HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “SCUOLA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL  17-5-2008      #TOP



Report "Schola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Schola (8)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Comeglians, stasera studenti sul palco ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma della scuola proposta dai ragazzi in uno spettacolo. Stasera, alle 20.45, nella sala polifunzionale l'Alpina di Comeglians, il gruppo teatrale de "I Filandieri" di Tolmezzo presenterà il suo nuovo spettacolo "Stasera: dibattito didattico" di Francesco Cioli (grazie a Stefano Benni).

Michele, liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza sbagliata, ( da "Tirreno, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dopo una catastrofica pagella invernale viene ritirato da scuola: prenderà lezioni private a casa e a giugno darà gli esami da privatista. Così hanno deciso i genitori: è l'unica possibilità di evitare che sia, per l'ennesima volta, bocciato. Sempre più umiliato, lo studente cerca di riscattarsi attraverso la sua nuova, giovane e bellissima insegnante privata di italiano e latino.

E il nuovo ministro Gelmini ci copia ( da "Adige, L'" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha infatti dichiarato di voler cancellare la riforma Fioroni sugli esami di riparazione e sul recupero dei debiti scolastici da parte degli studenti. Al neo-ministro l'organizzazione complessiva è parsa eccessivamente onerosa e facilmente soggetta a contestazioni giuridiche, come viene segnalato da numerose scuole di tutta Italia.

CARA NAZIONE, mio figlio frequenta la terza superiore di una scuola professionale. Nel primo quadrim ( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riqualificazione che la riforma Fioroni ha istituito. Ho cercato di informarmi all'istituto dove studia mio figlio, ma finora le risposte non sono state chiare: c'è chi parla di corsi da fare in luglio, chi addirittura nel mese di agosto. Insomma c'è un caos incredibile che aiuta poco gli studenti e tanto meno i genitori che in qualche maniera debbono programmare anche le loro vacanze.

Caro ministro, fiducia alla scuola ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni, con una serie di direttive intese a rendere più severi i criteri di valutazione e a premiare il merito. Non che queste misure abbiano trovato, per un motivo o per l'altro, un generale consenso; ma non si può disconoscere comunque il fatto che ci si era impegnati, nelle stanze ministeriali, ad assecondare l'esigenza di un miglioramento dell'

Si inaugura oggi "Il Sessantotto, un grande futuro dietro le spalle". Alle 17 l'attri ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Toti Scialoja, Alighiero Boetti, Giosetta Fioroni, Pino Pascali, Valeriano Trubbiani, Mario Schifano e di artisti maceratesi di quel periodo. Presenta la mostra, che resterà aperta fino al 31 maggio (orario 17-20 esclusa la domenica), Angela Tecce della Sovrintendenza speciale per il polo museale napoletano.

Istruzione valore al merito ( da "Riformista, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che hanno discusso questo ambizioso progetto di riforma della scuola e dell'università, sottolineando gli ostacoli che le misure proposte dal ministro sono destinate a incontrare. Alcuni di questi ostacoli saranno posti da corporazioni i cui privilegi ingiustificati vengono minacciati. Tuttavia, non è detto che ciò accada sempre.

<Dopo il diploma corsi pratici nelle botteghe> ( da "Provincia di Como, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La proposta "Dopo il diploma corsi pratici nelle botteghe" Luigi Franceschi: "La scuola va bene così com'è Bisogna cambiare la testa degli imprenditori" MARIANO "Ma quale riforma della scuola? Sono gli imprenditori delle aziende del legno a dover cambiare la testa, non i ragazzi che frequentano gli istituti professionali.


Articoli

Comeglians, stasera studenti sul palco (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Scuola

Udine Comeglians, stasera studenti sul palco COMEGLIANS. La riforma della scuola proposta dai ragazzi in uno spettacolo. Stasera, alle 20.45, nella sala polifunzionale l'Alpina di Comeglians, il gruppo teatrale de "I Filandieri" di Tolmezzo presenterà il suo nuovo spettacolo "Stasera: dibattito didattico" di Francesco Cioli (grazie a Stefano Benni). Nella puntata speciale di un talk-show dedicata alla scuola, a cui parteciperanno "ospiti illustri" e saranno presentati "video esclusivi", il pubblico potrà applaudire e sostenere diverse "interpretazioni" sull'educazione. Dopo decenni di accese critiche, aspre polemiche e allarmi urlati, seguiti da riorganizzazioni, sperimentazioni, riflessioni pedagogiche, i Filandieri di Tolmezzo, nel loro spettacolo, faranno una proposta concreta di riforma con l'intento di invertire la rotta che la scuola è attualmente costretta a percorrere. Con questo nuovo lavoro, il gruppo teatrale interscolastico di Tolmezzo, che coinvolge gli istituti scolastici del Linussio-Gortani, del Paschini-Marchi e del Solari, è giunto alla settima partecipazione consecutiva al prestigioso palio studentesco "Città di Udine" in cui ha sicuramente dimostrato esperienza e maturità presentando un progetto impegnativo e consapevole.(t.a.).

Torna all'inizio


Michele, liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza sbagliata, (sezione: Schola)

( da "Tirreno, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Scuola

Livorno Michele, liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza sbagliata, ... Michele, liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza sbagliata, dopo una catastrofica pagella invernale viene ritirato da scuola: prenderà lezioni private a casa e a giugno darà gli esami da privatista. Così hanno deciso i genitori: è l'unica possibilità di evitare che sia, per l'ennesima volta, bocciato. Sempre più umiliato, lo studente cerca di riscattarsi attraverso la sua nuova, giovane e bellissima insegnante privata di italiano e latino. Dopo aver scoperto un suo piccolo segreto (in passato ha posato nuda per un calendario), Michele le propone un patto: lui si metterà a studiare, ma quando farà progressi lei si spoglierà. (Medusa, sala 6. Grande, Vespucci) ULTIMI DELLA CLASSE Regia di Luca Biglione Con L. Biglione, A. De rosa, G. Gorietti, S. Tommasi, M. Iannone, L. Fremont Genere Commedia Di turno 8.30-13 / 15-21.30 - Baroncini, Via Grande 8 - Franceschi, Via di Salviano 2 - Montebello, Via Montebello 21 Tutti i giorni 24 ore - Comunale, P.zza Grande angolo Via Fiume, 1. Lunedì-sabato ore 8,30-20 - Com.le n. 6, P.zza Saragat 8 Sabato ore 9-12.30 - Montenero, V. Pianacce, 10. A Collesalvetti - Serafini, Via Malenchini 1.

Torna all'inizio


E il nuovo ministro Gelmini ci copia (sezione: Schola)

( da "Adige, L'" del 17-05-2008)

Argomenti: Scuola

Riparazione Via gli esami in tutta Italia? E il nuovo ministro Gelmini ci copia Il nuovo ministro dell'istruzione sembra voler imitare il Trentino. Mariastella Gelmini , responsabile della scuola nel governo Berlusconi, ha infatti dichiarato di voler cancellare la riforma Fioroni sugli esami di riparazione e sul recupero dei debiti scolastici da parte degli studenti. Al neo-ministro l'organizzazione complessiva è parsa eccessivamente onerosa e facilmente soggetta a contestazioni giuridiche, come viene segnalato da numerose scuole di tutta Italia. Dirigenti e insegnanti lamentano inoltre la scarsità di risorse messe a disposizione per retribuire il lavoro aggiuntivo chiesto ai docenti. Come sostiene Daniela Girgenti , direttore della Tecnica della Scuola, "è stata fatta una diagnosi e si è data una cura, ma non sono stati previsti gli effetti collaterali". Il modello trentino sembra invece più rispondente alle esigenze organizzative e didattiche. Il ministro ha sostenuto la necessità di concedere più tempo agli studenti per colmare le eventuali carenze nella preparazione (un problema che coinvolge il 40% degli allievi delle superiori); per necessità logistiche i debiti potrebbero essere saldati anche nel corso del successivo anno scolastico e non entro settembre, come previsto da Fioroni. La scelta nazionale sembra dunque in linea con quanto deciso dalla Provincia di Trento, una scelta a suo tempo contestata dai docenti e invece apprezzata dagli studenti. "Le difficoltà organizzative - ha dichiarato il presidente Dellai - erano facilmente prevedibili. Più che questo aspetto, a noi preme la motivazione didattica. Preferiamo garantire i ritmi di ciascun ragazzo e non obbligare tutti indistintamente a seguire tempi prefissati". "Desidero tuttavia precisare - ha commentato Dellai - che rimaniamo sempre attenti a quanto accade al di fuori della nostra realtà. La nostra scelta è sperimentale e sarà attentamente valutata". P.B. 17/05/2008.

Torna all'inizio


CARA NAZIONE, mio figlio frequenta la terza superiore di una scuola professionale. Nel primo quadrim (sezione: Schola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-05-2008)

Argomenti: Scuola

LA PAGINA DEI LETTORI pag. 51 CARA NAZIONE, mio figlio frequenta la terza superiore di una scuola professionale. Nel primo quadrim... CARA NAZIONE, mio figlio frequenta la terza superiore di una scuola professionale. Nel primo quadrimestre ha fatto registrare un paio di debiti che credo verranno confermati, purtroppo, anche alla conclusione dell'anno scolastico almeno secondo quanto mi hanno detto gli insegnanti. Meno chiara invece è la situazione per quanto riguarda i corsi di riqualificazione che la riforma Fioroni ha istituito. Ho cercato di informarmi all'istituto dove studia mio figlio, ma finora le risposte non sono state chiare: c'è chi parla di corsi da fare in luglio, chi addirittura nel mese di agosto. Insomma c'è un caos incredibile che aiuta poco gli studenti e tanto meno i genitori che in qualche maniera debbono programmare anche le loro vacanze. Mi chiedo perché, invece che demandare ai singoli istituti la scelte dei periodi di riqualificazione degli studenti, non si decida a livello di ministero della pubblica istruzione come e quando far partire i corsi. In questo modo tutti noi avremmo qualche certezza in più in un mondo, quello della scuola, che vive nella confusione più totale. Giulia B. (La Spezia).

Torna all'inizio


Caro ministro, fiducia alla scuola (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-17 - pag: 14 autore: Caro ministro, fiducia alla scuola di Valerio Castronovo C aro ministro Gelmini, fra i tanti problemi che il nuovo Governo è chiamato ad affrontare, quello della scuola dovrebbe essere incluso fra gli obiettivi preminenti. D'altra parte, Lei si trova sul tavolo una questione che, per tanti aspetti, è lo specchio della situazione desolante in cui versa il nostro sistema scolastico. è quella dei "debiti primitivi". Sia perché essi riguardano un milione di allievi delle superiori (pari al 42% del totale) per via di una o più insufficienze iscritte nelle loro pagelle. Sia perché risulta estremamente difficile che si possano allestire per tempo i corsi di sostegno e di recupero per gli studenti che devono saldare tali pendenze a settembre, anche facendo ricorso a insegnanti non curriculari, dato che la struttura organizzativa è sommersa da un cumulo di guai e intralci da cui non riesce a districarsi. Di conseguenza, è dato prevedere che si finirà per escogitare una soluzione tampone, anche per scongiurare una valanga di ricorsi, come la proroga di sei mesi per le prove finali di verifica. Di fatto, il numero considerevole dei ragazzi con un carico di "debiti formativi" e l'impasse in cui si sono arenati i corsi di recupero sono l'ennesima dimostrazione delle penose condizioni in cui si dibatte ormai da anni la scuola italiana. Giacché da molto tempo i livelli d'apprendimento e di acculturazione di gran parte dei nostri diplomati lasciano ampiamente a desiderare rispetto agli standard dei loro coetanei di altri Paesi europei dove pur è avvenuto, come da noi, un processo di scolarizzazione di massa. Ed è ugualmente da gran tempo che sono sotto gli occhi di tutti le carenze di mezzi e le disfunzioni, ma anche le pletore burocratiche e i retaggi corporativi che affliggono il sistema scolastico. A dire il vero, i due ultimi ministri, di opposti schieramenti politici, hanno cercato di reagire a questo stato di cose: Letizia Moratti, con un progetto di riforma volto in particolare a collegare il mondo della scuola con quello del lavoro; Giuseppe Fioroni, con una serie di direttive intese a rendere più severi i criteri di valutazione e a premiare il merito. Non che queste misure abbiano trovato, per un motivo o per l'altro, un generale consenso; ma non si può disconoscere comunque il fatto che ci si era impegnati, nelle stanze ministeriali, ad assecondare l'esigenza di un miglioramento dell'istruzione pubblica. Spetta pertanto a Lei, titolare del dicastero di viale Trastevere, portare a compimento, sulla base per quanto possibile di una larga convergenza di orientamenti e di propositi, un'opera di rinnovamento e di riqualificazione del sistema scolastico. E, dunque, di impostare un programma di interventi che restituisca alla scuola le sue funzioni precipue di formazione professionale e di arricchimento culturale, quale strumento di autorealizzazione individuale e canale di mobilità sociale. Non possiamo più permetterci di sprecare energie e risorse indispensabili per il futuro del nostro Paese, non assicurando alle nuove generazioni, al termine della scuola secondaria, le cognizioni e le competenze necessarie per inserirsi nella vita lavorativa o per proseguire utilmente i loro studi nelle varie facoltà universitarie. Né possiamo continuare a deprimere, sotto una montagna di scartoffie ma anche sotto una coltre d'indifferenza, quanti operano nelle istituzioni scolastiche finendo così per non valorizzare adeguatamente un patrimonio di saperi specifici e di attitudini didattiche che tanti docenti possiedono, ma che non trovano modo di tradursi in concreto o di venire debitamente riconosciuti. Per non parlare delle deplorevoli circostanze in cui essi si trovano a svolgere il loro compito, alle prese sempre più spesso nelle aule con episodi di bullismo e di vandalismo, quando non con forme d'intimidazione, nonché con lo spaccio di droga alle porte o fin dentro gli edifici scolastici. Il fatto è che purtroppo si è andato man mano perdendo di vista, e di conseguenza di rispetto e di considerazione, il ruolo essenziale degli insegnanti, quello che un tempo veniva definito un magistero. Tant'è che oggi la loro posizione nella scala sociale non è più quella che ancora li caratterizzava negli anni 60, e le loro retribuzioni sono più basse di quelle pur modeste ma decorose del passato. Naturalmente sta innanzitutto al Governo restituire alla scuola la dignità e l'importanza che le sono dovute,mediante lo stanziamento di risorse più consistenti, l'aggiornamento dei percorsi educativi ( anche col ricorso a nuovi strumenti di comunicazione e relazione), l'arricchimento dell'offerta formativa e l'adozione di criteri di giudizio più rigorosi, di maggior meritocrazia (non senza l'assegnazione di borse di studio e prestiti d'onore per i più capaci). Ma sta anche alla collettività e all'opinione pubblica tenere assai più in conto le funzioni pedagogiche e di carattere civile della scuola, non continuando a riprodurre atteggiamenti improntanti a un sostanziale disinteresse nei confronti dei problemi che l'assillano.E sta,non da ultimo, alle famiglie accantonare certe eccessive indulgenze, tra lassismo e permissivismo, nei riguardi dei propri figli, inducendoli nel loro stesso interesse a impegnarsi di più e a mettersi in gioco, per affrontare meglio le sfide che li attendono. PASSATO E FUTURO Moratti e Fioroni avevano iniziato la riforma ma le misure non avevano trovato generale consenso: ora va completata l'opera CONTRASTO Istruzione e Università. Il ministro Mariastella Gelmini, 35 anni.

Torna all'inizio


Si inaugura oggi "Il Sessantotto, un grande futuro dietro le spalle". Alle 17 l'attri (sezione: Schola)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 17-05-2008)

Argomenti: Scuola

Ce Paola Pitagora, presso la sala Svoboda dell'Accademia di Belle Arti, in via Berardi, presenta la performance: "Fiato d'artista". Alle 19, nella galleria Galeotti di piazza Vittorio Veneto, inaugurazione della mostra: "Così lontana, così lieve", interessante esposizione con quadri di Cesare Tacchi, Cy Twombly, Renato Mambor, Tano Festa, Toti Scialoja, Alighiero Boetti, Giosetta Fioroni, Pino Pascali, Valeriano Trubbiani, Mario Schifano e di artisti maceratesi di quel periodo. Presenta la mostra, che resterà aperta fino al 31 maggio (orario 17-20 esclusa la domenica), Angela Tecce della Sovrintendenza speciale per il polo museale napoletano. Insieme ai quadri saranno esposti manifesti, foto, riviste e oggetti a cura del Centro di documentazione dei partiti politici nelle Marche in età contemporanea.

Torna all'inizio


Istruzione valore al merito (sezione: Schola)

( da "Riformista, Il" del 17-05-2008)

Argomenti: Scuola

Istruzione valore al merito Buona la proposta Gelmini, però non pretenda tutto e subito Non era difficile prevedere che la nomina di Maria Stella Gelmini al ministero della Pubblica Istruzione sarebbe stata tra le novità degne di nota del nuovo governo. Quando l'abbiamo segnalata su queste pagine (l'otto maggio) nulla lasciava presagire che il progetto di legge per la "promozione del merito" redatto dalla Gelmini suscitasse un dibattito così vivace. Negli ultimi giorni i principali quotidiani hanno ospitato diversi interventi - tra gli altri si segnalano quelli di Francesco Giavazzi - che hanno discusso questo ambizioso progetto di riforma della scuola e dell'università, sottolineando gli ostacoli che le misure proposte dal ministro sono destinate a incontrare. Alcuni di questi ostacoli saranno posti da corporazioni i cui privilegi ingiustificati vengono minacciati. Tuttavia, non è detto che ciò accada sempre. Talvolta le resistenze potrebbero essere ispirate anche da dissensi ragionevoli di principio o di metodo di cui - se accetta un consiglio - il nuovo ministro farebbe bene a tener conto. Non per assecondarle (almeno, non se pensa che siano infondate) ma per evitare errori cui potrebbe essere impossibile porre rimedio. C'è infatti un rischio di cui bisogna essere consapevoli ogni qualvolta si mette in atto una riforma del modo in cui è governata un'istituzione, che è quello di erodere i presupposti che ne rendono possibile il buon funzionamento. Tra questi, come ormai dovrebbe essere chiaro, alcuni non sono di natura materiale (le risorse economiche e le infrastrutture) o normativa (le regole). Un'istituzione di successo è anche un ambiente in cui persone motivate collaborano per uno scopo comune con passione e entusiasmo, nella speranza che l'impegno che si mette nel proprio lavoro venga premiato dal risultato. Le risorse e le infrastrutture sono necessarie, dunque non se ne può fare a meno. Tuttavia, regole poco intelligenti possono rendere qualsiasi finanziamento o strumento del tutto inutile. Questa è la ragione principale per difendere l'idea di fondo della proposta Gemini, che consiste nel dare il potere di scegliere i docenti di scuole e università ai responsabili locali. Un docente o un ricercatore non è un ingranaggio fungibile che può essere spostato da una macchina all'altra, tutte perfettamente uguali. Al contrario, come mostra l'esperienza dei paesi che da questo punto di vista sono messi meglio di noi, la capacità di ambientarsi in un gruppo che lavora bene insieme può dipendere da fattori diversi, non sempre riconducibili alla buona volontà. Le valutazioni dei docenti, per contribuire davvero a scelte sagge, devono tener conto di questo fattore. Se il ministro provasse, magari in incognito e senza consulenti al seguito, a fare un giro di esplorazione di qualche dipartimento di successo a Berkeley o a Cambridge, scoprirebbe che in quei posti le cose funzionano bene anche perché i dirigenti hanno una certa elasticità mentale, e non sono oppressi da regole che pretendono di realizzare l'impossibile con l'effetto di impedire l'indispensabile. Si dirà che "queste cose in Italia non funzionano. Da noi c'è bisogno del controllo pubblico perché altrimenti ci saranno assunzioni clientelari o nepotiste". L'obiezione è nota, e più volte è stata evocata prima di lasciar libero sfogo alla fantasia dei burocrati nell'immaginare procedure la cui complessità spesso cresce in modo esponenziale. La risposta diretta è piuttosto semplice: "Non ci siamo ridotti in questo stato per via di una radicale liberazione da lacci e lacciuoli". Al contrario, l'inefficienza e la corruzione del nostro sistema di governo hanno prosperato in una cultura che ha fatto del timbro statale l'unica misura del valore dell'istruzione. Forse è arrivato il momento di tentare una strada diversa. Ovviamente la cosa non può avvenire in due o tre anni. Una delle cose che probabilmente hanno aggravato lo stato dell'istruzione, della formazione e della ricerca in questo paese è la pretesa di vedere i risultati in tempo reale. Non c'è dubbio che si tratta di una pericolosa illusione. Gli effetti di una riforma radicale in questo campo si possono valutare solo su periodi molto più lunghi. Ciò vuole dire che il governo deve rinunciare alla speranza di poter esibire grandi successi nel breve periodo. Ci vogliono nervi saldi, e la convinzione profonda che certe misure sono quelle più adatte per ottenere il risultato. Farsi carico delle condizioni materiali della fioritura delle istituzioni scolastiche e universitarie, lasciando il massimo livello di libertà a livello locale. Libertà di scegliere, di sperimentare, di cambiare strada se qualcosa non funziona. Solo in questo modo è possibile introdurre un'adeguata valutazione dei meriti (al plurale, perché l'idea di una metrica unitaria è in questo campo una sonora sciocchezza). 17/05/2008.

Torna all'inizio


<Dopo il diploma corsi pratici nelle botteghe> (sezione: Schola)

( da "Provincia di Como, La" del 17-05-2008)

Argomenti: Scuola

La proposta "Dopo il diploma corsi pratici nelle botteghe" Luigi Franceschi: "La scuola va bene così com'è Bisogna cambiare la testa degli imprenditori" MARIANO "Ma quale riforma della scuola? Sono gli imprenditori delle aziende del legno a dover cambiare la testa, non i ragazzi che frequentano gli istituti professionali. Per quest'ultimi, piuttosto, creiamo una scuola ponte tra il diploma e l'inserimento in bottega". Un parere forte, forse in controtendenza quello di Luigi Franceschi, milanese d'origine ma marianese d'adozione, una vita spesa nel settore legno-arredo e già presidente in passato di Progetto Brianza per Carugo, Mariano e Arosio e promotore di eventi per il salone dei semilavorati Cabiatech. Contesta il progetto ? già avviato a livello nazionale ? dalla Federlegno presentato nei giorni scorsi dal marianese Franco Cappellini, presidente della sezione dei giovani imprenditori della categoria, per concordare con le scuole che hanno attivi corsi attinenti al settore nuovi programmi di formazione. L'obiettivo sarebbe quello di far uscire dagli istituti manodopera preparata e specializzata, giovani pronti a soddisfare la richiesta delle aziende brianzole che negli ultimi anni faticano sempre più a trovare personale qualificato. I banchi di lavoro, infatti, sono stati liberati dai tradizionali strumenti tanto cari e preziosi ai falegnami: al loro posto è arrivata la tecnologia a braccetto con il computer. "Mi fa piacere che ogni tanto qualcuno torni a rispolverare l'argomento ? prosegue Franceschi -, ma sono più di 20 anni che se ne parla e mai nulla è stato fatto. Qualcuno si è chiesto il perché? La risposta è semplice: è la testa degli imprenditori da cambiare perché i capitani delle aziende locali diventate grandi, e la stessa cosa si vede in realtà più piccole, non sono stati capaci di condividere la loro esperienza con nessuno". Franceschi conosce da vicino la realtà perché fino a due anni fa, quando è andato in pensione, ha guidato un'azienda di consulenza del lavoro che ha avuto contatti "bene o male con tutti i grandi produttori brianzoli e non solo". E in questa terra, baricentrica per la produzione dei mobili, Franceschi si è scontrato con un elemento che accomuna tutti, grandi e piccoli: "Chi è riuscito a costruire un'attività, crede che il sistema da lui seguito per centrare l'obiettivo equivalga al successo in senso assoluto. Non è disposto a confrontarsi con le esperienze degli altri: tiene tutto per sé e così succede anche in bottega dove spesso i lavoratori sono costretti a fare una cosa in un determinato modo solo perché lo dice il padrone, senza mai spiegarne le ragioni. Questo provoca un blocco di crescita personale e professionale: non ci sono eredi cui lasciare il timone e non si ha la volontà di insegnare davvero un mestiere". Franceschi non fa sconti: "Quando si parla di richiesta di figure specializzate, tutti fanno citazioni generiche e invece bisognerebbe chiarirsi le idee: cosa manca? Operai, dirigenti o che altro? Che qualcuno dia delle priorità per avviare un progetto, altrimenti come al solito si fa fumo e niente arrosto". Ma non solo critiche: Franceschi ha anche una proposta interessante: "Se vogliamo parlare di formazione, lasciamo stare le scuole così come sono ? conclude -: vanno bene perché danno nozioni di base generiche che non sono all'età della pietra come qualcuno vuol far credere. Il problema è creare il passaggio intermedio, quel periodo che permetta al ragazzo di trasformare la teoria appresa sui libri in pratica da applicare ai banchi di lavoro, affrontando i problemi veri della quotidianità. Una sorta di tirocinio dove completare o specializzare il proprio indirizzo professionale, accompagnato da chi ha voglia di insegnare davvero qualcosa". Roberta Busnelli 17/05/2008.

Torna all'inizio