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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  17-19 novembre 2008      #TOP



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (178)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Riforma della scuola Dibattito fra genitori docenti e parlamentari ( da "Stampa, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: invitato i parlamentari per chiedere loro quali saranno gli effetti della legge Gelmini - aggiunge Ambrosino -. Si è creata confusione: il piano programmatico contenuto nella legge prevede interventi che alcuni esponenti politici escludono». Ad esempio, la soppressione delle scuole con meno di 50 alunni è indicata nelle pagine del provvedimento, ma è stata smentita da molti onorevoli.

SEGUE DALLA PRIMA il potente attaccante del Chelsea, Drogba, è risultato straordinariamente ... ( da "Trentino" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Avrebbe fatto impazzire il ministro Gelmini uno che prendeva solo due a scuola e che è stato bocciato sei volte tra elementari e medie. Ora si vanta di aver avuto 700 donne e ha confessato che a Madrid passava le notti in dolce compagnia, in albergo, con la complicità di un cameriere che poi gli forniva anche le brioches appena sfornate.

CAVEDAGO - PAGANELLA: 0 - 3 ( da "Trentino" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Pizzini (29'st D. Giovanelli), Giacometti, Fenolli, Uboldi, M. Giovanelli, F. Grassi (15'st Pellizzari), D. Fenolli, Ecca. Allenatore: Scalvini. CARISOLO: D. Lorenzi, Loranzi, M. Lorenzi, Albertini, Collini (29'st Loranzi), Valenti, Masè (20'st Ferrari), Terzi (35'st Bolandini), Gottardi, Brunelli,

Gli studenti tornano in piazza contro la riforma della Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma della Gelmini E' il giorno della manifestazione di piazza degli studenti trevigiani contro la riforma Gelmini. Sopo il sit-in di sabato sulle mura di Treviso, organizzato dal Duca degli Abruzzi con la partecipazione di altri istituti della città. Nel mirino degli studenti la legge Gelmini e il taglio di otto miliardi alla scuola previsti dalla Finanziaria Tremonti.

Gli studenti approvano l'autoriforma ( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli studenti approvano l'autoriforma L'Onda propone l'alternativa al provvedimento Gelmini sull'Università ROMA. Il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, è tornata ieri a difendere la sua doppia riforma, dell'università e della scuola, ribadendo comunque l'apertura al dialogo, mentre la mobilitazione sui due fronti non si ferma.

dalle foto di famiglia alle proposte osé la febbre di facebook contagia i politici - concetto vecchio ( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Al primo posto c´è il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini, con 8053 sostenitori. Veltroni segue a ruota: 7917 supporters. Tallonati da Umberto Bossi, che raggiunge quota 5.660 e da Renato Brunetta che vanta 5.129 estimatori e che si presenta così: «Attivo da sempre nelle battaglie riformiste.

liceo kennedy corteo di studenti "solidarietà agli indagati" - laura mari tea maisto ( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini continua ad arricchirsi di nuovi appuntamenti. Domani sera alla Sapienza si terrà la festa "Siamo in Onda", con Andrea Rivera, Daniele Silvestri e i Tête de Bois. «Il 28 novembre- hanno annunciato i leader del movimento dopo l´approvazione del manifesto dell´autoriforma- gli universitari scenderanno in piazza in tutte le città italiane e il 12 dicembre aderiremo allo sciopero

Z3, centrodestra attacca ancora<Abbiamo stanato Robbiano> ( da "Secolo XIX, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Robbiano alle gente parla solo di Obama e della Gelmini, noi delle "torte" della Z3, di Euronovi, del San Giorgio». Nel corso del dibattito pubblico sulla riqualificazione della Z3 che si è tenuto martedì scorso in biblioteca, il centrodestra ha cercato di spiegare, con l'ausilio anche di tecnici, le "malefatte" dell'amministrazione comunale che, a suo dire,

cara gelmini, se lei è il medico siamo spacciati - enrico parodi* ( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una caricatura Cara Gelmini, se lei è il medico siamo spacciati ENRICO PARODI* "Basta col sei politico!" sentenzia la Ministra Gelmini, illudendosi che la rivolta degli studenti e di tanti insegnanti sia in difesa del lassismo?Deve essere consolante figurarsi l´avversario come si vorrebbe che fosse!

Gazebo "azzurri" nelle città per spiegare il decreto Gelmini ( da "Secolo XIX, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gazebo "azzurri" nelle città per spiegare il decreto Gelmini iniziativa dei giovani di forza italia «Nei cortei si parla di scelte dannose su scuola e Università. Allora noi racconteremo quel che accade davvero» 17/11/2008

schifani: riforma della giustizia urgente - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: «Nessuno può sostenere che non fosse finalmente il momento di operare con decisione. E credo che non ci si stia muovendo in una direzione sbagliata». Come il ministro Gelmini, il giorno precedente, si era pronunciata contro la «cultura del 18 politico», Schifani rafforza la tesi dei tagli selettivi dicendo «basta al falso egualitarismo tra università e studenti»

"ecco la nostra ricetta per eliminare i baroni" - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: vogliamo cambiare, per certi versi siamo di sinistra "Ecco la nostra ricetta per eliminare i baroni" Tra le richieste il superamento del "Sistema 3+2". Il 28 nuova giornata di agitazione prima dello sciopero del 12 dicembre MARIO REGGIO ROMA - Abolire le due fasce di docenza, associati e ordinari,

L'Onda guarda all'Europa E chiede l'abolizione del 3+2 ( da "Unita, L'" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'Onda guarda all'Europa E chiede l'abolizione del 3+2 L'Onda di tutti gli Atenei d'Italia ha approvato alla Sapienza a suon d'applausi il manifesto dell'autoriforma: governance degli studenti e agenda politica. Un documento work in progress, che la Gelmini non avrà. MARISTELLA IERVASI ROMA miervasi@unita.it

scuola, il giorno del maxi-consiglio ( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex decreto Gelmini) e decreto legge 133: riforma dell'ordinamento scolastico". «E' una iniziativa condivisa da tutte le forze politiche presenti nei due Consigli», sottolinea il sindaco nel suo blog segnalando che l'occasiopne di discussione è «importante per far confrontare la città su quanto sta avvenendo nel mondo della scuola»:

forza italia e la legge gelmini stasera convegno in biblioteca ( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 1 - Cecina Forza Italia e la legge Gelmini Stasera convegno in biblioteca CECINA. Il gruppo regionale di Forza Italia-PdL ha organizzato per stasera alle 21, nella sala della biblioteca comunale di via Corsini, un convegno dal tema "Scuola e Università: come stanno veramente le cose".

sfregiata la chiesa di s. paolo a ripa d'arno ( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ora più che mai dopo la riforma Gelmini, deve porre rimedio». Quindi, il consigliere comunale aggiunge: «Come spiegare alla stolta mano che ha vergato il marmo della facciata che il suo gesto è un "sacrilegio" all'arte di questa città, alla sua storia, al lavoro e alla passione di quei costruttori che ben dieci secoli fa costruirono la Chiesa e di tutti coloro che l'

fiaccolata contro la riforma gelmini ( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 1 - Prato Fiaccolata contro la riforma Gelmini Gli studenti e gli insegnanti: «E' giusto continuare la protesta» PRATO. Tanti bambini e tanti genitori hanno risposto all'appello di Uil e Cgil per partecipare, nei giorni scorsi, a una fiaccolata di protesta nel centro storico della città per dire no alla riforma Gelmini.

il contropiano anti-gelmini per l'università ( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini per l'Università ROMA. Il ministro Gelmini è tornata ieri a difendere la sua doppia riforma, università e scuola, ribadendo comunque l'apertura al dialogo, mentre la mobilitazione non si ferma. «Siamo determinati ad assumerci le nostre responsabilità e ad andare avanti in un'apertura di dialogo con l'opposizione -

Brera, bilancio fantasma e sculture devastate Accademia nella bufera. C'è il commissario ( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età), ma il ministro Gelmini potrebbe accontentarlo con il parere favorevole dell'Avvocatura dello Stato. Un direttore che diventa commissario di se stesso per mantenere la carica: è un bel colpo. De Filippi governa l'Accademia da vent'anni, nel bene e nel male. Anche la moglie e i figli insegnano lì.

NÉ SESSANTOTTO NÉ VENTINOVE ( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: studentesche contro i decreti Gelmini. La coreografia ricorda giocoforza l'evento-padre di tutte le contestazioni, il Sessantotto, e l'analogia in questo caso è facile, quasi una sinecura. Spinge al raffronto anche l'angoscia che attanaglia la sinistra: teme di restar vittima di un lungo ciclo di vittorie del centrodestra ed è quindi naturalmente portata a puntare sullo spariglio,

Gelmini: <E' un Governo progressista> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 8 Gelmini: «E? un Governo progressista» GLI STUDENTI PRESENTANO LE LORO PROPOSTE ? ROMA ? SEMAFORO rosso al numero chiuso e alle diverse classi di docenza, superamento del sistema 3+2, eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria e accesso facilitato a diversi servizi culturali e di welfare.

Gelmini: <Noi di sinistra per certi versi> ( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: data: 2008-11-17 num: - pag: 9 categoria: BREVI Gelmini: «Noi di sinistra per certi versi» L'intervento «Io l'ho detto, questo è un governo che crede nel cambiamento ed è, per certi versi, un governo di sinistra». Così ha parlato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, durante un convegno di FI a Rezzato (Brescia).

Giancarla Rondinelli g.rondinelli@iltempo.it ... ( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cosa ne pensa della riforma Gelmini, soprattutto sotto la voce "Ricerca"? «Penso che dobbiamo cambiare. Bisogna smettere di lamentarsi e dare la possibilità di ottimizzare le risorse. Sicuramente l'approccio è quello giusto e il ministro Gelmini è una persona entusiasta e con una grande voglia di fare.

Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità ... ( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità ... Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità del dialogo con il centrosinistra sulla riforma della scuola e dell'università e alla possibilità di spiegare quante falsità siano state dette sui decreti.

Il federalismo deve essere solidale ( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il federalismo deve essere solidale» Renato Schifani difende la riforma dell'università del ministro Gelmini, ma avverte che il federalismo deve essere responsabile e solidale. Così il presidente del Senato ha concluso ieri l'assemblea dei Circoli del buon governo. «Essere premiati in quanto studenti meritevoli — ha detto Schifani —

Gli studenti: basta crediti e numero chiuso ( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è incredibile come la sinistra sia riuscita a ribaltare la realtà di quanto contenuto nel decreto Gelmini e nelle altre nostre proposte per l'università». La Gelmini, dal canto suo, a margine di un convegno di Forza Italia a Rezzato, nel bresciano, ha parlato del governo Berlusconi come di un «esecutivo del cambiamento, per certi versi quasi di sinistra».

Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino ... ( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino ... Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino romano, foss'anche un insegnante di schola pubblica, veniva offeso o menomato nei suoi diritti, in qualsiasi parte del globo civilizzato, l'Urbe inviava immediatamente la flotta e l'esercito.

Cinque proposte alternative ( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: come avviene adesso Trasporti e cinema con biglietto gratis Gli studenti propongono: ingresso gratuito per cinema, musei, trasporti vari e mense Stop a numero chiuso e obbligo di frequenza 4 Gli universitari anti-Gelmini invocano l'abolizione di numero chiuso e frequenza obbligatoria Eliminare il 3 + 2 e i crediti formativi 5 Vorrebbero l'abolizione del 3 + 2 e dei crediti formativi

Difendo la riforma, pronta a discutere ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: orgogliosa del mio decreto e aperta al cambiamento, no all'egualitarismo del 18 «Difendo la riforma, pronta a discutere» MONTECATINI TERME (PISTOIA) Mariastella Gelmini rivendica con «orgoglio» il decreto legge sulla scuola ma apre al confronto con il Pd e tuttal'opposizione, per studiare ulteriori migliorie al provvedimento.

Progetto da 360mila euro contro la fuga dei cervelli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università Mariastella Gelmini affinché riveda la sua posizione sul finanziamento ai ricercatori Under 40 previsto nelle ultime due Finanziarie e ancor non confermato per il futuro. Marino ha ricordato che il il bando Under 40 si avvale di un finanziamento di 42 milioni di euro dal Miur e 32 milioni di euro dal ministero della Salute.

Il debito sommerso dei ministeri ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della scuola E Mariastella Gelmini? Per il primo ministro chiamato alla prova della piazza per i tagli sulla scuola e l'Università il 2008 si chiude con un "buco" di circa 300 milioni. Per mandare avanti le scuole (oneri indifferibili) sarebbero stati necessari 880 milioni, nel 2008, mentre la disponibilità era di 309 milioni.

PRESIDENTE LEONE ( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: plaudo al provvedimento del ministro Gelmini sui criteri per la nomina dei membri delle commissioni per concorsi universitari. Ricordo l'esperienza personalmente vissuta nel 1980, allorquando vigevano i criteri opportunamente reintrodotti: nel concorso di Diritto Tributario furono vincitori sedici candidati tutti di ottimo livello fra i quali il professor Giulio Tremonti.

Il nodo-concorsi riapre il cantiere della riforma ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: i commissari Gianni Trovati Saranno i senatori i primi a dover esaminare il Dl 180 con cui il ministro Mariastella Gelmini ha affrontato i nodi più urgenti nella gestione dell'università. E a Palazzo Madama il lavoro non mancherà, e non sarà limitato alla sola querelle sulla composizione delle commissioni a sorteggio per i concorsi che tanto sta appassionando il mondo accademico.

Posizioni diverse sul futuro ( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: degli impegni assunti dal ministro Gelmini nell'incontro sulle tematiche relative all'Università e alla Ricerca» si legge in una nota. Anche altri sindacati, tra cui la Cisl Università e la Fir Cisl, hanno fatto un passo indietro rispetto allo sciopero. Le mosse future del sindacato di via Po, sono riassunte dal segretario generale provinciale della Cisl Scuola Alessandro De Santis:

Cercano la piazza non le idee ( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Potranno non piacere le proposte della Gelmini, ma la scelta non è stata quella di avanzare suggerimenti o ipotesi alternative. è stata quella di cavalcare la protesta. Così anche per l'Università dove le questioni aperte sono tante e talvolta contraddittorie. E che dire dell'Alitalia?

Dalle foto di famiglia alle proposte osé la febbre di Facebook contagia i politici ( da "Repubblica.it" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Al primo posto c'è il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, con 8053 sostenitori. Veltroni segue a ruota: 7917 supporters. Tallonati da Umberto Bossi, che raggiunge quota 5.660 e da Renato Brunetta che vanta 5.129 estimatori e che si presenta così: "Attivo da sempre nelle battaglie riformiste.

Matteoli: "Scatola nera per tutti ed esame per riavere i punti persi" ( da "Stampaweb, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un lavoro serio di educazione stradale nelle scuole è già stato introdotto con la legge Gelmini che ripristina l?educazione civica obbligatoria. Ma c?è una cosa che nessun governo può fare perché è responsabilità delle famiglie: far capire ai ragazzi che l?auto è uno strumento prezioso e utilissimo, ma che non può essere manovrato con leggerezza.

Il nonno barone rifiuta il congedo ( da "Stampaweb, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Malgrado i tagli imposti dal decreto Gelmini. A dispetto dell'intero consiglio di amministrazione universitario. Dal tribunale regionale ha ottenuto, il 31 ottobre, una sospensiva del provvedimento. Per il giudizio di merito, invece, dovrà attendere ancora quarantott'ore. Col fiato sospeso, insieme a lui, anche gli ottanta professori, tra ordinari,

Guerra a colpi di Facebook tra i politici italiani ( da "Stampaweb, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: fa il pieno di consensi Maria Stella Gelmini: il ministro dell?Istruzione, in questi giorni al centro di infuocate polemiche del mondo della scuola e dell?università per la riforma del sistema scolastico, conta 8.053 sostenitori. Sempre utilizzando lo stesso criterio di ricerca, si incontra il segretario del Pd Walter Veltroni, con 7.

Gelmini: "Sì al confronto ma basta bugie" ( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa La riforma dell'università Gelmini: "Sì al confronto ma basta bugie" Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità del dialogo con il centrosinistra sulla riforma della scuola e dell'università e alla possibilità di spiegare quante falsità siano state dette sui decreti.

Sbaglia la DandiniIl politico non ha un curriculum ( da "Sicilia, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che i Ministri Gelmini Carfagna e la boopide Meloni certo non hanno) ha pateticamente riesumato il cadavere curriculum, pestifero e mortale solo per chi ce l'ha. Nell'itala Patria di Dante, del Dolce Stil Novo, di Verga e Pirandello, il curriculum è un talebano, un pericoloso terrorista nell'«oclos» sovraffollato dei senzacurriculo.

Chiesta anche l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria ( da "Sicilia, La" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, è tornata a difendere la sua doppia riforma, dell'università e della scuola, ribadendo comunque l'apertura al dialogo, mentre la Cisl ha annunciato nuove azioni di lotta sulla scuola. «Siamo determinati ad assumerci le nostre responsabilità e ad andare avanti in un'apertura di dialogo con l'opposizione - ha detto il ministro a Rezzato (

Decreto Gelmini: "Chiariamoci le idee" ( da "Varesenews" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un incontro in via Mylius giovedì 20 novembre alle 21 organizzato dal Pd cittadino Decreto Gelmini: "Chiariamoci le idee" ?Chiariamoci le idee?. È questo il titolo dell?incontro promosso dal circolo cittadino del Partito Democratico di Besnate per giovedì 20 novembre alle 21 nella sala civica di via Mylius. Il tema è la riforma della scuola e il decreto Gelmini.

Dagli animali domestici un importante contributo all'economia italiana ( da "Sestopotere.com" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roma - 17 novembre 2008 - Facendo seguito alle dichiarazioni di Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca, la Protezione Animali sottolinea l?importanza di programmare adeguati percorsi formativi, idonei non solo a preparare figure professionali altamente specializzate, profili spendibili all?

La riforma della scuola in consiglio provinciale di Forlì-Cesena, dibattito infuocato ( da "Sestopotere.com" del 17-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche il sostegno pieno alla proposta della raccolta firme per un referendum abrogativo della legge che porta il nome del ministro Gelmini . In realtà i due testi sono inconciliabili! E gli emendamenti saranno trasformati in ordine del giorno alternativo. Ne è scaturito un dibattito vivace e a più voci. Il capogruppo del Pri Giovanni Lucchi ricorda che non sono assimilabili le due ?

"Contestare è un diritto ma gli alunni non vanno strumentalizzati" ( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL PDL E PROTESTA CONTRO LA GELMINI "Contestare è un diritto ma gli alunni non vanno strumentalizzati" Conferenza stampa ieri di Azione Universitaria, An e Fi. Il motivo: un volantino distribuito ai bambini della scuola elementare di Ponderano nell'ambito delle manifestazioni di protesta contro la riforma-Gelmini nel quale gli insegnanti,

Consiglio aperto su scuola e riforma ( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il consiglio è stato chiesto dall'opposizione, contraria alla riforma Gelmini, con l'appoggio di 800 firme raccolte dal Comitato genitori, sostenuto anche da insegnanti e studenti. Maurizio Marello della minoranza: «Il giudizio sulla riforma o meglio sui tagli alla scuola è molto negativo. Chiediamo al Comune di attivarsi affinché sia emendata.

"No alla scuola che discrimina e alle università privatizzate" ( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e ancora una volta scuole private rifornite economicamente dallo stato dissanguando la scuola pubblica; siamo contrari inoltre allo smantellamento della ricerca universitaria, che si riverserà a sviluppare altri paesi. Dobbiamo ribadire che la cultura non è un bene superfluo, bensì la principale risorsa di crescita di un paese,

"Giustizia parallela" Zanetta tra i firmatari dell'emendamento ( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: difendere le scuole di montagna dai tagli della collega Gelmini e a tener sotto controllo l'operato del sindaco domese, Michele Marinello, e la sua maggioranza un po' irrequieta? Zanetta e colleghi hanno di fatto rilanciato la «corsia parallela alle cause civili». Con i giudicanti che ricevono compensi che si aggirano tra l'1 e il 3 per cento del reale valore della controversia.

Lezione en plein air dell'Istituto d'Arte ( da "Stampa, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PROTESTA CONTRO LA GELMINI Lezione en plein air dell'Istituto d'Arte «Vogliamo una scuola per tutti». Lezione all'aperto, ieri, in piazza Chanoux, da parte dell'Istituto d'Arte di Aosta, per protesta contro il decreto legge Gelmini. Gli allievi della classe 2° A, coordinati dalla professoressa Roberta Pascariol, hanno tenuto un corso di discipline pittoriche.

Sociologia, c'era l'accordo ( da "Trentino" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il giorno dopo le accuse lanciate dal Comitato No Gelmini di Trento nei confronti del preside di Sociologia Davide La Valle (reo di aver approfittato della loro assenza per far rimuovere i simboli della mobilitazione dalla facoltà di piazza Venezia), arriva la risposta del diretto interessato.

Forzisti all'assemblea sulla Gelmini, scoppia il finimondo ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, scoppia il finimondo Tensioni all'istituto «Veronese», il sindaco Puppato chiede spiegazioni al preside «Le truppe organizzate non devono entrare a scuola» MONTEBELLUNA. Tensione negli ambienti scolastici e politici dopo l'assemblea d'istituto degli studenti del «Veronese» tenuta sabato scorso al cinema Italia che ha visto una folta presenza di esponenti di Forza Italia

<PARLERòDI SCUOLAE RIFORME> L'Onda è arrivataanche in Riviera ( da "Secolo XIX, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Onda è arrivataanche in Riviera IL DOCENTE LA PROTESTA DEGLI STUDENTI CONTRO LA LEGGE GELMINI Lezione in piazza a Chiavari, autogestione all'Itis Natta di Sestri nCHIAVARI. Federico Pastore insegna storia della filosofia alla facoltà di Scienze dell'educazione presso l'Università di Genova. Lo fa da 35 anni ed è un docente del corso di laurea di esperto in processi formativi.

pd e ivd uniti sull'università oggi consiglio ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Italia dei valori in questi giorni di mobilitazione contro la legge Gelmini hanno trovato unità di intenti nel definire dei punti in cui inquadrare una riforma delle università. «Qualità e merito al centro di tutto- dichiara Giancarlo Faenzi, segretario Pd -. Diritto allo studio per tutti, più borse di studio, alloggi universitari a prezzi accettabili;

punti di primo soccorso sono da monitorare ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: desideriamo riportare una riflessione emersa durante uno dei più lucidi interventi del pubblico - ci scuserà l'oratore per il furto del "copyright". Per un maestro su tre che viene tolto (legge Gelmini), a Castelfiorentino è stata fatta una gran fiaccolata, mentre per la chiusura di un pronto soccorso su uno non è stato acceso neanche un fiammifero».

noi, i partiti e i problemi della scuola ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: opinioni riguardo la riforma Gelmini, ci tiene a smentire tale affermazione. Questa è una falsità dovuta, secondo noi, a una mancata informazione o comunicazione tra i vari partiti della maggioranza, poiché anche il nostro liceo ha dato modo a questi di esporsi in un dibattito, aperto a studenti, docenti e genitori, tenutosi il giorno 24 ottobre 2008 durante il periodo di autogestione.

la riforma va in consiglio ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: COMUNE La riforma va in consiglio Oggi pomeriggio una parte del consiglio comunale aperto (dedicato ai problemi del tribunale di Pontedera), tratterà anche la questione della scuola. Il sindaco, la giunta e i consiglieri incontreranno i rappresentanti dei genitori e degli studenti delle scuole di Pontedera per discutere delle conseguenze della riforma voluta dal ministro Gelmini.

Scuola, solo la "De Amicis" rischia la chiusura per la Gelmini Pdl, dal traffico alla sanitàidee per stilare il programma ( da "Secolo XIX, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rischia la chiusura per la Gelmini Pdl, dal traffico alla sanitàidee per stilare il programma novi ligure novi ligure Novi Ligure. L'istituto "De Amicis" di Fresonara è l'unico a rischio. In base alla riforma scolastica voluta dal ministro Mariastella Gelmini, infatti, i plessi con meno di 50 alunni debbono essere chiusi ed accorpati.

Show di Sabina Guzzanti per gli universitari contro la riforma ( da "Secolo XIX, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con cui il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini stanzia 500 milioni per le università virtuose e 135 milioni per le borse di studio, e modifica le regole dei concorsi; confermando però i tagli - 1,5 miliardi per il 2010 - decisi con la Finanziaria. Spettacolo a parte, l''Onda studentesca si avvia verso una settimana di agitazioni.

pdl: in toscana più scuole per l'infanzia ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla Legge Gelmini, alcuni insegnanti e un rappresentante del collettivo studentesco "Tre passi avanti". «In queste settimane - ha detto Leopoldo Provenzali, consigliere regionale Fi-Pdl - in alcune scuole toscane sono accaduti fatti gravi dal punto di vista della correttezza istituzionale che hanno interessato anche la provincia di Livorno.

in strada i banchi di scuola - luca signorini ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: insuccesso della manifestazione di sabato mattina con il ministro Gelmini presente al "Circolo del Buongoverno", gli studenti della scuola pesciatina sono tornati in classe desiderosi di riprendere le iniziative di protesta contro i tagli all'istruzione. Per stamani intorno alle 9 è prevista la riunione del comitato studentesco.

continua l'occupazione ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: movimento studentesco che ha protestato contro la legge 133 e il decreto Gelmini. Una numerosa rappresentanza di studenti pisani ha partecipato alla manifestazione del 14 a Roma cui è seguita un'assemblea alla Sapienza di Roma. «In quell'occasione - spiega Andrea, uno degli occupanti di Palazzo Matteucci - abbiamo discusso di tre tavoli: didattica, welfare associato al reddito e,

nel maxi-consiglio vincono i fischi ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: era Gelmini, a quell'ora assomigliava più alla sbraitante curva di uno stadio. Urla e fischi a decibel altissimi, cori di "buu". Gli studenti ce l'hanno con i consiglieri: all'indirizzo di quelli del Pdl volano cori («Fascisti! Fascisti!»). I rappresentanti delle opposte fazioni si beccano tra loro facendo un chiasso indiavolato.

dibattito. nel chiostro parole e urla: il dialogo è fallito ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini dei due responsabili provinciali degli Studenti per la Libertà a Pisa: Jonathan Alvino Genua (Alternativa Studentesca e consigliere comunale a S. Maria a Monte) e Luca Cuccu (leader dei giovani forzisti in Valdera e consigliere comunale a Crespina) azzardano anche un «invito al confronto con gli altri studenti».

con il cerino sul fuoco ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: opinioni opposte sulle leggi Gelmini ma tutti d'accordo nel far delle due assemblee elettive della città il luogo di una discussione allargata a chi vive nel mondo della scuola. Va detto che domenica pomeriggio alle 16,18, dopo il rigore di Kakà e prima del gol di Baptista, Forza Italia convoca tramite e-mail una conferenza stampa per l'indomani mattina in contemporanea con il maxi-

perché avete dato la parola a estranei? ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Coordinamento studentesco, promotore della contestazione anti-Gelmini, non risparmia le critiche alla gestione del maxi-consiglio. Gli studenti del fronte anti-Gelmini segnalano che mentre a queste persone «venivano concessi interventi, a noi è stata negata ogni replica, ogni richiesta, ogni comunicazione.

forza italia: la sinistra strumentalizza i ragazzi ( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per difendere a spada tratta la riforma Gelmini: a margine dell'iniziativa di Comune e Provincia, gli esponenti del partito del presidente del Consiglio convocano la stampa per ribadire la propria posizione sul tema della riforma dell'ordinamento scolastico. Assieme ai consiglieri provinciali Stefano Lami e Maurizio Zingoni e quelli comunali Maurizio Lampredi e Giuseppe Argentieri,

picasso e munch la protesta anti gelmini con i quadri in piazza - intravaia a pagina vi ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina I - Palermo Gli studenti dei licei artistici Picasso e Munch la protesta anti Gelmini con i quadri in piazza INTRAVAIA A PAGINA VI SEGUE A PAGINA VI

picasso e munch, la protesta anti-gelmini è arte - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini è arte SALVO INTRAVAIA Guernica di Picasso e L´Urlo di Munch, due opere d´arte?simbolo contro i soprusi esposte in piazza per protestare contro la riforma Gelmini. Ieri mattina studenti e professori dei licei artistici e dell´istituto d´arte di Palermo hanno manifestato contro i provvedimenti del governo che «tagliando le ore delle discipline di indirizzo,

Nel 1400 i primi sbarchi degli esuli dall'Albania ( da "Unita, L'" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: battaglia delle Regioni contro la ministra Gelmini ha segnato un punto a favore alquanto importante il 6 novembre scorso. In un decreto che nulla centrava con la scuola (si parlava di riorganizzazione sanitaria) si prevedeva l'accorpamento delle scuole sotto i 50 studenti e il commissariamento delle Regioni che non avessero presentato entro novembre il piano di riorganizzazione.

La grande corsa a sinistra Rimane qualcuno a destra? ( da "Riformista, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: via a Gelmini, Bondi e da ultimo a Brunetta: tutti «di sinistra» e impegnati in riforme di sinistra. E un dubbio sorge: è il mondo che è cambiato o in Italia ci si vergogna a stare dall'altra parte? di Stefano Cappellini Dunque, ricapitolando l'aggiornamento sull'album di famiglia: due giorni fa, nel mentre è impegnato a smascherare la militanza a sinistra dei fannulloni italiani,

l'onda rallenta, liberata lettere - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Poi gli studenti anti Gelmini avevano decidere di proseguire in questa forma di lotta per partecipare, sabato e domenica, all´assemblea che si è tenuta alla Sapienza e che ha prodotto, col lavoro dei movimenti di tutta Italia, una serie di documenti. «L´occupazione - si legge nel documento consegnato al rettore Guido Trombetti - dovrà tradursi in qualcosa d´

'Vogliamo cultura, non spazzatura' La protesta degli studenti contro la riforma ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scolastica varata dal governo mediante la legge Gelmini. Tra cori, fischi, sfottò ed incitamenti, poco più di un centinaio di ragazzi e ragazze hanno percorso tranquillamente tutto corso Mazzini, da piazzale Pancrazi fino a piazza del Popolo, discretamente scortati dalla Polizia. Non è avvenuto alcun incidente di sorta, e tutto si è svolto pacificamente fino in piazza del Popolo.

<Scuola, un secolo e mezzo di riforme> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Oggi il decreto Gelmini sta suscitando non poche polemiche. Ecco in sintesi i punti contestati: ritorno al maestro unico e al grembiulino; voti espressi in decimi, voto in condotta. Non sappiamo ancora se questo decreto porterà dei benefici al mondo della scuola.

<Un secondo papà per gli alunni> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che cosa ne pensa del decreto sulla scuola del ministro Gelmini? «Ogni nuova riforma cerca di migliorare qualcosa ma non vi nascondo che in questo momento sono un po? deluso». Alessia Giordani Beatrice Sghedoni Elena Ferrari Luana Dos Santos III

E' STATA una protesta spontanea quella che ieri ha visto un grupp... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riunirsi davanti al piazzale della stazione ferroviaria per discutere insieme del decreto Gelmini. Gli studenti universitari di Ascoli si sono riuniti ed hanno sfilato lungo le vie della città, attraversando viale Indipendenza, Corso Vittorio Emanuele, piazza Arringo fino a raggiungere la sede del provveditorato agli studi, in via Dino Angelini dove hanno fatto sentire la loro voce.

Protesta degli studenti in strada contro la riforma Gelmini ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: strada contro la riforma Gelmini di EMANUELA ASTOLFI CHE fine ha fatto, o meglio, che fine farà la pratica che dovrebbe portare Ascoli ad ottenere il riconoscimento di città parimonio dell?Unesco? Lo chiederanno oggi pomeriggio alle 18 alla libreria Rinascita i rappresentanti locali di Italia Nostra, in un incontro pubblico al quale è prevista la partecipazioen del sindaco Celani,

Gli studenti torneranno sotto i portici con lavagne, cattedre e sedie <Questa vol... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: VETRINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO pag. 21 Gli studenti torneranno sotto i portici con lavagne, cattedre e sedie «Questa vol... Gli studenti torneranno sotto i portici con lavagne, cattedre e sedie «Questa volta però non puntiamo il dito sulla Gelmini»

<Lezioni all'aperto, ma non per protesta> E se ne parla a primavera ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma questa volta non in segno di protesta contro la Gelmini». Così Marta Bonasoni, la studentessa dell?Archimede di Persiceto, che nei giorni scorsi aveva organizzato, assieme ad altri studenti, alcune ore di lezione in piazza del Popolo. Lo scopo dell?iniziativa era quello di protestare, in un modo davvero inconsueto, contro la riforma scolastica.

ATTIVAZIONE dei contratti di quartiere, missione Delaware e 'piani di battag... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nei confronti della Legge Gelmini. Sono questi i punti salienti che hanno caratterizzato il recente consiglio comunale presieduto dal sindaco D?Erasmo che, in apertura, ha ricordato due cittadini scomparsi negli ultimi giorni: l?ex dipendente comunale Quirino De Angelis e la signora Maria Vespasiani, moglie dell?

<Le aule? Una suburra Ora gestione unitaria di museo e istruzione> ( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo dirò il 26 novembre alla Gelmini: apra un dialogo nel settore dell'arte e dia un mandato fiduciario a un consulente, che potrei essere io...». E una volta nominato il consulente? «Si lavori in pool alla valorizzazione unitaria di Pinacoteca e Accademia. Con un concerto d'istituzioni e privati che "adottino" i luoghi di cultura.

sesso e costituzione king in autogestione con l'ok dei docenti ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: spiegano gli studenti - ma se le cose scorreranno come immaginiamo abbiamo tutta l´intenzione di proseguire a oltranza». Anche al liceo classico Mazzini, giovedì, partirà l´autogestione anti-Gelmini che proseguirà fino a sabato, quando è atteso, per un incontro con gli studenti, il vicepresidente della Regione, Massimiliano Costa.

La protesta della scuola entra a Palazzo dei Capitani ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha portato la riforma Gelmini anche al centro del dibattito istituzionale locale, alla presenza di una folta rappresentanza di studenti ed insegnanti. E così, quasi volontariamente, i consiglieri comunali hanno lasciato il primo piano, i riflettori, agli interventi accorati degli insegnanti e di qualche studente.

AL LETTORE Giampaolo De Maria di Forlì e ad altri che la pensano come lui, voglio dire ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Leggano la bozza Gelmini. Si tratta solo di eliminare insegnanti e fare una riforma di cassa. Cosa ne sarà di quegli insegnanti precari che da anni ricevono incarichi dal Provveditorato? Disoccupati. Sono più che convinta che questa mia opinione corrisponda alla realtà.

LA FINE DI UN SOLISTA ( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: movimento contro le riforme volute dal ministro Gelmini, che pure hanno riscosso un favore tutt'altro che limitato al centro destra, alla crescente tentazione dell'antiberlusconismo duro e puro presentato di nuovo come argine necessario contro il «regime», alla gestione della questione della Commissione di vigilanza sulla Rai, infine alla presentazione di una candidatura unitaria (

Sindaci in trincea per le piccole scuole ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dpr 233 del 1998 fatto proprio dalla legge Gelmini), che ha fissato i parametri per avere l'autonomia tra i 500 e 900 alunni e in deroga per le aree montane e le piccole isole la presenza fino a 300 alunni. Un incontro interlocutorio che arriva dopo una serie di conferenze di servizio, servito a far emergere una visione comune ben definita.

Gli scontri di piazza Navona Assolto lo studente di destra ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nei cortei contro il decreto Gelmini. Lo ha deciso il giudice monocratico Valerio De Gioia, accogliendo le richieste del pubblico ministero e del difensore dell?imputato. Il processo si è tenuto con il rito abbreviato. Lo stesso giudice ha anche stralciato la posizione di un altro imputato, quella dello studente di sinistra Yassir Goretz,

Scuole, in Gallura non cambia nulla ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione I tagli del decreto Gelmini non riguarderanno la Gallura. È quanto emerso da un incontro svoltosi ieri al tecnico Attilio Deffenu. La scuola gallurese non subirà tagli. Gli oltre 20 mila studenti che la frequentano possono stare tranquilli. È quanto è emerso nella conferenza provinciale di ieri all'istituto tecnico Deffenu.

scuola, gli studenti si dividono - gaia rau ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mobilitazione contro la legge 133 e la riforma Gelmini in poi. E che segna una frattura tra chi vuole continuare sulla strada di una protesta pacifica e chi invece cerca di alzare i toni dello scontro. Gli studenti della Rete, ala più radicale del movimento, hanno aperto il corteo, partito alle 10 da piazza San Marco, con lo striscione "Per una scuola autogestita autorganizzazione,

di ANDREA SPINELLI MILANO A VOLTE PURE ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dalla parte degli studenti («la riforma Gelmini farà anche progredire la scuola come si dice, ma il taglio dei finanziamenti all?istruzione è grave») Lorenzo si entusiasma soprattutto parlando di America. «L?elezione di Obama è un 11 settembre al contrario; è la sconfitta del cinismo.

festa della toscana si parte con gli alinari - mara amorevoli ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prevede interventi dei ministri Mariastella Gelmini (27 novembre), Mara Carfagna e Maurizio Sacconi (24 novembre), per concludersi il 30 novembre, data che celebra l´abolizione della pena di morte in Toscana decisa il 30 novembre 1786 dal Granducato. La festa decolla a Prato, uno dei principali distretti produttivi toscani, con la rievocazione storica di 1.

LEZIONI di chimica e di pittura in piazza Maggiore, distribuzione di torte ai pas... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: performance anti Gelmini organizzata dagli studenti delle superiori, dall?alberghiero Scappi all?Itis Belluzzi, che hanno trasferito le loro classi en plein air, mostrando alla città «ciò che la riforma Gelmini vuole distruggere». E SE gli under 18 sperimentano le lezioni in piazza, nelle scuole materne, elementari e medie fervono i preparativi per sabato prossimo,

Jovanotti, Obama e un mondo senza cinismo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Entrando nel merito della riforma Gelmini, «mia figlia Teresa è alle elementari e ci sono cose su cui non sono d'accordo come il ritorno al maestro unico. E poi la scuola dev'essere al centro della politica di un paese, un valore da difendere, forse ci sono passi fondamentali da fare ma», riflette, «è un errore tagliare i fondi».

Bondi: contro Bassanini logiche tribali ( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: opposizione sottolineano sempre di più la necessità delle riforme e invocano un atteggiamento non pregiudiziale alle proposte Gelmini. Convergenze anche sul lavoro e sulla Pubblica Amministrazione, nonostante la posizione rigida della Cgil. Perfino sulla giustizia l'esigenza di riforme indilazionabili si fa strada». Sulla commissione di Vigilanza Rai si va nel senso opposto.

Tagli, tutto parte dal Tesoro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: potuto realizzare il ministro Gelmini nei giorni passati. E la proposta di tagli lineari deriva dal fatto che gli uffici del Tesoro non conoscono e non monitorizzano le singole spese delle singole amministrazioni. Non controllano le spese degli enti decentrati e delle Regioni ( l'unico controllo sistematico che esiste riguarda la spesa sanitaria e fu introdotto da chi scrive nel 2001,

A giudizio sei dirigenti Thyssen ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini". E se Claudio Fava, segretario nazionale di Sinistra democratica, afferma che di fronte alla serie infinita di morti sul lavoro «l'unica nota di speranza viene dalle aule del tribunale di Torino», Gianni Pagliarini (responsabile Lavoro del Pdci) aggiunge che il rinvio a giudizio «sgombra il campo dalle grottesche teorie diffuse dalla dirigenza aziendale subito dopo la tragedia

FRANCAVILLA D'ETE LA RIFORMA Gelmini, i risch... ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA RIFORMA Gelmini, i risch... ? FRANCAVILLA D?ETE ? LA RIFORMA Gelmini, i rischi dell?uso di alcool e droghe, ma anche l?operato dell?Amministrazione sono i temi discussi nel Consiglio comunale aperto, svoltosi venerdì a Francavilla d?Ete. Su richiesta dell?

<Il ministro Gelmini? Fa il funerale alla scuola> ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 5 «Il ministro Gelmini? Fa il funerale alla scuola» Slogan e sit-in contro la riforma e i tagli di MILENA MONTEFIORI SE IL DECRETO Gelmini è diventato legge, loro, gli studenti degli istituti superiori forlivesi, non mollano e anche ieri mattina sono scesi in strada a far sentire la loro voce.

<Vogliono la nostra arte> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tremonti-Gelmini? va a farsi benedire ? conclude Dini ?. A discapito delle sedi tradizionali, dove la cultura si respira: di certo, Urbino non può avere una vocazione balneare. Questo ?trasferimento universitario? a Pesaro metterà in pericolo anche l?

PARLA di una 'strumentalizzazione' da ... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in segno di protesta contro il decreto Gelmini. «Ogni decisione del collegio docenti passa dalla direzione scolastica ? dice Teodori ? Ne prendo atto, ma per quanto mi riguarda non cambia molto. C?è stata una fuga in avanti, una strumentalizzazione da parte di alcuni professori che hanno fatto quest?

i tagli al bilancio, spese ridotte all'osso garuccio: "è difficile ma ce la faremo" ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: previsti dal decreto Gelmini non sono ancora operativi. Ma all´università di Bari già stanno pensando come risparmiare: «Sicuramente bisognerà fare dei sacrifici» spiega il prorettore, Augusto Garuccio. I tecnici dell´Ateneo stanno infatti lavorando al bilancio, che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre: oggi, all´insediamento dei nuovi membri del consiglio di amministrazione,

atenei, stop ai concorsi per 118 prof - giuliano foschini ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: stop ai concorsi per 118 prof Decreto della Gelmini: da rivedere i criteri di formazione delle commissioni Al ministero assicurano che non c´è un blocco e che si tratta solo di uno slittamento sino al prossimo gennaio GIULIANO FOSCHINI Nei corridoi delle università pugliesi la chiamavano «la grande infornata»: centodiciotto posti da professore tra ordinari,

Studenti di nuovo in piazza contro la Gelmini ( da "Tempo, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Studenti di nuovo in piazza contro la Gelmini Liceali e universitari nuovamente in piazza ieri a Latina. Muniti di megafoni e striscioni, si sono voluti idealmente unire ai tanti coetanei che nelle stesse ore animavano le strade di altre cento città italiane in occasione della Quinta Giornata di mobilitazione studentesca lanciata il 20 settembre scorso dal social forum europeo di Malmo,

Assemblea anti Gelmini ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 4 Assemblea anti Gelmini ALLA «ALIGHIERI» DOMANI alle 21, nell?aula magna della scuola Dante Alighieri (in via Gattoni, quartiere Soria), si svolgerà un?assemblea degli aderenti al «Comitato spontaneo genitori e insegnanti di Pesaro a difesa della scuola pubblica» (formatosi il 21 ottobre, conta 400 aderenti) allargata a tutti gli interessati.

FORTI di circa 200 iscritti e in vista del congresso che si celebrerà nel co... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sui temi della sicurezza e il sì alla riforma Gelmini, siamo già impegnati». Per comodità organizzativa, Segantin potrà contare su referenti non solo nei vari comuni, ma anche a livello di macro-aree: nell?alto polesine Marco Faggio e Marco Galletti; nel medio polesine Riccardo Spolaore e Alessandro De Angelis;

arriva tremonti, cattolica blindata - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Al liceo classico Berchet saranno organizzati gruppi di lavoro per capire quanto gli studenti davvero sappiano del decreto Gelmini. Al Tito Livio, altro classico, in questi giorni si svolgono i corsi di recupero al ginnasio, ma non per il triennio. «I soldi non bastano», spiegano i professori. SEGUE A PAGINA

La politica tra desistenti, incapaci, peones e signor no ( da "Tempo, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini si è goduta la sua rivincita. Ha difeso il proprio lavoro e ha rilanciato: «No all'ideologia del 6 politico», accolta da studenti che sbandieravano cartelli inequivocabili: «Loro okkupano, noi studiamo», e «Gelmini caccia i baroni». Tutto questo mentre gli altri studenti, alla Sapienza si sono riuniti per elaborare un'

casale in storia e musica nelle rivolte studentesche - anna tonelli ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Niente di più semplificatorio, come dimostrerà lo stesso Casale che, raccontando gli anni ?60 nel mondo, farà capire come quella stagione ben poco ha a che fare con le rivolte odierne. «Guai a noi a pensare di poter ripetere il '68», ammonisce lo stesso Capanna che pur si è prestato in questi giorni a rievocare i tempi andati.

PROSEGUONO le iniziative indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la protesta ha visto... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la protesta ha visto... PROSEGUONO le iniziative indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la protesta ha visto protagonisti gli studenti universitari del ?polo? ravennate, che hanno percorso in corteo le strade del centro cittadino, inalberando cartelli e striscioni e gridando slogan contro i tagli previsti per l?

jovanotti si schiera "obama, un evento e io ho scritto un rap" - luigi bolognini milano ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Magari qualche parte della riforma Gelmini è buona, ma il difetto è di fondo: si tagliano risorse a un settore che invece ne meriterebbe di più». Lorenzo parla alla presentazione della versione deluxe del suo disco Safari, che ora esce con 4 brani dal vivo più un dvd sul suo ultimo tour girato da Marco Ponti: «Ho venduto mezzo milione di copie,

le aziende in guerra con facebook "dipendenti distratti, lo oscuriamo" - vittorio zambardino ( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l´accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa,

In 400 sfilano contro il decreto Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini L'Onda studentesca prosegue la battaglia: striscioni e slogan trasversali Fra slogan e striscioni politici, è sfilato ieri il corteo «anti-Gelmini» per le vie della città. Quattrocento studenti scesi in piazza per ribadire che l'Onda non si è fermata, nonostante la riforma sia diventata legge e la protesta dei movimenti studenteschi sembri ormai essersi placata.

Doppio gioco di Tremonti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini inizi a tagliare gli insegnanti di religione Ho letto con interesse la lettera della professoressa Francesca Meneghetti sulla scuola e in particolare sugli sprechi perpretati dal ministero dell'Istruzione. Si è tuttavia dimenticata di denunciare quello che è forse il maggiore spreco ed ingiustizia: l'aver equiparato nello stipendio e nello stato giuridico gli insegnanti di

Scuola, nessun taglio e tempo pieno garantito in Lombardia ( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Abbiamo condiviso con il ministro Gelmini - ha detto Formigoni - la necessità di un intervento razionalizzatore, che comunque potrà riguardare la Lombardia solo in misura molto esigua, e che è stato a buon conto rinviato all'anno prossimo". Sono infatti percentualmente pochissime, poco più dell'1% le situazioni di strutture sottodimensionate,

Scuola e manifestazioni degli studenti, Cgil treviso: non servono accanimenti giudiziari ( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostegno alla mobilitazione di studenti e famiglie contro la riforma Gelmini, che prenderà forma in quelli che sono stati battezzati "pomeriggi e serate bianche", discussione sulla scuola nella scuola. "Sulla questione delle manifestazioni non autorizzate, ha detto Barbiero, invitiamo il questore a non dare corso a nessun tipo di azione nei confronti dei ragazzi e quindi delle famiglie.

La borghesia diviene protagonista della pittura ( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il giudizio è al condizionale e la verifica è necessaria (la ministra Gelmini). Da estetologo stavo subito per commentare: finalmente! Finalmente puoi camminare in città senza essere disturbato esteticamente. Infatti, tutte le donne si sono sentite legittimate a indossare la minigonna, senza un minimo di autocritica estetica.

Studenti in piazzacon tele e colori ( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola Studenti in piazza con tele e colori Singolare protesta contro la riforma Gelmini ieri mattina di licei ed istituti d'arte e. cannone 38 michele guccione La disperazione monta di ora in ora. Si avvicina la data del passaggio da Alitalia a Cai e i 210 dipendenti di Alitalia Airport presso l'aeroporto di Punta Raisi ancora non sanno nulla sul loro futuro.

<Consiglio Ap contro la Gelmini>Giornata della mobilitazione studentesca. ( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Consiglio Ap contro la Gelmini»Giornata della mobilitazione studentesca. «Chiediamo il riconoscimento del diritto allo studio» Anche gli studenti di Caltanissetta hanno celebrato ieri la ?Giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio?; stavolta non si è trattato di una manifestazione come quella dello scorso 30 ottobre,

Gli studenti ieri in corteocontro la riforma Gelmini ( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riesi Gli studenti ieri in corteo contro la riforma Gelmini Mussomeli. Omelia di don Incardona sui raccomandati Domenica scorsa festa della Madonna della Provvidenza, celebrata nella chiesa Madre ed organizzata dall'apposito comitato, presieduto da Giuseppe Greco con la collaborazione dell'Arciconfraternita.

Tele e pennelli contro la Gelmini ( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini È stata davvero una protesta a regola d'arte quella organizzata ieri mattina a Palermo in piazza Ruggero Settimo e piazza Verdi di fronte il teatro Massimo, e in contemporanea con altre città italiane. L'iniziativa «Didattica ad arte - in piazza il 17 novembre vi diamo una lezione» è stata ancora una volta l'occasione per gli studenti degli istituti artistici cittadini di

A rischio adesso l'Osservatorio astrofisico<Pronti a tutti i sacrifici, ma non a chiudere> ( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto, ieri, il decreto Gelmini sull'Università ha iniziato il suo iter in Commissione Pubblica Istruzione del Senato. «Ci sono tematiche molto forti e importanti nel documento approvato dall'assemblea della Sapienza, ora si tratta di divulgarlo e di tradurlo sul piano pratico».

Noto, entro l'anno pronta la Fondazionecon nuova sede e accordi internazionali ( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in pieno effetto Gelmini, rilancia. Il sindaco di Noto, Corrado Valvo, da tempo aveva accelerato su un progetto ambizioso. Ed essendo Valvo determinato e coinvolgente, la strada che aveva scelto sta sboccando là dove il sindaco voleva. «Avremo presto, spero entro l'anno, una Fondazione per i nostri corsi di studio - ha confermato nei giorni scorsi -

Fannulloni, Facebook dà 'ragione' a Brunetta ( da "RomagnaOggi.it" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di certo c'è che i 'fannulloni' se la sono anche cercata, visti i gruppi di cui molti di loro fanno parte su Facebook: in "Cazzeggio su facebook al lavoro" hanno aderito 4700 persone, nulla in confronto ai 200mila che fanno parte del gruppo "Anti-Gelmini" o ai 50mila di "Silvio, se hai i capelli è per merito della ricerca".

Aziende in guerra con Facebook "Distrae, meglio oscurarlo" ( da "Repubblica.it" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l'accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa,

Scuola, artisti pro-Onda vs Rivera: col Blocco nessun dialogo ( da "Velino.it, Il" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostegno della mobilitazione degli universitari contro la riforma Gelmini. L?unico a mostrarsi comprensivo nei suoi confronti è Dario Vergassola. “Una mano la tenderei anch?io, la paura però è di ricevere una manganellata – esordisce ironicamente il comico –. Ma al di là delle facili battute penso che sarebbe una follia lasciar fuori qualcuno dal movimento studentesco&

Il Consiglio comunale di Modena chiede strumenti e dotazioni per la dislessia ( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)
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Abstract: viene usato questo odg strumentalmente per attaccare la minoranza sul decreto Gelmini. Non è previsto alcun taglio per ciò che riguarda gli insegnanti che si occupano di situazioni problematiche, di insegnanti di sostegno per disabili. Rimane l'appoggio all'odg: siamo di fronte a patologie, non a qualcosa che può essere affrontato da un maestro che ha conoscenze limitate in merito".

Berlusconi incontra la Merkel: "collaborazione con Lufthansa". E gioca a nascondino ( da "RomagnaOggi.it" del 18-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno protestato contro la riforma Gelmini. La maggior parte dei manifestanti sono studenti universitari della Scuola interpreti di Trieste. Gli universitari hanno precisato che la manifestazione e' nata spontaneamente, data la presenza a Trieste del premier Berlusconi. Nessun aiuto al settore auto.

Il rigore di Tremonti non risparmia cellulari e riscaldamento ( da "Velino.it, Il" del 18-11-2008)
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Abstract: Maria Stella Gelmini. Renato Brunetta. Il governo Berlusconi ha fatto della riduzione degli sprechi nella Pa e del taglio delle spese improduttive uno dei punti più qualificanti della sua azione politica. Una severa operazione di contenimento delle spese che parte proprio dai ministeri.

Famiglia Cristiana: pacchetto sicurezza e' 'indegno' ( da "Voce d'Italia, La" del 18-11-2008)
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Abstract: Politica Articoli correlati: *Scuola: anche Famiglia Cristiana contro la Gemini *Famiglia Cristiana attacca la Lega: no alle classi-ghetto *Fiducia Gelmini: le reazioni dei protagonisti Guarda tutti i correlati

Bufera sull'assemblea degli studenti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-11-2008)
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Abstract: In discussione la riforma Gelmini. Prof e dirigente scolastico contro gli organizzatori Bufera sull'assemblea degli studenti Il preside attacca: strumentalizzata. «Liberamente» replica: basta censure MONTEBELLUNA. Bufera sull'assemblea degli studenti del «Veronese» svoltasi sabato mattina e sul ruolo rivestito dall'associazione «Liberamente» in quell'

La Gelmini va contro famiglie e comuni ( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: «La Gelmini va contro famiglie e comuni» Puppato: gli enti locali non possono «coprire» il tempo pieno «Mi auguro che dalla riforma Gelmini arrivino risposte in merito alla copertura del tempo pieno pomeridiano nelle scuole. Se così non fosse, i comuni non ce la farebbero a coprire questo servizio».

Assemblea a Sociologia: In piazza il 12 dicembre ( da "Trentino" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: organizzate manifestazioni contro il decreto Gelmini. Gli studenti di Trento stanno pensando a una serie di iniziative in città. Il 12 dicembre il No Gelmini si unirà allo sciopero generale convocato da Cobas, Cud e Sdl, scendendo in piazza. Oggi il Laboratorio Permanente di Giurisprudenza propone una non stop di lezioni, discussioni e incontri nel foyer della facoltà dalle 8 alle 20.

tremila posti di lavoro ma nessuno si presenta - salvatore butera ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini la Sicilia ha fatto la sua parte. I cortei si continuano e la protesta appare civile e contenuta rispetto ad alcuni episodi di violenza verificatisi nelle grandi città. Qui da noi questi cortei giovanili (lo si può dire con tranquillità) sono apparsi scevri da strumentalizzazioni politiche e addirittura venati di una sorta di avversione alla politica qualunque essa sia,

tempo pieno e maestro unico forza italia esamina la riforma ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini quali il mantenimento del tempo pieno, l'introduzione del maestro prevalente, l'introduzione del voto in condotta, del voto in decimi, dell'educazione alla cittadinanza, un calmiere al costo dei libri di testo, ma anche la volontà da parte di FI-PdL di mettere da parte le posizioni politicamente pregiudiziali della sinistra più radicale e aprire momenti di dialogo con gli

dopo sei mesi ancora non decolla ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a mettersi di traverso c'è anche la stretta prevista dalla riforma del ministro Gelmini che intende tagliare soprattutto sulle sedi universitarie decentrate. Un'incognita in più, dunque, su quando e come la struttura inaugurata in tutta fretta non appena furono terminati gli interventi edili, potrà svolgere appieno le sue funzioni.

"I tagli sono segno di ostilità" ( da "Stampa, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: vercellese ai provvedimenti del ministro Gelmini. I docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università del Piemonte Orientale, a partire dal preside Giacomo Ferrari, hanno da subito abbracciato la volontà degli studenti di portare in piazza le proprie ragioni: «Gli interventi annunciati dal Governo - afferma lo stesso Barbero - sono stati percepiti da tutto il mondo dell'

All'incontro sulla scuola il centrodestra non partecipa ( da "Stampa, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI All'incontro sulla scuola il centrodestra non partecipa [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Doveva essere un dialogo tra gli oppositori della riforma Gelmini e i promotori della stessa legge, ma i parlamentari di centrodestra che hanno votato il provvedimento non si sono presentati: così l'altra sera al teatro Toselli le domande preparate da insegnanti e genitori sono rimaste senza

ex indire verso la paralisi 98 precari rischiano il posto ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini non sapeva nemmeno che cos´è l´ex Indire (oggi Istituto nazionale per lo sviluppo dell´autonomia scolastica), raccontano i sindacati, eppure a questo ente di ricerca ministeriale a cui fanno riferimento migliaia di insegnanti, studenti e personale non docente per i corsi di formazione e per il recupero dei debiti in tutta Italia.

solo in cento al pontormo ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la riforma Gelmini è la prima che ha un respiro ampio ed è impostata su tre anni invece che su uno. Ciò permetterà di correggere le storture all'interno del mondo scolastico». Il consiglio poi ha approvato un ordine del giorno presentato dalla maggioranza, sottoscritto anche da Comunisti italiani, che impegna la giunta ad opporsi al decreto Gelmini in tutte le sedi,

bari, 6 nuovi ricercatori medici universitari, stop ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un freno potrebbe però essere posto dal decreto Gelmini che impone alle università di non assumere più qualora il fondo statale venga impiegato per più del 90 per cento per pagare gli stipendi del personale. Oggi l´ateneo barese danza attorno a quella linea, «ma siamo sicuri che nel bilancio che chiuderemo il 31 dicembre - assicurano i tecnici - non sforeremo quella cifra»

ricerca e servizi, università in bolletta - lello parise ( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: i tagli imposti dal ministro Maria Stella Gelmini. Per ogni ateneo si aggirano attorno al 10 per cento. Laforgia, ingegnere, fa presto a fare due più due: «Il 90 per cento dei fondi è per gli stipendi, ma se l´altro 10 per cento ce lo giochiamo per un atteggiamento governativo folle, non ci resta che intervenire sulle imposte a carico di chi studia».

Mambo È di Zalone il nuovo inno del Pd ( da "Riformista, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Onda su onda", troppo anti-Gelmini. "I tuoi capricci" di Neil Sedaka troppo dalemiano. Con "La donna cannone" si offende Fioroni. "Compagno sì, compagno no, compagno un caz?" di Ricky Gianco già la canticchia ogni mattina Dario Franceschini. "Mi vendo" la vogliono dedicare a Riccardo Villari.

La Woodstock dell' Onda riempie di note la Sapienza ( da "Unita, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: presentatore e factotum della serata di musica e spettacoli organizzata dagli studenti anti-Gelmini. La festa stasera è tutta per loro: «È un'Onda meravigliosa, potentissima e seducente - legge una studentessa - vogliamo immaginare un altro futuro in questa Italia dove è bloccato l'accesso al sapere, un Paese a democrazia bloccata».

Liceo Righi, no delle famiglie al patto sul 5 in condotta ( da "Unita, L'" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: applicazione delle nuove regole stabilite dalla riforma Gelmini, che ha reintrodotto il voto in condotta, che fa media in pagella. Nel documento inviato alle famiglie è specificato che il «patto di corresponsabilità educativa» non ha valore e carattere giuridico di contratto: «Si stipula tra scuola, studente e famiglia - si legge - per sottolineare la necessità di una collaborazione,

<Il tempo studio per i ragazzi non si misura a cottimo> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LE AZIONI di protesta che si sono sviluppate nella scuola contro il decreto del ministro Gelmini, hanno fatto alzare la voce ai rappresentanti delle categorie sindacali. All?istituto Majorana, di San Lazzaro di Savena, a parlare è un docente di tecnica pratica meccanica, nonché esponente del sindacato Gilda. Si chiama Massimo Ballardini.

<La scuola è in crisi, difendiamo la riforma Gelmini> ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 11 «La scuola è in crisi, difendiamo la riforma Gelmini» L?INTERVENTO DEL RESPONSABILE GIOVANI DI FORZA ITALIA CARO CARLINO, la scuola italiana è in crisi. C?è bisogno di reintrodurre il merito, rivalutare l?importanza del rispetto e della conoscenza delle regole, di rinnovare i contenuti.

pd diviso: strigliata da pistoia che ora chiede un nome nuovo ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sempre intenzionata a muoversi contro la legge Gelmini. BORGO NEL CUORE Torneo di Burraco BORGO A BUGGIANO. C'è tempo fino al 20 novembre per aderire alla nuova iniziativa dell'associazione "Borgo nel cuore". Si tratta del torneo di burraco in programma sabato 22, a partire dalle 17, alla polisala Gambrinus di Borgo a Buggiano.

Sulle paritarie l'effetto-Gelmini ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Le scuole cattoliche e laiche si attrezzano per le pre-iscrizioni di gennaio è presto per capire se le preiscrizioni di gennaio faranno effettivamente registrare un'inversione di tendenza per le scuole private del Nord-Ovest, ma le prime indicazioni che provengono dal territorio sembrano andare nella direzione di un aumento degli alunni.

Tutteleclassisemprealcompleto ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a seguito della riforma Gelmini, arriveranno ulteriori richieste di iscrizione». Il successo del "Denza", istituto situato nell'incantevole cornice della collina di Posillipo che dagli anni Quaranta abbraccia scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado, oltre ai licei classico e scientifico, sta in una formula ormai collaudata,

Inprogrammamusicaedanza ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La speranza dello staff che gestisce il liceo calabrese è che la riforma Gelmini valorizzi ulteriormente le strutture parificate. «Se il ministro - dice ancora la Campagna intende, come dichiara, premiare le esperienze eccellenti mettendole in grado di competere con le scuole pubbliche, ben venga la sua riforma dell'istruzione.

La scuola pubblica punti sulla qualità ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il disegno del ministro Gelmini punta ad un riequilibrio tra l'offerta di istruzione pubblica e quella privata? Per la scuola di infanzia e primaria gli istituti paritari sono destinati a guadagnare quote sempre più ampie di mercato, per la scuola secondaria invece resterà la leadership dell'istruzione pubblica, ancora oggi punto d'arrivo dei migliori docenti »

Nelle aule delle paritarie 250mila alunni del Sud ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mentre il ministro Mariastella Gelmini prova a "pluralizzare" il sistema scolastico, equiparando a tutti gli effetti l'offerta della scuola pubblica a quella della paritaria, nelle regioni del Sud crescono le iscrizioni agli istituti privati. Una tendenza che sembra non riguardare le scuole Fidae, federazione che rappresenta gran parte delle primarie e secondarie cattoliche paritarie,

Le paritarie ritrovano l'appeal ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: appeal Dopo anni di stasi le polemiche sulla riforma Gelmini spingono le pre-iscrizioni Laura Siviero La polemica sulla scuola statale sembra andare a beneficio delle paritarie nel NordOvest. I fatti di cronaca e le con-trastanti informazioni sul decreto Gelmini hanno insinuato nelle famiglie timori sulle garanzie del tempo scuola, sul maestro unico e sulla continuità didattica.

Anche una <Battaglia dei cuscini> contro la Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la Gelmini Cuscini al posto dei bastoni. Villa Gordiani anziché piazza Navona. Una battaglia pacifica invece degli scontri. Va in scena la protesta delle scuole del VII municipio: un corteo che termina con un pillow fight, finto combattimento a suon di cuscinate, per esorcizzare le spaccature tra studenti nei giorni in cui il decreto Gelmini era in discussione al Senato.

I liceali di sinistra lasciano il forum con la Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cattolica I liceali di sinistra lasciano il forum con la Gelmini ROMA — La Rete degli studenti medi e l'Unione degli studenti hanno abbandonato il Forum delle Associazioni studentesche convocato ieri dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini per discutere i punti della sua riforma. In particolare, le due associazioni di sinistra hanno rifiutato di affrontare i temi dell'

<Mini-Woodstock> alla Sapienza Rivera: sì ai ragazzi di destra ( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università La Sapienza il movimento anti-Gelmini ha celebrato la sua mini- Woodstock, aperta e chiusa da un Andrea Rivera — organizzatore del concerto insieme al movimento — dal piglio tutto politico. Inizio con un'ora e mezzo di ritardo sulla scaletta, aperta da Simone Cristicchi con indosso una maschera da tigre: «E' l'uomo tigre,

Ragazzi e musica ( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-19 num: - pag: 15 categoria: BREVI Ragazzi e musica La folla di ragazzi al concerto organizzato dal movimento anti-Gelmini alla Sapienza

Riforma Gelmini oggi al Portone ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SENIGALLIA pag. 19 Riforma Gelmini oggi al Portone L?AGE organizza per stasera alle 21 al teatro Portone un incontro su ?La riforma Gelmini. Una nuova pedagogia o soltanto economia??.

Tanto sport nelle scuole, alloro per il Comune e l'assessore Diegoli ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sottolinea Diegoli -, proseguisse senza soluzione di continuità nonostante i tagli e l?indebolimento che la riforma Gelmini rischia di produrre. Togliere professionalità, ore e occasioni di promozione dello sport scolastico è un passo indietro e non un investimento sui nostri ragazzi».

VOLONTARI di Forza Italia-Pdl questa mattina saranno al mercato cittadino (lato v... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a promuovere la campagna verità sulla riforma Gelmini. Sarà disponibile materiale illustrativo dedicato agli interventi del Governo Berlusconi in materia scolastica. Sullo stesso tema Forza Italia-Pdl ha organizzato un?iniziativa per domani alle 20.30 nella sala Forum, della 2ª Circoscrizione dal titolo ?

la cogestione sbarca alle elementari - marta quilici ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, in questo caso saranno i genitori, che hanno deciso di organizzare, per sabato 29, una serie di incontri pomeridiani in molte scuole della provincia. Si tratta di feste, momenti di riflessione e incontri che si terranno contemporaneamente in una decina di scuole elementari dell'infanzia pistoiesi per sensibilizzare genitori e insegnanti sul tema della riforma della scuola

la mobilitazione continua ogni settimana 4 ore di dibattiti ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non ha mai smesso di protestare contro la riforma Gelmini e la legge 133: per due giorni alla settimana, infatti, ormai da circa quindici giorni, alle ultime due ore, gli studenti sono in cogestione. E l'iniziativa andrà avanti anche la prossima settimana. Dalle 11.30 alle 13.30, venerdì e sabato, i ragazzi, insieme ai professori, assisteranno e organizzeranno incontri e dibattiti.

L'Onda dribbla le provocazioni e qualcosa ottiene ( da "Secolo XIX, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di denunciare una delle ferite più gravi apportate dalla Gelmini alla scuola, la decurtazione del tempo pieno soprattutto nel Sud dove è quasi inesistente. Cosa più importante ancora: dentro una naturale divaricazione che è inutile cancellare con la demagogia, c'è stata una sostanziale alleanza con i docenti su un punto, la continuazione delle lezioni, del lavoro e dello studio.

meno classi e tempo pieno così cambierà la scuola ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: grande rivoluzione nel pianeta scuola per effetto del decreto Gelmini, con posti soppressi e cambiamenti radicali. Questo l'annuncio dato nel corso della conferenza presieduta dall'assessora alla pubblica istruzione Ida Nicolini, presenti le dirigenti scolastiche Lida Sacconi dell'istituto Gereschi e Sonia Pieraccioni dell'istituto Niccolini.

cogestione alle elementari ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la legge Gelmini. Si parte sabato pomeriggio quando in una decina di scuole dell'infanzia saranno organizzati incontri, feste e momenti di riflessione sul tema della riforma della scuola e per discutere insieme della legge Gelmini e della legge 133. L'idea è nata dal Coordinamento dei genitori, sorto da qualche settimana ma che ha già contatti in quasi tutti i circoli didattici.

un comitato di genitori e insegnanti a sostegno della scuola ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: organizzate in città contro la riforma Gelmini, hanno lanciato la proposta. L'idea è quella di creare un gruppo di lavoro stabile e una rete tra scuole che possa diventare un futuro punto di riferimento almeno a livello locale. «Qui a Montemurlo abbiamo un gruppo a sostegno della genitorialità - spiega la signora Gianna Salvatici - spesso ci riuniamo per confrontarci su molte questioni»

tre milioni di restauri, ma ora ci piove dentro - alessandra bernardeschi ( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la stretta prevista dalla riforma Gelmini che intende tagliare soprattutto sulle sedi universitarie decentrate. Ma non solo; la villa che si affaccia a picco sul mare sembra presentare anche alcuni problemi strutturali visto che le violenti piogge delle scorse settimane non hanno risparmiato il seminterrato che si affaccia sul giardino retrostante.

La politica processa i corsi universitari ( da "Stampa, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a razionalizzare anticipando la stessa riforma Gelmini. Per questo ha chiesto al Senato di esaminare corsi e attività e di offrire allo stesso Consiglio un'indicazione accademica precisa entro il 31 gennaio. Tutto ciò valutando il numero di studenti secondo il criterio del buon governo». Rollandin taglia corto: «C'è già un'interpellanza su questo punto (di Roberto Louvin,

Riforma della scuola: città solidale con gli insegnanti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini è approdata anche in consiglio comunale a Sorso. Su proposta del consigliere di maggioranza, l'insegnante Daniela Demurtas, si è tenuto nei giorni scorsi presso l'aula consiliare un consiglio comunale aperto agli interventi esterni. L'aula consiliare ha visto l'intervento di semplici cittadini ma anche dei dirigenti scolastici di Sorso Andreina Desole e Maria Paola Curreli,

Prigionieri di Facebook ( da "Stampaweb, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini conta oltre 8 mila sostenitori, più di Walter Veltroni. Da quando il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, per diffondere il Vangelo fra nuovi adepti ha aperto il suo «profilo», ha già 5 mila «amici». Si possono creare applicazioni aggiuntive: Don Paolo Padrini segnala di averne creata una,

UNIVERSITà, GELMINI INCONTRA CUN ( da "WindPress.it" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ha incontrato oggi il Consiglio Universitario Nazionale per esporre le linee guida sull?Università presentate dal governo e il decreto recentemente approvato. Il ministro e il CUN hanno inoltre discusso a lungo su come riorganizzare i corsi di laurea in maniera più efficace e per rispondere alle richieste del mondo del lavoro.

I carabinieri <smontano> l'Onda naccio ( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: intervento dei militari su richiesta dei dirigenti scolastici Cresce la protesta del mondo della scuola contro il decreto Gelmini con gli studenti che occupano le scuole. Ma i carabinieri ieri mattina hanno smontato le barricate. I militari dell'Arma hanno infatti fatto sgomberare l'istituto tecnico Galileo Galilei ed i due licei, il Foscolo e l'Antonino Sciascia, occupati dagli studenti.

P. Armerina<accoglie>S. Andread'Avellino ( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Avellino Il movimento di protesta contro i provvedimenti del ministro Gelmini, in materia di politiche scolastiche, investe anche la provincia ennese. Lavoratori della scuola, studenti, genitori, hanno sfilato per le vie di Enna per manifestare il loro dissenso e la forte preoccupazione per il futuro che si prospetta della scuola pubblica statale Il decreto legge n.

<Scuola di qualità per tutti>Corteo a Enna. ( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Studenti e insegnanti bocciano la Gelmini. I sindacati: «Tagli indiscriminati» Centuripe. Una festività di Natale alla grande, programmata dall'associazione New Sfera di Centuripe, diretta da tre vulcanici giovani, Giuseppe Russo, Delfio Caruso e Rosalia Russo, che sorprendono continuamente per le molte e lodevoli iniziative intraprese,

In vistail tagliodi 1.000corsi ( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un taglio consistente che non viene dal ministro Gelmini, ma da una razionalizzazione a cui sta lavorando il Consiglio universitario nazionale (Cun) che ieri ha presentato proprio questi dati a viale Trastevere. Il ministro ha ricevuto il Cun per esporre le linee guida sull'Università presentate dal governo e il decreto recentemente approvato.

stima nazionale del cun ( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I rettori siciliani battono sul tempo la riforma universitaria di Mariastella Gelmini, ancora in cantiere. Con l'istituzione di una Commissione regionale per la rimodulazione dell'offerta formativa, si elimineranno duplicazioni di corsi e i quattro Atenei dell'Isola faranno sistema agendo, in particolare all'estero, di fatto come un'unica grande Università.

Suora vuol fare testamento biologico ( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e Mariastella Gelmini (96,61 per cento). Ha partecipato solo all'1,66 per cento delle votazioni in Aula ma realizza un totale di 95,01 per cento di presenze grazie alle molte missioni il ministro per le Riforme Umberto Bossi che precede Claudio Scajola (94,88 per cento), Renato Brunetta (93,28 per cento), medaglia di bronzo per le votazioni effettuate,

In Castello Estense Consiglio provinciale straordinario dedicato al tema della scuola ( da "Sestopotere.com" del 19-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sulla scuola primaria va la nostra più profonda contestazione al decreto Gelmini poiché si tratta di una parte di istruzione di livello mondiale con maggiore qualità. Ci sono tagli in tutti i settori, primaria media e superiore: tagli per unità di personale docenti, con una riduzione del 20-25% per ogni provincia.


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Riforma della scuola Dibattito fra genitori docenti e parlamentari (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

STASERA. AL TEATRO TOSELLI Riforma della scuola Dibattito fra genitori docenti e parlamentari [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO «Non vogliamo accusare nessuno, ma capire cosa succederà alle nostre scuole». Erio Ambrosino, assessore comunale all'Istruzione, presenta così l'incontro in programma stasera, alle 21, al teatro Toselli dove sono attesi i parlamentari cuneesi. La serata è organizzata da un gruppo di amministratori locali di Cuneo, Boves, Fossano, Savigliano, Saluzzo, Valdieri, Villanova Mondovì e della Valle Stura. «Abbiamo invitato i parlamentari per chiedere loro quali saranno gli effetti della legge Gelmini - aggiunge Ambrosino -. Si è creata confusione: il piano programmatico contenuto nella legge prevede interventi che alcuni esponenti politici escludono». Ad esempio, la soppressione delle scuole con meno di 50 alunni è indicata nelle pagine del provvedimento, ma è stata smentita da molti onorevoli. Hanno già confermato la partecipazione al dibattito Giuseppe Menardi (Pdl), Massimo Fiorio (Pd), Teresio Delfino (Udc) e Patrizia Bugnano (Idv). Attesi anche Michelino Davico (Lega), Enrico Costa (Pdl) e Mauro Marino (Pd). Gli assessori all'Istruzione cuneesi rivolgeranno domande sugli effetti reali della riforma. Poi toccherà al pubblico. Ci saranno i rappresentanti sindacali (che continuano le riunioni informative negli istituti), i sindaci dei paesi che temono di perdere la scuola, insegnanti e genitori. Alberto Collidà, del comitato spontaneo di Cuneo per la difesa della scuola pubblica: «Il nuovo sistema riduce non solo il tempo scuola, ma la qualità dell'offerta formativa destinata ai nostri figli». Emanuela Belloni, componente del comitato genitori cuneese: «Non è cambiata l'intenzione di affidare le Elementari al maestro unico e di ridurre il numero di ore per alcune discipline fondamentali alle Medie, come l'italiano. Il numero di chi aderisce al nostro comitato aumenta di giorno in giorno». Gli incontri si svolgono ogni lunedì sera (per informazioni comgenitoricuneo-subscribe@multiwire.net). Oggi, a Bra, il Coordinamento per la qualità dell'Istruzione, la Rete degli studenti medi e l'Unione degli universitari propone dalle 15 alle 18,30 un concerto all'Ala della Rocca in corso Garibaldi, con interventi degli studenti sulla riforma.

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SEGUE DALLA PRIMA il potente attaccante del Chelsea, Drogba, è risultato straordinariamente ... (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

SEGUE DALLA PRIMA il potente attaccante del Chelsea, Drogba, è risultato straordinariamente ... SEGUE DALLA PRIMA il potente attaccante del Chelsea, Drogba, è risultato straordinariamente simpatico quando, fatto bersaglio dal lancio di monetine in campo, ha pensato bene di restituirle al mittente scagliandone una verso i tifosi intemperanti. E' vero, i calciatori sono miliardari e devono tollerare critiche, fischi e insulti, all'occorrenza. Ma che ogni tanto qualcuno osi ricordare che anche i tifosi sono imbecilli, ci sta, ci sta tutto. Poi anche una monetina da 10 o 20 penny ha la sua dignità, non si butta via, men che meno contro un giocatore che ha avuto l'unico torto di far gol alla tua squadra. Ma il capolavoro della settimana, nel delineare i rapporti tutt'altro che idilliaci e sereni tra calcio ed economia, lo ha scritto Antonio Cassano. Si parla del libro che proprio Cassano ha scritto. Meglio, che un giornalista ha scritto dopo aver raccolto le confidenze dello scapestrato di Bari vecchia. Rispetto alle finte autobiografie cui siamo stati abituati in questi anni, il "Dico tutto" di Cassano e Pardo (il giornalista che ha messo in italiano quel che Cassano racconta con i piedi) pare avere almeno il dono di una certa disinvolta sincerità. Dicevamo dell'economia. Strepitosa la storiella di quel che accadde in Spagna quando Capello allenava il Real Madrid con Cassano in panchina. Al termine dell'ennesima lite, Antonio disse al flemmatico allenatore: «Sei un uomo di cacca, sei più falso dei soldi del Monopoli». Nei giorni dell'economia virtuale che va in crisi mandando poi a sua volta in apnea una economia ben più seria e vera, giacché è quella reale, una battutaccia da meditare. Così come la confessione che Totti e Cassano litigarono per una miserabile questione di soldi. Miserabile nel senso che suona risibile e ridicolo che due milionari vadano ospiti in una trasmissione televisiva - nel caso in questione l'intellettuale di riferimento era stata Maria De Filippi - e poi trovino modo di fregarsi l'un l'altro sul cachet. Questo dice Cassano, e c'è da credergli viste le premesse: Totti si intascò quasi tutto il compenso per la comparsata. E stendiamo un velo pietoso sul fatto che pedatori miliardari debbano anche essere pagati per essere ospiti a trasmissioni televisive. D'altronde quanto a numeri Cassano non scherza. Avrebbe fatto impazzire il ministro Gelmini uno che prendeva solo due a scuola e che è stato bocciato sei volte tra elementari e medie. Ora si vanta di aver avuto 700 donne e ha confessato che a Madrid passava le notti in dolce compagnia, in albergo, con la complicità di un cameriere che poi gli forniva anche le brioches appena sfornate. Ovvero: sesso e cornetto, calciatore perfetto. Inutile dare i voti ai protagonisti di questo balbettante incontro tra calcio ed economia. Una pacca sulle spalle e ammirazione incondizionata, invece, per Robert Muller, 28 anni, portiere della squadra di hockey degli Squali di Colonia. Questo ragazzone sta per essere divorato dallo squalo peggiore, un tumore al cervello che non si può fermare. Due mesi di vita, forse meno gli hanno dato i medici. E lui ha detto: continuerò a fare fin che posso quello che mi ha dato felicità. E così venerdì scorso Robert era in panchina, applaudito a scena aperta. Fin che potrà, continuerà ad allenarsi e magari riuscirà ancora a scendere sul ghiaccio. Sicuramente il compenso televisivo per il quale hanno litigato Totti e Cassano, vale uno o due, e forse anche tre o quattro stipendi di un hockeysta come Robert. Ma qui non si parla di economia, si parla d'altro. Roba che non si compra. O ce l'hai o non ce l'hai.

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CAVEDAGO - PAGANELLA: 0 - 3 (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

CAVEDAGO - PAGANELLA: 0 - 3 CAVEDAGO - PAGANELLA: 0 - 3 CAVEDAGO: Franzoi, Pellegrini, S. Daldoss, Calovi, Matuella, Vivari (15'st Viola), Mocan, A. Endrizzi, Rigotti, C. Endrizzi, Osati (30'st G. Endrizzi). Allenatore: Nicolussi. PAGANELLA: Santomi, Cova, Corazza, Bello, Paolat, Bassetti, Turdò (35'st Zandonella), Sozzi, Vesonesi, Mosca (23'st Tomasi), Tovazzi. Allenatore: Donato. ARBITRO: Montorsi di Trento. RETI: 45'pt e 49'st Veronesi, 46'st Tovazzi. NOTE: campo in perfette condizioni. In tribuna un centinaio di spettatori circa. CAFFARESE - CARISOLO: 2 - 2 CAFFARESE: Buccio, S. Grassi (2'st Carè), Gelmini, Pizzini (29'st D. Giovanelli), Giacometti, Fenolli, Uboldi, M. Giovanelli, F. Grassi (15'st Pellizzari), D. Fenolli, Ecca. Allenatore: Scalvini. CARISOLO: D. Lorenzi, Loranzi, M. Lorenzi, Albertini, Collini (29'st Loranzi), Valenti, Masè (20'st Ferrari), Terzi (35'st Bolandini), Gottardi, Brunelli, E. Collini. Allenatore: Ceccarelli. ARBITRO: Zuanelli di Trento. RETI: 37'pt Gottardi, 12'st Pellizzari, 16'st D. Fenolli, 49'st rig. E. Collini.

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Gli studenti tornano in piazza contro la riforma della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Gli studenti tornano in piazza contro la riforma della Gelmini E' il giorno della manifestazione di piazza degli studenti trevigiani contro la riforma Gelmini. Sopo il sit-in di sabato sulle mura di Treviso, organizzato dal Duca degli Abruzzi con la partecipazione di altri istituti della città. Nel mirino degli studenti la legge Gelmini e il taglio di otto miliardi alla scuola previsti dalla Finanziaria Tremonti. Giovedì pomeriggio invece, sempre sui Bastioni, si è tenuto un incontro organizzato da un gruppo di giovani studenti dell'università di Venezia, ma residenti a Treviso, per discutere degli effetti della riforma sull'assetto di tutto il sistema dell'istruzione pubblica. Oggi tocca alla piazza: i ragazzi tornano a sfilare per le strade della città dopo le polemiche che hanno accompagnato l'ultima manifestazione, con tanto di ipotesi di denuncia da parte della Questura per mancata autorizzazione. Oggi l'autorizzazione c'è: il corteo coinvolgerà tutte le scuole della provincia. Bandiere e striscioni alla mano i ragazzi partiranno dalla stazione per arrivare in piazza dei Signori e proseguire con tutta probabilità verso i bastioni.

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Gli studenti approvano l'autoriforma (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il ministro: «Pronti ad assumerci le nostre responsabilità e a dialogare con l'opposizione» Gli studenti approvano l'autoriforma L'Onda propone l'alternativa al provvedimento Gelmini sull'Università ROMA. Il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, è tornata ieri a difendere la sua doppia riforma, dell'università e della scuola, ribadendo comunque l'apertura al dialogo, mentre la mobilitazione sui due fronti non si ferma. La Cisl ha annunciato nuove azioni di lotta sulla scuola. E all'università di Roma La Sapienza l'assemblea nazionale degli studenti ha approvato l'autoriforma del sistema universitario. «Siamo determinati ad assumerci le nostre responsabilità e ad andare avanti in un'apertura di dialogo con l'opposizione» ha detto il ministro a Rezzato (Brescia). «Credo che ci siano le condizioni per spiegare il provvedimento che abbiamo recentemente approvato in Consiglio dei ministri. Per troppi anni il Paese ha sofferto di una mancanza di coraggio nel portare avanti il cambiamento, nell'approvare riforme importanti in settori come la scuola e l'università. Oggi i giovani hanno meno opportunità rispetto ai loro padri, abbiamo il dovere d'intervenire e voltare pagina». Gelmini ha ricordato che «in questi ultimi anni la spesa per l'istruzione era fuori controllo». Agli italiani, sulla riforma della scuola, secondo Gelmini «sono state raccontate molte bugie: la volontà del governo d'eliminare il tempo pieno, chiudere le scuole di montagna e delle piccole isole, impoverire l'insegnamento della lingua straniera. Tutte bugie». Sulla riforma è intervenuto anche il presidente del Senato, Renato Schifani, che si è detto convinto che il governo si stia muovendo nella giusta direzione. Ma intanto le prossime settimane si preannunciano «calde» su entrambi i fronti, scuola e università. Il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, è intervenuto denunciando che «sulla scuola il governo non dà risposte, perciò la mobilitazione continua». «Solo per l'università - ha detto - si è colto qualche segnale di maggior cautela: per la scuola, ancora nulla si è mosso». Per la Cisl resta quindi confermate le ragioni della mobilitazione: bisogna «cambiare profondamente una manovra ingiusta, inaccettabile. Vogliamo più risorse per il contratto, per un giusto riconoscimento del lavoro nella scuola» altrimenti il sindacato sarà costretto «ad altre e più incisive azioni di lotta». Non si ferma la mobilitazione neanche nelle università, dopo la manifestazione di venerdì scorso. Ieri gli studenti riuniti in assemblea nazionale alla Sapienza di Roma hanno approvato la loro "autoriforma", cioè la risposta dal basso al progetto Gelmini. Oggi e per tutta la prossima settimana il movimento si mobiliterà nelle facoltà in occasione della Giornata internazionale degli studenti, lanciata dall'assemblea studentesca del Social forum mondiale. Domani concerto gratuito per gli studenti. Prossimo appuntamento in piazza il 12 dicembre, a fianco della Cgil, per lo sciopero generale dei lavoratori.

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dalle foto di famiglia alle proposte osé la febbre di facebook contagia i politici - concetto vecchio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Interni Dalle foto di famiglia alle proposte osé la febbre di Facebook contagia i politici Veltroni radunerà gli amici il 13 dicembre. Un fan della Santanchè: fai un calendario CONCETTO VECCHIO ROMA - «Ho pensato di poter organizzare un grande incontro tutti assieme. Non sto parlando di un appuntamento politico, ma di un modo per far diventare la nostra amicizia più vera, non solo un rapporto che si chiude una volta spento il computer. Ci vediamo il 13 dicembre a Roma». Walter Veltroni organizza una festa per i suoi amici di Facebook. Ne ha 5mila. Altri 9.600 sono in lista d´attesa. A ieri sera in 1266 avevano dato la loro adesione, 841 hanno detto che non ci andranno, 800 sono incerti. Incerto è anche il teatro dell´evento, che dipenderà dal numero dei partecipanti. La rete abbatte le convenzioni, per cui per tutti il segretario del Pd è semplicemente Walter. Scrive Walter: «Nelle ore più strane del giorno e della notte affiorano ricordi, si scoprono pensieri comuni, le foto che caricate raccontano la vostra vita e a volte la mia. è bello e le richieste sono tantissime, allora perché non incontrarci? Se qualcuno di voi quella sera vuole suonare, allestire una mostra con delle foto, portare dei filmati, cercheremo di organizzarci per farlo». Barack Obama ha talmente scommesso su Facebook, che negli Usa il sito di social networking fondato nel 2004 dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg ha una forte connotazione democratica. In Italia nessuno identifica Facebook con il popolo di Veltroni, ma forse dopo la convention del 13 dicembre le cose cambieranno. Da noi impazzano le classifiche su chi ha più tifosi nei rispettivi fans club, che sono cosa diversa dai profili. Obama, per dire, ne aveva tre milioni e rotti. Al primo posto c´è il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini, con 8053 sostenitori. Veltroni segue a ruota: 7917 supporters. Tallonati da Umberto Bossi, che raggiunge quota 5.660 e da Renato Brunetta che vanta 5.129 estimatori e che si presenta così: «Attivo da sempre nelle battaglie riformiste. Colui che smantellerà il Carrozzone Italia!!!!». Il leader dell´Idv Antonio Di Pietro mantiene il passo (4.661), comparendo nuovamente con il simbolo Lista Di Pietro Italia dei Valori a quota 4.158 ammiratori. Ad agosto Di Pietro di sostenitori ne aveva 687, e Italia Oggi pubblicò un pezzo per dire che Berlusconi lo soverchiava. Da allora i Tonino boys si sono dati un gran daffare. Berlusconi ha 4.045 fan. Meritano una menzione il ministro della Difesa Ignazio La Russa, (2.030 sostenitori), Massimo D´Alema (1.478), Roberto Maroni (1.343). L´ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha 1.234 fan. Il figlio di Bossi, Renzo, è pieno di belle amiche. Francesco Rutelli dice di adorare Alberto Sordi. Un ragazzo ha chiesto alla Santanché di fare un calendario nuda. Nel Mara Carfagna official club c´è chi si offre di farle da portavoce. Michela Vittoria Brambilla, che sul gruppo creato dai suoi fan registra 203 membri, riceve messaggi adoranti e altri perlopiù irreferibili. Impazza il dibattito sulle sue autoreggenti. Il blogger democratico Mario Adinolfi, uno che trascorre tre ore al giorno su Facebook, dice che i politici italiani hanno il difetto di non curare personalmente il proprio profilo, ma di delegarlo alle rispettive segreterie. «Mentre serve un rapporto vero, costante, biunivoco. Ora so che Veltroni quando può risponde personalmente, e fa bene perché la rete è una miniera di spunti, idee, storie. Bravi in questo senso sono Daniele Capezzone, Italo Bocchino e Paolo Gentiloni. Gli altri non hanno ancora capito che così come si va a fare la dichiarazione per il "panino" del Tg bisogna aggiornare la propria pagina. La verità è che il popolo delle rete non conosce diplomazie: questo li atterrisce». Subito dopo il suo arresto nacque il gruppo di sostegno "Ottaviano Del Turco libero". Il gruppo per il referendum sulla legge Gelmini, fondato da un democratico di Pavia, conta 26mila iscritti. Su Facebook è nata la "Fondazione Daje" di Diego Bianchi, detto Zoro, l´attore diventato famoso con i suoi video irriverenti sul segretario del Pd. «Io alla festa ci andrò anche se non m´hanno invitato» dice Zoro. «In dieci mesi mi sono fatto 816 amici. Abbiamo pure costituito un gruppo degli ex militanti Fgci del circolo Woody Allen, pubblicando le nostre foto di vent´anni fa. Una cosa commovente». Insomma, di Facebook non puoi farne a meno, anche se si infittiscono le denunce di coloro che lo reputano una prigione, come hanno raccontato con efficacia lo scrittore Andrea Bajani sul Sole 24 Ore e la giornalista canadese Carmen Joy King su "Internazionale": «L´unico modo per tornare alla vita reale è spegnere il computer e uscire di casa».

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liceo kennedy corteo di studenti "solidarietà agli indagati" - laura mari tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma La protesta Liceo Kennedy corteo di studenti "Solidarietà agli indagati" LAURA MARI TEA MAISTO Un corteo di solidarietà per gli studenti indagati per occupazione. Ad organizzarlo, gli alunni del liceo scientifico Kennedy che mercoledì mattina manifesteranno sotto il ministero dell´Istruzione «anche per denunciare, con un dossier, i metodi repressivi attuati dal preside in questi anni». Ma la protesta degli studenti del liceo di Trastevere inizierà già da domani con uno «sciopero della prima ora indetto in solidarietà dei compagni indagati dalla Procura per l´occupazione della scuola». E il calendario delle mobilitazioni anti-Gelmini continua ad arricchirsi di nuovi appuntamenti. Domani sera alla Sapienza si terrà la festa "Siamo in Onda", con Andrea Rivera, Daniele Silvestri e i Tête de Bois. «Il 28 novembre- hanno annunciato i leader del movimento dopo l´approvazione del manifesto dell´autoriforma- gli universitari scenderanno in piazza in tutte le città italiane e il 12 dicembre aderiremo allo sciopero generale della Cgil». Il coordinamento delle scuole elementari "Non rubateci il futuro" manifesterà invece il 29 novembre a piazza Navona.

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Z3, centrodestra attacca ancora<Abbiamo stanato Robbiano> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Z3, centrodestra attacca ancora«Abbiamo stanato Robbiano» novi ligure Novi Ligure. «Possiamo serenamente affermare di aver stanato il sindaco uscente, Lorenzo Robbiano», Gigi Moncalvo, candidato sindaco per il centrodestra a Novi è lapidario. Sulla questione Z3 (riqualificazione dell'area compresa fra piazza del Maneggio, corso Marenco e via Isola) Moncalvo non ha dubbi: «Noi mostriamo i documenti in riunioni aperte ai cittadini dove si può parlare liberamente e dibattere. Lui si rivolge solo ai giornalisti a porte chiuse e non osa presentarsi davanti ai novesi e guardarli negli occhi. Robbiano alle gente parla solo di Obama e della Gelmini, noi delle "torte" della Z3, di Euronovi, del San Giorgio». Nel corso del dibattito pubblico sulla riqualificazione della Z3 che si è tenuto martedì scorso in biblioteca, il centrodestra ha cercato di spiegare, con l'ausilio anche di tecnici, le "malefatte" dell'amministrazione comunale che, a suo dire, non ha saputo avere una corretta politica urbanistica. E poi Moncalvo rincara la dose: «Non ci barrichiamo, come lui (Robbiano), nel Palazzo e non usiamo per la campagna elettorale la sala del Consiglio, quello stesso che ha calpestato, mortificato e offeso con la famosa clausola presente nella convenzione con la Simaf (proprietaria dell'immobile che si sta costruendo in piazza Pernigotti oggi sotto sequestro nrd) dove, testuale, si scrive: "la Giunta si impegna a far sì che il Consiglio Comunale approvi questa convenzione senza modifica alcuna". Alla faccia delle accuse infondate e infamanti secondo le quali il sottoscritto e l'ingegner Morettini siamo "a libro paga" della famiglia Repetti». La questione della Z3, insomma, continua a tenere banco in città. L'amministrazione comunale nel corso della conferenza stampa di sabato scorso a Palazzo Pallavicini ha illustrato per bocca del sindaco Robbiano e dell'assessore all'urbanistica Guido Trespioli le vicissitudine della Z3 a partire dal lontano 1976 quando l'allora sindaco Armando Pagella aveva dato incarico allo studio Bonito -Oliva di redigere un progetto di riqualificazione urbana dell'area per altro mai attuato. Il sindaco poi ha ribadito che «le linee guida dovranno essere definite dal Consiglio Comunale. Con la delibera approvata dall'assise cittadina quindici giorni fa si è finalmente sbloccata una situazione che si era incancrenita. Nessuno intende svendere le aree della Z3 di proprietà del Comune». Nel dibattito politico sulla Z3 interviene anche Maria Rosa Porta, candidato a sindaco con una propria lista civica e appoggiata dalla Lega Nord:«La situazione della Z3 è stata compromessa nel momento in cui si è permesso ad un privato di edificare da solo e per primo senza pensare che questa soluzione avrebbe compromesso la gestione unitaria progettuale di un'intera area. Già un anno fa solo io avevo detto che così facendo le aree comunali avrebbero perso parte del loro valore. Il piano di intervento presentato l'altra settimana in Consiglio non è certamente un esempio di visione urbanistica unitaria dell'attuale amministrazione ma ritengo e, questo è il motivo della mia astensione, sia stato un provvedimento adottato per limitare i danni». Marzia Persi .x/17/0811 Il candidato sindaco del Pdl, Moncalvo, accusa il primo cittadino di «aver mortificato e offeso il consiglio comunale» .x/17/0811

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cara gelmini, se lei è il medico siamo spacciati - enrico parodi* (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova L´intervento La ricetta del ministro? Una caricatura Cara Gelmini, se lei è il medico siamo spacciati ENRICO PARODI* "Basta col sei politico!" sentenzia la Ministra Gelmini, illudendosi che la rivolta degli studenti e di tanti insegnanti sia in difesa del lassismo?Deve essere consolante figurarsi l´avversario come si vorrebbe che fosse! Non ho mai dato un "sei politico" in trentasei anni di scuola ma da che pulpito arriva la predica! La giovane signora forse non sa (aveva da poco dismesso l´amato grembiulino) che nel ´95 fu il ministro dell´Istruzione del governo Berlusconi (D´Onofrio) a cancellare gli esami di riparazione ma non può ignorare che è stato un ministro dell´odiato governo Prodi (Fioroni) a reintrodurre una verifica a settembre che ha restituito un certo rigore alla scuola superiore eliminando la farsa dei debiti non saldati. Aggiungo che non può non sapere che fu la signora Moratti, ancora una volta ministro di Berlusconi, a ridurre in farsa l´esame di Stato (con grandissima gioia di tanti) consegnandolo a commissioni solo interne e che ancora una volta il ministro del centro-sinistra lassista ha restituito un minimo di significato a quell´esame ripristinando, con il voto contrario della destra, la commissione mista esterni-interni. (Vuoi vedere che prima o poi gli alfieri della severità tornano alla commissione fatta in casa? Ci scommetterei). Dimentica la Gelmini che fu Fioroni a cancellare lo scandalo degli ottisti ? (Erano quelli che avendo riportato la media dell´otto alla fine del penultimo anno di corso potevano saltare l´ultimo sostenendo subito l´esame di licenza presso compiacenti istituti). Erano 1707 nel 2006 e per colpa dei comunisti-lassisti del governo Prodi si ridussero l´anno dopo a 107? Quello che fa venir voglia a tanti insegnanti come me di andare in piazza non è solo il dissenso verso un provvedimento sbagliato. La novità è che ci sentiamo continuamente presi per i fondelli. Super pagati? Lavoratori part time? Nostalgici del sei politico? Difensori del lassismo e dello status quo? Con le caricature si può fare la satira. Ma questi sono giudizi di ministri in carica e fanno venire i brividi. Non sanno di quello che parlano e pretendono di avere la ricetta. La scuola ha certamente bisogno di cure ma se questi sono i medici il paziente è spacciato. *docente liceo Colombo

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Gazebo "azzurri" nelle città per spiegare il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Gazebo "azzurri" nelle città per spiegare il decreto Gelmini iniziativa dei giovani di forza italia «Nei cortei si parla di scelte dannose su scuola e Università. Allora noi racconteremo quel che accade davvero» 17/11/2008

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schifani: riforma della giustizia urgente - francesco bei (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Interni "Parità tra accusa e difesa. E i magistrati dicano basta al correntismo nel Csm" Schifani: riforma della giustizia urgente FRANCESCO BEI DAL NOSTRO INVIATO MONTECATINI - E´ Renato Schifani a chiudere l´ultimo convegno dei circoli del Buongoverno di Marcello dell´Utri, che da ieri confluiscono formalmente in Forza Italia. Ci si poteva attendere dal presidente del Senato un intervento neutrale, istituzionale, ma Schifani sceglie una linea opposta, mettendo i piedi nel piatto. A cominciare dalla riforma della giustizia: «Va fatta per garantire una effettiva parità tra accusa e difesa. Non è un problema che riguarda i politici, come si dice, ma tutti i cittadini». Del resto, è lo stesso Schifani, prendendo la parola dopo un fiammeggiante Brunetta, a ricordare che «l´imparzialità» che oggi richiederebbe la sua carica è per lui, abituato alla pugna contro Prodi, «una condizione nuova». Così, sull´università, il presidente del Senato non si fa problemi a schierarsi pro-Gelmini: «Nessuno può sostenere che non fosse finalmente il momento di operare con decisione. E credo che non ci si stia muovendo in una direzione sbagliata». Come il ministro Gelmini, il giorno precedente, si era pronunciata contro la «cultura del 18 politico», Schifani rafforza la tesi dei tagli selettivi dicendo «basta al falso egualitarismo tra università e studenti». In un crescendo, la seconda carica dello Stato si scaglia poi contro «le incrostazioni di corporativismo che, per troppo tempo, hanno strumentalizzato le posizioni degli studenti più bisognosi». Sulla giustizia Schifani invoca una riforma del Csm, ricordando che «la Costituzione lo voleva autonomo, non espressione di correnti che ne hanno spesso condizionato l´attività». Infine la riforma della politica. Incurante dei partiti rimasti fuori dal Parlamento e delle forze politiche (Udc, Idv, la stessa Lega) irriducibili a sciogliersi nei nuovi contenitori, Schifani annuncia che «in Italia siamo alla vigilia del bipartitismo» e chiede «comportamenti consoni alle democrazie bipartitiche, non conflittuali come nel nostro Paese». A proposito di nuovi contenitori, il coordinatore di Forza Italia Denis Verdini ha annunciato che venerdì il consiglio nazionale del partito stabilirà la confluenza dentro il Pdl. Il congresso fondativo del Pdl slitterà da febbraio a marzo, «ma solo per problemi di An - spiegano fonti azzurre - perché a noi basta un consiglio nazionale per decidere mentre loro hanno bisogno di fare i congressi».

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"ecco la nostra ricetta per eliminare i baroni" - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 12 - Interni Scuola, gli studenti dell´Onda presentano l´autoriforma dell´università. Gelmini: vogliamo cambiare, per certi versi siamo di sinistra "Ecco la nostra ricetta per eliminare i baroni" Tra le richieste il superamento del "Sistema 3+2". Il 28 nuova giornata di agitazione prima dello sciopero del 12 dicembre MARIO REGGIO ROMA - Abolire le due fasce di docenza, associati e ordinari, unificandole, per combattere i concorsi pilotati dai baroni. Più finanziamenti per le borse di studio, le case dello studente, le mense universitarie. Lotta senza quartiere a chi affitta le stanze a prezzi di usura agli studenti fuori sede. Abolizione dei contratti atipici che favoriscono il mercato del lavoro nero negli atenei e creazione di un solo tipo di rapporto di collaborazione per i ricercatori. Stabilità di reddito tra la fine di un contratto e quello successivo. Salario minimo garantito per tutte le categorie "precarie" che navigano a vista nel mondo del lavoro. L´Onda anomala dopo aver invaso Roma si è messa al lavoro e presenta la sua "autoriforma" dell´università. Tre workshop terminati sabato sera nelle facoltà occupate della Sapienza e ieri mattina assemblea plenaria all´aperto, nel grande spazio alle spalle del Rettorato. Duemila delegati arrivati venerdì da tutti gli atenei hanno approvato con un grande applauso la piattaforma. Il ministro Mariastella Gelmini s´è detta disponibile al dialogo perché scuola e università «non sono né di destra né di sinistra». Anzi, ha aggiunto, «questo governo che crede nel cambiamento è un governo per certi versi di sinistra». Tra le linee programmatiche della «riforma dal basso» degli studenti ci sono l´abolizione del numero chiuso e delle diverse classi di docenza, il superamento del «sistema 3+2», l´eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria. Dopo i workshop di sabato, con circa 200 interventi, nel secondo giorno di assemblea sono state presentate proposte che hanno raccolto un ampio consenso, come il riconoscimento di «corsi di autoformazione» attraverso seminari autogestiti, l´abolizione dei contratti dei precari con nuove assunzioni e l´abbassamento delle tasse universitarie, da eliminare per gli iscritti appartenenti a fasce deboli. Annunciata una «campagna di azione» per l´accesso gratuito a cinema, musei e trasporti e sono stati proposti «scioperi bianchi» dei precari contro «il lavoro nero nelle università, svolto da stagisti, tirocinanti e dottorandi». Un altro dei punti è il finanziamento diretto dei gruppi di ricerca, senza passare per i docenti. «Da questa assemblea è uscita una piattaforma condivisa, dimostrando che abbiamo anche idee e non sappiamo dire solo dei no - ha commentato Giorgio Sestili, studente di Fisica - adesso ci auguriamo anche che i docenti valutino le nostre proposte». Dopo aver dormito con coperte e sacchi a pelo tra i banchi, gli studenti sono ripartiti per le loro città dandosi appuntamento al 28 novembre, per una nuova giornata di agitazioni diffuse nel Paese contro la legge 133, e il 12 dicembre per lo sciopero generale.

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L'Onda guarda all'Europa E chiede l'abolizione del 3+2 (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

L'Onda guarda all'Europa E chiede l'abolizione del 3+2 L'Onda di tutti gli Atenei d'Italia ha approvato alla Sapienza a suon d'applausi il manifesto dell'autoriforma: governance degli studenti e agenda politica. Un documento work in progress, che la Gelmini non avrà. MARISTELLA IERVASI ROMA miervasi@unita.it

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scuola, il giorno del maxi-consiglio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 12 - Livorno Scuola, il giorno del maxi-consiglio Stamani Comune e Provincia riuniti nel Chiostro Parleranno anche studenti e esponenti regionali LIVORNO. Per parlare della scuola, sull'onda dell'"Onda" studentesca, stamani Comune e Provincia terranno una seduta congiunta dei propri consigli e in forma aperta: interverranno, ad esempio, due consiglieri regionali (Fabiana Angiolini per il centrosinistra, Stefania Fuscagni per il centrodestra) ma anche gli studenti (sia con la Consulta che con il coordinamento del movimento). Appuntamento alle ore 9,30 al Chiostro francescano (sala grande) di via delle Galere. L'ordine del giorno recita semplicemente: "Legge n.169 del 30/10/2008 (ex decreto Gelmini) e decreto legge 133: riforma dell'ordinamento scolastico". «E' una iniziativa condivisa da tutte le forze politiche presenti nei due Consigli», sottolinea il sindaco nel suo blog segnalando che l'occasiopne di discussione è «importante per far confrontare la città su quanto sta avvenendo nel mondo della scuola»: invitati gli studenti, sindacati dei lavoratori della scuola, i genitori. Da segnalare che era dall'attentato alle Torri Gemelle che non si teneva una seduta di questo tipo.

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forza italia e la legge gelmini stasera convegno in biblioteca (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Cecina Forza Italia e la legge Gelmini Stasera convegno in biblioteca CECINA. Il gruppo regionale di Forza Italia-PdL ha organizzato per stasera alle 21, nella sala della biblioteca comunale di via Corsini, un convegno dal tema "Scuola e Università: come stanno veramente le cose". All'incontro, moderato dal consigliere regionale Leopoldo Provenzali, parteciperanno la parlamentare Stefania Fuscagni vicepresidente della commissione istruzione e cultura, Fulvio Corrieri segretario provinciale del sindacato Snals, Dario Marzini coordinatore provinciale giovani Fi-Pdl e l'insegnante Lucia Geri. Porteranno il loro saluto Maurizia Mondini (coordinatrice Fi Cecina), Maurizio Zingoni (coordinatore provinciale) e Roberto Russo (presidente provinciale Circoli per la libertà). «Il gruppo regionale di Forza Italia - sottolinea Provenzali - dopo tante polemiche, ha voluto offrire un momento di approfondimento sulla Legge Gelmini e sulla riforma dell'Università, nell'intento di fugare dubbi, rimuovere paure e ascoltare l'opinione anche di chi non ne condivide presupposti e prerogative».

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sfregiata la chiesa di s. paolo a ripa d'arno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Pisa Sfregiata la chiesa di S. Paolo a Ripa d'Arno Buscemi (Pdl) e StilePisano chiedono al sindaco norme severe PISA. Sfregiata la facciata della chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno. Una mano anonima ha sporcato il marmo, con la scritta "Pisa merda" adoperando una bomboletta di spray nero. Su quest'episodio di pessimo gusto, Riccardo Buscemi, consigliere comunale del Pdl, ha già presentato un'interpellanza urgente ed è intervenuta la Compagnia dello StilePisano. «Un'altra vittima della stupidità e del vandalismo fine a sé stesso», commenta Buscemi il quale aggiunge: «In nome di quale campanilismo, fede calcistica o quale altro motivo si può giustificare lo sfregio della bellissima facciata del "Duomo Vecchio", esempio di quel romanico pisano citato su tutti i libri di storia dell'arte?» Questo sfregio segue quelli alla statua del Granduca Pietro Leopoldo in Piazza Santa Caterina, alle chiese dei Cavalieri, della Spina e di San Michele degli Scalzi. «è necessaria una reazione generale all'indifferenza collettiva - tuona il consigliere del Pdl - perché si deve dire basta agli sfregi e al degrado, e scuotersi di fronte ai grafomani, agli ignoranti, ai "lobotomizzati" dall'alcool e dalla droga. Non vorrei che l'episodio fosse liquidato come l'ennesimo della rivalità calcistica tra pisani e livornesi e non si affrontasse per quello che veramente è, un atto di assoluta mancanza di rispetto per il nostro patrimonio artistico storico, in una situazione di profondo analfabetismo culturale, alla quale la scuola, ora più che mai dopo la riforma Gelmini, deve porre rimedio». Quindi, il consigliere comunale aggiunge: «Come spiegare alla stolta mano che ha vergato il marmo della facciata che il suo gesto è un "sacrilegio" all'arte di questa città, alla sua storia, al lavoro e alla passione di quei costruttori che ben dieci secoli fa costruirono la Chiesa e di tutti coloro che l'anno conservata in tutti questo tempo? Siamo veramente caduti in basso, occorre che la città abbia un sussulto d'orgoglio, si svegli dalla sua indolenza e reagisca contro chiunque non merita di viverla!». Buscemi chiede al sindaco «di varare norme urgenti per la sicurezza e la tutela del nostro patrimonio artistico, in coerenza con il pacchetto "sicurezza" varato la scorsa settimana dal consiglio comunale, e alle altre istituzioni, a cominciare dal consiglio comunale, alle associazioni e ai cittadini di condannare l'ennesimo ferita alle nostre chiese». A sua volta, la Compagnia dello StilePisano si chiede: «Provocazione? Infamia? Viltà? Imbecillità? Idiozia? Probabilmente, alcuni di questi aspetti sono alla base di un nuovo assurdo fatto pisano. Nella notte tra venerdì e sabato si è consumato l'ultimo atto di una serie di raid imbrattatori "Pisa Merda", che ha danneggiato la facciata della chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, fondata intorno all'anno 1000. Un altro gravissimo episodio ad alcuni mesi di distanza da quello della Chiesa della Spina. Ancora offesa Pisa e l'arte pisana, ancora deturpato un gioiello della città». La Compagnia dello StilePisano provvederà a coprire la scritta con un telo, nell'attesa di un velocissimo intervento da parte delle autorità competenti. «Questa storia delle scritte sui muri - conclude la nota - e dei deturpamenti deve finire una volta per tutte. A Pisa è diventata una situazione intollerabile e inaccettabile».

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fiaccolata contro la riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prato Fiaccolata contro la riforma Gelmini Gli studenti e gli insegnanti: «E' giusto continuare la protesta» PRATO. Tanti bambini e tanti genitori hanno risposto all'appello di Uil e Cgil per partecipare, nei giorni scorsi, a una fiaccolata di protesta nel centro storico della città per dire no alla riforma Gelmini. E a fianco degli studenti e dei genitori hanno sfilato con tante fiaccole accese anche insegnanti e personale Ata delle scuole. La protesta, anche se il decreto è già stato approvato, secondo gli studenti pratesi, deve continuare perché il Governo non ha tenuto assolutamente conto della voce di chi la scuola la frequenta o ci lavora e quindi non si possono accettare provvedimenti calati dall'alto. Il corteo è partito da piazza delle Carceri e, tra gli slogan degli studenti, è arrivato in piazza Duomo dove sono intervenuti studenti dei licei e delle università di Firenze e Prato e un'insegnante.

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il contropiano anti-gelmini per l'università (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

GLI STUDENTI Il contropiano anti-Gelmini per l'Università ROMA. Il ministro Gelmini è tornata ieri a difendere la sua doppia riforma, università e scuola, ribadendo comunque l'apertura al dialogo, mentre la mobilitazione non si ferma. «Siamo determinati ad assumerci le nostre responsabilità e ad andare avanti in un'apertura di dialogo con l'opposizione - ha detto il ministro a Rezzato (Brescia) - credo che ci siano le condizioni per spiegare il provvedimento che abbiamo approvato recentemente in Consiglio dei Ministri» ha aggiunto, riferendosi «sia alle linee guida sull'università che a un decreto che verrà poi discusso in Parlamento e che contiene pochi provvedimenti ma molto significativi». «Per troppi anni - ha detto ancora la Gelmini - l'Italia ha sofferto di una mancanza di coraggio nel portare avanti il cambiamento, nell'approvare riforme importanti in settori come la scuola e l'università. Oggi i giovani hanno meno opportunità rispetto ai loro padri, abbiamo il dovere d'intervenire e voltare pagina». Gelmini ha ricordato che «in questi ultimi anni la spesa per l'istruzione era fuori controllo» e ha sostenuto che «non è vero che noi spendiamo meno degli altri Paesi, in alcuni casi spendiamo anche di più, ma spendiamo male». Ma intanto le prossime settimane si preannunciano «calde» su entrambi i fronti, scuola e università. Il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, è intervenuto ieri denunciando che «sulla scuola il Governo non dà risposte, perciò la mobilitazione continua». «Solo per l'università - ha detto - si è colto qualche segnale di maggior cautela». E non si ferma la mobilitazione neanche nelle università, dopo la manifestazione di venerdì scorso. Ieri gli studenti - un migliaio, provenienti da una ventina di atenei - riuniti alla Sapienza hanno approvato la loro «autoriforma», cioè la risposta «dal basso» al progetto Gelmini. Per tutta la prossima settimana il movimento si mobiliterà nelle facoltà in occasione della Giornata internazionale degli studenti, lanciata dal Social Forum Mondiale. Il prossimo appuntamento in piazza sarà il 12 dicembre, a fianco della Cgil, per lo sciopero generale. Quanto al merito dell'autoriforma, tra le sue linee programmatiche ci sono l'abolizione del numero chiuso e delle diverse classi di docenza, il superamento del «sistema 3+2», l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria e l'accesso gratuito per gli studenti a diversi servizi.

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Brera, bilancio fantasma e sculture devastate Accademia nella bufera. C'è il commissario (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-17 num: - pag: 3 autore: di GIANGIACOMO SCHIAVI categoria: REDAZIONALE Lo scandalo Clima di sospetto tra i docenti. «De Filippi faccia un passo indietro per il bene della scuola, il governo scelga subito il sostituto» Brera, bilancio fantasma e sculture devastate Accademia nella bufera. C'è il commissario Anche il direttore è scaduto. Unica certezza il trasferimento nella caserma di via Mascheroni Il direttore è scaduto per limiti di età: ma resta. Il bilancio è solitamente povero: ma spunta un ricco avanzo di cassa. La collezione di gessi è un tesoro: ma dalle statue spariscono teste e mani. Misteri di Brera. Nella più importante Accademia d'Italia si rischia l'anarchia gestionale. Dietro la facciata sporca, la polvere, la sporcizia, i conflitti di competenze e l'incuria crostificata negli anni, lo Stato si nasconde e Milano si vergogna. Tra qualche ammissione e molti silenzi, nei corridoi senza luce dove professori e studenti reclamano spazi e attenzione si apre un'altra pagina oscura per l'Accademia e il suo prestigio. C'è l'ombra del commissario, e potrebbe essere questione di ore: il ministero della Pubblica istruzione ha deciso; la nomina riguarda Fernando de Filippi, dal 31 ottobre 2008 pensionato dall'incarico di direttore generale. Non è uno scherzo, è proprio così. Lui lo ha chiesto, la legge dice di no (dopo il compimento del sessantacinquesimo anno di età), ma il ministro Gelmini potrebbe accontentarlo con il parere favorevole dell'Avvocatura dello Stato. Un direttore che diventa commissario di se stesso per mantenere la carica: è un bel colpo. De Filippi governa l'Accademia da vent'anni, nel bene e nel male. Anche la moglie e i figli insegnano lì. Ha sempre avuto la stima e il consenso dei docenti e dice che i guai dell'Accademia sono legati ai conflitti di competenze fra ministeri che non si parlano. Spesso denuncia la cronica mancanza di fondi per la didattica, ma pochi giorni fa ha ricevuto dai suoi professori il primo schiaffo: gli hanno chiesto un passo indietro, per garantire l'elezione di un nuovo direttore, senza imposizioni romane. Non vogliono un commissario. C'è un clima di sospetto a Brera. Chi parla chiede l'anonimato. I misteri intrigano. Qualche professore invita a rileggere l'intervista di Gae Aulenti del 1996. Il grande architetto si dimise da presidente dell'Accademia sbattendo la porta. Denunciò pasticci contabili e atti irregolari. «Me ne vado per non diventare corresponsabile di illeciti amministrativi», disse. Arrivò un'ispezione. Finita nel nulla. Diversamente da quella cui oggi si parla. Un'ispezione che ha fornito alla Corte dei conti un lungo elenco di contestazioni: omesso controllo delle frequenze degli studenti, irregolare soppressione di cattedre, abbassamento della qualità dei docenti, eccessivo ricorso ad esperti esterni, indebita corresponsione di compensi per i corsi Master, anomalie negli appalti relativi ai servizi di navigazione Internet... Manca l'avanzo di cassa. Questa è una scoperta recente, fatta da un componente del consiglio di amministrazione. Le voci dicono che si tratta di otto milioni di euro. Una cifra col botto. Nell'atto del direttore amministrativo si legge invece questa cifra: 5.344.243,93 euro. Da dove sono sbucati, se per anni l'Accademia ha continuato a piangere miseria? Come mai non sono stati spesi per migliorare la didattica o sistemare la collezione di gessi che sta andando allo sfascio? Per ora nessuno risponde. Forse sono il miracolo di una gestione esageratamente virtuosa. Honi soit qui mal y pense, ovviamente. E poi ci sono i gessi. Chi li aveva schedati, vent'anni fa, è senza parole. La Venere Callipigia ha perso la testa, il Laocoonte è irriconoscibile, i Due Lottatori sono devastati. Per non dire del resto, di quel che non c'è più. Mani, piedi, teste rubate, finite su qualche sofà o nei mercatini d'antiquariato. Un patrimonio in rovina. Quando Emilio Tadini era presidente, di questa gipsoteca voleva farne un punto d'orgoglio per Brera. Oggi è una vergogna. Per fortuna è finita la lotteria dei traslochi, annunciati e rimandati. Dopo l'ipotesi Ansaldo e Bovisa, c'è la caserma Mascheroni, finalmente pronta. Una soluzione impostata dall'ex sottosegretario Nando Dalla Chiesa e voluta dal presidente dell'Accademia, Gabriele Mazzotta. Ci sono voluti mesi per uscire dal progetto Bovisa: dicevano che c'era uno spazio pronto e invece c'era soltanto un prato. E poi non era un affare per l'Accademia: 2 milioni di affitto all'anno alla società Andumor, oppure 26 milioni per l'acquisto del terreno... La vecchia caserma risolve molti dei problemi aperti: permetterà di trasferire i quattromila studenti in un luogo idoneo e libererà spazi per far decollare la Grande Brera, rilanciando così un'istituzione che merita molto di più di una cronaca sul degrado. Per gli insegnanti appassionati e gli studenti innamorati dell'arte, si apre una fase nuova. Ma si chiariscano prima anche i misteri. Sull'Accademia non ci devono essere ombre. Statue rovinate e gessi trafugati La Venere Callipigia è rimasta senza testa (a sinistra) e gran parte del patrimonio dell'Accademia di Brera è in cattive condizioni: statue sporche, devastate e abbandonate all'incuria, sistemate accanto a fonti di calore

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NÉ SESSANTOTTO NÉ VENTINOVE (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-17 num: - pag: 1 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE LA TRAPPOLA DELLE ANALOGIE Né SESSANTOTTO Né VENTINOVE L e analogie sono delle gran trappole. Attraggono perché sono facili da maneggiare e comunicano velocemente un pensiero di sintesi ma spesso portano fuori strada. Prendiamo il caso dell'Onda, delle manifestazioni studentesche contro i decreti Gelmini. La coreografia ricorda giocoforza l'evento-padre di tutte le contestazioni, il Sessantotto, e l'analogia in questo caso è facile, quasi una sinecura. Spinge al raffronto anche l'angoscia che attanaglia la sinistra: teme di restar vittima di un lungo ciclo di vittorie del centrodestra ed è quindi naturalmente portata a puntare sullo spariglio, a confidare che sulla ruota della politica esca un altro '68. Ma chi ha investito sul paragone tra ieri e oggi sembra destinato a restar deluso. Non pare che l'Onda, a vedere anche il debole impatto dell'assemblea nazionale dei collettivi universitari conclusasi ieri alla Sapienza di Roma, abbia la stessa energia creativa del movimento di 40 anni fa. Né ci sono somiglianze tra la rottura anti-consociativa che la contestazione operò nei confronti dei poteri scolastici di allora e la pratica odierna che vede studenti-outsider e professori-insider marciare a braccetto contro il governo. Perché se è giusto sottolineare come il mondo della scuola sia una comunità di valori, è anche vero che dentro di essa prevale spesso una solidarietà di tipo corporativo, da «lobby della scuola». In quanto a differenze non va trascurata, poi, una considerazione di carattere squisitamente sociologico. Il '68 fu la manifestazione politica di un ampio processo di mobilità sociale che produsse in molte famiglie il primo laureato della casa, l'Onda invece si muove dentro una società ingessata, dove i meccanismi di casta sono vivi e vegeti e le liberalizzazioni ferme. Anche l'altra analogia, in gran voga in questi mesi, quella tra la crisi finanziaria di oggi e il crollo del '29, è suggestiva quanto ingannevole. Sostengono Alberto Alesina e Francesco Giavazzi nel loro pamphlet La crisi. Può la politica salvare il mondo? che le due situazioni non sono paragonabili. Il crac degli anni Trenta si trasformò in una tremenda e lunga depressione a causa di una clamorosa sequenza di errori di politica economica che andarono dal togliere liquidità alle banche (invece di rifornirle) all'introduzione di dazi per proteggere le industrie nazionali, da un controllo dirigistico delle contrattazioni salariali al ricorso incontrollato alla spesa pubblica. è vero che l'opinione prevalente tra gli analisti stima il 2009 e forse anche il 2010 come anni caratterizzati da forte recessione, ma vale la pena ricordare un dato: dopo il '29 il Pil americano subì un calo record del 30% e un americano su quattro finì per perdere il posto di lavoro. Oggi invece anche le previsioni più autorevoli, come quelle diffuse dal Fmi per i prossimi dodici mesi, arrivano almeno per ora a pronosticare per l'economia Usa una performance negativa dello 0,7%, e per la zona euro dello 0,5%, risultati in parte bilanciati dallo sviluppo dei Paesi emergenti che continuerà a segnare +5,1%. è chiaro che l'ordine di grandezza è totalmente diverso da quello del 1929, concludono i due economisti. Ed è difficile dar loro torto.

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Gelmini: <E' un Governo progressista> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 8 Gelmini: «E? un Governo progressista» GLI STUDENTI PRESENTANO LE LORO PROPOSTE ? ROMA ? SEMAFORO rosso al numero chiuso e alle diverse classi di docenza, superamento del sistema 3+2, eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria e accesso facilitato a diversi servizi culturali e di welfare. La ?riforma dal basso?, cioè l?autoriforma degli studenti universitari, redatta nella Capitale dopo una serrata due giorni all?insegna del dibattito, resta fedele nei capisaldi alle promesse delle ultime settimane. «Da questa assemblea è uscita una piattaforma condivisa ? commenta a caldo Giorgio, studente di Fisica ?, dimostrando che abbiamo anche idee e non sappiamo dire solo dei no. Adesso ci auguriamo che anche i docenti valutino le nostre proposte». Intanto, due date da segnare in agenda: il 28 novembre, nuova giornata di agitazioni contro la legge 133, e il 12 dicembre, per lo sciopero generale «da concordare con i sindacati». Dopo il workshop di sabato, con circa duecento interventi, ieri sono state presentate alla platea ? oltre mille studenti di venti diversi atenei italiani ? idee e proposte, anche riguardanti l?accesso alla docenza e alla ricerca, che hanno ottenuto il plauso di studenti e ricercatori. Come il riconoscimento di ?corsi di autoformazione? attraverso seminari autogestiti e la sostituzione dei contratti precari con nuove assunzioni. E per chi studia, l?abbassamento delle tasse universitarie che per i meno abbienti andrebbero eliminate. E IL MINISTRO? Mariastella Gelmini difende la contestata riforma e presenta il governo Berlusconi come l?esecutivo del cambiamento, «per certi versi quasi di sinistra», osa. Convinta che esistano «le condizioni per spiegare il provvedimento che abbiamo approvato in Consiglio dei ministri». Riferendosi «sia alle linee guida per l?Università che a un decreto che verrà poi discusso in parlamento e che contiene pochi ma significativi provvedimenti». Quali? «130 milioni in borse di studio per premiare gli studenti meritevoli e capaci, anche privi di mezzi, come recita la nostra Costituzione, 70 milioni per residenze universitarie e poi tagli selettivi per premiare le università migliori». E mentre Berlusconi torna a lamentare l?atteggiamento dell?opposizione sulla riforma universitaria, anche la Gelmini precisa che sul tema sono «state raccontate agli italiani tante bugie», a cominciare dall?eliminazione del tempo pieno. Claudia Marin

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Gelmini: <Noi di sinistra per certi versi> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-17 num: - pag: 9 categoria: BREVI Gelmini: «Noi di sinistra per certi versi» L'intervento «Io l'ho detto, questo è un governo che crede nel cambiamento ed è, per certi versi, un governo di sinistra». Così ha parlato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, durante un convegno di FI a Rezzato (Brescia). Il ministro ha poi spiegato che «può sembrare una contraddizione, ma noi mettiamo al centro non solo il ceto medio, ma anche quelle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese».

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Giancarla Rondinelli g.rondinelli@iltempo.it ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Giancarla Rondinelli g.rondinelli@iltempo.it ... Giancarla Rondinelli g.rondinelli@iltempo.it Nell'immaginario collettivo chi vive tra i farmaci, o chi ha speso gran parte della sua vita nell'azienda farmaceutica di famiglia, spesso è visto come un piccolo Warklock, un maghetto che tra formule chimiche, molecole e principi attivi sperimenta nuovi prodotti, progetta agglomerati innovativi, mette a punto le cure del futuro. Sergio Dompè, presidente di Farmindustria, ma soprattutto titolare dell'omonima azienda farmaceutica, un po' si sente Warlock. Tutte le settimane fa il pendolare tra Milano e Roma, dividendosi tra la "fabbrichetta" di famiglia e il suo ruolo capitolino. Non rinunciando però ai divertimenti: ama partecipare, insieme a sua moglie, ai classici salotti milanesi, motivo per cui spesso lo si vede sulle riviste di cronaca rosa. Ha molti amici tra i politici, per lo più di centrodestra, anche se, precisa, «dall'altra parte ci sono alcune persone che stimo». Nel 2009, dopo tre anni e mezzo, scade il suo mandato di presidente di Farmindustria. Cosa farà dopo? «Tornerò volentieri alla mia azienda». Quindi quattro anni da dimenticare? «No assolutamente. Questa esperienza mi ha davvero cambiato la vita». Lavora molto di più ora rispetto a prima? «Senza dubbio». Cosa si è portato dietro dalla sua azienda? «Forse l'entusiasmo per quello che si fa». A quanti anni ha cominciato a lavorare nella Dompè farmaceutici? «Ho inziato molto giovane. Avevo 20 anni. Motivo per cui penso di avere il numero delle ore di lavoro di una persona più grande». Si è pentito? «No, sono felicissimo. In tutta la mia vita professionale ho sempre privilegiato il saper fare e non il sapere». Ha cominciato così presto per scelta o per imposizione? «L'ho fatto perché avevo una grande desiderio di indipendenza. Sono io che ho chiesto a mio padre se potevo cominciare a lavorare con lui». Figlio di papà milanese e mamma romana. Cosa ha di uno e cosa dell'altra? «Da mio padre ho ereditato il senso del lavoro come missione. Da mia mamma la generosità e l'approccio estetico nei confronti della vita». Estetico, appunto. Lei passa per essere un uomo molto attento al fascino femminile e a riscuotere anche parecchio successo. «è una consapevolezza che ho maturato negli anni. Da ragazzo non avevo molto successo con le donne. Non penso che questo dipenda solo dal mio aspetto esteriore, ma anche dall'essere una persona positiva». Sicuro che il suo successo con le donne non dipenda anche dal ruolo che ricopre? «C'è anche questo elemento. Ma non è il solo». Com'è Sergio Dompè in coppia? «Ho il dubbio di essere un po' noioso». Cosa ne pensa della Finanziaria di quest'anno? «Penso sia una buona manovra. Deve però anche coniugare le necessità di spesa e la spinta all'export e all'innovazione. Su queste cose non sono ancora convinto al 100%». Le piace il ministro Tremonti? «è un uomo molto intelligente, un fuoriclasse. Qualche volta mi piacerebbe avere una conoscenza di Tremonti maggiore per sapere se su alcuni argomenti sui quali lui non vuole sentire, ci è o ci fa». Presidente facciamo il gioco della torre. Bersani o Tremonti, chi butta giù? «Non ha una domanda di riserva?». No. «Non riesco a rispondere». Cambiamo soggetti. Il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio o Livia Turco? «Sicuramente butto giù la Turco». Perché? «Perché Fazio è una persona con una marcia in più. La Turco, persona che stimo, non è stata in condizioni di ricoprire il ruolo di ministro della Salute, così come, quali rappresentanti di categoria, avremmo desiderato». Berlusconi o Veltroni? «Senza dubbio tengo Berlusconi. Ho un'innata simpatia per il nostro presidente del Consiglio. Anche se a Veltroni accredito il coraggio di aver fatto dei passaggi in cui come italiano gli sono riconoscente. La situazione che abbiamo oggi in Parlamento è merito principalmente di Veltroni». Le piacerebbe fare politica attiva? «Non ci penso proprio. Amo troppo il mio lavoro. Non è la mia vocazione». Sa di essere considerato un uomo molto vicino al centrodestra? «Credo di dover avere un attegiamento equidistante. Poi non faccio mistero delle mie simpatie. Ci sono però anche tante persone che stimo all'interno del centrosnistra». Tipo? «Beh, Bersani. Ma anche Ignazio Marino e Paolo De Castro». Quali sono i farmaci del futuro? «Avremo un farmaco sempre più specifico e specializzato. Ma soprattutto saranno farmaci sempre più adattati alle singole persone». Cosa ne pensa della riforma Gelmini, soprattutto sotto la voce "Ricerca"? «Penso che dobbiamo cambiare. Bisogna smettere di lamentarsi e dare la possibilità di ottimizzare le risorse. Sicuramente l'approccio è quello giusto e il ministro Gelmini è una persona entusiasta e con una grande voglia di fare. Meriterebbe credito e non solo critiche». Quale è stato il farmaco più efficiente degli ultimi 70 anni? «Il frigorifero». Scusi, ma in che senso? «Ha idea di quanto abbia inciso in termini di allungamento di vita?».

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Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità ... Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità del dialogo con il centrosinistra sulla riforma della scuola e dell'università e alla possibilità di spiegare quante falsità siano state dette sui decreti. E ieri lo ha ribadito partecipando a un convegno organizzato da Forza Italia a Rezzato, in provincia di Brescia. «Credo che ci siano le condizioni per spiegare, innanzitutto, il provvedimento che abbiamo approvato recentemente in Consiglio dei Ministri — ha detto — Mi riferisco sia alle linee guida sull'Università che a un decreto che verrà poi discusso in Parlamento e che contiene pochi provvedimenti ma molto significativi. Penso a 130 milioni di euro in borse di studio per premiare gli studenti meritevoli e capaci, anche privi di mezzi, come recita la nostra Costituzione, 70 milioni di euro per residenze universitari e poi tagli selettivi per premiare le Università migliori, penalizzando chi spreca denaro pubblico». «Sappiamo che abbiamo di fronte una situazione economica molto difficile — ha proseguito — il nostro Paese ha certamente tutte le caratteristiche per uscirne indenne e addirittura rafforzato da questa prova complicata». Per quanto riguarda le polemiche sulla presunta scomparsa del tempo pieno il ministro ha rispedito indietro tutte le critiche: «Sono state raccontate agli italiani molte bugie: la volontà del governo d'eliminare il tempo pieno, o peggio ancora di farlo pagare alle famiglie, la volontà di chiudere le scuole di montagna e delle piccole isole, la volontà d'impoverire l'insegnamento della lingua straniera. Tutte bugie». «Io sono ferma — ha proseguito — nella volontà di confrontarmi con la sinistra ma respingo il tentativo di buttare delle menzogne sulla riforma, di creare un clima d'allarmismo, come se non bastassero i tanti problemi che le famiglie italiane già affrontano sulla riforma». E ha concluso: «Questo Governo e soprattutto il presidente Berlusconi non permetterebbero mai di abbandonare il tempo pieno che è un elemento fondamentale nella vita di ogni famiglia». Infine un commento alla manovra economica del governo: «Io sono stata accusata d'aver nicchiato, di non aver criticato il Ministro Tremonti per la Finanziaria che ha fatto. Beh, vi dico che ho una profonda stima di Giulio Tremonti e che il Paese sarà grato a lui, come al presidente Berlusconi, perché se riusciremo a pareggiare il debito pubblico lo dovremo ai "no" che ha saputo dire proprio Giulio Tremonti insieme al presidente». «Io non voglio essere corresponsabile di raccontare bugie, di dire dei "sì" che il Paese non si può permettere. E allora ben venga il federalismo, ben venga il passaggio dal finanziamento della spesa storica al finanziamento della spesa standard, ovvero la valutazione di ciò che serve per far studiare un ragazzo. Allora lo Stato dovrà trovare quelle risposte: non un euro in meno, ma nemmeno un euro in più».

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Il federalismo deve essere solidale (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Schifani «Il federalismo deve essere solidale» Renato Schifani difende la riforma dell'università del ministro Gelmini, ma avverte che il federalismo deve essere responsabile e solidale. Così il presidente del Senato ha concluso ieri l'assemblea dei Circoli del buon governo. «Essere premiati in quanto studenti meritevoli — ha detto Schifani — è un diritto imposto dalla Costituzione. Bisogna spezzare le incrostazioni forti di corporativismo e di clientelismo» che nelle università impediscono questo riconoscimento. Ben più cauto è stato il presidente del Senato per le iniziative che il Governo intende assumere sul federalismo. Schifani ha ricordato all'Esecutivo che «la questione si pone come momento centrale» nel quadro delle riforme istituzionali, «ma occorre saper creare un federalismo che sia responsabile e solidale. Responsabile perché finalmente i cittadini sapranno a chi chiedere conto del rapporto tra quanto danno e i servizi che ricevono. Solidale perché il federalismo dovrà certamente saper fornire le risposte al malessere antico del nord, ma anche impostare in modo nuovo il rapporto nord-sud».

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Gli studenti: basta crediti e numero chiuso (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-11-17 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE La contestazione Il documento approvato da duemila giovani. La Gelmini: «La spesa è fuori controllo» Gli studenti: basta crediti e numero chiuso L'autoriforma degli universitari: stop alle lauree 3+2 e salario di 1.300 euro agli stagisti Presentato un «manifesto» in venti punti. Berlusconi: «Sul decreto la sinistra ha ribaltato la realtà» ROMA — Duemila studenti, in rappresentanza di 25 atenei e 37 città italiane (Roma, Milano, Torino, Bologna, Pisa, Napoli...) hanno approvato ieri pomeriggio, a «La Sapienza», il «manifesto per l'autoriforma» dell'università. La «riforma dal basso», come la chiamano loro, i ragazzi dell'Onda Anomala. Due giorni di workshop, oltre 100 interventi e assemblee-fiume nei dipartimenti occupati dell'ateneo romano, hanno partorito undici pagine di proposte e 20 punti di programma, da oggi consultabili in rete ( www.ateneinrivolta.org). Eccone alcuni: abolizione del «sistema 3+2», delle diverse classi di docenza e del sistema dei crediti formativi; distribuzione dei finanziamenti direttamente ai gruppi di ricerca e non ai cosiddetti «baroni»; abolizione del numero chiuso e della frequenza obbligatoria; accesso gratuito per cinema, mense, musei e trasporti; minimo salario garantito (1.300 euro) riconosciuto a dottorandi, ricercatori precari e studenti impegnati in stage e tirocini. Il «manifesto per l'autoriforma » è stato approvato per acclamazione. Quindi, verso le 18, gli studenti venuti da fuori sono ripartiti in treno, dandosi appuntamento al 28 novembre per una nuova giornata di mobilitazione generale contro la legge 133. Intanto, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, collegato telefonicamente con il convegno dei Popolari Liberali, ieri a Verona, ha difeso a spada tratta la riforma del suo governo: «è incredibile come la sinistra sia riuscita a ribaltare la realtà di quanto contenuto nel decreto Gelmini e nelle altre nostre proposte per l'università». La Gelmini, dal canto suo, a margine di un convegno di Forza Italia a Rezzato, nel bresciano, ha parlato del governo Berlusconi come di un «esecutivo del cambiamento, per certi versi quasi di sinistra». E ha aggiunto: «è innegabile che in questi ultimi anni la spesa dell'istruzione era fuori controllo». Al suo fianco, sempre ieri, si è schierato convintamente anche il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenuto a Montecatini Terme all'assemblea dei Circoli del Buon Governo di Marcello Del-l'Utri: «Basta col falso egualitarismo, che mette sullo stesso piano tutte le università, tutti i dipartimenti, tutti gli studenti. Basta con la distribuzione a pioggia delle risorse, basta con un'autonomia che spesso non è intesa come autonomia per una ricerca e un insegnamento liberi, ma come realizzazione di interessi di corporazioni, se non di gruppi familiari». Fabrizio Caccia (ha collaborato Simona De Santis)

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Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino ... Cara Maria Stella Gelmini quando un singolo cittadino romano, foss'anche un insegnante di schola pubblica, veniva offeso o menomato nei suoi diritti, in qualsiasi parte del globo civilizzato, l'Urbe inviava immediatamente la flotta e l'esercito. Egregio ministro, ti ho ricordato questo sublime precedente, perché devi riparare al mal fatto ai danni di professori romani, maltrattati come schiavi. Lo so che tu non c'entri, essendo, anzi, vittima del soccorso rosso bolscevico-burocratico, che cerca in tutti i modi di porre in cattiva luce te e, di passaggio, anche il ministro Renato Brunetta, ma, a questo punto, non puoi più rimanere inerte. Ci sono, a macchia di leopardo, nelle scuole romane, insegnanti appena entrati in ruolo o precari storici (magari con 3 concorsi vinti, quelli veri, e 20 anni di insegnamento serio e rigoroso, niente a che vedere con i corsi abilitanti o le Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario), che, a tutt'oggi, non hanno ancora percepito lo stipendio di settembre e di ottobre, avviandosi a non poter godere neppure di quello di novembre. Solo gli schiavi lavorano gratis. Ebbene, carissima Gelmini, lascia perdere l'inutile «dialogo» con i fuori corso incanutiti e attìvati, di corsa, per restituire ai docenti la dignità da lustri calpestata. Tu sai bene, esimia Maria Stella, cosa sarebbe successo se metalmeccanici, paramedici, impiegati ministeriali, personale Alitalia o cronisti qualunquisti, come il tuo quasi omonimo Stella, fossero rimasti senza stipendio per tre mesi? Gian Antonio, che io ricordo beatamente stravaccato come Trimalchione a casa Sgarbi, avrebbe strangolato e disciolto nell'acido Paolo Mieli. Tutti quanti loro avrebbero occupato fabbriche, ospedali, via Solferino, la Fiat, nonché autostrade, ferrovie, aeroporti, laghi, fiumi, sbocchi al mare e marrane. I professori romani rimasti senza stipendio sputano sangue e vivono di prestiti. Quando cotesti nuovi schiavi osarono chieder conto alle segreterie, si sono sentiti rispondere che spettava a loro correre al ministero del Tesoro. Informato di tanto scaricabarile, mi sono pernesso, caro ministro, di dir loro: voi non correte da nessuna parte. Sono altri che debbono alzare il culetto e galoppare. Anzi, ho aggiunto che toccherà a Brunetta asfaltare gli impiegati fannulloni, che, in 90 giorni, non sono riusciti a cliccare nomi e cognomi inseriti nel programma da oltre vent'anni. D'altra parte, dovrebbero essere gli Istituti, dal Preside al responsabile della segreteria, a provvedere che tutto sia in regola. Siccome è giusto partire da un esempio concreto, cara Maria Stella, ti prego di convocare immediatamente ed a brutto muso il rettore del Convitto Nazionale di Roma. Si tratta di brava e preparata persona. Tuttavia, sottoponilo ad un liscio e busso memorabile, intimandogli, salvo il licenziamento in tronco, di provvedere, entro ventiquattro ore (24 e non di più), a che certi suoi insegnanti siano finalmente, dopo tre mesi, pagati. Striglia il rettore, i presidi e, magari, anche i buro-bolscevichi fannulloni di Viale Trastevere. Secondo me, bravissima e carissima Gelmini, dovresti chiedere a Berlusconi un Consiglio dei Ministri avente all'ordine del giorno la restituenda dignità dei docenti. Non si vive di solo pane ed i professori hanno diritto a riconquistare un po' di decoro. Riforma e taglia tutto quello che c'è da riformare e tagliare, ma ripristina, hic et nunc, dignità e prestigio sociale per chi chi educa, forma e prepara i nostri ragazzi. Dammi retta, ministro — dillo anche a Brunetta — e fai vedere i sorci verdi a presidi, rettori, fannnulloni ministeriali, perché questa brutta storia l'hanno imbastita al fine di esporre il governo Berlusconi al pubblico ludibrio in qualità di affamatore del popolo docente.

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Cinque proposte alternative (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-11-17 num: - pag: 25 categoria: BREVI Cinque proposte alternative Salario di 1.300 euro per i dottorandi 1 Minimo salario garantito: 1.300 euro a dottorandi, ricercatori precari e studenti coinvolti in stage e tirocini Finanziamenti ai gruppi di ricerca 23 Distribuzione di finanziamenti per le ricerche direttamente ai gruppi di lavoro e non più ai cosiddetti «baroni», come avviene adesso Trasporti e cinema con biglietto gratis Gli studenti propongono: ingresso gratuito per cinema, musei, trasporti vari e mense Stop a numero chiuso e obbligo di frequenza 4 Gli universitari anti-Gelmini invocano l'abolizione di numero chiuso e frequenza obbligatoria Eliminare il 3 + 2 e i crediti formativi 5 Vorrebbero l'abolizione del 3 + 2 e dei crediti formativi

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Difendo la riforma, pronta a discutere (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-16 - pag: 12 autore: Scuola. La Gelmini: orgogliosa del mio decreto e aperta al cambiamento, no all'egualitarismo del 18 «Difendo la riforma, pronta a discutere» MONTECATINI TERME (PISTOIA) Mariastella Gelmini rivendica con «orgoglio» il decreto legge sulla scuola ma apre al confronto con il Pd e tuttal'opposizione, per studiare ulteriori migliorie al provvedimento. Il ministro dell'Istruzione ha parlato ieri all'assemblea dei Circoli del buon governo di Dell'Utri, a Montecatini Terme, difendendo a spada tratta i tre articoli del suo decreto che, dopo le «ingessature» degli anni passati, restituisce ai giovani il diritto allo studio. Dopo gli scioperi e le proteste degli studenti e dei docenti, ieri il ministro dell'Istruzione ha trovato un'accoglienza ben più calorosa: i mille presenti l'hanno accolta esibendo cartelli di incoraggiamento. «Chi sta con i giovani – ha attaccato il ministro – non può che percorrere strade nuove. Sono orgogliosa del decreto di soli tre articoli sull'università perché dopo decenni di iniziative ingessate finalmente il governo restituisce ai giovani il diritto allo studio e ha un futuro di lavoro nella società». Poi l'appello al dialogo,rivolto in primis alla sua omologa del governo-ombra, Mariapia Garavaglia: «Faccio un appello all'opposizione e a una parlamentare che stimo. Abbiano il coraggio di fornire anche loro un contributo per migliorare la scuola». E una precisazione: «La porta del dicastero è apertaa tutti quelli che vogliono aiutarmi in questa mia sfida. Ma sarò ferma sulla linea decisa». Gelmini ha ricordato che siamo di fronte a una grave crisi economica: «I tagli sono necessari per recuperare risorse e restituirle ai giovani meritevoli. Presto assegneremo 180 mila borse di studio, cosa mai vista prima in Italia. Non è detto che la buona università debba stare necessariamente sotto casa e debba avere corsi che studiano il grado di felicità dei cani e dei gatti. Del resto finora le risorse non sono mai mancate, ma sono state spese molto male». Tra un applauso e l'altro,anche un elogio a Silvio Berlusconi: «Con il presidente ho fatto un'esperienza umana straordinaria. Il presidente Berlusconi è una guida, un punto di riferimento per tutti gli italiani. Sa tenere la barra ferma». Rispondendo alle domande degli studenti, il ministro ha sottolineato tra l'altro la necessità di cancellare dalla scuola e dall'università l'idea del «falso egualitarismo » del 6 e del 18 politico per tutti. Un intervento che, alla fine, ha ricevuto riceve il plauso convinto di tutto il Pdl.

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Progetto da 360mila euro contro la fuga dei cervelli (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-16 - pag: 12 autore: BANDO DELLA FONDAZIONE LILLY Progetto da 360mila euro contro la fuga dei cervelli Un progetto per sventare la fuga italiana di cervelli. A metterlo a punto è la Fondazione Lilly, che ogni anno destinerà 360mila euro al miglior progetto di ricerca. Il finanziamento, della durata di 4 anni, è destinato a giovani che non hanno ancora compiuto 35 anni. L'assegnatario del finanziamento sarà individuato da una commissione di esperti formata da esponenti del mondo scientifico, fra tutti coloro che avranno presentato un programma di ricerca in linea col bando annuale. Per il 2008, anno di esordio del progetto, il tema sarà quello della patologia vascolare nelle malattie metaboliche e nel diabete. A margine della presentazione del progetto della Fondazione Lilly, il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio Sanitario nazionale, Ignazio Marino, ha rivolto un appello al ministro dell'Università Mariastella Gelmini affinché riveda la sua posizione sul finanziamento ai ricercatori Under 40 previsto nelle ultime due Finanziarie e ancor non confermato per il futuro. Marino ha ricordato che il il bando Under 40 si avvale di un finanziamento di 42 milioni di euro dal Miur e 32 milioni di euro dal ministero della Salute.

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Il debito sommerso dei ministeri (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-11-16 - pag: 13 autore: Effetto tagli. Budget allineati alla manovra triennale - Difficoltà a garantire le funzioni centrali senza pesare sui creditori Il debito sommerso dei ministeri Oltre due miliardi l'esposizione verso i fornitori esterni per i primi 6 dicasteri Davide Colombo ROMA Per i sei principali ministeri di spesa si prospetta un passaggio d'anno difficile con un «debito sommerso» di circa 2 miliardi da aggiungere a una situazione dei conti in peggioramento per effetto della recessione globale. La pianificazione dei budget, sulla base del bilancio di previsione 2009-2011 a legislazione vigente appena inviato dalla Ragioneria generale dello Stato con i tagli della manovra triennale, renderà strettissimi i margini di gestione. Stando alle ultime ricognizioni in corso in ambienti governativi, i due miliardi sono da attribuire ai ministeri della Difesa,dell'Interno, dello Sviluppo economico, del Lavoro, dell'Istruzione e delle Infrastrutture nei quali si è accumulato, negli ultimi anni di tagli alla spesa, il continuo rinvio di pagamenti a fornitori di beni e servizi comunque indispensabili per garantire la continuità amministrativa. La legge 133/2008 con il nuovo giro di vite agli stanziamenti, pari a 15,6 miliardi nel triennio (6,6 alla spesa corrente e 9 a quella in conto capitale), offre qualche possibilità di compensazione. I ministri potranno trasferire risorse tra i diversi programmi e missioni dei bilanci riclassificati. Le indicazioni operative sono già state comunicate alla Ragioneria. Nelle pianificazioni dei budget si potranno poi spostare assegnazioni di spesa dai capitoli per le politiche erogate a quelli per il funzionamento della struttura (entro il limite del 10%). Ma nei casi estremi il trasferimento ai fornitori di nuovi «pagherò» resterà una scelta inevitabile. Vediamo qual è la situazione dei principali ministeri di spesa dopo la prima approvazione della Finanziaria 2009 che, nella sua versione "tabellare", tranne qualche nuovo impegno di spesa molto mirato, si limita ad applicare quanto previsto per il primo anno dalla manovra d'estate. I debiti del Viminale I nodi al pettine più dolorosi sono quelli del Viminale, il cui bilancio in versione " spending review", dopo anni di risparmi su tutti i fronti, non presenta grandi spazi di manovra. I tagli per l'anno a venire riguardano siala spesa corrente si quella per investimenti (che al netto dei trasferimenti agli enti locali si riduce del 30%: da 485,3 milioni del 2008 a 330,2 milioni). Secondo le stime circolate servirebbero risorse – che non ci sono – per 1,42 miliardi per affrontare il fabbisogno 2009, mentre il debito accumulato a fine 2007 per oltre 561 milioni dovrebbe salirea 918 milioni alla fine di quest'anno. Con le risorse disponibili s'è scelto di garantire il settore immigrazione e i servizi di soccorso. Ma spese per utenze, canoni, manutenzione mezzi, pulizia e riscaldamento delle sedi sono scoperte. E creeranno nuovi debiti verso i privati. Anche la Difesa dovrà tirare la cinghia. L'anno prossimo l'operatività delle tre Forze armate si ridurrà di un terzo e per garantire risorse certe alla «prima linea», vale a dire i reparti impegnati in missioni internazionali, si taglierà sull'addestramento e la manutenzione dei mezzi. Intanto il dimagrimento forzato degli organici proseguirà mese dopo mese per arrivare, nel 2012, a 50mila militari in meno: 141mila uomini rispetto ai 190mila attuali.L'anno prossimo la spesa per investimenti scenderà del 22% (-35%per l'Arma del Carabinieri), a fronte d'un indebitamento verso i fornitori che a fine 2007 era già di 375 milioni. Il Poligrafico aspetta Per i dirigenti del ministero dell'Economia il «debito sommerso » ha un creditore molto preciso: l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Che aspetta pagamenti dalle amministrazioni centrali per 700 milioni. Anche in via XX settembre la pianificazione del budget 2009 non sarà agevolissima. La spesa per gli interventi è mantenuta in linea con vari spostamenti di risorse tra programmi e missioni e sono previste notevoli riduzioni dei trasferimenti agli enti locali e per nuovi investimenti. Ridotte invece le risorse per il Dipartimento delle Finanze e il Dipartimento dell'amministrazione generale. I "pagherò" della scuola E Mariastella Gelmini? Per il primo ministro chiamato alla prova della piazza per i tagli sulla scuola e l'Università il 2008 si chiude con un "buco" di circa 300 milioni. Per mandare avanti le scuole (oneri indifferibili) sarebbero stati necessari 880 milioni, nel 2008, mentre la disponibilità era di 309 milioni. In sede di assestamento di bilancio sono stati riconosciuti 200 milioni in più ma ne sarebbero serviti 571. Le criticità per il triennio sono a 360 gradi, dalle scuole al fondo università; mentre i debiti cumulati negli ultimi anni sono serviti per coprire spese di funzionamento del ministero che spaziano dal sistema informatico (15,6 milioni) ai canoni di affitto dei locali alle spese per la pulizia (4 milioni). Nei giorni scorsi sia il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sia il ministro Giulio Tremonti hanno parlato di un'accelerazione dei finanziamenti per infrastrutture, a partire da quelli che possono essere sbloccati subito dal Cipe. La dote è di 16,3 miliardi, secondo il premier. Ma intanto il ministro Altero Matteoli si prepara ad affrontare il 2009 con stanziamenti appena sufficienti per coprire i contratti già aperti. Per il ministero la riduzione di risorse per il triennio è di 1,753 miliardi e i tagli riguardano tutti i capitoli, compresa la spesa per investimenti: la spesa autorizzata si ridurrà del 20% nel 2009, 27% nel 2010 e 25% nel 2011. Giro di vite anche sui fondi Fas destinati alla viabilità secondaria in Calabria e Sicilia ( un miliardo in meno), mentre nel settore trasporti restano senza copertura impegni pluriennali come i contributi dovuti alle Regioni per il rinnovo del parco Bus. BOLLETTE E FORNITURE Si accumula l'arretrato per il costo dei servizi necessari allo svolgimento dell'attività ordinaria Trasferimenti non sufficienti

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PRESIDENTE LEONE (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-17 num: - pag: 33 categoria: BREVI PRESIDENTE LEONE Le dimissioni Caro Romano, nella sua risposta a due lettere riguardanti le dimissioni del presidente Leone, ricorda che anni dopo, il leader radicale Pannella riconobbe il suo errore e chiese scusa. Sa dirmi se fecero altrettanto i due giornalisti Gianluigi Melega e Camilla Cederna? Giorgio Tescari, Milano Camilla Cederna è morta nel 1997. Gianluigi Melega ha pubblicato un lungo articolo ne L'Espresso del 3 dicembre 1998 in cui ha considerato ingiustificate le scuse offerte a Giovanni Leone, in occasione del suo novantesimo compleanno, da Marco Pannella e Emma Bonino. MONTECITORIO I barbieri Caro Romano, non riesco a spiegare a mio figlio perché i deputati e senatori devono avere a disposizione dei barbieri dentro i palazzi parlamentari. Si può sapere da chi e perché è stata presa tale assurda e offensiva decisione? Roberto Di Felice rdifelice@libero.it So che la classe politica non gode di buona fama e che si è scatenata ormai in Italia la caccia ai privilegi. Ma la presenza dei barbieri a Montecitorio mi sembra tutto sommato un ragionevole vantaggio per coloro che prendono la loro funzione sul serio (esistono anche quelli) e passano nelle aule parlamentari una buona parte della loro giornata. CONCORSI UNIVERSITARI Criteri di nomina Caro Romano, ahimè ormai come professore emerito e quindi senza diritto di voto, plaudo al provvedimento del ministro Gelmini sui criteri per la nomina dei membri delle commissioni per concorsi universitari. Ricordo l'esperienza personalmente vissuta nel 1980, allorquando vigevano i criteri opportunamente reintrodotti: nel concorso di Diritto Tributario furono vincitori sedici candidati tutti di ottimo livello fra i quali il professor Giulio Tremonti. Victor Uckmar NEL NOSTRO PAESE Eliminare gli sprechi Meno tasse sul lavoro, meno tasse sulla benzina, sulla tredicesima, sulle pensioni, sulle industrie, sul canone Rai, sulle auto e via dicendo. Assolutamente giusto, ma come detassare senza eliminare gli sprechi che sono immensi in questo Paese e, non dimentichiamolo, le retribuzioni abnormi e i privilegi dei nostri politici? Loro fanno sempre finta di non capire. Guido Hassan guido.hassan@fastwebnet.it RECESSIONE I tempi d'intervento Il G20 tenutosi a Washington ha commissionato al Brasile, Gran Bretagna e Corea del Sud la redazione del «Piano d'Azione», per la formulazione di proposte finalizzate a stabilizzare e rilanciare il sistema economico finanziario mondiale. Le prime riforme previste dal Piano saranno varate entro il 31 marzo 2009 e il prossimo summit delle venti nazioni si terrà il 30 aprile prossimo. Considerati anche i tempi di discussione e di attuazione quando si vedranno i risultati e i miglioramenti sulla nostra economia? è notoria la lentezza delle istituzioni internazionali, ma aspettare, almeno cinque mesi prima di intervenire sulla recessione globale è da irresponsabili. Andrea Sillioni Bolsena (Vt) FEDERALISMO FISCALE Aspetti economici Secondo me ha ragione Casini: non è questo il momento di aumentare le spese ma piuttosto quello di varare un progetto, possibilmente bipartisan con Veltroni, per eliminare le province e studiare meglio gli aspetti economici del federalismo fiscale nonché la revisione delle competenze regionali. Vittorio di Sambuy, Milano UFFICI POSTALI I nomi dei servizi Negli uffici postali dotati di macchinette che emettono tagliandi per fare la coda, molte persone si confondono, perché non sanno quale tasto premere. Accanto a ogni tasto ci sono indicazioni, ma invece di «lettera raccomandata o espresso» c'è scritto «Prodotti postali» col simbolo della lettera. Per pagare un bollettino o fare un versamento o un prelievo, si deve premere il tasto «Prodotti BancoPosta». Non tutti, però, lo sanno. Sarebbe più comprensibile specificare i servizi e non raccoglierli sotto una denominazione che può non essere evidente. Fabio Sìcari Bergamo CONTRO L'EVASIONE Appositi incentivi In questo periodo di crisi finanziaria si potrebbe introdurre una legge con cui destinare i ricavi della lotta all'evasione fiscale al finanziamento degli ammortizzatori sociali. Tutti si sentirebbero in dovere di chiedere la ricevuta fiscale o lo scontrino o denunciare chi evade perché potrebbero essere loro stessi in futuro a perdere il posto di lavoro e aver bisogno di aiutato. E contemporaneamente si potrebbero ridurre anche le tasse. Chi non rilasciasse lo scontrino non sarebbe più visto come un «dritto» ma come un «ladro» . Roberto Salta roberto_salta@yahoo.it CONTI PUBBLICI Lotta alle truffe 51.287 deceduti all'anagrafe ma non per i medici di famiglia che continuavano tranquillamente ad incassare le indennità mensili dalle Asl. Incredibile! La truffa per l'erario è stata di 14 milioni di euro. Di truffe come questa quante ne scopriremmo se ci fosse la possibilità di controlli a tappeto? Secondo me tante, forse troppe per un Paese civile. Ora, mettendo assieme le «ipotetiche» somme di denaro recuperate dalle truffe e dagli sprechi lo Stato avrebbe quasi certamente a disposizione una cifra miliardaria in euro. Altro che aumentare le tasse o tagliare i servizi per far quadrare i conti: una sana e virtuosa gestione della spesa renderebbe tutti gli italiani più ricchi. Giuseppe Diotto Torino DA PROMUOVERE Consumo interno L'Istat ha confermato la recessione economica del nostro Paese, con un Pil in negativo. Ma ci vuole fiducia e bisogna promuovere il consumo interno, proprio, in un momento di crisi finanziaria mondiale, bisogna stare uniti e consumare i prodotti nazionali. Credo inopportuna la polemica tra maggioranza e opposizione perché occorre lavorare uniti per poter uscire dalla crisi, con provvedimenti urgenti. Sono inopportuni anche i tagli alla ricerca mentre invece si dovrebbero tagliare i privilegi della nostra classe politica e della nostra pubblica amministrazione. Alberto Calle acalle_8@yahoo.it

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Il nodo-concorsi riapre il cantiere della riforma (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE LAVORO E C data: 2008-11-17 - pag: 14 autore: Università/1. I problemi del decreto che approda al Senato Il nodo-concorsi riapre il cantiere della riforma In molti settori disciplinari difficile formare gli elenchi per sorteggiare i commissari Gianni Trovati Saranno i senatori i primi a dover esaminare il Dl 180 con cui il ministro Mariastella Gelmini ha affrontato i nodi più urgenti nella gestione dell'università. E a Palazzo Madama il lavoro non mancherà, e non sarà limitato alla sola querelle sulla composizione delle commissioni a sorteggio per i concorsi che tanto sta appassionando il mondo accademico. Il tema, non c'è dubbio, è rilevante, anche perché vi si poggia una delle bandiere del provvedimento: la lotta alla ragnatela di accordi sottobanco che trucca gli esiti dei concorsi, e che Viale Trastevere vuole spazzare via con il ricorso al sistema trasparente del sorteggio. Il compito è nobile e il principio è buono, come riconosciuto da molti analisti di cose universi-tarie, ma il meccanismo, così come concepito, rischia di incepparsi alla prima prova sul campo. Per le commissioni che devono selezionare ordinari e associati vanno sorteggiati quattro ordinari in una lista che ne conti almeno 12 (articolo 1, comma 3 del decreto). Visti i numeri in gioco, il problema emerge immediatamente perché per i quasi 2mila concorsi servono circa 22mila ordinari,mentre l'università italiana ne conta meno di 19mila. è vero che lo stesso ordinario può partecipare a un concorso per ogni fascia, ma all'interno di molti dei 350 settori disciplinari che affollano il panorama accademico i numeri rischiano spesso di non bastare comunque. Il sorteggio, infatti, deve assicurare che «almeno due dei commissari sorteggiati appartengano al settore disciplinare oggetto del bando». Lo stesso decreto specifica che in caso di impossibilità oggettiva le maglie sulla corrispondenza dei settori disciplinari e sull'unicità degli incarichi di commissario si possono allargare, ma è chiaro che le deroghe non possono proliferare fino a minare i principi stessi che hanno ispirato il meccanismo. L'attenzione degli atenei è puntata anche sul modello per il finanziamento competitivo, chiamato a guidare la distribuzione degli oltre 500 milioni di euro che il decreto destina per il 2009 ai premi ai migliori. A definire il modello è chiamato il Ministero (articolo 2 del decreto), sentiti Cnvsu e Civr, e i tempi sono stretti perché la partita va chiusa entro fine anno. Oggi il modello assegna un peso del 30% rispettivamente al numero di iscritti, ai risultati della didattica e a quelli della ricerca, lasciando un 10% libero per incentivi ad hoc; dalla sua revisione dipende un assegno crescente nel tempo per ogni università, per cui è ovvio che l'attenzione è ai massimi. E non manca chi già chiede la revisione della norma stoppa-concorsi negli atenei che hanno sforato i tetti di spesa per il personale. gianni.trovati@ilsole24ore.com

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Posizioni diverse sul futuro (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)

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stampa I sindacati Posizioni diverse sul futuro Posizioni differenti nei sindacati sull'atteggiamento da assumere nei confronti delle novità relative al mondo della scuola e dell'Università. Dopo la massiccia adesione allo sciopero del 30 ottobre scorso, nei giorni passati si sono registrate atteggiamenti differenti nei confronti della giornata di protesta dell'Università. «C'è stata una grande partecipazione alla manifestazione di venerdì scorso anche da parte di Frosinone - afferma il segretario generale provinciale di Cgil-Scuola Raffaele Miglietta - con nutrite presenze, ad esempio, dall'Accademia e dal Conservatorio. A questo punto attendiamo risposte da parte del Governo». Diversa la posizione di altri sindacati. Lo Snals Università e Snals -Confsal ricerca, ad esempio, hanno ritirato la propria adesione allo sciopero del 14 novembre «a seguito degli impegni assunti dal ministro Gelmini nell'incontro sulle tematiche relative all'Università e alla Ricerca» si legge in una nota. Anche altri sindacati, tra cui la Cisl Università e la Fir Cisl, hanno fatto un passo indietro rispetto allo sciopero. Le mosse future del sindacato di via Po, sono riassunte dal segretario generale provinciale della Cisl Scuola Alessandro De Santis: «La nostra posizione si riassume in 4 punti: protesta, proposta, confronto, dialogo; ci soffermeremo sulla legge finanziaria con l'obiettivo di portare i tagli dall'1% allo 0,5%».

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Cercano la piazza non le idee (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa L'EDITORIALE Cercano la piazza non le idee Che fine ha fatto il governo ombra di Veltroni? Eppure questa sembrava essere la novità tanto sbandierata dal leader del Pd, quella di un confronto aperto con la maggioranza e i ministri di Berlusconi sui contenuti dei progetti dell'esecutivo. Un governo ombra dovrebbe avere la capacità di contrapporre idee e programmi. Ma è questa la realtà? La scuola non ha bisogno di riforme? Potranno non piacere le proposte della Gelmini, ma la scelta non è stata quella di avanzare suggerimenti o ipotesi alternative. è stata quella di cavalcare la protesta. Così anche per l'Università dove le questioni aperte sono tante e talvolta contraddittorie. E che dire dell'Alitalia? Se Air France non ha chiuso l'accordo è stato per i sindacati. La Cai non ha alternative, eppure la sinistra non scende in campo per contribuire a superare i problemi. Si contesta la linea economica di Tremonti, ma davanti alla crisi quale soluzione alternativa ha nel cassetto il governo ombra? L'importante sembra ora non lasciare a Di Pietro il monopolio dell'attacco al Premier. E per questo c'è la rincorsa della piazza. Quasi a voler dimostrare di esserci. Ma di idee, nulla. Così anche per la lotta ai fannulloni. Tutti sappiamo che ci sono e offendono i tanti statali che lavorano. Ma si preferisce contestare Brunetta. Ognuno può fare il tipo di opposizione che vuole. Se la sinistra alle idee privilegia le manifestazioni, è libera di farlo. Forse è più facile, ma di certo non serve al Paese e ai lavoratori in un momento di profonda crisi.

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Dalle foto di famiglia alle proposte osé la febbre di Facebook contagia i politici (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - "Ho pensato di poter organizzare un grande incontro tutti assieme. Non sto parlando di un appuntamento politico, ma di un modo per far diventare la nostra amicizia più vera, non solo un rapporto che si chiude una volta spento il computer. Ci vediamo il 13 dicembre a Roma". Walter Veltroni organizza una festa per i suoi amici di Facebook. Ne ha 5mila. Altri 9.600 sono in lista d'attesa. A ieri sera in 1266 avevano dato la loro adesione, 841 hanno detto che non ci andranno, 800 sono incerti. Incerto è anche il teatro dell'evento, che dipenderà dal numero dei partecipanti. La rete abbatte le convenzioni, per cui per tutti il segretario del Pd è semplicemente Walter. Scrive Walter: "Nelle ore più strane del giorno e della notte affiorano ricordi, si scoprono pensieri comuni, le foto che caricate raccontano la vostra vita e a volte la mia. È bello e le richieste sono tantissime, allora perché non incontrarci? Se qualcuno di voi quella sera vuole suonare, allestire una mostra con delle foto, portare dei filmati, cercheremo di organizzarci per farlo". Barack Obama ha talmente scommesso su Facebook, che negli Usa il sito di social networking fondato nel 2004 dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg ha una forte connotazione democratica. In Italia nessuno identifica Facebook con il popolo di Veltroni, ma forse dopo la convention del 13 dicembre le cose cambieranno. Da noi impazzano le classifiche su chi ha più tifosi nei rispettivi fans club, che sono cosa diversa dai profili. Obama, per dire, ne aveva tre milioni e rotti. Al primo posto c'è il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, con 8053 sostenitori. Veltroni segue a ruota: 7917 supporters. Tallonati da Umberto Bossi, che raggiunge quota 5.660 e da Renato Brunetta che vanta 5.129 estimatori e che si presenta così: "Attivo da sempre nelle battaglie riformiste. Colui che smantellerà il Carrozzone Italia!!!!". Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro mantiene il passo (4.661), comparendo nuovamente con il simbolo Lista Di Pietro Italia dei Valori a quota 4.158 ammiratori. Ad agosto Di Pietro di sostenitori ne aveva 687, e Italia Oggi pubblicò un pezzo per dire che Berlusconi lo soverchiava. Da allora i Tonino boys si sono dati un gran daffare. Berlusconi ha 4.045 fan. Meritano una menzione il ministro della Difesa Ignazio La Russa, (2.030 sostenitori), Massimo D'Alema (1.478), Roberto Maroni (1.343). L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha 1.234 fan. Il figlio di Bossi, Renzo, è pieno di belle amiche. Francesco Rutelli dice di adorare Alberto Sordi. Un ragazzo ha chiesto alla Santanché di fare un calendario nuda. Nel Mara Carfagna official club c'è chi si offre di farle da portavoce. Michela Vittoria Brambilla, che sul gruppo creato dai suoi fan registra 203 membri, riceve messaggi adoranti e altri perlopiù irreferibili. Impazza il dibattito sulle sue autoreggenti. Il blogger democratico Mario Adinolfi, uno che trascorre tre ore al giorno su Facebook, dice che i politici italiani hanno il difetto di non curare personalmente il proprio profilo, ma di delegarlo alle rispettive segreterie. "Mentre serve un rapporto vero, costante, biunivoco. Ora so che Veltroni quando può risponde personalmente, e fa bene perché la rete è una miniera di spunti, idee, storie. Bravi in questo senso sono Daniele Capezzone, Italo Bocchino e Paolo Gentiloni. Gli altri non hanno ancora capito che così come si va a fare la dichiarazione per il "panino" del Tg bisogna aggiornare la propria pagina. La verità è che il popolo delle rete non conosce diplomazie: questo li atterrisce". Subito dopo il suo arresto nacque il gruppo di sostegno "Ottaviano Del Turco libero". Il gruppo per il referendum sulla legge Gelmini, fondato da un democratico di Pavia, conta 26mila iscritti. Su Facebook è nata la "Fondazione Daje" di Diego Bianchi, detto Zoro, l'attore diventato famoso con i suoi video irriverenti sul segretario del Pd. "Io alla festa ci andrò anche se non m'hanno invitato" dice Zoro. "In dieci mesi mi sono fatto 816 amici. Abbiamo pure costituito un gruppo degli ex militanti Fgci del circolo Woody Allen, pubblicando le nostre foto di vent'anni fa. Una cosa commovente". Insomma, di Facebook non puoi farne a meno, anche se si infittiscono le denunce di coloro che lo reputano una prigione, come hanno raccontato con efficacia lo scrittore Andrea Bajani sul Sole 24 Ore e la giornalista canadese Carmen Joy King su "Internazionale": "L'unico modo per tornare alla vita reale è spegnere il computer e uscire di casa". (17 novembre 2008

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Matteoli: "Scatola nera per tutti ed esame per riavere i punti persi" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Nella Giornata del ricordo delle vittime della strada, si deve registrare il bilancio di uno dei week end più funesti, con una decina tra morti e feriti gravi in incidenti. Ma non c?era stato, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, un giro di vite nei controlli? «Di fronte alla sequenza degli incidenti e al numero dei morti, io non dico mai che le cose vanno meglio. Tuttavia i controlli sono molto aumentati: da 200 mila a un milione l?anno in un?anno e mezzo». Senza risultati apprezzabili, sembrerebbe. «Con risultati molto apprezzabili, invece. Ciò non toglie che la sicurezza stradale è un fronte sul quale bisogna misurarsi in continuazione, anche adeguando il codice della strada». Lo sta facendo? «Si. Presiedo una commissione ad hoc che tra un mese concluderà i suoi lavori. Subito dopo si passerà alle modifiche». La novità più importante? «La scatola nera ?europea?. Mi spiego: da tempo si parla di introdurre in tutti i veicoli questo registratore di tutte le manovre. Però lo strumento potrebbe essere inefficace considerando che sul nostro territorio transitano veicoli di tutta Europa: i nostri avrebbero la scatola nera, ma gli altri no». Quindi? «Quindi il 9 dicembre proporrò in sede di Consiglio dei ministri dell?Unione l?estensione a tutta Europa di questo strumento di sicurezza. E confido che la proposta sarà accettata». Basterà? «Sapere che si guida con un controllore costante e oggettivo al proprio fianco, credo che sia un forte deterrente rispetto ad ogni sorta di imprudenza: la scatola nera dirà se si sono superati i limiti di velocità, se si sono messe le frecce, se si parla al telefonino... beh, insomma, credo che servirà». La patente a punti, invece, non è servita? «E? servita molto, ma è stata poi depotenziata dal fatto che recuperare i punti era relativamente semplice. Ora non lo sarà più: chi rivuole i punti deve rifare l?esame». Quale è l?emergenza? «L?emergenza è la notte del sabato. L?emergenza sono la droga e l?alcol. L?emergenza è l?educazione stradale». Siamo all?anno zero su tutto questo? «No, si capisce. I miei predecessori hanno assiduamente lavorato. Però non basta. Presto uscirà una norma più restrittiva sulla guida in stato di alterazione, che sarà contenuta in un decreto che sto preparando insieme al collega Maroni. Roba di settimane». Una novità anche su questo tema? «Per esempio se uno ha 17 anni e si droga, quando a 18 si presenta per prendere la patente, prima di dargliela bisognerà verificare che abbia fatto un percorso di disintossicazione e di recupero. Altrimenti niente. Lo stesso se ad uno è stata tolta la patente perché alcolista o sotto l?effetto di droghe. Se vuole tornare a guidare deve sottoporsi ad una terapia. Sennò niente, neppure a lui». Telefonini al volante. «Un dramma. Qui però le norme ci sono e pure le sanzioni. Si tratta solo di applicare le une e le altre. Si stanno comunque molto diffondendo gli impianti di viva voce». E come prevenzione? «Un lavoro serio di educazione stradale nelle scuole è già stato introdotto con la legge Gelmini che ripristina l?educazione civica obbligatoria. Ma c?è una cosa che nessun governo può fare perché è responsabilità delle famiglie: far capire ai ragazzi che l?auto è uno strumento prezioso e utilissimo, ma che non può essere manovrato con leggerezza. Le famiglie devono farsi carico di un?educazione alla responsabilità rispetto alla quale nessuno potrà sostituirle». Ad agosto, in una intervista al nostro giornale, aveva parlato di una stretta anche sui Tir. «Non è stato possibile estendere al venerdì pomeriggio il divieto di transito già previsto per questi mezzi nel week end. Il settore è in forte sofferenza. Ma ne riparleremo». Sicurezza delle strade. Le associazioni dei consumatori insistono molto su questo. «Si è fatto e si sta facendo molto. Moltissimo e con costanza. Però, se uno poi parla al telefonino mentre guida, oppure si mette al volante ubriaco, oppure non rispetta la segnaletica... tutto è inutile».

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Il nonno barone rifiuta il congedo (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

PERUGIA «Non me ne vado. Se lo scordino, io dall'università non me ne vado». Lanfranco Rosati, settant'anni compiuti a gennaio, ex maestro elementare, poi direttore didattico e dal '95 professore ordinario di Didattica generale all'ateneo di Perugia, di lasciare la sua poltrona di piazza Ermini, nello storico palazzo Florenz, sede della facoltà di Scienze della Formazione, non ne ha proprio voglia. Tanto che quando il cda dell'università, il 24 ottobre, gli ha mandato una lettera di pensionamento, lui non ci ha visto più e dopo aver inutilmente inviato, entro cinque giorni dalla missiva, le ragioni del suo dissenso, ha pensato bene di ricorrere al Tar perché intervenisse contro quella che ritiene essere un'ingiustizia. «Cacciato così, di punto in bianco. Senza nemmeno i quindici giorni di preavviso che si danno alla badante». Rosati, un centinaio di pubblicazioni all'attivo e alla guida dell'e-campus di Novedrate, nel cuore della Brianza, vuole rimanere in servizio. Nonostante l'età. Malgrado i tagli imposti dal decreto Gelmini. A dispetto dell'intero consiglio di amministrazione universitario. Dal tribunale regionale ha ottenuto, il 31 ottobre, una sospensiva del provvedimento. Per il giudizio di merito, invece, dovrà attendere ancora quarantott'ore. Col fiato sospeso, insieme a lui, anche gli ottanta professori, tra ordinari, associati e ricercatori, congedati in tronco dall'Università di Perugia, che con fiducia attendono il pronunciamento di mercoledì. E' ottimista, il cattedratico umbro, classe '38, che tuttavia annuncia, in caso di parere negativo, la ferma intenzione di rivolgersi al Consiglio di Stato. Del suo pensionamento contesta tutto. E la forma e la sostanza. «L'errore di fondo - dice - è credere che l'età anagrafica impedisca e limiti il avoro intellettuale. Come la mettiamo, allora con Norberto Bobbio, Rita levi Montalcini, Margherita Hack? Mi dica, lei si sognerebbe mai di licenziarli?». E senza attendere una risposta, ché la domanda era di quelle che non ne presumevano, continua sullo stesso tono: «Mi hanno mandato a casa, con la scusa dell'età, senza nessun riguardo. Non sanno, o preferiscono ignorarlo, che la vecchiaia è l'età d'oro della mente». Cita Goldberg, la neurobiologia, le scienze cognitive. Poi riattacca: «Ci mandino gli imbecilli in pensionamento. Non certo me». I quattrini, assicura, non c'entrano niente. «Si figuri che prenderei, stando a casa, 3.580 euro al mese. Ma il punto non è quello. Il punto sono gli studenti, trecento o giù di lì, che si troverebbero, dalla sera alla mattina, senza più la possibilità di finire i corsi. Senza contare i ricercatori dottorandi, una dozzina, e tutti quelli che ho messo in cattedra». E siccome l'eufemismo non è chiaro, Rosati, che tra l'altro è anche coordinatore del dottorato in Scienze umane e dell'educazione, spiega: "Mettere in cattedra vuol dire trovare alla persona un bando di concorso che gli assicuri un posto e metterlo nella condizione di vincerlo. Con anticipazioni e una buona presentazione del candidato ai commissari. Chiaro?». Chiaro. Eppure per le malelingue non c'è niente di così logico ed evidente. Loro, i malpensanti, tutta questa luce proprio non la vedono. Soprattutto dopo che il sei marzo dell'anno scorso sua figlia Agnese, a seguito della provvidenziale quanto enigmatica assenza all'orale dell'altro candidato, ha vinto il concorso da ricercatore in pedagogia generale e sociale. Tutto chiaro? Elementare.

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Guerra a colpi di Facebook tra i politici italiani (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Il mondo della politica ha scoperto Internet già da tempo. E non solo quello a stelle e strisce, basti vedere l'attivismo digitale del nuovo presidente Obama, ma anche quello nostrano, con blog, siti ufficiali, fan club e presenze su siti di videosharing o all'interno di social network e comunità virtuali, come Second Life, Facebook, quest'ultimo pare in voga anche in Vaticano, e affini. C'è un po' di tutto e, tanto è vasta la scelta, così è varia la battaglia telematica, che si combatte in maniera trasversale anche tra esponenti dello stesso schieramento. Guardando solo ai "sostenitori" che compaiono cliccando sulla voce "politici", fa il pieno di consensi Maria Stella Gelmini: il ministro dell?Istruzione, in questi giorni al centro di infuocate polemiche del mondo della scuola e dell?università per la riforma del sistema scolastico, conta 8.053 sostenitori. Sempre utilizzando lo stesso criterio di ricerca, si incontra il segretario del Pd Walter Veltroni, con 7.798 "supporters", seguito dal ministro delle Riforme Umberto Bossi che raggiunge quota 5.660 e dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta che vanta 5.129 sostenitori. Il leader dell?Idv Antonio Di Pietro mantiene il passo con 4.661 sostenitori, comparendo nuovamente con il simbolo ?Lista Di Pietro Italia dei Valorì a quota 4.158 sostenitori. Ed ecco che fa la sua comparsa anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con 4.045 fan. Continuando a scorrere le pagine secondo il criterio di scelta per tipologia "politici" fa il suo ingresso su Facebook anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa, con 2.030 sostenitori, seguito da Massimo D?Alema con 1.478, che precede il ministro dell?Interno Roberto Maroni, con 1.343 sostenitori, e l?ex presidente del Consiglio Romano Prodi, che si ferma a quota 1.234. Andando ancora più giu, si incontra Emma Bonino, con 942 fan, seguita dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con 833 sostenitori, il portavoce di CasaPound Gianluca Iannone con 782 sostenitori, Fausto Bertinotti con 702 fan e Marco Pannella con 638. Succede così che se il ministro Gelmini sembra detenere il primato su Facebook in quanto a sostenitori, il fondatore della Lega Nord scalza il suo collega di coalizione di governo Renato Brunetta. Il "senatur" raccoglie consensi un pò ovunque, visibili nei messaggi lasciati dai suoi sostenitori sulla sua bacheca: da ?Bossi sei un mitò a ?sei tutti noì all?entusiasmo per il federalismo fiscale, il ministro delle Riforme fa il pieno di consensi sul web. Ma la vera sfida si combatte tra avversari di schieramenti politici opposti: e così si scopre che Gianluca Iannone, leader di Casapound, batte il suo "avversario" Fausto Bertinotti. Utilizzando anche il criterio di ricerca per "nome", si scopre che il gruppo in sostegno del presidente della Camera Gianfranco Fini conta su Facebook 391 fan, ai quali però vanno aggiunti anche quelli di "Gianfranco Fini Italy?s next Prime Minister". Ma non solo. Al leader di An tocca fare i conti anche con il gruppo nato su Facebook "Contro l?antifascista compagno Gianfranco Fini", che raccoglie una cinquantina di membri. Quanto ad Antonio Di Pietro, che della propaganda su internet è stato uno dei pionieri, sulla sua pagina personale conta 4.185 ?amicì, mentre sono 1.820 gli iscritti alla pagina Idv-Antonio Di Pietro. Ma non sono pochi neanche i detrattori del leader dell?Italia dei Valori sul web. Così al gruppo "Liberateci da Antonio Di Pietro" hanno aderito 1.564 utenti di Facebook, mentre per "Io non sopporto Antonio Di Pietro" sono 77 gli aderenti. Il più "irriguardoso" "Insegna l?italiano ad Antonio Di Pietro", conta appena 36 iscritti. Gruppi e fan club infatti si alternano alle pagine personali, non sempre accessibili a tutti, create da esponenti di destra, sinistra e centro, che si sono moltiplicate sul web negli ultimi mesi, raccogliendo consensi trasversali testimoniati dalle lunghe liste di amici o fan. Attraverso le pubblicazione delle proprie biografie, ma anche foto personali e con i fan, post scritti sulle proprie bacheche, annunci di eventi sponsorizzati dai partiti, il mondo della politica si fa largo nella più grande community virtuale nata ad Oxford per rintracciare i compagni di università persi ormai di vista. E, se si passa alla sfida in rosa, dopo la Gelmini con i suoi 8.053 sostenitori, a detenere il primato in quanto a iscrizioni è l'"Official Fan club" del ministro alle Pari Opportunità, Mara Carfagna: la nuova portavoce del governo Berlusconi registra 1.463 membri, staccando di gran lunga altre sue colleghe, da Michela Vittoria Brambilla, che sul gruppo creato dai suoi fan registra 203 membri, ad Alessandra Mussolini, alla quale fanno riferimento diversi gruppi, che registrano la cifra di circa cinquanta iscritti ognuno. Sempre alla leader di "Azione Sociale" qualcuno ha pensato di dedicare il gruppo "Mettiamo un bavaglio a quella cafona della Mussolini": su Facebook tutto è consentito. Raccoglie consensi anche la vicepresidente della Camera Rosy Bindi, che tra i suoi fan registra 159 sostenitori. Anche in questo caso però, l?esponente del Pd deve fare i conti con gruppi a lei avversi, come quello intitolato ?Contro il gruppo dei fan di Rosy Bindì, che registra 43 iscritti. Va meglio ad Anna Finocchiaro, che vanta 792 sostenitori e 96 messaggi in bacheca. Per il gruppo dedicato a Daniela Santanchè si contano almeno 243 iscritti, ma alla leader del Movimento per l?Italia i suoi fan hanno dedicato anche il gruppo "Santanchè for president", che registra 307 membri. Ma a stracciare tutte sono due personaggi appartenenti al mondo della satira: Sabina Guzzanti e Paola Cortellesi riescono a raggiungere più di 10.000 fan ciascuna. Toccherà alle esponenti del parlamento italiano cercare di recuperare terreno. + Come cambiano sul Web i linguaggi per comunicare + Cardinale sei proprio tu?" Monsignor Sepe risponde su Facebook + Dopo blog e YouTube, Di Pietro è anche su Facebook + Obama presidente dell'era digitale + L'Europarlamento lancia la sua web tv SCRIVI Suggerite le priorità al Cto di Obama ANNA MASERA

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Gelmini: "Sì al confronto ma basta bugie" (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa La riforma dell'università Gelmini: "Sì al confronto ma basta bugie" Mariastella Gelmini ci crede ancora. Crede alla possibilità del dialogo con il centrosinistra sulla riforma della scuola e dell'università e alla possibilità di spiegare quante falsità siano state dette sui decreti. «Credo che ci siano le condizioni per spiegare, innanzitutto, il provvedimento che abbiamo approvato recentemente in Consiglio dei Ministri — ha detto — Mi riferisco sia alle linee guida sull'Università che a un decreto che verrà poi discusso in Parlamento e che contiene pochi provvedimenti ma molto significativi. Penso a 130 milioni di euro in borse di studio per premiare gli studenti meritevoli e capaci, anche privi di mezzi, come recita la nostra Costituzione, 70 milioni di euro per residenze universitari e poi tagli selettivi per premiare le Università migliori, penalizzando chi spreca denaro pubblico». «Sappiamo che abbiamo di fronte una situazione economica molto difficile — ha proseguito — il nostro Paese ha certamente tutte le caratteristiche per uscirne indenne e addirittura rafforzato da questa prova complicata». Per quanto riguarda le polemiche sulla presunta scomparsa del tempo pieno il ministro ha rispedito indietro tutte le critiche: «Sono state raccontate agli italiani molte bugie: la volontà del governo d'eliminare il tempo pieno, o peggio ancora di farlo pagare alle famiglie, la volontà di chiudere le scuole di montagna e delle piccole isole, la volontà d'impoverire l'insegnamento della lingua straniera. Tutte bugie». «Io sono ferma — ha proseguito — nella volontà di confrontarmi con la sinistra ma respingo il tentativo di buttare delle menzogne sulla riforma, di creare un clima d'allarmismo, come se non bastassero i tanti problemi che le famiglie italiane già affrontano sulla riforma». E ha concluso: «Questo Governo e soprattutto il presidente Berlusconi non permetterebbero mai di abbandonare il tempo pieno che è un elemento fondamentale nella vita di ogni famiglia». Infine un commento alla manovra economica del governo: «Io sono stata accusata d'aver nicchiato, di non aver criticato il Ministro Tremonti per la Finanziaria che ha fatto. Beh, vi dico che ho una profonda stima di Giulio Tremonti e che il Paese sarà grato a lui, come al presidente Berlusconi, perché se riusciremo a pareggiare il debito pubblico lo dovremo ai "no" che ha saputo dire proprio Giulio Tremonti insieme al presidente». «Io non voglio essere corresponsabile di raccontare bugie, di dire dei "sì" che il Paese non si può permettere. E allora ben venga il federalismo, ben venga il passaggio dal finanziamento della spesa storica al finanziamento della spesa standard, ovvero la valutazione di ciò che serve per far studiare un ragazzo. Allora lo Stato dovrà trovare quelle risposte: non un euro in meno, ma nemmeno un euro in più».

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Sbaglia la DandiniIl politico non ha un curriculum (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Sbaglia la Dandini Il politico non ha un curriculum In televisione, soprattutto nelle tv del servizio pubblico Rai, vige lo stesso debosciato principio che in Politica, cioè l'inversamente proporzionale tra Talento Intelligenza Sapere e tempi (Tv) o ruoli (Politica). Personalità di indubbio valore, Serena Dandini, con curriculum non virtuali né supposti o volatili come per i più videolocati, vengono confinati in spazi minimi risicati, a dimostrazione del fatto che su Intelligenza Ironia Cultura Eleganza s'abbatte la ghigliottina della mediocrità, del vaniloquio, del vilipendio, del turpiloquio (docet reality), piatto ?forte? per l'alimentazione culturale! degli italiani, il cui livello medio in tema è tra i più bassi d'Europa. Sosteneva la Dandini che se tutti possono partecipare a un reality - solo che abbiano bassissimo il senso del pudore e ancor più basso quello del ridicolo , aggiungiamo noi - non tutti possono essere Deputati Senatori Ministri. Per questi ci vuole un curriculum, cioè «il resoconto delle tappe della carriera degli studi, e della carriera professionale o scientifica» . Si rassegni la Dandini, oggi il curriculum è tappa obbligata solo per chi si candida a fare il tubista in una piattaforma petrolifera, o il camionista per la distribuzione agroalimentare, o il gruista in trasferta al nord. Non tema, quindi, chi non ha curriculum, può sempre andare a... far politica! Non si richiede curriculum per fare il Deputato il Senatore il Ministro. La pluricurriculata Dandini rivendicando dal suo spazietto televisivo (Parla con me) la maestà l'autorevolezza l'inderogabilità di un curriculum di prim'ordine (che i Ministri Gelmini Carfagna e la boopide Meloni certo non hanno) ha pateticamente riesumato il cadavere curriculum, pestifero e mortale solo per chi ce l'ha. Nell'itala Patria di Dante, del Dolce Stil Novo, di Verga e Pirandello, il curriculum è un talebano, un pericoloso terrorista nell'«oclos» sovraffollato dei senzacurriculo. Emarginati ostracizzati banditi esiliati i multicurriculati sono la pecora nera di certa Politica che premia il Nulla e incorona regina l'Ignoranza. I circensi del nulla non hanno bisogno di greco latino arte fisica storia letteratura, materie vecchie obsolete patetiche di quanti stupidi hanno speso tra le sudate carte il tempo primo di sé e la miglior parte! di quanti riconoscono dalle prime sillabe gli Autori, l'odore il sapore della Letteratura, o un pittore da un centimetro della sua tela, perché Vestali di un sapere virtuoso immanente che è vitamina e globulo rosso d'una vita. Materie indispensabili preziose (noi su queste materie siamo assolutamente impreparati) dei noncurriculati sono: Trapezismo politico, come cioè saltare da un partito all'altro senza rompersi il collo, Windsurfismo pre e postelettorale, Asta intraelettorale. Ottimo, almeno ad anni alterni, un corso accelerato di perfezionamento sul Vaniloquio. Tornando alla serietà dei non curriculati, che soli ascendono il Campidoglio, è moda dei nostri giorni, brutta modi dei nostri giorni , legittimare l'ignoranza dei ?chiamati? dalla Politica,a vario titolo, con la franchigia della «fiducia» , in virtù della quale un sindaco, un assessore tizio o caio, un ministro si circonda di sudditi e salda così debiti elettorali e altro. E quando il debito è grosso i ?benefici fiduciari? si estendono dal singolo a tutta la famiglia , affini compresi . Un rapporto fiduciario non può e non deve prescindere dalla certezza che il ?beneficiario della fiducia? abbia tutti i requisiti per agire pro bono civitatis . Facciamo un glorioso esempio. Quando il grande tragediografo Eschilo di Eleusi (525 a.C.) fu invitato a Gela dal tiranno della Città (458 a.C circa) per rappresentare in teatro le sue tragedie aveva nel suo «curriculum» ben 90 drammi, oltre l'elegia «Sulla vittoria di Maratona», scritta proprio per la battaglia omonima, e la permanenza alla corte del tiranno Gerone di Siracusa, poco dopo la fondazione della città Etna (476 a.C), in onore della quale aveva scritto il dramma "Etnèe". Fu il curriculum di Eschilo motore dell'invito dei Tiranni di Siracusa e Gela, e il rapporto «fiduciario» nacque proprio in virtù dell'eccellenza del Poeta ampiamente dimostrata ratificata suffragata . In nessuno poteva esserci il minimo dubbio sulla legittimità della «chiamata» di Eschilo, a Siracusa e poi a Gela , perché la fama meritatissima dei suoi drammi, il melos inconfondibile della sua Poesia (Sette A Tebe, Persiani, Agamennone, Coefore, Eumenidi, Prometeo portatore di fuoco, Prometeo incatenato, Prometeo liberato, Supplici Egizi Danaidi et ?.et) lo precedevano ovunque andasse, a dimostrazione del fatto che passano i Tiranni, obliati da nuovi Tirannelli, mentre i grandi Poeti con grande curriculum imperituri restano eis aiei!

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Chiesta anche l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Chiesta anche l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria Roma. È stata approvata per acclamazione l'autoriforma degli studenti redatta a Roma, nel giorno conclusivo del week-end di assemblea nazionale degli universitari, a cui hanno partecipato, ospitati in alcuni edifici occupati dell'ateneo La Sapienza, più di un migliaio di giovani di circa venti atenei diversi, provenienti da tutta Italia. Tra le linee programmatiche della «riforma dal basso», così come è stata definita dai suoi redattori, ci sono l'abolizione del numero chiuso e delle diverse classi di docenza, il superamento del «sistema 3+2», l'eliminazione dei crediti e della frequenza obbligatoria e l'accesso gratuito per gli universitari a diversi servizi. Dopo i workshop di sabato, con circa 200 interventi, nel secondo giorno di assemblea sono state presentate idee e proposte che hanno riscontrato ampio consenso tra gli studenti, come il riconoscimento di «corsi di autoformazione» attraverso seminari autogestiti, l'abolizione dei contratti dei precari con nuove assunzioni e l'abbassamento delle tasse universitarie (eliminate per gli iscritti appartenenti a fasce deboli). Chiesta anche la garanzia di un salario minimo intercategoriale, fissato a 1.300 euro. Sul fronte del diritto allo studio, è stata invece annunciata una «campagna di azione» per l'accesso gratuito a cinema, musei e trasporti e sono stati proposti «scioperi bianchi» dei precari contro «il lavoro nero nelle università, svolto da stagisti, tirocinanti e dottorandi». Un altro dei punti dell'autoriforma dei giovani è l'abolizione delle classi di docenza, che al momento prevedono distinzioni tra associati e ordinari, e i finanziamenti diretti ai gruppi di ricerca. «Da questa assemblea è uscita una piattaforma condivisa, dimostrando che abbiamo anche idee e non sappiamo dire solo dei no - ha commentato Giorgio Sestili, studente di Fisica - adesso ci auguriamo anche che i docenti valutino le nostre proposte». Dopo aver dormito con coperte e sacchi a pelo tra i banchi, gli studenti dei diversi atenei del Paese sono ripartiti per le loro città dandosi appuntamento al 28 novembre prossimo, per una nuova giornata di agitazioni diffuse nel Paese contro la legge 133, e il 12 dicembre per uno sciopero generale «da concordare con i sindacati». Ieri intanto il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, è tornata a difendere la sua doppia riforma, dell'università e della scuola, ribadendo comunque l'apertura al dialogo, mentre la Cisl ha annunciato nuove azioni di lotta sulla scuola. «Siamo determinati ad assumerci le nostre responsabilità e ad andare avanti in un'apertura di dialogo con l'opposizione - ha detto il ministro a Rezzato (Brescia) - perchè la scuola e l'università non sono né di destra né di sinistra, appartengono al paese, appartengono ai giovani». «Credo che ci siano le condizioni per spiegare il provvedimento che abbiamo approvato recentemente in Consiglio dei ministri» ha affermato Gelmini, riferendosi «sia alle linee guida sull'università che a un decreto che verrà poi discusso in Parlamento e che contiene pochi provvedimenti ma molto significativi». «Per troppi anni - ha detto ancora - il paese ha sofferto di una mancanza di coraggio nel portare avanti il cambiamento, nell' approvare riforme importanti in settori come la scuola e l'università. Oggi i giovani hanno meno opportunità rispetto ai loro padri, abbiamo il dovere d'intervenire e voltare pagina». Gelmini ha ricordato che «in questi ultimi anni la spesa per l'istruzione era fuori controllo» e ha sostenuto che «non è vero che noi spendiamo meno degli altri paesi, in alcuni casi spendiamo anche di più, ma spendiamo male». Il ministro ha detto poi di avere 35 anni e quindi di poter comprendere e condividere le paure dei giovani, con le quali la sinistra «non deve scherzare». Agli italiani, sulla riforma della scuola, secondo Gelmini «sono state raccontate molte bugie: la volontà del governo d'eliminare il tempo pieno, la volontà di chiudere le scuole di montagna e delle piccole isole, di impoverire l'insegnamento della lingua straniera. Tutte bugie». Sulla riforma è intervenuto anche il presidente del Senato, Renato Schifani, che si è detto convinto che il governo si stia muovendo nella giusta direzione. Ma intanto le prossime settimane si preannunciano «calde» su entrambi i fronti, scuola e università. Il segretario della Cisl scuola, Francesco Scrima, è intervenuto ieri denunciando che «sulla scuola il governo non dà risposte, perciò la mobilitazione continua». «Solo per l'università - ha detto - si è colto qualche segnale di maggior cautela: per la scuola, ancora nulla si è mosso». Per la Cisl restano quindi ancora pienamente confermate le ragioni della mobilitazione che ha portato allo sciopero generale del 30 ottobre scorso.

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Decreto Gelmini: "Chiariamoci le idee" (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Besnate - Un incontro in via Mylius giovedì 20 novembre alle 21 organizzato dal Pd cittadino Decreto Gelmini: "Chiariamoci le idee" ?Chiariamoci le idee?. È questo il titolo dell?incontro promosso dal circolo cittadino del Partito Democratico di Besnate per giovedì 20 novembre alle 21 nella sala civica di via Mylius. Il tema è la riforma della scuola e il decreto Gelmini. Relazioneranno la professoressa Rosanna Leotta, responsabile scuola del Pd Varese e il professor Vincenzo Ianniello. Lunedi 17 Novembre 2008

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Dagli animali domestici un importante contributo all'economia italiana (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 17-11-2008)

Argomenti: Scuola

Dagli animali domestici un importante contributo all'economia italiana (17/11/2008 18:35) | (Sesto Potere) - Roma - 17 novembre 2008 - Facendo seguito alle dichiarazioni di Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione, Università e Ricerca, la Protezione Animali sottolinea l?importanza di programmare adeguati percorsi formativi, idonei non solo a preparare figure professionali altamente specializzate, profili spendibili all?interno di uno dei settori più dinamici dell?economia nazionale, ma anche a impostare una relazione corretta tra uomini e animali domestici. Intervenendo al VII convegno nazionale dei Circoli del Buon Governo, il ministro Gelmini aveva lamentato gli sprechi del sistema scolastico e universitario italiano sostenendo, secondo quanto riportato dal quotidiano “Corriere della Sera”, che “occorre distinguere tra chi offre corsi di studi che si preoccupano dell?occupazione dei giovani e università che invece magari buttano dei soldi per corsi sulla qualità di vita del cane o del gatto”. Stime dell?istituto di ricerca Eurispes, risalenti al 2002 e citate dal Ministero della Salute, valutano in 44 milioni il numero di animali domestici ospitati dalle famiglie italiane; un terzo dei quali – oltre 14 milioni – sono, appunto, cani e gatti. Sempre secondo quanto reso noto dall?istituto di studi, ogni anno per il benessere dei loro “compagni di vita” gli italiani spendono complessivamente circa 4,7 miliardi di euro. Quello degli animali domestici è dunque un comparto che contribuisce in modo non trascurabile alla ricchezza nazionale, da cui derivano ricadute positive anche sotto il profilo occupazionale. Percorsi formativi seri e professionalizzanti rappresentano pertanto una importante risorsa a disposizione della collettività, nonché uno strumento attraverso cui alimentare un settore vitale e, non da ultimo, orientare verso una più corretta gestione del rapporto tra uomini e animali, con tutti i vantaggi sociali che ne conseguono.

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La riforma della scuola in consiglio provinciale di Forlì-Cesena, dibattito infuocato (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 17-11-2008)

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La riforma della scuola in consiglio provinciale di Forlì-Cesena, dibattito infuocato (17/11/2008 18:42) | (Sesto Potere) - Forlì - 17 novembre 2008 - Il consigliere provinciale Leonardo Zavalloni (Pd) , nella seduta di oggi, ha presentato un ordine del giorno di forte censura della riforma della scuola proposta dal governo. “Che siano necessario rivedere certi meccanismi della scuola e del mondo dell?istruzione – precisa - non ci sono dubbi e lo hanno detto anche personalità insigni della sinistra come Bassanini, sarebbe necessario invece un ampio confronto con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Mentre il governo s?è adoperato unicamente nell?intento di adoperare tagli di risorse (“per 7,8 miliardi di euro”) e senza ascoltare suggerimenti. Questo è inaccettabile. E? il colmo. E? incredibile che il governo proceda nella direzione opposta a quella auspicata dall?Ocse che ha riconosciuto come proprio quello della didattica e della scuola sia l?unico settore in Italia che funzioni”. Zavalloni ricorda anche come gli studenti siano scesi in piazza “e sarà difficile fermarli”. E il consigliere del Pd ricorda che il rapporto fra docenti-alunni apparentemente disomogeneo rispetto al quadro internazionale in realtà rispecchia la realtà territoriale italiana: “Non si possono fare parti uguali fra soggetti diseguali, come diceva il buon don Dilani”: evoca il consigliere Zavalloni che ricorda anche il dramma dei docenti precari, ironizzando su alcuni “provvedimenti estemporanei” dettati dalla logica dei “tagli selvaggi alla Tremonti” o dalle pretese della Lega: “ricordate le scuole differenziali per stranieri proposte da Bossi?”. Il consigliere Enrico Benagli di Fi/Pdl ha proposto emendamenti che ribadiscono le ragioni della riforma della scuola avanzata dal governo Berlusconi , secondo linee di riforma e di riequilibrio della spesa del centrodestra , chiedendo di eliminare i capitoli dell?ordine del giorno presentato da Zavalloni che chiede anche il sostegno pieno alla proposta della raccolta firme per un referendum abrogativo della legge che porta il nome del ministro Gelmini . In realtà i due testi sono inconciliabili! E gli emendamenti saranno trasformati in ordine del giorno alternativo. Ne è scaturito un dibattito vivace e a più voci. Il capogruppo del Pri Giovanni Lucchi ricorda che non sono assimilabili le due ?agitazioni? sociali del ?68 e di questi giorni: “Oggi studenti e docenti protestano unicamente per … i soldi e non già per chiedere una società migliore! Come negli anni sessanta e settanta. Nessuno fra coloro che sfilano nelle piazze e nelle trasmissioni tv ed anche fra i politici di sinistra che chieda l?azzeramento del baronato e della mancanza di meritocrazia”. Elide Urbini (Pd): “Tutti dovremmo metterci di più e meglio in ascolto. Anche verso i gruppi studenteschi, il cosiddetto ?movimento?, che è meno superficiale di come lo si voglia far passare. Il punto è che risulta paradossale smantellare la scuola elementare che è quella che funziona meglio. Non ci troviamo di fronte a progetti riformatori ma soltanto a tagli consistenti , ma di questo passo si impoverisce l?offerta e la qualità del servizio”. Vittoria Bertaccini di Fi/Pdl che fornisce statistiche che farebbero scivolare il livello della scuola elementare iataliana agli ultimi posti a livello internazionale accusa: “E? la solita storia, la sinistra è avvezza a protestare e ad affollare le piazze ma non a fornire alternative e proposte sulle quali si possa intavolare un confronto”. Il capogruppo del Pd, Daniele Zoffoli, si dice estremamente sconcertato delle accuse mosse dalla esponente di Forza Italia e aggiunge di poter disporre di statistiche di significato opposto: “Ma comunque , qualità didattica a parte, la ricetta per ammodernare la scuola non sarebbe certamente quella di azzerare le risorse o riproporre la figura del maestro unico, una soluzione utile in una società come quella di 40 anni fa! Oggi la scuola deve fornire altri saperi. E? cambiato il mondo”. Zoffoli, si dice preoccupato soprattutto per l?effetto dei tagli motivati da esigenze contabili e non dell?applicazione di un modello pedagogico alternativo: “E tutto questo sulla pelle degli studenti”. Il capogruppo di Forza Italia /Pdl Stefano Gagliardi ritiene non valga nemmeno la pena di confutare le affermazioni di Zavalloni : “non ne condivido una parola” e mutuando le parole del presidente della repubblica Napolitano e riecheggiando le affermazioni di Fioroni e Berlinguer ricorda come da più parti, e soprattutto dal fronte della sinistra, affiora la richiesta di ammodernare il mondo della scuola : “ve ne è necessità”, mentre più demagogicamente la sinistra del Pd insegue l?ex Pm Di Pietro a caccia di facile consenso e con una certa contraddizione si richiama a Barack Obama. Il capogruppo del Prc Piergiorgio Poeta : “Ci troviamo di fronte ad una politica dei ?tagli? alla spesa e di fronte a questa si può essere d?accordo oppure respingerli al mittente. Certamente, l?effetto di una diminuzione del personale docente e amministrativo non produrrebbe una migliore qualità della scuola pubblica.” Il consigliere di Rifondazione, Strada, aggiunge che il vero intento del governo Berlusconi è aprire la strada alla scuola privata cancellando le conquiste ereditate dal ?68, rafforzando una cultura di destra attraverso figure “autoritarie” come il maestro unico nella scuola elementare, e allo stesso tempo smantellando i cardini della Costituzione. Ha preso la parola anche la presidente del consiglio provinciale di Forlì-Cesena Bruna Baravelli: “Quella di cui si parla non è una riforma è semplicemente un decreto che è diventato legge alla fine di ottobre. Un decreto che diversamente da quanto fatto in passato non ha avuto un percorso parlamentare ma ha avuto imposizione dall?alto che è andato a incidere comunque sulle famigli italiane, sui costi e l?organizzazione del nucleo familiare”. Baravelli ribadisce: “Anche fosse vero che la scuola italiana è scesa nelle classifiche perché si ?tagliano? i fondi, i docenti, i servizi, i laboratori a beneficio di questi istituti e degli studenti?”. Il vice capogruppo del Gruppo della Libertà/Gruppo Misto Rotilio Biserna ha ironizzato sulle parole ?d?ordine? lanciate oggi in aula dal centrosinistra : “Autoritarismo, antifascismo, populismo?! Ma non esageriamo! La sinistra è buona soltanto a sciorinare facili slogan a livello generale, mentre magari è abituata a tacere sulla somme ingiustizie più vicine alla vita di tutti i giorni come , per esempio, l?applicazione della tariffa di depurazione applicata da Hera anche nei luoghi sprovvisti di fognatura e sottrarre migliaia di euro alle famiglie che oggi devono fronteggiare la crisi economica e finanziaria”. Chiuso il dibattito, come previsto, i due documenti Zavalloni e Benagli sono stati portati distintamente alla conta. Approvato con i voti della maggioranza di centrosinistra il primo , bocciato con la stessa percentuale rovesciata il secondo. Il Pri s?è astenuto sul documento presentato da Fi/Pdl ed ha votato contro il testo a firma Zavalloni. I Verdi hanno votato al pari del centrosinistra. In finale di seduta approvati un ordine del giorno presentato dalla 6^ commissione a favore dell?inserimento al lavoro delle persone diversamente abili; un ordine del giorno presentato da Zavalloni e vertice Pd a favore del settore del turismo e contro il minacciato taglio previsto in Finanziaria di 300 milioni in tre anni; e un ordine del giorno presentato da Zavalloni e vertice Pd che chiede di mantenere la possibilità di voto con le preferenze alle prossime elezioni europee. Bocciato dalla maggioranza un ordine del giorno alternativo al precedente sulla necessità della “riduzione dei costi e la razionalizzazione delle spese in favore del turismo” presentato da Forza Italia.

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"Contestare è un diritto ma gli alunni non vanno strumentalizzati" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-11-2008)

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SCUOLA.IL PDL E PROTESTA CONTRO LA GELMINI "Contestare è un diritto ma gli alunni non vanno strumentalizzati" Conferenza stampa ieri di Azione Universitaria, An e Fi. Il motivo: un volantino distribuito ai bambini della scuola elementare di Ponderano nell'ambito delle manifestazioni di protesta contro la riforma-Gelmini nel quale gli insegnanti, con parole loro, tracciavano un parallelo tra il sistema vigente e quello che dovrebbe entrare in funzione. «Contestare le riforme è un diritto - dichiara la dirigente del Pdl Livia Caldesi -, ma quello che non approviamo sono i metodi che vengono utilizzati, per dare oltre tutto, un'informazione sbagliata». «E' una chiara strumentalizzazione dei bambini- commenta Luca Pozzato, presidente di Azione Universitaria-. Non c'è niente di nuovo, perché quello che è successo a Biella è successo in altre città; ma per spiegare ai genitori la riforma, sarebbe stato più corretto indire un'assemblea, senza mettere di mezzo i bambini». Presenti alla conferenza anche un insegnante della scuola elementare, e la dirigente dell'istituto comprensivo di Gaglianco cui fa capo Ponderano, Fernanda Chiarello: «Chiedo scusa perché sarebbe stato corretto distribuire il volantino fuori dalle aule, ma abbiamo solamente cercato di rispondere alle domande dei genitori, senza alcun fine politico».

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Consiglio aperto su scuola e riforma (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

ALBA.DOMANI SERA Consiglio aperto su scuola e riforma [FIRMA]GIUSEPPINA FIORI ALBA Due iniziative sul tema scuola. Domani (alle 21) Consiglio comunale aperto sui problemi relativi all'applicazione della riforma nell'Albese. Ieri un gruppo di ragazzi dell'associazione «Unione degli studenti» ha manifestato in segno di protesta per le vie della città, sostando davanti ai vari istituti. Il consiglio è stato chiesto dall'opposizione, contraria alla riforma Gelmini, con l'appoggio di 800 firme raccolte dal Comitato genitori, sostenuto anche da insegnanti e studenti. Maurizio Marello della minoranza: «Il giudizio sulla riforma o meglio sui tagli alla scuola è molto negativo. Chiediamo al Comune di attivarsi affinché sia emendata. Un patrimonio di servizi e in particolare il tempo pieno è messo a rischio. Chiediamo, inoltre, di istituire un tavolo tecnico». La presidente del Consiglio comunale, Mariella Bottallo: «Mi impegnerò per garantire un confronto sereno e costruttivo. Spero sia possibile giungere a un ordine del giorno condiviso». Domani parleranno esperti, dirigenti scolastici, rappresentanti dei genitori, degli studenti e dei sindacati, oltre ai consiglieri comunali. Gli studenti scesi in piazza ieri con lo slogan «Salva la scuola, salva il nostro futuro» erano una settantina: «Abbiamo organizzato questa manifestazione - hanno detto - in concomitanza con la giornata internazionale per il diritto allo studio. Vogliamo una scuola pubblica e laica. La nostra associazione è apartitica». Critici sui provvedimenti «Gelmini», gli studenti dopo il corteo si sono riuniti all'«H Zone».

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"No alla scuola che discrimina e alle università privatizzate" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-11-2008)

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NOVARA.UN'ALTRA INIZIATIVA DI PROTESTA "No alla scuola che discrimina e alle università privatizzate" «No alla scuola che discrimina»: è uno dei tanti slogan che ieri un gruppo di studenti novaresi (circa 250) hanno gridato durante la manifestazione nel centro città poi conclusa in Largo Puccini. Organizzava il gruppo di «Antagonismo studentesco», che preannuncia altre iniziative come lezioni all'aperto in segno di protesta contro la riforma Gelmini ed auspica autogestioni nelle scuole superiori della città. Christian Barberi ha letto ed illustrato i principi dei provvedimenti sulla scuola, che vede l'associazione assolutamente contraria: «Vogliamo combattere la logica che vuole una scuola sottomessa alla mercificazione del sapere, vuole studenti come macchine a massima produttività, senza capacità di pensiero critico e autonomo, pronti ad entrare nel mondo del lavoro come precari deboli e obbedienti; siamo contrari ad Università che stanno per essere privatizzate, nuove aziende, e ancora una volta scuole private rifornite economicamente dallo stato dissanguando la scuola pubblica; siamo contrari inoltre allo smantellamento della ricerca universitaria, che si riverserà a sviluppare altri paesi. Dobbiamo ribadire che la cultura non è un bene superfluo, bensì la principale risorsa di crescita di un paese, per uno sviluppo concreto a misura d'uomo, non di governante. In particolare nella scuola è indispensabile l'uguaglianza nella possibilità di accesso e di fruizione del sistema scolastico, la libertà assoluta da qualunque impostazione, che sia religiosa, ideologica o del consumo, che valorizzi la diversità come ricchezza».

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"Giustizia parallela" Zanetta tra i firmatari dell'emendamento (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-11-2008)

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SENATO. OGGI LA DISCUSSIONE "Giustizia parallela" Zanetta tra i firmatari dell'emendamento [FIRMA]RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA Sarà discusso oggi in Parlamento l'emendamento che reintroduce il ricorso all'arbitrato. Proposta che riabilita la «giustizia parallela», garantendo ai giudici amministrativi parcelle extra che graveranno sulle tasche degli Italiani. Abolito e ripristinato più volte, era stato cancellato dal Governo Prodi, che aveva vietato alle pubbliche amministrazioni di stipulare contratti con la clausola del ricorso all'arbitrato. Ora, d'incanto, torna a far capolino con l'emendamento che porta la firma di Luigi Grillo, Massimo Baldini e del senatore di Baceno, Valter Zanetta. L'iniziativa dei tre parlamentari del Partito della Libertà non è sfuggita a Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, i giornalisti impegnati nel denunciare gli sprechi della «casta». Che ci azzecca Valter Zanetta in quest'iniziativa parlamentare? Lui che, oggi, appare più impegnato a cercare di difendere le scuole di montagna dai tagli della collega Gelmini e a tener sotto controllo l'operato del sindaco domese, Michele Marinello, e la sua maggioranza un po' irrequieta? Zanetta e colleghi hanno di fatto rilanciato la «corsia parallela alle cause civili». Con i giudicanti che ricevono compensi che si aggirano tra l'1 e il 3 per cento del reale valore della controversia. L'emendamento prevede che gli stessi giudici, «in merito all'eccezionale complessità delle questioni trattate», possano aumentarsi i compensi del 25 per cento. «Non vedo nulla di scandaloso» rimarca Valter Zanetta. Che spiega il perché della sua firma: «Con Grillo, mio presidente di commissione, abbiamo una collaudata modalità di lavoro. Ognuno porta le sue esperienze professionali e politiche sui vari argomenti». Ricorda «che il regime dell'arbitrato è antico e che nel passato ha funzionato bene». Peccato che dal 2005 al 2007 lo Stato sia uscito battuto nel 94,6 per cento dei casi. «Più tragico - dice - è attendere i lunghi tempi della magistratura ordinaria». L'accusa di «premiare» i giudici. «Non è vero - aggiunge - . I compensi si riducono; solo per particolari situazioni possono aumentarli del 25 per cento».

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Lezione en plein air dell'Istituto d'Arte (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

PROTESTA CONTRO LA GELMINI Lezione en plein air dell'Istituto d'Arte «Vogliamo una scuola per tutti». Lezione all'aperto, ieri, in piazza Chanoux, da parte dell'Istituto d'Arte di Aosta, per protesta contro il decreto legge Gelmini. Gli allievi della classe 2° A, coordinati dalla professoressa Roberta Pascariol, hanno tenuto un corso di discipline pittoriche. Tra i pannelli: «L'arte non è una casta chiusa».

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Sociologia, c'era l'accordo (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 18-11-2008)

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«Sociologia, c'era l'accordo» Il preside La Valle: facoltà ripulita? Ci sono delle regole PAOLO FORNO TRENTO. Il giorno dopo le accuse lanciate dal Comitato No Gelmini di Trento nei confronti del preside di Sociologia Davide La Valle (reo di aver approfittato della loro assenza per far rimuovere i simboli della mobilitazione dalla facoltà di piazza Venezia), arriva la risposta del diretto interessato. «E' evidente - spiega La Valle - che ci troviamo di fronte a un equivoco. Si era detto che l'occupazione della facoltà sarebbe terminata il giorno prima della manifestazione nazionale di Roma di venerdì scorso. A quel punto gli spazi non destinati all'affissione dovevano essere liberati, questi erano i patti. Un'azione dettata da ovvi motivi di regolamento interno. Il mio gesto non voleva certo essere una provocazione». Gli esponenti del Laboratorio Permanente di Sociologia rivendicano degli spazi interni alla facoltà dove poter proseguire le proprie attività alternative alla didattica. «Se gli studenti - risponde il preside - ritengono di poter affiggere liberamente il proprio materiale dove non è consentito, questo diventa un problema di regole. E' chiaro che altri soggetti politici rivendicherebbero lo stesso diritto, e questo potrebbe portare a situazioni spiacevoli, con il rischio di scontri. Quello della disponibilità di aule, invece, è un problema che riguarda la facoltà in generale. Se riusciremo a trovare degli spazi, non vedo alcun vincolo nel metterli a disposizione». Il primo locale della facoltà ad essere stato occupato dal Comitato No Gelmini era stata la sala studio del piano interrato. «Si tratta di un'aula a disposizione di tutti gli studenti - ricorda La Valle - e non può essere destinata soltanto ad una parte di loro. Tra l'altro nei giorni scorsi sono pervenute diverse lamentele per l'inagibilità della sala durante i giorni dell'autogestione. E' doveroso ricordare che, spesso, gli studenti che hanno maggior bisogno di questi spazi sono quelli più disagiati nello studio». Di fatto, l'occupazione di Sociologia è durata 19 giorni. Venerdì scorso, mentre gli esponenti del Comitato No Gelmini prendevano parte alla manifestazione nazionale di Roma abbandonando in blocco il proprio quartier generale, il preside aveva dato ordine di "ripulire" la facoltà. Via tutti gli striscioni, i volantini, i documenti ed il materiale informativo stilato nelle ultime settimane dagli studenti. Spariti anche i tavoli adibiti alla rassegna stampa e l'esposizione fotografica allestita nell'atrio della facoltà. Tolto dall'ingresso lo stendardo ("sociologia occupata e antifascista") che nei giorni dell'occupazione rappresentava l'emblema del movimento. Rientrati da Roma domenica sera, i membri del comitato avevano fatto sapere di essere rimasti allibiti dal gesto del preside. In seguito, gli esponenti del Laboratori hanno spiegato di voler convocare gli studenti mobilitati delle altre facoltà dell'Ateneo prima di confrontarsi con La Valle. Per stasera il Comitato No Gelmini ha indetto un'assemblea pubblica (ore 18 a Sociologia) nella quale verranno discussi termini e modalità per portare avanti la protesta in vista dei prossimi impegni.

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Forzisti all'assemblea sulla Gelmini, scoppia il finimondo (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Forzisti all'assemblea sulla Gelmini, scoppia il finimondo Tensioni all'istituto «Veronese», il sindaco Puppato chiede spiegazioni al preside «Le truppe organizzate non devono entrare a scuola» MONTEBELLUNA. Tensione negli ambienti scolastici e politici dopo l'assemblea d'istituto degli studenti del «Veronese» tenuta sabato scorso al cinema Italia che ha visto una folta presenza di esponenti di Forza Italia che non appartengono alla scuola. Già durante l'assemblea ci sono state tensioni tra i relatori e i supporter di Fi e alcuni docenti, poi ad innalzare il tono dello scontro ha provveduto un comunicato di «Liberamente». Saputo quanto successo sabato mattina, il sindaco Laura Puppato ha deciso di chiedere informazioni alla dirigenza della scuola. L'assemblea doveva essere sulla riforma Gelmini, dovevano esserci un paio di relatori a favore, tra cui il coordinatore provinciale di Fi Giovani, Nicola Di Maio, e un altro paio contro. Ma oltre ai relatori in sala c'erano noti forzisti che dal mondo della scuola sono usciti da tempo e che sono insorti quando qualche docente ha voluto far notare che un' assemblea d'istituto degli studenti non era una tribuna politica. Che «Liberamente» si ritenga l'organizzatrice della mattinata delle polemiche lo dice un comunicato della stessa: «Nell'ambito dell'assemblea studentesca dell'Istituto Veronese - si legge - si è tenuto, organizzato dalla nostra associazione, un dibattito riguardo i recenti provvedimenti in materia di istruzione», e l'associazione coglie l'occasione per criticare alcuni docenti: «Sul finire della mattinata gli animi si sono accesi dopo l'intervento di alcuni docenti che hanno ripetutamente interrotto gli studenti lanciando accuse e attaccando gli organizzatori per aver messo in piedi un convegno ideologizzato e schierato. All'uscita il clima si è di nuovo infiammato, sono volate pesanti accuse tra docenti e alcuni studenti ed ex studenti venuti a seguire il convegno». C'è anche un intervento di Gianmarco Comazzetto, presidente di «Liberamente», che spiega come l'associazione da lui presieduta operi da quattro anni nell'istituto e svolga la sua attività «sempre di concerto con preside e docenti per organizzare convegni e dibattiti». Benzina sul fuoco per il mondo politico e scolastico. Dice infatti il sindaco Laura Puppato: «E' la seconda volta che questa associazione legata a Fi organizza qualcosa al Veronese. Verificherò col preside, che è la persona più qualificata a rispondermi, cosa è successo. Voglio credere che, se quanto accaduto corrisponde ai termini riferitimi da alcuni docenti e studenti, si sia trattato di una svista. Ci mancherebbe solo che le truppe organizzate dei partiti entrassero ora nelle scuole. E se sabato mattina i fatti si sono svolti nei termini che mi sono stati riferiti, spero che vengano presi provvedimenti perchè questo non accada più». (e.f.)

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<PARLERòDI SCUOLAE RIFORME> L'Onda è arrivataanche in Riviera (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

«PARLERòDI SCUOLAE RIFORME» L'Onda è arrivataanche in Riviera IL DOCENTE LA PROTESTA DEGLI STUDENTI CONTRO LA LEGGE GELMINI Lezione in piazza a Chiavari, autogestione all'Itis Natta di Sestri nCHIAVARI. Federico Pastore insegna storia della filosofia alla facoltà di Scienze dell'educazione presso l'Università di Genova. Lo fa da 35 anni ed è un docente del corso di laurea di esperto in processi formativi. In piazza, però, il professor Pastore non ha mai insegnato, neanche nelle scorse settimane quando molti suoi colleghi hanno scelto di fare lezione in strada. Ha vissuto il Sessantotto, seguito gli effetti di diverse riforme. Dalla sua esperienza e dalle sue conoscenze partirà per la prima lezione a cielo aperto della sua vita. Giovedì, alle 15.30, in piazza Roma a Chiavari il professor Pastore (che è di Rapallo) parlerà a studenti, colleghi e passanti. A tutti coloro che vorranno fermarsi farà un sunto della "Storia della scuola dal dopoguerra in poi". In realtà, partirà dalla riforma Gentile, varata nel 1923. «Proporrò - spiega - una lettura critica e un'analisi dei risultati delle riforme che hanno portato elementi di novità ed elementi dannosi». Pastore parlerà della sua esperienza di studente e di docente, di ciò che ha rappresentato la scuola di Barbiana, processo educativo avviato da don Lorenzo Milani negli anni '50. «La mia generazione - aggiunge - era fortemente ideologizzata: sapeva quale sarebbe stato il futuro giusto per l'umanità. Dopo un forte calo della tensione ideologica, adesso noto che tra i ragazzi è tornata la voglia di mobilitarsi per il loro domani. La riforma Gelmini ha consentito ai ragazzi di recuperare la spinta verso il cambiamento». Dagli studenti che affolleranno la speciale aula senza muri, Pastore si aspetta «attenzione e partecipazione», dalla gente che transiterà in piazza Roma, invece, il professore confida ci sia «condivisone dei problemi». D. BAD. .x/18/0811

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pd e ivd uniti sull'università oggi consiglio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA Pd e Ivd uniti sull'università Oggi consiglio EMPOLI. Il Partito democratico e l'Italia dei valori in questi giorni di mobilitazione contro la legge Gelmini hanno trovato unità di intenti nel definire dei punti in cui inquadrare una riforma delle università. «Qualità e merito al centro di tutto- dichiara Giancarlo Faenzi, segretario Pd -. Diritto allo studio per tutti, più borse di studio, alloggi universitari a prezzi accettabili; programmi Erasmus più diffusi e una revisione delle modalità d'accesso all'università introducendo una selezione basata sul merito differente dal modello inefficiente dei test d'ingresso; poli decentrati solo se specifici, di alto livello e legati al territorio, come nel caso di quello empolese, che vogliamo difendere dai tagli del Governo e, in prospettiva, rafforzare». «Anche noi dell'Idv siamo d'accordo su questi punti - afferma Alessandro Alderighi, coordinatore Idv - crediamo infatti che l'università vada riformata, ma che la strada non sia quella dei tagli indiscriminati. Il Governo dovrebbe mettersi intorno a un tavolo con tutte le parti coinvolte e cercare misure diverse da quelle adottate finora. Solo con una discussione comune si arriverà alla giusta riforma delle Università e della scuola». Consiglio aperto. è in programma alle 15 all'auditorium del liceo scientifico Pontormo di via Sanzio un consiglio comunale aperto per discutere sui temi della scuola e dell'università. E' prevista la partecipazione e l'intervento di varie figure esterne al consiglio comunale. Dopo l'introduzione del sindaco Luciana Cappelli sono previsti infatti gli interventi di Daniela Borghesi, preside Liceo Pontormo di Empoli; Federica Briganti, studentessa liceo Pontormo; Alessio Ciurli, studente Ferraris-Brunelleschi; Marco Conti, Azione Giovani; Erica Franchi, responsabile provinciale politiche della scuola e università di An; Stefania Fuscagni, consigliere regionale Forza Italia; Marzia Gallerini, Comitato difesa della scuola pubblica di Empoli; Niccolò Macallé, Forza Italia Giovani; Roberta Marconcini, insegnante scuola elementare di Corniola; Marianna Nardi, studentessa Liceo Virgilio; Adriano Statello, studente universitario corso di urbanistica di Empoli.

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punti di primo soccorso sono da monitorare (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Empoli «Punti di primo soccorso sono da monitorare» CASTELFIORENTINO. Attacco sull'ospedale da parte dei consiglieri dell'opposizione Carlo Andrea Zini e Vincenzo Tricarico. «Nel consiglio comunale scorso - spiegano - si è giunti all'epilogo. Si sapeva già che l'ospedale sarebbe diventato una struttura per degenze di lungo termine per malati terminali e, soltanto amministratori preoccupati di perdere consenso, hanno cercato di negare e di fornire rassicurazioni». «Quante volte il sindaco è intervenuto per difendere la gastroenterologia oppure per annunciare il "day surgery" - spiegano Zini e Tricarico - la trasformazione, una volta ultimata, sarà, nei fatti, un poliambulatorio al piano tereno, con reparti per ricoveri a lunga degenza negli altri piani, dove non sarà eseguito nessun genere di intervento chirurgico. Certamente, lo abbiamo detto a chiare note, servono anche il "long term care" e "l'hospice", ma sarà pure lecito dubitare sul fatto, come noi dubitiamo, che il Santa Verdiana possa ancora essere chiamato ospedale». Ovviamente, «questa affermazione - spiegano ancora - non é condivisa dall'amministrazione castellana che, per come ha condotto la questione, si é giocata una fetta di credibilità». Zini e Tricarico fanno riferimento anche al pronto soccorso. «In risposta a nostre interrogazioni erano state fornite rassicurazioni - dicono - vogliamo anche ricordare le 4000 firme di cittadini che sottoscrissero una petizione, alla quale nessuno si è degnato di rispondere, ai vertici Asl per conoscere il destino del Santa Verdiana». Il progetto è già delineato. Ma, sempre secondo Zini e tricarico, non per questo cittadini, associazioni e forze politiche devono rinunciare alla proposta. In particolare è essenziale monitorare i punti di primo soccorso, «anche in ordine ai cosiddetti codici bianchi che, al momento, devono essere dirottati a Empoli, intralciando il pronto soccorso ed obbligando i cittadini a inutili trasferte, alla mancanza della ricettazione dei farmaci al punto di primo soccorso oppure alla impossibilità di certificazione Inail in caso di infortunio». Ci auguriamo, aggiungono i due consiglieri, «che sia possibile ridiscutere ed affinare certi servizi, il pronto soccorso prima di tutto. Del resto sollecitazioni forti in tal senso sono emerse anche dagli interventi dal pubblico, segno che la questione è molto sentita dalla gente. Infine, desideriamo riportare una riflessione emersa durante uno dei più lucidi interventi del pubblico - ci scuserà l'oratore per il furto del "copyright". Per un maestro su tre che viene tolto (legge Gelmini), a Castelfiorentino è stata fatta una gran fiaccolata, mentre per la chiusura di un pronto soccorso su uno non è stato acceso neanche un fiammifero».

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noi, i partiti e i problemi della scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Empoli Noi, i partiti e i problemi della scuola Il liceo scientifico Marconi di San Miniato, a seguito dell'articolo da voi pubblicato che documentava la denuncia di A.N. riguardo le forme di protesta adottate dalle scuole superiori del nostro circondario, nel quale il partito criticava il fatto che solo l'istituto tecnico Cattaneo di San Miniato, durante l'autogestione da questo svolta, aveva dato modo ad esponenti della maggioranza di esprimere le proprie opinioni riguardo la riforma Gelmini, ci tiene a smentire tale affermazione. Questa è una falsità dovuta, secondo noi, a una mancata informazione o comunicazione tra i vari partiti della maggioranza, poiché anche il nostro liceo ha dato modo a questi di esporsi in un dibattito, aperto a studenti, docenti e genitori, tenutosi il giorno 24 ottobre 2008 durante il periodo di autogestione. A tale dibattito hanno partecipato, infatti, un esponente del Partito Democratico e uno di Forza Italia, Marco Daddi; entrambe le parti hanno avuto modo di esporre i propri pensieri e le proprie versioni, ascoltate e dibattute da un pubblico interessato, senza creare frazionismi o partitismi, come forse A.N. voleva presupporre. I ragazzi del liceo "G. Marconi" di San Miniato

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la riforma va in consiglio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

OGGI IN COMUNE La riforma va in consiglio Oggi pomeriggio una parte del consiglio comunale aperto (dedicato ai problemi del tribunale di Pontedera), tratterà anche la questione della scuola. Il sindaco, la giunta e i consiglieri incontreranno i rappresentanti dei genitori e degli studenti delle scuole di Pontedera per discutere delle conseguenze della riforma voluta dal ministro Gelmini.

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Scuola, solo la "De Amicis" rischia la chiusura per la Gelmini Pdl, dal traffico alla sanitàidee per stilare il programma (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-11-2008)

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Scuola, solo la "De Amicis" rischia la chiusura per la Gelmini Pdl, dal traffico alla sanitàidee per stilare il programma novi ligure novi ligure Novi Ligure. L'istituto "De Amicis" di Fresonara è l'unico a rischio. In base alla riforma scolastica voluta dal ministro Mariastella Gelmini, infatti, i plessi con meno di 50 alunni debbono essere chiusi ed accorpati. Nel novese l'unica scuola che potrebbe essere chiusa è quella di Fresonara che ha attualmente 16 alunni su cinque classi e appartiene al secondo circolo didattico di Novi che fa capo alla scuola "Martiri della Benedicata". «La situazione nel territorio novese ? spiega Paola D'Alessandro, provveditore agli studi di Alessandria, intervenuta ieri pomeriggio, al consiglio comunale aperto indetto dall'amministrazione per discutere della riforma Gelmini - non è critica. Eccetto il caso Fresonara non si segnalano altre questioni. Anche per quanto riguarda Rocchetta Ligure che ha 38 studenti non ci sono rischi perchéè Comune montano» L'unica anomalia che si registra nel panorama scolastico cittadino è quella dell'accorpamento della media inferiore "Doria" con l'istituto professionale "Boccardo". «Tale accorpamento è anomalo e si registra solamente in Comuni di montagna o nelle isole. In questo plesso ? prosegue D'Alessandro- non c'è consiglio di istituto bensì un commissario. Tale anomalia deve essere sistemata». «Il tutto si potrà risolvere se ? sottolinea Paola D'Alessandro- si avranno quattro comprensivi con 700 alunni.» Secondo il dirigente provinciale, infatti, si potranno unire scuole materne, primarie e medie in quattro principali gruppi come ad esempio asilo "Garibaldi", elementare "Pascoli" e media "Doria" oppure scuola di Fresonara, con Basaluzzo, Pasturana, materna Solforino e materna Terracini di Novi con elementari "Martiri della Benedicata" e "Oneto". Sulla questione "Doria ?Boccardo" è intervenuto anche il preside dei due istituti, il professor Paolo Repetto. «Sono preoccupato per il futuro dell'istituto professionale ? dice- ma credo che il "Boccardo" possa essere in futuro risorsa della città. Questa scuola, infatti, prevede anche un corso di indirizzo turistico che ritengo possa crescere e diventare una potenzialità per la città che sta immaginando un nuovo sviluppo economico proprio legato al turismo. Il "Boccardo" potrebbe divenire un "polo economico scolastico" caratterizzante per Novi». Se, complessivamente, gli insegnati e i bidelli del novese possono fare sonni tranquilli, in provincia di Alessandria complessivamente usciranno dal mondo scolastico, nei prossimi tre anni, 400 docenti e 200 unità di personale Ata. Marzia Persi .x/18/0811 Scatterà quando lo strato neve raggiungerà i 10 centimetri in città e 5 sulle alture. Nessun intervento sulle strade private .x/18/0811 Novi Ligure. "Amministrare il futuro" questo il tema del convegno organizzato dal gruppo consiliare provinciale del Popolo della Libertà in Provincia di Alessandria che si terrà giovedì, alle ore 21, nella sala conferenze della Biblioteca Civica di Novi. L'incontro con la cittadinanza sarà l'occasione per illustrare l'attività amministrativa e politica svolta in questi anni, ma anche e soprattutto per incontrare gli amministratori del novese e i cittadini, con lo scopo di raccogliere utili indicazioni per la stesura del prossimo programma elettorale in vista delle amministrative e provinciali del giugno 2009. Attraverso il dibattito pubblico si concretizza, fin d'ora, un forte impegno del Popolo della Libertà per dare una soluzione ai problemi di competenza provinciale che riguardano il novese e che, in questi anni, sono rimasti sul tappeto: la sanità provinciale e il futuro dell'ospedale "San Giacomo", le nuove vie di comunicazione per alleggerire il traffico in città e nei paesi limitrofi, il futuro dello scalo merci di Novi-San Bovo nel più generale quadro del sistema logistico ligure - piemontese, scelte più moderne in materia di smaltimento dei rifiuti sono solo alcuni dei temi che saranno affrontati. M. Pe. .x/18/0811

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Show di Sabina Guzzanti per gli universitari contro la riforma (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-11-2008)

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Show di Sabina Guzzanti per gli universitari contro la riforma oggi a valletta puggia Alle 15 ad Albaro, l'attrice incontra gli studenti. Aumentano le scuole superiori che bloccano le gite scolastiche 18/11/2008 Genova. La protesta degli studenti incontra lo spettacolo: oggi pomeriggio alle tre, nell'impianto sportivo del Cus di Valletta Puggia, nel polo scientifico universitario, è previsto l'arrivo di Sabina Guzzanti. L'attrice comica e imitatrice è in questi giorni di scena al Politeama genovese con il suo spettacolo "Vilipendio" e ha deciso di incontrare gli studenti. Un incontro piuttosto atteso, a giudicare dagli scambi di commenti su Facebook: lo show sarà seguito da un aperitivo e da un concerto. Di fronte agli studenti dell'Università, Sabina Guzzanti terrà una conferenza sulla legge 133 e il decreto legge 180. Ossia sulla Finanziaria 2009 che introduce tra l'altro tagli al fondo di finanziamento ordinario - la principale voce di entrate degli atenei - blocco parziale del turnover ed eventuale trasformazione degli atenei in fondazioni private; e sul decreto "tecnico" con cui il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini stanzia 500 milioni per le università virtuose e 135 milioni per le borse di studio, e modifica le regole dei concorsi; confermando però i tagli - 1,5 miliardi per il 2010 - decisi con la Finanziaria. Spettacolo a parte, l''Onda studentesca si avvia verso una settimana di agitazioni. Oggi la Consulta comunale per l'handicap convoca nell'aula magna del liceo Cassini un'assemblea sulle conseguenze della cosiddetta riforma Gelmini sulla scuola: «87 mila insegnanti in meno in 3 anni, 43 mila Ata (segretari e bidelli) in meno nel triennio 2009-2011, insegnante unico in classe. Quale ricaduta avrà tutto ciò sugli alunni disabili?». Nelle scuole superiori cresce intanto il "blocco delle gite scolastiche". Una singolare forma di protesta voluta da molti docenti - e accettata un po' controvoglia dagli studenti - che attraverso il blocco di viaggi e gite, tra i principali business del settore scolastico, sperano di tenere vivo il dibattito sul futuro dell'istruzione. In diversi licei cittadini - Lanfranconi, Colombo, da Vinci, Cassini, Barabino, Montale - le assemblee sindacali e i collegi docenti hanno votato a favore del "blocco". Continuano anche le proteste degli studenti delle superiori: dopo il liceo classico e scientifico King, che ieri ha i augurato la sua settimana di autogestioni, nei prossimi giorni - giovedì, venerdì e sabato - sarà la volta del liceo classico Mazzini di Sampierdarena. «Le lezioni mattutine proseguono regolarmente, al pomeriggio abbiamo assemblee, laboratori teatrali e conferenze. Fino a venerdì», dice Virginia Niri, studentessa al King. «Da noi invece - spiega Matteo Rebuffo del Mazzini - le assemblee si terranno la mattina, ma soltanto per tre giorni. Chi vorrà potrà comunque seguire le normali lezioni, che non vengono sospese». Entrambe le autogestioni sono state autorizzate dai presidi delle scuole. Francesco Margioccomargiocco@ilsecoloxix.it 18/11/2008

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pdl: in toscana più scuole per l'infanzia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 13 - Grosseto Pdl: in Toscana più scuole per l'infanzia PIOMBINO. Chi si attendeva accese contestazioni è rimasto a bocca asciutta, anche se ieri alla sala del Quartiere Salivoli ad assistere all'incontro sulla scuola organizzato da Fi-Pdl c'erano dei sostenitori del "no" alla Legge Gelmini, alcuni insegnanti e un rappresentante del collettivo studentesco "Tre passi avanti". «In queste settimane - ha detto Leopoldo Provenzali, consigliere regionale Fi-Pdl - in alcune scuole toscane sono accaduti fatti gravi dal punto di vista della correttezza istituzionale che hanno interessato anche la provincia di Livorno. Una campagna mistificatoria, quella orchestrata dalla sinistra, che oltre a disseminare disinformazione e a strumentalizzare, priva alunni e famiglie di un diritto fondamentale come quello dell'istruzione». «Come Pdl-Fi - prosegue Stefania Fuscagni, consigliere regionale e vicepresidente della commissione istruzione e cultura - stiamo portando avanti una vera e propria "operazione verità" ribattendo colpo su colpo agli attacchi che la sinistra sta portando alla Legge Gelmini. La dialettica politica può essere aspra, ma sulle regole del gioco dobbiamo essere tutti d'accordo, e la prima regola, quando si parla di scuola, è quella di impedire di usare i ragazzi e le famiglie come leve per il proprio tornaconto politico e partitico». Crediamo - hanno detto poi Provenzali e Fuscagni - che anche la Regione colpevolmente non abbia esitato a diffondere l'idea che per contrastare il decreto Gelmini tutte le strade fossero lecite. Noi stigmatizziamo questo atteggiamento, invitando tutte le istituzioni a prendere ufficialmente le distanze da chi fa della scuola un campo di battaglia e a tenere la dialettica politica lontana dai ragazzi e dalle aule scolastiche. Aggiungiamo che non solo non ci sono tagli al tempo pieno, che anzi verrà rafforzato, non solo non ci saranno licenziamenti, ma anzi è prevista l'apertura in Toscana di 60 sezioni in più per la scuola dell'infanzia con oltre 550 nuove assunzioni». Al.To.

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in strada i banchi di scuola - luca signorini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Montecatini In strada i banchi di scuola Studenti e insegnanti del Lorenzini pronti alla protesta La prima lezione prevista al mercato settimanale di Pescia LUCA SIGNORINI PESCIA. Il liceo Lorenzini prepara le lezioni di piazza. Dopo l'insuccesso della manifestazione di sabato mattina con il ministro Gelmini presente al "Circolo del Buongoverno", gli studenti della scuola pesciatina sono tornati in classe desiderosi di riprendere le iniziative di protesta contro i tagli all'istruzione. Per stamani intorno alle 9 è prevista la riunione del comitato studentesco. In quella sede i rappresentanti di classe e d'istituto, in accordo con i professori, perfezioneranno l'organizzazione delle "lezioni a cielo aperto". Quasi la totalità degli insegnanti è favorevole a questa presa di posizione, gli studenti, dalle prime alle ultime classi, sono in fermento, tutto l'istituto è pronto a scendere in strada. Un'azione che è per loro «grande fonte di visibilità, dopo cortei e sfilate, questo è l'unico modo pacifico per farci sentire», ed è anche «un modo per non fermare la didattica, perché la cultura e l'istruzione sono elementi fondamentali nella costruzione del nostro futuro». Già sabato mattina i cittadini di Pescia potranno cogliere qualche nozione di matematica o di filosofia, visto che i ragazzi stanno provando ad organizzare la prima lezione in piazza Mazzini, tra i banchi del mercato settimanale, un'occasione importante per coinvolgere nella mobilitazione una buona fetta di abitanti. Se il primo appuntamento salterà, ci sarà da aspettare la settimana nuova, gli studenti sono sicuri e convinti delle proprie idee e, questa volta, godono dell'appoggio dei professori.

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continua l'occupazione (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

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MATTEUCCI Continua l'occupazione PISA. Palazzo Matteucci resta occupato. Sarà ancora il punto di ritrovo del movimento studentesco che ha protestato contro la legge 133 e il decreto Gelmini. Una numerosa rappresentanza di studenti pisani ha partecipato alla manifestazione del 14 a Roma cui è seguita un'assemblea alla Sapienza di Roma. «In quell'occasione - spiega Andrea, uno degli occupanti di Palazzo Matteucci - abbiamo discusso di tre tavoli: didattica, welfare associato al reddito e, infine, ricerca e formazione. Al termine dell'assemblea romana, noi studenti abbiamo deciso di declinare e approfondire queste linee guida nei vari territori». Nell'ex sede della facoltà di Fisica, nelle aule dismesse e ora occupate dagli studenti, si svolgeranno incontri e dibattiti per come affrontare questi tre temi in vista dello sciopero generale che è stato programmato per il 12 dicembre. Per quella data saranno organizzate altre manifestazioni.

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nel maxi-consiglio vincono i fischi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

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Pagina 5 - Livorno Nel maxi-consiglio vincono i fischi Blitz dei giovani Pdl arrivati da altre città e inizia la bagarre Finisce per mancanza di numero legale, la seduta è stata aggiornata a data da destinarsi LIVORNO. La situazione finisce quasi per degenerare che è passato da poco mezzogiorno. Il salone-teatro del Chiostro della Madonna, che ieri ha ospitato la seduta in forma aperta e congiunta dei consigli comunale e provinciale per parlare della scuola dell'era Gelmini, a quell'ora assomigliava più alla sbraitante curva di uno stadio. Urla e fischi a decibel altissimi, cori di "buu". Gli studenti ce l'hanno con i consiglieri: all'indirizzo di quelli del Pdl volano cori («Fascisti! Fascisti!»). I rappresentanti delle opposte fazioni si beccano tra loro facendo un chiasso indiavolato. La scintilla che ha appiccato il fuoco? Il fatto che nella prevista girandola di interventi delle parti sociali (sindacati, associazioni e movimenti di studenti) a parlare per il Pdl siano saliti sul palco, oltre all'annunciata consigliera regionale forzista Stefania Fuscagni, anche altri esponenti dei movimenti giovanili di partito per lo più provenienti da fuori provincia (tra cui un membro romano dell'esecutivo nazionale di Azione Universitaria di An-Pdl e i due responsabili pisani degli Studenti per la libertà). Una mossa bollata come «provocazione» dagli studenti delle superiori presenti in gran numero e letta come un «blitz del centrodestra» soprattutto dai consiglieri della sinistra alternativa. Chiaro che il bailamme innescato abbia inceppato gli ingranaggi della seduta facendo saltare anche il previsto intervento finale del sindaco Cosimi. Dopo venti interventi (compresa l'introduzione del presidente della Provincia Kutufà e l'intervento della consigliera regionale pd Fabiana Angiolini), solo dopo le 13 è stato data la parola ai consiglieri. Appena il tempo di farne parlare quattro, poi la seduta è stata sciolta per mancanza di numero legale dei consiglieri comunali, aggiornandosi a data da destinarsi. Non c'era più possibilità di votare il documento congiunto contro le leggi Gelmini preparato dalle commissioni consiliari sulla scuola di Palazzo Granducale e Palazzo Civico. Come detto, il delicato equilibrio bipartisan su cui era stato costruita questa seduta-tandem si è rotto quasi subito: trasformando il consiglio congiunto in una girandola di interventi frequentemente interrotta dagli studenti. Il clou della bolgia arriva quando Dario Antonelli del Coordinamento studentesco si attacca al microfono provando a urlare a più non posso le ragioni dei ragazzi dell'"Onda": «Avevo chiesto 20 secondi per parlare ma non mi è stato concesso». A cedergli una parte del suo tempo è Massimo De Santi (Comitato difesa scuola pubblica). Antonelli grida coperto dal frastuono: «Perché si è voluto creare una situazione rischiosa turbativa del dibattito in corso? Perché sono stati fatti intervenire studenti esterni al territorio comunale e provinciale?». Una situazione denunciata poi anche da molti consiglieri. «La destra non è assolutamente in grado di reggere il confronto: questo consiglio si è trasformato in un convegno dove sono state invitate persone che non avevano nessun rapporto col territorio», tuona Alessandro Trotta (Prc). Rosalba Volpi (Sinistra Critica) va giù più dura: «Decreto il fallimento di questo consiglio che doveva essere aperto e invece si è trasformato in una passerella per la destra». Nel mirino anche il fatto che siano stati quadruplicati gli interventi delle associazioni in quota Pdl, a differenza di quanto concordato in conferenza dei capigruppo. Gianluca della Maggiore

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dibattito. nel chiostro parole e urla: il dialogo è fallito (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Livorno Dibattito. Nel Chiostro parole e urla: il dialogo è fallito LIVORNO. «Siamo solidali col movimento degli studenti. La scuola ha bisogno di cambiamenti ma le riforme vanno fatte con consenso e partecipazione. I giovani devono essere protagonisti di quanto li riguarda: siamo qui per ascoltarli». Il presidente della Provincia Kutufà, aprendo il consiglio-tandem, cerca un contatto positivo con gli studenti. Perché di mattina? Ma loro, ancor prima di entrare in sala, al megafono denunciano la scelta di organizzare la seduta di mattina. «L'avete fatto - urlano - per impedire la partecipazione massiccia del mondo della scuola». Quando poi Agnese Barbensi attacca a parlare per il Coordinamento degli studenti, i suoi compagni espongono nel salone-teatro lo striscione "La politica si fa nelle piazze". Sta qui il succo degli interventi degli studenti. La loro critica è bipartisan: contro tutti i partiti e i loro provvedimenti sulla scuola, rivendicano il loro ruolo politico. «Ci siamo opposti - dice Barbensi - sia alla "riforma Moratti" che alla "politica del cacciavite" di Fioroni». Sulla stessa linea Niccolò Marinari (studenti delle superiori) e Giacomo Sini (universitari). «Saremo il martello - dice Sini - che distruggerà il mosaico costruito in questi anni da tutti i partiti per la mercificazione della cultura». Concetti ribaditi anche da Marina Petri (Consulta provinciale degli studenti): «Dobbiamo essere ascoltati perché siano realizzate le nostre idee e non progetti calati dall'alto». Daniele Pieraccini (Nautico) sposta l'attenzione sulle scuole a rischio: «Il mio istituto, in barba a ogni regola di buon senso, potrebbe essere accorpato con un istituto tecnico qualsiasi». Al calor bianco. L'atmosfera si surriscalda quando al microfono arriva Gabriele Lessi (Giovani per la libertà), l'unico livornese tra gli invitati a parlare in quota Pdl. «C'è una maggioranza silenziosa - dice tra i fischi - pronta a fare la propria parte. Scegliamo il dialogo contro il clima di scontro politico al ribasso e l'arroccamento su posizioni preconcette». Parole che scatenano il primo putiferio: al suo indirizzo gli studenti inveiscono più volte. E' il refrain che accompagnerà anche gli interventi pro-Gelmini dei due responsabili provinciali degli Studenti per la Libertà a Pisa: Jonathan Alvino Genua (Alternativa Studentesca e consigliere comunale a S. Maria a Monte) e Luca Cuccu (leader dei giovani forzisti in Valdera e consigliere comunale a Crespina) azzardano anche un «invito al confronto con gli altri studenti». Particolarmente fischiato l'intervento del romano Andrea Volpi, membro dell'esecutivo nazionale di Azione Universitaria (An-Pdl). Così come quello della responsabile regionale di An per la scuola Roberta Marchi (Associazione Nuova Italia e consigliera comunale a Pescia): «L'intervento finanziario della Gelmini non è un taglio ma è una redistribuzione mirata delle risorse». Più soft. Il clima torna relativamente calmo quando a parlare sono i rappresentanti dei sindacati. Fiorigia Beverelli (Cobas) attacca «le menzogne» dei giovani di An che avevano parlato di un mantenimento del tempo pieno. Fulvio Corrieri (Snals) ricorda che «i tagli della Gelmini non sono sostenibili dal nostro territorio». Claudio Galatolo (Unicobas) critica le manipolazioni mediatiche «che ci incamminano verso un regime». Concetto ripreso sia da Vladimiro Carpita (Gilda) che vede nell'attacco alla scuola «il tentativo di distruggere la roccaforte della cultura della sinistra» sia da Vincenzo Baggiani della Uil («dietro la riforma c'è un concetto educativo reazionario»). A ribadire che la mobilitazione continuerà sono Paola Colorà della Cisl scuola («in attesa di un tavolo di confronto vero, manteniamo lo stato di mobilitazione della categoria») e Patrizia Villa della Flc Cgil («non credo che la mobilitazione si debba fermare di fronte all'approvazione arrogante della legge, il governo snobba i 2 milioni di italiani che hanno detto no»). Dalla Regione. Nel ping-pong di voci c'è spazio anche per Anton Luca Moschetti che porta la voce della Fism (Scuole materne cattoliche). Il mulinello di interventi si conclude con le due consigliere regionali. Per il centrodestra Stefania Fuscagni sottolinea «la singolarità» del bi-consiglio livornese: «In tutte le altre occasioni formali a cui ho partecipato c'è stata la possibilità di dissentire e consentire. Non credo che alcuno di voi possa sostenere che il diritto al consenso in una società democratica non debba essere garantito». Per il centrosinistra Fabiana Angiolini (Pd) ribadisce l'impegno della Regione sul fronte scuola («dal 2005 sono raddoppiati gli investimenti sulla scuola dell'infanzia e si è puntato forte sull'edilizia scolastica e per i piccoli comuni»): ricorda poi il ricorso alla Corte costituzionale e, pur ribadendo tuttio i no ai tagli della Gelmini, lancia un invito pressante al dialogo. Marco Mazzi (gruppo misto) accusa: «Ci sono stati interventi faziosi, ideologici, sciocchi. Non possiamo accettarlo». E Tamburini (An): «L'avevo detto che sarebbe stata una passarella: almeno così è stata una passarella democratica». Fra i fischi aggiunge: «Gli studenti sono stati strumentalizzati e l'ascolto è stato frammentato da una ignobile gazzarra».

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con il cerino sul fuoco (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

L'OPINIONE CON IL CERINO SUL FUOCO Nel maxi-consiglio del dialogo e dell'ascolto non c'è né dialogo né ascolto: in una successione già affollatissima di interventi annunciati, il centrodestra ne infila in extremis una serie. Salta agli occhi però un fatto quantomeno stravagante: tutti paracadutati qui da altre città. Lo sono anche i due consiglieri regionali (di opposto schieramento), ma sono la voce istituzionale dell'assemblea regionale in questo consesso istituzionale che si sforza di aprirsi all'esterno: e oltretutto la loro partecipazione è stata ampiamente dibattuta. E' un blitz, non giriamoci intorno: o per gettare benzina sul fuoco del confronto o per saturare gli spazi e ingolfare il dibattito. Non si sostiene qui il "pensiero unico", al contrario: né sulla scuola né su altro. Ma è difficile immaginare che, per fare un esempio sul filo del paradosso, possa aver l'innocente intenzione di dare un contributo al dibattito chi chiamasse da Roma gli ultrà laziali a una tavola rotonda sullo sport a Livorno. L'idea di un consiglio-tandem di Comune e Provincia (aperto alla città) sulla scuola era saltata fuori a sinistra: una sottolineatura istituzionale forte se pensiamo che l'unico precedente recente è l'attentato alle Torri Gemelle. All'inizio il centrodestra è stato decisamente freddo, anzi contrario. Poi, dopo mille mediazioni per dare garanzie di non trasformare la discussione in un rodeo anti-Pdl, ecco finalmente una scaletta misurata con il bilancino bipartisan. E anche il centrodestra si è mostrato quasi entusiasta di aver finalmente «l'opportunità di smascherare le bugie della sinistra». L'obiettivo era stato centrato: opinioni opposte sulle leggi Gelmini ma tutti d'accordo nel far delle due assemblee elettive della città il luogo di una discussione allargata a chi vive nel mondo della scuola. Va detto che domenica pomeriggio alle 16,18, dopo il rigore di Kakà e prima del gol di Baptista, Forza Italia convoca tramite e-mail una conferenza stampa per l'indomani mattina in contemporanea con il maxi-consiglio: per dire cosa, se buona parte dei protagonisti parla già nell'assise nel Chiostro? Non si può giocare con gli ingranaggi (delicati) della democrazia: si fa del male alla democrazia. E alla scuola. Mauro Zucchelli

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perché avete dato la parola a estranei? (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Livorno «Perché avete dato la parola a estranei?» Il Coordinamento studentesco: è stata una provocazione Rifondazione: si è lasciato che la destra snaturasse l'incontro LIVORNO. «Il consiglio provinciale e comunale ha permesso che intervenissero persone estranee alla realtà locale, sia politica che sociale, e che quindi non erano qualificate per intervenire, al solo scopo di creare una provocazione». Il Coordinamento studentesco, promotore della contestazione anti-Gelmini, non risparmia le critiche alla gestione del maxi-consiglio. Gli studenti del fronte anti-Gelmini segnalano che mentre a queste persone «venivano concessi interventi, a noi è stata negata ogni replica, ogni richiesta, ogni comunicazione. Questo non ci stupisce: abbiamo contestato con forza questa situazione e ci è stato detto che avevamo trasformato il Consiglio in un mercato. L'unico mercato invece, come ci hanno dimostrato, è quello elettorale». Il Coordinamento, all'insegna dello slogan "La politica si fa in piazza", rivendica di aver accompagnato la propria presenza «anche con volantini, striscioni e slogan» per dire tutta la propria «estraneità agli oscuri giochi che sempre caratterizzano i salotti della "politica", per quanto provinciali siano». Critiche di tenore simile arrivano anche da Rifondazione comunista: «Per un concetto del tutto fuori luogo di "par condicio" - si afferma - la gestione del Consiglio ha permesso che la destra snaturasse il senso dell'incontro pubblico trasformandolo in una pura passerella per rappresentanti politici di An e Forza Italia». Come se non bastasse, «l'assenza di numerosi consiglieri di maggioranza, insieme all'uscita pretestuosa della destra, ha fatto sì che alla fine mancasse il numero legale, completando così la frittata». Il Prc chiede che ora si approvi «un documento chiaro che manifesti concretamente la volontà di contrastare gli effetti devastanti dei provvedimenti del governo». M.Z.

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forza italia: la sinistra strumentalizza i ragazzi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Livorno Forza Italia: la sinistra strumentalizza i ragazzi Amadio (An): smettetela di arrampicarvi sugli specchi LIVORNO. I vertici regionali, provinciali e comunali di Forza Italia verso il Pdl si sono riuniti per difendere a spada tratta la riforma Gelmini: a margine dell'iniziativa di Comune e Provincia, gli esponenti del partito del presidente del Consiglio convocano la stampa per ribadire la propria posizione sul tema della riforma dell'ordinamento scolastico. Assieme ai consiglieri provinciali Stefano Lami e Maurizio Zingoni e quelli comunali Maurizio Lampredi e Giuseppe Argentieri, per confermare la bontà delle scelte del governo sull'istruzione si sono mobilitati anche Roberto Russo (presidente provinciale dei Circoli della Libertà) e il consigliere regionale Leopoldo Provenzali. Ma soprattutto è scesa ancora una volta in campo l'onorevole Stefania Fuscagni, vicepresidente del gruppo consiliare in Regione che si occupa proprio della scuola e giunta già al suo 72º intervento sull'argomento. Senza contare le due tappe successive del mini tour giornaliero che l'hanno vista portavoce anche negli appuntamenti svoltisi nel pomeriggio di ieri, con tappe prima a Piombino e poi a Cecina in serata. «Gli studenti - sottolinea Fuscagni - sono stati strumentalizzati dal centrosinistra con un preciso obiettivo: una controinformazione ad hoc per raggiungere il punto più alto della protesta in coincidenza della manifestazione del 25 novembre a Roma. Ma quando la folla viene incitata facendo leva sulla paura, risulta difficile fare marcia indietro. Malgrado ciò, ci stiamo mobilitando il più possibile per smascherare le tante bugie dette che sono state dette in questi mesi». A tal proposito, a Livorno Forza Italia dice di aver già provveduto a contattare i maggiori istituti del territorio per allestire dei momenti di confronto democratico: considerate alcune delle risposte positive già ricevute, - si afferma - a breve verrà anche stilato un calendario di incontri con corpo docente, studenti e famiglie. A margine del maxi-consiglio, ma in modo distinto, interviene anche Marcella Amadio (An): «Inviterei gli studenti a occupare sedi Cgil, simbolo del potere di alcuni professori-baroni. Polemica contro chi è venuto da fuori? Ipocriti, quelli di sinistra hanno parlato nascondendosi dietro alle sigle di associazioni e partiti. Anche Angiolini viene da Firenze. Si arrampicano sugli specchi». A.P.

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picasso e munch la protesta anti gelmini con i quadri in piazza - intravaia a pagina vi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina I - Palermo Gli studenti dei licei artistici Picasso e Munch la protesta anti Gelmini con i quadri in piazza INTRAVAIA A PAGINA VI SEGUE A PAGINA VI

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picasso e munch, la protesta anti-gelmini è arte - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina VI - Palermo Picasso e Munch, la protesta anti-Gelmini è arte SALVO INTRAVAIA Guernica di Picasso e L´Urlo di Munch, due opere d´arte?simbolo contro i soprusi esposte in piazza per protestare contro la riforma Gelmini. Ieri mattina studenti e professori dei licei artistici e dell´istituto d´arte di Palermo hanno manifestato contro i provvedimenti del governo che «tagliando le ore delle discipline di indirizzo, snaturano l´istruzione artistica». Due i momenti salienti della manifestazione, che a tratti è stata bagnata da una pioggia fastidiosa, uno a piazza Ruggero Settimo e l´altro a piazza Verdi. Nelle prime ore della mattina, a piazza Politeama si sono posizionati gli studenti e i docenti dell´artistico Damiani Almeyda, che hanno anche raccolto le firme a sostegno della protesta tra i passanti. A piazza Verdi si sono esibiti prof e studenti del liceo artistico Eustachio Catalano e dell´istituto d´arte di piazza Turba. Protagonista della performance estemporanea anche il preside dell´istituto d´arte, Carlo Monastra, che utilizzando bombolette spray ha realizzato un pannello decorativo. In poco tempo piazza Verdi è diventata una specie di scuola a cielo aperto con spazi in cui i docenti svolgevano le loro lezioni: Italiano, Storia dell´arte e, ovviamente, disegno. «Futuro sfocato: no all´articolo 64», recitava un pannello realizzato con foto sfocate dei ragazzi del Catalano. «Il frontone del teatro Massimo - commenta amareggiato Franco Reina - riporta la scritta "L´arte rinnova i popoli e ne rivela la vita ?", ma a Roma sembrano essersene dimenticati». Verso le 10,30, mentre i compagni delle altre classi disegnavano o modellavano la creta, i ragazzi dell´Almeyda montavano un pannello di 4,20 per 2,40 metri con "Guernica" - il dipinto che Pablo Picasso realizzò nel 1937 dopo che i tedeschi rasero al suolo la città spagnola - affiancato a "l´Urlo" del norvegese Edvard Munch, il "pittore dell´angoscia". «Le due opere simboleggiano la distruzione e la disperazione per l´istruzione artistica», dice Ezio Leone, docente dell´artistico di via Vivaldi. Due gli striscioni: «Siamo disperati ma non rassegnati» e «No al massacro dell´istruzione artistica». Per spiegare ai passanti i motivi della protesta un enorme paio di forbici di cartone riportava la scritta: «Oggi 44 ore settimanali, domani 32».

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Nel 1400 i primi sbarchi degli esuli dall'Albania (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Nel 1400 i primi sbarchi degli esuli dall'Albania La battaglia delle Regioni contro la ministra Gelmini ha segnato un punto a favore alquanto importante il 6 novembre scorso. In un decreto che nulla centrava con la scuola (si parlava di riorganizzazione sanitaria) si prevedeva l'accorpamento delle scuole sotto i 50 studenti e il commissariamento delle Regioni che non avessero presentato entro novembre il piano di riorganizzazione. Il governo ha presentato un emendamento all'articolo 3 del decreto legge 154, in discussione al Senato. Il nuovo testo prevede l'accorpamento della dirigenza scolastica per l'anno 2009-2010; dimensionamento della rete scolastica a decorrere dall'anno 2010-2011 mediante un'intesa in sede di Conferenza Unificata; e di conseguenza viene eliminata l'ipotesi del commissariamento delle regioni. Il nuovo testo è il risultato della battaglia condotta dalle Regioni per evitare la scomparsa delle scuole dei piccoli comuni.

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La grande corsa a sinistra Rimane qualcuno a destra? (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

La grande corsa a sinistra Rimane qualcuno a destra? TENDENZE. Per Tremonti è di sinistra il suo antimercatismo. Per Alesina e Giavazzi il loro liberismo. Poi c'è Berlusconi («Il mio governo segue politiche decisamente di sinistra»), che ha aperto la via a Gelmini, Bondi e da ultimo a Brunetta: tutti «di sinistra» e impegnati in riforme di sinistra. E un dubbio sorge: è il mondo che è cambiato o in Italia ci si vergogna a stare dall'altra parte? di Stefano Cappellini Dunque, ricapitolando l'aggiornamento sull'album di famiglia: due giorni fa, nel mentre è impegnato a smascherare la militanza a sinistra dei fannulloni italiani, il ministro Brunetta spiega quanto soffra a denunciare questo stato di cose essendo egli stesso di sinistra, «socialista di Forza Italia», per la precisione. Nello stesso giorno, anche la collega dell'Istruzione Mariastella Gelmini assicura che il governo «fa cose di sinistra». Del resto, prima e più autorevolmente della titolare dell'Istruzione, nel luglio scorso, era stato Silvio Berlusconi in persona, dal palco delle conferenze stampa di palazzo Chigi, ad assicurare che il suo è un governo impegnato in politiche «decisamente di sinistra». C'è poi Sandro Bondi, che come Gramsci nessun intellettuale mai in Italia. Non parliamo di Giulio Tremonti, convinto di aver scavalcato a sinistra l'intero Pd in parole e opere, che ospite in settembre della Festa nazionale del Pd di Firenze esordisce citando Marx, e che ancora prima di diventare di nuovo ministro del'Economia aveva già pubblicato un libro, La paura e la speranza, in cui gli strali «antimercatisti» erano indirizzati quasi in pari misura ai signori della finanza e ai signori della gauche tricolore, in quanto complici dei primi. Peraltro Veltroni&co. hanno cominciato a prendere cazzotti dal Tremonti no global quando non si era ancora riassorbito sulle loro teste il bernoccolo per lo scappellotto degli economisti liberali Alberto Alesina e Francesco Giavazzi. I quali, supportati da buona fortuna giornalistica, deploravano che la sinistra non si fosse resa conto che il liberismo è cosa sua, che Il liberismo è di sinistra, appunto, come da titolo del pamhplet a quattro mani uscito un annetto fa (quando i liberisti non dovevano ancora nascondere la copia del Wall Street Journal tra Chi e Novella 2000). Nel momento in cui la sinistra italiana ha toccato il suo nadir, espulsa dal Parlamento nella componente verde socialcomunista, sbatacchiata da una sconfitta epocale sul fronte riformista, ecco che proprio oggi spunta che sono tutti di sinistra, esecutivo e maggioranza compresi, tranne forse qui poveri drop out di Gasparri e Borghezio. Da una parte, davanti a cotanto autorevole affollamento a manca, verrebbe quasi la tentazione di aggiungere un livido in più sul corpo di Veltroni e chiedergli a muso duro com'è possibile che un marchio così di tendenza abbia venduto tanto poco alle ultime elezioni, e se la colpa non sia anche del venditore, che lo ha esposto male o addirittura ha cercato di nasconderlo per proporre merce già fuori catalogo o sulla via del tramonto, dato che il Pd ha passato parte della campagna elettorale a preconizzare un nuovo boom economico o a snocciolare formule del tipo «la sicurezza non è né di destra né di sinistra» (tema cruciale, la sicurezza, ma non si è mai capito perché questo presunto status bipartisan della sicurezza non dovrebbe valere allora anche per la disoccupazione, la fame nel mondo o la malasanità). Ma sarebbe troppo comodo. Bisogna invece che qualcuno cominci a chiedere conto ai neo-sinistri, o ai sinistri di ritorno come i socialisti azzurri, o ai liberali - che avrebbero già sufficienti ragioni di orgoglio a casa propria - perché si affannino così a cercare legittimazione e copertura a sinistra. Perché Berlusconi e molti suoi ministri si autocollocano fuori dal proprio schieramento naturale? Le risposte possibili sono naturalmente molte. Le più attendibili non sono confortanti per i diretti interessati. La sensazione è che molti degli aspiranti sinistri (ultima arrivata Gelmini) siano nell'intimo convinti che una riforma possa essere considerata "seria" solo se ha un'impronta sinistrorsa. Il che testimonia, quantomeno, un complesso d'inferiorità. Che non si può certo spiegare con il vecchio mantra sull'egemonia della sinistra nella società civile, perché a quello ormai credono davvero solo Gasparri e Borghezio. A meno che l'equivoco non stia in quel «noi pensiamo ai meno abbienti» ergo siamo di sinistra (sempre Gelmini, ma di recente anche Tremonti e Berlusconi), associazione che nella sua approssimazione e sciatteria fa il paio con quella di cui sopra sulla sicurezza e, al limite, anche avesse una sua verità, confermerebbe solo che la destra si preoccupa esclusivamente degli abbienti. Non il massimo, per un esecutivo di centrodestra. In altri casi non si capisce invece perché i leader e i pensatori del centro o del centrodestra non si propongano coerentemente come riformatori delle idee del proprio campo. Il giorno in cui un Tremonti, anziché pretendere di spiegare alla sinistra come deve fare il suo mestiere, spiegherà con orgoglio di aver dato corso al pensiero della Nuova Destra; il giorno in cui Alemanno e il Pdl romano, anziché varare una pletorica commissione affidata a un socialista, dimostreranno di avere un'idea in proprio che sia una sul futuro di Roma; il giorno in cui Brunetta annuncerà di aver licenziato centomila fannulloni certificati, anziché certificarne lui a suo insindacabile parere le preferenze elettorali, allora ci si potrà convincere che la destra italiana non ha solo il consenso, ha anche una identità e un progetto credibile senza doverli chiedere in prestito alla biblioteca dell'Istituto Gramsci. E soprattutto gli elettori del Pdl avranno la meritata soddisfazione di constatare che i loro leader hanno smesso di vergognarsi di essere di destra. 18/11/2008

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l'onda rallenta, liberata lettere - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina VI - Napoli L´Onda rallenta, liberata Lettere Ancora occupata l´Orientale ma si studiano altre forme di protesta BIANCA DE FAZIO Ieri sera ancora sventolava, a una finestra della facoltà di Lettere e filosofia, lo striscione che ha campeggiato durante queste settimane di mobilitazione: «Lettere occupata». Ma alle 18 di ieri le chiavi della sede di Porta di Massa sono state riconsegnate al preside, Arturo De Vivo. Gli studenti di Lettere levano le tende, dopo aver presentato al rettore Guido Trombetti e al preside della facoltà un documento che ribadisce le ragioni della protesta e insiste, coi vertici della Federico II, perché dallo Statuto sparisca la norma che apre all´ingresso di privati nell´ateneo. «Si apre una nuova fase del movimento - spiega Giancarlo, del collettivo di Lettere - La parola d´ordine dell´Onda, che era "noi la crisi non la paghiamo", va oltre: "la crisi la si paga coi profitti". Ribadiamo, insomma, che Confindustria resta l´obiettivo della nostra contestazione. Usciamo dall´università - continua - anche perché vi possano finalmente entrare i soggetti esclusi, i lavoratori, innanzitutto». D´altra parte l´occupazione di Lettere aveva già una scadenza, quella del 14 novembre, il giorno della manifestazione nazionale a Roma. Poi gli studenti anti Gelmini avevano decidere di proseguire in questa forma di lotta per partecipare, sabato e domenica, all´assemblea che si è tenuta alla Sapienza e che ha prodotto, col lavoro dei movimenti di tutta Italia, una serie di documenti. «L´occupazione - si legge nel documento consegnato al rettore Guido Trombetti - dovrà tradursi in qualcosa d´altro, ma essa ha dato vita a un´esperienza di socialità e di cultura impossibile da pensare come reversibile. Consegneremo le chiavi, ma conserviamo il presidio dell´aula Piovani e delle aule inutilizzate della biblioteca». All´Orientale, invece, l´occupazione è ancora una realtà: se a palazzo Corigliano sono state riaperte le biblioteche, a palazzo Giusso tutto resta nelle mani degli studenti, «ma stiamo cercando una formula - afferma Giovanni - per aprire alcune strutture anche qui». Gli studenti dell´Orientale hanno partecipato numerosi alla due giorni della Sapienza: erano 89. I documenti elaborati dall´Onda a Roma saranno oggetto di un´assemblea fissata per domani mattina, a palazzo Giusso, nel corso della quale si decideranno anche le nuove forme della protesta.

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'Vogliamo cultura, non spazzatura' La protesta degli studenti contro la riforma (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 18-11-2008)

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FAENZA pag. 13 ?Vogliamo cultura, non spazzatura? La protesta degli studenti contro la riforma MANIFESTAZIONE IN CORSO MAZZINI E IN PIAZZA DEL POPOLO IL COORDINAMENTO degli studenti medi ha dato vita ieri mattina ad una manifestazione per protestare contro la riforma scolastica varata dal governo mediante la legge Gelmini. Tra cori, fischi, sfottò ed incitamenti, poco più di un centinaio di ragazzi e ragazze hanno percorso tranquillamente tutto corso Mazzini, da piazzale Pancrazi fino a piazza del Popolo, discretamente scortati dalla Polizia. Non è avvenuto alcun incidente di sorta, e tutto si è svolto pacificamente fino in piazza del Popolo. Qui i giovani si sono seduti sull?asfalto ad ascoltare interventi sulla riforma scolastica dall?alto del palco allestito per l?occasione. Infine il gruppo di giovani si è sciolto. Resta comunque negli istituti scolastici superiori anche faentini un po? di inquietudine per gli effetti della riforma della scuola, ancora non del tutto venuti a galla. Image: 20081118/foto/3838.jpg

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<Scuola, un secolo e mezzo di riforme> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-11-2008)

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CAMPIONATO GIORNALISMO pag. 11 «Scuola, un secolo e mezzo di riforme» Gli studenti delle medie di Serramazzoni ripercorrono le tappe dell?istruzione «LA SCUOLA è un luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l?acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica». Così recita lo statuto degli studenti e delle studentesse della Repubblica Italiana. Ognuno di essi ha il diritto di studiare, anche se non tutti i Paesi del mondo la pensano in questo modo. Questa è uno dei punti di riferimento per dare sviluppo e modernità a un paese, perché istruisce e fa apprendere conoscenze e abilità ai ragazzi, che sono e saranno il nostro futuro. La scuola nella storia è sempre esistita: le prime risalgono addirittura all?epoca degli Egizi, che istruivano i bambini che da grande avrebbero avuto un alto ruolo sociale. POI fino al 700 le scuole furono gestite dalla Chiesa, che cercava di dare un?impronta religiosa ad ogni disciplina. Gli illuministi arrivarono alla conclusione che la scuola dovesse essere laica. Dalla metà dell?800 fino ad oggi la scuola è stata interessata da una serie di smisurate riforme, che come spesso accade suscitarono e suscitano una serie di polemiche. In questi giorni infatti la scuola è al centro di discussioni e dibattiti. Un breve cenno alle principali riforme: con la ? Casati? del 1859 la scuola era aricolata su due bienni di cui il primo obbligatorio. La riforma Coppino del 1870, attuata dalla Sinistra storica, era la prima che consentiva di dare sanzioni ai genitori di quei ragazzi che non frequentavano le lezioni e portò gli anni delle elementari a 5, di cui 3 obbligatori. LA RIFORMA ?Orlando? nel 1904, porta l?obbligo scolastico a 12 anni e inserisce come materia di studio anche la religione cattolica. Con Gentile nel 1923 abbiamo la riforma che ha contribuito maggiormente al cambiamento del mondo scolastico. Ha innalzato l?obbligo a 14 anni anche se una vera sua applicazione si avrà solo nel 1963. Un decreto molto importante è quello del 1977, ricordato per aver assegnato insegnanti di sostegno agli alunni diversamente abili. DEGLI ultimi decenni ricordiamo l?eliminazione degli esami di riparazione 1995 che oggi in forma diversa vengono rindrodotti. Nel 2007 l?obbligo sale a 16 anni. Oggi il decreto Gelmini sta suscitando non poche polemiche. Ecco in sintesi i punti contestati: ritorno al maestro unico e al grembiulino; voti espressi in decimi, voto in condotta. Non sappiamo ancora se questo decreto porterà dei benefici al mondo della scuola. Bisognerà provare per un po? di tempo sperando nel contempo che la scuola italiana non venga molto penalizzata con un ritorno al passato. MA ECCO le considerazioni degli alunni sulle novità introdotte dal ministro Gelmini. La realtà scolastica è interessata da notevoli cambiamenti ? spiega Francesca Chiapelli ? per noi alunni le cose stanno già cambiando. La valutazione sarà espressa con voti che vanno dallo 0 al 10. Se prima era più facile recuperare una insufficienza adesso le cose si complicano. Sui giornali e per televisione ho sentito parlare di classi formate da soli alunni stranieri ? continua Francesca ? questo a mio avviso è deleterio sia per la scuola che per i ragazzi. L?integrazione risulta difficile oggi figuriamoci se gli stranieri dovessero stare solo tra di loro». Ilaria Baisi III B

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<Un secondo papà per gli alunni> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

CAMPIONATO GIORNALISMO pag. 11 «Un secondo papà per gli alunni» L?INTERVISTA BOTTA E RISPOSTA CON IL DIRIGENTE SCOLASTICO GLI STUDENTI della scuola media ?Cavani? di Serramazzoni hanno intervistato il dirigente scolastico del loro istituto facendogli alcune domande riguardo la sua formazione e le sue esperienze professionali con uno sguardo all?attualità. Come ci si sente ad essere il preside di una scuola? «Ci si sente come un padre di famiglia preoccupato per i propri figli, per il loro futuro». Ha sempre sognato di fare il preside? «Ho desiderato al termine del mio percorso di studi diventare un professore, ma non pensavo davvero di diventare preside». Dunque è il primo anno che svolge la funzione di preside in una scuola? «Sì, è il primo anno. Gli anni scorsi ho insegnato sia nelle scuole primarie sia nelle secondarie di secondo grado. Ho assunto per qualche anno il ruolo di vicario e poi ho deciso di partecipare ad un concorso per diventare dirigente». Si è trovato bene a Serramazzoni, nella nostra scuola? «Benissimo, sto lavorando con grande entusiasmo. Tutto il personale scolastico sta collaborando in maniera positiva». Quale materia scolastica, se lei potesse scegliere, insegnerebbe volentieri? «Sicuramente insegnerei la storia». Un?ultima domanda... Che cosa ne pensa del decreto sulla scuola del ministro Gelmini? «Ogni nuova riforma cerca di migliorare qualcosa ma non vi nascondo che in questo momento sono un po? deluso». Alessia Giordani Beatrice Sghedoni Elena Ferrari Luana Dos Santos III C

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E' STATA una protesta spontanea quella che ieri ha visto un grupp... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA ASCOLI pag. 1 E? STATA una protesta spontanea quella che ieri ha visto un grupp... E? STATA una protesta spontanea quella che ieri ha visto un gruppo di ragazzi universitari appartenenti alla sinistra, riunirsi davanti al piazzale della stazione ferroviaria per discutere insieme del decreto Gelmini. Gli studenti universitari di Ascoli si sono riuniti ed hanno sfilato lungo le vie della città, attraversando viale Indipendenza, Corso Vittorio Emanuele, piazza Arringo fino a raggiungere la sede del provveditorato agli studi, in via Dino Angelini dove hanno fatto sentire la loro voce. Una manifestazione per ribadire il loro no a questo decreto. Per questo proprio i Giovani Democratici nei giorni scorsi hanno dato il via alla raccolta di firme per porre questo decreto che ormai è legge al vaglio del Referendum. Questo taglio di 8 miliardi è inaccettabile, dicono i manifestanti tanto meno lo è lo spettro della privatizzazione, che non sanno dove andranno a finire. Su tutte queste paure aleggia poi lo spettro della piaga che affligge tanti giovani, della prospettiva di un precariato vitalizio e di un senso di povertà, materiale e culturale.

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Protesta degli studenti in strada contro la riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA ASCOLI pag. 1 Protesta degli studenti in strada contro la riforma Gelmini di EMANUELA ASTOLFI CHE fine ha fatto, o meglio, che fine farà la pratica che dovrebbe portare Ascoli ad ottenere il riconoscimento di città parimonio dell?Unesco? Lo chiederanno oggi pomeriggio alle 18 alla libreria Rinascita i rappresentanti locali di Italia Nostra, in un incontro pubblico al quale è prevista la partecipazioen del sindaco Celani, della presidente della commissione cultura del Comune, Giovanna Cameli, degli assessori alla cultura del Comune e della Provincia, Andrea Antonini e Olimpia Gobbi, e del professor Stefano Papetti, direttore della Pinacoteca civica. «Il 13 ottobre del 2001 ? spiega Nazzareno Galanti, segretario della sezione di Ascoli di Italia Nostra ? 85 associazioni culturali cittadine chiesero al sindaco Celani di avviare la pratica per l?ambito riconoscimento. Il 14 febbraio del 2006, si insedia la commissione di studiosi e storici chiamata a portare a termine il lungo iter. Si punta sul sistema piazze». A settembre dello stesso anno una sterzata porta ad individuare nel travertino il simbolo distintivo della città che potrebbe portare all?ambito riconoscimento. Ma la pratica tartaruga si arena ancora. «All?inizio di aprile di quest?anno lo Zecchino d?Oro doventa patrimonio dell?umanità ? aggiunge Galosi ? e Ascoli è ancora indietro...» Segue a pagina IV Image: 20081118/foto/386.jpg

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Gli studenti torneranno sotto i portici con lavagne, cattedre e sedie <Questa vol... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO pag. 21 Gli studenti torneranno sotto i portici con lavagne, cattedre e sedie «Questa vol... Gli studenti torneranno sotto i portici con lavagne, cattedre e sedie «Questa volta però non puntiamo il dito sulla Gelmini»

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<Lezioni all'aperto, ma non per protesta> E se ne parla a primavera (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO pag. 21 «Lezioni all?aperto, ma non per protesta» E se ne parla a primavera ISTITUTO ARCHIMEDE PARLA UNA DELLE LEADER DELLA CONTESTAZIONE ? PERSICETO ? «RIPETEREMO le lezioni all?aperto. Ma questa volta non in segno di protesta contro la Gelmini». Così Marta Bonasoni, la studentessa dell?Archimede di Persiceto, che nei giorni scorsi aveva organizzato, assieme ad altri studenti, alcune ore di lezione in piazza del Popolo. Lo scopo dell?iniziativa era quello di protestare, in un modo davvero inconsueto, contro la riforma scolastica. «Adesso ? racconta la Bonasoni, che frequenta il quinto liceo e che ?da grande? vuol fare l?avvocato ? sono in corso colloqui con gli insegnanti che ci stanno informando sullo sciopero generale indetto a fine novembre. Dal nostro canto però a scuola non abbiamo pensato di fare ancora niente. Rimane comunque il fatto che siamo preoccupati dai tagli, non tanto per il liceo, ma per gli istituti tecnici. Gli studenti sono il futuro del nostro Paese e sono quelli che, con l?entrata in vigore della legge Gelmini, ci rimetteranno di più». La ragazza continua: «Alcuni docenti ci hanno chiesto invece di organizzare altre lezioni all?aperto. Visto il successo dell?iniziativa, dimostratasi singolare e vincente; pensiamo di farlo però più avanti, almeno con l?arrivo della primavera. Progettiamo di fare qualche ora di fisica». IN PIAZZA del Popolo, si erano alternati tre insegnanti, di inglese, di fisica e di artistica, una situazione che aveva attirato la curiosità dei passanti. Sotto il portico del Comune erano state infatti sistemate oltre alle sedie, dove avevano preso posto una settantina di studenti, anche cattedra e lavagna. «Se avevamo scelto di organizzare una lezione in piazza ? conclude Marta ? era proprio per dimostrare che altre forme di protesta come l?autogestione e l?occupazione della sede del polo scolastico, già in atto, non intendevano togliere spazio alle lezioni. A mio avviso è stato un momento di apprendimento comune che si è svolto in un clima di totale civiltà e che ha evidenziato il nostro desiderio di imparare». Pier Luigi Trombetta

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ATTIVAZIONE dei contratti di quartiere, missione Delaware e 'piani di battag... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

GROTTAMMARE, CUPRA E RIPATRANSONE pag. 12 ATTIVAZIONE dei contratti di quartiere, missione Delaware e ?piani di battag... ATTIVAZIONE dei contratti di quartiere, missione Delaware e ?piani di battaglia? nei confronti della Legge Gelmini. Sono questi i punti salienti che hanno caratterizzato il recente consiglio comunale presieduto dal sindaco D?Erasmo che, in apertura, ha ricordato due cittadini scomparsi negli ultimi giorni: l?ex dipendente comunale Quirino De Angelis e la signora Maria Vespasiani, moglie dell?ex sindaco Nadino Michelangeli. «Sono già state espletate le prime gare di appalto per i ?Contratti di quartiere? inerenti il recupero e la trasformazione in dodici alloggi dello stabile delle ex Cantine Cardarelli, i cui lavori inizieranno fra due settimane; il nuovo impianto di illuminazione in Via Garibaldi e la sistemazione definitiva delle due strade pedonali di accesso al Teatro delle Fonti per un importo di 250mila euro» afferma il sindaco «Sono in corso anche i lavori di rifacimento del manto di asfalto sulla strada Magazzini, come pure quelli di realizzazione della sede del centro polivalente nella frazione Petrella, e del nuovo campo sportivo in zona Valtesino». Per quanto riguarda la ?missione Delaware?, su richiesta del consigliere di minoranza Luigi Cava, il primo cittadino ha puntualizzato che il viaggio negli Stati Uniti è servito esclusivamente per rafforzare i rapporti culturali con il Comune, già avviati lo scorso anno, e stabilirne altri di carattere commerciale inerente la produzione dei vini doc e tipicità locali. A tal proposito il consigliere Cava ha invitato il sindaco D?Erasmo a dare la possibilità anche ai consiglieri di partecipare alla prossima ?missione? nel Delaware. Dopodichè il Consiglio, con i soli voti della maggioranza, ha approvato un ordine del giorno avente ad oggetto i ?Recenti provvedimenti del Governo in materia di ridimensionamento e razionalizzazione scolastica - Legge Gelmini?. Al tal proposito l?assessore alla cultura e pubblica istruzione Remo Bruni, a nome del consiglio comunale, ha espresso la propria contrarietà alla chiusura dei plessi con meno di cinquanta alunni ed indicato al Governo di reinvestire totalmente nella scuola pubblica il 70% del risparmio previsto dalla legge. Infine il Consiglio ha approvato un nuovo regolamento edilizio comunale, volto a favorire l?edilizia residenziale da un punto di vista volumetrico. Rosita Spinozzi

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<Le aule? Una suburra Ora gestione unitaria di museo e istruzione> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-18 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Vittorio Sgarbi «Le aule? Una suburra Ora gestione unitaria di museo e istruzione» Premesso che «sono il massimo esperto, visto che la riforma delle Accademie è opera mia», Vittorio Sgarbi ha un'idea piuttosto chiara dello stato attuale («il casino») di Brera: «Pinacoteca e Braidense sono pulite e ordinate, l'Accademia è sciatta, una suburra». Lei, Sgarbi, è anche presidente dell'Accademia di Urbino, certe situazioni le conosce: qual è il motivo di questa confusione? «Le diverse istituzioni non si parlano, vanno per i fatti loro. Occorre, invece, che tutti lavorino per un grande Brera nelle aspirazioni e negli ideali, prima ancora che negli spazi. Oggi manca un'identità culturale». L'alternativa qual è? «Pinacoteca e Accademia vanno ricondotte sotto uno spirito unitario. La loro capacità d'accoglienza e attrazione dev'essere unitaria...». Nell'Accademia si è aperto anche il dibattito sugli avanzi di bilancio. «C'è da sbloccare uno stallo, il presidente Mazzotta dovrebbe prendere fortemente in mano la situazione e ricondurre il direttore nell'alveo delle sue funzioni tecniche. Mazzotta ha l'esperienza imprenditoriale per farlo. Poi, secondo me, è il momento per un'altra scelta strategica...». E quale sarebbe? «è sempre più urgente un accordo tra i ministeri all'Istruzione e dei Beni culturali. Lo dirò il 26 novembre alla Gelmini: apra un dialogo nel settore dell'arte e dia un mandato fiduciario a un consulente, che potrei essere io...». E una volta nominato il consulente? «Si lavori in pool alla valorizzazione unitaria di Pinacoteca e Accademia. Con un concerto d'istituzioni e privati che "adottino" i luoghi di cultura. Penso ad Armani, Bracco...». Vittorio Sgarbi Armando Stella

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sesso e costituzione king in autogestione con l'ok dei docenti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina VII - Genova Le superiori Primi seminari con gli operatori Aied Sesso e Costituzione King in autogestione con l´ok dei docenti Sesso e Costituzione. Al liceo King (classico e scientifico) è partita ieri l´autogestione che proseguirà fino a venerdì: ogni pomeriggio, dalle 15, gli studenti hanno invitato operatori dell´Aied a tenere lezioni di educazione sessuale. I docenti parteciperanno con approfondimenti sulla Costituzione e, con loro, attori teatrali svolgeranno laboratori sul teatro civile, volontari di associazioni cittadine racconteranno le proprie esperienze a fianco degli ultimi. Il tutto con il nulla osta e l´incoraggiamento del preside Renato Dellepiane e il collegio dei docenti. «Vedremo come andrà questa prima settimana - spiegano gli studenti - ma se le cose scorreranno come immaginiamo abbiamo tutta l´intenzione di proseguire a oltranza». Anche al liceo classico Mazzini, giovedì, partirà l´autogestione anti-Gelmini che proseguirà fino a sabato, quando è atteso, per un incontro con gli studenti, il vicepresidente della Regione, Massimiliano Costa.

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La protesta della scuola entra a Palazzo dei Capitani (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 18-11-2008)

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ASCOLI PRIMO PIANO pag. 2 La protesta della scuola entra a Palazzo dei Capitani CONSIGLIO COMUNALE MONOTEMATICO LA PROTESTA della scuola sale le scale di Palazzo dei Capitani e alza la voce. Una seduta monotematica e aperta al pubblico, ieri sera, ha portato la riforma Gelmini anche al centro del dibattito istituzionale locale, alla presenza di una folta rappresentanza di studenti ed insegnanti. E così, quasi volontariamente, i consiglieri comunali hanno lasciato il primo piano, i riflettori, agli interventi accorati degli insegnanti e di qualche studente. Significativi e tesi a sintetizzare un po? tutte le istanze della protesta del mondo scolastico ascolano, gli interventi degli insegnanti delle scuole superiori e della scuola primaria. Parole pungenti per esprimere uno stato di preoccupazione realmente sentito sulla propria pelle e su quella degli alunni, degli studenti, di tutto il personale scolastico. ?Per parlare di riforma ? ha esordito la professoressa del liceo scientifico Maria Cristina Calvaresi ? sarebbe necessario capire che cosa significhi la parola stessa: rimodellare, cambiare, trasformare. E questa che noi chiamiamo riforma ?Gelmonti? non tiene bene conto del reale significato di questa parola. Sono sempre le stesse, infatti, le parole che ricorrono in questo decreto legge, in ogni suo passaggio: revisionare, semplificare, razionalizzare. L?istituzione scuola vive una preoccupante crisi cui si aggiunge anche la demotivazione e stanchezza del personale che si assomma anche alla mancanza di incentivi. Bisogna capire che la qualità delle risorse umane costituisce un bene primario?. Poi passaggi più specifici, sul personale Ata, i bidelli, gli impiegati, i segretari, al centro di un?ipotesi di tagli intorno al 17 per cento, con problemi a cascata anche per gli insegnanti. E ancora, sul taglio degli stessi insegnanti con il ritorno, nella scuola primaria, alla maestra unica. E proprio dalle insegnanti delle ?elementari? arriva la sottolineatura di questo maestro unico ?e non prevalente, che andrà a rimettere in discussione anche tutti i piani di sostituzione, i piani individualizzati, l?offerta formativa integrativa proposta dagli enti locali, di fronte ai quali non riesce a reggere l?urto un unico insegnante?. Ma, nella sala, riecheggia anche un altro interrogativo: ?Se il 30 per cento dei soldi risparmiati verrà riutilizzato per la scuola, dove finirà il restante 70 per cento??. l.marc.

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AL LETTORE Giampaolo De Maria di Forlì e ad altri che la pensano come lui, voglio dire ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)

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LETTERE E COMMENTI pag. 35 AL LETTORE Giampaolo De Maria di Forlì e ad altri che la pensano come lui, voglio dire ... AL LETTORE Giampaolo De Maria di Forlì e ad altri che la pensano come lui, voglio dire che al vaglio non c?è nessuna riforma della scuola. Leggano la bozza Gelmini. Si tratta solo di eliminare insegnanti e fare una riforma di cassa. Cosa ne sarà di quegli insegnanti precari che da anni ricevono incarichi dal Provveditorato? Disoccupati. Sono più che convinta che questa mia opinione corrisponda alla realtà. Anna Maria, Rimini

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LA FINE DI UN SOLISTA (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-18 num: - pag: 1 autore: di ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA categoria: REDAZIONALE VELTRONI E L'UNITA' DELLA SINISTRA LA FINE DI UN SOLISTA U n passo dopo l'altro il Pd sembra rimangiarsi il suo impegno di neppure un anno fa di «andare da solo», di considerarsi potenzialmente maggioritario, e dunque di non avere bisogno di nessuna «unione» con altri. Come conseguenza, un passo dopo l'altro ritorna d'attualità l'unità delle sinistre. Lo indica tutta una serie di fatti: dalla nessuna presa di distanza da parte del Pd nei confronti della linea dura della Cgil di Epifani, all'appoggio senza riserve offerto al movimento contro le riforme volute dal ministro Gelmini, che pure hanno riscosso un favore tutt'altro che limitato al centro destra, alla crescente tentazione dell'antiberlusconismo duro e puro presentato di nuovo come argine necessario contro il «regime», alla gestione della questione della Commissione di vigilanza sulla Rai, infine alla presentazione di una candidatura unitaria (espressa dall'Italia dei Valori, e anche questo è significativo) per le elezioni regionali in Abruzzo. Di per sé, naturalmente, nessuna di queste scelte è una scelta esplicita per l'unità delle sinistre. Esse lo diventano però dal momento che, complessivamente, allontanano inevitabilmente il Pd da una posizione riformista spostandolo su posizioni agitatorie e radicali tradizionalmente proprie delle forze alla sua sinistra, dai Verdi a Rifondazione. Sono scelte, ad esempio, che fanno incontrare al Partito democratico una piazza che esso ormai conosce e controlla solo in parte, e di cui quindi finisce spesso per essere più la coda che la guida. Sono scelte che di fatto consegnano la bandiera dell'opposizione, e dunque anche quella del Pd, nelle mani di categorie (i piloti), di pezzi di sociale (il magma studentesco), di protagonisti (Di Pietro, i comici!), che in realtà hanno a che fare poco o nulla con un moderno partito riformista. L'unità delle sinistre si sta riformando nelle piazze e negli studi televisivi. E' chiara qual è la causa immediata di questo lento ma deciso abbandono da parte del Pd delle posizioni «soliste» abbracciate poco prima delle ultime elezioni. E' la debolezza della leadership di Walter Veltroni. Azzoppato dalla dura sconfitta elettorale; insidiato dalle continue, inestinguibili, lotte interne; incapace di comporre in un accettabile grado d'unità le due o tre diverse anime confluite nel Pd, Veltroni non è ancora riuscito a trovare — e a praticare — una linea politica d'opposizione capace di tenere insieme, e di rendere egualmente visibili, il profilo riformista del suo partito da un lato, e dall'altro la chiarezza del quotidiano contrasto rispetto al governo. Così, sentendo il terreno mancargli ogni giorno sotto i piedi, si è «buttato a sinistra », come si dice. Privo del consenso degli elettori ha cercato almeno quello dei manifestanti; persa la battaglia dei votanti, si è messo a sperare nelle lotte dei «movimenti». E ha consentito, anche con la sua voce, che divenissero sempre più forti le voci del no, della contrapposizione di principio, di un'esibita quanto dubbia diversità antropologica. Ma non c'è solo la debolezza di un leader dietro la svolta in atto che sta irresistibilmente spingendo il Pd verso una riedizione dell'unità delle sinistre. CONTINUA A PAGINA 44

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Sindaci in trincea per le piccole scuole (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-11-2008)

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Provincia di Nuoro Pagina 5021 Nuoro. Ieri la prima conferenza organizzata dall'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Sindaci in trincea per le piccole scuole Nuoro.. Ieri la prima conferenza organizzata dall'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Fronte comune assieme a dirigenti e docenti contro la minaccia di tagli --> Fronte comune assieme a dirigenti e docenti contro la minaccia di tagli Alla conferenza hanno partecipato anche centinaia di studenti degli istituti superiori che hanno manifestato per le vie della città. Resistere ai tagli e all'ipotesi di riorganizzazione che la riforma della scuola varata dal Governo avrà inevitabilmente anche nel Nuorese. Dirigenti scolastici e amministratori del territorio fanno fronte comune per difendere l'autonomia dei propri istituti respingendo al mittente un provvedimento che sentono profondamente ingiusto perché andrebbe ad indebolire ulteriormente il comparto dell'istruzione e l'offerta formativa in un territorio già fortemente penalizzato. L'INCONTRO Ieri mattina, sindaci e presidi hanno fatto prove di unità nel corso della prima conferenza provinciale della scuola convocata alla biblioteca Satta dall'assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Tonino Ladu. All'incontro hanno partecipato anche gli studenti, arrivati in corteo nell'auditorium dopo la manifestazione per le vie della città. Un appuntamento, la conferenza provinciale, organizzato per elaborare una proposta, il più possibile unitaria, da portare in Regione sul dimensionamento futuro di classi e istituti, minacciato da una norma nazionale (Dpr 233 del 1998 fatto proprio dalla legge Gelmini), che ha fissato i parametri per avere l'autonomia tra i 500 e 900 alunni e in deroga per le aree montane e le piccole isole la presenza fino a 300 alunni. Un incontro interlocutorio che arriva dopo una serie di conferenze di servizio, servito a far emergere una visione comune ben definita. «Gli attuali istituti vanno difesi con forza, così come va tutelata dalla scure dei tagli la loro autonomia», hanno detto a più riprese sindaci e presidi nel corso della riunione. La permanenza delle scuole nelle varie realtà, e con loro quella dei dirigenti, significa non disperdere quel patrimonio di conoscenza e di aggregazione, di progetti, che altrimenti comporterebbe nuovo degrado e marginalità in aree già oggi penalizzate da altre emergenze. L'IMPEGNO «Se siamo riusciti ad ottenere delle performance da record, come nel caso della raccolta differenziata dei rifiuti, dove abbiamo raggiunto il 60 per cento, lo dobbiamo soprattutto alle scuole e all'ottimo lavoro che insegnanti e studenti sono riusciti a svolgere - ha detto il sindaco di Fonni Tonino Coinu -. Dobbiamo per questo difendere strenuamente l'autonomia perché questa significa forza dell'offerta didattica e capacità di incidere profondamente nelle scelte e nel percorso formativo del singolo istituto». Uniti nel difendere lo status quo e nel respingere l'etichetta di nuovi centri del malessere sono apparsi anche gli amministratori di diversi comuni della Baronia. «Sulla scuola non ci possiamo permettere di perdere un solo centimetro - ha detto il primo cittadino di Irgoli Giovanni Porcu - anzi molte nostre realtà sono in crescita e vanno per questo sostenute e incoraggiate». LUCA URGU

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Gli scontri di piazza Navona Assolto lo studente di destra (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)

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BREVI pag. 19 Gli scontri di piazza Navona Assolto lo studente di destra STORACE: «ORA LE SCUSE» ROMA ? È stato assolto perché il fatto non costituisce reato Michele Bauml, lo studente di destra arrestato il 29 ottobre scorso in occasione degli scontri in piazza Navona (foto Ansa), nei cortei contro il decreto Gelmini. Lo ha deciso il giudice monocratico Valerio De Gioia, accogliendo le richieste del pubblico ministero e del difensore dell?imputato. Il processo si è tenuto con il rito abbreviato. Lo stesso giudice ha anche stralciato la posizione di un altro imputato, quella dello studente di sinistra Yassir Goretz, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento. Goretz ha scelto di essere giudicato con il rito ordinario. Francesco Storace, leader de La Destra ha commentato: «Ora si attendono le scuse dei mass media che hanno linciato Blocco Studentesco». Image: 20081118/foto/5379.jpg

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Scuole, in Gallura non cambia nulla (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-11-2008)

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Prov Gallura Pagina 8043 Olbia. Primo incontro tra amministratori del territorio dirigenti scolastici e sindacalisti Scuole, in Gallura non cambia nulla Olbia.. Primo incontro tra amministratori del territorio dirigenti scolastici e sindacalisti Rassicurazioni dalla conferenza provinciale sull'istruzione --> Rassicurazioni dalla conferenza provinciale sull'istruzione I tagli del decreto Gelmini non riguarderanno la Gallura. È quanto emerso da un incontro svoltosi ieri al tecnico Attilio Deffenu. La scuola gallurese non subirà tagli. Gli oltre 20 mila studenti che la frequentano possono stare tranquilli. È quanto è emerso nella conferenza provinciale di ieri all'istituto tecnico Deffenu. L'incontro, al quale hanno partecipato l'assessore provinciale alla pubblica istruzione Francesco Carbini, quello comunale Uccio Iodice, rappresentanti dei comuni, dirigenti scolastici e una delegazione di studenti, aveva lo scopo di redigere una relazione, che passerà al voto in consiglio regionale entro il 20 novembre, sulla proposta di ridimensionamento del sistema scolastico locale come prevede il decreto Gelmini. «Abbiamo i numeri dalla nostra parte - ha rassicurato la presidente della Provincia Pietrina Murrighile - una realtà in continua crescita come la nostra non può certo subire dei tagli. Quando abbiamo analizzato la situazione attuale, relativamente a quanto indicato nel decreto, sono emerse alcune criticità ma sono state superate tenendo conto delle peculiarità territoriali. È il caso di Bortigiadas e Aglientu che non vedranno sparire, come si temeva, le loro scuole». Nonostante la Gallura sia ai primi posti come livello di dispersione e mortalità (abbandono non appena terminata la scuola dell'obbligo) scolastica, il numero delle nascite è in continuo aumento per non parlare poi del forte flusso migratorio che alza notevolmente il livello di crescita demografica della provincia. «La Regione ci ha indicato alcune linee guida sulla base delle quali avanzare le nostre proposte - ha detto Carbini - tra queste quella che invita a incentivare la creazione di istituti comprensivi e costituire istituti affini». La Gallura subirà alcune modifiche relative all'organizzazione, come accorpamenti, che non cambieranno la situazione. Saranno i dirigenti a subire un taglio anche se in alcuni casi, come quello di Olbia che passerà da 3 circoli e 2 scuole medie a 6 istituti comprensivi, ci sarà un aumento. «Abbiamo avviato un percorso dovuto non soltanto alle indicazioni del governo ma anche all'esigenza di ottimizzare la rete scolastica regionale, esigenza che permane dalla fine degli anni 90». Quella di ieri mattina è soltanto la prima di una serie di conferenze provinciali che porteranno in Regione la proposta locale. «Si è iniziato con il sistema scolastico - ha commentato il vicepresidente della provincia, Antonio Satta - ma sarebbe necessario realizzare questo dilaogo tra le istituzioni ogni qualvolta si debba affrontare un problema». ELENA NARDI

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scuola, gli studenti si dividono - gaia rau (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina IX - Firenze Scuola, gli studenti si dividono Tensione al corteo. Fumogeni contro il Caffè Decò: sei denunce GAIA RAU Momenti di tensione, ieri mattina, durante il corteo organizzato dalla Rete dei collettivi e dal Coordinamento degli studenti medi in occasione della Giornata mondiale per il diritto allo studio. Una manifestazione che ha raccolto poche centinaia di ragazzi: la più sotto tono che si sia vista in città dall´inizio della mobilitazione contro la legge 133 e la riforma Gelmini in poi. E che segna una frattura tra chi vuole continuare sulla strada di una protesta pacifica e chi invece cerca di alzare i toni dello scontro. Gli studenti della Rete, ala più radicale del movimento, hanno aperto il corteo, partito alle 10 da piazza San Marco, con lo striscione "Per una scuola autogestita autorganizzazione, lotta, antifascismo". Subito sono stati intonati cori contro la polizia e contro i giornalisti, oltre che contro il governo e il ministro Gelmini. Lungo il percorso (che ha attraversato, bloccandoli, i viali Matteotti e Don Minzoni) sono stati lanciati dei fumogeni e fatti scoppiare alcuni petardi. In piazza della Libertà, un gruppetto si è staccato dal corteo per lanciare due fumogeni contro un bar, il Caffè Decò: uno è finito all´interno, senza provocare danni al locale o ai clienti. Tra questi c´era anche Angelo Aquilani, segretario regionale della Nuova Destra Sociale del Lazio, che ha subito collegato l´episodio al concerto organizzato sabato nello stesso bar dall´associazione "La Fenice", vicina alla destra: «è scandaloso - ha commentato a caldo - che sia autorizzata una manifestazione contro un locale che ha semplicemente ospitato una serata pacifica». Il vandalismo è stato subito condannato dai ragazzi del Coordinamento, che si sono dissociati dagli autori pur continuando a marciare nel corteo. Tensione anche all´angolo tra via Fra´ Bartolomeo e via Maruffi, dove ha sede Azione Giovani. I manifestanti, fermati all´inizio della strada dalle forze dell´ordine, si sono messi a inveire contro i membri dell´organizzazione di destra e, ancora una volta, contro la polizia, lanciando alcuni petardi. Alle 13 il corteo si è sciolto in piazza Savonarola. I suoi due spezzoni, quello della Rete e quello del Coordinamento (quest´ultimo decimato: in molti, dopo l´episodio del Caffè Decò, hanno deciso di andarsene) si sono divisi. I primi a festeggiare sotto la statua del frate, alla quale hanno appeso una bandiera anarchica; i secondi a fare i conti con la delusione: «Dalla Rete ci avevano promesso che non ci sarebbero stati atti vandalici. Siamo rimasti nel corteo perché eravamo così pochi che sarebbe stato inutile disperderci, ma la situazione ci è sfuggita di mano». La Digos ha poi fatto sapere di aver identificato i responsabili dei momenti di tensione durante la manifestazione, che non era autorizzata: sei le denunce, che però nei prossimi giorni potrebbero aumentare. Mentre Azione Giovani, ieri sera, ha invitato i cittadini nella sede di via Maruffi: «La gente ha paura, è giusto che sappia chi siamo».

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di ANDREA SPINELLI MILANO A VOLTE PURE (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)

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SPETTACOLI pag. 38 di ANDREA SPINELLI ? MILANO ? A VOLTE PURE le stelle si sbagliano. L?oroscopo che ieri preannunciava una giornata nera per i nati sotto il segno della bilancia, con Jovanotti è incappato in una vera e propria defaillance. «Prestando fede alle previsioni dell?astrologa Linda Wolf avrei dovuto scegliermi un?altra giornata per presentare il mio nuovo dvd, e invece no» ha spiegato il ragazzo fortunato appena approdato il quella Milano che oggi all?Università Iulm gli consegna il ?Premio Speciale per l?arte videomusicale?. Nonostante Saturno contro, infatti, Lorenzo ha tirato fuori dal cilindro di un?annata da incorniciare Safari Christmas Limited Edition riedizione natalizia di Safari, nei negozi venerdì prossimo, con l?aggiunta di quattro brani registrati dal vivo e del dvd Nessuna ombra intorno il film realizzato dal regista Mario Ponti, lo stesso di Santa Maradona, lavorando su oltre 180 ore di materiale. Un?impresa impegnativa ma in linea con le attese se è vero che, davanti al mezzo milione di copie vendute da Safari, per questo dvd è stata pianificata una prima distribuzione di centomila pezzi. «L?abbiamo girato in tutte le città toccate dalla tournée, utilizzando una tecnologia di altissima qualità» spiega Lorenzo, che anticipa anche l?intenzione di ripartire per un ultimo giro di concerti. «DEBUTTEREMO il 4 dicembre a Forlì per poi proseguire il 6 a Livorno, il 10 a Conegliano, il 13 a Brescia e il 15 addirittura a Parigi». Intanto immagini dello show trovano spazio pure nel volume fotografico di Francesco Raffaelli Voi siete qui. «Un libro d?autore, più che una raccolta di scatti; Raffaelli infatti è un fotografo d?arte estraneo al mondo del pop che ho conosciuto attraverso il gruppo teatrale della Societas Raffaello Sanzio. Sfogliando questo suo lavoro mi sono accorto che davanti all?obiettivo non ci sono io, ma la mia scia. Lunga come quella di una stella cometa». Intanto anticipa di aver prestato la voce a una puntata dei Simpsons. «In vista del Natale Mediaset ha affidato alcune puntate del cartoon più amato d?America ad alcuni ?doppiatori vip? come me o Materazzi. Esperienza divertentissima». MENO ESALTANTE, a suo giudizio, la messa in onda su Rete 4 di Salute Petra, il tributo a Luciano Pavarotti organizzato in Giordania da Nicoletta Mantovani. «Esserci è stata un?esperienza unica ed emozionantissima, anche se la resa televisiva mi ha un po? deluso. Un evento tanto straordinario avrebbe dovuto avere l?ufficialità della diretta su Raiuno, ma non è accaduto. E allora onore alla differita di Retequattro, anche se con una punta di rammarico». Dalla parte degli studenti («la riforma Gelmini farà anche progredire la scuola come si dice, ma il taglio dei finanziamenti all?istruzione è grave») Lorenzo si entusiasma soprattutto parlando di America. «L?elezione di Obama è un 11 settembre al contrario; è la sconfitta del cinismo. I suoi discorsi sono impressionanti; ha riportato la parola al centro del mondo. Sono così d?accordo con quel che dice che è come se la corsa alla Casa Bianca l?avessi vinta io». Jovanotti for president. «E in questo nuovo corso noi europei ci siamo dentro fino al collo. Certe rivoluzioni, infatti, si propagano velocemente. Citando L?ombelico del mondo dico che, se oltre oceano la musica è cambiata, di qua noi stiamo già ballando».

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festa della toscana si parte con gli alinari - mara amorevoli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina XIII - Firenze Le celebrazioni Festa della Toscana si parte con gli Alinari Dal 23 novembre oltre 700 eventi fra mostre, film e spettacoli con un tema comune: il lavoro, i suoi problemi, i suoi protagonisti MARA AMOREVOLI CON UN EXCURSUS FOTOGRAFICO - che racconta la storia del lavoro in Toscana attraverso 72 foto Alinari (ingresso gratuito da oggi al 3 dicembre, Palazzo Cerretani, piazza dell´Unità 1, ore 14-17, da lunedì a venerdì, info 800401291) - si apre la nona edizione della Festa della Toscana. Il tema scelto, «Costruire lavoro», viene declinato in tutti i suoi aspetti, da quelli fondamentali della sicurezza, del precariato e dell´etica del lavoro, fino all´eccellenza dei talenti, attraverso 700 eventi, mostre, film e spettacoli su tutto il territorio regionale. Il programma, presentato ieri dal presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, inizia il 23 novembre, prevede interventi dei ministri Mariastella Gelmini (27 novembre), Mara Carfagna e Maurizio Sacconi (24 novembre), per concludersi il 30 novembre, data che celebra l´abolizione della pena di morte in Toscana decisa il 30 novembre 1786 dal Granducato. La festa decolla a Prato, uno dei principali distretti produttivi toscani, con la rievocazione storica di 1.500 figuranti. Gli appuntamenti ruotano intorno ai problemi aperti del mondo del lavoro: dalle morti bianche, con un convegno dedicato alle vittime sul lavoro a Barberino di Mugello, luogo simbolo della tragedia che è costata la vita a tre operai in un cantiere della variante di valico, al problema del precariato, alla fuga dei cervelli dei giovani laureati, al centro di un incontro al rettorato (27 novembre a cui è invitato il ministro Gelmini). Sempre il 27, saranno assegnati i Gonfaloni d´argento: tra i premiati l´artigiano Stefano Bemer, il musicista Stefano Bollani, la scrittrice Benedetta Cibrario, la stilista Thes Tziveli, il fisico Gabriele Veneziano. Info www. consiglio. regione.toscana.it 880401291.

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LEZIONI di chimica e di pittura in piazza Maggiore, distribuzione di torte ai pas... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-11-2008)

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BOLOGNA CRONACA pag. 14 LEZIONI di chimica e di pittura in piazza Maggiore, distribuzione di torte ai pas... LEZIONI di chimica e di pittura in piazza Maggiore, distribuzione di torte ai passanti, lavaggio dei vetri per autobus e taxi transitanti nella T. E? l?ultima (in ordine di tempo) performance anti Gelmini organizzata dagli studenti delle superiori, dall?alberghiero Scappi all?Itis Belluzzi, che hanno trasferito le loro classi en plein air, mostrando alla città «ciò che la riforma Gelmini vuole distruggere». E SE gli under 18 sperimentano le lezioni in piazza, nelle scuole materne, elementari e medie fervono i preparativi per sabato prossimo, quando, dalle 10 in poi, è in programma la manifestazione ?La scuola che si fa... strada?: per un giorno insegnanti, genitori e alunni porteranno le lezioni nelle piazze, nelle vie e nei mercati. LAVORI in corso, dunque, per rilanciare il no alla riforma Gelmini e ai tagli degli organici. Mentre l?elementare Scandellara, in zona ipermercato Leclerc, si cimenterà in una full immersion sul clima (tenuta da ricercatori del Cnr), una mostra animata di burattini e un laboratorio di arti visive, poesia e danza, il circolo didattico X si lancerà in una lezione itinerante. Lungo il tragitto, dal mercato della Cirenaica a quello di via Sigonio, verranno messi in scena una lezione di scienze, narrazioni in dialetto, poesie, filastrocche e canzoni inventate dai bambini. Stanziale, invece, l?ottavo circolo, che renderà più ?digeribili? i numeri con una lezione di matematica creativa in piazza Santo Stefano. CI SARA? un gemellaggio anti Gelmini tra liceo Sabin e materne, elementari e medie del quartiere Navile: tutti davanti al teatro Testoni in via Matteotti per un mix tenuto da studenti, insieme a maestri, professori e accademici. Sempre in mattinata, tra piazza della Pace e la Coop in via Andrea Costa, scenderà in strada il terzo circolo. Al pomeriggio chi farà la spesa all?Ipercoop si imbatterà negli anti Gelmini dei quartieri Reno e Borgo Panigale, che proporranno letture animate, un microfono aperto sulla ?scuola che vogliamo? e lezioni di musica. Chi, sempre dopopranzo, si sposterà in centro, potrà assistere, in piazza San Francesco e San Rocco, alle lezioni delle elementare Longhena, della materna Serra, della media Guinizelli e del liceo Minghetti: scrittura creativa, fiabe a fumetti, lezioni di canto e ballo e un laboratorio idrologico. IN PROVINCIA, si stanno attrezzando gli istituti di San Lazzaro, che ?occuperanno? piazza Bracci, il parco 2 Agosto e la Sala di città. In fermento anche le scuole di Calderara, Castenaso, San Giovanni in Persiceto e Casalecchio. Federica Gieri

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Jovanotti, Obama e un mondo senza cinismo (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-11-2008)

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Spettacoli e Società Pagina 10253 Jovanotti, Obama e un mondo senza cinismo --> È un Jovanotti in versione politica, che guarda con simpatia all'onda studentesca e con entusiasmo all'elezione di Barack Obama, quello che ieri a Milano ha presentato la versione deluxe con dvd live dell'ultimo album Safari . Anche se il cantautore di Cortona avverte «una crisi dell'immaginario», invita a non minimizzare ciò che è successo negli Stati Uniti: «L'elezione di Obama è un 11 settembre al contrario, il primo vero evento storico della mia generazione, io ho 42 anni, ci ho creduto e ho visto», dice colmo di entusiasmo, «la sconfitta del cinismo». La vittoria di Obama, secondo Jovanotti, non è importante solo oltre oceano ma «è una figata spaziale per il mondo, sul piano simbolico si riparte da questo evento e lo dico con l'ingenuità che oggi è diventata un valore perchè Obama ha dimostrato che la mancanza di cinismo», rincara, «porta a grandi cambiamenti». Per quanto riguarda il nostro Paese «come Italia siamo nel patto atlantico, poi da noi», nota, «le cose arrivano sempre un paio d'anni dopo, però quelli attenti già lo sanno e Obama in un decimo di secondo ha fatto apparire tutto il mondo decrepito. Per fortuna non è successo su Venere ma in un paese che ci influenza direttamente». Anche in Italia, poi, Jovanotti nota alcune novità, soprattutto sul fronte studentesco: «Guardo con una certa simpatia a questo movimento, c'è dentro una bella energia, la parola al futuro, qualcosa di nuovo al di là del tentativo di mettergli il cappello della politica». Entrando nel merito della riforma Gelmini, «mia figlia Teresa è alle elementari e ci sono cose su cui non sono d'accordo come il ritorno al maestro unico. E poi la scuola dev'essere al centro della politica di un paese, un valore da difendere, forse ci sono passi fondamentali da fare ma», riflette, «è un errore tagliare i fondi».

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Bondi: contro Bassanini logiche tribali (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-18 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE L'intervista «Credo nell'incontro tra riformisti dell'opposizione e destra riformatrice ma in Italia l'ideologia avvelena il confronto» Bondi: contro Bassanini logiche tribali Il ministro: sinistra, basta sindrome da fortezza assediata. è l'uomo giusto al posto giusto ROMA — «Logiche tribali», dice il ministro della Cultura Sandro Bondi, già coordinatore di Forza Italia. Parla delle botte (verbali) su Franco Bassanini, esponente pd e nominato dal centrodestra alla presidenza della cassa Depositi e Prestiti. Dall'opposizione, dai «prodiani» in particolare, accuse di «collaborazionismo». «Sono posizioni politiche ancestrali — dice Bondi —. Istintive più che riflessive. Coazioni a ripetere». Franco Monaco, Pd, ha detto che «Bassanini voleva costruire un alibi al suo zelo collaborazionista con l'attuale governo». Ha aggiunto che non avrebbe dovuto accettare un incarico da un governo che il suo partito, il Pd, giudica una minaccia per la democrazia... «Ma questa è la sindrome da fortezza assediata! Noi abbiamo solo inteso fare una cosa di buon senso, mettere una persona giusta al posto giusto. Io credo nell'incontro tra sinistra riformista e destra riformatrice». Diventerà un metodo, nominare personaggi dell'altra parte? «Ove è possibile sì. Mosse come queste dovrebbero stemperare i contrasti fra maggioranza e opposizione. Chi viene nominato da noi, al contrario, è guardato con sospetto». Perché, secondo lei, in Francia c'è un ministro degli Esteri che viene dalla sinistra e almeno altri due ex socialisti nel governo di centrodestra? «In Italia l'ideologia ancora avvelena il confronto politico, in Francia, e nel resto del mondo occidentale, il suo peso è minore». La nomina di Bassanini voleva essere anche un segnale di pace? «Prima di tutto è il riconoscimento a una personalità della sinistra riformista autore di studi e progetti di riforma della pubblica amministrazione e di carattere costituzionale che anche Sarkozy ha considerato innovatori; tanto da chiamarlo a partecipare alla commissione Attali. Bassanini è un intellettuale della sinistra riformista che, come Biagi e D'Antona, ha sempre posto al servizio del Paese le sue competenze e la sua passione politica». Bassanini ha detto al «Corriere della Sera» che nel 2006 Prodi fece l'errore di rifiutare l'offerta di Berlusconi per una grande coalizione. Lei è d'accordo? «Grande errore. Il Paese era diviso in due parti esattamente eguali. Moralmente e politicamente le elezioni le aveva vinte Berlusconi. Una classe politica degna di questo nome avrebbe cercato soluzioni politiche e istituzionali. Invece il centrosinistra, non solo Prodi, ha fatto l'inverso: occupando addirittura tutte le cariche istituzionali ». Bassanini dice che centrodestra e centrosinistra devono scrivere assieme le riforme istituzionali e le grandi riforme di struttura. Ci sono ancora i margini perché ciò accada? «In politica estera le posizioni si sono ravvicinate tra maggioranza e opposizione: sull'unità dell'Europa, sulla necessità di una politica estera e di difesa comune, sull'unità tra l'Europa e gli Stati Uniti, sul ruolo dell'Italia con i Paesi del Mediterraneo, sullo sforzo di mediazione tra Usa e Russia. Anche di fronte alla crisi economica internazionale le soluzioni del governo hanno trovato un sostanziale sostegno da parte dell'opposizione ». Conflitti di facciata e convergenze di sostanza? «Sulla riforma della scuola non solo Bassanini ma altre voci autorevoli dell'opposizione sottolineano sempre di più la necessità delle riforme e invocano un atteggiamento non pregiudiziale alle proposte Gelmini. Convergenze anche sul lavoro e sulla Pubblica Amministrazione, nonostante la posizione rigida della Cgil. Perfino sulla giustizia l'esigenza di riforme indilazionabili si fa strada». Sulla commissione di Vigilanza Rai si va nel senso opposto. «A me sembra una polemica tutta interna ai partiti, tutta interna alla sinistra. I cittadini restano indifferenti. Converrebbe piuttosto, a proposito della Rai, occuparsi dei programmi, che hanno raggiunto livelli di involgarimento preoccupanti. L'isola dei famosi, per esempio...». Amato è un nome che può ritornare per incarichi bipartisan? «Giuliano Amato è fra quegli esponenti politici che devono la loro lunga permanenza sulla scena politica alla ricchezza e alla freschezza delle loro idee, che sollecitano le riflessioni di tutti». Andrea Garibaldi

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Tagli, tutto parte dal Tesoro (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-11-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-11-18 - pag: 14 autore: Spesa pubblica. Riduzioni difficili se non si conoscono le origini dei costi Tagli, tutto parte dal Tesoro di Vincenzo Visco * «D atemi un bilancio di dimensioni adeguate, e vi garantisco che lo taglierò del 10% senza che nessuno se ne accorga». Questa celebre frase dell'ex Ceo della General Motors, Lee Iacocca, chiarisce molto bene il fatto che all'interno dei bilanci di istituzioni di grandi dimensioni (private e pubbliche) esistono inevitabilmente sprechi, inefficienze o lassismi gestionali. La ricetta Iacocca è stata adottata molte volte sia nel pubblico che nel privato, ma per quanto semplice, ragionevole (e popolare) ha trovato scarsa applicazione pratica nel nostro Paese, che in realtà è riuscito a compiere un'unica riduzione robusta della spesa pubblica in occasione dell'ingresso dell'Italia nella moneta unica quando, con un'operazione di grande abilità, si riuscì a "scambiare" un aumento temporaneo dell'imposizione (l'eurotassa) con la riduzione permanente della spesa per interessi pari a circa 3 punti di Pil, operazione che consentì di portare l'indebitamento netto dell'Italia sotto il 3% (2,7%). Successivamente l'eurotassa fu restituita, la pressione fiscale ridiscese ai livelli abituali, ma l'unico risparmio di spesa ulteriore che si riuscì a realizzare fu circa un punto di Pil di riduzione della spesa per il personale derivante dal blocco del turnover. Dopo il 2001 e fino al 2006 la spesa pubblica invece di continuare a ridursi è aumentata ( a netto degli interessi)di 2,5 punti di Pil, passando dal 37,6% del Pil al 40,2, e solo negli ultimi anni (2006-07-08) si è riusciti a stabilizzarla. Secondo gli impegni assunti in sede europea, l'Italia dovrebbe riportare il bilancio in pareggio entro il 2011, e dovrebbe quindi eliminare il disavanzo attuale pari al 2,5%del Pil (vale a dire che il disavanzo attuale coincide con l'incremento della spesa pubblica realizzatosi nel periodo 2001- 2005). La cifra corrisponde al 5% della spesa pubblica complessiva, e quindi appare di modesta entità. In realtà, data la composizione della spesa pubblica italiana, e se non si vogliono aumentare le imposte, occorre agire sulla parte disponibile della spesa e cioè escludere oltre ai 2,5 punti del deficit, 20-22 punti di Pil che rappresentano in sostanza un pagamento di debiti assunti in passato: interessi passivi e pensioni. I tagli quindi dovrebbero riguardare la spesa residua: 25-26% del Pil, sicché riportare il bilancio in pareggio comporterebbe un "taglio" della spesa pubblica del 10% circa. Taglio impegnativo, ma certo non impossibile da realizzare in alcuni anni. Ma allora perché i governi non riescono a realizzare risparmi di spesa consistenti e duraturi? La risposta è semplice: perché non sanno dove tagliare, perché non hanno le informazioni minime di base. Questo è il motivo per cui si ricorre sistematicamente a ipotetici e improbabili tagli lineari che spesso non sono realizzabili o creano problemi politici esplosivi come ha potuto realizzare il ministro Gelmini nei giorni passati. E la proposta di tagli lineari deriva dal fatto che gli uffici del Tesoro non conoscono e non monitorizzano le singole spese delle singole amministrazioni. Non controllano le spese degli enti decentrati e delle Regioni ( l'unico controllo sistematico che esiste riguarda la spesa sanitaria e fu introdotto da chi scrive nel 2001, ma si limita alla spesa aggregata). Non controllano l'efficienza della spesa, né degli standard di spesa. Non hanno interesse né la formazione necessaria per una gestione manageriale delle amministrazioni. Con l'ultima manovra i tagli lineari sono stati associati a una maggiore discrezionalità concessa alle amministrazioni sulle formulazioni dei propri bilanci, proprio per fornire una qualche elasticità nella gestione dei tagli. Si dà il caso però che la formazione, la professionalità dei dirigenti pubblici (ma anche i poteri reali di cui dispongono) poco si prestano a una effettiva capacità di riorganizzazione delle amministrazioni. Se si desidera risolvere il problema, almeno in prospettiva, è necessaria una profonda riorganizzazione di settori importanti della nostra amministrazione, a partire dal ministero del Tesoro. Occorre innanzitutto standardizzare i bilanci delle Regioni e degli enti locali in modo da renderli confrontabili tra loro e compatibili con quella del settore statale che a sua volta dovrebbe diventare finalmente più simile a quella degli altri Paesi Ocse. è necessario conoscere e poter controllare le società ed enti collegati a Comuni e Regioni, e spesso creati proprio per eludere i vincoli di spesa. è necessario poter disaggregare le voci di bilancio in specifiche e analitiche voci merceologiche in modo da verificare spese e costi standard sull'intero territorio nazionale. Sarebbe necessario creare un unico sistema informativo in grado di gestire in tempo reale tutte le informazioni necessarie a un effettivo controllo della spesa pubblica. Un progetto di questo genere fu impostato da chi scrive nel 2001,ma non ha avuto seguito successivamente ( salvo il sistema Siope che gestisce solo dati di cassa ed è limitato). Sarebbe necessario, infine,suddividere i compiti attuali della Ragioneria generale dello Stato in due funzioni distinte, la prima dedicata alla formazione del bilancio, alla previsione eccetera. E la seconda dedicata ai controlli sia nei confronti delle amministrazioni centrali che di quelle periferiche, svolgendo più o meno il ruolo,che Eurostat esercita nei confronti dei Stati membri nel contesto del patto di stabilità. Senza riforme sulla direzione indicata non saranno possibili risparmi di spesa che non risultino traumatici o irrealizzabili,non sarà possibile realizzare un federalismo fiscale accettabile, e continueremo a perdere inutilmente tempo prezioso. * Ex viceministro dell'Economia del Governo Prodi RIORGANIZZAZIONE Diventa indispensabile standardizzare i bilanci delle amministrazioni per renderli confrontabili tra loro e simili a quelli dei Paesi Ocse

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A giudizio sei dirigenti Thyssen (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-11-18 - pag: 23 autore: SICUREZZA SUL LAVORO Il pronunciamento del Tribunale di Torino A giudizio sei dirigenti Thyssen Riconosciuta per la prima volta l'accusa di omicidio volontario per un top manager Augusto Grandi TORINO Per la prima volta in Italia ci sarà un processo per omicidio volontario legato alle morti sul lavoro. Il Gup torinese Francesco Gianfrotta ha accolto le richieste della Procura per il rogo della ThyssenKrupp, che l'anno scorso causò la morte di 7 operai e ha rinviato a giudizio tutti i sei impu-tati, manager del gruppo. Ma per l'amministratore delegato dell'azienda tedesca, Harald Espenhan, il rinvio è appunto per omicidio volontario con dolo eventuale mentre per Marco Pucci, Gerald Pregnitz, Giuseppe Salerno, Daniele Moroni, Cosimo Cauferi il rinvio è per omicidio colposo e omissione dolosa di cautele anti infortunistiche. Pienamente accolta l'impostazione dell'accusa. Non a caso il procuratore generale aggiunto torinese, Raffaele Guariniello, parla di «sentenza storica». E Guariniello è stato pubblicamente ringraziato dai familiari delle vittime, anche se qualcuno di loro ha aggiunto che questo è solo l'inizio ed ha auspicato il carcere. Il dibattimento inizierà il 15 gennaio 2009, presso la corte d'Assise di Torino. Si è invece conclusa la parte legata ai risarcimenti. Stefano Commodo, avvocato che faceva parte del Collegio che rappresentava gli oltre 30 familiari delle vittime, si limita a ricordare che il Collegio è stato sciolto poiché l'azienda ha «riconosciuto un importo significativo e al di fuori degli schemi ordinari di risarcimento, rendendosi conto dell'eccezionalità del caso». La decisione del Gup ha avuto una larga approvazione. «è una occasione storica, spero sia una sentenza spartiacque» dice Antonio Boccuzzi, sopravvissuto al rogo del 6 dicembre 2007 e oggi deputato del Pd. Giorgio Airaudo, leader della Fiom subalpina,ha apprezzato la conferma dell'impianto accusatorio e si è augurato che si arrivi a una sentenza «che aiuti a modificare i comportamenti delle imprese». A suo avviso, «finché si continua a morire per il lavoro, accanto all'applicazione delle leggi servono delle buone sentenze: chi ha delle responsabilità in un'impresa deve sapere che, se mette a rischio la salute o la vita dei lavoratori, ne risponderà in un'aula giudiziaria».La presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, ha parlato di «sentenza che apre la strada a profili di responsabilità pesanti». La morte dei 7 operai ha coinvolto così profondamente Torino da rendere del tutto normale che la solidarietà ai lavoratori giunga da ogni parte. Così il Blocco studentesco e Casa Pound apprezzano il rinvio a giudizio «contro i vertici di una multinazionale attenta solo al profitto e non alle persone» mentre nella mattinata di ieri a presidiare il Palazzo di Giustizia c'erano gli studenti dell'assemblea "No Gelmini". E se Claudio Fava, segretario nazionale di Sinistra democratica, afferma che di fronte alla serie infinita di morti sul lavoro «l'unica nota di speranza viene dalle aule del tribunale di Torino», Gianni Pagliarini (responsabile Lavoro del Pdci) aggiunge che il rinvio a giudizio «sgombra il campo dalle grottesche teorie diffuse dalla dirigenza aziendale subito dopo la tragedia del 6 dicembre 2007». Secondo Pagliarini, dunque, nessun incidente, nessuna fatalità ma precise responsabilità da parte dell'azienda. E anche Angelo Burzi, capogruppo regionale di Forza Italia, sottolinea che la magistratura ha in fondo riconosciuto una sentenza di condanna emessa dall'opinione pubblica a sostegno delle famiglie dei lavoratori morti nel rogo. Una posizione molto vicina a quella del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, secondo cui «la decisione interpreta la forte domanda di giustizia che sulla tragedia ThyssenKrupp proviene da tutta la comunità torinese». Mentre Giovanni Centrella (Ugl) parla di «decisione che va nella direzione auspicata di un cambiamento culturale necessario per rendere più efficaci le leggi sulla sicurezza sul lavoro». Ma, al di là delle future decisione della corte d'assise, la Procura potrebbe non aver concluso il proprio lavoro. Non ha infatti convinto l'atteggiamentodel Comitato tecnico regionale per la prevenzione degli incendi. Secondo i documenti raccolti dai magistrati, infatti, il Comitato certificò subito dopo la tragedia che l'aziendasi era messa in regola, prendendo una serie di misure contro gli incendi. Il Comitato aveva già ispezionato lo stabilimento della Thyssen nel giugno del 2007, fornendo indicazioni per migliorare il livello di sicurezza. E, dopo il rogo, alcuni membri del Comitato dichiararono che l'azienda si era adeguata alle indicazioni. Ma l'Asl, dopo l'incidente, rilevò 115 violazioni. IL DIBATTIMENTO Il processo per i sette morti nell'acciaieria inizierà il 15 gennaio presso la Corte di Assise del capoluogo piemontese GLI SVILUPPI La Procura adesso starebbe vagliando le certificazioni sui sistemi antincendio emesse due anni fa dal Comitato tecnico regionale

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FRANCAVILLA D'ETE LA RIFORMA Gelmini, i risch... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

FERMANO pag. 5 ? FRANCAVILLA D?ETE ? LA RIFORMA Gelmini, i risch... ? FRANCAVILLA D?ETE ? LA RIFORMA Gelmini, i rischi dell?uso di alcool e droghe, ma anche l?operato dell?Amministrazione sono i temi discussi nel Consiglio comunale aperto, svoltosi venerdì a Francavilla d?Ete. Su richiesta dell?opposizione di verificare il programma di mandato, il Sindaco Luciani ha illustrato le cose fatte e da fare: «Con la riduzione dell?Irpef e il taglio dell?Ici, siamo il Paese che paga meno tasse nelle Marche», ha esordito il primo cittadino. Ha poi ricordato l?entrata in vigore del Piano regolatore, la sistemazione della strada ?di contro?, della Torre dell?orologio, del campo sportivo, la miglioria degli arredi urbani, l?edificazione del monumento ai caduti, la nuova mensa della scuola, l?istallazione dei dossi rallentatori, la nascita della protezione civile e gli eventi di promozione del paese. A breve partirà il centro giovanile. Luciani ha precisato che restano da sistemare alcune strade, il campo polivalente e non è stata attivata la rete wireless. La minoranza ha controbattuto che varie e rilevanti sono le opere non fatte, tra cui il marciapiede lungo la via che porta al cimitero, i parcheggi, il telesoccorso, la scala antincendio a scuola, la strada ?costarella? e l?assistenza domiciliare agli anziani. Ha poi criticato la gestione della casa di riposo e gli interventi per l?edilizia popolare. Il Consiglio si è poi concentrato sulla riforma Gelmini. Nonostante il congelamento per un anno della norma che prevede di chiudere i plessi con pochi alunni, con l?introduzione del maestro unico la scuola locale, che ha classi accorpate, si troverebbe nell?impossibilità di dividere i bambini per le materie fondamentali. Da qui l?urgenza di opporsi rivolgendosi anche agli onorevoli fermani. La minoranza ha infine chiesto una campagna informativa per illustrare i rischi legati all?uso di droghe e alcool.

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<Il ministro Gelmini? Fa il funerale alla scuola> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

FORLI' CRONACA pag. 5 «Il ministro Gelmini? Fa il funerale alla scuola» Slogan e sit-in contro la riforma e i tagli di MILENA MONTEFIORI SE IL DECRETO Gelmini è diventato legge, loro, gli studenti degli istituti superiori forlivesi, non mollano e anche ieri mattina sono scesi in strada a far sentire la loro voce. Appuntamento alle 8.30 davanti al liceo scientifico con striscioni e megafoni per un centinaio di studenti che, lungo il percorso fino alla piazzetta della Misura, raddoppierà. «Siamo ancora qui oggi per protestare contro la riforma Gelmini ? precisano Azzurra Spazzoli e Maria Sole Brusa, rappresentanti d?istituto del liceo classico ? ma anche per ricordare la Giornata internazionale di mobilitazione studentesca». Nessuna associazione, anche se era presente la Rete degli studenti medi, nessun appoggio politico ma sostegno da parte di alcuni professori e cittadini. «Non parteciperò al corteo ? afferma Donato Giano, professore di matematica e fisica al liceo classico ? ma sono d?accordo con un movimento consapevole dei ragazzi contro questa che non è una riforma ma un taglio indiscriminato alle risorse scolastiche». La manifestazione procede per le strade della città tra sit-in e slogan urlati in coro, da ?Nè rossi nè neri ma liberi pensieri? a ?Noi la crisi non la paghiamo?, al ritmo di tamburelli, fischietti e persino pentole e mestoli sbattuti da Federico Pollini e Giulio Strocchi del classico, indirizzo scienze della formazione. «Noi personalmente protestiamo contro i tagli alla scuola e contro il maestro unico che, studiando pedagogia, sappiamo non essere una scelta ottimale per i bambini che proprio nel periodo della scuola primaria sviluppano la loro capacità critica ed è giusto che si possano riferire a più modelli». Arrivati in corso Diaz alla testa del corteo si propone un minuto di silenzio: si celebra il funerale dell?istruzione e non manca una bara di cartone con su scritto ?Qui giace istruzione 30/10/2008?, vicino allo striscione ?Entero-Gelmini contro la flora scolastica?. Il corteo prosegue fino alla piazzetta della Misura dove si chiacchiererà della discussa riforma e si suonerà fino al pomeriggio. «Lo so siamo un po? pochi ? urla sincero Lorenzo Vasumi alla testa della protesta ? ma siamo qui per far vedere che qualcosa non ci va bene e vogliamo farci ascoltare perché noi siamo il futuro».

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<Vogliono la nostra arte> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 18-11-2008)

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URBINO pag. 15 «Vogliono la nostra arte» PREOCCUPATI DINI E VAGNERINI DA FERMIGNANO si preoccupano per le ?spoliazioni? a Urbino, mentre qui nessuno dice niente sulla creazione del ?polo universitario pesarese?: sta crescendo la polemica sulla costruzione del ?Politecnico delle Arti? di Pesaro, che secondo Fabrizio Dini, avvocato di Fermignano ed esponente del Pdl, sarà pagato dall?Ersu di Urbino. «Il geometra Giuseppe Vagnerini di Urbino i giorni scorsi ha inviato all?Accademia Raffaello Urbino, alla Pro-Urbino, al presidente della Provincia senatore Ucchielli, all?assessore regionale Solazzi, al senatore Giorgio Londei e all?onorevole Fioroni una circostanziata ?osservazione? circa le ?continue spoliazioni? che da anni sta subendo la città di Urbino, con conseguente ?inarrestabile decadimento? delle sue prerogative ? scrive Dini ?. Ultimo anello della catena: dopo le facoltà che fanno concorrenza a ciò che è rimasto in Urbino, al san Michele di Fano e al san Domenico di Pesaro, la futura cittadella universitaria di Pesaro, secondo polo universitario pesarese, con annesso eventuale Politecnico delle Arti, una colata di cemento a fianco del Campus delle Cinque Torri, con 100 appartamenti per studenti, 2.500 metri di supermercato, 200 alloggi della casa dello studente, 6mila metri quadri di aule universitarie, 3.200 metri quadri di laboratori, un ristorante e un?area sportiva; così verrà distrutta una delle ultime aree verdi rimaste in città. E chi dovrebbe pagare gli alloggi? L?Ersu di Urbino». Con queste affermazioni l?avvocato Fabrizio Dini, del Pdl, rompe il silenzio che altri invece si ostinano a mantenere. «Se si consente che nuove università nascano come funghi, il rigore della riforma ?Tremonti-Gelmini? va a farsi benedire ? conclude Dini ?. A discapito delle sedi tradizionali, dove la cultura si respira: di certo, Urbino non può avere una vocazione balneare. Questo ?trasferimento universitario? a Pesaro metterà in pericolo anche l?Isa, l?Isia e l?Accademia di Urbino, perché, come è successo per altre istituzioni, nel giro di pochi anni anche gli istituti d?arte di Urbino saranno ?emigrati? a Pesaro: è facile prevederlo. Forse si vuole che un patrimonio dell?Unesco come Urbino diventi un cimitero. Sollecito tutte le forze politiche e le istituzioni di Urbino e dell?intero entroterra a prendere posizione su una questione così importante per la sopravvivenza delle nostre comunità». L?interesse per la questione è altissimo da parte del geometra Giuseppe Vagnerini che oltre a scrivere lettere a tutti i rappresentati di istituzioni culturali urbinati, onorevoli, politici, si è profondamente indignato per la mancanza di interesse, ed ancor più grave di intervento, da parte di tutti: «E? vergognoso che nessuno dica nulla ? commenta l?urbinate ?: lo chiamano Politecnico delle Arti, politecnico non a caso come l?Università di Ancona che presto assorbirà tutti gli Atenei marchigiani. E ?delle Arti?, non della musica, questo a scapito di tutta la vocazione e la tradizione artistica di Urbino, alla quale non resterà più nulla». l. o.

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PARLA di una 'strumentalizzazione' da ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 18-11-2008)

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RIMINI CRONACA pag. 9 PARLA di una ?strumentalizzazione? da ... PARLA di una ?strumentalizzazione? da parte di alcuni docenti. E nega che «ci sia un caso nella nostra scuola. Semplicemente, i professori che non vogliono andare in gita non ci andranno. Nessuno li può obbligare». Cerca di buttare acqua sul fuoco delle polemiche Giocondo Teodori, il preside della scuola media ?Franchini? di Santarcangelo finita nella bufera, dopo che il collegio dei docenti ha approvato (a maggioranza) il documento in cui i professori dichiarano di non voler più fare viaggi d?istruzione, in segno di protesta contro il decreto Gelmini. «Ogni decisione del collegio docenti passa dalla direzione scolastica ? dice Teodori ? Ne prendo atto, ma per quanto mi riguarda non cambia molto. C?è stata una fuga in avanti, una strumentalizzazione da parte di alcuni professori che hanno fatto quest?uscita. Se non vogliono portare i ragazzi in gita per protesta, non possiamo obbligarli». Alla ?Franchini? «continueremo a fare come sempre: se una classe non ha docenti disponibiliti ad accompagnarla, la gita non si fa». In realtà la decisione dei prof ha creato scompiglio, e i docenti di altre scuole di Rimini potrebbero imitarli. Sul caso il consigliere regionale del Pdl Lombardi ha chiesto alla Regione un?ispezione nella scuola.

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i tagli al bilancio, spese ridotte all'osso garuccio: "è difficile ma ce la faremo" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina V - Bari Il consiglio di amministrazione prepara il documento contabile da presentare entro dicembre I tagli al bilancio, spese ridotte all´osso Garuccio: "è difficile ma ce la faremo" I tagli all´università previsti dal decreto Gelmini non sono ancora operativi. Ma all´università di Bari già stanno pensando come risparmiare: «Sicuramente bisognerà fare dei sacrifici» spiega il prorettore, Augusto Garuccio. I tecnici dell´Ateneo stanno infatti lavorando al bilancio, che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre: oggi, all´insediamento dei nuovi membri del consiglio di amministrazione, si comincerà a discutere del problema e poi si comporrà una commissione che dovrà sottoporre il testo al cda entro alla fine dell´anno. «Com´è chiaro - spiega Garuccio - noi insieme con i nostri tecnici siamo al lavoro per cercare di fare quadrare i conti. Non è facile». Il costo del lavoro infatti è aumentato (proprio oggi si darà il via libera all´aumento per i medici universitari, così come previsto dal contratto) mentre il fondo ministeriale è rimasto invariato. Non solo: la legge annunciata dal governo prevede il blocco delle assunzioni per chi impegna più del 90 per cento del finanziamento pubblico per pagare gli stipendi del personale. Bari, secondo l´ultima rilevazione, è sul filo oscillando tra il 92 e l´89. «Ce la faremo: nel bilancio al 31 dicembre saremo sotto il 90 - dice il prorettore - Così come abbiamo già fatto nel 2008 stiamo provando a ridurre tutte le spese comprimibili, ma siamo veramente all´osso. Quello che però ci impegniamo a fare è a non tagliare né i fondi destinati alla didattica né quelli alla ricerca». Lo scorso anno l´ateneo riuscì ad implementare (di circa il 10 per cento) i finanziamenti per le due voci. Per questo esercizio molto probabilmente non sarà possibile, «ma certo - assicura Garuccio - non torneremo indietro». Più difficile sarà gestire la situazione dal 2009 in poi. Sulla base di quanto detto dal governo la riforma dell´università targata Gelmini dovrebbe costare all´università di Bari 118 milioni in cinque anni. La simulazione è stata fatta facendo una proporzione con i tagli annunciati a livello nazionale. In media l´ateneo pugliese assorbe il tre per cento dell´intero fondo pubblico. A fronte della riduzione prevista di 63,5 milioni nel 2009, nelle casse di Bari entrerebbero in meno così il prossimo anno circa due milioni. Nel 2010 è prevista un´ulteriore decurtazione di 190 milioni di euro: il taglio per Bari sarebbe così di altri 5,7 milioni rispetto al 2009. Nel 2011 il taglio sarà di 516 milioni. A Bari arriverebbero meno 15,48 milioni. Nel 2012 ci sarebbe una decurtazione complessiva di 12,51 milioni (a fronte di quella complessiva di 417) e nel 2013 di 13,65 (455 quella statale). «Allo stato attuale - hanno spiegato i tecnici dell´università - non saremmo in grado di sopportare una situazione del genere se non aumentando vertiginosamente le tasse oppure tagliando i servizi agli studenti. E´ quello che non vogliamo fare». (g. fosch.)

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atenei, stop ai concorsi per 118 prof - giuliano foschini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina V - Bari Atenei, stop ai concorsi per 118 prof Decreto della Gelmini: da rivedere i criteri di formazione delle commissioni Al ministero assicurano che non c´è un blocco e che si tratta solo di uno slittamento sino al prossimo gennaio GIULIANO FOSCHINI Nei corridoi delle università pugliesi la chiamavano «la grande infornata»: centodiciotto posti da professore tra ordinari, associati e appena 15 ricercatori, appena banditi dalle università pugliesi. Un esercito di nuovi professori che per il momento dovrà aspettare. Il decreto voluto dal ministro Mariastella Gelmini ha infatti per il momento congelato le prove di selezione: il decreto approvato dal consiglio dei ministri il 6 novembre prevede una diversa selezione e composizione delle commissione giudicatrici, «una maniera per rendere più difficile l´accomodamento dei giudizi» ha spiegato lo stesso ministro. Le vecchie procedure sono state bloccate. Le nuove dovrebbero concludersi entro gennaio, assicurano dal ministero. Le università di casa nostra saranno costrette ad attendere. Dopo anni infatti di blocco dovuto a ragioni economiche e normative (e forse anche per il timore delle nuove selezioni su scala nazionale), le quattro università pugliesi si erano date alla pazza gioia, bandendo appunto più di cento selezioni. Soltanto l´università di Bari assumerà 17 persone: 3 ordinari, 8 associati e 6 ricercatori. Sedici invece sono i docenti richiesti dal Politecnico: 12 associati e 4 ordinari. Alla Lum, l´università di Casamassima, vogliono assumere lo stesso numero di docenti di una diretta concorrente nel mondo accademico privato: la Bocconi. Il magnifico rettore, Lello Degennaro, cerca infatti 18 professori, 11 ordinari, 6 associati e un solo accademico. Per lui significa raddoppiare il corpo docente. A oggi, infatti, la Lum ha 34 professori di ruolo. Gli altri, sono tutti a contratto esterno. Eppure in questi anni non sono stati banditi pochi concorsi, ma evidentemente a Casamassima c´è gente esigente: in molti casi infatti i docenti scelti dalla commissione e nominati idonei non vengono ritenuti adatti al ruolo dalle facoltà (Economia e Giurisprudenza). E così i prof, grazie all´idoneità, sono costretti ad andare a lavorare in altre università. Magari pubbliche. Tornando ai nuovi bandi, sono venti i docenti che ha attenzione di assumere l´università di Foggia, l´ateneo che più di tutte in Italia in questi anni ha aumentato il corpo docente («ma siamo giovani, è normale» ha spiegato il rettore Giuliano Volpe): 11 ordinari, 8 associati e un solo ricercatore. In questa speciale classifica la parte del leone la fa però senza alcun dubbio l´università del Salento. Il ministro Gelmini ha messo in stand by ben 47 concorsi banditi a Lecce (13 da ordinario, 30 da associato e 4 da ricercatore), il 7 per cento dell´attuale forza docente. Della "grande informata" non farà parte probabilmente un concorso da associato in Diritto ecclesiastico, bandito dalla facoltà di Scienze politiche. Il rettore Corrado Petrocelli ha infatti annullato con un decreto la nomina del membro interno, Gaetano Dammacco. Il professore era stato eletto dal consiglio di facoltà dopo però aver preso lo stesso numero di voti di un collega, Nicola Colaianni: si era però ritenuto che a parità di voti fosse eletto il membro più anziano. Interpretazione della norma, questa, però contestata dallo stesso Colaianni che ha presentato un ricorso al rettore. Le sue obiezioni sono state accolte, e Petrocelli ha chiesto così alla facoltà di riprocedere alla nomina di un commissario. A questo punto però è possibile che il concorso salti del tutto e venga rimandato alla prossima sezione: la norma prevedeva, infatti, che l´elezione del membro interno dovesse avvenire entro e non oltre il 30 settembre. Il concorso in Diritto ecclesiastico non era poi una prova come tutte le altre. Si trattava infatti di una selezione alla quale il ministero teneva particolarmente. Un insegnamento ritenuto assolutamente indispensabile, tanto che Roma aveva deciso di dare un finanziamento extra appositamente per bandire questa prova.

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Studenti di nuovo in piazza contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Scuola Studenti di nuovo in piazza contro la Gelmini Liceali e universitari nuovamente in piazza ieri a Latina. Muniti di megafoni e striscioni, si sono voluti idealmente unire ai tanti coetanei che nelle stesse ore animavano le strade di altre cento città italiane in occasione della Quinta Giornata di mobilitazione studentesca lanciata il 20 settembre scorso dal social forum europeo di Malmo, per difendere il loro diritto allo studio e sottolineare che l'istruzione e la ricerca devono essere liberi e pubblici. Ancora una volta insieme dunque per ribadire il proprio no alla Legge Gelmini. A non piacere, il sette in condotta, i tagli previsti dalla 133 e la possibilità che gli atenei diventino delle fondazioni di diritto privato. T.B.

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Assemblea anti Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

PESARO pag. 4 Assemblea anti Gelmini ALLA «ALIGHIERI» DOMANI alle 21, nell?aula magna della scuola Dante Alighieri (in via Gattoni, quartiere Soria), si svolgerà un?assemblea degli aderenti al «Comitato spontaneo genitori e insegnanti di Pesaro a difesa della scuola pubblica» (formatosi il 21 ottobre, conta 400 aderenti) allargata a tutti gli interessati. Si farà il punto della situazione e si concorderanno le attività future. Il comitato è a disposizione per spiegare i contenuti della riforma Gelmini e raccogliere nuove adesioni: 3284632771.

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FORTI di circa 200 iscritti e in vista del congresso che si celebrerà nel co... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 18-11-2008)

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ADRIA E DELTA DEL PO pag. 8 FORTI di circa 200 iscritti e in vista del congresso che si celebrerà nel co... FORTI di circa 200 iscritti e in vista del congresso che si celebrerà nel corso del 2009, il Movimento dei Giovani Padani ha scelto il Delta per presentare il nuovo gruppo di lavoro. «Dopo aver costruito i gruppi nell?alto e medio polesine, stiamo cercando di espandere il movimento nel bassopolesine ? ha spiegato il responsabile provinciale Stefano Segantin ? ora si trattrà di consolidare il tutto attraverso iniziative concrete e da questo punto di vista le scadenze elettorali ci agevolano il compito perchè avremo la possibilità di portare ai dirigenti della Lega Nord le richieste e le aspettative dei giovani». Pur legato alla Lega, infatti, il Movimento dei giovani padani ha un proprio statuto e un?autonomia nelle iniziative. Così si spiegano i gazebi che hanno già iniziato a comparire nelle piazze per raccogliere idee e suggerimenti, la creazione di una squadra di calcio a cinque, le feste e, naturalmente, le riunioni politiche. «Per ora non ci sbilanciamo sui temi elettorali ? ha continuato Segantin ? un po? perché è presto, un po? perché dobbiamo pensare a consolidarci per poi pesare nelle decisioni. Comunque, sui temi della sicurezza e il sì alla riforma Gelmini, siamo già impegnati». Per comodità organizzativa, Segantin potrà contare su referenti non solo nei vari comuni, ma anche a livello di macro-aree: nell?alto polesine Marco Faggio e Marco Galletti; nel medio polesine Riccardo Spolaore e Alessandro De Angelis; infine nel basso polesine Alessandra Ardito e Marco Marafante.

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arriva tremonti, cattolica blindata - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina XVIII - Milano La cerimonia Domani l´inaugurazione dell´anno accademico con ingressi sbarrati per timori di contestazioni Arriva Tremonti, Cattolica blindata FRANCO VANNI Domani il ministro dell´Economia Giulio Tremonti sarà in Cattolica per l´inaugurazione dell´anno accademico. L´ateneo sarà "blindato" per timore di contestazioni: accesso in aula Magna solo su invito e sicurezza rinforzata. «Non saremo lì per provocare», dicono gli studenti della Cattolica, che organizzeranno un «presidio culturale» davanti all´università. E così l´Onda si prepara all´ennesima giornata di passione anti-tagli, dopo che anche i giovani della comunità di Sant´Egidio hanno annunciato la loro partecipazione alla protesta «soprattutto per contestare le classi ponte per stranieri». Ieri intanto, in Bicocca, i rettori sono tornati a parlare della situazione dell´università, in una tavola rotonda sulla riforma degli ordinamenti. Giulio Ballio del Politecnico, sull´ipotesi avanzata in questi giorni di dare più autonomia agli enti locali per la gestione degli atenei, ha commentato: «Ben venga, a patto che non si traduca in un´invasione della politica locale nella nostra attività, come è avvenuto con la sanità». Marcello Fontanesi, rettore in Bicocca, ha aggiunto: «La preoccupazione è che il continuo richiamo all´efficienza come criterio per decidere su cosa risparmiare sia in realtà un modo per nascondere il fatto che non ci sono più soldi». Dopo le università, anche le scuole scelgono come forma di protesta la «didattica all´aperto». Ieri pomeriggio, dalle 15 a sera, un centinaio di liceali si sono trovati in piazza Duomo per assistere a lezioni tenute da insegnanti, a cui è seguito uno spettacolo di giocoleria. Questa mattina dovrebbe cominciare l´autogestione al classico Carducci e per la prossima settimana si stanno organizzando giornate di «didattica alternativa» in altre scuole. Al liceo classico Berchet saranno organizzati gruppi di lavoro per capire quanto gli studenti davvero sappiano del decreto Gelmini. Al Tito Livio, altro classico, in questi giorni si svolgono i corsi di recupero al ginnasio, ma non per il triennio. «I soldi non bastano», spiegano i professori. SEGUE A PAGINA V

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La politica tra desistenti, incapaci, peones e signor no (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Il Tempo delle parole La politica tra desistenti, incapaci, peones e signor no Le parole della politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto quelle legate all'Estate di San Martino del Palazzo. INSISTENZA DESISTENZA Erano due termini molto in voga ai tempi del maggioritario. Specialmente la seconda parola, che evocava in politica una sorta di assenza-presenza (tipo non sfiducia, convergenze parallele etc), per giustificare forme di apparentamento politico, senza che ciò comportasse intese o alleanze reali. Fu il caso ad esempio, di Rifondazione comunista che fece la desistenza nei confronti del centro-sinistra e fu il caso della Fiamma-Tricolore, allora guidata da Pino Rauti, nei confronti del centro-destra. Ebbene, sia l'insistenza, sia la desistenza sono state recuperate. E a riproporle è stato il Sommo Pontefice, relativamente al caso-Eluana. «Bisogna trovare - ha detto Benedetto XVI - un giusto equilibrio tra insistenza e desistenza»… terapeutica. INCAPACE Addirittura doppiamente incapace. Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri se l'è presa con Walter Veltroni, a proposito del caso Villari-Rai. Ricostruendo le vicende riguardanti la commissione di Vigilanza, gli incontri e gli scontri sottobanco tra maggioranza e opposizione, ha evidenziato l'incapacità del capo del Pd di gestire non solo i suoi, il suo partito, ma soprattutto la politica parlamentare. Figurarsi il Paese. VILLARI Un elogio va comunque al protagonista della telenovela-vigilanza. Ossia, il neo-presidente Riccardo Villari, senatore Pd. Rappresenta il classico esempio di riscossa dei peones sulle caste. Sempre usati, sempre al gioco degli altri, dei colonnelli, ogni tanto, approfittando della sorte o della fortuna, riescono a scombinare le strategie e sparigliare le carte. Acquistando un pizzico di popolarità che altrimenti non avrebbero avuto mai. E anche se il prezzo potrebbe essere l'allontanamento dal suo partito, l'x esponente della Margherita, ha vinto la sua partita. Altro che sfaticato, come lo hanno bollato Mastella e la Bindi. OKKUPARE O STUDIARE? Al Palacongressi di Montecatini, applaudita dai Circoli del Buon Governo di Marcello Dell'Utri, Maria Stella Gelmini si è goduta la sua rivincita. Ha difeso il proprio lavoro e ha rilanciato: «No all'ideologia del 6 politico», accolta da studenti che sbandieravano cartelli inequivocabili: «Loro okkupano, noi studiamo», e «Gelmini caccia i baroni». Tutto questo mentre gli altri studenti, alla Sapienza si sono riuniti per elaborare un'"autoriforma". Ma costoro hanno studiato diritto? Lo sanno che le riforme si fanno in Parlamento e non all'Università? UN NO AL SIGNOR NO Chi è? Semplice, Guglielmo Epifani. Il signor no del sindacato. Peccato che adesso il no glielo stiano dicendo gli altri, interlocutori e studenti. Non solo Bonanni e Angeletti si sono sfilati da lui, mandando in soffitta la Triplice, ma anche gli studenti, snobbando la manifestazione di piazza Navona contro i tagli alla scuola, lasciandolo solo con i quattro gatti della Cgil.

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casale in storia e musica nelle rivolte studentesche - anna tonelli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XVII - Bologna Stasera "Formidabili quegli anni" al Celebrazioni Casale in storia e musica nelle rivolte studentesche ANNA TONELLI Non ci si faccia ingannare dal titolo. «Formidabili quegli anni» è la citazione del libro di Mario Capanna sul periodo della contestazione sessantottina, ma Giulio Casale la trasforma in un viaggio attraverso un mondo in fermento, fra marce della pace e stragi, fra spinelli e pillole anticoncezionali, fra invasioni e terremoti. Non è una negazione del testo del leader di Democrazia Proletaria al quale si ispira ufficialmente, ma una rilettura più ampia che permette di coniugare la rievocazione storica all´anima di cantautore di Casale che sul palco interpreta brani di Guccini, Tenco, De Gregori, Gaber e De Andrè. Dopo aver ricevuto il consenso di una platea esigente come quella del festival di Santarcangelo, «Formidabili quegli anni» approda stasera al Teatro delle Celebrazioni (ore 21, biglietti da 17 a 22 euro, info. 051. 6153370). Una messa in scena che ben si adatta ai tempi di nuova contestazione dove, anche in maniera fuorviante, viene evocato un altro Sessantotto di fronte alle proteste studentesche anti-Gelmini. Niente di più semplificatorio, come dimostrerà lo stesso Casale che, raccontando gli anni ?60 nel mondo, farà capire come quella stagione ben poco ha a che fare con le rivolte odierne. «Guai a noi a pensare di poter ripetere il `68», ammonisce lo stesso Capanna che pur si è prestato in questi giorni a rievocare i tempi andati. «Quarant´anni - prosegue - è il tempo storico giusto per fare una rivisitazione scevra da passioni: oggi occorre qualcosa di più e meglio del ?68 e infatti non disperiamo: succederà qualcosa come capita al nuotatore quando è sott´acqua da tempo». Sul palco saranno raccontate le rivolte studentesche che da Berkeley negli Stati Uniti dilagano in Europa, la Primavera di Praga, i pugni chiusi alle Olimpiadi del Messico, i carri armati in Cecoslovacchia, l´enciclica Humanae Vitae, la strage dei braccianti di Avola. Alle 18, alla Scuderia (P. za Verdi 2), Giulio Casale incontra i suoi lettori in occasione dell´uscita del libro «Intanto corro». Interviene lo scrittore Eros Drusiani.

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PROSEGUONO le iniziative indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la protesta ha visto... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 18-11-2008)

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RAVENNA CRONACA pag. 9 PROSEGUONO le iniziative indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la protesta ha visto... PROSEGUONO le iniziative indette dagli studenti contro la Riforma Gelmini. Ieri la protesta ha visto protagonisti gli studenti universitari del ?polo? ravennate, che hanno percorso in corteo le strade del centro cittadino, inalberando cartelli e striscioni e gridando slogan contro i tagli previsti per l?istruzione e in difesa della scuola pubblica. Ad aprire la sfilata, un grande striscione con la scritta ?Uniti per migliorare, non ci fermeremo?. Nella foto: il corteo degli universitari in via Mariani.

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jovanotti si schiera "obama, un evento e io ho scritto un rap" - luigi bolognini milano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina 54 - Spettacoli Presentato "Safari" deluxe più dvd Jovanotti si schiera "Obama, un evento e io ho scritto un rap" LUIGI BOLOGNINI MILANO Un rap per Obama. L´ha composto Jovanotti dopo le elezioni americane, «ma non diventerà una canzone, resterà una cosa mia». Il cantante è entusiasta per il neo-presidente Usa: «è un 11 settembre al contrario, il primo vero evento storico della mia generazione, io ho 42 anni, ci ho creduto e ho visto la sconfitta del cinismo, è una figata spaziale per il mondo. La sento come una mia vittoria personale». Ma qualcosa si muove anche in Italia: «Guardo con simpatia all´Onda, c´è la parola futuro, la volontà di esserci. Che esistano giovani che tengano alla propria scuola è bellissimo. La scuola pubblica è una conquista fondamentale. Magari qualche parte della riforma Gelmini è buona, ma il difetto è di fondo: si tagliano risorse a un settore che invece ne meriterebbe di più». Lorenzo parla alla presentazione della versione deluxe del suo disco Safari, che ora esce con 4 brani dal vivo più un dvd sul suo ultimo tour girato da Marco Ponti: «Ho venduto mezzo milione di copie, puntiamo a farne altre 100mila in questa nuova veste. Da gennaio poi ci sarà solo il dvd». A salutare la versione riveduta e corretta, un mini-tour a dicembre: Forlì, Livorno, Conegliano Veneto, Brescia e chiusura a Parigi. L´anno prossimo solo un giro per club musicali in Europa, e poi solo raccolta di idee. Il Safari Tour viene celebrato anche da un libro di fotografie di Francesco Raffaelli, Voi siete qui (Rcs), che cattura atmosfere e sensazioni. Ma il magic momenti di Jovanotti prosegue. Oggi allo Iulm verranno proiettati tutti i suoi videoclip e filmati e riceverà un premio speciale per l´arte videomusicale. Red entro Natale Italia 1 trasmetterà una puntata dei Simpson in cui doppia un personaggio, un venditore di fumetti.

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le aziende in guerra con facebook "dipendenti distratti, lo oscuriamo" - vittorio zambardino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-11-2008)

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Pagina 25 - Cronaca Le aziende in guerra con Facebook "Dipendenti distratti, lo oscuriamo" Dalla Provincia di Milano alle Poste, aumentano i "filtri" Al comune di Napoli hanno deciso il frazionamento: un´ora al giorno in periodi di dieci minuti l´uno VITTORIO ZAMBARDINO Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo "Cazzeggio al lavoro con Facebook". Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l´accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa, e se al comune di Napoli l´hanno razionato. Un´ora al giorno, suddiviso in frazioni di 10 minuti l´una. E a Facebook va già bene: il blog di Beppe Grillo è completamente inibito alla visione dei dipendenti comunali napoletani. All´elenco si aggiunge la provincia di Milano, che blocca, e il mistero della Regione Campania, dove alcuni computer riescono a "vedere" Facebook ma altri non ce la fanno. E se a Bologna nessuno si sogna ancora di "oscurare" il sito di social network, prediletto dai candidati alle primarie per la scelta del candidato sindaco, è pur vero che sia qui che altrove esistono da anni filtri che bloccano sia le chat che i programmi di telefonia via Internet. Quello Skype, che per funzionare ha bisogno della stessa tecnologia che permette di scaricare musica e film dalla rete. Contro corrente Torino-comune: proibiti solo porno e giochi d´azzardo. Ma è curioso che da noi appaia come una novità ciò che altrove è già un tema discusso da tempo - del resto la versione italiana di Facebook è della scorsa primavera, quando c´erano, in maggio, meno di 1 milione di utenti/mese (dati Nielsen Netview): a settembre erano 4,2 milioni. E aumentano. Ma gli altri ne hanno discusso prima di noi. Il 30 luglio scorso, un blogger britannico, ripreso da Business Week, ha scritto che i due terzi delle aziende britanniche bloccano l´accesso ai diversi siti di social networking. Secondo un´inchiesta, realizzata da un´azienda che si occupa di sicurezza informatica (quindi fonte che è parte in causa), la Barracuda, la metà delle aziende americane blocca quei siti. Ma in realtà per Facebook il dato non va oltre il 26%. E fin qui si tratta di aziende private. Il tema si riscalda, sotto ogni latitudine, quando si discute dei dipendenti pubblici. è del marzo 2007 la decisione - ed è un piccolo primato - delle autorità della provincia dell´Ontario, in Canada, di bloccare l´accesso al sito. Motivo "brucia il tempo del lavoro". Per la verità non manca un argomento tutto diverso. Quello che vede nei siti di social networking una fonte di formazione professionale e un vero e proprio canale alternativo per far bene il proprio lavoro. Il dibattito è planetario e vede in maggioranza quelli che considerano tutto ciò una distrazione intollerabile. Ma poi chiedi alla Fiat, nel posto che ti immagini più occhiuto e severo d´Italia. E si scopre che al marketing tengono tutti i modelli su Facebook perché così li promuovono meglio. "Scherza - dice un ingegnere - senza quel sito lavoreremmo la metà".

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In 400 sfilano contro il decreto Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-11-2008)

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«Continueremo con le assemblee a scuola per rivendicare il diritto allo studio», dice Marco Zabai, leader della Rete. E sui bastioni un comizio In 400 sfilano contro il decreto Gelmini L'Onda studentesca prosegue la battaglia: striscioni e slogan trasversali Fra slogan e striscioni politici, è sfilato ieri il corteo «anti-Gelmini» per le vie della città. Quattrocento studenti scesi in piazza per ribadire che l'Onda non si è fermata, nonostante la riforma sia diventata legge e la protesta dei movimenti studenteschi sembri ormai essersi placata. «Continueremo con le assemblee dentro le scuole per rivendicare il diritto allo studio», dice Marco Zabai, leader del movimento. In coda al corteo c'erano anche i rappresentati di Lotta studentesca con i loro striscioni. Accanto agli studenti delle superiori anche i componenti del nuovo «Coordinamento degli studenti universitari». Non erano in migliaia come per il corteo che si è svolto a ottobre; non c'erano tutte le scuole della provincia come ci si poteva aspettare. Ma la manifestazione che si è svolta ieri a partire dalla stazione dei treni, passando per piazza dei Signori, piazza Duomo e i Bastioni, ha ricordato ai cittadini trevigiani che gli studenti non hanno intenzione di mollare mollarela presa; soprattutto nella Giornata internazionale dello studente la cui ricorrenza cadeva proprio ieri. Ci sono studenti delle scuole superiori di Treviso e una rappresentanza del liceo Berto di Mogliano. Qualcuno urla «Vogliamo uno tsunami che porti via i due nani», e altri che, sfilando di fronte al Collegio Pio X, fischiano agli studenti dell'istituto privato che si affacciano alle finestre. «Per protestare contro i fondi alle scuole private - dice Roberto, un manifestante - E' vero che tutti gli studenti sono uguali e che dobbiamo essere uniti. Ma non ci sta bene che si continui a dare soldi alle paritarie». In piazza dei Signori si è svolto un comizio del Flc-Cgil Scuola e di Lorenzo Trapani, ex-studente del Da Vinci, ora studente universitario. Gli universitari erano rappresentati anche dal «Coordinamento degli studenti universitari» composto dagli iscritti agli atenei veneziani. Sui Bastioni un comizio dai toni accesi tenuto da Alberto, detto «Il Beppe Grillo del Canova».

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Doppio gioco di Tremonti (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-11-2008)

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Doppio gioco di Tremonti Doppio gioco di Tremonti sul Patto di stabilità Certo che in questi ultimi mesi ne abbiamo sentite di sparate da parte dei politici al governo, ma al troppo non c'è mai fine e quindi anche questa sera ascoltando il telegiornale ho appreso che ci saranno investimenti nelle opere pubbliche all'interno degli 80 miliardi che d'incanto si sono materializzati dopo il G20 in America. Il ministro Brunetta ha poi ribadito in un convegno tenutosi il 16 novembre che lo stato investirà nelle opere pubbliche in modo da far ripartire l'economia. Ma quali opere pubbliche intendono far partire, visto che con il Patto di Stabilità hanno obbligato i Comuni, le Province e le Regioni a bloccare ogni opera pubblica? Perché se non possiamo investire come Comuni, pur avendo i bilanci in regola e i soldi in cassa, può investire lo Stato? Ma il patto di stabilità non è la regola alla quale l' Italia si deve attenere per far quadrare i bilanci nel rispetto delle regole europee? Mi viene il sospetto che Tremonti faccia quadrare i conti dell'Italia del rispetto del patto di stabilità con i soldi dei Comuni, delle Province e delle Regioni. A questi burocrati dello stato non interessa niente degli enti locali e se Brunetta vede fannulloni dappertutto, tranne in Parlamento, Tremonti vede sprechi solo nei comuni, nelle province e nelle regioni, tranne nella macchina dello stato. Allora quando vediamo qualche servizio alla televisione che mostra sprechi, inefficienze, opere inutili, gente pagata per non far niente, a tutti noi ribolle il sangue e sorge spontanea la domanda: ma è possibile andare avanti così? No, non è possibile andare avanti così. E allora perché la Lega si ostina ad ostacolare il movimento dei Sindaci del 20% dell'Irpef? Non era forse uno slogan loro quello che i soldi devono rimanere sul territorio? No, oggi hanno cambiato idea perché sono entrati nella stanza dei bottoni e siccome stanno pensando ad un federalismo a tutto campo che vedrà la luce forse fra una decina di anni, non vogliono che nessuno si intrometta: ci stanno pensando loro a portare i soldi a casa. Intanto 500 milioni a Roma, 140 milioni a Catania, 300 milioni all'Alitalia e vorrei proprio sapere quanti milioni stanno costando i rifiuti di Napoli. Ma al cosa più bella sarà che in quegli 80 miliardi previsti, sicuramente 6-7 saranno destinati al Ponte di Messina. Allora faccio un invito ai parlamentari leghisti nostrani di non perdersi in stupidaggini come la proposta di legge per fare la grappa in casa, ma di dedicarsi alle cose serie, di ascoltare le richieste degli amministratori locali e dei cittadini altrimenti la prossima volta finiranno come Bertinotti: a casa. Bruno Comazzetto Sindaco di Cornuda La Gelmini inizi a tagliare gli insegnanti di religione Ho letto con interesse la lettera della professoressa Francesca Meneghetti sulla scuola e in particolare sugli sprechi perpretati dal ministero dell'Istruzione. Si è tuttavia dimenticata di denunciare quello che è forse il maggiore spreco ed ingiustizia: l'aver equiparato nello stipendio e nello stato giuridico gli insegnanti di religione cattolica (materia facoltativa) ai professori di ruolo, pur essendo nominati direttamente dalla curia vescovile, senza sostenere alcun concorso statale. In caso di perdita della cattedra di religione possono inoltre occuparne un'altra, di lettere o filosofia, scalzando gli altri candidati. Secondo un'inchiesta fatta dal giornalista Curzio Maltese, gli insegnanti di religione cattolica, presenti in ogni ordine e grado delle scuole pubbliche, costano allo Stato diverse centinaia di milioni di euro. Non mi risulta che il ministro Gelmini voglia intervenire contro un simile spreco di denaro pubblico. Luigi Urettini Treviso Esame al San Camillo anestesia negata: perchè? Sento doveroso denunciare un fatto personale di malasanità accadutomi recentemente durante un esame di colonscopia, effettuato su richiesta del mio medico di base per un controllo di diverticolosi, essendone soggetta da circa sette anni. Accusavo dolori addominali da un lungo periodo e riferendo ciò al mio medico, mi prescrisse premurosamente l'impegnativa per la visita che fu successivamente fissata il giorno 27 ottobre 2008. Mi reco puntuale presso l'ambulatorio al terzo piano dell'Ospedale San Camillo di Treviso (dove effettuano gastroscopie e colonscopie) dove erano presenti due infermiere ed un medico, per svolgere il suddetto esame. Inizialmente mi fecero una puntura di sedativo Midazolam 2,5 mg ed il medico iniziò l'esame di colonscopia facendomi sentire subito dolori atroci. Gli chiesi perchè dovevo sentire tanto male dal momento che nella prenotazione richiesi espressamente l'anestesia. La sua risposta fu che in quella clinica non vengono praticate anestesie. Iniziai a sentirmi poco bene e stavo per svenire dal dolore, chiesi al medico di interrompere e lui mi rispose di smetterla di lamentarmi e mi invitò a non sottopormi più a questo tipo di esame, portando nel frattempo a termine la colonscopia che stava effettuando. In conclusione, io chiedo se questa è prevenzione del paziente o abuso di potere? Sono sopravvissuta a tale trauma ma ho sentito il bisogno di comunicarvi questo episodio accadutomi al San Camillo di Treviso, perchè tramite il vostro quotidiano possiate rendere consapevoli altri pazienti, del dolore e della scarsa umanità che ho riscontrato in questa mia esperienza. Silvia Spigariol Treviso Pestaggi alla scuola Diaz: «Grazie agli stati esteri» Ringrazio il console tedesco di Milano, i giornalisti esteri presenti a Genova in quel di luglio 2001! Non ci fossero stati stranieri in quella scuola, il processo contro il comportamento scorretto dei poliziotti durante la perquisizione alla scuola Diaz «manco si sarebbe svolto». Il senatore a vitaCossiga all'estero non è conosciuto come un esperto di arti provocatorie, ma solo come ex Presidente della Repubblica. La stampa estera ha preteso per i propri cittadini una forma di risarcimento giudiziario per le botte inflitte dalle forze dell'ordine. La sentenza, del tribunale in merito ai fatti di Genova, come quella di Piazza Fontana, o dell'omicidio del banchiere Calvi, e dell'Italicus, ha individuato due/tre nomi così per rasserenare l'opinione pubblica, evitare inutili e dannosi coinvolgimenti di quanti a Genova disponevano di ampi poteri, sull'uso delle forze di polizia, conferiti dall'autorità politica (?), o dal capo della polizia di Stato o dal Comando dei carabinieri (?), scaricando sui lavoratori di polizia la responsabilità materiale dell'intervento nella scuola Diaz. Il presidente della Camera onorevole Fini in quei giorni era presente sia al comando dei carabinieri, sia in questura, che in prefettura, dell'assalto-perquisizione alla scuola Diaz ha conoscenze da riferire? Renato Casellato Silea La vittoria di Obama contro la gerontograzia Comunque uno la pensi, la vittoria di Obama negli Stati Uniti un presidente di 47 anni, è una vittoria politica sulla gerontocrazia. Formidabili gli Americani a eleggere un presidente molto giovane, di 47 anni appunto, e lo sottolineo. Da noi sarebbe possibile una cosa del genere? L'Italia non è un paese per i giovani. La gerontocrazia imperversa, molti che si sentono onnipotenti e immortali perdono il posto solo per sopravvenuta morte. Bisognerebbe riscrivere le regole del gioco, ma chi lo fa? Chi occupa i posti di potere? Accetterebbero chi comanda due o tre mandati al massimo e poi via, lasciando il posto a persone nuove «fresche»? I perpetui non hanno fine, non se ne vanno, tengono intere generazioni in anticamera. I creativi e le eccellenze fuggono all'estero, gli altri si logorano in interminabili gavette. Un paese senza un ringiovanimento è un paese senza futuro. Ci vogliono i giovani al potere assieme ai meno giovani. Puntualizzo giovani capaci e preparati e seri, certamente non nani e ballerine o veline o cretini ed incapaci, altrimenti il rinnovamento va a finire a tarallucci e vino. Questi giovani con la loro vitalità, la voglia di fare, meno propensione al compromesso e soprattutto al tirare a campare, potranno risollevare l'Italia. Io non ce l'ho contro i settantenni o ottantenni, mi fermo sempre a parlare ed ascolto con attenzione i loro consigli e suggerimenti e attingo alla loro saggezza, ma il paese ha bisogno di forze nuove. I «vecchi» politici possono restare come consiglieri forieri di saggezza. L'America con Obama ci insegna, largo i giovani comunque la pensiate su Obama. Giuseppe Carosella Dolo

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Scuola, nessun taglio e tempo pieno garantito in Lombardia (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)

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Scuola, nessun taglio e tempo pieno garantito in Lombardia (18/11/2008 09:24) | (Sesto Potere) - Milano - 18 novembre 2008 -In Lombardia non verrà chiusa nessuna scuola. E il tempo pieno continuerà ad essere assicurato a tutti quelli che lo richiedono. Sono i risultati dell'accordo raggiunto con il Governo, dopo il lavoro di queste settimane, resi noti dal presidente della Regione, Roberto Formigoni, e dal vice presidente e assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni. "Abbiamo condiviso con il ministro Gelmini - ha detto Formigoni - la necessità di un intervento razionalizzatore, che comunque potrà riguardare la Lombardia solo in misura molto esigua, e che è stato a buon conto rinviato all'anno prossimo". Sono infatti percentualmente pochissime, poco più dell'1% le situazioni di strutture sottodimensionate, quindi difformi dai nuovi parametri, su cui intervenire: 25 "autonomie" (le ex direzioni didattiche) su 1.305, cioè il 1,3% e 76 "plessi", cioè scuole, su 5.000 (1,5%). AUTONOMIE I parametri nazionali prevedono che possa esserci una dirigenza (quindi un'autonomia) con almeno 500 studenti (o 300 nelle zone di montagna). La Lombardia ha una media di 845 studenti per autonomia, precedendo la Toscana con 813, il Veneto con 797, e giù giù a scendere fino a Regioni che hanno poco più di 500 studenti per autonomia. "L'intervento di razionalizzazione - spiegano Formigoni e Rossoni - consisterà in pratica in qualche accorpamento, riguarderà dunque al massimo qualche dirigente in esubero, e in ogni caso non riguarderà l'erogazione del servizio, cioè le scuole e le classi". PLESSI I plessi (cioè i punti di erogazione del servizio scolastico suddivisi per ordine e grado di scuola). Si sarebbero dovuti sopprimere quelli con meno di 50 alunni. In base all'accordo con il ministro, invece, "l'intervento di razionalizzazione - come ha spiegato Formigoni - è rinviato al 2009 e per di più sarà basato non sulla semplice applicazione della soglia dei 50 alunni, ma su una serie di criteri e parametri correttivi da individuare in modo condiviso tra Regione, Stato ed enti locali, analizzando le situazioni caso per caso. Saranno quindi evitate operazioni che possano creare disagio alle persone o alle famiglie ovvero che possano aumentare i costi di gestione per i Comuni". Esclusi quindi interventi sulle scuole dei Comuni di montagna e su quelle dell'infanzia. E' appunto facendo queste sottrazioni che i plessi sottodimensionati, sui circa 5.000 della Lombardia, da prendere in considerazione per un eventuale intervento, sono 76. TEMPO PIENO Non c'è pericolo e non ci sarà pericolo per il tempo pieno in Lombardia. Formigoni e Rossoni hanno spiegato che già ora usufruiscono del tempo pieno tutte le famiglie che lo richiedono e sono il 40% contro una media italiana del 25%. E che per il futuro la situazione non è per nulla messa in discussione. "Chi necessita del tempo pieno per i propri figli - ha precisato il presidente - continuerà ad averlo". UNIVERSITA' Formigoni e Rossoni hanno anche parlato della situazione degli atenei. "Abbiamo lavorato con il ministro Gelmini - ha detto Formigoni - sul Decreto Legge n. 180, che rappresenta un segnale importante di fiducia per l'università italiana. E' stata accolta la proposta lombarda sulla distribuzione dei fondi (e nel 2009 ci saranno 86 milioni di risorse in più per il fondo ordinario). Ma soprattutto finisce l'esclusività del criterio della spesa storica per il riparto delle risorse: il 7% di queste sarà ripartito in base al merito. E' una misura iniziale ma sul piano del principio è una vittoria straordinaria. Infatti il criterio della spesa storica è stata in tutti questi anni fonte di spreco e premio ai fannulloni o perlomeno ai meno efficienti". Formigoni e Rossoni si sono infine detti favorevoli al nuovo sistema dei concorsi, più trasparente, e allo stanziamento di 135 milioni per il diritto allo studio, che consentirà - per quanto riguarda la Regione Lombardia - di continuare ad assegnare una borsa di studio a tutti i richiedenti che ne hanno diritto, come succedeva già dal 2002, ma solo a costo di un grosso esborso di fondi propri della Regione. Il presidente lombardo ha confermato infine che "Regione Lombardia è per una riforma forte e seria dell'università, che è assolutamente necessaria, e che dovrebbe comprendere l'abolizione del valore legale del titolo di studio, la possibilità di reclutamento diretto dei docenti, il potenziamento dei sistemi universitari regionali".

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Scuola e manifestazioni degli studenti, Cgil treviso: non servono accanimenti giudiziari (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)

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Scuola e manifestazioni degli studenti, Cgil treviso: non servono accanimenti giudiziari (18/11/2008 11:09) | (Sesto Potere) - Treviso - 18 novembre 2008- "Il buon senso invita a riconoscere la buona fede dei ragazzi sulla questione delle autorizzazioni non richieste. Ma se fossero presi provvedimenti diventerebbe chiaro un inaccettabile disegno politico che punta a fermare le proteste con le minacce". No ad accanimenti giudiziari sugli studenti che hanno manifestato, timore per il clima di intimidazione con cui si cerca di fermare le manifestazioni: oggi tocca ai ragazzi delle scuole, domani potrebbe essere il turno dei lavoratori e dei pensionati. Lo ha detto Paolino Barbiero, segretario generale della Cgil provinciale di Treviso, che, in una nota congiunta con il segretario della Flc-Cgil provinciale di Treviso, Ermanno Rambaldi, ha annunciato il sostegno alla mobilitazione di studenti e famiglie contro la riforma Gelmini, che prenderà forma in quelli che sono stati battezzati "pomeriggi e serate bianche", discussione sulla scuola nella scuola. "Sulla questione delle manifestazioni non autorizzate, ha detto Barbiero, invitiamo il questore a non dare corso a nessun tipo di azione nei confronti dei ragazzi e quindi delle famiglie. E? evidente che ci si trova di fronte ad un caso di scarsa conoscenza delle regole, avvenuta in perfetta buona fede. Altri sono i nodi su cui si dovrebbe concentrare l?attenzione delle istituzioni, dal Questore al Procuratore capo: i tempi inaccettabili di risoluzione delle controversie tra aziende e lavoratori, il problema dei controlli per difendere la sicurezza sui luoghi di lavoro, l'illegalità che sta dietro al sommerso e all'evasione fiscale”. Contiamo, ha detto Barbiero, sul buon senso. Ma se così non fosse, allora sarebbe chiaro il disegno politico, autoritario e inaccettabile, che attraverso le pressioni e le minacce vuole sopprimere il diritto a manifestare il dissenso. Oggi tocca agli studenti, domani potrebbe essere il turno dei lavoratori e dei pensionati impegnati a difendere i propri diritti e a manifestare contro politiche economiche fallimentare che mettono a repentaglio il reddito e la qualità della vita.

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La borghesia diviene protagonista della pittura (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

«Da Rembrandt a Vermeer» cinquantacinque capolavori in mostra al museo del Corso a Roma La borghesia diviene protagonista della pittura Carmelo Strano Mary Quant contro Lorenzo Riva. Un match sulla minigonna tra il noto stilista e la collega britannica che negli anni sessanta avrebbe lanciato quel capo d'abbigliamento femminile che immobilizzava gli uomini quando si fermava un'auto e dagli sportelli controvento fuoriuscivano gambe generosamente scoperte. Sono passati 40 anni. Ora basta. Non è più tempo di minigonna, ha sentenziato Lorenzo Riva. Adesso, gonne o vestiti lunghi ben sotto il ginocchio e stacco vertiginoso delle caviglie e dell'intera figura grazie al tacco lungo che rende il terreno dove la donna passa una Cape Canaveral. Dal detto al non detto, dal visto all'intuìto, dall'esplicito all'implicito, dal guardare all'immaginare. E soprattutto dal giudizio sicuro e immediatamente fondato a uno suscettibile di scommesse. "Dovrebbero essere delle belle gambe, data la caviglia sottile e la garbata ma decisa sinuosità delle curve?": Così ci si potrebbe lasciare andare davanti a una gonna di 20/30 centimetri sotto il ginocchio. Salvo che non si tratti di vip che ci hanno già ammannitto ogni loro "potere d'acquisto" in TV o al cinema (la ministra Carfagna), il giudizio è al condizionale e la verifica è necessaria (la ministra Gelmini). Da estetologo stavo subito per commentare: finalmente! Finalmente puoi camminare in città senza essere disturbato esteticamente. Infatti, tutte le donne si sono sentite legittimate a indossare la minigonna, senza un minimo di autocritica estetica. Si possono esibire le gambe e le cosce in pubblico? Sì? E allora lo faccio anch'io. E lo fa anche chi ha per gambe prosciutti di Parma e fianchi da ippopotamo. Col risultato che mi è capitato spesso di cambiare marciapiede per non turbare il mio colloquio (culturale) con il nudo femminile in "Venere ingioiellata dormiente" del cinquecentesco pittore Joseph Heintz o per non turbare il mio colloquio (segreto e fedifrago) con la first lady francese. Ma poi, a pensarci bene: finalmente? un cavolo! C'è da scegliere tra il disturbo estetico (che personalmente risulta più forte) e quello psicologico. Il gioco estetico implicito è particolarmente carico di seduzione. Lasciare spazio all'immaginazione è particolarmente coinvolgente. Le forme coperte e intuite ti impegnano maggiormente perché chiamano in causa tutti i sensi. Per non usare metafore: davanti a belle gambe scoperte vai subito? al dunque. Davanti a delle gambe potenzialmente belle lavori di intuito, di intelligenza, di premonizione, pregustazione. E' il gioco dell'arte. Che è ambiguo, basato sulla sorpresa, l'inatteso. Il lettore (e anche la lettrice, benevolmente) ha ben capito che l'estetica delle forme coperte impegna di più anche sul piano del tempo. Bisogna quanto meno abbozzare uno studio analitico di quelle forme tra ipotesi e controipotesi. Insomma, se sei uscito per fare la spesa, non torni più a casa. Ma per fortuna Lorenzo Riva sbaglia nell'essere categorico sulla fine della minigonna. In tempi di complessità nulla scompare e tutto è attuale. Al più può prevalere una cosa su un'altra. Insomma, il godimento, anche estetico, alla vista per strada di belle gambe coperte di bande di stoffa di 30 centimetri al di sopra del ginocchio non è finito.

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Studenti in piazzacon tele e colori (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

scuola Studenti in piazza con tele e colori Singolare protesta contro la riforma Gelmini ieri mattina di licei ed istituti d'arte e. cannone 38 michele guccione La disperazione monta di ora in ora. Si avvicina la data del passaggio da Alitalia a Cai e i 210 dipendenti di Alitalia Airport presso l'aeroporto di Punta Raisi ancora non sanno nulla sul loro futuro. Infatti, la Cai non ha comunicato nè con quale criterio saranno individuati gli unici 60 di loro che resteranno in servizio, nè l'elenco dei fortunati assunti e degli altri che saranno inviati in cassa integrazione per la pensione o la mobilità. É per questo che i sindacati fanno fatica a controllare i lavoratori. Ieri pomeriggio, al termine di un'infuocata assemblea che ha indicato ancora non unitariamente quattro ore di sciopero per sabato 29 novembre (ma fino a ieri sera la Fit-Cisl doveva decidere se aderire), la rabbia è esplosa e alcuni dipendenti hanno deciso di riprendere i sit-in di protesta davanti ai check-in, questa volta non solo quelli dell'Alitalia, lasciando liberi solo due varchi, uno per area. Infinite le code che si sono create. Ben sei i voli Alitalia cancellati, più altri di varie compagnie, oltre a quelli disdetti a causa della protesta del personale di volo Alitalia. Quest'azione non è stata condivisa da diversi sindacati. Di questo passo non si può prevedere fino a che punto potrà spingersi la protesta spontanea. Si sa che oggi i sit-in e i rallentamenti dei check-in proseguiranno per l'intera giornata. Dice Fabio Profeta dell'Ugl: «In questi giorni abbiamo incontrato tutte le istituzioni siciliane e c'è pure un tavolo tecnico aperto presso la Quarta commissione dell'Ars. Commissione che ci aveva promesso un incontro con un delegato della Cai. Finora non abbiamo visto nessuno». Il sindacalista prova anche a spiegare il perché del surriscaldarsi del clima tra i lavoratori: «Si va diffondendo, anche grazie ad indiscrezioni mai smenite, la convinzione che la Cai abbia già gli elenchi pronti con le persone da assumere e quelle da inviare in ammortizzatore sociale. Il prolungato silenzio fa sospettare che stiano aspettando l'ultimo giorno utile per presentarlo, sperando così di limitare la protesta e il caos che ne deriverebbe all'attività dello scalo. Così non è, in queste ore si sta verificando l'esatto contrario: temo che i lavoratori più ci sarà silenzio e più forte faranno sentire la loro protesta».

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<Consiglio Ap contro la Gelmini>Giornata della mobilitazione studentesca. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

«Consiglio Ap contro la Gelmini»Giornata della mobilitazione studentesca. «Chiediamo il riconoscimento del diritto allo studio» Anche gli studenti di Caltanissetta hanno celebrato ieri la ?Giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio?; stavolta non si è trattato di una manifestazione come quella dello scorso 30 ottobre, ma di una giornata dedicata alla cultura e al dibattito. Ieri mattina gli studenti si sono ritrovati in piazza della Repubblica dove è stato allestito un palco sul quale si sono esibite della ?band? musicali giovanili. Tra una canzone e l'altra sono saliti sul palco anche altri studenti per parlare di politica e di diritto allo studio. Per la verità la partecipazione non è stata massiccia, in molti istituti buona parte degli studenti è entrata regolarmente per svolgere le lezioni. La giornata, comunque, è proseguita anche nel pomeriggio ed è durata fino alle prime ore della serata e quindi anche chi è andato a scuola ha avuto la possibilità di partecipare alla manifestazione. Intanto gli studenti di Caltanissetta, pur non abbandonando la protesta sul decreto Gelmini, hanno ?stoppato? l'autogestione riprendendo regolarmente le lezioni per non frenare eccessivamente la regolare attività didattica. «Saltando ore di lezioni penalizzeremo ancora di più la scuola e noi stessi - ha spiegato Carlo Vagginelli, uno dei rappresentanti degli studenti del liceo classico - anche se abbiamo già preparato un documento da presentare all'amministrazione provinciale. Stiamo realizzando questa iniziativa con molta serietà; il nostro intento è che la giornata del 17 novembre diventi una sorta di primo maggio degli studenti, non tanto per avere una giornata di riposo quanto perché venga riconosciuto il nostro ruolo». Nel documento in questione, gli studenti chiedono all'assemblea provinciale di riunirsi affinché quest'ultima prenda posizione contro il decreto di riforma della scuola. Inoltre i ragazzi stanno lanciando una proposta agli amministratori provinciali per la realizzazione di interventi nel settore dell'edilizia scolastica oltre all'emissione di buoni libro, a livello provinciale, per l'acquisto dei testi in modo da aiutare le famiglie ad ammortizzare le spese per la didattica. «Riteniamo opportuno la formazione di un tavolo di concertazione tra istituzioni, studenti e sindacati - conclude Carlo Vagginelli - affinché si trovino delle soluzioni che garantiscano l'effettivo diritto allo studio. Auspichiamo inoltre che i nostri amministratori prevedano lo stanziamento di fondi per l'integrazione di studenti extracomunitari, sicuramente un elemento fondamentale per un paese che si definisce democratico». Vincenzo Pane

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Gli studenti ieri in corteocontro la riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Riesi Gli studenti ieri in corteo contro la riforma Gelmini Mussomeli. Omelia di don Incardona sui raccomandati Domenica scorsa festa della Madonna della Provvidenza, celebrata nella chiesa Madre ed organizzata dall'apposito comitato, presieduto da Giuseppe Greco con la collaborazione dell'Arciconfraternita. Una Messa assai partecipata quella serale delle ore 18, durante la quale c'è stata la benedizione del grano per la semina, distribuito poi ai presenti. Occorre subito dire che l'arciprete don Alfonso Incardona ha presentato ai parrocchiani la sua forte omelia domenicale con accenni e riflessioni anche sulla festa mariana della Provvidenza. «State bene attenti e riflettete su quello che vi sto per dire», ha detto il sacerdote, richiamando l'attenzione dei presenti, in un clima di assoluto silenzio. Il sacerdote, dopo avere accennato alle difficoltà economiche del momento per quelle persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese, e non solo quelle, ha sottolineato l'attuale periodo di crisi generale del territorio. «Ci sono persone - ha detto - che invece di rivolgersi al Padre Eterno per implorare la divina provvidenza, si rivolgono e si vendono a questo e a quello, ai politici per poi assicurare loro il voto, chiedendo, però, la raccomandazione». Il sacerdote, avviandosi alla conclusione, ha esortato i parrocchiani a vivere intensamente il Vangelo: ?Bussate e Vi sarà aperto. Chiedete e Vi sarà dato?. Al termine, la processione del simulacro per le vie del quartiere e la distribuzione delle focaccine nel piazzale Madrice hanno concluso i festeggiamenti.. CARMELO BARBA Mussomeli. Spoto alla guida degli «Amici di S. Francesco» Continua ancora Giuseppe Spoto a rappresentare l'Associazione «Amici di S. Francesco» di Mussomeli. L'Assemblea degli aventi diritto, la settimana scorsa, ha proceduto al riassetto del sodalizio, presente nel territorio da circa trent'anni. Ha collaborato sempre coi frati del convento e come ha precisato in in incontro il riconfermato Presidente Spoto, l'Associazione necessita di un rilancio auspicando l'adesione di nuovi adepti.. Il nuovo consiglio direttivo è così formato. Presidente Giuseppe Spoto, Vice Presidente Vincenzo Piazza, Segretario Giovanni Sorce, cassiere Pasquale Favata ed i consiglieri Salvatore Cacciatore, Calogero Nigrelli e Michele Sola. L'Associazione nacque con gli auspici dell'allora Provinciale, P. Luigi Gattuso, che incoraggiò l'iniziativa. Nel 1985 venne approvato lo statuto dell'Associazione ed il 27 settembre 1985 la curia vescovile di Caltanissetta lo restituì col suo visto. Dalla sua costituzione ad oggi si sono alternati nella carica di presidente Salvatore Montagnino, Francesco Di Piazza, Salvatore Mingoia e, da 14 anni, Giuseppe Spoto continua ad avere l'onere e l'onore del sodalizio. Dei 90 iscritti iniziali, ne sono rimasti una quarantina. Negli anni precedenti ha curato la spiritualità degli associati il compianto padre Nicola Mulè. Oggi ci sono padre Pietro e padre Daniel. C. B.

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Tele e pennelli contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

pubblica istruzione. Singolare protesta degli studenti dei licei artistici al Massimo Tele e pennelli contro la Gelmini È stata davvero una protesta a regola d'arte quella organizzata ieri mattina a Palermo in piazza Ruggero Settimo e piazza Verdi di fronte il teatro Massimo, e in contemporanea con altre città italiane. L'iniziativa «Didattica ad arte - in piazza il 17 novembre vi diamo una lezione» è stata ancora una volta l'occasione per gli studenti degli istituti artistici cittadini di manifestare il loro dissenso contro la legge 133, per la riforma della scuola e dell'università. Protagonisti della protesta sono stati gli studenti del liceo artistico statale «Damiani Almeyda» e quelli dell'istituto d'arte «Catalano» di Ragusa, mentre a Monreale la manifestazione si è svolta in piazza Duomo. A partire dalle 9 e fino alle 16 del pomeriggio i ragazzi si sono dati appuntamento in piazza, anche sotto la pioggia scesa giù in tarda mattinata, armati dei loro strumenti di studio e di lavoro: cavalletti, trespoli, pennelli, colori e tele, ma anche cattedre per i professori e volantini e chitarre. I passanti si sono divertiti davvero. La vista di tanti ragazzi impegnati in vere e proprie mostre «estemporanee» ha offerto un tocco diverso all'ambiente. L'idea è stata quella di organizzare una vera e propria lezione di arte all'aperto, ma anche un modo alternativo e creativo per mettere nero su bianco e utilizzando il loro talento le ragioni del loro dissenso contro quello che definiscono «la vera natura della legge 133: la distruzione della scuola pubblica e la scomparsa dell'istruzione artistica». All'Accademia di belle arti, invece, finita l'occupazione, si è deciso di continuare la protesta con un'autogestione bianca, anche se alcuni ragazzi della Consulta rimangono a dormire in Accademia. Nei prossimi giorni anche loro manifesteranno contro la legge 133, sempre con mostre ed esposizioni artistiche. Elisabetta Cannone

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A rischio adesso l'Osservatorio astrofisico<Pronti a tutti i sacrifici, ma non a chiudere> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

A rischio adesso l'Osservatorio astrofisico «Pronti a tutti i sacrifici, ma non a chiudere» Arianna Augero Roma. Archiviata la grande adunata di venerdì scorso e la due giorni di assemblea nazionale alla Sapienza, l'Onda va oltre. Per tutta la settimana (a partire da ieri - in occasione della giornata mondiale degli studenti sul diritto allo studio - ) il movimento di mobiliterà nelle facoltà con lezioni all'aperto, seminari e assemblee. Sul fronte delle proteste gli universitari dell'Onda hanno aderito allo sciopero generale del 12 dicembre indetto dalla Cgil. Per il 28 novembre un'altra giornata di mobilitazione. Intanto, ieri, il decreto Gelmini sull'Università ha iniziato il suo iter in Commissione Pubblica Istruzione del Senato. «Ci sono tematiche molto forti e importanti nel documento approvato dall'assemblea della Sapienza, ora si tratta di divulgarlo e di tradurlo sul piano pratico». E' soddisfatto Giorgio Sestili, uno dei portavoce dell'Onda, per il testo di autoriforma dell'Università che «è frutto di una discussione durata settimane nei vari Atenei italiani e sfociata nel weekend della Sapienza. Il documento alla fine è stato acclamato da oltre 1500 studenti». «Non si tratta di un testo definitivo - spiega Sestili - ma il risultato per gli studenti è importante perché serviva una piattaforma comune". Quella che si è configurata nel fine settimana romano è una prima alleanza, fra gli studenti e tutta un'area docenti che comprende dottorandi, assegnisti di ricerca, professori a contratto. Nel documento di autoriforma dell'Università è prevista, tra l'altro, l'abolizione delle lauree 3+2 e dei crediti formativi, la consegna dei finanziamenti direttamente ai gruppi di ricerca e non più ai baroni; un salario minimo garantito di 1.300 euro a dottorandi, ricercatori precari e studenti coinvolti in stage e tirocini; l'abolizione del numero chiuso e della frequenza obbligatoria. Intanto il ministro della Pubblica amministrazione, Brunetta, ha annunciato che nelle linee guida della riforma universitaria «ho inserito il criterio oggettivo dei valori dell'impact factor», ossia l'indice utilizzato per «misurare» la qualità scientifica del lavoro prodotto. Brunetta ha sottolineato la necessità che «sui concorsi valgano gli indici oggettivi: così non può vincere chi ha zero di impact factor rispetto a chi ha 77 di impact factor». Stasera alla Sapienza di Roma si terrà la festa «Siamo in Onda», un'occasione per parlare alla società spiegando le motivazini della mobilitazione studentesca. Molti artisti sul palco per appoggiare la protesta dell'Onda. E si mobilita anche la scuola. Al via da ieri altre iniziative di protesta in linea con quelle universitarie. Proseguiranno per tutta la settimana. Fino a sabato la rete degli studenti ha previsto appuntamenti e iniziative, lezioni all'aperto, fiaccolate, assemblee pubbliche e percorsi autogestiti. Ieri a Palermo gli studenti degli istituti artistici hanno cominciato una raccolta di firme contro la legge 133 e «contro la distruzione della scuola pubblica e la scomparsa dell'istruzione artistica». A Firenze un corteo di studenti medi (circa un migliaio) ha ribadito un «no» alla legge Gelmini sulla scuola e ai tagli all'Università. Si sono registrati anche momenti di tensione. C'è stato infatti un lancio di oggetti fra manifestanti e militanti di destra quando il corteo è passato nei pressi della sede di Azione giovani, ma un cordone di polizia e carabinieri ha impedito qualsiasi contatto diretto.

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Noto, entro l'anno pronta la Fondazionecon nuova sede e accordi internazionali (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Noto, entro l'anno pronta la Fondazione con nuova sede e accordi internazionali Andrea Lodato Nostro inviato Noto. Il prof. Salvatore Cavallo, che è vice presidente e amministratore delegato del Consorzio Universitario del polo di Noto, ci prende subito in contropiede: «I fondi che raccogliamo ogni anno ci bastano. Anzi, direi che qualcosa, persino, avanza. Per questo noi siamo pronti a continuare a tirar dritto per la nostra strada, dando nuovo impulso al corso di Scienze della Formazione che ha più di mille iscritti e poggia sulla storica vocazione di Noto e di questo territorio proprio a formare personale destinato alla didattica». Così il Consorzio che ha una convenzione con l'Università di Messina e che è formato dal Comune di Noto, che è un po' capofila, da quelli di Avola, Rosolini, Pachino e Portopalo, dalla Banca di Credito Cooperativo di Pachino e dal Cenacolo Domenicano (una congregazione religiosa di suore) oggi, in pieno effetto Gelmini, rilancia. Il sindaco di Noto, Corrado Valvo, da tempo aveva accelerato su un progetto ambizioso. Ed essendo Valvo determinato e coinvolgente, la strada che aveva scelto sta sboccando là dove il sindaco voleva. «Avremo presto, spero entro l'anno, una Fondazione per i nostri corsi di studio - ha confermato nei giorni scorsi - e una prestigiosa sede. Perché il nostro obiettivo è valorizzare Noto, e i comuni che rientrano, ovviamente, in questo progetto, come città d'arte, di cultura, ma anche di studio, ricerca e formazione». Così potremmo, addirittura, essere alla vigilia della nascita della Fondazione. Oggi il corso di studi in Scienze della Formazione ha un finanziamento di 175 mila euro, anche se la quota non comprende il costo della attuale sede, tutta a carico del Comune di Noto. Con la Fondazione, però, si potrà fare un ulteriore salto di qualità. E di specializzazione. «Attualmente - dice ancora il prof. Cavallo - accanto al corso in Scienze della Formazione, abbiamo un master in Beni Culturali e un dottorato di ricerca. Nell'immediato futuro, naturalmente, è su una crescente specializzazione che vogliamo puntare e la Fondazione per questo è il veicolo ideale. Noto può diventare punto di riferimento per lo studio dei Beni Culturali, stabilendo rapporti, su cui stiamo già lavorando, con le università di Tunisi, Malta, Beirut, Parigi, con cui intendiamo collaborare per dare vita a corsi sulla fruizione dei Beni Culturali nelle loro rispettive lingue. Ciò per attrarre da noi studenti da tutta questa grande area del Mediterraneo, attratti, ovviamente, da una grande qualità nell'offerta didattica, ma anche dalla straordinaria ricchezza del nostro territorio». Noto vuol volare alto, insomma. Va bene Scienze della Formazione, visto che c'è questa grande tradizione, raccontano qui, per cui non c'è persona del Distretto di Sud Est che non sia passata a scuola da una qualche maestra o insegnante formatasi tra Noto e il suo circondario. Ma il futuro è specializzazione, sempre più di alto profilo. E Noto vuol giocarsi per intero la carta dei Beni Culturali, un autentico jolly che ha nelle mani. Accanto alla Fondazione, però, anche una nuova sede. Perché quella attuale, ospitata in un'ala della Chiesa di San Francesco all'Immacolata, è francamente piccola e inadeguata. Così già a dicembre, se tutto filerà liscio, potrà essere inaugurata la nuova sede, quella ricavata nell'ex istituto di Formazione Carlo Giovanti. Grandi aule, sala convegni, modernissime tecnologie. Al prof. Cavallo ridono gli occhi quando ne parla. Parte dei fondi, quasi un milione e mezzo, li ha messi la Protezione Civile, per il resto il Consorzio sta facendo la sua parte. Anche qui il sindaco, del resto, spinge tutti un po' con gli occhi e un po' anche fisicamente. «La nuova sede - spiega Corrado Valvo - si trova nel quartiere arabo Agliastrello, un altro pezzo incantevole di Noto che vogliamo, anche grazie alla nuova sede universitaria, rilanciare, rendere fruibile, viva, attraente per chi deve studiare, per chi deve viverci, per chi vuol trascorrere del tempo libero». Nel progetto, infatti, si prevede anche che nel quartiere dovrebbero sorgere pub, ritrovi, sale letture e locali che siano, ovviamente, coerenti con lo spirito di Noto, con l'architettura, con la cultura, ma che rivitalizzino anche quell'area, così come si pensa già ad un eventuale accordo con l'Ostello della gioventù per ospitare studenti di mezzo mondo che potrebbero scegliere di venire a studiare a Noto.

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Fannulloni, Facebook dà 'ragione' a Brunetta (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

18 novembre 2008 - 14.50 (Ultima Modifica: 18 novembre 2008) Facebook, in qualche maniera, dà ragione al ministro Brunetta. Negli uffici pubblici, ma anche tra i dipendenti delle aziende private, spopola uno dei social network più famosi del mondo, tanto che le aziende stesse stanno seriamente prendendo in considerazione l'ipotesi di oscurare Facebook in quanto "ruba tempo al lavoro". Le prime contromisure ai 'fannulloni' amanti dei social network sono state già prese in molte aziende. Su tutte Poste Italiane, che ha negato ai suoi dipendenti l'accesso al sito, drastica decisione che potrebbero adottare anche le Regioni Lombardia e Veneto. Leggermente meglio è andata ai lavoratori del Comune di Napoli, che possono navigare sulla community per un'ora al giorno, frazionata in 'blocchi' da 10 minuti ciascuno. Di certo c'è che i 'fannulloni' se la sono anche cercata, visti i gruppi di cui molti di loro fanno parte su Facebook: in "Cazzeggio su facebook al lavoro" hanno aderito 4700 persone, nulla in confronto ai 200mila che fanno parte del gruppo "Anti-Gelmini" o ai 50mila di "Silvio, se hai i capelli è per merito della ricerca".

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Aziende in guerra con Facebook "Distrae, meglio oscurarlo" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo "Cazzeggio al lavoro con Facebook". Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". E però si vede che i cazzeggiatori alla scrivania sono molti di più di questi autodenunciati, se Poste Italiane si è decisa a negare l'accesso al sito di social network per i suoi dipendenti, se in Regione Lombardia e Veneto si medita di fare la stessa cosa, e se al comune di Napoli l'hanno razionato. Un'ora al giorno, suddiviso in frazioni di 10 minuti l'una. E a Facebook va già bene: il blog di Beppe Grillo è completamente inibito alla visione dei dipendenti comunali napoletani. All'elenco si aggiunge la provincia di Milano, che blocca, e il mistero della Regione Campania, dove alcuni computer riescono a "vedere" Facebook ma altri non ce la fanno. E se a Bologna nessuno si sogna ancora di "oscurare" il sito di social network, prediletto dai candidati alle primarie per la scelta del candidato sindaco, è pur vero che sia qui che altrove esistono da anni filtri che bloccano sia le chat che i programmi di telefonia via Internet. Quello Skype, che per funzionare ha bisogno della stessa tecnologia che permette di scaricare musica e film dalla rete. Contro corrente Torino-comune: proibiti solo porno e giochi d'azzardo. Ma è curioso che da noi appaia come una novità ciò che altrove è già un tema discusso da tempo - del resto la versione italiana di Facebook è della scorsa primavera, quando c'erano, in maggio, meno di 1 milione di utenti/mese (dati Nielsen Netview): a settembre erano 4,2 milioni. E aumentano. Ma gli altri ne hanno discusso prima di noi. Il 30 luglio scorso, un blogger britannico, ripreso da Business Week, ha scritto che i due terzi delle aziende britanniche bloccano l'accesso ai diversi siti di social networking. Secondo un'inchiesta, realizzata da un'azienda che si occupa di sicurezza informatica (quindi fonte che è parte in causa), la Barracuda, la metà delle aziende americane blocca quei siti. Ma in realtà per Facebook il dato non va oltre il 26%. E fin qui si tratta di aziende private. Il tema si riscalda, sotto ogni latitudine, quando si discute dei dipendenti pubblici. È del marzo 2007 la decisione - ed è un piccolo primato - delle autorità della provincia dell'Ontario, in Canada, di bloccare l'accesso al sito. Motivo "brucia il tempo del lavoro". Per la verità non manca un argomento tutto diverso. Quello che vede nei siti di social networking una fonte di formazione professionale e un vero e proprio canale alternativo per far bene il proprio lavoro. Il dibattito è planetario e vede in maggioranza quelli che considerano tutto ciò una distrazione intollerabile. Ma poi chiedi alla Fiat, nel posto che ti immagini più occhiuto e severo d'Italia. E si scopre che al marketing tengono tutti i modelli su Facebook perché così li promuovono meglio. "Scherza - dice un ingegnere - senza quel sito lavoreremmo la metà". (18 novembre 2008

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Scuola, artisti pro-Onda vs Rivera: col Blocco nessun dialogo (sezione: Scuola)

( da "Velino.it, Il" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. CRO - Scuola, artisti pro-Onda vs Rivera: col Blocco nessun dialogo Roma, 18 nov (Velino) - Dopo le critiche degli studenti, anche quelle dei “colleghi” del mondo dello spettacolo. La “mano tesa” ai ragazzi del Blocco studentesco di Andrea Rivera non riscuote successo nemmeno fra gli artisti. Ieri, durante la conferenza stampa di presentazione del concerto pro-Onda di stasera alla Sapienza, l?attore e cantante aveva rivolto agli universitari l?appello a tendere la mano ai ragazzi di Casa Pound e a non lasciarli “nel loro disagio sociale, nell?emarginazione che si produce nelle periferie, altrimenti le nostre lotte rimarranno sempre autoreferenziali”. Frasi che hanno provocato le critiche degli studenti e più di un dissapore, tanto che al termine della conferenza stampa il cantautore romano ha fatto notare seccato a chi lo contestava la disponibilità e l?impegno profuso per la buona riuscita della manifestazione. Settarismo giovanile, si dirà. Tutt?altro. L?apertura di Andrea Rivera non trova infatti cittadinanza nemmeno fra coloro che non hanno esitato a schierarsi al fianco della protesta studentesca e che stasera saliranno sul palco della Sapienza per il concerto organizzato in sostegno della mobilitazione degli universitari contro la riforma Gelmini. L?unico a mostrarsi comprensivo nei suoi confronti è Dario Vergassola. “Una mano la tenderei anch?io, la paura però è di ricevere una manganellata – esordisce ironicamente il comico –. Ma al di là delle facili battute penso che sarebbe una follia lasciar fuori qualcuno dal movimento studentesco”. Nessuna chiusura pregiudiziale, insomma, coi ragazzi del Blocco, “per far capire ai ragazzi che tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche, sono sulla stessa barca universitaria”. Una riflessione, quella del comico genovese, che arriva ad affrontare senza tabù il discorso sugli scontri di piazza. “Ci sono frange violente, come sempre, da una parte e dall?altra e del resto anche nel ?77 sarebbe stato meglio trovare la via del dialogo piuttosto che avere per strada gli autonomi che sparavano. L?unica cosa che vorrei è vedere più concretezza sui temi università e meno ideologia. Quello che abbiamo visto – aggiunge Vergassola – mi spinge a pensare che possa davvero esserci una spirale di violenza: se parliamo di ragazzi che vanno all?università per studiare, dovrebbero mostrare di saper usare il cervello, tutti, ed evitare strumentalizzazioni dalla destra ma anche dalla sinistra”. Ma quella di Vergassola sembra essere una posizione abbastanza isolata. E il palco che stasera animerà la notte della Sapienza sarà popolato da idee non troppo dissimili da quelle, estremamente critiche, espresse nei confronti di Rivera dagli studenti. Nemmeno il cantautore Enrico Capuano, presente alla conferenza stampa e testimone diretto delle affermazioni “incriminate”, si sente di spezzare una lancia in suo favore: “Andrea ha sbagliato a parlare di dialogo col Blocco studentesco, che è un?organizzazione ben precisa e molto minoritaria all?interno della stessa destra”. Capuano, nipote di un partigiano fucilato a Parma nel ?44 dai repubblichini, nel merito è tranciante: “Bisogna porre una sana e democratica pregiudiziale antifascista. Si dialoga con la gente, non con le organizzazioni paramilitari, spesso utilizzate strumentalmente per creare disordini”. L?unica “attenuante” per i tanti giovani delle periferie che vanno a ingrossare le file delle organizzazioni di destra, a volte estrema, sta nella “colpa della sinistra, che ha abbandonato i territori preferendo il palazzo. Chiaro che così la destra fa presa”. Ma l?affondo più duro viene da un altro attore reso celebre dal piccolo schermo, nella stessa trasmissione che ha lanciato Andrea Rivera: Ascanio Celestini. Impegnato a Bologna in un convegno, l?autore dei celebri monologhi della trasmissione Parla con me parteciperà solo virtualmente al raduno di stasera. Ma la sua posizione è comunque netta: “Molti di quelli del Blocco studentesco non sono ragazzi, ma provocatori pronti a tutto. Gente pagata per creare disordini, come giustamente ha detto Francesco Cossiga”. Per Celestini, dunque, “tendere loro una mano non significa niente, è come dire ?tendiamo una mano al crimine organizzato?. Individualmente chiunque può partecipare a un?assemblea, anche se di estrema destra, ma con un?organizzazione è un altro discorso, perché si è messa fuori dal discorso da sola rispetto a uno dei valori costituzionali di questo Paese: l?antifascismo. Che non è solo una questione di sinistra, perché tutta l?Italia dovrebbe essere antifascista”. E sulle parole del “collega” Rivera, la replica è senza appello, questi sprezzante: “Recuperare quelli di Blocco studentesco? Ma non sono ragazzi disagiati che devono essere recuperati, non sono tossicodipendenti che devono andare in una comunità. Non c?è nulla da recuperare”. (Paolo Fantauzzi) 18 nov 2008 13:58

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Il Consiglio comunale di Modena chiede strumenti e dotazioni per la dislessia (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 18-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il Consiglio comunale di Modena chiede strumenti e dotazioni per la dislessia (18/11/2008 14:54) | (Sesto Potere) - Modena - 18 novembre 2008 - Il Consiglio comunale di Modena ha chiesto alla Giunta di impegnarsi affinché strumenti e dotazioni per contrastare la dislessia entrino pienamente a far parte del patrimonio didattico comune di ogni classe, facendosene carico nei confronti dei Ministeri preposti, in modo da permettere a tutti i bambini interessati dal disturbo, il diritto universale all'accesso della conoscenza. E' stato approvato all'unanimità l'ordine del giorno presentato in aula da Mauro Tesauro dei Verdi "Strumenti e dotazioni per la dislessia", e firmato da tutti i capogruppo in Consiglio comunale. Il consigliere Tesauro, nella presentazione dell'odg ha sottolineato come "questi disturbi riducono considerevolmente la possibilità di accedere alla conoscenza. I bambini dislessici possono leggere o scrivere o fare i calcoli, ma solo impegnando al massimo la loro concentrazione. Così si stancano in fretta e fanno errori, rimanendo indietro nell'apprendimento. Bisogna ridurre l'interferenza del disturbo, si può e si deve fare di più e di meglio". Olga Vecchi di Fi-Pdl ha affermato: "E' un argomento che inizia con il toccare i bambini ma poi tocca anche le famiglie. Si tratta di un problema a livello psicologico, è estremamente importante parlarne per cogliere il problema fin dai primi sintomi, e da parte delle istituzioni condurre questi ragazzi verso una rapida risoluzione di queste situazioni". Per Achille Caropreso del Pd "la scuola deve avere strumenti di intervento per questi bambini. Questi problemi, se risolti, creano giovani che in un futuro saranno adattati e non disadattati come succederebbe diversamente. Le somme che si spendono per combattere certe situazioni sono investimenti. Ringrazio Tesauro per questo odg, perché sensibilizza verso un problema psicologico". Per Baldo Flori di Modena a Colori "il problema è più insidioso di quanto qui annunciato. In questi ultimi anni si sono presentate forme di patologia coperta, non affrontate in tempo, che emergono a volte addirittura alle superiori. La dislessia non è sconosciuta, ma è stata cancellata 4 o 5 anni fa dall'elenco delle patologie prese in considerazione. Non è un problema di intervenire con sussidi didattici, ma di diagnosi della patologia. Chiediamo il riconoscimento a livello legislativo di questo tipo di patologia". Per Giuseppe Campana del Pd "considerare un bambino dislessici come svogliato sarebbe la stessa cosa che considerare la miopia una mancanza di capacità di orientamento. Il fatto che questo tipo di patologia fosse riconosciuta e adesso non più mi preoccupa, può essere che qualcuno abbia pensato che l'individuazione di questa patologia sia un atto stigmatizzante. Mi inserisco per caldeggiare che su questo si intervenga, su queste persone non si parla di spese, ma di investimenti". Secondo Enrico Artioli del Pd "ci si è accorti recentemente di tutta una serie di disturbi che venivano attribuiti in precedenza alla svogliatezza degli studenti. Invece non è così ed è necessario ampliare l'idea di stato sociale, è possibile cercare di mettere in campo azioni verso chi non ce la fa. Molto importante è una forte azione di prevenzione per diagnosticare precocemente questo tipo di disturbo". Per William Garagnani del Pd "Modena è all'avanguardia sugli interventi per la dislessia. Il Consiglio comunale intervenendo sull'argomento rinforza quello che l'ente locale fa o ha fatto. Nella battaglia per superare il problema che ha il 4% dei ragazzi l'insegnante, quando può, deve attivare dei laboratori ad hoc e deve puntare sull'autostima del ragazzo, valorizzando gli ambiti di forza, per rimotivarlo perché la depressione è un fattore caratterizzante questo tipo di problema. Non è un problema di parte, lottiamo tutti contro la scellerata idea del maestro unico". Per Rosamaria Fino "questo dibattito denota la particolare sensibilità di tutti i consiglieri in forma bipartisan. I dislessici come gli autistici hanno diritto ad una attenzione preventiva: in un qualunque momento del percorso scolastico si può rilevare il problema della dislessia, che potrebbe comportare l'esclusione da un percorso lavorativo futuro". Secondo Adolfo Morandi "viene usato questo odg strumentalmente per attaccare la minoranza sul decreto Gelmini. Non è previsto alcun taglio per ciò che riguarda gli insegnanti che si occupano di situazioni problematiche, di insegnanti di sostegno per disabili. Rimane l'appoggio all'odg: siamo di fronte a patologie, non a qualcosa che può essere affrontato da un maestro che ha conoscenze limitate in merito". A chiudere il dibattito il consigliere Tesauro: "Il tema è stato affrontato in tutte le sue sfaccettature. Invito a ritornare sul tema centrale e ad apprezzarlo al di là di valutazioni che, seppur legittime, in questo caso non devono spostare il nostro impegno".

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Berlusconi incontra la Merkel: "collaborazione con Lufthansa". E gioca a nascondino (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 18-11-2008)

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18 novembre 2008 - 17.05 (Ultima Modifica: 18 novembre 2008) ''Io e la Merkel auspichiamo una collaborazione tra Alitalia e Lufthansa''. Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi in una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel al termine del vertice di Trieste. Un incontro che ha visto anche un curioso fuoriprogramma, con il premier che si è divertito a giocare a nascondino con la cancelliera nascondensi dietro un pennone portabandiera per poi spuntare improvvisamente fuori dicendo "sono qui!". "Meglio abbronzato che condannato". Con lo slogan 'Meglio abbronzato che condannato', un gruppo di universitari ha contestato a Trieste, in Piazza Unita', il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che era appena entrato nel palazzo della Regione con la cancelliera Angela Merkel per il vertice Italia-Germania. Gli studenti, con in mano vari cartelli, hanno protestato contro la riforma Gelmini. La maggior parte dei manifestanti sono studenti universitari della Scuola interpreti di Trieste. Gli universitari hanno precisato che la manifestazione e' nata spontaneamente, data la presenza a Trieste del premier Berlusconi. Nessun aiuto al settore auto. ''Per ora riteniamo che non si debbano fare interventi in questo settore. Non lo escluderei, ma per ora non sono previsti''. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde cosi', nel corso della conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Angela Merkel, a una domanda su eventuali misure del governo per sostenere il settore automobilistico. Il siparietto. Siparietto prima dell'inizio dei lavori del vertice italo-tedesco a Trieste. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, all'arrivo in Piazza Unita' d'Italia, vedendo gia' schierate le troupe televisive e i giornalisti si e' nascosto dietro il pennone portabandiera e all'arrivo del cancelliere tedesco Angela Merkel e' sbucato fuori salutandola con un gran sorriso ed esclamando ''Sono qui''

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Il rigore di Tremonti non risparmia cellulari e riscaldamento (sezione: Scuola)

( da "Velino.it, Il" del 18-11-2008)

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Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO - Il rigore di Tremonti non risparmia cellulari e riscaldamento Roma, 18 nov (Velino) - Giulio Tremonti. Claudio Scajola. Maria Stella Gelmini. Renato Brunetta. Il governo Berlusconi ha fatto della riduzione degli sprechi nella Pa e del taglio delle spese improduttive uno dei punti più qualificanti della sua azione politica. Una severa operazione di contenimento delle spese che parte proprio dai ministeri. Si spiega così la circolare diffusa dalla Ragioneria generale dello Stato e scritta dal ministro dell?Economia in cui si danno precise indicazioni sul giro di vite alle spese previsto dalla manovra di finanza pubblica. “L'esigenza di tutelare la stabilità finanziaria del Paese e l'attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali impegnano il Governo a proseguire sulla strada del risanamento della finanza pubblica perché possa realizzarsi un equilibrato e stabile sviluppo economico”. Comincia così la circolare firmata da Tremonti. La riduzione della spesa non include solo i grandi capitoli: i risparmi – come testimonia la circolare di Tremonti nel rispetto di quanto stabilito dal decreto legge della manovra – includono anche la carta e il riscaldamento. Le amministrazioni pubbliche dovranno ridurre del 50 per cento la spesa rispetto al 2007 per la stampa delle relazioni e di ogni altra pubblicazione che viene distribuita gratuitamente o inviata ad altre amministrazioni. L?abbonamento in forma cartacea alla Gazzetta Ufficiale dovrà essere sostituito da quello telematico. Le pubbliche amministrazioni, diverse da quelle statali, adottano misure di “contenimento delle spese per l'approvvigionamento di combustibile per riscaldamento e per l'energia elettrica in modo tale da conseguire risparmi in linea con quelli che devono conseguire le amministrazioni statali tenute ad effettuare gli acquisti tramite mediante le convenzioni Consip o comunque a prezzi inferiori o uguali a quelli praticati da Consip. Riduzione degli uffici dirigenziali di livello generale e di quelli di livello non generale, rispettivamente del 20 e del 15 per cento. Taglio del 10 per cento per il personale con compiti logistico-strumentali. E ancora, un turn over pari al solo 10 per cento per il personale in uscita (il 20 per cento per le università) e tetto del 10 per cento anche alle assunzioni di precari. Il ministro ricorda che saranno effettuati controlli a campione dal Cnipa sull'utilizzo delle e-mail al posto delle vecchie lettere. Nel caso non si rispettino i parametri fissati dal 2007, “verrà applicata una riduzione del 30 per cento delle risorse stanziate per l'invio di corrispondenza cartacea”. Stretta anche sui cellulari. Nei piani triennali che le amministrazioni devono predisporre per razionalizzare l'utilizzo di beni devono essere “indicate le misure dirette a circoscrivere l'assegnazione di apparecchiature di telefonia mobile ai soli casi in cui il personale debba assicurare, per esigenze di servizio, pronta e costante reperibilità e limitatamente al periodo necessario”. Dovranno essere individuate “nel rispetto della normativa sulla tutela della privacy, forme di verifica anche a campione, circa il corretto utilizzo delle relative utenze”. E sulle auto blu, vale anche per il 2009 la norma che prevedeva un taglio del 50 per cento rispetto al 2004 delle spese di “acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio” delle auto di servizio. Viene consigliato anche “il ricorso, previa verifica di fattibilità, a mezzi alternativi di trasporto, anche cumulativo”. E con la stretta sulle consulenze c?è anche quella sulle sponsorizzazioni. Solo per citare quelle più curiose e significative. Il testo della circolare è disponibile sul sito della Ragioneria generale dello Stato. (Raffaella Malito) 18 nov 2008 18:44

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Famiglia Cristiana: pacchetto sicurezza e' 'indegno' (sezione: Scuola)

( da "Voce d'Italia, La" del 18-11-2008)

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Bufera sull'assemblea degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-11-2008)

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Polemiche sul dibattito di sabato all'istituto Veronese. In discussione la riforma Gelmini. Prof e dirigente scolastico contro gli organizzatori Bufera sull'assemblea degli studenti Il preside attacca: strumentalizzata. «Liberamente» replica: basta censure MONTEBELLUNA. Bufera sull'assemblea degli studenti del «Veronese» svoltasi sabato mattina e sul ruolo rivestito dall'associazione «Liberamente» in quell'occasione. Il dirigente scolastico del «Veronese», Domenico Savio Teker, stigmatizza duramente quanto fatto dall'associazione e la presenza all'assemblea di esponenti politici non autorizzati. Parla di strumentalizzazione di un'iniziativa degli studenti e promette che d'ora in poi si starà più attenti alle proposte di collaborazione che arrivano dall'esterno. «Liberamente» non demorde, attacca il sindaco Laura Puppato e i docenti intervenuti in assemblea, afferma di aver ricevuto i complimenti della controparte (la Rete degli studenti), difende la presenza in sala di Alessio De Mitri. «Quando uno spazio di democrazia viene piegato agli interessi di una parte o dell'altra non è più uno spazio di democrazia - scrive il dirigente scolastico - Nata come incontro tra gli studenti per sapere qualcosa di più sul decreto Gelmini, la mattinata del 15 novembre è diventata l'occasione per un'associazione locale di farsi pubblicità indebita, alle spalle degli allievi dell'istituto. In qualità di dirigente scolastico, ho ben volentieri concesso agli studenti di organizzarsi in assemblea per affrontare il tema del momento, ma questo non significava certo dare a qualcuno la possibilità di spacciarsi per "organizzatore" di assemblee di studenti (appunto) e di parteciparvi senza autorizzazione. Almeno non è possibile nella scuola attuale. Per quella che qualcuno ha in mente, si vedrà. Ritengo gravissimo che qualcuno, approfittando del fatto che le scuole non sono carceri (ci mancherebbe) abbia partecipato a una assemblea degli allievi facendola diventare qualcosa di diverso e che, altrettanto grave, abbia cercato di zittire i docenti presenti». Il dirigente scolastico riporta quanto gli hanno riferito i prof presenti in assemblea come accompagnatori e responsabili delle classi che, spiega il dirigente scolastico, «prendono giustamente le distanze da quella che ci è proprio parsa essere una forma di strumentalizzazione che nella scuola non dovrà mai avere legittimità». I docenti nella lettera hanno parlato di conferenza trasformata in una sorta di tribuna politica, di argomentazioni dei relatori sostenute da espliciti giudizi politico-ideologici, di volantini e di una delegazione dell'associazione a sostegno, non solo morale, di una parte del contradditorio, che aveva occupato indebitamente posti destinati agli studenti. Conclude poi il dirigente scolastico che si continuerà a fornire spazi di democrazia agli studenti, ma con più attenzione nell'accettare collaborazioni esterne. «Mai avremmo pensato - dice Domenico Savio Teker - che una associazione che si considera "liberale" fin dalla propria intitolazione, riuscisse a strumentalizzare in questo modo una sana iniziativa democratica degli studenti». Reagisce però «Liberamente» per voce del suo presidente Gianmarco Comazzetto, che attacca Laura Puppato: «Non ci faremo imbavagliare da un sindaco censore», difende la presenza in sala di Alessio De Mitri, responsabile regionale Giovani Fi: «ha assistito dalle ultime file agli ultimi istanti del dibattito dimostrando rispetto per la nostra autonomia», attacca invece i docenti «intervenuti scambiando un'assemblea studentesca per un'assemblea sindacale; tutta la conferenza è stata videoregistrata e abbiano le prove di quel che sosteniamo».

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La Gelmini va contro famiglie e comuni (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

«La Gelmini va contro famiglie e comuni» Puppato: gli enti locali non possono «coprire» il tempo pieno «Mi auguro che dalla riforma Gelmini arrivino risposte in merito alla copertura del tempo pieno pomeridiano nelle scuole. Se così non fosse, i comuni non ce la farebbero a coprire questo servizio». E' un sindaco, Laura Puppato, primo cittadino di Montebelluna, a lanciare un nuovo allarme per la riforma della scuola. La questione del tempo pieno nelle elementari è uno dei punti della riforma del governo Berlusconi più preso di mira da insegnanti e genitori. La legge Gelmini taglia ore di insegnamento e insegnanti, e potrebbe rendere impossibile il doposcuola post meridiano. Un servizio indispensabile per molte famiglie con genitori che lavorano, che in questo modo hanno l'opportunità di tenere i bambini a scuola anche il pomeriggio, in un ambiente protetto ed educativo. La preoccupazione dei comuni è di dover rispondere di tasca propria, con appalti a cooperative e associazioni - alla mancanza di un servizio cui oramai le famiglie sono abituate. «Con il patto di stabilità che pende sul bilancio e i tagli agli enti locali le amministrazioni non ce la farebbero ad affrontare questi costi» - ribadisce Puppato

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Assemblea a Sociologia: In piazza il 12 dicembre (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Assemblea a Sociologia: «In piazza il 12 dicembre» Gli studenti pronti alla protesta in vista dello sciopero generale dei Cobas TRENTO. Ieri sera nell'atrio della facoltà di Sociologia si è tenuta un'assemblea di ateneo indetta dal Comitato No Gelmini. Gli esponenti del Laboratorio Permanente hanno ripercorso i due giorni trascorsi all'assemblea nazionale alla Sapienza di Roma che hanno fatto segiuto alla manifestazione di venerdì scorso. E' stato poi fissato il calendario dei prossimi impegni del movimento. «Sabato - ha spiegato uno studente - abbiamo preso parte a tre workshop che hanno visto una partecipazione massiccia da parte dei collettivi di tutta Italia. E' emersa la consapevolezza di un movimento forte, che non si ferma alla critica della legge 133, ma propone dal basso una vera riforma dell'università». Durante l'assemblea si è parlato della creazione di una rete di coordinamento di collettivi studenteschi su scala nazionale. Il prossimo impegno del comitato è quello del 28 novembre, data in cui in tutte le città italiane verranno organizzate manifestazioni contro il decreto Gelmini. Gli studenti di Trento stanno pensando a una serie di iniziative in città. Il 12 dicembre il No Gelmini si unirà allo sciopero generale convocato da Cobas, Cud e Sdl, scendendo in piazza. Oggi il Laboratorio Permanente di Giurisprudenza propone una non stop di lezioni, discussioni e incontri nel foyer della facoltà dalle 8 alle 20. L'obiettivo è quello di aprire un confronto sui temi del principio di uguaglianza e i divieti di discriminazione. (p.f.)

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tremila posti di lavoro ma nessuno si presenta - salvatore butera (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Cassa integrazione a Carini. E imprese che non trovano personale Tremila posti di lavoro ma nessuno si presenta SALVATORE BUTERA Bisogna riconoscere che nelle proteste contro i provvedimenti su scuola e università di Mariastella Gelmini la Sicilia ha fatto la sua parte. I cortei si continuano e la protesta appare civile e contenuta rispetto ad alcuni episodi di violenza verificatisi nelle grandi città. Qui da noi questi cortei giovanili (lo si può dire con tranquillità) sono apparsi scevri da strumentalizzazioni politiche e addirittura venati di una sorta di avversione alla politica qualunque essa sia, di destra o di sinistra. Di fronte a queste masse di giovani che hanno sfilato nelle vie di Palermo e di Catania mi sono posto alcune domande forse ingenue. Chi sono questi ragazzi rispetto alle parti politiche dominanti nella nostra regione? SEGUE A PAGINA XVII

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tempo pieno e maestro unico forza italia esamina la riforma (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola. Provenzali esalta il dibattito con prof e genitori Tempo pieno e maestro unico Forza Italia esamina la riforma CECINA. Discutere di scuola e della recente riforma, da un'altra ottica: quella di chi governa. Qesto il senso dell'appuntamento che si è tenuto lunedì scorso a Cecina a cui hanno preso parte i vertici locali e regionali degli Azzurri. «Un'assemblea affollata di insegnanti, genitori, sindacalisti, dirigenti scolastici ma soprattutto giovani e studenti ha dimostrato - dichiara Leopoldo Provenzali consigliere Regionale di Forza Italia-PdL - come sulla scuola anche a Cecina ed in tutta la provincia di Livorno si senta il bisogno di dibattito e di sereno confronto». Cecina. «Al dibattito sono intervenuti anche molti studenti ed insegnanti che in queste settimane hanno manifestato la loro contrarietà alla legge e altrettanti che - prosegue Stefania Fuscagni, consigliere regionale di FI-PdL e vicepresidente della commissione Istruzione - hanno invece approvato gli interventi del Governo». «Purtroppo - prosegue Leopoldo Provenzali - è emerso che anche nelle provincia di Livorno siano state diffuse informazioni infondate e forse troppi timori per il futuro della scuola e per questo abbiamo deciso che era necessario riportare, al di là della normale dialettica politica, serenità e dialogo». «L'iniziativa, quindi, è stata significativa - continua Stefania Fuscagni - non solo perché si sono ribaditi gli aspetti fondamentali della Legge Gelmini quali il mantenimento del tempo pieno, l'introduzione del maestro prevalente, l'introduzione del voto in condotta, del voto in decimi, dell'educazione alla cittadinanza, un calmiere al costo dei libri di testo, ma anche la volontà da parte di FI-PdL di mettere da parte le posizioni politicamente pregiudiziali della sinistra più radicale e aprire momenti di dialogo con gli studenti, gli insegnanti, le famiglie e con le forze sindacali che vogliono collaborare, seppure nella diversità delle posizioni, ad un miglioramento della scuola italiana».

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dopo sei mesi ancora non decolla (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Cecina Dopo sei mesi ancora non decolla Inaugurata in primavera, Villa Celestina rischia di essere inutilizzata CASTIGLIONCELLO.Villa Celestina è stata inaugurata nel maggio scorso, dopo più di 2 anni di lavori e oltre 30 di tira e molla tra Comune e ministeri competenti. Gli interventi di restauro conservativo sono costati 2 milioni e 800mila euro, ma l'opera presenta già problemi strutturali: le violenti piogge delle scorse settimane, ad esempio, non hanno risparmiato il seminterrato dove dovrebbero essere creati i laboratori di competenza del Dipartimento di biologia marina. L'acqua si è infiltrata passando, con tutta probabilità, dalle vetrate che si aprono sul giardino retrostante la villa: un belvedere che si affaccia a picco sul mare. Ancora visibile, all'interno dei locali, una pozza sulle piastrelle del pavimento e impronte fangose intorno. Inoltre, nonostante che da ottobre al piano rialzato dell'immobile sia stato trasferito il Laboratorio di educazione ambientale (l'inaugurazione è avvenuta all'interno delle iniziative del "Settembre Pedagogico") le linee telefoniche hanno presentato problemi tecnici, tanto da rimanere mute. Alcuni addetti ci stavano lavorando proprio ieri. Infine, nessuna traccia di lavori che facciano presagire una prossima apertura della sede universitaria. Anzi, dopo l'inaugurazione ufficiale della struttura, i responsabili del Dipartimento di biologia marina di Pisa sembra abbiano rallentato i contatti con l'amministrazione comunale. «Evidentemente - spiega l'assessore ai lavori pubblici Luca Arzilli - avranno alcuni problemi da risolvere e al momento non so ipotizzare quanto tempo dovrà passare prima di vedere i laboratori e gli uffici al secondo piano utilizzati dagli studenti». Intanto però i finanziamenti che, attraverso una convenzione la stessa Università doveva far pervenire al Comune per l'acquisto dei mobili e di tutto il materiale necessario per attivare i laboratori del seminterrato e gli uffici al secondo piano, non sono arrivati: «stiamo ancora aspettando il via», precisa Arzilli. Infine, adesso, a mettersi di traverso c'è anche la stretta prevista dalla riforma del ministro Gelmini che intende tagliare soprattutto sulle sedi universitarie decentrate. Un'incognita in più, dunque, su quando e come la struttura inaugurata in tutta fretta non appena furono terminati gli interventi edili, potrà svolgere appieno le sue funzioni. All'esterno dell'alta inferriata quasi sempre chiusa, non c'è nessun cartello informativo sugli orari di apertura del Centro di educazione ambientale (unica struttura che dovrebbe essere aperta all'interno di Villa Celestina). Orario che è impossibile verificare, tra l'altro, anche consultando il sito internet del Comune. Niente informazioni anche sull'unico cartello affisso accanto alla porta di ingresso del Centro e risulta impossibile, almeno ad oggi, contattare telefonicamente la struttura. Impossibile varcare la soglia della villa, magari in alcune ore prestabilite nell'arco della settimana, per affacciarsi dalla terrazza a picco sul mare. Una richiesta, quella di offrire a i cittadini e turisti la possibilità di godere del paesaggio, avanzata più volte dai residenti e dallo stesso Cdf. Infine, il buio che non rende facile e sicuro, soprattutto in questo periodo, l'accesso alla struttura. Alessandra Bernardeschi Altro servizio a pag. 15 SEGUE A PAGINA 15

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"I tagli sono segno di ostilità" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

PROTESTA NEGLI ATENEI. GLI STUDENTI IN PIAZZA CAVOUR Movimento studentesco "I tagli sono segno di ostilità" Gli incontri all'aperto proseguiranno venerdì prossimo con Germana Gandino Lunedì in Consiglio comunale [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Piove, la temperatura esterna sarà al massimo di 8 gradi. In piazza Cavour, tra i banchi del mercato, si cammina veloci e infreddoliti. Forse qualcuno neanche si accorge di quanto sta accadendo sotto i portici. Chi se ne accorge, però, non può fare a meno di fermarsi, e di combattere il freddo almeno per qualche minuto. Del resto ci sono almeno una trentina di studenti universitari che lo stanno facendo da circa un'ora, seduti per terra a gambe incrociate con i loro giubbotti e le sciarpe sul naso. Prendono appunti, anche. Perché in piedi in mezzo a loro, con il cappotto e la felice oratoria di sempre, c'è Alessandro Barbero - docente di Storia medievale alla Facoltà di Lettere e Filosofia vercellese nonché notissimo scrittore - che sta tenendo l'ultima lezione del corso e del semestre. Parla di Carlo Magno. Prima di lui Maurizio Mori, docente di Storia della Filosofia, ha tenuto le sue due ore di lezione all'aperto sulle Meditazioni di Cartesio. Le quattro ore di lezione all'aperto di ieri mattina sono state tra i momenti più significativi della protesta vercellese ai provvedimenti del ministro Gelmini. I docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università del Piemonte Orientale, a partire dal preside Giacomo Ferrari, hanno da subito abbracciato la volontà degli studenti di portare in piazza le proprie ragioni: «Gli interventi annunciati dal Governo - afferma lo stesso Barbero - sono stati percepiti da tutto il mondo dell'istruzione come basati sul disprezzo e l'ostilità nei nostri confronti. Non per niente la protesta è stata ovunque spontanea e trasversale. E le lezioni all'aperto, a mio avviso, sono una splendida forma di protesta. Portano in piazza quello che facciamo tutti i giorni, mostrano ciò che siamo: gente che lavora, e che ha uno stretto rapporto con gli studenti». Un momento che Barbero definisce «di comunione profonda» per una «realtà che va difesa sotto gli occhi di tutti, senza per altro interrompere l'attività didattica». Anche sopportando temperature proibitive: «Ne valeva la pena», conclude Barbero. Soddisfatto anche il rappresentante del movimento «Salviamo la scuola!» Marcello Scariati: «Le condizioni atmosferiche non ci consentiranno di proseguire con questa forma di protesta ancora a lungo: le lezioni all'aperto si concluderanno venerdì con la docente di Storia Medievale Germana Gandino. E per dicembre stiamo organizzando una giornata di studio sull'Università del Piemonte Orientale».Tra i programmi dei movimenti vercellesi anche la partecipazione, il prossimo lunedì 24, al primo Consiglio comunale aperto agli studenti. La decisione è stata presa la scorsa settimana, quando al termine del corteo di protesta contro i tagli all'Università previsti dal ministro Gelmini, una delegazione di studenti e docenti è stata ricevuta in Municipio dal sindaco Andrea Corsaro, che ha ribadito l'interesse delle istituzioni nei confronti dell'Università del Piemonte Orientale. \

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All'incontro sulla scuola il centrodestra non partecipa (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

CUNEO. RIFORMA GELMINI All'incontro sulla scuola il centrodestra non partecipa [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Doveva essere un dialogo tra gli oppositori della riforma Gelmini e i promotori della stessa legge, ma i parlamentari di centrodestra che hanno votato il provvedimento non si sono presentati: così l'altra sera al teatro Toselli le domande preparate da insegnanti e genitori sono rimaste senza risposta. C'erano invece Patrizia Bugnano e Massimo Fiorio (Pd) che hanno criticato l'operato del ministro. E Teresio Delfino (Udc) ha spiegato le ragioni della sua astensione: «C'è un'emergenza educativa cui la legge cerca di rispondere dando maggior autorevolezza alla scuola, ma non si può fare una riforma per decreto». «Avremmo preferito sapere perché mentre il numero degli studenti sale, si vuole ridurre quello dei docenti - replica Alberto Collidà del comitato genitori di Cuneo - il tempo pieno diventerà un semplice doposcuola senza didattica». Enrico Costa e Beppe Menardi (entrambi Pdl) avevano avvisato della loro assenza per impegni parlamentari. Il primo rinnova la disponibilità a un successivo incontro, il secondo non risparmia critiche. «Più che un'occasione di dibattito, l'assemblea al Toselli era una manifestazione per esprimere posizioni contrarie, sarebbe stato inutile passare una sera a litigare - dice Menardi - quanto al tempo prolungato, non è mai stato così "didattico": i giornalisti chiamarono "scodellatrici" le persone assunte a scuola per assistere i ragazzi in mensa». Erio Ambrosino, assessore all'Istruzione a Cuneo: «La serata è stata organizzata dagli enti locali (Cuneo, Boves, Fossano, Savigliano, Saluzzo, Valdieri, Villanova Mondovì e Valle Stura) e non da associazioni o sindacati di parte. Tutti avrebbero potuto spiegare la loro posizione. Dopo la pubblicazione dei regolamenti attuativi inviteremo di nuovo gli onorevoli: senza il voto di preferenza, ogni parlamentare risponde più alle segreterie di partito che ai cittadini». Intanto il Governo ha modificato la legge, tanto che secondo Vito Valsania, assessore provinciale all'Istruzione, «nessun istituto cuneese rischia la chiusura e per le scuole con meno di 50 alunni tutto è rinviato al 2010». «Ma i tagli restano - sottolinea Mino Taricco, assessore regionale all'agricoltura - l'obiettivo è ridurre le risorse così, quando l'istruzione passerà alle Regione, lo Stato dovrà trasferire loro meno soldi per gestire le scuole».

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ex indire verso la paralisi 98 precari rischiano il posto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

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Pagina VII - Firenze Ex Indire verso la paralisi 98 precari rischiano il posto Novantotto precari dell´ex Indire rischiano il posto di lavoro, il loro contratto scade a fine anno e al momento nessuno parla di rinnovo. Il ministro Gelmini non sapeva nemmeno che cos´è l´ex Indire (oggi Istituto nazionale per lo sviluppo dell´autonomia scolastica), raccontano i sindacati, eppure a questo ente di ricerca ministeriale a cui fanno riferimento migliaia di insegnanti, studenti e personale non docente per i corsi di formazione e per il recupero dei debiti in tutta Italia. L´Indire ha sede a Firenze e la sua attività rischia di essere bloccata, denunciano Cgil, Cisl e Uil perché una parte importante del lavoro è svolta dai precari, da personale non strutturato. E´ così da anni, ci sono persone che operano con contratti a termine da 8 o 10 anni e che adesso in base agli effetti della normativa Tremonti-Brunetta rischiano di non poter prolungare il lavoro presso l´ente. Da ieri dopo un´assemblea, i lavoratori sono in stato di agitazione e chiedono un incontro urgente con il ministro Gelmini.

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solo in cento al pontormo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Empoli Solo in cento al Pontormo Scarsa affluenza al consiglio comunale aperto sulla scuola Gli studenti: «Rifiutiamo di pagare la crisi» EMPOLI. «Rifiutiamo di pagare la crisi e continueremo a lottare per una scuola che sia di tutti e che assolva al suo compito principale di promozione sociale e culturale. Le nostre occupazioni sono state una risposta forte ad un provvedimento gravissimo». Il "grido di battaglia", lo lancia Federica Briganti, rappresentante degli studenti del liceo scientifico e appartenente al coordinamento degli studenti in mobilitazione. Lunedì 15,30, auditorium del liceo Pontormo. Un centinaio di persone in platea e una ventina di oratori tra esperti di istruzione e rappresentanti politici ad animare il consiglio comunale aperto sui temi della riforma della scuola e dell'università. «Le istituzioni comunali hanno il dovere di raccogliere le istanze dei cittadini sui temi più sentiti - apre il sindaco Luciana Cappelli - in questi giorni anche nella nostra città forte è stata la preoccupazione di studenti e docenti ed era necessario dare loro voce, a fronte di una riforma che rischia di tagliare il futuro del nostro paese». Futuro, appunto, una parola che ricorre continuamente in tutti gli interventi a pro o contro la manovra del Governo. Al futuro pensa Alessio Ciurli, studente del Ferraris, che chiede agli esponenti della maggioranza di governo «come potremo noi continuare a fare laboratorio se non avremo più insegnanti che ci accompagneranno e fondi per gli strumenti necessari?» E Adriano Statello, universitario del polo empolese di Urbanistica, che sottolinea «le sedi universitarie distaccate come Empoli sono una risorsa e garantiscono una qualità maggiore. E' sbagliato eliminarle». Così come ci pensa la preside del liceo Pontormo, Daniela Borghesi, che oltre a rilevare i problemi esistenti nella scuola si domanda «come farò il prossimo anno alle famiglie che le iscrizioni saranno procrastinate di un mese e che non potrò mantenere l'offerta formativa per i loro figli? E' necessario ancora fare chiarezza su come verrà applicata la legge». Ma al futuro pensano anche i favorevoli alla riforma, come Niccolò Macallè studente universitario di Forza Italia, quando dice «questa riforma taglia solo gli sprechi e le fondazioni aiuteranno gli atenei a rimettere in pari i bilanci, introducendo i privati tra i contribuenti al comparto istruzione». O Stefania Fuscagni, consigliere regionale di FI, che spiega «la riforma Gelmini è la prima che ha un respiro ampio ed è impostata su tre anni invece che su uno. Ciò permetterà di correggere le storture all'interno del mondo scolastico». Il consiglio poi ha approvato un ordine del giorno presentato dalla maggioranza, sottoscritto anche da Comunisti italiani, che impegna la giunta ad opporsi al decreto Gelmini in tutte le sedi, sostenendo il ricorso della regione Toscana alla Corte costituzionale e facendosi garante delle firme per un eventuale referendum abrogativo della legge. (marco pagli)

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bari, 6 nuovi ricercatori medici universitari, stop (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari Il cda conferma il gettone di presenza: quasi 300 euro Bari, 6 nuovi ricercatori medici universitari, stop Sei nuovi posti da ricercatore e una pausa di riflessione per chiudere la vicenda dei medici universitari. Sono queste le due principali decisioni prese ieri dal consiglio di amministrazione dell´università di Bari nella sua prima seduta con la nuova composizione. I delegati baresi, a differenza dei colleghi leccesi, non hanno deciso di cancellare il gettone di presenza: «Ma si tratta veramente di una cosa risibile - spiega uno dei membri - parliamo di poco meno di 300 euro lordi per massimo una seduta al mese, dove siamo dalle nove la mattina a oltranza». Oltre la composizione delle singole commissioni che dovranno governare la vita accademica, il cda ha reperito i fondi per bandire sei concorsi da ricercatore: sono soldi che provengono o dalla morte di alcuni docenti o dai pensionamenti. Oggi, infatti, seppur limitato rispetto al passato, il turn over è stato definitivamente sbloccato cosa questa che ha permesso all´Ateneo dopo anni di fermo di ribandire nuovi concorsi da docente. E soprattutto da ricercatori. Un freno potrebbe però essere posto dal decreto Gelmini che impone alle università di non assumere più qualora il fondo statale venga impiegato per più del 90 per cento per pagare gli stipendi del personale. Oggi l´ateneo barese danza attorno a quella linea, «ma siamo sicuri che nel bilancio che chiuderemo il 31 dicembre - assicurano i tecnici - non sforeremo quella cifra». Si comincerà a parlare concretamente del bilancio a partire da oggi quando la commissione appronterà il documento contabile che verrà poi posto all´attenzione del cda il mese prossimo. Sono previsti tagli e compressione di alcune spese, «ma non certo di quelle destinate alla didattica e alla ricerca» hanno assicurato i vertici dell´Ateneo. Ieri intanto nel consiglio di amministrazione si sarebbe dovuto ratificare l´accordo con il Policlinico per l´adeguamento di stipendio dei docenti universitari. Il punto è stato però rimandato al prossimo incontro: dopo un´informativa del rettore, Corrado Petrocelli, il cda ha chiesto tempo per studiare l´accordo che soltanto ieri è arrivato dopo la firma del direttore generale del Policlinico, Vitangelo Dattoli. L´azienda - con fondi propri - si impegna a riconoscere dal 2008 l´integrazione dello stipendio. Contestualmente saranno calcolati gli arretrati dovuti per gli anni precedenti, che in un secondo momento dovrà essere la Regione a finanziare. (g. fosch.)

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ricerca e servizi, università in bolletta - lello parise (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari Ricerca e servizi, università in bolletta Il rettore di Lecce: "Costretti a tagliare su luce, telefono e riscaldamento" Domenico Laforgia annuncia che sarà costretto a usare la scure per evitare di arrivare al fallimento Dal riscaldamento all´energia elettrica, alle ore di apertura: dopo i tagli del governo bisogna risparmiare LELLO PARISE Il futuro arriva all´università del Salento con un anno d´anticipo sull´ora annunciata, come i bambini che nascono molto prima del tempo e come se la nuova storia avesse fretta di cominciare. Arriva truccato con i colori della rassegnazione, ma vestito di rabbia. Perché Domenico Laforgia, il magnifico rettore, confessa di non sapere più dove mettere la mani per fare quadrare i conti se non, inevitabilmente, nelle tasche degli studenti. Passi per l´anno accademico che verrà, ma dal 2010 sarà costretto a raddoppiare le tasse sborsate da quelli che sgobbano pur di conquistare il prezioso pezzo di carta. «Come stanno le cose spendono, mediamente, 380 euro: saliranno a quasi 800 euro». Non perdonano, i tagli imposti dal ministro Maria Stella Gelmini. Per ogni ateneo si aggirano attorno al 10 per cento. Laforgia, ingegnere, fa presto a fare due più due: «Il 90 per cento dei fondi è per gli stipendi, ma se l´altro 10 per cento ce lo giochiamo per un atteggiamento governativo folle, non ci resta che intervenire sulle imposte a carico di chi studia». Nonostante questo salasso, una certezza già prende forma e stringe come un cappio attorno al collo la vita accademica leccese: «Fra un paio di anni, saremo al dissesto». Il magnifico rettore sa di dovere compiere scelte impopolari e perciò fin da subito stabilisce di lanciare quello che definisce «un messaggio forte alla gente e alla politica». Sia Laforgia, sia il vicario Carmelo Pasimeni avevano rinunciato da quando si erano insediati alle rispettive indennità di carica. Adesso li seguono lungo questa strada - caso più unico che raro nell´Italia "a gettone", quello di presenza - i componenti il senato accademico e quelli del consiglio di amministrazione. Laforgia sorride, per metà ironico e per metà orgoglioso: «Sì, non accade mai. Né mai abbiamo pubblicizzato questa decisione, sarebbe stato come volersi parlare addosso. Riusciremo a risparmiare qualcosa come 250 mila euro all´anno». Ma la manovra tutta lacrime e sangue che avvolgerà, e rischierà di travolgere, chi insegna e chi impara si materializzerà dal 19 dicembre: dovrà essere approvato il bilancio di previsione. Sarà chiuso in pareggio, anche se «siamo ancora a meno 1 milione». Perché le cifre non ballino, a quanto pare andranno a farsi benedire i soldi che erano assegnati ai diciassette dipartimenti. Il risultato? «Ricerca, addio» dice Laforgia, e la voce si fa rancorosa: «Principali vittime di questa sedicente riforma, saranno soprattutto le facoltà scientifiche». No, non c´è da stare allegri nemmeno in questa piccola trincea del sapere riconosciuta come università statale solo nel 1967, a dodici anni di distanza dai suoi primi vagiti grazie all´istituzione di Magistero. Quarant´anni più tardi, Laforgia deve litigare con le bollette. Lacrime e sangue, ricordate? Il magnifico rettore che nonostante tutto trasmette quel senso di sicurezza, di padronanza, di calma in queste settimane di tempesta, snocciola uno dietro l´altro i numeri del calvario. «Certo, occupiamocene: non lo fa mai nessuno, ma è bene che tutti sappiano le condizioni in cui siamo obbligati ad andare avanti». L´elenco suona spietato: è come il ritorno ad un´epoca primitiva, dove si riusciva a sopravvivere perché c´era il buon senso e basta. «Il riscaldamento: da dieci a sei ore al giorno, non di più. I telefoni: quelli fissi funzioneranno soltanto la mattina, di pomeriggio le linee saranno mute. L´energia elettrica: dobbiamo evitare di sprecarla, intanto sono stati eliminati tutti gli scaldabagni, è ormai una missione impossibile perfino sciacquarsi le mani con l´acqua calda». La ghigliottina dei costi troppo alti e delle entrate ridotte all´osso, non salva nessuno. «Abbiamo eliminato i buoni pasto - un contributo, niente di più - per i docenti di prima e seconda fascia, resisteranno esclusivamente quelli destinati ai ricercatori e al personale amministrativo che hanno stipendi bassi. Sarà difficile addirittura aggiustare una porta che cigola o un vetro rotto visto che il budget per la manutenzione ordinaria scende da 1 milione a 100mila euro». Roba da appendere ai muri le vignette più feroci o da spingere chissà chi a sfasciare qualche sedia o a strappare tutte le «G» di Gelmini dalle tastiere dei computer. Ma c´è poco da ridere, o da sorridere, in questo novembre 2008. «L´atteggiamento governativo folle» se ne va a passeggio per il Belpaese e non v´è luogo in cui non risplenda.

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Mambo È di Zalone il nuovo inno del Pd (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Mambo È di Zalone il nuovo inno del Pd Al Pd sono alla ricerca dell'Inno del partito. Addio all'"Internazionale" e a "Bandiera Rossa". Hanno provato con "La storia siamo noi" ma Francesco De Gregori li voleva querelare. "Questo mondo di ladri" di Antonello Venditti è troppo dipietresco. "Volare" di Domenico Modugno avrebbe irritato Colannino. "Ritornerai" di Bruno Lauzi sembra un appello a Cossutta. "Onda su onda", troppo anti-Gelmini. "I tuoi capricci" di Neil Sedaka troppo dalemiano. Con "La donna cannone" si offende Fioroni. "Compagno sì, compagno no, compagno un caz?" di Ricky Gianco già la canticchia ogni mattina Dario Franceschini. "Mi vendo" la vogliono dedicare a Riccardo Villari. "Amece, non credete a le zitelle" la canta Giovanna Melandri a Rosy Bindi. "Larà, larà, larà volimmo pazzià", anche questa interpretata da Roberto Murolo, aveva accolto Veltroni nell'ultimo incontro al Quirinale. "Nuntereggae più" di Rino Gaetano canticchiava D'Alema a Fassino durante il viaggio a Città del Messico. "Ce sta chi ce penza" di Pino Daniele l'aveva dedicata Latorre a Consorte due anni fa. La struggente "Ed io fra di voi" di Charles Aznavour scandisce il dramma di un disperato Marco Follini, mentre "Amore che vieni, amore che vai" di Fabrizio De Andrè sussurra Nichi Vendola a Ferrero e Russo Spena. "Io vorrei? non vorrei? ma se vuoi?" di Battisti è troppo filo-Casini e fa incazzare Parisi. Finché il nuovo portavoce del Pd, il giovane Andrea Orlando, ha suggerito "Siamo una squadra fortissimi" di Checco Zalone. Presa. di Peppino Caldarola 19/11/2008

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La Woodstock dell' Onda riempie di note la Sapienza (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

La Woodstock dell'«Onda» riempie di note la Sapienza Non se ne vede la fine. La fila dei ragazzi comincia da San Lorenzo, il quartiere movimentista della Roma studentesca. Ci sono gli universitari, ma non solo, è un fiume immenso: la cittadella della Sapienza è stata trasformata per qualche ora - ieri sera fino a notte fonda - in una piccola Woodstock. «L'Onda studentesca ha bloccato ancora una volta la città», grida una ragazza dal palco. «Saremo quindicimila stasera», dice un elettrico Andrea Rivera, comico, presentatore e factotum della serata di musica e spettacoli organizzata dagli studenti anti-Gelmini. La festa stasera è tutta per loro: «È un'Onda meravigliosa, potentissima e seducente - legge una studentessa - vogliamo immaginare un altro futuro in questa Italia dove è bloccato l'accesso al sapere, un Paese a democrazia bloccata». Sul palco si suona e si parla, in libertà, di università libera, di precarietà, di «libera scelta in libero Stato» (è Rivera che evoca il caso di Eluana), si parla anche della recente sentenza sul G8, con Simone Cristicchi e il suo brano inedito Genova brucia. Lui e tutti gli altri sono qui stanotte e gratis e suonano fino alle 3: Momo, Vergassola, Silvestri, gli Assalti Frontali, Bobo Rondelli, Tetes de Bois tra gli altri. «Mentre si distrugge la cosa più bella che c'è nel Paese, la scuola elementare - dice Andrea Satta dei Tetes - gli italiani stanno guardando l'Isola dei famosi. Noi però siamo qui e venerdì scorso eravamo in 300 mila». C 'è gente che sale e scende dal palco: tutto molto fraterno, eppure anche estremamente organizzato, a dispetto degli stereotipi sugli studenti. C'è folla, pace ed emozione: proprio come a Woodstock. SILVIA BOSCHERO

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Liceo Righi, no delle famiglie al patto sul 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Liceo Righi, no delle famiglie al «patto sul 5 in condotta» Il 5 scatterà dopo tre ammonimenti disciplinari e in caso di sospensione da scuola per oltre 5 giorni. E il 10 in condotta a chi andrà? Agli studenti che «partecipano attivamente al dialogo educativo». Un'insolita comunicazione è arrivata alle famiglie degli studenti del liceo scientifico Righi. La scuola di via Campania è una delle prime nella Capitale ad aver redatto un «patto di corresponsabilità educativa», dove sono enunciate una serie di regole comportamentali che la scuola, i genitori e i ragazzi si devono impegnare a promuovere e a rispettare. Ma è subito polemica tra le famiglie, molte delle quali non sono d'accordo: «Ci chiediamo quale sia la legittimità di questo patto - dice Marta, una mamma - già siamo responsabili dei comportamenti dei nostri figli, in quanto esercitiamo la potestà. Chiederemo un incontro con la preside e gli insegnanti». Insieme al patto, nella comunicazione inviata alle famiglie, è stata mandata «per conoscenza» anche una scheda di valutazione della condotta degli studenti, in applicazione delle nuove regole stabilite dalla riforma Gelmini, che ha reintrodotto il voto in condotta, che fa media in pagella. Nel documento inviato alle famiglie è specificato che il «patto di corresponsabilità educativa» non ha valore e carattere giuridico di contratto: «Si stipula tra scuola, studente e famiglia - si legge - per sottolineare la necessità di una collaborazione, finalizzata al successo formativo degli studenti e all'acquisizione di una cittadinanza responsabile». Ma quale è il senso di questo patto? «Vogliamo semplicemente esplicitare una collaborazione, già peraltro esistente - spiega la preside Margherita Mastrangelo - tra la scuola e le famiglie, per ottenere i migliori risultati possibili». Non si tratta, quindi, di una sorta di «richiamo» al livello di educazione impartito dai genitori? «Assolutamente no è per prevenire eventuali fenomeni di bullismo, come da decreto ministeriale numero 30 del 15 marzo 2007». Quanto alla scheda di valutazione degli studenti, sono individuate una serie di casistiche: il 5 si darà in caso di infrazioni disciplinari gravi e di sospensione da scuola per oltre 15 giorni. E il 10 in condotta a chi andrà? Agli studenti che favoriscano in modo positivo lo svolgimento dell'attività didattica e formativa, garantendo costantemente la propria attenzione e partecipazione alla vita della classe. MICHELA BEVERE roma@unita.it

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<Il tempo studio per i ragazzi non si misura a cottimo> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

VETRINA SAN LAZZARO pag. 18 «Il tempo studio per i ragazzi non si misura a cottimo» Parla un professore del Majorana di FRANCESCA GOLFARELLI ? SAN LAZZARO ? LE AZIONI di protesta che si sono sviluppate nella scuola contro il decreto del ministro Gelmini, hanno fatto alzare la voce ai rappresentanti delle categorie sindacali. All?istituto Majorana, di San Lazzaro di Savena, a parlare è un docente di tecnica pratica meccanica, nonché esponente del sindacato Gilda. Si chiama Massimo Ballardini. Ed è insegnante di ruolo da oltre 30 anni. Il personale, docente e non, dell?istituto Majorana ha aderito alle iniziative di protesta contro la Gelmini. Quali sono state le considerazioni che vi hanno spinto? «Innanzitutto ci battiamo per difendere i diritti al lavoro e allo studio, oltre ai valori della democrazia. Questa politica per decreti, è un atto di imperio, che non tiene conto delle opinioni delle parti interessate. Tanto è vero che le piazze, e prima ancora le scuole, sono occupate da docenti, personale Apa, studenti e genitori, preoccupati soprattutto per il futuro dei loro figli» Tanti sono i punti che contestate, ma in pratica quale è la conseguenza più immediata che tocca la sua categoria? «Molti di noi perderanno il posto di lavoro. Si prevede che ben 120 mila lavoratori del settore andranno a casa in tre anni. Inoltre ci sarà una dequalificazione professionale per quelli che lavorano soprattutto nei laboratori. Questo grazie al taglio di ore negli istituti tecnici e professionali, come appunto l?istituto Majorana. Ma siamo preoccupati anche per i nostri ragazzi, che oggi dimostrano la loro ansia protestando con noi. Infatti saranno loro i primi a farne le spese, perdendo la possibilità di sperimentare, di avvicinarsi al mondo professionale toccando con mano aspetti laboratoriali indispensabili per capire cosa potranno andare a fare». Tra le vostre azioni di protesta, alcune riguardano proprio il tempo studio dei ragazzi. Per esempio vi rifiutate di sviluppare attività non curriculari; di sostenere corsi di recupero pomeridiani, di approvare viaggi di istruzione. Come traduce queste minacce? «Non sono minacce nei confronti dei ragazzi, bensì una sorta di anticipazione per evidenziare quello spirito di decurtazione del tempo studio che il ministro Mariastella Gelmini ci prospetta, e che non tiene conto che il tempo studio per i ragazzi non si misura a cottimo». Image: 20081119/foto/1136.jpg

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<La scuola è in crisi, difendiamo la riforma Gelmini> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

AGENDA E LETTERE pag. 11 «La scuola è in crisi, difendiamo la riforma Gelmini» L?INTERVENTO DEL RESPONSABILE GIOVANI DI FORZA ITALIA CARO CARLINO, la scuola italiana è in crisi. C?è bisogno di reintrodurre il merito, rivalutare l?importanza del rispetto e della conoscenza delle regole, di rinnovare i contenuti. Il ministro Gelmini ha iniziato a riformare la scuola, a fare ciò che è assolutamente necessario per ridare dignità agli insegnanti e prospettive vere ai giovani. Purtroppo la sinistra, oramai arroccata su posizioni conservatrici e capace solo di dire no a ogni cambiamento, sta cercando di boicottare la politica del governo e usa le armi della disinformazione, della distorsione dei fatti, della demonizzazione. Mentre la sinistra organizza scioperi e manifestazioni di piazza, all?insegna della demagogia, dell?intolleranza e della disinformazione, chiediamo a tutti coloro consapevoli della necessità di cambiare, di innescare una sorta di catena a sostegno del ministro Gelmini. Il piano del ministro individua una sequenza organica di azioni strettamente correlate e interdipendenti riferite a tre macro-aree: la revisione degli ordinamenti scolastici; la riorganizzazione della rete scolastica, ivi compresi i centri territoriali per l?educazione degli adulti e i corsi serali; la razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane delle scuole. E? assolutamente falso che nelle scuole elementari verrà abolito o diminuito il tempo pieno. E? vero invece che con il maestro prevalente e l?eliminazione delle compresenze (cioè due insegnanti per una stessa ora di lezione) ci saranno più maestri per aumentare il tempo pieno. Quindi già dal 2009-2010, 49.350 ragazzi in più usufruiranno del tempo pieno. In cinque anni 3.950 classi avranno il tempo pieno. Assolutamente falso, come afferma la sinistra, che ci saranno 30 alunni per ciascuna classe. Gli alunni saranno in media per ogni classe 18 e potranno arrivare al massimo a 26 per classe. Bisogna smentire che con il maestro unico non sarà più approfondito l?inglese e diminuirà la qualità dell?insegnamento, ma la realtà è che al maestro prevalente saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione. In tutti i paesi d?Europa esiste il maestro prevalente. L?anomalia dei tre maestri è solo italiana. Ricordiamo anche che quando fu introdotto il team docenti nella scuola elementare, la sinistra si schierò con la stessa veemenza di oggi per impedire la riforma dei tre insegnanti. Per quanto concerne il voto in condotta non è assolutamente vero, come sostiene la sinistra, che si viene bocciati con il 7 in condotta. Elio Di Marco Responsabile Giovani di Forza Italia Coordinamento di Ascoli

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pd diviso: strigliata da pistoia che ora chiede un nome nuovo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Montecatini Pd diviso: strigliata da Pistoia che ora chiede un nome nuovo PESCIA. Occhi puntati sul consiglio comunale di domani sera, consiglio che potrebbe riservare parecchie sorprese sul futuro dell'amministrazione Abenante. Il sindaco, infatti, chiede un voto sul suo operato al consiglio comunale, un voto che da parte della maggioranza non appare poi così scontato. Ma a rendere il quadro ulteriormente confuso interviene anche il segretario provinciale del Pd. Daniela Belliti chiede un passo indietro a tutti: a quella fetta di partito che voleva candidare Birindelli, ma anche allo stesso sindaco Abenante. Chiedendo in pratica di trovare un altro candidato. «Il consiglio comunale - scrive Daniela Belliti - torna a riunirsi per discutere la relazione del sindaco e verificare se ci sono le condizioni politiche per concludere il mandato a scadenza naturale. Rinnovo l'invito a tutti a esercitare il massimo senso di responsabilità nei confronti delle istituzioni e dei cittadini. Ci sono obiettivi importanti, cui il sindaco e la sua maggioranza non possono essere insensibili. Primo su tutti: garantire la continuità del servizio al Comicent, attraverso la proroga dell'attuale commissario liquidatore, ma per decidere finalmente le modalità di una nuova gestione e adottare il piano strutturale, proprio per affermare quel nuovo governo dell'urbanistica su cui il sindaco ha insistito molto». Quindi il segretario provinciale interviene sulla situazione politica: «A questo punto è inderogabile la scelta politica sul percorso che si voglia assumere nel Pd e nel centrosinistra per sbloccare una situazione che è ferma da settimane e provare a rivincere le elezioni. Il sindaco ha dichiarato a più riprese di essere disponibile alle primarie di coalizione, ma in una condizione diversa da quella prevista dal partito, tanto che nella sua relazione al consiglio il sindaco dice che in questo modo "le elezioni primarie non sono un'occasione di democrazia, ma un salvagente estremo e opportuno per sostituire il sindaco". E infatti non è un mistero che una buona parte del partito sostiene un altro candidato, il dottor Birindelli. In una situazione in cui manca condivisione sulle regole di fondo per una competizione libera e democratica, occorre fare tutti un passo indietro. Come lo stesso sindaco aveva dichiarato di essere disponibile a fare. Ovvero: sia Abenante, sia Birindelli rinuncino a candidarsi per favorire la ricerca libera ed incondizionata di un terzo candidato, capace di aggregare, in una condizione politica del tutto rinnovata, tutto il Pd e la più ampia coalizione possibile, consapevoli tutti del fatto che una unità sostanziale e non fittizia è necessaria per affrontare l'appuntamento elettorale». Una proposta su cui Daniela Belliti chiede ai diretti interessati (Abenante e Birindelli) di pronunciarsi «ancor prima di giovedì». IN BIBLIOTECA Nuovi laboratori PESCIA. Nuovi laboratori sono stati allestiti alla biblioteca comunale dei bambini e dei ragazzi, dove ci sono "Il libro delle meraviglie & vita da... cani", nuove feste "Fantalibrando" e stage creativi per i più grandi, a scelta il lunedì o il mercoledì pomeriggio. Iscrizioni (fino a esaurimento posti) e informazioni alla biblioteca dei ragazzi, aperta dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 18,30 (telefono 0572 490909). AL LORENZINI Verso la protesta PESCIA. Si è conclusa con un nulla di fatto ieri mattina, la riunione dei rappresentanti al liceo Lorenzini di Pescia. All'incontro con il preside avevano accesso solo i delegati di ogni classe, mentre quelli d'istituto dovranno aspettare un prossimo appuntamento, previsto comunque in questa settimana. Il dirigente scolastico ha espresso la volontà di diminuire i membri all'interno del comitato studentesco, fino ad ora due studenti per ogni sezione, per alleggerire il carico di discussioni e di dibattiti, ogni partecipante dovrà esporre le intenzioni della propria classe di riferimento. Rimandate dunque, seppur di qualche giorno, le decisioni in merito a nuove forme di protesta contro i tagli all'istruzione che, come già anticipato dal nostro giornale, prevedevano le "lezioni a cielo aperto" da svolgere nelle piazze e nelle strade di Pescia. Il Lorenzini rimane comunque la scuola più attiva, sempre intenzionata a muoversi contro la legge Gelmini. BORGO NEL CUORE Torneo di Burraco BORGO A BUGGIANO. C'è tempo fino al 20 novembre per aderire alla nuova iniziativa dell'associazione "Borgo nel cuore". Si tratta del torneo di burraco in programma sabato 22, a partire dalle 17, alla polisala Gambrinus di Borgo a Buggiano. Il torneo prenderà il via alle 17,30, pausa per la cena buffet alle 19,30 e, alle 20,30, via alla seconda parte del torneo, con premi ricchissimi per le prime tre coppie e gadget a tutti i partecipanti. Per adesioni rivolgersi a uno dei seguenti numeri: 0572 509195, 338 4723334 o 339 4410661. La quota di contributo è di 20 euro. CONFCOMMERCIO Corso Haccp PESCIA. La Confcommercio di Pescia organizza per il mese di novembre il corso di prima formazione obbligatoria per addetto ad attività alimentari complesse, che si svolgerà nei giorni 24, 26 e 27 novembre. Per informazioni e iscrizioni telefonare allo 0572 478594.

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Sulle paritarie l'effetto-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Nord-Ovest sezione: PRIMA data: 2008-11-19 - pag: 1 autore: I timori per gli effetti della riforma e dei tagli all'istruzione sembrano indirizzare verso gli istituti privati le domande di ammissione Sulle paritarie l'effetto-Gelmini Le scuole cattoliche e laiche si attrezzano per le pre-iscrizioni di gennaio è presto per capire se le preiscrizioni di gennaio faranno effettivamente registrare un'inversione di tendenza per le scuole private del Nord-Ovest, ma le prime indicazioni che provengono dal territorio sembrano andare nella direzione di un aumento degli alunni. Dunque le polemiche autunnali sulla riforma Gelmini con ogni probabilità stanno spingendo una parte delle famiglie a valutare una "fuga" dalla scuola pubblica. Ma i dati degli ultimi due anni fanno registrare una situazione di sofferenza delle scuole paritarie. Dal 2004 al 2007 – secondo i dati forniti dalla Fidae, la federazione che raccoglie la maggior parte delle scuole cattoliche italiane – gli studenti del NordOvest sono infatti calati del 3,6%, da 32.932 a 31.733. Meglio, a giudicare dalla stabilità dei numeri forniti dalle direzione scolastiche regionali che mostrano una sostanziale stabilità, le scuole laiche. Per il momento la probabilità di un recupero delle paritarie sulle statali è solo un'ipotesi, ma è confermata dalle associazioni di categoria e rilevata anche in occasione di " Abcd", il consueto Salone dello studente di Genova dedicato all'orientamento, che si è concluso la settimana scorsa. «Già altre volte si è riscontrato – spiega Mario Meuti, dirigente dell'istituto Champagnat di Genova e responsabile della Fidae regionale – che durante i grandi cambiamenti le famiglie si dirigono più volentieri verso gli istituti paritari». Marini, Siviero, Tavella u pagina 2 l'articolo prosegue in altra pagina

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Tutteleclassisemprealcompleto (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Sud sezione: PRIMO PIANO data: 2008-11-19 - pag: 4 autore: Il caso/1. Il cattolico «Francesco Denza» di Napoli Tutteleclassisemprealcompleto NAPOLI Con i suoi 530 alunni l'istituto comprensivo "Francesco Denza" di Napoli, retto dai padri barnabiti, è una delle scuole paritarie più frequentate e richieste del Mezzogiorno. Una performance difficile da migliorare: «Negli anni scorsi - spiega il padre rettore Dante Poia- siamo stati interessati da dinamiche di incremento della popolazione scolastica in controtendenza con moltissime altre scuole religiose. Non credo che, a seguito della riforma Gelmini, arriveranno ulteriori richieste di iscrizione». Il successo del "Denza", istituto situato nell'incantevole cornice della collina di Posillipo che dagli anni Quaranta abbraccia scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado, oltre ai licei classico e scientifico, sta in una formula ormai collaudata, riassunta nell'iscrizione che accoglie i visitatori del sito internet: «L'Istituto, in quanto "scuola cattolica", intende presentarsi come un luogo privilegiato di promozione integrale dell'uomo mediante l'incontro vivo e vitale con il patrimonio culturale della Repubblica italiana e con i valori perenni della tradizione cristiana ». «Chi si rivolge a noi - dichiara padre Poia sceglie l'eccellenza della formazione e, insieme, la crescita umana ». Al contrario di quanto accadeva in passato, c'è una presenza sempre più importante di docenti laici. «L'ordine dei barnabiti spiega padre Poia- a Napoli ha tradizioni antichissime. Oggi, purtroppo, i confratelli non sono molti e così selezioniamo docenti laici interessati a condividere il nostro progetto educativo». Dal padre rettore, poi, arriva un appello alle istituzioni: «Oggi solo alle famiglie dal reddito alto - dice padre Poia - è consentito mandare i figli in istituti come il nostro. Sarebbe auspicabile che lo Stato consentisse a tutti, con appositi contributi, la possibilità di scegliere questo tipo di istruzione».

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Inprogrammamusicaedanza (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Sud sezione: PRIMO PIANO data: 2008-11-19 - pag: 4 autore: Il caso/2. Liceo artistico di Satriano (Catanzaro) Inprogrammamusicaedanza CATANZARO Chi sogna di intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo come ballerina o musicista e vive al Sud non deve necessariamente prendere il primo volo per gli Stati Uniti: a Satriano, Comune di 3.102 anime in provincia di Catanzaro, da circa dieci anni sorge infatti un Liceo artistico coreutico musicale, una scuola inserita nell'albo ministeriale delle parificate che affianca alle discipline umanistiche e scientifiche,proprie dei licei,l'insegnamento della musica e della danza. L'idea venne a Raffaelina Campagna, maestra di danza intenzionata ad arricchire l'offerta formativa presente sul territorio, creando un percorso che consentisse agli studenti dai 14 ai 19 anni di iscriversi a qualsiasi facoltà universitaria e, al tempo stesso, agli istituti di alta formazione artistica, coreutica e musicale. «Era il '99 - racconta la Campagna - e all'epoca un progetto di questo tipo, pur trovando all'estero numerose analogie, in Italia appariva a dir poco d'avanguardia».Da allora, la scuola di Satriano propone un iter di studio elaborato dal preside Domenico Corigliano e articolato lungo tutta la giornata. «Pratichiamo il tempo pieno- dichiara il gestore - , dalle 8.30 alle 12.30 i ragazzi studiano materie come letteratura, storia e scienze come in tutti gli altri licei. Nel pomeriggio, fino alle 17.30, c'è tempo per lo studio e la pratica delle discipline artistiche». La speranza dello staff che gestisce il liceo calabrese è che la riforma Gelmini valorizzi ulteriormente le strutture parificate. «Se il ministro - dice ancora la Campagna intende, come dichiara, premiare le esperienze eccellenti mettendole in grado di competere con le scuole pubbliche, ben venga la sua riforma dell'istruzione. Istituti innovativi come il nostro - conclude - sono spesso del tutto sottovalutati».

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La scuola pubblica punti sulla qualità (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)

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Sud sezione: PRIMO PIANO data: 2008-11-19 - pag: 4 autore: INTERVISTA Giuliano Pollio La scuola pubblica punti sulla qualità NAPOLI «Il disegno del ministro Gelmini punta ad un riequilibrio tra l'offerta di istruzione pubblica e quella privata? Per la scuola di infanzia e primaria gli istituti paritari sono destinati a guadagnare quote sempre più ampie di mercato, per la scuola secondaria invece resterà la leadership dell'istruzione pubblica, ancora oggi punto d'arrivo dei migliori docenti ». La pensa così Giuliano Pollio, 64 anni, preside dell'istituto statale "Artemisia Gentileschi" di Napoli che si prepara a raccogliere la sfida della riforma prefigurata dal Governo Berlusconi «arricchendo servizi e strutture a vantaggio degli studenti». La scuola, situata in località Agnano, riunisce liceo linguistico e liceo socio-psico-pedagogico, conta 36 classi per 870 alunni. Cifra che dall'anno prossimo lieviterà intorno alle mille unità, grazie all'apertura del liceo classico. Preside Pollio, come si sta organizzando il suo istituto per competere nel nuovo regime di "maggiore concorrenza" tra scuola pubblica e privata? La qualità continua ad essere l'arma vincente di scuole come la nostra. Il liceo linguistico, per esempio, è tra i pochi in Italia ad organizzare stage formativi all'estero già a partire dal terzo anno. L'indirizzo socio- psico-pedagogico, in virtù di un'offerta formativa ricchissima è stato premiato da una crescita costante delle iscrizioni che oggi si attestano intorno alle 450 unità. Non credo sia un caso che il ministero dell'Istruzione abbia appoggiato la nostra scelta di far partire, dall'anno prossimo, il liceo classico. Un "classico" particolare, in cui l'insegnamento dell'inglese dura per tutto il quinquennio. Il tutto nonostante i preventivati tagli all'istruzione pubblica. Non guardiamo solo alle attività che si svolgono tra i banchi, ad ogni modo. Negli ultimi anni siamo stati infatti bravissimi a capitalizzare i fondi provenienti dall'Ue: con circa 60mila euro del Pon Scuola abbiamo realizzato laboratori per le discipline scientifiche ed una palestra omologata agli standard Coni. Il prossimo passo sarà la costruzione di un auditorium che ospiterà laboratori teatrali. Condivide tutto della riforma Gelmini? A essere sinceri non mi convince l'idea di innalzare il numero di alunni per classe ad almeno 30 unità. Certo, siamo in grado di rispondere a questa richiesta, ma ritengo che classi tanto numerose vadano a discapito della qualità dell'insegnamento. «Daremo più servizi: dal prossimo anno apriremo anche il classico» Il preside. Giuliano Pollio guida l'istituto Gentileschi di Napoli

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Nelle aule delle paritarie 250mila alunni del Sud (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 19-11-2008)

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Sud sezione: PRIMO PIANO data: 2008-11-19 - pag: 4 autore: Nelle aule delle paritarie 250mila alunni del Sud Gli ultimi dati del ministero registrano un trend di crescita PAGINA A CURA DI Francesco Prisco Mentre il ministro Mariastella Gelmini prova a "pluralizzare" il sistema scolastico, equiparando a tutti gli effetti l'offerta della scuola pubblica a quella della paritaria, nelle regioni del Sud crescono le iscrizioni agli istituti privati. Una tendenza che sembra non riguardare le scuole Fidae, federazione che rappresenta gran parte delle primarie e secondarie cattoliche paritarie, caratterizzate da una leggera flessione del numero degli alunni. Al Sud il ministero dell'Istruzione censisce 3.742 scuole paritarie, un quarto del totale nazionale. Nel 2006/2007 - ultimo anno scolastico per il quale il dicastero di viale Trastevere dispone di dati - hanno frequentato questa tipologia di istituti 250.187 ragazzi, il 5,6% in più rispetto al 2004/2005. Meno sostanzioso (+4,2%) l'incremento registrato nello stesso periodo per l'Italia intera, dove gli iscritti sono stati circa 1,03 milioni. La regione in cui queste scuole sono più radicate è la Campania, con 115.365 alunni, seguita dalla Sicilia a quota 69.867 e dalla Puglia (41.852). A questo trend di crescita non si allineano comunque le performance delle 480 scuole meridionali primarie e secondarie aderenti a Fidae, gli istituti cattolici che con maggiore autorevolezza presidiano questo "mercato": per l'anno scolastico 2007/2008, infatti, hanno impartito lezioni a 55.893 ragazzi, il 4,5% in meno rispetto al 2004/2005. Comprendere, a questo punto, cosa potrà accadere con la riforma Gelmini e l'avvento di un sistema d'istruzione caratterizzato da maggiore "pluralismo" non è facile. Secondo Guido Di Stefano, direttore dell'Ufficio scolastico regionale della Sicilia, non ci saranno grosse ricadute sul piano delle iscrizioni alle scuole private. «Al Sud - dichiara Di Stefano esistono due tipi di paritarie: quelle di ispirazione cattolica, serie ma comunque rivolte a una nicchia di utenza, e quelle laiche, talvolta veri e propri "diplomifici" con 5 studenti per classe. Siamo lontani dalla nascita di un sistema plurale che affianchi istituti statali e privati come avviene all'estero ».Quest'ultimo progetto apparteneva già alla Legge 62/2000 del ministro Luigi Berlinguer ed è stato rilanciato dall'attuale Governo. «Fino a questo momento – prosegue Di Stefano – senza grossi risultati, perché ogni qual volta in Italia si discute di scuola paritaria entrano in ballo questioni ideologiche ». Lascia pensare il fatto che proprio le scuole cattoliche, quelle di maggiore tradizione e prestigio, stiano perdendo terreno. «Come tendenza generale –spiega Francesco Macrì, presidente della Fidae – abbiamo registrato una diminuzione del numero dei nostri istituti. Da una parte ha inciso il calo della natalità, dall'altro la crisi economica che non permette alle famiglie delle aree svantaggiate di pagare le rette». La crisi non riguarda, ad ogni modo, gli istituti di eccellenza dove si sperimentano persino nuovi approcci didattici. A Palermo, per esempio, il Centro educativo ignaziano in partnership con l'International school of Milan ha lanciato quest'anno la prima Scuola internazionale del Meridione. «è il segno - secondo il padre rettore del Cei Vincenzo Sibilio – che la domanda di istruzione di qualità non cessa mai».

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Le paritarie ritrovano l'appeal (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 19-11-2008)

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Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Scuola) data: 2008-11-19 - pag: 2 autore: Le paritarie ritrovano l'appeal Dopo anni di stasi le polemiche sulla riforma Gelmini spingono le pre-iscrizioni Laura Siviero La polemica sulla scuola statale sembra andare a beneficio delle paritarie nel NordOvest. I fatti di cronaca e le con-trastanti informazioni sul decreto Gelmini hanno insinuato nelle famiglie timori sulle garanzie del tempo scuola, sul maestro unico e sulla continuità didattica. Fattori che, probabilmente, a sentire i dirigenti scolastici dei maggiori istituti paritari, influenzeranno la scelta degli istituti a favore dei privati alle iscrizioni di gennaio. I dati degli ultimi anni forniti dalle direzioni scolastiche regionali, che comprendono tutte le paritarie, religiose e laiche, registrano un aumento dell' 1,09% (si passa da 38.238 iscritti nel 2006/2007 a 38.659 nel 2007-2008). Secondo i dati Fidae, invece, che monitorano soltanto le scuole cattoliche, i risultati sono un po' diversi e segnalano un calo di iscrizioni nell'ultimo triennio del 3,6%, passando da 32.932 del 2004/2005 a 31.733 del 2007/2008. Il Piemonte perde il 3,9%, la Liguria il 4,1%, mentre cresce del 12,2% la Valle d'Aosta. Gli istituti sono in sofferenza: chiudono 34 scuole, che significa 110 classi in meno. Anche il numero dei docenti scende del 7,5% rispetto alla media nazionale che resta stabile. Per il momento la probabilità di un recupero delle paritarie sulle statali resta quindi un'ipotesi, ma è confermata dalle associazioni di categoria e rilevata anche in occasione di "Abcd", il consueto Salone dello studente di Genova dedicato all'orientamento, che si è concluso la settimana scorsa. La Fidae piemontese è in realtà tiepida sul successo delle paritarie per l'anno prossimo e spinge invece sull'importanza del progetto educativo. «Le scuole paritarie – spiega Mario Meuti, dirigente dell'istituto Champagnat di Genova e responsabile della Fidae regionale – non invocano questi momenti di crisi della scuola per promuovere il proprio progetto educativo, ma già altre volte si è riscontrato che durante i grandi cambiamenti le famiglie si dirigono più volentieri verso gli istituti paritari. Anche oggi trapela l'interesse dei genitori ad avvicinarsi alla scuola privata, per avere maggiori garanzie. Ma noi ci auguriamo che venga apprezzata soprattutto la qualità del servizio offerto». La scuola cattolica in Liguria è abbastanza forte soprattutto nel comparto dell'infanzia. In questa fascia di età le paritarie raggiungono il 20% del totale, mentre sul primo grado si scende al 5% e nella secondaria di I e II grado si arriva al 2-3 per cento. «Questo perché – prosegue Meuti – le paritarie sulla secondaria di II grado si concentrano sui licei, a parte un paio di istituti di tecnico commerciale. E poi i genitori, dai 13 anni in su, sono più propensi a mandare i figli alla pubblica». Le paritarie continuano a lametare difficoltà di bilancio. Quest'anno il Nord-Ovest ha ricevuto dallo Stato 45,9 milioni di euro (il 9% del totale). Al Piemonte sono toccati 31,1 milioni, alla Liguria 14,5 e alla Vallé 305mila euro. Situazione aggravata dal taglio del 10% dei fondi regionali. «Con la finanziaria 2009 – spiega Cinzia Romitelli presidente Agesc liguria (Associazione gentitori scuole cattoliche) – sono previsti tagli del 25%: se saranno confermati, la situazione sarà molto grave, fino a inibire totalmente il servizio, in particolare sull'infanzia, per l'anno prossimo».Che poiè il comparto che sta meglio. Le secondarie di primo e secondo grado, infatti, soffrono di più e rischiano il collasso. Anche in Piemonte la tendenza è di informarsi sulle offerte delle scuole private, ma l'assessore regionale all'istruzione mette un freno. «Avvieremo a breve azioni di monitoraggio – spiega Giovanna Pentenero – su tutto il territorio piemontese, per capire a quanto ammonterà in concreto la riduzione del tempo scuola. Ci auguriamo che tutto questo avvenga nel più breve tempo possibile dal momento che già a febbraio 2009 le famiglie dovranno provvedere all'iscrizione a scuola dei propri figli. Solo allora riusciremo a capire quale strategia adottare per far fronte alla mancata copertura delle ore scolastiche fino a oggi garantite e quali soluzioni proporre per venire incontro alle famiglie senza che siano costrette a rivolgersi agli istituti privati». Secondo i dati di una ricerca dell'Agesc,ogni alunno che frequenta una scuola statale costa allo Stato dieci volte in più rispetto a un alunno della paritaria. Un allievo "statale" costa 6.116 euro alla scuola per l'infanzia, 7.366 alla primaria, 7.688 alla secondaria di primo grado e 8.108 alla secondaria di secondo grado. Mentre la spesa pubblica per studente nella paritaria è di 584 euro per l'infanzia, 866 per la primaria, 106 per la secondaria di primo grado e 51 per le superiori. LE CONTROMISURE L'assessore Pentenero: «Avvieremo un monitoraggio per capire a quanto ammonterà in concreto la riduzione delle ore»

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Anche una <Battaglia dei cuscini> contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-19 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Prenestino Anche una «Battaglia dei cuscini» contro la Gelmini Cuscini al posto dei bastoni. Villa Gordiani anziché piazza Navona. Una battaglia pacifica invece degli scontri. Va in scena la protesta delle scuole del VII municipio: un corteo che termina con un pillow fight, finto combattimento a suon di cuscinate, per esorcizzare le spaccature tra studenti nei giorni in cui il decreto Gelmini era in discussione al Senato. Cinquecento ragazzi di otto istituti del Prenestino (l'Ipsia Europa, il Francesco D'Assisi, il Benedetto Da Norcia, l'Immanuel Kant, il l'Iti Giorni, il Levi Civita, il Di Vittorio e il Boaga) si sono dati appuntamento e insieme, sfilando per viale Venezia Giulia, via della Stazione Prenestina, via Telese (sede del municipio), via di Villa Gordiani e via Prenestina, hanno fatto sentire tutto il loro disappunto per la riforma della scuola. «Perché non siamo d'accordo con i tagli del governo - spiega uno degli organizzatori, Marco Paoli dell'Ipsia Europa - e perché non si dica che gli unici attivi e uniti nella protesta sono i licei del centro». E così preceduti dallo striscione del classico Benedetto Da Norcia, con la scritta "Contro la scuola dell'indecenza ora e sempre resistenza", e da quello ironico e sgrammaticato del Kant, "Stend ap for ior raitz. Gelmini Dociet", hanno invaso le strade gridando «Noi la crisi non la paghiamo» e avvisando «Correte, scappate, arrivano le scuole inca…ate». Cl. S.

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I liceali di sinistra lasciano il forum con la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-19 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Milano, oggi Tremonti alla Cattolica I liceali di sinistra lasciano il forum con la Gelmini ROMA — La Rete degli studenti medi e l'Unione degli studenti hanno abbandonato il Forum delle Associazioni studentesche convocato ieri dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini per discutere i punti della sua riforma. In particolare, le due associazioni di sinistra hanno rifiutato di affrontare i temi dell'ora di educazione civica e del voto in condotta, su cui è intervenuto il costituzionalista Luciano Corradini. Intanto oggi all'Università Cattolica di Milano è atteso, per l'inaugurazione dell'anno accademico, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Gli studenti dell'ateneo hanno annunciato un «presidio autorizzato di protesta contro la legge 133». Ministro Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca

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<Mini-Woodstock> alla Sapienza Rivera: sì ai ragazzi di destra (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-19 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Anti ministro Dopo cortei e assemblee, serata musicale del movimento «Mini-Woodstock» alla Sapienza Rivera: sì ai ragazzi di destra In migliaia al concerto con il comico e Cristicchi Sul palco allestito di fronte al rettorato anche gli attori Germano e Mastandrea. Attacchi a governo e Vaticano ROMA — In migliaia sotto il palco (15 mila per gli organizzatori), montato di fronte al palazzo del rettorato, da dove pendevano gli striscioni della protesta: «Onda antifascista» il più grande e visibile. A ribadire il senso principale dell'iniziativa: dare seguito a un movimento che non ha ancora voglia di spegnersi, dopo la grande manifestazione nazionale di venerdì e la due giorni di maxi-assemblea che ne è seguita. E dunque birra a prezzi popolari, ingresso con sottoscrizione a due euro e più di venti artisti a recitare e cantare: tra gli altri Daniele Silvestri, Elio Germano, Ascanio Celestini, Valerio Mastandrea, Dario Vergassola, Tête de Bois, Assalti Frontali e l'ottantaquattrenne Remo Remotti che dal palco insulta Berlusconi tra le ovazioni dei ragazzi. Così ieri sera all'università La Sapienza il movimento anti-Gelmini ha celebrato la sua mini- Woodstock, aperta e chiusa da un Andrea Rivera — organizzatore del concerto insieme al movimento — dal piglio tutto politico. Inizio con un'ora e mezzo di ritardo sulla scaletta, aperta da Simone Cristicchi con indosso una maschera da tigre: «E' l'uomo tigre, che lotta contro il male», vecchio jingle di un cartoon anni 80. La giornata era stata caratterizzata dalle polemiche causate da un'uscita dello stesso Rivera: «Tendere una mano ai ragazzi di Blocco studentesco », movimento di ultradestra, aveva detto il comico. Una sortita che aveva suscitato perplessità e polemiche tra gli stessi studenti dell'Onda e addirittura un invito a Rivera da parte di Casa Pound Italia e Blocco studentesco. Lui, sul palco, ha subito chiarito così: «Sono nato e resterò sempre antifascista, sono con voi e non con quelli che usano i manganelli per aggredirvi ». Applausi. Giù dal palco, ha negato «ogni marcia indietro », aggiungendo: «Posso anche accettare l'invito, io vado, ma il senso delle mie parole era quello di voler comunicare con tutti, per far capire dov'è la ragione. Andiamoci a riprendere i ragazzi delle periferie, dico. E di questo resto convinto, ribadendo però il rifiuto di ogni simbolo o ideologia di destra». E attacca anche «la fatiscente e ridicola sinistra italiana, che dovrebbe prendere esempio di compattezza da questo movimento». I tagli all'università e alla ricerca («L'unica cosa da tagliare è la più grande azienda italiana, la mafia», viene detto dal palco) sono il filo conduttore della serata: obiettivi polemici, Tremonti e Vaticano. Ancora Rivera: «Eluana sì, Eluana no... In Italia abbiamo due Stati esteri. Mi domando perché solo San Marino non rompe mai i...». Il presente e il futuro, il rifiuto di ogni taglio all'istruzione pubblica, i temi affrontati da tutti gli artisti con dichiarazioni che si somigliano tutte. Daniele Silvestri: «Questo movimento lo aspettavo da anni, non come cantautore impegnato, ma come cittadino. Sono qui anche per i miei due figli». Opinione che vai, papà che trovi, e il concetto è ribadito da Simone Cristicchi: «Lottiamo per una causa giusta. Parlo da ex studente, ma soprattutto da neopadre. E alla battaglia di ricercatori e studenti va tutto il mio appoggio». Edoardo Sassi

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Ragazzi e musica (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 19-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-19 num: - pag: 15 categoria: BREVI Ragazzi e musica La folla di ragazzi al concerto organizzato dal movimento anti-Gelmini alla Sapienza

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Riforma Gelmini oggi al Portone (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 19 Riforma Gelmini oggi al Portone L?AGE organizza per stasera alle 21 al teatro Portone un incontro su ?La riforma Gelmini. Una nuova pedagogia o soltanto economia??.

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Tanto sport nelle scuole, alloro per il Comune e l'assessore Diegoli (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 19-11-2008)

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OCCHIOBELLO pag. 9 Tanto sport nelle scuole, alloro per il Comune e l?assessore Diegoli OCCHIOBELLO IL RICONOSCIMENTO CONSEGNATO DALLA FONDAZIONE CARIPARO UN RICONOSCIMENTO agli istituti e alle amministrazioni che hanno promosso lo sport nelle scuole. La fondazione Cariparo e l?ufficio scolastico provinciale hanno premiato i progetti attivati dalle elementari alle superiori per rendere l?attività motoria e l?approccio agli sport importanti percorsi di formazione per i ragazzi. All?assessore allo Sport Davide Diegoli è stata consegnata nei giorni scorsi, nella sala d?onore della fondazione Cariparo di Rovigo, una targa per la ?preziosa opera di promozione e diffusione dell?attività motoria e sportiva scolastica?. «E? il settimo anno che ci impegniamo a dare continuità ai progetti nelle scuole ? commenta Davide Diegoli -, dietro le quinte c?è un grosso lavoro di organizzazione portato avanti da me, dalla direzione didattica sempre aperta ad allargare l?offerta formativa dei ragazzi e dall?insegnante responsabile Aldea Pasqualini, senza la quale nulla sarebbe stato possibile. Mi piacerebbe che l?attività motoria iniziata ? sottolinea Diegoli -, proseguisse senza soluzione di continuità nonostante i tagli e l?indebolimento che la riforma Gelmini rischia di produrre. Togliere professionalità, ore e occasioni di promozione dello sport scolastico è un passo indietro e non un investimento sui nostri ragazzi».

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VOLONTARI di Forza Italia-Pdl questa mattina saranno al mercato cittadino (lato v... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 19-11-2008)

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RAVENNA CRONACA pag. 8 VOLONTARI di Forza Italia-Pdl questa mattina saranno al mercato cittadino (lato v... VOLONTARI di Forza Italia-Pdl questa mattina saranno al mercato cittadino (lato via Berlinguer), a promuovere la campagna verità sulla riforma Gelmini. Sarà disponibile materiale illustrativo dedicato agli interventi del Governo Berlusconi in materia scolastica. Sullo stesso tema Forza Italia-Pdl ha organizzato un?iniziativa per domani alle 20.30 nella sala Forum, della 2ª Circoscrizione dal titolo ?Decreto Gelmini: verità e bugie. Una parola chiara?.

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la cogestione sbarca alle elementari - marta quilici (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Montecatini La cogestione sbarca alle elementari Parte sabato in 17 scuole della provincia la protesta dei genitori MARTA QUILICI PISTOIA. Cogestioni anche alle elementari: non proprio uguali a quelle degli istituti superiori, ma la sostanza di fatto non cambia. A protestare contro la riforma Gelmini, in questo caso saranno i genitori, che hanno deciso di organizzare, per sabato 29, una serie di incontri pomeridiani in molte scuole della provincia. Si tratta di feste, momenti di riflessione e incontri che si terranno contemporaneamente in una decina di scuole elementari dell'infanzia pistoiesi per sensibilizzare genitori e insegnanti sul tema della riforma della scuola e per discutere insieme della legge Gelmini e della legge 133. L'idea è nata dal Coordinamento dei genitori, sorto da qualche settimana ma che ha già contatti in quasi tutti i circoli didattici del territorio. A distanza di un mese esatto dalla fiaccolata per le vie del centro, organizzata dal coordinamento lo scorso 29 ottobre, a cui parteciparono oltre mille persone, i genitori fanno quindi sentire di nuovo la loro voce. Le scuole che già hanno dichiarato la loro disponibilità sono l'Istituto Leonardo da Vinci, che comprende le scuole elementari di Candeglia, Pontenuovo, le Renato Fucini e Cignano; le scuole del quinto circolo didattico, e cioè le Galileo Galilei, Valdibrana, San Felice, Piteccio, Saturnana e Villaggio Scornio; e quelle del terzo circolo didattico, cioè le Frosini, le Civinini, le Collodi e Villa Capecchi. Aderiscono inoltre anche le scuole di Larciano, Buggiano e Lamporecchio. «In alcuni di questi istituti - spiega Roberto Niccolai, uno degli organizzatori del Coordinamento dei genitori - i direttori didattici hanno già dato il loro nullaosta, mentre in altre i genitori stanno ancora lavorando per diffondere la notizia e comunicarla in direzione». Nonostante la legge Gelmini sia già stata approvata, i genitori, infatti, continuano a protestare. Questa volta hanno pensato di cogliere l'occasione della Giornata nazionale di protesta contro la riforma, per organizzare, nelle scuole elementari pistoiesi e in alcune scuole dell'infanzia, una specie di cogestione pomeridiana a cui parteciperanno genitori, alunni, insegnanti e personale Ata. L'inizio dei lavori è previsto per le 18, e andrà a concludersi in ogni scuola alle 22. In tutti gli istituti che aderiranno all'iniziativa, le prime due ore saranno dedicate ad attività ludiche che coinvolgeranno i bambini: alcuni genitori racconteranno le favole, altri organizzeranno giochi di gruppo. Intorno alle 20 è prevista una cena informale con pietanze preparate a casa dai genitori. Dopo cena avrà inizio la parte teorica dell'incontro, in cui i genitori avranno occasione di riflettere sulle conseguenze della riforma e di approfondirne le tematiche. «A parlare della riforma - spiega Roberto Niccolai - saranno o alcuni genitori particolarmente preparati sul tema, oppure qualche esperto invitato per l'occasione. I temi trattati saranno soprattutto la questione del maestro unico, il problema dell'abolizione del tempo pieno e la proposta delle classi-ponte per gli stranieri. Si tratta di incontri pomeridiani o feste; non vorremmo chiamarle autogestioni». Di fatto però si tratta di qualcosa di molto simile a una cogestione vedendo la partecipazione di genitori, insegnanti e studenti nell'ambito di un'attività scolastica extradidattica. Il 2 dicembre, inoltre alle scuole elementari Collodi si terrà un'assemblea, a partire dalle 17, tra genitori e insegnanti, sul tema della riforma.

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la mobilitazione continua ogni settimana 4 ore di dibattiti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Montecatini La mobilitazione continua ogni settimana 4 ore di dibattiti E venerdì assemblea di tutti i delegati degli studenti PISTOIA. Continuano le mobilitazioni studentesche. L'Iti non ha mai smesso di protestare contro la riforma Gelmini e la legge 133: per due giorni alla settimana, infatti, ormai da circa quindici giorni, alle ultime due ore, gli studenti sono in cogestione. E l'iniziativa andrà avanti anche la prossima settimana. Dalle 11.30 alle 13.30, venerdì e sabato, i ragazzi, insieme ai professori, assisteranno e organizzeranno incontri e dibattiti. Venerdì mattina sarà presente anche una docente universitaria di diritto internazionale. «Si tratta di incontri sul tema della riforma, ma non solo - spiega Alessandro Martelli, studente dell'Iti - In queste quattro ore settimanali vogliamo approfondire i temi che riteniamo importanti e su cui possiamo intervenire come cittadini». Ed è partita dagli studenti dell'Iti anche la proposta di un'assemblea di tutti i rappresentanti degli studenti di tutte le scuole superiori pistoiesi. L'assemblea, che si terrà venerdì a partire dalle 15.30, nella sala consiliare di Palazzo Balì, ha lo scopo di fare il punto della situazione sulle mobilitazioni studentesche, ma anche di rinsaldare la collaborazione tra i vari istituti per organizzare iniziative future. Domani sera, invece, al Liceo classico, ci sarà un'assemblea a cui parteciperanno genitori, professori e studenti sul tema della riforma. m.q.

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L'Onda dribbla le provocazioni e qualcosa ottiene (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-11-2008)

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L'Onda dribbla le provocazioni e qualcosa ottiene L'Ignoranza, con la Malafede, è la testa di moro da affrontare in modo flessibile e ironico 19/11/2008 giorgio bertone Con mani abili, cura, lavoro di carta e colla e non senza allegria (e perché mai intristirsi?), gli studenti di Balbi hanno scolpito la figura simbolo della loro protesta: l'Ignoranza. Da bruciare in un rito propiziatorio, scaramantico e polemico nei confronti della Ministra in sovrimpressione. Sarebbe troppo facile confinare nel puro folclore o leggere contropelo, per antitesi, il simbolo e il rito. Perché, invece, va dato atto al movimento dell' Onda, sul piano nazionale, di aver capito, se non tutto, - come pretendono i sapientoni di turno - almeno due o tre cose essenziali. 1) È in atto un attacco forte e a tratti violento contro la Scuola e l'Università, ovvero il sistema pubblico dell'Istruzione. Un tentativo di indebolimento dell'immagine, che oggi equivale a una delegittimazione culturale e sociale, pure indipendentemente dai famosi, duri e in parte necessari "tagli", e al di là delle magagne, che pur ci sono e meritano di essere individuate nel complesso del sistema universitario. 2) Chi porta innanzi, non solo per motivi strettamente politici, tale attacco, non attende altro che un passo falso del movimento (e anche dei docenti). L'Onda, in linea generale, ha risposto dribblando le provocazioni. E a Bologna, per esempio, ha rinviato Beppe Grillo, che pretendeva di surfarci sopra, al suo luogo deputato. Non a caso si chiama Onda in consonanza con la teoria della società liquida di Zygmunt Bauman, ormai proverbiale. E l'Onda si muove, si inventa e reinventa nelle figure e nelle forme. Anche in mare non c'è un'onda uguale all'altra. Dai pupazzi similcarnevaleschi, al lavavetri, ai cortei funebri, ad attività più proficue, proprie del volontariato: l'aiuto didattico ai ragazzini delle elementari, il modo più intelligente e fattivo di denunciare una delle ferite più gravi apportate dalla Gelmini alla scuola, la decurtazione del tempo pieno soprattutto nel Sud dove è quasi inesistente. Cosa più importante ancora: dentro una naturale divaricazione che è inutile cancellare con la demagogia, c'è stata una sostanziale alleanza con i docenti su un punto, la continuazione delle lezioni, del lavoro e dello studio. Un punto che a chi vorrebbe relegare l'Università sotto la rubrica del fannullismo o del campus dei privilegiati da eliminare, dà enormemente fastidio. Perché? Perchéè un dato incontrovertibile, non declinabile nell'ambito degli effetti speciali negativi. La proposta di accompagnare la mobilitazione con la continuità didattica indoor, outdoor, nelle vie, nelle piazze, anzi di accrescere il tempo dello studio specifico e della riflessione generale, pare quella che meglio può tenere insieme, per ora, la positiva reazione dell'Università. Naturalmente, congestionandosi anche per via massmediale, i problemi creano accavallamenti multipli, difficili da districare. Però. Di fronte per esempio, alla questione delle "consanguineità" dei corpi docenti e della loro preparazione, gli studenti di Trieste hanno fatto una proposta che è anche una scelta precisa: andare sui siti, da "Publish or perish" a tutti gli altri, per controllare i curricula scientifici e le pubblicazioni. Come dire: a parte i casi eccezionali di genealogie intere che bivaccano da generazioni nello stesso dipartimento, o casi irrilevanti, spiegabili singolarmente, a noi interessa se e quanto un docente sia bravo. È vero che non è sempre facile valutare "oggettivamente" le pubblicazioni, però non impossibile: le riviste e le collane di testata scientificità e serietà sono ben note e classificate. E, comunque, sempre meglio del monopolio degli specialisti del moralismo al quadrato, pronti a discernere tra moralisti buoni e moralisti cattivi, per poi far passare l'idea dell'accettazione della gerarchia universitaria così com'è, e in saecula saeculorum si è autocostruita. Molto più concretamente parecchi, se non tutti gli studenti, mi pare stiano prendendo atto giorno per giorno, proprio grazie a questo stato di fibrillazione o di emergenza, come si dice, che la maggior parte dei docenti, accanto alla ricerca, si prodigano non solo nella didattica diretta, ma anche in quelle millanta applicazioni legislative e normative delle riforme e delle riforme delle riforme (il famigerato 3+2), cercando di adattarlo al meglio alle esigenze di una università di massa, dove gli studenti (non "utenti" o "clienti", ma persone con il loro bagaglio culturale) provengono da una scuola media che non è più il Liceo in cui si studiava davvero. Come? Fornendo esercitazioni, prove supplementari, laboratori di scrittura e tante altre iniziative. Con l'intento non facile e comunque faticoso di contemperare un dignitoso livello universitario di lezioni e studi con la necessità di colmare i "fondamentali" delle nuove generazioni. Così come nel bailamme di questi giorni si saranno resi conto del doppio, triplo lavoro, tutto istituzionale, di quanti ricoprono responsabilità (dal Rettore ai Presidi, ai Direttori di Dipartimento, e Direttori di scuole di Alta Formazione). Responsabilità di ogni genere: finanziario (quasi insolubili), didattico, scientifico, amministrativo, e persino di rispetto delle norme di sicurezza, giù giù fino alla funzionalità dei bagni. Giusto e azzeccato il carro simbolico. L'Ignoranza, con la Malafede, è la testa di moro da affrontare in modo flessibile e ironico. Del resto chi comanda tutta la baracca la riflette persino nell'espressione, nella prossemica. Rigida, quasi terrea, capace di telegrafiche risposte che negano l'evidenza, chiusa in vestiti che possono far dire a qualche umorista che "è un tailleur con dentro un'aspirante ministro", esprime fisicamente l'imbarazzo di chi è stato catapultato dalla provincia direttamente a un ministero che accorpa Scuola, Università e Ricerca, ovvero il presente e il futuro del paese. Quando si è presentata in conferenza stampa con il presidente del Consiglio accanto, che ha minacciato interventi polizieschi, pareva l'insegnante che, non riuscendo più a gestire la classe e non capendoci più niente, chiama il preside dalla faccia feroce che metta a posto le cose con un atto autoritaristico. L'Onda, intanto, qualche buon risultato l'ha già ottenuto: più borse, più finanziamenti alla ricerca, accanto a un risibile, antichissimo metodo di estrazione a sorte dei membri delle commissioni di concorso. Non so se l'Onda riuscirà a travolgere la delegata formale del capintesta, dipende da tanti fattori. Certo è riuscita a dare una forma plastica che incarna un momento di svolta nella storia culturale del paese. E l'Allegoria fu l'istituzione artistica del tempo in cui le Università nacquero in Europa per la concentrazione e il libero scambio del sapere. Giorgio Bertone è ordinario di Letteratura italiana all'Università di Genova. 19/11/2008

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meno classi e tempo pieno così cambierà la scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Pisa Meno classi e tempo pieno così cambierà la scuola SAN GIULIANO. Una piccola-grande rivoluzione nel pianeta scuola per effetto del decreto Gelmini, con posti soppressi e cambiamenti radicali. Questo l'annuncio dato nel corso della conferenza presieduta dall'assessora alla pubblica istruzione Ida Nicolini, presenti le dirigenti scolastiche Lida Sacconi dell'istituto Gereschi e Sonia Pieraccioni dell'istituto Niccolini. Se non sarà operata un'inversione di tendenza, ovvero qualche provvedimento di parziale marcia indietro del Governo, si preparano tempi duri. «Non vogliamo destare eccessivo allarme - ha detto Nicolini - però è bene far sapere che si creeranno non pochi problemi capaci di investire anche l'erogazione dei servizi comunali». Secondo la Sacconi i progetti già predisposti saltano almeno in parte con complicazioni di ogni tipo. Ha fatto eco la Pieraccioni: «In pratica viene strizzato il patto stipulato costruttivamente fra Comune, operatori scolastici e famiglie». MATERNE. Nel dettaglio vediamo come si presenta la situazione in proiezione futura. Nelle scuole dell'infanzia di San Giuliano, Agnano, Asciano, Campo e Ghezzano (ora sezioni funzionanti con due docenti, orario giornaliero dalle 8 alle 16 e contemporaneità dei docenti per due ore al giorno) si prevede che la nuova organizzazione non tocchi questo ordine di scuole. C'è da aspettarsi però la diminuizione dei punti di erogazione. Per la sezione di San Giuliano, di nuova istituzione, non c'è la certezza della conferma delle due insegnanti e quindi dell'orario di 40 ore settimanali. Eventualmente si passerebbe all'orario 8-13. ELEMENTARI. Ad Asciano (dieci classi a tempo pieno funzionanti con due docenti per 40 ore settimanali e 4 ore settimanali di contemporaneità) nella primaria non c'è più la certezza che il tempo pieno venga confermato così come ora. A Mezzana, La Fontina (attualmente 15 classi a tempo modulari con tre insegnanti ogni due classi, orario di 32 ore settimanali per classi, due ore di contemporaneità per classe ogni settimana e due rientri pomeridiani 8.30-13.20 e 8.30-16.30) ecco la generalizzazione del modello funzionante per 24 ore settimanale ed insegnante unico per classe dalle prime classi. A San Giuliano e Gello (10 classi a tempo modulare funzionanti con tre insegnanti ogni due classi con orario scolastico di 33 ore settimanale per classe e tre rientri pomeridiani 8.30-16.20 e 8.30-16.30) le classi prime faranno un orario scolastico mantenendo il sabato chiuso, di quattro ore e 50 minuti (entrata 8.30 uscita 13.20). Si sopprime la figura dell'insegnante specialista di inglese dall'anno 2009-2010; tutti i docenti saranno obbligati ad acquisire le competenze per insegnare l'inglese. Se dal settembre 2009 vengono soppresse le due cattedre di inglese, salta anche l'organizzazione dei tre rientri pomeridiani delle classi seconda, terza, quarta e quinta. MEDIE. Nella secondaria di primo grado (adesso le classi funzionano con 30 ore settimanali e tempo prolungano utilizzato per i laboratori pomeridiani, due pomeriggi la settimana a rotazione) l'orario obbligatorio prevederà dal 2009-2010 solo 29 ore settimanali (8-13 e il sabato 8-12). Le classi saranno con un minimo di 22 alunni. Cattedre di insegnamento di 18 ore e annullamento della compresenza e delle ore per le supplenze. Sono aboliti tempi prolungati che non prevedono i tre rientri pomeridiani. Alla secondaria sparisce un intero corso di tempo prolungato e quindi i laboratori pomeridiani che funzionavano con l'organico aggiuntivo del prolungato; il sabato uscita a mezzogiorno. CLASSI E ORARI RIDOTTI. Nelle scuole dell'infanzia ad Arena Metato e a Sant'Andrea (tre sezioni con sei insegnanti, orario di 8 ore e contemporaneità dei docenti per due ore) a Pugnano e San Martino (due sezioni con quattro docenti, orario giornaliero di 8 ore e contemporaneità dei docenti per due ore) si prevede la diminuizione dei punti di erogazione del servizio, quindi soppressione delle monosezioni. Colognole e Orzignano (monosezioni con due docenti, orario di 8 ore dalle 8 alle 16 e contemporaneità dei docenti per due ore al giorno) si cambia nel senso che riguardo l'ultima sezione di Sant'Andrea, di nuova istituzione, non esiste la certezza della conferma dei due insegnanti e quindi dell'orario di 40 ore settimanali, si passerebbe eventualmente all'orario 8-13. Nella primaria di Metato (otto classi a tempo pieno con due docenti per 40 ore settimanali e 4 ore settimanali di contemporaneità) ad oggi non c'è la certezza che il tempo pieno sia confermato. Il discorso riguarda le Battisti, le "Verdigi" (otto classi a tempo pieno con due docenti per 40 ore settimanali e 4 ore settimanali di contemporaneità) il tempo pieno probabilmente non verrà confermato così come strutturato adesso. Per le Mazzini di Pontasserchio (otto classi a tempo modulare con tre insegnanti ogni due classi, orario di 32 ore settimanali per classe, 3 ore di contemporaneità per classe ogni settimana e due rientri pomeridiani) si prospetta la generalizzazione del modello funzionante per 24 ore settimanale ed insegnante unico per la classe dalle prime classi. Per le "Filzi" di Madonna dell'Acqua (sei classi modulari con tre insegnanti ogni due classi con orario scolastico di 32 ore settimanale per classe, due ore di contemporaneità ogni settimana e due rientri pomeridiani) le prime faranno un orario scolastico mantenendo il sabato chiuso, 4 ore e 50 minuti (entrata 8.30 uscita 13.20). INGLESE E TEMPI RISTRETTI. Si sopprime la figura dell'insegnante di lingua inglese e tutti i docenti saranno tenuti ad acquisire le competenze per insegnare questa lingua. Da settembre 2009 soppressione di due cattedre di inglese e salta l'organizzazione dei tre rientri pomeridiani delle classi seconda, terza, quarta e quinta. Per le Verdigi di Pappiana (adesso cinque classi a tempo modulare con tre insegnanti sulle due classi prima e seconda e con 4 insegnanti sulle classi terza, quarta e quinta con orario scolastico di 32 ore settimanali per classe, due ore di contemporaneità per classe del primo modulo e una per le classi del secondo modulo, ogni settimana e due rientri pomeridiani) si va ai rientri pomeridiani delle seconde, terze, quarte e quinta. Nella secondaria di primo grado che fa capo all'istituto Gereschi (13 classi con 30 ore settimanali, tempo prolungato utilizzato per i laboratori pomeridiani un pomeriggio la settimana) l'orario obbligatorio prevederà dal 2009-2010: 29 ore settimanali, 8-13 e il sabato 8-12. Sono aboliti i tempi prolungati che non prevedono i tre rientri pomeridiani. Alla scuola secondaria sparisce un intero corso di tempo prolungato e si rinviano i laboratori pomeridiani. Pier Luigi Ara

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cogestione alle elementari (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pistoia. La nuova forma di protesta contro la legge Gelmini promossa dal Comitato dei genitori Cogestione alle elementari Sabato pomeriggio dieci scuole aperte per feste e incontri PISTOIA. Non vogliono chiamarla cogestione ma, seppur in forma diversa, è mutuata dall'esperienza delle scuole superiori. è una nuova forma di protesta contro la legge Gelmini. Si parte sabato pomeriggio quando in una decina di scuole dell'infanzia saranno organizzati incontri, feste e momenti di riflessione sul tema della riforma della scuola e per discutere insieme della legge Gelmini e della legge 133. L'idea è nata dal Coordinamento dei genitori, sorto da qualche settimana ma che ha già contatti in quasi tutti i circoli didattici. QUILICI in Pistoia I SEGUE A PAGINA 1

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un comitato di genitori e insegnanti a sostegno della scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Prato Un comitato di genitori e insegnanti a sostegno della scuola Appello di una mamma: «Non smettiamo di occuparci della futura istruzione» MONTEMURLO. Un comitato per la scuola. Per il momento è ancora un progetto in fieri, ma i genitori dei bambini delle scuole dell'obbligo di Montemurlo, dopo le manifestazioni e le proteste organizzate in città contro la riforma Gelmini, hanno lanciato la proposta. L'idea è quella di creare un gruppo di lavoro stabile e una rete tra scuole che possa diventare un futuro punto di riferimento almeno a livello locale. «Qui a Montemurlo abbiamo un gruppo a sostegno della genitorialità - spiega la signora Gianna Salvatici - spesso ci riuniamo per confrontarci su molte questioni». «Nelle ultime settimane - aggiunge - sull'onda delle manifestazioni e dei cortei, organizzati dai ragazzi e dai genitori contro la Riforma Gelmini, abbiamo pensato di costituire un comitato per la scuola. Le numerose adesioni registrate dalle varie forme di protesta ci hanno dimostrato che il problema sta a cuore ai cittadini». «Per adesso si tratta solo di un progetto - continua la signora Salvatici - costituirlo richiederebbe la creazione di una rete tra le scuole dei comuni del territorio. Per presentare e discutere l'idea con i cittadini abbiamo organizzato un incontro sabato 22 a partire dalle 9,45 alla scuola Anna Frank di Oste. L'assemblea si terrà nell'auditorium della scuola durante le attività di laboratorio del sabato mattina». «Ovviamente confrontarci con altri circoli e istituti sarebbe per noi di buon auspicio - continua la mamma - soprattutto nella prospettiva di creare una rete e condividere iniziative e obiettivi per tutelare la scuola. Il comitato non avrà orientamento politico, ma solo la scuola come tema e obiettivo». «La Legge 137 ormai è passata - ribatte Salvatici - ma questo non è un motivo per smettere di credere nel futuro e nell' istruzione dei bambini e dei giovani. L'argomento interessa tutti, per questo invitiamo insegnanti, genitori, studenti e semplici cittadini a partecipare». Tutti coloro fossero desiderosi di ricevere maggiori informazioni sul progetto del comitato o sull'incontro di sabato, possono contattare la signora Gianna Salvatici al 347 6518805. Miriam Monteleone

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tre milioni di restauri, ma ora ci piove dentro - alessandra bernardeschi (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 13 - Toscana Tre milioni di restauri, ma ora ci piove dentro Castiglioncello. E' stata ristrutturata e inaugurata a maggio come sede universitaria. Ma dopo sei mesi i locali sono ancora vuoti, e ricominciano i danni... ALESSANDRA BERNARDESCHI CASTIGLIONCELLO. Nonostante il bell'intervento di ristrutturazione che l'ha riportata agli antichi splendori, quando venne disegnata dall'architetto Vittorio Cafiero negli anni '20, Villa Celestina, edificio simbolo di Castiglioncello, fatica a rispettare le attese. A 6 mesi dall'inaugurazione infatti non è ancora attiva la linea telefonica, piove in alcuni locali del seminterrato e il distaccamento dell'Università di Pisa è lontano da venire per mancanza di soldi. L'immobile simbolo della pineta Marradi a Castiglioncello nacque nel 1915. La villa fu chiusa nel 1980 per motivi di sicurezza: dopo 28 anni di tira e molla tra Comune di Rosignano e Ministero delle Finanze, villa Celestina è stata portata a nuova vita e inaugurata il 17 maggio scorso. I lavori di ristrutturazione conservativa sono durati tre anni e sono costati due milioni e 800mila euro; malgrado l'impegno finanziario e progettuale le attività al suo interno però non decollano. I due piani, più un piano terra seminterrato, dovrebbero ospitare una sezione distaccata del dipartimento di Biologia marina dell'Università di Pisa, una sala riunioni e il Centro di educazione ambientale del Comune che doveva essere operativo dall'ottobre scorso. Invece, nonostante i sei mesi trascorsi dall'inaugurazione, i locali dell'Università sono desolatamente vuoti e privi di qualsiasi arredo e non c'è niente che faccia presagire una prossima apertura della sede decentrata; anzi, dopo l'inaugurazione ufficiale della struttura, i responsabili del Dipartimento di Biologia marina sembra abbiano rallentato i contatti con l'amministrazione comunale. «Evidentemente - spiega l'assessore ai lavori pubblici Luca Arzilli - avranno alcuni problemi da risolvere e al momento non so ipotizzare quanto tempo dovrà passare prima di vedere i laboratori e gli uffici al secondo piano utilizzati dagli studenti e dai professori». Intanto però i finanziamenti che, attraverso una convenzione, la stessa Università doveva far pervenire al Comune per l'acquisto dei mobili e di tutto il materiale necessario per attivare i laboratori del seminterrato e gli uffici al secondo piano, non sono arrivati. A complicare le cose, la stretta prevista dalla riforma Gelmini che intende tagliare soprattutto sulle sedi universitarie decentrate. Ma non solo; la villa che si affaccia a picco sul mare sembra presentare anche alcuni problemi strutturali visto che le violenti piogge delle scorse settimane non hanno risparmiato il seminterrato che si affaccia sul giardino retrostante. All'interno sono visibili ancora oggi piccole pozze d'acqua e fango. Per finire, le linee telefoniche sono interrotte e anche ieri alcuni tecnici erano a lavoro per cercare di riparare al guasto e non c'è nessun cartello informativo circa gli orari di apertura del Centro di educazione ambientale, unica struttura che dovrebbe essere aperta e funzionante all'interno della villa.

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La politica processa i corsi universitari (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

il caso Dopo il j'accuse del segretario della Stella alpina RAZIONALIZZAZIONE CHI E' IL «PADRONE»? Il rettore: "Non sforniamo posti di lavoro, saremmo un superliceo" ENRICO MARTINET La politica processa i corsi universitari Il Consiglio dell'ateneo ha chiesto al Senato di studiare una «riforma» Rudi Marguerettaz fa cenno a «altri poteri» Passerin: «Decide Regione» AOSTA Leader di partito «Stiamo offrendo opportunità di studio ai giovani valdostani sapendo che in molti casi il titolo non darà loro un'occupazione». Così il segretario di Stella alpina Rudi Marguerettaz. Ancora: «Dobbiamo evitare che l'Università sia un diplomificio senza sbocchi professionali». Scontro? «Non siamo né in fase conflittuale, né critica, dobbiamo razionalizzare, parola che non piace a nessuno perché sovente significa ''tagli'', ma le spese lievitano», dice il rettore dell'Università della Valle d'Aosta Pietro Passerin d'Entrèves. I costi: 8 milioni l'anno, 7 milioni arrivano dalla Regione, uno dallo Stato. Eppure sull'ateneo si è aperto un confronto improvviso. Un politico riconosciuto come cauto, buonista quale il segretario della Stella alpina Rudi Marguerettaz ha affondato colpi inusuali proprio durante il congresso che lo ha riconfermato: «L'Università deve essere di alta qualità e specializzazione. Non sempre in questi anni si è seguita questa direzione, in modo particolare nella costituzione dei vari corsi di laurea. Ci vogliono facoltà legate alle esigenze, un mix tra cultura e impresa». Per Marguerettaz i laureati ad Aosta non trovano lavoro. Poi aggiunge una frase dura, quasi minacciosa: «Il ''padrone'' dell'Università deve rimanere chi l'ha costituita. La Regione deve dare indirizzo politico chiaro in questo senso, altrimenti si rischia di cedere il passo ad altri ''poteri'' che affonderebbero inevitabilmente il nostro ateneo nel giro di pochi anni». Allusione alle «baronie» universitarie? Il rettore si dice «stupito». Aggiunge: «Sia chiaro, tutte le critiche se costruttive sono benvenute, tuttavia non comprendo su quale base Marguerettaz metta il dubbio su qualità e specializzazione. Dico, su quali elementi poggiano le sue considerazioni? Noi ci basiamo su quanto verificato e siamo nella media delle Università italiane. Né in cima, né tanto meno in fondo. Una posizione lusinghiera, una qualità buona anche se abbiamo soltanto 8 anni di attività. Lo dico come accademico di ormai lungo corso, non come rettore». Quali poteri minacciano gli indirizzi della Regione? «Da sempre la Regione ha dato indirizzi politici chiari. E lo ritengo un suo diritto-dovere. Sta poi al mondo accademico dire come poter seguirli. Posso assicurare che non ci sono stati altri poteri che hanno deciso alcunché, né esiste questo pericolo. Non so quale sia il riferimento di questo timore. So che da sempre il Consiglio dell'Università ha deciso i corsi dopo l'indirizzo della Regione e la valutazione del Senato accademico». Consiglio dell'Università che ora ha deciso (a maggioranza) la razionalizzazione dell'Università. C'è un indirizzo del presidente della Regione Augusto Rollandin su ''tagli'' a facoltà? Il rettore: «C'è la decisione del Consiglio, nella sua intierezza, a razionalizzare anticipando la stessa riforma Gelmini. Per questo ha chiesto al Senato di esaminare corsi e attività e di offrire allo stesso Consiglio un'indicazione accademica precisa entro il 31 gennaio. Tutto ciò valutando il numero di studenti secondo il criterio del buon governo». Rollandin taglia corto: «C'è già un'interpellanza su questo punto (di Roberto Louvin, ndr). La razionalizzazione è necessaria su indicazione tecnica, cioè del Senato accademico». Passerin d'Entrèves è d'accordo sul fatto che si apra un dialogo sulle ricadute nel mondo del lavoro. Tuttavia sottolinea il rischio di dichiarazioni quali quelle di legare i corsi di laurea al mondo del lavoro, alla certezza del posto di lavoro. Spiega: «Frasi che rischiano di far perdere il senso dell'Università in Valle. Le iscrizioni subiscono un calo anche perché il milieu non crede nell'Università. Il messaggio ''ti laurei qui ad Aosta e non trovi lavoro'' è rischioso. Si mette l'ateneo sotto una luce che non ha, cioè modesto, che non serve per trovare lavoro. Noi non sforniamo posti di lavoro. I numeri della Valle sono troppo piccoli. Se dobbiamo verificare la richiesta utile allora apriamo una facoltà oggi e la chiudiamo l'anno prossimo. E ci sarebbero più docenti che studenti». Sott'accusa la facoltà di psicologia. Anche la politica si chiede che cosa servano tanti psicologi in Valle. Il rettore: «A Torino gli iscritti a psicologia sono mille. Troveranno lavoro? Non solo a Torino, ovvio. La metà dei nostri iscritti a psicologia viene da fuori Valle. L'Università vuole avere un respiro europeo, guardiamo anche ai non valdostani. Per questo è stato voluto un campus. E' giusto che la politica si preoccupi di come i giovani laureati possano poi entrare nel mondo del lavoro, ma l'Università è un luogo didattico e di ricerca per i ''savoir faire''. Il mondo del lavoro è collegato, ma di certo il numero di laureati supera la richiesta dell'occupazione. Altrimenti l'Università farebbe soltanto master, oppure diventerebbe altra cosa, cioè un ''superliceo''». Confronto aperto: che cosa si vuole dall'Università? Aosta vuole o no diventare una città universitaria? Il rettore: «Non vorrei ci fossero malintesi, sono d'accordo sul fatto che sia la Regione a dare l'indirizzo. E' giusto. A questo dobbiamo attenerci, tuttavia seguendo la logica del ''che cosa ci serve'' e basta si perde di vista lo scopo dell'Università. I titoli valgono ad Aosta come altrove e siamo al 30 per cento di studenti iscritti che provengono da fuori Valle. Mi pare un successo. Ora abbiamo anche i ragazzi dell'Erasmus, sono tredici, piccoli numeri, certo, ma i rapporti internazionali sono complessi. Non mi turba affatto che sia la Regione a dare le linee guida, anzi, mi preoccupa di più il concetto dell'alta qualità o della specializzazione. Questo è un compito del Consiglio dell'Università che deve avere riscontro nel ranking italiano della preparazione a livello universitario». L'ateneo, fra l'altro, fa corsi di orientamento proprio per dare indirizzi a chi si iscrive. «Conto - dice il rettore - sulla maturità dei valdostani e sul lavoro degli insegnanti per offrire più informazioni possibili su corsi e mondo del lavoro».Il presidente Augusto Rollandin è anche presidente del Consiglio dell'Università. Dice: «Sì, parliamo di razionalizzazione dell'ateneo in considerazione di suggerimenti tecnici». Una questione di finanze? «No, suggerimenti tecnici del Senato accademico».

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Riforma della scuola: città solidale con gli insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Sassari Pagina 7033 Sorso Riforma della scuola: città solidale con gli insegnanti Sorso --> La discussione sul decreto Gelmini è approdata anche in consiglio comunale a Sorso. Su proposta del consigliere di maggioranza, l'insegnante Daniela Demurtas, si è tenuto nei giorni scorsi presso l'aula consiliare un consiglio comunale aperto agli interventi esterni. L'aula consiliare ha visto l'intervento di semplici cittadini ma anche dei dirigenti scolastici di Sorso Andreina Desole e Maria Paola Curreli, di esponenti sindacali, di docenti universitari, del consigliere provinciale Nicola Sanna, del dirigente regionale dell'assessorato alla pubblica istruzione Rosario Musumeci, dello studente Giuseppe Murineddu oltreché in coda di numerosi consiglieri di maggioranza e di opposizione. «Da un po' di tempo a questa parte - ha detto Daniela Demurtas - gli insegnanti risultano essere tra i fannulloni che ricoprono posti statali. C'è di più: con il nostro orario di servizio svolgiamo un lavoro quasi part-time. Ha idea il ministro Brunetta che chi entra in una classe e ha danti 18/28 allievi deve come minimo aver preparato le attività da svolgere, raccolto materiale, predisposto attività di recupero e di potenziamento per poter intervenire sulla base delle capacità e del livello raggiunto da ciascun alunno?». A Sorso la partecipazione agli scioperi contro la riforma della scuola è stata altissima: nel circolo didattico su 89 docenti hanno aderito in 85 mentre alla scuola media 27 su 31. E i due dirigenti scolastici hanno messo in evidenza i problemi legati all'occupazione e alla qualità del servizio da svolgere. «Non si capisce come mai tutte le riforme dell'ultimo decennio abbiamo costantemente e ostinatamente cercato di cancellare l'organizzazione della scuola elementare del 1985, tentando di modificarla sebbene non necessario» ha detto Andreina Desole. PAOLO PASCA

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Prigionieri di Facebook (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

Prima erano le email. Poi le chat e la messaggeria istantanea. Adesso i social network. Facebook primo fra tutti, visto che è il numero uno al mondo per contatti. Più si diffondono questi sistemi digitali che permettono di comunicare sempre, con chi si vuole e in qualsiasi momento, più aumentano i casi di persone che ne rimangono intrappolati: si passa troppo tempo a controllare se sono arrivati messaggi o a scriverne, il multi-tasking ci sfinisce e ci distrae; per non parlare della perdita della propria intimità. E se molti non riescono più a lavorare o cercano una via d?uscita per tornare alla loro vita «normale», sempre più aziende, oltre alle amministrazioni pubbliche, valutano di oscurarne l?accesso. Già: ma nell?era di Facebook, la vita normale non c?è più. Secondo lo scrittore Andrea Bajani, che confessa di esserne stato «irretito», aderire al social network più «in» del momento può rivelarsi un errore difficilmente rimediabile: «Dopo due mesi ho chiesto ai miei amici di uscirne. E loro disperati mi hanno detto che non sanno come fare, che ci hanno provato, ma non capiscono come si fa». Il social network più diffuso al mondo, creato nel 2004 dallo studente di Harvard, Mark Zuckerberg, che ha sorpassato il suo diretto concorrente MySpace con versioni in più di 20 lingue, 125 milioni di iscritti e un valore pari a 16 miliardi di dollari, in Italia è un fenomeno esploso quest?anno (+961%). Il segreto del suo successo? «Facile, immediato, personalizzabile» dicono gli utenti, tramite il passaparola. Che qui è un meccanismo tanto efficace quanto infernale. Per entrare basta compilare un profilo con qualche dato ed eventuale foto: ci si connette con conoscenti, amici o amici degli amici, persone con interessi in comune. Fioccano gli ex compagni di scuola, i commilitoni, gli ex fidanzati, i fans, i tifosi, le goliardate, ma anche le comunità culturali o con interessi politici. Si chiacchiera, li si mette al corrente di quello che si fa, volendo anche minuto per minuto: ci si può collegare persino col telefonino, per aggiornare il proprio status. In qualsiasi momento si possono aggiungere altri elementi. Dipende dall?obiettivo che si vuole raggiungere. L?utilità? Prezioso per farsi conoscere e trovare lavoro, assistenza, contatti utili. Non a caso Obama ha puntato anche su questo sistema di relazioni per farsi eleggere alla Casa Bianca. E? gara di adesioni anche tra i politici italiani: Maria Stella Gelmini conta oltre 8 mila sostenitori, più di Walter Veltroni. Da quando il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, per diffondere il Vangelo fra nuovi adepti ha aperto il suo «profilo», ha già 5 mila «amici». Si possono creare applicazioni aggiuntive: Don Paolo Padrini segnala di averne creata una, PrayBook, per diffondere pagine di Vangelo. In tutt?altra direzione l?attore Gianmarco Tognazzi, che su Facebook fa rivivere suo padre Ugo perché «aveva molta paura di essere dimenticato». E abbondano le sfide sui territori. L?ultima? Trento vuol battere il record di New York: mille utenti incontrati nella realtà. Ma bisogna sapere che si è imboccata una via senza ritorno nel momento in cui si è inserito il proprio indirizzo e-mail, obbligatorio. Meglio darne uno di seconda scelta, assolutamente non raccomandabile l?account aziendale. Perchè è lì che si viene tempestati di inviti di presunti «amici» (ma lo sono davvero?) a rispondere ai messaggi e partecipare agli «incontri». Ed è lì che incomincia l?inferno per chi vuole stare tranquillo: se si tiene aperto l?account di posta, è un continuo ricever messaggi, che distraggono dalle proprie attività e invadono la propria intimità nei momenti più inopportuni. «Certo, a reclamare intimità ci vuole coraggio, visto che ci si è sottoposti a tutto questo volontariamente» commenta Giulia Stasi, 26 anni, italo-americana newyorkese che vive tra Italia e Usa sempre collegata a Facebook per tenersi in contatto con gli amici. Giulia ammette che «il vero rischio è la compulsività che genera». Eppure, come gran parte della sua generazione digitale, lei è convinta di saper staccare la spina quando serve. E offre consigli per non restare prigionieri di Facebook. «Per salvarsi, non bisogna raccontare cosa fai a tutti. Meglio ancora, non bisogna farsi tutti amici». Perché è facile che ci siano - per esempio - i tuoi capi, che scoprono che non stai lavorando. Soprattutto, bisogna stare attenti a non raccontare bugie: è facile che ti scoprano le persone sbagliate («Eri al lavoro? Ma se su Facebook hai detto a tutti che eri a fare shopping!»). C?è poi l?incubo degli inviti: «E? meglio non accettare un invito da qualcuno che non conosci bene, piuttosto che cambiare idea dopo e fartelo nemico», spiegano i facebooker. Già: perché si può cambiare la lista degli amici, disattivandoli dal proprio profilo, ma loro se ne accorgono e ci rimangono male. Come i bambini di una volta che dicevano: «Non ti faccio più mio amico». Da adulti, è imperdonabile. Guai a non conoscere queste regole. E? possibile ottenere l?espulsione di elementi indesiderati additandoli alla comunità. A dirla tutta, è possibile anche auto-espellersi: basta aprire il proprio profilo e selezionare l?opzione «Non voglio più esserci». Già: il problema è che quando si è dentro, non si riesce a concepire di uscirne. TRE DOMANDE SU FACEBOOK A SHERRY TURKLE, L'ANTROPOLOGA DEL CYBERSPAZIO La sociologa Sherry Turkle, guru del Mit nota come «l?antropologa del cyberspazio» dall?alba del Web, ha scritto due volumi di una trilogia sul rapporto che abbiamo con le tecnologie e il suo primo, già di dieci anni fa, intitolato «La vita sullo schermo. Nuove identità e relazioni sociali nell'epoca di Internet» è ancora attuale. Che impatto hanno tecnologie come Facebook? «Le tecnologie digitali contemporanea sono intime, disegnate per andare al cuore di chi siamo come persone e delle nostre relazioni. Ma bisogna ricordarsi che hanno una doppia natura. Da una parte, ti isolano. Dall?altra, per certe azioni collettive, non se ne può fare più senza, e l?impatto di Facebook sull?elezione di Obama ne è solo un esempio. Occhio però: perchè lo stesso modello è cooptabile da persone che vorrebbero portarci via le libertà civili e minare la democrazia». Lei avverte che c?è il rischio di assuefazione, ma è contraria alla definizione di «Net-dipendenza». Perchè? «Perchè quando si parla di tecnologie come dell?abuso di sostanze, si dimentica la parte più interessante del problema: i ragazzini dell?era dell?instant messaging si mandano in media 2.500 messaggi al mese. E? tanto, ma il punto è: a chi scrivono, perchè, cosa si dicono, e come cambia il modo in cui si percepiscono? Spesso vivono situazioni complicate e restano in contatto con gente che li aiuta a costruirsi identità di sviluppo sane». Lei sostiene che in rete abbiamo una «seconda identità». Che cosa significa? «E? quella che non può più fare a meno della comunicazione istantanea, nè sul lavoro nè a casa o con gli amici. Per avere questo, la nostra seconda identità ha rinunciato alla privacy e alla lentezza, di cui invece ha nostalgia la nostra identità precedente. Viviamo un conflitto interiore». + Torino ore 13: ?Avete un''ora per chattare? EMANUELA MINUCCI + Labranca "Facebook è una droga non riesco a uscirne" GIANLUCA NICOLETTI commenti (0) scrivi

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UNIVERSITà, GELMINI INCONTRA CUN (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

19-11-2008 Il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini ha incontrato oggi il Consiglio Universitario Nazionale per esporre le linee guida sull?Università presentate dal governo e il decreto recentemente approvato. Il ministro e il CUN hanno inoltre discusso a lungo su come riorganizzare i corsi di laurea in maniera più efficace e per rispondere alle richieste del mondo del lavoro. ?In Italia esistono più di 5000 corsi di laurea ? ha affermato il Presidente del Consiglio Universitario Nazionale Andrea Lenzi - quasi il doppio rispetto al 1999, anno in cui siamo passati da un sistema universitario monociclo a un sistema a ciclo spezzato (il 3+2 con 3 anni di base e 2 di specializzazione). Proprio questa scelta ha portato ad un fisiologico raddoppio dei corsi di laurea. Tra questi molti restano corsi strategici, ma molti vanno rimodulati o addirittura cancellati. Ad esempio non può non esserci in una Università un corso di ingegneria, piuttosto che di economia o di giurisprudenza che sono solitamente molto seguiti. Esistono però dei corsi di laurea molto piccoli per numero di studenti. Alcuni di questi sono necessari perché molto specifici, e anche se contato pochi iscritti sono fondamentali proprio per la loro specificità. Poi ci sono i corsi inutili che possiamo tagliare, con pochi studenti, ma soprattutto con un obiettivo formativo e uno sbocco professionale incerto. Su questi ultimi si sta concentrando il lavoro del CUN, che nell?ottica della lotta agli sprechi all?Università ingaggiata dal ministro Gelmini, ha intenzione di incidere proprio su questi corsi di laurea. Abbiamo calcolato che, grazie a questa razionalizzazione, il numero dei corsi subirà una riduzione di circa il 20%?.

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I carabinieri <smontano> l'Onda naccio (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

I carabinieri «smontano» l'Onda naccio @@Gli studenti occupano l'Itc Galilei e i licei Foscolo e Sciascia: l'intervento dei militari su richiesta dei dirigenti scolastici Cresce la protesta del mondo della scuola contro il decreto Gelmini con gli studenti che occupano le scuole. Ma i carabinieri ieri mattina hanno smontato le barricate. I militari dell'Arma hanno infatti fatto sgomberare l'istituto tecnico Galileo Galilei ed i due licei, il Foscolo e l'Antonino Sciascia, occupati dagli studenti. Anche i dirigenti scolastici hanno condiviso l'idea di applicare la «linea dura» per contrastare le occupazioni. Legittima la decisione dei dirigenti scolastici di tutelarsi, vista la loro diretta responsabilità quanto ad agibilità e integrità degli edifici scolastici di fronte al rischio di interruzione di pubblico servizio e di danneggiamenti. «Occuparere la scuola - spiega il rappresentante degli studenti - assume infatti il significato di difendere la Scuola da una politica che attraverso i tagli finanziari mira solo a indebolire il sistema dell'istruzione pubblica». Non tutti però sono stati d'accordo sulla linea di continuare l'occupazione quando i carabinieri hanno spiegato loro a cosa andavano incontro nell'ipotesi in cui le scuole non fossero state «liberate», cioè una denuncia penale. E quindi non tutti, essendo molto giovani, se la sono sentita di andare avanti e proseguire in questa battaglia. Nel giro di un paio di ore le tre strutture scolastiche sono state liberate. I carabinieri, con il capitano Diego Polio, sono giunti attorno alle 10 prima all'istituto tecnico Galilei e qui non hanno trovato alcuna resistenza: dopo qualche scambio di battute tra i rappresentanti degli studenti ed i militari, l'occupazione è stata revocata e la scuola è tornata nella disponibilità del dirigente scolastico. Una maggiore resistenza, i carabinieri l'hanno trovata negli studenti del liceo classico «Ugo Foscolo» che erano contrari a rimuovere la protesta consapevoli di quello a cui andavano incontro. Quando sono arrivate le gazzelle dei carabinieri gli studenti per protesta si sono gettati a terra, ma poi hanno desistito consentendo ai militari di entrare a scuola, dove c'è stato poi un breve colloquio con i rappresentanti d'istituto. Infine un'assemblea improvvisata di tutti gli studenti e la decisione, per non correre rischi, di abbandonare l'idea dell'occupazione dell'istituto. «Noi siamo giovani - ha detto Gianvito Sciascia rappresentante degli studenti del liceo classico Foscolo - e non possiamo permetterci di intaccare la fedina penale personale per occupazione abusiva di edificio pubblico e di interruzione di pubblico servizio. Io mi sono dissociato dai miei colleghi che vogliono proseguire sulla strada dell'occupazione, convinto come sono che esistono altre forme di protesta alternative che possono essere attuate. Nessuno credo vorrà correre il rischio di essere denunciato per occupazione della scuola». Carmelo Vella

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P. Armerina<accoglie>S. Andread'Avellino (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

P. Armerina «accoglie» S. Andrea d'Avellino Il movimento di protesta contro i provvedimenti del ministro Gelmini, in materia di politiche scolastiche, investe anche la provincia ennese. Lavoratori della scuola, studenti, genitori, hanno sfilato per le vie di Enna per manifestare il loro dissenso e la forte preoccupazione per il futuro che si prospetta della scuola pubblica statale Il decreto legge n. 122, convertito in legge ad agosto con il numero 133 e il decreto legge n. 137, convertito in legge il 28 ottobre con il numero 169, nei fatti, negando risorse umane ed economiche alle istituzioni scolastiche, dismettono la scuola pubblica. L'intervento effettuato e quelli già annunciati nella scuola, nell'Università, nella ricerca e nell'alta formazione, non tengono assolutamente conto dei risvolti pedagogici e rispondono solo a logiche ragionieristiche, non puntano sulla qualità del sistema d'istruzione, ma sull'impoverimento dello stesso. Per le rappresentanze sindacali «occorre cambiare rotta e investire nell'istruzione e nella formazione, salvaguardando le esperienze che in questi anni hanno dato ottimi risultati. Tagli indiscriminati di personale e di risorse finanziarie, riduzione del tempo scuola, accorpamenti di classi di concorso, drastica riduzione di posti di sostegno, riduzione di indirizzi, aumento di alunni per classe, non sono sicuramente presupposti per una scuola efficiente ed efficace». Il dimensionamento della rete scolastica penalizzerà ancora di più la provincia ennese, la scomparsa di punti di erogazione che non rientrano nei parametri definiti dalla norma, non faranno altro che negare il diritto allo studio dei ragazzi. E' opinione generale che saranno centinaia i precari docenti e Ata che, in questi anni, hanno permesso con il loro lavoro nelle scuole di adempiere al proprio compito e che speravano, legittimamente, di vedere stabilizzato il loro posto di lavoro, oggi si vedono negato questo sacrosanto diritto. Quest'anno molti di loro non lavorano e tanti altri rimarranno a casa da settembre per l'applicazione dei provvedimenti del Governo. «E' necessario - sostengono i rappresentanti sindacali - che il mondo della politica scenda in campo per difendere un diritto costituzionale che è quello della scuola pubblica statale di qualità per tutti e per ciascuno. Per queste motivazioni si chiede che i sindaci e i Consigli comunali, che il presidente della Provincia e il Consiglio provinciale, che la deputazione tutta, manifesti in modo tangibile il proprio dissenso e sorregga la protesta della cittadinanza». E' necessario aprire un momento di discussione e di confronto con le istituzioni, con le forze sociali, con i lavoratori della scuola, con gli studenti, con le associazioni, con la società civile tutta. Flavio Guzzone

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<Scuola di qualità per tutti>Corteo a Enna. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

«Scuola di qualità per tutti»Corteo a Enna. Studenti e insegnanti bocciano la Gelmini. I sindacati: «Tagli indiscriminati» Centuripe. Una festività di Natale alla grande, programmata dall'associazione New Sfera di Centuripe, diretta da tre vulcanici giovani, Giuseppe Russo, Delfio Caruso e Rosalia Russo, che sorprendono continuamente per le molte e lodevoli iniziative intraprese, nei pochi anni di vita, a favore di Centuripe. Ha all'attivo, infatti, una lunga serie di iniziative socio culturali, come mostre di pittura, rassegne di poesie, concerti d'archi, proiezioni fotografiche, raccolta di fondi per aiutare la popolazione del Burundi, scavi archeologici per portare alla luce una galleria romana, un monumentale presepe allestito nel rudere detto " Dogana", una struttura funeraria del II secolo d.C., tutte iniziative effettuate volontariamente da circa un centinaio di soci dell'associazione, gratuitamente, anzi spesso assumendosi eventuali piccole spese, dedicando parte del loro tempo libero, anziché andare a divertirsi, con la sola finalità di lavorare per il bene e la rinascita di Centuripe. La nuova iniziativa dei giovani della "New Sfera" consiste nel preparare a Centuripe, coinvolgendo parrocchie, associazioni, gruppi di quartiere, esercenti e singoli cittadini, decine di artistici presepi, lungo le vie, gli angoli e i luoghi più caratteristici della città, dando così vita a un grande evento natalizio. «Sarà Centuripe nel presepe», dice il presidente Giuseppe Russo, sicuro che i numerosi e artistici presepi sparsi per la città, le nenie natalizie suonate da numerosi gruppetti musicali durante le novene e la buona volontà, capacità e inventiva dei centuripini, renderanno il Natale ancora più piacevole e suggestivo. Giuseppe Fichera

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In vistail tagliodi 1.000corsi (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

In vista il taglio di 1.000 corsi Roma. Mentre continua la protesta dell'Onda con iniziative in tutta Italia, come la notte-spettacolo ieri a Roma, va avanti la riforma dell'università. Con una possibile razionalizzazione degli oltre cinquemila corsi di laurea, che potrebbero essere tagliati di un 20%, pari a circa mille corsi in meno. Un taglio consistente che non viene dal ministro Gelmini, ma da una razionalizzazione a cui sta lavorando il Consiglio universitario nazionale (Cun) che ieri ha presentato proprio questi dati a viale Trastevere. Il ministro ha ricevuto il Cun per esporre le linee guida sull'Università presentate dal governo e il decreto recentemente approvato. Ne è scaturita una lunga discussione su come riorganizzare i corsi di laurea in maniera più efficace e per rispondere alle richieste del mondo del lavoro. «In Italia esistono più di 5000 corsi di laurea - ha affermato il presidente del Cun Andrea Lenzi - quasi il doppio rispetto al 1999, anno in cui siamo passati da un sistema universitario monociclo a un sistema a ciclo spezzato (il 3+2 con 3 anni di base e 2 di specializzazione). Proprio questa scelta ha portato ad un fisiologico raddoppio dei corsi di laurea. Tra questi molti restano corsi strategici, ma molti vanno rimodulati o addirittura cancellati». «Ad esempio - ha aggiunto Lenzi - non può non esserci in una Università un corso di ingegneria, piuttosto che di economia o di giurisprudenza che sono solitamente molto seguiti. Esistono però dei corsi di laurea molto piccoli per numero di studenti. Alcuni di questi sono necessari perché molto specifici, e anche se contato pochi iscritti sono fondamentali proprio per la loro specificità. Poi ci sono i corsi inutili che possiamo tagliare, con pochi studenti, ma soprattutto con un obiettivo formativo e uno sbocco professionale incerto. Su questi ultimi si sta concentrando il lavoro del Cun. Abbiamo calcolato che, grazie a questa razionalizzazione, il numero dei corsi subirà una riduzione di circa il 20%». A. G.

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stima nazionale del cun (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

stima nazionale del cun Palermo. I rettori siciliani battono sul tempo la riforma universitaria di Mariastella Gelmini, ancora in cantiere. Con l'istituzione di una Commissione regionale per la rimodulazione dell'offerta formativa, si elimineranno duplicazioni di corsi e i quattro Atenei dell'Isola faranno sistema agendo, in particolare all'estero, di fatto come un'unica grande Università. Una mossa a sorpresa comunicata ufficialmente due giorni fa nel corso di un incontro a Messina. Non solo una dichiarazione d'intenti, assicurano. L'organo, che sarà costituito da due membri per ogni Università siciliana (Palermo, Catania, Messina ed Enna), dovrebbe diventare operativo in brevissimo tempo, forse già dopo la riunione del 4 dicembre che si terrà ad Enna. E proprio il rettore della Kore, Salvo Andò, si è soffermato sull'importanza di realizzare un'«Università della Sicilia», che si presenti, anche nel consesso internazionale, come un unico soggetto di peso. Prima, però, bisogna razionalizzare. «In questo particolare frangente ? spiega ? nel Paese si sta svolgendo una forte ed animato dibattito. Sono emerse numerose preoccupazioni, molte fondate, altre meno. Inoltre c'è sempre il rischio di strumentalizzazioni. Proprio per questo voglio ribadire che l'Università italiana, nonostante tutto, è comunque produttiva. Inoltre non si può fare di tutta l'erba un fascio». Da qui la decisione di lanciare un messaggio chiaro: «In attesa di una grande riforma affidata alla legge possiamo ragionare come componente di un sistema regionale». In pratica i rettori propongono di fare il punto sul numero e il tipo di corsi di laurea specialistica attivati eliminando quelli sottodimensionati con l'esclusione dei percorsi strategici, legati cioè, al tessuto imprenditoriale di una zona, e concordano i nuovi che non dovranno essere duplicati. Una strategia vincente ma anche obbligata se si vuole far sentire la propria voce all'estero, dove inevitabilmente, conclude Andò, varranno di più i 200 mila studenti di una costituenda «Università di Sicilia» che i 60 mila di un singolo Ateneo. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il rettore di Palermo, Roberto Lagalla. Per il nuovo inquilino di Palazzo Steri «si tratta di un passo decisivo nella direzione di un sistema universitario siciliano che eviti duplicazioni di corsi e si offra come proposta organica, attenta alle esigenze del territorio e alle istanze che arrivano dal mondo produttivo». Nel capoluogo, continua il rettore, da meno di un mese alla guida della più grande Università siciliana, «l'Ateneo già quest'anno ha snellito e razionalizzato la sua offerta formativa, con una riduzione dei corsi dell'11 per cento, ed è pronto a continuare su questa strada, con un'attenzione privilegiata verso i nuovi saperi, quali turismo, generazione di energia, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, approcci ai problemi della illegalità e della marginalità». Fra i punti centrali anche l'attenzione agli studenti perché, nel passato, l'Università ha seguito una strategia di sviluppo, spesso inconsapevole, modellata attorno alla figura del docente. «Adesso ? conclude ? il sistema è maturo per una riflessione collettiva sul ruolo degli Atenei che devono sempre più dialogare con l'esterno». Se Palermo ha già tagliato, Catania è sul punto di farlo. Entro l'anno accademico 2010/2011, infatti, tutte e 12 le facoltà dovranno aver predisposto il nuovo piano formativo, come previsto dal decreto Mussi. Sono già pronte Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze della formazione ed Economia. In ogni caso l'Ateneo catanese si ispira a due criteri cardine. Ogni nuovo corso di laurea da attivare dovrà avvalersi in primo luogo della collaborazione fra diverse facoltà così da ridurre i costi e gli sprechi. Per quanto riguarda quelli vecchi si tende, come abbiamo già detto, ad eliminare inutili doppioni e ripetizioni. Solo per fare un esempio fino a pochi anni fa erano attivi tre corsi in Scienze della comunicazione imperniati su altrettante facoltà. Adesso si è passati a due. Ma questo, per il rettore Antonino Recca, non è sufficiente. Razionalizzare è diventata un'esigenza, ma rischia di rimanere una grande incompiuta se non si scommette sul coordinamento. «Il sistema universitario siciliano ? ribadisce ancora una volta ? deve entrare nell'ottica di una maggiore sinergia se vuole garantire la propria qualità competitiva nel panorama nazionale e internazionale». Un concetto ripetuto anche dal rettore di Messina, Francesco Tomasello, che ha parlato della necessità di fornire un segnale chiaro, iniziando proprio dalle lauree specialistiche. «Il principio ispiratore della nostra riforma, che parte dal basso, è semplice: non fare tu quello che sto facendo io». Roberto Valguarnera

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Suora vuol fare testamento biologico (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

il caso eluana: l'«outing» di una religiosa Suora vuol fare testamento biologico Francesco Bongarrà Roma. Tocca a Rosy Bindi (Pd) la «palma» del deputato più presente alla Camera nei primi sette mesi della legislatura, dall'inizio fino al 13 novembre. Tuttavia lo «stakanov» dei voti a Montecitorio è Gaetano Nastri del Pdl. Nello stesso periodo, il deputato più assente è stato Mirko Tremaglia del Pdl. È quanto si evince dai dati pubblicati da ieri sul sito internet della Camera (www.camera.it), registrati direttamente dal sistema di voto dell'Aula di Montecitorio nel corso delle votazioni effettuate mediante procedimento elettronico. Ai fini della partecipazione al voto, viene spiegato sul sito, ogni deputato si intende presente se ha votato o se è in missione. I dati del sistema di voto non evidenziano quando la mancata partecipazione alle votazioni sia dovuta a malattie o altre cause giustificate. Scorrendo il tabulato, emerge che, considerando sia le votazioni sia le missioni, la Bindi è stata presente al 100 per cento, con 1.562 voti, pur avendo effettivamente votato 365 volte, visto il suo incarico di vicepresidente della Camera. Nella classifica la Bindi è seguita da un altro vicepresidente, Antonio Leone, del Pdl. Il primo deputato «semplice» nella classifica è Gaetano Nastri, anche lui Pdl. Non è mai stato in missione ed ha votato 1.559 volte: il 99,81%; dunque la «maglia rosa» spetta a lui. Quanto agli assenti. Mirko Tremaglia invece ha votato solo 17 volte (1,09%), mancando a 1.545 votazioni e non risultando mai in missione. In classifica lo seguono Maria Grazia Siliquini (Pdl) con 114 votazioni e il leader del Pd Walter Veltroni che ha votato soltanto 276 volte. Nessuno dei due è mai stato messo in missione. Poco distante, il leader di Idv Antonio Di Pietro: è al sesto posto con 409 votazioni (circa il 26%) e zero missioni. Quanto alle missioni, il record spetta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: è stato considerato in missione per 1.544 voti (98,85%). In Aula, Berlusconi fino ad ora ha votato una sola volta. Seguono i ministri Roberto Maroni (1.529), La Russa (1.524) e Prestigiacomo (1.510). Il ministro che ha partecipato a più votazioni? Elio Vito. Quello invece che ha votato di meno? Ignazio La Russa. Questi il primo e l'ultimo della «classe» di Palazzo Chigi in trasferta alla Camera. Trattandosi di ministri, però, non si deve sottovalutare la partecipazione a missioni in Italia e all'estero. Ecco allora che la graduatoria si capovolge e il primo della classe diventa il responsabile dell'Interno Roberto Maroni, con il 99,49 per cento delle presenze tra aula e missione, seguito da Ignazio La Russa (98,27 per cento) e, a stretto giro, dalla collega delle Pari Opportunità Mara Carfagna (98,21 per cento) che pure ha votato solo nel 2,88 per cento dei casi. A pari merito, nell'ultimo gradino del podio, Giulio Tremonti e Stefania Prestigiacomo (97,44 per cento). Con il 97,31 per cento delle presenze c'è Raffaele Fitto che precede il Guardasigilli Angelino Alfano (96,67 per cento) e Mariastella Gelmini (96,61 per cento). Ha partecipato solo all'1,66 per cento delle votazioni in Aula ma realizza un totale di 95,01 per cento di presenze grazie alle molte missioni il ministro per le Riforme Umberto Bossi che precede Claudio Scajola (94,88 per cento), Renato Brunetta (93,28 per cento), medaglia di bronzo per le votazioni effettuate, e Franco Frattini (92,26 per cento).

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In Castello Estense Consiglio provinciale straordinario dedicato al tema della scuola (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 19-11-2008)

Argomenti: Scuola

In Castello Estense Consiglio provinciale straordinario dedicato al tema della scuola (19/11/2008 16:31) | (Sesto Potere) - Ferrara - 19 novembre 2008 - Un consiglio provinciale straordinario dedicato interamente al tema scuola. E? quello che si è tenuto stamattina in Castello Estense. L?introduzione dei lavori è stata effettuata dall?assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia Angela Poltronieri. Oltre a consiglieri ed assessori provinciali hanno preso parte alla seduta anche l?assessore comunale a Cultura e Pubblica Istruzione Massimo Maisto, il dirigente dell?Ufficio scolastico provinciale Vincenzo Viglione e Maria Cristina Vendra, Cisl scuola. Assessore provinciale Angela Poltronieri: Il Consiglio di oggi rappresenta un importante momento di confronto. E? già stato presentato in Conferenza provinciale dell?istruzione, formazione e lavoro, il piano di dimensionamento dell?offerta formativa che presto giungerà in consiglio. E? stato realizzato sul tema un dibattito molto ampio: la proposta ha tenuto conto di criteri qualitativi dell?offerta trattandosi di un percorso che porterà a scelte che incideranno profondamente sull?assetto dei prossimi anni. Noi parliamo di scuola italiana ma in realtà dovremmo parlare di scuola europea con un?offerta formativa che tenga conto anche delle aspettative del mondo del lavoro. Vorrei sottolineare l?importanza della partecipazione degli studenti, delle famiglie e degli organismi di partecipazione. Assessore provinciale Paola Ricci: La formazione professionale deve essere realizzata in continuità e/o in integrazione con il sistema dell?istruzione. Abbiamo tante buone esperienze di integrazione correlate al sistema scolastico. Siamo in attesa di conoscere le decisioni del governo relative alla possibilità di assolvere l?obbligo scolastico nell?ambito della formazione professionale. Nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente le esperienze di formazione che sono in corso. Assessore comunale Massimo Maisto: Abbiamo avviato un ampio sistema di concertazione. C?è ottima copertura di posti negli asili nido, in aumento coi nuovi spazi di via del Salice. Ferrara ha una rete di mediazione linguistica di buon livello che andrebbe rafforzata e potenziata. C?è bisogno di più scuola e non meno scuola, sbagliano i governi quando non concertano con chi lavora sul territorio. Vincenzo Viglione (Ufficio Scolastico provinciale): L?attenzione sulla scuola è sempre alta. E? sempre stata un terreno di scontro e confronto politico. La scuola ha bisogno di profondi e radicali cambiamenti ma spesso le riforme stesse sono state solo sulla carta. La nostra scuola non si sa dove va perché si succedono arabe fenici di riforme scolastiche. Occorre trovare luoghi di condivisione: sulla scuola non ci voglio progetti confezionati ma va incentivato il loro protagonismo culturale. Va salvata l?autonomia scolastica; la scuola ha vissuto questi anni con indicazioni spesso contrapposte che hanno disegnato modelli diversi. Maria Cristina Vendra (Cisl scuola): La scuola è abituata a subire cambiamenti a seconda del colore del governo. Ci sono di frequente avvii di riforme che poi non hanno seguito. Sulla scuola primaria va la nostra più profonda contestazione al decreto Gelmini poiché si tratta di una parte di istruzione di livello mondiale con maggiore qualità. Ci sono tagli in tutti i settori, primaria media e superiore: tagli per unità di personale docenti, con una riduzione del 20-25% per ogni provincia. Come potranno funzionare in questa maniera le scuole? Noi non siamo contrari alle riforme per partito preso ma vanno discusse e ci deve essere dibattito con il mondo della scuola. Si è poi aperto il dibattito in consiglio sul tema. Tito Cuoghi (Ds-Sinistra Democratica): Occorre tenere conto che la scuola rappresenta una parte fondamentale della vita. Abbiamo i ricercatori meno pagati d?Europa e dobbiamo chiederci il perché? L?obiettivo della Gelmini è ridimensionare la scuola pubblica. Isabetta Gomedi (Pd): Il futuro dei nostri giovani è a rischio. Ci sono tanti aspetti della riforma che noi non condividiamo, in primis le incertezze per i precari. Il nostro obiettivo è batterci per una buona scuola pubblica e di qualità. Stefano Gargioni (Gruppo misto): Il quadro della scuola ferrarese ha punti di forza e debolezza. Obiettivo della scuola deve essere fornire ai diretti interessati un valore aggiunto. Quello della multi-etnicità è un fattore da affrontare ma le classi di inserimento non sono una idea disprezzabile. Brunella Lugli (Verdi): Occorre ragionare sui dati: gli investimenti in risorse umane e ricerca sono bassissimi. Investire sulla scuola come enti locali è fondamentale. Occorre una società che integra e che non dia vita a classi parallele. C?è non condivisione con la legge Gelmini. Davide Verri (An- Pdl): Il livello delle scuole italiane si è enormemente abbassato. C?è un quadro desolante di un paese in cui pare non si riescano a fare le riforme. Occorre una operazione che riporti la nostra scuola su termini di efficienza e efficacia. Occorre darci delle priorità. Neda Barbieri (ApF): Si fatica a portare avanti riforme del sistema educativo, vanno cancellate le tifoserie su questo tema. La scuola è una priorità, le risorse sono in calo e quindi occorre riordinare il sistema di spesa. Si deve aprire un confronto serio e la scuola è un banco di prova. Catullo Nalin (Pdci): Il governo è abituato a lanciare spot e lo fa anche sulla scuola. Non c?è da essere d?accordo sulle classi differenziate. L?obiettivo deve essere l?integrazione e questa avviene con una full-immersion e con la condivisione delle stesse dinamiche sociali. Ugo Taddeo (FI-Pdl): Per la ricerca in questo paese si spende pochissimo. Noi vogliamo delle scuole europee e dobbiamo fare camminare poi i ragazzi con le proprie gambe. C?è uno sfascio che va avanti da anni. E vogliamo una università che funzioni. Paolo Panizza (Pd): Ci sono due diverse visioni del mondo che si confrontano. Nella riforma ci sono aspetti particolarmente controversi: il tentativo di avere classi differenziate è tra gli aspetti che creano più perplessità. La mia concezione è quella di una scuola pubblica che integra. Rossano Scanavini (Udc…popolari liberali verso il Pdl): La scuola è una problematica particolarmente complessa, chi tocca la scuola muore. Va messo al centro dell?attenzione lo studio. Ritengo poi che i nostri docenti, i meno pagati, vadano pagati di più. Giovanni Cavicchi (Lega Nord): La scuola è un aspetto fondamentale e le regole generali riguardano tutti. Credo si debba velocizzare il percorso verso autonomia e federalismo. C?è sempre la tendenza di stravolgere ciò che si è fatto prima. Presidente Pier Giorgio Dall?Acqua: Valutare il dimensionamento dell?intera provincia comporta la necessità di realizzare scelte complicate. E? normale che un dibattito su questo tema ci porti a riflettere anche della situazione nazionale: io do un giudizio negativo sul provvedimento del governo, non perché non ci sia bisogno di riformare la scuola, ma per il modo in cui si è partiti e si è operato. Io credo che sia fondamentale in questo paese che su 2/3 temi come scuola, sanità, sicurezza, non dico che ci debba essere una condivisione al 100%, ma modelli di condivisione che non siano sottoposti continuamente a cambiamenti di strategie e a ribaltamenti delle situazioni in essere. Un paese senza basi solide su questi temi è in continua fibrillazione. Sull?autonomia scolastica occorre anche essere chiari: c?è la necessità di avviare con tutti un tavolo di discussione comune. Invece il governo elimina un confronto che deve essere necessario.

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