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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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Una sfida
Ratti-Guido per la carica di sindaco
( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ordine cura e pulizia del paese, politiche per i giovani fatte dai
giovani, assoluta tutela degli anziani e delle fasce deboli, difesa della scuola
elementare dal decreto Gelmini, trasparenza e comunicazione con la
popolazione». La lista sarebbe appoggiata da quella parte della maggioranza in
disaccordo con Guido.
Sciopero nella
scuola contro le misure anticrisi
( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: lotta è stata indetta a livello nazionale dalla Cgil per contrastare
«chi fa pagare la crisi a cittadini e lavoratori, a chi vuole indebolire la
contrattazione, a chi scommette sull'ignoranza». A livello regionale la
Flc-Cgil rileva nella scuola «uno stato di incertezza e preoccupazione per la
mancanza di risposte della Regione sull'applicazione della legge di riforma
"Gelmini"». \
L'Associazione
Genitori chiede unità sulla scuola
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: reduce da molti incontri al ministero sulla riforma Gelmini: «Il clima
- ha detto - è di grande incertezza. Si deve andare oltre l'emergenza, le
semplificazione e la ricerca di colpevoli: gli enti che sul territorio si
occupano di scuola devono trovare punti d'incontro. E' necessario investire
sulla scuola che si deve aprire alla vita degli alunni».
"Sconti sulle
rette anche negli asili cattolici"
( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 949 famiglie che hanno iscritto i loro pargoli nei nidi pubblici. In
altre parole, le scuole private - quasi tutte confessionali, compresa quella
della comunità ebraica - non riconoscono gli sconti della retta concessi invece
dal pubblico secondo fasce di reddito Isee. «E sarebbe ora che lo facessero» ha
esordito ieri il consigliere di Sinistra democratica,
A scuola solo al
mattino ( da "Eco del Chisone" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le disposizioni dettate dal ministro Gelmini hanno infatti vietato i
quarti d'ora eccedenti. Se però si spostasse l'uscita dalle 12,15 alle 12,30 e
si facesse altrettanto per quelle pomeridiane, si causerebbe un problema di
coincidenze alla società che gestisce i trasporti (Dossetto).
Blackberry Gelmini
8325, apparsa una nuova immagine
( da "Cellulari.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Blackberry Gelmini 8325, apparsa una nuova immagine mercoledì 18 marzo
2009 Sembra che il Blackberry Gelmini che abbiamo conosciuto lo scorso mese non
si chiamerà ufficialmente Blackberry 9300, ma Blackberry 8325. Una immagine dal
vivo del Gelmini 8325 é stata appena pubblicata sul sito internet
BoysGeniusReport.
Vita dura per
bidelli e insegnanti lodigiani: più di cento lavoratori in corteo a Milano
( da "Cittadino, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha chiesto al ministro Maria Stella Gelmini di non tagliare tanto
nella nostra regione, perché la Lombardia ha sempre applicato tutte le
finanziarie possibili immaginabili. Avevano detto che i tagli sarebbero stati
soprattutto al nord e nel centro dell'Italia. Intanto però, oggi, la Cgil
scende in piazza».
berlusconi,
fiducia in calo recuperano i democratici
( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in particolare, Gelmini (3). Perdono, invece, i responsabili di sei
dicasteri: Tremonti (-2), Frattini (-2), Matteoli (-4), Bondi (-2), Fitto (-1).
Gli altri otto sono fermi. All'ultimo posto c'è Elio Vito con un tasso di
fiducia del 33%. I partiti. Il dato più evidente è la risalita (4 punti) del
Pd.
La scuola media?
Qui rischia di chiudere ( da "Arena, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: potrebbe non essere classificato come montano rientrando così nei
tagli La riforma Gelmini continua a far discutere. Una nuova tegola sembra
abbattersi sul municipio di San Zeno. Il Comune, classificato di montagna,
sembrava ormai certo essere al riparo dalla scure governativa sui tagli alle
scuole. Così si è sempre dichiarato anche il sindaco Adriano Peretti, che
giusto 15 giorni fa,
Bidelli più
preparati con un corso ad hoc
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sarà pure tema portante di un convegno a Verona in occasione di Pulire
2009, e di una tavola rotonda con il ministro Mariastella Gelmini, che potrà
conoscere il "modello Brescia" della pulizia scolastica e i suoi
possibili sviluppi. Si comincia a colmare un gap, dunque, che da anni vede
l'Italia perdente in Europa sul fronte dell'agibilità e della pulizia degli
edifici.
E oggi 4 ore di
stop (anche in facoltà) ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accordo Gelmini-Formigoni per il trasferimento dei corsi di formazione
professionale regionali (3 anni) alle scuole professionali statali (5 anni).
«Poichè il Governo ha utilizzato le risorse destinate alla formazione professionale
regionale per altre attività - dice Osvaldo Squassina consigliere regionale
Movimento per la Sinistra -
Scuola, annullata
la dispersione ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini e il governatore lombardo Roberto Formigoni pone
le basi per la gestione unica dei due ordini di scuola . Accordo che Colosio
accoglie con «soddisfazione», perché «mostrerà che a Brescia più che nelle
altre province lombarde il rapporto tra formazione e istruzione professionale è
consolidato, con quasi 4 mila studenti ben distribuiti a livello industriale e
di servizi,
Rimborsi tardivi
per i cantieri metrò ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dopo la riforma Gelmini, non sono più in grado di garantire. Lei che
ne pensa? «Per i genitori bresciani la scuola andava bene com'era. E se è pur
vero che il sistema italiano necessitasse di innovazioni per rimuovere sprechi
e inefficienze, mi chiedo se questa riforma, che ha determinato solo tagli
indistinti al corpo docente,
Al Don Milani non
piace la riforma ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: mobilitazione delle medie superiori contro la riforma Gelmini e per la
difesa della scuola pubblica. Ieri mattina al cinema-teatro Gloria di
Montichiari, gli studenti del «Don Milani» si sono riuniti in assemblea per
decidere le iniziative nelle prossime settimane di autogestione. Uno dei
quattro rappresentanti, Andrea Treccani Cioli, ha annunciato «corsi sullo
sviluppo della creatività,
Valle, Candia,
Zeme: niente 1a elementare
( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La legge Gelmini ha aumentato da
Breme, solo 8
alunni nella pluriclasse ( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: era finita sotto i riflettori a causa dei costi eccessivi per alunno e
poi per il rischio di chiusura per la legge Gelmini. Nella recente riunione
alla direzione didattica di Valle Berzero è stato costretto ad ascoltare parole
scomode per la sua comunità: per l'anno scolastico 2009-2010 la scuola
elementare di Breme avrebbe solo otto alunni, iscrittisi fino al 28 febbraio
scorso.
Ronde per
difenderci E' una necessità
( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mi chiedo in quale misura questa scelta ottemperi alla legge Gelmini,
legge che, anche se lascia a ogni scuola la libertà delle proprie scelte
organizzative, stabilisce che la prima scelta deve essere data alle famiglie,
nell'interesse dei loro figli. Chi è al centro dell'insegnamento elementare, i
presidi, gli insegnanti o i bambini di sei anni che, secondo questo criterio,
istruzione a
rischio la scuola resta sotto scacco tagli in vista per 500 docenti
( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la scure dei tagli dei decreti Gelmini rischia di lasciar senza lavoro
quasi 700 persone nella nostra Provincia. La Cgil Scuola oggi in Veneto
sciopera e manifesta a Padova, con una mobilitazione a livello regionale, per
la difesa della scuola e contro il ritorno al maestro unico che produrrà una
contrazione del tempo pieno ed una riduzione dell'offerta formativa,
tremila a padova
contro il governo ( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: attesi oggi a Padova per dire no al maestro unico e al decreto
Gelmini. La Cgil e il sindacato Gilda chiamano a raccolta oggi il mondo della
scuola, dell'università, dei conservatori e delle accademie per lo sciopero
regionale del settore della conoscenza. Partenza da piazza Garibaldi alle 9.30,
poi il corteo arriverà in piazzale Pontecorvo per il comizio finale di Emilio
Viafora,
Maestro unico:
chiesta una sola classe su 600 (
da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini; ma piuttosto che, laddove sono state
presentate, non hanno raggiunto un numero sufficiente nemmeno a ipotizzare la
costituzione di una classe. Dati da trattare con cautela D'altra parte, come
testimoniano i dirigenti scolastici interessati, esistono scuole in cui il
maestro unico e le 24 ore settimanali di scuola non hanno raccolto alcuna
preferenza.
Diplomi regionali:
pro e contro ( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: siglato nei giorni scorsi dal ministro Mariastella Gelmini e dal
presidente della Regione, Roberto Formigoni. Dal prossimo anno 2009-2010 si
sperimenterà l'unificazione del sistema nell'istruzione professionale statale,
che a Brescia riguarda 22 istituti con circa 12.700 studenti, con l'istruzione
e la formazione professionale regionale che nel nostro territorio sono 21
centri per 4.
Sì all'insegnante
prevalente purché motivato e preparato
( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pare conoscere qualcuno che abbia accolto con entusiasmo la proposta
del ministro Gelmini. Motivo? «Gli orari di lavoro», sospirano le madri, molte
delle quali ormai occupate a tempo pieno. La soluzione del maestro unico,
infatti, corrisponde a quella delle 24 ore di scuola settimanali, senza rientri
pomeridiani. Ma non è tutto.
E contro i tagli
oggi si sciopera ( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini nE oggi si sciopera. Si fermano i lavoratori della conoscenza.
«Contro i tagli finanziari alla scuola e alla ricerca e a difesa dei posti di lavoro
a rischio che sono quelli dei precari», ha detto ieri Marco Fenaroli,
segretario della Cgil di Brescia, che nell'ambito della giornata di
mobilitazione ha anche organizzato un volantinaggio in piazze e mercati di
diverse zone
oggi lo sciopero
della scuola cgil contro il ministro gelmini - morena trolese
( da "Mattino di Padova, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca Oggi lo sciopero della scuola Cgil contro il ministro Gelmini
LA PROTESTA Il corteo alle 9 fino a Pontecorvo MORENA TROLESE Oggi protestano i
sindacati ma a fermarsi è anche la scuola. Questa mattina, alle 9, migliaia di
insegnanti, dipendenti e genitori confluiranno a Padova da tutte le province
del Veneto per ingrossare il corteo di protesta che, in massa,
scatta l'allarme
razionalizzazione che potrebbe far sparire la scuola
( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Da non trascurare neppure il benessere dei minori: ??Inoltre
s'interromperebbe il percorso di educazione alla lettura attivato in
collaborazione con la Biblioteca durante le lezioni.??, aggiunge il sindaco,
che invoca una deroga ai parametri stabiliti dal decreto Gelmini. (mac)
Presto l'agenzia
di valutazione ( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giornale di Brescia sezione:gdb università «Presto l'agenzia di
valutazione» La promessa del ministro Gelmini: «Nessun contributo a pioggia»
L'Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca «è in
dirittura d'arrivo» e «entro pochissime settimane» sarà presentato il
provvedimento che la ridisegna e il relativo regolamento.
oltre 2.500
iscrizioni alternative consegnate al provveditorato
( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2556 iscrizioni alternative contro la riforma Gelmini. è l'obiettivo
raggiunto dal Comitato genitori insegnanti per la difesa della scuola pubblica.
«Il 6 febbraio abbiamo lanciato la campagna iscrizioni chiedendo ai genitori di
prendere attivamente posizione contro la riforma Gelmini - spiega il comitato -
rifiutando i tagli orari, lo svilimento della scuola pubblica a parcheggio,
Raid squadrista a
Roma Tre scattano le denunce
( da "Unita, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda di
protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato
«per il ritrovamento di armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire
legalità nelle università ed evitare ogni violenza politica». Per il preside
Guida si tratta di «fatti gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro.
SEGUE DA PAGINA 49
E ancora vignette con frasi antirom del tipo Io da grande ru...
( da "Unita, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda di
protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato
«per il ritrovamento di armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire
legalità nelle università ed evitare ogni violenza politica». Per il preside
Guida si tratta di «fatti gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro.
Rampelli:
<Occorre rivedere l'autonomia scolastica In troppi casi risulta essere
vittima di vizi ideologici>
( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: promotore della risoluzione parlamentare indirizzata al ministro
Gelmini per fissare un tetto alle iscrizioni di extracomunitari nelle scuole.
Onorevole Rampelli, la media della popolazione scolastica straniera non è alta,
eppure in tutte le città stanno nascendo scuole ghetto. Come mai?
«Probabilmente è frutto di un'autonomia scolastica che ha creato tanti
"stati" nello "stato".
I parlamentari del
Pdl presenteranno una risoluzione al ministro per chiedere le quote del 30% a
classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini
( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: appello alla Gelmini Emergenza A Roma, Milano, Firenze e Torino stanno
nascendo istituti di soli stranieri A Milano e a Roma è già record con due scuole
che superano il 90 per cento di alunni stranieri. Seguono Torino e Firenze,
dove le percentuali di iscritti stranieri in alcuni istituti superano il 70 per
cento.
Oggi rientrano
nelle case due famiglie sfollate a Forno
( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: VERBANIA Oggi rientrano nelle case due famiglie sfollate a Forno
«Sciopero della conoscenza» contro la riforma Gelmini Verrà revocata oggi
l'ordinanza di sgombero per due delle tre famiglie coinvolte dalla rovinosa
frana che ha colpito Forno in Valle Strona. Il terzo nucleo familiare, quello
di Giuseppina Tonoli, non potrà invece ancora rientrare nella casa danneggiata
da un masso.
Aumento degli
alunni per classe, scomparsa di compresenze e discipline, soppressione di
molt... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: delle famiglie ha mostrato di gradire il modello Gelmini, che prevede
meno insegnanti, meno discipline e meno ore di lezione. Epperò, nonostante
questa eclatante bocciatura il Ministro dell'Istruzione in questi giorni ha
impartito alle scuole disposizioni volte a definire gli organici per il
prossimo anno scolastico con gli effetti devastanti richiamati".
Oggi sciopero
generale della scuola, università, ricerca, conservatori, accademie e
formazione ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: università, ricerca, conservatori, accademie e formazione
professionale. Nelle Marche si terranno presidi in tutte le province dinnanzi
alle sedi delle Prefetture: ad Ancona l'appuntamento è in piazza del Plebiscito
ore 10. Lo sciopero è stato proclamato dalla Slc Cgil contro i tagli della
riforma Gelmini.
Istruzione
professionale: prima l'integrazione poi il doppio percorso
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accordo siglato lunedì dal ministro Mariastella Gelmini e dal
governatore Roberto Formigoni, il sistema duale verrà accorpato sotto il
Pirellone che fornirà il diploma regionale. Il tutto avverrà in due fasi: nel
2009-2010 sarà l'istruzione professionale statale a inglobare la regionale come
possibilità in più, l'anno successivo, completata l'integrazione,
Marta Dalmaso,
assessore provinciale all'istruzione, ha risposto ieri con una nota alle
dichiarazioni sulla scuola trentina rilasciate dal ministro della Pubblica
Istruzione, Maria ( da "Adige, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, domenica a Riva in occasione di in incontro
politico del centrodestra Marta Dalmaso, assessore provinciale all'istruzione,
ha risposto ieri con una nota alle dichiarazioni sulla scuola trentina
rilasciate dal ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini,
domenica a Riva in occasione di in incontro politico del centrodestra.
Scuola e ateneo,
sciopero ( da "Adige, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: provvedimenti dei ministri Renato Brunetta e Mariastella Gelmini e
contro i tagli agli atenei del Belpaese, in Trentino saranno organizzati due
diversi appuntamenti. Alle ore 9.30, nella sede della Cgil in via dei Muredei a
Trento, la Flc organizza un'assemblea pubblica nella quale verrà presentato e
discusso il disegno di legge, firmato dalla deputata del Pdl Valentina Aprea
che,
A nessuno piace
l'orario <corto> ( da "Nazione, La (Empoli)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: meglio conosciuto come Decreto Gelmini, dal nome del ministro della
Pubblica istruzione che lo ha firmato. Il decreto, convertito, con modifiche,
nella legge 169 del 30 ottobre 2008, introduce, tra le altre novità, il modello
del maestro unico e delle differenti articolazioni dell'orario scolastico
settimanale a 24, 27, 30 e 40 ore.
L'on. De Pasquale
parla di scuola ( da "Nazione, La (Empoli)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: componente della commissione scuola della Camera, la protagonista
dell'incontro in programma venerdì, alle 17, alla Fondazione I care di via 1
Settembre. L'on. De Pasquale parlerà della scuola con particolare riferimento
alle molte novità introdotte dalla riforma Gelmini. All'incontro sono invitati
docenti, genitori e studenti.
A Bergamo sembrano
concentrati spezzoni di storie vere degli ultimi anni, dalla "scuola degli
o... ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: a quello di Don Gelmini. Una "pestilenza dell'anima e delle
menti", un "bacillo" che incombe sul piccolo capoluogo lombardo.
E a Bergamo è in gran parte ambientato l'ultimo romanzo di Antonio Scurati Il
bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani, 295 pagine 18 euro) che esce
oggi, di cui anticipiamo il prologo.
VALUTAZIONE DEL
VOTO IN CONDOTTA NELLE SCUOLE SECONDARIE DI I E II GRADO
( da "marketpress.info" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Voto in condotta alle scuole medie Ii voto in condotta nella scuola
secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da
una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella. Scuola
secondaria di Ii grado (scuola superiore) - Alle scuole superiori la
valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio
di classe.
Bassi venga a
spiegarci cosa ci aspetta con i tagli V i scriviamo mossi dalla preoccupazione
circa il futuro dell'Università
( da "Adige, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che i tagli del ministro Gelmini non ci riguardassero, convinto che la
qualità accademica e il virtuosismo economico del nostro Ateneo ci avrebbero
premiato o quanto meno messo al riparo. Una posizione che poteva anche essere
di buon senso, ispirata alla «realpolitik»: se non fosse che a guidare questo
governo è una logica partitica,
Gelmini: meno
esami e più crediti contro il flop del 3 2
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi Gelmini: meno esami e più crediti
contro il flop del 3+
ROMA - La Sapienza
anticipa la riforma, molte delle novità previste sono già in atto. <...
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della Conferenza dei presidi di medicina ho chiesto ai ministri
Gelmini e Sacconi di ridurre il numero delle lauree sanitarie. Non ci
fermeremo, a tappe forzate raggiungeremo gli obiettivi prefissati, che sono
merito e rigore». Può dire quali corsi sanitari verrebbero accorpati? «Ho
proposto di scendere da 21 corsi a 15, si possono fare degli accorpamenti che
rendono più razionale l'
ROMA - Mai più
corsi di laurea con dieci immatricolati , attualmente ne abbi...
( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini presenterà presto un provvedimento che detterà
norme rigorose per impedire gli sprechi. Saranno «impedite le duplicazioni di
corsi inutili» e saranno eliminati quei corsi nati esclusivamente per ripartire
cattedre e fondi o quelli nati per decentrare sedi senza avere i requisiti di
funzionalità.
Gelmini bocciata,
<sì> al tempo prolungato
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2 Gelmini bocciata, «sì» al tempo prolungato Nell'Altomilanese è quasi
un plebiscito: il 95 per cento delle famiglie sceglie le quaranta ore SCUOLA LA
PROPOSTA DEL MINISTRO DI RIDUZIONE DELL'ORARIO NON È STATA CONSIDERATA di LUCA
BALZAROTTI e CRISTIANA MARIANI LEGNANO LE FAMIGLIE legnanesi hanno scelto il
tempo prolungato.
La Legnano che
studia si comporta bene Soltanto dieci <cinque in condotta>
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ALLE SUPERIORI LEGNANO RAPPRESENTA una delle novità introdotte dalla
riforma Gelmini che fanno più paura agli studenti «irrequieti». Il famigerato
«5 in condotta» sembra un vero e proprio spauracchio per molti allievi, anche
se nella città del Carroccio sono in pochi ad aver visto la propria pagella di
febbraio «macchiata» da una simile onta.
<Sono troppo
piccoli, lasciamoli giocare>
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini - affinchè le famiglie italiane esprimessero la
propria scelta in merito alla possibilità di far rimanere in classe 24, 27, 30
o 40 ore settimanali i bambini che nell'anno scolastico 2009-2010
frequenteranno la prima elementare - ha evidenziato una netta differenza fra i
nuclei famigliari che fanno il loro «debutto»
IL MAESTRO unico?
No grazie. La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dim...
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dim... IL MAESTRO
unico? No grazie. La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dimostrarlo
sono i dati ufficiali sulle iscrizioni dei bambini riminesi per l'anno
prossimo, al primo anno di scuola elementare, diffusi l'altro ieri dall'ufficio
scolastico regionale.
di BRUNO DALLARI
SCANDIANO UNO SCIOPERO, senza mandare i bamb...
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, pubblica istruzione, con gli orecchi da asino. «Alcuni
genitori scrive Fabio Filippini, candidato sindaco del Pdl a Scandiano - ci
informano dell'esposizione dell'immagine all'ìnterno di una classe 5^. Il gesto
credo sia, secondo buonsenso, intollerabile ed offensivo e dovrà essere
chiarito dall'Ufficio scolastico provinciale che sollecitiamo ad intervenire
con solerzia.
) SCUOLA La scelta
degli orari lunghi' non è stata spont...
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Noi comprendiamo che questi dirigenti scolastici siano contro la
riforma Gelmini, ma non possiamo accettare che vogliano omologare i nostri
figli alle loro idee. La scuola dovrebbe essere una officina di confronto, dove
le idee di tutti favoriscano lo spirito critico, il confronto e la formazione
del libero cittadino del domani.
Deputati Pdl:
<Alle Filzi troppi stranieri, serve un tetto massimo>
( da "Nazione, La (Prato)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini di stabilire un tetto massimo alla
presenza degli stranieri nelle classi. I parlamentari hanno annunciato la
presentazione di una risoluzione in commissione cultura della Camera. «Il
provvedimento hanno spiegato i deputati del Pdl si rende necessario per far
fronte ad alcune situazioni paradossali per cui all'interno di una classe non
c'
lo spettro dei
tagli su 150 cattedre ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Abbiamo chiesto al ministro Gelmini la proroga annuale degli incarichi
di supplenza 2008-2009, per tutelare i precari. I pensionamenti non copriranno
i tagli in organico». Le indiscrezioni sulle assunzioni in ruolo, entro agosto
2009, parlano di 20 mila nomine da spartirsi tra insegnanti, ausiliari,
amministrativi e tecnici Ata.
Studenti in piazza
con i precari ( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Contro le politiche del ministro Gelmini e del governo in materia di
istruzione e precariato». Difficile quindi prevedere quale incidenza avrà
l'astesione degli insegnanti e dei non docenti sul funzionamento degli istituti
milanesi. Sul fronte studentesco è inoltre da registrare l'adesione, a livello
nazionale, dell'Uds, che a Milano però non raccoglie grandi adesioni.
CONCORDIA SCUOLA
elementare senza bidelli. Perciò tutti gl...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma del ministro Gelmini, saranno così obbligate a
lavorare senza gli alunni in classe. L'astensione contemporanea dal lavoro di
tutti i bidelli, in servizio nel plesso scolastico di Concordia, ha obbligato
la dirigente dell'istituto comprensivo dottoressa Milena Prandini ha decretare'
nella scuola primaria Gasparini la sospensione delle lezioni per tutte le
classi.
M ENSE a rischio,
compresenze eliminate, <orari-...
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e scoppia la «rivolta» contro i tagli della riforma Gelmini. Più di
460 adesioni sono state raccolte in poche settimane durante la raccolta di
firme lanciata dai genitori degli alunni delle scuole elementari del circolo
didattico di Belaso. Si sono unite a loro la scuola elementare di S. Stefano
Magra e diversi plessi spezzini.
Raccolti 40mila
euro per il premio dedicato a Marco Biagi
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: saranno presenti anche la vedova di Biagi Marina Orlandi e la direttrice
della Fondazione Paola Reggiani Gelmini), sarà infatti il professor Michele
Tiraboschi, colui che ha raccolto l'eredità di Biagi, a ricordare l'amico e
collega. SUBITO dopo l'intervento, il direttore di Qn - Resto del Carlino
Pierluigi Visci comunicherà i nomi dei vincitori e si procederà alla consegna
del premio.
VIGNOLA
EMOZIONANTE cerimonia dell'alzabandiera per gli alunni dell...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per relazionare su questo importante progetto ieri mattina una
delegazione di docenti delle scuole vignolesi ha partecipato alla Camera dei
Deputati a Roma al convegno Unità d'Italia, Costituzione repubblicana e
bandiera nazionale' alla presenza dell'onorevole Schifani e del ministro
dell'istruzione Mariastella Gelmini. Carla Tassi
La mappa dei
rischi? Manca da tredici anni
( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, promise maggiore
prevenzione. Cosa è stato fatto da allora? Al ministero si mostrano
soddisfatti. Gianni Bocchieri, capo della segreteria tecnica del ministro,
anticipa: «Abbiamo completato il censimento dei dati strutturali degli edifici
scolastici.
Il contagio
collettivo del Male ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Antonio Scurati cita le scuole bresciane, s'ispira alla vicenda di don
Gelmini, attinge all'inchiesta sulla materna di Rignano e a casi simili
capitati in Francia, da smaliziato bricoleur, assembla materiali differenti ma,
tiene a precisare: «La pedofilia è una metafora che mi serviva per raccontare
gli effetti della politica della paura.
NEL MONDO della
scuola si parla molto di studenti stranieri e di voto in condotta...
( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 13 NEL MONDO della scuola si parla molto di studenti stranieri e di
voto in condotta... NEL MONDO della scuola si parla molto di studenti stranieri
e di voto in condotta. "..la diversità è un valore, nella biologia come
nella tecnologia o nel linguaggio. Pertanto va difesa", ha detto Vittorio
Bo, il direttore del festival della scienza di Genova 2008;
<Delbono dal
check up al check out> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 45 sarà in piazza Nettuno per la manifestazione di protesta contro la
riforma Gelmini. Alle 17.30 al Savena, in via Faenza 4, ad un'iniziativa del Pd
su scuola e infanzia. * Giorgio Guazzaloca, candidato civico. inizia il tour in
centro alle
Gilda, oggi lo
sciopero della scuola ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gilda degli insegnanti ha invitato tutti i docenti ad aderire allo
sciopero della scuola proclamato per oggi con lo scopo di contestare i
provvedimenti della riforma scolastica Gelmini che stanno mettendo a rischio
migliaia di posti di lavoro. «I docenti più colpiti dalla riforma - si legge in
una nota - saranno quelli della scuola primaria e di quella secondaria di primo
grado».
Scuole di
frontiera: dopo la Pisacane il <caso Di Donato>
( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che si appellano alla Gelmini. Ma la stessa situazione esplosiva si
verifica anche in altre città: Milano, Torino, Prato. A svelare le cifre è
stato ieri il deputato del Pdl, Fabio Rampelli, che insieme ai parlamentari
Marco Marsilio, Paola Frassinetti, Agostino Ghiglia e Achille Totaro, ha
illustrato che cosa succede nelle cosiddette «scuole di frontiera»
il padre-mostro
fritzel ( da "Centro, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I provvedimenti Gelmini-Tremonti costano 160.000 posti di lavoro e
cancellano ogni possibilità di stabilizzazione dei precari, revocando i loro
diritti acquisiti negli anni, infliggendo un colpo ferale alla scuola statale.
Maristella Curreli Presidente dei comitati insegnanti precari Piccoli ospedali
vittime della malasanità Gentile direttore,
Scuole ghetto,
appello alla Gelmini ( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: appello alla Gelmini A Roma, Milano, Firenze e Torino stanno nascendo
istituti di soli stranieri. I parlamentari del Pdl presenteranno una
risoluzione al ministro per chiedere le quote del 30% a classe Scuole ghetto,
appello alla Gelmini. A Milano e a Roma è già record con due scuole che
superano il 90 per cento di alunni stranieri.
Viaggio nella base
del Pdl: Lombardia ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Timore che sospinge Mariastella Gelmini, sostenitrice di Romele, a
(ri)mettere i paletti: «È un problema di proporzionalità, nel senso che in
Lombardia vi è una forte presenza della Lega ma è anche forte quella del Pdl e
al suo interno soprattutto di Fi. Pensare che venga penalizzata la componente
del Pdl e comunque quella di Fi, credo sarebbe un danno per tutti»
SCIOPERO SCUOLA,
SINISTRA E LIBERTÀ SOSTIENE IMPEGNO CGIL
( da "Basilicanet.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: incompetente ministro Gelmini, e lo sfruttamento del precariato ha
raggiunto un livello insopportabile. Un bilancio fallimentare quello del
governo Berlusconi su fronte della scuola. Giusta quindi la scelta della Cgil
nel proclamare la giornata di lotta di domani: non c'è¨ futuro credibile per un
Paese, non c'è¨ una via d'uscita dalla crisi,
Scuola: sciopero
in tutta Italia, Epifani: troppe cose non vanno
( da "Reuters Italia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. Le
manifestazioni di oggi sono state indette per "riavere le risorse tagliate
dalla legge 133 dello scorso anno, (per riavere) dei contratti che non siano
solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia
del lavoro, il ritiro del disegno di legge (
Sciopero scuola:
proteste in tutta Italia, Epifani a Palermo
( da "Reuters Italia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. Le
manifestazioni di oggi sono state indette per "riavere le risorse tagliate
dalla legge 133 dello scorso anno, (per riavere) dei contratti che non siano
solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia
del lavoro, il ritiro del disegno di legge (
Festival
"Città impresa" La sfida alla crisi globale
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: politici ed economisti a confronto sui "talenti" del futuro
Invitato il ministro Gelmini 18/03/2009 rss e-mail print La presentazione del
Festival delle Città d'impresa: "Innovare per vincere la crisi"
L'innovazione come strumento per aiutare ad uscire dalla crisi, puntando sulla
formazione creativa dei talenti di domani.
e l'onda rilancia
la sfida: oggi in piazza ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: autunno caldo delle mobilitazioni anti-Gelmini, gli studenti
universitari si danno appuntamento questa mattina nel cortile dell´università
La Sapienza per prendere parte allo sciopero di scuola e università indetto
dalla Flc-Cgil. «Il protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei, firmato
in questi giorni dal sindaco Alemanno e dal prefetto Pecoraro,
scuola, 5 mila
tagli in sicilia la cgil in piazza con epifani
( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Palermo Oggi la manifestazione contro le misure adottate dalla Gelmini
Scuola, 5 mila tagli in Sicilia la Cgil in piazza con Epifani Oltre alla
riduzione dei precari prevista anche quella del personale non docente L´anno
prossimo nella scuola siciliana verranno meno 4.800 posti di docente precario,
1.600 per il personale Ata e 1.
maturità, è caos
nelle superiori ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini ci ripensi o sarà una strage" La novità è stata
comunicata alle scuole venerdì scorso: da quest´anno basterà avere una sola
insufficienza per non essere ammessi agli esami di maturità e agli esami di
terza media. è la linea dura del ministero, che allarma presidi e famiglie, in
una città in cui sette studenti su dieci hanno avuto almeno un cinque nel primo
quadrimestre.
con un 5 in
pagella niente maturità "alzeremo i voti o sarà una strage" - franco
vanni ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Facendo partire il regolamento in corso d´anno la Gelmini ha falsato i
giochi - spiega Raffaele Ciuffreda, rappresentante dei presidi alla Camera del
lavoro - se non tornerà sui suoi passi dovrà assumersi la responsabilità delle
migliaia di ricorsi che sicuramente arriveranno ai tribunali amministrativi da
parte dei bocciati».
un vertice al
pirellone per il buco di 80 milioni
( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oggi sciopero della Cgil Dopo il no della Gelmini i dirigenti chiedono
aiuto al Pirellone per pagare i supplenti Per sanare il buco di ottanta milioni
nei bilanci delle scuole lombarde, la Cisl Scuola chiede aiuto al Pirellone. La
richiesta del sindacato, che sarà formalizzata domani in un incontro con i
vertici della Regione, è che l´ente faccia una fideiussione da 10 milioni,
dagli stadi al
palazzo, sale l'onda nera - paolo berizzi
( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alessandra Mussolini e Mariastella Gelmini» (all´epoca coordinatrice
lombarda di Forza Italia). Ai legami cementati tra i nuovi "camerati"
e la destra in doppiopetto si aggiungono gli intrecci, molto solidi, con i capi
ultrà di Milan e Inter. Nelle gerarchie delle curve spiccano nomi di primo
piano della destra radicale milanese.
l'onda occupa
l'azienda diritto allo studio
( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: messe a punto durante le proteste contro la riforma Gelmini. «Abbiamo
potuto esporre tutto il nostro malessere di studenti in tempo di crisi -
racconta Marco a nome del collettivo Cua - in particolare di fronte al costo
sempre più alto dei libri di testo. Abbiamo chiesto che anche questa spesa
venga messa tra quelle che l´azienda per il diritto allo studio può finanziare,
manifestazione
contro la riforma della gelmini
( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bari Appuntamento in piazza del Ferrarese Manifestazione contro la
riforma della Gelmini La conoscenza scende in piazza per dire no ai tagli
imposti dai ministri Gelmini e Tremonti. Oggi alle 9,30 da piazza del Ferrarese
a Bari partirà la manifestazione regionale indetta dalla Cgil in occasione
dello sciopero generale di tutti i settori della conoscenza.
Scuola: sciopero
in tutta Italia, scontri a La Sapienza
( da "Reuters Italia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università.
CORTEI IN TUTTA ITALIA Alle manifestazioni e ai cortei di oggi -- organizzati a
Torino, Milano, Padova, Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto
d'Italia -- hanno aderito anche partiti politici, movimenti studenteschi e nomi
illustri della scienza.
La Cisl Scuola
contro il ministro che accusa i presidi
( da "Corriere Di Como, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha rivolto lunedì ai dirigenti scolastici, rei, a
suo avviso, di «fare politica» quando denunciano le difficoltà che incontrano a
causa della riduzione di risorse finanziarie e di personale. «Alcuni dirigenti
fanno davvero i salti mortali per far quadrare i conti - afferma Adria
Bartolich, segretaria provinciale della Cisl Scuola -
Tutti in trincea
per il <Gravina> ( da "Sicilia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anche a Scordia per ribadire il nostro forte dissenso al progetto di
smantellamento della scuola pubblica italiana perpetrato dal ministro Gelmini».
LE FARMACIE DI TURNO CASTEL DI IUDICA: via Trieste, 1; GRAMMICHELE: piazza
Dante, 13; MILITELLO: via Umberto, 41; MINEO: piazza Buglio, 32; MIRABELLA
IMBACCARI: via Profeta, 2; PALAGONIA: via Umberto, 22; RAMACCA: piazza Umberto,
7;
Cattolici e laici
uniti per il Pdl Ho partecipato nei giorni scorsi, con molti amici del...
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Alfano, al sindaco di Roma Alemanno, per finire ai
capigruppo alla Camera e Senato del Pdl Cicchitto e Gasparri. Al ministro
Sacconi è toccato il compito di definire il Dna del futuro Popolo della
Libertà, che sarà un partito laico e cristiano insieme, e che avrà come valore
fondante la centralità della persona e come metodo quello della responsabilità.
Condotte esemplari
nelle scuole veneziane Nessun 5 in pagella, presidi soddisfatti
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini anche e soprattutto per contrastare il fenomeno del bullismo,
in città nessun istituto ha dovuto ricorrere all'insufficienza per valutare il
comportamento dei ragazzi. Tutti alunni modello? Non necessariamente, anche
perchè qualche 6 è stato dato, e forse nella maggior parte dei casi è prevalsa
la prudenza verso un regolamento nuovo che deve essere ancora assimilato
completamente
Appello al
ministro per non eliminare le 30 ore
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: A detta dei dirigenti scolastici, visti i tagli previsti dal ministro
Gelmini, probabilmente le 30 ore diventerano 27. Abbiamo quindi chiesto agli
organi istituzionali nazionali, regionali e provinciali che la scelta dei
genitori (comunque prevista nelle diverse opzioni proposte dal ministero: 24,
27, 30 e 40 ore) sia garantita.
Scuola, i numeri
dei tagli ai docenti ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha spiegato alla platea Carla Franza, segretaria provinciale della Flc
Cgil - ma il ministro Gelmini avrebbe calcolato di immettere in ruolo a livello
nazionale 20 mila lavoratori, di cui 12-13 mila docenti e 7-8 tra
amministrativi, tecnici e ausiliari. Tra gli insegnanti, una buona fetta sarà
riservata a quelli di sostegno (6 mila).
Scuola: ritratto
della generazione del 5 in condotta
( da "Panorama.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: secondo le norme introdotte dal ministro [2] Mariastella Gelmini.
Messi tutti insieme, fanno la popolazione di una media città di provincia, come
Belluno. Una città dei Franti del Ventunesimo secolo. Ma oggi non sono più i
tempi del libro Cuore, dove appunto Franti "l'infame" svettava con le
sue malefatte.
Filippi (Fi-Pdl):
ministro Gelmini; inaccettabile azione insegnante Scandiano
( da "Sestopotere.com" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini; inaccettabile azione insegnante Scandiano (18/3/2009
14:40) | (Sesto Potere) - Scandiano - 18 marzo 2009 - “All?interno della scuola
elementare “Rocca” di Scandiano in provincia di Reggio Emilia, un insegnante
della classe quinta (sezione A), avrebbe mostrato agli studenti, e poi appeso
in aula,
18/03/2009 14:43
SCUOLA: GELMINI, CON UN 5 NON SI VIENE AMMESSI ALLA MATURITA'
( da "ITnews.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini conferma che anche con un solo 5 i ragazzi non
saranno ammessi all'esame di maturita'''. Il ministro Gelmini ha partecipato
oggi all'inaugurazione della 'Mediolanum Corporate University'. Per la Gelmini
''queste due cose sono indispensabili per formare dei giovani che in futuro
dovranno essere dei cittadini consapevoli dei propri diritti ma anche dei
propri doveri'
UNIVERSITA':
GELMINI, RIPENSARE LAUREA TRIENNALE CHE NON STA' DANDO RISULTATI
( da "Adnkronos" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: UNIVERSITA': GELMINI, RIPENSARE LAUREA TRIENNALE CHE NON STA DANDO
RISULTATI commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento:
18 marzo, ore 16:28
Niente maturità
con un solo cinque in pagella. Linea dura della Gelmini
( da "Adnkronos" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Linea dura della Gelmini Il ministro dell'Istruzione: ''Non
condividiamo l'egualitarismo e il livellamento, figlio della cultura del '68,
che c'è stato fino ad oggi. Andiamo verso una scuola in cui ci siano
responsabilità e merito'' . Scuola, Cgil e 'Onda' tornano in piazza.
SCUOLA: GELMINI,
CON UN 5 NON SI VIENE AMMESSI ALLA MATURITA'
( da "Adnkronos" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLA: GELMINI, CON UN 5 NON SI VIENE AMMESSI ALLA MATURITA' NON
CONDIDIAMO CULTURA EGUALITARISMO commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA
ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 14:43
Scuola: in 2000
alla manifestazione Cgil a Cagliari
( da "Sardegna oggi" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cgil contro la riforma della scuola proposta dal ministro Gelmini e
dal Governo Berlusconi, in vista della manifestazione nazionale prevista il
possimo 4 aprile al Circo Massimo a Roma. Nel corteo, partito con circa un'ora
di ritardo da piazza Garibaldi, vi sono anche gli studenti e ricercatori
dell'Università e una delegazione dei lavoratori dell'Eurallumina di
Portovesme.
UNIVERSITA':
GELMINI, RIPENSARE LAUREA TRIENNALE CHE NON STA' DANDO RISULTATI
( da "ITnews.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nel
suo intervento all'inaugurazione della 'Mediolanum Corporate University'. Il
ministro ha poi spiegato che "l'universita' italiana ha estremo bisogno di
un forte ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto la riforma del
reclutamento".
Gelmini: "Con
un 5 niente maturità"
( da "Stampaweb, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione, Maria Stella Gelmini, che oggi a Basiglio è intervenuta
all?inaugurazione della Mediolanum Corporate University, ha confermato che con
un 5 gli studenti non potranno affrontare l?esame di Stato. «Non si viene
ammessi» ha spiegato. «C?è un maggior rigore nella valutazione degli
apprendimenti e c?
Maestri di finanza
si diventa ( da "Affari Italiani (Online)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, il Premio Nobel per la pace, Lech Walesa, il
presidente e l'amministratore delegato della nuova Universita', Edoardo
Lombardi e Oscar Di Montigny. Tutti, a vari titolo, hanno sottolineato i valori
che guideranno l'impresa: un'attivita' che parte dalla constatazione dello
scarso livello di formazione finanziaria rilevabile in Europe e soprattutto in
Italia,
##Università/ Con
lo sciopero Cgil rinasce l'Onda: scontri
( da "Virgilio Notizie" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: università e le riforme dei comparti volute dal ministro Gelmini, i
movimenti e collettivi studenteschi tornano a farsi sentire provocando
tafferugli con le forze dell'ordine: proprio nel giorno dello sciopero generale
indetto dalla Flc-Cgil. Gli scontri degli studenti dell'Onda con le forze
dell'ordine, avvenuti a Roma all'interno della città universitaria 'La
Sapienza',
Scuola, niente
maturità con un solo 5 in pagella. Linea dura della Gelmini: no
all'egualitarismo ( da "Adnkronos" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Linea dura della Gelmini: no all'egualitarismo Il ministro
dell'Istruzione: ''Non condividiamo il livellamento, figlio della cultura del
'68, che c'è stato fino ad oggi. Andiamo verso una scuola in cui ci siano
responsabilità e merito'' . Scuola, Cgil e 'Onda' tornano in piazza.
( da "Stampa,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
BOSIO.PRONTA LA LISTA Una sfida Ratti-Guido per la carica
di sindaco Abbandonata ogni ipotesi di candidatura alle elezioni con le
dimissioni da vice sindaco di Maria Pia Grosso, a Bosio si fa il primo nome
dell'avversario del primo cittadino Giuliano Guido, deciso a ripresentarsi al
voto nonostante buona parte della sua maggioranza lo contestati. Viene dato per
certo l'attuale consigliere di opposizione Marco Ratti, bosiese classe 1974,
vigile a Novi. Una novità, visto che finora era indicato l'ex sindaco Stefano
Persano. Il nome di Ratti sarebbe stato deciso in un incontro tenutosi lo
scorso fine settimana tra i consiglieri di opposizione e i cittadini che
faranno parte della futura lista, che ha già un nome, «Bosio nel cuore», e un
logo depositato. E' stata resa nota anche una bozza di programma: tra i punti,
«la copertura del territorio comunale con la banda larga di Internet, tagli
alle spese inutili, diminuzione delle tasse locali, ordine
cura e pulizia del paese, politiche per i giovani fatte dai giovani, assoluta
tutela degli anziani e delle fasce deboli, difesa della scuola elementare dal
decreto Gelmini,
trasparenza e comunicazione con la popolazione». La lista sarebbe appoggiata da
quella parte della maggioranza in disaccordo con Guido.
( da "Stampa,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PROTESTA NAZIONALE Sciopero nella scuola contro le misure
anticrisi Scioperano oggi i lavoratori della scuola negli istituti di ogni
ordine e grado della Valle d'Aosta. La giornata di lotta è
stata indetta a livello nazionale dalla Cgil per contrastare «chi fa pagare la
crisi a cittadini e lavoratori, a chi vuole indebolire la contrattazione, a chi
scommette sull'ignoranza». A livello regionale la Flc-Cgil rileva nella scuola
«uno stato di incertezza e preoccupazione per la mancanza di risposte della
Regione sull'applicazione della legge di riforma "Gelmini"». \
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'Associazione Genitori chiede unità sulla scuola La
parola d'ordine è collaborazione: affinché la scuola funzioni e sia veicolo di
un'educazione migliore, occorre far sistema. E' il messaggio uscito dal secondo
incontro organizzato dall'Associazione Genitori si è rivelato un momento di
crescita e confronto, soprattutto per i numerosi ospiti presenti. E' stato il
presidente provinciale Davide Pedrazzani ad aprire il convegno, passando poi la
parola al presidente nazionale Davide Guarneri, reduce da
molti incontri al ministero sulla riforma Gelmini: «Il clima - ha detto - è di grande incertezza. Si deve andare
oltre l'emergenza, le semplificazione e la ricerca di colpevoli: gli enti che
sul territorio si occupano di scuola devono trovare punti d'incontro. E'
necessario investire sulla scuola che si deve aprire alla vita degli alunni».
Sulla stessa lunghezza d'onda il provveditore Gianfranco Ghilardotti: «La
scuola non è un mondo a sé, ma concorre all'attività sociale». L'onorevole
Marco Carra: «Non è vero che i soldi non ci sono, per Alitalia sono stati
trovati fior di milioni». La riforma lascia perplesso anche l'assessore Armando
Federici Canova: «Sono dubbioso. A causa dei tagli, nella nostra provincia
spariranno delle scuole. Ho visto piangere delle persone per questo». Infine
Stefano Bondioli dei Giovani Industriali si è soffermato sul rapporto tra
scuola e imprese: «La qualità scolastica può significare molto per l'impresa
che si potrebbe ritrovare con ragazzi preparati senza ricorrere a corsi di
formazione». (c.m.)
( da "Stampa,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
"Sconti sulle rette anche negli asili cattolici"
Sono oltre 5 mila famiglie, mandano i loro bambini nelle 56 scuole
dell'infanzia convenzionate con il Comune ma non godono delle agevolazioni
concesse da Palazzo Civico alle 8.949 famiglie che hanno
iscritto i loro pargoli nei nidi pubblici. In altre parole, le scuole private -
quasi tutte confessionali, compresa quella della comunità ebraica - non
riconoscono gli sconti della retta concessi invece dal pubblico secondo fasce
di reddito Isee. «E sarebbe ora che lo facessero» ha esordito ieri il
consigliere di Sinistra democratica, Marco Grimaldi, commentando
l'illustrazione del bilancio dell'assessorato al Sistema educativo guidato da
Saragnese (Rifondazione). «Abbiamo appreso che anche quest'anno - ha detto Grimaldi
- le scuole aderenti alla Fism otterranno un contributo di 3,2 milioni. Perché
non applicano anche loro gli sconti delle nostre scuole? Magari si potrebbero
ipotizzare, perché no?, più fondi in cambio di più agevolazioni». «Beh, se ci
fossero più fondi se ne potrebbe parlare - dice il presidente della Fism, Redi
Sante Di Pol - ma incominciamo già male perché quei 3,2 milioni sono comunque
300 mila euro in meno dei 3,5 milioni che ci venivano dati nel 2006. La realtà
è che già oggi le entrate delle scuole private sono insufficienti e non ci
possiamo permettere agevolazioni di sorta. In ogni caso, non ignoriamo le
difficoltà delle nostre famiglie e non sono poche quelle che pagano di meno o
non versano del tutto la retta». Per la verità, Saragnese ha già tentato di
introdurre qualche «diversificazione» nelle rette applicate dalle scuole Fism,
ma con scarsi risultati. C'è riuscito indirizzando 50 mila euro dei fondi verso
le 5 scuole che ospitano 8 bambini con handicap «e che quindi affrontano spese
maggiori». Nulla da fare, invece, per aiutare gli istituti che erogano più
delle 7 ore di servizio previsto dalla convenzione con il Comune. Così come non
è stato possibile assegnare in modo mirato i 278 mila euro stanziati a fine
anno dalla Regione per quelle scuole che hanno introdotto tariffe che tengono
conto del bisogno economico: «Li abbiamo ripartiti come al solito, cioè in
proporzione alle sezioni di ogni singolo istituto». «In ogni caso - spiega
Saragnese - introdurre anche nei nidi privati le esenzioni Isee comporterebbe
di ridiscutere tutti i criteri di assegnazione dei fondi». Fondi che,
all'apparenza, sembrano una goccia nel mare dei 225 milioni che è quanto, a
livello di bilancio aggregato, il Comune destina - stipendi del personale
compresi - al sistema educativo. Dai 40 milioni per le mense, ai fondi per
l'edilizia scolastica, ai trasporti, compresi i 500 mila euro per portare i
disabili delle scuole superiori, una spesa che toccherebbe allo Stato. In ballo
ci sono poi 1,5 milioni di tagli alla voce supplenti: «Ma la trattativa
sindacale è in corso e non so se centreremo l'obiettivo» dice Saragnese che,
ieri, è stato «rimandato» a un'altra seduta. Presentatosi senza uno schema
delle sue entrate e uscite, è stato duramente contestato dal suo avversario
principe, il consigliere del Pd, Gavino Olmeo: «Ogni anno la stessa storia - ha
detto - vieni, ci illustri il tuo bilancio, e non ci dai un numero scritto o un
raffronto con il passato. Come facciamo a comprendere come spendi i nostri
soldi?».
( da "Eco
del Chisone" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione del 18 marzo 2009Barge e la crisi, la ricetta
Colombatto A scuola solo al mattino Tagli alla Pro loco e sui libri della
Ginotta BARGE - Essere amministratori comunali in questo particolare momento
storico ed economico non deve offrire molte soddisfazioni. Chiunque sedesse
sulle alte poltrone di un paese sarebbe ricordato come amministratore dei tagli
e degli aumenti. Non deve essere facile, per il sindaco Luca Colombatto,
rivolgersi per esempio all'Istituto comprensivo per verificare se non sia
possibile rivedere l'orario scolastico. Le disposizioni
dettate dal ministro Gelmini hanno infatti vietato i quarti d'ora eccedenti. Se però si
spostasse l'uscita dalle 12,15 alle 12,30 e si facesse altrettanto per quelle
pomeridiane, si causerebbe un problema di coincidenze alla società che gestisce
i trasporti (Dossetto). Ciò causerebbe un notevole aggravio di costi per
il Comune. Quindi, Colombatto ha proposto di accorpare le ore scolastiche dalle
8 alle 13 di ogni giorno, sabato compreso. La maggior parte degli insegnanti
sembra rifiutare questa possibilità, che elimina i due pomeriggi e il sabato
festivo. Probabilmente anche i genitori non sarebbero d'accordo. D'altra parte,
l'orario scolastico locale non lo decide il Comune ma, se la proposta del
sindaco fosse accolta, il Comune stesso risparmierebbe sul pullmino e sulla
mensa, di cui non ci sarebbe proprio più bisogno. Si ha anche notizia che
saranno ridotti gli stanziamenti per l'acquisto di libri alla biblioteca
comunale "M. Ginotta". Un altro taglio si sta facendo ai fondi
destinati alla Pro loco. Pare che si tratti di 10.000 euro su 30.000 precedenti.
Un bel colpetto, che l'associazione dovrà cercare di tamponare in qualche modo
con donazioni private, se non vorrà ridimensionare i cartelloni delle
manifestazioni. Un modo per far entrare denaro nelle casse comunali è, poi,
quello di farsi pagare qualche affitto dall'Asl. Vi ricorrono già molti enti
locali in giro per l'Italia e ce la farà anche il Comune di Barge, se il
Servizio veterinario fosse davvero trasferito dalla Casa di riposo ai locali
comunali del peso pubblico. Giorgio Di Francesco
( da "Cellulari.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Blackberry Gelmini 8325, apparsa una nuova immagine mercoledì 18 marzo 2009 Sembra che
il Blackberry Gelmini che abbiamo conosciuto lo scorso mese non si
chiamerà ufficialmente Blackberry 9300, ma Blackberry 8325. Una immagine dal
vivo del Gelmini 8325 é stata appena pubblicata sul sito internet
BoysGeniusReport. In ognic aso, l'8325 sembra un mix
tra il vecchio Curve 8300 e il nuovo Curve 8900. Oltre all'ovvia presenza di
una tastiera full QWERTY, le funzionalità che il dispositivo dovrebbe integrare
sono le seguenti: quadband GSM/GPRS/EDGE; schermo QVGA; Wi-FI; BlackBerry OS
5.0; Fotocamera da 2 megapixel. RIM non ha ancora rilasciato dettagli ufficiali
sulla data di rilascio del Blackberry Gelmini, ma
speriamo che non accada troppo tardi.
( da "Cittadino,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Vita dura per bidelli e insegnanti lodigiani: più di cento
lavoratori in corteo a Milano n Oltre cento tra insegnanti e bidelli lodigiani
incrociano le braccia. E parteciperanno, oggi, al corteo che partirà dai
bastioni di porta Venezia a Milano. A proclamare lo sciopero è stata la Cgil e
per i lodigiani l'appuntamento è fissato alle 7,30 alla stazione di Lodi.
Motivo dell'adesione, l'ulteriore incremento dei tagli. «Ci avevano detto che
per quanto riguarda gli Ata, cioè il personale tecnico amministrativo - spiega
Lucia Peloso della Cgil scuola - i tagli nel territorio sarebbero stati 56: 38
collaboratori scolastici, 13 amministrativi, 4 assistenti tecnici e un cuoco.
Ma la realtà è ancora più dura. Anche per quanto riguarda gli insegnanti delle
elementari. Hanno detto che le 811 unità non dovrebbero essere tagliate, ma se
tutti chiedono le 40 ore ne serviranno di più. Bisogna vedere cosa succede. I
presidi, infatti, hanno incominciato a immettere i dati relativi al numero
degli iscritti nel sistema informatico del ministero dell'Istruzione. Il
programma calcola immediatamente il numero degli addetti assegnati in base alla
normativa. Così facendo, i presidi hanno scoperto che la realtà è più pesante
di quanto non si pensasse. Purtroppo però si avrà la consistenza esatta della
riduzione solo a settembre quando ormai i lavoratori saranno fuori». Questo
ulteriore taglio imprevisto, spiega Peloso, è determinato anche dall'incremento
di alunni per classi previsto dalla legge 133. «Le classi non saranno più di 25
alunni, estendibili a 28, ma di 27 estendibili a 30 - spiega -. E se ci sono
degli alunni diversamente abili in classe, le classi non saranno più di 20, ma
di 25 alunni e i disabili ammessi saranno non 1, ma 3. Nei giorni scorsi il
governatore lombardo, Roberto Formigoni, ha chiesto al
ministro Maria Stella Gelmini di non tagliare tanto nella nostra regione, perché la Lombardia
ha sempre applicato tutte le finanziarie possibili immaginabili. Avevano detto
che i tagli sarebbero stati soprattutto al nord e nel centro dell'Italia.
Intanto però, oggi, la Cgil scende in piazza».C. V.
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Attualità Berlusconi, fiducia in calo
Recuperano i democratici Il sondaggio ROMA. Altri tre punti in meno. Silvio
Berlusconi raggiunge il suo minimo storico da quando è ritornato a Palazzo
Chigi. Il sondaggio mensile sulla fiducia di Ipr Marketing per Repubblica.it dice
che 52 cittadini su 100 hanno molta o abbastanza fiducia nel presidente del
Consiglio, mentre 45 ne hanno poca o nessuna e tre sono senza opinione. Solo un
mese fa, a febbraio la fiducia toccava il 55%. Perde altri due punti anche il
governo. Il premier. Nel maggio 2008 (primo di dieci sondaggi) il premier
toccava quota 53% di «fiduciosi». Poi, una marcia trionfale fino al 62% dello
scorso ottobre. Da lì, sotto i colpi della crisi, Berlusconi ha visto
«appannarsi» il suo carisma: 4 punti in meno a novembre, poi uno stop e altri
sei punti perduti dall'inizio dell'anno. In dieci mesi, il premier ha perso un
notevole gruzzolo di fiducia: 10 punti percentuali. I ministri. Come quasi
sempre è accaduto in questi mesi, in testa alla lista dei ministri, c'è Roberto
Maroni (Interni) con un tasso del 60% di fiduciosi. E Maroni è anche l'unico
che tocca quota 60%. Lo seguono, Alfano (Giustizia) a quota 59%, Bossi e
Sacconi a quota 57%. Oltre ai già citati, avanzano: Brunetta (2 punti), Scajola
(1), Carfagna (2) e, in particolare, Gelmini (3). Perdono, invece, i
responsabili di sei dicasteri: Tremonti (-2), Frattini (-2), Matteoli (-4),
Bondi (-2), Fitto (-1). Gli altri otto sono fermi. All'ultimo posto c'è Elio
Vito con un tasso di fiducia del 33%. I partiti. Il dato più evidente è la
risalita (4 punti) del Pd. Evidente l'effetto Franceschini. I
democratici restano ancora all'ultimo posto sotto quota 30 (29% di fiduciosi),
ma tornano al livello di ottobre, a 9 punti dal loro massimo (38%) toccato a
maggio. Fermi l'Udc (30%) e il Pdl (48%, lontano dai vertici del 54% di
ottobre). Salgono la Lega Nord (33%, più tre punti) e l'Idv (di uno) a quota
41%. Periodo di effettuazione delle interviste: 13-14 marzo 2009; modalità di
somministrazione questionari: interviste con l'ausilio del sistema telematico
"Tempo Reale"; Campione: Panel 1.000 cittadini residenti in Italia,
disaggregati per sesso, età ed area di residenza; Istituto fornitore: Ipr
Marketing - Dipartimento Opinione (www.iprmarketing.it); Committente: Repubblica.it;
Percentuale di rispondenti: 95%; direttore dell'Istituto: Antonio Noto.
( da "Arena,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 18 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 28 SAN ZENO. Il
sindaco Peretti non ci sta ed è pronto a dare battaglia La scuola media? Qui
rischia di chiudere Per
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
cronaca pag. 7 Bidelli più preparati con un corso «ad hoc»
I bidelli bresciani diventano professionisti delle pulizie. Oltre 400
collaboratori scolastici, provenienti da tutte le 160 scuole della provincia
hanno frequentato due giornate di informazione / addestramento ai metodi della
pulizia professionale. Hanno imparato a usare i prodotti giusti, a ottenere
risultati migliori in termini di riduzione della fatica, tutela della salute
propria e degli utenti e rispetto dell'ambiente. E' stato di grande successo,
insomma, il primo corso di formazione riservato solamente al personale dell'Ata
promosso e organizzato dall'Ufficio scolastico provinciale in collaborazione
con Afed-Afidamp, la Federazione delle associazioni di filiera del settore
pulizia professionale e igiene ambientale. E già si parla con orgoglio di «modello
Brescia» che potrebbe essere esteso anche a tutta la scuola pubblica italiana.
IL "MODELLO" si compone di un volume per i formatori, con relativo
Cd, di una dispensa per i corsisti con informazioni tratte dal Vademecum della
pulizia professionale realizzato da Afed, e da un testo dal taglio storico,
scientifico e aneddotico intitolato "Pulire scuola", che riconosce e
premia il valore e l'importanza sociale di un lavoro troppo spesso
misconosciuto. "Pulire scuola" è firmato da Giulio Guizzi,
"ambassador" di Afed-Afidamp e massimo esperto internazionale della
storia del cleaning. E' stato presentato ieri in anteprima nella sede
dell'Ufficio scolastico provinciale (Usp) di via Sant'Antonio, insieme ai
risultati del corso, dal direttore Usp Giuseppe Colosio e dallo stesso Ghezzi,
presenti la segretaria Afed Stefania Verrienti, la coordinatrice del corso
Noemi Buggero, il direttore dei servizi generali amministrativi di scuola
dell'Usp Sergio Tironi e altri. UN PO' TUTTI, per sottolineare che «il
personale ausiliario "rischia l'emarginazione dalla socialità della
scuola, eppure partecipa del progetto educativo», come dice Colosio",
mentre Verrienti annuncia che "Pulire scuola" sarà
pure tema portante di un convegno a Verona in occasione di Pulire 2009, e di
una tavola rotonda con il ministro Mariastella Gelmini, che potrà conoscere il "modello Brescia" della
pulizia scolastica e i suoi possibili sviluppi. Si comincia a colmare un gap,
dunque, che da anni vede l'Italia perdente in Europa sul fronte dell'agibilità
e della pulizia degli edifici. E ciò "ha a che fare - dice Colosio
- con la stessa vita civile a scuola e con il modello di rispetto degli
ambienti pubblici". MI.VA.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
LO SCIOPERO. Si ferma personale docente e non delle
primarie, secondarie e università. E i delegati della Cgil volantinano ai
mercati di città e provincia E oggi 4 ore di stop (anche in facoltà) di Carla
Costa Uscire dalla crisi investendo sulla conoscenza: è questo il tema dello
sciopero generale di oggi, proclamato da scuola e università per 4 ore. A
Brescia la Cgil ha scelto di aderire attraverso un volantinaggio ai mercati di
città e provincia. I delegati saranno presenti in piazza Repubblica dalle 9.30
alle 11.30 e all'ospedale Civile dalle 18.30 alle
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
ISTRUZIONE. Solo 34 studenti bresciani non si sono ancora
iscritti agli istituti superiori per il prossimo anno scolastico. Un risultato
molto apprezzabile Scuola, annullata la dispersione di Mimmo Varone Brescia ha
debellato la dispersione scolastica. I ragazzi di terza media che mancano
all'appello dell'iscrizione alle scuole superiori per il prossimo anno sono
solo 34. E il direttore dell'Ufficio scolastico provinciale (Usp) Giuseppe
Colosio dice che si tratta «per lo più di stranieri tornati ai loro paesi
d'origine». Il che equivale a dire che tutti o quasi si sono iscritti per
assolvere l'obbligo scolastico di legge fino ai 16 anni. Per il 2009/10 saranno
12.032 gli studenti che frequenteranno le classi prime degli istituti superiori
di Brescia e provincia. Avrebbero dovuto essere 12.066. Fino a qualche giorno
fa i ritardatari erano 149, ma poi - spiega Colosio - gran parte di essi hanno
perfezionato l'iscrizione. E ne attribuisce il merito al sistema bresciano
della formazione e istruzione professionale. La prima raccoglie oltre 1.700
ragazzi e la seconda più di 2.100. Insieme fanno un esercito di quasi 3.900
studenti che «precede gli istituti tecnici e i licei», nota il direttore Usp.
Ormai si è raggiunto un «rapporto molto equilibrato tra i vari ordini, dovuto
alla saggezza delle famiglie ma anche all'aver fatto capire che pure
l'istruzione e la formazione professionale offrono percorsi validi». Ed «è in
questo modo - sottolinea -, che siamo riusciti ad avere tutti a scuola». Ora si
compie un grande passo avanti. L'accordo firmato ieri tra il ministro Mariastella Gelmini e il governatore lombardo Roberto Formigoni pone le basi per la
gestione unica dei due ordini di scuola . Accordo che Colosio accoglie con
«soddisfazione», perché «mostrerà che a Brescia più che nelle altre province
lombarde il rapporto tra formazione e istruzione professionale è consolidato,
con quasi 4 mila studenti ben distribuiti a livello industriale e di servizi,
su tutte le professioni che fanno l'imprenditoria, e con molti istituti
professionali di Stato che ospitano corsi di formazione regionali». PER
COMINCIARE subito, oggi al Lunardi ci sarà una conferenza dei servizi, che
porrà le basi per gestire un settore che è il più grosso in tutta la Lombardia.
Va da sé che per arrivare alla gestione unica ce ne vorrà. Colosio precisa che
si passerà per una prima fase di adesione volontaria delle scuole, poi ci sarà
il passaggio delle competenze da Stato a Regione e si affronterà lo spinoso
problema del personale. In ogni caso, "non si può vincolare sempre tutto a
questo problema - dice -, gli insegnanti dovranno adeguarsi, e alle dipendenze
della Regione alla fine staranno anche meglio». Intanto, il primo obiettivo di
cancellare la dispersione è centrato. Al riguardo, tuttavia, il direttore Usp
ricorda che responsabili dell'adempimento del dovere d'istruzione sono i
genitori, mentre alla vigilanza provvedono i comuni di residenza, i dirigenti
scolastici che hanno ricevuto le richieste d'iscrizione, la Provincia
attraverso i servizi per l'impiego, quanti assumono come apprendisti i ragazzi
soggetti all'obbligo. Degli oltre 12 mila nuovi iscritti 363 provengono da
province vicine, 10.343 sono italiani, il resto stranieri (oltre il 13 per
cento). Oltre la metà ha condiviso l'orientamento scolastico, e la maggioranza
è restata nell'ambito di residenza. Da Brescia e hinterland due andranno a
studiare in Vallecamonica, ma ben
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
cronaca pag. 10 «Rimborsi tardivi per i cantieri metrò» Massimo
Vavassori, 37 anni, agente di commercio di Cologne, legge Bresciaoggi al Caffè
«Zero5» di via Valle e commenta le notizie del giorno. La maggior parte dei
genitori bresciani continua a reclamare il tempo pieno per i figli iscritti
alle elementari, oltre al rispetto del «patto formativo» e al mantenimento
delle compresenze, dei moduli e dei laboratori didattici. Insomma, tutto ciò
che le scuole, dopo la riforma Gelmini, non sono più in grado di garantire. Lei che ne pensa? «Per i
genitori bresciani la scuola andava bene com'era. E se è pur vero che il
sistema italiano necessitasse di innovazioni per rimuovere sprechi e
inefficienze, mi chiedo se questa riforma, che ha determinato solo tagli
indistinti al corpo docente, non corra il rischio di peggiorare le cose.
Condivido quindi la posizione dei genitori che vogliono difendere il diritto
fondamentale dei loro figli a una migliore istruzione». Il regolamento della
Polizia urbano in discussione in Comune, fra le norme per la sicurezza e la
convivenza civile, vieta nei parchi comunali pic nic, bivacchi e persino ogni
forma di gioco con la palla. «Divieti di questo tipo non portano da nessuna
parte. Non so quanto possa essere giusto vietare alle persone di cibarsi nei
parchi. Ma bandire addirittura la possibilità di svolgere salutari attività di
movimento mi sembra eccessivo, oltre che lontano da ogni finalità di sicurezza.
La convivenza civile si può ottenere con l'educazione dei giovani e
raccomandando agli stranieri elementari accorgimenti». Da Regione e Comune sono
in arrivo 1,5 milioni di euro a favore di 150 esercizi commerciali del centro
storico, penalizzati in questi anni dai cantieri del metrobus. «Sono misure
lodevoli, ma tardive, vito che più attività sono state già pregiudicate in modo
irrimediabile». TH.OR.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
MONTICHIARI Al Don Milani non piace la riforma Passano i
mesi, ma non si ferma in provincia la mobilitazione delle
medie superiori contro la riforma Gelmini e per la difesa della scuola pubblica. Ieri mattina al
cinema-teatro Gloria di Montichiari, gli studenti del «Don Milani» si sono
riuniti in assemblea per decidere le iniziative nelle prossime settimane di
autogestione. Uno dei quattro rappresentanti, Andrea Treccani Cioli, ha
annunciato «corsi sullo sviluppo della creatività, sulla formazione di
una coscienza critica, film e documentari per acquisire conoscenze più
approfondite sulla realtà».F.M.
( da "Provincia
Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Valle, Candia, Zeme: niente 1ª elementare Iscrizioni, non
è stato raggiunto il minimo di 15 alunni La direttrice: «Così per ora,
aspettiamo dopo l'estate» VALLE LOMELLINA. Saltano le prime elementari a Valle,
Candia e Zeme. A settembre nei tre Comuni che fanno capo all'istituto
comprensivo Lasagna di Valle saranno istituite le pluriclassi a causa della
mancanza di alunni sufficienti a formare una classe unica. La
legge Gelmini ha aumentato
da
( da "Provincia
Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Breme, solo 8 alunni nella pluriclasse Dopo le polemiche
dell'autunno scorso. Il sindaco: «Non si chiude» BREME. «In caso di
soppressione della nostra scuola, chiederemo che i risparmi economici siano
utilizzati dal ministero per garantire una significativa parte dei costi di
trasporto degli alunni. Non vorremmo assistere a un declassamento delle piccole
comunità e anche a una loro penalizzazione a livello finanziario». Il sindaco
Francesco Berzero torna a difendere la sua pluriclasse, dopo che l'estate scorsa
era finita sotto i riflettori a causa dei costi eccessivi
per alunno e poi per il rischio di chiusura per la legge Gelmini. Nella recente riunione alla
direzione didattica di Valle Berzero è stato costretto ad ascoltare parole
scomode per la sua comunità: per l'anno scolastico 2009-2010 la scuola
elementare di Breme avrebbe solo otto alunni, iscrittisi fino al 28 febbraio
scorso. Si deve usare il condizionale perché, secondo le normative, il
plesso potrebbe non riaprire più. Nemmeno i tre alunni di Breme che il mese
scorso si sono iscritti a Sartirana potrebbero servire a ribaltare la
situazione. «Ribadisco che il Comune farà tutto quanto in suo potere per
mantenere aperta la scuola elementare: nel caso che dall'alto si decida
diversamente, richiederemo una comunicazione scritta degli enti preposti con le
relative motivazioni - aggiunge Berzero - . Comunque, è chiaro a tutti che, se
si continua a parlare di tagli, anche chi ha intenzione di iscrivere i propri
figli a Breme o in altre piccole comunità non è messo in condizione di prendere
una serena decisione, ma si trova costretto ad adeguarsi». Il destino della
scuola bremese è appeso a un filo: secondo la legge che porta il nome del
ministro Gelmini le scuole elementari con meno di 5
alunni dovrebbero chiudere. Breme, da anni ormai, vede emigrare i bambini al di
sotto dei dieci anni, le cui famiglie preferiscono i plessi più grandi e
capienti di Sartirana o di Candia. Lo stesso Comune di Breme è componente, con
Candia, Cozzo e Langosco, del consorzio per il trasporto scolastico. «E' una
convenzione in atto da anni: il nostro Comune paga solamente per il numero di
bambini che salgono sul pulmino di Candia, non si tratta di una spesa
forfettaria - dice ancora il sindaco di Breme, Berzero, in carica dal maggio
2006 - . Per questo motivo, nel caso che la scuola elementare sarà soppressa,
chiedo che il ministero contribuisca almeno per l'8 % alla spesa suppletiva che
il nostro Comune dovrà sostenere all'interno della convenzione». Da segnalare
che i tre bimbi di Breme iscritti a Sartirana possono usufruire dello scuolabus
gratuito. (u.d.a.)
( da "Provincia
Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
IL CASO E LO SCONTRO Ronde per difenderci E' una necessità
Le ronde fanno discutere, si alzano polemiche a non finire, quasi si grida al
fascismo di ritorno, ognuno dice la sua, convinto di essere depositario
dell'unica verità. Quasi le ronde fossero un'invenzione gratuita del pacifico
popolo italico, che invece è stufo, è stressato psicologicamente e c'è da
temere che quando un popolo è stufo e stressato tiri fuori la parte peggiore di
se stesso. Ma non è colpa sua. Eh sì, non è certamente colpa del popolo se si
inventano le ronde per difendersi, non è un piacere girare nelle ore notturne
anziché starsene a casa propria al caldo, le ronde non sono altro che è una
necessità, voluta e provocata dalla delinquenza montante. Si è cominciato in modo
soft, furti, violenze, ora si arriva allo stupro delle nostre donne, alla guida
ubriaca e assassina con fuga, all'arma-sempre-appresso. E la beffa suprema sono
gli arresti domiciliari. Si ha la memoria corta in certe cose. Molti anni or
sono alcuni emigrati italiani in Svizzera (eravamo negli anni sessanta e ne
parlarono tutti i giornali d'Europa), una notte uccisero un cigno che nuotava
tranquillo nel lago. Lo uccisero così... per stupidità e nemmeno per cibarsene
per fame. Immediatamente la Svizzera classificò giustamente l'episodio come
delinquenziale, chiuse le frontiere per un anno e gli immigrati italiani si
trovarono isolati al punto che nei bar non veniva nemmeno servito più un
semplice caffè. Chi ha l'età giusta ricorderà benissimo l'episodio, gli
svizzeri istituirono le ronde anti-italiani, una vergogna per noi. E oggi si
può dire: fecero benissimo gli svizzeri ad adottare misure così severe, non è
così che si ringrazia un popolo per la sua ospitalità e per il lavoro offerto.
Analogamente, durante la grande emigrazione in Usa ai primi del Novecento, a
fianco delle nostre maestranze si svilupparono nuclei di malavitosi, estorsori,
criminali, taglieggiatori, prima piano piano e poi in misura sempre montante
sino ad arrivare ai clan di Al Capone e company. Davanti a questa iniziale
criminalità, gli americani iniziarono ad armarsi, la polizia caricava,
manganellava e sparava a tutto spiano quelle frange di immigrati italiani
sbarcati a casa loro non per lavorare ma per delinquere. Rimanemmo male qui in
Italia per questi biechi episodi e relativi trattamenti ma nessuno disse nulla,
lo stesso Mussolini fece finta di non vedere, di non sapere. E oggi ancora si
può dire: fu tutto regolare, un popolo si deve difendere per salvaguardare la
parte sana dell'una e dell'altra parte. Purtroppo la malavita «Italy-Import»
prese piede, costituì cosche e famiglie pericolose e oggi, dopo cento anni,
l'America li ha ancora sulle scatole e non riesce a disfarsene. Bel risultato.
Noi non ne parliamo mai, un po' per vergogna, un po' per esorcizzare la
faccenda. Andremmo ora a parlare di tolleranza agli yankee? Non si creda a chi
sbandiera la tolleranza gratuita. La tolleranza deve essere calibrata a misura
di popolo. Abbiamo tollerato come se niente fosse gli occupanti del Palazzo che
fecero finta di non vedere quando negli anni '90 la prima dozzina di
clandestini occupò l'area Snia, poi si arrivò a due dozzine poi dieci, poi
venti dozzine, fin che ne parlarono i giornali e telegiornali... e Pavia fece
una pietosa figuraccia. Belle e vuote le parole di una certa frangia: il
delinquente è «persona», lo stupratore è «persona», il clandestino è «persona»
e poi l'accoglienza, la tolleranza, l'integrazione, sono parole che,
personalmente, non mi convincono. I pizzaioli, i ristoratori di Little Italy
hanno fatto dollari solo con le loro due mani e oggi sono proprietari di casa e
bottega in Usa e così i gelatai del Cadore si sono arricchiti in marchi in
Germania: questa è l'emigrazione che piace, onore al merito. GianCarlo Mainardi
Pavia I rischi per il pedone Auto o moto in agguato Ho sentito in tv che a
Milano è in corso un processo riguardante una ragazza investita e uccisa in
strada da uno scooterista scriteriato. Il meccanismo dell'incidente mi inquieta
in modo particolare perchè ho rischiato più di una volta di subirlo anch'io.
Cerco di spiegarmi: si pensi a una rotatoria o a un incrocio privi di semaforo
(ne esistono in Pavia). Ci sono però le strisce bianche ben visibili. Un pedone
inizia la traversata dopo essersi accertato che nessuna macchina stia per
sopraggiungere. Dopo qualche istante, diciamo a metà traversata, arriva una
macchina che civilmente rallenta e si ferma. Senonchè, dietro a questa
macchina, spunta un altro veicolo che, sorpassando a destra, non si accorge del
pedone nascosto dalla macchina ferma e procede a velocità sostenuta.
L'incidente è inevitabile a meno che il pedone abbia la prontezza di bloccarsi.
Io, dopo alcuni spaventi, ho imparato a fermarmi a metà percorso per accertarmi
che dietro alla macchina cortesemente ferma non ne stia sopraggiungendo
un'altra non altrettanto cortese. Trovo il comportamento sopra descritto
incivile. E' logico che, se un veicolo è fermo su una strada in prossimità
delle strisce, un ostacolo in loco ci deve pur essere. Le scuole guida
dovrebbero inserire il caso in argomento tra le regole da insegnare. Ai miei
tempi non ricordo di averlo imparato, ma il buon senso e la civiltà dovrebbero
bastare. Invece non bastano. E allora parliamone. Tilde Caranti Pavia Scuola e
tempo pieno? Non c'erano altre scelte Ho letto sulla Provincia pavese del 7
marzo che la maggior parte delle famiglie dei nuovi iscritti alla prima classe
elementare delle scuole di Pavia ha scelto il tempo pieno, ossia 40 ore
settimanali. Quello che non ho letto è che le scuole non hanno dato possibilità
di scegliere, perché nel modulo consegnato ai genitori non erano indicate le
altre possibilità di orario alternative. Inoltre, nella riunione preliminare,
open day, della scuola Carducci, il direttore didattico, dottoressa Bertuggia,
ha chiaramente detto che nelle tre scuole del primo circolo da lei dirette non
erano previste classi con meno di 40 ore. Se il modulo non fosse stato di
gradimento delle famiglie, queste avrebbero potuto iscrivere i loro figli da
qualche altra parte. Mi chiedo in quale misura questa
scelta ottemperi alla legge Gelmini, legge che, anche se lascia a ogni scuola la libertà delle
proprie scelte organizzative, stabilisce che la prima scelta deve essere data
alle famiglie, nell'interesse dei loro figli. Chi è al centro dell'insegnamento
elementare, i presidi, gli insegnanti o i bambini di sei anni che, secondo
questo criterio, sono costretti a stare a scuola 8 ore al giorno, senza
alcuna alternativa? Basterebbe inserire al mattino le materie obbligatorie e al
pomeriggio le attività alternative per accontentare anche chi preferisce nel
pomeriggio far studiare e giocare i bambini a casa. Lettera firmata Pavia
Grazie per l'assistenza alla Fondazione Maugeri Vorrei esprimere tutta la
gratitudine mia e di chi non lo può più fare, al personale tutto del reparto
neuroriabilitazione della Fondazione Maugeri di Pavia. Un grazie grande per la
loro professionalità, per il sorriso buono, a disposizione di tutti, specie nei
momenti più difficili. Teresa Pampino Pavia Che interessi da pagare per la
multa in ritardo Scrivo questa lettera per porre all'attenzione di tutti un
fatto accaduto che a parer mio ha dell'abnorme, rispetto alla illiceità
commessa. In data primo di ottobre venivo fermato alla guida della mia vettura
dalla Polizia urbana del Comune di Zibido San Giacomo (Milano) e trovato con la
revisione del veicolo scaduta in data 30/09/2008 (il giorno prima, sic!) e per
tale motivo venivo multato con un'ammenda pari ad euro 148. Nell'occasione mi
veniva ritirato anche il libretto di circolazione, fino a revisione effettuata,
(avvenuta il giorno dopo). Per mia distrazione, pagavo la multa 24 giorni dopo
la scadenza prescritta. Da parte della indicata Amministrazione mi viene
recapitato in questi giorni l'avviso che, a causa del ritardo, devo pagare
altri 149 euro, pena l'iscrizione a ruolo oltre le spese di procedimento.
Questo il fatto. Mi siano consentite alcune pubbliche riflessioni. Lo Stato si
sostituisce agli strozzini? Non vi è una norma che prevede di non superare
certi tassi d'interessi, altrimenti si ipotizza il reato di strozzinaggio? Per
24 giorni di ritardato pagamento, certo per mia dimenticanza, siamo obbligati a
pagare il doppio della pena, con interessi del cento per cento. Eppure se uno
ritarda il pagamento del canone Rai per un mese, si trova solo un aggravio di
pochi centesimi. Mi chiedo se non sia possibile equiparare il ritardo del
pagamento delle ammende, con quel tipo di trattamento. Mi viene il sospetto
che, pur di far pagare il canone e quindi vincere sulla concorrenza, si è
disposti ad essere demagogici e non democratici. Sono queste le riforme che i
cittadini si aspettano. C'è qualcuno che può dare delle risposte ai miei
interrogativi? Ciro Troccoli Giussago Torre civica, il progetto di Pavia
monumentale Ho letto sulla «Provincia» di domenica il servizio sulla Torre
civica di Pavia. Sono molto stupito che, dopo vent'anni dal crollo, la città
non sia ancora sufficientemente informata degli sforzi fino ad ora fatti
dall'Associazione «Amici della Torre-Pavia monumentale», con oltre un centinaio
di soci, per risolvere il problema del degrado dei resti del monumento e della
piazza del Duomo. Esiste un progetto di ricostruzione parziale elaborato dagli
architetti Fasani e Verbist sulla base di quanto proposto fin dal 1990 dal
compianto arch. Stabile che è stato sottoposto recentemente all'attenzione
della giunta Capitelli ed esposto nuovamente al Ministero dei Beni culturali
con il gradimento di entrambi (già negli anni Novanta il progetto è arrivato
con successo in Parlamento). Si tratta di un intervento che permetterebbe anche
di ritrovare le bellissime fondazioni recuperando la sottostante strada romana,
ridisegnando la piazza. Ma purtroppo mancano al momento i fondi e alle parole e
non sono seguiti i fatti. Anche se oltre un migliaio di cittadini pavesi ha
firmato il nostro appello per un immediato recupero del moncone, tutto è finora
rimasto senza risposta e la colpa non è certo nostra ma delle istituzioni.
Anche quest'anno, come puntualmente è sempre stato in ogni anniversario del
crollo, abbiamo deposto la nostra corona e abbiamo ripetuto la nostra
richiesta. Gianfranco E. De Paoli presidente di Pavia monumentale Torre, dopo
20 anni restano tante speranze Sono triste, ma con intramontabili speranze.
Venni al mondo grazie alla perizia di costruttori innamorati della loro città,
che le donarono un simbolo capace di sfidare i secoli. Vidi la città da
prospettive ineguagliabili nel mio ergermi verso il cielo; nel corso degli anni
quanti cittadini hanno goduto lo straordinario scenario salendo su su, sulle
mie spalle! Ora, skyline, non sei più mia. Al profilo di Pavia un tributo
inconfondibile portai, ma scomparvi di botto, bum! Veni, vidi... victa sum... E
non tornerò? Giammai? La Torre Civica tramite Sandro Coda, Pavia La Torre
vent'anni dopo Non bastano i discorsi E' giamò pasà vint'an / e la Tur la vèdam
pÜ / sum nustalgich l'è al mè dan / da rivedl ummò na pÖdi pÜ. 'Na lacrima la
spendi ogni an / quand as fà la cerimoni / fn 'n bel discurs cunvensiunal / e
pÖ tÜt pas a la stori. A guardà 'n Piasa Picula / par da vèd 'n reperto
d'archeologi / la cità 'nsì l'è diventà pÜsè picul / e 'ntant al Dom l'ha pèrs
la cumpagni. La scÜs l'è propri bona / par rifudas da rifala sÜ / sustegnan
cl'è 'n fals ca ston / o i preferisn cl'agh sia pÜ? Da bon pavés 'namurà dla so
cità / ma soci ai munumental e gla do bon / suma stuf che tut-i rob devi
ricurdà / preferisi la Tur rifat ancÄ si disan che 'n po' la ston. Dal rest par
fa pulemic / disn mal anc dal Pont Veg / sum cunvint chi g'hn la ment stitic /
e 'ntant l'acqua da Tsei l'agh fa da speg. Fuma 'n bèl ragiunament 'n «mens
sana» / la cità la g'ha bisogn al so decoro / se no San Sir al sa dana / e nÖi
la sustegnam 'n coro. Rino Zucca Pavia
( da "Nuova
Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Mitia Chiarin ISTRUZIONE A RISCHIO La scuola resta
sotto scacco tagli in vista per 500 docenti Nel Veneziano 181 posti in meno tra
i tecnici e gli amministrativi Sul fronte degli insegnanti la primaria perderà
cento maestri MESTRE. Per assistenti amministrativi e tecnici, collaboratori
scolastici, cuochi il taglio è già noto: 181 posti in meno il prossimo anno
scolastico. Sul fronte degli insegnanti le cifre sono ancora incerte. Si parla
di almeno 500 docenti in meno in provincia di Venezia, di cui oltre un
centinaio solo nella scuola primaria. Cifre che rischiano di mettere in forse
l'apertura delle scuole al pomeriggio e di non garantire le richieste di tempo
pieno da parte delle famiglie, denuncia la Cgil, che assieme alla Gilda,
sciopera oggi in Veneto contro il ritorno al maestro unico. Partecipa tutto il
settore della conoscenza: università, ricerca, accademie e conservatori.
Aderiscono anche la Rete degli studenti e i comitati di genitori ed insegnanti
di Padova e Venezia. «Guarda quanti posti perde la tua provincia». La tabella
pubblicata sul sito internet della Flc Cgil, spiega il segretario regionale
Salvatore Mazza, è eloquente. In Provincia di Venezia per il personale Ata
(assistenti amministrativi, tecnici, collaboratori scolasti, e altri
profili,come i cuochi) il taglio previsto nel prossimo anno scolastico è di 181
unità. Andranno contati in meno 43 assistenti amministrativi, 17 assistenti
tecnici e 120 collaboratori scolastici. L'elaborazione è stata realizzata
stimando i tagli previsti da settembre 2009, pari al 6,2 per cento secondo le ultime
indicazioni del Miur, sui diversi profili. Ma per avere la certezza si attende
il decreto annuale sugli organici, spiegano dal sindacato. Per gli insegnanti i
dati sono ancora più incerti, tanto che all'ultimo incontro di fine febbraio
tra il dirigente scolastico regionale, la dottoressa Palumbo, e i sindacati, è
scoppiata la polemica. Su 7 mila nuove iscrizioni di alunni e studenti previste
da settembre in Veneto, la Palumbo aveva stimato un taglio di 2 mila
insegnanti. Andrà peggio, denuncia Salvatore Mazza all'indomani dello sciopero
regionale del settore scuola. «A livello nazionale si parla di 42 mila
insegnanti in meno, a livello veneto la stima va da
( da "Nuova
Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
IL CORTEO Tremila a Padova contro il governo MESTRE. In
tremila sono attesi oggi a Padova per dire no al maestro
unico e al decreto Gelmini.
La Cgil e il sindacato Gilda chiamano a raccolta oggi il mondo della scuola,
dell'università, dei conservatori e delle accademie per lo sciopero regionale
del settore della conoscenza. Partenza da piazza Garibaldi alle 9.30, poi il
corteo arriverà in piazzale Pontecorvo per il comizio finale di Emilio Viafora,
segretario regionale della Cgil e gli interventi di Salvatore Mazza, Francesco
Bortolotto, del Gilda Veneto e Romana Frattini (Cgil RicercaUniversità). Attesi
25 pullman organizzati nelle varie Province, ma molti arriveranno in treno. Un
centinaio almeno dalla Provincia di Venezia. Allo sciopero hanno aderito il
comitato precari, i comitati genitori-insegnanti di Venezia e Padova, la Rete
degli studenti e Anffass.
( da "Giornale
di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia Scuola Verso il nuovo anno Maestro unico: chiesta
una sola classe su 600 I numeri arrivati all'Ufficio scolastico provinciale
vanno ancora elaborati ma parlano chiaro: anche a Brescia la novità delle 24
ore non è piaciuta Nella foto d'archivio, piccoli alunni a lezione... di poesia
con una delle loro maestre in una scuola primaria bresciana Il dato conferma le
anticipazioni, ma è lo stesso eclatante: su poco meno di 600 classi prime - per
la precisione 594 - la cui formazione è stata proposta all'Ufficio scolastico
provinciale dalle scuole primarie bresciane a seguito delle domande
d'iscrizione all'anno scolastico 2009/2010, soltanto una svolgerebbe un orario
settimanale di 24 ore con il maestro unico. Questo non significa che non ci
siano state altre richieste per usufruire della novità introdotta dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini; ma piuttosto che, laddove sono state presentate, non hanno
raggiunto un numero sufficiente nemmeno a ipotizzare la costituzione di una
classe. Dati da trattare con cautela D'altra parte, come testimoniano i
dirigenti scolastici interessati, esistono scuole in cui il maestro unico e le
24 ore settimanali di scuola non hanno raccolto alcuna preferenza.
Insomma: nel Bresciano le famiglie hanno scelto la tradizione - quella più
recente, s'intende - proprio come nel resto d'Italia, dove, secondo la rivista
«Tutto Scuola», la novità è stata apprezzata appena dal 3%. All'Usp di via
Sant'Antonio, però, avvertono che i dati vanno trattati con cautela. Tanto per
cominciare, non è detto che nel prossimo anno scolastico le classi prime delle
scuole primarie bresciane saranno effettivamente 594; questo, infatti, è il
numero che risulta dalla somma delle classi che le scuole formerebbero seguendo
le indicazioni dei genitori, che quest'anno al momento dell'iscrizione si sono
trovati di fronte quattro possibilità: oltre all'orario settimanale di 24 ore
con maestro unico, quello di 27 ore con tre insegnanti ogni due classi (il
cosiddetto «modulo»), quello di 30 ore pure con tre insegnanti ogni due classi
e quello di 40 ore con due insegnanti, ovvero il tempo pieno. Si tratta a
questo punto di eseguire una serie di verifiche, spiegano in via Sant'Antonio.
Innanzitutto sul numero degli alunni inseriti nelle classi proposte: per
regolamento, in assenza di situazioni di disabilità, può arrivare a
( da "Giornale
di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia Diplomi regionali: pro e contro Le opinioni
dell'assessore Mantelli e del consigliere Squassina «È una delle migliori
risposte alla dispersione scolastica, alle richieste del mondo del lavoro e di
una formazione personalizzata». Così si è espresso l'assessore provinciale alla
Pubblica istruzione e formazione professionale Giampaolo Mantelli in merito
all'accordo sul diploma regionale siglato nei giorni scorsi
dal ministro Mariastella Gelmini e dal presidente della Regione, Roberto Formigoni. Dal prossimo
anno 2009-2010 si sperimenterà l'unificazione del sistema nell'istruzione
professionale statale, che a Brescia riguarda 22 istituti con circa 12.700
studenti, con l'istruzione e la formazione professionale regionale che nel
nostro territorio sono 21 centri per 4.000 studenti. Due sono le fasi di
attuazione dell'accordo: in un primo momento la formazione professionale
regionale sarà offerta anche dagli istituti professionali statali in aggiunta
ai loro tradizionali percorsi di istruzione. Quindi, successivamente, nella
seconda fase, si attuerà un più stretto raccordo con la possibilità di avere
per i primi 4 anni i percorsi d'istruzione e formazione professionale regionale
e di attivare un quinto anno per ottenere il diploma di Stato. «Grazie a questo
accordo e al diploma regionale la famiglia e gli alunni hanno l'opportunità di
scegliere la strada che più ritengono adeguata. L'accordo siglato dal ministro Gelmini e dal presidente Formigoni infatti - ha evidenziato
l'assessore Mantelli - garantisce la continuità e l'unitarietà dell'offerta di
istruzione professionale. La sperimentazione poi consente di avviare forme
innovative di organizzazione e gestione, valorizzando l'autonomia delle
istituzioni scolastiche». Ecco anche perché l'assessore alla Pubblica
istruzione della Provincia definisce l'accordo «strategico» e utile come
«manovra anticrisi». «Sarà infatti possibile creare dei percorsi di formazione
personalizzati sempre di più, per dare ai ragazzi l'opportunità di coltivare le
proprie ambizioni e attitudini, raggiungere una formazione d'eccellenza che poi
sarà al servizio delle imprese». Per Mantelli si tratta comunque del giusto
coronamento del suo biennio alla guida dell'Assessorato. Di tutt'altro avviso
Osvaldo Squassina, consigliere regionale del Movimento per la Sinistra, che
parla di «proposta sciagurata», che «squalifica i docenti dal punto di vista
professionale e le scuole dal punto di vista della qualità formativa, condanna
i figli degli operai a ritornare praticamente all'avviamento professionale
degli anni Sessanta e sottrae risorse allo sviluppo della scuola statale».
( da "Giornale
di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia «Sì all'insegnante prevalente purché motivato e
preparato» Trovare un genitore che abbia scelto il maestro unico sembra
un'impresa. Nessuno, tra coloro che hanno i figli in età scolare, pare conoscere qualcuno che abbia accolto con entusiasmo la
proposta del ministro Gelmini. Motivo? «Gli orari di lavoro», sospirano le madri, molte delle
quali ormai occupate a tempo pieno. La soluzione del maestro unico, infatti,
corrisponde a quella delle 24 ore di scuola settimanali, senza rientri
pomeridiani. Ma non è tutto. Ci sono infatti genitori che, pur avendo
un'organizzazione familiare che consentirebbe loro di iscrivere i figli a una
scuola con orario anti-meridiano, si dichiarano contrari a quello che
considerano «un ritorno al passato privo di senso» e anche «rischioso perché se
si capita male...». A sostegno del maestro unico si schiera Paola, «casalinga
realizzata e dai molti interessi», come lei stessa si definisce: «Per
generazioni abbiamo avuto un solo insegnante e non mi sembra che uscissimo
dalle Elementari meno preparati dei bambini di oggi. Anzi, "la
maestra" è stata per molti una figura di riferimento fondamentale per
tutta la vita. Certo la premessa è che il corpo docente dovrebbe essere
motivato e all'altezza del delicatissimo compito che deve svolgere. E allora
forse un discorso andrebbe fatto anche su formazione e reclutamento».
( da "Giornale
di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia
sezione:brescia e provincia E contro i tagli oggi si sciopera La Cgil: «Colpa
della Finanziaria». Da domani la consultazione sull'accordo separato Il
ministro bresciano dell'Istruzione Mariastella Gelmini nE oggi si sciopera. Si fermano i lavoratori della conoscenza.
«Contro i tagli finanziari alla scuola e alla ricerca e a difesa dei posti di
lavoro a rischio che sono quelli dei precari», ha detto ieri Marco Fenaroli,
segretario della Cgil di Brescia, che nell'ambito della giornata di
mobilitazione ha anche organizzato un volantinaggio in piazze e mercati di
diverse zone della provincia (città, Palazzolo, Valtrompia, Garda e
Manerbio) sui temi della crisi e della democrazia nei luoghi di lavoro. I temi,
del resto, sono strettamente connessi: anche le condizioni nelle quali si trova
la scuola, sottolinea Fenaroli, è «figlia della Finanziaria risalente al giugno
scorso e non modificata a seguito dell'esplosione della crisi». Una crisi che,
continua Fenaroli, «nelle prossime settimane espliciterà il peggio di sé» e
rispetto alla quale la Cgil chiede «misure efficaci tra cui un sistema
contrattuale che rivaluti il potere d'acquisto dei salari». Da qui la
consultazione sull'accordo separato sul modello contrattuale: da domani fino al
26 marzo i seggi saranno aperti dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 nelle
sedi della Cgil di Brescia (in via Folonari 20, nella sala Lama), Gardone Vt
(via Convento 52), Manerbio (via Marx 10/12), Rivoltella (via Durighello 1) e
Palazzolo (vicolo Salnitro 2). Tornando allo sciopero di oggi, la Gilda chiama
alla mobilitazione tutti gli insegnanti denunciando una «situazione
gravissima», mentre la Cisl Scuola regionale si scaglia in un comunicato contro
il ministro Gelmini: «Se vuole che le famiglie siano
chiamate a pagare per il funzionamento della scuola, abbia il coraggio di dirlo
e di andare in Parlamento e fare approvare una legge in tal senso. Altrimenti
procuri i soldi strettamente necessari al buon funzionamento delle istituzioni
scolastiche». Sostengono lo sciopero anche l'associazione «A Sinistra» di
Brescia - «per l'immediato ripristino delle risorse economiche tagliate, per
maggiori investimenti nella formazione e istruzione pubblica, per avere
garanzie per la libertà di insegnamento...» - e la Federazione del Prc, che
parla di «attacco alla Costituzione».
( da "Mattino
di Padova, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 18 - Cronaca Oggi lo sciopero
della scuola Cgil contro il ministro Gelmini LA PROTESTA Il corteo alle 9 fino a Pontecorvo MORENA TROLESE
Oggi protestano i sindacati ma a fermarsi è anche la scuola. Questa mattina,
alle 9, migliaia di insegnanti, dipendenti e genitori confluiranno a Padova da
tutte le province del Veneto per ingrossare il corteo di protesta che, in
massa, si opporrà ai tagli all'organico di docenti e personale ausiliario,
tecnico e amministrativo attesi dal governo da un giorno all'altro. Nonché alla
sospensione che sempre il ministro Gelmini prevede,
invece, per il tempo lungo e il tempo pieno alle elementari. La circolare con
il timbro del Ministero, agli uffici della Regione, deve ancora arrivare. A
sopportare ore di inquietante attesa sono anche i provveditorati agli studi,
cui spetterà gestire e ridistribuire «domanda» e «offerta» alla luce delle
nuove esigenze. E' proprio questo il punto: tra i banchi e i corridoi della
scuola pubblica, a regnare incontrastata è solo l'incertezza. Cattedre e sedie
rischiano di volare all'aria. Alzando un polverone. Non solo metaforicamente:
il grado di agitazione complessiva per un sistema scolastico che rischia di
essere rivoluzionato aumenta. Nonostante i numeri relativi ai tagli debbano
ancora essere comunicati, i sindacati stimano che a «livello regionale, a
perdere il posto di lavoro saranno circa 3 mila insegnanti». Le cifre con cui
«fare i conti» sono anche altre. IL PROVVEDITORE. Franco Venturella,
provveditore agli Studi di Padova, denuncia: «Nella nostra provincia, stando
alle domande di iscrizione giunte ai nostri uffici dalle scuole di ogni ordine
e grado, il numero degli alunni aumenterà complessivamente di 1500 unità:
gestire tale aumento con meno insegnanti a disposizione sarà difficile. Perciò
- incalza il provveditore, che domattina sarà nel suo ufficio, pronto ad
accogliere una delegazione di manifestanti - ci auguriamo che le pressioni
mosse al governo siano fruttuose e tempestive. Dopo le promesse, dal ministero
vogliamo ora una risposta chiara. La mia perplessità è un'altra: la maggioranza
delle famiglie richiede che il tempo pieno non venga cancellato. I genitori,
tra le 30 o le 40 ore settimanali di lezione per i loro figli, hanno scelto la
seconda possibilità». L'ASSESSORE. «In Veneto, per mantenere il tempo lungo -
spiega l'assessore comunale alle politiche scolastiche Claudio Piron - servono
600 docenti. Che, tradotti in denaro, costituiscono in totale 25 milioni di
euro: è questo il gruzzolo che il governo vorrebbe risparmiare grazie ai
tagli». «A livello regionale - prosegue Piron - a usufruire e voler mantenere
il tempo lungo sono 30 mila famiglie, e 3 mila di queste sono a Padova. Credo
che la Gelmini si stia rendendo conto di aver fatto
una grande cavolata e che questa trepidante attesa nasconda in realtà
l'annuncio di un imminente dietro-front», critica l'assessore, oggi sceso a
Napoli insieme a 100 ragazzi per la giornata nazionale contro le mafie. IL COMITATO.
Il Comitato genitori-insegnanti per la scuola pubblica oggi sarà il gruppo
«ausiliario» più numeroso. Per loro, il ritrovo è alle
( da "Nuova
Sardegna, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
AIDOMAGGIORE Scatta l'allarme razionalizzazione che
potrebbe far sparire la scuola AIDOMAGGIORE. Torna a scattare l'allarme scuola
nel versante orientale dell'Oristanese. Dopo i casi di Nughedu Santa Vittoria e
Ula Tirso, dove è stato possibile conservare i presidi delle scuole
dell'infanzia solo per effetto dell'energica resistenza delle istituzioni
locali, presagi di un avvenire incerto per il comparto scuola giungono ora da
Aidomaggiore. A paventare l'ipotesi dello smantellamento di uno degli ultimi
due baluardi dell'istruzione rimasti in paese, è il sindaco, Mariano Salaris, che
appellandosi a tutti gli organi politici e scolastici competenti a livello
regionale, provinciale e territoriale, chiede di intervenire in soccorso della
scuola primaria. Le preoccupazioni del primo cittadino derivano dalla
consapevolezza che una rigorosa applicazione della riforma varata dal governo
nazionale penalizzerà il presidio delle Elementari, nel quale presto non
saranno più garantiti i parametri minimi relativi al numero degli iscritti. In
base ai computi fatti, da settembre gli alunni saranno soltanto dieci, dunque
insufficienti a garantire l'attività didattica in loco: ??La cessazione del
servizio avrebbe un impatto negativo sui bambini, sui genitori e sull' intera
comunità.??, rimarca Mariano Salaris in una lettera indirizzata alla Regione, all'Anci,
al Provveditorato, alla Provincia e all'Istituto comprensivo di Abbasanta. Il
sindaco esorta a non sottovalutare gli effetti collaterali del provvedimento, a
cominciare dal nuovo input che lo sradicamento di un altro servizio essenziale
darebbe allo spopolamento. Da non trascurare neppure il benessere dei minori:
??Inoltre s'interromperebbe il percorso di educazione alla lettura attivato in
collaborazione con la Biblioteca durante le lezioni.??, aggiunge il sindaco,
che invoca una deroga ai parametri stabiliti dal decreto Gelmini.
(mac)
( da "Giornale
di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale
di Brescia sezione:gdb università «Presto l'agenzia di valutazione» La promessa
del ministro Gelmini:
«Nessun contributo a pioggia» L'Agenzia per la valutazione del sistema
universitario e della ricerca «è in dirittura d'arrivo» e «entro pochissime
settimane» sarà presentato il provvedimento che la ridisegna e il relativo
regolamento. Lo ha assicurato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, in occasione del convengo «Concorrenza e merito
nelle università» svoltosi nella sede dell'Antitrust. «Abbiamo proceduto a
modificare l'Anvur, l'agenzia pensata dal precedente ministro Mussi. Pur
condividendo la necessità di introdurre un unico organismo per la valutazione
di università e ricerca, riteniamo - ha detto - che questa agenzia debba
ragionare in termini di obiettivi valutando i risultati e non burocratizzare i
processi». Altro provvedimento prossimo al traguardo è quello relativo ai
concorsi. «Verrà fatto nel giro di una settimana» ha detto la Gelmini spiegando che il Ministero ha già avuto il parere
dell'Avvocatura dello Stato. Anche sui criteri per la ripartizione tra le varie
università del 7 per cento di risorse legato al merito il dicastero
dell'Istruzione è pronto: «saranno grati alcuni atenei altri no. Abbiamo fatto
un lavoro proficuo con la Crui, recependo alcune loro richieste, e apprezzato
anche le proposte dei rettori Aquis. Ma terremo la barra dritta sul merito non
sulla distribuzione delle risorse a pioggia», ha concluso il ministro Gelmini.
( da "Tirreno,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Pisa Oltre 2.500 iscrizioni alternative
consegnate al provveditorato PISA. 2556 iscrizioni
alternative contro la riforma Gelmini. è l'obiettivo raggiunto dal Comitato genitori insegnanti per la
difesa della scuola pubblica. «Il 6 febbraio abbiamo lanciato la campagna
iscrizioni chiedendo ai genitori di prendere attivamente posizione contro la
riforma Gelmini - spiega il
comitato - rifiutando i tagli orari, lo svilimento della scuola pubblica a
parcheggio, la degradazione della didattica ad attività opzionale, la
cancellazione delle compresenze. Se le iscrizioni ufficiali hanno confermato
quanto basso sia l'indice di gradimento della cosiddetta riforma, bocciata dal
90% delle famiglie, le iscrizioni alternative hanno chiesto ai genitori, sia
delle future prime, sia degli alunni già frequentanti, di confermare la scelta
di una scuola di qualità: scegliere cioè non un tempo scuola più o meno lungo,
ma un modello didattico, modulo o tempo pieno, caratterizzato dalla
specializzazione docente, dalle compresenze, dalle attività laboratoriali,
dall'attenzione ai tempi e ai modi dell'apprendimento, dal lavoro per piccolo
gruppo. Tutto quello che, in nome del risparmio, il ministro Gelmini
vuole cancellare». «Le iscrizioni alternative - afferma il comitato - hanno
coinvolto i genitori, li hanno invitati a prendere posizione, a riflettere
sulla drammaticità dei tagli che stanno per abbattersi sulla scuola dei loro
figli: 2556 risposte ci sembrano un risultato degno di nota, che ha coinvolto
interi plessi e talvolta interi istituti comprensivi». Ieri lo scatolone con
2556 firme è stato consegnato all'Ufficio scolastico provinciale. Sabato
prossimo una delegazione consegnerà al Miur centinaia di scatoloni, giovedì 26
idem all'Ufficio scolastico regionale.
( da "Unita,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Raid squadrista a Roma Tre scattano le denunce
MASSIMILIANO DI DIO SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del
tipo «Io da grande ruberò in metropolitana» e soprattutto manifesti con
celtiche, svastiche, inneggianti a Hitler. In uno si legge «Ein Volk, Ein
Reich, Ein Führer». Un amarcord dell'estrema destra ma anche qualcosa di più:
due o tre catene e qualche bastone scoperti dai ragazzi dei Collettivi dopo
aver forzato ieri mattina l'armadietto. È un nuovo choc per Roma Tre, dopo l'aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda
di protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato «per il ritrovamento di
armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire legalità nelle università
ed evitare ogni violenza politica». Per il preside Guida si tratta di «fatti
gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro. «Se è vero - dice in
imbarazzo per la notizia di armi nel suo ateneo - qualcuno dovrà risponderne».
In ballo espulsioni, sospensioni e censura. Ma avverte: «L'università deve
restare uno spazio di libertà e confronto. Non può essere un bunker, la polizia
viene solo se chiamata dal Rettore». Certo la tensione cresce. Ieri pomeriggio,
nel bagno per disabili vicino al rettorato, sono comparsi il disegno di una
stella a cinque punte e una scritta: «Brigate Rosse, Partito Comunista
Combattente, morte al fascio». Solo due giorni fa l'aggressione a tre giovani
di sinistra da parte di un gruppo di destra, alcuni dei quali appartenenti ad
Azione Universitaria, lista studentesca di An. «Sono scesi - raccontavano -
anche da una Mercedes e ci sono venuti addosso con caschi e spranghe». Matteo e
Federico se la cavano con 3 e 5 punti alla testa e 6 giorni di prognosi. Davide
ne esce con alcune contusioni al volto. Denunciano tutto alla Digos. Fanno
anche nomi e cognomi di quei 4 esponenti di Azione Universitaria in prima linea
durante l'aggressione. Volti noti a Roma Tre, dicono. Uno di loro era tra
quelli «che ci avevano minacciato alcune ore prima: 'Non provate a rompere per
la nostra iniziativa sul libro di Sandri, altrimenti vi ammazziamo'». LE
INDAGINI La Digos diretta da Lamberto Giannini è al lavoro. Occorre districarsi
tra più testimonianze e versioni. Per Azione Universitaria sono stati i
Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra mentre sull'armadietto cala
il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto
sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che
voleva». «Dovevamo coinvolgere il personale della Facoltà ma il materiale
nazifascista lo hanno sempre rivendicato» riconoscono dai Collettivi. Si
cercano riscontri. Non solo su eventuali legami con il successivo
danneggiamento del circolo Marconi di An ma soprattutto sulla Mercedes classe A
dalla quale, due giorni fa a Roma Tre, sono scesi alcuni giovani armati di
bastoni. Estranei all'università, ritengono gli inquirenti. «Si sono messi
dietro a quelli di Azione Universitaria - ribadiscono i feriti - Schierati con
i caschi e gli occhiali da sole. Ci hanno caricato». Ancora tensione
nell'ateneo: gli aggrediti fanno i nomi di 4 esponenti di Azione Universitaria.
Cassone (Pdl): chiunque poteva mettere quei materiali. Nel pomeriggio stella a
cinque punte in uno dei bagni.
( da "Unita,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del
tipo «Io da grande ruberò in metropolitana» e soprattutto manifesti con
celtiche, svastiche, inneggianti a Hitler. In uno si legge «Ein Volk, Ein
Reich, Ein Führer». Un amarcord dell'estrema destra ma anche qualcosa di più:
due o tre catene e qualche bastone scoperti dai ragazzi dei Collettivi dopo
aver forzato ieri mattina l'armadietto. È un nuovo choc per Roma Tre, dopo l'aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda
di protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato «per il ritrovamento di
armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire legalità nelle università
ed evitare ogni violenza politica». Per il preside Guida si tratta di «fatti
gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro. «Se è vero - dice in
imbarazzo per la notizia di armi nel suo ateneo - qualcuno dovrà risponderne».
In ballo espulsioni, sospensioni e censura. Ma avverte: «L'università deve
restare uno spazio di libertà e confronto. Non può essere un bunker, la polizia
viene solo se chiamata dal Rettore». Certo la tensione cresce. Ieri pomeriggio,
nel bagno per disabili vicino al rettorato, sono comparsi il disegno di una
stella a cinque punte e una scritta: «Brigate Rosse, Partito Comunista
Combattente, morte al fascio». Solo due giorni fa l'aggressione a tre giovani
di sinistra da parte di un gruppo di destra, alcuni dei quali appartenenti ad
Azione Universitaria, lista studentesca di An. «Sono scesi - raccontavano -
anche da una Mercedes e ci sono venuti addosso con caschi e spranghe». Matteo e
Federico se la cavano con 3 e 5 punti alla testa e 6 giorni di prognosi. Davide
ne esce con alcune contusioni al volto. Denunciano tutto alla Digos. Fanno
anche nomi e cognomi di quei 4 esponenti di Azione Universitaria in prima linea
durante l'aggressione. Volti noti a Roma Tre, dicono. Uno di loro era tra
quelli «che ci avevano minacciato alcune ore prima: 'Non provate a rompere per
la nostra iniziativa sul libro di Sandri, altrimenti vi ammazziamo'». LE
INDAGINI La Digos diretta da Lamberto Giannini è al lavoro. Occorre districarsi
tra più testimonianze e versioni. Per Azione Universitaria sono stati i
Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra mentre sull'armadietto cala
il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto
sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che
voleva». «Dovevamo coinvolgere il personale della Facoltà ma il materiale
nazifascista lo hanno sempre rivendicato» riconoscono dai Collettivi. Si
cercano riscontri. Non solo su eventuali legami con il successivo
danneggiamento del circolo Marconi di An ma soprattutto sulla Mercedes classe A
dalla quale, due giorni fa a Roma Tre, sono scesi alcuni giovani armati di
bastoni. Estranei all'università, ritengono gli inquirenti. «Si sono messi
dietro a quelli di Azione Universitaria - ribadiscono i feriti - Schierati con
i caschi e gli occhiali da sole. Ci hanno caricato».
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Rampelli: «Occorre rivedere l'autonomia scolastica
In troppi casi risulta essere vittima di vizi ideologici» «C'è una media
nazionale che oscilla tra il 6 e il 9 per cento di studenti immigrati che
frequentano le scuole italiane. Una percentuale perfettamente gestibile». Così,
l'onorevole Fabio Rampelli (Pdl) che da tempo si occupa del caso della Carlo
Pisacane, divenuto emblema delle scuole ghetto, e promotore
della risoluzione parlamentare indirizzata al ministro Gelmini per fissare un tetto alle
iscrizioni di extracomunitari nelle scuole. Onorevole Rampelli, la media della
popolazione scolastica straniera non è alta, eppure in tutte le città stanno
nascendo scuole ghetto. Come mai? «Probabilmente è frutto di un'autonomia
scolastica che ha creato tanti "stati" nello "stato".
Noi non contestiamo il principio dell'autonomia didattica dei singoli istituti,
sia chiaro, ma contestiamo che i singoli dirigenti scolastici decidano la
composizione etnica delle classi, con il rischio, che ormai è realtà, di
trasformare le scuole materne ed elementari in scuole per stranieri, con una
ricaduta pericolosa sul tessuto sociale dei quartieri e delle città». In alcuni
comuni però il problema si è risolto senza traumi. A Vicenza, così come a
Bolzano, si è introdotto il tetto del 30% di alunni stranieri per classe,
quindi la soluzione già esiste... «Oltre al decreto del presidente della Repubblica
del 1999, ci sono ben tre circolari degli ultimi tre ministri all'Istruzione,
vale a dire, Moratti, Fioroni e Gelmini, in cui si
parla chiaramente di una equilibrata distribuzione nelle classi di alunni
stranieri. Circolari evidentemente disattese da enti locali e dirigenti
scolastici». La responsabilità quindi è dei Comuni e dei dirigenti scolastici,
non della legge, che già c'è, giusto? «Le linee guida sono state completamente
ignorate sia dagli enti locali sia dai dirigenti scolastici, o per incapacità o
per "vizio ideologico". Laddove governa il centrosinistra spesso si
crea complicità in nome di un paradiso multietnico che oggi si scopre non
esistere. Dove governa il centrodestra spesso non si riescono a prendere misure
adeguate». Si riferisce alla Pisacane di Roma? «Il caso della Pisacane è
emblematico. Nonostante un accordo di rete fortemente voluto dall'assessore
Marsilio per distribuire in modo equo le iscrizioni di quella che rischia di
essere la prima scuola completamente extracomunitaria, nessuno ha fatto niente
e il risultato è stato quello di creare per il prossimo anno una classe di 21
bambini di cui solo 3 italiani». La soluzione quindi qual è? «Chiediamo a gran
voce al ministro Gelmini di stabilire delle quote
precise sulle iscrizioni degli stranieri, sul modello di Vicenza. In questo
modo l'autonomia scolastica non potrà più sconfinare in ambiti che non le
appartengono». Sus. Nov.
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
stampa I parlamentari del Pdl presenteranno una
risoluzione al ministro per chiedere le quote del 30% a classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini Emergenza A Roma, Milano, Firenze e Torino stanno nascendo
istituti di soli stranieri A Milano e a Roma è già record con due scuole che
superano il 90 per cento di alunni stranieri. Seguono Torino e Firenze, dove le
percentuali di iscritti stranieri in alcuni istituti superano il 70 per cento.
Sono le scuole ghetto, frutto di un'integrazione mancata e pericolosa miccia
sociale e culturale. A denunciare con forza quella che è ormai un'emergenza in
tutta Italia i parlamentari Pdl di Roma, Fabio Rampelli e Marco Marsilio, di
Milano, Paola Frassinetti, vicepresidente commissione Cultura di Torino,
Agostino Ghiglia e di Firenze, Achille Totaro. La «Pisacane» di Roma, dove su
180 alunni 165 sono stranieri, la «Paravia» di Milano, dove per la prima volta
una classe è interamente composta da bimbi stranieri, la «Croce» di Torino,
dove in una classe su 21 alunni 19 sono stranieri; alla «Filzi» di Prato il
74,6% dei scolari è extracomunitario. Numeri che raccontano di un'integrazione
senza regole che rischia di trasformare i quartieri delle città italiane in
tanti piccoli borghi etnici. «Così si rischia di creare una generazione di
stranieri e non una generazione di nuovi italiani», sintetizza l'onorevole
Ghiglia che parla di una Torino in cui ci sono quartieri ormai monoetnici con
un'immigrazione prevalente romena e magrebina. «La media degli alunni stranieri
va dal 34 al 57 per cento - continua il deputato piemontese - con alcune scuole
dove si supera anche il 60 per cento. Il rischio è quello di una realtà che a
Parigi ben conoscono nelle banlieu. È nostro dovere quindi combattere la
ghettizzazione e garantire parità di diritti e di accesso allo studio, dal
Veneto alla Sicilia». I parlamentari presenteranno una risoluzione al ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini per chiedere
l'introduzione di quote specifiche di ingresso degli stranieri nelle scuole
italiane, evitando così che l'equilibrio tra alunni italiani e alunni
stranieri, a garanzia di una corretta integrazione, così come previsto dal
decreto del presidente della Repubblica del 1999 e da tre circolari dei
ministri dell'Istruzione, Moratti, Fioroni e Gelmini,
non sia un mero fatto discrezionale. In nome di un'autonomia scolastica a
questo punto da rivedere, come chiedono i parlamentari Pdl, ci si ritrova
davanti a casi, come Vicenza, dove il Comune ha imposto la quota del 30% di
alunni stranieri a classe, e a Roma o a Milano dove gli italiani «fuggono dalle
scuole e si rifugiano in quelle del centro - denuncia la Frassinetti - creando
così una pericolosa differenza anche geografica delle città. Serve un'azione di
volontà decisa che preveda una percentuale predeterminata di alunni stranieri.
In passato si sono fatti molti errori, spendendo soldi per progetti minori e
poco utili, come i menù etnici, occorre invece rilanciare un grande progetto di
integrazione che parta dall'insegnamento della lingua italiana anche per i genitori,
primo fondamentale vettore di integrazione». A Firenze le cose non vanno
meglio. «Sopratuttto a Prato, si registra ogni anno un aumento del 2% degli
alunni stranieri - sostiene Totaro - un problema che non può più essere
rinviato». La parola ora spetta al ministro, che dovrà decidere se uniformare
le scuole italiane e garantire così non solo la giusta integrazione degli
stranieri che vivono in Italia, ma scongiurare anche una discriminazione al
contrario, con effetti sociali che a Parigi hanno già amaramente sperimentato.
( da "Stampa,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
VALSTRONA VERBANIA Oggi rientrano
nelle case due famiglie sfollate a Forno «Sciopero della conoscenza» contro la
riforma Gelmini Verrà
revocata oggi l'ordinanza di sgombero per due delle tre famiglie coinvolte
dalla rovinosa frana che ha colpito Forno in Valle Strona. Il terzo nucleo familiare,
quello di Giuseppina Tonoli, non potrà invece ancora rientrare nella casa
danneggiata da un masso. «Stiamo per chiudere la prima parte dei lavori
con la messa in sicurezza della parte alta del versante - dice il sindaco di
Valstrona Valentino Valentini - è stata imbragata la roccia. Domani inizieranno
i lavori per la sistemazione dell'intero versante». Presidio di due ore, oggi
dalle 9,30 alle
( da "Messaggero,
Il (Frosinone)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi di MASSIMO CECI Aumento
degli alunni per classe, scomparsa di compresenze e discipline, soppressione di
molte classi e indirizzi di scuola, riduzione del tempo scolastico e taglio
degli organici: perderanno il posto 650 dipendenti. È questa la fotografia
della scuola ciociara scattata dalla Flc Cgil di Frosinone, che per oggi ha
proclamato lo sciopero di tutto il personale della scuola per l'intera
giornata. "Particolarmente pesante si presenta la previsione della
riduzione di organico per la provincia di Frosinone - scrive il sindacato - già
a partire dal prossimo anno scolastico. Secondo le prime stime saranno circa
490 i tagli tra i docenti e circa 160 tra il personale Ata". Una perdita
secca, quindi, di 650 posti di lavoro in un anno. "La maggior parte di
questi tagli - continua la Cgil - si concentreranno sulla scuola primaria e di
primo grado, nonostante oltre il 90% delle famiglie, dati del Miur, all'atto
dell'iscrizione abbia scelto modelli scolastici dai tempi lunghi e distesi,
mentre solo il 3% delle famiglie ha mostrato di gradire il
modello Gelmini, che
prevede meno insegnanti, meno discipline e meno ore di lezione. Epperò,
nonostante questa eclatante bocciatura il Ministro dell'Istruzione in questi
giorni ha impartito alle scuole disposizioni volte a definire gli organici per
il prossimo anno scolastico con gli effetti devastanti richiamati".
Secondo la Cgil, i tagli "sono incompatibili non solo con le richieste
delle famiglie ma con l'esigenza di una scuola davvero di qualità. La riduzione
dell'organico infatti comporterà un impoverimento generalizzato dell'offerta
formativa e la riduzione della funzionalità dei servizi ausiliari e
amministrativi delle scuole, nonché la perdita del posto di lavoro per
numerosissimi precari". La Flc Cgil di Frosinone, pertanto, "chiede
il ritiro dei provvedimenti Gelmini" .
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
ANCONA pag. 6 Oggi sciopero generale della scuola,
università, ricerca, conservatori, accademie e formazione ... Oggi sciopero
generale della scuola, università, ricerca, conservatori,
accademie e formazione professionale. Nelle Marche si terranno presidi in tutte
le province dinnanzi alle sedi delle Prefetture: ad Ancona l'appuntamento è in
piazza del Plebiscito ore 10. Lo sciopero è stato proclamato dalla Slc Cgil
contro i tagli della riforma Gelmini.
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
VETRINA pag. 5 Istruzione professionale: prima
l'integrazione poi il doppio percorso ACCORDO IL DIPLOMA REGIONALE SI OTTERRÀ
IN 4 ANNI, PER QUELLO STATALE NE SERVIRANNO INVECE CINQUE BRESCIA SONO 12.700
gli studenti delle scuole professionali statali nel Bresciano, ventidue
istituti, e 4mila quelli delle professionali regionali in 21 centri. Dall'anno
prossimo, secondo l'accordo siglato lunedì dal ministro
Mariastella Gelmini e dal
governatore Roberto Formigoni, il sistema duale verrà accorpato sotto il
Pirellone che fornirà il diploma regionale. Il tutto avverrà in due fasi: nel 2009-2010
sarà l'istruzione professionale statale a inglobare la regionale come
possibilità in più, l'anno successivo, completata l'integrazione, si
apriranno due percorsi, quello di 4 anni con diploma regionale e quello con il
quinto anno per il diploma statale. L'assessore provinciale alla Pubblica
istruzione Gianpaolo Mantelli plaude all'intesa «che garantisce unitarietà
dell'offerta, dà autonomia alle scuole e quindi la possibilità di
sperimentazioni legate alle esigenze del territorio». A BRESCIA già esistono
sperimentazioni come il biennio post diploma, i corsi di alta formazione' in
collaborazione con il sistema produttivo che richiede tecnici qualificati e
specializzati. «Se l'accordo si fosse fatto due anni fa, le nostre aziende
avrebbero qualche problema in meno - dice l'assessore - e anche i ragazzi,
visto che, a fronte di una dispersione scolastica negli istituti statali del
25%, nei corsi di formazione regionale l'abbandono è fermo al 2%». M.B.
( da "Adige,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Marta Dalmaso, assessore provinciale all'istruzione, ha
risposto ieri con una nota alle dichiarazioni sulla scuola trentina rilasciate
dal ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, domenica a Riva in occasione di
in incontro politico del centrodestra Marta Dalmaso, assessore provinciale
all'istruzione, ha risposto ieri con una nota alle dichiarazioni sulla scuola
trentina rilasciate dal ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, domenica a Riva in occasione di
in incontro politico del centrodestra. «Le parole del ministro - scrive
l'assessore - hanno un tono ingiustamente duro e inutilmente minaccioso. Desidero
pertanto chiarire qual è e qual è stata la nostra interpretazione
dell'autonomia per quanto riguarda la politica scolastica, in riferimento
soprattutto alla presunta volontà di differenziarci dal livello nazionale con
disprezzo e per partito preso». «Il sistema scolastico trentino - si prosegue -
da molti anni ha sviluppato alcuni aspetti innovativi, che anticipano processi
in via di attuazione anche a livello nazionale. Si ricordano in particolare:
l'insegnamento diffuso di due lingue straniere, il modello di formazione
professionale e di alta formazione (unici in Italia), la cultura diffusa della
valutazione dei risultati, la diffusione capillare della scuola dell'infanzia.
I piani di studio provinciali non sono certo in contraddizione con le indicazioni
che provengono dall'Europa e dal contesto nazionale, ma intendono evidenziare
alcuni elementi di specificità locale. È vero che nelle nostre scelte su alcuni
punti sono emerse differenze. In particolare la scelta del mantenimento dei
giudizi rispetto ai voti nel Primo ciclo risulta coerente con l'impostazione
pedagogica e le scelte didattiche fondate sulla centralità dello studente. In
tale ottica anche la valutazione della condotta non viene espressa con un voto,
ma valorizzata attraverso un giudizio globale, che guarda alla persona nella
sua integrità». «Da parte nostra - si conclude - non c'è né c'è mai stato alcun
atteggiamento di chiusura localistica, ma il desiderio di essere presenti nel
dibattito sulle proposte di riforma con il nostro apporto, convinti che il
confronto ci potrà solo arricchire. Son sicura che il ministro Gelmini si farà un'altra idea della realtà-laboratorio della
scuola trentina, se vorrà visitarla di persona. Per questo, la invito».
18/03/2009
( da "Adige,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
istruzione/2 Oggi assemblea alla Cgil e protesta al
rettorato Scuola e ateneo, sciopero Anche in Trentino oggi si terrà lo sciopero
per tutto il personale docente e non docente della scuola provinciale a
carattere statale e privata, quello delle scuole dell'infanzia provinciali ed
equiparate, della formazione professionale provinciale e privata,
dell'Università di Trento, dei conservatori e degli enti di ricerca. In
occasione dell'agitazione sindacale, promossa dalla Flc Cgil nazionale contro
la precarietà dilagante nella scuola italiana, contro i provvedimenti
dei ministri Renato Brunetta e Mariastella Gelmini e contro i tagli agli atenei del Belpaese, in Trentino saranno
organizzati due diversi appuntamenti. Alle ore 9.30, nella sede della Cgil in
via dei Muredei a Trento, la Flc organizza un'assemblea pubblica nella quale
verrà presentato e discusso il disegno di legge, firmato dalla deputata del Pdl
Valentina Aprea che, secondo il sindacato, mira a ridurre ruolo e
titolarità della contrattazione fino all'abolizione delle rappresentanze
sindacali per docenti e personale Ata, oltre a dar vita ad un meccanismo di
assunzione diretta degli insegnanti da parte delle scuole, che, per come è
stato previsto nel testo di legge, rischia di ledere la libertà d'insegnamento
e l'autonomia professionale dei docenti. La seconda iniziativa riguarderà
l'università. La Flc, insieme agli studenti dell'ateneo trentino,
manifesteranno con un presidio sotto il rettorato la propria contrarietà ai
tagli all'istruzione universitaria voluti dal Governo Berlusconi.
L'appuntamento è fissato per le ore
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag.
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
VALDARNO / VALDELSA pag.
( da "Messaggero,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi A Bergamo sembrano
concentrati spezzoni di storie vere degli ultimi anni, dalla "scuola degli
orrori di Rignano" al caso delle due suore d'asilo accusate di molestie ai
bambini, a quello di Don Gelmini. Una "pestilenza dell'anima e delle menti", un
"bacillo" che incombe sul piccolo capoluogo lombardo. E a Bergamo è
in gran parte ambientato l'ultimo romanzo di Antonio Scurati Il bambino che
sognava la fine del mondo (Bompiani, 295 pagine 18 euro) che esce oggi, di cui
anticipiamo il prologo. Dopo Una storia romantica, ambientata nei giorni
delle cinque giornate di Milano, Scurati torna all'oggi e alle atmosfere de Il
Sopravvissuto. Una cronaca -fiction dai toni molto aspri che dovrebbe essere
antagonista per lo Strega a quella di Daniele De Giudice (Orizzonte mobile,
Einaudi) che racconta il suo viaggio nei gelati territori dell'Antartide. Ma lo
scontro Del Giudice-Scurati non è ancora sicuro a causa delle polemiche sul
vincitore annunziato, appunto Del Giudice, portato dal gruppo Mondatori-Einaudi.
Che farà Scurati (e il suo gruppo editoriale la RCS, Bompiani e Rizzoli):
accetterà la gara che qualcuno definisce truccata in partenza, oppure
aggiungerà la sua protesta a quella di altri scrittori ed editori che hanno
polemicamente gettato la spugna?
( da "marketpress.info"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 18 Marzo 2009 VALUTAZIONE DEL VOTO IN CONDOTTA
NELLE SCUOLE SECONDARIE DI I E II GRADO Roma, 18 marzo 2009 - Coordinare le
norme in materia di criteri per la valutazione degli studenti è l´obiettivo del
regolamento approvato dal Consiglio dei ministri del 13 marzo scorso. La
valutazione complessiva, fino ad oggi legata all?apprendimento, terrà conto
anche del comportamento degli studenti quale elemento essenziale del processo
formativo e requisito di base per l?ammissione agli anni successivi ed agli
esami di Stato. Il
( da "Adige,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Bassi venga a spiegarci cosa ci aspetta con i tagli V i
scriviamo mossi dalla preoccupazione circa il futuro dell'Università Bassi
venga a spiegarci cosa ci aspetta con i tagli V i scriviamo mossi dalla
preoccupazione circa il futuro dell'Università. Riteniamo che la questione,
finora relegata solo all'attenzione dei diretti interessati, vada
necessariamente allargata. Questo perché a pagare un ridimensionamento
dell'Università non saranno solo docenti, ricercatori, studenti: ma la società
italiana nel suo complesso. L'effetto è la perdita di competitività, dovuta
alla mancata innovazione e ricerca; la conseguente scomparsa di mobilità
sociale, dovuta allo svilimento della tradizionale possibilità di miglioramento
garantita dal titolo di studio. Ciò non significa solo una società più ingiusta
(dove «chi e cosa sarai» dipenderà ancora di più dal «di chi sei figlio»), ma
anche una perdita di talenti, ingabbiati nella mancanza di opportunità. Alcuni
andranno all'estero, altri semplicemente non si esprimeranno e sarà
un'opportunità mancata per la collettività intera. Passata l'onda invernale, i
nodi vengono ora al pettine. La scure del governo Berlusconi ha colpito anche
l'ateneo di Trento. Il rettore aveva ritenuto, a torto, che
i tagli del ministro Gelmini non ci riguardassero, convinto che la qualità accademica e il
virtuosismo economico del nostro Ateneo ci avrebbero premiato o quanto meno
messo al riparo. Una posizione che poteva anche essere di buon senso, ispirata
alla «realpolitik»: se non fosse che a guidare questo governo è una logica
partitica, che privilegia o svantaggia le istituzioni a seconda del
colore politico e della base elettorale. Ora l'Università si ritrova a dover
tagliare carne viva e non a dare un taglio agli sprechi. Ricerca, didattica: ad
essere ridimensionato è il cuore dell'Università. Quindici milioni di euro in
meno: lo abbiamo appreso dai giornali. Tagli già decisi sulla nostra pelle e le
nostre spalle. Nessuna rettifica il giorno dopo, solo la precisazione che i
tagli verranno discussi ad ottobre. Chiediamo perciò al rettore prof. Davide
Bassi di intervenire in un apposito Consiglio degli Studenti, convinti come
siamo che il confronto tra le varie componenti dell'Università sia l'unica
strada possibile per ritrovare la compattezza necessaria ad affrontare questo
difficile momento. Chiediamo di sapere con precisione qual è il reale stato
delle cose: consci del nostro ruolo e del contributo responsabile che siamo
certi di poter dare come studenti. Un contributo essenziale su tematiche come
la didattica e le tasse: argomenti su cui troppo spesso nel passato, si è
deciso senza ascoltarci. Non è accettabile rilegare gli studenti ad un ruolo di
mera testimonianza passiva, all'interno di una realtà che li vede in una
posizione marginale. Una riforma credibile della governance dell'Università,
che il rettore ha giustamente invocato come necessaria nel suo discorso di
inizio anno accademico, passa anche di qua. Chiediamo infine al governatore
Lorenzo Dellai, che negli anni si è sempre dimostrato attento alle tematiche
dell'Università, di poter organizzare un incontro. Con noi, rappresentati della
lista «La Rete», insieme ai rappresentanti di altre liste che auspichiamo
condividano le stesse nostre preoccupazioni. Riteniamo infatti che una proficua
collaborazione tra le diverse liste, nel rispetto delle reciproche differenze,
sia di particolare importanza in vista di una tutela più forte delle
studentesse e degli studenti: tutela che è il nostro principio ispiratore. I
rappresentanti della lista «La Rete» Giù le mani dai redditi Pd, meno
propaganda L ' evasione fiscale continua ad essere l'argomento del giorno. Da
parte del Pd si continua a chiedere al Governo di tassare i redditi superiori
ai 120.000 euro, quando questi vengono già colpiti, nell'ultimo scaglione, con
l'aliquota massima del 43% senza contare le addizionali e tutte le spese
generali di gestione dell'attività. Viene detto che il prelievo non sarebbe di
grande aiuto dal punto di vista quantitativo e distributivo, ma che però, così
operando, si darebbe un buon segnale di solidarietà ai pseudo abbienti per
essere invogliati ad aiutare le categorie più deboli. Non escludo però, anche
se il numero dei percipienti non consentirebbe una efficace terapia per la
crisi in atto, che vi siano delle categorie, che pur avendo capacità elevate,
percepiscono cifre eccessive per le prestazioni che una persona, in quanto
tale, possa dare. Penso, però, che questo metodo sarebbe insignificante e
discriminatorio in modo da punire il merito soggettivo del lavoratore. Non
vorrei annoiare, ma come asserisce, con assoluta chiarezza, il Direttore
Giannino, la strada da intraprendere per svolgere una politica strutturale e di
giustizia ripartitiva delle risorse è il contenimento della spesa pubblica e di
pari passo l'adozione di una politica fiscale espansiva. Abbassando la spesa
pubblica (magari tagliando negli sprechi) e nella stessa misura l'imposizione
fiscale, si verrebbero a sprigionare maggiori redditi da utilizzare
nell'acquisto di beni di consumo che consentirebbe di scongiurare nuova
disoccupazione e fare investimenti o risparmi. Si parla tanto di voler
sopprimere le province e le comunità montane, il raggruppamento dei comuni
piccoli e vicini, ma sembra essere tutta propaganda per dare l'impressione di
voler fare cose incisive, che vengono affossate dalla volontà di conservare le
poltrone. Riscontro tante chiacchiere intorno alla volontà di ridurre i
rimborsi delle spese elettorali e quelle dei compensi dei parlamentari e dei
consiglieri, nonché delle categorie paritetiche economicamente, non tanto per
la quantità individuale, ma per il moltiplicatore che ne determina la totalità.
Altro che tassare ulteriormente i redditi a chi sgobbando ha raggiunto un ruolo
di gratificazione! Le proposte di Franceschini? Pura propaganda elettorale. Io
capisco che i lavoratori dipendenti possano essere favorevoli all'età
pensionabile bassa, nonostante il nostro Paese sia l'unico in tutto l'occidente
a poter avere questo privilegio, sono arrivati i tempi di dover creare posizioni
di eguaglianza, in questo campo, per reperire risorse da ridistribuire.
Aggiungerei anche che il tenor di vita dovrebbe essere anche un po'
ridimensionato, escludendo ovviamente chi né è costretto. I ricchi sono sempre
esistiti e già sarebbe positivo, se operando nel campo imprenditoriale,
potessero evitare o diminuire, con le loro ricchezze, la disoccupazione. Angelo
Lorenzetti - Trento Spot offensivi sulle donne per i consumatori maschi A
proposito della lettera del signor Luca Artini pubblicata il 12 marzo e
sintetizzata col titolo «Le donne si ribellino alle pubblicità offensive» penso
che le domande che ha rivolto alle donne dovrebbe porle soprattutto ai
cosiddetti «creativi» delle agenzie di pubblicità: perché hanno fatto
pronunciare alle attrici quelle frasi per pubblicizzare una marca di auto? Qual
è il target di consumatori individuato per far vendere quel prodotto? Quali
fantasie corrono sul filo delle parole dette? Perché i pubblicitari veicolano
l'acquisto di merci con l'uso del corpo delle donne o con frasi allusive?
Questi gli risponderanno: per vendere il prodotto e il prodotto si vende con
questo tipo di suggestioni rivolte ad un pubblico maschile. Non facciamo i
finti ingenui, le donne continuano a rimarcare questi continui attacchi al corpo
femminile e quindi alla loro persona, ma il «mercato» pensa solo ai profitti.
Come anche lei saprà, moltissime donne, singole, nelle associazioni, in
politica, sono attente a quello che succede intorno a loro, denunciando,
facendo proposte e lavorando sul campo, difendendo i loro diritti di cittadine
affinché ci sia una reale parità. Se lei anche in questi giorni ha seguito la
stampa in occasione dell'otto marzo (il giornale Adige dà spazio al pensiero
delle donne) si sarà senz'altro accorto di questo impegno, che non si limita
alla data delle ricorrenze. Per esempio, l'assessore provinciale Lia Beltrami
ha fatto recentemente oscurare una pubblicità violenta sul corpo delle donne,
esposta nella nostra città. In questi giorni campeggiano vicino al sottopasso
della ferrovia lungo via Fratelli Fontana cartelloni enormi con scritte
allusive, che propongono un prodotto, facendo sottintendere altro? e la storia
continua. Ancora peggiore è il «dacci oggi il nostro orrore quotidiano» che ci
viene dagli avvenimenti che sono riportati dall'informazione, con una
recrudescenza di violenza nei confronti delle donne, un vero e proprio
femminicidio. E malgrado noi donne ci facciamo sentire per denunciare e
contrastare questo modello patriarcale, il problema è che non siamo ascoltate
più di tanto e la cultura della parità e del rispetto deve essere ancora
pienamente realizzata, visto il maschilismo imperante anche nei luoghi di
potere. Giusto è continuare a denunciare i fatti da parte di chiunque. Nessuna
persona dovrebbe delegare alle altre le proprie indignazioni, che dovrebbero
essere monito affinché ci si attivi in tutti i campi, soprattutto per politiche
di parità e pari opportunità, per eliminare quelle discriminazioni che pesano
ancora come macigni sulle donne. Elena Belotti - Coordinamento donne di Trento
Parcheggi di condominio: una domanda per gli esperti V orrei un parere da un
esperto dell'Assocond. Nel cortile anche di mia proprietà ho il portoncino
d'ingresso della mia abitazione. Ogni condomino parcheggia la propria macchina
e qualche volta mi mettono la macchina davanti all'entrata. Io ho contestato e
come risposta mi dicono che davanti al mio ingresso loro sono proprietari come
me. Il cortile non è diviso in millesimi: è giusto che parcheggino davanti alla
mia entrata? Romano Bertelli Uno spettacolo indecente sul processo al «mostro»
E gregio direttore, assisto con sconcerto e molta amarezza al tam tam mediatico
che accompagna il processo del «mostro» di Amstetten, in Austria. Televisioni e
giornali di tutto il mondo si preoccupano di darci ogni dettaglio, ogni
sfumatura, di fornirci ogni traccia di quella terribile vicenda, che
meriterebbe solo una cosa: un velo pietoso. Assistiamo invece a uno spettacolo
indecente. Possibile che siamo tanto attratti dalla perversità umana? Luisa
Devigili Lasciate stare il «Bruno» Fa servizio pubblico H o seguito, nei giorni
scorsi, il caso del murales del centro sociale «Bruno» e le polemiche che
l'hanno accompagnato. Premesso che non riesco a capire come dei rappresentanti
dei cittadini eletti in consiglio comunale a Trento buttino via il tempo per
occuparsi si cose simili (vabbè che a Trento si sta bene, ma ci sarà pure
qualcosa di più importante di cui occuparsi, a partire dalla crisi economica e
dalle difficoltà di chi perde il lavoro, no?), vorrei comunque precisare una
cosa, anche a seguito di alcune lettere che sono state pubblicate sul caso. Uno
dei rilievi più frequenti, utilizzati da chi condanna il famigerato murales, è
questo: se io voglio dipingere casa mia, devo impazzire tra permessi,
concessioni e altre astrusità burocratiche, invece i ragazzi del «Bruno»
possono fare quello che vogliono. Un consigliere comunale, a questo proposito,
è arrivato a parlare di cittadini di serie A e cittadini di serie B. C'è un
piccolo particolare, però: a parte il fatto che i ragazzi del «Bruno» hanno
trasformato un edificio fatiscente in qualcosa di bello e che potrebbe avere
anche una ricaduta turistica, il punto importante è che nel caso del centro
sociale non siamo in presenza di un privato che fa i propri comodi, a suo
esclusivo beneficio. C'è un collettivo, che ha lavorato e ha messo a
disposizione di tutti il frutto di quel lavoro. Basterebbe dare un'occhiata
alle tante iniziative organizzate dal centro, che sarebbero molto più meritevoli
di contributi di tante manifestazioni/sagre/feste della birra generosamente
finanziate coni soldi pubblici. Al «Bruno» si svolge un effettivo servizio
pubblico, piaccia o meno. E credo che non sia uno scandalo affermare che quei
ragazzi abbiano fatto per la città molto più di tanti sapientoni che siedono
sui banchi del consiglio comunale. Mario Tomasi Dellai difende i no global per
catturare voti D eve navigare in cattive acque il centro sinistra di Trento per
previsioni di consenso elettorale alle prossime elezioni comunali, se il
presidente Dellai nel tentativo di recuperare qualche voto alla sua causa, si
erge a difensore dei nullafacenti «bruni disobbedienti» e con il coretto dei
soliti intellettuali della sinistra radicale, gioca pesantemente con il
candidato sindaco Andreatta, dichiarando essere una sciocchezza il rispetto
della legalità e dei regolamenti comunali. Non potrebbe invece, il presidente
della Provincia, occuparsi di più delle persone che stanno conoscendo sempre
più numerosi la cassa integrazione. Non so quale sia il valore artistico della
pittura della facciata dell'ex Dogana fatta abusivamente, si dice, da pittori
di strada, simili ai madonnari. «È carina», dice Dellai, come, a volte, lo sono
quelle fatte sui marciapiedi da questi pittori ambulanti e che durano solo
qualche giorno. D'altronde è notorio che esiste un progetto che prevede la
demolizione dell'edificio e non credo che Dellai arriverà a recuperare
l'affresco per esporlo nel multimilionario contenitore museale che dovrebbe
sorgere nell'area ex Michelin, con la bella cifra di 75 milioni, già acquistata
da un'immobiliare. Ora potrebbe bastare una grossa multa, da utilizzare per
pulire i muri della città da tutte le scritte fatte da detti «disobbedienti» e
da altri imbrattatori anche sul monumento ad Alcide Degasperi. Mario Basile -
Trento 18/03/2009
( da "Messaggero,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi Gelmini: meno esami e più crediti contro il flop del 3+
( da "Messaggero,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi ROMA - La Sapienza anticipa
la riforma, molte delle novità previste sono già in atto. Rettore Frati, quali
provvedimenti il suo ateneo sta già attuando? «Per molti corsi di laurea il
numero degli esami è già diminuito e il numero dei crediti è stato innalzato,
prima la situazione era caotica, con 40 esami nel triennio per forza dovevi
dare 3-4 crediti alla volta. Inoltre per innalzare i livelli abbiamo già
chiesto ai professori la relazione sulla loro produzione scientifica». A chi
non farà ricerca dimezzerete gli scatti biennali, come prevede il ministero?
«Proprio così, sono convinto che servirà. Da 3.900 professori su 4.400 abbiamo
già ricevuto le relazioni, circa 500 non hanno risposto, ed è grave. Ridurremo
anche le sedi periferiche, le più piccole, per questo stiamo trattando con la
Regione. E da presidente della Conferenza dei presidi di
medicina ho chiesto ai ministri Gelmini e Sacconi di ridurre il numero delle lauree sanitarie. Non ci
fermeremo, a tappe forzate raggiungeremo gli obiettivi prefissati, che sono merito
e rigore». Può dire quali corsi sanitari verrebbero accorpati? «Ho proposto di
scendere da 21 corsi a 15, si possono fare degli accorpamenti che rendono più
razionale l'impianto, per esempio, infermiere e infermiere pediatrico;
audiometrista e audioprotesista». I fuori corso sono troppi, segno che il
"3+2" non cancella i ritardi. Qual è la situazione alla Sapienza?
«Per il nuovo ordinamento il numero dei fuori corso nel triennio è inferiore
alla media nazionale, però con delle punte al di sopra. Ad Architettura 1
abbiamo il 51% di irregolari, a Giurisprudenza (ciclo unico) il 40%, a
Sociologia il 37,5%, a Filosofia il 33%, a Ingegneria il 34%». A. Ser.
( da "Messaggero,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi di ANNA MARIA SERSALE ROMA
- «Mai più corsi di laurea con dieci immatricolati», attualmente ne abbiamo
340, pari al 10% del totale. Sulle lauree è in arrivo la stretta del ministero.
Mariastella Gelmini presenterà presto un provvedimento che detterà norme rigorose
per impedire gli sprechi. Saranno «impedite le duplicazioni di corsi inutili» e
saranno eliminati quei corsi nati esclusivamente per ripartire cattedre e fondi
o quelli nati per decentrare sedi senza avere i requisiti di funzionalità.
Abbiamo perfino 40 corsi con un solo immatricolato, 767 con dieci o meno
immatricolati e 1.260 con 15 o meno immatricolati. Inoltre abbiamo 235 corsi
con un solo iscritto, 1.109 con 10 o meno iscritti e 1.469 con 15 o meno
iscritti. Sono i dati del Miur. L'alto numero di corsi attivi, che hanno
toccato quota 5.734 (nel 2000 erano 2.444, con un incremento del 40%), sono la
conseguenza della proliferazione clientelare di cattedre e insegnamenti
(l'Italia è l'unico Paese al mondo ad avere 180.000 materie, con un incremento
del 60% rispetto al 2001 quando le materie erano 116.182). Inoltre diminuirà il
numero degli esami nel triennio: non più di 20 (lo aveva già deciso l'ex
ministro Mussi con il decreto 270, ma non tutti gli atenei si sono adeguati
avendo tempo fino al 2011). Per completare la "manovra" volta a
portare rigore nel mondo universitario il ministro Gelmini
alzerà il numero dei crediti. Anch'essi, infatti, sono funzionali alla politica
spregiudicata delle cattedre: troppi corsi, troppe cattedre, troppi esami,
quindi pochi crediti a esame. Funziona così in molti atenei. La frammentazione
delle materie, utile alla moltiplicazione dei posti, ha costretto a frantumare
i crediti, tant'è vero che il 40% delle materie ha un peso scarsissimo e la
media dei crediti attribuiti per ciascun esame oscilla tra 4 e 5. Ora la Gelmini ha deciso di raddoppiare il numero minimo: «non si
potrà dare meno di 7-8 crediti a esame». La nostra inchiesta di ieri ha messo
in luce un altro problema, quello dei fuori corso. Quasi la metà degli studenti
non è in regola con gli studi (41,4% del totale), a questo si aggiunge che uno
su cinque dopo il primo anno abbandona. In crescita anche gli studenti
"inattivi": il 18,3% non ha fatto neppure un esame. A questo si
aggiunge il calo delle matricole: dopo il picco del 2003-2004 (338.036) siamo
scesi a quota 308.185 nel 2006-2007. Dati allarmanti (del Comitato nazionale di
valutazione) che fanno capire che il "3+2" non ha dato i risultati
sperati. «Però un'accelerazione dei percorsi c'è stata - afferma Enrico
Decleva, rettore della Statale di Milano e capo della Crui, la Conferenza dei
rettori - E poi una parte degli studenti è part time, lavora, cosa che andrebbe
formalizzata per avere statistiche più attendibili». E gli esami? «Alla Statale
- continua Decleva - ne abbiamo già ridotto il numero nella maggior parte dei
corsi, siamo a circa 20». Decleva è d'accordo sulla linea del rigore e nel suo
ateneo già da tre anni c'è un archivio che «registra tutte le pubblicazioni
scientifiche dei docenti». Finora era facoltativo, da venerdì il Senato
accademico voterà «l'obbligatorietà». La politica del rigore servirà forse a
ridurre, almeno in parte, i tagli previsti per il 2010. «Metteranno in
ginocchio gli atenei - sottolinea ancora Decleva - Non è sostenibile il taglio
di 730 milioni nel 2010 e di un miliardo nel 2011».
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 Gelmini bocciata, «sì» al tempo
prolungato Nell'Altomilanese è quasi un plebiscito: il 95 per cento delle
famiglie sceglie le quaranta ore SCUOLA LA PROPOSTA DEL MINISTRO DI RIDUZIONE
DELL'ORARIO NON È STATA CONSIDERATA di LUCA BALZAROTTI e CRISTIANA MARIANI
LEGNANO LE FAMIGLIE legnanesi hanno scelto il tempo prolungato. Vale a
dire 40 ore settimanali e pomeriggi a scuola. Bocciate le alternative a 24 e 27
ore. Chi si è espresso a favore delle 30 ore ha chiesto chiaramente che venga
garantito il servizio mensa. «Le preiscrizioni hanno confermato quanto
immaginavo - spiega Daniela Bottini, dirigente scolastico della scuola "De
Amicis" -. Ora il problema è verificare se il prossimo anno avremo a
disposizione le risorse necessarie per soddisfare la domanda. Altrimenti
dovremo rivolgerci al Comune». Alle "De Amicis" gli iscirtti per
l'anno scolastico 2009/2010 saranno 630. E, in base alle richieste raccolte a
febbraio, quasi tutti hanno optato per il tempo pieno. «Non partirà nessuna
classe a 24 ore - conferma la preside Bottini -. Non abbiamo raggiunto il
numero legale di 15 studenti. Solo due famiglie hanno chiesto le 27 ore». In
città le preiscrizioni si sono concluse con un plebiscito a favore delle 40
ore. Nelle scuole del centro, come in periferia, i genitori hanno scelto quasi
all'unanimità un modello educativo che consenta di coprire la maggior parte
della giornata lavorativa. A MAZZAFAME l'istituto "Rodari" di via dei
Salici ha ricevuto quasi esclusivamente richieste per il tempo pieno. Solo in
tre casi le famiglie si sono espresse a favore di un tempo modulare di 30 e 24
ore. Qualche richiesta in più per le 27 ore si è registrata alle
"Manzoni", scuola di riferimento per i residenti di Legnarello. Qui
le 40 ore sono state scelte dall'80% delle famiglie legnanesi. Il restante 20%,
invece, ha optato per le 27 ore. All'istituto "Carducci" di via XX
settembre, 117 bambini che il prossimo anno inizieranno le elementari
vorrebbero contare su un orario di 40 ore; solo due, invece, sulle 24 ore. Ma
il condizionale è d'obbligo. Le indicazioni fornite dalle famiglie legnanesi
durante le preiscrizioni dovranno misurarsi con le risorse che il ministero
all'Istruzione metterà a disposizione delle scuole. Il taglio operato dalla
riforma Gelmini rischia di creare difficoltà agli
istituti legnanesi. In passato il calcolo degli organici, il numero delle
maestre su cui ogni scuola poteva contare, si basava su un orario minimo di 30
ore. Da settembre, invece, le cose cambieranno: il monte ore da garantire alle
famiglie, con il nuovo regolamento approvato dal Governo, è infatti sceso da
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 La Legnano che studia si comporta bene
Soltanto dieci «cinque in condotta» ALLE SUPERIORI LEGNANO
RAPPRESENTA una delle novità introdotte dalla riforma Gelmini che fanno più paura agli studenti «irrequieti». Il famigerato «5
in condotta» sembra un vero e proprio spauracchio per molti allievi, anche se
nella città del Carroccio sono in pochi ad aver visto la propria pagella di
febbraio «macchiata» da una simile onta. Nelle scuole superiori
legnanesi, infatti, le insufficienze attribuite a causa di comportamenti poco
consoni a luoghi pubblici e alle regole del vivere civile sono state soltanto
dieci. La maggior parte di essi è rintracciabile fra i banchi dell'Ipsia Bernocchi.
Nell'istituto retto da Rosamaria Codazzi sono otto gli allievi con votazione
insufficiente, mentre due nelle classi di quello presieduto da Giacomo
Rinciari. Si tratta, comunque, di studenti la cui situazione non solo
disciplinare sembra ormai compromessa viste le gravi insufficienze che
riportano in quasi tutte le materie. Si parla , insomma, di poche eccezioni in
un panorama scolastico che non lesina anche eccellenze. Particolarmente
orgogliosa Ornella Ferrario, vicepreside del liceo classico e scientifico
Galilei. «Qui non abbiamo avuto nessun "cinque in condotta" - afferma
la dirigente -. Siamo molto contenti di questo perchè vuol dire che tutti i
nostri ragazzi si impegnano non solo nello studio, ma anche nel mantenere un
atteggiamento educato e rispettoso di compagni di classe e insegnanti».
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 3 «Sono troppo piccoli, lasciamoli
giocare» ESPERIENZE EMERGE UN NETTO CONTRASTO FRA I «DEBUTTANTI» E I NUCLEI GIÀ
COINVOLTI LEGNANO UNA SORTA di staffetta con tanto di passaggio del testimone.
L'invito del ministro all'Istruzione, Mariastella Gelmini - affinchè le famiglie italiane
esprimessero la propria scelta in merito alla possibilità di far rimanere in
classe 24, 27, 30 o 40 ore settimanali i bambini che nell'anno scolastico
2009-2010 frequenteranno la prima elementare - ha evidenziato una netta differenza
fra i nuclei famigliari che fanno il loro «debutto» nel mondo scolastico
e quelli che, invece, sono già alle prese con lezioni e mense. Segno che,
probabilmente, l'esperienza riesce a far vedere le situazioni in maniera
diversa da quello che sono sulla carta. «Visto che mio figlio frequenta già le
30 ore, per comodità ho scelto la stessa opzione anche per la mia secondogenita
- spiega Paola -. L'ho fatto soltanto per comodità, altrimenti avrei scelto la
possibilità di mandarla a scuola per meno ore». I SACRIFICI MESSI in atto dalle
famiglie per la gestione delle giornate dei bambini sono tanti. «Tutti i giorni
i nostri figli vanno a scuola fino alle 16.30 - raccontano Liviana e Carmela -
e già le difficoltà sono notevoli. Non parliamo poi del venerdì: l'uscita alle
12.30 ci crea diversi disagi perchè il lavoro non ci consente sempre di venire
a prenderli. Fortunatamente ci sono altri genitori disponibili a cui affidarci.
Proprio per questioni lavorative, sceglieremmo le 40 ore». Dello stesso avviso
anche Laura e Anna, altre due mamme legnanesi che devono fare i conti con le
problematiche quotidiane: «Il tempo prolungato dal lunedì al venerdì sarebbe la
soluzione ideale. La riforma Gelmini ci vede
assolutamente contrarie anche perchè i provvedimenti sono peggiorativi della
situazione attuale. Nelle classi dei nostri bimbi operano tre insegnanti e
nessuno sembra essere traumatizzato da questa presenza. Il maestro unico è
quindi inutile, per non parlare delle scelte degli orari: ogni provvedimento
viene preso unicamente per agevolare soltanto le scuole private». C'È PERÒ
ANCHE CHI non vede di buon occhio la presenza prolungata degli alunni a scuola.
«I bambini devono stare il più possibile con le persone della propria età -
sottolineano Antonietta, Elisabetta e Luisa -, quindi le 27 o 30 ore possono
andare bene. Non è il caso di esagerare con la formula delle 40 che servirebbe
solo a farli stare sempre più lontani dall'ambiente famigliare. Spesso si bada
soltanto alla comodità dei genitori, ma forse bisognerebbe pensare di più anche
al bene dei più piccoli». A far loro eco è Anna: «Purtroppo spesso i desideri
sono diversi dalla realtà, ma, potendo, farei rimanere mio figlio per 27 ore la
settimana. Gli alunni delle elementari sono ancora troppo piccoli per restare a
scuola troppe ore. Ovviamente, ognuno deve fare i conti con la propria
situazione famigliare e lavorativa e quindi non è sempre possibile fare quel
che si vuole e così ci si deve adattare». L. B. e C. M.
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
RIMINI CRONACA pag. 4 IL MAESTRO unico? No grazie. La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dim... IL MAESTRO unico? No grazie. La riforma
del ministro Gelmini non
abita qui. A dimostrarlo sono i dati ufficiali sulle iscrizioni dei bambini
riminesi per l'anno prossimo, al primo anno di scuola elementare, diffusi
l'altro ieri dall'ufficio scolastico regionale. Dati che mettono bene in
evidenza come le famiglie riminesi abbiano bocciato (clamorosamente) il ritorno
al maestro unico, e abbiano continuato invece a preferire la formula attuale,
quella che prevede 30 ore di lezione alla settimana. La nuova formula proposta
dal ministro Gelmini, quella con 24 ore e la presenza
di un unico maestro, è stata scelta da appena 37 famiglie: in pratica l'1,5%
degli oltre 2500 bambini che dall'anno prossimo frequenteranno la prima
elementare. Scarso gradimento ha riscosso anche l'altra nuova formula prevista
dal ministro, quella delle 27 ore settimanali, ciè
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
RUBIERA, SCANDIANO E CERAMICHE pag. 15 di BRUNO DALLARI
SCANDIANO UNO SCIOPERO, senza mandare i bamb... di BRUNO DALLARI SCANDIANO UNO
SCIOPERO, senza mandare i bambini a scuola, per la quinta interessata e per due
altre quarte, sarebbe in programma nei prossimi giorni alle elementari
"Rocca" di Scandiano per protestare contro l'insegnate (o gli
insegnanti?) che hanno lasciato per mesi in bella vista l'immagine del ministro
Mariastella Gelmini, pubblica
istruzione, con gli orecchi da asino. «Alcuni genitori scrive Fabio Filippini,
candidato sindaco del Pdl a Scandiano - ci informano dell'esposizione
dell'immagine all'ìnterno di una classe 5^. Il gesto credo sia, secondo
buonsenso, intollerabile ed offensivo e dovrà essere chiarito dall'Ufficio
scolastico provinciale che sollecitiamo ad intervenire con solerzia.
Riteniamo grave che dei bambini delle scuole elementari che dovrebbero ricevere
buona educazione ed il rispetto dai propri insegnanti vengano invece
bersagliati da messaggi diseducativi e di becera propaganda di qualche
insegnante di sinistra frustrato dalle giuste riforme che il Governo ha attuato
nel mondo della scuola. Siamo pertanto ad invitare anche l'attuale sindaco
Giovannetti a chiedere lumi su quanto è accaduto. Della vicenda verrà interessata
anche la commissione scuola della Provincia assicura il candidato presidente
Giuseppe Pagliani - nella quale chiediamo la convocazione dei dirigenti
scolastici interessati». ha dichiarato al "Carlino" nella prima
mattinata di ieri il dirigente del secondo circolo di Scandiano, dottor Ciacci.
Poi alcune ore dopo, avendo espletato le verifiche, ha fatto sapere che «in
effetti il caso è avvenuto. Si tratta del volantino delle associazioni dei
genitori che hanno protestato il 28 ottobre scorso. Presenta chiari riferimenti
alla Gelmini, indicando orecchi da somaro. E' stato
dimenticato all'interno di una classe, seminascosto dal calendario». E'
normale, chiede il cronista, che comunicati sindacali vengano esposti
all'interno delle classi? Autorizzato da Lei? «Di certo no, ma affisso credo in
buona fede». Lei sa che vi è una interpellanza regionale che intende fare
chiarezza? «Facciano quello che vogliono. Io non ne sapevo nulla». Il
volantino, dimenticato per mesi, sarebbe nel frattempo stato rimosso. «Chissà è
la provocazione di un genitore - che alla fine qualcuno decida di mettere,
nella bacheca, l'immagine dell'insegnante con gli orecchi da somaro. Per una
ragione di parità di trattamento. Perché coinvolge in un giudizio politico
ragazzi di 10 anni, che vanno a scuola per imparare e crescere senza che sul
loro futuro vengano posti steccati ideologici». Senza contare che la
"dimenticanza" potrebbe danneggiare, alla vigilia di una campagna
elettorale complicata solo una parte politica. Probabilmente non quella della Gelmini.
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
AGENDA pag. 16 ) SCUOLA La scelta degli orari lunghi' non
è stata spont... ) SCUOLA La scelta degli orari lunghi' non è stata spontanea,
ma indotta L'ARTICOLO di Dario Nicoli apparso sul Carlino il 2 marzo scorso
parla delle scelte fatte in dai genitori con questo titolo: Ai genitori la
lezione piace lunga'. Ci permettiamo una osservazione: Fu vera scelta? Nella
scuola elementare di Conselice quando ci è stata illustrata la possibilità di
scegliere fra le 24, 27, 30 e 40 ore si è parlato prevalentemente delle 40 ore:
di come sono belle, buone e giuste e che solo quella scelta avrebbe garantito
una istruzione completa. Non si è invece accennato al fatto che le 40 ore
comportano una spesa per la mensa di circa 100 euro al mese. Solo in seguito ai
genitori che hanno diversi figli è stato precisato che in caso di difficoltà
finanziarie avrebbero potuto rivolgersi ai servizi sociali. Sulle altre
possibilità di scelte di orari diversi sono state date indicazioni non
esaurienti e marginali. Tutto è stato impostato al fine di portare a scelte che
avessero quell'unica preferenza. Coloro che all'atto della iscrizione
intendevano scegliere le 27 ore, venivano sistematicamente sconsigliati per il
fatto che tutti sceglievano il tempo pieno, rendendo così problematica la possibilità
di formare una classe con le 27 ore e quindi inutile quel tipo di scelta.
Questa sottile strategia, per convincere i più al tempo pieno non è nuova in
questo plesso scolastico. Lo scorso anno gli alunni che non avevano il tempo
pieno vennero discriminati; al punto che furono esclusi dalla possibilità di
partecipare allo spettacolo di Natale. Solo dopo una lettera di protesta
inviata dai genitori alle autorità scolastiche locali vennero nuovamente
ammessi anche se marginalmente e facendo pesare la loro diversità'. Noi comprendiamo che questi dirigenti scolastici siano contro la
riforma Gelmini, ma non
possiamo accettare che vogliano omologare i nostri figli alle loro idee. La
scuola dovrebbe essere una officina di confronto, dove le idee di tutti favoriscano
lo spirito critico, il confronto e la formazione del libero cittadino del
domani. Abbiamo invece l'impressione che tutto debba essere conforme a
determinate scelte politiche, con il risultato che chi non vuole avere beghe' è
costretto alle scelte di chi comanda. E così anche i genitori che non si erano
fatti intimidire e insistevano per scegliere le 27 ore per i loro figli hanno
dovuto alla fine piegarsi davanti a questa risposta: «Non abbiamo un
sufficiente numero di alunni per le 27 ore, quindi provate a iscriverli a Lugo
o da altre parti». Il tutto si commenta da sé. Un gruppo di genitori della
scuola elementare Conselice ) TRAFFICO Auto parcheggiate in doppia fila in
viale Farini. E i Vigili non ci sono STA ARRIVANDO la primavera e forse i ragazzi
potrebbero andare a scuola in bicicletta. Ma non c'è nulla di male se
preferiscono essere accompagnati dai genitori in auto. A patto che papà e mamma
rispettino se non il Codice della strada, almeno il buon senso: oggi giorno, in
viale Farini, si moltiplicano le auto ferme in doppia fila o negli stalli dei
pullman, ostacolando il servizio pubblico. Ma i Vigili urbani non hanno la sede
a pochi metri? Perché non fanno mai alcun controllo? Lettera firmata Ravenna
( da "Nazione,
La (Prato)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 Deputati Pdl: «Alle Filzi troppi
stranieri, serve un tetto massimo» «ALLA SCUOLA Filzi ci sono 80 stranieri su
107, ora serve un limite». I parlamentari del Pdl Fabio Rampelli, Paola
Frassinetti, Agostino Ghigli e Achille Totaro hanno preso ad esempio l'istituto
pratese per chiedere al ministro dell'istruzione Mariastella
Gelmini di stabilire un
tetto massimo alla presenza degli stranieri nelle classi. I parlamentari hanno
annunciato la presentazione di una risoluzione in commissione cultura della
Camera. «Il provvedimento hanno spiegato i deputati del Pdl si rende necessario
per far fronte ad alcune situazioni paradossali per cui all'interno di una
classe non c'è praticamente nessun bambino italiano». Per dimostrare la
necessità di istituire un tetto massimo i parlamentari hanno anche ricordato
alcuni «casi simbolo» di una situazione che «sta deflagrando facendo emergere
vistose anomalie». Tra le quattro scuole prese ad esempio c'è anche, appunto,
la Filzi, l'elementare del centro dove c'è anche una classe di soli stranieri
(nelle scuole pratesi la percentuale di alunni stranieri nell'annno 2007-2008
era del 16%). Le altre sono l'elementare di Lessona di Torino (Porta Palazzo)
dove su 523 bambini 292 sono stranieri, la scuola di via Paravia a Milano (zona
San Siro), dove su 97 bimbi 87 non sono italiani, la Pisacane di Roma dove a
oggi si contano 144 stranieri su 168 alunni. «Il rischio hanno evidenziato i
quattro parlamentari Pdl è che non solo non si integrino i bimbi stranieri, ma
si alimenti la fuga verso scuole paritarie e private». Gli esponenti Pdl hanno
quindi ricordato un decreto del presidente della Repubblica del '99 e tre
circolari di altrettanti ministri che invitano a evitare forti concentrazioni
di alunni stranieri, proprio con l'obiettivo di favorire l'integrazione ed
hanno evidenziato la necessità di rivedere il concetto dell'autonomia
scolastica.
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Pordenone Lo spettro dei tagli su 150 cattedre
Ieri assemblea Cgil coi precari. Assunzioni in ruolo: previsti 100 ingressi «Si
prospetta un futuro tragico e senza lavoro, a scuola». Francesca Volpe, Sonia
Serao e Sergio Catalano sono docenti precari trentenni con la carriera a
rischio: come loro, altri 2 mila in provincia. Ieri, hanno contato i tagli
possibili negli organici 2009-2010, nell'assemblea della Flc-Cgil, che ha
chiamato all'appello gli stagionali nel liceo Grigoletti, a Pordenone. Il fantasma
della disoccupazione aggredisce il pubblico impiego e il sindacato chiede
ammortizzatori sociali nel comparto scuola. «Forse 150 cattedre saranno
cancellate dalla riforma e dai tagli, nel Pordenonese - è l'ipotesi delle
sindacaliste Flc-Cgil Carla Franza e Caterina Treglia -. Abbiamo
chiesto al ministro Gelmini
la proroga annuale degli incarichi di supplenza 2008-2009, per tutelare i
precari. I pensionamenti non copriranno i tagli in organico». Le indiscrezioni
sulle assunzioni in ruolo, entro agosto 2009, parlano di 20 mila nomine da
spartirsi tra insegnanti, ausiliari, amministrativi e tecnici Ata. «Nel
dettaglio - ha aggiunto Franza - 12 mila posti per docenti e 7 mila agli Ata.
Dei posti docenti, circa 6 mila sarebbero riservati al sostegno dell'handicap».
Se così fosse, l'ipotesi per Pordenone potrebbe conteggiare un centinaio di
assunzioni a tempo indeterminato per i docenti. «Chiediamo assunzioni su tutti
i posti vacanti - ha rivendicato Giorgia Arena, del Coordinamento precari
provinciale -. Abbiamo incontrato l'assessore regionale all'istruzione Roberto
Molinaro, che ci ha annunciato la disponibilità di risorse del fondo sociale
europeo, per sostegno al reddito e alla riqualificazione-formazione». I conti
sugli organici sono neri. «Mille 200 precari della scuola in Frili senza lavoro
nel prossimo triennio - ha scandito i numeri Caterina Treglia -. Continuiamo la
lotta». Precari in lotta e in attesa dei bandi di aggiornamento delle
graduatorie. «Entro pochi giorni sarà pubblicata l'ordinanza per le graduatorie
a esaurimento degli abilitati - ha concluso Franza -. Quella di terza fascia di
istituto per docenti non abilitati, è attesa in aprile». Chiara Benotti
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA MILANO pag. 7 Studenti in piazza con i precari Al
corteo partecipano anche i collettivi studenteschi. Picchetti agli istituti
SCUOLA OGGI MANIFESTAZIONE INDETTA DALLA CGIL MILANO «IN PIAZZA per dire che la
politica dei tagli non può che portarci a un futuro fatto unicamente di
precarietà e ignoranza. E i primi risultati iniziano già a vedersi, a
cominciare dal gran numero di debiti in materie come inglese o geografia, che
nell'era della globalizzazione, dovrebbero essere un patrimonio fondamentale assunto
da tutti». Così i collettivi studenteschi milanesi annunciano per questa
mattina la loro presenza alla manifestazione dei lavoratori della conoscenza
indetta dalla Cgil e che partirà da porta Venezia alle 9.30. «L'unica sicurezza
che vogliamo - dicono gli studenti - è avere una scuola di qualità. Un problema
che di certo non si risolve con la svolta autoritaria che stanno portando
avanti, fatta di
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
CARPI, MIRANDOLA, FINALE E BASSA pag. 16 CONCORDIA SCUOLA
elementare senza bidelli. Perciò tutti gl... CONCORDIA SCUOLA elementare senza
bidelli. Perciò tutti gli alunni resteranno a casa. Le maestre che non
aderiranno allo sciopero di oggi, indetto dalla Cgil contro
la riforma del ministro Gelmini, saranno così obbligate a lavorare senza gli alunni in classe.
L'astensione contemporanea dal lavoro di tutti i bidelli, in servizio nel
plesso scolastico di Concordia, ha obbligato la dirigente dell'istituto
comprensivo dottoressa Milena Prandini ha decretare' nella scuola primaria
Gasparini la sospensione delle lezioni per tutte le classi. I docenti
che non intendono scioperare si legge nel provvedimento sono invitati ad
apporre la firma di presenza in direzione e rimarranno a disposizione per le
ore corrispondenti al servizio della giornata ». La decisione, però, non è
stata condivisa e accettata supinamente da varie insegnanti che oggi non
sospenderanno il servizio. «Sono rispettosa dei diritti di chi intende
scioperare ma esterna la maestra Cristina Guaitoli non mi sento tutelata nel
mio diritto: quello di poter liberamente insegnare. Tutti i giorni tutelo la
sicurezza dei miei alunni indipendentemente dalla presenza o meno dei bidelli.
Recentemente mi sono recata in gita accompagnando 28 ragazzi e gli unici
responsabili dell'incolumità e sicurezza dei partecipanti eravamo solamente io
e la mia collega». La legge prevede che, in caso di sciopero a scuola, il
dirigente formi un contingente di lavoratori che non si assenta dal lavoro per
garantire lo svolgimento delle lezioni e i livelli di sicurezza. La controversa
interpretazione dell'accordo integrativo sulla scuola del 1999 e la
contemporanea adesione, di tutti i collaboratori scolastici, avrebbe stando
alle dichiarazioni di due maestre costretto la dottoressa Prandini a prendere
la grave' decisione di sospendere le lezioni in tutte le classi. Flavio Viani
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMA SARZANA pag.
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
MODENA PRIMO PIANO pag. 3 Raccolti 40mila euro per il
premio dedicato a Marco Biagi CERIMONIA E CONVEGNO di DAVIDE MISERENDINO
L'ECCEZIONALITÀ è una caratteristica rara. Sono pochi gli eventi che se ne
possono fregiare, poche le persone davvero eccezionali. Domani, però, questo
aggettivo si potrà usare senza troppa paura; la consegna di un premio che
ricorda un uomo unico, alla presenza della più alta carica dello stato è senza
dubbio un evento d'importanza rara. NELL'agenda della visita modenese di Giorgio
Napolitano, infatti, c'è un appuntamento sottolineato con il pennarello rosso.
E' il convegno di domani mattina alla Fondazione Marco Biagi dal titolo
Produttività, investimento nel capitale umano e occupazione giovanile, nel
corso del quale verrà consegnato il Premio Marco Biagi - Il Resto del Carlino
per la solidarietà sociale', un riconoscimento per le associazioni che si sono
distinte nel campo degli aiuti ai più bisognosi. IL PREMIO, istituito tre anni
fa dal Resto del Carlino per tutelare il prezioso ricordo del professor Biagi,
del suo lavoro e del suo sacrificio, viene assegnato da una giuria composta dal
direttore del Qn - Resto del Carlino Pierluigi Visci, dal professor Luigi
Montuschi, che di Biagi fu il padre spirituale, dalla professoressa Paola
Monari, prorettore dell'Alma Mater e da monsignor Stefano Ottani, parroco della
chiesa dei santi Bartolomeo e Gaetano di Bologna. Il montepremi', che va
suddiviso fra tre premi principali, un riconoscimento e tre menzioni speciali,
vive' grazie alle donazioni dei lettori; quest'anno il loro contributo ha
toccato quota 40mila 500 euro, oltre diecimila euro in più rispetto alla prima
edizione del 2007, che testimoniano la grande partecipazione degli italiani al
dramma di Biagi e della sua famiglia. LA CERIMONIA delle premiazioni, domani,
sarà preceduta dall'importante testimonianza di alcuni dei collaboratori più
fidati del giuslavorista ucciso dalle bierre. Dopo i consueti saluti della
autorità cittadine (saranno presenti anche la vedova di
Biagi Marina Orlandi e la direttrice della Fondazione Paola Reggiani Gelmini), sarà infatti il professor
Michele Tiraboschi, colui che ha raccolto l'eredità di Biagi, a ricordare
l'amico e collega. SUBITO dopo l'intervento, il direttore di Qn - Resto del
Carlino Pierluigi Visci comunicherà i nomi dei vincitori e si procederà alla
consegna del premio. Quindi il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano terrà il suo intervento, rendendo i più alti onori istituzionali
alla memoria di Marco Biagi. Il cerimoniale' delle premiazioni proseguirà nel
pomeriggio alla sede di Bologna del Resto del Carlino, con la partecipazione
del ministro degli Interni Roberto Maroni e del ministro del Welfare Maurizio
Sacconi.
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PIANURA pag. 19 VIGNOLA EMOZIONANTE cerimonia
dell'alzabandiera per gli alunni dell... VIGNOLA EMOZIONANTE cerimonia
dell'alzabandiera per gli alunni della scuola primaria G. Mazzini di Vignola.
Ieri, in occasione del 149° anno dalla proclamazione dell'unità d'Italia, la
direzione didattica di Vignola ha infatti deciso di organizzare all'interno del
cortile della scuola primaria Mazzini una cerimonia solenne dell'alzabandiera
alla presenza delle autorità religiose, civili e militari e delle associazioni
di ex-combattenti. L'intento del dirigente scolastico e dei docenti è di
promuovere, come accade in altri paesi del mondo, il rispetto dei simboli
civili che rappresentano la nostra comunità nazionale. Dopo gli interventi
delle autorità, alcuni alunni della scuola Mazzini hanno portato la bandiera
italiana e quella europea che sono quindi state issate sul pennone esterno
all'edificio. Al termine tutti i bambini (nella foto) hanno intonato l'inno
d'Italia accompagnati dalla Banda di Spilamberto. «Intenzione della direzione
didattica afferma il dirigente scolastico Gianni Ravaldi è ripetere ogni anno
la cerimonia, per creare le condizioni di farla diventare uno dei
"riti" legati all'educazione alla cittadinanza e alla convivenza
civile, in preparazione del 150° anniversario». Con questa cerimonia si
conclude il progetto sulla Costituzione e sulla bandiera italiana, che ha
portato all'allestimento della mostra "Buon compleanno Costi",
realizzata da tutti gli alunni delle scuole del territorio e tenuta a battesimo
dal presidente del Senato Renato Schifani. Per relazionare
su questo importante progetto ieri mattina una delegazione di docenti delle
scuole vignolesi ha partecipato alla Camera dei Deputati a Roma al convegno
Unità d'Italia, Costituzione repubblicana e bandiera nazionale' alla presenza
dell'onorevole Schifani e del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Carla Tassi
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache -
data: 2009-03-18 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE Dopo il disastro di
Rivoli La mappa dei rischi? Manca da tredici anni ROMA — Un altro crollo.
Stavolta in piscina. Ma tutti hanno ripensato alla scuola di Rivoli, dove nello
scorso novembre il controsoffitto, sotto il peso di un pesante tubo di ghisa,
si schiantò sul diciassettenne Vito Scafidi, uccidendolo. Il
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, promise maggiore prevenzione. Cosa è stato fatto da allora? Al
ministero si mostrano soddisfatti. Gianni Bocchieri, capo della segreteria
tecnica del ministro, anticipa: «Abbiamo completato il censimento dei dati
strutturali degli edifici scolastici. E contiamo di elaborarli entro la
fine del mese». E aggiunge: «Abbiamo dato il via a squadre miste che indaghino
sui pericoli non strutturali. E soprattutto stiamo reperendo le risorse
economiche. Il Cipe ha destinato all'edilizia scolastica un miliardo, e a
questi soldi si aggiungerà il 5% dei fondi destinati a ogni infrastruttura
strategica». Secondo i piani, dunque, all'inizio dell'estate il ministero
potrebbe avere la mappa del rischio. Era dal '96, fanno notare al ministero,
che era stata avviata l'anagrafe edilizia, ma ancora non era completa. Dopo
Rivoli, l'accelerazione e la conclusione della ricognizione dei rischi
strutturali (soffitti, pareti, tetti, pilastri), dalla quale saranno elaborate
schede tecniche con l'età dell'edificio e gli ultimi interventi compiuti. A
marzo è partita l'intesa per le squadre miste di tecnici del provveditorato dei
lavori pubblici e degli enti locali per rilevare i pericoli non strutturali:
pannelli, scaffali, armadi. Se entro tre mesi i dati non saranno censiti
potranno intervenire i prefetti. Virginia Piccolillo
( da "Corriere
della Sera" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina -
data: 2009-03-18 num: - pag: 45 categoria: REDAZIONALE Narrativa Nel nuovo
romanzo lo scrittore muove da episodi di cronaca per illustrare l'Italia di
oggi Il contagio collettivo del Male Scurati: «Racconto la pedofilia per
spiegare a cosa può portare la paura» di CINZIA FIORI L o facciamo di continuo.
Eppure civettare con la paura è pericoloso. Talmente pericoloso, che il delirio
psicotico di una madre in crisi può condurre un'intera comunità a cercare
sicurezza nel demonio, a ricadere nelle derive maniacali di scenari arcaici. è
già successo. Ed è la storia che racconta Antonio Scurati nel suo nuovo
romanzo, Il bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani, pp.195, e 18). In
un'atmosfera d'inquietudine ballardiana, l'autore scrive ex post, come se
raccontasse una pestilenza passata. Usa toni millenaristi, anche se le visioni
di San Giovanni, rievocate dalla collettività, c'entrano poco. è di
un'apocalisse umana che si narra: il cataclisma della ragione. All'inizio era
soltanto un bacillo, ma il timore della pedofilia a scuola, insufflato da una
madre, stava per dilagare veloce in un contagio delle menti. Il clima a
Bergamo, la città teatro del romanzo, non era sereno. I giornali avevano già
diffuso l'idea della pedofilia, provocando uno scandalo che s'era abbattuto sul
seminario vescovile. A completare il quadro, l'arrivo di due maestre, esuli
dalla materna Abba e dall'asilo Sorelli di Brescia, dove erano state per due
volte assolte da accuse di pedofilia basate sulla presunzione di colpevolezza. Antonio Scurati cita le scuole bresciane, s'ispira alla vicenda
di don Gelmini, attinge
all'inchiesta sulla materna di Rignano e a casi simili capitati in Francia, da
smaliziato bricoleur, assembla materiali differenti ma, tiene a precisare: «La
pedofilia è una metafora che mi serviva per raccontare gli effetti della
politica della paura. Viviamo buona parte della nostra esistenza
soggiogati da fantasmi spaventosi, da universi mediatici che si sviluppano come
bolle intorno a fatti caricati emotivamente ma non verificabili. Pensiamo
all'epidemia di Sars o allo spettro del terrorismo globale che ci prospettava
stravolti i nostri giorni futuri. Siamo prede di una paura indefinita che ci
toglie energie civili». Scurati è particolarmente abile nel ricostruire le
tappe della diffusione della paura e del preconcetto. Con accuratezza ricrea il
progressivo spaesamento del senno, fino alla completa perdita del senso della
realtà. Ci saranno aule trasformate in incubatrici di terrori arcaici,
assemblee con genitori stremati da fantasie terrificanti ormai incapaci di
sentire ragioni, vogliosi soltanto di falò redentori che distruggano i
responsabili delle loro sofferenze; e arriveranno gli arresti, le confessioni a
cascata dei bambini, si penserà al complotto, finché il clima diverrà tale che
qualsiasi bruttura pronunciata, verrà presa per verità provata. Il fascino
sinistro della tragedia avvolge il lettore. Scurati lo tiene allacciato alla
trama narrando l'evolversi di una psicopatologia collettiva. Scrive un romanzo
civile, rivelando come avviene la colonizzazione delle nostre menti. Riesce
nell'impresa di raccontare quest'Italia sfiduciata e insicura, smarrita nelle
pieghe della postmodernità. «La pedofilia si presta a illustrare come noi
adulti, vinti da fantasmi terrorizzanti, regrediamo allo stato mentale
dell'infanzia. è dei bambini, infatti, l'incapacità di discernere la realtà
dalla fantasia. Superata l'adolescenza, si tratta di una condizione insidiosa».
Infantile è persino il lessico di rispettabili massaie e professionisti che per
l'assemblea preparano il cartello: «Gli orchi sono tra noi», gli stessi che ne
condurranno un'altra imitando le vocine dei propri figli per descrivere
fantasie raccapriccianti. E un bambino che sogna la fine del mondo nel fuoco
sarà il tassello fragile della mente del protagonista. Come nel suo secondo
romanzo, Il sopravvissuto, anche qui il personaggio principale è un calco di
Scurati. Come lui, al tempo dei fatti narrati, ha 38 anni, scrive commenti sui
giornali e insegna a Bergamo Teorie e tecniche del linguaggio televisivo. Di
volta in volta, il protagonista, riluttante, viene convinto dal giornale ad
andare alla scoperta di quanto accade intorno a lui. Osserva la vita, se
stesso, i suoi concittadini con acume, ma la sua preparazione da intellettuale
critico non lo dispenserà dalla follia collettiva. Si ritroverà a dichiarare
agli spettatori di Matrix: «Il Male esiste». Siamo tutti coinvolgibili, dunque.
E già coinvolti. Il pubblico che guarda il cadavere della morale in tv e con
sollievo torna alla sua vita stordita è complice dei bergamaschi che hanno
scoperto la sostanzialità del Male. Il diavolo ormai è una certezza, un'idea
terribile ma, in tanta angoscia, è perlomeno qualcosa di chiaro. La presenza di
Satana è sinistramente consolatoria, specialmente se al Male si possono dare
nomi e cognomi di prelati o insegnanti. «Tra le origini della nostra fragilità
e del nostro smarrimento — dice Scurati — c'è il fatto che siamo privi di
un'idea condivisa del male. Abbiamo modelli, divi e politici, che basano il
loro successo su comportamenti che dovrebbero apparire portatori di disvalori.
Siamo confusi, perciò sentiamo il bisogno di vedere il male per identificarlo.
è questa la radice della passione morbosa che alimenta programmi televisivi su
casi come Cogne o Erba». Il castello crollerà e a Bergamo il Male tornerà a
essere sfuggente, incerto, poco più di un'opinione. Persino gli indizi da fine
del mondo si riveleranno mistificatori. La descrizione dei padri di famiglia
drogati di Cialis per le amanti giovani, la narrazione del fallimento di un
modello d'istruzione, le osservazioni sulla crisi dell'amore romantico non
hanno scopi moralisti. Sono, piuttosto, la rivelazione di un autoinganno
generalizzato: cerchiamo sicurezza in grandi valori che abbiamo smesso di
praticare da tempo perché, in fondo, non ci crediamo più. «Viviamo da laici, da
libertini, da immorali eppure continuiamo a raffigurarci come una società
basata sui valori cattolici, per esempio. è una scappatoia deleteria. Pensiamo
al caso Englaro. Dovremmo sforzarci di ricostruire una morale adatta a noi.
Fingere di credere in Dio per una società che l'ha perso è pericoloso». Già, si
finisce per capitare in un'apocalisse senza riscatto, perché Dio non s'è
presentato. E quel che resta dei giorni della suggestione collettiva è il
dolore di tanti, abbandonato, come sempre, al suo nonsenso. La pedofilia è una
piaga che suscita nella gente un'enorme paura. Sopra, Todd Davidson, «L'uomo
dalla lingua biforcuta» (Corbis)
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
CAMPIONATO GIORNALISMO pag. 13 NEL
MONDO della scuola si parla molto di studenti stranieri e di voto in condotta... NEL MONDO della
scuola si parla molto di studenti stranieri e di voto
in condotta. "..la diversità è un valore, nella
biologia come nella tecnologia o nel linguaggio. Pertanto va difesa", ha
detto Vittorio Bo, il direttore del festival della scienza di Genova 2008;
anche noi studenti di 3° media ne siamo convinti. Accettando compagni
provenienti da altri paesi, cercando di conoscere le tradizioni, ci
arricchiamo, ma se li emarginiamo rischiamo di provocare in loro reazioni
scorrette, per attirare l'attenzione. Come possiamo aiutarli? I centri di
alfabetizzazione, come il centro Giufà attivo da anni nel nostro quartiere,
sono utili, perché imparando l'italiano "un bambino non è più solo".
Ma quando tornano in classe? Spesso gli ignoriamo, suscitando in loro senso di solitudine
e nostalgia del Paese di provenienza. Non bastano questi centri, dobbiamo
accoglierli, immaginando di essere noi nei loro panni. L'integrazione è
possibile solo nel rispetto delle culture e delle persone, è vero, ma per noi
adolescenti importante è non sentirsi soli, perché "un amico rallegra la
giornata". Voto in condotta: con il 5 si boccia;
è questa la soluzione contro studenti irrequieti sempre più numerosi nelle
nostre scuole? "Ai posteri l'ardua sentenza": noi siamo convinti che
comportarsi in un certo modo sia la conseguenza degli insegnamenti dei nostri
genitori, perché in classe stiamo meno ore che in famiglia. La scuola oggi è
quindi proiezione sul futuro per la varietà multietnica sempre più accentuata,
ma anche ritorno al passato per il voto in condotta,
bacchetta magica per famiglie poco attente al quotidiano dei loro figli.
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 7 «Delbono dal check up al check
out» I PASQUINI' * Flavio Delbono, candidato del centrosinistra, alle 10.45 sarà in piazza Nettuno per la manifestazione di protesta
contro la riforma Gelmini. Alle
17.30 al Savena, in via Faenza 4, ad un'iniziativa del Pd su scuola e infanzia.
* Giorgio Guazzaloca, candidato civico. inizia il tour in centro alle
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Nuoro Pagina 5016 Gilda, oggi lo sciopero della
scuola --> La Gilda degli insegnanti ha invitato tutti i
docenti ad aderire allo sciopero della scuola proclamato per oggi con lo scopo
di contestare i provvedimenti della riforma scolastica Gelmini che stanno mettendo a rischio
migliaia di posti di lavoro. «I docenti più colpiti dalla riforma - si legge in
una nota - saranno quelli della scuola primaria e di quella secondaria di primo
grado».
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 66 del 2009-03-18 pagina 1 Scuole di frontiera: dopo la
Pisacane il «caso Di Donato» di Marcello Viaggio È straniero il 56 per cento
degli alunni E a Tor Pignattara le mamme protestano Nessun accordo alla scuola
Pisacane. Patti infranti, esodo dei bimbi italiani e protesta delle mamme, che si appellano alla Gelmini. Ma la stessa situazione esplosiva si verifica anche in altre
città: Milano, Torino, Prato. A svelare le cifre è stato ieri il deputato del
Pdl, Fabio Rampelli, che insieme ai parlamentari Marco Marsilio, Paola
Frassinetti, Agostino Ghiglia e Achille Totaro, ha illustrato che cosa succede
nelle cosiddette «scuole di frontiera». Alla Pisacane, in via dell'Acqua
Bullicante, il prossimo anno oltre il 90 per cento degli alunni, fra scuola
dell'infanzia ed elementari, saranno stranieri. Lo scorso anno erano l'85 per
cento. Alla scadenza del 27 febbraio, le domande d'iscrizione alla prima
elementare pervenute sono state 21, di cui 18 di bambini non italiani:
Bangladesh, Romania, paesi arabi, in prevalenza. «Non abbiamo iscritto i nostri
figli - dice Flora Arcangeli, portavoce del Comitato mamme per l'integrazione -
perché non sono state mantenute le promesse». L'accordo del 5 febbraio fra il
VI municipio, il direttore scolastico regionale, il Comune e i direttori
didattici prevedeva la redistribuzione degli alunni stranieri nel municipio. Ma
il patto non è stato applicato alla Pisacane. Occorreva il sì della scuola, che
non c'è stato. Così nell'istituto di Tor Pignattara i bambini italiani il
prossimo anno saranno appena uno su dieci. La lingua di Dante sarà ignorata dai
più. Senza contare un bagaglio culturale, sociale, religioso frammentato
all'inverosimile. Altra situazione limite, all'elementare Di Donato,
all'Esquilino, dove il 56 per cento dei bambini segnati per il prossimo anno
sono di 16 origini diverse, non italiane, in prevalenza cinesi. Ma la
situazione non è limitata a Roma. Rampelli e gli altri hanno illustrato altri
casi-record un po' in tutta Italia. La scuola elementare di via Paravia, a
Milano, zona San Siro, tocca anch'essa il limite del 90 per cento di stranieri
(da 25 paesi diversi), con l'ulteriore record di una prima che il prossimo anno
sarà composta solo da immigrati (15 bambini). Le elementari di Milano dove si
registra oltre il 70 per cento di alunni stranieri sono ben quattro. Esodo
delle famiglie italiane anche a Torino, alla elementare Lessona di via
Fiocchetto, dove le pre-iscrizioni alla prima classe sono solo dieci, tutte
straniere. A Prato, situazione limite anche all'elementare Filzi (74,6 per
cento stranieri). «Nelle aule senza bambini italiani, o con pochissime unità, è
impossibile un reale processo di integrazione - afferma Rampelli -. Si tratta
di un fenomeno in continua crescita che fino a oggi non è stato gestito. Eppure
sull'integrazione scolastica esistono precise direttive». Il decreto del
Presidente della Repubblica numero 394 del 1999, che disciplina immigrazione e
accoglienza, all'articolo 45 dispone che «la ripartizione delle classi
scolastiche va effettuata evitando la predominanza degli stranieri». Poi c'è la
circolare numero 24 del 1 marzo 2006 del ministro Moratti: «In presenza di
fenomeni di concentrazione di studenti di cittadinanza straniera, si ritiene
proficua una equilibrata distribuzione delle iscrizioni attraverso l'intesa fra
rete di scuole ed enti locali». Lo stesso recita la circolare 110 del 14
dicembre del ministro Fioroni. «Le scuole che abbiamo citato preferiscono ignorare
queste disposizioni - rimarca però Rampelli -. Un mese fa come commissione
cultura abbiamo ricevuto in audizione alla Camera le mamme della Pisacane. Le
richieste sono state fatte pervenire alla Gelmini, con
l'invito ad emanare una nuova circolare che impedisca il protrarsi di questo
caos. Ci auguriamo che il ministro si pronunci già in settimana». A Vicenza il
sindaco Variati, Pd, ha disposto il tetto: non più del 30 per cento di
stranieri nelle scuole dell'obbligo. Potrebbe essere una soluzione, dicono
alcuni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Centro,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 12 - Pagina Aperta Il padre-mostro Fritzel Il
padre-mostro Fritzel l'orrore senza limiti Signor direttore, cosa si deve
pensare quando Rudolf Mayer, avvocato difensore di Josef Fritzel che ha
cominciato a stuprare sua figlia Elisabeth all'età di dodici anni negli
scantinati della sua villa a St.Poelten in Austria per ventiquattro anni,
facendola partorire sette volte e violentandola tremila volte, dice: «Il mio
cliente non è un mostro, è colpevole di stupro ma ha saputo mostrarsi magnanimo
portando in ospedale una delle figlie». Noi, immaginando cosa ha dovuto subire
Elisabeth, i figli e la madre per ventiquattro anni, non riusciamo a finire
neanche di leggere l'articolo. Ines e Antonio di Gregorio Secinaro Prof precari
in piazza contro i tagli alla scuola I comitati degli insegnanti precari (Cip)
aderiscono allo sciopero di oggi contro la politica scolastica del governo in
materia di istruzione e precariato. Ancora una volta i precari della scuola
scioperano a difesa degli spazi occupazionali e del diritto dei giovani ad
un'istruzione pubblica libera e di qualità, perché mai come ora la nostra
precarietà lavorativa si sta saldando con quella esistenziale delle future
generazioni, specie quelle culturalmente e socialmente più svantaggiate. I Cip
chiedono il rispetto dalla legge 296/2006 sulla stabilizzazione dei docenti
precari attraverso la copertura di tutte le disponibilità perché, la permanenza
di un insegnante su sei in regime di costante provvisorietà, comporta ricadute
gravissime sulla qualità della nostra scuola, sulla competitività sia del
nostro sistema formativo e sia dell'intero sistema paese in ambito
internazionale. Mina, per tutti, le basi del domani, sottrae spazi di
conoscenza, di consapevolezza, di libertà e di democrazia. I Cip deplorano il
terrorismo mediatico circa l'esubero dei docenti in servizio. A cui si
accompagna il linciaggio di ministri delle finanze, della funzione pubblica e
dell'istruzione contro la scuola e i suoi operatori. Questa cornice di falsità
è, da sempre, stata propedeutica al blocco del turnover, ai tagli delle
cattedre, ai dissennati aumenti degli alunni per classe, alla revoca del tempo
pieno, prolungato o esteso, alla sottrazione del sostegno agli alunni portatori
di handicap, alla riduzione del tempo scuola, alla chiusura di scuole, alla
limitazione degli indirizzi scolastici, alla negazione delle risorse per il
recupero, alla decurtazione dei fondi di gestione degli istituti e via così, di
male in peggio, col dichiarato intendo di abbassare la qualità dell'offerta
formativa della scuola statale e favorire, anche con elargizioni crescenti di
fondi pubblici, gli istituti privati, specie se confessionali. La politica dei
tagli colpisce prioritariamente i docenti precari e le future generazioni. Ma
ancora più scandalosa ed insopportabile è la condotta truffaldina del nostro
ministero dell'Istruzione che, da un lato, denuncia l'esubero di personale
docente in servizio nella scuola d'ogni ordine e grado a cui s'aggiunge
l'abnorme presenza di precari in attesa di definitiva, e pressoché impossibile,
stabilizzazione in ruolo e, dall'altro, istituisce ulteriori percorsi
abilitanti. Delle due l'una, o il dicastero è retto da incompetenti ed
irresponsabili oppure è in atto una strategia ingannevole in danno dei giovani
specializzandi, destinati a divenire, a caro prezzo, i precari senza speranza
di domani. Per tutto questo i Cip manifestano a Roma, a difesa della scuola di
tutti e per tutti, perché l'istruzione non sia trattata come merce da vendere e
acquistare ma sia concepita come investimento e non spesa da tagliare. I Cip
avvertono l'esigenza di difendere la libertà della funzione docente e della
scuola statale dai diktat della politica di parte, perché si favorisca
l'integrazione e non le discriminazioni, la promozione civile e non
l'addottrinamento. I provvedimenti Gelmini-Tremonti costano 160.000 posti
di lavoro e cancellano ogni possibilità di stabilizzazione dei precari,
revocando i loro diritti acquisiti negli anni, infliggendo un colpo ferale alla
scuola statale. Maristella Curreli Presidente dei comitati insegnanti precari
Piccoli ospedali vittime della malasanità Gentile direttore, dalla
stampa abbiamo appreso che il nuovo assessore alla sanità dottor Venturoni ha
dichiarato che 6 ospedali d'Abruzzo dovranno essere riconvertiti, tutto ciò per
ridurre l'enorme debito della sanità. Questo provvedimento, preso così di petto
da un qualsiasi burocrate, non farebbe una grinza, ma fatto da un medico di una
certa esperienza fa certamente scalpore anzi ci lascia sbigottiti. Dopo lo
sfacelo attuato dalla giunta Del Turco e dai suoi managers politicizzati, noi
dei comitati civici, avevamo gioito del cambio della guardia. Con la nomina di
un tecnico alla guida della sanità ci aspettavamo un'analisi più approfondita e
più appropriata di tutta questa situazione precaria in cui erano stati ridotti
i piccoli ospedali. Ci aspettavamo, noi di Casoli, una visita dell'assessore
venturoni, il quale ha preferito, forse, sentire solo la voce del manager della
Asl Lanciano-Vasto si che certamente non avrà detto quali reparti, quanti posti
letto e quindi quanti servizi aveva già tagliato all'ospedale di Casoli dal
2005 ad oggi. E' chiaro che oggi il dottor Venturoni afferma che questi
ospedali non hanno un grado di efficienza e sicurezza, però, e questa è cosa
grave, non dice che questi tagli sono stati fatti dalla precedente giunta
regionale e da quegli stessi manager che oggi la nuova giunta vuole mantenere
ancora in carica. Ci sono cose non tanto chiare come quella di aver inserito
tra gli ospedali traballanti Popoli al posto di Sant'Omero (forse perchè
quest'ultimo è sede di voti per il teramano Venturoni?) e quella di non aver
visitato tutti gli ospedali (per esempio a Casoli il dottor Venturon non è venuto).
Non vorremmo assistere ad un nuovo fallimento questa volta fatto da un medico
che per fretta e superficialità possa sbagliare diagnosi e di conseguenza la
cura. Infine il solito dilemma: perchè se il debito della sanità è stato fatto
da tutta la regione lo devono pagare solo i piccoli ospedali dei territori
disagiati con gli abitanti più anziani e meno abbienti? Noi rifiuteremo di
pagare qualsiasi aumento di tasse regionali. Pierluigi Natale Presidente del
comitato civico per la difesa dell'Ospedale di Casoli
( da "Tempo,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Stranieri in classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini A Roma, Milano, Firenze e Torino stanno nascendo istituti di
soli stranieri. I parlamentari del Pdl presenteranno una risoluzione al
ministro per chiedere le quote del 30% a classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini. A Milano e a Roma è già record
con due scuole che superano il 90 per cento di alunni stranieri. Seguono
Torino e Firenze, dove le percentuali di iscritti stranieri in alcuni istituti
superano il 70 per cento. Sono le scuole ghetto, frutto di un'integrazione
mancata e pericolosa miccia sociale e culturale. A denunciare con forza quella
che è ormai un'emergenza in tutta Italia i parlamentari Pdl di Roma, Fabio
Rampelli e Marco Marsilio, di Milano, Paola Frassinetti, vicepresidente
commissione Cultura di Torino, Agostino Ghiglia e di Firenze, Achille Totaro.
La «Pisacane» di Roma, dove su 180 alunni 165 sono stranieri, la «Paravia» di
Milano, dove per la prima volta una classe è interamente composta da bimbi
stranieri, la «Croce» di Torino, dove in una classe su 21 alunni 19 sono
stranieri; alla «Filzi» di Prato il 74,6% dei scolari è extracomunitario.
Numeri che raccontano di un'integrazione senza regole che rischia di
trasformare i quartieri delle città italiane in tanti piccoli borghi etnici.
«Così si rischia di creare una generazione di stranieri e non una generazione
di nuovi italiani», sintetizza l'onorevole Ghiglia che parla di una Torino in
cui ci sono quartieri ormai monoetnici con un'immigrazione prevalente romena e
magrebina. «La media degli alunni stranieri va dal 34 al 57 per cento - continua
il deputato piemontese - con alcune scuole dove si supera anche il 60 per
cento. Il rischio è quello di una realtà che a Parigi ben conoscono nelle
banlieu. è nostro dovere quindi combattere la ghettizzazione e garantire parità
di diritti e di accesso allo studio, dal Veneto alla Sicilia». I parlamentari
presenteranno una risoluzione al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini per chiedere l'introduzione di quote specifiche di
ingresso degli stranieri nelle scuole italiane, evitando così che l'equilibrio
tra alunni italiani e alunni stranieri, a garanzia di una corretta
integrazione, così come previsto dal decreto del presidente della Repubblica
del 1999 e da tre circolari dei ministri dell'Istruzione, Moratti, Fioroni e Gelmini, non sia un mero fatto discrezionale. In nome di
un'autonomia scolastica a questo punto da rivedere, come chiedono i
parlamentari Pdl, ci si ritrova davanti a casi, come Vicenza, dove il Comune ha
imposto la quota del 30% di alunni stranieri a classe, e a Roma o a Milano dove
gli italiani «fuggono dalle scuole e si rifugiano in quelle del centro -
denuncia la Frassinetti - creando così una pericolosa differenza anche
geografica delle città. Serve un'azione di volontà decisa che preveda una
percentuale predeterminata di alunni stranieri. In passato si sono fatti molti
errori, spendendo soldi per progetti minori e poco utili, come i menù etnici,
occorre invece rilanciare un grande progetto di integrazione che parta
dall'insegnamento della lingua italiana anche per i genitori, primo
fondamentale vettore di integrazione». A Firenze le cose non vanno meglio.
«Sopratuttto a Prato, si registra ogni anno un aumento del 2% degli alunni
stranieri - sostiene Totaro - un problema che non può più essere rinviato». La
parola ora spetta al ministro, che dovrà decidere se uniformare le scuole
italiane e garantire così non solo la giusta integrazione degli stranieri che
vivono in Italia, ma scongiurare anche una discriminazione al contrario, con
effetti sociali che a Parigi hanno già amaramente sperimentato.
( da "Giornale.it,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 66 del 2009-03-18 pagina
( da "Basilicanet.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCIOPERO SCUOLA, SINISTRA E LIBERTÀ? SOSTIENE IMPEGNO CGIL
18/03/2009 10.26.16 [Basilicata] â??Sinistra e Libertà sostiene lo
sciopero promosso dalla Flc Cgil del mondo della scuola, dell'università
e delle ricercaâ?.
Eâ?? quanto riferisce in una nota il coordinatore provinciale di Sinistra e
Libertà , Giannino Romaniello. â??Mentre
negli Usa e negli altri Paesi europei - aggiunge - una delle risposte alla
crisi economica è¨ l'aumento di risorse e di progetti a favore della
conoscenza, della ricerca, e dell'istruzione, quello che sta accadendo nel
nostro Paese è¨ colpevolmente irresponsabile. Le politiche del Governo
Berlusconi sulla scuola hanno un preciso obiettivo: impoverire e destrutturare
la scuola pubblica. Si mandano a casa migliaia di insegnanti, si impoverisce
l'offerta formativa e didattica della scuola pubblica, si riduce il tempo
pieno. Nelle università si è¨ al collasso finanziario grazie ai tagli
fatti e a quelli annunciati per i prossimi anni. Il mondo della ricerca â??
continua Romaniello - si è¨ sostanzialmente fermato, grazie al disimpegno dell'incompetente ministro Gelmini, e lo sfruttamento del precariato ha raggiunto un livello
insopportabile. Un bilancio fallimentare quello del governo Berlusconi su
fronte della scuola. Giusta quindi la scelta della Cgil nel proclamare la
giornata di lotta di domani: non c'è¨ futuro credibile per un Paese, non c'è¨
una via d'uscita dalla crisi, se la classe di Governo non si pone
l'obiettivo di fornire ai suoi ragazzi, ai suoi giovani tutti gli strumenti
necessari per crescere dal punto di vista formativo. E' per questi motivi che
Sinistra e Libertà â?? conclude - sostiene l'impegno e la lotta della
Flc-Cgil, degli studenti, dei genitori e degli insegnanti che non intendono
rassegnarsi, e saremo con loro in tante piazze italianeâ?. BAS 03
( da "Reuters
Italia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
MILANO (Reuters) - I lavoratori dei comparti pubblici e
privati della scuola, dell'università e delle accademie scioperano oggi per
protestare contro i tagli del governo al mondo dell'istruzione in una
manifestazione organizzata dalla Cgil e alla quale hanno aderito anche partiti
politici, movimenti studenteschi e nomi illustri della scienza. In una giornata
in cui sono state organizzate manifestazioni e cortei a Torino, Milano, Padova,
Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d'Italia, l'evento principale
è a Palermo dove il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani,
partecipa a un convegno sul futuro dei giovani. "Chiediamo più diritto
allo studio, più investimenti e provvedimenti seri per dare alla scuola e a
tutti i settori della conoscenza un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi.
Chiediamo il coinvolgimento pieno e reale di chi nella scuola vive e
lavora", si legge in una nota diffusa da Rete degli studenti medi, che ha
aderito allo sciopero. Lo scorso autunno studenti, insegnanti e genitori sono
scesi in piazza diverse volte contro i tagli del governo a scuola, università e
ricerca e contro la contestata riforma del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. Le
manifestazioni di oggi sono state indette per "riavere le risorse tagliate
dalla legge 133 dello scorso anno, (per riavere) dei contratti che non siano
solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia
del lavoro, il ritiro del disegno di legge (del ministro del Welfare
Maurizio) Sacconi che cancella il diritto di sciopero", si legge sul sito
di Flc-Cgil. Secondo Cgil serve "riaffermare l'urgenza di un vero progetto
riformatore in tutti i settori della conoscenza, (...) un progetto ambizioso
per elevare i livelli di cultura e formazione dei cittadini a partire dalla scuola
dell'infanzia per tutto l'arco della vita, passando per l'università, la
formazione e l'aggiornamento professionale. (...) Un progetto che rilanci la
ricerca di base, negli enti e nelle università, che permetta alle intelligenze
italiane di produrre qui e non altrove". I lavoratori dei comparti
pubblici e privati della scuola, dell'università e dell'alta formazione
artistica e musicale sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro.
Mentre negli enti di ricerca, pubblici e privati, e nella formazione
professionale l'astensione dal lavoro sarà di quattro ore. Allo sciopero hanno
aderito, tra gli altri, Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Movimento
cooperazione educativa, Unione degli studenti universitari e la scienziata
Margherita Hack.
( da "Reuters
Italia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PALERMO/MILANO (Reuters) - I lavoratori dei comparti
pubblici e privati della scuola, dell'università e delle accademie scioperano
oggi per protestare contro i tagli del governo al mondo dell'istruzione in una
manifestazione organizzata dalla Cgil mentre diverse centinaia di persone si
sono radunate in un teatro di Palermo, dove il segretario generale del
sindacato, Guglielmo Epifani, sta prendendo parte a un convegno sul futuro dei
giovani al Sud. "Troppe le cose che non vanno nella scuola: dalla riduzione
degli spazi formativi, quindi meno tempo per stare in aula, alla riduzione
delle risorse, al problema dei precari. Il problema della scuola è molto
importante e con la crisi andrebbe affrontato diversamente", ha detto
Epifani a margine del convegno al teatro Politeama, in centro a Palermo. Alle
manifestazioni e ai cortei di oggi -- organizzati a Torino, Milano, Padova,
Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d'Italia -- hanno aderito
anche partiti politici, movimenti studenteschi e nomi illustri della scienza.
"Chiediamo più diritto allo studio, più investimenti e provvedimenti seri
per dare alla scuola e a tutti i settori della conoscenza un ruolo fondamentale
per uscire dalla crisi. Chiediamo il coinvolgimento pieno e reale di chi nella
scuola vive e lavora", si legge in una nota diffusa da Rete degli studenti
medi, che ha aderito allo sciopero. Lo scorso autunno studenti, insegnanti e
genitori sono scesi in piazza diverse volte contro i tagli del governo a
scuola, università e ricerca e contro la contestata riforma del ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. Le
manifestazioni di oggi sono state indette per "riavere le risorse tagliate
dalla legge 133 dello scorso anno, (per riavere) dei contratti che non siano
solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia
del lavoro, il ritiro del disegno di legge (del ministro del Welfare
Maurizio) Sacconi che cancella il diritto di sciopero", si legge sul sito
di Flc-Cgil. Secondo Cgil serve "riaffermare l'urgenza di un vero progetto
riformatore in tutti i settori della conoscenza, (...) un progetto ambizioso
per elevare i livelli di cultura e formazione dei cittadini a partire dalla
scuola dell'infanzia per tutto l'arco della vita, passando per l'università, la
formazione e l'aggiornamento professionale. (...) Un progetto che rilanci la
ricerca di base, negli enti e nelle università, che permetta alle intelligenze
italiane di produrre qui e non altrove". I lavoratori dei comparti
pubblici e privati della scuola, dell'università e dell'alta formazione
artistica e musicale sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro.
Mentre negli enti di ricerca, pubblici e privati, e nella formazione
professionale l'astensione dal lavoro sarà di quattro ore. Allo sciopero hanno
aderito, tra gli altri, Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Movimento
cooperazione educativa, Unione degli studenti universitari e la scienziata
Margherita Hack.
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
ECONOMIA. Illustrato il programma che coinvolge Rovereto,
Montebelluna-Asolo, Maniago e Camposampierese Filosofi, urbanisti, politici ed economisti a confronto sui "talenti" del
futuro Invitato il ministro Gelmini 18/03/2009 rss e-mail print La presentazione del Festival delle
Città d'impresa: "Innovare per vincere la crisi" L'innovazione come
strumento per aiutare ad uscire dalla crisi, puntando sulla formazione creativa
dei talenti di domani. Questo il tema conduttore della sezione scledense
del "Festival delle Città impresa", presentato ieri mattina al
Lanificio Conte, che si svolgerà dal 2 al 5 aprile, coinvolgendo inoltre in
contemporanea i comuni di Rovereto, Montebelluna-Asolo, Maniago e quelli del
Camposampierese. Il tema generale di questa seconda edizione della
manifestazione, organizzata dal mensile Nordesteuropa.it, dal Corriere della
Sera e dall'Amministrazione comunale, sarà "Innovare per vincere la
crisi", mentre per quanto riguarda la sezione di Schio, sarà "La
formazione creativa. I talenti del futuro". Come emerso dalla tavola di
presentazione, a cui erano seduti Eleonora Vallin, vicedirettore
Nordesteuropa.it, il sindaco Luigi Dalla Via, gli assessori Lina Cocco e
Giorgio Pizzolato, Luigi Schiavo, presidente Assindustria e Guido Xoccato,
presidente dell'Ascom, l'obiettivo è quello di creare delle occasioni di
riflessione sulle radicali trasformazioni in atto nell'area del Nord-est, zona
vitale per l'economia italiana ed europea, sull'esemplarietà del modello
produttivo della Media Impresa e sulle sfide che attendono l'economia, la
società e la politica nei prossimi anni. Protagoniste del Festival saranno
pertanto le "città-impresa" del Nord-Est con i loro casi esemplari,
che si pongono come dei laboratori a cielo aperto indirizzati verso la
costruzione di un rapporto funzionale ed avanguardistico tra territorio, cultura
e imprese stesse. «Sarà un momento di incontro e confronto, aperto a tutti e
non solo agli "addetti ai lavori" - afferma Dalla Via - in cui sarà
possibile cogliere interessanti spunti di riflessione dai relatori presenti».
Nella "quattro giorni" culturale, le conferenze si alterneranno nelle
tre sedi prescelte, Lanificio Conte, Teatro Astra e l'azienda Sinv, in cui
saranno ospitati relatori di levatura nazionale ed internazionale come ad
esempio il filosofo Umberto Galimberti, lo studioso americano di teorie urbanistiche
Richard Florida, Roberto Nicastro del Gruppo Unicredit, ancora il deputato
Matteo Colaninno e, si spera, il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini. Parlando di formazione, non potevano mancare gli
studenti degli istituti scolastici locali, a cui si aggiungeranno oltre cento
ragazzi stranieri "gemellati" che parteciperanno all'iniziativa
insieme ad una cinquantina di universitari che arriveranno da Francia, Ungheria
e Germania e a cui sarà dedicato una sezione della manifestazione titolata il
"Festivalcampus". Silvia Dal Ceredo Silvia Dal Ceredo
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma Per lo sciopero della scuola indetto da
Flc-Cgil: gli universitari partiranno in corteo dalla Sapienza per raggiungere
Santi Apostoli E l´Onda rilancia la sfida: oggi in piazza "Non
rispetteremo il protocollo sui cortei siglato dal sindaco e dal prefetto"
L´Onda torna in piazza. Dopo le proteste e i cortei che hanno infiammato l´autunno caldo delle mobilitazioni anti-Gelmini, gli studenti universitari si danno appuntamento questa mattina
nel cortile dell´università La Sapienza per prendere parte allo sciopero di
scuola e università indetto dalla Flc-Cgil. «Il protocollo di restrizione dei
percorsi dei cortei, firmato in questi giorni dal sindaco Alemanno e dal
prefetto Pecoraro, insieme alla limitazioni del diritto di sciopero -
avvertono i portavoce dell´Onda - non ci impedirà di tornare a praticare il
conflitto in forme selvagge e imprevedibili come i cortei non autorizzati con
cui nei mesi autunnali abbiamo paralizzato la città». Mentre dunque i
rappresentati sindacali della Flc-Cgil danno appuntamento ai manifestanti alle
ore
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Palermo Oggi la
manifestazione contro le misure adottate dalla Gelmini Scuola, 5 mila tagli in Sicilia la Cgil in piazza con Epifani
Oltre alla riduzione dei precari prevista anche quella del personale non docente
L´anno prossimo nella scuola siciliana verranno meno 4.800 posti di docente
precario, 1.600 per il personale Ata e 1.600 sono anche gli insegnanti
di ruolo che diverranno sovrannumerari. A denunciarlo è la Federazione
lavoratori della conoscenza (Flc) della Cgil che attacca le decisioni del
governo e per questo organizza oggi lo sciopero generale della categoria. Alla
manifestazione parteciperà Guglielmo Epifani, segretario nazionale del
sindacato. Non è previsto un corteo ma un raduno in piazza Ruggero Settimo. A
partire dalle 10, al Teatro Politeama, si svolgerà il convegno "I giovani
per il futuro del Mezzogiorno: istruzione e formazione per uscire dalla
crisi", organizzato dal sindacato e al quale interverrà Epifani. La Flc
allestirà in piazza Politeama un gazebo per la distribuzione della
documentazione e dei volantini sull´iniziativa: «è una protesta contro le
politiche di settore del governo Berlusconi - dice il segretario regionale,
Italo Tripi - e contro la politica del governatore Lombardo che non difende la
Sicilia». Alla manifestazione parteciperanno i lavoratori della ricerca,
dell´università, della scuola, della formazione professionale e dell´Afam.
Sempre per questa mattina la Cgil ha proclamato uno sciopero generale di
quattro ore con articolazione provinciale sui temi della crisi economica. La
Flc protesta anche «contro il decreto Brunetta e l´espulsione dei precari dagli
enti di ricerca e contro i tagli e la riduzione di risorse per l´Università».
Gli studenti universitari dell´Onda aderiranno allo sciopero assieme agli
studenti medi e a quelli dell´accademia di Belle arti. Organizzeranno un corteo
che partirà alle 9 dalla facoltà di Lettere e filosofia in viale delle Scienze
e raggiungerà lo Steri, sede del Rettorato. Anche l´Unione degli universitari
(Udc) aderisce allo sciopero della Cgil: «Siamo convinti - si legge in una nota
- che, soprattutto in questa fase di crisi, l´investimento, economico e
politico, sul mondo della formazione, sull´università e sulla ricerca siano
indispensabili e altrettanto indispensabile sia ampliare la platea di coloro
che accedono ai più alti livelli della formazione attraverso un reale sistema
di diritto allo studio».
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Milano Con i risultati del primo quadrimestre
il 72% degli studenti non sarebbe ammesso. I presidi: saremo costretti a
truccare i voti Maturità, è caos nelle superiori "Niente esami per chi ha
un 5? Gelmini ci ripensi o sarà
una strage" La novità è stata comunicata alle scuole venerdì scorso: da
quest´anno basterà avere una sola insufficienza per non essere ammessi agli
esami di maturità e agli esami di terza media. è la linea dura del ministero,
che allarma presidi e famiglie, in una città in cui sette studenti su dieci
hanno avuto almeno un cinque nel primo quadrimestre. Per tutti loro la
nuova norma potrebbe significare la bocciatura, a meno che i professori non
decidano di far lievitare i voti per garantire il sei in tutte le materie. Per
evitare classi decimate e falsi in atto pubblico, Cisl scuola ha scritto una
lettera al ministero a nome di 350 presidi lombardi per chiedere un immediato
dietrofront: «Quella norma è inapplicabile». SERVIZI ALLE PAGINE II E III
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Milano Con un
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Milano Un vertice al Pirellone per il buco di
80 milioni L´obiettivo è una fideiussione di 10 milioni a favore delle scuole. Oggi sciopero della Cgil Dopo il no della Gelmini i dirigenti chiedono aiuto al
Pirellone per pagare i supplenti Per sanare il buco di ottanta milioni nei
bilanci delle scuole lombarde, la Cisl Scuola chiede aiuto al Pirellone. La
richiesta del sindacato, che sarà formalizzata domani in un incontro con i
vertici della Regione, è che l´ente faccia una fideiussione da 10 milioni,
per consentire ai presidi di chiedere soldi in prestito alle banche. Fondi da
spendere subito in supplenze, fotocopie, e pagamento degli insegnanti da
inserire nelle commissioni degli esami di maturità. «Le scuole hanno l´acqua
alla gola - dice Renato Capelli, segretario regionale di Cisl Scuola - per
finire l´anno scolastico senza dovere mandare a casa i supplenti e per
garantire il servizio servono soldi freschi». I sindacati si rivolgono alla
Regione dopo che il ministro dell´Istruzione Maristella Gelmini
ha escluso che possano arrivare soldi per sanare quel debito che, dal
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Milano I casi Dagli stadi al palazzo, sale
l´onda nera I gruppi, i personaggi e i luoghi simbolo dell´estrema destra
milanese L´inchiesta Estremisti, ultrà e fascisti in doppiopetto: un filo lega
le istituzioni con le falangi dei movimenti che si rifanno al nazismo Ai legami
solidi tra i "camerati" e la destra in gessato si uniscono gli
intrecci con i capi ultrà di Milan e Inter PAOLO BERIZZI (segue dalla prima di
Milano) La destra istituzionale con quella di strada, estremista e
intollerante. è una trama a volte oscura, a volte più decifrabile, che
aggroviglia in una specie di matassa la politica di Palazzo e quella periferica
delle derive pericolose, degli inni al Duce, dei brindisi all´Olocausto. C´è
una foto che ritrae il sindaco Moratti in compagnia di uno dei due fondatori di
Cuore nero, il circolo nazifascista sostenuto, dalla sua nascita, dai
maggiorenti milanesi di Alleanza nazionale. Lui è Roberto Jonghi Lavarini,
presidente del comitato Destra per Milano, sostenitore delle "destre
germaniche", del partito sudafricano pro-apartheid (il simbolo è una
svastica a tre braccia sormontata da un´aquila). Di Lavarini, soprannominato il
"Barone nero", già candidato per An in Comune, esistono anche altre
foto che lo ritraggono con il ministro Ronchi ma anche con esponenti di famiglie
mafiose siciliane e calabresi trapiantate a Quarto Oggiaro. Famiglie operative
nello spaccio di droga e nel narcotraffico, famiglie che alle ultime elezioni
amministrative non hanno fatto mancare il loro appoggio elettorale allo stesso
Lavarini. La cerniera tra la destra di palazzo e i militanti di Cuore nero è
sempre il "Barone nero". Sua l´idea di fondare, due anni fa, il primo
centro sociale di estrema destra a Milano; sua e di Alessandro "Todo"
Todisco, capo ultrà degli Irriducibili dell´Inter e già leader degli
Hammerskin, una setta violenta che si batte in tutto il mondo per la supremazia
della razza bianca. Già condannato a un anno e un mese per istigazione all´odio
razziale e partecipazione a struttura clandestina (nell´ambito dello
scioglimento di Azione skinhead), Todisco è coinvolto anche nell´inchiesta sul
corteo (con assalto a una caserma dei carabinieri) seguito alla morte
dell´ultrà laziale Gabriele Sandri l´11 novembre 2007. Cuore nero, collegato al
centro sociale romano Casa Pound, nella fanzine di qualche mese fa ha
pubblicato l´immagine di uno skinhead che brinda con un boccale di birra: sullo
sfondo una foto con l´ingresso del campo di concentramento di Auschwitz. «I
nazisti sono stati nostri alleati e li rispettiamo», dice Todisco. Concetti non
estranei a Jonghi Lavarini, che nel suo sito non ha mai fatto mistero del suo
appoggio al Npd tedesco e ai principali partiti estremisti europei. Le
posizioni e le iniziative di Cuore nero dovrebbero, forse, mettere in un
qualche imbarazzo alcuni esponenti di An a Palazzo marino. Per esempio il
capogruppo Carlo Fidanza, vice presidente nazionale di Azione giovani. è lui,
dopo l´attentato incendiario subito da Cuore nero l´11 aprile 2007, uno dei più
attivi a garantire sostegno ai militanti del circolo in zona cimitero Maggiore.
Cuore nero lo ringrazia in un comunicato ufficiale, ringraziamenti estesi anche
alle «coraggiose parlamentari Paola Frassinetti, Alessandra
Mussolini e Mariastella Gelmini» (all´epoca coordinatrice lombarda di Forza Italia). Ai legami
cementati tra i nuovi "camerati" e la destra in doppiopetto si
aggiungono gli intrecci, molto solidi, con i capi ultrà di Milan e Inter. Nelle
gerarchie delle curve spiccano nomi di primo piano della destra radicale
milanese. Luca Cassani, ex Fossa dei Leoni e oggi tra i leader dei
Guerrieri milanisti; l´ex assessore aennino di Opera, Alessandro Pozzoli, detto
"peso", anche lui già attivo nella Fossa e poi confluito nei
Guerrieri, indagato per le faide interne alla curva milanista e parente di
Alberto Pozzoli, ex capo ultrà interista e consigliere comunale (sempre An) a
Opera, accusato insieme al collega Ettore Fusco della Lega per l´incendio delle
tende destinate ai rom (dicembre 2006). A reggere gli equilibri dei gruppi
ultrà di San Siro sono, da anni, su sponde opposte, il "Barone"
Giancarlo Capelli (curva sud milanista) e Franco Caravita (curva nord
interista): entrambi di dichiarate simpatie fasciste, erano soci in un negozio
di abbigliamento da stadio. A Milano come a Roma la rivalità nata dall´opposta
fede calcistica si sotterra in nome degli affari e della comune identità
politica. Capelli e Giancarlo Lombardi (detto "Sandokan", capo dei
Guerrieri ultras) sono in rapporti di stretta amicizia con i fratelli
Alessandro e Franco Todisco, leader degli Irriducibili e anime di Cuore nero.
Il 22 maggio 2007 Capelli è stato arrestato (ai domiciliari) assieme a altri
sei capi ultrà milanisti per associazione a delinquere, estorsione, violenza e
minacce. La parte lesa, stando all´inchiesta del pm Luca Poniz, è il Milan. A
denunciare gli ultrà in Procura è lo stesso Adriano Galliani, al quale viene
assegnata una scorta di polizia. Alla festa di Natale 2008, però, il manager
rossonero si presenta sorridente al brindisi con i Guerrieri, gli stessi che lo
tenevano sotto ricatto per avere biglietti e privilegi. Anche questo accade
nella Milano nera. Una città dove il sindaco, figlia di un partigiano deportato
a Dachau (Paolo Brichetto Arnaboldi), si fa fotografare con un nazifascista
dichiarato.
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Bologna Il blitz L´Onda occupa l´azienda
diritto allo studio Striscioni, slogan e volantini. Poi l´incontro con i
responsabili Un blitz nella sede della Ergo, nuova azienda unica per il diritto
allo studio, dei ragazzi dell´Onda che hanno in serbo nuove azioni dimostrative
per lanciare la manifestazione di oggi. L´occupazione della sede di via
Schiavonia 3 è scattata ieri alle 11.30 con striscioni, megafoni e volantini e
la richiesta degli universitari che fanno parte del «Laboratorio copyright» è
quella di incontrare la responsabile della sede bolognese. Basta una mezz´ora
di slogan urlati al megafono per ottenere l´incontro, con tanto di elenco di
proposte alla mano, messe a punto durante le proteste
contro la riforma Gelmini.
«Abbiamo potuto esporre tutto il nostro malessere di studenti in tempo di crisi
- racconta Marco a nome del collettivo Cua - in particolare di fronte al costo
sempre più alto dei libri di testo. Abbiamo chiesto che anche questa spesa
venga messa tra quelle che l´azienda per il diritto allo studio può finanziare,
con testi gratuiti per studenti e studentesse, perché non ci sono solo la casa
e la mensa, il diritto allo studio passa soprattutto per i libri». I ragazzi
hanno portato a casa l´impegno di un incontro con i vertici dell´azienda mentre
lo striscione «Il sapere è di tutti» verrà buono oggi, per la manifestazione
del mondo della scuola. (e. c.)
( da "Repubblica,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bari Appuntamento in
piazza del Ferrarese Manifestazione contro la riforma della Gelmini La conoscenza scende in piazza
per dire no ai tagli imposti dai ministri Gelmini e Tremonti. Oggi alle 9,30 da piazza del Ferrarese a Bari
partirà la manifestazione regionale indetta dalla Cgil in occasione dello
sciopero generale di tutti i settori della conoscenza. Con otto pullman
in arrivo dalle province di Brindisi, Lecce, Foggia e Taranto studenti,
docenti, ricercatori, precari della scuola e dell´università si riuniranno in
piazza e sfileranno «per chiedere al governo Berlusconi di fermarsi, di
riflettere e di tornare indietro nella sua accanita opera di distruzione dei
settori dell´alta formazione e della ricerca, di puntare invece su più
laureati, più innovazione, più ricerca per far uscire il Paese dalla crisi».
Dopo le occupazioni simboliche degli scorsi giorni nell´Ateneo, nel Politecnico
e in Accademia a Bari e la consegna dei documenti programmatici contro la
riforma del sistema dell´istruzione e della formazione, la Flc Cgil oggi
scenderà in piazza in vista della manifestazione nazionale a Roma del 4 aprile.
Al fianco del sindacato ci saranno anche l´Udu e la rete dei docenti precari di
Bari. La Cgil tornerà a sfilare in città sabato prossimo: in occasione della
giornata mondiale contro il razzismo il 21 marzo alle 18,30 da piazza Massari
partirà una fiaccolata per i diritti dei migranti e contro ogni schedatura e
discriminazione.
( da "Reuters
Italia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
PALERMO/MILANO (Reuters) - I lavoratori dei comparti
pubblici e privati della scuola, dell'università e delle accademie scioperano
oggi per protestare contro i tagli del governo al mondo dell'istruzione in una
manifestazione organizzata dalla Cgil, con momenti di tensione all'università
di Roma "La Sapienza" dove si sono verificati scontri tra studenti e
polizia. "Le forze dell'ordine hanno impedito agli studenti universitari
di raggiungere il presidio organizzato dalla Flc-Cgil a piazza Santi Apostoli
questa mattina, caricando i manifestanti che ora sono chiusi all'interno
dell'edificio senza possibilità di uscire", si legge in una nota di Rete
degli studenti medi che definisce "inaccattabile la violenza delle forze
dell'ordine". Al momento non è stato possibile contattare la questura per un
commento. Stamani a Pelermo, diverse centinaia di persone si sono radunate al
teatro Politeama in centro città, dove il segretario generale del sindacato,
Guglielmo Epifani, sta prendendo parte a un convegno sul futuro dei giovani al
Sud. "Troppe le cose che non vanno nella scuola: dalla riduzione degli
spazi formativi, quindi meno tempo per stare in aula, alla riduzione delle
risorse, al problema dei precari. Il problema della scuola è molto importante e
con la crisi andrebbe affrontato diversamente", ha detto Epifani a margine
del convegno. Lo scorso autunno studenti, insegnanti e genitori sono scesi in
piazza diverse volte contro i tagli del governo a scuola, università e ricerca
e contro la contestata riforma del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. CORTEI IN TUTTA
ITALIA Alle manifestazioni e ai cortei di oggi -- organizzati a Torino, Milano,
Padova, Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d'Italia -- hanno
aderito anche partiti politici, movimenti studenteschi e nomi illustri della
scienza. "Chiediamo più diritto allo studio, più investimenti e
provvedimenti seri per dare alla scuola e a tutti i settori della conoscenza un
ruolo fondamentale per uscire dalla crisi. Chiediamo il coinvolgimento pieno e
reale di chi nella scuola vive e lavora", si legge in una nota diffusa da
Rete degli studenti medi. Continua...
( da "Corriere
Di Como, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
La Cisl Scuola contro il ministro che accusa i presidi
Rimborsi dallo Stato La Cisl Scuola non ha digerito le accuse che il ministro
all'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha rivolto lunedì ai dirigenti scolastici, rei, a suo avviso,
di «fare politica» quando denunciano le difficoltà che incontrano a causa della
riduzione di risorse finanziarie e di personale. «Alcuni dirigenti fanno
davvero i salti mortali per far quadrare i conti - afferma Adria Bartolich,
segretaria provinciale della Cisl Scuola - Il ministro non si rende conto
della realtà della scuola italiana». Alla Gelmini, che
lunedì era a Milano per un incontro con il presidente della Regione, Roberto
Formigoni, la sindacalista ricorda che nel Comasco ci sono «scuole che vantano
diverse centinaia di migliaia di euro di crediti dallo Stato». Soldi di cui
invece c'è grande bisogno visto che servono per pagare le supplenze e le
attività complementari dei docenti: «È inaccettabile che uno lavori senza venir
pagato. Occorrono pagamenti certi e in tempi utili». Home Nautica, un distretto
per rilanciare il settore Confidi Lombardia, raddoppiano i contributi L'aereo
si prende senza passaporto Schengen arriva anche ad Agno Doppia rapina in poche
ore Catturato dai carabinieri Ichino presenta a Como un contratto inedito
( da "Sicilia,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Tutti in trincea per il «Gravina» Sit-in davanti
all'ospedale per dire no al declassamento, oggi la protesta si sposta a Palermo
caltagirone Furto energia elettrica, ai «domiciliari» Finisce agli arresti
domiciliari il 41enne Giuseppe Malizia (nella foto), nei cui confronti i
carabinieri di Caltagirone hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso
dal Tribunale calatino. Malizia era finito in manette, il 19 ottobre 2008, per
furto di energia elettrica. Era poi stato rimesso in libertà, ma con obbligo di
firma, che l'uomo - secondo quanto accertato dai Cc - ha ripetutamente violato.
Da ciò è scaturito il ripristino, da parte del Tribunale, della misura della
custodia cautelare. GRAMMICHELE Domani precetto pasquale dei Cc nu. me) Domani,
alle ore 16, presso la parrocchia del Calvario, il comando intermedio dell'Arma
dei carabinieri, su invito del comandante della Compagnia di Caltagirone,
Gennaro Cassese, tramite il presidente dell'associazione nazionale carabinieri
di Grammichele, Giuseppe Befumo, celebrerà il precetto pasquale. CALTAGIRONE
Archivio della memoria siciliana Stamane, alle 11, al Municipio, verrà
sottoscritto il protocollo d'intesa per la costituzione dell'Archivio regionale
della memoria siciliana e di una memoteca multimediale presso i musei civici
"Luigi Sturzo". A siglarlo saranno il Comune di Caltagirone,
rappresentato dal sindaco Francesco Pignataro, i musei civici "Luigi
Sturzo", rappresentati dal direttore Domenico Amoroso, l'Osservatorio dei
processi comunicativi (il presidente Orazio Maria Valastro), la Mediatres (la
rappresentante legale Nerina Pappalardo). SCORDIA Scuola, il Prc aderisce allo
sciopero lo. gu.) Il circolo di Rifondazione Comunista di Scordia aderisce allo
sciopero generale della scuola indetto dalla Flc Cgil. «Dopo le grandi
mobilitazioni dello scorso autunno - si legge in un comunicato - saremo in
piazza anche a Scordia per ribadire il nostro forte
dissenso al progetto di smantellamento della scuola pubblica italiana
perpetrato dal ministro Gelmini». LE FARMACIE DI TURNO CASTEL DI IUDICA: via Trieste, 1;
GRAMMICHELE: piazza Dante, 13; MILITELLO: via Umberto, 41; MINEO: piazza
Buglio, 32; MIRABELLA IMBACCARI: via Profeta, 2; PALAGONIA: via Umberto, 22;
RAMACCA: piazza Umberto, 7; SAN CONO: piazza Umberto, 8; SCORDIA: via
Garibaldi, 151; VIZZINI: via V. Emanuele, 87.
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 18 Marzo 2009, Cattolici e laici uniti per il
Pdl Ho partecipato nei giorni scorsi, con molti amici della provincia di
Rovigo, al Convegno promosso a Riva del Garda da Rete Italia e presieduto dal
presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, dove si è parlato molto
dell'ormai prossimo congresso costituente del Popolo della Libertà. Il convegno
aveva per tema una frase di Benedetto XVI pronunciata durante la sua visita in
Sardegna: "..il mondo necessita di una nuova generazione di laici cristiani
impegnati". Molti gli interventi, primo tra tutti quello autorevole del
cardinale di Venezia Angelo Scola, che ha definito l'impegno politico del
cristiano come un prolungamento della testimonianza personale, mettendoci tutti
in guardia dal pericolo della rassegnazione della irrilevanza dei principi
cristiani, che sono in fondo riassumibili in una grande passione per l'umano.
Molte le presenze politiche, dai ministri Sacconi, Frattini, Fitto, Gelmini e Alfano, al sindaco di Roma
Alemanno, per finire ai capigruppo alla Camera e Senato del Pdl Cicchitto e
Gasparri. Al ministro Sacconi è toccato il compito di definire il Dna del
futuro Popolo della Libertà, che sarà un partito laico e cristiano insieme, e
che avrà come valore fondante la centralità della persona e come metodo quello
della responsabilità. Sacconi ha ricordato anche come un principio alto
di laicità riconosca i valori non negoziabili, tra cui quello della vita, come
ha dimostrato il caso di Eluana, dove tutto il Pdl si è ritrovato unito. Per
Formigoni la carta dei valori del nuovo partito c'è già, è quello del Partito
Popolare Europeo: persona, lavoro, impresa, sussidiarietà. Su quest'ultimo
tema, a me molto caro, Formigoni ha insistito particolarmente: sussidiarietà
deve essere il modo nuovo di impostare il modo di governare, dal Comune fino
allo Stato. «E questo non vuol dire - ha affermato ancora Formigoni - essere
nemici dello Stato, ma cambiare la natura del modo di essere dello Stato e del
pubblico in generale, che è il contrario della concezione centralista e
statalista propria della sinistra». A conclusione del convegno Formigoni ha
delineato quello che si aspetta dal futuro Popolo della Libertà: il Pdl sarà un
partito presidenziale, ma aperto, partecipato e democratico. La classe
dirigente, dopo l'iniziale ed auspicabile breve periodo di avvio con
coordinatori "nominati" dall'alto, dovrà essere scelta dalla base,
con una democrazia interna reale e non di facciata, con congressi veri dove si
possa discutere e fare le scelte sui programmi e sugli uomini (e sulle donne)
che dovranno guidarci e rappresentarci. Paolo Avezzù Delegato al congresso Pdl
Il sole si specchia e ride Forse che il simbolo della "Federazione dei
Verdi" ride per le cose che gli ambientalisti raccontano a Rovigo? A Venezia
il consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin sollecita il Governo a far
aumentare nelle centrali a carbone di Fusina - Marghera il trattamento e la
produzione di Cdr, per arrivare dalle attuali 35 mila tonnellate a 70 mila
tonnellate di Cdr. La salute è uguale per tutti e non c'è qualcuno che è
"più uguale" di altri. E se Bettin propone di raddoppiare l'uso del
combustibile da rifiuto nelle due centrali a carbone veneziane - in esercizio
per un totale di 1.276 Mw di potenza nominale complessiva -, perché a Rovigo,
invece, i Verdi dicono di essere preoccupati per il futuro del territorio e
delle attività produttive locali in vista del progetto di una centrale a
carbone con 1.980 Mw di potenza installata, senza co-combustione di Cdr? Le due
centrali a carbone di Fusina e Marghera distano in linea d'aria appena una
decina di km da Piazza San Marco: qualche turista se n'è mai lamentato? No.
Nella centrale in programma a Porto Tolle sono previste tecnologie
ulteriormente migliorative. A queste si aggiungeranno la "cattura e
sequestro" della CO2 - che ricordo non è un inquinante, e non ha effetti
locali - recentemente finanziata dalla Commissione europea con 100 milioni di
euro destinati all'impianto di Porto Tolle. A Rovigo i Verdi disconoscono il compagno
di partito Bettin? Non citano Rubbia quand'era favorevole al carbone utilizzato
con le migliori tecnologie disponibili (basta verificare su You tube, digitando
http://www.youtube.com/watch?v=0WBjD9FIRl8&feature=related ), ma scelgono
di citare il premio Nobel per la Fisica (non per l'Energia) adesso che è
passato a sostenere la tecnologia dei concentratori solari. E lo citano pure
male: i Verdi di Rovigo hanno scritto su queste pagine che una superficie di
210 kmq sarebbe sufficiente a ospitare un parco solare per produrre tutta
l'energia necessaria al mondo. Rubbia, in realtà, sostiene che un
"ipotetico" quadrato di specchi, lungo
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Condotte esemplari nelle scuole veneziane Nessun
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Appello al ministro per non eliminare le 30 ore Mercoledì
18 Marzo 2009, Un comitato spontaneo genitori ha invitato al ministero della
Pubblica istruzioni all'Ufficio scolastico regionale, alla Provincia e al
Comune di Pordenone una lettera-appello con l'intento di vedere riconosciuto ai
propri figli il diritto costituzionale allo studio per il prossimo anno
scolastico nella scuola primaria. E in particolare, spiega Cristina Zanette,
facendosi portavoce del Comitato, che ha anche aperto un blog al fine di
raccogliere pareri i adesioni, «per ottenere l'orario scolastico di 30 ore (con
rientri pomeridiani). Infatti - aggiunge - nonostante sia stata scelta dalla
maggior parte dei genitori del Comune l'opzione 30 ore settimanali a oggi
sembra probabile, ma non certa. A detta dei dirigenti
scolastici, visti i tagli previsti dal ministro Gelmini, probabilmente le 30 ore diventerano 27. Abbiamo quindi chiesto
agli organi istituzionali nazionali, regionali e provinciali che la scelta dei
genitori (comunque prevista nelle diverse opzioni proposte dal ministero: 24,
27, 30 e 40 ore) sia garantita. Una scelta che prevede 30 ore effettive
di lezione, escluse quelle per la mensa». Siamo fortemente preoccupati,
scrivono nella lettera i genitori, «rispetto alla possibilità di non veder
confermate le nostre richieste. La riduzione del tempo scuola incide
pesantemente non solo sull'organizzazione delle famiglie, in particolare di
quelle che si trovano già a dover subire gli effetti della crisi in atto, ma
soprattutto sull'offerta formativa per i nostri figli». Per quanto riguarda i
numeri, la scelta delle 30 ore è stata fatta dal 75%, ovvero da 433 famiglie.
Mentre per le 24 ore hanno optato solo 5 genitori, nessuno per le 27 e il 35%
per le
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, i numeri dei tagli ai docenti Il sindacato ha
stimato che il prossimo anno mancheranno all'appello oltre 100 insegnanti
Mercoledì 18 Marzo 2009, Ipotesi di immissioni in ruolo per il personale
docente e non della scuola pubblica, con una buona parte riservata agli
insegnanti di sostegno. È quanto emerso ieri pomeriggio, nel corso
dell'assemblea organizzata dalla Flc Cgil, nell'auditorium del liceo
Grigoletti, dove sono state illustrate le proposte avanzate dal ministero,
contro il quale il sindacato questa mattina scende in piazza nell'ambito dello
sciopero confederale. «Per il momento non vi è nulla di certo - ha spiegato alla platea Carla Franza, segretaria provinciale
della Flc Cgil - ma il ministro Gelmini avrebbe calcolato di immettere in ruolo a livello nazionale 20
mila lavoratori, di cui 12-13 mila docenti e 7-8 tra amministrativi, tecnici e ausiliari.
Tra gli insegnanti, una buona fetta sarà riservata a quelli di sostegno (6
mila). Si tratta di numeri inconsistenti e insufficienti persino a
coprire il turn over dei pensionamenti, dato che il numero dei posti liberi in
Italia ha superato quota 100 mila. Altro aspetto da considerare è l'esaurimento
delle graduatorie permanenti: visto che in alcune materie manca il personale
specializzato, sarebbe il caso di attivare nuovi corsi». In attesa che
l'ipotesi ministeriale diventi concreta, il taglio annunciato ai posti di
lavoro prende sempre più corpo, concretizzandosi con il mancato rinnovo dei
contratti a termine e la non sostituzione del personale che andrà in
quiescenza. «Il prossimo anno scolastico - ha precisato la cigiellina Caterina
Treglia, responsabile del settore Precari - perderemo 1.200 unità in Friuli
Venezia Giulia nel settore del Pubblico impiego. Per quanto riguarda la scuola,
a Pordenone già dal prossimo settembre saranno tagliati 71 lavoratori nel
comparto Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) e un centinaio di docenti
nella scuola elementare e nella media. Ciò significa che molti dei supplenti in
attività ora dal prossimo settembre non avranno più un posto. Le file dei
precari pordenonesi (1.300, di cui 500 Ata e 800 insegnanti) sono destinate
insomma a crescere». Difficile invece fare una stima sulla partecipazione
odierna dei lavoratori alla manifestazione di Udine e, in particolare, allo
sciopero (intera giornata): «La gente ci chiede di continuare - ha
puntualizzato Franza - anche se il peso di una giornata di sciopero (circa 72
euro) si fa sentire. Questa comunque non sarà l'ultima azione di lotta che
porteremo avanti in quest'anno scolastico: aspettiamo il momento degli
organici. Le famiglie dei tre circoli didattici pordenonesi ci hanno scritto in
massa, evidenziando la necessità di un orario settimanale di 30 ore, il cui
conteggio consideri a parte il tempo per la mensa». Il Coordinamento precari
del Friuli Venezia Giulia, che su Yahoo ha creato un gruppo di confronto, aggiunge
un altro tassello all'intricato puzzle: «Non tutti i precari possono
permettersi di partecipare allo sciopero - spiega la presidente Giorgia Arena -
spesso viviamo fuori casa, abbiamo un contratto a termine con scarse
possibilità che venga rinnovato, figli a carico. L'incertezza determinata dalla
crisi completa il quadro». Comunque, le new entry sono continue: «Nel
Coordinamento regionale - puntualizza Treglia - sono entrati anche lavoratori
pordenonesi fino a poco tempo prima iscritti alla Cisl Scuola. D'altronde, noi
da sempre siamo in prima fila nella difesa dei precari che, a differenza degli
insegnanti di religione, non godono del beneficio della ricostruzione di
carriera. Gli altri, invece, ogni 4 anni, godono dello scatto di anzianità.
Sarà sempre la stessa storia, ma è pur sempre un'ingiustizia inspiegabile».
Alessandra Betto
( da "Panorama.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
- Cultura e societa -
http://blog.panorama.it/culturaesocieta - Scuola: ritratto della generazione
del
( da "Sestopotere.com"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Filippi (Fi-Pdl): ministro Gelmini;
inaccettabile azione insegnante Scandiano (18/3/2009 14:40) | (Sesto Potere) -
Scandiano - 18 marzo 2009 - “All?interno della scuola elementare “Rocca” di
Scandiano in provincia di Reggio Emilia, un insegnante della classe quinta
(sezione A), avrebbe mostrato agli studenti, e poi appeso in aula, un ritratto
raffigurante il ministro all?Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini con le orecchie da somaro”. Lo scrive Fabio Filippi
(fi-pdl) in una interpellanza alla Giunta, per sapere se la Regione intenda
denunciare agli organi competenti questo tipo di comportamenti e ammonire il
responsabile di queste azioni. Il consigliere, visto che gli insegnanti hanno
il diritto di promuovere o partecipare ad azioni di protesta contro la riforma Gelmini, ma nelle sedi preposte, quali ad esempio le
assemblee sindacali, e constatato che fare politica in classe, per giunta
coinvolgendo bambini frequentanti le scuole primarie, non può che essere
considerata un?azione inaccettabile, chiede alla Regione: un giudizio su questo
tipo di comportamenti da parte degli insegnanti (il consigliere ricorda che
“diversi sono stati i casi analoghi in provincia di Reggio Emilia”); se i
genitori siano stati informati dal Dirigente scolastico del comportamento
dell?insegnante di Scandiano; se intenda informare dell?accaduto l?Ufficio
Scolastico provinciale e quello regionale e, soprattutto, se intenda tutelare
studenti e genitori da queste azioni inaccettabili.
( da "ITnews.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Milano, 18 mar. (Adnkronos) - ''Con un 5 non si viene
ammessi all'esame, c'e' un maggior rigore nella valutazione dell'apprendimento
e c'e' serieta' nella valutazione dei comportamenti''. Cosi' il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini conferma che anche con un solo 5 i ragazzi non saranno ammessi
all'esame di maturita'''. Il ministro Gelmini ha partecipato oggi all'inaugurazione della 'Mediolanum
Corporate University'. Per la Gelmini ''queste due cose sono indispensabili per formare dei giovani
che in futuro dovranno essere dei cittadini consapevoli dei propri diritti ma
anche dei propri doveri''.
( da "Adnkronos"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA': GELMINI, RIPENSARE
LAUREA TRIENNALE CHE NON STA DANDO RISULTATI commenta 0 vota 0 tutte le notizie
di CRONACA ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 16:28
( da "Adnkronos"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Niente maturità con un solo cinque in pagella. Linea dura della Gelmini Il ministro dell'Istruzione: ''Non condividiamo l'egualitarismo
e il livellamento, figlio della cultura del '68, che c'è stato fino ad oggi.
Andiamo verso una scuola in cui ci siano responsabilità e merito'' . Scuola,
Cgil e 'Onda' tornano in piazza. Tafferugli a Roma. Epifani: "Va
riformata, non cancellata" commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA
ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 16:03
( da "Adnkronos"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA: GELMINI, CON UN 5 NON SI
VIENE AMMESSI ALLA MATURITA' NON CONDIDIAMO CULTURA EGUALITARISMO commenta 0
vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 14:43
( da "Sardegna
oggi" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
mercoledì, 18 marzo 2009 Scuola: in 2000 alla
manifestazione Cgil a Cagliari Oltre duemila lavoratori della scuola si sono
ritrovati a manifestazione con la Cgil a Cagliari. Con loro anche gli operai
dell'Eurallumina di Portovesme. Secondo la Cgil in Sardegna rischiano la
chiusura 225 autonomie scolastiche su 426, 300 edifici scolastici su 1.621
plessi e sarebbe a rischio il posto di lavoro, in molti casi precari, di oltre
1.500 tra docenti e personale tecnico amministrativo. -->CAGLIARI - Oltre
duemila lavoratori della scuola, fra docenti e personale tecnico-amministrativo
si sono ritrovati a Cagliari per una delle varie manifestazioni locali indette
dalla Flc-Cgil contro la riforma della scuola proposta dal
ministro Gelmini e dal
Governo Berlusconi, in vista della manifestazione nazionale prevista il possimo
4 aprile al Circo Massimo a Roma. Nel corteo, partito con circa un'ora di
ritardo da piazza Garibaldi, vi sono anche gli studenti e ricercatori
dell'Università e una delegazione dei lavoratori dell'Eurallumina di
Portovesme. In Sardegna, secondo la Cgil, la situazione della scuola è
ancora più grave con "la riduzione all'osso dei dati strutturali del
sistema scolastico in termini di personale e luoghi fisici di istruzione".
Secondo il segretario regionale della Flc-Cgil, Peppino Loddo, a rischio nel
prossimo triennio (sino al 2012) vi sarebbero circa 225 autonomie scolastiche
su 426 presenti in Sardegna, circa 300 edifici scolastici su 1.621 plessi. In
particolare - ha detto ancora Loddo - la situazione potrebbe peggiorare in
tutte le zone dell'interno dell'Isola e in particolare nel Nuorese, Oristanese,
parte dell'Iglesiente, Sarrabus e Marmilla, con un conseguente pendolarismo
degli alunni che inizierà sin dalla scuola dell'infanzia e elementare?. Secondo
gli ultimi dati in possesso della Cgil sarebbe, inoltre, previsto un taglio
nell'organico (si tratta soprattutto di precari non in ruolo) di oltre 1.500
fra docenti e personale Ata. -->
( da "ITnews.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Milano, 18 mar. - (Adnkronos) - E' necessario
"ripensare alla laurea triennale perche' non sta' dando grandi risultati".
Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento
all'inaugurazione della 'Mediolanum Corporate University'. Il ministro ha poi
spiegato che "l'universita' italiana ha estremo bisogno di un forte
ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto la riforma del
reclutamento".
( da "Stampaweb,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
BASIGLIO (MILANO) Il ministro dell?Istruzione, Maria
Stella Gelmini, che oggi a Basiglio è intervenuta
all?inaugurazione della Mediolanum Corporate University, ha confermato che con
un 5 gli studenti non potranno affrontare l?esame di Stato. «Non si viene ammessi»
ha spiegato. «C?è un maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti e c?è
severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti. Due cose
indispensabili per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri
diritti e dei propri doveri». Il ministro ha quindi precisato che anche questo
provvedimento è stato preso per formare una scuola «della responsabilità e del
merito». «L?egualitarismo e il livellamento che c?è stato fino ad oggi - ha
concluso la Gelmini - è frutto della cultura del ?68
che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro».
Il ministro ha poi criticato l'attuale organizzazione del sistema universitario
«è necessario ripensare la laurea triennale che non ha dato grandi risultati».
La Gelmini, che è intervenuta all?inaugurazione della
Mediolanum Corporate University, ha lodato l?università per la formazione di
manager finanziari di Mediolanum: «Qui - ha detto - vedo grande entusiasmo,
cosa che, purtroppo, non c?è nella Pubblica amministrazione e, soprattutto
nella scuola. Purtroppo nello Stato non c?è la capacità di valorizzare il
capitale umano». Secondo il ministro dell?Istruzione è uno degli esempi di
sinergia tra formazione e lavoro: «Alla crisi si risponde ripartendo dalla
scuola che deve saper formare gli studenti per affrontare il mondo produttivo.
Le aziende, però, devono attuare tutte le sinergie possibili e attivare stage
che consentano la formazione».
( da "Affari
Italiani (Online)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Economia Mediolanum/ Al via il primo campus italiano per
promotori finanziari Mercoledí 18.03.2009 20:31 Nasce Mediolanum Corporate
University: il primo campus in Italia per i promotori finanziari. Una nuova e
originale istituzione educativa con l'obiettivo di promuovere la conoscenza
della finanza in tutte le sue espressioni. L'Offerta formativa comprende 27
corsi d'aula e 32 corsi on-line, che saranno tenuti da 119 docenti. Tre le
principali aree di studio: comportamentale, tecnico-commerciale e
tecnico-normativo. A presentare l'iniziativa, questa mattina, nell'edificio
destinato ad accoglierla - situato all'interno di Milano 3 City a Basiglio,
alle porte del capoluogo lombardo - c'erano il presidente di Mediolanum, Ennio
Doris, il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, il Premio Nobel per la pace,
Lech Walesa, il presidente e l'amministratore delegato della nuova Universita',
Edoardo Lombardi e Oscar Di Montigny. Tutti, a vari titolo, hanno sottolineato
i valori che guideranno l'impresa: un'attivita' che parte dalla constatazione
dello scarso livello di formazione finanziaria rilevabile in Europe e
soprattutto in Italia, e che aspira a far divenire Mediolanum Corporate
University 'l'istituto di riferimento in Italia per quanto riguarda
l'educazione finanziaria', secondo un approccio formativo 'Lifelong learning',
che segue cioe' il discente in tutta la sua carriera attraverso corsi,
seminari, stage, momenti di autoformazione. 'Credo che un'azienda abbia il
dovere di preoccuparsi del benessere dei propri collaboratori', ha detto Ennio
Doris sottolineando che un investimento nella conoscenza sia per le aziende
estremamente produttivo sul lungo termine. Vogliamo essere una scuola di
formazione non solo per il lavoro ma anche una scuola di vita nella quale i
valori devono essere al primo posto', ha commentato Doris. tags: mediolanum
campus
( da "Virgilio
Notizie" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 18 mar. (Apcom) - Dopo il 'caldo' autunno di
manifestazioni e proteste, contro i tagli del governo all'istruzione e all'università e le riforme dei comparti volute dal ministro Gelmini, i movimenti e collettivi
studenteschi tornano a farsi sentire provocando tafferugli con le forze
dell'ordine: proprio nel giorno dello sciopero generale indetto dalla Flc-Cgil.
Gli scontri degli studenti dell'Onda con le forze dell'ordine, avvenuti a Roma
all'interno della città universitaria 'La Sapienza', a seguito
dell'applicazione del nuovo protocollo capitolino sulle manifestazioni che
impone ai manifestanti di procedere solo nelle zone autorizzate, hanno fatto
passare in secondo piano i cortei e i comizi (con il leader Epifani intervenuto
a Palermo) svolti in diverse città italiane. Nel più grande ateneo d'Europa la
tensione è salita dopo che gli studenti, anche delle superiori, hanno deciso di
muoversi in corteo, non autorizzato, per raggiungere il ministero
dell'Economia. "Avevamo lanciato un appuntamento per il corteo, poi
avremmo visto in base ai numeri se organizzare la manifestazione", è stata
la spiegazione di uno degli studenti partecipanti. Le forze dell'ordine hanno
così deciso di tollerare il corteo all'interno della città universitaria, ma
quando gli studenti hanno cercato di forzare i cordoni di accesso all'esterno
dell'ateneo sono iniziati gli scontri. "Ci hanno caricato e anche
abbastanza violentemente", hanno spiegato i componenti del collettivo
studentesco. Che hanno comunque risposto vibratamente lanciando agli agenti di
tutto, anche delle scarpe. Alla fine della mattinata una decina di ragazzi sono
rimasti lievemente feriti. L'Unione degli studenti ha duramente stigmatizzato
l'operato degli agenti "contro gli studenti presenti all'università della
Sapienza di Roma che chiedono solo di poter manifestare ed esprimere il loro
pensiero". Per l'Udu è evidente che ormai "siamo quindi in una fase
di 'formazione d'emergenza'". Secondo Luca De Zolt, portavoce della Rete
degli studenti, "dopo i fatti di Torino della settimana scorsa, l'episodio
di Roma alimenta i sospetti che ci sia il tentativo di creare un clima di
scontro per annullare la forza dell'opposizione sociale diffusa nel
Paese". Forti critiche per l'operato di polizia, carabinieri e guardia di
finanza sono giunte anche da diversi esponenti del mondo politico: il
segretario del Prc Paolo Ferrero ha parlato di "cariche sbagliate ed
ingiuste", mentre Paolo Cento, dei Verdi-Sinistra e Libertà, ha detto che
è sicuramente "inaccettabile quanto accaduto". Secondo Pierpaolo
Leonardi, coordinatore nazionale Cub, "se questo è l'effetto del
protocollo 'ammazza-cortei' siglato nei giorni scorsi, allora è evidente che
deve essere stracciato". La destra giovanile ha invece condannato la
scelta degli studenti di forzare i blocchi. "Raccoglieremo le firme in
tutta Italia - ha detto Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione
universitaria - per chiedere al Governo di varare un provvedimento per
allontanare dalle università tutti quelli che si caratterizzano per iniziative
politiche violente". Più pacata la posizione di Giuseppe Fioroni,
responsabile dipartimento educazione del Pd, secondo cui bisogna dire no ad
"ogni forma di violenza" ed evitare che le misure prese per garantire
la sicurezza diventino "occasione per inasprire il clima". (segue)
( da "Adnkronos"
del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, niente maturità con un solo