tagliare gli sprechi ma così si distrugge la scuola pubblica (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Va bene tagliare gli sprechi ma così si distrugge la scuola pubblica» Perché stai protestando? «Sono insegnante precaria da 14 anni, spero di lavorare l'anno prossimo, vedo tantissimi miei colleghi messi peggio di me nelle graduatorie e sono preoccupata anche per loro». Quale è la cosa che più ti fa paura? «Il tentativo del governo di decostituzionalizzare la scuola. Ok ridurre gli sprechi, ma così si distrugge l'istruzione pubblica. Si toglie a intere generazioni gli spazi di libertà e istruzione». Dove può portare questa mobilitazione? «A creare un grande fronte di protesta e solidarietà, per opporsi alla legge Gelmini. Nella scuola media dove insegno io genitori, studenti e insegnanti condividono forme di auto-organizzazione per tutelare la formazione dei ragazzi». T.GAL

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Massimo Marinelli L'ordine democratico Ho sempre pensato che la difesa dell'ordine democr... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Massimo Marinelli L'ordine democratico Ho sempre pensato che la difesa dell'ordine democratico possa essere un concetto altamente qualificante per un partito di centro sinistra e non vada lasciato in pasto alla politica becera e forcaiola della destra, che ne fa un uso scorretto e populista. Pensate che si possa finalmente creare una sinistra nuova, al passo con i tempi, che non abbia paura di confrontarsi con temi finora ritenuti scomodi? Si può benissimo essere di sinistra e parlare anche di rispetto delle regole civili e delle misure repressive da adottare a carico di chi compie atti criminosi, senza limitarsi ad elaborare inutili analisi sociologiche che li giustifichino. In caso contrario, teniamoci le ronde della milizia padana. Massimo Saputo Cattolici sì ma con misura Sono tra coloro che ritengono che la presenza dei cattolici all'interno di una formazione di centro sinistra, sia accettabile solo se equiparata ad altre confessioni e comunque subordinata alla condivisione di valori laici. Ciò significa che di fronte ai dilemmi etici, come quello posto dalla condizione di malato terminale o dall'aborto medesimo, lo stato lascia agli individui di assumere le decisioni che la sua coscienza e non un dogma impongono. Penso che tali questioni abbiano un forte impatto sui rapporti sociali e persino su quelli economici: si pensi ad esempio alle donne che in assenza della 194, erano costrette ad accettare una gravidanza indesiderata. Ludovica Muntoni Vorrei più coerenza Mi piacerebbe sapere quanti dei genitori che mettono in discussione le proposte Gelmini sulla scuola, chiedendo per i loro figli un lungo orario incompatibile con l'assegnazione degli organici, hanno votato per un governo di centrodestra, incuranti degli avvertimenti delle cassandre di sinistra che cercavano di metterli sull'avviso. Ora mi piacerebbe che tutti i bambini andassero a casa all'una con buona pace del lavoro femminile e della cultura di questo paese. Filippo Cusumano Quando i TG occultano le notizie "Noi proponiamo di far scendere l'acconto delle imposte di giugno dal 40 al 20 per cento e creare un fondo di garanzia garantito dallo Stato per avviare un credito a medio termine". Così aveva detto Franceschini intervenendo a Cernobbio al Convegno indetto da Confcommercio. Mi aspettavo che la notizia rimbalzasse con grande eco nei Tg della sera. Invece niente di niente. I telegiornali (ho visto tg1, tg2, tg5, tg4) parlano pochissimo, quasi fugacemente, dell'intervento di Franceschini, citando esclusivamente quella parte del suo intervento in cui, criticando Tremonti, prende le difese della Banca d'Italia. Della proposta di ridurre l'acconto Irpef niente. Troppo imbarazzante per il Governo. Attuandola darebbe autorevolezza alla propositività di Franceschini, respingendola rischierebbe di perdere consensi. Segnale inquietante. Quando i nuovi vertici Rai saranno completati, cosa accadrà? S.T.Z. Inglese e italiano I dirigenti del PD non ce la fanno proprio: devono far vedere agli italiani che sanno l'inglese. Con "I care" aveva iniziato Veltroni, "Exit strategy" continua oggi Franceschini. Gli italiani che capiscono a mala pena l'italiano capiscono benissimo gli slogan di Berlusconi come "la sinistra è il partito del no". E lo votano in attesa che quelli del Pd imparino a parlare la lingua della gente comune. Mariangela Corrieri* Aiuto È delirio assoluto! In Sicilia radono l'erba per non offrire rifugio e scampo ai cani. L'ordine è di accalappiare o uccidere tutti i branchi di cani anche quelli di quartiere sterilizzati. Orde, sì perché non sono uomini, hanno assaltato le farmacie e le macellerie per comperare veleno e carne. Stanno preparando polpette avvelenate perché stanotte muoiano più randagi possibile. Le poche volontarie, minacciate di morte, salvano cuccioli come possono. Aiutoooooooooo. * LAV FIRENZE

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Basta un 5 in pagella e addio... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 1 Basta un 5 in pagella e addio maturità di Redazione Basterà un cinque in una qualsiasi materia per non essere ammessi all'esame di maturità. Il nuovo regolamento sulla valutazione nelle scuole di ogni ordine e grado, varato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri, ha chiarito tutti i dubbi sulle novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini. Tra l'altro, resterà determinante ai fini della bocciatura il voto in condotta insufficiente, indipendentemente dal profitto. Obbiettivo delle scelte del governo è quello di raggiungere «maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti, oltre che severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti», ha spiegato ieri il ministro dell'Istruzione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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tremila in piazza con la cgil - alessandro cori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Bologna Tremila in piazza con la Cgil L´Onda blocca Feltrinelli e "incatena" l´ingresso del rettorato Alla manifestazione in piazza Nettuno ricercatori e lavoratori di Perla e Magneti Marelli ALESSANDRO CORI Intensa mattinata di protesta per il mondo della scuola e del lavoro, scandita da cortei, comizi e azioni dimostrative in zona universitaria. Circa tremila persone hanno partecipato, in piazza del Nettuno alla manifestazione indetta dalla Cgil nell´ambito dello sciopero nazionale proclamato dalla Flc (federazione lavoratori conoscenza) che ha coinvolto università ed enti di ricerca e formazione professionale, contro i tagli dell´esecutivo all´istruzione. A protestare contro le politiche del governo, nel campo del lavoro, c´erano anche i settori del trasporto pubblico locale, tessile, legno ed edili, l´agroalimentare e le Cartiere. Sotto al Nettuno però sono stati soprattutto i temi legati all´università a farla da padrone. In piazza Verdi si sono fatti rivedere anche i ragazzi dell´Onda, circa 300, che hanno indirizzato la loro protesta prima contro la libreria Feltrinelli di piazza di porta Ravegnana e poi se la sono presa direttamente con l´Alma Mater: bloccando con catene e nastro adesivo gli ingressi del rettorato in via Zamboni e in via Belmeloro. Con striscioni, megafoni e bandiere rosse, i lavoratori sono scesi in piazza alle 9.30. A parlare, dal palco improvvisato sui gradoni del Nettuno, i ricercatori del Cnr, i delegati di Magneti Marelli e la Perla. Tante le delegazioni delle aziende in crisi, tra cui Bonfiglioli e Ducati. Alle 12 è partito un corteo verso la Prefettura dove un gruppo di manifestanti è stato ricevuto dal prefetto, Angelo Tranfaglia. Altri invece si sono recati in piazza XX Settembre, per parlare con i vertici dell´ufficio scolastico regionale. «Lo sciopero è un sacrificio - ha detto mentre era in piazza Cesare Melloni, segretario della Cgil di Bologna - ma anche un´arma per fare valere i diritti minacciati». Melloni detta anche la ricetta anti-crisi: «Alzare le tasse ai redditi alti e lotta all´evasione, è il fisco che deve sostenere gli ammortizzatori, non le pensioni». Sandra Soster, segretario Flc-Cgil, ha ricordato i dati dei tagli (1.500 tra docenti e ausiliari) che la scuola bolognese subirà nei prossimi tre anni per effetto della riforma Gelmini. Tra la folla anche il candidato sindaco del Pd, Flavio Delbono, che ha fatto «appello al buonsenso» per quanto riguarda gli interventi sulla scuola e poi ha risposto al senatore del Pd, Walter Vitali, che aveva lanciato l´idea di una vertenza degli enti locali proprio sulla scuola. «Gli enti locali non possono fare miracoli su questo. La riforma colpisce soprattutto i territori più dotati e questo sarebbe molto penalizzante per Bologna e l´Emilia Romagna». In piazza del Nettuno anche gli studenti dello Spazio sociale studentesco sono intervenuti dal palco, ricucendo così, almeno in parte, lo strappo creatosi con il sindacato durante la manifestazione del 12 dicembre. Durante il corteo dell´Onda in zona universitaria, però, le critiche alla Cgil non sono mancate. Al grido «noi la crisi non la paghiamo» nel mirino degli studenti è finita prima la Feltrinelli, dove i ragazzi hanno bloccato l´ingresso e c´è stato qualche momento di tensione con i responsabili. Poi è stata la volta del rettorato: l´entrata di via Zamboni è stata "sigillata" con un nastro di plastica, mentre quella di via Belmoloro chiusa con lucchetto e catena.

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Il corteo Cgil okkupa il centro ma i <maestrini> fanno flop Slogan, striscioni, cori... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 4 Il corteo Cgil okkupa il centro ma i «maestrini» fanno flop Slogan, striscioni, cori sulla riforma Gelmini e il precariato Sciopero Atm, caos in serata per il blocco delle linee del metrò di Maria Sorbi Scontri al corteo di Roma. Tutto liscio - per una volta - a Milano. In piazza sono scese centinaia di persone, tra insegnanti e studenti, per chiedere di fermare la politica dei tagli della scuola. Nel serpentone, che da porta Venezia è arrivato fino a piazza Duomo, anche i dipendenti di Atm che ieri hanno scioperato dalle ore 18 fino alle 22. Quattro ore di mezzi pubblici a singhiozzo per chiedere più stabilità nei contratti di lavoro. «No ai tagli, mai più precari» recita lo striscione alla testa del corteo organizzato dalla Cgil. E poi lenzuoloni larghi quattro metri per difendere la qualità della scuola: «Non è una crisi del sistema, ma è il sistema che è in crisi». O ancora: «Razzismo, fascismo e intolleranza: ecco i vostri maestri unici. Più cultura, meno paura». A chiudere il corteo un centinaio di studenti in file serrate. Tutti a sfilare dietro agli striscioni dei collettivi di sinistra. A guidarli gli stessi capipopolo delle proteste d'autunno. «La battaglia sarà lunga - annuncia da dietro il megafono Leon, università Statale - questo è solo il primo anno. Blocchiamo le strade, lo sciopero non può essere solo simbolico». E poi tutti in coro a intonare gli slogan sempre-verdi: «I soldi della scuola si devono trovare tagliando la spesa militare». L'intento è lo stesso che, da ottobre a dicembre, ha animato presìdi, cortei selvaggi e blocchi del traffico: «Paralizzare la città». Ma qualcosa, nell'Onda anomala degli studenti, comincia a scricchiolare. A novembre, quando si trattava di mettere a ferro e fuoco la città, gli studenti accorrevano in massa e rinvigorivano le fila delle manifestazioni. Bastava che Leon Blanchard, uno degli animatori del movimento, pronunciasse una sillaba per scaldare gli animi e intonare applausi infiniti e cori urlati a oltranza. Ora no. In piazza Duomo Leon parla, si scaglia contro la riforma della scuola e contro le ronde padane, ma la sua platea è distratta e sembra più interessata a prendere il sole ai piedi del sagrato che ad altro. Qualcosa si è spento. Intanto, dal palco allestito dalla Cgil, Onorio Rosati, segretario della Camera del Lavoro di Milano, lancia un appello alla Cisl e alla Uil per una protesta unitaria. «Solo un sindacato confederale forte e unito - spiega - può vincere la crisi». E poi incalza, per difendere la categoria degli insegnanti: «Lo studio non è un diritto di classe, questa politica porta il Paese al fallimento e non ne possiamo più del precariato». Gli studenti non se la prendono solo con il ministro Gelmini e con il governo Berlusconi. Criticano anche il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, per i finanziamenti alle ronde. Durante il corteo, un gruppo di studenti armati di colla e spazzole appende ai cestini dell'immondizia e ai pali delle strade piccoli manifesti contro Penati: «Provincia: 250mila euro alle ronde e scuole fatiscenti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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in piazza contro i tagli della riforma: meno 4 mila posti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari In piazza contro i tagli della riforma: meno 4 mila posti Prove generali di sciopero a Bari per il mondo della scuola e dell´università, che ieri mattina è sceso in piazza contro i tagli e le ipotesi di riforma imposti dal governo Berlusconi. La manifestazione promossa dalla Flc Cgil in vista della mobilitazione nazionale del 4 aprile a Roma ha riunito in piazza del Ferrarese circa duemila persone: gli universitari dell´Udu pronti a combattere contro i rischi di privatizzazione degli atenei e i tagli alla ricerca, la rete dei docenti precari e quelli mobilitati che rischiano di vedere ridotti di 4mila unità i posti a disposizione in tutta la regione, gli insegnanti, i professori, i ricercatori e gli amministratori locali che rifiutano «l´attacco Berlusconi-Tremonti-Brunetta-Gelmini ai settori della conoscenza».

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Bassi: <In crisi tutti gli atenei d'Europa> (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Bassi: «In crisi tutti gli atenei d'Europa» Il presidio lo stava attendendo da poco, e dopo le 10 il rettore Davide Bassi è uscito dagli uffici e ha voluto scambiare alcune parole con i manifestanti. «Ho poco tempo - ha esordito -, mi sto preparando per andare a Praga per parlare dei problemi delle università anche europee. I problemi non ci sono solo in Italia ma in tutta Europa. Le università sono messe male e con gli altri colleghi stiamo cercando una soluzione». A chi gli ha chiesto un parere sugli effetti della riforma, il rettore ha risposto: «A breve parleremo di una vera riforma universitaria, visto che martedì 24 il ministro Gelmini spiegherà la situazione. La cosa importante è sapere se a questo incontro parteciperanno anche le opposizioni; ho parlato venerdì pomeriggio a Verona con la senatrice del Pd Mariapia Garavaglia, e ci saranno ben 3 disegni di legge in Parlamento, uno presentato dal Pd, un altro dal Pdl e infine uno dal governo. L'idea è di lavorare tutti assieme per trovare una soluzione condivisa. Sarebbe un segnale importante». Con uno sguardo in Europa, visto che il rettore di Trento fa parte del comitato di stabilità finanziario europeo delle università, Bassi ha concluso: «In questo momento ci sono seri problemi soprattutto per le università dell'Est Europa, dove il sistema sta saltando e le preoccupazioni sono molto grosse». Per Bassi «comunque i problemi devono essere affrontati tutti assieme e ognuno deve fare la sua parte». G.Fin 19/03/2009

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Sciopero della conoscenza per quattro gatti. La Cgil: un successo (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Oggi Gelmini e Brunetta illustreranno novità per i lavoratori precari Sciopero della conoscenza per quattro gatti. La Cgil: un successo Lo sciopero della conoscenza indetto dalla Flc Cgil e dalla Gilda che ieri è andato in scena nelle principali piazze d'Italia è stato accolto con scarso entusiasmo dai lavoratori della scuola. Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione la partecipazione allo sciopero, infatti, è stata del 9,56%. Di altro tenore le cifre divulgate dalla Cgil per la protesta di ieri, che era nazionale ma volutamente regionalizzata con cortei e sit-in strettamente locali. «Nella scuola l'adesione allo sciopero nazionale è stata mediamente del 45%, alta soprattutto nella scuola di base, con punte del 60-70%» ha reso noto Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil. «Molte scuole sono rimaste chiuse anche per la massiccia adesione del personale Ata, fascia di lavoratori più debole e per questo più colpita dai tagli indiscriminati» ha aggiunto. Oltre che agli istituti scolastici la protesta ha coinvolto anche gli atenei. Al proposito Pantaleo ha sottolineato che «alcune sedi universitarie sono rimaste praticamente chiuse». Momento clou dello sciopero della conoscenza il comizio del leader della Cgil Guglielmo Epifani a Palermo: «La scuola deve tornare ad essere al centro di tutte le politiche» ha detto Epifani «Mi sembra che oggi si discuta di cose che non sono il cuore del problema, come il grembiulino o il 5 in condotta. Pensano di essere stolti e anche un pò furbi, ma la furbizia serve a mantenere per un pò la popolarità, non a costruire un progetto di sviluppo coerente». Totalmentenegativo il giudizio sull'operato del governo: «La nostra scuola ha tante magagne, va sicuramente riformata ma non cancellata. Non merita di avere tagli invece che investimenti» ha spiegato Epifani. «Senza una formazione di qualità e il contrasto alla dispersione scolastica perderemo molte battaglie, in primo luogo quella della legalità». Tra i temi affrontati anche il precariato. Importanti novità invece sono in arrivo, proprio per i precari della scuola: saranno illustrate oggi dal ministro Gelmini e dal suo collega alla Funzione pubblica Renato Brunetta. N.P.

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Gelmini: <Il 3+2 va ripensato> (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Il ministroTroppi i corsi di laurea Gelmini: «Il 3+2 va ripensato» Non è un mistero che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, oltre ad essere capacissima e determinatissima come l'ha definita il premier Berlusconi è anche caparbia. Tra i «pensieri dominanti» che caratterizzano il suo ministero c'è l'impellente necessità di riformare il sistema universitario italiano. E ieri nel suo intervento all'inaugurazione della «Mediolanum Corporate University» il ministro ha detto che è necessario «ripensare alla laurea triennale perchè non sta dando grandi risultati». Il ministro ha poi spiegato che «l'università italiana ha estremo bisogno di un forte ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto la riforma del reclutamento». E ha ribadito che «è possibile risparmiare delle risorse diminuendo il numero dei corsi di laurea, in particolare di quelli che poi non portano ad uno sbocco nel mondo del lavoro. Dobbiamo infatti intercettare i bisogni e le aspettative del mondo delle imprese che a loro volta si devono aprire al mondo dell'istruzione e favorire gli stage. Il sistema dell'istruzione può essere molto utile per combattere gli effetti della crisi attraverso la formazione permanente. In questo settore è possibile una collaborazione tra il pubblico e il privato pe proporre una offerta più completa» ha concluso la Gelmini.

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<Chiudiamo i musei cittadini per annullare la stangata Tia > (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Chiudiamo i musei cittadini per annullare la stangata Tia » provocazione del centrodestra «NON SONO nemmeno della Cgil, ma questa mattina sono qui ad occupare. Sono stanca, preoccupata. Non solo non abbiamo più garanzie per il futuro, ma nemmeno sul domani. Ci stanno togliendo anche la libertà». Non ha più vent'anni, l'insegnante elementare dagli occhi chiari: e nella sua voce vibra lo sconforto. Racconta di tanti anni di impegno, in una piccola scuola montana, e allarga le braccia: «Non so dove ci vogliano portare». E' un esercito che raccoglie esperienze generazionali diverse, quello che ieri ha occupato l'ex Provveditorato agli Studi di viale Italia, oggi ufficio scolastico provinciale. Un atto di protesta, sentito, contro quel clima di sfiducia e insicurezza che si è venuto a creare per effetto della politica, che da anni procede a colpi di decreto, senza più contatto con la base: insegnanti, famiglie, ragazzi. «A sessant'anni siamo di nuovo qui con la bandiera! ? si sfoga un'altra insegnante elementare, che opera nel lericino ?è incredibile. Me l'avessero detto allora, quando iniziammo a batterci per conquiste sociali come il tempo pieno, che ci saremmo trovate daccapo». La manifestazione si è svolta davanti alla palazzina, con l'esposizione di striscioni: e poi all'interno: i docenti, troppi per invadere tutti insieme le stanze, anche per ragion i di sicurezza, si sono distribuiti in parte sulle scale in parte negli uffici. I dati dell'adesione sono variegati: in certe scuole, soprattutto le superiori, l'adesione è stata scarsa. In altre, soprattutto alle elementari, il grosso dei docenti ha incrociato le braccia. «Siamo stanchi, anche di scioperare ? sottolinea una maestra spezzina ? questa mattina tutte le mie colleghe sono rimaste a casa, ma non sono qui. A volte si perde anche la voglia di farci sentire, perché siamo inascoltati». Assente, la nuova dirigente part time, la genovese Rosaria Pagano, che ha sostituito Adriano Da Pozzo: da quando il responsabile regionale della scuola, Attilio Massara, ha decretato che alla Spezia bastava una figura a metà col capoluogo ligure. A farne le veci, ieri, Silvano Zaccone. I docenti hanno salito le scale con uno striscione di colore rosso, con la scritta "Csa occupato": lo stendardo è stato calato dal balconcino del primo piano. Scene di altri tempi, appunto: un deja vu vagamente malinconico, in un momento in cui la scuola si trova ad affrontare una società multietnica, con aumento dei border line, del disagio, delle nuove povertà, nel mezzo di una crisi economica seria, che sta riproponendo anche una notevole forbice sociale fra chi sta bene e chi sta male. «E' perché si sta tornando indietro, paradossalmente, e spogliando la scuola pubblica, anziché rafforzarla», spiega la delegata Cgil scuola, Lara Ghiglione, affiancata ieri dal segretario generale Lorenzo Cimino, che si è fatto le ossa proprio nel settore scuola. «Chiediamo di ripristinare subito le risorse già tagliate alla scuola ? spiega la Ghiglione ? chiediamo un vero progetto di riforma, la conferma della centralità del contratto nazionale, e la tutela del diritto alla contrattazione. E poi, la definizione di regole democratiche sulla rappresentanza, che prevedano il voto dei lavoratori su tutti gli accordi, il ritiro dei provvedimenti Brunetta sulla malattia, la difesa dell'occupazione, l'estensione degli ammortizzatori sociali, la difesa della libertà dell'insegnamento, e la garanzia di una maggiore qualità dell'offerta formativa, nella scuola dell'obbligo, pesantemente peggiorata dai regolamenti del ministro Maria Stella Gelmini. Insomma: servono risorse, per la scuola, e per la formazione professionale. Va difeso il diritto all'apprendimento per tutti. E non si può intaccare il diritto di sciopero, cardine della democrazia». Sondra Coggio .x/19/0903 AUMENTO della tariffa sui rifiuti, «chiudiamo per un anno i musei cittadini per annullare gli effetti della stangata". E' la provocazione-proposta dei rappresentanti di centrodestra della Commissione Bilancio del Comune, Gatti, Peserico, Burrafato e Di Vizia e dei capigruppo di Fi e An, Messuri e Manucci. «Le tariffe della TIA - dicono gli esponenti dell'opposizione - sono calcolate in base al costo complessivo di raccolta e smaltimento dei rifiuti in ambito provinciale e non dipendono in alcun modo dagli orientamenti politici o finanziari del governo. Se le bollette della spazzatura aumentano, la colpa è solo di chi ha sbagliato le scelte e costringe da 5 anni il nostro territorio a smaltire la rumenta fuori provincia. Crediamo si debba fare il possibile per annullare l'impatto di questi aumenti sulla vita delle famiglie e delle imprese. Chiediamo alla giunta di aumentare il fondo sociale Tia di ulteriori 850 mila euro, pari all'incremento di costi causati dagli errori nella politica provinciale sui rifiuti, e proponiamo di finanziare questo intervento con la chiusura integrale o parziale per un anno dei musei comunali perennemente in deficit (Lia, Camec, Sigillo e Formentini). In questo modo, si avrebbero le risorse da assegnare a tutti gli spezzini soggetti al pagamento della Tia». .x/19/0903

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<Con me assenteismo giù del 40%: gli uffici statali sono cambiati> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 10 «Con me assenteismo giù del 40%: gli uffici statali sono cambiati» di Antonio Signorini Il ministro: «Ormai anche la gente ha percezione della svolta. Il cattivo sindacato ha generato mostri, tra distacchi e permessi retribuiti s'è fatta carne di porco» RomaMinistro Renato Brunetta, assenteismo ancora in calo. Nonostante Portici... «Ormai i dati sono strutturali. Domani con il ministro Gelmini presentiamo anche quelli della scuola che sono più o meno gli stessi numeri». Non c'è il rischio che, una volta esaurita l'eco dei suoi provvedimenti, le assenze per malattie tornino ad aumentare? «Da luglio a febbraio, assenze per malattia sempre in calo. Sono otto mesi e questo significa che ormai è cambiata la pubblica amministrazione in Italia. Ed è cambiata anche la percezione che ne ha la gente». E sono aumentate le amministrazioni che le forniscono i dati. Li ha convinti tutti o è un aggiustamento tecnico? «Un po' entrambe le cose. Siamo ormai a 3.500 amministrazioni che forniscono spontaneamente i dati. Non c'è un obbligo di legge, ma loro lo fanno. Con buona pace dei sindacati, dei professorini e dei cagadubbi che non mi prendevano sul serio. Sono dati che dimostrano come si sia instaurato un clima collaborativo». Anche con i governi locali amministrati dalla sinistra? «Loro per primi. Ho partecipato a una trasmissione radiofonica, si è collegato il comune di Caserta, che è di sinistra, per dire che loro sono d'accordo e partecipano alla mia iniziativa». Magari non avevano da nascondere nulla... «Dipende cosa si intende. Hanno avuto una diminuzione delle assenze intorno al 70 per cento». Allora volevano darle ragione per forza? «No, no. Sono moltissime le amministrazioni che rispondono e ammettono che le assenze sono calate. È segno che sono in salute, che sono reattive. Sono orgogliose del loro lavoro». Ma ci sono comuni, come Porto Tolle, dove sono calate del 100 per cento. Che significa? «Che le hanno azzerate. Però bisogna fare attenzione, perché magari ci sono pochi impiegati, delle maternità. Io mi preoccupo di altri». Degli enti dove le assenze sembrano non calare? «Quelli che mandano cifre sulla riduzione piccoli o piccolissime sono i più sospetti. Vuole dire che qualcosa non va. I peggiori però sono quelli che non comunicano niente». Facciamo un esempio: Portici. «Appunto». Ma loro dicono che avevano comunicato tutto? «Avevano comunicato al ministero dell'Economia i dati sul costo del lavoro. A me non hanno dato niente». E come lo giudica quel caso, a mente fredda. «Quando tra indagati e arrestati, sono coinvolti 100 impiegati su 470 le riflessioni da fare sono tante». E la principale? «Che la cattiva politica e il cattivo sindacato, la deresponsabilizzazione dei dirigenti, generano mostri. Ma è un fallimento di tutti. Io non voglio arrivare alla Digos o alla procura per fare lavorare le persone». Niente manette? Guardi che in molti casi gli assenteisti beccati dalle forze dell'ordine sono tornati al loro posto... «Io sono un garantista e dico che deve decidere la giustizia». La Corte dei conti segnala casi di condannati che ancora lavorano. Non ci sarà troppo garantismo? «Intanto nella mia delega io ho messo una piccola grande cosa: per le sanzioni disciplinari non si deve attendere il giudizio penale definitivo. Però nel caso Portici ci vedo altro». Cosa? «Che nella pubblica amministrazione c'è ancora un margine spaventoso di miglioramento. Ho calcolato che si può recuperare almeno il 50 per cento della produttività». Oltre a fare tornare al lavoro i dipendenti cosa può ottenere? «Ma ha idea cosa significhi aumentare del 50 per cento la produttività delle scuole, dei tribunali della sanità?». Parliamo di distacchi e dei permessi sindacali. «Ho tagliato del 15 per cento le prerogative sindacali. E sono cosi stati recuperati circa 360 dipendenti. Poi sto cambiando le regole del gioco e se qualcuno ha da ridire su questo processo di moralizzazione e di razionalizzazione, io taglio di altri 15 punti. E poi altri 15 ancora». I distacchi sono un diritto... «Io non voglio né vessare né tagliare i diritti sindacali, ma non si può non capire che in passato con i permessi e i distacchi è stata fatta carne di porco». A proposito di percentuali: di nuovo una guerra con il sindacato sull'adesione allo sciopero. Questa volta sulla scuola. Possibile? «Dalla Cgil arrivano ancora una volta numeri inventati». Come per i precari della Pa. «Avevano detto che erano 400mila». E lei ne ha individuati una manciata. Ma è possibile che siano le amministrazioni a non comunicarle i loro precari perché hanno la coscienza un po' sporca sui criteri di assunzione? «Lascio a lei la valutazione. Io so solo che non si può giocare con le cifre. Perché è un po' come scherzare con la vita delle persone». Per il resto con i sindacati come va? «Benissimo. Ho chiuso tutti i contratti, ultimo quello delle forze di polizia e delle forze armate. L'importante è non dare retta ai sindacati antagonisti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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"Greco e latino, quando il ministro non arrivava al 6" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

"Greco e latino, quando il ministro non arrivava al 6" No di molti docenti «E' un errore perché in nome del merito cresce il fenomeno della dispersione» Milioni di debiti Sono almeno quattro quelli che dovrebbero essere recuperati in un solo anno Boom di bocciati Se prevarrà la linea dura, il 60% dei ragazzi non potrà accedere all'esame Professor Gian Enrico Manzoni, lei insegna latino e greco all'Arici, un liceo classico privato di Brescia, e letteratura latina alla Cattolica di Milano. Quando ha conosciuto il ministro Gelmini? «E' stata una mia allieva all'Arici per più di due anni e mezzo. Dopo aver fatto il ginnasio al liceo Manin di Cremona ed avere iniziato il triennio del liceo al Bagatta di Desenzano, è arrivata in classe con me. Era metà novembre. Era in prima». Impatto con la scuola? «All'inizio non fu facile per lei. Qualche difficoltà nelle mie materie l'ha avuta. Ma era tenace, era una che si impegnava. Ed è migliorata col tempo». Quindi come è andata a finire? «Si è diplomata con 50 sessantesimi. Un voto di tutto rispetto. E non è mai stata rimandata a settembre». Che ricordo ne ha? Che tipo era Mariastella Gelmini studentessa? «Una ragazza assolutamente non appariscente, molto tranquilla. Riservata è la parola che la contraddistingue meglio. Non riesco a farmi venire in mente un solo episodio preciso sul suo conto, né positivo, né negativo. Noi insegnanti tendiamo a ricordare a distanza di molto tempo gli studenti che si imponevano in quanto estremamente brillanti oppure quelli indisciplinati. Maristella, ecco, era nella fascia intermedia». Il ministro era più brava nella traduzione delle versioni o in letteratura? «Era senz'altro meglio negli orali. Negli scritti qualche 5 l'ha preso. Ma appunto, come dicevo, per lei è stato un crescendo. Studiosa com'era». Che cosa ha pensato quando le ha visto indosso i panni di ministro? «Non l'avrei immaginato. E pensare che era così timida all'epoca. E' cambiata moltissimo. E non lasciava certo trapelare ambizioni del genere». E la condotta? Era il suo pallino anche allora? «Qui sì era da 10. Mai una chiacchiera di troppo, mai un ritardo, mai una nota sul registro o che disturbasse i compagni. La perfezione». Scioperi? «Ma no. E poi l'Arici è una scuola privata, gli scioperi non si fanno». [FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Non tutti ci avevano fatto caso, ma nel regolamento approvato una settimana fa il ministero dell'Istruzione prevedeva che per essere ammessi alla maturità si dovesse avere la sufficienza in tutte le materie. E, quindi, anche un solo cinque e ci si può dimenticare l'esame di Stato. I dirigenti scolastici hanno impiegato alcuni giorni, poi se ne sono resi conto ed è scattato l'allarme. Il regolamento attende l'ultimo via libera dal Consiglio di Stato: se dovesse essere approvato senza modifiche, si correrebbe il rischio di trovarsi con un bel po' di studenti non ammessi o con un sei «politico», deciso da parte dei consigli di classe per evitare di penalizzare gli alunni per una insufficienza in una sola materia. Il contrario, insomma, di quello che la Gelmini voleva. Lo schema di regolamento per il coordinamento delle norme sulla valutazione prevede infatti che «gli alunni che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto, secondo l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi, sono ammessi all'esame di Stato». Insomma, niente insufficienze, ma gli studenti quest'anno non hanno brillato come dimostrano i calcoli sui corsi di recupero. Si stima che oltre il 60% degli alunni delle scuole superiori abbia riportato una o più insufficienze al termine del primo quadrimestre. Questo vuol dire più di un milione e mezzo di alunni. E se si considera che in media le insufficienze per studente sono tre, siamo intorno ai quattro milioni di debiti da recuperare. All'allarme da parte dei dirigenti il ministro ha risposto confermando le regole approvate una settimana fa: «Con un cinque non si viene ammessi» alla maturità. Secondo il ministro, con questa introduzione «c'è un maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti e c'è severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti. Due cose indispensabili per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Più in generale, la Gelmini ha parlato di «valutazione equilibrata», che allontana «l'egualitarismo e il livellamento che c'è stato fino ad oggi» e che è «frutto della cultura del '68 che non condividiamo e non ci sentiamo di confermare per il futuro. Andiamo - ha concluso - verso una scuola della responsabilità e del merito». Contrarie le associazioni degli studenti e anche larga parte dei docenti. «Il fatto che il ministro, il giorno in cui il mondo della scuola e dell'università protesta per chiedere risorse, intervenga sull'inammissibilità all'esame di Stato con un 5, oltre che paradossale, è ridicolo», afferma Fausto Raciti, segretario dei Giovani democratici. «In un Paese con il tasso di dispersione scolastica superiore al 25% - continua - è gravissimo che il ministero irrigidisca la scuola, impoverendola. Non è sessantottismo porsi il problema di creare una scuola aperta nei confronti degli studenti con difficoltà. Fare la scuola del merito è possibile se tutti partono dalle stesse condizioni. Questa è solo retorica». www.lastampa.it/amabile

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scuola: l'incubo di 200 precari (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Fanno la spola con l'Elba, ci rimettono mezzo stipendio: ecco le loro storie Scuola: l'incubo di 200 precari «Dopo tanta fatica rischiamo di non riavere il posto» LIVORNO. «Il futuro? E chi lo sa? Vivo alla giornata, senza progetti. Con la quasi certezza che i bimbi che ho preso l'anno scorso in prima, non riuscirò a portarli in terza. Intanto continuo a svegliarmi un giorno sì e l'altro pure alle 4 del mattino per arrivare in tempo a scuola». Silvia T., trentasettenne livornese, prof precaria di italiano, storia e geografia alla scuola media Marchesi di Rio nell'Elba, campa da qualche anno con proroghe annuali del contratto: il presente non le offre molto: il 50% della sua giornata lo passa in viaggio tra treno, traghetti e bus. Mezzo stipendio (1300 euro) mangiato insieme all'affitto della casa a Rio («un appoggio per sopravvivere»). In più quel corso di aggiornamento a Pisa: «Tre volte a settimana arrivo a casa dall'Elba alle 16.30, riprendo il treno per Pisa e alle 20 sono a casa. Per ripartire alle 5 della mattina dopo». Ma il presente è molto, molto meglio del futuro, che è diventato un incubo. L'incubo della tagliola Gelmini: «Il contratto scade a fine giugno. Chi sa cosa succederà? Dopo tanto faticare ora c'è paura». Quella di Silvia è una delle tante storie del piccolo esercito di circa 200 precari della scuola (in massima parte livornesi) che ogni giorno fanno il pendolo tra il continente e l'Isola d'Elba. Ora con le maxi-sforbiciate Gelmini sono finiti tra le vittime predestinate. La Cgil ha calcolato circa 200mila tagli di precari a livello nazionale. Da noi, in attesa della spada di Damocle della circolare sugli organici, i sindacati non si azzardano in previsioni. «Tra noi però circolano numeri: e parlano di circa 150-200 precari scuola che rischiano il posto in tutta la provincia». Sara B., 31 anni, precaria da 2, insegna a Capoliveri alle medie S. Rocco, nel comprensivo Carducci e fa parte della Rete dei precari della scuola di Livorno. «Solo tra i prof di italiano delle scuole medie del mio comprensivo abbiamo calcolato che rischiano il posto da un massimo di 6 a un minimo di 2 docenti su 14». Un giochetto che spalanca l'«incubo» Elba per i tanti prof di ruolo di Livorno e della costa: si riducono le cattedre sul continente e per i soprannumerari l'incognita di dover emigrare sull'isola a 50 anni diventa sempre più una realtà. La Rete precari martedì ha organizzato un presidio davanti all'Ufficio scolastico provinciale di piazza Vigo: voleva un incontro con la dirigente Elisa Nicosia Amato per avere lumi sui tagli e chiedere l'assunzione di tutti i precari. La dirigente era assente, ma ha promesso per oggi alle 16 al provveditorato un incontro chiarificatore. «Circa il 60% delle scuole secondarie di primo (medie) e secondo grado (superiori) dell'Elba si regge sul precariato», dice Sara che vede nero: «ora un intero sistema scolastico sarà costretto a reinventarsi, in un gioco di balletti di prof che nuocerà anche agli studenti». Intanto per i 200 precari dell'Elba continua la routine da corso di sopravvivenza. è così da decenni, nel mondo scuola livornese si sa: i 4 istituti comprensivi dell'Elba sono il rito iniziatico dei giovani prof («ma ci sono anche 40enni e 50enni») in attesa di entrare in ruolo. Una volta ottenuta l'ambita stabilizzazione, allora si chiede l'avvicinamento. «Il prossimo anno io non lavoro di sicuro», dice Francesca P., 30 anni di Rosignano, prof di lettere a Portoferraio: «non ho la Sis e non potrò frequentare nessuna scuola di specializzazione visto che la Gelmini le ha tolte di mezzo. Ho il contratto fino al 13 giugno, non ho ferie pagate, e siccome sono precaria e sono rimasta assente un mese per una frattura il mio stipendio di febbraio è di 630 euro». Metteteci treno (60 euro mensili da Rosignano, 75 da Livorno), benzina, abbonamento a Moby e Toremar («sì ne vanno fatti 2 perché se perdi una nave devi poter prendere l'altra») e i conti sono fatti: «Il trust dei traghetti mi costa 89 euro mensili». I precari li salva solo l'ironia: «Tanto ora ci ha pensato la Gelmini a risolvere i nostri disagi nei trasporti... Tutti a casa e stop». Gianluca Della Maggiore

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<Valle Seriana, le scuole sono risorse anti-crisi> (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Valle Seriana, le scuole sono risorse anti-crisi» --> L'offerta è ricca e gli studenti arrivano anche dal capoluogo. In Valle di Scalve una sperimentazione d'eccellenza Giovedì 19 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 17 e-mail print Valle SerianaLa valle non è più periferia ma centro, con un ricco patrimonio culturale e forti potenzialità anche dal punto di vista sociale e dello sviluppo economico. Al punto che al tradizionale pendolarismo degli studenti di valle verso le scuole di Bergamo stanno incominciando ad affiancarsi (per ora timidamente, ma ci sono) ragazzi che si spostano in senso inverso. È una prospettiva stimolante quella che emerge dalla ricerca sull'«offerta formativa» svolta dalla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bergamo su impulso delle Comunità montane della Valle Seriana, dell'alta Valle Seriana e della Valle di Scalve e della Provincia, che sarà presentata stamattina nel convegno «Educazione, formazione e territorio. L'offerta formativa in Valle Seriana, in Valle Seriana superiore e in Valle di Scalve» nella sede della Comunità montana di Albino. La ricerca si è svolta da settembre 2008 a gennaio 2009: «Un periodo - spiega Stefano Tomelleri, docente di sociologia generale, che ha coordinato il lavoro insieme con Ivo Lizzola, preside della facoltà - in cui in ambito scolastico è arrivata la riforma Gelmini, mentre dal punto di vista socio-economico si è entrati nella fase acuta di una profonda crisi». Lo studio, partendo da questi elementi, ha cercato di individuare le possibili linee di sviluppo per la formazione nei prossimi anni: è infatti dalle scuole che c'è la possibilità di far emergere nuove idee, nuovi talenti, risorse preziose per il rinnovamento e il rilancio della zona, per combattere la crisi. «L'offerta è ricca - prosegue Tomelleri - le possibilità a disposizione degli studenti sono molte. Gli studenti vanno a scuola ed escono ben preparati». Ci sono anche particolari esempi d'eccellenza, come quello dell'istituto comprensivo di Vilminore, dove al percorso normale fino alla terza media è stato aggiunto un primo biennio sperimentale «flessibile» in base alle richieste degli allievi, per permettere ai ragazzi di seguire vicino a casa il corso superiore che hanno scelto. «È un'esperienza - spiega Martino Doni, dell'Università di Bergamo, che ha lavorato al progetto - di particolare valore perché profondamente radicata sul territorio e perché con una forte consegna educativa ed etica». Anche per merito dei piccoli numeri si realizza un rapporto molto diretto tra insegnanti e allievi. Non mancano i problemi «prima di tutto i costi, e ci sono sempre cose da migliorare». Il quadro socioeconomico, la ricerca non lo nasconde, sta attraversando un momento difficilissimo, in particolare nel settore tessile e meccano-tessile. Le interviste (a cura di Mario Salomone, docente di Educazione ambientale e di Marcella Messina) a imprenditori, sindaci, sindacalisti, dirigenti e responsabili delle risorse umane evidenziano la necessità di aprire gli orizzonti, di far emergere nuove idee, di dirottare la produzione in settori in via di sviluppo come le tecnologie legate all'ambiente e alla sostenibilità. E sottolineano anche l'esigenza di avere a disposizione persone dotate di maggiori competenze tecniche. «Questo dato - sottolinea Tomelleri - conferma l'urgenza di creare un sistema nel quale i diversi soggetti possano dialogare e lavorare insieme. Pensiamo per esempio a quanto potrebbe essere importante recuperare il ruolo delle imprese come luoghi di formazione. È importante far sentire anche agli insegnanti l'importanza di considerare la Valle come sistema complesso». Proprio per questo i docenti che hanno collaborato al progetto sono stati invitati a costruire «mappe partecipative» che mostrano nel tempo il cambiamento dei punti di riferimento e dei soggetti attivi sul territorio e le possibili connessioni: saranno ora raccolte in un cd-rom. La valle risente ancora di qualche complesso d'inferiorità: lo dimostra per esempio il fatto che siano ancora moltissimi a scegliere scuole lontane da casa, anche per merito del miglioramento della rete viaria e dei trasporti. «In questo senso - conclude Tomelleri - è importante che cresca la consapevolezza delle risorse a disposizione, anche nelle famiglie». Sabrina Penteriani 19/03/2009 nascosto-->

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Convegno nazionale sul lavoro Ospiti di prestigio alla Sala dei Savi (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

ASCOLI PRIMO PIANO pag. 2 Convegno nazionale sul lavoro Ospiti di prestigio alla Sala dei Savi di EMANUELA ASTOLFI SCUOLA in rivolta. Accogliendo l'appello lanciato alcuni giorni fa dalla Flc - Cgil a livello nazionale, il mondo dell'istruzione ha manifestato, ieri mattina davanti alla sede della Prefettura, la contrarietà all'attuale politica del Governo che coinvolge le scuole, i docenti e gli studenti. Una politica che i presenti con tanto di striscioni hanno definito «fatta di tagli e di smantellamenti che stanno mettendo in ginocchio il sistema d'istruzione e formazione e stanno fermando la ricerca». «Questo sciopero generale è stato indetto da tutti i lavoratori della conoscenza spiega Giuseppe Vaglieco, segretario provinciale della Flc - Cgil per chiedere di rivedere e ritirare i provvedimenti che il Governo ha messo in atto dallo scorso luglio su ogni settore della conoscenza». Scuola, ma anche università. ricerca e formazione a trecentosessanta gradi. «SONO INTERVENUTI devastanti aggiunge il rappresentante sindacale a partire dai tagli al sistema scolastico». Tagli che, se non saranno rivisti, porteranno a livello provinciale la perdita di circa 500 posti di lavoro tra docenti e personale Ata che lavora nel mondo della scuola. «Solo se facciamo riferimento alle compresenze che sono state tagliate dice , perderemo circa 120 posti di lavoro e 113 per il personale Ata dell'intera provincia». A livello regionale, si potrebbero avere già a settembre tagli per oltre 600 posti nella scuola primaria e almeno 200 nella secondaria di primo gardo. ottocento precari in tutta la regione, rischiano di non lavorare più dal prossimo anno scolastico. La preoccupazione è evidente, chi ha manifestato ieri mattina parla di una vera e propria emergenza sociale, non solo per la perdita di posti di lavoro ma per le ripercussioni negative che si avranno sull'insegnamento. «Anche le famiglie degli studenti sono preoccupate sottolinea Vaglieco . Si sono appena concluse le iscrizioni per il prossimo anno e la maggioranza delle famiglie del territorio ha scelto un tempo scuola più lungo (30 ore al posto delle 24 previste nel decreto Gelmini, ndr)». All'Istituto scolastico comprensivo di Monteprandone, per esempio, alcuni genitori hanno sottoscritto un documento in cui chiedono di mantenere il tempo scuola in vigore adesso. SINDACATI e insegnati hanno consegnato al prefetto Alberto Cifelli un corposo documento che contiene quelli che saranno gli effetti sul territiro della riforma voluta dal Ministro della publbica istruzione. «Chiediamo di riflettere sugli effetti che questa manovra avrà sul mondo della conoscenza conclude il segretario provinciale Flc - Cgil perché invece di essere un volano di sviluppo, sottrae risorse, mettendo in ginocchio e creando incertezza per il futuro di centinaia di famiglie».

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scuola: 10mila in piazza a firenze (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sciopero, adesione del 40% Scuola: 10mila in piazza a Firenze FIRENZE. Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza». Citando un passo della Divina Commedia di Dante Alighieri- ai piedi della statua dedicata al Sommo Poeta - si è conclusa ieri a Firenze la manifestazione organizzata nel giorno dello sciopero nazionale della scuola. Secondo il sindacato, 10mila persone da tutte le province hanno partecipato a un corteo colorato da striscioni, bandieri e palloncini. Tra i manifestanti c'erano insegnanti, ricercatori, precari, studenti, ma anche tanti genitori con bambini: tutti insieme hanno detto no alla riforma Gelmini e alla perdita di posti di lavoro nel settore. L'adesione allo sciopero in Toscana - secondo la Cgil - è stata del 30-40 per cento. Il segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati ha detto che «se le politiche di tagli di Tremonti dovessero andare avanti, solo in Toscana saranno 3.200 i lavoratori della conoscenza che non saranno stabilizzati creando difficoltà nell'offerta di formazione».

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La crisi noi non la paghiamo! E' il grido dei docenti precari della Provincia di Pe... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi «La crisi noi non la paghiamo!» E' il grido dei docenti precari della Provincia di Pesaro e Urbino che non ci stanno a piegare la testa di fronte alla mannaia che la riforma Gelmini sembra avergli preparato. E ieri mattina in Piazza del Popolo c'erano decine di rappresentanti, con tanto di cartello al collo che citava a caratteri cubitali il loro ruolo. O meglio il loro "non ruolo": «Alcune di noi esercitano la professione da 15-20 anni in una cronica assenza di contratto regolarizzato - raccontano alcune docenti - Anziché vederci riconosciuti i nostri diritti, il Governo è pronto a darci il benservito». Particolarmente allarmati i docenti di lingua straniera, tra i più penalizzati: «Prima veniamo sottoposti ad approfonditi corsi di aggiornamento - raccontano - Poi la seconda lingua diventa opzionale e ci ritroviamo praticamente messi alla porta». Quella del precariato è però solo una delle tante lotte che la Flc Cgil intende portare avanti fino all'estremo tentativo di un'inversione di rotta del Ministero, di un'attenuazione, o quanto meno di una disposizione di ammortizzatori sociali che riconosca la categoria: «Fra i cosiddetti precari "di lunga data", almeno uno su quattro nella nostra Provincia si ritroverà senza occupazione - illustra Lilli Gargamelli, responsabile Flc Cgil Pesaro-Urbino - Senza contare chi effettua supplenze più marginali, che attualmente può già considerarsi fuori dai giochi». Proprio la Rete Docenti Precari Marche ha già indetto per il prossimo 26 marzo uno specifico sit-in di protesta davanti all'ex Provveditorato di Pesaro. Ma oltre a docenti precari e responsabili sindacali Cgil, ieri sono scesi in piazza i rappresentanti del personale Ata (sono circa 100 quelli che nel Pesarese dovranno farsi da parte) e del personale Afam e dell'Università di Urbino, per i quali il cappio non è meno stringente. Presenti anche comitati di genitori e studenti, e ad appoggiare la protesta anche l'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Renzo Savelli. Una delegazione con rappresentanti dei diversi ruoli è poi stata ricevuta dal prefetto Alessio Giuffrida. «E' una protesta trasversale, perché riguarda davvero tutti - dice il segretario generale Cgil Pesaro-Urbino, Roberto Ghiselli - Non si tratta soltanto di difendere il posto di lavoro di una determinata categoria di lavoratori. Ma la Riforma attuale porta la scuola italiana ad un generalizzato decadimento di qualità. E l'istruzione e la cultura sono diritti sacrosanti di una società civile». D.S.

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Gelmini e Walesa inaugurano il campus di Mediolanum (sezione: Scuola)

( da "Milano Finanza (MF)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

MF sezione: Mercati Globali data: 19/03/2009 - pag: 11 autore: di Luca Gualtieri il ministro e il premio nobel alla cerimonia di ieri Gelmini e Walesa inaugurano il campus di Mediolanum Sembra decisamente una strana coppia. Lei 36enne, rampantissima bresciana, ministro del governo Berlusconi. Lui 66enne, polacco, ex rivoluzionario. Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e il leader di Solidarnosc e premio Nobel per la pace, Lech Walesa, si sono incontrati ieri a Milano 3. I due hanno tenuto a battesimo la Mediolanum Corporate University, il primo campus in Italia per promotori finanziari che diffonderà la conoscenza della finanza in tutte le sue espressioni. All'inaugurazione non poteva mancare il fondatore di Mediolanum, Ennio Doris, accompagnato dal presidente della nuova Università, Edoardo Lombardi, e dall'amministratore delegato, Oscar Di Montigny. Tutti, a vario titolo, hanno sottolineato i valori che guideranno l'impresa: un campus che parte dalla constatazione dello scarso livello di formazione finanziaria rilevabile in Europa e soprattutto in Italia, La Mediolanum Corporate University aspira quindi a diventare «l'istituto di riferimento in Italia per quanto riguarda l'educazione finanziaria. Credo che un'azienda abbia il dovere di preoccuparsi del benessere dei propri collaboratori», ha spiegato Ennio Doris sottolineando che «per le aziende un investimento nella conoscenza è estremamente produttivo sul lungo termine. Vogliamo essere non solo una scuola di formazione al lavoro ma anche una scuola di vita nella quale i valori devono essere al primo posto», ha aggiunto Doris. Ma per completare la formazione, gli aspiranti promotori dovranno inevitabilmente guardare a un modello. Nel nuovo campus è quindi possibile visitare un museo che ripercorre le tappe principali della vita del fondatori di Mediolanum. Tra i cimeli esposti compaiono la bicicletta con cui il giovane Doris percorse una tappa del Giro d'Italia e la sua prima scrivania con tanto di portapenne e macchina per scrivere. Il tutto accompagnato da gigantografie della famiglia Doris e dei personaggi più vicini, tra cui non poteva certo mancare «l'amico Silvio». Non mancano poi testimonianze di alcune storiche iniziative del presidente di Mediolanum: come la costruzione e l'abbattimento, alcuni anni fa, di un fac simile del muro di Berlino alla presenza dello stesso Walesa. Proprio il premio Nobel non si è lasciato sfuggire un'arguzia in sede di inaugurazione: «È strepitoso che per questa iniziativa vi siate ispirati agli Stati Uniti. Loro sono i responsabili della crisi». Uscito dal museo l'aspirante promotore entrerà nelle aule del campus e comincerà a studiare. Una suggestione finale, magari, verrà proprio dall'intestazione delle aule: Love e Alea Iacta Est.

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LA LIGA VENETA, Lega nord padania, sezione di Lendinara, affronta la tematica della ri... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

BADIA E LENDINARA pag. 11 LA LIGA VENETA, Lega nord padania, sezione di Lendinara, affronta la tematica della ri... LA LIGA VENETA, Lega nord padania, sezione di Lendinara, affronta la tematica della riforma della scuola primaria con un incontro pubblico sulla Legge Gelmini. A parlarne saranno Elena Borgato, responsabile provinciale settore scuola Lega nord e le onorevoli Emanuela Munerato, componente commissione lavoro e Paola Goisis, componente commissione cultura, insegnante di Este, impegnata in politica da molti anni e alla Camera dei deputati dal 2006. L'incontro è in programma per venerdì alle 21 presso la biblioteca comunale. «Sulla riforma Gelmini - ha dichiarato l'onorevole Mario Pittoni della Lega - l'opposizione ha scaricato un mare di bugie, con il risultato di perdere credibilità. Già in commissione, ad esempio, avevo fatto notare che il punto che secondo la sinistra comporterebbe la chiusura delle scuole di montagna è l'applicazione di una norma varata proprio dalla sinistra nel 1998. La verità è che hanno fatto autentico terrorismo mediatico. Per cui a questo punto - ha annunciato Pittoni - visto che qualcuno propone addirittura un referendum, abbiamo deciso di intervenire con un volantino chiarificatore sui punti più significativi della legge, che verrà distribuito in oltre 500mila copie dai nostri militanti in tutto il Centro-Nord».

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GUBBIO La stragrande maggioranza degli alunni eugubini che a settembre entreranno nel... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di MASSIMO BOCCUCCI GUBBIO - La stragrande maggioranza degli alunni eugubini che a settembre entreranno nella scuola elementare hanno scelto le 30 ore settimanali tra le quattro opzioni ministeriali (24, 27 e 40 le altre). Si tratta dell'85 per cento dei 293 bambini che si sono iscritti in prima. Nessuna scelta ha invece interessato la fascia delle 24 o 27 ore settimanali. Sono gli effetti pratici sul territorio eugubino della Riforma Gelmini. Prevale l'orientamento verso i due pacchetti orari maggiori anche per questioni familiari logistiche, dato che in molti casi ci sono le esigenze dei genitori per gli impegni professionali. Sono 45 le coppie che hanno aderito alla formula del "tempo pieno", che attualmente è in vigore solamente all'Edificio Scolastico di via Matteotti e nella frazione di Mocaiana. Guardando i numeri in modo approfondito, si registra che degli 85 nuovi iscritti al Primo Circolo, sono 21 quelli che hanno optato per il modulo da 40 ore (lezioni dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 16.15), mentre i restanti 64 hanno scelto le 30 ore (dal lunedì al sabato dalle 8.15 alle 13.15). Tra loro, 30 frequenteranno il plesso di via Matteotti, quindi 13 alla sede periferica di Scorcello, 11 a Semonte e 10 a Cipolleto. Al Secondo Circolo sono 102 i nuovi iscritti alle elementari "Aldo Moro", Mocaiana e Scritto. Tra questi 78 hanno preferito le 30 ore (dal lunedì al venerdì con due rientri pomeridiani), mentre 24 saranno a Mocaiana dove sono previste le 40 ore del tempo pieno. Non ci sarà il tempo pieno al Terzo Circolo, dal momento che tutti i genitori hanno optato per le 30 ore. In questo caso sono 106 le iscrizioni, ci cui 15 a Santa Illuminata e 30 a Torre dei Calzolari (lezioni dal lunedì al sabato), 32 a Madonna del Ponte e 29 a Padule (settimana corta). Tutta da verificare, infine, la gestione degli insegnanti in esubero.

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La capopopolo delle libertà <Con me Fini e Napolitano> (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

La capopopolo delle libertà «Con me Fini e Napolitano» Intervista. La nipote del Duce: «Non è possibile che un irregolare non si possa far curare. Così la clandestinità si favorisce». «Fini è d'accordo con me e anche il Colle ha la stessa sensibilità sul tema»: così Alessandra Mussolini sulla rivolta dei cento parlamentari sul ddl sicurezza. Onorevole si rende conto di aver scatenato la rivolta? Ma no? Quale rivolta. Può succedere che nel lavoro parlamentare un deputato non si accorga di una norma. Io, del resto, presiedendo la commissione per l'infanzia ho un osservatorio privilegiato. Se non è rivolta che cos'è? Diciamo che è uscita allo scoperto una comune sensibilità su una norma inaccettabile. L'emendamento della Lega va corretto. Su un'azione che può essere utile, come l'inserimento del reato di clandestinità, le conseguenze possono essere devastanti se non sono le forze dell'ordine a vigilare ma medici e insegnanti. Spieghi perché. Mi pare ovvio. Non è possibile che un bambino clandestino non possa andare a scuola, né fare le vaccinazioni, né farsi curare al pronto soccorso, o le donne morire di parto perché non possono andare in ospedale. Lei è critica anche sull'impossibilità di iscrivere i figli dei clandestini all'anagrafe. Anche su questo si deve riflettere: l'iscrizione deve essere obbligatoria, altrimenti alcuni bambini risultano invisibili. Noi dobbiamo far emergere la clandestinità, non favorirela. Lo stesso ddl era passato al Senato col consenso di tutto il Pdl. E che c'entra? Ogni ramo del Parlamento ha la sua libertà d'azione. Significa che si dovrà ridiscutere. Infatti è saltato il voto di fiducia. È quello che abbiamo chiesto nella lettera indirizzata a Berlusconi: discutere il provvedimento e modificarlo in Parlamento. Cicchitto non ha gradito che avete scavalcato i capigruppo. Non vedo alcun reato di lesa maestà. O non si può chiedere una riflessione? Fini era informato della sua iniziativa? Assolutamente sì. Tra l'altro lui le sue posizioni sui medici le aveva già espresse pubblicamente. Che le ha detto? Mi ha detto: bene, è una iniziativa parlamentare che serve ad aprire un confronto sul tema. Ha incontrato il capo dello Stato? Il Colle è sensibile a questi temi. Come presidente di commissione abbiamo fatto due incontri sullo status da dare ai bambini non accompagnati. La Lega accusa: è solo una conta nel Pdl. Non c'entra nulla. E questa logica non mi appartiene. La rivolta, faccio notare, è partita dai medici, dalle categorie interessate. E poiché considero grave anche la parte che riguarda i maestri ho informato la Gelmini. La Gelmini è d'accordo con lei? Dico che mi è sembrato giusto informarla. Molti parlamentari hanno votato perché non ne possono più del Carroccio. Io dico che quell'emendamento avrebbe potuto avere un effetto domino. E noi con la nostra iniziativa abbiamo portato un correttivo. Quello che conta è che è uscita fuori una sensibilità comune sul tema. Applausi dal Pd. Lo so. Ma ho preferito raccogliere le firme solo all'interno del Pdl altrimenti sarebbe diventato un fatto complicato. La cosa importante è che dopo il Senato si è riaperta la discussione. In Parlamento e con i soggetti interessati. A.D.A. 19/03/2009

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Torna l'Onda degli scontri Cariche alla Sapienza (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

a roma poliziotti presi a sassate Torna l'Onda degli scontri Cariche alla Sapienza di Sonia Oranges Tornano l'Onda e con lei gli scontri tra studenti e polizia. Ieri gli studenti romani, universitari e medi, si erano dati appuntamento a piazza della Minerva, all'interno dell'università La Sapienza, per «far crescere di nuovo l'onda, tornando in piazza contro la dismissione degli atenei pubblici e all'indomani della fine della sessione di esami». E per dimostrare che non hanno paura delle spranghe e delle catene trovate martedì a Roma Tre, nell'aula riservata alle iniziative degli studenti di destra. Una manifestazione incominciata in sordina, finché è rimasta all'interno dell'università, dove la polizia non entra. Ma la tensione è schizzata alle stelle quando i ragazzi, poche centinaia, sono usciti in piazza Aldo Moro, intenzionati a sfilare in corteo per raggiungere il sit-in della Flc-Cgil, in piazza Santi Apostoli, organizzato in occasione dello sciopero generale. Ma il corteo non rispettava il recente protocollo sulle manifestazioni a Roma, che impone di procedere soltanto in zone autorizzate. «Avevamo lanciato un appuntamento per il corteo, poi avremmo visto in base ai numeri se organizzare la manifestazione», hanno spiegato gli studenti. Ma ad attenderli, ai varchi dell'università, c'erano gli agenti in tenuta antisommossa che sono intervenuti con cariche di alleggerimento, cui i ragazzi hanno risposto alla maniera "francese": a colpi di ciabatta. Ma l'Onda è ostinata, lo ha già dimostrato. E ha cercato altre vie. Prima da via De Lollis, dove un'altra carica della Guardia di Finanza li ha ricacciati dentro, poi da viale Regina Margherita, dove pochi studenti avrebbero cominciato a lanciare sassi contro le forze dell'ordine. Alla fine, si contavano un agente ferito e decine di studenti contusi. Insomma, chi pensava che l'autunno caldo degli studenti (ma anche di famiglie e insegnanti), fosse ormai un ricordo lontano, si sbagliava. E ad annunciarsi, ora, è una primavera di proteste, sempre contro i tagli del Governo all'istruzione e all'università, e contro le riforme dei comparti firmate dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. E nel mezzo, ancora una volta, ci sono le forze dell'ordine, criticate dall'Unione degli studenti per aver operato «contro chi chiede solo di poter manifestare ed esprimere il proprio pensiero», mentre l'Udu parlava di «una fase di formazione d'emergenza», e la Rete degli studenti dei «sospetti che ci sia un tentativo di creare un clima di scontro per annullare la forza dell'opposizione sociale diffusa nel Paese». Ma di certo lo scontro sarà anche interno al movimento, sul copione un po' liso di destra e sinistra. Ieri Azione universitaria, che raggruppa gli studenti di destra, annunciava una raccolta di firme «per chiedere al Governo di varare un provvedimento per allontanare dalle università tutti quelli che si caratterizzano per iniziative politiche violente». Roma Tre sicuramente docet. 19/03/2009

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MONTESILVANO - Una riforma della scuola fondata più su criteri ragionieristici che su basi peda... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi MONTESILVANO - Una riforma della scuola fondata più su criteri ragionieristici che su basi pedagogiche; il malaugurato proposito dello Stato che da gestore della pubblica istruzione diventa "ente commissionante", con il decreto di morte della scuola pubblica a favore della privata ed il tentaivo di scardinare i diritti dei docenti. Queste le principali accuse rivolte al Governo di centro-destra dalla Cisl-scuola Abruzzo riunita ieri a Montesilvano per il terzo congresso regionale, alla presenza di una quarantina di delegati. Sono intervenuti Andrea Leonzio (segretario generale regionale), il segretario nazionale Dioniso Bonomo ed Enrico Tancredi segretario Usr Abruzzo. A differenza degli altri sindacati la Cisl-scuola continua a sedere ai tavoli di concertazione, perchè intenzionata a "governare" i processi di cambiamento, ma altrettanto decisa a tutelare i suoi iscritti. «Perciò diciamo no - spiega Andrea Leonzio riconfermato segretario generale Cisl-Scuola Abruzzo - alle riforme della Gelmini, che - tanto per fare un esempio - spaccia il maestro unico come riforma pedagogica, mentre punta ad un taglio indiscriminato dell'organico con buona pace dell'insegnamento». E in fatto di tagli, solo per l'Abruzzo si parla di una vera falcidia del personale, pari a 350 posti in meno ogni anno per tre anni. Come dire che dopo questo triennio la scuola abruzzese perderà mille lavoratori. I più colpiti il personale Ata ed i collaboratori scolastici (bidelli), con il rischio molto probabile che nei piccoli plessi non ci sarà nemmeno un bidello per tutta la scuola. Si parla di 246 unità Ata e 825 bidelli in meno. Molto atteso perciò il prossimo incontro con Carlo Petracca, responsabile dell'ufficio scolastico regionale. La mannaia non risparmierà i ragazzi disabili della scuola dell'obbligo: in Abruzzo sono del 2% in più rispetto alla media nazionale, ma nonostante questa crescita saranno ridotti gli assistenti. P.G.O.

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Mediolanum inaugura la corporate university (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-03-19 - pag: 24 autore: Manager Mediolanum inaugura la corporate university Cristina Casadei MILANO «Ci siamo ispirati alle Corporate university americane solo perché rappresentano il meglio del panorama formativo, non per i valori che trasmettono », precisa subito Ennio Doris, il presidente di Banca Medionalum, alla presentazione della Mediolanum Corporate University, il primo campus per promotori finanziari dedicato ai manager del gruppo. Tra le principali aree di studio ci sono quella comportamentale, quella tecnico-commerciale e quella tecnico-normativa. La sede, realizzata con un investimento di 34 milioni di euro è stata inaugurata ieri a Basiglio, nel cuore di Milano 3, con la partecipazione, tra gli altri, del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini - con cui Doris si è impegnato a collaborare per dare vita a un progetto di formazione finanziaria nelle scuole- , e del premio Nobel per la pace Lech Walesa. Il progetto non è che il culmine dell'attività formativa di Mediolanum che nel corso degli anni ha dato vita a numerosi corsi di formazione: «Soltanto nel 2008 il 42,7% dei nostri studenti hanno superato l'esame Consob per l'iscrizione all'Albo dei promotori finanziari, rispetto al 33,5% del resto degli iscritti», sottolinea Doris. Per ora aperta solo ai collaboratori di Mediolanum, in futuro Doris non esclude che la Corporate university «possa diventare un supporto per la formazione di altre aziende». Nel 2009 sono previste 630 giornate di aula, 11mila student days e quasi 3.000 partecipanti. I docenti sono 119 e sono in parte manager di Mediolanum, tra cui anche Doris, e in parte professori dell'Università Cattolica e della Bocconi.

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di DEBORAH SANTINI VENTIQUATTRO o ventisette ore settima... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 3 di DEBORAH SANTINI VENTIQUATTRO o ventisette ore settima... di DEBORAH SANTINI VENTIQUATTRO o ventisette ore settimanali? No grazie, niente maestro unico. Noi preferiamo il vecchio modulo delle trenta ore o addirittura il tempo pieno. Questa per lo più la risposta dei genitori alle novità relative alle scuole elementari, introdotte dal decreto Gelmini. Meno ore e maestro unico, evidentemente, nel comune di Grosseto, non piacciono: sono davvero sporadiche le richieste che vanno in questa direzione. I circoli delle scuole elementari a Grosseto sono quattro: il primo di viale Giotto, il terzo di via Sicilia, il quarto di via Mascagni e, infine, il quinto di via Rovetta. Ebbene, le iscrizioni alla scuola primaria sono ufficialmente chiuse e in nessuno di questi circoli è stata registrata una sostanziosa richiesta delle 24 e delle 27 ore. Il «record», si fa per dire, di richieste per le 24 e le 27 ore sembra che sia stato raggiunto nel quinto circolo, in Barbanella: 5 per le 24 e 21 per le 27 nella scuola di via Rovetta. I plessi scolastici del quinto circolo sono quattro. «ABBIAMO quasi tutto tempo pieno ci spiega il dirigente scolastico del quinto circolo Giuseppe Bartali solo in via Rovetta è possibile fare scelte diverse e qui sono state 22 le richieste per il modulo a 30 ore, 21 per le 27 ore e 5 per il modulo a 24. Naturalmente non sarà possibile creare una classe di 5 persone, quindi non potremo soddisfare la richieste per le 24 ore». Nel resto delle scuole del quinto circolo domina il tempo pieno: una prima in via De Amicis, tre prime in via Montebianco (57 richieste), una prima a Braccagni (20 richieste). Queste, almeno, sono le intenzioni del dirigente. NEL QUARTO CIRCOLO, quello di via Mascagni, ecco che le richieste di 24 e 27 ore sono addirittura assenti, non sono state prese in considerazione da nessun genitore. Quindi solo i vecchi moduli per le scuole che lo prevedono e tante richieste per il tempo pieno. «Il più delle richieste sono relative alle 30 e alle 40 ore spiega la dirigente Maria Cristina Alocci e registriamo un incremento di richieste per il tempo pieno. Nella scuola di via Mascagni dove abbiamo tutto tempo pieno, per esempio, non sarà possibile accogliere tutte le richieste fatte, ne rimarranno fuori circa 20». Per il resto, né in via Mazzini, né in via Scansanese, né a Rispescia e neanche ad Alberese sono stati scelti i nuovi moduli. NEL PRIMO circolo solo tempo pieno (40 ore) e 30 ore. «Abbiamo avuto due richieste per le 27 ci dice la dirigente Barbara Rosini e una per le 24, in via Einaudi». «Nella scuola di via Giotto precisa ci sono state 126 iscrizioni, tutte per il tempo pieno: ci saranno, quindi, cinque prime. In viale Einaudi 32 le iscrizioni, tutte in direzione delle 30 ore, eccetto le tre già citate. Anche in via Anco Marzio tutti hanno scelto le 30 ore, mentre a Marina di Grosseto ci sarà una classe a tempo pieno, qui, infatti, tutti (e sono in 21) hanno richiesto le 40 ore». La dirigente Barbara Rosini spiega anche che «per costituire una classe serve un numero minimo di alunni, fissato a 18. Davanti, quindi, alle poche richieste per le 24 e le 27 ore, sarà necessario indirizzare gli studenti in questione verso le classi di 30 ore». ANCHE I DATI che arrivano dal terzo circolo, quello di via Sicilia, confermano la tendenza di un forte no alle novità impiantate nella scuola primaria. Il terzo circolo comprende le scuole di via Sicilia, via Jugoslavia, Istia e Roselle. «Qui non sono state indicate né le 27 né le 24 ore ci dice Anna Lupo, vicario ci sono state 143 richieste per le 30 ore e 25 per le 40 ore, ovvero per il tempo pieno».

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<CIÒ CHE RISULTA è che le 24 ore non vanno incontro alle esigenze delle famiglie>... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 3 «CIÒ CHE RISULTA è che le 24 ore non vanno incontro alle esigenze delle famiglie»... «CIÒ CHE RISULTA è che le 24 ore non vanno incontro alle esigenze delle famiglie». Questo il commento di Sergio Ceccacci, responsabile Cisl Scuola che sottolinea la preoccupazione del sindacato e dei docenti. «Una situazione non ben definita spiega Ceccacci che avrà conseguenze su tutte le classi, non solo sulle prime. Purtroppo ancora non abbiamo un quadro chiaro di ciò che precisamente accadrà nella scuola». Le richieste delle 24 ore sono veramente poche: in nessun circolo con i numeri che ci sono sembra possibile formare una classe con questo modulo. E le novità di quest'anno sono proprio le 24 e le 27 ore, che vanno ad affiancare il «vecchio» modulo delle 30 ore. «La linea suggerita dal sindacato dice Ceccacci è spiegare alle famiglie che hanno richiesto tale forma che, senza un numero minimo di iscrizioni, non sarà possibile attuarla. Di conseguenza, la soluzione, probabilmente, sarà quella di proporre di inserire i bambini nelle classi a 30 ore, o, al limite, se ce ne sono, a 27 ore». «A noi risulta aggiunge Sergio Ceccacci che circa i due terzi delle richieste sono orientate sulle 30 ore e sul tempo pieno, quindi sulle 40 ore». Ed ecco un commento di Ceccacci su un punto che appare davvero dolente: «L'organico non è ancora stato definito dice Ceccacci al momento abbiamo soltanto un regolamento sul personale Ata che sembra che preveda, più o meno, un taglio di un terzo del personale per ogni anno, sia a livello nazionale che locale». E al corpo docente, a questo punto, viste le novità introdotte dal decreto Gelmini, ma viste anche le scelte fatte dalle famiglie, cosa accadrà? «Sicuramente conclude Ceccacci anche il modulo delle 30 ore non funzionerà come lo scorso anno, ovvero con tre insegnanti su due classi. Gli specialisti, come ad esempio i docenti di inglese, saranno solo un ricordo». In pratica, potrebbe essere affidato il più possibile ad un maestro, ma ancora è tutto da definire. D.S.

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Gelmini: Esame di Stato senza 5 (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-19 - pag: 38 autore: Istruzione Gelmini: «Esame di Stato senza 5» «Con un cinque gli studenti non potranno essere ammessi all'esame di Stato ». Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenuta ieri all'inaugurazione della Mediolanum Corporate University (l'istituto di Banca Mediolanum a Basiglio, Milano 3), ha rilanciato la linea della severità sulla valutazione «degli apprendimenti e dei comportamenti ». Lo schema di regolamento sulla valutazione degli alunni presentato venerdì 13 marzo in Consiglio dei ministri (si veda «Il Sole 24 Ore» del 14 marzo) prevede infatti all'articolo 6: «Gli alunni che, nello scrutinio finale, conseguono una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi sono ammessi all'esame di Stato». Sono quindi ammessi agli esami di Stato tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta. Il ministro Gelmini ha spiegato: «Con un 5 non si viene ammessi agli esami. C'è un maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti – ha aggiunto – e c'è severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti. Due cose indispensabili per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Secondo Gelmini, «l'egualitarismo e il livellamento che c'è stato fino ad oggi è frutto della cultura del '68 che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro».

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Sciopero docenti, adesione bassa Gli studenti sfilano in centro (sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-03-19 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La protesta I ragazzi: no a questa riforma della scuola Sciopero docenti, adesione bassa Gli studenti sfilano in centro BOLZANO — «Vendesi scuola: no alle sponsorizzazioni e alle privatizzazioni che porterebbero l'istruzione pubblica ad essere riservata solo ai ricchi, sul modello Harvard». La voce degli studenti altoatesini — sintetizzata dalla agguerrita Martina — sale alta per le vie della città nel giorno dello sciopero nazionale indetto dalla Cgil e che ha visto la scarsa adesione degli insegnanti. Un'occasione per attaccare ancora il ministro Gelmini, vecchio obiettivo di questi mesi, ma soprattutto il tanto criticato «decreto Aprea», proposta che sarà approvata in maggio e che — secondo gli studenti — richiama fortemente la contestatissima riforma Moratti: «Mentre noi diciamo no alla trasformazione delle scuole in fondazioni private e ad una rappresentanza studentesca che sia solo simbolica». Ieri il comitato degli «Studenti consapevoli» si è ritrovato a ponte Talvera per poi percorrere i Portici, sfociare in piazza Municipio e concludere la manifestazione in piazza Walther, volantini alla mano. La delegazione dei ragazzi — forte di slogan sottolineati a colpi di coloratissimi tamburi — comprendeva gli istituti Carducci, Torricelli, il classico Von der Vogelweide (l'adesione dei ragazzi tedeschi alla protesta è data come in costante aumento): «Avremo bisogno di sponsor per riparare le scuole — hanno gridato gli studenti — ma noi la crisi non la paghiamo ». All'arrivo in piazza Municipio, l'invito della polizia ad «abbassare i toni», civilmente accolto anche se l'entusiasmo di manifestare non è di certo cessato. Prime cifre ufficiali sotto il profilo del Corpo docente. In base a quanto comunicato dall'Intendenza scolastica tedesca hanno preso parte allo sciopero 237 insegnanti pari al 4,8% dell'organico nel suo complesso. è andata meglio — dal punto di vista di chi promuoveva la protesta — nelle scuole di lingua italiana, dove la partecipazione degli insegnanti allo sciopero è stata del 10,4 per cento. In particolare la partecipazione allo sciopero indetto dal sindacato è stata dell'11,8% negli Istituti comprensivi, del 9,5% negli Istituti pluricomprensivi, dell'8,2% nell'ambito dell'istruzione di secondo grado. Per quanto riguarda i quadri direttivi l'astensione dal lavoro è stata del 13% e al Convitto lo sciopero ha coinvolto il 37,5% dei docenti. G. C. In marcia Il corteo degli studenti passa in via Museo

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Re Carlo Gustavo XVI e la Regina Sofia di Svezia saranno in Italia dal 24 al 27 marzo. La vi... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di PAOLA PISA Re Carlo Gustavo XVI e la Regina Sofia di Svezia saranno in Italia dal 24 al 27 marzo. La visita ufficiale, che inizia a Roma e continua a Bologna, cade a diciotto anni dalla precedente che i reali hanno compiuto nel nostro Paese. Il nutritissimo programma, incentrato tra politica ed economia ma molto attento a cultura, ambiente, tecnologia, e particolarmente sensibile ai problemi dell'infanzia, è stato illustrato dall'ambasciatore svedese in Italia Anders Bjurner e da uno stuolo di collaboratori ed esperti vicini all'ambasciata. «Rafforzare i legami con il Belpaese a 360 gradi sul piano culturale, scientifico, commerciale e politico, questo l'obiettivo del re Carlo Gustavo XVI e della regina Silvia che sono molto felici di venire in Italia», ha dichiarato l'ambasciatore. Invitati dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i reali che compiono non più di quattro visite ufficiali l'anno ma spesso sono in Italia in forma privata, risiederanno al Quirinale dove la prima sera il Capo dello Stato offrirà un pranzo. I reali ricambieranno il 25 con un ricevimento al St. Regis dove cucina, fiori e decori saranno svedesi. La visita inizia la mattina del 24 marzo con l'arrivo dei sovrani in Quirinale, a riceverli sarà il presidente Napolitano. Nel pomeriggio il Re andrà al Senato e alla Camera per incontrarsi con i presidenti Renato Schifani e Gianfranco Fini. La Regina visiterà il Fatebenefratelli, all'Isola Tiberina, dove si aprirà un seminario sugli impianti cocleari su bambini affetti da sordità. In aprile si affettuerà nell'ospedale, che già da tempo monitorizza l'udito dei neonati, il primo impianto. Nel pomeriggio i Reali si ritroveranno all'Istituto svedese di Studi Classici per la presentazione del Progetto Via Tiburtina. La mattina del 25 marzo re Carlo Gustavo e la Regina saranno, accolti dal ministro La Russa, all'Altare della Patria, poi andranno in Campidoglio dove saranno ricevuti dal sindaco Alemanno. Sempre in Campidoglio ci sarà il convegno "Il futuro dell'Europa", con il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt e il ministro Frattini. Visita alla Galleria Borghese e colazione a Villa Madama con Berlusconi. Nel pomeriggio il Re parteciperà al seminario Innovazione per un futuro sostenibile. Organizzato da Confindustria, vedrà presenti Emma Marcegaglia e il presidente della Confindustria svedese. Ci saranno i rispettivi ministri della Ricerca Maria Stella Gelmini e Lars Lejionborg. La Regina sarà intanto a Explora, il museo dei bambini, per inaugurare il Festival della cultura infantile svedese. Il 26 partenza per Bologna, dove il Re incontrerà Romano Prodi, e ricorderà i cento anni dal Nobel a Guglielmo Marconi.

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Corteo alla Sapienza, scontri con la polizia (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-19 - pag: 17 autore: Corteo alla Sapienza, scontri con la polizia Scontri tra forze dell'ordine e manifestanti alla Sapienza di Roma.è accaduto ieri mattina quando circa 300 persone, riunite per protestare contro la riforma Gelmini, ha provato a uscire più volte dalla cittadella universitaria. Il tentativo è stato respinto con cariche di alleggerimento della polizia ( nella foto). Tra i contusi un agente e decine di studenti. AP/LAPRESSE

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S.ARCANGELO SCUOLA <Non toccate il tempo pieno>: 230 genitori scrivono alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 19-03-2009)

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BELLARIA E VALMARECCHIA pag. 14 S.ARCANGELO SCUOLA «Non toccate il tempo pieno»: 230 genitori scrivono alla Gelmini «SALVATE il tempo pieno nella nostra scuola». Firmato: i genitori della scuola elementare Fratelli Cervi' di Sant'Ermete, che hanno raccolto oltre 230 adesioni alla protesta contro il ministro Gelmini sulla riforma scolastica. La paura dei genitori della scuola è che vengano a mancare, come già preannunciato, gli insegnanti per tutte quelle ore che «fino a quest'anno vengono fatte in compresenza (cioè con 2 docenti in aula, ndr)». Grazie alle compresenze nelle cinque classi a tempo pieno della Fratelli Cervi, in questi anni «è stato possibile fare laboratori di creatività, svolgere progetti per lo sport e il benessere, integrare al meglio i bambini extracomunitari, effettuare uscite». Senza le compresenze, attaccano i genitori, non c'è solo il rischio di perdere tutte queste attività, ma anche di costringere la scuola a spezzare' le classi a tempo pieno, mettendo i bambini con quelli di altre aule durante alcune ore di lezione.

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PROSEGUONO le azioni di mobilitazione del sindacato scuola e università Flc-... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 19-03-2009)

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MODENA pag. 6 PROSEGUONO le azioni di mobilitazione del sindacato scuola e università Flc-... PROSEGUONO le azioni di mobilitazione del sindacato scuola e università Flc-Cgil. Domani, alle 17 presso la sede Cgil di piazza Cittadella, si terrà il Forum dei precari della conoscenza' organizzato dal sindacato. All'incontro la Cgil porterà numerose testimonianze di docenti, personale Ata e ricercatori universitari che rischiano la mancata stabilizzazione e il licenziamento in tronco dal prossimo anno scolastico, la relazione introduttiva dal titolo Scuola e precarietà: novità sulle graduatorie ad esaurimento e immissioni in ruolo' sarà tenuta da Cinzia Cornia, segretario provinciale Flc-Cgil, mentre Gianluca Tosetto della segreteria parlerà del futuro dell'Università a seguito dei tagli introdotti dalla riforma Gelmini. Prosegue, poi, presso le sedi Cgil della provincia, anche la raccolta firme per la petizione da inoltrare al prefetto e al ministro dell'Istruzione: «Chiederemo l'immissione in ruolo nel 2009 su tutti i posti vacanti nella scuola pubblica spiegano i responsabili il ritiro della legge 133/08 e il riesame dei regolamenti per la definizione degli organici che porterebbero altrimenti al taglio di 42.100 docenti nel solo anno scolastico 2009/10 e di 44.500 Ata nel triennio 2009 - 2011». Anche il ripristino delle compresenze nella scuola primaria e nel tempo pieno, saranno argomenti della petizione insieme alla riduzione del numero di alunni per classe. A livello modenese, la Cgil è impegnata, in particolare, a sostegno di una conclusione positiva e realizzabile in tempi brevi della procedura di stabilizzazione del personale docente precario all'istituto musicale parificato Vecchi-Tonelli'.

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Tagli alla scuola pubblica, migliaia contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 19-03-2009)

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il corteo Cinquemila posti di lavoro a rischio. La Cgil: «In Veneto sta per finire la qualità» Tagli alla scuola pubblica, migliaia contro la Gelmini PADOVA - La scuola del Veneto lascia le aule e scende in piazza, per lo sciopero generale della conoscenza. Duemilacinquecento tra insegnanti, presidi, ricercatori, studenti e bidelli ieri hanno raggiunto Padova per manifestare contro la riforma Gelmini. C'erano anche la fascie tricolore di sindaci di alcuni comuni padovani. Settemila le adesioni in tutta la regione che hanno lasciato mezze vuote le scuole venete. Un serpentone di protesta partito da piazza Garibaldi che ha tagliato in due la Città del Santo, allungandosi dal Bo fino al palco di Porta Pontecorvo di fronte all'ufficio scolastico della provincia di Padova. Una manifestazione voluta da Cgil e Gilda, il sindacato degli insegnanti, mentre gli studenti universitari dell'Onda hanno sfilato in bicicletta con una critical mass, che si è conclusa con la «presa» dell'ex casa dello studente Fusinato. Secondo le organizzazioni sindacali sono in arrivo tagli pesanti per tutto il comparto della scuola. Stimano che 4.500 insegnanti perderanno il posto di lavoro, con l'arrivo del mastro unico e della riduzione oraria. E salteranno i posti di 1.109 bidelli e tecnici di laboratorio per la riduzione del personale Ata a fronte di un incremento di 7 mila nuovi alunni in Veneto. Si teme soprattutto l'effetto privatizzazione e l'addio al posto per i precari. Una bidella delle scuole di Monselice girava con la gigantografia della busta paga da 937 euro al mese, scadenza del contratto a settembre, e teme di essere sostituita da vigilantes privati («Ci soppianteranno ditte esterne, se tagliano non riusciremo nemmeno a aprire la scuola»). Una maestra di inglese avverte che le lingue verranno penalizzate dalla riforma («Ci sarà una sola ora di inglese in prima, mentre hanno lasciato invariate le due ore di religione»). «Questa riforma mette a serio repentaglio la locomotiva della scuola veneta - tuona dal palco Emilio Viafora, segretario generale Cgil del Veneto - . In un momento di crisi in cui tutti i Paesi investono sulla formazione e la ricerca, qui arrivano tagli che colpiranno quasi 5 mila persone tra insegnanti e personale della scuola e che si riverserà sulle famiglie e l'economia regionale. O si investe oggi o non ci sarà un secondo tempo e ne usciremo sconfitti». L'effetto riforma - secondo i sindacati intaccherà la scuola pubblica, fino a non potere aprire i battenti degli istituti. I rischi sono il sovraffollamento delle classi, l'addio alle gite di istruzione, all'integrazione per gli stranieri in aumento, alle mense e ai laboratori, questi ultimi vuoti per mancanza di insegnanti. Uno tsunami per i sindacati. «Accade già che si accorpino tre classi in aula magna perchè non ci sono docenti - attacca Francesco Bortolotto, segretario della Gilda - . Poi non capiscono come gli studenti arrivano all'esame di maturità con problemi di sintassi e continuano a tagliare». Gli studenti della Rete hanno coniato lo slogan «Emergenza ballismo» e si scagliano contro il disegno di legge Aprea che cancella la rappresentanza studentesca: «Il 5 in condotta è un strumento di ricatto - spiega Serena Capodicasa, coordinatrice dei Reds - e vogliono toglierci il diritto di rappresentanza studentesca». In chiusura di manifestazione sono stati consegnati al dirigente scolastico di Padova Franco Venturella, 6.725 moduli di genitori che chiedono il tempo pieno a Padova di 40 ore, sono 22 mila in tutto il Veneto, raccolti dal comitato genitori insengnanti per la scuola pubblica. «Solo in provincia di Padova servirebbero 600 classi in più di tempo pieno - mette in chiaro Totà Mazza, Cgil scuola Veneto - il 90% dei genitori veneti ha snobbato il maestro unico di 24 ore la settimana. I tagli decreteranno la fine della scuola pubblica di qualità in Veneto ». Martino Galliolo La manifestazione Il corteo di Padova contro i tagli della scuola pubblica organizzato da Cgil e Gilda, il sindacato degli insegnanti

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Il rituale è antico e collaudato. Gruppi di studenti protestano contro q... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2009)

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Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di GIOVANNI SABBATUCCI Il rituale è antico e collaudato. Gruppi di studenti protestano contro qualche decisione dei governi o delle autorità accademiche, organizzano cortei e occupazioni, lanciano slogan violenti, qualche volta occupano sedi universitarie, scuole o altri spazi pubblici. Da qualche mese a questa parte, obiettivo della protesta sono i tagli alla spesa universitaria decisi dal ministro Gelmini, in parte ridimensionati e comunque contestati da un fronte abbastanza ampio che comprende anche docenti e organizzazioni sindacali. Ma le occasioni per protestare non sono mai mancate e verosimilmente non mancheranno in futuro. L'impressione è che, in molti casi, la mobilitazione sia soprattutto fine a se stessa, che serva cioè a tenere in vita un "movimento" altrimenti destinato a esaurirsi: se poi, come è avvenuto ieri mattina alla Sapienza, parte una carica della polizia, l'obiettivo può dirsi per lo più raggiunto, visto che la repressione suscita ulteriore mobilitazione e così via all'infinito. Fin qui tutto scontato e tutto già visto: ciò che colpisce è però la sproporzione sempre più evidente fra la consistenza numerica del movimento e la sua capacità di mobilitarsi e di occupare spazi. Ieri, davanti ai cancelli di piazzale Aldo Moro, c'erano poche centinaia di giovani, fronteggiati da un numero di poco inferiore di agenti di polizia in assetto antisommossa; dentro le facoltà, lo dico da testimone oculare, le lezioni e le altre attività accademiche si svolgevano regolarmente, senza che nessuno sapesse che cosa stava succedendo fuori. L'"onda" evocata dalla protesta studentesca non aveva in realtà nulla di travolgente. Eppure gli incidenti (per fortuna non gravi), provocati dal rifiuto della polizia di lasciar partire un corteo non autorizzato, rischiano di mettere in moto altre agitazioni e di suscitare altre turbative della didattica, con inevitabile pregiudizio degli interessi dei più. Nemmeno questa, a guardar bene, è una novità. Anche negli anni Sessanta e Settanta, e persino durante il mitico 76essantotto, gli studenti attivi nella contestazione erano una minoranza nel paese e nella stessa Università. Ma erano una minoranza consistente, collegata a un più generale e duraturo movimento di protesta sociale. Oggi i protestatari non solo sono espressione di un'area politica (la sinistra estrema) ridotta ai minimi termini, non solo rappresentano, come in passato, una minoranza della popolazione studentesca, ma appaiono sempre più isolati e arroccati nella difesa di spazi occupati non si sa bene a che titolo. Anche le minoranze, naturalmente, hanno diritto di manifestare le loro opinioni in piazza, nei limiti stabiliti dalla legge (la normativa attualmente in vigore a Roma, come si sa, impone qualche restrizione, a tutela della libertà di movimento dei cittadini). Ciò che una minoranza protestataria - per quanto attiva, per quanto rumorosa, per quanto radicata in una tradizione ormai più che quarantennale - non può pretendere e attribuirsi una rappresentanza categoriale che nessuno le ha mai conferito (i risultati delle elezioni studentesche di qualche mese fa parlano chiaro in proposito), occupare spazi pubblici che nessuno le ha mai concesso, rifiutare ogni controllo di rappresentatività in base a una retorica assembleare che non ha nulla a che vedere con le procedure democratiche. Fondandosi su queste premesse, il movimento potrà anche conoscere qualche giornata di gloria mediatica, guadagnare qualche generico e distratto sostegno in una parte (minoritaria) dell'opinione pubblica, e soprattutto centrare il suo obiettivo principale, ossia la perpetuazione di se stesso. Ma al prezzo di esaurirsi nella sua autoreferenzialità, di sopravvivere come fenomeno residuale, tollerato più per abitudine che per convinzione. Non ne trarrà vantaggio la funzionalità di un'istituzione universitaria di per sé già abbastanza disastrata. E, paradossalmente, non se ne gioverà nemmeno l'efficacia della protesta.

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ROMA - La carica della polizia contro gli studenti dell'Onda che volevano uscire dalla ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di ANTONIO DE FLORIO ROMA - La carica della polizia contro gli studenti dell'Onda che volevano uscire dalla città universitaria della Sapienza per manifestare assieme alla Cgil contro i tagli della Gelmini all'istruzione, provoca una raffica di polemiche. Sotto accusa finisce il protocollo firmato dal sindaco Alemanno con i sindacati per regolamentare i cortei per le strade della città. «È stato appena firmato un protocollo in Prefettura - dice il sindaco della capitale - per evitare la proliferazione delle manifestazioni. Non possiamo ricominciare con cortei di 2-3-400 persone che si muovono per la città. C'è un impegno di tutta la città ad avere una regola: rispettiamo il diritto a manifestare ma dentro le regole». La replica della Flc-Cgil è immediata, attraverso il segretario Mimmo Pantaleo, che parla di un uso strumentale del protocollo: «Quello che è accaduto - attacca - è un fatto gravissimo. Impedire agli studenti, a colpi di manganello, di uscire pacificamente in corteo il giorno dello sciopero generale della conoscenza indetto dalla Flc ha il sapore di una provocazione. La Flc condanna l'accaduto e invita gli studenti dell'onda a continuare le loro iniziative pacifiche di mobilitazione sapendo che la Cgil è e sarà sempre una presidio di democrazia e di libertà». Francesco Pasquali, coordinatore nazionale dei Giovani per la Libertà-Forza Italia giudica "gravissimi i fatti", ma in tutt'altra ottica: «Da tempo - dice - denunciamo il pericolo su come certi messaggi antidemocratici e carichi di demagogia, a cui non rinunciano né l'Onda né i collettivi, possono degenerare nello scontro. Oggi ne è stata, purtroppo, una prova». La rete degli studenti invece condanna «le violenze delle forze dell'ordine sui manifestanti. Il diritto di manifestare le proprie idee e opinioni deve continuare a essere garantito, proprio dalle forze dell'ordine. Le regole con cui si scende in piazza sono una garanzia per la sicurezza e l'incolumità degli stessi manifestanti. Siamo pertanto a fianco di tutti quei manifestanti che in maniera pacifica continuano e continueranno a scendere in piazza nel rispetto delle regole democratiche». Il rettore Luigi Frati è lapidario: «La Sapienza non era il luogo di partenza di nessun corteo. I cortei devono essere autorizzati dal prefetto, e quello non lo era». Ieri mattina il ministro dell'Interno Maroni aveva risposto alla Camera al Question time sugli incidenti all'università statale di Milano dei giorni scorsi. «La libertà di espressione, di manifestazione - sono le parole di Maroni - di partecipare alle elezioni è un diritto costituzionale dei cittadini che noi intendiamo garantire contro ogni forma di violenza». Poi la promessa: «Le forze di polizia seguiranno con attenzione ogni evento che possa incidere negativamente sulla libertà di espressione di tutte le componenti politiche e che di riflesso pregiudichi anche il mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini». Lavoratori e studenti sono scesi in piazza ieri in tutta Italia per protestare contro i tagli all'istruzione decisi dal governo Berlusconi. Alle proteste, che hanno accompagnato lo sciopero - indetto dalla Flc-cgil per l'intero settore della conoscenza (dalle scuole materne, alle università, dai conservatori agli enti di ricerca) e dalla Gilda per il comparto scuola - hanno aderito anche i ragazzi dell'Onda con momenti di tensione non solo a Roma ma anche a Napoli.

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Iscrizioni a scuola Licei classici in crisi recuperano i tecnici (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-19 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il bilancio Iscrizioni a scuola Licei classici in crisi recuperano i tecnici La crisi? Colpisce anche i licei. In particolare quelli ad indirizzo classico. Terminate le iscrizioni, i presidi devono fare i conti con i cambiamenti portati dalla riforma Gelmini. Da 25 a 27 i numeri di studenti per classe («così si perdono sezioni »). L'addio all'indirizzo scientifico tecnologico dal 2010 («pochi gli iscritti per questo ultimo anno. Non possono lasciarci morire così»). E in alcuni casi la flessione è dettata anche dall'incertezza economica. «Le famiglie scelgono studi concreti, come il tecnico», assicura l'assessore provinciale Giansandro Barzaghi. Al liceo classico Carducci si passa da nove a sei quarte ginnasio. Al Berchet, invece, si parla di una classe in meno, «anche se attendiamo i dati definitivi», spiega il preside Alessandro Gullo. Perde studenti anche il Tito Livio, «ma dopo il boom degli scorsi anni, c'era da aspettarselo», aggiunge il vice preside Paolo Wolhfahrt. In controtendenza il Manzoni. Due prime in più rispetto all'anno passato. Stabili il Parini e Beccaria. Liste d'attesa, invece, per i grandi licei scientifici della città. Il Vittorio Veneto prevede 12 prime (studenti in arrivo anche dall'hinterland). Il Volta dovrebbe avere una classe in più. Il Bottoni è obbligato a respingere gli iscritti. Soddisfatto anche Antonio Arrigoni preside del Donatelli- Pascal, «siamo aumentati». Così come Kandinsky e Agnesi. Aumentano le iscrizioni a tecnici e professionali. «In tempi di crisi serve il lavoro. E questi indirizzi possono dare speranza». Benedetta Argentieri

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Ottocento posti in bilico e la scuola ri-sciopera (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

PERUGIA pag. 3 Ottocento posti in bilico e la scuola ri-sciopera PERUGIA LA SCUOLA ieri ha di nuovo scioperato contro i tagli governativi, che soltanto in Umbria potrebbero spazzare via circa 800 posti di lavoro. La protesta, indetta a livello nazionale dalla Cgil e dal sindacato Gilda, nella nostra regione ha riscosso un'adesione di circa il 9 per cento. Intanto, ieri, dall'Auditorium di Assisi, la segretaria della Cisl scuola, Ivana Barbacci, ha di nuovo lanciato l'allarme contro la Riforma Gelmini, «che di fatto ha notato la sindacalista sta smantellando l'offerta formativa e la qualità della didattica». Domani, invece, dal palco del III° Congresso della Funzione pubblica, in programma a Todi, sarà il segretario generale della Cisl Umbria, Ulderico Sbarra, a fare il punto della situazione. Saranno presenti al Congresso anche il segretario nazionale Fp-Cisl Giovanni Faverin. Relazione conclusiva di Ubaldo Pascolini, segretario generale Fp-Cisl Umbria.

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Sciopero Atm, traffico nel caos (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-19 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La protesta Città in tilt dopo le 18. Taxi introvabili. In mattinata il corteo in centro: siamo in 25 mila Sciopero Atm, traffico nel caos Ferme due linee del metrò. Ritardi sui mezzi di superficie. La Cgil: più fondi contro la crisi Caos, traffico in tilt, mezzi pubblici fermi nei depositi, taxi introvabili. Lo sciopero Cgil di ieri sera (dalle 18 alle 22) ha messo in crisi la mobilità cittadina. Ferme le linee rossa e verde del metrò. Mentre sulla gialla circolavano cinque treni su sedici (dati Cgil). Secondo Atm sono rientrati in deposito il 30 per cento di tram e bus (oltre il 40 per cento secondo il sindacato). Ma i disagi per chi si è mosso con i mezzi pubblici hanno riguardato anche la mattinata. La manifestazione di studenti e lavoratori Cgil in sciopero (in piazza del Duomo 25 mila persone secondo gli organizzatori) ha bloccato il centro cittadino con il solito strascico di linee deviate e corse saltate. Soddisfatta la Cgil per l'adesione alla protesta organizzata in preparazione della manifestazione romana del 4 aprile prossimo. Anche perché, rispetto allo sciopero in solitaria del 12 dicembre scorso, si sono fermate due linee del metrò invece che una soltanto. Il sindacato rosso chiede al governo una maggiore mobilitazione sulla crisi. Un passo indietro rispetto al giro di vite sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali e all'innalzamento dell'età pensionabile per le donne. Per quanto riguarda la spaccatura con Cisl e Uil, anche ieri il segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, Onorio Rosati, ha auspicato dal palco in piazza del Duomo un riavvicinamento tra confederazioni per affrontare insieme la crisi. Un segnale che va in questa direzione è l'incontro unitario che Cgil, Cisl e Uil, regionali e metropolitane, avranno oggi pomeriggio con il prefetto. All'ordine del giorno l'emergenza occupazione. I confederali stanno inoltre organizzando assieme a Milano i festeggiamenti per il 1Ë? Maggio (stessa scelta a livello nazionale, città prescelta Siracusa). Ma di fronte alla ricucitura proposta dalla Cgil, la Uil di Walter Galbusera si ritrae. «Non vedo dove sia il problema per quanto riguarda l'arrivo dei fondi sulla cassa in deroga. I soldi sono stati stanziati — puntualizza Galbusera —. Per quanto riguarda la regione, poi, il confronto sulla crisi mi pare stia dando risultati. Per ricompattarsi servono richieste comuni che per ora non ci sono. Restano, invece, divergenze profonde sulla riforma dei livelli contrattuali ». Tornando alla manifestazione, hanno partecipato in massa gli studenti di ReteScuole dietro a striscioni con la scritta «Scuola e università non pagheranno la vostra crisi». Nel mirino anche l'accordo Gelmini- Formigoni sulla gestione lombarda degli istituti tecnici: «No al federalismo scolastico, può portare solo danni». Rita Querzé Viabilità Traffico impazzito dalle prime ore della mattina Metrò Nelle stazioni poche informazioni ai viaggiatori Tram Mezzi bloccati e viaggiatori infuriati in centro

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Pietrella: <Riduzioni già previste anche dai precedenti Governi> (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cagliari e Provincia Pagina 1017 Il direttore dell'Ufficio regionale scolastico: allarme eccessivo Pietrella: «Riduzioni già previste anche dai precedenti Governi» Il direttore dell'Ufficio regionale scolastico: allarme eccessivo --> Rassicura che i tagli non saranno così massicci come annunciano i sindacati, ma soprattutto che nell'Isola la razionalizzazione sarà in buona parte legata ai pensionamenti. Il responsabile della scuola sarda, Armando Pietrella (direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale) cerca la via del dialogo, gettando acqua sul fuoco della protesta. «Il processo di razionalizzazione della rete scolastica e la conseguente riduzione dei posti di lavoro nella scuola non iniziano oggi», insiste il provveditore, «ma hanno impegnato tutti i Governi degli ultimi anni. Il contenimento della spesa, poi, dovrebbe servire almeno in parte a rivalutare le retribuzioni del personale. Una parte di questi risparmi, dunque, andranno a migliorare il servizio e incrementare gli stipendi». LE NOVITÀ Una riforma che, secondo il provveditore regionale, parte da lontano. «Non sono solo la Gelmini o questo Governo ad aver intrapreso il cammino», prosegue, «bensì i ministri precedenti, compreso Fioroni che, proprio a fronte dei risparmi, aveva assunto l'impegno di una massiccia stabilizzazione del personale precario. Impegno poi non mantenuto, anche per lo scioglimento anticipato delle Camere». Pietrella analizza anche i mali della scuola italiana che poi si riflettono sull'Isola. «Non è un segreto», chiarisce il direttore generale, «che il sistema scolastico italiano sia eccessivamente appesantito da una polverizzazione dei punti di erogazione del servizio, anche di piccole e piccolissime dimensioni. Basti pensare che la Francia possiede alcune centinaia di migliaia di insegnanti in meno rispetto a noi. In Sardegna, oggettivamente, questa eccessiva polverizzazione è presente, ma in ragione della situazione geografica e sociale, sono certo che il Governo ne terrà conto nel processo di riorganizzazione, usando un metro di giudizio più comprensivo». I TAGLI I tagli saranno comunque inferiori rispetto all'allarme lanciato dai sindacati. «Da una parte c'è un costante decremento degli alunni, che prima o poi comunque si fermerà», assicura Pietrella, «dall'altra un alto numero di pensionamenti, anche anticipati, come avvenuto quest'anno: ecco perché sono convinto che si scongiurerà il pericolo dei tagli. Certo che in prospettiva la scuola non potrà più essere guardata come la branca del pubblico impiego che, come avveniva in passato, offriva possibilità di massiccia occupazione. I precari storici saranno via-via stabilizzati, ma gli altri laureati dovranno pensare ad impieghi in altri settori». ( fr. p. )

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<Mi hanno scippato il sogno: non potrò fare l'insegnante> (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cagliari e Provincia Pagina 1017 i ragazzi Le voci di liceali e laureandi «Mi hanno scippato il sogno: non potrò fare l'insegnante» I ragazzi. Le voci di liceali e laureandi --> Temono uno scadimento della qualità dell'insegnamento e dei servizi, ma anche il pericolo che l'università diventi sempre più inaccessibile per intere fasce di giovani. Non solo. Protestano contro la riforma della scuola che nell'Isola porterebbe al progressivo decadimento della scuola pubblica. Ieri mattina, tra gli oltre duemila partecipanti alla manifestazione per lo sciopero indetto dalla Flc-Cgil contro la politica del governo sulla scuola, c'erano anche alcune centinaia di universitari e altrettanti studenti delle superiori a chiudere il corteo. Proprio i più giovani hanno esposto gli striscioni più graffianti contro la riforma Gelmini: maestro unico, tagli al sostegno e aumento degli alunni per ciascuna classe. GLI SLOGAN Dalle file degli studenti si sono levati anche gli slogan più coloriti, lanciati in particolare dal coordinamento universitario di Unicamente che ha manifestato nella giornata di impegno e mobilitazione contro le politiche che puntano alla progressiva privatizzazione delle università pubbliche. «Già ora per molti studenti l'università è diventata inaccessibile - protesta Stefano Loru, trasferitosi dall'Ogliastra per studiare Scienze politiche - le tasse tengono conto dei redditi, ma non della crisi che le famiglie devono sopportare. Pagare mille euro l'anno può diventare insopportabile per un nucleo che, sino a qualche anno fa, viveva dignitosamente con due stipendi». E anche ai giovanissimi preoccupano i tagli all'organico e quelli delle cattedre, perché potrebbero riflettersi sul numero degli studenti per ciascuna classe. «Già oggi siamo in ventotto - lamenta un liceale dello scientifico Pacinotti - a quanto dovremmo arrivare di questo passo? Gli edifici sono quelli di sempre, ma di questo passo verranno accorpate sezioni e sarà impossibile fare lezione. Prima ci forniscano strutture nuove, poi ci parlino di riorganizzazione». IL SOGNO TRADITO E nel corteo degli studenti c'era anche un gruppetto di universitari oristanesi. «Siamo qui per lottare per i nostri diritti - dice Teresa Olla, laureanda della Facoltà di Lettere - avevo il sogno di poter insegnare, ma me lo hanno scippato. Non esiste più la scuola di specializzazione e le graduatorie sono ormai intasate, con in più l'annuncio che le immissioni in ruolo saranno centellinate. Per quelle come me, dopo la laurea non resterà che emigrare». E ci sono anche i ricercatori che fanno sentire alta la loro voce. «Molti di noi hanno curriculum di prestigio e abbiamo fatto lavori pubblicati in mezzo mondo - protesta una giovane del Cnr - ma nonostante tutto abbiamo contratti atipici con compensi che non consentono di vivere. Eppure abbiamo rifiutato offerte arrivate di centri di ricerca internazionali, pur di continuare a farlo nel nostro Paese. E di questo passo, secondo le nuove regole di stabilizzazione, per noi si apre solo la porta del precariato infinito». FRANCESCO PINNA

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La prof avverte gli alunni <Attenti ai gay> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-03-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Istituto Armellini La prof avverte gli alunni «Attenti ai gay» Gli omosessuali, gente da cui «stare alla larga». E a dirlo, secondo quanto denunciato ieri dall'Arcigay di Roma, sarebbe stata una professoressa di una scuola superiore della capitale, l'Itis Armellini all'Ostiense, circa 500 iscritti di cui 450 maschi. L'episodio sarebbe avvenuto una ventina di giorni fa, durante una lezione su temi di attualità. Ed è a quel punto che la professoressa, insegnante di italiano, avrebbe pronunciato frasi omofobe: «Gli omosessuali sono persone che non condivido, e se mi capitasse di incontrarne ne starei bene alla larga, certe persone devono essere evitate». Un alunno, quindicenne, gay non dichiarato in famiglia, sentendosi discriminato e offeso ha deciso così di rivolgersi al numero verde Gay Help Line (800.713.713), linea di ascolto antidiscriminazione gestita dalla stessa Arcigay. E allo stesso servizio sono arrivate anche altre due telefonate di conferma dell'episodio (di una ragazza e di un altro ragazzo): «Le dichiarazioni dell'insegnante sono fortemente discriminatorie— ha protestato ieri Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma e responsabile del numero verde — e hanno provocato un duplice effetto, da un lato l'indignazione da parte di studenti lesbiche e gay, e dall'altro un rafforzamento della condizione dei bulli della classe. In questi giorni abbiamo contatto la scuola per chiedere di attuare immediate azioni di formazione». Sull'episodio ieri è intervenuto il preside dell'Armellini, Paolo Reale: «Una frase che mi fa inorridire — ha detto —. La nostra è una scuola democratica, ma non posso avere il controllo su cosa dicono tutti i nostri docenti. Mi spiace solo che gli studenti non siano venuti a parlarmene di persona. Li avrei ascoltati». E su eventuali responsabilità dell'insegnante («da verificare ») «avvierò un procedimento amministrativo — ha annunciato — per valutare gli estremi per una sanzione disciplinare, dall'ammonizione alla censura». Un primo confronto tra i due in realtà c'è già stato ieri in serata. Con la docente che ha smentito l'episodio con una dichiarazione trasmessa dallo stesso preside. Questa: «Con anni di insegnamento ed esperienza alle spalle non avrei mai avuto l'ingenuità di dire una cosa del genere, neanche se la pensassi. Non ho veramente idea di cosa possa aver generato questo equivoco. Amo l'arte e tutte le sue espressioni: come non riconoscere il genio di Michelangelo e Leonardo? Come poter non sentirsi vicini alla loro umanità? Sono veramente perplessa e rammaricata ma escludo con convinzione e fermezza qualunque attacco o risentimento personale alle libertà di scelta che competono solo ed esclusivamente a chi le fa». Intanto sull'episodio la deputata del Pd Anna Paola Concia ha annunciato un'interrogazione al ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini «per fare piena luce sulla vicenda ». Edoardo Sassi

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La regina di Svezia tra i bimbi malati (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2009)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2009-03-19 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE I sovrani da martedì in Italia La regina di Svezia tra i bimbi malati Prenderà il via, martedì prossimo, la visita di Stato in Italia dei sovrani svedesi. Dal 24 al 27 marzo, re Carl XVI Gustaf e la regina Silvia di Svezia – su invito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – arriveranno nella Capitale per prendere parte ad una fitta serie di appuntamenti, non solo istituzionali. A presentare, ieri, le tappe della visita ufficiale è stato l'ambasciatore di Svezia, Anders Bjurner. I sovrani incontreranno le più alte cariche dello Stato e del Governo. E la regina Silvia di Svezia inaugurerà due importanti iniziative dedicate ai disabili e ai bambini: martedì alle 15, parteciperà all'apertura del seminario «Sentire, che bello!», organizzato dall'ospedale Fatebenefratelli. Mentre, mercoledì, la regina terrà a battesimo il primo festival della Cultura infantile svedese, in programma nel museo di Explora (via Flaminia 80, fino al 29 marzo). L'ensamble teatrale Teater Tre dedicherà alla regina lo spettacolo «Filippo e il coccodrillo» (poi replicato nel corso del festival). Dai libri della scrittrice Astrid Lindgren alle fiabe per bambini di Sven Nordkvist e Gunilla Bergstrom, la Svezia è da tempo impegnata nello sviluppo della cultura per l'infanzia. I piccoli visitatori di Explora potranno incontrare Nordkvist e Pija Lindenbaum che leggeranno alcuni brani tratti dai loro libri più conosciuti (mercoledì, alle 16.45). Non mancheranno i film, con la proiezione di «Elina», vincitore del premio Orso di Cristallo al Festival di Berlino 2003. La visita dei Reali di Svezia sarà inoltre un'occasione per discutere di «Innovazione per un futuro sostenibile: il modello svedese»: mercoledì, alle 15.45, re Carl XVI Gustav parteciperà al Forum Italia-Svezia, nella sede di Confindustria (viale Tupini), insieme con il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Faccia a faccia, mercoledì in Campidoglio, tra i ministri degli Esteri svedese e italiano, Carl Bildt e Franco Frattini: aprirà i lavori il sindaco Gianni Alemanno. Ancora: martedì, i sovrani saranno all'Istituto Svedese di Roma per la presentazione del progetto «Via Tiburtina», tredici ricerche sull'importante arteria romana, coordinate dall'archeologo Hans Bjur e da Barbro Santillo Frizell, direttore dell'Istituto Svedese; presente Umberto Broccoli, sovrintendente capitolino ai Beni culturali. Simona De Santis La coppia reale Re Carl Gustaf e la regina Silvia di Svezia

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Il preside della Sapienza Luigi Frati è più scocciato che preoccupato, stiam... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 19-03-2009)
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Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi di RAFFAELLA TROILI Il preside della Sapienza Luigi Frati è più scocciato che preoccupato, «stiamo parlando di fatti minimi, qui ci sono 140mila studenti, in piazza ce n'erano 250. L'importante è che la didattica sia stata regolare». E giù ancora: «I cortei devono essere autorizzati dal prefetto, quello non lo era. Le regole vanno rispettate: è come se qualcuno volesse passare per forza con il rosso anche se non s può fare». Ai ragazzi concede la preoccupazione che li anima. «E' giusta e importante per il loro futuro. Per questo chi governa, dal ministro fino a me, ha il dovere di fare del suo meglio, tagliando quanto di inutile è stato fatto nel passato. Ieri sono stato da Raffaele Bonanni, ho parlato anche con Angeletti, vogliamo avvicinare la formazione al lavoro e siccome l'anno prossimo ricorrono i 60 anni della Cisl, stiamo programmando una Giornata di studi in aula magna con le nostre ipotesi formative e gli sbocchi occupazionali, per riavvicinare il momento della conclusione della formazione e l'attività lavorativa. C'è una crisi generale, c'è anche una chiamata a un senso di responsabilità, bisogna analizzare bene, semplificare, ho scritto ai ministri Sacconi e Gelmini per chiedere di ridurre da 21 a 15 le tipologie di lauree sanitarie». Al contrario Guido Fabiani, il rettore di Roma Tre, l'orizzonte non lo vede nitido: «L'università da un po' di tempo è in ebollizione, ho questa impressione, suscettibile di esplodere. A un certo punto rientra tutto, ma può ricominciare da un momento all'altro. A preoccuparmi, sono i tentativi di strumentalizzazioni politiche estremiste del movimento. E' ancora tutto da vedere come può evolvere ma la situazione non è tranquilla. Fino a che si limitano a richiedere, pretendere, una riforma, un'attenzione più forte per l'alta formazione, per il loro futuro è legittimo, però non sappiamo mai qual è il limite, può succedere di tutto in una situazione difficile per il paese, socialmente e politicamente così tesa, con contrapposizioni politiche forti dove tutto viene esasperato: l'università riflette la situazione del paese». Nei giorni scorsi nel suo ateneo sono avvenuti scontri tra collettivi di sinistra e gruppi di destra. «Un diverbio tra studenti di opininioni diverse, che è trasceso, non è ammissibile venire alle mani, sono molto amareggiato. Ma il movimento riflette l'esasperazione che è in giro. Era sopita, non era scomparsa. C'è bisogno di una risposta seria, di una seria riforma dell'università e di un'attenzione politica del paese: questi giovani si muovono perché vedono in discussione il loro futuro. Faccio appello a tutte le forze politiche: l'università è un patrimonio per l'intero paese, concordino un intervento serio per il futuro dell'università, qui si possono mettere da parte le contrapposizioni politiche e partitiche. Vedo in giro solo ragazzi seri». Il più soft è Renato Lauro, preside di Tor Vergata: «Solo un po' di bagarre politica, un contenzioso verbale, durante l'elezione per i rappresentanti degli studenti in cda. La verità è che in questi momenti arrivano ragazzi che non hanno niente a che vedere con l'università, formazioni estremiste che accalorano i giovani. Una piccola minoranza fa politica con una certa serietà, ho con loro un buon rapporto. C'è insoddisfazione, le legislazioni non sono mai ottimali».

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La Cgil contro tutto: cento vanno in piazza (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 19-03-2009)

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PESARO pag. 7 La Cgil contro tutto: cento vanno in piazza PROTESTA PER LA SCUOLA PRESIDIO I docenti precari. Sotto, Renzo Savelli «CONTRO Tremonti che vuole licenziare 140mila lavoratori della scuola; contro la Gelmini che vuole rubare ai nostri figli gli edifici e gli insegnanti; contro Brunetta che ci chiama fannulloni; contro Sacconi che ci vuole mandare in pensione a 65 anni; contro il ddl Aprea che ci vuole divisi e trasformati in umili subordinati; contro il governo che vuole comprare la nostra dignità con 50 euro di aumento». Sono queste le motivazioni che ieri mattina, in occasione del presidio organizzato dalla Cgil, hanno portato in piazza del Popolo un centinaio di rappresentanti delle varie categorie scolastiche. «Questa è una "piccola piazza della protesta" ha spiegato Lilli Gargamelli, segretaria provinciale della Flc Cgil . Non siamo tantissimi ma a manifestare ci sono rappresentanti di ogni ordine di scuola, dall'infanzia alle università, tutti per ribadire il loro "no" al taglio di risorse e di personale docente e Ata previsti dalla legge 133. Ma ci sono anche i rappresentanti dei genitori e degli studenti, allarmati perché il governo non vuole investire nei lavoratori della conoscenza». «Siamo preoccupatissimi per i tagli ha aggiunto Annalisa Casalino, insegnante di spagnolo Lo Stato ci ha sfruttato per anni e ora rischiamo che non ci venga riconosciuta neanche la nostra professionalità». Dello stesso avviso il suo collega Davide Alpi: «Ho passato 4 anni ad abilitarmi all'insegnamento della seconda lingua, una materia che ora è opzionale e facoltativa. A giugno rischiamo di ritrovarci tutti senza cattedre». Poi, uno per categoria, sono stati ricevuti dal prefetto Luigi Riccio a cui hanno portato un documento che raccoglie tutte le motivazioni, da consegnare al ministro Gelmini. Una protesta indetta anche per contrastare l'approvazione del ddl Aprea che mira a ridurre ruolo e titolarità della contrattazione e che interverebbe anche sulla libertà d'insegnamento e sull'autonomia professionale dei docenti. Al presidio hanno partecipato anche il sindaco Luca Ceriscioli («Conosco i problemi della scuola perché sono stato insegnante precario per 10 anni»), e l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Renzo Savelli («Il governo sta dequalificando sempre di più la scuola italiana, ma questo è un momento di coscienza della categoria») che hanno espresso la loro vicinanza ai precari. Ma la protesta non si ferma: per il 26 marzo i docenti precari delle Marche hanno indetto un sit-in davanti all'Usp, mentre il 4 aprile, in occasione della manifestazione nazionale di Roma, partiranno ben 52 pullman da tutta la provincia. Claudia Del Magna Image: 20090319/foto/7857.jpg

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Siluro al piano dell'AltaValle primo scoglio per la Pagano (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 Siluro al piano dell'AltaValle primo scoglio per la Pagano Intervista al nuovo direttore dell'Ufficio scolastico provinciale VIVE a Genova da 27 anni e dal 2000 è stata nominata direttore dell'ufficio scolastico provinciale del capoluogo ligure, mentre dal gennaio di quest'anno ricopre lo stesso incarico anche alla Spezia. Rosaria Pagano, di origine napoletana, ha fatto tutta la carriera nell'amministrazione scolastica e alla direzione regionale guida anche l'ufficio legale. Come si trova alla Spezia? «Benissimo e sono stata accolta molto bene. Da gennaio il direttore regionale mi ha nominato anche qui alla Spezia e sono presente in città due giorni alla settimana. Sono ancora nella fase conoscitiva, anche se la situazione qui è più tranquilla, meno conflittuale che a Genova, dove, per fare un esempio, il piano di dimensionamento scolastico appena varato ha causato ben 8 ricorsi al Tar». Qualche difficoltà ci sarà pure? «La creazione dell'istituto comprensivo di Sesta Godano che ha riunito ben 18 plessi non è stata accettata e proprio oggi mi è arrivata una petizione di 130 firme che chiede una revisione del piano in alta Val di Vara». Alle superiori l'accorpamento del Nautico con l'Itis ha creato malumori. «Anche il caso genovese dice che soprattutto alle superiori il piano di dimensionamento poteva essere varato con più calma. Si poteva aspettare l'attuazione della riforma varata dal governo». C'è anche la creazione di un polo professionale nato dalla fusione dell'Einaudi e del Chiodo, con una decina di indirizzi interni. Un po' troppo per una sola scuola? «Ribadisco che sarà necessario un attimo di riflessione e comunque l'amministrazione scolastica non può far molto per l'organizzazione della rete scolastica che tocca alla province e alla regione» La riforma Gelmini ha tagliato tantissimi indirizzi e alla Spezia rischiano di sparire il socio-pedagogico, i linguistici sperimentali e lo scientifico tecnologico, scuole con molti iscritti e un alto gradimento delle famiglie. «Non penso che il piano del ministero verrà approvato in modo cosi rigido e anche qui ci sarà una più attenta valutazione. Insomma non lo considero così definitivo». La soglia minima invalicabile dei 25 alunni per classe non è una norma soft. «Purtroppo creerà difficoltà e alcuni indirizzi potrebbero non essere attivati o revocati per il numero troppo piccolo di iscritti. Tutto passa sotto le forche caudine della formula "nei limiti della dotazione organica". Ci sono tanti sprechi e tante cose da modificare, ma io non avrei avviato il risparmio sul numero minimo di alunni per classe. Si rischia di aumentare la dispersione scolastica». Non le sembra che la scuola progetti troppo e faccia studiare poco? «Siamo diventati un progettificio e gli studenti sembrano divenuti i clienti di chi proprone loro una qualsiasi attività. Ora però con tutte la cattedre a 18 ore e con il maestro unico si hanno minori disponibilità di personale e si faranno meno progetti. Quelli scelti devono avere maggiore rilevanza e più valenza istituzionale come ad esempio quelli sull'handicap, sulla dispersione e sugli alunni stranieri». C'è una fuga di docenti dalla scuola? «Quest'anno i pensionamenti sono moltissimi. Alla spezia sono più di 150 con un incremento di 1/3 rispetto allo scorso anno, mentre a Genova sono oltre 500 rispetto ai 170 del 2008». Da circa un decennio la scuola italiana è in mezzo al guado, non le sembra che sia venuto il momento si farla approdare da qualche parte? «C'è bisogno di stabilità e non è possibile che a ogni ministro sia proposta una nuova riforma. Si deve realizzare un progetto di ampio respiro e poi fermarsi a riflettere. La conflittualità di genitori e docenti è data anche da questa situazione di instabilità». Pierluigi Castagneto Image: 20090319/foto/6948.jpg

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Iscrizioni, liceo scientifico superstar (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 7 Iscrizioni, liceo scientifico superstar Ragioneria resta fra le scuole preferite. Moda e design hanno sempre successo PRIME INDICAZIONI SULLE SCELTE DI ALUNNI E FAMIGLIE di GIORGIO GUAITI MILANO LICEO SCIENTIFICO superstar. I primi dati sulle iscrizioni alle superiori per il prossimo anno ribadiscono la grande corsa al liceo scientifico, che si conferma come indirizzo gettonatissimo dalle famiglie di Milano e provincia. Impossibile ancora fornire dati complessivi (e relative graduatorie), che arriveranno soltanto con le elaborazioni statistiche del Provveditorato. Per ora bisogna accontentarsi di dati campione costruiti sulla base delle indicazioni fornite da alcune scuole. Non un quadro complessivo, quindi, ma una comunque significativa linea di tendenza. Il liceo scientifico si mantiene al vertice nella classifica delle preferenze. Lo dimostrano le iscrizioni raccolte dal Vittorio Veneto, dal Volta, dal Leonardo da Vinci, dal Bottoni, dal Cremona, che in alcuni casi confermano il numero di classi dello scorso anno, in altri le aumentano, ma, soprattutto, appaiono impegnati nel tentativo di distribuire numerose eccedenze di aspiranti alunni ad altri istituti. Non ha la medesima fortuna il liceo classico, che, se al Parini conferma il numero di quarte ginnasio dello scorso anno, in altri istituti registra una flessione. A picco le iscrizioni alle sezioni di liceo tecnologico create all'interno degli istituti tecnici industriali. La prospettiva di soppressione di questo indirizzo, legata all'entrata in vigore della riforma Gelmini, ha di fatto tagliato le gambe a una sperimentazione che negli ultimi anni aveva invece raccolto buoni risultati. E neppure l'assicurazione che le classi avviate potranno comunque continuare fino alla conclusione del quinquennio ha rassicurato le famiglie. La domanda che tutti si sono posti è elementare: cosa succederà in caso di bocciatura per i ragazzi che non avranno più alle spalle una classe in cui "ripetere"? Dai licei agli istituti tecnici. Gli Itis possono aver recuperato adesioni proprio dalla crisi dei licei tecnologici. Gli Itc, da sempre ai primissimi posti fra i preferiti delle famiglie della città e dell'hinterland, appaiono in ripresa dopo un periodo di appannamento. Se lo Zappa tiene le posizioni dello scorso anno, il Moreschi aumenta fortemente il numero di iscritti, che vengono distribuiti ancora su 7 classi, come nel 2008. Anche qui però le sezioni di liceo scientifico passano da una a due. Buon successo poi degli ex magistrali, soprattutto grazie ai corsi a indirizzo linguistico. All'Agnesi si passa da 11 a 10 prime (ma quest'anno è possibile arrivare a 27 alunni per classe) e gli spazi sono comunque saturi. In espansione l'indirizzo linguisitico, con lo Spagnolo sempre più richiesto, e in lieve calo l'indirizzo socio-psico-pedagogico. Infine i professionali. Fra i tanti indirizzi di studio presenti in città continuano ad avere successo i corsi di grafica pubblicitaria e moda. In particolare al Caterina da Siena le iscrizioni sono aumentate (sempre in testa i corsi di grafica pubblicitaria) rispetto allo scorso anno ed è stato possibile costituire due classi in più. E il Kandinsky (con i medesimi indirizzi di studio) non è stato da meno: ha raccolto ottimi risultati e ha potuto costituire una classe in più rispetto al 2008-09.

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Madri e figli, in piazza contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 7 Madri e figli, in piazza contro la Gelmini AL CORTEO A SOSTEGNO DELLO SCIOPERO DELLA CGIL SCUOLA di LUCA SALVI MILANO «SIAMO PIÙ di 24mila, tutti contro la Gelmini. E secondo un sondaggio promosso dal ministro, il 97 per cento degli italiani non è d'accordo sulla riduzione del tempo pieno». Antonella Lo Consolo, madre di due studenti, da tempo in lotta con il gruppo di Retescuole, attacca davanti a duemila persone in piazza Duomo il ministro dell'Istruzione, al termine della manifestazione indetta dalla Cgil. «Andremo a Roma a portare queste 24mila firme. La Gelmini non può ignorare questa piazza». La piazza raduna gli striscioni di molte sigle della Cgil, in primis la Federazione Lavoro della Conoscenza, il settore scolastico. I duemila sono professori, genitori, ricercatori. E anche molti studenti, soprattutto liceali. «Le venticinquemila firme specifica poi Lo Consolo sono state raccolte tra 935 classi elementari e 146 medie. I genitori non vogliono il maestro unico e continuano a preferire il tempo pieno». L'operazione si chiama "Campagna iscrizioni alla Buona Scuola. La manifestazione è cominciata alle 9 del mattino ai Bastioni di Porta Venezia e si è conclusa tre ore dopo davanti al Duomo. I rappresentanti provinciali della Flc-Cgil sono stati affiancati dalle altre delegazioni Cgil, anche per promuovere la manifestazione del prossimo 4 aprile: Atm, Eni, Fiom, Funzione Pubblica. PROPRIO SULLO STRISCIONE di quest'ultima sono state cancellate, in modo che si intravedessero ancora, le sigle di Cisl e Uil. «Protestiamo contro i tagli all'istruzione spiega Maria Leonilde Mortarotti, del Liceo scientifico Curie anche se gli altri due sindacati hanno firmato l'accordo del 22 gennaio». Ora preoccupa anche il Ddl Aprea: «La trasformazione delle università in fondazioni ammonisce Rossana trasformerà i consigli di istituto in consigli di amministrazione. Alla Gelmini manca un impianto pedagogico. Se toglieranno le ore di arte negli istituti in cui insegnano moda, i creativi diventeranno dei semplici sarti». Tra gli studenti dell'Onda, in prima fila c'erano gli striscioni del liceo artistico Caravaggio e del Coordinamento dei collettivi studenteschi. Anche un gruppo della Pantera fa la sua comparsa. Qualcuno ha consegnato, paradossalmente, volantini che contestano proprio i sindacati

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Più poveri e meno liberi con i tagli (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Studenti, docenti e famiglie contro riforma e maestro unico Più poveri e meno liberi con i tagli Mobilitazione davanti alla Prefettura: a casa il ministro Gelmini Le famiglie hanno bocciato il ritorno al maestro unico. «Per questa ragione chiediamo le dimissioni del ministro Gelmini» ha detto ieri Fausto Chiarioni Flc Cgil durante la giornata di mobilitazione dei settori della conoscenza, spiegando il perché della manifestazione. La maggior parte delle famiglie infatti ha chiesto per i figli il tempo lungo a 30 e a 40 ore. «Vorremmo capire - ha proseguito Chiarioni - come il ministro soddisferà le richieste dei genitori, avendo eliminato le compresenze». Ma non è stata solo la riforma delle scuole elementari a far scendere in piazza docenti, studenti e genitori. Il fine è trasversale a tutti i settori della conoscenza ed è quello di protestare contro la volontà di smantellare il sistema pubblico dell'istruzione e della formazione. «Togliere fondi alla conoscenza - ha commentato Chiarioni - significa iniziare un processo di privatizzazione, che si concluderà con un impoverimento della qualità dell'istruzione e con un aumento della disuguaglianza sociale. Le Università, lasciate in balia del libero mercato, potranno percorrere due strade: o impoverire l'offerta formativa o aumentare le tasse agli studenti. La conoscenza sarà solo di chi se la potrà permettere e non anche dei più meritevoli». Pregiudicare i finanziamenti alla conoscenza significa condannare le giovani generazioni a un futuro peggiore di quello dei loro genitori. «Il fatto è ancor più grave - ha incalzato Chiarioni - se si considera che questa politica al ribasso sta andando di pari passo con un abbassamento delle retribuzioni. Ciò significa che non potremo giocare alcuna competizione con gli altri paesi europei». Alla manifestazione organizzata dalla Flc Cgil hanno partecipato anche i movimenti spontanei, dal coordinamento istruzione pubblica, agli studenti dell'Onda Ferrara, a quelli del Rua-Udu Ferrara, ai giovani precari universitari, tutti concordi nel dire che la partecipazione, il dibattito, sono gli strumenti adatti a far sentire la propria voce. «Vorremmo decidere per il nostro futuro - hanno spiegato alcuni rappresentanti dei movimenti spontanei - senza che ci venissero imposte regole dall'alto, il cui obiettivo è distruggere ciò che di buono c'è nel nostro sistema di istruzione. L'errore di queste riforme è partire dai numeri, tagliare indiscriminatamente, senza coinvolgere chi lavora nella scuola, nell'università». «Abbiamo scelto di manifestare in modo trasversale per stimolare un dibattito pubblico sulla riforma della scuola - ha detto Carla Collina portavoce del coordinamento istruzione pubblica -; già quest'anno la qualità della scuola è stata intaccata, basti pensare che da due mesi sono finiti i soldi per le supplenze e ancora non sono stati stanziati i fondi per gli esami di stato». Questa è la prima di una serie di mobilitazioni, che avranno il loro momento conclusivo nella manifestazione nazionale del 4 aprile a Roma. «Auspichiamo - ha concluso Chiarioni - che anche gli enti locali ci sostengano, perché su di loro ricadranno gli effetti dei tagli, quando le famiglie chiederanno servizi». Silvia Siano

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Anche presìdi fuori dagli istituti Vogliamo risposte dai politici (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 19-03-2009)

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Anche presìdi fuori dagli istituti «Vogliamo risposte dai politici» Parte dalla Sala del Borgonuovo la nuova azione del Coordinamento per l'istruzione pubblica: dall'assemblea di ieri arrivano nuove proposte e una linea programmatica diversa. «Sino ad ora la nostra azione è stata mirata all'informazione e alla consapevolezza delle conseguenze della riforma Gelmini presso i genitori, gli studenti ed i colleghi - spiega Carla Collina, portavoce del Cip - ma la risposta delle istituzioni è stata quasi nulla. Ora miriamo più in alto, se stamattina (ieri, ndr) il vice prefetto ci ha assicurato il suo appoggio e la sua disponibilità a portare la nostra causa ai suoi diretti superiori, noi vogliamo risposte i politici locali, i candidati e le alte dirigenze dell'istruzione pubblica regionale». «Grave la mancanza di chiarezza da parte del ministro a proposito dei tagli dell'organico, ancora adesso non si sa se potranno essere soddisfatte le richieste delle famiglie - dice Fausto Chiarioni (Cgil) - è qui che bisogna insistere: rivendicare il rispetto per queste richieste a gran voce. L'adesione allo sciopero è stata buona, la media nazionale è del 45%, ma di certo non basta a far cambiare rotta al governo». Continua dunque l'appuntamento con i banchetti del sabato e le lezioni in piazza, ma «da domani si muoverà un vero e proprio picchettaggio fuori le scuole, un'azione capillare, puntuale di informazione e movimentazione, abbiamo bisogno di tutta l'adesione possibile» insiste Collina. (i.v.)

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Iti Montani alla riscossa: iscritti in aumento (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

FERMO pag. 4 Iti Montani alla riscossa: iscritti in aumento L'INCHIESTA IL PRESIDE CIFANI: «UNA LENTA MA POSITIVA RIPRESA DOPO L'ERA MORATTI DEI LICEI» BUONE notizie per l'Iti Montani: cresce il numero dei ragazzi che scelgono la storica scuola fermana. Secondo i dati sono 194 gli studenti che hanno fatto domanda per frequentare da settembre l'Iti, contro i 172 che si sono iscritti l'anno scorso. Ben 22 in più, un aumento notevole e in controtendenza rispetto al passato: «Con la riforma Moratti, che liceizzava gli istituti tecnici, c'era stata una diminuzione di iscritti in queste scuole in tutta Italia spiega il preside Luigi Cifani . Da noi, come spesso accade in provincia, il calo s'era sentito in ritardo, dal 2005. Così è accaduto anche per la ripresa: nel resto del Paese è cominciata prima, da noi quest'anno». Un aumento, puntualizza il dirigente scolastico, «non indifferente considerato che la riforma Gelmini, che riconosce la specificità tecnica, non è ancora applicata». C'è poi un altro interessante fenomeno: sono molti quelli che, provenienti da fuori provincia, si iscrivono al terzo anno dopo aver frequentato i primi due in istituti vicino casa: «Vogliono fare da noi la specializzazione e le famiglie sono disposte a spendere di più per mandarli qui dice il vice preside Mauro Tomassetti : segno che riconoscono la qualità di questa scuola». Un grande pregio dell'Iti, spiega Cifani, è che offre «molte opportunità lavorative»: con il diploma è possibile iscriversi all'albo dei periti industriali e lavorare come liberi professionisti, inoltre «dalle imprese c'è un'elevata richiesta di periti puntualizza il preside : ci arrivano quotidianamente richieste da aziende della zona e non solo». Secondo Confindustria in Italia ci sono 130mila posti per tecnici che rimangono scoperti. Attualmente il Montani conta 887 alunni, divisi in 40 classi. Al terzo anno partono le specializzazioni: elettronica e telecomunicazioni; elettrotecnica e automazioni; chimica, meccanica e informatica. Tanti i progetti che la scuola porta avanti e per i quali ha ottenuto diversi riconoscimenti. «Abbiamo, ad esempio, il Comenius europeo dice il preside che permette ai ragazzi di portare avanti progetti importanti con alunni di altre scuole. C'è poi quello su antiossidanti e conservazione di alimenti': gli studenti hanno analizzato l'influenza dei contenitori di plastica sull'olio di oliva, Uno studio utile visto che i protocolli di qualità non ne tengono conto». La stessa analisi sarà rifatta per altri contenitori, anche perché c'è l'interessamento di alcune aziende per questo tipo di progetti. «E' in preparazione poi il museo scientifico (pronto fra un paio di anni): sarà dinamico precisa Cifani , vi si potranno condurre esperimenti di alto livello. Siamo molto attenti anche all'accoglienza e al recupero aggiunge e portiamo avanti iniziative come il tombolone scientifico per invogliare i ragazzi a una formazione scientifica». Camilla Corradini Image: 20090319/foto/4225.jpg

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Cogestione allo Zucchi, questa mattina lezione di 'ndrangheta (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

MONZA pag. 6 Cogestione allo Zucchi, questa mattina lezione di 'ndrangheta AL LICEO PROTESTA ANTI-GELMINI: AL POSTO DELLE GITE ATTIVITÀ ALTERNATIVE PER UNA SETTIMANA A SCUOLA gli studenti organizzano le attività insieme ai loro insegnanti secondo i temi di attualità e i loro interessi. È questo lo spirito che anima la cosidetta «cogestione», cioè la gestione della scuola a quattro mani tra studenti e professori al liceo classico Zucchi, lungo l'intera settimana. L'iniziativa era stata programmata già dallo scorso mese di maggio, come ricordano i ragazzi, per offrire attività alternative a coloro che non aderiscono ai viaggi formativi. Poi a novembre il collegio docenti aveva deciso di sospendere per quest'anno i viaggi di istruzione di più giorni, per protesta contro la Riforma Gelmini, per dimostrare come la scuola si faccia con la buona volontà degli insegnanti che va ben oltre l'orario scolastico. Di fatto alcuni momenti sono stati dedicati agli aspetti tecnici della riforma, «ma gli incontri programmati tra studenti e insegnanti per la settimana - spiegano i ragazzi - vanno ben oltre la riforma Gelmini». Niente gite di più giorni, perciò quasi tutti a scuola e l'adesione ieri è stata di circa 600 ragazzi su 750 che frequentano il liceo. Sono stati organizzati concerti rock e conferenze che spaziano dalla musica alla giustizia. I temi di oggi varieranno dal volontariato in ospedale alla mafia. Gli studenti incontreranno i volontari dell'associazione «Ammazzateci tutti», il movimento anti-'ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri negli ultimi mesi del 2005, all'indomani dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. Raccoglie studenti di tutta Italia e familiari vittime di ndrangheta. Per quattro classi sono programmate uscite didattiche per la visita del Duomo di Monza, una mostra su Futurismo a Milano, Casa Manzoni e il quartiere Bicocca. Cristina Bertolini

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Scuola: sciopero e sit-in davanti alla Prefettura (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

ANCONA pag. 7 Scuola: sciopero e sit-in davanti alla Prefettura ANCHE nel capoluogo si sono fermati ieri circa 200 «lavoratori della conoscenza» che hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dalla Cgil per protestare contro i tagli della riforma Gelmini e rivendicare nuove politiche di investimento nel mondo della scuola. Appuntamento alle dieci davanti alla Prefettura in piazza del Papa per il presidio, cui ha partecipato una cinquantina di persone. Tra loro docenti, personale Ata, genitori e studenti della Politecnica, armati di bandiere e striscioni.

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Napolitano onora Biagi <Unire le forze contro la crisi> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-03-2009)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))

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CRONACHE pag. 13 Napolitano onora Biagi «Unire le forze contro la crisi» Il Presidente in Emilia per ricordare il giuslavorista MARTIRE Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Br a Bologna il 19 marzo 2002 (foto FN) di ROBERTO GRIMALDI MODENA «UNIRE le forze, superare le contrapposizioni pregiudiziali per fare uscire della crisi economica un'Italia più forte». Davanti agli imprenditori che lo hanno accolto ieri alla Camera di Commercio di Modena, Giorgio Napolitano ha indicato la strada per affrontare quelli che definisce «i seri problemi del sistema Paese». Il presidente della Repubblica riprenderà oggi la sua visita ufficiale alla città di Modena. L'agenda è fitta di appuntamenti: culmineranno con la sua partecipazione al convegno che si terrà all'Auditorium della Fondazione Marco Biagi. Qui, il Presidente renderà omaggio alla figura del giuslavorista bolognese assassinato dalle Br il 19 marzo 2002. E tutta la città sarà invitata questa mattina alle 9 a ricordare Marco Biagi nella chiesa di Sant'Agostino, dove verrà celebrata una Messa in suo onore. Napolitano però, non potrà partecipare, perché poco dopo le 9 dovrà recarsi presso il Policlinico a presenziare all'inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso. Intorno alle 10,30, il Presidente si trasferirà all'auditorium della Fondazione Marco Biagi, dove si terrà un convegno che avrà per tema «Produttività, investimento nel capitale umano e occupazione giovanile», nel corso del quale verrà consegnato il Premio Marco Biagi-Il Resto del Carlino per la solidarietà sociale', un riconoscimento per le associazioni che si sono distinte nel campo degli aiuti ai più bisognosi. Saranno presenti la vedova di Biagi, Marina Orlandi, e la direttrice della Fondazione, Paola Reggiani Gelmini. Il programma prevede il saluto delle autorità cittadine, poi sarà il professor Michele Tiraboschi, colui che ha raccolto l'eredità di Biagi, a ricordare l'amico e collega. INTORNO alle 12, Napolitano si farà portare in pieno centro città, in piazza Grande, dove è previsto il consueto bagno di folla e il saluto a tutti i cittadini. Non è escluso che Napolitano percorra un centinaio di metri a piedi, spostandosi così dalla piazza all'ingresso della Prefettura, dove pranzerà e si concederà qualche momento di riposo. Nel primo pomeriggio, intorno alle 15,30, il Presidente partirà poi per Maranello, dove andrà a visitare le scuderie Ferrari. Poi, dopo una breve tappa sulla pista di Fiorano, il ritorno a Roma.

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La scuola scende in piazza contro il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 19-03-2009)

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CRONACA 19-03-2009 ISTRUZIONE ALLA PROTESTA HANNO ADERITO ANCHE GLI UNIVERSITARI La scuola scende in piazza contro il decreto Gelmini Manifestazione anti-riforma davanti alla Prefettura Gli insegnanti: «Ci vuole più rispetto per chi lavora» II Il mondo dell'istruzione è sceso in piazza, compatto e unitario per dire no al Decreto Gelmini e ad una riforma che scontenta maestri, professori, corpo non docente, studenti e genitori. Realtà diverse, spesso contrapposte ma, per una volta, unite. C'erano tutti, infatti, ieri mattina, di fronte al palazzo della Prefettura, in occasione di una manifestazione di protesta, organizzata dalla Flc Cgil. «In questo Paese, ci vuole più rispetto per chi lavora e, questa riforma, dimostra proprio il contrario», spiega Paolo Bertoletti, segretario generale Cgil Parma. Sul piede di guerra, docenti delle scuole primarie e secondarie, personale Ata, docenti universitari, maestri e maestre autoconvenzionate di Parma e Provincia e l'Udu, Unione degli Universitari. «Quel modello di scuola che si augura la Gelmini, e che ha tra i principi fondanti il ritorno al maestro unico, non sta in piedi perché, oltre ad abbassare il livello formativo, apre le porte del licenziamento a migliaia di lavoratori », precisa Patrizia Pellegrini, segretario provinciale Flc Cgil Parma. Tanti, ieri, quelli che hanno preso parte alla manifestazione, come una docente di lettere di una scuola secondaria di Parma che, a 45 anni, vive ancora con contratti a tempo determinato. «La situazione è tragica - spiega -. Ho alle spalle molti anni di precariato e, se è possibile, il futuro, lo vedo peggio del passato ». Un contratto che scade a giugno e, di conseguenza, lo spettro della disoccupazione che incombe. «Il rischio c'è, ed è concreto». Una situazione al collasso che, alcuni manifestanti, guidati da Paolo Bartoletti e Patrizia Pellegrini, hanno voluto portare alla conoscenza della Prefettura, attraverso un incontro con il capo di gabinetto. «Siamo qui per consegnargli un documento che fotografa la situazione della nostra provincia», precisa Patrizia Pellegrini. Tanti i numeri della crisi, a partire da quei 100 tagli che, si ipotizza, riguarderanno il personale Ata della nostra provincia, attualmente costituito da 1460 lavoratori. Nella scuola secondaria di primo grado, inoltre, nell'anno scolastico 2009/2010, i tempi prolungati, saranno 46 invece che 58 e, le cattedre, 734, invece di 739, come lo scorso anno. A protestare, anche il mondo universitario, preoccupato, principalmente, dalla proposta di trasformare le Università in fondazioni private: «Un cambiamento che comporterebbe gravi conseguenze sulla didattica e sulla libertà d'insegnamento», continua Patrizia Pellegrini. Dello stesso parere, anche i molti studenti presenti, che sottolineano come, «la lotta non sia ancora finita perché l'Università versa in situazioni critiche e non si può far finta di nulla». L'«onda», dunque, non accenna a placarsi. A. F. Manifestazione La protesta davanti alla Prefettura.

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OLTRE 500 firme raccolte da genitori di studenti castellani per protestare contro... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA CASTEL SAN PIETRO pag. 25 OLTRE 500 firme raccolte da genitori di studenti castellani per protestare contro... OLTRE 500 firme raccolte da genitori di studenti castellani per protestare contro la riforma Gelmini. Di queste più di un quarto provengono dall'asilo e dal nido di Osteria Grande. Numeri alla mano, è proprio sul futuro dell'elementare Serotti di Osteria Grande che è maggiore la preoccupazione dei genitori. Per il prossimo anno scolastico, infatti, sono 38 i bambini iscritti alla prima elementare della frazione. Di questi, 35 hanno fatto richiesta del tempo pieno, cioè delle 40 ore settimanali. Ma se una delle due prime che saranno istituite riuscirà ad accontentare 22 richiedenti, l'altra prima, che avrà 16 studenti, ne scontenterà ben 13, esclusi dalle 40 ore. «Questa riforma non tiene conto dei bisogni delle famiglie e penalizza fortemente anche l'istruzione dei nostri figli tuonano alcune mamme firmatarie della petizione . Negli ultimi anni c'è già stato il bisogno di adattarsi ai tagli imposti dalle riforme precedenti, ma la qualità dell'insegnamento è stata garantita da uscite didattiche e laboratori pomeridiani. Con i tagli del personale docente e la scomparsa della compresenza, invece, sarà invece impossibile pensare di adattarsi garantendo un'adeguata qualità d'insegnamento». La petizione ha raccolto consensi anche fra i genitori di bambini che frequentano ancora nido e asilo. «Questi genitori hanno capito che purtroppo le elementari non sono poi così lontane, e tantissimi hanno voluto firmare la petizione». Delle 513 firme complessive fra Castel San Pietro e Osteria Grande, infatti, ben 106 arrivano da genitori di bimbi del nido e dell'asilo della frazione. Firme, queste ultime già consegnate al Dirigente Scolastico Maurizio Lazzarini. Le restanti arriveranno al Ministero di Roma assieme alle 17.700 raccolte a Bologna e provincia da altri comitati di genitori. Ma la preoccupazione non riguarda soltanto la scuola elementare di Osteria Grande. Anche nel capoluogo, la presenza di tre elementari (Sassatelli, Albertazzi e Don Dilani di Poggio Grande) non riuscirà ugualmente a garantire l'accoglimento delle crescenti richieste di tempo pieno. «Già due anni fa furono 18 i bambini che rimasero fuori dal tempo pieno, mentre l'anno scorso fu fortunatamente accolta la richiesta di due insegnanti in più che consentì di mettere una pezza'». Per l'anno prossimo, però, difficilmente ulteriori richieste di insegnanti verranno accolte. E le domande per il tempo pieno sono già moltissime. «Solo alla Sassatelli ci sono 72 richieste di tempo pieno». Claudio Bolognesi

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Sciopero Cgil, migliaia di lavoratori e studenti in piazza (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sciopero Cgil, migliaia di lavoratori e studenti in piazza La priorità è la scuola, solo quella bolognese subirà 1500 tagli nei prossimi tre anni BOLOGNA. Alcune migliaia di lavoratori, almeno 3.000, si sono ritrovati in piazza Nettuno a Bologna per manifestare in occasione dello sciopero della Cgil. I settori coinvolti erano scuola università e ricerca, chimica, trasporto pubblico locale, tessile, legno ed edili, l'agroalimentare, la parte industriale della comunicazione e le Cartiere. Con striscioni, megafoni, fischietti e bandiere rosse, dalle 9.30 di ieri mattina, i manifestati hanno affollato piazza Nettuno, per ascoltare gli interventi dei rappresentanti di categoria dal palco. Hanno preso la parola anche i ricercatori del Cnr e gli studenti dei collettivi. In piazza non mancavano delegazioni di molte delle aziende in crisi, tra cui Bonfiglioli, Haworth, Arcotronics e Ducati. Cesare Melloni, segretario della Cgil di Bologna, ringrazia i lavoratori scesi in piazza: «Lo sciopero è un sacrificio, ma anche un'arma per fare valere diritti, valori e interessi quando sono minacciati». La ricetta anti-crisi: «Alzare le tasse ai redditi alti e lotta all'evasione, è il fisco che deve sostenere gli ammortizzatori, non le pensioni». A farla da padrone sul palco e è stato il mondo dell'Istruzione. Sandra Soster (segretario Flc-Cgil) ha ribadito i dati dei tagli (1.500 tra docenti e ausiliari) che la scuola bolognese subirà nei prossimi tre anni per effetto della riforma Gelmini. Tra la folla anche tanti leader politici: il candidato sindaco del Pd, Flavio Delbono, che ha sfilato con i lavoratori insieme a Maurizio Cevenini, presidente del Consiglio provinciale, e Sergio Lo Giudice, consigliere comunale del Pd. In corteo anche i rappresentanti di Pdci e Prc. Sulla scuola Delbono fa «appello al buonsenso». De Maria auspica che «scendano in campo tutte le forze politiche, la politica dissennata del Governo squalifica la nostra scuola».

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asili nido, vincono quelli privati (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Fuga dalle scuole per l'infanzia pubbliche: «è l'effetto Gelmini». Ma resta l'allarme per i fondi Asili nido, vincono quelli privati A Venezia e Mestre boom di iscrizioni alle «paritarie» MESTRE. Boom di iscrizioni alle scuole per l'infanzia paritarie. I posti sono sempre gli stessi, né più ne meno, 2.500 nel comune di Venezia, eppure nonostante la ventata di crisi che si è abbattuta sulle scuole paritarie, quest'anno le liste d'attesa, sono molto più lunghe rispetto all'anno passato. Il tutto nonostante Adriano Doria, il responsabile dell'Agenzia patriarcale «Cardinale La Fontaine», fondata con l'obiettivo di ampliare l'offerta formativa e ridurre i costi di gestione degli istituti, dica chiaro e tondo: «Siamo sull'orlo del dramma, perché i fondi annunciati a livello governativo non sono mai arrivati». Intanto ieri a Padova mille veneziani al corteo padovano promosso dalla Cgil e dalla Gilda. ARTICO A PAGINA 3

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una previsione di 71 tagli in segreterie e bidellerie (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Pordenone Una previsione di 71 tagli in segreterie e bidellerie Organici Tagli formato gigante su bidelli e amministrativi nelle scuole provinciali: 71 in meno, nel 2009-2010. Dal prossimo settembre caleranno di 303 unità in Friuli Venezia Giulia. La provincia che pagherà il prezzo più alto dopo Udine (che ha la quota extra di 144 tagli) è Pordenone. «Il profilo degli assistenti amministrativi diminuirà di 16 unità in organico provinciale 2009-2010 - ha indicato Adriano Zonta, sindacalista Flc-Cgil del settore Ata -. Cancellati 7 posti di assistente tecnico e tagliati 48 degli ausiliari. Il piano Gelmini-Tremonti annullerà oltre 45 mila posti di lavoro nella scuola su scala nazionale nei prossimi 3 anni». La proiezione è stata calcolata sul taglio del 6 per cento, nei singoli profili professionali. Di fatto, l'esatta incidenza si conoscerà dopo la pubblicazione del decreto annuale sugli organici. «E' bene ricordare - ha aggiunto il sindacalista - che questa riduzione si inserisce in un trend drammatico di tagli, che dura da 7 anni. Ha provocato diminuzione dei posti e aumenti eccessivi dei carici di lavoro nelle segreterie e nelle bidellerie». Sulla stabilizzazione dei precari, che nel settore Ata del Pordenonese sono 400 nelle graduatorie 24 mesi e oltre 4 mila negli elenchi di terza fascia (cioè oltre il 40 per cento dell'organico), nulla è certo. Entro agosto 2009 potrebbero essere assunti in ruolo circa 7 mila precari nelle scuole tricolori, una trentina nel Pordenonese. La categoria soffre e il sindacato ha chiamato a raduno tutti gli Ata precari provinciali: lunedì, alle 17, nel liceo Grigoletti. «All'ordine del giorno gli organici 2009-2010. (c.b.)

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firme per salvare la qualità della primaria (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Pordenone Firme per salvare la qualità della primaria La petizione Petizione popolare per salvare il tempo lungo nella scuola dal colpo di lama alle risorse: il Partito democratico di Pordenone scende in campo con la raccolta firme. «Salviamo la qualità della scuola primaria»: è la priorità di Walter Manzon, segretario comunale del Pd, in prima linea con il gruppo spontaneo dei genitori dei 3 circoli di Pordenone. Firme in corso nelle scuole provinciali, tra la rete delle famiglie e sui banchetti Pd aperti nelle piazze e nei giorni di mercato. Saranno spedite ai presidenti del Senato, della Camera e della Regione. «La scuola è un elemento strategico per superare la crisi diffusa - ha sottolineato il segretario Manzon, presentando la petizione che ha la doppia bandiera Pd e Italia dei valori -. La politica del governo, invece, impoverisce l'istruzione statale. Sarà una necessità finanziaria oppure è un chiaro obiettivo per dequalificare la scuola pubblica? Sembra complementare alle politiche di sostegno all'offerta formativa privata e paritaria». I NUMERI. Tre famiglie su quattro chiedono il tempo scuola di 30 ore settimanali per il 2009-2010 nelle primarie a Pordenone. E' una maggioranza schiacciante, pari al 75 per cento. Una famiglia su quattro ha optato per il tempo pieno a 40 ore e si consuma l'addio al modulo di 24 ore. E' stato richiesto dall'uno per cento dei genitori, cioè 5 domande in città: il flop è scritto nei numeri delle iscrizioni. Nel primo circolo cittadino 175 matricole hanno scelto le 30 ore, altri 50 le 40 settimanali. Il secondo circolo conteggia 148 bambini che chiedono 30 ore e 38 le 40 del tempo pieno. Per il terzo circolo percentuali fotocopia, con 110 "primini" iscritti alle 30 ore e altri 50 nel modulo orario di 40. Il PROBLEMA. «Servizio scuola 2009-2010 incerto per le famiglie», ha valutato la distanza tra richieste e risorse in organico Walter Manzon. L'insegnante che da solo fa lezione in classe per 24 ore la settimana non lo vuole quasi nessuno. Ma la volontà è una cosa e la gestione delle risorse a scuola è un altro paio di maniche: la mannaia dei tagli in organico decimerà le maestre. Annullate le compresenze, con il rischio che il tempo-mensa sia assorbito nelle 30 ore settimanali e siano ridotte a 27 quelle di lezione. L'amministrazione scolastica potrà esaudire le richieste dei genitori soltanto se ci saranno docenti sufficienti. I precari del circolo didattico di San Vito al Tagliamento hanno proiettato l'effetto tagli a settembre. «Cancellati almeno 7 posti docenti - hanno computato -. Una tragedia per la qualità dell'offerta formativa: il tempo scuola diminuirà, i progetti didattici pure». LA PROTESTA. «Depauperando la scuola si impoverisce il territorio - ha incalzato Manzon -. La Lega Nord è attenta a quello che capita in Friuli? Non si batte per mantenere l'eccellenza formativa certificata dalle valutazioni dell'Ocse?». La riforma della scuola primaria rischia di mettere al palo l'eccellenza formativa e l'organizzazione logistica delle famiglie. Che alzano le proteste e progettano una manifestazione pacifica a catena, a Pordenone, nei paesi provinciali e del Veneto, all'alba di aprile. «Chiediamo garanzie sul tempo-scuola per i nostri figli», hanno lanciato l'appello al ministro Gelmini i genitori del gruppo spontaneo cittadino. «Parteciperemo alle iniziative delle famiglie», ha promesso Manzon. (c.b.)

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Gelmini: "Basterà un 5 per saltare la maturità" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Gelmini: "Basterà un 5 per saltare la maturità" di Francesca Angeli Il nuovo regolamento sulla valutazione nelle scuole ha chiarito tutti i dubbi. Il ministro Gelmini: l'obiettivo è raggiungere "maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti oltre che severità nella valutazione dei comportamenti" Basterà un cinque in una qualsiasi materia per non essere ammessi all?esame di maturità. Resta determinante poi ai fini della bocciatura il voto in condotta insufficiente. Se lo studente merita cinque per il suo comportamento scorretto non avrà scampo. Anche con un ottimo profitto dovrà ripetere l?anno. La scorsa settimana il consiglio dei ministri ha licenziato il nuovo regolamento sulla valutazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Un provvedimento necessario per dissipare tutti i dubbi sulle novità introdotte dal ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini. E il ministro coglie l?occasione di un convegno a Milano per ribadire che «con un cinque non si viene ammessi agli esami di maturità». Obbiettivo delle scelte del governo è quello di raggiungere «maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti, oltre che severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti», spiega il ministro che ritiene indispensabili tali elementi «per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Poi più in generale, la Gelmini parla di «valutazione equilibrata», che esclude «l?egualitarismo e il livellamento che c?è stato fino ad oggi, frutto della cultura del ?68». Un appiattimento, prosegue il ministro, «che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro» perché ora si deve andare «verso una scuola della responsabilità e del merito». Con il regolamento sono state chiarite in modo più specifico tutte le circostanze che possono portare ad un voto insufficiente in condotta. Valutazione che potrà essere disposta dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti, definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti. Sono considerate «gravi violazioni» la mancata frequenza regolare dei corsi e il mancato assolvimento degli impegni di studio. La mancanza di rispetto nei confronti sia dei docenti sia dei compagni. Il mancato rispetto del regolamento di istituto. Il danneggiamento del patrimonio scolastico. Lo studente che commette una grave mancanza però avrà una seconda occasione. Nel regolamento infatti viene specificato che «per prendere un?insufficienza in condotta si deve aver già preso una sanzione disciplinare». Soltanto nel caso in cui il comportamento indisciplinato si dovesse ripetere «il consiglio di classe può decidere per l?attribuzione del cinque». In sostanza «la sanzione disciplinare funzionerà come un cartellino giallo dopo il quale se i comportamenti gravi persistono il consiglio di classe darà il cartellino rosso, ovvero il cinque in condotta». Si conferma poi il ritorno della valutazione in decimi sia nella scuola elementare sia nelle medie. Anche per l?ammissione all?esame di stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso ovviamente il voto di condotta. Agli alunni particolarmente meritevoli potrà essere assegnata la lode. Anche l?educazione fisica infine farà media con gli altri voti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Statali, Brunetta: "Assenteismo giù del 40%" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Statali, Brunetta: "Assenteismo giù del 40%" di Antonio Signorini Il ministro: "Ormai anche la gente ha percezione della svolta. Il cattivo sindacato ha generato mostri, tra distacchi e permessi retribuiti s?è fatta carne di porco". Secondo uno studio Bocconi il 'bonus' resta garantito a 9 manager pubblici su 10 Roma - Ministro Renato Brunetta, assenteismo ancora in calo. Nonostante Portici... «Ormai i dati sono strutturali. Domani con il ministro Gelmini presentiamo anche quelli della scuola che sono più o meno gli stessi numeri». Non c?è il rischio che, una volta esaurita l?eco dei suoi provvedimenti, le assenze per malattie tornino ad aumentare? «Da luglio a febbraio, assenze per malattia sempre in calo. Sono otto mesi e questo significa che ormai è cambiata la pubblica amministrazione in Italia. Ed è cambiata anche la percezione che ne ha la gente». E sono aumentate le amministrazioni che le forniscono i dati. Li ha convinti tutti o è un aggiustamento tecnico? «Un po? entrambe le cose. Siamo ormai a 3.500 amministrazioni che forniscono spontaneamente i dati. Non c?è un obbligo di legge, ma loro lo fanno. Con buona pace dei sindacati, dei professorini e dei cagadubbi che non mi prendevano sul serio. Sono dati che dimostrano come si sia instaurato un clima collaborativo». Anche con i governi locali amministrati dalla sinistra? «Loro per primi. Ho partecipato a una trasmissione radiofonica, si è collegato il comune di Caserta, che è di sinistra, per dire che loro sono d?accordo e partecipano alla mia iniziativa». Magari non avevano da nascondere nulla... «Dipende cosa si intende. Hanno avuto una diminuzione delle assenze intorno al 70 per cento». Allora volevano darle ragione per forza? «No, no. Sono moltissime le amministrazioni che rispondono e ammettono che le assenze sono calate. è segno che sono in salute, che sono reattive. Sono orgogliose del loro lavoro». Ma ci sono comuni, come Porto Tolle, dove sono calate del 100 per cento. Che significa? «Che le hanno azzerate. Però bisogna fare attenzione, perché magari ci sono pochi impiegati, delle maternità. Io mi preoccupo di altri». Degli enti dove le assenze sembrano non calare? «Quelli che mandano cifre sulla riduzione piccoli o piccolissime sono i più sospetti. Vuole dire che qualcosa non va. I peggiori però sono quelli che non comunicano niente». Facciamo un esempio: Portici. «Appunto». Ma loro dicono che avevano comunicato tutto? «Avevano comunicato al ministero dell?Economia i dati sul costo del lavoro. A me non hanno dato niente». E come lo giudica quel caso, a mente fredda. «Quando tra indagati e arrestati, sono coinvolti 100 impiegati su 470 le riflessioni da fare sono tante». E la principale? «Che la cattiva politica e il cattivo sindacato, la deresponsabilizzazione dei dirigenti, generano mostri. Ma è un fallimento di tutti. Io non voglio arrivare alla Digos o alla procura per fare lavorare le persone». Niente manette? Guardi che in molti casi gli assenteisti beccati dalle forze dell?ordine sono tornati al loro posto... «Io sono un garantista e dico che deve decidere la giustizia». La Corte dei conti segnala casi di condannati che ancora lavorano. Non ci sarà troppo garantismo? «Intanto nella mia delega io ho messo una piccola grande cosa: per le sanzioni disciplinari non si deve attendere il giudizio penale definitivo. Però nel caso Portici ci vedo altro». Cosa? «Che nella pubblica amministrazione c?è ancora un margine spaventoso di miglioramento. Ho calcolato che si può recuperare almeno il 50 per cento della produttività». Oltre a fare tornare al lavoro i dipendenti cosa può ottenere? «Ma ha idea cosa significhi aumentare del 50 per cento la produttività delle scuole, dei tribunali della sanità?». Parliamo di distacchi e dei permessi sindacali. «Ho tagliato del 15 per cento le prerogative sindacali. E sono cosi stati recuperati circa 360 dipendenti. Poi sto cambiando le regole del gioco e se qualcuno ha da ridire su questo processo di moralizzazione e di razionalizzazione, io taglio di altri 15 punti. E poi altri 15 ancora». I distacchi sono un diritto... «Io non voglio né vessare né tagliare i diritti sindacali, ma non si può non capire che in passato con i permessi e i distacchi è stata fatta carne di porco». A proposito di percentuali: di nuovo una guerra con il sindacato sull?adesione allo sciopero. Questa volta sulla scuola. Possibile? «Dalla Cgil arrivano ancora una volta numeri inventati». Come per i precari della Pa. «Avevano detto che erano 400mila». E lei ne ha individuati una manciata. Ma è possibile che siano le amministrazioni a non comunicarle i loro precari perché hanno la coscienza un po? sporca sui criteri di assunzione? «Lascio a lei la valutazione. Io so solo che non si può giocare con le cifre. Perché è un po? come scherzare con la vita delle persone». Per il resto con i sindacati come va? «Benissimo. Ho chiuso tutti i contratti, ultimo quello delle forze di polizia e delle forze armate. L?importante è non dare retta ai sindacati antagonisti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Cittadinanza e Costituzione: l'educazione civica torna nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Comunicatori Pubblici" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pubblicato il: 19-03-2009 Cittadinanza e Costituzione: l?educazione civica torna nelle scuole Partirà dal prossimo settembre la nuova materia Cittadinanza e Costituzione che dovrà fornire agli studenti gli strumenti per esercitare i loro diritti e favorire la loro partecipazione alla vita democratica. Una disciplina che sarà diversa dalla vecchia educazione civica, più trasversale: grazie allo studio di questa nuova materia gli studenti avranno l?opportunità di approfondire il testo della nostra Carta Costituzionale, sperimentare forme di partecipazione attiva alla vita democratica, affrontare i temi dell?educazione ambientale, l?educazione alla legalità, i principi di una corretta competizione sportiva e i valori del volontariato, le basi dell?educazione stradale e dell?educazione alla salute, il valore del rispetto delle regole. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini in una conferenza stampa a palazzo Chigi per la presentazione del documento di indirizzo per l'avvio della sperimentazione (che durerà un anno) della materia. Il ministro ha ricordato che lo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sollecitato l'importanza di "insegnare, studiare ed analizzare nelle scuole il dettato costituzionale". Così, dal prossimo anno, durante le ore di storia e geografia (gli insegnanti dovranno interagire) si inserirà la nuova disciplina, "per un totale di 33 ore all'anno", ha spiegato Gelmini. Ore che "non si aggiungono" al normale orario, ma che verranno "ricavate" nell'ambito delle due materie già esistenti. Abbinato all'introduzione del nuovo insegnamento c'è anche un concorso da 1 milione di euro per "premiare - spiega il ministro - le esperienze più riuscite, le buone pratiche". I ragazzi, infatti, non dovranno solo sedersi tra i banchi e apprendere, ma fare proposte e progetti, "mettere in campo la loro creatività" per arricchire il programma della materia. è previsto anche il supporto di esperti. Il documento di indirizzo per la sperimentazione dell?insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” prevede, per ogni ordine e grado di istruzione, percorsi specifici di approfondimento: Nella Scuola dell?infanzia: si dovranno trasmettere conoscenze specifiche sul concetto di famiglia, di scuola e di gruppo, i modi di agire corretti con i compagni, con i genitori, con gli insegnanti e con gli altri adulti. Nella Scuola primaria (scuola elementare): si dovranno insegnare le prime nozioni sulla Costituzione e sulla convivenza, in particolare i diritti fondamentali dell?uomo, il significato delle formazioni sociali, l?importanza della tutela del paesaggio, alcune basilari nozioni di educazione stradale, la salvaguardia della salute, il valore del rispetto delle regole. Nella Scuola secondaria di primo grado (scuole medie): si studierà la Costituzione, con una particolare attenzione ai diritti e ai doveri del cittadino a il diritto internazionale in materia di diritti umani. Nella Scuola secondaria di secondo grado (scuole superiori): si dovrà approfondire lo studio della Costituzione anche attraverso l?analisi dell?attualità, la messa in pratica del proprio impegno nel volontariato, la promozione del rispetto e della tutela dell?ambiente, la promozione del fair play e dei valori positivi dello sport e i principi dell?educazione stradale. La scuola diventa cosi palestra di democrazia. Educare alla cittadinanza e alla Costituzione è anche l?occasione per costruire nelle nostre classi, dove sono presenti ragazze e ragazzi con provenienze, storie, tradizioni e culture diverse, delle vere comunità di vita e di lavoro, che cerchino di dare significati nuovi alla convivenza ed elaborino percorsi che costruiscano contemporaneamente identità personale e solidarietà collettiva, competizione e collaborazione. Elisabetta Ruggeri

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Corteo della scuola contestato dall'Onda (sezione: Scuola)

( da "Metronews" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corteo della scuola contestato dall'Onda uscito su Metro il 19/03/2009 Lascia il tuo commento! Manifestazione tranquilla e partecipata quella della Cgil scuola, che ieri ha portato in piazza almeno cinquemila persone a protestare in maniera colorata contro la riforma Gelmini. Scarsa la partecipazione della rete degli studenti medi, appena una cinquantina. Una rappresentanza comunque contestata dall?ala più radicale degli studenti dell?Onda anomala che, all?altezza della prefettura, hanno urlato slogan verso il corteo, protestando contro la linea della Cgil. Qualsiasi tipo di contatto tra le opposte fazioni è stato evitato dallo schieramento di una ventina di carabinieri con caschi e scudi a contenere il drappello di una ventina di universitari del Laboratorio di Scienze politiche. «Abbiamo dimostrato che il mondo della scuola è contrario a questa riforma» ha detto il segretario veneto della Cgil Emilio Viafora. (PADOVA24ORE.IT)

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"Greco e latino, quando il ministro Gelmini non arrivava al 6" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

BRESCIA Professor Gian Enrico Manzoni, lei insegna latino e greco all'Arici, un liceo classico privato di Brescia, e letteratura latina alla Cattolica di Milano. Quando ha conosciuto il ministro Gelmini? «E' stata una mia allieva all'Arici per più di due anni e mezzo. Dopo aver fatto il ginnasio al liceo Manin di Cremona ed avere iniziato il triennio del liceo al Bagatta di Desenzano, è arrivata in classe con me. Era metà novembre. Era in prima». Impatto con la scuola? «All'inizio non fu facile per lei. Qualche difficoltà nelle mie materie l'ha avuta. Ma era tenace, era una che si impegnava. Ed è migliorata col tempo». Quindi come è andata a finire? «Si è diplomata con 50 sessantesimi. Un voto di tutto rispetto. E non è mai stata rimandata a settembre». Che ricordo ne ha? Che tipo era Mariastella Gelmini studentessa? «Una ragazza assolutamente non appariscente, molto tranquilla. Riservata è la parola che la contraddistingue meglio. Non riesco a farmi venire in mente un solo episodio preciso sul suo conto, né positivo, né negativo. Noi insegnanti tendiamo a ricordare a distanza di molto tempo gli studenti che si imponevano in quanto estremamente brillanti oppure quelli indisciplinati. Maristella, ecco, era nella fascia intermedia». Il ministro era più brava nella traduzione delle versioni o in letteratura? «Era senz'altro meglio negli orali. Negli scritti qualche 5 l'ha preso. Ma appunto, come dicevo, per lei è stato un crescendo. Studiosa com'era». Che cosa ha pensato quando le ha visto indosso i panni di ministro? «Non l'avrei immaginato. E pensare che era così timida all'epoca. E' cambiata moltissimo. E non lasciava certo trapelare ambizioni del genere». E la condotta? Era il suo pallino anche allora? «Qui sì era da 10. Mai una chiacchiera di troppo, mai un ritardo, mai una nota sul registro o che disturbasse i compagni. La perfezione». Scioperi? «Ma no. E poi l'Arici è una scuola privata, gli scioperi non si fanno».

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<Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma> (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Dalla Gelmini solo tagli mascherati da riforma» SCUOLA. Contenuta negli istituti veronesi la partecipazione all'agitazione sindacale nazionale Circa del dieci per cento l'adesione allo sciopero 19/03/2009 rss e-mail print Un'aula vuota per lo scipero del personale docente Non chiamatela riforma. I provvedimenti decretati dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini «sono solo che tagli alle risorse della scuola e all'organico, mascherati da nuove e rivoluzionare iniziative mirate alla qualità dell'insegnamento». A sostenerlo a gran voce sono i maestri e i docenti che ieri hanno aderito allo sciopero nazionale indetto dai sindacati Cgil e Gilda per protestare contro le nuove norme previste dalla riforma Gelmini. «I motivi per cui manifestiamo sono sostanzialmente gli stessi che hanno mosso le battaglie dei mesi scorsi e lo sciopero del 30 ottobre. Alcune novità però ci sono e riguardano un ulteriore taglio all'organico della scuola primaria: inammissibili», ha spiegato Laura Delfini segretaria generale di Flc Cgil, che ieri mattina ha aderito, insieme a una delegazione veronese di un centinaio di docenti, alla manifestazione in piazza organizzata a Padova. Ora, la speranza degli insegnanti è quella di coinvolgere nella loro battaglia anche i genitori di alunni e studenti. «Le famiglie ancora non si rendono conto di quante bugie sono state raccontate loro. Nelle scuole elementari, ad esempio, la richiesta per il prossimo anno del tempo pieno o comunque del tempo prolungato superiore alle 27 ore settimanali, è del 90 per cento», ha spiegato Delfini, «ma il Ministero non è neanche lontanamente in grado di far fronte a queste richieste, che sono spesso vere e proprie esigenze per le famiglie». La situazione nel veronese è in linea con quella nazionale. «Le domande di tempo pieno, negli ultimi anni, sono raddoppiate ma solo una minima percentuale, con queste premesse, potrà essere soddisfatta», ha aggiunto Delfini. «Inoltre, la direzione scolastica del Veneto ha recentemente emanato una circolare in cui sostanzialmente spiega che ci sono esuberi negli organici della scuola primaria. Con il risultato che ci saranno più insegnanti assunti a tempo indeterminato che posti». Nel Veneto, l'adesione allo sciopero, che ha coinvolto tutto il mondo della scuola, dalla materna fino all'università, secondo i dati resi noti dal Dipartimento della Funzione Pubblica, è stata del 10,30 per cento. Un numero che trova conferma, seppur con qualche variazione, anche in città. Nelle scuole materne comunali, ha scioperato poco meno del 14 per cento degli educatori, il 13,68, per la precisione. E anche nelle scuole superiori l'adesione è stata abbastanza contenuta. Al liceo classico Maffei su 85 insegnanti in servizio ieri, hanno scioperato 13 docenti. 26, sempre su 85, sono state le adesione al Marco Polo, che ha visto scioperare anche il personale non docente: 6 su 29. Dieci i docenti assenti al Messedaglia, a cui si aggiunge però anche l'adesione allo sciopero del dirigente scolastico Giancarlo Peretti. Contenuti anche i disagi per ragazzi e genitori. Qualche classe, soprattutto alle superiori, è stata fatta entrare un'ora o due dopo il normale inizio delle lezioni, o mandata a casa prima, per l'assenza dell'insegnante.

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Esplode la protesta degli universitari (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Esplode la protesta degli universitari A ROMA. Migliaia di giovani in piazza nelle principali città italiane. Disordini con la polizia all'ateneo della Sapienza. Una decina i contusi Rinasce l'Onda e si somma allo sciopero della Cgil contro i tagli all'istruzione del governo di centrodestra 19/03/2009 rss e-mail print Un universitario lancia un sampietrino durante i disordini a Roma ROMA Blocchi e cortei al grido «noi la crisi non la paghiamo», lancio di scarpe, uova e sampietrini. E colpi di manganello. L'Onda è tornata dopo i bagni di folla dell'autunno caldo delle mobilitazioni anti-Gelmini e a Roma l'impatto è stato dei più duri. Aderendo allo sciopero indetto ieri da Flc Cgil per protestare contro il piano dei tagli all'istruzione varato dal governo Berlusconi, in migliaia sono scesi in piazza nelle principali città italiane (da Genova a Firenze, da Milano a Torino) con momenti di tensione all'Università la Sapienza, teatro di scontro tra i manifestanti e la polizia. Violando il recente protocollo sulle manifestazioni pubbliche siglato dal sindaco capitolino Gianni Alemanno che blinda i cortei e nega percorsi non autorizzati, gli studenti dell'Onda in corteo («Siamo pronti a praticare il conflitto in forme selvagge e imprevedibili» avevano annunciato alla vigilia i portavoce dei comitati) hanno tentato di uscire dalla città universitaria per partecipare alla manifestazione della Cgil a piazza Santi Apostoli, cercando di forzare il cordone di poliziotti e carabinieri. Alle cariche di alleggerimento delle forze dell'ordine per respingere l'Onda all'interno dell'ateneo, i dimostranti hanno prima risposto con il lancio di scarpe («Ce l'eravamo portate per lanciarle davanti al ministero dell'Economia come hanno fatto in Francia») per poi tentare di varcare il «confine» della città universitaria cercando di violare il blocco di altre uscite. Ma sono stati nuovamente bloccati. Cinque studenti che avevano cominciato a lanciare sassi sono stati subito bloccati da altri ragazzi. Almeno una decina di contusi tra gli universitari, ma il bilancio sarebbe più alto. «Siamo stati picchiati» è la denuncia della Fgci di Roma. Gli scontri - segnalati anche a Napoli tra studenti di estrema destra e dell'Onda - hanno sollevato le proteste di Rifondazione comunista («Cariche ingiuste e inaccettabili, frutto avvelenato del protocollo sui cortei», ha detto il segretario Paolo Ferrero) e del sindacato confederale che parla di «grave violazione della libertà di manifestare» e invita gli studenti «a continuare le loro iniziative pacifiche di mobilitazione». Cavalcato lo sciopero (al quale secondo il sindacato ha aderito nelle scuole il 45%) , l'Onda della protesta che coinvolge anche università ed enti di ricerca che si oppongono non solo all'approvazione della legge 133, del decreto 180 ma anche al disegno di legge 116, meglio conosciuto come «ammazzaprecari» (che deve essere approvato al Senato entro il mese) sembra destinata a prendere ancora più vigore: sono in vista proteste il 28 marzo, data del G14 sul welfare a Roma e dello sciopero dei sindacati di base. E il 4 aprile, alla manifestazione nazionale della Cgil.

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Epifani: <No ai tagli> E oggi parla la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Arena.it, L'" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Epifani: «No ai tagli» E oggi parla la Gelmini 19/03/2009 rss e-mail print La manifestazione della Cgil L'istruzione come caposaldo del welfare. Questo il nodo della protesta organizzata dalla Cgil. «La nostra scuola», ha affermato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani parlando a Palermo che ha ospitato, al teatro Politeama, la principale manifestazione della giornata, «ha tante magagne, va sicuramente riformata ma non cancellata. Non merita di avere tagli invece che investimenti. Senza una formazione di qualità e il contrasto alla dispersione scolastica perderemo molte battaglie, in primo luogo quella della legalità, perchè la scuola è la prima maestra di legalità». «Cresce il dissenso dei lavoratori verso politiche miopi e distruttive nei settori della conoscenza, respingono i contratti beffa, chiedono al governo», ha aggiunto il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo, «di fermarsi e di essere ascoltati». «Ci auguriamo», ha affermato il coordinatore della Gilda, Rino Di Meglio, «che il dissenso manifestato oggi convinca il Governo a fare marcia indietro sui pesanti tagli previsti». Oggi, intanto, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, e quello per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, daranno i primi risultati sulle assenze dei dipendenti della Scuola in seguito all'applicazione dell'articolo 71 della legge133/2008 affrontando anche il tema del precariato nelle scuole e nelle università; e la razionalizzazione dei corsi di laurea. Sul nodo della protesta è invece intervenuto il ministro dell'interno Maroni. «Le forze di polizia seguiranno con attenzione ogni evento che pregiudichi il mantenimento dell'ordine pubblico».

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Scuola, la proposta della Gelmini: "Tetto del 30% per gli stranieri" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Il ministero dell?Istruzione «sta ragionando per introdurre un tetto intorno al 30%» della presenza degli alunni stranieri tra i banchi. Lo ha annunciato il ministro Gelmini, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Non credo - ha aggiunto - che ciò sia possibile dal prossimo anno, ma dal successivo. Sto comunque chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere i casi-limite già dal prossimo anno». Gelmini a questo proposito ha citato la vicenda della scuola Pisacane di Roma. «è una vicenda - ha detto - che deve far riflettere. Si devono impegnare risorse per accompagnare i bambini immigrati nella conoscenza della lingua italiana». Gli insegnanti devono lavorare sull?integrazione e non denunciare i clandestini. Ha poi spiegato il ministro rispondendo ai cronisti che le chiedevano se fosse d?accordo con l?iniziativa dei 101 deputati Pdl contro l?emendamento della Lega al ddl sicurezza, che prevede la possibilità per i medici di denunciare i clandestini e se lei ritenesse che anche gli insegnanti potessero essere chiamati a segnalare i clandestini. «Non penso che», ha affermato la Gelmini, il ddl sicurezza «riguarderebbe la scuola. Penso - ha aggiunto - che la scuola sia chiamata ad assolvere sempre di più la funzione di integrazione degli studenti migranti». «Non penso che che esista un problema di razzismo nel nostro Paese», ha continuato il ministro». La Gelmini è poi tornata sul voto in condotta. Il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una necessità, non una scelta». Ha detto il ministro aggiungendo che quello varato in materia «è un provvedimento equilibrato». «Non lascia al singolo docente la valutazione - ha spiegato - ma sarà frutto di una decisione collegiale. Il collegio dei docenti deciderà il voto da assegnare e il 5 in condotta potrà essere attribuito previa sanzione disciplinare. Inoltre - ha aggiunto - molti ragazzi dal voto in condotta verranno premiati dal momento che esso potrà anche alzare la media. Bisogna aver fiducia - ha concluso il ministro - nella capacità di giudizio degli insegnanti». E infine sui tagli: «Nella scuola scenderanno da 42.000 a 18.000». Ha assicurato il ministro. «Con la Finanziaria - ha spiegato - era stato previsto un taglio di 42.000 posti. Ma sarà un numero ampiamente inferiore perchè abbiamo avuto 31.000 pensionamenti e quindi significa che avremo un numero molto inferiore di tagli: 11.000 supplenti non riconfermati e poi altri 7.000 supplenti non confermati a causa dell?esubero di docenti di ruolo e della riduzione di spezzoni-orario. La somma fa al massimo 18.000 supplenti non riconfermati. è comunque un dato pesante, ma - ha concluso - non sono i 42.000 previsti dalla Finanziaria». SCRIVI La scuola delle polemiche. Dite la vostra nel forum

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Università, l'Onda ci riprova A Roma scontri con la polizia (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 19-03-2009 PROTESTE E DISORDINI Nella giornata di sciopero indetta da Cgil e Gilda contro la riforma Gelmini ritorna ad affacciarsi anche la contestazione. Lanci di scarpe per emulare il giornalista iracheno che prese di mira Bush Università, l'Onda ci riprova A Roma scontri con la polizia DA ROMA GIORGIO D'AQUINO S contri tra i giovani dell'Onda e le forze dell'ordine alla Sapienza di Roma e tafferugli tra estremisti di opposto colore a Napoli. Nella giornata di sciopero indetta dalla Cgil per protestare contro la riforma Gelmini e i tagli del governo alla scuola, si è vissuta qualche ora di tensione soprattutto nella prima università della Capitale, quando un gruppo di manifestanti circa trecento hanno provato a forzare il cordone di polizia per portare la protesta al di fuori della città universitaria. Un fuori programma contrario, fanno notare ambienti della questura, al protocollo sui cortei a Roma, appena siglato tra sindacati, Comune e prefettura. Gli agenti hanno caricato e gli studenti hanno risposto con lancio di scarpe e altri oggetti. Da una parte e dell'altra si contano una manciata di contusi. Fortunatamente nessuno è grave. Gli studenti, secondo i loro portavoce, avrebbero voluto raggiungere il ministero dell'Economia a via XX Settembre per lanciare le scarpe: emuli degli studenti francesi che a Parigi che hanno inaugurato - sulla scorta della protesta del giornalista iracheno contro Bush questa nuova forma di contestazione. A Napoli, invece, c'è stato uno scontro tra studenti di sinistra e di estrema destra. Secondo esponenti dell'Onda, un gruppo di neofascisti avrebbe picchettato l'ingresso della facoltà di Giurisprudenza dell'ateneo Federico II, impedendo l'entrata ai manifestanti. Da qui i due gruppi sono venuti alle mani. Conferma la Digos napoletana che parla di tafferugli tra fazioni di studenti. Più calma la situazione in altre città: a Milano, Torino, Palermo, Bologna, Genova, Ancona, Pescara, Bari e Firenze gli studenti e i lavoratori della scuola hanno potuto gridare la loro protesta senza incidenti di sorta. Il segretario confederale della Cgil Gugliemo Epifani ha scelto il capoluogo siciliano per il suo comizio: «Sono troppe le cose che non vanno, la scuola ha detto è un'emergenza molto importante che con la crisi andrebbe affrontata diversamente. Lo sciopero è stato indetto per protestare contro le scelte del governo e per rivendicare una scuola di qualità. La nostra scuola ha tante magagne, va sicuramente riformata ma non cancellata. Non merita di avere tagli invece che investimenti». E ha concluso: «Senza una formazione di qualità e il contrasto alla dispersione scolastica perderemo molte battaglie, in primo luogo quella della legalità, perché la scuola è la prima maestra di legalità». Sugli scontri a Roma c'è stata una coda polemica. Il sindaco Gianni Alemanno ha invitato alla calma, ricordando che «non possiamo cominciare con cortei di 200, 300, 400 persone che si muovono per la città. C'è un impegno di tutta la città ad avere una regola da questo punto di vista. Rispettiamo il diritto di manifestare ma dentro delle regole». Ma per l'Unione studenti universitari «la reazione delle forze dell'ordine è stata spropositata». Solidarietà ai manifestanti della Cgil-Lazio che parla di «uso improprio del protollo» e si chiede perché «gli studenti siano stati costretti all'interno della città universitaria». Alla Sapienza ore di tensione tra poliziotti e un gruppo di studenti che voleva manifestare senza autorizzazione per le vie di Roma A Napoli, alla Federico II, botte tra giovani di sinistra e neofascisti

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Gelmini: niente maturità con un 5 (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 19-03-2009 Gelmini: niente maturità con un 5 DA MILANO ENRICO LENZI A nche con un solo 5 (e non si parla della condotta) «non si sarà ammessi alla maturità». A ribadire la «linea del maggior rigore» è stato il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini a margine dell'inaugurazione di un nuovo ateneo, la Mediolanum Corporate University, promossa dall'omonimo gruppo finanziario, rivolto ai futuri promotori finanziari. Ma il ministro Gelmini ha parlato anche dell'università, che «ha estremo bisogno di un forte ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto la riforma del reclutamento». Un ritocco è, però, previsto anche all'offerta formativa degli atenei, in particolare le lauree triennali, che «non sta dando grandi risultati» secondo la titolare del dicastero. Nel mirino della Gelmini soprattutto quei corsi di laurea «che non portano a uno sbocco nel mondo del lavoro. Dobbiamo infatti intercettare i bisogni e le aspettative del mondo delle imprese che a loro volta si devono aprire al mondo dell'istruzione e favorire gli stage». E qualche linea d'azione dovrebbe arrivare dalla conferenza stampa, annunciata per questa mattina, del ministro Gelmini e del suo collega per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta. Tra i temi annunciati anche la «razionalizzazione dei corsi di laurea». Insomma prosegue l'azione di riforma del ministro Gelmini, che già qualche mese fa si è concretizzato in interventi rivolti dalla scuola dell'infanzia all'università stessa. Interventi che la Gelmini spiega con il fatto che «il sistema dell'istruzione può essere molto utile per combattere gli effetti della crisi», anche «attraverso la formazione permanente, settore nel quale è possibile una collaborazione tra pubblico e privato». Di certo, secondo il ministro della Pubblica Istruzione, «alla crisi si risponde ripartendo dalla scuola che deve saper formare gli studenti per affrontare il mondo produttivo». E anche in quel mondo le insufficienze non sono ammesse. Per il ministro Gelmini, comunque, «l'egualitarismo e il livellamento che c'è stato fino ad oggi è figlio della cultura del 1968, che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare questo egualitarismo nel futuro». «Rivedere le lauree triennali: non hanno dato grandi risultati»

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Proteste alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti?. (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo "che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 40 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 09 La crisi provocherà una nuova ondata di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana. Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita principale, tuttavia, riguarda l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici della recessione sul Continente nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il capo dell'Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella miseria: se non si interviene con un forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre estese». E dunque di una nuova ondata migratoria verso l'Europa. Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i Paesi più poveri». E' davvero questo il modo appropriato per aiutare l'Africa a superare la crisi? Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto in società, crisi, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste, immigrazione Commenti ( 67 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.17 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato sulle crescenti incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di Obama, in vista del prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii. "Hanno già stanziato spese straordinarie pari all'1,5% del Pil, che porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel timore che disavanzi eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la credibilità della moneta unica". Infatti quello americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto agli economisti secondo cui manovre come quelle americane servono a poco; infatti a breve porteranno nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari a poche decine di dollari a testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture incideranno sulla crescita solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe rinunciare a equilibri finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare misure espansioniste di dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a resistere alle pressioni americane nonostante siano sempre più insistenti, con l'appoggio di grandi testate come Financial Times ed herald Tribune, che abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino di trascinare anche gli altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo termine inflazionistica) perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene conti più o meno in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e Washington di perdere la leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Mar 09 Libertà di stampa? Sì, ma non per i blog Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 63 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 34 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 75 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (6) blog (1) capitalismo (6) cina (18) crisi (7) democrazia (59) economia (28) era obama (12) europa (10) francia (22) germania (3) giornalismo (49) giustizia (2) gli usa e il mondo (59) globalizzazione (41) immigrazione (40) islam (20) israele (2) Italia (150) manipolazione (4) medio oriente (13) notizie nascoste (45) partito democratico (1) presidenziali usa (22) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (22) spin (4) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Marina: Davide K.dice: PS: guardate che non è obbligatorio indicare un sito web, quindi potete anche smetterla di... colzani: Tutti si interrogano sui bonus AIG e gridano allo scandalo, anche l'irreprensibile Obama sguaina la... Ultime news Donna legata al letto con cintura "esplosiva"Ddl sicurezza, Maroni: non porremo la fiduciaRonde: l'inchiesta video sul "modello Milano"Napolitano a Pdl e Pd: "Lo spirito di fazione avvelena lotta politica"Brunetta: "L'Onda? Sono guerriglieri"Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella"Fritzl: "Pentito dal profondo del cuore" Chiesto l'ergastolo: oggi la sentenzaAlemanno: "No all'egemonia leghista" Carfagna: "Pdl? Presto leader donna"Il Papa all'Islam: "Rifiutare ogni tipo di violenza"E' giusto abbattere i randagi? 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Il corteo della Cgil okkupa il centro ma i "maestrini" rimediano un flop (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 4 Il corteo della Cgil okkupa il centro ma i "maestrini" rimediano un flop di Maria Sorbi Slogan, striscioni, cori sulla riforma Gelmini e il precariato Sciopero Atm, caos in serata per il blocco delle linee del metrò Scontri al corteo di Roma. Tutto liscio - per una volta - a Milano. In piazza sono scese centinaia di persone, tra insegnanti e studenti, per chiedere di fermare la politica dei tagli della scuola. Nel serpentone, che da porta Venezia è arrivato fino a piazza Duomo, anche i dipendenti di Atm che ieri hanno scioperato dalle ore 18 fino alle 22. Quattro ore di mezzi pubblici a singhiozzo per chiedere più stabilità nei contratti di lavoro. «No ai tagli, mai più precari» recita lo striscione alla testa del corteo organizzato dalla Cgil. E poi lenzuoloni larghi quattro metri per difendere la qualità della scuola: «Non è una crisi del sistema, ma è il sistema che è in crisi». O ancora: «Razzismo, fascismo e intolleranza: ecco i vostri maestri unici. Più cultura, meno paura». A chiudere il corteo un centinaio di studenti in file serrate. Tutti a sfilare dietro agli striscioni dei collettivi di sinistra. A guidarli gli stessi capipopolo delle proteste d?autunno. «La battaglia sarà lunga - annuncia da dietro il megafono Leon, università Statale - questo è solo il primo anno. Blocchiamo le strade, lo sciopero non può essere solo simbolico». E poi tutti in coro a intonare gli slogan sempre-verdi: «I soldi della scuola si devono trovare tagliando la spesa militare». L?intento è lo stesso che, da ottobre a dicembre, ha animato presìdi, cortei selvaggi e blocchi del traffico: «Paralizzare la città». Ma qualcosa, nell?Onda anomala degli studenti, comincia a scricchiolare. A novembre, quando si trattava di mettere a ferro e fuoco la città, gli studenti accorrevano in massa e rinvigorivano le fila delle manifestazioni. Bastava che Leon Blanchard, uno degli animatori del movimento, pronunciasse una sillaba per scaldare gli animi e intonare applausi infiniti e cori urlati a oltranza. Ora no. In piazza Duomo Leon parla, si scaglia contro la riforma della scuola e contro le ronde padane, ma la sua platea è distratta e sembra più interessata a prendere il sole ai piedi del sagrato che ad altro. Qualcosa si è spento. Intanto, dal palco allestito dalla Cgil, Onorio Rosati, segretario della Camera del Lavoro di Milano, lancia un appello alla Cisl e alla Uil per una protesta unitaria. «Solo un sindacato confederale forte e unito - spiega - può vincere la crisi». E poi incalza, per difendere la categoria degli insegnanti: «Lo studio non è un diritto di classe, questa politica porta il Paese al fallimento e non ne possiamo più del precariato». Gli studenti non se la prendono solo con il ministro Gelmini e con il governo Berlusconi. Criticano anche il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, per i finanziamenti alle ronde. Durante il corteo, un gruppo di studenti armati di colla e spazzole appende ai cestini dell?immondizia e ai pali delle strade piccoli manifesti contro Penati: «Provincia: 250mila euro alle ronde e scuole fatiscenti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Brunetta: "L'Onda? Sono guerriglieri" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Brunetta: "L'Onda? Sono guerriglieri" di Redazione Il ministro della Pubblica amministrazione "bacchetta" le manifestazioni studentesche: "Quegli studenti sono guerriglieri e vanno trattati come tali. Ma per fortuna l'Onda non è presente nelle elezioni studentesche" Roma - A la guerre comme à la guerre. Gli studenti dell?Onda sono dei "guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l?innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l?Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L?Onda non l?ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Gelmini: "Salterà la maturità chi avrà un cinque in pagella" di Francesca Angeli Il nuovo regolamento ha chiarito tutti i dubbi. Il ministro: l'obiettivo è raggiungere "maggior rigore nella valutazione dell'apprendimento e del comportamento" Basterà un cinque in una qualsiasi materia per non essere ammessi all?esame di maturità. Resta determinante poi ai fini della bocciatura il voto in condotta insufficiente. Se lo studente merita cinque per il suo comportamento scorretto non avrà scampo. Anche con un ottimo profitto dovrà ripetere l?anno. La scorsa settimana il consiglio dei ministri ha licenziato il nuovo regolamento sulla valutazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Un provvedimento necessario per dissipare tutti i dubbi sulle novità introdotte dal ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini. E il ministro coglie l?occasione di un convegno a Milano per ribadire che «con un cinque non si viene ammessi agli esami di maturità». Obbiettivo delle scelte del governo è quello di raggiungere «maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti, oltre che severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti», spiega il ministro che ritiene indispensabili tali elementi «per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Poi più in generale, la Gelmini parla di «valutazione equilibrata», che esclude «l?egualitarismo e il livellamento che c?è stato fino ad oggi, frutto della cultura del ?68». Un appiattimento, prosegue il ministro, «che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro» perché ora si deve andare «verso una scuola della responsabilità e del merito». Con il regolamento sono state chiarite in modo più specifico tutte le circostanze che possono portare ad un voto insufficiente in condotta. Valutazione che potrà essere disposta dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti, definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti. Sono considerate «gravi violazioni» la mancata frequenza regolare dei corsi e il mancato assolvimento degli impegni di studio. La mancanza di rispetto nei confronti sia dei docenti sia dei compagni. Il mancato rispetto del regolamento di istituto. Il danneggiamento del patrimonio scolastico. Lo studente che commette una grave mancanza però avrà una seconda occasione. Nel regolamento infatti viene specificato che «per prendere un?insufficienza in condotta si deve aver già preso una sanzione disciplinare». Soltanto nel caso in cui il comportamento indisciplinato si dovesse ripetere «il consiglio di classe può decidere per l?attribuzione del cinque». In sostanza «la sanzione disciplinare funzionerà come un cartellino giallo dopo il quale se i comportamenti gravi persistono il consiglio di classe darà il cartellino rosso, ovvero il cinque in condotta». Si conferma poi il ritorno della valutazione in decimi sia nella scuola elementare sia nelle medie. Anche per l?ammissione all?esame di stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso ovviamente il voto di condotta. Agli alunni particolarmente meritevoli potrà essere assegnata la lode. Anche l?educazione fisica infine farà media con gli altri voti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Brunetta: <Gli studenti dell'Onda sono guerriglieri> (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Ferrero (Prc): «E' un provocatore, la dice lunga sulla sua idea di democrazia» Brunetta: «Quelli dell'Onda sono guerriglieri e li tratteremo come tali» Il ministro: «Nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste» Renato Brunetta (Imagoeconomica) ROMA - Gli studenti dell'Onda sono dei «guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. LA PROTESTA - A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». «BRUNETTA PROVOCATORE» - Sulla vicenda è intervenuto il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero: «Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda caricati dalla polizia ieri a Roma e che lui ritiene 'dei guerriglieri che come tali vanno trattatì, la dice lunga sull'idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte. La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo». stampa |

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Pensioni: Brunetta, entro anno ottempereremo a sentenza Ue (sezione: Scuola)

( da "Trend-online" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pensioni: Brunetta, entro anno ottempereremo a sentenza Ue ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 19.03.2009 13:34 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - ROMA, 19 MAR - Entro l'anno dovremo ottemperare alla sentenza della Corte europea di Giustizia sull'aumento dell'eta' pensionabile per le donne. Lo ha detto il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, al termine della conferenza stampa tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. Il ministro ha escluso che ci siano divergenze su questo punto con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. (ANSA).

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Gelmini: "I corsi di laurea si ridurranno del 20%" (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini: "I corsi di laurea si ridurranno del 20%" I corsi di laurea si ridurranno del 20%. Lo ha annunciato il ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "I corsi di laurea oggi sono 5.879 - ha spiegato la Gelmini -, di cui 3.163 di primo livello e 2.938 di secondo livello. Per la loro riduzione abbiamo applicato i criteri che privilegiano il placement e il numero di studenti iscritti ai corsi".

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Brunetta: studenti Onda sono guerriglieri (sezione: Scuola)

( da "AudioNews.it" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

giovedì 19 marzo 2009 14.26 Politica Brunetta: studenti Onda sono guerriglieri 13.57: Gli studenti dell'Onda sono dei guerriglieri, e verranno trattati come tali. Dura presa di posizione del ministro Brunetta all'indomani dei tafferugli avvenuti alla Sapienza nel giorno dello sciopero della scuola indetto dalla Cgil. In una conferenza stampa a Palazzo Chigi è intervenuta anche il ministro Gelmini che ha espresso, tra l'altro, la intenzione di introdurre un tetto di immigratio in classe al 30%.

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<Caro Obama, aiutaci tu>NISCEMI. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Caro Obama, aiutaci tu»NISCEMI. Contro il Muos alcuni alunni hanno scritto al presidente degli Stati Uniti d'America Mussomeli. L'assemblea del coordinamento del "Vallone" dei docenti, personale Ata, precari, famiglie ed amministratori locali tenutasi martedì pomeriggio, ha registrato una grande partecipazione. Erano presenti il segretario provinciale della Cisl scuola Giuseppe Ingrao e il segretario provinciale della Cgil Flc Mimma Castronovo che hanno relazionato sulla situazione dei tagli voluti dal ministro Gelmini. Sono intervenuti i sindaci di Sutera Gero Difrancesco e di Acquaviva Platani Salvatore Mistretta. Erano presenti il presidente del consiglio di Campofranco Lillo Guagenti ed i consiglieri comunali Liuzzo e Caruso. I docenti di Mussomeli hanno lamentato e si sono rammaricati per l'assenza del sindaco e del presidente del consiglio comunale di Mussomeli che erano stati invitati. Ha coordinato i lavori il prof Tonino Calà che nel suo intervento ha tenuto a precisare che: "Un'area territoriale come quella del Vallone, tra le più depresse d'Italia da un punto di vista socio-economico, non solo non viene fornita dei sevizi indispensabili, come le vie di comunicazione e le infrastrutture necessarie per il suo sviluppo, ma viene a perdere posti di lavoro nel settore scolastico mortificando diritti costituzionali, tra i quali il diritto allo studio, e la mancata tutela di piccole comunità penalizzate per gli scarsi numeri di alunni che presentano. La morte fisica e morale di tante comunità, paesi piccoli e medi all'interno della Sicilia, comporterà per i prossimi anni conseguenze drammatiche circa un preteso sviluppo economico che dovrà soccombere dinanzi alla inspiegabile rinuncia di scuole capaci di dare conoscenza, formazione ed educazione alle future generazioni. E' questa la tipologia di paesi come Acquaviva Platani, Sutera, Campofranco, Villalba, Marianopoli, Milena, Vallelunga, Montedoro, Serradifalco e anche se in minor misura Mussomeli, il centro più grande del Vallone." L'assemblea, dopo un lungo dibattito, ha deciso lo stato di mobilitazione della categoria dando mandato ai due sindaci presenti di convocare un consiglio straordinario di tutti i comuni presenti sul territorio per approvare una mozione da inviare a tutte le istituzioni interessate, al Ministro della Pubblica Istruzione, al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente della Provincia di Caltanissetta e a tutti i deputati nazionali e regionali del nisseno, affinché si intervenga per porre rimedio agli effetti che i tagli della riforma scolastica produrrà, con la perdita di diversi posti di lavoro. Un'altra proposta che è venuta fuori dall'assemblea è quella di restituire, da parte dei lavoratori scolastici, i certificati elettorali in prossimità delle elezioni europee e di questa proposta se ne riparlerà in occasione del consiglio straordinario che si dovrebbe tenere, nel giro di una settimana, presso l'auditorium delle scuole superiori di Mussomeli. R. M.

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Torna a proliferare il pollo sultano (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Riuscito esperimento con una specie in via di estinzione Torna a proliferare il pollo sultano Ogni anno nelle scuole della nostra provincia il 26% degli insegnanti è nuovo rispetto all'anno precedente. Un insegnante su quattro. Un fenomeno imponente di mobilità e di discontinuità didattica che gli stessi insegnanti non tollerano più; che ha dei costi enormi e che ha pesanti conseguenze sull'apprendimento. Le ragioni sono molteplici, risiedono nell'organizzazione generale che regola i meccanismi del lavoro nella scuola e che comincia ad avere un responsabile su tutti: il meccanismo delle graduatorie. Ma non solo. Una buona parte dei trasferimenti avviene per effetto dei regolamenti e non per scelta volontaria. Questi i numeri della «giostra» degli insegnanti. Nella nostra realtà, su un organico provinciale di 8755 unità, solo 885 persone (il 10%) ha chiesto e ottenuto il trasferimento; le restanti 1400 unità (il 16%) si dividono tra personale neo-immesso in ruolo assegnato in via provvisoria, per l'anno in prova, a una scuola diversa da quella del contratto a tempo determinato (formato da 179 unità) e il personale precario (1200 unità). La percentuale degli insegnanti «con la valigia» nella nostra provincia (26 %) è quasi la stessa di quella nazionale (27 %). Lo dice il «Rapporto sulla scuola in Italia», uno studio presentato la scorsa settimana dalla Fondazione Agnelli, secondo cui anche il risultato deludente degli alunni sarebbe tra le conseguenze del grado di mobilità avuto in quella determinata scuola. Il 77% degli spostamenti avviene nell'ambito della provincia; il 14,4 nello stesso comune. Tra questi insegnanti, pendolari del sapere, c'è chi vive la situazione in maniera tragica, con ricadute sulla propria identità e sul proprio ruolo, e c'è chi si è abituato: «La nostra carriera è piatta - dice un'insegnante di lettere di 35 anni, neoassunta - dopo l'immissione in ruolo, non potendo aspirare a classifiche di merito o a promozioni, si cerca almeno di cambiare sede di lavoro. Magari per avvicinarsi a casa». Per Patrizia Epaminonda, responsabile provinciale della Cisl Scuola, esistono due deterrenti normativi per attenuare questo fenomeno: «Il primo è la Legge 124 del 1999 - dice - all'art 1 comma 3 non permette al personale docente neoassunto di cambiare sede per il triennio successivo. Poi c'è il bonus introdotto nel contratto di mobilità del 2001. Inoltre appare evidente che il 16% di questa discontinuità è frutto non solo del complicato meccanismo delle graduatorie, ma anche dalla mancata assunzione a tempo indeterminato di personale che raggiunge l'età pensionabile da precario e senza una sede definitiva. La riforma Gelmini, non migliorerà la situazione, ma la complicherà e la renderà ancora più complessa. Basti pensare a quanta ulteriore mobilità d'ufficio si determinerà nei vari ordini di scuola, soprattutto nella scuola primaria e secondaria di I grado». Massimiliano Torneo

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Foti e Bonomo, chiarimento a distanza naccio (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Foti e Bonomo, chiarimento a distanza naccio @@Il primo: «Separiamo giudizi politici da fatti istituzionali». L'altro: «La mia casa è il Pd» Uno sciopero contro il rinnovo del secondo biennio contrattuale della scuola, firmato dalla Cisl, dalla Uil ma non dalla Flc-Cgil. Uno sciopero che è un «no forte e chiaro ad un contratto che riduce gli stipendi, Un no al disegno di legge delega Brunetta, al disegno di legge Aprea e ai provvedimenti Gelmini». Ieri i lavoratori della scuola che si riconoscono nel sindacato Flc-Cgil hanno scioperato e partecipato alla manifestazione regionale a Palermo. Le ragioni sono quelle che stanno accompagnando questa stagione sindacale della Flc-Cgil: «Per ridare dignità alla condizione lavorativa delle persone, contro qualunque politica forsennata di tagli che mortifica la scuola pubblica e i suoi operatori». La Cgil ricorda il referendum sul rinnovo del secondo biennio contrattuale della scuola: «Nella sola nostra provincia a fronte di un organico complessivo di 7560 unità di personale docente e Ata hanno votato, nel corso di 36 assemblee e in 89 seggi elettorali, 4637 lavoratori della scuola, pari al 61,2% degli aventi diritto. Si sono espressi per il no alla sottoscrizione del contratto ben 4567 docenti e Ata pari al 98.5% dei votanti, per il sì 75 pari all'1%, schede bianche o nulle 37 pari allo 0.5%». M.T.

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ROMA. UN SOLO 5 E NON SI è AMMESSI. CHE SIA LA CONDOTTA O UNA DELLE TANTE MATERIE POCO IMPORTA.... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma. Un solo 5 e non si è ammessi. Che sia la condotta o una delle tante materie poco importa. L'ammissione all'esame di maturità di quest'anno sarà rigidissima. Il ministro Mariastella Gelmini non demorde. Fatto il regolamento (è stato approvato dal Consiglio dei ministri la scorsa settimana) torna a ribadire che «ci sarà maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti» e «severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti». Non è uno scherzo. «L'egualitarismo e il livellamento che c'è stato fino ad oggi - spiega - è frutto della cultura del '68 che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro». E dunque tutti gli studenti dell'ultimo anno devono stare attenti. Si terrà certo conto del percorso scolastico del quinquennio, ma non si faranno più regali a nessuno sul fronte dell'ammissione. La parola merito farà da padrona nei prossimi mesi. Nelle scuole come nelle università dove il ministro si appresta a metter mano. L'annuncio ieri, nel corso dell'inaugurazione della Mediolanum Corporate University, l'ateneo per la formazione di manager finanziari di Mediolanum, un modello per il ministro da prendere come esempio per la stretta «sinergia tra formazione e lavoro». «Qui - sottolinea Gelmini - vedo grande entusiasmo, cosa che, purtroppo non c'è nella Pubblica amministrazione e, soprattutto nella scuola. Nello Stato non c'è la capacità di valorizzare il capitale umano». Ed è per questo che, accanto alle misure che interessano la scuola, verrà ripensato l'attuale modello di laurea, il 3+2. «I corsi triennali - aggiunge - non hanno dato grandi risultati». E così, come era stato già annunciato nei mesi scorsi, i Rettori per poter sopravvivere alla manovra economica di Tremonti e ai conseguenti tagli, dovranno procedere con la riduzione dei corsi che in questi anni (la riforma varata da Ortensio Zecchino è stata poi perfezionata da Letizia Moratti) sono proliferati e che non portano ad alcun sbocco professionale. Sono 5mila attualmente i corsi di laurea, alcuni dei quali davvero bizzarri e con una manciata di iscritti. Qualche esempio: Scienze del fiore e del verde; Interpretazione di conferenza; Scienze dell'allevamento, Igiene e benessere del cane e del gatto; Lingua, letteratura e cultura della Sardegna. Corsi, questi, come tanti altri del tutto inutili. e.r.

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GLI SCONTRI TRA STUDENTI E FORZE DELL'ORDINE ALL'UNIVERSITà LA SAPIENZ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Gli scontri tra studenti e forze dell'ordine all'università La Sapienza di Roma A destra, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

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A SCUOLA DI COSTITUZIONE. IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITà E RICERCA MARIASTELLA GELMINI... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

A scuola di Costituzione. Il ministro dell'Istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini, ha presentato, lo scorso 4 marzo, un documento di indirizzo relativo alla sperimentazione del nuovo insegnamento di «Cittadinanza e Costituzione». La materia sarà introdotta nei programmi delle scuole di ogni ordine e grado per disposto della legge n. 169 del 2008. Per tutte le tipologie di scuola, entro la fine di maggio, sarà bandito un concorso per finanziare le migliori proposte di sperimentazione. Dal prossimo settembre, invece, l'Agenzia scuola curerà per conto del ministero la formazione per gli insegnanti. L'obiettivo è di incrementare nei giovani la consapevolezza dei valori della Carta costituzionale. Oltre alla mera assimilazione, i giovani sono invitati a utilizzare forme di partecipazione attiva alla vita democratica, «dalla rappresentanza di classe a quella d'istituto, dall'impegno nelle consulte provinciali degli studenti a quello nelle associazioni studentesche». Un'altra strada indicata è quella dell'approfondimento di specifiche tematiche. Il nuovo insegnamento si terrà nel corso delle ore di storia, geografia e studi sociali e non prevede voti in pagella. Il documento di indirizzo fissa per ogni grado di istruzione percorsi specifici. Così, per la scuola dell'infanzia, è disposta la trasmissione di nozioni su cosa rappresentano istituzioni di base della società come famiglia e scuola. Alle elementari si punterà invece a veicolare i concetti fondamentali e i principi basilari della convivenza. Tra i temi previsti, i diritti dell'uomo, la tutela ambientale, l'abc dell'educazione stradale, i valori della multiculturalità. Alle medie inferiori si esamineranno più a fondo diritti e doveri del cittadino, quelli del lavoratore in particolare, il diritto internazionale in materia di diritti umani, l'architettura di base dell'Unione europea. Alle superiori, infine, si affronterà lo studio di alcune norme costituzionali anche alla luce di argomenti di attualità, ampliando l'indagine rispetto ai temi esaminati nelle medie inferiori o approfondendone ulteriormente specifici aspetti.

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GIANLUCA SOLLAZZO FINO AL PROSSIMO MESE DI LUGLIO CONTINUERANNO A LAVORARE PRESSO L'UNIVERSIT... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

GIANLUCA SOLLAZZO Fino al prossimo mese di luglio continueranno a lavorare presso l'Università con regolare contratto CoCoPro. Poi il loro futuro, ora più che mai pieno di incertezze, sarà tutto da scoprire. Ben 224 ricercatori dell'Ateneo dalla prossima estate non saranno più riconfermati nei rispettivi settori in cui operano. Per loro il rinnovo del contratto ha assunto i connotati di un autentico percorso ad ostacoli. Segno di un mondo, quello della ricerca, che sta cominciando ad accusare quelli che Paolo Moscato della Flc Cgil definisce «i tagli di una manovra che attenta alla qualità della ricerca e della formazione». Più di duecento contratti a progetto saranno interrotti, a detta del membro Cgil che segue da vicino le sorti dei lavoratori della realtà universitaria, e prospettive future di lavoro che di conseguenza si ridurranno al minimo per i tanti ricercatori costretti a fare i conti con quella che ormai etichettano come "un modo di vivere precario". «E questo accade - spiega Moscato della Flc Cgil - perché il settore della ricerca comincerà a pagare gli effetti del piano del ministro Gelmini che ha prodotto e produrrà nel medio e breve termine una serie di tagli pesantissimi alla cultura». Luglio sarà quindi l'ultimo mese di lavoro per i 224 ricercatori dell'Università di Salerno. Ieri è stato il giorno che ha visto il mondo della conoscenza scendere in piazza per far ripartire quell'«onda di protesta» contro la legge 133 del ministro dell'istruzione che apre così un periodo decisamente caldo sia nella scuola che nella realtà universitaria. Intorno alle 8 sono partiti da piazza della Concordia, con destinazione piazza Mancini a Napoli, tre pullman con i docenti salernitani che hanno deciso di aderire allo sciopero generale proclamato da Flc Cgil. A Salerno invece sono stati i membri di una delegazione della "Rete Studenti" del capoluogo a far sentire la loro voce di dissenso. Studenti universitari e di scuole superiori del capoluogo hanno dato inizio a un presidio sotto palazzo sant'Agostino a partire dalle 9.30, muniti di striscioni e volantini. Ci sono studenti dei licei Tasso, De Sanctis e Da Vinci, ma soprattutto quelli dell'Ateneo di Fisciano. Alle 11 passate si alza il grido "noi la crisi non la paghiamo", poi è la volta dell'assemblea. Chiedono a professori e insegnanti di "dedicare un'ora delle loro lezioni per effettuare riflessioni sul tema della crisi e delle sue conseguenze sociali", ma soprattutto di appoggiare il loro progetto della "Carta degli studenti" locale, che preferiscono definire "Student card". Un piano di agevolazione e sconti per gli studenti medi ed universitari che tenga conto dei parametri reddituali delle famiglie. "La situazione economica non rende certo meno complicata la condizione degli studenti di tutti i livelli - afferma Lucio Schiavone, studente al terzo anno di Giurisprudenza - che devono fare i conti con l'enorme incidenza sul bilancio familiare di libri di testo, tasse e trasporti". Tutti favorevoli alla Student card che vuole significare sconti per svolgere attività culturali, come andare al cinema o al teatro, oppure prezzi ridotti per entrare nelle palestre, perché la crisi comincia veramente a far paura. "Non ci permette di coltivare i nostri interessi inibendoci qualsiasi alternativa di vita - ammette Davide D'Acunto iscritto a Scienze Politiche - determinando situazioni di disagio ed emarginazione". Intorno alle 12 una delegazione di studenti guidati dal rappresentante di Flc Cgil, Paolo Moscato, ha prospettato all'assessore provinciale alla scuola, Pasquale Stanzione, il piano delle proposte. "Sottoscrivo in pieno l'idea della Carta dello studente - ha detto Stanzione agli studenti - ma senza una legge regionale si possono dare solo risposte parziali, i finanziamenti - chiosa l'assessore - devono partire dalla Regione".

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QUANDO GLI STUDENTI DELL'ONDA SONO GIUNTI IN RETTORATO, GUIDO TROMBETTI ERA NEL SUO UFFICIO IN ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Quando gli studenti dell'Onda sono giunti in Rettorato, Guido Trombetti era nel suo ufficio in riunione con professori e dirigenti. È uscito subito per parlare con loro. Ma, dopo aver appreso della rissa a Giurisprudenza, ha avuto dure parole di condanna. «L'università è spazio di democrazia e di libero pensiero; al suo interno tutti hanno il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni nel rispetto dei valori fondamentali sanciti nella carta costituzionale», ha detto il rettore. «Fenomeni di intolleranza e di squadrismo non possono e non saranno mai tollerati all'interno della Federico II da qualunque parte provengano». Parlando degli episodi di intolleranza e di violenza verificatisi in prossimità della sede universitaria li ha definiti «assolutamente inaccettabili» e ha chiesto alle forze dell'ordine di «accertare l'entità e la rilevanza dei fatti e di perseguire gli eventuali responsabili». Trombetti ha chiesto inoltre di vigilare affinché «siano garantiti e tutelati per tutti gli studenti della Federico II sicurezza e libero esercizio dei propri diritti democratici e costituzionali». Una condanna decisa che però non è sembrata sufficiente agli studenti dell'Onda. «Trombetti - dice Giovanni del collettivo "Stop Gelmini" - si è limitato a prendere le distanze da qualsiasi forma di violenza. Nulla è stato detto sulla presenza di persone armate di mazze e lame all'interno dell'Ateneo». Solidarietà è stata espressa dall'Unione degli Studenti agli studenti aggrediti. «Questo episodio - si legge in una nota - si aggiunge all'altro increscioso avvenuto alla Sapienza di Roma. Non è possibile che nel nostro paese non vi sia il diritto di manifestare pacificamente il proprio pensiero. Episodi di violenza, da qualunque parte provengano, non possono che incontrare il nostro netto e deciso rifiuto». Ferma condanna anche da parte della Cgil Campania. «Un atto vergognoso e preoccupante - denuncia Cgil Campania - Bisogna subito porre freno all'ondata di violenza e razzismo che - con progressiva frequenza - si sta diffondendo a Napoli e nella regione», conclude la nota, in cui si chiede alle istituzioni di giungere all'identificazione dei responsabili. a.m.a.

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Scuola, assenze insegnanti: nel 2009 diminuite del 32,45% (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Sono 200-250 i milioni di euro risparmiati dallo Stato nel primo bimestre 2009 grazie al calo delle assenze per malattia dei professori (-32,45%) e quindi alla diminuzione del ricorso alle supplenze. Lo ha annunciato il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, illustrando, insieme al ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, i provvedimenti per la razionalizzazione dei corsi di laurea, dell?assenteismo e del precariato nella scuola e nell?università. Nel mese di gennaio la diminuzione è stata del 29,2%, mentre nel mese di febbraio le assenze sono diminuite del 35,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. è questo il risultato più significativo derivante dalla applicazione dell?art. 71 della legge 133/2008 sul contenimento della spesa nelle Amministrazioni Pubbliche. Il Ministero dell?Istruzione ha infatti svolto il monitoraggio mensile delle assenze del personale della scuola con contratto a tempo indeterminato, relativamente ai primi due mesi del 2009, confrontato con il corrispondente periodo del 2008. La rilevazione ha riguardato le assenze effettuate dai docenti e dal personale ausiliario tecnico amministrativo (Ata) in servizio presso le scuole statali di ogni ordine e grado. Le informazioni raccolte, relative al 95% delle istituzioni scolastiche, hanno riguardato le assenze per malattia, retribuite e non, e le assenze dovute ad altri motivi. Confrontando i periodi di assenza per malattia superiori a dieci giorni nei mesi di gennaio e febbraio relativi ai due anni, questi sono diminuiti, per i docenti, a febbraio del 19,8% e a gennaio del 18,5%; per il personale Ata invece rispettivamente del 28% a febbraio e 34,8% a gennaio. Nel mese di febbraio, su base territoriale, la maggiore diminuzione si è registrata, sia per il personale Ata che per il personale docente, nelle regioni dell?Italia centrale (rispettivamente il 39,1% e 39,7%). Seguono le aree meridionali ed insulari col 37,3% e del 36,6%. I meccanismi di razionalizzazione della scuola, come quello della riduzione delle assenze per malattia, ha quindi sottolineato Brunetta durante la conferenza stampa di questa mattina a Palazzo Chigi, creano un «circuito virtuoso» per cui la scuola, non solo risparmierà 250 milioni di euro, ma avendo meno supplenze da fare creerà anche meno precariato. «La scuola - ha concluso Brunetta - serve non per dare lavoro ma per educare».

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Migliaia in corteo per difendere la scuola (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Migliaia in corteo per difendere la scuola I sindaci in prima linea: «Abbiamo investito molto, vogliamo mantenere la qualità» Giovedì 19 Marzo 2009, Striscioni, slogan, bandiere, musica, palloncini colorati. Ma anche tanta rabbia e una forte preoccupazione per il futuro della scuola pubblica, le sorti di migliaia di precari, la riduzione di risorse e insegnanti (in Veneto sono a rischio 3500 docenti e 650 non docenti), il taglio delle ore di insegnamento, il ritorno al maestro unico, l'aumento degli alunni per classe, il destino della didattica. Nell'ambito dello sciopero della scuola indetto da Cgil e "Gilda insegnanti" contro la riforma Gelmini, si è svolta ieri mattina in città la manifestazione regionale alla quale hanno partecipato, oltre a qualche migliaio tra docenti e personale, anche la rete degli studenti, comitati di genitori, Spi pensionati. Ma sono stati i sindaci e gli amministratori di Vigodarzere, Brugine, Arzergrande, Camposampiero, Cadoneghe, Galliera Veneta presenti al corteo, a dirla lunga su quanto gli effetti dell'applicazione del decreto Gelmini preoccupino anche i Comuni che da settimane stanno tempestando l'ufficio scolastico con richieste di un'offerta formativa adeguata. «Siamo qui - ha spiegato per tutti Franco Frazzarin, sindaco di Cadoneghe - in difesa della scuola che c'è e che funziona già, perché le amministrazioni venete hanno investito molto in strutture e progetti. Ma siamo presenti anche in appoggio alle famiglie, specie ai genitori che lavorano, e perché vogliamo una scuola veneta di qualità, con un tempo scuola adeguato». Il corteo da piazza Garibaldi ha raggiunto pacificamente piazzale Pontecorvo. Unico attimo di tensione in riviera Ponti Romani quando ha incrociato un gruppo di ciclisti-studenti dell'Onda, peraltro tenuti a distanza dalle forze dell'ordine. Sul palco rappresentanti dei precari, del mondo della scuola, genitori, Salvatore Mazza per la Cgil e Francesco Bortolotto per la Gilda, che ha sottolineato la necessità di ritrovare l'unione tra sigle sindacali. Emilio Viafora, segretario regionale della Cgil, ha chiesto il ritiro del provvedimento Gelmini e maggiori investimenti per la scuola pubblica. A conclusione il "Comitato Genitori insegnanti per la scuola pubblica" ha consegnato a Franco Venturella, direttore dell'Ufficio scolastico provinciale, le settemila firme raccolte per il mantenimento del tempo lungo e pieno. Nel padovano la situazione per il prossimo anno si presenta tutt'altro che chiara. Sarebbero 600 in più delle attuali le classi per le quali è stato chiesto il tempo pieno e sarebbe previsto un incremento di 1200 nuovi alunni. Realtà che dovranno fare i conti con i tagli annunciati. Daniela Borgato

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Tempo lungo, la protesta a Venezia (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tempo lungo, la protesta a Venezia L'80 per cento delle famiglie dei nuovi iscritti esprime preferenza per il tempo pieno Giovedì 19 Marzo 2009, Albignasego Il coordinamento "Genitori e insegnanti di Albignasego" scende in piazza per sostenere il tempo lungo. Sabato una delegazione parteciperà alla manifestazione - organizzata dai comitati "Buona scuola" del Veneto - in programma nel pomeriggio a Venezia. "I genitori bocciano la riforma Gelmini - si legge in una nota diramata dal coordinamento -. I dati parlano chiaro: circa l'80 per cento delle famiglie dei nuovi iscritti del paese ha espresso la preferenza per il tempo pieno, cioè le 40 ore settimanali; il restante 20 per cento ha scelto il tempo normale, cinque ore distribuite su sei giorni. Trascurabile il numero delle famiglie che ha optato per le 27 o 24 ore: appena l'un per cento, un valore di gran lunga inferiore rispetto alle prime proiezioni nazionali. A questo punto ci chiediamo se il Governo terrà fede alla promessa di soddisfare in toto le richieste delle famiglie. Non si tratta di un modello veneto da difendere; occorre pretendere dal Ministero dell'Istruzione il rispetto di un patto costituzionalmente garantito: una scuola pubblica di qualità". La nota del coordinamento continua analizzando la questione del maestro unico: "Con l'introduzione del cosiddetto insegnante prevalente verrà impoverito il rapporto con l'alunno; ciò comporterà ripercussioni negative sulla formazione della personalità degli stessi ragazzi. Purtroppo la scuola viene considerata come mero servizio alle famiglie e non quale bene pubblico irrinunciabile per la salvaguardia del nostro futuro. Si tratta di un concetto che viene sottolineato anche dagli organi tecnici del Ministero e da moltissimi dirigenti scolastici. Non è un caso che siano improvvisamente cresciute le iscrizioni alle scuole private: in futuro i genitori dovranno pagare per ottenere l'istruzione dei loro figli?". Francesco Cavallaro

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Scuola, sciopero blando (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, sciopero blando Scarse adesioni all'iniziativa, fatta eccezione per elementari e asili Giovedì 19 Marzo 2009, La scuola friulana non ha risposto con una partecipazione massiccia allo sciopero. Le adesioni alla mobilitazione indetta dal sindacato scuola della Cgil sono state piuttosto basse specie alle scuole medie e superiori, dove le lezioni si sono svolte quasi regolarmente per tutti gli studenti. Più alta la partecipazione, invece, tra il personale, docente e non, delle scuole elementari e dell'infanzia, le più colpite dalla riforma Gelmini. Così nel primo circolo, dove hanno scioperato 16 insegnanti e 5 unità di personale ata, sono rimaste chiuse le due scuole elementari Alberti e Zardini. Tre le scuole chiuse nel terzo circolo, dove hanno scioperato 9 insegnanti e 11 ata: le materne Forte e via D'Artegna e la primaria Zorutti. Mentre al quarto circolo, con un'adesione allo sciopero del 19,8% del personale, sono rimaste chiuse le due scuole dell'infanzia Benedetti e Primo Maggio. Tutte aperte, invece, le sedi delle scuole primarie e dell'infanzia del secondo circolo, dove hanno scioperato 10 insegnanti e un ata. Ieri mattina è rimasta chiusa anche la Fermi di via Pradamano, unica eccezione tra le scuole medie, per l'insufficienza del personale in servizio. Tutto regolare o quasi, invece, con adesioni basse o bassissime registratesi nelle altre scuole medie cittadine, fatta eccezione per qualche caso di classi che non sono state fatte entrare a scuola o che sono state mandate a casa con qualche ora di anticipo. Un discorso analogo può essere riproposto anche per le scuole superiori, con le opportune differenziazioni del caso. Si è così passati dai casi di Stellini, Marinelli e Zanon, dove ha scioperato un solo insegnante, a quello del Copernico, con l'astensione del 3% del personale ata e del 5% dei docenti, e del Malignani (8%), fino al 18 e 19% rispettivamente registratosi al Deganutti e al Marinoni, almeno per i corsi diurni. I dati sono stati sostanzialmente confermati anche dal sindacato e così, il consueto balletto delle cifre, questa volta non è stato così evidente. «L'adesione ha oscillato da scuola a scuola - ha confermato la stessa segretaria della Flc Cgil di Udine, Franca Gallo -. In alcune realtà della provincia è stata piuttosto bassa, con numeri nell'ordine del 20%; in altre è stata decisamente più alta, con il superamento anche del 50% del personale. Siamo più che soddisfatti della partecipazione».

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Pochi alunni, chiudono due scuole elementari (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pochi alunni, chiudono due scuole elementari L'assessore Zurlo: «Garantiremo il trasporto». Ma sarà "tagliata" anche l'insegnante di sostegno per gli immigrati Giovedì 19 Marzo 2009, Cittadella Da settembre Cittadella avrà due scuole elementari (primarie) in meno. Chiudono infatti sia Borgo Vicenza che Postumia. Il 28 febbraio era il termine per le iscrizioni al nuovo anno scolastico. Gli iscritti alle classi prime sono leggermente aumentati, da 170 a 185, ma la riforma Gelmini ha innalzato il numero minimo di alunni per classe, da 10 a 15. Numero che non è stato raggiunto né a Borgo Vicenza né a Postumia. Mentre la prima di Santa Croce Bigolina si salva in extremis, potendo contare su appena 15 iscritti. Le tre classi di Borgo Vicenza confluiranno nel capoluogo, mentre le due di Postumia saranno trasferite nella scuola di Laghi. «Non aveva senso tenere aperta la scuola di Postumia per soli 25 alunni - spiega l'assessore all'Istruzione Sonia Zurlo -. Sarà comunque garantito ai residenti il trasporto». Considerando tutte le classi della scuola primaria, il numero di iscritti è leggermente diminuito rispetto all'anno precedente, da 970 a 935, mentre la percentuale di stranieri si mantiene costante tra il 10 e il 12 per cento. «La maggior parte di loro sono immigrati di seconda generazione - spiega il dirigente scolastico Lino Geremia -. Quindi nati in Italia e senza problemi di lingua. Quest'anno abbiamo anche un'insegnante di supporto che tutti i giorni insegna l'italiano ai bambini che sono ad un livello zero. Sono meno di una decina, distribuiti in tutte le classi. Purtroppo questo servizio dall'anno prossimo non sarà più possibile a causa dei tagli della Gelmini». L'istituto scolastico di Cittadella viene anche supportato dalla cooperativa Gea, finanziata dalla Regione, che mette a disposizione mediatori culturali per parlare con le famiglie degli alunni stranieri. «È un servizio molto utile per spiegare ai genitori che non parlano italiano come funziona la nostra scuola», spiega Geremia. Giovanna Frigo

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Brunetta: "Gli studenti... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Brunetta: "Gli studenti dell'Onda? Guerriglieri" di Redazione Il ministro della Pubblica amministrazione "bacchetta" le manifestazioni studentesche: "Quegli studenti sono guerriglieri e vanno trattati come tali. Ma per fortuna l'Onda non è presente nelle elezioni studentesche". Polemico il Pd, l'ex ministro dell'Istruzione Fioroni: "Il governo si scusi" Roma - A la guerre comme à la guerre. Gli studenti dell?Onda sono dei "guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l?innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l?Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L?Onda non l?ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Il riflusso dell'Onda "Questo governo ha sempre di più una vocazione a utilizzare mezzi e parole di carattere militare come dimostrano le dichiarazioni del ministro Brunetta". Così Francesco Brancaccio, esponente dell?Onda romana, risponde al ministro. Brancaccio intravede nelle parole del ministro "il segnale di una volontà generale di dare risposte militari e repressive alle nostre istanze legittime". E, a nome degli studenti della Sapienza, promette: "Senza avere paura continueremo a mobilitarci contro questo che è il governo della paura per antonomasia: l?esecutivo dimostra di non essere capace di gestire la crisi economica, di avere paura che il malcontento esploda e, per questo, vogliono incutere timore nei cittadini. Per quanto riguarda Brunetta, lui si definisce democratico. Evidentemente, per il ministro la democrazia equivale a blindare le università e a prendere a manganellate gli studenti". Polemico il Pd "Il ministro dell?Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta: il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere". Lo dice il responsabile educazione del Pd, ed ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che aggiunge: "Ma additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva". Ferrero: "Il ministro? Provocatore" "Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell?Onda caricati dalla polizia ieri a Roma e che lui ritiene dei guerriglieri che come tali vanno trattati, la dice lunga sull?idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte". Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc, che aggiunge: "La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Ieri altri tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza; perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente. Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo, francia, immigrazione, islam Commenti ( 3 ) » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo "che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza. Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 42 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 09 La crisi provocherà una nuova ondata di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana. Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita principale, tuttavia, riguarda l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici della recessione sul Continente nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il capo dell'Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella miseria: se non si interviene con un forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre estese». E dunque di una nuova ondata migratoria verso l'Europa. Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i Paesi più poveri». E' davvero questo il modo appropriato per aiutare l'Africa a superare la crisi? Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto in società, crisi, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste, immigrazione Commenti ( 68 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.17 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato sulle crescenti incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di Obama, in vista del prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii. "Hanno già stanziato spese straordinarie pari all'1,5% del Pil, che porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel timore che disavanzi eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la credibilità della moneta unica". Infatti quello americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto agli economisti secondo cui manovre come quelle americane servono a poco; infatti a breve porteranno nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari a poche decine di dollari a testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture incideranno sulla crescita solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe rinunciare a equilibri finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare misure espansioniste di dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a resistere alle pressioni americane nonostante siano sempre più insistenti, con l'appoggio di grandi testate come Financial Times ed herald Tribune, che abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino di trascinare anche gli altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo termine inflazionistica) perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene conti più o meno in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e Washington di perdere la leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Mar 09 Libertà di stampa? Sì, ma non per i blog Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 63 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 34 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 75 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Occorre non solo limitare, ma impedire del tutto... mason antnio: Bisogna riconoscere l' errore .I mutui vanno fatti a tasso fisso con la vendita delle cartelle... Ultime news Cnel: giovani emarginati da politica e professioniIncappucciata e legata al letto: paura per cintura sospettaArriva il "Googlefonino?" L'iPhone diventa grandeBrunetta: "Gli studenti dell'Onda? 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Brunetta va alla guerra (sezione: Scuola)

( da "AprileOnline.info" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Brunetta va alla guerra Carla Ronga, 19 marzo 2009, 15:50 Il ministro della Funzione pubblica usa parole dure in conferenza stampa contro il movimento della protesta studentesca: "Gli studenti dell'Onda sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Con lui la Gelmini: "Pensiamo a un tetto di immigrati in classe del 30%". L'opposizione chiede chiarimenti e attacca: "Dichiarazioni irresponsabili e incendiarie". La risposta dell'Onda: "Siamo centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l'università pubblica. Torniamo in piazza" Gli studenti dell'Onda, quelli che ieri sono scesi in piazza per manifestare contro i tagli alla scuola, scontrandosi con le forze dell'ordine alla Sapienza di Roma sono dei "guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". L'attacco è senza precedenti e viene direttamente dal ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. All'indomani dello sciopero della scuola indetto dalla Cgil, con i cortei in tutti Italia che, in alcuni casi - come all'università La Sapienza di Roma - sono sfociati in momenti di tensione fra manifestanti e polizia, il ministro indossa l'elmetto e va alla guerra contro gli studenti "colpevoli" di protestare - armati di ciabatte - contro un governo che taglia loro il futuro. Ai giornalisti che gli hanno fatto notare che, nella scuola, la protesta e il malcontento non si arrestano, Brunetta ha replicato: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell'associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti, l'Onda non esiste. Sono un democratico - ha aggiunto - e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia". La ministra Gelmini ha annunciato che il suo ufficio sta "pensando all'introduzione di un tetto intorno al 30%" della presenza di alunni stranieri a scuola. E ha difeso i tagli imposti da Tremonti snocciolando cifre incerte: sono 18 mila in tutto i supplenti che quest'anno non saranno confermati. "Si tratta di un dato pesante - ha sottolineato Maria Stella Gelmini - ma non così pesante come i 42mila previsti dalla Finanziaria". Nessun commento alle esternazioni bellicose del collega Brunetta, nessuno sbandamento di fronte ad un simile attacco contro gli studenti. Che dire? Domani ci diranno che Brunetta è stato frainteso, che i giornalisti convocati in conferenza stampa hanno inventato una polemica dal nulla, etc. E' il refrain prediletto da tutti i membri del governo Berlusconi. Ma visto il clima in cui sta sprofondando il paese, meglio predisporci ad affrontare il peggio perché, di questi tempi, a pensar male ci si azzecca. L'opposizione insorge. A strattonare per la giacchetta la Signora Gelmini ci pensa il responsabile educazione del Pd, Giuseppe Fioroni: "Il ministro dell'Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta. il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere", afferma Fioroni, che insiste: Additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva". Per il capogruppo dell'Italia dei valori Massimo Donadi "deve esserci stato un corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta". Non c'è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell'Onda. Parole che l'esponente dipietrista definisce "incendiarie da piccolo duce" e ancora " inqualificabili e pericolose" perché aumentano senza motivo la tensione ed il conflitto. Paolo Ferrero, leader di Rifondazione comunista non si stupisce del fatto che "il ministro Brunetta sia un provocatore", ma per il segretario Prc il fatto che ora egli vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda caricati dalla Polizia a Roma, la dice lunga sull'idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte". "La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo", prosegue Ferrero. E, visto che il governo "si trincera" dietro il rispetto del Protocollo sui cortei fortemente voluto dal Comune e dal Sindaco di Roma Alemanno, protocollo che Rifondazione non ha firmato, Ferrero invita tutte le organizzazioni politiche, sociali e sindacali che lo hanno sottoscritto a ritirare la loro firma, "visto che quel Protocollo è la foglia di fico di chi vuole impedire a chiunque di manifestare ed esprimere liberamente le sue opinioni e i suoi diritti". Infine, per Paolo Cento, dei Verdi- Sinistra e Libertà, le parole del ministro Brunetta " rappresentano delle provocazioni pericolose, irresponsabili che rischiano di provocare danni irreparabili". "Una manifestazioni pacifica e responsabile viene così mistificata con termini devastanti che invitano a non si sa quale repressione - aggiunge Cento che si chiede il perché Brunetta accende quest'incendio? "Quale disegno c'è sotto?" La risposta dell'Onda. "Le dichiarazioni di Brunetta sono gravissime e inaccettabili, come lo erano quelle del sindaco Alemanno quando ci definì 300 criminali: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza". Così il coordinamento dei collettivi dell'università La Sapienza di Roma commenta le parole del ministro della P.A. sugli scontri di ieri all'ateneo. "Tutto siamo meno che guerriglieri e criminali - spiegano i collettivi - siamo centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l'università pubblica". "Siamo studenti pacifici, ma siamo preoccupati perchè queste dichiarazioni non sono fini a se stesse ma si inseriscono nel quadro di svolta autoritaria del governo: il protocollo della Prefettura - continua il coordinamento - limita la possibilità di manifestare e quindi di palesare il dissenso, poi ci sono attacchi al lavoro e il pacchetto sicurezza che è una 'legge razziale'. Tutto rientra in una svolta politica autoritaria del governo che serve a limitare gli effetti che la crisi economica può provocare". "Noi non abbiamo paura, continueremo a scendere in piazza a partire dal prossimo 28 marzo per il G14 sulla crisi finanziaria: parteciperemo come studenti insieme ai sindacati di base. La Prefettura non ha autorizzato il corteo da piazza Esedra a piazza Navona, ma noi lo svolgeremo lo stesso così", concludono.

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Scuola, Brunetta contro l'onda: "Guerriglieri" (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronache Scuola/ Brunetta contro i tafferugli: "Guerriglieri" Giovedí 19.03.2009 15:50 Gli studenti dell'Onda sono dei "guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. LA PROTESTA - A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». BRUNETTA PROVOCATORE - Sulla vicenda è intervenuto il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero: "Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda caricati dalla polizia ieri a Roma e che lui ritiene 'dei guerriglieri che come tali vanno trattatì, la dice lunga sull'idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte. La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo". DONADI: PICCOLO DUCE - "Deve esserci stato un corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta. Non c'è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell'Onda. Parole incendiarie da piccolo duce. Il governo chieda scusa immediatamente". Lo afferma il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi. "Le esternazioni del ministro sono inqualificabili e pericolose, aumentano senza motivo la tensione ed il conflitto. Brunetta - conclude - non si illuda di infuocare gli animi. Gli studenti sono molto più maturi di lui e non cadranno in provocazioni". L'UNIONE STUDENTI - Le dimissioni e le "immediate" scuse del ministro Brunetta. Le chiede l'Unione degli studenti secondo cui un ministro della Repubblica «non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei "guerriglieri" da trattare come tali». «Mercoledì - afferma l'Uds - c'è stata un'aggressione di cui gli studenti sono state vittime. Quella di Brunetta è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi. Già il presidente del Consiglio in autunno aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la protesta, ma aveva incontrato la netta ostilità della società tutta. Chiediamo le immediate scuse e le dimissioni del ministro Brunetta. Non ci lasceremo intimidire». tags: scuola brunetta tafferugli guerriglieri

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Un concorso sulla storia dell'astronomia (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tradate - Iniziativa della fondazione Foam13 che gestisce l?osservatorio astronomico, in occasione dell?anno internazionale dell?astronomia Un concorso sulla storia dell?astronomia Il 15 gennaio 2009 a Parigi, presso la sede Unesco, si è tenuta la cerimonia di apertura dell?Anno Internazionale dell?Astronomia (IYA2009), con la partecipazione di capi di stato, ministri, scienziati e premi Nobel. La Fondazione dell?Osservatorio Astronomico di Tradate, consapevole dell?importanza di tale avvenimento, ha elaborato per il 2009 una serie di progetti, iniziative e manifestazioni che si svolgeranno durante tutto l'“anno astronomico”. Uno dei progetti presentati che ha ottenuto il patrocinio dell?Unesco, del Comune di Tradate e della Provincia di Varese, oltre ad essere stato portato all?attenzione della Presidenza della Repubblica, è il Premio Nazionale di Astronomia sulla “Storia dell?Astronomia” rivolto in particolar modo ad alunni e studenti delle Scuole Primarie e Secondarie del nostro Paese, ma anche agli astrofili. Il bando del Premio è stato inviato anche al Ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini, nonché al Dirigente l?Ufficio Scolastico Provinciale di Varese, Prof. Claudio Merletti. Il concorso riguarda un tema libero relativo alla Storia dell?Astronomia e si può partecipare inviando da oggi sino al 31 ottobre 2009 i lavori direttamente alla sede dell?Osservatorio Astronomico di Tradate. Non è prevista alcuna tassa di partecipazione al concorso. La premiazione avverrà domenica 13 dicembre 2009 sempre presso la sede dell?Osservatorio Astronomico di Tradate. Per ulteriori informazioni: www.foam13.it. Giovedi 19 Marzo 2009

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Tetto del 30% per stranieri in classe, la Gelmini lancia la nuova proposta (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

CONFERENZA STAMPA A PALAZZO CHIGI. «il 5 in condotta è stata una necessità» Gelmini: «Corsi di laurea ridotti del 20%. Già 32 mila richieste di pensionamento» Il ministro: «Così si riducono i 42 mila posti in meno per i precari». Tetto del 30% per gli stranieri a scuola Il ministro Mariastella Gelmini ROMA - «Quasi 32 mila insegnanti hanno chiesto di andare in pensione, 12 mila in più dell'anno scorso, e 8 mila richieste di pensionamento sono state presentate dal personale Ata (lo scorso anno furono 6 mila)»: queste le cifre fornite dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Questo significa, ha aggiunto il ministro, che con 32 mila pensionamenti, i 42 mila posti in meno per i precari previsti a inizio anno si riducono notevolmente (il taglio potrebbe riguardare 18mila unità). TETTO PER GLI STRANIERI A SCUOLA - «Stiamo pensando all'introduzione di un tetto intorno al 30%» della presenza di alunni stranieri a scuola ha aggiunto la Gelmini. «Non credo che ciò sia possibile a partire dal prossimo anno ma dal successivo. Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i casi limite», ha aggiunto citatondo il caso della scuola «Pisacane» di Roma. «Una vicenda che fa riflettere», ha detto il ministro per il quale è importante accompagnare i bambini stranieri nella conoscenza della lingua italiana. Per il ministro la conoscenza della lingua e della Carta Costituzionale sono «due elementi necessari per l'integrazione. «CORSI DI LAUREA RIDOTTI DEL 20%» - Il ministro ha anche ribadito che «a partire dal prossimo anno accademico i corsi di studio degli atenei si ridurranno del 20% rispetto a quelli attivati quest'anno». Gli obiettivi del ministero sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l' organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. In questi anni, è stato sottolineato, si è assistito «ad una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro». All'inizio dell'anno accademico 2007/2008 i corsi di primo livello (laurea triennale) e di secondo livello (laurea specialistica) erano 5.879. IL 5 IN CONDOTTA - La Gelmini è anche tornata sul tema del cinque in condotta, specificando che il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una necessità, non una scelta». Quello varato in materia, ha spiegato il ministro, «è un provvedimento equilibrato». «Non lascia al singolo docente la valutazione - ha spiegato - ma sarà frutto di una decisione collegiale. Il collegio dei docenti deciderà il voto da assegnare e il 5 in condotta potrà essere attribuito previa sanzione disciplinare. Inoltre - ha aggiunto - molti ragazzi dal voto in condotta verranno premiati dal momento che esso potrà anche alzare la media. Bisogna aver fiducia - ha concluso il ministro - nella capacità di giudizio degli insegnanti». «Anch'io ho preso un 5, ma non sono mai stata rimandata» ha aggiunto la Gelmini, rispondendo ad una domanda sul 5 in condotta. NAPOLITANO - Sui tagli alle università si è espresso anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo all'appello del rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia Aldo Tomasi. «È necessario che le università continuino il loro sforzo di autoriforma e che siano poste in condizioni di fare la loro parte attraverso serie e coerenti politiche pubbliche», ha detto il presidente. Alla Fondazione Marco Biagi, il rettore Tomasi ha parlato di «grandi difficoltà e grave crisi degli atenei italiani in parte per responsabilità dell'università stessa che non ha utilizzato bene l'autonomia di ricerca e didattica. Ma da questo al taglio dei fondi ad un livello che non consentirà di rispettare regole di bilancio, si potrebbe pensare a un intento punitivo». Napolitano ha ascoltato e come altre volte ha invitato le università a fare la loro parte e a confrontarsi con «le gravi difficoltà e le complesse sfide cui il nostro sistema universitario è esposto». stampa |

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Napolitano a Modena: "Br colpirono Marco Biagi per quello che faceva" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Napolitano a Modena: "Br colpirono Marco Biagi per quello che faceva" (19/3/2009 14:56) | (Sesto Potere) - Modena - 19 marzo 2009 - "Marco Biagi è ricordato per il suo percorso di vita, rimasto impresso in modo incancellabile nel sentimento della moglie, dei figli e dei famigliari e scandito da un impegno scientifico e civile che continua a dare frutti per il suo e nostro paese. E fu quell'impegno che il terrorismo delle Brigate Rosse volle colpire. Perché tra i tanti che furono uccisi o gravemente feriti - e che ricordiamo tutti con eguale commosso rispetto e rimpianto - vi furono uomini colpiti ciecamente, spesso come astratti simboli dello Stato nemico che si presumeva di abbattere, o, perfino, casualmente coinvolti nella furia sanguinaria di quei 'gruppi di fuoco'. Ma Marco Biagi e come lui altri che qui sono stati ricordati furono scelti come bersagli precisi per quel che concretamente erano e facevano, e per il meditato, sinistro messaggio che colpendoli a morte si voleva dare". Con queste parole il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto a Modena al Convegno internazionale in ricordo di Marco Biagi. "Marco Biagi - ha aggiunto il Presidente Napolitano - è stato vittima della criminale aggressività del terrorismo brigatista, ma ha pagato anche, e prima, per lo spirito di fazione che da tempo avvelena la lotta politica e sociale nel nostro paese. Uno spirito di fazione che impedisce ogni riconoscimento obbiettivo del valore di ricerche e di proposte come quelle portate avanti da Marco Biagi, con lo stesso disinteresse e spirito costruttivo, con la stessa indipendenza di giudizio, in due diverse fasi politiche. Uno spirito di fazione che impedisce di vedere e apprezzare gli elementi di continuità che si possono presentare in un campo dell'azione di governo e parlamentare come quello delle politiche del lavoro. E invece sarebbe necessario uno sforzo comune - cui nessuna delle parti in causa si sottragga - per riconoscere e coltivare questi elementi di continuità e le possibilità di convergenza che vi si legano - pur in una corretta dialettica tra diversi ed opposti schieramenti politici - di fronte a problemi ancora attuali e nuovi, come quelli che Marco Biagi ha affrontato suggerendo lungimiranti ipotesi di soluzione e prospettive di sviluppo, e dunque come quelli che state per discutere nel Convegno a lui dedicato". Nella foto a lato: il Presidente Giorgio Napolitano insieme ad Aldo Tomasi e Paola Reggiani Gelmini, al suo arrivo all'auditorium della Fondazione Marco Biagi

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Maturità più severa. Gelmini: "Con un cinque sarà vietato l'esame di Stato" (sezione: Scuola)

( da "Panorama.it" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Maturità più severa. Gelmini: "Con un cinque sarà vietato l'esame di Stato" Posted By redazione On 19/3/2009 @ 13:42 In Headlines, NotiziaHome | 2 Comments Basta un cinque, e in una qualsiasi materia, per non essere ammessi all'esame di maturità. Poi: resta determinante poi ai fini della bocciatura il [1] voto in condotta insufficiente. Anche con un ottimo profitto si dovrà ripetere l'anno. La conferma serviva, dopo il [2] susseguirsi (anche un po' caotico) delle interpretazioni delle ultime settimane. E la conferma è arrivata. Direttamente dal [3] ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, che nel corso di un convegno a Milano ha ribadito che "con un cinque non si viene ammessi agli esami di maturità". Obbiettivo delle scelte del governo è quello di raggiungere "maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti, oltre che severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti", spiega il ministro che ritiene indispensabili tali elementi "per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri". La titolare dell'Istruzione ha poi precisato che anche questo provvedimento è stato preso per formare una scuola "della responsabilità e del merito". "L'egualitarismo e il livellamento che c'è stato fino ad oggi" ha concluso la Gelmini "è frutto della cultura del '68 che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro". Sono state, in modo più specifico, chiarite dal ministro anche tutte le circostanze (assenze frequenti; mancanza di rispetto nei confronti dei docenti, dei compagni o del regolamento di istituto; danneggiamento del patrimonio scolastico) che possono portare ad un voto insufficiente in condotta. Valutazione che potrà essere disposta dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti, definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti. Lo studente che commette una grave mancanza però avrà una seconda chance. Nel regolamento infatti viene specificato che "per prendere un'insufficienza in condotta si deve aver già preso una sanzione disciplinare": un asorta di "cartellino giallo", un'ammonizione, insomma, per dirla in gergo calcistico. Soltanto nel caso in cui il comportamento indisciplinato si dovesse ripetere "il consiglio di classe (non quindi il singolo insegnante, ndr) può decidere per l'attribuzione del cinque".

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Università: nel prossimo anno accademico corsi diminuiti del 20% (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA A partire dal prossimo anno accademico i corsi di studio degli Atenei si ridurranno del 20% rispetto a quelli attivati quest?anno. Lo ha detto il ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Gli obiettivi del Ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l?organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. Per questo motivo il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato una nota di indirizzo vincolante con la finalità di fornire nuovi parametri che le Università dovranno tenere in considerazione per l?attivazione dei corsi di studio. In particolare questo pacchetto di misure prevede la disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti, qualora nella stessa Regione risultino già attivi corsi con analoghi obiettivi formativi e l?aumento del numero di docenti necessario per attivare un singolo corso di laurea. Inoltre permetterà la riduzione della frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso di studio, attraverso l?indicazione di un numero minimo di 6 crediti formativi per ciascun insegnamento e l?individuazione del numero di insegnamenti che ciascun ateneo è in grado di sostenere effettivamente, in base alle strutture e ai docenti di ruolo disponibili. In questi anni, è stato sottolineato dal ministro dell'Istruzione, si è assistito «ad una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro». All?inizio dell?anno accademico 2007/2008 i corsi di primo livello (laurea triennale) e di secondo livello (laurea specialistica) erano 5.879. Questa razionalizzazione dei corsi di laurea - ha aggiunto la Gelmini - è stata fatta con il Cun e con criteri di flessibilità. «Non andiamo a penalizzare le materie, ma abbiamo guardato il numero degli iscritti e cercato di eliminare la frammentazione». Altro punto fondamentale del pacchetto di misure predisposte è la razionalizzazione delle Scuole di specializzazione mediche attraverso l?accorpamento delle scuole con un basso numero di specializzandi. Grazie a queste misure, già da questo anno accademico 2008/2009, il numero di scuole di specializzazione mediche si è ridotto, passando dalle circa 1600 dell?a.a. 2007/2008 alle attuali 1150, diminuendo quindi di 450 scuole. In epoca di razionalizzazione della spesa non è più possibile mantenere corsi di specializzazione con 1 solo studente. Grazie a queste misure si potrà ottenere invece un miglioramento della qualità didattica.

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Tetto del 30% per gli alunni stranieri Brunetta: "L'Onda? Sono guerriglieri" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Il ministero dell?Istruzione «sta ragionando per introdurre un tetto intorno al 30%» della presenza degli alunni stranieri tra i banchi. Lo ha annunciato il ministro Gelmini, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi. «Non credo - ha aggiunto - che ciò sia possibile dal prossimo anno, ma dal successivo. Sto comunque chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere i casi-limite già dal prossimo anno». Gelmini a questo proposito ha citato la vicenda della scuola Pisacane di Roma. «è una vicenda - ha detto - che deve far riflettere. Si devono impegnare risorse per accompagnare i bambini immigrati nella conoscenza della lingua italiana». Gli insegnanti devono lavorare sull?integrazione e non denunciare i clandestini, ha poi spiegato il ministro rispondendo ai cronisti che le chiedevano se fosse d?accordo con l?iniziativa dei 101 deputati Pdl contro l?emendamento della Lega al ddl sicurezza, che prevede la possibilità per i medici di denunciare i clandestini e se lei ritenesse che anche gli insegnanti potessero essere chiamati a segnalare i clandestini. «Non penso che», ha affermato la Gelmini, il ddl sicurezza «riguarderebbe la scuola. Penso - ha aggiunto - che la scuola sia chiamata ad assolvere sempre di più la funzione di integrazione degli studenti migranti». La Gelmini è poi tornata sul voto in condotta. Il ritorno alla valutazione del comportamento «è stato una necessità, non una scelta». Ha detto il ministro aggiungendo che quello varato in materia «è un provvedimento equilibrato». «Non lascia al singolo docente la valutazione - ha spiegato - ma sarà frutto di una decisione collegiale. Il collegio dei docenti deciderà il voto da assegnare e il 5 in condotta potrà essere attribuito previa sanzione disciplinare. Inoltre - ha aggiunto - molti ragazzi dal voto in condotta verranno premiati dal momento che esso potrà anche alzare la media. Bisogna aver fiducia - ha concluso il ministro - nella capacità di giudizio degli insegnanti». E infine sui tagli: «Nella scuola scenderanno da 42.000 a 18.000 grazie ai prepensionamenti», ha assicurato il ministro. Per quanto riguarda invece gli scontri con le forze dell'ordine avvenuti ieri alla Sapienza di Roma, è intrevento oggi il ministro Renato Brunetta che ha bollato gli studenti dell'Onda come «guerriglieri». «E come guerriglieri verranno trattati», ha detto il ministro della Pubblica Amministrazione. A chi gli faceva notare che la protesta sta crescendo nella scuola il ministro ha replicato: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell?associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanti degli studenti, l?Onda non esiste». Brunetta ha quindi aggiunto: «Sono un democratico e credo molto di più al voto che alle azioni di guerriglia». Nelle recenti elezioni degli studenti «l?Onda non l?ho vista - ha detto ancora Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». La replica degli studenti [ immediata. «Il ministro Brunetta si dimetta» chiede l?Unione degli Studenti che sottolinea come «un ministro della Repubblica non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei guerriglieri da trattare come tali. Ieri c?è stata un?aggressione di cui gli studenti sono state vittime». «Quella di Brunetta - aggiunge l?Uds - è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani». «Le dichiarazioni di Brunetta sono gravissime e inaccettabili: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza» rincara il coordinamento dei collettivi dell?università La Sapienza. «Tutto siamo meno che guerriglieri e criminali - spiegano i collettivi - siamo centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l?università pubblica». «Siamo studenti pacifici, ma siamo preoccupati perchè queste dichiarazioni non sono fini a se stesse ma si inseriscono nel quadro di svolta autoritaria del governo». VOTA Tetto per gli stranieri in classe, siete d'accordo? SCRIVI La scuola delle polemiche. Dite la vostra nel forum

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Brunetta: "L'Onda?... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Brunetta: "L'Onda? Guerriglieri. No, ragazzotti" di Redazione Il ministro contro le manifestazioni studentesche: "Quegli studenti sono guerriglieri e vanno trattati come tali. Ma per fortuna l'Onda non è presente nelle elezioni studentesche". Polemico il Pd, l'ex ministro dell'Istruzione Fioroni: "Il governo si scusi". Poi la rettifica: "Sono solo ragazzotti" Roma - A la guerre comme à la guerre. Gli studenti dell?Onda sono dei "guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l?innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo - ha aggiunto - che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l?Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L?Onda non l?ho vista nelle recenti elezioni degli studenti - ha insistito Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri". Poi la rettifica "Mi sono sbagliato" rettifica qualche ora dopo il ministro. "Non hanno la dignità di guerriglieri, che sono una cosa seria: sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni". Ma su eventuali ripensamenti sulle sue frasi, Brunetta ha chiarito: "Ma quale passo indietro? Ieri a Roma ci sono state cariche e scontri perché un gruppo di giovani un po' estremisti hanno infranto delle regole che la città si era data nel definire le manifestazioni. Come si definisce chi infrange le regole, chi fa violenza sulle strade e costringe la polizia a scontri che ha altro da fare?. Io sto dalla parte dei poliziotti, dell?ordine pubblico, delle regole, di chi vuole manifestare legalmente e democraticamente, dalla parte dei rappresentanti degli studenti, non di questi signori che per avere una qualche visibilità usano la violenza. Sto dalla parte della democrazia, non della violenza". Il riflusso dell'Onda "Questo governo ha sempre di più una vocazione a utilizzare mezzi e parole di carattere militare come dimostrano le dichiarazioni del ministro Brunetta". Così Francesco Brancaccio, esponente dell?Onda romana, risponde al ministro. Brancaccio intravede nelle parole del ministro "il segnale di una volontà generale di dare risposte militari e repressive alle nostre istanze legittime". E, a nome degli studenti della Sapienza, promette: "Senza avere paura continueremo a mobilitarci contro questo che è il governo della paura per antonomasia: l?esecutivo dimostra di non essere capace di gestire la crisi economica, di avere paura che il malcontento esploda e, per questo, vogliono incutere timore nei cittadini. Per quanto riguarda Brunetta, lui si definisce democratico. Evidentemente, per il ministro la democrazia equivale a blindare le università e a prendere a manganellate gli studenti". Polemico il Pd "Il ministro dell?Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta: il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere". Lo dice il responsabile educazione del Pd, ed ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che aggiunge: "Ma additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva". Ferrero: "Il ministro? Provocatore" "Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell?Onda caricati dalla polizia ieri a Roma e che lui ritiene dei guerriglieri che come tali vanno trattati, la dice lunga sull?idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte". Lo afferma Paolo Ferrero, segretario del Prc, che aggiunge: "La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Gelmini: "Tetto del 30% di stranieri per classe" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 67 del 2009-03-19 pagina 0 Gelmini: "Tetto del 30% di stranieri per classe" di Redazione L'annuncio del ministro dell'Istruzione in una conferenza stampa a Palazzo Chigi: "Stiamo pensando all?introduzione di un tetto intorno al 30% della presenza di alunni stranieri a scuola". Decisa un'azione contro gli sprechi Roma - "Stiamo pensando all?introduzione di un tetto intorno al 30% della presenza di alunni stranieri a scuola". è quanto ha annunciato il ministro Gelmini durante la conferenza stampa che ha tenuto a Palazzo Chigi. "Non credo che ciò sia possibile a partire dal prossimo anno ma dal successivo. Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i casi limite", ha detto Gelmini che ha citato il caso della scuola "Pisacane" di Roma. "Una vicenda che fa riflettere", ha detto il ministro per il quale è importante accompagnare i bambini stranieri nella conoscenza della lingua italiana. Per il ministro la conoscenza della lingua e della Carta Costituzionale sono "due elementi necessari per l?integrazione". Contro gli sprechi Alleati nella lotta agli sprechi. I ministri Gelmini e Brunetta si sono presentati stamani a Palazzo Chigi per dar conto di quello che hanno fatto e intendono fare per recuperare risorse ed efficienza, nella scuola e nell?università. Intanto, risultato della legge sul contenimento della spesa nelle amministrazioni pubbliche si sono ridotte le assenze degli insegnanti: nel 2009 (gennaio-febbraio) sono calate del 32,4% e il mancato ricorso alle supplenze ha consentito di risparmiare tra i 200 e i 250 milioni di euro. I precari Altro capitolo importante quello relativo ai precari. Già quest?anno quasi 32mila insegnanti hanno chiesto di andare in pensione (+12mila rispetto allo scorso anno) e 8mila richieste di pensionamento sono state presentate dal personale Ata (6mila l?anno scorso). Questo significa - ha spiegato il ministro Gelmini - che, con 32mila pensionamenti, i 42mila posti in meno per i precari previsti dalla Finanziaria si ridurranno notevolmente. Non solo. Il ministero sta lavorando su altre misure per l?assorbimento dei precari: ai precari che fino all?anno scorso avevano una supplenza annuale verrà garantita, per quest?anno, priorità sulle altre supplenze temporanee di durata consistente (congedi e aspettative di vario tipo); i periodi non coperti da supplenza potrebbero trovare parziale copertura con l?indennità di disoccupazione; sarà favorita la mobilità territoriale dei precari offrendo loro la possibilità di fare più richieste di supplenze in più province. Forbici sull'università Stretta anche sulle università sforbiciando i corsi di laurea. Dal prossimo anno scolastico saranno il 20% in meno: all?inizio dell?anno accademico 2007-2008 i corsi di laurea, tra triennale e specialistica erano 5.879. Questa razionalizzazione dei corsi - ha spiegato il ministro - è stata fatta con il Cun e con criteri di flessibilità: "Non andiamo a penalizzare le materie, ma abbiamo guardato il numero degli iscritti e cercato di eliminare la frammentazione". è in arrivo - ha annunciato - una nota di indirizzo vincolante allo scopo di fornire i nuovi parametri che le università dovranno rispettare per attivare nuovi corsi. In particolare questo pacchetto di misure prevede la disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti se nella stessa Regione esistono già corsi analoghi; l?aumento del numero di docenti necessario per attivare un singolo corso di laurea; la riduzione della frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso attraverso l?indicazione di un numero minimo di sei crediti formativi per ciascun insegnamento e l?individuazione del numero di insegnamenti che ciascun ateneo è in grado di sostenere in base alle strutture e ai docenti di ruolo disponibili. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Università: al via razionalizzazione dei corsi di laurea (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Università: al via razionalizzazione dei corsi di laurea (19/3/2009 18:15) | (Sesto Potere) - Roma - 19 marzo 2009 - A partire dal prossimo anno accademico i corsi di studio degli Atenei si ridurranno del 20% rispetto a quelli attivati quest?anno. Gli obiettivi del Ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l?organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. In questi anni infatti si è assistito a una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro. Per questo motivo il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato una nota di indirizzo vincolante con la finalità di fornire nuovi parametri che le Università dovranno tenere in considerazione per l?attivazione dei corsi di studio. In particolare questo pacchetto di misure prevede: la disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti, qualora nella stessa Regione risultino già attivi corsi con analoghi obiettivi formativi; l?aumento del numero di docenti necessario per attivare un singolo corso di laurea; la riduzione della frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso di studio, attraverso: l?indicazione di un numero minimo di 6 crediti formativi per ciascun insegnamento; l?individuazione del numero di insegnamenti che ciascun ateneo è in grado di sostenere effettivamente, in base alle strutture e ai docenti di ruolo disponibili. All?inizio dell?anno accademico 2007/2008 i corsi di I livello (laurea triennale) e di II livello (laurea specialistica) erano 5.879. Razionalizzazione delle Scuole di specializzazione mediche Altro punto fondamentale del pacchetto di misure predisposte è la razionalizzazione delle Scuole di specializzazione mediche attraverso l?accorpamento delle scuole con un basso numero di specializzandi. Grazie a queste misure, già da questo anno accademico 2008/2009, il numero di scuole di specializzazione mediche si è ridotto, passando dalle circa 1600 dell?a.a. 2007/2008 alle attuali 1150, diminuendo quindi di 450 scuole. In epoca di razionalizzazione della spesa non è più possibile mantenere corsi di specializzazione con 1 solo studente. Grazie a queste misure si potrà ottenere invece un miglioramento della qualità didattica.

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Scuola. Iniziative a favore dell'ingresso di giovani e precari (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola. Iniziative a favore dell?ingresso di giovani e precari (19/3/2009 18:11) | (Sesto Potere) - Roma - 19 marzo 2009 - Il ministro dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro per la Pubblica Amministrazione e l?Innovazione Renato Brunetta presenteranno un emendamento grazie al quale, se approvato, si dovrà andare in pensione dopo 40 anni di anzianità contributiva e non più dopo 40 anni di servizio. In questo modo il pensionamento riguarderà più persone perché saranno conteggiati anche gli anni della laurea e ci saranno, quindi, più possibilità per i precari e per i giovani di entrare nella scuola. Con l?attuale sistema pensionistico nel 2009 andrebbero in pensione 1500 insegnanti e 1000 Ata con 40 anni di effettivo servizio. Al contrario, andando in pensione con 40 anni di anzianità contributiva, sarebbero 9000 gli insegnanti e 2000 gli Ata collocati a riposo. Quindi, in questo modo, andrebbero in pensione 7500 docenti e 1000 dipendenti Ata in più. L?emendamento sarà ripresentato nell?ambito del Decreto Fiat attualmente in discussione in commissione alla Camera o nell?ambito del Collegato Lavoro in discussione al Senato. Già quest?anno quasi 32mila insegnanti hanno chiesto di andare in pensione, 12mila in più dell?anno scorso, e 8mila richieste di pensionamento sono state presentate dal personale Ata, l?anno scorso furono 6mila. Questo significa che, con 32mila pensionamenti, i 42mila posti in meno per i precari previsti a inizio anno si riducono notevolmente. Il Ministero dell?Istruzione, Università e Ricerca sta lavorando, inoltre, su alcune misure per l?assorbimento dei precari. In particolare: un intervento normativo per favorire chi è più prossimo al lavoro. Questo vuole dire che ai precari che fino all?anno scorso avevano una supplenza annuale sarà garantita, per quest?anno, priorità sulle altre supplenze temporanee di durata consistente (congedi e aspettative di vario tipo). I periodi non coperti da supplenza potrebbero trovare parziale copertura con l?indennità di disoccupazione ai sensi della normativa vigente. Sarà favorita la mobilità territoriale dei precari, offrendo loro la possibilità di fare più richieste di supplenze in più province del territorio nazionale. A breve sul sito del Ministero dell?Istruzione www.istruzione.it saranno rese pubbliche le disponibilità di posti sul territorio.

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Brunetta in guerra contro l'Onda. Gelmini 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mar 0919 Brunetta in guerra contro l'Onda. Gelmini 5 in condotta Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 17:04 in Italia Il Partito democratico difende alcuni ragazzotti in cerca di emozioni, spiega a SkyTg24 il Ministro Renato Brunetta. A chi si riferisce? Semplice: all'Onda anomala, gli studenti (ma non solo) che ieri hanno manifestato a Roma. Per il Ministro loro sono "guerriglieri, e verranno trattati come guerriglieri". E aggiunge come riporta Repubblica: "Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell'associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti, l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia". Un ottimo esempio da un Ministro della Repubblica, replica l'Unione degli Studenti. Ma che fa Brunetta? Onda su Onda per combattere ad armi pari? A dire il vero il tono ci sembra eccessivo e definirli guerriglieri non aiuterà a fare deporre le armi. Altra nota destinata a far discutere è la percentuale sparata da Mariastella Gelmini sugli studenti stranieri nelle classi: limite al 30% a partire non dall'anno 2010-2011. E il voto di condotta sarà deciso a livello collegiale e determinante per passare alla classe successiva. Ma la Ministra rassicura: non vi preoccupate, anch'io ho preso 5 in condotta. Marystar, anche i ragazzotti di Brunetta, quelli aizzati dal Partito democratico, non ci crederebbero.

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Brunetta contro l'Onda: "Guerriglieri" Gli studenti protestano: si dimetta (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

PD: «ALIMENTA LA TENSIONE». PRC: «la dice lunga sulla sua idea di democrazia» Brunetta: «L'Onda? Sono guerriglieri Anzi ragazzotti in cerca di sensazioni» «Non c'è negli organi di rappresentanza degli studenti». Uds: «Dimissioni e immediate scuse del ministro» Renato Brunetta (Imagoeconomica) ROMA - Prima ha detto che sono dei guerriglieri («e come tali saranno trattati»), poi ha precisato che non arrivano nemmeno alla dignità dei guerriglieri, ma che sono solo dei «ragazzotti in cerca di sensazioni forti». Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta non fa sconti agli studenti dell'Onda, protagonisti mercoledì di una manifestazione davanti alla Sapienza contro i tagli all'università sfociata in scontri con la polizia. «ASSENTI NELLE ELEZIONI» - In una conferenza stampa a Palazzo Chigi con la collega Mariastella Gelmini ha risposto così a chi gli faceva notare che nella scuola la protesta sta montando: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell'associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l'Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L'Onda non l'ho vista nelle recenti elezioni degli studenti, quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». La Gelmini ha tentato di sdrammatizzare: «Come tutti sanno, a volte Brunetta usa toni forti e provocatori ma mi auguro vivamente che gli episodi della Sapienza non si ripetano più. Il diritto di manifestare va sempre rispettato, ma la democratica dimostrazione del dissenso non può mai trascendere nella violenza, che non può mai essere accettata. In questo senso credo vadano interpretate anche le dichiarazioni del ministro Brunetta». «QUATTRO RAGAZZOTTI» - Poco dopo, intervistato da Sky Tg24, è tornato all'attacco: «Mi sono sbagliato, non hanno la dignità di guerriglieri, che sono una cosa seria: sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni. Se Fioroni e il Pd li difendono ce ne facciamo una ragione e prendiamo atto che il Pd difende quattro ragazzotti in cerca di sensazioni: io preferivo il vecchio Partito comunista. A Roma ci sono state cariche e scontri perché un gruppo di giovani un po' estremisti ha infranto delle regole che la città si era data nel definire le manifestazioni. Come si definisce chi infrange le regole, chi fa violenza sulle strade e costringe la polizia a scontri che ha altro da fare? Io sto dalla parte dei poliziotti, dell'ordine pubblico, delle regole, di chi vuole manifestare legalmente e democraticamente, dalla parte dei rappresentanti degli studenti, non di questi signori che per avere una qualche visibilità usano la violenza». «ALIMENTA TENSIONE» - Per il Pd ha parlato Pina Picierno: «Amareggiano e sorprendono i toni usati dal ministro Brunetta che dovrebbe scusarsi con gli studenti, le loro famiglie e il paese tutto per l'asprezza e la violenza delle parole usate. In tale maniera si alimenta in modo sconsiderato uno stato di tensione. Simili parole offendono le stesse istituzioni che il ministro Brunetta è chiamato a rappresentare, sarebbe bene che il governo prendesse rapidamente le distanze da simili atteggiamenti». E il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero: «Che il ministro Brunetta sia un provocatore non mi stupisce, ma che ora vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell'Onda caricati dalla polizia a Roma e che lui ritiene dei guerriglieri che come tali vanno trattati, la dice lunga sull'idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte. La verità è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo». DONADI: PICCOLO DUCE - «Deve esserci stato un corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta. Non c'è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell'Onda. Parole incendiarie da piccolo duce. Il governo chieda scusa immediatamente - è il duro commento del capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi -. Le esternazioni del ministro sono inqualificabili e pericolose, aumentano senza motivo la tensione e il conflitto. Brunetta non si illuda di infuocare gli animi. Gli studenti sono molto più maturi di lui e non cadranno in provocazioni». L'UNIONE STUDENTI - L'Unione degli studenti chiede le dimissioni e le «immediate» scuse del ministro Brunetta. «Un ministro non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei "guerriglieri" da trattare come tali. Mercoledì - afferma l'Uds - c'è stata un'aggressione di cui gli studenti sono state vittime. Quella di Brunetta è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi. Già il presidente del Consiglio in autunno aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la protesta, ma aveva incontrato la netta ostilità della società tutta. Chiediamo le immediate scuse e le dimissioni del ministro Brunetta. Non ci lasceremo intimidire». «È LUI IL GUERRIGLIERO» - Secondo l'Unione degli universitari è il ministro Brunetta «l'unico guerrigliero». «È fuori dalla realtà - afferma l'Udu in una nota - definire guerriglieri centinaia di migliaia di studenti che da questo autunno a oggi sono scesi nelle piazze dimostrando all'opinione pubblica di voler manifestare pacificamente il proprio dissenso contro i provvedimenti del governo per l'università. Intendiamo ricordare, a questo punto con maggior vigore, che il ruolo di un governo, come dei ministri che lo compongono, è quello di ascoltare le esigenze della popolazione, non di rimanere sordi a straordinarie manifestazioni di protesta, di discutere con il Paese e con il Parlamento, non di essere autoreferenziali alimentando un clima di tensione contro chi dissente». stampa |

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Affondo del ministro Brunetta: studenti dell'Onda sono dei ''guerriglieri'' (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

19 marzo 2009 - 14.56 (Ultima Modifica: 19 marzo 2009) ROMA - Gli studenti dell'Onda sono dei ''guerriglieri'' e come tali verranno trattati. E' il duro affondo del ministro della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta nel commentare lo sciopero della scuola indetto dalla Cgil, con i cortei in tutti Italia che, in alcuni casi (come all'università "La Sapienza" di Roma) sono sfociati in momenti di tensione fra manifestanti e forze dell'ordine. "Credo più al voto che alle azioni di guerriglia", ha aggiunto. Brunetta ha partecipato ad una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha annunciato, tra l'altro, un tetto del 30% nella presenza di immigrati nelle scuole. "Non credo che ciò sia possibile a partire dal prossimo anno ma dal successivo - ha aggiunto Gelmini -. Comunque sto chiedendo ai dirigenti uno sforzo per risolvere già dal prossimo anno i casi limite". Il ministro dell'Istruzione ha poi illustrato le iniziative a favore dell'ingresso di giovani precari nella scuola, come per esempio l'erogazione di una indennità di disoccupazione per coprire i periodi senza lavoro oppure favorire la mobilità, offrendo loro la possibilità di fare più richieste in più scuole. "Se approvato, l'emendamento Brunetta offrira' piu' spazio per i precari". Ad oggi sono 18mila i supplenti che quest'anno non saranno confermati. "Si tratta di un dato pesante - ha sottolineato - ma non così pesante come i 42mila previsti dalla Finanziaria".

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Brunetta sfida l'Onda: "Guerriglieri" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Duro attacco del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, nei confronti degli studenti dell?Onda protagonisti ieri degli scontri con le forze dell?ordine durante un corteo non autorizzato all?interno dell?università "La Sapienza". Durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, con a fianco il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini, Brunetta ha detto che nelle mobilitazioni studentesche di ieri non avrebbe riscontrato «molta protesta: vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell?associazione Onda», che però non è stata presente «nelle recenti elezioni degli studenti, quindi - ha continuato il ministro - sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Le dure parole del ministro della Funzione pubblica hanno immediatamente provocato la reazione indignata degli stessi studenti e di tutta l?opposizione politica. L?intervista, rilasciata poco dopo da Brunetta, a SkyTg24 sembrava quindi dovesse in qualche modo abbassare il tiro e placare gli animi. Ma così non è stato. Anzi. «Ma quale passo indietro? Ieri a Roma - ha detto il ministro nel pomeriggio - ci sono state cariche e scontri perchè un gruppo di giovani un pò estremisti hanno infranto delle regole che la città si era data nel definire le manifestazioni. Come si definisce chi infrange le regole, chi fa violenza sulle strade e costringe la polizia a scontri che ha altro da fare?». «Mi sono sbagliato», ha quindi rincarato la dose il ministro riferendosi sempre agli studenti dell?Onda: i ragazzi venuti a contatto ieri con la polizia «non hanno la dignità di guerriglieri, che sono una cosa seria, ma sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni». Poi l?attacco anche all?opposizione: «Se Fioroni e il Pd li difendono ce ne facciamo una ragione - ha dichiarato - e prendiamo atto che il Pd difende quattro ragazzotti in cerca di sensazioni: io preferivo il vecchio Partito comunista. Ma chi è Fioroni? È un parlamentare che chiede, domandare è lecito e rispondere è cortesia». A cercare di sdrammatizzare le sue affermazioni è stato invece il ministro Gelmini: «Mi auguro vivamente che gli episodi di ieri della Sapienza - ha detto il responsabile del Miur - non si ripetano più. Il diritto di manifestare va sempre rispettato ma la democratica dimostrazione del dissenso non può mai trascendere nella violenza, che non può mai essere accettata. In questo senso - ha sottolineato Gelmini - credo vadano interpretate anche le dichiarazioni del ministro Brunetta che, come tutti sanno, a volte usa toni forti e provocatori». Ma la "miccia" ormai era stata accesa. Immediatamente si è levato il coro delle proteste con gli studenti che invocano le dimissioni del ministro. Ad iniziare dagli stessi studenti protagonisti degli scontri che si dichiarano indignati, ma non certo preoccupati. «Le dichiarazioni di Brunetta - hanno fatto sapere i collettivi dell?università La Sapienza di Roma - sono gravissime e inaccettabili, come lo erano quelle del sindaco Alemanno quando ci definì 300 criminali: ma non abbiamo paura e continueremo a scendere in piazza». Gli studenti romani annunciano anche in quale occasione torneranno in piazza. E se non avranno il permesso, come previsto dal protocollo voluto dal sindaco di Roma per rendere la città più vivibile, farà lo stesso. «Tutto siamo meno che guerriglieri e criminali - dichiarano - siamo centinaia e centinaia di studenti che pacificamente e democraticamente difendono i diritti inalienabili, sanciti dalla Costituzione, di manifestare e dimostrare per l?università pubblica». I collettivi annunciano quindi che torneranno «in piazza a partire dal prossimo 28 marzo per il G14 sulla crisi finanziaria». E poi insieme ai sindacati di base: «la Prefettura non ha autorizzato il corteo da piazza Esedra a piazza Navona?Ma noi lo svolgeremo lo stesso», concludono. Al loro fianco si schierano i principali sindacati studenteschi: ad iniziare dall?Unione degli universitari. Che trovano anche il modo di "bacchettare" il ministro Brunetta per la definizione con cui ha voluto sminuire gli studenti manifestanti: «È completamente inesatta l?idea di "associazione Onda"» con cui «non si intende assolutamente nulla di formale o istituzionale, ma è semplicemente un appellativo che serve ad identificare un insieme di studenti che lottano assieme per delle idee comuni. Sarebbe preferibile quindi - continua l?Udu - che il ministro Brunetta si informasse prima di esprimere pareri visto che ?l?associazione Ondà di cui parla durante la conferenza stampa non esistendo non può candidarsi a delle elezioni universitarie». Parole di condanna sono giunte anche dall?Unione degli studenti («dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi») e dalla Rete degli studenti («buttarla in guerriglia è il sogno di un governo immobile e incapace, un sogno che non gli concederemo di realizzare»). Accese le reazioni anche sul fronte politico. Per l?ex ministro dell?Istruzione Fioroni, ora responsabile Educazione del Pd, «il ministro dell'Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta». Ancora più diretto Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista, per il quale il ministro della Funzione pubblica si è dimostrato non solo un «provocatore», ma anche il «manganellatore: la verità - ha continuato Ferrero - è che il governo delle destre sta attentando al diritto di manifestare così come attenta al diritto di sciopero, in puro stile anni Cinquanta, e che usa la polizia come la usava allora il ministro degli Interni Scelba, a puro scopo repressivo». Secondo il capogruppo dell?Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi, «deve esserci stato un corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta. Non c?è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell?Onda. Parole incendiarie da piccolo duce. Il governo chieda scusa immediatamente».

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Immigrati in classe, arriva il tetto (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Anticipare la pensione dei lavoratori della scuola per fare spazio ai precari, studiando nuove misure per il loro inserimento; taglio del 20%, dal prossimo anno, dei corsi di laurea negli atenei e soppressione di 400 scuole di specializzazione medica; un tetto del 30% nelle classi per la presenza di alunni stranieri. Il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini e quello della Pubblica amministrazione e dell?Innovazione Renato Brunetta hanno presentato oggi alcune novità per la scuola e l?università. Sui pensionamenti il governo presenterà un emendamento al decreto legge sugli incentivi per l?auto con il quale, se approvato, insegnati e personale Ata (ausiliario, tecnico, amministrativo) andranno in pensione dopo 40 anni di anzianità contributiva e non più dopo 40 anni di servizio. In questo modo il pensionamento riguarderà più persone, perché saranno conteggiati anche gli anni della laurea e ci saranno per il Ministero più possibilità per i precari e per i giovani di entrare nella scuola. Con l?attuale sistema pensionistico nel 2009 andrebbero in pensione 1.500 insegnanti e 1.000 Ata con 40 anni di effettivo servizio; al contrario, andando in pensione con 40 anni di anzianità contributiva sarebbero 9.000 gli insegnanti e 2.000 gli Ata collocati a riposo: in questo modo quindi andrebbero in pensione 7.500 docenti e 1.000 dipendenti Ata in più. Già quest?anno, ha spiegato Gelmini, quasi 32 mila insegnanti hanno chiesto di andare in pensione (12 mila in più dell?anno scorso) e 8 mila richieste di pensionamento sono state presentate dal personale Ata (l?anno scorso furono 6mila): questo significa che con 32 mila pensionamenti i 42mila posti in meno per i precari previsti a inizio anno si riducono notevolmente. Il Ministero sta lavorando, inoltre, ad alcune misure per l?assorbimento dei precari. In particolare, un intervento normativo per favorire chi è più prossimo al lavoro (ai precari che fino all?anno scorso avevano una supplenza annuale sarà garantita, per quest?anno, priorità sulle altre supplenze temporanee di durata consistente come congedi e aspettative di vario tipo); i periodi non coperti da supplenza potrebbero trovare parziale copertura con l?indennità di disoccupazione ai sensi della normativa vigente; sarà favorita la mobilità territoriale dei precari, offrendo loro la possibilità di fare più richieste di supplenze in più province del territorio nazionale. Quanto all?università, Gelmini ha annunciato che a partire dal prossimo anno accademico i corsi di studio negli atenei si ridurranno del 20%: il Ministero pubblicherà a breve una nota di indirizzo vincolante con i nuovi parametri che le università dovranno tenere in considerazione per attivare i corsi. Con le nuove regole saranno soppresse anche 400 scuole di specializzazione medica (passeranno da 1.600 a 1.400) «utilizzando un criterio di flessibilità: siamo intervenuti dove ci sono scuole con un solo studente ma - ha precisato Gelmini - abbiamo tenuto conto anche delle distanze e della situazione geografica». Sulla presenza di studenti stranieri in classe «stiamo ragionando - ha annunciato il ministro - sulla possibilità di un tetto intorno al 30%. Non sarà possibile dal prossimo anno, ma da quello successivo, per un problema di organizzazione. Ma sto chiedendo ai dirigenti - ha concluso - di affrontare i casi limite già dal prossimo anno». Spiegando di non ritenere che il ddl sicurezza riguardi la scuola«, il ministro ha infine esortato la scuola «ad assolvere sempre di più la funzione di integrazione degli studenti migranti». VOTA Tetto per gli stranieri in classe, siete d'accordo? SCRIVI La scuola delle polemiche. Dite la vostra nel forum

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UNIVERSITà: AL VIA RAZIONALIZZAZIONE DEI CORSI DI (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 19-03-2009)

Argomenti: Scuola

19-03-2009 A partire dal prossimo anno accademico i corsi di studio degli Atenei si ridurranno del 20% rispetto a quelli attivati quest?anno. Gli obiettivi del Ministero dell?Istruzione, dell?Università e della Ricerca sono disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l?organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. In questi anni infatti si è assistito a una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro. Per questo motivo il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato una nota di indirizzo vincolante con la finalità di fornire nuovi parametri che le Università dovranno tenere in considerazione per l?attivazione dei corsi di studio. In particolare questo pacchetto di misure prevede: la disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti, qualora nella stessa Regione risultino già attivi corsi con analoghi obiettivi formativi;l?aumento del numero di docenti necessario per attivare un singolo corso di laurea;la riduzione della frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso di studio, attraverso: l?indicazione di un numero minimo di 6 crediti formativi per ciascun insegnamento;l?individuazione del numero di insegnamenti che ciascun ateneo è in grado di sostenere effettivamente, in base alle strutture e ai docenti di ruolo disponibili. All?inizio dell?anno accademico 2007/2008 i corsi di I livello (laurea triennale) e di II livello (laurea specialistica) erano 5.879. Razionalizzazione delle Scuole di specializzazione mediche Altro punto fondamentale del pacchetto di misure predisposte è la razionalizzazione delle Scuole di specializzazione mediche attraverso l?accorpamento delle scuole con un basso numero di specializzandi. Grazie a queste misure, già da questo anno accademico 2008/2009, il numero di scuole di specializzazione mediche si è ridotto, passando dalle circa 1600 dell?a.a. 2007/2008 alle attuali 1150, diminuendo quindi di 450 scuole. In epoca di razionalizzazione della spesa non è più possibile mantenere corsi di specializzazione con 1 solo studente. Grazie a queste misure si potrà ottenere invece un miglioramento della qualità didattica.

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