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toARTICOLI DEL 18-6-2008 #TOP
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Articoli
Schola (61)
Triste estate per 2.500 studenti pinerolesi
( da "Eco
del Chisone" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le nuove regole dettate dall'ex-ministro Beppe Fioroni, confermate dall'attuale responsabile della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, hanno fotografato un panorama scolastico assai più accidentato di quanto eravamo abituati a vedere negli anni scorsi, in cui sulla cancellazione del debito formativo si era per legge forse meno rigorosi.
SCUOLA,
I DEBITI SI PAGANO ( da "Azione, L'"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: conferma la normativa introdotta dal suo predecessore, Giuseppe Fioroni e cerca di "limitare i danni" che in molti avevano paventato sia per la mancanza di risorse da parte delle scuole in vista delle attività di recupero dei debiti scolastici, sia per i tempi stretti e la necessità di garantire un corretto avvio del prossimo anno scolastico.
E'
il giorno degli esami per 470mila Nel toto-tema morti bianche e Gandhi
( da "Quotidiano.net"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Continua a calare il numero degli ammessi dopo il giro di vite di Fioroni. Vanno alla grande i siti studenteschi (<a href="http://www.Studenti.it">www.studenti.it</a>, <a href="http://www.Skuola.net">www.skuola.net</a>, <a href="http://www.Maturando.net">www.maturando.net</a> e <a href="http://www.universi.
La
lode arriva ma all'unanimità ( da "Stampa, La"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni colpisce anche i più bravi. Alla riunione organizzata ieri dall'Ufficio Scolastico Regionale con i presidenti delle 758 commissioni del Piemonte, tra le novità della normativa è emersa anche quella che riguarda la lode. Mentre in passato si intendeva decisa a maggioranza, quest'anno chi otterrà 100/100 e la lode dovrà aver convinto della sua bravura proprio tutta la commissione:
Anche
al liceo scientifico "debiti" e bocciati in calo
( da "Stampa,
La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Giuseppe Fioroni e confermata dall'attuale ministro Mariastella Gelmini, impone infatti che i debiti (materie insufficienti) accumulati durante l'anno vengano "saldati" entro l'estate, prima cioè che inizino le lezioni. Si tratta dunque di un ritorno al passato, con qualche novità, rappresentata dall'obbligo, per le scuole,
Docenti
universitari, si cambia: <Libertà di scelta per gli atenei>
( da "Cittadino,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: meritocrazia e autonomia dei singoli atenei" per scegliere professori e ricercatori. "Occorre una verifica nazionale di idoneità riconosciuta da parte della comunità scientifica nel suo complesso rimarca il titolare del dicastero di viale Trastevere nel corso di un'audizione in commissione Cultura alla Camera - All'interno di una lista di idonei le università sceglieranno poi autonomamente
Con
oltre 100 mila docenti, 12.500 presidenti, 25 mila commissioni, un terzo in
meno di candidati ( da "Nuova Sardegna, La"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stata fatta però non dalla Gelmini, ma dal suo precedessore Fioroni. Le tipologie sono quelle degli anni passati: analisi di un testo letterario, saggio breve o articolo di giornale (a scelta tra gli ambiti storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico), tema storico, tema di attualità.
Maturità
al via, rinunce a valanga - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si esclude Dante perché scelto negli ultimi anni sia dalla Moratti sia da Fioroni. La tematica da trattare dipenderà anche dalla tipologia che sceglieranno gli studenti. Analisi del testo (tipologia A) o saggio breve-articolo di giornale (tipologia B)? E ancora, tema storico (tipologia C) o di attualità (tipologia D)?
Maturità
al via per 1558 studenti triestini
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
saranno i
commissari esterni, introdotti nel 2007 dall'ex Ministro Giuseppe Fioroni tra
la disperazione generale. A giudicare i ragazzi, riuniti in 82 classi, ci
saranno ben 47 commissioni, ognuna formata da tre docenti interni e altrettanti
provenienti da un'altro istituto: nel 2007 le giurie erano state solo
Maturità
per venticinquemila ma è guerra all'elettronica - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Giuseppe Fioroni, e i presidi milanesi hanno risposto: ai licei scientifici Molinari e Marconi nei giorni di esame sarà spenta la rete wireless, e molte scuole, dal classico Manzoni allo scientifico Vittorini fino al tecnico Gentileschi, hanno distribuito circolari dure, in cui si avvisano gli studenti che per i trasgressori c'è "
Chi
non frequenta i corsi deve presentare un modulo
( da "Tirreno,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni abbia causato un po di problemi organizzativi e burocratici, i ragazzi sono stati messi sotto pressione e i risultati si sono visti". Al liceo classico "Machiavelli" gli interventi di sostegno verranno realizzati entro il 12 luglio, mentre entro il primo di settembre si concluderanno le verifiche definitive dei debiti formativi assegnati.
Raffica
di bocciature alle superiori ( da "Tirreno, Il"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni pare insomma aver lasciato poche possibilità agli studenti, soprattutto a quelli meno capaci. Basti pensare che al numero dei bocciati si aggiungerà quello di alcuni studenti - si spera che siano pochi - che a fine estate, dopo aver sostenuto gli esami di riparazione dei debiti, potrebbero non farcela.
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il disegno di legge riprende il consueto ritornello sulla meritocrazia e sulla cultura della valutazione del rendimento del dipendente: dalla valutazione ottenuta dei singoli dipendenti scaturirà una graduazione nell'erogazione delle indennità e dei premi incentivanti. Non poteva mancare nel Ddl, un'apposita norma (articolo 4) dedicata alle sanzioni disciplinari.
Raffica
di " sospensioni di giudizio"
( da "Tirreno,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La reintroduzione, dovuta alla riforma Fioroni, delle commissioni miste oltre che del sistema di sospensione del giudizio fino a settembre ha di fatto reintrodotto nelle scuole superiori un dovere allo studio che sembrava essersi perso negli anni precedenti. Adesso, i debiti vanno colmati.
Rimandati
e bocciatila scuola si scopre severa
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: intendimento del ministro Mariastella Gelmini proseguire la riforma Fioroni che prevedeva di eliminare i debiti attraverso prove di esame da espletarsi prima del nuovo anno scolastico - senza la possibilità quindi di 'trascinarsi i debiti stessi fino alla maturità - le percentuali dei rimandati sono cresciute in maniera esponenziale.
Per
i 500.000 studenti vigilia dedicata al gioco del toto-tema
( da "Nuova
Venezia, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stata fatta però non dalla Gelmini, ma dal suo precedessore Fioroni. Le tipologie sono quelle degli anni passati: analisi di un testo letterario, saggio breve o articolo di giornale (a scelta tra gli ambiti storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico), tema storico, tema di attualità.
A
fine giugno le nomine, la sinistra attacca
( da "Tirreno,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: modalità quando i nomi sono già decisi e persino comunicati tramite stampa e l'unico vero criterio è quello che la destra ha vinto e che quindi la sinistra si deve mettere da parte con buona pace della meritocrazia tante volte sbandierata". La Sinistra Arcobaleno annuncia che lunedì non parteciperà alla votazione "di una delibera che suona come una beffa". Donatella Francesconi.
Medie,
la prima volta del test nazionale
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si è svolto ieri in tutte le scuole medie il test voluto dall'ex ministro alla Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni. Positivo il commento di molti insegnanti legnanesi: "Almeno si capirà la reale situazione. Speriamo serva a stabilire criteri di giudizio unitari per le scuole di tutta Italia".
NON
SOLO esami di maturità ma anche corsi di recupero da organizzare, svolge
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ogni scuola è una storia a sè anche se il Ministero (l'allora Ministro Giuseppe Fioroni) ha stabilito come termine ultimo per saldare i debiti la data del 31 agosto. La "notizia" della necessità di provvedere al recupero dei debiti estivi era nell'aria già da diverso tempo, ma il caos si è scatenato ora. Con la fine delle lezioni.
Maturità:
scatta l'ora X, c'è il tema di italiano
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Fioroni). I plichi sono stati portati nei giorni scorsi da Roma e depositati nelle caserme di carabinieri e nelle questure che penseranno questa mattina a recapitarli nelle scuole. Sono confermate le tipologie adottate negli anni passati: analisi di un testo letterario, produzione di un saggio breve o di un articolo di giornale (
I
RIMANDATI ad agosto, o meglio i "sospesi", non
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni balzata sulle cronache. "Quest'anno, finalmente ? osserva il preside ? abbiamo il vantaggio di poter dire ai ragazzi che non hanno debiti da portare avanti. Nella volontà del ministro c'è una nota di serietà". Dopo i corsi di recupero, che il Liceo come altri istituti sta calendarizzando, è prevista la verifica all'
E
RA STATO o no l'<enfant prodige> della musica italiana? Decisame
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: da anni amico dei Fioroni, non ha avuto dubbi. Chiude il Teatro Sistina, dove per un mese fa il tutto esaurito senza saltare neanche una poltroncina, e viene via. Viene ad Arezzo, anzi all'Anfiteatro, che così, sotto l'egida di Comune, Provincia e Camera di Commercio vivrà la sua prima serata da leone dell''estate aretina.
Di
SILVIA MASTRANTONIO ROMA ALLA FINE è andata meglio ag
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: atto del nuovo corso voluto dal ministro Fioroni ed ereditato dal successore Mariastella Gelmini. Ovvero test nazionale con brivido soprattutto per la parte dedicata alla matematica che è piaciuta meno ai circa 600mila aspiranti alla licenza. Un totale di 46 miniquesiti (25 di italiano e 21 di matematica) con un tetto massimo di due ore per consegnare l'elaborato a risposta aperta,
Cari
genitori, state vicini ai figli bocciati
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: senza questi due paletti non credo proprio che si possa poi parlare di meritocrazia. Come un ragazzo acquista merito passando attraverso rivalutazioni del proprio sistema di studio in funzione del risultato, penso che a maggior ragione lo debbano fare i docenti. Ecco, leggendo della situazione di San Giovanni Bianco, penso che qualcosa lì sia fallito.
S
UBITO IN TILT la correzione della prova nazionale dell'esame di terza m
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questa "prova nazionale", di italiano e matematica, con procedure standardizzate, è una delle ultime decisioni del ministro Giuseppe Fioroni. Ad intuire l'umore di ieri, di docenti e dirigenti, non è che ci si strapperà le vesti se dovesse essere cassata. Prima però ci vorrà un'altra riprova delle ore 12. Andrea Ciappi.
Toto-tema,
l'ultima caccia 500mila studenti alla prova
( da "Tirreno,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stata fatta però non dalla Gelmini, ma dal suo precedessore Fioroni. Le tipologie sono quelle degli anni passati: analisi di un testo letterario, saggio breve o articolo di giornale (a scelta tra gli ambiti storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico), tema storico, tema di attualità.
D'Alema
batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la
( da "Giornale.it,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni
( da "Giornale.it,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
Berlusconi
e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
( da "Giornale.it,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
Così
le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
La
Sapienza e il rito dell'intolleranza
( da "Giornale.it,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
Roma,
quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra
( da "Giornale.it,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
Racconta
anche tu la partita della tua vita
( da "Giornale.it,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
Torna
la meritocrazia nella scuola E la laurea breve è al tramonto
( da "Libero"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Prima pagina 18-06-2008 Torna la meritocrazia nella scuola E la laurea breve è al tramonto di GIORGIO ISRAEL Va apprezzato il coraggio del ministro Gelmini di aver rimesso in circolazione la parola "merito", impronunciabile da decenni. Ora le università la applicheranno anche alla scelta dei docenti.
Maturità
per tremila studenti ( da "Corriere Alto Adige"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni. Si compone di due parti (entrambe sono identiche per tutte le scuole nazionali, da cui il nome): una serie di domande di italiano, sia di grammatica che di comprensione del testo, ed una serie di quesiti di matematica. Oggi invece gli alunni delle terze medie affronteranno la prova di seconda lingua (tedesco o italiano)
Maturità,
bandite le penne laser ( da "Corriere della Sera"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: anche questa voluta da Fioroni - somministrata ieri mattina a 600 mila ragazzini: semplici test, oggettivi e veloci. E l'ultima maturità buonista. In quel mezzo milione di ragazzi (496 mila di cui 24.885 esterni) ce n'è una buona parte che ringrazia la buona sorte per l'ammissione nonostante i debiti, anche pesanti, trascinati da anni.
Ci
risiamo, il ministro promette più soldi
( da "Manifesto,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che assicurino meritocrazia e autonomia dei singoli atenei" che devono passare innanzitutto "attraverso una verifica nazionale di idoneità riconosciuta da parte della comunità scientifica nel suo complesso". Il ministro ha anche annunciato un'indagine conoscitiva sugli enti di ricerca italiani per "fare chiarezza e individuare i rami secchi"
Maturità,
ultimo anno con debiti ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: annunciato non senza soddisfazione dall'allora ministro Fioroni ("è una svolta"), si è rivelato di difficile attuazione. "Vi sono vicina e vi faccio un grosso in bocca al lupo" è il messaggio di augurio che il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini invia ai ragazzi. "Non voglio fare della retorica, e ricordare solo che l'esame di maturità –
Dai
matrimoni agli incontri letterari, è sempre profumo di casa
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Fioroni e il Governatore della Puglia, Nichi Vendola. Un libro in cui si narra di una singolare “storia d'amore, di scelte personali e collettive”, sullo sfondo dei tumultuosi anni Settanta in Italia. L'onorevole Grassi, peraltro, ha dimostrato di apprezzare non poco l'atmosfera di Palazzo Guastamacchia,
Diagnosi
giusta e coraggiosa Ma resta un miraggio il giudizio oggettivo sugli atenei
( da "Libero"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: impronunciabile da quando (decenni fa) "meritocrazia" è stata eletta a sinonimo di tutti i mali del mondo. È tanto più apprezzabile che, dopo averne fatto un riferimento centrale per la scuola secondaria, l'abbia accostata ad "autonomia" e "valuta zione" per comporre la triade cui vuole ispirare la sua azione nell'ambito universitario.
<Povera
e senza meritocrazia L'università sembra un liceo>
( da "Libero"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Povera e senza meritocrazia L'università sembra un liceo" di MARTINO CERVO I primi a tirare un sospiro di sollievo saranno i dottorandi: avranno in tasca 240 Euro in più al mese, grazie allo sblocco del decreto Valditara annunciato ieri. Spiegando le linee guida sull'università del suo ministero alla commissione Cultura della Camera,
Maturità
oggi al via, con italiano ( da "Libertà"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la scelta finale è stata fatta però non dalla Gelmini, ma dal suo predecessore Fioroni. Le tipologie sono quelle degli anni passati: analisi di un testo letterario, saggio breve o articolo di giornale (a scelta tra gli ambiti storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico), tema storico, tema di attualità.
ROMA
Le premesse ci sono tutte: venerdì alla nuova fiera di Roma si aprirà
( da "Messaggero,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: azzanna Beppe Fioroni. Quanto alla presidenza, Romano Prodi ha fatto sapere ieri di non volerne sapere neanche del Pde, del quale era presidente onorario e dal quale si è dimesso. La poltrona potrebbe rimanere vacante, anche perché, come spiega Fioroni, "una cosa è respingere le dimissioni di Prodi per cortesia con lui che magari si incavola;
Armati
di biro e vocabolario, i 2.476 maturandi della Tuscia si apprestano questa
mattina ad affront ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
disegnata
dall'ex ministro Giuseppe Fioroni. Per tutti l'ora del giudizio scatterà alle
Abruzzo,
maturità per 12.500 studenti ( da "Centro, Il"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: questi ultimi confermati anche quest'anno dopo la reintroduzione nel 2007 da parte dell'ex ministro Beppe Fioroni per rendere più selettivo l'esame. Il nuovo direttore generale dell'ufficio scolastico regionale, in carica dopo l'uscita del professor Nino Santilli, andato in pensione, rassicura che tutto si svolgerà secondo il calendario previsto.
La
prova nazionale? nessun problema ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni per accertare quale sia il livello di preparazione dei quattordicenni italiani in uscita dalla scuola dell'obbligo. Allo stesso tempo, verifica la tenuta del sistema scolastico nazionale. La quarta prova scritta si è svolta come una vera maturità, sebbene con leggere differenze rispetto alle modalità che regolano l'
SIAMO
STANCHI. La nostra e una protesta contro un sistema scolastico che sembra p
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: quindi non dovrebbe esserci tanta facilità nell'ottenere trasferimentie nell'occupare posti dove non si presenteranno mai a insegnare perché il loro domicilio è un altro. Il malcontento è generale. Esigiamo che chi ha la possibilità di cambiare le cose intervenga. Più meritocrazia, basta salvaguardare il posto sicuro. I genitori della classe 1°A Begarelli (Modena).
Di
FEDERICA ANDOLFI LA CARICA dei 1159: da oggi e fino a fine luglio, gli allievi
delle scuole su ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Umberto I tra
i futuri geometri, che saranno 72 , più 2 privatisti, e i futuri ragionieri,
TELEFONI
'banditi' e dita incrociat ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ovvero privatisti o comunque provenienti da scuole private. Per altri 164 studenti (di cui 48 esterni) invece l'appuntamento con gli esami sarà rimandato all'anno prossimo, visto che non sono stati ammessi a sostenere la maturità: in pratica 1 studente ogni 20, decisamente una percentuale più alta rispetto agli anni passati.
Licenza
media, il computer <boicotta>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: atto del nuovo corso voluto dal ministro Fioroni ed ereditato dal successore Mariastella Gelmini. Ovvero test nazionale con brivido soprattutto per la parte dedicata alla matematica che è piaciuta meno ai circa 600mila aspiranti alla licenza. Un totale di 46 miniquesiti (25 di italiano e 21 di matematica) con un tetto massimo di due ore per consegnare l'elaborato a risposta aperta,
Pacchetto
scuola, stanziati i primi 100 mln
( da "Denaro,
Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 20 milioni sono stati già stanziati a copertura dell'accordo tra il Governatore e l'ex ministro Giuseppe Fioroni per il potenziamento degli organici, mentre 30 milioni vengono attinti dai fondi ordinari di bilancio della Regione. Il presidente della Regione Antonio Bassolino soddisfatto, sottolinea, "sono investimenti che hanno un grande valore civile e produttivo.
<Questione
antropologica, non ci arrenderemo>
( da "Avvenire"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: organizzazione Beppe Fioroni, a sentirsi garanti dei valori dell'ampia area di credenti del Partito democratico. E sono loro che rifiutano di essere relegati "in una nicchia" , come ha scritto il settimanale 'Famiglia cristiana. In gran fermento, tra simposi, riunioni e vertici, i cattolici piddì delle diverse aree e 'correnti,
Tra
bocciati e sospesi non saranno tanti a godersi un'estate tranquilla
( da "Stampa,
La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Che a settembre - in virtù della riforma scolastica Fioroni entrata in vigore lo scorso novembre - dovranno sostenere corsi di recupero prima e verifica finale poi per poter accedere al nuovo anno scolastico 2008/2009. Negli istituti superiori cittadini quasi uno studente su 3 presenta delle lacune in una o più materie.
UNIVERSITà
CHIAMATA DIRETTA PER I PROFESSORI
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: razionalizzazione delle risorse favorendo gli investimenti privati ma anche tagliando gli enti "doppione, inutili, superflui". "La priorità - dice Gelmini - favorire la meritocrazia mettendo i ricercatori nelle condizioni dei colleghi stranieri". da. li.
ROMA
- Più finanziamenti per la ( da "Gazzettino, Il"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la priorità è favorire la meritocrazia, ma per fare questo è necessario mettere i nostri ricercatori nelle condizioni (economiche e giuridiche, ma anche nei numeri) dei colleghi stranieri, altrimenti, ha detto Gelmini, "non c'è partita". Secondo punto: le risorse sono comunque limitate, ed è quindi necessario investirle al meglio.
Bocciati
in aumento al <Guetti> sono 133
( da "Adige,
L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha fatto proprio il richiamo iniziale proposto dalla normativa del ministro Fioroni e recepito anche dalle direttive provinciali di una più attenta valutazione degli studenti. Il Collegio docenti ha tradotto l'indicazione ministeriale e provinciale nell'adozione di una serie di criteri finalizzati a pesare bene ciascuna situazione".
MANOVRA:
VENETO, DAL GOVERNO CI ASPETTIAMO SEGNALI CHIARI (2)
( da "Agi"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: maggiore meritocrazia anche nella valutazione dei provvedimenti da assumere. Da questo governo, che e il nostro governo ad indirizzo federalista - ha concluso l'assessora Coppola - ci aspettiamo quanto prima segnali chiari e inequivocabili di riconoscimento nei confronti di quelle Regioni, prima fra tutte il Veneto,
Speranza
fa gli auguri ai maturandi ( da "Giornale di Calabria, Il"
del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La legge di riforma della scuola, attraverso l'alternanza scuola-lavoro, e la legge di riforma del mercato del lavoro, attraverso esperienze di stage e tirocini, favoriscono l'incontro dei giovani con il lavoro per testare le competenze acquisite nel percorso scolastico, per verificare le proprie capacità di comunicazione e relazione,
I
corsi vanno visti come opportunità
( da "Stampa,
La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni ha voluto dire riorganizzazione, confronti, progettualità sui corsi di recupero e disponibilità dei docenti a fare anche qualche sacrificio per riuscire ad adeguarsi al nuovo schema scolastico voluto dal ministro. "E stata dura - dice la preside del Majorana Silvia Sanseverino - ma ce l'abbiamo fatta grazie anche alla disponibilità e alla professionalità del corpo docente.
Chissà
come è finito il "toto-tema"
( da "Provincia
di Como, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tranne lo strano caso di Dante (scelto sia dalla Moratti che da Fioroni), negli ultimi anni sono stati proposti solo autori del '900. Poco probabile un ritorno di Pirandello e Pavese, "usciti" pochi anni fa, sebbene di Pavese ricorra il centenario dalla nascita. Da segnalare come outsider Calvino e D'Annunzio.
( da "Eco del Chisone" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Sono
complessivamente 1.643 i rimandati a settembre e 882 i bocciati nelle superiori
Triste estate per 2.500 studenti pinerolesi Dura selezione negli istituti
tecnici e nei professionali - Il 18 esame di Stato per 806 candidati Negli
istituti superiori del Pinerolese i promossi sono complessivamente 3.712 (pari
al 59,5 per cento del totale degli alunni), i bocciati 882 (14,1 per cento) e i
rimandati a settembre 1.643 (26,4 per cento). Poco importa che la terminologia
usata sui tabelloni sia all'apparenza più garbata ("ammesso alla classe
successiva", "non ammesso" e "sospensione del
giudizio"), perché in sostanza la realtà non cambia e gli studenti che
passeranno un'estate poco allegra sono in tutto oltre 2.500. In parte perché
dovranno piangere irrimediabilmente sul latte versato, essendo stati respinti,
ed in parte perché saranno chiamati a sudare ancora sui libri, dovendo
presentarsi agli "esami di riparazione" di settembre. Le nuove regole dettate dall'ex-ministro Beppe Fioroni, confermate dall'attuale
responsabile della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, hanno fotografato
un panorama scolastico assai più accidentato di quanto eravamo abituati a
vedere negli anni scorsi, in cui sulla cancellazione del debito formativo si era
per legge forse meno rigorosi. È vero, infatti, che in alcuni istituti
il numero dei "fermati" coincide percentualmente all'incirca con
quelli del 2007, ma è altrettanto vero che quel dato non tiene conto dei
"rimandati a settembre", spesso assai numerosi, il cui esito finale è
ancora da scrivere. E pare perlomeno improbabile che per tutti costoro il
successo sarà assicurato. A questo punto si impone una breve carrellata sulle
situazioni che balzano subito in evidenza, in positivo e negativo. Il maggior numero
di respinti, in percentuale, si registra tra i ragionieri di Luserna S.
Giovanni (30,5 per cento), all'Itis e al liceo tecnico "Amaldi" di
Orbassano (27,9 per cento), tra gli operatori turistici di Luserna S. Giovanni
(26,9 per cento) e allo "Sraffa" di Orbassano (23 per cento). Ciò
conferma che sono in genere gli istituti tecnici e professionali quelli in cui
si registra il maggior numero di insuccessi, anche perché non di rado lì
l'utenza appare più debole che altrove. Con alcune situazioni limite, come ad
esempio quella della IV A di Torre Pellice, dove tra i tecnici dell'impresa
turistica dell'"Alberti" i promossi sono stati 6, i bocciati 7 e i
rimandati 6. Oppure come nel caso segnalato da una mamma alla nostra redazione:
"In una classe dell'"Amaldi" di Orbassano c'è stato un solo
promosso su 22 alunni, 14 bocciati e 6 con giudizio sospeso. Mi chiedo: un
esito così disastroso è soltanto colpa dei ragazzi, a volte sicuramente
svogliati, oppure è anche colpa degli insegnanti che non sono capaci di stimolarli
e motivarli?". L'interrogativo resta aperto e coinvolge indubbiamente
tutte le componenti della scuola. Sul fronte opposto esistono situazioni assai
positive, soprattutto nei licei. I più "virtuosi", in quest'ottica,
sono nell'ordine il classico "Porporato" di Pinerolo (78,8 per cento
di promossi a giugno), lo scientifico "Don Bosco" di Cumiana (72,4
per cento), il liceo "Maria Immacolata" di Pinerolo (72,2 per cento),
lo scientifico "Curie" di Pinerolo (71,9 per cento) e il linguistico
"Porporato" di Pinerolo (71,3 per cento). L'ultima annotazione
riguarda gli esami di Stato iniziati il 18 giugno alle 8,30 con la prova
scritta di Italiano. A cui seguirà il 19 la prova specifica per ogni indirizzo
e il 23 la terza prova scritta predisposta dalla Commissione esaminatrice. Gli
orali inizieranno a partire dal 28 e 29 giugno. Gli studenti del Pinerolese
impegnati nella "maturità" sono complessivamente 806 (93 per cento),
dal momento che non ne sono stati ammessi 61 (7 per cento). Con una evidente
differenza in negativo, rispetto allo scorso anno quando il 96,1 per cento
aveva potuto affrontare l'esame conclusivo del ciclo di studi. Tonino Rivolo.
( da "Azione, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
L'AZIONE - Articoli
- Scuola, i debiti si pagano SCUOLA, I DEBITI SI PAGANO Alberto Campoleoni È
finalmente finito il tormentone sui debiti scolastici da recuperare. Il
ministro ha infatti emesso una circolare sulle attività di recupero e gli
scrutini finali venendo incontro alle molte e legittime attese sull'argomento.
In sostanza il neo inquilino di viale Trastevere, Maria Stella Gelmini, conferma la normativa introdotta dal suo predecessore, Giuseppe Fioroni e cerca di "limitare i
danni" che in molti avevano paventato sia per la mancanza di risorse da
parte delle scuole in vista delle attività di recupero dei debiti scolastici,
sia per i tempi stretti e la necessità di garantire un corretto avvio del
prossimo anno scolastico. La normativa Fioroni,
che ha ricevuto tra l'altro un sostegno anche dal Consiglio di Stato (ha
bocciato un ricorso dei Cobas), resiste anche se - dice il neoministro - dovrà
essere oggetto di "una riflessione approfondita" all'avvio del
prossimo anno scolastico. E per renderla attuabile Gelmini interviene su tre
punti: maggiori risorse alle scuole (57 milioni di euro in più rispetto alle
risorse finanziarie già previste dalla disciplina contrattuale del comparto)
per i corsi di recupero; affidamento all'autonomia scolastica per
l'organizzazione delle modalità di recupero (la consistenza oraria dei corsi,
la modalità di utilizzo dei docenti e i modelli di intervento sono questioni
che ogni singolo istituto gestisce per conto proprio); tempistica chiara: entro
il 31 agosto tutto deve essere finito. Il pronunciamento del ministro dovrebbe
portare maggiore chiarezza negli istituti scolastici. La questione dei debiti
da recuperare è importante e solleva il problema di una scuola seria e capace
di garantire ai suoi protagonisti - gli allievi anzitutto - certezza sui
percorsi e sugli esiti del lavoro scolastico, insieme alla possibilità di
accompagnamento e recupero delle situazioni di difficoltà. Bisognerà
riparlarne, e intanto proviamo a far funzionare quello che c'è. Così sembra
dire il ministro, ed è una soluzione di buon s enso che smonta lo scenario
inquietante dipinto da alcuni, per cui sarebbe stato impossibile far combaciare
tutti gli adempimenti e si prospettavano promozioni o bocciature facilitate per
evitare la complicazione dei recuperi.
( da "Quotidiano.net" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Continua a calare il
numero degli ammessi dopo il giro di vite di Fioroni.
Vanno alla grande i siti studenteschi (www.studenti.it, www.skuola.net,
www.maturando.net
e www.universi.net )
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degli esami per 470mila Nel toto-tema morti bianche e Gandhi Continua a calare
il numero degli ammessi dopo il giro di vite di Fioroni.
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sembra che nessuno abbia dominato per così tanti anni di fila su [...] Altra
superficie, stessa lotta al top23:21:03 - A casa i sindacati!! Forza
Brunetta!![...] Brunetta dichiara guerra ai sindacati "Troppi permessi inutili:
ora basta"23:09:17 - CARO MINISTRO GRAZIE PER LA SUA CAPARBIETA',NELLE SUE
DECISIONI. I SINDACATI SONO UN CARROZZONE SPRE[...] Brunetta dichiara guerra ai
sindacati "Troppi permessi inutili: ora basta"21:58:23 - alla grande
dottoressa,alla grande.[...] "Non ti curo, voi rom mi fate schifo"
Interrogazione su un medico Asl21:55:18 - Io non considero anti-federer
nessuno, mi sembra solo che i media calchino un po' troppo la mano con[...]
Altra superficie, stessa lotta al top Euro 2008: l'Italia può battere la
Spagna?Sei favorevole alla norma salva-premier?Giostra in piedi, senza tribuna,
cosa ne pensi?Il deposito gas si deve fare?Romano Amadei venderà il Modena?Il
ministero dell'Interno apre una sede a Milano: sei d'accordo?Crociata di
Brunetta contro gli abusi dei distacchi sindacali: sei d'accordo?Occhi
elettronici, sei d'accordo?Temi una combine tra Olanda e Romania?Caro benzina,
giusto ridare il tesoretto delle accise agli automobilisti?A che età è giusto
dare il cellulare ai figli?Gli stranieri sono avvantaggiati?Sicurezza e
rifiuti, giusto impiegare l'esercito per queste emergenze?Modifiche alle norme
sul commercio, sei d'accordo?Seno rifatto, cosa ne pensi? LA FOTO DEL GIORNO
Due metri di pizza Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo
show di pizza acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del
diametro di due metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo
con il suo show. Qui è a Ostrava, nella repubblica RICERCA ANNUNCI pubblicità
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MONRIF NET S.r.l. P.Iva
( da "Stampa, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Per i migliori La
lode arriva ma all'unanimità Il giro di vite introdotto dal ministro Fioroni colpisce anche i più bravi. Alla
riunione organizzata ieri dall'Ufficio Scolastico Regionale con i presidenti
delle 758 commissioni del Piemonte, tra le novità della normativa è emersa
anche quella che riguarda la lode. Mentre in passato si intendeva decisa a
maggioranza, quest'anno chi otterrà 100/100 e la lode dovrà aver convinto della
sua bravura proprio tutta la commissione: il "valore aggiunto"
deve essere assegnato all'unanimità.
( da "Stampa, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. INIZIATI GLI
SCRUTINI Una studentessa: "Ci faceva paura il ritorno degli esami di
riparazione" Anche al liceo scientifico "debiti" e bocciati in
calo E' record di promossi: "Merito delle nuove regole"
[FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI E' iniziato presto, ieri mattina, il
"pellegrinaggio" degli studenti dello scientifico
"Vercelli" (e dei loro genitori) davanti ai tabelloni con i risultati
degli scrutini. In molti, infatti, attendevano di conoscere la
"sorte" dei prossimi mesi estivi, con la novità degli esami di
riparazione. Uno spauracchio che nei mesi scorsi aveva fatto perdere il sonno a
più di un genitore, ma che sugli studenti ha avuto un effetto sicuramente
positivo. E i risultati lo dimostrano: al liceo scientifico la percentuale di
bocciati si è ridotta rispetto allo scorso anno dal 4,7 al 2,7%. Calato anche
il numero di ragazzi con insufficienze: un anno fa i "debiti"
riguardavano il 31,1% dei ragazzi, mentre quest'anno dovranno recuperare una o
più materie (fino a quattro, se le insufficienze non sono gravi) il 24,3% degli
iscritti. Un risultato analogo si era registrato anche ieri all'uscita dei
primi risultati al liceo classico e al "Sella", dove la quota di
studenti promossi è aumentata rispettivamente dell'11,5 e del 20,2%. La nuova
regola, introdotta dall'ex ministro dell'Istruzione
Giuseppe Fioroni e
confermata dall'attuale ministro Mariastella Gelmini, impone infatti che i
debiti (materie insufficienti) accumulati durante l'anno vengano
"saldati" entro l'estate, prima cioè che inizino le lezioni. Si
tratta dunque di un ritorno al passato, con qualche novità, rappresentata dall'obbligo,
per le scuole, di organizzare corsi di recupero per gli studenti che
presentano insufficienze. "All'inizio eravamo molto spaventati - spiega
Giulia Cappa, studentessa di 1ªF -, temevamo di passare l'estate sui libri. A
me è andata bene, ma anche tanti che avevano insufficienze sono riusciti a
recuperare". La paura della "rimandatura" ha dunque avuto
l'effetto di indurre ad aprire i libri con maggior frequenza. "La scuola a
inizio anno ha mandato delle lettere a casa a chi rischiava - spiega Luca
Zavattaro, di 4ªF -. E poi sono stati organizzati corsi di recupero anche a
febbraio. In ogni caso, bisognerà vedere come andranno le verifiche a
settembre". Per quanto riguarda i corsi di recupero, le lezioni
inizieranno il 23 giugno, fino al 15 luglio. "Sono previste 15 ore di
lezione per materia - spiega Giovanna Bello, insegnante di Matematica, che
sostituisce il preside, impegnato negli esami di Maturità -. La verifica verrà
invece fissata ai primi di settembre". Le materie per le quali è previsto
il corso di recupero sono italiano, matematica, latino, inglese, fisica e
chimica, per tutte le altre i ragazzi dovranno studiare autonomamente.
( da "Cittadino, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Docenti
universitari, si cambia: "Libertà di scelta per gli atenei" n Un
reclutamento a doppio filtro. È quello che propone il ministro dell'Istruzione
dell'Università e della ricerca, Mariastella Gelmini secondo la quale servono
procedure "snelle, credibili, che assicurino meritocrazia e autonomia dei singoli atenei" per scegliere professori e
ricercatori. "Occorre una verifica nazionale di idoneità riconosciuta da
parte della comunità scientifica nel suo complesso rimarca il titolare del
dicastero di viale Trastevere nel corso di un'audizione in commissione Cultura alla Camera - All'interno di una
lista di idonei le università sceglieranno poi autonomamente lo studioso
più capace nella produzione scientifica, più adatto a richiamare finanziamenti
dalle imprese e iscrizioni da parte degli studenti". Nella lista di idonei
potranno essere inclusi anche studiosi che lavorano all'estero, italiani o
stranieri. Un sistema di reclutamento, quello proposto da Gelmini che si
richiama all'impostazione della riforma di Letizia Moratti e che consente agli
atenei di chiamare anche docenti che non provengano strettamente dal mondo
accademico, ma le cui caratteristiche rappresentino un valore aggiunto per i
corsi di laurea. Tra le priorità indicate dal ministro quella di
"investire sui giovani talenti". I nostri giovani - ha spiegato la
Gelmini - scontano le colpe di "una società ancora troppo ingessata, gerontocratica
e refrattaria a riconoscere il merito. Si pensi che solo il 15% dei dirigenti,
l'8% dei professori associati e l'1% dei professori ordinari ha meno di 40
anni". "Vorrei che fossero proprio i giovani sottolinea il ministro -
ad aiutarci a progettare il futuro del Paese che è in fondo, soprattutto, il
loro lavoro". Non solo. Il ministro della Pubblica Istruzione annuncia
infatti l'intenzione di "procedere alla completa spoliticizzazione dei
centri di ricerca". I futuri vertici "saranno nominati in una rosa
proposta da appositi "search committee" di livello internazionale e
rigidamente vincolati, nel loro mandato, al raggiungimento di obiettivi".
( da "Nuova Sardegna, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità Con oltre
100 mila docenti, 12.500 presidenti, 25 mila commissioni, un terzo in meno di
candidati ... Con oltre 100 mila docenti, 12.500 presidenti, 25 mila
commissioni, un terzo in meno di candidati esterni e solo 86
"ottisti" (studenti ammessi con un anno di anticipo per merito) la
macchina della maturità 2008 è quindi partita e secondo Tuttoscuola, allo Stato
costerà 183 milioni di euro. Le tracce della prima prova sono state individuate
da una commissione di esperti, che ha sottoposto una rosa di proposte al
ministro: la scelta finale, per i tempi delle operazioni, è
stata fatta però non dalla Gelmini, ma dal suo precedessore Fioroni. Le tipologie sono quelle degli
anni passati: analisi di un testo letterario, saggio breve o articolo di
giornale (a scelta tra gli ambiti storico-politico, socio-economico,
artistico-letterario, tecnico-scientifico), tema storico, tema di attualità.
E in attesa dell'apertura delle buste, il toto-traccia, insieme alla ricerca di
informazioni sui "prof esterni" che presiedono le commissioni, ha
tenuto banco sino all'ultimo sui siti internet studenteschi. Molti gli anniversari
"papabili": sequestro Moro, Cesare Pavese, Ghandi, il Sessantotto,
Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, elezione di Giovanni Paolo II, assassinio
di Martin Luther King, entrata in vigore della Costituzione. Per
studentiville.it i più quotati per l'analisi del testo erano Svevo, Moravia e
Calvino a cui Studenti.it aggiungeva anche Pirandello senza escludere Dante.
Per Skuola.net, invece, il sommo Poeta "quest'anno non farà il tris"
e puntava su Moravia, Calvino e D'Annunzio. Per la traccia di attualità
Studentville.it dava in pole position il bullismo, ma anche le morti bianche. A
seguire, tra gli altri, la crisi energetica, l'emergenza rifiuti in Campania e
i cambiamenti portati da Internet. Studenti.it segnalava poi anche i 60 anni
dello Stato d'Israele, Olimpiadi e questione tibetana, il nobel Al Gore e
l'inquinamento, crisi petrolifera, crisi dei mutui, legge sull'aborto.
Skuola.net scommetteva su diritti dell'uomo e Sessantotto mentre dava come
"poco probabili" Moro e la Costituzione. Domani toccherà alla seconda
prova (greco per il classico e matematica per lo scientifico) e il 23 giugno si
tornerà in classe per il terzo e ultimo scritto, il cosiddetto
"quizzone", messo a punto dalle singole commissioni. Si passerà,
quindi, ai colloqui su argomenti multidisciplinari attinenti i programmi
dell'ultimo anno. Gli studenti potranno presentare una tesina nel formato
preferito, anche multimediale, iniziare l'orale con un argomento a scelta e,
negli indirizzi pedagogico-musicali, anche eseguendo un brano musicale. La
riforma della maturità andrà a regime solo l'anno prossimo, quindi per
ammissioni e valutazioni valgono ancora le disposizioni transitorie: questo
significa che sono stati ammessi anche candidati con voti non sufficienti che
però si sono impegnati a colmare le lacune. La commissione avrà 45 punti per
valutare gli scritti (15 per ogni prova) e 35 per i colloqui. Il voto finale
sarà in centesimi. Per la promozione si parte da 60/100 e per chi ottiene il
massimo potrà esserci la lode, se votata dalla commissione all'unanimità.
( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Palermo
Maturità al via, rinunce a valanga "Malato" un docente di Italiano su
cinque. Sostituzioni in extremis Fino a notte provveditorato al lavoro per
nominare precari e neolaureati SALVO INTRAVAIA è il giorno della maturità. In
città e in provincia sono tredicimila i ragazzi delle scuole statali e
paritarie che oggi dovranno vedersela con la prima prova scritta dell'esame di
Stato, quella di Italiano. Ma non è detto che questa mattina, quando verrà
aperto il plico ministeriale che contiene le "tracce" del compito, tutti
gli studenti delle scuole palermitane si troveranno di fronte il professore di
Lettere a spiegare loro di che si tratta. Nei giorni scorsi, infatti, oltre ai
32 presidenti di commissione sostituiti a tempo di record, ha dato forfait un
commissario di Italiano su cinque. Tranne pochissimi casi di incompatibilità,
sono tutti ufficialmente a letto, alle prese con qualche malanno. Ieri, per
l'intera giornata, la macchina organizzativa dell'Ufficio scolastico
provinciale è stata impegnata nella sostituzione dei commissari esterni che
avranno il delicato compito di correggere la prova di Italiano, affidato
quest'anno a commissari esterni in tutti gli indirizzi. "Oggi e nei
prossimi giorni - spiegano da via Praga - si procederà alla sostituzione degli altri
commissari". In tutto, nella sola provincia di Palermo, hanno preferito
passare la mano 63 docenti di Italiano: un numero che sfiora il venti per
cento, considerato che le commissioni sono in tutto 330. Per le sostituzioni,
il gruppo di lavoro di via Praga attingerà dalle domande presentate nelle
scorse settimane da coloro che invece agli esami vogliono esserci a tutti i
costi: i "volontari" della maturità, spesso precari e neolaureati,
che si immolano salvando la baracca per un compenso di mille euro lordi e un
po' di punteggio. Per l'Italiano l'elenco è lungo: circa 250 candidati pronti a
sostituire i rinunciatari. Ma occorre fare decine di telefonate: una corsa
contro il tempo. Nell'immancabile toto-tema della vigilia gli argomenti più
accreditati sono quelli che trattano le morti bianche e il bullismo. Gli autori
più gettonati dai più sembrano Pavese e Pirandello. Si
esclude Dante perché scelto negli ultimi anni sia dalla Moratti sia da Fioroni. La tematica da trattare
dipenderà anche dalla tipologia che sceglieranno gli studenti. Analisi del
testo (tipologia A) o saggio breve-articolo di giornale (tipologia B)? E
ancora, tema storico (tipologia C) o di attualità (tipologia D)? Dopo
anni in cui è continuato a essere il tema tradizionale la tipologia preferita
dai ragazzi, l'anno scorso in provincia di Palermo oltre metà dei ragazzi (il
51 per cento) optò per il saggio breve-articolo di giornale, mentre un terzo
(il 32 per cento) preferì affidarsi al tema di attualità. Scarso successo per
le altre due opzioni: il 9 per cento svolse il tema storico, il 7 per cento si
cimentò nell'analisi del testo. Di una cosa sono certi i ragazzi: oltre al
vocabolario, "in caso di emergenza", si affideranno alle immancabili
"fisarmoniche" e "cartucciere" pazientemente confezionate
il giorno prima con l'aiuto di mamma e papà. Telefonini, palmari e altre
diavolerie elettroniche che rischiano di far perdere l'esame sono severamente
vietati, ma quattro studenti su dieci dichiarano di essere pronti a servirsene.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Trieste Maturità al via
per 1558 studenti triestini Oggi il tema d'italiano. Si scommette sugli
argomenti: Svevo o Moravia Dopo una notte insonne trascorsa a ripassare appunti
e libri e a navigare su Internet alla disperata ricerca di improbabili
indiscrezioni dell'ultim'ora, stamattina per ben 1558 studenti triestini
scatterà la temuta ora "X" dell'esame di Maturità: attorno alle 8 i
cancelli dei 18 istituti superiori cittadini si apriranno per accogliere questo
esercito di ragazzi, che dovranno vedersela con l'intramontabile tema di
italiano, prima delle tre prove scritte. Il vero incubo anche di quest'anno,
però, saranno i commissari esterni, introdotti nel 2007
dall'ex Ministro Giuseppe Fioroni tra la disperazione generale. A giudicare i ragazzi, riuniti in
82 classi, ci saranno ben 47 commissioni, ognuna formata da tre docenti interni
e altrettanti provenienti da un'altro istituto: nel 2007 le giurie erano state
solo
( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Milano
Maturità per venticinquemila ma è guerra all'elettronica Niente telefonini, i
presidi spengono la rete wireless Trecento i professori che hanno dato forfait
Lupacchino: non ci saranno problemi, meglio dello scorso anno FRANCO VANNI è una
maturità blindata quella che inizia oggi per 25mila studenti a Milano e
provincia. Si parte alle 8.30 con lo scritto di italiano, e nelle scuole è
massima allerta contro telefoni cellulari e apparecchiature elettroniche. La
guerra ai cyber-copioni è stata indicata dal provveditorato come "priorità
assoluta", chiedendo controlli anche nei bagni. E i presidi degli istituti
in cui c'è una rete wireless per connettersi a Internet senza fili la
spegneranno. Per il direttore scolastico regionale Annamaria Dominici,
"impedire i contatti fra dentro e fuori scuola è indispensabile per
garantire un esame corretto, le nostre disposizioni sono chiare". Ieri
sera, a poche ore dall'apertura delle buste con le tracce, ancora non erano
stati sostituiti tutti i 300 professori che a Milano e provincia hanno dato
forfait all'ultimo, presentando certificato medico. Questa mattina si lavorerà
per cercare gli ultimi supplenti da aggiungere nelle commissioni, ma per il
provveditore Antonio Lupacchino "di problemi non ce ne dovrebbero essere,
va meglio dell'anno scorso quando i rinunciatari erano addirittura 470".
Cresce invece il numero di ragazzi che sostengono l'esame: nel
( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
IL RECUPERO Chi non
frequenta i corsi deve presentare un modulo LUCCA. Finita la scuola, iniziano i
corsi di recupero estivi per tutti quei ragazzi che hanno avuto la sospensione
di giudizio negli scrutini di giugno. Non sono corsi obbligatori: gli alunni
che non vogliono frequentarli devono presentare un modulo di non adesione alla
segreteria di appartenenza. Si tratta di ripetizioni gratuite fornite dalle
scuole superiori nei mesi estivi, tenute dai professori degli istituti stessi,
oppure da supplenti provenienti da fuori, a seconda delle disponibilità dei
docenti. Gli interventi di sostegno, peraltro, vengono avviati già nel corso
dell'anno scolastico. In particolare nei mesi di febbraio, marzo e aprile, per
aiutare e guidare nello studio quegli studenti che avevano riportato
insufficienze nella pagella del primo quadrimestre. Al liceo scientifico
"Vallisneri" le materie che richiedono più interventi di recupero
sono matematica, latino e inglese: i corsi verranno attivati nell'ultima
settimana di giugno e proseguiranno fino alla fine di luglio. Nel frattempo gli
studenti dovranno approfondire le materie con un percorso di studio
individuale, per poi tornare a scuola nella terza settimana di agosto, in modo
da fare il punto della situazione e chiarire gli ultimi dubbi in vista delle
verifiche finali, previste nella settimana dal 25 agosto al 1º settembre. Il
preside Paolo Pollastrini si dice soddisfatto dei risultati conseguiti dai
propri studenti, ammettendo che "nonostante l'ordinanza ministeriale
dell'ex ministro Fioroni abbia causato un po' di
problemi organizzativi e burocratici, i ragazzi sono stati messi sotto
pressione e i risultati si sono visti". Al liceo classico
"Machiavelli" gli interventi di sostegno verranno realizzati entro il
12 luglio, mentre entro il primo di settembre si concluderanno le verifiche
definitive dei debiti formativi assegnati. Anche per Ave Marchi, preside
dell'istituto tecnico commerciale "Carrara", la riforma Fioroni ha portato un discreto numero di problemi. "C'è
stato un accumulo del lavoro dall'inizio di gennaio. Abbiamo destinato anche un
figura strumentale per capire come organizzarci". I corsi, di dieci ore,
inizieranno il 20 giugno per terminare il 15 luglio. Lunedì prossimo invece verranno
avviati i sostegni estivi al liceo "Fermi", che dureranno fino al 10
luglio. Ci sarà poi un secondo turno di intervento il 20 agosto che si
concluderà entro il 31 agosto: le verifiche per recuperare l'insufficienza
verranno svolte entro la fine di agosto. L'istituto Geometri-Agrario
"Nottolini-Busdraghi" ha predisposto i corsi estivi, di sei ore
ciascuno, per l'inizio della settimana prossima. Difficoltà nella gestione
delle normative predisposte dall'ordinanza Fioroni
anche per l'istituto professionale "Giorgi" e per il
"Civitali": in entrambe le scuole i corsi estivi inizieranno il 24
giugno per poi concludersi il 12 luglio; mentre alla fine di agosto ci sarà una
piccola ripresa in vista della verifica finale. Anche in queste due scuole, le
segreterie sono state oberate di lavoro; sommandoci poi il calo del personale,
si capisce come la situazione sia diventata davvero pesante. Nadia Davini.
( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Lucca Raffica di
bocciature alle superiori Aumenta ovunque il numero dei respinti, pochi i
rimandati Il boom negativo al liceo classico: più 46% ma la tendenza è
generale. Il record dei promossi va al Magistrali-Paladini LUCCA. Il trend è
chiaro: aumenta il numero dei bocciati in tutte le scuole rispetto allo scorso
anno. Il liceo classico "Machiavelli" registra un aumento del 46%,
l'iti "Fermi" del 20%, il "Giorgi" del 9,5% mentre al
"Civitali" e alle magistrali, i risultati sono gli stessi; cala, del
2,5%, solo il liceo scientifico. La riforma che porta la firma dell'ex ministro Fioroni pare insomma aver lasciato poche possibilità agli studenti,
soprattutto a quelli meno capaci. Basti pensare che al numero dei bocciati si
aggiungerà quello di alcuni studenti - si spera che siano pochi - che a fine
estate, dopo aver sostenuto gli esami di riparazione dei debiti, potrebbero non
farcela. Ma il dato significativo resta l'alto numero di studenti
bocciati a giugno, una vera e propria sorpresa. Stando a quanto dicono gli
studenti, comunque, la "mannaia" calata a giugno fa sperare in un
settembre molto più morbido. Anche se la bocciatua a settembre, prevista nella
riforma, è comunque uno spauracchio ben presente. C'è comunque un altro aspetto
importante che emerge dai dati. Gli studenti rimandati a settembre sono molti
meno rispetto agli studenti che lo scorso anno venivano promossi con il debito.
La riforma Fioroni, infatti, sembra favorire una certa
radicalizzazione del giudizio da parte dei professori: si preferisce bocciare,
piuttosto che rimandare a settembre le situazioni incerte. Facendo il raffronto
tra gli studenti promossi con debiti nel 2006-07 e i rimandati nell'ultimo anno
scolastico si nota una saldo negativo medio del 10%. All'Iti è del 7,53%, al
classico si è registrato un calo del 10,9%, allo scientifico del 10% in meno,
mentre al Giorgi è dell'8,12% e alle magistrali addirittura del 12,35%.
Nonostante queste differenze rispetto al passato, è chiaro che una volta gli
studenti delle superiori avevano meno pensieri riguardo alla bocciatura: quella
di giugno era l'unica prevista. Mentre quest'anno un buon numero di loro sarà
costretto a studiare di più per non correre il rischio di bocciare a settembre.
Settembre dunque può essere visto sia come una possibilità di recupero concessa
dai docenti - dato che i ragazzi rinviati sosterranno il test nelle materie in
cui hanno avuto il debito - sia come bocciatura. Chi invece si godrà un'estate
tranquilla, dedicata esclusivamente alle vacanze, sono gli studenti che hanno
visto il semaforo verde dopo gli scrutini e i risultati finali. Una percentuale
che varia molto da scuola a scuola: a quanto pare, i migliori sono stati gli
studenti del Magistrali-Paladini (70% di promossi) seguiti dai ragazzi
dell'istituto per il turismo (69,7%) e da quelli del liceo classico (65,1%). In
coda la performance dell'iti, con appena il 41,25% dei promossi. Agli altri che
non fanno parte di questa schiera di volenterosi non resta che darsi da fare.
Ed evitare ulteriori sorprese in un anno scolastico che di sorprese ne ha
mostrate già un bel po'. Eloisa Petrozziello (ha collaborato Nadia Davini).
( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il caro libri non è
l'unico problema Battistina Dellepiane Presidente Provincia di Genova Ascom-ALI
Tutti gli anni scoppia il caso "caro libri scolastici" e ben vengano
le cause collettive contro le lobby delle grandi case editrici, se queste
ultime fanno cartello a danno dei consumatori (ma le percentuali di aumento dei
prezzi strombazzate sulla stampa non sono vere). Fra le soluzioni al problema alcune
sono già in vigore come: il tetto di spesa, il comodato gratuito e il rimborso,
previo presentazione lista libri forniti dal libraio, per le famiglie meno
abbienti o il mercato dei libri usati. Come Ali Associazione librai italiani
(aderente Ascom Confcommercio), avevamo già proposto di poter detrarre dalle
tasse il costo dei libri scolastici così come si possono detrarre parzialmente
tante altre spese. Ciò non è previsto dalla legge poiché si considerano i libri
scolastici meno importanti delle spese veterinarie o funerarie. La soluzione
ogni tanto riproposta di scaricarli da Internet non comporta certo un
risparmio, basta considerare per primo il possesso di un computer e poi i costi
della carta (es. un libro di 40 pagine diventa 80 fogli), delle cartucce d'inchiostro,
dell'energia elettrica e la rilegatura. Il problema vero però è da individuarsi
nel fatto che l'istruzione e la cultura in Italia non sono certo al primo posto
dell'agenda parlamentare e i provvedimenti che cambiano in continuazione e
senza adeguate coperture finanziarie da molti anni ormai creano
un'inadeguatezza di tutto il sistema. I sindacati, Brunetta e la guerra agli
statali Cobas scuola Genova E' stato presentato in questi giorni dal neo
ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, il disegno di legge per
ottimizzare la produttività del lavoro pubblico. Il disegno di legge, che
riprende la filosofia del memorandum sul Pubblico Impiego sottoscritto da Cgil,
Cisl e Uil, è l'approdo legislativo della campagna denigratoria anti dipendenti
pubblici, avviata dal precedente governo di centrosinistra. Il disegno di legge riprende il consueto ritornello sulla meritocrazia e sulla cultura della
valutazione del rendimento del dipendente: dalla valutazione ottenuta dei
singoli dipendenti scaturirà una graduazione nell'erogazione delle indennità e
dei premi incentivanti. Non poteva mancare nel Ddl, un'apposita norma (articolo
4) dedicata alle sanzioni disciplinari. Il parcheggio e i diritti degli
animali Mara Trocchia Genova Gentilissima signora sindaco, mi occupo di
moltissimi gatti sul territorio e gestisco tutto a mie spese l'oasi situata in
Via Copernico ed ora come Lei ben sa, dove vi è l'oasi, vengono costruiti dei
posteggi auto (preciso, nel terreno comunale) e nel progetti di tali posteggi è
inclusa l'acqua (forse serve a lavare le macchine di chi posteggia!), mentre
per l'oasi non Vi è alcun progetto dell'acqua, quando questa è assolutamente
necessaria per i gatti e nemmeno un punto luce ed inoltre la risposta che mi è
stata data dall'architetto Rizzi è che al limite mi sarebbe stata fornita una
semplice manichetta dell'acqua e niente più! L'Ufficio Diritti Animali esiste
solo in teoria poiché per la pratica sono nulli ed è per questo che chiediamo
una riunione con Lei signora sindaco e con tutti i dirigenti del settore.
Precari a 40 anni e ormai invisibili Precarie Dimi e Disem Genova Come
probabilmente conoscerete, a seguito dell'ultima legge finanziaria (art.3 comma
90 legge 244/2007) in tutta Italia sono imminenti le "lasciate a casa"
di una moltitudine di persone che da anni (per non dire decenni), collaborano
con le Università e i Centri di Ricerca. Persone, e non numeri, ai quali è
stato rinnovato costantemente negli anni un contratto da precario perché detti
enti, con le risorse in organico, non avrebbero potuto altrimenti offrire un
servizio agli utenti, decentemente sufficiente. Premesso quanto sopra si vuole
portare all'attenzione dell'opinione pubblica la grave situazione in atto,
condizione che lede qualsiasi principio di diritto umano. Con questa protesta,
si vuole uscire dal "burka italiano" che ci ha resi invisibili
persino davanti agli specchi, spesso per paura di ritorsioni e licenziamento
(diritto quest'ultimo che non esiste neppure) costringendoci ad ingoiare fiele
al posto di miele e ad andare avanti per adempiere agli impegni assunti nei
confronti di mutui, carovita, e occorrente per vivere con decenza. Non si venga
poi a dire "potevi cercare dell'altro" perché, per esperienza
personale tanto ho cercato ma l'offerta richiedeva sempre tipologie di lavoro e
competenze diverse. Poi, se sei quasi vicino ai 50 e quindi, non riciclabile,
non ti resta che sperare nel buon cuore di qualcuno.
( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa Raffica di
" sospensioni di giudizio" Centinaia costretti a un'estate sui libri.
Pacinotti e Iti le più selettive PISA. Conquistare il diploma di maturità è
diventata un'impresa ardua per i giovani liceali. La
reintroduzione, dovuta alla riforma Fioroni, delle commissioni miste oltre che del sistema di sospensione
del giudizio fino a settembre ha di fatto reintrodotto nelle scuole superiori
un dovere allo studio che sembrava essersi perso negli anni precedenti. Adesso,
i debiti vanno colmati. Abbiamo verificato la rinnovata severità delle
scuole pisane attraverso l'esame dei classici e temuti "cartelloni",
i fogli affissi fuori dai licei dove si riportano le valutazioni relative ad
ogni studente classe per classe. Così, abbiamo scoperto anche quali tra gli
istituti superiori della città risultano più selettivi: sono Itas ed Iti le
scuole nelle quali conquistare l'ammissione all'anno scolastico successivo
sembra più difficile. Anche al Dini si rischia, ma è il Pacinotti la scuola
che, insieme all'Itas, utilizza maggiormente lo strumento della sospensione del
giudizio. Se fino a pochi anni fa lo studente, di fatto, non colmava mai un
debito cronico, da adesso al termine dell'anno scolastico, se si sono avute
difficoltà nello studio, accanto al proprio nome si legge la scritta
"sospensione del giudizio". Ciò implica che lo studente è tenuto a
frequentare corsi di recupero estivi gestiti dalla scuola stessa, al termine dei
quali viene nuovamente giudicato dai docenti. Il consiglio di classe procede
dunque ad una valutazione dello studente, che, in caso di esito positivo,
comporta l'ammissione dello studente stesso alla classe successiva; in caso di
esito negativo, l'alunno ripete l'anno. Sono moltissimi gli studenti pisani che
quindi trascorreranno l'estate "in attesa di giudizio". Il parametro
peggiore si riscontra, appunto, all'Itas. In una seconda classe di 19 alunni,
ben 8 risultano sospesi, mentre in 4 non sono ammessi alla classe successiva.
In una prima, invece, su 23 studenti 6 sono sospesi e ben otto non ammessi.
Neanche in terza e quarta la situazione migliora: di una classe di 27 ne sono
stati sospesi 10, e 7 ripeteranno l'anno scolastico. L'ammissione all'esame sembra
invece essere un passaggio facile: soltanto uno studente, di tutto l'istituto,
non è stato ammesso. All'istituto tecnico Pacinotti, invece, è difficile anche
giocarsi la carta dell'esame di maturità: dieci ragazzi su cento non vengono
ammessi. Nelle altre classi, invece, circa un terzo degli studenti dovrà
recuperare un debito e molti sono i bocciati. La migliore classe è una seconda:
su 25 studenti, soltanto uno dovrà recuperare un debito, gli altri potranno
godersi l'estate. Al Dini viene applicato un metodo didattico diverso:
l'ammissione all'esame è garantita rispetto al Pacinotti (tutti gli alunni
dell'istituto sono stati ammessi), ma nel corso del liceo la selezione è aspra:
su circa 200 studenti 12 vengono bocciati e 30 rimandati a settembre. Al
Classico, invece, lo strumento della sospensione di giudizio è molto usato nel
passaggio da quinta ginnasio a prima liceo. Per quanto riguarda, invece,
l'ammissione all'esame, sono 4 gli studenti che non la hanno ottenuta. Per
aiutare gli alunni la cui valutazione è congelata fino a settembre, le scuole
organizzeranno corsi e faranno verifiche, e l'ultima chiamata dovrà essere
fatta prima di settembre: chi ha saldato andrà avanti, chi ha bisogno di più
tempo si fermerà per ripetere l'anno scolastico. Elisa Cecchi.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Ferie a rischio per
centinaia di famiglie Boom di "debiti" anche al Della Rovere e al
Mazzini-Pancaldo-Martini QUELLA DELL'ANNO scolastico 2007/2008 si ricorderà
come l'estate dei giudizi sospesi. Dopo i 149 (su un totale di 468) studenti in
attesa di essere giudicati dell'ITIS "Galileo Ferraris", i 138 (574)
del liceo classico "Chiabrera" (che svolgeranno le prove scritte
nella prima settimana di settembre), i 111 su 810 dello scientifico
"Grassi" e le percentuali registrate (15%) dall'istituto
"Alberti- Da Vinci", il quadro si è completato con il liceo 'Della
Rovere" e il "Mazzini-Pancaldo-Martini". Un orizzonte che
conferma l'alto numero di studenti che dovranno attendere i prossimi giorni per
conoscere il calendario delle lezioni di recupero crediti e le date delle prove
scritte. Il dato è comunque comune a tutti gli istituti. Con l'intendimento del
ministro Mariastella Gelmini proseguire la riforma Fioroni
che prevedeva di eliminare i debiti attraverso prove di esame da espletarsi
prima del nuovo anno scolastico - senza la possibilità quindi di 'trascinarsi'
i debiti stessi fino alla maturità - le percentuali dei rimandati sono
cresciute in maniera esponenziale. Per quanto riguarda il Della Rovere su 1066
alunni scrutinati saranno ben 320 gli studenti che dovranno passare attraverso
le forche caudine dei corsi di recupero debiti formativi e delle prove scritte
che andranno effettuate entro il 31 agosto (con proroga alla prima settimana di
settembre). Alto comunque il numero dei promossi del liceo savonese nelle
classi che vanno dal primo al quarto anno: 591. Consistente anche il dato
relativo ai bocciati dello stesso arco di classi. Sono 130 i ragazzi che
dovranno ripetere l'anno. Per quanto concerne invece i maturandi, gli alunni
ammessi all'esame di Stato sono
( da "Nuova Venezia, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Di Monica Viviani Per
i 500.000 studenti vigilia dedicata al gioco del toto-tema Valide le
disposizioni transitorie. Novità a regime soltanto il prossimo anno ROMA.
Pavese o Calvino? Il rapimento Moro, il bullismo o le tragedie sul lavoro?
Vigilia della maturità anche quest'anno all'insegna del toto-tema e dei
consigli più disparati (dalla dieta anti-stress al sesso che aiuta la
concentrazione) per i 496.000 studenti che oggi si cimentano nella prima prova
scritta uguale per tutti: il tema di Italiano. A loro il ministro dell'Istruzione
Maria Stella Gelmini ha mandato "un grosso in bocca al lupo"
aggiungendo: "Vi sono vicina". Con oltre 100 mila docenti, 12.500
presidenti, 25 mila commissioni, un terzo in meno di candidati esterni e solo
86 "ottisti" (studenti ammessi con un anno di anticipo per merito) la
macchina della maturità 2008 è quindi partita e secondo Tuttoscuola, allo Stato
costerà 183 milioni di euro. Le tracce della prima prova sono state individuate
da una commissione di esperti, che ha sottoposto una rosa di proposte al
ministro: la scelta finale, per i tempi delle operazioni, è
stata fatta però non dalla Gelmini, ma dal suo precedessore Fioroni. Le tipologie sono quelle degli
anni passati: analisi di un testo letterario, saggio breve o articolo di
giornale (a scelta tra gli ambiti storico-politico, socio-economico,
artistico-letterario, tecnico-scientifico), tema storico, tema di attualità.
E in attesa dell'apertura delle buste, il toto-traccia, insieme alla ricerca di
informazioni sui "prof esterni" che presiedono le commissioni, ha
tenuto banco sino all'ultimo sui siti internet studenteschi. Molti gli
anniversari "papabili": sequestro Moro, Cesare Pavese, Ghandi, il
Sessantotto, Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, elezione di Giovanni Paolo
II, assassinio di Martin Luther King, entrata in vigore della Costituzione. Per
studentiville.it i più quotati per l'analisi del testo erano Svevo, Moravia e
Calvino a cui Studenti.it aggiungeva anche Pirandello senza escludere Dante.
Per Skuola.net, invece, il sommo Poeta "quest'anno non farà il tris"
e puntava su Moravia, Calvino e D'Annunzio. Per la traccia di attualità
Studentville.it dava in pole position il bullismo, ma anche le morti bianche. A
seguire, tra gli altri, la crisi energetica, l'emergenza rifiuti in Campania e
i cambiamenti portati da Internet. Studenti.it segnalava poi anche i 60 anni
dello Stato d'Israele, Olimpiadi e questione tibetana, il nobel Al Gore e
l'inquinamento, crisi petrolifera, crisi dei mutui, legge sull'aborto.
Skuola.net scommetteva su diritti dell'uomo e Sessantotto mentre dava come
"poco probabili" Moro e la Costituzione. Domani toccherà alla seconda
prova (greco per il classico e matematica per lo scientifico) e il 23 giugno si
tornerà in classe per il terzo e ultimo scritto, il cosiddetto "quizzone",
messo a punto dalle singole commissioni. Si passerà, quindi, ai colloqui su
argomenti multidisciplinari attinenti i programmi dell'ultimo anno. Gli
studenti potranno presentare una tesina nel formato preferito, anche
multimediale, iniziare l'orale con un argomento a scelta e, negli indirizzi
pedagogico-musicali, anche eseguendo un brano musicale. La riforma della
maturità andrà a regime solo l'anno prossimo, quindi per ammissioni e
valutazioni valgono ancora le disposizioni transitorie: questo significa che
sono stati ammessi anche candidati con voti non sufficienti che però si sono
impegnati a colmare le lacune. La commissione avrà 45 punti per valutare gli
scritti (15 per ogni prova) e 35 per i colloqui. Il voto finale sarà in
centesimi. Per la promozione si parte da 60/100 e per chi ottiene il massimo
potrà esserci la lode, se votata all'unanimità.
( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Viareggio A fine
giugno le nomine, la sinistra attacca Il Pd: metodo rozzo con il quale la
destra pretende di occupare le poltrone Caprili e il suo gruppo: è già tutto
previsto Non voteremo in consiglio una delibera che appare come una beffa
VIAREGGIO. Consiglio comunale il 23 prossimo per discutere gli indirizzi con i
quali procedere alla nomina e alla designazione dei rappresentanti del Comune
presso enti, aziende e istituzioni. Come scegliere, insomma, chi occuperà le
tante poltrone lasciate in eredità dalla giunta Marcucci che dal sistema delle
società partecipate ha tratto la classe dirigente della città. Tra la manciata
di criteri indicati non c'è quello del divieto di cumulo di cariche, né nel
Comune in questione né in altri. Resta il divieto di appartenenza a società
segrete (ma chi verifica? ci si fida sulla parola?), non aver riportato
condanne penali o altre misure che escludano impieghi presso la pubblica
amministrazione, avere competenza e capacità rispetto alle funzioni da
svolgere, non svolgere attività che possano essere incompatibili o in conflitto
di interessi con gli scopi degli enti, istituzioni, aziende e fondazioni. La
delibera che verrà discussa in consiglio comunale prevede anche che qualsiasi
cittadino con questi requisiti possa fare domanda, correlata della
documentazione necessaria, per mettersi in corsa per un incarico. Il giorno
dopo il consiglio comunale - spiega il sindaco Lunardini - si procederà con le
nomine, fatti salvi gli aspetti burocratici che, per lacune società, potrebbero
ritardare il cambio della guardia. Tra le prime nomine, spiega il primo
cittadino, i due consigli di indirizzo della Fondazioni (Carnevale e Festival
pucciniano) che poi dovranno procedere a insediare i rispettivi presidenti:
Massimiliano Simoni, ufficialmente annunciato alla guida del Festival (con tre
membri di Alleanza nazionale su cinque del Cda, si dice, così da non avere
interferenze nella gestione) e Giovanni Maglione (Forza Italia), il nome più gettonato
fin qui per il posto ancora saldamente occupato da Elio Tofanelli. Intanto, il
clima politico sull'argomento si fa rovente. In particolare per quanto riguarda
la successione a Manrico Nicolai (Pd), presidente della Fondazione Festival
pucciniano. Al suo posto andrà Massimiliano Simoni (An), come annunciato
ufficialmente - ed è l'unico caso al momento - dal sindaco Luca Lunardini. Un
annuncio, a dire il vero, che non sembra essere stato preso troppo sul serio,
visto che il moltiplicarsi di appelli a ripensare la scelta. Duro l'intervento
del segretario del Pd, Giovanni Giannerini, che scrive: "Non è in
discussione il diritto di un sindaco, sulla base di criteri condivisi dal
Consiglio comunale, di designare persone di propria fiducia (e, si spera, di adeguata
competenza) nelle società e negli enti partecipati dal Comune. è in discussione
il metodo rozzo e palesemente irrispettoso del Consiglio comunale con il quale
la destra pretende di occupare poltrone, incurante addirittura dei danni
all'immagine internazionale che questo può produrre, come nel caso del Festival
pucciniano. E, quello che più sconcerta, è che queste pratiche arroganti, non
proprie del sindaco Luca Lunardini, siano imposte dai nuovi
"conquistatori", che hanno elevato a sistema il fatto di candidare in
enti e in società partecipate dal Comune di Viareggio nominativi che già
ricoprono cariche pubbliche in altre città vicine. è nata nella destra una
classe dirigente incapace di resistere al richiamo delle poltrone?". Non
risparmia l'affondo neppure il gruppo consiliare della "Sinistra
Arcobaleno" (Milziade Caprili, Isaliana Lazzerini, Romina Cortopassi) che
hanno scritto al presidente del consiglio comunale, Paolo Spadaccini:
"Sappiamo bene che spettano al sindaco poteri esclusivi per le nomine, ma
va anche da sé che non ci stiamo ad essere presi in giro, e cioè a discutere
criteri e modalità quando i nomi sono già decisi e persino
comunicati tramite stampa e l'unico vero criterio è quello che la destra ha
vinto e che quindi la sinistra si deve mettere da parte con buona pace della meritocrazia tante volte
sbandierata". La Sinistra Arcobaleno annuncia che lunedì non parteciperà
alla votazione "di una delibera che suona come una beffa". Donatella
Francesconi.
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
LEGNANESE pag. 5
Medie, la prima volta del test nazionale SI CHIAMA "Prova nazionale",
ma in realtà non è altro che una sorta di censimento per
"fotografare" il livello a cui si trova ogni istituto in merito
all'Italiano e alla Matematica. Si è svolto ieri in tutte
le scuole medie il test voluto dall'ex ministro alla Pubblica Istruzione, Giuseppe
Fioroni. Positivo il
commento di molti insegnanti legnanesi: "Almeno si capirà la reale
situazione. Speriamo serva a stabilire criteri di giudizio unitari per le
scuole di tutta Italia".
( da "Nazione, La (Pisa)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 NON
SOLO esami di maturità ma anche corsi di recupero da organizzare, svolge... NON
SOLO esami di maturità ma anche corsi di recupero da organizzare, svolgere e
portare a conclusione più in fretta possibile. Un intrigo che sta facendo
perdere il sonno ai dirigenti scolastici e agli insegnanti che vedono in
pericolo le proprie ferie estive. Ogni scuola è una storia
a sè anche se il Ministero (l'allora Ministro Giuseppe Fioroni) ha stabilito come termine
ultimo per saldare i debiti la data del 31 agosto. La "notizia" della
necessità di provvedere al recupero dei debiti estivi era nell'aria già da
diverso tempo, ma il caos si è scatenato ora. Con la fine delle lezioni.
I VERDETTI, stampati sui tabelloni con i risultati degli scrutini, hanno messo
in moto la macchina. Chi si è trascinato fino all'ultimo una o più
insufficienze non se la caverà questa volta con il debito formativo. Dovrà
frequentare i corsi di recupero e sostenere una prova (un vero eproprio esame)
prima dell'inizio del prossimo anno scolastico: lì si decideranno i destini di
uno studente su quattro. A confermarlo sono i primi numeri arrivati dalle
scuole: al liceo Ulisse Dini, dove i corsi di recupero cominceranno dopo il 23,
gli alunni con "giudizio sospeso" (questa la terminologia corretta)
sono stati 224 su un totale di 990. E gli altri istituti non sono troppo
lontani da queste cifre. DIVERSA, invece, la strategia scelta per le lezioni
estive dalle varie scuole: al Santoni-Gambacorti sono iniziate lunedì scorso,
al Matteotti prenderanno il via alla fine del mese per chiudere alla metà di
luglio. Il magistrale Carducci aprirà le aule il giorno 20 mentre l'Iti Da
Vinci comincerà il 23 e andrà avanti fino al 4 luglio. Eventuali proroghe (così
recita la circolare firmata dal neoministro Mariastella Gelmini in data 4
giugno) dovranno essere motivate da particolari esigenze organizzative e
"dovranno essere adeguatamente valutate anche in relazione alle
implicazioni derivanti dall'avvio del prossimo anno scolastico".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
La notte prima degli
esami è passata e s'avvia stamattina la maturità 2008. I plichi saranno
ricevuti dalle commissioni alle 8, poi alle 8,30 tutti i candidati devono
essere in classe: sono 7.576,
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
18-06-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA MASSA pag. 5
I RIMANDATI ad agosto, o meglio i "sospesi", non ... I RIMANDATI ad
agosto, o meglio i "sospesi", non sono altro che studenti i quali,
fino allo scorso anno, sarebbero andati ad infoltire la schiera dei promossi,
portandosi dietro debiti difficili da saldare. E' questa la giusta chiave di
lettura data dal preside del Liceo Pellegrino Rossi professor Luigi Bianchi
all'indomani della nuova normativa dell'ex ministro Fioroni balzata sulle cronache.
"Quest'anno, finalmente ? osserva il preside ? abbiamo il vantaggio di
poter dire ai ragazzi che non hanno debiti da portare avanti. Nella volontà del
ministro c'è una nota di serietà". Dopo i corsi di recupero, che il Liceo
come altri istituti sta calendarizzando, è prevista la verifica all'ultima
settimana di agosto, prima di riprendere l'anno a settembre da promossi o
bocciati. Insomma, per il preside Bianchi non si registra nessuna strage di
sospesi, in quanto, appunto, senza la normativa, sarebbero i promossi con
debito. Quindi, in poche parole, la situazione non sarebbe così diversa dagli
altri anni. "Se confrontati con i promossi con debito ? ha sottolineato il
preside ? i sospesi sono molto meno. Inoltre abbiamo una netta riduzione del
numero dei bocciati. Motivo: gli scrutini sono stati svolti con lo stesso
sistema dello scorso anno. Hanno influito positivamente le segnalazioni fatte
lo scorso anno a studenti e genitori, dove si sottolineava l'esigenza di una
maggior attenzione e impegno allo studio". Ma vediamo i numeri: Liceo
Classico: sono 20 i bocciati. Le classi dove si è registrata maggior difficoltà
sono le quarte e le quinte (14 bocciati). I sospesi sono 92, i promossi 205. Al
Liceo linguistico Pascoli 43 sono i sospesi, 98 i promossi a giugno e 17 i
bocciati. Un situazione che non soddisfa il preside è quella del Liceo di
Scienze Sociali: "Il numero dei bocciati coincide con quello del 2007 ?
osserva ? ma si concentra tutto nelle prime classi. Avevamo infatti una classe
piuttosto tribolosa. Il fatto è che alunni e famiglie non hanno avvertito che
si tratta di un liceo e che bisogna studiare. Probabilmente ci sono stati
problemi di orientamento". Su 208 studenti, 92 sono promossi, 79 sospesi e
37 bocciati di cui solo 22 nelle classi prime. La scuola sta predisponendo
l'organizzazione di ben 30 corsi di recupero (Rossi e Pascoli) più altre forme
di supporto per le insufficienze non gravi. I corsi saranno attivati prima
della fine di giugno. A luglio si svolgeranno con maggior intensità e la
verifica è prevista nell'ultima settimana di agosto. "L'organizzazione non
è facile ? conclude il preside Bianchi ? ma non impossibile". Angela M.
Fruzzetti.
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
AGENDA AREZZO pag. 8
E RA STATO o no l'"enfant prodige" della musica italiana? Decisame...
E RA STATO o no l'"enfant prodige" della musica italiana? Decisamente
sì, se non altro considerando che il primo disco lo incise a 13 anni, sia pur
con lo pseudonimo di Gianni Rock. Ma da allora Gianni Rock è cresciuto, tanto
che per portarlo ad Arezzo il 3 di luglio c'è voluto del bello e del buono. Ma
Ranieri, da anni amico dei Fioroni, non ha avuto dubbi. Chiude il Teatro Sistina, dove per un mese
fa il tutto esaurito senza saltare neanche una poltroncina, e viene via. Viene
ad Arezzo, anzi all'Anfiteatro, che così, sotto l'egida di Comune, Provincia e
Camera di Commercio vivrà la sua prima serata da leone dell''estate aretina.
Un ambiente recuperato per le serate d'estate. Un ambiente importante, per il pregio
del contorno e l'ottima acustica che offre alle compagnie di passaggio. La
prevendita sta andando a gonfie vele: da Gianni Rock in poi il nome di Ranieri
funziona. Anche perché da anni ormai svaria su tutto lo spettro dello
spettacolo italiano: la musica, ma anche il teatro, il ballo, la televisione.
Ad Arezzo arriva con il suo rodato "Canto perché non so nuotare...da 40
anni". E con la sua singolare compagnia: 12 musiciste, 8 ballerine. E il
minicampione mondiale di tip-tap, un ragazzino che fa battere i piedi come
neanche Fred Astaire alla sua età avrebbe saputo fare. Infatti ha 12 anni, più
o meno la stessa età di Ranieri ai tempi di Gianni Rock. Per vedere lui e il
suo pigmalione i biglietti (55, 45 e 28 euro) sono in vendita
all'Informagiovani e da Vieri Dischi.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 7 di
SILVIA MASTRANTONIO ? ROMA ? ALLA FINE è andata meglio ag... di SILVIA
MASTRANTONIO ? ROMA ? ALLA FINE è andata meglio agli studenti che ai
professori. I primi, un paio d'ore e qualche ansia dopo, se ne sono potuti
andare consegnando ai docenti i loro primi test nazionali modello piccola
maturità. I secondi, ossia gli insegnanti, se la sono dovuta vedere con
l'assalto al sito dell'Invalsi per le correzioni, al blocco di non si sa che
cosa che ha mandato in tilt il sistema e, alla fine, hanno abbandonato gli
istituti attorno alle 17 consapevoli che oggi si comincia con gli orali. ESAMI
di licenza media: primo atto del nuovo corso voluto dal
ministro Fioroni ed
ereditato dal successore Mariastella Gelmini. Ovvero test nazionale con brivido
soprattutto per la parte dedicata alla matematica che è piaciuta meno ai circa
600mila aspiranti alla licenza. Un totale di 46 miniquesiti (25 di italiano e
21 di matematica) con un tetto massimo di due ore per consegnare l'elaborato a
risposta aperta, a risposta multipla, a completamento. La prova di
italiano era incentrata su un breve brano di Raffaele La Capria: "Fiori
giapponesi". Si doveva dimostrare comprensione del testo. Poi domande di
grammatica. Per la matematica, definita una prova "più tosta" dagli
studenti, quesiti su potenze, sull'analisi, sulle misure degli angoli e delle
forme, ma soprattutto problemi su casi pratici. Alla fine gli studenti, dal
Trentino alla Sicilia, hanno riferito che la prova è stata "così
così". Agevole quella di italiano, ostica la matematica e comunque per
tutti la paura grossa è quella degli orali che partono da oggi. DIVERSO il
giudizio dei docenti per i quali, in buona sostanza, a prescindere dal merito
la prova è stata "un po' farraginosa" e parecchi aspetti vanno
rivisti. Il vero nodo è stata la correzione. L'Invalsi aveva garantito che dopo
le 12 sul sito sarebbero comparse le griglie per le correzioni. In realtà
l'assalto delle segreterie delle scuole e un problema al server hanno mandato
in tilt il sistema. Per fortuna 5mila istituti erano riusciti a entrare in
possesso delle griglie e grazie ad un tam-tam telematico ma anche via fax,
hanno trasmesso il verbo nelle scuole d'Italia. Nel frattempo l'Invalsi per
porre rimedio al problema aveva provveduto a "girare" le griglie agli
uffici scolastici regionali. Alla fine, in un modo o in un altro, si è riusciti
a chiudere il capitolo prova nazionale. Il test, peraltro, era piovuto sulla
testa di studenti e docenti ad anno scolastico abbondantemente avviato e aveva
provocato polemiche e proteste. FINO alla soluzione escogitata dalla Gelmini
che per quest'anno, visto l'avvio non proprio indolore della novità, ha deciso
di delegare alle commissioni esaminatrici la valutazione dei test. In futuro,
sarà l'Invalsi a stabilire il grado di preparazione del singolo studente sulla
base delle risposte. Perché è chiaro che il neoministro Mariastella Gelmini non
ha in animo di rimuovere i test che, anzi, giudica positivi. "È una prova
? ha detto ieri il ministro ? che va nella direzione in cui credo, quella
dell'importanza della valutazione". Il nuovo scritto "permetterà di
integrare al giudizio degli insegnanti una forma di valutazione esterna basata
su test standardizzati. UN SISTEMA che, unito ad un grande sforzo di crescita
del sistema scolastico, può aiutare i nostri studenti a risalire le classifiche
Ocse Pisa". Con qualcosa da aggiustare. Per non far sudare freddo i
docenti che si sono ritrovati bloccati dall'attesa per il sistema telematico in
tilt. "Come al solito ? commenta amaro un docente di Budrio ? c'è
scollamento tra le istituzioni e chi lavora in prima linea".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Egregio direttore,
sono un'affezionata lettrice del vostro quotidiano e incorrendo nell'articolo a
firma di Giovanni Ghisalberti, pubblicato venerdì 13 giugno, in merito alla
preoccupante situazione scolastica dei ragazzi delle medie di San Giovanni
Bianco, mi sono allarmata. Faccio una premessa importante: io non sono di San
Giovanni Bianco e non conosco la situazione didattica della scuola secondaria
di primo grado di quel paese, le scrivo in quanto mi piacerebbe rendere
partecipi della mia esperienza personale i 19 genitori di San Giovanni Bianco
che stanno in questi giorni rivivendo il mio stesso incubo! Dieci anni or sono,
ho dovuto scontare la bocciatura in terza media (mi vien più semplice chiamarla
ancora così) del mio primogenito. Certo non un campione di dedizione allo
studio, ma comunque un figlio generoso e capace di reagire se ben motivato al
rimprovero o all'insuccesso. In quell'annata la classe subì, a causa dello
sgangherato sistema di arruolamento docenti, un cambio di ben tre insegnanti,
per lo più nelle materie principali: lettere, matematica e lingua inglese. Fino
ad allora mio figlio aveva una discreta autostima e un giudizio pienamente
sufficiente, dopo pochi mesi dall'inizio della scuola mi accorsi subito dei
risultati negativi che giungevano a fiocchi, nonché la crescente disaffezione
del ragazzo alla vita scolare. Allarmata, cercai di instaurare colloqui
ravvicinati con i nuovi professori, il primo impatto fu bruciante, non mi venne
concessa alcuna possibilità di dialogo: suo figlio non si applica, suo figlio
non studia erano le sentenze di fine ottobre. Regolarmente seguivo il figlio
nelle sue attività domestiche ed in particolare nello studio, ma nonostante
sforzi sempre maggiori da parte mia e sua, i risultati non cambiavano, erano
sempre gli stessi, anzi ci veniva detto che si notavano dei miglioramenti, ma i
giudizi erano sempre non sufficienti, tanto per incoraggiare il ragazzo...
Ritrovandomi con altri genitori della classe si ravvisò diffuso il problema di
una richiesta alta, comunque legittima, da parte di questi docenti, che
sistematicamente piazzavano un buon 70-80% di insufficienze ad ogni verifica
senza tener conto magari dei limiti o delle lacune pre-esistenti. Mi son sempre
chiesta se il mio prodotto fosse per il 70-80% da scartare, probabilmente
qualcosa da rivedere nel modo con cui lo produco c'è, comunque di fronte a tali
numeri si parla solitamente di fallimento! Nella scuola, si sente parlare
sempre meno di autocritica e autovalutazione dei docenti, senza
questi due paletti non credo proprio che si possa poi parlare di meritocrazia. Come un ragazzo acquista
merito passando attraverso rivalutazioni del proprio sistema di studio in
funzione del risultato, penso che a maggior ragione lo debbano fare i docenti.
Ecco, leggendo della situazione di San Giovanni Bianco, penso che qualcosa lì
sia fallito. Seppur valide e coerenti le giustificazioni del dirigente,
mi chiedo come è possibile che così tanti ragazzini, non ancora distratti da
particolari attrazioni, siano oggi marchiati indelebilmente con una bocciatura
nella scuola dell'obbligo? Io, nella mia personale esperienza, continuavo
imperterrita a chiedermi dove avessi fallito, le ho pensate veramente tutte! E
più mi rammaricavo di un mio insuccesso come genitore, più vedevo in certi
docenti quasi una onnipotenza crescente e una loro gloria. Genitori di San
Giovanni non rammaricatevi e abbiate sempre cura dei vostri figli, non
abbandonateli, certe situazioni vanno capite, ora mio figlio ? bocciato in
terza media ? si sta laureando in giurisprudenza. Coraggio! Melissa Manara.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA EMPOLI pag.
2 S UBITO IN TILT la correzione della prova nazionale dell'esame di terza m...
S UBITO IN TILT la correzione della prova nazionale dell'esame di terza media.
A mezzogiorno di ieri l'operazione doveva scattare, e invece è cominciata verso
le 15 quando è intervenuto in soccorso l'Ufficio Scolastico Provinciale (ex
Provveditorato) che ha inviato alle scuole le necessarie griglie. L'Invalsi,
Istituto nazionale di Valutazione Scolastica, ieri recitava: "Alle ore 12
si è conclusa la somministrazione della prova nazionale. Dalle 12 sono
disponibili in una sezione riservata le griglie di correzione". Tutte le
scuole medie, subito dopo mezzogiorno potevano avviare la correzione con
griglie valutative che dovevano essere inviate. E che non arrivavano,
"forse ? è stato fatto notare da un istituto ? per il sovraccarico di
contatti". Solo verso le 15 la situazione si è sbloccata, in virtù
dell'intervento dell'ex Provveditorato. Questa "prova
nazionale", di italiano e matematica, con procedure standardizzate, è una
delle ultime decisioni del ministro Giuseppe Fioroni. Ad intuire l'umore di ieri, di docenti e dirigenti, non è che
ci si strapperà le vesti se dovesse essere cassata. Prima però ci vorrà un'altra
riprova delle ore 12. Andrea Ciappi.
( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Di Monica Viviani
Toto-tema, l'ultima caccia 500mila studenti alla prova Valide le disposizioni
transitorie. Novità a regime soltanto il prossimo anno ROMA. Pavese o Calvino?
Il rapimento Moro, il bullismo o le tragedie sul lavoro? Vigilia della maturità
anche quest'anno all'insegna del toto-tema e dei consigli più disparati (dalla
dieta anti-stress al sesso che aiuta la concentrazione) per i 496.000 studenti
che oggi si cimentano nella prima prova scritta uguale per tutti: il tema di
Italiano. A loro il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ha mandato
"un grosso in bocca al lupo" aggiungendo: "Vi sono vicina".
Con oltre 100 mila docenti, 12.500 presidenti, 25 mila commissioni, un terzo in
meno di candidati esterni e solo 86 "ottisti" (studenti ammessi con
un anno di anticipo per merito) la macchina della maturità 2008 è quindi
partita e secondo Tuttoscuola, allo Stato costerà 183 milioni di euro. Le
tracce della prima prova sono state individuate da una commissione di esperti,
che ha sottoposto una rosa di proposte al ministro: la scelta finale, per i
tempi delle operazioni, è stata fatta però non dalla
Gelmini, ma dal suo precedessore Fioroni. Le tipologie sono quelle degli anni passati: analisi di un
testo letterario, saggio breve o articolo di giornale (a scelta tra gli ambiti
storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico),
tema storico, tema di attualità. E in attesa dell'apertura delle buste,
il toto-traccia, insieme alla ricerca di informazioni sui "prof
esterni" che presiedono le commissioni, ha tenuto banco sino all'ultimo
sui siti internet studenteschi. Molti gli anniversari "papabili":
sequestro Moro, Cesare Pavese, Ghandi, il Sessantotto, Dichiarazione dei
Diritti dell'Uomo, elezione di Giovanni Paolo II, assassinio di Martin Luther
King, entrata in vigore della Costituzione. Per studentiville.it i più quotati
per l'analisi del testo erano Svevo, Moravia e Calvino a cui Studenti.it
aggiungeva anche Pirandello senza escludere Dante. Per Skuola.net, invece, il
sommo Poeta "quest'anno non farà il tris" e puntava su Moravia,
Calvino e D'Annunzio. Per la traccia di attualità Studentville.it dava in pole
position il bullismo, ma anche le morti bianche. A seguire, tra gli altri, la
crisi energetica, l'emergenza rifiuti in Campania e i cambiamenti portati da
Internet. Studenti.it segnalava poi anche i 60 anni dello Stato d'Israele,
Olimpiadi e questione tibetana, il nobel Al Gore e l'inquinamento, crisi
petrolifera, crisi dei mutui, legge sull'aborto. Skuola.net scommetteva su
diritti dell'uomo e Sessantotto mentre dava come "poco probabili"
Moro e la Costituzione. Domani toccherà alla seconda prova (greco per il
classico e matematica per lo scientifico) e il 23 giugno si tornerà in classe
per il terzo e ultimo scritto, il cosiddetto "quizzone", messo a
punto dalle singole commissioni. Si passerà, quindi, ai colloqui su argomenti
multidisciplinari attinenti i programmi dell'ultimo anno. Gli studenti potranno
presentare una tesina nel formato preferito, anche multimediale, iniziare
l'orale con un argomento a scelta e, negli indirizzi pedagogico-musicali, anche
eseguendo un brano musicale. La riforma della maturità andrà a regime solo
l'anno prossimo, quindi per ammissioni e valutazioni valgono ancora le
disposizioni transitorie: questo significa che sono stati ammessi anche
candidati con voti non sufficienti che però si sono impegnati a colmare le
lacune. La commissione avrà 45 punti per valutare gli scritti (15 per ogni
prova) e 35 per i colloqui. Il voto finale sarà in centesimi. Per la promozione
si parte da 60/100 e per chi ottiene il massimo potrà esserci la lode, se
votata all'unanimità.
( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi
va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta.
Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel
secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei
Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle
accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita
da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il
tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare.
L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte
e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire:
"Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono
solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della
nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal
tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice
(giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La
Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema
dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando:
"E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di
autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le
sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli
italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il
cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché
la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale
al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder
del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel
Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti
(D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto"
(Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito
democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per
ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che
sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata
presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima
compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato
a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in
due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo.
Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante
che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il
centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare
avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater
va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al
sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi,
Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi
di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto
soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più
veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato
l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che
hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto
più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare".
Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero
molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania.
E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi,
carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema
paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e
problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le
carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del
premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento
giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo
e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che
non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per
recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto
dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale
proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 )
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei
conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco
del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in
campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie
abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della
campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il
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un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38)
Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a
prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo:
Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni.
Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie:
"mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta:
ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le
bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono
gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails
Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco
aereo? Sarebbe catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle
coopPalermo, un accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE
l'Italia fa "l'impresa" a Zurigo Batte la francia
( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia",
così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è
l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo
ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove
stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo
ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo
Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di
vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible
ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima
compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi
quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al
sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi,
Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi
di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto
soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più
veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato
l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che
hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto
più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso
perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale
i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal
parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di
San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a
lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi,
perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano",
politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare
proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande
partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di
lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua
Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti
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Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a
fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd
Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza,
campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono
i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto
Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime
discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista
mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore
di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli
qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di
2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni
percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi
voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che
cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il
governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra".
Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1
Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News C'ERA UNA
VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco aereo? Sarebbe
catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle coopPalermo, un
accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE l'Italia fa
"l'impresa" a Zurigo Batte la francia
( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura
è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso
la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le
ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante
nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle
persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo
non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo
D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di
forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in
mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo
sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti
( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la
prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo
D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra.
E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08
Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra
e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui
sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo
fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati
allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual
è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento
giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo
il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma
non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete
qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a
"il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco
Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura
di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli
di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime
discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista
mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore
di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli
qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di
2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni
percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi
voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che
cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il
governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra".
Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1
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VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco aereo? Sarebbe
catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle coopPalermo, un
accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE l'Italia fa
"l'impresa" a Zurigo Batte la francia
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Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.",
la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni
è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre
di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma
anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
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a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto
periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo
caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di
sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi
chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma
stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il
tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare.
L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di
parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a
dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi
sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e
della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal
tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice
(giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La
Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa
come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E'
necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa,
democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che
ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani
vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare
questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare
nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace
di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si
diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non
pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto.
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Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano
la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E'
facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi
l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio
condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una
sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o
alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato
appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura
di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile).
Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa
parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno
i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o
meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa
editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la
realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable".
Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si
propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia
nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il
Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto
cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori,
anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa:
contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle
urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito
"giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi
il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote
proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei.
Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e
a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà
partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e
nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario
piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non
fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il
"partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per
i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è
niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano,
con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave
delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che
affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40
anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il
filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è
cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà
contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla
Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono
Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni
per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente
Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare".
Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero
molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania.
E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi,
carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema
paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e
problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le
carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del
premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento
giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo
e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che
non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già
perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi
hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per
recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo
anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non
funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e
subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete
chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer
(sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso
Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e
dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci
sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha
gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è
stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo
riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco,
che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non
funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che
stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che
pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma
quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il
re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni
personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una
bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo.
Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana
tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna
elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le
dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla
Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha
rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel
loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e
sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave,
ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo
colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è
mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare
coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se
non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il
Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia
ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un
errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un
grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura
federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè
aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto
colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi
tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd"
a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e
il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato
mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà
davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta.
Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime
foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i
messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni.
Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come
spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di
amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della
sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 )
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29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì,
la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il
"muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in
macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti
all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni
politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che
venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni.
E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione
col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa
fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11
firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A
proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie
Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un
toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38)
Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a
prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo:
Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni.
Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie:
"mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta:
ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le
bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono
gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails
Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco
aereo? Sarebbe catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle
coopPalermo, un accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE
l'Italia fa "l'impresa" a Zurigo Batte la francia
( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni
europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare
meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata
nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06
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dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco
di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico
elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà
minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e
controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di
piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della
storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte
politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una
democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle
estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il
"giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani
hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti
( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di
dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete
provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si
sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia",
così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è
l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo
ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove
stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo
ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo
Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di
vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato
"Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo
al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella
vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis
apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata
mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue
lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni
su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto
in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il
discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier),
l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla
telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che
qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche
il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo
istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera
Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza
Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il
"sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si
rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non
sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani
qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto
Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il
partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla
carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i
bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che
la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una
prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non
abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non
intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica".
Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha
una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter,
e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto
(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea
costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento
dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni
riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se
anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in
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post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni
e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi
quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile
sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri
(quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con
la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati
uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro
hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso
è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi,
ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto,
che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23
giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il
presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale
"non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre
sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il
33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord?
"Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel
territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto
colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono
antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto
significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge
"l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a
D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in
cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni
regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso
anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno
di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per
ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono
certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro
la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e
terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo
lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta
elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto
popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come
una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure
farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e
qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone
l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno
all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire
un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado,
meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi?
Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto
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questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare?
Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre
più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello
del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti.
Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e
Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci
sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno
detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e
come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della
tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del
nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita
della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di
stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più
popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra
vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non
scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come
sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)".
Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita
della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di
Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la
partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo
sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi
un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al
"Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel
giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes,
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sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da
Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008
milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia,
fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra
provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella
trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu'
preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione
di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO
TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a
capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter
diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del
"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL
DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco aereo? Sarebbe catastrofe"La
Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle coopPalermo, un accordo tra mafiosi
e massoni per ritardare i processiE l'Italia fa "l'impresa" a Zurigo
Batte la francia
( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il Pd sfoglia la margherita,
dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare
prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non
sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la
"contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia
Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex
ministro Fioroni
(infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la
frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora
più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più
agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti
contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i
Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto
periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo
caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di
sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi
chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma
stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema
dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario
Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato
di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo
di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza
si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da
parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire:
"Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono
solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della
nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si
costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un
varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e
queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal
tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice
(giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della
violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso
voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe
stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader
del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La
Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema
dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando:
"E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di
autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le
sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli
italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39
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le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno
delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è
stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si
chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione
di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una
prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista
attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou
probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di
Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una
giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il
dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo
spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e
che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti
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un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di
Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura
unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del
premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero
cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e
politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini.
Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse
non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di
Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale,
pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche
Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare
amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la
sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino",
quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso
Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote
proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra
giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La
sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non
intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo
perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha
parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una
maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e
di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro,
Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del
2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran
manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini
sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata
per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi:
"Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La
battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare
debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze?
L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta
Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il
riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti
ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti
da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie
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(Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi
(ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo
ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di
quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato
Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis).
Veltroni diventa "premier ombra" del "governo
dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e
riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla
fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini)
il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di
stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il
processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei
ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte -
Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui
Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché
bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza
e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel
suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione
ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli
ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che
sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il
"caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che
affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di
rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra
nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti (
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08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e
stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere
che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che
contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella
chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini
nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra
31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è
riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma
molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che
potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario
alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci
sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni
per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente
Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della
Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica,
quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso
perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.".
Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA
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Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che
diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni
Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo
Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha
aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta
senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita
del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato
spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a
volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato
solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i
leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal
parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di
San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a
lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi,
perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano",
politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare
proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande
partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di
lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua
Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie
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a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra
A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a
fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd
Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza,
campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono
i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i
ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi,
che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha
sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella
Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di
sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma
come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la
vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita
della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme
del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro
partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di
emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più
bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita
della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti
sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog
ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non
troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è
la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il
Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti
a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di
articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5
del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per
lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista,
ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131
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"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli
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discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista
mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore
di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli
qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di
2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni
percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi
voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che
cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il
governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra".
Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1
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( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a
Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la
strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo
Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello
scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee.
Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare
"vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella
corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio
rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul
futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra
più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento
anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche
dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra,
dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché
fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che
resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la
lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente
Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo
Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito
dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI,
poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di
casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre
schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni
Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il
corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai
militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle
polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che
l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta
ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come
scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto
nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di
odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti
estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili,
ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di
Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari,
ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico
della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve
venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra
giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni
ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come
imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a
"non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono
stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di
quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma
anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa
che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori:
"L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro
politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E.
E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti
strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole
gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza
degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova
strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova
tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più
forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche
("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo
ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra
strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così
le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare
il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato,
perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi.
Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha
rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle
nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato
coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama
la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no
mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La
tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando?
Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un
futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa
casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la
realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable".
Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si
propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia
nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il
Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle
Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio
per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che
potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti (
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14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio
Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale
al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder
del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel
Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes,
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diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma,
Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership.
Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni".
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"fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora
ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e
le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità"
se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader".
Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non
sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché,
tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così
emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare
attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo)
Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora
Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al
congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere
un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche
lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non
sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira
contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta
feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni,
"matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto
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questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano.
Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha
abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche
ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla
resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle
elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro
che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano
Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del
bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da
Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
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un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a
prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo:
Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni.
Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie:
"mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta:
ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le
bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono
gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails
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nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così
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del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il
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( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il Pd sfoglia la
margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che
potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e
teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici
contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di
"Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.",
la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni
è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre
di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un
tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma
anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta"
politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E
ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra
nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita
Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non
voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per
tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo).
Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di
scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini
della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e
senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente
popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi
teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie
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a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei
Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle
foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una
"tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi,
quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo
quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei
manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra,
della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire
(rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire
colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza
travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare.
E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di
tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo
schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste,
sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi.
Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo
lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al
contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo
è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi
politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le
contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone
vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni
invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le
istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale?
quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di
tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per
evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito
comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo
sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come
diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario
che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente
designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio
quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare
agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per
interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a
nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare
l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una
volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe,
gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie
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a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai
successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione
che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona.
Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori
britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella
del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista.
Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico.
"Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile
("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente
da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra
quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di
comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino?
Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese,
ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un
cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha
ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un
salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era
dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in
occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della
Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le
vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda
il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112
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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi
alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo
con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd),
sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento
e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha
riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno
scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta
rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd:
l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella
distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e
Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici.
E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra
massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei
giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani)
e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E'
lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a
indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro
alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del
ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia
personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio
non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto
popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico.
C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel
mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo
D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come
racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della
consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri,
Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho
avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve
un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più
l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna
elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito
anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della
responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori,
perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il
paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter
diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989,
Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni
spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi
l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana
esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità
- fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni
diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione":
alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no
eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì
accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del
Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo
anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle
intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è
stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della
prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è
affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe
essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i
distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo
importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto
il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti.
Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita
dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il
coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino.
Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima
leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di
Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti
del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo
Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo
12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a
Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già
collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni).
Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del
suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato.
Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su
un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza
del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e
La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere
a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio
Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna.").
Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace
"decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno
semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più
"decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del
"fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da
"fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla
vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da
poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione
clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della
burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi
ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono
gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti.
Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese
e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la
sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da
Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi
problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto,
mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il
governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal
Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò
andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la
maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri),
Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà
(giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo
ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si
aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due
come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in
commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran
Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da
noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche
interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci
sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e
che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da
Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un
punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo
in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare
allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie
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se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine
Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più
"silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per
scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta
del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e
ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa
dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel
centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve
quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra
Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo
colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si
oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra
radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a
correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali
diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo.
Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale,
fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei
leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna
carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più
pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani
libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che
sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e
furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo
sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione
di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è
da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno.
In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha
mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto
"L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il
nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare
vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E'
COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel
venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la
straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro"
di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie
(politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno
del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è
arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di
Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero
Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto,
accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo
D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra
defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E
Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal
centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In
fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche
soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già,
perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una.
Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo
europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate?
Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare
il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali
sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la
conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato
sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono
scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico,
periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi
della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e
Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha
attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini:
"Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e
i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle
politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità
che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti
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23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport
del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario
Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio,
quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro
ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli
articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla
diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e
buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di
ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta
divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa,
campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a
Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in
redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione
di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e
alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande
partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in
Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il
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un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
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Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a
prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo:
Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni.
Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie:
"mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta:
ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le
bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono
gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails
Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco
aereo? Sarebbe catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle
coopPalermo, un accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE
l'Italia fa "l'impresa" a Zurigo Batte la francia 2 a 0:
qualificataCaso Mills, Berlusconi ricusa il giudice L'Anm: "Non può
denigrare le toghe" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di
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rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier
ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti
sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro
Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste
e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma,
quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la
partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del
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( da "Libero" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Prima
pagina 18-06-2008 Torna la meritocrazia nella scuola E
la laurea breve è al tramonto di GIORGIO ISRAEL Va apprezzato il coraggio del
ministro Gelmini di aver rimesso in circolazione la parola "merito",
impronunciabile da decenni. Ora le università la applicheranno anche alla
scelta dei docenti.
Un altro problema sono i pessimi risultati delle lauree triennali. Tutti
riconoscono che queste non servono a niente e tanto varrebbe tornare alla
vecchia normativa. Quantomeno, occorrerebbe por mano a una semplificazione
estrema del sistema dei crediti che è fonte di uno squallido mercato. servizi
alle pagine 12-13 Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di
riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Corriere Alto Adige" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-06-18 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Scuola Impegnati anche cinquemila alunni di terza media
in tutto l'Alto Adige. Ecco le novità Maturità per tremila studenti Oggi al via
gli esami. Si inizia con la prova scritta di italiano La Sovrintendenza
italiana intanto spiega che il problema dei "giudizi sospesi" in
effetti è molto sentito BOLZANO - Tremila studenti altoatesini delle scuole
superiori affrontano a partire da oggi l'esame di maturità. Le prove scritte
iniziano infatti questa mattina, alle 8.30, con la prova di italiano, a cui
seguirà domani quella di indirizzo. Una breve pausa per il "ripasso "
e poi di nuovo sui banchi il 23 giugno per la prova di seconda lingua (tedesco
per le scuole italiane e viceversa). Infine, martedì prossimo 24 giugno è in
programma l'ultima prova, quella pluridisciplinare. Tra la pubblicazione
all'albo dei punteggi riportati e l'inizio dei colloqui ci sarà una giornata di
relativo riposo che preluderà al rush finale, quello appunto delle prove orali.
Ad affrontare l'esame di maturità sono dunque circa tremila studenti
altoatesini, di entrambi i gruppi linguistici. Stesso numero, più o meno, anche
in Trentino, dove sono stati ammessi 3.400 studenti agli esami. Lunedì sono
inoltre iniziati anche gli esami di terza media, che quest'anno comportano
alcune novità. In questo caso il numero di alunni impegnati è maggiore: sono
1.090 gli alunni delle scuole medie di lingua italiana e 4.190 quelli delle
scuole tedesche. Lunedì si è infatti svolta la prova di italiano (tema) e ieri
quella che viene definita "prova nazionale": si tratta di un'assoluta
novità introdotta dall'ex ministro Fioroni. Si compone di due parti
(entrambe sono identiche per tutte le scuole nazionali, da cui il nome): una
serie di domande di italiano, sia di grammatica che di comprensione del testo,
ed una serie di quesiti di matematica. Oggi invece gli alunni delle terze medie
affronteranno la prova di seconda lingua (tedesco o italiano), domani
matematica e venerdì inglese. Poi inizieranno le prove orali, in alcuni casi
già sabato. Gli esami di terza media non potranno prolungarsi comunque oltre il
30 maggio. Esami di maturità e di terza media a parte, la Sovrintendenza
scolastica italiana sta attendendo intanto il numero esatto degli studenti
delle superiori bocciati quest'anno. Da una prima stima sembra infatti che il
numero sia decisamente sopra la media degli ultimi anni. Non solo, ma ad essi
si aggiungono moltissimi sospesi, con le insufficienze da recuperare a fine
agosto. Scrutini amari quindi nelle scuole superiori della provincia. Al
riguardo la sovrintendente Rauzi afferma: "Il problema c'è ed è dovuto al
fatto che, dopo le medie, in mancanza di un biennio orientativo che andrebbe
introdotto, molte scuole si trovano a dover bocciare gli studenti nei primi
anni". La sovrintendente Rauzi aggiunge inoltre che il problema è legato
anche al fatto che le scuole altoatesine, al posto dei crediti formativi, hanno
introdotto la formula del "giudizio sospeso" con recupero entro fine
agosto (con possibilità di deroga a settembre). Sarebbe mancato il tempo per
gestire questa novità, spiega la sovrintendente, e così le scuole si sono
trovate in difficoltà. L. R. Tensione Sono circa 3000 gli studenti dell'Alto
Adige impegnati negli esami di maturità.
( da "Corriere della Sera" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-18 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE La prova d'italiano Sui blog il toto-tracce: tra i più quotati
Svevo, Pirandello, Moravia e Calvino Maturità, bandite le penne laser Oggi
l'esame, caccia agli apparecchi che rivelano appunti invisibili Il kit entra
per la prima volta nell'elenco dei divieti accanto a telefonini, palmari e
simili ROMA - Maturità 2008. Nelle aule, dove stamani 496 mila ragazzi affronteranno
la prima prova scritta, quella di italiano, i commissari dovranno aguzzare la
vista per sorprendere i copioni alle prese con l'ultimo ritrovato della
tecnica, la penna laser che legge la scrittura invisibile. La circolare che
regola la liturgia dell'esame di stato include, per la prima volta, anche
questo mezzo tra gli strumenti proibiti: telefonini, palmari e via dicendo. Da
stamani professori occhiuti tra i banchi, magari dotati di penna
all'infrarosso, per far emergere da pagine apparentemente bianche i caratteri
degli appunti proibiti? La situazione è abbastanza umoristica. Eppure la
circolare specifica che la prevenzione anticopione deve tener conto anche di
particolari penne che, sfruttando le leggi fisiche, utilizzano un
"inchiostro " con un colore la cui frequenza non è percepibile
dall'occhio umano. Ma non dal raggio a infrarossi, emanato da una penna o da un
altro oggetto dall'aspetto non sospetto, che puntato sulla pagina del
vocabolario fa emergere gli appunti stesi fitti fitti a casa alla vigilia della
prova. Il kit si trova sul mercato per pochi euro. La rincorsa tra copioni e
commissari della maturità, datata 1925, non si ferma. E la dice lunga sulle
difficoltà che si incontrano nel tentativo di rendere credibile questa prova.
Eppure, per mettere l'esame al sicuro dai furbi, basterebbe seguire l'esempio
della prima prova di stato nazionale di terza media - anche questa voluta da Fioroni - somministrata ieri mattina a 600 mila ragazzini:
semplici test, oggettivi e veloci. E' l'ultima maturità buonista. In quel mezzo
milione di ragazzi (496 mila di cui 24.885 esterni) ce n'è una buona parte che
ringrazia la buona sorte per l'ammissione nonostante i debiti, anche pesanti,
trascinati da anni. La prossima volta nessuno potrà sostenere l'esame di stato
senza aver prima riconquistato una situazione generale di sufficienza, senza
debiti pregressi. Appare improbabile che il ministro Gelmini - che ieri ha
inviato i suoi auguri a tutti i candidati: "Vi sono vicina e vi faccio un
grosso in bocca al lupo", nei prossimi mesi cancelli questa ed altre norme
del predecessore Fioroni ispirate al rigore. Gli
studenti di appunti, visibili o meno, ne dovranno stendere tanti perché il tam
tam della maturità trasmette da giorni numerose tracce. E poco importa che
finora quasi mai i pronostici siano stati confermati. Sui siti specializzati
impazza il toto-tema. Tra gli autori più quotati Italo Svevo, Pirandello,
Moravia e Calvino. Per i temi storici si parla del rapimento di Aldo Moro (di
cui quest'anno ricorre il trentesimo anniversario) e dei moti studenteschi del
'68 (quarantesimo anniversario). G. Ben. PER SAPERE DI PIU' Le tracce, le
soluzioni, le notizie e gli approfondimenti su www.corriere.it.
( da "Manifesto, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITÀ Ci
risiamo, il ministro promette più soldi (s.mil.) Una promessa che si augurano non
rimanga tale. Ieri il neoministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Maria
Stella Gelmini, ha assicurato che da settembre i ricercatori italiani avranno a
disposizione 240 euro in più, ogni mese, per le borse di studio al fine di
"valorizzare" il dottorato di ricerca che va, ha aggiunto,
"spoliticizzato". Un simile aumento l'aveva garantito anche il
precedente ministro Mussi, che infatti ora lo rivendica: "L'incremento -
dice - è stato applicato nel 2008, perché inserito dal precedente Fondo di finanziamento
ordinario per quest'anno". Tra i due ministri litiganti, però, a godere
non sono i ricercatori che di promesse del genere ne hanno sentite tante nel
corso degli anni. Così ieri alcuni di loro hanno preso spazzole e detergenti e,
travestiti da lavavetri, hanno inscenato una protesta alla Sapienza pulendo i
parabrezza delle automobili parcheggiate sotto la statua della Minerva.
"Faccio il lavavetri per arrotondare", si leggeva su un cartello che
ben spiega la precarietà in cui sono costretti a vivere lavorando all'interno
dell'Ateneo. Aumenti a parte, la Gelmini ha annunciato, in commissione cultura
alla Camera, le linee guida che intenderà intraprendere per rilanciare
l'università italiana che, neanche a dirlo, versa in una situazione drammatica.
Cominciando dai professori: in futuro le università saranno libere di chiamare
direttamente i propri docenti. Regole di reclutamento più "snelle,
credibili, che assicurino meritocrazia e autonomia dei singoli atenei" che devono passare
innanzitutto "attraverso una verifica nazionale di idoneità riconosciuta
da parte della comunità scientifica nel suo complesso". Il ministro ha
anche annunciato un'indagine conoscitiva sugli enti di ricerca italiani per
"fare chiarezza e individuare i rami secchi" criticando apertamente
l'Anvur (Agenzia nazionale per la valutazione dell'università e della ricerca),
"una costosissima struttura ad alto tasso di burocrazia e rigidità".
Annunciati incentivi per gli studenti fuori sede, mentre è previsto un drastico
ridimensionamento dei corsi di laurea.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione:
NORME E TRIBUTI data: 2008-06-18 - pag: 35 autore: Scuola. Parte oggi con la
prova di italiano l'esame di Stato per 500mila studenti delle superiori
Maturità, ultimo anno con debiti In futuro saranno ammessi soltanto i candidati
senza insufficienze Luigi Illiano ROMA Dalle 8 e 30 di questa mattina andrà in
scena l'ultima maturità aperta anche a chi ha debiti formativi. Con la prova si
misureranno circa mezzo milione di studenti. Poi, dal prossimo anno calerà il
sipario e nessuno potrà presentarsi all'appuntamento con l'esame di Stato senza
aver saldato le insufficienze accumulate. Così come slitta al prossimo anno la
possibilità di ottenere un bonus da spendere per l'accesso ai corsi di laurea a
numero chiuso. Il provvedimento, annunciato non senza soddisfazione
dall'allora ministro Fioroni ("è una svolta"), si è rivelato di difficile
attuazione. "Vi sono vicina e vi faccio un grosso in bocca al lupo" è
il messaggio di augurio che il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini
invia ai ragazzi. "Non voglio fare della retorica, e ricordare solo che
l'esame di maturità – ha aggiunto il ministro – è una tappa fondamentale
nella crescita educativa, ma anche umana, dei ragazzi. In questo momento so
bene che tra loro prevale l'agitazione e la preoccupazione. è normale. Anche
per me è stato così". Tutto già deciso – ovviamente – per calendario,
procedure e materie. Oggi prima prova scritta (italiano), domani seconda prova,
variabile: greco al classico, matematica allo scientifico, economia aziendale per
la ragioneria e costruzioni all'istituto per geometri. Poi, via via, gli altri
corsi di studio, secondo un sovraffollamento che porta a 912 il numero
complessivo degli indirizzi. Frammentazione che se da un lato è come una
nebulosa difficile da comprendere e giustificare, dall'altro – invece – risulta
chiarissimo che provoca un aumento di spesa per il moltiplicarsi degli
insegnamenti e delle relative ore. Lunedì 23 i ragazzi si confronteranno con la
terza prova scritta, quasi sempre un questionario sulle materie dell'ultimo
anno, escluse quelle dei due primi scritti. La data di inizio dei colloqui non
è fissa, è stabilita dalle stesse commissioni, tenendo conto che, ogni giorno,
il numero dei candidati da esaminare non può essere di norma superiore a
cinque. Tornano le commissioni miste formate per metà da commissari esterni e
per metà da membri interni della classe e presiedute da un presidente,
anch'esso esterno. Il numero massimo dei commissari è di sei. Le commissioni
dispongono di 45 punti per valutare le prove scritte e di 35 punti per i
colloqui. Il punteggio minimo complessivo per superare l'esame è di 60/100.
Anche quest'anno dovrebbe essere confermato il bonus di mille euro per i
ragazzi che otterranno la lode. Sono circa 500mila i ragazzi alla prova. Il
contingente più numeroso arriva dagli istituti tecnici ( 187.748), segue il
liceo scientifico (106.557), gli istituti professionali (84.415), il liceo
classico (54.094), poi tutti gli altri. Al lavoro per la valutazione 125mila
commissari, tra presidi e insegnanti. I candidati in regola con l'età sono
circa 340mila (68%), quindi uno studente su tre arriva al diploma dopo aver
perso almeno un anno. Cresce il numero degli studenti stranieri che passano a
quota 12mila (lo scorso anno erano 9mila) e provengono da 166 Paesi: di questi
il 75% sarà esaminato da una commissione di un istituto tecnico o
professionale. Nel 2007 in 3.026 si sono aggiudicati la lode. La percentuale
media nazionale dei diplomati lo scorso anno è stata del 97,3 per cento. Con
punte in Calabria (99%), Molise (98,7%) e Campania (98,6%). Non esattamente le
regioni che poi nelle classifiche internazionali Pisa-Ocse si piazzano ai
vertici. www.ilsole24ore.com Speciale maturità: da fine mattinata i testi
completi della prova di italiano GLI ALTRI PASSAGGI Domani il secondo test e
lunedì prossimo il questionario sulle materie Poi via ai colloqui.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: XPUBBLICITA - data: 2008-06-18 num: - pag: 14
categoria: XPUBBLICITA Dai matrimoni agli incontri letterari, è sempre profumo di
casa Una stagione di successi per il Palazzo Guastamacchia, a Terlizzi. Nella
residenza si organizzano anche cene con lo chef, meeting e congressi Non
bastano il lusso e l'eleganza per far sentire a proprio agio un ospite. Non
serve neanche lasciarsi trasportare dal vento mutevole della moda per fare
scuola, perché quando si parla di ricevimento ci si muove sul delicato terreno
dell'accoglienza. Un'arte antica eppure sempre attuale, che concilia la ricerca
dell'eccellenza in ogni dettaglio con la schiettezza dei modi, il vero segreto
che permette a chiunque di sentirsi veramente a casa. Immaginate, allora, di
accomodarvi in un'autentica residenza di famiglia, che con il gusto per il
bello e il piacere dell'ospitalità si è aperta alla sua città. Ma non solo.
Siamo nel Palazzo Guastamacchia di Terlizzi, l'antica residenza dell'omonima
famiglia, una non comune location che si è donata al suo pubblico selezionato,
con tutta la sua storia, senza messinscene né manipolazioni. Soprattutto, senza
inseguire le tendenze del momento, eppure riuscendo ad affermarsi come uno dei
posti più ricercati anche fuori dai confini regionali. L'organizzazione della
residenza è curata dalla signora Rosanna Guastamacchia, che si dedica al
ricevimento dei suoi ospiti con l'immutato spirito della padrona di casa. Non
un particolare, quest'ultimo, ma la caratteristica fondamentale per comprendere
perché, nel Palazzo Guastamacchia si preferisca parlare di graditi ospiti
piuttosto che di semplici, anonimi clienti. Il palazzo è un esempio
particolarmente riuscito ed attuale di recupero della memoria storica della
nostra terra, una memoria urbana ma allo stesso tempo nobile. Una residenza
ottocentesca situata nel centro abitato di Terlizzi, la cui facciata austera ed
importante tradisce un'atmosfera, all'interno, tipica di una residenza
padronale. Il segreto sta proprio nell'idea di accoglienza, che la signora
Rosanna ci mette in ogni evento da lei organizzato. Dalla cena di gala al
pranzo d'affari, al congresso scientifico agli appuntamenti culturali e
artistici, fino ai matrimoni e le cerimonie più importanti, organizzate sempre
con la massima cura di ogni dettaglio. L'atmosfera di una casa, appunto. Il
successo di questa idea dell'accoglienza, nobile ma mai sfrontato, è
testimoniato dall'intensa attività dei ricevimenti, sempre ad alto livello,
meeting, congressi ed importanti appuntamenti culturali, che hanno
caratterizzato la passata stagione invernale di Palazzo Guastamacchia. Il fiore
all'occhiello della residenza è la sua terrazza climatizzata, dove la signora
Rosanna accoglie i suoi ospiti al riparo di eleganti gazebo in ferro battuto,
con i grandi tessuti dai toni chiari. Uno spazio perfetto, per appuntamenti
importanti, sia nella stagione fredda che durante l'estate, ormai alle porte.
In questo incantevole contesto si sono svolte, per esempio, le serate “A tavola
con lo chef”, una serie di appuntamenti a tema con la presenza del maestro di
cucina Michele D'Agostino, executive chef sulla cui sapienza culinaria può
contare la residenza. Tra le serate particolarmente riuscite bisogna ricordare
quella dedicata alla “Salute nel piatto: percorsi di cucina salutista nei
metodi di vita e di alimentazione del popolo mediterraneo”, in cui D'Agostino
ha deliziato gli ospiti di Palazzo Guastamacchia con piacevoli argomenti di
cucina e benessere. L'occasione giusta per riscoprire il piacere di mangiare
con gusto senza dimenticare la cura di se stessi. Altri appuntamenti
significativi di “A tavola con lo chef” sono stati “I piatti dimenticati”, dedicato
alla tradizione gastronomica della nostra terra e “Le erbe spontanee nella
cucina povera”, un vero omaggio alla semplicità e alla frugalità della nostra
cucina. I profumi, del resto, sono un aspetto molto importante nel Palazzo
Guastamacchia, dove la signora Rosanna ha cura di abbinare ad ogni evento la
fragranza più adeguata, la più adatta a contestualizzare olfattivamente ogni
situazione. Un'altra piacevole meraviglia di questa residenza, resa possibile
dalla consulenza esperta di un maestro profumiere, che ha realizzato una
collezione di profumi in esclusiva per questi ambienti. Fragranze delicate ed
eleganti, perfettamente intonate con l'architettura tipicamente ottocentesca
del palazzo. Profumi che avvolgono delicatamente gli ospiti di Palazzo Guastamacchia,
facendoli sentire ulteriormente a proprio agio. Sentori che esaltano la
bellezza degli ambienti, come il profumo di fiore di loto, oppure le fragranze
a base di rosa e papavero, che insistono sul carattere accogliente tipico di
una casa. Pensate ad una fragranza dolce e fruttata, durante un elegante coffee
break o una colazione importante. Molto più che dettagli, che contribuiscono a
consolidare l'immagine di alto livello che il palazzo ha rapidamente guadagnato
nel settore. Un altro significativo indice di questo successo è dato dagli
appuntamenti letterali, che hanno caratterizzato l'attività della residenza. Lo
scorso aprile, infatti, i raffinati ambienti di Palazzo Guastamacchia sono
stati la cornice per la presentazione de “Il ministro e la brigatista”, il
primo romanzo dell'onorevole Gero Grassi, durante una serata a cui hanno
partecipato l'ex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe
Fioroni e il Governatore
della Puglia, Nichi Vendola. Un libro in cui si narra di una singolare “storia
d'amore, di scelte personali e collettive”, sullo sfondo dei tumultuosi anni
Settanta in Italia. L'onorevole Grassi, peraltro, ha dimostrato di apprezzare
non poco l'atmosfera di Palazzo Guastamacchia, dove già aveva fatto
conoscere il suo precedente lavoro letterario, dal titolo “G'ero anch'io,
intervista ad un deputato”. Sarà perché c'è tutto il piacere della riscoperta,
nell'apertura del Palazzo Guastamacchia di Terlizzi, come un tuffo in un
passato non lontano. Nella residenza, infatti, tutto è fedele testimonianza di
se stessa, a cominciare dalle sue volte alte e gli spazi conviviali generosi,
però mai imbarazzanti per i suoi graditi ospiti. Un'armoniosa e fedele
ricostruzione di quello che esattamente è stata la residenza, nei colori e
nelle forme degli arredi, tutti rigorosamente originali, nei tendaggi
importanti e nelle rifiniture preziose, mai stonate con l'ambiente, nelle
pavimentazioni luminose fino alle suppellettili e ai particolari più nascosti.
“L'apertura del palazzo – spiega la signora Rosanna Guastamacchia – è la
realizzazione di una passione personale per le cose belle, che incontra la
città di Terlizzi, famosa per i suoi fiori”. L'eleganza e la raffinatezza,
infatti, non sono mai eccessive, mai sfacciate, ma sempre nobilmente
sussurrate. Colpiscono dritto al cuore, rimanendo impresse nella memoria
insieme ai suoi sapori e ai suoi profumi. Non c'è spazio per la cucina a
domicilio dei catering, perché nel Palazzo Guastamacchia si può toccare con
mano l'esperienza di veri maestri di cucina, che preparano i loro piatti sul
posto. Per questo, chi entra in questa residenza, sa bene di non misurarsi con
il cliché commerciale di una sala ricevimenti. La terrazza con gli eleganti
gazebo, in particolare, è una splendida soluzione per ogni stagione, grazie ad
un impianto di climatizzazione e un sistema di chiusura che utilizza gli stessi
teloni per delimitare il restante spazio aperto del terrazzo. Il resto lo fanno
i profumatissimi alberi di limone, che fanno di questa terrazza l'ambientazione
ideale per un meeting importante, un congresso di alto livello e qualsiasi
altro evento compatibile con i toni avvolgenti della residenza. Palazzo
Guastamacchia si affaccia su via Giovanni Bovio al civico 28, nel centro di
Terlizzi ed è visitabile solo su appuntamento. Oltre agli eventi congressuali e
ai ricevimenti, il palazzo è aperto anche a tutti coloro che vogliono
concedersi il piacere di una serata indimenticabile, per un minimo di venti
persone. Edificato nel 1840, è storicamente l'antica residenza di famiglia che,
grazie all'intuizione e alla passione della signora Rosanna, ha aperto i suoi
battenti alla città senza mai cedere alle lusinghe di una soluzione puramente
commerciale. A disposizione dei suoi ospiti, oltre il terrazzo al primo piano,
la famiglia Guastamacchia ha messo anche il pianterreno dell'edificio, dove un
tempo c'erano le scuderie della residenza e che oggi ospita le sale congressi,
con una capienza massima di 150 persone. Una location incantevole anche per
ricevimenti nuziali, ma nell'albo d'oro della residenza ci sono soprattutto le
convention di istituti bancari, di grandi gruppi industriali e degli
appuntamenti culturali. Tutto questo, sempre nel rispetto della vocazione
nobile eppure generosa della residenza, che viene aperta solo su richiesta e
allestita a seconda delle esigenze, mettendo a disposizione il proprio staff di
consulenti capaci e disponibili. Tutta l'organizzazione degli eventi viene
coordinata dalla signora Rosanna Guastamacchia, alla quale gli ospiti delle
residenza possono far presente ogni esigenza di carattere tecnico, per poter
concordare ogni evento in modo da garantirne il successo sotto ogni aspetto.
Per informazioni si può chiamare lo 080.351.63.01 oppure il numero di cellulare
340.513.57.29 e, per chi lo desidera, è attivo anche il sito internet
all'indirizzo: www.palazzoguastamacchia.it.
( da "Libero" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Italia 18-06-2008
Diagnosi giusta e coraggiosa Ma resta un miraggio il giudizio oggettivo sugli
atenei di GIORGIO ISRAEL Va apprezzato il coraggio del ministro Gelmini di aver
rimesso in circolazione la parola "merito", impronunciabile
da quando (decenni fa) "meritocrazia" è stata eletta a sinonimo di tutti i mali del mondo. È
tanto più apprezzabile che, dopo averne fatto un riferimento centrale per la
scuola secondaria, l'abbia accostata ad "autonomia" e "valuta
zione" per comporre la triade cui vuole ispirare la sua azione nell'ambito
universitario. Ha fatto anche bene a enunciare chiaramente il dilemma:
tornare a un sistema centralizzato o scommettere sull'autonomia. Convince la
scommessa sull'autonomia che però richiede la valutazione, la quale deve
fondarsi sulla promozione del merito, nella sostanza e non per obbedienza a
parametri formali. Se l'idea dell'autonomia convince per l'università mentre è
da considerare con molta maggiore cautela per gli istituti scolastici - occorre
tuttavia ripensarla perché è stata sperimentata e siamo in condizione di dire
quali rischi vadano evitati. Difatti, la falsa autonomia introdotta
nell'università ha stimolato cattivi risultati, come la proliferazione di
migliaia di lauree, e non ha prodotto i risultati sperati, come la promozione
della qualità della ricerca e della didattica. Le università, impossibilitate
ad agire in vera autonomia - per esempio sul fronte delle tasse - hanno
esaurito (non senza colpe) la quota di bilancio dedicata agli stipendi. Ne è
risultato un effetto drammatico: non vi è più mobilità tra le università, il
corpo docente è ingessato in forme mai viste ai tempi del più rigido
centralismo e le conseguenze negative sulla qualità della ricerca e della didattica
sono gravissime. Le modalità di reclutamento dei docenti proposte dal ministro
- chiamata diretta su una lista nazionale di idonei - ci convincono pienamente
e saranno tanto più efficaci quanto più le università saranno messe in
condizione di promuovere la mobilità del corpo docente, ma anche stimolate e
quasi costrette a farlo. Un altro problema sottolineato dal ministro sono i
pessimi risultati del sistema 3+2 (laurea triennale e specialistica). Tutti
riconoscono che le lauree triennali non servono a niente e tanto varrebbe
tornare alla vecchia normativa. Quantomeno, occorrerebbe por mano a una
semplificazione estrema del sistema dei crediti - Salvatore Settis ha
addirittura proposto di abolirlo con una circolare - che è fonte di uno
squallido mercato. Per esempio, occorrerebbe vietare l'idea aberrante di
misurare un credito con le pagine di testo da studiare (pagine di quanti
caratteri e di che difficoltà?!). Quando poi certe commissioni di valutazione
di ateneo addirittura invitano i docenti a stimare un credito come un impegno
di 25 ore di studio ci si rende conto del degrado culturale cui siamo arrivati
e della metastasi manageriale dell'egualitarismo di stampo sessantottino.
Esiste infatti una categoria di professori che preferiscono dimenticare di essere
tali e giocare a fare i manager con un'attra zione quasi erotica per la
"governance" e la "valuta zione" quanto più sono formali e
complicate. Non può darsi autonomia senza valutazione, ma anche la valutazione
deve essere seria e non ridursi agli esercizi formali di certe commissioni o
alla burofrenia di carrozzoni autoreferenziali. Bisogna rifuggire dall'ossessio
ne della valutazione "ogget tiva" e "automatica" che sfocia
inevitabilmente nella proposta di criteri assurdi e arbitrari, come quello letto
di recente: attribuire un valore 20 a un libro pubblicato
"all'estero" e 12 a un libro pubblicato in Italia. Quel che conta è
il valore intrinseco del libro o dell'articolo e neppure della rivista in cui è
stato pubblicato. Con certi criteri da "citation index" ar ticoli
epocali di grandi scienziati sarebbero oggi valutati poco in quanto pubblicati
su riviste di secondo piano. L'unica valutazione seria è di contenuto e deve
essere svolta da commissioni imparziali che ispezionino sul campo. Circa la
valutazione degli studenti e delle famiglie, eviterei da parte del ministro di
definirla in termini di "customer satisfaction", termine che non
andrebbe usato nell'ambito dell'istru zione. Infine, così come il ministro ha
ricordato l'importan za per la scuola della quarta "i", l'italiano,
siamo certi che sarà sensibile al ruolo motore della ricerca di base e alla
necessità di riportare al centro dell'università la cultura e il rapporto con
le tradizioni culturali senza di che non si potrà evitare che la didattica si
riduca a esamificio e la ricerca a produzione di brevetti. Salvo per uso
personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza
autorizzazione.
( da "Libero" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Italia 18-06-2008
"Povera e senza meritocrazia L'università sembra un liceo" di MARTINO CERVO I primi a tirare
un sospiro di sollievo saranno i dottorandi: avranno in tasca 240 Euro in più
al mese, grazie allo sblocco del decreto Valditara annunciato ieri. Spiegando
le linee guida sull'università del suo ministero alla commissione Cultura della Camera, Mariastella
Gelmini ha calato tra le mura degli atenei la filosofia illustrata la scorsa
settimana sulla scuola: autonomia, competizione, merito. Ottime intenzioni, che
necessitano di risorse: il ministro ha indicato in un più efficace
finanziamento del sistema universitario il rimedio alla diagnosi, piuttosto
impietosa, fatta ieri. "I nostri Atenei arrancano", ha detto
stigmatizzando il "processo di licealizzazione" dell'università e la
"proliferazione di corsi e indirizzi che non ha eguali negli altri
Paesi". Critiche anche ai troppi dottorati e master trasformati in
"aree di parcheggio" sottratte a una valutazione qualitativa, e
all'assenza di un collegamento col mercato del lavoro, da misurare anche nello
squilibrio di iscritti ai corsi di laurea umanistici e di comunicazione a
scapito di quelli scientifici. La Gelmini ha snocciolato i dati che mostrano
come la ricerca in Italia sia "sottofinanziata" (vedi tabella):
servono "risorse e meritocrazia". Sulle
prime, ha criticato la lentezza nell'erogazione dei fondi pubblici e la
scarsità degli investimenti privati, proponendo agevolazioni (crediti d'imposta
e defiscalizzazioni) per le Pmi che spendono in questo settore. Quanto
all'autono mia, la Gelmini ha insistito sulla necessità di collegarla a un
preciso riscontro dei risultati: discorso che apre la partita sugli istituti di
valutazione, già accennata anche per le scuole. E se nel primo caso l'Invalsi
sembra essere stato individuato come agenzia principale, nell'intervento di
ieri il ministro ha avuto parole poco tenere per l'Anvur, agenzia istituita dal
precedente governo e "concepita come una costosissima struttura ad alto
tasso di burocrazia e rigidità, caricata di eccessivi compiti". Di qui
l'impegno, in pieno stile anti-fannulloni, a "tagliare i rami secchi"
e gli "enti inutili". PROROGATI I BANDI Il sistema del reclutamento
negli atenei, ha detto il ministro, è troppo poco piramidale e troppo
cilindrico, con 38mila docenti e 23mila ricercatori. La Gelmini ha annunciato
il prolungamento fino al 30 novembre dei bandi per ordinari e associati, per
rimediare all'assenza di un regolamento attuativo che congela il finanziamento
per i ricercatori pur disposto nella Finanziaria 2007. Stallo che ha
contribuito a determinare una "situazione disastrosa, tanto dal punto di
vista dello status giuridico" dei ricercatori "quanto da quello del
reclutamento e della retribuzione". STIPENDI LIBERI Prevista inoltre una
riforma del dottorato, con una "riduzione del numero dei corsi" e un
affiancamento di una verifica di idoneità nazionale a una successiva scelta
autonoma delle università. Notevole anche la "rivo luzione" sugli
stipendi: "il contratto nazionale", ha detto il ministro,
"fisserà soltanto la retribuzione di base, il resto sarà frutto di una trattativa
tra Atenei, docenti e ricercatori fondata su criteri meritocratici",
secondo un modello di governance di ispirazione quasi aziendale nel reperimento
di fondi e nella gestione interna, con criteri di valutazione esterni e interni
(gli atenei dovranno mostare i dati del placement degli studenti) tali da
annullare nei fatti la differenza tra strutture pubbliche e private. Una
"spoliticizzazione" viene invocata anche per i centri di ricerca, il
che fa presagire una svolta nelle nomine delle prossime poltrone. Deciso anche
l'impegno annunciato per il rientro dei cervelli "fuggiti"
all'estero. Quanto agli studenti, il ministro ha introdotto un principio
operativo di "welfare" composto di campus, collegi, lotta alla
speculazione sugli affitti, prestiti d'onore e un progetto di differire parte
del pagamento delle tasse universitarie nelle dichiarazioni dei redditi. Quanto
al numero chiuso, il ministro ha fatto capire che verrà conservato: "Non
deve sorprendere soprattutto per l'accesso alle facoltà più complesse".
Complice forse la "deideologizzazione" chiesta a più riprese nei
primi interventi, l'annuncio del ministro fa registrare l'insoli ta assenza di
una reale opposizione (sarà anche che non c'è più la sinistra radicale), salvo
una polemica con l'ex ministro Mussi, che ha rivendicato come sua la misura dei
240 Euro ai dottorati ("È falso, mancava proprio lo sblocco annunciato
ieri", ha commentato Giuseppe Valditara di An, autore dell'emendamen to).
Qualche perplessità ha destato, nella stessa maggioranza, l'assenza di cenni
alla possibilità di riformare (o abrogare) il valore legale del titolo studio.
Ma dal ministro ombra Marianna Madia sono venute parole di apprezzamento. Come
a dire che adesso si tratta solo di fare. Salvo per uso personale è vietato
qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Libertà" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Impazza il toto-tema:
quasi 500mila gli studenti, costerà 183 milioni Roma - Pavese o Calvino? Il
rapimento Moro, il bullismo o le tragedie sul lavoro? Vigilia della maturità
anche quest'anno all'insegna del toto-tema e dei consigli più disparati (dalla
dieta anti-stress al sesso che aiuta la concentrazione) per i circa 496.000
studenti che oggi si cimentano nella prima prova scritta uguale per tutti: il
tema di Italiano. A loro il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ha
mandato "un grosso in bocca al lupo" aggiungendo: "Vi sono
vicina". Con oltre 100 mila docenti, 12.500 presidenti, 25 mila
commissioni, un terzo in meno di candidati esterni e solo 86
"ottisti" (studenti ammessi con un anno di anticipo per merito) la
macchina della maturità 2008 è quindi partita e secondo Tuttoscuola, allo Stato
costerà 183 milioni di euro. Le tracce della prima prova sono state individuate
da una commissione di esperti, che ha sottoposto una rosa di proposte al
ministro: la scelta finale è stata fatta però non dalla
Gelmini, ma dal suo predecessore Fioroni. Le tipologie sono quelle degli anni passati: analisi di un
testo letterario, saggio breve o articolo di giornale (a scelta tra gli ambiti
storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico),
tema storico, tema di attualità. E in attesa dell'apertura delle buste,
il toto-traccia ha tenuto banco sino all'ultimo sui siti internet studenteschi.
Molti gli anniversari "papabili": sequestro Moro, Cesare Pavese,
Ghandi, il Sessantotto, Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, elezione di
Giovanni Paolo II, assassinio di Martin Luther King, entrata in vigore della
Costituzione. Per studentiville.it i più quotati per l'analisi del testo erano
Svevo, Moravia e Calvino a cui Studenti.it aggiungeva anche Pirandello senza
escludere Dante. Per Skuola.net, invece, il sommo Poeta "quest'anno non
farà il tris" e puntava su Moravia, Calvino e D'Annunzio. Per la traccia
di attualità Studentville.it dava in pole position il bullismo, ma anche le
morti bianche. A seguire, tra gli altri, la crisi energetica, l'emergenza
rifiuti in Campania e i cambiamenti portati da Internet. Studenti.it segnalava
poi anche i 60 anni dello Stato d'Israele, Olimpiadi e questione tibetana, il
nobel Al Gore e l'inquinamento, crisi petrolifera, crisi dei mutui, legge
sull'aborto. Skuola.net scommetteva su diritti dell'uomo e Sessantotto. Domani
toccherà alla seconda prova (greco per il classico e matematica per lo
scientifico) e il 23 giugno si tornerà in classe per il terzo e ultimo scritto,
il cosiddetto "quizzone", messo a punto dalle singole commissioni. Si
passerà, quindi, ai colloqui su argomenti multidisciplinari attinenti i
programmi dell'ultimo anno. Gli studenti potranno presentare una tesina nel
formato preferito, anche multimediale, iniziare l'orale con un argomento a
scelta e, negli indirizzi pedagogico-musicali, anche eseguendo un brano
musicale. Monica Viviani 18/06/2008.
( da "Messaggero, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Di NINO BERTOLONI
MELI ROMA Le premesse ci sono tutte: venerdì alla nuova fiera di Roma si aprirà
il "nuovo corso" veltroniano. L'archiviazione del dialogo con Silvio
Berlusconi è solo uno dei punti, certamente il principale, di quel che Walter
Veltroni ha in mente di fare per i prossimi mesi. Una nuova fase si apre, la
situazione è cambiata e anche il Pd non può rimanere fermo. Profonde correzioni
di linea urgono. La disfatta siciliana ha funzionato da scossa, con i critici
interni a chiedere di cambiare in profondità anche se non si capisce in che
direzione. C'è materia perché i quasi tremila dell'assemblea costituente non si
annoino a sentire venerdì la relazione del segretario e gli altri interventi.
"Dopo il voto siciliano non si può certo far finta di niente",
annuncia Pierluigi Bersani. Veltroni non intende far finta di niente. La
seconda fase del Pd la sta preparando con cura da giorni. Si annuncia come un
mix di opposizione più incisiva e di nuova apertura a sinistra. Di buon mattino
il leader del Pd ha incontrato su sua richiesta Franco Giordano, un faccia a
faccia volto a riallacciare più di un filo di dialogo con quella sinistra ora
extraparlamentare. L'ex sindaco ha promesso che non farà sgambetti alle
Europee: la soglia non dovrà superare il 3 per cento e le circoscrizioni non
andranno ristrette, nel qual caso la soglia di fatto crescerebbe e agli
interlocutori Prc e Udc non andrebbe più bene. Ai suoi interlocutori, Veltroni
ha ribadito che rimane una distanza forte sui temi programmatici, ma è apparso
meno autosufficiente di altre volte, avrebbe fatto discorsi del tipo non è che
andremo alle elezioni sempre da soli, un rapporto va riallacciato. Voto
siciliano, costituente, che fare del Pd, nodo presidenza del partito sono tutti
temi che affronta oggi il coordinamento ristretto. Veltroni appare propenso a
far propria la linea dalemiana, giocando per una volta lui la carta che spesso
usa l'amico Massimo. Nel Pd in tanti si interrogano sull'utilità del governo
ombra, sulla ancora incerta identità del partito, sul modo di funzionare dello
stesso, sul rapporto tra dirigenti, militanti ed elettori. "Finora siamo
il frutto di primarie, di secondarie e cose simili, non ci siamo",
scuoteva il capo un dirigente ex Margherita. In Sicilia a fare le spese
maggiori è stata la componente ex Ds: a Palermo, ad esempio, gli 8 eletti sono
tutti ex Margherita. Ma non si accettano le critiche di Parisi o della Bindi,
che non chiedono solo ampia riflessione ma di ribaltare tutto, soprattutto il
primo. "Non capisco cosa abbia da ridire Parisi sulla Sicilia, mica ci
siamo scordati che furono loro a consegnarci il cappotto del 61 a zero nel
2001", azzanna Beppe Fioroni. Quanto alla presidenza, Romano Prodi ha fatto sapere ieri di
non volerne sapere neanche del Pde, del quale era presidente onorario e dal
quale si è dimesso. La poltrona potrebbe rimanere vacante, anche perché, come
spiega Fioroni, "una
cosa è respingere le dimissioni di Prodi per cortesia con lui che magari si
incavola; altra, ben altra cosa è chiedere che resti perché ci vuole un
altro alla guida. Chiaro no?".
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Are la prima prova
scritta della maturità 2008, disegnata dall'ex ministro
Giuseppe Fioroni. Per tutti
l'ora del giudizio scatterà alle 8,30 in punto. Quattro le tipologie previste
per la prova d'italiano: saggio breve o articolo di giornale, analisi del
testo, tema a carattere storico o di attualità. Intanto, sul web impazza da
giorni il toto-tracce. Le più gettonate? Per la letteratura, Pirandello,
Svevo, Verga, Foscolo ma anche Calvino e Pavese. Per l'attualità, la
Costituzione italiana, il bullismo, il Tibet e le morti bianche. Insomma, di
tutto un po'. Con siti che addirittura avvertono: "Il ministero controlla
i temi ipotizzati, per assegnare poi tutt'altri argomenti". La seconda
prova - greco al classico, matematica allo scientifico, lingua straniera al
linguistico, pedagogia al pedagogico, architettura all'artistico - è prevista
per domani. Lunedì 23 giugno, spazio al questionario scritto. Dal 28, infine,
avvio dei colloqui interdisciplinari.
( da "Centro, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Insediate tutte le
commissioni. Si comincia oggi con il tema di italiano, domani il secondo
scritto Abruzzo, maturità per 12.500 studenti Le soluzioni delle prove da
domani sul sito del "Centro" L'AQUILA. Un vero e proprio esercito di
studenti alla prova della maturità, une dalle tappe più importante del percorso
formativo giovanile. Sono ben 12.510 i ragazzi che stamani saranno impegnati
nella prova di italiano, unica per tutti gli istituti. Domani è in programma la
prova specifica che cambia a secondo del tipo di scuola, mentre lunedì c'è
quella "multidisciplinare". Poi, gli orali. E il sito internet del
nostro giornale (www.ilcentro.it) segue in diretta gli esami di maturità.
Domani verranno pubblicate le soluzioni della seconda prova scritta. Il greco
per il liceo classico e la matematica per lo scientifico. L'inglese e il
francese per il linguistico. Il tema di economia aziendale per il commerciale
oltre alle prove scritte dei tre indirizzi degli istituti nautici (capitani,
macchinisti e costruttori). Collegandosi alla homepage del nostro sito si verrà
guidati con un semplice click allo speciale che, oltre alle soluzioni dei temi,
contiene articoli, commenti e suggerimenti per affrontare bene queste cruciali
giornate. Rispetto allo scorso anno il numero degli studenti è in leggero
aumento (nel 2007 furono 12.430). Dei 12.510 giovani, 11.831 sono interni, cioè
hanno frequentato scuole statali o paritarie, 672 sono privatisti. La macchina
organizzativa come sottolineato dal nuovo direttore generale dell'ufficio
scolastico regionale, Carlo Petracca, è pronta a partire per un evento che non
sarà un banco di prova solo per gli studenti, ma anche per i docenti, il
personale amministrativo e le 302 commissioni d'esame. Per la cui composizione
si è dovuto far fronte alle numerose rinunce: 5% per i presidenti, 20% per i
docenti. "E' un fenomeno di carattere nazionale" chiarisce Petracca,
"per i docenti l'esame rappresenta un adempimento aggiuntivo all'attività
didattica, che si deve fare fuori distretto e con un compenso, secondo loro non
affatto adeguato. Noi abbiamo adottato i provvedimenti previsti: immediata
visita fiscale per chi invia il certificato medico". Comunque tutti i
buchi sono stati coperti e presidenti e commissioni si sono insediati
ufficialmente. Sono 602 le classi, di cui 59 nelle scuole paritarie, impegnate.
In riferimento alle commissioni, i membri sono 6, di cui 3 interni e 3 esterni,
questi ultimi confermati anche quest'anno dopo la reintroduzione
nel 2007 da parte dell'ex ministro Beppe Fioroni per rendere più selettivo l'esame. Il nuovo direttore generale
dell'ufficio scolastico regionale, in carica dopo l'uscita del professor Nino
Santilli, andato in pensione, rassicura che tutto si svolgerà secondo il
calendario previsto. "Grazie al solito grande lavoro degli uffici,
abbiamo risolto ogni problema", spiega Petracca "gli esami possono
partire regolarmente. Il mio augurio è che la scuola abruzzese dia
testimonianza di serietà e serenità nello stesso tempo, sia da parte degli
studenti sia delle commissioni. Gli esami hanno una funzione di accertamento
degli apprendimenti ma anche educativa. Naturalmente formulo i migliori auguri
a tutti". Un "in bocca al lupo" ai 500mila ragazzi italiani della
maturità è stato inviato anche al neo ministro Mariastella Gelmini: "Non
voglio fare della retorica, e ricordare solo che l'esame di maturità", ha
dichiarato il ministro, "è una tappa fondamentale nella crescita
educativa, ma anche umana, dei ragazzi". Berardino Santilli.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Udine La prova nazionale?
Nessun problema Tranquilli gli studenti della Manzoni: "Eravamo preparati
bene". Ora via con gli orali ALLE MEDIE Tolto il dente, tolto il dolore,
come vuole un vecchio adagio. Con lo svolgimento, ieri, della loro
"piccola maturità", cioè la prova nazionale Invalsi, gli alunni di
terza media hanno concluso tutte le prove scritte e ora guardano all'esame
orale. Ma l'Invalsi non ha suscitato grandi preoccupazioni tra gli esaminandi
udinesi, grazie anche alle simulazioni che sono state svolte in classe durante
l'anno scolastico. La prova nazionale di licenza media è la novità di questo
anno scolastico, una piccola rivoluzione nel primo ciclo d'istruzione voluta
dall'ex ministro Fioroni per accertare quale sia il livello di preparazione dei
quattordicenni italiani in uscita dalla scuola dell'obbligo. Allo stesso tempo,
verifica la tenuta del sistema scolastico nazionale. La quarta prova scritta si
è svolta come una vera maturità, sebbene con leggere differenze rispetto alle
modalità che regolano l'esame nelle scuole superiori. Ieri mattina, alle
8.30, gli studenti friulani si sono ritrovati sui banchi, come il resto dei
loro compagni in tutta la Penisola, ad affrontare un compito uguale per tutti,
da Nord a Sud, davanti a una commissione di professori interni, coordinati da
un presidente esterno. Due le materie su cui si sono cimentati: italiano e
matematica. Il tempo a loro disposizione però era contenuto: solo due ore. Ma
come è stata strutturata la prova Invalsi? La prova d'italiano - ci ha spiegato
Tiziana Lavia, presidente di commissione alla "Manzoni" e dirigente
della scuola media di Latisana - è stata organizzata con un test suddiviso in
due parti: la prima relativa alla lettura e comprensione globale di un brano
narrativo seguita da quesiti con risposta a scelta multipla; la seconda ha
riguardato la riflessione sulla lingua e la grammatica. La prova di matematica
ha compreso domande a scelta multipla e a risposta aperta su numeri, geometria,
relazioni e funzioni, misure, dati e previsioni. Per completare i test i
ragazzi dovevano aver chiari anche argomenti svolti negli anni scolastici
precedenti: "Il ragazzo che arriva all'esame deve avere competenze che
richiamano contenuti e abilità acquisiti nel suo percorso scolastico", ha
precisato Lavia. Quanto l'esito della prova Invalsi inciderà sulla valutazione
complessiva dei candidati è stato deciso in base a determinati criteri dalle
singole commissioni, nella seduta d'insediamento. I ragazzi della
"Manzoni", alla fine della prova sono apparsi tranquilli: "Mi è
sembrato molto semplice. Ero tranquillo, perché avevamo fatto simulazioni in
classe", ha detto Vlad della 3ª G. D'accordo anche Aurora della 3ª B ed
Elena e Anna della 3ª A. "Ora c'è un po' di ansia per gli orali",
hanno detto Martina 3ª C e Valentina 3ª H. Perché l'esame, coma accade anche
per la maturità, continua. Aurora Malta.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
18-06-2008)
Argomenti: Scuola
MODENA E AGENDA pag.
12 SIAMO STANCHI. La nostra e una protesta contro un sistema scolastico che
sembra p... SIAMO STANCHI. La nostra e una protesta contro un sistema scolastico
che sembra perfetto. Anche in una realtà come Modena dove la scuola sembra
impeccabile, non è così. Le leggi che regolano l'assegnazione dei posti ai
docenti è illogica e non tutela i nostri figli. Il criterio che si segue è
quello dei numeri. I docenti sono assegnati in base a un punteggio dovuto
all'anzianità, ai corsi frequentati, ai posti accettati fuori sede dal proprio
domicilio indipendentemente dalla capacità o dalla continuità didattica. Basta.
Occorre seguire altri criteri: la continuità didattica per garantire ai nostri
figli un percorso costante e sicuro negli anni. I docenti devono essere capaci,
competenti, seri e soprattutto coscienti del fatto che sono insegnanti e che
passano la maggior parte del tempo con persone che sono il nostro futuro. Il
loro è un compito impegnativo, quindi non dovrebbe esserci
tanta facilità nell'ottenere trasferimentie nell'occupare posti dove non si
presenteranno mai a insegnare perché il loro domicilio è un altro. Il
malcontento è generale. Esigiamo che chi ha la possibilità di cambiare le cose
intervenga. Più meritocrazia, basta salvaguardare il posto sicuro. I genitori della classe
1°A Begarelli (Modena).
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
18-06-2008)
Argomenti: Scuola
ASCOLI pag. 4 di
FEDERICA ANDOLFI LA CARICA dei 1159: da oggi e fino a fine luglio, gli allievi
delle scuole su... di FEDERICA ANDOLFI LA CARICA dei 1159: da oggi e fino a
fine luglio, gli allievi delle scuole superiori inseguono la maturità. Tra
scritti e orali al liceo classico 'Stabili' saranno in 209 a fronte di 5
commissioni: 98 per l'indirizzo classico; 35 per quello di scienze sociali; 41
per quello sociopedagogico e 35 per quello linguistico, progetto 'Brocca'. sarà
terreno neutrale per i 5 studenti esterni che affronteranno l'esame da privatisti. Allo scientifico 3 commissioni per 146 ragazzi
di casa e 4 esterni. All'Istituto Tecnico Agrario 'Ulpiani' le 2 commissioni
attendono l'arrivo degli 87 studenti. 148 maturandi all' 'Umberto I' tra i
futuri geometri, che saranno 72 , più 2 privatisti, e
i futuri ragionieri, 76 in tutto sommando i due indirizzi, giuridico economico
aziendale e quello per programmatori. Un solo privatista. Esame di Stato anche
per i 170 alunni dell'Istituto Tecnico per le Attività Sociali 'Mazzocchi': 4
le commissioni ; 3 i diversi indirizzi, biologico, per dirigenti di comunità
ecorrispondente in lingue; nessun privatista. Gli insegnanti dell'Istituto
Tecnico Industriale 'Fermi' hanno preparato ben 206 ragazzi. 5 commissioni per
i diversi indirizzi: materie plastiche, chimico, informatica, elettronica e
elettrotecnico. 13 i privatisti attesi. Maturità anche
per i 47 più un privatista , tra tecnici della gestione aziendale e dei servizi
turistici, dell'Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici.
All'Istituto Professionale industria e artigianato 'Sacconi' sono 45 e 3 privatisti gli studenti attesi dalla commissione per tecnico
delle industrie elettroniche che comprende anche l'indirizzo ottico e tecnico
dell'abbigliamento e moda; 27 e un solo privatista per la commissione per
l'esame da tecnico delle industrie meccaniche. 74 creativi, divisi tra
applicatori dell'arte grafica e di quella pubblicitaria, prederanno la maturità
all'Istituto d'arte. 5 i privatisti. A San Benedetto
in 636 dovranno attendere ancora un mesetto per chiudere definitivamente i
libri e divertirsi sulla riviera delle Palme. Le 5 commissioni del liceo
scientifico 'Rosetti' esamineranno 176 maturandi e le
2 del liceo classico 'Leopardi' 59 interni e 2 privatisti.
All'Istituto Tecnico Commerciale 'Capriotti' sosterranno l'esame di Stato in
155: 41 per per l'indirizzo linguidtico; 49 per quello giuridico aziendale; 38
per il progetto Mercurio, programmatori; 27 per l'indirizzo giuridico
economico. Solo 3 i privatisti. Leggermente meno ed
esattamente 112, più 10 esterni, sono i maturandi dell'Istituto Professionale
Industria e Artigianato. 3 in tutto le commissioni: la prima, per il profilo
odontotecnico e tecnico chimica e biologia, e la seconda. per il profilo
tecnico delle industrie elettroniche, analizzeranno entrambe 36 studenti. 40
quelli dei quali si occuperà la terza commissione per verificare i risultati
raggiunti dai tecnici in meccanica, in abbigliamento e moda, tecnici del mare e
del sistema energie. 22 sono glistudenti, tutti interni, dell'Istituto
magistrale 'S. Giovanni' alle prese con gli esami.
Infine all'Istituto professionale per i servizi alberghieri e ristorazione
'Buscemi' si diplomeranno in 112, più un privatista. Dopo i nostri numeri, non
resta che attendere quelli dei giudicanti, mentre gli studenti forse,
nell'attesa del verdetto, li staranno già dando.
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
18-06-2008)
Argomenti: Scuola
RIMINI CRONACA pag. 6
TELEFONI 'banditi' e dita incrociat... TELEFONI 'banditi' e dita incrociate.
Perché se esce ancora Dante, saranno davvero dolori... Sono altri i titoli in
cui sperano gli studenti impegnati da oggi con gli esami
di maturità. Si parte stamattina con la prima prova scritta, quella d'italiano,
poi domani ci sarà la seconda (che varia a seconda della scuola),
mentre lunedì sarà la volta della terza e ultima prova scritta. Anche
quest'anno saranno poco più di 2mila i riminesi che torneranno sui banchi per
la maturità: 2173, per la precisione, di cui 144 'esterni', ovvero privatisti o comunque provenienti da scuole private. Per altri 164 studenti
(di cui 48 esterni) invece l'appuntamento con gli esami sarà rimandato all'anno prossimo, visto che non sono stati ammessi
a sostenere la maturità: in pratica 1 studente ogni 20, decisamente una
percentuale più alta rispetto agli anni passati. La scuola
che porterà agli esami il maggior numero di ragazzi è
liceo classico-psicopedagogico Giulio Cesare-Valgimigli:275 ragazzi (i
candidati erano 285), compresi i due esterni. Al secondo posto della
'classifica' gli studenti del liceo scientifico Einstein (199), seguiti sul
podio dai ragazzi dell'Itis Leonardo da Vinci (158) di Rimini. Complessivamente
sono le scuole tecniche quelle col maggior numero di ragazzi impegnati da oggi
nella maturità: 853 (con 132 candidati esterni), contro gli 802 studenti dei
licei, e i 381 delle scuole professionali. All'Ipsia Alberti spetta invece un
singolare primato: tutti respinti i 35 studenti che avrebbero dovuto sostenere
l'esame da privatisti, mentre sono stati tutti ammessi
i 115 candidati interni. Non è andata benissimo anche ai ragazzi dell'istituto
alberghiero Savioli di Riccione: sui 95 studenti di quinta, oggi cominceranno
gli esami in 79, visto che tutti gli altri ragazzi
(quasi un quinto) sono stati respinti. Il record dei non ammessi agli esami spetta agli istituti tecnici: 86 respinti, di questi
la maggior parte (45) sono esterni. Per tutti gli ammessi, si comincia oggi con
il tema d'italiano. Su internet impazza da giorni il toto-tema: tra i titoli
più gettonati Moravia e Svevo, Pavese, e ancora le morti sul lavoro, l'ambiente
e il bullismo. Vietatissimi, come sempre, i telefonini e ogni altra
apparecchiatura elettronica. Manuel Spadazzi.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
18-06-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 6
Licenza media, il computer "boicotta" Al momento della verifica il
sito dell'Invalsi è andato in tilt. Griglie trasmesse (foto Ansa) di SILVIA
MASTRANTONIO ? ROMA ? ALLA FINE è andata meglio agli studenti che ai
professori. I primi, un paio d'ore e qualche ansia dopo, se ne sono potuti
andare consegnando ai docenti i loro primi test nazionali modello piccola
maturità. I secondi, ossia gli insegnanti, se la sono dovuta vedere con
l'assalto al sito dell'Invalsi per le correzioni, al blocco di non si sa che
cosa che ha mandato in tilt il sistema e, alla fine, hanno abbandonato gli
istituti attorno alle 17 consapevoli che oggi si comincia con gli orali. ESAMI
di licenza media: primo atto del nuovo corso voluto dal
ministro Fioroni ed
ereditato dal successore Mariastella Gelmini. Ovvero test nazionale con brivido
soprattutto per la parte dedicata alla matematica che è piaciuta meno ai circa
600mila aspiranti alla licenza. Un totale di 46 miniquesiti (25 di italiano e
21 di matematica) con un tetto massimo di due ore per consegnare l'elaborato a
risposta aperta, a risposta multipla, a completamento. La prova di
italiano era incentrata su un breve brano di Raffaele La Capria: "Fiori
giapponesi". Si doveva dimostrare comprensione del testo. Poi domande di
grammatica. Per la matematica, definita una prova "più tosta" dagli
studenti, quesiti su potenze, sull'analisi, sulle misure degli angoli e delle
forme, ma soprattutto problemi su casi pratici. Alla fine gli studenti, dal
Trentino alla Sicilia, hanno riferito che la prova è stata "così
così". Agevole quella di italiano, ostica la matematica e comunque per
tutti la paura grossa è quella degli orali che partono da oggi. DIVERSO il
giudizio dei docenti per i quali, in buona sostanza, a prescindere dal merito
la prova è stata "un po' farraginosa" e parecchi aspetti vanno
rivisti. Il vero nodo è stata la correzione. L'Invalsi aveva garantito che dopo
le 12 sul sito sarebbero comparse le griglie per le correzioni. In realtà
l'assalto delle segreterie delle scuole e un problema al server hanno mandato in
tilt il sistema. Per fortuna 5mila istituti erano riusciti a entrare in
possesso delle griglie e grazie ad un tam-tam telematico ma anche via fax,
hanno trasmesso il verbo nelle scuole d'Italia. Nel frattempo l'Invalsi per
porre rimedio al problema aveva provveduto a "girare" le griglie agli
uffici scolastici regionali. Alla fine, in un modo o in un altro, si è riusciti
a chiudere il capitolo prova nazionale. Il test, peraltro, era piovuto sulla
testa di studenti e docenti ad anno scolastico abbondantemente avviato e aveva
provocato polemiche e proteste. FINO alla soluzione escogitata dalla Gelmini
che per quest'anno, visto l'avvio non proprio indolore della novità, ha deciso
di delegare alle commissioni esaminatrici la valutazione dei test. In futuro,
sarà l'Invalsi a stabilire il grado di preparazione del singolo studente sulla
base delle risposte. Perché è chiaro che il neoministro Mariastella Gelmini non
ha in animo di rimuovere i test che, anzi, giudica positivi. "È una prova
? ha detto ieri il ministro ? che va nella direzione in cui credo, quella
dell'importanza della valutazione". Il nuovo scritto "permetterà di
integrare al giudizio degli insegnanti una forma di valutazione esterna basata
su test standardizzati. UN SISTEMA che, unito ad un grande sforzo di crescita
del sistema scolastico, può aiutare i nostri studenti a risalire le classifiche
Ocse Pisa". Con qualcosa da aggiustare. Per non far sudare freddo i
docenti che si sono ritrovati bloccati dall'attesa per il sistema telematico in
tilt. "Come al solito ? commenta amaro un docente di Budrio ? c'è
scollamento tra le istituzioni e chi lavora in prima linea". Image:
20080618/foto/4409.jpg.
( da "Denaro, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Campania fondi
europei Pacchetto scuola, stanziati i primi 100 mln La Regione Campania stanzia
100 milioni di euro per i prossimi due anni a sostegno della scuola pubblica.
12,5 milioni di euro andranno a consolidare il progetto scuole aperte, che
coinvolgerà un totale di 500 istituti, pari ad un terzo delle scuole di tutta
la Regione. Previsti interventi per il contrasto alla dispersione scolastica e
per il potenziamento degli organici (20 milioni di euro), e un investimento di
10 milioni di euro per i giovani dai 18 ai 24 anni con 3.500 vaucher per il
conseguimento di qualifiche professionali o di specializzazione. Il pacchetto
scuola della Regione è il primo degli investimenti che usufruisce dei fondi
europei 2006 2013: 50 milioni di euro, infatti, provengono dal Fse Eleonora
Tedesco "La Campania è la prima regione italiana che investe risorse così
importanti nella scuola pubblica". L'assessore regionale Corrado Gabriele
ieri mattina, ha presentato, incontrando la stampa, il pacchetto scuola
approvato negli scorsi giorni dalla Giunta regionale. L'investimento nel
complesso è di 100 milioni di euro: 50 milioni vengono dal Fondo sociale
europeo, 20 milioni sono stati già stanziati a copertura
dell'accordo tra il Governatore e l'ex ministro Giuseppe Fioroni per il potenziamento degli
organici, mentre 30 milioni vengono attinti dai fondi ordinari di bilancio
della Regione. Il presidente della Regione Antonio Bassolino soddisfatto, sottolinea,
"sono investimenti che hanno un grande valore civile e produttivo.
Sono importanti perchè vanno contro la dispersione, aprono al dialogo con il
territorio, soprattutto per le realtà più difficili e soprattutto mirano al
coinvolgimento dei giovani e delle famiglie". Assieme alla campanella del
primo giorno di scuola, quindi, dal 15 settembre, riprenderanno le attività del
progetto scuole aperte. Già pronto un investimento di 12, 5 milioni di euro per
coinvolgere 500 istituti della Regione (nel 2006/07, per 100 progetti, lo
stanziamento era di 5 milioni, nel 2007/08 per 200 progetti lo stanziamento era
di 10 milioni di euro). Grazie a questo progetto, infatti, le scuole potranno
rimanere aperte sia la mattina che il pomeriggio, rappresentando un alternativa
concreta, "alla microcriminalità e al vandalismo, proprio perchè aperte al
territorio", dice il Governatore. L'obiettivo è quello di rimotivare allo
studio i giovani studenti campani, coinvolgendo anche le famiglie, attraverso
metodologie didattiche innovative nel percorso formativo. Questo progetto, in
particolare, è stato oggetto di confronto con il Ministero dell'educazione
francese, dove è presente un metodo formativo analogo, l' "Ecole
Ouverte". Ma non solo, "anche con lo stato di New York è attiva una
partnerschip in questo settore", dice l'assessore Corrado Gabriele, che
con entusiasmo annuncia anche che "paesi in via di sviluppo come la
Turchia ed il Libano stanno studiando molto attentamente il modello di scuola
campano". Un altro punto importante del pacchetto scuola regionale
riguarda il potenziamento degli organici. Secondo i dati diffusi dal direttore
dell'Ufficio scolastico della Regione, Alberto Bottino, infatti, nei prossimi
due anni le classi istituite saranno 800, con circa 1500 posti in più per il
personale. Forti, anche le iniziative prese, sia pere contrastare la
dispersione scolastica, sia per formare e qualificare i giovani che sono fuori
dal ciclo scolastico. La chiave, chiude l'assessore Angela Cortese, "è la
grande concertazione che c'è tra i soggetti in campo, e la capacità della
governance regionale di fare sistema". Fari puntati sulla formazione Le
fonti di finanziamento - 50 milioni di euro dal Fse - 20 milioni di euro
potenziamento organici stabilito con il ministero - 30 milioni fondi ordinari
bilancio Regione I progetti - 12,5 milioni per "Scuole aperte" - 20
milioni per potenziamento organici e dispersione scolastica - 10 milioni per
formazione giovani 18/24 fuori dal ciclo scolastico Tre i progetti finanziati: Scuole
aperte (12,5 milioni), potenziamento organici e dispersione (20 mln) e
fomazione giovani (10 mln) del 18-06-2008 num.
( da "Avvenire" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 18-06-2008
"Questione antropologica, non ci arrenderemo" cattolici e il Pd Baio:
"Ma siamo visti come risorsa?" Bobba: Nuove categorie per la
laicità" Franceschini: "Confronto senza barriere" DA ROMA ROBERTA
D'ANGELO I n democrazia "sono i numeri che contano", e nel Pd, i
cattolici hanno una forza numerica, oltre che morale, destinata a non
soccombere mai. Sono gli ex popo-- lari, con il responsabile per
l'organizzazione Beppe Fioroni, a sentirsi garanti dei
valori dell'ampia area di credenti del Partito democratico. E sono loro che
rifiutano di essere relegati "in una nicchia" , come ha scritto il
settimanale 'Famiglia cristiana'. In gran fermento, tra simposi, riunioni e
vertici, i cattolici piddì delle diverse aree e 'correnti', sono certi di
riuscire a esprimere più degli avversari i temi e le sensibilità irrinunciabili
per i credenti. Ma restano preoccupazioni e dubbi in chi continua a vedere in
agguato un fronte laicista, duro ad arrendersi. Arrendersi? "Sì alla
grande nuova questione antropologica", per dirla con Emanuela Baio Dossi,
che volenti o nolenti impone all'attualità temi "dirimenti, come il
rapporto tra scienza e vita, che un tempo neanche troppo lontano si risolvevano
all'interno dell'intimità familiare, mentre oggi sono divenuti grandi
interrogativi della politica ". Qui, secondo Baio Dossi, si gioca il ruolo
dei cattolici all'interno del Pd, e qui bisogna vedere "se il nostro
pensiero venga accolto come una risorsa irrinunciabile". Il fatto che il
partito veltroniano abbia avuto "un processo accelerato nella sua
costruzione, dovuto alle elezioni anticipate", ha fatto "rinciare a
dopo il voto un dibattito che andava svolto prima". Ma non per questo,
assicura la senatrice cattolica, "noi ci sentiamo in bilico. Anzi, noi
credenti vogliamo dire la nostra, certi di essere indispensabili e convinti che
il laicismo non debba far parte del Pd". In sostanza, spiega, si dovrà
fare i conti "con una cultura democratica dei credenti, non solo
cattolici", per una "politica moderata ", così come richiedono
oggi gli italiani". E che ci siano tante novità nel panorama politico lo
sostiene anche il teodem Luigi Bobba, che ieri ha preso parte alla riunione
promossa da Rutelli proprio sul ruolo dei cattolici nel Pd. "Bisogna
uscire da una configurazione datata e affrontare il tema della laicità con
categorie nuove, per dare spazio non solo alla libertà religiosa, ma come
elemento che caratterizza la dimensione pubblica ". La deriva laicista,
allora, si avrebbe solo "se l'appartenenza religiosa fosse considerata un
ingombro ". Ma per Bobba "nello scenario nuovo si affacciano una
pluralità di culture", che possono dare ai cattolici nel Pd un ruolo
determinante, "in uno scenario politico innovativo ". Sarebbe questa la
sfida del Pd, che nasce per unire due diversi mondi, quello degli ex Ds e
dell'ex Margherita. Ma per gli ex popolari del partito veltroniano si tratta di
una sfida già vinta. "La stagione nella quale serviva un leader moderato e
cattolico per traghettare la sinistra al governo è finita", spiega il
vicesegretario piddì Dario Franceschini, al settimanale dei paolini. La scelta
del Pd "significa aver rinunciato a una formazione fondata su una sola
identità ". Per questo, fra cattolici e laici, "ci confrontiamo per
cercare una soluzione senza erigere barriere". D'altra parte, "non
stava scritto da nessuna parte che quindici anni dopo la fine della Dc ci
sarebbe stata ancora una componente politica organizzata di cattolici così
forte, numerosa e riconoscibile come quella che sta nel Pd". E anzi, basta
guardare ai ruoli che gli ex popolari ricoprono nel nuovo soggetto politico per
capire quanta voce in capitolo abbia la componente cattolica, incalza Fioroni. "I dati che emergono da un'esegesi del voto
confermano il consenso massiccio dei cattolici praticanti per il Pd, tanto che
dovremmo sperare in un aumento dei cattolici praticanti nel Paese",
ironizza il responsabile organizzazione democratico. Anzi, insiste, "mi
domando quanti sono i cattolici ai vertici del Pdl e del suo governo?". Il
problema, dice un po' fuori dal coro il prodiano Franco Monaco, "è quello
di un vistoso deficit di proposta e di pensiero" della rappresentanza
cattolica "che in realtà è largamente secolarizzata". Di qui, secondo
Monaco, "la diffidenza delle gerarchie ecclesiastiche verso chi, senza
averne titolo, si intesta la rappresentanza di un mondo che non è proprietà di
nessuno". Emanuela Baio Dossi.
( da "Stampa, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Inchiesta In coda
per scoprire i risultati Tra bocciati e sospesi non saranno tanti a godersi
un'estate tranquilla GIUSEPPE LEGATO MONCALIERI Bocciati in leggero calo,
numeri significativi - anche se in media con i dati regionali e nazionali - per
i cosiddetti studenti col giudizio sospeso. Ovvero: i vecchi classici
"rimandati". Che a settembre - in virtù della
riforma scolastica Fioroni
entrata in vigore lo scorso novembre - dovranno sostenere corsi di recupero
prima e verifica finale poi per poter accedere al nuovo anno scolastico
2008/2009. Negli istituti superiori cittadini quasi uno studente su 3 presenta
delle lacune in una o più materie. Un dato su cui riflettere, ma anche
su cui investire con corsi di recupero e programmi personalizzati di
apprendimento supplementare. Al Pininfarina stabile il numero dei bocciati,
crescono i rimandati nel triennio rispetto al biennio. Nelle sezioni di prima
uno studente su quattro - sul totale di 283 alunni - è stato respinto,
bocciato. Nelle seconde, invece, chi non ha superato l'anno raggiunge una quota
numerica di poco superiore. Il triennio del Pininfarina di via Ponchielli
strutturato su quattro indirizzi - informatica, fisica alimentare sanitaria,
meccanica e telecomunicazioni - regala percentuali buone in tutti i settori
tranne che in informatica dove è stato bocciato quasi uno studente su tre. Al
liceo scientifico Majorana ci sono 35 bocciati ovvero il 5% del totale del
corpo studente. Un segnale incoraggiante perché c'è un lieve calo rispetto
all'anno passato. Ma il dato significativo è sui rimandati la cui soglia è
prossima al 30%. Nel dettaglio 168 su 580 dovranno sostenere la verifica di
recupero a settembre. Quattro bocciature in I° F, sono 13 invece - la sezione B
è la più penalizzata - gli studenti respinti in II°. Soltanto 6 e 5 i bocciati
rispettivamente al III° e IV° anno. Capitolo rimandati: la sezione che detiene
il record è la "D" con 29 alunni rimandati sul totale di 76. C'è la
"A" invece tra le sezioni coi migliori risultati. Al commerciale
Marro di strada Torino - che è poi una sezione dell'Istituto d'istruzione
superiore Majorana - tra i due corsi Erica e Igea (ovvero Educazione relazione
e comunicazione aziendale per il primo e indirizzo giuridico economico per il
secondo) i bocciati totali sono 24 pari al 9% del numero complessivo di alunni,
mentre il dato dei rimandati dice che il 40% degli studenti non ha raggiunto la
piena sufficienza in tutte le materie e dovrà ricorrere ai corsi di recupero.
Numeri comunque in media rispetto ai dati di Torino per un istituto
d'istruzione - il Majorana appunto - che già registra ottimi risultati nelle
pre-iiscrizioni per l'anno scolastico 2008/2009 anche per il ramo classico -
fortemente voluto dalla preside Silvia Sanseverino - che prenderà il via da
settembre. I dati sulle scuole medie della città dicono che le bocciature sono
in calo rispetto all'anno scorso. Sono 33 i respinti contro i 45 del 2007. Il
record di bocciature alle medie spetta alla statale Principessa Clotilde con 12
respinti su un numero complessivo di 235 studenti. Alle elementari arrivano i
primi verdetti negativi per i piccoli alunni. Saranno in cinque a dover ripetere
l'anno distribuiti nelle scuole Barruero e Gabelli (con 4 bocciati di cui tre
in prima e uno in quinta),. Tutti promossi alle Silvio Pellico, Boccia D'Oro,
Manzoni, Maina, Massimo D'Azeglio, Giovanni Pascoli, De Amicis, Marconi e
Calvino.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
ANNUNCIO DEL MINISTRO
GELMINI Università chiamata diretta per i professori Roma. "Lavorerò per
un sistema competitivo" annuncia il ministro Mariastella Gelmini
presentando la sua "riforma" dell'Università e della Ricerca alle
commissioni di Camera e Senato. La Gelmini intende, infatti, muoversi per
affermare il trinomio merito-autonomia-valutazione facendo a meno dell'Agenzia
per la valutazione pensata da Mussi ("struttura costosa ad alto tasso di
burocrazia"), e prevedendo nuove regole per il reclutamento dei prof, campus
e, per gli studenti, aiuti che vanno dal prestito d'onore al posticipo del
pagamento delle tasse. E se alcuni atenei sono con i conti in rosso, il
ministro è pronta ad aiutarli: ma i piani pluriennali concordati per il rientro
dall'indebitamento saranno vincolati a "una gestione - dice - responsabile
e virtuosa della spesa". La rivoluzione inizierà dallo sfoltire i corsi di
laurea: in Italia ce ne sono 3200 di primo livello contro gli 800 della
Germania e "spesso - osserva Gelmini - sono a misura di professore e non
di studente". Sul 3+2, dottorati e master quindi ci sarà un "rigoroso
monitoraggio". Ci vuole per il ministro un sistema integrato di
valutazione che vincoli il finanziamento al merito, incentivando l'efficacia
dei programmi di ricerca, la qualità della didattica, la capacità di
intercettare fondi privati. E i professori? Il reclutamento passerà attraverso
una verifica nazionale, ma nella lista degli idonei gli atenei potranno
chiamare chi vorranno. Gli stipendi, secondo la Gelmini, saranno stabiliti in
base a merito e responsabilità. E, dalla parte degli studenti, arrivano Campus
per fuori sede e stranieri, incentivi per i prestiti d'onore e pagamento
differito delle tasse. Inoltre, pari condizioni per strutture pubbliche e
private elevando i criteri di accreditamento. Cambia loook anche la Ricerca:
agroalimentare e fonti rinnovabili, settori di punta. E ancora: più fondi (a
partire da un aumento di 240 euro mensili per le borse di studio di dottorato);
"spoliticizzazione" dei vertici degli enti; razionalizzazione
delle risorse favorendo gli investimenti privati ma anche tagliando gli enti
"doppione, inutili, superflui". "La priorità - dice Gelmini -
favorire la meritocrazia
mettendo i ricercatori nelle condizioni dei colleghi stranieri". da. li.
( da "Gazzettino, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Più
finanziamenti per la Ricerca, a partire da un aumento di 240 euro mensili per
le borse di studio di dottorato; 'spoliticizzazione' degli enti, con l'avvio di
un nuovo sistema di selezione dei vertici; una razionalizzazione del sistema e
delle risorse che non farà sconti: l'obiettivo sarà tagliare, rispetto ai
numeri attuali, quegli enti di ricerca che risultassero "inutili,
superflui o dei doppioni". Il piano di azione del ministro
dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini per rilanciare la Ricerca
'made in Italy' e ridare ossigeno ad una categoria, quella dei ricercatori, da
tempo in affanno, parte da misure concrete, illustrate ieri alle commissioni di
Camera e Senato. E da due considerazioni: la priorità è
favorire la meritocrazia,
ma per fare questo è necessario mettere i nostri ricercatori nelle condizioni
(economiche e giuridiche, ma anche nei numeri) dei colleghi stranieri,
altrimenti, ha detto Gelmini, "non c'è partita". Secondo punto: le
risorse sono comunque limitate, ed è quindi necessario investirle al meglio.
Il che significa dare avvio ad un vero processo di "razionalizzzione"
che, nelle linee del ministro, si tradurrà in un'opera di eliminazione degli
enti "inutili" ma anche in una focalizzazione delle risorse per
progetti e settori considerati "decisivi". E razionalizzare significa
pure favorire gli investimenti da parte dei privati, che in Italia sono
soprattutto rappresentati dalle piccole e medie imprese (Pmi). Per questo, allo
studio sono meccanismi di agevolazione per incentivare le Pmi ad investire in
un settore nevralgico per la competitività del Paese.240 EURO AL MESE - Subito
240 euro mensili in più per le borse di studio al fine di
"valorizzare" il dottorato di ricerca. Il ministro ha annunciato di
aver dato il via libera all'aumento. Occorre, ha rilevato, "dare maggior
prestigio al dottorato di ricerca offrendo ai dottorandi più strumenti per
compiere le ricerche".ENTI INUTILI - Una indagine conoscitiva sugli enti
di ricerca per "fare chiarezza e individuare i rami secchi". Gelmini
anuncia una linea dura: "Partiamo con un monitoraggio e poi - ha detto -
non dobbiamo avere dubbi a tagliare ciò che non serve, ciò che è superfluo o
rappresenta un doppione".NOMINE AI VERTICI - "Spoliticizzare" i
centri di ricerca. Per questo i loro vertici saranno nominati in una rosa
proposta da appositi 'search commitee' composti da esperti di indiscussa fama e
prestigio. Gelmini ha anche annunciato che proseguirà il programma di rientro
dall'estero dei cervelli.
( da "Adige, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il quotidiano del
giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere
dalle 6:30 clicca qui >>> Bocciati in aumento al "Guetti"
sono 133 Nei primi quattro anni rappresentano il 17% ALBERTA VOLTOLINI TIONE -
Quella di ieri è stata, per i quasi mille studenti dei sette diversi indirizzi
dell'Istituto d'Istruzione "Lorenzo Guetti" di Tione, la giornata più
attesa dell'anno. A conclusione di un percorso iniziato a settembre, sulle
vetrate all'ingresso della scuola sono stati esposti gli attesi tabelloni con i
risultati conseguiti. Numeri, ma non solo numeri, dietro ognuno dei quali c'è
la storia personale di uno studente e dei suoi insegnanti che comunque vivono
all'interno della scuola la loro esperienza. Dei 778 studenti che hanno
concluso l'anno scolastico al "Guetti", 133 non sono stati ammessi e
232 sono stati ammessi con carenze disciplinari (ex "debito
formativo"). Venticinque coloro che si sono trasferiti presso un altro
istituto e 4 i ritirati prima di concludere l'anno. La percentuale dei non
ammessi, se rapportata al numero complessivo degli studenti, è del 13%;
calcolata sul numero degli studenti delle prime quattro classi raggiunge il
17%. Il 29,82% degli studenti, sempre in rapporto ai primi quattro anno di
studio, prosegue il proprio corso di studio con carenze disciplinari. "La
percentuale dei non ammessi - spiega il dirigente scolastico Severino Papaleoni
- è abbastanza considerevole, maggiore rispetto agli anni scorsi, anche se il
raffronto dei dati non è ancora disponibile. Il numero, invece, di coloro che
sono ammessi alla classe successiva con carenze disciplinari diminuisce.
L'Istituto - prosegue Papaleoni - ha fatto proprio il
richiamo iniziale proposto dalla normativa del ministro Fioroni e recepito anche dalle direttive
provinciali di una più attenta valutazione degli studenti. Il Collegio docenti
ha tradotto l'indicazione ministeriale e provinciale nell'adozione di una serie
di criteri finalizzati a pesare bene ciascuna situazione". I
criteri di valutazione sono stati costruiti su tre parametri di riferimento. Il
primo riferito alla difficoltà di apprendimento riscontrata nella preparazione
generale dello studente nel corso dell'anno; il secondo connesso a quanto lo
studente, per poter migliorare, ha operato seguendo i suggerimenti e le
indicazioni della scuola e, infine, il terzo, finalizzato a comprendere la soglia
di recuperabilità nel breve tempo attraverso un corso. "In altre parole -
sottolinea il dirigente - i criteri stabiliti hanno permesso al Collegio
docenti di esaminare a fondo quando un ragazzo può superare le difficoltà
l'anno dopo e quando, invece, il superamento delle difficoltà non è
ipotizzabile. La non ammissione non deve essere vissuta come una bocciatura, ma
come un invito a maggiore impegno e responsabilità. Molti studenti - afferma
Papaleoni - hanno buone possibilità di riuscire nello studio, ma per i motivi
più vari, non utilizzano le loro capacità. La scuola non è diventata più
severa, ma i ragazzi devono sapere che chi sceglie di frequentare la scuola
secondaria decide, per cinque anni, di abbracciare una professione, quella
dello studente, che ha i suoi tempi di lavoro, da rispettare se si vogliono
ottenere risultati positivi". 18/06/2008.
( da "Agi" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Venezia MANOVRA:
VENETO, DAL GOVERNO CI ASPETTIAMO SEGNALI CHIARI (2) (AGI) - Venezia, 18 giu. -
"Abbiamo comunque ottenuto per ora - ha detto l'assessore Coppola - che il
tema della soppressione delle Comunita' Montane e delle Province venga
accantonato e si affronti a settembre quando si lavorera' sul tema delle
autonomie locali. Questo perche', qualora si fosse proceduto, il finanziamento
relativo sarebbe ricaduto automaticamente sulle Regioni che non sono assolutamente
disponibili a farsi carico di scelte di tale portata, pur condivisibili in
un'ottica di razionalizzazione della spesa pubblica. Inoltre il taglio di un
miliardo di euro che doveva esserci nel settore della sanita' nel 2009 viene
abbassato a 250 milioni di euro. Abbiamo pero' espresso la forte preoccupazione
perche' dal 1 gennaio 2009 entra in vigore il ticket e quindi le Regioni
vengono chiamate a far fronte a circa 850 milioni di euro tramite provvedimenti
propri. Se le Regioni non saranno in grado di coprire questa cifra, scattera'
automaticamente il ticket di 10 euro imposto dal governo. Di fatto quello che
e' stato ottenuto, viene annullato. Anche sul patto di stabilita' - ha
proseguito Coppola - vedremo se c'e' la disponibilita' del governo al confronto
per allentare questo cappio. Abbiamo sottolineato ancora una volta che non si
puo' pensare di far calare indistintamente dei provvedimenti di
razionalizzazione che non tengono conto di nessun indicatore di merito e di
virtuosita'. Ci sono infatti Regioni e altri enti virtuosi che dovrebbero
invece essere premiati. In sostanza abbiamo chiesto al governo maggiore
equita', maggiore meritocrazia anche nella valutazione
dei provvedimenti da assumere. Da questo governo, che e' il nostro governo ad indirizzo
federalista - ha concluso l'assessora Coppola - ci aspettiamo quanto prima
segnali chiari e inequivocabili di riconoscimento nei confronti di quelle
Regioni, prima fra tutte il Veneto, che da sempre hanno rispettato tutti i
parametri, accollandosene oneri e responsabilita' e condividendole con i propri
cittadini. E ora che chi non ha mai agito in questo modo cominci a
pagare". (AGI).
( da "Giornale di Calabria, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il sindaco di
Lamezia Terme ha visitato alcuni istituti cittadini in occasione della prova di
italiano LAMEZIA TERME. Una parola di incoraggiamento e un "in bocca al
lupo" per la prima prova degli esami di maturità. Non ha voluto
disattendere a questo compito il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, che
ieri, durante il tema di italiano, ha fatto visita in alcune classi degli
istituti superiori lametini. Il professore Speranza è ritornato a scuola, girando nei banchi e tra strette di mano, sorrisi e
pacche sulle spalle, ha scambiato qualche parola con gli studenti alle prese
con le tracce degli argomenti. Giusto il tempo di commentarle e di rassicurare
i ragazzi, cercando di far sciogliere l'emozione. "È un momento importante
- ha detto il sindaco - ma da vivere tranquillamente. Quindi mettete da parte
la tensione e in armonia sono sicuro che supererete questo scoglio e anche i
successivi". Il sindaco ha inoltre comunicato una nuova iniziativa
"Tredici giovani al lavoro in comune", che l'Amministrazione comunale
avvia nell'estate 2008 al fine di offrire ai neo diplomati un'opportunità di
lavoro, impegnandoli nelle strutture comunali e nella società in house
"Multiservizi" per otto settimane, cinque giorni a settimana, 4 ore
al giorno, con un contributo di 5 euro l'ora che verrà riconosciuto in due
tranches. Il Comune ha spedito la lettera di adesione ad ogni Istituto
superiore che si impegnerà a selezionare i giovani sulla base del voto di
diploma e della media riportata negli ultimi due anni. L'iniziativa è
indirizzata al giovane che esce dalla scuola spesso
disorientato e con interessi ed aspettative non ancora messe ben a fuoco, con un
mercato che offre opportunità di lavoro assai lontane dalla sua esperienza. La legge di riforma della scuola, attraverso l'alternanza scuola-lavoro, e la legge di riforma del mercato del lavoro, attraverso esperienze di stage e
tirocini, favoriscono l'incontro dei giovani con il lavoro per testare le
competenze acquisite nel percorso scolastico, per verificare le proprie
capacità di comunicazione e relazione, nonché la propria flessibilità,
al fine di facilitare significativamente le scelte professionali ovvero di
prosecuzione negli studi. Partecipare a qualche servizio della città nel
periodo di pausa, che normalmente segue alla conclusione degli studi di
istruzione di secondo grado, può aiutare, altresì, a sviluppare nei giovani il
senso di appartenenza al territorio e a mettere a frutto la passione e la
creatività di migliorarlo. L'assegnazione ai servizi comunali terrà conto del
corso di studi. L'inizio dell'esperienza è previsto dal 25 agosto.
( da "Stampa, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Domande a Silvia
Sanseverino "I corsi vanno visti come opportunità" 7 Hanno dovuto
fare i conti con una riforma piombata come un temporale improvviso a novembre,
ovvero ad anno scolastico in corso. L'effetto Fioroni
ha voluto dire riorganizzazione, confronti, progettualità sui corsi di recupero
e disponibilità dei docenti a fare anche qualche sacrificio per riuscire ad
adeguarsi al nuovo schema scolastico voluto dal ministro. "E' stata dura -
dice la preside del Majorana Silvia Sanseverino - ma ce l'abbiamo fatta grazie
anche alla disponibilità e alla professionalità del corpo docente. Tutti hanno
dato qualcosa, ognuno ha portato un contributo valido. Ripeto: è stato
difficile far quadrare tutto, ma siamo pronti da tempo ormai ad affrontare le
novità. Al "Majorana e al "Marro, due indirizzi di un unico istituto
d'istruzione superiore, i risultati di fine anno regalano numeri in media con
il Piemonte. Pochi bocciati, ma un discreto numero di rimandati. Dunque
preside, nessuna mano pesante come invece qualcuno si aspettava. O no?
"Diciamo che è tutto nella norma. Il Marro ha un percentuale superiore di
studenti col giudizio sospeso. Ma mi lasci dire una cosa in merito a
questo" Prego "I ragazzi non devono vedere l'esito come una
punizione, ma come un'opportunità. Abbiamo creato dei corsi di recupero che
partiranno a giungo e finiranno a luglio, tarandoli su misura per dedicargli maggiore
attenzione". Si spieghi meglio.. "Voglio dire che ci saranno dei
gruppi-focus. Ovvero: solo quattro ragazzi - ma la media è di dieci alunni per
corso - seguiti da un docente che dedicherà loro la massima attenzione. Lo
spirito è quello di lavorare per aiutare i ragazzi a migliorare". E' stato
facile organizzare tutto? "E' stato complesso. La riforma è diventata
operativa a novembre nel cuore dell'anno scolastico in corso. Devo dire con
orgoglio che i corsi di recupero per gli studenti saranno sostenuti
esclusivamente da docento interni". Cosa vuol dire? "Che molti
docenti avrebbero potuto rinunciare. Invece no. Dopo gli iscritti siamo
risuciti a fidelizzare anche i professori. E questo è un segnale che lo spirito
di collaborazione è arrivato a livelli a ltissimi". Scusi se torno sul
tema, ma uno studente su 3 ha delle lacune. Non è un po' troppo? "No. E
poi ripeto, Vediamola come un ulteriore opportunità. Non come una
punizione".
( da "Provincia di Como, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Scuola
Chissà come è finito
il "toto-tema". Perché stamane la maturità è partita con la prova d'italiano
e come da tradizione l'ouverture è stata preceduta dalla consueta ridda di voci
e di ipotesi relative alle tracce del tema d'italiano. In quest'ottica,
particolare attenzione è stata riservata a quelle riguardanti le ricorrenze,
dai trent'anni dalla morte di Aldo Moro ai quaranta dal Sessantotto per
giungere ai sessanta dall'entrata in vigore della Costituzione italiana. E poi
ci sono stati, beninteso, i grandi fatti di attualità: la Cina delle Olimpiadi
con corredo di questione tibetana, il dramma delle "morti bianche".
La questione "Europa unita" è un classico e va sempre bene. E il
nucleare? Certo: sia quello pacifico legato alla crisi energetica, sia quello
bellico connesso con le intemperanze dell'Iran. Quanto agli autori, andando a
ritroso, negli ultimi sette anni, quelli proposti per il saggio breve sono
stati: Dante, Ungaretti, Dante, Montale, Pirandello, Quasimodo, Pavese e Saba.
Ebbene, tranne lo strano caso di Dante (scelto sia dalla
Moratti che da Fioroni),
negli ultimi anni sono stati proposti solo autori del '900. Poco probabile un
ritorno di Pirandello e Pavese, "usciti" pochi anni fa, sebbene di
Pavese ricorra il centenario dalla nascita. Da segnalare come outsider Calvino
e D'Annunzio. Al di là del "toto-tema", quella odierna è la giornata
"clou" per circa 496mila candidati che si cimentano con la prima
prova scritta, il tema di italiano, uguale per tutti gli indirizzi di studio. A
seguire, domani, la seconda prova scritta (quest'anno è stato scelto greco per
il classico e matematica per lo scientifico) mentre, con un week-end di riposo
in mezzo, il 23 giugno si tornerà in classe per il terzo e ultimo scritto, il
cosiddetto quizzone, messo a punto dalle singole commissioni esaminatrici che
stabiliranno anche la durata della prova. Archiviati i tre scritti, la strada
per gli studenti inizierà a essere in discesa. Dopo la correzione dei compiti
si passerà, infatti, ai colloqui svolti su argomenti di interesse
multidisciplinare attinenti ai programmi e al lavoro didattico dell'ultimo anno
di corso. Prevista la presentazione di una tesina redatta nel formato
preferito, anche multimediale, e si potrà iniziare l'esame con un argomento a
scelta. Quest'anno, tuttavia, c'è una novità di rilievo nel senso che non
saranno più diffusi pubblicamente i voti finali (come recita l'ordinanza 30 del
marzo scorso, all'articolo 21): sui tabelloni ci sarà scritto solo
"diplomato" o "non diplomato". Il voto finirà invece in una
scheda riservata da chiedere in segreteria. Dall'anno prossimo, invece,
scatterà la mannaia sui debiti formativi: non bisognerà averne nessuno negli
ultimi tre anni. Pena la non ammissione. 18/06/2008.