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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Schola"

Il risanamento sarà un'operazione che richiederà molto tempo e grande professionalità ( da "Gazzetta del Sud" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: lo scarso impegno dei docenti secondo il prof. Ferrari sono le cause principali dello sfascio della scuola. Più di uno studente ha detto il prof. Ferrari, alla domanda chi era Carlo Marx ha risposto che era un capitalista perché aveva scritto "Il Capitale". Allora nella scuola non c'è proprio nulla da salvare?

Gite scolastiche, fioroni contro venezia - nicola pellicani ( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca Gite scolastiche, Fioroni contro Venezia No al blocco chiesto da Cacciari: "Sbagliato penalizzare i giovani" Il sindaco insiste: "Città al collasso, chiediamo solo di scaglionare gli arrivi" NICOLA PELLICANI VENEZIA - Fioroni boccia la chiusura di Venezia alle gite scolastiche.

Di OSVALDO PASELLO POTREBBE ESSERCI un avvio di rivoluzi ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma il ministro Fioroni ha predisposto una riorganizzazione massiccia degli indirizzi. La proposta, che sarà ovviamente esaminata dal nuovo Parlamento eletto il 13 aprile prevede una notevole riduzione degli indirizzi di studio nell'area sia professionale che tecnica: dagli attuali 35 a 9 per l'istruzione professionale,

Vacanze di pasqua, si parte oggi con i 500 studenti dell'isa galvani ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordinanza Dm 92 del ministro uscente dell'Istruzione Fioroni, prima ora di lezione a braccia incrociate, martedì prossimo. "No ai corsi targati Fioroni che costano 700 mila euro nel Pordenonese e non risolvono il problema di chi non studia, con una decina di ore di ripetizione - parlano chiaro i Comitati di base cittadini -.

Il brivido laico dei cattolici ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Beppe Fioroni e Franco Marini, eredi di una tradizione di cui non si avvertono ancora le risposte alla nuova stagione e che sembrano più un cantiere ancora aperto. Infine i prodiani e i bindiani, esponenti del cattolicesimo democratico più doc, veri animatori dell'esperienza ultivista: in parte espressione della sinistra democristiana e della competenza al servizio della politica,

ROSSONI: SCUOLA DA RIFORMARE, FIORONI SBAGLIA ( da "marketpress.info" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: partiti del Pd verso le posizioni di tutta la Casa delle Libertà". Secondo Rossoni, comunque, "una riforma strutturale della scuola non solo è necessaria, ma è inevitabile", pena "il declino del nostro Paese: la perdita di competitività, la bassa produttività del lavoro, la scarsa qualificazione dei lavoratori sono fattori da imputare all'inefficienza del nostro sistema scolastico"

Scatta l'ora delle pulizie: 400 mila alunni tirano a lucido le aule ( da "Redattore sociale" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. La scuola italiana, ricorda "e stata negli ultimi tempi al centro dell'attenzione per il grande risalto mediatico dato ad alcuni gravi episodi che hanno finito con l'offrire un'immagine distorta della realta scolastica". Invece, nella scuola, "studenti e docenti condividono ogni giorno l'esperienza di imparare e crescere insieme"

L'esercito degli ignoranti ( da "Stampaweb, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: far finta che tutto vada bene e mandare avanti i nostri ragazzi asini - commenta il ministro Giuseppe Fioroni - E vero che nel secondo quadrimestre questi dati si dimezzano fisiologicamente, ma è indiscusso che continuare ad andare avanti come si faceva nei precedenti anni, continuando a diplomare ragazzi poveri di sapere e di competenze facendo loro un danno per la vita".

TUTTI A VENEZIA ( da "TGCom" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Fioroni. "Sono i Comuni a dover gestire la materia", è scritto in una nota che verrà inviata all'amministrazione comunale. Il ministero non ha compentenza ma soprattutto - ha sottolineato Fioroni - "non bisognerebbe penalizzare i giovani". Il ministero si dichiara aperto a qualunque soluzione, si legge su "Repubblica",

Domani nuovo sciopero dei Cobas contro i corsi di recupero ( da "Redattore sociale" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro i corsi di recupero voluti dal ministro Fioroni. L'ordinanza ministeriale che li prevede (la numero 92), infatti, secondo il portavoce del sindacato, Piero Bernocchi, "impone recuperi-farsa di pochissime ore che ridicolizzano la scuola e umiliano i docenti i quali, in cambio di mancette salariali, dovrebbero divenire complici di una scuola-burletta che finge in poche ore di "

L'assessore Salvadori risponde al ministro Fioroni: nessun divieto solo l'invito a diluire le gite scolastiche ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Fioroni afferma di non aver ancora visto la sua lettera ma non sembra d'accordo."Penso che il ministro Fioroni, al di là delle proprie competenze funzionali, non possa che essere d'accordo con la finalità e gli scopi che ci siamo prefissi. Come risulta dalla mia lettera, non vi è alcun divieto agli studenti di venire a Venezia,

Per il 53% degli istituti mancano risorse adeguate per recuperi ( da "Redattore sociale" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluti dal ministro Fioroni. È quanto emerge dall'indagine condotta dalla rivista di settore "La tecnica della scuola" nelle principali dieci citta italiane (Torino, Venezia, Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo) e in tre tipologie di scuole (licei, istituti tecnici e istituti professionali).

FIORONI: TROPPI I COMPITI A CASA PER GLI STUDENTI ITALIANI ( da "Wall Street Italia" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni: troppi i compiti a casa per gli studenti italiani -->L'Inghilterra propone di abolire i compiti a casa, che ? secondo quando sostenuto dagli insegnanti britannici ? causerebbero infelicità negli studenti. E in Italia? Il ministro della.

Corsi di recupero, per una scuola su due mancano i fondi ( da "Dire" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluti dal ministro Fioroni. È quanto emerge dall'indagine condotta dalla rivista di settore "La tecnica della scuola" nelle principali dieci città italiane (Torino, Venezia, Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo) e in tre tipologie di scuole (licei, istituti tecnici e istituti professionali).


Articoli

Il risanamento sarà un'operazione che richiederà molto tempo e grande professionalità (sezione: Schola)

( da "Gazzetta del Sud" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

Cultura - pagina 10 (17/03/2008) Il risanamento sarà un'operazione che richiederà molto tempo e grande professionalità Ma la scuola italiana non ha bisogno di una riforma a ogni legislatura Franco Pustorino Ogni Ministro della Pubblica Istruzione che si insedia al Ministero la prima cosa che fa è quella di tirare prontamente fuori dalla borsa una sua, personale riforma della scuola che stravolge e annulla l'esistente. Lo ha fatto Berlinguer, lo ha fatto la Moratti, lo ha fatto Fioroni. E purtroppo, lo farà anche Veltroni, se vincerà le elezioni. Come se la scuola italiana avesse bisogno di una riforma ad ogni legislatura. Quella poi che propone Veltroni se venisse mai attuata produrrebbe effetti e conseguenze a dir poco devastanti. Secondo Veltroni alla scuola occorre una riforma nuova di zecca e la prima cosa da fare è quella di abolire il tema di italiano. I ragazzi dovranno manifestare la loro creatività in altre forme; scrivendo romanzi, trame di film e copioni di spettacoli teatrali. Abolire il tema è il peggiore danno che si possa fare alla scuola perché il tema è l'unico mezzo per attivare la disciplina della scrittura, per imparare a pensare, per imparare ad esprimersi e ad esprimersi in forma grammaticalmente corretta. Se uno studente non sa scrivere un tema come gli si può chiedere di scrivere un romanzo o un dramma? Se poi si vuole provare ad abbattere quel poco, molto poco, che ancora resta della scuola, questa è un'altra storia. Intanto il Ministro Fioroni ha fatto una scoperta a dir poco eclatante; gli alunni delle scuole vanno, quasi tutti malissimo in matematica. La ricerca delle cause ha portato ad accertare che i ragazzini non studiano la matematica perché mancano i professori di matematica che gliela insegnano. Da una indagine conoscitiva, alquanto tardiva, è incredibilmente emerso che solo il 19% di coloro che insegnano matematica sono laureati in matematica mentre gli altri sono laureati in ingegneria, chimica, scienze economiche, astronomia, fisica e scienze geologiche. E in queste condizioni si ha il coraggio di... parlare di riforma della scuola! Le conseguenze di questo stato di cose è chiaro che sono devastanti. Recentemente si sono concluse le prove scritte dell'ultimo concorso per l'assunzione di 380 nuovi giudici. Le domande erano 43 mila. Gli ammessi agli scritti dopo una prima scrematura, erano 18 mila. Agli scritti si sono presentati in seimila ma soltanto quattromila hanno consegnato tutti i temi. Dopo le correzioni agli orali sono stati ammessi soltanto in 342. Alla fine la Commissione ha proclamato vincitori soltanto 319 candidati più tre ripescati dal Ministro Mastella a ciò autorizzato dal Csm. In totale 322 vincitori su 380 posti messi a concorso. Questo concorso è stato la conferma del dissesto della scuola italiana. I commissari hanno detto: "Alle prove scritte spaventosi errori di grammatica e di ortografia"". Un bagaglio culturale vicino a zero. Molti gli errori di grammatica e di ortografia dei candidati". E siccome nella magistratura c'è una carenza rispetto all'organico di 1362 posti il Ministro Scotti, che è un ex Magistrato e di giustizia se ne intende, ha avviato le procedure per bandire un nuovo concorso per 500 posti, nella speranza che, malgrado i tempi ormai molto ristretti, riesca nel suo intento. Una analisi severa e impietosa della scuola di oggi è stata fatta dal prof. Vincenzo Ferrari, sociologo e filosofo del diritto, già Preside della facoltà di giurisprudenza nella Università Statale di Milano. Una classe docente non all'altezza, la elargizione di lauree facili, lo scarso impegno dei docenti secondo il prof. Ferrari sono le cause principali dello sfascio della scuola. Più di uno studente ha detto il prof. Ferrari, alla domanda chi era Carlo Marx ha risposto che era un capitalista perché aveva scritto "Il Capitale". Allora nella scuola non c'è proprio nulla da salvare? È stato chiesto al prof. Ferrari il quale ha risposto: "Ogni tanto qualche bella tesi la leggo". Come dire è già qualcosa ma è troppo poco. Contrariamente a quanto ritengono i vari Ministri della Pubblica Istruzione il risanamento della scuola sarà un'operazione non breve né facile e richiederà molto tempo e molta professionalità. E tuttavia bisogna cominciare il più presto possibile.

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Gite scolastiche, fioroni contro venezia - nicola pellicani (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Gite scolastiche, Fioroni contro Venezia No al blocco chiesto da Cacciari: "Sbagliato penalizzare i giovani" Il sindaco insiste: "Città al collasso, chiediamo solo di scaglionare gli arrivi" NICOLA PELLICANI VENEZIA - Fioroni boccia la chiusura di Venezia alle gite scolastiche. La lettera di risposta non è ancora arrivata, ma il ministro dell'Istruzione anticipa al sindaco Massimo Cacciari e al suo assessore al Turismo Augusto Salvadori che è impossibile pensare di fermare le scolaresche in visita a Venezia. Qualche giorno fa era stato proprio Salvadori, esasperato come gran parte dei veneziani dall'assedio dei turisti, a scrivere a Roma chiedendo aiuto al ministero per arginare l'arrivo delle gite scolastiche in alta stagione. Fioroni ha già fatto sapere che non è pensabile rivolgersi al ministero per una simile questione: "Sono i Comuni a dover regolamentare la materia". Venezia dovrà quindi arrangiarsi. Non sarà certo il ministero a impedire alle scuole di venire a Venezia, ma nemmeno a fornire un'indicazione per scaglionare i viaggi, suggerendo alle scuole di visitare la città a novembre oppure in gennaio, evitando d'intasare le calli in primavera. "Il ministero dell'Istruzione ? ragiona il Fioroni ? non ha alcuna competenza sulle gite scolastiche e la loro distribuzione nell'arco dell'anno". In ogni caso, come potrebbe proprio il ministero vietare ai ragazzi di conoscere una città come Venezia? Impossibile. "Per i nostri ragazzi che devono essere educati ed istruiti, le città d'arte sono tesori preziosi. La vera scommessa è garantire l'accessibilità di questi luoghi". Come? "Se la città è sovraffollata ? taglia corto il ministro ? lo è per tutti. Le soluzioni vanno trovate senza penalizzare i giovani". "Il fatto è ? osserva Cacciari ? che la città è vicina al collasso. Abbiamo raggiunto quota 21 milioni di turisti all'anno. Chiediamo soltanto che le scuole contattino il Comune concordando le date d'arrivo". Sarà possibile? Ci saranno studenti disponibili a venire in città all'inizio dell'anno scolastico? "Noi faremo di tutto", fanno sapere a Ca' Farsetti, il palazzo che ospita il Comune. E la missiva, firmata dall'assesore Salvadori, lo stesso che alcuni anni fa promosse la crociata contro i saccopelisti, va esattamente in questa direzione. La lettera, infatti, ricorda la fragilità di Venezia e suggerisce uno scaglionamento delle gite per evitare che la città vada in tilt, come regolarmente accade ogni weekend. è una polemica che riaffiora puntualmente ogni anno, ma mai prima d'ora il Comune aveva chiesto l'intervento del ministero.

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Di OSVALDO PASELLO POTREBBE ESSERCI un avvio di rivoluzi (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

Di OSVALDO PASELLO POTREBBE ESSERCI un avvio di rivoluzione, da settembre, per l'istruzione tecnica. Certo, molto dipenderà dall'esito delle prossime elezioni, ma il ministro Fioroni ha predisposto una riorganizzazione massiccia degli indirizzi. La proposta, che sarà ovviamente esaminata dal nuovo Parlamento eletto il 13 aprile prevede una notevole riduzione degli indirizzi di studio nell'area sia professionale che tecnica: dagli attuali 35 a 9 per l'istruzione professionale, dagli attuali 315 a 10 per quella tecnica. Attualmente in Polesine, guardando all'area tecnica gli indirizzi sono quasi una trentina e coprono un'utenza di oltre 3500 alunni: ragionieri "igea", "mercurio"; periti turistici, periti aziendali e "erica"; geometri e "progetto 5", periti chimici, meccanici, per telecomunicazioni, navalmeccanici, elettronici, elettrici ecc...; periti agrari. NELL'AREA professionale in Polesine sono invece impegnati oltre 2500 alunni, in una ventina di indirizzi: si va dai tanti corsi dell'alberghiero, a quelli meccanici, elettrici, idraulici ecc.dell'Ipsia, a quelli, vari (si pensi al "panificatore-dolcificatore") del professionale agrario di Trecenta, ai percorsi indirizzati nei vari rami del commercio, turismo, servizi.Come sia possibile nell'ipotesi del Governo oggi in carica, ridurre il tutto a 10 indirizzi generali è davvero cosa non facile da cogliere. LA RIDUZIONE degli indirizzi, certo consentirà anche di ridurre le ore di lezione, specie al biennio, come già in atto ai professionali; ma non è il solo cambiamento che si prospetta: verranno ridefiniti i livelli di conoscenze e competenze in uscita, verrà ampliato il rapporto con le aziende e il monte-ore a disposizione dell'autonomia scolastica, soprattutto nel triennio. MENTRE IL BIENNIO, in armonia con la decisione, già legge, di farne un passaggio obbligatorio per gli studenti, sarà lasciato ai saperi di base, trasversali, e alla valorizzazione complessiva del ragazzo. I sindacati sono divisi. Alle perplessità di parte del sindacalismo autonomo, fa eco il giudizio positivo della Cisl che parla di "occasione per valorizzare l'istruzione tecnica e professionale". Ma tutto è legato allo snodo delle elezioni del 13 aprile. Non va dimenticato, intatti, che la riforma del centro-destra, ministro allora Letizia Moratti, prevedeva per i tecnici il passaggio al sistema dei licei e per i professionali il rapido avvio alla gestione diretta delle regioni, senza possibilità immediata di sbocchi universitari. LA PROPOSTA uscita in questi giorni dalla Commissione-Fioroni disegna invece un polo tecnico-professionale in ogni provincia, a dipendenza del tutto statale, con pochi indirizzi, percorsi triennali e quinquennali che in ogni caso possono portare, anche attraverso i professionali, all'Università. Ora dobbiamo attenderci, dopo il voto, a nuove sterzate? C'è da chiedersi, tra una svolta a destra e una sinistra, il pullman della scuola che strada ha cominciato a prendere. - -->.

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Vacanze di pasqua, si parte oggi con i 500 studenti dell'isa galvani (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

Nel resto degli istituti della provincia a casa dal 20 al 25 marzo Vacanze di Pasqua, si parte oggi con i 500 studenti dell'Isa Galvani SCUOLA Primi 500 studenti in ferie questa mattina, nell'Isa Galvani di Cordenons: anticipano la sosta pasquale di 3 giorni e buone vacanze. Vacanze con calendario regolare e scuole chiuse dal 20 al 25 marzo, invece, nel 90 per cento delle aule di Pordenone e hinterland. Strappi in via Sclavons e anche nell'Itc Mattiussi di Pordenone. L'istituto d'arte di Cordenons chiuderà laboratori di creatività e aule da questa mattina fino al 25 marzo per 500 studenti e l'Itc Mattiussi ha un'agenda delle soste dilatata in coda, dal 20 al 29 marzo senza didattica. Variante minimal per il liceo Grigoletti di Pordenone che aggiusta il tiro sulle ferie, con l'extra il 26 marzo senza campanella. "I conti tornano - hanno spiegato i docenti del Galvani -, grazie all'autonomia. Abbiamo deciso di evitare la vacanza a Carnevale, per allungare la gita fuori porta di Pasqua. Dopo la task-force dei corsi di recupero, per il 50 per cento degli studenti indebitati, serve una pausa di recupero utile agli insegnanti". Ultimi giorni di lezione per le quote di maggioranza delle scuole provinciali e prima delle ferie, il 18 marzo, ci scappa lo sciopero orario Cobas. Contro i corsi di recupero decisi per l'estate 2008 dall'ordinanza Dm 92 del ministro uscente dell'Istruzione Fioroni, prima ora di lezione a braccia incrociate, martedì prossimo. "No ai corsi targati Fioroni che costano 700 mila euro nel Pordenonese e non risolvono il problema di chi non studia, con una decina di ore di ripetizione - parlano chiaro i Comitati di base cittadini -. Le mozioni e le proteste nelle superiori aumentano: il liceo ginnasio Alighieri di Trieste, l'artistico di Treviso, a Padova, Bologna, Roma, Milano". Dopo il veto degli studenti, in piazza l'autunno scorso, monta il dissenso delle cattedre. La lista delle superiori "ribelli" è nel sito web www.retescuole.net e dà voce al dissenso ufficiale. Quello sottovoce, aumenta nelle sale docenti del Pordenonese: "Vendetta - promette il popolo della scuola - nel segreto delle urne politiche, il 13 aprile". (c.b.).

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Il brivido laico dei cattolici (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: RELIGIONI E SOCIETA data: 2008-03-16 - pag: 46 autore: Fede & democrazia / 1 Il brivido laico dei cattolici Che fine hanno fatto i credenti che in politica erano capaci di rappresentare posizioni originali anche rispetto alla Chiesa? Una mappa per riaprire il dibattito di Emma Fattorini D ove sono finiti i cattolici liberali, quei cattolici laici, che facevano della partecipazione civile la loro identità pubblica? Una domanda che alcuni si pongono con punte di nostalgico rimpianto e altri con fiera soddisfazione per la revanche finalmente raggiunta. è la prima domanda che viene alla mente chiudendo il testamento spirituale, politico e culturale di Pietro Scoppola, Un cattolico a modo suo che esce in questi giorni dalla Morcelliana, con una bella premessa di Giuseppe Tognon. Non ci rivela intuizioni folgoranti o scoperte grandiose, né sul piano spirituale né culturale. Una sorta di sobrio, sincero, rendiconto. Un bilancio sereno, senza enfasi e senza gli strazi di una morte annunciata. Le considerazioni sul Concilio ecumenico e la laicità tornano alla memoria andando con il ricordo ai momenti di vacanza, ai figli piccoletti, alle ultime luminose giornate prima della fine. Il privato come parte della vita pubblica non esibito né teorizzato ma semplicemente vissuto. La passione per la storiae la politica come ricerca di identità, "non ho mai pensato alla politica come carriera; la politica, paradossalmente, era un elemento di quella ricerca di un cattolicesimo pienamente incarnato nella storia ". La politica come ricerca del possibile e, insieme, come tensione verso l'impossibile, una tentazione dell'utopia che sfida un sobrio liberalismo, irresistibilmente attratto dalla sinistra. Il primato della coscienza visto nelle sue radici antiche, quelle dei Padri della Chiesa e non "semplicemente" come scoperta del Concilio vaticano II, un Concilio che va difeso, "con fedeltà e non con la contestazione ". Nello spirito di Don Mazzolari dell'"obbedire in piedi". Pietro si congeda da noi con delicatezza – "Ma non è assurdo andarsene così per un grumo di cellule impazzite che dall'interno ti invadono?". Terminando queste pagine, bellissime e intense, ci si chiede che ne è ora di questo patrimonio ideale, identitario, esistenziale e si ha davvero la sensazione che con esse si chiuda definitivamente un' epoca, un mondo. Che ci lascia però qualcosa di preziosissimo. Una postura interiore. Obbedire in piedi, nonè un ossimoro spirituale, ma l'essenza, l'unica possibile per ilcristiano contemporaneo. Qui la radice, interiore, della laicità. Ma il come tradurlo oggi è completamente cambiato. Nella storia di Scoppola l'incontro del cattolico con la modernità non era un semplice, opportuno adeguamento per traghettare le masse cattoliche verso lo Stato laico, ma l'occasione più autentica, lo spessore di un segno dei tempi, per testimoniare la propria fedeltà alla Parola. La Kenosis, lo spogliamento era essenziale alla politica come servizio, non era un escamotage, ne era la radice. Come nella migliore, più alta tradizione del primo modernismo, l'origine e la radice che motiva l'incontro con la modernità è spirituale e squisitamente religiosa.Tutt'altro che un adeguamento di opportunità, di "semplice" laicità. Ma l'attenzione a questo rigore interiore ha finito per allentare la soglia critica verso la modernità che, con i suoi vertiginosi progressi non si è dimostrata altrettanto generosa verso "il cristiano adulto". Il lungo pontificato di Woytjla tenta una raddrizzata di centottanta gradi sul tema della modernità: il rilancio di un umanesimo a base cristiana, il che significa la lotta contro tutte le eresie moderne, dal comunismo, allo scientismo, fino – nel proseguimento del tutto organico operato da Ratzinger-papa – al soggettivismo e\o relativismo. Nella nostra, piccola, politica recente, la prova generale si è avuta in occasione dello scontro sulla legge 40, vero spartiacque che ha evidenziato come gli allora democratici di sinistra non avessero capito minimamente cosa ci fosse in gioco. E ha consentito il referendum, compiendo quell'errore strategico che ora riproducono aprendo le porte dell'identità del partito democratico alla cultura radicale. Durante quel referendum i laici rimproveravano ai cattolici democratici di essere troppo timidi rispetto al coraggio dimostrato dai loro "padri" nelle battaglie referendarie degli anni 70, senza capire che del tutto diversa era l'esperienza dei cattolici impegnati nella stagione referendaria degli anni Settanta, quando si trattava di partecipare all'allargamento dei diritti civili. è un vero e proprio errore storico e teologico stabilire una continuità tra quella esperienza e le sfide nuovissime che richiedono altre categorie interpretative: quella antropologica è la sfida della modernità alla cultura cattolica come la questione sociale lo fu a cavallo del secolo scorso. E, invece, il cattolicesimo democratico non ha colto questa novità pensando che bastasse travasare la propria cultura, sciogliendola in partibus infidelium, come uno dei tanti pezzi del nuovo bricolage politico-culturale. Gli ex-cristiano sociali, tra i quali spiccano Giorgio Tonini e, insieme a lui, Stefano Ceccanti attivi consiglieri di Walter Veltroni, sono stati fino a ora sopraffatti dall'emergenza istituzionale. Toccherebbe adesso riuscire a tradurre la cultura del cattolicesimo democratico di fronte alle nuove questioni antropologiche. La guida della Conferenza episcopale italiana nella persona di Camillo Ruini ha teso ad assegnare all'identità cattolica una funzione di pressione politica, venuti meno i tradizionali contenitori ideologici e le loro barriere. Diversi sono stati gli effetti, tra questi la scelta di posizionare (bruttissima parola che mai come in questo caso è appropriata) i cattolici, quelli "identitari", pensiamo all'esperienza dei teo- dem, di Paola Binetti e di Luigi Bobba. Una politica modulare? Ciascuno con il suo pacchetto rivendicativo dei così detti valori non negoziabili, i cattolici si sposterebbero così da uno schieramento all'altro, rischiando di non incidere sulle complessive culture politiche dello schieramento. E così,non si perde l'occasione di contribuire all'elaborazione di un comune umanesimo? In una fase che potremmo chiamare di costituente antropologica. Ci sono, poi, gli ex-democristiani, con una vocazione schiettamente pragmatica, attenta ai problemi concreti e, insieme sensibile ai temi formativi come Beppe Fioroni e Franco Marini, eredi di una tradizione di cui non si avvertono ancora le risposte alla nuova stagione e che sembrano più un cantiere ancora aperto. Infine i prodiani e i bindiani, esponenti del cattolicesimo democratico più doc, veri animatori dell'esperienza ultivista: in parte espressione della sinistra democristiana e della competenza al servizio della politica, in essi converge anche la tradizione dell'Azione cattolica, secondo i due grandi indirizzi di Montini e di Bachelet. Tutte queste posizioni rimandano a tradizioni culturali e teologiche, più o meno vitali, dalle quali partire per elaborare una nuova cultura politica, piuttosto che affluire nelle forme correntizie. Una rinnovata presenza pubblica che non sia né lobbisticamente contrappositiva né genericamente dialogante. Spiccano da una parte Tonini e Ceccanti, Binetti e Bobba tra i teo-dem, Fioroni e Marini tra i pragmatici Confronto e dibattito. Il concilio ecumenico Vaticano II nella basilica di San Pietro nel settembre del 1962. In primo piano, Pietro Scoppola in una foto giovanile CORBIS.

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ROSSONI: SCUOLA DA RIFORMARE, FIORONI SBAGLIA (sezione: Schola)

( da "marketpress.info" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

Milano, 17 marzo 2008 - "Sono stupito che l'appello a non cambiare la scuola ad ogni nuovo governo venga da uno come Fioroni, che in un anno e mezzo da ministro ha bloccato la riforma Moratti, ha operato una piena restaurazione dello status quo lasciando un quadro legislativo incoerente e frammentato". Gianni Rossoni, assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, non risparmia critiche alle dichiarazioni del ministro della Pubblica Istruzione uscente, secondo cui "non si può cambiare la scuola a ogni cambio di governo". "Siamo i primi - dice Rossoni - ad affermare che la scuola non può essere terreno di scontro politico e che, come per tutte le importanti riforme strutturali del Paese, siano necessari ampi consensi. Questa è già la prassi in Regione Lombardia. La legge regionale di riforma del sistema di istruzione e formazione professionale è stata infatti approvata dal Consiglio regionale con una maggioranza trasversale, che ha visto convergere, attraverso un voto di astensione, i partiti del Pd verso le posizioni di tutta la Casa delle Libertà". Secondo Rossoni, comunque, "una riforma strutturale della scuola non solo è necessaria, ma è inevitabile", pena "il declino del nostro Paese: la perdita di competitività, la bassa produttività del lavoro, la scarsa qualificazione dei lavoratori sono fattori da imputare all'inefficienza del nostro sistema scolastico". Il vero difetto dell'istruzione italiana è la gestione "centralizzata e burocratica: è inconcepibile che il Ministero della Pubblica Istruzione sia la più grande azienda europea con un milione e duecentomila dipendenti - chiarisce Rossoni - che abbia una spesa per studente superiore alla media europea ma con risultati agli ultimi posti". Gli interventi di Fioroni sono stati invece "centrali e calati dall'alto". Si tratta, specifica Rossoni, "di interventi di superficie che non affrontano le problematiche da un punto di vista strutturale, come ci dimostrano ancora i sempre gravi dati sulle insufficienze. Il richiamo alla fatica e alla severità è inutile. Non è scaricando le responsabilità del malfunzionamento della scuola su allievi e famiglie che si risolvono i problemi. La scuola di oggi non è lassista, è malata di burocrazia e chi ne paga il prezzo più alto sono gli allievi. La strada corretta non è indicare passo passo cosa devono fare gli insegnanti, ma al contrario lasciare loro maggiore autonomia e responsabilità". "Gli atti unilaterali del Ministro, le direttive e le circolari hanno cancellato gli spazi di autonomia delle scuole e delle Autonomie locali. I dirigenti scolastici vengono chiamati a svolgere il ruolo di burocrati privi di ogni possibilità di organizzazione autonoma da continui carteggi ministeriali che intervengono in ogni dettaglio. Quella di Fioroni - conclude Rossoni - è la strada giusta per portarci nel terzo mondo. Bisogna invece avere il coraggio di modernizzare il paese, a partire dalla scuola. Questo è il compito che avrà il prossimo Governo". . <<BACK.

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Scatta l'ora delle pulizie: 400 mila alunni tirano a lucido le aule (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 09.5615/03/2008 Scatta l'ora delle pulizie: 400 mila alunni tirano a lucido le aule Roma - Quasi 400mila tra studenti e insegnanti di 18.000 classi distribuite in 1.721 scuole: sono i numeri dell'edizione 2008 di "Nontiscordardime'-Operazione scuole pulite", l'iniziativa promossa da Legambiente, in collaborazione con il ministero della Pubblica istruzione. Obiettivo: sensibilizzare alunni e operatori a rendere piu' sostenibile, anche dal punto di vista della vivibilita' degli ambienti, la vita scolastica. Dunque con scope e pennelli alla mano, i partecipanti si sono ripuliti e abbelliti le loro scuole. Tema centrale di quest'anno la questione rifiuti. E, manco a farlo apposta, a vincere, nella simbolica gara di adesioni tra le regioni, e' stata proprio la Campania: hanno partecipato 2.439 classi. Seguono il Lazio (2.287) e la Sicilia (2.143). "L'obiettivo di questa giornata- spiega il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza- e' quello di creare senso civico, partecipazione al bene comune, senso di appartenenza alla propria scuola e al proprio territorio". A Roma, il liceo scientifico Plinio Seniore, ha visto in azione circa 700 studenti per ridipingere le aule e i corridoi, ripulire gli spazi esterni, risistemare le aiuole. In Campania, a Napoli, presso il 91° circolo didattico, bambini, genitori e insegnanti hanno messo in ordine o il giardino della scuola e lo hanno poi concimato con il compost ottenuto dagli scarti della mensa scolastica per piantare nuove aiuole e verdure nell'orticello biologico. Grandi pulizie di primavera anche in Puglia dove a Taranto gli Istituti Archimede, Cabrini, Lisippo, Nitti, Pertini-Fermi, Quinto Ennio, Righi, Vittorino da Feltre hanno realizzato diverse iniziative: dalla pulizia degli spazi alla tinteggiatura delle aule, dalla piantumazione di alberi e aiuole per una migliore manutenzione dei cortili. In Sicilia, invece, gli alunni delle scuole medie di Taormina hanno messo in ordine puliscono gli spazi verdi della scuola. In Calabria gli studenti del tecnico commerciale "Lucifero" di Crotone hanno approfittato della giornata per introdurre la raccolta della carta e multimateriale a scuola. A Nord, in Lombardia, a Milano, al liceo artistico Caravaggio e' scattata l'ora di pulizia e abbellimento delle aule. "È importante che gli studenti siano coinvolti attivamente nella vita della scuola, che la rispettino maggiormente, che vi si sentano a casa", ha commentato il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. La scuola italiana, ricorda "e' stata negli ultimi tempi al centro dell'attenzione per il grande risalto mediatico dato ad alcuni gravi episodi che hanno finito con l'offrire un'immagine distorta della realta' scolastica". Invece, nella scuola, "studenti e docenti condividono ogni giorno l'esperienza di imparare e crescere insieme". Grazie alle iniziative di Legambiente, continua Fioroni, "la scuola ha la possibilita' di mostrare tutte le energie positive che ogni giorno migliaia di ragazzi, insegnati, dirigenti mettono in campo". "Nontiscordardime'" e' "un'iniziativa importante- sottolinea il ministro- la sensibilizzazione delle nuove generazioni sul tema dei rifiuti e del risparmio energetico mai come oggi e' indispensabile per il futuro del nostro Paese e di tutto il pianeta". Tra le 1.700 scuole coinvolte ce ne sono molte campane "che stanno vivendo il dramma dell'emergenza rifiuti sulla propria pelle- ricorda Fioroni- Per evitare che altre situazioni del genere si ripetano e' importante cominciare sin da piccoli ad avere comportamenti corretti, imparare a ridurre i rifiuti e a fare la raccolta differenziata". (DIRE).

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L'esercito degli ignoranti (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Quattro per uno. Le cifre sono spietate: due milioni e settecentomila studenti iscritti alle scuole superiori italiane, due milioni di insufficienti in almeno una materia, ma otto milioni di insufficienze complessive. Una valanga di debiti formativi degni di un crack del '29. Anche se molti studenti recupereranno nei quattro mesi che mancano alla fine dell'anno scolastico, la realtà è quasi deprimente: gli studenti italiani hanno lacune pesantissime e protratte nel tempo, in matematica, italiano e scienze. Le cifre vengono dal ministero, che ha rivelato come, negli ultimi anni, il 42 per cento degli studenti veniva promosso all'anno successivo portandosi dietro almeno un debito formativo non recuperato: in cifre vuol dire che : negli ultimi vent'anni sono stati diplomati almeno otto milioni di studenti sulla cui preparazione è lecito nutrire qualche dubbio. La svolta Lo "scandalo", però, dovrebbe finire: in ottobre un decreto ha stabilito che i debiti formativi devono essere sanati prima degli scrutini di giugno o, al più, nel corso dell'estate successiva, entro il 31 agosto. Di conseguenza le scuole devono fare un primo bilancio delle lacune accumulate già in occasione dello scrutinio del primo quadrimestre e attivare, di conseguenza, corsi di recupero a seconda delle esigenze. "Non è più consentito a nessuno fare lo struzzo, far finta che tutto vada bene e mandare avanti i nostri ragazzi asini - commenta il ministro Giuseppe Fioroni - E' vero che nel secondo quadrimestre questi dati si dimezzano fisiologicamente, ma è indiscusso che continuare ad andare avanti come si faceva nei precedenti anni, continuando a diplomare ragazzi poveri di sapere e di competenze facendo loro un danno per la vita". A febbraio, dunque, le scuole superiori hanno fatto il primo "tagliando": matematica e lingue straniere restano le bestie nere degli studenti italiani. Ma non è che il resto vada bene: nelle altre discipline scientifiche (biologia, chimica, fisica eccetera) siamo comunque su una media del 42,9 per cento di insufficienti. L'italiano sconosciuto Ed è appena il caso di ricordare che il 47,4 per cento (quasi la metà) dei ragazzi italiani tra i quindici e i diciannove anni non conosce l'italiano: non lo sa scrivere e non lo capisce se lo legge.Un dramma. Che la diagnosi fosse all'incirca questa si sapeva ed era prevedibile. Il problema ora sarà quello di sanare queste carenze entro agosto prossimo e, per le quinte classi (dove i debiti pregressi riguardano il 65% dei maturandi) entro giugno, cioè prima degli esami di Stato (pena la non ammissione). "I dati del primo quadrimestre – ha commentato il ministro Fioroni - dimostrano quale lavoro straordinario la scuola debba mettere in atto perché entro giugno si recuperino il più possibile queste insufficienze. Sono numeri che, oltre a far chiarezza, illustrano anche lo sforzo che alunni e docenti saranno chiamati a fare nei prossimi mesi in quanto, a fine anno, di solito le insufficienze si dimezzano. E' del tutto evidente comunque che ci troviamo di fronte ad un problema serio ed è questo il motivo per il quale è stata data priorità assoluta, anche in termini di risorse economiche, alle azioni per supportare. LE BESTIE NERE Matematica e inglese ILa situazione dei "debiti", stando alle cifre del ministero, è particolarmente grave negli istituti professionali, in cui l'80% degli allievi risulta gravemente insufficiente. E' come se in una classe di 24 alunni solo 7 potessero essere promossi a pieno titolo (e appena 5 negli istituti professionali). Inutile ribadire che la materia in cui i ragazzi italiani vanno peggio è la matematica, che raccoglie il 62,4% delle insufficienze. Seguono le lingue straniere (62,2%). + MondoScuola commenti (0) scrivi.

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TUTTI A VENEZIA (sezione: Schola)

( da "TGCom" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

Gite scuola,Fioroni contro Venezia "Non penalizzare gli studenti" L'idea di Venezia di regolamentare la gite scolastiche in città ("strutture al collasso, bisognerebbe scaglionare gli arrivi", aveva detto il sindaco Cacciari), non piace al ministro dell'Istruzione Fioroni. "Sono i Comuni a dover gestire la materia", è scritto in una nota che verrà inviata all'amministrazione comunale. Il ministero non ha compentenza ma soprattutto - ha sottolineato Fioroni - "non bisognerebbe penalizzare i giovani". Il ministero si dichiara aperto a qualunque soluzione, si legge su "Repubblica", purché a pagarne le conseguenze non siano gli studenti. Se il Comune di Venezia suggerirà agli istituti scolastici di spalmare le gite durante tutto l'anno e non solo in primavera, quando l'assedio alla città lagunare raggiunge il massimo, è libero di farlo. Ma "per i nostri ragazzi che devono essere educati ed istruiti, le città d'arte sono tesori preziosi", fanno notare al ministero. "La città è vicina al collasso, con 21 milioni di turisti all'anno", ricorda il sindaco Cacciari. "Chiediamo solo che le scuole si mettano d'accordo con il Comune", si difende il primo cittadino. Invia un commento Commento (0 caratteri disponibili) Nome - Obbligatorio eMail - Obbligatorio Sito internet - Se desideri mostrarlo Desidero mostrare i miei dati Inserisci il codice che vedi nell'immagine Accetto le Condizioni di Utilizzo Accetto le Condizioni di Utilizzo Approvo ed accetto espressamente le disposizioni di cui ai paragrafi 1.3, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10 delle Condizioni di Utilizzo Acconsento al trattamento dei miei dati personali sensibili eventualmente inviati nei Contenuti come previsto nell'Informativa Invia ad un amico.

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Domani nuovo sciopero dei Cobas contro i corsi di recupero (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 14.4217/03/2008 Domani nuovo sciopero dei Cobas contro i corsi di recupero Roma - Nuovo sciopero dei Cobas, domani, contro i corsi di recupero voluti dal ministro Fioroni. L'ordinanza ministeriale che li prevede (la numero 92), infatti, secondo il portavoce del sindacato, Piero Bernocchi, "impone recuperi-farsa di pochissime ore che ridicolizzano la scuola e umiliano i docenti i quali, in cambio di mancette salariali, dovrebbero divenire complici di una scuola-burletta che finge in poche ore di "recuperare quello che lo studente non ha fatto in un anno o piu'". L'ordinanza, inoltre, secondo il sindacato, provoca "l'aggravio di lavoro gratuito per gli ausiliari tecnici e amministrativi e lede diritti come le ferie". Per questo i Cobas hanno convocato per domani un secondo sciopero della prima ora di scuola per docenti ed Ata (Ausiliari tecnici e amministrativi) della media superiore, ribadendo che sciopereremo a catena per la prima ora di lavoro ogni 15-20 giorni fino a quando l'ordinanza 92 "non verra' ritirata".(DIRE).

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L'assessore Salvadori risponde al ministro Fioroni: nessun divieto solo l'invito a diluire le gite scolastiche (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

LA POLEMICA L'assessore Salvadori risponde al ministro Fioroni: nessun divieto solo l'invito a diluire le gite scolastiche Non è un divieto ma un appello a diluire le gite scolastiche durante tutti i mesi dell'anno. L'assessore al Turismo, Augusto Salvadori, lo precisa per evitare che la sua proposta venga fraintesa.Assessore, il ministro all'Istruzione Fioroni afferma di non aver ancora visto la sua lettera ma non sembra d'accordo."Penso che il ministro Fioroni, al di là delle proprie competenze funzionali, non possa che essere d'accordo con la finalità e gli scopi che ci siamo prefissi. Come risulta dalla mia lettera, non vi è alcun divieto agli studenti di venire a Venezia, ma vi è solo un invito ad una collaborazione con gli istituti scolastici per programmare insieme i periodi migliori per visitare la nostra città. Ho invitato gli studenti a venire a visitare la sede dell'assessorato al Turismo, che è un bellissimo palazzo del Rinascimento. Figurarsi se non li voglio".E allora?"L'iniziativa mira ad aiutare i ragazzi a fare un vero e proprio viaggio di istruzione di alta qualità, senza correre il rischio di essere penalizzati col dover fare lunghe code per accedere ai musei e ai luoghi di interesse culturale, o di trovarsi stipati nelle calli strette o nei mezzi pubblici di trasporto. E' finalizzata a contribuire alla vivibilità della città da parte sia dei veneziani che dei visitatori in genere. Tutto ciò rientra nel più ampio e generale progetto che a breve tratteremo con la partecipazione dei più grandi tour operator mondiali".Di cosa si tratta?"Di promuovere la distribuzione del turismo, che è la più grande risorsa economica di Venezia, durante l'intero arco dell'anno, in tutte le aree culturalmente e storicamente più importanti di tutta la città, evitando la massificazione di presenze in certi mesi dell'anno e in alcune aree della città, prima delle quali è l'area Marciana".Dagli ultimi dati risulta che il centro storico ha raggiunto il record dei 21 milioni di turisti."Ciò offre certamente una prospettiva economicamente importante per la nostra città. Ma costituisce ancor di più un dovere da parte nostro di far sì che sia assicurata la piena vivibilità della città e l'alta qualità della nostra ospitalità. Il turismo va spalmato, facendo sì che i tour operator promuovano le visite in determinati periodi dell'anno piuttosto che in altri. Ma per fare questo, la politica dei prezzi deve essere incentivante dell'ospitalità. Quella che è oggi la bassa stagione deve servire a diluire il turismo che si massifica in alcuni mesi dell'anno e che provoca l'invasione della città".Della lettera al ministro Fioroni, alla fine, ne hanno parlato tutti i tg e i quotidiani nazionali."Significa che il tema è molto sentito e che Venezia è al centro dell'attenzione. Io credo che questo sia un problema comune a tutte le città d'arte. Da parte nostra vogliamo dare il nostro benvenuto agli ospiti di Venezia in una città che sia amata e rispettata da tutti".Manuela Lamberti.

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Per il 53% degli istituti mancano risorse adeguate per recuperi (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 17.4317/03/2008 Per il 53% degli istituti mancano risorse adeguate per recuperi Roma - Il 53,4% delle scuole superiori ritiene "inadeguate" le risorse stanziate dal ministero della Pubblica istruzione per far fronte ai corsi di sostegno e di recupero, voluti dal ministro Fioroni. È quanto emerge dall'indagine condotta dalla rivista di settore "La tecnica della scuola" nelle principali dieci citta' italiane (Torino, Venezia, Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo) e in tre tipologie di scuole (licei, istituti tecnici e istituti professionali). Una ricerca che fotografa una situazione estremamente confusa, in cui le scuole faticano ad orientarsi. Nel 53,4% degli istituti interpellati, infatti, le risorse finanziarie non sono ritenute "adeguate" per fare fronte al fabbisogno di corsi di sostegno e di recupero. Le criticita' sono presenti soprattutto negli indirizzi tecnici e professionali, per i quali servirebbero risorse "compensative". Il 63,4% dei presidi dichiara che i professori interni "sono disponibili in numero adeguato per gestire tutti i corsi di sostegno e di recupero durante l'anno", ma per i corsi estivi si preannuncia (soprattutto se fatti ad agosto) "un quasi totale disimpegno dei docenti interni", nonostante l'appeal dei 50 euro lordi di compenso orario previsti dal nuovo contratto. Nel 53,4% delle scuole si ritiene, poi, che i corsi di recupero avranno un'incidenza negativa sulla formazione delle classi e degli organici. Tale dato e' preoccupante soprattutto negli istituti tecnici e professionali, dove le percentuali degli alunni con debiti, che saranno bocciati allo scrutinio finale, sono di gran lunga superiori a quelle dei licei. (DIRE).

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FIORONI: TROPPI I COMPITI A CASA PER GLI STUDENTI ITALIANI (sezione: Schola)

( da "Wall Street Italia" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

Fioroni: troppi i compiti a casa per gli studenti italiani -->L'Inghilterra propone di abolire i compiti a casa, che ? secondo quando sostenuto dagli insegnanti britannici ? causerebbero infelicità negli studenti. E in Italia? Il ministro della.

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Corsi di recupero, per una scuola su due mancano i fondi (sezione: Schola)

( da "Dire" del 17-03-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - Il 53,4% delle scuole superiori ritiene "inadeguate" le risorse stanziate dal ministero della Pubblica istruzione per far fronte ai corsi di sostegno e di recupero, voluti dal ministro Fioroni. È quanto emerge dall'indagine condotta dalla rivista di settore "La tecnica della scuola" nelle principali dieci città italiane (Torino, Venezia, Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo) e in tre tipologie di scuole (licei, istituti tecnici e istituti professionali). Una ricerca che fotografa una situazione estremamente confusa, in cui le scuole faticano ad orientarsi. Nel 53,4% degli istituti interpellati, infatti, le risorse finanziarie non sono ritenute "adeguate" per fare fronte al fabbisogno di corsi di sostegno e di recupero. Le criticità sono presenti soprattutto negli indirizzi tecnici e professionali, per i quali servirebbero risorse "compensative". Il 63,4% dei presidi dichiara che i professori interni "sono disponibili in numero adeguato per gestire tutti i corsi di sostegno e di recupero durante l'anno", ma per i corsi estivi si preannuncia (soprattutto se fatti ad agosto) "un quasi totale disimpegno dei docenti interni", nonostante l'appeal dei 50 euro lordi di compenso orario previsti dal nuovo contratto. Nel 53,4% delle scuole si ritiene, poi, che i corsi di recupero avranno un'incidenza negativa sulla formazione delle classi e degli organici. Tale dato è preoccupante soprattutto negli istituti tecnici e professionali, dove le percentuali degli alunni con debiti, che saranno bocciati allo scrutinio finale, sono di gran lunga superiori a quelle dei licei. 17 marzo 2008.

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