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toARTICOLI DEL 17-19 novembre
2008 #TOP
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Articoli
Scuola (178)
Riforma della scuola Dibattito fra genitori docenti e
parlamentari ( da "Stampa, La"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: invitato i parlamentari per chiedere loro quali saranno gli effetti della legge Gelmini - aggiunge Ambrosino -. Si è creata confusione: il piano programmatico contenuto nella legge prevede interventi che alcuni esponenti politici escludono». Ad esempio, la soppressione delle scuole con meno di 50 alunni è indicata nelle pagine del provvedimento, ma è stata smentita da molti onorevoli.
SEGUE
DALLA PRIMA il potente attaccante del Chelsea, Drogba, è risultato
straordinariamente ... ( da "Trentino"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Avrebbe fatto impazzire il ministro Gelmini uno che prendeva solo due a scuola e che è stato bocciato sei volte tra elementari e medie. Ora si vanta di aver avuto 700 donne e ha confessato che a Madrid passava le notti in dolce compagnia, in albergo, con la complicità di un cameriere che poi gli forniva anche le brioches appena sfornate.
CAVEDAGO
- PAGANELLA: 0 - 3 ( da "Trentino"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Pizzini (29'st D. Giovanelli), Giacometti, Fenolli, Uboldi, M. Giovanelli, F. Grassi (15'st Pellizzari), D. Fenolli, Ecca. Allenatore: Scalvini. CARISOLO: D. Lorenzi, Loranzi, M. Lorenzi, Albertini, Collini (29'st Loranzi), Valenti, Masè (20'st Ferrari), Terzi (35'st Bolandini), Gottardi, Brunelli,
Gli
studenti tornano in piazza contro la riforma della Gelmini
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma della Gelmini E' il giorno della manifestazione di piazza degli studenti trevigiani contro la riforma Gelmini. Sopo il sit-in di sabato sulle mura di Treviso, organizzato dal Duca degli Abruzzi con la partecipazione di altri istituti della città. Nel mirino degli studenti la legge Gelmini e il taglio di otto miliardi alla scuola previsti dalla Finanziaria Tremonti.
Gli
studenti approvano l'autoriforma ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli studenti approvano l'autoriforma L'Onda propone l'alternativa al provvedimento Gelmini sull'Università ROMA. Il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, è tornata ieri a difendere la sua doppia riforma, dell'università e della scuola, ribadendo comunque l'apertura al dialogo, mentre la mobilitazione sui due fronti non si ferma.
dalle
foto di famiglia alle proposte osé la febbre di facebook contagia i politici -
concetto vecchio ( da "Repubblica, La"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Al primo posto c´è il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini, con 8053 sostenitori. Veltroni segue a ruota: 7917 supporters. Tallonati da Umberto Bossi, che raggiunge quota 5.660 e da Renato Brunetta che vanta 5.129 estimatori e che si presenta così: «Attivo da sempre nelle battaglie riformiste.
liceo
kennedy corteo di studenti "solidarietà agli indagati" - laura mari
tea maisto ( da "Repubblica, La"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini continua ad arricchirsi di nuovi appuntamenti. Domani sera alla Sapienza si terrà la festa "Siamo in Onda", con Andrea Rivera, Daniele Silvestri e i Tête de Bois. «Il 28 novembre- hanno annunciato i leader del movimento dopo l´approvazione del manifesto dell´autoriforma- gli universitari scenderanno in piazza in tutte le città italiane e il 12 dicembre aderiremo allo sciopero
Z3,
centrodestra attacca ancora<Abbiamo stanato Robbiano>
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Robbiano alle gente parla solo di Obama e della Gelmini, noi delle "torte" della Z3, di Euronovi, del San Giorgio». Nel corso del dibattito pubblico sulla riqualificazione della Z3 che si è tenuto martedì scorso in biblioteca, il centrodestra ha cercato di spiegare, con l'ausilio anche di tecnici, le "malefatte" dell'amministrazione comunale che, a suo dire,
cara
gelmini, se lei è il medico siamo spacciati - enrico parodi*
( da "Repubblica,
La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Una caricatura Cara Gelmini, se lei è il medico siamo spacciati ENRICO PARODI* "Basta col sei politico!" sentenzia la Ministra Gelmini, illudendosi che la rivolta degli studenti e di tanti insegnanti sia in difesa del lassismo?Deve essere consolante figurarsi l´avversario come si vorrebbe che fosse!
Gazebo
"azzurri" nelle città per spiegare il decreto Gelmini
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gazebo "azzurri" nelle città per spiegare il decreto Gelmini iniziativa dei giovani di forza italia «Nei cortei si parla di scelte dannose su scuola e Università. Allora noi racconteremo quel che accade davvero» 17/11/2008
schifani:
riforma della giustizia urgente - francesco bei
( da "Repubblica,
La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: «Nessuno può sostenere che non fosse finalmente il momento di operare con decisione. E credo che non ci si stia muovendo in una direzione sbagliata». Come il ministro Gelmini, il giorno precedente, si era pronunciata contro la «cultura del 18 politico», Schifani rafforza la tesi dei tagli selettivi dicendo «basta al falso egualitarismo tra università e studenti»
"ecco
la nostra ricetta per eliminare i baroni" - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: vogliamo cambiare, per certi versi siamo di sinistra "Ecco la nostra ricetta per eliminare i baroni" Tra le richieste il superamento del "Sistema 3+2". Il 28 nuova giornata di agitazione prima dello sciopero del 12 dicembre MARIO REGGIO ROMA - Abolire le due fasce di docenza, associati e ordinari,
L'Onda
guarda all'Europa E chiede l'abolizione del 3+2
( da "Unita,
L'" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
L'Onda guarda
all'Europa E chiede l'abolizione del 3+
scuola,
il giorno del maxi-consiglio ( da "Tirreno, Il"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex decreto Gelmini) e decreto legge 133: riforma dell'ordinamento scolastico". «E' una iniziativa condivisa da tutte le forze politiche presenti nei due Consigli», sottolinea il sindaco nel suo blog segnalando che l'occasiopne di discussione è «importante per far confrontare la città su quanto sta avvenendo nel mondo della scuola»:
forza
italia e la legge gelmini stasera convegno in biblioteca
( da "Tirreno,
Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 1 - Cecina Forza Italia e la legge Gelmini Stasera convegno in biblioteca CECINA. Il gruppo regionale di Forza Italia-PdL ha organizzato per stasera alle 21, nella sala della biblioteca comunale di via Corsini, un convegno dal tema "Scuola e Università: come stanno veramente le cose".
sfregiata
la chiesa di s. paolo a ripa d'arno
( da "Tirreno,
Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ora più che mai dopo la riforma Gelmini, deve porre rimedio». Quindi, il consigliere comunale aggiunge: «Come spiegare alla stolta mano che ha vergato il marmo della facciata che il suo gesto è un "sacrilegio" all'arte di questa città, alla sua storia, al lavoro e alla passione di quei costruttori che ben dieci secoli fa costruirono la Chiesa e di tutti coloro che l'
fiaccolata
contro la riforma gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 1 - Prato Fiaccolata contro la riforma Gelmini Gli studenti e gli insegnanti: «E' giusto continuare la protesta» PRATO. Tanti bambini e tanti genitori hanno risposto all'appello di Uil e Cgil per partecipare, nei giorni scorsi, a una fiaccolata di protesta nel centro storico della città per dire no alla riforma Gelmini.
il
contropiano anti-gelmini per l'università
( da "Tirreno,
Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini per l'Università ROMA. Il ministro Gelmini è tornata ieri a difendere la sua doppia riforma, università e scuola, ribadendo comunque l'apertura al dialogo, mentre la mobilitazione non si ferma. «Siamo determinati ad assumerci le nostre responsabilità e ad andare avanti in un'apertura di dialogo con l'opposizione -
Brera,
bilancio fantasma e sculture devastate Accademia nella bufera. C'è il
commissario ( da "Corriere della Sera"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età), ma il ministro Gelmini potrebbe accontentarlo con il parere favorevole dell'Avvocatura dello Stato. Un direttore che diventa commissario di se stesso per mantenere la carica: è un bel colpo. De Filippi governa l'Accademia da vent'anni, nel bene e nel male. Anche la moglie e i figli insegnano lì.
NÉ
SESSANTOTTO NÉ VENTINOVE ( da "Corriere della Sera"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: studentesche contro i decreti Gelmini. La coreografia ricorda giocoforza l'evento-padre di tutte le contestazioni, il Sessantotto, e l'analogia in questo caso è facile, quasi una sinecura. Spinge al raffronto anche l'angoscia che attanaglia la sinistra: teme di restar vittima di un lungo ciclo di vittorie del centrodestra ed è quindi naturalmente portata a puntare sullo spariglio,
Gelmini:
<E' un Governo progressista>
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 8 Gelmini: «E? un Governo progressista» GLI STUDENTI PRESENTANO LE LORO PROPOSTE ? ROMA ? SEMAFORO rosso al numero chiuso e alle diverse classi di docenza, superamento del sistema 3+2, eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria e accesso facilitato a diversi servizi culturali e di welfare.
Gelmini:
<Noi di sinistra per certi versi>
( da "Corriere
della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: data: 2008-11-17 num: - pag: 9 categoria: BREVI Gelmini: «Noi di sinistra per certi versi» L'intervento «Io l'ho detto, questo è un governo che crede nel cambiamento ed è, per certi versi, un governo di sinistra». Così ha parlato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, durante un convegno di FI a Rezzato (Brescia).
Giancarla
Rondinelli g.rondinelli@iltempo.it ...
( da "Tempo,
Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cosa ne pensa della riforma Gelmini, soprattutto sotto la voce "Ricerca"? «Penso che dobbiamo cambiare. Bisogna smettere di lamentarsi e dare la possibilità di ottimizzare le risorse. Sicuramente l'approccio è quello giusto e il ministro Gelmini è una persona entusiasta e con una grande voglia di fare.
Mariastella
Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità ...
( da "Tempo,
Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità ... Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità del dialogo con il centrosinistra sulla riforma della scuola e dell'università e alla possibilità di spiegare quante falsità siano state dette sui decreti.
Il
federalismo deve essere solidale ( da "Tempo, Il"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il federalismo deve essere solidale» Renato Schifani difende la riforma dell'università del ministro Gelmini, ma avverte che il federalismo deve essere responsabile e solidale. Così il presidente del Senato ha concluso ieri l'assemblea dei Circoli del buon governo. «Essere premiati in quanto studenti meritevoli — ha detto Schifani —
Gli
studenti: basta crediti e numero chiuso
( da "Corriere
della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è incredibile come la sinistra sia riuscita a ribaltare la realtà di quanto contenuto nel decreto Gelmini e nelle altre nostre proposte per l'università». La Gelmini, dal canto suo, a margine di un convegno di Forza Italia a Rezzato, nel bresciano, ha parlato del governo Berlusconi come di un «esecutivo del cambiamento, per certi versi quasi di sinistra».
Cara
Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino ...
( da "Tempo,
Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino ... Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino romano, foss'anche un insegnante di schola pubblica, veniva offeso o menomato nei suoi diritti, in qualsiasi parte del globo civilizzato, l'Urbe inviava immediatamente la flotta e l'esercito.
Cinque
proposte alternative ( da "Corriere della Sera"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: come avviene adesso Trasporti e cinema con biglietto gratis Gli studenti propongono: ingresso gratuito per cinema, musei, trasporti vari e mense Stop a numero chiuso e obbligo di frequenza 4 Gli universitari anti-Gelmini invocano l'abolizione di numero chiuso e frequenza obbligatoria Eliminare il 3 + 2 e i crediti formativi 5 Vorrebbero l'abolizione del 3 + 2 e dei crediti formativi
Difendo
la riforma, pronta a discutere ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: orgogliosa del mio decreto e aperta al cambiamento, no all'egualitarismo del 18 «Difendo la riforma, pronta a discutere» MONTECATINI TERME (PISTOIA) Mariastella Gelmini rivendica con «orgoglio» il decreto legge sulla scuola ma apre al confronto con il Pd e tuttal'opposizione, per studiare ulteriori migliorie al provvedimento.
Progetto
da 360mila euro contro la fuga dei cervelli
( da "Sole
24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università Mariastella Gelmini affinché riveda la sua posizione sul finanziamento ai ricercatori Under 40 previsto nelle ultime due Finanziarie e ancor non confermato per il futuro. Marino ha ricordato che il il bando Under 40 si avvale di un finanziamento di 42 milioni di euro dal Miur e 32 milioni di euro dal ministero della Salute.
Il
debito sommerso dei ministeri ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: della scuola E Mariastella Gelmini? Per il primo ministro chiamato alla prova della piazza per i tagli sulla scuola e l'Università il 2008 si chiude con un "buco" di circa 300 milioni. Per mandare avanti le scuole (oneri indifferibili) sarebbero stati necessari 880 milioni, nel 2008, mentre la disponibilità era di 309 milioni.
PRESIDENTE
LEONE ( da "Corriere della Sera"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: plaudo al provvedimento del ministro Gelmini sui criteri per la nomina dei membri delle commissioni per concorsi universitari. Ricordo l'esperienza personalmente vissuta nel 1980, allorquando vigevano i criteri opportunamente reintrodotti: nel concorso di Diritto Tributario furono vincitori sedici candidati tutti di ottimo livello fra i quali il professor Giulio Tremonti.
Il
nodo-concorsi riapre il cantiere della riforma
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: i commissari Gianni Trovati Saranno i senatori i primi a dover esaminare il Dl 180 con cui il ministro Mariastella Gelmini ha affrontato i nodi più urgenti nella gestione dell'università. E a Palazzo Madama il lavoro non mancherà, e non sarà limitato alla sola querelle sulla composizione delle commissioni a sorteggio per i concorsi che tanto sta appassionando il mondo accademico.
Posizioni
diverse sul futuro ( da "Tempo, Il"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: degli impegni assunti dal ministro Gelmini nell'incontro sulle tematiche relative all'Università e alla Ricerca» si legge in una nota. Anche altri sindacati, tra cui la Cisl Università e la Fir Cisl, hanno fatto un passo indietro rispetto allo sciopero. Le mosse future del sindacato di via Po, sono riassunte dal segretario generale provinciale della Cisl Scuola Alessandro De Santis:
Cercano
la piazza non le idee ( da "Tempo, Il"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Potranno non piacere le proposte della Gelmini, ma la scelta non è stata quella di avanzare suggerimenti o ipotesi alternative. è stata quella di cavalcare la protesta. Così anche per l'Università dove le questioni aperte sono tante e talvolta contraddittorie. E che dire dell'Alitalia?
Dalle
foto di famiglia alle proposte osé la febbre di Facebook contagia i politici
( da "Repubblica.it"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Al primo posto c'è il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, con 8053 sostenitori. Veltroni segue a ruota: 7917 supporters. Tallonati da Umberto Bossi, che raggiunge quota 5.660 e da Renato Brunetta che vanta 5.129 estimatori e che si presenta così: "Attivo da sempre nelle battaglie riformiste.
Matteoli:
"Scatola nera per tutti ed esame per riavere i punti persi"
( da "Stampaweb,
La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un lavoro serio di educazione stradale nelle scuole è già stato introdotto con la legge Gelmini che ripristina l?educazione civica obbligatoria. Ma c?è una cosa che nessun governo può fare perché è responsabilità delle famiglie: far capire ai ragazzi che l?auto è uno strumento prezioso e utilissimo, ma che non può essere manovrato con leggerezza.
Il
nonno barone rifiuta il congedo ( da "Stampaweb, La"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Malgrado i tagli imposti dal decreto Gelmini. A dispetto dell'intero consiglio di amministrazione universitario. Dal tribunale regionale ha ottenuto, il 31 ottobre, una sospensiva del provvedimento. Per il giudizio di merito, invece, dovrà attendere ancora quarantott'ore. Col fiato sospeso, insieme a lui, anche gli ottanta professori, tra ordinari,
Guerra
a colpi di Facebook tra i politici italiani
( da "Stampaweb,
La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: fa il pieno di consensi Maria Stella Gelmini: il ministro dell?Istruzione, in questi giorni al centro di infuocate polemiche del mondo della scuola e dell?università per la riforma del sistema scolastico, conta 8.053 sostenitori. Sempre utilizzando lo stesso criterio di ricerca, si incontra il segretario del Pd Walter Veltroni, con 7.
Gelmini:
"Sì al confronto ma basta bugie"
( da "Tempo,
Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa La riforma dell'università Gelmini: "Sì al confronto ma basta bugie" Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità del dialogo con il centrosinistra sulla riforma della scuola e dell'università e alla possibilità di spiegare quante falsità siano state dette sui decreti.
Sbaglia
la DandiniIl politico non ha un curriculum
( da "Sicilia,
La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che i Ministri Gelmini Carfagna e la boopide Meloni certo non hanno) ha pateticamente riesumato il cadavere curriculum, pestifero e mortale solo per chi ce l'ha. Nell'itala Patria di Dante, del Dolce Stil Novo, di Verga e Pirandello, il curriculum è un talebano, un pericoloso terrorista nell'«oclos» sovraffollato dei senzacurriculo.
Chiesta
anche l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria
( da "Sicilia,
La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, è tornata a difendere la sua doppia riforma, dell'università e della scuola, ribadendo comunque l'apertura al dialogo, mentre la Cisl ha annunciato nuove azioni di lotta sulla scuola. «Siamo determinati ad assumerci le nostre responsabilità e ad andare avanti in un'apertura di dialogo con l'opposizione - ha detto il ministro a Rezzato (
Decreto
Gelmini: "Chiariamoci le idee"
( da "Varesenews"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un incontro in via Mylius giovedì 20 novembre alle 21 organizzato dal Pd cittadino Decreto Gelmini: "Chiariamoci le idee" ?Chiariamoci le idee?. È questo il titolo dell?incontro promosso dal circolo cittadino del Partito Democratico di Besnate per giovedì 20 novembre alle 21 nella sala civica di via Mylius. Il tema è la riforma della scuola e il decreto Gelmini.
Dagli
animali domestici un importante contributo all'economia italiana
( da "Sestopotere.com"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roma - 17 novembre 2008 - Facendo seguito alle dichiarazioni di Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca, la Protezione Animali sottolinea l?importanza di programmare adeguati percorsi formativi, idonei non solo a preparare figure professionali altamente specializzate, profili spendibili all?
La
riforma della scuola in consiglio provinciale di Forlì-Cesena, dibattito
infuocato ( da "Sestopotere.com"
del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: anche il sostegno pieno alla proposta della raccolta firme per un referendum abrogativo della legge che porta il nome del ministro Gelmini . In realtà i due testi sono inconciliabili! E gli emendamenti saranno trasformati in ordine del giorno alternativo. Ne è scaturito un dibattito vivace e a più voci. Il capogruppo del Pri Giovanni Lucchi ricorda che non sono assimilabili le due ?
"Contestare
è un diritto ma gli alunni non vanno strumentalizzati"
( da "Stampa,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: IL PDL E PROTESTA CONTRO LA GELMINI "Contestare è un diritto ma gli alunni non vanno strumentalizzati" Conferenza stampa ieri di Azione Universitaria, An e Fi. Il motivo: un volantino distribuito ai bambini della scuola elementare di Ponderano nell'ambito delle manifestazioni di protesta contro la riforma-Gelmini nel quale gli insegnanti,
Consiglio
aperto su scuola e riforma ( da "Stampa, La"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il consiglio è stato chiesto dall'opposizione, contraria alla riforma Gelmini, con l'appoggio di 800 firme raccolte dal Comitato genitori, sostenuto anche da insegnanti e studenti. Maurizio Marello della minoranza: «Il giudizio sulla riforma o meglio sui tagli alla scuola è molto negativo. Chiediamo al Comune di attivarsi affinché sia emendata.
"No
alla scuola che discrimina e alle università privatizzate"
( da "Stampa,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e ancora una volta scuole private rifornite economicamente dallo stato dissanguando la scuola pubblica; siamo contrari inoltre allo smantellamento della ricerca universitaria, che si riverserà a sviluppare altri paesi. Dobbiamo ribadire che la cultura non è un bene superfluo, bensì la principale risorsa di crescita di un paese,
"Giustizia
parallela" Zanetta tra i firmatari dell'emendamento
( da "Stampa,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: difendere le scuole di montagna dai tagli della collega Gelmini e a tener sotto controllo l'operato del sindaco domese, Michele Marinello, e la sua maggioranza un po' irrequieta? Zanetta e colleghi hanno di fatto rilanciato la «corsia parallela alle cause civili». Con i giudicanti che ricevono compensi che si aggirano tra l'1 e il 3 per cento del reale valore della controversia.
Lezione
en plein air dell'Istituto d'Arte
( da "Stampa,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: PROTESTA CONTRO LA GELMINI Lezione en plein air dell'Istituto d'Arte «Vogliamo una scuola per tutti». Lezione all'aperto, ieri, in piazza Chanoux, da parte dell'Istituto d'Arte di Aosta, per protesta contro il decreto legge Gelmini. Gli allievi della classe 2° A, coordinati dalla professoressa Roberta Pascariol, hanno tenuto un corso di discipline pittoriche.
Sociologia,
c'era l'accordo ( da "Trentino"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il giorno dopo le accuse lanciate dal Comitato No Gelmini di Trento nei confronti del preside di Sociologia Davide La Valle (reo di aver approfittato della loro assenza per far rimuovere i simboli della mobilitazione dalla facoltà di piazza Venezia), arriva la risposta del diretto interessato.
Forzisti
all'assemblea sulla Gelmini, scoppia il finimondo
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, scoppia il finimondo Tensioni all'istituto «Veronese», il sindaco Puppato chiede spiegazioni al preside «Le truppe organizzate non devono entrare a scuola» MONTEBELLUNA. Tensione negli ambienti scolastici e politici dopo l'assemblea d'istituto degli studenti del «Veronese» tenuta sabato scorso al cinema Italia che ha visto una folta presenza di esponenti di Forza Italia
<PARLERòDI
SCUOLAE RIFORME> L'Onda è arrivataanche in Riviera
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Onda è arrivataanche in Riviera IL DOCENTE LA PROTESTA DEGLI STUDENTI CONTRO LA LEGGE GELMINI Lezione in piazza a Chiavari, autogestione all'Itis Natta di Sestri nCHIAVARI. Federico Pastore insegna storia della filosofia alla facoltà di Scienze dell'educazione presso l'Università di Genova. Lo fa da 35 anni ed è un docente del corso di laurea di esperto in processi formativi.
pd
e ivd uniti sull'università oggi consiglio
( da "Tirreno,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Italia dei valori in questi giorni di mobilitazione contro la legge Gelmini hanno trovato unità di intenti nel definire dei punti in cui inquadrare una riforma delle università. «Qualità e merito al centro di tutto- dichiara Giancarlo Faenzi, segretario Pd -. Diritto allo studio per tutti, più borse di studio, alloggi universitari a prezzi accettabili;
punti
di primo soccorso sono da monitorare
( da "Tirreno,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: desideriamo riportare una riflessione emersa durante uno dei più lucidi interventi del pubblico - ci scuserà l'oratore per il furto del "copyright". Per un maestro su tre che viene tolto (legge Gelmini), a Castelfiorentino è stata fatta una gran fiaccolata, mentre per la chiusura di un pronto soccorso su uno non è stato acceso neanche un fiammifero».
noi,
i partiti e i problemi della scuola
( da "Tirreno,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: opinioni riguardo la riforma Gelmini, ci tiene a smentire tale affermazione. Questa è una falsità dovuta, secondo noi, a una mancata informazione o comunicazione tra i vari partiti della maggioranza, poiché anche il nostro liceo ha dato modo a questi di esporsi in un dibattito, aperto a studenti, docenti e genitori, tenutosi il giorno 24 ottobre 2008 durante il periodo di autogestione.
la
riforma va in consiglio ( da "Tirreno, Il"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: COMUNE La riforma va in consiglio Oggi pomeriggio una parte del consiglio comunale aperto (dedicato ai problemi del tribunale di Pontedera), tratterà anche la questione della scuola. Il sindaco, la giunta e i consiglieri incontreranno i rappresentanti dei genitori e degli studenti delle scuole di Pontedera per discutere delle conseguenze della riforma voluta dal ministro Gelmini.
Scuola,
solo la "De Amicis" rischia la chiusura per la Gelmini Pdl, dal
traffico alla sanitàidee per stilare il programma
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rischia la chiusura per la Gelmini Pdl, dal traffico alla sanitàidee per stilare il programma novi ligure novi ligure Novi Ligure. L'istituto "De Amicis" di Fresonara è l'unico a rischio. In base alla riforma scolastica voluta dal ministro Mariastella Gelmini, infatti, i plessi con meno di 50 alunni debbono essere chiusi ed accorpati.
Show
di Sabina Guzzanti per gli universitari contro la riforma
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con cui il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini stanzia 500 milioni per le università virtuose e 135 milioni per le borse di studio, e modifica le regole dei concorsi; confermando però i tagli - 1,5 miliardi per il 2010 - decisi con la Finanziaria. Spettacolo a parte, l''Onda studentesca si avvia verso una settimana di agitazioni.
pdl:
in toscana più scuole per l'infanzia
( da "Tirreno,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: alla Legge Gelmini, alcuni insegnanti e un rappresentante del collettivo studentesco "Tre passi avanti". «In queste settimane - ha detto Leopoldo Provenzali, consigliere regionale Fi-Pdl - in alcune scuole toscane sono accaduti fatti gravi dal punto di vista della correttezza istituzionale che hanno interessato anche la provincia di Livorno.
in
strada i banchi di scuola - luca signorini
( da "Tirreno,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: insuccesso della manifestazione di sabato mattina con il ministro Gelmini presente al "Circolo del Buongoverno", gli studenti della scuola pesciatina sono tornati in classe desiderosi di riprendere le iniziative di protesta contro i tagli all'istruzione. Per stamani intorno alle 9 è prevista la riunione del comitato studentesco.
continua
l'occupazione ( da "Tirreno, Il"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
movimento
studentesco che ha protestato contro la legge 133 e il decreto Gelmini. Una
numerosa rappresentanza di studenti pisani ha partecipato alla manifestazione
del
nel
maxi-consiglio vincono i fischi ( da "Tirreno, Il"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: era Gelmini, a quell'ora assomigliava più alla sbraitante curva di uno stadio. Urla e fischi a decibel altissimi, cori di "buu". Gli studenti ce l'hanno con i consiglieri: all'indirizzo di quelli del Pdl volano cori («Fascisti! Fascisti!»). I rappresentanti delle opposte fazioni si beccano tra loro facendo un chiasso indiavolato.
dibattito.
nel chiostro parole e urla: il dialogo è fallito
( da "Tirreno,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini dei due responsabili provinciali degli Studenti per la Libertà a Pisa: Jonathan Alvino Genua (Alternativa Studentesca e consigliere comunale a S. Maria a Monte) e Luca Cuccu (leader dei giovani forzisti in Valdera e consigliere comunale a Crespina) azzardano anche un «invito al confronto con gli altri studenti».
con
il cerino sul fuoco ( da "Tirreno, Il"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: opinioni opposte sulle leggi Gelmini ma tutti d'accordo nel far delle due assemblee elettive della città il luogo di una discussione allargata a chi vive nel mondo della scuola. Va detto che domenica pomeriggio alle 16,18, dopo il rigore di Kakà e prima del gol di Baptista, Forza Italia convoca tramite e-mail una conferenza stampa per l'indomani mattina in contemporanea con il maxi-
perché
avete dato la parola a estranei? ( da "Tirreno, Il"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Coordinamento studentesco, promotore della contestazione anti-Gelmini, non risparmia le critiche alla gestione del maxi-consiglio. Gli studenti del fronte anti-Gelmini segnalano che mentre a queste persone «venivano concessi interventi, a noi è stata negata ogni replica, ogni richiesta, ogni comunicazione.
forza
italia: la sinistra strumentalizza i ragazzi
( da "Tirreno,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per difendere a spada tratta la riforma Gelmini: a margine dell'iniziativa di Comune e Provincia, gli esponenti del partito del presidente del Consiglio convocano la stampa per ribadire la propria posizione sul tema della riforma dell'ordinamento scolastico. Assieme ai consiglieri provinciali Stefano Lami e Maurizio Zingoni e quelli comunali Maurizio Lampredi e Giuseppe Argentieri,
picasso
e munch la protesta anti gelmini con i quadri in piazza - intravaia a pagina vi
( da "Repubblica,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Pagina I -
Palermo Gli studenti dei licei artistici Picasso e Munch la protesta anti
Gelmini con i quadri in piazza INTRAVAIA A P
picasso
e munch, la protesta anti-gelmini è arte - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini è arte SALVO INTRAVAIA Guernica di Picasso e L´Urlo di Munch, due opere d´arte?simbolo contro i soprusi esposte in piazza per protestare contro la riforma Gelmini. Ieri mattina studenti e professori dei licei artistici e dell´istituto d´arte di Palermo hanno manifestato contro i provvedimenti del governo che «tagliando le ore delle discipline di indirizzo,
Nel
1400 i primi sbarchi degli esuli dall'Albania
( da "Unita,
L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: battaglia delle Regioni contro la ministra Gelmini ha segnato un punto a favore alquanto importante il 6 novembre scorso. In un decreto che nulla centrava con la scuola (si parlava di riorganizzazione sanitaria) si prevedeva l'accorpamento delle scuole sotto i 50 studenti e il commissariamento delle Regioni che non avessero presentato entro novembre il piano di riorganizzazione.
La
grande corsa a sinistra Rimane qualcuno a destra?
( da "Riformista,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: via a Gelmini, Bondi e da ultimo a Brunetta: tutti «di sinistra» e impegnati in riforme di sinistra. E un dubbio sorge: è il mondo che è cambiato o in Italia ci si vergogna a stare dall'altra parte? di Stefano Cappellini Dunque, ricapitolando l'aggiornamento sull'album di famiglia: due giorni fa, nel mentre è impegnato a smascherare la militanza a sinistra dei fannulloni italiani,
l'onda
rallenta, liberata lettere - bianca de fazio
( da "Repubblica,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Poi gli studenti anti Gelmini avevano decidere di proseguire in questa forma di lotta per partecipare, sabato e domenica, all´assemblea che si è tenuta alla Sapienza e che ha prodotto, col lavoro dei movimenti di tutta Italia, una serie di documenti. «L´occupazione - si legge nel documento consegnato al rettore Guido Trombetti - dovrà tradursi in qualcosa d´
'Vogliamo
cultura, non spazzatura' La protesta degli studenti contro la riforma
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scolastica varata dal governo mediante la legge Gelmini. Tra cori, fischi, sfottò ed incitamenti, poco più di un centinaio di ragazzi e ragazze hanno percorso tranquillamente tutto corso Mazzini, da piazzale Pancrazi fino a piazza del Popolo, discretamente scortati dalla Polizia. Non è avvenuto alcun incidente di sorta, e tutto si è svolto pacificamente fino in piazza del Popolo.
<Scuola,
un secolo e mezzo di riforme> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oggi il decreto Gelmini sta suscitando non poche polemiche. Ecco in sintesi i punti contestati: ritorno al maestro unico e al grembiulino; voti espressi in decimi, voto in condotta. Non sappiamo ancora se questo decreto porterà dei benefici al mondo della scuola.
<Un
secondo papà per gli alunni> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Che cosa ne pensa del decreto sulla scuola del ministro Gelmini? «Ogni nuova riforma cerca di migliorare qualcosa ma non vi nascondo che in questo momento sono un po? deluso». Alessia Giordani Beatrice Sghedoni Elena Ferrari Luana Dos Santos III
E'
STATA una protesta spontanea quella che ieri ha visto un grupp...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riunirsi davanti al piazzale della stazione ferroviaria per discutere insieme del decreto Gelmini. Gli studenti universitari di Ascoli si sono riuniti ed hanno sfilato lungo le vie della città, attraversando viale Indipendenza, Corso Vittorio Emanuele, piazza Arringo fino a raggiungere la sede del provveditorato agli studi, in via Dino Angelini dove hanno fatto sentire la loro voce.
Protesta
degli studenti in strada contro la riforma Gelmini
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: strada contro la riforma Gelmini di EMANUELA ASTOLFI CHE fine ha fatto, o meglio, che fine farà la pratica che dovrebbe portare Ascoli ad ottenere il riconoscimento di città parimonio dell?Unesco? Lo chiederanno oggi pomeriggio alle 18 alla libreria Rinascita i rappresentanti locali di Italia Nostra, in un incontro pubblico al quale è prevista la partecipazioen del sindaco Celani,
Gli
studenti torneranno sotto i portici con lavagne, cattedre e sedie <Questa
vol... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: VETRINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO pag. 21 Gli studenti torneranno sotto i portici con lavagne, cattedre e sedie «Questa vol... Gli studenti torneranno sotto i portici con lavagne, cattedre e sedie «Questa volta però non puntiamo il dito sulla Gelmini»
<Lezioni
all'aperto, ma non per protesta> E se ne parla a primavera
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma questa volta non in segno di protesta contro la Gelmini». Così Marta Bonasoni, la studentessa dell?Archimede di Persiceto, che nei giorni scorsi aveva organizzato, assieme ad altri studenti, alcune ore di lezione in piazza del Popolo. Lo scopo dell?iniziativa era quello di protestare, in un modo davvero inconsueto, contro la riforma scolastica.
ATTIVAZIONE
dei contratti di quartiere, missione Delaware e 'piani di battag...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nei confronti della Legge Gelmini. Sono questi i punti salienti che hanno caratterizzato il recente consiglio comunale presieduto dal sindaco D?Erasmo che, in apertura, ha ricordato due cittadini scomparsi negli ultimi giorni: l?ex dipendente comunale Quirino De Angelis e la signora Maria Vespasiani, moglie dell?
<Le
aule? Una suburra Ora gestione unitaria di museo e istruzione>
( da "Corriere
della Sera" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo dirò il 26 novembre alla Gelmini: apra un dialogo nel settore dell'arte e dia un mandato fiduciario a un consulente, che potrei essere io...». E una volta nominato il consulente? «Si lavori in pool alla valorizzazione unitaria di Pinacoteca e Accademia. Con un concerto d'istituzioni e privati che "adottino" i luoghi di cultura.
sesso
e costituzione king in autogestione con l'ok dei docenti
( da "Repubblica,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: spiegano gli studenti - ma se le cose scorreranno come immaginiamo abbiamo tutta l´intenzione di proseguire a oltranza». Anche al liceo classico Mazzini, giovedì, partirà l´autogestione anti-Gelmini che proseguirà fino a sabato, quando è atteso, per un incontro con gli studenti, il vicepresidente della Regione, Massimiliano Costa.
La
protesta della scuola entra a Palazzo dei Capitani
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha portato la riforma Gelmini anche al centro del dibattito istituzionale locale, alla presenza di una folta rappresentanza di studenti ed insegnanti. E così, quasi volontariamente, i consiglieri comunali hanno lasciato il primo piano, i riflettori, agli interventi accorati degli insegnanti e di qualche studente.
AL
LETTORE Giampaolo De Maria di Forlì e ad altri che la pensano come lui, voglio
dire ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Leggano la bozza Gelmini. Si tratta solo di eliminare insegnanti e fare una riforma di cassa. Cosa ne sarà di quegli insegnanti precari che da anni ricevono incarichi dal Provveditorato? Disoccupati. Sono più che convinta che questa mia opinione corrisponda alla realtà.
LA
FINE DI UN SOLISTA ( da "Corriere della Sera"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: movimento contro le riforme volute dal ministro Gelmini, che pure hanno riscosso un favore tutt'altro che limitato al centro destra, alla crescente tentazione dell'antiberlusconismo duro e puro presentato di nuovo come argine necessario contro il «regime», alla gestione della questione della Commissione di vigilanza sulla Rai, infine alla presentazione di una candidatura unitaria (
Sindaci
in trincea per le piccole scuole ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dpr 233 del 1998 fatto proprio dalla legge Gelmini), che ha fissato i parametri per avere l'autonomia tra i 500 e 900 alunni e in deroga per le aree montane e le piccole isole la presenza fino a 300 alunni. Un incontro interlocutorio che arriva dopo una serie di conferenze di servizio, servito a far emergere una visione comune ben definita.
Gli
scontri di piazza Navona Assolto lo studente di destra
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nei cortei contro il decreto Gelmini. Lo ha deciso il giudice monocratico Valerio De Gioia, accogliendo le richieste del pubblico ministero e del difensore dell?imputato. Il processo si è tenuto con il rito abbreviato. Lo stesso giudice ha anche stralciato la posizione di un altro imputato, quella dello studente di sinistra Yassir Goretz,
Scuole,
in Gallura non cambia nulla ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione I tagli del decreto Gelmini non riguarderanno la Gallura. È quanto emerso da un incontro svoltosi ieri al tecnico Attilio Deffenu. La scuola gallurese non subirà tagli. Gli oltre 20 mila studenti che la frequentano possono stare tranquilli. È quanto è emerso nella conferenza provinciale di ieri all'istituto tecnico Deffenu.
scuola,
gli studenti si dividono - gaia rau
( da "Repubblica,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mobilitazione contro la legge 133 e la riforma Gelmini in poi. E che segna una frattura tra chi vuole continuare sulla strada di una protesta pacifica e chi invece cerca di alzare i toni dello scontro. Gli studenti della Rete, ala più radicale del movimento, hanno aperto il corteo, partito alle 10 da piazza San Marco, con lo striscione "Per una scuola autogestita autorganizzazione,
di
ANDREA SPINELLI MILANO A VOLTE PURE
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dalla parte degli studenti («la riforma Gelmini farà anche progredire la scuola come si dice, ma il taglio dei finanziamenti all?istruzione è grave») Lorenzo si entusiasma soprattutto parlando di America. «L?elezione di Obama è un 11 settembre al contrario; è la sconfitta del cinismo.
festa
della toscana si parte con gli alinari - mara amorevoli
( da "Repubblica,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: prevede interventi dei ministri Mariastella Gelmini (27 novembre), Mara Carfagna e Maurizio Sacconi (24 novembre), per concludersi il 30 novembre, data che celebra l´abolizione della pena di morte in Toscana decisa il 30 novembre 1786 dal Granducato. La festa decolla a Prato, uno dei principali distretti produttivi toscani, con la rievocazione storica di 1.
LEZIONI
di chimica e di pittura in piazza Maggiore, distribuzione di torte ai pas...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: performance anti Gelmini organizzata dagli studenti delle superiori, dall?alberghiero Scappi all?Itis Belluzzi, che hanno trasferito le loro classi en plein air, mostrando alla città «ciò che la riforma Gelmini vuole distruggere». E SE gli under 18 sperimentano le lezioni in piazza, nelle scuole materne, elementari e medie fervono i preparativi per sabato prossimo,
Jovanotti,
Obama e un mondo senza cinismo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Entrando nel merito della riforma Gelmini, «mia figlia Teresa è alle elementari e ci sono cose su cui non sono d'accordo come il ritorno al maestro unico. E poi la scuola dev'essere al centro della politica di un paese, un valore da difendere, forse ci sono passi fondamentali da fare ma», riflette, «è un errore tagliare i fondi».
Bondi:
contro Bassanini logiche tribali ( da "Corriere della Sera"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: opposizione sottolineano sempre di più la necessità delle riforme e invocano un atteggiamento non pregiudiziale alle proposte Gelmini. Convergenze anche sul lavoro e sulla Pubblica Amministrazione, nonostante la posizione rigida della Cgil. Perfino sulla giustizia l'esigenza di riforme indilazionabili si fa strada». Sulla commissione di Vigilanza Rai si va nel senso opposto.
Tagli,
tutto parte dal Tesoro ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: potuto realizzare il ministro Gelmini nei giorni passati. E la proposta di tagli lineari deriva dal fatto che gli uffici del Tesoro non conoscono e non monitorizzano le singole spese delle singole amministrazioni. Non controllano le spese degli enti decentrati e delle Regioni ( l'unico controllo sistematico che esiste riguarda la spesa sanitaria e fu introdotto da chi scrive nel 2001,
A
giudizio sei dirigenti Thyssen ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini". E se Claudio Fava, segretario nazionale di Sinistra democratica, afferma che di fronte alla serie infinita di morti sul lavoro «l'unica nota di speranza viene dalle aule del tribunale di Torino», Gianni Pagliarini (responsabile Lavoro del Pdci) aggiunge che il rinvio a giudizio «sgombra il campo dalle grottesche teorie diffuse dalla dirigenza aziendale subito dopo la tragedia
FRANCAVILLA
D'ETE LA RIFORMA Gelmini, i risch...
( da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA RIFORMA Gelmini, i risch... ? FRANCAVILLA D?ETE ? LA RIFORMA Gelmini, i rischi dell?uso di alcool e droghe, ma anche l?operato dell?Amministrazione sono i temi discussi nel Consiglio comunale aperto, svoltosi venerdì a Francavilla d?Ete. Su richiesta dell?
<Il
ministro Gelmini? Fa il funerale alla scuola>
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 5 «Il ministro Gelmini? Fa il funerale alla scuola» Slogan e sit-in contro la riforma e i tagli di MILENA MONTEFIORI SE IL DECRETO Gelmini è diventato legge, loro, gli studenti degli istituti superiori forlivesi, non mollano e anche ieri mattina sono scesi in strada a far sentire la loro voce.
<Vogliono
la nostra arte> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tremonti-Gelmini? va a farsi benedire ? conclude Dini ?. A discapito delle sedi tradizionali, dove la cultura si respira: di certo, Urbino non può avere una vocazione balneare. Questo ?trasferimento universitario? a Pesaro metterà in pericolo anche l?
PARLA
di una 'strumentalizzazione' da ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in segno di protesta contro il decreto Gelmini. «Ogni decisione del collegio docenti passa dalla direzione scolastica ? dice Teodori ? Ne prendo atto, ma per quanto mi riguarda non cambia molto. C?è stata una fuga in avanti, una strumentalizzazione da parte di alcuni professori che hanno fatto quest?
i
tagli al bilancio, spese ridotte all'osso garuccio: "è difficile ma ce la
faremo" ( da "Repubblica, La"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: previsti dal decreto Gelmini non sono ancora operativi. Ma all´università di Bari già stanno pensando come risparmiare: «Sicuramente bisognerà fare dei sacrifici» spiega il prorettore, Augusto Garuccio. I tecnici dell´Ateneo stanno infatti lavorando al bilancio, che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre: oggi, all´insediamento dei nuovi membri del consiglio di amministrazione,
atenei,
stop ai concorsi per 118 prof - giuliano foschini
( da "Repubblica,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: stop ai concorsi per 118 prof Decreto della Gelmini: da rivedere i criteri di formazione delle commissioni Al ministero assicurano che non c´è un blocco e che si tratta solo di uno slittamento sino al prossimo gennaio GIULIANO FOSCHINI Nei corridoi delle università pugliesi la chiamavano «la grande infornata»: centodiciotto posti da professore tra ordinari,
Studenti
di nuovo in piazza contro la Gelmini
( da "Tempo,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Studenti di nuovo in piazza contro la Gelmini Liceali e universitari nuovamente in piazza ieri a Latina. Muniti di megafoni e striscioni, si sono voluti idealmente unire ai tanti coetanei che nelle stesse ore animavano le strade di altre cento città italiane in occasione della Quinta Giornata di mobilitazione studentesca lanciata il 20 settembre scorso dal social forum europeo di Malmo,
Assemblea
anti Gelmini ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 4 Assemblea anti Gelmini ALLA «ALIGHIERI» DOMANI alle 21, nell?aula magna della scuola Dante Alighieri (in via Gattoni, quartiere Soria), si svolgerà un?assemblea degli aderenti al «Comitato spontaneo genitori e insegnanti di Pesaro a difesa della scuola pubblica» (formatosi il 21 ottobre, conta 400 aderenti) allargata a tutti gli interessati.
FORTI
di circa 200 iscritti e in vista del congresso che si celebrerà nel co...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sui temi della sicurezza e il sì alla riforma Gelmini, siamo già impegnati». Per comodità organizzativa, Segantin potrà contare su referenti non solo nei vari comuni, ma anche a livello di macro-aree: nell?alto polesine Marco Faggio e Marco Galletti; nel medio polesine Riccardo Spolaore e Alessandro De Angelis;
arriva
tremonti, cattolica blindata - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Al liceo
classico Berchet saranno organizzati gruppi di lavoro per capire quanto gli
studenti davvero sappiano del decreto Gelmini. Al Tito Livio, altro classico,
in questi giorni si svolgono i corsi di recupero al ginnasio, ma non per il
triennio. «I soldi non bastano», spiegano i professori. SEGUE A P
La
politica tra desistenti, incapaci, peones e signor no
( da "Tempo,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini si è goduta la sua rivincita. Ha difeso il proprio lavoro e ha rilanciato: «No all'ideologia del 6 politico», accolta da studenti che sbandieravano cartelli inequivocabili: «Loro okkupano, noi studiamo», e «Gelmini caccia i baroni». Tutto questo mentre gli altri studenti, alla Sapienza si sono riuniti per elaborare un'
casale
in storia e musica nelle rivolte studentesche - anna tonelli
( da "Repubblica,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Niente di più semplificatorio, come dimostrerà lo stesso Casale che, raccontando gli anni ?60 nel mondo, farà capire come quella stagione ben poco ha a che fare con le rivolte odierne. «Guai a noi a pensare di poter ripetere il '68», ammonisce lo stesso Capanna che pur si è prestato in questi giorni a rievocare i tempi andati.
PROSEGUONO
le iniziative indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la
protesta ha visto... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la protesta ha visto... PROSEGUONO le iniziative indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la protesta ha visto protagonisti gli studenti universitari del ?polo? ravennate, che hanno percorso in corteo le strade del centro cittadino, inalberando cartelli e striscioni e gridando slogan contro i tagli previsti per l?
jovanotti
si schiera "obama, un evento e io ho scritto un rap" - luigi
bolognini milano ( da "Repubblica, La"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Magari qualche parte della riforma Gelmini è buona, ma il difetto è di fondo: si tagliano risorse a un settore che invece ne meriterebbe di più». Lorenzo parla alla presentazione della versione deluxe del suo disco Safari, che ora esce con 4 brani dal vivo più un dvd sul suo ultimo tour girato da Marco Ponti: «Ho venduto mezzo milione di copie,
le
aziende in guerra con facebook "dipendenti distratti, lo oscuriamo" -
vittorio zambardino ( da "Repubblica, La"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l´accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa,
In
400 sfilano contro il decreto Gelmini
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il decreto Gelmini L'Onda studentesca prosegue la battaglia: striscioni e slogan trasversali Fra slogan e striscioni politici, è sfilato ieri il corteo «anti-Gelmini» per le vie della città. Quattrocento studenti scesi in piazza per ribadire che l'Onda non si è fermata, nonostante la riforma sia diventata legge e la protesta dei movimenti studenteschi sembri ormai essersi placata.
Doppio
gioco di Tremonti ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini inizi a tagliare gli insegnanti di religione Ho letto con interesse la lettera della professoressa Francesca Meneghetti sulla scuola e in particolare sugli sprechi perpretati dal ministero dell'Istruzione. Si è tuttavia dimenticata di denunciare quello che è forse il maggiore spreco ed ingiustizia: l'aver equiparato nello stipendio e nello stato giuridico gli insegnanti di
Scuola,
nessun taglio e tempo pieno garantito in Lombardia
( da "Sestopotere.com"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Abbiamo condiviso con il ministro Gelmini - ha detto Formigoni - la necessità di un intervento razionalizzatore, che comunque potrà riguardare la Lombardia solo in misura molto esigua, e che è stato a buon conto rinviato all'anno prossimo". Sono infatti percentualmente pochissime, poco più dell'1% le situazioni di strutture sottodimensionate,
Scuola
e manifestazioni degli studenti, Cgil treviso: non servono accanimenti
giudiziari ( da "Sestopotere.com"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sostegno alla mobilitazione di studenti e famiglie contro la riforma Gelmini, che prenderà forma in quelli che sono stati battezzati "pomeriggi e serate bianche", discussione sulla scuola nella scuola. "Sulla questione delle manifestazioni non autorizzate, ha detto Barbiero, invitiamo il questore a non dare corso a nessun tipo di azione nei confronti dei ragazzi e quindi delle famiglie.
La
borghesia diviene protagonista della pittura
( da "Sicilia,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il giudizio è al condizionale e la verifica è necessaria (la ministra Gelmini). Da estetologo stavo subito per commentare: finalmente! Finalmente puoi camminare in città senza essere disturbato esteticamente. Infatti, tutte le donne si sono sentite legittimate a indossare la minigonna, senza un minimo di autocritica estetica.
Studenti
in piazzacon tele e colori ( da "Sicilia, La"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola Studenti in piazza con tele e colori Singolare protesta contro la riforma Gelmini ieri mattina di licei ed istituti d'arte e. cannone 38 michele guccione La disperazione monta di ora in ora. Si avvicina la data del passaggio da Alitalia a Cai e i 210 dipendenti di Alitalia Airport presso l'aeroporto di Punta Raisi ancora non sanno nulla sul loro futuro.
<Consiglio
Ap contro la Gelmini>Giornata della mobilitazione studentesca.
( da "Sicilia,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Consiglio Ap contro la Gelmini»Giornata della mobilitazione studentesca. «Chiediamo il riconoscimento del diritto allo studio» Anche gli studenti di Caltanissetta hanno celebrato ieri la ?Giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio?; stavolta non si è trattato di una manifestazione come quella dello scorso 30 ottobre,
Gli
studenti ieri in corteocontro la riforma Gelmini
( da "Sicilia,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riesi Gli studenti ieri in corteo contro la riforma Gelmini Mussomeli. Omelia di don Incardona sui raccomandati Domenica scorsa festa della Madonna della Provvidenza, celebrata nella chiesa Madre ed organizzata dall'apposito comitato, presieduto da Giuseppe Greco con la collaborazione dell'Arciconfraternita.
Tele
e pennelli contro la Gelmini ( da "Sicilia, La"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini È stata davvero una protesta a regola d'arte quella organizzata ieri mattina a Palermo in piazza Ruggero Settimo e piazza Verdi di fronte il teatro Massimo, e in contemporanea con altre città italiane. L'iniziativa «Didattica ad arte - in piazza il 17 novembre vi diamo una lezione» è stata ancora una volta l'occasione per gli studenti degli istituti artistici cittadini di
A
rischio adesso l'Osservatorio astrofisico<Pronti a tutti i sacrifici, ma non
a chiudere> ( da "Sicilia, La"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Intanto, ieri, il decreto Gelmini sull'Università ha iniziato il suo iter in Commissione Pubblica Istruzione del Senato. «Ci sono tematiche molto forti e importanti nel documento approvato dall'assemblea della Sapienza, ora si tratta di divulgarlo e di tradurlo sul piano pratico».
Noto,
entro l'anno pronta la Fondazionecon nuova sede e accordi internazionali
( da "Sicilia,
La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in pieno effetto Gelmini, rilancia. Il sindaco di Noto, Corrado Valvo, da tempo aveva accelerato su un progetto ambizioso. Ed essendo Valvo determinato e coinvolgente, la strada che aveva scelto sta sboccando là dove il sindaco voleva. «Avremo presto, spero entro l'anno, una Fondazione per i nostri corsi di studio - ha confermato nei giorni scorsi -
Fannulloni,
Facebook dà 'ragione' a Brunetta ( da "RomagnaOggi.it"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Di certo c'è che i 'fannulloni' se la sono anche cercata, visti i gruppi di cui molti di loro fanno parte su Facebook: in "Cazzeggio su facebook al lavoro" hanno aderito 4700 persone, nulla in confronto ai 200mila che fanno parte del gruppo "Anti-Gelmini" o ai 50mila di "Silvio, se hai i capelli è per merito della ricerca".
Aziende
in guerra con Facebook "Distrae, meglio oscurarlo"
( da "Repubblica.it"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l'accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa,
Scuola,
artisti pro-Onda vs Rivera: col Blocco nessun dialogo
( da "Velino.it,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sostegno della mobilitazione degli universitari contro la riforma Gelmini. L?unico a mostrarsi comprensivo nei suoi confronti è Dario Vergassola. “Una mano la tenderei anch?io, la paura però è di ricevere una manganellata – esordisce ironicamente il comico –. Ma al di là delle facili battute penso che sarebbe una follia lasciar fuori qualcuno dal movimento studentesco&
Il
Consiglio comunale di Modena chiede strumenti e dotazioni per la dislessia
( da "Sestopotere.com"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: viene usato questo odg strumentalmente per attaccare la minoranza sul decreto Gelmini. Non è previsto alcun taglio per ciò che riguarda gli insegnanti che si occupano di situazioni problematiche, di insegnanti di sostegno per disabili. Rimane l'appoggio all'odg: siamo di fronte a patologie, non a qualcosa che può essere affrontato da un maestro che ha conoscenze limitate in merito".
Berlusconi
incontra la Merkel: "collaborazione con Lufthansa". E gioca a
nascondino ( da "RomagnaOggi.it"
del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: hanno protestato contro la riforma Gelmini. La maggior parte dei manifestanti sono studenti universitari della Scuola interpreti di Trieste. Gli universitari hanno precisato che la manifestazione e' nata spontaneamente, data la presenza a Trieste del premier Berlusconi. Nessun aiuto al settore auto.
Il
rigore di Tremonti non risparmia cellulari e riscaldamento
( da "Velino.it,
Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini. Renato Brunetta. Il governo Berlusconi ha fatto della riduzione degli sprechi nella Pa e del taglio delle spese improduttive uno dei punti più qualificanti della sua azione politica. Una severa operazione di contenimento delle spese che parte proprio dai ministeri.
Famiglia
Cristiana: pacchetto sicurezza e' 'indegno'
( da "Voce
d'Italia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Politica Articoli correlati: *Scuola: anche Famiglia Cristiana contro la Gemini *Famiglia Cristiana attacca la Lega: no alle classi-ghetto *Fiducia Gelmini: le reazioni dei protagonisti Guarda tutti i correlati
Bufera
sull'assemblea degli studenti ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In discussione la riforma Gelmini. Prof e dirigente scolastico contro gli organizzatori Bufera sull'assemblea degli studenti Il preside attacca: strumentalizzata. «Liberamente» replica: basta censure MONTEBELLUNA. Bufera sull'assemblea degli studenti del «Veronese» svoltasi sabato mattina e sul ruolo rivestito dall'associazione «Liberamente» in quell'
La
Gelmini va contro famiglie e comuni
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: «La Gelmini va contro famiglie e comuni» Puppato: gli enti locali non possono «coprire» il tempo pieno «Mi auguro che dalla riforma Gelmini arrivino risposte in merito alla copertura del tempo pieno pomeridiano nelle scuole. Se così non fosse, i comuni non ce la farebbero a coprire questo servizio».
Assemblea
a Sociologia: In piazza il 12 dicembre
( da "Trentino"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: organizzate manifestazioni contro il decreto Gelmini. Gli studenti di Trento stanno pensando a una serie di iniziative in città. Il 12 dicembre il No Gelmini si unirà allo sciopero generale convocato da Cobas, Cud e Sdl, scendendo in piazza. Oggi il Laboratorio Permanente di Giurisprudenza propone una non stop di lezioni, discussioni e incontri nel foyer della facoltà dalle 8 alle 20.
tremila
posti di lavoro ma nessuno si presenta - salvatore butera
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini la Sicilia ha fatto la sua parte. I cortei si continuano e la protesta appare civile e contenuta rispetto ad alcuni episodi di violenza verificatisi nelle grandi città. Qui da noi questi cortei giovanili (lo si può dire con tranquillità) sono apparsi scevri da strumentalizzazioni politiche e addirittura venati di una sorta di avversione alla politica qualunque essa sia,
tempo
pieno e maestro unico forza italia esamina la riforma
( da "Tirreno,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini quali il mantenimento del tempo pieno, l'introduzione del maestro prevalente, l'introduzione del voto in condotta, del voto in decimi, dell'educazione alla cittadinanza, un calmiere al costo dei libri di testo, ma anche la volontà da parte di FI-PdL di mettere da parte le posizioni politicamente pregiudiziali della sinistra più radicale e aprire momenti di dialogo con gli
dopo
sei mesi ancora non decolla ( da "Tirreno, Il"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a mettersi di traverso c'è anche la stretta prevista dalla riforma del ministro Gelmini che intende tagliare soprattutto sulle sedi universitarie decentrate. Un'incognita in più, dunque, su quando e come la struttura inaugurata in tutta fretta non appena furono terminati gli interventi edili, potrà svolgere appieno le sue funzioni.
"I
tagli sono segno di ostilità"
( da "Stampa,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: vercellese ai provvedimenti del ministro Gelmini. I docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università del Piemonte Orientale, a partire dal preside Giacomo Ferrari, hanno da subito abbracciato la volontà degli studenti di portare in piazza le proprie ragioni: «Gli interventi annunciati dal Governo - afferma lo stesso Barbero - sono stati percepiti da tutto il mondo dell'
All'incontro
sulla scuola il centrodestra non partecipa
( da "Stampa,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI All'incontro sulla scuola il centrodestra non partecipa [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Doveva essere un dialogo tra gli oppositori della riforma Gelmini e i promotori della stessa legge, ma i parlamentari di centrodestra che hanno votato il provvedimento non si sono presentati: così l'altra sera al teatro Toselli le domande preparate da insegnanti e genitori sono rimaste senza
ex
indire verso la paralisi 98 precari rischiano il posto
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini non sapeva nemmeno che cos´è l´ex Indire (oggi Istituto nazionale per lo sviluppo dell´autonomia scolastica), raccontano i sindacati, eppure a questo ente di ricerca ministeriale a cui fanno riferimento migliaia di insegnanti, studenti e personale non docente per i corsi di formazione e per il recupero dei debiti in tutta Italia.
solo
in cento al pontormo ( da "Tirreno, Il"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la riforma Gelmini è la prima che ha un respiro ampio ed è impostata su tre anni invece che su uno. Ciò permetterà di correggere le storture all'interno del mondo scolastico». Il consiglio poi ha approvato un ordine del giorno presentato dalla maggioranza, sottoscritto anche da Comunisti italiani, che impegna la giunta ad opporsi al decreto Gelmini in tutte le sedi,
bari,
6 nuovi ricercatori medici universitari, stop
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un freno potrebbe però essere posto dal decreto Gelmini che impone alle università di non assumere più qualora il fondo statale venga impiegato per più del 90 per cento per pagare gli stipendi del personale. Oggi l´ateneo barese danza attorno a quella linea, «ma siamo sicuri che nel bilancio che chiuderemo il 31 dicembre - assicurano i tecnici - non sforeremo quella cifra»
ricerca
e servizi, università in bolletta - lello parise
( da "Repubblica,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: i tagli imposti dal ministro Maria Stella Gelmini. Per ogni ateneo si aggirano attorno al 10 per cento. Laforgia, ingegnere, fa presto a fare due più due: «Il 90 per cento dei fondi è per gli stipendi, ma se l´altro 10 per cento ce lo giochiamo per un atteggiamento governativo folle, non ci resta che intervenire sulle imposte a carico di chi studia».
Mambo
È di Zalone il nuovo inno del Pd ( da "Riformista, Il"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Onda su onda", troppo anti-Gelmini. "I tuoi capricci" di Neil Sedaka troppo dalemiano. Con "La donna cannone" si offende Fioroni. "Compagno sì, compagno no, compagno un caz?" di Ricky Gianco già la canticchia ogni mattina Dario Franceschini. "Mi vendo" la vogliono dedicare a Riccardo Villari.
La
Woodstock dell' Onda riempie di note la Sapienza
( da "Unita,
L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: presentatore e factotum della serata di musica e spettacoli organizzata dagli studenti anti-Gelmini. La festa stasera è tutta per loro: «È un'Onda meravigliosa, potentissima e seducente - legge una studentessa - vogliamo immaginare un altro futuro in questa Italia dove è bloccato l'accesso al sapere, un Paese a democrazia bloccata».
Liceo
Righi, no delle famiglie al patto sul 5 in condotta
( da "Unita,
L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: applicazione delle nuove regole stabilite dalla riforma Gelmini, che ha reintrodotto il voto in condotta, che fa media in pagella. Nel documento inviato alle famiglie è specificato che il «patto di corresponsabilità educativa» non ha valore e carattere giuridico di contratto: «Si stipula tra scuola, studente e famiglia - si legge - per sottolineare la necessità di una collaborazione,
<Il
tempo studio per i ragazzi non si misura a cottimo>
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: LE AZIONI di protesta che si sono sviluppate nella scuola contro il decreto del ministro Gelmini, hanno fatto alzare la voce ai rappresentanti delle categorie sindacali. All?istituto Majorana, di San Lazzaro di Savena, a parlare è un docente di tecnica pratica meccanica, nonché esponente del sindacato Gilda. Si chiama Massimo Ballardini.
<La
scuola è in crisi, difendiamo la riforma Gelmini>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 11 «La scuola è in crisi, difendiamo la riforma Gelmini» L?INTERVENTO DEL RESPONSABILE GIOVANI DI FORZA ITALIA CARO CARLINO, la scuola italiana è in crisi. C?è bisogno di reintrodurre il merito, rivalutare l?importanza del rispetto e della conoscenza delle regole, di rinnovare i contenuti.
pd
diviso: strigliata da pistoia che ora chiede un nome nuovo
( da "Tirreno,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sempre
intenzionata a muoversi contro la legge Gelmini. BORGO NEL CUORE Torneo di
Burraco BORGO A BUGGIANO. C'è tempo fino al 20 novembre per aderire alla nuova
iniziativa dell'associazione "Borgo nel cuore". Si tratta del torneo
di burraco in programma sabato
Sulle
paritarie l'effetto-Gelmini ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini Le scuole cattoliche e laiche si attrezzano per le pre-iscrizioni di gennaio è presto per capire se le preiscrizioni di gennaio faranno effettivamente registrare un'inversione di tendenza per le scuole private del Nord-Ovest, ma le prime indicazioni che provengono dal territorio sembrano andare nella direzione di un aumento degli alunni.
Tutteleclassisemprealcompleto
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a seguito della riforma Gelmini, arriveranno ulteriori richieste di iscrizione». Il successo del "Denza", istituto situato nell'incantevole cornice della collina di Posillipo che dagli anni Quaranta abbraccia scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado, oltre ai licei classico e scientifico, sta in una formula ormai collaudata,
Inprogrammamusicaedanza
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La speranza dello staff che gestisce il liceo calabrese è che la riforma Gelmini valorizzi ulteriormente le strutture parificate. «Se il ministro - dice ancora la Campagna intende, come dichiara, premiare le esperienze eccellenti mettendole in grado di competere con le scuole pubbliche, ben venga la sua riforma dell'istruzione.
La
scuola pubblica punti sulla qualità
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il disegno del ministro Gelmini punta ad un riequilibrio tra l'offerta di istruzione pubblica e quella privata? Per la scuola di infanzia e primaria gli istituti paritari sono destinati a guadagnare quote sempre più ampie di mercato, per la scuola secondaria invece resterà la leadership dell'istruzione pubblica, ancora oggi punto d'arrivo dei migliori docenti »
Nelle
aule delle paritarie 250mila alunni del Sud
( da "Sole
24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mentre il ministro Mariastella Gelmini prova a "pluralizzare" il sistema scolastico, equiparando a tutti gli effetti l'offerta della scuola pubblica a quella della paritaria, nelle regioni del Sud crescono le iscrizioni agli istituti privati. Una tendenza che sembra non riguardare le scuole Fidae, federazione che rappresenta gran parte delle primarie e secondarie cattoliche paritarie,
Le
paritarie ritrovano l'appeal ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: appeal Dopo anni di stasi le polemiche sulla riforma Gelmini spingono le pre-iscrizioni Laura Siviero La polemica sulla scuola statale sembra andare a beneficio delle paritarie nel NordOvest. I fatti di cronaca e le con-trastanti informazioni sul decreto Gelmini hanno insinuato nelle famiglie timori sulle garanzie del tempo scuola, sul maestro unico e sulla continuità didattica.
Anche
una <Battaglia dei cuscini> contro la Gelmini
( da "Corriere
della Sera" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la Gelmini Cuscini al posto dei bastoni. Villa Gordiani anziché piazza Navona. Una battaglia pacifica invece degli scontri. Va in scena la protesta delle scuole del VII municipio: un corteo che termina con un pillow fight, finto combattimento a suon di cuscinate, per esorcizzare le spaccature tra studenti nei giorni in cui il decreto Gelmini era in discussione al Senato.
I
liceali di sinistra lasciano il forum con la Gelmini
( da "Corriere
della Sera" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cattolica I liceali di sinistra lasciano il forum con la Gelmini ROMA — La Rete degli studenti medi e l'Unione degli studenti hanno abbandonato il Forum delle Associazioni studentesche convocato ieri dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini per discutere i punti della sua riforma. In particolare, le due associazioni di sinistra hanno rifiutato di affrontare i temi dell'
<Mini-Woodstock>
alla Sapienza Rivera: sì ai ragazzi di destra
( da "Corriere
della Sera" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: università La Sapienza il movimento anti-Gelmini ha celebrato la sua mini- Woodstock, aperta e chiusa da un Andrea Rivera — organizzatore del concerto insieme al movimento — dal piglio tutto politico. Inizio con un'ora e mezzo di ritardo sulla scaletta, aperta da Simone Cristicchi con indosso una maschera da tigre: «E' l'uomo tigre,
Ragazzi
e musica ( da "Corriere della Sera"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-19 num: - pag: 15 categoria: BREVI Ragazzi e musica La folla di ragazzi al concerto organizzato dal movimento anti-Gelmini alla Sapienza
Riforma
Gelmini oggi al Portone ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: SENIGALLIA pag. 19 Riforma Gelmini oggi al Portone L?AGE organizza per stasera alle 21 al teatro Portone un incontro su ?La riforma Gelmini. Una nuova pedagogia o soltanto economia??.
Tanto
sport nelle scuole, alloro per il Comune e l'assessore Diegoli
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sottolinea Diegoli -, proseguisse senza soluzione di continuità nonostante i tagli e l?indebolimento che la riforma Gelmini rischia di produrre. Togliere professionalità, ore e occasioni di promozione dello sport scolastico è un passo indietro e non un investimento sui nostri ragazzi».
VOLONTARI
di Forza Italia-Pdl questa mattina saranno al mercato cittadino (lato v...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a promuovere la campagna verità sulla riforma Gelmini. Sarà disponibile materiale illustrativo dedicato agli interventi del Governo Berlusconi in materia scolastica. Sullo stesso tema Forza Italia-Pdl ha organizzato un?iniziativa per domani alle 20.30 nella sala Forum, della 2ª Circoscrizione dal titolo ?
la
cogestione sbarca alle elementari - marta quilici
( da "Tirreno,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, in questo caso saranno i genitori, che hanno deciso di organizzare, per sabato 29, una serie di incontri pomeridiani in molte scuole della provincia. Si tratta di feste, momenti di riflessione e incontri che si terranno contemporaneamente in una decina di scuole elementari dell'infanzia pistoiesi per sensibilizzare genitori e insegnanti sul tema della riforma della scuola
la
mobilitazione continua ogni settimana 4 ore di dibattiti
( da "Tirreno,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: non ha mai smesso di protestare contro la riforma Gelmini e la legge 133: per due giorni alla settimana, infatti, ormai da circa quindici giorni, alle ultime due ore, gli studenti sono in cogestione. E l'iniziativa andrà avanti anche la prossima settimana. Dalle 11.30 alle 13.30, venerdì e sabato, i ragazzi, insieme ai professori, assisteranno e organizzeranno incontri e dibattiti.
L'Onda
dribbla le provocazioni e qualcosa ottiene
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di denunciare una delle ferite più gravi apportate dalla Gelmini alla scuola, la decurtazione del tempo pieno soprattutto nel Sud dove è quasi inesistente. Cosa più importante ancora: dentro una naturale divaricazione che è inutile cancellare con la demagogia, c'è stata una sostanziale alleanza con i docenti su un punto, la continuazione delle lezioni, del lavoro e dello studio.
meno
classi e tempo pieno così cambierà la scuola
( da "Tirreno,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: grande rivoluzione nel pianeta scuola per effetto del decreto Gelmini, con posti soppressi e cambiamenti radicali. Questo l'annuncio dato nel corso della conferenza presieduta dall'assessora alla pubblica istruzione Ida Nicolini, presenti le dirigenti scolastiche Lida Sacconi dell'istituto Gereschi e Sonia Pieraccioni dell'istituto Niccolini.
cogestione
alle elementari ( da "Tirreno, Il"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la legge
Gelmini. Si parte sabato pomeriggio quando in una decina di scuole
dell'infanzia saranno organizzati incontri, feste e momenti di riflessione sul
tema della riforma della scuola e per discutere insieme della legge Gelmini e
della legge
un
comitato di genitori e insegnanti a sostegno della scuola
( da "Tirreno,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: organizzate in città contro la riforma Gelmini, hanno lanciato la proposta. L'idea è quella di creare un gruppo di lavoro stabile e una rete tra scuole che possa diventare un futuro punto di riferimento almeno a livello locale. «Qui a Montemurlo abbiamo un gruppo a sostegno della genitorialità - spiega la signora Gianna Salvatici - spesso ci riuniamo per confrontarci su molte questioni»
tre
milioni di restauri, ma ora ci piove dentro - alessandra bernardeschi
( da "Tirreno,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la stretta prevista dalla riforma Gelmini che intende tagliare soprattutto sulle sedi universitarie decentrate. Ma non solo; la villa che si affaccia a picco sul mare sembra presentare anche alcuni problemi strutturali visto che le violenti piogge delle scorse settimane non hanno risparmiato il seminterrato che si affaccia sul giardino retrostante.
La
politica processa i corsi universitari
( da "Stampa,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a razionalizzare anticipando la stessa riforma Gelmini. Per questo ha chiesto al Senato di esaminare corsi e attività e di offrire allo stesso Consiglio un'indicazione accademica precisa entro il 31 gennaio. Tutto ciò valutando il numero di studenti secondo il criterio del buon governo». Rollandin taglia corto: «C'è già un'interpellanza su questo punto (di Roberto Louvin,
Riforma
della scuola: città solidale con gli insegnanti
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini è approdata anche in consiglio comunale a Sorso. Su proposta del consigliere di maggioranza, l'insegnante Daniela Demurtas, si è tenuto nei giorni scorsi presso l'aula consiliare un consiglio comunale aperto agli interventi esterni. L'aula consiliare ha visto l'intervento di semplici cittadini ma anche dei dirigenti scolastici di Sorso Andreina Desole e Maria Paola Curreli,
Prigionieri
di Facebook ( da "Stampaweb, La"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini conta oltre 8 mila sostenitori, più di Walter Veltroni. Da quando il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, per diffondere il Vangelo fra nuovi adepti ha aperto il suo «profilo», ha già 5 mila «amici». Si possono creare applicazioni aggiuntive: Don Paolo Padrini segnala di averne creata una,
UNIVERSITà,
GELMINI INCONTRA CUN ( da "WindPress.it"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ha incontrato oggi il Consiglio Universitario Nazionale per esporre le linee guida sull?Università presentate dal governo e il decreto recentemente approvato. Il ministro e il CUN hanno inoltre discusso a lungo su come riorganizzare i corsi di laurea in maniera più efficace e per rispondere alle richieste del mondo del lavoro.
I
carabinieri <smontano> l'Onda naccio
( da "Sicilia,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: intervento dei militari su richiesta dei dirigenti scolastici Cresce la protesta del mondo della scuola contro il decreto Gelmini con gli studenti che occupano le scuole. Ma i carabinieri ieri mattina hanno smontato le barricate. I militari dell'Arma hanno infatti fatto sgomberare l'istituto tecnico Galileo Galilei ed i due licei, il Foscolo e l'Antonino Sciascia, occupati dagli studenti.
P.
Armerina<accoglie>S. Andread'Avellino
( da "Sicilia,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Avellino Il movimento di protesta contro i provvedimenti del ministro Gelmini, in materia di politiche scolastiche, investe anche la provincia ennese. Lavoratori della scuola, studenti, genitori, hanno sfilato per le vie di Enna per manifestare il loro dissenso e la forte preoccupazione per il futuro che si prospetta della scuola pubblica statale Il decreto legge n.
<Scuola
di qualità per tutti>Corteo a Enna.
( da "Sicilia,
La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Studenti e insegnanti bocciano la Gelmini. I sindacati: «Tagli indiscriminati» Centuripe. Una festività di Natale alla grande, programmata dall'associazione New Sfera di Centuripe, diretta da tre vulcanici giovani, Giuseppe Russo, Delfio Caruso e Rosalia Russo, che sorprendono continuamente per le molte e lodevoli iniziative intraprese,
In
vistail tagliodi 1.000corsi ( da "Sicilia, La"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un taglio consistente che non viene dal ministro Gelmini, ma da una razionalizzazione a cui sta lavorando il Consiglio universitario nazionale (Cun) che ieri ha presentato proprio questi dati a viale Trastevere. Il ministro ha ricevuto il Cun per esporre le linee guida sull'Università presentate dal governo e il decreto recentemente approvato.
stima
nazionale del cun ( da "Sicilia, La"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: I rettori siciliani battono sul tempo la riforma universitaria di Mariastella Gelmini, ancora in cantiere. Con l'istituzione di una Commissione regionale per la rimodulazione dell'offerta formativa, si elimineranno duplicazioni di corsi e i quattro Atenei dell'Isola faranno sistema agendo, in particolare all'estero, di fatto come un'unica grande Università.
Suora
vuol fare testamento biologico ( da "Sicilia, La"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e Mariastella Gelmini (96,61 per cento). Ha partecipato solo all'1,66 per cento delle votazioni in Aula ma realizza un totale di 95,01 per cento di presenze grazie alle molte missioni il ministro per le Riforme Umberto Bossi che precede Claudio Scajola (94,88 per cento), Renato Brunetta (93,28 per cento), medaglia di bronzo per le votazioni effettuate,
In
Castello Estense Consiglio provinciale straordinario dedicato al tema della
scuola ( da "Sestopotere.com"
del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sulla scuola primaria va la nostra più profonda contestazione al decreto Gelmini poiché si tratta di una parte di istruzione di livello mondiale con maggiore qualità. Ci sono tagli in tutti i settori, primaria media e superiore: tagli per unità di personale docenti, con una riduzione del 20-25% per ogni provincia.
( da "Stampa, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
STASERA. AL TEATRO
TOSELLI Riforma della scuola Dibattito fra genitori docenti e parlamentari
[FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO «Non vogliamo accusare nessuno, ma capire cosa
succederà alle nostre scuole». Erio Ambrosino, assessore comunale
all'Istruzione, presenta così l'incontro in programma stasera, alle 21, al
teatro Toselli dove sono attesi i parlamentari cuneesi. La serata è organizzata
da un gruppo di amministratori locali di Cuneo, Boves, Fossano, Savigliano,
Saluzzo, Valdieri, Villanova Mondovì e della Valle Stura. «Abbiamo invitato i parlamentari per chiedere loro quali saranno gli
effetti della legge Gelmini
- aggiunge Ambrosino -. Si è creata confusione: il piano programmatico
contenuto nella legge prevede interventi che alcuni esponenti politici
escludono». Ad esempio, la soppressione delle scuole con meno di 50 alunni è
indicata nelle pagine del provvedimento, ma è stata smentita da molti
onorevoli. Hanno già confermato la partecipazione al dibattito Giuseppe
Menardi (Pdl), Massimo Fiorio (Pd), Teresio Delfino (Udc) e Patrizia Bugnano
(Idv). Attesi anche Michelino Davico (Lega), Enrico Costa (Pdl) e Mauro Marino
(Pd). Gli assessori all'Istruzione cuneesi rivolgeranno domande sugli effetti
reali della riforma. Poi toccherà al pubblico. Ci saranno i rappresentanti
sindacali (che continuano le riunioni informative negli istituti), i sindaci
dei paesi che temono di perdere la scuola, insegnanti e genitori. Alberto
Collidà, del comitato spontaneo di Cuneo per la difesa della scuola pubblica:
«Il nuovo sistema riduce non solo il tempo scuola, ma la qualità dell'offerta
formativa destinata ai nostri figli». Emanuela Belloni, componente del comitato
genitori cuneese: «Non è cambiata l'intenzione di affidare le Elementari al
maestro unico e di ridurre il numero di ore per alcune discipline fondamentali
alle Medie, come l'italiano. Il numero di chi aderisce al nostro comitato
aumenta di giorno in giorno». Gli incontri si svolgono ogni lunedì sera (per
informazioni comgenitoricuneo-subscribe@multiwire.net). Oggi, a Bra, il
Coordinamento per la qualità dell'Istruzione, la Rete degli studenti medi e
l'Unione degli universitari propone dalle 15 alle 18,30 un concerto all'Ala
della Rocca in corso Garibaldi, con interventi degli studenti sulla riforma.
( da "Trentino" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
SEGUE DALLA PRIMA il
potente attaccante del Chelsea, Drogba, è risultato straordinariamente ... SEGUE
DALLA PRIMA il potente attaccante del Chelsea, Drogba, è risultato
straordinariamente simpatico quando, fatto bersaglio dal lancio di monetine in
campo, ha pensato bene di restituirle al mittente scagliandone una verso i
tifosi intemperanti. E' vero, i calciatori sono miliardari e devono tollerare
critiche, fischi e insulti, all'occorrenza. Ma che ogni tanto qualcuno osi
ricordare che anche i tifosi sono imbecilli, ci sta, ci sta tutto. Poi anche
una monetina da 10 o 20 penny ha la sua dignità, non si butta via, men che meno
contro un giocatore che ha avuto l'unico torto di far gol alla tua squadra. Ma
il capolavoro della settimana, nel delineare i rapporti tutt'altro che
idilliaci e sereni tra calcio ed economia, lo ha scritto Antonio Cassano. Si parla
del libro che proprio Cassano ha scritto. Meglio, che un giornalista ha scritto
dopo aver raccolto le confidenze dello scapestrato di Bari vecchia. Rispetto
alle finte autobiografie cui siamo stati abituati in questi anni, il "Dico
tutto" di Cassano e Pardo (il giornalista che ha messo in italiano quel
che Cassano racconta con i piedi) pare avere almeno il dono di una certa
disinvolta sincerità. Dicevamo dell'economia. Strepitosa la storiella di quel
che accadde in Spagna quando Capello allenava il Real Madrid con Cassano in
panchina. Al termine dell'ennesima lite, Antonio disse al flemmatico
allenatore: «Sei un uomo di cacca, sei più falso dei soldi del Monopoli». Nei
giorni dell'economia virtuale che va in crisi mandando poi a sua volta in apnea
una economia ben più seria e vera, giacché è quella reale, una battutaccia da
meditare. Così come la confessione che Totti e Cassano litigarono per una
miserabile questione di soldi. Miserabile nel senso che suona risibile e
ridicolo che due milionari vadano ospiti in una trasmissione televisiva - nel
caso in questione l'intellettuale di riferimento era stata Maria De Filippi - e
poi trovino modo di fregarsi l'un l'altro sul cachet. Questo dice Cassano, e
c'è da credergli viste le premesse: Totti si intascò quasi tutto il compenso
per la comparsata. E stendiamo un velo pietoso sul fatto che pedatori
miliardari debbano anche essere pagati per essere ospiti a trasmissioni
televisive. D'altronde quanto a numeri Cassano non scherza. Avrebbe fatto impazzire il ministro Gelmini uno che prendeva solo due a scuola e che è stato bocciato sei
volte tra elementari e medie. Ora si vanta di aver avuto 700 donne e ha
confessato che a Madrid passava le notti in dolce compagnia, in albergo, con la
complicità di un cameriere che poi gli forniva anche le brioches appena
sfornate. Ovvero: sesso e cornetto, calciatore perfetto. Inutile dare i
voti ai protagonisti di questo balbettante incontro tra calcio ed economia. Una
pacca sulle spalle e ammirazione incondizionata, invece, per Robert Muller, 28
anni, portiere della squadra di hockey degli Squali di Colonia. Questo
ragazzone sta per essere divorato dallo squalo peggiore, un tumore al cervello
che non si può fermare. Due mesi di vita, forse meno gli hanno dato i medici. E
lui ha detto: continuerò a fare fin che posso quello che mi ha dato felicità. E
così venerdì scorso Robert era in panchina, applaudito a scena aperta. Fin che
potrà, continuerà ad allenarsi e magari riuscirà ancora a scendere sul
ghiaccio. Sicuramente il compenso televisivo per il quale hanno litigato Totti
e Cassano, vale uno o due, e forse anche tre o quattro stipendi di un hockeysta
come Robert. Ma qui non si parla di economia, si parla d'altro. Roba che non si
compra. O ce l'hai o non ce l'hai.
( da "Trentino" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
CAVEDAGO -
PAGANELLA: 0 - 3 CAVEDAGO - PAGANELLA: 0 - 3 CAVEDAGO: Franzoi, Pellegrini, S. Daldoss,
Calovi, Matuella, Vivari (15'st Viola), Mocan, A. Endrizzi, Rigotti, C.
Endrizzi, Osati (30'st G. Endrizzi). Allenatore: Nicolussi. PAGANELLA: Santomi,
Cova, Corazza, Bello, Paolat, Bassetti, Turdò (35'st Zandonella), Sozzi,
Vesonesi, Mosca (23'st Tomasi), Tovazzi. Allenatore: Donato. ARBITRO: Montorsi
di Trento. RETI: 45'pt e 49'st Veronesi, 46'st Tovazzi. NOTE: campo in perfette
condizioni. In tribuna un centinaio di spettatori circa. CAFFARESE - CARISOLO:
2 - 2 CAFFARESE: Buccio, S. Grassi (2'st Carè), Gelmini, Pizzini (29'st D. Giovanelli), Giacometti, Fenolli, Uboldi, M.
Giovanelli, F. Grassi (15'st Pellizzari), D. Fenolli, Ecca. Allenatore:
Scalvini. CARISOLO: D. Lorenzi, Loranzi, M. Lorenzi, Albertini, Collini (29'st
Loranzi), Valenti, Masè (20'st Ferrari), Terzi (35'st Bolandini), Gottardi,
Brunelli, E. Collini. Allenatore: Ceccarelli. ARBITRO: Zuanelli di
Trento. RETI: 37'pt Gottardi, 12'st Pellizzari, 16'st D. Fenolli, 49'st rig. E.
Collini.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Gli studenti tornano
in piazza contro la riforma della Gelmini E' il giorno della manifestazione di piazza degli studenti
trevigiani contro la riforma Gelmini. Sopo il sit-in di sabato sulle mura di Treviso, organizzato dal
Duca degli Abruzzi con la partecipazione di altri istituti della città. Nel
mirino degli studenti la legge Gelmini e il taglio di otto miliardi alla scuola previsti dalla
Finanziaria Tremonti. Giovedì pomeriggio invece, sempre sui Bastioni, si
è tenuto un incontro organizzato da un gruppo di giovani studenti
dell'università di Venezia, ma residenti a Treviso, per discutere degli effetti
della riforma sull'assetto di tutto il sistema dell'istruzione pubblica. Oggi
tocca alla piazza: i ragazzi tornano a sfilare per le strade della città dopo
le polemiche che hanno accompagnato l'ultima manifestazione, con tanto di
ipotesi di denuncia da parte della Questura per mancata autorizzazione. Oggi
l'autorizzazione c'è: il corteo coinvolgerà tutte le scuole della provincia.
Bandiere e striscioni alla mano i ragazzi partiranno dalla stazione per
arrivare in piazza dei Signori e proseguire con tutta probabilità verso i
bastioni.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il ministro: «Pronti
ad assumerci le nostre responsabilità e a dialogare con l'opposizione» Gli studenti approvano l'autoriforma L'Onda propone l'alternativa
al provvedimento Gelmini
sull'Università ROMA. Il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, è tornata ieri a difendere la
sua doppia riforma, dell'università e della scuola, ribadendo comunque
l'apertura al dialogo, mentre la mobilitazione sui due fronti non si ferma.
La Cisl ha annunciato nuove azioni di lotta sulla scuola. E all'università di
Roma La Sapienza l'assemblea nazionale degli studenti ha approvato
l'autoriforma del sistema universitario. «Siamo determinati ad assumerci le
nostre responsabilità e ad andare avanti in un'apertura di dialogo con
l'opposizione» ha detto il ministro a Rezzato (Brescia). «Credo che ci siano le
condizioni per spiegare il provvedimento che abbiamo recentemente approvato in
Consiglio dei ministri. Per troppi anni il Paese ha sofferto di una mancanza di
coraggio nel portare avanti il cambiamento, nell'approvare riforme importanti
in settori come la scuola e l'università. Oggi i giovani hanno meno opportunità
rispetto ai loro padri, abbiamo il dovere d'intervenire e voltare pagina». Gelmini ha ricordato che «in questi ultimi anni la spesa per
l'istruzione era fuori controllo». Agli italiani, sulla riforma della scuola,
secondo Gelmini «sono state raccontate molte bugie: la
volontà del governo d'eliminare il tempo pieno, chiudere le scuole di montagna
e delle piccole isole, impoverire l'insegnamento della lingua straniera. Tutte
bugie». Sulla riforma è intervenuto anche il presidente del Senato, Renato
Schifani, che si è detto convinto che il governo si stia muovendo nella giusta
direzione. Ma intanto le prossime settimane si preannunciano «calde» su
entrambi i fronti, scuola e università. Il segretario della Cisl scuola,
Francesco Scrima, è intervenuto denunciando che «sulla scuola il governo non dà
risposte, perciò la mobilitazione continua». «Solo per l'università - ha detto
- si è colto qualche segnale di maggior cautela: per la scuola, ancora nulla si
è mosso». Per la Cisl resta quindi confermate le ragioni della mobilitazione:
bisogna «cambiare profondamente una manovra ingiusta, inaccettabile. Vogliamo
più risorse per il contratto, per un giusto riconoscimento del lavoro nella
scuola» altrimenti il sindacato sarà costretto «ad altre e più incisive azioni
di lotta». Non si ferma la mobilitazione neanche nelle università, dopo la
manifestazione di venerdì scorso. Ieri gli studenti riuniti in assemblea
nazionale alla Sapienza di Roma hanno approvato la loro
"autoriforma", cioè la risposta dal basso al progetto Gelmini. Oggi e per tutta la prossima settimana il movimento
si mobiliterà nelle facoltà in occasione della Giornata internazionale degli
studenti, lanciata dall'assemblea studentesca del Social forum mondiale. Domani
concerto gratuito per gli studenti. Prossimo appuntamento in piazza il 12
dicembre, a fianco della Cgil, per lo sciopero generale dei lavoratori.
( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 6 - Interni
Dalle foto di famiglia alle proposte osé la febbre di Facebook contagia i
politici Veltroni radunerà gli amici il 13 dicembre. Un fan della Santanchè:
fai un calendario CONCETTO VECCHIO ROMA - «Ho pensato di poter organizzare un
grande incontro tutti assieme. Non sto parlando di un appuntamento politico, ma
di un modo per far diventare la nostra amicizia più vera, non solo un rapporto
che si chiude una volta spento il computer. Ci vediamo il 13 dicembre a Roma».
Walter Veltroni organizza una festa per i suoi amici di Facebook. Ne ha 5mila.
Altri 9.600 sono in lista d´attesa. A ieri sera in 1266 avevano dato la loro
adesione, 841 hanno detto che non ci andranno, 800 sono incerti. Incerto è
anche il teatro dell´evento, che dipenderà dal numero dei partecipanti. La rete
abbatte le convenzioni, per cui per tutti il segretario del Pd è semplicemente
Walter. Scrive Walter: «Nelle ore più strane del giorno e della notte affiorano
ricordi, si scoprono pensieri comuni, le foto che caricate raccontano la vostra
vita e a volte la mia. è bello e le richieste sono tantissime, allora perché
non incontrarci? Se qualcuno di voi quella sera vuole suonare, allestire una
mostra con delle foto, portare dei filmati, cercheremo di organizzarci per
farlo». Barack Obama ha talmente scommesso su Facebook, che negli Usa il sito
di social networking fondato nel 2004 dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg
ha una forte connotazione democratica. In Italia nessuno identifica Facebook
con il popolo di Veltroni, ma forse dopo la convention del 13 dicembre le cose
cambieranno. Da noi impazzano le classifiche su chi ha più tifosi nei
rispettivi fans club, che sono cosa diversa dai profili. Obama, per dire, ne
aveva tre milioni e rotti. Al primo posto c´è il ministro
dell´Istruzione Mariastella Gelmini, con 8053 sostenitori. Veltroni segue a ruota: 7917 supporters.
Tallonati da Umberto Bossi, che raggiunge quota 5.660 e da Renato Brunetta che
vanta 5.129 estimatori e che si presenta così: «Attivo da sempre nelle
battaglie riformiste. Colui che smantellerà il Carrozzone Italia!!!!».
Il leader dell´Idv Antonio Di Pietro mantiene il passo (4.661), comparendo
nuovamente con il simbolo Lista Di Pietro Italia dei Valori a quota 4.158
ammiratori. Ad agosto Di Pietro di sostenitori ne aveva 687, e Italia Oggi
pubblicò un pezzo per dire che Berlusconi lo soverchiava. Da allora i Tonino
boys si sono dati un gran daffare. Berlusconi ha 4.045 fan. Meritano una
menzione il ministro della Difesa Ignazio La Russa, (2.030 sostenitori),
Massimo D´Alema (1.478), Roberto Maroni (1.343). L´ex presidente del Consiglio
Romano Prodi ha 1.234 fan. Il figlio di Bossi, Renzo, è pieno di belle amiche.
Francesco Rutelli dice di adorare Alberto Sordi. Un ragazzo ha chiesto alla
Santanché di fare un calendario nuda. Nel Mara Carfagna official club c´è chi si
offre di farle da portavoce. Michela Vittoria Brambilla, che sul gruppo creato
dai suoi fan registra 203 membri, riceve messaggi adoranti e altri perlopiù
irreferibili. Impazza il dibattito sulle sue autoreggenti. Il blogger
democratico Mario Adinolfi, uno che trascorre tre ore al giorno su Facebook,
dice che i politici italiani hanno il difetto di non curare personalmente il
proprio profilo, ma di delegarlo alle rispettive segreterie. «Mentre serve un
rapporto vero, costante, biunivoco. Ora so che Veltroni quando può risponde
personalmente, e fa bene perché la rete è una miniera di spunti, idee, storie.
Bravi in questo senso sono Daniele Capezzone, Italo Bocchino e Paolo Gentiloni.
Gli altri non hanno ancora capito che così come si va a fare la dichiarazione
per il "panino" del Tg bisogna aggiornare la propria pagina. La
verità è che il popolo delle rete non conosce diplomazie: questo li
atterrisce». Subito dopo il suo arresto nacque il gruppo di sostegno
"Ottaviano Del Turco libero". Il gruppo per il referendum sulla legge
Gelmini, fondato da un democratico di Pavia, conta
26mila iscritti. Su Facebook è nata la "Fondazione Daje" di Diego
Bianchi, detto Zoro, l´attore diventato famoso con i suoi video irriverenti sul
segretario del Pd. «Io alla festa ci andrò anche se non m´hanno invitato» dice
Zoro. «In dieci mesi mi sono fatto 816 amici. Abbiamo pure costituito un gruppo
degli ex militanti Fgci del circolo Woody Allen, pubblicando le nostre foto di
vent´anni fa. Una cosa commovente». Insomma, di Facebook non puoi farne a meno,
anche se si infittiscono le denunce di coloro che lo reputano una prigione,
come hanno raccontato con efficacia lo scrittore Andrea Bajani sul Sole 24 Ore
e la giornalista canadese Carmen Joy King su "Internazionale": «L´unico
modo per tornare alla vita reale è spegnere il computer e uscire di casa».
( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Roma La
protesta Liceo Kennedy corteo di studenti "Solidarietà agli indagati"
LAURA MARI TEA MAISTO Un corteo di solidarietà per gli studenti indagati per
occupazione. Ad organizzarlo, gli alunni del liceo scientifico Kennedy che
mercoledì mattina manifesteranno sotto il ministero dell´Istruzione «anche per
denunciare, con un dossier, i metodi repressivi attuati dal preside in questi
anni». Ma la protesta degli studenti del liceo di Trastevere inizierà già da
domani con uno «sciopero della prima ora indetto in solidarietà dei compagni
indagati dalla Procura per l´occupazione della scuola». E il calendario delle
mobilitazioni anti-Gelmini
continua ad arricchirsi di nuovi appuntamenti. Domani sera alla Sapienza si
terrà la festa "Siamo in Onda", con Andrea Rivera, Daniele Silvestri
e i Tête de Bois. «Il 28 novembre- hanno annunciato i leader del movimento dopo
l´approvazione del manifesto dell´autoriforma- gli universitari scenderanno in
piazza in tutte le città italiane e il 12 dicembre aderiremo allo sciopero
generale della Cgil». Il coordinamento delle scuole elementari "Non
rubateci il futuro" manifesterà invece il 29 novembre a piazza Navona.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Z3, centrodestra
attacca ancora«Abbiamo stanato Robbiano» novi ligure Novi Ligure. «Possiamo serenamente
affermare di aver stanato il sindaco uscente, Lorenzo Robbiano», Gigi Moncalvo,
candidato sindaco per il centrodestra a Novi è lapidario. Sulla questione Z3
(riqualificazione dell'area compresa fra piazza del Maneggio, corso Marenco e
via Isola) Moncalvo non ha dubbi: «Noi mostriamo i documenti in riunioni aperte
ai cittadini dove si può parlare liberamente e dibattere. Lui si rivolge solo
ai giornalisti a porte chiuse e non osa presentarsi davanti ai novesi e
guardarli negli occhi. Robbiano alle gente parla solo di
Obama e della Gelmini, noi
delle "torte" della Z3, di Euronovi, del San Giorgio». Nel corso del
dibattito pubblico sulla riqualificazione della Z3 che si è tenuto martedì
scorso in biblioteca, il centrodestra ha cercato di spiegare, con l'ausilio
anche di tecnici, le "malefatte" dell'amministrazione comunale che, a
suo dire, non ha saputo avere una corretta politica urbanistica. E poi
Moncalvo rincara la dose: «Non ci barrichiamo, come lui (Robbiano), nel Palazzo
e non usiamo per la campagna elettorale la sala del Consiglio, quello stesso
che ha calpestato, mortificato e offeso con la famosa clausola presente nella
convenzione con la Simaf (proprietaria dell'immobile che si sta costruendo in
piazza Pernigotti oggi sotto sequestro nrd) dove, testuale, si scrive: "la
Giunta si impegna a far sì che il Consiglio Comunale approvi questa convenzione
senza modifica alcuna". Alla faccia delle accuse infondate e infamanti
secondo le quali il sottoscritto e l'ingegner Morettini siamo "a libro
paga" della famiglia Repetti». La questione della Z3, insomma, continua a
tenere banco in città. L'amministrazione comunale nel corso della conferenza
stampa di sabato scorso a Palazzo Pallavicini ha illustrato per bocca del
sindaco Robbiano e dell'assessore all'urbanistica Guido Trespioli le
vicissitudine della Z3 a partire dal lontano 1976 quando l'allora sindaco
Armando Pagella aveva dato incarico allo studio Bonito -Oliva di redigere un
progetto di riqualificazione urbana dell'area per altro mai attuato. Il sindaco
poi ha ribadito che «le linee guida dovranno essere definite dal Consiglio
Comunale. Con la delibera approvata dall'assise cittadina quindici giorni fa si
è finalmente sbloccata una situazione che si era incancrenita. Nessuno intende
svendere le aree della Z3 di proprietà del Comune». Nel dibattito politico
sulla Z3 interviene anche Maria Rosa Porta, candidato a sindaco con una propria
lista civica e appoggiata dalla Lega Nord:«La situazione della Z3 è stata
compromessa nel momento in cui si è permesso ad un privato di edificare da solo
e per primo senza pensare che questa soluzione avrebbe compromesso la gestione
unitaria progettuale di un'intera area. Già un anno fa solo io avevo detto che
così facendo le aree comunali avrebbero perso parte del loro valore. Il piano
di intervento presentato l'altra settimana in Consiglio non è certamente un
esempio di visione urbanistica unitaria dell'attuale amministrazione ma ritengo
e, questo è il motivo della mia astensione, sia stato un provvedimento adottato
per limitare i danni». Marzia Persi .x/17/0811 Il candidato sindaco del Pdl,
Moncalvo, accusa il primo cittadino di «aver mortificato e offeso il consiglio
comunale» .x/17/0811
( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Genova
L´intervento La ricetta del ministro? Una caricatura Cara Gelmini, se lei è il medico siamo
spacciati ENRICO PARODI* "Basta col sei politico!" sentenzia la
Ministra Gelmini,
illudendosi che la rivolta degli studenti e di tanti insegnanti sia in difesa
del lassismo?Deve essere consolante figurarsi l´avversario come si vorrebbe che
fosse! Non ho mai dato un "sei politico" in trentasei anni di
scuola ma da che pulpito arriva la predica! La giovane signora forse non sa
(aveva da poco dismesso l´amato grembiulino) che nel ´95 fu il ministro
dell´Istruzione del governo Berlusconi (D´Onofrio) a cancellare gli esami di
riparazione ma non può ignorare che è stato un ministro dell´odiato governo
Prodi (Fioroni) a reintrodurre una verifica a settembre che ha restituito un
certo rigore alla scuola superiore eliminando la farsa dei debiti non saldati.
Aggiungo che non può non sapere che fu la signora Moratti, ancora una volta
ministro di Berlusconi, a ridurre in farsa l´esame di Stato (con grandissima
gioia di tanti) consegnandolo a commissioni solo interne e che ancora una volta
il ministro del centro-sinistra lassista ha restituito un minimo di significato
a quell´esame ripristinando, con il voto contrario della destra, la commissione
mista esterni-interni. (Vuoi vedere che prima o poi gli alfieri della severità
tornano alla commissione fatta in casa? Ci scommetterei). Dimentica la Gelmini che fu Fioroni a cancellare lo scandalo degli
ottisti ? (Erano quelli che avendo riportato la media dell´otto alla fine del
penultimo anno di corso potevano saltare l´ultimo sostenendo subito l´esame di
licenza presso compiacenti istituti). Erano 1707 nel 2006 e per colpa dei
comunisti-lassisti del governo Prodi si ridussero l´anno dopo a 107? Quello che
fa venir voglia a tanti insegnanti come me di andare in piazza non è solo il
dissenso verso un provvedimento sbagliato. La novità è che ci sentiamo
continuamente presi per i fondelli. Super pagati? Lavoratori part time?
Nostalgici del sei politico? Difensori del lassismo e dello status quo? Con le
caricature si può fare la satira. Ma questi sono giudizi di ministri in carica
e fanno venire i brividi. Non sanno di quello che parlano e pretendono di avere
la ricetta. La scuola ha certamente bisogno di cure ma se questi sono i medici
il paziente è spacciato. *docente liceo Colombo
( da "Secolo XIX, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Gazebo
"azzurri" nelle città per spiegare il decreto Gelmini iniziativa dei
giovani di forza italia «Nei cortei si parla di scelte dannose su scuola e
Università. Allora noi racconteremo quel che accade davvero» 17/11/2008
( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Interni
"Parità tra accusa e difesa. E i magistrati dicano basta al correntismo
nel Csm" Schifani: riforma della giustizia urgente FRANCESCO BEI DAL NOSTRO
INVIATO MONTECATINI - E´ Renato Schifani a chiudere l´ultimo convegno dei
circoli del Buongoverno di Marcello dell´Utri, che da ieri confluiscono
formalmente in Forza Italia. Ci si poteva attendere dal presidente del Senato
un intervento neutrale, istituzionale, ma Schifani sceglie una linea opposta,
mettendo i piedi nel piatto. A cominciare dalla riforma della giustizia: «Va
fatta per garantire una effettiva parità tra accusa e difesa. Non è un problema
che riguarda i politici, come si dice, ma tutti i cittadini». Del resto, è lo
stesso Schifani, prendendo la parola dopo un fiammeggiante Brunetta, a
ricordare che «l´imparzialità» che oggi richiederebbe la sua carica è per lui,
abituato alla pugna contro Prodi, «una condizione nuova». Così, sull´università,
il presidente del Senato non si fa problemi a schierarsi pro-Gelmini: «Nessuno può sostenere che non fosse finalmente il momento di
operare con decisione. E credo che non ci si stia muovendo in una direzione
sbagliata». Come il ministro Gelmini, il giorno precedente, si era pronunciata contro la «cultura del
18 politico», Schifani rafforza la tesi dei tagli selettivi dicendo «basta al
falso egualitarismo tra università e studenti». In un crescendo, la
seconda carica dello Stato si scaglia poi contro «le incrostazioni di
corporativismo che, per troppo tempo, hanno strumentalizzato le posizioni degli
studenti più bisognosi». Sulla giustizia Schifani invoca una riforma del Csm,
ricordando che «la Costituzione lo voleva autonomo, non espressione di correnti
che ne hanno spesso condizionato l´attività». Infine la riforma della politica.
Incurante dei partiti rimasti fuori dal Parlamento e delle forze politiche
(Udc, Idv, la stessa Lega) irriducibili a sciogliersi nei nuovi contenitori,
Schifani annuncia che «in Italia siamo alla vigilia del bipartitismo» e chiede
«comportamenti consoni alle democrazie bipartitiche, non conflittuali come nel
nostro Paese». A proposito di nuovi contenitori, il coordinatore di Forza
Italia Denis Verdini ha annunciato che venerdì il consiglio nazionale del
partito stabilirà la confluenza dentro il Pdl. Il congresso fondativo del Pdl
slitterà da febbraio a marzo, «ma solo per problemi di An - spiegano fonti
azzurre - perché a noi basta un consiglio nazionale per decidere mentre loro
hanno bisogno di fare i congressi».
( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 12 - Interni
Scuola, gli studenti dell´Onda presentano l´autoriforma dell´università. Gelmini: vogliamo cambiare, per certi
versi siamo di sinistra "Ecco la nostra ricetta per eliminare i
baroni" Tra le richieste il superamento del "Sistema 3+2". Il 28
nuova giornata di agitazione prima dello sciopero del 12 dicembre MARIO REGGIO
ROMA - Abolire le due fasce di docenza, associati e ordinari,
unificandole, per combattere i concorsi pilotati dai baroni. Più finanziamenti
per le borse di studio, le case dello studente, le mense universitarie. Lotta
senza quartiere a chi affitta le stanze a prezzi di usura agli studenti fuori
sede. Abolizione dei contratti atipici che favoriscono il mercato del lavoro
nero negli atenei e creazione di un solo tipo di rapporto di collaborazione per
i ricercatori. Stabilità di reddito tra la fine di un contratto e quello
successivo. Salario minimo garantito per tutte le categorie
"precarie" che navigano a vista nel mondo del lavoro. L´Onda anomala
dopo aver invaso Roma si è messa al lavoro e presenta la sua
"autoriforma" dell´università. Tre workshop terminati sabato sera
nelle facoltà occupate della Sapienza e ieri mattina assemblea plenaria
all´aperto, nel grande spazio alle spalle del Rettorato. Duemila delegati arrivati
venerdì da tutti gli atenei hanno approvato con un grande applauso la
piattaforma. Il ministro Mariastella Gelmini s´è detta
disponibile al dialogo perché scuola e università «non sono né di destra né di
sinistra». Anzi, ha aggiunto, «questo governo che crede nel cambiamento è un
governo per certi versi di sinistra». Tra le linee programmatiche della
«riforma dal basso» degli studenti ci sono l´abolizione del numero chiuso e
delle diverse classi di docenza, il superamento del «sistema 3+2»,
l´eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria. Dopo i workshop di
sabato, con circa 200 interventi, nel secondo giorno di assemblea sono state
presentate proposte che hanno raccolto un ampio consenso, come il
riconoscimento di «corsi di autoformazione» attraverso seminari autogestiti,
l´abolizione dei contratti dei precari con nuove assunzioni e l´abbassamento
delle tasse universitarie, da eliminare per gli iscritti appartenenti a fasce
deboli. Annunciata una «campagna di azione» per l´accesso gratuito a cinema, musei
e trasporti e sono stati proposti «scioperi bianchi» dei precari contro «il
lavoro nero nelle università, svolto da stagisti, tirocinanti e dottorandi». Un
altro dei punti è il finanziamento diretto dei gruppi di ricerca, senza passare
per i docenti. «Da questa assemblea è uscita una piattaforma condivisa,
dimostrando che abbiamo anche idee e non sappiamo dire solo dei no - ha
commentato Giorgio Sestili, studente di Fisica - adesso ci auguriamo anche che
i docenti valutino le nostre proposte». Dopo aver dormito con coperte e sacchi
a pelo tra i banchi, gli studenti sono ripartiti per le loro città dandosi
appuntamento al 28 novembre, per una nuova giornata di agitazioni diffuse nel
Paese contro la legge 133, e il 12 dicembre per lo sciopero generale.
( da "Unita, L'" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'Onda
guarda all'Europa E chiede l'abolizione del 3+
( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 12 - Livorno Scuola,
il giorno del maxi-consiglio Stamani Comune e Provincia riuniti nel Chiostro
Parleranno anche studenti e esponenti regionali LIVORNO. Per parlare della
scuola, sull'onda dell'"Onda" studentesca, stamani Comune e Provincia
terranno una seduta congiunta dei propri consigli e in forma aperta:
interverranno, ad esempio, due consiglieri regionali (Fabiana Angiolini per il
centrosinistra, Stefania Fuscagni per il centrodestra) ma anche gli studenti
(sia con la Consulta che con il coordinamento del movimento). Appuntamento alle
ore 9,30 al Chiostro francescano (sala grande) di via delle Galere. L'ordine
del giorno recita semplicemente: "Legge n.169 del 30/10/2008 (ex decreto Gelmini) e decreto legge 133: riforma dell'ordinamento scolastico".
«E' una iniziativa condivisa da tutte le forze politiche presenti nei due
Consigli», sottolinea il sindaco nel suo blog segnalando che l'occasiopne di
discussione è «importante per far confrontare la città su quanto sta avvenendo
nel mondo della scuola»: invitati gli studenti, sindacati dei lavoratori
della scuola, i genitori. Da segnalare che era dall'attentato alle Torri
Gemelle che non si teneva una seduta di questo tipo.
( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
1 - Cecina Forza Italia e la legge Gelmini Stasera
convegno in biblioteca CECINA. Il gruppo regionale di Forza Italia-PdL ha organizzato
per stasera alle 21, nella sala della biblioteca comunale di via Corsini, un
convegno dal tema "Scuola e Università: come stanno veramente le
cose".
All'incontro, moderato dal consigliere regionale Leopoldo Provenzali,
parteciperanno la parlamentare Stefania Fuscagni vicepresidente della
commissione istruzione e cultura, Fulvio Corrieri segretario provinciale del
sindacato Snals, Dario Marzini coordinatore provinciale giovani Fi-Pdl e
l'insegnante Lucia Geri. Porteranno il loro saluto Maurizia Mondini
(coordinatrice Fi Cecina), Maurizio Zingoni (coordinatore provinciale) e
Roberto Russo (presidente provinciale Circoli per la libertà). «Il gruppo
regionale di Forza Italia - sottolinea Provenzali - dopo tante polemiche, ha
voluto offrire un momento di approfondimento sulla Legge Gelmini
e sulla riforma dell'Università, nell'intento di fugare dubbi, rimuovere paure
e ascoltare l'opinione anche di chi non ne condivide presupposti e
prerogative».
( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Pisa
Sfregiata la chiesa di S. Paolo a Ripa d'Arno Buscemi (Pdl) e StilePisano chiedono
al sindaco norme severe PISA. Sfregiata la facciata della chiesa di San Paolo a
Ripa d'Arno. Una mano anonima ha sporcato il marmo, con la scritta "Pisa
merda" adoperando una bomboletta di spray nero. Su quest'episodio di
pessimo gusto, Riccardo Buscemi, consigliere comunale del Pdl, ha già
presentato un'interpellanza urgente ed è intervenuta la Compagnia dello
StilePisano. «Un'altra vittima della stupidità e del vandalismo fine a sé
stesso», commenta Buscemi il quale aggiunge: «In nome di quale campanilismo,
fede calcistica o quale altro motivo si può giustificare lo sfregio della
bellissima facciata del "Duomo Vecchio", esempio di quel romanico
pisano citato su tutti i libri di storia dell'arte?» Questo sfregio segue
quelli alla statua del Granduca Pietro Leopoldo in Piazza Santa Caterina, alle
chiese dei Cavalieri, della Spina e di San Michele degli Scalzi. «è necessaria
una reazione generale all'indifferenza collettiva - tuona il consigliere del
Pdl - perché si deve dire basta agli sfregi e al degrado, e scuotersi di fronte
ai grafomani, agli ignoranti, ai "lobotomizzati" dall'alcool e dalla
droga. Non vorrei che l'episodio fosse liquidato come l'ennesimo della rivalità
calcistica tra pisani e livornesi e non si affrontasse per quello che veramente
è, un atto di assoluta mancanza di rispetto per il nostro patrimonio artistico
storico, in una situazione di profondo analfabetismo culturale, alla quale la
scuola, ora più che mai dopo la riforma Gelmini, deve porre rimedio». Quindi, il
consigliere comunale aggiunge: «Come spiegare alla stolta mano che ha vergato
il marmo della facciata che il suo gesto è un "sacrilegio" all'arte
di questa città, alla sua storia, al lavoro e alla passione di quei costruttori
che ben dieci secoli fa costruirono la Chiesa e di tutti coloro che l'anno
conservata in tutti questo tempo? Siamo veramente caduti in basso, occorre che
la città abbia un sussulto d'orgoglio, si svegli dalla sua indolenza e reagisca
contro chiunque non merita di viverla!». Buscemi chiede al sindaco «di varare
norme urgenti per la sicurezza e la tutela del nostro patrimonio artistico, in
coerenza con il pacchetto "sicurezza" varato la scorsa settimana dal
consiglio comunale, e alle altre istituzioni, a cominciare dal consiglio
comunale, alle associazioni e ai cittadini di condannare l'ennesimo ferita alle
nostre chiese». A sua volta, la Compagnia dello StilePisano si chiede:
«Provocazione? Infamia? Viltà? Imbecillità? Idiozia? Probabilmente, alcuni di
questi aspetti sono alla base di un nuovo assurdo fatto pisano. Nella notte tra
venerdì e sabato si è consumato l'ultimo atto di una serie di raid imbrattatori
"Pisa Merda", che ha danneggiato la facciata della chiesa di San
Paolo a Ripa d'Arno, fondata intorno all'anno 1000. Un altro gravissimo
episodio ad alcuni mesi di distanza da quello della Chiesa della Spina. Ancora
offesa Pisa e l'arte pisana, ancora deturpato un gioiello della città». La
Compagnia dello StilePisano provvederà a coprire la scritta con un telo,
nell'attesa di un velocissimo intervento da parte delle autorità competenti.
«Questa storia delle scritte sui muri - conclude la nota - e dei deturpamenti
deve finire una volta per tutte. A Pisa è diventata una situazione
intollerabile e inaccettabile».
( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
1 - Prato Fiaccolata contro la riforma Gelmini Gli studenti e
gli insegnanti: «E' giusto continuare la protesta» PRATO. Tanti bambini e tanti
genitori hanno risposto all'appello di Uil e Cgil per partecipare, nei giorni
scorsi, a una fiaccolata di protesta nel centro storico della città per dire no
alla riforma Gelmini. E a fianco degli studenti e dei
genitori hanno sfilato con tante fiaccole accese anche insegnanti e personale
Ata delle scuole. La protesta, anche se il decreto è già stato approvato,
secondo gli studenti pratesi, deve continuare perché il Governo non ha tenuto
assolutamente conto della voce di chi la scuola la frequenta o ci lavora e
quindi non si possono accettare provvedimenti calati dall'alto. Il corteo è
partito da piazza delle Carceri e, tra gli slogan degli studenti, è arrivato in
piazza Duomo dove sono intervenuti studenti dei licei e delle università di
Firenze e Prato e un'insegnante.
( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
GLI STUDENTI Il contropiano
anti-Gelmini per l'Università
ROMA. Il ministro Gelmini è
tornata ieri a difendere la sua doppia riforma, università e scuola, ribadendo
comunque l'apertura al dialogo, mentre la mobilitazione non si ferma. «Siamo
determinati ad assumerci le nostre responsabilità e ad andare avanti in
un'apertura di dialogo con l'opposizione - ha detto il ministro a
Rezzato (Brescia) - credo che ci siano le condizioni per spiegare il
provvedimento che abbiamo approvato recentemente in Consiglio dei Ministri» ha aggiunto,
riferendosi «sia alle linee guida sull'università che a un decreto che verrà
poi discusso in Parlamento e che contiene pochi provvedimenti ma molto
significativi». «Per troppi anni - ha detto ancora la Gelmini
- l'Italia ha sofferto di una mancanza di coraggio nel portare avanti il
cambiamento, nell'approvare riforme importanti in settori come la scuola e
l'università. Oggi i giovani hanno meno opportunità rispetto ai loro padri,
abbiamo il dovere d'intervenire e voltare pagina». Gelmini
ha ricordato che «in questi ultimi anni la spesa per l'istruzione era fuori
controllo» e ha sostenuto che «non è vero che noi spendiamo meno degli altri
Paesi, in alcuni casi spendiamo anche di più, ma spendiamo male». Ma intanto le
prossime settimane si preannunciano «calde» su entrambi i fronti, scuola e
università. Il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, è intervenuto
ieri denunciando che «sulla scuola il Governo non dà risposte, perciò la
mobilitazione continua». «Solo per l'università - ha detto - si è colto qualche
segnale di maggior cautela». E non si ferma la mobilitazione neanche nelle
università, dopo la manifestazione di venerdì scorso. Ieri gli studenti - un
migliaio, provenienti da una ventina di atenei - riuniti alla Sapienza hanno
approvato la loro «autoriforma», cioè la risposta «dal basso» al progetto Gelmini. Per tutta la prossima settimana il movimento si
mobiliterà nelle facoltà in occasione della Giornata internazionale degli
studenti, lanciata dal Social Forum Mondiale. Il prossimo appuntamento in
piazza sarà il 12 dicembre, a fianco della Cgil, per lo sciopero generale.
Quanto al merito dell'autoriforma, tra le sue linee programmatiche ci sono
l'abolizione del numero chiuso e delle diverse classi di docenza, il
superamento del «sistema 3+2», l'eliminazione dei crediti e della frequenza
obbligatoria e l'accesso gratuito per gli studenti a diversi servizi.
( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-17 num: - pag: 3 autore: di
GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Lo scandalo Clima di sospetto tra i
docenti. «De Filippi faccia un passo indietro per il bene della scuola, il
governo scelga subito il sostituto» Brera, bilancio fantasma e sculture
devastate Accademia nella bufera. C'è il commissario Anche il direttore è
scaduto. Unica certezza il trasferimento nella caserma di via Mascheroni Il
direttore è scaduto per limiti di età: ma resta. Il bilancio è solitamente
povero: ma spunta un ricco avanzo di cassa. La collezione di gessi è un tesoro:
ma dalle statue spariscono teste e mani. Misteri di Brera. Nella più importante
Accademia d'Italia si rischia l'anarchia gestionale. Dietro la facciata sporca,
la polvere, la sporcizia, i conflitti di competenze e l'incuria crostificata
negli anni, lo Stato si nasconde e Milano si vergogna. Tra qualche ammissione e
molti silenzi, nei corridoi senza luce dove professori e studenti reclamano
spazi e attenzione si apre un'altra pagina oscura per l'Accademia e il suo
prestigio. C'è l'ombra del commissario, e potrebbe essere questione di ore: il
ministero della Pubblica istruzione ha deciso; la nomina riguarda Fernando de
Filippi, dal 31 ottobre 2008 pensionato dall'incarico di direttore generale.
Non è uno scherzo, è proprio così. Lui lo ha chiesto, la legge dice di no (dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età), ma il
ministro Gelmini potrebbe
accontentarlo con il parere favorevole dell'Avvocatura dello Stato. Un
direttore che diventa commissario di se stesso per mantenere la carica: è un
bel colpo. De Filippi governa l'Accademia da vent'anni, nel bene e nel male.
Anche la moglie e i figli insegnano lì. Ha sempre avuto la stima e il
consenso dei docenti e dice che i guai dell'Accademia sono legati ai conflitti
di competenze fra ministeri che non si parlano. Spesso denuncia la cronica
mancanza di fondi per la didattica, ma pochi giorni fa ha ricevuto dai suoi
professori il primo schiaffo: gli hanno chiesto un passo indietro, per
garantire l'elezione di un nuovo direttore, senza imposizioni romane. Non
vogliono un commissario. C'è un clima di sospetto a Brera. Chi parla chiede
l'anonimato. I misteri intrigano. Qualche professore invita a rileggere
l'intervista di Gae Aulenti del 1996. Il grande architetto si dimise da
presidente dell'Accademia sbattendo la porta. Denunciò pasticci contabili e
atti irregolari. «Me ne vado per non diventare corresponsabile di illeciti
amministrativi», disse. Arrivò un'ispezione. Finita nel nulla. Diversamente da
quella cui oggi si parla. Un'ispezione che ha fornito alla Corte dei conti un
lungo elenco di contestazioni: omesso controllo delle frequenze degli studenti,
irregolare soppressione di cattedre, abbassamento della qualità dei docenti,
eccessivo ricorso ad esperti esterni, indebita corresponsione di compensi per i
corsi Master, anomalie negli appalti relativi ai servizi di navigazione
Internet... Manca l'avanzo di cassa. Questa è una scoperta recente, fatta da un
componente del consiglio di amministrazione. Le voci dicono che si tratta di
otto milioni di euro. Una cifra col botto. Nell'atto del direttore
amministrativo si legge invece questa cifra: 5.344.243,93 euro. Da dove sono
sbucati, se per anni l'Accademia ha continuato a piangere miseria? Come mai non
sono stati spesi per migliorare la didattica o sistemare la collezione di gessi
che sta andando allo sfascio? Per ora nessuno risponde. Forse sono il miracolo
di una gestione esageratamente virtuosa. Honi soit qui mal y pense, ovviamente.
E poi ci sono i gessi. Chi li aveva schedati, vent'anni fa, è senza parole. La
Venere Callipigia ha perso la testa, il Laocoonte è irriconoscibile, i Due
Lottatori sono devastati. Per non dire del resto, di quel che non c'è più.
Mani, piedi, teste rubate, finite su qualche sofà o nei mercatini
d'antiquariato. Un patrimonio in rovina. Quando Emilio Tadini era presidente,
di questa gipsoteca voleva farne un punto d'orgoglio per Brera. Oggi è una
vergogna. Per fortuna è finita la lotteria dei traslochi, annunciati e
rimandati. Dopo l'ipotesi Ansaldo e Bovisa, c'è la caserma Mascheroni,
finalmente pronta. Una soluzione impostata dall'ex sottosegretario Nando Dalla
Chiesa e voluta dal presidente dell'Accademia, Gabriele Mazzotta. Ci sono
voluti mesi per uscire dal progetto Bovisa: dicevano che c'era uno spazio
pronto e invece c'era soltanto un prato. E poi non era un affare per
l'Accademia: 2 milioni di affitto all'anno alla società Andumor, oppure 26
milioni per l'acquisto del terreno... La vecchia caserma risolve molti dei
problemi aperti: permetterà di trasferire i quattromila studenti in un luogo
idoneo e libererà spazi per far decollare la Grande Brera, rilanciando così
un'istituzione che merita molto di più di una cronaca sul degrado. Per gli
insegnanti appassionati e gli studenti innamorati dell'arte, si apre una fase
nuova. Ma si chiariscano prima anche i misteri. Sull'Accademia non ci devono
essere ombre. Statue rovinate e gessi trafugati La Venere Callipigia è rimasta
senza testa (a sinistra) e gran parte del patrimonio dell'Accademia di Brera è
in cattive condizioni: statue sporche, devastate e abbandonate all'incuria,
sistemate accanto a fonti di calore
( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-17 num: - pag: 1 autore: di
DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE LA TRAPPOLA DELLE ANALOGIE Né SESSANTOTTO
Né VENTINOVE L e analogie sono delle gran trappole. Attraggono perché sono
facili da maneggiare e comunicano velocemente un pensiero di sintesi ma spesso
portano fuori strada. Prendiamo il caso dell'Onda, delle manifestazioni studentesche contro i decreti Gelmini. La coreografia ricorda giocoforza l'evento-padre di tutte le
contestazioni, il Sessantotto, e l'analogia in questo caso è facile, quasi una
sinecura. Spinge al raffronto anche l'angoscia che attanaglia la sinistra: teme
di restar vittima di un lungo ciclo di vittorie del centrodestra ed è quindi
naturalmente portata a puntare sullo spariglio, a confidare che sulla
ruota della politica esca un altro '68. Ma chi ha investito sul paragone tra
ieri e oggi sembra destinato a restar deluso. Non pare che l'Onda, a vedere
anche il debole impatto dell'assemblea nazionale dei collettivi universitari
conclusasi ieri alla Sapienza di Roma, abbia la stessa energia creativa del
movimento di 40 anni fa. Né ci sono somiglianze tra la rottura
anti-consociativa che la contestazione operò nei confronti dei poteri scolastici
di allora e la pratica odierna che vede studenti-outsider e professori-insider
marciare a braccetto contro il governo. Perché se è giusto sottolineare come il
mondo della scuola sia una comunità di valori, è anche vero che dentro di essa
prevale spesso una solidarietà di tipo corporativo, da «lobby della scuola». In
quanto a differenze non va trascurata, poi, una considerazione di carattere
squisitamente sociologico. Il '68 fu la manifestazione politica di un ampio
processo di mobilità sociale che produsse in molte famiglie il primo laureato
della casa, l'Onda invece si muove dentro una società ingessata, dove i
meccanismi di casta sono vivi e vegeti e le liberalizzazioni ferme. Anche
l'altra analogia, in gran voga in questi mesi, quella tra la crisi finanziaria
di oggi e il crollo del '29, è suggestiva quanto ingannevole. Sostengono
Alberto Alesina e Francesco Giavazzi nel loro pamphlet La crisi. Può la
politica salvare il mondo? che le due situazioni non sono paragonabili. Il crac
degli anni Trenta si trasformò in una tremenda e lunga depressione a causa di
una clamorosa sequenza di errori di politica economica che andarono dal
togliere liquidità alle banche (invece di rifornirle) all'introduzione di dazi
per proteggere le industrie nazionali, da un controllo dirigistico delle
contrattazioni salariali al ricorso incontrollato alla spesa pubblica. è vero
che l'opinione prevalente tra gli analisti stima il 2009 e forse anche il 2010
come anni caratterizzati da forte recessione, ma vale la pena ricordare un dato:
dopo il '29 il Pil americano subì un calo record del 30% e un americano su
quattro finì per perdere il posto di lavoro. Oggi invece anche le previsioni
più autorevoli, come quelle diffuse dal Fmi per i prossimi dodici mesi,
arrivano almeno per ora a pronosticare per l'economia Usa una performance
negativa dello 0,7%, e per la zona euro dello 0,5%, risultati in parte
bilanciati dallo sviluppo dei Paesi emergenti che continuerà a segnare +5,1%. è
chiaro che l'ordine di grandezza è totalmente diverso da quello del 1929,
concludono i due economisti. Ed è difficile dar loro torto.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
17-11-2008)
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PRIMO PIANO pag. 8 Gelmini: «E? un Governo progressista» GLI STUDENTI
PRESENTANO LE LORO PROPOSTE ? ROMA ? SEMAFORO rosso al numero chiuso e alle
diverse classi di docenza, superamento del sistema 3+2, eliminazione dei
crediti e della frequenza obbligatoria e accesso facilitato a diversi servizi
culturali e di welfare. La ?riforma dal basso?, cioè l?autoriforma degli
studenti universitari, redatta nella Capitale dopo una serrata due giorni
all?insegna del dibattito, resta fedele nei capisaldi alle promesse delle
ultime settimane. «Da questa assemblea è uscita una piattaforma condivisa ?
commenta a caldo Giorgio, studente di Fisica ?, dimostrando che abbiamo anche
idee e non sappiamo dire solo dei no. Adesso ci auguriamo che anche i docenti
valutino le nostre proposte». Intanto, due date da segnare in agenda: il 28
novembre, nuova giornata di agitazioni contro la legge 133, e il 12 dicembre,
per lo sciopero generale «da concordare con i sindacati». Dopo il workshop di
sabato, con circa duecento interventi, ieri sono state presentate alla platea ?
oltre mille studenti di venti diversi atenei italiani ? idee e proposte, anche
riguardanti l?accesso alla docenza e alla ricerca, che hanno ottenuto il plauso
di studenti e ricercatori. Come il riconoscimento di ?corsi di autoformazione?
attraverso seminari autogestiti e la sostituzione dei contratti precari con
nuove assunzioni. E per chi studia, l?abbassamento delle tasse universitarie
che per i meno abbienti andrebbero eliminate. E IL MINISTRO? Mariastella Gelmini difende la contestata riforma e presenta il governo
Berlusconi come l?esecutivo del cambiamento, «per certi versi quasi di
sinistra», osa. Convinta che esistano «le condizioni per spiegare il
provvedimento che abbiamo approvato in Consiglio dei ministri». Riferendosi
«sia alle linee guida per l?Università che a un decreto che verrà poi discusso
in parlamento e che contiene pochi ma significativi provvedimenti». Quali? «130
milioni in borse di studio per premiare gli studenti meritevoli e capaci, anche
privi di mezzi, come recita la nostra Costituzione, 70 milioni per residenze
universitarie e poi tagli selettivi per premiare le università migliori». E
mentre Berlusconi torna a lamentare l?atteggiamento dell?opposizione sulla
riforma universitaria, anche la Gelmini precisa che
sul tema sono «state raccontate agli italiani tante bugie», a cominciare
dall?eliminazione del tempo pieno. Claudia Marin
( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-17 num:
- pag: 9 categoria: BREVI Gelmini: «Noi di sinistra per certi versi» L'intervento «Io l'ho detto,
questo è un governo che crede nel cambiamento ed è, per certi versi, un governo
di sinistra». Così ha parlato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, durante un convegno di FI a
Rezzato (Brescia). Il ministro ha poi spiegato che «può sembrare una
contraddizione, ma noi mettiamo al centro non solo il ceto medio, ma anche
quelle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese».
( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Giancarla
Rondinelli g.rondinelli@iltempo.it ... Giancarla Rondinelli
g.rondinelli@iltempo.it Nell'immaginario collettivo chi vive tra i farmaci, o
chi ha speso gran parte della sua vita nell'azienda farmaceutica di famiglia,
spesso è visto come un piccolo Warklock, un maghetto che tra formule chimiche,
molecole e principi attivi sperimenta nuovi prodotti, progetta agglomerati
innovativi, mette a punto le cure del futuro. Sergio Dompè, presidente di
Farmindustria, ma soprattutto titolare dell'omonima azienda farmaceutica, un
po' si sente Warlock. Tutte le settimane fa il pendolare tra Milano e Roma,
dividendosi tra la "fabbrichetta" di famiglia e il suo ruolo capitolino.
Non rinunciando però ai divertimenti: ama partecipare, insieme a sua moglie, ai
classici salotti milanesi, motivo per cui spesso lo si vede sulle riviste di
cronaca rosa. Ha molti amici tra i politici, per lo più di centrodestra, anche
se, precisa, «dall'altra parte ci sono alcune persone che stimo». Nel 2009,
dopo tre anni e mezzo, scade il suo mandato di presidente di Farmindustria.
Cosa farà dopo? «Tornerò volentieri alla mia azienda». Quindi quattro anni da
dimenticare? «No assolutamente. Questa esperienza mi ha davvero cambiato la
vita». Lavora molto di più ora rispetto a prima? «Senza dubbio». Cosa si è
portato dietro dalla sua azienda? «Forse l'entusiasmo per quello che si fa». A
quanti anni ha cominciato a lavorare nella Dompè farmaceutici? «Ho inziato
molto giovane. Avevo 20 anni. Motivo per cui penso di avere il numero delle ore
di lavoro di una persona più grande». Si è pentito? «No, sono felicissimo. In
tutta la mia vita professionale ho sempre privilegiato il saper fare e non il
sapere». Ha cominciato così presto per scelta o per imposizione? «L'ho fatto
perché avevo una grande desiderio di indipendenza. Sono io che ho chiesto a mio
padre se potevo cominciare a lavorare con lui». Figlio di papà milanese e mamma
romana. Cosa ha di uno e cosa dell'altra? «Da mio padre ho ereditato il senso
del lavoro come missione. Da mia mamma la generosità e l'approccio estetico nei
confronti della vita». Estetico, appunto. Lei passa per essere un uomo molto
attento al fascino femminile e a riscuotere anche parecchio successo. «è una
consapevolezza che ho maturato negli anni. Da ragazzo non avevo molto successo
con le donne. Non penso che questo dipenda solo dal mio aspetto esteriore, ma
anche dall'essere una persona positiva». Sicuro che il suo successo con le
donne non dipenda anche dal ruolo che ricopre? «C'è anche questo elemento. Ma
non è il solo». Com'è Sergio Dompè in coppia? «Ho il dubbio di essere un po'
noioso». Cosa ne pensa della Finanziaria di quest'anno? «Penso sia una buona
manovra. Deve però anche coniugare le necessità di spesa e la spinta all'export
e all'innovazione. Su queste cose non sono ancora convinto al 100%». Le piace
il ministro Tremonti? «è un uomo molto intelligente, un fuoriclasse. Qualche
volta mi piacerebbe avere una conoscenza di Tremonti maggiore per sapere se su
alcuni argomenti sui quali lui non vuole sentire, ci è o ci fa». Presidente
facciamo il gioco della torre. Bersani o Tremonti, chi butta giù? «Non ha una
domanda di riserva?». No. «Non riesco a rispondere». Cambiamo soggetti. Il
sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio o Livia Turco? «Sicuramente butto
giù la Turco». Perché? «Perché Fazio è una persona con una marcia in più. La
Turco, persona che stimo, non è stata in condizioni di ricoprire il ruolo di
ministro della Salute, così come, quali rappresentanti di categoria, avremmo
desiderato». Berlusconi o Veltroni? «Senza dubbio tengo Berlusconi. Ho
un'innata simpatia per il nostro presidente del Consiglio. Anche se a Veltroni
accredito il coraggio di aver fatto dei passaggi in cui come italiano gli sono
riconoscente. La situazione che abbiamo oggi in Parlamento è merito
principalmente di Veltroni». Le piacerebbe fare politica attiva? «Non ci penso
proprio. Amo troppo il mio lavoro. Non è la mia vocazione». Sa di essere
considerato un uomo molto vicino al centrodestra? «Credo di dover avere un
attegiamento equidistante. Poi non faccio mistero delle mie simpatie. Ci sono
però anche tante persone che stimo all'interno del centrosnistra». Tipo? «Beh,
Bersani. Ma anche Ignazio Marino e Paolo De Castro». Quali sono i farmaci del
futuro? «Avremo un farmaco sempre più specifico e specializzato. Ma soprattutto
saranno farmaci sempre più adattati alle singole persone». Cosa
ne pensa della riforma Gelmini, soprattutto sotto la voce "Ricerca"? «Penso che
dobbiamo cambiare. Bisogna smettere di lamentarsi e dare la possibilità di
ottimizzare le risorse. Sicuramente l'approccio è quello giusto e il ministro Gelmini è una persona entusiasta e con
una grande voglia di fare. Meriterebbe credito e non solo critiche».
Quale è stato il farmaco più efficiente degli ultimi 70 anni? «Il frigorifero».
Scusi, ma in che senso? «Ha idea di quanto abbia inciso in termini di
allungamento di vita?».
( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa
Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla
possibilità ... Mariastella Gelmini ci crede
ancora. Crede alla possibilità del dialogo con il centrosinistra sulla riforma
della scuola e dell'università e alla possibilità di spiegare quante falsità
siano state dette sui decreti. E ieri lo ha ribadito partecipando a un convegno
organizzato da Forza Italia a Rezzato, in provincia di Brescia. «Credo che ci
siano le condizioni per spiegare, innanzitutto, il provvedimento che abbiamo
approvato recentemente in Consiglio dei Ministri — ha detto — Mi riferisco sia
alle linee guida sull'Università che a un decreto che verrà poi discusso in
Parlamento e che contiene pochi provvedimenti ma molto significativi. Penso a
130 milioni di euro in borse di studio per premiare gli studenti meritevoli e
capaci, anche privi di mezzi, come recita la nostra Costituzione, 70 milioni di
euro per residenze universitari e poi tagli selettivi per premiare le
Università migliori, penalizzando chi spreca denaro pubblico». «Sappiamo che
abbiamo di fronte una situazione economica molto difficile — ha proseguito — il
nostro Paese ha certamente tutte le caratteristiche per uscirne indenne e
addirittura rafforzato da questa prova complicata». Per quanto riguarda le
polemiche sulla presunta scomparsa del tempo pieno il ministro ha rispedito
indietro tutte le critiche: «Sono state raccontate agli italiani molte bugie:
la volontà del governo d'eliminare il tempo pieno, o peggio ancora di farlo
pagare alle famiglie, la volontà di chiudere le scuole di montagna e delle
piccole isole, la volontà d'impoverire l'insegnamento della lingua straniera.
Tutte bugie». «Io sono ferma — ha proseguito — nella volontà di confrontarmi
con la sinistra ma respingo il tentativo di buttare delle menzogne sulla
riforma, di creare un clima d'allarmismo, come se non bastassero i tanti
problemi che le famiglie italiane già affrontano sulla riforma». E ha concluso:
«Questo Governo e soprattutto il presidente Berlusconi non permetterebbero mai
di abbandonare il tempo pieno che è un elemento fondamentale nella vita di ogni
famiglia». Infine un commento alla manovra economica del governo: «Io sono
stata accusata d'aver nicchiato, di non aver criticato il Ministro Tremonti per
la Finanziaria che ha fatto. Beh, vi dico che ho una profonda stima di Giulio
Tremonti e che il Paese sarà grato a lui, come al presidente Berlusconi, perché
se riusciremo a pareggiare il debito pubblico lo dovremo ai "no" che
ha saputo dire proprio Giulio Tremonti insieme al presidente». «Io non voglio
essere corresponsabile di raccontare bugie, di dire dei "sì" che il Paese
non si può permettere. E allora ben venga il federalismo, ben venga il
passaggio dal finanziamento della spesa storica al finanziamento della spesa
standard, ovvero la valutazione di ciò che serve per far studiare un ragazzo.
Allora lo Stato dovrà trovare quelle risposte: non un euro in meno, ma nemmeno
un euro in più».
( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Schifani «Il federalismo deve essere solidale» Renato Schifani difende la
riforma dell'università del ministro Gelmini, ma avverte che il federalismo deve essere responsabile e
solidale. Così il presidente del Senato ha concluso ieri l'assemblea dei
Circoli del buon governo. «Essere premiati in quanto studenti meritevoli — ha
detto Schifani — è un diritto imposto dalla Costituzione. Bisogna
spezzare le incrostazioni forti di corporativismo e di clientelismo» che nelle
università impediscono questo riconoscimento. Ben più cauto è stato il
presidente del Senato per le iniziative che il Governo intende assumere sul
federalismo. Schifani ha ricordato all'Esecutivo che «la questione si pone come
momento centrale» nel quadro delle riforme istituzionali, «ma occorre saper
creare un federalismo che sia responsabile e solidale. Responsabile perché
finalmente i cittadini sapranno a chi chiedere conto del rapporto tra quanto
danno e i servizi che ricevono. Solidale perché il federalismo dovrà certamente
saper fornire le risposte al malessere antico del nord, ma anche impostare in
modo nuovo il rapporto nord-sud».
( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-11-17 num: - pag: 25 categoria:
REDAZIONALE La contestazione Il documento approvato da duemila giovani. La Gelmini: «La spesa è fuori controllo» Gli studenti: basta
crediti e numero chiuso L'autoriforma degli universitari: stop alle lauree 3+2
e salario di 1.300 euro agli stagisti Presentato un «manifesto» in venti punti.
Berlusconi: «Sul decreto la sinistra ha ribaltato la realtà» ROMA — Duemila
studenti, in rappresentanza di 25 atenei e 37 città italiane (Roma, Milano,
Torino, Bologna, Pisa, Napoli...) hanno approvato ieri pomeriggio, a «La
Sapienza», il «manifesto per l'autoriforma» dell'università. La «riforma dal
basso», come la chiamano loro, i ragazzi dell'Onda Anomala. Due giorni di
workshop, oltre 100 interventi e assemblee-fiume nei dipartimenti occupati
dell'ateneo romano, hanno partorito undici pagine di proposte e 20 punti di
programma, da oggi consultabili in rete ( www.ateneinrivolta.org). Eccone
alcuni: abolizione del «sistema 3+2», delle diverse classi di docenza e del
sistema dei crediti formativi; distribuzione dei finanziamenti direttamente ai
gruppi di ricerca e non ai cosiddetti «baroni»; abolizione del numero chiuso e
della frequenza obbligatoria; accesso gratuito per cinema, mense, musei e
trasporti; minimo salario garantito (1.300 euro) riconosciuto a dottorandi,
ricercatori precari e studenti impegnati in stage e tirocini. Il «manifesto per
l'autoriforma » è stato approvato per acclamazione. Quindi, verso le 18, gli
studenti venuti da fuori sono ripartiti in treno, dandosi appuntamento al 28
novembre per una nuova giornata di mobilitazione generale contro la legge 133.
Intanto, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, collegato
telefonicamente con il convegno dei Popolari Liberali, ieri a Verona, ha difeso
a spada tratta la riforma del suo governo: «è incredibile
come la sinistra sia riuscita a ribaltare la realtà di quanto contenuto nel
decreto Gelmini e nelle
altre nostre proposte per l'università». La Gelmini, dal canto suo, a margine di un convegno di Forza Italia a
Rezzato, nel bresciano, ha parlato del governo Berlusconi come di un «esecutivo
del cambiamento, per certi versi quasi di sinistra». E ha aggiunto: «è
innegabile che in questi ultimi anni la spesa dell'istruzione era fuori
controllo». Al suo fianco, sempre ieri, si è schierato convintamente anche il
presidente del Senato, Renato Schifani, intervenuto a Montecatini Terme
all'assemblea dei Circoli del Buon Governo di Marcello Del-l'Utri: «Basta col
falso egualitarismo, che mette sullo stesso piano tutte le università, tutti i
dipartimenti, tutti gli studenti. Basta con la distribuzione a pioggia delle
risorse, basta con un'autonomia che spesso non è intesa come autonomia per una
ricerca e un insegnamento liberi, ma come realizzazione di interessi di
corporazioni, se non di gruppi familiari». Fabrizio Caccia (ha collaborato
Simona De Santis)
( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa
Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino ...
Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino romano,
foss'anche un insegnante di schola pubblica, veniva offeso o menomato nei suoi
diritti, in qualsiasi parte del globo civilizzato, l'Urbe inviava
immediatamente la flotta e l'esercito. Egregio ministro, ti ho ricordato questo sublime
precedente, perché devi riparare al mal fatto ai danni di professori romani,
maltrattati come schiavi. Lo so che tu non c'entri, essendo, anzi, vittima del
soccorso rosso bolscevico-burocratico, che cerca in tutti i modi di porre in
cattiva luce te e, di passaggio, anche il ministro Renato Brunetta, ma, a
questo punto, non puoi più rimanere inerte. Ci sono, a macchia di leopardo,
nelle scuole romane, insegnanti appena entrati in ruolo o precari storici
(magari con 3 concorsi vinti, quelli veri, e 20 anni di insegnamento serio e
rigoroso, niente a che vedere con i corsi abilitanti o le Scuole di
specializzazione all'insegnamento secondario), che, a tutt'oggi, non hanno
ancora percepito lo stipendio di settembre e di ottobre, avviandosi a non poter
godere neppure di quello di novembre. Solo gli schiavi lavorano gratis. Ebbene,
carissima Gelmini, lascia perdere l'inutile «dialogo»
con i fuori corso incanutiti e attìvati, di corsa, per restituire ai docenti la
dignità da lustri calpestata. Tu sai bene, esimia Maria Stella, cosa sarebbe
successo se metalmeccanici, paramedici, impiegati ministeriali, personale
Alitalia o cronisti qualunquisti, come il tuo quasi omonimo Stella, fossero
rimasti senza stipendio per tre mesi? Gian Antonio, che io ricordo beatamente
stravaccato come Trimalchione a casa Sgarbi, avrebbe strangolato e disciolto
nell'acido Paolo Mieli. Tutti quanti loro avrebbero occupato fabbriche,
ospedali, via Solferino, la Fiat, nonché autostrade, ferrovie, aeroporti,
laghi, fiumi, sbocchi al mare e marrane. I professori romani rimasti senza
stipendio sputano sangue e vivono di prestiti. Quando cotesti nuovi schiavi
osarono chieder conto alle segreterie, si sono sentiti rispondere che spettava
a loro correre al ministero del Tesoro. Informato di tanto scaricabarile, mi sono
pernesso, caro ministro, di dir loro: voi non correte da nessuna parte. Sono
altri che debbono alzare il culetto e galoppare. Anzi, ho aggiunto che toccherà
a Brunetta asfaltare gli impiegati fannulloni, che, in 90 giorni, non sono
riusciti a cliccare nomi e cognomi inseriti nel programma da oltre vent'anni.
D'altra parte, dovrebbero essere gli Istituti, dal Preside al responsabile
della segreteria, a provvedere che tutto sia in regola. Siccome è giusto
partire da un esempio concreto, cara Maria Stella, ti prego di convocare
immediatamente ed a brutto muso il rettore del Convitto Nazionale di Roma. Si
tratta di brava e preparata persona. Tuttavia, sottoponilo ad un liscio e busso
memorabile, intimandogli, salvo il licenziamento in tronco, di provvedere, entro
ventiquattro ore (24 e non di più), a che certi suoi insegnanti siano
finalmente, dopo tre mesi, pagati. Striglia il rettore, i presidi e, magari,
anche i buro-bolscevichi fannulloni di Viale Trastevere. Secondo me, bravissima
e carissima Gelmini, dovresti chiedere a Berlusconi un
Consiglio dei Ministri avente all'ordine del giorno la restituenda dignità dei
docenti. Non si vive di solo pane ed i professori hanno diritto a riconquistare
un po' di decoro. Riforma e taglia tutto quello che c'è da riformare e
tagliare, ma ripristina, hic et nunc, dignità e prestigio sociale per chi chi
educa, forma e prepara i nostri ragazzi. Dammi retta, ministro — dillo anche a
Brunetta — e fai vedere i sorci verdi a presidi, rettori, fannnulloni
ministeriali, perché questa brutta storia l'hanno imbastita al fine di esporre
il governo Berlusconi al pubblico ludibrio in qualità di affamatore del popolo
docente.
( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-11-17 num: - pag: 25 categoria:
BREVI Cinque proposte alternative Salario di 1.300 euro per i dottorandi 1
Minimo salario garantito: 1.300 euro a dottorandi, ricercatori precari e
studenti coinvolti in stage e tirocini Finanziamenti ai gruppi di ricerca 23
Distribuzione di finanziamenti per le ricerche direttamente ai gruppi di lavoro
e non più ai cosiddetti «baroni», come avviene adesso
Trasporti e cinema con biglietto gratis Gli studenti propongono: ingresso
gratuito per cinema, musei, trasporti vari e mense Stop a numero chiuso e
obbligo di frequenza 4 Gli universitari anti-Gelmini invocano l'abolizione di numero chiuso e frequenza obbligatoria
Eliminare il 3 + 2 e i crediti formativi 5 Vorrebbero l'abolizione del 3 + 2 e
dei crediti formativi
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-16 - pag: 12 autore: Scuola. La Gelmini:
orgogliosa del mio decreto e aperta al cambiamento, no all'egualitarismo del 18
«Difendo la riforma, pronta a discutere» MONTECATINI TERME (PISTOIA)
Mariastella Gelmini
rivendica con «orgoglio» il decreto legge sulla scuola ma apre al confronto con
il Pd e tuttal'opposizione, per studiare ulteriori migliorie al provvedimento.
Il ministro dell'Istruzione ha parlato ieri all'assemblea dei Circoli del buon
governo di Dell'Utri, a Montecatini Terme, difendendo a spada tratta i tre
articoli del suo decreto che, dopo le «ingessature» degli anni passati,
restituisce ai giovani il diritto allo studio. Dopo gli scioperi e le proteste
degli studenti e dei docenti, ieri il ministro dell'Istruzione ha trovato
un'accoglienza ben più calorosa: i mille presenti l'hanno accolta esibendo
cartelli di incoraggiamento. «Chi sta con i giovani – ha attaccato il ministro
– non può che percorrere strade nuove. Sono orgogliosa del decreto di soli tre
articoli sull'università perché dopo decenni di iniziative ingessate finalmente
il governo restituisce ai giovani il diritto allo studio e ha un futuro di
lavoro nella società». Poi l'appello al dialogo,rivolto in primis alla sua
omologa del governo-ombra, Mariapia Garavaglia: «Faccio un appello
all'opposizione e a una parlamentare che stimo. Abbiano il coraggio di fornire
anche loro un contributo per migliorare la scuola». E una precisazione: «La
porta del dicastero è apertaa tutti quelli che vogliono aiutarmi in questa mia
sfida. Ma sarò ferma sulla linea decisa». Gelmini ha
ricordato che siamo di fronte a una grave crisi economica: «I tagli sono
necessari per recuperare risorse e restituirle ai giovani meritevoli. Presto
assegneremo 180 mila borse di studio, cosa mai vista prima in Italia. Non è
detto che la buona università debba stare necessariamente sotto casa e debba
avere corsi che studiano il grado di felicità dei cani e dei gatti. Del resto
finora le risorse non sono mai mancate, ma sono state spese molto male». Tra un
applauso e l'altro,anche un elogio a Silvio Berlusconi: «Con il presidente ho
fatto un'esperienza umana straordinaria. Il presidente Berlusconi è una guida,
un punto di riferimento per tutti gli italiani. Sa tenere la barra ferma».
Rispondendo alle domande degli studenti, il ministro ha sottolineato tra
l'altro la necessità di cancellare dalla scuola e dall'università l'idea del
«falso egualitarismo » del 6 e del 18 politico per tutti. Un intervento che,
alla fine, ha ricevuto riceve il plauso convinto di tutto il Pdl.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-16 - pag: 12 autore: BANDO DELLA
FONDAZIONE LILLY Progetto da 360mila euro contro la fuga dei cervelli Un
progetto per sventare la fuga italiana di cervelli. A metterlo a punto è la
Fondazione Lilly, che ogni anno destinerà 360mila euro al miglior progetto di
ricerca. Il finanziamento, della durata di 4 anni, è destinato a giovani che
non hanno ancora compiuto 35 anni. L'assegnatario del finanziamento sarà
individuato da una commissione di esperti formata da esponenti del mondo
scientifico, fra tutti coloro che avranno presentato un programma di ricerca in
linea col bando annuale. Per il 2008, anno di esordio del progetto, il tema sarà
quello della patologia vascolare nelle malattie metaboliche e nel diabete. A
margine della presentazione del progetto della Fondazione Lilly, il presidente
della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio Sanitario nazionale,
Ignazio Marino, ha rivolto un appello al ministro dell'Università
Mariastella Gelmini
affinché riveda la sua posizione sul finanziamento ai ricercatori Under 40
previsto nelle ultime due Finanziarie e ancor non confermato per il futuro.
Marino ha ricordato che il il bando Under 40 si avvale di un finanziamento di
42 milioni di euro dal Miur e 32 milioni di euro dal ministero della Salute.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-16 - pag: 13 autore: Effetto tagli.
Budget allineati alla manovra triennale - Difficoltà a garantire le funzioni centrali
senza pesare sui creditori Il debito sommerso dei ministeri Oltre due miliardi
l'esposizione verso i fornitori esterni per i primi 6 dicasteri Davide Colombo
ROMA Per i sei principali ministeri di spesa si prospetta un passaggio d'anno
difficile con un «debito sommerso» di circa 2 miliardi da aggiungere a una
situazione dei conti in peggioramento per effetto della recessione globale. La
pianificazione dei budget, sulla base del bilancio di previsione 2009-
( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-17 num: - pag: 33
categoria: BREVI PRESIDENTE LEONE Le dimissioni Caro Romano, nella sua risposta
a due lettere riguardanti le dimissioni del presidente Leone, ricorda che anni dopo,
il leader radicale Pannella riconobbe il suo errore e chiese scusa. Sa dirmi se
fecero altrettanto i due giornalisti Gianluigi Melega e Camilla Cederna?
Giorgio Tescari, Milano Camilla Cederna è morta nel 1997. Gianluigi Melega ha
pubblicato un lungo articolo ne L'Espresso del 3 dicembre
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE LAVORO E C data: 2008-11-17 - pag: 14
autore: Università/1. I problemi del decreto che approda al Senato Il
nodo-concorsi riapre il cantiere della riforma In molti settori disciplinari
difficile formare gli elenchi per sorteggiare i commissari
Gianni Trovati Saranno i senatori i primi a dover esaminare il Dl 180 con cui
il ministro Mariastella Gelmini ha affrontato i nodi più urgenti nella gestione dell'università.
E a Palazzo Madama il lavoro non mancherà, e non sarà limitato alla sola
querelle sulla composizione delle commissioni a sorteggio per i concorsi che
tanto sta appassionando il mondo accademico. Il tema, non c'è dubbio, è
rilevante, anche perché vi si poggia una delle bandiere del provvedimento: la
lotta alla ragnatela di accordi sottobanco che trucca gli esiti dei concorsi, e
che Viale Trastevere vuole spazzare via con il ricorso al sistema trasparente
del sorteggio. Il compito è nobile e il principio è buono, come riconosciuto da
molti analisti di cose universi-tarie, ma il meccanismo, così come concepito,
rischia di incepparsi alla prima prova sul campo. Per le commissioni che devono
selezionare ordinari e associati vanno sorteggiati quattro ordinari in una
lista che ne conti almeno 12 (articolo 1, comma 3 del decreto). Visti i numeri
in gioco, il problema emerge immediatamente perché per i quasi 2mila concorsi
servono circa 22mila ordinari,mentre l'università italiana ne conta meno di
19mila. è vero che lo stesso ordinario può partecipare a un concorso per ogni
fascia, ma all'interno di molti dei 350 settori disciplinari che affollano il
panorama accademico i numeri rischiano spesso di non bastare comunque. Il
sorteggio, infatti, deve assicurare che «almeno due dei commissari sorteggiati
appartengano al settore disciplinare oggetto del bando». Lo stesso decreto
specifica che in caso di impossibilità oggettiva le maglie sulla corrispondenza
dei settori disciplinari e sull'unicità degli incarichi di commissario si
possono allargare, ma è chiaro che le deroghe non possono proliferare fino a
minare i principi stessi che hanno ispirato il meccanismo. L'attenzione degli
atenei è puntata anche sul modello per il finanziamento competitivo, chiamato a
guidare la distribuzione degli oltre 500 milioni di euro che il decreto destina
per il 2009 ai premi ai migliori. A definire il modello è chiamato il Ministero
(articolo 2 del decreto), sentiti Cnvsu e Civr, e i tempi sono stretti perché
la partita va chiusa entro fine anno. Oggi il modello assegna un peso del 30%
rispettivamente al numero di iscritti, ai risultati della didattica e a quelli
della ricerca, lasciando un 10% libero per incentivi ad hoc; dalla sua
revisione dipende un assegno crescente nel tempo per ogni università, per cui è
ovvio che l'attenzione è ai massimi. E non manca chi già chiede la revisione
della norma stoppa-concorsi negli atenei che hanno sforato i tetti di spesa per
il personale. gianni.trovati@ilsole24ore.com
( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa I sindacati
Posizioni diverse sul futuro Posizioni differenti nei sindacati
sull'atteggiamento da assumere nei confronti delle novità relative al mondo
della scuola e dell'Università. Dopo la massiccia adesione allo sciopero del 30
ottobre scorso, nei giorni passati si sono registrate atteggiamenti differenti
nei confronti della giornata di protesta dell'Università. «C'è stata una grande
partecipazione alla manifestazione di venerdì scorso anche da parte di
Frosinone - afferma il segretario generale provinciale di Cgil-Scuola Raffaele
Miglietta - con nutrite presenze, ad esempio, dall'Accademia e dal
Conservatorio. A questo punto attendiamo risposte da parte del Governo».
Diversa la posizione di altri sindacati. Lo Snals Università e Snals -Confsal
ricerca, ad esempio, hanno ritirato la propria adesione allo sciopero del 14
novembre «a seguito degli impegni assunti dal ministro Gelmini nell'incontro sulle tematiche
relative all'Università e alla Ricerca» si legge in una nota. Anche altri
sindacati, tra cui la Cisl Università e la Fir Cisl, hanno fatto un passo
indietro rispetto allo sciopero. Le mosse future del sindacato di via Po, sono
riassunte dal segretario generale provinciale della Cisl Scuola Alessandro De
Santis: «La nostra posizione si riassume in 4 punti: protesta, proposta,
confronto, dialogo; ci soffermeremo sulla legge finanziaria con l'obiettivo di
portare i tagli dall'1% allo 0,5%».
( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa L'EDITORIALE
Cercano la piazza non le idee Che fine ha fatto il governo ombra di Veltroni?
Eppure questa sembrava essere la novità tanto sbandierata dal leader del Pd,
quella di un confronto aperto con la maggioranza e i ministri di Berlusconi sui
contenuti dei progetti dell'esecutivo. Un governo ombra dovrebbe avere la
capacità di contrapporre idee e programmi. Ma è questa la realtà? La scuola non
ha bisogno di riforme? Potranno non piacere le proposte
della Gelmini, ma la scelta
non è stata quella di avanzare suggerimenti o ipotesi alternative. è stata
quella di cavalcare la protesta. Così anche per l'Università dove le questioni
aperte sono tante e talvolta contraddittorie. E che dire dell'Alitalia?
Se Air France non ha chiuso l'accordo è stato per i sindacati. La Cai non ha
alternative, eppure la sinistra non scende in campo per contribuire a superare
i problemi. Si contesta la linea economica di Tremonti, ma davanti alla crisi
quale soluzione alternativa ha nel cassetto il governo ombra? L'importante
sembra ora non lasciare a Di Pietro il monopolio dell'attacco al Premier. E per
questo c'è la rincorsa della piazza. Quasi a voler dimostrare di esserci. Ma di
idee, nulla. Così anche per la lotta ai fannulloni. Tutti sappiamo che ci sono
e offendono i tanti statali che lavorano. Ma si preferisce contestare Brunetta.
Ognuno può fare il tipo di opposizione che vuole. Se la sinistra alle idee
privilegia le manifestazioni, è libera di farlo. Forse è più facile, ma di
certo non serve al Paese e ai lavoratori in un momento di profonda crisi.
( da "Repubblica.it" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - "Ho
pensato di poter organizzare un grande incontro tutti assieme. Non sto parlando
di un appuntamento politico, ma di un modo per far diventare la nostra amicizia
più vera, non solo un rapporto che si chiude una volta spento il computer. Ci
vediamo il 13 dicembre a Roma". Walter Veltroni organizza una festa per i
suoi amici di Facebook. Ne ha 5mila. Altri 9.600 sono in lista d'attesa. A ieri
sera in 1266 avevano dato la loro adesione, 841 hanno detto che non ci andranno,
800 sono incerti. Incerto è anche il teatro dell'evento, che dipenderà dal
numero dei partecipanti. La rete abbatte le convenzioni, per cui per tutti il
segretario del Pd è semplicemente Walter. Scrive Walter: "Nelle ore più
strane del giorno e della notte affiorano ricordi, si scoprono pensieri comuni,
le foto che caricate raccontano la vostra vita e a volte la mia. È bello e le
richieste sono tantissime, allora perché non incontrarci? Se qualcuno di voi
quella sera vuole suonare, allestire una mostra con delle foto, portare dei
filmati, cercheremo di organizzarci per farlo". Barack Obama ha talmente
scommesso su Facebook, che negli Usa il sito di social networking fondato nel
2004 dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg ha una forte connotazione democratica.
In Italia nessuno identifica Facebook con il popolo di Veltroni, ma forse dopo
la convention del 13 dicembre le cose cambieranno. Da noi impazzano le
classifiche su chi ha più tifosi nei rispettivi fans club, che sono cosa
diversa dai profili. Obama, per dire, ne aveva tre milioni e rotti. Al primo posto c'è il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, con 8053 sostenitori. Veltroni
segue a ruota: 7917 supporters. Tallonati da Umberto Bossi, che raggiunge quota
5.660 e da Renato Brunetta che vanta 5.129 estimatori e che si presenta così:
"Attivo da sempre nelle battaglie riformiste. Colui che smantellerà
il Carrozzone Italia!!!!". Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro mantiene
il passo (4.661), comparendo nuovamente con il simbolo Lista Di Pietro Italia
dei Valori a quota 4.158 ammiratori. Ad agosto Di Pietro di sostenitori ne
aveva 687, e Italia Oggi pubblicò un pezzo per dire che Berlusconi lo
soverchiava. Da allora i Tonino boys si sono dati un gran daffare. Berlusconi
ha 4.045 fan. Meritano una menzione il ministro della Difesa Ignazio La Russa,
(2.030 sostenitori), Massimo D'Alema (1.478), Roberto Maroni (1.343). L'ex
presidente del Consiglio Romano Prodi ha 1.234 fan. Il figlio di Bossi, Renzo,
è pieno di belle amiche. Francesco Rutelli dice di adorare Alberto Sordi. Un
ragazzo ha chiesto alla Santanché di fare un calendario nuda. Nel Mara Carfagna
official club c'è chi si offre di farle da portavoce. Michela Vittoria
Brambilla, che sul gruppo creato dai suoi fan registra 203 membri, riceve
messaggi adoranti e altri perlopiù irreferibili. Impazza il dibattito sulle sue
autoreggenti. Il blogger democratico Mario Adinolfi, uno che trascorre tre ore
al giorno su Facebook, dice che i politici italiani hanno il difetto di non
curare personalmente il proprio profilo, ma di delegarlo alle rispettive
segreterie. "Mentre serve un rapporto vero, costante, biunivoco. Ora so
che Veltroni quando può risponde personalmente, e fa bene perché la rete è una
miniera di spunti, idee, storie. Bravi in questo senso sono Daniele Capezzone,
Italo Bocchino e Paolo Gentiloni. Gli altri non hanno ancora capito che così
come si va a fare la dichiarazione per il "panino" del Tg bisogna
aggiornare la propria pagina. La verità è che il popolo delle rete non conosce
diplomazie: questo li atterrisce". Subito dopo il suo arresto nacque il
gruppo di sostegno "Ottaviano Del Turco libero". Il gruppo per il
referendum sulla legge Gelmini, fondato da un
democratico di Pavia, conta 26mila iscritti. Su Facebook è nata la
"Fondazione Daje" di Diego Bianchi, detto Zoro, l'attore diventato
famoso con i suoi video irriverenti sul segretario del Pd. "Io alla festa
ci andrò anche se non m'hanno invitato" dice Zoro. "In dieci mesi mi
sono fatto 816 amici. Abbiamo pure costituito un gruppo degli ex militanti Fgci
del circolo Woody Allen, pubblicando le nostre foto di vent'anni fa. Una cosa
commovente". Insomma, di Facebook non puoi farne a meno, anche se si
infittiscono le denunce di coloro che lo reputano una prigione, come hanno
raccontato con efficacia lo scrittore Andrea Bajani sul Sole 24 Ore e la
giornalista canadese Carmen Joy King su "Internazionale":
"L'unico modo per tornare alla vita reale è spegnere il computer e uscire
di casa". (17 novembre 2008
( da "Stampaweb, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Nella Giornata
del ricordo delle vittime della strada, si deve registrare il bilancio di uno
dei week end più funesti, con una decina tra morti e feriti gravi in incidenti.
Ma non c?era stato, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero
Matteoli, un giro di vite nei controlli? «Di fronte alla sequenza degli incidenti
e al numero dei morti, io non dico mai che le cose vanno meglio. Tuttavia i
controlli sono molto aumentati: da 200 mila a un milione l?anno in un?anno e
mezzo». Senza risultati apprezzabili, sembrerebbe. «Con risultati molto
apprezzabili, invece. Ciò non toglie che la sicurezza stradale è un fronte sul
quale bisogna misurarsi in continuazione, anche adeguando il codice della
strada». Lo sta facendo? «Si. Presiedo una commissione ad hoc che tra un mese
concluderà i suoi lavori. Subito dopo si passerà alle modifiche». La novità più
importante? «La scatola nera ?europea?. Mi spiego: da tempo si parla di
introdurre in tutti i veicoli questo registratore di tutte le manovre. Però lo
strumento potrebbe essere inefficace considerando che sul nostro territorio transitano
veicoli di tutta Europa: i nostri avrebbero la scatola nera, ma gli altri no».
Quindi? «Quindi il 9 dicembre proporrò in sede di Consiglio dei ministri
dell?Unione l?estensione a tutta Europa di questo strumento di sicurezza. E
confido che la proposta sarà accettata». Basterà? «Sapere che si guida con un
controllore costante e oggettivo al proprio fianco, credo che sia un forte
deterrente rispetto ad ogni sorta di imprudenza: la scatola nera dirà se si
sono superati i limiti di velocità, se si sono messe le frecce, se si parla al
telefonino... beh, insomma, credo che servirà». La patente a punti, invece, non
è servita? «E? servita molto, ma è stata poi depotenziata dal fatto che
recuperare i punti era relativamente semplice. Ora non lo sarà più: chi rivuole
i punti deve rifare l?esame». Quale è l?emergenza? «L?emergenza è la notte del
sabato. L?emergenza sono la droga e l?alcol. L?emergenza è l?educazione
stradale». Siamo all?anno zero su tutto questo? «No, si capisce. I miei
predecessori hanno assiduamente lavorato. Però non basta. Presto uscirà una
norma più restrittiva sulla guida in stato di alterazione, che sarà contenuta
in un decreto che sto preparando insieme al collega Maroni. Roba di settimane».
Una novità anche su questo tema? «Per esempio se uno ha 17 anni e si droga,
quando a 18 si presenta per prendere la patente, prima di dargliela bisognerà
verificare che abbia fatto un percorso di disintossicazione e di recupero.
Altrimenti niente. Lo stesso se ad uno è stata tolta la patente perché alcolista
o sotto l?effetto di droghe. Se vuole tornare a guidare deve sottoporsi ad una
terapia. Sennò niente, neppure a lui». Telefonini al volante. «Un dramma. Qui
però le norme ci sono e pure le sanzioni. Si tratta solo di applicare le une e
le altre. Si stanno comunque molto diffondendo gli impianti di viva voce». E
come prevenzione? «Un lavoro serio di educazione stradale nelle scuole è già
stato introdotto con la legge Gelmini che ripristina
l?educazione civica obbligatoria. Ma c?è una cosa che nessun governo può fare
perché è responsabilità delle famiglie: far capire ai ragazzi che l?auto è uno
strumento prezioso e utilissimo, ma che non può essere manovrato con
leggerezza. Le famiglie devono farsi carico di un?educazione alla
responsabilità rispetto alla quale nessuno potrà sostituirle». Ad agosto, in
una intervista al nostro giornale, aveva parlato di una stretta anche sui Tir.
«Non è stato possibile estendere al venerdì pomeriggio il divieto di transito
già previsto per questi mezzi nel week end. Il settore è in forte sofferenza.
Ma ne riparleremo». Sicurezza delle strade. Le associazioni dei consumatori
insistono molto su questo. «Si è fatto e si sta facendo molto. Moltissimo e con
costanza. Però, se uno poi parla al telefonino mentre guida, oppure si mette al
volante ubriaco, oppure non rispetta la segnaletica... tutto è inutile».
( da "Stampaweb, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
PERUGIA «Non me ne
vado. Se lo scordino, io dall'università non me ne vado». Lanfranco Rosati,
settant'anni compiuti a gennaio, ex maestro elementare, poi direttore didattico
e dal '95 professore ordinario di Didattica generale all'ateneo di Perugia, di
lasciare la sua poltrona di piazza Ermini, nello storico palazzo Florenz, sede
della facoltà di Scienze della Formazione, non ne ha proprio voglia. Tanto che
quando il cda dell'università, il 24 ottobre, gli ha mandato una lettera di
pensionamento, lui non ci ha visto più e dopo aver inutilmente inviato, entro
cinque giorni dalla missiva, le ragioni del suo dissenso, ha pensato bene di
ricorrere al Tar perché intervenisse contro quella che ritiene essere
un'ingiustizia. «Cacciato così, di punto in bianco. Senza nemmeno i quindici
giorni di preavviso che si danno alla badante». Rosati, un centinaio di
pubblicazioni all'attivo e alla guida dell'e-campus di Novedrate, nel cuore
della Brianza, vuole rimanere in servizio. Nonostante l'età. Malgrado i tagli imposti dal decreto Gelmini. A dispetto dell'intero consiglio di amministrazione
universitario. Dal tribunale regionale ha ottenuto, il 31 ottobre, una
sospensiva del provvedimento. Per il giudizio di merito, invece, dovrà
attendere ancora quarantott'ore. Col fiato sospeso, insieme a lui, anche gli
ottanta professori, tra ordinari, associati e ricercatori, congedati in
tronco dall'Università di Perugia, che con fiducia attendono il pronunciamento
di mercoledì. E' ottimista, il cattedratico umbro, classe '38, che tuttavia
annuncia, in caso di parere negativo, la ferma intenzione di rivolgersi al
Consiglio di Stato. Del suo pensionamento contesta tutto. E la forma e la
sostanza. «L'errore di fondo - dice - è credere che l'età anagrafica impedisca
e limiti il avoro intellettuale. Come la mettiamo, allora con Norberto Bobbio,
Rita levi Montalcini, Margherita Hack? Mi dica, lei si sognerebbe mai di
licenziarli?». E senza attendere una risposta, ché la domanda era di quelle che
non ne presumevano, continua sullo stesso tono: «Mi hanno mandato a casa, con
la scusa dell'età, senza nessun riguardo. Non sanno, o preferiscono ignorarlo,
che la vecchiaia è l'età d'oro della mente». Cita Goldberg, la neurobiologia,
le scienze cognitive. Poi riattacca: «Ci mandino gli imbecilli in
pensionamento. Non certo me». I quattrini, assicura, non c'entrano niente. «Si
figuri che prenderei, stando a casa, 3.580 euro al mese. Ma il punto non è
quello. Il punto sono gli studenti, trecento o giù di lì, che si troverebbero,
dalla sera alla mattina, senza più la possibilità di finire i corsi. Senza
contare i ricercatori dottorandi, una dozzina, e tutti quelli che ho messo in
cattedra». E siccome l'eufemismo non è chiaro, Rosati, che tra l'altro è anche
coordinatore del dottorato in Scienze umane e dell'educazione, spiega:
"Mettere in cattedra vuol dire trovare alla persona un bando di concorso
che gli assicuri un posto e metterlo nella condizione di vincerlo. Con
anticipazioni e una buona presentazione del candidato ai commissari. Chiaro?».
Chiaro. Eppure per le malelingue non c'è niente di così logico ed evidente.
Loro, i malpensanti, tutta questa luce proprio non la vedono. Soprattutto dopo
che il sei marzo dell'anno scorso sua figlia Agnese, a seguito della
provvidenziale quanto enigmatica assenza all'orale dell'altro candidato, ha
vinto il concorso da ricercatore in pedagogia generale e sociale. Tutto chiaro?
Elementare.
( da "Stampaweb, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Il mondo della
politica ha scoperto Internet già da tempo. E non solo quello a stelle e
strisce, basti vedere l'attivismo digitale del nuovo presidente Obama, ma anche
quello nostrano, con blog, siti ufficiali, fan club e presenze su siti di
videosharing o all'interno di social network e comunità virtuali, come Second
Life, Facebook, quest'ultimo pare in voga anche in Vaticano, e affini. C'è un
po' di tutto e, tanto è vasta la scelta, così è varia la battaglia telematica,
che si combatte in maniera trasversale anche tra esponenti dello stesso
schieramento. Guardando solo ai "sostenitori" che compaiono cliccando
sulla voce "politici", fa il pieno di consensi Maria Stella Gelmini: il ministro dell?Istruzione, in questi giorni al
centro di infuocate polemiche del mondo della scuola e dell?università per la
riforma del sistema scolastico, conta 8.053 sostenitori. Sempre utilizzando lo
stesso criterio di ricerca, si incontra il segretario del Pd Walter Veltroni,
con 7.798 "supporters", seguito dal ministro delle Riforme Umberto
Bossi che raggiunge quota 5.660 e dal ministro della Funzione Pubblica Renato
Brunetta che vanta 5.129 sostenitori. Il leader dell?Idv Antonio Di Pietro
mantiene il passo con 4.661 sostenitori, comparendo nuovamente con il simbolo
?Lista Di Pietro Italia dei Valorì a quota 4.158 sostenitori. Ed ecco che fa la
sua comparsa anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con 4.045
fan. Continuando a scorrere le pagine secondo il criterio di scelta per
tipologia "politici" fa il suo ingresso su Facebook anche il ministro
della Difesa Ignazio La Russa, con 2.030 sostenitori, seguito da Massimo
D?Alema con 1.478, che precede il ministro dell?Interno Roberto Maroni, con
1.343 sostenitori, e l?ex presidente del Consiglio Romano Prodi, che si ferma a
quota 1.234. Andando ancora più giu, si incontra Emma Bonino, con 942 fan,
seguita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con 833
sostenitori, il portavoce di CasaPound Gianluca Iannone con 782 sostenitori,
Fausto Bertinotti con 702 fan e Marco Pannella con 638. Succede così che se il
ministro Gelmini sembra detenere il primato su
Facebook in quanto a sostenitori, il fondatore della Lega Nord scalza il suo
collega di coalizione di governo Renato Brunetta. Il "senatur"
raccoglie consensi un pò ovunque, visibili nei messaggi lasciati dai suoi
sostenitori sulla sua bacheca: da ?Bossi sei un mitò a ?sei tutti noì
all?entusiasmo per il federalismo fiscale, il ministro delle Riforme fa il
pieno di consensi sul web. Ma la vera sfida si combatte tra avversari di
schieramenti politici opposti: e così si scopre che Gianluca Iannone, leader di
Casapound, batte il suo "avversario" Fausto Bertinotti. Utilizzando anche
il criterio di ricerca per "nome", si scopre che il gruppo in
sostegno del presidente della Camera Gianfranco Fini conta su Facebook 391 fan,
ai quali però vanno aggiunti anche quelli di "Gianfranco Fini Italy?s next
Prime Minister". Ma non solo. Al leader di An tocca fare i conti anche con
il gruppo nato su Facebook "Contro l?antifascista compagno Gianfranco
Fini", che raccoglie una cinquantina di membri. Quanto ad Antonio Di
Pietro, che della propaganda su internet è stato uno dei pionieri, sulla sua
pagina personale conta 4.185 ?amicì, mentre sono 1.820 gli iscritti alla pagina
Idv-Antonio Di Pietro. Ma non sono pochi neanche i detrattori del leader
dell?Italia dei Valori sul web. Così al gruppo "Liberateci da Antonio Di
Pietro" hanno aderito 1.564 utenti di Facebook, mentre per "Io non
sopporto Antonio Di Pietro" sono 77 gli aderenti. Il più
"irriguardoso" "Insegna l?italiano ad Antonio Di Pietro",
conta appena 36 iscritti. Gruppi e fan club infatti si alternano alle pagine
personali, non sempre accessibili a tutti, create da esponenti di destra,
sinistra e centro, che si sono moltiplicate sul web negli ultimi mesi,
raccogliendo consensi trasversali testimoniati dalle lunghe liste di amici o
fan. Attraverso le pubblicazione delle proprie biografie, ma anche foto
personali e con i fan, post scritti sulle proprie bacheche, annunci di eventi
sponsorizzati dai partiti, il mondo della politica si fa largo nella più grande
community virtuale nata ad Oxford per rintracciare i compagni di università
persi ormai di vista. E, se si passa alla sfida in rosa, dopo la Gelmini con i suoi 8.053 sostenitori, a detenere il primato
in quanto a iscrizioni è l'"Official Fan club" del ministro alle Pari
Opportunità, Mara Carfagna: la nuova portavoce del governo Berlusconi registra
1.463 membri, staccando di gran lunga altre sue colleghe, da Michela Vittoria
Brambilla, che sul gruppo creato dai suoi fan registra 203 membri, ad
Alessandra Mussolini, alla quale fanno riferimento diversi gruppi, che
registrano la cifra di circa cinquanta iscritti ognuno. Sempre alla leader di
"Azione Sociale" qualcuno ha pensato di dedicare il gruppo
"Mettiamo un bavaglio a quella cafona della Mussolini": su Facebook
tutto è consentito. Raccoglie consensi anche la vicepresidente della Camera
Rosy Bindi, che tra i suoi fan registra 159 sostenitori. Anche in questo caso
però, l?esponente del Pd deve fare i conti con gruppi a lei avversi, come
quello intitolato ?Contro il gruppo dei fan di Rosy Bindì, che registra 43
iscritti. Va meglio ad Anna Finocchiaro, che vanta 792 sostenitori e 96
messaggi in bacheca. Per il gruppo dedicato a Daniela Santanchè si contano
almeno 243 iscritti, ma alla leader del Movimento per l?Italia i suoi fan hanno
dedicato anche il gruppo "Santanchè for president", che registra 307
membri. Ma a stracciare tutte sono due personaggi appartenenti al mondo della
satira: Sabina Guzzanti e Paola Cortellesi riescono a raggiungere più di 10.000
fan ciascuna. Toccherà alle esponenti del parlamento italiano cercare di
recuperare terreno. + Come cambiano sul Web i linguaggi per comunicare +
Cardinale sei proprio tu?" Monsignor Sepe risponde su Facebook + Dopo blog
e YouTube, Di Pietro è anche su Facebook + Obama presidente dell'era digitale +
L'Europarlamento lancia la sua web tv SCRIVI Suggerite le priorità al Cto di
Obama ANNA MASERA
( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa
La riforma dell'università Gelmini: "Sì al
confronto ma basta bugie" Mariastella Gelmini ci crede
ancora. Crede alla possibilità del dialogo con il centrosinistra sulla riforma
della scuola e dell'università e alla possibilità di spiegare quante falsità
siano state dette sui decreti. «Credo che ci siano le condizioni per spiegare,
innanzitutto, il provvedimento che abbiamo approvato recentemente in Consiglio
dei Ministri — ha detto — Mi riferisco sia alle linee guida sull'Università che
a un decreto che verrà poi discusso in Parlamento e che contiene pochi
provvedimenti ma molto significativi. Penso a 130 milioni di euro in borse di
studio per premiare gli studenti meritevoli e capaci, anche privi di mezzi,
come recita la nostra Costituzione, 70 milioni di euro per residenze universitari
e poi tagli selettivi per premiare le Università migliori, penalizzando chi
spreca denaro pubblico». «Sappiamo che abbiamo di fronte una situazione
economica molto difficile — ha proseguito — il nostro Paese ha certamente tutte
le caratteristiche per uscirne indenne e addirittura rafforzato da questa prova
complicata». Per quanto riguarda le polemiche sulla presunta scomparsa del
tempo pieno il ministro ha rispedito indietro tutte le critiche: «Sono state
raccontate agli italiani molte bugie: la volontà del governo d'eliminare il
tempo pieno, o peggio ancora di farlo pagare alle famiglie, la volontà di
chiudere le scuole di montagna e delle piccole isole, la volontà d'impoverire
l'insegnamento della lingua straniera. Tutte bugie». «Io sono ferma — ha proseguito
— nella volontà di confrontarmi con la sinistra ma respingo il tentativo di
buttare delle menzogne sulla riforma, di creare un clima d'allarmismo, come se
non bastassero i tanti problemi che le famiglie italiane già affrontano sulla
riforma». E ha concluso: «Questo Governo e soprattutto il presidente Berlusconi
non permetterebbero mai di abbandonare il tempo pieno che è un elemento
fondamentale nella vita di ogni famiglia». Infine un commento alla manovra
economica del governo: «Io sono stata accusata d'aver nicchiato, di non aver
criticato il Ministro Tremonti per la Finanziaria che ha fatto. Beh, vi dico
che ho una profonda stima di Giulio Tremonti e che il Paese sarà grato a lui,
come al presidente Berlusconi, perché se riusciremo a pareggiare il debito
pubblico lo dovremo ai "no" che ha saputo dire proprio Giulio
Tremonti insieme al presidente». «Io non voglio essere corresponsabile di
raccontare bugie, di dire dei "sì" che il Paese non si può
permettere. E allora ben venga il federalismo, ben venga il passaggio dal
finanziamento della spesa storica al finanziamento della spesa standard, ovvero
la valutazione di ciò che serve per far studiare un ragazzo. Allora lo Stato
dovrà trovare quelle risposte: non un euro in meno, ma nemmeno un euro in più».
( da "Sicilia, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sbaglia la Dandini
Il politico non ha un curriculum In televisione, soprattutto nelle tv del
servizio pubblico Rai, vige lo stesso debosciato principio che in Politica,
cioè l'inversamente proporzionale tra Talento Intelligenza Sapere e tempi (Tv)
o ruoli (Politica). Personalità di indubbio valore, Serena Dandini, con
curriculum non virtuali né supposti o volatili come per i più videolocati,
vengono confinati in spazi minimi risicati, a dimostrazione del fatto che su
Intelligenza Ironia Cultura Eleganza s'abbatte la ghigliottina della
mediocrità, del vaniloquio, del vilipendio, del turpiloquio (docet reality),
piatto ?forte? per l'alimentazione culturale! degli italiani, il cui livello
medio in tema è tra i più bassi d'Europa. Sosteneva la Dandini che se tutti
possono partecipare a un reality - solo che abbiano bassissimo il senso del
pudore e ancor più basso quello del ridicolo , aggiungiamo noi - non tutti
possono essere Deputati Senatori Ministri. Per questi ci vuole un curriculum,
cioè «il resoconto delle tappe della carriera degli studi, e della carriera
professionale o scientifica» . Si rassegni la Dandini, oggi il curriculum è
tappa obbligata solo per chi si candida a fare il tubista in una piattaforma
petrolifera, o il camionista per la distribuzione agroalimentare, o il gruista
in trasferta al nord. Non tema, quindi, chi non ha curriculum, può sempre
andare a... far politica! Non si richiede curriculum per fare il Deputato il
Senatore il Ministro. La pluricurriculata Dandini rivendicando dal suo
spazietto televisivo (Parla con me) la maestà l'autorevolezza l'inderogabilità
di un curriculum di prim'ordine (che i Ministri Gelmini Carfagna e la boopide Meloni
certo non hanno) ha pateticamente riesumato il cadavere curriculum, pestifero e
mortale solo per chi ce l'ha. Nell'itala Patria di Dante, del Dolce Stil Novo,
di Verga e Pirandello, il curriculum è un talebano, un pericoloso terrorista
nell'«oclos» sovraffollato dei senzacurriculo. Emarginati ostracizzati
banditi esiliati i multicurriculati sono la pecora nera di certa Politica che
premia il Nulla e incorona regina l'Ignoranza. I circensi del nulla non hanno
bisogno di greco latino arte fisica storia letteratura, materie vecchie
obsolete patetiche di quanti stupidi hanno speso tra le sudate carte il tempo
primo di sé e la miglior parte! di quanti riconoscono dalle prime sillabe gli
Autori, l'odore il sapore della Letteratura, o un pittore da un centimetro
della sua tela, perché Vestali di un sapere virtuoso immanente che è vitamina e
globulo rosso d'una vita. Materie indispensabili preziose (noi su queste materie
siamo assolutamente impreparati) dei noncurriculati sono: Trapezismo politico,
come cioè saltare da un partito all'altro senza rompersi il collo, Windsurfismo
pre e postelettorale, Asta intraelettorale. Ottimo, almeno ad anni alterni, un
corso accelerato di perfezionamento sul Vaniloquio. Tornando alla serietà dei
non curriculati, che soli ascendono il Campidoglio, è moda dei nostri giorni,
brutta modi dei nostri giorni , legittimare l'ignoranza dei ?chiamati? dalla
Politica,a vario titolo, con la franchigia della «fiducia» , in virtù della
quale un sindaco, un assessore tizio o caio, un ministro si circonda di sudditi
e salda così debiti elettorali e altro. E quando il debito è grosso i ?benefici
fiduciari? si estendono dal singolo a tutta la famiglia , affini compresi . Un
rapporto fiduciario non può e non deve prescindere dalla certezza che il
?beneficiario della fiducia? abbia tutti i requisiti per agire pro bono
civitatis . Facciamo un glorioso esempio. Quando il grande tragediografo
Eschilo di Eleusi (
( da "Sicilia, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Chiesta anche
l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria Roma. È stata
approvata per acclamazione l'autoriforma degli studenti redatta a Roma, nel
giorno conclusivo del week-end di assemblea nazionale degli universitari, a cui
hanno partecipato, ospitati in alcuni edifici occupati dell'ateneo La Sapienza,
più di un migliaio di giovani di circa venti atenei diversi, provenienti da
tutta Italia. Tra le linee programmatiche della «riforma dal basso», così come
è stata definita dai suoi redattori, ci sono l'abolizione del numero chiuso e
delle diverse classi di docenza, il superamento del «sistema 3+2»,
l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria e l'accesso gratuito
per gli universitari a diversi servizi. Dopo i workshop di sabato, con circa
200 interventi, nel secondo giorno di assemblea sono state presentate idee e
proposte che hanno riscontrato ampio consenso tra gli studenti, come il riconoscimento
di «corsi di autoformazione» attraverso seminari autogestiti, l'abolizione dei
contratti dei precari con nuove assunzioni e l'abbassamento delle tasse
universitarie (eliminate per gli iscritti appartenenti a fasce deboli). Chiesta
anche la garanzia di un salario minimo intercategoriale, fissato a 1.300 euro.
Sul fronte del diritto allo studio, è stata invece annunciata una «campagna di
azione» per l'accesso gratuito a cinema, musei e trasporti e sono stati
proposti «scioperi bianchi» dei precari contro «il lavoro nero nelle
università, svolto da stagisti, tirocinanti e dottorandi». Un altro dei punti
dell'autoriforma dei giovani è l'abolizione delle classi di docenza, che al
momento prevedono distinzioni tra associati e ordinari, e i finanziamenti diretti
ai gruppi di ricerca. «Da questa assemblea è uscita una piattaforma condivisa,
dimostrando che abbiamo anche idee e non sappiamo dire solo dei no - ha
commentato Giorgio Sestili, studente di Fisica - adesso ci auguriamo anche che
i docenti valutino le nostre proposte». Dopo aver dormito con coperte e sacchi
a pelo tra i banchi, gli studenti dei diversi atenei del Paese sono ripartiti
per le loro città dandosi appuntamento al 28 novembre prossimo, per una nuova
giornata di agitazioni diffuse nel Paese contro la legge 133, e il 12 dicembre
per uno sciopero generale «da concordare con i sindacati». Ieri intanto il
ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, è tornata a difendere la sua
doppia riforma, dell'università e della scuola, ribadendo comunque l'apertura
al dialogo, mentre la Cisl ha annunciato nuove azioni di lotta sulla scuola.
«Siamo determinati ad assumerci le nostre responsabilità e ad andare avanti in
un'apertura di dialogo con l'opposizione - ha detto il ministro a Rezzato (Brescia)
- perchè la scuola e l'università non sono né di destra né di sinistra,
appartengono al paese, appartengono ai giovani». «Credo che ci siano le
condizioni per spiegare il provvedimento che abbiamo approvato recentemente in
Consiglio dei ministri» ha affermato Gelmini,
riferendosi «sia alle linee guida sull'università che a un decreto che verrà
poi discusso in Parlamento e che contiene pochi provvedimenti ma molto
significativi». «Per troppi anni - ha detto ancora - il paese ha sofferto di
una mancanza di coraggio nel portare avanti il cambiamento, nell' approvare
riforme importanti in settori come la scuola e l'università. Oggi i giovani
hanno meno opportunità rispetto ai loro padri, abbiamo il dovere d'intervenire
e voltare pagina». Gelmini ha ricordato che «in questi
ultimi anni la spesa per l'istruzione era fuori controllo» e ha sostenuto che
«non è vero che noi spendiamo meno degli altri paesi, in alcuni casi spendiamo
anche di più, ma spendiamo male». Il ministro ha detto poi di avere 35 anni e
quindi di poter comprendere e condividere le paure dei giovani, con le quali la
sinistra «non deve scherzare». Agli italiani, sulla riforma della scuola,
secondo Gelmini «sono state raccontate molte bugie: la
volontà del governo d'eliminare il tempo pieno, la volontà di chiudere le
scuole di montagna e delle piccole isole, di impoverire l'insegnamento della
lingua straniera. Tutte bugie». Sulla riforma è intervenuto anche il presidente
del Senato, Renato Schifani, che si è detto convinto che il governo si stia
muovendo nella giusta direzione. Ma intanto le prossime settimane si
preannunciano «calde» su entrambi i fronti, scuola e università. Il segretario
della Cisl scuola, Francesco Scrima, è intervenuto ieri denunciando che «sulla
scuola il governo non dà risposte, perciò la mobilitazione continua». «Solo per
l'università - ha detto - si è colto qualche segnale di maggior cautela: per la
scuola, ancora nulla si è mosso». Per la Cisl restano quindi ancora pienamente
confermate le ragioni della mobilitazione che ha portato allo sciopero generale
del 30 ottobre scorso.
( da "Varesenews" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Besnate - Un
incontro in via Mylius giovedì 20 novembre alle 21 organizzato dal Pd cittadino
Decreto Gelmini: "Chiariamoci le idee"
?Chiariamoci le idee?. È questo il titolo dell?incontro promosso dal circolo cittadino
del Partito Democratico di Besnate per giovedì 20 novembre alle 21 nella sala
civica di via Mylius. Il tema è la riforma della scuola e il decreto Gelmini. Relazioneranno la professoressa Rosanna Leotta,
responsabile scuola del Pd Varese e il professor Vincenzo Ianniello. Lunedi 17
Novembre 2008
( da "Sestopotere.com" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
Dagli animali
domestici un importante contributo all'economia italiana (17/11/2008 18:35) |
(Sesto Potere) - Roma - 17 novembre 2008 - Facendo seguito alle dichiarazioni
di Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, Università
e Ricerca, la Protezione Animali sottolinea l?importanza di programmare
adeguati percorsi formativi, idonei non solo a preparare figure professionali
altamente specializzate, profili spendibili all?interno di uno dei settori più
dinamici dell?economia nazionale, ma anche a impostare una relazione corretta
tra uomini e animali domestici. Intervenendo al VII convegno nazionale dei
Circoli del Buon Governo, il ministro Gelmini aveva
lamentato gli sprechi del sistema scolastico e universitario italiano
sostenendo, secondo quanto riportato dal quotidiano “Corriere della Sera”, che
“occorre distinguere tra chi offre corsi di studi che si preoccupano
dell?occupazione dei giovani e università che invece magari buttano dei soldi
per corsi sulla qualità di vita del cane o del gatto”. Stime dell?istituto di
ricerca Eurispes, risalenti al 2002 e citate dal Ministero della Salute,
valutano in 44 milioni il numero di animali domestici ospitati dalle famiglie
italiane; un terzo dei quali – oltre 14 milioni – sono, appunto, cani e gatti.
Sempre secondo quanto reso noto dall?istituto di studi, ogni anno per il
benessere dei loro “compagni di vita” gli italiani spendono complessivamente
circa 4,7 miliardi di euro. Quello degli animali domestici è dunque un comparto
che contribuisce in modo non trascurabile alla ricchezza nazionale, da cui
derivano ricadute positive anche sotto il profilo occupazionale. Percorsi
formativi seri e professionalizzanti rappresentano pertanto una importante
risorsa a disposizione della collettività, nonché uno strumento attraverso cui
alimentare un settore vitale e, non da ultimo, orientare verso una più corretta
gestione del rapporto tra uomini e animali, con tutti i vantaggi sociali che ne
conseguono.
( da "Sestopotere.com" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola
La riforma della
scuola in consiglio provinciale di Forlì-Cesena, dibattito infuocato
(17/11/2008 18:42) | (Sesto Potere) - Forlì - 17 novembre 2008 - Il consigliere
provinciale Leonardo Zavalloni (Pd) , nella seduta di oggi, ha presentato un
ordine del giorno di forte censura della riforma della scuola proposta dal
governo. “Che siano necessario rivedere certi meccanismi della scuola e del
mondo dell?istruzione – precisa - non ci sono dubbi e lo hanno detto anche
personalità insigni della sinistra come Bassanini, sarebbe necessario invece un
ampio confronto con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Mentre
il governo s?è adoperato unicamente nell?intento di adoperare tagli di risorse
(“per 7,8 miliardi di euro”) e senza ascoltare suggerimenti. Questo è
inaccettabile. E? il colmo. E? incredibile che il governo proceda nella
direzione opposta a quella auspicata dall?Ocse che ha riconosciuto come proprio
quello della didattica e della scuola sia l?unico settore in Italia che
funzioni”. Zavalloni ricorda anche come gli studenti siano scesi in piazza “e
sarà difficile fermarli”. E il consigliere del Pd ricorda che il rapporto fra
docenti-alunni apparentemente disomogeneo rispetto al quadro internazionale in
realtà rispecchia la realtà territoriale italiana: “Non si possono fare parti
uguali fra soggetti diseguali, come diceva il buon don Dilani”: evoca il
consigliere Zavalloni che ricorda anche il dramma dei docenti precari,
ironizzando su alcuni “provvedimenti estemporanei” dettati dalla logica dei
“tagli selvaggi alla Tremonti” o dalle pretese della Lega: “ricordate le scuole
differenziali per stranieri proposte da Bossi?”. Il consigliere Enrico Benagli
di Fi/Pdl ha proposto emendamenti che ribadiscono le ragioni della riforma
della scuola avanzata dal governo Berlusconi , secondo linee di riforma e di
riequilibrio della spesa del centrodestra , chiedendo di eliminare i capitoli
dell?ordine del giorno presentato da Zavalloni che chiede anche il sostegno
pieno alla proposta della raccolta firme per un referendum abrogativo della
legge che porta il nome del ministro Gelmini . In
realtà i due testi sono inconciliabili! E gli emendamenti saranno trasformati
in ordine del giorno alternativo. Ne è scaturito un dibattito vivace e a più
voci. Il capogruppo del Pri Giovanni Lucchi ricorda che non sono assimilabili
le due ?agitazioni? sociali del ?68 e di questi giorni: “Oggi studenti e
docenti protestano unicamente per … i soldi e non già per chiedere una società
migliore! Come negli anni sessanta e settanta. Nessuno fra coloro che sfilano
nelle piazze e nelle trasmissioni tv ed anche fra i politici di sinistra che
chieda l?azzeramento del baronato e della mancanza di meritocrazia”. Elide
Urbini (Pd): “Tutti dovremmo metterci di più e meglio in ascolto. Anche verso i
gruppi studenteschi, il cosiddetto ?movimento?, che è meno superficiale di come
lo si voglia far passare. Il punto è che risulta paradossale smantellare la
scuola elementare che è quella che funziona meglio. Non ci troviamo di fronte a
progetti riformatori ma soltanto a tagli consistenti , ma di questo passo si impoverisce
l?offerta e la qualità del servizio”. Vittoria Bertaccini di Fi/Pdl che
fornisce statistiche che farebbero scivolare il livello della scuola elementare
iataliana agli ultimi posti a livello internazionale accusa: “E? la solita
storia, la sinistra è avvezza a protestare e ad affollare le piazze ma non a
fornire alternative e proposte sulle quali si possa intavolare un confronto”.
Il capogruppo del Pd, Daniele Zoffoli, si dice estremamente sconcertato delle
accuse mosse dalla esponente di Forza Italia e aggiunge di poter disporre di
statistiche di significato opposto: “Ma comunque , qualità didattica a parte,
la ricetta per ammodernare la scuola non sarebbe certamente quella di azzerare
le risorse o riproporre la figura del maestro unico, una soluzione utile in una
società come quella di 40 anni fa! Oggi la scuola deve fornire altri saperi. E?
cambiato il mondo”. Zoffoli, si dice preoccupato soprattutto per l?effetto dei
tagli motivati da esigenze contabili e non dell?applicazione di un modello pedagogico
alternativo: “E tutto questo sulla pelle degli studenti”. Il capogruppo di
Forza Italia /Pdl Stefano Gagliardi ritiene non valga nemmeno la pena di
confutare le affermazioni di Zavalloni : “non ne condivido una parola” e
mutuando le parole del presidente della repubblica Napolitano e riecheggiando
le affermazioni di Fioroni e Berlinguer ricorda come da più parti, e
soprattutto dal fronte della sinistra, affiora la richiesta di ammodernare il
mondo della scuola : “ve ne è necessità”, mentre più demagogicamente la
sinistra del Pd insegue l?ex Pm Di Pietro a caccia di facile consenso e con una
certa contraddizione si richiama a Barack Obama. Il capogruppo del Prc
Piergiorgio Poeta : “Ci troviamo di fronte ad una politica dei ?tagli? alla
spesa e di fronte a questa si può essere d?accordo oppure respingerli al
mittente. Certamente, l?effetto di una diminuzione del personale docente e
amministrativo non produrrebbe una migliore qualità della scuola pubblica.” Il
consigliere di Rifondazione, Strada, aggiunge che il vero intento del governo
Berlusconi è aprire la strada alla scuola privata cancellando le conquiste
ereditate dal ?68, rafforzando una cultura di destra attraverso figure
“autoritarie” come il maestro unico nella scuola elementare, e allo stesso tempo
smantellando i cardini della Costituzione. Ha preso la parola anche la
presidente del consiglio provinciale di Forlì-Cesena Bruna Baravelli: “Quella
di cui si parla non è una riforma è semplicemente un decreto che è diventato
legge alla fine di ottobre. Un decreto che diversamente da quanto fatto in
passato non ha avuto un percorso parlamentare ma ha avuto imposizione dall?alto
che è andato a incidere comunque sulle famigli italiane, sui costi e
l?organizzazione del nucleo familiare”. Baravelli ribadisce: “Anche fosse vero
che la scuola italiana è scesa nelle classifiche perché si ?tagliano? i fondi,
i docenti, i servizi, i laboratori a beneficio di questi istituti e degli
studenti?”. Il vice capogruppo del Gruppo della Libertà/Gruppo Misto Rotilio
Biserna ha ironizzato sulle parole ?d?ordine? lanciate oggi in aula dal
centrosinistra : “Autoritarismo, antifascismo, populismo?! Ma non esageriamo!
La sinistra è buona soltanto a sciorinare facili slogan a livello generale,
mentre magari è abituata a tacere sulla somme ingiustizie più vicine alla vita
di tutti i giorni come , per esempio, l?applicazione della tariffa di
depurazione applicata da Hera anche nei luoghi sprovvisti di fognatura e
sottrarre migliaia di euro alle famiglie che oggi devono fronteggiare la crisi
economica e finanziaria”. Chiuso il dibattito, come previsto, i due documenti
Zavalloni e Benagli sono stati portati distintamente alla conta. Approvato con
i voti della maggioranza di centrosinistra il primo , bocciato con la stessa
percentuale rovesciata il secondo. Il Pri s?è astenuto sul documento presentato
da Fi/Pdl ed ha votato contro il testo a firma Zavalloni. I Verdi hanno votato
al pari del centrosinistra. In finale di seduta approvati un ordine del giorno
presentato dalla 6^ commissione a favore dell?inserimento al lavoro delle
persone diversamente abili; un ordine del giorno presentato da Zavalloni e
vertice Pd a favore del settore del turismo e contro il minacciato taglio
previsto in Finanziaria di 300 milioni in tre anni; e un ordine del giorno
presentato da Zavalloni e vertice Pd che chiede di mantenere la possibilità di
voto con le preferenze alle prossime elezioni europee. Bocciato dalla
maggioranza un ordine del giorno alternativo al precedente sulla necessità
della “riduzione dei costi e la razionalizzazione delle spese in favore del
turismo” presentato da Forza Italia.
( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.IL PDL E PROTESTA CONTRO LA GELMINI "Contestare è un diritto
ma gli alunni non vanno strumentalizzati" Conferenza stampa ieri di Azione
Universitaria, An e Fi. Il motivo: un volantino distribuito ai bambini della
scuola elementare di Ponderano nell'ambito delle manifestazioni di protesta
contro la riforma-Gelmini
nel quale gli insegnanti, con parole loro, tracciavano un parallelo tra
il sistema vigente e quello che dovrebbe entrare in funzione. «Contestare le
riforme è un diritto - dichiara la dirigente del Pdl Livia Caldesi -, ma quello
che non approviamo sono i metodi che vengono utilizzati, per dare oltre tutto,
un'informazione sbagliata». «E' una chiara strumentalizzazione dei bambini-
commenta Luca Pozzato, presidente di Azione Universitaria-. Non c'è niente di
nuovo, perché quello che è successo a Biella è successo in altre città; ma per
spiegare ai genitori la riforma, sarebbe stato più corretto indire
un'assemblea, senza mettere di mezzo i bambini». Presenti alla conferenza anche
un insegnante della scuola elementare, e la dirigente dell'istituto comprensivo
di Gaglianco cui fa capo Ponderano, Fernanda Chiarello: «Chiedo scusa perché
sarebbe stato corretto distribuire il volantino fuori dalle aule, ma abbiamo
solamente cercato di rispondere alle domande dei genitori, senza alcun fine
politico».
( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
ALBA.DOMANI SERA
Consiglio aperto su scuola e riforma [FIRMA]GIUSEPPINA FIORI ALBA Due
iniziative sul tema scuola. Domani (alle 21) Consiglio comunale aperto sui
problemi relativi all'applicazione della riforma nell'Albese. Ieri un gruppo di
ragazzi dell'associazione «Unione degli studenti» ha manifestato in segno di
protesta per le vie della città, sostando davanti ai vari istituti. Il consiglio è stato chiesto dall'opposizione, contraria alla
riforma Gelmini, con
l'appoggio di 800 firme raccolte dal Comitato genitori, sostenuto anche da
insegnanti e studenti. Maurizio Marello della minoranza: «Il giudizio sulla
riforma o meglio sui tagli alla scuola è molto negativo. Chiediamo al Comune di
attivarsi affinché sia emendata. Un patrimonio di servizi e in
particolare il tempo pieno è messo a rischio. Chiediamo, inoltre, di istituire
un tavolo tecnico». La presidente del Consiglio comunale, Mariella Bottallo:
«Mi impegnerò per garantire un confronto sereno e costruttivo. Spero sia
possibile giungere a un ordine del giorno condiviso». Domani parleranno
esperti, dirigenti scolastici, rappresentanti dei genitori, degli studenti e
dei sindacati, oltre ai consiglieri comunali. Gli studenti scesi in piazza ieri
con lo slogan «Salva la scuola, salva il nostro futuro» erano una settantina:
«Abbiamo organizzato questa manifestazione - hanno detto - in concomitanza con
la giornata internazionale per il diritto allo studio. Vogliamo una scuola
pubblica e laica. La nostra associazione è apartitica». Critici sui
provvedimenti «Gelmini», gli studenti dopo il corteo
si sono riuniti all'«H Zone».
( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
NOVARA.UN'ALTRA
INIZIATIVA DI PROTESTA "No alla scuola che
discrimina e alle università privatizzate" «No alla scuola
che discrimina»: è uno dei tanti slogan che ieri un gruppo di studenti novaresi
(circa 250) hanno gridato durante la manifestazione nel centro città poi
conclusa in Largo Puccini. Organizzava il gruppo di «Antagonismo studentesco»,
che preannuncia altre iniziative come lezioni all'aperto in segno di protesta
contro la riforma Gelmini ed auspica autogestioni
nelle scuole superiori della città. Christian Barberi ha letto ed illustrato i
principi dei provvedimenti sulla scuola, che vede
l'associazione assolutamente contraria: «Vogliamo combattere la logica che
vuole una scuola sottomessa alla mercificazione del
sapere, vuole studenti come macchine a massima produttività, senza capacità di
pensiero critico e autonomo, pronti ad entrare nel mondo del lavoro come
precari deboli e obbedienti; siamo contrari ad Università che stanno per essere
privatizzate, nuove aziende, e ancora una volta scuole
private rifornite economicamente dallo stato dissanguando la scuola pubblica; siamo contrari inoltre
allo smantellamento della ricerca universitaria, che si riverserà a sviluppare
altri paesi. Dobbiamo ribadire che la cultura non è un bene superfluo, bensì la
principale risorsa di crescita di un paese, per uno sviluppo concreto a
misura d'uomo, non di governante. In particolare nella scuola
è indispensabile l'uguaglianza nella possibilità di accesso e di fruizione del
sistema scolastico, la libertà assoluta da qualunque impostazione, che sia
religiosa, ideologica o del consumo, che valorizzi la diversità come
ricchezza».
( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
SENATO. OGGI LA
DISCUSSIONE "Giustizia parallela" Zanetta tra i firmatari
dell'emendamento [FIRMA]RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA Sarà discusso oggi in
Parlamento l'emendamento che reintroduce il ricorso all'arbitrato. Proposta che
riabilita la «giustizia parallela», garantendo ai giudici amministrativi
parcelle extra che graveranno sulle tasche degli Italiani. Abolito e
ripristinato più volte, era stato cancellato dal Governo Prodi, che aveva
vietato alle pubbliche amministrazioni di stipulare contratti con la clausola
del ricorso all'arbitrato. Ora, d'incanto, torna a far capolino con
l'emendamento che porta la firma di Luigi Grillo, Massimo Baldini e del
senatore di Baceno, Valter Zanetta. L'iniziativa dei tre parlamentari del
Partito della Libertà non è sfuggita a Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, i
giornalisti impegnati nel denunciare gli sprechi della «casta». Che ci azzecca
Valter Zanetta in quest'iniziativa parlamentare? Lui che, oggi, appare più
impegnato a cercare di difendere le scuole di montagna dai
tagli della collega Gelmini
e a tener sotto controllo l'operato del sindaco domese, Michele Marinello, e la
sua maggioranza un po' irrequieta? Zanetta e colleghi hanno di fatto rilanciato
la «corsia parallela alle cause civili». Con i giudicanti che ricevono compensi
che si aggirano tra l'1 e il 3 per cento del reale valore della controversia.
L'emendamento prevede che gli stessi giudici, «in merito all'eccezionale
complessità delle questioni trattate», possano aumentarsi i compensi del 25 per
cento. «Non vedo nulla di scandaloso» rimarca Valter Zanetta. Che spiega il
perché della sua firma: «Con Grillo, mio presidente di commissione, abbiamo una
collaudata modalità di lavoro. Ognuno porta le sue esperienze professionali e
politiche sui vari argomenti». Ricorda «che il regime dell'arbitrato è antico e
che nel passato ha funzionato bene». Peccato che dal 2005 al 2007 lo Stato sia
uscito battuto nel 94,6 per cento dei casi. «Più tragico - dice - è attendere i
lunghi tempi della magistratura ordinaria». L'accusa di «premiare» i giudici.
«Non è vero - aggiunge - . I compensi si riducono; solo per particolari
situazioni possono aumentarli del 25 per cento».
( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
PROTESTA
CONTRO LA GELMINI Lezione en plein air dell'Istituto d'Arte «Vogliamo una
scuola per tutti». Lezione all'aperto, ieri, in piazza Chanoux, da parte
dell'Istituto d'Arte di Aosta, per protesta contro il decreto legge Gelmini. Gli allievi
della classe 2° A, coordinati dalla professoressa Roberta Pascariol, hanno
tenuto un corso di discipline pittoriche. Tra i pannelli: «L'arte non è una casta chiusa».
( da "Trentino" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
«Sociologia, c'era
l'accordo» Il preside La Valle: facoltà ripulita? Ci sono delle regole PAOLO
FORNO TRENTO. Il giorno dopo le accuse lanciate dal
Comitato No Gelmini di
Trento nei confronti del preside di Sociologia Davide La Valle (reo di aver
approfittato della loro assenza per far rimuovere i simboli della mobilitazione
dalla facoltà di piazza Venezia), arriva la risposta del diretto interessato.
«E' evidente - spiega La Valle - che ci troviamo di fronte a un equivoco. Si
era detto che l'occupazione della facoltà sarebbe terminata il giorno prima
della manifestazione nazionale di Roma di venerdì scorso. A quel punto gli
spazi non destinati all'affissione dovevano essere liberati, questi erano i
patti. Un'azione dettata da ovvi motivi di regolamento interno. Il mio gesto
non voleva certo essere una provocazione». Gli esponenti del Laboratorio
Permanente di Sociologia rivendicano degli spazi interni alla facoltà dove
poter proseguire le proprie attività alternative alla didattica. «Se gli
studenti - risponde il preside - ritengono di poter affiggere liberamente il
proprio materiale dove non è consentito, questo diventa un problema di regole.
E' chiaro che altri soggetti politici rivendicherebbero lo stesso diritto, e
questo potrebbe portare a situazioni spiacevoli, con il rischio di scontri.
Quello della disponibilità di aule, invece, è un problema che riguarda la
facoltà in generale. Se riusciremo a trovare degli spazi, non vedo alcun
vincolo nel metterli a disposizione». Il primo locale della facoltà ad essere
stato occupato dal Comitato No Gelmini era stata la
sala studio del piano interrato. «Si tratta di un'aula a disposizione di tutti
gli studenti - ricorda La Valle - e non può essere destinata soltanto ad una
parte di loro. Tra l'altro nei giorni scorsi sono pervenute diverse lamentele
per l'inagibilità della sala durante i giorni dell'autogestione. E' doveroso
ricordare che, spesso, gli studenti che hanno maggior bisogno di questi spazi
sono quelli più disagiati nello studio». Di fatto, l'occupazione di Sociologia
è durata 19 giorni. Venerdì scorso, mentre gli esponenti del Comitato No Gelmini prendevano parte alla manifestazione nazionale di
Roma abbandonando in blocco il proprio quartier generale, il preside aveva dato
ordine di "ripulire" la facoltà. Via tutti gli striscioni, i
volantini, i documenti ed il materiale informativo stilato nelle ultime
settimane dagli studenti. Spariti anche i tavoli adibiti alla rassegna stampa e
l'esposizione fotografica allestita nell'atrio della facoltà. Tolto
dall'ingresso lo stendardo ("sociologia occupata e antifascista") che
nei giorni dell'occupazione rappresentava l'emblema del movimento. Rientrati da
Roma domenica sera, i membri del comitato avevano fatto sapere di essere
rimasti allibiti dal gesto del preside. In seguito, gli esponenti del
Laboratori hanno spiegato di voler convocare gli studenti mobilitati delle
altre facoltà dell'Ateneo prima di confrontarsi con La Valle. Per stasera il
Comitato No Gelmini ha indetto un'assemblea pubblica
(ore
( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Forzisti
all'assemblea sulla Gelmini,
scoppia il finimondo Tensioni all'istituto «Veronese», il sindaco Puppato
chiede spiegazioni al preside «Le truppe organizzate non devono entrare a
scuola» MONTEBELLUNA. Tensione negli ambienti scolastici e politici dopo
l'assemblea d'istituto degli studenti del «Veronese» tenuta sabato scorso al
cinema Italia che ha visto una folta presenza di esponenti di Forza Italia
che non appartengono alla scuola. Già durante l'assemblea ci sono state
tensioni tra i relatori e i supporter di Fi e alcuni docenti, poi ad innalzare
il tono dello scontro ha provveduto un comunicato di «Liberamente». Saputo
quanto successo sabato mattina, il sindaco Laura Puppato ha deciso di chiedere
informazioni alla dirigenza della scuola. L'assemblea doveva essere sulla
riforma Gelmini, dovevano esserci un paio di relatori
a favore, tra cui il coordinatore provinciale di Fi Giovani, Nicola Di Maio, e
un altro paio contro. Ma oltre ai relatori in sala c'erano noti forzisti che
dal mondo della scuola sono usciti da tempo e che sono insorti quando qualche
docente ha voluto far notare che un' assemblea d'istituto degli studenti non
era una tribuna politica. Che «Liberamente» si ritenga l'organizzatrice della
mattinata delle polemiche lo dice un comunicato della stessa: «Nell'ambito
dell'assemblea studentesca dell'Istituto Veronese - si legge - si è tenuto,
organizzato dalla nostra associazione, un dibattito riguardo i recenti
provvedimenti in materia di istruzione», e l'associazione coglie l'occasione
per criticare alcuni docenti: «Sul finire della mattinata gli animi si sono
accesi dopo l'intervento di alcuni docenti che hanno ripetutamente interrotto
gli studenti lanciando accuse e attaccando gli organizzatori per aver messo in
piedi un convegno ideologizzato e schierato. All'uscita il clima si è di nuovo
infiammato, sono volate pesanti accuse tra docenti e alcuni studenti ed ex
studenti venuti a seguire il convegno». C'è anche un intervento di Gianmarco
Comazzetto, presidente di «Liberamente», che spiega come l'associazione da lui
presieduta operi da quattro anni nell'istituto e svolga la sua attività «sempre
di concerto con preside e docenti per organizzare convegni e dibattiti».
Benzina sul fuoco per il mondo politico e scolastico. Dice infatti il sindaco
Laura Puppato: «E' la seconda volta che questa associazione legata a Fi organizza
qualcosa al Veronese. Verificherò col preside, che è la persona più qualificata
a rispondermi, cosa è successo. Voglio credere che, se quanto accaduto
corrisponde ai termini riferitimi da alcuni docenti e studenti, si sia trattato
di una svista. Ci mancherebbe solo che le truppe organizzate dei partiti
entrassero ora nelle scuole. E se sabato mattina i fatti si sono svolti nei
termini che mi sono stati riferiti, spero che vengano presi provvedimenti
perchè questo non accada più». (e.f.)
( da "Secolo XIX, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
«PARLERòDI SCUOLAE
RIFORME» L'Onda è arrivataanche in Riviera IL DOCENTE LA
PROTESTA DEGLI STUDENTI CONTRO LA LEGGE GELMINI Lezione in piazza a Chiavari,
autogestione all'Itis Natta di Sestri nCHIAVARI. Federico Pastore insegna
storia della filosofia alla facoltà di Scienze dell'educazione presso
l'Università di Genova. Lo fa da 35 anni ed è un docente del corso di laurea di
esperto in processi formativi. In piazza, però, il professor Pastore non
ha mai insegnato, neanche nelle scorse settimane quando molti suoi colleghi
hanno scelto di fare lezione in strada. Ha vissuto il Sessantotto, seguito gli
effetti di diverse riforme. Dalla sua esperienza e dalle sue conoscenze partirà
per la prima lezione a cielo aperto della sua vita. Giovedì, alle 15.30, in
piazza Roma a Chiavari il professor Pastore (che è di Rapallo) parlerà a
studenti, colleghi e passanti. A tutti coloro che vorranno fermarsi farà un
sunto della "Storia della scuola dal dopoguerra in poi". In realtà,
partirà dalla riforma Gentile, varata nel 1923. «Proporrò - spiega - una lettura
critica e un'analisi dei risultati delle riforme che hanno portato elementi di
novità ed elementi dannosi». Pastore parlerà della sua esperienza di studente e
di docente, di ciò che ha rappresentato la scuola di Barbiana, processo
educativo avviato da don Lorenzo Milani negli anni '50. «La mia generazione -
aggiunge - era fortemente ideologizzata: sapeva quale sarebbe stato il futuro
giusto per l'umanità. Dopo un forte calo della tensione ideologica, adesso noto
che tra i ragazzi è tornata la voglia di mobilitarsi per il loro domani. La
riforma Gelmini ha consentito ai ragazzi di recuperare
la spinta verso il cambiamento». Dagli studenti che affolleranno la speciale
aula senza muri, Pastore si aspetta «attenzione e partecipazione», dalla gente
che transiterà in piazza Roma, invece, il professore confida ci sia
«condivisone dei problemi». D. BAD. .x/18/0811
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA Pd e Ivd
uniti sull'università Oggi consiglio EMPOLI. Il Partito democratico e l'Italia dei valori in questi giorni di mobilitazione contro la
legge Gelmini hanno trovato
unità di intenti nel definire dei punti in cui inquadrare una riforma delle
università. «Qualità e merito al centro di tutto- dichiara Giancarlo Faenzi,
segretario Pd -. Diritto allo studio per tutti, più borse di studio, alloggi
universitari a prezzi accettabili; programmi Erasmus più diffusi e una
revisione delle modalità d'accesso all'università introducendo una selezione
basata sul merito differente dal modello inefficiente dei test d'ingresso; poli
decentrati solo se specifici, di alto livello e legati al territorio, come nel
caso di quello empolese, che vogliamo difendere dai tagli del Governo e, in
prospettiva, rafforzare». «Anche noi dell'Idv siamo d'accordo su questi punti -
afferma Alessandro Alderighi, coordinatore Idv - crediamo infatti che
l'università vada riformata, ma che la strada non sia quella dei tagli
indiscriminati. Il Governo dovrebbe mettersi intorno a un tavolo con tutte le
parti coinvolte e cercare misure diverse da quelle adottate finora. Solo con
una discussione comune si arriverà alla giusta riforma delle Università e della
scuola». Consiglio aperto. è in programma alle 15 all'auditorium del liceo
scientifico Pontormo di via Sanzio un consiglio comunale aperto per discutere
sui temi della scuola e dell'università. E' prevista la partecipazione e
l'intervento di varie figure esterne al consiglio comunale. Dopo l'introduzione
del sindaco Luciana Cappelli sono previsti infatti gli interventi di Daniela
Borghesi, preside Liceo Pontormo di Empoli; Federica Briganti, studentessa
liceo Pontormo; Alessio Ciurli, studente Ferraris-Brunelleschi; Marco Conti,
Azione Giovani; Erica Franchi, responsabile provinciale politiche della scuola
e università di An; Stefania Fuscagni, consigliere regionale Forza Italia;
Marzia Gallerini, Comitato difesa della scuola pubblica di Empoli; Niccolò
Macallé, Forza Italia Giovani; Roberta Marconcini, insegnante scuola elementare
di Corniola; Marianna Nardi, studentessa Liceo Virgilio; Adriano Statello,
studente universitario corso di urbanistica di Empoli.
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Empoli
«Punti di primo soccorso sono da monitorare» CASTELFIORENTINO. Attacco
sull'ospedale da parte dei consiglieri dell'opposizione Carlo Andrea Zini e
Vincenzo Tricarico. «Nel consiglio comunale scorso - spiegano - si è giunti
all'epilogo. Si sapeva già che l'ospedale sarebbe diventato una struttura per
degenze di lungo termine per malati terminali e, soltanto amministratori
preoccupati di perdere consenso, hanno cercato di negare e di fornire
rassicurazioni». «Quante volte il sindaco è intervenuto per difendere la
gastroenterologia oppure per annunciare il "day surgery" - spiegano
Zini e Tricarico - la trasformazione, una volta ultimata, sarà, nei fatti, un
poliambulatorio al piano tereno, con reparti per ricoveri a lunga degenza negli
altri piani, dove non sarà eseguito nessun genere di intervento chirurgico.
Certamente, lo abbiamo detto a chiare note, servono anche il "long term
care" e "l'hospice", ma sarà pure lecito dubitare sul fatto,
come noi dubitiamo, che il Santa Verdiana possa ancora essere chiamato
ospedale». Ovviamente, «questa affermazione - spiegano ancora - non é condivisa
dall'amministrazione castellana che, per come ha condotto la questione, si é
giocata una fetta di credibilità». Zini e Tricarico fanno riferimento anche al
pronto soccorso. «In risposta a nostre interrogazioni erano state fornite
rassicurazioni - dicono - vogliamo anche ricordare le 4000 firme di cittadini
che sottoscrissero una petizione, alla quale nessuno si è degnato di
rispondere, ai vertici Asl per conoscere il destino del Santa Verdiana». Il
progetto è già delineato. Ma, sempre secondo Zini e tricarico, non per questo
cittadini, associazioni e forze politiche devono rinunciare alla proposta. In
particolare è essenziale monitorare i punti di primo soccorso, «anche in ordine
ai cosiddetti codici bianchi che, al momento, devono essere dirottati a Empoli,
intralciando il pronto soccorso ed obbligando i cittadini a inutili trasferte,
alla mancanza della ricettazione dei farmaci al punto di primo soccorso oppure
alla impossibilità di certificazione Inail in caso di infortunio». Ci
auguriamo, aggiungono i due consiglieri, «che sia possibile ridiscutere ed
affinare certi servizi, il pronto soccorso prima di tutto. Del resto
sollecitazioni forti in tal senso sono emerse anche dagli interventi dal
pubblico, segno che la questione è molto sentita dalla gente. Infine, desideriamo riportare una riflessione emersa durante uno dei più
lucidi interventi del pubblico - ci scuserà l'oratore per il furto del
"copyright". Per un maestro su tre che viene tolto (legge Gelmini), a Castelfiorentino è stata
fatta una gran fiaccolata, mentre per la chiusura di un pronto soccorso su uno
non è stato acceso neanche un fiammifero».
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 6 - Empoli
Noi, i partiti e i problemi della scuola Il liceo scientifico Marconi di San
Miniato, a seguito dell'articolo da voi pubblicato che documentava la denuncia
di A.N. riguardo le forme di protesta adottate dalle scuole superiori del
nostro circondario, nel quale il partito criticava il fatto che solo l'istituto
tecnico Cattaneo di San Miniato, durante l'autogestione da questo svolta, aveva
dato modo ad esponenti della maggioranza di esprimere le proprie opinioni riguardo la riforma Gelmini, ci tiene a smentire tale affermazione. Questa è una falsità
dovuta, secondo noi, a una mancata informazione o comunicazione tra i vari
partiti della maggioranza, poiché anche il nostro liceo ha dato modo a questi
di esporsi in un dibattito, aperto a studenti, docenti e genitori, tenutosi il
giorno 24 ottobre 2008 durante il periodo di autogestione. A tale
dibattito hanno partecipato, infatti, un esponente del Partito Democratico e
uno di Forza Italia, Marco Daddi; entrambe le parti hanno avuto modo di esporre
i propri pensieri e le proprie versioni, ascoltate e dibattute da un pubblico
interessato, senza creare frazionismi o partitismi, come forse A.N. voleva
presupporre. I ragazzi del liceo "G. Marconi" di San Miniato
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
OGGI IN COMUNE La riforma va in consiglio Oggi pomeriggio una parte del consiglio
comunale aperto (dedicato ai problemi del tribunale di Pontedera), tratterà
anche la questione della scuola. Il sindaco, la giunta e i consiglieri
incontreranno i rappresentanti dei genitori e degli studenti delle scuole di
Pontedera per discutere delle conseguenze della riforma voluta dal ministro Gelmini.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, solo la
"De Amicis" rischia la chiusura per la Gelmini Pdl, dal traffico alla
sanitàidee per stilare il programma novi ligure novi ligure Novi Ligure. L'istituto
"De Amicis" di Fresonara è l'unico a rischio. In base alla riforma
scolastica voluta dal ministro Mariastella Gelmini, infatti, i plessi con meno di 50 alunni debbono essere chiusi
ed accorpati. Nel novese l'unica scuola che potrebbe essere chiusa è
quella di Fresonara che ha attualmente 16 alunni su cinque classi e appartiene
al secondo circolo didattico di Novi che fa capo alla scuola "Martiri
della Benedicata". «La situazione nel territorio novese ? spiega Paola
D'Alessandro, provveditore agli studi di Alessandria, intervenuta ieri
pomeriggio, al consiglio comunale aperto indetto dall'amministrazione per
discutere della riforma Gelmini - non è critica.
Eccetto il caso Fresonara non si segnalano altre questioni. Anche per quanto
riguarda Rocchetta Ligure che ha 38 studenti non ci sono rischi perchéè Comune
montano» L'unica anomalia che si registra nel panorama scolastico cittadino è
quella dell'accorpamento della media inferiore "Doria" con l'istituto
professionale "Boccardo". «Tale accorpamento è anomalo e si registra
solamente in Comuni di montagna o nelle isole. In questo plesso ? prosegue
D'Alessandro- non c'è consiglio di istituto bensì un commissario. Tale anomalia
deve essere sistemata». «Il tutto si potrà risolvere se ? sottolinea Paola D'Alessandro-
si avranno quattro comprensivi con 700 alunni.» Secondo il dirigente
provinciale, infatti, si potranno unire scuole materne, primarie e medie in
quattro principali gruppi come ad esempio asilo "Garibaldi",
elementare "Pascoli" e media "Doria" oppure scuola di
Fresonara, con Basaluzzo, Pasturana, materna Solforino e materna Terracini di
Novi con elementari "Martiri della Benedicata" e "Oneto".
Sulla questione "Doria ?Boccardo" è intervenuto anche il preside dei
due istituti, il professor Paolo Repetto. «Sono preoccupato per il futuro
dell'istituto professionale ? dice- ma credo che il "Boccardo" possa
essere in futuro risorsa della città. Questa scuola, infatti, prevede anche un
corso di indirizzo turistico che ritengo possa crescere e diventare una potenzialità
per la città che sta immaginando un nuovo sviluppo economico proprio legato al
turismo. Il "Boccardo" potrebbe divenire un "polo economico
scolastico" caratterizzante per Novi». Se, complessivamente, gli insegnati
e i bidelli del novese possono fare sonni tranquilli, in provincia di
Alessandria complessivamente usciranno dal mondo scolastico, nei prossimi tre
anni, 400 docenti e 200 unità di personale Ata. Marzia Persi .x/18/0811
Scatterà quando lo strato neve raggiungerà i
( da "Secolo XIX, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Show di Sabina
Guzzanti per gli universitari contro la riforma oggi a valletta puggia Alle 15
ad Albaro, l'attrice incontra gli studenti. Aumentano le scuole superiori che
bloccano le gite scolastiche 18/11/2008 Genova. La protesta degli studenti
incontra lo spettacolo: oggi pomeriggio alle tre, nell'impianto sportivo del
Cus di Valletta Puggia, nel polo scientifico universitario, è previsto l'arrivo
di Sabina Guzzanti. L'attrice comica e imitatrice è in questi giorni di scena
al Politeama genovese con il suo spettacolo "Vilipendio" e ha deciso
di incontrare gli studenti. Un incontro piuttosto atteso, a giudicare dagli
scambi di commenti su Facebook: lo show sarà seguito da un aperitivo e da un
concerto. Di fronte agli studenti dell'Università, Sabina Guzzanti terrà una
conferenza sulla legge 133 e il decreto legge 180. Ossia sulla Finanziaria 2009
che introduce tra l'altro tagli al fondo di finanziamento ordinario - la
principale voce di entrate degli atenei - blocco parziale del turnover ed
eventuale trasformazione degli atenei in fondazioni private; e sul decreto
"tecnico" con cui il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini stanzia
500 milioni per le università virtuose e 135 milioni per le borse di studio, e modifica
le regole dei concorsi; confermando però i tagli - 1,5 miliardi per il 2010 -
decisi con la Finanziaria. Spettacolo a parte, l''Onda studentesca si avvia
verso una settimana di agitazioni. Oggi la Consulta comunale per
l'handicap convoca nell'aula magna del liceo Cassini un'assemblea sulle
conseguenze della cosiddetta riforma Gelmini sulla
scuola: «87 mila insegnanti in meno in 3 anni, 43 mila Ata (segretari e
bidelli) in meno nel triennio 2009-2011, insegnante unico in classe. Quale
ricaduta avrà tutto ciò sugli alunni disabili?». Nelle scuole superiori cresce
intanto il "blocco delle gite scolastiche". Una singolare forma di
protesta voluta da molti docenti - e accettata un po' controvoglia dagli
studenti - che attraverso il blocco di viaggi e gite, tra i principali business
del settore scolastico, sperano di tenere vivo il dibattito sul futuro
dell'istruzione. In diversi licei cittadini - Lanfranconi, Colombo, da Vinci,
Cassini, Barabino, Montale - le assemblee sindacali e i collegi docenti hanno votato
a favore del "blocco". Continuano anche le proteste degli studenti
delle superiori: dopo il liceo classico e scientifico King, che ieri ha i
augurato la sua settimana di autogestioni, nei prossimi giorni - giovedì,
venerdì e sabato - sarà la volta del liceo classico Mazzini di Sampierdarena.
«Le lezioni mattutine proseguono regolarmente, al pomeriggio abbiamo assemblee,
laboratori teatrali e conferenze. Fino a venerdì», dice Virginia Niri,
studentessa al King. «Da noi invece - spiega Matteo Rebuffo del Mazzini - le
assemblee si terranno la mattina, ma soltanto per tre giorni. Chi vorrà potrà
comunque seguire le normali lezioni, che non vengono sospese». Entrambe le
autogestioni sono state autorizzate dai presidi delle scuole. Francesco
Margioccomargiocco@ilsecoloxix.it 18/11/2008
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 13 - Grosseto
Pdl: in Toscana più scuole per l'infanzia PIOMBINO. Chi si attendeva accese
contestazioni è rimasto a bocca asciutta, anche se ieri alla sala del Quartiere
Salivoli ad assistere all'incontro sulla scuola organizzato da Fi-Pdl c'erano
dei sostenitori del "no" alla Legge Gelmini, alcuni insegnanti e un
rappresentante del collettivo studentesco "Tre passi avanti". «In
queste settimane - ha detto Leopoldo Provenzali, consigliere regionale Fi-Pdl -
in alcune scuole toscane sono accaduti fatti gravi dal punto di vista della
correttezza istituzionale che hanno interessato anche la provincia di Livorno.
Una campagna mistificatoria, quella orchestrata dalla sinistra, che oltre a
disseminare disinformazione e a strumentalizzare, priva alunni e famiglie di un
diritto fondamentale come quello dell'istruzione». «Come Pdl-Fi - prosegue
Stefania Fuscagni, consigliere regionale e vicepresidente della commissione
istruzione e cultura - stiamo portando avanti una vera e propria
"operazione verità" ribattendo colpo su colpo agli attacchi che la sinistra
sta portando alla Legge Gelmini. La dialettica
politica può essere aspra, ma sulle regole del gioco dobbiamo essere tutti
d'accordo, e la prima regola, quando si parla di scuola, è quella di impedire
di usare i ragazzi e le famiglie come leve per il proprio tornaconto politico e
partitico». Crediamo - hanno detto poi Provenzali e Fuscagni - che anche la
Regione colpevolmente non abbia esitato a diffondere l'idea che per contrastare
il decreto Gelmini tutte le strade fossero lecite. Noi
stigmatizziamo questo atteggiamento, invitando tutte le istituzioni a prendere
ufficialmente le distanze da chi fa della scuola un campo di battaglia e a
tenere la dialettica politica lontana dai ragazzi e dalle aule scolastiche.
Aggiungiamo che non solo non ci sono tagli al tempo pieno, che anzi verrà
rafforzato, non solo non ci saranno licenziamenti, ma anzi è prevista
l'apertura in Toscana di 60 sezioni in più per la scuola dell'infanzia con
oltre 550 nuove assunzioni». Al.To.
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 -
Montecatini In strada i banchi di scuola Studenti e insegnanti del Lorenzini pronti
alla protesta La prima lezione prevista al mercato settimanale di Pescia LUCA
SIGNORINI PESCIA. Il liceo Lorenzini prepara le lezioni di piazza. Dopo l'insuccesso della manifestazione di sabato mattina con il ministro
Gelmini presente al
"Circolo del Buongoverno", gli studenti della scuola pesciatina sono
tornati in classe desiderosi di riprendere le iniziative di protesta contro i
tagli all'istruzione. Per stamani intorno alle 9 è prevista la riunione del
comitato studentesco. In quella sede i rappresentanti di classe e
d'istituto, in accordo con i professori, perfezioneranno l'organizzazione delle
"lezioni a cielo aperto". Quasi la totalità degli insegnanti è
favorevole a questa presa di posizione, gli studenti, dalle prime alle ultime classi,
sono in fermento, tutto l'istituto è pronto a scendere in strada. Un'azione che
è per loro «grande fonte di visibilità, dopo cortei e sfilate, questo è l'unico
modo pacifico per farci sentire», ed è anche «un modo per non fermare la
didattica, perché la cultura e l'istruzione sono elementi fondamentali nella
costruzione del nostro futuro». Già sabato mattina i cittadini di Pescia
potranno cogliere qualche nozione di matematica o di filosofia, visto che i
ragazzi stanno provando ad organizzare la prima lezione in piazza Mazzini, tra
i banchi del mercato settimanale, un'occasione importante per coinvolgere nella
mobilitazione una buona fetta di abitanti. Se il primo appuntamento salterà, ci
sarà da aspettare la settimana nuova, gli studenti sono sicuri e convinti delle
proprie idee e, questa volta, godono dell'appoggio dei professori.
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
MATTEUCCI Continua
l'occupazione PISA. Palazzo Matteucci resta occupato. Sarà ancora il punto di
ritrovo del movimento studentesco che ha protestato contro
la legge 133 e il decreto Gelmini. Una numerosa rappresentanza di studenti pisani ha partecipato
alla manifestazione del
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Livorno
Nel maxi-consiglio vincono i fischi Blitz dei giovani Pdl arrivati da altre città
e inizia la bagarre Finisce per mancanza di numero legale, la seduta è stata
aggiornata a data da destinarsi LIVORNO. La situazione finisce quasi per
degenerare che è passato da poco mezzogiorno. Il salone-teatro del Chiostro
della Madonna, che ieri ha ospitato la seduta in forma aperta e congiunta dei
consigli comunale e provinciale per parlare della scuola dell'era Gelmini,
a quell'ora assomigliava più alla sbraitante curva di uno stadio. Urla e fischi
a decibel altissimi, cori di "buu". Gli studenti ce l'hanno con i
consiglieri: all'indirizzo di quelli del Pdl volano cori («Fascisti!
Fascisti!»). I rappresentanti delle opposte fazioni si beccano tra loro facendo
un chiasso indiavolato. La scintilla che ha appiccato il fuoco? Il fatto
che nella prevista girandola di interventi delle parti sociali (sindacati,
associazioni e movimenti di studenti) a parlare per il Pdl siano saliti sul
palco, oltre all'annunciata consigliera regionale forzista Stefania Fuscagni,
anche altri esponenti dei movimenti giovanili di partito per lo più provenienti
da fuori provincia (tra cui un membro romano dell'esecutivo nazionale di Azione
Universitaria di An-Pdl e i due responsabili pisani degli Studenti per la
libertà). Una mossa bollata come «provocazione» dagli studenti delle superiori
presenti in gran numero e letta come un «blitz del centrodestra» soprattutto
dai consiglieri della sinistra alternativa. Chiaro che il bailamme innescato
abbia inceppato gli ingranaggi della seduta facendo saltare anche il previsto
intervento finale del sindaco Cosimi. Dopo venti interventi (compresa
l'introduzione del presidente della Provincia Kutufà e l'intervento della
consigliera regionale pd Fabiana Angiolini), solo dopo le 13 è stato data la
parola ai consiglieri. Appena il tempo di farne parlare quattro, poi la seduta
è stata sciolta per mancanza di numero legale dei consiglieri comunali,
aggiornandosi a data da destinarsi. Non c'era più possibilità di votare il
documento congiunto contro le leggi Gelmini preparato
dalle commissioni consiliari sulla scuola di Palazzo Granducale e Palazzo
Civico. Come detto, il delicato equilibrio bipartisan su cui era stato
costruita questa seduta-tandem si è rotto quasi subito: trasformando il
consiglio congiunto in una girandola di interventi frequentemente interrotta
dagli studenti. Il clou della bolgia arriva quando Dario Antonelli del
Coordinamento studentesco si attacca al microfono provando a urlare a più non
posso le ragioni dei ragazzi dell'"Onda": «Avevo chiesto 20 secondi
per parlare ma non mi è stato concesso». A cedergli una parte del suo tempo è
Massimo De Santi (Comitato difesa scuola pubblica). Antonelli grida coperto dal
frastuono: «Perché si è voluto creare una situazione rischiosa turbativa del
dibattito in corso? Perché sono stati fatti intervenire studenti esterni al
territorio comunale e provinciale?». Una situazione denunciata poi anche da
molti consiglieri. «La destra non è assolutamente in grado di reggere il
confronto: questo consiglio si è trasformato in un convegno dove sono state
invitate persone che non avevano nessun rapporto col territorio», tuona
Alessandro Trotta (Prc). Rosalba Volpi (Sinistra Critica) va giù più dura:
«Decreto il fallimento di questo consiglio che doveva essere aperto e invece si
è trasformato in una passerella per la destra». Nel mirino anche il fatto che
siano stati quadruplicati gli interventi delle associazioni in quota Pdl, a
differenza di quanto concordato in conferenza dei capigruppo. Gianluca della
Maggiore
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Livorno
Dibattito. Nel Chiostro parole e urla: il dialogo è fallito LIVORNO. «Siamo
solidali col movimento degli studenti. La scuola ha bisogno di cambiamenti ma
le riforme vanno fatte con consenso e partecipazione. I giovani devono essere
protagonisti di quanto li riguarda: siamo qui per ascoltarli». Il presidente
della Provincia Kutufà, aprendo il consiglio-tandem, cerca un contatto positivo
con gli studenti. Perché di mattina? Ma loro, ancor prima di entrare in sala,
al megafono denunciano la scelta di organizzare la seduta di mattina. «L'avete
fatto - urlano - per impedire la partecipazione massiccia del mondo della
scuola». Quando poi Agnese Barbensi attacca a parlare per il Coordinamento
degli studenti, i suoi compagni espongono nel salone-teatro lo striscione
"La politica si fa nelle piazze". Sta qui il succo degli interventi
degli studenti. La loro critica è bipartisan: contro tutti i partiti e i loro
provvedimenti sulla scuola, rivendicano il loro ruolo politico. «Ci siamo
opposti - dice Barbensi - sia alla "riforma Moratti" che alla
"politica del cacciavite" di Fioroni». Sulla stessa linea Niccolò
Marinari (studenti delle superiori) e Giacomo Sini (universitari). «Saremo il
martello - dice Sini - che distruggerà il mosaico costruito in questi anni da
tutti i partiti per la mercificazione della cultura». Concetti ribaditi anche
da Marina Petri (Consulta provinciale degli studenti): «Dobbiamo essere
ascoltati perché siano realizzate le nostre idee e non progetti calati
dall'alto». Daniele Pieraccini (Nautico) sposta l'attenzione sulle scuole a
rischio: «Il mio istituto, in barba a ogni regola di buon senso, potrebbe
essere accorpato con un istituto tecnico qualsiasi». Al calor bianco.
L'atmosfera si surriscalda quando al microfono arriva Gabriele Lessi (Giovani
per la libertà), l'unico livornese tra gli invitati a parlare in quota Pdl.
«C'è una maggioranza silenziosa - dice tra i fischi - pronta a fare la propria
parte. Scegliamo il dialogo contro il clima di scontro politico al ribasso e
l'arroccamento su posizioni preconcette». Parole che scatenano il primo
putiferio: al suo indirizzo gli studenti inveiscono più volte. E' il refrain
che accompagnerà anche gli interventi pro-Gelmini dei due responsabili provinciali degli Studenti per la Libertà a
Pisa: Jonathan Alvino Genua (Alternativa Studentesca e consigliere comunale a
S. Maria a Monte) e Luca Cuccu (leader dei giovani forzisti in Valdera e
consigliere comunale a Crespina) azzardano anche un «invito al confronto con
gli altri studenti». Particolarmente fischiato l'intervento del romano
Andrea Volpi, membro dell'esecutivo nazionale di Azione Universitaria (An-Pdl).
Così come quello della responsabile regionale di An per la scuola Roberta
Marchi (Associazione Nuova Italia e consigliera comunale a Pescia):
«L'intervento finanziario della Gelmini non è un
taglio ma è una redistribuzione mirata delle risorse». Più soft. Il clima torna
relativamente calmo quando a parlare sono i rappresentanti dei sindacati.
Fiorigia Beverelli (Cobas) attacca «le menzogne» dei giovani di An che avevano
parlato di un mantenimento del tempo pieno. Fulvio Corrieri (Snals) ricorda che
«i tagli della Gelmini non sono sostenibili dal nostro
territorio». Claudio Galatolo (Unicobas) critica le manipolazioni mediatiche
«che ci incamminano verso un regime». Concetto ripreso sia da Vladimiro Carpita
(Gilda) che vede nell'attacco alla scuola «il tentativo di distruggere la
roccaforte della cultura della sinistra» sia da Vincenzo Baggiani della Uil
(«dietro la riforma c'è un concetto educativo reazionario»). A ribadire che la
mobilitazione continuerà sono Paola Colorà della Cisl scuola («in attesa di un
tavolo di confronto vero, manteniamo lo stato di mobilitazione della
categoria») e Patrizia Villa della Flc Cgil («non credo che la mobilitazione si
debba fermare di fronte all'approvazione arrogante della legge, il governo snobba
i 2 milioni di italiani che hanno detto no»). Dalla Regione. Nel ping-pong di
voci c'è spazio anche per Anton Luca Moschetti che porta la voce della Fism
(Scuole materne cattoliche). Il mulinello di interventi si conclude con le due
consigliere regionali. Per il centrodestra Stefania Fuscagni sottolinea «la
singolarità» del bi-consiglio livornese: «In tutte le altre occasioni formali a
cui ho partecipato c'è stata la possibilità di dissentire e consentire. Non
credo che alcuno di voi possa sostenere che il diritto al consenso in una
società democratica non debba essere garantito». Per il centrosinistra Fabiana
Angiolini (Pd) ribadisce l'impegno della Regione sul fronte scuola («dal 2005
sono raddoppiati gli investimenti sulla scuola dell'infanzia e si è puntato
forte sull'edilizia scolastica e per i piccoli comuni»): ricorda poi il ricorso
alla Corte costituzionale e, pur ribadendo tuttio i no ai tagli della Gelmini, lancia un invito pressante al dialogo. Marco Mazzi
(gruppo misto) accusa: «Ci sono stati interventi faziosi, ideologici, sciocchi.
Non possiamo accettarlo». E Tamburini (An): «L'avevo detto che sarebbe stata
una passarella: almeno così è stata una passarella democratica». Fra i fischi
aggiunge: «Gli studenti sono stati strumentalizzati e l'ascolto è stato
frammentato da una ignobile gazzarra».
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'OPINIONE CON IL CERINO
SUL FUOCO Nel maxi-consiglio del dialogo e dell'ascolto non c'è né dialogo né
ascolto: in una successione già affollatissima di interventi annunciati, il
centrodestra ne infila in extremis una serie. Salta agli occhi però un fatto
quantomeno stravagante: tutti paracadutati qui da altre città. Lo sono anche i
due consiglieri regionali (di opposto schieramento), ma sono la voce
istituzionale dell'assemblea regionale in questo consesso istituzionale che si
sforza di aprirsi all'esterno: e oltretutto la loro partecipazione è stata
ampiamente dibattuta. E' un blitz, non giriamoci intorno: o per gettare benzina
sul fuoco del confronto o per saturare gli spazi e ingolfare il dibattito. Non
si sostiene qui il "pensiero unico", al contrario: né sulla scuola né
su altro. Ma è difficile immaginare che, per fare un esempio sul filo del
paradosso, possa aver l'innocente intenzione di dare un contributo al dibattito
chi chiamasse da Roma gli ultrà laziali a una tavola rotonda sullo sport a
Livorno. L'idea di un consiglio-tandem di Comune e Provincia (aperto alla
città) sulla scuola era saltata fuori a sinistra: una sottolineatura
istituzionale forte se pensiamo che l'unico precedente recente è l'attentato
alle Torri Gemelle. All'inizio il centrodestra è stato decisamente freddo, anzi
contrario. Poi, dopo mille mediazioni per dare garanzie di non trasformare la
discussione in un rodeo anti-Pdl, ecco finalmente una scaletta misurata con il
bilancino bipartisan. E anche il centrodestra si è mostrato quasi entusiasta di
aver finalmente «l'opportunità di smascherare le bugie della sinistra».
L'obiettivo era stato centrato: opinioni opposte sulle
leggi Gelmini ma tutti
d'accordo nel far delle due assemblee elettive della città il luogo di una
discussione allargata a chi vive nel mondo della scuola. Va detto che domenica
pomeriggio alle 16,18, dopo il rigore di Kakà e prima del gol di Baptista,
Forza Italia convoca tramite e-mail una conferenza stampa per l'indomani
mattina in contemporanea con il maxi-consiglio: per dire cosa, se buona
parte dei protagonisti parla già nell'assise nel Chiostro? Non si può giocare
con gli ingranaggi (delicati) della democrazia: si fa del male alla democrazia.
E alla scuola. Mauro Zucchelli
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Livorno
«Perché avete dato la parola a estranei?» Il Coordinamento studentesco: è stata
una provocazione Rifondazione: si è lasciato che la destra snaturasse
l'incontro LIVORNO. «Il consiglio provinciale e comunale ha permesso che
intervenissero persone estranee alla realtà locale, sia politica che sociale, e
che quindi non erano qualificate per intervenire, al solo scopo di creare una
provocazione». Il Coordinamento studentesco, promotore
della contestazione anti-Gelmini, non risparmia le critiche alla gestione del maxi-consiglio. Gli
studenti del fronte anti-Gelmini segnalano che mentre a queste persone «venivano concessi
interventi, a noi è stata negata ogni replica, ogni richiesta, ogni
comunicazione. Questo non ci stupisce: abbiamo contestato con forza
questa situazione e ci è stato detto che avevamo trasformato il Consiglio in un
mercato. L'unico mercato invece, come ci hanno dimostrato, è quello
elettorale». Il Coordinamento, all'insegna dello slogan "La politica si fa
in piazza", rivendica di aver accompagnato la propria presenza «anche con
volantini, striscioni e slogan» per dire tutta la propria «estraneità agli oscuri
giochi che sempre caratterizzano i salotti della "politica", per
quanto provinciali siano». Critiche di tenore simile arrivano anche da
Rifondazione comunista: «Per un concetto del tutto fuori luogo di "par
condicio" - si afferma - la gestione del Consiglio ha permesso che la
destra snaturasse il senso dell'incontro pubblico trasformandolo in una pura
passerella per rappresentanti politici di An e Forza Italia». Come se non
bastasse, «l'assenza di numerosi consiglieri di maggioranza, insieme all'uscita
pretestuosa della destra, ha fatto sì che alla fine mancasse il numero legale,
completando così la frittata». Il Prc chiede che ora si approvi «un documento
chiaro che manifesti concretamente la volontà di contrastare gli effetti
devastanti dei provvedimenti del governo». M.Z.
( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Livorno Forza
Italia: la sinistra strumentalizza i ragazzi Amadio (An): smettetela di
arrampicarvi sugli specchi LIVORNO. I vertici regionali, provinciali e comunali
di Forza Italia verso il Pdl si sono riuniti per difendere
a spada tratta la riforma Gelmini: a margine dell'iniziativa di Comune e Provincia, gli esponenti
del partito del presidente del Consiglio convocano la stampa per ribadire la
propria posizione sul tema della riforma dell'ordinamento scolastico. Assieme
ai consiglieri provinciali Stefano Lami e Maurizio Zingoni e quelli comunali
Maurizio Lampredi e Giuseppe Argentieri, per confermare la bontà delle
scelte del governo sull'istruzione si sono mobilitati anche Roberto Russo
(presidente provinciale dei Circoli della Libertà) e il consigliere regionale
Leopoldo Provenzali. Ma soprattutto è scesa ancora una volta in campo
l'onorevole Stefania Fuscagni, vicepresidente del gruppo consiliare in Regione
che si occupa proprio della scuola e giunta già al suo 72º intervento
sull'argomento. Senza contare le due tappe successive del mini tour giornaliero
che l'hanno vista portavoce anche negli appuntamenti svoltisi nel pomeriggio di
ieri, con tappe prima a Piombino e poi a Cecina in serata. «Gli studenti -
sottolinea Fuscagni - sono stati strumentalizzati dal centrosinistra con un
preciso obiettivo: una controinformazione ad hoc per raggiungere il punto più
alto della protesta in coincidenza della manifestazione del 25 novembre a Roma.
Ma quando la folla viene incitata facendo leva sulla paura, risulta difficile fare
marcia indietro. Malgrado ciò, ci stiamo mobilitando il più possibile per
smascherare le tante bugie dette che sono state dette in questi mesi». A tal
proposito, a Livorno Forza Italia dice di aver già provveduto a contattare i
maggiori istituti del territorio per allestire dei momenti di confronto
democratico: considerate alcune delle risposte positive già ricevute, - si
afferma - a breve verrà anche stilato un calendario di incontri con corpo
docente, studenti e famiglie. A margine del maxi-consiglio, ma in modo
distinto, interviene anche Marcella Amadio (An): «Inviterei gli studenti a
occupare sedi Cgil, simbolo del potere di alcuni professori-baroni. Polemica
contro chi è venuto da fuori? Ipocriti, quelli di sinistra hanno parlato
nascondendosi dietro alle sigle di associazioni e partiti. Anche Angiolini
viene da Firenze. Si arrampicano sugli specchi». A.P.
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
I - Palermo Gli studenti dei licei artistici Picasso e Munch la protesta anti Gelmini con i quadri
in piazza INTRAVAIA A P
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Palermo Picasso
e Munch, la protesta anti-Gelmini
è arte SALVO INTRAVAIA Guernica di Picasso e L´Urlo di Munch, due opere
d´arte?simbolo contro i soprusi esposte in piazza per protestare contro la
riforma Gelmini. Ieri
mattina studenti e professori dei licei artistici e dell´istituto d´arte di
Palermo hanno manifestato contro i provvedimenti del governo che «tagliando le
ore delle discipline di indirizzo, snaturano l´istruzione artistica».
Due i momenti salienti della manifestazione, che a tratti è stata bagnata da
una pioggia fastidiosa, uno a piazza Ruggero Settimo e l´altro a piazza Verdi.
Nelle prime ore della mattina, a piazza Politeama si sono posizionati gli
studenti e i docenti dell´artistico Damiani Almeyda, che hanno anche raccolto
le firme a sostegno della protesta tra i passanti. A piazza Verdi si sono
esibiti prof e studenti del liceo artistico Eustachio Catalano e dell´istituto
d´arte di piazza Turba. Protagonista della performance estemporanea anche il
preside dell´istituto d´arte, Carlo Monastra, che utilizzando bombolette spray
ha realizzato un pannello decorativo. In poco tempo piazza Verdi è diventata
una specie di scuola a cielo aperto con spazi in cui i docenti svolgevano le
loro lezioni: Italiano, Storia dell´arte e, ovviamente, disegno. «Futuro sfocato:
no all´articolo 64», recitava un pannello realizzato con foto sfocate dei
ragazzi del Catalano. «Il frontone del teatro Massimo - commenta amareggiato
Franco Reina - riporta la scritta "L´arte rinnova i popoli e ne rivela la
vita ?", ma a Roma sembrano essersene dimenticati». Verso le 10,30, mentre
i compagni delle altre classi disegnavano o modellavano la creta, i ragazzi
dell´Almeyda montavano un pannello di 4,20 per
( da "Unita, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nel 1400 i primi
sbarchi degli esuli dall'Albania La battaglia delle Regioni
contro la ministra Gelmini
ha segnato un punto a favore alquanto importante il 6 novembre scorso. In un
decreto che nulla centrava con la scuola (si parlava di riorganizzazione
sanitaria) si prevedeva l'accorpamento delle scuole sotto i 50 studenti e il
commissariamento delle Regioni che non avessero presentato entro novembre il
piano di riorganizzazione. Il governo ha presentato un emendamento
all'articolo 3 del decreto legge
( da "Riformista, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
La grande corsa a
sinistra Rimane qualcuno a destra? TENDENZE. Per Tremonti è di sinistra il suo
antimercatismo. Per Alesina e Giavazzi il loro liberismo. Poi c'è Berlusconi («Il
mio governo segue politiche decisamente di sinistra»), che ha aperto la via a Gelmini,
Bondi e da ultimo a Brunetta: tutti «di sinistra» e impegnati in riforme di
sinistra. E un dubbio sorge: è il mondo che è cambiato o in Italia ci si
vergogna a stare dall'altra parte? di Stefano Cappellini Dunque, ricapitolando
l'aggiornamento sull'album di famiglia: due giorni fa, nel mentre è impegnato a
smascherare la militanza a sinistra dei fannulloni italiani, il ministro
Brunetta spiega quanto soffra a denunciare questo stato di cose essendo egli
stesso di sinistra, «socialista di Forza Italia», per la precisione. Nello
stesso giorno, anche la collega dell'Istruzione Mariastella Gelmini
assicura che il governo «fa cose di sinistra». Del resto, prima e più autorevolmente
della titolare dell'Istruzione, nel luglio scorso, era stato Silvio Berlusconi
in persona, dal palco delle conferenze stampa di palazzo Chigi, ad assicurare
che il suo è un governo impegnato in politiche «decisamente di sinistra». C'è
poi Sandro Bondi, che come Gramsci nessun intellettuale mai in Italia. Non
parliamo di Giulio Tremonti, convinto di aver scavalcato a sinistra l'intero Pd
in parole e opere, che ospite in settembre della Festa nazionale del Pd di
Firenze esordisce citando Marx, e che ancora prima di diventare di nuovo
ministro del'Economia aveva già pubblicato un libro, La paura e la speranza, in
cui gli strali «antimercatisti» erano indirizzati quasi in pari misura ai
signori della finanza e ai signori della gauche tricolore, in quanto complici
dei primi. Peraltro Veltroni&co. hanno cominciato a prendere cazzotti dal
Tremonti no global quando non si era ancora riassorbito sulle loro teste il
bernoccolo per lo scappellotto degli economisti liberali Alberto Alesina e
Francesco Giavazzi. I quali, supportati da buona fortuna giornalistica,
deploravano che la sinistra non si fosse resa conto che il liberismo è cosa
sua, che Il liberismo è di sinistra, appunto, come da titolo del pamhplet a
quattro mani uscito un annetto fa (quando i liberisti non dovevano ancora
nascondere la copia del Wall Street Journal tra Chi e Novella 2000). Nel
momento in cui la sinistra italiana ha toccato il suo nadir, espulsa dal
Parlamento nella componente verde socialcomunista, sbatacchiata da una
sconfitta epocale sul fronte riformista, ecco che proprio oggi spunta che sono
tutti di sinistra, esecutivo e maggioranza compresi, tranne forse qui poveri
drop out di Gasparri e Borghezio. Da una parte, davanti a cotanto autorevole
affollamento a manca, verrebbe quasi la tentazione di aggiungere un livido in
più sul corpo di Veltroni e chiedergli a muso duro com'è possibile che un
marchio così di tendenza abbia venduto tanto poco alle ultime elezioni, e se la
colpa non sia anche del venditore, che lo ha esposto male o addirittura ha
cercato di nasconderlo per proporre merce già fuori catalogo o sulla via del
tramonto, dato che il Pd ha passato parte della campagna elettorale a
preconizzare un nuovo boom economico o a snocciolare formule del tipo «la
sicurezza non è né di destra né di sinistra» (tema cruciale, la sicurezza, ma
non si è mai capito perché questo presunto status bipartisan della sicurezza
non dovrebbe valere allora anche per la disoccupazione, la fame nel mondo o la
malasanità). Ma sarebbe troppo comodo. Bisogna invece che qualcuno cominci a
chiedere conto ai neo-sinistri, o ai sinistri di ritorno come i socialisti
azzurri, o ai liberali - che avrebbero già sufficienti ragioni di orgoglio a
casa propria - perché si affannino così a cercare legittimazione e copertura a
sinistra. Perché Berlusconi e molti suoi ministri si autocollocano fuori dal
proprio schieramento naturale? Le risposte possibili sono naturalmente molte.
Le più attendibili non sono confortanti per i diretti interessati. La
sensazione è che molti degli aspiranti sinistri (ultima arrivata Gelmini) siano nell'intimo convinti che una riforma possa
essere considerata "seria" solo se ha un'impronta sinistrorsa. Il che
testimonia, quantomeno, un complesso d'inferiorità. Che non si può certo
spiegare con il vecchio mantra sull'egemonia della sinistra nella società
civile, perché a quello ormai credono davvero solo Gasparri e Borghezio. A meno
che l'equivoco non stia in quel «noi pensiamo ai meno abbienti» ergo siamo di
sinistra (sempre Gelmini, ma di recente anche Tremonti
e Berlusconi), associazione che nella sua approssimazione e sciatteria fa il
paio con quella di cui sopra sulla sicurezza e, al limite, anche avesse una sua
verità, confermerebbe solo che la destra si preoccupa esclusivamente degli
abbienti. Non il massimo, per un esecutivo di centrodestra. In altri casi non
si capisce invece perché i leader e i pensatori del centro o del centrodestra
non si propongano coerentemente come riformatori delle idee del proprio campo.
Il giorno in cui un Tremonti, anziché pretendere di spiegare alla sinistra come
deve fare il suo mestiere, spiegherà con orgoglio di aver dato corso al
pensiero della Nuova Destra; il giorno in cui Alemanno e il Pdl romano, anziché
varare una pletorica commissione affidata a un socialista, dimostreranno di
avere un'idea in proprio che sia una sul futuro di Roma; il giorno in cui
Brunetta annuncerà di aver licenziato centomila fannulloni certificati, anziché
certificarne lui a suo insindacabile parere le preferenze elettorali, allora ci
si potrà convincere che la destra italiana non ha solo il consenso, ha anche
una identità e un progetto credibile senza doverli chiedere in prestito alla
biblioteca dell'Istituto Gramsci. E soprattutto gli elettori del Pdl avranno la
meritata soddisfazione di constatare che i loro leader hanno smesso di
vergognarsi di essere di destra. 18/11/2008
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Napoli
L´Onda rallenta, liberata Lettere Ancora occupata l´Orientale ma si studiano
altre forme di protesta BIANCA DE FAZIO Ieri sera ancora sventolava, a una
finestra della facoltà di Lettere e filosofia, lo striscione che ha campeggiato
durante queste settimane di mobilitazione: «Lettere occupata». Ma alle 18 di
ieri le chiavi della sede di Porta di Massa sono state riconsegnate al preside,
Arturo De Vivo. Gli studenti di Lettere levano le tende, dopo aver presentato
al rettore Guido Trombetti e al preside della facoltà un documento che
ribadisce le ragioni della protesta e insiste, coi vertici della Federico II,
perché dallo Statuto sparisca la norma che apre all´ingresso di privati
nell´ateneo. «Si apre una nuova fase del movimento - spiega Giancarlo, del
collettivo di Lettere - La parola d´ordine dell´Onda, che era "noi la
crisi non la paghiamo", va oltre: "la crisi la si paga coi
profitti". Ribadiamo, insomma, che Confindustria resta l´obiettivo della
nostra contestazione. Usciamo dall´università - continua - anche perché vi
possano finalmente entrare i soggetti esclusi, i lavoratori, innanzitutto».
D´altra parte l´occupazione di Lettere aveva già una scadenza, quella del 14
novembre, il giorno della manifestazione nazionale a Roma. Poi
gli studenti anti Gelmini
avevano decidere di proseguire in questa forma di lotta per partecipare, sabato
e domenica, all´assemblea che si è tenuta alla Sapienza e che ha prodotto, col
lavoro dei movimenti di tutta Italia, una serie di documenti. «L´occupazione -
si legge nel documento consegnato al rettore Guido Trombetti - dovrà tradursi
in qualcosa d´altro, ma essa ha dato vita a un´esperienza di socialità e
di cultura impossibile da pensare come reversibile. Consegneremo le chiavi, ma
conserviamo il presidio dell´aula Piovani e delle aule inutilizzate della
biblioteca». All´Orientale, invece, l´occupazione è ancora una realtà: se a
palazzo Corigliano sono state riaperte le biblioteche, a palazzo Giusso tutto
resta nelle mani degli studenti, «ma stiamo cercando una formula - afferma
Giovanni - per aprire alcune strutture anche qui». Gli studenti dell´Orientale
hanno partecipato numerosi alla due giorni della Sapienza: erano 89. I
documenti elaborati dall´Onda a Roma saranno oggetto di un´assemblea fissata
per domani mattina, a palazzo Giusso, nel corso della quale si decideranno
anche le nuove forme della protesta.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
FAENZA pag. 13
?Vogliamo cultura, non spazzatura? La protesta degli studenti contro la riforma
MANIFESTAZIONE IN CORSO MAZZINI E IN PIAZZA DEL POPOLO IL COORDINAMENTO degli
studenti medi ha dato vita ieri mattina ad una manifestazione per protestare
contro la riforma scolastica varata dal governo mediante la
legge Gelmini. Tra cori,
fischi, sfottò ed incitamenti, poco più di un centinaio di ragazzi e ragazze
hanno percorso tranquillamente tutto corso Mazzini, da piazzale Pancrazi fino a
piazza del Popolo, discretamente scortati dalla Polizia. Non è avvenuto alcun
incidente di sorta, e tutto si è svolto pacificamente fino in piazza del
Popolo. Qui i giovani si sono seduti sull?asfalto ad ascoltare
interventi sulla riforma scolastica dall?alto del palco allestito per
l?occasione. Infine il gruppo di giovani si è sciolto. Resta comunque negli
istituti scolastici superiori anche faentini un po? di inquietudine per gli
effetti della riforma della scuola, ancora non del tutto venuti a galla. Image:
20081118/foto/3838.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
CAMPIONATO
GIORNALISMO pag. 11 «Scuola, un secolo e mezzo di riforme» Gli studenti delle
medie di Serramazzoni ripercorrono le tappe dell?istruzione «LA SCUOLA è un
luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l?acquisizione delle
conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica». Così recita lo statuto degli
studenti e delle studentesse della Repubblica Italiana. Ognuno di essi ha il
diritto di studiare, anche se non tutti i Paesi del mondo la pensano in questo
modo. Questa è uno dei punti di riferimento per dare sviluppo e modernità a un
paese, perché istruisce e fa apprendere conoscenze e abilità ai ragazzi, che
sono e saranno il nostro futuro. La scuola nella storia è sempre esistita: le
prime risalgono addirittura all?epoca degli Egizi, che istruivano i bambini che
da grande avrebbero avuto un alto ruolo sociale. POI fino al 700 le scuole
furono gestite dalla Chiesa, che cercava di dare un?impronta religiosa ad ogni
disciplina. Gli illuministi arrivarono alla conclusione che la scuola dovesse
essere laica. Dalla metà dell?800 fino ad oggi la scuola è stata interessata da
una serie di smisurate riforme, che come spesso accade suscitarono e suscitano
una serie di polemiche. In questi giorni infatti la scuola è al centro di
discussioni e dibattiti. Un breve cenno alle principali riforme: con la ?
Casati? del 1859 la scuola era aricolata su due bienni di cui il primo
obbligatorio. La riforma Coppino del 1870, attuata dalla Sinistra storica, era
la prima che consentiva di dare sanzioni ai genitori di quei ragazzi che non
frequentavano le lezioni e portò gli anni delle elementari a 5, di cui 3
obbligatori. LA RIFORMA ?Orlando? nel 1904, porta l?obbligo scolastico a 12
anni e inserisce come materia di studio anche la religione cattolica. Con
Gentile nel 1923 abbiamo la riforma che ha contribuito maggiormente al
cambiamento del mondo scolastico. Ha innalzato l?obbligo a 14 anni anche se una
vera sua applicazione si avrà solo nel 1963. Un decreto molto importante è
quello del 1977, ricordato per aver assegnato insegnanti di sostegno agli
alunni diversamente abili. DEGLI ultimi decenni ricordiamo l?eliminazione degli
esami di riparazione 1995 che oggi in forma diversa vengono rindrodotti. Nel
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
CAMPIONATO
GIORNALISMO pag. 11 «Un secondo papà per gli alunni» L?INTERVISTA BOTTA E
RISPOSTA CON IL DIRIGENTE SCOLASTICO GLI STUDENTI della scuola media ?Cavani?
di Serramazzoni hanno intervistato il dirigente scolastico del loro istituto
facendogli alcune domande riguardo la sua formazione e le sue esperienze
professionali con uno sguardo all?attualità. Come ci si sente ad essere il
preside di una scuola? «Ci si sente come un padre di famiglia preoccupato per i
propri figli, per il loro futuro». Ha sempre sognato di fare il preside? «Ho
desiderato al termine del mio percorso di studi diventare un professore, ma non
pensavo davvero di diventare preside». Dunque è il primo anno che svolge la
funzione di preside in una scuola? «Sì, è il primo anno. Gli anni scorsi ho
insegnato sia nelle scuole primarie sia nelle secondarie di secondo grado. Ho
assunto per qualche anno il ruolo di vicario e poi ho deciso di partecipare ad
un concorso per diventare dirigente». Si è trovato bene a Serramazzoni, nella
nostra scuola? «Benissimo, sto lavorando con grande entusiasmo. Tutto il
personale scolastico sta collaborando in maniera positiva». Quale materia
scolastica, se lei potesse scegliere, insegnerebbe volentieri? «Sicuramente
insegnerei la storia». Un?ultima domanda... Che cosa ne pensa del decreto sulla
scuola del ministro Gelmini? «Ogni nuova riforma cerca
di migliorare qualcosa ma non vi nascondo che in questo momento sono un po?
deluso». Alessia Giordani Beatrice Sghedoni Elena Ferrari Luana Dos Santos III
C
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
VETRINA ASCOLI pag.
1 E? STATA una protesta spontanea quella che ieri ha visto un grupp... E? STATA
una protesta spontanea quella che ieri ha visto un gruppo di ragazzi
universitari appartenenti alla sinistra, riunirsi davanti
al piazzale della stazione ferroviaria per discutere insieme del decreto Gelmini. Gli studenti universitari di
Ascoli si sono riuniti ed hanno sfilato lungo le vie della città, attraversando
viale Indipendenza, Corso Vittorio Emanuele, piazza Arringo fino a raggiungere
la sede del provveditorato agli studi, in via Dino Angelini dove hanno fatto
sentire la loro voce. Una manifestazione per ribadire il loro no a
questo decreto. Per questo proprio i Giovani Democratici nei giorni scorsi
hanno dato il via alla raccolta di firme per porre questo decreto che ormai è
legge al vaglio del Referendum. Questo taglio di 8 miliardi è inaccettabile,
dicono i manifestanti tanto meno lo è lo spettro della privatizzazione, che non
sanno dove andranno a finire. Su tutte queste paure aleggia poi lo spettro
della piaga che affligge tanti giovani, della prospettiva di un precariato
vitalizio e di un senso di povertà, materiale e culturale.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
VETRINA ASCOLI pag.
1 Protesta degli studenti in strada contro la riforma Gelmini
di EMANUELA ASTOLFI CHE fine ha fatto, o meglio, che fine farà la pratica che
dovrebbe portare Ascoli ad ottenere il riconoscimento di città parimonio
dell?Unesco? Lo chiederanno oggi pomeriggio alle 18 alla libreria Rinascita i
rappresentanti locali di Italia Nostra, in un incontro pubblico al quale è
prevista la partecipazioen del sindaco Celani, della presidente della
commissione cultura del Comune, Giovanna Cameli, degli assessori alla cultura
del Comune e della Provincia, Andrea Antonini e Olimpia Gobbi, e del professor
Stefano Papetti, direttore della Pinacoteca civica. «Il 13 ottobre del 2001 ?
spiega Nazzareno Galanti, segretario della sezione di Ascoli di Italia Nostra ?
85 associazioni culturali cittadine chiesero al sindaco Celani di avviare la pratica
per l?ambito riconoscimento. Il 14 febbraio del 2006, si insedia la commissione
di studiosi e storici chiamata a portare a termine il lungo iter. Si punta sul
sistema piazze». A settembre dello stesso anno una sterzata porta ad
individuare nel travertino il simbolo distintivo della città che potrebbe
portare all?ambito riconoscimento. Ma la pratica tartaruga si arena ancora.
«All?inizio di aprile di quest?anno lo Zecchino d?Oro doventa patrimonio
dell?umanità ? aggiunge Galosi ? e Ascoli è ancora indietro...» Segue a pagina
IV Image: 20081118/foto/386.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
VETRINA
SAN GIOVANNI IN PERSICETO pag. 21 Gli studenti torneranno sotto i portici con
lavagne, cattedre e sedie «Questa vol... Gli studenti torneranno sotto i
portici con lavagne, cattedre e sedie «Questa volta però non puntiamo il dito
sulla Gelmini»
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
VETRINA SAN GIOVANNI
IN PERSICETO pag. 21 «Lezioni all?aperto, ma non per protesta» E se ne parla a
primavera ISTITUTO ARCHIMEDE PARLA UNA DELLE LEADER DELLA CONTESTAZIONE ?
PERSICETO ? «RIPETEREMO le lezioni all?aperto. Ma questa volta non in segno di
protesta contro la Gelmini». Così Marta Bonasoni, la
studentessa dell?Archimede di Persiceto, che nei giorni scorsi aveva
organizzato, assieme ad altri studenti, alcune ore di lezione in piazza del
Popolo. Lo scopo dell?iniziativa era quello di protestare, in un modo davvero
inconsueto, contro la riforma scolastica. «Adesso ? racconta la Bonasoni, che
frequenta il quinto liceo e che ?da grande? vuol fare l?avvocato ? sono in
corso colloqui con gli insegnanti che ci stanno informando sullo sciopero
generale indetto a fine novembre. Dal nostro canto però a scuola non abbiamo
pensato di fare ancora niente. Rimane comunque il fatto che siamo preoccupati
dai tagli, non tanto per il liceo, ma per gli istituti tecnici. Gli studenti
sono il futuro del nostro Paese e sono quelli che, con l?entrata in vigore
della legge Gelmini, ci rimetteranno di più». La
ragazza continua: «Alcuni docenti ci hanno chiesto invece di organizzare altre
lezioni all?aperto. Visto il successo dell?iniziativa, dimostratasi singolare e
vincente; pensiamo di farlo però più avanti, almeno con l?arrivo della
primavera. Progettiamo di fare qualche ora di fisica». IN PIAZZA del Popolo, si
erano alternati tre insegnanti, di inglese, di fisica e di artistica, una
situazione che aveva attirato la curiosità dei passanti. Sotto il portico del
Comune erano state infatti sistemate oltre alle sedie, dove avevano preso posto
una settantina di studenti, anche cattedra e lavagna. «Se avevamo scelto di
organizzare una lezione in piazza ? conclude Marta ? era proprio per dimostrare
che altre forme di protesta come l?autogestione e l?occupazione della sede del
polo scolastico, già in atto, non intendevano togliere spazio alle lezioni. A mio
avviso è stato un momento di apprendimento comune che si è svolto in un clima
di totale civiltà e che ha evidenziato il nostro desiderio di imparare». Pier
Luigi Trombetta
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
GROTTAMMARE, CUPRA E
RIPATRANSONE pag. 12 ATTIVAZIONE dei contratti di quartiere, missione Delaware
e ?piani di battag... ATTIVAZIONE dei contratti di quartiere, missione Delaware
e ?piani di battaglia? nei confronti della Legge Gelmini.
Sono questi i punti salienti che hanno caratterizzato il recente consiglio
comunale presieduto dal sindaco D?Erasmo che, in apertura, ha ricordato due
cittadini scomparsi negli ultimi giorni: l?ex dipendente comunale Quirino De
Angelis e la signora Maria Vespasiani, moglie dell?ex sindaco Nadino
Michelangeli. «Sono già state espletate le prime gare di appalto per i
?Contratti di quartiere? inerenti il recupero e la trasformazione in dodici
alloggi dello stabile delle ex Cantine Cardarelli, i cui lavori inizieranno fra
due settimane; il nuovo impianto di illuminazione in Via Garibaldi e la
sistemazione definitiva delle due strade pedonali di accesso al Teatro delle
Fonti per un importo di 250mila euro» afferma il sindaco «Sono in corso anche i
lavori di rifacimento del manto di asfalto sulla strada Magazzini, come pure
quelli di realizzazione della sede del centro polivalente nella frazione
Petrella, e del nuovo campo sportivo in zona Valtesino». Per quanto riguarda la
?missione Delaware?, su richiesta del consigliere di minoranza Luigi Cava, il
primo cittadino ha puntualizzato che il viaggio negli Stati Uniti è servito
esclusivamente per rafforzare i rapporti culturali con il Comune, già avviati
lo scorso anno, e stabilirne altri di carattere commerciale inerente la
produzione dei vini doc e tipicità locali. A tal proposito il consigliere Cava
ha invitato il sindaco D?Erasmo a dare la possibilità anche ai consiglieri di
partecipare alla prossima ?missione? nel Delaware. Dopodichè il Consiglio, con
i soli voti della maggioranza, ha approvato un ordine del giorno avente ad
oggetto i ?Recenti provvedimenti del Governo in materia di ridimensionamento e
razionalizzazione scolastica - Legge Gelmini?. Al tal
proposito l?assessore alla cultura e pubblica istruzione Remo Bruni, a nome del
consiglio comunale, ha espresso la propria contrarietà alla chiusura dei plessi
con meno di cinquanta alunni ed indicato al Governo di reinvestire totalmente
nella scuola pubblica il 70% del risparmio previsto dalla legge. Infine il
Consiglio ha approvato un nuovo regolamento edilizio comunale, volto a favorire
l?edilizia residenziale da un punto di vista volumetrico. Rosita Spinozzi
( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-18 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Vittorio Sgarbi «Le aule? Una suburra Ora gestione
unitaria di museo e istruzione» Premesso che «sono il massimo esperto, visto
che la riforma delle Accademie è opera mia», Vittorio Sgarbi ha un'idea
piuttosto chiara dello stato attuale («il casino») di Brera: «Pinacoteca e
Braidense sono pulite e ordinate, l'Accademia è sciatta, una suburra». Lei,
Sgarbi, è anche presidente dell'Accademia di Urbino, certe situazioni le
conosce: qual è il motivo di questa confusione? «Le diverse istituzioni non si
parlano, vanno per i fatti loro. Occorre, invece, che tutti lavorino per un
grande Brera nelle aspirazioni e negli ideali, prima ancora che negli spazi.
Oggi manca un'identità culturale». L'alternativa qual è? «Pinacoteca e
Accademia vanno ricondotte sotto uno spirito unitario. La loro capacità
d'accoglienza e attrazione dev'essere unitaria...». Nell'Accademia si è aperto
anche il dibattito sugli avanzi di bilancio. «C'è da sbloccare uno stallo, il
presidente Mazzotta dovrebbe prendere fortemente in mano la situazione e
ricondurre il direttore nell'alveo delle sue funzioni tecniche. Mazzotta ha
l'esperienza imprenditoriale per farlo. Poi, secondo me, è il momento per
un'altra scelta strategica...». E quale sarebbe? «è sempre più urgente un
accordo tra i ministeri all'Istruzione e dei Beni culturali. Lo dirò il 26 novembre alla Gelmini: apra un dialogo nel settore dell'arte e dia un mandato
fiduciario a un consulente, che potrei essere io...». E una volta nominato il
consulente? «Si lavori in pool alla valorizzazione unitaria di Pinacoteca e
Accademia. Con un concerto d'istituzioni e privati che "adottino" i
luoghi di cultura. Penso ad Armani, Bracco...». Vittorio Sgarbi Armando
Stella
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Genova
Le superiori Primi seminari con gli operatori Aied Sesso e Costituzione King in
autogestione con l´ok dei docenti Sesso e Costituzione. Al liceo King (classico
e scientifico) è partita ieri l´autogestione che proseguirà fino a venerdì: ogni
pomeriggio, dalle 15, gli studenti hanno invitato operatori dell´Aied a tenere
lezioni di educazione sessuale. I docenti parteciperanno con approfondimenti
sulla Costituzione e, con loro, attori teatrali svolgeranno laboratori sul
teatro civile, volontari di associazioni cittadine racconteranno le proprie
esperienze a fianco degli ultimi. Il tutto con il nulla osta e
l´incoraggiamento del preside Renato Dellepiane e il collegio dei docenti.
«Vedremo come andrà questa prima settimana - spiegano gli
studenti - ma se le cose scorreranno come immaginiamo abbiamo tutta
l´intenzione di proseguire a oltranza». Anche al liceo classico Mazzini,
giovedì, partirà l´autogestione anti-Gelmini che proseguirà fino a sabato, quando è atteso, per un incontro
con gli studenti, il vicepresidente della Regione, Massimiliano Costa.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
ASCOLI PRIMO PIANO
pag. 2 La protesta della scuola entra a Palazzo dei Capitani CONSIGLIO COMUNALE
MONOTEMATICO LA PROTESTA della scuola sale le scale di Palazzo dei Capitani e
alza la voce. Una seduta monotematica e aperta al pubblico, ieri sera, ha portato la riforma Gelmini anche al centro del dibattito istituzionale locale, alla
presenza di una folta rappresentanza di studenti ed insegnanti. E così, quasi
volontariamente, i consiglieri comunali hanno lasciato il primo piano, i riflettori,
agli interventi accorati degli insegnanti e di qualche studente.
Significativi e tesi a sintetizzare un po? tutte le istanze della protesta del
mondo scolastico ascolano, gli interventi degli insegnanti delle scuole
superiori e della scuola primaria. Parole pungenti per esprimere uno stato di
preoccupazione realmente sentito sulla propria pelle e su quella degli alunni,
degli studenti, di tutto il personale scolastico. ?Per parlare di riforma ? ha
esordito la professoressa del liceo scientifico Maria Cristina Calvaresi ?
sarebbe necessario capire che cosa significhi la parola stessa: rimodellare,
cambiare, trasformare. E questa che noi chiamiamo riforma ?Gelmonti? non tiene
bene conto del reale significato di questa parola. Sono sempre le stesse, infatti,
le parole che ricorrono in questo decreto legge, in ogni suo passaggio:
revisionare, semplificare, razionalizzare. L?istituzione scuola vive una
preoccupante crisi cui si aggiunge anche la demotivazione e stanchezza del
personale che si assomma anche alla mancanza di incentivi. Bisogna capire che
la qualità delle risorse umane costituisce un bene primario?. Poi passaggi più
specifici, sul personale Ata, i bidelli, gli impiegati, i segretari, al centro
di un?ipotesi di tagli intorno al 17 per cento, con problemi a cascata anche
per gli insegnanti. E ancora, sul taglio degli stessi insegnanti con il
ritorno, nella scuola primaria, alla maestra unica. E proprio dalle insegnanti
delle ?elementari? arriva la sottolineatura di questo maestro unico ?e non prevalente,
che andrà a rimettere in discussione anche tutti i piani di sostituzione, i
piani individualizzati, l?offerta formativa integrativa proposta dagli enti
locali, di fronte ai quali non riesce a reggere l?urto un unico insegnante?.
Ma, nella sala, riecheggia anche un altro interrogativo: ?Se il 30 per cento
dei soldi risparmiati verrà riutilizzato per la scuola, dove finirà il restante
70 per cento??. l.marc.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
LETTERE E COMMENTI
pag. 35 AL LETTORE Giampaolo De Maria di Forlì e ad altri che la pensano come
lui, voglio dire ... AL LETTORE Giampaolo De Maria di Forlì e ad altri che la
pensano come lui, voglio dire che al vaglio non c?è nessuna riforma della
scuola. Leggano la bozza Gelmini. Si tratta solo di eliminare insegnanti e fare una riforma di
cassa. Cosa ne sarà di quegli insegnanti precari che da anni ricevono incarichi
dal Provveditorato? Disoccupati. Sono più che convinta che questa mia opinione
corrisponda alla realtà. Anna Maria, Rimini
( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-18 num: - pag: 1 autore: di
ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA categoria: REDAZIONALE VELTRONI E L'UNITA' DELLA
SINISTRA LA FINE DI UN SOLISTA U n passo dopo l'altro il Pd sembra rimangiarsi
il suo impegno di neppure un anno fa di «andare da solo», di considerarsi
potenzialmente maggioritario, e dunque di non avere bisogno di nessuna «unione»
con altri. Come conseguenza, un passo dopo l'altro ritorna d'attualità l'unità
delle sinistre. Lo indica tutta una serie di fatti: dalla nessuna presa di
distanza da parte del Pd nei confronti della linea dura della Cgil di Epifani,
all'appoggio senza riserve offerto al movimento contro le
riforme volute dal ministro Gelmini, che pure hanno riscosso un favore tutt'altro che limitato al
centro destra, alla crescente tentazione dell'antiberlusconismo duro e puro
presentato di nuovo come argine necessario contro il «regime», alla gestione
della questione della Commissione di vigilanza sulla Rai, infine alla
presentazione di una candidatura unitaria (espressa dall'Italia dei
Valori, e anche questo è significativo) per le elezioni regionali in Abruzzo.
Di per sé, naturalmente, nessuna di queste scelte è una scelta esplicita per
l'unità delle sinistre. Esse lo diventano però dal momento che,
complessivamente, allontanano inevitabilmente il Pd da una posizione riformista
spostandolo su posizioni agitatorie e radicali tradizionalmente proprie delle
forze alla sua sinistra, dai Verdi a Rifondazione. Sono scelte, ad esempio, che
fanno incontrare al Partito democratico una piazza che esso ormai conosce e
controlla solo in parte, e di cui quindi finisce spesso per essere più la coda
che la guida. Sono scelte che di fatto consegnano la bandiera dell'opposizione,
e dunque anche quella del Pd, nelle mani di categorie (i piloti), di pezzi di
sociale (il magma studentesco), di protagonisti (Di Pietro, i comici!), che in
realtà hanno a che fare poco o nulla con un moderno partito riformista. L'unità
delle sinistre si sta riformando nelle piazze e negli studi televisivi. E'
chiara qual è la causa immediata di questo lento ma deciso abbandono da parte
del Pd delle posizioni «soliste» abbracciate poco prima delle ultime elezioni.
E' la debolezza della leadership di Walter Veltroni. Azzoppato dalla dura
sconfitta elettorale; insidiato dalle continue, inestinguibili, lotte interne;
incapace di comporre in un accettabile grado d'unità le due o tre diverse anime
confluite nel Pd, Veltroni non è ancora riuscito a trovare — e a praticare —
una linea politica d'opposizione capace di tenere insieme, e di rendere
egualmente visibili, il profilo riformista del suo partito da un lato, e
dall'altro la chiarezza del quotidiano contrasto rispetto al governo. Così,
sentendo il terreno mancargli ogni giorno sotto i piedi, si è «buttato a
sinistra », come si dice. Privo del consenso degli elettori ha cercato almeno
quello dei manifestanti; persa la battaglia dei votanti, si è messo a sperare
nelle lotte dei «movimenti». E ha consentito, anche con la sua voce, che
divenissero sempre più forti le voci del no, della contrapposizione di principio,
di un'esibita quanto dubbia diversità antropologica. Ma non c'è solo la
debolezza di un leader dietro la svolta in atto che sta irresistibilmente
spingendo il Pd verso una riedizione dell'unità delle sinistre. CONTINUA A P
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia di Nuoro
Pagina 5021 Nuoro. Ieri la prima conferenza organizzata dall'assessore
provinciale alla Pubblica istruzione Sindaci in trincea per le piccole scuole
Nuoro.. Ieri la prima conferenza organizzata dall'assessore provinciale alla
Pubblica istruzione Fronte comune assieme a dirigenti e docenti contro la minaccia
di tagli --> Fronte comune assieme a dirigenti e docenti contro la minaccia
di tagli Alla conferenza hanno partecipato anche centinaia di studenti degli
istituti superiori che hanno manifestato per le vie della città. Resistere ai
tagli e all'ipotesi di riorganizzazione che la riforma della scuola varata dal
Governo avrà inevitabilmente anche nel Nuorese. Dirigenti scolastici e
amministratori del territorio fanno fronte comune per difendere l'autonomia dei
propri istituti respingendo al mittente un provvedimento che sentono
profondamente ingiusto perché andrebbe ad indebolire ulteriormente il comparto
dell'istruzione e l'offerta formativa in un territorio già fortemente
penalizzato. L'INCONTRO Ieri mattina, sindaci e presidi hanno fatto prove di
unità nel corso della prima conferenza provinciale della scuola convocata alla
biblioteca Satta dall'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Tonino
Ladu. All'incontro hanno partecipato anche gli studenti, arrivati in corteo
nell'auditorium dopo la manifestazione per le vie della città. Un appuntamento,
la conferenza provinciale, organizzato per elaborare una proposta, il più
possibile unitaria, da portare in Regione sul dimensionamento futuro di classi
e istituti, minacciato da una norma nazionale (Dpr 233 del
1998 fatto proprio dalla legge Gelmini), che ha fissato i parametri per avere l'autonomia tra i 500 e
900 alunni e in deroga per le aree montane e le piccole isole la presenza fino
a 300 alunni. Un incontro interlocutorio che arriva dopo una serie di conferenze
di servizio, servito a far emergere una visione comune ben definita.
«Gli attuali istituti vanno difesi con forza, così come va tutelata dalla scure
dei tagli la loro autonomia», hanno detto a più riprese sindaci e presidi nel
corso della riunione. La permanenza delle scuole nelle varie realtà, e con loro
quella dei dirigenti, significa non disperdere quel patrimonio di conoscenza e
di aggregazione, di progetti, che altrimenti comporterebbe nuovo degrado e
marginalità in aree già oggi penalizzate da altre emergenze. L'IMPEGNO «Se
siamo riusciti ad ottenere delle performance da record, come nel caso della
raccolta differenziata dei rifiuti, dove abbiamo raggiunto il 60 per cento, lo
dobbiamo soprattutto alle scuole e all'ottimo lavoro che insegnanti e studenti
sono riusciti a svolgere - ha detto il sindaco di Fonni Tonino Coinu -.
Dobbiamo per questo difendere strenuamente l'autonomia perché questa significa
forza dell'offerta didattica e capacità di incidere profondamente nelle scelte
e nel percorso formativo del singolo istituto». Uniti nel difendere lo status
quo e nel respingere l'etichetta di nuovi centri del malessere sono apparsi
anche gli amministratori di diversi comuni della Baronia. «Sulla scuola non ci
possiamo permettere di perdere un solo centimetro - ha detto il primo cittadino
di Irgoli Giovanni Porcu - anzi molte nostre realtà sono in crescita e vanno
per questo sostenute e incoraggiate». LUCA URGU
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
BREVI pag. 19 Gli
scontri di piazza Navona Assolto lo studente di destra STORACE: «ORA LE SCUSE»
ROMA ? È stato assolto perché il fatto non costituisce reato Michele Bauml, lo
studente di destra arrestato il 29 ottobre scorso in occasione degli scontri in
piazza Navona (foto Ansa), nei cortei contro il decreto Gelmini.
Lo ha deciso il giudice monocratico Valerio De Gioia, accogliendo le richieste
del pubblico ministero e del difensore dell?imputato. Il processo si è tenuto
con il rito abbreviato. Lo stesso giudice ha anche stralciato la posizione di
un altro imputato, quella dello studente di sinistra Yassir Goretz, accusato di
resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento. Goretz ha scelto di
essere giudicato con il rito ordinario. Francesco Storace, leader de La Destra
ha commentato: «Ora si attendono le scuse dei mass media che hanno linciato
Blocco Studentesco». Image: 20081118/foto/5379.jpg
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Prov Gallura Pagina 8043
Olbia. Primo incontro tra amministratori del territorio dirigenti scolastici e
sindacalisti Scuole, in Gallura non cambia nulla Olbia.. Primo incontro tra
amministratori del territorio dirigenti scolastici e sindacalisti
Rassicurazioni dalla conferenza provinciale sull'istruzione -->
Rassicurazioni dalla conferenza provinciale sull'istruzione
I tagli del decreto Gelmini
non riguarderanno la Gallura. È quanto emerso da un incontro svoltosi ieri al
tecnico Attilio Deffenu. La scuola gallurese non subirà tagli. Gli oltre 20
mila studenti che la frequentano possono stare tranquilli. È quanto è emerso
nella conferenza provinciale di ieri all'istituto tecnico Deffenu.
L'incontro, al quale hanno partecipato l'assessore provinciale alla pubblica
istruzione Francesco Carbini, quello comunale Uccio Iodice, rappresentanti dei
comuni, dirigenti scolastici e una delegazione di studenti, aveva lo scopo di
redigere una relazione, che passerà al voto in consiglio regionale entro il 20
novembre, sulla proposta di ridimensionamento del sistema scolastico locale
come prevede il decreto Gelmini. «Abbiamo i numeri
dalla nostra parte - ha rassicurato la presidente della Provincia Pietrina
Murrighile - una realtà in continua crescita come la nostra non può certo
subire dei tagli. Quando abbiamo analizzato la situazione attuale,
relativamente a quanto indicato nel decreto, sono emerse alcune criticità ma
sono state superate tenendo conto delle peculiarità territoriali. È il caso di
Bortigiadas e Aglientu che non vedranno sparire, come si temeva, le loro
scuole». Nonostante la Gallura sia ai primi posti come livello di dispersione e
mortalità (abbandono non appena terminata la scuola dell'obbligo) scolastica,
il numero delle nascite è in continuo aumento per non parlare poi del forte
flusso migratorio che alza notevolmente il livello di crescita demografica
della provincia. «La Regione ci ha indicato alcune linee guida sulla base delle
quali avanzare le nostre proposte - ha detto Carbini - tra queste quella che
invita a incentivare la creazione di istituti comprensivi e costituire istituti
affini». La Gallura subirà alcune modifiche relative all'organizzazione, come
accorpamenti, che non cambieranno la situazione. Saranno i dirigenti a subire
un taglio anche se in alcuni casi, come quello di Olbia che passerà da 3
circoli e 2 scuole medie a 6 istituti comprensivi, ci sarà un aumento. «Abbiamo
avviato un percorso dovuto non soltanto alle indicazioni del governo ma anche
all'esigenza di ottimizzare la rete scolastica regionale, esigenza che permane
dalla fine degli anni 90». Quella di ieri mattina è soltanto la prima di una
serie di conferenze provinciali che porteranno in Regione la proposta locale.
«Si è iniziato con il sistema scolastico - ha commentato il vicepresidente
della provincia, Antonio Satta - ma sarebbe necessario realizzare questo
dilaogo tra le istituzioni ogni qualvolta si debba affrontare un problema».
ELENA NARDI
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Firenze
Scuola, gli studenti si dividono Tensione al corteo. Fumogeni contro il Caffè
Decò: sei denunce GAIA RAU Momenti di tensione, ieri mattina, durante il corteo
organizzato dalla Rete dei collettivi e dal Coordinamento degli studenti medi
in occasione della Giornata mondiale per il diritto allo studio. Una
manifestazione che ha raccolto poche centinaia di ragazzi: la più sotto tono
che si sia vista in città dall´inizio della mobilitazione
contro la legge 133 e la riforma Gelmini in poi. E che segna una frattura tra chi vuole continuare sulla
strada di una protesta pacifica e chi invece cerca di alzare i toni dello
scontro. Gli studenti della Rete, ala più radicale del movimento, hanno aperto
il corteo, partito alle 10 da piazza San Marco, con lo striscione "Per una
scuola autogestita autorganizzazione, lotta, antifascismo". Subito
sono stati intonati cori contro la polizia e contro i giornalisti, oltre che
contro il governo e il ministro Gelmini. Lungo il
percorso (che ha attraversato, bloccandoli, i viali Matteotti e Don Minzoni)
sono stati lanciati dei fumogeni e fatti scoppiare alcuni petardi. In piazza
della Libertà, un gruppetto si è staccato dal corteo per lanciare due fumogeni
contro un bar, il Caffè Decò: uno è finito all´interno, senza provocare danni
al locale o ai clienti. Tra questi c´era anche Angelo Aquilani, segretario
regionale della Nuova Destra Sociale del Lazio, che ha subito collegato l´episodio
al concerto organizzato sabato nello stesso bar dall´associazione "La
Fenice", vicina alla destra: «è scandaloso - ha commentato a caldo - che
sia autorizzata una manifestazione contro un locale che ha semplicemente
ospitato una serata pacifica». Il vandalismo è stato subito condannato dai
ragazzi del Coordinamento, che si sono dissociati dagli autori pur continuando
a marciare nel corteo. Tensione anche all´angolo tra via Fra´ Bartolomeo e via
Maruffi, dove ha sede Azione Giovani. I manifestanti, fermati all´inizio della
strada dalle forze dell´ordine, si sono messi a inveire contro i membri
dell´organizzazione di destra e, ancora una volta, contro la polizia, lanciando
alcuni petardi. Alle 13 il corteo si è sciolto in piazza Savonarola. I suoi due
spezzoni, quello della Rete e quello del Coordinamento (quest´ultimo decimato:
in molti, dopo l´episodio del Caffè Decò, hanno deciso di andarsene) si sono
divisi. I primi a festeggiare sotto la statua del frate, alla quale hanno
appeso una bandiera anarchica; i secondi a fare i conti con la delusione:
«Dalla Rete ci avevano promesso che non ci sarebbero stati atti vandalici.
Siamo rimasti nel corteo perché eravamo così pochi che sarebbe stato inutile
disperderci, ma la situazione ci è sfuggita di mano». La Digos ha poi fatto
sapere di aver identificato i responsabili dei momenti di tensione durante la
manifestazione, che non era autorizzata: sei le denunce, che però nei prossimi
giorni potrebbero aumentare. Mentre Azione Giovani, ieri sera, ha invitato i
cittadini nella sede di via Maruffi: «La gente ha paura, è giusto che sappia
chi siamo».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
SPETTACOLI pag. 38
di ANDREA SPINELLI ? MILANO ? A VOLTE PURE le stelle si sbagliano. L?oroscopo
che ieri preannunciava una giornata nera per i nati sotto il segno della bilancia,
con Jovanotti è incappato in una vera e propria defaillance. «Prestando fede
alle previsioni dell?astrologa Linda Wolf avrei dovuto scegliermi un?altra
giornata per presentare il mio nuovo dvd, e invece no» ha spiegato il ragazzo
fortunato appena approdato il quella Milano che oggi all?Università Iulm gli
consegna il ?Premio Speciale per l?arte videomusicale?. Nonostante Saturno
contro, infatti, Lorenzo ha tirato fuori dal cilindro di un?annata da
incorniciare Safari Christmas Limited Edition riedizione natalizia di Safari,
nei negozi venerdì prossimo, con l?aggiunta di quattro brani registrati dal
vivo e del dvd Nessuna ombra intorno il film realizzato dal regista Mario
Ponti, lo stesso di Santa Maradona, lavorando su oltre 180 ore di materiale. Un?impresa
impegnativa ma in linea con le attese se è vero che, davanti al mezzo milione
di copie vendute da Safari, per questo dvd è stata pianificata una prima
distribuzione di centomila pezzi. «L?abbiamo girato in tutte le città toccate
dalla tournée, utilizzando una tecnologia di altissima qualità» spiega Lorenzo,
che anticipa anche l?intenzione di ripartire per un ultimo giro di concerti.
«DEBUTTEREMO il 4 dicembre a Forlì per poi proseguire il
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII -
Firenze Le celebrazioni Festa della Toscana si parte con gli Alinari Dal 23
novembre oltre 700 eventi fra mostre, film e spettacoli con un tema comune: il
lavoro, i suoi problemi, i suoi protagonisti MARA AMOREVOLI CON UN EXCURSUS
FOTOGRAFICO - che racconta la storia del lavoro in Toscana attraverso 72 foto
Alinari (ingresso gratuito da oggi al 3 dicembre, Palazzo Cerretani, piazza
dell´Unità 1, ore 14-17, da lunedì a venerdì, info 800401291) - si apre la nona
edizione della Festa della Toscana. Il tema scelto, «Costruire lavoro», viene
declinato in tutti i suoi aspetti, da quelli fondamentali della sicurezza, del
precariato e dell´etica del lavoro, fino all´eccellenza dei talenti, attraverso
700 eventi, mostre, film e spettacoli su tutto il territorio regionale. Il
programma, presentato ieri dal presidente del consiglio regionale Riccardo
Nencini, inizia il 23 novembre, prevede interventi dei
ministri Mariastella Gelmini (27 novembre), Mara Carfagna e Maurizio Sacconi (24 novembre),
per concludersi il 30 novembre, data che celebra l´abolizione della pena di
morte in Toscana decisa il 30 novembre 1786 dal Granducato. La festa decolla a
Prato, uno dei principali distretti produttivi toscani, con la rievocazione
storica di 1.500 figuranti. Gli appuntamenti ruotano intorno ai problemi
aperti del mondo del lavoro: dalle morti bianche, con un convegno dedicato alle
vittime sul lavoro a Barberino di Mugello, luogo simbolo della tragedia che è
costata la vita a tre operai in un cantiere della variante di valico, al
problema del precariato, alla fuga dei cervelli dei giovani laureati, al centro
di un incontro al rettorato (27 novembre a cui è invitato il ministro Gelmini). Sempre il 27, saranno assegnati i Gonfaloni
d´argento: tra i premiati l´artigiano Stefano Bemer, il musicista Stefano
Bollani, la scrittrice Benedetta Cibrario, la stilista Thes Tziveli, il fisico
Gabriele Veneziano. Info www. consiglio. regione.toscana.it 880401291.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag.
14 LEZIONI di chimica e di pittura in piazza Maggiore, distribuzione di torte
ai pas... LEZIONI di chimica e di pittura in piazza Maggiore, distribuzione di
torte ai passanti, lavaggio dei vetri per autobus e taxi transitanti nella T.
E? l?ultima (in ordine di tempo) performance anti Gelmini
organizzata dagli studenti delle superiori, dall?alberghiero Scappi all?Itis
Belluzzi, che hanno trasferito le loro classi en plein air, mostrando alla
città «ciò che la riforma Gelmini vuole distruggere».
E SE gli under 18 sperimentano le lezioni in piazza, nelle scuole materne,
elementari e medie fervono i preparativi per sabato prossimo, quando, dalle
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Spettacoli e Società
Pagina 10253 Jovanotti, Obama e un mondo senza cinismo --> È un Jovanotti in
versione politica, che guarda con simpatia all'onda studentesca e con
entusiasmo all'elezione di Barack Obama, quello che ieri a Milano ha presentato
la versione deluxe con dvd live dell'ultimo album Safari . Anche se il
cantautore di Cortona avverte «una crisi dell'immaginario», invita a non
minimizzare ciò che è successo negli Stati Uniti: «L'elezione di Obama è un 11
settembre al contrario, il primo vero evento storico della mia generazione, io
ho 42 anni, ci ho creduto e ho visto», dice colmo di entusiasmo, «la sconfitta
del cinismo». La vittoria di Obama, secondo Jovanotti, non è importante solo
oltre oceano ma «è una figata spaziale per il mondo, sul piano simbolico si
riparte da questo evento e lo dico con l'ingenuità che oggi è diventata un
valore perchè Obama ha dimostrato che la mancanza di cinismo», rincara, «porta
a grandi cambiamenti». Per quanto riguarda il nostro Paese «come Italia siamo
nel patto atlantico, poi da noi», nota, «le cose arrivano sempre un paio d'anni
dopo, però quelli attenti già lo sanno e Obama in un decimo di secondo ha fatto
apparire tutto il mondo decrepito. Per fortuna non è successo su Venere ma in
un paese che ci influenza direttamente». Anche in Italia, poi, Jovanotti nota
alcune novità, soprattutto sul fronte studentesco: «Guardo con una certa
simpatia a questo movimento, c'è dentro una bella energia, la parola al futuro,
qualcosa di nuovo al di là del tentativo di mettergli il cappello della
politica». Entrando nel merito della riforma Gelmini, «mia figlia Teresa è alle
elementari e ci sono cose su cui non sono d'accordo come il ritorno al maestro
unico. E poi la scuola dev'essere al centro della politica di un paese, un
valore da difendere, forse ci sono passi fondamentali da fare ma», riflette, «è
un errore tagliare i fondi».
( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-18 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE L'intervista «Credo nell'incontro tra riformisti dell'opposizione e
destra riformatrice ma in Italia l'ideologia avvelena il confronto» Bondi:
contro Bassanini logiche tribali Il ministro: sinistra, basta sindrome da
fortezza assediata. è l'uomo giusto al posto giusto ROMA — «Logiche tribali»,
dice il ministro della Cultura Sandro Bondi, già coordinatore di Forza Italia.
Parla delle botte (verbali) su Franco Bassanini, esponente pd e nominato dal
centrodestra alla presidenza della cassa Depositi e Prestiti. Dall'opposizione,
dai «prodiani» in particolare, accuse di «collaborazionismo». «Sono posizioni
politiche ancestrali — dice Bondi —. Istintive più che riflessive. Coazioni a
ripetere». Franco Monaco, Pd, ha detto che «Bassanini voleva costruire un alibi
al suo zelo collaborazionista con l'attuale governo». Ha aggiunto che non
avrebbe dovuto accettare un incarico da un governo che il suo partito, il Pd,
giudica una minaccia per la democrazia... «Ma questa è la sindrome da fortezza
assediata! Noi abbiamo solo inteso fare una cosa di buon senso, mettere una
persona giusta al posto giusto. Io credo nell'incontro tra sinistra riformista
e destra riformatrice». Diventerà un metodo, nominare personaggi dell'altra
parte? «Ove è possibile sì. Mosse come queste dovrebbero stemperare i contrasti
fra maggioranza e opposizione. Chi viene nominato da noi, al contrario, è
guardato con sospetto». Perché, secondo lei, in Francia c'è un ministro degli
Esteri che viene dalla sinistra e almeno altri due ex socialisti nel governo di
centrodestra? «In Italia l'ideologia ancora avvelena il confronto politico, in
Francia, e nel resto del mondo occidentale, il suo peso è minore». La nomina di
Bassanini voleva essere anche un segnale di pace? «Prima di tutto è il
riconoscimento a una personalità della sinistra riformista autore di studi e
progetti di riforma della pubblica amministrazione e di carattere
costituzionale che anche Sarkozy ha considerato innovatori; tanto da chiamarlo
a partecipare alla commissione Attali. Bassanini è un intellettuale della
sinistra riformista che, come Biagi e D'Antona, ha sempre posto al servizio del
Paese le sue competenze e la sua passione politica». Bassanini ha detto al
«Corriere della Sera» che nel 2006 Prodi fece l'errore di rifiutare l'offerta
di Berlusconi per una grande coalizione. Lei è d'accordo? «Grande errore. Il
Paese era diviso in due parti esattamente eguali. Moralmente e politicamente le
elezioni le aveva vinte Berlusconi. Una classe politica degna di questo nome
avrebbe cercato soluzioni politiche e istituzionali. Invece il centrosinistra,
non solo Prodi, ha fatto l'inverso: occupando addirittura tutte le cariche
istituzionali ». Bassanini dice che centrodestra e centrosinistra devono
scrivere assieme le riforme istituzionali e le grandi riforme di struttura. Ci
sono ancora i margini perché ciò accada? «In politica estera le posizioni si
sono ravvicinate tra maggioranza e opposizione: sull'unità dell'Europa, sulla
necessità di una politica estera e di difesa comune, sull'unità tra l'Europa e
gli Stati Uniti, sul ruolo dell'Italia con i Paesi del Mediterraneo, sullo
sforzo di mediazione tra Usa e Russia. Anche di fronte alla crisi economica
internazionale le soluzioni del governo hanno trovato un sostanziale sostegno
da parte dell'opposizione ». Conflitti di facciata e convergenze di sostanza?
«Sulla riforma della scuola non solo Bassanini ma altre voci autorevoli dell'opposizione sottolineano sempre di più la necessità delle riforme
e invocano un atteggiamento non pregiudiziale alle proposte Gelmini. Convergenze anche sul lavoro e
sulla Pubblica Amministrazione, nonostante la posizione rigida della Cgil.
Perfino sulla giustizia l'esigenza di riforme indilazionabili si fa strada».
Sulla commissione di Vigilanza Rai si va nel senso opposto. «A me sembra
una polemica tutta interna ai partiti, tutta interna alla sinistra. I cittadini
restano indifferenti. Converrebbe piuttosto, a proposito della Rai, occuparsi
dei programmi, che hanno raggiunto livelli di involgarimento preoccupanti.
L'isola dei famosi, per esempio...». Amato è un nome che può ritornare per
incarichi bipartisan? «Giuliano Amato è fra quegli esponenti politici che
devono la loro lunga permanenza sulla scena politica alla ricchezza e alla
freschezza delle loro idee, che sollecitano le riflessioni di tutti». Andrea
Garibaldi
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-11-18 - pag: 14 autore: Spesa
pubblica. Riduzioni difficili se non si conoscono le origini dei costi Tagli,
tutto parte dal Tesoro di Vincenzo Visco * «D atemi un bilancio di dimensioni
adeguate, e vi garantisco che lo taglierò del 10% senza che nessuno se ne
accorga». Questa celebre frase dell'ex Ceo della General Motors, Lee Iacocca,
chiarisce molto bene il fatto che all'interno dei bilanci di istituzioni di
grandi dimensioni (private e pubbliche) esistono inevitabilmente sprechi,
inefficienze o lassismi gestionali. La ricetta Iacocca è stata adottata molte
volte sia nel pubblico che nel privato, ma per quanto semplice, ragionevole (e
popolare) ha trovato scarsa applicazione pratica nel nostro Paese, che in
realtà è riuscito a compiere un'unica riduzione robusta della spesa pubblica in
occasione dell'ingresso dell'Italia nella moneta unica quando, con
un'operazione di grande abilità, si riuscì a "scambiare" un aumento
temporaneo dell'imposizione (l'eurotassa) con la riduzione permanente della
spesa per interessi pari a circa 3 punti di Pil, operazione che consentì di
portare l'indebitamento netto dell'Italia sotto il 3% (2,7%). Successivamente
l'eurotassa fu restituita, la pressione fiscale ridiscese ai livelli abituali,
ma l'unico risparmio di spesa ulteriore che si riuscì a realizzare fu circa un
punto di Pil di riduzione della spesa per il personale derivante dal blocco del
turnover. Dopo il 2001 e fino al 2006 la spesa pubblica invece di continuare a
ridursi è aumentata ( a netto degli interessi)di 2,5 punti di Pil, passando dal
37,6% del Pil al 40,2, e solo negli ultimi anni (2006-07-08) si è riusciti a
stabilizzarla. Secondo gli impegni assunti in sede europea, l'Italia dovrebbe
riportare il bilancio in pareggio entro il 2011, e dovrebbe quindi eliminare il
disavanzo attuale pari al 2,5%del Pil (vale a dire che il disavanzo attuale
coincide con l'incremento della spesa pubblica realizzatosi nel periodo 2001-
2005). La cifra corrisponde al 5% della spesa pubblica complessiva, e quindi
appare di modesta entità. In realtà, data la composizione della spesa pubblica
italiana, e se non si vogliono aumentare le imposte, occorre agire sulla parte
disponibile della spesa e cioè escludere oltre ai 2,5 punti del deficit, 20-22
punti di Pil che rappresentano in sostanza un pagamento di debiti assunti in
passato: interessi passivi e pensioni. I tagli quindi dovrebbero riguardare la
spesa residua: 25-26% del Pil, sicché riportare il bilancio in pareggio
comporterebbe un "taglio" della spesa pubblica del 10% circa. Taglio
impegnativo, ma certo non impossibile da realizzare in alcuni anni. Ma allora
perché i governi non riescono a realizzare risparmi di spesa consistenti e
duraturi? La risposta è semplice: perché non sanno dove tagliare, perché non
hanno le informazioni minime di base. Questo è il motivo per cui si ricorre
sistematicamente a ipotetici e improbabili tagli lineari che spesso non sono
realizzabili o creano problemi politici esplosivi come ha potuto
realizzare il ministro Gelmini nei giorni passati. E la proposta di tagli lineari deriva dal
fatto che gli uffici del Tesoro non conoscono e non monitorizzano le singole
spese delle singole amministrazioni. Non controllano le spese degli enti
decentrati e delle Regioni ( l'unico controllo sistematico che esiste riguarda
la spesa sanitaria e fu introdotto da chi scrive nel 2001, ma si limita
alla spesa aggregata). Non controllano l'efficienza della spesa, né degli
standard di spesa. Non hanno interesse né la formazione necessaria per una
gestione manageriale delle amministrazioni. Con l'ultima manovra i tagli
lineari sono stati associati a una maggiore discrezionalità concessa alle
amministrazioni sulle formulazioni dei propri bilanci, proprio per fornire una
qualche elasticità nella gestione dei tagli. Si dà il caso però che la
formazione, la professionalità dei dirigenti pubblici (ma anche i poteri reali
di cui dispongono) poco si prestano a una effettiva capacità di
riorganizzazione delle amministrazioni. Se si desidera risolvere il problema,
almeno in prospettiva, è necessaria una profonda riorganizzazione di settori
importanti della nostra amministrazione, a partire dal ministero del Tesoro.
Occorre innanzitutto standardizzare i bilanci delle Regioni e degli enti locali
in modo da renderli confrontabili tra loro e compatibili con quella del settore
statale che a sua volta dovrebbe diventare finalmente più simile a quella degli
altri Paesi Ocse. è necessario conoscere e poter controllare le società ed enti
collegati a Comuni e Regioni, e spesso creati proprio per eludere i vincoli di
spesa. è necessario poter disaggregare le voci di bilancio in specifiche e
analitiche voci merceologiche in modo da verificare spese e costi standard
sull'intero territorio nazionale. Sarebbe necessario creare un unico sistema
informativo in grado di gestire in tempo reale tutte le informazioni necessarie
a un effettivo controllo della spesa pubblica. Un progetto di questo genere fu
impostato da chi scrive nel 2001,ma non ha avuto seguito successivamente (
salvo il sistema Siope che gestisce solo dati di cassa ed è limitato). Sarebbe
necessario, infine,suddividere i compiti attuali della Ragioneria generale
dello Stato in due funzioni distinte, la prima dedicata alla formazione del
bilancio, alla previsione eccetera. E la seconda dedicata ai controlli sia nei
confronti delle amministrazioni centrali che di quelle periferiche, svolgendo
più o meno il ruolo,che Eurostat esercita nei confronti dei Stati membri nel
contesto del patto di stabilità. Senza riforme sulla direzione indicata non
saranno possibili risparmi di spesa che non risultino traumatici o
irrealizzabili,non sarà possibile realizzare un federalismo fiscale
accettabile, e continueremo a perdere inutilmente tempo prezioso. * Ex
viceministro dell'Economia del Governo Prodi RIORGANIZZAZIONE Diventa
indispensabile standardizzare i bilanci delle amministrazioni per renderli
confrontabili tra loro e simili a quelli dei Paesi Ocse
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-18 - pag: 23 autore: SICUREZZA SUL
LAVORO Il pronunciamento del Tribunale di Torino A giudizio sei dirigenti
Thyssen Riconosciuta per la prima volta l'accusa di omicidio volontario per un
top manager Augusto Grandi TORINO Per la prima volta in Italia ci sarà un
processo per omicidio volontario legato alle morti sul lavoro. Il Gup torinese
Francesco Gianfrotta ha accolto le richieste della Procura per il rogo della
ThyssenKrupp, che l'anno scorso causò la morte di 7 operai e ha rinviato a
giudizio tutti i sei impu-tati, manager del gruppo. Ma per l'amministratore
delegato dell'azienda tedesca, Harald Espenhan, il rinvio è appunto per
omicidio volontario con dolo eventuale mentre per Marco Pucci, Gerald Pregnitz,
Giuseppe Salerno, Daniele Moroni, Cosimo Cauferi il rinvio è per omicidio
colposo e omissione dolosa di cautele anti infortunistiche. Pienamente accolta
l'impostazione dell'accusa. Non a caso il procuratore generale aggiunto torinese,
Raffaele Guariniello, parla di «sentenza storica». E Guariniello è stato
pubblicamente ringraziato dai familiari delle vittime, anche se qualcuno di
loro ha aggiunto che questo è solo l'inizio ed ha auspicato il carcere. Il
dibattimento inizierà il 15 gennaio 2009, presso la corte d'Assise di Torino.
Si è invece conclusa la parte legata ai risarcimenti. Stefano Commodo, avvocato
che faceva parte del Collegio che rappresentava gli oltre 30 familiari delle
vittime, si limita a ricordare che il Collegio è stato sciolto poiché l'azienda
ha «riconosciuto un importo significativo e al di fuori degli schemi ordinari
di risarcimento, rendendosi conto dell'eccezionalità del caso». La decisione
del Gup ha avuto una larga approvazione. «è una occasione storica, spero sia
una sentenza spartiacque» dice Antonio Boccuzzi, sopravvissuto al rogo del 6
dicembre 2007 e oggi deputato del Pd. Giorgio Airaudo, leader della Fiom
subalpina,ha apprezzato la conferma dell'impianto accusatorio e si è augurato
che si arrivi a una sentenza «che aiuti a modificare i comportamenti delle
imprese». A suo avviso, «finché si continua a morire per il lavoro, accanto
all'applicazione delle leggi servono delle buone sentenze: chi ha delle
responsabilità in un'impresa deve sapere che, se mette a rischio la salute o la
vita dei lavoratori, ne risponderà in un'aula giudiziaria».La presidente della
Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha parlato di «sentenza che apre la strada a
profili di responsabilità pesanti». La morte dei 7 operai ha coinvolto così
profondamente Torino da rendere del tutto normale che la solidarietà ai
lavoratori giunga da ogni parte. Così il Blocco studentesco e Casa Pound
apprezzano il rinvio a giudizio «contro i vertici di una multinazionale attenta
solo al profitto e non alle persone» mentre nella mattinata di ieri a
presidiare il Palazzo di Giustizia c'erano gli studenti dell'assemblea "No
Gelmini". E se Claudio Fava,
segretario nazionale di Sinistra democratica, afferma che di fronte alla serie
infinita di morti sul lavoro «l'unica nota di speranza viene dalle aule del
tribunale di Torino», Gianni Pagliarini (responsabile Lavoro del Pdci) aggiunge
che il rinvio a giudizio «sgombra il campo dalle grottesche teorie diffuse
dalla dirigenza aziendale subito dopo la tragedia del 6 dicembre 2007».
Secondo Pagliarini, dunque, nessun incidente, nessuna fatalità ma precise
responsabilità da parte dell'azienda. E anche Angelo Burzi, capogruppo
regionale di Forza Italia, sottolinea che la magistratura ha in fondo
riconosciuto una sentenza di condanna emessa dall'opinione pubblica a sostegno
delle famiglie dei lavoratori morti nel rogo. Una posizione molto vicina a
quella del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, secondo cui «la decisione
interpreta la forte domanda di giustizia che sulla tragedia ThyssenKrupp
proviene da tutta la comunità torinese». Mentre Giovanni Centrella (Ugl) parla
di «decisione che va nella direzione auspicata di un cambiamento culturale
necessario per rendere più efficaci le leggi sulla sicurezza sul lavoro». Ma,
al di là delle future decisione della corte d'assise, la Procura potrebbe non
aver concluso il proprio lavoro. Non ha infatti convinto l'atteggiamentodel
Comitato tecnico regionale per la prevenzione degli incendi. Secondo i
documenti raccolti dai magistrati, infatti, il Comitato certificò subito dopo
la tragedia che l'aziendasi era messa in regola, prendendo una serie di misure
contro gli incendi. Il Comitato aveva già ispezionato lo stabilimento della
Thyssen nel giugno del 2007, fornendo indicazioni per migliorare il livello di
sicurezza. E, dopo il rogo, alcuni membri del Comitato dichiararono che
l'azienda si era adeguata alle indicazioni. Ma l'Asl, dopo l'incidente, rilevò
115 violazioni. IL DIBATTIMENTO Il processo per i sette morti nell'acciaieria
inizierà il 15 gennaio presso la Corte di Assise del capoluogo piemontese GLI
SVILUPPI La Procura adesso starebbe vagliando le certificazioni sui sistemi
antincendio emesse due anni fa dal Comitato tecnico regionale
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
FERMANO pag. 5 ?
FRANCAVILLA D?ETE ? LA RIFORMA Gelmini, i risch... ?
FRANCAVILLA D?ETE ? LA RIFORMA Gelmini, i rischi
dell?uso di alcool e droghe, ma anche l?operato dell?Amministrazione sono i
temi discussi nel Consiglio comunale aperto, svoltosi venerdì a Francavilla
d?Ete. Su richiesta dell?opposizione di verificare il programma di mandato, il
Sindaco Luciani ha illustrato le cose fatte e da fare: «Con la riduzione
dell?Irpef e il taglio dell?Ici, siamo il Paese che paga meno tasse nelle
Marche», ha esordito il primo cittadino. Ha poi ricordato l?entrata in vigore
del Piano regolatore, la sistemazione della strada ?di contro?, della Torre
dell?orologio, del campo sportivo, la miglioria degli arredi urbani,
l?edificazione del monumento ai caduti, la nuova mensa della scuola,
l?istallazione dei dossi rallentatori, la nascita della protezione civile e gli
eventi di promozione del paese. A breve partirà il centro giovanile. Luciani ha
precisato che restano da sistemare alcune strade, il campo polivalente e non è
stata attivata la rete wireless. La minoranza ha controbattuto che varie e rilevanti
sono le opere non fatte, tra cui il marciapiede lungo la via che porta al
cimitero, i parcheggi, il telesoccorso, la scala antincendio a scuola, la
strada ?costarella? e l?assistenza domiciliare agli anziani. Ha poi criticato
la gestione della casa di riposo e gli interventi per l?edilizia popolare. Il
Consiglio si è poi concentrato sulla riforma Gelmini.
Nonostante il congelamento per un anno della norma che prevede di chiudere i
plessi con pochi alunni, con l?introduzione del maestro unico la scuola locale,
che ha classi accorpate, si troverebbe nell?impossibilità di dividere i bambini
per le materie fondamentali. Da qui l?urgenza di opporsi rivolgendosi anche
agli onorevoli fermani. La minoranza ha infine chiesto una campagna informativa
per illustrare i rischi legati all?uso di droghe e alcool.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
FORLI' CRONACA pag. 5 «Il ministro Gelmini? Fa il funerale alla scuola» Slogan e sit-in contro la riforma e
i tagli di MILENA MONTEFIORI SE IL DECRETO Gelmini è diventato legge, loro, gli studenti degli istituti superiori
forlivesi, non mollano e anche ieri mattina sono scesi in strada a far sentire
la loro voce. Appuntamento alle 8.30 davanti al liceo scientifico con
striscioni e megafoni per un centinaio di studenti che, lungo il percorso fino
alla piazzetta della Misura, raddoppierà. «Siamo ancora qui oggi per protestare
contro la riforma Gelmini ? precisano Azzurra Spazzoli
e Maria Sole Brusa, rappresentanti d?istituto del liceo classico ? ma anche per
ricordare la Giornata internazionale di mobilitazione studentesca». Nessuna
associazione, anche se era presente la Rete degli studenti medi, nessun
appoggio politico ma sostegno da parte di alcuni professori e cittadini. «Non
parteciperò al corteo ? afferma Donato Giano, professore di matematica e fisica
al liceo classico ? ma sono d?accordo con un movimento consapevole dei ragazzi
contro questa che non è una riforma ma un taglio indiscriminato alle risorse
scolastiche». La manifestazione procede per le strade della città tra sit-in e
slogan urlati in coro, da ?Nè rossi nè neri ma liberi pensieri? a ?Noi la crisi
non la paghiamo?, al ritmo di tamburelli, fischietti e persino pentole e
mestoli sbattuti da Federico Pollini e Giulio Strocchi del classico, indirizzo
scienze della formazione. «Noi personalmente protestiamo contro i tagli alla
scuola e contro il maestro unico che, studiando pedagogia, sappiamo non essere
una scelta ottimale per i bambini che proprio nel periodo della scuola primaria
sviluppano la loro capacità critica ed è giusto che si possano riferire a più
modelli». Arrivati in corso Diaz alla testa del corteo si propone un minuto di
silenzio: si celebra il funerale dell?istruzione e non manca una bara di
cartone con su scritto ?Qui giace istruzione 30/10/2008?, vicino allo
striscione ?Entero-Gelmini contro la flora
scolastica?. Il corteo prosegue fino alla piazzetta della Misura dove si
chiacchiererà della discussa riforma e si suonerà fino al pomeriggio. «Lo so
siamo un po? pochi ? urla sincero Lorenzo Vasumi alla testa della protesta ? ma
siamo qui per far vedere che qualcosa non ci va bene e vogliamo farci ascoltare
perché noi siamo il futuro».
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
URBINO pag. 15
«Vogliono la nostra arte» PREOCCUPATI DINI E VAGNERINI DA FERMIGNANO si
preoccupano per le ?spoliazioni? a Urbino, mentre qui nessuno dice niente sulla
creazione del ?polo universitario pesarese?: sta crescendo la polemica sulla
costruzione del ?Politecnico delle Arti? di Pesaro, che secondo Fabrizio Dini,
avvocato di Fermignano ed esponente del Pdl, sarà pagato dall?Ersu di Urbino.
«Il geometra Giuseppe Vagnerini di Urbino i giorni scorsi ha inviato
all?Accademia Raffaello Urbino, alla Pro-Urbino, al presidente della Provincia
senatore Ucchielli, all?assessore regionale Solazzi, al senatore Giorgio Londei
e all?onorevole Fioroni una circostanziata ?osservazione? circa le ?continue
spoliazioni? che da anni sta subendo la città di Urbino, con conseguente
?inarrestabile decadimento? delle sue prerogative ? scrive Dini ?. Ultimo
anello della catena: dopo le facoltà che fanno concorrenza a ciò che è rimasto
in Urbino, al san Michele di Fano e al san Domenico di Pesaro, la futura
cittadella universitaria di Pesaro, secondo polo universitario pesarese, con
annesso eventuale Politecnico delle Arti, una colata di cemento a fianco del
Campus delle Cinque Torri, con 100 appartamenti per studenti,
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
RIMINI CRONACA pag. 9
PARLA di una ?strumentalizzazione? da ... PARLA di una ?strumentalizzazione? da
parte di alcuni docenti. E nega che «ci sia un caso nella nostra scuola.
Semplicemente, i professori che non vogliono andare in gita non ci andranno.
Nessuno li può obbligare». Cerca di buttare acqua sul fuoco delle polemiche
Giocondo Teodori, il preside della scuola media ?Franchini? di Santarcangelo
finita nella bufera, dopo che il collegio dei docenti ha approvato (a
maggioranza) il documento in cui i professori dichiarano di non voler più fare
viaggi d?istruzione, in segno di protesta contro il decreto Gelmini.
«Ogni decisione del collegio docenti passa dalla direzione scolastica ? dice
Teodori ? Ne prendo atto, ma per quanto mi riguarda non cambia molto. C?è stata
una fuga in avanti, una strumentalizzazione da parte di alcuni professori che
hanno fatto quest?uscita. Se non vogliono portare i ragazzi in gita per
protesta, non possiamo obbligarli». Alla ?Franchini? «continueremo a fare come
sempre: se una classe non ha docenti disponibiliti ad accompagnarla, la gita
non si fa». In realtà la decisione dei prof ha creato scompiglio, e i docenti
di altre scuole di Rimini potrebbero imitarli. Sul caso il consigliere
regionale del Pdl Lombardi ha chiesto alla Regione un?ispezione nella scuola.
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bari Il
consiglio di amministrazione prepara il documento contabile da presentare entro
dicembre I tagli al bilancio, spese ridotte all´osso Garuccio: "è
difficile ma ce la faremo" I tagli all´università previsti
dal decreto Gelmini non
sono ancora operativi. Ma all´università di Bari già stanno pensando come
risparmiare: «Sicuramente bisognerà fare dei sacrifici» spiega il prorettore,
Augusto Garuccio. I tecnici dell´Ateneo stanno infatti lavorando al bilancio,
che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre: oggi, all´insediamento dei
nuovi membri del consiglio di amministrazione, si comincerà a discutere
del problema e poi si comporrà una commissione che dovrà sottoporre il testo al
cda entro alla fine dell´anno. «Com´è chiaro - spiega Garuccio - noi insieme
con i nostri tecnici siamo al lavoro per cercare di fare quadrare i conti. Non
è facile». Il costo del lavoro infatti è aumentato (proprio oggi si darà il via
libera all´aumento per i medici universitari, così come previsto dal contratto)
mentre il fondo ministeriale è rimasto invariato. Non solo: la legge annunciata
dal governo prevede il blocco delle assunzioni per chi impegna più del 90 per
cento del finanziamento pubblico per pagare gli stipendi del personale. Bari,
secondo l´ultima rilevazione, è sul filo oscillando tra il 92 e l´89. «Ce la
faremo: nel bilancio al 31 dicembre saremo sotto il 90 - dice il prorettore -
Così come abbiamo già fatto nel 2008 stiamo provando a ridurre tutte le spese
comprimibili, ma siamo veramente all´osso. Quello che però ci impegniamo a fare
è a non tagliare né i fondi destinati alla didattica né quelli alla ricerca».
Lo scorso anno l´ateneo riuscì ad implementare (di circa il 10 per cento) i
finanziamenti per le due voci. Per questo esercizio molto probabilmente non sarà
possibile, «ma certo - assicura Garuccio - non torneremo indietro». Più
difficile sarà gestire la situazione dal
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bari
Atenei, stop ai concorsi per 118 prof Decreto della Gelmini: da rivedere i criteri di formazione
delle commissioni Al ministero assicurano che non c´è un blocco e che si tratta
solo di uno slittamento sino al prossimo gennaio GIULIANO FOSCHINI Nei corridoi
delle università pugliesi la chiamavano «la grande infornata»: centodiciotto
posti da professore tra ordinari, associati e appena 15 ricercatori,
appena banditi dalle università pugliesi. Un esercito di nuovi professori che
per il momento dovrà aspettare. Il decreto voluto dal ministro Mariastella Gelmini ha infatti per il momento congelato le prove di
selezione: il decreto approvato dal consiglio dei ministri il 6 novembre
prevede una diversa selezione e composizione delle commissione giudicatrici,
«una maniera per rendere più difficile l´accomodamento dei giudizi» ha spiegato
lo stesso ministro. Le vecchie procedure sono state bloccate. Le nuove
dovrebbero concludersi entro gennaio, assicurano dal ministero. Le università
di casa nostra saranno costrette ad attendere. Dopo anni infatti di blocco
dovuto a ragioni economiche e normative (e forse anche per il timore delle
nuove selezioni su scala nazionale), le quattro università pugliesi si erano
date alla pazza gioia, bandendo appunto più di cento selezioni. Soltanto
l´università di Bari assumerà 17 persone: 3 ordinari, 8 associati e 6 ricercatori.
Sedici invece sono i docenti richiesti dal Politecnico: 12 associati e 4
ordinari. Alla Lum, l´università di Casamassima, vogliono assumere lo stesso
numero di docenti di una diretta concorrente nel mondo accademico privato: la
Bocconi. Il magnifico rettore, Lello Degennaro, cerca infatti 18 professori, 11
ordinari, 6 associati e un solo accademico. Per lui significa raddoppiare il
corpo docente. A oggi, infatti, la Lum ha 34 professori di ruolo. Gli altri,
sono tutti a contratto esterno. Eppure in questi anni non sono stati banditi
pochi concorsi, ma evidentemente a Casamassima c´è gente esigente: in molti
casi infatti i docenti scelti dalla commissione e nominati idonei non vengono
ritenuti adatti al ruolo dalle facoltà (Economia e Giurisprudenza). E così i
prof, grazie all´idoneità, sono costretti ad andare a lavorare in altre
università. Magari pubbliche. Tornando ai nuovi bandi, sono venti i docenti che
ha attenzione di assumere l´università di Foggia, l´ateneo che più di tutte in
Italia in questi anni ha aumentato il corpo docente («ma siamo giovani, è
normale» ha spiegato il rettore Giuliano Volpe): 11 ordinari, 8 associati e un
solo ricercatore. In questa speciale classifica la parte del leone la fa però
senza alcun dubbio l´università del Salento. Il ministro Gelmini
ha messo in stand by ben 47 concorsi banditi a Lecce (13 da ordinario, 30 da
associato e 4 da ricercatore), il 7 per cento dell´attuale forza docente. Della
"grande informata" non farà parte probabilmente un concorso da
associato in Diritto ecclesiastico, bandito dalla facoltà di Scienze politiche.
Il rettore Corrado Petrocelli ha infatti annullato con un decreto la nomina del
membro interno, Gaetano Dammacco. Il professore era stato eletto dal consiglio
di facoltà dopo però aver preso lo stesso numero di voti di un collega, Nicola
Colaianni: si era però ritenuto che a parità di voti fosse eletto il membro più
anziano. Interpretazione della norma, questa, però contestata dallo stesso
Colaianni che ha presentato un ricorso al rettore. Le sue obiezioni sono state
accolte, e Petrocelli ha chiesto così alla facoltà di riprocedere alla nomina
di un commissario. A questo punto però è possibile che il concorso salti del
tutto e venga rimandato alla prossima sezione: la norma prevedeva, infatti, che
l´elezione del membro interno dovesse avvenire entro e non oltre il 30
settembre. Il concorso in Diritto ecclesiastico non era poi una prova come
tutte le altre. Si trattava infatti di una selezione alla quale il ministero
teneva particolarmente. Un insegnamento ritenuto assolutamente indispensabile,
tanto che Roma aveva deciso di dare un finanziamento extra appositamente per
bandire questa prova.
( da "Tempo, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Scuola Studenti di nuovo in piazza contro la Gelmini Liceali e universitari nuovamente in piazza ieri a Latina.
Muniti di megafoni e striscioni, si sono voluti idealmente unire ai tanti
coetanei che nelle stesse ore animavano le strade di altre cento città italiane
in occasione della Quinta Giornata di mobilitazione studentesca lanciata il 20
settembre scorso dal social forum europeo di Malmo, per difendere il loro
diritto allo studio e sottolineare che l'istruzione e la ricerca devono essere
liberi e pubblici. Ancora una volta insieme dunque per ribadire il proprio no
alla Legge Gelmini. A non piacere, il sette in
condotta, i tagli previsti dalla 133 e la possibilità che gli atenei diventino
delle fondazioni di diritto privato. T.B.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
PESARO pag. 4
Assemblea anti Gelmini ALLA «ALIGHIERI» DOMANI alle
21, nell?aula magna della scuola Dante Alighieri (in via Gattoni, quartiere
Soria), si svolgerà un?assemblea degli aderenti al «Comitato spontaneo genitori
e insegnanti di Pesaro a difesa della scuola pubblica» (formatosi il 21
ottobre, conta 400 aderenti) allargata a tutti gli interessati. Si farà il
punto della situazione e si concorderanno le attività future. Il comitato è a
disposizione per spiegare i contenuti della riforma Gelmini
e raccogliere nuove adesioni: 3284632771.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
ADRIA E DELTA DEL PO
pag. 8 FORTI di circa 200 iscritti e in vista del congresso che si celebrerà
nel co... FORTI di circa 200 iscritti e in vista del congresso che si celebrerà
nel corso del 2009, il Movimento dei Giovani Padani ha scelto il Delta per
presentare il nuovo gruppo di lavoro. «Dopo aver costruito i gruppi nell?alto e
medio polesine, stiamo cercando di espandere il movimento nel bassopolesine ?
ha spiegato il responsabile provinciale Stefano Segantin ? ora si trattrà di
consolidare il tutto attraverso iniziative concrete e da questo punto di vista
le scadenze elettorali ci agevolano il compito perchè avremo la possibilità di
portare ai dirigenti della Lega Nord le richieste e le aspettative dei
giovani». Pur legato alla Lega, infatti, il Movimento dei giovani padani ha un
proprio statuto e un?autonomia nelle iniziative. Così si spiegano i gazebi che
hanno già iniziato a comparire nelle piazze per raccogliere idee e
suggerimenti, la creazione di una squadra di calcio a cinque, le feste e,
naturalmente, le riunioni politiche. «Per ora non ci sbilanciamo sui temi
elettorali ? ha continuato Segantin ? un po? perché è presto, un po? perché
dobbiamo pensare a consolidarci per poi pesare nelle decisioni. Comunque, sui
temi della sicurezza e il sì alla riforma Gelmini,
siamo già impegnati». Per comodità organizzativa, Segantin potrà contare su
referenti non solo nei vari comuni, ma anche a livello di macro-aree: nell?alto
polesine Marco Faggio e Marco Galletti; nel medio polesine Riccardo Spolaore e
Alessandro De Angelis; infine nel basso polesine Alessandra Ardito e Marco
Marafante.
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVIII -
Milano La cerimonia Domani l´inaugurazione dell´anno accademico con ingressi
sbarrati per timori di contestazioni Arriva Tremonti, Cattolica blindata FRANCO
VANNI Domani il ministro dell´Economia Giulio Tremonti sarà in Cattolica per
l´inaugurazione dell´anno accademico. L´ateneo sarà "blindato" per
timore di contestazioni: accesso in aula Magna solo su invito e sicurezza
rinforzata. «Non saremo lì per provocare», dicono gli studenti della Cattolica,
che organizzeranno un «presidio culturale» davanti all´università. E così
l´Onda si prepara all´ennesima giornata di passione anti-tagli, dopo che anche
i giovani della comunità di Sant´Egidio hanno annunciato la loro partecipazione
alla protesta «soprattutto per contestare le classi ponte per stranieri». Ieri
intanto, in Bicocca, i rettori sono tornati a parlare della situazione
dell´università, in una tavola rotonda sulla riforma degli ordinamenti. Giulio
Ballio del Politecnico, sull´ipotesi avanzata in questi giorni di dare più
autonomia agli enti locali per la gestione degli atenei, ha commentato: «Ben
venga, a patto che non si traduca in un´invasione della politica locale nella
nostra attività, come è avvenuto con la sanità». Marcello Fontanesi, rettore in
Bicocca, ha aggiunto: «La preoccupazione è che il continuo richiamo
all´efficienza come criterio per decidere su cosa risparmiare sia in realtà un
modo per nascondere il fatto che non ci sono più soldi». Dopo le università,
anche le scuole scelgono come forma di protesta la «didattica all´aperto». Ieri
pomeriggio, dalle
( da "Tempo, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Il Tempo
delle parole La politica tra desistenti, incapaci, peones e signor no Le parole
della politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto quelle legate all'Estate di
San Martino del Palazzo. INSISTENZA DESISTENZA Erano due termini molto in voga
ai tempi del maggioritario. Specialmente la seconda parola, che evocava in
politica una sorta di assenza-presenza (tipo non sfiducia, convergenze
parallele etc), per giustificare forme di apparentamento politico, senza che
ciò comportasse intese o alleanze reali. Fu il caso ad esempio, di Rifondazione
comunista che fece la desistenza nei confronti del centro-sinistra e fu il caso
della Fiamma-Tricolore, allora guidata da Pino Rauti, nei confronti del
centro-destra. Ebbene, sia l'insistenza, sia la desistenza sono state
recuperate. E a riproporle è stato il Sommo Pontefice, relativamente al
caso-Eluana. «Bisogna trovare - ha detto Benedetto XVI - un giusto equilibrio
tra insistenza e desistenza»… terapeutica. INCAPACE Addirittura doppiamente
incapace. Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri se l'è presa
con Walter Veltroni, a proposito del caso Villari-Rai. Ricostruendo le vicende
riguardanti la commissione di Vigilanza, gli incontri e gli scontri sottobanco
tra maggioranza e opposizione, ha evidenziato l'incapacità del capo del Pd di
gestire non solo i suoi, il suo partito, ma soprattutto la politica
parlamentare. Figurarsi il Paese. VILLARI Un elogio va comunque al protagonista
della telenovela-vigilanza. Ossia, il neo-presidente Riccardo Villari, senatore
Pd. Rappresenta il classico esempio di riscossa dei peones sulle caste. Sempre
usati, sempre al gioco degli altri, dei colonnelli, ogni tanto, approfittando
della sorte o della fortuna, riescono a scombinare le strategie e sparigliare
le carte. Acquistando un pizzico di popolarità che altrimenti non avrebbero
avuto mai. E anche se il prezzo potrebbe essere l'allontanamento dal suo
partito, l'x esponente della Margherita, ha vinto la sua partita. Altro che
sfaticato, come lo hanno bollato Mastella e la Bindi. OKKUPARE O STUDIARE? Al
Palacongressi di Montecatini, applaudita dai Circoli del Buon Governo di
Marcello Dell'Utri, Maria Stella Gelmini si è goduta la sua rivincita. Ha difeso il proprio lavoro e ha
rilanciato: «No all'ideologia del 6 politico», accolta da studenti che
sbandieravano cartelli inequivocabili: «Loro okkupano, noi studiamo», e «Gelmini caccia i baroni». Tutto questo
mentre gli altri studenti, alla Sapienza si sono riuniti per elaborare un'"autoriforma".
Ma costoro hanno studiato diritto? Lo sanno che le riforme si fanno in
Parlamento e non all'Università? UN NO AL SIGNOR NO Chi è? Semplice, Guglielmo
Epifani. Il signor no del sindacato. Peccato che adesso il no glielo stiano
dicendo gli altri, interlocutori e studenti. Non solo Bonanni e Angeletti si
sono sfilati da lui, mandando in soffitta la Triplice, ma anche gli studenti,
snobbando la manifestazione di piazza Navona contro i tagli alla scuola,
lasciandolo solo con i quattro gatti della Cgil.
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVII -
Bologna Stasera "Formidabili quegli anni" al Celebrazioni Casale in
storia e musica nelle rivolte studentesche ANNA TONELLI Non ci si faccia ingannare
dal titolo. «Formidabili quegli anni» è la citazione del libro di Mario Capanna
sul periodo della contestazione sessantottina, ma Giulio Casale la trasforma in
un viaggio attraverso un mondo in fermento, fra marce della pace e stragi, fra
spinelli e pillole anticoncezionali, fra invasioni e terremoti. Non è una
negazione del testo del leader di Democrazia Proletaria al quale si ispira
ufficialmente, ma una rilettura più ampia che permette di coniugare la
rievocazione storica all´anima di cantautore di Casale che sul palco interpreta
brani di Guccini, Tenco, De Gregori, Gaber e De Andrè. Dopo aver ricevuto il
consenso di una platea esigente come quella del festival di Santarcangelo,
«Formidabili quegli anni» approda stasera al Teatro delle Celebrazioni (ore 21,
biglietti da
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
18-11-2008)
Argomenti: Scuola
RAVENNA CRONACA pag.
9 PROSEGUONO le iniziative indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la protesta ha visto... PROSEGUONO le
iniziative indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini.
Ieri la protesta ha visto protagonisti gli studenti universitari del ?polo?
ravennate, che hanno percorso in corteo le strade del centro cittadino,
inalberando cartelli e striscioni e gridando slogan contro i tagli previsti per
l?istruzione e in difesa della scuola pubblica. Ad aprire la sfilata, un grande
striscione con la scritta ?Uniti per migliorare, non ci fermeremo?. Nella foto:
il corteo degli universitari in via Mariani.
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 54 -
Spettacoli Presentato "Safari" deluxe più dvd Jovanotti si schiera
"Obama, un evento e io ho scritto un rap" LUIGI BOLOGNINI MILANO Un
rap per Obama. L´ha composto Jovanotti dopo le elezioni americane, «ma non
diventerà una canzone, resterà una cosa mia». Il cantante è entusiasta per il
neo-presidente Usa: «è un 11 settembre al contrario, il primo vero evento
storico della mia generazione, io ho 42 anni, ci ho creduto e ho visto la
sconfitta del cinismo, è una figata spaziale per il mondo. La sento come una
mia vittoria personale». Ma qualcosa si muove anche in Italia: «Guardo con
simpatia all´Onda, c´è la parola futuro, la volontà di esserci. Che esistano
giovani che tengano alla propria scuola è bellissimo. La scuola pubblica è una
conquista fondamentale. Magari qualche parte della riforma Gelmini è buona, ma il difetto è di
fondo: si tagliano risorse a un settore che invece ne meriterebbe di più».
Lorenzo parla alla presentazione della versione deluxe del suo disco Safari,
che ora esce con 4 brani dal vivo più un dvd sul suo ultimo tour girato da
Marco Ponti: «Ho venduto mezzo milione di copie, puntiamo a farne altre
100mila in questa nuova veste. Da gennaio poi ci sarà solo il dvd». A salutare
la versione riveduta e corretta, un mini-tour a dicembre: Forlì, Livorno,
Conegliano Veneto, Brescia e chiusura a Parigi. L´anno prossimo solo un giro
per club musicali in Europa, e poi solo raccolta di idee. Il Safari Tour viene
celebrato anche da un libro di fotografie di Francesco Raffaelli, Voi siete qui
(Rcs), che cattura atmosfere e sensazioni. Ma il magic momenti di Jovanotti
prosegue. Oggi allo Iulm verranno proiettati tutti i suoi videoclip e filmati e
riceverà un premio speciale per l´arte videomusicale. Red entro Natale Italia 1
trasmetterà una puntata dei Simpson in cui doppia un personaggio, un venditore
di fumetti.
( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 25 - Cronaca
Le aziende in guerra con Facebook "Dipendenti distratti, lo
oscuriamo" Dalla Provincia di Milano alle Poste, aumentano i
"filtri" Al comune di Napoli hanno deciso il frazionamento: un´ora al
giorno in periodi di dieci minuti l´uno VITTORIO ZAMBARDINO Sono quasi 4700 gli
aderenti al gruppo "Cazzeggio al lavoro con Facebook". Molti?
Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo
"Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". E però si
vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi
autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l´accesso al sito di
social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si
medita di fare la stessa cosa, e se al comune di Napoli l´hanno
razionato. Un´ora al giorno, suddiviso in frazioni di 10 minuti l´una. E a Facebook
va già bene: il blog di Beppe Grillo è completamente inibito alla visione dei
dipendenti comunali napoletani. All´elenco si aggiunge la provincia di Milano,
che blocca, e il mistero della Regione Campania, dove alcuni computer riescono
a "vedere" Facebook ma altri non ce la fanno. E se a Bologna nessuno
si sogna ancora di "oscurare" il sito di social network, prediletto
dai candidati alle primarie per la scelta del candidato sindaco, è pur vero che
sia qui che altrove esistono da anni filtri che bloccano sia le chat che i
programmi di telefonia via Internet. Quello Skype, che per funzionare ha
bisogno della stessa tecnologia che permette di scaricare musica e film dalla
rete. Contro corrente Torino-comune: proibiti solo porno e giochi d´azzardo. Ma
è curioso che da noi appaia come una novità ciò che altrove è già un tema
discusso da tempo - del resto la versione italiana di Facebook è della scorsa
primavera, quando c´erano, in maggio, meno di 1 milione di utenti/mese (dati
Nielsen Netview): a settembre erano 4,2 milioni. E aumentano. Ma gli altri ne
hanno discusso prima di noi. Il 30 luglio scorso, un blogger britannico,
ripreso da Business Week, ha scritto che i due terzi delle aziende britanniche
bloccano l´accesso ai diversi siti di social networking. Secondo un´inchiesta,
realizzata da un´azienda che si occupa di sicurezza informatica (quindi fonte
che è parte in causa), la Barracuda, la metà delle aziende americane blocca
quei siti. Ma in realtà per Facebook il dato non va oltre il 26%. E fin qui si
tratta di aziende private. Il tema si riscalda, sotto ogni latitudine, quando
si discute dei dipendenti pubblici. è del marzo 2007 la decisione - ed è un
piccolo primato - delle autorità della provincia dell´Ontario, in Canada, di
bloccare l´accesso al sito. Motivo "brucia il tempo del lavoro". Per
la verità non manca un argomento tutto diverso. Quello che vede nei siti di
social networking una fonte di formazione professionale e un vero e proprio
canale alternativo per far bene il proprio lavoro. Il dibattito è planetario e
vede in maggioranza quelli che considerano tutto ciò una distrazione
intollerabile. Ma poi chiedi alla Fiat, nel posto che ti immagini più occhiuto
e severo d´Italia. E si scopre che al marketing tengono tutti i modelli su
Facebook perché così li promuovono meglio. "Scherza - dice un ingegnere -
senza quel sito lavoreremmo la metà".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
«Continueremo con le
assemblee a scuola per rivendicare il diritto allo studio», dice Marco Zabai,
leader della Rete. E sui bastioni un comizio In 400 sfilano contro il decreto Gelmini L'Onda studentesca prosegue la battaglia: striscioni e slogan
trasversali Fra slogan e striscioni politici, è sfilato ieri il corteo «anti-Gelmini» per le vie della città.
Quattrocento studenti scesi in piazza per ribadire che l'Onda non si è fermata,
nonostante la riforma sia diventata legge e la protesta dei movimenti
studenteschi sembri ormai essersi placata. «Continueremo con le
assemblee dentro le scuole per rivendicare il diritto allo studio», dice Marco
Zabai, leader del movimento. In coda al corteo c'erano anche i rappresentati di
Lotta studentesca con i loro striscioni. Accanto agli studenti delle superiori
anche i componenti del nuovo «Coordinamento degli studenti universitari». Non
erano in migliaia come per il corteo che si è svolto a ottobre; non c'erano
tutte le scuole della provincia come ci si poteva aspettare. Ma la
manifestazione che si è svolta ieri a partire dalla stazione dei treni,
passando per piazza dei Signori, piazza Duomo e i Bastioni, ha ricordato ai
cittadini trevigiani che gli studenti non hanno intenzione di mollare mollarela
presa; soprattutto nella Giornata internazionale dello studente la cui
ricorrenza cadeva proprio ieri. Ci sono studenti delle scuole superiori di
Treviso e una rappresentanza del liceo Berto di Mogliano. Qualcuno urla
«Vogliamo uno tsunami che porti via i due nani», e altri che, sfilando di
fronte al Collegio Pio X, fischiano agli studenti dell'istituto privato che si
affacciano alle finestre. «Per protestare contro i fondi alle scuole private -
dice Roberto, un manifestante - E' vero che tutti gli studenti sono uguali e
che dobbiamo essere uniti. Ma non ci sta bene che si continui a dare soldi alle
paritarie». In piazza dei Signori si è svolto un comizio del Flc-Cgil Scuola e
di Lorenzo Trapani, ex-studente del Da Vinci, ora studente universitario. Gli
universitari erano rappresentati anche dal «Coordinamento degli studenti
universitari» composto dagli iscritti agli atenei veneziani. Sui Bastioni un
comizio dai toni accesi tenuto da Alberto, detto «Il Beppe Grillo del Canova».
( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Doppio gioco di
Tremonti Doppio gioco di Tremonti sul Patto di stabilità Certo che in questi
ultimi mesi ne abbiamo sentite di sparate da parte dei politici al governo, ma
al troppo non c'è mai fine e quindi anche questa sera ascoltando il
telegiornale ho appreso che ci saranno investimenti nelle opere pubbliche
all'interno degli 80 miliardi che d'incanto si sono materializzati dopo il G20
in America. Il ministro Brunetta ha poi ribadito in un convegno tenutosi il 16
novembre che lo stato investirà nelle opere pubbliche in modo da far ripartire
l'economia. Ma quali opere pubbliche intendono far partire, visto che con il
Patto di Stabilità hanno obbligato i Comuni, le Province e le Regioni a
bloccare ogni opera pubblica? Perché se non possiamo investire come Comuni, pur
avendo i bilanci in regola e i soldi in cassa, può investire lo Stato? Ma il
patto di stabilità non è la regola alla quale l' Italia si deve attenere per
far quadrare i bilanci nel rispetto delle regole europee? Mi viene il sospetto
che Tremonti faccia quadrare i conti dell'Italia del rispetto del patto di
stabilità con i soldi dei Comuni, delle Province e delle Regioni. A questi
burocrati dello stato non interessa niente degli enti locali e se Brunetta vede
fannulloni dappertutto, tranne in Parlamento, Tremonti vede sprechi solo nei
comuni, nelle province e nelle regioni, tranne nella macchina dello stato.
Allora quando vediamo qualche servizio alla televisione che mostra sprechi,
inefficienze, opere inutili, gente pagata per non far niente, a tutti noi
ribolle il sangue e sorge spontanea la domanda: ma è possibile andare avanti
così? No, non è possibile andare avanti così. E allora perché la Lega si ostina
ad ostacolare il movimento dei Sindaci del 20% dell'Irpef? Non era forse uno
slogan loro quello che i soldi devono rimanere sul territorio? No, oggi hanno
cambiato idea perché sono entrati nella stanza dei bottoni e siccome stanno
pensando ad un federalismo a tutto campo che vedrà la luce forse fra una decina
di anni, non vogliono che nessuno si intrometta: ci stanno pensando loro a
portare i soldi a casa. Intanto 500 milioni a Roma, 140 milioni a Catania, 300
milioni all'Alitalia e vorrei proprio sapere quanti milioni stanno costando i
rifiuti di Napoli. Ma al cosa più bella sarà che in quegli 80 miliardi
previsti, sicuramente 6-7 saranno destinati al Ponte di Messina. Allora faccio
un invito ai parlamentari leghisti nostrani di non perdersi in stupidaggini
come la proposta di legge per fare la grappa in casa, ma di dedicarsi alle cose
serie, di ascoltare le richieste degli amministratori locali e dei cittadini
altrimenti la prossima volta finiranno come Bertinotti: a casa. Bruno
Comazzetto Sindaco di Cornuda La Gelmini inizi a tagliare gli insegnanti di religione Ho letto con
interesse la lettera della professoressa Francesca Meneghetti sulla scuola e in
particolare sugli sprechi perpretati dal ministero dell'Istruzione. Si è
tuttavia dimenticata di denunciare quello che è forse il maggiore spreco ed
ingiustizia: l'aver equiparato nello stipendio e nello stato giuridico gli
insegnanti di religione cattolica (materia facoltativa) ai professori di
ruolo, pur essendo nominati direttamente dalla curia vescovile, senza sostenere
alcun concorso statale. In caso di perdita della cattedra di religione possono
inoltre occuparne un'altra, di lettere o filosofia, scalzando gli altri
candidati. Secondo un'inchiesta fatta dal giornalista Curzio Maltese, gli
insegnanti di religione cattolica, presenti in ogni ordine e grado delle scuole
pubbliche, costano allo Stato diverse centinaia di milioni di euro. Non mi risulta
che il ministro Gelmini voglia intervenire contro un
simile spreco di denaro pubblico. Luigi Urettini Treviso Esame al San Camillo
anestesia negata: perchè? Sento doveroso denunciare un fatto personale di
malasanità accadutomi recentemente durante un esame di colonscopia, effettuato
su richiesta del mio medico di base per un controllo di diverticolosi,
essendone soggetta da circa sette anni. Accusavo dolori addominali da un lungo
periodo e riferendo ciò al mio medico, mi prescrisse premurosamente l'impegnativa
per la visita che fu successivamente fissata il giorno 27 ottobre
( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, nessun
taglio e tempo pieno garantito in Lombardia (18/11/2008 09:24) | (Sesto Potere)
- Milano - 18 novembre 2008 -In Lombardia non verrà chiusa nessuna scuola. E il
tempo pieno continuerà ad essere assicurato a tutti quelli che lo richiedono.
Sono i risultati dell'accordo raggiunto con il Governo, dopo il lavoro di
queste settimane, resi noti dal presidente della Regione, Roberto Formigoni, e
dal vice presidente e assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni
Rossoni. "Abbiamo condiviso con il ministro Gelmini - ha detto Formigoni - la
necessità di un intervento razionalizzatore, che comunque potrà riguardare la
Lombardia solo in misura molto esigua, e che è stato a buon conto rinviato
all'anno prossimo". Sono infatti percentualmente pochissime, poco più dell'1%
le situazioni di strutture sottodimensionate, quindi difformi dai nuovi
parametri, su cui intervenire: 25 "autonomie" (le ex direzioni
didattiche) su 1.305, cioè il 1,3% e 76 "plessi", cioè scuole, su
5.000 (1,5%). AUTONOMIE I parametri nazionali prevedono che possa esserci una
dirigenza (quindi un'autonomia) con almeno 500 studenti (o 300 nelle zone di
montagna). La Lombardia ha una media di 845 studenti per autonomia, precedendo
la Toscana con 813, il Veneto con 797, e giù giù a scendere fino a Regioni che
hanno poco più di 500 studenti per autonomia. "L'intervento di
razionalizzazione - spiegano Formigoni e Rossoni - consisterà in pratica in
qualche accorpamento, riguarderà dunque al massimo qualche dirigente in
esubero, e in ogni caso non riguarderà l'erogazione del servizio, cioè le
scuole e le classi". PLESSI I plessi (cioè i punti di erogazione del
servizio scolastico suddivisi per ordine e grado di scuola). Si sarebbero
dovuti sopprimere quelli con meno di 50 alunni. In base all'accordo con il
ministro, invece, "l'intervento di razionalizzazione - come ha spiegato
Formigoni - è rinviato al 2009 e per di più sarà basato non sulla semplice
applicazione della soglia dei 50 alunni, ma su una serie di criteri e parametri
correttivi da individuare in modo condiviso tra Regione, Stato ed enti locali,
analizzando le situazioni caso per caso. Saranno quindi evitate operazioni che
possano creare disagio alle persone o alle famiglie ovvero che possano
aumentare i costi di gestione per i Comuni". Esclusi quindi interventi
sulle scuole dei Comuni di montagna e su quelle dell'infanzia. E' appunto
facendo queste sottrazioni che i plessi sottodimensionati, sui circa 5.000
della Lombardia, da prendere in considerazione per un eventuale intervento,
sono 76. TEMPO PIENO Non c'è pericolo e non ci sarà pericolo per il tempo pieno
in Lombardia. Formigoni e Rossoni hanno spiegato che già ora usufruiscono del
tempo pieno tutte le famiglie che lo richiedono e sono il 40% contro una media
italiana del 25%. E che per il futuro la situazione non è per nulla messa in
discussione. "Chi necessita del tempo pieno per i propri figli - ha
precisato il presidente - continuerà ad averlo". UNIVERSITA' Formigoni e
Rossoni hanno anche parlato della situazione degli atenei. "Abbiamo
lavorato con il ministro Gelmini - ha detto Formigoni
- sul Decreto Legge n. 180, che rappresenta un segnale importante di fiducia
per l'università italiana. E' stata accolta la proposta lombarda sulla
distribuzione dei fondi (e nel 2009 ci saranno 86 milioni di risorse in più per
il fondo ordinario). Ma soprattutto finisce l'esclusività del criterio della
spesa storica per il riparto delle risorse: il 7% di queste sarà ripartito in
base al merito. E' una misura iniziale ma sul piano del principio è una
vittoria straordinaria. Infatti il criterio della spesa storica è stata in
tutti questi anni fonte di spreco e premio ai fannulloni o perlomeno ai meno
efficienti". Formigoni e Rossoni si sono infine detti favorevoli al nuovo
sistema dei concorsi, più trasparente, e allo stanziamento di 135 milioni per
il diritto allo studio, che consentirà - per quanto riguarda la Regione
Lombardia - di continuare ad assegnare una borsa di studio a tutti i
richiedenti che ne hanno diritto, come succedeva già dal 2002, ma solo a costo di
un grosso esborso di fondi propri della Regione. Il presidente lombardo ha
confermato infine che "Regione Lombardia è per una riforma forte e seria
dell'università, che è assolutamente necessaria, e che dovrebbe comprendere
l'abolizione del valore legale del titolo di studio, la possibilità di
reclutamento diretto dei docenti, il potenziamento dei sistemi universitari
regionali".
( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola e
manifestazioni degli studenti, Cgil treviso: non servono accanimenti giudiziari
(18/11/2008 11:09) | (Sesto Potere) - Treviso - 18 novembre 2008- "Il buon
senso invita a riconoscere la buona fede dei ragazzi sulla questione delle
autorizzazioni non richieste. Ma se fossero presi provvedimenti diventerebbe
chiaro un inaccettabile disegno politico che punta a fermare le proteste con le
minacce". No ad accanimenti giudiziari sugli studenti che hanno
manifestato, timore per il clima di intimidazione con cui si cerca di fermare
le manifestazioni: oggi tocca ai ragazzi delle scuole, domani potrebbe essere
il turno dei lavoratori e dei pensionati. Lo ha detto Paolino Barbiero,
segretario generale della Cgil provinciale di Treviso, che, in una nota
congiunta con il segretario della Flc-Cgil provinciale di Treviso, Ermanno
Rambaldi, ha annunciato il sostegno alla mobilitazione di
studenti e famiglie contro la riforma Gelmini, che prenderà forma in quelli che sono stati battezzati
"pomeriggi e serate bianche", discussione sulla scuola nella scuola.
"Sulla questione delle manifestazioni non autorizzate, ha detto Barbiero,
invitiamo il questore a non dare corso a nessun tipo di azione nei confronti
dei ragazzi e quindi delle famiglie. E? evidente che ci si trova di
fronte ad un caso di scarsa conoscenza delle regole, avvenuta in perfetta buona
fede. Altri sono i nodi su cui si dovrebbe concentrare l?attenzione delle
istituzioni, dal Questore al Procuratore capo: i tempi inaccettabili di
risoluzione delle controversie tra aziende e lavoratori, il problema dei
controlli per difendere la sicurezza sui luoghi di lavoro, l'illegalità che sta
dietro al sommerso e all'evasione fiscale”. Contiamo, ha detto Barbiero, sul
buon senso. Ma se così non fosse, allora sarebbe chiaro il disegno politico,
autoritario e inaccettabile, che attraverso le pressioni e le minacce vuole
sopprimere il diritto a manifestare il dissenso. Oggi tocca agli studenti,
domani potrebbe essere il turno dei lavoratori e dei pensionati impegnati a
difendere i propri diritti e a manifestare contro politiche economiche
fallimentare che mettono a repentaglio il reddito e la qualità della vita.
( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
«Da Rembrandt a
Vermeer» cinquantacinque capolavori in mostra al museo del Corso a Roma La
borghesia diviene protagonista della pittura Carmelo Strano Mary Quant contro
Lorenzo Riva. Un match sulla minigonna tra il noto stilista e la collega
britannica che negli anni sessanta avrebbe lanciato quel capo d'abbigliamento
femminile che immobilizzava gli uomini quando si fermava un'auto e dagli
sportelli controvento fuoriuscivano gambe generosamente scoperte. Sono passati
40 anni. Ora basta. Non è più tempo di minigonna, ha sentenziato Lorenzo Riva.
Adesso, gonne o vestiti lunghi ben sotto il ginocchio e stacco vertiginoso
delle caviglie e dell'intera figura grazie al tacco lungo che rende il terreno
dove la donna passa una Cape Canaveral. Dal detto al non detto, dal visto all'intuìto,
dall'esplicito all'implicito, dal guardare all'immaginare. E soprattutto dal
giudizio sicuro e immediatamente fondato a uno suscettibile di scommesse.
"Dovrebbero essere delle belle gambe, data la caviglia sottile e la
garbata ma decisa sinuosità delle curve?": Così ci si potrebbe lasciare
andare davanti a una gonna di 20/30 centimetri sotto il ginocchio. Salvo che
non si tratti di vip che ci hanno già ammannitto ogni loro "potere
d'acquisto" in TV o al cinema (la ministra Carfagna), il
giudizio è al condizionale e la verifica è necessaria (la ministra Gelmini). Da estetologo stavo subito per
commentare: finalmente! Finalmente puoi camminare in città senza essere
disturbato esteticamente. Infatti, tutte le donne si sono sentite legittimate a
indossare la minigonna, senza un minimo di autocritica estetica. Si
possono esibire le gambe e le cosce in pubblico? Sì? E allora lo faccio
anch'io. E lo fa anche chi ha per gambe prosciutti di Parma e fianchi da
ippopotamo. Col risultato che mi è capitato spesso di cambiare marciapiede per
non turbare il mio colloquio (culturale) con il nudo femminile in "Venere
ingioiellata dormiente" del cinquecentesco pittore Joseph Heintz o per non
turbare il mio colloquio (segreto e fedifrago) con la first lady francese. Ma
poi, a pensarci bene: finalmente? un cavolo! C'è da scegliere tra il disturbo
estetico (che personalmente risulta più forte) e quello psicologico. Il gioco
estetico implicito è particolarmente carico di seduzione. Lasciare spazio
all'immaginazione è particolarmente coinvolgente. Le forme coperte e intuite ti
impegnano maggiormente perché chiamano in causa tutti i sensi. Per non usare
metafore: davanti a belle gambe scoperte vai subito? al dunque. Davanti a delle
gambe potenzialmente belle lavori di intuito, di intelligenza, di premonizione,
pregustazione. E' il gioco dell'arte. Che è ambiguo, basato sulla sorpresa,
l'inatteso. Il lettore (e anche la lettrice, benevolmente) ha ben capito che
l'estetica delle forme coperte impegna di più anche sul piano del tempo.
Bisogna quanto meno abbozzare uno studio analitico di quelle forme tra ipotesi
e controipotesi. Insomma, se sei uscito per fare la spesa, non torni più a
casa. Ma per fortuna Lorenzo Riva sbaglia nell'essere categorico sulla fine
della minigonna. In tempi di complessità nulla scompare e tutto è attuale. Al
più può prevalere una cosa su un'altra. Insomma, il godimento, anche estetico,
alla vista per strada di belle gambe coperte di bande di stoffa di
( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
scuola
Studenti in piazza con tele e colori Singolare protesta contro la riforma Gelmini ieri mattina
di licei ed istituti d'arte e. cannone 38 michele guccione La disperazione
monta di ora in ora. Si avvicina la data del passaggio da Alitalia a Cai e i
210 dipendenti di Alitalia Airport presso l'aeroporto di Punta Raisi ancora non
sanno nulla sul loro futuro. Infatti, la Cai non ha comunicato nè con quale criterio
saranno individuati gli unici 60 di loro che resteranno in servizio, nè
l'elenco dei fortunati assunti e degli altri che saranno inviati in cassa
integrazione per la pensione o la mobilità. É per questo che i sindacati fanno
fatica a controllare i lavoratori. Ieri pomeriggio, al termine di un'infuocata
assemblea che ha indicato ancora non unitariamente quattro ore di sciopero per
sabato 29 novembre (ma fino a ieri sera la Fit-Cisl doveva decidere se
aderire), la rabbia è esplosa e alcuni dipendenti hanno deciso di riprendere i
sit-in di protesta davanti ai check-in, questa volta non solo quelli
dell'Alitalia, lasciando liberi solo due varchi, uno per area. Infinite le code
che si sono create. Ben sei i voli Alitalia cancellati, più altri di varie
compagnie, oltre a quelli disdetti a causa della protesta del personale di volo
Alitalia. Quest'azione non è stata condivisa da diversi sindacati. Di questo
passo non si può prevedere fino a che punto potrà spingersi la protesta
spontanea. Si sa che oggi i sit-in e i rallentamenti dei check-in proseguiranno
per l'intera giornata. Dice Fabio Profeta dell'Ugl: «In questi giorni abbiamo
incontrato tutte le istituzioni siciliane e c'è pure un tavolo tecnico aperto
presso la Quarta commissione dell'Ars. Commissione che ci aveva promesso un
incontro con un delegato della Cai. Finora non abbiamo visto nessuno». Il
sindacalista prova anche a spiegare il perché del surriscaldarsi del clima tra
i lavoratori: «Si va diffondendo, anche grazie ad indiscrezioni mai smenite, la
convinzione che la Cai abbia già gli elenchi pronti con le persone da assumere
e quelle da inviare in ammortizzatore sociale. Il prolungato silenzio fa
sospettare che stiano aspettando l'ultimo giorno utile per presentarlo,
sperando così di limitare la protesta e il caos che ne deriverebbe all'attività
dello scalo. Così non è, in queste ore si sta verificando l'esatto contrario:
temo che i lavoratori più ci sarà silenzio e più forte faranno sentire la loro
protesta».
( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
«Consiglio Ap contro
la Gelmini»Giornata della mobilitazione studentesca.
«Chiediamo il riconoscimento del diritto allo studio» Anche gli studenti di
Caltanissetta hanno celebrato ieri la ?Giornata mondiale di mobilitazione
studentesca per il diritto allo studio?; stavolta non si è trattato di una
manifestazione come quella dello scorso 30 ottobre, ma di una giornata dedicata
alla cultura e al dibattito. Ieri mattina gli studenti si sono ritrovati in
piazza della Repubblica dove è stato allestito un palco sul quale si sono
esibite della ?band? musicali giovanili. Tra una canzone e l'altra sono saliti
sul palco anche altri studenti per parlare di politica e di diritto allo
studio. Per la verità la partecipazione non è stata massiccia, in molti
istituti buona parte degli studenti è entrata regolarmente per svolgere le
lezioni. La giornata, comunque, è proseguita anche nel pomeriggio ed è durata
fino alle prime ore della serata e quindi anche chi è andato a scuola ha avuto
la possibilità di partecipare alla manifestazione. Intanto gli studenti di
Caltanissetta, pur non abbandonando la protesta sul decreto Gelmini,
hanno ?stoppato? l'autogestione riprendendo regolarmente le lezioni per non
frenare eccessivamente la regolare attività didattica. «Saltando ore di lezioni
penalizzeremo ancora di più la scuola e noi stessi - ha spiegato Carlo
Vagginelli, uno dei rappresentanti degli studenti del liceo classico - anche se
abbiamo già preparato un documento da presentare all'amministrazione
provinciale. Stiamo realizzando questa iniziativa con molta serietà; il nostro
intento è che la giornata del 17 novembre diventi una sorta di primo maggio
degli studenti, non tanto per avere una giornata di riposo quanto perché venga
riconosciuto il nostro ruolo». Nel documento in questione, gli studenti
chiedono all'assemblea provinciale di riunirsi affinché quest'ultima prenda
posizione contro il decreto di riforma della scuola. Inoltre i ragazzi stanno
lanciando una proposta agli amministratori provinciali per la realizzazione di
interventi nel settore dell'edilizia scolastica oltre all'emissione di buoni
libro, a livello provinciale, per l'acquisto dei testi in modo da aiutare le
famiglie ad ammortizzare le spese per la didattica. «Riteniamo opportuno la
formazione di un tavolo di concertazione tra istituzioni, studenti e sindacati
- conclude Carlo Vagginelli - affinché si trovino delle soluzioni che
garantiscano l'effettivo diritto allo studio. Auspichiamo inoltre che i nostri
amministratori prevedano lo stanziamento di fondi per l'integrazione di
studenti extracomunitari, sicuramente un elemento fondamentale per un paese che
si definisce democratico». Vincenzo Pane
( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Riesi
Gli studenti ieri in corteo contro la riforma Gelmini Mussomeli. Omelia
di don Incardona sui raccomandati Domenica scorsa festa della Madonna della
Provvidenza, celebrata nella chiesa Madre ed organizzata dall'apposito
comitato, presieduto da Giuseppe Greco con la collaborazione
dell'Arciconfraternita. Una Messa assai partecipata quella serale delle ore 18, durante la
quale c'è stata la benedizione del grano per la semina, distribuito poi ai
presenti. Occorre subito dire che l'arciprete don Alfonso Incardona ha
presentato ai parrocchiani la sua forte omelia domenicale con accenni e
riflessioni anche sulla festa mariana della Provvidenza. «State bene attenti e
riflettete su quello che vi sto per dire», ha detto il sacerdote, richiamando
l'attenzione dei presenti, in un clima di assoluto silenzio. Il sacerdote, dopo
avere accennato alle difficoltà economiche del momento per quelle persone che
non riescono ad arrivare alla fine del mese, e non solo quelle, ha sottolineato
l'attuale periodo di crisi generale del territorio. «Ci sono persone - ha detto
- che invece di rivolgersi al Padre Eterno per implorare la divina provvidenza,
si rivolgono e si vendono a questo e a quello, ai politici per poi assicurare
loro il voto, chiedendo, però, la raccomandazione». Il sacerdote, avviandosi
alla conclusione, ha esortato i parrocchiani a vivere intensamente il Vangelo:
?Bussate e Vi sarà aperto. Chiedete e Vi sarà dato?. Al termine, la processione
del simulacro per le vie del quartiere e la distribuzione delle focaccine nel
piazzale Madrice hanno concluso i festeggiamenti.. CARMELO BARBA Mussomeli.
Spoto alla guida degli «Amici di S. Francesco» Continua ancora Giuseppe Spoto a
rappresentare l'Associazione «Amici di S. Francesco» di Mussomeli. L'Assemblea
degli aventi diritto, la settimana scorsa, ha proceduto al riassetto del
sodalizio, presente nel territorio da circa trent'anni. Ha collaborato sempre
coi frati del convento e come ha precisato in in incontro il riconfermato
Presidente Spoto, l'Associazione necessita di un rilancio auspicando l'adesione
di nuovi adepti.. Il nuovo consiglio direttivo è così formato. Presidente
Giuseppe Spoto, Vice Presidente Vincenzo Piazza, Segretario Giovanni Sorce,
cassiere Pasquale Favata ed i consiglieri Salvatore Cacciatore, Calogero
Nigrelli e Michele Sola. L'Associazione nacque con gli auspici dell'allora
Provinciale, P. Luigi Gattuso, che incoraggiò l'iniziativa. Nel 1985 venne
approvato lo statuto dell'Associazione ed il 27 settembre 1985 la curia
vescovile di Caltanissetta lo restituì col suo visto. Dalla sua costituzione ad
oggi si sono alternati nella carica di presidente Salvatore Montagnino,
Francesco Di Piazza, Salvatore Mingoia e, da 14 anni, Giuseppe Spoto continua
ad avere l'onere e l'onore del sodalizio. Dei 90 iscritti iniziali, ne sono
rimasti una quarantina. Negli anni precedenti ha curato la spiritualità degli
associati il compianto padre Nicola Mulè. Oggi ci sono padre Pietro e padre
Daniel. C. B.
( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
pubblica istruzione.
Singolare protesta degli studenti dei licei artistici al Massimo Tele e
pennelli contro la Gelmini È stata
davvero una protesta a regola d'arte quella organizzata ieri mattina a Palermo
in piazza Ruggero Settimo e piazza Verdi di fronte il teatro Massimo, e in
contemporanea con altre città italiane. L'iniziativa «Didattica ad arte - in
piazza il 17 novembre vi diamo una lezione» è stata ancora una volta
l'occasione per gli studenti degli istituti artistici cittadini di
manifestare il loro dissenso contro la legge 133, per la riforma della scuola e
dell'università. Protagonisti della protesta sono stati gli studenti del liceo
artistico statale «Damiani Almeyda» e quelli dell'istituto d'arte «Catalano» di
Ragusa, mentre a Monreale la manifestazione si è svolta in piazza Duomo. A
partire dalle 9 e fino alle 16 del pomeriggio i ragazzi si sono dati
appuntamento in piazza, anche sotto la pioggia scesa giù in tarda mattinata,
armati dei loro strumenti di studio e di lavoro: cavalletti, trespoli,
pennelli, colori e tele, ma anche cattedre per i professori e volantini e
chitarre. I passanti si sono divertiti davvero. La vista di tanti ragazzi
impegnati in vere e proprie mostre «estemporanee» ha offerto un tocco diverso
all'ambiente. L'idea è stata quella di organizzare una vera e propria lezione
di arte all'aperto, ma anche un modo alternativo e creativo per mettere nero su
bianco e utilizzando il loro talento le ragioni del loro dissenso contro quello
che definiscono «la vera natura della legge 133: la distruzione della scuola
pubblica e la scomparsa dell'istruzione artistica». All'Accademia di belle
arti, invece, finita l'occupazione, si è deciso di continuare la protesta con
un'autogestione bianca, anche se alcuni ragazzi della Consulta rimangono a
dormire in Accademia. Nei prossimi giorni anche loro manifesteranno contro la
legge 133, sempre con mostre ed esposizioni artistiche. Elisabetta Cannone
( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
A rischio adesso
l'Osservatorio astrofisico «Pronti a tutti i sacrifici, ma non a chiudere»
Arianna Augero Roma. Archiviata la grande adunata di venerdì scorso e la due
giorni di assemblea nazionale alla Sapienza, l'Onda va oltre. Per tutta la
settimana (a partire da ieri - in occasione della giornata mondiale degli studenti
sul diritto allo studio - ) il movimento di mobiliterà nelle facoltà con
lezioni all'aperto, seminari e assemblee. Sul fronte delle proteste gli
universitari dell'Onda hanno aderito allo sciopero generale del 12 dicembre
indetto dalla Cgil. Per il 28 novembre un'altra giornata di mobilitazione. Intanto, ieri, il decreto Gelmini sull'Università ha iniziato il suo iter in Commissione Pubblica
Istruzione del Senato. «Ci sono tematiche molto forti e importanti nel
documento approvato dall'assemblea della Sapienza, ora si tratta di divulgarlo
e di tradurlo sul piano pratico». E' soddisfatto Giorgio Sestili, uno
dei portavoce dell'Onda, per il testo di autoriforma dell'Università che «è
frutto di una discussione durata settimane nei vari Atenei italiani e sfociata
nel weekend della Sapienza. Il documento alla fine è stato acclamato da oltre
1500 studenti». «Non si tratta di un testo definitivo - spiega Sestili - ma il
risultato per gli studenti è importante perché serviva una piattaforma
comune". Quella che si è configurata nel fine settimana romano è una prima
alleanza, fra gli studenti e tutta un'area docenti che comprende dottorandi,
assegnisti di ricerca, professori a contratto. Nel documento di autoriforma
dell'Università è prevista, tra l'altro, l'abolizione delle lauree 3+2 e dei
crediti formativi, la consegna dei finanziamenti direttamente ai gruppi di
ricerca e non più ai baroni; un salario minimo garantito di 1.300 euro a
dottorandi, ricercatori precari e studenti coinvolti in stage e tirocini; l'abolizione
del numero chiuso e della frequenza obbligatoria. Intanto il ministro della
Pubblica amministrazione, Brunetta, ha annunciato che nelle linee guida della
riforma universitaria «ho inserito il criterio oggettivo dei valori dell'impact
factor», ossia l'indice utilizzato per «misurare» la qualità scientifica del
lavoro prodotto. Brunetta ha sottolineato la necessità che «sui concorsi
valgano gli indici oggettivi: così non può vincere chi ha zero di impact factor
rispetto a chi ha 77 di impact factor». Stasera alla Sapienza di Roma si terrà
la festa «Siamo in Onda», un'occasione per parlare alla società spiegando le
motivazini della mobilitazione studentesca. Molti artisti sul palco per
appoggiare la protesta dell'Onda. E si mobilita anche la scuola. Al via da ieri
altre iniziative di protesta in linea con quelle universitarie. Proseguiranno
per tutta la settimana. Fino a sabato la rete degli studenti ha previsto
appuntamenti e iniziative, lezioni all'aperto, fiaccolate, assemblee pubbliche
e percorsi autogestiti. Ieri a Palermo gli studenti degli istituti artistici
hanno cominciato una raccolta di firme contro la legge 133 e «contro la
distruzione della scuola pubblica e la scomparsa dell'istruzione artistica». A
Firenze un corteo di studenti medi (circa un migliaio) ha ribadito un «no» alla
legge Gelmini sulla scuola e ai tagli all'Università.
Si sono registrati anche momenti di tensione. C'è stato infatti un lancio di
oggetti fra manifestanti e militanti di destra quando il corteo è passato nei
pressi della sede di Azione giovani, ma un cordone di polizia e carabinieri ha
impedito qualsiasi contatto diretto.
( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Noto, entro l'anno
pronta la Fondazione con nuova sede e accordi internazionali Andrea Lodato
Nostro inviato Noto. Il prof. Salvatore Cavallo, che è vice presidente e
amministratore delegato del Consorzio Universitario del polo di Noto, ci prende
subito in contropiede: «I fondi che raccogliamo ogni anno ci bastano. Anzi,
direi che qualcosa, persino, avanza. Per questo noi siamo pronti a continuare a
tirar dritto per la nostra strada, dando nuovo impulso al corso di Scienze
della Formazione che ha più di mille iscritti e poggia sulla storica vocazione
di Noto e di questo territorio proprio a formare personale destinato alla
didattica». Così il Consorzio che ha una convenzione con l'Università di
Messina e che è formato dal Comune di Noto, che è un po' capofila, da quelli di
Avola, Rosolini, Pachino e Portopalo, dalla Banca di Credito Cooperativo di
Pachino e dal Cenacolo Domenicano (una congregazione religiosa di suore) oggi, in pieno effetto Gelmini, rilancia. Il sindaco di Noto, Corrado Valvo, da tempo aveva
accelerato su un progetto ambizioso. Ed essendo Valvo determinato e
coinvolgente, la strada che aveva scelto sta sboccando là dove il sindaco
voleva. «Avremo presto, spero entro l'anno, una Fondazione per i nostri corsi
di studio - ha confermato nei giorni scorsi - e una prestigiosa sede.
Perché il nostro obiettivo è valorizzare Noto, e i comuni che rientrano,
ovviamente, in questo progetto, come città d'arte, di cultura, ma anche di studio,
ricerca e formazione». Così potremmo, addirittura, essere alla vigilia della
nascita della Fondazione. Oggi il corso di studi in Scienze della Formazione ha
un finanziamento di 175 mila euro, anche se la quota non comprende il costo
della attuale sede, tutta a carico del Comune di Noto. Con la Fondazione, però,
si potrà fare un ulteriore salto di qualità. E di specializzazione.
«Attualmente - dice ancora il prof. Cavallo - accanto al corso in Scienze della
Formazione, abbiamo un master in Beni Culturali e un dottorato di ricerca.
Nell'immediato futuro, naturalmente, è su una crescente specializzazione che
vogliamo puntare e la Fondazione per questo è il veicolo ideale. Noto può
diventare punto di riferimento per lo studio dei Beni Culturali, stabilendo
rapporti, su cui stiamo già lavorando, con le università di Tunisi, Malta,
Beirut, Parigi, con cui intendiamo collaborare per dare vita a corsi sulla
fruizione dei Beni Culturali nelle loro rispettive lingue. Ciò per attrarre da
noi studenti da tutta questa grande area del Mediterraneo, attratti,
ovviamente, da una grande qualità nell'offerta didattica, ma anche dalla
straordinaria ricchezza del nostro territorio». Noto vuol volare alto, insomma.
Va bene Scienze della Formazione, visto che c'è questa grande tradizione,
raccontano qui, per cui non c'è persona del Distretto di Sud Est che non sia
passata a scuola da una qualche maestra o insegnante formatasi tra Noto e il
suo circondario. Ma il futuro è specializzazione, sempre più di alto profilo. E
Noto vuol giocarsi per intero la carta dei Beni Culturali, un autentico jolly
che ha nelle mani. Accanto alla Fondazione, però, anche una nuova sede. Perché
quella attuale, ospitata in un'ala della Chiesa di San Francesco
all'Immacolata, è francamente piccola e inadeguata. Così già a dicembre, se
tutto filerà liscio, potrà essere inaugurata la nuova sede, quella ricavata
nell'ex istituto di Formazione Carlo Giovanti. Grandi aule, sala convegni,
modernissime tecnologie. Al prof. Cavallo ridono gli occhi quando ne parla.
Parte dei fondi, quasi un milione e mezzo, li ha messi la Protezione Civile,
per il resto il Consorzio sta facendo la sua parte. Anche qui il sindaco, del
resto, spinge tutti un po' con gli occhi e un po' anche fisicamente. «La nuova
sede - spiega Corrado Valvo - si trova nel quartiere arabo Agliastrello, un
altro pezzo incantevole di Noto che vogliamo, anche grazie alla nuova sede
universitaria, rilanciare, rendere fruibile, viva, attraente per chi deve
studiare, per chi deve viverci, per chi vuol trascorrere del tempo libero». Nel
progetto, infatti, si prevede anche che nel quartiere dovrebbero sorgere pub,
ritrovi, sale letture e locali che siano, ovviamente, coerenti con lo spirito
di Noto, con l'architettura, con la cultura, ma che rivitalizzino anche
quell'area, così come si pensa già ad un eventuale accordo con l'Ostello della
gioventù per ospitare studenti di mezzo mondo che potrebbero scegliere di
venire a studiare a Noto.
( da "RomagnaOggi.it" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
18 novembre 2008 -
14.50 (Ultima Modifica: 18 novembre 2008) Facebook, in qualche maniera, dà
ragione al ministro Brunetta. Negli uffici pubblici, ma anche tra i dipendenti
delle aziende private, spopola uno dei social network più famosi del mondo,
tanto che le aziende stesse stanno seriamente prendendo in considerazione
l'ipotesi di oscurare Facebook in quanto "ruba tempo al lavoro". Le
prime contromisure ai 'fannulloni' amanti dei social network sono state già
prese in molte aziende. Su tutte Poste Italiane, che ha negato ai suoi
dipendenti l'accesso al sito, drastica decisione che potrebbero adottare anche
le Regioni Lombardia e Veneto. Leggermente meglio è andata ai lavoratori del
Comune di Napoli, che possono navigare sulla community per un'ora al giorno,
frazionata in 'blocchi' da 10 minuti ciascuno. Di certo c'è
che i 'fannulloni' se la sono anche cercata, visti i gruppi di cui molti di
loro fanno parte su Facebook: in "Cazzeggio su facebook al lavoro"
hanno aderito 4700 persone, nulla in confronto ai 200mila che fanno parte del
gruppo "Anti-Gelmini"
o ai 50mila di "Silvio, se hai i capelli è per merito della ricerca".
( da "Repubblica.it" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sono quasi 4700 gli
aderenti al gruppo "Cazzeggio al lavoro con Facebook". Molti?
Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo
"Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". E però si
vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi
autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l'accesso al sito di
social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si
medita di fare la stessa cosa, e se al comune di Napoli l'hanno
razionato. Un'ora al giorno, suddiviso in frazioni di 10 minuti l'una. E a
Facebook va già bene: il blog di Beppe Grillo è completamente inibito alla
visione dei dipendenti comunali napoletani. All'elenco si aggiunge la provincia
di Milano, che blocca, e il mistero della Regione Campania, dove alcuni
computer riescono a "vedere" Facebook ma altri non ce la fanno. E se
a Bologna nessuno si sogna ancora di "oscurare" il sito di social
network, prediletto dai candidati alle primarie per la scelta del candidato
sindaco, è pur vero che sia qui che altrove esistono da anni filtri che
bloccano sia le chat che i programmi di telefonia via Internet. Quello Skype,
che per funzionare ha bisogno della stessa tecnologia che permette di scaricare
musica e film dalla rete. Contro corrente Torino-comune: proibiti solo porno e
giochi d'azzardo. Ma è curioso che da noi appaia come una novità ciò che
altrove è già un tema discusso da tempo - del resto la versione italiana di
Facebook è della scorsa primavera, quando c'erano, in maggio, meno di 1 milione
di utenti/mese (dati Nielsen Netview): a settembre erano 4,2 milioni. E
aumentano. Ma gli altri ne hanno discusso prima di noi. Il 30 luglio scorso, un
blogger britannico, ripreso da Business Week, ha scritto che i due terzi delle
aziende britanniche bloccano l'accesso ai diversi siti di social networking.
Secondo un'inchiesta, realizzata da un'azienda che si occupa di sicurezza
informatica (quindi fonte che è parte in causa), la Barracuda, la metà delle
aziende americane blocca quei siti. Ma in realtà per Facebook il dato non va
oltre il 26%. E fin qui si tratta di aziende private. Il tema si riscalda,
sotto ogni latitudine, quando si discute dei dipendenti pubblici. È del marzo
2007 la decisione - ed è un piccolo primato - delle autorità della provincia
dell'Ontario, in Canada, di bloccare l'accesso al sito. Motivo "brucia il
tempo del lavoro". Per la verità non manca un argomento tutto diverso.
Quello che vede nei siti di social networking una fonte di formazione
professionale e un vero e proprio canale alternativo per far bene il proprio
lavoro. Il dibattito è planetario e vede in maggioranza quelli che considerano
tutto ciò una distrazione intollerabile. Ma poi chiedi alla Fiat, nel posto che
ti immagini più occhiuto e severo d'Italia. E si scopre che al marketing tengono
tutti i modelli su Facebook perché così li promuovono meglio. "Scherza -
dice un ingegnere - senza quel sito lavoreremmo la metà". (18 novembre
2008
( da "Velino.it, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. CRO - Scuola,
artisti pro-Onda vs Rivera: col Blocco nessun dialogo Roma, 18 nov (Velino) -
Dopo le critiche degli studenti, anche quelle dei “colleghi” del mondo dello
spettacolo. La “mano tesa” ai ragazzi del Blocco studentesco di Andrea Rivera
non riscuote successo nemmeno fra gli artisti. Ieri, durante la conferenza
stampa di presentazione del concerto pro-Onda di stasera alla Sapienza,
l?attore e cantante aveva rivolto agli universitari l?appello a tendere la mano
ai ragazzi di Casa Pound e a non lasciarli “nel loro disagio sociale,
nell?emarginazione che si produce nelle periferie, altrimenti le nostre lotte
rimarranno sempre autoreferenziali”. Frasi che hanno provocato le critiche
degli studenti e più di un dissapore, tanto che al termine della conferenza stampa
il cantautore romano ha fatto notare seccato a chi lo contestava la
disponibilità e l?impegno profuso per la buona riuscita della manifestazione.
Settarismo giovanile, si dirà. Tutt?altro. L?apertura di Andrea Rivera non
trova infatti cittadinanza nemmeno fra coloro che non hanno esitato a
schierarsi al fianco della protesta studentesca e che stasera saliranno sul
palco della Sapienza per il concerto organizzato in sostegno della
mobilitazione degli universitari contro la riforma Gelmini.
L?unico a mostrarsi comprensivo nei suoi confronti è Dario Vergassola. “Una
mano la tenderei anch?io, la paura però è di ricevere una manganellata –
esordisce ironicamente il comico –. Ma al di là delle facili battute penso che
sarebbe una follia lasciar fuori qualcuno dal movimento studentesco”. Nessuna
chiusura pregiudiziale, insomma, coi ragazzi del Blocco, “per far capire ai
ragazzi che tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche, sono sulla
stessa barca universitaria”. Una riflessione, quella del comico genovese, che
arriva ad affrontare senza tabù il discorso sugli scontri di piazza. “Ci sono
frange violente, come sempre, da una parte e dall?altra e del resto anche nel
?77 sarebbe stato meglio trovare la via del dialogo piuttosto che avere per
strada gli autonomi che sparavano. L?unica cosa che vorrei è vedere più
concretezza sui temi università e meno ideologia. Quello che abbiamo visto –
aggiunge Vergassola – mi spinge a pensare che possa davvero esserci una spirale
di violenza: se parliamo di ragazzi che vanno all?università per studiare,
dovrebbero mostrare di saper usare il cervello, tutti, ed evitare
strumentalizzazioni dalla destra ma anche dalla sinistra”. Ma quella di
Vergassola sembra essere una posizione abbastanza isolata. E il palco che stasera
animerà la notte della Sapienza sarà popolato da idee non troppo dissimili da
quelle, estremamente critiche, espresse nei confronti di Rivera dagli studenti.
Nemmeno il cantautore Enrico Capuano, presente alla conferenza stampa e
testimone diretto delle affermazioni “incriminate”, si sente di spezzare una
lancia in suo favore: “Andrea ha sbagliato a parlare di dialogo col Blocco
studentesco, che è un?organizzazione ben precisa e molto minoritaria
all?interno della stessa destra”. Capuano, nipote di un partigiano fucilato a
Parma nel ?44 dai repubblichini, nel merito è tranciante: “Bisogna porre una
sana e democratica pregiudiziale antifascista. Si dialoga con la gente, non con
le organizzazioni paramilitari, spesso utilizzate strumentalmente per creare disordini”.
L?unica “attenuante” per i tanti giovani delle periferie che vanno a ingrossare
le file delle organizzazioni di destra, a volte estrema, sta nella “colpa della
sinistra, che ha abbandonato i territori preferendo il palazzo. Chiaro che così
la destra fa presa”. Ma l?affondo più duro viene da un altro attore reso
celebre dal piccolo schermo, nella stessa trasmissione che ha lanciato Andrea
Rivera: Ascanio Celestini. Impegnato a Bologna in un convegno, l?autore dei
celebri monologhi della trasmissione Parla con me parteciperà solo virtualmente
al raduno di stasera. Ma la sua posizione è comunque netta: “Molti di quelli
del Blocco studentesco non sono ragazzi, ma provocatori pronti a tutto. Gente
pagata per creare disordini, come giustamente ha detto Francesco Cossiga”. Per
Celestini, dunque, “tendere loro una mano non significa niente, è come dire
?tendiamo una mano al crimine organizzato?. Individualmente chiunque può
partecipare a un?assemblea, anche se di estrema destra, ma con
un?organizzazione è un altro discorso, perché si è messa fuori dal discorso da
sola rispetto a uno dei valori costituzionali di questo Paese: l?antifascismo.
Che non è solo una questione di sinistra, perché tutta l?Italia dovrebbe essere
antifascista”. E sulle parole del “collega” Rivera, la replica è senza appello,
questi sprezzante: “Recuperare quelli di Blocco studentesco? Ma non sono
ragazzi disagiati che devono essere recuperati, non sono tossicodipendenti che
devono andare in una comunità. Non c?è nulla da recuperare”. (Paolo Fantauzzi)
18 nov 2008 13:58
( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Consiglio
comunale di Modena chiede strumenti e dotazioni per la dislessia (18/11/2008
14:54) | (Sesto Potere) - Modena - 18 novembre 2008 - Il Consiglio comunale di
Modena ha chiesto alla Giunta di impegnarsi affinché strumenti e dotazioni per
contrastare la dislessia entrino pienamente a far parte del patrimonio
didattico comune di ogni classe, facendosene carico nei confronti dei Ministeri
preposti, in modo da permettere a tutti i bambini interessati dal disturbo, il
diritto universale all'accesso della conoscenza. E' stato approvato
all'unanimità l'ordine del giorno presentato in aula da Mauro Tesauro dei Verdi
"Strumenti e dotazioni per la dislessia", e firmato da tutti i
capogruppo in Consiglio comunale. Il consigliere Tesauro, nella presentazione
dell'odg ha sottolineato come "questi disturbi riducono considerevolmente
la possibilità di accedere alla conoscenza. I bambini dislessici possono
leggere o scrivere o fare i calcoli, ma solo impegnando al massimo la loro
concentrazione. Così si stancano in fretta e fanno errori, rimanendo indietro
nell'apprendimento. Bisogna ridurre l'interferenza del disturbo, si può e si
deve fare di più e di meglio". Olga Vecchi di Fi-Pdl ha affermato:
"E' un argomento che inizia con il toccare i bambini ma poi tocca anche le
famiglie. Si tratta di un problema a livello psicologico, è estremamente
importante parlarne per cogliere il problema fin dai primi sintomi, e da parte
delle istituzioni condurre questi ragazzi verso una rapida risoluzione di
queste situazioni". Per Achille Caropreso del Pd "la scuola deve
avere strumenti di intervento per questi bambini. Questi problemi, se risolti,
creano giovani che in un futuro saranno adattati e non disadattati come
succederebbe diversamente. Le somme che si spendono per combattere certe
situazioni sono investimenti. Ringrazio Tesauro per questo odg, perché
sensibilizza verso un problema psicologico". Per Baldo Flori di Modena a
Colori "il problema è più insidioso di quanto qui annunciato. In questi
ultimi anni si sono presentate forme di patologia coperta, non affrontate in
tempo, che emergono a volte addirittura alle superiori. La dislessia non è
sconosciuta, ma è stata cancellata 4 o 5 anni fa dall'elenco delle patologie
prese in considerazione. Non è un problema di intervenire con sussidi
didattici, ma di diagnosi della patologia. Chiediamo il riconoscimento a
livello legislativo di questo tipo di patologia". Per Giuseppe Campana del
Pd "considerare un bambino dislessici come svogliato sarebbe la stessa
cosa che considerare la miopia una mancanza di capacità di orientamento. Il
fatto che questo tipo di patologia fosse riconosciuta e adesso non più mi
preoccupa, può essere che qualcuno abbia pensato che l'individuazione di questa
patologia sia un atto stigmatizzante. Mi inserisco per caldeggiare che su
questo si intervenga, su queste persone non si parla di spese, ma di
investimenti". Secondo Enrico Artioli del Pd "ci si è accorti
recentemente di tutta una serie di disturbi che venivano attribuiti in
precedenza alla svogliatezza degli studenti. Invece non è così ed è necessario
ampliare l'idea di stato sociale, è possibile cercare di mettere in campo
azioni verso chi non ce la fa. Molto importante è una forte azione di
prevenzione per diagnosticare precocemente questo tipo di disturbo". Per
William Garagnani del Pd "Modena è all'avanguardia sugli interventi per la
dislessia. Il Consiglio comunale intervenendo sull'argomento rinforza quello
che l'ente locale fa o ha fatto. Nella battaglia per superare il problema che
ha il 4% dei ragazzi l'insegnante, quando può, deve attivare dei laboratori ad
hoc e deve puntare sull'autostima del ragazzo, valorizzando gli ambiti di
forza, per rimotivarlo perché la depressione è un fattore caratterizzante
questo tipo di problema. Non è un problema di parte, lottiamo tutti contro la
scellerata idea del maestro unico". Per Rosamaria Fino "questo
dibattito denota la particolare sensibilità di tutti i consiglieri in forma
bipartisan. I dislessici come gli autistici hanno diritto ad una attenzione
preventiva: in un qualunque momento del percorso scolastico si può rilevare il
problema della dislessia, che potrebbe comportare l'esclusione da un percorso
lavorativo futuro". Secondo Adolfo Morandi "viene
usato questo odg strumentalmente per attaccare la minoranza sul decreto Gelmini. Non è previsto alcun taglio per
ciò che riguarda gli insegnanti che si occupano di situazioni problematiche, di
insegnanti di sostegno per disabili. Rimane l'appoggio all'odg: siamo di fronte
a patologie, non a qualcosa che può essere affrontato da un maestro che ha
conoscenze limitate in merito". A chiudere il dibattito il
consigliere Tesauro: "Il tema è stato affrontato in tutte le sue
sfaccettature. Invito a ritornare sul tema centrale e ad apprezzarlo al di là
di valutazioni che, seppur legittime, in questo caso non devono spostare il
nostro impegno".
( da "RomagnaOggi.it" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
18 novembre 2008 -
17.05 (Ultima Modifica: 18 novembre 2008) ''Io e la Merkel auspichiamo una
collaborazione tra Alitalia e Lufthansa''. Lo ha annunciato il premier Silvio
Berlusconi in una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel al
termine del vertice di Trieste. Un incontro che ha visto anche un curioso
fuoriprogramma, con il premier che si è divertito a giocare a nascondino con la
cancelliera nascondensi dietro un pennone portabandiera per poi spuntare
improvvisamente fuori dicendo "sono qui!". "Meglio abbronzato
che condannato". Con lo slogan 'Meglio abbronzato che condannato', un
gruppo di universitari ha contestato a Trieste, in Piazza Unita', il presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi, che era appena entrato nel palazzo della
Regione con la cancelliera Angela Merkel per il vertice Italia-Germania. Gli
studenti, con in mano vari cartelli, hanno protestato
contro la riforma Gelmini.
La maggior parte dei manifestanti sono studenti universitari della Scuola
interpreti di Trieste. Gli universitari hanno precisato che la manifestazione
e' nata spontaneamente, data la presenza a Trieste del premier Berlusconi.
Nessun aiuto al settore auto. ''Per ora riteniamo che non si debbano
fare interventi in questo settore. Non lo escluderei, ma per ora non sono
previsti''. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde cosi', nel
corso della conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Angela
Merkel, a una domanda su eventuali misure del governo per sostenere il settore
automobilistico. Il siparietto. Siparietto prima dell'inizio dei lavori del
vertice italo-tedesco a Trieste. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,
all'arrivo in Piazza Unita' d'Italia, vedendo gia' schierate le troupe
televisive e i giornalisti si e' nascosto dietro il pennone portabandiera e
all'arrivo del cancelliere tedesco Angela Merkel e' sbucato fuori salutandola
con un gran sorriso ed esclamando ''Sono qui''
( da "Velino.it, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Il rigore di Tremonti non risparmia cellulari e riscaldamento Roma, 18 nov
(Velino) - Giulio Tremonti. Claudio Scajola. Maria Stella Gelmini. Renato Brunetta. Il governo
Berlusconi ha fatto della riduzione degli sprechi nella Pa e del taglio delle spese
improduttive uno dei punti più qualificanti della sua azione politica. Una
severa operazione di contenimento delle spese che parte proprio dai ministeri.
Si spiega così la circolare diffusa dalla Ragioneria generale dello Stato e
scritta dal ministro dell?Economia in cui si danno precise indicazioni sul giro
di vite alle spese previsto dalla manovra di finanza pubblica. “L'esigenza di
tutelare la stabilità finanziaria del Paese e l'attuale situazione di crisi dei
mercati finanziari internazionali impegnano il Governo a proseguire sulla
strada del risanamento della finanza pubblica perché possa realizzarsi un
equilibrato e stabile sviluppo economico”. Comincia così la circolare firmata
da Tremonti. La riduzione della spesa non include solo i grandi capitoli: i
risparmi – come testimonia la circolare di Tremonti nel rispetto di quanto
stabilito dal decreto legge della manovra – includono anche la carta e il
riscaldamento. Le amministrazioni pubbliche dovranno ridurre del 50 per cento
la spesa rispetto al 2007 per la stampa delle relazioni e di ogni altra
pubblicazione che viene distribuita gratuitamente o inviata ad altre
amministrazioni. L?abbonamento in forma cartacea alla Gazzetta Ufficiale dovrà
essere sostituito da quello telematico. Le pubbliche amministrazioni, diverse
da quelle statali, adottano misure di “contenimento delle spese per
l'approvvigionamento di combustibile per riscaldamento e per l'energia
elettrica in modo tale da conseguire risparmi in linea con quelli che devono
conseguire le amministrazioni statali tenute ad effettuare gli acquisti tramite
mediante le convenzioni Consip o comunque a prezzi inferiori o uguali a quelli
praticati da Consip. Riduzione degli uffici dirigenziali di livello generale e
di quelli di livello non generale, rispettivamente del 20 e del 15 per cento.
Taglio del 10 per cento per il personale con compiti logistico-strumentali. E
ancora, un turn over pari al solo 10 per cento per il personale in uscita (il
20 per cento per le università) e tetto del 10 per cento anche alle assunzioni
di precari. Il ministro ricorda che saranno effettuati controlli a campione dal
Cnipa sull'utilizzo delle e-mail al posto delle vecchie lettere. Nel caso non
si rispettino i parametri fissati dal 2007, “verrà applicata una riduzione del 30
per cento delle risorse stanziate per l'invio di corrispondenza cartacea”.
Stretta anche sui cellulari. Nei piani triennali che le amministrazioni devono
predisporre per razionalizzare l'utilizzo di beni devono essere “indicate le
misure dirette a circoscrivere l'assegnazione di apparecchiature di telefonia
mobile ai soli casi in cui il personale debba assicurare, per esigenze di
servizio, pronta e costante reperibilità e limitatamente al periodo
necessario”. Dovranno essere individuate “nel rispetto della normativa sulla
tutela della privacy, forme di verifica anche a campione, circa il corretto
utilizzo delle relative utenze”. E sulle auto blu, vale anche per il 2009 la
norma che prevedeva un taglio del 50 per cento rispetto al 2004 delle spese di
“acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio” delle auto di servizio. Viene
consigliato anche “il ricorso, previa verifica di fattibilità, a mezzi
alternativi di trasporto, anche cumulativo”. E con la stretta sulle consulenze
c?è anche quella sulle sponsorizzazioni. Solo per citare quelle più curiose e
significative. Il testo della circolare è disponibile sul sito della Ragioneria
generale dello Stato. (Raffaella Malito) 18 nov 2008 18:44
( da "Voce d'Italia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola
Politica
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( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Polemiche sul
dibattito di sabato all'istituto Veronese. In discussione
la riforma Gelmini. Prof e
dirigente scolastico contro gli organizzatori Bufera sull'assemblea degli
studenti Il preside attacca: strumentalizzata. «Liberamente» replica: basta
censure MONTEBELLUNA. Bufera sull'assemblea degli studenti del «Veronese»
svoltasi sabato mattina e sul ruolo rivestito dall'associazione «Liberamente»
in quell'occasione. Il dirigente scolastico del «Veronese», Domenico
Savio Teker, stigmatizza duramente quanto fatto dall'associazione e la presenza
all'assemblea di esponenti politici non autorizzati. Parla di
strumentalizzazione di un'iniziativa degli studenti e promette che d'ora in poi
si starà più attenti alle proposte di collaborazione che arrivano dall'esterno.
«Liberamente» non demorde, attacca il sindaco Laura Puppato e i docenti
intervenuti in assemblea, afferma di aver ricevuto i complimenti della
controparte (la Rete degli studenti), difende la presenza in sala di Alessio De
Mitri. «Quando uno spazio di democrazia viene piegato agli interessi di una
parte o dell'altra non è più uno spazio di democrazia - scrive il dirigente
scolastico - Nata come incontro tra gli studenti per sapere qualcosa di più sul
decreto Gelmini, la mattinata del 15 novembre è
diventata l'occasione per un'associazione locale di farsi pubblicità indebita,
alle spalle degli allievi dell'istituto. In qualità di dirigente scolastico, ho
ben volentieri concesso agli studenti di organizzarsi in assemblea per
affrontare il tema del momento, ma questo non significava certo dare a qualcuno
la possibilità di spacciarsi per "organizzatore" di assemblee di
studenti (appunto) e di parteciparvi senza autorizzazione. Almeno non è possibile
nella scuola attuale. Per quella che qualcuno ha in mente, si vedrà. Ritengo
gravissimo che qualcuno, approfittando del fatto che le scuole non sono carceri
(ci mancherebbe) abbia partecipato a una assemblea degli allievi facendola
diventare qualcosa di diverso e che, altrettanto grave, abbia cercato di
zittire i docenti presenti». Il dirigente scolastico riporta quanto gli hanno
riferito i prof presenti in assemblea come accompagnatori e responsabili delle
classi che, spiega il dirigente scolastico, «prendono giustamente le distanze
da quella che ci è proprio parsa essere una forma di strumentalizzazione che
nella scuola non dovrà mai avere legittimità». I docenti nella lettera hanno
parlato di conferenza trasformata in una sorta di tribuna politica, di
argomentazioni dei relatori sostenute da espliciti giudizi politico-ideologici,
di volantini e di una delegazione dell'associazione a sostegno, non solo
morale, di una parte del contradditorio, che aveva occupato indebitamente posti
destinati agli studenti. Conclude poi il dirigente scolastico che si continuerà
a fornire spazi di democrazia agli studenti, ma con più attenzione
nell'accettare collaborazioni esterne. «Mai avremmo pensato - dice Domenico
Savio Teker - che una associazione che si considera "liberale" fin
dalla propria intitolazione, riuscisse a strumentalizzare in questo modo una
sana iniziativa democratica degli studenti». Reagisce però «Liberamente» per
voce del suo presidente Gianmarco Comazzetto, che attacca Laura Puppato: «Non
ci faremo imbavagliare da un sindaco censore», difende la presenza in sala di
Alessio De Mitri, responsabile regionale Giovani Fi: «ha assistito dalle ultime
file agli ultimi istanti del dibattito dimostrando rispetto per la nostra
autonomia», attacca invece i docenti «intervenuti scambiando un'assemblea
studentesca per un'assemblea sindacale; tutta la conferenza è stata
videoregistrata e abbiano le prove di quel che sosteniamo».
( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
«La
Gelmini va contro
famiglie e comuni» Puppato: gli enti locali non possono «coprire» il tempo
pieno «Mi auguro che dalla riforma Gelmini arrivino risposte
in merito alla copertura del tempo pieno pomeridiano nelle scuole. Se così non
fosse, i comuni non ce la farebbero a coprire questo servizio». E' un sindaco, Laura Puppato,
primo cittadino di Montebelluna, a lanciare un nuovo allarme per la riforma
della scuola. La questione del tempo pieno nelle elementari è uno dei punti
della riforma del governo Berlusconi più preso di mira da insegnanti e
genitori. La legge Gelmini taglia ore di insegnamento
e insegnanti, e potrebbe rendere impossibile il doposcuola post meridiano. Un
servizio indispensabile per molte famiglie con genitori che lavorano, che in
questo modo hanno l'opportunità di tenere i bambini a scuola anche il
pomeriggio, in un ambiente protetto ed educativo. La preoccupazione dei comuni
è di dover rispondere di tasca propria, con appalti a cooperative e
associazioni - alla mancanza di un servizio cui oramai le famiglie sono
abituate. «Con il patto di stabilità che pende sul bilancio e i tagli agli enti
locali le amministrazioni non ce la farebbero ad affrontare questi costi» -
ribadisce Puppato
( da "Trentino" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Assemblea a Sociologia:
«In piazza il 12 dicembre» Gli studenti pronti alla protesta in vista dello
sciopero generale dei Cobas TRENTO. Ieri sera nell'atrio della facoltà di
Sociologia si è tenuta un'assemblea di ateneo indetta dal Comitato No Gelmini. Gli esponenti del Laboratorio Permanente hanno
ripercorso i due giorni trascorsi all'assemblea nazionale alla Sapienza di Roma
che hanno fatto segiuto alla manifestazione di venerdì scorso. E' stato poi
fissato il calendario dei prossimi impegni del movimento. «Sabato - ha spiegato
uno studente - abbiamo preso parte a tre workshop che hanno visto una
partecipazione massiccia da parte dei collettivi di tutta Italia. E' emersa la
consapevolezza di un movimento forte, che non si ferma alla critica della legge
133, ma propone dal basso una vera riforma dell'università». Durante
l'assemblea si è parlato della creazione di una rete di coordinamento di
collettivi studenteschi su scala nazionale. Il prossimo impegno del comitato è
quello del 28 novembre, data in cui in tutte le città italiane verranno organizzate manifestazioni contro il decreto Gelmini. Gli studenti di Trento stanno
pensando a una serie di iniziative in città. Il 12 dicembre il No Gelmini si unirà allo sciopero generale
convocato da Cobas, Cud e Sdl, scendendo in piazza. Oggi il Laboratorio
Permanente di Giurisprudenza propone una non stop di lezioni, discussioni e
incontri nel foyer della facoltà dalle 8 alle
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo Cassa
integrazione a Carini. E imprese che non trovano personale Tremila posti di
lavoro ma nessuno si presenta SALVATORE BUTERA Bisogna riconoscere che nelle
proteste contro i provvedimenti su scuola e università di Mariastella
Gelmini la Sicilia ha fatto
la sua parte. I cortei si continuano e la protesta appare civile e contenuta
rispetto ad alcuni episodi di violenza verificatisi nelle grandi città. Qui da
noi questi cortei giovanili (lo si può dire con tranquillità) sono apparsi
scevri da strumentalizzazioni politiche e addirittura venati di una sorta di
avversione alla politica qualunque essa sia, di destra o di sinistra. Di
fronte a queste masse di giovani che hanno sfilato nelle vie di Palermo e di
Catania mi sono posto alcune domande forse ingenue. Chi sono questi ragazzi
rispetto alle parti politiche dominanti nella nostra regione? SEGUE A P
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola. Provenzali
esalta il dibattito con prof e genitori Tempo pieno e maestro unico Forza
Italia esamina la riforma CECINA. Discutere di scuola e della recente riforma,
da un'altra ottica: quella di chi governa. Qesto il senso dell'appuntamento che
si è tenuto lunedì scorso a Cecina a cui hanno preso parte i vertici locali e
regionali degli Azzurri. «Un'assemblea affollata di insegnanti, genitori,
sindacalisti, dirigenti scolastici ma soprattutto giovani e studenti ha
dimostrato - dichiara Leopoldo Provenzali consigliere Regionale di Forza
Italia-PdL - come sulla scuola anche a Cecina ed in tutta la provincia di
Livorno si senta il bisogno di dibattito e di sereno confronto». Cecina. «Al
dibattito sono intervenuti anche molti studenti ed insegnanti che in queste
settimane hanno manifestato la loro contrarietà alla legge e altrettanti che -
prosegue Stefania Fuscagni, consigliere regionale di FI-PdL e vicepresidente
della commissione Istruzione - hanno invece approvato gli interventi del
Governo». «Purtroppo - prosegue Leopoldo Provenzali - è emerso che anche nelle
provincia di Livorno siano state diffuse informazioni infondate e forse troppi
timori per il futuro della scuola e per questo abbiamo deciso che era
necessario riportare, al di là della normale dialettica politica, serenità e
dialogo». «L'iniziativa, quindi, è stata significativa - continua Stefania
Fuscagni - non solo perché si sono ribaditi gli aspetti fondamentali della
Legge Gelmini quali il mantenimento
del tempo pieno, l'introduzione del maestro prevalente, l'introduzione del voto
in condotta, del voto in decimi, dell'educazione alla cittadinanza, un calmiere
al costo dei libri di testo, ma anche la volontà da parte di FI-PdL di mettere
da parte le posizioni politicamente pregiudiziali della sinistra più radicale e
aprire momenti di dialogo con gli studenti, gli insegnanti, le famiglie
e con le forze sindacali che vogliono collaborare, seppure nella diversità
delle posizioni, ad un miglioramento della scuola italiana».
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Cecina Dopo
sei mesi ancora non decolla Inaugurata in primavera, Villa Celestina rischia di
essere inutilizzata CASTIGLIONCELLO.Villa Celestina è stata inaugurata nel
maggio scorso, dopo più di 2 anni di lavori e oltre 30 di tira e molla tra
Comune e ministeri competenti. Gli interventi di restauro conservativo sono
costati 2 milioni e 800mila euro, ma l'opera presenta già problemi strutturali:
le violenti piogge delle scorse settimane, ad esempio, non hanno risparmiato il
seminterrato dove dovrebbero essere creati i laboratori di competenza del
Dipartimento di biologia marina. L'acqua si è infiltrata passando, con tutta
probabilità, dalle vetrate che si aprono sul giardino retrostante la villa: un
belvedere che si affaccia a picco sul mare. Ancora visibile, all'interno dei
locali, una pozza sulle piastrelle del pavimento e impronte fangose intorno.
Inoltre, nonostante che da ottobre al piano rialzato dell'immobile sia stato
trasferito il Laboratorio di educazione ambientale (l'inaugurazione è avvenuta
all'interno delle iniziative del "Settembre Pedagogico") le linee
telefoniche hanno presentato problemi tecnici, tanto da rimanere mute. Alcuni
addetti ci stavano lavorando proprio ieri. Infine, nessuna traccia di lavori
che facciano presagire una prossima apertura della sede universitaria. Anzi,
dopo l'inaugurazione ufficiale della struttura, i responsabili del Dipartimento
di biologia marina di Pisa sembra abbiano rallentato i contatti con
l'amministrazione comunale. «Evidentemente - spiega l'assessore ai lavori pubblici
Luca Arzilli - avranno alcuni problemi da risolvere e al momento non so
ipotizzare quanto tempo dovrà passare prima di vedere i laboratori e gli uffici
al secondo piano utilizzati dagli studenti». Intanto però i finanziamenti che,
attraverso una convenzione la stessa Università doveva far pervenire al Comune
per l'acquisto dei mobili e di tutto il materiale necessario per attivare i
laboratori del seminterrato e gli uffici al secondo piano, non sono arrivati:
«stiamo ancora aspettando il via», precisa Arzilli. Infine, adesso, a mettersi di traverso c'è anche la stretta prevista dalla
riforma del ministro Gelmini che intende tagliare soprattutto sulle sedi universitarie
decentrate. Un'incognita in più, dunque, su quando e come la struttura
inaugurata in tutta fretta non appena furono terminati gli interventi edili,
potrà svolgere appieno le sue funzioni. All'esterno dell'alta inferriata
quasi sempre chiusa, non c'è nessun cartello informativo sugli orari di
apertura del Centro di educazione ambientale (unica struttura che dovrebbe
essere aperta all'interno di Villa Celestina). Orario che è impossibile
verificare, tra l'altro, anche consultando il sito internet del Comune. Niente
informazioni anche sull'unico cartello affisso accanto alla porta di ingresso del
Centro e risulta impossibile, almeno ad oggi, contattare telefonicamente la
struttura. Impossibile varcare la soglia della villa, magari in alcune ore
prestabilite nell'arco della settimana, per affacciarsi dalla terrazza a picco
sul mare. Una richiesta, quella di offrire a i cittadini e turisti la
possibilità di godere del paesaggio, avanzata più volte dai residenti e dallo
stesso Cdf. Infine, il buio che non rende facile e sicuro, soprattutto in
questo periodo, l'accesso alla struttura. Alessandra Bernardeschi Altro
servizio a pag. 15 SEGUE A P
( da "Stampa, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
PROTESTA NEGLI ATENEI.
GLI STUDENTI IN PIAZZA CAVOUR Movimento studentesco "I tagli sono segno di
ostilità" Gli incontri all'aperto proseguiranno venerdì prossimo con
Germana Gandino Lunedì in Consiglio comunale [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI
Piove, la temperatura esterna sarà al massimo di 8 gradi. In piazza Cavour, tra
i banchi del mercato, si cammina veloci e infreddoliti. Forse qualcuno neanche
si accorge di quanto sta accadendo sotto i portici. Chi se ne accorge, però,
non può fare a meno di fermarsi, e di combattere il freddo almeno per qualche
minuto. Del resto ci sono almeno una trentina di studenti universitari che lo
stanno facendo da circa un'ora, seduti per terra a gambe incrociate con i loro
giubbotti e le sciarpe sul naso. Prendono appunti, anche. Perché in piedi in
mezzo a loro, con il cappotto e la felice oratoria di sempre, c'è Alessandro
Barbero - docente di Storia medievale alla Facoltà di Lettere e Filosofia
vercellese nonché notissimo scrittore - che sta tenendo l'ultima lezione del
corso e del semestre. Parla di Carlo Magno. Prima di lui Maurizio Mori, docente
di Storia della Filosofia, ha tenuto le sue due ore di lezione all'aperto sulle
Meditazioni di Cartesio. Le quattro ore di lezione all'aperto di ieri mattina
sono state tra i momenti più significativi della protesta vercellese
ai provvedimenti del ministro Gelmini. I docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università
del Piemonte Orientale, a partire dal preside Giacomo Ferrari, hanno da subito
abbracciato la volontà degli studenti di portare in piazza le proprie ragioni:
«Gli interventi annunciati dal Governo - afferma lo stesso Barbero - sono stati
percepiti da tutto il mondo dell'istruzione come basati sul disprezzo e
l'ostilità nei nostri confronti. Non per niente la protesta è stata ovunque
spontanea e trasversale. E le lezioni all'aperto, a mio avviso, sono una
splendida forma di protesta. Portano in piazza quello che facciamo tutti i
giorni, mostrano ciò che siamo: gente che lavora, e che ha uno stretto rapporto
con gli studenti». Un momento che Barbero definisce «di comunione profonda» per
una «realtà che va difesa sotto gli occhi di tutti, senza per altro
interrompere l'attività didattica». Anche sopportando temperature proibitive:
«Ne valeva la pena», conclude Barbero. Soddisfatto anche il rappresentante del
movimento «Salviamo la scuola!» Marcello Scariati: «Le condizioni atmosferiche
non ci consentiranno di proseguire con questa forma di protesta ancora a lungo:
le lezioni all'aperto si concluderanno venerdì con la docente di Storia
Medievale Germana Gandino. E per dicembre stiamo organizzando una giornata di
studio sull'Università del Piemonte Orientale».Tra i programmi dei movimenti
vercellesi anche la partecipazione, il prossimo lunedì 24, al primo Consiglio
comunale aperto agli studenti. La decisione è stata presa la scorsa settimana,
quando al termine del corteo di protesta contro i tagli all'Università previsti
dal ministro Gelmini, una delegazione di studenti e
docenti è stata ricevuta in Municipio dal sindaco Andrea Corsaro, che ha
ribadito l'interesse delle istituzioni nei confronti dell'Università del
Piemonte Orientale. \
( da "Stampa, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
CUNEO. RIFORMA GELMINI All'incontro sulla scuola il centrodestra non partecipa
[FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Doveva essere un dialogo tra gli oppositori della
riforma Gelmini e i
promotori della stessa legge, ma i parlamentari di centrodestra che hanno
votato il provvedimento non si sono presentati: così l'altra sera al teatro
Toselli le domande preparate da insegnanti e genitori sono rimaste senza
risposta. C'erano invece Patrizia Bugnano e Massimo Fiorio (Pd) che hanno
criticato l'operato del ministro. E Teresio Delfino (Udc) ha spiegato le
ragioni della sua astensione: «C'è un'emergenza educativa cui la legge cerca di
rispondere dando maggior autorevolezza alla scuola, ma non si può fare una
riforma per decreto». «Avremmo preferito sapere perché mentre il numero degli
studenti sale, si vuole ridurre quello dei docenti - replica Alberto Collidà
del comitato genitori di Cuneo - il tempo pieno diventerà un semplice
doposcuola senza didattica». Enrico Costa e Beppe Menardi (entrambi Pdl)
avevano avvisato della loro assenza per impegni parlamentari. Il primo rinnova
la disponibilità a un successivo incontro, il secondo non risparmia critiche.
«Più che un'occasione di dibattito, l'assemblea al Toselli era una manifestazione
per esprimere posizioni contrarie, sarebbe stato inutile passare una sera a
litigare - dice Menardi - quanto al tempo prolungato, non è mai stato così
"didattico": i giornalisti chiamarono "scodellatrici" le
persone assunte a scuola per assistere i ragazzi in mensa». Erio Ambrosino,
assessore all'Istruzione a Cuneo: «La serata è stata organizzata dagli enti
locali (Cuneo, Boves, Fossano, Savigliano, Saluzzo, Valdieri, Villanova Mondovì
e Valle Stura) e non da associazioni o sindacati di parte. Tutti avrebbero
potuto spiegare la loro posizione. Dopo la pubblicazione dei regolamenti
attuativi inviteremo di nuovo gli onorevoli: senza il voto di preferenza, ogni
parlamentare risponde più alle segreterie di partito che ai cittadini». Intanto
il Governo ha modificato la legge, tanto che secondo Vito Valsania, assessore
provinciale all'Istruzione, «nessun istituto cuneese rischia la chiusura e per
le scuole con meno di 50 alunni tutto è rinviato al 2010». «Ma i tagli restano
- sottolinea Mino Taricco, assessore regionale all'agricoltura - l'obiettivo è
ridurre le risorse così, quando l'istruzione passerà alle Regione, lo Stato
dovrà trasferire loro meno soldi per gestire le scuole».
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Firenze
Ex Indire verso la paralisi 98 precari rischiano il posto Novantotto precari
dell´ex Indire rischiano il posto di lavoro, il loro contratto scade a fine
anno e al momento nessuno parla di rinnovo. Il ministro Gelmini non sapeva nemmeno che cos´è
l´ex Indire (oggi Istituto nazionale per lo sviluppo dell´autonomia
scolastica), raccontano i sindacati, eppure a questo ente di ricerca
ministeriale a cui fanno riferimento migliaia di insegnanti, studenti e
personale non docente per i corsi di formazione e per il recupero dei debiti in
tutta Italia. L´Indire ha sede a Firenze e la sua attività rischia di
essere bloccata, denunciano Cgil, Cisl e Uil perché una parte importante del
lavoro è svolta dai precari, da personale non strutturato. E´ così da anni, ci
sono persone che operano con contratti a termine da 8 o 10 anni e che adesso in
base agli effetti della normativa Tremonti-Brunetta rischiano di non poter
prolungare il lavoro presso l´ente. Da ieri dopo un´assemblea, i lavoratori
sono in stato di agitazione e chiedono un incontro urgente con il ministro Gelmini.
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Empoli
Solo in cento al Pontormo Scarsa affluenza al consiglio comunale aperto sulla scuola
Gli studenti: «Rifiutiamo di pagare la crisi» EMPOLI. «Rifiutiamo di pagare la
crisi e continueremo a lottare per una scuola che sia di tutti e che assolva al
suo compito principale di promozione sociale e culturale. Le nostre occupazioni
sono state una risposta forte ad un provvedimento gravissimo». Il "grido
di battaglia", lo lancia Federica Briganti, rappresentante degli studenti
del liceo scientifico e appartenente al coordinamento degli studenti in
mobilitazione. Lunedì 15,30, auditorium del liceo Pontormo. Un centinaio di
persone in platea e una ventina di oratori tra esperti di istruzione e
rappresentanti politici ad animare il consiglio comunale aperto sui temi della
riforma della scuola e dell'università. «Le istituzioni comunali hanno il dovere
di raccogliere le istanze dei cittadini sui temi più sentiti - apre il sindaco
Luciana Cappelli - in questi giorni anche nella nostra città forte è stata la
preoccupazione di studenti e docenti ed era necessario dare loro voce, a fronte
di una riforma che rischia di tagliare il futuro del nostro paese». Futuro,
appunto, una parola che ricorre continuamente in tutti gli interventi a pro o
contro la manovra del Governo. Al futuro pensa Alessio Ciurli, studente del
Ferraris, che chiede agli esponenti della maggioranza di governo «come potremo
noi continuare a fare laboratorio se non avremo più insegnanti che ci
accompagneranno e fondi per gli strumenti necessari?» E Adriano Statello,
universitario del polo empolese di Urbanistica, che sottolinea «le sedi universitarie
distaccate come Empoli sono una risorsa e garantiscono una qualità maggiore. E'
sbagliato eliminarle». Così come ci pensa la preside del liceo Pontormo,
Daniela Borghesi, che oltre a rilevare i problemi esistenti nella scuola si
domanda «come farò il prossimo anno alle famiglie che le iscrizioni saranno
procrastinate di un mese e che non potrò mantenere l'offerta formativa per i
loro figli? E' necessario ancora fare chiarezza su come verrà applicata la
legge». Ma al futuro pensano anche i favorevoli alla riforma, come Niccolò
Macallè studente universitario di Forza Italia, quando dice «questa riforma
taglia solo gli sprechi e le fondazioni aiuteranno gli atenei a rimettere in
pari i bilanci, introducendo i privati tra i contribuenti al comparto istruzione».
O Stefania Fuscagni, consigliere regionale di FI, che spiega «la riforma Gelmini è la prima che ha un respiro ampio ed è impostata su tre anni
invece che su uno. Ciò permetterà di correggere le storture all'interno del
mondo scolastico». Il consiglio poi ha approvato un ordine del giorno
presentato dalla maggioranza, sottoscritto anche da Comunisti italiani, che
impegna la giunta ad opporsi al decreto Gelmini in tutte le sedi, sostenendo il ricorso della regione
Toscana alla Corte costituzionale e facendosi garante delle firme per un
eventuale referendum abrogativo della legge. (marco pagli)
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bari Il
cda conferma il gettone di presenza: quasi 300 euro Bari, 6 nuovi ricercatori
medici universitari, stop Sei nuovi posti da ricercatore e una pausa di riflessione
per chiudere la vicenda dei medici universitari. Sono queste le due principali
decisioni prese ieri dal consiglio di amministrazione dell´università di Bari
nella sua prima seduta con la nuova composizione. I delegati baresi, a
differenza dei colleghi leccesi, non hanno deciso di cancellare il gettone di
presenza: «Ma si tratta veramente di una cosa risibile - spiega uno dei membri
- parliamo di poco meno di 300 euro lordi per massimo una seduta al mese, dove
siamo dalle nove la mattina a oltranza». Oltre la composizione delle singole
commissioni che dovranno governare la vita accademica, il cda ha reperito i
fondi per bandire sei concorsi da ricercatore: sono soldi che provengono o
dalla morte di alcuni docenti o dai pensionamenti. Oggi, infatti, seppur
limitato rispetto al passato, il turn over è stato definitivamente sbloccato
cosa questa che ha permesso all´Ateneo dopo anni di fermo di ribandire nuovi
concorsi da docente. E soprattutto da ricercatori. Un freno
potrebbe però essere posto dal decreto Gelmini che impone alle università di non assumere più qualora il fondo
statale venga impiegato per più del 90 per cento per pagare gli stipendi del
personale. Oggi l´ateneo barese danza attorno a quella linea, «ma siamo sicuri
che nel bilancio che chiuderemo il 31 dicembre - assicurano i tecnici - non
sforeremo quella cifra». Si comincerà a parlare concretamente del
bilancio a partire da oggi quando la commissione appronterà il documento
contabile che verrà poi posto all´attenzione del cda il mese prossimo. Sono
previsti tagli e compressione di alcune spese, «ma non certo di quelle
destinate alla didattica e alla ricerca» hanno assicurato i vertici
dell´Ateneo. Ieri intanto nel consiglio di amministrazione si sarebbe dovuto
ratificare l´accordo con il Policlinico per l´adeguamento di stipendio dei
docenti universitari. Il punto è stato però rimandato al prossimo incontro:
dopo un´informativa del rettore, Corrado Petrocelli, il cda ha chiesto tempo
per studiare l´accordo che soltanto ieri è arrivato dopo la firma del direttore
generale del Policlinico, Vitangelo Dattoli. L´azienda - con fondi propri - si
impegna a riconoscere dal 2008 l´integrazione dello stipendio. Contestualmente
saranno calcolati gli arretrati dovuti per gli anni precedenti, che in un
secondo momento dovrà essere la Regione a finanziare. (g. fosch.)
( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bari
Ricerca e servizi, università in bolletta Il rettore di Lecce: "Costretti
a tagliare su luce, telefono e riscaldamento" Domenico Laforgia annuncia
che sarà costretto a usare la scure per evitare di arrivare al fallimento Dal
riscaldamento all´energia elettrica, alle ore di apertura: dopo i tagli del
governo bisogna risparmiare LELLO PARISE Il futuro arriva all´università del
Salento con un anno d´anticipo sull´ora annunciata, come i bambini che nascono
molto prima del tempo e come se la nuova storia avesse fretta di cominciare.
Arriva truccato con i colori della rassegnazione, ma vestito di rabbia. Perché
Domenico Laforgia, il magnifico rettore, confessa di non sapere più dove
mettere la mani per fare quadrare i conti se non, inevitabilmente, nelle tasche
degli studenti. Passi per l´anno accademico che verrà, ma dal 2010 sarà
costretto a raddoppiare le tasse sborsate da quelli che sgobbano pur di
conquistare il prezioso pezzo di carta. «Come stanno le cose spendono, mediamente,
380 euro: saliranno a quasi 800 euro». Non perdonano, i
tagli imposti dal ministro Maria Stella Gelmini. Per ogni ateneo si aggirano attorno al 10 per cento. Laforgia,
ingegnere, fa presto a fare due più due: «Il 90 per cento dei fondi è per gli
stipendi, ma se l´altro 10 per cento ce lo giochiamo per un atteggiamento
governativo folle, non ci resta che intervenire sulle imposte a carico di chi
studia». Nonostante questo salasso, una certezza già prende forma e
stringe come un cappio attorno al collo la vita accademica leccese: «Fra un
paio di anni, saremo al dissesto». Il magnifico rettore sa di dovere compiere
scelte impopolari e perciò fin da subito stabilisce di lanciare quello che
definisce «un messaggio forte alla gente e alla politica». Sia Laforgia, sia il
vicario Carmelo Pasimeni avevano rinunciato da quando si erano insediati alle
rispettive indennità di carica. Adesso li seguono lungo questa strada - caso
più unico che raro nell´Italia "a gettone", quello di presenza - i
componenti il senato accademico e quelli del consiglio di amministrazione.
Laforgia sorride, per metà ironico e per metà orgoglioso: «Sì, non accade mai.
Né mai abbiamo pubblicizzato questa decisione, sarebbe stato come volersi
parlare addosso. Riusciremo a risparmiare qualcosa come 250 mila euro
all´anno». Ma la manovra tutta lacrime e sangue che avvolgerà, e rischierà di
travolgere, chi insegna e chi impara si materializzerà dal 19 dicembre: dovrà
essere approvato il bilancio di previsione. Sarà chiuso in pareggio, anche se
«siamo ancora a meno 1 milione». Perché le cifre non ballino, a quanto pare
andranno a farsi benedire i soldi che erano assegnati ai diciassette
dipartimenti. Il risultato? «Ricerca, addio» dice Laforgia, e la voce si fa
rancorosa: «Principali vittime di questa sedicente riforma, saranno soprattutto
le facoltà scientifiche». No, non c´è da stare allegri nemmeno in questa
piccola trincea del sapere riconosciuta come università statale solo nel
( da "Riformista, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Mambo È di Zalone il
nuovo inno del Pd Al Pd sono alla ricerca dell'Inno del partito. Addio
all'"Internazionale" e a "Bandiera Rossa". Hanno provato
con "La storia siamo noi" ma Francesco De Gregori li voleva
querelare. "Questo mondo di ladri" di Antonello Venditti è troppo
dipietresco. "Volare" di Domenico Modugno avrebbe irritato Colannino.
"Ritornerai" di Bruno Lauzi sembra un appello a Cossutta. "Onda
su onda", troppo anti-Gelmini. "I tuoi
capricci" di Neil Sedaka troppo dalemiano. Con "La donna
cannone" si offende Fioroni. "Compagno sì, compagno no, compagno un
caz?" di Ricky Gianco già la canticchia ogni mattina Dario Franceschini. "Mi
vendo" la vogliono dedicare a Riccardo Villari. "Amece, non credete a
le zitelle" la canta Giovanna Melandri a Rosy Bindi. "Larà, larà,
larà volimmo pazzià", anche questa interpretata da Roberto Murolo, aveva
accolto Veltroni nell'ultimo incontro al Quirinale. "Nuntereggae più"
di Rino Gaetano canticchiava D'Alema a Fassino durante il viaggio a Città del
Messico. "Ce sta chi ce penza" di Pino Daniele l'aveva dedicata
Latorre a Consorte due anni fa. La struggente "Ed io fra di voi" di
Charles Aznavour scandisce il dramma di un disperato Marco Follini, mentre
"Amore che vieni, amore che vai" di Fabrizio De Andrè sussurra Nichi
Vendola a Ferrero e Russo Spena. "Io vorrei? non vorrei? ma se vuoi?"
di Battisti è troppo filo-Casini e fa incazzare Parisi. Finché il nuovo
portavoce del Pd, il giovane Andrea Orlando, ha suggerito "Siamo una
squadra fortissimi" di Checco Zalone. Presa. di Peppino Caldarola
19/11/2008
( da "Unita, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
La Woodstock
dell'«Onda» riempie di note la Sapienza Non se ne vede la fine. La fila dei
ragazzi comincia da San Lorenzo, il quartiere movimentista della Roma studentesca.
Ci sono gli universitari, ma non solo, è un fiume immenso: la cittadella della
Sapienza è stata trasformata per qualche ora - ieri sera fino a notte fonda -
in una piccola Woodstock. «L'Onda studentesca ha bloccato ancora una volta la
città», grida una ragazza dal palco. «Saremo quindicimila stasera», dice un
elettrico Andrea Rivera, comico, presentatore e factotum
della serata di musica e spettacoli organizzata dagli studenti anti-Gelmini. La festa stasera è tutta per
loro: «È un'Onda meravigliosa, potentissima e seducente - legge una studentessa
- vogliamo immaginare un altro futuro in questa Italia dove è bloccato
l'accesso al sapere, un Paese a democrazia bloccata». Sul palco si suona
e si parla, in libertà, di università libera, di precarietà, di «libera scelta
in libero Stato» (è Rivera che evoca il caso di Eluana), si parla anche della
recente sentenza sul G8, con Simone Cristicchi e il suo brano inedito Genova
brucia. Lui e tutti gli altri sono qui stanotte e gratis e suonano fino alle 3:
Momo, Vergassola, Silvestri, gli Assalti Frontali, Bobo Rondelli, Tetes de Bois
tra gli altri. «Mentre si distrugge la cosa più bella che c'è nel Paese, la
scuola elementare - dice Andrea Satta dei Tetes - gli italiani stanno guardando
l'Isola dei famosi. Noi però siamo qui e venerdì scorso eravamo in 300 mila». C
'è gente che sale e scende dal palco: tutto molto fraterno, eppure anche
estremamente organizzato, a dispetto degli stereotipi sugli studenti. C'è
folla, pace ed emozione: proprio come a Woodstock. SILVIA BOSCHERO
( da "Unita, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Liceo Righi, no
delle famiglie al «patto sul
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
VETRINA SAN LAZZARO
pag. 18 «Il tempo studio per i ragazzi non si misura a cottimo» Parla un
professore del Majorana di FRANCESCA GOLFARELLI ? SAN LAZZARO ? LE AZIONI di
protesta che si sono sviluppate nella scuola contro il decreto del ministro Gelmini, hanno fatto alzare la voce ai rappresentanti delle
categorie sindacali. All?istituto Majorana, di San Lazzaro di Savena, a parlare
è un docente di tecnica pratica meccanica, nonché esponente del sindacato
Gilda. Si chiama Massimo Ballardini. Ed è insegnante di ruolo da oltre 30 anni.
Il personale, docente e non, dell?istituto Majorana ha aderito alle iniziative
di protesta contro la Gelmini. Quali sono state le
considerazioni che vi hanno spinto? «Innanzitutto ci battiamo per difendere i
diritti al lavoro e allo studio, oltre ai valori della democrazia. Questa
politica per decreti, è un atto di imperio, che non tiene conto delle opinioni
delle parti interessate. Tanto è vero che le piazze, e prima ancora le scuole,
sono occupate da docenti, personale Apa, studenti e genitori, preoccupati
soprattutto per il futuro dei loro figli» Tanti sono i punti che contestate, ma
in pratica quale è la conseguenza più immediata che tocca la sua categoria?
«Molti di noi perderanno il posto di lavoro. Si prevede che ben 120 mila
lavoratori del settore andranno a casa in tre anni. Inoltre ci sarà una
dequalificazione professionale per quelli che lavorano soprattutto nei
laboratori. Questo grazie al taglio di ore negli istituti tecnici e
professionali, come appunto l?istituto Majorana. Ma siamo preoccupati anche per
i nostri ragazzi, che oggi dimostrano la loro ansia protestando con noi.
Infatti saranno loro i primi a farne le spese, perdendo la possibilità di
sperimentare, di avvicinarsi al mondo professionale toccando con mano aspetti
laboratoriali indispensabili per capire cosa potranno andare a fare». Tra le
vostre azioni di protesta, alcune riguardano proprio il tempo studio dei
ragazzi. Per esempio vi rifiutate di sviluppare attività non curriculari; di
sostenere corsi di recupero pomeridiani, di approvare viaggi di istruzione.
Come traduce queste minacce? «Non sono minacce nei confronti dei ragazzi, bensì
una sorta di anticipazione per evidenziare quello spirito di decurtazione del
tempo studio che il ministro Mariastella Gelmini ci
prospetta, e che non tiene conto che il tempo studio per i ragazzi non si
misura a cottimo». Image: 20081119/foto/1136.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
AGENDA E LETTERE
pag. 11 «La scuola è in crisi, difendiamo la riforma Gelmini»
L?INTERVENTO DEL RESPONSABILE GIOVANI DI FORZA ITALIA CARO CARLINO, la scuola
italiana è in crisi. C?è bisogno di reintrodurre il merito, rivalutare
l?importanza del rispetto e della conoscenza delle regole, di rinnovare i
contenuti. Il ministro Gelmini ha iniziato a riformare
la scuola, a fare ciò che è assolutamente necessario per ridare dignità agli
insegnanti e prospettive vere ai giovani. Purtroppo la sinistra, oramai
arroccata su posizioni conservatrici e capace solo di dire no a ogni
cambiamento, sta cercando di boicottare la politica del governo e usa le armi
della disinformazione, della distorsione dei fatti, della demonizzazione.
Mentre la sinistra organizza scioperi e manifestazioni di piazza, all?insegna
della demagogia, dell?intolleranza e della disinformazione, chiediamo a tutti
coloro consapevoli della necessità di cambiare, di innescare una sorta di
catena a sostegno del ministro Gelmini. Il piano del
ministro individua una sequenza organica di azioni strettamente correlate e
interdipendenti riferite a tre macro-aree: la revisione degli ordinamenti
scolastici; la riorganizzazione della rete scolastica, ivi compresi i centri
territoriali per l?educazione degli adulti e i corsi serali; la razionale ed
efficace utilizzo delle risorse umane delle scuole. E? assolutamente falso che
nelle scuole elementari verrà abolito o diminuito il tempo pieno. E? vero
invece che con il maestro prevalente e l?eliminazione delle compresenze (cioè
due insegnanti per una stessa ora di lezione) ci saranno più maestri per
aumentare il tempo pieno. Quindi già dal 2009-2010, 49.350 ragazzi in più
usufruiranno del tempo pieno. In cinque anni 3.950 classi avranno il tempo
pieno. Assolutamente falso, come afferma la sinistra, che ci saranno 30 alunni
per ciascuna classe. Gli alunni saranno in media per ogni classe 18 e potranno
arrivare al massimo a 26 per classe. Bisogna smentire che con il maestro unico
non sarà più approfondito l?inglese e diminuirà la qualità dell?insegnamento,
ma la realtà è che al maestro prevalente saranno affiancati un insegnante di
inglese e uno di religione. In tutti i paesi d?Europa esiste il maestro
prevalente. L?anomalia dei tre maestri è solo italiana. Ricordiamo anche che
quando fu introdotto il team docenti nella scuola elementare, la sinistra si
schierò con la stessa veemenza di oggi per impedire la riforma dei tre
insegnanti. Per quanto concerne il voto in condotta non è assolutamente vero,
come sostiene la sinistra, che si viene bocciati con il
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 -
Montecatini Pd diviso: strigliata da Pistoia che ora chiede un nome nuovo
PESCIA. Occhi puntati sul consiglio comunale di domani sera, consiglio che
potrebbe riservare parecchie sorprese sul futuro dell'amministrazione Abenante.
Il sindaco, infatti, chiede un voto sul suo operato al consiglio comunale, un
voto che da parte della maggioranza non appare poi così scontato. Ma a rendere
il quadro ulteriormente confuso interviene anche il segretario provinciale del
Pd. Daniela Belliti chiede un passo indietro a tutti: a quella fetta di partito
che voleva candidare Birindelli, ma anche allo stesso sindaco Abenante.
Chiedendo in pratica di trovare un altro candidato. «Il consiglio comunale -
scrive Daniela Belliti - torna a riunirsi per discutere la relazione del
sindaco e verificare se ci sono le condizioni politiche per concludere il
mandato a scadenza naturale. Rinnovo l'invito a tutti a esercitare il massimo
senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni e dei cittadini. Ci
sono obiettivi importanti, cui il sindaco e la sua maggioranza non possono
essere insensibili. Primo su tutti: garantire la continuità del servizio al
Comicent, attraverso la proroga dell'attuale commissario liquidatore, ma per
decidere finalmente le modalità di una nuova gestione e adottare il piano
strutturale, proprio per affermare quel nuovo governo dell'urbanistica su cui
il sindaco ha insistito molto». Quindi il segretario provinciale interviene
sulla situazione politica: «A questo punto è inderogabile la scelta politica
sul percorso che si voglia assumere nel Pd e nel centrosinistra per sbloccare
una situazione che è ferma da settimane e provare a rivincere le elezioni. Il
sindaco ha dichiarato a più riprese di essere disponibile alle primarie di
coalizione, ma in una condizione diversa da quella prevista dal partito, tanto
che nella sua relazione al consiglio il sindaco dice che in questo modo
"le elezioni primarie non sono un'occasione di democrazia, ma un
salvagente estremo e opportuno per sostituire il sindaco". E infatti non è
un mistero che una buona parte del partito sostiene un altro candidato, il
dottor Birindelli. In una situazione in cui manca condivisione sulle regole di
fondo per una competizione libera e democratica, occorre fare tutti un passo
indietro. Come lo stesso sindaco aveva dichiarato di essere disponibile a fare.
Ovvero: sia Abenante, sia Birindelli rinuncino a candidarsi per favorire la
ricerca libera ed incondizionata di un terzo candidato, capace di aggregare, in
una condizione politica del tutto rinnovata, tutto il Pd e la più ampia
coalizione possibile, consapevoli tutti del fatto che una unità sostanziale e
non fittizia è necessaria per affrontare l'appuntamento elettorale». Una
proposta su cui Daniela Belliti chiede ai diretti interessati (Abenante e
Birindelli) di pronunciarsi «ancor prima di giovedì». IN BIBLIOTECA Nuovi
laboratori PESCIA. Nuovi laboratori sono stati allestiti alla biblioteca
comunale dei bambini e dei ragazzi, dove ci sono "Il libro delle meraviglie
& vita da... cani", nuove feste "Fantalibrando" e stage
creativi per i più grandi, a scelta il lunedì o il mercoledì pomeriggio.
Iscrizioni (fino a esaurimento posti) e informazioni alla biblioteca dei
ragazzi, aperta dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 18,30 (telefono 0572
490909). AL LORENZINI Verso la protesta PESCIA. Si è conclusa con un nulla di
fatto ieri mattina, la riunione dei rappresentanti al liceo Lorenzini di
Pescia. All'incontro con il preside avevano accesso solo i delegati di ogni
classe, mentre quelli d'istituto dovranno aspettare un prossimo appuntamento,
previsto comunque in questa settimana. Il dirigente scolastico ha espresso la
volontà di diminuire i membri all'interno del comitato studentesco, fino ad ora
due studenti per ogni sezione, per alleggerire il carico di discussioni e di
dibattiti, ogni partecipante dovrà esporre le intenzioni della propria classe
di riferimento. Rimandate dunque, seppur di qualche giorno, le decisioni in
merito a nuove forme di protesta contro i tagli all'istruzione che, come già
anticipato dal nostro giornale, prevedevano le "lezioni a cielo
aperto" da svolgere nelle piazze e nelle strade di Pescia. Il Lorenzini
rimane comunque la scuola più attiva, sempre intenzionata a
muoversi contro la legge Gelmini. BORGO NEL CUORE Torneo di Burraco BORGO A BUGGIANO. C'è tempo
fino al 20 novembre per aderire alla nuova iniziativa dell'associazione
"Borgo nel cuore". Si tratta del torneo di burraco in programma
sabato
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nord-Ovest sezione:
PRIMA data: 2008-11-19 - pag: 1 autore: I timori per gli effetti della riforma
e dei tagli all'istruzione sembrano indirizzare verso gli istituti privati le
domande di ammissione Sulle paritarie l'effetto-Gelmini Le scuole cattoliche e laiche si attrezzano per le
pre-iscrizioni di gennaio è presto per capire se le preiscrizioni di gennaio
faranno effettivamente registrare un'inversione di tendenza per le scuole private
del Nord-Ovest, ma le prime indicazioni che provengono dal territorio sembrano
andare nella direzione di un aumento degli alunni. Dunque le polemiche
autunnali sulla riforma Gelmini con ogni probabilità
stanno spingendo una parte delle famiglie a valutare una "fuga" dalla
scuola pubblica. Ma i dati degli ultimi due anni fanno registrare una
situazione di sofferenza delle scuole paritarie. Dal 2004 al 2007 – secondo i
dati forniti dalla Fidae, la federazione che raccoglie la maggior parte delle
scuole cattoliche italiane – gli studenti del NordOvest sono infatti calati del
3,6%, da
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
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Sud sezione: PRIMO
PIANO data: 2008-11-19 - pag: 4 autore: Il caso/1. Il cattolico «Francesco
Denza» di Napoli Tutteleclassisemprealcompleto NAPOLI Con i suoi 530 alunni
l'istituto comprensivo "Francesco Denza" di Napoli, retto dai padri
barnabiti, è una delle scuole paritarie più frequentate e richieste del
Mezzogiorno. Una performance difficile da migliorare: «Negli anni scorsi -
spiega il padre rettore Dante Poia- siamo stati interessati da dinamiche di
incremento della popolazione scolastica in controtendenza con moltissime altre
scuole religiose. Non credo che, a seguito della riforma Gelmini, arriveranno ulteriori richieste
di iscrizione». Il successo del "Denza", istituto situato
nell'incantevole cornice della collina di Posillipo che dagli anni Quaranta
abbraccia scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado, oltre ai
licei classico e scientifico, sta in una formula ormai collaudata,
riassunta nell'iscrizione che accoglie i visitatori del sito internet:
«L'Istituto, in quanto "scuola cattolica", intende presentarsi come
un luogo privilegiato di promozione integrale dell'uomo mediante l'incontro
vivo e vitale con il patrimonio culturale della Repubblica italiana e con i
valori perenni della tradizione cristiana ». «Chi si rivolge a noi - dichiara
padre Poia sceglie l'eccellenza della formazione e, insieme, la crescita umana
». Al contrario di quanto accadeva in passato, c'è una presenza sempre più
importante di docenti laici. «L'ordine dei barnabiti spiega padre Poia- a Napoli
ha tradizioni antichissime. Oggi, purtroppo, i confratelli non sono molti e
così selezioniamo docenti laici interessati a condividere il nostro progetto
educativo». Dal padre rettore, poi, arriva un appello alle istituzioni: «Oggi
solo alle famiglie dal reddito alto - dice padre Poia - è consentito mandare i
figli in istituti come il nostro. Sarebbe auspicabile che lo Stato consentisse
a tutti, con appositi contributi, la possibilità di scegliere questo tipo di
istruzione».
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
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Sud sezione: PRIMO
PIANO data: 2008-11-19 - pag: 4 autore: Il caso/2. Liceo artistico di Satriano
(Catanzaro) Inprogrammamusicaedanza CATANZARO Chi sogna di intraprendere una
carriera nel mondo dello spettacolo come ballerina o musicista e vive al Sud
non deve necessariamente prendere il primo volo per gli Stati Uniti: a
Satriano, Comune di 3.102 anime in provincia di Catanzaro, da circa dieci anni
sorge infatti un Liceo artistico coreutico musicale, una scuola inserita
nell'albo ministeriale delle parificate che affianca alle discipline
umanistiche e scientifiche,proprie dei licei,l'insegnamento della musica e della
danza. L'idea venne a Raffaelina Campagna, maestra di danza intenzionata ad
arricchire l'offerta formativa presente sul territorio, creando un percorso che
consentisse agli studenti dai 14 ai 19 anni di iscriversi a qualsiasi facoltà
universitaria e, al tempo stesso, agli istituti di alta formazione artistica,
coreutica e musicale. «Era il '99 - racconta la Campagna - e all'epoca un
progetto di questo tipo, pur trovando all'estero numerose analogie, in Italia
appariva a dir poco d'avanguardia».Da allora, la scuola di Satriano propone un
iter di studio elaborato dal preside Domenico Corigliano e articolato lungo
tutta la giornata. «Pratichiamo il tempo pieno- dichiara il gestore - , dalle
8.30 alle 12.30 i ragazzi studiano materie come letteratura, storia e scienze
come in tutti gli altri licei. Nel pomeriggio, fino alle 17.30, c'è tempo per
lo studio e la pratica delle discipline artistiche». La
speranza dello staff che gestisce il liceo calabrese è che la riforma Gelmini valorizzi ulteriormente le strutture
parificate. «Se il ministro - dice ancora la Campagna intende, come dichiara,
premiare le esperienze eccellenti mettendole in grado di competere con le
scuole pubbliche, ben venga la sua riforma dell'istruzione. Istituti
innovativi come il nostro - conclude - sono spesso del tutto sottovalutati».
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
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Sud sezione: PRIMO
PIANO data: 2008-11-19 - pag: 4 autore: INTERVISTA Giuliano Pollio La scuola
pubblica punti sulla qualità NAPOLI «Il disegno del
ministro Gelmini punta ad
un riequilibrio tra l'offerta di istruzione pubblica e quella privata? Per la
scuola di infanzia e primaria gli istituti paritari sono destinati a guadagnare
quote sempre più ampie di mercato, per la scuola secondaria invece resterà la
leadership dell'istruzione pubblica, ancora oggi punto d'arrivo dei migliori
docenti ». La pensa così Giuliano Pollio, 64 anni, preside dell'istituto
statale "Artemisia Gentileschi" di Napoli che si prepara a
raccogliere la sfida della riforma prefigurata dal Governo Berlusconi
«arricchendo servizi e strutture a vantaggio degli studenti». La scuola, situata
in località Agnano, riunisce liceo linguistico e liceo socio-psico-pedagogico,
conta 36 classi per 870 alunni. Cifra che dall'anno prossimo lieviterà intorno
alle mille unità, grazie all'apertura del liceo classico. Preside Pollio, come
si sta organizzando il suo istituto per competere nel nuovo regime di
"maggiore concorrenza" tra scuola pubblica e privata? La qualità
continua ad essere l'arma vincente di scuole come la nostra. Il liceo
linguistico, per esempio, è tra i pochi in Italia ad organizzare stage
formativi all'estero già a partire dal terzo anno. L'indirizzo socio-
psico-pedagogico, in virtù di un'offerta formativa ricchissima è stato premiato
da una crescita costante delle iscrizioni che oggi si attestano intorno alle
450 unità. Non credo sia un caso che il ministero dell'Istruzione abbia
appoggiato la nostra scelta di far partire, dall'anno prossimo, il liceo
classico. Un "classico" particolare, in cui l'insegnamento
dell'inglese dura per tutto il quinquennio. Il tutto nonostante i preventivati
tagli all'istruzione pubblica. Non guardiamo solo alle attività che si svolgono
tra i banchi, ad ogni modo. Negli ultimi anni siamo stati infatti bravissimi a
capitalizzare i fondi provenienti dall'Ue: con circa 60mila euro del Pon Scuola
abbiamo realizzato laboratori per le discipline scientifiche ed una palestra
omologata agli standard Coni. Il prossimo passo sarà la costruzione di un
auditorium che ospiterà laboratori teatrali. Condivide tutto della riforma Gelmini? A essere sinceri non mi convince l'idea di
innalzare il numero di alunni per classe ad almeno 30 unità. Certo, siamo in
grado di rispondere a questa richiesta, ma ritengo che classi tanto numerose
vadano a discapito della qualità dell'insegnamento. «Daremo più servizi: dal
prossimo anno apriremo anche il classico» Il preside. Giuliano Pollio guida
l'istituto Gentileschi di Napoli
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
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Sud sezione: PRIMO
PIANO data: 2008-11-19 - pag: 4 autore: Nelle aule delle paritarie 250mila
alunni del Sud Gli ultimi dati del ministero registrano un trend di crescita P
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
19-11-2008)
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Nord-Ovest sezione:
PRIMO PIANO (Scuola) data: 2008-11-19 - pag: 2 autore: Le paritarie ritrovano
l'appeal Dopo anni di stasi le polemiche sulla riforma Gelmini spingono le pre-iscrizioni Laura
Siviero La polemica sulla scuola statale sembra andare a beneficio delle
paritarie nel NordOvest. I fatti di cronaca e le con-trastanti informazioni sul
decreto Gelmini hanno
insinuato nelle famiglie timori sulle garanzie del tempo scuola, sul maestro unico
e sulla continuità didattica. Fattori che, probabilmente, a sentire i
dirigenti scolastici dei maggiori istituti paritari, influenzeranno la scelta
degli istituti a favore dei privati alle iscrizioni di gennaio. I dati degli
ultimi anni forniti dalle direzioni scolastiche regionali, che comprendono
tutte le paritarie, religiose e laiche, registrano un aumento dell' 1,09% (si
passa da 38.238 iscritti nel 2006/2007 a 38.659 nel 2007-2008). Secondo i dati
Fidae, invece, che monitorano soltanto le scuole cattoliche, i risultati sono
un po' diversi e segnalano un calo di iscrizioni nell'ultimo triennio del 3,6%,
passando da 32.932 del 2004/2005 a 31.733 del 2007/2008. Il Piemonte perde il
3,9%, la Liguria il 4,1%, mentre cresce del 12,2% la Valle d'Aosta. Gli
istituti sono in sofferenza: chiudono 34 scuole, che significa 110 classi in
meno. Anche il numero dei docenti scende del 7,5% rispetto alla media nazionale
che resta stabile. Per il momento la probabilità di un recupero delle paritarie
sulle statali resta quindi un'ipotesi, ma è confermata dalle associazioni di
categoria e rilevata anche in occasione di "Abcd", il consueto Salone
dello studente di Genova dedicato all'orientamento, che si è concluso la
settimana scorsa. La Fidae piemontese è in realtà tiepida sul successo delle
paritarie per l'anno prossimo e spinge invece sull'importanza del progetto
educativo. «Le scuole paritarie – spiega Mario Meuti, dirigente dell'istituto
Champagnat di Genova e responsabile della Fidae regionale – non invocano questi
momenti di crisi della scuola per promuovere il proprio progetto educativo, ma
già altre volte si è riscontrato che durante i grandi cambiamenti le famiglie
si dirigono più volentieri verso gli istituti paritari. Anche oggi trapela
l'interesse dei genitori ad avvicinarsi alla scuola privata, per avere maggiori
garanzie. Ma noi ci auguriamo che venga apprezzata soprattutto la qualità del
servizio offerto». La scuola cattolica in Liguria è abbastanza forte
soprattutto nel comparto dell'infanzia. In questa fascia di età le paritarie
raggiungono il 20% del totale, mentre sul primo grado si scende al 5% e nella
secondaria di I e II grado si arriva al 2-3 per cento. «Questo perché –
prosegue Meuti – le paritarie sulla secondaria di II grado si concentrano sui licei,
a parte un paio di istituti di tecnico commerciale. E poi i genitori, dai 13
anni in su, sono più propensi a mandare i figli alla pubblica». Le paritarie
continuano a lametare difficoltà di bilancio. Quest'anno il Nord-Ovest ha
ricevuto dallo Stato 45,9 milioni di euro (il 9% del totale). Al Piemonte sono
toccati 31,1 milioni, alla Liguria 14,5 e alla Vallé 305mila euro. Situazione
aggravata dal taglio del 10% dei fondi regionali. «Con la finanziaria 2009 –
spiega Cinzia Romitelli presidente Agesc liguria (Associazione gentitori scuole
cattoliche) – sono previsti tagli del 25%: se saranno confermati, la situazione
sarà molto grave, fino a inibire totalmente il servizio, in particolare
sull'infanzia, per l'anno prossimo».Che poiè il comparto che sta meglio. Le
secondarie di primo e secondo grado, infatti, soffrono di più e rischiano il
collasso. Anche in Piemonte la tendenza è di informarsi sulle offerte delle
scuole private, ma l'assessore regionale all'istruzione mette un freno.
«Avvieremo a breve azioni di monitoraggio – spiega Giovanna Pentenero – su
tutto il territorio piemontese, per capire a quanto ammonterà in concreto la
riduzione del tempo scuola. Ci auguriamo che tutto questo avvenga nel più breve
tempo possibile dal momento che già a febbraio 2009 le famiglie dovranno
provvedere all'iscrizione a scuola dei propri figli. Solo allora riusciremo a
capire quale strategia adottare per far fronte alla mancata copertura delle ore
scolastiche fino a oggi garantite e quali soluzioni proporre per venire incontro
alle famiglie senza che siano costrette a rivolgersi agli istituti privati».
Secondo i dati di una ricerca dell'Agesc,ogni alunno che frequenta una scuola
statale costa allo Stato dieci volte in più rispetto a un alunno della
paritaria. Un allievo "statale" costa 6.116 euro alla scuola per
l'infanzia, 7.366 alla primaria, 7.688 alla secondaria di primo grado e 8.108
alla secondaria di secondo grado. Mentre la spesa pubblica per studente nella
paritaria è di 584 euro per l'infanzia, 866 per la primaria, 106 per la
secondaria di primo grado e 51 per le superiori. LE CONTROMISURE L'assessore
Pentenero: «Avvieremo un monitoraggio per capire a quanto ammonterà in concreto
la riduzione delle ore»
( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-19 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Prenestino Anche una «Battaglia dei cuscini» contro
la Gelmini Cuscini al posto
dei bastoni. Villa Gordiani anziché piazza Navona. Una battaglia pacifica
invece degli scontri. Va in scena la protesta delle scuole del VII municipio:
un corteo che termina con un pillow fight, finto combattimento a suon di
cuscinate, per esorcizzare le spaccature tra studenti nei giorni in cui il
decreto Gelmini era in
discussione al Senato. Cinquecento ragazzi di otto istituti del
Prenestino (l'Ipsia Europa, il Francesco D'Assisi, il Benedetto Da Norcia,
l'Immanuel Kant, il l'Iti Giorni, il Levi Civita, il Di Vittorio e il Boaga) si
sono dati appuntamento e insieme, sfilando per viale Venezia Giulia, via della
Stazione Prenestina, via Telese (sede del municipio), via di Villa Gordiani e
via Prenestina, hanno fatto sentire tutto il loro disappunto per la riforma
della scuola. «Perché non siamo d'accordo con i tagli del governo - spiega uno
degli organizzatori, Marco Paoli dell'Ipsia Europa - e perché non si dica che
gli unici attivi e uniti nella protesta sono i licei del centro». E così
preceduti dallo striscione del classico Benedetto Da Norcia, con la scritta
"Contro la scuola dell'indecenza ora e sempre resistenza", e da
quello ironico e sgrammaticato del Kant, "Stend ap for ior raitz. Gelmini Dociet", hanno invaso le strade gridando «Noi
la crisi non la paghiamo» e avvisando «Correte, scappate, arrivano le scuole
inca…ate». Cl. S.
( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-19 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Milano, oggi Tremonti alla Cattolica I liceali
di sinistra lasciano il forum con la Gelmini ROMA — La Rete degli studenti medi e l'Unione degli studenti
hanno abbandonato il Forum delle Associazioni studentesche convocato ieri dal
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini per discutere i punti della sua riforma. In particolare, le due
associazioni di sinistra hanno rifiutato di affrontare i temi dell'ora
di educazione civica e del voto in condotta, su cui è intervenuto il
costituzionalista Luciano Corradini. Intanto oggi all'Università Cattolica di
Milano è atteso, per l'inaugurazione dell'anno accademico, il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti. Gli studenti dell'ateneo hanno annunciato un
«presidio autorizzato di protesta contro la legge 133». Ministro Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca
( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-19 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Anti ministro Dopo cortei e assemblee, serata musicale del
movimento «Mini-Woodstock» alla Sapienza Rivera: sì ai ragazzi di destra In
migliaia al concerto con il comico e Cristicchi Sul palco allestito di fronte
al rettorato anche gli attori Germano e Mastandrea. Attacchi a governo e
Vaticano ROMA — In migliaia sotto il palco (15 mila per gli organizzatori),
montato di fronte al palazzo del rettorato, da dove pendevano gli striscioni
della protesta: «Onda antifascista» il più grande e visibile. A ribadire il
senso principale dell'iniziativa: dare seguito a un movimento che non ha ancora
voglia di spegnersi, dopo la grande manifestazione nazionale di venerdì e la
due giorni di maxi-assemblea che ne è seguita. E dunque birra a prezzi
popolari, ingresso con sottoscrizione a due euro e più di venti artisti a
recitare e cantare: tra gli altri Daniele Silvestri, Elio Germano, Ascanio
Celestini, Valerio Mastandrea, Dario Vergassola, Tête de Bois, Assalti Frontali
e l'ottantaquattrenne Remo Remotti che dal palco insulta Berlusconi tra le
ovazioni dei ragazzi. Così ieri sera all'università La
Sapienza il movimento anti-Gelmini ha celebrato la sua mini- Woodstock, aperta e chiusa da un
Andrea Rivera — organizzatore del concerto insieme al movimento — dal piglio
tutto politico. Inizio con un'ora e mezzo di ritardo sulla scaletta, aperta da
Simone Cristicchi con indosso una maschera da tigre: «E' l'uomo tigre,
che lotta contro il male», vecchio jingle di un cartoon anni 80. La giornata
era stata caratterizzata dalle polemiche causate da un'uscita dello stesso
Rivera: «Tendere una mano ai ragazzi di Blocco studentesco », movimento di
ultradestra, aveva detto il comico. Una sortita che aveva suscitato perplessità
e polemiche tra gli stessi studenti dell'Onda e addirittura un invito a Rivera
da parte di Casa Pound Italia e Blocco studentesco. Lui, sul palco, ha subito
chiarito così: «Sono nato e resterò sempre antifascista, sono con voi e non con
quelli che usano i manganelli per aggredirvi ». Applausi. Giù dal palco, ha
negato «ogni marcia indietro », aggiungendo: «Posso anche accettare l'invito,
io vado, ma il senso delle mie parole era quello di voler comunicare con tutti,
per far capire dov'è la ragione. Andiamoci a riprendere i ragazzi delle
periferie, dico. E di questo resto convinto, ribadendo però il rifiuto di ogni
simbolo o ideologia di destra». E attacca anche «la fatiscente e ridicola
sinistra italiana, che dovrebbe prendere esempio di compattezza da questo
movimento». I tagli all'università e alla ricerca («L'unica cosa da tagliare è
la più grande azienda italiana, la mafia», viene detto dal palco) sono il filo
conduttore della serata: obiettivi polemici, Tremonti e Vaticano. Ancora
Rivera: «Eluana sì, Eluana no... In Italia abbiamo due Stati esteri. Mi domando
perché solo San Marino non rompe mai i...». Il presente e il futuro, il rifiuto
di ogni taglio all'istruzione pubblica, i temi affrontati da tutti gli artisti
con dichiarazioni che si somigliano tutte. Daniele Silvestri: «Questo movimento
lo aspettavo da anni, non come cantautore impegnato, ma come cittadino. Sono
qui anche per i miei due figli». Opinione che vai, papà che trovi, e il
concetto è ribadito da Simone Cristicchi: «Lottiamo per una causa giusta. Parlo
da ex studente, ma soprattutto da neopadre. E alla battaglia di ricercatori e
studenti va tutto il mio appoggio». Edoardo Sassi
( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-19 num: - pag: 15
categoria: BREVI Ragazzi e musica La folla di ragazzi al concerto organizzato
dal movimento anti-Gelmini alla Sapienza
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
19-11-2008)
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SENIGALLIA pag. 19
Riforma Gelmini oggi al Portone L?AGE organizza per
stasera alle 21 al teatro Portone un incontro su ?La riforma Gelmini.
Una nuova pedagogia o soltanto economia??.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
19-11-2008)
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OCCHIOBELLO pag. 9
Tanto sport nelle scuole, alloro per il Comune e l?assessore Diegoli
OCCHIOBELLO IL RICONOSCIMENTO CONSEGNATO DALLA FONDAZIONE CARIPARO UN
RICONOSCIMENTO agli istituti e alle amministrazioni che hanno promosso lo sport
nelle scuole. La fondazione Cariparo e l?ufficio scolastico provinciale hanno
premiato i progetti attivati dalle elementari alle superiori per rendere
l?attività motoria e l?approccio agli sport importanti percorsi di formazione
per i ragazzi. All?assessore allo Sport Davide Diegoli è stata consegnata nei
giorni scorsi, nella sala d?onore della fondazione Cariparo di Rovigo, una
targa per la ?preziosa opera di promozione e diffusione dell?attività motoria e
sportiva scolastica?. «E? il settimo anno che ci impegniamo a dare continuità
ai progetti nelle scuole ? commenta Davide Diegoli -, dietro le quinte c?è un
grosso lavoro di organizzazione portato avanti da me, dalla direzione didattica
sempre aperta ad allargare l?offerta formativa dei ragazzi e dall?insegnante
responsabile Aldea Pasqualini, senza la quale nulla sarebbe stato possibile. Mi
piacerebbe che l?attività motoria iniziata ? sottolinea Diegoli -, proseguisse
senza soluzione di continuità nonostante i tagli e l?indebolimento che la
riforma Gelmini rischia di produrre. Togliere
professionalità, ore e occasioni di promozione dello sport scolastico è un
passo indietro e non un investimento sui nostri ragazzi».
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
RAVENNA CRONACA pag.
8 VOLONTARI di Forza Italia-Pdl questa mattina saranno al mercato cittadino
(lato v... VOLONTARI di Forza Italia-Pdl questa mattina saranno al mercato
cittadino (lato via Berlinguer), a promuovere la campagna verità sulla riforma Gelmini. Sarà disponibile materiale illustrativo dedicato
agli interventi del Governo Berlusconi in materia scolastica. Sullo stesso tema
Forza Italia-Pdl ha organizzato un?iniziativa per domani alle 20.30 nella sala
Forum, della 2ª Circoscrizione dal titolo ?Decreto Gelmini:
verità e bugie. Una parola chiara?.
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 -
Montecatini La cogestione sbarca alle elementari Parte sabato in 17 scuole
della provincia la protesta dei genitori MARTA QUILICI PISTOIA. Cogestioni anche
alle elementari: non proprio uguali a quelle degli istituti superiori, ma la
sostanza di fatto non cambia. A protestare contro la riforma Gelmini, in questo caso saranno i genitori, che hanno deciso di
organizzare, per sabato 29, una serie di incontri pomeridiani in molte scuole
della provincia. Si tratta di feste, momenti di riflessione e incontri che si
terranno contemporaneamente in una decina di scuole elementari dell'infanzia
pistoiesi per sensibilizzare genitori e insegnanti sul tema della riforma della
scuola e per discutere insieme della legge Gelmini
e della legge
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 -
Montecatini La mobilitazione continua ogni settimana 4 ore di dibattiti E
venerdì assemblea di tutti i delegati degli studenti PISTOIA. Continuano le
mobilitazioni studentesche. L'Iti non ha mai smesso di
protestare contro la riforma Gelmini e la legge 133: per due giorni alla settimana, infatti, ormai da
circa quindici giorni, alle ultime due ore, gli studenti sono in cogestione. E
l'iniziativa andrà avanti anche la prossima settimana. Dalle 11.30 alle 13.30,
venerdì e sabato, i ragazzi, insieme ai professori, assisteranno e
organizzeranno incontri e dibattiti. Venerdì mattina sarà presente anche
una docente universitaria di diritto internazionale. «Si tratta di incontri sul
tema della riforma, ma non solo - spiega Alessandro Martelli, studente dell'Iti
- In queste quattro ore settimanali vogliamo approfondire i temi che riteniamo
importanti e su cui possiamo intervenire come cittadini». Ed è partita dagli
studenti dell'Iti anche la proposta di un'assemblea di tutti i rappresentanti
degli studenti di tutte le scuole superiori pistoiesi. L'assemblea, che si
terrà venerdì a partire dalle 15.30, nella sala consiliare di Palazzo Balì, ha
lo scopo di fare il punto della situazione sulle mobilitazioni studentesche, ma
anche di rinsaldare la collaborazione tra i vari istituti per organizzare
iniziative future. Domani sera, invece, al Liceo classico, ci sarà un'assemblea
a cui parteciperanno genitori, professori e studenti sul tema della riforma.
m.q.
( da "Secolo XIX, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'Onda dribbla le provocazioni
e qualcosa ottiene L'Ignoranza, con la Malafede, è la testa di moro da
affrontare in modo flessibile e ironico 19/11/2008 giorgio bertone Con mani
abili, cura, lavoro di carta e colla e non senza allegria (e perché mai
intristirsi?), gli studenti di Balbi hanno scolpito la figura simbolo della
loro protesta: l'Ignoranza. Da bruciare in un rito propiziatorio, scaramantico
e polemico nei confronti della Ministra in sovrimpressione. Sarebbe troppo
facile confinare nel puro folclore o leggere contropelo, per antitesi, il
simbolo e il rito. Perché, invece, va dato atto al movimento dell' Onda, sul
piano nazionale, di aver capito, se non tutto, - come pretendono i sapientoni
di turno - almeno due o tre cose essenziali. 1) È in atto un attacco forte e a
tratti violento contro la Scuola e l'Università, ovvero il sistema pubblico
dell'Istruzione. Un tentativo di indebolimento dell'immagine, che oggi equivale
a una delegittimazione culturale e sociale, pure indipendentemente dai famosi,
duri e in parte necessari "tagli", e al di là delle magagne, che pur
ci sono e meritano di essere individuate nel complesso del sistema
universitario. 2) Chi porta innanzi, non solo per motivi strettamente politici,
tale attacco, non attende altro che un passo falso del movimento (e anche dei
docenti). L'Onda, in linea generale, ha risposto dribblando le provocazioni. E
a Bologna, per esempio, ha rinviato Beppe Grillo, che pretendeva di surfarci
sopra, al suo luogo deputato. Non a caso si chiama Onda in consonanza con la teoria
della società liquida di Zygmunt Bauman, ormai proverbiale. E l'Onda si muove,
si inventa e reinventa nelle figure e nelle forme. Anche in mare non c'è
un'onda uguale all'altra. Dai pupazzi similcarnevaleschi, al lavavetri, ai
cortei funebri, ad attività più proficue, proprie del volontariato: l'aiuto
didattico ai ragazzini delle elementari, il modo più intelligente e fattivo di denunciare una delle ferite più gravi apportate dalla Gelmini alla scuola, la decurtazione del
tempo pieno soprattutto nel Sud dove è quasi inesistente. Cosa più importante
ancora: dentro una naturale divaricazione che è inutile cancellare con la
demagogia, c'è stata una sostanziale alleanza con i docenti su un punto, la
continuazione delle lezioni, del lavoro e dello studio. Un punto che a
chi vorrebbe relegare l'Università sotto la rubrica del fannullismo o del
campus dei privilegiati da eliminare, dà enormemente fastidio. Perché? Perchéè
un dato incontrovertibile, non declinabile nell'ambito degli effetti speciali
negativi. La proposta di accompagnare la mobilitazione con la continuità
didattica indoor, outdoor, nelle vie, nelle piazze, anzi di accrescere il tempo
dello studio specifico e della riflessione generale, pare quella che meglio può
tenere insieme, per ora, la positiva reazione dell'Università. Naturalmente,
congestionandosi anche per via massmediale, i problemi creano accavallamenti
multipli, difficili da districare. Però. Di fronte per esempio, alla questione
delle "consanguineità" dei corpi docenti e della loro preparazione,
gli studenti di Trieste hanno fatto una proposta che è anche una scelta
precisa: andare sui siti, da "Publish or perish" a tutti gli altri,
per controllare i curricula scientifici e le pubblicazioni. Come dire: a parte
i casi eccezionali di genealogie intere che bivaccano da generazioni nello
stesso dipartimento, o casi irrilevanti, spiegabili singolarmente, a noi
interessa se e quanto un docente sia bravo. È vero che non è sempre facile
valutare "oggettivamente" le pubblicazioni, però non impossibile: le
riviste e le collane di testata scientificità e serietà sono ben note e
classificate. E, comunque, sempre meglio del monopolio degli specialisti del
moralismo al quadrato, pronti a discernere tra moralisti buoni e moralisti
cattivi, per poi far passare l'idea dell'accettazione della gerarchia
universitaria così com'è, e in saecula saeculorum si è autocostruita. Molto più
concretamente parecchi, se non tutti gli studenti, mi pare stiano prendendo
atto giorno per giorno, proprio grazie a questo stato di fibrillazione o di
emergenza, come si dice, che la maggior parte dei docenti, accanto alla
ricerca, si prodigano non solo nella didattica diretta, ma anche in quelle
millanta applicazioni legislative e normative delle riforme e delle riforme
delle riforme (il famigerato 3+2), cercando di adattarlo al meglio alle
esigenze di una università di massa, dove gli studenti (non "utenti"
o "clienti", ma persone con il loro bagaglio culturale) provengono da
una scuola media che non è più il Liceo in cui si studiava davvero. Come?
Fornendo esercitazioni, prove supplementari, laboratori di scrittura e tante
altre iniziative. Con l'intento non facile e comunque faticoso di contemperare
un dignitoso livello universitario di lezioni e studi con la necessità di
colmare i "fondamentali" delle nuove generazioni. Così come nel
bailamme di questi giorni si saranno resi conto del doppio, triplo lavoro,
tutto istituzionale, di quanti ricoprono responsabilità (dal Rettore ai
Presidi, ai Direttori di Dipartimento, e Direttori di scuole di Alta
Formazione). Responsabilità di ogni genere: finanziario (quasi insolubili),
didattico, scientifico, amministrativo, e persino di rispetto delle norme di
sicurezza, giù giù fino alla funzionalità dei bagni. Giusto e azzeccato il
carro simbolico. L'Ignoranza, con la Malafede, è la testa di moro da affrontare
in modo flessibile e ironico. Del resto chi comanda tutta la baracca la
riflette persino nell'espressione, nella prossemica. Rigida, quasi terrea,
capace di telegrafiche risposte che negano l'evidenza, chiusa in vestiti che
possono far dire a qualche umorista che "è un tailleur con dentro
un'aspirante ministro", esprime fisicamente l'imbarazzo di chi è stato
catapultato dalla provincia direttamente a un ministero che accorpa Scuola,
Università e Ricerca, ovvero il presente e il futuro del paese. Quando si è
presentata in conferenza stampa con il presidente del Consiglio accanto, che ha
minacciato interventi polizieschi, pareva l'insegnante che, non riuscendo più a
gestire la classe e non capendoci più niente, chiama il preside dalla faccia
feroce che metta a posto le cose con un atto autoritaristico. L'Onda, intanto,
qualche buon risultato l'ha già ottenuto: più borse, più finanziamenti alla
ricerca, accanto a un risibile, antichissimo metodo di estrazione a sorte dei
membri delle commissioni di concorso. Non so se l'Onda riuscirà a travolgere la
delegata formale del capintesta, dipende da tanti fattori. Certo è riuscita a
dare una forma plastica che incarna un momento di svolta nella storia culturale
del paese. E l'Allegoria fu l'istituzione artistica del tempo in cui le
Università nacquero in Europa per la concentrazione e il libero scambio del
sapere. Giorgio Bertone è ordinario di Letteratura italiana all'Università di
Genova. 19/11/2008
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Pisa Meno
classi e tempo pieno così cambierà la scuola SAN GIULIANO. Una piccola-grande rivoluzione nel pianeta scuola per effetto del decreto Gelmini, con posti soppressi e
cambiamenti radicali. Questo l'annuncio dato nel corso della conferenza
presieduta dall'assessora alla pubblica istruzione Ida Nicolini, presenti le
dirigenti scolastiche Lida Sacconi dell'istituto Gereschi e Sonia Pieraccioni
dell'istituto Niccolini. Se non sarà operata un'inversione di tendenza,
ovvero qualche provvedimento di parziale marcia indietro del Governo, si
preparano tempi duri. «Non vogliamo destare eccessivo allarme - ha detto
Nicolini - però è bene far sapere che si creeranno non pochi problemi capaci di
investire anche l'erogazione dei servizi comunali». Secondo la Sacconi i
progetti già predisposti saltano almeno in parte con complicazioni di ogni
tipo. Ha fatto eco la Pieraccioni: «In pratica viene strizzato il patto
stipulato costruttivamente fra Comune, operatori scolastici e famiglie».
MATERNE. Nel dettaglio vediamo come si presenta la situazione in proiezione
futura. Nelle scuole dell'infanzia di San Giuliano, Agnano, Asciano, Campo e
Ghezzano (ora sezioni funzionanti con due docenti, orario giornaliero dalle 8
alle 16 e contemporaneità dei docenti per due ore al giorno) si prevede che la
nuova organizzazione non tocchi questo ordine di scuole. C'è da aspettarsi però
la diminuizione dei punti di erogazione. Per la sezione di San Giuliano, di
nuova istituzione, non c'è la certezza della conferma delle due insegnanti e
quindi dell'orario di 40 ore settimanali. Eventualmente si passerebbe
all'orario 8-13. ELEMENTARI. Ad Asciano (dieci classi a tempo pieno funzionanti
con due docenti per 40 ore settimanali e 4 ore settimanali di contemporaneità)
nella primaria non c'è più la certezza che il tempo pieno venga confermato così
come ora. A Mezzana, La Fontina (attualmente 15 classi a tempo modulari con tre
insegnanti ogni due classi, orario di 32 ore settimanali per classi, due ore di
contemporaneità per classe ogni settimana e due rientri pomeridiani 8.30-13.20
e 8.30-16.30) ecco la generalizzazione del modello funzionante per 24 ore
settimanale ed insegnante unico per classe dalle prime classi. A San Giuliano e
Gello (10 classi a tempo modulare funzionanti con tre insegnanti ogni due
classi con orario scolastico di 33 ore settimanale per classe e tre rientri
pomeridiani 8.30-16.20 e 8.30-16.30) le classi prime faranno un orario
scolastico mantenendo il sabato chiuso, di quattro ore e 50 minuti (entrata
8.30 uscita 13.20). Si sopprime la figura dell'insegnante specialista di inglese
dall'anno 2009-2010; tutti i docenti saranno obbligati ad acquisire le
competenze per insegnare l'inglese. Se dal settembre 2009 vengono soppresse le
due cattedre di inglese, salta anche l'organizzazione dei tre rientri
pomeridiani delle classi seconda, terza, quarta e quinta. MEDIE. Nella
secondaria di primo grado (adesso le classi funzionano con 30 ore settimanali e
tempo prolungano utilizzato per i laboratori pomeridiani, due pomeriggi la
settimana a rotazione) l'orario obbligatorio prevederà dal 2009-2010 solo 29
ore settimanali (8-13 e il sabato 8-12). Le classi saranno con un minimo di 22
alunni. Cattedre di insegnamento di 18 ore e annullamento della compresenza e
delle ore per le supplenze. Sono aboliti tempi prolungati che non prevedono i
tre rientri pomeridiani. Alla secondaria sparisce un intero corso di tempo
prolungato e quindi i laboratori pomeridiani che funzionavano con l'organico
aggiuntivo del prolungato; il sabato uscita a mezzogiorno. CLASSI E ORARI
RIDOTTI. Nelle scuole dell'infanzia ad Arena Metato e a Sant'Andrea (tre
sezioni con sei insegnanti, orario di 8 ore e contemporaneità dei docenti per
due ore) a Pugnano e San Martino (due sezioni con quattro docenti, orario
giornaliero di 8 ore e contemporaneità dei docenti per due ore) si prevede la
diminuizione dei punti di erogazione del servizio, quindi soppressione delle
monosezioni. Colognole e Orzignano (monosezioni con due docenti, orario di 8
ore dalle 8 alle 16 e contemporaneità dei docenti per due ore al giorno) si
cambia nel senso che riguardo l'ultima sezione di Sant'Andrea, di nuova
istituzione, non esiste la certezza della conferma dei due insegnanti e quindi
dell'orario di 40 ore settimanali, si passerebbe eventualmente all'orario 8-13.
Nella primaria di Metato (otto classi a tempo pieno con due docenti per 40 ore
settimanali e 4 ore settimanali di contemporaneità) ad oggi non c'è la certezza
che il tempo pieno sia confermato. Il discorso riguarda le Battisti, le
"Verdigi" (otto classi a tempo pieno con due docenti per 40 ore settimanali
e 4 ore settimanali di contemporaneità) il tempo pieno probabilmente non verrà
confermato così come strutturato adesso. Per le Mazzini di Pontasserchio (otto
classi a tempo modulare con tre insegnanti ogni due classi, orario di 32 ore
settimanali per classe, 3 ore di contemporaneità per classe ogni settimana e
due rientri pomeridiani) si prospetta la generalizzazione del modello
funzionante per 24 ore settimanale ed insegnante unico per la classe dalle
prime classi. Per le "Filzi" di Madonna dell'Acqua (sei classi
modulari con tre insegnanti ogni due classi con orario scolastico di 32 ore
settimanale per classe, due ore di contemporaneità ogni settimana e due rientri
pomeridiani) le prime faranno un orario scolastico mantenendo il sabato chiuso,
4 ore e 50 minuti (entrata 8.30 uscita 13.20). INGLESE E TEMPI RISTRETTI. Si
sopprime la figura dell'insegnante di lingua inglese e tutti i docenti saranno
tenuti ad acquisire le competenze per insegnare questa lingua. Da settembre
2009 soppressione di due cattedre di inglese e salta l'organizzazione dei tre
rientri pomeridiani delle classi seconda, terza, quarta e quinta. Per le
Verdigi di Pappiana (adesso cinque classi a tempo modulare con tre insegnanti
sulle due classi prima e seconda e con 4 insegnanti sulle classi terza, quarta
e quinta con orario scolastico di 32 ore settimanali per classe, due ore di
contemporaneità per classe del primo modulo e una per le classi del secondo
modulo, ogni settimana e due rientri pomeridiani) si va ai rientri pomeridiani
delle seconde, terze, quarte e quinta. Nella secondaria di primo grado che fa
capo all'istituto Gereschi (13 classi con 30 ore settimanali, tempo prolungato
utilizzato per i laboratori pomeridiani un pomeriggio la settimana) l'orario
obbligatorio prevederà dal 2009-2010: 29 ore settimanali, 8-13 e il sabato
8-12. Sono aboliti i tempi prolungati che non prevedono i tre rientri
pomeridiani. Alla scuola secondaria sparisce un intero corso di tempo
prolungato e si rinviano i laboratori pomeridiani. Pier Luigi Ara
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pistoia. La nuova
forma di protesta contro la legge Gelmini promossa dal
Comitato dei genitori Cogestione alle elementari Sabato pomeriggio dieci scuole
aperte per feste e incontri PISTOIA. Non vogliono chiamarla cogestione ma,
seppur in forma diversa, è mutuata dall'esperienza delle scuole superiori. è
una nuova forma di protesta contro la legge Gelmini. Si parte sabato pomeriggio
quando in una decina di scuole dell'infanzia saranno organizzati incontri,
feste e momenti di riflessione sul tema della riforma della scuola e per
discutere insieme della legge Gelmini e della legge
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Prato Un
comitato di genitori e insegnanti a sostegno della scuola Appello di una mamma:
«Non smettiamo di occuparci della futura istruzione» MONTEMURLO. Un comitato
per la scuola. Per il momento è ancora un progetto in fieri, ma i genitori dei
bambini delle scuole dell'obbligo di Montemurlo, dopo le manifestazioni e le
proteste organizzate in città contro la riforma Gelmini, hanno lanciato la proposta.
L'idea è quella di creare un gruppo di lavoro stabile e una rete tra scuole che
possa diventare un futuro punto di riferimento almeno a livello locale. «Qui a
Montemurlo abbiamo un gruppo a sostegno della genitorialità - spiega la signora
Gianna Salvatici - spesso ci riuniamo per confrontarci su molte questioni».
«Nelle ultime settimane - aggiunge - sull'onda delle manifestazioni e dei
cortei, organizzati dai ragazzi e dai genitori contro la Riforma Gelmini, abbiamo pensato di costituire un comitato per la
scuola. Le numerose adesioni registrate dalle varie forme di protesta ci hanno
dimostrato che il problema sta a cuore ai cittadini». «Per adesso si tratta
solo di un progetto - continua la signora Salvatici - costituirlo richiederebbe
la creazione di una rete tra le scuole dei comuni del territorio. Per
presentare e discutere l'idea con i cittadini abbiamo organizzato un incontro
sabato
( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 13 - Toscana
Tre milioni di restauri, ma ora ci piove dentro Castiglioncello. E' stata
ristrutturata e inaugurata a maggio come sede universitaria. Ma dopo sei mesi i
locali sono ancora vuoti, e ricominciano i danni... ALESSANDRA BERNARDESCHI
CASTIGLIONCELLO. Nonostante il bell'intervento di ristrutturazione che l'ha
riportata agli antichi splendori, quando venne disegnata dall'architetto
Vittorio Cafiero negli anni '20, Villa Celestina, edificio simbolo di
Castiglioncello, fatica a rispettare le attese. A 6 mesi dall'inaugurazione
infatti non è ancora attiva la linea telefonica, piove in alcuni locali del
seminterrato e il distaccamento dell'Università di Pisa è lontano da venire per
mancanza di soldi. L'immobile simbolo della pineta Marradi a Castiglioncello
nacque nel 1915. La villa fu chiusa nel 1980 per motivi di sicurezza: dopo 28
anni di tira e molla tra Comune di Rosignano e Ministero delle Finanze, villa
Celestina è stata portata a nuova vita e inaugurata il 17 maggio scorso. I
lavori di ristrutturazione conservativa sono durati tre anni e sono costati due
milioni e 800mila euro; malgrado l'impegno finanziario e progettuale le
attività al suo interno però non decollano. I due piani, più un piano terra
seminterrato, dovrebbero ospitare una sezione distaccata del dipartimento di
Biologia marina dell'Università di Pisa, una sala riunioni e il Centro di
educazione ambientale del Comune che doveva essere operativo dall'ottobre
scorso. Invece, nonostante i sei mesi trascorsi dall'inaugurazione, i locali
dell'Università sono desolatamente vuoti e privi di qualsiasi arredo e non c'è
niente che faccia presagire una prossima apertura della sede decentrata; anzi,
dopo l'inaugurazione ufficiale della struttura, i responsabili del Dipartimento
di Biologia marina sembra abbiano rallentato i contatti con l'amministrazione
comunale. «Evidentemente - spiega l'assessore ai lavori pubblici Luca Arzilli -
avranno alcuni problemi da risolvere e al momento non so ipotizzare quanto
tempo dovrà passare prima di vedere i laboratori e gli uffici al secondo piano
utilizzati dagli studenti e dai professori». Intanto però i finanziamenti che,
attraverso una convenzione, la stessa Università doveva far pervenire al Comune
per l'acquisto dei mobili e di tutto il materiale necessario per attivare i
laboratori del seminterrato e gli uffici al secondo piano, non sono arrivati. A
complicare le cose, la stretta prevista dalla riforma Gelmini che intende tagliare soprattutto
sulle sedi universitarie decentrate. Ma non solo; la villa che si affaccia a
picco sul mare sembra presentare anche alcuni problemi strutturali visto che le
violenti piogge delle scorse settimane non hanno risparmiato il seminterrato
che si affaccia sul giardino retrostante. All'interno sono visibili
ancora oggi piccole pozze d'acqua e fango. Per finire, le linee telefoniche
sono interrotte e anche ieri alcuni tecnici erano a lavoro per cercare di
riparare al guasto e non c'è nessun cartello informativo circa gli orari di
apertura del Centro di educazione ambientale, unica struttura che dovrebbe
essere aperta e funzionante all'interno della villa.
( da "Stampa, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
il caso Dopo il
j'accuse del segretario della Stella alpina RAZIONALIZZAZIONE CHI E' IL
«PADRONE»? Il rettore: "Non sforniamo posti di lavoro, saremmo un
superliceo" ENRICO MARTINET La politica processa i corsi universitari Il
Consiglio dell'ateneo ha chiesto al Senato di studiare una «riforma» Rudi
Marguerettaz fa cenno a «altri poteri» Passerin: «Decide Regione» AOSTA Leader
di partito «Stiamo offrendo opportunità di studio ai giovani valdostani sapendo
che in molti casi il titolo non darà loro un'occupazione». Così il segretario
di Stella alpina Rudi Marguerettaz. Ancora: «Dobbiamo evitare che l'Università
sia un diplomificio senza sbocchi professionali». Scontro? «Non siamo né in
fase conflittuale, né critica, dobbiamo razionalizzare, parola che non piace a
nessuno perché sovente significa ''tagli'', ma le spese lievitano», dice il
rettore dell'Università della Valle d'Aosta Pietro Passerin d'Entrèves. I
costi: 8 milioni l'anno, 7 milioni arrivano dalla Regione, uno dallo Stato.
Eppure sull'ateneo si è aperto un confronto improvviso. Un politico
riconosciuto come cauto, buonista quale il segretario della Stella alpina Rudi
Marguerettaz ha affondato colpi inusuali proprio durante il congresso che lo ha
riconfermato: «L'Università deve essere di alta qualità e specializzazione. Non
sempre in questi anni si è seguita questa direzione, in modo particolare nella
costituzione dei vari corsi di laurea. Ci vogliono facoltà legate alle
esigenze, un mix tra cultura e impresa». Per Marguerettaz i laureati ad Aosta
non trovano lavoro. Poi aggiunge una frase dura, quasi minacciosa: «Il
''padrone'' dell'Università deve rimanere chi l'ha costituita. La Regione deve
dare indirizzo politico chiaro in questo senso, altrimenti si rischia di cedere
il passo ad altri ''poteri'' che affonderebbero inevitabilmente il nostro
ateneo nel giro di pochi anni». Allusione alle «baronie» universitarie? Il
rettore si dice «stupito». Aggiunge: «Sia chiaro, tutte le critiche se costruttive
sono benvenute, tuttavia non comprendo su quale base Marguerettaz metta il
dubbio su qualità e specializzazione. Dico, su quali elementi poggiano le sue
considerazioni? Noi ci basiamo su quanto verificato e siamo nella media delle
Università italiane. Né in cima, né tanto meno in fondo. Una posizione
lusinghiera, una qualità buona anche se abbiamo soltanto 8 anni di attività. Lo
dico come accademico di ormai lungo corso, non come rettore». Quali poteri
minacciano gli indirizzi della Regione? «Da sempre la Regione ha dato indirizzi
politici chiari. E lo ritengo un suo diritto-dovere. Sta poi al mondo
accademico dire come poter seguirli. Posso assicurare che non ci sono stati
altri poteri che hanno deciso alcunché, né esiste questo pericolo. Non so quale
sia il riferimento di questo timore. So che da sempre il Consiglio
dell'Università ha deciso i corsi dopo l'indirizzo della Regione e la
valutazione del Senato accademico». Consiglio dell'Università che ora ha deciso
(a maggioranza) la razionalizzazione dell'Università. C'è un indirizzo del
presidente della Regione Augusto Rollandin su ''tagli'' a facoltà? Il rettore:
«C'è la decisione del Consiglio, nella sua intierezza, a
razionalizzare anticipando la stessa riforma Gelmini. Per questo ha chiesto al Senato di esaminare corsi e attività e
di offrire allo stesso Consiglio un'indicazione accademica precisa entro il 31
gennaio. Tutto ciò valutando il numero di studenti secondo il criterio del buon
governo». Rollandin taglia corto: «C'è già un'interpellanza su questo punto (di
Roberto Louvin, ndr). La razionalizzazione è necessaria su indicazione
tecnica, cioè del Senato accademico». Passerin d'Entrèves è d'accordo sul fatto
che si apra un dialogo sulle ricadute nel mondo del lavoro. Tuttavia sottolinea
il rischio di dichiarazioni quali quelle di legare i corsi di laurea al mondo
del lavoro, alla certezza del posto di lavoro. Spiega: «Frasi che rischiano di
far perdere il senso dell'Università in Valle. Le iscrizioni subiscono un calo
anche perché il milieu non crede nell'Università. Il messaggio ''ti laurei qui
ad Aosta e non trovi lavoro'' è rischioso. Si mette l'ateneo sotto una luce che
non ha, cioè modesto, che non serve per trovare lavoro. Noi non sforniamo posti
di lavoro. I numeri della Valle sono troppo piccoli. Se dobbiamo verificare la
richiesta utile allora apriamo una facoltà oggi e la chiudiamo l'anno prossimo.
E ci sarebbero più docenti che studenti». Sott'accusa la facoltà di psicologia.
Anche la politica si chiede che cosa servano tanti psicologi in Valle. Il
rettore: «A Torino gli iscritti a psicologia sono mille. Troveranno lavoro? Non
solo a Torino, ovvio. La metà dei nostri iscritti a psicologia viene da fuori
Valle. L'Università vuole avere un respiro europeo, guardiamo anche ai non
valdostani. Per questo è stato voluto un campus. E' giusto che la politica si
preoccupi di come i giovani laureati possano poi entrare nel mondo del lavoro,
ma l'Università è un luogo didattico e di ricerca per i ''savoir faire''. Il
mondo del lavoro è collegato, ma di certo il numero di laureati supera la
richiesta dell'occupazione. Altrimenti l'Università farebbe soltanto master,
oppure diventerebbe altra cosa, cioè un ''superliceo''». Confronto aperto: che
cosa si vuole dall'Università? Aosta vuole o no diventare una città
universitaria? Il rettore: «Non vorrei ci fossero malintesi, sono d'accordo sul
fatto che sia la Regione a dare l'indirizzo. E' giusto. A questo dobbiamo
attenerci, tuttavia seguendo la logica del ''che cosa ci serve'' e basta si
perde di vista lo scopo dell'Università. I titoli valgono ad Aosta come altrove
e siamo al 30 per cento di studenti iscritti che provengono da fuori Valle. Mi
pare un successo. Ora abbiamo anche i ragazzi dell'Erasmus, sono tredici,
piccoli numeri, certo, ma i rapporti internazionali sono complessi. Non mi
turba affatto che sia la Regione a dare le linee guida, anzi, mi preoccupa di
più il concetto dell'alta qualità o della specializzazione. Questo è un compito
del Consiglio dell'Università che deve avere riscontro nel ranking italiano
della preparazione a livello universitario». L'ateneo, fra l'altro, fa corsi di
orientamento proprio per dare indirizzi a chi si iscrive. «Conto - dice il
rettore - sulla maturità dei valdostani e sul lavoro degli insegnanti per
offrire più informazioni possibili su corsi e mondo del lavoro».Il presidente
Augusto Rollandin è anche presidente del Consiglio dell'Università. Dice: «Sì,
parliamo di razionalizzazione dell'ateneo in considerazione di suggerimenti
tecnici». Una questione di finanze? «No, suggerimenti tecnici del Senato
accademico».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia di Sassari
Pagina 7033 Sorso Riforma della scuola: città solidale con gli insegnanti Sorso
--> La discussione sul decreto Gelmini è approdata anche in consiglio comunale a Sorso. Su proposta del
consigliere di maggioranza, l'insegnante Daniela Demurtas, si è tenuto nei
giorni scorsi presso l'aula consiliare un consiglio comunale aperto agli
interventi esterni. L'aula consiliare ha visto l'intervento di semplici
cittadini ma anche dei dirigenti scolastici di Sorso Andreina Desole e Maria
Paola Curreli, di esponenti sindacali, di docenti universitari, del
consigliere provinciale Nicola Sanna, del dirigente regionale dell'assessorato
alla pubblica istruzione Rosario Musumeci, dello studente Giuseppe Murineddu
oltreché in coda di numerosi consiglieri di maggioranza e di opposizione. «Da
un po' di tempo a questa parte - ha detto Daniela Demurtas - gli insegnanti
risultano essere tra i fannulloni che ricoprono posti statali. C'è di più: con
il nostro orario di servizio svolgiamo un lavoro quasi part-time. Ha idea il
ministro Brunetta che chi entra in una classe e ha danti 18/28 allievi deve
come minimo aver preparato le attività da svolgere, raccolto materiale,
predisposto attività di recupero e di potenziamento per poter intervenire sulla
base delle capacità e del livello raggiunto da ciascun alunno?». A Sorso la
partecipazione agli scioperi contro la riforma della scuola è stata altissima:
nel circolo didattico su 89 docenti hanno aderito in 85 mentre alla scuola
media 27 su 31. E i due dirigenti scolastici hanno messo in evidenza i problemi
legati all'occupazione e alla qualità del servizio da svolgere. «Non si capisce
come mai tutte le riforme dell'ultimo decennio abbiamo costantemente e
ostinatamente cercato di cancellare l'organizzazione della scuola elementare
del 1985, tentando di modificarla sebbene non necessario» ha detto Andreina
Desole. PAOLO PASCA
( da "Stampaweb, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
Prima erano le
email. Poi le chat e la messaggeria istantanea. Adesso i social network.
Facebook primo fra tutti, visto che è il numero uno al mondo per contatti. Più
si diffondono questi sistemi digitali che permettono di comunicare sempre, con
chi si vuole e in qualsiasi momento, più aumentano i casi di persone che ne
rimangono intrappolati: si passa troppo tempo a controllare se sono arrivati
messaggi o a scriverne, il multi-tasking ci sfinisce e ci distrae; per non
parlare della perdita della propria intimità. E se molti non riescono più a
lavorare o cercano una via d?uscita per tornare alla loro vita «normale»,
sempre più aziende, oltre alle amministrazioni pubbliche, valutano di oscurarne
l?accesso. Già: ma nell?era di Facebook, la vita normale non c?è più. Secondo
lo scrittore Andrea Bajani, che confessa di esserne stato «irretito», aderire
al social network più «in» del momento può rivelarsi un errore difficilmente
rimediabile: «Dopo due mesi ho chiesto ai miei amici di uscirne. E loro
disperati mi hanno detto che non sanno come fare, che ci hanno provato, ma non
capiscono come si fa». Il social network più diffuso al mondo, creato nel 2004
dallo studente di Harvard, Mark Zuckerberg, che ha sorpassato il suo diretto
concorrente MySpace con versioni in più di 20 lingue, 125 milioni di iscritti e
un valore pari a 16 miliardi di dollari, in Italia è un fenomeno esploso
quest?anno (+961%). Il segreto del suo successo? «Facile, immediato,
personalizzabile» dicono gli utenti, tramite il passaparola. Che qui è un
meccanismo tanto efficace quanto infernale. Per entrare basta compilare un
profilo con qualche dato ed eventuale foto: ci si connette con conoscenti,
amici o amici degli amici, persone con interessi in comune. Fioccano gli ex
compagni di scuola, i commilitoni, gli ex fidanzati, i fans, i tifosi, le
goliardate, ma anche le comunità culturali o con interessi politici. Si
chiacchiera, li si mette al corrente di quello che si fa, volendo anche minuto
per minuto: ci si può collegare persino col telefonino, per aggiornare il
proprio status. In qualsiasi momento si possono aggiungere altri elementi.
Dipende dall?obiettivo che si vuole raggiungere. L?utilità? Prezioso per farsi
conoscere e trovare lavoro, assistenza, contatti utili. Non a caso Obama ha
puntato anche su questo sistema di relazioni per farsi eleggere alla Casa
Bianca. E? gara di adesioni anche tra i politici italiani: Maria
Stella Gelmini conta oltre
8 mila sostenitori, più di Walter Veltroni. Da quando il cardinale Crescenzio
Sepe, arcivescovo di Napoli, per diffondere il Vangelo fra nuovi adepti ha
aperto il suo «profilo», ha già 5 mila «amici». Si possono creare applicazioni
aggiuntive: Don Paolo Padrini segnala di averne creata una, PrayBook,
per diffondere pagine di Vangelo. In tutt?altra direzione l?attore Gianmarco
Tognazzi, che su Facebook fa rivivere suo padre Ugo perché «aveva molta paura
di essere dimenticato». E abbondano le sfide sui territori. L?ultima? Trento
vuol battere il record di New York: mille utenti incontrati nella realtà. Ma
bisogna sapere che si è imboccata una via senza ritorno nel momento in cui si è
inserito il proprio indirizzo e-mail, obbligatorio. Meglio darne uno di seconda
scelta, assolutamente non raccomandabile l?account aziendale. Perchè è lì che
si viene tempestati di inviti di presunti «amici» (ma lo sono davvero?) a
rispondere ai messaggi e partecipare agli «incontri». Ed è lì che incomincia
l?inferno per chi vuole stare tranquillo: se si tiene aperto l?account di
posta, è un continuo ricever messaggi, che distraggono dalle proprie attività e
invadono la propria intimità nei momenti più inopportuni. «Certo, a reclamare
intimità ci vuole coraggio, visto che ci si è sottoposti a tutto questo volontariamente»
commenta Giulia Stasi, 26 anni, italo-americana newyorkese che vive tra Italia
e Usa sempre collegata a Facebook per tenersi in contatto con gli amici. Giulia
ammette che «il vero rischio è la compulsività che genera». Eppure, come gran
parte della sua generazione digitale, lei è convinta di saper staccare la spina
quando serve. E offre consigli per non restare prigionieri di Facebook. «Per
salvarsi, non bisogna raccontare cosa fai a tutti. Meglio ancora, non bisogna
farsi tutti amici». Perché è facile che ci siano - per esempio - i tuoi capi,
che scoprono che non stai lavorando. Soprattutto, bisogna stare attenti a non
raccontare bugie: è facile che ti scoprano le persone sbagliate («Eri al
lavoro? Ma se su Facebook hai detto a tutti che eri a fare shopping!»). C?è poi
l?incubo degli inviti: «E? meglio non accettare un invito da qualcuno che non
conosci bene, piuttosto che cambiare idea dopo e fartelo nemico», spiegano i
facebooker. Già: perché si può cambiare la lista degli amici, disattivandoli
dal proprio profilo, ma loro se ne accorgono e ci rimangono male. Come i
bambini di una volta che dicevano: «Non ti faccio più mio amico». Da adulti, è
imperdonabile. Guai a non conoscere queste regole. E? possibile ottenere
l?espulsione di elementi indesiderati additandoli alla comunità. A dirla tutta,
è possibile anche auto-espellersi: basta aprire il proprio profilo e
selezionare l?opzione «Non voglio più esserci». Già: il problema è che quando
si è dentro, non si riesce a concepire di uscirne. TRE DOMANDE SU FACEBOOK A
SHERRY TURKLE, L'ANTROPOLOGA DEL CYBERSPAZIO La sociologa Sherry Turkle, guru
del Mit nota come «l?antropologa del cyberspazio» dall?alba del Web, ha scritto
due volumi di una trilogia sul rapporto che abbiamo con le tecnologie e il suo primo,
già di dieci anni fa, intitolato «La vita sullo schermo. Nuove identità e
relazioni sociali nell'epoca di Internet» è ancora attuale. Che impatto hanno
tecnologie come Facebook? «Le tecnologie digitali contemporanea sono intime,
disegnate per andare al cuore di chi siamo come persone e delle nostre
relazioni. Ma bisogna ricordarsi che hanno una doppia natura. Da una parte, ti
isolano. Dall?altra, per certe azioni collettive, non se ne può fare più senza,
e l?impatto di Facebook sull?elezione di Obama ne è solo un esempio. Occhio
però: perchè lo stesso modello è cooptabile da persone che vorrebbero portarci
via le libertà civili e minare la democrazia». Lei avverte che c?è il rischio
di assuefazione, ma è contraria alla definizione di «Net-dipendenza». Perchè?
«Perchè quando si parla di tecnologie come dell?abuso di sostanze, si dimentica
la parte più interessante del problema: i ragazzini dell?era dell?instant
messaging si mandano in media 2.500 messaggi al mese. E? tanto, ma il punto è:
a chi scrivono, perchè, cosa si dicono, e come cambia il modo in cui si
percepiscono? Spesso vivono situazioni complicate e restano in contatto con
gente che li aiuta a costruirsi identità di sviluppo sane». Lei sostiene che in
rete abbiamo una «seconda identità». Che cosa significa? «E? quella che non può
più fare a meno della comunicazione istantanea, nè sul lavoro nè a casa o con
gli amici. Per avere questo, la nostra seconda identità ha rinunciato alla
privacy e alla lentezza, di cui invece ha nostalgia la nostra identità
precedente. Viviamo un conflitto interiore». + Torino ore 13: ?Avete un''ora
per chattare? EMANUELA MINUCCI + Labranca "Facebook è una droga non riesco
a uscirne" GIANLUCA NICOLETTI commenti (0) scrivi
( da "WindPress.it" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
19-11-2008 Il
ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini ha incontrato
oggi il Consiglio Universitario Nazionale per esporre le linee guida
sull?Università presentate dal governo e il decreto recentemente approvato. Il
ministro e il CUN hanno inoltre discusso a lungo su come riorganizzare i corsi
di laurea in maniera più efficace e per rispondere alle richieste del mondo del
lavoro. ?In Italia esistono più di 5000 corsi di laurea ? ha affermato il
Presidente del Consiglio Universitario Nazionale Andrea Lenzi - quasi il doppio
rispetto al 1999, anno in cui siamo passati da un sistema universitario
monociclo a un sistema a ciclo spezzato (il 3+2 con 3 anni di base e 2 di
specializzazione). Proprio questa scelta ha portato ad un fisiologico raddoppio
dei corsi di laurea. Tra questi molti restano corsi strategici, ma molti vanno
rimodulati o addirittura cancellati. Ad esempio non può non esserci in una
Università un corso di ingegneria, piuttosto che di economia o di
giurisprudenza che sono solitamente molto seguiti. Esistono però dei corsi di
laurea molto piccoli per numero di studenti. Alcuni di questi sono necessari
perché molto specifici, e anche se contato pochi iscritti sono fondamentali
proprio per la loro specificità. Poi ci sono i corsi inutili che possiamo
tagliare, con pochi studenti, ma soprattutto con un obiettivo formativo e uno
sbocco professionale incerto. Su questi ultimi si sta concentrando il lavoro
del CUN, che nell?ottica della lotta agli sprechi all?Università ingaggiata dal
ministro Gelmini, ha intenzione di incidere proprio su
questi corsi di laurea. Abbiamo calcolato che, grazie a questa
razionalizzazione, il numero dei corsi subirà una riduzione di circa il 20%?.
( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
I carabinieri
«smontano» l'Onda naccio @@Gli studenti occupano l'Itc Galilei e i licei
Foscolo e Sciascia: l'intervento dei militari su richiesta
dei dirigenti scolastici Cresce la protesta del mondo della scuola contro il
decreto Gelmini con gli
studenti che occupano le scuole. Ma i carabinieri ieri mattina hanno smontato
le barricate. I militari dell'Arma hanno infatti fatto sgomberare l'istituto
tecnico Galileo Galilei ed i due licei, il Foscolo e l'Antonino Sciascia,
occupati dagli studenti. Anche i dirigenti scolastici hanno condiviso
l'idea di applicare la «linea dura» per contrastare le occupazioni. Legittima
la decisione dei dirigenti scolastici di tutelarsi, vista la loro diretta
responsabilità quanto ad agibilità e integrità degli edifici scolastici di
fronte al rischio di interruzione di pubblico servizio e di danneggiamenti.
«Occuparere la scuola - spiega il rappresentante degli studenti - assume
infatti il significato di difendere la Scuola da una politica che attraverso i
tagli finanziari mira solo a indebolire il sistema dell'istruzione pubblica».
Non tutti però sono stati d'accordo sulla linea di continuare l'occupazione
quando i carabinieri hanno spiegato loro a cosa andavano incontro nell'ipotesi
in cui le scuole non fossero state «liberate», cioè una denuncia penale. E
quindi non tutti, essendo molto giovani, se la sono sentita di andare avanti e
proseguire in questa battaglia. Nel giro di un paio di ore le tre strutture
scolastiche sono state liberate. I carabinieri, con il capitano Diego Polio,
sono giunti attorno alle 10 prima all'istituto tecnico Galilei e qui non hanno
trovato alcuna resistenza: dopo qualche scambio di battute tra i rappresentanti
degli studenti ed i militari, l'occupazione è stata revocata e la scuola è
tornata nella disponibilità del dirigente scolastico. Una maggiore resistenza,
i carabinieri l'hanno trovata negli studenti del liceo classico «Ugo Foscolo»
che erano contrari a rimuovere la protesta consapevoli di quello a cui andavano
incontro. Quando sono arrivate le gazzelle dei carabinieri gli studenti per
protesta si sono gettati a terra, ma poi hanno desistito consentendo ai
militari di entrare a scuola, dove c'è stato poi un breve colloquio con i
rappresentanti d'istituto. Infine un'assemblea improvvisata di tutti gli
studenti e la decisione, per non correre rischi, di abbandonare l'idea
dell'occupazione dell'istituto. «Noi siamo giovani - ha detto Gianvito Sciascia
rappresentante degli studenti del liceo classico Foscolo - e non possiamo
permetterci di intaccare la fedina penale personale per occupazione abusiva di
edificio pubblico e di interruzione di pubblico servizio. Io mi sono dissociato
dai miei colleghi che vogliono proseguire sulla strada dell'occupazione, convinto
come sono che esistono altre forme di protesta alternative che possono essere
attuate. Nessuno credo vorrà correre il rischio di essere denunciato per
occupazione della scuola». Carmelo Vella
( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
P. Armerina
«accoglie» S. Andrea d'Avellino Il movimento di protesta
contro i provvedimenti del ministro Gelmini, in materia di politiche scolastiche, investe anche la provincia
ennese. Lavoratori della scuola, studenti, genitori, hanno sfilato per le vie
di Enna per manifestare il loro dissenso e la forte preoccupazione per il
futuro che si prospetta della scuola pubblica statale Il decreto legge n.
122, convertito in legge ad agosto con il numero 133 e il decreto legge n. 137,
convertito in legge il 28 ottobre con il numero 169, nei fatti, negando risorse
umane ed economiche alle istituzioni scolastiche, dismettono la scuola
pubblica. L'intervento effettuato e quelli già annunciati nella scuola,
nell'Università, nella ricerca e nell'alta formazione, non tengono
assolutamente conto dei risvolti pedagogici e rispondono solo a logiche
ragionieristiche, non puntano sulla qualità del sistema d'istruzione, ma
sull'impoverimento dello stesso. Per le rappresentanze sindacali «occorre
cambiare rotta e investire nell'istruzione e nella formazione, salvaguardando
le esperienze che in questi anni hanno dato ottimi risultati. Tagli
indiscriminati di personale e di risorse finanziarie, riduzione del tempo
scuola, accorpamenti di classi di concorso, drastica riduzione di posti di
sostegno, riduzione di indirizzi, aumento di alunni per classe, non sono
sicuramente presupposti per una scuola efficiente ed efficace». Il
dimensionamento della rete scolastica penalizzerà ancora di più la provincia
ennese, la scomparsa di punti di erogazione che non rientrano nei parametri
definiti dalla norma, non faranno altro che negare il diritto allo studio dei
ragazzi. E' opinione generale che saranno centinaia i precari docenti e Ata
che, in questi anni, hanno permesso con il loro lavoro nelle scuole di
adempiere al proprio compito e che speravano, legittimamente, di vedere
stabilizzato il loro posto di lavoro, oggi si vedono negato questo sacrosanto
diritto. Quest'anno molti di loro non lavorano e tanti altri rimarranno a casa
da settembre per l'applicazione dei provvedimenti del Governo. «E' necessario -
sostengono i rappresentanti sindacali - che il mondo della politica scenda in
campo per difendere un diritto costituzionale che è quello della scuola
pubblica statale di qualità per tutti e per ciascuno. Per queste motivazioni si
chiede che i sindaci e i Consigli comunali, che il presidente della Provincia e
il Consiglio provinciale, che la deputazione tutta, manifesti in modo tangibile
il proprio dissenso e sorregga la protesta della cittadinanza». E' necessario
aprire un momento di discussione e di confronto con le istituzioni, con le
forze sociali, con i lavoratori della scuola, con gli studenti, con le
associazioni, con la società civile tutta. Flavio Guzzone
( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
«Scuola di qualità
per tutti»Corteo a Enna. Studenti e insegnanti bocciano la Gelmini. I sindacati: «Tagli
indiscriminati» Centuripe. Una festività di Natale alla grande, programmata
dall'associazione New Sfera di Centuripe, diretta da tre vulcanici giovani,
Giuseppe Russo, Delfio Caruso e Rosalia Russo, che sorprendono continuamente
per le molte e lodevoli iniziative intraprese, nei pochi anni di vita, a
favore di Centuripe. Ha all'attivo, infatti, una lunga serie di iniziative
socio culturali, come mostre di pittura, rassegne di poesie, concerti d'archi,
proiezioni fotografiche, raccolta di fondi per aiutare la popolazione del
Burundi, scavi archeologici per portare alla luce una galleria romana, un
monumentale presepe allestito nel rudere detto " Dogana", una
struttura funeraria del II secolo d.C., tutte iniziative effettuate
volontariamente da circa un centinaio di soci dell'associazione, gratuitamente,
anzi spesso assumendosi eventuali piccole spese, dedicando parte del loro tempo
libero, anziché andare a divertirsi, con la sola finalità di lavorare per il
bene e la rinascita di Centuripe. La nuova iniziativa dei giovani della
"New Sfera" consiste nel preparare a Centuripe, coinvolgendo
parrocchie, associazioni, gruppi di quartiere, esercenti e singoli cittadini,
decine di artistici presepi, lungo le vie, gli angoli e i luoghi più
caratteristici della città, dando così vita a un grande evento natalizio. «Sarà
Centuripe nel presepe», dice il presidente Giuseppe Russo, sicuro che i
numerosi e artistici presepi sparsi per la città, le nenie natalizie suonate da
numerosi gruppetti musicali durante le novene e la buona volontà, capacità e
inventiva dei centuripini, renderanno il Natale ancora più piacevole e suggestivo.
Giuseppe Fichera
( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
In vista il taglio
di 1.000 corsi Roma. Mentre continua la protesta dell'Onda con iniziative in
tutta Italia, come la notte-spettacolo ieri a Roma, va avanti la riforma
dell'università. Con una possibile razionalizzazione degli oltre cinquemila
corsi di laurea, che potrebbero essere tagliati di un 20%, pari a circa mille
corsi in meno. Un taglio consistente che non viene dal
ministro Gelmini, ma da una
razionalizzazione a cui sta lavorando il Consiglio universitario nazionale
(Cun) che ieri ha presentato proprio questi dati a viale Trastevere. Il ministro
ha ricevuto il Cun per esporre le linee guida sull'Università presentate dal
governo e il decreto recentemente approvato. Ne è scaturita una lunga
discussione su come riorganizzare i corsi di laurea in maniera più efficace e
per rispondere alle richieste del mondo del lavoro. «In Italia esistono più di
5000 corsi di laurea - ha affermato il presidente del Cun Andrea Lenzi - quasi
il doppio rispetto al 1999, anno in cui siamo passati da un sistema
universitario monociclo a un sistema a ciclo spezzato (il 3+2 con 3 anni di
base e 2 di specializzazione). Proprio questa scelta ha portato ad un
fisiologico raddoppio dei corsi di laurea. Tra questi molti restano corsi
strategici, ma molti vanno rimodulati o addirittura cancellati». «Ad esempio -
ha aggiunto Lenzi - non può non esserci in una Università un corso di
ingegneria, piuttosto che di economia o di giurisprudenza che sono solitamente
molto seguiti. Esistono però dei corsi di laurea molto piccoli per numero di
studenti. Alcuni di questi sono necessari perché molto specifici, e anche se
contato pochi iscritti sono fondamentali proprio per la loro specificità. Poi
ci sono i corsi inutili che possiamo tagliare, con pochi studenti, ma
soprattutto con un obiettivo formativo e uno sbocco professionale incerto. Su
questi ultimi si sta concentrando il lavoro del Cun. Abbiamo calcolato che,
grazie a questa razionalizzazione, il numero dei corsi subirà una riduzione di
circa il 20%». A. G.
( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
stima nazionale del
cun Palermo. I rettori siciliani battono sul tempo la
riforma universitaria di Mariastella Gelmini, ancora in cantiere. Con l'istituzione di una Commissione
regionale per la rimodulazione dell'offerta formativa, si elimineranno
duplicazioni di corsi e i quattro Atenei dell'Isola faranno sistema agendo, in
particolare all'estero, di fatto come un'unica grande Università. Una
mossa a sorpresa comunicata ufficialmente due giorni fa nel corso di un
incontro a Messina. Non solo una dichiarazione d'intenti, assicurano. L'organo,
che sarà costituito da due membri per ogni Università siciliana (Palermo,
Catania, Messina ed Enna), dovrebbe diventare operativo in brevissimo tempo,
forse già dopo la riunione del 4 dicembre che si terrà ad Enna. E proprio il
rettore della Kore, Salvo Andò, si è soffermato sull'importanza di realizzare
un'«Università della Sicilia», che si presenti, anche nel consesso internazionale,
come un unico soggetto di peso. Prima, però, bisogna razionalizzare. «In questo
particolare frangente ? spiega ? nel Paese si sta svolgendo una forte ed
animato dibattito. Sono emerse numerose preoccupazioni, molte fondate, altre
meno. Inoltre c'è sempre il rischio di strumentalizzazioni. Proprio per questo
voglio ribadire che l'Università italiana, nonostante tutto, è comunque
produttiva. Inoltre non si può fare di tutta l'erba un fascio». Da qui la
decisione di lanciare un messaggio chiaro: «In attesa di una grande riforma
affidata alla legge possiamo ragionare come componente di un sistema
regionale». In pratica i rettori propongono di fare il punto sul numero e il
tipo di corsi di laurea specialistica attivati eliminando quelli sottodimensionati
con l'esclusione dei percorsi strategici, legati cioè, al tessuto
imprenditoriale di una zona, e concordano i nuovi che non dovranno essere
duplicati. Una strategia vincente ma anche obbligata se si vuole far sentire la
propria voce all'estero, dove inevitabilmente, conclude Andò, varranno di più i
200 mila studenti di una costituenda «Università di Sicilia» che i 60 mila di
un singolo Ateneo. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il rettore di Palermo,
Roberto Lagalla. Per il nuovo inquilino di Palazzo Steri «si tratta di un passo
decisivo nella direzione di un sistema universitario siciliano che eviti
duplicazioni di corsi e si offra come proposta organica, attenta alle esigenze
del territorio e alle istanze che arrivano dal mondo produttivo». Nel capoluogo,
continua il rettore, da meno di un mese alla guida della più grande Università
siciliana, «l'Ateneo già quest'anno ha snellito e razionalizzato la sua offerta
formativa, con una riduzione dei corsi dell'11 per cento, ed è pronto a
continuare su questa strada, con un'attenzione privilegiata verso i nuovi
saperi, quali turismo, generazione di energia, valorizzazione dei beni
culturali e ambientali, approcci ai problemi della illegalità e della
marginalità». Fra i punti centrali anche l'attenzione agli studenti perché, nel
passato, l'Università ha seguito una strategia di sviluppo, spesso
inconsapevole, modellata attorno alla figura del docente. «Adesso ? conclude ?
il sistema è maturo per una riflessione collettiva sul ruolo degli Atenei che
devono sempre più dialogare con l'esterno». Se Palermo ha già tagliato, Catania
è sul punto di farlo. Entro l'anno accademico 2010/2011, infatti, tutte e 12 le
facoltà dovranno aver predisposto il nuovo piano formativo, come previsto dal
decreto Mussi. Sono già pronte Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze
della formazione ed Economia. In ogni caso l'Ateneo catanese si ispira a due
criteri cardine. Ogni nuovo corso di laurea da attivare dovrà avvalersi in
primo luogo della collaborazione fra diverse facoltà così da ridurre i costi e
gli sprechi. Per quanto riguarda quelli vecchi si tende, come abbiamo già
detto, ad eliminare inutili doppioni e ripetizioni. Solo per fare un esempio
fino a pochi anni fa erano attivi tre corsi in Scienze della comunicazione
imperniati su altrettante facoltà. Adesso si è passati a due. Ma questo, per il
rettore Antonino Recca, non è sufficiente. Razionalizzare è diventata
un'esigenza, ma rischia di rimanere una grande incompiuta se non si scommette
sul coordinamento. «Il sistema universitario siciliano ? ribadisce ancora una
volta ? deve entrare nell'ottica di una maggiore sinergia se vuole garantire la
propria qualità competitiva nel panorama nazionale e internazionale». Un
concetto ripetuto anche dal rettore di Messina, Francesco Tomasello, che ha
parlato della necessità di fornire un segnale chiaro, iniziando proprio dalle
lauree specialistiche. «Il principio ispiratore della nostra riforma, che parte
dal basso, è semplice: non fare tu quello che sto facendo io». Roberto
Valguarnera
( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
il caso eluana:
l'«outing» di una religiosa Suora vuol fare testamento biologico Francesco
Bongarrà Roma. Tocca a Rosy Bindi (Pd) la «palma» del deputato più presente
alla Camera nei primi sette mesi della legislatura, dall'inizio fino al 13
novembre. Tuttavia lo «stakanov» dei voti a Montecitorio è Gaetano Nastri del
Pdl. Nello stesso periodo, il deputato più assente è stato Mirko Tremaglia del
Pdl. È quanto si evince dai dati pubblicati da ieri sul sito internet della
Camera (www.camera.it), registrati direttamente dal sistema di voto dell'Aula
di Montecitorio nel corso delle votazioni effettuate mediante procedimento
elettronico. Ai fini della partecipazione al voto, viene spiegato sul sito,
ogni deputato si intende presente se ha votato o se è in missione. I dati del
sistema di voto non evidenziano quando la mancata partecipazione alle votazioni
sia dovuta a malattie o altre cause giustificate. Scorrendo il tabulato, emerge
che, considerando sia le votazioni sia le missioni, la Bindi è stata presente
al 100 per cento, con 1.562 voti, pur avendo effettivamente votato 365 volte, visto
il suo incarico di vicepresidente della Camera. Nella classifica la Bindi è
seguita da un altro vicepresidente, Antonio Leone, del Pdl. Il primo deputato
«semplice» nella classifica è Gaetano Nastri, anche lui Pdl. Non è mai stato in
missione ed ha votato 1.559 volte: il 99,81%; dunque la «maglia rosa» spetta a
lui. Quanto agli assenti. Mirko Tremaglia invece ha votato solo 17 volte
(1,09%), mancando a 1.545 votazioni e non risultando mai in missione. In
classifica lo seguono Maria Grazia Siliquini (Pdl) con 114 votazioni e il
leader del Pd Walter Veltroni che ha votato soltanto 276 volte. Nessuno dei due
è mai stato messo in missione. Poco distante, il leader di Idv Antonio Di
Pietro: è al sesto posto con 409 votazioni (circa il 26%) e zero missioni. Quanto
alle missioni, il record spetta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi:
è stato considerato in missione per 1.544 voti (98,85%). In Aula, Berlusconi
fino ad ora ha votato una sola volta. Seguono i ministri Roberto Maroni
(1.529), La Russa (1.524) e Prestigiacomo (1.510). Il ministro che ha
partecipato a più votazioni? Elio Vito. Quello invece che ha votato di meno?
Ignazio La Russa. Questi il primo e l'ultimo della «classe» di Palazzo Chigi in
trasferta alla Camera. Trattandosi di ministri, però, non si deve sottovalutare
la partecipazione a missioni in Italia e all'estero. Ecco allora che la
graduatoria si capovolge e il primo della classe diventa il responsabile
dell'Interno Roberto Maroni, con il 99,49 per cento delle presenze tra aula e
missione, seguito da Ignazio La Russa (98,27 per cento) e, a stretto giro,
dalla collega delle Pari Opportunità Mara Carfagna (98,21 per cento) che pure
ha votato solo nel 2,88 per cento dei casi. A pari merito, nell'ultimo gradino
del podio, Giulio Tremonti e Stefania Prestigiacomo (97,44 per cento). Con il
97,31 per cento delle presenze c'è Raffaele Fitto che precede il Guardasigilli
Angelino Alfano (96,67 per cento) e Mariastella Gelmini (96,61 per cento). Ha
partecipato solo all'1,66 per cento delle votazioni in Aula ma realizza un
totale di 95,01 per cento di presenze grazie alle molte missioni il ministro
per le Riforme Umberto Bossi che precede Claudio Scajola (94,88 per cento),
Renato Brunetta (93,28 per cento), medaglia di bronzo per le votazioni
effettuate, e Franco Frattini (92,26 per cento).
( da "Sestopotere.com" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola
In Castello Estense
Consiglio provinciale straordinario dedicato al tema della scuola (19/11/2008
16:31) | (Sesto Potere) - Ferrara - 19 novembre 2008 - Un consiglio provinciale
straordinario dedicato interamente al tema scuola. E? quello che si è tenuto
stamattina in Castello Estense. L?introduzione dei lavori è stata effettuata
dall?assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia Angela Poltronieri.
Oltre a consiglieri ed assessori provinciali hanno preso parte alla seduta
anche l?assessore comunale a Cultura e Pubblica Istruzione Massimo Maisto, il
dirigente dell?Ufficio scolastico provinciale Vincenzo Viglione e Maria
Cristina Vendra, Cisl scuola. Assessore provinciale Angela Poltronieri: Il Consiglio
di oggi rappresenta un importante momento di confronto. E? già stato presentato
in Conferenza provinciale dell?istruzione, formazione e lavoro, il piano di
dimensionamento dell?offerta formativa che presto giungerà in consiglio. E?
stato realizzato sul tema un dibattito molto ampio: la proposta ha tenuto conto
di criteri qualitativi dell?offerta trattandosi di un percorso che porterà a
scelte che incideranno profondamente sull?assetto dei prossimi anni. Noi
parliamo di scuola italiana ma in realtà dovremmo parlare di scuola europea con
un?offerta formativa che tenga conto anche delle aspettative del mondo del
lavoro. Vorrei sottolineare l?importanza della partecipazione degli studenti,
delle famiglie e degli organismi di partecipazione. Assessore provinciale Paola
Ricci: La formazione professionale deve essere realizzata in continuità e/o in
integrazione con il sistema dell?istruzione. Abbiamo tante buone esperienze di
integrazione correlate al sistema scolastico. Siamo in attesa di conoscere le
decisioni del governo relative alla possibilità di assolvere l?obbligo
scolastico nell?ambito della formazione professionale. Nostro obiettivo è
rafforzare ulteriormente le esperienze di formazione che sono in corso.
Assessore comunale Massimo Maisto: Abbiamo avviato un ampio sistema di
concertazione. C?è ottima copertura di posti negli asili nido, in aumento coi
nuovi spazi di via del Salice. Ferrara ha una rete di mediazione linguistica di
buon livello che andrebbe rafforzata e potenziata. C?è bisogno di più scuola e
non meno scuola, sbagliano i governi quando non concertano con chi lavora sul
territorio. Vincenzo Viglione (Ufficio Scolastico provinciale): L?attenzione
sulla scuola è sempre alta. E? sempre stata un terreno di scontro e confronto
politico. La scuola ha bisogno di profondi e radicali cambiamenti ma spesso le
riforme stesse sono state solo sulla carta. La nostra scuola non si sa dove va
perché si succedono arabe fenici di riforme scolastiche. Occorre trovare luoghi
di condivisione: sulla scuola non ci voglio progetti confezionati ma va
incentivato il loro protagonismo culturale. Va salvata l?autonomia scolastica;
la scuola ha vissuto questi anni con indicazioni spesso contrapposte che hanno
disegnato modelli diversi. Maria Cristina Vendra (Cisl scuola): La scuola è
abituata a subire cambiamenti a seconda del colore del governo. Ci sono di
frequente avvii di riforme che poi non hanno seguito. Sulla
scuola primaria va la nostra più profonda contestazione al decreto Gelmini poiché si tratta di una parte di
istruzione di livello mondiale con maggiore qualità. Ci sono tagli in tutti i
settori, primaria media e superiore: tagli per unità di personale docenti, con
una riduzione del 20-25% per ogni provincia. Come potranno funzionare in
questa maniera le scuole? Noi non siamo contrari alle riforme per partito preso
ma vanno discusse e ci deve essere dibattito con il mondo della scuola. Si è
poi aperto il dibattito in consiglio sul tema. Tito Cuoghi (Ds-Sinistra
Democratica): Occorre tenere conto che la scuola rappresenta una parte
fondamentale della vita. Abbiamo i ricercatori meno pagati d?Europa e dobbiamo
chiederci il perché? L?obiettivo della Gelmini è
ridimensionare la scuola pubblica. Isabetta Gomedi (Pd): Il futuro dei nostri
giovani è a rischio. Ci sono tanti aspetti della riforma che noi non
condividiamo, in primis le incertezze per i precari. Il nostro obiettivo è
batterci per una buona scuola pubblica e di qualità. Stefano Gargioni (Gruppo
misto): Il quadro della scuola ferrarese ha punti di forza e debolezza.
Obiettivo della scuola deve essere fornire ai diretti interessati un valore
aggiunto. Quello della multi-etnicità è un fattore da affrontare ma le classi
di inserimento non sono una idea disprezzabile. Brunella Lugli (Verdi): Occorre
ragionare sui dati: gli investimenti in risorse umane e ricerca sono
bassissimi. Investire sulla scuola come enti locali è fondamentale. Occorre una
società che integra e che non dia vita a classi parallele. C?è non condivisione
con la legge Gelmini. Davide Verri (An- Pdl): Il
livello delle scuole italiane si è enormemente abbassato. C?è un quadro
desolante di un paese in cui pare non si riescano a fare le riforme. Occorre
una operazione che riporti la nostra scuola su termini di efficienza e
efficacia. Occorre darci delle priorità. Neda Barbieri (ApF): Si fatica a
portare avanti riforme del sistema educativo, vanno cancellate le tifoserie su
questo tema. La scuola è una priorità, le risorse sono in calo e quindi occorre
riordinare il sistema di spesa. Si deve aprire un confronto serio e la scuola è
un banco di prova. Catullo Nalin (Pdci): Il governo è abituato a lanciare spot
e lo fa anche sulla scuola. Non c?è da essere d?accordo sulle classi
differenziate. L?obiettivo deve essere l?integrazione e questa avviene con una
full-immersion e con la condivisione delle stesse dinamiche sociali. Ugo Taddeo
(FI-Pdl): Per la ricerca in questo paese si spende pochissimo. Noi vogliamo
delle scuole europee e dobbiamo fare camminare poi i ragazzi con le proprie
gambe. C?è uno sfascio che va avanti da anni. E vogliamo una università che
funzioni. Paolo Panizza (Pd): Ci sono due diverse visioni del mondo che si
confrontano. Nella riforma ci sono aspetti particolarmente controversi: il
tentativo di avere classi differenziate è tra gli aspetti che creano più
perplessità. La mia concezione è quella di una scuola pubblica che integra.
Rossano Scanavini (Udc…popolari liberali verso il Pdl): La scuola è una
problematica particolarmente complessa, chi tocca la scuola muore. Va messo al
centro dell?attenzione lo studio. Ritengo poi che i nostri docenti, i meno
pagati, vadano pagati di più. Giovanni Cavicchi (Lega Nord): La scuola è un
aspetto fondamentale e le regole generali riguardano tutti. Credo si debba
velocizzare il percorso verso autonomia e federalismo. C?è sempre la tendenza
di stravolgere ciò che si è fatto prima. Presidente Pier Giorgio Dall?Acqua:
Valutare il dimensionamento dell?intera provincia comporta la necessità di
realizzare scelte complicate. E? normale che un dibattito su questo tema ci
porti a riflettere anche della situazione nazionale: io do un giudizio negativo
sul provvedimento del governo, non perché non ci sia bisogno di riformare la
scuola, ma per il modo in cui si è partiti e si è operato. Io credo che sia
fondamentale in questo paese che su 2/3 temi come scuola, sanità, sicurezza,
non dico che ci debba essere una condivisione al 100%, ma modelli di
condivisione che non siano sottoposti continuamente a cambiamenti di strategie
e a ribaltamenti delle situazioni in essere. Un paese senza basi solide su
questi temi è in continua fibrillazione. Sull?autonomia scolastica occorre
anche essere chiari: c?è la necessità di avviare con tutti un tavolo di
discussione comune. Invece il governo elimina un confronto che deve essere necessario.