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Articoli
Schola (8)
Comeglians, stasera studenti sul palco
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma della scuola proposta dai ragazzi in uno spettacolo. Stasera, alle 20.45, nella sala polifunzionale l'Alpina di Comeglians, il gruppo teatrale de "I Filandieri" di Tolmezzo presenterà il suo nuovo spettacolo "Stasera: dibattito didattico" di Francesco Cioli (grazie a Stefano Benni).
Michele,
liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza
sbagliata, ( da "Tirreno, Il"
del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dopo una catastrofica pagella invernale viene ritirato da scuola: prenderà lezioni private a casa e a giugno darà gli esami da privatista. Così hanno deciso i genitori: è l'unica possibilità di evitare che sia, per l'ennesima volta, bocciato. Sempre più umiliato, lo studente cerca di riscattarsi attraverso la sua nuova, giovane e bellissima insegnante privata di italiano e latino.
E
il nuovo ministro Gelmini ci copia
( da "Adige,
L'" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha infatti dichiarato di voler cancellare la riforma Fioroni sugli esami di riparazione e sul recupero dei debiti scolastici da parte degli studenti. Al neo-ministro l'organizzazione complessiva è parsa eccessivamente onerosa e facilmente soggetta a contestazioni giuridiche, come viene segnalato da numerose scuole di tutta Italia.
CARA
NAZIONE, mio figlio frequenta la terza superiore di una scuola professionale.
Nel primo quadrim ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riqualificazione che la riforma Fioroni ha istituito. Ho cercato di informarmi all'istituto dove studia mio figlio, ma finora le risposte non sono state chiare: c'è chi parla di corsi da fare in luglio, chi addirittura nel mese di agosto. Insomma c'è un caos incredibile che aiuta poco gli studenti e tanto meno i genitori che in qualche maniera debbono programmare anche le loro vacanze.
Caro
ministro, fiducia alla scuola ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Fioroni, con una serie di direttive intese a rendere più severi i criteri di valutazione e a premiare il merito. Non che queste misure abbiano trovato, per un motivo o per l'altro, un generale consenso; ma non si può disconoscere comunque il fatto che ci si era impegnati, nelle stanze ministeriali, ad assecondare l'esigenza di un miglioramento dell'
Si
inaugura oggi "Il Sessantotto, un grande futuro dietro le spalle".
Alle 17 l'attri ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Toti Scialoja, Alighiero Boetti, Giosetta Fioroni, Pino Pascali, Valeriano Trubbiani, Mario Schifano e di artisti maceratesi di quel periodo. Presenta la mostra, che resterà aperta fino al 31 maggio (orario 17-20 esclusa la domenica), Angela Tecce della Sovrintendenza speciale per il polo museale napoletano.
Istruzione
valore al merito ( da "Riformista, Il"
del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che hanno discusso questo ambizioso progetto di riforma della scuola e dell'università, sottolineando gli ostacoli che le misure proposte dal ministro sono destinate a incontrare. Alcuni di questi ostacoli saranno posti da corporazioni i cui privilegi ingiustificati vengono minacciati. Tuttavia, non è detto che ciò accada sempre.
<Dopo
il diploma corsi pratici nelle botteghe>
( da "Provincia
di Como, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La proposta "Dopo il diploma corsi pratici nelle botteghe" Luigi Franceschi: "La scuola va bene così com'è Bisogna cambiare la testa degli imprenditori" MARIANO "Ma quale riforma della scuola? Sono gli imprenditori delle aziende del legno a dover cambiare la testa, non i ragazzi che frequentano gli istituti professionali.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Udine Comeglians,
stasera studenti sul palco COMEGLIANS. La riforma della scuola proposta dai ragazzi in uno spettacolo. Stasera, alle 20.45,
nella sala polifunzionale l'Alpina di Comeglians, il gruppo teatrale de "I
Filandieri" di Tolmezzo presenterà il suo nuovo spettacolo "Stasera:
dibattito didattico" di Francesco Cioli (grazie a Stefano Benni).
Nella puntata speciale di un talk-show dedicata alla scuola,
a cui parteciperanno "ospiti illustri" e saranno presentati
"video esclusivi", il pubblico potrà applaudire e sostenere diverse
"interpretazioni" sull'educazione. Dopo decenni di accese critiche,
aspre polemiche e allarmi urlati, seguiti da riorganizzazioni, sperimentazioni,
riflessioni pedagogiche, i Filandieri di Tolmezzo, nel loro spettacolo, faranno
una proposta concreta di riforma con l'intento di
invertire la rotta che la scuola è attualmente
costretta a percorrere. Con questo nuovo lavoro, il gruppo teatrale
interscolastico di Tolmezzo, che coinvolge gli istituti scolastici del
Linussio-Gortani, del Paschini-Marchi e del Solari, è giunto alla settima
partecipazione consecutiva al prestigioso palio studentesco "Città di
Udine" in cui ha sicuramente dimostrato esperienza e maturità presentando
un progetto impegnativo e consapevole.(t.a.).
( da "Tirreno, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Livorno Michele,
liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza sbagliata,
... Michele, liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della
ragazza sbagliata, dopo una catastrofica pagella invernale
viene ritirato da scuola: prenderà lezioni private a casa e a giugno darà gli esami da privatista. Così hanno deciso i genitori: è l'unica
possibilità di evitare che sia, per l'ennesima volta, bocciato. Sempre più
umiliato, lo studente cerca di riscattarsi attraverso la sua nuova, giovane e
bellissima insegnante privata di italiano e latino. Dopo aver scoperto un suo piccolo
segreto (in passato ha posato nuda per un calendario), Michele le propone un
patto: lui si metterà a studiare, ma quando farà progressi lei si spoglierà.
(Medusa, sala 6. Grande, Vespucci) ULTIMI DELLA CLASSE Regia di Luca Biglione
Con L. Biglione, A. De rosa, G. Gorietti, S. Tommasi, M. Iannone, L. Fremont
Genere Commedia Di turno 8.30-13 / 15-21.30 - Baroncini, Via Grande 8 -
Franceschi, Via di Salviano 2 - Montebello, Via Montebello 21 Tutti i giorni 24
ore - Comunale, P.zza Grande angolo Via Fiume, 1. Lunedì-sabato ore 8,30-20 -
Com.le n. 6, P.zza Saragat 8 Sabato ore 9-12.30 - Montenero, V. Pianacce,
( da "Adige, L'" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Riparazione Via gli
esami in tutta Italia? E il nuovo ministro Gelmini ci copia Il nuovo ministro
dell'istruzione sembra voler imitare il Trentino. Mariastella Gelmini , responsabile
della scuola nel governo Berlusconi, ha infatti dichiarato
di voler cancellare la riforma Fioroni sugli esami di riparazione e
sul recupero dei debiti scolastici da parte degli studenti. Al neo-ministro
l'organizzazione complessiva è parsa eccessivamente onerosa e facilmente
soggetta a contestazioni giuridiche, come viene segnalato da numerose scuole di
tutta Italia. Dirigenti e insegnanti lamentano inoltre la scarsità di
risorse messe a disposizione per retribuire il lavoro aggiuntivo chiesto ai
docenti. Come sostiene Daniela Girgenti , direttore della Tecnica della Scuola,
"è stata fatta una diagnosi e si è data una cura, ma non sono stati
previsti gli effetti collaterali". Il modello trentino sembra invece più
rispondente alle esigenze organizzative e didattiche. Il ministro ha sostenuto
la necessità di concedere più tempo agli studenti per colmare le eventuali
carenze nella preparazione (un problema che coinvolge il 40% degli allievi
delle superiori); per necessità logistiche i debiti potrebbero essere saldati
anche nel corso del successivo anno scolastico e non entro settembre, come
previsto da Fioroni. La scelta nazionale sembra dunque
in linea con quanto deciso dalla Provincia di Trento, una scelta a suo tempo
contestata dai docenti e invece apprezzata dagli studenti. "Le difficoltà
organizzative - ha dichiarato il presidente Dellai - erano facilmente
prevedibili. Più che questo aspetto, a noi preme la motivazione didattica.
Preferiamo garantire i ritmi di ciascun ragazzo e non obbligare tutti
indistintamente a seguire tempi prefissati". "Desidero tuttavia
precisare - ha commentato Dellai - che rimaniamo sempre attenti a quanto accade
al di fuori della nostra realtà. La nostra scelta è sperimentale e sarà
attentamente valutata". P.B. 17/05/2008.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
LA PAGINA DEI
LETTORI pag. 51 CARA NAZIONE, mio figlio frequenta la terza superiore di una
scuola professionale. Nel primo quadrim... CARA NAZIONE, mio figlio frequenta
la terza superiore di una scuola professionale. Nel primo quadrimestre ha fatto
registrare un paio di debiti che credo verranno confermati, purtroppo, anche
alla conclusione dell'anno scolastico almeno secondo quanto mi hanno detto gli
insegnanti. Meno chiara invece è la situazione per quanto riguarda i corsi di riqualificazione che la riforma Fioroni ha
istituito. Ho cercato di informarmi all'istituto dove studia mio figlio, ma
finora le risposte non sono state chiare: c'è chi parla di corsi da fare in
luglio, chi addirittura nel mese di agosto. Insomma c'è un caos incredibile che
aiuta poco gli studenti e tanto meno i genitori che in qualche maniera debbono
programmare anche le loro vacanze. Mi chiedo perché, invece che
demandare ai singoli istituti la scelte dei periodi di riqualificazione degli
studenti, non si decida a livello di ministero della pubblica istruzione come e
quando far partire i corsi. In questo modo tutti noi avremmo qualche certezza
in più in un mondo, quello della scuola, che vive nella confusione più totale.
Giulia B. (La Spezia).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-05-17 - pag: 14 autore: Caro ministro,
fiducia alla scuola di Valerio Castronovo C aro ministro Gelmini, fra i tanti
problemi che il nuovo Governo è chiamato ad affrontare, quello della scuola
dovrebbe essere incluso fra gli obiettivi preminenti. D'altra parte, Lei si
trova sul tavolo una questione che, per tanti aspetti, è lo specchio della
situazione desolante in cui versa il nostro sistema scolastico. è quella dei
"debiti primitivi". Sia perché essi riguardano un milione di allievi
delle superiori (pari al 42% del totale) per via di una o più insufficienze
iscritte nelle loro pagelle. Sia perché risulta estremamente difficile che si
possano allestire per tempo i corsi di sostegno e di recupero per gli studenti
che devono saldare tali pendenze a settembre, anche facendo ricorso a
insegnanti non curriculari, dato che la struttura organizzativa è sommersa da
un cumulo di guai e intralci da cui non riesce a districarsi. Di conseguenza, è
dato prevedere che si finirà per escogitare una soluzione tampone, anche per
scongiurare una valanga di ricorsi, come la proroga di sei mesi per le prove
finali di verifica. Di fatto, il numero considerevole dei ragazzi con un carico
di "debiti formativi" e l'impasse in cui si sono arenati i corsi di
recupero sono l'ennesima dimostrazione delle penose condizioni in cui si dibatte
ormai da anni la scuola italiana. Giacché da molto tempo i livelli
d'apprendimento e di acculturazione di gran parte dei nostri diplomati lasciano
ampiamente a desiderare rispetto agli standard dei loro coetanei di altri Paesi
europei dove pur è avvenuto, come da noi, un processo di scolarizzazione di
massa. Ed è ugualmente da gran tempo che sono sotto gli occhi di tutti le
carenze di mezzi e le disfunzioni, ma anche le pletore burocratiche e i retaggi
corporativi che affliggono il sistema scolastico. A dire il vero, i due ultimi
ministri, di opposti schieramenti politici, hanno cercato di reagire a questo
stato di cose: Letizia Moratti, con un progetto di riforma volto in particolare
a collegare il mondo della scuola con quello del lavoro; Giuseppe
Fioroni, con una serie di direttive intese a rendere più severi i
criteri di valutazione e a premiare il merito. Non che queste misure abbiano
trovato, per un motivo o per l'altro, un generale consenso; ma non si può
disconoscere comunque il fatto che ci si era impegnati, nelle stanze
ministeriali, ad assecondare l'esigenza di un miglioramento dell'istruzione
pubblica. Spetta pertanto a Lei, titolare del dicastero di viale Trastevere,
portare a compimento, sulla base per quanto possibile di una larga convergenza
di orientamenti e di propositi, un'opera di rinnovamento e di riqualificazione
del sistema scolastico. E, dunque, di impostare un programma di interventi che
restituisca alla scuola le sue funzioni precipue di formazione professionale e
di arricchimento culturale, quale strumento di autorealizzazione individuale e
canale di mobilità sociale. Non possiamo più permetterci di sprecare energie e
risorse indispensabili per il futuro del nostro Paese, non assicurando alle
nuove generazioni, al termine della scuola secondaria, le cognizioni e le
competenze necessarie per inserirsi nella vita lavorativa o per proseguire
utilmente i loro studi nelle varie facoltà universitarie. Né possiamo
continuare a deprimere, sotto una montagna di scartoffie ma anche sotto una coltre
d'indifferenza, quanti operano nelle istituzioni scolastiche finendo così per
non valorizzare adeguatamente un patrimonio di saperi specifici e di attitudini
didattiche che tanti docenti possiedono, ma che non trovano modo di tradursi in
concreto o di venire debitamente riconosciuti. Per non parlare delle
deplorevoli circostanze in cui essi si trovano a svolgere il loro compito, alle
prese sempre più spesso nelle aule con episodi di bullismo e di vandalismo,
quando non con forme d'intimidazione, nonché con lo spaccio di droga alle porte
o fin dentro gli edifici scolastici. Il fatto è che purtroppo si è andato man
mano perdendo di vista, e di conseguenza di rispetto e di considerazione, il
ruolo essenziale degli insegnanti, quello che un tempo veniva definito un
magistero. Tant'è che oggi la loro posizione nella scala sociale non è più
quella che ancora li caratterizzava negli anni 60, e le loro retribuzioni sono
più basse di quelle pur modeste ma decorose del passato. Naturalmente sta
innanzitutto al Governo restituire alla scuola la dignità e l'importanza che le
sono dovute,mediante lo stanziamento di risorse più consistenti,
l'aggiornamento dei percorsi educativi ( anche col ricorso a nuovi strumenti di
comunicazione e relazione), l'arricchimento dell'offerta formativa e l'adozione
di criteri di giudizio più rigorosi, di maggior meritocrazia (non senza
l'assegnazione di borse di studio e prestiti d'onore per i più capaci). Ma sta
anche alla collettività e all'opinione pubblica tenere assai più in conto le
funzioni pedagogiche e di carattere civile della scuola, non continuando a
riprodurre atteggiamenti improntanti a un sostanziale disinteresse nei
confronti dei problemi che l'assillano.E sta,non da ultimo, alle famiglie
accantonare certe eccessive indulgenze, tra lassismo e permissivismo, nei
riguardi dei propri figli, inducendoli nel loro stesso interesse a impegnarsi
di più e a mettersi in gioco, per affrontare meglio le sfide che li attendono.
PASSATO E FUTURO Moratti e Fioroni avevano iniziato la
riforma ma le misure non avevano trovato generale consenso: ora va completata
l'opera CONTRASTO Istruzione e Università. Il ministro Mariastella Gelmini, 35
anni.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Ce Paola Pitagora,
presso la sala Svoboda dell'Accademia di Belle Arti, in via Berardi, presenta
la performance: "Fiato d'artista". Alle 19, nella galleria Galeotti
di piazza Vittorio Veneto, inaugurazione della mostra: "Così lontana, così
lieve", interessante esposizione con quadri di Cesare Tacchi, Cy Twombly,
Renato Mambor, Tano Festa, Toti Scialoja, Alighiero Boetti,
Giosetta Fioroni, Pino Pascali, Valeriano Trubbiani, Mario Schifano e di artisti
maceratesi di quel periodo. Presenta la mostra, che resterà aperta fino al 31
maggio (orario 17-20 esclusa la domenica), Angela Tecce della Sovrintendenza
speciale per il polo museale napoletano. Insieme ai quadri saranno
esposti manifesti, foto, riviste e oggetti a cura del Centro di documentazione
dei partiti politici nelle Marche in età contemporanea.
( da "Riformista, Il" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
Istruzione valore al
merito Buona la proposta Gelmini, però non pretenda tutto e subito Non era difficile
prevedere che la nomina di Maria Stella Gelmini al ministero della Pubblica
Istruzione sarebbe stata tra le novità degne di nota del nuovo governo. Quando
l'abbiamo segnalata su queste pagine (l'otto maggio) nulla lasciava presagire
che il progetto di legge per la "promozione del merito" redatto dalla
Gelmini suscitasse un dibattito così vivace. Negli ultimi giorni i principali
quotidiani hanno ospitato diversi interventi - tra gli altri si segnalano
quelli di Francesco Giavazzi - che hanno discusso questo
ambizioso progetto di riforma
della scuola e dell'università, sottolineando
gli ostacoli che le misure proposte dal ministro sono destinate a incontrare.
Alcuni di questi ostacoli saranno posti da corporazioni i cui privilegi
ingiustificati vengono minacciati. Tuttavia, non è detto che ciò accada sempre.
Talvolta le resistenze potrebbero essere ispirate anche da dissensi ragionevoli
di principio o di metodo di cui - se accetta un consiglio - il nuovo ministro
farebbe bene a tener conto. Non per assecondarle (almeno, non se pensa che
siano infondate) ma per evitare errori cui potrebbe essere impossibile porre
rimedio. C'è infatti un rischio di cui bisogna essere consapevoli ogni
qualvolta si mette in atto una riforma del modo in cui
è governata un'istituzione, che è quello di erodere i presupposti che ne
rendono possibile il buon funzionamento. Tra questi, come ormai dovrebbe essere
chiaro, alcuni non sono di natura materiale (le risorse economiche e le
infrastrutture) o normativa (le regole). Un'istituzione di successo è anche un
ambiente in cui persone motivate collaborano per uno scopo comune con passione
e entusiasmo, nella speranza che l'impegno che si mette nel proprio lavoro
venga premiato dal risultato. Le risorse e le infrastrutture sono necessarie,
dunque non se ne può fare a meno. Tuttavia, regole poco intelligenti possono
rendere qualsiasi finanziamento o strumento del tutto inutile. Questa è la
ragione principale per difendere l'idea di fondo della proposta Gemini, che
consiste nel dare il potere di scegliere i docenti di scuole e università ai
responsabili locali. Un docente o un ricercatore non è un ingranaggio fungibile
che può essere spostato da una macchina all'altra, tutte perfettamente uguali.
Al contrario, come mostra l'esperienza dei paesi che da questo punto di vista
sono messi meglio di noi, la capacità di ambientarsi in un gruppo che lavora
bene insieme può dipendere da fattori diversi, non sempre riconducibili alla
buona volontà. Le valutazioni dei docenti, per contribuire davvero a scelte
sagge, devono tener conto di questo fattore. Se il ministro provasse, magari in
incognito e senza consulenti al seguito, a fare un giro di esplorazione di
qualche dipartimento di successo a Berkeley o a Cambridge, scoprirebbe che in
quei posti le cose funzionano bene anche perché i dirigenti hanno una certa
elasticità mentale, e non sono oppressi da regole che pretendono di realizzare
l'impossibile con l'effetto di impedire l'indispensabile. Si dirà che
"queste cose in Italia non funzionano. Da noi c'è bisogno del controllo
pubblico perché altrimenti ci saranno assunzioni clientelari o nepotiste".
L'obiezione è nota, e più volte è stata evocata prima di lasciar libero sfogo
alla fantasia dei burocrati nell'immaginare procedure la cui complessità spesso
cresce in modo esponenziale. La risposta diretta è piuttosto semplice:
"Non ci siamo ridotti in questo stato per via di una radicale liberazione
da lacci e lacciuoli". Al contrario, l'inefficienza e la corruzione del
nostro sistema di governo hanno prosperato in una cultura che ha fatto del
timbro statale l'unica misura del valore dell'istruzione. Forse è arrivato il
momento di tentare una strada diversa. Ovviamente la cosa non può avvenire in
due o tre anni. Una delle cose che probabilmente hanno aggravato lo stato
dell'istruzione, della formazione e della ricerca in questo paese è la pretesa
di vedere i risultati in tempo reale. Non c'è dubbio che si tratta di una
pericolosa illusione. Gli effetti di una riforma
radicale in questo campo si possono valutare solo su periodi molto più lunghi.
Ciò vuole dire che il governo deve rinunciare alla speranza di poter esibire
grandi successi nel breve periodo. Ci vogliono nervi saldi, e la convinzione
profonda che certe misure sono quelle più adatte per ottenere il risultato.
Farsi carico delle condizioni materiali della fioritura delle istituzioni
scolastiche e universitarie, lasciando il massimo livello di libertà a livello
locale. Libertà di scegliere, di sperimentare, di cambiare strada se qualcosa
non funziona. Solo in questo modo è possibile introdurre un'adeguata
valutazione dei meriti (al plurale, perché l'idea di una metrica unitaria è in
questo campo una sonora sciocchezza). 17/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 17-05-2008)
Argomenti: Scuola
La
proposta "Dopo il diploma corsi pratici nelle botteghe" Luigi
Franceschi: "La scuola va bene così
com'è Bisogna cambiare la testa degli imprenditori" MARIANO "Ma quale
riforma della scuola? Sono gli imprenditori delle
aziende del legno a dover cambiare la testa, non i ragazzi che frequentano gli
istituti professionali. Per quest'ultimi, piuttosto, creiamo una scuola
ponte tra il diploma e l'inserimento in bottega". Un parere forte, forse
in controtendenza quello di Luigi Franceschi, milanese d'origine ma marianese
d'adozione, una vita spesa nel settore legno-arredo e già presidente in passato
di Progetto Brianza per Carugo, Mariano e Arosio e promotore di eventi per il
salone dei semilavorati Cabiatech. Contesta il progetto ? già avviato a livello
nazionale ? dalla Federlegno presentato nei giorni scorsi dal marianese Franco
Cappellini, presidente della sezione dei giovani imprenditori della categoria,
per concordare con le scuole che hanno attivi corsi attinenti al settore nuovi programmi di formazione. L'obiettivo sarebbe quello di far
uscire dagli istituti manodopera preparata e specializzata, giovani pronti a
soddisfare la richiesta delle aziende brianzole che negli ultimi anni faticano
sempre più a trovare personale qualificato. I banchi di lavoro, infatti, sono
stati liberati dai tradizionali strumenti tanto cari e preziosi ai falegnami:
al loro posto è arrivata la tecnologia a braccetto con il computer. "Mi fa
piacere che ogni tanto qualcuno torni a rispolverare l'argomento ? prosegue
Franceschi -, ma sono più di 20 anni che se ne parla e mai nulla è stato fatto.
Qualcuno si è chiesto il perché? La risposta è semplice: è la testa degli
imprenditori da cambiare perché i capitani delle aziende locali diventate
grandi, e la stessa cosa si vede in realtà più piccole, non sono stati capaci
di condividere la loro esperienza con nessuno". Franceschi conosce da
vicino la realtà perché fino a due anni fa, quando è andato in pensione, ha
guidato un'azienda di consulenza del lavoro che ha avuto contatti "bene o
male con tutti i grandi produttori brianzoli e non solo". E in questa
terra, baricentrica per la produzione dei mobili, Franceschi si è scontrato con
un elemento che accomuna tutti, grandi e piccoli: "Chi è riuscito a
costruire un'attività, crede che il sistema da lui seguito per centrare
l'obiettivo equivalga al successo in senso assoluto. Non è disposto a
confrontarsi con le esperienze degli altri: tiene tutto per sé e così succede
anche in bottega dove spesso i lavoratori sono costretti a fare una cosa in un
determinato modo solo perché lo dice il padrone, senza mai spiegarne le
ragioni. Questo provoca un blocco di crescita personale e professionale: non ci
sono eredi cui lasciare il timone e non si ha la volontà di insegnare davvero
un mestiere". Franceschi non fa sconti: "Quando si parla di richiesta
di figure specializzate, tutti fanno citazioni generiche e invece bisognerebbe
chiarirsi le idee: cosa manca? Operai, dirigenti o che altro? Che qualcuno dia
delle priorità per avviare un progetto, altrimenti come al solito si fa fumo e
niente arrosto". Ma non solo critiche: Franceschi ha anche una proposta interessante:
"Se vogliamo parlare di formazione, lasciamo stare le scuole così come
sono ? conclude -: vanno bene perché danno nozioni di base generiche che non
sono all'età della pietra come qualcuno vuol far credere. Il problema è creare
il passaggio intermedio, quel periodo che permetta al ragazzo di trasformare la
teoria appresa sui libri in pratica da applicare ai banchi di lavoro,
affrontando i problemi veri della quotidianità. Una sorta di tirocinio dove
completare o specializzare il proprio indirizzo professionale, accompagnato da
chi ha voglia di insegnare davvero qualcosa". Roberta Busnelli 17/05/2008.