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Il
risanamento sarà un'operazione che richiederà molto tempo e grande
professionalità ( da "Gazzetta del Sud"
del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: lo scarso impegno dei docenti secondo il prof. Ferrari sono le cause principali dello sfascio della scuola. Più di uno studente ha detto il prof. Ferrari, alla domanda chi era Carlo Marx ha risposto che era un capitalista perché aveva scritto "Il Capitale". Allora nella scuola non c'è proprio nulla da salvare?
Gite
scolastiche, fioroni contro venezia - nicola pellicani
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca Gite scolastiche, Fioroni contro Venezia No al blocco chiesto da Cacciari: "Sbagliato penalizzare i giovani" Il sindaco insiste: "Città al collasso, chiediamo solo di scaglionare gli arrivi" NICOLA PELLICANI VENEZIA - Fioroni boccia la chiusura di Venezia alle gite scolastiche.
Di
OSVALDO PASELLO POTREBBE ESSERCI un avvio di rivoluzi
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ma il
ministro Fioroni ha predisposto una riorganizzazione massiccia degli indirizzi.
La proposta, che sarà ovviamente esaminata dal nuovo Parlamento eletto il 13
aprile prevede una notevole riduzione degli indirizzi di studio nell'area sia
professionale che tecnica: dagli attuali
Vacanze
di pasqua, si parte oggi con i 500 studenti dell'isa galvani
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ordinanza Dm 92 del ministro uscente dell'Istruzione Fioroni, prima ora di lezione a braccia incrociate, martedì prossimo. "No ai corsi targati Fioroni che costano 700 mila euro nel Pordenonese e non risolvono il problema di chi non studia, con una decina di ore di ripetizione - parlano chiaro i Comitati di base cittadini -.
Il
brivido laico dei cattolici ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Beppe Fioroni e Franco Marini, eredi di una tradizione di cui non si avvertono ancora le risposte alla nuova stagione e che sembrano più un cantiere ancora aperto. Infine i prodiani e i bindiani, esponenti del cattolicesimo democratico più doc, veri animatori dell'esperienza ultivista: in parte espressione della sinistra democristiana e della competenza al servizio della politica,
ROSSONI:
SCUOLA DA RIFORMARE, FIORONI SBAGLIA
( da "marketpress.info"
del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: partiti del Pd verso le posizioni di tutta la Casa delle Libertà". Secondo Rossoni, comunque, "una riforma strutturale della scuola non solo è necessaria, ma è inevitabile", pena "il declino del nostro Paese: la perdita di competitività, la bassa produttività del lavoro, la scarsa qualificazione dei lavoratori sono fattori da imputare all'inefficienza del nostro sistema scolastico"
Scatta
l'ora delle pulizie: 400 mila alunni tirano a lucido le aule
( da "Redattore
sociale" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. La scuola italiana, ricorda "e stata negli ultimi tempi al centro dell'attenzione per il grande risalto mediatico dato ad alcuni gravi episodi che hanno finito con l'offrire un'immagine distorta della realta scolastica". Invece, nella scuola, "studenti e docenti condividono ogni giorno l'esperienza di imparare e crescere insieme"
L'esercito
degli ignoranti ( da "Stampaweb, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: far finta che tutto vada bene e mandare avanti i nostri ragazzi asini - commenta il ministro Giuseppe Fioroni - E vero che nel secondo quadrimestre questi dati si dimezzano fisiologicamente, ma è indiscusso che continuare ad andare avanti come si faceva nei precedenti anni, continuando a diplomare ragazzi poveri di sapere e di competenze facendo loro un danno per la vita".
TUTTI
A VENEZIA ( da "TGCom"
del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Fioroni. "Sono i Comuni a dover gestire la materia", è scritto in una nota che verrà inviata all'amministrazione comunale. Il ministero non ha compentenza ma soprattutto - ha sottolineato Fioroni - "non bisognerebbe penalizzare i giovani". Il ministero si dichiara aperto a qualunque soluzione, si legge su "Repubblica",
Domani
nuovo sciopero dei Cobas contro i corsi di recupero
( da "Redattore
sociale" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro i corsi di recupero voluti dal ministro Fioroni. L'ordinanza ministeriale che li prevede (la numero 92), infatti, secondo il portavoce del sindacato, Piero Bernocchi, "impone recuperi-farsa di pochissime ore che ridicolizzano la scuola e umiliano i docenti i quali, in cambio di mancette salariali, dovrebbero divenire complici di una scuola-burletta che finge in poche ore di "
L'assessore
Salvadori risponde al ministro Fioroni: nessun divieto solo l'invito a diluire
le gite scolastiche ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Fioroni afferma di non aver ancora visto la sua lettera ma non sembra d'accordo."Penso che il ministro Fioroni, al di là delle proprie competenze funzionali, non possa che essere d'accordo con la finalità e gli scopi che ci siamo prefissi. Come risulta dalla mia lettera, non vi è alcun divieto agli studenti di venire a Venezia,
Per
il 53% degli istituti mancano risorse adeguate per recuperi
( da "Redattore
sociale" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: voluti dal ministro Fioroni. È quanto emerge dall'indagine condotta dalla rivista di settore "La tecnica della scuola" nelle principali dieci citta italiane (Torino, Venezia, Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo) e in tre tipologie di scuole (licei, istituti tecnici e istituti professionali).
FIORONI:
TROPPI I COMPITI A CASA PER GLI STUDENTI ITALIANI
( da "Wall
Street Italia" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni: troppi i compiti a casa per gli studenti italiani -->L'Inghilterra propone di abolire i compiti a casa, che ? secondo quando sostenuto dagli insegnanti britannici ? causerebbero infelicità negli studenti. E in Italia? Il ministro della.
Corsi
di recupero, per una scuola su due mancano i fondi
( da "Dire"
del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: voluti dal ministro Fioroni. È quanto emerge dall'indagine condotta dalla rivista di settore "La tecnica della scuola" nelle principali dieci città italiane (Torino, Venezia, Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo) e in tre tipologie di scuole (licei, istituti tecnici e istituti professionali).
( da "Gazzetta del Sud" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Cultura - pagina 10
(17/03/2008) Il risanamento sarà un'operazione che richiederà molto tempo e
grande professionalità Ma la scuola italiana non ha
bisogno di una riforma a ogni legislatura Franco
Pustorino Ogni Ministro della Pubblica Istruzione che si insedia al Ministero
la prima cosa che fa è quella di tirare prontamente fuori dalla borsa una sua,
personale riforma della scuola che stravolge e annulla
l'esistente. Lo ha fatto Berlinguer, lo ha fatto la Moratti, lo ha fatto Fioroni. E purtroppo, lo farà anche Veltroni, se vincerà le
elezioni. Come se la scuola italiana avesse bisogno di
una riforma ad ogni legislatura. Quella poi che
propone Veltroni se venisse mai attuata produrrebbe effetti e conseguenze a dir
poco devastanti. Secondo Veltroni alla scuola occorre
una riforma nuova di zecca e la prima cosa da fare è
quella di abolire il tema di italiano. I ragazzi dovranno manifestare la loro
creatività in altre forme; scrivendo romanzi, trame di film e copioni di
spettacoli teatrali. Abolire il tema è il peggiore danno che si possa fare alla
scuola perché il tema è l'unico mezzo per attivare la
disciplina della scrittura, per imparare a pensare, per imparare ad esprimersi
e ad esprimersi in forma grammaticalmente corretta. Se uno studente non sa
scrivere un tema come gli si può chiedere di scrivere un romanzo o un dramma?
Se poi si vuole provare ad abbattere quel poco, molto poco, che ancora resta
della scuola, questa è un'altra storia. Intanto il
Ministro Fioroni ha fatto una scoperta a dir poco
eclatante; gli alunni delle scuole vanno, quasi tutti malissimo in matematica.
La ricerca delle cause ha portato ad accertare che i ragazzini non studiano la
matematica perché mancano i professori di matematica che gliela insegnano. Da
una indagine conoscitiva, alquanto tardiva, è incredibilmente emerso che solo
il 19% di coloro che insegnano matematica sono laureati in matematica mentre
gli altri sono laureati in ingegneria, chimica, scienze economiche, astronomia,
fisica e scienze geologiche. E in queste condizioni si ha il coraggio di...
parlare di riforma della scuola! Le conseguenze di
questo stato di cose è chiaro che sono devastanti. Recentemente si sono
concluse le prove scritte dell'ultimo concorso per l'assunzione di 380 nuovi
giudici. Le domande erano 43 mila. Gli ammessi agli scritti dopo una prima
scrematura, erano 18 mila. Agli scritti si sono presentati in seimila ma
soltanto quattromila hanno consegnato tutti i temi. Dopo le correzioni agli
orali sono stati ammessi soltanto in 342. Alla fine la Commissione ha
proclamato vincitori soltanto 319 candidati più tre ripescati dal Ministro
Mastella a ciò autorizzato dal Csm. In totale 322 vincitori su 380 posti messi
a concorso. Questo concorso è stato la conferma del dissesto della scuola italiana. I commissari hanno detto: "Alle prove
scritte spaventosi errori di grammatica e di ortografia"". Un
bagaglio culturale vicino a zero. Molti gli errori di grammatica e di
ortografia dei candidati". E siccome nella magistratura c'è una carenza
rispetto all'organico di 1362 posti il Ministro Scotti, che è un ex Magistrato
e di giustizia se ne intende, ha avviato le procedure per bandire un nuovo
concorso per 500 posti, nella speranza che, malgrado i tempi ormai molto
ristretti, riesca nel suo intento. Una analisi severa e impietosa della scuola di oggi è stata fatta dal prof. Vincenzo Ferrari,
sociologo e filosofo del diritto, già Preside della facoltà di giurisprudenza
nella Università Statale di Milano. Una classe docente non all'altezza, la
elargizione di lauree facili, lo scarso impegno dei docenti
secondo il prof. Ferrari sono le cause principali dello sfascio della scuola. Più di uno studente ha detto il prof. Ferrari, alla domanda chi
era Carlo Marx ha risposto che era un capitalista perché aveva scritto "Il
Capitale". Allora nella scuola non c'è proprio nulla da
salvare? È stato chiesto al prof. Ferrari il quale ha risposto:
"Ogni tanto qualche bella tesi la leggo". Come dire è già qualcosa ma
è troppo poco. Contrariamente a quanto ritengono i vari Ministri della Pubblica
Istruzione il risanamento della scuola sarà
un'operazione non breve né facile e richiederà molto tempo e molta
professionalità. E tuttavia bisogna cominciare il più presto possibile.
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
Gite scolastiche, Fioroni contro Venezia
No al blocco chiesto da Cacciari: "Sbagliato penalizzare i giovani"
Il sindaco insiste: "Città al collasso, chiediamo solo di scaglionare gli
arrivi" NICOLA PELLICANI VENEZIA - Fioroni boccia la
chiusura di Venezia alle gite scolastiche. La lettera di risposta non è ancora arrivata, ma il
ministro dell'Istruzione anticipa al sindaco Massimo Cacciari e al suo
assessore al Turismo Augusto Salvadori che è impossibile pensare di fermare le
scolaresche in visita a Venezia. Qualche giorno fa era stato proprio Salvadori,
esasperato come gran parte dei veneziani dall'assedio dei turisti, a scrivere a
Roma chiedendo aiuto al ministero per arginare l'arrivo delle gite scolastiche
in alta stagione. Fioroni ha già fatto sapere che non
è pensabile rivolgersi al ministero per una simile questione: "Sono i
Comuni a dover regolamentare la materia". Venezia dovrà quindi
arrangiarsi. Non sarà certo il ministero a impedire alle scuole di venire a
Venezia, ma nemmeno a fornire un'indicazione per scaglionare i viaggi,
suggerendo alle scuole di visitare la città a novembre oppure in gennaio,
evitando d'intasare le calli in primavera. "Il ministero dell'Istruzione ?
ragiona il Fioroni ? non ha alcuna competenza sulle
gite scolastiche e la loro distribuzione nell'arco dell'anno". In ogni
caso, come potrebbe proprio il ministero vietare ai ragazzi di conoscere una
città come Venezia? Impossibile. "Per i nostri ragazzi che devono essere
educati ed istruiti, le città d'arte sono tesori preziosi. La vera scommessa è
garantire l'accessibilità di questi luoghi". Come? "Se la città è
sovraffollata ? taglia corto il ministro ? lo è per tutti. Le soluzioni vanno
trovate senza penalizzare i giovani". "Il fatto è ? osserva Cacciari
? che la città è vicina al collasso. Abbiamo raggiunto quota 21 milioni di
turisti all'anno. Chiediamo soltanto che le scuole contattino il Comune
concordando le date d'arrivo". Sarà possibile? Ci saranno studenti
disponibili a venire in città all'inizio dell'anno scolastico? "Noi faremo
di tutto", fanno sapere a Ca' Farsetti, il palazzo che ospita il Comune. E
la missiva, firmata dall'assesore Salvadori, lo stesso che alcuni anni fa
promosse la crociata contro i saccopelisti, va esattamente in questa direzione.
La lettera, infatti, ricorda la fragilità di Venezia e suggerisce uno
scaglionamento delle gite per evitare che la città vada in tilt, come
regolarmente accade ogni weekend. è una polemica che riaffiora puntualmente
ogni anno, ma mai prima d'ora il Comune aveva chiesto l'intervento del ministero.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Di OSVALDO PASELLO POTREBBE
ESSERCI un avvio di rivoluzione, da settembre, per l'istruzione tecnica. Certo,
molto dipenderà dall'esito delle prossime elezioni, ma il
ministro Fioroni ha predisposto una riorganizzazione massiccia degli indirizzi.
La proposta, che sarà ovviamente esaminata dal nuovo Parlamento eletto il 13
aprile prevede una notevole riduzione degli indirizzi di studio nell'area sia
professionale che tecnica: dagli attuali
( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Nel resto degli
istituti della provincia a casa dal 20 al 25 marzo Vacanze di Pasqua, si parte
oggi con i 500 studenti dell'Isa Galvani SCUOLA Primi 500 studenti in ferie
questa mattina, nell'Isa Galvani di Cordenons: anticipano la sosta pasquale di
3 giorni e buone vacanze. Vacanze con calendario regolare e scuole chiuse dal
20 al 25 marzo, invece, nel 90 per cento delle aule di Pordenone e hinterland.
Strappi in via Sclavons e anche nell'Itc Mattiussi di Pordenone. L'istituto
d'arte di Cordenons chiuderà laboratori di creatività e aule da questa mattina
fino al 25 marzo per 500 studenti e l'Itc Mattiussi ha un'agenda delle soste
dilatata in coda, dal 20 al 29 marzo senza didattica. Variante minimal per il
liceo Grigoletti di Pordenone che aggiusta il tiro sulle ferie, con l'extra il
26 marzo senza campanella. "I conti tornano - hanno spiegato i docenti del
Galvani -, grazie all'autonomia. Abbiamo deciso di evitare la vacanza a
Carnevale, per allungare la gita fuori porta di Pasqua. Dopo la task-force dei
corsi di recupero, per il 50 per cento degli studenti indebitati, serve una
pausa di recupero utile agli insegnanti". Ultimi giorni di lezione per le
quote di maggioranza delle scuole provinciali e prima delle ferie, il 18 marzo,
ci scappa lo sciopero orario Cobas. Contro i corsi di recupero decisi per
l'estate 2008 dall'ordinanza Dm 92 del ministro uscente
dell'Istruzione Fioroni, prima ora di lezione a braccia incrociate, martedì prossimo.
"No ai corsi targati Fioroni che costano 700 mila euro
nel Pordenonese e non risolvono il problema di chi non studia, con una decina
di ore di ripetizione - parlano chiaro i Comitati di base cittadini -. Le
mozioni e le proteste nelle superiori aumentano: il liceo ginnasio Alighieri di
Trieste, l'artistico di Treviso, a Padova, Bologna, Roma, Milano". Dopo il
veto degli studenti, in piazza l'autunno scorso, monta il dissenso delle
cattedre. La lista delle superiori "ribelli" è nel sito web
www.retescuole.net e dà voce al dissenso ufficiale. Quello sottovoce, aumenta
nelle sale docenti del Pordenonese: "Vendetta - promette il popolo della
scuola - nel segreto delle urne politiche, il 13 aprile". (c.b.).
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: RELIGIONI E SOCIETA data: 2008-03-16 - pag: 46 autore: Fede &
democrazia / 1 Il brivido laico dei cattolici Che fine hanno fatto i credenti
che in politica erano capaci di rappresentare posizioni originali anche
rispetto alla Chiesa? Una mappa per riaprire il dibattito di Emma Fattorini D
ove sono finiti i cattolici liberali, quei cattolici laici, che facevano della
partecipazione civile la loro identità pubblica? Una domanda che alcuni si
pongono con punte di nostalgico rimpianto e altri con fiera soddisfazione per
la revanche finalmente raggiunta. è la prima domanda che viene alla mente
chiudendo il testamento spirituale, politico e culturale di Pietro Scoppola, Un
cattolico a modo suo che esce in questi giorni dalla Morcelliana, con una bella
premessa di Giuseppe Tognon. Non ci rivela intuizioni folgoranti o scoperte
grandiose, né sul piano spirituale né culturale. Una sorta di sobrio, sincero,
rendiconto. Un bilancio sereno, senza enfasi e senza gli strazi di una morte
annunciata. Le considerazioni sul Concilio ecumenico e la laicità tornano alla
memoria andando con il ricordo ai momenti di vacanza, ai figli piccoletti, alle
ultime luminose giornate prima della fine. Il privato come parte della vita
pubblica non esibito né teorizzato ma semplicemente vissuto. La passione per la
storiae la politica come ricerca di identità, "non ho mai pensato alla
politica come carriera; la politica, paradossalmente, era un elemento di quella
ricerca di un cattolicesimo pienamente incarnato nella storia ". La
politica come ricerca del possibile e, insieme, come tensione verso l'impossibile,
una tentazione dell'utopia che sfida un sobrio liberalismo, irresistibilmente
attratto dalla sinistra. Il primato della coscienza visto nelle sue radici
antiche, quelle dei Padri della Chiesa e non "semplicemente" come
scoperta del Concilio vaticano II, un Concilio che va difeso, "con fedeltà
e non con la contestazione ". Nello spirito di Don Mazzolari
dell'"obbedire in piedi". Pietro si congeda da noi con delicatezza –
"Ma non è assurdo andarsene così per un grumo di cellule impazzite che
dall'interno ti invadono?". Terminando queste pagine, bellissime e
intense, ci si chiede che ne è ora di questo patrimonio ideale, identitario,
esistenziale e si ha davvero la sensazione che con esse si chiuda
definitivamente un' epoca, un mondo. Che ci lascia però qualcosa di
preziosissimo. Una postura interiore. Obbedire in piedi, nonè un ossimoro
spirituale, ma l'essenza, l'unica possibile per ilcristiano contemporaneo. Qui
la radice, interiore, della laicità. Ma il come tradurlo oggi è completamente
cambiato. Nella storia di Scoppola l'incontro del cattolico con la modernità
non era un semplice, opportuno adeguamento per traghettare le masse cattoliche
verso lo Stato laico, ma l'occasione più autentica, lo spessore di un segno dei
tempi, per testimoniare la propria fedeltà alla Parola. La Kenosis, lo
spogliamento era essenziale alla politica come servizio, non era un escamotage,
ne era la radice. Come nella migliore, più alta tradizione del primo
modernismo, l'origine e la radice che motiva l'incontro con la modernità è
spirituale e squisitamente religiosa.Tutt'altro che un adeguamento di
opportunità, di "semplice" laicità. Ma l'attenzione a questo rigore
interiore ha finito per allentare la soglia critica verso la modernità che, con
i suoi vertiginosi progressi non si è dimostrata altrettanto generosa verso
"il cristiano adulto". Il lungo pontificato di Woytjla tenta una
raddrizzata di centottanta gradi sul tema della modernità: il rilancio di un
umanesimo a base cristiana, il che significa la lotta contro tutte le eresie
moderne, dal comunismo, allo scientismo, fino – nel proseguimento del tutto
organico operato da Ratzinger-papa – al soggettivismo e\o relativismo. Nella
nostra, piccola, politica recente, la prova generale si è avuta in occasione
dello scontro sulla legge 40, vero spartiacque che ha evidenziato come gli
allora democratici di sinistra non avessero capito minimamente cosa ci fosse in
gioco. E ha consentito il referendum, compiendo quell'errore strategico che ora
riproducono aprendo le porte dell'identità del partito democratico alla cultura
radicale. Durante quel referendum i laici rimproveravano ai cattolici
democratici di essere troppo timidi rispetto al coraggio dimostrato dai loro
"padri" nelle battaglie referendarie degli anni 70, senza capire che
del tutto diversa era l'esperienza dei cattolici impegnati nella stagione
referendaria degli anni Settanta, quando si trattava di partecipare
all'allargamento dei diritti civili. è un vero e proprio errore storico e
teologico stabilire una continuità tra quella esperienza e le sfide nuovissime
che richiedono altre categorie interpretative: quella antropologica è la sfida
della modernità alla cultura cattolica come la questione sociale lo fu a
cavallo del secolo scorso. E, invece, il cattolicesimo democratico non ha colto
questa novità pensando che bastasse travasare la propria cultura, sciogliendola
in partibus infidelium, come uno dei tanti pezzi del nuovo bricolage
politico-culturale. Gli ex-cristiano sociali, tra i quali spiccano Giorgio
Tonini e, insieme a lui, Stefano Ceccanti attivi consiglieri di Walter
Veltroni, sono stati fino a ora sopraffatti dall'emergenza istituzionale.
Toccherebbe adesso riuscire a tradurre la cultura del cattolicesimo democratico
di fronte alle nuove questioni antropologiche. La guida della Conferenza
episcopale italiana nella persona di Camillo Ruini ha teso ad assegnare
all'identità cattolica una funzione di pressione politica, venuti meno i
tradizionali contenitori ideologici e le loro barriere. Diversi sono stati gli effetti,
tra questi la scelta di posizionare (bruttissima parola che mai come in questo
caso è appropriata) i cattolici, quelli "identitari", pensiamo
all'esperienza dei teo- dem, di Paola Binetti e di Luigi Bobba. Una politica
modulare? Ciascuno con il suo pacchetto rivendicativo dei così detti valori non
negoziabili, i cattolici si sposterebbero così da uno schieramento all'altro,
rischiando di non incidere sulle complessive culture politiche dello
schieramento. E così,non si perde l'occasione di contribuire all'elaborazione
di un comune umanesimo? In una fase che potremmo chiamare di costituente
antropologica. Ci sono, poi, gli ex-democristiani, con una vocazione
schiettamente pragmatica, attenta ai problemi concreti e, insieme sensibile ai
temi formativi come Beppe Fioroni e Franco
Marini, eredi di una tradizione di cui non si avvertono ancora le risposte alla
nuova stagione e che sembrano più un cantiere ancora aperto. Infine i prodiani
e i bindiani, esponenti del cattolicesimo democratico più doc, veri animatori
dell'esperienza ultivista: in parte espressione della sinistra democristiana e
della competenza al servizio della politica, in essi converge anche la
tradizione dell'Azione cattolica, secondo i due grandi indirizzi di Montini e
di Bachelet. Tutte queste posizioni rimandano a tradizioni culturali e
teologiche, più o meno vitali, dalle quali partire per elaborare una nuova
cultura politica, piuttosto che affluire nelle forme correntizie. Una rinnovata
presenza pubblica che non sia né lobbisticamente contrappositiva né
genericamente dialogante. Spiccano da una parte Tonini e Ceccanti, Binetti e
Bobba tra i teo-dem, Fioroni e Marini tra i pragmatici
Confronto e dibattito. Il concilio ecumenico Vaticano II nella basilica di San
Pietro nel settembre del
( da "marketpress.info" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Milano, 17 marzo
2008 - "Sono stupito che l'appello a non cambiare la scuola
ad ogni nuovo governo venga da uno come Fioroni, che
in un anno e mezzo da ministro ha bloccato la riforma
Moratti, ha operato una piena restaurazione dello status quo lasciando un
quadro legislativo incoerente e frammentato". Gianni Rossoni, assessore
all'Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, non risparmia
critiche alle dichiarazioni del ministro della Pubblica Istruzione uscente,
secondo cui "non si può cambiare la scuola a ogni
cambio di governo". "Siamo i primi - dice Rossoni - ad affermare che
la scuola non può essere terreno di scontro politico e
che, come per tutte le importanti riforme strutturali del Paese, siano
necessari ampi consensi. Questa è già la prassi in Regione Lombardia. La legge
regionale di riforma del sistema di istruzione e
formazione professionale è stata infatti approvata dal Consiglio regionale con
una maggioranza trasversale, che ha visto convergere, attraverso un voto di
astensione, i partiti del Pd verso le posizioni di tutta la
Casa delle Libertà". Secondo Rossoni, comunque, "una riforma strutturale della scuola non solo è
necessaria, ma è inevitabile", pena "il declino del nostro Paese: la
perdita di competitività, la bassa produttività del lavoro, la scarsa
qualificazione dei lavoratori sono fattori da imputare all'inefficienza del
nostro sistema scolastico". Il vero difetto dell'istruzione
italiana è la gestione "centralizzata e burocratica: è inconcepibile che
il Ministero della Pubblica Istruzione sia la più grande azienda europea con un
milione e duecentomila dipendenti - chiarisce Rossoni - che abbia una spesa per
studente superiore alla media europea ma con risultati agli ultimi posti".
Gli interventi di Fioroni sono stati invece
"centrali e calati dall'alto". Si tratta, specifica Rossoni, "di
interventi di superficie che non affrontano le problematiche da un punto di
vista strutturale, come ci dimostrano ancora i sempre gravi dati sulle
insufficienze. Il richiamo alla fatica e alla severità è inutile. Non è
scaricando le responsabilità del malfunzionamento della scuola
su allievi e famiglie che si risolvono i problemi. La scuola
di oggi non è lassista, è malata di burocrazia e chi ne paga il prezzo più alto
sono gli allievi. La strada corretta non è indicare passo passo cosa devono
fare gli insegnanti, ma al contrario lasciare loro maggiore autonomia e
responsabilità". "Gli atti unilaterali del Ministro, le direttive e
le circolari hanno cancellato gli spazi di autonomia delle scuole e delle
Autonomie locali. I dirigenti scolastici vengono chiamati a svolgere il ruolo
di burocrati privi di ogni possibilità di organizzazione autonoma da continui
carteggi ministeriali che intervengono in ogni dettaglio. Quella di Fioroni - conclude Rossoni - è la strada giusta per portarci
nel terzo mondo. Bisogna invece avere il coraggio di modernizzare il paese, a
partire dalla scuola. Questo è il compito che avrà il
prossimo Governo". . <<BACK.
( da "Redattore sociale" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
09.5615/03/2008 Scatta l'ora delle pulizie: 400 mila alunni tirano a lucido le aule
Roma - Quasi 400mila tra studenti e insegnanti di 18.000 classi distribuite in
1.721 scuole: sono i numeri dell'edizione 2008 di
"Nontiscordardime'-Operazione scuole pulite", l'iniziativa promossa
da Legambiente, in collaborazione con il ministero della Pubblica istruzione.
Obiettivo: sensibilizzare alunni e operatori a rendere piu' sostenibile, anche
dal punto di vista della vivibilita' degli ambienti, la vita scolastica. Dunque
con scope e pennelli alla mano, i partecipanti si sono ripuliti e abbelliti le
loro scuole. Tema centrale di quest'anno la questione rifiuti. E, manco a farlo
apposta, a vincere, nella simbolica gara di adesioni tra le regioni, e' stata
proprio la Campania: hanno partecipato 2.439 classi. Seguono il Lazio (2.287) e
la Sicilia (2.143). "L'obiettivo di questa giornata- spiega il presidente
di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza- e' quello di creare senso civico,
partecipazione al bene comune, senso di appartenenza alla propria scuola e al
proprio territorio". A Roma, il liceo scientifico Plinio Seniore, ha visto
in azione circa 700 studenti per ridipingere le aule e i corridoi, ripulire gli
spazi esterni, risistemare le aiuole. In Campania, a Napoli, presso il 91°
circolo didattico, bambini, genitori e insegnanti hanno messo in ordine o il
giardino della scuola e lo hanno poi concimato con il compost ottenuto dagli
scarti della mensa scolastica per piantare nuove aiuole e verdure
nell'orticello biologico. Grandi pulizie di primavera anche in Puglia dove a
Taranto gli Istituti Archimede, Cabrini, Lisippo, Nitti, Pertini-Fermi, Quinto
Ennio, Righi, Vittorino da Feltre hanno realizzato diverse iniziative: dalla
pulizia degli spazi alla tinteggiatura delle aule, dalla piantumazione di
alberi e aiuole per una migliore manutenzione dei cortili. In Sicilia, invece,
gli alunni delle scuole medie di Taormina hanno messo in ordine puliscono gli
spazi verdi della scuola. In Calabria gli studenti del tecnico commerciale
"Lucifero" di Crotone hanno approfittato della giornata per introdurre
la raccolta della carta e multimateriale a scuola. A Nord, in Lombardia, a
Milano, al liceo artistico Caravaggio e' scattata l'ora di pulizia e
abbellimento delle aule. "È importante che gli studenti siano coinvolti
attivamente nella vita della scuola, che la rispettino maggiormente, che vi si
sentano a casa", ha commentato il ministro della Pubblica istruzione
Giuseppe Fioroni. La scuola italiana, ricorda "e'
stata negli ultimi tempi al centro dell'attenzione per il grande risalto
mediatico dato ad alcuni gravi episodi che hanno finito con l'offrire
un'immagine distorta della realta' scolastica". Invece, nella scuola,
"studenti e docenti condividono ogni giorno l'esperienza di imparare e
crescere insieme". Grazie alle iniziative di Legambiente, continua Fioroni, "la scuola ha la possibilita' di mostrare
tutte le energie positive che ogni giorno migliaia di ragazzi, insegnati,
dirigenti mettono in campo". "Nontiscordardime'" e'
"un'iniziativa importante- sottolinea il ministro- la sensibilizzazione
delle nuove generazioni sul tema dei rifiuti e del risparmio energetico mai
come oggi e' indispensabile per il futuro del nostro Paese e di tutto il
pianeta". Tra le 1.700 scuole coinvolte ce ne sono molte campane "che
stanno vivendo il dramma dell'emergenza rifiuti sulla propria pelle- ricorda Fioroni- Per evitare che altre situazioni del genere si
ripetano e' importante cominciare sin da piccoli ad avere comportamenti
corretti, imparare a ridurre i rifiuti e a fare la raccolta
differenziata". (DIRE).
( da "Stampaweb, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Quattro per
uno. Le cifre sono spietate: due milioni e settecentomila studenti iscritti
alle scuole superiori italiane, due milioni di insufficienti in almeno una
materia, ma otto milioni di insufficienze complessive. Una valanga di debiti
formativi degni di un crack del '29. Anche se molti studenti recupereranno nei
quattro mesi che mancano alla fine dell'anno scolastico, la realtà è quasi
deprimente: gli studenti italiani hanno lacune pesantissime e protratte nel
tempo, in matematica, italiano e scienze. Le cifre vengono dal ministero, che
ha rivelato come, negli ultimi anni, il 42 per cento degli studenti veniva
promosso all'anno successivo portandosi dietro almeno un debito formativo non
recuperato: in cifre vuol dire che : negli ultimi vent'anni sono stati
diplomati almeno otto milioni di studenti sulla cui preparazione è lecito
nutrire qualche dubbio. La svolta Lo "scandalo", però, dovrebbe
finire: in ottobre un decreto ha stabilito che i debiti formativi devono essere
sanati prima degli scrutini di giugno o, al più, nel corso dell'estate
successiva, entro il 31 agosto. Di conseguenza le scuole devono fare un primo
bilancio delle lacune accumulate già in occasione dello scrutinio del primo
quadrimestre e attivare, di conseguenza, corsi di recupero a seconda delle
esigenze. "Non è più consentito a nessuno fare lo struzzo, far finta che
tutto vada bene e mandare avanti i nostri ragazzi asini - commenta il ministro
Giuseppe Fioroni - E' vero che nel secondo
quadrimestre questi dati si dimezzano fisiologicamente, ma è indiscusso che
continuare ad andare avanti come si faceva nei precedenti anni, continuando a
diplomare ragazzi poveri di sapere e di competenze facendo loro un danno per la
vita". A febbraio, dunque, le scuole superiori hanno fatto il primo
"tagliando": matematica e lingue straniere restano le bestie nere
degli studenti italiani. Ma non è che il resto vada bene: nelle altre
discipline scientifiche (biologia, chimica, fisica eccetera) siamo comunque su
una media del 42,9 per cento di insufficienti. L'italiano sconosciuto Ed è
appena il caso di ricordare che il 47,4 per cento (quasi la metà) dei ragazzi
italiani tra i quindici e i diciannove anni non conosce l'italiano: non lo sa
scrivere e non lo capisce se lo legge.Un dramma. Che la diagnosi fosse
all'incirca questa si sapeva ed era prevedibile. Il problema ora sarà quello di
sanare queste carenze entro agosto prossimo e, per le quinte classi (dove i
debiti pregressi riguardano il 65% dei maturandi) entro giugno, cioè prima
degli esami di Stato (pena la non ammissione). "I dati del primo
quadrimestre – ha commentato il ministro Fioroni -
dimostrano quale lavoro straordinario la scuola debba mettere in atto perché
entro giugno si recuperino il più possibile queste insufficienze. Sono numeri
che, oltre a far chiarezza, illustrano anche lo sforzo che alunni e docenti
saranno chiamati a fare nei prossimi mesi in quanto, a fine anno, di solito le
insufficienze si dimezzano. E' del tutto evidente comunque che ci troviamo di
fronte ad un problema serio ed è questo il motivo per il quale è stata data
priorità assoluta, anche in termini di risorse economiche, alle azioni per
supportare. LE BESTIE NERE Matematica e inglese ILa situazione dei
"debiti", stando alle cifre del ministero, è particolarmente grave
negli istituti professionali, in cui l'80% degli allievi risulta gravemente
insufficiente. E' come se in una classe di 24 alunni solo 7 potessero essere
promossi a pieno titolo (e appena 5 negli istituti professionali). Inutile
ribadire che la materia in cui i ragazzi italiani vanno peggio è la matematica,
che raccoglie il 62,4% delle insufficienze. Seguono le lingue straniere
(62,2%). + MondoScuola commenti (0) scrivi.
( da "TGCom" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Gite scuola,Fioroni contro Venezia "Non penalizzare gli
studenti" L'idea di Venezia di regolamentare la gite scolastiche in città
("strutture al collasso, bisognerebbe scaglionare gli arrivi", aveva
detto il sindaco Cacciari), non piace al ministro dell'Istruzione
Fioroni. "Sono i Comuni a dover gestire la materia", è scritto
in una nota che verrà inviata all'amministrazione comunale. Il ministero non ha
compentenza ma soprattutto - ha sottolineato Fioroni -
"non bisognerebbe penalizzare i giovani". Il ministero si dichiara
aperto a qualunque soluzione, si legge su "Repubblica", purché
a pagarne le conseguenze non siano gli studenti. Se il Comune di Venezia
suggerirà agli istituti scolastici di spalmare le gite durante tutto l'anno e
non solo in primavera, quando l'assedio alla città lagunare raggiunge il
massimo, è libero di farlo. Ma "per i nostri ragazzi che devono essere
educati ed istruiti, le città d'arte sono tesori preziosi", fanno notare
al ministero. "La città è vicina al collasso, con 21 milioni di turisti
all'anno", ricorda il sindaco Cacciari. "Chiediamo solo che le scuole
si mettano d'accordo con il Comune", si difende il primo cittadino. Invia
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( da "Redattore sociale" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
14.4217/03/2008 Domani nuovo sciopero dei Cobas contro i corsi di recupero Roma
- Nuovo sciopero dei Cobas, domani, contro i corsi di
recupero voluti dal ministro Fioroni. L'ordinanza ministeriale
che li prevede (la numero 92), infatti, secondo il portavoce del sindacato,
Piero Bernocchi, "impone recuperi-farsa di pochissime ore che
ridicolizzano la scuola e umiliano i docenti i quali, in cambio di mancette
salariali, dovrebbero divenire complici di una scuola-burletta che finge in
poche ore di "recuperare quello che lo studente non ha fatto in un
anno o piu'". L'ordinanza, inoltre, secondo il sindacato, provoca
"l'aggravio di lavoro gratuito per gli ausiliari tecnici e amministrativi
e lede diritti come le ferie". Per questo i Cobas hanno convocato per
domani un secondo sciopero della prima ora di scuola per docenti ed Ata
(Ausiliari tecnici e amministrativi) della media superiore, ribadendo che sciopereremo
a catena per la prima ora di lavoro ogni 15-20 giorni fino a quando l'ordinanza
92 "non verra' ritirata".(DIRE).
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
LA POLEMICA
L'assessore Salvadori risponde al ministro Fioroni:
nessun divieto solo l'invito a diluire le gite scolastiche Non è un divieto ma
un appello a diluire le gite scolastiche durante tutti i mesi dell'anno.
L'assessore al Turismo, Augusto Salvadori, lo precisa per evitare che la sua
proposta venga fraintesa.Assessore, il ministro all'Istruzione
Fioroni afferma di non aver ancora visto la sua lettera ma non sembra
d'accordo."Penso che il ministro Fioroni, al di là
delle proprie competenze funzionali, non possa che essere d'accordo con la
finalità e gli scopi che ci siamo prefissi. Come risulta dalla mia lettera, non
vi è alcun divieto agli studenti di venire a Venezia, ma vi è solo un
invito ad una collaborazione con gli istituti scolastici per programmare
insieme i periodi migliori per visitare la nostra città. Ho invitato gli
studenti a venire a visitare la sede dell'assessorato al Turismo, che è un
bellissimo palazzo del Rinascimento. Figurarsi se non li voglio".E
allora?"L'iniziativa mira ad aiutare i ragazzi a fare un vero e proprio
viaggio di istruzione di alta qualità, senza correre il rischio di essere
penalizzati col dover fare lunghe code per accedere ai musei e ai luoghi di
interesse culturale, o di trovarsi stipati nelle calli strette o nei mezzi
pubblici di trasporto. E' finalizzata a contribuire alla vivibilità della città
da parte sia dei veneziani che dei visitatori in genere. Tutto ciò rientra nel
più ampio e generale progetto che a breve tratteremo con la partecipazione dei
più grandi tour operator mondiali".Di cosa si tratta?"Di promuovere
la distribuzione del turismo, che è la più grande risorsa economica di Venezia,
durante l'intero arco dell'anno, in tutte le aree culturalmente e storicamente
più importanti di tutta la città, evitando la massificazione di presenze in
certi mesi dell'anno e in alcune aree della città, prima delle quali è l'area
Marciana".Dagli ultimi dati risulta che il centro storico ha raggiunto il
record dei 21 milioni di turisti."Ciò offre certamente una prospettiva
economicamente importante per la nostra città. Ma costituisce ancor di più un
dovere da parte nostro di far sì che sia assicurata la piena vivibilità della
città e l'alta qualità della nostra ospitalità. Il turismo va spalmato, facendo
sì che i tour operator promuovano le visite in determinati periodi dell'anno
piuttosto che in altri. Ma per fare questo, la politica dei prezzi deve essere
incentivante dell'ospitalità. Quella che è oggi la bassa stagione deve servire
a diluire il turismo che si massifica in alcuni mesi dell'anno e che provoca
l'invasione della città".Della lettera al ministro Fioroni,
alla fine, ne hanno parlato tutti i tg e i quotidiani nazionali."Significa
che il tema è molto sentito e che Venezia è al centro dell'attenzione. Io credo
che questo sia un problema comune a tutte le città d'arte. Da parte nostra
vogliamo dare il nostro benvenuto agli ospiti di Venezia in una città che sia
amata e rispettata da tutti".Manuela Lamberti.
( da "Redattore sociale" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
17.4317/03/2008 Per il 53% degli istituti mancano risorse adeguate per recuperi
Roma - Il 53,4% delle scuole superiori ritiene "inadeguate" le risorse
stanziate dal ministero della Pubblica istruzione per far fronte ai corsi di
sostegno e di recupero, voluti dal ministro Fioroni. È
quanto emerge dall'indagine condotta dalla rivista di settore "La tecnica
della scuola" nelle principali dieci citta' italiane (Torino, Venezia,
Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo) e in tre
tipologie di scuole (licei, istituti tecnici e istituti professionali). Una
ricerca che fotografa una situazione estremamente confusa, in cui le scuole faticano
ad orientarsi. Nel 53,4% degli istituti interpellati, infatti, le risorse
finanziarie non sono ritenute "adeguate" per fare fronte al
fabbisogno di corsi di sostegno e di recupero. Le criticita' sono presenti
soprattutto negli indirizzi tecnici e professionali, per i quali servirebbero
risorse "compensative". Il 63,4% dei presidi dichiara che i
professori interni "sono disponibili in numero adeguato per gestire tutti
i corsi di sostegno e di recupero durante l'anno", ma per i corsi estivi
si preannuncia (soprattutto se fatti ad agosto) "un quasi totale
disimpegno dei docenti interni", nonostante l'appeal dei 50 euro lordi di
compenso orario previsti dal nuovo contratto. Nel 53,4% delle scuole si
ritiene, poi, che i corsi di recupero avranno un'incidenza negativa sulla
formazione delle classi e degli organici. Tale dato e' preoccupante soprattutto
negli istituti tecnici e professionali, dove le percentuali degli alunni con
debiti, che saranno bocciati allo scrutinio finale, sono di gran lunga superiori
a quelle dei licei. (DIRE).
( da "Wall Street Italia" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
Fioroni: troppi i compiti a casa per gli
studenti italiani -->L'Inghilterra propone di abolire i compiti a casa, che
? secondo quando sostenuto dagli insegnanti britannici ? causerebbero
infelicità negli studenti. E in Italia? Il ministro della.
( da "Dire" del 17-03-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Il 53,4%
delle scuole superiori ritiene "inadeguate" le risorse stanziate dal ministero
della Pubblica istruzione per far fronte ai corsi di sostegno e di recupero, voluti dal ministro Fioroni. È quanto
emerge dall'indagine condotta dalla rivista di settore "La tecnica della
scuola" nelle principali dieci città italiane (Torino, Venezia, Milano,
Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo) e in tre tipologie di
scuole (licei, istituti tecnici e istituti professionali). Una ricerca
che fotografa una situazione estremamente confusa, in cui le scuole faticano ad
orientarsi. Nel 53,4% degli istituti interpellati, infatti, le risorse
finanziarie non sono ritenute "adeguate" per fare fronte al
fabbisogno di corsi di sostegno e di recupero. Le criticità sono presenti soprattutto
negli indirizzi tecnici e professionali, per i quali servirebbero risorse
"compensative". Il 63,4% dei presidi dichiara che i professori
interni "sono disponibili in numero adeguato per gestire tutti i corsi di
sostegno e di recupero durante l'anno", ma per i corsi estivi si
preannuncia (soprattutto se fatti ad agosto) "un quasi totale disimpegno
dei docenti interni", nonostante l'appeal dei 50 euro lordi di compenso
orario previsti dal nuovo contratto. Nel 53,4% delle scuole si ritiene, poi,
che i corsi di recupero avranno un'incidenza negativa sulla formazione delle
classi e degli organici. Tale dato è preoccupante soprattutto negli istituti
tecnici e professionali, dove le percentuali degli alunni con debiti, che
saranno bocciati allo scrutinio finale, sono di gran lunga superiori a quelle
dei licei. 17 marzo 2008.