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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL 17-18 settembre 2008       #TOP



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (116)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Maestro unico, rivolta on line Dalla Marca quasi 100 firme ( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Monta la protesta di insegnanti e sindacati contro il decreto Gelmini che reintroduce il maestro unico alle elementari. I malumori degli insegnanti viaggiano anche via web: sono stati un centinaio in pochi giorni gli insegnanti trevigiani che hanno sottoscritto l'appello "No al Maestro unico" nel sito www.

Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella loro azione, in sintonia con il linguaggio ( da "Trentino" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Piace anche la Gelmini che vuole sbarazzarsi degli insegnanti in eccesso, così come era piaciuto Brunetta in lotta coi fannulloni. Piace soprattutto Berlusconi che sfonda alla grande la soglia del 60% di gradimento. Piace il suo autoritarismo sorridente, il suo voler raddrizzare la schiena ai cattivi che sono sempre gli altri.

Incursione sospettanegli uffici Piaggio:si teme lo spionaggio ( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Oltre alla linea dura sul voto di condotta proposta dal ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini per combattere il bullismo (5 in condotta=bocciatura), quest'anno, di concerto con le direzioni, entrano in scena anche le forze dell'ordine per dichiarare guerra allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici.

I sindacati: a quando l'olio di ricino? ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini, nel primo giorno di lezione". I segretari regionali della scuola hanno alzato gli scudi e rispedito al mittente dubbi, accuse e istruttoria. "Dopo queste intimidazioni, si passerà all'olio di ricino? - ha tagliato corto il segretario regionale Cgil Franco Belci con il collega Flc-Cgil Gianni Righetti -.

Riforma gelmini, in veneto 1200 maestri a rischio ( da "Mattino di Padova, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Regione Riforma Gelmini, in Veneto 1200 maestri a rischio Pd contro il ministro. Dal 26 sciopero contro il maestro unico PADOVA. Una bocciatura secca del decreto Gelmini e dei tagli stabiliti dal Governo. Ma anche della Regione, che non investe sulla mediazione linguistica e stanzia troppo poco per buoni libro e trasporto scolastico.

La notte anti-gelmini, le maestre dormono in classe ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina I - Roma La notte anti-Gelmini, le maestre dormono in classe è cominciata l'occupazione della scuola elementare Iqbal Masih. Asserragliati nelle classi alunni, genitori e insegnanti, per protestare contro la riforma sul maestro unico voluta dal ministro Mariastella Gelmini.

Casilino, la prima notte anti-gelmini maestre e genitori dormono in classe - benedetta pintus ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini maestre e genitori dormono in classe BENEDETTA PINTUS "Aprite il cancello così entro, appoggio i sacchi a pelo e poi vado a cercare parcheggio", grida una mamma dall'ingresso della scuola. Una bidella si avvicina al citofono mentre Patrizia, maestra d'italiano, suggerisce a un collega: "Lascia accese le luci del corridoio e del bagno,

"maestro unico, ora la protesta è di tutta la città" ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: discussione del decreto Gelmini. Tra gli istituti presenti oltre la Iqbal Masih, capofila della protesta romana, anche Gandhi, Trilussa e la scuola Franco Cesena di Trastevere, una delle prime scuole del centro ad aderire al comitato. Nel pomeriggio, mentre alla Iqbal Masih maestre e genitori continuavano l'occupazione, all'istituto Galilei più di 200 persone hanno partecipato all'

Vocazione e disciplina, la fatica di imparare - ludovica amoroso ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ancora scuola durissima per chi ne intraprende la strada. Dall'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, alle grandi scuole di recitazione private viene insegnato all'attore odierno il senso di "verità", richiamando i principi di Stanislavskij e di altri importanti maestri del ?

Scuola, la proposta del pdl in fvg: punire i prof con il lutto al braccio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. È solo un'ipotesi, ma i consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e Piero Tononi, che l'hanno proposta in un'interrogazione al presidente della Regione Renzo Tondo, chiedono "venga presa in considerazione". Nonostante l'ira del ministro, maestre e genitori lunedì scorso hanno dato vita anche in regione alla protesta contro il ritorno al maestro unico e i tagli di organico,

Tagli, chiude anche la scuola per insegnanti ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha dato il colpo di grazia: ha chiuso le scuole di specializzazione per gli insegnanti. Così anche in Ateneo monta la protesta degli studenti iscritti, circa 900 in Emilia Romagna, intorno ai 500 all'Alma Mater. I più colpiti sono quelli dell'ultimo ciclo: hanno iniziato lo scorso anno e dovranno concludere entro il 2010,

Mancano gli insegnanti di sostegno dal comune un milione per i disabili - camilla povia ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con i tagli previsti dal governo e dal ministro Gelmini, gli insegnanti di sostegno diminuiranno ulteriormente. E la Puglia è una delle regioni che sarà colpita di più. A questo proposito i primi aiuti arrivano dall'amministrazione comunale che stanzia un milione di euro per 40 educatori professionali che affiancheranno i docenti di sostegno.

Petizione e ordine del giorno del pd contro i tagli della ministra gelmini ( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: così si apre un comunicato della segreteria comunale del Partito democratico col quale critica i tagli del ministro Gelmini. "Non sembra - continua - questa una preoccupazione del Governo Berlusconi e della ministra Gelmini che al contrario, con impressionante leggerezza, usano la scuola per una propaganda decisionista e per una politica di tagli al bilancio.

Ecopass, il Comune <congela> zone e tariffe ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Accademia di Brera alla caserma di via Mascheroni: "Per il ministro Gelmini e Bondi il piano è già avviato, ma deve avere anche il benestare del ministro La Russa. Teniamo moltissimo al bicentenario di Brera che cade il prossimo anno - ricorda il sindaco - e quindi ci auguriamo di poter inserire il progetto nell'ambito delle celebrazioni".

Giù le mani dai bambini ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: iniziativa del Ministro Gelmini sul Maestro Unico. Costoro si appellano ai minori ed ai loro diritti solo quando funzionale ai loro interessi ideologici e politici, come l'approvazione di specifiche normative e protocolli che hanno consentito a un esercito di operatori dell'infanzia di fare della "tutela del minore" un redditizio quanto vergognoso business,

La versione delle maestre ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: apparse in riferimento alle proteste relative al decreto Gelmini, sulla reintroduzione del maestro unico. Mi preme rilevare quanto segue: 1. nella didascalia della foto a pagina 8, foto che ritrae alcune insegnanti della Scuola G. Daneo, si sostiene che la relativa preside appartiene alla Sinistra Arcobaleno.

<Lo vorrei per nonno Come me è il simbolo di un'Italia positiva> ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini o Ignazio La Russa? "Tengo La Russa: mi telefona tutte le mattine". Prego? "No, va be', è che il mio collega di radio Etna Espresso, Alessio, lo imita benissimo". Roberto Maroni o Mara Carfagna? "Tengo la Carfagna: è una donna. E poi ha iniziato come me, dal concorso per miss Italia".

Rai, programmi a ruota libera Del Noce pensa già alla fiction ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma la giornata si era aperta a Unomattina con una precaria anti-Gelmini ed è proseguita nel pomeriggio con le cooperative anti-Tremonti. Direttore, por favor, occhio ai palinsesti... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Mercoledì - filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Oppure la Gelmini, semi-sdraiata senza occhialetti sulla guida rossa dello scalone della Pubblica Istruzione. E Bondi, povero Bondi, il ministro del Bello: condotto in maniche di camicia su un ombroso viale di campagna e qui immortalato con un sorriso malinconico e un'incongrua penna d'oca in mano.

Il ministro gelmini pensa a come cambiarlo, i prof lo difendono. viaggio nell'ultima trincea della scuola italiana. con qualche sorpresa - jenner meletti modena ( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: R2 Il ministro Gelmini pensa a come cambiarlo, i prof lo difendono. Viaggio nell'ultima trincea della scuola italiana. Con qualche sorpresa JENNER MELETTI MODENA dal nostro inviato I bulli sono arrivati anche qui, nel liceo - mito. In una notte di maggio hanno incendiato arredi e computer dell'aula riservata agli studenti disabili.

Pivetti ancora prof ( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Problemi più reali nella nuova serie E Veronica boccia il ministro Gelmini ROMA. La prof. di lettere Camilla Baudino, alias Veronica Pivetti, di questi tempi sarebbe tra gli insegnanti che contestano la riforma del ministro Gelmini. "Sorvoliamo" dice l'attrice per evitare commenti pesanti alla presentazione stampa alla Rai;

Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella loro azione, in sintonia con il linguaggio ( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Piace anche la Gelmini che vuole sbarazzarsi degli insegnanti in eccesso, così come era piaciuto Brunetta in lotta coi fannulloni. Piace soprattutto Berlusconi che sfonda alla grande la soglia del 60% di gradimento. Piace il suo autoritarismo sorridente, il suo voler raddrizzare la schiena ai cattivi che sono sempre gli altri.

Risponde ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ragioni che hanno indotto il ministro Gelmini a partire con i tagli proprio in quella scuola primaria che, nel contesto del sistema formativo italiano, rappresenta un fiore all'occhiello (come anche i recenti dati dell'Ocse confermano) agli occhi del mondo. Né mi illudo ci si possa ragionevolmente attendere che l'attuale ministro cominci nella sua operazione di taglio agli sprechi,

Precari, un varco in graduatoria ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini annuncia il recupero degli iscritti al IX ciclo "Ssis" Precari, un varco in graduatoria Possibile correzione al Dl 137/08 per inserire gli ultimi specializzandi Luigi Illiano ROMA Ciambella di salvataggio in arrivo per gli studenti del IX ciclo Siss (Scuola di specializzazione all'insegnamento secondario).

Vera Keta Sui banchi nella mattinata di ieri sono tornati ( da "Tempo, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati e opposizioni contro la riforma del ministro Gelmini, fra raccolta di firme e iniziative più "visibili". Sicuramente lo faranno alcuni insegnanti. La protesta è contro tre punti particolari dei provvedimenti della ministra Gelmini: la reintroduzione del maestro unico; il piano triennale di tagli per 8 miliardi di spesa nella scuola pubblica;

È stato Gianni Riotta Direttore del Tg1 il primo a presentarsi in tv in camicia con le maniche arrotolate ( da "Riformista, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come quelle maestre che si sono presentate il primo giorno di scuola in nero, vestite a lutto per protestare contro la riforma Gelmini. Non ci è dato sapere cosa hanno pensato i piccoli studenti dinanzi alla suddetta rappresentazione. 17/09/2008.

Gelmini: più libertà di scelta per le famiglie ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Attualità Gelmini: più libertà di scelta per le famiglie L'INTERVISTA ROMA. La libertà di scelta delle famiglie sulla scuola è "compressa", con eccezioni come quella della Lombardia. Lo afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini in un'intervista pubblicata dal settimanale Tempi.

Punire i prof con il lutto al braccio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. E' solo un'ipotesi, ma i consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e Piero Tononi, che l'hanno proposta in un'interrogazione al presidente della Regione Renzo Tondo, chiedono "venga presa in considerazione". Nonostante l'ira del ministro, maestre e genitori lunedì scorso hanno dato vita anche in regione alla protesta contro il ritorno al maestro unico ed i tagli di organico,

Le prime pagine del Lazio ( da "Velino.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Credo che sia necessario che al più presto il Ministro Gelmini assuma, con opportuno decreto la normativa che politici in carica, durante il periodo della loro carica politica, non possano assumere posizioni universitarie. è una delle riforme urgenti e al Ministro Gelmini non manca il coraggio per fare anche questo”

Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

La guerra (in)civile degli psico-comici della politica ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.

Sciopero Alitalia, 40 voli cancellati Matteoli: "Sono degli irresponsabili" ( da "TgFin.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16,

Esplode la Silviomania: "Santo subito" ( da "Tempo, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In positivo anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il cui apprezzamento è salito dal 35 al 38%. Perde e più di tutti il titolare del Welfare Maurizio Sacconi (-6%), forse per via della trattativa Alitalia. Tutti i sondaggi realizzati sulla figura del presidente del Consiglio, evidenziano un aumento di popolarità.

Alitalia, convocati i sindacati Oggi sciopero, cancellati 40 voli ( da "TgFin.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16,

Scuola/ Primo giorno di scuola, mille docenti in piazza a ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Costruiamo un fronte di opposizione a piano Gelmini postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Palermo, 17 set. (Apcom) - Un migliaio di persone stanno partecipando , davanti all'ufficio scolastico regionale, in via Praga a Palermo, alla manifestazione indetta da Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals Confsal contro i tagli degli organici della scuola e il piano del ministro Gelmini.

Molise/ Limosano: scuola inagibile, alunni fanno lezione in ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Campobasso, 17 set. (Apcom) - Sulla targa all'entrata è stata posta la scritta 'Chiesa di S. Stefano', ma l'edificio all'interno ospita una scuola media. La struttura si trova a Limosano, in provincia di Campobasso e ospita gli studenti provenienti da tre comuni della zona che ormai condividono le lezioni con le attività della parrocchia.

Bacheca ( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: intera problematica che sta emergendo con i provvedimenti della Gelmini, considerato che l'interesse non è solo del comparto ma investe l'intera società civile. Si proseguirà organizzando assemblee nelle scuole e successivamente organizzeremo una grande manifestazione nazionale che dovrà avere il suo sbocco naturale in uno sciopero nazionale.

Ieri assemblea, oggi a Palermo ( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Gelmini che, tra le altre cose, prevede il ripristino della figura del maestro unico nelle classi delle scuole elementari. Da qual momento è stato un susseguirsi mediatico di dichiarazioni sulla questione. Ieri i media nazionali ci hanno raccontato anche di azioni eclatanti di maestri di scuole elementari contro una decisione che metterebbe a rischio tanti posti di lavoro.

Leanza: <La riforma Gelmini un danno per noi> ( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mpa contro il progetto del ministro Leanza: "La riforma Gelmini un danno per noi" Catania. Lino Leanza, capogruppo del Mpa all'Ars, continua ad occuparsi a tempo pieno dell'argomento scuola, che gli sta molto a cuore. "E devo dire - spiega - che la nostra posizione politica è di fermo contrasto alla riforma del ministro Gelmini.

Il Consorzio prorogato al 31 dicembre 2010 ( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università Maria Stella Gelmini. Alla seduta hanno partecipato il prof. Rizzarelli, delegato dal rettore Antonino Recca, in rappresentanza dell'Università di Catania, il prof. Giuseppe Calabrò, delegato dal rettore Francesco Tomasello, in rappresentanza dell'Università di Messina, l'assessore Francesco Ciancitto, delegato dal presidente Giuseppe Castiglione,

Torna la prof Pivettiscuola più realistae toni da commedia ( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E sulla riforma del nuovo Ministro dell'Istruzione, Gelmini, la Pivetti preferisce "sorvolare" alla presentazione stampa alla Rai, concedendosi solo una battuta "Siamo solo nel 3000 e ci mettiamo ancora il grembiulino!". "La riforma? Piccola, superficiale e ipocrita", dice poi all'agenzia radiofonica Grt.

La Cgil ennese in piazza: pro dipendenti, pensionati e precari ( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini potrebbe produrre sulla Scuola ed in particolare in Sicilia, regione che, tra l'altro, risulterebbe particolarmente penalizzata dall'ipotesi di accorpamento delle scuole con meno di 500 alunni. "L'aggregazione di queste istituzioni scolastiche con altre, e la loro conseguente soppressione - prosegue Galvagno - è una delle ipotesi prese in considerazione dal ministero della

Oro blu, Nicosia guideràla battaglia nazionale ( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: preoccupati per la riforma del ministro Gelmini e, in particolare, per l'introduzione del maestro unico. Confermiamo, infine, il nostro massimo impegno per l'edilizia scolastica e per la fornitura degli arredi negli istituti di nostra competenza. Ci auguriamo che il nuovo anno sia vissuto all'insegna della serenità".

Consiglio, mozione bipartisanTutti contro il ministro Gelmini ( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mozione bipartisan Tutti contro il ministro Gelmini Una mozione bipartisan contro il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Ad approvarla, all'unanimità, è stato, lunedì sera, il Consiglio comunale. A proporla è stato il gruppo del Partito democratico. Ad illustrarne i contenuti, prima del voto, è stato il primo firmatario, Agostino Licari.

Silvio, fiducia al 60 per cento ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini fa registrare uno scatto in positivo, aumentando la fiducia del 3% e passando al 38%. In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti rappresentati in Parlamento (da non confondere con le intenzioni di voto), si rafforza il primato del Pdl che continua ad essere solitario al primo posto e per la prima volta,

"Provaci ancora prof" Veronica Pivetti torna in cattedra ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: sarebbe tra gli insegnanti che contestano la riforma del ministro Gelmini. "Sorvoliamo", ha detto ieri l'attrice per evitare commenti pesanti durante la presentazione della nuova serie. "La riforma? Piccola, superficiale e ipocrita", ha detto poi all'agenzia radiofonica Grt. La nuova serie, otto puntate, il giovedì su Raiuno, di Provaci ancora Prof 3, con la regia di Rossella Izzo,

Alitalia: si tratta ancora in extremis Colaninno: è l'ultima chiamata ( da "TgFin.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16,

"Niente tagli a insegnanti di sostegno" ( da "Stampaweb, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo garantisce il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini rispondendo ad un'interrogazione nel corso del Question time alla Camera. "I posti dei docenti di sostegno sono stati regolati dalla Finanziaria del precedente governo senza subire ulteriori modifiche - spiega la Gelmini - quindi sono stati riconfermati tutti.

Scuola/ Idv ad Alfano: Verifiche su esame da avvocato di ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, esame che la Gelmini "sostenne a Reggio Calabria dove la percentuale dei promossi è solitamente molto alta". "Qualche settimana fa Gian Antonio Stella ha rivelato che l'on. Maria Stella Gelmini nel 2001, come fanno tanti aspiranti avvocati, invece di affrontare l'esame di Stato nella sede dove risiedeva abitualmente ha preferito sostenerlo a Reggio Calabria dove la percentuale

Scuola/ Regione Toscana ricorre a Consulta contro Gelmini ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

SCUOLA: GELMINI, NON CI SARANNO TAGLI AGLI INSEGNANTI DI ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini, rispondendo ad un question time alla Camera. ''Per il 2008-2009 sono stati confermati tutti gli incarichi attribuiti l'anno precedente'', ha aggiunto la Gelmini. ''Garantisco il mio impegno nella garanzia della continuita' didattica e per la valorizzazione del ruolo degli insegnanti di sostegno'',

Â"ABILITATI IX CICLI SISS LA PROPOSTA GELMINIÂ" ( da "WindPress.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e considerato anche il blocco del X ciclo delle SISS, il Ministro Mariastella Gelmini ha proposto l'inserimento, in sede di conversione del decreto legge "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università", di un'apposita norma che salvaguardi le aspettative di alcune categorie di docenti attualmente esclusi dalle graduatorie ad esaurimento.

Istruzione: Regione ed Enti locali in difesa della scuola pubblica ( da "RomagnaOggi.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini di rivedere le sue decisioni nell'iter di conversione in legge del decreto e di aprire la discussione e il confronto con le Regioni e gli enti locali. "Gli assessori presenti - si legge nel documento - esprimono una critica unanime sia nel merito che nel metodo ai tagli nel settore scuola e al decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2008 che prevede

Scuola: Regione E-R ed Enti locali scrivono al ministro Gelmini ( da "Sestopotere.com" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini di rivedere le sue decisioni nell'iter di conversione in legge del decreto e di aprire la discussione e il confronto con le Regioni e gli enti locali. “Gli assessori presenti – si legge nel documento - esprimono una critica unanime sia nel merito che nel metodo ai tagli nel settore scuola e al decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2008

SCUOLA: EVANGELICI, RIFORMA GELMINI E' CONTRORIFORMA CHE SA ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, Pantaleo, che rappresenta un'associazione nata nell'ambito della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in una dichiarazione riportata dall'agenzia valdese Nev, teme una ''nuova, pesante offensiva sul terreno della scuola pubblica della politica vaticana, alla luce anche dell'auspicata armonizzazione dei fini educativi della scuola e della chiesa'

Scuola/ Gelmini: Stop all'accesso alle Ssis, sono senza ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, rispondendo ad una interrogazione in Aula alla Camera. La titolare del dicastero di viale Trastevere ha assicurato comunque che, grazie ad una norma che verrà inserita nel dl attualmente all'esame dell'Assemblea di Montecitorio, "coloro che supereranno gli esami del nono ciclo delle Ssis e dei corsi biennali di secondo livello ad indirizzo didattico potranno iscriversi alle

Scuola/ Valditara: Bene la Gelmini su riapertura ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che erano stati esclusi da Fioroni dalle graduatorie permanenti nonostante sia stato loro consentito di frequentare a pagamento le Ssis". "Ampia soddisfazione dunque - prosegue - per l'emendamento preannunciato dal ministro Gelmini che accoglie in pieno l'ordine del giorno Valditara approvato a luglio in Senato".

SCUOLA: CAMERA RESPINGE PREGIUDIZIALI COSTITUZIONALITA' ( da "ITnews.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roma, 15 set. (Adnkronos) - La Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalita' per per la conversione in legge del decreto (137/2008) presentato dal ministro Mariastella Gelmini "in materia di istruzione e universita'".

Scuola/ Venerdi' 19 Rete studenti medi protestano contro ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Ministro Gelmini propone una scuola seria e formativa ma in realtà porta al disastro la scuola pubblica con i tagli devastanti agli organici e alla didattica". "Il Ministro Gelmini - attacca ancora la Rete studenti medi - parla di dare senso alla scuola ma in realtà taglia laboratori e lascia le strutture fatiscenti e gli studenti senza strumenti per il diritto allo studio.

Scuola/ Domani Berlusconi-Gelmini a San Giuliano,proteste ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rischia di essere inaugurata domani e presto chiusa dalla stessa ministro Gelmini perchè attualmente gli iscritti sono 99 contro i 100 che la nuova direttiva ministeriale indica come cifra minima per tenere aperto un istituto pubblico. Ma il problema della condizione degli edifici scolastici del molisano è ben altro.

Scuola/ Precari a fine graduatoria non ferma protesta ( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
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Abstract: Mariastella Gelmini, agli oltre ultimi 11 mila docenti precari specializzati del IX ciclo delle Siss non bastano a placare le proteste delle associazioni: grazie ad un emendamento i docenti neo-abilitati potranno infatti accedere alle graduatorie ad esaurimento grazie ad un emendamento presentato dallo stesso responsabile dell'istruzione,

Scuola: che futuro per i nostri figli? ( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
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Abstract: Oggi la riforma scolastica del ministro Gelmini introduce il maestro unico, la bocciatura per il voto di condotta, il taglio degli organici degli insegnanti e altri correttivi al ribasso per ogni grado di istruzione. Ci saranno riduzioni del tempo scuola, resteranno dei vuoti di orario nella giornata dei giovani, che non sono certo tempi formativi o educativi,

Napolitano, tour de force in Veneto ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)
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Abstract: La Meloni e la Gelmini sabato mattina prima di Berlusconi, atteso per chiudere i lavori verso le 13.30. Fino a ieri la presenza del premier era data per certa, visto che in mattinata sarà nel Polesine per il rigassificatore insieme a Galan e Scajola e poi dovrebbe sorvolare in elicottero sul Mose e sul passante.

Porta a porta a Conegliano ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)
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Abstract: Lettera alla Gelmini dalla madre di una laureata Gentile Sig.Ra Gelmini, ministro della pubblica istruzuione; sono il genitore di una insegnante precaria che tre anni fa si è laureata all'università di Padova in scienze dell' educazione primaria, facoltà nata appositamente per formare i futuri insegnanti.

SCUOLA: NIENTE TAGLI AL SOSTEGNO ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)
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Abstract: al question time, il ministero dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, precisando che per l'anno scolastico appena cominciato (2008-09) "sono stati confermati a livello nazionale tutti i posti di sostegno funzionanti nel 2007-08 e dunque rispetto ai circa 174.000 alunni sono stati attivati complessivamente 90.

'' Riforma : a rischio circa 1300 scuole '' ( da "Metronews" del 18-09-2008)
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Abstract: ieri una nuova ombra è caduta sulla riforma Gelmini e sugli effetti che produrrebbe in regione. Sono oltre milletrecento, infatti, i plessi scolastici a rischio chiusura nel Lazio (il 43% dei tremiladuecento totali) se davvero il criterio per stabilire la sopravvivenza delle scuole fosse quello del numero di alunni come ipotizza la riforma.

Nove scuole a rischio chiusura nel bergamasco ( da "Metronews" del 18-09-2008)
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Abstract: Fanno parte delle duemila scuole italiane che rischiano di chiudere per i tagli prevista dal ministro Gelmini, ci sono anche scuole della nostra provincia. La situazione riguarda le scuole della Val Seriana e della Val Brembana, dove i paesi sono piccoli e gli studenti pochi: in provincia ci sono nove scuole con meno di venti alunni e 28 con meno di cinquanta.

La protesta contro il ministro ricomincia dal tempo pieno ( da "Secolo XIX, Il" del 18-09-2008)
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Abstract: scritte anti Gelmini. Fermando il traffico per almeno due ore. Il corteo era partito da Caricamento e aveva attraversato via San Lorenzo, piazza De Ferrari, fino alla sede di via Assarotti. Mentre il corteo presidiava l'ingresso della Direzione Regionale, i tre segretari provinciali Quattrida Cgil, Frontera dello Snals e Capra della Cisl hanno incontrato il Direttore Attilio Massara.

Un controdecalogo per i mali della scuola italiana ( da "Mattino di Padova, Il" del 18-09-2008)
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Abstract: Gelmini e Bossi hanno insultato scuole e insegnanti meridionali. Questi hanno spesso fatto centinaia di chilometri rinunciando ad illusorie facilità in nome di una preparazione che desse più possibilità di lavorare. La Gelmini ha fatto il contrario, andando a sostenere l'esame di avvocato dove c'era la più alta percentuale di promossi.

Governo in trasferta nell'ampezzano, arrivano sei ministri ( da "Mattino di Padova, Il" del 18-09-2008)
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Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Prevista infine la presenza del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Chiusura del convegno domenica con il dibattito "La rivoluzione della responsabilità. Dal federalismo fiscale all'autodisciplina dei singoli e dei corpi sociali" che verrà concluso dal presidente del Veneto Giancarlo Galan e dal presidente del Senato Renato Schifani.

Le maestre hanno messo in atto una protesta più che civile ( da "Tirreno, Il" del 18-09-2008)
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Abstract: Mariastella Gelmini. Una "lezione" da primo giorno di scuola al ministro che dovrebbe tornare sui banchi di scuola ed imparare come si può esprimere il proprio dissenso senza danneggiare, in questo caso, gli alunni. Noi non vediamo nessuna strumentalizzazione dei bambini che, ricordiamo alla avvocatessa Gelmini, sono stati invece portati alla manifestazione per il Family Day (

Protesta continua contro la gelmini, traffico in tilt in centro ( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
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Abstract: Pagina I - Genova Protesta continua contro la Gelmini, traffico in tilt in centro Trecento tra insegnanti, genitori, alunni e personale amministrativo in corteo ieri pomeriggio, da piazza Caricamento a via Assarotti, manifestando davanti all'Ufficio scolastico regionale contro la riforma del ministro Gelmini.

Mense del chianti addio monoporzione ( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
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Abstract: Riguardo alla scuola e alla riforma Gelmini in consiglio regionale ieri il verde Fabio Roggiolani si è schierato contro il maestro unico: "In questo modo si colpisce una delle migliori conquiste: i tre insegnanti sono essenziali, un solo maestro incapace per cinque anni può determinare handicap formativi non recuperabili".

Studenti e affitti in nero "casa garantita a chi denuncia" - su parma.repubblica.it ( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
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Abstract: Pagina III - Bologna Studenti e affitti in nero "Casa garantita a chi denuncia" La metà delle scuole chiuderà con la riforma del ministro Gelmini Cantieri Civis in centro storico: siete favorevoli o contrari? E' polemica sui figli di docenti assunti in Ateneo che ne pensate?.

Berlusconi attacca il Pd: inesistente Il premier: con Veltroni niente dialogo. La replica: vuole coprire i suoi fallimenti ( da "Unita, L'" del 18-09-2008)
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Abstract: A cominciare dalla nuova legge elettorale per le europee: via le preferenze e sbarramento al 5% promette Berlusconi. E oggi Berlusconi è a San Giuliano a inaugurare la nuova scuola. Peccato che quella scuola per i criteri fissati dalla ministra Gelmini dovrebbe essere chiusa. Carugati e Lombardo alle pagine 4 e 5.

Oggi vengono Berlusconi e la Gelmini a fare passerella e tagliare il nastro della cattedrale nel deserto per 99 bambini ( da "Unita, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Oggi vengono Berlusconi e la Gelmini a fare passerella e tagliare il nastro della "cattedrale nel deserto" per 99 bambini.

San Giuliano, una scuola in mezzo alle baracche ( da "Unita, L'" del 18-09-2008)
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Abstract: aperta da lunedì scorso) insieme a Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione che, in paesi appena piu' piccoli di questo, vuole chiuderle, le scuole. La chiamano "la cattedrale nel deserto": 800 metri quadri in cui galleggeranno smarriti i 99 bambini rimasti a San Giuliano e altri improbabili studenti dell'università del Molise.

Caso San Giacomo La mia replica ( da "Unita, L'" del 18-09-2008)
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Abstract: Prego vivamente il Presidente di non seguire il percorso Gelmini, che pensa di illustrare la crisi della scuola affermando che il 90 per cento del bilancio della pubblica istruzione se ne va nelle paghe degli insegnanti. A questa affermazione, in sé priva di senso economico (sono i salari che sono troppo alti o i fondi disponibili che bastano appena a compensare - male - chi lavora?

Il sapere? Scuole in concorrenza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: altrimenti iniettare un po' più di disciplina non sarà sufficiente per migliorare la scuola italiana. ministro Gelmini, che la forza sia con te... adenicola@adamsmith.it PROPOSTE E POLEMICHE Grembiule, maestro unico e disciplina sono falsi problemi: condizione indispensabile è che il fornitore del servizio non sia lo Stato in esclusiva.

Gelmini: niente tagli al sostegno ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le novità annunciate dal ministro alla Camera nella risposta alle interrogazioni Gelmini: niente tagli al sostegno Confermato il varco in graduatoria agli iscritti del IX corso Ssis Luigi Illiano ROMA Nessun taglio per i docenti di sostegno e riapertura delle graduatorie per i diplomati del IX corso Ssis (Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario).

<Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PAROLA DELLA GELMINI ROMA ? Il ministero vuole dare al mondo della scuola "norme certe, durature, chiare e inequivocabili". Lo assicura il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (foto LaPresse), durante il question time, riferendosi alla vicenda delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario).

ROMA- Non basterebbe nessun sette in condotta, non basterebbe neanche uno zero, o meno di un ( da "Messaggero, Il" del 18-09-2008)
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Abstract: con il provvedimento del ministro Gelmini? O il patto con i bulli, così che a un'azione aggressiva ne corrisponda un'altra di risarcimento? O l'installazione delle telecamere davanti alle scuole, che propone l'assessore provinciale alla scuola di Roma, Stella? O il riformatorio, che invoca il presidente del consiglio comunale romano, Prestipino?

Tutte soddisfatte le parti all'indomani dell'accordo raggiunto in Provincia tra la Asl e ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-09-2008)
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Abstract: dice Marco Gelmini, il segretario regionale di Prc - ma non si capisce perché ora ad Angelini venga riconosciuto valido il novantacinque per cento delle prestazioni, quando fino a pochi giorni fa era la stessa Asl di Chieti ad affermare che le prestazioni improprie erano molte di più di quelle dichiarate nell'incontro di martedì".

Pochi soldi, Mancini incontra Napolitano ( da "Tempo, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, al primo posto una riflessione sui problemi della Governance delle Università, nonché una riforma dei meccanismi di valutazione degli Atenei. Queste stesse problematiche saranno trattate venerdì prossimo 19 settembre quando i Magnifici Rettori delle Università del Lazio saranno a Viterbo per una seduta straordinaria del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università

Scuola: niente tagli al sostegno ( da "Tirreno, Il" del 18-09-2008)
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Abstract: al question time, il ministero dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, precisando che per l'anno scolastico appena cominciato (2008-09) "sono stati confermati a livello nazionale tutti i posti di sostegno funzionanti nel 2007-08 e dunque rispetto ai circa 174.000 alunni sono stati attivati complessivamente 90.

<Le insegnanti travestite da asino? È triste e davvero poco educativo> ( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
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Abstract: io la penso esattamente come il ministro Gelmini: quella delle maestre con il lutto e con il cappello da asino è oggettivamente una faccenda triste, molto poco bella, molto poco educativa". Il pensiero del provveditore va a quei bambini che hanno dai sei anni in su e che assistono indifesi a rivendicazioni sindacali che non possono comprendere.

Basta con le strumentalizzazioni ( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assessore regionale Costa che critica il ministro Gelmini rispondo: è miope parlare solo di tagli. Il ministro Gelmini vuole riformare la scuola in maniera profonda, ed è uno sforzo che merita sostegno e non ostacoli. Della dichiarazione di Costa apprezzo invece l'invito al dialogo: spero proprio che voglia presto invitare presso l'assessorato regionale i rappresentanti della scuola,

Italiani perbene italiani fannulloni - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, e perfino la "new entry" Mara Carfagna, sono riusciti a trasmettere un contenuto secondo modalità standardizzate, di tipo essenzialmente mediatico-televisivo, e quindi a mettersi in comunicazione con il pubblico (ovvero lo stadio di implosione nella privacy a cui è stata consegnata l'opinione pubblica).

MA DIFENDIAMO LE MAESTRE BRAVE ( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che possono condividere oppure no la riforma di Mariastella Gelmini, ma a cui non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di mettersi a pontificare davanti al portone della scuola o, peggio ancora, in cattedra. Io voglio spezzare una lancia per tutti gli insegnanti che lavorano seriamente e senza mischiare la scuola con la politica.

Quando la politica diventa un format ( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, e perfino la "new entry" Mara Carfagna, sono riusciti a trasmettere un contenuto secondo modalità standardizzate, di tipo essenzialmente mediatico-televisivo, e quindi a mettersi in comunicazione con il pubblico (ovvero lo stadio di implosione nella privacy a cui è stata consegnata l'opinione pubblica).

Silvio zittisce tutti: "L'antifascismo? Io penso a lavorare" ( da "Tempo, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: erano anche tanti ministri: da Angelino Alfano a Claudio Scajola, da Mariastella Gelmini ad Andrea Ronchi e Stefania Prestigiacomo. L'attacco - Nel suo discorso al Tempio di Adriano Berlusconi attacca la leadership del Pd e chiude la porta al dialogo con l'opposizione: "Veltroni aveva cominciato bene ma nei fatti è del tutto inesistente.

<Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PAROLA DELLA GELMINI ROMA ? Il ministero vuole dare al mondo della scuola "norme certe, durature, chiare e inequivocabili". Lo assicura il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (foto LaPresse), durante il question time, riferendosi alla vicenda delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario).

Alitalia, l'ora X ( da "Vita non profit online" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ieri chiese devastate nel Karnataka, assaltato un convento nel Madhya Pradesh. Sostegno scolastico Avvenire - pag. 12: la Gelmini annuncia che non sono previsti tagli agli insegnanti di sostegno. Ci saranno dunque 90.882 posti per 174mila alunni con disabilità a scuola.

Roma, 12:52 - SCUOLA: MPA, NO A RIFORMA GELMINI ( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Una bugia tira l'altra e la propaganda va ( da "Tempo, Il" del 18-09-2008)
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Abstract: i sindacati Una bugia tira l'altra e la propaganda va Mariastella Gelmini è il ministro più amato dagli italiani (66% l'indice di fiducia, secondo i sondaggi dell'Istituto Piepoli). Ma la selva delle sigle sindacali della scuola, una parte dei maestri e anche gruppi di genitori hanno espresso un'aggressività mai vista.

IL SINDACO: Sì AL MAESTRO UNICO MA SOLO SE NON PENALIZZA IL TEMPO PROLUNGATO. E FIRMA LA PETIZIONE CONTRO IL DECRETO-GELMINI ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il sindaco: sì al maestro unico ma solo se non penalizza il tempo prolungato. E firma la petizione contro il decreto-Gelmini.

S. Giuliano/ Berlusconi: Sacrificio dei 27 bimbi non sarà ( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, che ha comunque posto l'accento sul fatto che oggi, quella di San Giuliano, "è la scuola più sicura d'Italia" e che "deve diventare un esempio per tutti". Per quanto riguarda il 'piano delle cento scuole', la Gelmini parla di "una grande legge obiettivo perchè il Governo - ha assicurato - non perderà tempo anche se sarà un programma di lunga durata:

SCUOLA: BERLUSCONI, SEGUIRO' ITER PDL POPOLARE SU SICUREZZA ( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Antonio Morelli che avevano ricordato al presidente del Consiglio e al ministro Gelmini che il provvedimento ''forse, giace in qualche cassetto''. Sul fronte della sicurezza degli immobili scolastici, Berlusconi e Gelmini hanno annunciato oggi un 'piano delle 100 scuole' per avviare immediatamente lavori di messa in sicurezza negli edifici maggiormente a rischio.

SAN GIULIANO ( da "TGCom" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Accompagnato dal ministro della pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, e dal capo della protezione civile, Guido Bertolaso, il premier prima si è recato al cimitero per rendere omaggio alle piccole vittime della tragedia. Dopo la commovente visita al cimitero, il premier ha salutato i bambini e si è unito con loro a cantare qualche strofa.

Berlusconi a S.Giuliano di Puglia "Piano sicurezza per 100 scuole" ( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: accompagnato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dal sottosegretario Guido Bertolaso - si è intrattenuto a conversare con i bambini, e ha cercato di cantare insieme a loro una canzoncina. Prima della visita, si è recato al cimitero del paese per deporre una corona di fiori, e rendere omaggio così alle vittime del sisma.

<I buoni libro? Inutile presentarli alla cassae anche per il Comune sono solo carta straccia> ( da "Sicilia, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non ci sono soltanto le proteste per la riforma Gelmini ad animare l'avvio dell'anno scolastico: a Catania città, infatti, le famiglie devono fare i conti anche con il mancato rientro dalle spese per l'acquisto dei libri, visto che i buoni del Comune dal 2006 non sono ancora "coperti" e quindi non vengono accettati dai librai.

<Ai sardi i costi della sanità, che fregatura> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il Psd'Az non è più morbido: "Ai tagli decisi dal governo Prodi, si sommeranno quelli del ministro Gelmini", chiude Atzeri. Un dettaglio è certo: alle regionali 2009 i Quattro Mori scenderanno in campo da anti-soriani. E per il prossimo 5 ottobre invitano a votare "sì" per l'abrogazione della legge sulle coste. ( a. c. ).

Il maestro unico, ma buono ( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sul voto in condotta il discorso è molto più serio. Vita: Ci spieghi. Caffo: La scuola deve riconquistare un'autorevolezza educativa che non cala dall'alto, attraverso un codice di regole formali. Le regole devono arrivare dal progetto che vive e viene costruito giorno dopo giorno: il rispetto reciproco, l'aiuto e la solidarietà verso i più deboli,

Più scienza e matematicaper crescere ambientalisti ( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mayer: Il ministro Gelmini propone il ritorno al 7 in condotta e al grembiule. Niente in contrario, ma ci vuole anche altro. Bisogna rendere i ragazzi protagonisti di ciò che avviene a scuola, uscendo dallo schema dell'informazione ripetuta e dando gli strumenti per risolvere problemi concreti.

La sostenibilità a scuola?Si impara in dieci mosse ( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione, dell'università e dalla ricerca, Maria Stella Gelmini, insieme alla sua collega all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha mostrato una grande attenzione all'educazione come strumento per prevenire i problemi ambientali, in particolare quelli che dipendono dai nostri comportamenti scorretti.

I giovani non hanno piùangeli custodi ( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: controllo delle proprie reazioni emotive per accettare in silenzio il fatto che la Gelmini ha preso il posto che, nell'esecrando periodo fascista, fu di Giovanni Gentile per fare il commissario liquidatore dell'intero sistema educativo. La Gelmini, infatti, a parte i suoi evidenti limiti culturali, opera in un quadro di tagli di spesa che riducono drasticamente le offerte educative.

Molise/ S. Giuliano, Bertolaso: "Ricostruzione andrà avanti" ( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: partecipato insieme al premier Belusconi e al ministro Gelmini all'inaugurazione della nuova scuola di San Giuliano di Puglia (Campobasso). "E' un obiettivo che resta nell'agenda del Governo", ha affermato Bertolaso. La nuova scuola 'Angeli di San Giuliano', è stata intitolata ai 27 bambini morti sotto le macerie del vecchio edificio, raso al suolo dal sisma del 31 ottobre 2002.

Berlusconi inaugura a San Giuliano di Puglia (Cb) la "Scuola degli angeli" ricostruita dopo il terremoto del Molise ( da "Sestopotere.com" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: giunto a San Giuliano insieme al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Dopo una visita privata al locale cimitero, Berlusconi ha scoperto la targa della nuova scuola elementare sulla quale si innalzano la bandiera italiana, della comunità europea e del comune, recante l'iscrizione 'Scuola Angeli di San Giuliano',

S.Giuliano, il premier nella scuola del terremoto ( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Bertolaso Berlusconi è arrivato in compagnia del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e del presidente della Regione Molise, Michele Iorio. Il premier, prima di visitare la scuola, si è intrattenuto a conversare con i bambini e ha cercato di cantare insieme a loro il motivetto intonato dalle classi delle nuove

Scuola, Berlusconi annuncia piano sicurezza primi 100 istituti ( da "Reuters Italia" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dell'Istruzione Maria Stella) Gelmini, metteremo in sicurezza le prime 100 scuole", ha detto Berlusconi. Il capo del governo ha però sottolineato che le scuole da mettere in sicurezza sull'intero territorio nazionale sono molte di più. "Devo dirvi che le scuole su cui bisogna esercitare i controlli sono molte molte di più.

Scuola/ Tagli, domani Gelmini illustra programma a parti ( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ed il ministro del Miur Mariastella Gelmini: al centro del confronto vi sarà il piano programmatico dell'art. 64 della legge 133/08 che prevede la cancellazione di 130.000 posti di lavoro nella scuola nei prossimi tre anni, fra insegnanti e personale non docente. Si parlerà, quindi, di tutti gli aspetti, e le conseguenti ricadute sul personale (dagli orari agli organici)

Talk show con Freccero e Rossello all'incontro annuale dei pediatri ( da "Stampa, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: argomento reso ancor più di attualità dalla prevista riforma della scuola del ministro Gelmini. - aggiungono all'Asl - All'interno di questo talk show ci saranno contributi certamente originali, portati da professionisti dell'informazione". I talk show prenderanno il via domani alle 16,30 e sabato alle 15. La segreteria scientifica è curata da Emanuele Varaldo e da Amnon Cohen.

Scuola/ Panini (Cgil): numeri ministro Gelmini sono ( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cgil sferra un duro attacco al ministro Mariastella Gelmini alla vigilia del confronto di domani a viale Trastevere dove si parlerà del piano programmatico dei tagli contenuti in finanziaria e nel dl 137 sul maestro unico: secondo il leader sindacale Enrico Panini il ministro del Miur nell'illustrare la situazione della scuola italiana - in particolare sul Pil,


Articoli

Maestro unico, rivolta on line Dalla Marca quasi 100 firme (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Monta la protesta di insegnanti e sindacati contro il decreto Gelmini che reintroduce il maestro unico alle elementari. I malumori degli insegnanti viaggiano anche via web: sono stati un centinaio in pochi giorni gli insegnanti trevigiani che hanno sottoscritto l'appello "No al Maestro unico" nel sito www.firmiamo.it. Una protesta iniziata ufficialmente lunedì con il primo giorno di scuola: a Treviso alle Masaccio è stato esposto un cartello contro il "maestro tutto fare" e l'interruzione del tempo pieno. I sindacati inoltre hanno organizzato un volantinaggio di fronte alle scuole rivolto ai genitori per denunciare quello che la Cgil Scuola definisce "un tentativo di affossamento della scuola pubblica". Pochi invece gli insegnanti trevigiani che hanno aderito alla forma di protesta del fiocco nero al braccio come segno di lutto. In questi giorni Cgil, Cisl, Uil e Snals stanno elaborando un calendario delle assemblee in tutte le scuole della provincia. La mobilitazione potrebbe sfociare anche in uno sciopero. (l.c.).

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Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella loro azione, in sintonia con il linguaggio (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella loro azione, in sintonia con il linguaggio dei ministri. Non ce ne sono molti in questo momento sul pianeta e l'Italia non ha certo una tradizione in proposito. Fino ad ieri, anche da noi, era l'esatto contrario: quando pioveva era "ladro" il governo, di qualunque colore fosse. Invece la Carfagna che vuole ripulire le strade dalle prostitute piace da impazzire e piace Maroni che promette tolleranza zero ad ogni incrocio. Piace anche la Gelmini che vuole sbarazzarsi degli insegnanti in eccesso, così come era piaciuto Brunetta in lotta coi fannulloni. Piace soprattutto Berlusconi che sfonda alla grande la soglia del 60% di gradimento. Piace il suo autoritarismo sorridente, il suo voler raddrizzare la schiena ai cattivi che sono sempre gli altri. I sondaggi rimandano e fotografano l'incontestabile umore nazionale: Berlusconi ha più o meno sempre ragione. Anche quando dichiara e battezza come "imbarazzante" il consenso e la passione italica nei suoi confronti. Definizione migliore non si poteva trovare, effettivamente è un fenomeno sociale e culturale che imbarazza.

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Incursione sospettanegli uffici Piaggio:si teme lo spionaggio (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

DENUNCIAta una possibile intrusione La stanza dell'amministratore delegato dell'azienda aeronautica è sottoposta a sorveglianza 24 ore su 24 UNA PORTA trovata inspiegabilmente aperta, nel cuore super protetto del centro direzionale di una delle più importanti e strategiche aziende italiane, tenuto ventiquattr'ore su ventiquattro sotto sorveglianza dagli uomini di un'agenzia di guardie giurate e da un reticolo di accessi oltrepassabili solo mediante badge. Un varco nel sistema di sicurezza, è stato scoperto nei giorni scorsi nell'ufficio dell'amministratore delegato della Piaggio Aero Industries, l'ingegner José Di Mase, all'interno del quartier generale sestrese della società, custode di segreti industriali capaci di far gola a molti. Sul caso indagano i carabinieri della stazione di Aeroporto e della compagnia di Sampierdarena, ai quali l'azienda ha presentato una dettagliata denuncia. Spionaggio? Gli inquirenti non si sbilanciano (e non minimizzano) così come la società, in attesa che l'amministratore delegato torni nel centro direzionale e verifichi l'integrità dei suoi archivi e dei sistemi informatici. In apparenza, l'ufficio era in ordine. Ma solo l'ingegner Di Mase nelle prossime potrà verificare che nulla manchi all'appello. Perché un eventuale intruso - evidentemente solo un professionista potrebbe spingersi a tanto - avrebbe dimenticato una porta aperta dopo aver superato una serie infinita di sbarramenti elettronici e gli occhi dei vigilante? Una spiegazione potrebbe essere questa: la spia potrebbe esser stata costretta ad allontanarsi, di fronte al rischio improvviso di essere scoperta. Oppure potrebbe aver voluto lasciare un semplice avvertimento: la meno probabile delle ipotesi. Una possibilitàè anche quella che qualcuno possa aver dimenticato di chiudere la porta. L'azienda non avrebbe accreditato questa eventualità, considerando il fatto che si è rivolta ai carabinieri perché facciano luce sul giallo. Piaggio Aero Industries è un'azienda aeronautica leader nel mercato internazionale, attiva nella progettazione, costruzione, manutenzione di velivoli e motori aeronautici ad alta tecnologia. Fu costituita nel 1998 per iniziativa di una cordata di imprenditori con a capo l'ingegnere Piero Ferrari (vice presidente della Ferrari) che ne è presidente e l'ingegner Josè Di Mase amministratore delegato, che rilevarono gli assets delle "gloriose industrie meccaniche ed aeronautiche Rinaldo Piaggio" si legge sul sito web della società. "Piaggio Aero Industries è l'unica azienda al mondo attiva nella realizzazione sia di velivoli completi (P180 Avanti II e P166 DP1) sia nella costruzione di motori aeronautici e componenti strutturali. Tecnologia all'avanguardia, esperienza e impegno nella ricerca uniti a uno stile innovativo hanno decretato il successo di Piaggio Aero Industries, che rappresenta, oggi, una realtà protagonista ed in costante crescita nel mondo dell'industria aeronautica internazionale". Nella sede di Sestri, oltre al quartier generale, sono ospitati gli stabilimenti per l'assemblaggio, i collaudi , le prove di volo e la revisione dei velivoli. Gli altri siti produttivi sono a Finale Ligure (in provincia di Savona), a raggiungere una superficie industriale di oltre 120 mila metri quadrati. L'attività di ricerca e sviluppo viene effettuata a Pozzuoli (provincia di Napoli). Attualmente è in corso di realizzazione il nuovo avanzatissimo stabilimento produttivo a Villanova d'Albenga (in provincia di Savona). Il prodotto di punta è il nuovo P180 Avanti II "il più moderno e veloce velivolo d'affari turboprop oggi disponibile sul mercato". Graziano Cetara cetara@ilsecoloxix.it 17/09/2008 Già denunciato un ventiduenne che, davanti a un liceo, aveva ceduto uno spinello a tre studenti 17/09/2008 DROGA a scuola? No grazie. Oltre alla linea dura sul voto di condotta proposta dal ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini per combattere il bullismo (5 in condotta=bocciatura), quest'anno, di concerto con le direzioni, entrano in scena anche le forze dell'ordine per dichiarare guerra allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici. E così già lunedì scorso, primo giorno di scuola in Liguria, il Comando provinciale dei carabinieri di Genova ha istituito dei servizi "antispaccio" davanti alla scuole superiori cittadine. Un segnale forte e chiaro, in alcuni casi proprio sollecitato dalla dirigenza degli istituti, per scoraggiare gli studenti a spacciare e consumare droga. E un primo risultato i servizi preventivi attivati dalla compagnia di Genova-Portoria diretta dal maggiore Francesco Pecoraro l'hanno già ottenuto. Un studente genovese di 22 anni, P.S., incensurato è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In tasca aveva 5 grammi di hascisc, ma soprattutto i carabinieri della stazione San Teodoro l'hanno sorpreso mentre davanti all'ingresso di un noto liceo stava confezionando uno spinello da cedere a tre giovanissimi , due ragazzi e una ragazza, tutti minorenni, che si apprestavano ad entrare in classe per il loro primo giorno di scuola. Per i tre e per il giovanissimo spacciatore, l'anno scolastico è iniziato davvero male. Oltre aver denunciato a piede libero il maggiorenne (l'arresto non si sarebbe reso necessario (in quanto il ragazzo è incensurato, aveva con sé una modica quantità di droga e risulta residente in città con i genitori, quindi eventualmente è rintracciabile dall'autorità giudiziaria), i carabinieri hanno segnalato alla prefettura quali assuntori di sostanze stupefacenti i tre giovanissimi che avevano con loro un mezzo grammo di hascisc e altrettanto di marijuana, ma soprattutto si sono messi in contatto con i genitori informandoli dell'accaduto. Un segnale forte, insomma, quello che hanno voluto lanciare i carabinieri, in collaborazione con le autorità scolastiche, in corrispondenza del primo giorno di scuola. "Se lo spaccio di droga davanti agli istituti viene tollerato già dal primo giorno di scuola, le cose con il passare del tempo non possono che peggiorare - fanno sapere dal comando carabinieri - Proprio per questo con la presenza dei militari dell'Arma, in divisa e in borghese si è voluto lanciare un messaggio forte e chiaro per contrastare lo spaccio e anche il consumo di droghe". I controlli proseguiranno nei prossimi giorni davanti agli istituti superiori cittadini e anche nei pressi di scuole medie considerate più a rischio e continueranno a spot durante tutto l'anno scolastico. D'altra parte il "fumo" circola nelle scuole e non solo tra i più grandi, come dimostrano gli allarmi lanciati periodicamente da professori e dirigenti e risale solo a pochi mesi fa l'impresa di otto quattordicenni, tutti di buona famiglia e allievi di una prima di un istituto superiore del centro città, che in vista della gita scolastica in Sardegna avevano fatto un'abbondante scorta di hashish da consumare durante la vacanza. I ragazzi avevano fatto colletta e se l'erano comprato in piazza delle Erbe, affidando i soldi al più grande, 140 euro per trenta grammi di fumo. Poi avrebbero dovuto di dividerlo in classe, per nasconderlo meglio negli zaini e tirarlo fuori, una volta a destinazione. Ma i ragazzini erano stati scoperti da un giovane supplente e portati davanti al preside. Della vicenda si era occupata la polizia che aveva sottoposto il caso alla Procura dei minori. Isabella Villa villa@ilsecoloxix.it 17/09/2008.

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I sindacati: a quando l'olio di ricino? (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Lo Snals: il taglio ai posti di lavoro sarà drammatico PORDENONE. La bufera politica si abbatte sugli insegnanti di Udine, Trieste e Pordenone con il lutto al braccio anti-riforma a scuola, lunedì scorso. I consiglieri regionali Paolo Ciani e Piero Tononi hanno presentato, ieri, un'interrogazione al presidente della Giunta Renzo Tondo. "Un fatto sconcertante - hanno affermato i consiglieri -. Si può prendere in considerazione l'ipotesi del licenziamento". Il dissenso "in nero" è contro il maestro unico, previsto dal decreto legge 137. Cancellerà mille 350 cattedre nel prossimo triennio in Friuli e addio a quote di tempo pieno, in aula. Casi sporadici, quelli capitati degli insegnanti in lutto: nella primaria "Friz" di Udine, a Trieste e qualche professore di Pordenone con il foulard nero petrolio stretto al collo. "E' urgente la verifica - hanno invitato Ciani e Tononi del Pdl -. Per stabilire se e quanti docenti abbiano disatteso la normale programmazione didattica, per impartire una lezione politica contro la riforma scolastica del ministro dell'Istruzione Gelmini, nel primo giorno di lezione". I segretari regionali della scuola hanno alzato gli scudi e rispedito al mittente dubbi, accuse e istruttoria. "Dopo queste intimidazioni, si passerà all'olio di ricino? - ha tagliato corto il segretario regionale Cgil Franco Belci con il collega Flc-Cgil Gianni Righetti -. Il dissenso civile e responsabile, al decreto sul maestro unico, è lecito. Chiediamo la sospensione dei consiglieri regionali perché non rispettano i diritti costituzionali. Docenti a lutto, state tranquilli: non rischiate la sospensione né il licenziamento". Secca, la replica di Ugo Previti numero uno di Uil scuola, in Friuli. "Ciani e Tononi - ha detto - pensino ai problemi urgenti del caro-vita e dell'ottimizzazione dei servizi al cittadino. A ognuno i suoi compiti e quella del licenziamento, prendiamola come una battuta. Il ritorno al maestro unico significa meno tempo-scuola: lo riferiscano alle famiglie degli scolari, i signori consiglieri". Tempo pieno nelle primarie a rischio di sforbiciate: le ore di lezione settimanali, con la riforma a regime, scenderanno a 24. Il 30 per cento attuale di tempo pieno, in Friuli, andrà in soffitta. "La reazione dei consiglieri mi pare esagerata - ha commentato il leader di Cisl scuola Donato Lamorte -. Il sistema democratico permette il dissenso e il ritorno al maestro unico è un'operazione "di cassa": penso che una fascia a lutto non abbia turbato la normale didattica". Stesso registro per l'area autonoma. "Sarò drammatico il taglio dei posti di lavoro, nella primaria - è la valutazione di Giovanni Zanuttini, segretario regionale dello Snals -. A livello personale avrei scelto altre forme di protesta, però la reazione dei consiglieri regionali è inopportuna: il lutto non vale una sanzione disciplinare". Chiara Benotti.

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Riforma gelmini, in veneto 1200 maestri a rischio (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Regione Riforma Gelmini, in Veneto 1200 maestri a rischio Pd contro il ministro. Dal 26 sciopero contro il maestro unico PADOVA. Una bocciatura secca del decreto Gelmini e dei tagli stabiliti dal Governo. Ma anche della Regione, che non investe sulla mediazione linguistica e stanzia troppo poco per buoni libro e trasporto scolastico. Il Pd si prepara a dar battaglia per la scuola pubblica, in Parlamento come in Consiglio regionale. La protesta contro la reintroduzione del maestro unico alle elementari si leverà in tutta Italia con tre giorni di mobilitazione, il 26, 27 e 29 settembre. In Veneto nei prossimi cinque anni saranno tagliati circa 1200 maestri, di cui 320 solo nell'anno scolastico 2009-2010, in base al decreto del ministro dell'Istruzione. "E' la prima volta che una riforma sulla scuola viene fatta senza passare in Parlamento - segnala Roberto Fasoli, responsabile per l'istruzione del Pd veneto - E' un decreto balneare che ha come unico obiettivo il risparmio. Con un passo indietro clamoroso come il maestro unico, basato su una concezione di scuola superata, gravi disagi per le famiglie, tempo pieno ridotto a doposcuola e 130mila lavoratori a rischio. E più costi per i Comuni". La manovra prevede 7 miliardi e 800 milioni in meno alla scuola in tre anni, 87mila insegnanti in meno e un taglio drastico di personale Ata. In Veneto, dove la dispersione scolastica riguarda 1800 ragazzi l'anno, rischiano la chiusura 201 scuole "sottodimensionate", che però svolgono un ruolo vitale per molti paesi di montagna. E non c'è una risposta adeguata all'incremento degli alunni stranieri, che raggiungono il 10,8% della popolazione scolastica (+13,9% rispetto al 2007). L'Ufficio scolastico regionale ha proposto la destinazione di parte di un fondo da 500mila euro per l'inserimento di mediatori culturali nelle scuole. Ma l'assessore regionale Elena Donazzan ha rigettato il progetto. In proposito Il Pd proporrà l'istituzione di un tavolo di coordinamento tra gli uffici scolastici e gli assessorati all'istruzione di Provincie e Comuni. "Faremo inoltre una battaglia in Consiglio regionale in sede di approvazione della Finanziaria 2009 per aumentare il contributo alle famiglie per l'acquisto di libri di testo e il trasporto scolastico" promette Andrea Causin. Nel 2008 lo stanziamento della Regione è stato di 1,5 milioni, meno del 30% delle domande delle famiglie. E i Comuni sono costretti a intervenire con proprie risorse. (s.v.).

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La notte anti-gelmini, le maestre dormono in classe (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Roma La notte anti-Gelmini, le maestre dormono in classe è cominciata l'occupazione della scuola elementare Iqbal Masih. Asserragliati nelle classi alunni, genitori e insegnanti, per protestare contro la riforma sul maestro unico voluta dal ministro Mariastella Gelmini. Bambini che giocano, maestre che leggono favole, genitori che organizzano i giacigli alla meno peggio. Tutti, rigorosamente, indossano la maglietta bianca e verde simbolo della protesta, con lo slogan bene in vista: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". MAISTO E PINTUS A PAGINA V.

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Casilino, la prima notte anti-gelmini maestre e genitori dormono in classe - benedetta pintus (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Roma Casilino, la prima notte anti-Gelmini maestre e genitori dormono in classe BENEDETTA PINTUS "Aprite il cancello così entro, appoggio i sacchi a pelo e poi vado a cercare parcheggio", grida una mamma dall'ingresso della scuola. Una bidella si avvicina al citofono mentre Patrizia, maestra d'italiano, suggerisce a un collega: "Lascia accese le luci del corridoio e del bagno, altrimenti i bambini si potrebbero perdere. Spegni solo quelle delle aule". Intanto dalla palestra arrivano rumori di salti sul parquet e di palle che rimbalzano, grida di bambini. "Chi vuole ascoltare una fiaba?", chiede una maestra. Un gruppetto di alunni corre a riunirsi in cerchio intorno a lei, pronto ad ascoltare la favola della buonanotte. Sono le nove di sera di lunedì e, come testimonia il video sul sito di Repubblica Roma, nella scuola elementare Iqbal Masih la prima giornata di ritorno sui banchi non si è ancora conclusa. Iniziata alle 8.30 al suono della campanella, è proseguita per tutto il pomeriggio con la protesta contro la riforma voluta dalla ministra della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Il circolo didattico del Casilino è il più agguerrito della capitale: insegnanti e dirigente scolastico hanno indetto una settimana di occupazione per dire no al maestro unico. La prima notte di assedio le voci di una quindicina di bambini felici e rumorosi rimbalza da un muro all'altro della palestra. Maestre e genitori non li perdono d'occhio, mentre organizzano le giornate successive. "Io posso rimanere a dormire domani, ora devo scappare", si scusa un papà. Nel frattempo, sotto la pioggia, qualche mamma si dà il cambio attraversando il cortile con buste cariche di sacchi a pelo, coperte, cuscini e provviste di cibo. "Domani di fronte a Montecitorio ci saranno almeno 80 scuole, la protesta sta crescendo", dice soddisfatta una maestra. Se non fosse per le grida dei bimbi che giocano e corrono in palestra l'atmosfera non sarebbe troppo diversa da quella di qualsiasi occupazione di studenti del liceo. Mentre i piccoli alunni giocano, gli adulti bivaccano tra i tavoli della mensa. Pane e formaggio, un po' di vino rosso, chiacchiere e risate. I padri si siedono sui banchi, le madri si abbracciano, qualcuno esce fuori per fumare una sigaretta in compagnia e fare una telefonata dal cellulare. Quasi tutti indossano le magliette verdi e bianche con lo slogan della protesta: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". C'è anche una giovanissima mamma che allatta la sua pupa osservando sorridente i bambini più grandi. La fiaba è quasi finita. Dopo il "vissero felici e contenti", le maestre iniziano a gonfiare i materassini e stendere le coperte sul parquet. I bambini sono elettrici e gli adulti fanno fatica a farli stare buoni. Le lamentele ai rimproveri, però, non durano troppo: la giornata è stata lunga e la fatica si fa sentire. Tra un broncio e una lacrima infine si arrendono e si sistemano stanchi sui tappetini. Bidelle e maestre rimangono sveglie ancora per un po' a organizzare le tabelle dei turni e il programma per i giorni successivi. I genitori sgomberano i tavoli, puliscono il pavimento e spengono le luci. Anche loro per terra, accanto ai piccoli. è ora di dormire: l'occupazione è appena cominciata.

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"maestro unico, ora la protesta è di tutta la città" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Roma L'assemblea "Maestro unico, ora la protesta è di tutta la città" Sit in davanti a Montecitorio e assemblea nel pomeriggio. E' continuata anche ieri la protesta della scuola romana contro il maestro unico. Durante la mattinata, mamme e insegnanti del comitato "Non rubateci il futuro" (che riunisce più di 70 istituti) si sono alternate in presidio davanti alla Camera dove in commissione istruzione è partita la discussione del decreto Gelmini. Tra gli istituti presenti oltre la Iqbal Masih, capofila della protesta romana, anche Gandhi, Trilussa e la scuola Franco Cesena di Trastevere, una delle prime scuole del centro ad aderire al comitato. Nel pomeriggio, mentre alla Iqbal Masih maestre e genitori continuavano l'occupazione, all'istituto Galilei più di 200 persone hanno partecipato all'assemblea promossa da Sos scuola e coordinamento precari a cui hanno aderito anche i Cobas e il comitato "Non rubateci il futuro": fissata una nuova assemblea, il 28 settembre, questa volta a livello nazionale. In programma anche una manifestazione. "L'occupazione durerà ancora stasera e quasi sicuramente anche domani (ieri e oggi, ndr)", assicurano intanto dalla Iqbal Masih. (tea maisto).

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Vocazione e disciplina, la fatica di imparare - ludovica amoroso (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Roma Vocazione e disciplina, la fatica di imparare Dove imparare l'arte più difficile tra studio e preparazione La mappa degli indirizzi Dall'Accademia ai corsi privati un impegno che "è come entrare in seminario" E gli ex allievi raccontano di "anni durissimi" tra svecchiamento e nuove tecnologie LUDOVICA AMOROSO Il Teatro, nei secoli così imponente e autoritario, eppure così mutevole. è la vita riprodotta nelle sue evoluzioni più disparate o "disperate". Ancora scuola durissima per chi ne intraprende la strada. Dall'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, alle grandi scuole di recitazione private viene insegnato all'attore odierno il senso di "verità", richiamando i principi di Stanislavskij e di altri importanti maestri del ?900, secondo la formula "essere, non recitare". Il direttore della "Silvio D'Amico", Lorenzo Salveti, spiega: "Da noi si lavora undici mesi l'anno, anche attraverso stage estivi, per otto ore al giorno. Cerchiamo di insegnare ai nostri ragazzi a divenire attori completi. Per noi non esiste la distinzione tra teatro e cinema. Il percorso di ognuno si sviluppa attraverso l'interesse e le forze messe in campo. La nostra è una scuola ?onnivora', una vocazione, come entrare in seminario". La sua è l'unica scuola pubblica riconosciuta a livello nazionale dal MIUR. Tra gli ex allievi, l'attrice teatrale Cristiana Vaccaro ci racconta di anni durissimi, "Eppure - spiega - mi sono resa conto della cosa preziosa che mi era stata insegnata: la professione, perché il tuo ? io' artistico esce solo dopo lo studio e la preparazione. Nicolaj Karpov, un grande maestro, ci consigliava di seguire un percorso ogni volta diverso per entrare realmente nella parte e non correre il rischio della ripetizione. Questo è il segreto perché una scena divenga ogni volta nuova". E se di metodi d'insegnamento si parla, per Ennio Coltorti, attore, regista e Direttore del Teatro "Stanze Segrete", ci dovrebbe essere "uno scambio continuo tra il mondo del teatro e quello del cinema. La tecnica di recitazione è in continua evoluzione. Grazie ai giovani e alle nuove tecnologie stiamo intraprendendo un processo di svecchiamento. Le grandi scuole rimangono ma i veri maestri sono andati via. Il teatro, quando è ben fatto, giunge direttamente allo stomaco: è sangue, è aria, è quello che respiriamo dalla nostra società...". Nella più antica scuola privata di recitazione, l'Accademia Pietro Scharoff, i costi variano da un minimo di 2.800 (360 ore) euro ad un massimo di 4.500 (600 ore) euro all'anno. Il direttore Luigi Rendine spiega: "Con il tempo abbiamo rivoluzionato la didattica, introducendo discipline nuove e cercando di guidare i nostri ragazzi attraverso i vissuti e non attraverso la perfezione estetica". La Cometa, è un'altra realtà nata nel 1997. La scuola è triennale, con trenta ore di lezione settimanali ed i costi variano da 6.500 a 7000 euro l'anno. Il Direttore artistico Lilli Cecere, sostiene che "è aumentata la richiesta d'iscrizioni negli ultimi anni, ma ci sono meno giovani disposti ad immergersi nella dura vita che richiede il mestiere dell'attore. Il nostro compito è accompagnare i ragazzi nel mondo del lavoro, dopo aver frequentato la scuola". Nella scuola "Ribalte"di Enzo Garinei, fondata nel 1986, ogni corso dura nove mesi, con venticinque ore settimanali e con un costo di 400 euro mensili. Garinei ci racconta quanto la televisione abbia facilitato il lavoro dell'attore, offrendogli la notorietà che è più difficile conquistare attraverso il teatro. "Ma la TV è una chimera e può essere pericolosa". Come gli altri sostiene che "la crisi che sta attraversando il teatro è esclusivamente economica. Il teatro è ancora vivo, è la magia più bella che un essere umano abbia mai conosciuto!".

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Scuola, la proposta del pdl in fvg: punire i prof con il lutto al braccio (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pordenone Scuola, la proposta del Pdl in Fvg: "Punire i prof con il lutto al braccio" TRIESTE. Licenziare gli insegnanti che in Friuli Venezia Giulia, il primo giorno di scuola, si sono presentati in aula con il braccio listato a lutto e hanno "impartito una lezione politica" contro la riforma scolastica del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. È solo un'ipotesi, ma i consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e Piero Tononi, che l'hanno proposta in un'interrogazione al presidente della Regione Renzo Tondo, chiedono "venga presa in considerazione". Nonostante l'ira del ministro, maestre e genitori lunedì scorso hanno dato vita anche in regione alla protesta contro il ritorno al maestro unico e i tagli di organico, stimati dallo stesso ministro in 87 mila cattedre nei prossimi tre anni. Un dissenso che - per i due consiglieri - ha travalicato il legittimo diritto di protesta. Da qui l'invito rivolto al presidente Tondo "a svolgere d'urgenza una verifica per stabilire se, quanti e quali insegnanti abbiano realmente disatteso la normale programmazione scolastica per impartire una lezione politica contro la riforma scolastica del ministro nel primo giorno di lezioni in Friuli Venezia Giulia". Spiegano i due consiglieri: "Il fatto che alcuni insegnanti si siano presentati a scuola con il lutto al braccio è sconcertante". I SERVIZI A PAGINA 5.

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Tagli, chiude anche la scuola per insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Bologna IL CASO Tagli, chiude anche la scuola per insegnanti La protesta dei futuri prof corre sul blog, il 2 ottobre tutti a Roma IL ministro Fioroni non li ha più ammessi nelle graduatorie. Il ministro Gelmini ha dato il colpo di grazia: ha chiuso le scuole di specializzazione per gli insegnanti. Così anche in Ateneo monta la protesta degli studenti iscritti, circa 900 in Emilia Romagna, intorno ai 500 all'Alma Mater. I più colpiti sono quelli dell'ultimo ciclo: hanno iniziato lo scorso anno e dovranno concludere entro il 2010, con alcuni corsi dimezzati e senza nessuna prospettiva, per ora, di poter andare a fare il mestiere per cui hanno studiato. Mentre gli insegnanti protestano a scuola, loro che docenti vorrebbero diventare e si stanno specializzando per questo, sono rimasti nel limbo. Andranno a Roma, a protestare, il 2 ottobre. Intanto la rabbia corre via mail, nei loro forum, nelle lettere inviate ai docenti. "Proteste giustissime", commenta Antonio Genovese, direttore della Scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario (Ssis) di Bologna. "Possibile che si chiuda una istituzione che ha funzionato per dieci anni senza che nessuno venga a vedere nel merito se si è lavorato bene o male? Persiste una inerzia istituzionale e politica che produce questi effetti". Chiara, 29 anni, laureata in Fisica e iscritta alla Ssis l'anno scorso, dovrà rinunciare alla seconda abilitazione in matematica perché nel frattempo la scuola chiude e non sarà possibile andare fuori corso. "Come me tanti altri, ci stiamo specializzando per insegnare e ora ci dicono che forse non potremo più fare questo mestiere che per me è uno dei più belli". C'è chi la chiama, nelle tante mail di protesta, "abilitazione zoppa". Per essere cortese. E chi come Chiara ha una tentazione: "Finirò in qualche modo la scuola, ma poi cercherò di andare a insegnare all'estero".

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Mancano gli insegnanti di sostegno dal comune un milione per i disabili - camilla povia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari Mancano gli insegnanti di sostegno dal Comune un milione per i disabili I sindacati: ormai è emergenza. I fondi saranno utilizzati per il trasporto alunni CAMILLA POVIA A Bari e in provincia c'è una forte diminuzione degli insegnanti di sostegno. Sono 135 i docenti in meno rispetto allo scorso anno scolastico. E quelli che ci sono, di solito, lavorano il doppio o sono costretti a fare i supplenti. "In un mese abbiamo già avuto segnalazioni da tre docenti - ha detto Claudio Menga, segretario generale Cgil scuola - che al posto che affiancare un solo bambino disabile, sono stati costretti ad insegnare a diversi alunni portatori d'handicap. In questo modo viene meno il rapporto uno a uno stabilito dalle scuole e i docenti sono costretti a lavorare sempre di più". Ma non solo. Con i tagli previsti dal governo e dal ministro Gelmini, gli insegnanti di sostegno diminuiranno ulteriormente. E la Puglia è una delle regioni che sarà colpita di più. A questo proposito i primi aiuti arrivano dall'amministrazione comunale che stanzia un milione di euro per 40 educatori professionali che affiancheranno i docenti di sostegno. "E' assurdo che il Comune cerchi di riparare i danni del governo - ha detto Pasquale Martino, assessore comunale alla Pubblica istruzione - ma è proprio quello che abbiamo scelto di fare. Portiamo il numero di figure professionali da 20 a 40 e stanziamo altri 273mila euro per il finanziamento di progetti rivolti a favorire l'inserimento dei bambini disabili nelle scuole". Gli educatori professionali pensati dal Comune, che l'anno scorso erano 20, affiancheranno l'insegnamento ai disabili nelle scuole e seguiranno i bambini handicappati attraverso attività didattiche e di laboratorio. "Certo non può essere una soluzione definitiva o sostitutiva - ha continuato Martino - la Puglia e l'Italia hanno bisogno dei docenti di sostegno. Lo stato ha il dovere di darli e invece oggi sembra avere il diritto di toglierli". Il Comune ha recentemente stanziato anche un milione e 300mila euro per il trasporto scolastico dei disabili che è cominciato ieri con il primo giorno di scuola. "In Puglia il rapporto tra bambino disabile e docente è di 1,5 - ha detto Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola - e in alcune realtà è anche superiore. Nella scuola media, per esempio, i portatori d'handicap sono 1247 contro 712 posti di sostegno. E' la qualità della scuola e dell'insegnamento che ne risente". Il problema delle docenze ai ragazzi disabili cresce sempre di più. In questi giorni se ne è occupato anche l'ufficio scolastico regionale, inviando in tutte le scuole una circolare. Nel testo era espressamente vietato l'utilizzo dei docenti di sostegno per coprire alcune eventuali supplenze.

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Petizione e ordine del giorno del pd contro i tagli della ministra gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pontedera Petizione e ordine del giorno del Pd contro i tagli della ministra Gelmini PONTEDERA. Il Pd presenterà un ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale, attraverso la sottoscrizione di una petizione, volantinaggi e sostenendo le iniziative dei comitati di genitori e insegnati che in modo spontaneo anche a Pontedera si stanno organizzando. Un impegno per salvaguardare il diritto all'istruzione e alla formazione di tutti in una scuola pubblica, moderna e culturalmente pluralista. La scuola è l'istituzione che più di ogni altra consente ai più giovani di immaginare il proprio futuro. Solo questa constatazione dovrebbe suggerire alla politica e al governo un grande senso di equilibrio e responsabilità: così si apre un comunicato della segreteria comunale del Partito democratico col quale critica i tagli del ministro Gelmini. "Non sembra - continua - questa una preoccupazione del Governo Berlusconi e della ministra Gelmini che al contrario, con impressionante leggerezza, usano la scuola per una propaganda decisionista e per una politica di tagli al bilancio. La politica sulla scuola deve diventare confronto alto sul progetto educativo e non polemica su annunci che magari possono attrarre una parte dell'opinione pubblica, ma che non hanno alcuna base concreta". "Dietro la favola del grembiule - prosegue - ci sono 8 miliardi di euro di tagli alla scuola e gran parte andranno a colpire proprio la scuola elementare che pur in una quadro di grave ritardo della formazione del nostro paese è stimata dall'Ocse tra le migliori a livello internazionale. La riduzione del tempo pieno e la reintroduzione del maestro unico - secondo il Pd - potranno garantire questi livelli e modelli educativi? Noi pensiamo di no. è indubbio che la scuola abbia bisogno di affrontare una processo di riforma e di razionalizzazione delle risorse ma perché smantellare la scuola elementare l'unico settore del sistema scolastico italiano che raggiungeva finora livelli competitivi sul piano internazionale?".

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Ecopass, il Comune <congela> zone e tariffe (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 222 del 2008-09-17 pagina 3 Ecopass, il Comune "congela" zone e tariffe di Redazione City-manager, il sindaco propone un pool di saggi che lavorerà gratis La sensazione, è che se ci sarà un allargamento della "zona rossa" o ad altre classi toccherà pagare, in primis i diesel euro 4 che finora l'hanno scampata o addirittura gli scooter, succederà solo dalla metà del 2009. Per ora, e ben oltre la fine del test che scatterà il 31 dicembre - l'Ecopass resterà così com'è. Paletti fissati ieri dai vertici locali del Pdl a Roma durante un incontro con il sindaco Letizia Moratti in cui sono stati affrontati tanti temi lasciati aperti prima della pausa estiva: dal rimpasto in giunta al Leoncavallo, dal trasferimento dell'Accademia di Brera a "tutti i temi nazionali - riferisce il sindaco - che hanno impatto sulla città, come Ici e catasto: collaboriamo per un percorso di revisione e integrazione delle normative, per ottimizzare le risorse che avremo anche in funzione del federalismo fiscale". E in tempi di ristrettezze di bilancio, ha sopreso tutti la proposta del sindaco di rimpiazzare il direttore generale Giampiero Borghini, che ha lasciato da poco Palazzo Marino - e riceveva oltre 200mila euro l'anno -, con un comitato di esperti disposto gratis le proprie consulenze. Al tavolo, Ignazio La Russa e Massimo Corsaro per An, Maurizio Lupi, Maurizio Casero e Guido Podestà per Fi, Giancarlo Giorgetti per la Lega e Luigi Baruffi per l'Udc. Il ticket d'ingresso, precisa dunque il sindaco, "resterà così com'è fino alla fine della sperimentazione, non sarà allargata l'area e non saranno modificate le categorie di veicoli che devono pagarlo. Abbiamo concordato che non è questo il momento di parlarne, Ecopass continua come deciso e non ci sarà nessuna novità né allo studio o proposta finché non esamineremo i dati". Esame dunque che partirà dopo i primi di gennaio e non sarà dall'esito immediato: perché si arrivi a piazzare nuove telecamere su un'area più estesa, è certo, passeranno 5-6 mesi. Il sindaco, assicura Podestà, "ci ha riferito comunque che i dati finora sembrano positivi, ma si era detto che avremmo fatto un anno di sperimentazione per decidere come proseguire e non sarebbe corretto trarre conclusioni prima di finire il test". Con il ministro alla Difesa, la Moratti ha discusso anche del progetto, già partito con il governo precedente, di trasferire l'Accademia di Brera alla caserma di via Mascheroni: "Per il ministro Gelmini e Bondi il piano è già avviato, ma deve avere anche il benestare del ministro La Russa. Teniamo moltissimo al bicentenario di Brera che cade il prossimo anno - ricorda il sindaco - e quindi ci auguriamo di poter inserire il progetto nell'ambito delle celebrazioni". Riaggiornato a un prossimo incontro (a 15 giorni) il tema della fusione tra le aziende di trasporti locali di Milano e Torino, Atm e Gtt, il futuro degli aeroporti milanesi ("come per Expo, aspettiamo che il governo risolva la questione Alitalia", riferisce Podestà), sia quello del Leoncavallo sollevato da La Russa: l'assessore Giovanni Terzi sta lavorando all'ipotesi di creare una Fondazione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Giù le mani dai bambini (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 222 del 2008-09-17 pagina 3 Giù le mani dai bambini di Redazione (...) La nostra associazione combatte da anni la strumentalizzazione dei minori in tutte le sue forme: dall'utilizzo dei figli come arma di rivalsa e ricatto nelle separazioni e nei divorzi allo sfruttamento della loro immagine nell'ambito della pubblicità e delle sfilate di moda. Se dipendesse da noi porremmo limiti anche all'impiego massiccio di bambini nella produzione televisiva e cinematografica. La sistematica strumentalizzazione dei minori, per fini economici e politici, è funzionale esclusivamente agli interessi degli adulti; ciò è da noi considerato un autentico scippo della loro infanzia. Non possiamo non sottolineare - nel caso specifico dei bambini usati come scudo pretestuoso a rivendicazioni economiche e politiche di adulti - il totale silenzio di organizzazioni, nazionali ed internazionale finanziate con fondi pubblici, che della tutela del minore hanno da sempre fatto la loro bandiera; una bandiera che sembra sventolare esclusivamente al vento di precisi interessi. Stendiamo infine un velo pietoso sulle dichiarazioni di alcuni esponenti dell'opposizione e del sindacato in merito all'iniziativa del Ministro Gelmini sul Maestro Unico. Costoro si appellano ai minori ed ai loro diritti solo quando funzionale ai loro interessi ideologici e politici, come l'approvazione di specifiche normative e protocolli che hanno consentito a un esercito di operatori dell'infanzia di fare della "tutela del minore" un redditizio quanto vergognoso business, sulla pelle dei bambini. La Gesef, da sempre impegnata nella scuola per il riconoscimento del diritto del genitore non affidatario-collocatario ad accedere a tutte le informazioni scolastiche che riguardano il proprio figlio, nonché a partecipare alle attività didattiche ludiche e sportive che vedono coinvolti i genitori, saluta con gioia la proposta del Maestro Unico per le elementari, da noi considerato vero ed unico punto di riferimento didattico (e non solo) per il bambino, con l'auspicio di una maggiore presenza di Maestri Uomini per controbilanciare la presenza femminile nella scuola dell'obbligo e dell'infanzia. *presidente Gesef, genitori separati dai figli © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La versione delle maestre (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 222 del 2008-09-17 pagina 3 La versione delle maestre di Redazione Gentile Direttore, le scrivo in relazione ad alcune immagini apparse sul "il Giornale" di martedì 16 settembre 2008, apparse in riferimento alle proteste relative al decreto Gelmini, sulla reintroduzione del maestro unico. Mi preme rilevare quanto segue: 1. nella didascalia della foto a pagina 8, foto che ritrae alcune insegnanti della Scuola G. Daneo, si sostiene che la relativa preside appartiene alla Sinistra Arcobaleno. Nel farle presente, in qualità di preside della scuola Daneo, di non aver mai fatto parte della suddetta associazione, lamento, da parte della testata da Lei diretta, una lesione del mio diritto all'identità personale. La invito pertanto a pubblicare rettifica opportuna su "il Giornale" di domani, con riserva, in ogni caso, di adire le vie legali per il risarcimento dei danni da me patiti a causa del comportamento Suo e dei giornalisti alle Sue dipendenze; 2. l'immagine riportata a pagina 45 della medesima copia, risulta essere una fotografia scattata nella giornata di lunedì 15 settembre 2008, all'interno del plesso Daneo. La foto ritrae un'insegnante al lavoro con la sua classe ed è stata scattata alla totale insaputa della maestra e dei suoi allievi. Le ricordo che la ripresa di foto all'interno degli edifici scolastici è subordinata all'autorizzazione del Dirigente. Tale foto risulta quindi essere stata scattata in modo illecito, con potenziale lesione dei diritti dell'insegnante e degli allievi. Diffido pertanto Lei e i Suoi giornalisti dall'assumere per il futuro analoghe iniziative contrarie al Diritto, riservandomi, anche in questo caso, ogni iniziativa atta alla tutela degli insegnanti e degli allievi della scuola. 3. nell'immagine medesima, presumibilmente scattata entro le ore 9, l'insegnante è ancora ritratta con il cappello a punta per spiegare ai bambini la ragione della manifestazione di libero pensiero da parte della loro maestra fuori della scuola e non certo per mantenerlo per il resto della giornata scolastica. La stessa si è svolta secondo una regolare cadenza didattica, al contrario di quanto le illazioni contenute nel trafiletto a fianco all'immagine in questione vorrebbero far pensare. Resto in attesa di urgente riscontro e rettifica, come richiesti. Cordiali saluti. Michela Casareto © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Lo vorrei per nonno Come me è il simbolo di un'Italia positiva> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 222 del 2008-09-17 pagina 6 "Lo vorrei per nonno Come me è il simbolo di un'Italia positiva" di Paola Setti Miriam Leone: "Dopo la trasmissione mi ha detto brava. La politica? Mi piace" da Milano Miriam Leone, la miss Italia che dà del nonno a Silvio Berlusconi. "Ma vuoi mettere avere un nonno così? Ti può trasmettere tante esperienze. Il suo nipotino Alessandro è fortunato". Imprenditore, fondatore di un partito, premier... "E poi le case". Eh sì, case. Ville vorrà dire. "Sai che vacanze, per noi abituati ad andare in spiaggia libera al lido o ai giardini comunali". Ma se ci fosse stato Romano Prodi, seduto accanto a lei nello studio di "Porta a porta", avrebbe detto la stessa cosa? "Ma sì, dài. Solo che i suoi nipoti andranno in bicicletta... ". Era emozionata, nella poltrona accanto al premier?. "Moltissimo. Una serata surreale. Guardavo la gente in studio alla ricerca di uno sguardo umano che mi dicesse che non stavo sognando. Del resto vivo così". In un sogno. "Mi sveglio al mattino preoccupata che non sia vero niente, col timore che il vestito si trasformi nei jeans strappati e la corona in un cerchietto con la mollettina per i capelli". È la sindrome di Cenerentola. E il principe azzurro chi è? "Non c'è. Per ora mi accontento del rospo nel cassetto". Certo che il premier a "Porta a porta" non le ha fatto nemmeno un complimento. "Gli argomenti erano troppo seri per abbassare il tono". Dopo però che le ha detto? "Era blindatissimo, è andato via presto... ". Non ci crede nessuno. "Va be', mi ha detto che oltre a essere bella sono anche brava. Ma è stato molto sobrio". E dire che lei per conquistarlo ha detto persino di approvare il maestro unico. "Ma io la penso davvero così. Il rapporto esclusivo con un maestro può dare molto di più". Gioco della torre: Berlusconi o Veltroni? "Tengo tutti e due, credo nella regola dello yin e yang: entrambi i poli sono necessari all'equilibrio. Spero riallaccino il dialogo, per il bene del Paese". Mariastella Gelmini o Ignazio La Russa? "Tengo La Russa: mi telefona tutte le mattine". Prego? "No, va be', è che il mio collega di radio Etna Espresso, Alessio, lo imita benissimo". Roberto Maroni o Mara Carfagna? "Tengo la Carfagna: è una donna. E poi ha iniziato come me, dal concorso per miss Italia". Ahi ahi ahi, un'altra che vuol far politica. "La politica mi interessa, sì. Ma per ora cerco di restare con i piedi per terra, e di vivere questo ruolo con impegno". È una responsabilità, essere miss Italia. "Sono un simbolo, come il premier e come la Vezzali campionessa olimpica: in fondo rappresentiamo il lato positivo del Paese, che pur fra mille difficoltà è sempre il Bel paese". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Rai, programmi a ruota libera Del Noce pensa già alla fiction (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 222 del 2008-09-17 pagina 14 Rai, programmi a ruota libera Del Noce pensa già alla fiction di Redazione La fiction non ha il volto di Miss Italia ma fa innamorare lo stesso. E Fabrizio Del Noce (nella foto) sembra essersi perso dietro alle sue movenze al punto che, come gli innamorati, dimentica il presente. E finisce spiazzato. Il palinsesto ad esempio fa acqua. Lunedì, su Raiuno, alla Vita in diretta s'è parlato di prostituzione, tema caldo. A discuterne Alessandra Mussolini e Livia Turco. Ne hanno parlato 16 minuti 16. Perfetto: contraddittorio centrato (a parte qualche lacuna). Ma, scusi direttore, perché la Carfagna, ministro artefice del provvedimento, è finita relegata solo per un minuto alla radio e per giunta sulla sua esperienza a Miss Italia? Sarà stata una svista. Ma la giornata si era aperta a Unomattina con una precaria anti-Gelmini ed è proseguita nel pomeriggio con le cooperative anti-Tremonti. Direttore, por favor, occhio ai palinsesti... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Mercoledì - filippo ceccarelli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

R2 MERCOLEDì LA POSA DEI POTENTI FILIPPO CECCARELLI Ma cosa provano ministri, ministre, potenti e adesso anche fidanzate di potenti quando si rivedono nelle fotografie in posa che a ritmo incessante si fanno scattare sui rotocalchi un tempo detti "rosa" e ora deputati a consacrare l'immagine del comando? Il ministro Maroni, per dire, che felice come un bimbo mostra la sua vasta collezione di elefantini "tutti rigorosamente con la proboscide in alto", si legge nella didascalia. Oppure la Gelmini, semi-sdraiata senza occhialetti sulla guida rossa dello scalone della Pubblica Istruzione. E Bondi, povero Bondi, il ministro del Bello: condotto in maniche di camicia su un ombroso viale di campagna e qui immortalato con un sorriso malinconico e un'incongrua penna d'oca in mano. Che si ha da fare per comandare: copertine, servizi illustrati, scenette fasulle. Al titolare della Difesa La Russa mettono in grembo il barboncino "Fiamma". Il sindaco Alemanno fa finta di lavare i piatti in cucina. La fidanzata dermatologa del ministro degli Esteri, l'ineffabile new entry Chantal Sciuto, occhieggia severa in elegante tailleur e guanti verdi da chirurgo, mentre su un altro settimanale ostenta frustino e stivali da cavallerizza, ma sopra una poltrona. Perché lo fanno? Per vanità? Leggerezza? Predisposizione? Incoscienza? Ricerca del consenso? O perché non sanno dire di no? Dilemma complesso, più forte del ridicolo.

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Il ministro gelmini pensa a come cambiarlo, i prof lo difendono. viaggio nell'ultima trincea della scuola italiana. con qualche sorpresa - jenner meletti modena (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

R2 Il ministro Gelmini pensa a come cambiarlo, i prof lo difendono. Viaggio nell'ultima trincea della scuola italiana. Con qualche sorpresa JENNER MELETTI MODENA dal nostro inviato I bulli sono arrivati anche qui, nel liceo - mito. In una notte di maggio hanno incendiato arredi e computer dell'aula riservata agli studenti disabili. "Non abbiamo mai saputo da dove venissero, quei disgraziati. Non possiamo credere che fossero nostri studenti". Il liceo Ludovico Antonio Muratori, in cemento armato, sembra una fortezza: una delle 466 cittadelle chiamate liceo classico che ogni mattina aprono i loro portoni in Italia, assieme ai loro cugini, gli 864 licei scientifici. La bufera alla quale debbono resistere oggi non si chiama bullismo, ma ministro Mariastella Gelmini, che ogni giorno annuncia le riforme fatte con l'accetta. "La scuola è sempre pubblica, anche quella che non è gestita dallo Stato. Non tutti i ragazzi debbono necessariamente iscriversi al liceo classico o scientifico". Ci sono i manifesti dei sindacati, nell'atrio del liceo. I professori sono solidali con le maestre che si sono presentate in classe con il lutto al braccio. Hanno paura che riforme improvvisate annullino decenni di lavoro. "Stiamo valutando di ridurre le ore settimanali nelle superiori", ha ribadito il ministro. Dai licei potrebbe sparire un anno, il 20% del sapere trasmesso andrebbe al macero. Sui muri del Muratori non c'è nessuna scritta. "Solo tre anni fa ne è apparsa una: "Lasciate ogni speranza voi ch'entrate"". Durante la ricreazione i ragazzi parlano sottovoce. "Noi cerchiamo - dice la preside Rossella Bertoni - di insegnare anche la buona educazione. Qui ci sono 800 studenti e 80 professori. Se tutti urlassimo? Il classico forse resta un'isola felice: qui arrivano ragazze e ragazzi che hanno davvero voglia di studiare. Noi cerchiamo di dare loro quel bagaglio di interessi, di curiosità e di cultura che sarà utile per tutta la vita. Non è vero che al liceo si studiano cose vecchie e inutili come il greco e il latino: si impara ad usare il libero arbitrio, si accresce lo spirito critico. Ma tutto questo, in una società che vuole sempre qualcosa da spendere subito, non sempre è compreso. La scuola non è un supermercato". SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON UN ARTICOLO DI SALVO INTRAVAIA SEGUE A PAGINA 40.

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Pivetti ancora prof (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Spettacolo Pivetti ancora Prof. Problemi più reali nella nuova serie E Veronica boccia il ministro Gelmini ROMA. La prof. di lettere Camilla Baudino, alias Veronica Pivetti, di questi tempi sarebbe tra gli insegnanti che contestano la riforma del ministro Gelmini. "Sorvoliamo" dice l'attrice per evitare commenti pesanti alla presentazione stampa alla Rai; "la riforma? Piccola, superficiale e ipocrita", dice poi all'agenzia radiofonica Grt. La nuova serie, promossa a otto puntate, il giovedì su Raiuno, di Provaci ancora Prof. 3, con la regia di Rossella Izzo, promette "pur nel contesto di commedia e di giallo-rosa, un pizzico più di realismo sulla scuola - dice la Pivetti - questa volta infatti sono una professoressa che si arrabbia veramente con gli allievi, cerca di avere un rapporto più adulto, di responsabilizzarli". Pur realizzata (da Endemol Italia) ben prima del progetto di riforma del nuovo ministro Gelmini, la serie "fa un pensiero sulla realtà della scuola - sottolinea Eleonora Andreatta di Rai Fiction - rispettandone maggiormente la complessità, senza stereotipi e proponendo con la professoressa Baudino un modello di buon professore capace di ascoltare e contenere". Nella fiction, che prende ispirazione dai romanzi di Margherita Oggero, questa volta il marito della prof., interpretato da Enzo Decaro, entra in crisi professionale rappresentando così quello che capita ad una persona di mezz'età che perde il lavoro, "si deve rimettere in gioco e l'incertezza sul lavoro si riflette anche nei rapporti familiari", come dice l'attore.

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Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella loro azione, in sintonia con il linguaggio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella loro azione, in sintonia con il linguaggio ... Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella loro azione, in sintonia con il linguaggio dei ministri. Non ce ne sono molti in questo momento sul pianeta e l'Italia non ha certo una tradizione in proposito. Fino ad ieri, anche da noi, era l'esatto contrario: quando pioveva era "ladro" il governo, di qualunque colore fosse. Invece la Carfagna che vuole ripulire le strade dalle prostitute piace da impazzire e piace Maroni che promette tolleranza zero ad ogni incrocio. Piace anche la Gelmini che vuole sbarazzarsi degli insegnanti in eccesso, così come era piaciuto Brunetta in lotta coi fannulloni. Piace soprattutto Berlusconi che sfonda alla grande la soglia del 60% di gradimento. Piace il suo autoritarismo sorridente, il suo voler raddrizzare la schiena ai cattivi che sono sempre gli altri. I sondaggi rimandano e fotografano l'incontestabile umore nazionale: Berlusconi ha più o meno sempre ragione. Anche quando dichiara e battezza come "imbarazzante" il consenso e la passione italica nei suoi confronti. Definizione migliore non si poteva trovare, effettivamente è un fenomeno sociale e culturale che imbarazza.

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Risponde (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-17 - pag: 16 autore: Risponde Aldo Carboni Le lettere vanno inviate a: Il Sole-24 Ore ''Lettere al Sole-24 Ore'' - Via Monte Rosa, 91 20149 Milano - fax 02.312055 email: letterealsole@ilsole24ore.com a.carboni@ilsole24ore.com è b uffo, tutti parlano dei bambini, ma ci fosse qualcuno che ha chiesto loro un'opinione. Magari, neanche si sono accorti che alcune maestre erano vestite di nero. O non hanno associato il nero al dolore del lutto. A quell'età, la morte è un pensiero lontano. Perciò, mi pare tutta una gran chiacchiera. E anche la protesta degli insegnanti, l'ho trovata forse inopportuna, ma nel complesso civile. Almeno, erano a scuola. - Violenza brutale A Milano hanno ammazzato un italiano di colore. A scusante loro, i due aggressori (padre e figlio, con precedenti) hanno detto che, con i suoi amici, avevano rubato tre pacchetti di biscotti nel loro bar. La vita vale proprio poco. Ma mi chiedo che cosa vale la presenza di 3mila soldati per strada quando molti si sono fatti l'idea che si può uccidere, o usare violenza, per delle inezie. Non sarà che dopo il tam tam della campagna sulla sicurezza i cittadini si sentono autorizzati a compiere ogni nefandezza? Francesco Colombo e-mail Scuola e merito Voglio esprimere il mio fastidio per il taglio schematico e ideologico (naturalmentea mio modesto giudizio) con cui Alberto Alesina ha espresso il proprio punto di vista sulla scuola italiana sul Sole 24 Ore dell'11 settembre. Come si fa infatti, se non sulla spinta dell'urgenza "ideologica" di dimostrare la propria tesi, a mettere insieme, sotto lo stesso segno della "meritocrazia", la scuola primaria con le scuole superiori e l'università? Mi sfuggono le ragioni che hanno indotto il ministro Gelmini a partire con i tagli proprio in quella scuola primaria che, nel contesto del sistema formativo italiano, rappresenta un fiore all'occhiello (come anche i recenti dati dell'Ocse confermano) agli occhi del mondo. Né mi illudo ci si possa ragionevolmente attendere che l'attuale ministro cominci nella sua operazione di taglio agli sprechi, intervenendo sulla pletora di insegnanti di religione (vero e arcaico unicum del sistema scolastico italiano) indicati direttamente dal gradimento vescovile, pagati dallo Stato italiano e poi, dopo qualche anno inseriti nell'ordinario circuito didattico senza concorsi e vere prove selettive. Ma, evidentemente, questi dubbi non sfiorano il commentatore che promuove preventivamente e a pieni voti (senza alcuna valutazione meritocratica dei risultati), il nuovo ministro. Daniele Borioli Assessore ai Trasporti e infrastrutture Regione Piemonte Le parole di Fini Ma che destra è quella di Fini? Se una destra non è un po' nazionalista non è destra. Se una destra non accetta di unirsi ai gazebo leghisti contro l'invasione di clandestini non è destra. Se una destra propone di far votare alle amministrative gli extracomunitari senza la cittadinanza non è destra. Lettera firmata.

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Precari, un varco in graduatoria (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-17 - pag: 37 autore: Istruzione. Il ministro Mariastella Gelmini annuncia il recupero degli iscritti al IX ciclo "Ssis" Precari, un varco in graduatoria Possibile correzione al Dl 137/08 per inserire gli ultimi specializzandi Luigi Illiano ROMA Ciambella di salvataggio in arrivo per gli studenti del IX ciclo Siss (Scuola di specializzazione all'insegnamento secondario). Entro l'anno ci sarà un provvedimento ad hoc che permetterà a questi diplomati di inserirsi nelle graduatorie a esaurimento. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini in un'intervista al settimanale Tempi. "In modo che i ragazzi che hanno frequentato le Siss e si sono pagati una scuola, oltre i costi dell'università, possano accedere a una graduatoria ", ha spiegato il titolare di Viale Trastevere. In realtà si tratta di una scelta quasi obbligata che mette fine a una evidente contraddizione. è un contenzioso cominciato quando la Finanziaria 2007 del Governo Prodi trasformò le graduatorie permanenti in liste a esaurimento bloccandole. Ma, nonostante lo stop, il IX ciclo delle Siss (anno accademico 2007/2008) non fu cancellato e partì, pur in assenza di sbocchi. Con l'inevitabile conseguenza di lasciare in sospeso 11mila aspiranti docenti specializzati. Nell'intervista Gelmini non entra nei dettagli, ma sembrerebbe che, per centrare l'obiettivo, sia orientata a utilizzare la corsia preferenziale e blindata di un emendamento al decreto legge 137 del 2008, "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università" (quello su maestro unico e voto in condotta). La misura, di fatto, consentirà l'inserimento, in occasione dell'aggiornamento biennale delle graduatorie a esaurimento, agli abilitati Ssis del IX ciclo. Ma non solo: la possibilità sarebbe estesa anche agli abilitati che hanno frequentato i corsi (attivati nel 2007/2008) per la formazione dei docenti di strumento musicale. Stesso discorso per coloro che nell'anno accademico 2007/2008 erano iscritti al corso di laurea in Scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica. Ieri Gelmini ha anche confermato l'intenzione di riordinare il meccanismo di formazione dei docenti, articolandolo in un solo anno al posto di due (si veda"Il Sole 24 Ore" di ieri) e prevedendo non solo studio teorico, ma molto praticantato in classe. E proprio per elaborare nuovi criteri di formazione e reclutamento degli insegnanti è al lavoro una commissione, presieduta da Giorgio Israel ( ordinario presso il dipartimento di matematica alla Sapienza di Roma) che dovrà portare a termine il proprio compito entro il prossimo 30 novembre. Intanto, per il decreto legge 137 con le novità sul maestro unico e sul voto in condotta ieri è cominciato l'esame in commissione Cultura alla Camera. Ci sono state le audizioni delle associazioni di familiari, docenti, studenti e rappresentanti sindacali. Secondo il presidente della commissione, Valentina Aprea, il provvedimento viaggia spedito verso l'approvazione: "La maggioranza è pienamente convinta delle scelte del Governo, sicuramente approverà questo decreto in commissione, perché non è più tempo dei ripensamenti, è tempo delle decisioni e delle certezze per la scuola". Parole alle quali ha replicato Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione: "Dalle audizioni emerge una pressoché unanime sconfessione della riforma Gelmini, a gran voce criticata nel metodo e nel merito: tante le preoccupazioni per il ritorno al maestro unico e alla scuola primaria a 24 ore".

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Vera Keta Sui banchi nella mattinata di ieri sono tornati (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Stampa Vera Keta Sui banchi nella mattinata di ieri sono tornati ... Vera Keta Sui banchi nella mattinata di ieri sono tornati anche gli alunni dell'Itc "Leonardo da Vinci" di Frosinone che puntuali alle ore 8 si sono ritrovati davanti ai cancelli dell'istituto dopo quasi tre mesi di vacanze. Ma, nonostante l'entusiasmo dei ragazzi nel rivedersi dopo tanto tempo, l'anno scolastico comincia sotto il segno del forte malcontento di insegnanti, sindacati e opposizioni contro la riforma del ministro Gelmini, fra raccolta di firme e iniziative più "visibili". Sicuramente lo faranno alcuni insegnanti. La protesta è contro tre punti particolari dei provvedimenti della ministra Gelmini: la reintroduzione del maestro unico; il piano triennale di tagli per 8 miliardi di spesa nella scuola pubblica; il taglio del personale docente precario e Ata pari a 160.000 posti di lavoro. Tagli che lo stesso il dirigente dell'istituto "Leonardo da Vinci", Massimo Terracciano, da noi intervistato nel primo giorno di scuola ritiene assurdi e ingiusti. "Considerare la scuola come una spesa da contenere - sottolinea Terracciano - significa considerare l'istruzione non più come una risorsa per il Paese ma come un peso da eliminare. La riforma Gelmini mette in discussione centinaia di posti di lavoro e, soprattutto, elimina qualsiasi criterio di qualità". I tagli contro cui protestano i docenti derivano sia dalle scelte fatte dall'ultimo governo Prodi (30 mila cattedre in meno in tre anni), sia, soprattutto, dalla politica avviata dall'attuale esecutivo: attraverso il decreto legge n. 112 è prevista una riduzione di oltre 87.341 cattedre in tre anni. Il ritorno al maestro unico e la riduzione del modello base d'insegnamento alla primaria rientrerebbero in questa dieta complessiva e, secondo alcune stime sindacali, coprirebbero circa la metà dei tagli. A questi numeri, che riguardano i docenti, si va ad aggiungere il 17% del personale Ata (altri 42.500 posti). "Il compito di noi insegnanti - spiega il dirigente scolastico - è quello di assicurare una formazione completa agli studenti, ma questi tagli sicuramente non ci permetteranno di svolgere in modo adeguato il nostro compito".

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È stato Gianni Riotta Direttore del Tg1 il primo a presentarsi in tv in camicia con le maniche arrotolate (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

È stato Gianni Riotta Direttore del Tg1 il primo a presentarsi in tv in camicia con le maniche arrotolate. Ora ha appena debuttato a Uno Mattina Michele Cucuzza in maniche di camicia. Ha appena debuttato a "La vita in diretta" Lamberto Sposini in maniche di camicia. Ma Cucuzza andando ospite a "La vita in diretta" ha messo la giacca. Come mai sono in maniche di camicia su Rai Uno e non ci sembra che lo stesso accada su Rai Due o Rai Tre? Lo so, non sono questi gli interrogativi che ci tolgono il sonno e ci creano soltanto ansia. Purtroppo anche questo serve a capire il mondo che stiamo vivendo. Come quelle maestre che si sono presentate il primo giorno di scuola in nero, vestite a lutto per protestare contro la riforma Gelmini. Non ci è dato sapere cosa hanno pensato i piccoli studenti dinanzi alla suddetta rappresentazione. 17/09/2008.

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Gelmini: più libertà di scelta per le famiglie (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità Gelmini: più libertà di scelta per le famiglie L'INTERVISTA ROMA. La libertà di scelta delle famiglie sulla scuola è "compressa", con eccezioni come quella della Lombardia. Lo afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini in un'intervista pubblicata dal settimanale Tempi. "La scuola è sempre pubblica - dice Gelmini -, sia quando è gestita dallo Stato, sia quando non lo è. E di conseguenza credo che noi dobbiamo adoperarci per elevare la qualità media della scuola, sia essa statale o non statale. E soprattutto dobbiamo rendere concreto e attuare il principio costituzionale della libertà di scelta in capo alle famiglie. Oggi nel nostro paese questo è un principio ancora compresso, non tutelato nella sua concretezza". Anche se non mancano le eccezioni: "Per esempio la Regione Lombardia ha introdotto il principio della dote da dare agli studenti, credo che possa essere un percorso. Certo, abbiamo la necessità di liberare risorse per poter garantire la libertà di scelta, ma anche per premiare gli studenti più meritevoli, con le borse di studio, con i prestiti d'onore, con i voucher". Un tassello fondamentale nella revisione del sistema scolastico italiano e nella lotta alla dispersione scolastica è quello della valorizzazione della formazione professionale: "Non tutti i ragazzi si devono necessariamente iscrivere al liceo classico o scientifico, anche la formazione professionale è una scuola molto importante per il paese... Riqualificare la formazione professionale significa anche combattere la dispersione scolastica", ha concluso il ministro. Sull'intervista è scoppiata una polemica politica sintetizzata da Maria Pia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione del Pd. "Il ministro Gelmini prosegue con gli annunci dimenticandosi che temi di questo genere hanno una sede istituzionalmente preposta per discuterne, il Parlamento". "Dalle parole del ministro - aggiunge - emerge comunque un orientamento non ben definito: chi è contro la libertà di scelta, o l'efficienza del servizio? Nessuno. Il problema è che a fronte di questi annunci abbiamo la Finanziaria dove ai tagli alle scuole statali corrispondono anche tagli alle private, a cui Fioroni invece aveva dato finanziamenti". "Tutta la scuola pubblica ha subito tagli prima che si discutesse di un progetto educativo e ciò inficia la credibilità del ministro - aggiunge Garavaglia -. La sensazione è che si demolisce l'offerta formativa pubblica a vantaggio di una privatizzione priva di qualsiasi criterio e progetto. Inoltre per noi la scuola professionale corrisponde all'obbligo di istruzione, perciò deve avere la stessa dignità ordinamentale e finanziaria dei licei affinchè i giovani scelgano secondo le proprie attitudine e non come scelta residuale dipendente dallo status sociale".

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Punire i prof con il lutto al braccio (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità "Punire i prof con il lutto al braccio" La proposta dei consiglieri del Pdl Ciani e Tononi: "A scuola non si fa politica" LE POLEMICHE SULLA RIFORMA Anche un deputato di centro-destra ha presentato un'interrogazione "Quegli insegnanti non sono in grado di educare i bambini" TRIESTE. Licenziare gli insegnanti che in Friuli Venezia Giulia, il primo giorno di scuola, si sono presentati in aula con il braccio listato a lutto e hanno "impartito una lezione politica" contro la riforma scolastica del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. E' solo un'ipotesi, ma i consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e Piero Tononi, che l'hanno proposta in un'interrogazione al presidente della Regione Renzo Tondo, chiedono "venga presa in considerazione". Nonostante l'ira del ministro, maestre e genitori lunedì scorso hanno dato vita anche in regione alla protesta contro il ritorno al maestro unico ed i tagli di organico, stimati dallo stesso ministro in 87 mila cattedre nei prossimi tre anni. Un dissenso che - per i due consiglieri - ha travalicato il legittimo diritto di protesta. Da qui l'invito rivolto al presidente Tondo "a svolgere d'urgenza una verifica per stabilire se, quanti e quali insegnanti abbiano realmente disatteso la normale programmazione scolastica per impartire una lezione politica contro la riforma scolastica del ministro nel primo giorno di lezioni in Friuli Venezia Giulia". Spiegano i due consiglieri: "Il fatto che alcuni insegnanti si siano presentanti a scuola con il lutto al braccio è sconcertante, ma se è vero - hanno affermato Ciani e Tononi - che sono state impartite anche delle lezioni chiaramente politiche contro la riforma Gelmini, la questione diventa molto più grave". Da qui la richiesta nei confronti di quegli insegnati che non svolgono la propria attività di poter "prendere in considerazione anche l'ipotesi del licenziamento". Tra le novità della riforma disegnata dal ministro Gelmini e che in settimana sarà all'attenzione del Parlamento ci sono il ritorno all'uso dei voti alle elementari e alle medie, con tanto di 5 in condotta equivalente ad un'automatica bocciatura e la reintroduzione del grembiule. Una riforma difesa a spada tratta dal Pdl e dal governo. Il deputato Fabio Rampelli (Pdl), in un'interrogazione, ha affermato che le proteste degli insegnanti delle scuole primarie sono "contrarie alla Carta dei Servizi scolastici", e vanno sanzionate. Rampelli cita la Carta dei servizi del 1995, secondo la quale "la scuola garantisce la regolarità e la continuità del servizio e delle attività educative, anche in situazioni di conflitto sindacale". "Le maestre listate a lutto - continua il deputato Pdl - hanno semplicemente dimostrato di non essere in grado di svolgere il proprio ruolo sociale con senso di responsabilità. Che le scuole, il luogo per eccellenza dove si trasmettono valori come l'educazione e il rispetto degli altri, siano trasformate in un ring per tirare ganci sinistri dimostra la necessità di andare avanti con la riforma Gelmini". "Nessuno - ha precisato Rampelli - sostiene che gli insegnanti non debbano protestare, ma modus in rebus. Ci auguriamo ravvedimenti: la protesta, indetta per tutta la settimana, esca dalle scuole per prendere le sue forme lontano dall'innocenza dei bambini". I Cobas, intanto, hanno avviato una raccolta di firme contro il maestro unico e hanno indetto una mobilitazione in tutta Italia per il 26 settembre, mentre il 17 ottobre si svolgerà lo sciopero generale della scuola, convocato dai Cobas e dalle altre strutture del sindacalismo alternativo, con la manifestazione nazionale a Roma. Sonia Sicco.

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Le prime pagine del Lazio (sezione: Scuola)

( da "Velino.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL - Le prime pagine del Lazio Roma, 17 set (Velino) - Roma. L'ordinanza del Campidoglio che multa lucciole e clienti è il tema del giorno sui quotidiani. “Prostituzione, via alle prima multe”, titola Repubblica. Il Messaggero apre con “Prostituzione, prova sul campo per le multe”. “Primo blitz: multe alle prostitute”, è l'apertura dell'Unità, mentre il Giornale sceglie “Antiprostituzione: adesso si fa sul serio”. Taglio alto sul Corriere (“Ordinanza antilucciole al via tra le polemiche e blitz sulle consolari”), richiamo con foto su Libero (“Sanzioni a lucciole e clienti”). La sanzione prevista è di 200 euro. Già ieri, poche ore dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza, la prima contravvenzione: una romena di 22 anni, fermata in via Palmiro Togliatti. Il primo cliente che si è trovato di fronte ad un verbale dei vigili urbani è stato invece un meccanico italiano di 23 anni, sorpreso mentre contrattava una prestazione con un transessuale brasiliano in via Longoni, sulla Prenestina. “Alemanno non lo voto più”, ha affermato ai vigili che redigevano il verbale. Complessivamente sono state sanzionate 18 tra lucciole e trans e tre clienti. “La sanzione prevista, al momento di 200 euro, salirà a 500 tra 15 giorni, attraverso una modifica del regolamento comunale – scrive il Giornale –. L'ordinanza vuole anticipare il disegno di legge, siglato la settimana scorsa dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che mira ad introdurre il reato di prostituzione in luoghi pubblici”. “'Siamo in perfetta sintonia con il ddl - ha dichiarato Alemanno - l'ordinanza entra in vigore da oggi fino al 30 gennaio del 2009, perché prevediamo che entro quella data il disegno di legge sarà approvato. Altrimenti sarà prorogata. Gli obiettivi di questo provvedimento - ha spiegato il primo cittadino - coniugano le esigenze di sicurezza e legalità con quelle della solidarietà sociale. All'attività di repressione viene abbinata, infatti, quella dell'accoglienza in strutture protette, attraverso un percorso di assistenza psicologica e sanitaria'. Nel caso, infatti, in cui si riscontreranno condizioni di estremo disagio sociale, le ragazze non saranno multate, ma indirizzate, per un'opera di recupero e assistenza, ai servizi sociali – informa il quotidiano –. A tale scopo il Comune sta già potenziando la rete di accoglienza, dotandosi di nuove strutture e siglando protocolli di collaborazione con il mondo dell'associazionismo laico e cattolico, già da diversi anni impegnato in questo settore”. All'interno Il Messaggero dedica un approfondimento alla sicurezza riportando l'annuncio di Alemanno durante la conferenza stampa di presentazione dell'ordinanza: “'Dopo l'omicidio Reggiani calo dei reati'”. La flessione è del 40 per cento rispetto a un anno fa. “Sotto scacco l'indotto di Alitalia”, titola l'inserto settimanale del Sole 24 Ore dedicato a Roma e al Lazio. Il settore della manutenzione e dei trasporti sono quelli più esposti alla crisi della compagnia di bandiera. In tutto sono 150 le aziende in allarme, scrive il quotidiano, per un totale di tremila posti a rischio oltre a quelli del vettore nazionale. Una stima di Federlazio ha calcolato che la perdita per le aziende associate ammonterebbe tra i 35 e i 40 milioni di fatturato. Intanto la Regione Lazio ha allo studio una serie di interventi per alleviare la crisi. Sul tema, da segnalare in un riquadro del Corriere della Sera l'annuncio del presidente di Federlazio, Massimo Tabacchiera: “'Le nostre imprese nella recessione'”. Il quotidiano diretto da Paolo Mieli apre con: “'Mio figlio si droga?'. Genitori detective”. In quattro mesi sono state 360 le richieste presentate agli sportelli del laboratorio privato “Artemisia”, ai Parioli, “ma ogni mese, in media, ce ne sono almeno 100 che prenotano un'analisi”. Per le analisi i genitori portano capelli, magliette e spazzolini dei ragazzi. Alcune tracce di particolari stupefacenti possono essere individuate anche a distanza di un anno dall'assunzione. Altre invece, nelle urine e nel sangue, resistono al massimo tre giorni. Otto volte su dieci il responso è positivo. Le analisi costano da 50 a 200 euro. “Il Pd dà la residenza agli abusivi che occupano il Regina Elena” è l'apertura di Libero. Secondo quanto riportato, alcune delle 189 famiglie che hanno occupato l'ex polo oncologico, avrebbero ricevuto la residenza dagli uffici del III Municipio nonostante siano abusivi. In realtà, come viene specificato all'interno, “ora la palla passa al Campidoglio”. “Tornano i ticket sui farmaci”, titola Il Tempo. Da oggi le medicine “griffate” costeranno tre euro e mezzo in più, ma Marrazzo assicura che metà dei residenti della Regione non sarà coinvolto dagli aumenti. La decisione è stata presa per ripianare il deficit del comparto sanitario. La notizia appare di spalla sul Messaggero: “Scatta il contributo sui farmaci: ecco quali”. La relazione annuale sullo stato dei servizi pubblici nella Capitale è l'altra notizia del giorno. “'Pochi taxi nell'ora di punta'”, recita a centro pagina Il Messaggero. Taglio centrale anche sul Tempo: “Servizi pubblici, ecco la pagella”. Riquadro sul Corriere: “I taxi sono di più però a ore sbagliate”. Richiamo con foto su Repubblica: “L'Authority; 'Ancora pochi taxi nelle ore di punta'”. Le auto bianche sono aumentato del 29 per cento, ma i turni (rivisti dall'attuale amministrazione) non corrispondono “ai picchi di richiesta”, ha affermato il presidente dell'agenzia Paolo Leon. I romani non si sono inoltre mostrati soddisfatti della pulizia delle strade. Alemanno ha annunciato il rinnovo dei contratti di servizio e la ristrutturazione della holding comunale. Taglio basso sul Giornale: “Roma la Cenerentola della raccolta differenziata”. Il 74 per cento dei rifiuti ancora finisce in discarica. Di spalla sul Messaggero: “Viaggi della memoria, il presidente degli ex deportati: 'Non andrò ad Auschwitz'. Pacifici: “'Sbaglia, io ci vado'”. L'annuncio di Aldo Pavia è riportato anche in taglio basso dal Corriere: “'Non ad Auschwitz col sindaco'”. “La notte anti-Gelmini, le maestre dormono in classe” è il taglio alto di Repubblica, dedicato all'occupazione della scuola elementare Iqbal Masih, dove nelle classi alunni, genitori e insegnanti si sono asserragliati per protestare contro la riforma sul maestro unico voluta dal ministro dell'Istruzione. Di spalla: “Zingaretti: 'Ora la città metropolitana'”. “In questi mesi - ha affermato il presidente della Provincia di Roma nel corso del convegno 'La Città Metropolitana di Roma Capitale' - il Comune, la Provincia e la Regione hanno dovuto affrontare i medesimi problemi, tra cui la crisi dell'Alitalia. Temi su cui i confini territoriali dei singoli Comuni non hanno più senso - ha proseguito Zingaretti - ed è per questo motivo che bisogna avviare quanto prima la nascita della Città metropolitana, un ente che abbia i confini territoriali della Provincia di Roma e che inglobi al suo interno anche i Municipi della capitale”. Taglio centrale su Libero: “”Assist di Zingaretti ad Alemanno. Da segnalare nelle pagine interne di Repubblica: “Aventino, la casa abusiva dell'onorevole”. Il riferimento è al sequestro preventivo dell'“appartamento bis” del parlamentare Udc Ferdinando Adornato, “ottenuto dallo sbancamento del terrapieno di un palazzo del dopoguerra. è un appartamento completamente abusivo, secondo i vigili urbani, i tecnici dell'ufficio abusivismo del Comune e la magistratura”. A fondo pagina sul Tempo e Libero: “Bambin Gesù, primo trapianto di fegato” e “Fegato nuovo per un bimbo di nove mesi”. Da segnalare, infine, sulla prima pagina del Sole 24 Ore: “I servizi non frenano la crescita” e “Un patto tra le aziende per battere il racket”. Frosinone. “Tenta di infilzare il figliastro”, titola Ciociaria Oggi. è accaduto a San Donato, dove un 78enne ha aggredito il figlio 36enne della sua ex convivente armato di attizzatoio dopo aver cercato di sfondare l'uscio di casa della donna con un martello. L'anziano è stato arrestato. Alla base del gesto, una lite familiare nata per motivi economici. Cronaca anche nel taglio centrale: “Prende a morsi il maresciallo”. Una donna di 59 anni di Isola Liri è stata arrestata all'Aquila perché ha causato un incidente a causa anni del suo stato di ebbrezza alcolica e quando è stata fermata dai carabinieri ha morso un maresciallo dopo essersi rifiutata di sottoporsi all'alcoltest. La politica è in taglio alto con due richiami per gli oposti schieramenti: “Il Partito democratico si prepara alla sua prima Festa provinciale: settimana intensa di dibattiti in vista degli appuntamenti elettorali” e “Provinciali, Gizzi lancia le Primarie nel Pdl: l'unico modo per vincere la sfida del rinnovamento intrapresa con la manifestazione di Ceccano”. Alla politica è dedicato anche l'editoriale di spalla: “L'incorreggibile Scalia”. “La Provincia di Frosinone magari non lo ricorderà proprio come un grande imprenditore in fieri dell'aeronautica. La non piccola disavventura dell'aeroporto di Frosinone, ormai tramandata alla storia – scrive l'editorialista –. Altrettanto alla storia però Scalia passerà come vincitore del campionato lobbysti in ciociaria. Difatti che meraviglia, vederlo ieri mattina all'Università di Cassino in un feeling celato appena, non diciamo nascosto ma un po' celato. Scalia all'Università di Cassino è tutto: uno scienziato giurista del diritto amministrativo, un uomo potente, un uomo che al di là di verificati meriti accademici consegue posizioni accademiche imminenti. Non è un lobbysta a vuoto: quante sono difatti le cause amministrative che direttamente o indirettamente acquisisce, forse proprio per il suo accasamento all'Università di Cassino? Credo che sia necessario che al più presto il Ministro Gelmini assuma, con opportuno decreto la normativa che politici in carica, durante il periodo della loro carica politica, non possano assumere posizioni universitarie. è una delle riforme urgenti e al Ministro Gelmini non manca il coraggio per fare anche questo”. Nei richiami: “Alatri, alloggi Ater 'contestati': i chiarimenti di Urbano”, “L'inchiesta, consulenze: l'elenco degli incarichi di Ceccano e Broccostella”, “Anagni, Videocon: un sit-in a Fiuggi per coinvolgere l'Europa”, “Frosinone, tombe allagate: il comitato si mobilita”, “Ferentino, antenne: polemiche sul piano comunale”, “Fiuggi Terme, fissati i criteri per il bando di gara”, “Frosinone, obesità e anoressia: adolescenti a rischio”. Latina. La conferma, in Corte d'Appello, della condanna per l'omicidio di Antonella Pepe, il Museo Cambellotti di Latina, la situazione della Camera di Commercio e le vicende di Acqualatina aprono le prime pagine dei quotidiani pontini. Sull'omicidio di Minturno puntano i due quotidiani romani: “Uccisa e bruciata, confermati 30 anni”, titola Il Messaggero; “La Corte d'assise d'appello non fa sconti ad Armando Basso e Vittorio Giacobbe, gli assassini di Antonella Pepe”, spiega l'occhiello; “Respinta la richiesta di una nuova perizia. Il compagno: 'Devono pagare'”, aggiunge il catenaccio. “Bruciata viva: pene confermate” è il titolo del Tempo: “Minturno. Delitto di Antonella Pepe: la Corte d'Appello sposa la sentenza di primo grado”, recita l'occhiello; “Condanna a trent'anni per Armando Basso e Vittorio Giacobbe”, precisa il catenaccio. La notizia è nel taglio centrale di Latina Oggi (“Delitto Pepe, la conferma”) e nella foto notizia della Provincia (“Delitto Pepe, condanna confermata per gli assassini”). Il Nuovo Territorio riserva l'apertura a “Camera Commercio: 'Così è inutile'”: “Loris Del Vicario (Confartigianato) lancia l'allarme”, si legge nell'occhiello. “Il monopolio dell'acqua” è l'apertura di Latina Oggi: secondo l'occhiello, “In cinque anni aumenti in bolletta del 35 per cento e investimenti fermi al 10 per cento del previsto”; “L'Antitrust: sul servizio idrico solo potere dei privati. I costi dei politici”, annuncia il catenaccio. La Provincia torna in apertura sulla diatriba con gli eredi di Duilio Cambellotti: “'Il Museo? Una tomba'”; “Scontro con il Comune sulla proprietà delle opere dell'artista”, recita l'occhiello; “Gli eredi: 'Non è un problema di soldi ma di progetti”, aggiunge il catenaccio. Diversi gli argomenti per i tagli centrali. Entrambi i quotidiani romani tornano sull'incendio che a Sabaudia ha distrutto una concessionaria di moto. Il Messaggero titola “Una vendetta dietro all'incendio”: “Indagini a tutto campo per stabilire la natura del rogo che ha distrutto il negozio Motor Service”, annuncia l'occhiello; “Escluso il racket, gli investigatori pensano al 'fatto personale' contro il proprietario”, aggiunge il catenaccio. “Incendio al Motor service, indagini a tutto campo”, titola Il Tempo, secondo il cui occhiello “Al momento non sarebbero state trovate tracce di ordigni”. “Attentato a Sabaudia, caccia agli incendiari”, è il richiamo di Latina Oggi. Nel taglio centrale del Nuovo Territorio, la foto notizia su “Scontro a catena con l'ambulanza”. Stessa scelta per la foto notizia del Messaggero (“Incidente all'ambulanza, carambola di auto”), per La Provincia (“Autoambulanza e tre auto, carambola e feriti”), per Latina Oggi (“Carambola con i malati a bordo”). La foto notizia del Tempo è sempre per la cronaca nera: “Rapina all'Eurospin, bottino 900 euro”. La rapina, ed i successivi arresti, sono nei richiami degli altri quotidiani: “Latina: rapina all'Eurospin. Acciuffati Bonnie e Clyde” (Il Nuovo Territorio); “Rapina all'Eurospin, coppia in manette” (La Provincia); “Colpo all'Eurospin, due arresti lampo” (Latina Oggi). Per la cronaca nera, spazio anche all'arresto eseguito a Latina nell'ambito dell'operazione “Vesuvio”: “Traffico di droga, arrestata una donna”, titola nel taglio basso Il Tempo, il cui occhiello precisa: “Ai domiciliari 37enne campana residente nel capoluogo”; richiami sul Messaggero (“Base pontina per lo spaccio in Sardegna”) e sul Nuovo Territorio (“Arrestata Piazza, corriere della droga”). Ampio lo spazio dedicato nei richiami alla politica: “Maggioranza, è polemica sui nuovi ingressi” (Latina Oggi); “I ribelli: 'Pd incoerente, chiedano scusa'” (La Provincia); “Pd, scoppia la guerra interna” (Il Nuovo Territorio); “Di Fazio dice sì ad An” (Il Tempo). Richiami anche per la polemica tra la Provincia e la Regione sui fondi culturali: “Pochi fondi per la cultura, è bufera” (Il Tempo). Rieti. “Raccolta differenziata, si parte” è il titolo di apertura del Tempo. Antonio Boncompagni, esponente dei Popolari liberali e membro della giunta comunale con la delega all'Ambiente, ha donato al Comune di Rieti alcuni contenitori per la raccolta differenziata. “Ho rinunciato a qualche mensilità – spiega Boncompagni – e così si può partire con la raccolta differenziata”. Si tratta di una prima tranche di contenitori che saranno collocati in spazi adibiti presso palazzo di Città. L'iniziativa è il primo momento di un percorso iniziato dal primo agosto scorso dal Comune di Rieti, dal Consorzio per il recupero degli imballaggi (Conai) e dall'Azienda per i servizi municipali (Asm). “Il bilancio Ritel chiude in rosso” è il titolo di apertura del Messaggero. L'azienda reatina specializzata nell'elettronica chiude con i conti in passivo. A una “notizia cattiva” se ne aggiunge, però, una “buona”. Il Primo ottobre sarà operativo il consorzio Alcatel-Selex-Ritel. Si occuperà di ricerca e innovazione e riassorbirà circa 20 addetti dello stabilimento reatino da tempo in crisi. I conti in rosso sono dovuti al calo di commesse da parte di Alcatel nei confronti di Ritel, azienda che ha ereditato il sito reatino della multinazionale francese. In taglio centrale un articolo si occupa della riunione del Comitato provinciale per la sicurezza che si è svolta a Passo Corese. è stato siglato un nuovo patto che ufficializza la collaborazione tra Comune di Fara Sabina e forze dell'ordine in materia di ordine pubblico. “Occhi puntati” su vandalismo, guida in stato di ebbrezza e illeciti edilizi. Prevista a breve un'ordinanza della prefettura. In taglio basso spazio al cambio al vertice dell'Azienda per i servizi municipali (Asm). La nomina di Otello Rinaldi alla direzione dell'Asm è avvenuta in estate, ma “senza clamore”, sostituendo Giancarlo Giovannelli, e “senza delega di”, detenendo Rinaldi la maggioranza delle quota parte dei privati. Intanto la Ugl chiede chiarezza sul futuro dell'azienda, in particolare reclama un organigramma delle funzioni più chiaro e rassicurazioni sul settore trasporto pubblico. Di spalla, su entrambi i quotidiani, viene riportata la notizia dell'apertura delle udienze per il processo a carico di due reatini accusati di violenza sessuale ai danni di una bambina di pochi anni. Ieri si è svolta la prima fase dibattimentale con alcuni test del pm. I fatti risalgono al 2004 e la violenza sulla bimba, riscontrata da perizia del tribunale, è stata scoperta dopo un incidente stradale. La bambina, infatti, lamentava al pronto soccorso dolori al basso ventre che non avevano nulla a che fare con lo scontro. Viterbo. “Pensionati, i nuovi poveri” è il titolo d'apertura del Corriere di Viterbo. Il segretario della Cgil pensionati, Giovan Battista Martinelli, lancia l'allarme sociale e snocciola i dati sulla preoccupante situazione della Tuscia, dove un terzo della popolazione percepisce una pensione Inps (in media tra i 500 e i 1.000 euro). “Per tanti – afferma il sindacalista – è sempre più difficile arrivare a fine mese: le istituzioni facciano la loro parte”. In primo piano, “I consigli per combattere il carovita”: un'indagine di Altroconsumo sui punti vendita più convenienti svela come far fronte ai rincari. Di spalla, “Nasce l'Osservatorio di Monte Rufeno”: venerdì al via ad Acqupendente. Sempre di spalla, “L'Europa dice sì e partecipa alle spese”: ieri il commissario ai Trasporti Antonio Tajani ha dato l'ok allo scalo della Tuscia. Nel taglio medio, “Quando la classe scoppia”: all'Ipsia di Acquapendente ci sono 35 studenti per classe e i professori protestano. Sempre nel taglio medio, “Tornano i ticket sui medicinali”: la giunta Marrazzo inserisce di nuovo la tassa sui farmaci. Domani l'incontro alla Pisana per i tagli ai posti letto nella Tuscia. Il Messaggero apre con l'allarme delle organizzazioni sanitarie sui tagli, col titolo “Sanità, per i sindacati pronti 100 licenziamenti”: c'è attesa per la decisione della Regione, che dovrà confermare o meno il ritiro dell'accreditamento di “Salus” e “Santa Teresa”. L'allarme di Cgil, Cisl e Uil: “Se chiudono queste due strutture le conseguenze saranno disastrose”. In primo piano, “La Caritas: 'I barboni? Pochi e inoffensivi'”: è polemica contro il decreto salva-decoro del Comune di Viterbo. Nel taglio medio, “Sorpresa, il caro spesa è qui”: secondo un'indagine di Altroconsumo Viterbo è al 27esimo posto su 44 per costo della vita. La Tuscia, infatti, è persino più cara di Roma. Nella spalla, “Fini spiazza la Destra della Tuscia”: con la frase “La destra è antifascista” il leader di An suscita reazioni di vario tipo: a Viterbo c'è chi la critica, chi la condanna, chi la comprende per esigenze istituzionali e chi la approva in toto. (red) 17 set 2008 10:00.

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Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... 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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... 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La guerra (in)civile degli psico-comici della politica (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... 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Girotondo attorno a Walter (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 ) " (41 votes, average: 4.34 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (37 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni Alberto Taliani: Caro Pratola, bello il suo post. In una mia precedente risposta a blogger ho detto che prima vera... albanese domenico: Vorrei rispondere al sig.De Santis G.,attualmente maestro precario,il quale prima sparla delle sue... Franco PRATOLA: Ho letto con attenzione diversi post; purtroppo devo rilevare che molti continuano ad esprimere... fabio: Taliani, vede, la risposta che ha dato all'articolato e pacato intervento di Costantino mi pare confermi... Franco PRATOLA: Egregio Sig. Taliani, nel ringraziarLa per aver pubblicato il mio intevento, Le porgo le mie scuse... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Sciopero Alitalia, 40 voli cancellati Matteoli: "Sono degli irresponsabili" (sezione: Scuola)

( da "TgFin.it" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Alitalia, sciopero degli autonomi Matteoli: "E' un atto irresponsabile" Le ventiquattr'ore decisive per le sorti di Alitalia sono caratterizzate dallo sciopero dei sindacati autonomi a Fiumicino. Dalle 12 alle 16 sono almeno 40 i voli cancellati, caos in tutta Italia. "Atto irresponsabile", è il commento del ministro Matteoli. Un'altra giornata difficile, dunque, per la compagnia di bandiera, intanto giovedì la Cai in assemblea deciderà se procedere con l'offerta su Alitalia, mentre si fa avanti una compagnia abruzzese, la Itali Airlines. Il ministro Sacconi ribadisce: "Entro domani vedremo chi ci sta". 11.21 - Moretti (Fs): mai pensato di entrare in Alitalia "Non ci siamo mai proposti di entrare in Alitalia". Ha risposto così ai giornalisti l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, a una domanda riguardante la compagnia aerea. 10.35 - In contemporanea agli autonomi altri 2 scioperi In contemporanea con lo sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono in programma oggi nella stessa fascia oraria altre due agitazioni: quella del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione piloti Meridiana). Le conseguenze previste per ora a Fiumicino sono limitate a Meridiana che ha programmato la cancellazione di tre voli: uno per Olbia e due per Cagliari. Air One non prevede invece soppressioni. 10.17 - Brunetta: col buon senso soluzione vicina Con ''meno egoismo'' e con ''buon senso'' da parte di alcuni attori la soluzione è a portata di mano. Così il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo a Radio Radicale, professa il suo ottimismo sulla vicenda Alitalia. Il ministro chiede quindi buon senso e responsabilità sottolineando il ''grande sforzo'' fatto dal governo. 10.01 - Cossiga scrive alla Cgil E' "comprensibile" e "doveroso" che "la Cgil operi per il fallimento del tentativo berlusconiano di salvare l'Alitalia", in quanto "sindacato di sinistra". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in una lettera inviata oggi al Segretario Generale della Cgil, Guglielmo Epifani. 09.56 - Rinviato al 17 ottobre lo sciopero del personale Sea Lo sciopero del personale Sea, indetto originariamente per oggi dalle sigle Sdl, Cub-Trasporti e Slai Cobas, è stato posticipato di un mese, al 17 ottobre prossimo. 09.52 - Oggi Sacconi a question time Camera su alternative a Cai Gli interventi per la ricerca di proposte alternative a quella di Cai per il salvataggio di Alitalia sono il tema che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, tratterà oggi alla Camera nel question time in Aula. Sacconi risponderà a un'interrogazione su questo tema presentata dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Al question time, informa una nota dell'ufficio stampa di Montecitorio, prenderanno parte anche i ministri dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono 34 i voli AZ, tra arrivi e partenze, che risultano cancellati al Leonardo da Vinci. Nel dettaglio, i voli soppressi sono 16 in partenza, di cui 7 internazionali e 9 nazionali, e 18 in arrivo (8 internazionali e 10 nazionali). Da registrare anche la cancellazione di due voli Air One per Torino (AP6862) e Berlino (AP4226). 09.30 - Matteoli: lo sciopero è da irresponsabili "Chi durante una trattativa indice uno sciopero dimostra grande irresponsabilità". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli a Sky Tg24 Mattina in riferimento allo sciopero del personale di terra Alitalia previsto per oggi. "Le parti stanno trattando - aggiunge il ministro -, il governo è impegnato in prima persona e indire uno sciopero in questo momento dimostra solamente un senso di irresponsabilità". Quanto alle pressioni che i sindacati stanno facendo sull'azienda, Matteoli sostiene che "anche se in maniera dura, stanno facendo il loro mestiere. Hanno cercato di portare a casa tutto ciò che era possibile in favore dei loro iscritti. Adesso o si firma o sarà molto difficile proseguire le trattative". Infine, sui possibili sviluppi futuri del negoziato, il ministro conclude: "Mi rendo conto delle grandi difficoltà e che su questa vicenda ci sono aspetti politici che comprendo anche se non condivido. Se alla fine trionferà il buon senso arriveremo al voto, se non da parte di tutti, almeno da una parte che consenta a Cai di poter proseguire". 08.06 - Sciopero a Fiumicino, voli cancellati Per oggi saranno cancellati 40 voli Alitalia (la lista è sul sito Internet della compagnia) a causa di uno sciopero del sindacato Cub, indetto a Fiumicino dalle 12 alle 16. Lo ha annunciato un portavoce della compagnia di bandiera che ha anche escluso che le cancellazioni possano essere motivate da problemi nelle forniture di carburante. GLI ALTRI ARTICOLI Alitalia,"entro giovedì si decide" VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Sciopero Alitalia, 40 voli cancellati Matteoli: "Sono degli irresponsabili" Usa, Aig: scongiurato il fallimento La Fed interviene con 85 miliardi $ Gheddafi davvero verso Telecom? In Borsa già partite le scommesse Il ministro Brunetta manda a casa i "fannulloni" della P.A.? Un sito di aste online prova a ricollocarli sul mercato GRAFICHE.

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Esplode la Silviomania: "Santo subito" (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Stampa consenso in crescita anche nei sondaggi di sinistra Esplode la Silviomania: "Santo subito" C'è chi parla di momento astrale fortunato, chi di spiccato "fattore C"; chi di grande fascino politico, e chi di "eccellente capacità comunicativa". Fatto sta che la figura di Silvio Berlusconi continua a guadagnare consensi tra la gente, arrivando al livello massimo di fiducia ottenuto finora: 60%. Un consenso che oltrepassa i confini della politica, dell'età, della posizione geografica e, anche, delle diverse ideologie. Lo si intuisce snocciolando i sondaggi commissionati sul suo conto. Cambiano le società ma non cambia il risultato finale, dando al premier una fiducia in continua crescita. Nonostante la pausa estiva, l'exploit Berlusconi è andato avanti. Come anche quello della maggioranza, seppur in tono minore. Stando, infatti, al sondaggio (l'ultimo in ordine cronologico) realizzato da Ipr Marketing per conto di Repubblica.it, il consenso di cui gode l'esecutivo aumenta del 2%. Mentre la figura del Cavaliere registra un incremento di cinque punti percentuali, toccando quota 60%. Sempre secondo l'istituto guidato da Antonio Noto, nello stesso periodo è calata la fiducia nei confronti del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori, mentre rimane stabile l'Udc. Il sondaggio (interviste, con il sistema "Tempo Reale", a un campione di 1.000 italiani, rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della popolazione maggiorenne residente) indica, quindi, che il livello di fiducia per il premier supera quello per governo e ministri; solo per 5 di loro su 21, infatti, il segno è positivo tra luglio e settembre, mentre per 8 dicasteri la fiducia diminuisce e per gli altri 8 rimane invariata. Osservando le pagelle dei ministri, Maroni è il più popolare: 62%, due punti in più rispetto a sessanta giorni fa. Podio per Frattini e Tremonti, che nonostante una lieve flessione, sono al secondo e terzo posto con il 60 e il 58%. Chi ha registrato l'aumento più significativo è Mara Carfagna, il cui consenso passa dal 38 al 42%, forse in seguito alle nuovi leggi sulla prostituzione. In positivo anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il cui apprezzamento è salito dal 35 al 38%. Perde e più di tutti il titolare del Welfare Maurizio Sacconi (-6%), forse per via della trattativa Alitalia. Tutti i sondaggi realizzati sulla figura del presidente del Consiglio, evidenziano un aumento di popolarità. Anche secondo una ricerca Ispo - pubblicata l'altro giorno - il Cavaliere batte il suo governo, e il giudizio sul Presidente passa dal 56% di giugno al 60% attuale. Andando a ritroso, a luglio, Euromedia dava il premier al 62.8%, e ancora prima, a giugno, l'Ipr lo dava al 59%. Il primo a gongolare del fenonemo "tutti pazzi per Silvio" è lo stesso Berlusconi, sempre più abituato ai bagni di folla, a qualche avance inaspettata, ai siparietti qua e là. L'ultimo l'altra sera, nel corso della registrazione di "Porta a porta". Entrando in studio Renato Mannheimer si dirige verso il premier che alzandosi in piedi gli sorride e gli stringe la mano. "Eccoli - dice il premier parlando di chi fa sondaggi -. Sono loro i padroni. Io lo so come fai i sondaggi, apri la finestra e metti fuori il naso sentendo l'aria che tira. Così - aggiunge ancora - risparmi anche sulle telefonate". Il sondaggista del Corriere della Sera sorride e con una battuta risponde: "Faccio così mentre bevo una tazzina di caffè". In uno scenario di crescente "Silvio-mania" qualcuno ha persino coniato lo slogan delle "3 S: Silvio santo subito". Uno slogan su cui, a luglio, Berlusconi commentava da Napoli: "Accetto per il "santo", non sono affatto d'accordo per il "subito"".

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Alitalia, convocati i sindacati Oggi sciopero, cancellati 40 voli (sezione: Scuola)

( da "TgFin.it" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Alitalia: "Non c'è più trattativa" Sacconi: sindacati convocati Alitalia, quale sorte? Sacconi annuncia che "non c'è più trattativa", convocando i sindacati alle 15.30. Le ventiquattr'ore decisive per le sorti di Alitalia sono caratterizzate anche dallo sciopero dei sindacati autonomi a Fiumicino. Dalle 12 alle 16 sono almeno 40 i voli cancellati, caos in tutta Italia. "Atto irresponsabile", è il commento del ministro Matteoli. Un'altra giornata difficile, dunque, per la compagnia di bandiera, intanto giovedì la Cai in assemblea deciderà se procedere con l'offerta su Alitalia, mentre si fa avanti una compagnia abruzzese, la Itali Airlines. Il ministro Sacconi ribadisce: "Entro domani vedremo chi ci sta". 13.29 - Manifestazioni dei dipendenti Atitech a Napoli Torna a montare la tensione tra gli 800 dipendenti Atitech dello stabilimento di manutenzione pesante di Capodichino a Napoli. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali una manifestazione di protesta potrebbe svolgersi in giornata nei pressi dell'aeroporto. ''Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per evitare la mobilitazione dei lavoratori e disagi per i passeggeri - spiega Antonio D'Auria della Filt Cgil - la proposta d'acquisto da parte di una societa' di investimento mette in crisi i lavoratori. Noi chiediamo garanzie certe in termini occupazionali, che passino attraverso soggetti industriali''. ''Ci giochiamo la nostra partita sul piano nazionale - racconta Giovani Aruta di Fit Cisl - In queste ore la trattativa va avanti nell'ottica di far diventare Atitech parte di Finmeccanica, Fintecnica e Cai''. 13.25 - Sabelli: ok a salari invariati, ma con più produttività La Cai è sempre stata disponibile a mantenere i livelli salariali invariati in Alitalia in cambio di una maggiore produttività. "E' dall'inizio che lo diciamo", ha spiegato l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, conversando con i giornalisti. "Forse qualcuno non lo aveva capito". 13.22 - Commissariate anche Az Airport e Az Servizi Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le società Alitalia Airport e Alitalia Servizi. Lo rende noto il ministero in un comunicato. Il professor Augusto Fantozzi, già commissario di Alitalia, è stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Airport e Alitalia Servizi. 13.11 - Voli cancellati a Linate Disagio sostanzialmente contenuto, a Linate, per lo sciopero indetto - dalle 12 alle 16 - dai dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti. Dei quaranta voli per cui è stata prevista la cancellazione - come riportato dal sito Internet della compagnia di bandiera - solo cinque riguardano direttamente l'aeroporto di Linate. Dallo scalo milanese, infatti, non partiranno cinque voli diretti all'aeroporto romano di Fiumicino. Sempre cinque voli in partenza però dallo scalo capitolino, in direzione Linate, sono stati a loro volta cancellati. Il sindacato autonomo promotore dello sciopero critica in particolare l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che ''segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sara' ridotta ad un vettore poco più che nazionale''. 13.06 - Manifestanti a Fiumicino In circa 500 manifestanti con bandiere, slogan e fischietti stanno sfilando in corteo all'aeroporto di Fiumicino all'interno della hall Arrivi. Al grido di ''Vergogna, vergogna'' i manifestanti, sotto gli occhi incuriositi dei passeggeri, stanno camminando tenuti costantemente sotto controllo da uomini delle forze dell'ordine. 13.02 - Sindacati e azienda convocati a Palazzo Chigi Nuovo incontro a Palazzo Chigi tra Governo, Cai e Intesa Sanpaolo. I vertici della Compagnia Aerea Italiana, l'ad Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno, e il responsabile della divisione corporate della banca, Gaetano Miccichè, hanno incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi, e delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. Alle 15.30 saranno presenti anche le nove sigle sindacali. 12.58 - Sacconi: la trattativa continua? Non c'è più trattativa ''Non c'è più trattativa''. Lo ha detto il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, rispondendo alla domanda se la trattativa su Alitalia possa andare avanti secondo i migliori auspici. 12.49 - Ryanair: spero che Alitalia si salvi "Alitalia sta riducendo i voli e aumentando le tariffe. Speriamo che sopravviva con altre compagnie aeree, perché la concorrenza è importante". Lo ha detto Michael Cawley, Deputy Chief Executive di Ryanair, la maggior compagnia aerea low-cost d'Europa, presentando una nuova offerta di cinque milioni di posti per viaggiare in ottobre e novembre a soli 5 euro (solo andata). "L'unico elemento che può aumentare il traffico passeggeri, è ridurre i prezzi. Ogni compagnia riducendo i costi, puo' aumentare il numero dei passeggeri. Noi - ha aggiunto - vogliamo aumentare il mercato, lavorando su voli sia domestici che internazionali". Il rappresentante di Ryanair ha quindi riportato la classifica delle compagnie che, secondo un sondaggio via internet effettuato in Irlanda, sarebbero prossime al fallimento. Al primo posto c'èl'Alitalia - ha riferito - seguita da Spanair, Sky Europe e Air Berlin". 12.21 - Investimenti e Sviluppo Mediterraneo conferma interesse per Atitech Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (IESM.MI), investment company dedicata alle Piccole e Medie Imprese del Centro Sud Italia, conferma "di aver presentato il 12 settembre scorso una manifestazione d'interesse per valutare l'acquisto di Atitech, ovvero l'ingresso in una newco che preveda l'acquisto di Atitech stessa". Lo rende noto la società in un comunicato in cui si sottolinea "di aver ricevuto richiesta di ulteriore documentazione da parte del commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, su cui la società sta già lavorando". 12.09 - Cgil: no a ricatti, Cai rifletta bene "Spero che Cai rifletta bene su come concludere la vicenda Alitalia, perché una società di servizi che nasce su un ricatto non avrebbe futuro". E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, che aggiunge: "la Cgil è consapevole che occorre un nuovo inizio anche sul versante contrattuale, ma una proposta onesta, che può risolvere la transizione verso la definizione del contratto collettivo nazionale del trasporto aereo, va ricercata nella normativa attualmente in essere nei principali competitor europei. Lufthansa, Air France, Iberia, scelgano loro". 12.00 - Cgil: ieri nessuna proposta di negoziato "Di cosa parla il ministro Sacconi?". E' quanto si chiede il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, in merito alle dichiarazioni del titolare del dicastero di Via Veneto sull'indisponibilità della Cgil ad incontrare ieri i vertici della Cai. "Ieri - sottolinea Nasso - non c'è stata alcuna convocazione formale, c'e' stato solo un invito ai segretari confederali a passare a firmare". "Non era prevista - prosegue il numero uno della Filt - la presenza delle categorie dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e tanto meno delle altre organizzazioni del settore". Secondo Nasso "in una fase del negoziato in cui si deve discutere di contratto di lavoro, il metodo proposto che tende ad escludere qualsiasi negoziato di merito, rappresenta un'idea autoritaria dei rapporti con le organizzazioni sindacali". 11.48 - La posizione del Pd "Noi non vogliamo il fallimento di Alitalia anzi siamo molto preoccupati dall'impatto devastante, sia sociale sia economico, che avrebbe il fallimento". Antonello Soro parla così della vicenda Alitalia e ribatte a quanti nel centrodestra accusano il Pd di "lavorare" per il fallimento della compagnia. "Tuttavia questo - aggiunge il capogruppo del Pd alla Camera - non ci esime dal denunciare l'operazione fragile e costosa voluta dal presidente del Consiglio". 11.29 - Sciopero, sono 10 i voli sulla tratta Milano-Roma annullati Difficoltà per chi deve volare oggi con Alitalia. A causa dello sciopero indetto dai Cub, dalle 12 alle 16, e da altre mobilitazioni del personale di terra, 40 voli sono stati cancellati. Sono 21 i collegamenti diretti a Roma annullati mentre 19 quelli cancellati a Fiumicino. In particolare, difficoltà per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma visto che sono stati cancellati 10 voli tra le due città. 11.21 - Moretti (Fs): mai pensato di entrare in Alitalia "Non ci siamo mai proposti di entrare in Alitalia". Ha risposto così ai giornalisti l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, a una domanda riguardante la compagnia aerea. 10.35 - In contemporanea agli autonomi altri 2 scioperi In contemporanea con lo sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono in programma oggi nella stessa fascia oraria altre due agitazioni: quella del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione piloti Meridiana). Le conseguenze previste per ora a Fiumicino sono limitate a Meridiana che ha programmato la cancellazione di tre voli: uno per Olbia e due per Cagliari. Air One non prevede invece soppressioni. 10.17 - Brunetta: col buon senso soluzione vicina Con ''meno egoismo'' e con ''buon senso'' da parte di alcuni attori la soluzione è a portata di mano. Così il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo a Radio Radicale, professa il suo ottimismo sulla vicenda Alitalia. Il ministro chiede quindi buon senso e responsabilità sottolineando il ''grande sforzo'' fatto dal governo. 10.01 - Cossiga scrive alla Cgil E' "comprensibile" e "doveroso" che "la Cgil operi per il fallimento del tentativo berlusconiano di salvare l'Alitalia", in quanto "sindacato di sinistra". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in una lettera inviata oggi al Segretario Generale della Cgil, Guglielmo Epifani. 09.56 - Rinviato al 17 ottobre lo sciopero del personale Sea Lo sciopero del personale Sea, indetto originariamente per oggi dalle sigle Sdl, Cub-Trasporti e Slai Cobas, è stato posticipato di un mese, al 17 ottobre prossimo. 09.52 - Oggi Sacconi a question time Camera su alternative a Cai Gli interventi per la ricerca di proposte alternative a quella di Cai per il salvataggio di Alitalia sono il tema che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, tratterà oggi alla Camera nel question time in Aula. Sacconi risponderà a un'interrogazione su questo tema presentata dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Al question time, informa una nota dell'ufficio stampa di Montecitorio, prenderanno parte anche i ministri dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono 34 i voli AZ, tra arrivi e partenze, che risultano cancellati al Leonardo da Vinci. Nel dettaglio, i voli soppressi sono 16 in partenza, di cui 7 internazionali e 9 nazionali, e 18 in arrivo (8 internazionali e 10 nazionali). Da registrare anche la cancellazione di due voli Air One per Torino (AP6862) e Berlino (AP4226). 09.30 - Matteoli: lo sciopero è da irresponsabili "Chi durante una trattativa indice uno sciopero dimostra grande irresponsabilità". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli a Sky Tg24 Mattina in riferimento allo sciopero del personale di terra Alitalia previsto per oggi. "Le parti stanno trattando - aggiunge il ministro -, il governo è impegnato in prima persona e indire uno sciopero in questo momento dimostra solamente un senso di irresponsabilità". Quanto alle pressioni che i sindacati stanno facendo sull'azienda, Matteoli sostiene che "anche se in maniera dura, stanno facendo il loro mestiere. Hanno cercato di portare a casa tutto ciò che era possibile in favore dei loro iscritti. Adesso o si firma o sarà molto difficile proseguire le trattative". Infine, sui possibili sviluppi futuri del negoziato, il ministro conclude: "Mi rendo conto delle grandi difficoltà e che su questa vicenda ci sono aspetti politici che comprendo anche se non condivido. Se alla fine trionferà il buon senso arriveremo al voto, se non da parte di tutti, almeno da una parte che consenta a Cai di poter proseguire". 08.06 - Sciopero a Fiumicino, voli cancellati Per oggi saranno cancellati 40 voli Alitalia (la lista è sul sito Internet della compagnia) a causa di uno sciopero del sindacato Cub, indetto a Fiumicino dalle 12 alle 16. Lo ha annunciato un portavoce della compagnia di bandiera che ha anche escluso che le cancellazioni possano essere motivate da problemi nelle forniture di carburante. GLI ALTRI ARTICOLI Alitalia,"entro giovedì si decide" VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Alitalia, convocati i sindacati Oggi sciopero, cancellati 40 voli Usa, Aig: scongiurato il fallimento La Fed interviene con 85 miliardi di $ Gheddafi davvero verso Telecom? In Borsa già partite le scommesse Il ministro Brunetta manda a casa i "fannulloni" della P.A.? Un sito di aste online prova a ricollocarli sul mercato GRAFICHE.

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Scuola/ Primo giorno di scuola, mille docenti in piazza a (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Palermo Flc Cgil: Costruiamo un fronte di opposizione a piano Gelmini postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Palermo, 17 set. (Apcom) - Un migliaio di persone stanno partecipando , davanti all'ufficio scolastico regionale, in via Praga a Palermo, alla manifestazione indetta da Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals Confsal contro i tagli degli organici della scuola e il piano del ministro Gelmini. In piazza docenti, precari, personale Ata e anche i sindaci di alcuni comuni dell'isola. "E' un piano - dice Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil siciliana - che indebolisce il sistema scolastico, rende piu' incerto il futuro delle giovani generazioni, pesera' ancor di piu' nelle aree piu' fragili del paese come il Mezzogiorno". Un piano contro il quale i sindacati annunciano la mobilitazione anche oltre la giornata di oggi. "Chiederemo la convocazione dei consigli comunali aperti alla cittadinanza- afferma Scozzaro- per riflettere sulle ricadute sociali dei tagli alla scuola e costruire un fronte di opposizione".

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Molise/ Limosano: scuola inagibile, alunni fanno lezione in (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Chiesa Il dirigente: "Situazione mortificante". Domani arriva Gelmini postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Campobasso, 17 set. (Apcom) - Sulla targa all'entrata è stata posta la scritta 'Chiesa di S. Stefano', ma l'edificio all'interno ospita una scuola media. La struttura si trova a Limosano, in provincia di Campobasso e ospita gli studenti provenienti da tre comuni della zona che ormai condividono le lezioni con le attività della parrocchia. Ogni volta che c'è una cerimonia, spiegano dall'istituto, gli alunni sono costretti ad abbassare la voce per non disturbare la funzione religiosa. "Ho visto i miei studenti fare una verifica scolastica, per mancanza di spazio, seduti sugli inginocchiatoi della chiesa, usando come banchi gli schienali. È davvero una situazione mortificante", ha dichiarato oggi il dirigente scolastico, Maria Cristina Battista. La vecchia scuola non è agibile e deve essere abbattuta per far posto ad un nuovo edificio. Il progetto esiste ma mancano i fondi. "Al ministro Gelmini chiediamo più dignità per la nostra professione e soprattutto per il bene degli studenti", ha concluso il dirigente scolastico. Non è l'unica situazione al limite in provincia di Campobasso. Nel comune di Castropignano, decine di alunni fanno lezione all'interno di un ex carcere. "Su 132 scuole della Provincia di Campobasso - ha spiegato oggi il segretario della Cgil scuola del Molise, Sergio Sorella - più del dodici per cento è ancora composto da fabbricati in legno". Il rapporto della Cgil è stato illustrato oggi in una conferenza stampa. Domani a Bonefro (Campobasso) proprio la Cgil terrà una manifestazione di protesta sulla sicurezza delle scuole in concomitanza con l'arrivo in Molise di Silvio Berlusconi e di Mariastella Gelmini. Il presidente del Consiglio e il ministro dell'Istruzione saranno alle undici a San Giuliano di Puglia (Campobasso) per inaugurare la nuova scuola Jovine, costruita ex novo dopo il terremoto del 31 ottobre 2002. Sotto le macerie del vecchio edificio morirono 27 bambini ed una maestra.

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Bacheca (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Bacheca Manifestazioni di protesta a Catania ed in tutta la provincia per i tagli dei docenti di sostegno che si sono ritrovati "a spasso". Proteste dappertutto. In concomitanza con il sit-in regionale di Palermo, le mamme degli alunni diversamente abili che frequentano l'Ipss "Olivetti" di Catania, hanno programmato per oggi sit-in, dalle ore 8 alle 10, nell'area antistante dell'istituto contestando la mancata assegnazione alla scuola dell'organico di sostegno, indispensabile per garantire il diritto allo studio agli alunni svantaggiati. La scuola è iniziata con tanti disordini; e diversi alunni disabili hanno incominciato l'anno scolastico senza il docente di sostegno. La cosa più grave deriva dal fatto che né presso l'ufficio scolastico provinciale, né i segretari delle organizzazioni sindacali della scuola sanno quanti posti verranno assegnati nè quando arriveranno. Inoltre, la Flc- Cgil per dare la possibilità ai precari catanesi di partecipare alla manifestazione di Palermo ha organizzato la trasferta in pulmann . "I docenti precari - ha detto il segretario provinciale del sindacato Fasciana - dovranno trovarsi in piazza Michelangelo alle 6.30, partenza per Palermo alle ore 7". I docenti senza occupazione, dovranno continuare a fare la fila all'ufficio scolastico provinciale con la speranza di avere "buone notizie", che purtroppo non arrivano. La motivazione è sempre la stessa: il ministro dovrà effettuare una ricognizione nazionale di posti residuati dopo il completamento dell'organico di fatto, solo successivamente verranno assegnati i posti agli uffici scolastici regionali d'Italia, con la speranza che non vengano privilegiate le scuole del Nord. Un iter che potrebbe essere lungo, mentre i precari non nominati continuano a sperare nella buona sorte considerato che ancora ci potrebbero essere novità per quelle richieste di integrazione dell'organico prodotte da molte scuole, anche se malgrado i vari sit-in organizzati dai sindacati della scuola ancora non si è concretizzato nulla. Stamani altra manifestazione di protesta, questa volta a carattere regionale, a Palermo, in via Praga dalle ore 10 alle 15. L'obiettivo è sempre quello, come nota la Flc- Cgil regionale: "Mettere in campo una serie di iniziative per contrastare le scelte maturate nelle ultime settimane, contemporaneamente in tutte le scuole della Sicilia faremo un volantinaggio per sensibilizzare il personale della scuola e l'opinione pubblica sull'intera problematica che sta emergendo con i provvedimenti della Gelmini, considerato che l'interesse non è solo del comparto ma investe l'intera società civile. Si proseguirà organizzando assemblee nelle scuole e successivamente organizzeremo una grande manifestazione nazionale che dovrà avere il suo sbocco naturale in uno sciopero nazionale. Già da quest'anno stiamo registrando con grande preoccupazione gli effetti nefasti della cruda politica dei tagli. Abbiamo classi più affollate con una pluralità di alunni disabili dentro che comporterà un rallentamento delle attività didattiche e maggiori difficoltà a individualizzare i percorsi formativi. E' il cane che si morde la coda: tagli agli organici, classe più affollate, didattica più difficoltosa, crescita della dispersione, riduzione della qualità dell'offerta formativa. Non va trascurato, inoltre, l'effetto del pesante taglio avrà sull'occupazione in un'area come la nostra caratterizzata da un elevato tasso di disoccupazione. A differenza degli altri anni - conclude Fasciana - oggi è il precariato storico ad essere toccato direttamente dalla contrazione degli organici. Come si sa molti docenti non hanno avuto la riconferma e coloro che l'hanno avuta rischiano nel prossimo anno di ingrossare le file del precariato". Per lo Snals la scuola siciliana dovrà essere vista come una "infrastruttura" portante e come tale considerata "investimento" e non una "spesa". L'Associazione nazionale dirigenti scolastici Catania, presieduta dal dott. Nino Prastani, che affronta con competenza i problemi della scuola catanese, sulla disposizione riguardante il "maestro unico" continua a sostenere che: "E' imprudente la decisione di ricondurre la responsabilità formativa dell'alunno della scuola primaria ad una sola figura, che, per quanto valida e poliedrica, difficilmente potrà sopperire alla varietà di interventi specialistici che la scuola primaria sta assicurando: informatica, inglese, attività artistico-espressive". L'Andis, inoltre, giudica allarmante anche la mancanza di notizie sulla integrazione dei posti di sostegno richiesti da molte scuole. Probabilmente non è stata compresa la gravità della situazione che ormai potrà essere risolta a livello politico, se l'azione promossa dal presidente della Regione siciliana andrà in porto. MARIO CASTRO.

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Ieri assemblea, oggi a Palermo (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

La Gilda in prima linea nella contestazione ai provvedimenti presi dal Governo Il 28 agosto scorso il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto del ministro della Pubblica istruzione Gelmini che, tra le altre cose, prevede il ripristino della figura del maestro unico nelle classi delle scuole elementari. Da qual momento è stato un susseguirsi mediatico di dichiarazioni sulla questione. Ieri i media nazionali ci hanno raccontato anche di azioni eclatanti di maestri di scuole elementari contro una decisione che metterebbe a rischio tanti posti di lavoro. Ma è anche una decisione che ha forti ripercussioni sulla didattica e sulla pedagogia. Sull'idea stessa di scuola. A Siracusa nessuna azione eclatante. Ma diversi, e legittimi, punti di vista sull'argomento, proprio da parte dei diretti interessati. Il maestro unico alle elementari ci sarà, a partire dall'anno scolastico 2009-2010. Inoltre il decreto entrerà a regime gradualmente: all'inizio il maestro unico ci sarà solo nella prima classe del ciclo. Secondo il ministro: "Esiste la necessità che i bambini abbiano nel maestro unico un punto di riferimento". La maestra Corrada Minardi, del II circolo didattico Lombardo Radice di via Archia dice: "Io non sono favorevole. Pur avendo fatto la maestra unica per dieci anni. Ho infatti trentaquattro anni di servizio e ho vissuto entrambe le stagioni. Trovo valide entrambe le esperienze, ma nel confronto risulta più gratificante e ricca, dal punto di vista didattico, culturale e disciplinare, l'esperienza di diversi insegnanti rispetto al maestro unico. Oggi il contesto culturale richiede maggiori specializzazioni e una persona sola non può fare bene tutto. In questo decreto la pluralità viene vista come spreco, ma non tiene conto della qualità dell'offerta formativa". Possibilista la dirigente della scuola elementare di via Archia, Lilly Fronte: "Io non sono proprio per la unicità, ma per una prevalenza sì. Che ci sia, insomma, una figura di maestro che abbia la prevalenza sugli altri e che sia, perciò, il punto di riferimento per i bambini. Ma in ogni caso penso che i bambini abbiano bisogno di un sistema stabile: non si può cambiare ogni tre anni. Ci dicano cosa dobbiamo fare e noi lo faremo, come sempre, nel migliore dei modi possibili. Ma ce lo dicano in maniera chiara e definitiva. Credo, infine, che la scuola abbia bisogno di una riforma generale di tutto il corpo: mi chiedo, per esempio, a quando la riforma delle scuole superiori? In fondo la scuola elementare è l'unica struttura dell'intero corpo che funziona. Il problema del ministro sembra essere solo matematico. E allora mi chiedo: si spenderanno soldi per la formazione?". M. T.

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Leanza: <La riforma Gelmini un danno per noi> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

L'mpa contro il progetto del ministro Leanza: "La riforma Gelmini un danno per noi" Catania. Lino Leanza, capogruppo del Mpa all'Ars, continua ad occuparsi a tempo pieno dell'argomento scuola, che gli sta molto a cuore. "E devo dire - spiega - che la nostra posizione politica è di fermo contrasto alla riforma del ministro Gelmini. Perché già con i provvedimenti presi dallo scorso governo in Sicilia abbiamo perso 3000 posti di lavoro. Adesso rischiamo di perderne altri 15 mila, una situazione catastrofica per i tanti precari della scuola in attesa di sistemazione. Ma, aggiungo, soprattutto per chi spera di trovare posto in futuro in questo settore. Per questo ci opponiamo con forza ad una legge che anziché accorciare le distanze del nostro sistema scolastico con quello del Nord, le allunga". Lino Leanza spiega che anche la questione delle classi a tempo pieno rischia di essere un ciclone terribile per la nostra regione: "Perché noi abbiamo solo il 3,4% di classi a tempo pieno, dunque degli 8000 incarichi per il tempo pieno praticamente 7000 andranno altrove. Qui si parla di aiutare il Sud, di sostenere un settore nevralgico come quello della formazione, della scuola, ma si sta operando in senso del tutto opposto, allargando la forbice che ci divide". E l'onorevole Leanza aggiunge anche quanto i problemi della nostra scuola siano legati a questioni territoriali: "Credo sia evidente a tutti che rispetto al Centro e al Nord del paese qui da noi tutto richieda molta più fatica. Perché abbiamo ancora realtà sociali ed economiche in grave ritardo rispetto a molte altre aree del paese. Partendo da qui è un errore gravissimo procedere con questi tagli selvaggi". A. Lod.

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Il Consorzio prorogato al 31 dicembre 2010 (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola superiore d'eccellenza Il Consorzio prorogato al 31 dicembre 2010 L'assemblea dei soci del Consorzio "Istituto Superiore di Catania per la formazione di eccellenza", l'ente che gestisce le attività della Scuola superiore di Catania, ha deliberato all'unanimità, nella seduta straordinaria di giovedì scorso, la proroga della durata dello stesso Consorzio al 31 dicembre 2010. In attesa del decreto istitutivo ministeriale e al fine di evitare l'interruzione dell'attività della Scuola, l'Università di Catania, socio fondatore del Consorzio, aveva richiesto una convocazione straordinaria dell'assemblea consortile affinché si provvedesse a deliberare in ordine alla proroga, con conseguente modifica statutaria, vista l'imminente scadenza del 31 dicembre 2008. Proroga che è stata varata, "tenuto conto delle ragioni di urgenza e anche in considerazione dell'imminente inizio dell'anno accademico e della ratifica da parte degli organi accademici del bando di ammissione 2008/2009". La proroga biennale è sufficiente a garantire la continuità dei servizi offerti agli allievi, in attesa del completamento del processo di autonomia della Ssc, come assicurato dal ministro dell'Università Maria Stella Gelmini. Alla seduta hanno partecipato il prof. Rizzarelli, delegato dal rettore Antonino Recca, in rappresentanza dell'Università di Catania, il prof. Giuseppe Calabrò, delegato dal rettore Francesco Tomasello, in rappresentanza dell'Università di Messina, l'assessore Francesco Ciancitto, delegato dal presidente Giuseppe Castiglione, in rappresentanza della Provincia regionale di Catania, l'assessore Luigi Arcidiacono, delegato dal sindaco Raffaele Stancanelli, in rappresentanza del Comune di Catania, il delegato del consiglio di amministrazione della STMicroelectronics ing. Giuseppe Ferla, il presidente dell'Accademia Gioenia prof. Giorgio Montaudo, il presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania, dott. Salvatore Garozzo, e il direttore dell'Osservatorio Astrofisico di Catania, prof. Giovanni Strazzulla. Pur non essendo presente alla seduta, per impegni istituzionali precedentemente assunti, il presidente della Regione - altro ente consorziato - ha fatto pervenire una nota con la quale si è dichiarato favorevole alla proroga: "Ribadisco il sostegno del Governo regionale - ha scritto Raffaele Lombardo - nei confronti della missione istituzionale svolta dalla Scuola di Eccellenza catanese in relazione all'importanza dell'attività formativa da essa espletata in ambito regionale, manifestando la volontà ad intraprendere ogni necessaria iniziativa di carattere legislativo volta a consentire la prosecuzione dei fini istituzionali dell'Ente". Il provvedimento di modifica statutaria è stato ratificato dal Senato accademico e dal cda dell'Università etnea, nella seduta di lunedì 15 settembre, i quali, prendendo atto della disponibilità offerta dal presidente Lombardo a intervenire finanziariamente per assicurare l'ordinaria amministrazione della Scuola, hanno individuato nella ripartizione dei residui di bilancio delle somme che potranno essere anticipate alla stessa Scuola in caso di necessità, così come aveva ipotizzato il rettore Recca nel luglio scorso. Nel corso della stessa seduta, gli organi collegiali dell'Ateneo hanno inoltre confermato al Consorzio universitario di Caltanissetta l'attivazione nel capoluogo nisseno, per l'anno accademico 2008-2009, di una sezione del corso di laurea in Scienze dell'amministrazione della facoltà di Scienze politiche, esclusivamente finalizzata allo svolgimento di attività di sostegno didattico e di orientamento a favore degli studenti. In assenza di nuovi provvedimenti governativi che permettano la riattivazione di un regolare corso di studio nella sede nissena, in analogia con quanto deliberato per altre convenzioni relative a sedi decentrate, alla scadenza della convenzione in vigore con il Consorzio, non si potrà pertanto procedere all'attivazione di nuovi cicli didattici.

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Torna la prof Pivettiscuola più realistae toni da commedia (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Torna la prof Pivetti scuola più realista e toni da commedia Roma. Di vestire i panni della professoressa Camilla Baudino non è ancora stufa, "anzi, sarei disposta ad andare ancora avanti, magari fra qualche anno", confessa Veronica Pivetti che torna domani su Raiuno con "Provaci ancora Prof" in prima serata in quella che per la rete è dopo i successi di "Don Matteo" e "Ho sposato uno sbirro" la collocazione del giallo-rosa. Giunta alla terza serie, la fiction, in otto puntate, continua a parlare di scuola, fra i toni della commedia e l'immancabile giallo, senza dimenticare però l'attualità, per stare al passo con un mondo scolastico in grande trasformazione. "Intanto la Prof. si troverà a che fare con una classe completamente nuova - spiega l'attrice - Fra gli alunni ci sarà anche un elemento negativo, anche se non parleremo di vero e proprio bullismo, perché non è questa la sede opportuna. Per la prima volta la Prof. si arrabbierà veramente, si troverà costretta a responsabilizzare i suoi alunni: insomma questa volta non sarà tutto rose e fiori. Sarà una scuola molto realista, anche se la forza della nostra fiction rimane la commedia". E sulla riforma del nuovo Ministro dell'Istruzione, Gelmini, la Pivetti preferisce "sorvolare" alla presentazione stampa alla Rai, concedendosi solo una battuta "Siamo solo nel 3000 e ci mettiamo ancora il grembiulino!". "La riforma? Piccola, superficiale e ipocrita", dice poi all'agenzia radiofonica Grt. Nel cast di "Provaci ancora Prof." tornano Enzo Decaro, nei panni di Renzo, marito di Camilla, Paolo Contincini, il commissario Berardi e Ilaria Occhini, madre di Camilla. Tra le new entry Loredana Cannata. "La novità di questa serie - spiega la regista Rossella Izzo - è la maturità che hanno raggiunto i diversi personaggi. Il nostro è un prodotto dedicato alla famiglia, che non rinuncia però ad ampi sguardi sul sociale e sulle realtà più crude della vita, senza mai perdere di vista l'obiettivo principale: interessare il pubblico, emozionarlo e magari farlo pensare". Il pubblico, appunto, il giudice supremo in tv, quello che ha sempre premiato questa serie e che la Rai vorrebbe continuare ad accontentare. Ma la Endemol, che produce la fiction, preferisce aspettare, scegliendo di far cambiare ruolo, almeno per un po', alla Pivetti. Per lei è in fase di preparazione una nuova fiction dal titolo emblematico "La ladra". Ma il cuore dell'attrice resta comunque alla Prof. "Quando un lavoro è così amato dal pubblico è un peccato staccarsene - ammette la Pivetti - Penso però che sia giusto lasciarlo un po' riposare, per un attore è bello variare, come lo è anche per gli sceneggiatori. Se ci sarà un'altra serie di "Provaci ancora Prof." magari fra un paio di anni, ci sarò sicuramente anche io". TIZIANA LEONE.

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La Cgil ennese in piazza: pro dipendenti, pensionati e precari (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Protesta il 27 settembre contro le scelte penalizzanti del Governo La Cgil ennese in piazza: pro dipendenti, pensionati e precari "Le norme che il Governo ha messo in atto per decreto legge sono una rovina per la Scuola, riportata indietro di decine di anni. Si parla di merito, ma l'unico criterio dietro la riforma è quello economico-finanziario, con la previsione di tagli indiscriminati che non guardano alla Scuola come investimento per il futuro del Paese". L'allarme è stato lanciato dal deputato regionale del Pd Elio Galvagno, il quale evidenzia gli effetti disastrosi che la riforma Gelmini potrebbe produrre sulla Scuola ed in particolare in Sicilia, regione che, tra l'altro, risulterebbe particolarmente penalizzata dall'ipotesi di accorpamento delle scuole con meno di 500 alunni. "L'aggregazione di queste istituzioni scolastiche con altre, e la loro conseguente soppressione - prosegue Galvagno - è una delle ipotesi prese in considerazione dal ministero della Pubblica Istruzione per realizzare gli obiettivi posti dal decreto 112/08 sui tagli degli organici del personale della scuola. Tale intervento avrebbe effetti dirompenti sull'offerta scolastica, in particolare per i piccoli Comuni. Infatti, circa 1.080 piccoli comuni verrebbero completamente privati di una scuola, e la Sicilia sarebbe tra le regioni più penalizzate. Si parla di 506 scuole sottodimensionate e, quindi, a rischio chiusura". Secondo il deputato del PD la riforma Gelmini prevede 7 miliardi e 800 milioni di euro di tagli in tre anni, comportando una drastica riduzione degli organici (87 mila insegnanti e 42 mila di personale Ata in meno), oltre che una grave penalizzazione all'offerta formativa, con la riduzione dell'orario scolastico, la conclusione o la netta diminuzione del tempo pieno alle elementari e del tempo prolungato alle scuole medie. Nonostante le rassicurazioni del Governo, infatti, non c'è alcuna possibilità di mantenere gli standard attuali. "La manovra d'estate, tra l'altro - precisa Galvagno - opera tagli pesantissimi anche sui bilanci degli enti locali, determinando gravi ricadute sull'edilizia scolastica e sul diritto allo studio, con prevedibili aumenti delle tariffe dei servizi fondamentali come le scuole dell'infanzia, il trasporto scolastico e le mense. Con i tagli previsti, inoltre, la spesa per la scuola pubblica scende notevolmente al di sotto della media europea, comportando anche la riduzione del numero degli insegnanti di sostegno per i bambini disabili. E' evidente che la scuola che la destra ha in mente è una scuola che tenderà ad acuire le disuguaglianze, - conclude il deputato del Pd - facendo pagare il prezzo più alto al futuro dei bambini e alle famiglie". F. G.

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Oro blu, Nicosia guideràla battaglia nazionale (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Incarichi Oro blu, Nicosia guiderà la battaglia nazionale d.c.) Finite le vacanze. Da oggi ricomincia la scuola. Primo suono della campanella per alunni di ogni ordine e grado, dalle elementari alle medie sino alle superiori anche se c'è chi come l'Ipc e l'Itas che hanno già cominciato a studiare dal 15 settembre. Immancabili arrivano come da tradizione gli "auguri" di buon anno scolastico del sindaco Giuseppe Nicosia, e dell'assessore alla Pubblica istruzione Paolo Monello. Un saluto esteso anche a tutti gli operatori della scuola "Da un lato, vogliamo sottolineare il forte impegno dell'amministrazione comunale per alleviare gli eventuali disagi che dovessero presentarsi nelle scuole - hanno dichiarato il primo cittadino e l'assessore - e dall'altro, vogliamo esprimere la nostra piena solidarietà agli insegnanti e alle famiglie degli studenti, preoccupati per la riforma del ministro Gelmini e, in particolare, per l'introduzione del maestro unico. Confermiamo, infine, il nostro massimo impegno per l'edilizia scolastica e per la fornitura degli arredi negli istituti di nostra competenza. Ci auguriamo che il nuovo anno sia vissuto all'insegna della serenità".

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Consiglio, mozione bipartisanTutti contro il ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Consiglio, mozione bipartisan Tutti contro il ministro Gelmini Una mozione bipartisan contro il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Ad approvarla, all'unanimità, è stato, lunedì sera, il Consiglio comunale. A proporla è stato il gruppo del Partito democratico. Ad illustrarne i contenuti, prima del voto, è stato il primo firmatario, Agostino Licari. ''Nei prossimi tre anni - ha dichiarato Licari - il ministro Gelmini prevede il taglio di 87 mila insegnanti di cui 212 nella provincia di Trapani. Il taglio dei docenti di sostegno porterà conseguenze disastrose sia dal punto di vista occupazionale che dal punto di vista didattico e sociale. La riforma, con il ritorno al maestro unico, fa tornare indietro di 50 anni il Paese. In considerazione, poi, che quest'anno sono stati tagliati anche i corsi serali per studenti lavoratori al Commerciale di Marsala e al Geometra di Petrosino, chiediamo al Consiglio Comunale di impegnare l'Amministrazione, sindaco in testa, di farsi parte attiva del malessere delle famiglie marsalesi e dei protagonisti del mondo della scuola, docenti e personale Ata". Subito dopo, sia pure con qualche distinguo, tutti si sono detti d'accordo. Da destra a sinistra. Il forzista Manlio Mauro ha detto che "il ministro appare molto presuntuosa e non si rende conto dei danni che sta arrecando al Paese"'. Poi, la seduta ha registrato la clamorosa spaccatura creatasi in seno al centrosinistra in conseguenza della decisione dei Patrik Basile e Giuseppe Milazzo di autosospendersi dal gruppo di Uniti a Sinistra, lasciando solo Lillo Gesone. A. p.

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Silvio, fiducia al 60 per cento (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 102 Record nel sondaggio commissionato da "Repubblica". Cala il Pd Silvio, fiducia al 60 per cento Record nel sondaggio commissionato da "Repubblica". Cala il Pd --> ROMA Silvio Berlusconi stacca tutti nell'ultima rilevazione mensile dell'Istituto Ipr Marketing per Repubblica.it sulla fiducia a governo, ministri e partiti. Il presidente del Consiglio, a settembre, sale di 5 punti su luglio e tocca quota 60%, il livello massimo di fiducia raggiunto finora. Cresce anche il governo, seppure di meno (54%, +2%); tra i ministri, Roberto Maroni sale al primo posto con il 62%, davanti a Franco Frattini (60%) e, appaiati al 58%, Giulio Tremonti, Renato Brunetta e Maurizio Sacconi. Anche la fiducia nei partiti rafforza al comando il Pdl (53%, +3), mentre vede in difficoltà le opposizioni con Pd e Idv in calo. Il sondaggio indica che il livello di fiducia per il premier supera quello per governo e ministri; solo per 5 di loro su 21, infatti, il segno è positivo tra luglio e settembre, mentre per 8 dicasteri la fiducia diminuisce e per gli altri 8 rimane invariata. Per quanto riguarda i ministri, il trend registra molte oscillazioni soprattutto nella fiducia di quei ministri che si sono maggiormente esposti nel dibattito estivo o nelle prime misure seguenti la ripresa dell'attività politico-parlamentare. Al primo posto c'è Maroni (+2% rispetto a luglio), mentre Frattini (Esteri) e Tremonti (Economia), nonostante una lieve flessione, sono al secondo e terzo posto. Ta i ministri che perdono maggiori punti c'è Sacconi (Welfare) che, forse vittima del problema Alitalia, negli ultimi due mesi ha perso il 6%, scendendo dal 64 al 58%, ed ha lasciato a Maroni lo scettro della classifica. Al contrario, chi guadagna il livello maggiore di fiducia è Mara Carfagna (Pari Opportunità) che passa dal 38 al 42% (+4%), probabilmente anche in virtù della visibilità avuta nei giorni scorsi dal ddl contro la prostituzione. Anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini fa registrare uno scatto in positivo, aumentando la fiducia del 3% e passando al 38%. In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti rappresentati in Parlamento (da non confondere con le intenzioni di voto), si rafforza il primato del Pdl che continua ad essere solitario al primo posto e per la prima volta, superando la soglia del 50%, arriva al 53%. Il momento positivo per la maggioranza è confermato anche dal risultato stabile della Lega (30%). Mentre sembra essere in difficoltà l'opposizione, con la sola eccezione dell'Udc che rimane stabile al 20%. Infatti il Pd, con un calo del 4%, scende al suo risultato peggiore (30%) e l'Idv, che aveva finora bilanciato i cali del Pd, scende per la prima volta di tre punti, attestandosi al 44%.

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"Provaci ancora prof" Veronica Pivetti torna in cattedra (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Scuola

Spettacoli Estate Pagina 11004 televisione "Provaci ancora prof" Veronica Pivetti torna in cattedra Televisione --> La professoressa di lettere Camilla Baudino, alias Veronica Pivetti, di questi tempi sarebbe tra gli insegnanti che contestano la riforma del ministro Gelmini. "Sorvoliamo", ha detto ieri l'attrice per evitare commenti pesanti durante la presentazione della nuova serie. "La riforma? Piccola, superficiale e ipocrita", ha detto poi all'agenzia radiofonica Grt. La nuova serie, otto puntate, il giovedì su Raiuno, di Provaci ancora Prof 3, con la regia di Rossella Izzo, promette "pur nel contesto di commedia e di giallo-rosa, un pizzico più di realismo sulla scuola - dice la Pivetti -. Questa volta infatti sono una professoressa che si arrabbia veramente con gli allievi, cerca di avere un rapporto più adulto, punta a responsabilizzarli". Pur realizzata (da Endemol Italia) ben prima del progetto di riforma del nuovo ministro Gelmini, la serie "fa un pensiero sulla realtà della scuola - sottolinea Eleonora Andreatta di Rai Fiction - rispettandone maggiormente la complessità, senza stereotipi e proponendo con la professoressa Baudino un modello di buon professore capace di ascoltare e contenere". Nella fiction, che prende ispirazione dai romanzi di Margherita Oggero, questa volta il marito della prof, interpretato da Enzo Decaro, entra in crisi professionale rappresentando così quello che capita ad una persona di mezza età che perde il lavoro. "Si deve rimettere in gioco e l'incertezza sul lavoro si riflette anche nei rapporti familiari e nei sentimenti", ha sottolineato l'attore. La scrittrice Margherita Oggero sottolinea come questa sia "una delle rare fiction con protagonista una donna la cui bellezza passa attraverso l'intelligenza". Brillante, spiritosa, la prof Pivetti, funambolica per definizione, cerca di coniugare famiglia, lavoro e passione per il giallo (e per l'aitante commissario Gaetano, Paolo Conticini). Al cast consolidato, che comprende la piccola Livietta (Ludovica Gargari), Claudio Bigagli, Ilaria Spada, Pino Ammendola, si aggiungono la classe completamente rinnovata e tra le new entry Loredana Cannata e un molesto merlo indiano che prenderà di mira il povero Decaro.

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Alitalia: si tratta ancora in extremis Colaninno: è l'ultima chiamata (sezione: Scuola)

( da "TgFin.it" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Per Alitalia ultima chiamata Colaninno "avvisa" i sindacati E' in corso il momento clou della trattativa per il salvataggio di Alitalia. Su richiesta del presidente della Cai Colaninno a Palazzo Chigi sono riuniti sindacati e azienda. Il numero uno della neonata Compagnia Aerea Italiana calerà l'ultima mossa per chiudere il negoziato. Le ventiquattr'ore decisive per le sorti di Alitalia sono caratterizzate anche dallo sciopero dei sindacati autonomi a Fiumicino. Dalle 12 alle 16 sono almeno 40 i voli cancellati, caos in tutta Italia. "Atto irresponsabile", è il commento del ministro Matteoli. 16.02 - A Palazzo Chigi l'ultima chiamata A pochi minuti dall'inizio a Palazzo Chigi dell'incontro con le nove sigle sindacali sul piano di salvataggio per Alitalia i rappresentanti sindacali riferiscono degli ultimi contatti telefonici informali con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che avrebbe riassunto la situazione. La riunione nasce per l'esigenza di Roberto Colaninno, il presidente della compagnia Cai creata dalla cordata di imprenditori italiani per salvare Alitalia, di intervenire personalmente nel confronto con i sindacati per un ultimo ''accorato appello''. La Cai dovrebbe quindi confermare la disponibilità a mantenere i vecchi livelli retributivi a fronte di un forte aumento della produttività, ma dovrebbe anche ribadire che non ci sono più spazi per ulteriori modifiche al piano. Il governo, da parte sua, potrebbe garantire l'introduzione di alcuni correttivi al regime previdenziale per facilitare l'uscita di dipendenti con il pensionamento, e dovrebbe anche confermare l'impegno a lavorare per il reimpiego del personale in esubero''. 16.00 - Iniziato l'incontro a Palazzo Chigi E' iniziato da pochi minuti l'incontro a Palazzo Chigi con le nove sigle sindacali sul piano di salvataggio per Alitalia. Per il governo sarebbero al momento presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e il ministro dei Trasporti Altero Matteoli. E' prevista una comunicazione ai sindacati del presidente della Cai, la Compagnia creata dalla cordata di imprenditori italiani per salvare Alitalia, Roberto Colaninno. Per la Cai è presente anche l'amministratore delegato Rocco Sabelli che fino ad oggi ha gestito personalmente la difficile trattativa con i sindacati. Per i segretari confederali sono presenti i segretari generali di Cisl, Uil e Ugl, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Renata Polverini. Per la Cgil è al momento presente il segretario confederale Fabrizio Solari. Sono poi al tavolo i rappresentanti di sindacato autonomo Sdl, delle organizzazioni dei piloti Anpac e Up, e di Avia e Anpav per gli assistenti di volo. 15.58 - Piloti: se offerta è ferma non firmiamo ''Se l'offerta è ferma i piloti non firmano nulla''. Lo afferma Roberto Spinazzola, segretario generale dell'Unione Piloti, arrivando al vertice convocato a Palazzo Chigi sulla situazione Alitalia. ''Questa convocazione - spiega - è dovuta al fatto che ci sono delle comunicazioni da parte della nuova compagnia, evidentemente c'è qualcosa che si muove, auspichiamo che sia vero''. A chi gli chiede se ci siano delle novità, il segretario dell'Unione Piloti risponde: ''Mi aspetto qualcosa di nuovo, non so cosa abbiano deciso, non so se hanno preso in considerazione qualcuno dei nostri rilievi''. 15.56 - Cai non è disposta a trattare sul piano Continua il lavoro delle diplomazie parallele sul caso Alitalia. Secondo fonti sindacali il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, avrebbe contattato alcuni dirigenti del sindacato anticipando il prevedibile sviluppo dell'incontro e chiarendo che Cai sul piano industriale non sarebbe più disposta a trattare. 15.45 - Sindacati: speriamo bene ''Speriamo bene, che tutte le pressioni fatte su governo e Cai abbiano migliorato le condizioni dei contratti''. Così il segretario nazionale per il trasporto aereo della Uilt Marco Veneziani arrivando a palazzo Chigi per l'incontro con i vertici di Compagnia aerea italiana. 15.44 - Avia: c'è un'offerta per Az express Al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, sarebbe arrivata un'offerta anche per l'acquisizione delle attività del gruppo per i voli regionali gestite da Alitalia express. Lo ha indicato il presidente dell'associazione di assistenti di volo Avia, Antonio Divietri, spiegando che l'acquisizione comporterebbe l'assunzione di 700 dipendenti in esubero, tra piloti, tecnici, e assistenti di volo. Divietri non ha indicato il nome della società che avrebbe presentato l'offerta spiegando che si tratta ''di un grande gruppo economico'' che ha ''una licenza di volo preesistente ed attualmente non utilizzata''. 15.27 - Dl Alitalia, primo sì Sì della commissione Affari costituzionali del Senato ai presupposti di necessità e urgenza, previsti dalla Costituzione, per il decreto legge di modifica della legge Marzano per Alitalia. La maggioranza ha votato a favore, contraria l'opposizione. "Non contestiamo in astratto i requisiti di necessità e urgenza - ha detto il senatore del Pd Stefano Ceccanti - ma riteniamo ci siano profili di incostituzionalità di fronte ai quali non ci puo' essere necessità e urgenza". E' saltato, intanto, l'intervento del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, previsto alle 15,30 davanti alle commissioni riunite Lavori pubblici e Industria, che hanno avviato oggi la discussione generale sul decreto. 15.24 - Cgil: diremo sì a buon punto di equilibrio ''Ascolteremo quello che hanno da dirci, visto che hanno convocato per una proposta. Secondo noi, però, accordi non condivisi con i dipendenti servono a poco, perché c'è anche il giorno dopo, di cui bisogna tener conto''. Lo afferma il segretario confederale Cgil Fabrizio Solari, pochi minuti prima dell'inizio dell'incontro a palazzo Chigi con la Cai e il governo. ''Se la proposta sarà sufficiente e ci sarà offerto un buon punto di equilibrio fra le richieste dei dipendenti e quelle di discontinuità che l'azienda ha dichiarato, aderiremo, altrimenti no. Dipende dal merito - ha aggiunto a colloquio con il quotidiano on line Affaritaliani.it -. Per il momento non sono né ottimista né pessimista'' 15.18 - Sacconi: nessuna offerta da Air France, Lufthansa e British Airways Da British Airways, Air France e Lufthansa non arriverà nessuna offerta nel caso in cui dovesse ritirarsi la Cai. Da parte di queste tre compagnie c'è solo interesse a quote minoritarie. Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in aula alla Camera, rispondendo ad un'interrogazione. "Il commissario Augusto Fantozzi - ha dichiarato Sacconi - ha sentito ieri gli amministratori delegati delle compagnie British Airways, Air France e Lufthansa, compagnie che ragionevolmente avrebbero potuto presentare una proposta nel momento in cui si dovesse determinare il ritiro della Cai, e gli hanno comunicato di non essere interessati a presentare proposte ma solo a partecipazioni minoritarie". 15.16 - Sacconi: sono 3mila gli esuberi Sono ''circa 3.000'' i dipendenti di Alitalia che saranno interessati ''da provvedimenti di integrazione di reddito e di ricollocamento''. Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, rispondendo al question time alla Camera. Il ministro ha ribadito che il problema del trattamento economico è materia di competenza delle parti, sottolineando che le ipotesi finora sul tavolo ''non hanno riguardato una riduzione dei salari effettivi''. A parità di salario, ha spiegato, dovrebbe invece corrispondere una maggiore produttività. 15.14 - Sciopero, disagi anche all'aeroporto di Bologna Disagi all'aeroporto Marconi di Bologna per lo sciopero dei lavoratori di Alitalia, promosso da Cub Trasporti. Alle 14 sono 34 i voli in partenza e in arrivo cancellati, più tre aerei in arrivo che sono stati dirottati su altri scali. Il bilancio è tuttavia provvisorio perché l'agitazione prosegue durante la giornata. Nello scalo bolognese, all'iniziativa nazionale di Cub si aggiunge lo sciopero locale del personale di terra, anch'esso proclamato dal sindacato di base, dei dipendenti di Sab, Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. Rdb-Cub fa sapere con una nota che ''l'aeroporto e' deserto e l'adesione è pressoché totale''. L'agitazione terminerà alle 16. 14.30 - L'auspicio di Sacconi: trovare l'accordo "Il mio augurio - ha aggiunto Sacconi - è che la riunione costituisca la conclusione del negoziato e la premessa del concreto salvataggio". Il ministro ha aggiunto che di non essere a conoscenza di ciò che Colaninno dirà a nome di tutti gli azionisti, ma vuole "richiamare tutte le organizzazioni anche al nuovo clima che si è definitivamente creato in questi giorni, con il disvelarsi della profonda crisi globale che puo' modificare non solo i prezzi del petrolio, anche se in questo momento sono cambiati in meglio, ma anche l'andamento dei consumi". 14.10 - Angeletti: ci sono le condizioni per un accordo E' ottimista sulla riuscita del tavolo di Alitalia, il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, che ha detto: "Penso ci siano tutte le condizioni per un accordo", commentando la convocazione dei sindacati alle 15,30 con governo e Cai. Sui contratti, ha tuttavia aggiunto il leader della Uil, "abbiamo un lavoro a metà e quindi abbiamo due strade: o accontentarci di quello che c'è o rinviare tutto ciò che manca a una successiva trattativa". 13.29 - Manifestazioni dei dipendenti Atitech a Napoli Torna a montare la tensione tra gli 800 dipendenti Atitech dello stabilimento di manutenzione pesante di Capodichino a Napoli. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali una manifestazione di protesta potrebbe svolgersi in giornata nei pressi dell'aeroporto. ''Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per evitare la mobilitazione dei lavoratori e disagi per i passeggeri - spiega Antonio D'Auria della Filt Cgil - la proposta d'acquisto da parte di una societa' di investimento mette in crisi i lavoratori. Noi chiediamo garanzie certe in termini occupazionali, che passino attraverso soggetti industriali''. ''Ci giochiamo la nostra partita sul piano nazionale - racconta Giovani Aruta di Fit Cisl - In queste ore la trattativa va avanti nell'ottica di far diventare Atitech parte di Finmeccanica, Fintecnica e Cai''. 13.25 - Sabelli: ok a salari invariati, ma con più produttività La Cai è sempre stata disponibile a mantenere i livelli salariali invariati in Alitalia in cambio di una maggiore produttività. "E' dall'inizio che lo diciamo", ha spiegato l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, conversando con i giornalisti. "Forse qualcuno non lo aveva capito". 13.22 - Commissariate anche Az Airport e Az Servizi Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria le società Alitalia Airport e Alitalia Servizi. Lo rende noto il ministero in un comunicato. Il professor Augusto Fantozzi, già commissario di Alitalia, è stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Airport e Alitalia Servizi. 13.11 - Voli cancellati a Linate Disagio sostanzialmente contenuto, a Linate, per lo sciopero indetto - dalle 12 alle 16 - dai dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti. Dei quaranta voli per cui è stata prevista la cancellazione - come riportato dal sito Internet della compagnia di bandiera - solo cinque riguardano direttamente l'aeroporto di Linate. Dallo scalo milanese, infatti, non partiranno cinque voli diretti all'aeroporto romano di Fiumicino. Sempre cinque voli in partenza però dallo scalo capitolino, in direzione Linate, sono stati a loro volta cancellati. Il sindacato autonomo promotore dello sciopero critica in particolare l'intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che ''segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sara' ridotta ad un vettore poco più che nazionale''. 13.06 - Manifestanti a Fiumicino In circa 500 manifestanti con bandiere, slogan e fischietti stanno sfilando in corteo all'aeroporto di Fiumicino all'interno della hall Arrivi. Al grido di ''Vergogna, vergogna'' i manifestanti, sotto gli occhi incuriositi dei passeggeri, stanno camminando tenuti costantemente sotto controllo da uomini delle forze dell'ordine. 13.02 - Sindacati e azienda convocati a Palazzo Chigi Nuovo incontro a Palazzo Chigi tra Governo, Cai e Intesa Sanpaolo. I vertici della Compagnia Aerea Italiana, l'ad Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno, e il responsabile della divisione corporate della banca, Gaetano Miccichè, hanno incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi, e delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. Alle 15.30 saranno presenti anche le nove sigle sindacali. 12.58 - Sacconi: la trattativa continua? Non c'è più trattativa ''Non c'è più trattativa''. Lo ha detto il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, rispondendo alla domanda se la trattativa su Alitalia possa andare avanti secondo i migliori auspici. 12.49 - Ryanair: spero che Alitalia si salvi "Alitalia sta riducendo i voli e aumentando le tariffe. Speriamo che sopravviva con altre compagnie aeree, perché la concorrenza è importante". Lo ha detto Michael Cawley, Deputy Chief Executive di Ryanair, la maggior compagnia aerea low-cost d'Europa, presentando una nuova offerta di cinque milioni di posti per viaggiare in ottobre e novembre a soli 5 euro (solo andata). "L'unico elemento che può aumentare il traffico passeggeri, è ridurre i prezzi. Ogni compagnia riducendo i costi, puo' aumentare il numero dei passeggeri. Noi - ha aggiunto - vogliamo aumentare il mercato, lavorando su voli sia domestici che internazionali". Il rappresentante di Ryanair ha quindi riportato la classifica delle compagnie che, secondo un sondaggio via internet effettuato in Irlanda, sarebbero prossime al fallimento. Al primo posto c'èl'Alitalia - ha riferito - seguita da Spanair, Sky Europe e Air Berlin". 12.21 - Investimenti e Sviluppo Mediterraneo conferma interesse per Atitech Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (IESM.MI), investment company dedicata alle Piccole e Medie Imprese del Centro Sud Italia, conferma "di aver presentato il 12 settembre scorso una manifestazione d'interesse per valutare l'acquisto di Atitech, ovvero l'ingresso in una newco che preveda l'acquisto di Atitech stessa". Lo rende noto la società in un comunicato in cui si sottolinea "di aver ricevuto richiesta di ulteriore documentazione da parte del commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, su cui la società sta già lavorando". 12.09 - Cgil: no a ricatti, Cai rifletta bene "Spero che Cai rifletta bene su come concludere la vicenda Alitalia, perché una società di servizi che nasce su un ricatto non avrebbe futuro". E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, che aggiunge: "la Cgil è consapevole che occorre un nuovo inizio anche sul versante contrattuale, ma una proposta onesta, che può risolvere la transizione verso la definizione del contratto collettivo nazionale del trasporto aereo, va ricercata nella normativa attualmente in essere nei principali competitor europei. Lufthansa, Air France, Iberia, scelgano loro". 12.00 - Cgil: ieri nessuna proposta di negoziato "Di cosa parla il ministro Sacconi?". E' quanto si chiede il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, in merito alle dichiarazioni del titolare del dicastero di Via Veneto sull'indisponibilità della Cgil ad incontrare ieri i vertici della Cai. "Ieri - sottolinea Nasso - non c'è stata alcuna convocazione formale, c'e' stato solo un invito ai segretari confederali a passare a firmare". "Non era prevista - prosegue il numero uno della Filt - la presenza delle categorie dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e tanto meno delle altre organizzazioni del settore". Secondo Nasso "in una fase del negoziato in cui si deve discutere di contratto di lavoro, il metodo proposto che tende ad escludere qualsiasi negoziato di merito, rappresenta un'idea autoritaria dei rapporti con le organizzazioni sindacali". 11.48 - La posizione del Pd "Noi non vogliamo il fallimento di Alitalia anzi siamo molto preoccupati dall'impatto devastante, sia sociale sia economico, che avrebbe il fallimento". Antonello Soro parla così della vicenda Alitalia e ribatte a quanti nel centrodestra accusano il Pd di "lavorare" per il fallimento della compagnia. "Tuttavia questo - aggiunge il capogruppo del Pd alla Camera - non ci esime dal denunciare l'operazione fragile e costosa voluta dal presidente del Consiglio". 11.29 - Sciopero, sono 10 i voli sulla tratta Milano-Roma annullati Difficoltà per chi deve volare oggi con Alitalia. A causa dello sciopero indetto dai Cub, dalle 12 alle 16, e da altre mobilitazioni del personale di terra, 40 voli sono stati cancellati. Sono 21 i collegamenti diretti a Roma annullati mentre 19 quelli cancellati a Fiumicino. In particolare, difficoltà per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma visto che sono stati cancellati 10 voli tra le due città. 11.21 - Moretti (Fs): mai pensato di entrare in Alitalia "Non ci siamo mai proposti di entrare in Alitalia". Ha risposto così ai giornalisti l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, a una domanda riguardante la compagnia aerea. 10.35 - In contemporanea agli autonomi altri 2 scioperi In contemporanea con lo sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono in programma oggi nella stessa fascia oraria altre due agitazioni: quella del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione piloti Meridiana). Le conseguenze previste per ora a Fiumicino sono limitate a Meridiana che ha programmato la cancellazione di tre voli: uno per Olbia e due per Cagliari. Air One non prevede invece soppressioni. 10.17 - Brunetta: col buon senso soluzione vicina Con ''meno egoismo'' e con ''buon senso'' da parte di alcuni attori la soluzione è a portata di mano. Così il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo a Radio Radicale, professa il suo ottimismo sulla vicenda Alitalia. Il ministro chiede quindi buon senso e responsabilità sottolineando il ''grande sforzo'' fatto dal governo. 10.01 - Cossiga scrive alla Cgil E' "comprensibile" e "doveroso" che "la Cgil operi per il fallimento del tentativo berlusconiano di salvare l'Alitalia", in quanto "sindacato di sinistra". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in una lettera inviata oggi al Segretario Generale della Cgil, Guglielmo Epifani. 09.56 - Rinviato al 17 ottobre lo sciopero del personale Sea Lo sciopero del personale Sea, indetto originariamente per oggi dalle sigle Sdl, Cub-Trasporti e Slai Cobas, è stato posticipato di un mese, al 17 ottobre prossimo. 09.52 - Oggi Sacconi a question time Camera su alternative a Cai Gli interventi per la ricerca di proposte alternative a quella di Cai per il salvataggio di Alitalia sono il tema che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, tratterà oggi alla Camera nel question time in Aula. Sacconi risponderà a un'interrogazione su questo tema presentata dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Al question time, informa una nota dell'ufficio stampa di Montecitorio, prenderanno parte anche i ministri dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono 34 i voli AZ, tra arrivi e partenze, che risultano cancellati al Leonardo da Vinci. Nel dettaglio, i voli soppressi sono 16 in partenza, di cui 7 internazionali e 9 nazionali, e 18 in arrivo (8 internazionali e 10 nazionali). Da registrare anche la cancellazione di due voli Air One per Torino (AP6862) e Berlino (AP4226). 09.30 - Matteoli: lo sciopero è da irresponsabili "Chi durante una trattativa indice uno sciopero dimostra grande irresponsabilità". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli a Sky Tg24 Mattina in riferimento allo sciopero del personale di terra Alitalia previsto per oggi. "Le parti stanno trattando - aggiunge il ministro -, il governo è impegnato in prima persona e indire uno sciopero in questo momento dimostra solamente un senso di irresponsabilità". Quanto alle pressioni che i sindacati stanno facendo sull'azienda, Matteoli sostiene che "anche se in maniera dura, stanno facendo il loro mestiere. Hanno cercato di portare a casa tutto ciò che era possibile in favore dei loro iscritti. Adesso o si firma o sarà molto difficile proseguire le trattative". Infine, sui possibili sviluppi futuri del negoziato, il ministro conclude: "Mi rendo conto delle grandi difficoltà e che su questa vicenda ci sono aspetti politici che comprendo anche se non condivido. Se alla fine trionferà il buon senso arriveremo al voto, se non da parte di tutti, almeno da una parte che consenta a Cai di poter proseguire". 08.06 - Sciopero a Fiumicino, voli cancellati Per oggi saranno cancellati 40 voli Alitalia (la lista è sul sito Internet della compagnia) a causa di uno sciopero del sindacato Cub, indetto a Fiumicino dalle 12 alle 16. Lo ha annunciato un portavoce della compagnia di bandiera che ha anche escluso che le cancellazioni possano essere motivate da problemi nelle forniture di carburante. GLI ALTRI ARTICOLI Alitalia,"entro giovedì si decide" VAI A: Tgfin Homepage IN PRIMO PIANO Alitalia: si tratta ancora in extremis Colaninno: è l'ultima chiamata Tremonti: " La crisi può aggravarsi" Tasse giù entro fine legislatura Gheddafi davvero verso Telecom? In Borsa già partite le scommesse Il ministro Brunetta manda a casa i "fannulloni" della P.A.? Un sito di aste online prova a ricollocarli sul mercato GRAFICHE.

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"Niente tagli a insegnanti di sostegno" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA "Non vi è stato nè vi sarà alcun taglio ai docenti di sostegno". Lo garantisce il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini rispondendo ad un'interrogazione nel corso del Question time alla Camera. "I posti dei docenti di sostegno sono stati regolati dalla Finanziaria del precedente governo senza subire ulteriori modifiche - spiega la Gelmini - quindi sono stati riconfermati tutti. Il taglio di 10.000 posti attuato nella Finanziaria del precedente governo - ha detto ancora il ministro - riguarda i normali posti di insegnamento. Quindi - ha concluso - il numero dei docenti di sostegno è riimasto invariato". "Venendo alle situazioni cui fa riferimento l'on. Ciocchetti, in provincia di Catanzaro - ha precisato il ministro Gelmini - il rapporto alunni diversamente abili e docenti è di 1,24 nella scuola dell'infanzia, di 1,51 nella scuola primaria, di 1,61 nella scuola secondaria di primo grado, di 1,53 nella scuola secondaria di secondo grado. Quindi ben al di sotto del parametro tendenziale di un docente per due allievi diversamente abili previsto dalla legge. Nella regione Sicilia il rapporto è di 1,73, anche qui inferiore al predetto parametro. Circa la provincia di Salerno il decremento di 66 posti di sostegno è stato operato a fronte di una diminuzione di 270 alunni diversamente abili. In quanto alla provincia di Venezia, confermo che essendo esaurita la disponibilità di docenti specializzati pari al fabbisogno e non essendoci al momento altro modo per ovviare alla carenza i dirigenti scolastici si sarà costretti a nominare aspiranti non in possesso del titolo di specializzazione. In ogni caso - ha concluso il ministro - garantisco il mio impegno sul tema della disabilità in due direzioni: garantendo la continuità didattica e la valorizzazione del ruolo degli insegnanti di sostegno che rappresentano certamente un elemento qualificante della nostra scuola".

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Scuola/ Idv ad Alfano: Verifiche su esame da avvocato di (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Gelmini Chi utilizza mezzucci è poco credibile come ministro Istruzione postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - L'Italia dei Valori chiede al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di "accertare la verità dei fatti" in merito all'esame di Stato per essere abilitata alla professione di avvocato sostenuto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, esame che la Gelmini "sostenne a Reggio Calabria dove la percentuale dei promossi è solitamente molto alta". "Qualche settimana fa Gian Antonio Stella ha rivelato che l'on. Maria Stella Gelmini nel 2001, come fanno tanti aspiranti avvocati, invece di affrontare l'esame di Stato nella sede dove risiedeva abitualmente ha preferito sostenerlo a Reggio Calabria dove la percentuale dei promossi è storicamente più elevata rispetto ad altre parti d'Italia - ricorda la deputata Silvana Mura, firmataria dell'interrogazione -. Il più classico dei comportamenti da furbetti che stona molto con il culto della meritocrazia di cui si è fatta improvvisamente vestale la ministra". "Prescindendo dal fatto che chi utilizza simili mezzucci è poco credibile come ministro dell'Istruzione - conclude Mura - sarebbe doveroso accertare se, nell'effettuare il cambio di residenza temporaneo da Brescia a Reggio Calabria, siano state rispettate tutte le procedure stabilite dalla legge o se invece siano state commesse delle irregolarità".

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Scuola/ Regione Toscana ricorre a Consulta contro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

2- Consiglio Regionale approva mozione di sostegno alla Giunta postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Firenze, 17 set. (Apcom) - E' stata approvata in Consiglio regionale con i voti a favore dei gruppi di maggioranza e il voto contrario dell'opposizione la mozione "sulla riduzione della spesa per l'istruzione, il taglio degli insegnanti e l'accorpamento delle scuole", sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza, prima firmataria Bruna Giovannini (Sd). Il dibattito in aula sulla riforma della scuola si è concluso infatti con la messa in votazione di due mozioni. E' stata così respinta una mozione "in merito alle prese di posizione della Regione Toscana e dell'assessore all'istruzione" sulle iniziative del Governo in materia di istruzione, sottoscritta da Forza Italia-Pdl e Alleanza Nazionale-Pdl, prime firmatarie Stefania Fuscagni (Fi-Pdl) e Giuliana Baudone (An-Pdl): una mozione che invitava "a non trasformare, come già fatto in occasione della riforma Moratti, la scuola toscana in un campo di battaglia", nel quale "spostare lo scontro politico". Nella mozione approvata si vuole dare impulso alla Giunta regionale "a manifestare la propria contrarietà nei confronti dei provvedimenti annunciati e a svolgere in sede di conferenza Stato-Regioni, ogni azione utile a scongiurare interventi che minerebbero il ruolo e la funzione della scuola pubblica italiana"; sostegno alla Giunta, riguardo alla decisione di ricorrere alla Corte Costituzionale "per l'invasione delle competenze regionali" da parte del Governo. Con la mozione si intende contrastare "la riduzione di spesa per l'istruzione di 7,8 miliardi nei prossimi tre anni, il taglio di 100 mila insegnanti e 40 mila non docenti"; "la riduzione del tempo pieno nelle elementari e di quello prolungato nelle medie", con il conseguente "abbandono del diritto universale all'istruzione pubblica garantito dalla Costituzione"; il "possibile accorpamento delle scuole".

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SCUOLA: GELMINI, NON CI SARANNO TAGLI AGLI INSEGNANTI DI (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

SOSTEGNO postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 17 set - ''Non vi sara' alcun taglio che possa interessare i docenti di sostegno''. Lo ha detto il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, rispondendo ad un question time alla Camera. ''Per il 2008-2009 sono stati confermati tutti gli incarichi attribuiti l'anno precedente'', ha aggiunto la Gelmini. ''Garantisco il mio impegno nella garanzia della continuita' didattica e per la valorizzazione del ruolo degli insegnanti di sostegno'', ha concluso il Ministro.

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Â"ABILITATI IX CICLI SISS LA PROPOSTA GELMINIÂ" (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

17-09-2008 In relazione alla revisione del reclutamento e della formazione iniziale dei docenti, e considerato anche il blocco del X ciclo delle SISS, il Ministro Mariastella Gelmini ha proposto l'inserimento, in sede di conversione del decreto legge "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università", di un'apposita norma che salvaguardi le aspettative di alcune categorie di docenti attualmente esclusi dalle graduatorie ad esaurimento. Nel caso specifico, questa disposizione consentirà l'inserimento, in occasione dell'aggiornamento biennale delle graduatorie ad esaurimento da effettuarsi per gli anni scolastici 2009/2010 e 2010/2011, agli abilitati SSIS del IX ciclo, agli abilitati che hanno frequentato i corsi biennali abilitanti di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID) attivati nell'a.s. 2007/2008 e ai docenti che si abilitano a seguito della frequenza del I corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale e di strumento musicale. Analogo inserimento a pieno titolo viene garantito a coloro che nell'anno accademico 2007/2008 erano iscritti al corso di laurea in Scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica, in occasione dell'aggiornamento biennale successivo al conseguimento del titolo di abilitazione. Con questa norma questi docenti potranno essere inseriti a domanda nella graduatoria ad esaurimento in coda a coloro che risultano già inclusi.

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Istruzione: Regione ed Enti locali in difesa della scuola pubblica (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

16.50 (Ultima Modifica: 17 settembre 2008) Regione ed Enti locali uniti nel dare l'allarme in difesa della scuola pubblica. Gli assessori alla Scuola provinciali e dei comuni capoluogo che hanno partecipato questa mattina all'incontro convocato dall'assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, si sono trovati d'accordo nel manifestare forte dissenso sui recenti provvedimenti emanati dal Governo e preoccupazione per le ricadute sul sistema scolastico dell'Emilia-Romagna. Con un documento unitario, proposto dall'assessore Manzini, gli assessori presenti hanno chiesto al Ministro Gelmini di rivedere le sue decisioni nell'iter di conversione in legge del decreto e di aprire la discussione e il confronto con le Regioni e gli enti locali. "Gli assessori presenti - si legge nel documento - esprimono una critica unanime sia nel merito che nel metodo ai tagli nel settore scuola e al decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2008 che prevede la reintroduzione dell'insegnante unico nella scuola primaria e la riduzione del tempo scuola a 24 ore, e auspicano che il Governo e il Parlamento tengano conto, nel corso dell'iter di conversione in legge del decreto, delle numerose critiche emerse in occasione delle audizioni della commissione Cultura alla Camera nella giornata del 16 settembre 2008 e della protesta crescente nel Paese". "Critiche rivolte in particolare - continua il documento - al metodo con cui sono stati emanati tali provvedimenti, ossia lo strumento del decreto legge, che non ha consentito un approfondito confronto per rispondere alle vere esigenze educative degli studenti e del sistema scuola. A suo tempo, il superamento della figura del maestro unico venne accompagnato da un approfondito dibattito pubblico che coinvolse famiglie, mondo della scuola, pedagogisti, mentre oggi si procede con grande disinvoltura con un decreto, non fondato su analisi pedagogiche, ma dettato esclusivamente da ragioni economiche, che metterà fine all'esperienza del modulo e comprometterà il tempo pieno e il tempo prolungato". "Modelli didattico-organizzativi - prosegue il testo - che hanno elevato i livelli di apprendimento dei bambini, ridotto le disuguaglianze sociali e consentito di accrescere il tasso di occupazione femminile. La fine del modulo in particolare avrà conseguenze gravi sulla qualità della scuola primaria. Inoltre, suscita allarme la prevedibile chiusura di plessi nei piccoli centri e nei comuni di montagna causata dai tagli, che metterà in difficoltà le famiglie e gli enti locali chiamati ad organizzare e sostenere le spese dei servizi scolastici". "I provvedimenti del Governo - i tagli sulla scuola, la compressione del tempo scuola a 24 ore, la fine del modulo e la riduzione del tempo pieno - metteranno seriamente a rischio la qualità del sistema scolastico regionale - conclude il documento - Qualità testimoniata anche dalle indagini internazionali e raggiunta grazie all'impegno e all'attenzione costanti profusi dagli enti locali, da sempre in prima linea nel sostenere politiche di qualificazione scolastica e dei relativi servizi".

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Scuola: Regione E-R ed Enti locali scrivono al ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

(17/9/2008 16:50) | (Sesto Potere) - Bologna - 17settembre 2008 - Regione ed Enti locali uniti nel dare l'allarme in difesa della scuola pubblica. Gli assessori alla Scuola provinciali e dei comuni capoluogo che hanno partecipato questa mattina all'incontro convocato dall'assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, si sono trovati d'accordo nel manifestare forte dissenso sui recenti provvedimenti emanati dal Governo e preoccupazione per le ricadute sul sistema scolastico dell'Emilia-Romagna. Con un documento unitario, proposto dall'assessore Manzini, gli assessori presenti hanno chiesto al ministro Gelmini di rivedere le sue decisioni nell'iter di conversione in legge del decreto e di aprire la discussione e il confronto con le Regioni e gli enti locali. “Gli assessori presenti – si legge nel documento - esprimono una critica unanime sia nel merito che nel metodo ai tagli nel settore scuola e al decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2008 che prevede la reintroduzione dell'insegnante unico nella scuola primaria e la riduzione del tempo scuola a 24 ore, e auspicano che il Governo e il Parlamento tengano conto, nel corso dell'iter di conversione in legge del decreto, delle numerose critiche emerse in occasione delle audizioni della commissione Cultura alla Camera nella giornata del 16 settembre 2008 e della protesta crescente nel Paese”. “Critiche rivolte in particolare – continua il documento - al metodo con cui sono stati emanati tali provvedimenti, ossia lo strumento del decreto legge, che non ha consentito un approfondito confronto per rispondere alle vere esigenze educative degli studenti e del sistema scuola. A suo tempo, il superamento della figura del maestro unico venne accompagnato da un approfondito dibattito pubblico che coinvolse famiglie, mondo della scuola, pedagogisti, mentre oggi si procede con grande disinvoltura con un decreto, non fondato su analisi pedagogiche, ma dettato esclusivamente da ragioni economiche, che metterà fine all'esperienza del modulo e comprometterà il tempo pieno e il tempo prolungato”. “Modelli didattico-organizzativi – prosegue il testo - che hanno elevato i livelli di apprendimento dei bambini, ridotto le disuguaglianze sociali e consentito di accrescere il tasso di occupazione femminile. La fine del modulo in particolare avrà conseguenze gravi sulla qualità della scuola primaria. Inoltre, suscita allarme la prevedibile chiusura di plessi nei piccoli centri e nei comuni di montagna causata dai tagli, che metterà in difficoltà le famiglie e gli enti locali chiamati ad organizzare e sostenere le spese dei servizi scolastici”. “I provvedimenti del Governo - i tagli sulla scuola, la compressione del tempo scuola a 24 ore, la fine del modulo e la riduzione del tempo pieno - metteranno seriamente a rischio la qualità del sistema scolastico regionale – conclude il documento - Qualità testimoniata anche dalle indagini internazionali e raggiunta grazie all'impegno e all'attenzione costanti profusi dagli enti locali, da sempre in prima linea nel sostenere politiche di qualificazione scolastica e dei relativi servizi”.

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SCUOLA: EVANGELICI, RIFORMA GELMINI E' CONTRORIFORMA CHE SA (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

DI POPULISMO postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 17 set - Parla di ''contro-riforma'' della scuola italiana, il presidente dell'Associazione ''31 Ottobre per una scuola laica e pluralista'', Nicola Pantaleo. Di fronte ai recenti provvedimenti annunciati dalla neo-ministra dell'Istruzione pubblica, Mariastella Gelmini, Pantaleo, che rappresenta un'associazione nata nell'ambito della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in una dichiarazione riportata dall'agenzia valdese Nev, teme una ''nuova, pesante offensiva sul terreno della scuola pubblica della politica vaticana, alla luce anche dell'auspicata armonizzazione dei fini educativi della scuola e della chiesa''. ''In nome di un populistico buon senso si cancellano quattro decenni di 'buona' scuola - afferma - per restaurare un'istruzione fondata sulla omologazione (il grembiulino), sulla sottomissione all'autorita' (voto di condotta), su una apparente semplificazione ma sostanziale superficialita' culturale (il voto numerico)''. Inaccettabile per Pantaleo il ripristino dell'insegnante unico nella scuola elementare: ''La figura educativa unica, contraddicendo una prassi pedagogica consolidata, risponde ad un genere di scuola fondato su una triade di autorita': il genitore, l'insegnante, il parroco''. Forte scetticismo per le riforme previste dalla neo-ministro dell'istruzione e' stato espresso anche dal Comitato insegnanti evangelici italiani (CIEI) vicino al pentecostalismo. In un comunicato del 1 settembre intitolato ''La scuola della vergogna'', a loro avviso i pesanti tagli di personale e di risorse non rispondono a motivazioni pedagogiche, ma a ''logiche puramente economiciste di riduzione della spesa pubblica''.

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Scuola/ Gelmini: Stop all'accesso alle Ssis, sono senza (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Sbocco Ma per abilitati IX ciclo graduatorie riaperte con norma ad hoc postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - Il governo ha deciso di sospendere per l'anno 2008-2009 le procedure per l'accesso alle Ssis (scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) attivate presso le università allo scopo di "porre fine al paradosso di corsi destinati a sboccare nel nulla". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, rispondendo ad una interrogazione in Aula alla Camera. La titolare del dicastero di viale Trastevere ha assicurato comunque che, grazie ad una norma che verrà inserita nel dl attualmente all'esame dell'Assemblea di Montecitorio, "coloro che supereranno gli esami del nono ciclo delle Ssis e dei corsi biennali di secondo livello ad indirizzo didattico potranno iscriversi alle graduatorie ad esaurimento". "La vicenda della Ssis - ha rilevato - è emblematica delle continue stratificazioni normative che si sono abbattute sul sistema scolastico. È intenzione di questo Ministero dare al mondo della scuola chiarezza e stabilità, fornire norme durature e inequivocabili. Per questo motivo, attraverso il decreto-legge n. 112 del 2008, poi convertito nella legge n. 133 del 2008, abbiamo sospeso per l'anno 2008-2009 le procedure per l'accesso alle SSIS, attivate presso le università. Così facendo, abbiamo posto fine al paradosso di corsi destinati a sboccare nel nulla". "Infatti - ha ricordato Gelmini - il precedente Governo, con una norma inserita nella legge finanziaria 2007, ha trasformato, con decorrenza 1 gennaio 2007, le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento. Ciò nonostante, ha ritenuto di autorizzare, comunque, tanto i corsi relativi al nono ciclo delle Ssis, quanto i corsi biennali presso gli istituti di alta formazione artistica e musicale. Come dire, si è dato con la mano sinistra il via libera ad un treno destinato a fermarsi davanti ad un muro costruito con la mano destra. Inoltre, la legge finanziaria 2008 ha abrogato l'articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53, facendo venir meno il valore abilitante della laurea in scienza della formazione primaria, su cui confidavano gli iscritti". "Credo che lo Stato - ha proseguito il Ministro - non possa far pagare tali incertezze a centinaia di laureandi e laureati, che si vedono costretti ad impegnare anni del loro tempo e migliaia di euro inutilmente. Al fine di ovviare alla situazione che si è venuta a determinare, nel decreto-legge attualmente all'esame dell'Aula della Camera, ho voluto una norma con la quale è stato nuovamente riconosciuto il valore abilitante della laurea in scienza della formazione, sanando anche la posizione di coloro i quali si sono laureati dopo l'entrata in vigore della norma contenuta nella precedente finanziaria". "Al fine di garantire adeguata tutela alla legittima aspettativa di coloro che supereranno gli esami del nono ciclo delle SSIS e dei corsi biennali di secondo livello ad indirizzo didattico, organizzati da conservatori e accademie - ha annunciato Gelmini - presenterò un emendamento al dl che l'Aula di Montecitorio inizia oggi ad esaminare, per effetto del quale alle suddette categorie di docenti, una volta conseguita l'abilitazione, sarà consentito di iscriversi alle graduatorie ad esaurimento, quindi andando a sanare una situazione che so che preoccupa moltissimi laureati e laureandi, che oggi non hanno alcuna certezza per il proprio futuro".

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Scuola/ Valditara: Bene la Gelmini su riapertura (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Graduatorie Ssis Accoglie in pieno il mio ordine del giorno postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - Secondo il responsabile dell'ufficio Scuola di An, Giuseppe Valditara, "il ministro Gemini ha dato una giusta risposta alle legittime aspettative degli iscritti al IX ciclo delle scuole di specializzazione per l'Insegnamento secondario, che erano stati esclusi da Fioroni dalle graduatorie permanenti nonostante sia stato loro consentito di frequentare a pagamento le Ssis". "Ampia soddisfazione dunque - prosegue - per l'emendamento preannunciato dal ministro Gelmini che accoglie in pieno l'ordine del giorno Valditara approvato a luglio in Senato".

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SCUOLA: CAMERA RESPINGE PREGIUDIZIALI COSTITUZIONALITA' (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Roma, 15 set. (Adnkronos) - La Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalita' per per la conversione in legge del decreto (137/2008) presentato dal ministro Mariastella Gelmini "in materia di istruzione e universita'".

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Scuola/ Venerdi' 19 Rete studenti medi protestano contro (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Gelmini In tutte le scuole d'Italia denunceranno 'emergenza ballismo' postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - Venerdì 19 settembre il nuovo sindacato studentesco, la Rete degli Studenti Medi, protesterà contro la riforma Gelmini, in tutte le scuole per denunciare "l'emergenza ballismo". "Striscioni calati dalle finestre, volantinaggi e azioni dimostrative - annuncia il sindacato in una nota - per svelare le balle del Governo in materia di istruzione. Il Ministro Gelmini propone una scuola seria e formativa ma in realtà porta al disastro la scuola pubblica con i tagli devastanti agli organici e alla didattica". "Il Ministro Gelmini - attacca ancora la Rete studenti medi - parla di dare senso alla scuola ma in realtà taglia laboratori e lascia le strutture fatiscenti e gli studenti senza strumenti per il diritto allo studio. Il Ministro Gelmini mette il voto in condotta per l'emergenza bullismo, ma la vera emergenza sono le sue scelte politiche sbagliate". La protesta sarà in tutta Italia: a Roma, Milano,Torino, Venezia, Padova, Verona, Perugia, Caltanissetta, Siracusa, Ragusa, Massa, Faenza, Sassari, Foggia, Barletta, Lecce ecc.

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Scuola/ Domani Berlusconi-Gelmini a San Giuliano,proteste (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

In vista Nuova scuola a lucido,a pochi km lezioni in Chiesa ed ex Prigione postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell'Istruzione saranno alle undici a San Giuliano di Puglia (Campobasso) per inaugurare la nuova scuola Jovine, costruita ex novo dopo il terremoto del 31 ottobre 2002 che ne fece crollare il tetto sotto le cui macerie morirono 27 bambini ed una maestra. A San Giuliano il nuovo istituto è tirato a lucido e sono pronti grembiulini nuovi e puliti per i ragazzi. Ma è possibile che domani nella cittadina molisana il Premier e il Ministro saranno chiamati a partecipare a una giornata di festa. La stessa nuova scuola Jovine, d'altra parte, rischia di essere inaugurata domani e presto chiusa dalla stessa ministro Gelmini perchè attualmente gli iscritti sono 99 contro i 100 che la nuova direttiva ministeriale indica come cifra minima per tenere aperto un istituto pubblico. Ma il problema della condizione degli edifici scolastici del molisano è ben altro. Ed è per questo che i sindacati, dopo una conferenza stampa oggi a Campobasso per documentare la fatiscenza e la gravità della situazione, hanno deciso di organizzare a Bonefro una manifestazione di protesta, in concomitanza della presenza nella vicina San Giuliano di Berlusconi e Gelmini. "Su 132 scuole della Provincia di Campobasso - ha spiegato oggi il segretario della Cgil scuola del Molise, Sergio Sorella - più del 12% è ancora composto da fabbricati in legno". Con alcuni casi limiti: si fra scuola in ex Chiese ed in ex carceri. A Limosano, per citare il caso più eclatante, sulla targa all'entrata c'è scrito 'Chiesa di S. Stefano'. L'edificio, però, all'interno ospita una scuola medi: l'unica per tre comuni del circonadario. Le stanze sono condivise con la Parrocchia: in alcune ore si fa lezione, in altre catechismo e attività parrocchiali. "Ho visto i miei studenti fare una verifica scolastica, per mancanza di spazio, seduti sugli inginocchiatoi della chiesa, usando come banchi gli schienali. È davvero una situazione mortificante", racconta la dirigente scolastico, Maria Cristina Battista. "La vecchia scuola - spiega - non è agibile e deve essere abbattuta per far posto ad un nuovo edificio: Il progetto esiste ma mancano i fondi. Al ministro Gelmini chiediamo più dignità per la nostra professione e soprattutto per il bene degli studenti". Ma di casi limiti in Provincia di Campobasso ce ne sono anche altri. Nel comune di Castropignano, ad esempio, decine di alunni fanno lezione all'interno di un ex carcere. Studenti, insegnanti, genitori di queste 'non scuole' domani vorrebbero potersi farsi sentire dal Premier Silvio Berlusconi e dalla ministro Maria Stella Gelmini.

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Scuola/ Precari a fine graduatoria non ferma protesta (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

Insegnanti Anief: è illegittimo. Confermata manifestazione 2 ottobre a Roma postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - Le rassicurazione date oggi durante un question time alla Camera dal ministro del Miur, Mariastella Gelmini, agli oltre ultimi 11 mila docenti precari specializzati del IX ciclo delle Siss non bastano a placare le proteste delle associazioni: grazie ad un emendamento i docenti neo-abilitati potranno infatti accedere alle graduatorie ad esaurimento grazie ad un emendamento presentato dallo stesso responsabile dell'istruzione, ma gli stessi insegnanti manterranno lo stato di mobilitazione ed il programma di proteste. Dal ministero è stata emessa una nota nella quale si specifica che "questi docenti potranno essere inseriti a domanda nella graduatoria ad esaurimento in coda a coloro che risultano già inclusi". Il loro inserimento nelle graduatorie comporterà, quindi, non un'inclusione alla pari degli altri insegnanti già inseriti ma la possibilità di puntare al ruolo solo una volta esauriti gli attuali aspiranti. Chiediamo un'immediata e doverosa rettifica da parte del ministro Gelmini - ha commentato Marcello Pacifico, presidente Anief, l'Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione - perché i docenti devono essere inseriti a pieno titolo e non in coda alla graduatorie ad esaurimento". L'Anief ha così confermato la manifestazione a Roma del 2 ottobre per risolvere lo sbarramento delle ex graduatorie permanenti. "L'essere inseriti in coda - continua Pacifico - ovvero in una quarta fascia ratificherebbe la situazione esistente, essendo gli aspiranti inseriti già nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto, ovvero in quella fascia che è dopo la prima e dove sono inseriti chi si ritrova nelle terza fascia delle graduatorie ad esaurimento". "Non c'è bisogno - conclude il presidente dell'associazione - di una norma di legge per metterli in coda, basta un atto amministrativo come si è fatto per alcuni insegnanti di sostegno quest'anno scolastico. Ma ciò sarebbe illegittimo e ingiusto visto che i colleghi conseguiranno la stessa abilitazione degli altri docenti precari". La richiesta dell'emendamento era pervenuto ieri dalla stessa Anief, durante l'audizione svolte da oltre venti associazioni (di docenti, studenti, genitori e di una serie di enti ed amministrazioni a stretto contatto con la sucola) presso la commissione Cultura alla Camera: solo una minima parte delle associazioni (non più di 4-5 con in testa quelle dei presidi) hanno però accolto il testo del dl 134 che introduce, tra l'altro, il ritorno al maestro unico ed appunto la chiusura delle graduatorie ad esaurimento. Le associazioni hanno in prevalenza contestato il dl 137 perchè non conterrebbe un'adeguata valorizzazione della professione docente dando invece spazio a discusse manovre come il ritorno al maestro unico. L'emendamento del ministro Gelmini sulla riapertura delle graduatorie verrà comunque sicuramente accolto: i corsi di specializzazione erano stati infatti avviati durante l'ultimo governo Prodi ed è praticamente certo che il centro-sinistra non si opporrà al provvedimento. La chiusura delle attività formative per gli oltre 11 mila specializzandi presso le Scuole di specializzazione universitarie si dovrebbero concludere tra il 1 ed il 3 ottobre. Entro fine anno dovrebbero quindi avere la possibilità di inserirsi nelle graduatorie, deve già sono iscritti circa 300 mila docenti abilitati in attesa della assunzione a titolo definitivo.

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Scuola: che futuro per i nostri figli? (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-09-2008)

Argomenti: Scuola

La parola ai lettori Scuola: che futuro per i nostri figli? Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 - e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo Fax: 0184 500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.In una provincia, la nostra, che registra i più alti livelli per l'abbandono scolastico, una popolazione scolastica con la più alta percentuale di alunni con diagnosi di handicap, i più alti livelli percentuali di consumo di droga, i tagli all'istruzione della nuova riforma minacciano di dare un colpo decisivo alle scuole imperiesi. Record negativi che fanno riflettere, reclamano attenzione e necessitano di grandi interventi. Oggi la riforma scolastica del ministro Gelmini introduce il maestro unico, la bocciatura per il voto di condotta, il taglio degli organici degli insegnanti e altri correttivi al ribasso per ogni grado di istruzione. Ci saranno riduzioni del tempo scuola, resteranno dei vuoti di orario nella giornata dei giovani, che non sono certo tempi formativi o educativi, senza contare l'aggravio economico per le famiglie, specialmente le meno abbienti. Tagliare i bilanci dell'istruzione significa tagliare le risposte ai bisogni culturali delle generazioni che crescono. Tanti insegnanti sono giustamente preoccupati. Ora mi domando: quale futuro prepara il padre Stato per i suoi figli? LETTERA FIRMATA VENTIMIGLIAAl raduno anche arte con la "Stella Polare" La 15ª rassegna "Vele d'Epoca" si è conclusa ad Imperia in un crescendo di entusiasmo e partecipazione, come peraltro ampiamante previsto. Il Circolo Artistico-Culturale Stella Polare (presente con un proprio stand) ha potuto trarre un lusinghiero consuntivo da quattro giorni di vivace, diretto contatto con un pubblico numeroso e tra i più eterogenei. Diciotto artisti hanno presentato opere realizzate sullo specifico tema "Vele" e non sono mancati coinvolgenti dibattiti sui più svariati temi afferenti tecniche artistiche, produzione artistica e l'arte, insomma, intesa nella sua accezione più ampia e nella suna universalità: il bello rimane pur sempre coinvolgente e stimolante. Gli artisti sono: Damiana Andreotti, Silvana Cannas, Carlo Destro, Angelo Dolla, Enzo Faltracco, Marco Ferrari, Giuseppe Ferrando, Helga Kirchner Guerra, Roberta Musi, Armando Ostuni, Gianluigi Pescio, Nuccio Piccone, Piergiovanni Scremin, Maria Luisa Stoppiana, Franco Tarantino, Maria Teresa Tissone, Giovanna Vita e Mario Favini da Corgegno (scultore). Tali artisti si ripropongono - con una più ampia gamma di opere - in una mostra tutt'ora in corso e che si protrarrà sino a venerdì presso il Palazzo del Parco, Sala Mostre, a Diano marina (con orario feriale e festivo dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 21). L'incoraggiante successo fin qui conseguito è sicuramente gratificante per Marino Stragapede, presidente ed animatore instancabile del Circolo Stella Polare di Imperia e per gli artisti che con lui operano e collaborano. Il Circolo Stella Polare (operativo da ben 25 anni) vuole essere cenacolo: vuole accogliere cioé tutti coloro che sono genuinamente attivi nella ricerca del "buone e del bello". Vuole accostare professionisti a principianti affinché i secondi traggano insegnamento dai primi e venga promosso il confronto: quel confronto che è passo irrinunciabile per un autentico progresso. MARINO STRAGAPEDE PRESIDENTE CIRCOLO STELLA POLARE IMPERIA In via Sant'Agata ripristinare le "zebre" Volevo segnalare che in Via Sant'Agata, nei pressi della mini rotonda del bivio per frazione Sant'Agata, nelle vicinanze dell'ospedale, mancano completamente le strisce pedonali, in quanto cancellate. Sarebbe utile, ma molto importante ripristinare, in tema di segnaletica, quell'attraversamento, in quanto oltre a essere vicino all'ospedale, rimane in cima a una salita, in una curva semicieca. GINO BOFFA IMPERIA.

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Napolitano, tour de force in Veneto (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Giornata scandita da una fitta serie di appuntamenti, a partire dalla cerimonia per i 50 anni dell'aeroporto di Tessera Napolitano, tour de force in Veneto Il presidente della Repubblica sarà oggi a Venezia e domani a Vicenza Seguito ridotto al minimo, né blocchi né transenne, poliziotti in borghese VENEZIA. Massima discrezione, poliziotti (quasi) tutti in borghese, nessun blocco, nessuna transenna, nessuna chiusura di calli, campi o musei. Così ha chiesto il presidente Giorgio Napolitano, da sempre allergico alla sovraesposizione, alla pubblicità e al disturbo altrui. Con un bagaglio leggero e un seguito ridotto al minimo - una dozzina di persone in tutto esclusa la scorta - Napolitano ha voluto per oggi una visita light, ma poichè resta sempre un presidente la portentosa macchina organizzativa che lo segue e lo protegge è al lavoro da settimane. Bonificato tutto il percorso dei motoscafi, dal Marco Polo all'hotel Gritti, dall'hotel Gritti all'Arsenale, dall'Arsenale ai Giardini di Castello e poi ritorno, di nuovo fino al Gritti. Al setaccio le calli e i campi dal Gritti a Palazzo Ducale perchè Napolitano potrebbe raggiungere Piazza San Marco a piedi, se non pioverà, se non sarà stanco, se ci sarà tempo. Occhio e croce non pioverà e ci sarà tutto il tempo necessario perchè la ferrea scaletta della giornata gli lascerà quasi tre ore di libertà tra la Biennale e il convegno sulla Costituzione organizzato dalla Fondazione Gianni Pellicani. Tre ore libere dopo una mattina scandita al nanosecondo a partire dalle 10, quando a Tessera atterrerà l'aereo presidenziale. Mezz'ora nella sala vip per festeggiare i cinquant'anni dell posa della prima pietra del Marco Polo con il sindaco Cacciari, il governatore Galan, il presidente della Provincia Zoggia, quello della Save Marchi. Mezz'ora e poi in motoscafo fino al Gritti. Arrivo previsto poco dopo le 11. Il tempo di una rinfrescatina e poi tutti in Arsenale dove, ad attendere il presidente e Donna Clio, ci saranno il presidente della Biennale Paolo Baratta e il curatore di Architettura Aaron Betsky. A seguire, la visita ai Giardini, però solo al Padiglione Italia e a quello della Finlandia. Alle 13.30 Napolitano sarà di nuovo in albergo. Pranzo leggero, riposino (forse), lettura giornali o libro, insomma gli affari suoi, almeno fino alle 16.40, quando il presidente - se non pioverà e se non sarà stanco - andrà a piedi a Palazzo Ducale. Due ore di convegno poi - sembra - da Calatrava. Il tiraemolla sembra essersi infine concluso a favore di un giro in motoscafo fino al ponte con grande gioia di Cacciari che, il ponte, avrebbe voluto inaugurarlo insieme al presidente ma poi ha lasciato perdere e l'ha inaugurato di notte senza tante storie. Quindi, la cena per pochi intimi alla taverna La Fenice con rientro a piedi al Gritti. Notte ristoratrice e poi, domani mattina di buon'ora, visita a Palazzo Balbi prima di partire in auto per Vicenza. Parte Napolitano e arrivano tre ministri e Berlusconi. Scajola domani pomeriggio al Forum dei giovani imprenditori di Confcommercio a Ca' Corner. La Meloni e la Gelmini sabato mattina prima di Berlusconi, atteso per chiudere i lavori verso le 13.30. Fino a ieri la presenza del premier era data per certa, visto che in mattinata sarà nel Polesine per il rigassificatore insieme a Galan e Scajola e poi dovrebbe sorvolare in elicottero sul Mose e sul passante. Dato che c'è, una sosta in laguna ci starebbe a fagiolo e in molti ci contano molto. Ci contano anche i sindacati dei chimici che hanno chiesto di incontrarlo. Ma, se alla fin fine verrà in laguna, Berlusconi non si fermerà più di un'oretta.

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Porta a porta a Conegliano (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Porta a porta a Conegliano E la tariffa aumenta Egregio direttore, ho letto l'articolo apparso su Conegliano sul ritiro dei bidoni nuovi e il nuovo porta a porta. Le perplessità degli utenti sugli aumenti sono una certezza, perché nelle riunioni che la Savno ha fatto nei vari quartieri, ha ben spiegato che le "bollette", aumenteranno, almeno di 4 euro a persona, quindi una famiglia di 4 persone avrà un'aumento di almeno 16 euro. E' un peccato che alle riunioni, evidentemente non ci sia stata un'affluenza tale da far ripensare la Savno, sulle modalità e i costi. Io c'ero e ho anche chiesto come mai si siano dovute spendere ben 1.200.000,00 (un milione e duecentomila euro) per la nuova sede. Visto che la Savno è pubblica, penso che con una cifra ben più inferiore, una sede la Savno, poteva comprarla, visto la marea di capannoni che ci sono, poteva adeguarne uno alle sue esigenze e riversare l'avanzo di soldi (che non ci sono perché ha fatto un mutuo?? Da non credere!!!), nel risparmio di bollette per i contribuenti, ma evidentemente nessuno pensa al cittadino. Lo scandaloso è che nonostante migliori la qualità del rifiuto, i costi lievitino, per l'assunzione di 4 vigilantes, per monitorare le uniche campane che restano (quelle del vetro), per evitare che cittadini poco corretti, lascino i loro rifiuti nelle vicinanze. La domanda è: ma questi vigilantes, saranno operativi di notte e nei festivi, o faranno l'orario da ufficio?? Il quesito è d'obbligo perché si sa che i furbetti operano di notte e nei festivi. Gradirei che il presidente Savno mi risponda. Luigi D'Este Los Roques, 8 mesi dopo dove sono gli scomparsi? Spett.le redazione, sono passati oltre otto mesi da quel 4 gennaio. Mesi di dolore, angoscia, disperazione, delusioni, speranze disattese. Dove sono i nostri otto connazionali che erano a bordo del Let 410 Transaven in volo dall'aeroporto di Maqueita a Los Roques? Dopo mesi di silenzio l'ultimo fallimento delle autorità venezuelane che davano per certo che il relitto individuato a 304 metri di profondità fosse il Let 410 a bordo del quale c'erano i nostri ragazzi. L'oggetto fotografato in fondo al mare non era nemmeno un aereo. Ci rivolgiamo, pertanto, a voi speranzosi e con la rabbia di chi sa di subire un grande torto. Dove sono i nostri connazionali? E se davvero, come è legittimo credere, non fossero finiti in fondo al mare? I familiari ed amici, hanno il diritto di sapere la verità su quanto loro accaduto, in quanto è chiaro, nessuno in Venezuela sembra davvero intenzionato a far luce sui tanti interrogativi che questo caso riserva. Vogliamo che si faccia ciò che non è stato fatto sino ad oggi per questa vicenda, sinora, piena soltanto di oscurità. Organi di informazioni come i vostri hanno il dovere di argomentare, sensibilizzare e dare voce ai familiari di queste sventurate persone, tra le quali due bambine, che hanno avuto la sola sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Rinnoviamo ancora il nostro importante appello con la speranza che venga colto. Antonio P. Lettera alla Gelmini dalla madre di una laureata Gentile Sig.Ra Gelmini, ministro della pubblica istruzuione; sono il genitore di una insegnante precaria che tre anni fa si è laureata all'università di Padova in scienze dell' educazione primaria, facoltà nata appositamente per formare i futuri insegnanti. Le chiedo quale futuro prevede la sua riforma per mia figlia, perché nel suo farneticare, caro ministro, Lei si è dimenticata di farne menzione. Eppure mia figlia ha speso quattro anni della sua vita per prepararsi ad insegnare, convinta che il futuro dell'insegnamento fosse per quelle come Lei uscite da quella facoltà. Ed invece Lei parla di grembiuli, di voto in condotta, di maestro unico senza cognizione di causa, perché Lei Signor Ministro, non ha conoscenze in merito e tralascia l'essenza del problema e cioè le competenze degli insegnanti e la ricchezza per gli alunni di potersi confrontarsi quotidianamente con più persone perchè è questa la realtà che ha portato la nostra scuola primaria ad altissimi livelli, nel mondo da tutti riconosciuti. Abbia il coraggio di ammettere che tutto quello che Lei sta facendo è perché nella finanziaria sono stati previsti dei tagli per l'istruzione che Lei si sforza di far passare per provvedimenti migliorativi della proposta educativa in essere. Le competenze, anche per un Ministro, si acquisiscono con il tempo ma Lei, evidentemente convinta del contrario, esprime giudizi e accuse con un'arroganza tale da lasciare perplessi. Quando Lei non sarà più ministro alla storia resteranno le leggi da Lei volute, e mi creda di questo passo non sarà un grande ricordo. Per quanto riguarda il quesito iniziale, penso che Lei non avrà tempo nemmeno per informarsi al riguardo e già questo, sarebbe un'atto di umiltà non da poco per un rappresentante del popolo Italiano quale Lei è. Nel caso il tempo invece lo trovasse aspetto fiducioso, e con me mia figlia, una sua risposta. Aristide Leonarduzzi Un referendum per piazza della Vittoria La verifica della volontà della maggioranza consiliare di Treviso di procedere con il parcheggio interrato di piazza della Vittoria, si è avuta in data 10/9/2008. Forza Italia e Alleanza nazionale si sono ufficialmente schierate con la Lega per dire sì al sofferto progetto. Mi sorprende e meraviglia la compattezza di 28 consiglieri che hanno votato tutti all'unanimità e senza alcun dubbio personale o remora o riserva, un'opera pubblica che sarà devastante per la città da qualunque angolazione la si possa osservare. Quasi come obbedissero tutti ad un unico ordine di scuderia emesso dalla segreteria del partito di maggioranza. Sorge naturale una domanda. Questi rappresentanti del popolo di Treviso rispondono alla cittadinanza (che non vuole il progetto, come chiaramente espresso da 1200 firme contro) o ai partiti politici (che lo vogliono per loro reconditi fini)? All'opposizione (o quanto resta di essa) e alle coscienze pulite dei consiglieri di maggioranza che non possono liberamente esprimersi resta una sola cosa da fare. Bipartisan. La possibilità di rendere operativi i referendum popolari che sono formalmente previsti dallo Statuto di Treviso ma di fatto disattesi in mancanza di disposizioni attuative. E' l'unica speranza per il 48% dei trevigiani che non si riconoscono nel popolo della libertà di Treviso. Diversamente, ha ragione il vicesindaco Gentilini quando afferma sulla stampa del 12/9/2008 che la Lega Nord governa per la quarta volta la città di Treviso in virtù della volontà democratica espressa dai cittadini. E arriverà tranquillamente al quinto mandato. Oscar de Gaspari.

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SCUOLA: NIENTE TAGLI AL SOSTEGNO (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

"Nessun taglio ai docenti di sostegno". Lo ha ribadito, al question time, il ministero dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, precisando che per l'anno scolastico appena cominciato (2008-09) "sono stati confermati a livello nazionale tutti i posti di sostegno funzionanti nel 2007-08 e dunque rispetto ai circa 174.000 alunni sono stati attivati complessivamente 90.882 posti". Per quanto riguarda la provincia di Venezia, il ministro ha confermato che, "essendo esaurita la disponibilità di docenti specializzati pari al fabbisogno, e non essendoci al momento altro modo per ovviare alla carenza, i dirigenti scolastici dovranno nominare aspiranti non in possesso del titolo di specializzazione. Come indirizzo politico - ha assicurato - intendo assicurare la continuità didattica, particolarmente importante per gli alunni diversamente abili".

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'' Riforma : a rischio circa 1300 scuole '' (sezione: Scuola)

( da "Metronews" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Uscito su Metro il 17/09/2008 Lascia il tuo commento! Mentre nella scuola Iqbal Masih, al Casilino, prosegue l'occupazione per protestare contro i tagli alla scuola e il ritorno al maestro unico, ieri una nuova ombra è caduta sulla riforma Gelmini e sugli effetti che produrrebbe in regione. Sono oltre milletrecento, infatti, i plessi scolastici a rischio chiusura nel Lazio (il 43% dei tremiladuecento totali) se davvero il criterio per stabilire la sopravvivenza delle scuole fosse quello del numero di alunni come ipotizza la riforma. A dirlo è uno studio di Legambiente. Nello specifico, secondo questa indagine, nel Lazio potrebbero chiudere i battenti ben 761 scuole materne (vale a dire il 71,4% del totale) 390 scuole elementari (il 33,4% del totale), 126 scuole medie inferiori (il 24,6% del totale) e anche 99 scuole medie superiori, (cioè il 21,7% del totale). A pagare lo scotto sarebbero soprattutto i plessi situati nelle cittadine più piccole. Per contrastare i pesanti tagli che la Finanziaria ha previsto per il sistema scolastico Legambiente ha lanciato la campagna “Chiusa per tagli”, che da ieri ha preso il via anche nel Lazio. "Per i cittadini del Lazio sarebbe una vera e propria sciagura - ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - ipotizzare di tagliare le scuole con meno alunni come si fa con i rami delle società con pochi utili è davvero impensabile". Contattato da Metro, il ministero della Pubblica Istruzione non ha ritenuto opportuno fornire chiarimenti.

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Nove scuole a rischio chiusura nel bergamasco (sezione: Scuola)

( da "Metronews" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Uscito su Metro il 17/09/2008 Lascia il tuo commento! Nove scuole bergamasche a rischio chiusura. Fanno parte delle duemila scuole italiane che rischiano di chiudere per i tagli prevista dal ministro Gelmini, ci sono anche scuole della nostra provincia. La situazione riguarda le scuole della Val Seriana e della Val Brembana, dove i paesi sono piccoli e gli studenti pochi: in provincia ci sono nove scuole con meno di venti alunni e 28 con meno di cinquanta. La direzione scolastica di Zogno ha 11 scuole tra le frazioni di Ambria, Edenna, Stabello e altri piccoli paesi vicini; l'istituto comprensivo di ValNegra con 19 scuole tra Lenna, Carona, Valtorta, Santa Brigida, Olmo e Valnegra, che potrebbero non arrivare nemmeno a ventialunni. Problematica anche la situazione di Sant'Omobono con 15 scuole, Gromo con 13 e Vilminore che ne ha 9 . Nelle Bassa è a rischio la scuola di Torre Pallavicina. "Per ora ci sono solo proposte - spiega Vincenzo D'Acunzo della Cisl - Riguardano soprattutto la montagna, dove ci sono plessi sotto i 50 alunni. Ma la Bergamasca aveva già subìto un ridimensionamento dieci anni fa. La nostra provincia è considerata virtuosa proprio per i suoi numerosi istituti comprensivi. Ma ci batteremo affinchè questo non avvenga: le scuole di montagna sono le uniche dove vengono trasmesse, oltre alle nozioni, anche le nostre tradizioni e i nostri valori ". Smorza le acque il dirigente Gianluigi Roffia. "Per ora non c'è niente di certo. Ma se ci fossero questioni da discutere, noi difenderemo la scuola bergamasca a qualunque costo". (Monica Pagani).

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La protesta contro il ministro ricomincia dal tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

LA SCUOLA Insegnanti, mamme, bambini, sindacalisti bloccano il centro e occupano la strada davanti al Provveditorato 18/09/2008 SECONDO corteo in una settimana, a pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico, che ha attraversato il centro cittadino per confluire in via Assarotti. Davanti alla sede della direzione regionale dell'Istruzione e del Provveditorato di Genova insegnanti, mamme, bambini si sono seduti sul selciato, hanno disegnato un cerchio, hanno steso striscioni e lenzuola bianche con scritte anti Gelmini. Fermando il traffico per almeno due ore. Il corteo era partito da Caricamento e aveva attraversato via San Lorenzo, piazza De Ferrari, fino alla sede di via Assarotti. Mentre il corteo presidiava l'ingresso della Direzione Regionale, i tre segretari provinciali Quattrida Cgil, Frontera dello Snals e Capra della Cisl hanno incontrato il Direttore Attilio Massara. Molti i problemi sul tappeto. "Con duecento docenti in meno, cento Ata in meno e molti ragazzi in più, la nostra scuola va incontro ad un anno molto difficile. E se il decreto passerà non è improbabile un ulteriore taglio di almeno quattrocento insegnanti nei prossimi tre anni" così Paolo Quattrida reduce dall'incontro. Da cui è scaturita una promessa da parte di Massara: di presentare nel prossimo incontro con il ministro Gelmini anche la condizione preoccupante della scuola ligure. Intanto i sindacati continuano con il volantinaggio, con l'organizzazione di incontri con le famiglie, che dovrebbero tenersi anche nei municipi se veranno messi a disposizione gli spazi e il nascente comitato insegnanti-genitori riprende il lavoro di alcuni anni fa quando il ministro Moratti aveva cominciato ad "attaccare" il tempo pieno. "Che oggi di fatto non esiste quasi più" commentava ieri amaramente una maestra del centro storico. Domani le segreterie nazionali dei sindacati si incontreranno con il ministro Gelmini. Un incontro decisivo per capire che verso prenderà la protesta. Anche a Genova. D.B. 18/09/2008.

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Un controdecalogo per i mali della scuola italiana (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

L'INTERVENTO UN CONTRODECALOGO PER I MALI DELLA SCUOLA ITALIANA Un controdecalogo per la scuola italiana. 1. L'Ocse certifica che la scuola italiana media e superiore non gode buona salute. Un marziano che ne cercasse le ragioni ne troverebbe subito una: i primi operatori della scuola, gli insegnanti (laureati vincitori di concorso o abilitati con due anni di Ssis), sono pagati ca. € 1200 al mese. Il governo offre un aumento di € 8 (otto) lordi per il 2008 e 65 per il 2009, meno dell'inflazione (4%) e dai tagli per i lavoratori pubblici da gennaio (1,7 mld). 2. Gli studenti sono poco preparati. Il marziano noterebbe che una società in cui chi guadagna di più sono calciatori e veline non aiuta la motivazione degli studenti, ma gli darebbero del moralista (rosso). Il governo riduce invece obbligo scolastico e ore di lezione. Nonsense. 3. Visto che sono pagati poco - ha pensato Brunetta - gli insegnanti lavoreranno anche poco: e ha sparato nel mucchio, tagliando lo stipendio a chiunque si ammali, salvo spendere € 200 per mandargli la visita fiscale. Profezia che si autoavvera, il ministro grida vittoria, in quanto migliaia di poveracci sono già andati a lavorare con la febbre pur di non vedersi decurtato il misero assegno di sostentamento. Diabolico. 4. Nelle scuole vaga un gran numero di insegnanti "precari", cioè preparati quanto gli altri (e spesso più giovani e aggiornati), ma senza posto fisso, con la conseguenza che gli alunni, specie in periferia e provincia, cambiano anche più docenti ogni anno. Il governo risolve la questione tagliando il numero degli insegnanti: non più precari, ma disoccupati. 5. A parità di popolazione studentesca (che invece aumenta e si diversifica con gli stranieri), meno insegnanti=più studenti per classe. Ma nelle nostre scuole il numero di studenti per classe è già altissimo, circa 30. Qualcuno vuol provare l'ebbrezza? Siamo a disposizione. 6. Ma - si obietta - per le statistiche il rapporto docenti/studenti in Italia è più basso che in altri Paesi. Vero: a) perché noi abbiamo scuole anche nei paesini di montagna, per evitare spostamenti di chilometri a bambini piccoli; b) perché in quel computo son considerati gli insegnanti di sostegno (negli altri Paesi esclusi dal calcolo), che attuano il principio di non discriminazione dei diversamente abili. Ora il governo taglia il sostegno e minaccia di chiudere le scuole con meno di 500 studenti: che però, se non eliminati, si riverseranno in quelle residue, con disagio proprio e delle strutture che dovranno accoglierli. Capolavoro. 7. A meno che, obiettivo tacito del governo più clericale della storia repubblicana, questi non vadano a rimpinguare le casse delle scuole private, che però, oltre che care, sono in genere anche di pessima qualità, rifugi per studenti ricchi e svogliati: vedere per credere. 8. Lo stesso Ocse conferma che felice eccezione a questo disastro è la scuola elementare, in cui la presenza di 3 maestri (su 2 classi) consente ai bambini ricchezza di esperienze formative e diminuisce il rischio di avere un insegnante "non perfetto". La destra trova questa eccellenza così insopportabile da restaurare il maestro unico, tagliare 80.000 insegnanti e snaturare il tempo pieno/prolungato (sarà un doposcuola-parcheggio con persone diverse dai maestri). 9. Gelmini e Bossi hanno insultato scuole e insegnanti meridionali. Questi hanno spesso fatto centinaia di chilometri rinunciando ad illusorie facilità in nome di una preparazione che desse più possibilità di lavorare. La Gelmini ha fatto il contrario, andando a sostenere l'esame di avvocato dove c'era la più alta percentuale di promossi. Da che pulpito... 10. Alle altre forze dell'opposizione contrarie ai provvedimenti del governo, dal Pd a Rifondazione, proponiamo di organizzare un'assemblea unitaria, con docenti, studenti, genitori, dirigenti e personale Ata. Sarebbe un bel segnale per l'incredulo e smarrito popolo del centrosinistra che, crediamo, esiste ancora a dispetto delle nostre divisioni. Attilio Motta insegnante, gruppo scuola di Sinistra Democratica.

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Governo in trasferta nell'ampezzano, arrivano sei ministri (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

IL CONVEGNO DI CORTINA Governo in trasferta nell'Ampezzano, arrivano sei ministri CORTINA. Da domani si prevedono valanghe romane su Cortina. Il convegno di Forza Italia quest'anno sarà caratterizzato da una presenza massiccia di rappresentanti del governo, non solo veneti. I lavori inizieranno al Palalexus domani alle 18 con un intervento introduttivo del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Seguirà un dibattito sul federalismo fiscale per il Veneto introdotto da Isidoro Gottardo membro della commissione intercamerale Affari regionali. Sabato il convegno entrerà nel vivo della settima edizione con le presentazioni di Sernagiotto e Padrin e i saluti di Dario Bond, del senatore bellunese Maurizio Paniz e del sindaco di Cortina Andrea Franceschi, cui seguirà una tavola rotonda "La vita buona nella società attiva" in cui verrà illustrato il "libro verde per un nuovo modello sociale in Italia". Tra i partecipanti il docente del diritto del lavoro Michele Tiraboschi e il segretario confederale Cisl Giorgio Santini. Seguirà un'intervista del direttore del Gazzettino Roberto Papetti al ministro Renato Brunetta sul tema "La riforma della pubblica amministrazione: premiare il merito". Nel pomeriggio sarà un altro ministro, quello della Giustizia Angelino Alfano, ad essere intervistato dal direttore del mattino di Padova Omar Monestier sul tema "La sicurezza e la giustizia giusta". Sullo stesso tema si svolgerà una tavola rotonda, a cui parteciperanno i deputati Maria Elisabetta Casellati, Niccolò Ghedini e Stefania Craxi. Seguirà un'intervista al ministro degli Esteri Franco Frattini sui temi di politica internazionale. Più tardi si svolgerà un incontro tra i rappresentanti del movimento giovanile di Fi e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Prevista infine la presenza del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Chiusura del convegno domenica con il dibattito "La rivoluzione della responsabilità. Dal federalismo fiscale all'autodisciplina dei singoli e dei corpi sociali" che verrà concluso dal presidente del Veneto Giancarlo Galan e dal presidente del Senato Renato Schifani.

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Le maestre hanno messo in atto una protesta più che civile (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pisa Le maestre hanno messo in atto una protesta più che civile Una civilissima ed efficace protesta. E' quanto hanno fatto le maestre d'Italia disapprovando la riforma del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Una "lezione" da primo giorno di scuola al ministro che dovrebbe tornare sui banchi di scuola ed imparare come si può esprimere il proprio dissenso senza danneggiare, in questo caso, gli alunni. Noi non vediamo nessuna strumentalizzazione dei bambini che, ricordiamo alla avvocatessa Gelmini, sono stati invece portati alla manifestazione per il Family Day (che potremmo chiamare Families Day, vista la presenza di plurimatrimoniati o conviventi) del 12 maggio dello scorso anno. La modalità di protesta delle maestre è anche insegnamento per i sindacati che bloccano porti, aeroporti, strade e ferrovie per sostenere le loro rivendicazioni danneggiando gli utenti. Anche loro dovrebbero tornare sui banchi e imparare dalle maestre. Sul merito, il ritorno al maestro unico, concordiamo. L'iniziativa fu proposta per trovare occupazione alle maestre in esubero, visto lo scarso numero di alunni per la natalità in decrescita. Insomma si diede una giustificazione pedagogica ad un problema occupazionale. Primo Mastrantoni segretario Aduc.

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Protesta continua contro la gelmini, traffico in tilt in centro (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova Protesta continua contro la Gelmini, traffico in tilt in centro Trecento tra insegnanti, genitori, alunni e personale amministrativo in corteo ieri pomeriggio, da piazza Caricamento a via Assarotti, manifestando davanti all'Ufficio scolastico regionale contro la riforma del ministro Gelmini. Il traffico nella trafficata via Assarotti è bloccato. E' la seconda protesta in tre giorni indetta da Cgil, Cisl, Uil e Snals. Ad aprire il corteo lo striscione "Lo stato risparmia, per il tempo pieno chi pagherà?". Gli insegnanti hanno organizzato inoltre a partire da quest'oggi nelle scuole genovesi una raccolta di firme contro il maestro unico.

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Mense del chianti addio monoporzione (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Firenze Abolita dopo due anni di proteste dei genitori Mense del Chianti addio monoporzione Gli ecologisti registrano una vittoria. Nella guerra contro la sovrapproduzione di plastica nelle mense scolastiche. Le amministrazioni comunali di Pelago, Rufina e Pontassieve hanno deciso di sostituire il metodo della monoporzione con metodi che non prevedano stoviglie di plastica usa e getta. Esultano i Verdi della Provincia di Firenze: "Aspettavamo da tempo questo annuncio", dicono, "e soprattutto la sua concreta realizzazione. Da due anni, anche con la positiva sollecitazione dei comitati di genitori, avevamo coinvolto e interpellato con interrogazioni e prese di posizione i Comuni dell'area fiorentina e la Regione". I Verdi ricordano che la legge regionale contro le monoporzioni da loro voluta risale a dieci anni fa. "Siamo soddisfatti perciò che le amministrazioni locali abbiano fatto rispettare la legge, anche se ci si rammarica un po' del fatto che questo debba avvenire dopo anni di pressioni da parte dei comitati, dei genitori, di altre istituzioni, oltre che di noi Verdi stessi, ma anche dopo la multa che ricordiamo la Provincia ha dovuto elevare nei confronti delle amministrazioni comunali inadempienti". Riguardo alla scuola e alla riforma Gelmini in consiglio regionale ieri il verde Fabio Roggiolani si è schierato contro il maestro unico: "In questo modo si colpisce una delle migliori conquiste: i tre insegnanti sono essenziali, un solo maestro incapace per cinque anni può determinare handicap formativi non recuperabili". (s.p.).

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Studenti e affitti in nero "casa garantita a chi denuncia" - su parma.repubblica.it (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna Studenti e affitti in nero "Casa garantita a chi denuncia" La metà delle scuole chiuderà con la riforma del ministro Gelmini Cantieri Civis in centro storico: siete favorevoli o contrari? E' polemica sui figli di docenti assunti in Ateneo che ne pensate?.

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Berlusconi attacca il Pd: inesistente Il premier: con Veltroni niente dialogo. La replica: vuole coprire i suoi fallimenti (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Berlusconi non è interessato all'antifascismo perché ha "da lavorare". Però non perde l'occasione per mostrare tutta la sua insofferenza verso il Pd e Veltroni. Per il capo del governo il leader dei Democratici "è inesistente" per cui ogni dialogo è impossibile. A cominciare dalla nuova legge elettorale per le europee: via le preferenze e sbarramento al 5% promette Berlusconi. E oggi Berlusconi è a San Giuliano a inaugurare la nuova scuola. Peccato che quella scuola per i criteri fissati dalla ministra Gelmini dovrebbe essere chiusa. Carugati e Lombardo alle pagine 4 e 5.

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Oggi vengono Berlusconi e la Gelmini a fare passerella e tagliare il nastro della cattedrale nel deserto per 99 bambini (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi vengono Berlusconi e la Gelmini a fare passerella e tagliare il nastro della "cattedrale nel deserto" per 99 bambini.

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San Giuliano, una scuola in mezzo alle baracche (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Di Natalia Lombardoinviata a San Giuliano di Puglia Un paese senza il ricordo del proprio passato, il dolore racchiuso nelle baracche di legno senza voce da alzare in faccia alle istituzioni. La rabbia sussurrata in un "non luogo", come chiamano la loro amata terra i molisani. Qui il terremoto, ancora una volta, è diventato l'occasione per bruciare molti dei settecento milioni di euro destinati alla ricostruzione, ma usati per necessità fittizie. A sei anni da quella scossa che, alle 11 del mattino del 31 ottobre 2002, seppellì i ventisette bambini della scuola elementare di San Giuliano di Puglia, trovati accucciati sotto le macerie come i morti di Pompei, insieme alla maestra Carmela Ciniglia, oggi si inaugura la nuova scuola: un paradossale gigante. Attività frenetica nel cantiere aperto, di fronte al Palasport dove furono celebrati i funerali segnati dalla voce spezzata di "Nunziatina", che perse il figlioletto Luigi. C'era l'allora presidente della Repubblica Ciampi, non c'era Silvio Berlusconi, che oggi viene qui a tagliare il nastro della nuova scuola (aperta da lunedì scorso) insieme a Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione che, in paesi appena piu' piccoli di questo, vuole chiuderle, le scuole. La chiamano "la cattedrale nel deserto": 800 metri quadri in cui galleggeranno smarriti i 99 bambini rimasti a San Giuliano e altri improbabili studenti dell'università del Molise. Quando nel "villaggio" di baracche prefabbricate in legno, quelle che Silvio chiamava "chalet", di ragazzi se ne vede a malapena uno o due, dal volto triste davanti a un biliardino solitario. Però saranno digitalizzati con Wi-Fi (un milione di euro). Qui vive ancora il novanta per cento delle famiglie, circa 800 persone dai mille che erano. Berlusconi disse che "in 24 mesi" le case sarebbero state ricostruite. Sono passati sei anni, qualcuno si è fatto l'orto dietro le baracche, qualche anziano si ritrova attorno a un'aiuola. La rabbia cova: "Qui c'è la camorra... non i camorristi ma tutti quelli che hanno fatto affari. Ladri autorizzati", sbotta un uomo dai capelli bianchi. Una decina di bambini sui dieci anni giocano nello scorrere del giorno. La prima elementare, nel 2002, fu sepolta, i 27 "angeli di San Giuliano" oggi gridano vendetta, di fronte alla fontana con dei grassi e sgraziati putti in ceramica che troneggia all'ingresso della scuola. Opera dell'artista milanese Ventura, dicono. Così come è davvero una San Giuliano 2 secondo il modello Milano2 (anti) culturale che Berlusconi è riuscito a imporre nel paese rimesso su come un Lego. La scuola Jovine, 12 milioni di euro: un faraonico centro commerciale, pensata dagli "amici architetti" del cavaliere, edificata dall'ingegner Paolini. Le "Tre torri" in acciaio e cemento armato rosso cupo e arancione, svettano come una pubblicità fra le terre dorate delle colline. I camion scaricano terra dove nascerà una piscina, betoniere hanno fatto nottata per asfaltare le strade. "È come quando arrivava il Duce", scherza Don Antonio Di Lalla, sacerdote di frontiera che tiene unita la comunità in un prefabbricato a Bonefro, cinque chilometri piu' in là, dove la gente vive in baracche desolate come un quadro di Hopper. Oggi all'inagurazione il Comitato dei genitori dei bambini morti non potranno parlare. Fra un mese si apre il processo d'appello per il crollo del scuola: in primo grado sono stati tutti assolti dall'accusa di aver sbagliato a realizzare la sopraelevazione che si abbattè sui "foratini" degli anni '50: due tecnici, tre imprenditori e l'ex sindaco, Antonio Borrelli, che perse anche la figlia Antonella e ora è si è trasferito. Il sito è già blindato, i microfoni sono solo per il premier, il sindaco di San Giuliano, Luigi Barbieri, la Gelmini e il presidente della Regione Molise, Michele Iorio. Berlusconi lo nominò commissario straordinario con poteri che "nessun politico si è mai sognato di avere", si legge nella rivista dei terremotati "La Fonte", stampata in casa da Don Antonio. Tanti poteri da metterlo in conflitto con Guido Bertolaso, al quale fu tolto il ruolo di commissario e che non era d'accordo con l'estendere lo status di terremotati a 84 comuni della Provincia di Campobasso, quando erano stati colpito solo la metà. Ma Iorio fece di piu', andando avanti a colpi di decreti, avallato da Berlusconi che non fece mai una legge ordinaria per il Molise. Nel 2003 Iorio trovò la chiave per il vaso di Pandora: inserire l'intera regione nel piano per "la ripresa socio economica", 136 comuni. In sei anni il Commissario ha attinto dal conto a lui intestato presso la Banca d'Italia, per destinare fondi a progetti fuori luogo come "l'ippovia", il Parco Tarzan in mezzo a degli abeti o per le Miss. Rovina il paesaggio degli antichi "tratturi" il viadotto in costruzione a Campolieto, con un pilone su terreno franoso. Per non parlare "dei progetti fotocopia da 20mila euro elargiti per le ristrutturazioni a chi non aveva subito danni dall'allora sindaco di Gardalfiera, Remo Grande", spiega Don Antonio. Michele Petraroia, consigliere regionale Pd, decine di interrogazioni e di ricorsi alla Corte dei Conti: "Il terremoto è diventato un affare per pochi. E' fallito il modello berlusconiano, che ha istituito un potere monocratico e non democratico come il suo, mentre in Umbria in cinque anni hanno restituito le case e messo in sicurezza il territorio". Oggi per i 14 comuni del "cratere" il sindaco di Santa Croce, Pasquale Marino, chiederà nuovi fondi ma "che siano certi, con un piano triennale, perché non vogliamo entrare in Finanziaria sempre dalla finestra". Gli amministratori si chiedono: ma a che serve ancora un commissario? Certo il governo Prodi è passato silenzioso, forse "c'è stata superficialità" ammettono nel Pd. Di Pietro fa manbassa, nel 2006 ha preso il 28% dei voti molisani. Contestazioni per Silvio e Mariastella sono tenute al largo: nella comunità di Bonefro si riunirà la Cgil, Rifondazione organizza lo "jatevenne day". Bertolaso accoglierà il premier e ha già rassicurato le mamme di Sepino pronte a manifestare per avere la scuola in sicurezza.

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Caso San Giacomo La mia replica (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Furio Colombo È doveroso ringraziare Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio per la risposta attenta a ciò che ho scritto domenica su l'Unità nell'articolo "Morte di un ospedale". È necessario rispondere punto per punto, anche se alcuni punti sono fattuali, altri sono politici (nel senso di un programma da realizzare e non di fatti accaduti), alcuni sono incoraggiamenti a credere e sperare. Vediamo. 1. Quanto costa un ospedale? Il Presidente Marrazzo ci dice una cifra per il San Giacomo (54 milioni). È tanto? È poco? È produttivo o improduttivo? È parassitario o efficiente? È un lusso dei cittadini che vivono in centro o è una necessità? Il Presidente nota che ben 38 milioni se ne vanno in retribuzioni. È normale? È ingiusto profitto di personale rapace? Siamo nella media necessaria, sotto quella media, o qualcuno guadagna troppo? Si tratta di salari esosi o di cattiva organizzazione? E per rimediare si deve dare luogo a un drammatico esodo generale e quasi improvviso di medici, malati e pazienti in dialisi? 2. Il personale è eccessivo. Da oggi? Non è più facile ristrutturare un organigramma che eliminare una grande istituzione da un momento all'altro? E perché non ricordare la ragione di questo affollamento di personale, che origina nella chiusura di un altro ospedale, il Regina Elena, e nel trasferimento di quel personale al San Giacomo? E anche: a mano a mano che nuove tecnologie fanno il loro ingresso negli ospedali, aumentano tecnici e specialisti. Infatti il rapporto personale-pazienti del New York Hospital di Manhattan è di tre a uno, e viene citato ad esempio. Ma è quattro a uno al Sloan-Kettering (oncologia). 3. Il Presidente della Regione osserva che dei 54 milioni del costo, 38 milioni se ne vanno in salari e stipendi. Prego vivamente il Presidente di non seguire il percorso Gelmini, che pensa di illustrare la crisi della scuola affermando che il 90 per cento del bilancio della pubblica istruzione se ne va nelle paghe degli insegnanti. A questa affermazione, in sé priva di senso economico (sono i salari che sono troppo alti o i fondi disponibili che bastano appena a compensare - male - chi lavora?) di solito non seguono riforme ma "snellimenti" e trovate, come il maestro unico e la cancellazione di decine di migliaia di posti. Ma quella è la strada della destra. Noi avevamo votato a sinistra. 4. Tranquillizza la affermazione secondo cui il pronto soccorso del San Giacomo ha pochi "codici rossi" (casi gravi) . Il fatto ci dice: a) che la gente dell'immenso quartiere del centro storico di Roma gode di buona salute; b) che i pazienti "non scelgono" di andare altrove, come suggerisce il Presidente, perché l'ambulanza non è un taxi. Vuol dire piuttosto che il 118 manda i pazienti gravi altrove. Va benissimo, ma non c'entra con la chiusura dell'ospedale. Vuol solo dire che il 118 ha avuto altre istruzioni. Però, come valutare, sia dal punto di vista del merito sia dal punto di vista del costo i trentamila passaggi annui al Pronto soccorso dell'ospedale che sta per chiudere? 5. Leggo la lista degli altri ospedali romani che saranno disponibili una volta chiuso il San Giacomo. Corrisponde a ciò che avevo scritto anch'io e che sanno tutti. Alcuni non sono affatto a breve distanza. Le domande però sono: quanto carico in più si può addossare a questi già affollati ospedali? Sono espandibili o rigidi i loro servizi, dal pronto soccorso alla dialisi? Il San Giacomo era un ospedale vuoto e non necessario? E allora come spiegare la folla che ognuno di noi può vedere in tutti i corridoi, a tutti i piani, tutti i giorni, anche adesso? Si tenga conto che all'ospedale San Giacomo, che sta per essere chiuso, esiste il centro di nefrologia più importante di Roma e uno dei più importanti in Italia, unico per la dialisi peritoneale. Avranno valutato questo fatto coloro che, con i libri contabili in mano, hanno consigliato al Presidente della Regione Lazio (e tuttavia non spiegato) l'opportunità di abbandonare questo ospedale? 6. "I macchinari saranno riutilizzati e valorizzati altrove". È una affermazione rassicurante ma mancano pezzi di comunicazione essenziale fra il Presidente della Regione e i cittadini. Altrove dove? Il costo dello sradicamento e dell'altrove non sarà poca cosa. E come è possibile non tenere in conto il danno non riparabile di smembrare una comunità tecnico-medico-scientifica intorno a cui si raccoglie una comunità di pazienti che ha fiducia e che non ha mai patito, per anni, i frequenti casi di malasanità che purtroppo tormentano i cittadini altrove? 7. Tranquillizza l'affermazione, dunque l'impegno: "Nessuno perderà il posto". Ma allarma l'indicazione, implicita nella smentita di una vendita dell'immobile, che l'immenso edificio resterà vuoto. Sanno tutti quale pericolo urbano sono gli edifici vuoti nei centri storici cittadini. E tutti conoscono il costo pesante di un immenso edificio vuoto se non si vuole abbandonarlo ai vandali. 8. In conclusione se il personale funziona, i macchinari sono eccellenti, i medici e infermieri sono compatti nel sostenere i pazienti (soprattutto quelli in dialisi) e i pazienti sono compatti nel sostenere i medici, infermieri e ospedale, se non si conosce nessuno, individuo o organizzazione, che ne voglia o anche solo tolleri questa chiusura, se l'edificio, con il valore che ha (e i limiti storici di uso che ha, dati i secoli) non è in vendita e anzi si nega che ci siano pretendenti potenti, perché chiuderlo mentre è al suo meglio? Perché scaricare pesi, ovviamente impossibili, su ospedali le cui crisi ricorrenti tornano e ritornano, da anni, nella cronaca dei giornali romani? Perché - sia pure con buone intenzioni di risparmio - fare spazio al privato che inevitabilmente colmerà il vuoto? Perché proprio un Presidente e una giunta eletti da chi crede nelle persone, nel loro lavoro e passione prima che nei numeri (i numeri fanno vittime, le persone li salvano) dovrebbero essere ricordati come coloro che hanno chiuso un grande , efficiente ospedale, buttando all'aria migliaia di vite, senza avere risolto il problema dei "servizi migliori a costi giusti" di cui parla il Presidente? furiocolombo@unita.it.

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Il sapere? Scuole in concorrenza (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-18 - pag: 16 autore: Il sapere? Scuole in concorrenza di Alessandro De Nicola C hi di voi non ha mai, mai visto almeno qualche scena della saga di Star Wars? Chi non ha mai orecchiato espressioni come il "lato oscuro della forza " o, se ha visto la mitica parodia di Mel Brooks, "che lo sforzo sia con te?". Ebbene, George Lucas, non pago di sei puntate cinematografiche che hanno dato il nome persino a una delle politiche più importanti di Reagan, lo "Scudo spaziale", subito ribattezzato da Time "Star Wars", ha deciso di produrre un cartone animato sul tema. "Un cartoon?!?", storceranno il naso gli appassionati di Luke Skywalker e Dart Fener? Non c'è ragione di scoraggiarsi, per come è stata concepita l'esalogia intergalattica, il cartoon va benissimo, soprattutto se le tecniche informatiche ottengono effetti spettacolari come in questo caso. La trama. Confesso che le Guerre Stellari mi hanno sempre confuso un po': in sintesi si può dire che a un certo punto la Repubblica galattica dei buoni diventa l'Impero intergalattico dei cattivi e gli jedi, valorosi guerrieri (una specie di samurai politically correct), stanno sempre dalla parte dei buoni. Caratteristica costante è che buoni e cattivi si accoppano dalla mattina alla sera in ogni film. L'episodio raccontato in The Clone Wars èun flash-back di un flash-back (secondo me Lucas lo fa apposta a disorientarci così) che racconta la guerra dei ribelli condotti dal cattivo conte Dooku e dalla sexy-malvagia Asajj Ventress contro la Repubblica, guidata dal cancelliere e dai cavalieri jedi: il sempre buono-ragionevole-paziente generale Kenobi, l'impetuoso e tormentato Anakin e la sua nuova allieva, la petulante e coraggiosa Ahsoka Tano. Il trio deve liberare il figlio di un brigante spaziale, una specie di lumacone puzzolente chiamato Jabba the Hutt, per assicurarsi la sua alleanza. Le truppe della Repubblica sono formate da cloni, degli androidi con pettinature a volte bizzarre, quelle dei Separatisti in gran parte da droidi, una specie di Wile il Coyote robotici che non ci azzeccano mai. Ok, a chi piace il genere il divertimento è assicurato, ma chi va sbuffando per accompagnare i figli o i mariti che mormorano "che la forza sia con te" nella camera da letto, può comunque scovare degli spunti di riflessione importanti anche in questa saga. Io l'ho trovato nel rapporto tra il giovane jedi, Anakin Skywalker, e la sua discepola, Tano. All'inizio Anakin è titubante, non vuole occuparsi di una mocciosa, lui deve combattere. Poi Kenobi e il maestro Yodi (il saggio piccoletto che parla l'italiano come l'inglese, con gli aggettivi davanti ai sostantivi) lo persuadono che il compito di uno jedi è trasmettere il suo sapere alle generazioni successive. Una volta convinto, durante l'avventura Anakin è un maestro imperfetto e Tano un'allieva che non pende dalle sue labbra ma lo salva in varie occasioni. Alla fine i due saranno cresciuti insieme. Fermiamoci. La relazione maestro-discepolo può seguire, fin dai tempi dell'antichità, due sentieri quello tra Socrate e Platone e l'altro tra Aristotele e Alessandro. In quest'ultimo modello l'educatore trasmette la sua sapienza all'allievo che assorbe e impara.Ci immaginiamo lo Stagirita che insegna al giovane rampollo di Filippo le costituzioni delle polis greche, l'etica,la metafisica, la poetica e la biologia. Il principe è intelligente, ascolta, sbuffa e non vede l'ora di andare a caccia con Tolomeo. Può funzionare, ma anche fallire e Alessandro, infatti, rimane intriso di cultura ellenizzante che gli avrebbe potuto infondere un qualsiasi sofista, ma diventa uno splendido condottiero con una vocazione universa-listica che il maestro non aveva. Altro clamoroso insuccesso, Seneca con Nerone, che poi lo farà anche suicidare. Socrate dialoga con i suoi seguaci. è lui la luce indiscussa, ma li stimola con la sua arte maieutica e, inevitabilmente, anche se nei Dialoghi non appare, ne viene influenzato. Platone è il suo miglior discepolo ed è un risultato certamente migliore di Nerone. Socrate è il prototipo del "genitore quasi perfetto" di cui parla il libro dello psicologo Bruno Bettelheim, per il quale il segreto di un buon genitore è di non pensare di essere perfetto né che lo siano i suoi figli con i quali è bene che instauri un rapporto di comunicazione emotiva, affettiva e razionale. Le conseguenze politiche di tali atteggiamenti sono che chi ha in mente l'Educatore perfetto, vorrà una scuola senza macchia la quale per definizione non tollera alternative e viene gestita monopolisticamente da un'autorità che trasmette il Sapere (che può- paradossalmente- anche essere in certi momenti un antiautoritarismo freak, se questo è diventato l'ideologia ufficiale). Ipse dixit. Chi ha in mente rapporti più dialettici, sa che l'istruzione migliora con diverse offerte formative in concorrenza virtuosa e che dialogano tra loro. Deve essere chiaro chi è il maestro e chi il discepolo, ma i due comunicano e il primo non è infallibile. L'offerta di educazione sarà varia e non necessariamente fornita dallo Stato. Questi sono i temi su cui è bene si concentri l'odierno dibattito, altrimenti iniettare un po' più di disciplina non sarà sufficiente per migliorare la scuola italiana. ministro Gelmini, che la forza sia con te... adenicola@adamsmith.it PROPOSTE E POLEMICHE Grembiule, maestro unico e disciplina sono falsi problemi: condizione indispensabile è che il fornitore del servizio non sia lo Stato in esclusiva.

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Gelmini: niente tagli al sostegno (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-18 - pag: 39 autore: Istruzione. Le novità annunciate dal ministro alla Camera nella risposta alle interrogazioni Gelmini: niente tagli al sostegno Confermato il varco in graduatoria agli iscritti del IX corso Ssis Luigi Illiano ROMA Nessun taglio per i docenti di sostegno e riapertura delle graduatorie per i diplomati del IX corso Ssis (Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario). Per questi ultimi l'annuncio era nell'aria (si veda "Il Sole 24 Ore" di ieri) ed è arrivato, puntuale, direttamente dal ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, ieri durante il question time alla Camera. Per l'anno scolastico appena cominciato "sono stati confermati a livello nazionale tutti i posti di sostegno funzionanti nel 2007/08 e dunque rispetto ai circa 174mila alunni sono stati attivati complessivamente 90.882 posti", ha detto Gelmini replicando all'interrogazione presentata da Luciano Ciocchetti (Udc), primo firmatario. "Come indirizzo politico – ha garantito il ministro – intendo muovermi in due direzioni: la garanzia della continuità didattica, particolarmente importante per gli alunni diversamente abili, e la valorizzazione del ruolo degli insegnanti di sostegno". Rispondendo poi all'interrogazione presentata in Aula da Stefano Caldoro (Pdl) sulle Siss, il ministro ha ricordato che il precedente Governo, con la Finanziaria 2007 ha trasformato le graduatorie permanenti in liste a esaurimento, pur autorizzando tanto i corsi relativi al IX ciclo Ssis quanto quelli biennali presso gli istituti di alta formazione artistica e musicale. Proprio per garantire "adeguata tutela alla legittima aspettativa di coloro che supereranno gli esami dei corsi" il ministro ha annunciato un emendamento al decreto legge 137 del 2008 (quello del maestro unico e del voto in condotta) "per effetto del quale alle suddette categorie di docenti sarà consentito di iscriversi alle graduatorie a esaurimento". Il provvedimento – come precisa un comunicato del ministero – riguarderà anche gli abilitati di strumento musicale che hanno frequentato i corsi attivati nel 2007/08 e quelli iscritti ai corsi quadriennali di Didattica della musica. Questi docenti "potranno essere inseriti nella graduatoria a esaurimento in coda a coloro che risultano già inclusi", conclude il comunicato. Per il ministro Gelmini la giornata era cominciata all'insegna delle polemiche: era atteso in commissione Cultura alla Camera per il dibattito sul decreto legge 137/08, ma la sua presenza è saltata. Dura la reazione di Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione: "Dopo le dure critiche che il mondo della scuola ha rivolto alla riforma Gelmini, il ministro sfugge al dibattito parlamentare.L'ufficio di presidenza aveva approvato il calendario dei lavori in modo da poter garantire la presenza del ministro all'esame del provvedimento. Giudichiamo questa assenza un atto di arroganza. Chiediamo che il ministro rispetti i propri impegni e venga a confrontarsi in commissione ". Intanto, nella serata di ieri l'Aula di Montecitorio ha respinto una pregiudiziale di costituzionalità presentata dal Pd sul decreto legge. Il documento ha ricevuto 220 voti favorevoli, 287 contrari e 26 astenuti (Udc). La pregiudiziale sosteneva che il decreto manca dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza. Sempre ieri i rettori delle università italiane sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Il presidente ha manifestato la propria preoccupazione per la situazione in atto e ha apprezzato l'azione della Crui volta a riformare, anche profondamente, il sistema universitario ". Lo ha reso noto una nota della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. "Il colloquio – ha spiegato la nota – ha avuto come tema centrale il grave momento che stanno vivendo le università italiane a causa della stretta economico-finanziaria imposta dal Governo". UNIVERSITà Una delegazione dei rettori ha rappresentato al Capo dello Stato la preoccupazione per la riduzione delle risorse.

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<Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

BREVI pag. 25 "Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco" PAROLA DELLA GELMINI ROMA ? Il ministero vuole dare al mondo della scuola "norme certe, durature, chiare e inequivocabili". Lo assicura il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (foto LaPresse), durante il question time, riferendosi alla vicenda delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario). Per questo, spiega il ministro, "abbiamo sospeso per l'anno accademico 2008-2009 le procedure per l'accesso alle Ssis". In attesa di una revisione complessiva delle procedure di reclutamento, "abbiamo posto fine al paradosso di corsi destinati a sboccare nel nulla". Poi il ministro precisa: "Coloro che supereranno gli esami del nono ciclo delle Ssis e dei corsi biennali di secondo livello a indirizzo didattico potranno iscriversi alle graduatorie a esaurimento". Image: 20080918/foto/5975.jpg.

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ROMA- Non basterebbe nessun sette in condotta, non basterebbe neanche uno zero, o meno di un (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Di MARIDA LOMBARDO-PIJOLA ROMA- Non basterebbe nessun sette in condotta, non basterebbe neanche uno zero, o meno di uno zero, un non-numero, un niente, per misurare la consistenza dei loro pensieri, dei riti quotidiani, una non-vita. Cosa potrebbe mettere in salvo da se stessi i tre adolescenti che ieri hanno aggredito un anziano malato di cuore davanti a un' esclusiva scuola privata della capitale, e lo hanno minacciato e insultato e picchiato, perché si accingeva a passare sul loro stesso marciapiedi? Cosa potrebbe mettere in salvo da loro tutti gli altri? E quali parole o quali gesti potrebbero trattenere dalla loro deriva di violenza quei ragazzini di una baby gang dell'Aquila che hanno scatenato un raid punitivo contro tre compagni di liceo, mandandoli tutti all'ospedale? E cosa potrebbe rammentare quanto lontano sia dai talenti femminili il ricorso a un antico modello maschile, la violenza, a quelle ragazzine di Vibo Valentia che si sono accanite in tre contro una quarta, picchiandola e lasciandola per terra? Cronaca di ieri. E non ci tranquillizza, il leggero decremento statistico secondo il quale, stando ai dati dell'Istat, nel flusso della criminalità minorile anno duemilasei, le femmine si sono dimostrate un po' meno delinquenti dell'anno precedente, mentre lo sono stati un po' di più i bambini. E' come inventariare i morti e i feriti in una guerra, registrando variabili minime all'interno di un disastro. Il quadro rappresenta un unico genere di movimento: una deriva. Chissà come misurerà, l'Istat, quello che abbiamo visto accadere nell'anno successivo, l'anno scorso, e in questo attuale, e che vedremo accadere negli anni a venire, tutti i giorni, sempre più intensamente, sempre più brutalmente, sempre prima. Erano 41.432, due anni fa, ma erano solo quelli denunciati, e già numericamente equivalenti agli abitanti di una cittadina come Imperia. Seimila e trecento erano ragazze, ma questo era prima che la moda delle baby gang al femminile dilagasse come sta dilagando inarrestabilmente, assieme a quell'altra delle risse, delle botte, degli agguati alle più deboli, dei furti. Il quattro per cento in più, rispetto all'anno prima, aveva meno di quattordici anni, ovvero tredici, o dodici, ma forse non ancora dieci, o nove, o otto, o ancora meno, come accade adesso. Chissà se la carriera l'avevano cominciata già alle elementari, come si usa adesso, quei tre bulli di Roma, quindici anni, o sedici, liceali, famiglie benestanti. Chissà se considerano un buon avanzamento lungo il percorso per sentirsi adulti, quel che hanno fatto ieri davanti al prestigioso istituto cattolico di uno dei quartieri bene di Roma che frequentano. Chissà se aumenterà la loro rabbia, il fatto di essere stati smascherati, o servirà. Chissà cosa faranno, adesso, la loro scuola, i loro genitori. Se cercheranno, come spesso accade, di diluire l'accaduto nell'entità del fenomeno, di sdrammatizzare, perchè in fondo si sa, succede, cose così le fanno in tanti, è il branco. Se si limiteranno a qualche rimbrotto, a un'espulsione, o se capiranno che non basta, e bisogna trovare un'altra strada, per incrociare quella che può arrivare al cuore, al cervello, ai riflessi condizionati dei ragazzi, che riesca a deviarli in un'altra direzione. Potrebbe bastare il giro di vite autoritario, il sette in condotta e bocciatura, imposti dal governo, con il provvedimento del ministro Gelmini? O il patto con i bulli, così che a un'azione aggressiva ne corrisponda un'altra di risarcimento? O l'installazione delle telecamere davanti alle scuole, che propone l'assessore provinciale alla scuola di Roma, Stella? O il riformatorio, che invoca il presidente del consiglio comunale romano, Prestipino? O l'assistenza forzata agli anziani, che suggerisce il presidente dell'Osservatorio minori, Camilloni, "così che debbano svuotare padelle e pappagalli"? E poi i picchetti dei Carabinieri davanti agli edifici scolastici, come succede già a Palermo, oppure i nuovi progetti di Gelmini: una giornata del volontariato, l'educazione civica anche fuori dalle scuole, i Ludi romani, giochi della gioventù per bimbi. Tutto può servire e niente basta, prima che si arrivi al peggio, magari ai baby killer come in Gran Bretagna, spettro sguinzagliato dall'Ordine degli psicologi dell'Emilia Romagna, nel lanciare il solito segnale, allarme rosso. E allora? Daniel Pennac, che è stato per venticinque anni un insegnante, nel presentare a Mantova il suo ultimo best seller, "Diario di scuola", ha detto che la vera autorità, per i ragazzi, "può essere solo di ordine morale e intellettuale". Ci vogliono, insomma, l'esempio e la passione. Ci vuole di più, molto di più. O forse molto meno.

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Tutte soddisfatte le parti all'indomani dell'accordo raggiunto in Provincia tra la Asl e (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Di NOVELLA DI PAOLO Tutte soddisfatte le parti all'indomani dell'accordo raggiunto in Provincia tra la Asl e il patron di Villa Pini Vincenzo Angelini. Tre ore di discussione che grazie alla mediazione del presidente Tommaso Coletti hanno portato ad un risultato più che positivo, lo sblocco degli stipendi dei lavoratori. "Non è stato facile - afferma il presidente - la questione era delicata e bisognava tutelare tutte le parti". L'accordo, che verrà steso e firmato la prossima settimana, prevede il pagamento da parte della Asl a Villa Pini delle prestazioni di tutto il 2008. "Dai controlli - continua Coletti- solo il cinque per cento delle prestazioni della clinica risulta essere improprio, quindi il restante novantacinque gli verrà regolarmente retribuito. Dall'altro lato rimane tutelata anche la Asl che ha obblighi solo per il 2008". Il patto, infatti, è provvisorio; per le disposizioni del 2009 si dovrà prima discutere il nuovo piano sanitario presentato dalla stessa Villa Pini. "E' quello che volevano - sottolinea Vincenzo Maccione, della Uil - Angelini ci ha convocati e ci ha illustrato l'accordo. Con molta probabilità gli stipendi verranno elargiti ai dipendenti già la prossima settimana". Critica, invece, Rifondazione Comunista. "E' un bene che si paghino gli stipendi - dice Marco Gelmini, il segretario regionale di Prc - ma non si capisce perché ora ad Angelini venga riconosciuto valido il novantacinque per cento delle prestazioni, quando fino a pochi giorni fa era la stessa Asl di Chieti ad affermare che le prestazioni improprie erano molte di più di quelle dichiarate nell'incontro di martedì". Il pericolo per Rifondazione è che si confondano un po' le carte e si usino i piani industriali per sanare situazioni indebite e risarcire anche ciò che non è dovuto. "Chi non ha rispettato le regole - conclude- deve essere penalizzato".

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Pochi soldi, Mancini incontra Napolitano (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Stampa Università Colloquio al Quirinale per affrontare il problema delle sofferenze economiche Pochi soldi, Mancini incontra Napolitano Nella giornata di ieri Marco Mancini, Magnifico Rettore dell'Università della Tuscia e Segretario Generale della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha incontrato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insieme con i vertici della Crui. Il colloquio ha avuto come tema centrale il grave momento che stanno vivendo le Università italiane sofferenti per la stretta economico-finanziaria. La delegazione ha esposto al Capo dello Stato le problematiche connesse con la gestione degli Atenei. Il Presidente ha manifestato la propria preoccupazione per l'attuale situazione in vista delle scadenze autunnale che attendono l'Esecutivo. Ha apprezzato che la Crui si proponga di avviare una serie di iniziative volte a riformare, anche profondamente, il sistema delle Università italiane. Tra queste iniziative, segnalate dalla Crui e che saranno oggetto del tavolo di consultazione varato dal Ministro Gelmini, al primo posto una riflessione sui problemi della Governance delle Università, nonché una riforma dei meccanismi di valutazione degli Atenei. Queste stesse problematiche saranno trattate venerdì prossimo 19 settembre quando i Magnifici Rettori delle Università del Lazio saranno a Viterbo per una seduta straordinaria del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università del Lazio. Sarà stesa un'apposita delibera in vista della legge finanziaria 2009 e dei provvedimenti conseguenti all'emanazione della recente Legge Tremonti (Legge n. 133/2008). Immediatamente dopo la seduta del Cruil, alle 16.00 presso l'aula magna del Rettorato, si terrà una tavola rotonda pubblica a cui parteciperanno i rettori del Lazio e i segretari nazionali delle organizzazioni sindacali del Comparto Università.

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Scuola: niente tagli al sostegno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità SCUOLA: NIENTE TAGLI AL SOSTEGNO "Nessun taglio ai docenti di sostegno". Lo ha ribadito, al question time, il ministero dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, precisando che per l'anno scolastico appena cominciato (2008-09) "sono stati confermati a livello nazionale tutti i posti di sostegno funzionanti nel 2007-08 e dunque rispetto ai circa 174.000 alunni sono stati attivati complessivamente 90.882 posti". Per quanto riguarda la provincia di Venezia, il ministro ha confermato che, "essendo esaurita la disponibilità di docenti specializzati pari al fabbisogno, e non essendoci al momento altro modo per ovviare alla carenza, i dirigenti scolastici dovranno nominare aspiranti non in possesso del titolo di specializzazione. Come indirizzo politico - ha assicurato - intendo assicurare la continuità didattica, particolarmente importante per gli alunni diversamente abili".

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<Le insegnanti travestite da asino? È triste e davvero poco educativo> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 223 del 2008-09-18 pagina 2 "Le insegnanti travestite da asino? È triste e davvero poco educativo" di Monica Bottino Duro giudizio del provveditore Ieri nuova manifestazione e traffico bloccato in città (...) le insegnanti hanno inscenato lunedì scorso, giorno di inizio dell'anno scolastico. "Non è un pensiero originale il mio - spiega il direttore scolastico regionale - io la penso esattamente come il ministro Gelmini: quella delle maestre con il lutto e con il cappello da asino è oggettivamente una faccenda triste, molto poco bella, molto poco educativa". Il pensiero del provveditore va a quei bambini che hanno dai sei anni in su e che assistono indifesi a rivendicazioni sindacali che non possono comprendere. "Vorrei sapere come le insegnanti hanno spiegato agli alunni le ragioni del travestimento - spiega ancora Massara -, invece non abbiamo ancora avuto modo di affrontare con la dovuta calma gli avvenimenti di lunedì scorso. Stiamo aspettando notizie da Roma, visto che alcuni fatti criticabili si sono svolti un po' dappertutto in Italia". Massara tiene a precisare di stare ancora valutando bene i fatti. "Non ho avuto ancora modo di vedere tutti i giornali", dice. Ma un dato è certo. "Io sono un operatore scolastico - sottolinea Massara -, e non è stato per me edificante vedere le insegnanti genovesi bardate in quel modo fare manifestazioni fuori delle scuole nei cortili o davanti agli ingressi. Senza contare che se sono entrate in classe vestite così e hanno spiegato ai bambini le loro ragioni è ancora peggio". Ora dovrà parlare la legge. "La normativa sull'autonomia scolastica è una legge costituzionale - conclude Massara - Spetta dunque ai dirigenti scolastici procedere a verificare il comportamento delle insegnanti. Se i dirigenti scolastici non daranno segni di vita allora la direzione regionale insieme con il ministero valuterà il da farsi". Intanto arrivano altre reazioni. Il consigliere regionale del gruppo di Forza Italia Matteo Rosso si è rivolto proprio a Massara inviandogli una lettera. "Ho letto con attenzione particolare gli articoli del Giornale di martedì 16 e mercoledì 17 settembre e sono rimasto sorpreso nell'apprendere che all'interno di una classe una maestra veniva fotografata con un cappello a punta per "spiegare ai bambini la ragione della manifestazione di libero pensiero da parte della loro maestra" come testualmente ha scritto la dirigente scolastica Michela Casareto", dice Rosso nel documento. "Premesso che sono convinto che ognuno sia libero di manifestare democraticamente, se ho interpretato bene la lettera della direttrice Casareto al Giornale, la maestra con il cappello non avrebbe utilizzato un momento fuori dall'orario del suo lavoro per spiegare ai bambini, che si dimostrassero eventualmente interessati, le motivazioni della sua protesta ma lo avrebbe fatto durante l'orario in cui deve insegnare le materie per cui è stata incaricata". Rosso continua annunciando di avere sottoposto a uno studio legale i fatti caso per verificare che non si sia di fronte "a un caso di interruzione di pubblico servizio. Se così fosse mi rivolgerei all'autorità giudiziaria", conclude Rosso. Intanto le proteste contro la riforma Gelmini sono proseguite anche ieri pomeriggio quando un corteo di trecento tra insegnanti, genitori, alunni e personale amministrativo hanno sfilato in corteo da piazza Caricamento a via Assarotti, manifestando davanti all'Ufficio scolastico regionale e bloccando il traffico per un'ora e mezza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Basta con le strumentalizzazioni (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 223 del 2008-09-18 pagina 2 Basta con le strumentalizzazioni di Redazione Raccapriccianti le strumentalizzazioni politiche nella scuola, nessuno coinvolga i bambini in manifestazioni che sono solo un pretesto per attaccare il governo. I sindacati della scuola siano responsabili ed evitino manifestazioni di chiara matrice politica. Dopo Alitalia, ancora una volta vediamo come organizzazioni costole della sinistra stanno cercando di attaccare il governo con mezzi subdoli. Nessuno ha il diritto di coinvolgere i nostri bambini in inutili e sterili manifestazioni di protesta che fanno solo del male alla scuola ed agli studenti italiani. Anche in Liguria assistiamo allo spettacolo avvilente di una sinistra che soffia sulla proteste e sulle rivendicazioni di docenti e studenti. Senza in nessun modo contestare il sacrosanto diritto della scuola di far sentire la propria voce, vogliamo denunciare che, come già avviene nella difficile vertenza Alitalia, anche sulla scuola è in atto una strumentazione politica da parte dell'opposizione. Si tratta cioè di proteste che rischiano di non far passare sui media le reali esigenze del personale docente, non docente, e degli alunni, e di buttare in disputa politica la reale esigenza di scambio e di confronto delle idee. In merito alle dichiarazioni dell'assessore regionale Costa voglio precisare che a noi del Pdl questa riforma piace. All'assessore regionale Costa che critica il ministro Gelmini rispondo: è miope parlare solo di tagli. Il ministro Gelmini vuole riformare la scuola in maniera profonda, ed è uno sforzo che merita sostegno e non ostacoli. Della dichiarazione di Costa apprezzo invece l'invito al dialogo: spero proprio che voglia presto invitare presso l'assessorato regionale i rappresentanti della scuola, e che a quel tavolo ci sia anche un posto per l'attuale opposizione regionale di centrodestra. *deputato ligure del Pdl © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Italiani perbene italiani fannulloni - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cultura ITALIANI PERBENE ITALIANI FANNULLONI Alcuni ministri hanno imposto un modello comunicativo che divide il paese in due. E che ha una capacità di mobilitazione formidabile Il maestro è Berlusconi. Ma il metodo è stato messo a punto da Brunetta Sessanta milioni di abitanti che lavorano. Uno di farabutti e di sabotatori Uno schema che non descrive nulla ma che riscuote un successo travolgente (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Come in un programma televisivo di successo, Renato Brunetta, Roberto Maroni, Mariastella Gelmini, e perfino la "new entry" Mara Carfagna, sono riusciti a trasmettere un contenuto secondo modalità standardizzate, di tipo essenzialmente mediatico-televisivo, e quindi a mettersi in comunicazione con il pubblico (ovvero lo stadio di implosione nella privacy a cui è stata consegnata l'opinione pubblica). Il maestro del format è ovviamente Berlusconi. è stato lui per primo a dare una cornice competitiva e spettacolare alla politica, separando gli italiani "della libertà" dai "comunisti", e quindi a declinare la gara elettorale come un giudizio di Dio fra due Italie separate e inconciliabili. Ma Berlusconi è stato in grado più che altro di dividere, mobilitando la propria parte, fanatizzando ideologicamente i pasdaran del berlusconismo e chiamando a raccolta gli elettori anche più tiepidi contro l'esercito del male, in cui il sostantivo "comunisti" riuniva amministratori, magistrati, sindacalisti, impiegati pubblici, politici fannulloni, insegnanti sessantottini. Ma in questo modo il consenso non poteva crescere oltre i limiti fisiologici della destra, oltre la sua geografia politica. Per superare il perimetro del voto conservatore occorreva un'invenzione culturale. La Lega, e in particolare Roberto Maroni, hanno aperto la strada, con le iniziative sulla sicurezza e le misure contro l'immigrazione irregolare: ma eravamo ancora nei pressi delle azioni classiche, in cui si individua un nemico vero o virtuale, e lo si etichetta esponendolo alla pubblica opinione, generando così processi dominati dalla configurazione classica del capro espiatorio. Lo straniero, l'altro, il nomade, identificato come una figura potenzialmente incline a crimini come il furto o lo stupro, capace di violenze inaudite sotto l'effetto della coca, senza rispetto nemmeno per i codici della criminalità autoctona tradizionale. Il passaggio successivo è stato formalizzato con metodi di rara efficacia da Brunetta, che lo ha pure teorizzato nelle numerose interviste concesse durante l'estate. Nello schema del ministro della pubblica amministrazione, la popolazione nazionale si divide in due parti ben individuate: da un lato, "sessanta milioni" di italiani per bene, contrapposti a un milione di farabutti, fannulloni, lavativi, buoni a niente, sabotatori. Dal lato dei fondamenti empirici, il modello descrittivo di Brunetta è irrilevante. Ma quanto a capacità di mobilitazione è formidabile. Il format del ministro è un perfetto produttore di consenso, perché colloca la stragrande maggioranza dei cittadini dalla parte del buon senso e della buona volontà, e consegna a una gogna ipotetica un imprecisato milione di italiani (questi sì "imbarazzanti", quindi licenziabili, punibili, penalizzabili dagli ukase ministeriali). Sarebbe superfluo dire che il format è impreciso, e non descrive nulla della società contemporanea, se non fosse che come modello proposto in pubblico ha successo. Anzi, un successo travolgente. Da un lato rassicura, dall'altro esorcizza. Rassicura i bravi cittadini, gli impiegati onesti, l'intera platea di chi auspica efficienza e rigore nei comportamenti pubblici; esorcizza il rischio di una società contagiata dagli imbroglioni, indifferente ai dettami etici, governata dai criteri di un familismo ancora e sempre amorale. Naturalmente, il format distorce la realtà nel momento stesso in cui fa entrare a forza le tessere in un mosaico predeterminato. Semplifica con forzature impressionanti, attribuisce responsabilità collettive di procedura alla disposizione individuale, identifica l'inefficienza come il prodotto della furbizia e della neghittosità individuale anziché alla cattiva organizzazione degli apparati. Non è L'isola dei famosi a essere cattiva in sé; sono un paio di protagonisti, su cui si può concentrare l'animosità degli altri. Ma il format è dannatamente efficace, perché permette a una maggioranza sociale dispersa, anonima, prima di riconoscersi, poi di autoassolversi (nessuno è colpevole, nella soap in cui tutti i cattivi, pochi, sono immediatamente riconoscibili), e infine a sostenere l'azione delle autorità contro questi imprecisati cattivi soggetti, a cui possono essere assegnate tutte le responsabilità. Non c'è un inventore certo del format. Si è creato per prove ed errori, per tentativi e cambiamenti successivi. Che nel pubblico ci sia una disposizione favorevole, ormai quasi naturale, è fuori dubbio. Basta partecipare a una presentazione dei libri di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (La casta e il più recente La deriva) per rendersi conto che il pubblico si autointerpreta ogni volta come una moltitudine di bravi e onesti cittadini, stupefatti, e anzi angosciati, di fronte all'impazzimento dei meccanismi della politica, agli sprechi, alle piccole e grandi corruzioni delle strutture pubbliche. Il format è quindi infallibile perché sgrava la coscienza: c'è un'altra Italia, là sullo sfondo, a cui dare la colpa. Un'Italia fortunatamente minoritaria, insignificante anche numericamente rispetto ai sessanta milioni di italiani brava gente, i quali possono deprecare scuotendo la testa il residuo milione di cattivi soggetti. Il contenuto populista del format è fortissimo: in primo luogo perché inibisce qualsiasi distinguo. Sottilizzare è vietato: non vorrete stare dalla parte dei fannulloni, o dei corrotti. Attribuire la responsabilità dei disfunzionamenti a questioni di struttura e di imperfezione degli apparati è uno dei vizi della sinistra e del sindacato. Sono sciocchi giustificazionismi: bisogna licenziare gli assenteisti, mandare a domicilio le visite fiscali, colpire i fannulloni nel vivo dello stipendio, mettere in galera i corrotti e tenerceli. Ma più ancora che di populismo si tratta di demagogia allo stato puro: i progetti e i provvedimenti del ministro Gelmini sul voto in condotta, i grembiuli, il "maestro unico" implicano tutti l'idea di un "ritorno" a una condizione nostalgica, in cui l'autorità e l'ordine erano sanciti da rapporti sociali e codici culturali apparentemente immutabili (e purtroppo distrutti dal "nullismo" del Sessantotto, come ripete spesso Giulio Tremonti, ministro che dichiara di ispirarsi sinteticamente al motto "Dio, patria e famiglia"). Dovrebbe essere chiaro che non si esce a ritroso dalla modernità, e che gli anni Cinquanta non sono riproducibili per decreto se non, per l'appunto, nella realtà artificiale del format. Il revanscismo dei ministri del Pdl conduce a una fiction: nessuno dei nessi e nessuna delle contraddizioni della modernizzazione, nessuno dei processi descritti a suo tempo da Max Weber, viene affrontato dagli applauditi serial della destra. Eppure le semplificazioni, almeno per ora, generano consenso. Le scorciatoie mobilitano risorse affettive, emotive, sentimentali nella società. Rappresentano un antidoto al nichilismo, allo sradicamento morale e all'assenza di senso caratteristici dell'età contemporanea. Offrono soluzioni vicarie di fronte agli choc generati dalle scie vertiginose della globalizzazione. Perfino i poveri, infatti, nelle soap sono pochi, e risultano trattabili con espedienti come la social card, non con gli apparati "socialisti" dello stato sociale, come ha spiegato da sinistra Laura Pennacchi nel suo ultimo libro, La moralità del Welfare. Contro il neoliberismo populista, editore Donzelli, pagg. 260, euro 27). Il format offre soluzioni, ma in genere si tratta di soluzioni narrative. Cioè terapie che portano all'individuazione della causa, come se la causa fosse una sola, e la curano con un colpo di scena o un happy ending. Formidabile, per esempio, la trama allestita da Mara Carfagna sulla punizione on the road di prostitute e clienti: come se la realtà metropolitana fosse costituita da pochi devianti, dediti agli incontri sessuali nelle periferie, da dissuadere con le maniere forti. Mentre il numero stesso dei frequentatori dei viali, e la straordinaria varietà dell'offerta erotica, mostrano una realtà proliferante, in crescita continua, legata sia a scelte individuali sia a macrocircuiti illegali, sostanzialmente incontrollabili con i metodi di polizia. Cioè una realtà "sociale". Un mercato. Eppure il romanzetto rassicurante di pochi peccatori da colpire con la mano dura è irresistibile. è la tolleranza zero, o una sua imitazione. è il decisionismo che corregge funzionamenti complessi con misure di fantastica semplicità. è il format, amici telespettatori.

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MA DIFENDIAMO LE MAESTRE BRAVE (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 223 del 2008-09-18 pagina 2 MA DIFENDIAMO LE MAESTRE BRAVE di Massimiliano Lussana (...) elementari. Ma - oltre ai bambini - vittime prime e indifese della politica che entra in classe, ci sono altre vittime. Che sono le maestre e i maestri, le professoresse e i professori che fanno scuola senza fare politica. Che fanno il loro lavoro (e, spesso, lo fanno bene) seriamente. Che, se lo fanno bene (e, spesso, lo fanno bene), sono sottopagati rispetto a quello che si meriterebbero. Perché, in fondo, funziona come l'effetto-fannulloni. Quelli che lavorano poco o non lavorano affatto danneggiano l'immagine di tutti quelli che lavorano bene. Con gli insegnanti è esattamente la stessa cosa: quelli che approfittano del loro ruolo per salire in cattedra anche su questioni che non c'entrano nulla con i programmi scolastici, rischiano di screditare agli occhi di alunni e genitori anche la stragrande maggioranza di quelli che sono seri. Che possono condividere oppure no la riforma di Mariastella Gelmini, ma a cui non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di mettersi a pontificare davanti al portone della scuola o, peggio ancora, in cattedra. Io voglio spezzare una lancia per tutti gli insegnanti che lavorano seriamente e senza mischiare la scuola con la politica. Personalmente - pur non avendo niente contro gli istituti privati, religiosi o laici, e, anzi, apprezzando l'idea del buono-scuola - amo la scuola pubblica, ho sempre studiato alla scuola pubblica, dalle elementari all'università, e i miei figli sono iscritti tutti a scuole statali. E, proprio per questo, posso testimoniare che lo zoccolo duro del corpo insegnante è serio, preparato e si occupa di scuola, non di politica. Poi, magari, ha idee diverse dalle mie. Ma questo è un diritto assoluto. Ecco, sono tutte vittime di chi fa politica in aula. Anche loro, come i bambini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Quando la politica diventa un format (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)

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E SE LA DEMOCRAZIA contemporanea fosse più vicina a un format che a un complesso strutturato di regole? Nella politica come gioco mediatico, le percentuali di gradimento per il governo schizzano in alto. L'audience appare soddisfatta. Eppure qualcuno dovrà pur chiedersi quali sono le ragioni del consenso che sta accompagnando Silvio Berlusconi. Dati addirittura "imbarazzanti", ha confessato il premier reprimendo un brivido di piacere di fronte a quel 60 per cento di favorevoli che campeggia nei sondaggi. L'imbarazzo è un sentimento soggettivo; a sinistra, invece, il picco di popolarità è considerato inspiegabile. Anche osservando da vicino l'azione dell'esecutivo e dei singoli ministri riesce difficile spiegare il perdurare della luna di miele. Difatti, a causa di quelle congiunture economiche sfortunate a cui Berlusconi e Tremonti sembrano condannati, la crescita è praticamente sottozero; l'inflazione ha rialzato la cresta; i consumi flettono; parti consistenti della società italiana avvertono il peso di un andamento economico sfavorevole. Sullo sfondo si intravede l'incubo del Ventinove. E allora? Allora è probabile che per il momento serva a poco giudicare il governo Berlusconi con le categorie tradizionali della politica e dell'economia. Occorre invece un approccio culturale, se non addirittura antropologico: il governo e i ministri più popolari sono riusciti, chissà se per intenzione esplicita o per un caso fortunato, a imporre un modello, una forma specifica di comunicazione. Anzi, un format. Come in un programma televisivo di successo, Renato Brunetta, Roberto Maroni, Mariastella Gelmini, e perfino la "new entry" Mara Carfagna, sono riusciti a trasmettere un contenuto secondo modalità standardizzate, di tipo essenzialmente mediatico-televisivo, e quindi a mettersi in comunicazione con il pubblico (ovvero lo stadio di implosione nella privacy a cui è stata consegnata l'opinione pubblica). Il maestro del format è ovviamente Berlusconi. È stato lui per primo a dare una cornice competitiva e spettacolare alla politica, separando gli italiani "della libertà" dai "comunisti", e quindi a declinare la gara elettorale come un giudizio di Dio fra due Italie separate e inconciliabili. Ma Berlusconi è stato in grado più che altro di dividere, mobilitando la propria parte, fanatizzando ideologicamente i pasdaran del berlusconismo e chiamando a raccolta gli elettori anche più tiepidi contro l'esercito del male, in cui il sostantivo "comunisti" riuniva amministratori, magistrati, sindacalisti, impiegati pubblici, politici fannulloni, insegnanti sessantottini. Ma in questo modo il consenso non poteva crescere oltre i limiti fisiologici della destra, oltre la sua geografia politica. Per superare il perimetro del voto conservatore occorreva un'invenzione culturale. La Lega, e in particolare Roberto Maroni, hanno aperto la strada, con le iniziative sulla sicurezza e le misure contro l'immigrazione irregolare: ma eravamo ancora nei pressi delle azioni classiche, in cui si individua un nemico vero o virtuale, e lo si etichetta esponendolo alla pubblica opinione, generando così processi dominati dalla configurazione classica del capro espiatorio. Lo straniero, l'altro, il nomade, identificato come una figura potenzialmente incline a crimini come il furto o lo stupro, capace di violenze inaudite sotto l'effetto della coca, senza rispetto nemmeno per i codici della criminalità autoctona tradizionale. Il passaggio successivo è stato formalizzato con metodi di rara efficacia da Brunetta, che lo ha pure teorizzato nelle numerose interviste concesse durante l'estate. Nello schema del ministro della pubblica amministrazione, la popolazione nazionale si divide in due parti ben individuate: da un lato, "sessanta milioni" di italiani per bene, contrapposti a un milione di farabutti, fannulloni, lavativi, buoni a niente, sabotatori. Dal lato dei fondamenti empirici, il modello descrittivo di Brunetta è irrilevante. Ma quanto a capacità di mobilitazione è formidabile. Il format del ministro è un perfetto produttore di consenso, perché colloca la stragrande maggioranza dei cittadini dalla parte del buon senso e della buona volontà, e consegna a una gogna ipotetica un imprecisato milione di italiani (questi sì "imbarazzanti", quindi licenziabili, punibili, penalizzabili dagli ukase ministeriali). Sarebbe superfluo dire che il format è impreciso, e non descrive nulla della società contemporanea, se non fosse che come modello proposto in pubblico ha successo. Anzi, un successo travolgente. Da un lato rassicura, dall'altro esorcizza. Rassicura i bravi cittadini, gli impiegati onesti, l'intera platea di chi auspica efficienza e rigore nei comportamenti pubblici; esorcizza il rischio di una società contagiata dagli imbroglioni, indifferente ai dettami etici, governata dai criteri di un familismo ancora e sempre amorale. Naturalmente, il format distorce la realtà nel momento stesso in cui fa entrare a forza le tessere in un mosaico predeterminato. Semplifica con forzature impressionanti, attribuisce responsabilità collettive di procedura alla disposizione individuale, identifica l'inefficienza come il prodotto della furbizia e della neghittosità individuale anziché alla cattiva organizzazione degli apparati. Non è L'isola dei famosi a essere cattiva in sé; sono un paio di protagonisti, su cui si può concentrare l'animosità degli altri. Ma il format è dannatamente efficace, perché permette a una maggioranza sociale dispersa, anonima, prima di riconoscersi, poi di autoassolversi (nessuno è colpevole, nella soap in cui tutti i cattivi, pochi, sono immediatamente riconoscibili), e infine a sostenere l'azione delle autorità contro questi imprecisati cattivi soggetti, a cui possono essere assegnate tutte le responsabilità. Non c'è un inventore certo del format. Si è creato per prove ed errori, per tentativi e cambiamenti successivi. Che nel pubblico ci sia una disposizione favorevole, ormai quasi naturale, è fuori dubbio. Basta partecipare a una presentazione dei libri di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo (La casta e il più recente La deriva) per rendersi conto che il pubblico si autointerpreta ogni volta come una moltitudine di bravi e onesti cittadini, stupefatti, e anzi angosciati, di fronte all'impazzimento dei meccanismi della politica, agli sprechi, alle piccole e grandi corruzioni delle strutture pubbliche. Il format è quindi infallibile perché sgrava la coscienza: c'è un'altra Italia, là sullo sfondo, a cui dare la colpa. Un'Italia fortunatamente minoritaria, insignificante anche numericamente rispetto ai sessanta milioni di italiani brava gente, i quali possono deprecare scuotendo la testa il residuo milione di cattivi soggetti. Il contenuto populista del format è fortissimo: in primo luogo perché inibisce qualsiasi distinguo. Sottilizzare è vietato: non vorrete stare dalla parte dei fannulloni, o dei corrotti. Attribuire la responsabilità dei disfunzionamenti a questioni di struttura e di imperfezione degli apparati è uno dei vizi della sinistra e del sindacato. Sono sciocchi giustificazionismi: bisogna licenziare gli assenteisti, mandare a domicilio le visite fiscali, colpire i fannulloni nel vivo dello stipendio, mettere in galera i corrotti e tenerceli. Ma più ancora che di populismo si tratta di demagogia allo stato puro: i progetti e i provvedimenti del ministro Gelmini sul voto in condotta, i grembiuli, il "maestro unico" implicano tutti l'idea di un "ritorno" a una condizione nostalgica, in cui l'autorità e l'ordine erano sanciti da rapporti sociali e codici culturali apparentemente immutabili (e purtroppo distrutti dal "nullismo" del Sessantotto, come ripete spesso Giulio Tremonti, ministro che dichiara di ispirarsi sinteticamente al motto "Dio, patria e famiglia"). Dovrebbe essere chiaro che non si esce a ritroso dalla modernità, e che gli anni Cinquanta non sono riproducibili per decreto se non, per l'appunto, nella realtà artificiale del format. Il revanscismo dei ministri del Pdl conduce a una fiction: nessuno dei nessi e nessuna delle contraddizioni della modernizzazione, nessuno dei processi descritti a suo tempo da Max Weber, viene affrontato dagli applauditi serial della destra. Eppure le semplificazioni, almeno per ora, generano consenso. Le scorciatoie mobilitano risorse affettive, emotive, sentimentali nella società. Rappresentano un antidoto al nichilismo, allo sradicamento morale e all'assenza di senso caratteristici dell'età contemporanea. Offrono soluzioni vicarie di fronte agli choc generati dalle scie vertiginose della globalizzazione. Perfino i poveri, infatti, nelle soap sono pochi, e risultano trattabili con espedienti come la social card, non con gli apparati "socialisti" dello stato sociale, come ha spiegato da sinistra Laura Pennacchi nel suo ultimo libro, La moralità del Welfare. Contro il neoliberismo populista, editore Donzelli, pagg. 260, euro 27). Il format offre soluzioni, ma in genere si tratta di soluzioni narrative. Cioè terapie che portano all'individuazione della causa, come se la causa fosse una sola, e la curano con un colpo di scena o un happy ending. Formidabile, per esempio, la trama allestita da Mara Carfagna sulla punizione on the road di prostitute e clienti: come se la realtà metropolitana fosse costituita da pochi devianti, dediti agli incontri sessuali nelle periferie, da dissuadere con le maniere forti. Mentre il numero stesso dei frequentatori dei viali, e la straordinaria varietà dell'offerta erotica, mostrano una realtà proliferante, in crescita continua, legata sia a scelte individuali sia a macrocircuiti illegali, sostanzialmente incontrollabili con i metodi di polizia. Cioè una realtà "sociale". Un mercato. Eppure il romanzetto rassicurante di pochi peccatori da colpire con la mano dura è irresistibile. È la tolleranza zero, o una sua imitazione. È il decisionismo che corregge funzionamenti complessi con misure di fantastica semplicità. È il format, amici telespettatori. (18 settembre 2008.

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Silvio zittisce tutti: "L'antifascismo? Io penso a lavorare" (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-09-2008)

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Stampa La polemica Silvio zittisce tutti: "L'antifascismo? Io penso a lavorare" "Io antifascista? Penso solo a lavorare, per risolvere i problemi degli italiani". Silvio Berlusconi non si sbilancia. Uscendo dal Tempio di Adriano, dopo la riunione sul Pdl, il premier si trova davanti la solita calca di cronisti. Enrico Lucci de "Le Iene", tenta di provocarlo sull'antifascimo. Ma il Cavaliere replica al giornalista con la sua tradizionale aplomb. Quarantacinque minuti, tanto è durata la prima riunione del parlamentino Pdl: i 100 rappresentanti dei partiti aderenti al Popolo della Libertà, che ora dovranno realizzare la mission di costruzione del partito unico. Nella sala c'erano anche tanti ministri: da Angelino Alfano a Claudio Scajola, da Mariastella Gelmini ad Andrea Ronchi e Stefania Prestigiacomo. L'attacco - Nel suo discorso al Tempio di Adriano Berlusconi attacca la leadership del Pd e chiude la porta al dialogo con l'opposizione: "Veltroni aveva cominciato bene ma nei fatti è del tutto inesistente. Dimentichiamoci ogni speranza di poter collaborare con loro. Deve passare ancora un'altra generazione". E ancora: "Se il Pd è questo, dimentichiamoci l'alternanza e prepariamoci a governare a lungo, per i prossimi 10-15 anni". Forte degli ultimi sondaggi che indicano un gradimento della gente nei suoi confronti salito al 67,3 per cento, il premier rilancia: "Dobbiamo recuperare il consenso di tutti i moderati che non si riconoscono nei valori di questa sinistra". Il progetto - Ovviamente larga parte dell'intervento del presidente del Consiglio è dedicata al nuovo partito, al lavoro da fare nei prossimi mesi, all'obiettivo da raggiungere. "Il Pdl non è solo un nuovo partito, è la nuova Italia. è un percorso storico per mandare avanti un grande progetto di un'unica forza politica, punto di approdo per democrazia e libertà che finora non era stato possibile conseguire". Berlusconi accelera, chiede al Comitato dei 100 costituenti di imprimere velocità al processo di costruzione. Le prossime tappe sono tutte relative alla scrittura delle regole, di quello statuto che proprio l'Assemblea Costituente (fissata tra gennaio e febbraio) dovrà approvare in via definitiva. Dopo la prima riunione formale dei comitato costituente nazionale (composto al 50% da esponenti di Fi, al 30 di An e al 15 dei partiti più piccoli) parte adesso la costituzione regione per regione di analoghi comitati su territorio. Legge elettorale ed europee - Ai cento membri del parlamentino Berlusconi suggerisce di evitare "le facili interviste". Un invito che aveva già lanciato all'inizio del suo mandato e che ieri torna a fare. "Dimenticate di fare interviste e adottate una regola di condotta: parlare soltanto nelle conferenze stampa convocate presso i Ministeri. Ricordate che molti di voi sono a capo delle istituzioni, occorre mettere fine alla politica del chiacchiericcio e delle parole". Non manca ovviamente un accenno alle prossime Europee: "Lo sbarramento più logico è al 5 per cento, per avere nel Ppe una grande maggioranza relativa capace di orientare la politica dell'Unione Europea", spiega il Cavaliere, ribadendo la preferenza per liste bloccate, meccanismo in grado di "selezionare autorevoli esponenti politici". La festa - La location non è stata individuata. E le date sono ancora in bilico. Sulla festa del Popolo della Libertà, (in origine programmata per fine settembre, ma poi rinviata) nulla è ancora deciso. Salvo cambiamenti di programma dell'ultima ora, la kermesse dovrebbe tenersi dal 3 al 5 ottobre a Milano e dovrebbe avere una connotazione prettamente lombarda, di carattere regionale, con qualche appuntamento nazionale da definire.

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<Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-09-2008)

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BREVI pag. 25 "Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco" PAROLA DELLA GELMINI ROMA ? Il ministero vuole dare al mondo della scuola "norme certe, durature, chiare e inequivocabili". Lo assicura il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (foto LaPresse), durante il question time, riferendosi alla vicenda delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario). Per questo, spiega il ministro, "abbiamo sospeso per l'anno accademico 2008-2009 le procedure per l'accesso alle Ssis". In attesa di una revisione complessiva delle procedure di reclutamento, "abbiamo posto fine al paradosso di corsi destinati a sboccare nel nulla". Poi il ministro precisa: "Coloro che supereranno gli esami del nono ciclo delle Ssis e dei corsi biennali di secondo livello a indirizzo didattico potranno iscriversi alle graduatorie a esaurimento". Image: 20080918/foto/1438.jpg.

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Alitalia, l'ora X (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit online" del 18-09-2008)

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Reading time: 3 minutes --> di Franco Bomprezzi - pubblicato il 18 Settembre 2008 alle 12:01 Cosa ne sarà della compagnia di bandiera? Le previsioni dei quotidiani di oggi Ore decisive per Cai, la Compagnia Aerea Italiana, stando all'ultimatum di Colaninno alle organizzazioni sindacali. Se davvero sarà così sapremo nel pomeriggio quali sono le sorti di Alitalia e dei dipendenti della compagnia di bandiera. E' interessante perciò leggere che cosa scrivono oggi i giornali, dopo una giornata convulsa e incerta. Inoltre la rassegna stampa di oggi si occupa di: Allarme finanza Consumatori Coppie di fatto Ecstasy Orso o bufala? India Sostegno scolastico "Alitalia, ultimatum di Colaninno". Titola il Corriere della Sera. La Cai vuole una risposta entro oggi: "Sì o ritiro l'offerta". Cisl, Uil e Ugl ci stanno. La Cgil prende tempo. L'ora “x” è fissata oggi alle 16. Rimane irrisolto il nodo dei piloti di Anpac e Up, che già oggi potrebbero effettuare una forma di protesta non passibile di precettazione: bloccare gli aerei al decollo per motivi tecnici. Via Solferino è comunque ottimista: "Verso l'accordo" titola l'infografica che spiega che il punto di equilibrio potrebbe trovarsi intorno a questi tre punti: 1) il contratto di riferimento per i dipendenti della nuova Alitalia non sarà più quello proposto dalla Cai, ma quello applicato da Air One. 2) I salari saranno agganciati alla produttività. Gli assistenti di volo perdono il 6% dello stipendio, ma possono recuperare con gli straordinari. 3) Il nuovo contratto prevede il recupero della quattordicesima mensilità che era stata eliminata in precedenza dalla Cai. Nel "retroscena" il Corriere dà conto del tifo di D'Alema per una soluzione positiva della vertenza. Lui infatti al contrario di Prodi e Padoa Schioppa avrebbe sempre sostenuto l'opzione Air One. La palla è dunque nella mani di Epifani, che ha affidato la mediazione con le categorie all'ex leader della Filt, Fabrizio Solari. La Stampa concentra il servizio di Alitalia sul segretario della Cgil, dedicando un focus a Gugliemo Epifani ("La solitudine di una enorme responsabilità"). "La sorte di Alitalia dipende dalla Cgil" è l'apertura del pezzo che racconta i retroscena di questi ultimi giorni e ore, "la risposta di Epifani farà pendere l'ago della bilancia. Un no determinerà salvo miracoli il ritiro della cordata tricolore". Ma le cose non sono così semplici, si deduce procedendo nella lettura del pezzo, che da conto della distanza fra i tre sindacati ufficiali, da una parte, e Cub (Confederazione unitaria di base, che in quattro ore di protesta ha ottenuto la cancellazione di un centinaio di voli) dall'altra, anche rispetto all'ultima proposta di Colaninno (il 7 per cento dell'utile netto futuro, se mai ci sarà, verrà riservato ai lavoratori). Una frammentazione di cui Epifani è consapevole: "Senza il consenso dei nostri, dell'Anpac e almeno una parte degli autonomi rischiamo di finire nel caos. Il nostro assenso a quel punto sarebbe inutile" ha confidato ieri a un ex collega secondo La Stampa. il manifesto a pag. 4 ha un pezzo di Francesco Piccioni che mette in luce la voglia di abbandono di Roberto Colaninno. Aspetto messo in luce sin dal titolo in prima (Furbojet, con foto di Colaninno in Vespa...). Secondo Piccioni Colaninno sta “cercando una via onorevole per il ritiro. Berlusconi e Sacconi gliel'hanno preparata per una settimana, con una gestione della trattativa (mai iniziata) chiaramente indirizzata a trovare un colpevole del fallimento da indicare al popolo. Sindacati e sinistra, ovviamente, anche se tra le sigle del fronte del no spiccano Anpac e Up, sindacati dei piloti da sempre molto vicini ad Alleanza Nazionale”. Anche Avvenire a pag. 8 parla dell'ultimatum di Colaninno e fa la cronaca di una giornata convulsa. In un box racconta il caso greco, dove l'Olympic è l'Alitalia locale, con 400 milioni di perdite al giorno. Anche lì la strada è la privatizzazione: il vettore e l'azienda controllata che si occupa dei servizi di terra venderanno ai privati alcune attività con un processo che dovrà condurre, entro il 31 dicembre 2009, alla creazione di una nuova società, completamente privata e di dimensioni più piccole di quelle attuali. Nessuno degli 8mila dipendenti perderà il posto. Il resto dell'azienda sarà liquidato. E inoltre sui quotidiani di oggi: Allarme finanza Il Sole 24 Ore - Oggi un altro titolo-catastrofe: Salva Aig (grazie alla Fed, ndr), tremano Morgan e Goldman (non proprio le ultime due banche al mondo). Ironia involontaria, proprio a pagina 3 spicca un grande piede pubblicitario della Barclays che recita: scegli il 5% netto (inteso come tasso di interesse, ovviamente): e uno si chiede: ma come fa a garantire il 5% con questa bufera? Misteri della finanza... A pag. 6, situazione italiana: Tremonti pessimista, "la crisi può aggravarsi". E il Sole nota: mette le mani avanti perché sa di non poter mantenere le promesse di riduzione delle tasse sbandierate in campagna elettorale. Infine si allunga l'elenco delle polizze italiane garantite (in parti variabili) da Lehman: Bcc Vita, Unipol, Cba Vita (Banca Sella). La Stampa - Da New York Maurizio Molinari intervista Mike Boyd, presidente di Boyd Group, che ha aiutato Continental a risollevarsi e ora sta assistendo UsAirways. Il suo giudizio è netto: l'Alitalia va lasciata morire e sostituita da una compagnia più snella, solida e di qualità - dice in sintesi - Solo in questo modo si può ripartire e pianificare l'aumento delle attività nel medio e lungo termine, e in questa pianificazione i sindacati dovrebbero avere un ruolo costruttivo. Il problema è che in Europa, secondo Boyd, ci sono leggi sulla bancarotta che non consentono soluzioni tempestive e "sindacati rimasti indietro di qualche generazione rispetto all'economia di oggi". Corriere della Sera - Sull'allarme economia, parla in un'intervista a pag 8 il ministro Tremonti: se ne esce solo con il ritorno al pubblico: "Servono nuove regole, politiche keynesiane e una morale del lavoro" E ancora: "è la fine di un mondo drogato, truccato, tarato dalla folle vertigine finanziaria". Consumatori Il Sole 24 Ore - La notizia è l'affossamento del Farmers market di via Ripamonti a Milano: spietati cronisti del Sole sono andati ieri mattina a rilevare i prezzi dei banchetti del mercatino diretto e quelli delle vicina Esselunga e Coop: risultato? Pochissima differenza, anzi in alcuni casi – come il latte! - si risparmia al supermercato. In altri casi, i prodotti a km zero non sono tali, come nel caso di un olio extravergine dop venduto ieri, che sarà anche ottimo ma veniva dall'Umbria, e dei vini, che venivano da Piacenza. Ma non è finita: il Sole registra anche le proteste dei pensionati, che erano venuti per risparmiare e invece hanno fatto la coda per poi trovarsi "prezzi che non stanno né in cielo né in terra". Secca la replica di Coldiretti, raccolta sul posto: sono provocatori, la realtà e che la nostra iniziativa dà fastidio a tanti. Il Giornale - A pag. 24, Paolo Granzotto firma un pezzo durissimo contro i farmers market. La tesi è ben riassunta nel titolo: "Il bluff dei mercati contadini: costano più dei supermercati". Peccato che poi nelle pagine di cronaca milanese in un altro pezzo sull'Ortofrutta Low cost di via Ripamonti si parli di "risparmi su latte e formaggi". Il manifesto – A pag. 9 Un articolo di Vandana Shiva contro i biofuel: "I biocarburanti non sono i combustibili dei poveri, ma il cibo dei poveri trasformato in calore, elettricità e trasporti. Gli Stati Uniti stanno spingendo le nazioni del terzo mondo a produrre biocarburante in modo da soddisfare i propri fabbisogni energetici, anche se ciò significa depredare le risorse altrui". Coppie di fatto Corriere della Sera - Arrivano le prime reazioni ai DiDoRe di Brunetta e Rotondi che dividono il Pdl. I primi a mettersi di traverso sono Giovanardi (Non si capisce perché i due ministri debbano risollevare a freddo la questione), Gasparri (Rotondi vigili sul programma di governo anziché divagare sulle coppie di fatto), Isabella Bertolini e Laura Bianconi (la regolamentazione delle unioni civili non è nel programma di governo). Droga Ecstasy Il Giornale – Pag. 20: in Inghilterra un comitato di medici chiede al governo di rivedere lo status dell'ecstasy, de classandola da droga di classe A a droga di classe B: "Non fa così male. Solo 10 morti all'anno: molto peggio alcol e tabacco". Il declassamento modificherebbe le sanzioni per uso e spaccio. "Se la scienza dimentica il buon senso" è il titolo del commento senza firma che accompagna il servizio a tutta pagina. Orso o bufala? Il Giornale - La foto in prima pagina è quella dell'orso naufrago nei mari dell'Alaska comparsa su diverse testate nei giorni scorsi. Secondo la ricostruzione di Nino Materi si tratta di una bufala, perché "nessuno documenta la morte degli animali. Che invece secondo gli scienziati e membri dello stesso WWF (che aveva lanciato l'allarme) sarebbero vivi e vegeti. A ricostruire la vicenda del bluff e a fornire l'assist al Giornale è stato il sito svipop, attraverso la sua newsletter. India Avvenire - Pag. 5: si continua a seguire da vicino l'esplodere delle violenze religiose in India, con l'ondata di attacchi contro i cristiani e le loro istituzioni da parte degli estremisti Indù. Ieri chiese devastate nel Karnataka, assaltato un convento nel Madhya Pradesh. Sostegno scolastico Avvenire - pag. 12: la Gelmini annuncia che non sono previsti tagli agli insegnanti di sostegno. Ci saranno dunque 90.882 posti per 174mila alunni con disabilità a scuola.

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Roma, 12:52 - SCUOLA: MPA, NO A RIFORMA GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)

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Una bugia tira l'altra e la propaganda va (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 18-09-2008)

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Stampa la polemica sulla scuola, i sindacati Una bugia tira l'altra e la propaganda va Mariastella Gelmini è il ministro più amato dagli italiani (66% l'indice di fiducia, secondo i sondaggi dell'Istituto Piepoli). Ma la selva delle sigle sindacali della scuola, una parte dei maestri e anche gruppi di genitori hanno espresso un'aggressività mai vista. Le maestre non rischiano tagli agli stipendi né licenziamenti. La ministra è stata esplicita su questo, ma la disinformazione corre sui media e, peggio ancora, viene diffusa scorrettamente nelle scuole da sindacati e docenti militanti a sinistra per diffondere il panico e alimentare la protesta senza riscontri nella realtà. Viene contestato il principio chiave del progetto formativo della scuola primaria, cioè l'affidamento a un maestro unico o più esattamente a un "maestro prevalente". è questa infatti l'innovazione più originale, anche rispetto al 1990, anno in cui venne varata, con l'attiva complicità dei sindacati, l'introduzione dei "moduli "scolastici per salvaguardare l'occupazione dei docenti, minacciata dal decremento demografico. In sostanza, il "maestro prevalente" garantisce la titolarità unica del programma di istruzione, con l'apporto di altri docenti (di educazione fisica, di informatica, di inglese, di musica, doposcuola, ecc.) E, ovviamente, non sono mai stati mesi in discussione gli insegnanti di sostegno per i portatori di handicap. Con questa diversa organizzazione scolastica si potrà garantire una responsabilità unitaria dell'insegnamento nella scuola elementare consentendo un incremento del 50% del tempo pieno (e sappiamo quanto ci sia bisogno dell'allungamento del tempo scolastico, anche per favorire le donne lavoratrici) e un risparmio stimato in circa un miliardo 395 milioni di euro l'anno. Una cifra considerevole, visto che negli ultimi dieci anni i costi della scuola sono lievitati del 33%, senza che la qualità dell'istruzione sia in alcun modo migliorata. è vero, il piano prevede un esubero di 87 mila docenti (65 mila solo nella scuola elementare) nell'arco di tre anni. Ma nessuno, ripetiamo, sarà licenziato. Si promuoveranno pensionamenti anticipati e una utilizzazione diversa degli insegnanti, sempre nell'ambito del sistema formativo, rinviando nel tempo l'inserimento di nuovi docenti. Ovviamente come tutte le innovazioni anche questa sta provocando malumori e frustrazioni, soprattutto fra i precari e tutti coloro che puntavano allo "stipendio fisso" nella scuola pubblica: ma lo "stipendificio" non può essere la funzione prevalente del nostro sistema formativo. La coraggiosa Gelmini ha ereditato una scuola al collasso, caratterizzata da troppi progetti di riforma, mai realmente realizzati, da sprechi, privilegi assurdi, dall'assenteismo e dal lassismo di troppi docenti, "protetti" da sindacati corporativi e/o fortemente ideologici, coperti per quieto vivere da dirigenti scolastici compiacenti. Dalle centinaia di email arrivate in redazione in questi giorni molti genitori ci hanno detto: ma non esistono tre maestri, al massimo ne contiamo uno e mezzo: sì, perché ogni giorno il maestro/a cambia,per ferie, riposi, malattie o permessi. è facile intuire quale confusione e disorientamento determina tutto questo nei bambini di 6-10 anni. Inutile poi sottolineare la battaglia di retroguardia di molti docenti (appoggiati dai sindacati) per difendere storici privilegi: ammantano (inesistenti) principi pedagogici per giustificare il "plurimaestro" ,che arricchirebbe il bagaglio formativo dei bambini. Ma anche l'Ocse ha promosso la qualità dell'istruzione di altri paesi dove esiste, con soddisfazione di famiglie e alunni, un solo docente.

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IL SINDACO: Sì AL MAESTRO UNICO MA SOLO SE NON PENALIZZA IL TEMPO PROLUNGATO. E FIRMA LA PETIZIONE CONTRO IL DECRETO-GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 18-09-2008)

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Il sindaco: sì al maestro unico ma solo se non penalizza il tempo prolungato. E firma la petizione contro il decreto-Gelmini.

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S. Giuliano/ Berlusconi: Sacrificio dei 27 bimbi non sarà (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)

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Vano -2- Gelmini: per sicurezza scuole grande legge obiettivo postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri San Giuliano di Puglia (Cb), 18 set. (Apcom) - Berlusconi ha spiegato, soprattutto ai genitori che chiedevano uno sforzo del Governo per fare in modo che tragedie come quella di San Giuliano non si ripetessero più, che la situazione "ereditata è difficilissima". A questo proposito Berlusconi ha fatto presente che al di là del piano delle cento scuole, gli istituti che necessitano di una ristrutturazione sono "molti, molti di più: in zone ad alta sismicità ci sono 2.700 scuole, su terreni a sismicità media come è San Giuliano sono oltre 12mila". L'impegno del Governo è stato poi ribadito anche dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha comunque posto l'accento sul fatto che oggi, quella di San Giuliano, "è la scuola più sicura d'Italia" e che "deve diventare un esempio per tutti". Per quanto riguarda il 'piano delle cento scuole', la Gelmini parla di "una grande legge obiettivo perchè il Governo - ha assicurato - non perderà tempo anche se sarà un programma di lunga durata: non ci si può illudere, di recuperare in pochi anni un ritardo di questo tipo".

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SCUOLA: BERLUSCONI, SEGUIRO' ITER PDL POPOLARE SU SICUREZZA (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)

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EDIFICI postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - San Giuliano di Puglia (CB), 18 set - Silvio Berlusconi assume l'impegno di seguire l'iter della proposta di legge su iniziativa popolare presentata due anni fa dal comune di San Giuliano di Puglia per garantire piena sicurezza negli edifici scolastici. Rispondendo alla domanda di un cronista di un'emittente locale, Berlusconi (che continua a passeggiare per le stade di San Giuliano, fermandosi, di tanto in tanto, per rispondere alle domande dei giornalisti) assicura: ''Mi impegno a prendere in considerazione la pdl di iniziativa popolare''. Della proposta di legge, sottoscritta in Parlamento da circa 100 fra deputati e senatori dei due schieramenti, ha parlato poco fa il sindaco di San Giuliano Luigi Barbieri e il presidente del comitato delle vittime, Antonio Morelli che avevano ricordato al presidente del Consiglio e al ministro Gelmini che il provvedimento ''forse, giace in qualche cassetto''. Sul fronte della sicurezza degli immobili scolastici, Berlusconi e Gelmini hanno annunciato oggi un 'piano delle 100 scuole' per avviare immediatamente lavori di messa in sicurezza negli edifici maggiormente a rischio.

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SAN GIULIANO (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

S.Giuliano, premier inaugura scuola Berlusconi visita tombe dei bimbi morti Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inaugurato la nuova scuola "Jovine" di San Giuliano di Puglia, il paese dove nel 2002 morirono 27 bambini nel crollo dell'edificio scolastico durante il terremoto. Accompagnato dal ministro della pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, e dal capo della protezione civile, Guido Bertolaso, il premier prima si è recato al cimitero per rendere omaggio alle piccole vittime della tragedia. Dopo la commovente visita al cimitero, il premier ha salutato i bambini e si è unito con loro a cantare qualche strofa. Ad accompagnarlo nella visita ci sono anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Il nuovo edificio, realizzato dalla Protezione civile con le più moderne tecnologie antisismiche si chiamera "Gli angeli di San Giuliano', in ricordo degli alunni e della maestra morti nella tragedia. La scuola è stata aperta il 15 settembre scorso. Nel piazzale davanti all'ingresso sono state costruite due fontane di cui una con tanti piccoli angeli di ceramica in ricordo dei piccoli caduti. Il Presidente del Consiglio si è poi intrattenuto con i bambini e ha loro donato la Costituzione Italiana. "E' importante, fondamentale studiare e imparare l'educazione civica", ha detto Silvio Berlusconi ai bambini delle scuole elementari di San Giuliano. Il premier ha poi visitato l'istituto, donando libri alla biblioteca della nuova scuola, ha visto il tetto dove è stato installato un sistema fotovoltaico e gli isolanti sismici posti sotto la scuola. Berlusconi si è intrattenuto anche in una classe interamente arredata, dedicata alla memoria dei bambini morti durante il terremoto del 2002, che rimarrà vuota e senza alcuna targa commemorativa. Invia ad un amico.

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Berlusconi a S.Giuliano di Puglia "Piano sicurezza per 100 scuole" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

SAN GIULIANO DI PUGLIA - Silvio Berlusconi ha visitato oggi la nuova scuola elementare Francesco Jovine, a San Giuliano di Puglia. Il comune molisano in cui, il 31 ottobre del 2002, ventisette piccoli alunni morirono nel crollo dell'istituto, durante il terremoto. Il premier ha regaalato ai piccoli studenti una copia della Costituzione, e ha annunciato un piano del governo per la ristrutturazione e la messa in sicurezza "da subito, di cento scuole". Anche se, come lui stesso ha aggiunto, "in tutta Italia sono molti di più gli istituti che hanno bisogno di essere revisionati: 2700 nei paesi ad alto rischio sismico e 12 mila in quelli a medio rischio". "Mi impegno personalmente - ha proseguito - perchè il sacrificio dei ventisette bimbi non sia vano. Mi impegno a sostenere l'opera del sindaco". Il premier - accompagnato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dal sottosegretario Guido Bertolaso - si è intrattenuto a conversare con i bambini, e ha cercato di cantare insieme a loro una canzoncina. Prima della visita, si è recato al cimitero del paese per deporre una corona di fiori, e rendere omaggio così alle vittime del sisma. "E' importante, fondamentale studiare e imparare l'educazione civica": questo ha detto il capo del governo agli alunni delle elementari, consegnando loro una copia della Costituzione italiana. Una bambina della prima classe - Maria Pia Barbieri, la prima nata a San Giuliano dopo il sisma, precisamente sette giorni più tardi - gli ha regalato dei fiori. Berlusconi poi ha visitato l'istituto, ha donato libri alla biblioteca, ha visto il tetto dove è stato installato un sistema fotovoltaico, e gli isolanti sismici posti sotto l'edificio. Si è intrattenuto anche in una classe interamente arredata, dedicata alla memoria dei bambini morti durante il terremoto del 2002, che rimarrà vuota e senza alcuna targa commemorativa. (18 settembre 2008.

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<I buoni libro? Inutile presentarli alla cassae anche per il Comune sono solo carta straccia> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

"I buoni libro? Inutile presentarli alla cassa e anche per il Comune sono solo carta straccia" Non ci sono soltanto le proteste per la riforma Gelmini ad animare l'avvio dell'anno scolastico: a Catania città, infatti, le famiglie devono fare i conti anche con il mancato rientro dalle spese per l'acquisto dei libri, visto che i buoni del Comune dal 2006 non sono ancora "coperti" e quindi non vengono accettati dai librai. Ecco la testimonianza di un genitore. Io sottoscritto, da qualche mese dipendente presso una Pubblica amministrazione, con uno stipendio mensile di mille euro, faccio presente che sono padre di tre figli, quindi significa affrontare la vita molto faticosamente. Giorno 15 settembre mia moglie (una donna cardiopatica e operata al cuore) si affrettava ad accompagnare la figlia dodicenne al primo giorno di scuola e da lì a qualche ora veniva chiamata dalla segreteria per consegnarle il buono libro inerente l'anno scolastico 2007- 2008, con scadenza 20 settembre. Quindi affrettandomi, insieme alla lista libri consegnata contestualmente al buono, mi sono recato presso una libreria di via Etnea per esibire il buono e ordinare i libri che dovrebbero servire per far studiare mia figlia. Alla consegna di detto buono mi veniva risposto dal libraio che io di quel buono potevo usufruire solo per andare in bagno, allorché mi reco all'ufficio Ragioneria del Comune, dove presumevo partissero questi buoni libro. Ho avuto il piacere di parlare con un funzionario (come riferito, segretario del ragioniere generale del Comune, dott. Bruno) chiedendo chiarimenti per la vergogna subita dal libraio, esibendo quei buoni di nessun valore, visto che il Comune era in forte debito nei confronti di questi dal 2006. Quindi buoni non usufruibili, però dovrei acquistare i testi a mia figlia ad una condizione: che quando il Comune pagherà questi buoni io potrò usufruire del rimborso ma solo da spendere in libreria. Cioè niente soldi. Alla mia domanda mi veniva risposto che "il Comune deve emettere per legge questi buoni, che poi non paga, non gliene può fregare più di tanto. E poi cosa pensa, che io non ho lo stesso problema con i miei figli?". Ora voglio dire, questo funzionario dirigente, sarà uno di quelli che ha percepito la quota dei 2 milioni di euro che si sono spartiti qualche giorno addietro? Con quale coraggio può dirmi che lui ha lo stesso mio problema? E come mai i soldi stanziati negli anni scorsi per questi buoni e versati nelle casse comunali non hanno avuto una svolta positiva? E come mai i librai non intraprendono alcuna azione legale nei confronti del Comune, anziché penalizzare la povera gente? Io sono uno di quei tanti padri di famiglia che non potrà pagare i testi alla propria figlia: come dovrò fare visto che la bambina è molto premurosa per la scuola? Le spese della famiglia mi sono triplicate causa le condizioni di salute e spese che devo affrontare mensilmente per mia moglie. Chiedo a "La Sicilia" di pubblicare questa lettera, vista la gravità della situazione per tante famiglie che non possono affrontare questo tipo di spesa. Che l'assessore Arcidiacono e il sindaco provvedano subito al risarcimento del caso, non mi importa come, che trovino la soluzione come l'hanno trovata per la spartizione dei due milioni di euro. Francesco Alì.

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<Ai sardi i costi della sanità, che fregatura> (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Regionale Pagina 105 sardisti "Ai sardi i costi della sanità, che fregatura" Sardisti --> Se c'è una cosa nel Dna del Psd'Az, è proprio l'indipendenza della Sardegna: "Un obiettivo da raggiungere pacificamente, democraticamente e legalmente", hanno ribadito ieri i maggiorenti del partito. Sul tavolo dei Quattro mori svetta la riapertura della vertenza-entrate. In cifre: "Tre miliardi 400 milioni sottratti in quindici anni dallo Stato alla Sardegna", dice il consigliere regionale Paolo Maninchedda. Perché al Psd'Az sono pronti a sedersi intorno a un tavolo per parlare di federalismo, "ma correggendo le condizioni di partenza", ovvero "restituendo il maltolto alla nostra Isola", sottolinea il presidente Giacomo Sanna. Anche l'altro consigliere Giuseppe Atzeri resta sulla scia: "Scaricare sulle Regioni, a costo zero, le spese di trasporti, scuole e sanità, non è federalismo, ma solo una fregatura alla quale noi ci opponiamo". Il partito fa le pulci anche all'organizzazione del mercato interno della Sardegna: "Pochi gruppi controllano i prezzi, un'oligarchia favorita dalla politica regionale e che ha un ruolo decisivo nella crisi di lavoro e di redditi, un'emergenza che nessuno vuole affrontare", aggiunge Maninchedda. C'è poi il capitolo della questione morale, "dell'uomo solo al comando, un modello che, unito all'uso improprio delle legge, non si concilia con la democrazia", fa notare Sanna. Sul versante scuola, il Psd'Az non è più morbido: "Ai tagli decisi dal governo Prodi, si sommeranno quelli del ministro Gelmini", chiude Atzeri. Un dettaglio è certo: alle regionali 2009 i Quattro Mori scenderanno in campo da anti-soriani. E per il prossimo 5 ottobre invitano a votare "sì" per l'abrogazione della legge sulle coste. ( a. c. ).

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Il maestro unico, ma buono (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il maestro unico, ma buono Reading time: 3 minutes --> di - pubblicato il 19 Settembre 2008 alle 00:00 scuola Ernesto Caffo approva il ritorno al vecchi modello. Con un avvertimento Maestro stabile e formato. Per dare piena attuazione al principio del diritto all'istruzione dei minori. La vede così Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile e presidente di Telefono Azzurro, uno dei più attenti osservatori della condizione dei bambini in Italia: In sintesi: bentornato il maestro. Ma i soldi risparmiati vengano investiti nella sua formazione. Vita: Professore, promuove il maestro unico? Ernesto Caffo: È un modello che può essere adeguato se le caratteristiche e le competenze dei singoli insegnanti saranno potenziate, attraverso corsi di formazione e aggiornamento. Vita: In che modo? Caffo: Le competenze del maestro oggi non possono fermarsi al solo aspetto cognitivo. Per costruire un vero percorso di crescita dei bambini, gli insegnanti dovranno essere in grado di interpretarne anche gli aspetti affettivi e relazionali e quelli sociali. Alla fine, dunque, non mi pare che il problema dipenda solo dal numero degli insegnanti, quanto dalla qualità del processo educativo che sta alla base della scuola nel suo complesso. Vita: Bisogna recuperare una visione d'insieme? Caffo: Certamente. Oggi la scuola non è più l'unico momento di socializzazione nella vita di un ragazzo. Non esiste più lo schema casa-scuola. Ci sono tanti altri contesti: lo sport, il gioco, il gruppo di amici. I nostri figli sono sottoposti a moltissime sollecitazioni. In questo quadro la scuola non può più considerarsi una realtà separata, ma deve saper costruire un progetto educativo complessivo, adeguato alla vita dei ragazzi e sempre più personalizzato. Per far questo, lo ripeto, servono persone competenti e preparate. Vita: Allora non ha torto Bossi quando dice che il maestro unico, se inadatto, può "rovinare" un bambino? Caffo: A prescindere da quello che dicono i politici, penso che per troppo tempo nella scuola non si è investito sulla qualificazione degli insegnanti. Per questo motivo è necessario un cambiamento di rotta, dove il diritto dei minori all'istruzione diventi davvero reale ed esigibile, con insegnanti stabili e formati, all'interno di spazi scolastici adeguati. Vita: Molti hanno salutato con favore il ritorno al grembiule e al voto di condotta. Sono strumenti ancora validi per le nuove generazioni? Caffo: Il grembiule potenzialmente può diventare un segno distintivo, un elemento d'appartenenza importante: pensiamo a cosa significa la divisa nei college anglosassoni. Però, anche qui, alla base ci deve essere un percorso educativo condiviso che cementa il senso del gruppo, altrimenti l'aspetto esteriore non significherà nulla. Sul voto in condotta il discorso è molto più serio. Vita: Ci spieghi. Caffo: La scuola deve riconquistare un'autorevolezza educativa che non cala dall'alto, attraverso un codice di regole formali. Le regole devono arrivare dal progetto che vive e viene costruito giorno dopo giorno: il rispetto reciproco, l'aiuto e la solidarietà verso i più deboli, l'integrazione etnica e sociale non si impongono, si fanno crescere in modo condiviso.

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Più scienza e matematicaper crescere ambientalisti (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Reading time: 3 minutes --> di - pubblicato il 19 Settembre 2008 alle 00:00 intervista Parla Michela Mayer, esperta di educazione dell'Unesco "C'è qualcosa che non si è detto dei dati Pisa-Ocse sulla scuola: esiste una forte correlazione a livello mondiale tra la bravura nelle materie scientifiche e la consapevolezza e capacità di discutere delle questioni ambientali". Parola di Michela Mayer, della Commissione italiana Unesco che si occupa del Decennio dell'educazione allo sviluppo sostenibile (Dess). Ecomondo: Cosa indica questa correlazione? Michela Mayer: È semplice: c'è chi dice che non ha senso parlare di educazione ambientale in una scuola in cui non si conosce l'abc delle materie fondamentali. Invece trattare di sviluppo sostenibile va di pari passo con lo studio della matematica e delle scienze. Significa dare un senso all'educazione, fornire ai ragazzi gli strumenti per sviluppare una coscienza critica. In sostanza dare meno nozioni e più competenze per utilizzare e ricercare le informazioni che servono. Nella scuola italiana si confonde spesso educazione con informazione. Altro dato Pisa-Ocse è che gli ottimisti, che pensano che i problemi ambientali si risolveranno con il progresso della scienza e della tecnica, sono quelli che ne sanno meno. Ecomondo: Le Nazioni Unite hanno proclamato gli anni tra il 2005 e il 2014 Decennio dell'educazione allo sviluppo sostenibile... Mayer: Sia l'educazione sia lo sviluppo sostenibile sono processi a lungo termine. È in gioco un cambiamento profondo del sistema scolastico. L'educazione allo sviluppo sostenibile è considerata alla pari dei Millennium goals. È come dire che si sta combattendo contro una nuova forma di analfabetismo, che ignora una questione cruciale per il futuro dell'umanità: lo sviluppo sostenibile. Ecomondo: Si parla solo di scuola? Mayer: No, anzi. Anche dai dati di Pisa emerge l'importanza dell'educazione informale, che ha grande influenza su quella formale. Mi spiego: si può fare una bellissima lezione di educazione stradale, ma poi se i ragazzi vedono che i genitori superano i limiti di velocità e non mettono le cinture di sicurezza, serve a poco. Se le discrepanze tra ciò che si insegna e ciò che avviene nella società sono troppo evidenti, i precetti che arrivano dalla scuola perdono di valore. Per questo il Dess pone un forte accento sul lavoro con le famiglie, la società, l'ambiente in senso ampio. Ecomondo: Cosa si sta facendo in Italia, ad esempio? Mayer: Ogni anno si lancia una settimana su una tematica precisa. Nel 2006 era l'energia, nel 2007 i cambiamenti climatici e quest'anno, in novembre, si parlerà di riduzione dei rifiuti. L'obiettivo è non solo coinvolgere le scuole, ma far scendere in campo la società civile, rendendone evidente l'impegno con mostre, spettacoli, dibattiti pubblici, banchetti informativi. Ecomondo: A che punto è l'Italia? Mayer: Si procede lentamente e in modo un po' confuso, anche per i cambi di governo e perché il mondo della scuola sta vivendo continui ribaltoni. Un nostro punto di forza è l'esistenza di un accordo Stato-Regioni nell'ambito dell'Infea, il Sistema nazionale per l'informazione, formazione ed educazione ambientale. Negli ultimi anni le Regioni hanno investito molto in iniziative sulla sostenibilità. L'aspetto negativo è che non abbiamo ancora una strategia per l'educazione ambientale. Esiste solo un accordo di programma tra i ministeri. Ecomondo: La scuola è in difficoltà: come affronterà le nuove sfide? Mayer: L'autonomia avrebbe potuto aprire la strada all'innovazione anche nella modifica dei curricula. Ciò non è avvenuto, per la mancanza di finanziamenti ma anche per i pochi stimoli esterni, effetto di una società che ha perso la fiducia nel sistema scolastico. I genitori chiedono la scuola che hanno avuto loro, non capiscono che oggi serve altro. La formazione universitaria è inadeguata perché non offre metodologie per l'insegnamento. È un circolo vizioso. Ecomondo: Come se ne esce? Mayer: Il ministro Gelmini propone il ritorno al 7 in condotta e al grembiule. Niente in contrario, ma ci vuole anche altro. Bisogna rendere i ragazzi protagonisti di ciò che avviene a scuola, uscendo dallo schema dell'informazione ripetuta e dando gli strumenti per risolvere problemi concreti. L'insegnante deve saper uscire senza paura dal programma, affrontare tematiche che non hanno una risposta certa, come la questione energetica, che implicano un aggiornamento continuo e possono stimolare una discussione. La Gelmini sostiene che l'educazione ambientale è compresa nella civica. Parlerei piuttosto di educazione alla cittadinanza, che significa anche partecipazione e dev'essere trasversale a tutte le materie.

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La sostenibilità a scuola?Si impara in dieci mosse (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Reading time: 3 minutes --> di - pubblicato il 19 Settembre 2008 alle 00:00 il decalogo Cara ministra, non basta l'ora di educazione stradale e ambientale... Il ministro dell'Istruzione, dell'università e dalla ricerca, Maria Stella Gelmini, insieme alla sua collega all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha mostrato una grande attenzione all'educazione come strumento per prevenire i problemi ambientali, in particolare quelli che dipendono dai nostri comportamenti scorretti. L'emergenza rifiuti di Napoli ha catalizzato l'attenzione di nuovo sull'ambiente e le due ministre si sono dichiarate convinte sostenitrici dell'importanza del contatto con la natura come momento educativo per i ragazzi. La Gelmini ha reso obbligatorie nelle scuole 33 ore annuali (un'ora settimanale) di lezioni di Cittadinanza e costituzione, comprensive degli insegnamenti di Educazione ambientale, insieme allo studio della Costituzione e dell'educazione stradale. La ministra si è resa conto che nella scuola va fatta educazione all'ambiente in maniera sistematica, togliendola dall'opzionalità volonterosa di qualche insegnante. Ma non basta, in realtà questa dovrebbe essere calata in ogni disciplina scolastica, quasi come un abito mentale, un filo conduttore che lega tutti gli insegnamenti, un orientamento educativo patrimonio di ciascun docente, per far da timone al progetto formativo del Pof (Piano dell'offerta formativa) di ogni scuola. Dagli insegnanti, poi, emerge la richiesta di avere una formazione adeguata per realizzare con i propri alunni un'educazione che non sia solo ambientale, bensì per la sostenibilità, con conoscenze adeguate e chiarezza rispetto a obiettivi e competenze da far acquisire ai ragazzi. Non basta, servono soprattutto le condizioni pratiche e logistiche per operare con sicurezza con le classi. Se è così importante (e lo è davvero) mettere i ragazzi nelle condizioni di "fare" in prima persona e avere un contatto diretto con la natura, serve un'organizzazione scolastica che permetta uscite frequenti e la possibilità di avere dei laboratori attrezzati dove poter sperimentare e osservare. Certo anche nell'aula e nel cortile della scuola si può trovare la natura: in un vaso con piantine, in un'aiuola, su un muro, in una siepe. Ma l'educazione per la sostenibilità è far attenzione ai nostri comportamenti nella loro globalità per evitare sprechi, brutture, è essere attenti ai rapporti con le persone, al clima relazionale della classe, al rapporto adeguato tra numero degli alunni e numero degli insegnanti, al lavoro di équipe tra i docenti. Il decalogo. Ecco sintetizzata in dieci punti la scuola che il WWF auspica: 1. Educazione per la sostenibilità non materia a se stante, ma trasversale a tutte le discipline. Non basta un'ora condivisa con la lettura della Costituzione e l'educazione stradale e non esiste una sola competenza. Un territorio, un problema ambientale, i cambiamenti climatici, possono e devono essere trattati in storia, fisica, scienze, geografia, educazione tecnica, ecc. 2. Agevolazione delle uscite, che dovrebbero essere frequenti e routinarie, per permettere il contatto diretto con l'ambiente di vita dei ragazzi (quindi non solo quello naturale). Importanza imprescindibile del contatto fisico, emozionale: è un modo sicuro per incontrare la vera complessità. 3. Operatività come base essenziale per l'elaborazione dei concetti da apprendere. Con il "fare" si ha un apprendimento reale e consapevole. 4. Presenza di laboratori per sperimentare e per osservare, insomma per favorire nei ragazzi la formazione di una mentalità scientifica. 5. Clima relazionale della classe positivo: favorire il benessere di tutti e la cooperazione. 6. Risorse umane (insegnanti, collaboratori scolastici e personale amministrativo) in numero adeguato per permettere lo svolgimento delle attività in sicurezza e in modo ottimale. 7. Classi non troppo numerose, per avere un rapporto alunni/insegnante adeguato. 8. Sostenibilità dell'edificio scolastico e degli spazi esterni alla scuola (lampadine a basso consumo energetico, eliminazione delle dispersioni di calore, ecc). 9. Comportamenti sostenibili di tutti coloro che vivono nella scuola sia rispetto agli spazi e alle strutture scolastiche sia rispetto alle relazioni, insomma comportamenti attenti al bene comune. 10. Apertura della scuola al territorio, per favorire la conoscenza dell'ambiente circostante. La conoscenza è il primo passo per amare e quindi per tutelare e difendere il proprio ambiente di vita.

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I giovani non hanno piùangeli custodi (sezione: Scuola)

( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Reading time: 3 minutes --> di - pubblicato il 19 Settembre 2008 alle 00:00 Il punto di vista "eretico" di un grande pensatore ed educatore Cos'è la scuola? In questi giorni tutti si cimentano in proposte e analisi sullo stato delle istituzioni scolastiche del nostro Paese. Il ministro di turno appare in qualche intervista con le sue proposte rivoluzionarie: il grembiule, il maestro unico e il voto in condotta. Faccio fatica a non diventare triviale. Ma ci vuole un grande controllo delle proprie reazioni emotive per accettare in silenzio il fatto che la Gelmini ha preso il posto che, nell'esecrando periodo fascista, fu di Giovanni Gentile per fare il commissario liquidatore dell'intero sistema educativo. La Gelmini, infatti, a parte i suoi evidenti limiti culturali, opera in un quadro di tagli di spesa che riducono drasticamente le offerte educative. In realtà, il destino della scuola e dell'università è nelle mani di Tremonti che persegue tenacemente lo smantellamento di ogni istituzione pubblica di formazione nazionale della gioventù italiana in nome di una visione dello sviluppo economico centrato sulle aree del Nord e sul rapporto fra sapere e impresa. Nessuno né della maggioranza né dell'opposizione prova a dare al problema della scuola italiana la centralità assoluta che gli compete. Il punto vero e drammatico è che la nostra società e la nostra classe dirigente non hanno alcun progetto educativo perché non riescono ad avere nessuna visione del futuro e del rapporto con le nuove generazioni e rimuovono dolosamente i segni del disastro generazionale che colpisce il nostro Paese. È vero, i giovani non riconoscono nessuna autorità, non hanno nessuna idea di ciò che è consentito e di ciò che è vietato, ma pensare che questa situazione gravissima possa essere risolta con il voto in condotta è soltanto una prova di ottusità. I nostri giovani non arrivano a scuola dopo avere trascorso i primi anni di vita in compagnia di premurosi angeli custodi, ma dopo essere nati e vissuti in un contesto familiare e sociale che li ha orientati nel rapporto con il mondo esterno delle persone e delle cose. Hanno seguito programmi televisivi deficienziali e telegiornali cruenti, pieni sempre di sangue e delitti. Il loro quartiere è o un ammasso di miseria umana e sociale o un condominio residenziale fatto di solitudine e buone maniere. In ogni caso "comunità" anaffettive o violente o ipocrite e censurate. Anche i giovani d'oggi, come tutti i bambini e i ragazzi, hanno cominciato a chiedersi perché il sole tramonta e la luna sorge nelle notti stellate. I primi "perché" sono la misura di un'apertura alla "società dei grandi" che aspetta risposte, ma principalmente amore, attenzione e affettività. Prima viene la scuola e poi l'università. In questi percorsi (dalla famiglia alla scuola) i "perché" prendono la forma degli interessi, della curiosità, delle passioni conoscitive. In questi anni si istituisce il nesso fra saper capire e saper vivere, fra concetti e vita che è il motore delle motivazioni dei giovani a studiare. Antonio Gramsci invitava le classi subalterne a non considerare lo studio un inganno della borghesia, ma il solo metodo valido per una maturazione umana capace di affrontare le difficoltà materiali e psicologiche della vita. La scuola è lo specchio del mondo, la visione della vita che ci orienta e ci dà le risorse per immaginare il futuro. È educazione al pensiero che consente di sublimare le pulsioni immediate e trasforma in parole la spinta istintiva allo scarico delle emozioni in azioni anche distruttive. Si ripete in questi giorni il rituale delle violenze negli stadi e tutti sono d'accordo nell'applicazione di sanzioni severe. Credo anch'io che bisogna reagire allo scatenarsi della violenza negli stadi tra le opposte tifoserie. Ma guai se i nostri dirigenti politici e i nostri intellettuali non provano a capire quali sono le ragioni della violenza. Non si tratta di trovare spiegazioni sociologiche nella emarginazione sociale o nella crisi di identità del mondo giovanile. Queste spiegazioni sfiorano la superficie. Per chi scrivono i nostri giornalisti, opinionisti, saggisti? Cosa comunicano a un ragazzo di diciotto anni gli articoli dei maggiori quotidiani nazionali? L'autoreferenzialità delle varie "corporazioni", giornali, università, scuola di partiti, è un segno di frantumazione particolaristica e di opportunismo individuale. Il rapporto con la realtà e con la verità, ossia con ciò che si svolge nella vita delle persone reali, è irrilevante. I giovani capiscono che i nostri articoli, i nostri libri, i nostri corsi universitari non parlano della vita, che usano un linguaggio "pregiudicato" da un rapporto vecchio con le novità del modo di vivere attuale. Il che vuol dire tradire l'unica vera missione universale a cui gli uomini sono chiamati: educare i propri figli a liberare la propria mente dai pregiudizi e dalle ipocrisie opportunistiche e provare a cercare l'autonomia e la creatività. Chi non ha il coraggio di denunciare le malattie della scuola come sintomo delle malattie del nostro Paese, di esprimersi contro il blocco del pensiero creativo e il genocidio culturale a cui tutti, destra e sinistra, partecipano in una complice alleanza per la sopravvivenza del proprio potere, merita di essere accusato di codardia. La riforma della scuola richiede uno scatto morale e intellettuale di cui non vedo alcun segno. Una svolta nelle impostazioni degli studi, che costringa a muoversi nella direzione di un nuovo modo di pensare, sarebbe quella di educare i giovani a prendere le mosse dell'analisi dei grandi temi nella società contemporanea e non dai concetti definitori dei vari saperi disciplinari. Ad esempio l'alimentazione potrebbe essere l'asse culturale di una facoltà che abbracci la dimensione storica, la dimensione sociale, la dimensione biologica. Ripensare la scuola e l'università deve significare un rapporto comprensibile e stimolante tra le forme definitorie dei saperi istituiti e i fenomeni della vita che si presentano unitariamente alle nostre esperienze.

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Molise/ S. Giuliano, Bertolaso: "Ricostruzione andrà avanti" (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il capo della Protezione civile: "Lo dovevamo a questa gente" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Campobasso, 18 set. (Apcom) - "La ricostruzione post terremoto in Molise andrà avanti grazie anche ai fondi stanziati nella nuova Finanziaria". Lo ha dichiarato oggi il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che ha partecipato insieme al premier Belusconi e al ministro Gelmini all'inaugurazione della nuova scuola di San Giuliano di Puglia (Campobasso). "E' un obiettivo che resta nell'agenda del Governo", ha affermato Bertolaso. La nuova scuola 'Angeli di San Giuliano', è stata intitolata ai 27 bambini morti sotto le macerie del vecchio edificio, raso al suolo dal sisma del 31 ottobre 2002. "Questa è una delle scuole più sicure d'Italia - ha spiegato Bertolaso - lo dovevamo a questa gente dopo quello che è accaduto". Il presidente della regione Molise, Michele Iorio, ha parlato della ricostruzione in Molise come di "un modello per il resto del Paese. I lavori proseguiranno - ha aggiunto - fino a quando tutti gli edifici della zona danneggiati dal terremoto saranno ricostruiti completamente". Per il sindaco di San Giuliano di Puglia, Luigi Barbieri "si è trattato di un giorno storico che ripaga la comunità di tante sofferenze". La nuova scuola di San Giuliano è costata quattro milioni di euro. L'intero polo scolastico, che prevede anche un centro di ricerca universitario, è stato finanziato, invece, con risorse pari a dieci milioni di euro. Sono 99 gli alunni iscritti, divisi in dieci classi, un numero inferiore rispetto a quello previsto dalla riforma Gelmini per ogni scuola. A temere il rischio chiusura è lo stesso primo cittadino di San Giuliano: "Spero che il ministro ci ripensi, occorre fare di tutto per evitarlo".

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Berlusconi inaugura a San Giuliano di Puglia (Cb) la "Scuola degli angeli" ricostruita dopo il terremoto del Molise (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

(18/9/2008 15:52) | (Sesto Potere) - Roma - 18 settembre 2008 - Con l'arrivo alle 11,30 di questa mattina dell'elicottero con a bordo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha preso avvio la cerimonia di inaugurazione della nuova scuola 'Francesco Jovine' a San Giuliano di Puglia (Cb), il paese dove nel 2002 morirono ventisette bambini e una maestra nel crollo dell'edificio scolastico durante un terremoto. Il premier è giunto a San Giuliano insieme al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Dopo una visita privata al locale cimitero, Berlusconi ha scoperto la targa della nuova scuola elementare sulla quale si innalzano la bandiera italiana, della comunità europea e del comune, recante l'iscrizione 'Scuola Angeli di San Giuliano', poi benedetta dal vescovo di Termoli-Larino De Luca. Il nuovo edificio scolastico di San Giuliano di Puglia è stato realizzato con sofisticati sistemi antisismici e riprende, anche con piccoli monumenti contemporanei, il concetto degli angeli in segno di memoria dei bambini deceduti. Visitando l'istituto, il premier ha donato libri alla biblioteca della nuova scuola e una copia della Costituzione italiana ai bambini delle scuole elementari. "Mi impegno personalmente perchè il sacrificio dei 27 bimbi morti nel terremoto che ha distrutto la scuola di San Giuliano non sia vano", ha detto Berlusconi al termine dell'inaugurazione. A tal proposito Berlusconi ha annunciato che "il governo metterà in campo un piano per mettere in sicurezza le prime 100 scuole d'Italia, anche se in tutta Italia sono molti di più gli istituti che hanno bisogno di essere revisionati: 2700 nei paesi ad alto rischio sismico e 12 mila in quelli a medio rischio". In rappresentanza del Corpo Nazionale dei vigili del Fuoco, fortemente impegnato nelle operazioni di soccorso all'epoca del disastro e nell'opera di ricostruzione, erano presenti il direttore Centrale per l'emergenza e il soccorso tecnico Domenico Riccio, il direttore regionale del Molise Alberto Pontecorvo e il direttore regionale dell'Abruzzo Dante Ambrosini.

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S.Giuliano, il premier nella scuola del terremoto (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 223 del 2008-09-18 pagina 0 S.Giuliano, il premier nella scuola del terremoto di Redazione Silvio Berlusconi è andato a San Giuliano di Puglia per visitare la nuova scuola. Il terremoto del Molise del 31 ottobre del 2002 fece crollare l'istituto Jovine seppellendo sotto le macerie 27 bambini e una maestra. Agli alunni il premier ha donato una copia della Costituzione Campobasso - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è andato a San Giuliano di Puglia per visitare la nuova scuola del paese simbolo del terremoto del Molise del 31 ottobre del 2002 che con una scossa sismica fece crollare l'istituto Jovine, seppellendo sotto le macerie 27 bambini e una maestra. Appena giunto all'ingresso dell'edificio, poco dopo mezzogiorno, il premier è stato accolto da un coro di bambini della scuola elementare che intonavano una canzone. Con il premier la Gelmini e Bertolaso Berlusconi è arrivato in compagnia del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e del presidente della Regione Molise, Michele Iorio. Il premier, prima di visitare la scuola, si è intrattenuto a conversare con i bambini e ha cercato di cantare insieme a loro il motivetto intonato dalle classi delle nuove elementari. "Ora dobbiamo fare una cosa e poi cantiamo di nuovo insieme", ha detto il presidente del consiglio salutando i bambini. Ai bambini una copia della Costituzione "è importante, fondamentale studiare e imparare l'educazione civica", ha detto il premier agli alunni donando loro una copia della Costituzione italiana. Berlusconi ha poi visitato l'istituto, donando libri alla biblioteca della nuova scuola, ha visto il tetto dove è stato installato un sistema fotovoltaico e gli isolanti sismici posti sotto la scuola. Berlusconi si è intrattenuto anche in una classe interamente arredata, dedicata alla memoria dei bambini morti durante il terremoto, che rimarrà vuota e senza alcuna targa commemorativa. La commemorazione al cimitero Prima di arrivare davanti alla nuova scuola Jovine il presidente del Consiglio ha voluto fermarsi per una breve sosta al cimitero di S.Giuliano di Puglia: Berlusconi e la Gelmini si sono fermati per un momento di raccoglimento davanti alle tombe dei 27 bambini. "Quel sacrificio non sarà vano" Il sacrificio dei bambini morti nel terremoto non sarà vano. "è un mio impegno personale", ha affermato il premier incontrando i genitori dei bambini morti nel crollo della scuola. Dopo l'inaugurazione della nuova "Scuola degli Angeli" Berlusconi ha annunciato che il governo presenterà a breve un piano nazionale per la sicurezza nelle scuole. L'impegno del governo Rivolgendosi ai genitori dei bambini morti il premier ha detto di "avere fiducia nella giustizia" ed ha annunciato che appoggerà la loro proposta di legge di iniziativa popolare sulla sicurezza nelle scuole. "Il governo - ha aggiunto - metterà in campo un piano per mettere in sicurezza le prime 100 scuole d'Italia, anche se in tutta Italia sono molti di più gli istituti che hanno bisogno di essere revisionati: 2700 nei paesi ad alto rischio sismico e 12 mila in quelli a medio rischio". Le case ai terremotati "Al più presto - ha assicurato il capo del governo - probabilmente entro la fine dell'anno, il 70% dei cittadini di San Giuliano di Puglia dovrebbe rientrare nelle proprie case. E piano piano toccherà a tutti gli altri". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scuola, Berlusconi annuncia piano sicurezza primi 100 istituti (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

SAN GIULIANO DI PUGLIA, Campobasso (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato oggi un piano per mettere in sicurezza le prime cento scuole. L'annuncio è arrivato in occasione dell'inaugurazione della scuola di San Giuliano di Puglia, ricostruita dopo il crollo nel terremoto del 2002 in cui persero la vita 27 bambini e una maestra. "Dobbiamo far sì che quei 27 bambini non siano morti invano... Come ha detto già il ministro (dell'Istruzione Maria Stella) Gelmini, metteremo in sicurezza le prime 100 scuole", ha detto Berlusconi. Il capo del governo ha però sottolineato che le scuole da mettere in sicurezza sull'intero territorio nazionale sono molte di più. "Devo dirvi che le scuole su cui bisogna esercitare i controlli sono molte molte di più. Quelle in zone ad alta sismicità sono più di 2.700, quelle (in zone) a media sismicità, come San Giuliano, sono più di 12.000", ha precisato Berlusconi, accompagnato dal ministro Gelmini e dal sottosegretario Guido Bertolaso. Berlusconi ha quindi invitato i genitori dei bimbi di San Giuliano ad "avere fiducia nella giustizia". Nel luglio 2007 i sei imputati per il crollo della scuola sono stati assolti.

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Scuola/ Tagli, domani Gelmini illustra programma a parti (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Sociali Il ministro spiegherà come realizzare economie e maestro unico postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 18 set. (Apcom) - Si preannuncia decisamente importante per le sorti del mondo scolastico l'incontro di domani pomeriggio a viale Trastevere tra le parti sociali - associazioni, sindacati, coordinamenti vari, istituzioni locali - ed il ministro del Miur Mariastella Gelmini: al centro del confronto vi sarà il piano programmatico dell'art. 64 della legge 133/08 che prevede la cancellazione di 130.000 posti di lavoro nella scuola nei prossimi tre anni, fra insegnanti e personale non docente. Si parlerà, quindi, di tutti gli aspetti, e le conseguenti ricadute sul personale (dagli orari agli organici) previste dal piano preparato durante l'estate dai tecnici di viale Trastevere: il ministro Gelmini illustrerà prima di tutto le novità da applicare nella scuola primaria, come la riduzione delle ore di insegnamento d'insegnamento (da 27-30 a 24), il ritorno al maestro unico e a chi verrà affidato l'insegnamento della lingua inglese. Il responsabile del dicastero dell'istruzione dovrebbe illustrare anche le ricadute sul personale ed in che modo sarà strutturato il tempo pieno qualora dovesse entrare a regime questo nuovo sistema formativo. Ed ancora, in che modo saranno effettuati chiusure ed accorpamenti tra gli istituti più piccoli, ma anche come si ristruttureranno la scuola media e superiore, per le quali il ministro ha preannunciato una riorganizzazione sempre incentrata su un generale 'sfoltimento dell'offerta formativa settimanale (più in linea con gli altri paesi dell'Ue). Per conoscere il futuro degli istituti superiori tecnici e professionali (nuovi orari ridotti, ma anche l'accorpamento delle classi di concorso e a riconversione professionale dei docenti in esubero) bisognerà invece attendere martedì 23 settembre, giorno in cui è stato già fissato un tavolo tecnico specifico. I sindacati si aspettano un confronto concreto: "il decreto legge 112 - spiega Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola - prevede una consistente riduzione di risorse finanziarie per il sistema di istruzione, a partire dall'anno scolastico 2009-2010. E questo, in una situazione di basse retribuzioni, di bassa spesa per l'istruzione in rapporto al Pil, dopo 10 anni di tagli, è un fatto negativo che pesa sul confronto". Molto critica anche la Flc-Cgil, secondo cui quello del governo rappresenta "l'attacco più violento portato al sistema della scuola pubblica statale, che mai sia stato fatto. Un attacco su cui occorre distogliere l'attenzione dei cittadini, che potrebbero preoccuparsi e dissentire dall'operazione, per distrarre dunque, parlando d'altro, si scarica una mole di paccottiglia ideologica che si spaccia per riqualificazione della spesa per la scuola, senza alcun pudore di esibire incompetenza e arroganza, facendo piazza pulita di tutto ciò che la ricerca pedagogica ha prodotto in questi anni". Secondo il sindacato guidato da Panini il piano programmatico "di cui si conosce abbondantemente il contenuto, infierirà un colpo durissimo alla scuola statale, dunque alla delicata e fondamentale funzione costituzionale che essa ricopre. Il ministro ha detto esplicitamente che 'abbiamo bisogno di liberare risorse per poter garantire la libertà di scelta alle famiglie': ecco la scelta politica che sta a monte di tale decisione, chiudere con il peso economico della scuola statale per tutti, per svenderla al privato". (segue).

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Talk show con Freccero e Rossello all'incontro annuale dei pediatri (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

FINALE LIGURE DOMANI E SABATO AI CHIOSTRI Talk show con Freccero e Rossello all'incontro annuale dei pediatri FINALE LIGURE Gli autori televisivi Carlo Freccero e Felice Rossello e l'autore per l'infanzia Giorgio Scaramuzzino parteciperanno sabato, ai Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, ad un talk show aperto al pubblico sull'informazione e la formazione del bambino nella nostra società. L'incontro è organizzato dalle Università di Torino e Genova, dall'Asl 2 savonese e dai Medici Pediatri, nell'ambito del decimo congresso "Incontri di pediatria", che prenderà il via domani ai Chiostri. "Il congresso sarà caratterizzato da letture, interventi e talk show. - spiegano all'Asl - Attraverso approfondimenti e relazioni, tratterà i temi della salute del bambino, con argomenti che andranno dall'allergologia all'endocrinologia, dalla chirurgia laparoscopica alle potenzialità terapeutiche delle cellule staminali". Se il comune denominatore delle due giornate sarà l'aggiornamento dei pediatri, ampio spazio sarà dedicato a tematiche come gli ogm e l'alimentazione sicura, con una sessione dedicata all'educazione al gusto dei bambini, sempre meno abituati ai sapori della tradizione gastronomica italiana. In merito a questo argomento interverrà venerdì, in un incontro, Cinzia Scaffidi di Slow Food. "Altro tema delicato sarà quello dell'informazione e della formazione del bambino nella nostra società, argomento reso ancor più di attualità dalla prevista riforma della scuola del ministro Gelmini. - aggiungono all'Asl - All'interno di questo talk show ci saranno contributi certamente originali, portati da professionisti dell'informazione". I talk show prenderanno il via domani alle 16,30 e sabato alle 15. La segreteria scientifica è curata da Emanuele Varaldo e da Amnon Cohen.\.

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Scuola/ Panini (Cgil): numeri ministro Gelmini sono (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)

Argomenti: Scuola

Infondati Non rispecchiano realtà Pil, rapporto docenti-studenti, stipendi postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 18 set. (Apcom) - La Flc-Cgil sferra un duro attacco al ministro Mariastella Gelmini alla vigilia del confronto di domani a viale Trastevere dove si parlerà del piano programmatico dei tagli contenuti in finanziaria e nel dl 137 sul maestro unico: secondo il leader sindacale Enrico Panini il ministro del Miur nell'illustrare la situazione della scuola italiana - in particolare sul Pil, rapporto docenti-studenti e spesa per gli stipendi - farebbe riferimento a numeri ed informazioni infondate che non rispecchiano la realtà. "Il ministro Gelmini - afferma Panini - da alcuni giorni, a sostegno delle proprie posizioni, utilizza percentuali e riferimenti quantitativi o fa affermazioni che lasciano intendere di poggiare su una base quantitativa certa. In realtà la situazione, a partire dai fondamentali, non è quella descritta dal ministro ed è particolarmente grave che i cittadini possano formarsi le proprie convinzioni a partire da informazioni errate". La Flc-Cgil porta avanti alcuni esempi a sostegno della propria tesi: "il ministro dice che 'la spesa per la scuola è fuori controllo, ma noi gli diciamo che in questi anni la spesa per la scuola è costantemente diminuita: gli stessi dati del ministero dicono che negli anni '90 era il 3,9-4,0% del Pil, ora è del 2,8% del Pil". Sempre dal ministro è stato poi detto: "'Aumentano i docenti, diminuiscono i bambini'; la Flc risponde che non è vero: dall'anno scolastico 2001/02 fino all'anno scolastico 2007/08 gli alunni sono costantemente cresciuti mentre i docenti sono diminuiti del 4-5%", commenta sempre Panini. Sulle dichiarazioni del responsabile dell'istruzione sull'altissimo costo sostenuto dalla pubblica amministrazione per il personale scolastico ("Il 97% della spesa per la scuola è destinata agli stipendi") il leader di comparto sindacale ricorda che "la spesa per l'istruzioneè composta da 42 mld dello stato, più 10 mld di regioni ed enti locali, in totale 52 mld. Per gli stipendi del personale si spendono 40 mld circa, che su 52 mld complessivi rappresentano il 78% del totale, una percentuale inferiore al 79% che è la media europea". In conclusione secondo la Flc-Cgil "le numerose dichiarazioni del ministro Gelmini vogliono accreditare l'immagine di un governo efficiente che aggredisce i problemi della scuola con strumenti di ordine, là dove il disordine, l'inefficienza e lo spreco regnano sovrani. Ma i dati vanno letti correttamente".

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