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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola" 18-3-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Una sfida Ratti-Guido per la carica di sindaco ( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordine cura e pulizia del paese, politiche per i giovani fatte dai giovani, assoluta tutela degli anziani e delle fasce deboli, difesa della scuola elementare dal decreto Gelmini, trasparenza e comunicazione con la popolazione». La lista sarebbe appoggiata da quella parte della maggioranza in disaccordo con Guido.

Sciopero nella scuola contro le misure anticrisi ( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lotta è stata indetta a livello nazionale dalla Cgil per contrastare «chi fa pagare la crisi a cittadini e lavoratori, a chi vuole indebolire la contrattazione, a chi scommette sull'ignoranza». A livello regionale la Flc-Cgil rileva nella scuola «uno stato di incertezza e preoccupazione per la mancanza di risposte della Regione sull'applicazione della legge di riforma "Gelmini"». \

L'Associazione Genitori chiede unità sulla scuola ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: reduce da molti incontri al ministero sulla riforma Gelmini: «Il clima - ha detto - è di grande incertezza. Si deve andare oltre l'emergenza, le semplificazione e la ricerca di colpevoli: gli enti che sul territorio si occupano di scuola devono trovare punti d'incontro. E' necessario investire sulla scuola che si deve aprire alla vita degli alunni».

"Sconti sulle rette anche negli asili cattolici" ( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 949 famiglie che hanno iscritto i loro pargoli nei nidi pubblici. In altre parole, le scuole private - quasi tutte confessionali, compresa quella della comunità ebraica - non riconoscono gli sconti della retta concessi invece dal pubblico secondo fasce di reddito Isee. «E sarebbe ora che lo facessero» ha esordito ieri il consigliere di Sinistra democratica,

A scuola solo al mattino ( da "Eco del Chisone" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le disposizioni dettate dal ministro Gelmini hanno infatti vietato i quarti d'ora eccedenti. Se però si spostasse l'uscita dalle 12,15 alle 12,30 e si facesse altrettanto per quelle pomeridiane, si causerebbe un problema di coincidenze alla società che gestisce i trasporti (Dossetto).

Blackberry Gelmini 8325, apparsa una nuova immagine ( da "Cellulari.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Blackberry Gelmini 8325, apparsa una nuova immagine mercoledì 18 marzo 2009 Sembra che il Blackberry Gelmini che abbiamo conosciuto lo scorso mese non si chiamerà ufficialmente Blackberry 9300, ma Blackberry 8325. Una immagine dal vivo del Gelmini 8325 é stata appena pubblicata sul sito internet BoysGeniusReport.

Vita dura per bidelli e insegnanti lodigiani: più di cento lavoratori in corteo a Milano ( da "Cittadino, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha chiesto al ministro Maria Stella Gelmini di non tagliare tanto nella nostra regione, perché la Lombardia ha sempre applicato tutte le finanziarie possibili immaginabili. Avevano detto che i tagli sarebbero stati soprattutto al nord e nel centro dell'Italia. Intanto però, oggi, la Cgil scende in piazza».

berlusconi, fiducia in calo recuperano i democratici ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in particolare, Gelmini (3). Perdono, invece, i responsabili di sei dicasteri: Tremonti (-2), Frattini (-2), Matteoli (-4), Bondi (-2), Fitto (-1). Gli altri otto sono fermi. All'ultimo posto c'è Elio Vito con un tasso di fiducia del 33%. I partiti. Il dato più evidente è la risalita (4 punti) del Pd.

La scuola media? Qui rischia di chiudere ( da "Arena, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: potrebbe non essere classificato come montano rientrando così nei tagli La riforma Gelmini continua a far discutere. Una nuova tegola sembra abbattersi sul municipio di San Zeno. Il Comune, classificato di montagna, sembrava ormai certo essere al riparo dalla scure governativa sui tagli alle scuole. Così si è sempre dichiarato anche il sindaco Adriano Peretti, che giusto 15 giorni fa,

Bidelli più preparati con un corso ad hoc ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sarà pure tema portante di un convegno a Verona in occasione di Pulire 2009, e di una tavola rotonda con il ministro Mariastella Gelmini, che potrà conoscere il "modello Brescia" della pulizia scolastica e i suoi possibili sviluppi. Si comincia a colmare un gap, dunque, che da anni vede l'Italia perdente in Europa sul fronte dell'agibilità e della pulizia degli edifici.

E oggi 4 ore di stop (anche in facoltà) ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accordo Gelmini-Formigoni per il trasferimento dei corsi di formazione professionale regionali (3 anni) alle scuole professionali statali (5 anni). «Poichè il Governo ha utilizzato le risorse destinate alla formazione professionale regionale per altre attività - dice Osvaldo Squassina consigliere regionale Movimento per la Sinistra -

Scuola, annullata la dispersione ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini e il governatore lombardo Roberto Formigoni pone le basi per la gestione unica dei due ordini di scuola . Accordo che Colosio accoglie con «soddisfazione», perché «mostrerà che a Brescia più che nelle altre province lombarde il rapporto tra formazione e istruzione professionale è consolidato, con quasi 4 mila studenti ben distribuiti a livello industriale e di servizi,

Rimborsi tardivi per i cantieri metrò ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dopo la riforma Gelmini, non sono più in grado di garantire. Lei che ne pensa? «Per i genitori bresciani la scuola andava bene com'era. E se è pur vero che il sistema italiano necessitasse di innovazioni per rimuovere sprechi e inefficienze, mi chiedo se questa riforma, che ha determinato solo tagli indistinti al corpo docente,

Al Don Milani non piace la riforma ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mobilitazione delle medie superiori contro la riforma Gelmini e per la difesa della scuola pubblica. Ieri mattina al cinema-teatro Gloria di Montichiari, gli studenti del «Don Milani» si sono riuniti in assemblea per decidere le iniziative nelle prossime settimane di autogestione. Uno dei quattro rappresentanti, Andrea Treccani Cioli, ha annunciato «corsi sullo sviluppo della creatività,

Valle, Candia, Zeme: niente 1a elementare ( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La legge Gelmini ha aumentato da 10 a 15 alunni la soglia minima per la prima elementare, che i tre plessi non riescono a raggiungere: fino al 28 febbraio scorso a Zeme si erano iscritti 13 bambini, a Valle 12 e a Candia 9. La soluzione per formare una classe di bimbi coetanei ci sarebbe.

Breme, solo 8 alunni nella pluriclasse ( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: era finita sotto i riflettori a causa dei costi eccessivi per alunno e poi per il rischio di chiusura per la legge Gelmini. Nella recente riunione alla direzione didattica di Valle Berzero è stato costretto ad ascoltare parole scomode per la sua comunità: per l'anno scolastico 2009-2010 la scuola elementare di Breme avrebbe solo otto alunni, iscrittisi fino al 28 febbraio scorso.

Ronde per difenderci E' una necessità ( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mi chiedo in quale misura questa scelta ottemperi alla legge Gelmini, legge che, anche se lascia a ogni scuola la libertà delle proprie scelte organizzative, stabilisce che la prima scelta deve essere data alle famiglie, nell'interesse dei loro figli. Chi è al centro dell'insegnamento elementare, i presidi, gli insegnanti o i bambini di sei anni che, secondo questo criterio,

istruzione a rischio la scuola resta sotto scacco tagli in vista per 500 docenti ( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la scure dei tagli dei decreti Gelmini rischia di lasciar senza lavoro quasi 700 persone nella nostra Provincia. La Cgil Scuola oggi in Veneto sciopera e manifesta a Padova, con una mobilitazione a livello regionale, per la difesa della scuola e contro il ritorno al maestro unico che produrrà una contrazione del tempo pieno ed una riduzione dell'offerta formativa,

tremila a padova contro il governo ( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: attesi oggi a Padova per dire no al maestro unico e al decreto Gelmini. La Cgil e il sindacato Gilda chiamano a raccolta oggi il mondo della scuola, dell'università, dei conservatori e delle accademie per lo sciopero regionale del settore della conoscenza. Partenza da piazza Garibaldi alle 9.30, poi il corteo arriverà in piazzale Pontecorvo per il comizio finale di Emilio Viafora,

Maestro unico: chiesta una sola classe su 600 ( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini; ma piuttosto che, laddove sono state presentate, non hanno raggiunto un numero sufficiente nemmeno a ipotizzare la costituzione di una classe. Dati da trattare con cautela D'altra parte, come testimoniano i dirigenti scolastici interessati, esistono scuole in cui il maestro unico e le 24 ore settimanali di scuola non hanno raccolto alcuna preferenza.

Diplomi regionali: pro e contro ( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: siglato nei giorni scorsi dal ministro Mariastella Gelmini e dal presidente della Regione, Roberto Formigoni. Dal prossimo anno 2009-2010 si sperimenterà l'unificazione del sistema nell'istruzione professionale statale, che a Brescia riguarda 22 istituti con circa 12.700 studenti, con l'istruzione e la formazione professionale regionale che nel nostro territorio sono 21 centri per 4.

Sì all'insegnante prevalente purché motivato e preparato ( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pare conoscere qualcuno che abbia accolto con entusiasmo la proposta del ministro Gelmini. Motivo? «Gli orari di lavoro», sospirano le madri, molte delle quali ormai occupate a tempo pieno. La soluzione del maestro unico, infatti, corrisponde a quella delle 24 ore di scuola settimanali, senza rientri pomeridiani. Ma non è tutto.

E contro i tagli oggi si sciopera ( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini nE oggi si sciopera. Si fermano i lavoratori della conoscenza. «Contro i tagli finanziari alla scuola e alla ricerca e a difesa dei posti di lavoro a rischio che sono quelli dei precari», ha detto ieri Marco Fenaroli, segretario della Cgil di Brescia, che nell'ambito della giornata di mobilitazione ha anche organizzato un volantinaggio in piazze e mercati di diverse zone

oggi lo sciopero della scuola cgil contro il ministro gelmini - morena trolese ( da "Mattino di Padova, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Oggi lo sciopero della scuola Cgil contro il ministro Gelmini LA PROTESTA Il corteo alle 9 fino a Pontecorvo MORENA TROLESE Oggi protestano i sindacati ma a fermarsi è anche la scuola. Questa mattina, alle 9, migliaia di insegnanti, dipendenti e genitori confluiranno a Padova da tutte le province del Veneto per ingrossare il corteo di protesta che, in massa,

scatta l'allarme razionalizzazione che potrebbe far sparire la scuola ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Da non trascurare neppure il benessere dei minori: ??Inoltre s'interromperebbe il percorso di educazione alla lettura attivato in collaborazione con la Biblioteca durante le lezioni.??, aggiunge il sindaco, che invoca una deroga ai parametri stabiliti dal decreto Gelmini. (mac)

Presto l'agenzia di valutazione ( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giornale di Brescia sezione:gdb università «Presto l'agenzia di valutazione» La promessa del ministro Gelmini: «Nessun contributo a pioggia» L'Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca «è in dirittura d'arrivo» e «entro pochissime settimane» sarà presentato il provvedimento che la ridisegna e il relativo regolamento.

oltre 2.500 iscrizioni alternative consegnate al provveditorato ( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2556 iscrizioni alternative contro la riforma Gelmini. è l'obiettivo raggiunto dal Comitato genitori insegnanti per la difesa della scuola pubblica. «Il 6 febbraio abbiamo lanciato la campagna iscrizioni chiedendo ai genitori di prendere attivamente posizione contro la riforma Gelmini - spiega il comitato - rifiutando i tagli orari, lo svilimento della scuola pubblica a parcheggio,

Raid squadrista a Roma Tre scattano le denunce ( da "Unita, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda di protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato «per il ritrovamento di armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire legalità nelle università ed evitare ogni violenza politica». Per il preside Guida si tratta di «fatti gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro.

SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del tipo Io da grande ru... ( da "Unita, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda di protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato «per il ritrovamento di armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire legalità nelle università ed evitare ogni violenza politica». Per il preside Guida si tratta di «fatti gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro.

Rampelli: <Occorre rivedere l'autonomia scolastica In troppi casi risulta essere vittima di vizi ideologici> ( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: promotore della risoluzione parlamentare indirizzata al ministro Gelmini per fissare un tetto alle iscrizioni di extracomunitari nelle scuole. Onorevole Rampelli, la media della popolazione scolastica straniera non è alta, eppure in tutte le città stanno nascendo scuole ghetto. Come mai? «Probabilmente è frutto di un'autonomia scolastica che ha creato tanti "stati" nello "stato".

I parlamentari del Pdl presenteranno una risoluzione al ministro per chiedere le quote del 30% a classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini ( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: appello alla Gelmini Emergenza A Roma, Milano, Firenze e Torino stanno nascendo istituti di soli stranieri A Milano e a Roma è già record con due scuole che superano il 90 per cento di alunni stranieri. Seguono Torino e Firenze, dove le percentuali di iscritti stranieri in alcuni istituti superano il 70 per cento.

Oggi rientrano nelle case due famiglie sfollate a Forno ( da "Stampa, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: VERBANIA Oggi rientrano nelle case due famiglie sfollate a Forno «Sciopero della conoscenza» contro la riforma Gelmini Verrà revocata oggi l'ordinanza di sgombero per due delle tre famiglie coinvolte dalla rovinosa frana che ha colpito Forno in Valle Strona. Il terzo nucleo familiare, quello di Giuseppina Tonoli, non potrà invece ancora rientrare nella casa danneggiata da un masso.

Aumento degli alunni per classe, scomparsa di compresenze e discipline, soppressione di molt... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: delle famiglie ha mostrato di gradire il modello Gelmini, che prevede meno insegnanti, meno discipline e meno ore di lezione. Epperò, nonostante questa eclatante bocciatura il Ministro dell'Istruzione in questi giorni ha impartito alle scuole disposizioni volte a definire gli organici per il prossimo anno scolastico con gli effetti devastanti richiamati".

Oggi sciopero generale della scuola, università, ricerca, conservatori, accademie e formazione ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: università, ricerca, conservatori, accademie e formazione professionale. Nelle Marche si terranno presidi in tutte le province dinnanzi alle sedi delle Prefetture: ad Ancona l'appuntamento è in piazza del Plebiscito ore 10. Lo sciopero è stato proclamato dalla Slc Cgil contro i tagli della riforma Gelmini.

Istruzione professionale: prima l'integrazione poi il doppio percorso ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accordo siglato lunedì dal ministro Mariastella Gelmini e dal governatore Roberto Formigoni, il sistema duale verrà accorpato sotto il Pirellone che fornirà il diploma regionale. Il tutto avverrà in due fasi: nel 2009-2010 sarà l'istruzione professionale statale a inglobare la regionale come possibilità in più, l'anno successivo, completata l'integrazione,

Marta Dalmaso, assessore provinciale all'istruzione, ha risposto ieri con una nota alle dichiarazioni sulla scuola trentina rilasciate dal ministro della Pubblica Istruzione, Maria ( da "Adige, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, domenica a Riva in occasione di in incontro politico del centrodestra Marta Dalmaso, assessore provinciale all'istruzione, ha risposto ieri con una nota alle dichiarazioni sulla scuola trentina rilasciate dal ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, domenica a Riva in occasione di in incontro politico del centrodestra.

Scuola e ateneo, sciopero ( da "Adige, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: provvedimenti dei ministri Renato Brunetta e Mariastella Gelmini e contro i tagli agli atenei del Belpaese, in Trentino saranno organizzati due diversi appuntamenti. Alle ore 9.30, nella sede della Cgil in via dei Muredei a Trento, la Flc organizza un'assemblea pubblica nella quale verrà presentato e discusso il disegno di legge, firmato dalla deputata del Pdl Valentina Aprea che,

A nessuno piace l'orario <corto> ( da "Nazione, La (Empoli)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: meglio conosciuto come Decreto Gelmini, dal nome del ministro della Pubblica istruzione che lo ha firmato. Il decreto, convertito, con modifiche, nella legge 169 del 30 ottobre 2008, introduce, tra le altre novità, il modello del maestro unico e delle differenti articolazioni dell'orario scolastico settimanale a 24, 27, 30 e 40 ore.

L'on. De Pasquale parla di scuola ( da "Nazione, La (Empoli)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: componente della commissione scuola della Camera, la protagonista dell'incontro in programma venerdì, alle 17, alla Fondazione I care di via 1 Settembre. L'on. De Pasquale parlerà della scuola con particolare riferimento alle molte novità introdotte dalla riforma Gelmini. All'incontro sono invitati docenti, genitori e studenti.

A Bergamo sembrano concentrati spezzoni di storie vere degli ultimi anni, dalla "scuola degli o... ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a quello di Don Gelmini. Una "pestilenza dell'anima e delle menti", un "bacillo" che incombe sul piccolo capoluogo lombardo. E a Bergamo è in gran parte ambientato l'ultimo romanzo di Antonio Scurati Il bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani, 295 pagine 18 euro) che esce oggi, di cui anticipiamo il prologo.

VALUTAZIONE DEL VOTO IN CONDOTTA NELLE SCUOLE SECONDARIE DI I E II GRADO ( da "marketpress.info" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Voto in condotta alle scuole medie Ii voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella. Scuola secondaria di Ii grado (scuola superiore) - Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe.

Bassi venga a spiegarci cosa ci aspetta con i tagli V i scriviamo mossi dalla preoccupazione circa il futuro dell'Università ( da "Adige, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che i tagli del ministro Gelmini non ci riguardassero, convinto che la qualità accademica e il virtuosismo economico del nostro Ateneo ci avrebbero premiato o quanto meno messo al riparo. Una posizione che poteva anche essere di buon senso, ispirata alla «realpolitik»: se non fosse che a guidare questo governo è una logica partitica,

Gelmini: meno esami e più crediti contro il flop del 3 2 ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi Gelmini: meno esami e più crediti contro il flop del 3+2 In arrivo il provvedimento per ridurre i fuori-corso e frenare gli sprechi. Un record italiano: 180.000 materie

ROMA - La Sapienza anticipa la riforma, molte delle novità previste sono già in atto. <... ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della Conferenza dei presidi di medicina ho chiesto ai ministri Gelmini e Sacconi di ridurre il numero delle lauree sanitarie. Non ci fermeremo, a tappe forzate raggiungeremo gli obiettivi prefissati, che sono merito e rigore». Può dire quali corsi sanitari verrebbero accorpati? «Ho proposto di scendere da 21 corsi a 15, si possono fare degli accorpamenti che rendono più razionale l'

ROMA - Mai più corsi di laurea con dieci immatricolati , attualmente ne abbi... ( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini presenterà presto un provvedimento che detterà norme rigorose per impedire gli sprechi. Saranno «impedite le duplicazioni di corsi inutili» e saranno eliminati quei corsi nati esclusivamente per ripartire cattedre e fondi o quelli nati per decentrare sedi senza avere i requisiti di funzionalità.

Gelmini bocciata, <sì> al tempo prolungato ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2 Gelmini bocciata, «sì» al tempo prolungato Nell'Altomilanese è quasi un plebiscito: il 95 per cento delle famiglie sceglie le quaranta ore SCUOLA LA PROPOSTA DEL MINISTRO DI RIDUZIONE DELL'ORARIO NON È STATA CONSIDERATA di LUCA BALZAROTTI e CRISTIANA MARIANI LEGNANO LE FAMIGLIE legnanesi hanno scelto il tempo prolungato.

La Legnano che studia si comporta bene Soltanto dieci <cinque in condotta> ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ALLE SUPERIORI LEGNANO RAPPRESENTA una delle novità introdotte dalla riforma Gelmini che fanno più paura agli studenti «irrequieti». Il famigerato «5 in condotta» sembra un vero e proprio spauracchio per molti allievi, anche se nella città del Carroccio sono in pochi ad aver visto la propria pagella di febbraio «macchiata» da una simile onta.

<Sono troppo piccoli, lasciamoli giocare> ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini - affinchè le famiglie italiane esprimessero la propria scelta in merito alla possibilità di far rimanere in classe 24, 27, 30 o 40 ore settimanali i bambini che nell'anno scolastico 2009-2010 frequenteranno la prima elementare - ha evidenziato una netta differenza fra i nuclei famigliari che fanno il loro «debutto»

IL MAESTRO unico? No grazie. La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dim... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dim... IL MAESTRO unico? No grazie. La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dimostrarlo sono i dati ufficiali sulle iscrizioni dei bambini riminesi per l'anno prossimo, al primo anno di scuola elementare, diffusi l'altro ieri dall'ufficio scolastico regionale.

di BRUNO DALLARI SCANDIANO UNO SCIOPERO, senza mandare i bamb... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, pubblica istruzione, con gli orecchi da asino. «Alcuni genitori scrive Fabio Filippini, candidato sindaco del Pdl a Scandiano - ci informano dell'esposizione dell'immagine all'ìnterno di una classe 5^. Il gesto credo sia, secondo buonsenso, intollerabile ed offensivo e dovrà essere chiarito dall'Ufficio scolastico provinciale che sollecitiamo ad intervenire con solerzia.

) SCUOLA La scelta degli orari lunghi' non è stata spont... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Noi comprendiamo che questi dirigenti scolastici siano contro la riforma Gelmini, ma non possiamo accettare che vogliano omologare i nostri figli alle loro idee. La scuola dovrebbe essere una officina di confronto, dove le idee di tutti favoriscano lo spirito critico, il confronto e la formazione del libero cittadino del domani.

Deputati Pdl: <Alle Filzi troppi stranieri, serve un tetto massimo> ( da "Nazione, La (Prato)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini di stabilire un tetto massimo alla presenza degli stranieri nelle classi. I parlamentari hanno annunciato la presentazione di una risoluzione in commissione cultura della Camera. «Il provvedimento hanno spiegato i deputati del Pdl si rende necessario per far fronte ad alcune situazioni paradossali per cui all'interno di una classe non c'

lo spettro dei tagli su 150 cattedre ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Abbiamo chiesto al ministro Gelmini la proroga annuale degli incarichi di supplenza 2008-2009, per tutelare i precari. I pensionamenti non copriranno i tagli in organico». Le indiscrezioni sulle assunzioni in ruolo, entro agosto 2009, parlano di 20 mila nomine da spartirsi tra insegnanti, ausiliari, amministrativi e tecnici Ata.

Studenti in piazza con i precari ( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Contro le politiche del ministro Gelmini e del governo in materia di istruzione e precariato». Difficile quindi prevedere quale incidenza avrà l'astesione degli insegnanti e dei non docenti sul funzionamento degli istituti milanesi. Sul fronte studentesco è inoltre da registrare l'adesione, a livello nazionale, dell'Uds, che a Milano però non raccoglie grandi adesioni.

CONCORDIA SCUOLA elementare senza bidelli. Perciò tutti gl... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma del ministro Gelmini, saranno così obbligate a lavorare senza gli alunni in classe. L'astensione contemporanea dal lavoro di tutti i bidelli, in servizio nel plesso scolastico di Concordia, ha obbligato la dirigente dell'istituto comprensivo dottoressa Milena Prandini ha decretare' nella scuola primaria Gasparini la sospensione delle lezioni per tutte le classi.

M ENSE a rischio, compresenze eliminate, <orari-... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e scoppia la «rivolta» contro i tagli della riforma Gelmini. Più di 460 adesioni sono state raccolte in poche settimane durante la raccolta di firme lanciata dai genitori degli alunni delle scuole elementari del circolo didattico di Belaso. Si sono unite a loro la scuola elementare di S. Stefano Magra e diversi plessi spezzini.

Raccolti 40mila euro per il premio dedicato a Marco Biagi ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: saranno presenti anche la vedova di Biagi Marina Orlandi e la direttrice della Fondazione Paola Reggiani Gelmini), sarà infatti il professor Michele Tiraboschi, colui che ha raccolto l'eredità di Biagi, a ricordare l'amico e collega. SUBITO dopo l'intervento, il direttore di Qn - Resto del Carlino Pierluigi Visci comunicherà i nomi dei vincitori e si procederà alla consegna del premio.

VIGNOLA EMOZIONANTE cerimonia dell'alzabandiera per gli alunni dell... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per relazionare su questo importante progetto ieri mattina una delegazione di docenti delle scuole vignolesi ha partecipato alla Camera dei Deputati a Roma al convegno Unità d'Italia, Costituzione repubblicana e bandiera nazionale' alla presenza dell'onorevole Schifani e del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Carla Tassi

La mappa dei rischi? Manca da tredici anni ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, promise maggiore prevenzione. Cosa è stato fatto da allora? Al ministero si mostrano soddisfatti. Gianni Bocchieri, capo della segreteria tecnica del ministro, anticipa: «Abbiamo completato il censimento dei dati strutturali degli edifici scolastici.

Il contagio collettivo del Male ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Antonio Scurati cita le scuole bresciane, s'ispira alla vicenda di don Gelmini, attinge all'inchiesta sulla materna di Rignano e a casi simili capitati in Francia, da smaliziato bricoleur, assembla materiali differenti ma, tiene a precisare: «La pedofilia è una metafora che mi serviva per raccontare gli effetti della politica della paura.

NEL MONDO della scuola si parla molto di studenti stranieri e di voto in condotta... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 13 NEL MONDO della scuola si parla molto di studenti stranieri e di voto in condotta... NEL MONDO della scuola si parla molto di studenti stranieri e di voto in condotta. "..la diversità è un valore, nella biologia come nella tecnologia o nel linguaggio. Pertanto va difesa", ha detto Vittorio Bo, il direttore del festival della scienza di Genova 2008;

<Delbono dal check up al check out> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 45 sarà in piazza Nettuno per la manifestazione di protesta contro la riforma Gelmini. Alle 17.30 al Savena, in via Faenza 4, ad un'iniziativa del Pd su scuola e infanzia. * Giorgio Guazzaloca, candidato civico. inizia il tour in centro alle 10 in via Dagnini e via degli Orti (partenza angolo Largo Lercaro-via Dagnini).

Gilda, oggi lo sciopero della scuola ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gilda degli insegnanti ha invitato tutti i docenti ad aderire allo sciopero della scuola proclamato per oggi con lo scopo di contestare i provvedimenti della riforma scolastica Gelmini che stanno mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. «I docenti più colpiti dalla riforma - si legge in una nota - saranno quelli della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado».

Scuole di frontiera: dopo la Pisacane il <caso Di Donato> ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che si appellano alla Gelmini. Ma la stessa situazione esplosiva si verifica anche in altre città: Milano, Torino, Prato. A svelare le cifre è stato ieri il deputato del Pdl, Fabio Rampelli, che insieme ai parlamentari Marco Marsilio, Paola Frassinetti, Agostino Ghiglia e Achille Totaro, ha illustrato che cosa succede nelle cosiddette «scuole di frontiera»

il padre-mostro fritzel ( da "Centro, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I provvedimenti Gelmini-Tremonti costano 160.000 posti di lavoro e cancellano ogni possibilità di stabilizzazione dei precari, revocando i loro diritti acquisiti negli anni, infliggendo un colpo ferale alla scuola statale. Maristella Curreli Presidente dei comitati insegnanti precari Piccoli ospedali vittime della malasanità Gentile direttore,

Scuole ghetto, appello alla Gelmini ( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: appello alla Gelmini A Roma, Milano, Firenze e Torino stanno nascendo istituti di soli stranieri. I parlamentari del Pdl presenteranno una risoluzione al ministro per chiedere le quote del 30% a classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini. A Milano e a Roma è già record con due scuole che superano il 90 per cento di alunni stranieri.

Viaggio nella base del Pdl: Lombardia ( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Timore che sospinge Mariastella Gelmini, sostenitrice di Romele, a (ri)mettere i paletti: «È un problema di proporzionalità, nel senso che in Lombardia vi è una forte presenza della Lega ma è anche forte quella del Pdl e al suo interno soprattutto di Fi. Pensare che venga penalizzata la componente del Pdl e comunque quella di Fi, credo sarebbe un danno per tutti»

SCIOPERO SCUOLA, SINISTRA E LIBERTÀ SOSTIENE IMPEGNO CGIL ( da "Basilicanet.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: incompetente ministro Gelmini, e lo sfruttamento del precariato ha raggiunto un livello insopportabile. Un bilancio fallimentare quello del governo Berlusconi su fronte della scuola. Giusta quindi la scelta della Cgil nel proclamare la giornata di lotta di domani: non c'è¨ futuro credibile per un Paese, non c'è¨ una via d'uscita dalla crisi,

Scuola: sciopero in tutta Italia, Epifani: troppe cose non vanno ( da "Reuters Italia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. Le manifestazioni di oggi sono state indette per "riavere le risorse tagliate dalla legge 133 dello scorso anno, (per riavere) dei contratti che non siano solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia del lavoro, il ritiro del disegno di legge (

Sciopero scuola: proteste in tutta Italia, Epifani a Palermo ( da "Reuters Italia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. Le manifestazioni di oggi sono state indette per "riavere le risorse tagliate dalla legge 133 dello scorso anno, (per riavere) dei contratti che non siano solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia del lavoro, il ritiro del disegno di legge (

Festival "Città impresa" La sfida alla crisi globale ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: politici ed economisti a confronto sui "talenti" del futuro Invitato il ministro Gelmini 18/03/2009 rss e-mail print La presentazione del Festival delle Città d'impresa: "Innovare per vincere la crisi" L'innovazione come strumento per aiutare ad uscire dalla crisi, puntando sulla formazione creativa dei talenti di domani.

e l'onda rilancia la sfida: oggi in piazza ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: autunno caldo delle mobilitazioni anti-Gelmini, gli studenti universitari si danno appuntamento questa mattina nel cortile dell´università La Sapienza per prendere parte allo sciopero di scuola e università indetto dalla Flc-Cgil. «Il protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei, firmato in questi giorni dal sindaco Alemanno e dal prefetto Pecoraro,

scuola, 5 mila tagli in sicilia la cgil in piazza con epifani ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Palermo Oggi la manifestazione contro le misure adottate dalla Gelmini Scuola, 5 mila tagli in Sicilia la Cgil in piazza con Epifani Oltre alla riduzione dei precari prevista anche quella del personale non docente L´anno prossimo nella scuola siciliana verranno meno 4.800 posti di docente precario, 1.600 per il personale Ata e 1.

maturità, è caos nelle superiori ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ci ripensi o sarà una strage" La novità è stata comunicata alle scuole venerdì scorso: da quest´anno basterà avere una sola insufficienza per non essere ammessi agli esami di maturità e agli esami di terza media. è la linea dura del ministero, che allarma presidi e famiglie, in una città in cui sette studenti su dieci hanno avuto almeno un cinque nel primo quadrimestre.

con un 5 in pagella niente maturità "alzeremo i voti o sarà una strage" - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
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Abstract: Facendo partire il regolamento in corso d´anno la Gelmini ha falsato i giochi - spiega Raffaele Ciuffreda, rappresentante dei presidi alla Camera del lavoro - se non tornerà sui suoi passi dovrà assumersi la responsabilità delle migliaia di ricorsi che sicuramente arriveranno ai tribunali amministrativi da parte dei bocciati».

un vertice al pirellone per il buco di 80 milioni ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Oggi sciopero della Cgil Dopo il no della Gelmini i dirigenti chiedono aiuto al Pirellone per pagare i supplenti Per sanare il buco di ottanta milioni nei bilanci delle scuole lombarde, la Cisl Scuola chiede aiuto al Pirellone. La richiesta del sindacato, che sarà formalizzata domani in un incontro con i vertici della Regione, è che l´ente faccia una fideiussione da 10 milioni,

dagli stadi al palazzo, sale l'onda nera - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alessandra Mussolini e Mariastella Gelmini» (all´epoca coordinatrice lombarda di Forza Italia). Ai legami cementati tra i nuovi "camerati" e la destra in doppiopetto si aggiungono gli intrecci, molto solidi, con i capi ultrà di Milan e Inter. Nelle gerarchie delle curve spiccano nomi di primo piano della destra radicale milanese.

l'onda occupa l'azienda diritto allo studio ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: messe a punto durante le proteste contro la riforma Gelmini. «Abbiamo potuto esporre tutto il nostro malessere di studenti in tempo di crisi - racconta Marco a nome del collettivo Cua - in particolare di fronte al costo sempre più alto dei libri di testo. Abbiamo chiesto che anche questa spesa venga messa tra quelle che l´azienda per il diritto allo studio può finanziare,

manifestazione contro la riforma della gelmini ( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bari Appuntamento in piazza del Ferrarese Manifestazione contro la riforma della Gelmini La conoscenza scende in piazza per dire no ai tagli imposti dai ministri Gelmini e Tremonti. Oggi alle 9,30 da piazza del Ferrarese a Bari partirà la manifestazione regionale indetta dalla Cgil in occasione dello sciopero generale di tutti i settori della conoscenza.

Scuola: sciopero in tutta Italia, scontri a La Sapienza ( da "Reuters Italia" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. CORTEI IN TUTTA ITALIA Alle manifestazioni e ai cortei di oggi -- organizzati a Torino, Milano, Padova, Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d'Italia -- hanno aderito anche partiti politici, movimenti studenteschi e nomi illustri della scienza.

La Cisl Scuola contro il ministro che accusa i presidi ( da "Corriere Di Como, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha rivolto lunedì ai dirigenti scolastici, rei, a suo avviso, di «fare politica» quando denunciano le difficoltà che incontrano a causa della riduzione di risorse finanziarie e di personale. «Alcuni dirigenti fanno davvero i salti mortali per far quadrare i conti - afferma Adria Bartolich, segretaria provinciale della Cisl Scuola -

Tutti in trincea per il <Gravina> ( da "Sicilia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche a Scordia per ribadire il nostro forte dissenso al progetto di smantellamento della scuola pubblica italiana perpetrato dal ministro Gelmini». LE FARMACIE DI TURNO CASTEL DI IUDICA: via Trieste, 1; GRAMMICHELE: piazza Dante, 13; MILITELLO: via Umberto, 41; MINEO: piazza Buglio, 32; MIRABELLA IMBACCARI: via Profeta, 2; PALAGONIA: via Umberto, 22; RAMACCA: piazza Umberto, 7;

Cattolici e laici uniti per il Pdl Ho partecipato nei giorni scorsi, con molti amici del... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Alfano, al sindaco di Roma Alemanno, per finire ai capigruppo alla Camera e Senato del Pdl Cicchitto e Gasparri. Al ministro Sacconi è toccato il compito di definire il Dna del futuro Popolo della Libertà, che sarà un partito laico e cristiano insieme, e che avrà come valore fondante la centralità della persona e come metodo quello della responsabilità.

Condotte esemplari nelle scuole veneziane Nessun 5 in pagella, presidi soddisfatti ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini anche e soprattutto per contrastare il fenomeno del bullismo, in città nessun istituto ha dovuto ricorrere all'insufficienza per valutare il comportamento dei ragazzi. Tutti alunni modello? Non necessariamente, anche perchè qualche 6 è stato dato, e forse nella maggior parte dei casi è prevalsa la prudenza verso un regolamento nuovo che deve essere ancora assimilato completamente

Appello al ministro per non eliminare le 30 ore ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A detta dei dirigenti scolastici, visti i tagli previsti dal ministro Gelmini, probabilmente le 30 ore diventerano 27. Abbiamo quindi chiesto agli organi istituzionali nazionali, regionali e provinciali che la scelta dei genitori (comunque prevista nelle diverse opzioni proposte dal ministero: 24, 27, 30 e 40 ore) sia garantita.

Scuola, i numeri dei tagli ai docenti ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha spiegato alla platea Carla Franza, segretaria provinciale della Flc Cgil - ma il ministro Gelmini avrebbe calcolato di immettere in ruolo a livello nazionale 20 mila lavoratori, di cui 12-13 mila docenti e 7-8 tra amministrativi, tecnici e ausiliari. Tra gli insegnanti, una buona fetta sarà riservata a quelli di sostegno (6 mila).

Scuola: ritratto della generazione del 5 in condotta ( da "Panorama.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo le norme introdotte dal ministro [2] Mariastella Gelmini. Messi tutti insieme, fanno la popolazione di una media città di provincia, come Belluno. Una città dei Franti del Ventunesimo secolo. Ma oggi non sono più i tempi del libro Cuore, dove appunto Franti "l'infame" svettava con le sue malefatte.

Filippi (Fi-Pdl): ministro Gelmini; inaccettabile azione insegnante Scandiano ( da "Sestopotere.com" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini; inaccettabile azione insegnante Scandiano (18/3/2009 14:40) | (Sesto Potere) - Scandiano - 18 marzo 2009 - “All?interno della scuola elementare “Rocca” di Scandiano in provincia di Reggio Emilia, un insegnante della classe quinta (sezione A), avrebbe mostrato agli studenti, e poi appeso in aula,

18/03/2009 14:43 SCUOLA: GELMINI, CON UN 5 NON SI VIENE AMMESSI ALLA MATURITA' ( da "ITnews.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini conferma che anche con un solo 5 i ragazzi non saranno ammessi all'esame di maturita'''. Il ministro Gelmini ha partecipato oggi all'inaugurazione della 'Mediolanum Corporate University'. Per la Gelmini ''queste due cose sono indispensabili per formare dei giovani che in futuro dovranno essere dei cittadini consapevoli dei propri diritti ma anche dei propri doveri'

UNIVERSITA': GELMINI, RIPENSARE LAUREA TRIENNALE CHE NON STA' DANDO RISULTATI ( da "Adnkronos" del 18-03-2009)
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Abstract: UNIVERSITA': GELMINI, RIPENSARE LAUREA TRIENNALE CHE NON STA DANDO RISULTATI commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 16:28

Niente maturità con un solo cinque in pagella. Linea dura della Gelmini ( da "Adnkronos" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Linea dura della Gelmini Il ministro dell'Istruzione: ''Non condividiamo l'egualitarismo e il livellamento, figlio della cultura del '68, che c'è stato fino ad oggi. Andiamo verso una scuola in cui ci siano responsabilità e merito'' . Scuola, Cgil e 'Onda' tornano in piazza.

SCUOLA: GELMINI, CON UN 5 NON SI VIENE AMMESSI ALLA MATURITA' ( da "Adnkronos" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA: GELMINI, CON UN 5 NON SI VIENE AMMESSI ALLA MATURITA' NON CONDIDIAMO CULTURA EGUALITARISMO commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 14:43

Scuola: in 2000 alla manifestazione Cgil a Cagliari ( da "Sardegna oggi" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cgil contro la riforma della scuola proposta dal ministro Gelmini e dal Governo Berlusconi, in vista della manifestazione nazionale prevista il possimo 4 aprile al Circo Massimo a Roma. Nel corteo, partito con circa un'ora di ritardo da piazza Garibaldi, vi sono anche gli studenti e ricercatori dell'Università e una delegazione dei lavoratori dell'Eurallumina di Portovesme.

UNIVERSITA': GELMINI, RIPENSARE LAUREA TRIENNALE CHE NON STA' DANDO RISULTATI ( da "ITnews.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento all'inaugurazione della 'Mediolanum Corporate University'. Il ministro ha poi spiegato che "l'universita' italiana ha estremo bisogno di un forte ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto la riforma del reclutamento".

Gelmini: "Con un 5 niente maturità" ( da "Stampaweb, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione, Maria Stella Gelmini, che oggi a Basiglio è intervenuta all?inaugurazione della Mediolanum Corporate University, ha confermato che con un 5 gli studenti non potranno affrontare l?esame di Stato. «Non si viene ammessi» ha spiegato. «C?è un maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti e c?

Maestri di finanza si diventa ( da "Affari Italiani (Online)" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, il Premio Nobel per la pace, Lech Walesa, il presidente e l'amministratore delegato della nuova Universita', Edoardo Lombardi e Oscar Di Montigny. Tutti, a vari titolo, hanno sottolineato i valori che guideranno l'impresa: un'attivita' che parte dalla constatazione dello scarso livello di formazione finanziaria rilevabile in Europe e soprattutto in Italia,

##Università/ Con lo sciopero Cgil rinasce l'Onda: scontri ( da "Virgilio Notizie" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: università e le riforme dei comparti volute dal ministro Gelmini, i movimenti e collettivi studenteschi tornano a farsi sentire provocando tafferugli con le forze dell'ordine: proprio nel giorno dello sciopero generale indetto dalla Flc-Cgil. Gli scontri degli studenti dell'Onda con le forze dell'ordine, avvenuti a Roma all'interno della città universitaria 'La Sapienza',

Scuola, niente maturità con un solo 5 in pagella. Linea dura della Gelmini: no all'egualitarismo ( da "Adnkronos" del 18-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Linea dura della Gelmini: no all'egualitarismo Il ministro dell'Istruzione: ''Non condividiamo il livellamento, figlio della cultura del '68, che c'è stato fino ad oggi. Andiamo verso una scuola in cui ci siano responsabilità e merito'' . Scuola, Cgil e 'Onda' tornano in piazza.


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Una sfida Ratti-Guido per la carica di sindaco (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-03-2009)

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BOSIO.PRONTA LA LISTA Una sfida Ratti-Guido per la carica di sindaco Abbandonata ogni ipotesi di candidatura alle elezioni con le dimissioni da vice sindaco di Maria Pia Grosso, a Bosio si fa il primo nome dell'avversario del primo cittadino Giuliano Guido, deciso a ripresentarsi al voto nonostante buona parte della sua maggioranza lo contestati. Viene dato per certo l'attuale consigliere di opposizione Marco Ratti, bosiese classe 1974, vigile a Novi. Una novità, visto che finora era indicato l'ex sindaco Stefano Persano. Il nome di Ratti sarebbe stato deciso in un incontro tenutosi lo scorso fine settimana tra i consiglieri di opposizione e i cittadini che faranno parte della futura lista, che ha già un nome, «Bosio nel cuore», e un logo depositato. E' stata resa nota anche una bozza di programma: tra i punti, «la copertura del territorio comunale con la banda larga di Internet, tagli alle spese inutili, diminuzione delle tasse locali, ordine cura e pulizia del paese, politiche per i giovani fatte dai giovani, assoluta tutela degli anziani e delle fasce deboli, difesa della scuola elementare dal decreto Gelmini, trasparenza e comunicazione con la popolazione». La lista sarebbe appoggiata da quella parte della maggioranza in disaccordo con Guido.

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Sciopero nella scuola contro le misure anticrisi (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

PROTESTA NAZIONALE Sciopero nella scuola contro le misure anticrisi Scioperano oggi i lavoratori della scuola negli istituti di ogni ordine e grado della Valle d'Aosta. La giornata di lotta è stata indetta a livello nazionale dalla Cgil per contrastare «chi fa pagare la crisi a cittadini e lavoratori, a chi vuole indebolire la contrattazione, a chi scommette sull'ignoranza». A livello regionale la Flc-Cgil rileva nella scuola «uno stato di incertezza e preoccupazione per la mancanza di risposte della Regione sull'applicazione della legge di riforma "Gelmini"». \

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L'Associazione Genitori chiede unità sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'Associazione Genitori chiede unità sulla scuola La parola d'ordine è collaborazione: affinché la scuola funzioni e sia veicolo di un'educazione migliore, occorre far sistema. E' il messaggio uscito dal secondo incontro organizzato dall'Associazione Genitori si è rivelato un momento di crescita e confronto, soprattutto per i numerosi ospiti presenti. E' stato il presidente provinciale Davide Pedrazzani ad aprire il convegno, passando poi la parola al presidente nazionale Davide Guarneri, reduce da molti incontri al ministero sulla riforma Gelmini: «Il clima - ha detto - è di grande incertezza. Si deve andare oltre l'emergenza, le semplificazione e la ricerca di colpevoli: gli enti che sul territorio si occupano di scuola devono trovare punti d'incontro. E' necessario investire sulla scuola che si deve aprire alla vita degli alunni». Sulla stessa lunghezza d'onda il provveditore Gianfranco Ghilardotti: «La scuola non è un mondo a sé, ma concorre all'attività sociale». L'onorevole Marco Carra: «Non è vero che i soldi non ci sono, per Alitalia sono stati trovati fior di milioni». La riforma lascia perplesso anche l'assessore Armando Federici Canova: «Sono dubbioso. A causa dei tagli, nella nostra provincia spariranno delle scuole. Ho visto piangere delle persone per questo». Infine Stefano Bondioli dei Giovani Industriali si è soffermato sul rapporto tra scuola e imprese: «La qualità scolastica può significare molto per l'impresa che si potrebbe ritrovare con ragazzi preparati senza ricorrere a corsi di formazione». (c.m.)

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"Sconti sulle rette anche negli asili cattolici" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

"Sconti sulle rette anche negli asili cattolici" Sono oltre 5 mila famiglie, mandano i loro bambini nelle 56 scuole dell'infanzia convenzionate con il Comune ma non godono delle agevolazioni concesse da Palazzo Civico alle 8.949 famiglie che hanno iscritto i loro pargoli nei nidi pubblici. In altre parole, le scuole private - quasi tutte confessionali, compresa quella della comunità ebraica - non riconoscono gli sconti della retta concessi invece dal pubblico secondo fasce di reddito Isee. «E sarebbe ora che lo facessero» ha esordito ieri il consigliere di Sinistra democratica, Marco Grimaldi, commentando l'illustrazione del bilancio dell'assessorato al Sistema educativo guidato da Saragnese (Rifondazione). «Abbiamo appreso che anche quest'anno - ha detto Grimaldi - le scuole aderenti alla Fism otterranno un contributo di 3,2 milioni. Perché non applicano anche loro gli sconti delle nostre scuole? Magari si potrebbero ipotizzare, perché no?, più fondi in cambio di più agevolazioni». «Beh, se ci fossero più fondi se ne potrebbe parlare - dice il presidente della Fism, Redi Sante Di Pol - ma incominciamo già male perché quei 3,2 milioni sono comunque 300 mila euro in meno dei 3,5 milioni che ci venivano dati nel 2006. La realtà è che già oggi le entrate delle scuole private sono insufficienti e non ci possiamo permettere agevolazioni di sorta. In ogni caso, non ignoriamo le difficoltà delle nostre famiglie e non sono poche quelle che pagano di meno o non versano del tutto la retta». Per la verità, Saragnese ha già tentato di introdurre qualche «diversificazione» nelle rette applicate dalle scuole Fism, ma con scarsi risultati. C'è riuscito indirizzando 50 mila euro dei fondi verso le 5 scuole che ospitano 8 bambini con handicap «e che quindi affrontano spese maggiori». Nulla da fare, invece, per aiutare gli istituti che erogano più delle 7 ore di servizio previsto dalla convenzione con il Comune. Così come non è stato possibile assegnare in modo mirato i 278 mila euro stanziati a fine anno dalla Regione per quelle scuole che hanno introdotto tariffe che tengono conto del bisogno economico: «Li abbiamo ripartiti come al solito, cioè in proporzione alle sezioni di ogni singolo istituto». «In ogni caso - spiega Saragnese - introdurre anche nei nidi privati le esenzioni Isee comporterebbe di ridiscutere tutti i criteri di assegnazione dei fondi». Fondi che, all'apparenza, sembrano una goccia nel mare dei 225 milioni che è quanto, a livello di bilancio aggregato, il Comune destina - stipendi del personale compresi - al sistema educativo. Dai 40 milioni per le mense, ai fondi per l'edilizia scolastica, ai trasporti, compresi i 500 mila euro per portare i disabili delle scuole superiori, una spesa che toccherebbe allo Stato. In ballo ci sono poi 1,5 milioni di tagli alla voce supplenti: «Ma la trattativa sindacale è in corso e non so se centreremo l'obiettivo» dice Saragnese che, ieri, è stato «rimandato» a un'altra seduta. Presentatosi senza uno schema delle sue entrate e uscite, è stato duramente contestato dal suo avversario principe, il consigliere del Pd, Gavino Olmeo: «Ogni anno la stessa storia - ha detto - vieni, ci illustri il tuo bilancio, e non ci dai un numero scritto o un raffronto con il passato. Come facciamo a comprendere come spendi i nostri soldi?».

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A scuola solo al mattino (sezione: Scuola)

( da "Eco del Chisone" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione del 18 marzo 2009Barge e la crisi, la ricetta Colombatto A scuola solo al mattino Tagli alla Pro loco e sui libri della Ginotta BARGE - Essere amministratori comunali in questo particolare momento storico ed economico non deve offrire molte soddisfazioni. Chiunque sedesse sulle alte poltrone di un paese sarebbe ricordato come amministratore dei tagli e degli aumenti. Non deve essere facile, per il sindaco Luca Colombatto, rivolgersi per esempio all'Istituto comprensivo per verificare se non sia possibile rivedere l'orario scolastico. Le disposizioni dettate dal ministro Gelmini hanno infatti vietato i quarti d'ora eccedenti. Se però si spostasse l'uscita dalle 12,15 alle 12,30 e si facesse altrettanto per quelle pomeridiane, si causerebbe un problema di coincidenze alla società che gestisce i trasporti (Dossetto). Ciò causerebbe un notevole aggravio di costi per il Comune. Quindi, Colombatto ha proposto di accorpare le ore scolastiche dalle 8 alle 13 di ogni giorno, sabato compreso. La maggior parte degli insegnanti sembra rifiutare questa possibilità, che elimina i due pomeriggi e il sabato festivo. Probabilmente anche i genitori non sarebbero d'accordo. D'altra parte, l'orario scolastico locale non lo decide il Comune ma, se la proposta del sindaco fosse accolta, il Comune stesso risparmierebbe sul pullmino e sulla mensa, di cui non ci sarebbe proprio più bisogno. Si ha anche notizia che saranno ridotti gli stanziamenti per l'acquisto di libri alla biblioteca comunale "M. Ginotta". Un altro taglio si sta facendo ai fondi destinati alla Pro loco. Pare che si tratti di 10.000 euro su 30.000 precedenti. Un bel colpetto, che l'associazione dovrà cercare di tamponare in qualche modo con donazioni private, se non vorrà ridimensionare i cartelloni delle manifestazioni. Un modo per far entrare denaro nelle casse comunali è, poi, quello di farsi pagare qualche affitto dall'Asl. Vi ricorrono già molti enti locali in giro per l'Italia e ce la farà anche il Comune di Barge, se il Servizio veterinario fosse davvero trasferito dalla Casa di riposo ai locali comunali del peso pubblico. Giorgio Di Francesco

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Blackberry Gelmini 8325, apparsa una nuova immagine (sezione: Scuola)

( da "Cellulari.it" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Blackberry Gelmini 8325, apparsa una nuova immagine mercoledì 18 marzo 2009 Sembra che il Blackberry Gelmini che abbiamo conosciuto lo scorso mese non si chiamerà ufficialmente Blackberry 9300, ma Blackberry 8325. Una immagine dal vivo del Gelmini 8325 é stata appena pubblicata sul sito internet BoysGeniusReport. In ognic aso, l'8325 sembra un mix tra il vecchio Curve 8300 e il nuovo Curve 8900. Oltre all'ovvia presenza di una tastiera full QWERTY, le funzionalità che il dispositivo dovrebbe integrare sono le seguenti: quadband GSM/GPRS/EDGE; schermo QVGA; Wi-FI; BlackBerry OS 5.0; Fotocamera da 2 megapixel. RIM non ha ancora rilasciato dettagli ufficiali sulla data di rilascio del Blackberry Gelmini, ma speriamo che non accada troppo tardi.

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Vita dura per bidelli e insegnanti lodigiani: più di cento lavoratori in corteo a Milano (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Vita dura per bidelli e insegnanti lodigiani: più di cento lavoratori in corteo a Milano n Oltre cento tra insegnanti e bidelli lodigiani incrociano le braccia. E parteciperanno, oggi, al corteo che partirà dai bastioni di porta Venezia a Milano. A proclamare lo sciopero è stata la Cgil e per i lodigiani l'appuntamento è fissato alle 7,30 alla stazione di Lodi. Motivo dell'adesione, l'ulteriore incremento dei tagli. «Ci avevano detto che per quanto riguarda gli Ata, cioè il personale tecnico amministrativo - spiega Lucia Peloso della Cgil scuola - i tagli nel territorio sarebbero stati 56: 38 collaboratori scolastici, 13 amministrativi, 4 assistenti tecnici e un cuoco. Ma la realtà è ancora più dura. Anche per quanto riguarda gli insegnanti delle elementari. Hanno detto che le 811 unità non dovrebbero essere tagliate, ma se tutti chiedono le 40 ore ne serviranno di più. Bisogna vedere cosa succede. I presidi, infatti, hanno incominciato a immettere i dati relativi al numero degli iscritti nel sistema informatico del ministero dell'Istruzione. Il programma calcola immediatamente il numero degli addetti assegnati in base alla normativa. Così facendo, i presidi hanno scoperto che la realtà è più pesante di quanto non si pensasse. Purtroppo però si avrà la consistenza esatta della riduzione solo a settembre quando ormai i lavoratori saranno fuori». Questo ulteriore taglio imprevisto, spiega Peloso, è determinato anche dall'incremento di alunni per classi previsto dalla legge 133. «Le classi non saranno più di 25 alunni, estendibili a 28, ma di 27 estendibili a 30 - spiega -. E se ci sono degli alunni diversamente abili in classe, le classi non saranno più di 20, ma di 25 alunni e i disabili ammessi saranno non 1, ma 3. Nei giorni scorsi il governatore lombardo, Roberto Formigoni, ha chiesto al ministro Maria Stella Gelmini di non tagliare tanto nella nostra regione, perché la Lombardia ha sempre applicato tutte le finanziarie possibili immaginabili. Avevano detto che i tagli sarebbero stati soprattutto al nord e nel centro dell'Italia. Intanto però, oggi, la Cgil scende in piazza».C. V.

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berlusconi, fiducia in calo recuperano i democratici (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Attualità Berlusconi, fiducia in calo Recuperano i democratici Il sondaggio ROMA. Altri tre punti in meno. Silvio Berlusconi raggiunge il suo minimo storico da quando è ritornato a Palazzo Chigi. Il sondaggio mensile sulla fiducia di Ipr Marketing per Repubblica.it dice che 52 cittadini su 100 hanno molta o abbastanza fiducia nel presidente del Consiglio, mentre 45 ne hanno poca o nessuna e tre sono senza opinione. Solo un mese fa, a febbraio la fiducia toccava il 55%. Perde altri due punti anche il governo. Il premier. Nel maggio 2008 (primo di dieci sondaggi) il premier toccava quota 53% di «fiduciosi». Poi, una marcia trionfale fino al 62% dello scorso ottobre. Da lì, sotto i colpi della crisi, Berlusconi ha visto «appannarsi» il suo carisma: 4 punti in meno a novembre, poi uno stop e altri sei punti perduti dall'inizio dell'anno. In dieci mesi, il premier ha perso un notevole gruzzolo di fiducia: 10 punti percentuali. I ministri. Come quasi sempre è accaduto in questi mesi, in testa alla lista dei ministri, c'è Roberto Maroni (Interni) con un tasso del 60% di fiduciosi. E Maroni è anche l'unico che tocca quota 60%. Lo seguono, Alfano (Giustizia) a quota 59%, Bossi e Sacconi a quota 57%. Oltre ai già citati, avanzano: Brunetta (2 punti), Scajola (1), Carfagna (2) e, in particolare, Gelmini (3). Perdono, invece, i responsabili di sei dicasteri: Tremonti (-2), Frattini (-2), Matteoli (-4), Bondi (-2), Fitto (-1). Gli altri otto sono fermi. All'ultimo posto c'è Elio Vito con un tasso di fiducia del 33%. I partiti. Il dato più evidente è la risalita (4 punti) del Pd. Evidente l'effetto Franceschini. I democratici restano ancora all'ultimo posto sotto quota 30 (29% di fiduciosi), ma tornano al livello di ottobre, a 9 punti dal loro massimo (38%) toccato a maggio. Fermi l'Udc (30%) e il Pdl (48%, lontano dai vertici del 54% di ottobre). Salgono la Lega Nord (33%, più tre punti) e l'Idv (di uno) a quota 41%. Periodo di effettuazione delle interviste: 13-14 marzo 2009; modalità di somministrazione questionari: interviste con l'ausilio del sistema telematico "Tempo Reale"; Campione: Panel 1.000 cittadini residenti in Italia, disaggregati per sesso, età ed area di residenza; Istituto fornitore: Ipr Marketing - Dipartimento Opinione (www.iprmarketing.it); Committente: Repubblica.it; Percentuale di rispondenti: 95%; direttore dell'Istituto: Antonio Noto.

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La scuola media? Qui rischia di chiudere (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 18 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 28 SAN ZENO. Il sindaco Peretti non ci sta ed è pronto a dare battaglia La scuola media? Qui rischia di chiudere Per 19 metri il Comune potrebbe non essere classificato come montano rientrando così nei tagli La riforma Gelmini continua a far discutere. Una nuova tegola sembra abbattersi sul municipio di San Zeno. Il Comune, classificato di montagna, sembrava ormai certo essere al riparo dalla scure governativa sui tagli alle scuole. Così si è sempre dichiarato anche il sindaco Adriano Peretti, che giusto 15 giorni fa, ha convocato un consigliio comunale con unico punto all'ordine del giorno: «riconoscimento di collocazione in Comune Montano per la scuola primaria e secondaria di San Zeno di Montagna». La classificazione di comune di montagna dovrebbe mettere al riparo la scuola media del paese dal rischio cancellazione per mancanza di numero sufficiente di alunni. La riforma infatti, concede ai comuni montani la possibilità di derogare ai 18 iscritti minimi per classe, portando il tetto a 10 alunni. Le scuole medie del capoluogo montano, sono frequentate da una quarantina di studenti, per questo il pericolo di sopressione sembrava scampato. Invece colpo di scena, il dirigente scolastico regionale del Veneto, Giovanni Pontara, ha spiegato nei giorni scorsi a "L'Arena", che l'interpretazione della legge 133 del 6 agosto 2008, non è di facile lettura e che in base a due documenti in possesso dell'ufficio scolastico, sono da considerare comuni di montagna soggetti alle deroghe, solo quelli che hanno l'edificio municipale a quota minima 600 metri. Il municipio di San Zeno, pare sia collocato a quota 581 e quindi per pochi metri, se sarà confermato questo criterio, rischia di non essere compreso nei comuni montani con possibilità di deroga. Un fulmine a ciel sereno per il sindaco, che si dice pronto in caso di necessità a fare ricorso amministrativo. Peretti spiega: «San Zeno è classificato comune di montagna dalla legge regionale 29 del 1992. Il regolamento della riforma Gelmini, parla di deroghe ai comuni di montagna e a noi non risulta ci siano altre interpretazioni. Non sappiamo se è stata emessa una circolare che corregge questo criterio e per questo incontrerò il dirigente scolastico provinciale per farmi spiegare meglio la questione. Certo che se è questo il criterio, ci batteremo fino all'ultimo facendo ricorso. A noi pare una cosa assurda prendere la quota del municipio. Allora io posso sempre spostare il municipio poco più avanti nel paese per arrivare a 600 metri. E poi dove la misuriamo la quota, al piano terra o all'ultimo piano? Mi sembra che il buon senso dovrebbe stabilire come quota, la media dell'altitudine del territorio comunale, che a San zeno si attesta sugli 800 metri». Il sindaco non vuole nemmeno pensare a una soppressione delle scuole nel suo paese, anche perché sono due mandati che l'amministrazione comunale sta lavorando all'importante progetto di costruzione dei nuovi edifici scolastici e dopo tanto lavoro, il momento della posa della prima pietra sembra essere arrivato. In questi giorni si è svolto il bando di gara per l'assegnazione dei lavori per la costruzione del nuovo edificio scolastico, con un investimento di 3 milioni di euro. A.S.  

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Bidelli più preparati con un corso ad hoc (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

cronaca pag. 7 Bidelli più preparati con un corso «ad hoc» I bidelli bresciani diventano professionisti delle pulizie. Oltre 400 collaboratori scolastici, provenienti da tutte le 160 scuole della provincia hanno frequentato due giornate di informazione / addestramento ai metodi della pulizia professionale. Hanno imparato a usare i prodotti giusti, a ottenere risultati migliori in termini di riduzione della fatica, tutela della salute propria e degli utenti e rispetto dell'ambiente. E' stato di grande successo, insomma, il primo corso di formazione riservato solamente al personale dell'Ata promosso e organizzato dall'Ufficio scolastico provinciale in collaborazione con Afed-Afidamp, la Federazione delle associazioni di filiera del settore pulizia professionale e igiene ambientale. E già si parla con orgoglio di «modello Brescia» che potrebbe essere esteso anche a tutta la scuola pubblica italiana. IL "MODELLO" si compone di un volume per i formatori, con relativo Cd, di una dispensa per i corsisti con informazioni tratte dal Vademecum della pulizia professionale realizzato da Afed, e da un testo dal taglio storico, scientifico e aneddotico intitolato "Pulire scuola", che riconosce e premia il valore e l'importanza sociale di un lavoro troppo spesso misconosciuto. "Pulire scuola" è firmato da Giulio Guizzi, "ambassador" di Afed-Afidamp e massimo esperto internazionale della storia del cleaning. E' stato presentato ieri in anteprima nella sede dell'Ufficio scolastico provinciale (Usp) di via Sant'Antonio, insieme ai risultati del corso, dal direttore Usp Giuseppe Colosio e dallo stesso Ghezzi, presenti la segretaria Afed Stefania Verrienti, la coordinatrice del corso Noemi Buggero, il direttore dei servizi generali amministrativi di scuola dell'Usp Sergio Tironi e altri. UN PO' TUTTI, per sottolineare che «il personale ausiliario "rischia l'emarginazione dalla socialità della scuola, eppure partecipa del progetto educativo», come dice Colosio", mentre Verrienti annuncia che "Pulire scuola" sarà pure tema portante di un convegno a Verona in occasione di Pulire 2009, e di una tavola rotonda con il ministro Mariastella Gelmini, che potrà conoscere il "modello Brescia" della pulizia scolastica e i suoi possibili sviluppi. Si comincia a colmare un gap, dunque, che da anni vede l'Italia perdente in Europa sul fronte dell'agibilità e della pulizia degli edifici. E ciò "ha a che fare - dice Colosio - con la stessa vita civile a scuola e con il modello di rispetto degli ambienti pubblici". MI.VA.

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E oggi 4 ore di stop (anche in facoltà) (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

LO SCIOPERO. Si ferma personale docente e non delle primarie, secondarie e università. E i delegati della Cgil volantinano ai mercati di città e provincia E oggi 4 ore di stop (anche in facoltà) di Carla Costa Uscire dalla crisi investendo sulla conoscenza: è questo il tema dello sciopero generale di oggi, proclamato da scuola e università per 4 ore. A Brescia la Cgil ha scelto di aderire attraverso un volantinaggio ai mercati di città e provincia. I delegati saranno presenti in piazza Repubblica dalle 9.30 alle 11.30 e all'ospedale Civile dalle 18.30 alle 20. In provincia, nella mattinata, saranno al mercato di Palazzolo e di Travagliato, in Valtrompia alla portineria della fabbrica G.S. e al comune Villa Carcina frazione Cailina. E poi ancora ai mercati di Gavardo, Gargnano, Manerbio, nelle scuole superiori e nei centri commerciali Le Vele e Il Leone. Nella scuola in provincia di Brescia, secondo i dati della Cgil, nei prossimi tre anni rischiano di saltare 750 dipendenti dell'area tecnico amministrativa ed altrettati tra il personale docente. E, sempre in provincia, l'80 percento dei genitori ha chiesto le 30 o le 40 ore per i propri figli che frequenteranno la scuola primaria. Le 24 ore proposte dal Governo sono state scelte da pochissime famiglie. SONO 47MILA i docenti che perderanno il posto di lavoro il prossimo anno, soprattutto precari pluriabilitati. I più colpiti saranno quelli della scuola primaria e secondaria di primo grado. Gli insegnanti chiedono la restituzione delle risorse tagliate alla scuola e l'immissione in ruolo dei precari, così come l'istituzione di un'area di contrattazione separata per gli insegnati che riconosca la loro funzione specifica. Si chiede anche il ritiro dei provvedimenti di Brunetta sulla malattia, il superamento della logica del fondo dell'istituzione scolastica e il trasferimento delle risorse economiche nello stipendio degli insegnanti. «Bisogna cercare di contrastare questa pioggia di provvedimenti che stanno portando la scuola pubblica al disastro - dice la Gilda degli insegnanti di Brescia -. Si deve ricostruire, ricreando l'unità sindacale raggiunta il 30 ottobre». Partecipa allo sciopero anche l'Associazione per la Sinistra Bresciana, che sottolinea: «Chiediamo il ripristino immediato delle risorse economoche tagliate, per maggiori investimenti nella formazione e nell'istruzione». Madre dell'attuale situazione, secondo la Cgil, è la Finanziaria del 2008: «La Statale - spiega Marco Fenaroli segretario generale Cgil Brescia - perderà 4 milioni e mezzo nella gestione del 2009 rispetto al 2008». Criticato anche l'accordo Gelmini-Formigoni per il trasferimento dei corsi di formazione professionale regionali (3 anni) alle scuole professionali statali (5 anni). «Poichè il Governo ha utilizzato le risorse destinate alla formazione professionale regionale per altre attività - dice Osvaldo Squassina consigliere regionale Movimento per la Sinistra - non è più in grado di coprire i costi, e così spunta questa intesa». Giudizio condiviso anche da Cisl Scuola Regionale e da Rifondazione Comunista, tutte aderenti al fermo.

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Scuola, annullata la dispersione (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

ISTRUZIONE. Solo 34 studenti bresciani non si sono ancora iscritti agli istituti superiori per il prossimo anno scolastico. Un risultato molto apprezzabile Scuola, annullata la dispersione di Mimmo Varone Brescia ha debellato la dispersione scolastica. I ragazzi di terza media che mancano all'appello dell'iscrizione alle scuole superiori per il prossimo anno sono solo 34. E il direttore dell'Ufficio scolastico provinciale (Usp) Giuseppe Colosio dice che si tratta «per lo più di stranieri tornati ai loro paesi d'origine». Il che equivale a dire che tutti o quasi si sono iscritti per assolvere l'obbligo scolastico di legge fino ai 16 anni. Per il 2009/10 saranno 12.032 gli studenti che frequenteranno le classi prime degli istituti superiori di Brescia e provincia. Avrebbero dovuto essere 12.066. Fino a qualche giorno fa i ritardatari erano 149, ma poi - spiega Colosio - gran parte di essi hanno perfezionato l'iscrizione. E ne attribuisce il merito al sistema bresciano della formazione e istruzione professionale. La prima raccoglie oltre 1.700 ragazzi e la seconda più di 2.100. Insieme fanno un esercito di quasi 3.900 studenti che «precede gli istituti tecnici e i licei», nota il direttore Usp. Ormai si è raggiunto un «rapporto molto equilibrato tra i vari ordini, dovuto alla saggezza delle famiglie ma anche all'aver fatto capire che pure l'istruzione e la formazione professionale offrono percorsi validi». Ed «è in questo modo - sottolinea -, che siamo riusciti ad avere tutti a scuola». Ora si compie un grande passo avanti. L'accordo firmato ieri tra il ministro Mariastella Gelmini e il governatore lombardo Roberto Formigoni pone le basi per la gestione unica dei due ordini di scuola . Accordo che Colosio accoglie con «soddisfazione», perché «mostrerà che a Brescia più che nelle altre province lombarde il rapporto tra formazione e istruzione professionale è consolidato, con quasi 4 mila studenti ben distribuiti a livello industriale e di servizi, su tutte le professioni che fanno l'imprenditoria, e con molti istituti professionali di Stato che ospitano corsi di formazione regionali». PER COMINCIARE subito, oggi al Lunardi ci sarà una conferenza dei servizi, che porrà le basi per gestire un settore che è il più grosso in tutta la Lombardia. Va da sé che per arrivare alla gestione unica ce ne vorrà. Colosio precisa che si passerà per una prima fase di adesione volontaria delle scuole, poi ci sarà il passaggio delle competenze da Stato a Regione e si affronterà lo spinoso problema del personale. In ogni caso, "non si può vincolare sempre tutto a questo problema - dice -, gli insegnanti dovranno adeguarsi, e alle dipendenze della Regione alla fine staranno anche meglio». Intanto, il primo obiettivo di cancellare la dispersione è centrato. Al riguardo, tuttavia, il direttore Usp ricorda che responsabili dell'adempimento del dovere d'istruzione sono i genitori, mentre alla vigilanza provvedono i comuni di residenza, i dirigenti scolastici che hanno ricevuto le richieste d'iscrizione, la Provincia attraverso i servizi per l'impiego, quanti assumono come apprendisti i ragazzi soggetti all'obbligo. Degli oltre 12 mila nuovi iscritti 363 provengono da province vicine, 10.343 sono italiani, il resto stranieri (oltre il 13 per cento). Oltre la metà ha condiviso l'orientamento scolastico, e la maggioranza è restata nell'ambito di residenza. Da Brescia e hinterland due andranno a studiare in Vallecamonica, ma ben 489 in Franciacorta-Sebino, 452 nella Bassa, 274 sul Garda e in Valsabbia, 602 in Valtrompia, 27 fuori provincia, 7 all'estero e 3.270 resteranno in città. Altrove ci si sposta meno. Dalla Valtrompia, ad esempio, 13 andranno sul Garda, 11 in città, uno nella Bassa.

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Rimborsi tardivi per i cantieri metrò (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

cronaca pag. 10 «Rimborsi tardivi per i cantieri metrò» Massimo Vavassori, 37 anni, agente di commercio di Cologne, legge Bresciaoggi al Caffè «Zero5» di via Valle e commenta le notizie del giorno. La maggior parte dei genitori bresciani continua a reclamare il tempo pieno per i figli iscritti alle elementari, oltre al rispetto del «patto formativo» e al mantenimento delle compresenze, dei moduli e dei laboratori didattici. Insomma, tutto ciò che le scuole, dopo la riforma Gelmini, non sono più in grado di garantire. Lei che ne pensa? «Per i genitori bresciani la scuola andava bene com'era. E se è pur vero che il sistema italiano necessitasse di innovazioni per rimuovere sprechi e inefficienze, mi chiedo se questa riforma, che ha determinato solo tagli indistinti al corpo docente, non corra il rischio di peggiorare le cose. Condivido quindi la posizione dei genitori che vogliono difendere il diritto fondamentale dei loro figli a una migliore istruzione». Il regolamento della Polizia urbano in discussione in Comune, fra le norme per la sicurezza e la convivenza civile, vieta nei parchi comunali pic nic, bivacchi e persino ogni forma di gioco con la palla. «Divieti di questo tipo non portano da nessuna parte. Non so quanto possa essere giusto vietare alle persone di cibarsi nei parchi. Ma bandire addirittura la possibilità di svolgere salutari attività di movimento mi sembra eccessivo, oltre che lontano da ogni finalità di sicurezza. La convivenza civile si può ottenere con l'educazione dei giovani e raccomandando agli stranieri elementari accorgimenti». Da Regione e Comune sono in arrivo 1,5 milioni di euro a favore di 150 esercizi commerciali del centro storico, penalizzati in questi anni dai cantieri del metrobus. «Sono misure lodevoli, ma tardive, vito che più attività sono state già pregiudicate in modo irrimediabile». TH.OR.

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Al Don Milani non piace la riforma (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

MONTICHIARI Al Don Milani non piace la riforma Passano i mesi, ma non si ferma in provincia la mobilitazione delle medie superiori contro la riforma Gelmini e per la difesa della scuola pubblica. Ieri mattina al cinema-teatro Gloria di Montichiari, gli studenti del «Don Milani» si sono riuniti in assemblea per decidere le iniziative nelle prossime settimane di autogestione. Uno dei quattro rappresentanti, Andrea Treccani Cioli, ha annunciato «corsi sullo sviluppo della creatività, sulla formazione di una coscienza critica, film e documentari per acquisire conoscenze più approfondite sulla realtà».F.M.

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Valle, Candia, Zeme: niente 1a elementare (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Valle, Candia, Zeme: niente 1ª elementare Iscrizioni, non è stato raggiunto il minimo di 15 alunni La direttrice: «Così per ora, aspettiamo dopo l'estate» VALLE LOMELLINA. Saltano le prime elementari a Valle, Candia e Zeme. A settembre nei tre Comuni che fanno capo all'istituto comprensivo Lasagna di Valle saranno istituite le pluriclassi a causa della mancanza di alunni sufficienti a formare una classe unica. La legge Gelmini ha aumentato da 10 a 15 alunni la soglia minima per la prima elementare, che i tre plessi non riescono a raggiungere: fino al 28 febbraio scorso a Zeme si erano iscritti 13 bambini, a Valle 12 e a Candia 9. La soluzione per formare una classe di bimbi coetanei ci sarebbe. «Permettere che i bambini si spostino dai paesi di residenza, in cui non è possibile istituire una prima classe, nel paese dove ha sede l'istituto, ma questa decisione deve essere presa dai sindaci in sintonia con il capo d'istituto», spiega Anna Angelici, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, l'ex provveditorato. Da parte sua Giovanna Vitale, dirigente reggente dell'istituto Lasagna e a capo dell'istituto Massazza di Mede, prende tempo. «I numeri sembrerebbero parlare da soli, ma credo che si debba attendere il passaggio dell'estate per capire come saranno formate le aule a settembre - spiega - . Per ora, sembra che a Valle, Candia e Zeme debbano essere formate le pluriclassi, considerato che non sussiste il numero minimo di alunni per la prima elementare, ma preferisco aspettare prima di esprimermi in modo definitivo». I numeri sembrano dare torto alle tre scuole elementari, che avevano affrontato l'inizio dell'anno scolastico 2008-2009 in modo disomogeneo. A Valle i bimbi erano cresciuti di un'unità (da 84 a 85), mentre a Candia e a Zeme si era registrato un calo notevole: rispettivamente da 90 a 75 e da 46 a 38 alunni. Ora l'esito delle iscrizioni, che si sono chiuse il 28 febbraio scorso, ha avuto un effetto dirompente. Il plesso principale, coordinato dal dirigente vicario Enrico Russi, registrerà la novità della pluriclasse formata da 12 bambini, tre in meno di quanto previsto dalla nuova normativa dettata dal ministero. Un bimbo in più a Zeme, mentre il risultato peggiore è quello di Candia. «Per noi non si tratta di una novità, poiché già l'anno scorso i bambini con sei anni d'età erano solamente otto e, di conseguenza, si era formata una pluriclasse - spiega il sindaco Carlo Brocca - . Noi possiamo affermare che questo sarà un anno di transizione perché già dal 2010-2011 torneremo ad avere 17 bambini in prima elementare». Da segnalare che i numeri di Brocca fanno riferimento ai tre Comuni (Candia, Cozzo e Langosco) consorziati per lo scuolabus: i bambini del quarto Comune, Breme, sono suddivisi fra Candia e Sartirana. Umberto De Agostino

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Breme, solo 8 alunni nella pluriclasse (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Breme, solo 8 alunni nella pluriclasse Dopo le polemiche dell'autunno scorso. Il sindaco: «Non si chiude» BREME. «In caso di soppressione della nostra scuola, chiederemo che i risparmi economici siano utilizzati dal ministero per garantire una significativa parte dei costi di trasporto degli alunni. Non vorremmo assistere a un declassamento delle piccole comunità e anche a una loro penalizzazione a livello finanziario». Il sindaco Francesco Berzero torna a difendere la sua pluriclasse, dopo che l'estate scorsa era finita sotto i riflettori a causa dei costi eccessivi per alunno e poi per il rischio di chiusura per la legge Gelmini. Nella recente riunione alla direzione didattica di Valle Berzero è stato costretto ad ascoltare parole scomode per la sua comunità: per l'anno scolastico 2009-2010 la scuola elementare di Breme avrebbe solo otto alunni, iscrittisi fino al 28 febbraio scorso. Si deve usare il condizionale perché, secondo le normative, il plesso potrebbe non riaprire più. Nemmeno i tre alunni di Breme che il mese scorso si sono iscritti a Sartirana potrebbero servire a ribaltare la situazione. «Ribadisco che il Comune farà tutto quanto in suo potere per mantenere aperta la scuola elementare: nel caso che dall'alto si decida diversamente, richiederemo una comunicazione scritta degli enti preposti con le relative motivazioni - aggiunge Berzero - . Comunque, è chiaro a tutti che, se si continua a parlare di tagli, anche chi ha intenzione di iscrivere i propri figli a Breme o in altre piccole comunità non è messo in condizione di prendere una serena decisione, ma si trova costretto ad adeguarsi». Il destino della scuola bremese è appeso a un filo: secondo la legge che porta il nome del ministro Gelmini le scuole elementari con meno di 5 alunni dovrebbero chiudere. Breme, da anni ormai, vede emigrare i bambini al di sotto dei dieci anni, le cui famiglie preferiscono i plessi più grandi e capienti di Sartirana o di Candia. Lo stesso Comune di Breme è componente, con Candia, Cozzo e Langosco, del consorzio per il trasporto scolastico. «E' una convenzione in atto da anni: il nostro Comune paga solamente per il numero di bambini che salgono sul pulmino di Candia, non si tratta di una spesa forfettaria - dice ancora il sindaco di Breme, Berzero, in carica dal maggio 2006 - . Per questo motivo, nel caso che la scuola elementare sarà soppressa, chiedo che il ministero contribuisca almeno per l'8 % alla spesa suppletiva che il nostro Comune dovrà sostenere all'interno della convenzione». Da segnalare che i tre bimbi di Breme iscritti a Sartirana possono usufruire dello scuolabus gratuito. (u.d.a.)

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Ronde per difenderci E' una necessità (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

IL CASO E LO SCONTRO Ronde per difenderci E' una necessità Le ronde fanno discutere, si alzano polemiche a non finire, quasi si grida al fascismo di ritorno, ognuno dice la sua, convinto di essere depositario dell'unica verità. Quasi le ronde fossero un'invenzione gratuita del pacifico popolo italico, che invece è stufo, è stressato psicologicamente e c'è da temere che quando un popolo è stufo e stressato tiri fuori la parte peggiore di se stesso. Ma non è colpa sua. Eh sì, non è certamente colpa del popolo se si inventano le ronde per difendersi, non è un piacere girare nelle ore notturne anziché starsene a casa propria al caldo, le ronde non sono altro che è una necessità, voluta e provocata dalla delinquenza montante. Si è cominciato in modo soft, furti, violenze, ora si arriva allo stupro delle nostre donne, alla guida ubriaca e assassina con fuga, all'arma-sempre-appresso. E la beffa suprema sono gli arresti domiciliari. Si ha la memoria corta in certe cose. Molti anni or sono alcuni emigrati italiani in Svizzera (eravamo negli anni sessanta e ne parlarono tutti i giornali d'Europa), una notte uccisero un cigno che nuotava tranquillo nel lago. Lo uccisero così... per stupidità e nemmeno per cibarsene per fame. Immediatamente la Svizzera classificò giustamente l'episodio come delinquenziale, chiuse le frontiere per un anno e gli immigrati italiani si trovarono isolati al punto che nei bar non veniva nemmeno servito più un semplice caffè. Chi ha l'età giusta ricorderà benissimo l'episodio, gli svizzeri istituirono le ronde anti-italiani, una vergogna per noi. E oggi si può dire: fecero benissimo gli svizzeri ad adottare misure così severe, non è così che si ringrazia un popolo per la sua ospitalità e per il lavoro offerto. Analogamente, durante la grande emigrazione in Usa ai primi del Novecento, a fianco delle nostre maestranze si svilupparono nuclei di malavitosi, estorsori, criminali, taglieggiatori, prima piano piano e poi in misura sempre montante sino ad arrivare ai clan di Al Capone e company. Davanti a questa iniziale criminalità, gli americani iniziarono ad armarsi, la polizia caricava, manganellava e sparava a tutto spiano quelle frange di immigrati italiani sbarcati a casa loro non per lavorare ma per delinquere. Rimanemmo male qui in Italia per questi biechi episodi e relativi trattamenti ma nessuno disse nulla, lo stesso Mussolini fece finta di non vedere, di non sapere. E oggi ancora si può dire: fu tutto regolare, un popolo si deve difendere per salvaguardare la parte sana dell'una e dell'altra parte. Purtroppo la malavita «Italy-Import» prese piede, costituì cosche e famiglie pericolose e oggi, dopo cento anni, l'America li ha ancora sulle scatole e non riesce a disfarsene. Bel risultato. Noi non ne parliamo mai, un po' per vergogna, un po' per esorcizzare la faccenda. Andremmo ora a parlare di tolleranza agli yankee? Non si creda a chi sbandiera la tolleranza gratuita. La tolleranza deve essere calibrata a misura di popolo. Abbiamo tollerato come se niente fosse gli occupanti del Palazzo che fecero finta di non vedere quando negli anni '90 la prima dozzina di clandestini occupò l'area Snia, poi si arrivò a due dozzine poi dieci, poi venti dozzine, fin che ne parlarono i giornali e telegiornali... e Pavia fece una pietosa figuraccia. Belle e vuote le parole di una certa frangia: il delinquente è «persona», lo stupratore è «persona», il clandestino è «persona» e poi l'accoglienza, la tolleranza, l'integrazione, sono parole che, personalmente, non mi convincono. I pizzaioli, i ristoratori di Little Italy hanno fatto dollari solo con le loro due mani e oggi sono proprietari di casa e bottega in Usa e così i gelatai del Cadore si sono arricchiti in marchi in Germania: questa è l'emigrazione che piace, onore al merito. GianCarlo Mainardi Pavia I rischi per il pedone Auto o moto in agguato Ho sentito in tv che a Milano è in corso un processo riguardante una ragazza investita e uccisa in strada da uno scooterista scriteriato. Il meccanismo dell'incidente mi inquieta in modo particolare perchè ho rischiato più di una volta di subirlo anch'io. Cerco di spiegarmi: si pensi a una rotatoria o a un incrocio privi di semaforo (ne esistono in Pavia). Ci sono però le strisce bianche ben visibili. Un pedone inizia la traversata dopo essersi accertato che nessuna macchina stia per sopraggiungere. Dopo qualche istante, diciamo a metà traversata, arriva una macchina che civilmente rallenta e si ferma. Senonchè, dietro a questa macchina, spunta un altro veicolo che, sorpassando a destra, non si accorge del pedone nascosto dalla macchina ferma e procede a velocità sostenuta. L'incidente è inevitabile a meno che il pedone abbia la prontezza di bloccarsi. Io, dopo alcuni spaventi, ho imparato a fermarmi a metà percorso per accertarmi che dietro alla macchina cortesemente ferma non ne stia sopraggiungendo un'altra non altrettanto cortese. Trovo il comportamento sopra descritto incivile. E' logico che, se un veicolo è fermo su una strada in prossimità delle strisce, un ostacolo in loco ci deve pur essere. Le scuole guida dovrebbero inserire il caso in argomento tra le regole da insegnare. Ai miei tempi non ricordo di averlo imparato, ma il buon senso e la civiltà dovrebbero bastare. Invece non bastano. E allora parliamone. Tilde Caranti Pavia Scuola e tempo pieno? Non c'erano altre scelte Ho letto sulla Provincia pavese del 7 marzo che la maggior parte delle famiglie dei nuovi iscritti alla prima classe elementare delle scuole di Pavia ha scelto il tempo pieno, ossia 40 ore settimanali. Quello che non ho letto è che le scuole non hanno dato possibilità di scegliere, perché nel modulo consegnato ai genitori non erano indicate le altre possibilità di orario alternative. Inoltre, nella riunione preliminare, open day, della scuola Carducci, il direttore didattico, dottoressa Bertuggia, ha chiaramente detto che nelle tre scuole del primo circolo da lei dirette non erano previste classi con meno di 40 ore. Se il modulo non fosse stato di gradimento delle famiglie, queste avrebbero potuto iscrivere i loro figli da qualche altra parte. Mi chiedo in quale misura questa scelta ottemperi alla legge Gelmini, legge che, anche se lascia a ogni scuola la libertà delle proprie scelte organizzative, stabilisce che la prima scelta deve essere data alle famiglie, nell'interesse dei loro figli. Chi è al centro dell'insegnamento elementare, i presidi, gli insegnanti o i bambini di sei anni che, secondo questo criterio, sono costretti a stare a scuola 8 ore al giorno, senza alcuna alternativa? Basterebbe inserire al mattino le materie obbligatorie e al pomeriggio le attività alternative per accontentare anche chi preferisce nel pomeriggio far studiare e giocare i bambini a casa. Lettera firmata Pavia Grazie per l'assistenza alla Fondazione Maugeri Vorrei esprimere tutta la gratitudine mia e di chi non lo può più fare, al personale tutto del reparto neuroriabilitazione della Fondazione Maugeri di Pavia. Un grazie grande per la loro professionalità, per il sorriso buono, a disposizione di tutti, specie nei momenti più difficili. Teresa Pampino Pavia Che interessi da pagare per la multa in ritardo Scrivo questa lettera per porre all'attenzione di tutti un fatto accaduto che a parer mio ha dell'abnorme, rispetto alla illiceità commessa. In data primo di ottobre venivo fermato alla guida della mia vettura dalla Polizia urbana del Comune di Zibido San Giacomo (Milano) e trovato con la revisione del veicolo scaduta in data 30/09/2008 (il giorno prima, sic!) e per tale motivo venivo multato con un'ammenda pari ad euro 148. Nell'occasione mi veniva ritirato anche il libretto di circolazione, fino a revisione effettuata, (avvenuta il giorno dopo). Per mia distrazione, pagavo la multa 24 giorni dopo la scadenza prescritta. Da parte della indicata Amministrazione mi viene recapitato in questi giorni l'avviso che, a causa del ritardo, devo pagare altri 149 euro, pena l'iscrizione a ruolo oltre le spese di procedimento. Questo il fatto. Mi siano consentite alcune pubbliche riflessioni. Lo Stato si sostituisce agli strozzini? Non vi è una norma che prevede di non superare certi tassi d'interessi, altrimenti si ipotizza il reato di strozzinaggio? Per 24 giorni di ritardato pagamento, certo per mia dimenticanza, siamo obbligati a pagare il doppio della pena, con interessi del cento per cento. Eppure se uno ritarda il pagamento del canone Rai per un mese, si trova solo un aggravio di pochi centesimi. Mi chiedo se non sia possibile equiparare il ritardo del pagamento delle ammende, con quel tipo di trattamento. Mi viene il sospetto che, pur di far pagare il canone e quindi vincere sulla concorrenza, si è disposti ad essere demagogici e non democratici. Sono queste le riforme che i cittadini si aspettano. C'è qualcuno che può dare delle risposte ai miei interrogativi? Ciro Troccoli Giussago Torre civica, il progetto di Pavia monumentale Ho letto sulla «Provincia» di domenica il servizio sulla Torre civica di Pavia. Sono molto stupito che, dopo vent'anni dal crollo, la città non sia ancora sufficientemente informata degli sforzi fino ad ora fatti dall'Associazione «Amici della Torre-Pavia monumentale», con oltre un centinaio di soci, per risolvere il problema del degrado dei resti del monumento e della piazza del Duomo. Esiste un progetto di ricostruzione parziale elaborato dagli architetti Fasani e Verbist sulla base di quanto proposto fin dal 1990 dal compianto arch. Stabile che è stato sottoposto recentemente all'attenzione della giunta Capitelli ed esposto nuovamente al Ministero dei Beni culturali con il gradimento di entrambi (già negli anni Novanta il progetto è arrivato con successo in Parlamento). Si tratta di un intervento che permetterebbe anche di ritrovare le bellissime fondazioni recuperando la sottostante strada romana, ridisegnando la piazza. Ma purtroppo mancano al momento i fondi e alle parole e non sono seguiti i fatti. Anche se oltre un migliaio di cittadini pavesi ha firmato il nostro appello per un immediato recupero del moncone, tutto è finora rimasto senza risposta e la colpa non è certo nostra ma delle istituzioni. Anche quest'anno, come puntualmente è sempre stato in ogni anniversario del crollo, abbiamo deposto la nostra corona e abbiamo ripetuto la nostra richiesta. Gianfranco E. De Paoli presidente di Pavia monumentale Torre, dopo 20 anni restano tante speranze Sono triste, ma con intramontabili speranze. Venni al mondo grazie alla perizia di costruttori innamorati della loro città, che le donarono un simbolo capace di sfidare i secoli. Vidi la città da prospettive ineguagliabili nel mio ergermi verso il cielo; nel corso degli anni quanti cittadini hanno goduto lo straordinario scenario salendo su su, sulle mie spalle! Ora, skyline, non sei più mia. Al profilo di Pavia un tributo inconfondibile portai, ma scomparvi di botto, bum! Veni, vidi... victa sum... E non tornerò? Giammai? La Torre Civica tramite Sandro Coda, Pavia La Torre vent'anni dopo Non bastano i discorsi E' giamò pasà vint'an / e la Tur la vèdam pÜ / sum nustalgich l'è al mè dan / da rivedl ummò na pÖdi pÜ. 'Na lacrima la spendi ogni an / quand as fà la cerimoni / fn 'n bel discurs cunvensiunal / e pÖ tÜt pas a la stori. A guardà 'n Piasa Picula / par da vèd 'n reperto d'archeologi / la cità 'nsì l'è diventà pÜsè picul / e 'ntant al Dom l'ha pèrs la cumpagni. La scÜs l'è propri bona / par rifudas da rifala sÜ / sustegnan cl'è 'n fals ca ston / o i preferisn cl'agh sia pÜ? Da bon pavés 'namurà dla so cità / ma soci ai munumental e gla do bon / suma stuf che tut-i rob devi ricurdà / preferisi la Tur rifat ancÄ si disan che 'n po' la ston. Dal rest par fa pulemic / disn mal anc dal Pont Veg / sum cunvint chi g'hn la ment stitic / e 'ntant l'acqua da Tsei l'agh fa da speg. Fuma 'n bèl ragiunament 'n «mens sana» / la cità la g'ha bisogn al so decoro / se no San Sir al sa dana / e nÖi la sustegnam 'n coro. Rino Zucca Pavia

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istruzione a rischio la scuola resta sotto scacco tagli in vista per 500 docenti (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Mitia Chiarin ISTRUZIONE A RISCHIO La scuola resta sotto scacco tagli in vista per 500 docenti Nel Veneziano 181 posti in meno tra i tecnici e gli amministrativi Sul fronte degli insegnanti la primaria perderà cento maestri MESTRE. Per assistenti amministrativi e tecnici, collaboratori scolastici, cuochi il taglio è già noto: 181 posti in meno il prossimo anno scolastico. Sul fronte degli insegnanti le cifre sono ancora incerte. Si parla di almeno 500 docenti in meno in provincia di Venezia, di cui oltre un centinaio solo nella scuola primaria. Cifre che rischiano di mettere in forse l'apertura delle scuole al pomeriggio e di non garantire le richieste di tempo pieno da parte delle famiglie, denuncia la Cgil, che assieme alla Gilda, sciopera oggi in Veneto contro il ritorno al maestro unico. Partecipa tutto il settore della conoscenza: università, ricerca, accademie e conservatori. Aderiscono anche la Rete degli studenti e i comitati di genitori ed insegnanti di Padova e Venezia. «Guarda quanti posti perde la tua provincia». La tabella pubblicata sul sito internet della Flc Cgil, spiega il segretario regionale Salvatore Mazza, è eloquente. In Provincia di Venezia per il personale Ata (assistenti amministrativi, tecnici, collaboratori scolasti, e altri profili,come i cuochi) il taglio previsto nel prossimo anno scolastico è di 181 unità. Andranno contati in meno 43 assistenti amministrativi, 17 assistenti tecnici e 120 collaboratori scolastici. L'elaborazione è stata realizzata stimando i tagli previsti da settembre 2009, pari al 6,2 per cento secondo le ultime indicazioni del Miur, sui diversi profili. Ma per avere la certezza si attende il decreto annuale sugli organici, spiegano dal sindacato. Per gli insegnanti i dati sono ancora più incerti, tanto che all'ultimo incontro di fine febbraio tra il dirigente scolastico regionale, la dottoressa Palumbo, e i sindacati, è scoppiata la polemica. Su 7 mila nuove iscrizioni di alunni e studenti previste da settembre in Veneto, la Palumbo aveva stimato un taglio di 2 mila insegnanti. Andrà peggio, denuncia Salvatore Mazza all'indomani dello sciopero regionale del settore scuola. «A livello nazionale si parla di 42 mila insegnanti in meno, a livello veneto la stima va da 3500 a 4 mila tagli al personale che spalmati sulle varie province producono una media stimabile di almeno 500 insegnanti in meno, di questi tra i 120 e i 130 sono concentrati nella scuola primaria - dice il segretario regionale della Flc Cgil - Nella scuola media a rischio sono le cattedre di Educazione tecnica e lingua italiana. Questa è la stima se i decreti saranno applicati alla lettera». Se sommiamo insegnanti e personale Ata, la scure dei tagli dei decreti Gelmini rischia di lasciar senza lavoro quasi 700 persone nella nostra Provincia. La Cgil Scuola oggi in Veneto sciopera e manifesta a Padova, con una mobilitazione a livello regionale, per la difesa della scuola e contro il ritorno al maestro unico che produrrà una contrazione del tempo pieno ed una riduzione dell'offerta formativa, spiega Mazza, che rischia di creare non poche difficoltà alle famiglie. Il tempo pieno, ad esempio, se subirà come previsto riduzioni rispetto alle sempre numerose richieste delle famiglie, creerà non poche difficoltà alle famiglie in cui marito e moglie lavorano e non sanno a chi affidare il pomeriggio il figlio o i figli. Ma nelle circolari è scritto anche che le vecchie scelte delle famiglie saranno riconfermate. Cosa succederà quindi? A dirlo saranno i regolamenti. «Gli effetti già si notano: in Provincia di Padova le scuole private hanno fatto il pieno di iscrizioni». Attese a Padova oggi almeno 3 mila persone, un centinaio almeno gli insegnanti veneziani che parteciperanno al corteo sindacale. Assieme ai docenti di ruolo protestano anche i precari della scuola, che oggi il 15% degli organici. «Ci si dimentica costantemente di loro - dicono dalla Cgil - ma qui servono ammortizzatori sociali a tutela dei precari della scuola». La battaglia di cifre sui possibili tagli al numero degli insegnanti in provincia di Venezia non permette di capire oggi cosa accadrà dal prossimo settembre. «I tagli al personale Ata rischiano di impedire l'apertura delle scuole in orario pomeridiano con una evidente sofferenza e il rischio di una forte contrazione del tempo pieno, che le famiglie continuano a richiedere molto - aggiunge Carlo Forte della Cgil di Venezia - oggi non sappiamo l'effetto dei tagli sugli organici ed è una situazione indecente che non permette di capire esattamente cosa ci dovremo aspettare. E' certo che le famiglie richiedono soprattutto le 30 e 40 ore, ovvero il tempo pieno e quello lungo rispetto alle 27 ore o alle 24, previste dal decreto ministeriale. Alle Superiori i rischi maggiori li corrono le cattedre di Latino e Italiano che rischiano di perdere quelle poche ore in più per le supplenze».

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tremila a padova contro il governo (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

IL CORTEO Tremila a Padova contro il governo MESTRE. In tremila sono attesi oggi a Padova per dire no al maestro unico e al decreto Gelmini. La Cgil e il sindacato Gilda chiamano a raccolta oggi il mondo della scuola, dell'università, dei conservatori e delle accademie per lo sciopero regionale del settore della conoscenza. Partenza da piazza Garibaldi alle 9.30, poi il corteo arriverà in piazzale Pontecorvo per il comizio finale di Emilio Viafora, segretario regionale della Cgil e gli interventi di Salvatore Mazza, Francesco Bortolotto, del Gilda Veneto e Romana Frattini (Cgil RicercaUniversità). Attesi 25 pullman organizzati nelle varie Province, ma molti arriveranno in treno. Un centinaio almeno dalla Provincia di Venezia. Allo sciopero hanno aderito il comitato precari, i comitati genitori-insegnanti di Venezia e Padova, la Rete degli studenti e Anffass.

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Maestro unico: chiesta una sola classe su 600 (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Scuola Verso il nuovo anno Maestro unico: chiesta una sola classe su 600 I numeri arrivati all'Ufficio scolastico provinciale vanno ancora elaborati ma parlano chiaro: anche a Brescia la novità delle 24 ore non è piaciuta Nella foto d'archivio, piccoli alunni a lezione... di poesia con una delle loro maestre in una scuola primaria bresciana Il dato conferma le anticipazioni, ma è lo stesso eclatante: su poco meno di 600 classi prime - per la precisione 594 - la cui formazione è stata proposta all'Ufficio scolastico provinciale dalle scuole primarie bresciane a seguito delle domande d'iscrizione all'anno scolastico 2009/2010, soltanto una svolgerebbe un orario settimanale di 24 ore con il maestro unico. Questo non significa che non ci siano state altre richieste per usufruire della novità introdotta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini; ma piuttosto che, laddove sono state presentate, non hanno raggiunto un numero sufficiente nemmeno a ipotizzare la costituzione di una classe. Dati da trattare con cautela D'altra parte, come testimoniano i dirigenti scolastici interessati, esistono scuole in cui il maestro unico e le 24 ore settimanali di scuola non hanno raccolto alcuna preferenza. Insomma: nel Bresciano le famiglie hanno scelto la tradizione - quella più recente, s'intende - proprio come nel resto d'Italia, dove, secondo la rivista «Tutto Scuola», la novità è stata apprezzata appena dal 3%. All'Usp di via Sant'Antonio, però, avvertono che i dati vanno trattati con cautela. Tanto per cominciare, non è detto che nel prossimo anno scolastico le classi prime delle scuole primarie bresciane saranno effettivamente 594; questo, infatti, è il numero che risulta dalla somma delle classi che le scuole formerebbero seguendo le indicazioni dei genitori, che quest'anno al momento dell'iscrizione si sono trovati di fronte quattro possibilità: oltre all'orario settimanale di 24 ore con maestro unico, quello di 27 ore con tre insegnanti ogni due classi (il cosiddetto «modulo»), quello di 30 ore pure con tre insegnanti ogni due classi e quello di 40 ore con due insegnanti, ovvero il tempo pieno. Si tratta a questo punto di eseguire una serie di verifiche, spiegano in via Sant'Antonio. Innanzitutto sul numero degli alunni inseriti nelle classi proposte: per regolamento, in assenza di situazioni di disabilità, può arrivare a 27. In secondo luogo bisogna valutare se l'aumento delle richieste di tempo pieno - significativo anche nel Bresciano, come già anticipato nei giorni scorsi su queste stesse pagine anche dal dirigente dell'Usp, Giuseppe Colosio - possa essere soddisfatto con soluzioni che utilizzino le risorse umane già disponibili. «La direttiva è di non superare la quantità di tempo pieno dell'anno scorso», riferiscono fonti dell'Ufficio scolastico provinciale. Del resto, osservano le stesse fonti, ci sono realtà nelle quali, tra mensa e rientri, si raggiunge comunque un tempo scuola di 40 ore settimanali a partire dalle 30. Che è poi quel che interessa alle famiglie: assicurarsi un orario scolastico il più possibile compatibile con la propria organizzazione. Così non è detto neppure che su 11.439 alunni iscritti alla classe prima della scuola primaria, 9.132 faranno il tempo normale e 2.307 il tempo pieno; anche questo dato, infatti, si riferisce a domande. Alle quali in via Sant'Antonio si sta cercando di dare risposte adeguate, si chiamino «tempo pieno» o no. Il «nodo» insegnanti Un lavoro tutt'altro che semplice, che necessita di un'attenta analisi «plesso per plesso» e un calcolo preciso dell'organico necessario per attivare l'offerta formativa richiesta. Peccato che, per quest'ultima operazione, manchi uno strumento fondamentale: il regolamento ministeriale che tutti gli anni l'Ufficio scolastico provinciale riceve all'inizio di febbraio, ma che quest'anno non si è ancora visto. «Il regolamento, contenuto in un decreto, dà le indicazioni su come dev'essere calcolato il numero degli insegnanti», precisano all'Usp. Come si procede, allora? «Non possiamo permetterci di aspettare, quindi stiamo lavorando su regolamenti tratti da siti non ufficiali, applicandoli ai dati che ci sono stati inviati dalle singole scuole». La speranza è di «starci dentro, quando la Direzione regionale ci assegnerà i posti». C'è quindi qualche preoccupazione, in via Sant'Antonio, dove però si sta anche constatando che l'eliminazione della compresenza dei docenti consentirà un «risparmio di insegnanti» tale da soddisfare presumibilmente tutte le richieste di tempo scuola avanzate dai genitori. Una nota positiva a proposito di un altro provvedimento che ha suscitato non poche proteste tra famiglie, addetti ai lavori e organizzazioni sindacali, con la previsione del venir meno di progetti d'integrazione, sostegno e arricchimento dell'attività curricolare, oltre che di posti di lavoro. Francesca Sandrini

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Diplomi regionali: pro e contro (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Diplomi regionali: pro e contro Le opinioni dell'assessore Mantelli e del consigliere Squassina «È una delle migliori risposte alla dispersione scolastica, alle richieste del mondo del lavoro e di una formazione personalizzata». Così si è espresso l'assessore provinciale alla Pubblica istruzione e formazione professionale Giampaolo Mantelli in merito all'accordo sul diploma regionale siglato nei giorni scorsi dal ministro Mariastella Gelmini e dal presidente della Regione, Roberto Formigoni. Dal prossimo anno 2009-2010 si sperimenterà l'unificazione del sistema nell'istruzione professionale statale, che a Brescia riguarda 22 istituti con circa 12.700 studenti, con l'istruzione e la formazione professionale regionale che nel nostro territorio sono 21 centri per 4.000 studenti. Due sono le fasi di attuazione dell'accordo: in un primo momento la formazione professionale regionale sarà offerta anche dagli istituti professionali statali in aggiunta ai loro tradizionali percorsi di istruzione. Quindi, successivamente, nella seconda fase, si attuerà un più stretto raccordo con la possibilità di avere per i primi 4 anni i percorsi d'istruzione e formazione professionale regionale e di attivare un quinto anno per ottenere il diploma di Stato. «Grazie a questo accordo e al diploma regionale la famiglia e gli alunni hanno l'opportunità di scegliere la strada che più ritengono adeguata. L'accordo siglato dal ministro Gelmini e dal presidente Formigoni infatti - ha evidenziato l'assessore Mantelli - garantisce la continuità e l'unitarietà dell'offerta di istruzione professionale. La sperimentazione poi consente di avviare forme innovative di organizzazione e gestione, valorizzando l'autonomia delle istituzioni scolastiche». Ecco anche perché l'assessore alla Pubblica istruzione della Provincia definisce l'accordo «strategico» e utile come «manovra anticrisi». «Sarà infatti possibile creare dei percorsi di formazione personalizzati sempre di più, per dare ai ragazzi l'opportunità di coltivare le proprie ambizioni e attitudini, raggiungere una formazione d'eccellenza che poi sarà al servizio delle imprese». Per Mantelli si tratta comunque del giusto coronamento del suo biennio alla guida dell'Assessorato. Di tutt'altro avviso Osvaldo Squassina, consigliere regionale del Movimento per la Sinistra, che parla di «proposta sciagurata», che «squalifica i docenti dal punto di vista professionale e le scuole dal punto di vista della qualità formativa, condanna i figli degli operai a ritornare praticamente all'avviamento professionale degli anni Sessanta e sottrae risorse allo sviluppo della scuola statale».

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Sì all'insegnante prevalente purché motivato e preparato (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia «Sì all'insegnante prevalente purché motivato e preparato» Trovare un genitore che abbia scelto il maestro unico sembra un'impresa. Nessuno, tra coloro che hanno i figli in età scolare, pare conoscere qualcuno che abbia accolto con entusiasmo la proposta del ministro Gelmini. Motivo? «Gli orari di lavoro», sospirano le madri, molte delle quali ormai occupate a tempo pieno. La soluzione del maestro unico, infatti, corrisponde a quella delle 24 ore di scuola settimanali, senza rientri pomeridiani. Ma non è tutto. Ci sono infatti genitori che, pur avendo un'organizzazione familiare che consentirebbe loro di iscrivere i figli a una scuola con orario anti-meridiano, si dichiarano contrari a quello che considerano «un ritorno al passato privo di senso» e anche «rischioso perché se si capita male...». A sostegno del maestro unico si schiera Paola, «casalinga realizzata e dai molti interessi», come lei stessa si definisce: «Per generazioni abbiamo avuto un solo insegnante e non mi sembra che uscissimo dalle Elementari meno preparati dei bambini di oggi. Anzi, "la maestra" è stata per molti una figura di riferimento fondamentale per tutta la vita. Certo la premessa è che il corpo docente dovrebbe essere motivato e all'altezza del delicatissimo compito che deve svolgere. E allora forse un discorso andrebbe fatto anche su formazione e reclutamento».

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E contro i tagli oggi si sciopera (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia E contro i tagli oggi si sciopera La Cgil: «Colpa della Finanziaria». Da domani la consultazione sull'accordo separato Il ministro bresciano dell'Istruzione Mariastella Gelmini nE oggi si sciopera. Si fermano i lavoratori della conoscenza. «Contro i tagli finanziari alla scuola e alla ricerca e a difesa dei posti di lavoro a rischio che sono quelli dei precari», ha detto ieri Marco Fenaroli, segretario della Cgil di Brescia, che nell'ambito della giornata di mobilitazione ha anche organizzato un volantinaggio in piazze e mercati di diverse zone della provincia (città, Palazzolo, Valtrompia, Garda e Manerbio) sui temi della crisi e della democrazia nei luoghi di lavoro. I temi, del resto, sono strettamente connessi: anche le condizioni nelle quali si trova la scuola, sottolinea Fenaroli, è «figlia della Finanziaria risalente al giugno scorso e non modificata a seguito dell'esplosione della crisi». Una crisi che, continua Fenaroli, «nelle prossime settimane espliciterà il peggio di sé» e rispetto alla quale la Cgil chiede «misure efficaci tra cui un sistema contrattuale che rivaluti il potere d'acquisto dei salari». Da qui la consultazione sull'accordo separato sul modello contrattuale: da domani fino al 26 marzo i seggi saranno aperti dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18 nelle sedi della Cgil di Brescia (in via Folonari 20, nella sala Lama), Gardone Vt (via Convento 52), Manerbio (via Marx 10/12), Rivoltella (via Durighello 1) e Palazzolo (vicolo Salnitro 2). Tornando allo sciopero di oggi, la Gilda chiama alla mobilitazione tutti gli insegnanti denunciando una «situazione gravissima», mentre la Cisl Scuola regionale si scaglia in un comunicato contro il ministro Gelmini: «Se vuole che le famiglie siano chiamate a pagare per il funzionamento della scuola, abbia il coraggio di dirlo e di andare in Parlamento e fare approvare una legge in tal senso. Altrimenti procuri i soldi strettamente necessari al buon funzionamento delle istituzioni scolastiche». Sostengono lo sciopero anche l'associazione «A Sinistra» di Brescia - «per l'immediato ripristino delle risorse economiche tagliate, per maggiori investimenti nella formazione e istruzione pubblica, per avere garanzie per la libertà di insegnamento...» - e la Federazione del Prc, che parla di «attacco alla Costituzione».

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oggi lo sciopero della scuola cgil contro il ministro gelmini - morena trolese (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 18 - Cronaca Oggi lo sciopero della scuola Cgil contro il ministro Gelmini LA PROTESTA Il corteo alle 9 fino a Pontecorvo MORENA TROLESE Oggi protestano i sindacati ma a fermarsi è anche la scuola. Questa mattina, alle 9, migliaia di insegnanti, dipendenti e genitori confluiranno a Padova da tutte le province del Veneto per ingrossare il corteo di protesta che, in massa, si opporrà ai tagli all'organico di docenti e personale ausiliario, tecnico e amministrativo attesi dal governo da un giorno all'altro. Nonché alla sospensione che sempre il ministro Gelmini prevede, invece, per il tempo lungo e il tempo pieno alle elementari. La circolare con il timbro del Ministero, agli uffici della Regione, deve ancora arrivare. A sopportare ore di inquietante attesa sono anche i provveditorati agli studi, cui spetterà gestire e ridistribuire «domanda» e «offerta» alla luce delle nuove esigenze. E' proprio questo il punto: tra i banchi e i corridoi della scuola pubblica, a regnare incontrastata è solo l'incertezza. Cattedre e sedie rischiano di volare all'aria. Alzando un polverone. Non solo metaforicamente: il grado di agitazione complessiva per un sistema scolastico che rischia di essere rivoluzionato aumenta. Nonostante i numeri relativi ai tagli debbano ancora essere comunicati, i sindacati stimano che a «livello regionale, a perdere il posto di lavoro saranno circa 3 mila insegnanti». Le cifre con cui «fare i conti» sono anche altre. IL PROVVEDITORE. Franco Venturella, provveditore agli Studi di Padova, denuncia: «Nella nostra provincia, stando alle domande di iscrizione giunte ai nostri uffici dalle scuole di ogni ordine e grado, il numero degli alunni aumenterà complessivamente di 1500 unità: gestire tale aumento con meno insegnanti a disposizione sarà difficile. Perciò - incalza il provveditore, che domattina sarà nel suo ufficio, pronto ad accogliere una delegazione di manifestanti - ci auguriamo che le pressioni mosse al governo siano fruttuose e tempestive. Dopo le promesse, dal ministero vogliamo ora una risposta chiara. La mia perplessità è un'altra: la maggioranza delle famiglie richiede che il tempo pieno non venga cancellato. I genitori, tra le 30 o le 40 ore settimanali di lezione per i loro figli, hanno scelto la seconda possibilità». L'ASSESSORE. «In Veneto, per mantenere il tempo lungo - spiega l'assessore comunale alle politiche scolastiche Claudio Piron - servono 600 docenti. Che, tradotti in denaro, costituiscono in totale 25 milioni di euro: è questo il gruzzolo che il governo vorrebbe risparmiare grazie ai tagli». «A livello regionale - prosegue Piron - a usufruire e voler mantenere il tempo lungo sono 30 mila famiglie, e 3 mila di queste sono a Padova. Credo che la Gelmini si stia rendendo conto di aver fatto una grande cavolata e che questa trepidante attesa nasconda in realtà l'annuncio di un imminente dietro-front», critica l'assessore, oggi sceso a Napoli insieme a 100 ragazzi per la giornata nazionale contro le mafie. IL COMITATO. Il Comitato genitori-insegnanti per la scuola pubblica oggi sarà il gruppo «ausiliario» più numeroso. Per loro, il ritrovo è alle 9 in piazza Eremitani. «Abbiamo raccolto 20 mila firme in tutto il Veneto - dicono - e considerando che il mondo della scuola conta 25 mila persone allora due conti si fanno da sé. Eppure, noi difendiamo la scuola pubblica in toto, non solo quella veneta». IL CORTEO. La Cgil veneta ha scelto Padova per la manifestazione veneta. Il corteo partirà alle 9,30 da piazza Garibaldi e terminerà in piazzale Pontecorvo dove si trovano gli uffici del Provveditorato agli Studi. I comizi finali saranno tenuti dal segretario regionale della Cgil del Veneto, Emilio Viafora, dal segretario della Flc Totò Mazza e dal segretario veneto della Gilda, Francesco Bortolotto. Sono previsti interventi anche di un supplente e di uno studente universitario. In corteo ci saranno anche i rappresentanti del Comitato genitori di Venezia e dell'Anfass regionale.

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scatta l'allarme razionalizzazione che potrebbe far sparire la scuola (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

AIDOMAGGIORE Scatta l'allarme razionalizzazione che potrebbe far sparire la scuola AIDOMAGGIORE. Torna a scattare l'allarme scuola nel versante orientale dell'Oristanese. Dopo i casi di Nughedu Santa Vittoria e Ula Tirso, dove è stato possibile conservare i presidi delle scuole dell'infanzia solo per effetto dell'energica resistenza delle istituzioni locali, presagi di un avvenire incerto per il comparto scuola giungono ora da Aidomaggiore. A paventare l'ipotesi dello smantellamento di uno degli ultimi due baluardi dell'istruzione rimasti in paese, è il sindaco, Mariano Salaris, che appellandosi a tutti gli organi politici e scolastici competenti a livello regionale, provinciale e territoriale, chiede di intervenire in soccorso della scuola primaria. Le preoccupazioni del primo cittadino derivano dalla consapevolezza che una rigorosa applicazione della riforma varata dal governo nazionale penalizzerà il presidio delle Elementari, nel quale presto non saranno più garantiti i parametri minimi relativi al numero degli iscritti. In base ai computi fatti, da settembre gli alunni saranno soltanto dieci, dunque insufficienti a garantire l'attività didattica in loco: ??La cessazione del servizio avrebbe un impatto negativo sui bambini, sui genitori e sull' intera comunità.??, rimarca Mariano Salaris in una lettera indirizzata alla Regione, all'Anci, al Provveditorato, alla Provincia e all'Istituto comprensivo di Abbasanta. Il sindaco esorta a non sottovalutare gli effetti collaterali del provvedimento, a cominciare dal nuovo input che lo sradicamento di un altro servizio essenziale darebbe allo spopolamento. Da non trascurare neppure il benessere dei minori: ??Inoltre s'interromperebbe il percorso di educazione alla lettura attivato in collaborazione con la Biblioteca durante le lezioni.??, aggiunge il sindaco, che invoca una deroga ai parametri stabiliti dal decreto Gelmini. (mac)

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Presto l'agenzia di valutazione (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 18/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:gdb università «Presto l'agenzia di valutazione» La promessa del ministro Gelmini: «Nessun contributo a pioggia» L'Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca «è in dirittura d'arrivo» e «entro pochissime settimane» sarà presentato il provvedimento che la ridisegna e il relativo regolamento. Lo ha assicurato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, in occasione del convengo «Concorrenza e merito nelle università» svoltosi nella sede dell'Antitrust. «Abbiamo proceduto a modificare l'Anvur, l'agenzia pensata dal precedente ministro Mussi. Pur condividendo la necessità di introdurre un unico organismo per la valutazione di università e ricerca, riteniamo - ha detto - che questa agenzia debba ragionare in termini di obiettivi valutando i risultati e non burocratizzare i processi». Altro provvedimento prossimo al traguardo è quello relativo ai concorsi. «Verrà fatto nel giro di una settimana» ha detto la Gelmini spiegando che il Ministero ha già avuto il parere dell'Avvocatura dello Stato. Anche sui criteri per la ripartizione tra le varie università del 7 per cento di risorse legato al merito il dicastero dell'Istruzione è pronto: «saranno grati alcuni atenei altri no. Abbiamo fatto un lavoro proficuo con la Crui, recependo alcune loro richieste, e apprezzato anche le proposte dei rettori Aquis. Ma terremo la barra dritta sul merito non sulla distribuzione delle risorse a pioggia», ha concluso il ministro Gelmini.

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oltre 2.500 iscrizioni alternative consegnate al provveditorato (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pisa Oltre 2.500 iscrizioni alternative consegnate al provveditorato PISA. 2556 iscrizioni alternative contro la riforma Gelmini. è l'obiettivo raggiunto dal Comitato genitori insegnanti per la difesa della scuola pubblica. «Il 6 febbraio abbiamo lanciato la campagna iscrizioni chiedendo ai genitori di prendere attivamente posizione contro la riforma Gelmini - spiega il comitato - rifiutando i tagli orari, lo svilimento della scuola pubblica a parcheggio, la degradazione della didattica ad attività opzionale, la cancellazione delle compresenze. Se le iscrizioni ufficiali hanno confermato quanto basso sia l'indice di gradimento della cosiddetta riforma, bocciata dal 90% delle famiglie, le iscrizioni alternative hanno chiesto ai genitori, sia delle future prime, sia degli alunni già frequentanti, di confermare la scelta di una scuola di qualità: scegliere cioè non un tempo scuola più o meno lungo, ma un modello didattico, modulo o tempo pieno, caratterizzato dalla specializzazione docente, dalle compresenze, dalle attività laboratoriali, dall'attenzione ai tempi e ai modi dell'apprendimento, dal lavoro per piccolo gruppo. Tutto quello che, in nome del risparmio, il ministro Gelmini vuole cancellare». «Le iscrizioni alternative - afferma il comitato - hanno coinvolto i genitori, li hanno invitati a prendere posizione, a riflettere sulla drammaticità dei tagli che stanno per abbattersi sulla scuola dei loro figli: 2556 risposte ci sembrano un risultato degno di nota, che ha coinvolto interi plessi e talvolta interi istituti comprensivi». Ieri lo scatolone con 2556 firme è stato consegnato all'Ufficio scolastico provinciale. Sabato prossimo una delegazione consegnerà al Miur centinaia di scatoloni, giovedì 26 idem all'Ufficio scolastico regionale.

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Raid squadrista a Roma Tre scattano le denunce (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Raid squadrista a Roma Tre scattano le denunce MASSIMILIANO DI DIO SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del tipo «Io da grande ruberò in metropolitana» e soprattutto manifesti con celtiche, svastiche, inneggianti a Hitler. In uno si legge «Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer». Un amarcord dell'estrema destra ma anche qualcosa di più: due o tre catene e qualche bastone scoperti dai ragazzi dei Collettivi dopo aver forzato ieri mattina l'armadietto. È un nuovo choc per Roma Tre, dopo l'aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda di protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato «per il ritrovamento di armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire legalità nelle università ed evitare ogni violenza politica». Per il preside Guida si tratta di «fatti gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro. «Se è vero - dice in imbarazzo per la notizia di armi nel suo ateneo - qualcuno dovrà risponderne». In ballo espulsioni, sospensioni e censura. Ma avverte: «L'università deve restare uno spazio di libertà e confronto. Non può essere un bunker, la polizia viene solo se chiamata dal Rettore». Certo la tensione cresce. Ieri pomeriggio, nel bagno per disabili vicino al rettorato, sono comparsi il disegno di una stella a cinque punte e una scritta: «Brigate Rosse, Partito Comunista Combattente, morte al fascio». Solo due giorni fa l'aggressione a tre giovani di sinistra da parte di un gruppo di destra, alcuni dei quali appartenenti ad Azione Universitaria, lista studentesca di An. «Sono scesi - raccontavano - anche da una Mercedes e ci sono venuti addosso con caschi e spranghe». Matteo e Federico se la cavano con 3 e 5 punti alla testa e 6 giorni di prognosi. Davide ne esce con alcune contusioni al volto. Denunciano tutto alla Digos. Fanno anche nomi e cognomi di quei 4 esponenti di Azione Universitaria in prima linea durante l'aggressione. Volti noti a Roma Tre, dicono. Uno di loro era tra quelli «che ci avevano minacciato alcune ore prima: 'Non provate a rompere per la nostra iniziativa sul libro di Sandri, altrimenti vi ammazziamo'». LE INDAGINI La Digos diretta da Lamberto Giannini è al lavoro. Occorre districarsi tra più testimonianze e versioni. Per Azione Universitaria sono stati i Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra mentre sull'armadietto cala il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che voleva». «Dovevamo coinvolgere il personale della Facoltà ma il materiale nazifascista lo hanno sempre rivendicato» riconoscono dai Collettivi. Si cercano riscontri. Non solo su eventuali legami con il successivo danneggiamento del circolo Marconi di An ma soprattutto sulla Mercedes classe A dalla quale, due giorni fa a Roma Tre, sono scesi alcuni giovani armati di bastoni. Estranei all'università, ritengono gli inquirenti. «Si sono messi dietro a quelli di Azione Universitaria - ribadiscono i feriti - Schierati con i caschi e gli occhiali da sole. Ci hanno caricato». Ancora tensione nell'ateneo: gli aggrediti fanno i nomi di 4 esponenti di Azione Universitaria. Cassone (Pdl): chiunque poteva mettere quei materiali. Nel pomeriggio stella a cinque punte in uno dei bagni.

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SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del tipo Io da grande ru... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-03-2009)

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SEGUE DA PAGINA 49 E ancora vignette con frasi antirom del tipo «Io da grande ruberò in metropolitana» e soprattutto manifesti con celtiche, svastiche, inneggianti a Hitler. In uno si legge «Ein Volk, Ein Reich, Ein Führer». Un amarcord dell'estrema destra ma anche qualcosa di più: due o tre catene e qualche bastone scoperti dai ragazzi dei Collettivi dopo aver forzato ieri mattina l'armadietto. È un nuovo choc per Roma Tre, dopo l'aggressione ai giovani di sinistra e in vista di una nuova Onda di protesta contro la riforma Gelmini. Il sindaco Alemanno si dice preoccupato «per il ritrovamento di armi improprie. Dobbiamo fare di tutto per garantire legalità nelle università ed evitare ogni violenza politica». Per il preside Guida si tratta di «fatti gravi», ma il rettore Fabiani vuole vederci chiaro. «Se è vero - dice in imbarazzo per la notizia di armi nel suo ateneo - qualcuno dovrà risponderne». In ballo espulsioni, sospensioni e censura. Ma avverte: «L'università deve restare uno spazio di libertà e confronto. Non può essere un bunker, la polizia viene solo se chiamata dal Rettore». Certo la tensione cresce. Ieri pomeriggio, nel bagno per disabili vicino al rettorato, sono comparsi il disegno di una stella a cinque punte e una scritta: «Brigate Rosse, Partito Comunista Combattente, morte al fascio». Solo due giorni fa l'aggressione a tre giovani di sinistra da parte di un gruppo di destra, alcuni dei quali appartenenti ad Azione Universitaria, lista studentesca di An. «Sono scesi - raccontavano - anche da una Mercedes e ci sono venuti addosso con caschi e spranghe». Matteo e Federico se la cavano con 3 e 5 punti alla testa e 6 giorni di prognosi. Davide ne esce con alcune contusioni al volto. Denunciano tutto alla Digos. Fanno anche nomi e cognomi di quei 4 esponenti di Azione Universitaria in prima linea durante l'aggressione. Volti noti a Roma Tre, dicono. Uno di loro era tra quelli «che ci avevano minacciato alcune ore prima: 'Non provate a rompere per la nostra iniziativa sul libro di Sandri, altrimenti vi ammazziamo'». LE INDAGINI La Digos diretta da Lamberto Giannini è al lavoro. Occorre districarsi tra più testimonianze e versioni. Per Azione Universitaria sono stati i Collettivi ad attaccare con due feriti nella destra mentre sull'armadietto cala il silenzio. Parla solo Cassone, consigliere comunale Pdl, che punta tutto sulla sua forzatura. «Chiunque - dice - avrebbe potuto metterci ciò che voleva». «Dovevamo coinvolgere il personale della Facoltà ma il materiale nazifascista lo hanno sempre rivendicato» riconoscono dai Collettivi. Si cercano riscontri. Non solo su eventuali legami con il successivo danneggiamento del circolo Marconi di An ma soprattutto sulla Mercedes classe A dalla quale, due giorni fa a Roma Tre, sono scesi alcuni giovani armati di bastoni. Estranei all'università, ritengono gli inquirenti. «Si sono messi dietro a quelli di Azione Universitaria - ribadiscono i feriti - Schierati con i caschi e gli occhiali da sole. Ci hanno caricato».

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Rampelli: <Occorre rivedere l'autonomia scolastica In troppi casi risulta essere vittima di vizi ideologici> (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Rampelli: «Occorre rivedere l'autonomia scolastica In troppi casi risulta essere vittima di vizi ideologici» «C'è una media nazionale che oscilla tra il 6 e il 9 per cento di studenti immigrati che frequentano le scuole italiane. Una percentuale perfettamente gestibile». Così, l'onorevole Fabio Rampelli (Pdl) che da tempo si occupa del caso della Carlo Pisacane, divenuto emblema delle scuole ghetto, e promotore della risoluzione parlamentare indirizzata al ministro Gelmini per fissare un tetto alle iscrizioni di extracomunitari nelle scuole. Onorevole Rampelli, la media della popolazione scolastica straniera non è alta, eppure in tutte le città stanno nascendo scuole ghetto. Come mai? «Probabilmente è frutto di un'autonomia scolastica che ha creato tanti "stati" nello "stato". Noi non contestiamo il principio dell'autonomia didattica dei singoli istituti, sia chiaro, ma contestiamo che i singoli dirigenti scolastici decidano la composizione etnica delle classi, con il rischio, che ormai è realtà, di trasformare le scuole materne ed elementari in scuole per stranieri, con una ricaduta pericolosa sul tessuto sociale dei quartieri e delle città». In alcuni comuni però il problema si è risolto senza traumi. A Vicenza, così come a Bolzano, si è introdotto il tetto del 30% di alunni stranieri per classe, quindi la soluzione già esiste... «Oltre al decreto del presidente della Repubblica del 1999, ci sono ben tre circolari degli ultimi tre ministri all'Istruzione, vale a dire, Moratti, Fioroni e Gelmini, in cui si parla chiaramente di una equilibrata distribuzione nelle classi di alunni stranieri. Circolari evidentemente disattese da enti locali e dirigenti scolastici». La responsabilità quindi è dei Comuni e dei dirigenti scolastici, non della legge, che già c'è, giusto? «Le linee guida sono state completamente ignorate sia dagli enti locali sia dai dirigenti scolastici, o per incapacità o per "vizio ideologico". Laddove governa il centrosinistra spesso si crea complicità in nome di un paradiso multietnico che oggi si scopre non esistere. Dove governa il centrodestra spesso non si riescono a prendere misure adeguate». Si riferisce alla Pisacane di Roma? «Il caso della Pisacane è emblematico. Nonostante un accordo di rete fortemente voluto dall'assessore Marsilio per distribuire in modo equo le iscrizioni di quella che rischia di essere la prima scuola completamente extracomunitaria, nessuno ha fatto niente e il risultato è stato quello di creare per il prossimo anno una classe di 21 bambini di cui solo 3 italiani». La soluzione quindi qual è? «Chiediamo a gran voce al ministro Gelmini di stabilire delle quote precise sulle iscrizioni degli stranieri, sul modello di Vicenza. In questo modo l'autonomia scolastica non potrà più sconfinare in ambiti che non le appartengono». Sus. Nov.

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I parlamentari del Pdl presenteranno una risoluzione al ministro per chiedere le quote del 30% a classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa I parlamentari del Pdl presenteranno una risoluzione al ministro per chiedere le quote del 30% a classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini Emergenza A Roma, Milano, Firenze e Torino stanno nascendo istituti di soli stranieri A Milano e a Roma è già record con due scuole che superano il 90 per cento di alunni stranieri. Seguono Torino e Firenze, dove le percentuali di iscritti stranieri in alcuni istituti superano il 70 per cento. Sono le scuole ghetto, frutto di un'integrazione mancata e pericolosa miccia sociale e culturale. A denunciare con forza quella che è ormai un'emergenza in tutta Italia i parlamentari Pdl di Roma, Fabio Rampelli e Marco Marsilio, di Milano, Paola Frassinetti, vicepresidente commissione Cultura di Torino, Agostino Ghiglia e di Firenze, Achille Totaro. La «Pisacane» di Roma, dove su 180 alunni 165 sono stranieri, la «Paravia» di Milano, dove per la prima volta una classe è interamente composta da bimbi stranieri, la «Croce» di Torino, dove in una classe su 21 alunni 19 sono stranieri; alla «Filzi» di Prato il 74,6% dei scolari è extracomunitario. Numeri che raccontano di un'integrazione senza regole che rischia di trasformare i quartieri delle città italiane in tanti piccoli borghi etnici. «Così si rischia di creare una generazione di stranieri e non una generazione di nuovi italiani», sintetizza l'onorevole Ghiglia che parla di una Torino in cui ci sono quartieri ormai monoetnici con un'immigrazione prevalente romena e magrebina. «La media degli alunni stranieri va dal 34 al 57 per cento - continua il deputato piemontese - con alcune scuole dove si supera anche il 60 per cento. Il rischio è quello di una realtà che a Parigi ben conoscono nelle banlieu. È nostro dovere quindi combattere la ghettizzazione e garantire parità di diritti e di accesso allo studio, dal Veneto alla Sicilia». I parlamentari presenteranno una risoluzione al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini per chiedere l'introduzione di quote specifiche di ingresso degli stranieri nelle scuole italiane, evitando così che l'equilibrio tra alunni italiani e alunni stranieri, a garanzia di una corretta integrazione, così come previsto dal decreto del presidente della Repubblica del 1999 e da tre circolari dei ministri dell'Istruzione, Moratti, Fioroni e Gelmini, non sia un mero fatto discrezionale. In nome di un'autonomia scolastica a questo punto da rivedere, come chiedono i parlamentari Pdl, ci si ritrova davanti a casi, come Vicenza, dove il Comune ha imposto la quota del 30% di alunni stranieri a classe, e a Roma o a Milano dove gli italiani «fuggono dalle scuole e si rifugiano in quelle del centro - denuncia la Frassinetti - creando così una pericolosa differenza anche geografica delle città. Serve un'azione di volontà decisa che preveda una percentuale predeterminata di alunni stranieri. In passato si sono fatti molti errori, spendendo soldi per progetti minori e poco utili, come i menù etnici, occorre invece rilanciare un grande progetto di integrazione che parta dall'insegnamento della lingua italiana anche per i genitori, primo fondamentale vettore di integrazione». A Firenze le cose non vanno meglio. «Sopratuttto a Prato, si registra ogni anno un aumento del 2% degli alunni stranieri - sostiene Totaro - un problema che non può più essere rinviato». La parola ora spetta al ministro, che dovrà decidere se uniformare le scuole italiane e garantire così non solo la giusta integrazione degli stranieri che vivono in Italia, ma scongiurare anche una discriminazione al contrario, con effetti sociali che a Parigi hanno già amaramente sperimentato.

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Oggi rientrano nelle case due famiglie sfollate a Forno (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

VALSTRONA VERBANIA Oggi rientrano nelle case due famiglie sfollate a Forno «Sciopero della conoscenza» contro la riforma Gelmini Verrà revocata oggi l'ordinanza di sgombero per due delle tre famiglie coinvolte dalla rovinosa frana che ha colpito Forno in Valle Strona. Il terzo nucleo familiare, quello di Giuseppina Tonoli, non potrà invece ancora rientrare nella casa danneggiata da un masso. «Stiamo per chiudere la prima parte dei lavori con la messa in sicurezza della parte alta del versante - dice il sindaco di Valstrona Valentino Valentini - è stata imbragata la roccia. Domani inizieranno i lavori per la sistemazione dell'intero versante». Presidio di due ore, oggi dalle 9,30 alle 11,30 in piazza Ranzoni a Intra, per lo «sciopero della conoscenza» indetto dalla Flc Cgil del Vco. L'invito alla manifestazione, per protestare contro i tagli alla scuola imposti dalla riforma Gelmini, è rivolto in particolare ad insegnanti, personale Ata, studenti, genitori e associazioni. «Da settembre la scuola del Vco perdera' 135 addetti. Sarà piu' povera di risorse, contenuti e tempi» commenta Gabriella Prandi, segretario provinciale di Flc.

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Aumento degli alunni per classe, scomparsa di compresenze e discipline, soppressione di molt... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi di MASSIMO CECI Aumento degli alunni per classe, scomparsa di compresenze e discipline, soppressione di molte classi e indirizzi di scuola, riduzione del tempo scolastico e taglio degli organici: perderanno il posto 650 dipendenti. È questa la fotografia della scuola ciociara scattata dalla Flc Cgil di Frosinone, che per oggi ha proclamato lo sciopero di tutto il personale della scuola per l'intera giornata. "Particolarmente pesante si presenta la previsione della riduzione di organico per la provincia di Frosinone - scrive il sindacato - già a partire dal prossimo anno scolastico. Secondo le prime stime saranno circa 490 i tagli tra i docenti e circa 160 tra il personale Ata". Una perdita secca, quindi, di 650 posti di lavoro in un anno. "La maggior parte di questi tagli - continua la Cgil - si concentreranno sulla scuola primaria e di primo grado, nonostante oltre il 90% delle famiglie, dati del Miur, all'atto dell'iscrizione abbia scelto modelli scolastici dai tempi lunghi e distesi, mentre solo il 3% delle famiglie ha mostrato di gradire il modello Gelmini, che prevede meno insegnanti, meno discipline e meno ore di lezione. Epperò, nonostante questa eclatante bocciatura il Ministro dell'Istruzione in questi giorni ha impartito alle scuole disposizioni volte a definire gli organici per il prossimo anno scolastico con gli effetti devastanti richiamati". Secondo la Cgil, i tagli "sono incompatibili non solo con le richieste delle famiglie ma con l'esigenza di una scuola davvero di qualità. La riduzione dell'organico infatti comporterà un impoverimento generalizzato dell'offerta formativa e la riduzione della funzionalità dei servizi ausiliari e amministrativi delle scuole, nonché la perdita del posto di lavoro per numerosissimi precari". La Flc Cgil di Frosinone, pertanto, "chiede il ritiro dei provvedimenti Gelmini" .

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Oggi sciopero generale della scuola, università, ricerca, conservatori, accademie e formazione ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

ANCONA pag. 6 Oggi sciopero generale della scuola, università, ricerca, conservatori, accademie e formazione ... Oggi sciopero generale della scuola, università, ricerca, conservatori, accademie e formazione professionale. Nelle Marche si terranno presidi in tutte le province dinnanzi alle sedi delle Prefetture: ad Ancona l'appuntamento è in piazza del Plebiscito ore 10. Lo sciopero è stato proclamato dalla Slc Cgil contro i tagli della riforma Gelmini.

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Istruzione professionale: prima l'integrazione poi il doppio percorso (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA pag. 5 Istruzione professionale: prima l'integrazione poi il doppio percorso ACCORDO IL DIPLOMA REGIONALE SI OTTERRÀ IN 4 ANNI, PER QUELLO STATALE NE SERVIRANNO INVECE CINQUE BRESCIA SONO 12.700 gli studenti delle scuole professionali statali nel Bresciano, ventidue istituti, e 4mila quelli delle professionali regionali in 21 centri. Dall'anno prossimo, secondo l'accordo siglato lunedì dal ministro Mariastella Gelmini e dal governatore Roberto Formigoni, il sistema duale verrà accorpato sotto il Pirellone che fornirà il diploma regionale. Il tutto avverrà in due fasi: nel 2009-2010 sarà l'istruzione professionale statale a inglobare la regionale come possibilità in più, l'anno successivo, completata l'integrazione, si apriranno due percorsi, quello di 4 anni con diploma regionale e quello con il quinto anno per il diploma statale. L'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Gianpaolo Mantelli plaude all'intesa «che garantisce unitarietà dell'offerta, dà autonomia alle scuole e quindi la possibilità di sperimentazioni legate alle esigenze del territorio». A BRESCIA già esistono sperimentazioni come il biennio post diploma, i corsi di alta formazione' in collaborazione con il sistema produttivo che richiede tecnici qualificati e specializzati. «Se l'accordo si fosse fatto due anni fa, le nostre aziende avrebbero qualche problema in meno - dice l'assessore - e anche i ragazzi, visto che, a fronte di una dispersione scolastica negli istituti statali del 25%, nei corsi di formazione regionale l'abbandono è fermo al 2%». M.B.

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Marta Dalmaso, assessore provinciale all'istruzione, ha risposto ieri con una nota alle dichiarazioni sulla scuola trentina rilasciate dal ministro della Pubblica Istruzione, Maria (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Marta Dalmaso, assessore provinciale all'istruzione, ha risposto ieri con una nota alle dichiarazioni sulla scuola trentina rilasciate dal ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, domenica a Riva in occasione di in incontro politico del centrodestra Marta Dalmaso, assessore provinciale all'istruzione, ha risposto ieri con una nota alle dichiarazioni sulla scuola trentina rilasciate dal ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, domenica a Riva in occasione di in incontro politico del centrodestra. «Le parole del ministro - scrive l'assessore - hanno un tono ingiustamente duro e inutilmente minaccioso. Desidero pertanto chiarire qual è e qual è stata la nostra interpretazione dell'autonomia per quanto riguarda la politica scolastica, in riferimento soprattutto alla presunta volontà di differenziarci dal livello nazionale con disprezzo e per partito preso». «Il sistema scolastico trentino - si prosegue - da molti anni ha sviluppato alcuni aspetti innovativi, che anticipano processi in via di attuazione anche a livello nazionale. Si ricordano in particolare: l'insegnamento diffuso di due lingue straniere, il modello di formazione professionale e di alta formazione (unici in Italia), la cultura diffusa della valutazione dei risultati, la diffusione capillare della scuola dell'infanzia. I piani di studio provinciali non sono certo in contraddizione con le indicazioni che provengono dall'Europa e dal contesto nazionale, ma intendono evidenziare alcuni elementi di specificità locale. È vero che nelle nostre scelte su alcuni punti sono emerse differenze. In particolare la scelta del mantenimento dei giudizi rispetto ai voti nel Primo ciclo risulta coerente con l'impostazione pedagogica e le scelte didattiche fondate sulla centralità dello studente. In tale ottica anche la valutazione della condotta non viene espressa con un voto, ma valorizzata attraverso un giudizio globale, che guarda alla persona nella sua integrità». «Da parte nostra - si conclude - non c'è né c'è mai stato alcun atteggiamento di chiusura localistica, ma il desiderio di essere presenti nel dibattito sulle proposte di riforma con il nostro apporto, convinti che il confronto ci potrà solo arricchire. Son sicura che il ministro Gelmini si farà un'altra idea della realtà-laboratorio della scuola trentina, se vorrà visitarla di persona. Per questo, la invito». 18/03/2009

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Scuola e ateneo, sciopero (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

istruzione/2 Oggi assemblea alla Cgil e protesta al rettorato Scuola e ateneo, sciopero Anche in Trentino oggi si terrà lo sciopero per tutto il personale docente e non docente della scuola provinciale a carattere statale e privata, quello delle scuole dell'infanzia provinciali ed equiparate, della formazione professionale provinciale e privata, dell'Università di Trento, dei conservatori e degli enti di ricerca. In occasione dell'agitazione sindacale, promossa dalla Flc Cgil nazionale contro la precarietà dilagante nella scuola italiana, contro i provvedimenti dei ministri Renato Brunetta e Mariastella Gelmini e contro i tagli agli atenei del Belpaese, in Trentino saranno organizzati due diversi appuntamenti. Alle ore 9.30, nella sede della Cgil in via dei Muredei a Trento, la Flc organizza un'assemblea pubblica nella quale verrà presentato e discusso il disegno di legge, firmato dalla deputata del Pdl Valentina Aprea che, secondo il sindacato, mira a ridurre ruolo e titolarità della contrattazione fino all'abolizione delle rappresentanze sindacali per docenti e personale Ata, oltre a dar vita ad un meccanismo di assunzione diretta degli insegnanti da parte delle scuole, che, per come è stato previsto nel testo di legge, rischia di ledere la libertà d'insegnamento e l'autonomia professionale dei docenti. La seconda iniziativa riguarderà l'università. La Flc, insieme agli studenti dell'ateneo trentino, manifesteranno con un presidio sotto il rettorato la propria contrarietà ai tagli all'istruzione universitaria voluti dal Governo Berlusconi. L'appuntamento è fissato per le ore 10 in via Belenzani a Trento. 18/03/2009

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A nessuno piace l'orario <corto> (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 3 A nessuno piace l'orario «corto» In prima elementare crescono le richieste per il modulo e il tempo pieno SONO SOLO DUE le richieste del modello a orario ridotto per la prima elementare del prossimo anno, ricevute dai tre circoli didattici di Empoli, cui fanno capo 13 plessi scolastici disseminati in tutto il territorio cittadino. Quest'anno, per la prima volta, i genitori dei bambini delle future classi prime della scuola primaria, sono stati chiamati a scegliere tra quattro possibili opzioni, ognuna con un numero di ore diverso, come previsto dal decreto legge del 1° settembre 2008, n. 137, meglio conosciuto come Decreto Gelmini, dal nome del ministro della Pubblica istruzione che lo ha firmato. Il decreto, convertito, con modifiche, nella legge 169 del 30 ottobre 2008, introduce, tra le altre novità, il modello del maestro unico e delle differenti articolazioni dell'orario scolastico settimanale a 24, 27, 30 e 40 ore. NEI MESI scorsi i dirigenti scolastici dei tre circoli, il Comune, l'Associazione genitori A.Ge. Toscana e il comitato «Salviamo la scuola pubblica» si sono fatti promotori di una serie di incontri informativi volti a dare risposte concrete alle domande dei genitori, nel tentativo di delineare un quadro quanto più completo possibile della realtà della scuola italiana e degli scenari che potrebbero delinearsi optando per un modello orario piuttosto che per un altro. Nonostante la maggior flessibilità di orari introdotta con il decreto, le famiglie hanno espresso una scelta molto chiara, manifestando la netta preferenza per il modello delle 30 o 40 ore settimanali, a seconda del numero di rientri pomeridiani previsti, fino a un massimo di cinque nella formula del tempo pieno. SUL TOTALE degli iscritti, un dato emerge con forza: solo due famiglie empolesi hanno chiesto per i propri figli il modello a orario ridotto e in entrambi i casi si tratta del modello a 27 ore settimanali e non di quello a 24. Emblematico, in quest'ottica, è il caso del Circolo didattico I, che non ha avuto nessuna richiesta del modello a 24 ore e per l'anno prossimo vede riconfermate sia le classi a 30 ore sia quelle a tempo pieno. Una richiesta a testa per il modello a 24 ore per i circoli didattici II e III, dove la quasi totalità degli iscritti si è affidata alle ormai consolidate formule delle 30 e delle 40 ore. In particolare, rimane stabile il modello della settimana corta con 2 o 3 rientri, mentre si registra un significativo incremento delle richieste di tempo pieno da parte dei genitori. Conferma questa tendenza Luidiana Mercati, dirigente scolastico del Circolo didattico III: « Il nostro circolo spiega ha una lunga e radicata tradizione della formula modulare a 30 ore settimanali, con una presenza del tempo pieno inferiore sia alla media provinciale sia a quella locale. Quest'anno, però, molte famiglie hanno scelto il modello delle 40 ore e la nostra speranza è di poter dar seguito a queste richieste, aumentando il numero delle classi a tempo pieno. Ora non resta che aspettare indicazioni ministeriali in merito all'organico che ci verrà assegnato». Eloquenti anche i dati relativi al Circolo didattico II, con uno stacco di ben 30 unità tra i due moduli orari: 55 sono state le domande d'iscrizione per il modello delle 30 ore contro le 85 pervenute per quello delle 40. Giovanna Ciampi

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L'on. De Pasquale parla di scuola (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

VALDARNO / VALDELSA pag. 8 L'on. De Pasquale parla di scuola FUCECCHIO FUCECCHIO SARÀ l'onorevole Rosa De Pasquale, del Partito Democratico, componente della commissione scuola della Camera, la protagonista dell'incontro in programma venerdì, alle 17, alla Fondazione I care di via 1 Settembre. L'on. De Pasquale parlerà della scuola con particolare riferimento alle molte novità introdotte dalla riforma Gelmini. All'incontro sono invitati docenti, genitori e studenti.

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A Bergamo sembrano concentrati spezzoni di storie vere degli ultimi anni, dalla "scuola degli o... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi A Bergamo sembrano concentrati spezzoni di storie vere degli ultimi anni, dalla "scuola degli orrori di Rignano" al caso delle due suore d'asilo accusate di molestie ai bambini, a quello di Don Gelmini. Una "pestilenza dell'anima e delle menti", un "bacillo" che incombe sul piccolo capoluogo lombardo. E a Bergamo è in gran parte ambientato l'ultimo romanzo di Antonio Scurati Il bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani, 295 pagine 18 euro) che esce oggi, di cui anticipiamo il prologo. Dopo Una storia romantica, ambientata nei giorni delle cinque giornate di Milano, Scurati torna all'oggi e alle atmosfere de Il Sopravvissuto. Una cronaca -fiction dai toni molto aspri che dovrebbe essere antagonista per lo Strega a quella di Daniele De Giudice (Orizzonte mobile, Einaudi) che racconta il suo viaggio nei gelati territori dell'Antartide. Ma lo scontro Del Giudice-Scurati non è ancora sicuro a causa delle polemiche sul vincitore annunziato, appunto Del Giudice, portato dal gruppo Mondatori-Einaudi. Che farà Scurati (e il suo gruppo editoriale la RCS, Bompiani e Rizzoli): accetterà la gara che qualcuno definisce truccata in partenza, oppure aggiungerà la sua protesta a quella di altri scrittori ed editori che hanno polemicamente gettato la spugna?

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VALUTAZIONE DEL VOTO IN CONDOTTA NELLE SCUOLE SECONDARIE DI I E II GRADO (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 18 Marzo 2009 VALUTAZIONE DEL VOTO IN CONDOTTA NELLE SCUOLE SECONDARIE DI I E II GRADO Roma, 18 marzo 2009 - Coordinare le norme in materia di criteri per la valutazione degli studenti è l´obiettivo del regolamento approvato dal Consiglio dei ministri del 13 marzo scorso. La valutazione complessiva, fino ad oggi legata all?apprendimento, terrà conto anche del comportamento degli studenti quale elemento essenziale del processo formativo e requisito di base per l?ammissione agli anni successivi ed agli esami di Stato. Il 5 in condotta comporterà la non ammissione all?anno successivo o agli esami di Stato e concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. L?insufficienza sarà attribuita dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti e cioè nei seguenti casi: -allo studente che non frequenta regolarmente i corsi e non assolve assiduamente agli impegni di studio; - a chi non ha nei confronti del capo d´istituto, dei docenti, del personale della scuola e dei compagni il dovuto rispetto; - a chi non osserva le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti; - agli alunni che non utilizzano correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici; - a chi arreca danno al patrimonio della scuola. Il regolamento introduce, inoltre, la valutazione con il voto numerico per tutte le materie e in tutte le scuole, dalla primaria alla secondaria di secondo grado. Queste le principali novità contenute nel provvedimento: Scuola Primaria (scuola elementare) - Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall´insegnante unico di riferimento. La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole materie. La valutazione nelle singole materie sarà espressa in voti numerici. Solo per l´insegnamento della religione cattolica resta la valutazione attraverso un giudizio sintetico formulato dal docente. I docenti di sostegno parteciperanno alla valutazione di tutti gli alunni. Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati. Voto in condotta nella scuola elementare - Ii voto in condotta nella scuola elementare sarà espresso attraverso un giudizio del docente o dei docenti contitolari. Scuola secondaria di I grado (scuoia media) - Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materia con voti numerici. Questo metodo di valutazione riguarderà anche l´insegnamento della musica. L´insegnamento della religione cattolica continuerà ad essere valutato attraverso un giudizio sintetico del docente. Per essere ammessi all´anno successivo, comunque, sarà necessario avere almeno 6 in ogni materia. Per la ammissione all´esame di Stato di terza media gli alunni dovranno conseguire la sufficienza in tutte le materie, compreso il voto in condotta. In sede d´esame finale agli alunni particolarmente meritevoli che conseguiranno il punteggio di 10 decimi potrà essere assegnata la lode dalla commissione che deciderà all´unanimità. Voto in condotta alle scuole medie Ii voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico accompagnato da una nota di illustrazione e riportato anche in lettere in pagella. Scuola secondaria di Ii grado (scuola superiore) - Alle scuole superiori la valutazione intermedia e finale degli apprendimenti è effettuata dal consiglio di classe. Nello scrutinio finale il consiglio di classe sospenderà il giudizio degli alunni che non hanno conseguito la sufficienza in una o più materie, senza decidere immediatamente la non promozione, ma comunicando i risultati conseguiti nelle altre materie. A conclusione dei corsi di recupero per le carenze dimostrate il consiglio di classe, dopo aver accertato il recupero delle lacune formative entro la fine dello stesso anno scolastico, non oltre la data di inizio delle lezioni dell´anno successivo, formulerà il giudizio finale e l´ammissione alla classe successiva. Sono ammessi all´esame di Stato (esame di maturità) tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta. Accesso diretto all´esame di stato per gli "ottisti" - Saranno ammessi direttamente agli esami di Stato gli studenti che in quarta hanno conseguito 8 decimi in ciascuna materia e nel comportamento e che hanno riportato una votazione non inferiore al 7 in ciascuna disciplina, 8 per la condotta nelle classi seconda e terza. L´educazione fisica concorre come ogni altra disciplina alla determinazione della media dei voti. Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo grado - Con il Regolamento approvato il 13 marzo dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici. L´insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non ammissione all´anno successivo o agli esami di Stato e sarà attribuita dal collegio dei docenti per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. La valutazione del comportamento è partita già nel primo quadrimestre dell´anno scolastico in corso ed ha portato a galla circa 34 mila insufficienze. Gli studenti avranno tempo nella seconda parte dell´anno per recuperare. Valutazione degli alunni con disabilita - Per la valutazione degli alunni con disabilità si dovrà tener conto, oltre che del comportamento, anche delle discipline e delle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato. Inoltre si prevede, per gli alunni disabili, la predisposizione di prove di esame differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonei a valutare il progresso dell´alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali. Valutazione degli alunni con difficoltà specifica di apprendimento-Dsa Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni. Obbligo scolastico - Resta confermato l´obbligo scolastico fino al sedicesimo anno di età, sempre nel quadro del diritto-dovere all´istruzione e alla formazione. Certificazione delle competenze - Le competenze acquisite dagli alunni nel loro percorso scolastico saranno certificate, nel quadro della normativa europea. I modelli per le certificazioni relative alle competenze acquisite dagli alunni dei diversi ordini e gradi di scuola saranno adottati con un successivo decreto del Ministro dell´istruzione, dell´università e della ricerca. . <<BACK

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Bassi venga a spiegarci cosa ci aspetta con i tagli V i scriviamo mossi dalla preoccupazione circa il futuro dell'Università (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Bassi venga a spiegarci cosa ci aspetta con i tagli V i scriviamo mossi dalla preoccupazione circa il futuro dell'Università Bassi venga a spiegarci cosa ci aspetta con i tagli V i scriviamo mossi dalla preoccupazione circa il futuro dell'Università. Riteniamo che la questione, finora relegata solo all'attenzione dei diretti interessati, vada necessariamente allargata. Questo perché a pagare un ridimensionamento dell'Università non saranno solo docenti, ricercatori, studenti: ma la società italiana nel suo complesso. L'effetto è la perdita di competitività, dovuta alla mancata innovazione e ricerca; la conseguente scomparsa di mobilità sociale, dovuta allo svilimento della tradizionale possibilità di miglioramento garantita dal titolo di studio. Ciò non significa solo una società più ingiusta (dove «chi e cosa sarai» dipenderà ancora di più dal «di chi sei figlio»), ma anche una perdita di talenti, ingabbiati nella mancanza di opportunità. Alcuni andranno all'estero, altri semplicemente non si esprimeranno e sarà un'opportunità mancata per la collettività intera. Passata l'onda invernale, i nodi vengono ora al pettine. La scure del governo Berlusconi ha colpito anche l'ateneo di Trento. Il rettore aveva ritenuto, a torto, che i tagli del ministro Gelmini non ci riguardassero, convinto che la qualità accademica e il virtuosismo economico del nostro Ateneo ci avrebbero premiato o quanto meno messo al riparo. Una posizione che poteva anche essere di buon senso, ispirata alla «realpolitik»: se non fosse che a guidare questo governo è una logica partitica, che privilegia o svantaggia le istituzioni a seconda del colore politico e della base elettorale. Ora l'Università si ritrova a dover tagliare carne viva e non a dare un taglio agli sprechi. Ricerca, didattica: ad essere ridimensionato è il cuore dell'Università. Quindici milioni di euro in meno: lo abbiamo appreso dai giornali. Tagli già decisi sulla nostra pelle e le nostre spalle. Nessuna rettifica il giorno dopo, solo la precisazione che i tagli verranno discussi ad ottobre. Chiediamo perciò al rettore prof. Davide Bassi di intervenire in un apposito Consiglio degli Studenti, convinti come siamo che il confronto tra le varie componenti dell'Università sia l'unica strada possibile per ritrovare la compattezza necessaria ad affrontare questo difficile momento. Chiediamo di sapere con precisione qual è il reale stato delle cose: consci del nostro ruolo e del contributo responsabile che siamo certi di poter dare come studenti. Un contributo essenziale su tematiche come la didattica e le tasse: argomenti su cui troppo spesso nel passato, si è deciso senza ascoltarci. Non è accettabile rilegare gli studenti ad un ruolo di mera testimonianza passiva, all'interno di una realtà che li vede in una posizione marginale. Una riforma credibile della governance dell'Università, che il rettore ha giustamente invocato come necessaria nel suo discorso di inizio anno accademico, passa anche di qua. Chiediamo infine al governatore Lorenzo Dellai, che negli anni si è sempre dimostrato attento alle tematiche dell'Università, di poter organizzare un incontro. Con noi, rappresentati della lista «La Rete», insieme ai rappresentanti di altre liste che auspichiamo condividano le stesse nostre preoccupazioni. Riteniamo infatti che una proficua collaborazione tra le diverse liste, nel rispetto delle reciproche differenze, sia di particolare importanza in vista di una tutela più forte delle studentesse e degli studenti: tutela che è il nostro principio ispiratore. I rappresentanti della lista «La Rete» Giù le mani dai redditi Pd, meno propaganda L ' evasione fiscale continua ad essere l'argomento del giorno. Da parte del Pd si continua a chiedere al Governo di tassare i redditi superiori ai 120.000 euro, quando questi vengono già colpiti, nell'ultimo scaglione, con l'aliquota massima del 43% senza contare le addizionali e tutte le spese generali di gestione dell'attività. Viene detto che il prelievo non sarebbe di grande aiuto dal punto di vista quantitativo e distributivo, ma che però, così operando, si darebbe un buon segnale di solidarietà ai pseudo abbienti per essere invogliati ad aiutare le categorie più deboli. Non escludo però, anche se il numero dei percipienti non consentirebbe una efficace terapia per la crisi in atto, che vi siano delle categorie, che pur avendo capacità elevate, percepiscono cifre eccessive per le prestazioni che una persona, in quanto tale, possa dare. Penso, però, che questo metodo sarebbe insignificante e discriminatorio in modo da punire il merito soggettivo del lavoratore. Non vorrei annoiare, ma come asserisce, con assoluta chiarezza, il Direttore Giannino, la strada da intraprendere per svolgere una politica strutturale e di giustizia ripartitiva delle risorse è il contenimento della spesa pubblica e di pari passo l'adozione di una politica fiscale espansiva. Abbassando la spesa pubblica (magari tagliando negli sprechi) e nella stessa misura l'imposizione fiscale, si verrebbero a sprigionare maggiori redditi da utilizzare nell'acquisto di beni di consumo che consentirebbe di scongiurare nuova disoccupazione e fare investimenti o risparmi. Si parla tanto di voler sopprimere le province e le comunità montane, il raggruppamento dei comuni piccoli e vicini, ma sembra essere tutta propaganda per dare l'impressione di voler fare cose incisive, che vengono affossate dalla volontà di conservare le poltrone. Riscontro tante chiacchiere intorno alla volontà di ridurre i rimborsi delle spese elettorali e quelle dei compensi dei parlamentari e dei consiglieri, nonché delle categorie paritetiche economicamente, non tanto per la quantità individuale, ma per il moltiplicatore che ne determina la totalità. Altro che tassare ulteriormente i redditi a chi sgobbando ha raggiunto un ruolo di gratificazione! Le proposte di Franceschini? Pura propaganda elettorale. Io capisco che i lavoratori dipendenti possano essere favorevoli all'età pensionabile bassa, nonostante il nostro Paese sia l'unico in tutto l'occidente a poter avere questo privilegio, sono arrivati i tempi di dover creare posizioni di eguaglianza, in questo campo, per reperire risorse da ridistribuire. Aggiungerei anche che il tenor di vita dovrebbe essere anche un po' ridimensionato, escludendo ovviamente chi né è costretto. I ricchi sono sempre esistiti e già sarebbe positivo, se operando nel campo imprenditoriale, potessero evitare o diminuire, con le loro ricchezze, la disoccupazione. Angelo Lorenzetti - Trento Spot offensivi sulle donne per i consumatori maschi A proposito della lettera del signor Luca Artini pubblicata il 12 marzo e sintetizzata col titolo «Le donne si ribellino alle pubblicità offensive» penso che le domande che ha rivolto alle donne dovrebbe porle soprattutto ai cosiddetti «creativi» delle agenzie di pubblicità: perché hanno fatto pronunciare alle attrici quelle frasi per pubblicizzare una marca di auto? Qual è il target di consumatori individuato per far vendere quel prodotto? Quali fantasie corrono sul filo delle parole dette? Perché i pubblicitari veicolano l'acquisto di merci con l'uso del corpo delle donne o con frasi allusive? Questi gli risponderanno: per vendere il prodotto e il prodotto si vende con questo tipo di suggestioni rivolte ad un pubblico maschile. Non facciamo i finti ingenui, le donne continuano a rimarcare questi continui attacchi al corpo femminile e quindi alla loro persona, ma il «mercato» pensa solo ai profitti. Come anche lei saprà, moltissime donne, singole, nelle associazioni, in politica, sono attente a quello che succede intorno a loro, denunciando, facendo proposte e lavorando sul campo, difendendo i loro diritti di cittadine affinché ci sia una reale parità. Se lei anche in questi giorni ha seguito la stampa in occasione dell'otto marzo (il giornale Adige dà spazio al pensiero delle donne) si sarà senz'altro accorto di questo impegno, che non si limita alla data delle ricorrenze. Per esempio, l'assessore provinciale Lia Beltrami ha fatto recentemente oscurare una pubblicità violenta sul corpo delle donne, esposta nella nostra città. In questi giorni campeggiano vicino al sottopasso della ferrovia lungo via Fratelli Fontana cartelloni enormi con scritte allusive, che propongono un prodotto, facendo sottintendere altro? e la storia continua. Ancora peggiore è il «dacci oggi il nostro orrore quotidiano» che ci viene dagli avvenimenti che sono riportati dall'informazione, con una recrudescenza di violenza nei confronti delle donne, un vero e proprio femminicidio. E malgrado noi donne ci facciamo sentire per denunciare e contrastare questo modello patriarcale, il problema è che non siamo ascoltate più di tanto e la cultura della parità e del rispetto deve essere ancora pienamente realizzata, visto il maschilismo imperante anche nei luoghi di potere. Giusto è continuare a denunciare i fatti da parte di chiunque. Nessuna persona dovrebbe delegare alle altre le proprie indignazioni, che dovrebbero essere monito affinché ci si attivi in tutti i campi, soprattutto per politiche di parità e pari opportunità, per eliminare quelle discriminazioni che pesano ancora come macigni sulle donne. Elena Belotti - Coordinamento donne di Trento Parcheggi di condominio: una domanda per gli esperti V orrei un parere da un esperto dell'Assocond. Nel cortile anche di mia proprietà ho il portoncino d'ingresso della mia abitazione. Ogni condomino parcheggia la propria macchina e qualche volta mi mettono la macchina davanti all'entrata. Io ho contestato e come risposta mi dicono che davanti al mio ingresso loro sono proprietari come me. Il cortile non è diviso in millesimi: è giusto che parcheggino davanti alla mia entrata? Romano Bertelli Uno spettacolo indecente sul processo al «mostro» E gregio direttore, assisto con sconcerto e molta amarezza al tam tam mediatico che accompagna il processo del «mostro» di Amstetten, in Austria. Televisioni e giornali di tutto il mondo si preoccupano di darci ogni dettaglio, ogni sfumatura, di fornirci ogni traccia di quella terribile vicenda, che meriterebbe solo una cosa: un velo pietoso. Assistiamo invece a uno spettacolo indecente. Possibile che siamo tanto attratti dalla perversità umana? Luisa Devigili Lasciate stare il «Bruno» Fa servizio pubblico H o seguito, nei giorni scorsi, il caso del murales del centro sociale «Bruno» e le polemiche che l'hanno accompagnato. Premesso che non riesco a capire come dei rappresentanti dei cittadini eletti in consiglio comunale a Trento buttino via il tempo per occuparsi si cose simili (vabbè che a Trento si sta bene, ma ci sarà pure qualcosa di più importante di cui occuparsi, a partire dalla crisi economica e dalle difficoltà di chi perde il lavoro, no?), vorrei comunque precisare una cosa, anche a seguito di alcune lettere che sono state pubblicate sul caso. Uno dei rilievi più frequenti, utilizzati da chi condanna il famigerato murales, è questo: se io voglio dipingere casa mia, devo impazzire tra permessi, concessioni e altre astrusità burocratiche, invece i ragazzi del «Bruno» possono fare quello che vogliono. Un consigliere comunale, a questo proposito, è arrivato a parlare di cittadini di serie A e cittadini di serie B. C'è un piccolo particolare, però: a parte il fatto che i ragazzi del «Bruno» hanno trasformato un edificio fatiscente in qualcosa di bello e che potrebbe avere anche una ricaduta turistica, il punto importante è che nel caso del centro sociale non siamo in presenza di un privato che fa i propri comodi, a suo esclusivo beneficio. C'è un collettivo, che ha lavorato e ha messo a disposizione di tutti il frutto di quel lavoro. Basterebbe dare un'occhiata alle tante iniziative organizzate dal centro, che sarebbero molto più meritevoli di contributi di tante manifestazioni/sagre/feste della birra generosamente finanziate coni soldi pubblici. Al «Bruno» si svolge un effettivo servizio pubblico, piaccia o meno. E credo che non sia uno scandalo affermare che quei ragazzi abbiano fatto per la città molto più di tanti sapientoni che siedono sui banchi del consiglio comunale. Mario Tomasi Dellai difende i no global per catturare voti D eve navigare in cattive acque il centro sinistra di Trento per previsioni di consenso elettorale alle prossime elezioni comunali, se il presidente Dellai nel tentativo di recuperare qualche voto alla sua causa, si erge a difensore dei nullafacenti «bruni disobbedienti» e con il coretto dei soliti intellettuali della sinistra radicale, gioca pesantemente con il candidato sindaco Andreatta, dichiarando essere una sciocchezza il rispetto della legalità e dei regolamenti comunali. Non potrebbe invece, il presidente della Provincia, occuparsi di più delle persone che stanno conoscendo sempre più numerosi la cassa integrazione. Non so quale sia il valore artistico della pittura della facciata dell'ex Dogana fatta abusivamente, si dice, da pittori di strada, simili ai madonnari. «È carina», dice Dellai, come, a volte, lo sono quelle fatte sui marciapiedi da questi pittori ambulanti e che durano solo qualche giorno. D'altronde è notorio che esiste un progetto che prevede la demolizione dell'edificio e non credo che Dellai arriverà a recuperare l'affresco per esporlo nel multimilionario contenitore museale che dovrebbe sorgere nell'area ex Michelin, con la bella cifra di 75 milioni, già acquistata da un'immobiliare. Ora potrebbe bastare una grossa multa, da utilizzare per pulire i muri della città da tutte le scritte fatte da detti «disobbedienti» e da altri imbrattatori anche sul monumento ad Alcide Degasperi. Mario Basile - Trento 18/03/2009

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Gelmini: meno esami e più crediti contro il flop del 3 2 (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi Gelmini: meno esami e più crediti contro il flop del 3+2 In arrivo il provvedimento per ridurre i fuori-corso e frenare gli sprechi. Un record italiano: 180.000 materie

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ROMA - La Sapienza anticipa la riforma, molte delle novità previste sono già in atto. <... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi ROMA - La Sapienza anticipa la riforma, molte delle novità previste sono già in atto. Rettore Frati, quali provvedimenti il suo ateneo sta già attuando? «Per molti corsi di laurea il numero degli esami è già diminuito e il numero dei crediti è stato innalzato, prima la situazione era caotica, con 40 esami nel triennio per forza dovevi dare 3-4 crediti alla volta. Inoltre per innalzare i livelli abbiamo già chiesto ai professori la relazione sulla loro produzione scientifica». A chi non farà ricerca dimezzerete gli scatti biennali, come prevede il ministero? «Proprio così, sono convinto che servirà. Da 3.900 professori su 4.400 abbiamo già ricevuto le relazioni, circa 500 non hanno risposto, ed è grave. Ridurremo anche le sedi periferiche, le più piccole, per questo stiamo trattando con la Regione. E da presidente della Conferenza dei presidi di medicina ho chiesto ai ministri Gelmini e Sacconi di ridurre il numero delle lauree sanitarie. Non ci fermeremo, a tappe forzate raggiungeremo gli obiettivi prefissati, che sono merito e rigore». Può dire quali corsi sanitari verrebbero accorpati? «Ho proposto di scendere da 21 corsi a 15, si possono fare degli accorpamenti che rendono più razionale l'impianto, per esempio, infermiere e infermiere pediatrico; audiometrista e audioprotesista». I fuori corso sono troppi, segno che il "3+2" non cancella i ritardi. Qual è la situazione alla Sapienza? «Per il nuovo ordinamento il numero dei fuori corso nel triennio è inferiore alla media nazionale, però con delle punte al di sopra. Ad Architettura 1 abbiamo il 51% di irregolari, a Giurisprudenza (ciclo unico) il 40%, a Sociologia il 37,5%, a Filosofia il 33%, a Ingegneria il 34%». A. Ser.

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ROMA - Mai più corsi di laurea con dieci immatricolati , attualmente ne abbi... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 18 Marzo 2009 Chiudi di ANNA MARIA SERSALE ROMA - «Mai più corsi di laurea con dieci immatricolati», attualmente ne abbiamo 340, pari al 10% del totale. Sulle lauree è in arrivo la stretta del ministero. Mariastella Gelmini presenterà presto un provvedimento che detterà norme rigorose per impedire gli sprechi. Saranno «impedite le duplicazioni di corsi inutili» e saranno eliminati quei corsi nati esclusivamente per ripartire cattedre e fondi o quelli nati per decentrare sedi senza avere i requisiti di funzionalità. Abbiamo perfino 40 corsi con un solo immatricolato, 767 con dieci o meno immatricolati e 1.260 con 15 o meno immatricolati. Inoltre abbiamo 235 corsi con un solo iscritto, 1.109 con 10 o meno iscritti e 1.469 con 15 o meno iscritti. Sono i dati del Miur. L'alto numero di corsi attivi, che hanno toccato quota 5.734 (nel 2000 erano 2.444, con un incremento del 40%), sono la conseguenza della proliferazione clientelare di cattedre e insegnamenti (l'Italia è l'unico Paese al mondo ad avere 180.000 materie, con un incremento del 60% rispetto al 2001 quando le materie erano 116.182). Inoltre diminuirà il numero degli esami nel triennio: non più di 20 (lo aveva già deciso l'ex ministro Mussi con il decreto 270, ma non tutti gli atenei si sono adeguati avendo tempo fino al 2011). Per completare la "manovra" volta a portare rigore nel mondo universitario il ministro Gelmini alzerà il numero dei crediti. Anch'essi, infatti, sono funzionali alla politica spregiudicata delle cattedre: troppi corsi, troppe cattedre, troppi esami, quindi pochi crediti a esame. Funziona così in molti atenei. La frammentazione delle materie, utile alla moltiplicazione dei posti, ha costretto a frantumare i crediti, tant'è vero che il 40% delle materie ha un peso scarsissimo e la media dei crediti attribuiti per ciascun esame oscilla tra 4 e 5. Ora la Gelmini ha deciso di raddoppiare il numero minimo: «non si potrà dare meno di 7-8 crediti a esame». La nostra inchiesta di ieri ha messo in luce un altro problema, quello dei fuori corso. Quasi la metà degli studenti non è in regola con gli studi (41,4% del totale), a questo si aggiunge che uno su cinque dopo il primo anno abbandona. In crescita anche gli studenti "inattivi": il 18,3% non ha fatto neppure un esame. A questo si aggiunge il calo delle matricole: dopo il picco del 2003-2004 (338.036) siamo scesi a quota 308.185 nel 2006-2007. Dati allarmanti (del Comitato nazionale di valutazione) che fanno capire che il "3+2" non ha dato i risultati sperati. «Però un'accelerazione dei percorsi c'è stata - afferma Enrico Decleva, rettore della Statale di Milano e capo della Crui, la Conferenza dei rettori - E poi una parte degli studenti è part time, lavora, cosa che andrebbe formalizzata per avere statistiche più attendibili». E gli esami? «Alla Statale - continua Decleva - ne abbiamo già ridotto il numero nella maggior parte dei corsi, siamo a circa 20». Decleva è d'accordo sulla linea del rigore e nel suo ateneo già da tre anni c'è un archivio che «registra tutte le pubblicazioni scientifiche dei docenti». Finora era facoltativo, da venerdì il Senato accademico voterà «l'obbligatorietà». La politica del rigore servirà forse a ridurre, almeno in parte, i tagli previsti per il 2010. «Metteranno in ginocchio gli atenei - sottolinea ancora Decleva - Non è sostenibile il taglio di 730 milioni nel 2010 e di un miliardo nel 2011».

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Gelmini bocciata, <sì> al tempo prolungato (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 Gelmini bocciata, «sì» al tempo prolungato Nell'Altomilanese è quasi un plebiscito: il 95 per cento delle famiglie sceglie le quaranta ore SCUOLA LA PROPOSTA DEL MINISTRO DI RIDUZIONE DELL'ORARIO NON È STATA CONSIDERATA di LUCA BALZAROTTI e CRISTIANA MARIANI LEGNANO LE FAMIGLIE legnanesi hanno scelto il tempo prolungato. Vale a dire 40 ore settimanali e pomeriggi a scuola. Bocciate le alternative a 24 e 27 ore. Chi si è espresso a favore delle 30 ore ha chiesto chiaramente che venga garantito il servizio mensa. «Le preiscrizioni hanno confermato quanto immaginavo - spiega Daniela Bottini, dirigente scolastico della scuola "De Amicis" -. Ora il problema è verificare se il prossimo anno avremo a disposizione le risorse necessarie per soddisfare la domanda. Altrimenti dovremo rivolgerci al Comune». Alle "De Amicis" gli iscirtti per l'anno scolastico 2009/2010 saranno 630. E, in base alle richieste raccolte a febbraio, quasi tutti hanno optato per il tempo pieno. «Non partirà nessuna classe a 24 ore - conferma la preside Bottini -. Non abbiamo raggiunto il numero legale di 15 studenti. Solo due famiglie hanno chiesto le 27 ore». In città le preiscrizioni si sono concluse con un plebiscito a favore delle 40 ore. Nelle scuole del centro, come in periferia, i genitori hanno scelto quasi all'unanimità un modello educativo che consenta di coprire la maggior parte della giornata lavorativa. A MAZZAFAME l'istituto "Rodari" di via dei Salici ha ricevuto quasi esclusivamente richieste per il tempo pieno. Solo in tre casi le famiglie si sono espresse a favore di un tempo modulare di 30 e 24 ore. Qualche richiesta in più per le 27 ore si è registrata alle "Manzoni", scuola di riferimento per i residenti di Legnarello. Qui le 40 ore sono state scelte dall'80% delle famiglie legnanesi. Il restante 20%, invece, ha optato per le 27 ore. All'istituto "Carducci" di via XX settembre, 117 bambini che il prossimo anno inizieranno le elementari vorrebbero contare su un orario di 40 ore; solo due, invece, sulle 24 ore. Ma il condizionale è d'obbligo. Le indicazioni fornite dalle famiglie legnanesi durante le preiscrizioni dovranno misurarsi con le risorse che il ministero all'Istruzione metterà a disposizione delle scuole. Il taglio operato dalla riforma Gelmini rischia di creare difficoltà agli istituti legnanesi. In passato il calcolo degli organici, il numero delle maestre su cui ogni scuola poteva contare, si basava su un orario minimo di 30 ore. Da settembre, invece, le cose cambieranno: il monte ore da garantire alle famiglie, con il nuovo regolamento approvato dal Governo, è infatti sceso da 30 a 27 ore. «L'Altomilanese ha scelto in maniera inequivocabile: su circa duemila iscritti, il 95% ha optato per le 40 ore, il 4 per le 27 e 30, mentre soltanto 20 famiglie preferiscono le 24 ore - spiega Claudio Ceriani della Cisl -. Questo significa che, quando si tratta di decidere in merito al futuro dei figli, il buonsenso è l'unico principio che guida le famiglie». UNA DELLE PRINCIPALI novità introdotte dalla riforma Gelmini sembra quindi essere stata bocciata dall'Altomilanese. A questo punto, però, si guarda con preoccupazione al prossimo anno scolastico. «Gli istituti sono pronti a fare i conti con il cambiamento, ma si dovrà vedere se le istituzioni concederanno gli organici necessari - aggiunge il sindacalista -. Proprio per questo motivo stiamo coinvolgendo gli enti locali e i parlamentari del territorio. Le posizioni delle famiglie stanno preoccupando non poco il ministro Gelmini che ultimamente ha iniziato a parlare non più di scelte, ma di preferenze da parte delle famiglie». La legge fa riferimento a interventi da attuare limitatamente agli organici disponibili. «Non possiamo rischiare che le richieste dei cittadini vengono disattese per mancanza di denaro o di personale docente e non - sottolinea Ceriani -. Le famiglie si trovano a dover subire le decisioni assunte dai cittadini alcuni anni fa, visto che le classi a tempo prolungato saranno concesse in base al numero di quelle uscenti». Solo le indicazioni provenienti dalle scuole private sembrano cavalcare la direzione della riforma Gelmini. Alle "Barbara Melzi" i genitori hanno scelto l'orario settimanale a 27 o 30 ore. Nessuno dei 52 nuovi iscritti ha chiesto il tempo prolungato. La primaria "L'arca" di via degli Abruzzi ha da sempre sposato la filosofia del tempo modulare. Le lezioni iniziano alle 8,20 e si concludono alle 13,10, con un solo rientro pomeridiano la settimana. Senza possibilità di scelta.

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La Legnano che studia si comporta bene Soltanto dieci <cinque in condotta> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 La Legnano che studia si comporta bene Soltanto dieci «cinque in condotta» ALLE SUPERIORI LEGNANO RAPPRESENTA una delle novità introdotte dalla riforma Gelmini che fanno più paura agli studenti «irrequieti». Il famigerato «5 in condotta» sembra un vero e proprio spauracchio per molti allievi, anche se nella città del Carroccio sono in pochi ad aver visto la propria pagella di febbraio «macchiata» da una simile onta. Nelle scuole superiori legnanesi, infatti, le insufficienze attribuite a causa di comportamenti poco consoni a luoghi pubblici e alle regole del vivere civile sono state soltanto dieci. La maggior parte di essi è rintracciabile fra i banchi dell'Ipsia Bernocchi. Nell'istituto retto da Rosamaria Codazzi sono otto gli allievi con votazione insufficiente, mentre due nelle classi di quello presieduto da Giacomo Rinciari. Si tratta, comunque, di studenti la cui situazione non solo disciplinare sembra ormai compromessa viste le gravi insufficienze che riportano in quasi tutte le materie. Si parla , insomma, di poche eccezioni in un panorama scolastico che non lesina anche eccellenze. Particolarmente orgogliosa Ornella Ferrario, vicepreside del liceo classico e scientifico Galilei. «Qui non abbiamo avuto nessun "cinque in condotta" - afferma la dirigente -. Siamo molto contenti di questo perchè vuol dire che tutti i nostri ragazzi si impegnano non solo nello studio, ma anche nel mantenere un atteggiamento educato e rispettoso di compagni di classe e insegnanti».

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<Sono troppo piccoli, lasciamoli giocare> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 3 «Sono troppo piccoli, lasciamoli giocare» ESPERIENZE EMERGE UN NETTO CONTRASTO FRA I «DEBUTTANTI» E I NUCLEI GIÀ COINVOLTI LEGNANO UNA SORTA di staffetta con tanto di passaggio del testimone. L'invito del ministro all'Istruzione, Mariastella Gelmini - affinchè le famiglie italiane esprimessero la propria scelta in merito alla possibilità di far rimanere in classe 24, 27, 30 o 40 ore settimanali i bambini che nell'anno scolastico 2009-2010 frequenteranno la prima elementare - ha evidenziato una netta differenza fra i nuclei famigliari che fanno il loro «debutto» nel mondo scolastico e quelli che, invece, sono già alle prese con lezioni e mense. Segno che, probabilmente, l'esperienza riesce a far vedere le situazioni in maniera diversa da quello che sono sulla carta. «Visto che mio figlio frequenta già le 30 ore, per comodità ho scelto la stessa opzione anche per la mia secondogenita - spiega Paola -. L'ho fatto soltanto per comodità, altrimenti avrei scelto la possibilità di mandarla a scuola per meno ore». I SACRIFICI MESSI in atto dalle famiglie per la gestione delle giornate dei bambini sono tanti. «Tutti i giorni i nostri figli vanno a scuola fino alle 16.30 - raccontano Liviana e Carmela - e già le difficoltà sono notevoli. Non parliamo poi del venerdì: l'uscita alle 12.30 ci crea diversi disagi perchè il lavoro non ci consente sempre di venire a prenderli. Fortunatamente ci sono altri genitori disponibili a cui affidarci. Proprio per questioni lavorative, sceglieremmo le 40 ore». Dello stesso avviso anche Laura e Anna, altre due mamme legnanesi che devono fare i conti con le problematiche quotidiane: «Il tempo prolungato dal lunedì al venerdì sarebbe la soluzione ideale. La riforma Gelmini ci vede assolutamente contrarie anche perchè i provvedimenti sono peggiorativi della situazione attuale. Nelle classi dei nostri bimbi operano tre insegnanti e nessuno sembra essere traumatizzato da questa presenza. Il maestro unico è quindi inutile, per non parlare delle scelte degli orari: ogni provvedimento viene preso unicamente per agevolare soltanto le scuole private». C'È PERÒ ANCHE CHI non vede di buon occhio la presenza prolungata degli alunni a scuola. «I bambini devono stare il più possibile con le persone della propria età - sottolineano Antonietta, Elisabetta e Luisa -, quindi le 27 o 30 ore possono andare bene. Non è il caso di esagerare con la formula delle 40 che servirebbe solo a farli stare sempre più lontani dall'ambiente famigliare. Spesso si bada soltanto alla comodità dei genitori, ma forse bisognerebbe pensare di più anche al bene dei più piccoli». A far loro eco è Anna: «Purtroppo spesso i desideri sono diversi dalla realtà, ma, potendo, farei rimanere mio figlio per 27 ore la settimana. Gli alunni delle elementari sono ancora troppo piccoli per restare a scuola troppe ore. Ovviamente, ognuno deve fare i conti con la propria situazione famigliare e lavorativa e quindi non è sempre possibile fare quel che si vuole e così ci si deve adattare». L. B. e C. M.

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IL MAESTRO unico? No grazie. La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dim... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 18-03-2009)

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RIMINI CRONACA pag. 4 IL MAESTRO unico? No grazie. La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dim... IL MAESTRO unico? No grazie. La riforma del ministro Gelmini non abita qui. A dimostrarlo sono i dati ufficiali sulle iscrizioni dei bambini riminesi per l'anno prossimo, al primo anno di scuola elementare, diffusi l'altro ieri dall'ufficio scolastico regionale. Dati che mettono bene in evidenza come le famiglie riminesi abbiano bocciato (clamorosamente) il ritorno al maestro unico, e abbiano continuato invece a preferire la formula attuale, quella che prevede 30 ore di lezione alla settimana. La nuova formula proposta dal ministro Gelmini, quella con 24 ore e la presenza di un unico maestro, è stata scelta da appena 37 famiglie: in pratica l'1,5% degli oltre 2500 bambini che dall'anno prossimo frequenteranno la prima elementare. Scarso gradimento ha riscosso anche l'altra nuova formula prevista dal ministro, quella delle 27 ore settimanali, ciè 3 in meno rispetto alla formula normale: a Rimini è stata scelta da appena 266 famiglie (10,6%). I genitori dei bambini riminesi continuano a prediligere la scuola normale'. Ben il 57,7% ha infatti scelto per i figli una classe a 30 ore, e quasi il 31,2% ha iscritto i bambini a classi che fanno il tempo pieno (44 ore). Va detto che nel Riminese la formula del tempo pieno è molto meno consolidata rispetto ad altre realtà, dove invece è richiestissimo (il 73% ha fatto questa scelta a Bologna, il 72% a Modena). Resta da vedere come il tempo pieno sarà garantito, a fronte dei tagli sulla scuola.

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di BRUNO DALLARI SCANDIANO UNO SCIOPERO, senza mandare i bamb... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 18-03-2009)

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RUBIERA, SCANDIANO E CERAMICHE pag. 15 di BRUNO DALLARI SCANDIANO UNO SCIOPERO, senza mandare i bamb... di BRUNO DALLARI SCANDIANO UNO SCIOPERO, senza mandare i bambini a scuola, per la quinta interessata e per due altre quarte, sarebbe in programma nei prossimi giorni alle elementari "Rocca" di Scandiano per protestare contro l'insegnate (o gli insegnanti?) che hanno lasciato per mesi in bella vista l'immagine del ministro Mariastella Gelmini, pubblica istruzione, con gli orecchi da asino. «Alcuni genitori scrive Fabio Filippini, candidato sindaco del Pdl a Scandiano - ci informano dell'esposizione dell'immagine all'ìnterno di una classe 5^. Il gesto credo sia, secondo buonsenso, intollerabile ed offensivo e dovrà essere chiarito dall'Ufficio scolastico provinciale che sollecitiamo ad intervenire con solerzia. Riteniamo grave che dei bambini delle scuole elementari che dovrebbero ricevere buona educazione ed il rispetto dai propri insegnanti vengano invece bersagliati da messaggi diseducativi e di becera propaganda di qualche insegnante di sinistra frustrato dalle giuste riforme che il Governo ha attuato nel mondo della scuola. Siamo pertanto ad invitare anche l'attuale sindaco Giovannetti a chiedere lumi su quanto è accaduto. Della vicenda verrà interessata anche la commissione scuola della Provincia assicura il candidato presidente Giuseppe Pagliani - nella quale chiediamo la convocazione dei dirigenti scolastici interessati». ha dichiarato al "Carlino" nella prima mattinata di ieri il dirigente del secondo circolo di Scandiano, dottor Ciacci. Poi alcune ore dopo, avendo espletato le verifiche, ha fatto sapere che «in effetti il caso è avvenuto. Si tratta del volantino delle associazioni dei genitori che hanno protestato il 28 ottobre scorso. Presenta chiari riferimenti alla Gelmini, indicando orecchi da somaro. E' stato dimenticato all'interno di una classe, seminascosto dal calendario». E' normale, chiede il cronista, che comunicati sindacali vengano esposti all'interno delle classi? Autorizzato da Lei? «Di certo no, ma affisso credo in buona fede». Lei sa che vi è una interpellanza regionale che intende fare chiarezza? «Facciano quello che vogliono. Io non ne sapevo nulla». Il volantino, dimenticato per mesi, sarebbe nel frattempo stato rimosso. «Chissà è la provocazione di un genitore - che alla fine qualcuno decida di mettere, nella bacheca, l'immagine dell'insegnante con gli orecchi da somaro. Per una ragione di parità di trattamento. Perché coinvolge in un giudizio politico ragazzi di 10 anni, che vanno a scuola per imparare e crescere senza che sul loro futuro vengano posti steccati ideologici». Senza contare che la "dimenticanza" potrebbe danneggiare, alla vigilia di una campagna elettorale complicata solo una parte politica. Probabilmente non quella della Gelmini.

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) SCUOLA La scelta degli orari lunghi' non è stata spont... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-03-2009)

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AGENDA pag. 16 ) SCUOLA La scelta degli orari lunghi' non è stata spont... ) SCUOLA La scelta degli orari lunghi' non è stata spontanea, ma indotta L'ARTICOLO di Dario Nicoli apparso sul Carlino il 2 marzo scorso parla delle scelte fatte in dai genitori con questo titolo: Ai genitori la lezione piace lunga'. Ci permettiamo una osservazione: Fu vera scelta? Nella scuola elementare di Conselice quando ci è stata illustrata la possibilità di scegliere fra le 24, 27, 30 e 40 ore si è parlato prevalentemente delle 40 ore: di come sono belle, buone e giuste e che solo quella scelta avrebbe garantito una istruzione completa. Non si è invece accennato al fatto che le 40 ore comportano una spesa per la mensa di circa 100 euro al mese. Solo in seguito ai genitori che hanno diversi figli è stato precisato che in caso di difficoltà finanziarie avrebbero potuto rivolgersi ai servizi sociali. Sulle altre possibilità di scelte di orari diversi sono state date indicazioni non esaurienti e marginali. Tutto è stato impostato al fine di portare a scelte che avessero quell'unica preferenza. Coloro che all'atto della iscrizione intendevano scegliere le 27 ore, venivano sistematicamente sconsigliati per il fatto che tutti sceglievano il tempo pieno, rendendo così problematica la possibilità di formare una classe con le 27 ore e quindi inutile quel tipo di scelta. Questa sottile strategia, per convincere i più al tempo pieno non è nuova in questo plesso scolastico. Lo scorso anno gli alunni che non avevano il tempo pieno vennero discriminati; al punto che furono esclusi dalla possibilità di partecipare allo spettacolo di Natale. Solo dopo una lettera di protesta inviata dai genitori alle autorità scolastiche locali vennero nuovamente ammessi anche se marginalmente e facendo pesare la loro diversità'. Noi comprendiamo che questi dirigenti scolastici siano contro la riforma Gelmini, ma non possiamo accettare che vogliano omologare i nostri figli alle loro idee. La scuola dovrebbe essere una officina di confronto, dove le idee di tutti favoriscano lo spirito critico, il confronto e la formazione del libero cittadino del domani. Abbiamo invece l'impressione che tutto debba essere conforme a determinate scelte politiche, con il risultato che chi non vuole avere beghe' è costretto alle scelte di chi comanda. E così anche i genitori che non si erano fatti intimidire e insistevano per scegliere le 27 ore per i loro figli hanno dovuto alla fine piegarsi davanti a questa risposta: «Non abbiamo un sufficiente numero di alunni per le 27 ore, quindi provate a iscriverli a Lugo o da altre parti». Il tutto si commenta da sé. Un gruppo di genitori della scuola elementare Conselice ) TRAFFICO Auto parcheggiate in doppia fila in viale Farini. E i Vigili non ci sono STA ARRIVANDO la primavera e forse i ragazzi potrebbero andare a scuola in bicicletta. Ma non c'è nulla di male se preferiscono essere accompagnati dai genitori in auto. A patto che papà e mamma rispettino se non il Codice della strada, almeno il buon senso: oggi giorno, in viale Farini, si moltiplicano le auto ferme in doppia fila o negli stalli dei pullman, ostacolando il servizio pubblico. Ma i Vigili urbani non hanno la sede a pochi metri? Perché non fanno mai alcun controllo? Lettera firmata Ravenna

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Deputati Pdl: <Alle Filzi troppi stranieri, serve un tetto massimo> (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Prato)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 Deputati Pdl: «Alle Filzi troppi stranieri, serve un tetto massimo» «ALLA SCUOLA Filzi ci sono 80 stranieri su 107, ora serve un limite». I parlamentari del Pdl Fabio Rampelli, Paola Frassinetti, Agostino Ghigli e Achille Totaro hanno preso ad esempio l'istituto pratese per chiedere al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini di stabilire un tetto massimo alla presenza degli stranieri nelle classi. I parlamentari hanno annunciato la presentazione di una risoluzione in commissione cultura della Camera. «Il provvedimento hanno spiegato i deputati del Pdl si rende necessario per far fronte ad alcune situazioni paradossali per cui all'interno di una classe non c'è praticamente nessun bambino italiano». Per dimostrare la necessità di istituire un tetto massimo i parlamentari hanno anche ricordato alcuni «casi simbolo» di una situazione che «sta deflagrando facendo emergere vistose anomalie». Tra le quattro scuole prese ad esempio c'è anche, appunto, la Filzi, l'elementare del centro dove c'è anche una classe di soli stranieri (nelle scuole pratesi la percentuale di alunni stranieri nell'annno 2007-2008 era del 16%). Le altre sono l'elementare di Lessona di Torino (Porta Palazzo) dove su 523 bambini 292 sono stranieri, la scuola di via Paravia a Milano (zona San Siro), dove su 97 bimbi 87 non sono italiani, la Pisacane di Roma dove a oggi si contano 144 stranieri su 168 alunni. «Il rischio hanno evidenziato i quattro parlamentari Pdl è che non solo non si integrino i bimbi stranieri, ma si alimenti la fuga verso scuole paritarie e private». Gli esponenti Pdl hanno quindi ricordato un decreto del presidente della Repubblica del '99 e tre circolari di altrettanti ministri che invitano a evitare forti concentrazioni di alunni stranieri, proprio con l'obiettivo di favorire l'integrazione ed hanno evidenziato la necessità di rivedere il concetto dell'autonomia scolastica.

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lo spettro dei tagli su 150 cattedre (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Pordenone Lo spettro dei tagli su 150 cattedre Ieri assemblea Cgil coi precari. Assunzioni in ruolo: previsti 100 ingressi «Si prospetta un futuro tragico e senza lavoro, a scuola». Francesca Volpe, Sonia Serao e Sergio Catalano sono docenti precari trentenni con la carriera a rischio: come loro, altri 2 mila in provincia. Ieri, hanno contato i tagli possibili negli organici 2009-2010, nell'assemblea della Flc-Cgil, che ha chiamato all'appello gli stagionali nel liceo Grigoletti, a Pordenone. Il fantasma della disoccupazione aggredisce il pubblico impiego e il sindacato chiede ammortizzatori sociali nel comparto scuola. «Forse 150 cattedre saranno cancellate dalla riforma e dai tagli, nel Pordenonese - è l'ipotesi delle sindacaliste Flc-Cgil Carla Franza e Caterina Treglia -. Abbiamo chiesto al ministro Gelmini la proroga annuale degli incarichi di supplenza 2008-2009, per tutelare i precari. I pensionamenti non copriranno i tagli in organico». Le indiscrezioni sulle assunzioni in ruolo, entro agosto 2009, parlano di 20 mila nomine da spartirsi tra insegnanti, ausiliari, amministrativi e tecnici Ata. «Nel dettaglio - ha aggiunto Franza - 12 mila posti per docenti e 7 mila agli Ata. Dei posti docenti, circa 6 mila sarebbero riservati al sostegno dell'handicap». Se così fosse, l'ipotesi per Pordenone potrebbe conteggiare un centinaio di assunzioni a tempo indeterminato per i docenti. «Chiediamo assunzioni su tutti i posti vacanti - ha rivendicato Giorgia Arena, del Coordinamento precari provinciale -. Abbiamo incontrato l'assessore regionale all'istruzione Roberto Molinaro, che ci ha annunciato la disponibilità di risorse del fondo sociale europeo, per sostegno al reddito e alla riqualificazione-formazione». I conti sugli organici sono neri. «Mille 200 precari della scuola in Frili senza lavoro nel prossimo triennio - ha scandito i numeri Caterina Treglia -. Continuiamo la lotta». Precari in lotta e in attesa dei bandi di aggiornamento delle graduatorie. «Entro pochi giorni sarà pubblicata l'ordinanza per le graduatorie a esaurimento degli abilitati - ha concluso Franza -. Quella di terza fascia di istituto per docenti non abilitati, è attesa in aprile». Chiara Benotti

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Studenti in piazza con i precari (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 7 Studenti in piazza con i precari Al corteo partecipano anche i collettivi studenteschi. Picchetti agli istituti SCUOLA OGGI MANIFESTAZIONE INDETTA DALLA CGIL MILANO «IN PIAZZA per dire che la politica dei tagli non può che portarci a un futuro fatto unicamente di precarietà e ignoranza. E i primi risultati iniziano già a vedersi, a cominciare dal gran numero di debiti in materie come inglese o geografia, che nell'era della globalizzazione, dovrebbero essere un patrimonio fondamentale assunto da tutti». Così i collettivi studenteschi milanesi annunciano per questa mattina la loro presenza alla manifestazione dei lavoratori della conoscenza indetta dalla Cgil e che partirà da porta Venezia alle 9.30. «L'unica sicurezza che vogliamo - dicono gli studenti - è avere una scuola di qualità. Un problema che di certo non si risolve con la svolta autoritaria che stanno portando avanti, fatta di 5 in condotta, in una scuola che invece di educare sorveglia e punisce». Da qui la decisione di partecipare con un proprio spezzone alla manifestazione di oggi, organizzando anche picchetti all'ingresso delle scuole. L'iniziativa sindacale, con la manifestazione regionale, è indetta dalla Flc-Cgil e chiede organici stabili e funzionali, il ripristino delle risorse tagliate all'istruzione, la conferma della centralità del contratto nazionale, il ritiro dei provvedimenti "Brunetta" sulla malattia, la difesa dell'occupazione, lo stop al disegno di legge "Aprea". Allo sciopero, oltre alla Cgil, hanno aderito la Gilda («Contro lo sfacelo della scuola pubblica») e il Coordinamento precari dello IuniScuola: «Contro le politiche del ministro Gelmini e del governo in materia di istruzione e precariato». Difficile quindi prevedere quale incidenza avrà l'astesione degli insegnanti e dei non docenti sul funzionamento degli istituti milanesi. Sul fronte studentesco è inoltre da registrare l'adesione, a livello nazionale, dell'Uds, che a Milano però non raccoglie grandi adesioni. L'"Onda studentesca" ha comunque ripreso a muoversi già nei giorni scorsi con alcune iniziative ai classici Manzoni e Parini, allo scientifico Vittorini, agli artistici Boccioni e Caravaggio, all'Agnesi, al'Itis Conti e all'Itsos. Ieri mattina è stata la volta del liceo Carducci, «dove - spiegano ancora i rappresentanti dei Collettivi - è stata organizzata durante la prima ora di lezione un'iniziativa antirazzista e antifascista per ripulire la facciata della scuola da scritte razziste e intolleranti. Gli studenti hanno ribadito che ideologie fasciste e ignoranti non hanno posto nella scuola, che per questo va difesa dai continui attacchi che sta subendo». Gi.Gu.

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CONCORDIA SCUOLA elementare senza bidelli. Perciò tutti gl... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

CARPI, MIRANDOLA, FINALE E BASSA pag. 16 CONCORDIA SCUOLA elementare senza bidelli. Perciò tutti gl... CONCORDIA SCUOLA elementare senza bidelli. Perciò tutti gli alunni resteranno a casa. Le maestre che non aderiranno allo sciopero di oggi, indetto dalla Cgil contro la riforma del ministro Gelmini, saranno così obbligate a lavorare senza gli alunni in classe. L'astensione contemporanea dal lavoro di tutti i bidelli, in servizio nel plesso scolastico di Concordia, ha obbligato la dirigente dell'istituto comprensivo dottoressa Milena Prandini ha decretare' nella scuola primaria Gasparini la sospensione delle lezioni per tutte le classi. I docenti che non intendono scioperare si legge nel provvedimento sono invitati ad apporre la firma di presenza in direzione e rimarranno a disposizione per le ore corrispondenti al servizio della giornata ». La decisione, però, non è stata condivisa e accettata supinamente da varie insegnanti che oggi non sospenderanno il servizio. «Sono rispettosa dei diritti di chi intende scioperare ma esterna la maestra Cristina Guaitoli non mi sento tutelata nel mio diritto: quello di poter liberamente insegnare. Tutti i giorni tutelo la sicurezza dei miei alunni indipendentemente dalla presenza o meno dei bidelli. Recentemente mi sono recata in gita accompagnando 28 ragazzi e gli unici responsabili dell'incolumità e sicurezza dei partecipanti eravamo solamente io e la mia collega». La legge prevede che, in caso di sciopero a scuola, il dirigente formi un contingente di lavoratori che non si assenta dal lavoro per garantire lo svolgimento delle lezioni e i livelli di sicurezza. La controversa interpretazione dell'accordo integrativo sulla scuola del 1999 e la contemporanea adesione, di tutti i collaboratori scolastici, avrebbe stando alle dichiarazioni di due maestre costretto la dottoressa Prandini a prendere la grave' decisione di sospendere le lezioni in tutte le classi. Flavio Viani

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M ENSE a rischio, compresenze eliminate, <orari-... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMA SARZANA pag. 11 M ENSE a rischio, compresenze eliminate, «orari-... M ENSE a rischio, compresenze eliminate, «orari-spezzatino». I genitori della Val di Magra non ci stanno, e scoppia la «rivolta» contro i tagli della riforma Gelmini. Più di 460 adesioni sono state raccolte in poche settimane durante la raccolta di firme lanciata dai genitori degli alunni delle scuole elementari del circolo didattico di Belaso. Si sono unite a loro la scuola elementare di S. Stefano Magra e diversi plessi spezzini. In breve, le adesioni hanno raggiunto il 100% alla scuola di Bradia, il 92 % a Belaso, l'89% a Santo Stefano. Nel giro di due settimane, solo attraverso il passaparola, anche il 57 % dei nuovi iscritti hanno richiesto di iscriversi «secondo i piani di offerta formativa che ogni scuola adotta con successo da anni». Escluse Santa Caterina e Ghiaia (che devono ancora concludere la raccolta), la media delle adesioni supera l'80 %. Le firme verranno inviate agli Uffici scolastici provinciale e regionale, e al Miur. «C'è grande preoccupazione per il futuro della scuola con i tagli della Gelmini scrivono i genitori per l'abolizione delle ore di compresenza (erano da 4 a 6), briciole dal punto di vista economico ma fondamentali per i bimbi (consentono gite didattiche, laboratori a piccoli gruppi, l'insegnamento individualizzato) ma anche per la creazione di "classi-spezzatino" con molti insegnanti diversi dagli orari frammentati.Ma le prospettive sono anche peggiori per quanto riguarda le prime elementari. Non ci sarà più il modulo, la contitolarità di 3 insegnanti su 2 classi, la compresenza, e tornerà il maestro unico o prevalente, al posto dell'importante collaborazione fra docenti diversi». E preoccupa non poco i genitori anche la «notizia dell'ultima ora»: per i nuovi iscritti che hanno scelto le 30 ore non è attualmente previsto il servizio mensa. «Come faremo? Tanti genitori che lavorano non possono andare a prendere i figli per il pranzo e riportarlo indietro per le ore pomeridiane!», dicono. Poche e semplici le richieste dei genitori in rivolta: che i bambini delle classi in corso possano terminare il loro ciclo di studi alle stesse condizioni di quando si sono iscritti; che i nuovi iscritti possano aderire a quei piani di offerta formativa delle diverse scuole che negli anni passati garantivano una «formazione di qualità». I DATI sulle iscrizioni alla prima elementare per il 2010, confermano la «predilezione» dei genitori per il tempo pieno (40 ore) e per i moduli a 30 ore, con due rientri pomeridiani e sabato libero. A Sarzana Capoluogo, infatti, 15 dei 30 nuovi iscritti hanno chiesto il tempo pieno, 15 le 30 ore. A Marinella tutti e 10 gli iscritti hanno chiesto il tempo pieno a 40 ore. A Nave, plesso a rischio «sovraffollamento», 31 iscritti per il modulo a 30 ore. Anche gli 8 iscritti di San Lazzaro, i 16 di Bradia, i 18 di Ghiaia, i 25 di Santa Caterina, i 26 di Romito, i 9 di Ameglia e i 14 di Fiumaretta chiedono le 30 ore. A Belaso, ben 29 gli iscritti per il tempo pieno; a Madonnetta 21 per il modulo a 27 ore. Ad Ortonovo tutti e 75 gli iscritti (21 a Casano Basso, 25 a Isola, 15 a Cafaggiola, 14 a Luni Mare) hanno chiesto le 30 ore. A Palvotrisia di Castelnuovo Magra invece preferenze divise fra tempo pieno (15 iscritti) e 30 ore (17). A Canale di Castelnuovo, 31 iscritti: 4 per il tempo pieno, 24 per le 30 ore, 2 per le 27, uno solo per le 24. Se, e in che misura, le richieste di organico delle scuole verranno accettate, non è dato sapere. Fino a settembre si riceveranno le iscrizioni. In attesa di «lumi» sul futuro della scuola.

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Raccolti 40mila euro per il premio dedicato a Marco Biagi (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)

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MODENA PRIMO PIANO pag. 3 Raccolti 40mila euro per il premio dedicato a Marco Biagi CERIMONIA E CONVEGNO di DAVIDE MISERENDINO L'ECCEZIONALITÀ è una caratteristica rara. Sono pochi gli eventi che se ne possono fregiare, poche le persone davvero eccezionali. Domani, però, questo aggettivo si potrà usare senza troppa paura; la consegna di un premio che ricorda un uomo unico, alla presenza della più alta carica dello stato è senza dubbio un evento d'importanza rara. NELL'agenda della visita modenese di Giorgio Napolitano, infatti, c'è un appuntamento sottolineato con il pennarello rosso. E' il convegno di domani mattina alla Fondazione Marco Biagi dal titolo Produttività, investimento nel capitale umano e occupazione giovanile, nel corso del quale verrà consegnato il Premio Marco Biagi - Il Resto del Carlino per la solidarietà sociale', un riconoscimento per le associazioni che si sono distinte nel campo degli aiuti ai più bisognosi. IL PREMIO, istituito tre anni fa dal Resto del Carlino per tutelare il prezioso ricordo del professor Biagi, del suo lavoro e del suo sacrificio, viene assegnato da una giuria composta dal direttore del Qn - Resto del Carlino Pierluigi Visci, dal professor Luigi Montuschi, che di Biagi fu il padre spirituale, dalla professoressa Paola Monari, prorettore dell'Alma Mater e da monsignor Stefano Ottani, parroco della chiesa dei santi Bartolomeo e Gaetano di Bologna. Il montepremi', che va suddiviso fra tre premi principali, un riconoscimento e tre menzioni speciali, vive' grazie alle donazioni dei lettori; quest'anno il loro contributo ha toccato quota 40mila 500 euro, oltre diecimila euro in più rispetto alla prima edizione del 2007, che testimoniano la grande partecipazione degli italiani al dramma di Biagi e della sua famiglia. LA CERIMONIA delle premiazioni, domani, sarà preceduta dall'importante testimonianza di alcuni dei collaboratori più fidati del giuslavorista ucciso dalle bierre. Dopo i consueti saluti della autorità cittadine (saranno presenti anche la vedova di Biagi Marina Orlandi e la direttrice della Fondazione Paola Reggiani Gelmini), sarà infatti il professor Michele Tiraboschi, colui che ha raccolto l'eredità di Biagi, a ricordare l'amico e collega. SUBITO dopo l'intervento, il direttore di Qn - Resto del Carlino Pierluigi Visci comunicherà i nomi dei vincitori e si procederà alla consegna del premio. Quindi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano terrà il suo intervento, rendendo i più alti onori istituzionali alla memoria di Marco Biagi. Il cerimoniale' delle premiazioni proseguirà nel pomeriggio alla sede di Bologna del Resto del Carlino, con la partecipazione del ministro degli Interni Roberto Maroni e del ministro del Welfare Maurizio Sacconi.

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VIGNOLA EMOZIONANTE cerimonia dell'alzabandiera per gli alunni dell... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-03-2009)

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PIANURA pag. 19 VIGNOLA EMOZIONANTE cerimonia dell'alzabandiera per gli alunni dell... VIGNOLA EMOZIONANTE cerimonia dell'alzabandiera per gli alunni della scuola primaria G. Mazzini di Vignola. Ieri, in occasione del 149° anno dalla proclamazione dell'unità d'Italia, la direzione didattica di Vignola ha infatti deciso di organizzare all'interno del cortile della scuola primaria Mazzini una cerimonia solenne dell'alzabandiera alla presenza delle autorità religiose, civili e militari e delle associazioni di ex-combattenti. L'intento del dirigente scolastico e dei docenti è di promuovere, come accade in altri paesi del mondo, il rispetto dei simboli civili che rappresentano la nostra comunità nazionale. Dopo gli interventi delle autorità, alcuni alunni della scuola Mazzini hanno portato la bandiera italiana e quella europea che sono quindi state issate sul pennone esterno all'edificio. Al termine tutti i bambini (nella foto) hanno intonato l'inno d'Italia accompagnati dalla Banda di Spilamberto. «Intenzione della direzione didattica afferma il dirigente scolastico Gianni Ravaldi è ripetere ogni anno la cerimonia, per creare le condizioni di farla diventare uno dei "riti" legati all'educazione alla cittadinanza e alla convivenza civile, in preparazione del 150° anniversario». Con questa cerimonia si conclude il progetto sulla Costituzione e sulla bandiera italiana, che ha portato all'allestimento della mostra "Buon compleanno Costi", realizzata da tutti gli alunni delle scuole del territorio e tenuta a battesimo dal presidente del Senato Renato Schifani. Per relazionare su questo importante progetto ieri mattina una delegazione di docenti delle scuole vignolesi ha partecipato alla Camera dei Deputati a Roma al convegno Unità d'Italia, Costituzione repubblicana e bandiera nazionale' alla presenza dell'onorevole Schifani e del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Carla Tassi

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La mappa dei rischi? Manca da tredici anni (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-18 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE Dopo il disastro di Rivoli La mappa dei rischi? Manca da tredici anni ROMA — Un altro crollo. Stavolta in piscina. Ma tutti hanno ripensato alla scuola di Rivoli, dove nello scorso novembre il controsoffitto, sotto il peso di un pesante tubo di ghisa, si schiantò sul diciassettenne Vito Scafidi, uccidendolo. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, promise maggiore prevenzione. Cosa è stato fatto da allora? Al ministero si mostrano soddisfatti. Gianni Bocchieri, capo della segreteria tecnica del ministro, anticipa: «Abbiamo completato il censimento dei dati strutturali degli edifici scolastici. E contiamo di elaborarli entro la fine del mese». E aggiunge: «Abbiamo dato il via a squadre miste che indaghino sui pericoli non strutturali. E soprattutto stiamo reperendo le risorse economiche. Il Cipe ha destinato all'edilizia scolastica un miliardo, e a questi soldi si aggiungerà il 5% dei fondi destinati a ogni infrastruttura strategica». Secondo i piani, dunque, all'inizio dell'estate il ministero potrebbe avere la mappa del rischio. Era dal '96, fanno notare al ministero, che era stata avviata l'anagrafe edilizia, ma ancora non era completa. Dopo Rivoli, l'accelerazione e la conclusione della ricognizione dei rischi strutturali (soffitti, pareti, tetti, pilastri), dalla quale saranno elaborate schede tecniche con l'età dell'edificio e gli ultimi interventi compiuti. A marzo è partita l'intesa per le squadre miste di tecnici del provveditorato dei lavori pubblici e degli enti locali per rilevare i pericoli non strutturali: pannelli, scaffali, armadi. Se entro tre mesi i dati non saranno censiti potranno intervenire i prefetti. Virginia Piccolillo

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Il contagio collettivo del Male (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2009-03-18 num: - pag: 45 categoria: REDAZIONALE Narrativa Nel nuovo romanzo lo scrittore muove da episodi di cronaca per illustrare l'Italia di oggi Il contagio collettivo del Male Scurati: «Racconto la pedofilia per spiegare a cosa può portare la paura» di CINZIA FIORI L o facciamo di continuo. Eppure civettare con la paura è pericoloso. Talmente pericoloso, che il delirio psicotico di una madre in crisi può condurre un'intera comunità a cercare sicurezza nel demonio, a ricadere nelle derive maniacali di scenari arcaici. è già successo. Ed è la storia che racconta Antonio Scurati nel suo nuovo romanzo, Il bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani, pp.195, e 18). In un'atmosfera d'inquietudine ballardiana, l'autore scrive ex post, come se raccontasse una pestilenza passata. Usa toni millenaristi, anche se le visioni di San Giovanni, rievocate dalla collettività, c'entrano poco. è di un'apocalisse umana che si narra: il cataclisma della ragione. All'inizio era soltanto un bacillo, ma il timore della pedofilia a scuola, insufflato da una madre, stava per dilagare veloce in un contagio delle menti. Il clima a Bergamo, la città teatro del romanzo, non era sereno. I giornali avevano già diffuso l'idea della pedofilia, provocando uno scandalo che s'era abbattuto sul seminario vescovile. A completare il quadro, l'arrivo di due maestre, esuli dalla materna Abba e dall'asilo Sorelli di Brescia, dove erano state per due volte assolte da accuse di pedofilia basate sulla presunzione di colpevolezza. Antonio Scurati cita le scuole bresciane, s'ispira alla vicenda di don Gelmini, attinge all'inchiesta sulla materna di Rignano e a casi simili capitati in Francia, da smaliziato bricoleur, assembla materiali differenti ma, tiene a precisare: «La pedofilia è una metafora che mi serviva per raccontare gli effetti della politica della paura. Viviamo buona parte della nostra esistenza soggiogati da fantasmi spaventosi, da universi mediatici che si sviluppano come bolle intorno a fatti caricati emotivamente ma non verificabili. Pensiamo all'epidemia di Sars o allo spettro del terrorismo globale che ci prospettava stravolti i nostri giorni futuri. Siamo prede di una paura indefinita che ci toglie energie civili». Scurati è particolarmente abile nel ricostruire le tappe della diffusione della paura e del preconcetto. Con accuratezza ricrea il progressivo spaesamento del senno, fino alla completa perdita del senso della realtà. Ci saranno aule trasformate in incubatrici di terrori arcaici, assemblee con genitori stremati da fantasie terrificanti ormai incapaci di sentire ragioni, vogliosi soltanto di falò redentori che distruggano i responsabili delle loro sofferenze; e arriveranno gli arresti, le confessioni a cascata dei bambini, si penserà al complotto, finché il clima diverrà tale che qualsiasi bruttura pronunciata, verrà presa per verità provata. Il fascino sinistro della tragedia avvolge il lettore. Scurati lo tiene allacciato alla trama narrando l'evolversi di una psicopatologia collettiva. Scrive un romanzo civile, rivelando come avviene la colonizzazione delle nostre menti. Riesce nell'impresa di raccontare quest'Italia sfiduciata e insicura, smarrita nelle pieghe della postmodernità. «La pedofilia si presta a illustrare come noi adulti, vinti da fantasmi terrorizzanti, regrediamo allo stato mentale dell'infanzia. è dei bambini, infatti, l'incapacità di discernere la realtà dalla fantasia. Superata l'adolescenza, si tratta di una condizione insidiosa». Infantile è persino il lessico di rispettabili massaie e professionisti che per l'assemblea preparano il cartello: «Gli orchi sono tra noi», gli stessi che ne condurranno un'altra imitando le vocine dei propri figli per descrivere fantasie raccapriccianti. E un bambino che sogna la fine del mondo nel fuoco sarà il tassello fragile della mente del protagonista. Come nel suo secondo romanzo, Il sopravvissuto, anche qui il personaggio principale è un calco di Scurati. Come lui, al tempo dei fatti narrati, ha 38 anni, scrive commenti sui giornali e insegna a Bergamo Teorie e tecniche del linguaggio televisivo. Di volta in volta, il protagonista, riluttante, viene convinto dal giornale ad andare alla scoperta di quanto accade intorno a lui. Osserva la vita, se stesso, i suoi concittadini con acume, ma la sua preparazione da intellettuale critico non lo dispenserà dalla follia collettiva. Si ritroverà a dichiarare agli spettatori di Matrix: «Il Male esiste». Siamo tutti coinvolgibili, dunque. E già coinvolti. Il pubblico che guarda il cadavere della morale in tv e con sollievo torna alla sua vita stordita è complice dei bergamaschi che hanno scoperto la sostanzialità del Male. Il diavolo ormai è una certezza, un'idea terribile ma, in tanta angoscia, è perlomeno qualcosa di chiaro. La presenza di Satana è sinistramente consolatoria, specialmente se al Male si possono dare nomi e cognomi di prelati o insegnanti. «Tra le origini della nostra fragilità e del nostro smarrimento — dice Scurati — c'è il fatto che siamo privi di un'idea condivisa del male. Abbiamo modelli, divi e politici, che basano il loro successo su comportamenti che dovrebbero apparire portatori di disvalori. Siamo confusi, perciò sentiamo il bisogno di vedere il male per identificarlo. è questa la radice della passione morbosa che alimenta programmi televisivi su casi come Cogne o Erba». Il castello crollerà e a Bergamo il Male tornerà a essere sfuggente, incerto, poco più di un'opinione. Persino gli indizi da fine del mondo si riveleranno mistificatori. La descrizione dei padri di famiglia drogati di Cialis per le amanti giovani, la narrazione del fallimento di un modello d'istruzione, le osservazioni sulla crisi dell'amore romantico non hanno scopi moralisti. Sono, piuttosto, la rivelazione di un autoinganno generalizzato: cerchiamo sicurezza in grandi valori che abbiamo smesso di praticare da tempo perché, in fondo, non ci crediamo più. «Viviamo da laici, da libertini, da immorali eppure continuiamo a raffigurarci come una società basata sui valori cattolici, per esempio. è una scappatoia deleteria. Pensiamo al caso Englaro. Dovremmo sforzarci di ricostruire una morale adatta a noi. Fingere di credere in Dio per una società che l'ha perso è pericoloso». Già, si finisce per capitare in un'apocalisse senza riscatto, perché Dio non s'è presentato. E quel che resta dei giorni della suggestione collettiva è il dolore di tanti, abbandonato, come sempre, al suo nonsenso. La pedofilia è una piaga che suscita nella gente un'enorme paura. Sopra, Todd Davidson, «L'uomo dalla lingua biforcuta» (Corbis)

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NEL MONDO della scuola si parla molto di studenti stranieri e di voto in condotta... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

CAMPIONATO GIORNALISMO pag. 13 NEL MONDO della scuola si parla molto di studenti stranieri e di voto in condotta... NEL MONDO della scuola si parla molto di studenti stranieri e di voto in condotta. "..la diversità è un valore, nella biologia come nella tecnologia o nel linguaggio. Pertanto va difesa", ha detto Vittorio Bo, il direttore del festival della scienza di Genova 2008; anche noi studenti di 3° media ne siamo convinti. Accettando compagni provenienti da altri paesi, cercando di conoscere le tradizioni, ci arricchiamo, ma se li emarginiamo rischiamo di provocare in loro reazioni scorrette, per attirare l'attenzione. Come possiamo aiutarli? I centri di alfabetizzazione, come il centro Giufà attivo da anni nel nostro quartiere, sono utili, perché imparando l'italiano "un bambino non è più solo". Ma quando tornano in classe? Spesso gli ignoriamo, suscitando in loro senso di solitudine e nostalgia del Paese di provenienza. Non bastano questi centri, dobbiamo accoglierli, immaginando di essere noi nei loro panni. L'integrazione è possibile solo nel rispetto delle culture e delle persone, è vero, ma per noi adolescenti importante è non sentirsi soli, perché "un amico rallegra la giornata". Voto in condotta: con il 5 si boccia; è questa la soluzione contro studenti irrequieti sempre più numerosi nelle nostre scuole? "Ai posteri l'ardua sentenza": noi siamo convinti che comportarsi in un certo modo sia la conseguenza degli insegnamenti dei nostri genitori, perché in classe stiamo meno ore che in famiglia. La scuola oggi è quindi proiezione sul futuro per la varietà multietnica sempre più accentuata, ma anche ritorno al passato per il voto in condotta, bacchetta magica per famiglie poco attente al quotidiano dei loro figli.

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<Delbono dal check up al check out> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-03-2009)

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BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 7 «Delbono dal check up al check out» I PASQUINI' * Flavio Delbono, candidato del centrosinistra, alle 10.45 sarà in piazza Nettuno per la manifestazione di protesta contro la riforma Gelmini. Alle 17.30 al Savena, in via Faenza 4, ad un'iniziativa del Pd su scuola e infanzia. * Giorgio Guazzaloca, candidato civico. inizia il tour in centro alle 10 in via Dagnini e via degli Orti (partenza angolo Largo Lercaro-via Dagnini). Alle 19.30 sarà alla Lunetta Gamberini per incontrare i Warriors. *Alfredo Cazzola, candidato civico alle 11 sarà in diretta su Radio Bruno. Alle 21 incontra il Club Bologna sicura del Pdl all'hotel Europa.

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Gilda, oggi lo sciopero della scuola (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Nuoro Pagina 5016 Gilda, oggi lo sciopero della scuola --> La Gilda degli insegnanti ha invitato tutti i docenti ad aderire allo sciopero della scuola proclamato per oggi con lo scopo di contestare i provvedimenti della riforma scolastica Gelmini che stanno mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. «I docenti più colpiti dalla riforma - si legge in una nota - saranno quelli della scuola primaria e di quella secondaria di primo grado».

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Scuole di frontiera: dopo la Pisacane il <caso Di Donato> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 66 del 2009-03-18 pagina 1 Scuole di frontiera: dopo la Pisacane il «caso Di Donato» di Marcello Viaggio È straniero il 56 per cento degli alunni E a Tor Pignattara le mamme protestano Nessun accordo alla scuola Pisacane. Patti infranti, esodo dei bimbi italiani e protesta delle mamme, che si appellano alla Gelmini. Ma la stessa situazione esplosiva si verifica anche in altre città: Milano, Torino, Prato. A svelare le cifre è stato ieri il deputato del Pdl, Fabio Rampelli, che insieme ai parlamentari Marco Marsilio, Paola Frassinetti, Agostino Ghiglia e Achille Totaro, ha illustrato che cosa succede nelle cosiddette «scuole di frontiera». Alla Pisacane, in via dell'Acqua Bullicante, il prossimo anno oltre il 90 per cento degli alunni, fra scuola dell'infanzia ed elementari, saranno stranieri. Lo scorso anno erano l'85 per cento. Alla scadenza del 27 febbraio, le domande d'iscrizione alla prima elementare pervenute sono state 21, di cui 18 di bambini non italiani: Bangladesh, Romania, paesi arabi, in prevalenza. «Non abbiamo iscritto i nostri figli - dice Flora Arcangeli, portavoce del Comitato mamme per l'integrazione - perché non sono state mantenute le promesse». L'accordo del 5 febbraio fra il VI municipio, il direttore scolastico regionale, il Comune e i direttori didattici prevedeva la redistribuzione degli alunni stranieri nel municipio. Ma il patto non è stato applicato alla Pisacane. Occorreva il sì della scuola, che non c'è stato. Così nell'istituto di Tor Pignattara i bambini italiani il prossimo anno saranno appena uno su dieci. La lingua di Dante sarà ignorata dai più. Senza contare un bagaglio culturale, sociale, religioso frammentato all'inverosimile. Altra situazione limite, all'elementare Di Donato, all'Esquilino, dove il 56 per cento dei bambini segnati per il prossimo anno sono di 16 origini diverse, non italiane, in prevalenza cinesi. Ma la situazione non è limitata a Roma. Rampelli e gli altri hanno illustrato altri casi-record un po' in tutta Italia. La scuola elementare di via Paravia, a Milano, zona San Siro, tocca anch'essa il limite del 90 per cento di stranieri (da 25 paesi diversi), con l'ulteriore record di una prima che il prossimo anno sarà composta solo da immigrati (15 bambini). Le elementari di Milano dove si registra oltre il 70 per cento di alunni stranieri sono ben quattro. Esodo delle famiglie italiane anche a Torino, alla elementare Lessona di via Fiocchetto, dove le pre-iscrizioni alla prima classe sono solo dieci, tutte straniere. A Prato, situazione limite anche all'elementare Filzi (74,6 per cento stranieri). «Nelle aule senza bambini italiani, o con pochissime unità, è impossibile un reale processo di integrazione - afferma Rampelli -. Si tratta di un fenomeno in continua crescita che fino a oggi non è stato gestito. Eppure sull'integrazione scolastica esistono precise direttive». Il decreto del Presidente della Repubblica numero 394 del 1999, che disciplina immigrazione e accoglienza, all'articolo 45 dispone che «la ripartizione delle classi scolastiche va effettuata evitando la predominanza degli stranieri». Poi c'è la circolare numero 24 del 1 marzo 2006 del ministro Moratti: «In presenza di fenomeni di concentrazione di studenti di cittadinanza straniera, si ritiene proficua una equilibrata distribuzione delle iscrizioni attraverso l'intesa fra rete di scuole ed enti locali». Lo stesso recita la circolare 110 del 14 dicembre del ministro Fioroni. «Le scuole che abbiamo citato preferiscono ignorare queste disposizioni - rimarca però Rampelli -. Un mese fa come commissione cultura abbiamo ricevuto in audizione alla Camera le mamme della Pisacane. Le richieste sono state fatte pervenire alla Gelmini, con l'invito ad emanare una nuova circolare che impedisca il protrarsi di questo caos. Ci auguriamo che il ministro si pronunci già in settimana». A Vicenza il sindaco Variati, Pd, ha disposto il tetto: non più del 30 per cento di stranieri nelle scuole dell'obbligo. Potrebbe essere una soluzione, dicono alcuni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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il padre-mostro fritzel (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 12 - Pagina Aperta Il padre-mostro Fritzel Il padre-mostro Fritzel l'orrore senza limiti Signor direttore, cosa si deve pensare quando Rudolf Mayer, avvocato difensore di Josef Fritzel che ha cominciato a stuprare sua figlia Elisabeth all'età di dodici anni negli scantinati della sua villa a St.Poelten in Austria per ventiquattro anni, facendola partorire sette volte e violentandola tremila volte, dice: «Il mio cliente non è un mostro, è colpevole di stupro ma ha saputo mostrarsi magnanimo portando in ospedale una delle figlie». Noi, immaginando cosa ha dovuto subire Elisabeth, i figli e la madre per ventiquattro anni, non riusciamo a finire neanche di leggere l'articolo. Ines e Antonio di Gregorio Secinaro Prof precari in piazza contro i tagli alla scuola I comitati degli insegnanti precari (Cip) aderiscono allo sciopero di oggi contro la politica scolastica del governo in materia di istruzione e precariato. Ancora una volta i precari della scuola scioperano a difesa degli spazi occupazionali e del diritto dei giovani ad un'istruzione pubblica libera e di qualità, perché mai come ora la nostra precarietà lavorativa si sta saldando con quella esistenziale delle future generazioni, specie quelle culturalmente e socialmente più svantaggiate. I Cip chiedono il rispetto dalla legge 296/2006 sulla stabilizzazione dei docenti precari attraverso la copertura di tutte le disponibilità perché, la permanenza di un insegnante su sei in regime di costante provvisorietà, comporta ricadute gravissime sulla qualità della nostra scuola, sulla competitività sia del nostro sistema formativo e sia dell'intero sistema paese in ambito internazionale. Mina, per tutti, le basi del domani, sottrae spazi di conoscenza, di consapevolezza, di libertà e di democrazia. I Cip deplorano il terrorismo mediatico circa l'esubero dei docenti in servizio. A cui si accompagna il linciaggio di ministri delle finanze, della funzione pubblica e dell'istruzione contro la scuola e i suoi operatori. Questa cornice di falsità è, da sempre, stata propedeutica al blocco del turnover, ai tagli delle cattedre, ai dissennati aumenti degli alunni per classe, alla revoca del tempo pieno, prolungato o esteso, alla sottrazione del sostegno agli alunni portatori di handicap, alla riduzione del tempo scuola, alla chiusura di scuole, alla limitazione degli indirizzi scolastici, alla negazione delle risorse per il recupero, alla decurtazione dei fondi di gestione degli istituti e via così, di male in peggio, col dichiarato intendo di abbassare la qualità dell'offerta formativa della scuola statale e favorire, anche con elargizioni crescenti di fondi pubblici, gli istituti privati, specie se confessionali. La politica dei tagli colpisce prioritariamente i docenti precari e le future generazioni. Ma ancora più scandalosa ed insopportabile è la condotta truffaldina del nostro ministero dell'Istruzione che, da un lato, denuncia l'esubero di personale docente in servizio nella scuola d'ogni ordine e grado a cui s'aggiunge l'abnorme presenza di precari in attesa di definitiva, e pressoché impossibile, stabilizzazione in ruolo e, dall'altro, istituisce ulteriori percorsi abilitanti. Delle due l'una, o il dicastero è retto da incompetenti ed irresponsabili oppure è in atto una strategia ingannevole in danno dei giovani specializzandi, destinati a divenire, a caro prezzo, i precari senza speranza di domani. Per tutto questo i Cip manifestano a Roma, a difesa della scuola di tutti e per tutti, perché l'istruzione non sia trattata come merce da vendere e acquistare ma sia concepita come investimento e non spesa da tagliare. I Cip avvertono l'esigenza di difendere la libertà della funzione docente e della scuola statale dai diktat della politica di parte, perché si favorisca l'integrazione e non le discriminazioni, la promozione civile e non l'addottrinamento. I provvedimenti Gelmini-Tremonti costano 160.000 posti di lavoro e cancellano ogni possibilità di stabilizzazione dei precari, revocando i loro diritti acquisiti negli anni, infliggendo un colpo ferale alla scuola statale. Maristella Curreli Presidente dei comitati insegnanti precari Piccoli ospedali vittime della malasanità Gentile direttore, dalla stampa abbiamo appreso che il nuovo assessore alla sanità dottor Venturoni ha dichiarato che 6 ospedali d'Abruzzo dovranno essere riconvertiti, tutto ciò per ridurre l'enorme debito della sanità. Questo provvedimento, preso così di petto da un qualsiasi burocrate, non farebbe una grinza, ma fatto da un medico di una certa esperienza fa certamente scalpore anzi ci lascia sbigottiti. Dopo lo sfacelo attuato dalla giunta Del Turco e dai suoi managers politicizzati, noi dei comitati civici, avevamo gioito del cambio della guardia. Con la nomina di un tecnico alla guida della sanità ci aspettavamo un'analisi più approfondita e più appropriata di tutta questa situazione precaria in cui erano stati ridotti i piccoli ospedali. Ci aspettavamo, noi di Casoli, una visita dell'assessore venturoni, il quale ha preferito, forse, sentire solo la voce del manager della Asl Lanciano-Vasto si che certamente non avrà detto quali reparti, quanti posti letto e quindi quanti servizi aveva già tagliato all'ospedale di Casoli dal 2005 ad oggi. E' chiaro che oggi il dottor Venturoni afferma che questi ospedali non hanno un grado di efficienza e sicurezza, però, e questa è cosa grave, non dice che questi tagli sono stati fatti dalla precedente giunta regionale e da quegli stessi manager che oggi la nuova giunta vuole mantenere ancora in carica. Ci sono cose non tanto chiare come quella di aver inserito tra gli ospedali traballanti Popoli al posto di Sant'Omero (forse perchè quest'ultimo è sede di voti per il teramano Venturoni?) e quella di non aver visitato tutti gli ospedali (per esempio a Casoli il dottor Venturon non è venuto). Non vorremmo assistere ad un nuovo fallimento questa volta fatto da un medico che per fretta e superficialità possa sbagliare diagnosi e di conseguenza la cura. Infine il solito dilemma: perchè se il debito della sanità è stato fatto da tutta la regione lo devono pagare solo i piccoli ospedali dei territori disagiati con gli abitanti più anziani e meno abbienti? Noi rifiuteremo di pagare qualsiasi aumento di tasse regionali. Pierluigi Natale Presidente del comitato civico per la difesa dell'Ospedale di Casoli

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Scuole ghetto, appello alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Stranieri in classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini A Roma, Milano, Firenze e Torino stanno nascendo istituti di soli stranieri. I parlamentari del Pdl presenteranno una risoluzione al ministro per chiedere le quote del 30% a classe Scuole ghetto, appello alla Gelmini. A Milano e a Roma è già record con due scuole che superano il 90 per cento di alunni stranieri. Seguono Torino e Firenze, dove le percentuali di iscritti stranieri in alcuni istituti superano il 70 per cento. Sono le scuole ghetto, frutto di un'integrazione mancata e pericolosa miccia sociale e culturale. A denunciare con forza quella che è ormai un'emergenza in tutta Italia i parlamentari Pdl di Roma, Fabio Rampelli e Marco Marsilio, di Milano, Paola Frassinetti, vicepresidente commissione Cultura di Torino, Agostino Ghiglia e di Firenze, Achille Totaro. La «Pisacane» di Roma, dove su 180 alunni 165 sono stranieri, la «Paravia» di Milano, dove per la prima volta una classe è interamente composta da bimbi stranieri, la «Croce» di Torino, dove in una classe su 21 alunni 19 sono stranieri; alla «Filzi» di Prato il 74,6% dei scolari è extracomunitario. Numeri che raccontano di un'integrazione senza regole che rischia di trasformare i quartieri delle città italiane in tanti piccoli borghi etnici. «Così si rischia di creare una generazione di stranieri e non una generazione di nuovi italiani», sintetizza l'onorevole Ghiglia che parla di una Torino in cui ci sono quartieri ormai monoetnici con un'immigrazione prevalente romena e magrebina. «La media degli alunni stranieri va dal 34 al 57 per cento - continua il deputato piemontese - con alcune scuole dove si supera anche il 60 per cento. Il rischio è quello di una realtà che a Parigi ben conoscono nelle banlieu. è nostro dovere quindi combattere la ghettizzazione e garantire parità di diritti e di accesso allo studio, dal Veneto alla Sicilia». I parlamentari presenteranno una risoluzione al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini per chiedere l'introduzione di quote specifiche di ingresso degli stranieri nelle scuole italiane, evitando così che l'equilibrio tra alunni italiani e alunni stranieri, a garanzia di una corretta integrazione, così come previsto dal decreto del presidente della Repubblica del 1999 e da tre circolari dei ministri dell'Istruzione, Moratti, Fioroni e Gelmini, non sia un mero fatto discrezionale. In nome di un'autonomia scolastica a questo punto da rivedere, come chiedono i parlamentari Pdl, ci si ritrova davanti a casi, come Vicenza, dove il Comune ha imposto la quota del 30% di alunni stranieri a classe, e a Roma o a Milano dove gli italiani «fuggono dalle scuole e si rifugiano in quelle del centro - denuncia la Frassinetti - creando così una pericolosa differenza anche geografica delle città. Serve un'azione di volontà decisa che preveda una percentuale predeterminata di alunni stranieri. In passato si sono fatti molti errori, spendendo soldi per progetti minori e poco utili, come i menù etnici, occorre invece rilanciare un grande progetto di integrazione che parta dall'insegnamento della lingua italiana anche per i genitori, primo fondamentale vettore di integrazione». A Firenze le cose non vanno meglio. «Sopratuttto a Prato, si registra ogni anno un aumento del 2% degli alunni stranieri - sostiene Totaro - un problema che non può più essere rinviato». La parola ora spetta al ministro, che dovrà decidere se uniformare le scuole italiane e garantire così non solo la giusta integrazione degli stranieri che vivono in Italia, ma scongiurare anche una discriminazione al contrario, con effetti sociali che a Parigi hanno già amaramente sperimentato.

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Viaggio nella base del Pdl: Lombardia (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 66 del 2009-03-18 pagina 7 In Lombardia An è pronta al salto Fi risponde all'attacco della Lega di Gianandrea Zagato Milano«An nel Pdl? Non capisco quelli che hanno paura di chiudere bottega e traslocare». Timore incomprensibile, «non c'è alcun rischio» sostiene Carlo: «È un déjà vu, come il passaggio di Fiuggi dove il Msi si aprì ad An e a nuove, altre esperienze». Non ha dubbi Fidanza. Trentadue anni, capogruppo An al Comune di Milano e vicepresidente nazionale dei giovani An, Carlo Fidanza, già sente il Pdl come casa sua. Naturalmente, avverte, il partito è «uno strumento non l'obiettivo» e, quindi, ciò che conta è l'idea: «La destra è un'idea forte, un'idea che non si scioglie». Lo dice e lo ridice anche Paola Frassinetti, parlamentare milanese di An, sempre in prima fila nel Fronte della Gioventù degli anni Ottanta, che insieme all'azzurro Alessandro Colucci, coordinatore provinciale, organizza serate «militanti» dal titolo che dice tutto: «Il Pdl è... la forza delle identità». «Noi destra, loro riformismo socialista, altri sempre targati Fi cattolicesimo sociale. Ecco il mix di quello che già siamo e che non perderemo ovvero un partito di centrodestra che vuole modernizzare il Paese, che vuole cioè lasciare un segno nelle città». Tutto bene, dunque? «Be', qualche problemino c'è nella base ma è di natura organizzativa». Traduzione: «Sul territorio c'è chi è il primo in An e adesso teme di diventare il secondo nel Pdl». Minimizza Frassinetti and company, mentre sul «territorio» si marca il terreno, si delimitano i confini. Un esempio? «Le vecchie sezioni del Msi di Monza e Brianza diventate circoli di An resteranno inscritte nel patrimonio di An che è ben più consistente di quello di Fi» chiosa un dirigente provinciale, mentre si fa la quadra delle future nomine nelle partecipate delle amministrazioni che vanno al voto: «La percentuale settanta-trenta va adeguata e ai tavoli che decidono si abbassa Fi a sessanta e si alza An di dieci punti. Sessanta contro quaranta è assai più ragionevole». Evidente, però, che il «problemino» della nuova famiglia politica non è solo frutto di addizioni o di sottrazioni delle nomine che contano: in gioco c'è la guida del Pdl lombardo che spetta a Forza Italia. Scelta che di default segue e accompagna le candidature alle provinciali e alle comunali. Dopo l'uscente di Forza Italia Guido Podestà, candidato alla Provincia di Milano (sarà ufficializzato tra due settimane), occorrerebbe, secondo i rumors di viale Monza, head quarter azzurro, in Lombardia «una persona forte e in grado di mediare con la Lega che avanza». Un cognome? Giancarlo Abelli, vicecoordinatore nazionale di Forza Italia. Vice? Massimo Corsaro di An. Anche Podestà continua ad avere sponsor per il governo del Pdl lombardo. Alternativa? Un triumvirato in linea con la quota settanta-trenta: Abelli, Podestà e Corsaro. Cognomi a parte, c'è la Lega che «avanza» e soprattutto che pretende. Lo prova il continua tiramolla sulle candidature: il Carroccio oltre a Bergamo e Sondrio rivendica anche la presidenza della Provincia di Brescia. Guida offerta a Giuseppe Romele su indicazione di Forza Italia in accordo con An che gli esponenti leghisti mal digeriscono per una questione di «territorialità». Secca la replica della bresciana Viviana Beccalossi, già vicepresidente della Regione Lombardia, che ha fatto un «passo indietro» per lasciare spazio all'azzurro Romele: «La Lega è un partito forte sul territorio ma senza alleanza con Fi e An che sono presenti ovunque, molte delle loro istanze troverebbero meno ascolto e disponibilità». Chiara la preoccupazione di un eccesso di arrendevolezza alle richieste della Lega. Timore che sospinge Mariastella Gelmini, sostenitrice di Romele, a (ri)mettere i paletti: «È un problema di proporzionalità, nel senso che in Lombardia vi è una forte presenza della Lega ma è anche forte quella del Pdl e al suo interno soprattutto di Fi. Pensare che venga penalizzata la componente del Pdl e comunque quella di Fi, credo sarebbe un danno per tutti». Un danno di troppo che non ci si può permettere, mentre dietro l'angolo c'è il Pdl che nasce «forse con qualche lacrima, ma con una certezza: quella di servire l'Italia» chiosa Maurizio Cadeo parafrasando Giorgio Almirante che però, sorpresa, non sta nel pantheon di An. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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SCIOPERO SCUOLA, SINISTRA E LIBERTÀ SOSTIENE IMPEGNO CGIL (sezione: Scuola)

( da "Basilicanet.it" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCIOPERO SCUOLA, SINISTRA E LIBERTÀ? SOSTIENE IMPEGNO CGIL 18/03/2009 10.26.16 [Basilicata] â??Sinistra e Libertà  sostiene lo sciopero promosso dalla Flc Cgil del mondo della scuola, dell'università  e delle ricercaâ?. Eâ?? quanto riferisce in una nota il coordinatore provinciale di Sinistra e Libertà , Giannino Romaniello. â??Mentre negli Usa e negli altri Paesi europei - aggiunge - una delle risposte alla crisi economica è¨ l'aumento di risorse e di progetti a favore della conoscenza, della ricerca, e dell'istruzione, quello che sta accadendo nel nostro Paese è¨ colpevolmente irresponsabile. Le politiche del Governo Berlusconi sulla scuola hanno un preciso obiettivo: impoverire e destrutturare la scuola pubblica. Si mandano a casa migliaia di insegnanti, si impoverisce l'offerta formativa e didattica della scuola pubblica, si riduce il tempo pieno. Nelle università  si è¨ al collasso finanziario grazie ai tagli fatti e a quelli annunciati per i prossimi anni. Il mondo della ricerca â?? continua Romaniello - si è¨ sostanzialmente fermato, grazie al disimpegno dell'incompetente ministro Gelmini, e lo sfruttamento del precariato ha raggiunto un livello insopportabile. Un bilancio fallimentare quello del governo Berlusconi su fronte della scuola. Giusta quindi la scelta della Cgil nel proclamare la giornata di lotta di domani: non c'è¨ futuro credibile per un Paese, non c'è¨ una via d'uscita dalla crisi, se la classe di Governo non si pone l'obiettivo di fornire ai suoi ragazzi, ai suoi giovani tutti gli strumenti necessari per crescere dal punto di vista formativo. E' per questi motivi che Sinistra e Libertà  â?? conclude - sostiene l'impegno e la lotta della Flc-Cgil, degli studenti, dei genitori e degli insegnanti che non intendono rassegnarsi, e saremo con loro in tante piazze italianeâ?. BAS 03

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Scuola: sciopero in tutta Italia, Epifani: troppe cose non vanno (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

MILANO (Reuters) - I lavoratori dei comparti pubblici e privati della scuola, dell'università e delle accademie scioperano oggi per protestare contro i tagli del governo al mondo dell'istruzione in una manifestazione organizzata dalla Cgil e alla quale hanno aderito anche partiti politici, movimenti studenteschi e nomi illustri della scienza. In una giornata in cui sono state organizzate manifestazioni e cortei a Torino, Milano, Padova, Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d'Italia, l'evento principale è a Palermo dove il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, partecipa a un convegno sul futuro dei giovani. "Chiediamo più diritto allo studio, più investimenti e provvedimenti seri per dare alla scuola e a tutti i settori della conoscenza un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi. Chiediamo il coinvolgimento pieno e reale di chi nella scuola vive e lavora", si legge in una nota diffusa da Rete degli studenti medi, che ha aderito allo sciopero. Lo scorso autunno studenti, insegnanti e genitori sono scesi in piazza diverse volte contro i tagli del governo a scuola, università e ricerca e contro la contestata riforma del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. Le manifestazioni di oggi sono state indette per "riavere le risorse tagliate dalla legge 133 dello scorso anno, (per riavere) dei contratti che non siano solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia del lavoro, il ritiro del disegno di legge (del ministro del Welfare Maurizio) Sacconi che cancella il diritto di sciopero", si legge sul sito di Flc-Cgil. Secondo Cgil serve "riaffermare l'urgenza di un vero progetto riformatore in tutti i settori della conoscenza, (...) un progetto ambizioso per elevare i livelli di cultura e formazione dei cittadini a partire dalla scuola dell'infanzia per tutto l'arco della vita, passando per l'università, la formazione e l'aggiornamento professionale. (...) Un progetto che rilanci la ricerca di base, negli enti e nelle università, che permetta alle intelligenze italiane di produrre qui e non altrove". I lavoratori dei comparti pubblici e privati della scuola, dell'università e dell'alta formazione artistica e musicale sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro. Mentre negli enti di ricerca, pubblici e privati, e nella formazione professionale l'astensione dal lavoro sarà di quattro ore. Allo sciopero hanno aderito, tra gli altri, Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Movimento cooperazione educativa, Unione degli studenti universitari e la scienziata Margherita Hack.

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Sciopero scuola: proteste in tutta Italia, Epifani a Palermo (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

PALERMO/MILANO (Reuters) - I lavoratori dei comparti pubblici e privati della scuola, dell'università e delle accademie scioperano oggi per protestare contro i tagli del governo al mondo dell'istruzione in una manifestazione organizzata dalla Cgil mentre diverse centinaia di persone si sono radunate in un teatro di Palermo, dove il segretario generale del sindacato, Guglielmo Epifani, sta prendendo parte a un convegno sul futuro dei giovani al Sud. "Troppe le cose che non vanno nella scuola: dalla riduzione degli spazi formativi, quindi meno tempo per stare in aula, alla riduzione delle risorse, al problema dei precari. Il problema della scuola è molto importante e con la crisi andrebbe affrontato diversamente", ha detto Epifani a margine del convegno al teatro Politeama, in centro a Palermo. Alle manifestazioni e ai cortei di oggi -- organizzati a Torino, Milano, Padova, Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d'Italia -- hanno aderito anche partiti politici, movimenti studenteschi e nomi illustri della scienza. "Chiediamo più diritto allo studio, più investimenti e provvedimenti seri per dare alla scuola e a tutti i settori della conoscenza un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi. Chiediamo il coinvolgimento pieno e reale di chi nella scuola vive e lavora", si legge in una nota diffusa da Rete degli studenti medi, che ha aderito allo sciopero. Lo scorso autunno studenti, insegnanti e genitori sono scesi in piazza diverse volte contro i tagli del governo a scuola, università e ricerca e contro la contestata riforma del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. Le manifestazioni di oggi sono state indette per "riavere le risorse tagliate dalla legge 133 dello scorso anno, (per riavere) dei contratti che non siano solo a perdere e soprattutto il ripristino del contratto nazionale a garanzia del lavoro, il ritiro del disegno di legge (del ministro del Welfare Maurizio) Sacconi che cancella il diritto di sciopero", si legge sul sito di Flc-Cgil. Secondo Cgil serve "riaffermare l'urgenza di un vero progetto riformatore in tutti i settori della conoscenza, (...) un progetto ambizioso per elevare i livelli di cultura e formazione dei cittadini a partire dalla scuola dell'infanzia per tutto l'arco della vita, passando per l'università, la formazione e l'aggiornamento professionale. (...) Un progetto che rilanci la ricerca di base, negli enti e nelle università, che permetta alle intelligenze italiane di produrre qui e non altrove". I lavoratori dei comparti pubblici e privati della scuola, dell'università e dell'alta formazione artistica e musicale sciopereranno per l'intera giornata o turno di lavoro. Mentre negli enti di ricerca, pubblici e privati, e nella formazione professionale l'astensione dal lavoro sarà di quattro ore. Allo sciopero hanno aderito, tra gli altri, Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Movimento cooperazione educativa, Unione degli studenti universitari e la scienziata Margherita Hack.

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Festival "Città impresa" La sfida alla crisi globale (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

ECONOMIA. Illustrato il programma che coinvolge Rovereto, Montebelluna-Asolo, Maniago e Camposampierese Filosofi, urbanisti, politici ed economisti a confronto sui "talenti" del futuro Invitato il ministro Gelmini 18/03/2009 rss e-mail print La presentazione del Festival delle Città d'impresa: "Innovare per vincere la crisi" L'innovazione come strumento per aiutare ad uscire dalla crisi, puntando sulla formazione creativa dei talenti di domani. Questo il tema conduttore della sezione scledense del "Festival delle Città impresa", presentato ieri mattina al Lanificio Conte, che si svolgerà dal 2 al 5 aprile, coinvolgendo inoltre in contemporanea i comuni di Rovereto, Montebelluna-Asolo, Maniago e quelli del Camposampierese. Il tema generale di questa seconda edizione della manifestazione, organizzata dal mensile Nordesteuropa.it, dal Corriere della Sera e dall'Amministrazione comunale, sarà "Innovare per vincere la crisi", mentre per quanto riguarda la sezione di Schio, sarà "La formazione creativa. I talenti del futuro". Come emerso dalla tavola di presentazione, a cui erano seduti Eleonora Vallin, vicedirettore Nordesteuropa.it, il sindaco Luigi Dalla Via, gli assessori Lina Cocco e Giorgio Pizzolato, Luigi Schiavo, presidente Assindustria e Guido Xoccato, presidente dell'Ascom, l'obiettivo è quello di creare delle occasioni di riflessione sulle radicali trasformazioni in atto nell'area del Nord-est, zona vitale per l'economia italiana ed europea, sull'esemplarietà del modello produttivo della Media Impresa e sulle sfide che attendono l'economia, la società e la politica nei prossimi anni. Protagoniste del Festival saranno pertanto le "città-impresa" del Nord-Est con i loro casi esemplari, che si pongono come dei laboratori a cielo aperto indirizzati verso la costruzione di un rapporto funzionale ed avanguardistico tra territorio, cultura e imprese stesse. «Sarà un momento di incontro e confronto, aperto a tutti e non solo agli "addetti ai lavori" - afferma Dalla Via - in cui sarà possibile cogliere interessanti spunti di riflessione dai relatori presenti». Nella "quattro giorni" culturale, le conferenze si alterneranno nelle tre sedi prescelte, Lanificio Conte, Teatro Astra e l'azienda Sinv, in cui saranno ospitati relatori di levatura nazionale ed internazionale come ad esempio il filosofo Umberto Galimberti, lo studioso americano di teorie urbanistiche Richard Florida, Roberto Nicastro del Gruppo Unicredit, ancora il deputato Matteo Colaninno e, si spera, il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini. Parlando di formazione, non potevano mancare gli studenti degli istituti scolastici locali, a cui si aggiungeranno oltre cento ragazzi stranieri "gemellati" che parteciperanno all'iniziativa insieme ad una cinquantina di universitari che arriveranno da Francia, Ungheria e Germania e a cui sarà dedicato una sezione della manifestazione titolata il "Festivalcampus". Silvia Dal Ceredo Silvia Dal Ceredo

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e l'onda rilancia la sfida: oggi in piazza (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma Per lo sciopero della scuola indetto da Flc-Cgil: gli universitari partiranno in corteo dalla Sapienza per raggiungere Santi Apostoli E l´Onda rilancia la sfida: oggi in piazza "Non rispetteremo il protocollo sui cortei siglato dal sindaco e dal prefetto" L´Onda torna in piazza. Dopo le proteste e i cortei che hanno infiammato l´autunno caldo delle mobilitazioni anti-Gelmini, gli studenti universitari si danno appuntamento questa mattina nel cortile dell´università La Sapienza per prendere parte allo sciopero di scuola e università indetto dalla Flc-Cgil. «Il protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei, firmato in questi giorni dal sindaco Alemanno e dal prefetto Pecoraro, insieme alla limitazioni del diritto di sciopero - avvertono i portavoce dell´Onda - non ci impedirà di tornare a praticare il conflitto in forme selvagge e imprevedibili come i cortei non autorizzati con cui nei mesi autunnali abbiamo paralizzato la città». Mentre dunque i rappresentati sindacali della Flc-Cgil danno appuntamento ai manifestanti alle ore 9 a piazza Santi Apostoli, dove si terrà un sit-in all´insegna dello slogan "Per uscire dalla crisi, investendo nella conoscenza" (al sit-in hanno aderito anche gli studenti medi e l´Unione degli studenti), gli universitari dell´Onda lanciano la sfida alle istituzioni meditando percorsi non autorizzati che esulano dai sei itinerari previsti nel protocollo sui cortei in vigore da meno di una settimana. «Il dibattito pubblico in questi mesi si è incentrato sullo stato di vita o di morte dell´Onda - dicono i portavoce del movimento - un dibattito a cui non abbiamo voluto partecipare, perché impegnati a valorizzare quello straordinario spazio pubblico che l´Onda è stata in grado di costruire. Ma oggi - proseguono gli studenti - torneremo a manifestare e attraverseremo la giornata dello sciopero in maniera autonoma e indipendente». Un´indipendenza che si concretizzerà nel maxi-raduno degli studenti convocato alle ore 9 davanti alla statua della Minerva del primo ateneo capitolino e a cui dovrebbero partecipare gli universitari della Sapienza, di Roma Tre e di Tor Vergata. «La nostra protesta sarà imprevedibile e incontrollabile, l´idea è di dare vita ad un grande corteo che attraversi la città passando per piazze e strade non contemplate nel protocollo sulle manifestazioni e arrivando poi a piazza Santi Apostoli - annunciano gli esponenti dell´Onda - ma potremmo anche organizzare forme di protesta alternative ed eventi a sorpresa all´interno dell´università». (laura mari)

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scuola, 5 mila tagli in sicilia la cgil in piazza con epifani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Palermo Oggi la manifestazione contro le misure adottate dalla Gelmini Scuola, 5 mila tagli in Sicilia la Cgil in piazza con Epifani Oltre alla riduzione dei precari prevista anche quella del personale non docente L´anno prossimo nella scuola siciliana verranno meno 4.800 posti di docente precario, 1.600 per il personale Ata e 1.600 sono anche gli insegnanti di ruolo che diverranno sovrannumerari. A denunciarlo è la Federazione lavoratori della conoscenza (Flc) della Cgil che attacca le decisioni del governo e per questo organizza oggi lo sciopero generale della categoria. Alla manifestazione parteciperà Guglielmo Epifani, segretario nazionale del sindacato. Non è previsto un corteo ma un raduno in piazza Ruggero Settimo. A partire dalle 10, al Teatro Politeama, si svolgerà il convegno "I giovani per il futuro del Mezzogiorno: istruzione e formazione per uscire dalla crisi", organizzato dal sindacato e al quale interverrà Epifani. La Flc allestirà in piazza Politeama un gazebo per la distribuzione della documentazione e dei volantini sull´iniziativa: «è una protesta contro le politiche di settore del governo Berlusconi - dice il segretario regionale, Italo Tripi - e contro la politica del governatore Lombardo che non difende la Sicilia». Alla manifestazione parteciperanno i lavoratori della ricerca, dell´università, della scuola, della formazione professionale e dell´Afam. Sempre per questa mattina la Cgil ha proclamato uno sciopero generale di quattro ore con articolazione provinciale sui temi della crisi economica. La Flc protesta anche «contro il decreto Brunetta e l´espulsione dei precari dagli enti di ricerca e contro i tagli e la riduzione di risorse per l´Università». Gli studenti universitari dell´Onda aderiranno allo sciopero assieme agli studenti medi e a quelli dell´accademia di Belle arti. Organizzeranno un corteo che partirà alle 9 dalla facoltà di Lettere e filosofia in viale delle Scienze e raggiungerà lo Steri, sede del Rettorato. Anche l´Unione degli universitari (Udc) aderisce allo sciopero della Cgil: «Siamo convinti - si legge in una nota - che, soprattutto in questa fase di crisi, l´investimento, economico e politico, sul mondo della formazione, sull´università e sulla ricerca siano indispensabili e altrettanto indispensabile sia ampliare la platea di coloro che accedono ai più alti livelli della formazione attraverso un reale sistema di diritto allo studio».

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maturità, è caos nelle superiori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano Con i risultati del primo quadrimestre il 72% degli studenti non sarebbe ammesso. I presidi: saremo costretti a truccare i voti Maturità, è caos nelle superiori "Niente esami per chi ha un 5? Gelmini ci ripensi o sarà una strage" La novità è stata comunicata alle scuole venerdì scorso: da quest´anno basterà avere una sola insufficienza per non essere ammessi agli esami di maturità e agli esami di terza media. è la linea dura del ministero, che allarma presidi e famiglie, in una città in cui sette studenti su dieci hanno avuto almeno un cinque nel primo quadrimestre. Per tutti loro la nuova norma potrebbe significare la bocciatura, a meno che i professori non decidano di far lievitare i voti per garantire il sei in tutte le materie. Per evitare classi decimate e falsi in atto pubblico, Cisl scuola ha scritto una lettera al ministero a nome di 350 presidi lombardi per chiedere un immediato dietrofront: «Quella norma è inapplicabile». SERVIZI ALLE PAGINE II E III

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con un 5 in pagella niente maturità "alzeremo i voti o sarà una strage" - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Milano Con un 5 in pagella niente maturità "Alzeremo i voti o sarà una strage" I presidi: il Ministero deve rivedere questa norma In base al primo quadrimestre non sarebbe ammesso il 72% degli studenti. La novità vale anche per le scuole medie FRANCO VANNI Basta una sola materia insufficiente e non si è ammessi all´esame di maturità. La novità, decisa dal governo venerdì scorso, nelle scuole milanesi scatena il caos. In una città in cui il 72 per cento degli studenti ha avuto almeno un´insufficienza al primo quadrimestre, la norma può significare solo due cose: o una strage di bocciati all´ultimo anno, oppure un "condono" generalizzato da parte dei professori, con i 5 che per magia diventano 6 in fase di scrutinio. Il primo a sollevare la questione, con una circolare pubblicata sul sito della sua scuola, è Giorgio Castellari, preside del liceo scientifico Vittorini: «La norma non è applicabile», taglia corto. E Cisl Scuola ha scritto una lettera al ministero dell´Istruzione a nome di 350 dirigenti scolastici lombardi per chiedere «immediato dietrofront» contro un provvedimento «semplicemente assurdo, soprattutto perché preso a poche settimane dalla maturità», come dice il responsabile Giuseppe Biati. Che la severità estrema prevista dal nuovo Regolamento si tradurrà in confusione, fra i presidi è opinione diffusa. Roberto Proietto, a capo dello scientifico Bottoni, ha lanciato la questione nel suo "bollettino dei dirigenti", agenda sindacale online dei presidi milanesi. Per il collega Antonio Arrigoni, allo scientifico Donatelli-Pascal, «la regola mette con le spalle al muro: ogni consiglio di classe si troverà ad agire secondo coscienza». Nel dubbio, Arrrigoni ha stabilito un criterio fatto in casa: una circolare dice che si è ammessi alla maturità con la media del 6. Al liceo Fermi di Cantù, saputo della nuova norma, il preside Antonio Silva ha convocato d´urgenza i docenti. «Il regolamento è un invito al falso in atto pubblico - ha detto il preside ai professori - chi avrebbe mai coraggio di non ammettere uno studente per un 5? Si tornerà al 6 politico, e non oso immaginare cosa succederà nelle scuole private». Più chiaro ancora Roberto Ceriani, capo dell´Istituto professionale Marie Curie: «Visto che si esclude di bocciare metà dei ragazzi, nei consigli di classe saremo chiamati alla bugia di massa, con i voti decisi in base agli umori». La regola vale anche per le scuole medie: basta un 5 (ovviamente anche in condotta) e niente esame di terza. Che la norma possa essere presa sul serio, in questo caso, nemmeno viene preso in considerazione. Per Giuseppe Losio, preside della scuola Quintino di Vona, «è impensabile bocciare uno studente per un´insufficienza in educazione tecnica. Tranne casi gravissimi, il consiglio di classe darà i voti in base al buon senso, cioè dal 6 in su». Sulla stessa linea è Titti Alvino, a capo della scuola media Arcadia, che rilancia: «Io non boccerò nemmeno con due insufficienze. Sono fuorilegge? No. Semplicemente darò i voti in base alla valutazione complessiva dello studente». Cgil Scuola si prepara al muro contro muro con il ministero. «Facendo partire il regolamento in corso d´anno la Gelmini ha falsato i giochi - spiega Raffaele Ciuffreda, rappresentante dei presidi alla Camera del lavoro - se non tornerà sui suoi passi dovrà assumersi la responsabilità delle migliaia di ricorsi che sicuramente arriveranno ai tribunali amministrativi da parte dei bocciati». Intanto, 20mila studenti fra città e provincia si preparano all´esame e incrociano le dita. SEGUE A PAGINA V

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un vertice al pirellone per il buco di 80 milioni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Milano Un vertice al Pirellone per il buco di 80 milioni L´obiettivo è una fideiussione di 10 milioni a favore delle scuole. Oggi sciopero della Cgil Dopo il no della Gelmini i dirigenti chiedono aiuto al Pirellone per pagare i supplenti Per sanare il buco di ottanta milioni nei bilanci delle scuole lombarde, la Cisl Scuola chiede aiuto al Pirellone. La richiesta del sindacato, che sarà formalizzata domani in un incontro con i vertici della Regione, è che l´ente faccia una fideiussione da 10 milioni, per consentire ai presidi di chiedere soldi in prestito alle banche. Fondi da spendere subito in supplenze, fotocopie, e pagamento degli insegnanti da inserire nelle commissioni degli esami di maturità. «Le scuole hanno l´acqua alla gola - dice Renato Capelli, segretario regionale di Cisl Scuola - per finire l´anno scolastico senza dovere mandare a casa i supplenti e per garantire il servizio servono soldi freschi». I sindacati si rivolgono alla Regione dopo che il ministro dell´Istruzione Maristella Gelmini ha escluso che possano arrivare soldi per sanare quel debito che, dal 2006 a oggi, Roma ha accumulato con gli istituti della Regione. Ma non è solo la carenza di fondi a infiammare il mondo della scuola: per oggi Flc-Cgil ha indetto lo sciopero di insegnanti e personale contro i tagli del governo alla scuola e per «un vero diritto all´istruzione». Il corteo partirà alle 9 da Porta Venezia e si scioglierà in piazza Duomo. Corrado Barachetti, segretario regionale di Flc-Cgil, spiega: «Ci vuole la garanzia che il tempo pieno alle elementari sia garantito, con un numero sufficiente di insegnanti». Il ministero dell´Istruzione ha infatti annunciato il taglio in Lombardia di almeno 1454 posti di maestra. Alla Regione, Cgil chiede invece «la garanzia degli ammortizzatori sociali per i circa 6mila insegnanti precari che perderanno il posto di lavoro con l´inizio del prossimo anno scolastico». E anche l´ultima richiesta per cui è stato organizzato il corteo di oggi è rivolta al Pirellone: il sindacato vorrebbe che fosse sospesa l´intesa siglata da Formigoni con il ministero dell´Istruzione sulla formazione professionale. «è il primo passo verso un federalismo scolastico a cui ci opponiamo» continua Barachetti. Al corteo di oggi prenderanno parte anche i rappresentanti degli insegnanti precari, i genitori del coordinamento Retescuole, il personale delle università, i ragazzi dell´Onda studentesca e i collettivi dei licei, allo slogan «l´unica sicurezza è una scuola di qualità». Già ieri mattina, in nome di una scuola «antifascista e antirazzista», alcuni studenti medi hanno ripulito i muri del liceo classico Carducci, in zona Loreto, dalle croci celtiche e dalle scritte fasciste comparse negli scorsi mesi. (f. v.)

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dagli stadi al palazzo, sale l'onda nera - paolo berizzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Milano I casi Dagli stadi al palazzo, sale l´onda nera I gruppi, i personaggi e i luoghi simbolo dell´estrema destra milanese L´inchiesta Estremisti, ultrà e fascisti in doppiopetto: un filo lega le istituzioni con le falangi dei movimenti che si rifanno al nazismo Ai legami solidi tra i "camerati" e la destra in gessato si uniscono gli intrecci con i capi ultrà di Milan e Inter PAOLO BERIZZI (segue dalla prima di Milano) La destra istituzionale con quella di strada, estremista e intollerante. è una trama a volte oscura, a volte più decifrabile, che aggroviglia in una specie di matassa la politica di Palazzo e quella periferica delle derive pericolose, degli inni al Duce, dei brindisi all´Olocausto. C´è una foto che ritrae il sindaco Moratti in compagnia di uno dei due fondatori di Cuore nero, il circolo nazifascista sostenuto, dalla sua nascita, dai maggiorenti milanesi di Alleanza nazionale. Lui è Roberto Jonghi Lavarini, presidente del comitato Destra per Milano, sostenitore delle "destre germaniche", del partito sudafricano pro-apartheid (il simbolo è una svastica a tre braccia sormontata da un´aquila). Di Lavarini, soprannominato il "Barone nero", già candidato per An in Comune, esistono anche altre foto che lo ritraggono con il ministro Ronchi ma anche con esponenti di famiglie mafiose siciliane e calabresi trapiantate a Quarto Oggiaro. Famiglie operative nello spaccio di droga e nel narcotraffico, famiglie che alle ultime elezioni amministrative non hanno fatto mancare il loro appoggio elettorale allo stesso Lavarini. La cerniera tra la destra di palazzo e i militanti di Cuore nero è sempre il "Barone nero". Sua l´idea di fondare, due anni fa, il primo centro sociale di estrema destra a Milano; sua e di Alessandro "Todo" Todisco, capo ultrà degli Irriducibili dell´Inter e già leader degli Hammerskin, una setta violenta che si batte in tutto il mondo per la supremazia della razza bianca. Già condannato a un anno e un mese per istigazione all´odio razziale e partecipazione a struttura clandestina (nell´ambito dello scioglimento di Azione skinhead), Todisco è coinvolto anche nell´inchiesta sul corteo (con assalto a una caserma dei carabinieri) seguito alla morte dell´ultrà laziale Gabriele Sandri l´11 novembre 2007. Cuore nero, collegato al centro sociale romano Casa Pound, nella fanzine di qualche mese fa ha pubblicato l´immagine di uno skinhead che brinda con un boccale di birra: sullo sfondo una foto con l´ingresso del campo di concentramento di Auschwitz. «I nazisti sono stati nostri alleati e li rispettiamo», dice Todisco. Concetti non estranei a Jonghi Lavarini, che nel suo sito non ha mai fatto mistero del suo appoggio al Npd tedesco e ai principali partiti estremisti europei. Le posizioni e le iniziative di Cuore nero dovrebbero, forse, mettere in un qualche imbarazzo alcuni esponenti di An a Palazzo marino. Per esempio il capogruppo Carlo Fidanza, vice presidente nazionale di Azione giovani. è lui, dopo l´attentato incendiario subito da Cuore nero l´11 aprile 2007, uno dei più attivi a garantire sostegno ai militanti del circolo in zona cimitero Maggiore. Cuore nero lo ringrazia in un comunicato ufficiale, ringraziamenti estesi anche alle «coraggiose parlamentari Paola Frassinetti, Alessandra Mussolini e Mariastella Gelmini» (all´epoca coordinatrice lombarda di Forza Italia). Ai legami cementati tra i nuovi "camerati" e la destra in doppiopetto si aggiungono gli intrecci, molto solidi, con i capi ultrà di Milan e Inter. Nelle gerarchie delle curve spiccano nomi di primo piano della destra radicale milanese. Luca Cassani, ex Fossa dei Leoni e oggi tra i leader dei Guerrieri milanisti; l´ex assessore aennino di Opera, Alessandro Pozzoli, detto "peso", anche lui già attivo nella Fossa e poi confluito nei Guerrieri, indagato per le faide interne alla curva milanista e parente di Alberto Pozzoli, ex capo ultrà interista e consigliere comunale (sempre An) a Opera, accusato insieme al collega Ettore Fusco della Lega per l´incendio delle tende destinate ai rom (dicembre 2006). A reggere gli equilibri dei gruppi ultrà di San Siro sono, da anni, su sponde opposte, il "Barone" Giancarlo Capelli (curva sud milanista) e Franco Caravita (curva nord interista): entrambi di dichiarate simpatie fasciste, erano soci in un negozio di abbigliamento da stadio. A Milano come a Roma la rivalità nata dall´opposta fede calcistica si sotterra in nome degli affari e della comune identità politica. Capelli e Giancarlo Lombardi (detto "Sandokan", capo dei Guerrieri ultras) sono in rapporti di stretta amicizia con i fratelli Alessandro e Franco Todisco, leader degli Irriducibili e anime di Cuore nero. Il 22 maggio 2007 Capelli è stato arrestato (ai domiciliari) assieme a altri sei capi ultrà milanisti per associazione a delinquere, estorsione, violenza e minacce. La parte lesa, stando all´inchiesta del pm Luca Poniz, è il Milan. A denunciare gli ultrà in Procura è lo stesso Adriano Galliani, al quale viene assegnata una scorta di polizia. Alla festa di Natale 2008, però, il manager rossonero si presenta sorridente al brindisi con i Guerrieri, gli stessi che lo tenevano sotto ricatto per avere biglietti e privilegi. Anche questo accade nella Milano nera. Una città dove il sindaco, figlia di un partigiano deportato a Dachau (Paolo Brichetto Arnaboldi), si fa fotografare con un nazifascista dichiarato.

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l'onda occupa l'azienda diritto allo studio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Bologna Il blitz L´Onda occupa l´azienda diritto allo studio Striscioni, slogan e volantini. Poi l´incontro con i responsabili Un blitz nella sede della Ergo, nuova azienda unica per il diritto allo studio, dei ragazzi dell´Onda che hanno in serbo nuove azioni dimostrative per lanciare la manifestazione di oggi. L´occupazione della sede di via Schiavonia 3 è scattata ieri alle 11.30 con striscioni, megafoni e volantini e la richiesta degli universitari che fanno parte del «Laboratorio copyright» è quella di incontrare la responsabile della sede bolognese. Basta una mezz´ora di slogan urlati al megafono per ottenere l´incontro, con tanto di elenco di proposte alla mano, messe a punto durante le proteste contro la riforma Gelmini. «Abbiamo potuto esporre tutto il nostro malessere di studenti in tempo di crisi - racconta Marco a nome del collettivo Cua - in particolare di fronte al costo sempre più alto dei libri di testo. Abbiamo chiesto che anche questa spesa venga messa tra quelle che l´azienda per il diritto allo studio può finanziare, con testi gratuiti per studenti e studentesse, perché non ci sono solo la casa e la mensa, il diritto allo studio passa soprattutto per i libri». I ragazzi hanno portato a casa l´impegno di un incontro con i vertici dell´azienda mentre lo striscione «Il sapere è di tutti» verrà buono oggi, per la manifestazione del mondo della scuola. (e. c.)

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manifestazione contro la riforma della gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bari Appuntamento in piazza del Ferrarese Manifestazione contro la riforma della Gelmini La conoscenza scende in piazza per dire no ai tagli imposti dai ministri Gelmini e Tremonti. Oggi alle 9,30 da piazza del Ferrarese a Bari partirà la manifestazione regionale indetta dalla Cgil in occasione dello sciopero generale di tutti i settori della conoscenza. Con otto pullman in arrivo dalle province di Brindisi, Lecce, Foggia e Taranto studenti, docenti, ricercatori, precari della scuola e dell´università si riuniranno in piazza e sfileranno «per chiedere al governo Berlusconi di fermarsi, di riflettere e di tornare indietro nella sua accanita opera di distruzione dei settori dell´alta formazione e della ricerca, di puntare invece su più laureati, più innovazione, più ricerca per far uscire il Paese dalla crisi». Dopo le occupazioni simboliche degli scorsi giorni nell´Ateneo, nel Politecnico e in Accademia a Bari e la consegna dei documenti programmatici contro la riforma del sistema dell´istruzione e della formazione, la Flc Cgil oggi scenderà in piazza in vista della manifestazione nazionale a Roma del 4 aprile. Al fianco del sindacato ci saranno anche l´Udu e la rete dei docenti precari di Bari. La Cgil tornerà a sfilare in città sabato prossimo: in occasione della giornata mondiale contro il razzismo il 21 marzo alle 18,30 da piazza Massari partirà una fiaccolata per i diritti dei migranti e contro ogni schedatura e discriminazione.

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Scuola: sciopero in tutta Italia, scontri a La Sapienza (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

PALERMO/MILANO (Reuters) - I lavoratori dei comparti pubblici e privati della scuola, dell'università e delle accademie scioperano oggi per protestare contro i tagli del governo al mondo dell'istruzione in una manifestazione organizzata dalla Cgil, con momenti di tensione all'università di Roma "La Sapienza" dove si sono verificati scontri tra studenti e polizia. "Le forze dell'ordine hanno impedito agli studenti universitari di raggiungere il presidio organizzato dalla Flc-Cgil a piazza Santi Apostoli questa mattina, caricando i manifestanti che ora sono chiusi all'interno dell'edificio senza possibilità di uscire", si legge in una nota di Rete degli studenti medi che definisce "inaccattabile la violenza delle forze dell'ordine". Al momento non è stato possibile contattare la questura per un commento. Stamani a Pelermo, diverse centinaia di persone si sono radunate al teatro Politeama in centro città, dove il segretario generale del sindacato, Guglielmo Epifani, sta prendendo parte a un convegno sul futuro dei giovani al Sud. "Troppe le cose che non vanno nella scuola: dalla riduzione degli spazi formativi, quindi meno tempo per stare in aula, alla riduzione delle risorse, al problema dei precari. Il problema della scuola è molto importante e con la crisi andrebbe affrontato diversamente", ha detto Epifani a margine del convegno. Lo scorso autunno studenti, insegnanti e genitori sono scesi in piazza diverse volte contro i tagli del governo a scuola, università e ricerca e contro la contestata riforma del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sulla riorganizzazione di scuola e università. CORTEI IN TUTTA ITALIA Alle manifestazioni e ai cortei di oggi -- organizzati a Torino, Milano, Padova, Roma, Firenze, Modena, Bolzano ma anche nel resto d'Italia -- hanno aderito anche partiti politici, movimenti studenteschi e nomi illustri della scienza. "Chiediamo più diritto allo studio, più investimenti e provvedimenti seri per dare alla scuola e a tutti i settori della conoscenza un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi. Chiediamo il coinvolgimento pieno e reale di chi nella scuola vive e lavora", si legge in una nota diffusa da Rete degli studenti medi. Continua...

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La Cisl Scuola contro il ministro che accusa i presidi (sezione: Scuola)

( da "Corriere Di Como, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

La Cisl Scuola contro il ministro che accusa i presidi Rimborsi dallo Stato La Cisl Scuola non ha digerito le accuse che il ministro all'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha rivolto lunedì ai dirigenti scolastici, rei, a suo avviso, di «fare politica» quando denunciano le difficoltà che incontrano a causa della riduzione di risorse finanziarie e di personale. «Alcuni dirigenti fanno davvero i salti mortali per far quadrare i conti - afferma Adria Bartolich, segretaria provinciale della Cisl Scuola - Il ministro non si rende conto della realtà della scuola italiana». Alla Gelmini, che lunedì era a Milano per un incontro con il presidente della Regione, Roberto Formigoni, la sindacalista ricorda che nel Comasco ci sono «scuole che vantano diverse centinaia di migliaia di euro di crediti dallo Stato». Soldi di cui invece c'è grande bisogno visto che servono per pagare le supplenze e le attività complementari dei docenti: «È inaccettabile che uno lavori senza venir pagato. Occorrono pagamenti certi e in tempi utili». Home Nautica, un distretto per rilanciare il settore Confidi Lombardia, raddoppiano i contributi L'aereo si prende senza passaporto Schengen arriva anche ad Agno Doppia rapina in poche ore Catturato dai carabinieri Ichino presenta a Como un contratto inedito

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Tutti in trincea per il <Gravina> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tutti in trincea per il «Gravina» Sit-in davanti all'ospedale per dire no al declassamento, oggi la protesta si sposta a Palermo caltagirone Furto energia elettrica, ai «domiciliari» Finisce agli arresti domiciliari il 41enne Giuseppe Malizia (nella foto), nei cui confronti i carabinieri di Caltagirone hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale calatino. Malizia era finito in manette, il 19 ottobre 2008, per furto di energia elettrica. Era poi stato rimesso in libertà, ma con obbligo di firma, che l'uomo - secondo quanto accertato dai Cc - ha ripetutamente violato. Da ciò è scaturito il ripristino, da parte del Tribunale, della misura della custodia cautelare. GRAMMICHELE Domani precetto pasquale dei Cc nu. me) Domani, alle ore 16, presso la parrocchia del Calvario, il comando intermedio dell'Arma dei carabinieri, su invito del comandante della Compagnia di Caltagirone, Gennaro Cassese, tramite il presidente dell'associazione nazionale carabinieri di Grammichele, Giuseppe Befumo, celebrerà il precetto pasquale. CALTAGIRONE Archivio della memoria siciliana Stamane, alle 11, al Municipio, verrà sottoscritto il protocollo d'intesa per la costituzione dell'Archivio regionale della memoria siciliana e di una memoteca multimediale presso i musei civici "Luigi Sturzo". A siglarlo saranno il Comune di Caltagirone, rappresentato dal sindaco Francesco Pignataro, i musei civici "Luigi Sturzo", rappresentati dal direttore Domenico Amoroso, l'Osservatorio dei processi comunicativi (il presidente Orazio Maria Valastro), la Mediatres (la rappresentante legale Nerina Pappalardo). SCORDIA Scuola, il Prc aderisce allo sciopero lo. gu.) Il circolo di Rifondazione Comunista di Scordia aderisce allo sciopero generale della scuola indetto dalla Flc Cgil. «Dopo le grandi mobilitazioni dello scorso autunno - si legge in un comunicato - saremo in piazza anche a Scordia per ribadire il nostro forte dissenso al progetto di smantellamento della scuola pubblica italiana perpetrato dal ministro Gelmini». LE FARMACIE DI TURNO CASTEL DI IUDICA: via Trieste, 1; GRAMMICHELE: piazza Dante, 13; MILITELLO: via Umberto, 41; MINEO: piazza Buglio, 32; MIRABELLA IMBACCARI: via Profeta, 2; PALAGONIA: via Umberto, 22; RAMACCA: piazza Umberto, 7; SAN CONO: piazza Umberto, 8; SCORDIA: via Garibaldi, 151; VIZZINI: via V. Emanuele, 87.

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Cattolici e laici uniti per il Pdl Ho partecipato nei giorni scorsi, con molti amici del... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 18 Marzo 2009, Cattolici e laici uniti per il Pdl Ho partecipato nei giorni scorsi, con molti amici della provincia di Rovigo, al Convegno promosso a Riva del Garda da Rete Italia e presieduto dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, dove si è parlato molto dell'ormai prossimo congresso costituente del Popolo della Libertà. Il convegno aveva per tema una frase di Benedetto XVI pronunciata durante la sua visita in Sardegna: "..il mondo necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati". Molti gli interventi, primo tra tutti quello autorevole del cardinale di Venezia Angelo Scola, che ha definito l'impegno politico del cristiano come un prolungamento della testimonianza personale, mettendoci tutti in guardia dal pericolo della rassegnazione della irrilevanza dei principi cristiani, che sono in fondo riassumibili in una grande passione per l'umano. Molte le presenze politiche, dai ministri Sacconi, Frattini, Fitto, Gelmini e Alfano, al sindaco di Roma Alemanno, per finire ai capigruppo alla Camera e Senato del Pdl Cicchitto e Gasparri. Al ministro Sacconi è toccato il compito di definire il Dna del futuro Popolo della Libertà, che sarà un partito laico e cristiano insieme, e che avrà come valore fondante la centralità della persona e come metodo quello della responsabilità. Sacconi ha ricordato anche come un principio alto di laicità riconosca i valori non negoziabili, tra cui quello della vita, come ha dimostrato il caso di Eluana, dove tutto il Pdl si è ritrovato unito. Per Formigoni la carta dei valori del nuovo partito c'è già, è quello del Partito Popolare Europeo: persona, lavoro, impresa, sussidiarietà. Su quest'ultimo tema, a me molto caro, Formigoni ha insistito particolarmente: sussidiarietà deve essere il modo nuovo di impostare il modo di governare, dal Comune fino allo Stato. «E questo non vuol dire - ha affermato ancora Formigoni - essere nemici dello Stato, ma cambiare la natura del modo di essere dello Stato e del pubblico in generale, che è il contrario della concezione centralista e statalista propria della sinistra». A conclusione del convegno Formigoni ha delineato quello che si aspetta dal futuro Popolo della Libertà: il Pdl sarà un partito presidenziale, ma aperto, partecipato e democratico. La classe dirigente, dopo l'iniziale ed auspicabile breve periodo di avvio con coordinatori "nominati" dall'alto, dovrà essere scelta dalla base, con una democrazia interna reale e non di facciata, con congressi veri dove si possa discutere e fare le scelte sui programmi e sugli uomini (e sulle donne) che dovranno guidarci e rappresentarci. Paolo Avezzù Delegato al congresso Pdl Il sole si specchia e ride Forse che il simbolo della "Federazione dei Verdi" ride per le cose che gli ambientalisti raccontano a Rovigo? A Venezia il consigliere regionale dei Verdi Gianfranco Bettin sollecita il Governo a far aumentare nelle centrali a carbone di Fusina - Marghera il trattamento e la produzione di Cdr, per arrivare dalle attuali 35 mila tonnellate a 70 mila tonnellate di Cdr. La salute è uguale per tutti e non c'è qualcuno che è "più uguale" di altri. E se Bettin propone di raddoppiare l'uso del combustibile da rifiuto nelle due centrali a carbone veneziane - in esercizio per un totale di 1.276 Mw di potenza nominale complessiva -, perché a Rovigo, invece, i Verdi dicono di essere preoccupati per il futuro del territorio e delle attività produttive locali in vista del progetto di una centrale a carbone con 1.980 Mw di potenza installata, senza co-combustione di Cdr? Le due centrali a carbone di Fusina e Marghera distano in linea d'aria appena una decina di km da Piazza San Marco: qualche turista se n'è mai lamentato? No. Nella centrale in programma a Porto Tolle sono previste tecnologie ulteriormente migliorative. A queste si aggiungeranno la "cattura e sequestro" della CO2 - che ricordo non è un inquinante, e non ha effetti locali - recentemente finanziata dalla Commissione europea con 100 milioni di euro destinati all'impianto di Porto Tolle. A Rovigo i Verdi disconoscono il compagno di partito Bettin? Non citano Rubbia quand'era favorevole al carbone utilizzato con le migliori tecnologie disponibili (basta verificare su You tube, digitando http://www.youtube.com/watch?v=0WBjD9FIRl8&feature=related ), ma scelgono di citare il premio Nobel per la Fisica (non per l'Energia) adesso che è passato a sostenere la tecnologia dei concentratori solari. E lo citano pure male: i Verdi di Rovigo hanno scritto su queste pagine che una superficie di 210 kmq sarebbe sufficiente a ospitare un parco solare per produrre tutta l'energia necessaria al mondo. Rubbia, in realtà, sostiene che un "ipotetico" quadrato di specchi, lungo 200 km per lato, potrebbe produrre l'energia necessaria all'intero pianeta: quindi, per ipotesi, ci sarebbe bisogno in teoria di 40.000 chilometri quadrati, in pratica di tutto il Veneto e l'Emilia Romagna tappezzati di specchi. Qui si specchierebbe il "Sole che ride", di noi: per ipotesi, comunque, solo per ipotesi. Maurizio Ferro Un passante per il Centro storico Fino a qualche giorno fa, quando si parlava di strade intasate dal traffico, da code, da rumori, da inquinamento si andava con il pensiero alla tangenziale di Mestre ed al Corso del Popolo di Rovigo. La tangenziale funzionava da autostrada, il Corso del Popolo da circonvallazione in centro storico. A tempo di record, con la volontà di correggere un errore la Regione Veneto è riuscita nell'intento. Il Comune di Rovigo ha ancora la testa nelle nuvole: pensa ancora se Corso del Popolo, sia «sostanza o accidente» ed intanto i pedoni, i residenti si ammalano di inquinamento. Chi percorre il Passante di Mestre, sembra vivere in una realtà diversa: traffico scorrevole, ridotto, mancanza di rumori, di incidenti, tutto fila liscio, come del resto la tangenziale di Mestre. Qui da noi, più che i soldi mancano le idee, manca la volontà di risolvere i problemi, di rendere vivibile la città, di ridurre i rumori, ridurre l'inquinamento, di dare la possibilità ai pedoni di circolare, ai residenti di lavorare, riposare, dialogare in casa con i familiari... Su Corso del Popolo, traffico, code, intasamenti, rumori, inquinamento, parcheggi in ogni spazio anche minimo... è allucinante. A quando un passante a Rovigo, per il Centro Storico? Non è certo un problema di soldi, ma di pura percezione dei problemi e delle possibili soluzioni! Renzo Cibin

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Condotte esemplari nelle scuole veneziane Nessun 5 in pagella, presidi soddisfatti (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Condotte esemplari nelle scuole veneziane Nessun 5 in pagella, presidi soddisfatti Mercoledì 18 Marzo 2009, È un dato in controtendenza quello registrato nelle scuole superiori veneziane alla fine del primo quadrimestre: a dispetto degli oltre 34mila studenti (circa il 2%) che in territorio nazionale si sono trovati in pagella il cinque in condotta dopo la riforma voluta dal ministro Gelmini anche e soprattutto per contrastare il fenomeno del bullismo, in città nessun istituto ha dovuto ricorrere all'insufficienza per valutare il comportamento dei ragazzi. Tutti alunni modello? Non necessariamente, anche perchè qualche 6 è stato dato, e forse nella maggior parte dei casi è prevalsa la prudenza verso un regolamento nuovo che deve essere ancora assimilato completamente da docenti e studenti. Molti inoltre gli equivoci sul fatto che il voto in condotta faccia o meno media con i voti delle altre discipline. E così il 5, che comporta la bocciatura automatica e che è stato riservato a chi è stato sospeso per almeno 15 giorni e non sembra volersene pentire, a Venezia non è stato dato a nessuno. Altra cosa il 6, brutto voto che se non recuperato può comunque portare a ripetere l'anno scolastico: ne sono stati dati circa una decina all'Ipssctar Barbarigo e all'Itc Sarpi, al liceo classico Marco Polo, all'Itn Venier e all'Ipsiam Cini, sedici invece al Liceo Artistico. Sospensioni di qualche giorno, assenze programmate e continuate e ripetuti ritardi le motivazioni. Solo qualche sette invece allo scientifico Benedetti, all'Itas Vendramin Corner, all'Ipsia Sanudo e all'Itis Fermi (il 5-6%) e al magistrale Tommaseo, ben 51 al liceo Artistico. Solo due 7 all'istituto d'arte, dove sono fioccati però i 9 e i 10, per la gioia del preside Giorgio Chiavalin, che si dice «fiero del comportamento rispettoso ed educato dei miei studenti». Unico caso d'eccellenza il liceo classico Foscarini, dove il voto più basso è stato 8, seguito da numerosi 9 e 10. Tutto sembra essere nella norma quindi, come confermato da Isabella Albano, preside del liceo Benedetti, secondo la quale «quest'anno non c'è stato niente di diverso rispetto agli anni passati, ci si è solo trovati a valutare con criteri differenti, ma il risultato non cambia». Ilia Cianchi

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Appello al ministro per non eliminare le 30 ore (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Appello al ministro per non eliminare le 30 ore Mercoledì 18 Marzo 2009, Un comitato spontaneo genitori ha invitato al ministero della Pubblica istruzioni all'Ufficio scolastico regionale, alla Provincia e al Comune di Pordenone una lettera-appello con l'intento di vedere riconosciuto ai propri figli il diritto costituzionale allo studio per il prossimo anno scolastico nella scuola primaria. E in particolare, spiega Cristina Zanette, facendosi portavoce del Comitato, che ha anche aperto un blog al fine di raccogliere pareri i adesioni, «per ottenere l'orario scolastico di 30 ore (con rientri pomeridiani). Infatti - aggiunge - nonostante sia stata scelta dalla maggior parte dei genitori del Comune l'opzione 30 ore settimanali a oggi sembra probabile, ma non certa. A detta dei dirigenti scolastici, visti i tagli previsti dal ministro Gelmini, probabilmente le 30 ore diventerano 27. Abbiamo quindi chiesto agli organi istituzionali nazionali, regionali e provinciali che la scelta dei genitori (comunque prevista nelle diverse opzioni proposte dal ministero: 24, 27, 30 e 40 ore) sia garantita. Una scelta che prevede 30 ore effettive di lezione, escluse quelle per la mensa». Siamo fortemente preoccupati, scrivono nella lettera i genitori, «rispetto alla possibilità di non veder confermate le nostre richieste. La riduzione del tempo scuola incide pesantemente non solo sull'organizzazione delle famiglie, in particolare di quelle che si trovano già a dover subire gli effetti della crisi in atto, ma soprattutto sull'offerta formativa per i nostri figli». Per quanto riguarda i numeri, la scelta delle 30 ore è stata fatta dal 75%, ovvero da 433 famiglie. Mentre per le 24 ore hanno optato solo 5 genitori, nessuno per le 27 e il 35% per le 40. A.S.

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Scuola, i numeri dei tagli ai docenti (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, i numeri dei tagli ai docenti Il sindacato ha stimato che il prossimo anno mancheranno all'appello oltre 100 insegnanti Mercoledì 18 Marzo 2009, Ipotesi di immissioni in ruolo per il personale docente e non della scuola pubblica, con una buona parte riservata agli insegnanti di sostegno. È quanto emerso ieri pomeriggio, nel corso dell'assemblea organizzata dalla Flc Cgil, nell'auditorium del liceo Grigoletti, dove sono state illustrate le proposte avanzate dal ministero, contro il quale il sindacato questa mattina scende in piazza nell'ambito dello sciopero confederale. «Per il momento non vi è nulla di certo - ha spiegato alla platea Carla Franza, segretaria provinciale della Flc Cgil - ma il ministro Gelmini avrebbe calcolato di immettere in ruolo a livello nazionale 20 mila lavoratori, di cui 12-13 mila docenti e 7-8 tra amministrativi, tecnici e ausiliari. Tra gli insegnanti, una buona fetta sarà riservata a quelli di sostegno (6 mila). Si tratta di numeri inconsistenti e insufficienti persino a coprire il turn over dei pensionamenti, dato che il numero dei posti liberi in Italia ha superato quota 100 mila. Altro aspetto da considerare è l'esaurimento delle graduatorie permanenti: visto che in alcune materie manca il personale specializzato, sarebbe il caso di attivare nuovi corsi». In attesa che l'ipotesi ministeriale diventi concreta, il taglio annunciato ai posti di lavoro prende sempre più corpo, concretizzandosi con il mancato rinnovo dei contratti a termine e la non sostituzione del personale che andrà in quiescenza. «Il prossimo anno scolastico - ha precisato la cigiellina Caterina Treglia, responsabile del settore Precari - perderemo 1.200 unità in Friuli Venezia Giulia nel settore del Pubblico impiego. Per quanto riguarda la scuola, a Pordenone già dal prossimo settembre saranno tagliati 71 lavoratori nel comparto Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) e un centinaio di docenti nella scuola elementare e nella media. Ciò significa che molti dei supplenti in attività ora dal prossimo settembre non avranno più un posto. Le file dei precari pordenonesi (1.300, di cui 500 Ata e 800 insegnanti) sono destinate insomma a crescere». Difficile invece fare una stima sulla partecipazione odierna dei lavoratori alla manifestazione di Udine e, in particolare, allo sciopero (intera giornata): «La gente ci chiede di continuare - ha puntualizzato Franza - anche se il peso di una giornata di sciopero (circa 72 euro) si fa sentire. Questa comunque non sarà l'ultima azione di lotta che porteremo avanti in quest'anno scolastico: aspettiamo il momento degli organici. Le famiglie dei tre circoli didattici pordenonesi ci hanno scritto in massa, evidenziando la necessità di un orario settimanale di 30 ore, il cui conteggio consideri a parte il tempo per la mensa». Il Coordinamento precari del Friuli Venezia Giulia, che su Yahoo ha creato un gruppo di confronto, aggiunge un altro tassello all'intricato puzzle: «Non tutti i precari possono permettersi di partecipare allo sciopero - spiega la presidente Giorgia Arena - spesso viviamo fuori casa, abbiamo un contratto a termine con scarse possibilità che venga rinnovato, figli a carico. L'incertezza determinata dalla crisi completa il quadro». Comunque, le new entry sono continue: «Nel Coordinamento regionale - puntualizza Treglia - sono entrati anche lavoratori pordenonesi fino a poco tempo prima iscritti alla Cisl Scuola. D'altronde, noi da sempre siamo in prima fila nella difesa dei precari che, a differenza degli insegnanti di religione, non godono del beneficio della ricostruzione di carriera. Gli altri, invece, ogni 4 anni, godono dello scatto di anzianità. Sarà sempre la stessa storia, ma è pur sempre un'ingiustizia inspiegabile». Alessandra Betto

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Scuola: ritratto della generazione del 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Panorama.it" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

- Cultura e societa - http://blog.panorama.it/culturaesocieta - Scuola: ritratto della generazione del 5 in condotta Posted By redazione On 17/3/2009 @ 19:44 In Headlines | 1 Comment di Giorgio Ieranò Sono quelli del 5 in condotta: 34.311 ragazzi. Tanti sono gli studenti che agli ultimi scrutini si sono conquistati [1] l'insufficienza per il comportamento, secondo le norme introdotte dal ministro [2] Mariastella Gelmini. Messi tutti insieme, fanno la popolazione di una media città di provincia, come Belluno. Una città dei Franti del Ventunesimo secolo. Ma oggi non sono più i tempi del libro Cuore, dove appunto Franti "l'infame" svettava con le sue malefatte. E dunque chi sono veramente i Franti di oggi? Cosa pensano (quando pensano), cosa leggono (se leggono), quali sono i loro orizzonti culturali (se mai li hanno)? Panorama ne ha parlato con alcuni scrittori che sono, o sono stati, insegnanti nelle scuole secondarie. Come [3] Paola Mastrocola, scrittrice pluripremiata e docente al liceo di Chieri (Torino): "Questi giovani rivendicano il loro disimpegno, ostentano candidamente il loro essere nullafacenti. Non è questione di contestazione o di disagio: la scuola è solo un intoppo, un fastidio a cui dedicare il minor tempo possibile. Nessuno di noi è mai stato davvero felice di andare a scuola, ma una volta era un luogo in cui si poteva cercare qualche gratificazione. Ora si è imposto il principio che il piacere deve essere immediato e non costare fatica. È come se anni fa tutta la società avesse detto che non le importa nulla di cosa i giovani fanno e di come lo fanno, per cui questi ragazzi si sentono autorizzati a lasciarsi vivere. Sono così amareggiata che non so se continuerò a insegnare". In una società che premia l'effimero o la cattiva condotta, dove personaggi come Fabrizio Corona o l'ex tronista Costantino Vitagliano guadagnano in una sera lo stipendio annuo di un professore, è difficile per un insegnante far valere la disciplina. E sì che Mastrocola è una privilegiata, insegnando in un liceo dell'Italia del Nord. Quasi la metà dei ragazzi che hanno preso 5 in condotta (15.683), infatti, abita al Sud e la stragrande maggioranza si concentra negli istituti tecnici e professionali; nei classici e scientifici le insufficienze in condotta sono solo 3 mila. "La scuola continua a essere classista" afferma [4] Margherita Oggero, il cui personaggio letterario, la professoressa Camilla Baudino, è diventato protagonista di un serial tv. Eppure, c'è anche un bullismo d'élite. Quelli famosi per avere allagato la scuola non erano figli di papà del Liceo Parini di Milano? "Ma almeno" dice Oggero "al Parini gli allagatori non hanno trovato solidarietà né tra i compagni né tra i genitori. Poi, certo, tutti questi ragazzi si somigliano. Non leggono nulla, nemmeno i libri giovanilistici alla Federico Moccia". Una volta gli idoli dei ribelli erano Arthur Rimbaud, James Dean o Che Guevara. "Ora sono calciatori e veline" sospira Oggero. "Anche il cinema ormai, per loro, non ha più nulla da dire. Semmai, gli unici maître à penser sono i cantanti". Altra caratteristica dei Franti di oggi è la sensazione di vivere in un eterno presente. Manca il senso della storia. "Un tempo nonni e padri almeno narravano com'era la vita del paese o del quartiere" prosegue Oggero. "Ora i loro figli non hanno nemmeno l'idea di un tempo in cui non esisteva la televisione. Gli effetti si vedono poi nei test di ingresso all'università". Chi scrive, in effetti, avendo la ventura di insegnare in un'università, può testimoniare che, nel suo corso, su 100 studenti, a malapena 10 sanno chi ha vinto la Seconda guerra mondiale. Il che rende certe discussioni sulla "memoria condivisa" terribilmente futili. Qui manca proprio la memoria. "Una collega mi ha detto: per fortuna c'è il 5 in condotta, a molti dei miei studenti ha alzato la media": ride (amaramente) [5] Giulia Alberico, che ha appena raccontato la sua esperienza di insegnante in [6] Cuanta pasion (Mondadori). La sua memoria è una galleria di Franti: il figlio dell'antiquario della Roma bene che sfasciava il mobilio della scuola; il teppista che passava la giornata a disegnare svastiche sulla lavagna (ora fa il giornalista). "In generale tra questi giovani i muscoli prevalgono sulla parola. Non sanno neppure spiegare il loro bullismo. Quando verbalizzano, parlano come in un talk-show del pomeriggio. Esprimono emozioni di plastica con un linguaggio stereotipato. Sembrano sempre pronti a esporsi a una telecamera". Sembra quasi più ottimista [7] Eraldo Affinati, che pure oggi insegna per lo più a ragazzi orfani ed extracomunitari (su questa sua esperienza si basa il libro La città dei ragazzi). "Non credo esista una generazione peggiore di un'altra. Se quella di oggi sembra inafferrabile, è perché c'è stata una mutazione antropologica. Una volta l'abitudine a leggere un libro dall'inizio alla fine produceva una mentalità diversa. Oggi il meccanismo conoscitivo è più frammentario ma, magari, davanti allo schermo di un computer questi ragazzi mostrano una creatività inaspettata. Oppure mi è capitato che proprio il peggiore teppista, portato a fare volontariato alla Caritas, si mostri a sorpresa il più sensibile ai problemi altrui. Bisogna guardare agli individui, diffidare dei sociologismi". Ma i bulli di una città come Roma sono diversi, per esempio, da quelli di provincia? "Non credo. Ormai, anche in questo, si è realizzata l'omologazione dei comportamenti che Pier Paolo Pasolini aveva profetizzato". LEGGI ANCHE: [8] Pagelle di metà anno, abbondano i 5 in condotta - Guarda i [9] VIDEO

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Filippi (Fi-Pdl): ministro Gelmini; inaccettabile azione insegnante Scandiano (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Filippi (Fi-Pdl): ministro Gelmini; inaccettabile azione insegnante Scandiano (18/3/2009 14:40) | (Sesto Potere) - Scandiano - 18 marzo 2009 - “All?interno della scuola elementare “Rocca” di Scandiano in provincia di Reggio Emilia, un insegnante della classe quinta (sezione A), avrebbe mostrato agli studenti, e poi appeso in aula, un ritratto raffigurante il ministro all?Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini con le orecchie da somaro”. Lo scrive Fabio Filippi (fi-pdl) in una interpellanza alla Giunta, per sapere se la Regione intenda denunciare agli organi competenti questo tipo di comportamenti e ammonire il responsabile di queste azioni. Il consigliere, visto che gli insegnanti hanno il diritto di promuovere o partecipare ad azioni di protesta contro la riforma Gelmini, ma nelle sedi preposte, quali ad esempio le assemblee sindacali, e constatato che fare politica in classe, per giunta coinvolgendo bambini frequentanti le scuole primarie, non può che essere considerata un?azione inaccettabile, chiede alla Regione: un giudizio su questo tipo di comportamenti da parte degli insegnanti (il consigliere ricorda che “diversi sono stati i casi analoghi in provincia di Reggio Emilia”); se i genitori siano stati informati dal Dirigente scolastico del comportamento dell?insegnante di Scandiano; se intenda informare dell?accaduto l?Ufficio Scolastico provinciale e quello regionale e, soprattutto, se intenda tutelare studenti e genitori da queste azioni inaccettabili.

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18/03/2009 14:43 SCUOLA: GELMINI, CON UN 5 NON SI VIENE AMMESSI ALLA MATURITA' (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Milano, 18 mar. (Adnkronos) - ''Con un 5 non si viene ammessi all'esame, c'e' un maggior rigore nella valutazione dell'apprendimento e c'e' serieta' nella valutazione dei comportamenti''. Cosi' il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini conferma che anche con un solo 5 i ragazzi non saranno ammessi all'esame di maturita'''. Il ministro Gelmini ha partecipato oggi all'inaugurazione della 'Mediolanum Corporate University'. Per la Gelmini ''queste due cose sono indispensabili per formare dei giovani che in futuro dovranno essere dei cittadini consapevoli dei propri diritti ma anche dei propri doveri''.

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UNIVERSITA': GELMINI, RIPENSARE LAUREA TRIENNALE CHE NON STA' DANDO RISULTATI (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA': GELMINI, RIPENSARE LAUREA TRIENNALE CHE NON STA DANDO RISULTATI commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 16:28

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Niente maturità con un solo cinque in pagella. Linea dura della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Niente maturità con un solo cinque in pagella. Linea dura della Gelmini Il ministro dell'Istruzione: ''Non condividiamo l'egualitarismo e il livellamento, figlio della cultura del '68, che c'è stato fino ad oggi. Andiamo verso una scuola in cui ci siano responsabilità e merito'' . Scuola, Cgil e 'Onda' tornano in piazza. Tafferugli a Roma. Epifani: "Va riformata, non cancellata" commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 16:03

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SCUOLA: GELMINI, CON UN 5 NON SI VIENE AMMESSI ALLA MATURITA' (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: GELMINI, CON UN 5 NON SI VIENE AMMESSI ALLA MATURITA' NON CONDIDIAMO CULTURA EGUALITARISMO commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 14:43

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Scuola: in 2000 alla manifestazione Cgil a Cagliari (sezione: Scuola)

( da "Sardegna oggi" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

mercoledì, 18 marzo 2009 Scuola: in 2000 alla manifestazione Cgil a Cagliari Oltre duemila lavoratori della scuola si sono ritrovati a manifestazione con la Cgil a Cagliari. Con loro anche gli operai dell'Eurallumina di Portovesme. Secondo la Cgil in Sardegna rischiano la chiusura 225 autonomie scolastiche su 426, 300 edifici scolastici su 1.621 plessi e sarebbe a rischio il posto di lavoro, in molti casi precari, di oltre 1.500 tra docenti e personale tecnico amministrativo. -->CAGLIARI - Oltre duemila lavoratori della scuola, fra docenti e personale tecnico-amministrativo si sono ritrovati a Cagliari per una delle varie manifestazioni locali indette dalla Flc-Cgil contro la riforma della scuola proposta dal ministro Gelmini e dal Governo Berlusconi, in vista della manifestazione nazionale prevista il possimo 4 aprile al Circo Massimo a Roma. Nel corteo, partito con circa un'ora di ritardo da piazza Garibaldi, vi sono anche gli studenti e ricercatori dell'Università e una delegazione dei lavoratori dell'Eurallumina di Portovesme. In Sardegna, secondo la Cgil, la situazione della scuola è ancora più grave con "la riduzione all'osso dei dati strutturali del sistema scolastico in termini di personale e luoghi fisici di istruzione". Secondo il segretario regionale della Flc-Cgil, Peppino Loddo, a rischio nel prossimo triennio (sino al 2012) vi sarebbero circa 225 autonomie scolastiche su 426 presenti in Sardegna, circa 300 edifici scolastici su 1.621 plessi. In particolare - ha detto ancora Loddo - la situazione potrebbe peggiorare in tutte le zone dell'interno dell'Isola e in particolare nel Nuorese, Oristanese, parte dell'Iglesiente, Sarrabus e Marmilla, con un conseguente pendolarismo degli alunni che inizierà sin dalla scuola dell'infanzia e elementare?. Secondo gli ultimi dati in possesso della Cgil sarebbe, inoltre, previsto un taglio nell'organico (si tratta soprattutto di precari non in ruolo) di oltre 1.500 fra docenti e personale Ata. -->

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UNIVERSITA': GELMINI, RIPENSARE LAUREA TRIENNALE CHE NON STA' DANDO RISULTATI (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Milano, 18 mar. - (Adnkronos) - E' necessario "ripensare alla laurea triennale perche' non sta' dando grandi risultati". Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini nel suo intervento all'inaugurazione della 'Mediolanum Corporate University'. Il ministro ha poi spiegato che "l'universita' italiana ha estremo bisogno di un forte ricambio generazionale e per questo abbiamo fatto la riforma del reclutamento".

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Gelmini: "Con un 5 niente maturità" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

BASIGLIO (MILANO) Il ministro dell?Istruzione, Maria Stella Gelmini, che oggi a Basiglio è intervenuta all?inaugurazione della Mediolanum Corporate University, ha confermato che con un 5 gli studenti non potranno affrontare l?esame di Stato. «Non si viene ammessi» ha spiegato. «C?è un maggior rigore nella valutazione degli apprendimenti e c?è severità e disciplina nella valutazione dei comportamenti. Due cose indispensabili per formare cittadini che domani siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri». Il ministro ha quindi precisato che anche questo provvedimento è stato preso per formare una scuola «della responsabilità e del merito». «L?egualitarismo e il livellamento che c?è stato fino ad oggi - ha concluso la Gelmini - è frutto della cultura del ?68 che noi non condividiamo e non ci sentiamo di poter confermare per il futuro». Il ministro ha poi criticato l'attuale organizzazione del sistema universitario «è necessario ripensare la laurea triennale che non ha dato grandi risultati». La Gelmini, che è intervenuta all?inaugurazione della Mediolanum Corporate University, ha lodato l?università per la formazione di manager finanziari di Mediolanum: «Qui - ha detto - vedo grande entusiasmo, cosa che, purtroppo, non c?è nella Pubblica amministrazione e, soprattutto nella scuola. Purtroppo nello Stato non c?è la capacità di valorizzare il capitale umano». Secondo il ministro dell?Istruzione è uno degli esempi di sinergia tra formazione e lavoro: «Alla crisi si risponde ripartendo dalla scuola che deve saper formare gli studenti per affrontare il mondo produttivo. Le aziende, però, devono attuare tutte le sinergie possibili e attivare stage che consentano la formazione».

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Maestri di finanza si diventa (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Economia Mediolanum/ Al via il primo campus italiano per promotori finanziari Mercoledí 18.03.2009 20:31 Nasce Mediolanum Corporate University: il primo campus in Italia per i promotori finanziari. Una nuova e originale istituzione educativa con l'obiettivo di promuovere la conoscenza della finanza in tutte le sue espressioni. L'Offerta formativa comprende 27 corsi d'aula e 32 corsi on-line, che saranno tenuti da 119 docenti. Tre le principali aree di studio: comportamentale, tecnico-commerciale e tecnico-normativo. A presentare l'iniziativa, questa mattina, nell'edificio destinato ad accoglierla - situato all'interno di Milano 3 City a Basiglio, alle porte del capoluogo lombardo - c'erano il presidente di Mediolanum, Ennio Doris, il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, il Premio Nobel per la pace, Lech Walesa, il presidente e l'amministratore delegato della nuova Universita', Edoardo Lombardi e Oscar Di Montigny. Tutti, a vari titolo, hanno sottolineato i valori che guideranno l'impresa: un'attivita' che parte dalla constatazione dello scarso livello di formazione finanziaria rilevabile in Europe e soprattutto in Italia, e che aspira a far divenire Mediolanum Corporate University 'l'istituto di riferimento in Italia per quanto riguarda l'educazione finanziaria', secondo un approccio formativo 'Lifelong learning', che segue cioe' il discente in tutta la sua carriera attraverso corsi, seminari, stage, momenti di autoformazione. 'Credo che un'azienda abbia il dovere di preoccuparsi del benessere dei propri collaboratori', ha detto Ennio Doris sottolineando che un investimento nella conoscenza sia per le aziende estremamente produttivo sul lungo termine. Vogliamo essere una scuola di formazione non solo per il lavoro ma anche una scuola di vita nella quale i valori devono essere al primo posto', ha commentato Doris. tags: mediolanum campus

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##Università/ Con lo sciopero Cgil rinasce l'Onda: scontri (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 18 mar. (Apcom) - Dopo il 'caldo' autunno di manifestazioni e proteste, contro i tagli del governo all'istruzione e all'università e le riforme dei comparti volute dal ministro Gelmini, i movimenti e collettivi studenteschi tornano a farsi sentire provocando tafferugli con le forze dell'ordine: proprio nel giorno dello sciopero generale indetto dalla Flc-Cgil. Gli scontri degli studenti dell'Onda con le forze dell'ordine, avvenuti a Roma all'interno della città universitaria 'La Sapienza', a seguito dell'applicazione del nuovo protocollo capitolino sulle manifestazioni che impone ai manifestanti di procedere solo nelle zone autorizzate, hanno fatto passare in secondo piano i cortei e i comizi (con il leader Epifani intervenuto a Palermo) svolti in diverse città italiane. Nel più grande ateneo d'Europa la tensione è salita dopo che gli studenti, anche delle superiori, hanno deciso di muoversi in corteo, non autorizzato, per raggiungere il ministero dell'Economia. "Avevamo lanciato un appuntamento per il corteo, poi avremmo visto in base ai numeri se organizzare la manifestazione", è stata la spiegazione di uno degli studenti partecipanti. Le forze dell'ordine hanno così deciso di tollerare il corteo all'interno della città universitaria, ma quando gli studenti hanno cercato di forzare i cordoni di accesso all'esterno dell'ateneo sono iniziati gli scontri. "Ci hanno caricato e anche abbastanza violentemente", hanno spiegato i componenti del collettivo studentesco. Che hanno comunque risposto vibratamente lanciando agli agenti di tutto, anche delle scarpe. Alla fine della mattinata una decina di ragazzi sono rimasti lievemente feriti. L'Unione degli studenti ha duramente stigmatizzato l'operato degli agenti "contro gli studenti presenti all'università della Sapienza di Roma che chiedono solo di poter manifestare ed esprimere il loro pensiero". Per l'Udu è evidente che ormai "siamo quindi in una fase di 'formazione d'emergenza'". Secondo Luca De Zolt, portavoce della Rete degli studenti, "dopo i fatti di Torino della settimana scorsa, l'episodio di Roma alimenta i sospetti che ci sia il tentativo di creare un clima di scontro per annullare la forza dell'opposizione sociale diffusa nel Paese". Forti critiche per l'operato di polizia, carabinieri e guardia di finanza sono giunte anche da diversi esponenti del mondo politico: il segretario del Prc Paolo Ferrero ha parlato di "cariche sbagliate ed ingiuste", mentre Paolo Cento, dei Verdi-Sinistra e Libertà, ha detto che è sicuramente "inaccettabile quanto accaduto". Secondo Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale Cub, "se questo è l'effetto del protocollo 'ammazza-cortei' siglato nei giorni scorsi, allora è evidente che deve essere stracciato". La destra giovanile ha invece condannato la scelta degli studenti di forzare i blocchi. "Raccoglieremo le firme in tutta Italia - ha detto Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione universitaria - per chiedere al Governo di varare un provvedimento per allontanare dalle università tutti quelli che si caratterizzano per iniziative politiche violente". Più pacata la posizione di Giuseppe Fioroni, responsabile dipartimento educazione del Pd, secondo cui bisogna dire no ad "ogni forma di violenza" ed evitare che le misure prese per garantire la sicurezza diventino "occasione per inasprire il clima". (segue)

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Scuola, niente maturità con un solo 5 in pagella. Linea dura della Gelmini: no all'egualitarismo (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 18-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, niente maturità con un solo 5 in pagella. Linea dura della Gelmini: no all'egualitarismo Il ministro dell'Istruzione: ''Non condividiamo il livellamento, figlio della cultura del '68, che c'è stato fino ad oggi. Andiamo verso una scuola in cui ci siano responsabilità e merito'' . Scuola, Cgil e 'Onda' tornano in piazza. Tafferugli a Roma. Epifani: "Va riformata, non cancellata" commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 20:02

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