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toARTICOLI DEL 17-18 settembre 2008
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Articoli
Scuola (116)
Maestro unico, rivolta on line Dalla Marca quasi 100 firme (
da "Tribuna di Treviso, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Monta la protesta di insegnanti e sindacati contro il decreto Gelmini che reintroduce il maestro unico alle elementari. I malumori degli insegnanti viaggiano anche via web: sono stati un centinaio in pochi giorni gli insegnanti trevigiani che hanno sottoscritto l'appello "No al Maestro unico" nel sito www.
Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella
loro azione, in sintonia con il linguaggio (
da "Trentino" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Piace anche la Gelmini che vuole sbarazzarsi degli insegnanti in eccesso, così come era piaciuto Brunetta in lotta coi fannulloni. Piace soprattutto Berlusconi che sfonda alla grande la soglia del 60% di gradimento. Piace il suo autoritarismo sorridente, il suo voler raddrizzare la schiena ai cattivi che sono sempre gli altri.
Incursione sospettanegli uffici Piaggio:si teme lo
spionaggio ( da "Secolo XIX, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oltre alla linea dura sul voto di condotta proposta dal
ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini per combattere il
bullismo (
I sindacati: a quando l'olio di ricino? (
da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Gelmini, nel primo giorno di lezione". I segretari regionali della scuola hanno alzato gli scudi e rispedito al mittente dubbi, accuse e istruttoria. "Dopo queste intimidazioni, si passerà all'olio di ricino? - ha tagliato corto il segretario regionale Cgil Franco Belci con il collega Flc-Cgil Gianni Righetti -.
Riforma gelmini, in veneto 1200 maestri a rischio (
da "Mattino di Padova, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Regione Riforma Gelmini, in Veneto 1200 maestri a rischio Pd contro il ministro. Dal 26 sciopero contro il maestro unico PADOVA. Una bocciatura secca del decreto Gelmini e dei tagli stabiliti dal Governo. Ma anche della Regione, che non investe sulla mediazione linguistica e stanzia troppo poco per buoni libro e trasporto scolastico.
La notte anti-gelmini, le maestre dormono in classe (
da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina I - Roma La notte anti-Gelmini, le maestre dormono in classe è cominciata l'occupazione della scuola elementare Iqbal Masih. Asserragliati nelle classi alunni, genitori e insegnanti, per protestare contro la riforma sul maestro unico voluta dal ministro Mariastella Gelmini.
Casilino, la prima notte anti-gelmini maestre e genitori
dormono in classe - benedetta pintus (
da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini maestre e genitori dormono in classe BENEDETTA PINTUS "Aprite il cancello così entro, appoggio i sacchi a pelo e poi vado a cercare parcheggio", grida una mamma dall'ingresso della scuola. Una bidella si avvicina al citofono mentre Patrizia, maestra d'italiano, suggerisce a un collega: "Lascia accese le luci del corridoio e del bagno,
"maestro unico, ora la protesta è di tutta la
città" ( da "Repubblica, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: discussione del decreto Gelmini. Tra gli istituti presenti oltre la Iqbal Masih, capofila della protesta romana, anche Gandhi, Trilussa e la scuola Franco Cesena di Trastevere, una delle prime scuole del centro ad aderire al comitato. Nel pomeriggio, mentre alla Iqbal Masih maestre e genitori continuavano l'occupazione, all'istituto Galilei più di 200 persone hanno partecipato all'
Vocazione e disciplina, la fatica di imparare - ludovica
amoroso ( da "Repubblica, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ancora scuola durissima per chi ne intraprende la strada. Dall'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, alle grandi scuole di recitazione private viene insegnato all'attore odierno il senso di "verità", richiamando i principi di Stanislavskij e di altri importanti maestri del ?
Scuola, la proposta del pdl in fvg: punire i prof con il
lutto al braccio ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. È solo un'ipotesi, ma i consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e Piero Tononi, che l'hanno proposta in un'interrogazione al presidente della Regione Renzo Tondo, chiedono "venga presa in considerazione". Nonostante l'ira del ministro, maestre e genitori lunedì scorso hanno dato vita anche in regione alla protesta contro il ritorno al maestro unico e i tagli di organico,
Tagli, chiude anche la scuola per insegnanti (
da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha dato il colpo di grazia: ha chiuso
le scuole di specializzazione per gli insegnanti. Così anche in Ateneo monta la
protesta degli studenti iscritti, circa
Mancano gli insegnanti di sostegno dal comune un milione
per i disabili - camilla povia ( da "Repubblica, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con i tagli previsti dal governo e dal ministro Gelmini, gli insegnanti di sostegno diminuiranno ulteriormente. E la Puglia è una delle regioni che sarà colpita di più. A questo proposito i primi aiuti arrivano dall'amministrazione comunale che stanzia un milione di euro per 40 educatori professionali che affiancheranno i docenti di sostegno.
Petizione e ordine del giorno del pd contro i tagli della
ministra gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: così si apre un comunicato della segreteria comunale del Partito democratico col quale critica i tagli del ministro Gelmini. "Non sembra - continua - questa una preoccupazione del Governo Berlusconi e della ministra Gelmini che al contrario, con impressionante leggerezza, usano la scuola per una propaganda decisionista e per una politica di tagli al bilancio.
Ecopass, il Comune <congela> zone e tariffe (
da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Accademia di Brera alla caserma di via Mascheroni: "Per il ministro Gelmini e Bondi il piano è già avviato, ma deve avere anche il benestare del ministro La Russa. Teniamo moltissimo al bicentenario di Brera che cade il prossimo anno - ricorda il sindaco - e quindi ci auguriamo di poter inserire il progetto nell'ambito delle celebrazioni".
Giù le mani dai bambini (
da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: iniziativa del Ministro Gelmini sul Maestro Unico. Costoro si appellano ai minori ed ai loro diritti solo quando funzionale ai loro interessi ideologici e politici, come l'approvazione di specifiche normative e protocolli che hanno consentito a un esercito di operatori dell'infanzia di fare della "tutela del minore" un redditizio quanto vergognoso business,
La versione delle maestre (
da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: apparse in riferimento alle proteste relative al decreto Gelmini, sulla reintroduzione del maestro unico. Mi preme rilevare quanto segue: 1. nella didascalia della foto a pagina 8, foto che ritrae alcune insegnanti della Scuola G. Daneo, si sostiene che la relativa preside appartiene alla Sinistra Arcobaleno.
<Lo vorrei per nonno Come me è il simbolo di un'Italia
positiva> ( da "Giornale.it, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini o Ignazio La Russa? "Tengo La Russa: mi telefona tutte le mattine". Prego? "No, va be', è che il mio collega di radio Etna Espresso, Alessio, lo imita benissimo". Roberto Maroni o Mara Carfagna? "Tengo la Carfagna: è una donna. E poi ha iniziato come me, dal concorso per miss Italia".
Rai, programmi a ruota libera Del Noce pensa già alla
fiction ( da "Giornale.it, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma la giornata si era aperta a Unomattina con una precaria anti-Gelmini ed è proseguita nel pomeriggio con le cooperative anti-Tremonti. Direttore, por favor, occhio ai palinsesti... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Mercoledì - filippo ceccarelli (
da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oppure la Gelmini, semi-sdraiata senza occhialetti sulla guida rossa dello scalone della Pubblica Istruzione. E Bondi, povero Bondi, il ministro del Bello: condotto in maniche di camicia su un ombroso viale di campagna e qui immortalato con un sorriso malinconico e un'incongrua penna d'oca in mano.
Il ministro gelmini pensa a come cambiarlo, i prof lo
difendono. viaggio nell'ultima trincea della scuola italiana. con qualche
sorpresa - jenner meletti modena ( da "Repubblica, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: R2 Il ministro Gelmini pensa a come cambiarlo, i prof lo difendono. Viaggio nell'ultima trincea della scuola italiana. Con qualche sorpresa JENNER MELETTI MODENA dal nostro inviato I bulli sono arrivati anche qui, nel liceo - mito. In una notte di maggio hanno incendiato arredi e computer dell'aula riservata agli studenti disabili.
Pivetti ancora prof (
da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Problemi più reali nella nuova serie E Veronica boccia il ministro Gelmini ROMA. La prof. di lettere Camilla Baudino, alias Veronica Pivetti, di questi tempi sarebbe tra gli insegnanti che contestano la riforma del ministro Gelmini. "Sorvoliamo" dice l'attrice per evitare commenti pesanti alla presentazione stampa alla Rai;
Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella
loro azione, in sintonia con il linguaggio (
da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Piace anche la Gelmini che vuole sbarazzarsi degli insegnanti in eccesso, così come era piaciuto Brunetta in lotta coi fannulloni. Piace soprattutto Berlusconi che sfonda alla grande la soglia del 60% di gradimento. Piace il suo autoritarismo sorridente, il suo voler raddrizzare la schiena ai cattivi che sono sempre gli altri.
Risponde ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ragioni che hanno indotto il ministro Gelmini a partire con i tagli proprio in quella scuola primaria che, nel contesto del sistema formativo italiano, rappresenta un fiore all'occhiello (come anche i recenti dati dell'Ocse confermano) agli occhi del mondo. Né mi illudo ci si possa ragionevolmente attendere che l'attuale ministro cominci nella sua operazione di taglio agli sprechi,
Precari, un varco in graduatoria (
da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini annuncia il recupero degli iscritti al IX ciclo "Ssis" Precari, un varco in graduatoria Possibile correzione al Dl 137/08 per inserire gli ultimi specializzandi Luigi Illiano ROMA Ciambella di salvataggio in arrivo per gli studenti del IX ciclo Siss (Scuola di specializzazione all'insegnamento secondario).
Vera Keta Sui banchi nella mattinata di ieri sono tornati (
da "Tempo, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sindacati e opposizioni contro la riforma del ministro Gelmini, fra raccolta di firme e iniziative più "visibili". Sicuramente lo faranno alcuni insegnanti. La protesta è contro tre punti particolari dei provvedimenti della ministra Gelmini: la reintroduzione del maestro unico; il piano triennale di tagli per 8 miliardi di spesa nella scuola pubblica;
È stato Gianni Riotta Direttore del Tg1 il primo a
presentarsi in tv in camicia con le maniche arrotolate (
da "Riformista, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Come quelle maestre che si sono presentate il primo giorno di scuola in nero, vestite a lutto per protestare contro la riforma Gelmini. Non ci è dato sapere cosa hanno pensato i piccoli studenti dinanzi alla suddetta rappresentazione. 17/09/2008.
Gelmini: più libertà di scelta per le famiglie (
da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Attualità Gelmini: più libertà di scelta per le famiglie L'INTERVISTA ROMA. La libertà di scelta delle famiglie sulla scuola è "compressa", con eccezioni come quella della Lombardia. Lo afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini in un'intervista pubblicata dal settimanale Tempi.
Punire i prof con il lutto al braccio (
da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. E' solo un'ipotesi, ma i consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e Piero Tononi, che l'hanno proposta in un'interrogazione al presidente della Regione Renzo Tondo, chiedono "venga presa in considerazione". Nonostante l'ira del ministro, maestre e genitori lunedì scorso hanno dato vita anche in regione alla protesta contro il ritorno al maestro unico ed i tagli di organico,
Le prime pagine del Lazio (
da "Velino.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Credo che sia necessario che al più presto il Ministro Gelmini assuma, con opportuno decreto la normativa che politici in carica, durante il periodo della loro carica politica, non possano assumere posizioni universitarie. è una delle riforme urgenti e al Ministro Gelmini non manca il coraggio per fare anche questo”
Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini
apre ( da "Giornale.it, Il"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.
Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza (
da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.
L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (
da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.
La guerra (in)civile degli psico-comici della politica (
da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.
Girotondo attorno a Walter (
da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.
Sciopero Alitalia, 40 voli cancellati Matteoli: "Sono
degli irresponsabili" ( da "TgFin.it"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16,
Esplode la Silviomania: "Santo subito" (
da "Tempo, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In positivo anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il cui apprezzamento è salito dal 35 al 38%. Perde e più di tutti il titolare del Welfare Maurizio Sacconi (-6%), forse per via della trattativa Alitalia. Tutti i sondaggi realizzati sulla figura del presidente del Consiglio, evidenziano un aumento di popolarità.
Alitalia, convocati i sindacati Oggi sciopero, cancellati
40 voli ( da "TgFin.it"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16,
Scuola/ Primo giorno di scuola, mille docenti in piazza a (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Costruiamo un fronte di opposizione a piano Gelmini postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Palermo, 17 set. (Apcom) - Un migliaio di persone stanno partecipando , davanti all'ufficio scolastico regionale, in via Praga a Palermo, alla manifestazione indetta da Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals Confsal contro i tagli degli organici della scuola e il piano del ministro Gelmini.
Molise/ Limosano: scuola inagibile, alunni fanno lezione in (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Campobasso, 17 set. (Apcom) - Sulla targa all'entrata è stata posta la scritta 'Chiesa di S. Stefano', ma l'edificio all'interno ospita una scuola media. La struttura si trova a Limosano, in provincia di Campobasso e ospita gli studenti provenienti da tre comuni della zona che ormai condividono le lezioni con le attività della parrocchia.
Bacheca ( da "Sicilia, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: intera problematica che sta emergendo con i provvedimenti della Gelmini, considerato che l'interesse non è solo del comparto ma investe l'intera società civile. Si proseguirà organizzando assemblee nelle scuole e successivamente organizzeremo una grande manifestazione nazionale che dovrà avere il suo sbocco naturale in uno sciopero nazionale.
Ieri assemblea, oggi a Palermo (
da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Gelmini che, tra le altre cose, prevede il ripristino della figura del maestro unico nelle classi delle scuole elementari. Da qual momento è stato un susseguirsi mediatico di dichiarazioni sulla questione. Ieri i media nazionali ci hanno raccontato anche di azioni eclatanti di maestri di scuole elementari contro una decisione che metterebbe a rischio tanti posti di lavoro.
Leanza: <La riforma Gelmini un danno per noi> (
da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mpa contro il progetto del ministro Leanza: "La riforma Gelmini un danno per noi" Catania. Lino Leanza, capogruppo del Mpa all'Ars, continua ad occuparsi a tempo pieno dell'argomento scuola, che gli sta molto a cuore. "E devo dire - spiega - che la nostra posizione politica è di fermo contrasto alla riforma del ministro Gelmini.
Il Consorzio prorogato al 31 dicembre 2010 (
da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università Maria Stella Gelmini. Alla seduta hanno partecipato il prof. Rizzarelli, delegato dal rettore Antonino Recca, in rappresentanza dell'Università di Catania, il prof. Giuseppe Calabrò, delegato dal rettore Francesco Tomasello, in rappresentanza dell'Università di Messina, l'assessore Francesco Ciancitto, delegato dal presidente Giuseppe Castiglione,
Torna la prof Pivettiscuola più realistae toni da commedia (
da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E sulla riforma del nuovo Ministro dell'Istruzione, Gelmini, la Pivetti preferisce "sorvolare" alla presentazione stampa alla Rai, concedendosi solo una battuta "Siamo solo nel 3000 e ci mettiamo ancora il grembiulino!". "La riforma? Piccola, superficiale e ipocrita", dice poi all'agenzia radiofonica Grt.
La Cgil ennese in piazza: pro dipendenti, pensionati e
precari ( da "Sicilia, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini potrebbe produrre sulla Scuola ed in particolare in Sicilia, regione che, tra l'altro, risulterebbe particolarmente penalizzata dall'ipotesi di accorpamento delle scuole con meno di 500 alunni. "L'aggregazione di queste istituzioni scolastiche con altre, e la loro conseguente soppressione - prosegue Galvagno - è una delle ipotesi prese in considerazione dal ministero della
Oro blu, Nicosia guideràla battaglia nazionale (
da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: preoccupati per la riforma del ministro Gelmini e, in particolare, per l'introduzione del maestro unico. Confermiamo, infine, il nostro massimo impegno per l'edilizia scolastica e per la fornitura degli arredi negli istituti di nostra competenza. Ci auguriamo che il nuovo anno sia vissuto all'insegna della serenità".
Consiglio, mozione bipartisanTutti contro il ministro
Gelmini ( da "Sicilia, La"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mozione bipartisan Tutti contro il ministro Gelmini Una mozione bipartisan contro il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Ad approvarla, all'unanimità, è stato, lunedì sera, il Consiglio comunale. A proporla è stato il gruppo del Partito democratico. Ad illustrarne i contenuti, prima del voto, è stato il primo firmatario, Agostino Licari.
Silvio, fiducia al 60 per cento (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini fa registrare uno scatto in positivo, aumentando la fiducia del 3% e passando al 38%. In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti rappresentati in Parlamento (da non confondere con le intenzioni di voto), si rafforza il primato del Pdl che continua ad essere solitario al primo posto e per la prima volta,
"Provaci ancora prof" Veronica Pivetti torna in
cattedra ( da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 17-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: sarebbe tra gli insegnanti che contestano la riforma del ministro Gelmini. "Sorvoliamo", ha detto ieri l'attrice per evitare commenti pesanti durante la presentazione della nuova serie. "La riforma? Piccola, superficiale e ipocrita", ha detto poi all'agenzia radiofonica Grt. La nuova serie, otto puntate, il giovedì su Raiuno, di Provaci ancora Prof 3, con la regia di Rossella Izzo,
Alitalia: si tratta ancora in extremis Colaninno: è
l'ultima chiamata ( da "TgFin.it"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16,
"Niente tagli a insegnanti di sostegno" (
da "Stampaweb, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo garantisce il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini rispondendo ad un'interrogazione nel corso del Question time alla Camera. "I posti dei docenti di sostegno sono stati regolati dalla Finanziaria del precedente governo senza subire ulteriori modifiche - spiega la Gelmini - quindi sono stati riconfermati tutti.
Scuola/ Idv ad Alfano: Verifiche su esame da avvocato di (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, esame che la Gelmini "sostenne a Reggio Calabria dove la percentuale dei promossi è solitamente molto alta". "Qualche settimana fa Gian Antonio Stella ha rivelato che l'on. Maria Stella Gelmini nel 2001, come fanno tanti aspiranti avvocati, invece di affrontare l'esame di Stato nella sede dove risiedeva abitualmente ha preferito sostenerlo a Reggio Calabria dove la percentuale
Scuola/ Regione Toscana ricorre a Consulta contro Gelmini (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
SCUOLA: GELMINI, NON CI SARANNO TAGLI AGLI INSEGNANTI DI (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini, rispondendo ad un question time alla Camera. ''Per il 2008-2009 sono stati confermati tutti gli incarichi attribuiti l'anno precedente'', ha aggiunto la Gelmini. ''Garantisco il mio impegno nella garanzia della continuita' didattica e per la valorizzazione del ruolo degli insegnanti di sostegno'',
Â"ABILITATI IX CICLI SISS LA PROPOSTA GELMINIÂ" (
da "WindPress.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e considerato anche il blocco del X ciclo delle SISS, il Ministro Mariastella Gelmini ha proposto l'inserimento, in sede di conversione del decreto legge "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università", di un'apposita norma che salvaguardi le aspettative di alcune categorie di docenti attualmente esclusi dalle graduatorie ad esaurimento.
Istruzione: Regione ed Enti locali in difesa della scuola
pubblica ( da "RomagnaOggi.it"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini di rivedere le sue decisioni nell'iter di conversione in legge del decreto e di aprire la discussione e il confronto con le Regioni e gli enti locali. "Gli assessori presenti - si legge nel documento - esprimono una critica unanime sia nel merito che nel metodo ai tagli nel settore scuola e al decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2008 che prevede
Scuola: Regione E-R ed Enti locali scrivono al ministro
Gelmini ( da "Sestopotere.com"
del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini di rivedere le sue decisioni nell'iter di conversione in legge del decreto e di aprire la discussione e il confronto con le Regioni e gli enti locali. “Gli assessori presenti – si legge nel documento - esprimono una critica unanime sia nel merito che nel metodo ai tagli nel settore scuola e al decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2008
SCUOLA: EVANGELICI, RIFORMA GELMINI E' CONTRORIFORMA CHE SA (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, Pantaleo, che rappresenta un'associazione nata nell'ambito della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), in una dichiarazione riportata dall'agenzia valdese Nev, teme una ''nuova, pesante offensiva sul terreno della scuola pubblica della politica vaticana, alla luce anche dell'auspicata armonizzazione dei fini educativi della scuola e della chiesa'
Scuola/ Gelmini: Stop all'accesso alle Ssis, sono senza (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, rispondendo ad una interrogazione in Aula alla Camera. La titolare del dicastero di viale Trastevere ha assicurato comunque che, grazie ad una norma che verrà inserita nel dl attualmente all'esame dell'Assemblea di Montecitorio, "coloro che supereranno gli esami del nono ciclo delle Ssis e dei corsi biennali di secondo livello ad indirizzo didattico potranno iscriversi alle
Scuola/ Valditara: Bene la Gelmini su riapertura (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che erano stati esclusi da Fioroni dalle graduatorie permanenti nonostante sia stato loro consentito di frequentare a pagamento le Ssis". "Ampia soddisfazione dunque - prosegue - per l'emendamento preannunciato dal ministro Gelmini che accoglie in pieno l'ordine del giorno Valditara approvato a luglio in Senato".
SCUOLA: CAMERA RESPINGE PREGIUDIZIALI COSTITUZIONALITA' (
da "ITnews.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roma, 15 set. (Adnkronos) - La Camera ha respinto le pregiudiziali di costituzionalita' per per la conversione in legge del decreto (137/2008) presentato dal ministro Mariastella Gelmini "in materia di istruzione e universita'".
Scuola/ Venerdi' 19 Rete studenti medi protestano contro (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Ministro Gelmini propone una scuola seria e formativa ma in realtà porta al disastro la scuola pubblica con i tagli devastanti agli organici e alla didattica". "Il Ministro Gelmini - attacca ancora la Rete studenti medi - parla di dare senso alla scuola ma in realtà taglia laboratori e lascia le strutture fatiscenti e gli studenti senza strumenti per il diritto allo studio.
Scuola/ Domani Berlusconi-Gelmini a San Giuliano,proteste (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rischia di essere inaugurata domani e presto chiusa dalla stessa ministro Gelmini perchè attualmente gli iscritti sono 99 contro i 100 che la nuova direttiva ministeriale indica come cifra minima per tenere aperto un istituto pubblico. Ma il problema della condizione degli edifici scolastici del molisano è ben altro.
Scuola/ Precari a fine graduatoria non ferma protesta (
da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, agli oltre ultimi 11 mila docenti precari specializzati del IX ciclo delle Siss non bastano a placare le proteste delle associazioni: grazie ad un emendamento i docenti neo-abilitati potranno infatti accedere alle graduatorie ad esaurimento grazie ad un emendamento presentato dallo stesso responsabile dell'istruzione,
Scuola: che futuro per i nostri figli? (
da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oggi la riforma scolastica del ministro Gelmini introduce il maestro unico, la bocciatura per il voto di condotta, il taglio degli organici degli insegnanti e altri correttivi al ribasso per ogni grado di istruzione. Ci saranno riduzioni del tempo scuola, resteranno dei vuoti di orario nella giornata dei giovani, che non sono certo tempi formativi o educativi,
Napolitano, tour de force in Veneto (
da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Meloni e la Gelmini sabato mattina prima di Berlusconi, atteso per chiudere i lavori verso le 13.30. Fino a ieri la presenza del premier era data per certa, visto che in mattinata sarà nel Polesine per il rigassificatore insieme a Galan e Scajola e poi dovrebbe sorvolare in elicottero sul Mose e sul passante.
Porta a porta a Conegliano (
da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lettera alla Gelmini dalla madre di una laureata Gentile Sig.Ra Gelmini, ministro della pubblica istruzuione; sono il genitore di una insegnante precaria che tre anni fa si è laureata all'università di Padova in scienze dell' educazione primaria, facoltà nata appositamente per formare i futuri insegnanti.
SCUOLA: NIENTE TAGLI AL SOSTEGNO (
da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: al question time, il ministero dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, precisando che per l'anno scolastico appena cominciato (2008-09) "sono stati confermati a livello nazionale tutti i posti di sostegno funzionanti nel 2007-08 e dunque rispetto ai circa 174.000 alunni sono stati attivati complessivamente 90.
'' Riforma : a rischio circa 1300 scuole '' (
da "Metronews" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ieri una nuova ombra è caduta sulla riforma Gelmini e sugli effetti che produrrebbe in regione. Sono oltre milletrecento, infatti, i plessi scolastici a rischio chiusura nel Lazio (il 43% dei tremiladuecento totali) se davvero il criterio per stabilire la sopravvivenza delle scuole fosse quello del numero di alunni come ipotizza la riforma.
Nove scuole a rischio chiusura nel bergamasco (
da "Metronews" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fanno parte delle duemila scuole italiane che rischiano di chiudere per i tagli prevista dal ministro Gelmini, ci sono anche scuole della nostra provincia. La situazione riguarda le scuole della Val Seriana e della Val Brembana, dove i paesi sono piccoli e gli studenti pochi: in provincia ci sono nove scuole con meno di venti alunni e 28 con meno di cinquanta.
La protesta contro il ministro ricomincia dal tempo pieno (
da "Secolo XIX, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scritte anti Gelmini. Fermando il traffico per almeno due ore. Il corteo era partito da Caricamento e aveva attraversato via San Lorenzo, piazza De Ferrari, fino alla sede di via Assarotti. Mentre il corteo presidiava l'ingresso della Direzione Regionale, i tre segretari provinciali Quattrida Cgil, Frontera dello Snals e Capra della Cisl hanno incontrato il Direttore Attilio Massara.
Un controdecalogo per i mali della scuola italiana (
da "Mattino di Padova, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Bossi hanno insultato scuole e insegnanti meridionali. Questi hanno spesso fatto centinaia di chilometri rinunciando ad illusorie facilità in nome di una preparazione che desse più possibilità di lavorare. La Gelmini ha fatto il contrario, andando a sostenere l'esame di avvocato dove c'era la più alta percentuale di promossi.
Governo in trasferta nell'ampezzano, arrivano sei ministri (
da "Mattino di Padova, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Prevista infine la presenza del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Chiusura del convegno domenica con il dibattito "La rivoluzione della responsabilità. Dal federalismo fiscale all'autodisciplina dei singoli e dei corpi sociali" che verrà concluso dal presidente del Veneto Giancarlo Galan e dal presidente del Senato Renato Schifani.
Le maestre hanno messo in atto una protesta più che civile (
da "Tirreno, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Una "lezione" da primo giorno di scuola al ministro che dovrebbe tornare sui banchi di scuola ed imparare come si può esprimere il proprio dissenso senza danneggiare, in questo caso, gli alunni. Noi non vediamo nessuna strumentalizzazione dei bambini che, ricordiamo alla avvocatessa Gelmini, sono stati invece portati alla manifestazione per il Family Day (
Protesta continua contro la gelmini, traffico in tilt in
centro ( da "Repubblica, La"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina I - Genova Protesta continua contro la Gelmini, traffico in tilt in centro Trecento tra insegnanti, genitori, alunni e personale amministrativo in corteo ieri pomeriggio, da piazza Caricamento a via Assarotti, manifestando davanti all'Ufficio scolastico regionale contro la riforma del ministro Gelmini.
Mense del chianti addio monoporzione (
da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Riguardo alla scuola e alla riforma Gelmini in consiglio regionale ieri il verde Fabio Roggiolani si è schierato contro il maestro unico: "In questo modo si colpisce una delle migliori conquiste: i tre insegnanti sono essenziali, un solo maestro incapace per cinque anni può determinare handicap formativi non recuperabili".
Studenti e affitti in nero "casa garantita a chi
denuncia" - su parma.repubblica.it (
da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina III - Bologna Studenti e affitti in nero "Casa garantita a chi denuncia" La metà delle scuole chiuderà con la riforma del ministro Gelmini Cantieri Civis in centro storico: siete favorevoli o contrari? E' polemica sui figli di docenti assunti in Ateneo che ne pensate?.
Berlusconi attacca il Pd: inesistente Il premier: con
Veltroni niente dialogo. La replica: vuole coprire i suoi fallimenti (
da "Unita, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: A cominciare dalla nuova legge elettorale per le europee: via le preferenze e sbarramento al 5% promette Berlusconi. E oggi Berlusconi è a San Giuliano a inaugurare la nuova scuola. Peccato che quella scuola per i criteri fissati dalla ministra Gelmini dovrebbe essere chiusa. Carugati e Lombardo alle pagine 4 e 5.
Oggi vengono Berlusconi e la Gelmini a fare passerella e
tagliare il nastro della cattedrale nel deserto per 99 bambini (
da "Unita, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oggi vengono Berlusconi e la Gelmini a fare passerella e tagliare il nastro della "cattedrale nel deserto" per 99 bambini.
San Giuliano, una scuola in mezzo alle baracche (
da "Unita, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: aperta da lunedì scorso) insieme a Mariastella Gelmini,
ministro dell'Istruzione che, in paesi appena piu' piccoli di questo, vuole
chiuderle, le scuole. La chiamano "la cattedrale nel deserto":
Caso San Giacomo La mia replica (
da "Unita, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Prego vivamente il Presidente di non seguire il percorso Gelmini, che pensa di illustrare la crisi della scuola affermando che il 90 per cento del bilancio della pubblica istruzione se ne va nelle paghe degli insegnanti. A questa affermazione, in sé priva di senso economico (sono i salari che sono troppo alti o i fondi disponibili che bastano appena a compensare - male - chi lavora?
Il sapere? Scuole in concorrenza (
da "Sole 24 Ore, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: altrimenti iniettare un po' più di disciplina non sarà sufficiente per migliorare la scuola italiana. ministro Gelmini, che la forza sia con te... adenicola@adamsmith.it PROPOSTE E POLEMICHE Grembiule, maestro unico e disciplina sono falsi problemi: condizione indispensabile è che il fornitore del servizio non sia lo Stato in esclusiva.
Gelmini: niente tagli al sostegno (
da "Sole 24 Ore, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le novità annunciate dal ministro alla Camera nella risposta alle interrogazioni Gelmini: niente tagli al sostegno Confermato il varco in graduatoria agli iscritti del IX corso Ssis Luigi Illiano ROMA Nessun taglio per i docenti di sostegno e riapertura delle graduatorie per i diplomati del IX corso Ssis (Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario).
<Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco> (
da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: PAROLA DELLA GELMINI ROMA ? Il ministero vuole dare al mondo della scuola "norme certe, durature, chiare e inequivocabili". Lo assicura il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (foto LaPresse), durante il question time, riferendosi alla vicenda delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario).
ROMA- Non basterebbe nessun sette in condotta, non
basterebbe neanche uno zero, o meno di un (
da "Messaggero, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con il provvedimento del ministro Gelmini? O il patto con i bulli, così che a un'azione aggressiva ne corrisponda un'altra di risarcimento? O l'installazione delle telecamere davanti alle scuole, che propone l'assessore provinciale alla scuola di Roma, Stella? O il riformatorio, che invoca il presidente del consiglio comunale romano, Prestipino?
Tutte soddisfatte le parti all'indomani dell'accordo
raggiunto in Provincia tra la Asl e (
da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dice Marco Gelmini, il segretario regionale di Prc - ma non si capisce perché ora ad Angelini venga riconosciuto valido il novantacinque per cento delle prestazioni, quando fino a pochi giorni fa era la stessa Asl di Chieti ad affermare che le prestazioni improprie erano molte di più di quelle dichiarate nell'incontro di martedì".
Pochi soldi, Mancini incontra Napolitano (
da "Tempo, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, al primo posto una riflessione sui problemi della Governance delle Università, nonché una riforma dei meccanismi di valutazione degli Atenei. Queste stesse problematiche saranno trattate venerdì prossimo 19 settembre quando i Magnifici Rettori delle Università del Lazio saranno a Viterbo per una seduta straordinaria del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università
Scuola: niente tagli al sostegno (
da "Tirreno, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: al question time, il ministero dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, precisando che per l'anno scolastico appena cominciato (2008-09) "sono stati confermati a livello nazionale tutti i posti di sostegno funzionanti nel 2007-08 e dunque rispetto ai circa 174.000 alunni sono stati attivati complessivamente 90.
<Le insegnanti travestite da asino? È triste e davvero
poco educativo> ( da "Giornale.it, Il"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: io la penso esattamente come il ministro Gelmini: quella delle maestre con il lutto e con il cappello da asino è oggettivamente una faccenda triste, molto poco bella, molto poco educativa". Il pensiero del provveditore va a quei bambini che hanno dai sei anni in su e che assistono indifesi a rivendicazioni sindacali che non possono comprendere.
Basta con le strumentalizzazioni (
da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assessore regionale Costa che critica il ministro Gelmini rispondo: è miope parlare solo di tagli. Il ministro Gelmini vuole riformare la scuola in maniera profonda, ed è uno sforzo che merita sostegno e non ostacoli. Della dichiarazione di Costa apprezzo invece l'invito al dialogo: spero proprio che voglia presto invitare presso l'assessorato regionale i rappresentanti della scuola,
Italiani perbene italiani fannulloni - (segue dalla prima
pagina) ( da "Repubblica, La"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, e perfino la "new entry" Mara Carfagna, sono riusciti a trasmettere un contenuto secondo modalità standardizzate, di tipo essenzialmente mediatico-televisivo, e quindi a mettersi in comunicazione con il pubblico (ovvero lo stadio di implosione nella privacy a cui è stata consegnata l'opinione pubblica).
MA DIFENDIAMO LE MAESTRE BRAVE (
da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Che possono condividere oppure no la riforma di Mariastella Gelmini, ma a cui non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di mettersi a pontificare davanti al portone della scuola o, peggio ancora, in cattedra. Io voglio spezzare una lancia per tutti gli insegnanti che lavorano seriamente e senza mischiare la scuola con la politica.
Quando la politica diventa un format (
da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, e perfino la "new entry" Mara Carfagna, sono riusciti a trasmettere un contenuto secondo modalità standardizzate, di tipo essenzialmente mediatico-televisivo, e quindi a mettersi in comunicazione con il pubblico (ovvero lo stadio di implosione nella privacy a cui è stata consegnata l'opinione pubblica).
Silvio zittisce tutti: "L'antifascismo? Io penso a
lavorare" ( da "Tempo, Il"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: erano anche tanti ministri: da Angelino Alfano a Claudio Scajola, da Mariastella Gelmini ad Andrea Ronchi e Stefania Prestigiacomo. L'attacco - Nel suo discorso al Tempio di Adriano Berlusconi attacca la leadership del Pd e chiude la porta al dialogo con l'opposizione: "Veltroni aveva cominciato bene ma nei fatti è del tutto inesistente.
<Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco> (
da "Giorno, Il (Milano)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: PAROLA DELLA GELMINI ROMA ? Il ministero vuole dare al mondo della scuola "norme certe, durature, chiare e inequivocabili". Lo assicura il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (foto LaPresse), durante il question time, riferendosi alla vicenda delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario).
Alitalia, l'ora X (
da "Vita non profit online" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ieri chiese devastate nel Karnataka, assaltato un convento nel Madhya Pradesh. Sostegno scolastico Avvenire - pag. 12: la Gelmini annuncia che non sono previsti tagli agli insegnanti di sostegno. Ci saranno dunque 90.882 posti per 174mila alunni con disabilità a scuola.
Roma, 12:52 - SCUOLA: MPA, NO A RIFORMA GELMINI (
da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Una bugia tira l'altra e la propaganda va (
da "Tempo, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: i sindacati Una bugia tira l'altra e la propaganda va Mariastella Gelmini è il ministro più amato dagli italiani (66% l'indice di fiducia, secondo i sondaggi dell'Istituto Piepoli). Ma la selva delle sigle sindacali della scuola, una parte dei maestri e anche gruppi di genitori hanno espresso un'aggressività mai vista.
IL SINDACO: Sì AL MAESTRO UNICO MA SOLO SE NON PENALIZZA IL
TEMPO PROLUNGATO. E FIRMA LA PETIZIONE CONTRO IL DECRETO-GELMINI (
da "Mattino, Il (Salerno)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il sindaco: sì al maestro unico ma solo se non penalizza il tempo prolungato. E firma la petizione contro il decreto-Gelmini.
S. Giuliano/ Berlusconi: Sacrificio dei 27 bimbi non sarà (
da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, che ha comunque posto l'accento sul fatto che oggi, quella di San Giuliano, "è la scuola più sicura d'Italia" e che "deve diventare un esempio per tutti". Per quanto riguarda il 'piano delle cento scuole', la Gelmini parla di "una grande legge obiettivo perchè il Governo - ha assicurato - non perderà tempo anche se sarà un programma di lunga durata:
SCUOLA: BERLUSCONI, SEGUIRO' ITER PDL POPOLARE SU SICUREZZA (
da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Antonio Morelli che avevano ricordato al presidente del Consiglio e al ministro Gelmini che il provvedimento ''forse, giace in qualche cassetto''. Sul fronte della sicurezza degli immobili scolastici, Berlusconi e Gelmini hanno annunciato oggi un 'piano delle 100 scuole' per avviare immediatamente lavori di messa in sicurezza negli edifici maggiormente a rischio.
SAN GIULIANO ( da "TGCom"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Accompagnato dal ministro della pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, e dal capo della protezione civile, Guido Bertolaso, il premier prima si è recato al cimitero per rendere omaggio alle piccole vittime della tragedia. Dopo la commovente visita al cimitero, il premier ha salutato i bambini e si è unito con loro a cantare qualche strofa.
Berlusconi a S.Giuliano di Puglia "Piano sicurezza per
100 scuole" ( da "Repubblica.it"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: accompagnato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dal sottosegretario Guido Bertolaso - si è intrattenuto a conversare con i bambini, e ha cercato di cantare insieme a loro una canzoncina. Prima della visita, si è recato al cimitero del paese per deporre una corona di fiori, e rendere omaggio così alle vittime del sisma.
<I buoni libro? Inutile presentarli alla cassae anche
per il Comune sono solo carta straccia> (
da "Sicilia, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non ci sono soltanto le proteste per la riforma Gelmini ad animare l'avvio dell'anno scolastico: a Catania città, infatti, le famiglie devono fare i conti anche con il mancato rientro dalle spese per l'acquisto dei libri, visto che i buoni del Comune dal 2006 non sono ancora "coperti" e quindi non vengono accettati dai librai.
<Ai sardi i costi della sanità, che fregatura> (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il Psd'Az non è più morbido: "Ai tagli decisi dal governo Prodi, si sommeranno quelli del ministro Gelmini", chiude Atzeri. Un dettaglio è certo: alle regionali 2009 i Quattro Mori scenderanno in campo da anti-soriani. E per il prossimo 5 ottobre invitano a votare "sì" per l'abrogazione della legge sulle coste. ( a. c. ).
Il maestro unico, ma buono (
da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sul voto in condotta il discorso è molto più serio. Vita: Ci spieghi. Caffo: La scuola deve riconquistare un'autorevolezza educativa che non cala dall'alto, attraverso un codice di regole formali. Le regole devono arrivare dal progetto che vive e viene costruito giorno dopo giorno: il rispetto reciproco, l'aiuto e la solidarietà verso i più deboli,
Più scienza e matematicaper crescere ambientalisti (
da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mayer: Il ministro Gelmini propone il ritorno al
La sostenibilità a scuola?Si impara in dieci mosse (
da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Istruzione, dell'università e dalla ricerca, Maria Stella Gelmini, insieme alla sua collega all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha mostrato una grande attenzione all'educazione come strumento per prevenire i problemi ambientali, in particolare quelli che dipendono dai nostri comportamenti scorretti.
I giovani non hanno piùangeli custodi (
da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: controllo delle proprie reazioni emotive per accettare in silenzio il fatto che la Gelmini ha preso il posto che, nell'esecrando periodo fascista, fu di Giovanni Gentile per fare il commissario liquidatore dell'intero sistema educativo. La Gelmini, infatti, a parte i suoi evidenti limiti culturali, opera in un quadro di tagli di spesa che riducono drasticamente le offerte educative.
Molise/ S. Giuliano, Bertolaso: "Ricostruzione andrà
avanti" ( da "Virgilio Notizie"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: partecipato insieme al premier Belusconi e al ministro Gelmini all'inaugurazione della nuova scuola di San Giuliano di Puglia (Campobasso). "E' un obiettivo che resta nell'agenda del Governo", ha affermato Bertolaso. La nuova scuola 'Angeli di San Giuliano', è stata intitolata ai 27 bambini morti sotto le macerie del vecchio edificio, raso al suolo dal sisma del 31 ottobre 2002.
Berlusconi inaugura a San Giuliano di Puglia (Cb) la
"Scuola degli angeli" ricostruita dopo il terremoto del Molise (
da "Sestopotere.com" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: giunto a San Giuliano insieme al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Dopo una visita privata al locale cimitero, Berlusconi ha scoperto la targa della nuova scuola elementare sulla quale si innalzano la bandiera italiana, della comunità europea e del comune, recante l'iscrizione 'Scuola Angeli di San Giuliano',
S.Giuliano, il premier nella scuola del terremoto (
da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Bertolaso Berlusconi è arrivato in compagnia del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e del presidente della Regione Molise, Michele Iorio. Il premier, prima di visitare la scuola, si è intrattenuto a conversare con i bambini e ha cercato di cantare insieme a loro il motivetto intonato dalle classi delle nuove
Scuola, Berlusconi annuncia piano sicurezza primi 100
istituti ( da "Reuters Italia"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dell'Istruzione Maria Stella) Gelmini, metteremo in sicurezza le prime 100 scuole", ha detto Berlusconi. Il capo del governo ha però sottolineato che le scuole da mettere in sicurezza sull'intero territorio nazionale sono molte di più. "Devo dirvi che le scuole su cui bisogna esercitare i controlli sono molte molte di più.
Scuola/ Tagli, domani Gelmini illustra programma a parti (
da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ed il ministro del Miur Mariastella Gelmini: al centro del confronto vi sarà il piano programmatico dell'art. 64 della legge 133/08 che prevede la cancellazione di 130.000 posti di lavoro nella scuola nei prossimi tre anni, fra insegnanti e personale non docente. Si parlerà, quindi, di tutti gli aspetti, e le conseguenti ricadute sul personale (dagli orari agli organici)
Talk show con Freccero e Rossello all'incontro annuale dei
pediatri ( da "Stampa, La"
del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: argomento reso ancor più di attualità dalla prevista riforma della scuola del ministro Gelmini. - aggiungono all'Asl - All'interno di questo talk show ci saranno contributi certamente originali, portati da professionisti dell'informazione". I talk show prenderanno il via domani alle 16,30 e sabato alle 15. La segreteria scientifica è curata da Emanuele Varaldo e da Amnon Cohen.
Scuola/ Panini (Cgil): numeri ministro Gelmini sono (
da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cgil sferra un duro attacco al ministro Mariastella Gelmini alla vigilia del confronto di domani a viale Trastevere dove si parlerà del piano programmatico dei tagli contenuti in finanziaria e nel dl 137 sul maestro unico: secondo il leader sindacale Enrico Panini il ministro del Miur nell'illustrare la situazione della scuola italiana - in particolare sul Pil,
( da "Tribuna di Treviso, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Monta la protesta di insegnanti e sindacati contro il decreto Gelmini
che reintroduce il maestro unico alle elementari. I malumori degli insegnanti
viaggiano anche via web: sono stati un centinaio in pochi giorni gli insegnanti
trevigiani che hanno sottoscritto l'appello "No al Maestro unico" nel
sito www.firmiamo.it. Una protesta iniziata ufficialmente lunedì con il
primo giorno di scuola: a Treviso alle Masaccio è stato esposto un cartello
contro il "maestro tutto fare" e l'interruzione del tempo pieno. I
sindacati inoltre hanno organizzato un volantinaggio di fronte alle scuole
rivolto ai genitori per denunciare quello che la Cgil Scuola definisce "un
tentativo di affossamento della scuola pubblica". Pochi invece gli
insegnanti trevigiani che hanno aderito alla forma di protesta del fiocco nero
al braccio come segno di lutto. In questi giorni Cgil, Cisl, Uil e Snals stanno
elaborando un calendario delle assemblee in tutte le scuole della provincia. La
mobilitazione potrebbe sfociare anche in uno sciopero. (l.c.).
( da "Trentino" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Un paese
in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella loro azione, in sintonia con
il linguaggio dei ministri. Non ce ne sono molti in questo momento sul pianeta
e l'Italia non ha certo una tradizione in proposito. Fino ad ieri, anche da
noi, era l'esatto contrario: quando pioveva era "ladro" il governo,
di qualunque colore fosse. Invece la Carfagna che vuole ripulire le strade
dalle prostitute piace da impazzire e piace Maroni che promette tolleranza zero
ad ogni incrocio. Piace anche la Gelmini che vuole sbarazzarsi degli insegnanti in eccesso, così come era
piaciuto Brunetta in lotta coi fannulloni. Piace soprattutto Berlusconi che
sfonda alla grande la soglia del 60% di gradimento. Piace il suo autoritarismo
sorridente, il suo voler raddrizzare la schiena ai cattivi che sono sempre gli
altri. I sondaggi rimandano e fotografano l'incontestabile umore
nazionale: Berlusconi ha più o meno sempre ragione. Anche quando dichiara e
battezza come "imbarazzante" il consenso e la passione italica nei
suoi confronti. Definizione migliore non si poteva trovare, effettivamente è un
fenomeno sociale e culturale che imbarazza.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
DENUNCIAta
una possibile intrusione La stanza dell'amministratore delegato dell'azienda
aeronautica è sottoposta a sorveglianza 24 ore su 24 UNA PORTA trovata inspiegabilmente
aperta, nel cuore super protetto del centro direzionale di una delle più
importanti e strategiche aziende italiane, tenuto ventiquattr'ore su
ventiquattro sotto sorveglianza dagli uomini di un'agenzia di guardie giurate e
da un reticolo di accessi oltrepassabili solo mediante badge. Un varco nel
sistema di sicurezza, è stato scoperto nei giorni scorsi nell'ufficio
dell'amministratore delegato della Piaggio Aero Industries, l'ingegner José Di
Mase, all'interno del quartier generale sestrese della società, custode di
segreti industriali capaci di far gola a molti. Sul caso indagano i carabinieri
della stazione di Aeroporto e della compagnia di Sampierdarena, ai quali
l'azienda ha presentato una dettagliata denuncia. Spionaggio? Gli inquirenti non
si sbilanciano (e non minimizzano) così come la società, in attesa che
l'amministratore delegato torni nel centro direzionale e verifichi l'integrità
dei suoi archivi e dei sistemi informatici. In apparenza, l'ufficio era in
ordine. Ma solo l'ingegner Di Mase nelle prossime potrà verificare che nulla
manchi all'appello. Perché un eventuale intruso - evidentemente solo un
professionista potrebbe spingersi a tanto - avrebbe dimenticato una porta
aperta dopo aver superato una serie infinita di sbarramenti elettronici e gli
occhi dei vigilante? Una spiegazione potrebbe essere questa: la spia potrebbe
esser stata costretta ad allontanarsi, di fronte al rischio improvviso di
essere scoperta. Oppure potrebbe aver voluto lasciare un semplice avvertimento:
la meno probabile delle ipotesi. Una possibilitàè anche quella che qualcuno
possa aver dimenticato di chiudere la porta. L'azienda non avrebbe accreditato
questa eventualità, considerando il fatto che si è rivolta ai carabinieri
perché facciano luce sul giallo. Piaggio Aero Industries è un'azienda
aeronautica leader nel mercato internazionale, attiva nella progettazione,
costruzione, manutenzione di velivoli e motori aeronautici ad alta tecnologia.
Fu costituita nel 1998 per iniziativa di una cordata di imprenditori con a capo
l'ingegnere Piero Ferrari (vice presidente della Ferrari) che ne è presidente e
l'ingegner Josè Di Mase amministratore delegato, che rilevarono gli assets
delle "gloriose industrie meccaniche ed aeronautiche Rinaldo Piaggio"
si legge sul sito web della società. "Piaggio Aero Industries è l'unica
azienda al mondo attiva nella realizzazione sia di velivoli completi (P180
Avanti II e P166 DP1) sia nella costruzione di motori aeronautici e componenti
strutturali. Tecnologia all'avanguardia, esperienza e impegno nella ricerca
uniti a uno stile innovativo hanno decretato il successo di Piaggio Aero
Industries, che rappresenta, oggi, una realtà protagonista ed in costante
crescita nel mondo dell'industria aeronautica internazionale". Nella sede
di Sestri, oltre al quartier generale, sono ospitati gli stabilimenti per
l'assemblaggio, i collaudi , le prove di volo e la revisione dei velivoli. Gli
altri siti produttivi sono a Finale Ligure (in provincia di Savona), a
raggiungere una superficie industriale di oltre 120 mila metri quadrati.
L'attività di ricerca e sviluppo viene effettuata a Pozzuoli (provincia di
Napoli). Attualmente è in corso di realizzazione il nuovo avanzatissimo
stabilimento produttivo a Villanova d'Albenga (in provincia di Savona). Il
prodotto di punta è il nuovo P180 Avanti II "il più moderno e veloce
velivolo d'affari turboprop oggi disponibile sul mercato". Graziano Cetara
cetara@ilsecoloxix.it 17/09/2008 Già denunciato un ventiduenne che, davanti a
un liceo, aveva ceduto uno spinello a tre studenti 17/09/2008 DROGA a scuola?
No grazie. Oltre alla linea dura sul voto di condotta
proposta dal ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini per combattere il bullismo (
( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Lo
Snals: il taglio ai posti di lavoro sarà drammatico PORDENONE. La bufera
politica si abbatte sugli insegnanti di Udine, Trieste e Pordenone con il lutto
al braccio anti-riforma a scuola, lunedì scorso. I consiglieri regionali Paolo
Ciani e Piero Tononi hanno presentato, ieri, un'interrogazione al presidente
della Giunta Renzo Tondo. "Un fatto sconcertante - hanno affermato i
consiglieri -. Si può prendere in considerazione l'ipotesi del licenziamento".
Il dissenso "in nero" è contro il maestro unico, previsto dal decreto
legge 137. Cancellerà mille 350 cattedre nel prossimo triennio in Friuli e
addio a quote di tempo pieno, in aula. Casi sporadici, quelli capitati degli
insegnanti in lutto: nella primaria "Friz" di Udine, a Trieste e
qualche professore di Pordenone con il foulard nero petrolio stretto al collo.
"E' urgente la verifica - hanno invitato Ciani e Tononi del Pdl -. Per
stabilire se e quanti docenti abbiano disatteso la normale programmazione
didattica, per impartire una lezione politica contro la riforma scolastica del
ministro dell'Istruzione Gelmini, nel primo giorno di lezione". I segretari regionali della
scuola hanno alzato gli scudi e rispedito al mittente dubbi, accuse e istruttoria.
"Dopo queste intimidazioni, si passerà all'olio di ricino? - ha tagliato
corto il segretario regionale Cgil Franco Belci con il collega Flc-Cgil Gianni
Righetti -. Il dissenso civile e responsabile, al decreto sul maestro
unico, è lecito. Chiediamo la sospensione dei consiglieri regionali perché non
rispettano i diritti costituzionali. Docenti a lutto, state tranquilli: non
rischiate la sospensione né il licenziamento". Secca, la replica di Ugo
Previti numero uno di Uil scuola, in Friuli. "Ciani e Tononi - ha detto -
pensino ai problemi urgenti del caro-vita e dell'ottimizzazione dei servizi al
cittadino. A ognuno i suoi compiti e quella del licenziamento, prendiamola come
una battuta. Il ritorno al maestro unico significa meno tempo-scuola: lo riferiscano
alle famiglie degli scolari, i signori consiglieri". Tempo pieno nelle
primarie a rischio di sforbiciate: le ore di lezione settimanali, con la
riforma a regime, scenderanno a 24. Il 30 per cento attuale di tempo pieno, in
Friuli, andrà in soffitta. "La reazione dei consiglieri mi pare esagerata
- ha commentato il leader di Cisl scuola Donato Lamorte -. Il sistema
democratico permette il dissenso e il ritorno al maestro unico è un'operazione
"di cassa": penso che una fascia a lutto non abbia turbato la normale
didattica". Stesso registro per l'area autonoma. "Sarò drammatico il
taglio dei posti di lavoro, nella primaria - è la valutazione di Giovanni
Zanuttini, segretario regionale dello Snals -. A livello personale avrei scelto
altre forme di protesta, però la reazione dei consiglieri regionali è
inopportuna: il lutto non vale una sanzione disciplinare". Chiara Benotti.
( da "Mattino di Padova, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Regione Riforma Gelmini,
in Veneto 1200 maestri a rischio Pd contro il ministro. Dal 26 sciopero contro
il maestro unico PADOVA. Una bocciatura secca del decreto Gelmini e dei
tagli stabiliti dal Governo. Ma anche della Regione, che non investe sulla
mediazione linguistica e stanzia troppo poco per buoni libro e trasporto
scolastico. Il Pd si prepara a dar battaglia per la scuola pubblica, in
Parlamento come in Consiglio regionale. La protesta contro la reintroduzione
del maestro unico alle elementari si leverà in tutta Italia con tre giorni di
mobilitazione, il 26, 27 e 29 settembre. In Veneto nei prossimi cinque anni
saranno tagliati circa 1200 maestri, di cui 320 solo nell'anno scolastico 2009-
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Roma La notte anti-Gelmini,
le maestre dormono in classe è cominciata l'occupazione della scuola elementare
Iqbal Masih. Asserragliati nelle classi alunni, genitori e insegnanti, per
protestare contro la riforma sul maestro unico voluta dal ministro Mariastella Gelmini. Bambini che giocano,
maestre che leggono favole, genitori che organizzano i giacigli alla meno
peggio. Tutti, rigorosamente, indossano la maglietta bianca e verde simbolo
della protesta, con lo slogan bene in vista: "Il futuro dei bambini non fa
rima con Gelmini". MAISTO E PINTUS A PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V
- Roma Casilino, la prima notte anti-Gelmini maestre e genitori dormono in classe BENEDETTA PINTUS
"Aprite il cancello così entro, appoggio i sacchi a pelo e poi vado a
cercare parcheggio", grida una mamma dall'ingresso della scuola. Una
bidella si avvicina al citofono mentre Patrizia, maestra d'italiano, suggerisce
a un collega: "Lascia accese le luci del corridoio e del bagno,
altrimenti i bambini si potrebbero perdere. Spegni solo quelle delle
aule". Intanto dalla palestra arrivano rumori di salti sul parquet e di
palle che rimbalzano, grida di bambini. "Chi vuole ascoltare una
fiaba?", chiede una maestra. Un gruppetto di alunni corre a riunirsi in
cerchio intorno a lei, pronto ad ascoltare la favola della buonanotte. Sono le
nove di sera di lunedì e, come testimonia il video sul sito di Repubblica Roma,
nella scuola elementare Iqbal Masih la prima giornata di ritorno sui banchi non
si è ancora conclusa. Iniziata alle 8.30 al suono della campanella, è
proseguita per tutto il pomeriggio con la protesta contro la riforma voluta
dalla ministra della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini.
Il circolo didattico del Casilino è il più agguerrito della capitale:
insegnanti e dirigente scolastico hanno indetto una settimana di occupazione
per dire no al maestro unico. La prima notte di assedio le voci di una
quindicina di bambini felici e rumorosi rimbalza da un muro all'altro della
palestra. Maestre e genitori non li perdono d'occhio, mentre organizzano le
giornate successive. "Io posso rimanere a dormire domani, ora devo
scappare", si scusa un papà. Nel frattempo, sotto la pioggia, qualche
mamma si dà il cambio attraversando il cortile con buste cariche di sacchi a
pelo, coperte, cuscini e provviste di cibo. "Domani di fronte a
Montecitorio ci saranno almeno 80 scuole, la protesta sta crescendo", dice
soddisfatta una maestra. Se non fosse per le grida dei bimbi che giocano e
corrono in palestra l'atmosfera non sarebbe troppo diversa da quella di
qualsiasi occupazione di studenti del liceo. Mentre i piccoli alunni giocano,
gli adulti bivaccano tra i tavoli della mensa. Pane e formaggio, un po' di vino
rosso, chiacchiere e risate. I padri si siedono sui banchi, le madri si
abbracciano, qualcuno esce fuori per fumare una sigaretta in compagnia e fare
una telefonata dal cellulare. Quasi tutti indossano le magliette verdi e
bianche con lo slogan della protesta: "Il futuro dei bambini non fa rima
con Gelmini". C'è anche una giovanissima mamma
che allatta la sua pupa osservando sorridente i bambini più grandi. La fiaba è
quasi finita. Dopo il "vissero felici e contenti", le maestre
iniziano a gonfiare i materassini e stendere le coperte sul parquet. I bambini
sono elettrici e gli adulti fanno fatica a farli stare buoni. Le lamentele ai
rimproveri, però, non durano troppo: la giornata è stata lunga e la fatica si
fa sentire. Tra un broncio e una lacrima infine si arrendono e si sistemano
stanchi sui tappetini. Bidelle e maestre rimangono sveglie ancora per un po' a
organizzare le tabelle dei turni e il programma per i giorni successivi. I
genitori sgomberano i tavoli, puliscono il pavimento e spengono le luci. Anche
loro per terra, accanto ai piccoli. è ora di dormire: l'occupazione è appena
cominciata.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V
- Roma L'assemblea "Maestro unico, ora la protesta è di tutta la
città" Sit in davanti a Montecitorio e assemblea nel pomeriggio. E'
continuata anche ieri la protesta della scuola romana contro il maestro unico.
Durante la mattinata, mamme e insegnanti del comitato "Non rubateci il
futuro" (che riunisce più di 70 istituti) si sono alternate in presidio
davanti alla Camera dove in commissione istruzione è partita la discussione del decreto Gelmini. Tra gli istituti presenti oltre la Iqbal Masih, capofila della
protesta romana, anche Gandhi, Trilussa e la scuola Franco Cesena di
Trastevere, una delle prime scuole del centro ad aderire al comitato. Nel
pomeriggio, mentre alla Iqbal Masih maestre e genitori continuavano
l'occupazione, all'istituto Galilei più di 200 persone hanno partecipato all'assemblea
promossa da Sos scuola e coordinamento precari a cui hanno aderito anche i Cobas
e il comitato "Non rubateci il futuro": fissata una nuova assemblea,
il 28 settembre, questa volta a livello nazionale. In programma anche una
manifestazione. "L'occupazione durerà ancora stasera e quasi sicuramente
anche domani (ieri e oggi, ndr)", assicurano intanto dalla Iqbal Masih.
(tea maisto).
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
XI - Roma Vocazione e disciplina, la fatica di imparare Dove imparare l'arte
più difficile tra studio e preparazione La mappa degli indirizzi Dall'Accademia
ai corsi privati un impegno che "è come entrare in seminario" E gli
ex allievi raccontano di "anni durissimi" tra svecchiamento e nuove
tecnologie LUDOVICA AMOROSO Il Teatro, nei secoli così imponente e autoritario,
eppure così mutevole. è la vita riprodotta nelle sue evoluzioni più disparate o
"disperate". Ancora scuola durissima per chi ne intraprende la strada. Dall'Accademia
Nazionale d'Arte Drammatica, alle grandi scuole di recitazione private viene
insegnato all'attore odierno il senso di "verità", richiamando i
principi di Stanislavskij e di altri importanti maestri del ?900,
secondo la formula "essere, non recitare". Il direttore della
"Silvio D'Amico", Lorenzo Salveti, spiega: "Da noi si lavora
undici mesi l'anno, anche attraverso stage estivi, per otto ore al giorno.
Cerchiamo di insegnare ai nostri ragazzi a divenire attori completi. Per noi
non esiste la distinzione tra teatro e cinema. Il percorso di ognuno si
sviluppa attraverso l'interesse e le forze messe in campo. La nostra è una scuola ?onnivora', una vocazione, come entrare in
seminario". La sua è l'unica scuola pubblica riconosciuta
a livello nazionale dal MIUR. Tra gli ex allievi, l'attrice teatrale Cristiana
Vaccaro ci racconta di anni durissimi, "Eppure - spiega - mi sono resa
conto della cosa preziosa che mi era stata insegnata: la professione, perché il
tuo ? io' artistico esce solo dopo lo studio e la preparazione. Nicolaj Karpov,
un grande maestro, ci consigliava di seguire un percorso ogni volta diverso per
entrare realmente nella parte e non correre il rischio della ripetizione.
Questo è il segreto perché una scena divenga ogni volta nuova". E se di
metodi d'insegnamento si parla, per Ennio Coltorti, attore, regista e Direttore
del Teatro "Stanze Segrete", ci dovrebbe essere "uno scambio
continuo tra il mondo del teatro e quello del cinema. La tecnica di recitazione
è in continua evoluzione. Grazie ai giovani e alle nuove tecnologie stiamo
intraprendendo un processo di svecchiamento. Le grandi scuole rimangono ma i
veri maestri sono andati via. Il teatro, quando è ben fatto, giunge
direttamente allo stomaco: è sangue, è aria, è quello che respiriamo dalla
nostra società...". Nella più antica scuola privata
di recitazione, l'Accademia Pietro Scharoff, i costi variano da un minimo di
2.800 (360 ore) euro ad un massimo di 4.500 (600 ore) euro all'anno. Il
direttore Luigi Rendine spiega: "Con il tempo abbiamo rivoluzionato la
didattica, introducendo discipline nuove e cercando di guidare i nostri ragazzi
attraverso i vissuti e non attraverso la perfezione estetica". La Cometa,
è un'altra realtà nata nel 1997. La scuola è triennale,
con trenta ore di lezione settimanali ed i costi variano da
( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pordenone
Scuola, la proposta del Pdl in Fvg: "Punire i prof con il lutto al
braccio" TRIESTE. Licenziare gli insegnanti che in Friuli Venezia Giulia,
il primo giorno di scuola, si sono presentati in aula con il braccio listato a
lutto e hanno "impartito una lezione politica" contro la riforma
scolastica del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. È solo un'ipotesi, ma i
consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e Piero Tononi, che l'hanno proposta
in un'interrogazione al presidente della Regione Renzo Tondo, chiedono
"venga presa in considerazione". Nonostante l'ira del ministro,
maestre e genitori lunedì scorso hanno dato vita anche in regione alla protesta
contro il ritorno al maestro unico e i tagli di organico, stimati dallo
stesso ministro in 87 mila cattedre nei prossimi tre anni. Un dissenso che -
per i due consiglieri - ha travalicato il legittimo diritto di protesta. Da qui
l'invito rivolto al presidente Tondo "a svolgere d'urgenza una verifica
per stabilire se, quanti e quali insegnanti abbiano realmente disatteso la
normale programmazione scolastica per impartire una lezione politica contro la
riforma scolastica del ministro nel primo giorno di lezioni in Friuli Venezia
Giulia". Spiegano i due consiglieri: "Il fatto che alcuni insegnanti
si siano presentati a scuola con il lutto al braccio è sconcertante". I
SERVIZI A PAGINA 5.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina X
- Bologna IL CASO Tagli, chiude anche la scuola per insegnanti La protesta dei
futuri prof corre sul blog, il 2 ottobre tutti a Roma IL ministro Fioroni non
li ha più ammessi nelle graduatorie. Il ministro Gelmini ha dato il colpo di grazia: ha
chiuso le scuole di specializzazione per gli insegnanti. Così anche in Ateneo
monta la protesta degli studenti iscritti, circa
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
IV - Bari Mancano gli insegnanti di sostegno dal Comune un milione per i
disabili I sindacati: ormai è emergenza. I fondi saranno utilizzati per il
trasporto alunni CAMILLA POVIA A Bari e in provincia c'è una forte diminuzione
degli insegnanti di sostegno. Sono 135 i docenti in meno rispetto allo scorso
anno scolastico. E quelli che ci sono, di solito, lavorano il doppio o sono
costretti a fare i supplenti. "In un mese abbiamo già avuto segnalazioni
da tre docenti - ha detto Claudio Menga, segretario generale Cgil scuola - che
al posto che affiancare un solo bambino disabile, sono stati costretti ad
insegnare a diversi alunni portatori d'handicap. In questo modo viene meno il
rapporto uno a uno stabilito dalle scuole e i docenti sono costretti a lavorare
sempre di più". Ma non solo. Con i tagli previsti dal
governo e dal ministro Gelmini, gli insegnanti di sostegno diminuiranno ulteriormente. E la
Puglia è una delle regioni che sarà colpita di più. A questo proposito i primi
aiuti arrivano dall'amministrazione comunale che stanzia un milione di euro per
40 educatori professionali che affiancheranno i docenti di sostegno.
"E' assurdo che il Comune cerchi di riparare i danni del governo - ha
detto Pasquale Martino, assessore comunale alla Pubblica istruzione - ma è
proprio quello che abbiamo scelto di fare. Portiamo il numero di figure
professionali da
( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pontedera
Petizione e ordine del giorno del Pd contro i tagli della ministra Gelmini PONTEDERA. Il Pd presenterà un ordine del giorno nel
prossimo consiglio comunale, attraverso la sottoscrizione di una petizione,
volantinaggi e sostenendo le iniziative dei comitati di genitori e insegnati
che in modo spontaneo anche a Pontedera si stanno organizzando. Un impegno per
salvaguardare il diritto all'istruzione e alla formazione di tutti in una
scuola pubblica, moderna e culturalmente pluralista. La scuola è l'istituzione
che più di ogni altra consente ai più giovani di immaginare il proprio futuro.
Solo questa constatazione dovrebbe suggerire alla politica e al governo un
grande senso di equilibrio e responsabilità: così si apre
un comunicato della segreteria comunale del Partito democratico col quale
critica i tagli del ministro Gelmini. "Non sembra - continua - questa una preoccupazione del
Governo Berlusconi e della ministra Gelmini che al contrario, con impressionante leggerezza, usano la scuola
per una propaganda decisionista e per una politica di tagli al bilancio.
La politica sulla scuola deve diventare confronto alto sul progetto educativo e
non polemica su annunci che magari possono attrarre una parte dell'opinione
pubblica, ma che non hanno alcuna base concreta". "Dietro la favola
del grembiule - prosegue - ci sono 8 miliardi di euro di tagli alla scuola e
gran parte andranno a colpire proprio la scuola elementare che pur in una
quadro di grave ritardo della formazione del nostro paese è stimata dall'Ocse
tra le migliori a livello internazionale. La riduzione del tempo pieno e la
reintroduzione del maestro unico - secondo il Pd - potranno garantire questi
livelli e modelli educativi? Noi pensiamo di no. è indubbio che la scuola abbia
bisogno di affrontare una processo di riforma e di razionalizzazione delle
risorse ma perché smantellare la scuola elementare l'unico settore del sistema
scolastico italiano che raggiungeva finora livelli competitivi sul piano
internazionale?".
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 222
del 2008-09-17 pagina 3 Ecopass, il Comune "congela" zone e tariffe di
Redazione City-manager, il sindaco propone un pool di saggi che lavorerà gratis
La sensazione, è che se ci sarà un allargamento della "zona rossa" o
ad altre classi toccherà pagare, in primis i diesel euro 4 che finora l'hanno
scampata o addirittura gli scooter, succederà solo dalla metà del 2009. Per
ora, e ben oltre la fine del test che scatterà il 31 dicembre - l'Ecopass
resterà così com'è. Paletti fissati ieri dai vertici locali del Pdl a Roma
durante un incontro con il sindaco Letizia Moratti in cui sono stati affrontati
tanti temi lasciati aperti prima della pausa estiva: dal rimpasto in giunta al
Leoncavallo, dal trasferimento dell'Accademia di Brera a "tutti i temi
nazionali - riferisce il sindaco - che hanno impatto sulla città, come Ici e
catasto: collaboriamo per un percorso di revisione e integrazione delle
normative, per ottimizzare le risorse che avremo anche in funzione del
federalismo fiscale". E in tempi di ristrettezze di bilancio, ha sopreso
tutti la proposta del sindaco di rimpiazzare il direttore generale Giampiero
Borghini, che ha lasciato da poco Palazzo Marino - e riceveva oltre 200mila
euro l'anno -, con un comitato di esperti disposto gratis le proprie
consulenze. Al tavolo, Ignazio La Russa e Massimo Corsaro per An, Maurizio Lupi,
Maurizio Casero e Guido Podestà per Fi, Giancarlo Giorgetti per la Lega e Luigi
Baruffi per l'Udc. Il ticket d'ingresso, precisa dunque il sindaco,
"resterà così com'è fino alla fine della sperimentazione, non sarà
allargata l'area e non saranno modificate le categorie di veicoli che devono
pagarlo. Abbiamo concordato che non è questo il momento di parlarne, Ecopass
continua come deciso e non ci sarà nessuna novità né allo studio o proposta
finché non esamineremo i dati". Esame dunque che partirà dopo i primi di
gennaio e non sarà dall'esito immediato: perché si arrivi a piazzare nuove
telecamere su un'area più estesa, è certo, passeranno 5-6 mesi. Il sindaco,
assicura Podestà, "ci ha riferito comunque che i dati finora sembrano
positivi, ma si era detto che avremmo fatto un anno di sperimentazione per
decidere come proseguire e non sarebbe corretto trarre conclusioni prima di
finire il test". Con il ministro alla Difesa, la Moratti ha discusso anche
del progetto, già partito con il governo precedente, di trasferire l'Accademia di Brera alla caserma di via Mascheroni: "Per il
ministro Gelmini e Bondi il
piano è già avviato, ma deve avere anche il benestare del ministro La Russa.
Teniamo moltissimo al bicentenario di Brera che cade il prossimo anno - ricorda
il sindaco - e quindi ci auguriamo di poter inserire il progetto nell'ambito
delle celebrazioni". Riaggiornato a un prossimo incontro (a 15
giorni) il tema della fusione tra le aziende di trasporti locali di Milano e
Torino, Atm e Gtt, il futuro degli aeroporti milanesi ("come per Expo,
aspettiamo che il governo risolva la questione Alitalia", riferisce
Podestà), sia quello del Leoncavallo sollevato da La Russa: l'assessore
Giovanni Terzi sta lavorando all'ipotesi di creare una Fondazione. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 222 del
2008-09-17 pagina 3 Giù le mani dai bambini di Redazione (...) La nostra
associazione combatte da anni la strumentalizzazione dei minori in tutte le sue
forme: dall'utilizzo dei figli come arma di rivalsa e ricatto nelle separazioni
e nei divorzi allo sfruttamento della loro immagine nell'ambito della
pubblicità e delle sfilate di moda. Se dipendesse da noi porremmo limiti anche
all'impiego massiccio di bambini nella produzione televisiva e cinematografica.
La sistematica strumentalizzazione dei minori, per fini economici e politici, è
funzionale esclusivamente agli interessi degli adulti; ciò è da noi considerato
un autentico scippo della loro infanzia. Non possiamo non sottolineare - nel
caso specifico dei bambini usati come scudo pretestuoso a rivendicazioni
economiche e politiche di adulti - il totale silenzio di organizzazioni,
nazionali ed internazionale finanziate con fondi pubblici, che della tutela del
minore hanno da sempre fatto la loro bandiera; una bandiera che sembra
sventolare esclusivamente al vento di precisi interessi. Stendiamo infine un
velo pietoso sulle dichiarazioni di alcuni esponenti dell'opposizione e del
sindacato in merito all'iniziativa del Ministro Gelmini sul Maestro Unico. Costoro si
appellano ai minori ed ai loro diritti solo quando funzionale ai loro interessi
ideologici e politici, come l'approvazione di specifiche normative e protocolli
che hanno consentito a un esercito di operatori dell'infanzia di fare della
"tutela del minore" un redditizio quanto vergognoso business,
sulla pelle dei bambini. La Gesef, da sempre impegnata nella scuola per il
riconoscimento del diritto del genitore non affidatario-collocatario ad
accedere a tutte le informazioni scolastiche che riguardano il proprio figlio,
nonché a partecipare alle attività didattiche ludiche e sportive che vedono
coinvolti i genitori, saluta con gioia la proposta del Maestro Unico per le
elementari, da noi considerato vero ed unico punto di riferimento didattico (e
non solo) per il bambino, con l'auspicio di una maggiore presenza di Maestri
Uomini per controbilanciare la presenza femminile nella scuola dell'obbligo e
dell'infanzia. *presidente Gesef, genitori separati dai figli © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 222
del 2008-09-17 pagina 3 La versione delle maestre di Redazione Gentile
Direttore, le scrivo in relazione ad alcune immagini apparse sul "il
Giornale" di martedì 16 settembre 2008, apparse in
riferimento alle proteste relative al decreto Gelmini, sulla reintroduzione del maestro unico. Mi preme rilevare
quanto segue: 1. nella didascalia della foto a pagina 8, foto che ritrae alcune
insegnanti della Scuola G. Daneo, si sostiene che la relativa preside
appartiene alla Sinistra Arcobaleno. Nel farle presente, in qualità di
preside della scuola Daneo, di non aver mai fatto parte della suddetta
associazione, lamento, da parte della testata da Lei diretta, una lesione del
mio diritto all'identità personale. La invito pertanto a pubblicare rettifica
opportuna su "il Giornale" di domani, con riserva, in ogni caso, di
adire le vie legali per il risarcimento dei danni da me patiti a causa del
comportamento Suo e dei giornalisti alle Sue dipendenze;
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 222
del 2008-09-17 pagina 6 "Lo vorrei per nonno Come me è il simbolo di
un'Italia positiva" di Paola Setti Miriam Leone: "Dopo la
trasmissione mi ha detto brava. La politica? Mi piace" da Milano Miriam
Leone, la miss Italia che dà del nonno a Silvio Berlusconi. "Ma vuoi
mettere avere un nonno così? Ti può trasmettere tante esperienze. Il suo
nipotino Alessandro è fortunato". Imprenditore, fondatore di un partito,
premier... "E poi le case". Eh sì, case. Ville vorrà dire. "Sai
che vacanze, per noi abituati ad andare in spiaggia libera al lido o ai
giardini comunali". Ma se ci fosse stato Romano Prodi, seduto accanto a
lei nello studio di "Porta a porta", avrebbe detto la stessa cosa?
"Ma sì, dài. Solo che i suoi nipoti andranno in bicicletta... ". Era
emozionata, nella poltrona accanto al premier?. "Moltissimo. Una serata
surreale. Guardavo la gente in studio alla ricerca di uno sguardo umano che mi
dicesse che non stavo sognando. Del resto vivo così". In un sogno.
"Mi sveglio al mattino preoccupata che non sia vero niente, col timore che
il vestito si trasformi nei jeans strappati e la corona in un cerchietto con la
mollettina per i capelli". È la sindrome di Cenerentola. E il principe
azzurro chi è? "Non c'è. Per ora mi accontento del rospo nel
cassetto". Certo che il premier a "Porta a porta" non le ha
fatto nemmeno un complimento. "Gli argomenti erano troppo seri per
abbassare il tono". Dopo però che le ha detto? "Era blindatissimo, è
andato via presto... ". Non ci crede nessuno. "Va be', mi ha detto
che oltre a essere bella sono anche brava. Ma è stato molto sobrio". E
dire che lei per conquistarlo ha detto persino di approvare il maestro unico.
"Ma io la penso davvero così. Il rapporto esclusivo con un maestro può
dare molto di più". Gioco della torre: Berlusconi o Veltroni? "Tengo
tutti e due, credo nella regola dello yin e yang: entrambi i poli sono
necessari all'equilibrio. Spero riallaccino il dialogo, per il bene del
Paese". Mariastella Gelmini o Ignazio La Russa? "Tengo La Russa: mi telefona tutte le
mattine". Prego? "No, va be', è che il mio collega di radio Etna
Espresso, Alessio, lo imita benissimo". Roberto Maroni o Mara Carfagna?
"Tengo la Carfagna: è una donna. E poi ha iniziato come me, dal concorso
per miss Italia". Ahi ahi ahi, un'altra che vuol far politica.
"La politica mi interessa, sì. Ma per ora cerco di restare con i piedi per
terra, e di vivere questo ruolo con impegno". È una responsabilità, essere
miss Italia. "Sono un simbolo, come il premier e come la Vezzali
campionessa olimpica: in fondo rappresentiamo il lato positivo del Paese, che
pur fra mille difficoltà è sempre il Bel paese". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 222
del 2008-09-17 pagina 14 Rai, programmi a ruota libera Del Noce pensa già alla fiction
di Redazione La fiction non ha il volto di Miss Italia ma fa innamorare lo
stesso. E Fabrizio Del Noce (nella foto) sembra essersi perso dietro alle sue
movenze al punto che, come gli innamorati, dimentica il presente. E finisce
spiazzato. Il palinsesto ad esempio fa acqua. Lunedì, su Raiuno, alla Vita in
diretta s'è parlato di prostituzione, tema caldo. A discuterne Alessandra
Mussolini e Livia Turco. Ne hanno parlato 16 minuti 16. Perfetto:
contraddittorio centrato (a parte qualche lacuna). Ma, scusi direttore, perché
la Carfagna, ministro artefice del provvedimento, è finita relegata solo per un
minuto alla radio e per giunta sulla sua esperienza a Miss Italia? Sarà stata
una svista. Ma la giornata si era aperta a Unomattina con
una precaria anti-Gelmini
ed è proseguita nel pomeriggio con le cooperative anti-Tremonti. Direttore, por
favor, occhio ai palinsesti... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
R2
MERCOLEDì LA POSA DEI POTENTI FILIPPO CECCARELLI Ma cosa provano ministri,
ministre, potenti e adesso anche fidanzate di potenti quando si rivedono nelle
fotografie in posa che a ritmo incessante si fanno scattare sui rotocalchi un
tempo detti "rosa" e ora deputati a consacrare l'immagine del
comando? Il ministro Maroni, per dire, che felice come un bimbo mostra la sua
vasta collezione di elefantini "tutti rigorosamente con la proboscide in
alto", si legge nella didascalia. Oppure la Gelmini, semi-sdraiata senza occhialetti
sulla guida rossa dello scalone della Pubblica Istruzione. E Bondi, povero Bondi,
il ministro del Bello: condotto in maniche di camicia su un ombroso viale di
campagna e qui immortalato con un sorriso malinconico e un'incongrua penna
d'oca in mano. Che si ha da fare per comandare: copertine, servizi
illustrati, scenette fasulle. Al titolare della Difesa La Russa mettono in
grembo il barboncino "Fiamma". Il sindaco Alemanno fa finta di lavare
i piatti in cucina. La fidanzata dermatologa del ministro degli Esteri,
l'ineffabile new entry Chantal Sciuto, occhieggia severa in elegante tailleur e
guanti verdi da chirurgo, mentre su un altro settimanale ostenta frustino e
stivali da cavallerizza, ma sopra una poltrona. Perché lo fanno? Per vanità?
Leggerezza? Predisposizione? Incoscienza? Ricerca del consenso? O perché non
sanno dire di no? Dilemma complesso, più forte del ridicolo.
( da "Repubblica, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
R2 Il ministro Gelmini
pensa a come cambiarlo, i prof lo difendono. Viaggio nell'ultima trincea della
scuola italiana. Con qualche sorpresa JENNER MELETTI MODENA dal nostro inviato
I bulli sono arrivati anche qui, nel liceo - mito. In una notte di maggio hanno
incendiato arredi e computer dell'aula riservata agli studenti disabili. "Non abbiamo mai
saputo da dove venissero, quei disgraziati. Non possiamo credere che fossero
nostri studenti". Il liceo Ludovico Antonio Muratori, in cemento armato,
sembra una fortezza: una delle 466 cittadelle chiamate liceo classico che ogni
mattina aprono i loro portoni in Italia, assieme ai loro cugini, gli 864 licei
scientifici. La bufera alla quale debbono resistere oggi non si chiama
bullismo, ma ministro Mariastella Gelmini, che ogni
giorno annuncia le riforme fatte con l'accetta. "La scuola è sempre
pubblica, anche quella che non è gestita dallo Stato. Non tutti i ragazzi debbono
necessariamente iscriversi al liceo classico o scientifico". Ci sono i
manifesti dei sindacati, nell'atrio del liceo. I professori sono solidali con
le maestre che si sono presentate in classe con il lutto al braccio. Hanno
paura che riforme improvvisate annullino decenni di lavoro. "Stiamo
valutando di ridurre le ore settimanali nelle superiori", ha ribadito il
ministro. Dai licei potrebbe sparire un anno, il 20% del sapere trasmesso
andrebbe al macero. Sui muri del Muratori non c'è nessuna scritta. "Solo
tre anni fa ne è apparsa una: "Lasciate ogni speranza voi
ch'entrate"". Durante la ricreazione i ragazzi parlano sottovoce.
"Noi cerchiamo - dice la preside Rossella Bertoni - di insegnare anche la
buona educazione. Qui ci sono 800 studenti e 80 professori. Se tutti urlassimo?
Il classico forse resta un'isola felice: qui arrivano ragazze e ragazzi che
hanno davvero voglia di studiare. Noi cerchiamo di dare loro quel bagaglio di
interessi, di curiosità e di cultura che sarà utile per tutta la vita. Non è
vero che al liceo si studiano cose vecchie e inutili come il greco e il latino:
si impara ad usare il libero arbitrio, si accresce lo spirito critico. Ma tutto
questo, in una società che vuole sempre qualcosa da spendere subito, non sempre
è compreso. La scuola non è un supermercato". SEGUE NELLE PAGINE
SUCCESSIVE CON UN ARTICOLO DI SALVO INTRAVAIA SEGUE A PAGINA 40.
( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Spettacolo
Pivetti ancora Prof. Problemi più reali nella nuova serie E
Veronica boccia il ministro Gelmini ROMA. La prof. di lettere Camilla Baudino, alias Veronica
Pivetti, di questi tempi sarebbe tra gli insegnanti che contestano la riforma
del ministro Gelmini.
"Sorvoliamo" dice l'attrice per evitare commenti pesanti alla
presentazione stampa alla Rai; "la riforma? Piccola, superficiale e
ipocrita", dice poi all'agenzia radiofonica Grt. La nuova serie, promossa a
otto puntate, il giovedì su Raiuno, di Provaci ancora Prof. 3, con la regia di
Rossella Izzo, promette "pur nel contesto di commedia e di giallo-rosa, un
pizzico più di realismo sulla scuola - dice la Pivetti - questa volta infatti
sono una professoressa che si arrabbia veramente con gli allievi, cerca di
avere un rapporto più adulto, di responsabilizzarli". Pur realizzata (da
Endemol Italia) ben prima del progetto di riforma del nuovo ministro Gelmini, la serie "fa un pensiero sulla realtà della
scuola - sottolinea Eleonora Andreatta di Rai Fiction - rispettandone
maggiormente la complessità, senza stereotipi e proponendo con la professoressa
Baudino un modello di buon professore capace di ascoltare e contenere".
Nella fiction, che prende ispirazione dai romanzi di Margherita Oggero, questa
volta il marito della prof., interpretato da Enzo Decaro, entra in crisi
professionale rappresentando così quello che capita ad una persona di mezz'età
che perde il lavoro, "si deve rimettere in gioco e l'incertezza sul lavoro
si riflette anche nei rapporti familiari", come dice l'attore.
( da "Tirreno, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità
Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso nella loro azione, in
sintonia con il linguaggio ... Un paese in armonia con i suoi governanti, fiducioso
nella loro azione, in sintonia con il linguaggio dei ministri. Non ce ne sono
molti in questo momento sul pianeta e l'Italia non ha certo una tradizione in
proposito. Fino ad ieri, anche da noi, era l'esatto contrario: quando pioveva
era "ladro" il governo, di qualunque colore fosse. Invece la Carfagna
che vuole ripulire le strade dalle prostitute piace da impazzire e piace Maroni
che promette tolleranza zero ad ogni incrocio. Piace anche
la Gelmini che vuole
sbarazzarsi degli insegnanti in eccesso, così come era piaciuto Brunetta in
lotta coi fannulloni. Piace soprattutto Berlusconi che sfonda alla grande la
soglia del 60% di gradimento. Piace il suo autoritarismo sorridente, il suo
voler raddrizzare la schiena ai cattivi che sono sempre gli altri. I
sondaggi rimandano e fotografano l'incontestabile umore nazionale: Berlusconi
ha più o meno sempre ragione. Anche quando dichiara e battezza come
"imbarazzante" il consenso e la passione italica nei suoi confronti.
Definizione migliore non si poteva trovare, effettivamente è un fenomeno
sociale e culturale che imbarazza.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-17 - pag: 16 autore:
Risponde Aldo Carboni Le lettere vanno inviate a: Il Sole-24 Ore ''Lettere al
Sole-24 Ore'' - Via Monte Rosa, 91 20149 Milano - fax 02.312055 email:
letterealsole@ilsole24ore.com a.carboni@ilsole24ore.com è b uffo, tutti parlano
dei bambini, ma ci fosse qualcuno che ha chiesto loro un'opinione. Magari,
neanche si sono accorti che alcune maestre erano vestite di nero. O non hanno
associato il nero al dolore del lutto. A quell'età, la morte è un pensiero lontano.
Perciò, mi pare tutta una gran chiacchiera. E anche la protesta degli
insegnanti, l'ho trovata forse inopportuna, ma nel complesso civile. Almeno,
erano a scuola. - Violenza brutale A Milano hanno ammazzato un italiano di
colore. A scusante loro, i due aggressori (padre e figlio, con precedenti)
hanno detto che, con i suoi amici, avevano rubato tre pacchetti di biscotti nel
loro bar. La vita vale proprio poco. Ma mi chiedo che cosa vale la presenza di
3mila soldati per strada quando molti si sono fatti l'idea che si può uccidere,
o usare violenza, per delle inezie. Non sarà che dopo il tam tam della campagna
sulla sicurezza i cittadini si sentono autorizzati a compiere ogni nefandezza?
Francesco Colombo e-mail Scuola e merito Voglio esprimere il mio fastidio per
il taglio schematico e ideologico (naturalmentea mio modesto giudizio) con cui
Alberto Alesina ha espresso il proprio punto di vista sulla scuola italiana sul
Sole 24 Ore dell'11 settembre. Come si fa infatti, se non sulla spinta
dell'urgenza "ideologica" di dimostrare la propria tesi, a mettere
insieme, sotto lo stesso segno della "meritocrazia", la scuola
primaria con le scuole superiori e l'università? Mi sfuggono le ragioni che hanno indotto il ministro Gelmini a partire con i tagli proprio in quella scuola primaria che, nel
contesto del sistema formativo italiano, rappresenta un fiore all'occhiello
(come anche i recenti dati dell'Ocse confermano) agli occhi del mondo. Né mi
illudo ci si possa ragionevolmente attendere che l'attuale ministro cominci
nella sua operazione di taglio agli sprechi, intervenendo sulla pletora
di insegnanti di religione (vero e arcaico unicum del sistema scolastico
italiano) indicati direttamente dal gradimento vescovile, pagati dallo Stato
italiano e poi, dopo qualche anno inseriti nell'ordinario circuito didattico
senza concorsi e vere prove selettive. Ma, evidentemente, questi dubbi non
sfiorano il commentatore che promuove preventivamente e a pieni voti (senza
alcuna valutazione meritocratica dei risultati), il nuovo ministro. Daniele
Borioli Assessore ai Trasporti e infrastrutture Regione Piemonte Le parole di
Fini Ma che destra è quella di Fini? Se una destra non è un po' nazionalista
non è destra. Se una destra non accetta di unirsi ai gazebo leghisti contro l'invasione
di clandestini non è destra. Se una destra propone di far votare alle
amministrative gli extracomunitari senza la cittadinanza non è destra. Lettera
firmata.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-17 - pag: 37 autore:
Istruzione. Il ministro Mariastella Gelmini annuncia il recupero degli
iscritti al IX ciclo "Ssis" Precari, un varco in graduatoria
Possibile correzione al Dl 137/08 per inserire gli ultimi specializzandi Luigi
Illiano ROMA Ciambella di salvataggio in arrivo per gli studenti del IX ciclo
Siss (Scuola di specializzazione all'insegnamento secondario). Entro
l'anno ci sarà un provvedimento ad hoc che permetterà a questi diplomati di
inserirsi nelle graduatorie a esaurimento. Lo ha annunciato il ministro
dell'Istruzione,Mariastella Gelmini in un'intervista
al settimanale Tempi. "In modo che i ragazzi che hanno frequentato le Siss
e si sono pagati una scuola, oltre i costi dell'università, possano accedere a
una graduatoria ", ha spiegato il titolare di Viale Trastevere. In realtà
si tratta di una scelta quasi obbligata che mette fine a una evidente
contraddizione. è un contenzioso cominciato quando la Finanziaria 2007 del
Governo Prodi trasformò le graduatorie permanenti in liste a esaurimento
bloccandole. Ma, nonostante lo stop, il IX ciclo delle Siss (anno accademico
2007/2008) non fu cancellato e partì, pur in assenza di sbocchi. Con
l'inevitabile conseguenza di lasciare in sospeso 11mila aspiranti docenti
specializzati. Nell'intervista Gelmini non entra nei
dettagli, ma sembrerebbe che, per centrare l'obiettivo, sia orientata a
utilizzare la corsia preferenziale e blindata di un emendamento al decreto
legge 137 del 2008, "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e
università" (quello su maestro unico e voto in condotta). La misura, di
fatto, consentirà l'inserimento, in occasione dell'aggiornamento biennale delle
graduatorie a esaurimento, agli abilitati Ssis del IX ciclo. Ma non solo: la
possibilità sarebbe estesa anche agli abilitati che hanno frequentato i corsi
(attivati nel 2007/2008) per la formazione dei docenti di strumento musicale. Stesso
discorso per coloro che nell'anno accademico 2007/2008 erano iscritti al corso
di laurea in Scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di
didattica della musica. Ieri Gelmini ha anche
confermato l'intenzione di riordinare il meccanismo di formazione dei docenti,
articolandolo in un solo anno al posto di due (si veda"Il Sole 24
Ore" di ieri) e prevedendo non solo studio teorico, ma molto praticantato
in classe. E proprio per elaborare nuovi criteri di formazione e reclutamento
degli insegnanti è al lavoro una commissione, presieduta da Giorgio Israel (
ordinario presso il dipartimento di matematica alla Sapienza di Roma) che dovrà
portare a termine il proprio compito entro il prossimo 30 novembre. Intanto,
per il decreto legge 137 con le novità sul maestro unico e sul voto in condotta
ieri è cominciato l'esame in commissione Cultura alla Camera. Ci sono state le
audizioni delle associazioni di familiari, docenti, studenti e rappresentanti
sindacali. Secondo il presidente della commissione, Valentina Aprea, il
provvedimento viaggia spedito verso l'approvazione: "La maggioranza è
pienamente convinta delle scelte del Governo, sicuramente approverà questo
decreto in commissione, perché non è più tempo dei ripensamenti, è tempo delle
decisioni e delle certezze per la scuola". Parole alle quali ha replicato
Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione: "Dalle audizioni
emerge una pressoché unanime sconfessione della riforma Gelmini,
a gran voce criticata nel metodo e nel merito: tante le preoccupazioni per il
ritorno al maestro unico e alla scuola primaria a 24 ore".
( da "Tempo, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa
Vera Keta Sui banchi nella mattinata di ieri sono tornati ... Vera Keta Sui
banchi nella mattinata di ieri sono tornati anche gli alunni dell'Itc
"Leonardo da Vinci" di Frosinone che puntuali alle ore 8 si sono
ritrovati davanti ai cancelli dell'istituto dopo quasi tre mesi di vacanze. Ma,
nonostante l'entusiasmo dei ragazzi nel rivedersi dopo tanto tempo, l'anno
scolastico comincia sotto il segno del forte malcontento di insegnanti, sindacati e opposizioni contro la riforma del ministro Gelmini, fra raccolta di firme e
iniziative più "visibili". Sicuramente lo faranno alcuni insegnanti.
La protesta è contro tre punti particolari dei provvedimenti della ministra Gelmini: la reintroduzione del maestro
unico; il piano triennale di tagli per 8 miliardi di spesa nella scuola
pubblica; il taglio del personale docente precario e Ata pari a 160.000
posti di lavoro. Tagli che lo stesso il dirigente dell'istituto "Leonardo
da Vinci", Massimo Terracciano, da noi intervistato nel primo giorno di
scuola ritiene assurdi e ingiusti. "Considerare la scuola come una spesa
da contenere - sottolinea Terracciano - significa considerare l'istruzione non
più come una risorsa per il Paese ma come un peso da eliminare. La riforma Gelmini mette in discussione centinaia di posti di lavoro e,
soprattutto, elimina qualsiasi criterio di qualità". I tagli contro cui
protestano i docenti derivano sia dalle scelte fatte dall'ultimo governo Prodi
(30 mila cattedre in meno in tre anni), sia, soprattutto, dalla politica
avviata dall'attuale esecutivo: attraverso il decreto legge n. 112 è prevista
una riduzione di oltre 87.341 cattedre in tre anni. Il ritorno al maestro unico
e la riduzione del modello base d'insegnamento alla primaria rientrerebbero in
questa dieta complessiva e, secondo alcune stime sindacali, coprirebbero circa
la metà dei tagli. A questi numeri, che riguardano i docenti, si va ad
aggiungere il 17% del personale Ata (altri 42.500 posti). "Il compito di
noi insegnanti - spiega il dirigente scolastico - è quello di assicurare una
formazione completa agli studenti, ma questi tagli sicuramente non ci
permetteranno di svolgere in modo adeguato il nostro compito".
( da "Riformista, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
È stato Gianni
Riotta Direttore del Tg1 il primo a presentarsi in tv in camicia con le maniche
arrotolate. Ora ha appena debuttato a Uno Mattina Michele Cucuzza in maniche di
camicia. Ha appena debuttato a "La vita in diretta" Lamberto Sposini
in maniche di camicia. Ma Cucuzza andando ospite a "La vita in
diretta" ha messo la giacca. Come mai sono in maniche di camicia su Rai
Uno e non ci sembra che lo stesso accada su Rai Due o Rai Tre? Lo so, non sono
questi gli interrogativi che ci tolgono il sonno e ci creano soltanto ansia.
Purtroppo anche questo serve a capire il mondo che stiamo vivendo. Come quelle maestre che si sono presentate il primo giorno di
scuola in nero, vestite a lutto per protestare contro la riforma Gelmini. Non ci è dato sapere cosa hanno
pensato i piccoli studenti dinanzi alla suddetta rappresentazione. 17/09/2008.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità Gelmini:
più libertà di scelta per le famiglie L'INTERVISTA ROMA. La libertà di scelta
delle famiglie sulla scuola è "compressa", con eccezioni come quella
della Lombardia. Lo afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini in
un'intervista pubblicata dal settimanale Tempi. "La scuola è
sempre pubblica - dice Gelmini -, sia quando è gestita
dallo Stato, sia quando non lo è. E di conseguenza credo che noi dobbiamo
adoperarci per elevare la qualità media della scuola, sia essa statale o non
statale. E soprattutto dobbiamo rendere concreto e attuare il principio
costituzionale della libertà di scelta in capo alle famiglie. Oggi nel nostro
paese questo è un principio ancora compresso, non tutelato nella sua
concretezza". Anche se non mancano le eccezioni: "Per esempio la
Regione Lombardia ha introdotto il principio della dote da dare agli studenti,
credo che possa essere un percorso. Certo, abbiamo la necessità di liberare
risorse per poter garantire la libertà di scelta, ma anche per premiare gli
studenti più meritevoli, con le borse di studio, con i prestiti d'onore, con i
voucher". Un tassello fondamentale nella revisione del sistema scolastico
italiano e nella lotta alla dispersione scolastica è quello della valorizzazione
della formazione professionale: "Non tutti i ragazzi si devono
necessariamente iscrivere al liceo classico o scientifico, anche la formazione
professionale è una scuola molto importante per il paese... Riqualificare la
formazione professionale significa anche combattere la dispersione
scolastica", ha concluso il ministro. Sull'intervista è scoppiata una
polemica politica sintetizzata da Maria Pia Garavaglia, ministro ombra
dell'Istruzione del Pd. "Il ministro Gelmini
prosegue con gli annunci dimenticandosi che temi di questo genere hanno una
sede istituzionalmente preposta per discuterne, il Parlamento".
"Dalle parole del ministro - aggiunge - emerge comunque un orientamento
non ben definito: chi è contro la libertà di scelta, o l'efficienza del
servizio? Nessuno. Il problema è che a fronte di questi annunci abbiamo la
Finanziaria dove ai tagli alle scuole statali corrispondono anche tagli alle
private, a cui Fioroni invece aveva dato finanziamenti". "Tutta la
scuola pubblica ha subito tagli prima che si discutesse di un progetto
educativo e ciò inficia la credibilità del ministro - aggiunge Garavaglia -. La
sensazione è che si demolisce l'offerta formativa pubblica a vantaggio di una
privatizzione priva di qualsiasi criterio e progetto. Inoltre per noi la scuola
professionale corrisponde all'obbligo di istruzione, perciò deve avere la
stessa dignità ordinamentale e finanziaria dei licei affinchè i giovani
scelgano secondo le proprie attitudine e non come scelta residuale dipendente
dallo status sociale".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità
"Punire i prof con il lutto al braccio" La proposta dei consiglieri
del Pdl Ciani e Tononi: "A scuola non si fa politica" LE POLEMICHE
SULLA RIFORMA Anche un deputato di centro-destra ha presentato
un'interrogazione "Quegli insegnanti non sono in grado di educare i
bambini" TRIESTE. Licenziare gli insegnanti che in Friuli Venezia Giulia,
il primo giorno di scuola, si sono presentati in aula con il braccio listato a
lutto e hanno "impartito una lezione politica" contro la riforma
scolastica del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. E' solo un'ipotesi, ma i
consiglieri regionali del Pdl Paolo Ciani e Piero Tononi, che l'hanno proposta
in un'interrogazione al presidente della Regione Renzo Tondo, chiedono
"venga presa in considerazione". Nonostante l'ira del ministro,
maestre e genitori lunedì scorso hanno dato vita anche in regione alla protesta
contro il ritorno al maestro unico ed i tagli di organico, stimati dallo
stesso ministro in 87 mila cattedre nei prossimi tre anni. Un dissenso che -
per i due consiglieri - ha travalicato il legittimo diritto di protesta. Da qui
l'invito rivolto al presidente Tondo "a svolgere d'urgenza una verifica
per stabilire se, quanti e quali insegnanti abbiano realmente disatteso la
normale programmazione scolastica per impartire una lezione politica contro la
riforma scolastica del ministro nel primo giorno di lezioni in Friuli Venezia
Giulia". Spiegano i due consiglieri: "Il fatto che alcuni insegnanti
si siano presentanti a scuola con il lutto al braccio è sconcertante, ma se è
vero - hanno affermato Ciani e Tononi - che sono state impartite anche delle
lezioni chiaramente politiche contro la riforma Gelmini,
la questione diventa molto più grave". Da qui la richiesta nei confronti
di quegli insegnati che non svolgono la propria attività di poter
"prendere in considerazione anche l'ipotesi del licenziamento". Tra
le novità della riforma disegnata dal ministro Gelmini
e che in settimana sarà all'attenzione del Parlamento ci sono il ritorno
all'uso dei voti alle elementari e alle medie, con tanto di
( da "Velino.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite.
POL - Le prime pagine del Lazio Roma, 17 set (Velino) - Roma. L'ordinanza del
Campidoglio che multa lucciole e clienti è il tema del giorno sui quotidiani.
“Prostituzione, via alle prima multe”, titola Repubblica. Il Messaggero apre
con “Prostituzione, prova sul campo per le multe”. “Primo blitz: multe alle
prostitute”, è l'apertura dell'Unità, mentre il Giornale sceglie
“Antiprostituzione: adesso si fa sul serio”. Taglio alto sul Corriere
(“Ordinanza antilucciole al via tra le polemiche e blitz sulle consolari”),
richiamo con foto su Libero (“Sanzioni a lucciole e clienti”). La sanzione
prevista è di 200 euro. Già ieri, poche ore dopo l'entrata in vigore
dell'ordinanza, la prima contravvenzione: una romena di 22 anni, fermata in via
Palmiro Togliatti. Il primo cliente che si è trovato di fronte ad un verbale
dei vigili urbani è stato invece un meccanico italiano di 23 anni, sorpreso
mentre contrattava una prestazione con un transessuale brasiliano in via
Longoni, sulla Prenestina. “Alemanno non lo voto più”, ha affermato ai vigili
che redigevano il verbale. Complessivamente sono state sanzionate 18 tra
lucciole e trans e tre clienti. “La sanzione prevista, al momento di 200 euro,
salirà a 500 tra 15 giorni, attraverso una modifica del regolamento comunale –
scrive il Giornale –. L'ordinanza vuole anticipare il disegno di legge, siglato
la settimana scorsa dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che
mira ad introdurre il reato di prostituzione in luoghi pubblici”. “'Siamo in
perfetta sintonia con il ddl - ha dichiarato Alemanno - l'ordinanza entra in
vigore da oggi fino al 30 gennaio del 2009, perché prevediamo che entro quella
data il disegno di legge sarà approvato. Altrimenti sarà prorogata. Gli
obiettivi di questo provvedimento - ha spiegato il primo cittadino - coniugano
le esigenze di sicurezza e legalità con quelle della solidarietà sociale.
All'attività di repressione viene abbinata, infatti, quella dell'accoglienza in
strutture protette, attraverso un percorso di assistenza psicologica e
sanitaria'. Nel caso, infatti, in cui si riscontreranno condizioni di estremo
disagio sociale, le ragazze non saranno multate, ma indirizzate, per un'opera
di recupero e assistenza, ai servizi sociali – informa il quotidiano –. A tale
scopo il Comune sta già potenziando la rete di accoglienza, dotandosi di nuove
strutture e siglando protocolli di collaborazione con il mondo
dell'associazionismo laico e cattolico, già da diversi anni impegnato in questo
settore”. All'interno Il Messaggero dedica un approfondimento alla sicurezza
riportando l'annuncio di Alemanno durante la conferenza stampa di presentazione
dell'ordinanza: “'Dopo l'omicidio Reggiani calo dei reati'”. La flessione è del
40 per cento rispetto a un anno fa. “Sotto scacco l'indotto di Alitalia”,
titola l'inserto settimanale del Sole 24 Ore dedicato a Roma e al Lazio. Il
settore della manutenzione e dei trasporti sono quelli più esposti alla crisi
della compagnia di bandiera. In tutto sono 150 le aziende in allarme, scrive il
quotidiano, per un totale di tremila posti a rischio oltre a quelli del vettore
nazionale. Una stima di Federlazio ha calcolato che la perdita per le aziende
associate ammonterebbe tra i 35 e i 40 milioni di fatturato. Intanto la Regione
Lazio ha allo studio una serie di interventi per alleviare la crisi. Sul tema,
da segnalare in un riquadro del Corriere della Sera l'annuncio del presidente
di Federlazio, Massimo Tabacchiera: “'Le nostre imprese nella recessione'”. Il
quotidiano diretto da Paolo Mieli apre con: “'Mio figlio si droga?'. Genitori
detective”. In quattro mesi sono state 360 le richieste presentate agli
sportelli del laboratorio privato “Artemisia”, ai Parioli, “ma ogni mese, in
media, ce ne sono almeno 100 che prenotano un'analisi”. Per le analisi i
genitori portano capelli, magliette e spazzolini dei ragazzi. Alcune tracce di
particolari stupefacenti possono essere individuate anche a distanza di un anno
dall'assunzione. Altre invece, nelle urine e nel sangue, resistono al massimo
tre giorni. Otto volte su dieci il responso è positivo. Le analisi costano da
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Chi
tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai
famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento":
bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare
posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla
scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole
scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione.
Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone
costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che
costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e
dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti.
Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione,
che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si
passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate.
Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per
tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di
euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1
milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo
reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato,
come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente
e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella
maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e
l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far
ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise:
dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere
il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire
con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni
temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli
studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore:
la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio
quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che
promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è
quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono
già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in
aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche
sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro
smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande
elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter
Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire
qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E
per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare
l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di
voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e
lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E
ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la
Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter.
Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
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questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari
amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare
qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci
sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone
vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà
una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con
voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto
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post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia
Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che
cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo
Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta
c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum
("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di
varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei
valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella
piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a
difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav
Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese).
Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro
tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo
elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi"
dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a
primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che
gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un
elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di
raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i
toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di
destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne
leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra
correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche
lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto,
già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista,
post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Chi
tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai
famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali
credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana
da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e
iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si
chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino
e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini
a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare
come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in
stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7
miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che
ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche
Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema
caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso
il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso
basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello
in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento
dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti.
Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato,
dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione
che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che
gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai
sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il
ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero
paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora
arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a
presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma,
continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno
che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 )
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02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre
Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si
considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte
dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di
Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è
l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se
il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere
la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale
e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108
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tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per
mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
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un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema
che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e
soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di
Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà
il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2
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psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano,
gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini
radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average:
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Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale"
Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi
l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo
forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma
, in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si
vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo
tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese,
le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del
leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A
conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e
realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra
moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo
che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere
uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far
uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema,
che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Chi
tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai
famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama
qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e
delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini
a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare
come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in
stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7
miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che
ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche
Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema
caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso
il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso
basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello
in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento
dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per
insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del
precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una
rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli
insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più
ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono,
loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi
ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno
non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli
insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la
riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del
tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 )
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02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre
Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera,
Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di
legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini
"non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non
richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche
candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia,
insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto
di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana,
come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta
(Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio
piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più
ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra,
dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale
continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante
casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce
impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista
applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione
clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con
la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno
libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi
e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più
che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come
dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza.
Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va
alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto
amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e
da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né
come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il
presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia
godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e
Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la
sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 )
" (26 votes, average: 3.15 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è
tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per
mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici
hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica,
combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti
che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera
è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà
l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella
della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta
la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le
porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La
deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di
diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo
Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average:
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Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate
le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di
protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus
per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Chi
tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai
famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali
credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana
da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e
iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si
chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino
e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini
a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare
come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in
stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7
miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che
ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche
Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema
caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso
il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso
basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello
in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento
dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per
insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del
precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una
rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli
insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più
ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono,
loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi
ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno
non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli
insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la
riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del
tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 )
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02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre
Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si
considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte
dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di
Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è
l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se
il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione
sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie
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a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche
per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche
aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono
problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone
vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà
una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con
voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto
in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia
Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che
cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo
Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta
c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum
("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di
varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei
valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella
piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi
dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a
sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si
ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra
riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale,
i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi"
dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a
primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che
gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un
elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di
raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i
toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di
destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne
leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra
correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche
lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza,
così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta
che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
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( da "Giornale.it, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Chi tocca
la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai
famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali
credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana
da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e
iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si
chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino
e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini
a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare
come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in
stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7
miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che
ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche
Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema
caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso
il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso
basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello
in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento
dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per
insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del
precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una
rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli
insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più
ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono,
loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi
ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno
non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli
insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la
riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del
tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 127 )
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02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre
Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra,
dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale
continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante
casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce
impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista
applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione
clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con
la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno
libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi
e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più
che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come
dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"?
O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 108 ) " (26 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai
bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze,
linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo
diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il
possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà
aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home
page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per
ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10
votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni
di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché
questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie
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a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista
del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza,
a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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un amico 20Jun
( da "TgFin.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Alitalia,
sciopero degli autonomi Matteoli: "E' un atto irresponsabile" Le
ventiquattr'ore decisive per le sorti di Alitalia sono caratterizzate dallo
sciopero dei sindacati autonomi a Fiumicino. Dalle 12 alle 16 sono almeno 40 i
voli cancellati, caos in tutta Italia. "Atto irresponsabile", è il
commento del ministro Matteoli. Un'altra giornata difficile, dunque, per la
compagnia di bandiera, intanto giovedì la Cai in assemblea deciderà se
procedere con l'offerta su Alitalia, mentre si fa avanti una compagnia
abruzzese, la Itali Airlines. Il ministro Sacconi ribadisce: "Entro domani
vedremo chi ci sta". 11.21 - Moretti (Fs): mai pensato di entrare in
Alitalia "Non ci siamo mai proposti di entrare in Alitalia". Ha
risposto così ai giornalisti l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato,
Mauro Moretti, a una domanda riguardante la compagnia aerea. 10.35 - In
contemporanea agli autonomi altri 2 scioperi In contemporanea con lo sciopero
dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle
16, sono in programma oggi nella stessa fascia oraria altre due agitazioni:
quella del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione
piloti Meridiana). Le conseguenze previste per ora a Fiumicino sono limitate a
Meridiana che ha programmato la cancellazione di tre voli: uno per Olbia e due
per Cagliari. Air One non prevede invece soppressioni. 10.17 - Brunetta: col
buon senso soluzione vicina Con ''meno egoismo'' e con ''buon senso'' da parte
di alcuni attori la soluzione è a portata di mano. Così il ministro per la
Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo a Radio Radicale,
professa il suo ottimismo sulla vicenda Alitalia. Il ministro chiede quindi
buon senso e responsabilità sottolineando il ''grande sforzo'' fatto dal
governo. 10.01 - Cossiga scrive alla Cgil E' "comprensibile" e
"doveroso" che "la Cgil operi per il fallimento del tentativo
berlusconiano di salvare l'Alitalia", in quanto "sindacato di sinistra".
Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga in una
lettera inviata oggi al Segretario Generale della Cgil, Guglielmo Epifani.
09.56 - Rinviato al 17 ottobre lo sciopero del personale Sea Lo sciopero del
personale Sea, indetto originariamente per oggi dalle sigle Sdl, Cub-Trasporti
e Slai Cobas, è stato posticipato di un mese, al 17 ottobre prossimo. 09.52 -
Oggi Sacconi a question time Camera su alternative a Cai Gli interventi per la
ricerca di proposte alternative a quella di Cai per il salvataggio di Alitalia
sono il tema che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, tratterà oggi alla
Camera nel question time in Aula. Sacconi risponderà a un'interrogazione su
questo tema presentata dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Al question
time, informa una nota dell'ufficio stampa di Montecitorio, prenderanno parte
anche i ministri dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del
programma, Gianfranco Rotondi, che si occuperà fra l'altro di quoziente
familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio dei voli cancellati A Fiumicino
l'operativo voli Alitalia è al momento regolare, ma, concentrati per lo più
nella fascia oraria dello sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto
dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16, sono 34 i voli AZ, tra arrivi e
partenze, che risultano cancellati al Leonardo da Vinci. Nel dettaglio, i voli
soppressi sono
( da "Tempo, Il" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa
consenso in crescita anche nei sondaggi di sinistra Esplode la Silviomania:
"Santo subito" C'è chi parla di momento astrale fortunato, chi di
spiccato "fattore C"; chi di grande fascino politico, e chi di
"eccellente capacità comunicativa". Fatto sta che la figura di Silvio
Berlusconi continua a guadagnare consensi tra la gente, arrivando al livello
massimo di fiducia ottenuto finora: 60%. Un consenso che oltrepassa i confini
della politica, dell'età, della posizione geografica e, anche, delle diverse
ideologie. Lo si intuisce snocciolando i sondaggi commissionati sul suo conto.
Cambiano le società ma non cambia il risultato finale, dando al premier una
fiducia in continua crescita. Nonostante la pausa estiva, l'exploit Berlusconi
è andato avanti. Come anche quello della maggioranza, seppur in tono minore.
Stando, infatti, al sondaggio (l'ultimo in ordine cronologico) realizzato da
Ipr Marketing per conto di Repubblica.it, il consenso di cui gode l'esecutivo
aumenta del 2%. Mentre la figura del Cavaliere registra un incremento di cinque
punti percentuali, toccando quota 60%. Sempre secondo l'istituto guidato da
Antonio Noto, nello stesso periodo è calata la fiducia nei confronti del
Partito Democratico e dell'Italia dei Valori, mentre rimane stabile l'Udc. Il
sondaggio (interviste, con il sistema "Tempo Reale", a un campione di
1.000 italiani, rappresentativo per età, sesso ed area di residenza della
popolazione maggiorenne residente) indica, quindi, che il livello di fiducia
per il premier supera quello per governo e ministri; solo per 5 di loro su 21,
infatti, il segno è positivo tra luglio e settembre, mentre per 8 dicasteri la
fiducia diminuisce e per gli altri 8 rimane invariata. Osservando le pagelle
dei ministri, Maroni è il più popolare: 62%, due punti in più rispetto a
sessanta giorni fa. Podio per Frattini e Tremonti, che nonostante una lieve
flessione, sono al secondo e terzo posto con il 60 e il 58%. Chi ha registrato
l'aumento più significativo è Mara Carfagna, il cui consenso passa dal 38 al
42%, forse in seguito alle nuovi leggi sulla prostituzione. In positivo anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il cui apprezzamento è salito
dal 35 al 38%. Perde e più di tutti il titolare del Welfare Maurizio Sacconi
(-6%), forse per via della trattativa Alitalia. Tutti i sondaggi realizzati
sulla figura del presidente del Consiglio, evidenziano un aumento di
popolarità. Anche secondo una ricerca Ispo - pubblicata l'altro giorno -
il Cavaliere batte il suo governo, e il giudizio sul Presidente passa dal 56%
di giugno al 60% attuale. Andando a ritroso, a luglio, Euromedia dava il
premier al 62.8%, e ancora prima, a giugno, l'Ipr lo dava al 59%. Il primo a
gongolare del fenonemo "tutti pazzi per Silvio" è lo stesso
Berlusconi, sempre più abituato ai bagni di folla, a qualche avance
inaspettata, ai siparietti qua e là. L'ultimo l'altra sera, nel corso della
registrazione di "Porta a porta". Entrando in studio Renato
Mannheimer si dirige verso il premier che alzandosi in piedi gli sorride e gli
stringe la mano. "Eccoli - dice il premier parlando di chi fa sondaggi -.
Sono loro i padroni. Io lo so come fai i sondaggi, apri la finestra e metti
fuori il naso sentendo l'aria che tira. Così - aggiunge ancora - risparmi anche
sulle telefonate". Il sondaggista del Corriere della Sera sorride e con
una battuta risponde: "Faccio così mentre bevo una tazzina di caffè".
In uno scenario di crescente "Silvio-mania" qualcuno ha persino
coniato lo slogan delle "3 S: Silvio santo subito". Uno slogan su
cui, a luglio, Berlusconi commentava da Napoli: "Accetto per il
"santo", non sono affatto d'accordo per il "subito"".
( da "TgFin.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Alitalia:
"Non c'è più trattativa" Sacconi: sindacati convocati Alitalia, quale
sorte? Sacconi annuncia che "non c'è più trattativa", convocando i
sindacati alle 15.30. Le ventiquattr'ore decisive per le sorti di Alitalia sono
caratterizzate anche dallo sciopero dei sindacati autonomi a Fiumicino. Dalle
12 alle 16 sono almeno 40 i voli cancellati, caos in tutta Italia. "Atto
irresponsabile", è il commento del ministro Matteoli. Un'altra giornata
difficile, dunque, per la compagnia di bandiera, intanto giovedì la Cai in
assemblea deciderà se procedere con l'offerta su Alitalia, mentre si fa avanti
una compagnia abruzzese, la Itali Airlines. Il ministro Sacconi ribadisce:
"Entro domani vedremo chi ci sta". 13.29 - Manifestazioni dei
dipendenti Atitech a Napoli Torna a montare la tensione tra gli 800 dipendenti
Atitech dello stabilimento di manutenzione pesante di Capodichino a Napoli.
Secondo quanto si apprende da fonti sindacali una manifestazione di protesta
potrebbe svolgersi in giornata nei pressi dell'aeroporto. ''Stiamo facendo
tutti gli sforzi possibili per evitare la mobilitazione dei lavoratori e disagi
per i passeggeri - spiega Antonio D'Auria della Filt Cgil - la proposta
d'acquisto da parte di una societa' di investimento mette in crisi i
lavoratori. Noi chiediamo garanzie certe in termini occupazionali, che passino
attraverso soggetti industriali''. ''Ci giochiamo la nostra partita sul piano
nazionale - racconta Giovani Aruta di Fit Cisl - In queste ore la trattativa va
avanti nell'ottica di far diventare Atitech parte di Finmeccanica, Fintecnica e
Cai''. 13.25 - Sabelli: ok a salari invariati, ma con più produttività La Cai è
sempre stata disponibile a mantenere i livelli salariali invariati in Alitalia
in cambio di una maggiore produttività. "E' dall'inizio che lo
diciamo", ha spiegato l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, conversando
con i giornalisti. "Forse qualcuno non lo aveva capito". 13.22 -
Commissariate anche Az Airport e Az Servizi Il ministro dello Sviluppo
economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione
straordinaria le società Alitalia Airport e Alitalia Servizi. Lo rende noto il
ministero in un comunicato. Il professor Augusto Fantozzi, già commissario di
Alitalia, è stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Airport
e Alitalia Servizi. 13.11 - Voli cancellati a Linate Disagio sostanzialmente
contenuto, a Linate, per lo sciopero indetto - dalle 12 alle 16 - dai
dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti. Dei quaranta voli
per cui è stata prevista la cancellazione - come riportato dal sito Internet
della compagnia di bandiera - solo cinque riguardano direttamente l'aeroporto
di Linate. Dallo scalo milanese, infatti, non partiranno cinque voli diretti
all'aeroporto romano di Fiumicino. Sempre cinque voli in partenza però dallo
scalo capitolino, in direzione Linate, sono stati a loro volta cancellati. Il
sindacato autonomo promotore dello sciopero critica in particolare l'intesa
sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che
''segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sara' ridotta ad un
vettore poco più che nazionale''. 13.06 - Manifestanti a Fiumicino In circa 500
manifestanti con bandiere, slogan e fischietti stanno sfilando in corteo
all'aeroporto di Fiumicino all'interno della hall Arrivi. Al grido di
''Vergogna, vergogna'' i manifestanti, sotto gli occhi incuriositi dei
passeggeri, stanno camminando tenuti costantemente sotto controllo da uomini
delle forze dell'ordine. 13.02 - Sindacati e azienda convocati a Palazzo Chigi
Nuovo incontro a Palazzo Chigi tra Governo, Cai e Intesa Sanpaolo. I vertici
della Compagnia Aerea Italiana, l'ad Rocco Sabelli e il presidente Roberto
Colaninno, e il responsabile della divisione corporate della banca, Gaetano
Miccichè, hanno incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Gianni Letta, e i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi, e delle Infrastrutture
e Trasporti, Altero Matteoli. Alle 15.30 saranno presenti anche le nove sigle
sindacali. 12.58 - Sacconi: la trattativa continua? Non c'è più trattativa
''Non c'è più trattativa''. Lo ha detto il ministro del lavoro, Maurizio
Sacconi, rispondendo alla domanda se la trattativa su Alitalia possa andare
avanti secondo i migliori auspici. 12.49 - Ryanair: spero che Alitalia si salvi
"Alitalia sta riducendo i voli e aumentando le tariffe. Speriamo che
sopravviva con altre compagnie aeree, perché la concorrenza è importante".
Lo ha detto Michael Cawley, Deputy Chief Executive di Ryanair, la maggior
compagnia aerea low-cost d'Europa, presentando una nuova offerta di cinque
milioni di posti per viaggiare in ottobre e novembre a soli 5 euro (solo
andata). "L'unico elemento che può aumentare il traffico passeggeri, è
ridurre i prezzi. Ogni compagnia riducendo i costi, puo' aumentare il numero
dei passeggeri. Noi - ha aggiunto - vogliamo aumentare il mercato, lavorando su
voli sia domestici che internazionali". Il rappresentante di Ryanair ha
quindi riportato la classifica delle compagnie che, secondo un sondaggio via
internet effettuato in Irlanda, sarebbero prossime al fallimento. Al primo
posto c'èl'Alitalia - ha riferito - seguita da Spanair, Sky Europe e Air
Berlin". 12.21 - Investimenti e Sviluppo Mediterraneo conferma interesse
per Atitech Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (IESM.MI), investment company
dedicata alle Piccole e Medie Imprese del Centro Sud Italia, conferma "di
aver presentato il 12 settembre scorso una manifestazione d'interesse per
valutare l'acquisto di Atitech, ovvero l'ingresso in una newco che preveda
l'acquisto di Atitech stessa". Lo rende noto la società in un comunicato
in cui si sottolinea "di aver ricevuto richiesta di ulteriore
documentazione da parte del commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto
Fantozzi, su cui la società sta già lavorando". 12.09 - Cgil: no a
ricatti, Cai rifletta bene "Spero che Cai rifletta bene su come concludere
la vicenda Alitalia, perché una società di servizi che nasce su un ricatto non
avrebbe futuro". E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil,
Fabrizio Solari, che aggiunge: "la Cgil è consapevole che occorre un nuovo
inizio anche sul versante contrattuale, ma una proposta onesta, che può
risolvere la transizione verso la definizione del contratto collettivo
nazionale del trasporto aereo, va ricercata nella normativa attualmente in
essere nei principali competitor europei. Lufthansa, Air France, Iberia,
scelgano loro". 12.00 - Cgil: ieri nessuna proposta di negoziato "Di
cosa parla il ministro Sacconi?". E' quanto si chiede il segretario
generale della Filt Cgil, Franco Nasso, in merito alle dichiarazioni del titolare
del dicastero di Via Veneto sull'indisponibilità della Cgil ad incontrare ieri
i vertici della Cai. "Ieri - sottolinea Nasso - non c'è stata alcuna
convocazione formale, c'e' stato solo un invito ai segretari confederali a
passare a firmare". "Non era prevista - prosegue il numero uno della
Filt - la presenza delle categorie dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e
tanto meno delle altre organizzazioni del settore". Secondo Nasso "in
una fase del negoziato in cui si deve discutere di contratto di lavoro, il
metodo proposto che tende ad escludere qualsiasi negoziato di merito,
rappresenta un'idea autoritaria dei rapporti con le organizzazioni
sindacali". 11.48 - La posizione del Pd "Noi non vogliamo il
fallimento di Alitalia anzi siamo molto preoccupati dall'impatto devastante,
sia sociale sia economico, che avrebbe il fallimento". Antonello Soro
parla così della vicenda Alitalia e ribatte a quanti nel centrodestra accusano
il Pd di "lavorare" per il fallimento della compagnia. "Tuttavia
questo - aggiunge il capogruppo del Pd alla Camera - non ci esime dal
denunciare l'operazione fragile e costosa voluta dal presidente del
Consiglio". 11.29 - Sciopero, sono 10 i voli sulla tratta Milano-Roma
annullati Difficoltà per chi deve volare oggi con Alitalia. A causa dello
sciopero indetto dai Cub, dalle 12 alle 16, e da altre mobilitazioni del
personale di terra, 40 voli sono stati cancellati. Sono 21 i collegamenti
diretti a Roma annullati mentre 19 quelli cancellati a Fiumicino. In
particolare, difficoltà per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma visto che
sono stati cancellati 10 voli tra le due città. 11.21 - Moretti (Fs): mai
pensato di entrare in Alitalia "Non ci siamo mai proposti di entrare in
Alitalia". Ha risposto così ai giornalisti l'amministratore delegato di
Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, a una domanda riguardante la compagnia
aerea. 10.35 - In contemporanea agli autonomi altri 2 scioperi In contemporanea
con lo sciopero dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti
dalle 12 alle 16, sono in programma oggi nella stessa fascia oraria altre due
agitazioni: quella del personale di terra di tutte le compagnie italiane
indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM
(Associazione piloti Meridiana). Le conseguenze previste per ora a Fiumicino
sono limitate a Meridiana che ha programmato la cancellazione di tre voli: uno
per Olbia e due per Cagliari. Air One non prevede invece soppressioni. 10.17 -
Brunetta: col buon senso soluzione vicina Con ''meno egoismo'' e con ''buon
senso'' da parte di alcuni attori la soluzione è a portata di mano. Così il
ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo a Radio
Radicale, professa il suo ottimismo sulla vicenda Alitalia. Il ministro chiede
quindi buon senso e responsabilità sottolineando il ''grande sforzo'' fatto dal
governo. 10.01 - Cossiga scrive alla Cgil E' "comprensibile" e
"doveroso" che "la Cgil operi per il fallimento del tentativo
berlusconiano di salvare l'Alitalia", in quanto "sindacato di
sinistra". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco
Cossiga in una lettera inviata oggi al Segretario Generale della Cgil,
Guglielmo Epifani. 09.56 - Rinviato al 17 ottobre lo sciopero del personale Sea
Lo sciopero del personale Sea, indetto originariamente per oggi dalle sigle
Sdl, Cub-Trasporti e Slai Cobas, è stato posticipato di un mese, al 17 ottobre
prossimo. 09.52 - Oggi Sacconi a question time Camera su alternative a Cai Gli
interventi per la ricerca di proposte alternative a quella di Cai per il
salvataggio di Alitalia sono il tema che il ministro del Lavoro, Maurizio
Sacconi, tratterà oggi alla Camera nel question time in Aula. Sacconi
risponderà a un'interrogazione su questo tema presentata dal leader dell'Idv,
Antonio Di Pietro. Al question time, informa una nota dell'ufficio stampa di
Montecitorio, prenderanno parte anche i ministri dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si
occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio
dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento
regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei
lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16,
sono 34 i voli AZ, tra arrivi e partenze, che risultano cancellati al Leonardo
da Vinci. Nel dettaglio, i voli soppressi sono
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Palermo
Flc Cgil: Costruiamo un fronte di opposizione a piano Gelmini postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Palermo, 17 set. (Apcom) - Un migliaio di persone stanno
partecipando , davanti all'ufficio scolastico regionale, in via Praga a
Palermo, alla manifestazione indetta da Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals
Confsal contro i tagli degli organici della scuola e il piano del ministro Gelmini. In piazza docenti,
precari, personale Ata e anche i sindaci di alcuni comuni dell'isola. "E'
un piano - dice Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil siciliana -
che indebolisce il sistema scolastico, rende piu' incerto il futuro delle
giovani generazioni, pesera' ancor di piu' nelle aree piu' fragili del paese
come il Mezzogiorno". Un piano contro il quale i sindacati annunciano la
mobilitazione anche oltre la giornata di oggi. "Chiederemo la convocazione
dei consigli comunali aperti alla cittadinanza- afferma Scozzaro- per
riflettere sulle ricadute sociali dei tagli alla scuola e costruire un fronte
di opposizione".
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Chiesa
Il dirigente: "Situazione mortificante". Domani arriva Gelmini postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Campobasso, 17 set. (Apcom) - Sulla targa all'entrata è stata posta
la scritta 'Chiesa di S. Stefano', ma l'edificio all'interno ospita una scuola
media. La struttura si trova a Limosano, in provincia di Campobasso e ospita
gli studenti provenienti da tre comuni della zona che ormai condividono le
lezioni con le attività della parrocchia. Ogni volta che c'è una
cerimonia, spiegano dall'istituto, gli alunni sono costretti ad abbassare la
voce per non disturbare la funzione religiosa. "Ho visto i miei studenti
fare una verifica scolastica, per mancanza di spazio, seduti sugli
inginocchiatoi della chiesa, usando come banchi gli schienali. È davvero una
situazione mortificante", ha dichiarato oggi il dirigente scolastico,
Maria Cristina Battista. La vecchia scuola non è agibile e deve essere
abbattuta per far posto ad un nuovo edificio. Il progetto esiste ma mancano i
fondi. "Al ministro Gelmini chiediamo più dignità
per la nostra professione e soprattutto per il bene degli studenti", ha
concluso il dirigente scolastico. Non è l'unica situazione al limite in
provincia di Campobasso. Nel comune di Castropignano, decine di alunni fanno
lezione all'interno di un ex carcere. "Su 132 scuole della Provincia di
Campobasso - ha spiegato oggi il segretario della Cgil scuola del Molise,
Sergio Sorella - più del dodici per cento è ancora composto da fabbricati in
legno". Il rapporto della Cgil è stato illustrato oggi in una conferenza
stampa. Domani a Bonefro (Campobasso) proprio la Cgil terrà una manifestazione
di protesta sulla sicurezza delle scuole in concomitanza con l'arrivo in Molise
di Silvio Berlusconi e di Mariastella Gelmini. Il
presidente del Consiglio e il ministro dell'Istruzione saranno alle undici a
San Giuliano di Puglia (Campobasso) per inaugurare la nuova scuola Jovine,
costruita ex novo dopo il terremoto del 31 ottobre 2002. Sotto le macerie del
vecchio edificio morirono 27 bambini ed una maestra.
( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Bacheca
Manifestazioni di protesta a Catania ed in tutta la provincia per i tagli dei
docenti di sostegno che si sono ritrovati "a spasso". Proteste
dappertutto. In concomitanza con il sit-in regionale di Palermo, le mamme degli
alunni diversamente abili che frequentano l'Ipss "Olivetti" di
Catania, hanno programmato per oggi sit-in, dalle ore 8 alle 10, nell'area
antistante dell'istituto contestando la mancata assegnazione alla scuola
dell'organico di sostegno, indispensabile per garantire il diritto allo studio
agli alunni svantaggiati. La scuola è iniziata con tanti disordini; e diversi
alunni disabili hanno incominciato l'anno scolastico senza il docente di
sostegno. La cosa più grave deriva dal fatto che né presso l'ufficio scolastico
provinciale, né i segretari delle organizzazioni sindacali della scuola sanno
quanti posti verranno assegnati nè quando arriveranno. Inoltre, la Flc- Cgil
per dare la possibilità ai precari catanesi di partecipare alla manifestazione
di Palermo ha organizzato la trasferta in pulmann . "I docenti precari -
ha detto il segretario provinciale del sindacato Fasciana - dovranno trovarsi
in piazza Michelangelo alle 6.30, partenza per Palermo alle ore 7". I docenti
senza occupazione, dovranno continuare a fare la fila all'ufficio scolastico
provinciale con la speranza di avere "buone notizie", che purtroppo
non arrivano. La motivazione è sempre la stessa: il ministro dovrà effettuare
una ricognizione nazionale di posti residuati dopo il completamento
dell'organico di fatto, solo successivamente verranno assegnati i posti agli
uffici scolastici regionali d'Italia, con la speranza che non vengano
privilegiate le scuole del Nord. Un iter che potrebbe essere lungo, mentre i precari
non nominati continuano a sperare nella buona sorte considerato che ancora ci
potrebbero essere novità per quelle richieste di integrazione dell'organico
prodotte da molte scuole, anche se malgrado i vari sit-in organizzati dai
sindacati della scuola ancora non si è concretizzato nulla. Stamani altra
manifestazione di protesta, questa volta a carattere regionale, a Palermo, in
via Praga dalle ore 10 alle
( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
La Gilda
in prima linea nella contestazione ai provvedimenti presi dal Governo Il 28
agosto scorso il consiglio dei Ministri ha approvato il decreto del ministro
della Pubblica istruzione Gelmini che, tra le altre cose, prevede il ripristino della figura del
maestro unico nelle classi delle scuole elementari. Da qual momento è stato un
susseguirsi mediatico di dichiarazioni sulla questione. Ieri i media nazionali
ci hanno raccontato anche di azioni eclatanti di maestri di scuole elementari
contro una decisione che metterebbe a rischio tanti posti di lavoro. Ma
è anche una decisione che ha forti ripercussioni sulla didattica e sulla
pedagogia. Sull'idea stessa di scuola. A Siracusa nessuna azione eclatante. Ma
diversi, e legittimi, punti di vista sull'argomento, proprio da parte dei
diretti interessati. Il maestro unico alle elementari ci sarà, a partire
dall'anno scolastico 2009-2010. Inoltre il decreto entrerà a regime
gradualmente: all'inizio il maestro unico ci sarà solo nella prima classe del
ciclo. Secondo il ministro: "Esiste la necessità che i bambini abbiano nel
maestro unico un punto di riferimento". La maestra Corrada Minardi, del II
circolo didattico Lombardo Radice di via Archia dice: "Io non sono
favorevole. Pur avendo fatto la maestra unica per dieci anni. Ho infatti
trentaquattro anni di servizio e ho vissuto entrambe le stagioni. Trovo valide
entrambe le esperienze, ma nel confronto risulta più gratificante e ricca, dal
punto di vista didattico, culturale e disciplinare, l'esperienza di diversi
insegnanti rispetto al maestro unico. Oggi il contesto culturale richiede
maggiori specializzazioni e una persona sola non può fare bene tutto. In questo
decreto la pluralità viene vista come spreco, ma non tiene conto della qualità
dell'offerta formativa". Possibilista la dirigente della scuola elementare
di via Archia, Lilly Fronte: "Io non sono proprio per la unicità, ma per
una prevalenza sì. Che ci sia, insomma, una figura di maestro che abbia la
prevalenza sugli altri e che sia, perciò, il punto di riferimento per i
bambini. Ma in ogni caso penso che i bambini abbiano bisogno di un sistema stabile:
non si può cambiare ogni tre anni. Ci dicano cosa dobbiamo fare e noi lo
faremo, come sempre, nel migliore dei modi possibili. Ma ce lo dicano in
maniera chiara e definitiva. Credo, infine, che la scuola abbia bisogno di una
riforma generale di tutto il corpo: mi chiedo, per esempio, a quando la riforma
delle scuole superiori? In fondo la scuola elementare è l'unica struttura
dell'intero corpo che funziona. Il problema del ministro sembra essere solo
matematico. E allora mi chiedo: si spenderanno soldi per la formazione?".
M. T.
( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
L'mpa contro il progetto del ministro Leanza: "La riforma Gelmini un danno per noi" Catania.
Lino Leanza, capogruppo del Mpa all'Ars, continua ad occuparsi a tempo pieno
dell'argomento scuola, che gli sta molto a cuore. "E devo dire - spiega -
che la nostra posizione politica è di fermo contrasto alla riforma del ministro
Gelmini. Perché già
con i provvedimenti presi dallo scorso governo in Sicilia abbiamo perso 3000
posti di lavoro. Adesso rischiamo di perderne altri 15 mila, una situazione
catastrofica per i tanti precari della scuola in attesa di sistemazione. Ma,
aggiungo, soprattutto per chi spera di trovare posto in futuro in questo
settore. Per questo ci opponiamo con forza ad una legge che anziché accorciare
le distanze del nostro sistema scolastico con quello del Nord, le
allunga". Lino Leanza spiega che anche la questione delle classi a tempo
pieno rischia di essere un ciclone terribile per la nostra regione:
"Perché noi abbiamo solo il 3,4% di classi a tempo pieno, dunque degli
8000 incarichi per il tempo pieno praticamente 7000 andranno altrove. Qui si
parla di aiutare il Sud, di sostenere un settore nevralgico come quello della
formazione, della scuola, ma si sta operando in senso del tutto opposto,
allargando la forbice che ci divide". E l'onorevole Leanza aggiunge anche
quanto i problemi della nostra scuola siano legati a questioni territoriali:
"Credo sia evidente a tutti che rispetto al Centro e al Nord del paese qui
da noi tutto richieda molta più fatica. Perché abbiamo ancora realtà sociali ed
economiche in grave ritardo rispetto a molte altre aree del paese. Partendo da
qui è un errore gravissimo procedere con questi tagli selvaggi". A. Lod.
( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola
superiore d'eccellenza Il Consorzio prorogato al 31 dicembre
( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Torna la
prof Pivetti scuola più realista e toni da commedia Roma. Di vestire i panni
della professoressa Camilla Baudino non è ancora stufa, "anzi, sarei
disposta ad andare ancora avanti, magari fra qualche anno", confessa
Veronica Pivetti che torna domani su Raiuno con "Provaci ancora Prof"
in prima serata in quella che per la rete è dopo i successi di "Don
Matteo" e "Ho sposato uno sbirro" la collocazione del
giallo-rosa. Giunta alla terza serie, la fiction, in otto puntate, continua a
parlare di scuola, fra i toni della commedia e l'immancabile giallo, senza
dimenticare però l'attualità, per stare al passo con un mondo scolastico in
grande trasformazione. "Intanto la Prof. si troverà a che fare con una
classe completamente nuova - spiega l'attrice - Fra gli alunni ci sarà anche un
elemento negativo, anche se non parleremo di vero e proprio bullismo, perché
non è questa la sede opportuna. Per la prima volta la Prof. si arrabbierà
veramente, si troverà costretta a responsabilizzare i suoi alunni: insomma
questa volta non sarà tutto rose e fiori. Sarà una scuola molto realista, anche
se la forza della nostra fiction rimane la commedia". E
sulla riforma del nuovo Ministro dell'Istruzione, Gelmini, la Pivetti preferisce "sorvolare" alla presentazione
stampa alla Rai, concedendosi solo una battuta "Siamo solo nel 3000 e ci
mettiamo ancora il grembiulino!". "La riforma? Piccola, superficiale
e ipocrita", dice poi all'agenzia radiofonica Grt. Nel cast di
"Provaci ancora Prof." tornano Enzo Decaro, nei panni di Renzo,
marito di Camilla, Paolo Contincini, il commissario Berardi e Ilaria Occhini,
madre di Camilla. Tra le new entry Loredana Cannata. "La novità di questa
serie - spiega la regista Rossella Izzo - è la maturità che hanno raggiunto i
diversi personaggi. Il nostro è un prodotto dedicato alla famiglia, che non
rinuncia però ad ampi sguardi sul sociale e sulle realtà più crude della vita,
senza mai perdere di vista l'obiettivo principale: interessare il pubblico,
emozionarlo e magari farlo pensare". Il pubblico, appunto, il giudice
supremo in tv, quello che ha sempre premiato questa serie e che la Rai vorrebbe
continuare ad accontentare. Ma la Endemol, che produce la fiction, preferisce
aspettare, scegliendo di far cambiare ruolo, almeno per un po', alla Pivetti.
Per lei è in fase di preparazione una nuova fiction dal titolo emblematico
"La ladra". Ma il cuore dell'attrice resta comunque alla Prof.
"Quando un lavoro è così amato dal pubblico è un peccato staccarsene -
ammette la Pivetti - Penso però che sia giusto lasciarlo un po' riposare, per
un attore è bello variare, come lo è anche per gli sceneggiatori. Se ci sarà
un'altra serie di "Provaci ancora Prof." magari fra un paio di anni,
ci sarò sicuramente anche io". TIZIANA LEONE.
( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Protesta
il 27 settembre contro le scelte penalizzanti del Governo La Cgil ennese in
piazza: pro dipendenti, pensionati e precari "Le norme che il Governo ha
messo in atto per decreto legge sono una rovina per la Scuola, riportata
indietro di decine di anni. Si parla di merito, ma l'unico criterio dietro la
riforma è quello economico-finanziario, con la previsione di tagli
indiscriminati che non guardano alla Scuola come investimento per il futuro del
Paese". L'allarme è stato lanciato dal deputato regionale del Pd Elio
Galvagno, il quale evidenzia gli effetti disastrosi che la riforma Gelmini potrebbe produrre sulla Scuola
ed in particolare in Sicilia, regione che, tra l'altro, risulterebbe
particolarmente penalizzata dall'ipotesi di accorpamento delle scuole con meno
di 500 alunni. "L'aggregazione di queste istituzioni scolastiche con altre,
e la loro conseguente soppressione - prosegue Galvagno - è una delle ipotesi
prese in considerazione dal ministero della Pubblica Istruzione per
realizzare gli obiettivi posti dal decreto 112/08 sui tagli degli organici del
personale della scuola. Tale intervento avrebbe effetti dirompenti sull'offerta
scolastica, in particolare per i piccoli Comuni. Infatti, circa 1.080 piccoli
comuni verrebbero completamente privati di una scuola, e la Sicilia sarebbe tra
le regioni più penalizzate. Si parla di 506 scuole sottodimensionate e, quindi,
a rischio chiusura". Secondo il deputato del PD la riforma Gelmini prevede 7 miliardi e 800 milioni di euro di tagli in
tre anni, comportando una drastica riduzione degli organici (87 mila insegnanti
e 42 mila di personale Ata in meno), oltre che una grave penalizzazione
all'offerta formativa, con la riduzione dell'orario scolastico, la conclusione
o la netta diminuzione del tempo pieno alle elementari e del tempo prolungato
alle scuole medie. Nonostante le rassicurazioni del Governo, infatti, non c'è
alcuna possibilità di mantenere gli standard attuali. "La manovra
d'estate, tra l'altro - precisa Galvagno - opera tagli pesantissimi anche sui
bilanci degli enti locali, determinando gravi ricadute sull'edilizia scolastica
e sul diritto allo studio, con prevedibili aumenti delle tariffe dei servizi
fondamentali come le scuole dell'infanzia, il trasporto scolastico e le mense.
Con i tagli previsti, inoltre, la spesa per la scuola pubblica scende
notevolmente al di sotto della media europea, comportando anche la riduzione
del numero degli insegnanti di sostegno per i bambini disabili. E' evidente che
la scuola che la destra ha in mente è una scuola che tenderà ad acuire le
disuguaglianze, - conclude il deputato del Pd - facendo pagare il prezzo più
alto al futuro dei bambini e alle famiglie". F. G.
( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Incarichi
Oro blu, Nicosia guiderà la battaglia nazionale d.c.) Finite le vacanze. Da
oggi ricomincia la scuola. Primo suono della campanella per alunni di ogni
ordine e grado, dalle elementari alle medie sino alle superiori anche se c'è
chi come l'Ipc e l'Itas che hanno già cominciato a studiare dal 15 settembre.
Immancabili arrivano come da tradizione gli "auguri" di buon anno
scolastico del sindaco Giuseppe Nicosia, e dell'assessore alla Pubblica
istruzione Paolo Monello. Un saluto esteso anche a tutti gli operatori della
scuola "Da un lato, vogliamo sottolineare il forte impegno
dell'amministrazione comunale per alleviare gli eventuali disagi che dovessero
presentarsi nelle scuole - hanno dichiarato il primo cittadino e l'assessore -
e dall'altro, vogliamo esprimere la nostra piena solidarietà agli insegnanti e
alle famiglie degli studenti, preoccupati per la riforma
del ministro Gelmini e, in
particolare, per l'introduzione del maestro unico. Confermiamo, infine, il
nostro massimo impegno per l'edilizia scolastica e per la fornitura degli
arredi negli istituti di nostra competenza. Ci auguriamo che il nuovo anno sia
vissuto all'insegna della serenità".
( da "Sicilia, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Consiglio,
mozione bipartisan Tutti contro il ministro Gelmini Una mozione bipartisan contro il
ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Ad approvarla, all'unanimità, è stato, lunedì sera, il
Consiglio comunale. A proporla è stato il gruppo del Partito democratico. Ad
illustrarne i contenuti, prima del voto, è stato il primo firmatario, Agostino
Licari. ''Nei prossimi tre anni - ha dichiarato Licari - il ministro Gelmini prevede il taglio di 87 mila insegnanti di cui 212
nella provincia di Trapani. Il taglio dei docenti di sostegno porterà
conseguenze disastrose sia dal punto di vista occupazionale che dal punto di
vista didattico e sociale. La riforma, con il ritorno al maestro unico, fa
tornare indietro di 50 anni il Paese. In considerazione, poi, che quest'anno
sono stati tagliati anche i corsi serali per studenti lavoratori al Commerciale
di Marsala e al Geometra di Petrosino, chiediamo al Consiglio Comunale di
impegnare l'Amministrazione, sindaco in testa, di farsi parte attiva del
malessere delle famiglie marsalesi e dei protagonisti del mondo della scuola,
docenti e personale Ata". Subito dopo, sia pure con qualche distinguo, tutti
si sono detti d'accordo. Da destra a sinistra. Il forzista Manlio Mauro ha
detto che "il ministro appare molto presuntuosa e non si rende conto dei
danni che sta arrecando al Paese"'. Poi, la seduta ha registrato la
clamorosa spaccatura creatasi in seno al centrosinistra in conseguenza della
decisione dei Patrik Basile e Giuseppe Milazzo di autosospendersi dal gruppo di
Uniti a Sinistra, lasciando solo Lillo Gesone. A. p.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Primo
Piano Pagina 102 Record nel sondaggio commissionato da "Repubblica".
Cala il Pd Silvio, fiducia al 60 per cento Record nel sondaggio commissionato
da "Repubblica". Cala il Pd --> ROMA Silvio Berlusconi stacca
tutti nell'ultima rilevazione mensile dell'Istituto Ipr Marketing per
Repubblica.it sulla fiducia a governo, ministri e partiti. Il presidente del
Consiglio, a settembre, sale di 5 punti su luglio e tocca quota 60%, il livello
massimo di fiducia raggiunto finora. Cresce anche il governo, seppure di meno
(54%, +2%); tra i ministri, Roberto Maroni sale al primo posto con il 62%,
davanti a Franco Frattini (60%) e, appaiati al 58%, Giulio Tremonti, Renato
Brunetta e Maurizio Sacconi. Anche la fiducia nei partiti rafforza al comando
il Pdl (53%, +3), mentre vede in difficoltà le opposizioni con Pd e Idv in
calo. Il sondaggio indica che il livello di fiducia per il premier supera
quello per governo e ministri; solo per 5 di loro su 21, infatti, il segno è
positivo tra luglio e settembre, mentre per 8 dicasteri la fiducia diminuisce e
per gli altri 8 rimane invariata. Per quanto riguarda i ministri, il trend
registra molte oscillazioni soprattutto nella fiducia di quei ministri che si
sono maggiormente esposti nel dibattito estivo o nelle prime misure seguenti la
ripresa dell'attività politico-parlamentare. Al primo posto c'è Maroni (+2%
rispetto a luglio), mentre Frattini (Esteri) e Tremonti (Economia), nonostante
una lieve flessione, sono al secondo e terzo posto. Ta i ministri che perdono
maggiori punti c'è Sacconi (Welfare) che, forse vittima del problema Alitalia,
negli ultimi due mesi ha perso il 6%, scendendo dal 64 al 58%, ed ha lasciato a
Maroni lo scettro della classifica. Al contrario, chi guadagna il livello
maggiore di fiducia è Mara Carfagna (Pari Opportunità) che passa dal 38 al 42%
(+4%), probabilmente anche in virtù della visibilità avuta nei giorni scorsi
dal ddl contro la prostituzione. Anche il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini fa
registrare uno scatto in positivo, aumentando la fiducia del 3% e passando al
38%. In questa speciale classifica sulla fiducia ai partiti rappresentati in
Parlamento (da non confondere con le intenzioni di voto), si rafforza il
primato del Pdl che continua ad essere solitario al primo posto e per la prima
volta, superando la soglia del 50%, arriva al 53%. Il momento positivo
per la maggioranza è confermato anche dal risultato stabile della Lega (30%).
Mentre sembra essere in difficoltà l'opposizione, con la sola eccezione
dell'Udc che rimane stabile al 20%. Infatti il Pd, con un calo del 4%, scende
al suo risultato peggiore (30%) e l'Idv, che aveva finora bilanciato i cali del
Pd, scende per la prima volta di tre punti, attestandosi al 44%.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 17-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Scuola
Spettacoli
Estate Pagina 11004 televisione "Provaci ancora prof" Veronica
Pivetti torna in cattedra Televisione --> La professoressa di lettere
Camilla Baudino, alias Veronica Pivetti, di questi tempi sarebbe
tra gli insegnanti che contestano la riforma del ministro Gelmini. "Sorvoliamo", ha
detto ieri l'attrice per evitare commenti pesanti durante la presentazione
della nuova serie. "La riforma? Piccola, superficiale e ipocrita", ha
detto poi all'agenzia radiofonica Grt. La nuova serie, otto puntate, il giovedì
su Raiuno, di Provaci ancora Prof 3, con la regia di Rossella Izzo,
promette "pur nel contesto di commedia e di giallo-rosa, un pizzico più di
realismo sulla scuola - dice la Pivetti -. Questa volta infatti sono una
professoressa che si arrabbia veramente con gli allievi, cerca di avere un
rapporto più adulto, punta a responsabilizzarli". Pur realizzata (da
Endemol Italia) ben prima del progetto di riforma del nuovo ministro Gelmini, la serie "fa un pensiero sulla realtà della
scuola - sottolinea Eleonora Andreatta di Rai Fiction - rispettandone
maggiormente la complessità, senza stereotipi e proponendo con la professoressa
Baudino un modello di buon professore capace di ascoltare e contenere".
Nella fiction, che prende ispirazione dai romanzi di Margherita Oggero, questa
volta il marito della prof, interpretato da Enzo Decaro, entra in crisi
professionale rappresentando così quello che capita ad una persona di mezza età
che perde il lavoro. "Si deve rimettere in gioco e l'incertezza sul lavoro
si riflette anche nei rapporti familiari e nei sentimenti", ha
sottolineato l'attore. La scrittrice Margherita Oggero sottolinea come questa
sia "una delle rare fiction con protagonista una donna la cui bellezza
passa attraverso l'intelligenza". Brillante, spiritosa, la prof Pivetti,
funambolica per definizione, cerca di coniugare famiglia, lavoro e passione per
il giallo (e per l'aitante commissario Gaetano, Paolo Conticini). Al cast consolidato,
che comprende la piccola Livietta (Ludovica Gargari), Claudio Bigagli, Ilaria
Spada, Pino Ammendola, si aggiungono la classe completamente rinnovata e tra le
new entry Loredana Cannata e un molesto merlo indiano che prenderà di mira il
povero Decaro.
( da "TgFin.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Per
Alitalia ultima chiamata Colaninno "avvisa" i sindacati E' in corso
il momento clou della trattativa per il salvataggio di Alitalia. Su richiesta
del presidente della Cai Colaninno a Palazzo Chigi sono riuniti sindacati e
azienda. Il numero uno della neonata Compagnia Aerea Italiana calerà l'ultima
mossa per chiudere il negoziato. Le ventiquattr'ore decisive per le sorti di
Alitalia sono caratterizzate anche dallo sciopero dei sindacati autonomi a
Fiumicino. Dalle 12 alle 16 sono almeno 40 i voli cancellati, caos in tutta
Italia. "Atto irresponsabile", è il commento del ministro Matteoli.
16.02 - A Palazzo Chigi l'ultima chiamata A pochi minuti dall'inizio a Palazzo
Chigi dell'incontro con le nove sigle sindacali sul piano di salvataggio per
Alitalia i rappresentanti sindacali riferiscono degli ultimi contatti
telefonici informali con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che avrebbe
riassunto la situazione. La riunione nasce per l'esigenza di Roberto Colaninno,
il presidente della compagnia Cai creata dalla cordata di imprenditori italiani
per salvare Alitalia, di intervenire personalmente nel confronto con i
sindacati per un ultimo ''accorato appello''. La Cai dovrebbe quindi confermare
la disponibilità a mantenere i vecchi livelli retributivi a fronte di un forte
aumento della produttività, ma dovrebbe anche ribadire che non ci sono più
spazi per ulteriori modifiche al piano. Il governo, da parte sua, potrebbe
garantire l'introduzione di alcuni correttivi al regime previdenziale per
facilitare l'uscita di dipendenti con il pensionamento, e dovrebbe anche
confermare l'impegno a lavorare per il reimpiego del personale in esubero''.
16.00 - Iniziato l'incontro a Palazzo Chigi E' iniziato da pochi minuti
l'incontro a Palazzo Chigi con le nove sigle sindacali sul piano di salvataggio
per Alitalia. Per il governo sarebbero al momento presenti il sottosegretario
alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro del Lavoro Maurizio
Sacconi, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola e il ministro dei
Trasporti Altero Matteoli. E' prevista una comunicazione ai sindacati del
presidente della Cai, la Compagnia creata dalla cordata di imprenditori
italiani per salvare Alitalia, Roberto Colaninno. Per la Cai è presente anche
l'amministratore delegato Rocco Sabelli che fino ad oggi ha gestito
personalmente la difficile trattativa con i sindacati. Per i segretari
confederali sono presenti i segretari generali di Cisl, Uil e Ugl, Raffaele
Bonanni, Luigi Angeletti e Renata Polverini. Per la Cgil è al momento presente
il segretario confederale Fabrizio Solari. Sono poi al tavolo i rappresentanti
di sindacato autonomo Sdl, delle organizzazioni dei piloti Anpac e Up, e di
Avia e Anpav per gli assistenti di volo. 15.58 - Piloti: se offerta è ferma non
firmiamo ''Se l'offerta è ferma i piloti non firmano nulla''. Lo afferma
Roberto Spinazzola, segretario generale dell'Unione Piloti, arrivando al
vertice convocato a Palazzo Chigi sulla situazione Alitalia. ''Questa
convocazione - spiega - è dovuta al fatto che ci sono delle comunicazioni da
parte della nuova compagnia, evidentemente c'è qualcosa che si muove,
auspichiamo che sia vero''. A chi gli chiede se ci siano delle novità, il
segretario dell'Unione Piloti risponde: ''Mi aspetto qualcosa di nuovo, non so
cosa abbiano deciso, non so se hanno preso in considerazione qualcuno dei
nostri rilievi''. 15.56 - Cai non è disposta a trattare sul piano Continua il
lavoro delle diplomazie parallele sul caso Alitalia. Secondo fonti sindacali il
ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, avrebbe contattato alcuni dirigenti del
sindacato anticipando il prevedibile sviluppo dell'incontro e chiarendo che Cai
sul piano industriale non sarebbe più disposta a trattare. 15.45 - Sindacati:
speriamo bene ''Speriamo bene, che tutte le pressioni fatte su governo e Cai
abbiano migliorato le condizioni dei contratti''. Così il segretario nazionale
per il trasporto aereo della Uilt Marco Veneziani arrivando a palazzo Chigi per
l'incontro con i vertici di Compagnia aerea italiana. 15.44 - Avia: c'è
un'offerta per Az express Al commissario straordinario di Alitalia, Augusto
Fantozzi, sarebbe arrivata un'offerta anche per l'acquisizione delle attività
del gruppo per i voli regionali gestite da Alitalia express. Lo ha indicato il
presidente dell'associazione di assistenti di volo Avia, Antonio Divietri,
spiegando che l'acquisizione comporterebbe l'assunzione di 700 dipendenti in
esubero, tra piloti, tecnici, e assistenti di volo. Divietri non ha indicato il
nome della società che avrebbe presentato l'offerta spiegando che si tratta ''di
un grande gruppo economico'' che ha ''una licenza di volo preesistente ed
attualmente non utilizzata''. 15.27 - Dl Alitalia, primo sì Sì della
commissione Affari costituzionali del Senato ai presupposti di necessità e
urgenza, previsti dalla Costituzione, per il decreto legge di modifica della
legge Marzano per Alitalia. La maggioranza ha votato a favore, contraria
l'opposizione. "Non contestiamo in astratto i requisiti di necessità e
urgenza - ha detto il senatore del Pd Stefano Ceccanti - ma riteniamo ci siano
profili di incostituzionalità di fronte ai quali non ci puo' essere necessità e
urgenza". E' saltato, intanto, l'intervento del ministro dello Sviluppo
economico, Claudio Scajola, previsto alle 15,30 davanti alle commissioni
riunite Lavori pubblici e Industria, che hanno avviato oggi la discussione
generale sul decreto. 15.24 - Cgil: diremo sì a buon punto di equilibrio
''Ascolteremo quello che hanno da dirci, visto che hanno convocato per una
proposta. Secondo noi, però, accordi non condivisi con i dipendenti servono a
poco, perché c'è anche il giorno dopo, di cui bisogna tener conto''. Lo afferma
il segretario confederale Cgil Fabrizio Solari, pochi minuti prima dell'inizio
dell'incontro a palazzo Chigi con la Cai e il governo. ''Se la proposta sarà sufficiente
e ci sarà offerto un buon punto di equilibrio fra le richieste dei dipendenti e
quelle di discontinuità che l'azienda ha dichiarato, aderiremo, altrimenti no.
Dipende dal merito - ha aggiunto a colloquio con il quotidiano on line
Affaritaliani.it -. Per il momento non sono né ottimista né pessimista'' 15.18
- Sacconi: nessuna offerta da Air France, Lufthansa e British Airways Da
British Airways, Air France e Lufthansa non arriverà nessuna offerta nel caso
in cui dovesse ritirarsi la Cai. Da parte di queste tre compagnie c'è solo
interesse a quote minoritarie. Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio
Sacconi, in aula alla Camera, rispondendo ad un'interrogazione. "Il
commissario Augusto Fantozzi - ha dichiarato Sacconi - ha sentito ieri gli amministratori
delegati delle compagnie British Airways, Air France e Lufthansa, compagnie che
ragionevolmente avrebbero potuto presentare una proposta nel momento in cui si
dovesse determinare il ritiro della Cai, e gli hanno comunicato di non essere
interessati a presentare proposte ma solo a partecipazioni minoritarie".
15.16 - Sacconi: sono 3mila gli esuberi Sono ''circa 3.000'' i dipendenti di
Alitalia che saranno interessati ''da provvedimenti di integrazione di reddito
e di ricollocamento''. Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi,
rispondendo al question time alla Camera. Il ministro ha ribadito che il
problema del trattamento economico è materia di competenza delle parti,
sottolineando che le ipotesi finora sul tavolo ''non hanno riguardato una
riduzione dei salari effettivi''. A parità di salario, ha spiegato, dovrebbe
invece corrispondere una maggiore produttività. 15.14 - Sciopero, disagi anche
all'aeroporto di Bologna Disagi all'aeroporto Marconi di Bologna per lo
sciopero dei lavoratori di Alitalia, promosso da Cub Trasporti. Alle 14 sono 34
i voli in partenza e in arrivo cancellati, più tre aerei in arrivo che sono
stati dirottati su altri scali. Il bilancio è tuttavia provvisorio perché
l'agitazione prosegue durante la giornata. Nello scalo bolognese,
all'iniziativa nazionale di Cub si aggiunge lo sciopero locale del personale di
terra, anch'esso proclamato dal sindacato di base, dei dipendenti di Sab,
Marconi Handling, Bas, Giacchieri e Koop Service. Rdb-Cub fa sapere con una nota
che ''l'aeroporto e' deserto e l'adesione è pressoché totale''. L'agitazione
terminerà alle 16. 14.30 - L'auspicio di Sacconi: trovare l'accordo "Il
mio augurio - ha aggiunto Sacconi - è che la riunione costituisca la
conclusione del negoziato e la premessa del concreto salvataggio". Il
ministro ha aggiunto che di non essere a conoscenza di ciò che Colaninno dirà a
nome di tutti gli azionisti, ma vuole "richiamare tutte le organizzazioni
anche al nuovo clima che si è definitivamente creato in questi giorni, con il
disvelarsi della profonda crisi globale che puo' modificare non solo i prezzi
del petrolio, anche se in questo momento sono cambiati in meglio, ma anche
l'andamento dei consumi". 14.10 - Angeletti: ci sono le condizioni per un
accordo E' ottimista sulla riuscita del tavolo di Alitalia, il segretario
generale della Uil Luigi Angeletti, che ha detto: "Penso ci siano tutte le
condizioni per un accordo", commentando la convocazione dei sindacati alle
15,30 con governo e Cai. Sui contratti, ha tuttavia aggiunto il leader della
Uil, "abbiamo un lavoro a metà e quindi abbiamo due strade: o
accontentarci di quello che c'è o rinviare tutto ciò che manca a una successiva
trattativa". 13.29 - Manifestazioni dei dipendenti Atitech a Napoli Torna
a montare la tensione tra gli 800 dipendenti Atitech dello stabilimento di
manutenzione pesante di Capodichino a Napoli. Secondo quanto si apprende da
fonti sindacali una manifestazione di protesta potrebbe svolgersi in giornata
nei pressi dell'aeroporto. ''Stiamo facendo tutti gli sforzi possibili per
evitare la mobilitazione dei lavoratori e disagi per i passeggeri - spiega
Antonio D'Auria della Filt Cgil - la proposta d'acquisto da parte di una
societa' di investimento mette in crisi i lavoratori. Noi chiediamo garanzie
certe in termini occupazionali, che passino attraverso soggetti industriali''.
''Ci giochiamo la nostra partita sul piano nazionale - racconta Giovani Aruta
di Fit Cisl - In queste ore la trattativa va avanti nell'ottica di far
diventare Atitech parte di Finmeccanica, Fintecnica e Cai''. 13.25 - Sabelli:
ok a salari invariati, ma con più produttività La Cai è sempre stata
disponibile a mantenere i livelli salariali invariati in Alitalia in cambio di
una maggiore produttività. "E' dall'inizio che lo diciamo", ha
spiegato l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, conversando con i
giornalisti. "Forse qualcuno non lo aveva capito". 13.22 -
Commissariate anche Az Airport e Az Servizi Il ministro dello Sviluppo
economico Claudio Scajola ha ammesso alla procedura di amministrazione
straordinaria le società Alitalia Airport e Alitalia Servizi. Lo rende noto il
ministero in un comunicato. Il professor Augusto Fantozzi, già commissario di
Alitalia, è stato nominato commissario straordinario anche di Alitalia Airport e
Alitalia Servizi. 13.11 - Voli cancellati a Linate Disagio sostanzialmente
contenuto, a Linate, per lo sciopero indetto - dalle 12 alle 16 - dai
dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti. Dei quaranta voli
per cui è stata prevista la cancellazione - come riportato dal sito Internet
della compagnia di bandiera - solo cinque riguardano direttamente l'aeroporto
di Linate. Dallo scalo milanese, infatti, non partiranno cinque voli diretti
all'aeroporto romano di Fiumicino. Sempre cinque voli in partenza però dallo
scalo capitolino, in direzione Linate, sono stati a loro volta cancellati. Il
sindacato autonomo promotore dello sciopero critica in particolare l'intesa
sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che
''segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sara' ridotta ad un
vettore poco più che nazionale''. 13.06 - Manifestanti a Fiumicino In circa 500
manifestanti con bandiere, slogan e fischietti stanno sfilando in corteo
all'aeroporto di Fiumicino all'interno della hall Arrivi. Al grido di
''Vergogna, vergogna'' i manifestanti, sotto gli occhi incuriositi dei
passeggeri, stanno camminando tenuti costantemente sotto controllo da uomini
delle forze dell'ordine. 13.02 - Sindacati e azienda convocati a Palazzo Chigi
Nuovo incontro a Palazzo Chigi tra Governo, Cai e Intesa Sanpaolo. I vertici
della Compagnia Aerea Italiana, l'ad Rocco Sabelli e il presidente Roberto
Colaninno, e il responsabile della divisione corporate della banca, Gaetano
Miccichè, hanno incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Gianni Letta, e i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi, e delle Infrastrutture
e Trasporti, Altero Matteoli. Alle 15.30 saranno presenti anche le nove sigle
sindacali. 12.58 - Sacconi: la trattativa continua? Non c'è più trattativa
''Non c'è più trattativa''. Lo ha detto il ministro del lavoro, Maurizio
Sacconi, rispondendo alla domanda se la trattativa su Alitalia possa andare
avanti secondo i migliori auspici. 12.49 - Ryanair: spero che Alitalia si salvi
"Alitalia sta riducendo i voli e aumentando le tariffe. Speriamo che
sopravviva con altre compagnie aeree, perché la concorrenza è importante".
Lo ha detto Michael Cawley, Deputy Chief Executive di Ryanair, la maggior
compagnia aerea low-cost d'Europa, presentando una nuova offerta di cinque
milioni di posti per viaggiare in ottobre e novembre a soli 5 euro (solo
andata). "L'unico elemento che può aumentare il traffico passeggeri, è
ridurre i prezzi. Ogni compagnia riducendo i costi, puo' aumentare il numero
dei passeggeri. Noi - ha aggiunto - vogliamo aumentare il mercato, lavorando su
voli sia domestici che internazionali". Il rappresentante di Ryanair ha
quindi riportato la classifica delle compagnie che, secondo un sondaggio via
internet effettuato in Irlanda, sarebbero prossime al fallimento. Al primo
posto c'èl'Alitalia - ha riferito - seguita da Spanair, Sky Europe e Air
Berlin". 12.21 - Investimenti e Sviluppo Mediterraneo conferma interesse
per Atitech Investimenti e Sviluppo Mediterraneo (IESM.MI), investment company
dedicata alle Piccole e Medie Imprese del Centro Sud Italia, conferma "di
aver presentato il 12 settembre scorso una manifestazione d'interesse per
valutare l'acquisto di Atitech, ovvero l'ingresso in una newco che preveda l'acquisto
di Atitech stessa". Lo rende noto la società in un comunicato in cui si
sottolinea "di aver ricevuto richiesta di ulteriore documentazione da
parte del commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, su cui la
società sta già lavorando". 12.09 - Cgil: no a ricatti, Cai rifletta bene
"Spero che Cai rifletta bene su come concludere la vicenda Alitalia,
perché una società di servizi che nasce su un ricatto non avrebbe futuro".
E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, che
aggiunge: "la Cgil è consapevole che occorre un nuovo inizio anche sul
versante contrattuale, ma una proposta onesta, che può risolvere la transizione
verso la definizione del contratto collettivo nazionale del trasporto aereo, va
ricercata nella normativa attualmente in essere nei principali competitor
europei. Lufthansa, Air France, Iberia, scelgano loro". 12.00 - Cgil: ieri
nessuna proposta di negoziato "Di cosa parla il ministro Sacconi?".
E' quanto si chiede il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso, in
merito alle dichiarazioni del titolare del dicastero di Via Veneto
sull'indisponibilità della Cgil ad incontrare ieri i vertici della Cai.
"Ieri - sottolinea Nasso - non c'è stata alcuna convocazione formale, c'e'
stato solo un invito ai segretari confederali a passare a firmare".
"Non era prevista - prosegue il numero uno della Filt - la presenza delle
categorie dei trasporti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e tanto meno delle altre
organizzazioni del settore". Secondo Nasso "in una fase del negoziato
in cui si deve discutere di contratto di lavoro, il metodo proposto che tende
ad escludere qualsiasi negoziato di merito, rappresenta un'idea autoritaria dei
rapporti con le organizzazioni sindacali". 11.48 - La posizione del Pd "Noi
non vogliamo il fallimento di Alitalia anzi siamo molto preoccupati
dall'impatto devastante, sia sociale sia economico, che avrebbe il
fallimento". Antonello Soro parla così della vicenda Alitalia e ribatte a
quanti nel centrodestra accusano il Pd di "lavorare" per il
fallimento della compagnia. "Tuttavia questo - aggiunge il capogruppo del
Pd alla Camera - non ci esime dal denunciare l'operazione fragile e costosa
voluta dal presidente del Consiglio". 11.29 - Sciopero, sono 10 i voli
sulla tratta Milano-Roma annullati Difficoltà per chi deve volare oggi con
Alitalia. A causa dello sciopero indetto dai Cub, dalle 12 alle 16, e da altre
mobilitazioni del personale di terra, 40 voli sono stati cancellati. Sono 21 i
collegamenti diretti a Roma annullati mentre 19 quelli cancellati a Fiumicino.
In particolare, difficoltà per i collegamenti Roma-Milano e Milano-Roma visto
che sono stati cancellati 10 voli tra le due città. 11.21 - Moretti (Fs): mai
pensato di entrare in Alitalia "Non ci siamo mai proposti di entrare in Alitalia".
Ha risposto così ai giornalisti l'amministratore delegato di Ferrovie dello
Stato, Mauro Moretti, a una domanda riguardante la compagnia aerea. 10.35 - In
contemporanea agli autonomi altri 2 scioperi In contemporanea con lo sciopero
dei lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle
16, sono in programma oggi nella stessa fascia oraria altre due agitazioni:
quella del personale di terra di tutte le compagnie italiane indetto da
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl e quella della Uilt/ApM (Associazione
piloti Meridiana). Le conseguenze previste per ora a Fiumicino sono limitate a
Meridiana che ha programmato la cancellazione di tre voli: uno per Olbia e due
per Cagliari. Air One non prevede invece soppressioni. 10.17 - Brunetta: col
buon senso soluzione vicina Con ''meno egoismo'' e con ''buon senso'' da parte
di alcuni attori la soluzione è a portata di mano. Così il ministro per la
Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervenendo a Radio Radicale,
professa il suo ottimismo sulla vicenda Alitalia. Il ministro chiede quindi
buon senso e responsabilità sottolineando il ''grande sforzo'' fatto dal
governo. 10.01 - Cossiga scrive alla Cgil E' "comprensibile" e
"doveroso" che "la Cgil operi per il fallimento del tentativo
berlusconiano di salvare l'Alitalia", in quanto "sindacato di
sinistra". Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco
Cossiga in una lettera inviata oggi al Segretario Generale della Cgil,
Guglielmo Epifani. 09.56 - Rinviato al 17 ottobre lo sciopero del personale Sea
Lo sciopero del personale Sea, indetto originariamente per oggi dalle sigle
Sdl, Cub-Trasporti e Slai Cobas, è stato posticipato di un mese, al 17 ottobre
prossimo. 09.52 - Oggi Sacconi a question time Camera su alternative a Cai Gli
interventi per la ricerca di proposte alternative a quella di Cai per il
salvataggio di Alitalia sono il tema che il ministro del Lavoro, Maurizio
Sacconi, tratterà oggi alla Camera nel question time in Aula. Sacconi
risponderà a un'interrogazione su questo tema presentata dal leader dell'Idv,
Antonio Di Pietro. Al question time, informa una nota dell'ufficio stampa di
Montecitorio, prenderanno parte anche i ministri dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, e per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, che si
occuperà fra l'altro di quoziente familiare. 09.49 - Fiumicino: il dettaglio
dei voli cancellati A Fiumicino l'operativo voli Alitalia è al momento
regolare, ma, concentrati per lo più nella fascia oraria dello sciopero dei
lavoratori del Gruppo Alitalia indetto dalla Cub Trasporti dalle 12 alle 16,
sono 34 i voli AZ, tra arrivi e partenze, che risultano cancellati al Leonardo
da Vinci. Nel dettaglio, i voli soppressi sono
( da "Stampaweb, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA
"Non vi è stato nè vi sarà alcun taglio ai docenti di sostegno". Lo garantisce il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini rispondendo ad un'interrogazione
nel corso del Question time alla Camera. "I posti dei docenti di sostegno
sono stati regolati dalla Finanziaria del precedente governo senza subire
ulteriori modifiche - spiega la Gelmini - quindi sono stati riconfermati tutti. Il taglio di
10.000 posti attuato nella Finanziaria del precedente governo - ha detto ancora
il ministro - riguarda i normali posti di insegnamento. Quindi - ha concluso -
il numero dei docenti di sostegno è riimasto invariato". "Venendo
alle situazioni cui fa riferimento l'on. Ciocchetti, in provincia di Catanzaro
- ha precisato il ministro Gelmini - il rapporto
alunni diversamente abili e docenti è di 1,24 nella scuola dell'infanzia, di
1,51 nella scuola primaria, di 1,61 nella scuola secondaria di primo grado, di
1,53 nella scuola secondaria di secondo grado. Quindi ben al di sotto del
parametro tendenziale di un docente per due allievi diversamente abili previsto
dalla legge. Nella regione Sicilia il rapporto è di 1,73, anche qui inferiore
al predetto parametro. Circa la provincia di Salerno il decremento di 66 posti
di sostegno è stato operato a fronte di una diminuzione di 270 alunni
diversamente abili. In quanto alla provincia di Venezia, confermo che essendo
esaurita la disponibilità di docenti specializzati pari al fabbisogno e non
essendoci al momento altro modo per ovviare alla carenza i dirigenti scolastici
si sarà costretti a nominare aspiranti non in possesso del titolo di
specializzazione. In ogni caso - ha concluso il ministro - garantisco il mio
impegno sul tema della disabilità in due direzioni: garantendo la continuità
didattica e la valorizzazione del ruolo degli insegnanti di sostegno che
rappresentano certamente un elemento qualificante della nostra scuola".
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Gelmini Chi utilizza mezzucci è poco credibile come ministro
Istruzione postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - L'Italia
dei Valori chiede al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di
"accertare la verità dei fatti" in merito all'esame di Stato per
essere abilitata alla professione di avvocato sostenuto dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini, esame che la Gelmini "sostenne a Reggio Calabria dove la percentuale dei
promossi è solitamente molto alta". "Qualche settimana fa Gian
Antonio Stella ha rivelato che l'on. Maria Stella Gelmini nel 2001, come fanno tanti aspiranti avvocati, invece di
affrontare l'esame di Stato nella sede dove risiedeva abitualmente ha preferito
sostenerlo a Reggio Calabria dove la percentuale dei promossi è
storicamente più elevata rispetto ad altre parti d'Italia - ricorda la deputata
Silvana Mura, firmataria dell'interrogazione -. Il più classico dei
comportamenti da furbetti che stona molto con il culto della meritocrazia di
cui si è fatta improvvisamente vestale la ministra". "Prescindendo
dal fatto che chi utilizza simili mezzucci è poco credibile come ministro dell'Istruzione
- conclude Mura - sarebbe doveroso accertare se, nell'effettuare il cambio di
residenza temporaneo da Brescia a Reggio Calabria, siano state rispettate tutte
le procedure stabilite dalla legge o se invece siano state commesse delle
irregolarità".
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
2-
Consiglio Regionale approva mozione di sostegno alla Giunta postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Firenze, 17 set. (Apcom) - E' stata approvata in
Consiglio regionale con i voti a favore dei gruppi di maggioranza e il voto
contrario dell'opposizione la mozione "sulla riduzione della spesa per
l'istruzione, il taglio degli insegnanti e l'accorpamento delle scuole",
sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza, prima firmataria Bruna
Giovannini (Sd). Il dibattito in aula sulla riforma della scuola si è concluso
infatti con la messa in votazione di due mozioni. E' stata così respinta una
mozione "in merito alle prese di posizione della Regione Toscana e
dell'assessore all'istruzione" sulle iniziative del Governo in materia di
istruzione, sottoscritta da Forza Italia-Pdl e Alleanza Nazionale-Pdl, prime
firmatarie Stefania Fuscagni (Fi-Pdl) e Giuliana Baudone (An-Pdl): una mozione
che invitava "a non trasformare, come già fatto in occasione della riforma
Moratti, la scuola toscana in un campo di battaglia", nel quale
"spostare lo scontro politico". Nella mozione approvata si vuole dare
impulso alla Giunta regionale "a manifestare la propria contrarietà nei
confronti dei provvedimenti annunciati e a svolgere in sede di conferenza
Stato-Regioni, ogni azione utile a scongiurare interventi che minerebbero il ruolo
e la funzione della scuola pubblica italiana"; sostegno alla Giunta,
riguardo alla decisione di ricorrere alla Corte Costituzionale "per
l'invasione delle competenze regionali" da parte del Governo. Con la
mozione si intende contrastare "la riduzione di spesa per l'istruzione di
7,8 miliardi nei prossimi tre anni, il taglio di 100 mila insegnanti e 40 mila
non docenti"; "la riduzione del tempo pieno nelle elementari e di
quello prolungato nelle medie", con il conseguente "abbandono del diritto
universale all'istruzione pubblica garantito dalla Costituzione"; il
"possibile accorpamento delle scuole".
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
SOSTEGNO
postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 17 set - ''Non vi sara'
alcun taglio che possa interessare i docenti di sostegno''. Lo ha detto il
ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, rispondendo ad un question time
alla Camera. ''Per il 2008-2009 sono stati confermati tutti gli incarichi
attribuiti l'anno precedente'', ha aggiunto la Gelmini. ''Garantisco il mio impegno nella garanzia della continuita'
didattica e per la valorizzazione del ruolo degli insegnanti di sostegno'',
ha concluso il Ministro.
( da "WindPress.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
17-09-
( da "RomagnaOggi.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
16.50
(Ultima Modifica: 17 settembre 2008) Regione ed Enti locali uniti nel dare
l'allarme in difesa della scuola pubblica. Gli assessori alla Scuola
provinciali e dei comuni capoluogo che hanno partecipato questa mattina
all'incontro convocato dall'assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, si
sono trovati d'accordo nel manifestare forte dissenso sui recenti provvedimenti
emanati dal Governo e preoccupazione per le ricadute sul sistema scolastico
dell'Emilia-Romagna. Con un documento unitario, proposto dall'assessore
Manzini, gli assessori presenti hanno chiesto al Ministro Gelmini di rivedere le sue decisioni nell'iter di conversione in legge
del decreto e di aprire la discussione e il confronto con le Regioni e gli enti
locali. "Gli assessori presenti - si legge nel documento - esprimono una
critica unanime sia nel merito che nel metodo ai tagli nel settore scuola e al
decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2008 che
prevede la reintroduzione dell'insegnante unico nella scuola primaria e
la riduzione del tempo scuola a 24 ore, e auspicano che il Governo e il Parlamento
tengano conto, nel corso dell'iter di conversione in legge del decreto, delle
numerose critiche emerse in occasione delle audizioni della commissione Cultura
alla Camera nella giornata del 16 settembre 2008 e della protesta crescente nel
Paese". "Critiche rivolte in particolare - continua il documento - al
metodo con cui sono stati emanati tali provvedimenti, ossia lo strumento del
decreto legge, che non ha consentito un approfondito confronto per rispondere
alle vere esigenze educative degli studenti e del sistema scuola. A suo tempo,
il superamento della figura del maestro unico venne accompagnato da un
approfondito dibattito pubblico che coinvolse famiglie, mondo della scuola,
pedagogisti, mentre oggi si procede con grande disinvoltura con un decreto, non
fondato su analisi pedagogiche, ma dettato esclusivamente da ragioni
economiche, che metterà fine all'esperienza del modulo e comprometterà il tempo
pieno e il tempo prolungato". "Modelli didattico-organizzativi -
prosegue il testo - che hanno elevato i livelli di apprendimento dei bambini,
ridotto le disuguaglianze sociali e consentito di accrescere il tasso di
occupazione femminile. La fine del modulo in particolare avrà conseguenze gravi
sulla qualità della scuola primaria. Inoltre, suscita allarme la prevedibile
chiusura di plessi nei piccoli centri e nei comuni di montagna causata dai
tagli, che metterà in difficoltà le famiglie e gli enti locali chiamati ad
organizzare e sostenere le spese dei servizi scolastici". "I
provvedimenti del Governo - i tagli sulla scuola, la compressione del tempo
scuola a 24 ore, la fine del modulo e la riduzione del tempo pieno - metteranno
seriamente a rischio la qualità del sistema scolastico regionale - conclude il
documento - Qualità testimoniata anche dalle indagini internazionali e
raggiunta grazie all'impegno e all'attenzione costanti profusi dagli enti
locali, da sempre in prima linea nel sostenere politiche di qualificazione
scolastica e dei relativi servizi".
( da "Sestopotere.com" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
(17/9/2008
16:50) | (Sesto Potere) - Bologna - 17settembre 2008 - Regione ed Enti locali
uniti nel dare l'allarme in difesa della scuola pubblica. Gli assessori alla
Scuola provinciali e dei comuni capoluogo che hanno partecipato questa mattina
all'incontro convocato dall'assessore regionale alla Scuola, Paola Manzini, si
sono trovati d'accordo nel manifestare forte dissenso sui recenti provvedimenti
emanati dal Governo e preoccupazione per le ricadute sul sistema scolastico
dell'Emilia-Romagna. Con un documento unitario, proposto dall'assessore
Manzini, gli assessori presenti hanno chiesto al ministro Gelmini di rivedere le sue decisioni nell'iter di conversione in legge
del decreto e di aprire la discussione e il confronto con le Regioni e gli enti
locali. “Gli assessori presenti – si legge nel documento - esprimono una
critica unanime sia nel merito che nel metodo ai tagli nel settore scuola e al
decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto 2008 che
prevede la reintroduzione dell'insegnante unico nella scuola primaria e la
riduzione del tempo scuola a 24 ore, e auspicano che il Governo e il Parlamento
tengano conto, nel corso dell'iter di conversione in legge del decreto, delle
numerose critiche emerse in occasione delle audizioni della commissione Cultura
alla Camera nella giornata del 16 settembre 2008 e della protesta crescente nel
Paese”. “Critiche rivolte in particolare – continua il documento - al metodo
con cui sono stati emanati tali provvedimenti, ossia lo strumento del decreto
legge, che non ha consentito un approfondito confronto per rispondere alle vere
esigenze educative degli studenti e del sistema scuola. A suo tempo, il
superamento della figura del maestro unico venne accompagnato da un
approfondito dibattito pubblico che coinvolse famiglie, mondo della scuola,
pedagogisti, mentre oggi si procede con grande disinvoltura con un decreto, non
fondato su analisi pedagogiche, ma dettato esclusivamente da ragioni
economiche, che metterà fine all'esperienza del modulo e comprometterà il tempo
pieno e il tempo prolungato”. “Modelli didattico-organizzativi – prosegue il testo
- che hanno elevato i livelli di apprendimento dei bambini, ridotto le
disuguaglianze sociali e consentito di accrescere il tasso di occupazione
femminile. La fine del modulo in particolare avrà conseguenze gravi sulla
qualità della scuola primaria. Inoltre, suscita allarme la prevedibile chiusura
di plessi nei piccoli centri e nei comuni di montagna causata dai tagli, che
metterà in difficoltà le famiglie e gli enti locali chiamati ad organizzare e
sostenere le spese dei servizi scolastici”. “I provvedimenti del Governo - i
tagli sulla scuola, la compressione del tempo scuola a 24 ore, la fine del
modulo e la riduzione del tempo pieno - metteranno seriamente a rischio la
qualità del sistema scolastico regionale – conclude il documento - Qualità testimoniata
anche dalle indagini internazionali e raggiunta grazie all'impegno e
all'attenzione costanti profusi dagli enti locali, da sempre in prima linea nel
sostenere politiche di qualificazione scolastica e dei relativi servizi”.
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
DI
POPULISMO postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - Roma, 17 set -
Parla di ''contro-riforma'' della scuola italiana, il presidente
dell'Associazione ''31 Ottobre per una scuola laica e pluralista'', Nicola
Pantaleo. Di fronte ai recenti provvedimenti annunciati dalla neo-ministra
dell'Istruzione pubblica, Mariastella Gelmini, Pantaleo, che rappresenta
un'associazione nata nell'ambito della Federazione delle chiese evangeliche in
Italia (FCEI), in una dichiarazione riportata dall'agenzia valdese Nev, teme
una ''nuova, pesante offensiva sul terreno della scuola pubblica della politica
vaticana, alla luce anche dell'auspicata armonizzazione dei fini educativi
della scuola e della chiesa''. ''In nome di un populistico buon senso si
cancellano quattro decenni di 'buona' scuola - afferma - per restaurare
un'istruzione fondata sulla omologazione (il grembiulino), sulla sottomissione
all'autorita' (voto di condotta), su una apparente semplificazione ma
sostanziale superficialita' culturale (il voto numerico)''. Inaccettabile per
Pantaleo il ripristino dell'insegnante unico nella scuola elementare: ''La
figura educativa unica, contraddicendo una prassi pedagogica consolidata,
risponde ad un genere di scuola fondato su una triade di autorita': il
genitore, l'insegnante, il parroco''. Forte scetticismo per le riforme previste
dalla neo-ministro dell'istruzione e' stato espresso anche dal Comitato
insegnanti evangelici italiani (CIEI) vicino al pentecostalismo. In un
comunicato del 1 settembre intitolato ''La scuola della vergogna'', a loro
avviso i pesanti tagli di personale e di risorse non rispondono a motivazioni
pedagogiche, ma a ''logiche puramente economiciste di riduzione della spesa
pubblica''.
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Sbocco
Ma per abilitati IX ciclo graduatorie riaperte con norma ad hoc postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - Il governo ha deciso di sospendere
per l'anno 2008-2009 le procedure per l'accesso alle Ssis (scuole di
specializzazione per l'insegnamento secondario) attivate presso le università
allo scopo di "porre fine al paradosso di corsi destinati a sboccare nel
nulla". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, rispondendo ad una
interrogazione in Aula alla Camera. La titolare del dicastero di viale
Trastevere ha assicurato comunque che, grazie ad una norma che verrà inserita
nel dl attualmente all'esame dell'Assemblea di Montecitorio, "coloro che
supereranno gli esami del nono ciclo delle Ssis e dei corsi biennali di secondo
livello ad indirizzo didattico potranno iscriversi alle graduatorie ad
esaurimento". "La vicenda della Ssis - ha rilevato - è emblematica
delle continue stratificazioni normative che si sono abbattute sul sistema
scolastico. È intenzione di questo Ministero dare al mondo della scuola
chiarezza e stabilità, fornire norme durature e inequivocabili. Per questo
motivo, attraverso il decreto-legge n. 112 del 2008, poi convertito nella legge
n. 133 del 2008, abbiamo sospeso per l'anno 2008-2009 le procedure per
l'accesso alle SSIS, attivate presso le università. Così facendo, abbiamo posto
fine al paradosso di corsi destinati a sboccare nel nulla". "Infatti
- ha ricordato Gelmini - il precedente Governo, con
una norma inserita nella legge finanziaria
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Graduatorie
Ssis Accoglie in pieno il mio ordine del giorno postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA
Altri Roma, 17 set. (Apcom) - Secondo il responsabile dell'ufficio Scuola di
An, Giuseppe Valditara, "il ministro Gemini ha dato una giusta risposta
alle legittime aspettative degli iscritti al IX ciclo delle scuole di
specializzazione per l'Insegnamento secondario, che erano
stati esclusi da Fioroni dalle graduatorie permanenti nonostante sia stato loro
consentito di frequentare a pagamento le Ssis". "Ampia soddisfazione
dunque - prosegue - per l'emendamento preannunciato dal ministro Gelmini che accoglie in pieno l'ordine
del giorno Valditara approvato a luglio in Senato".
( da "ITnews.it" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Roma, 15 set. (Adnkronos) - La Camera ha respinto le pregiudiziali
di costituzionalita' per per la conversione in legge del decreto (137/2008)
presentato dal ministro Mariastella Gelmini
"in materia di istruzione e universita'".
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Gelmini In tutte le scuole d'Italia denunceranno 'emergenza
ballismo' postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) -
Venerdì 19 settembre il nuovo sindacato studentesco, la Rete degli Studenti
Medi, protesterà contro la riforma Gelmini, in tutte
le scuole per denunciare "l'emergenza ballismo". "Striscioni
calati dalle finestre, volantinaggi e azioni dimostrative - annuncia il
sindacato in una nota - per svelare le balle del Governo in materia di
istruzione. Il Ministro Gelmini propone una scuola seria e formativa ma in realtà porta al
disastro la scuola pubblica con i tagli devastanti agli organici e alla
didattica". "Il Ministro Gelmini - attacca ancora la Rete studenti medi - parla di dare senso
alla scuola ma in realtà taglia laboratori e lascia le strutture fatiscenti e
gli studenti senza strumenti per il diritto allo studio. Il Ministro Gelmini mette il voto in condotta per l'emergenza bullismo,
ma la vera emergenza sono le sue scelte politiche sbagliate". La protesta
sarà in tutta Italia: a Roma, Milano,Torino, Venezia, Padova, Verona, Perugia,
Caltanissetta, Siracusa, Ragusa, Massa, Faenza, Sassari, Foggia, Barletta,
Lecce ecc.
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
In vista
Nuova scuola a lucido,a pochi km lezioni in Chiesa ed ex Prigione postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - Il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi e il ministro dell'Istruzione saranno alle undici a San
Giuliano di Puglia (Campobasso) per inaugurare la nuova scuola Jovine,
costruita ex novo dopo il terremoto del 31 ottobre 2002 che ne fece crollare il
tetto sotto le cui macerie morirono 27 bambini ed una maestra. A San Giuliano
il nuovo istituto è tirato a lucido e sono pronti grembiulini nuovi e puliti
per i ragazzi. Ma è possibile che domani nella cittadina molisana il Premier e
il Ministro saranno chiamati a partecipare a una giornata di festa. La stessa
nuova scuola Jovine, d'altra parte, rischia di essere
inaugurata domani e presto chiusa dalla stessa ministro Gelmini perchè attualmente gli iscritti
sono 99 contro i 100 che la nuova direttiva ministeriale indica come cifra
minima per tenere aperto un istituto pubblico. Ma il problema della condizione
degli edifici scolastici del molisano è ben altro. Ed è per questo che i
sindacati, dopo una conferenza stampa oggi a Campobasso per documentare la
fatiscenza e la gravità della situazione, hanno deciso di organizzare a Bonefro
una manifestazione di protesta, in concomitanza della presenza nella vicina San
Giuliano di Berlusconi e Gelmini. "Su 132 scuole
della Provincia di Campobasso - ha spiegato oggi il segretario della Cgil
scuola del Molise, Sergio Sorella - più del 12% è ancora composto da fabbricati
in legno". Con alcuni casi limiti: si fra scuola in ex Chiese ed in ex
carceri. A Limosano, per citare il caso più eclatante, sulla targa all'entrata
c'è scrito 'Chiesa di S. Stefano'. L'edificio, però, all'interno ospita una
scuola medi: l'unica per tre comuni del circonadario. Le stanze sono condivise
con la Parrocchia: in alcune ore si fa lezione, in altre catechismo e attività
parrocchiali. "Ho visto i miei studenti fare una verifica scolastica, per
mancanza di spazio, seduti sugli inginocchiatoi della chiesa, usando come
banchi gli schienali. È davvero una situazione mortificante", racconta la
dirigente scolastico, Maria Cristina Battista. "La vecchia scuola - spiega
- non è agibile e deve essere abbattuta per far posto ad un nuovo edificio: Il
progetto esiste ma mancano i fondi. Al ministro Gelmini
chiediamo più dignità per la nostra professione e soprattutto per il bene degli
studenti". Ma di casi limiti in Provincia di Campobasso ce ne sono anche
altri. Nel comune di Castropignano, ad esempio, decine di alunni fanno lezione
all'interno di un ex carcere. Studenti, insegnanti, genitori di queste 'non
scuole' domani vorrebbero potersi farsi sentire dal Premier Silvio Berlusconi e
dalla ministro Maria Stella Gelmini.
( da "Virgilio Notizie" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
Insegnanti
Anief: è illegittimo. Confermata manifestazione 2 ottobre a Roma postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 set. (Apcom) - Le rassicurazione date oggi
durante un question time alla Camera dal ministro del Miur, Mariastella Gelmini, agli oltre ultimi 11 mila docenti precari specializzati del IX
ciclo delle Siss non bastano a placare le proteste delle associazioni: grazie
ad un emendamento i docenti neo-abilitati potranno infatti accedere alle
graduatorie ad esaurimento grazie ad un emendamento presentato dallo stesso
responsabile dell'istruzione, ma gli stessi insegnanti manterranno lo
stato di mobilitazione ed il programma di proteste. Dal ministero è stata
emessa una nota nella quale si specifica che "questi docenti potranno
essere inseriti a domanda nella graduatoria ad esaurimento in coda a coloro che
risultano già inclusi". Il loro inserimento nelle graduatorie comporterà,
quindi, non un'inclusione alla pari degli altri insegnanti già inseriti ma la
possibilità di puntare al ruolo solo una volta esauriti gli attuali aspiranti.
Chiediamo un'immediata e doverosa rettifica da parte del ministro Gelmini - ha commentato Marcello Pacifico, presidente Anief,
l'Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione - perché i
docenti devono essere inseriti a pieno titolo e non in coda alla graduatorie ad
esaurimento". L'Anief ha così confermato la manifestazione a Roma del 2
ottobre per risolvere lo sbarramento delle ex graduatorie permanenti.
"L'essere inseriti in coda - continua Pacifico - ovvero in una quarta
fascia ratificherebbe la situazione esistente, essendo gli aspiranti inseriti
già nella seconda fascia delle graduatorie d'istituto, ovvero in quella fascia
che è dopo la prima e dove sono inseriti chi si ritrova nelle terza fascia
delle graduatorie ad esaurimento". "Non c'è bisogno - conclude il
presidente dell'associazione - di una norma di legge per metterli in coda,
basta un atto amministrativo come si è fatto per alcuni insegnanti di sostegno
quest'anno scolastico. Ma ciò sarebbe illegittimo e ingiusto visto che i
colleghi conseguiranno la stessa abilitazione degli altri docenti
precari". La richiesta dell'emendamento era pervenuto ieri dalla stessa
Anief, durante l'audizione svolte da oltre venti associazioni (di docenti,
studenti, genitori e di una serie di enti ed amministrazioni a stretto contatto
con la sucola) presso la commissione Cultura alla Camera: solo una minima parte
delle associazioni (non più di 4-5 con in testa quelle dei presidi) hanno però
accolto il testo del dl 134 che introduce, tra l'altro, il ritorno al maestro
unico ed appunto la chiusura delle graduatorie ad esaurimento. Le associazioni
hanno in prevalenza contestato il dl 137 perchè non conterrebbe un'adeguata
valorizzazione della professione docente dando invece spazio a discusse manovre
come il ritorno al maestro unico. L'emendamento del ministro Gelmini
sulla riapertura delle graduatorie verrà comunque sicuramente accolto: i corsi
di specializzazione erano stati infatti avviati durante l'ultimo governo Prodi
ed è praticamente certo che il centro-sinistra non si opporrà al provvedimento.
La chiusura delle attività formative per gli oltre 11 mila specializzandi
presso le Scuole di specializzazione universitarie si dovrebbero concludere tra
il 1 ed il 3 ottobre. Entro fine anno dovrebbero quindi avere la possibilità di
inserirsi nelle graduatorie, deve già sono iscritti circa 300 mila docenti
abilitati in attesa della assunzione a titolo definitivo.
( da "Stampa, La" del 17-09-2008)
Argomenti: Scuola
La
parola ai lettori Scuola: che futuro per i nostri figli? Lettere ed e-mail
vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia
Fax: 0183 273.106 - e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via
Roma,176 - 18038 Sanremo Fax: 0184 500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.it
Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo
e recapito telefonico non saranno pubblicati.In una provincia, la nostra, che
registra i più alti livelli per l'abbandono scolastico, una popolazione
scolastica con la più alta percentuale di alunni con diagnosi di handicap, i
più alti livelli percentuali di consumo di droga, i tagli all'istruzione della
nuova riforma minacciano di dare un colpo decisivo alle scuole imperiesi.
Record negativi che fanno riflettere, reclamano attenzione e necessitano di
grandi interventi. Oggi la riforma scolastica del ministro Gelmini introduce il maestro unico, la
bocciatura per il voto di condotta, il taglio degli organici degli insegnanti e
altri correttivi al ribasso per ogni grado di istruzione. Ci saranno riduzioni
del tempo scuola, resteranno dei vuoti di orario nella giornata dei giovani,
che non sono certo tempi formativi o educativi, senza contare l'aggravio
economico per le famiglie, specialmente le meno abbienti. Tagliare i bilanci
dell'istruzione significa tagliare le risposte ai bisogni culturali delle generazioni
che crescono. Tanti insegnanti sono giustamente preoccupati. Ora mi domando:
quale futuro prepara il padre Stato per i suoi figli? LETTERA FIRMATA
VENTIMIGLIAAl raduno anche arte con la "Stella Polare" La 15ª
rassegna "Vele d'Epoca" si è conclusa ad Imperia in un crescendo di
entusiasmo e partecipazione, come peraltro ampiamante previsto. Il Circolo
Artistico-Culturale Stella Polare (presente con un proprio stand) ha potuto
trarre un lusinghiero consuntivo da quattro giorni di vivace, diretto contatto
con un pubblico numeroso e tra i più eterogenei. Diciotto artisti hanno
presentato opere realizzate sullo specifico tema "Vele" e non sono
mancati coinvolgenti dibattiti sui più svariati temi afferenti tecniche
artistiche, produzione artistica e l'arte, insomma, intesa nella sua accezione
più ampia e nella suna universalità: il bello rimane pur sempre coinvolgente e
stimolante. Gli artisti sono: Damiana Andreotti, Silvana Cannas, Carlo Destro,
Angelo Dolla, Enzo Faltracco, Marco Ferrari, Giuseppe Ferrando, Helga Kirchner
Guerra, Roberta Musi, Armando Ostuni, Gianluigi Pescio, Nuccio Piccone,
Piergiovanni Scremin, Maria Luisa Stoppiana, Franco Tarantino, Maria Teresa
Tissone, Giovanna Vita e Mario Favini da Corgegno (scultore). Tali artisti si
ripropongono - con una più ampia gamma di opere - in una mostra tutt'ora in
corso e che si protrarrà sino a venerdì presso il Palazzo del Parco, Sala
Mostre, a Diano marina (con orario feriale e festivo dalle 10 alle 12,30 e
dalle 15,30 alle 21). L'incoraggiante successo fin qui conseguito è sicuramente
gratificante per Marino Stragapede, presidente ed animatore instancabile del
Circolo Stella Polare di Imperia e per gli artisti che con lui operano e
collaborano. Il Circolo Stella Polare (operativo da ben 25 anni) vuole essere
cenacolo: vuole accogliere cioé tutti coloro che sono genuinamente attivi nella
ricerca del "buone e del bello". Vuole accostare professionisti a
principianti affinché i secondi traggano insegnamento dai primi e venga
promosso il confronto: quel confronto che è passo irrinunciabile per un
autentico progresso. MARINO STRAGAPEDE PRESIDENTE CIRCOLO STELLA POLARE IMPERIA
In via Sant'Agata ripristinare le "zebre" Volevo segnalare che in Via
Sant'Agata, nei pressi della mini rotonda del bivio per frazione Sant'Agata,
nelle vicinanze dell'ospedale, mancano completamente le strisce pedonali, in
quanto cancellate. Sarebbe utile, ma molto importante ripristinare, in tema di
segnaletica, quell'attraversamento, in quanto oltre a essere vicino
all'ospedale, rimane in cima a una salita, in una curva semicieca. GINO BOFFA
IMPERIA.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Giornata
scandita da una fitta serie di appuntamenti, a partire dalla cerimonia per i 50
anni dell'aeroporto di Tessera Napolitano, tour de force in Veneto Il
presidente della Repubblica sarà oggi a Venezia e domani a Vicenza Seguito
ridotto al minimo, né blocchi né transenne, poliziotti in borghese VENEZIA.
Massima discrezione, poliziotti (quasi) tutti in borghese, nessun blocco,
nessuna transenna, nessuna chiusura di calli, campi o musei. Così ha chiesto il
presidente Giorgio Napolitano, da sempre allergico alla sovraesposizione, alla
pubblicità e al disturbo altrui. Con un bagaglio leggero e un seguito ridotto
al minimo - una dozzina di persone in tutto esclusa la scorta - Napolitano ha
voluto per oggi una visita light, ma poichè resta sempre un presidente la
portentosa macchina organizzativa che lo segue e lo protegge è al lavoro da
settimane. Bonificato tutto il percorso dei motoscafi, dal Marco Polo all'hotel
Gritti, dall'hotel Gritti all'Arsenale, dall'Arsenale ai Giardini di Castello e
poi ritorno, di nuovo fino al Gritti. Al setaccio le calli e i campi dal Gritti
a Palazzo Ducale perchè Napolitano potrebbe raggiungere Piazza San Marco a
piedi, se non pioverà, se non sarà stanco, se ci sarà tempo. Occhio e croce non
pioverà e ci sarà tutto il tempo necessario perchè la ferrea scaletta della
giornata gli lascerà quasi tre ore di libertà tra la Biennale e il convegno
sulla Costituzione organizzato dalla Fondazione Gianni Pellicani. Tre ore
libere dopo una mattina scandita al nanosecondo a partire dalle 10, quando a
Tessera atterrerà l'aereo presidenziale. Mezz'ora nella sala vip per
festeggiare i cinquant'anni dell posa della prima pietra del Marco Polo con il
sindaco Cacciari, il governatore Galan, il presidente della Provincia Zoggia,
quello della Save Marchi. Mezz'ora e poi in motoscafo fino al Gritti. Arrivo
previsto poco dopo le 11. Il tempo di una rinfrescatina e poi tutti in Arsenale
dove, ad attendere il presidente e Donna Clio, ci saranno il presidente della
Biennale Paolo Baratta e il curatore di Architettura Aaron Betsky. A seguire,
la visita ai Giardini, però solo al Padiglione Italia e a quello della
Finlandia. Alle 13.30 Napolitano sarà di nuovo in albergo. Pranzo leggero,
riposino (forse), lettura giornali o libro, insomma gli affari suoi, almeno
fino alle 16.40, quando il presidente - se non pioverà e se non sarà stanco -
andrà a piedi a Palazzo Ducale. Due ore di convegno poi - sembra - da
Calatrava. Il tiraemolla sembra essersi infine concluso a favore di un giro in
motoscafo fino al ponte con grande gioia di Cacciari che, il ponte, avrebbe
voluto inaugurarlo insieme al presidente ma poi ha lasciato perdere e l'ha
inaugurato di notte senza tante storie. Quindi, la cena per pochi intimi alla
taverna La Fenice con rientro a piedi al Gritti. Notte ristoratrice e poi,
domani mattina di buon'ora, visita a Palazzo Balbi prima di partire in auto per
Vicenza. Parte Napolitano e arrivano tre ministri e Berlusconi. Scajola domani
pomeriggio al Forum dei giovani imprenditori di Confcommercio a Ca' Corner. La Meloni e la Gelmini sabato mattina prima di Berlusconi, atteso per chiudere i lavori
verso le 13.30. Fino a ieri la presenza del premier era data per certa, visto
che in mattinata sarà nel Polesine per il rigassificatore insieme a Galan e
Scajola e poi dovrebbe sorvolare in elicottero sul Mose e sul passante.
Dato che c'è, una sosta in laguna ci starebbe a fagiolo e in molti ci contano
molto. Ci contano anche i sindacati dei chimici che hanno chiesto di
incontrarlo. Ma, se alla fin fine verrà in laguna, Berlusconi non si fermerà
più di un'oretta.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Porta a porta
a Conegliano E la tariffa aumenta Egregio direttore, ho letto l'articolo
apparso su Conegliano sul ritiro dei bidoni nuovi e il nuovo porta a porta. Le
perplessità degli utenti sugli aumenti sono una certezza, perché nelle riunioni
che la Savno ha fatto nei vari quartieri, ha ben spiegato che le
"bollette", aumenteranno, almeno di 4 euro a persona, quindi una
famiglia di 4 persone avrà un'aumento di almeno 16 euro. E' un peccato che alle
riunioni, evidentemente non ci sia stata un'affluenza tale da far ripensare la
Savno, sulle modalità e i costi. Io c'ero e ho anche chiesto come mai si siano
dovute spendere ben 1.200.000,00 (un milione e duecentomila euro) per la nuova
sede. Visto che la Savno è pubblica, penso che con una cifra ben più inferiore,
una sede la Savno, poteva comprarla, visto la marea di capannoni che ci sono,
poteva adeguarne uno alle sue esigenze e riversare l'avanzo di soldi (che non
ci sono perché ha fatto un mutuo?? Da non credere!!!), nel risparmio di
bollette per i contribuenti, ma evidentemente nessuno pensa al cittadino. Lo
scandaloso è che nonostante migliori la qualità del rifiuto, i costi lievitino,
per l'assunzione di 4 vigilantes, per monitorare le uniche campane che restano
(quelle del vetro), per evitare che cittadini poco corretti, lascino i loro
rifiuti nelle vicinanze. La domanda è: ma questi vigilantes, saranno operativi
di notte e nei festivi, o faranno l'orario da ufficio?? Il quesito è d'obbligo
perché si sa che i furbetti operano di notte e nei festivi. Gradirei che il
presidente Savno mi risponda. Luigi D'Este Los Roques, 8 mesi dopo dove sono
gli scomparsi? Spett.le redazione, sono passati oltre otto mesi da quel 4
gennaio. Mesi di dolore, angoscia, disperazione, delusioni, speranze disattese.
Dove sono i nostri otto connazionali che erano a bordo del Let 410 Transaven in
volo dall'aeroporto di Maqueita a Los Roques? Dopo mesi di silenzio l'ultimo
fallimento delle autorità venezuelane che davano per certo che il relitto
individuato a 304 metri di profondità fosse il Let 410 a bordo del quale
c'erano i nostri ragazzi. L'oggetto fotografato in fondo al mare non era
nemmeno un aereo. Ci rivolgiamo, pertanto, a voi speranzosi e con la rabbia di
chi sa di subire un grande torto. Dove sono i nostri connazionali? E se davvero,
come è legittimo credere, non fossero finiti in fondo al mare? I familiari ed
amici, hanno il diritto di sapere la verità su quanto loro accaduto, in quanto
è chiaro, nessuno in Venezuela sembra davvero intenzionato a far luce sui tanti
interrogativi che questo caso riserva. Vogliamo che si faccia ciò che non è
stato fatto sino ad oggi per questa vicenda, sinora, piena soltanto di
oscurità. Organi di informazioni come i vostri hanno il dovere di argomentare,
sensibilizzare e dare voce ai familiari di queste sventurate persone, tra le
quali due bambine, che hanno avuto la sola sfortuna di trovarsi nel posto
sbagliato al momento sbagliato. Rinnoviamo ancora il nostro importante appello
con la speranza che venga colto. Antonio P. Lettera alla Gelmini dalla madre di una laureata
Gentile Sig.Ra Gelmini,
ministro della pubblica istruzuione; sono il genitore di una insegnante
precaria che tre anni fa si è laureata all'università di Padova in scienze
dell' educazione primaria, facoltà nata appositamente per formare i futuri
insegnanti. Le chiedo quale futuro prevede la sua riforma per mia
figlia, perché nel suo farneticare, caro ministro, Lei si è dimenticata di
farne menzione. Eppure mia figlia ha speso quattro anni della sua vita per
prepararsi ad insegnare, convinta che il futuro dell'insegnamento fosse per
quelle come Lei uscite da quella facoltà. Ed invece Lei parla di grembiuli, di
voto in condotta, di maestro unico senza cognizione di causa, perché Lei Signor
Ministro, non ha conoscenze in merito e tralascia l'essenza del problema e cioè
le competenze degli insegnanti e la ricchezza per gli alunni di potersi
confrontarsi quotidianamente con più persone perchè è questa la realtà che ha
portato la nostra scuola primaria ad altissimi livelli, nel mondo da tutti riconosciuti.
Abbia il coraggio di ammettere che tutto quello che Lei sta facendo è perché
nella finanziaria sono stati previsti dei tagli per l'istruzione che Lei si
sforza di far passare per provvedimenti migliorativi della proposta educativa
in essere. Le competenze, anche per un Ministro, si acquisiscono con il tempo
ma Lei, evidentemente convinta del contrario, esprime giudizi e accuse con
un'arroganza tale da lasciare perplessi. Quando Lei non sarà più ministro alla
storia resteranno le leggi da Lei volute, e mi creda di questo passo non sarà
un grande ricordo. Per quanto riguarda il quesito iniziale, penso che Lei non
avrà tempo nemmeno per informarsi al riguardo e già questo, sarebbe un'atto di
umiltà non da poco per un rappresentante del popolo Italiano quale Lei è. Nel
caso il tempo invece lo trovasse aspetto fiducioso, e con me mia figlia, una
sua risposta. Aristide Leonarduzzi Un referendum per piazza della Vittoria La
verifica della volontà della maggioranza consiliare di Treviso di procedere con
il parcheggio interrato di piazza della Vittoria, si è avuta in data 10/9/2008.
Forza Italia e Alleanza nazionale si sono ufficialmente schierate con la Lega
per dire sì al sofferto progetto. Mi sorprende e meraviglia la compattezza di
28 consiglieri che hanno votato tutti all'unanimità e senza alcun dubbio
personale o remora o riserva, un'opera pubblica che sarà devastante per la
città da qualunque angolazione la si possa osservare. Quasi come obbedissero
tutti ad un unico ordine di scuderia emesso dalla segreteria del partito di
maggioranza. Sorge naturale una domanda. Questi rappresentanti del popolo di
Treviso rispondono alla cittadinanza (che non vuole il progetto, come
chiaramente espresso da 1200 firme contro) o ai partiti politici (che lo
vogliono per loro reconditi fini)? All'opposizione (o quanto resta di essa) e
alle coscienze pulite dei consiglieri di maggioranza che non possono
liberamente esprimersi resta una sola cosa da fare. Bipartisan. La possibilità
di rendere operativi i referendum popolari che sono formalmente previsti dallo
Statuto di Treviso ma di fatto disattesi in mancanza di disposizioni attuative.
E' l'unica speranza per il 48% dei trevigiani che non si riconoscono nel popolo
della libertà di Treviso. Diversamente, ha ragione il vicesindaco Gentilini
quando afferma sulla stampa del 12/9/2008 che la Lega Nord governa per la
quarta volta la città di Treviso in virtù della volontà democratica espressa
dai cittadini. E arriverà tranquillamente al quinto mandato. Oscar de Gaspari.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
"Nessun
taglio ai docenti di sostegno". Lo ha ribadito, al question
time, il ministero dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, precisando che per l'anno scolastico appena cominciato
(2008-09) "sono stati confermati a livello nazionale tutti i posti di
sostegno funzionanti nel 2007-08 e dunque rispetto ai circa 174.000 alunni sono
stati attivati complessivamente 90.882 posti". Per quanto riguarda
la provincia di Venezia, il ministro ha confermato che, "essendo esaurita
la disponibilità di docenti specializzati pari al fabbisogno, e non essendoci
al momento altro modo per ovviare alla carenza, i dirigenti scolastici dovranno
nominare aspiranti non in possesso del titolo di specializzazione. Come
indirizzo politico - ha assicurato - intendo assicurare la continuità
didattica, particolarmente importante per gli alunni diversamente abili".
( da "Metronews" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Uscito su
Metro il 17/09/2008 Lascia il tuo commento! Mentre nella scuola Iqbal Masih, al
Casilino, prosegue l'occupazione per protestare contro i tagli alla scuola e il
ritorno al maestro unico, ieri una nuova ombra è caduta
sulla riforma Gelmini e
sugli effetti che produrrebbe in regione. Sono oltre milletrecento, infatti, i
plessi scolastici a rischio chiusura nel Lazio (il 43% dei tremiladuecento
totali) se davvero il criterio per stabilire la sopravvivenza delle scuole
fosse quello del numero di alunni come ipotizza la riforma. A dirlo è
uno studio di Legambiente. Nello specifico, secondo questa indagine, nel Lazio
potrebbero chiudere i battenti ben 761 scuole materne (vale a dire il 71,4% del
totale) 390 scuole elementari (il 33,4% del totale), 126 scuole medie inferiori
(il 24,6% del totale) e anche 99 scuole medie superiori, (cioè il 21,7% del
totale). A pagare lo scotto sarebbero soprattutto i plessi situati nelle
cittadine più piccole. Per contrastare i pesanti tagli che la Finanziaria ha
previsto per il sistema scolastico Legambiente ha lanciato la campagna “Chiusa
per tagli”, che da ieri ha preso il via anche nel Lazio. "Per i cittadini
del Lazio sarebbe una vera e propria sciagura - ha commentato Lorenzo Parlati,
presidente di Legambiente Lazio - ipotizzare di tagliare le scuole con meno
alunni come si fa con i rami delle società con pochi utili è davvero
impensabile". Contattato da Metro, il ministero della Pubblica Istruzione
non ha ritenuto opportuno fornire chiarimenti.
( da "Metronews" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Uscito
su Metro il 17/09/2008 Lascia il tuo commento! Nove scuole bergamasche a
rischio chiusura. Fanno parte delle duemila scuole italiane
che rischiano di chiudere per i tagli prevista dal ministro Gelmini, ci sono anche scuole della
nostra provincia. La situazione riguarda le scuole della Val Seriana e della
Val Brembana, dove i paesi sono piccoli e gli studenti pochi: in provincia ci
sono nove scuole con meno di venti alunni e 28 con meno di cinquanta. La
direzione scolastica di Zogno ha 11 scuole tra le frazioni di Ambria, Edenna,
Stabello e altri piccoli paesi vicini; l'istituto comprensivo di ValNegra con
19 scuole tra Lenna, Carona, Valtorta, Santa Brigida, Olmo e Valnegra, che
potrebbero non arrivare nemmeno a ventialunni. Problematica anche la situazione
di Sant'Omobono con 15 scuole, Gromo con 13 e Vilminore che ne ha 9 . Nelle
Bassa è a rischio la scuola di Torre Pallavicina. "Per ora ci sono solo
proposte - spiega Vincenzo D'Acunzo della Cisl - Riguardano soprattutto la
montagna, dove ci sono plessi sotto i 50 alunni. Ma la Bergamasca aveva già
subìto un ridimensionamento dieci anni fa. La nostra provincia è considerata
virtuosa proprio per i suoi numerosi istituti comprensivi. Ma ci batteremo
affinchè questo non avvenga: le scuole di montagna sono le uniche dove vengono
trasmesse, oltre alle nozioni, anche le nostre tradizioni e i nostri valori
". Smorza le acque il dirigente Gianluigi Roffia. "Per ora non c'è
niente di certo. Ma se ci fossero questioni da discutere, noi difenderemo la
scuola bergamasca a qualunque costo". (Monica Pagani).
( da "Secolo XIX, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
LA
SCUOLA Insegnanti, mamme, bambini, sindacalisti bloccano il centro e occupano la
strada davanti al Provveditorato 18/09/2008 SECONDO corteo in una settimana, a
pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico, che ha attraversato il centro
cittadino per confluire in via Assarotti. Davanti alla sede della direzione
regionale dell'Istruzione e del Provveditorato di Genova insegnanti, mamme,
bambini si sono seduti sul selciato, hanno disegnato un cerchio, hanno steso
striscioni e lenzuola bianche con scritte anti Gelmini. Fermando il traffico per almeno
due ore. Il corteo era partito da Caricamento e aveva attraversato via San
Lorenzo, piazza De Ferrari, fino alla sede di via Assarotti. Mentre il corteo
presidiava l'ingresso della Direzione Regionale, i tre segretari provinciali
Quattrida Cgil, Frontera dello Snals e Capra della Cisl hanno incontrato il
Direttore Attilio Massara. Molti i problemi sul tappeto. "Con
duecento docenti in meno, cento Ata in meno e molti ragazzi in più, la nostra
scuola va incontro ad un anno molto difficile. E se il decreto passerà non è
improbabile un ulteriore taglio di almeno quattrocento insegnanti nei prossimi
tre anni" così Paolo Quattrida reduce dall'incontro. Da cui è scaturita
una promessa da parte di Massara: di presentare nel prossimo incontro con il
ministro Gelmini anche la condizione preoccupante della
scuola ligure. Intanto i sindacati continuano con il volantinaggio, con
l'organizzazione di incontri con le famiglie, che dovrebbero tenersi anche nei
municipi se veranno messi a disposizione gli spazi e il nascente comitato
insegnanti-genitori riprende il lavoro di alcuni anni fa quando il ministro
Moratti aveva cominciato ad "attaccare" il tempo pieno. "Che
oggi di fatto non esiste quasi più" commentava ieri amaramente una maestra
del centro storico. Domani le segreterie nazionali dei sindacati si incontreranno
con il ministro Gelmini. Un incontro decisivo per
capire che verso prenderà la protesta. Anche a Genova. D.B. 18/09/2008.
( da "Mattino di Padova, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
L'INTERVENTO
UN CONTRODECALOGO PER I MALI DELLA SCUOLA ITALIANA Un controdecalogo per la
scuola italiana. 1. L'Ocse certifica che la scuola italiana media e superiore non
gode buona salute. Un marziano che ne cercasse le ragioni ne troverebbe subito
una: i primi operatori della scuola, gli insegnanti (laureati vincitori di
concorso o abilitati con due anni di Ssis), sono pagati ca. € 1200 al mese. Il
governo offre un aumento di € 8 (otto) lordi per il 2008 e 65 per il 2009, meno
dell'inflazione (4%) e dai tagli per i lavoratori pubblici da gennaio (1,7
mld). 2. Gli studenti sono poco preparati. Il marziano noterebbe che una
società in cui chi guadagna di più sono calciatori e veline non aiuta la
motivazione degli studenti, ma gli darebbero del moralista (rosso). Il governo
riduce invece obbligo scolastico e ore di lezione. Nonsense. 3. Visto che sono
pagati poco - ha pensato Brunetta - gli insegnanti lavoreranno anche poco: e ha
sparato nel mucchio, tagliando lo stipendio a chiunque si ammali, salvo
spendere € 200 per mandargli la visita fiscale. Profezia che si autoavvera, il
ministro grida vittoria, in quanto migliaia di poveracci sono già andati a
lavorare con la febbre pur di non vedersi decurtato il misero assegno di
sostentamento. Diabolico. 4. Nelle scuole vaga un gran numero di insegnanti
"precari", cioè preparati quanto gli altri (e spesso più giovani e
aggiornati), ma senza posto fisso, con la conseguenza che gli alunni, specie in
periferia e provincia, cambiano anche più docenti ogni anno. Il governo risolve
la questione tagliando il numero degli insegnanti: non più precari, ma
disoccupati. 5. A parità di popolazione studentesca (che invece aumenta e si
diversifica con gli stranieri), meno insegnanti=più studenti per classe. Ma
nelle nostre scuole il numero di studenti per classe è già altissimo, circa 30.
Qualcuno vuol provare l'ebbrezza? Siamo a disposizione. 6. Ma - si obietta -
per le statistiche il rapporto docenti/studenti in Italia è più basso che in
altri Paesi. Vero: a) perché noi abbiamo scuole anche nei paesini di montagna,
per evitare spostamenti di chilometri a bambini piccoli; b) perché in quel
computo son considerati gli insegnanti di sostegno (negli altri Paesi esclusi
dal calcolo), che attuano il principio di non discriminazione dei diversamente
abili. Ora il governo taglia il sostegno e minaccia di chiudere le scuole con
meno di 500 studenti: che però, se non eliminati, si riverseranno in quelle residue,
con disagio proprio e delle strutture che dovranno accoglierli. Capolavoro. 7.
A meno che, obiettivo tacito del governo più clericale della storia
repubblicana, questi non vadano a rimpinguare le casse delle scuole private,
che però, oltre che care, sono in genere anche di pessima qualità, rifugi per
studenti ricchi e svogliati: vedere per credere. 8. Lo stesso Ocse conferma che
felice eccezione a questo disastro è la scuola elementare, in cui la presenza
di 3 maestri (su 2 classi) consente ai bambini ricchezza di esperienze
formative e diminuisce il rischio di avere un insegnante "non
perfetto". La destra trova questa eccellenza così insopportabile da
restaurare il maestro unico, tagliare 80.000 insegnanti e snaturare il tempo
pieno/prolungato (sarà un doposcuola-parcheggio con persone diverse dai
maestri). 9. Gelmini e Bossi hanno
insultato scuole e insegnanti meridionali. Questi hanno spesso fatto centinaia
di chilometri rinunciando ad illusorie facilità in nome di una preparazione che
desse più possibilità di lavorare. La Gelmini ha fatto il contrario, andando a sostenere l'esame di avvocato
dove c'era la più alta percentuale di promossi. Da che pulpito... 10.
Alle altre forze dell'opposizione contrarie ai provvedimenti del governo, dal
Pd a Rifondazione, proponiamo di organizzare un'assemblea unitaria, con
docenti, studenti, genitori, dirigenti e personale Ata. Sarebbe un bel segnale
per l'incredulo e smarrito popolo del centrosinistra che, crediamo, esiste
ancora a dispetto delle nostre divisioni. Attilio Motta insegnante, gruppo
scuola di Sinistra Democratica.
( da "Mattino di Padova, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
IL
CONVEGNO DI CORTINA Governo in trasferta nell'Ampezzano, arrivano sei ministri
CORTINA. Da domani si prevedono valanghe romane su Cortina. Il convegno di
Forza Italia quest'anno sarà caratterizzato da una presenza massiccia di
rappresentanti del governo, non solo veneti. I lavori inizieranno al Palalexus
domani alle 18 con un intervento introduttivo del ministro del Lavoro Maurizio
Sacconi. Seguirà un dibattito sul federalismo fiscale per il Veneto introdotto
da Isidoro Gottardo membro della commissione intercamerale Affari regionali.
Sabato il convegno entrerà nel vivo della settima edizione con le presentazioni
di Sernagiotto e Padrin e i saluti di Dario Bond, del senatore bellunese
Maurizio Paniz e del sindaco di Cortina Andrea Franceschi, cui seguirà una
tavola rotonda "La vita buona nella società attiva" in cui verrà
illustrato il "libro verde per un nuovo modello sociale in Italia".
Tra i partecipanti il docente del diritto del lavoro Michele Tiraboschi e il
segretario confederale Cisl Giorgio Santini. Seguirà un'intervista del
direttore del Gazzettino Roberto Papetti al ministro Renato Brunetta sul tema
"La riforma della pubblica amministrazione: premiare il merito". Nel
pomeriggio sarà un altro ministro, quello della Giustizia Angelino Alfano, ad
essere intervistato dal direttore del mattino di Padova Omar Monestier sul tema
"La sicurezza e la giustizia giusta". Sullo stesso tema si svolgerà
una tavola rotonda, a cui parteciperanno i deputati Maria Elisabetta Casellati,
Niccolò Ghedini e Stefania Craxi. Seguirà un'intervista al ministro degli
Esteri Franco Frattini sui temi di politica internazionale. Più tardi si
svolgerà un incontro tra i rappresentanti del movimento giovanile di Fi e il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Prevista infine la presenza del
ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Chiusura del convegno domenica
con il dibattito "La rivoluzione della responsabilità. Dal federalismo
fiscale all'autodisciplina dei singoli e dei corpi sociali" che verrà
concluso dal presidente del Veneto Giancarlo Galan e dal presidente del Senato
Renato Schifani.
( da "Tirreno, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa Le
maestre hanno messo in atto una protesta più che civile Una civilissima ed
efficace protesta. E' quanto hanno fatto le maestre d'Italia disapprovando la
riforma del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Una "lezione" da
primo giorno di scuola al ministro che dovrebbe tornare sui banchi di scuola ed
imparare come si può esprimere il proprio dissenso senza danneggiare, in questo
caso, gli alunni. Noi non vediamo nessuna strumentalizzazione dei bambini che,
ricordiamo alla avvocatessa Gelmini, sono stati invece portati alla manifestazione per il Family Day
(che potremmo chiamare Families Day, vista la presenza di
plurimatrimoniati o conviventi) del 12 maggio dello scorso anno. La modalità di
protesta delle maestre è anche insegnamento per i sindacati che bloccano porti,
aeroporti, strade e ferrovie per sostenere le loro rivendicazioni danneggiando
gli utenti. Anche loro dovrebbero tornare sui banchi e imparare dalle maestre.
Sul merito, il ritorno al maestro unico, concordiamo. L'iniziativa fu proposta
per trovare occupazione alle maestre in esubero, visto lo scarso numero di
alunni per la natalità in decrescita. Insomma si diede una giustificazione
pedagogica ad un problema occupazionale. Primo Mastrantoni segretario Aduc.
( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Genova Protesta continua contro la Gelmini,
traffico in tilt in centro Trecento tra insegnanti, genitori, alunni e
personale amministrativo in corteo ieri pomeriggio, da piazza Caricamento a via
Assarotti, manifestando davanti all'Ufficio scolastico regionale contro la
riforma del ministro Gelmini. Il traffico nella
trafficata via Assarotti è bloccato. E' la seconda protesta in tre giorni
indetta da Cgil, Cisl, Uil e Snals. Ad aprire il corteo lo striscione "Lo
stato risparmia, per il tempo pieno chi pagherà?". Gli insegnanti hanno
organizzato inoltre a partire da quest'oggi nelle scuole genovesi una raccolta
di firme contro il maestro unico.
( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
IX - Firenze Abolita dopo due anni di proteste dei genitori Mense del Chianti
addio monoporzione Gli ecologisti registrano una vittoria. Nella guerra contro la
sovrapproduzione di plastica nelle mense scolastiche. Le amministrazioni
comunali di Pelago, Rufina e Pontassieve hanno deciso di sostituire il metodo
della monoporzione con metodi che non prevedano stoviglie di plastica usa e
getta. Esultano i Verdi della Provincia di Firenze: "Aspettavamo da tempo
questo annuncio", dicono, "e soprattutto la sua concreta
realizzazione. Da due anni, anche con la positiva sollecitazione dei comitati
di genitori, avevamo coinvolto e interpellato con interrogazioni e prese di
posizione i Comuni dell'area fiorentina e la Regione". I Verdi ricordano
che la legge regionale contro le monoporzioni da loro voluta risale a dieci
anni fa. "Siamo soddisfatti perciò che le amministrazioni locali abbiano
fatto rispettare la legge, anche se ci si rammarica un po' del fatto che questo
debba avvenire dopo anni di pressioni da parte dei comitati, dei genitori, di
altre istituzioni, oltre che di noi Verdi stessi, ma anche dopo la multa che
ricordiamo la Provincia ha dovuto elevare nei confronti delle amministrazioni
comunali inadempienti". Riguardo alla scuola e alla
riforma Gelmini in
consiglio regionale ieri il verde Fabio Roggiolani si è schierato contro il
maestro unico: "In questo modo si colpisce una delle migliori conquiste: i
tre insegnanti sono essenziali, un solo maestro incapace per cinque anni può
determinare handicap formativi non recuperabili". (s.p.).
( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna Studenti e affitti in nero "Casa
garantita a chi denuncia" La metà delle scuole chiuderà con la riforma del
ministro Gelmini Cantieri Civis in
centro storico: siete favorevoli o contrari? E' polemica sui figli di docenti
assunti in Ateneo che ne pensate?.
( da "Unita, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Berlusconi
non è interessato all'antifascismo perché ha "da lavorare". Però non
perde l'occasione per mostrare tutta la sua insofferenza verso il Pd e
Veltroni. Per il capo del governo il leader dei Democratici "è
inesistente" per cui ogni dialogo è impossibile. A
cominciare dalla nuova legge elettorale per le europee: via le preferenze e
sbarramento al 5% promette Berlusconi. E oggi Berlusconi è a San Giuliano a
inaugurare la nuova scuola. Peccato che quella scuola per i criteri fissati
dalla ministra Gelmini
dovrebbe essere chiusa. Carugati e Lombardo alle pagine 4 e 5.
( da "Unita, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi vengono Berlusconi e la Gelmini a fare
passerella e tagliare il nastro della "cattedrale nel deserto" per 99
bambini.
( da "Unita, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Di
Natalia Lombardoinviata a San Giuliano di Puglia Un paese senza il ricordo del
proprio passato, il dolore racchiuso nelle baracche di legno senza voce da
alzare in faccia alle istituzioni. La rabbia sussurrata in un "non
luogo", come chiamano la loro amata terra i molisani. Qui il terremoto,
ancora una volta, è diventato l'occasione per bruciare molti dei settecento
milioni di euro destinati alla ricostruzione, ma usati per necessità fittizie.
A sei anni da quella scossa che, alle 11 del mattino del 31 ottobre 2002,
seppellì i ventisette bambini della scuola elementare di San Giuliano di
Puglia, trovati accucciati sotto le macerie come i morti di Pompei, insieme
alla maestra Carmela Ciniglia, oggi si inaugura la nuova scuola: un paradossale
gigante. Attività frenetica nel cantiere aperto, di fronte al Palasport dove
furono celebrati i funerali segnati dalla voce spezzata di
"Nunziatina", che perse il figlioletto Luigi. C'era l'allora
presidente della Repubblica Ciampi, non c'era Silvio Berlusconi, che oggi viene
qui a tagliare il nastro della nuova scuola (aperta da
lunedì scorso) insieme a Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione che, in paesi appena piu' piccoli di
questo, vuole chiuderle, le scuole. La chiamano "la cattedrale nel deserto":
800 metri quadri in cui galleggeranno smarriti i 99 bambini rimasti a San
Giuliano e altri improbabili studenti dell'università del Molise. Quando
nel "villaggio" di baracche prefabbricate in legno, quelle che Silvio
chiamava "chalet", di ragazzi se ne vede a malapena uno o due, dal
volto triste davanti a un biliardino solitario. Però saranno digitalizzati con
Wi-Fi (un milione di euro). Qui vive ancora il novanta per cento delle
famiglie, circa 800 persone dai mille che erano. Berlusconi disse che "in
24 mesi" le case sarebbero state ricostruite. Sono passati sei anni,
qualcuno si è fatto l'orto dietro le baracche, qualche anziano si ritrova
attorno a un'aiuola. La rabbia cova: "Qui c'è la camorra... non i
camorristi ma tutti quelli che hanno fatto affari. Ladri autorizzati",
sbotta un uomo dai capelli bianchi. Una decina di bambini sui dieci anni
giocano nello scorrere del giorno. La prima elementare, nel 2002, fu sepolta, i
27 "angeli di San Giuliano" oggi gridano vendetta, di fronte alla
fontana con dei grassi e sgraziati putti in ceramica che troneggia all'ingresso
della scuola. Opera dell'artista milanese Ventura, dicono. Così come è davvero
una San Giuliano 2 secondo il modello Milano2 (anti) culturale che Berlusconi è
riuscito a imporre nel paese rimesso su come un Lego. La scuola Jovine, 12
milioni di euro: un faraonico centro commerciale, pensata dagli "amici
architetti" del cavaliere, edificata dall'ingegner Paolini. Le "Tre
torri" in acciaio e cemento armato rosso cupo e arancione, svettano come
una pubblicità fra le terre dorate delle colline. I camion scaricano terra dove
nascerà una piscina, betoniere hanno fatto nottata per asfaltare le strade.
"È come quando arrivava il Duce", scherza Don Antonio Di Lalla,
sacerdote di frontiera che tiene unita la comunità in un prefabbricato a
Bonefro, cinque chilometri piu' in là, dove la gente vive in baracche desolate
come un quadro di Hopper. Oggi all'inagurazione il Comitato dei genitori dei
bambini morti non potranno parlare. Fra un mese si apre il processo d'appello
per il crollo del scuola: in primo grado sono stati tutti assolti dall'accusa
di aver sbagliato a realizzare la sopraelevazione che si abbattè sui
"foratini" degli anni '50: due tecnici, tre imprenditori e l'ex
sindaco, Antonio Borrelli, che perse anche la figlia Antonella e ora è si è
trasferito. Il sito è già blindato, i microfoni sono solo per il premier, il
sindaco di San Giuliano, Luigi Barbieri, la Gelmini e
il presidente della Regione Molise, Michele Iorio. Berlusconi lo nominò commissario
straordinario con poteri che "nessun politico si è mai sognato di
avere", si legge nella rivista dei terremotati "La Fonte",
stampata in casa da Don Antonio. Tanti poteri da metterlo in conflitto con
Guido Bertolaso, al quale fu tolto il ruolo di commissario e che non era
d'accordo con l'estendere lo status di terremotati a 84 comuni della Provincia
di Campobasso, quando erano stati colpito solo la metà. Ma Iorio fece di piu',
andando avanti a colpi di decreti, avallato da Berlusconi che non fece mai una
legge ordinaria per il Molise. Nel 2003 Iorio trovò la chiave per il vaso di
Pandora: inserire l'intera regione nel piano per "la ripresa socio
economica", 136 comuni. In sei anni il Commissario ha attinto dal conto a
lui intestato presso la Banca d'Italia, per destinare fondi a progetti fuori
luogo come "l'ippovia", il Parco Tarzan in mezzo a degli abeti o per
le Miss. Rovina il paesaggio degli antichi "tratturi" il viadotto in
costruzione a Campolieto, con un pilone su terreno franoso. Per non parlare
"dei progetti fotocopia da 20mila euro elargiti per le ristrutturazioni a
chi non aveva subito danni dall'allora sindaco di Gardalfiera, Remo
Grande", spiega Don Antonio. Michele Petraroia, consigliere regionale Pd,
decine di interrogazioni e di ricorsi alla Corte dei Conti: "Il terremoto
è diventato un affare per pochi. E' fallito il modello berlusconiano, che ha
istituito un potere monocratico e non democratico come il suo, mentre in Umbria
in cinque anni hanno restituito le case e messo in sicurezza il
territorio". Oggi per i 14 comuni del "cratere" il sindaco di
Santa Croce, Pasquale Marino, chiederà nuovi fondi ma "che siano certi,
con un piano triennale, perché non vogliamo entrare in Finanziaria sempre dalla
finestra". Gli amministratori si chiedono: ma a che serve ancora un
commissario? Certo il governo Prodi è passato silenzioso, forse "c'è stata
superficialità" ammettono nel Pd. Di Pietro fa manbassa, nel 2006 ha preso
il 28% dei voti molisani. Contestazioni per Silvio e Mariastella sono tenute al
largo: nella comunità di Bonefro si riunirà la Cgil, Rifondazione organizza lo
"jatevenne day". Bertolaso accoglierà il premier e ha già rassicurato
le mamme di Sepino pronte a manifestare per avere la scuola in sicurezza.
( da "Unita, L'" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Furio
Colombo È doveroso ringraziare Piero Marrazzo, Presidente della Regione Lazio
per la risposta attenta a ciò che ho scritto domenica su l'Unità nell'articolo
"Morte di un ospedale". È necessario rispondere punto per punto,
anche se alcuni punti sono fattuali, altri sono politici (nel senso di un
programma da realizzare e non di fatti accaduti), alcuni sono incoraggiamenti a
credere e sperare. Vediamo. 1. Quanto costa un ospedale? Il Presidente Marrazzo
ci dice una cifra per il San Giacomo (54 milioni). È tanto? È poco? È
produttivo o improduttivo? È parassitario o efficiente? È un lusso dei
cittadini che vivono in centro o è una necessità? Il Presidente nota che ben 38
milioni se ne vanno in retribuzioni. È normale? È ingiusto profitto di
personale rapace? Siamo nella media necessaria, sotto quella media, o qualcuno
guadagna troppo? Si tratta di salari esosi o di cattiva organizzazione? E per
rimediare si deve dare luogo a un drammatico esodo generale e quasi improvviso
di medici, malati e pazienti in dialisi? 2. Il personale è eccessivo. Da oggi?
Non è più facile ristrutturare un organigramma che eliminare una grande
istituzione da un momento all'altro? E perché non ricordare la ragione di
questo affollamento di personale, che origina nella chiusura di un altro
ospedale, il Regina Elena, e nel trasferimento di quel personale al San
Giacomo? E anche: a mano a mano che nuove tecnologie fanno il loro ingresso
negli ospedali, aumentano tecnici e specialisti. Infatti il rapporto
personale-pazienti del New York Hospital di Manhattan è di tre a uno, e viene
citato ad esempio. Ma è quattro a uno al Sloan-Kettering (oncologia). 3. Il
Presidente della Regione osserva che dei 54 milioni del costo, 38 milioni se ne
vanno in salari e stipendi. Prego vivamente il Presidente
di non seguire il percorso Gelmini, che pensa di illustrare la crisi della scuola affermando che il
90 per cento del bilancio della pubblica istruzione se ne va nelle paghe degli
insegnanti. A questa affermazione, in sé priva di senso economico (sono i
salari che sono troppo alti o i fondi disponibili che bastano appena a
compensare - male - chi lavora?) di solito non seguono riforme ma
"snellimenti" e trovate, come il maestro unico e la cancellazione di
decine di migliaia di posti. Ma quella è la strada della destra. Noi avevamo
votato a sinistra. 4. Tranquillizza la affermazione secondo cui il pronto soccorso
del San Giacomo ha pochi "codici rossi" (casi gravi) . Il fatto ci
dice: a) che la gente dell'immenso quartiere del centro storico di Roma gode di
buona salute; b) che i pazienti "non scelgono" di andare altrove,
come suggerisce il Presidente, perché l'ambulanza non è un taxi. Vuol dire
piuttosto che il 118 manda i pazienti gravi altrove. Va benissimo, ma non
c'entra con la chiusura dell'ospedale. Vuol solo dire che il 118 ha avuto altre
istruzioni. Però, come valutare, sia dal punto di vista del merito sia dal
punto di vista del costo i trentamila passaggi annui al Pronto soccorso
dell'ospedale che sta per chiudere? 5. Leggo la lista degli altri ospedali
romani che saranno disponibili una volta chiuso il San Giacomo. Corrisponde a
ciò che avevo scritto anch'io e che sanno tutti. Alcuni non sono affatto a
breve distanza. Le domande però sono: quanto carico in più si può addossare a
questi già affollati ospedali? Sono espandibili o rigidi i loro servizi, dal
pronto soccorso alla dialisi? Il San Giacomo era un ospedale vuoto e non
necessario? E allora come spiegare la folla che ognuno di noi può vedere in
tutti i corridoi, a tutti i piani, tutti i giorni, anche adesso? Si tenga conto
che all'ospedale San Giacomo, che sta per essere chiuso, esiste il centro di
nefrologia più importante di Roma e uno dei più importanti in Italia, unico per
la dialisi peritoneale. Avranno valutato questo fatto coloro che, con i libri
contabili in mano, hanno consigliato al Presidente della Regione Lazio (e
tuttavia non spiegato) l'opportunità di abbandonare questo ospedale? 6. "I
macchinari saranno riutilizzati e valorizzati altrove". È una affermazione
rassicurante ma mancano pezzi di comunicazione essenziale fra il Presidente
della Regione e i cittadini. Altrove dove? Il costo dello sradicamento e
dell'altrove non sarà poca cosa. E come è possibile non tenere in conto il
danno non riparabile di smembrare una comunità tecnico-medico-scientifica
intorno a cui si raccoglie una comunità di pazienti che ha fiducia e che non ha
mai patito, per anni, i frequenti casi di malasanità che purtroppo tormentano i
cittadini altrove? 7. Tranquillizza l'affermazione, dunque l'impegno:
"Nessuno perderà il posto". Ma allarma l'indicazione, implicita nella
smentita di una vendita dell'immobile, che l'immenso edificio resterà vuoto.
Sanno tutti quale pericolo urbano sono gli edifici vuoti nei centri storici
cittadini. E tutti conoscono il costo pesante di un immenso edificio vuoto se
non si vuole abbandonarlo ai vandali. 8. In conclusione se il personale
funziona, i macchinari sono eccellenti, i medici e infermieri sono compatti nel
sostenere i pazienti (soprattutto quelli in dialisi) e i pazienti sono compatti
nel sostenere i medici, infermieri e ospedale, se non si conosce nessuno,
individuo o organizzazione, che ne voglia o anche solo tolleri questa chiusura,
se l'edificio, con il valore che ha (e i limiti storici di uso che ha, dati i
secoli) non è in vendita e anzi si nega che ci siano pretendenti potenti,
perché chiuderlo mentre è al suo meglio? Perché scaricare pesi, ovviamente
impossibili, su ospedali le cui crisi ricorrenti tornano e ritornano, da anni,
nella cronaca dei giornali romani? Perché - sia pure con buone intenzioni di
risparmio - fare spazio al privato che inevitabilmente colmerà il vuoto? Perché
proprio un Presidente e una giunta eletti da chi crede nelle persone, nel loro
lavoro e passione prima che nei numeri (i numeri fanno vittime, le persone li
salvano) dovrebbero essere ricordati come coloro che hanno chiuso un grande ,
efficiente ospedale, buttando all'aria migliaia di vite, senza avere risolto il
problema dei "servizi migliori a costi giusti" di cui parla il
Presidente? furiocolombo@unita.it.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-18 - pag: 16 autore: Il
sapere? Scuole in concorrenza di Alessandro De Nicola C hi di voi non ha mai,
mai visto almeno qualche scena della saga di Star Wars? Chi non ha mai
orecchiato espressioni come il "lato oscuro della forza " o, se ha
visto la mitica parodia di Mel Brooks, "che lo sforzo sia con te?".
Ebbene, George Lucas, non pago di sei puntate cinematografiche che hanno dato
il nome persino a una delle politiche più importanti di Reagan, lo "Scudo
spaziale", subito ribattezzato da Time "Star Wars", ha deciso di
produrre un cartone animato sul tema. "Un cartoon?!?", storceranno il
naso gli appassionati di Luke Skywalker e Dart Fener? Non c'è ragione di
scoraggiarsi, per come è stata concepita l'esalogia intergalattica, il cartoon
va benissimo, soprattutto se le tecniche informatiche ottengono effetti
spettacolari come in questo caso. La trama. Confesso che le Guerre Stellari mi
hanno sempre confuso un po': in sintesi si può dire che a un certo punto la
Repubblica galattica dei buoni diventa l'Impero intergalattico dei cattivi e
gli jedi, valorosi guerrieri (una specie di samurai politically correct),
stanno sempre dalla parte dei buoni. Caratteristica costante è che buoni e
cattivi si accoppano dalla mattina alla sera in ogni film. L'episodio
raccontato in The Clone Wars èun flash-back di un flash-back (secondo me Lucas
lo fa apposta a disorientarci così) che racconta la guerra dei ribelli condotti
dal cattivo conte Dooku e dalla sexy-malvagia Asajj Ventress contro la
Repubblica, guidata dal cancelliere e dai cavalieri jedi: il sempre
buono-ragionevole-paziente generale Kenobi, l'impetuoso e tormentato Anakin e
la sua nuova allieva, la petulante e coraggiosa Ahsoka Tano. Il trio deve
liberare il figlio di un brigante spaziale, una specie di lumacone puzzolente
chiamato Jabba the Hutt, per assicurarsi la sua alleanza. Le truppe della
Repubblica sono formate da cloni, degli androidi con pettinature a volte
bizzarre, quelle dei Separatisti in gran parte da droidi, una specie di Wile il
Coyote robotici che non ci azzeccano mai. Ok, a chi piace il genere il
divertimento è assicurato, ma chi va sbuffando per accompagnare i figli o i
mariti che mormorano "che la forza sia con te" nella camera da letto,
può comunque scovare degli spunti di riflessione importanti anche in questa
saga. Io l'ho trovato nel rapporto tra il giovane jedi, Anakin Skywalker, e la sua
discepola, Tano. All'inizio Anakin è titubante, non vuole occuparsi di una
mocciosa, lui deve combattere. Poi Kenobi e il maestro Yodi (il saggio
piccoletto che parla l'italiano come l'inglese, con gli aggettivi davanti ai
sostantivi) lo persuadono che il compito di uno jedi è trasmettere il suo
sapere alle generazioni successive. Una volta convinto, durante l'avventura
Anakin è un maestro imperfetto e Tano un'allieva che non pende dalle sue labbra
ma lo salva in varie occasioni. Alla fine i due saranno cresciuti insieme.
Fermiamoci. La relazione maestro-discepolo può seguire, fin dai tempi
dell'antichità, due sentieri quello tra Socrate e Platone e l'altro tra
Aristotele e Alessandro. In quest'ultimo modello l'educatore trasmette la sua
sapienza all'allievo che assorbe e impara.Ci immaginiamo lo Stagirita che
insegna al giovane rampollo di Filippo le costituzioni delle polis greche,
l'etica,la metafisica, la poetica e la biologia. Il principe è intelligente,
ascolta, sbuffa e non vede l'ora di andare a caccia con Tolomeo. Può
funzionare, ma anche fallire e Alessandro, infatti, rimane intriso di cultura
ellenizzante che gli avrebbe potuto infondere un qualsiasi sofista, ma diventa
uno splendido condottiero con una vocazione universa-listica che il maestro non
aveva. Altro clamoroso insuccesso, Seneca con Nerone, che poi lo farà anche
suicidare. Socrate dialoga con i suoi seguaci. è lui la luce indiscussa, ma li
stimola con la sua arte maieutica e, inevitabilmente, anche se nei Dialoghi non
appare, ne viene influenzato. Platone è il suo miglior discepolo ed è un
risultato certamente migliore di Nerone. Socrate è il prototipo del
"genitore quasi perfetto" di cui parla il libro dello psicologo Bruno
Bettelheim, per il quale il segreto di un buon genitore è di non pensare di
essere perfetto né che lo siano i suoi figli con i quali è bene che instauri un
rapporto di comunicazione emotiva, affettiva e razionale. Le conseguenze
politiche di tali atteggiamenti sono che chi ha in mente l'Educatore perfetto,
vorrà una scuola senza macchia la quale per definizione non tollera alternative
e viene gestita monopolisticamente da un'autorità che trasmette il Sapere (che
può- paradossalmente- anche essere in certi momenti un antiautoritarismo freak,
se questo è diventato l'ideologia ufficiale). Ipse dixit. Chi ha in mente
rapporti più dialettici, sa che l'istruzione migliora con diverse offerte
formative in concorrenza virtuosa e che dialogano tra loro. Deve essere chiaro
chi è il maestro e chi il discepolo, ma i due comunicano e il primo non è
infallibile. L'offerta di educazione sarà varia e non necessariamente fornita
dallo Stato. Questi sono i temi su cui è bene si concentri l'odierno dibattito,
altrimenti iniettare un po' più di disciplina non sarà
sufficiente per migliorare la scuola italiana. ministro Gelmini, che la forza sia con te...
adenicola@adamsmith.it PROPOSTE E POLEMICHE Grembiule, maestro unico e
disciplina sono falsi problemi: condizione indispensabile è che il fornitore
del servizio non sia lo Stato in esclusiva.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-18 - pag: 39 autore:
Istruzione. Le novità annunciate dal ministro alla Camera
nella risposta alle interrogazioni Gelmini: niente tagli al sostegno Confermato il varco in graduatoria
agli iscritti del IX corso Ssis Luigi Illiano ROMA Nessun taglio per i docenti
di sostegno e riapertura delle graduatorie per i diplomati del IX corso Ssis
(Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario). Per questi
ultimi l'annuncio era nell'aria (si veda "Il Sole 24 Ore" di ieri) ed
è arrivato, puntuale, direttamente dal ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, ieri durante il question time alla Camera. Per
l'anno scolastico appena cominciato "sono stati confermati a livello
nazionale tutti i posti di sostegno funzionanti nel 2007/08 e dunque rispetto
ai circa 174mila alunni sono stati attivati complessivamente 90.882
posti", ha detto Gelmini replicando
all'interrogazione presentata da Luciano Ciocchetti (Udc), primo firmatario.
"Come indirizzo politico – ha garantito il ministro – intendo muovermi in
due direzioni: la garanzia della continuità didattica, particolarmente
importante per gli alunni diversamente abili, e la valorizzazione del ruolo
degli insegnanti di sostegno". Rispondendo poi all'interrogazione
presentata in Aula da Stefano Caldoro (Pdl) sulle Siss, il ministro ha ricordato
che il precedente Governo, con la Finanziaria 2007 ha trasformato le
graduatorie permanenti in liste a esaurimento, pur autorizzando tanto i corsi
relativi al IX ciclo Ssis quanto quelli biennali presso gli istituti di alta
formazione artistica e musicale. Proprio per garantire "adeguata tutela
alla legittima aspettativa di coloro che supereranno gli esami dei corsi"
il ministro ha annunciato un emendamento al decreto legge 137 del 2008 (quello
del maestro unico e del voto in condotta) "per effetto del quale alle
suddette categorie di docenti sarà consentito di iscriversi alle graduatorie a
esaurimento". Il provvedimento – come precisa un comunicato del ministero
– riguarderà anche gli abilitati di strumento musicale che hanno frequentato i
corsi attivati nel 2007/08 e quelli iscritti ai corsi quadriennali di Didattica
della musica. Questi docenti "potranno essere inseriti nella graduatoria a
esaurimento in coda a coloro che risultano già inclusi", conclude il
comunicato. Per il ministro Gelmini la giornata era
cominciata all'insegna delle polemiche: era atteso in commissione Cultura alla
Camera per il dibattito sul decreto legge 137/08, ma la sua presenza è saltata.
Dura la reazione di Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione: "Dopo
le dure critiche che il mondo della scuola ha rivolto alla riforma Gelmini, il ministro sfugge al dibattito
parlamentare.L'ufficio di presidenza aveva approvato il calendario dei lavori
in modo da poter garantire la presenza del ministro all'esame del provvedimento.
Giudichiamo questa assenza un atto di arroganza. Chiediamo che il ministro
rispetti i propri impegni e venga a confrontarsi in commissione ".
Intanto, nella serata di ieri l'Aula di Montecitorio ha respinto una
pregiudiziale di costituzionalità presentata dal Pd sul decreto legge. Il
documento ha ricevuto 220 voti favorevoli, 287 contrari e 26 astenuti (Udc). La
pregiudiziale sosteneva che il decreto manca dei requisiti di straordinaria
necessità e urgenza. Sempre ieri i rettori delle università italiane sono stati
ricevuti dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Il
presidente ha manifestato la propria preoccupazione per la situazione in atto e
ha apprezzato l'azione della Crui volta a riformare, anche profondamente, il
sistema universitario ". Lo ha reso noto una nota della Crui, la
Conferenza dei rettori delle università italiane. "Il colloquio – ha
spiegato la nota – ha avuto come tema centrale il grave momento che stanno
vivendo le università italiane a causa della stretta economico-finanziaria
imposta dal Governo". UNIVERSITà Una delegazione dei rettori ha
rappresentato al Capo dello Stato la preoccupazione per la riduzione delle
risorse.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
18-09-2008)
Argomenti: Scuola
BREVI
pag. 25 "Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco" PAROLA DELLA GELMINI ROMA ? Il ministero vuole dare al mondo
della scuola "norme certe, durature, chiare e inequivocabili". Lo
assicura il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (foto LaPresse), durante il question time, riferendosi alla
vicenda delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario).
Per questo, spiega il ministro, "abbiamo sospeso per l'anno accademico
2008-2009 le procedure per l'accesso alle Ssis". In attesa di una
revisione complessiva delle procedure di reclutamento, "abbiamo posto fine
al paradosso di corsi destinati a sboccare nel nulla". Poi il ministro
precisa: "Coloro che supereranno gli esami del nono ciclo delle Ssis e dei
corsi biennali di secondo livello a indirizzo didattico potranno iscriversi
alle graduatorie a esaurimento". Image: 20080918/foto/5975.jpg.
( da "Messaggero, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Di MARIDA
LOMBARDO-PIJOLA ROMA- Non basterebbe nessun sette in condotta, non basterebbe
neanche uno zero, o meno di uno zero, un non-numero, un niente, per misurare la
consistenza dei loro pensieri, dei riti quotidiani, una non-vita. Cosa potrebbe
mettere in salvo da se stessi i tre adolescenti che ieri hanno aggredito un
anziano malato di cuore davanti a un' esclusiva scuola privata della capitale,
e lo hanno minacciato e insultato e picchiato, perché si accingeva a passare
sul loro stesso marciapiedi? Cosa potrebbe mettere in salvo da loro tutti gli
altri? E quali parole o quali gesti potrebbero trattenere dalla loro deriva di
violenza quei ragazzini di una baby gang dell'Aquila che hanno scatenato un
raid punitivo contro tre compagni di liceo, mandandoli tutti all'ospedale? E
cosa potrebbe rammentare quanto lontano sia dai talenti femminili il ricorso a
un antico modello maschile, la violenza, a quelle ragazzine di Vibo Valentia
che si sono accanite in tre contro una quarta, picchiandola e lasciandola per terra?
Cronaca di ieri. E non ci tranquillizza, il leggero decremento statistico
secondo il quale, stando ai dati dell'Istat, nel flusso della criminalità
minorile anno duemilasei, le femmine si sono dimostrate un po' meno delinquenti
dell'anno precedente, mentre lo sono stati un po' di più i bambini. E' come
inventariare i morti e i feriti in una guerra, registrando variabili minime
all'interno di un disastro. Il quadro rappresenta un unico genere di movimento:
una deriva. Chissà come misurerà, l'Istat, quello che abbiamo visto accadere
nell'anno successivo, l'anno scorso, e in questo attuale, e che vedremo
accadere negli anni a venire, tutti i giorni, sempre più intensamente, sempre
più brutalmente, sempre prima. Erano 41.432, due anni fa, ma erano solo quelli
denunciati, e già numericamente equivalenti agli abitanti di una cittadina come
Imperia. Seimila e trecento erano ragazze, ma questo era prima che la moda
delle baby gang al femminile dilagasse come sta dilagando inarrestabilmente,
assieme a quell'altra delle risse, delle botte, degli agguati alle più deboli,
dei furti. Il quattro per cento in più, rispetto all'anno prima, aveva meno di
quattordici anni, ovvero tredici, o dodici, ma forse non ancora dieci, o nove,
o otto, o ancora meno, come accade adesso. Chissà se la carriera l'avevano
cominciata già alle elementari, come si usa adesso, quei tre bulli di Roma,
quindici anni, o sedici, liceali, famiglie benestanti. Chissà se considerano un
buon avanzamento lungo il percorso per sentirsi adulti, quel che hanno fatto
ieri davanti al prestigioso istituto cattolico di uno dei quartieri bene di
Roma che frequentano. Chissà se aumenterà la loro rabbia, il fatto di essere
stati smascherati, o servirà. Chissà cosa faranno, adesso, la loro scuola, i
loro genitori. Se cercheranno, come spesso accade, di diluire l'accaduto
nell'entità del fenomeno, di sdrammatizzare, perchè in fondo si sa, succede,
cose così le fanno in tanti, è il branco. Se si limiteranno a qualche
rimbrotto, a un'espulsione, o se capiranno che non basta, e bisogna trovare
un'altra strada, per incrociare quella che può arrivare al cuore, al cervello,
ai riflessi condizionati dei ragazzi, che riesca a deviarli in un'altra
direzione. Potrebbe bastare il giro di vite autoritario, il sette in condotta e
bocciatura, imposti dal governo, con il provvedimento del
ministro Gelmini? O il
patto con i bulli, così che a un'azione aggressiva ne corrisponda un'altra di
risarcimento? O l'installazione delle telecamere davanti alle scuole, che
propone l'assessore provinciale alla scuola di Roma, Stella? O il riformatorio,
che invoca il presidente del consiglio comunale romano, Prestipino? O
l'assistenza forzata agli anziani, che suggerisce il presidente
dell'Osservatorio minori, Camilloni, "così che debbano svuotare padelle e
pappagalli"? E poi i picchetti dei Carabinieri davanti agli edifici
scolastici, come succede già a Palermo, oppure i nuovi progetti di Gelmini: una giornata del volontariato, l'educazione civica
anche fuori dalle scuole, i Ludi romani, giochi della gioventù per bimbi. Tutto
può servire e niente basta, prima che si arrivi al peggio, magari ai baby
killer come in Gran Bretagna, spettro sguinzagliato dall'Ordine degli psicologi
dell'Emilia Romagna, nel lanciare il solito segnale, allarme rosso. E allora?
Daniel Pennac, che è stato per venticinque anni un insegnante, nel presentare a
Mantova il suo ultimo best seller, "Diario di scuola", ha detto che
la vera autorità, per i ragazzi, "può essere solo di ordine morale e
intellettuale". Ci vogliono, insomma, l'esempio e la passione. Ci vuole di
più, molto di più. O forse molto meno.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Di
NOVELLA DI PAOLO Tutte soddisfatte le parti all'indomani dell'accordo raggiunto
in Provincia tra la Asl e il patron di Villa Pini Vincenzo Angelini. Tre ore di
discussione che grazie alla mediazione del presidente Tommaso Coletti hanno
portato ad un risultato più che positivo, lo sblocco degli stipendi dei
lavoratori. "Non è stato facile - afferma il presidente - la questione era
delicata e bisognava tutelare tutte le parti". L'accordo, che verrà steso
e firmato la prossima settimana, prevede il pagamento da parte della Asl a
Villa Pini delle prestazioni di tutto il 2008. "Dai controlli - continua
Coletti- solo il cinque per cento delle prestazioni della clinica risulta
essere improprio, quindi il restante novantacinque gli verrà regolarmente
retribuito. Dall'altro lato rimane tutelata anche la Asl che ha obblighi solo
per il 2008". Il patto, infatti, è provvisorio; per le disposizioni del
2009 si dovrà prima discutere il nuovo piano sanitario presentato dalla stessa
Villa Pini. "E' quello che volevano - sottolinea Vincenzo Maccione, della
Uil - Angelini ci ha convocati e ci ha illustrato l'accordo. Con molta
probabilità gli stipendi verranno elargiti ai dipendenti già la prossima
settimana". Critica, invece, Rifondazione Comunista. "E' un bene che
si paghino gli stipendi - dice Marco Gelmini, il segretario regionale di Prc
- ma non si capisce perché ora ad Angelini venga riconosciuto valido il
novantacinque per cento delle prestazioni, quando fino a pochi giorni fa era la
stessa Asl di Chieti ad affermare che le prestazioni improprie erano molte di
più di quelle dichiarate nell'incontro di martedì". Il pericolo per
Rifondazione è che si confondano un po' le carte e si usino i piani industriali
per sanare situazioni indebite e risarcire anche ciò che non è dovuto.
"Chi non ha rispettato le regole - conclude- deve essere
penalizzato".
( da "Tempo, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa
Università Colloquio al Quirinale per affrontare il problema delle sofferenze
economiche Pochi soldi, Mancini incontra Napolitano Nella giornata di ieri
Marco Mancini, Magnifico Rettore dell'Università della Tuscia e Segretario
Generale della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) ha
incontrato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insieme con i
vertici della Crui. Il colloquio ha avuto come tema centrale il grave momento
che stanno vivendo le Università italiane sofferenti per la stretta
economico-finanziaria. La delegazione ha esposto al Capo dello Stato le
problematiche connesse con la gestione degli Atenei. Il Presidente ha
manifestato la propria preoccupazione per l'attuale situazione in vista delle
scadenze autunnale che attendono l'Esecutivo. Ha apprezzato che la Crui si
proponga di avviare una serie di iniziative volte a riformare, anche
profondamente, il sistema delle Università italiane. Tra queste iniziative,
segnalate dalla Crui e che saranno oggetto del tavolo di consultazione varato
dal Ministro Gelmini, al primo
posto una riflessione sui problemi della Governance delle Università, nonché
una riforma dei meccanismi di valutazione degli Atenei. Queste stesse
problematiche saranno trattate venerdì prossimo 19 settembre quando i Magnifici
Rettori delle Università del Lazio saranno a Viterbo per una seduta
straordinaria del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università
del Lazio. Sarà stesa un'apposita delibera in vista della legge finanziaria
2009 e dei provvedimenti conseguenti all'emanazione della recente Legge
Tremonti (Legge n. 133/2008). Immediatamente dopo la seduta del Cruil, alle
16.00 presso l'aula magna del Rettorato, si terrà una tavola rotonda pubblica a
cui parteciperanno i rettori del Lazio e i segretari nazionali delle
organizzazioni sindacali del Comparto Università.
( da "Tirreno, Il" del 18-09-2008)
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Attualità
SCUOLA: NIENTE TAGLI AL SOSTEGNO "Nessun taglio ai docenti di
sostegno". Lo ha ribadito, al question time, il ministero
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, precisando che per l'anno scolastico appena cominciato
(2008-09) "sono stati confermati a livello nazionale tutti i posti di
sostegno funzionanti nel 2007-08 e dunque rispetto ai circa 174.000 alunni sono
stati attivati complessivamente 90.882 posti". Per quanto riguarda
la provincia di Venezia, il ministro ha confermato che, "essendo esaurita
la disponibilità di docenti specializzati pari al fabbisogno, e non essendoci
al momento altro modo per ovviare alla carenza, i dirigenti scolastici dovranno
nominare aspiranti non in possesso del titolo di specializzazione. Come
indirizzo politico - ha assicurato - intendo assicurare la continuità
didattica, particolarmente importante per gli alunni diversamente abili".
( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 223
del 2008-09-18 pagina 2 "Le insegnanti travestite da asino? È triste e
davvero poco educativo" di Monica Bottino Duro giudizio del provveditore
Ieri nuova manifestazione e traffico bloccato in città (...) le insegnanti
hanno inscenato lunedì scorso, giorno di inizio dell'anno scolastico. "Non
è un pensiero originale il mio - spiega il direttore scolastico regionale - io la penso esattamente come il ministro Gelmini: quella delle maestre con il
lutto e con il cappello da asino è oggettivamente una faccenda triste, molto
poco bella, molto poco educativa". Il pensiero del provveditore va a quei
bambini che hanno dai sei anni in su e che assistono indifesi a rivendicazioni
sindacali che non possono comprendere. "Vorrei sapere come le
insegnanti hanno spiegato agli alunni le ragioni del travestimento - spiega
ancora Massara -, invece non abbiamo ancora avuto modo di affrontare con la
dovuta calma gli avvenimenti di lunedì scorso. Stiamo aspettando notizie da
Roma, visto che alcuni fatti criticabili si sono svolti un po' dappertutto in Italia".
Massara tiene a precisare di stare ancora valutando bene i fatti. "Non ho
avuto ancora modo di vedere tutti i giornali", dice. Ma un dato è certo.
"Io sono un operatore scolastico - sottolinea Massara -, e non è stato per
me edificante vedere le insegnanti genovesi bardate in quel modo fare
manifestazioni fuori delle scuole nei cortili o davanti agli ingressi. Senza
contare che se sono entrate in classe vestite così e hanno spiegato ai bambini
le loro ragioni è ancora peggio". Ora dovrà parlare la legge. "La
normativa sull'autonomia scolastica è una legge costituzionale - conclude
Massara - Spetta dunque ai dirigenti scolastici procedere a verificare il
comportamento delle insegnanti. Se i dirigenti scolastici non daranno segni di
vita allora la direzione regionale insieme con il ministero valuterà il da
farsi". Intanto arrivano altre reazioni. Il consigliere regionale del
gruppo di Forza Italia Matteo Rosso si è rivolto proprio a Massara inviandogli
una lettera. "Ho letto con attenzione particolare gli articoli del
Giornale di martedì 16 e mercoledì 17 settembre e sono rimasto sorpreso
nell'apprendere che all'interno di una classe una maestra veniva fotografata
con un cappello a punta per "spiegare ai bambini la ragione della
manifestazione di libero pensiero da parte della loro maestra" come
testualmente ha scritto la dirigente scolastica Michela Casareto", dice
Rosso nel documento. "Premesso che sono convinto che ognuno sia libero di
manifestare democraticamente, se ho interpretato bene la lettera della
direttrice Casareto al Giornale, la maestra con il cappello non avrebbe
utilizzato un momento fuori dall'orario del suo lavoro per spiegare ai bambini,
che si dimostrassero eventualmente interessati, le motivazioni della sua
protesta ma lo avrebbe fatto durante l'orario in cui deve insegnare le materie
per cui è stata incaricata". Rosso continua annunciando di avere
sottoposto a uno studio legale i fatti caso per verificare che non si sia di
fronte "a un caso di interruzione di pubblico servizio. Se così fosse mi
rivolgerei all'autorità giudiziaria", conclude Rosso. Intanto le proteste
contro la riforma Gelmini sono proseguite anche ieri
pomeriggio quando un corteo di trecento tra insegnanti, genitori, alunni e
personale amministrativo hanno sfilato in corteo da piazza Caricamento a via
Assarotti, manifestando davanti all'Ufficio scolastico regionale e bloccando il
traffico per un'ora e mezza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 223
del 2008-09-18 pagina 2 Basta con le strumentalizzazioni di Redazione Raccapriccianti
le strumentalizzazioni politiche nella scuola, nessuno coinvolga i bambini in
manifestazioni che sono solo un pretesto per attaccare il governo. I sindacati
della scuola siano responsabili ed evitino manifestazioni di chiara matrice
politica. Dopo Alitalia, ancora una volta vediamo come organizzazioni costole
della sinistra stanno cercando di attaccare il governo con mezzi subdoli.
Nessuno ha il diritto di coinvolgere i nostri bambini in inutili e sterili
manifestazioni di protesta che fanno solo del male alla scuola ed agli studenti
italiani. Anche in Liguria assistiamo allo spettacolo avvilente di una sinistra
che soffia sulla proteste e sulle rivendicazioni di docenti e studenti. Senza
in nessun modo contestare il sacrosanto diritto della scuola di far sentire la
propria voce, vogliamo denunciare che, come già avviene nella difficile
vertenza Alitalia, anche sulla scuola è in atto una strumentazione politica da
parte dell'opposizione. Si tratta cioè di proteste che rischiano di non far passare
sui media le reali esigenze del personale docente, non docente, e degli alunni,
e di buttare in disputa politica la reale esigenza di scambio e di confronto
delle idee. In merito alle dichiarazioni dell'assessore regionale Costa voglio
precisare che a noi del Pdl questa riforma piace. All'assessore
regionale Costa che critica il ministro Gelmini rispondo: è miope parlare solo di tagli. Il ministro Gelmini vuole riformare la scuola in
maniera profonda, ed è uno sforzo che merita sostegno e non ostacoli. Della
dichiarazione di Costa apprezzo invece l'invito al dialogo: spero proprio che
voglia presto invitare presso l'assessorato regionale i rappresentanti della
scuola, e che a quel tavolo ci sia anche un posto per l'attuale
opposizione regionale di centrodestra. *deputato ligure del Pdl © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cultura
ITALIANI PERBENE ITALIANI FANNULLONI Alcuni ministri hanno imposto un modello
comunicativo che divide il paese in due. E che ha una capacità di mobilitazione
formidabile Il maestro è Berlusconi. Ma il metodo è stato messo a punto da
Brunetta Sessanta milioni di abitanti che lavorano. Uno di farabutti e di
sabotatori Uno schema che non descrive nulla ma che riscuote un successo
travolgente (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Come in un programma televisivo di
successo, Renato Brunetta, Roberto Maroni, Mariastella Gelmini, e perfino la "new
entry" Mara Carfagna, sono riusciti a trasmettere un contenuto secondo
modalità standardizzate, di tipo essenzialmente mediatico-televisivo, e quindi
a mettersi in comunicazione con il pubblico (ovvero lo stadio di implosione
nella privacy a cui è stata consegnata l'opinione pubblica). Il maestro
del format è ovviamente Berlusconi. è stato lui per primo a dare una cornice
competitiva e spettacolare alla politica, separando gli italiani "della
libertà" dai "comunisti", e quindi a declinare la gara
elettorale come un giudizio di Dio fra due Italie separate e inconciliabili. Ma
Berlusconi è stato in grado più che altro di dividere, mobilitando la propria
parte, fanatizzando ideologicamente i pasdaran del berlusconismo e chiamando a
raccolta gli elettori anche più tiepidi contro l'esercito del male, in cui il
sostantivo "comunisti" riuniva amministratori, magistrati,
sindacalisti, impiegati pubblici, politici fannulloni, insegnanti
sessantottini. Ma in questo modo il consenso non poteva crescere oltre i limiti
fisiologici della destra, oltre la sua geografia politica. Per superare il
perimetro del voto conservatore occorreva un'invenzione culturale. La Lega, e
in particolare Roberto Maroni, hanno aperto la strada, con le iniziative sulla
sicurezza e le misure contro l'immigrazione irregolare: ma eravamo ancora nei
pressi delle azioni classiche, in cui si individua un nemico vero o virtuale, e
lo si etichetta esponendolo alla pubblica opinione, generando così processi
dominati dalla configurazione classica del capro espiatorio. Lo straniero,
l'altro, il nomade, identificato come una figura potenzialmente incline a
crimini come il furto o lo stupro, capace di violenze inaudite sotto l'effetto
della coca, senza rispetto nemmeno per i codici della criminalità autoctona
tradizionale. Il passaggio successivo è stato formalizzato con metodi di rara
efficacia da Brunetta, che lo ha pure teorizzato nelle numerose interviste
concesse durante l'estate. Nello schema del ministro della pubblica
amministrazione, la popolazione nazionale si divide in due parti ben
individuate: da un lato, "sessanta milioni" di italiani per bene,
contrapposti a un milione di farabutti, fannulloni, lavativi, buoni a niente,
sabotatori. Dal lato dei fondamenti empirici, il modello descrittivo di
Brunetta è irrilevante. Ma quanto a capacità di mobilitazione è formidabile. Il
format del ministro è un perfetto produttore di consenso, perché colloca la
stragrande maggioranza dei cittadini dalla parte del buon senso e della buona
volontà, e consegna a una gogna ipotetica un imprecisato milione di italiani
(questi sì "imbarazzanti", quindi licenziabili, punibili,
penalizzabili dagli ukase ministeriali). Sarebbe superfluo dire che il format è
impreciso, e non descrive nulla della società contemporanea, se non fosse che
come modello proposto in pubblico ha successo. Anzi, un successo travolgente.
Da un lato rassicura, dall'altro esorcizza. Rassicura i bravi cittadini, gli impiegati
onesti, l'intera platea di chi auspica efficienza e rigore nei comportamenti
pubblici; esorcizza il rischio di una società contagiata dagli imbroglioni,
indifferente ai dettami etici, governata dai criteri di un familismo ancora e
sempre amorale. Naturalmente, il format distorce la realtà nel momento stesso
in cui fa entrare a forza le tessere in un mosaico predeterminato. Semplifica
con forzature impressionanti, attribuisce responsabilità collettive di
procedura alla disposizione individuale, identifica l'inefficienza come il
prodotto della furbizia e della neghittosità individuale anziché alla cattiva
organizzazione degli apparati. Non è L'isola dei famosi a essere cattiva in sé;
sono un paio di protagonisti, su cui si può concentrare l'animosità degli
altri. Ma il format è dannatamente efficace, perché permette a una maggioranza
sociale dispersa, anonima, prima di riconoscersi, poi di autoassolversi
(nessuno è colpevole, nella soap in cui tutti i cattivi, pochi, sono
immediatamente riconoscibili), e infine a sostenere l'azione delle autorità
contro questi imprecisati cattivi soggetti, a cui possono essere assegnate
tutte le responsabilità. Non c'è un inventore certo del format. Si è creato per
prove ed errori, per tentativi e cambiamenti successivi. Che nel pubblico ci
sia una disposizione favorevole, ormai quasi naturale, è fuori dubbio. Basta
partecipare a una presentazione dei libri di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo
(La casta e il più recente La deriva) per rendersi conto che il pubblico si autointerpreta
ogni volta come una moltitudine di bravi e onesti cittadini, stupefatti, e anzi
angosciati, di fronte all'impazzimento dei meccanismi della politica, agli
sprechi, alle piccole e grandi corruzioni delle strutture pubbliche. Il format
è quindi infallibile perché sgrava la coscienza: c'è un'altra Italia, là sullo
sfondo, a cui dare la colpa. Un'Italia fortunatamente minoritaria,
insignificante anche numericamente rispetto ai sessanta milioni di italiani
brava gente, i quali possono deprecare scuotendo la testa il residuo milione di
cattivi soggetti. Il contenuto populista del format è fortissimo: in primo
luogo perché inibisce qualsiasi distinguo. Sottilizzare è vietato: non vorrete
stare dalla parte dei fannulloni, o dei corrotti. Attribuire la responsabilità
dei disfunzionamenti a questioni di struttura e di imperfezione degli apparati
è uno dei vizi della sinistra e del sindacato. Sono sciocchi
giustificazionismi: bisogna licenziare gli assenteisti, mandare a domicilio le
visite fiscali, colpire i fannulloni nel vivo dello stipendio, mettere in
galera i corrotti e tenerceli. Ma più ancora che di populismo si tratta di
demagogia allo stato puro: i progetti e i provvedimenti del ministro Gelmini sul voto in condotta, i grembiuli, il "maestro
unico" implicano tutti l'idea di un "ritorno" a una condizione
nostalgica, in cui l'autorità e l'ordine erano sanciti da rapporti sociali e
codici culturali apparentemente immutabili (e purtroppo distrutti dal
"nullismo" del Sessantotto, come ripete spesso Giulio Tremonti,
ministro che dichiara di ispirarsi sinteticamente al motto "Dio, patria e
famiglia"). Dovrebbe essere chiaro che non si esce a ritroso dalla
modernità, e che gli anni Cinquanta non sono riproducibili per decreto se non,
per l'appunto, nella realtà artificiale del format. Il revanscismo dei ministri
del Pdl conduce a una fiction: nessuno dei nessi e nessuna delle contraddizioni
della modernizzazione, nessuno dei processi descritti a suo tempo da Max Weber,
viene affrontato dagli applauditi serial della destra. Eppure le
semplificazioni, almeno per ora, generano consenso. Le scorciatoie mobilitano
risorse affettive, emotive, sentimentali nella società. Rappresentano un
antidoto al nichilismo, allo sradicamento morale e all'assenza di senso caratteristici
dell'età contemporanea. Offrono soluzioni vicarie di fronte agli choc generati
dalle scie vertiginose della globalizzazione. Perfino i poveri, infatti, nelle
soap sono pochi, e risultano trattabili con espedienti come la social card, non
con gli apparati "socialisti" dello stato sociale, come ha spiegato
da sinistra Laura Pennacchi nel suo ultimo libro, La moralità del Welfare.
Contro il neoliberismo populista, editore Donzelli, pagg. 260, euro 27). Il
format offre soluzioni, ma in genere si tratta di soluzioni narrative. Cioè
terapie che portano all'individuazione della causa, come se la causa fosse una
sola, e la curano con un colpo di scena o un happy ending. Formidabile, per
esempio, la trama allestita da Mara Carfagna sulla punizione on the road di
prostitute e clienti: come se la realtà metropolitana fosse costituita da pochi
devianti, dediti agli incontri sessuali nelle periferie, da dissuadere con le
maniere forti. Mentre il numero stesso dei frequentatori dei viali, e la
straordinaria varietà dell'offerta erotica, mostrano una realtà proliferante,
in crescita continua, legata sia a scelte individuali sia a macrocircuiti
illegali, sostanzialmente incontrollabili con i metodi di polizia. Cioè una
realtà "sociale". Un mercato. Eppure il romanzetto rassicurante di
pochi peccatori da colpire con la mano dura è irresistibile. è la tolleranza
zero, o una sua imitazione. è il decisionismo che corregge funzionamenti
complessi con misure di fantastica semplicità. è il format, amici
telespettatori.
( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 223
del 2008-09-18 pagina 2 MA DIFENDIAMO LE MAESTRE BRAVE di Massimiliano Lussana
(...) elementari. Ma - oltre ai bambini - vittime prime e indifese della
politica che entra in classe, ci sono altre vittime. Che sono le maestre e i
maestri, le professoresse e i professori che fanno scuola senza fare politica.
Che fanno il loro lavoro (e, spesso, lo fanno bene) seriamente. Che, se lo
fanno bene (e, spesso, lo fanno bene), sono sottopagati rispetto a quello che
si meriterebbero. Perché, in fondo, funziona come l'effetto-fannulloni. Quelli
che lavorano poco o non lavorano affatto danneggiano l'immagine di tutti quelli
che lavorano bene. Con gli insegnanti è esattamente la stessa cosa: quelli che
approfittano del loro ruolo per salire in cattedra anche su questioni che non
c'entrano nulla con i programmi scolastici, rischiano di screditare agli occhi
di alunni e genitori anche la stragrande maggioranza di quelli che sono seri. Che possono condividere oppure no la riforma di Mariastella Gelmini, ma a cui non passa nemmeno per
l'anticamera del cervello di mettersi a pontificare davanti al portone della
scuola o, peggio ancora, in cattedra. Io voglio spezzare una lancia per tutti
gli insegnanti che lavorano seriamente e senza mischiare la scuola con la
politica. Personalmente - pur non avendo niente contro gli istituti
privati, religiosi o laici, e, anzi, apprezzando l'idea del buono-scuola - amo
la scuola pubblica, ho sempre studiato alla scuola pubblica, dalle elementari
all'università, e i miei figli sono iscritti tutti a scuole statali. E, proprio
per questo, posso testimoniare che lo zoccolo duro del corpo insegnante è
serio, preparato e si occupa di scuola, non di politica. Poi, magari, ha idee
diverse dalle mie. Ma questo è un diritto assoluto. Ecco, sono tutte vittime di
chi fa politica in aula. Anche loro, come i bambini. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
E SE LA DEMOCRAZIA
contemporanea fosse più vicina a un format che a un complesso strutturato di
regole? Nella politica come gioco mediatico, le percentuali di gradimento per
il governo schizzano in alto. L'audience appare soddisfatta. Eppure qualcuno
dovrà pur chiedersi quali sono le ragioni del consenso che sta accompagnando
Silvio Berlusconi. Dati addirittura "imbarazzanti", ha confessato il
premier reprimendo un brivido di piacere di fronte a quel 60 per cento di
favorevoli che campeggia nei sondaggi. L'imbarazzo è un sentimento soggettivo;
a sinistra, invece, il picco di popolarità è considerato inspiegabile. Anche
osservando da vicino l'azione dell'esecutivo e dei singoli ministri riesce
difficile spiegare il perdurare della luna di miele. Difatti, a causa di quelle
congiunture economiche sfortunate a cui Berlusconi e Tremonti sembrano
condannati, la crescita è praticamente sottozero; l'inflazione ha rialzato la
cresta; i consumi flettono; parti consistenti della società italiana avvertono
il peso di un andamento economico sfavorevole. Sullo sfondo si intravede
l'incubo del Ventinove. E allora? Allora è probabile che per il momento serva a
poco giudicare il governo Berlusconi con le categorie tradizionali della
politica e dell'economia. Occorre invece un approccio culturale, se non
addirittura antropologico: il governo e i ministri più popolari sono riusciti,
chissà se per intenzione esplicita o per un caso fortunato, a imporre un
modello, una forma specifica di comunicazione. Anzi, un format. Come in un
programma televisivo di successo, Renato Brunetta, Roberto Maroni, Mariastella Gelmini, e perfino la "new entry" Mara Carfagna, sono riusciti
a trasmettere un contenuto secondo modalità standardizzate, di tipo
essenzialmente mediatico-televisivo, e quindi a mettersi in comunicazione con
il pubblico (ovvero lo stadio di implosione nella privacy a cui è stata
consegnata l'opinione pubblica). Il maestro del format è ovviamente
Berlusconi. È stato lui per primo a dare una cornice competitiva e spettacolare
alla politica, separando gli italiani "della libertà" dai
"comunisti", e quindi a declinare la gara elettorale come un giudizio
di Dio fra due Italie separate e inconciliabili. Ma Berlusconi è stato in grado
più che altro di dividere, mobilitando la propria parte, fanatizzando
ideologicamente i pasdaran del berlusconismo e chiamando a raccolta gli
elettori anche più tiepidi contro l'esercito del male, in cui il sostantivo
"comunisti" riuniva amministratori, magistrati, sindacalisti,
impiegati pubblici, politici fannulloni, insegnanti sessantottini. Ma in questo
modo il consenso non poteva crescere oltre i limiti fisiologici della destra,
oltre la sua geografia politica. Per superare il perimetro del voto
conservatore occorreva un'invenzione culturale. La Lega, e in particolare
Roberto Maroni, hanno aperto la strada, con le iniziative sulla sicurezza e le
misure contro l'immigrazione irregolare: ma eravamo ancora nei pressi delle
azioni classiche, in cui si individua un nemico vero o virtuale, e lo si
etichetta esponendolo alla pubblica opinione, generando così processi dominati
dalla configurazione classica del capro espiatorio. Lo straniero, l'altro, il
nomade, identificato come una figura potenzialmente incline a crimini come il
furto o lo stupro, capace di violenze inaudite sotto l'effetto della coca,
senza rispetto nemmeno per i codici della criminalità autoctona tradizionale.
Il passaggio successivo è stato formalizzato con metodi di rara efficacia da
Brunetta, che lo ha pure teorizzato nelle numerose interviste concesse durante
l'estate. Nello schema del ministro della pubblica amministrazione, la
popolazione nazionale si divide in due parti ben individuate: da un lato,
"sessanta milioni" di italiani per bene, contrapposti a un milione di
farabutti, fannulloni, lavativi, buoni a niente, sabotatori. Dal lato dei
fondamenti empirici, il modello descrittivo di Brunetta è irrilevante. Ma
quanto a capacità di mobilitazione è formidabile. Il format del ministro è un
perfetto produttore di consenso, perché colloca la stragrande maggioranza dei
cittadini dalla parte del buon senso e della buona volontà, e consegna a una
gogna ipotetica un imprecisato milione di italiani (questi sì
"imbarazzanti", quindi licenziabili, punibili, penalizzabili dagli
ukase ministeriali). Sarebbe superfluo dire che il format è impreciso, e non
descrive nulla della società contemporanea, se non fosse che come modello
proposto in pubblico ha successo. Anzi, un successo travolgente. Da un lato
rassicura, dall'altro esorcizza. Rassicura i bravi cittadini, gli impiegati
onesti, l'intera platea di chi auspica efficienza e rigore nei comportamenti
pubblici; esorcizza il rischio di una società contagiata dagli imbroglioni,
indifferente ai dettami etici, governata dai criteri di un familismo ancora e
sempre amorale. Naturalmente, il format distorce la realtà nel momento stesso
in cui fa entrare a forza le tessere in un mosaico predeterminato. Semplifica
con forzature impressionanti, attribuisce responsabilità collettive di
procedura alla disposizione individuale, identifica l'inefficienza come il
prodotto della furbizia e della neghittosità individuale anziché alla cattiva
organizzazione degli apparati. Non è L'isola dei famosi a essere cattiva in sé;
sono un paio di protagonisti, su cui si può concentrare l'animosità degli
altri. Ma il format è dannatamente efficace, perché permette a una maggioranza
sociale dispersa, anonima, prima di riconoscersi, poi di autoassolversi
(nessuno è colpevole, nella soap in cui tutti i cattivi, pochi, sono
immediatamente riconoscibili), e infine a sostenere l'azione delle autorità
contro questi imprecisati cattivi soggetti, a cui possono essere assegnate
tutte le responsabilità. Non c'è un inventore certo del format. Si è creato per
prove ed errori, per tentativi e cambiamenti successivi. Che nel pubblico ci
sia una disposizione favorevole, ormai quasi naturale, è fuori dubbio. Basta
partecipare a una presentazione dei libri di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo
(La casta e il più recente La deriva) per rendersi conto che il pubblico si
autointerpreta ogni volta come una moltitudine di bravi e onesti cittadini,
stupefatti, e anzi angosciati, di fronte all'impazzimento dei meccanismi della
politica, agli sprechi, alle piccole e grandi corruzioni delle strutture
pubbliche. Il format è quindi infallibile perché sgrava la coscienza: c'è
un'altra Italia, là sullo sfondo, a cui dare la colpa. Un'Italia fortunatamente
minoritaria, insignificante anche numericamente rispetto ai sessanta milioni di
italiani brava gente, i quali possono deprecare scuotendo la testa il residuo
milione di cattivi soggetti. Il contenuto populista del format è fortissimo: in
primo luogo perché inibisce qualsiasi distinguo. Sottilizzare è vietato: non
vorrete stare dalla parte dei fannulloni, o dei corrotti. Attribuire la
responsabilità dei disfunzionamenti a questioni di struttura e di imperfezione
degli apparati è uno dei vizi della sinistra e del sindacato. Sono sciocchi
giustificazionismi: bisogna licenziare gli assenteisti, mandare a domicilio le
visite fiscali, colpire i fannulloni nel vivo dello stipendio, mettere in
galera i corrotti e tenerceli. Ma più ancora che di populismo si tratta di
demagogia allo stato puro: i progetti e i provvedimenti del ministro Gelmini sul voto in condotta, i grembiuli, il "maestro
unico" implicano tutti l'idea di un "ritorno" a una condizione
nostalgica, in cui l'autorità e l'ordine erano sanciti da rapporti sociali e
codici culturali apparentemente immutabili (e purtroppo distrutti dal
"nullismo" del Sessantotto, come ripete spesso Giulio Tremonti,
ministro che dichiara di ispirarsi sinteticamente al motto "Dio, patria e
famiglia"). Dovrebbe essere chiaro che non si esce a ritroso dalla
modernità, e che gli anni Cinquanta non sono riproducibili per decreto se non,
per l'appunto, nella realtà artificiale del format. Il revanscismo dei ministri
del Pdl conduce a una fiction: nessuno dei nessi e nessuna delle contraddizioni
della modernizzazione, nessuno dei processi descritti a suo tempo da Max Weber,
viene affrontato dagli applauditi serial della destra. Eppure le
semplificazioni, almeno per ora, generano consenso. Le scorciatoie mobilitano
risorse affettive, emotive, sentimentali nella società. Rappresentano un
antidoto al nichilismo, allo sradicamento morale e all'assenza di senso caratteristici
dell'età contemporanea. Offrono soluzioni vicarie di fronte agli choc generati
dalle scie vertiginose della globalizzazione. Perfino i poveri, infatti, nelle
soap sono pochi, e risultano trattabili con espedienti come la social card, non
con gli apparati "socialisti" dello stato sociale, come ha spiegato
da sinistra Laura Pennacchi nel suo ultimo libro, La moralità del Welfare.
Contro il neoliberismo populista, editore Donzelli, pagg. 260, euro 27). Il
format offre soluzioni, ma in genere si tratta di soluzioni narrative. Cioè
terapie che portano all'individuazione della causa, come se la causa fosse una
sola, e la curano con un colpo di scena o un happy ending. Formidabile, per
esempio, la trama allestita da Mara Carfagna sulla punizione on the road di
prostitute e clienti: come se la realtà metropolitana fosse costituita da pochi
devianti, dediti agli incontri sessuali nelle periferie, da dissuadere con le
maniere forti. Mentre il numero stesso dei frequentatori dei viali, e la
straordinaria varietà dell'offerta erotica, mostrano una realtà proliferante,
in crescita continua, legata sia a scelte individuali sia a macrocircuiti
illegali, sostanzialmente incontrollabili con i metodi di polizia. Cioè una
realtà "sociale". Un mercato. Eppure il romanzetto rassicurante di
pochi peccatori da colpire con la mano dura è irresistibile. È la tolleranza
zero, o una sua imitazione. È il decisionismo che corregge funzionamenti
complessi con misure di fantastica semplicità. È il format, amici
telespettatori. (18 settembre 2008.
( da "Tempo, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa La
polemica Silvio zittisce tutti: "L'antifascismo? Io penso a lavorare"
"Io antifascista? Penso solo a lavorare, per risolvere i problemi degli
italiani". Silvio Berlusconi non si sbilancia. Uscendo dal Tempio di
Adriano, dopo la riunione sul Pdl, il premier si trova davanti la solita calca
di cronisti. Enrico Lucci de "Le Iene", tenta di provocarlo
sull'antifascimo. Ma il Cavaliere replica al giornalista con la sua
tradizionale aplomb. Quarantacinque minuti, tanto è durata la prima riunione del
parlamentino Pdl: i 100 rappresentanti dei partiti aderenti al Popolo della
Libertà, che ora dovranno realizzare la mission di costruzione del partito
unico. Nella sala c'erano anche tanti ministri: da Angelino
Alfano a Claudio Scajola, da Mariastella Gelmini ad Andrea Ronchi e Stefania Prestigiacomo. L'attacco - Nel suo
discorso al Tempio di Adriano Berlusconi attacca la leadership del Pd e chiude
la porta al dialogo con l'opposizione: "Veltroni aveva cominciato bene ma
nei fatti è del tutto inesistente. Dimentichiamoci ogni speranza di
poter collaborare con loro. Deve passare ancora un'altra generazione". E
ancora: "Se il Pd è questo, dimentichiamoci l'alternanza e prepariamoci a
governare a lungo, per i prossimi 10-15 anni". Forte degli ultimi sondaggi
che indicano un gradimento della gente nei suoi confronti salito al 67,3 per
cento, il premier rilancia: "Dobbiamo recuperare il consenso di tutti i
moderati che non si riconoscono nei valori di questa sinistra". Il
progetto - Ovviamente larga parte dell'intervento del presidente del Consiglio
è dedicata al nuovo partito, al lavoro da fare nei prossimi mesi, all'obiettivo
da raggiungere. "Il Pdl non è solo un nuovo partito, è la nuova Italia. è
un percorso storico per mandare avanti un grande progetto di un'unica forza
politica, punto di approdo per democrazia e libertà che finora non era stato
possibile conseguire". Berlusconi accelera, chiede al Comitato dei 100
costituenti di imprimere velocità al processo di costruzione. Le prossime tappe
sono tutte relative alla scrittura delle regole, di quello statuto che proprio
l'Assemblea Costituente (fissata tra gennaio e febbraio) dovrà approvare in via
definitiva. Dopo la prima riunione formale dei comitato costituente nazionale
(composto al 50% da esponenti di Fi, al 30 di An e al 15 dei partiti più
piccoli) parte adesso la costituzione regione per regione di analoghi comitati
su territorio. Legge elettorale ed europee - Ai cento membri del parlamentino
Berlusconi suggerisce di evitare "le facili interviste". Un invito
che aveva già lanciato all'inizio del suo mandato e che ieri torna a fare.
"Dimenticate di fare interviste e adottate una regola di condotta: parlare
soltanto nelle conferenze stampa convocate presso i Ministeri. Ricordate che
molti di voi sono a capo delle istituzioni, occorre mettere fine alla politica
del chiacchiericcio e delle parole". Non manca ovviamente un accenno alle
prossime Europee: "Lo sbarramento più logico è al 5 per cento, per avere
nel Ppe una grande maggioranza relativa capace di orientare la politica
dell'Unione Europea", spiega il Cavaliere, ribadendo la preferenza per
liste bloccate, meccanismo in grado di "selezionare autorevoli esponenti
politici". La festa - La location non è stata individuata. E le date sono
ancora in bilico. Sulla festa del Popolo della Libertà, (in origine programmata
per fine settembre, ma poi rinviata) nulla è ancora deciso. Salvo cambiamenti
di programma dell'ultima ora, la kermesse dovrebbe tenersi dal 3 al 5 ottobre a
Milano e dovrebbe avere una connotazione prettamente lombarda, di carattere
regionale, con qualche appuntamento nazionale da definire.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
BREVI
pag. 25 "Stop all'accesso alle Ssis Sono scuole senza sbocco" PAROLA DELLA GELMINI ROMA ? Il ministero vuole dare al mondo
della scuola "norme certe, durature, chiare e inequivocabili". Lo
assicura il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (foto LaPresse), durante il question time, riferendosi alla
vicenda delle Ssis (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario).
Per questo, spiega il ministro, "abbiamo sospeso per l'anno accademico
2008-2009 le procedure per l'accesso alle Ssis". In attesa di una
revisione complessiva delle procedure di reclutamento, "abbiamo posto fine
al paradosso di corsi destinati a sboccare nel nulla". Poi il ministro
precisa: "Coloro che supereranno gli esami del nono ciclo delle Ssis e dei
corsi biennali di secondo livello a indirizzo didattico potranno iscriversi
alle graduatorie a esaurimento". Image: 20080918/foto/1438.jpg.
( da "Vita non profit online" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Reading
time: 3 minutes --> di Franco Bomprezzi - pubblicato il 18 Settembre 2008
alle 12:01 Cosa ne sarà della compagnia di bandiera? Le previsioni dei
quotidiani di oggi Ore decisive per Cai, la Compagnia Aerea Italiana, stando
all'ultimatum di Colaninno alle organizzazioni sindacali. Se davvero sarà così
sapremo nel pomeriggio quali sono le sorti di Alitalia e dei dipendenti della
compagnia di bandiera. E' interessante perciò leggere che cosa scrivono oggi i
giornali, dopo una giornata convulsa e incerta. Inoltre la rassegna stampa di
oggi si occupa di: Allarme finanza Consumatori Coppie di fatto Ecstasy Orso o
bufala? India Sostegno scolastico "Alitalia, ultimatum di Colaninno".
Titola il Corriere della Sera. La Cai vuole una risposta entro oggi: "Sì o
ritiro l'offerta". Cisl, Uil e Ugl ci stanno. La Cgil prende tempo. L'ora
“x” è fissata oggi alle 16. Rimane irrisolto il nodo dei piloti di Anpac e Up,
che già oggi potrebbero effettuare una forma di protesta non passibile di
precettazione: bloccare gli aerei al decollo per motivi tecnici. Via Solferino
è comunque ottimista: "Verso l'accordo" titola l'infografica che
spiega che il punto di equilibrio potrebbe trovarsi intorno a questi tre punti:
1) il contratto di riferimento per i dipendenti della nuova Alitalia non sarà
più quello proposto dalla Cai, ma quello applicato da Air One. 2) I salari
saranno agganciati alla produttività. Gli assistenti di volo perdono il 6%
dello stipendio, ma possono recuperare con gli straordinari. 3) Il nuovo
contratto prevede il recupero della quattordicesima mensilità che era stata
eliminata in precedenza dalla Cai. Nel "retroscena" il Corriere dà
conto del tifo di D'Alema per una soluzione positiva della vertenza. Lui
infatti al contrario di Prodi e Padoa Schioppa avrebbe sempre sostenuto
l'opzione Air One. La palla è dunque nella mani di Epifani, che ha affidato la
mediazione con le categorie all'ex leader della Filt, Fabrizio Solari. La
Stampa concentra il servizio di Alitalia sul segretario della Cgil, dedicando
un focus a Gugliemo Epifani ("La solitudine di una enorme
responsabilità"). "La sorte di Alitalia dipende dalla Cgil" è
l'apertura del pezzo che racconta i retroscena di questi ultimi giorni e ore,
"la risposta di Epifani farà pendere l'ago della bilancia. Un no
determinerà salvo miracoli il ritiro della cordata tricolore". Ma le cose
non sono così semplici, si deduce procedendo nella lettura del pezzo, che da
conto della distanza fra i tre sindacati ufficiali, da una parte, e Cub
(Confederazione unitaria di base, che in quattro ore di protesta ha ottenuto la
cancellazione di un centinaio di voli) dall'altra, anche rispetto all'ultima
proposta di Colaninno (il 7 per cento dell'utile netto futuro, se mai ci sarà,
verrà riservato ai lavoratori). Una frammentazione di cui Epifani è
consapevole: "Senza il consenso dei nostri, dell'Anpac e almeno una parte
degli autonomi rischiamo di finire nel caos. Il nostro assenso a quel punto sarebbe
inutile" ha confidato ieri a un ex collega secondo La Stampa. il manifesto
a pag. 4 ha un pezzo di Francesco Piccioni che mette in luce la voglia di
abbandono di Roberto Colaninno. Aspetto messo in luce sin dal titolo in prima
(Furbojet, con foto di Colaninno in Vespa...). Secondo Piccioni Colaninno sta
“cercando una via onorevole per il ritiro. Berlusconi e Sacconi gliel'hanno
preparata per una settimana, con una gestione della trattativa (mai iniziata)
chiaramente indirizzata a trovare un colpevole del fallimento da indicare al
popolo. Sindacati e sinistra, ovviamente, anche se tra le sigle del fronte del
no spiccano Anpac e Up, sindacati dei piloti da sempre molto vicini ad Alleanza
Nazionale”. Anche Avvenire a pag. 8 parla dell'ultimatum di Colaninno e fa la
cronaca di una giornata convulsa. In un box racconta il caso greco, dove
l'Olympic è l'Alitalia locale, con 400 milioni di perdite al giorno. Anche lì
la strada è la privatizzazione: il vettore e l'azienda controllata che si
occupa dei servizi di terra venderanno ai privati alcune attività con un
processo che dovrà condurre, entro il 31 dicembre 2009, alla creazione di una
nuova società, completamente privata e di dimensioni più piccole di quelle
attuali. Nessuno degli 8mila dipendenti perderà il posto. Il resto dell'azienda
sarà liquidato. E inoltre sui quotidiani di oggi: Allarme finanza Il Sole 24
Ore - Oggi un altro titolo-catastrofe: Salva Aig (grazie alla Fed, ndr),
tremano Morgan e Goldman (non proprio le ultime due banche al mondo). Ironia
involontaria, proprio a pagina 3 spicca un grande piede pubblicitario della
Barclays che recita: scegli il 5% netto (inteso come tasso di interesse,
ovviamente): e uno si chiede: ma come fa a garantire il 5% con questa bufera?
Misteri della finanza... A pag. 6, situazione italiana: Tremonti pessimista,
"la crisi può aggravarsi". E il Sole nota: mette le mani avanti
perché sa di non poter mantenere le promesse di riduzione delle tasse
sbandierate in campagna elettorale. Infine si allunga l'elenco delle polizze
italiane garantite (in parti variabili) da Lehman: Bcc Vita, Unipol, Cba Vita
(Banca Sella). La Stampa - Da New York Maurizio Molinari intervista Mike Boyd,
presidente di Boyd Group, che ha aiutato Continental a risollevarsi e ora sta
assistendo UsAirways. Il suo giudizio è netto: l'Alitalia va lasciata morire e
sostituita da una compagnia più snella, solida e di qualità - dice in sintesi -
Solo in questo modo si può ripartire e pianificare l'aumento delle attività nel
medio e lungo termine, e in questa pianificazione i sindacati dovrebbero avere
un ruolo costruttivo. Il problema è che in Europa, secondo Boyd, ci sono leggi
sulla bancarotta che non consentono soluzioni tempestive e "sindacati
rimasti indietro di qualche generazione rispetto all'economia di oggi".
Corriere della Sera - Sull'allarme economia, parla in un'intervista a pag 8 il
ministro Tremonti: se ne esce solo con il ritorno al pubblico: "Servono
nuove regole, politiche keynesiane e una morale del lavoro" E ancora:
"è la fine di un mondo drogato, truccato, tarato dalla folle vertigine
finanziaria". Consumatori Il Sole 24 Ore - La notizia è l'affossamento del
Farmers market di via Ripamonti a Milano: spietati cronisti del Sole sono
andati ieri mattina a rilevare i prezzi dei banchetti del mercatino diretto e
quelli delle vicina Esselunga e Coop: risultato? Pochissima differenza, anzi in
alcuni casi – come il latte! - si risparmia al supermercato. In altri casi, i
prodotti a km zero non sono tali, come nel caso di un olio extravergine dop venduto
ieri, che sarà anche ottimo ma veniva dall'Umbria, e dei vini, che venivano da
Piacenza. Ma non è finita: il Sole registra anche le proteste dei pensionati,
che erano venuti per risparmiare e invece hanno fatto la coda per poi trovarsi
"prezzi che non stanno né in cielo né in terra". Secca la replica di
Coldiretti, raccolta sul posto: sono provocatori, la realtà e che la nostra
iniziativa dà fastidio a tanti. Il Giornale - A pag. 24, Paolo Granzotto firma
un pezzo durissimo contro i farmers market. La tesi è ben riassunta nel titolo:
"Il bluff dei mercati contadini: costano più dei supermercati".
Peccato che poi nelle pagine di cronaca milanese in un altro pezzo
sull'Ortofrutta Low cost di via Ripamonti si parli di "risparmi su latte e
formaggi". Il manifesto – A pag. 9 Un articolo di Vandana Shiva contro i
biofuel: "I biocarburanti non sono i combustibili dei poveri, ma il cibo
dei poveri trasformato in calore, elettricità e trasporti. Gli Stati Uniti
stanno spingendo le nazioni del terzo mondo a produrre biocarburante in modo da
soddisfare i propri fabbisogni energetici, anche se ciò significa depredare le
risorse altrui". Coppie di fatto Corriere della Sera - Arrivano le prime
reazioni ai DiDoRe di Brunetta e Rotondi che dividono il Pdl. I primi a mettersi
di traverso sono Giovanardi (Non si capisce perché i due ministri debbano
risollevare a freddo la questione), Gasparri (Rotondi vigili sul programma di
governo anziché divagare sulle coppie di fatto), Isabella Bertolini e Laura
Bianconi (la regolamentazione delle unioni civili non è nel programma di
governo). Droga Ecstasy Il Giornale – Pag. 20: in Inghilterra un comitato di
medici chiede al governo di rivedere lo status dell'ecstasy, de classandola da
droga di classe A a droga di classe B: "Non fa così male. Solo 10 morti
all'anno: molto peggio alcol e tabacco". Il declassamento modificherebbe
le sanzioni per uso e spaccio. "Se la scienza dimentica il buon
senso" è il titolo del commento senza firma che accompagna il servizio a
tutta pagina. Orso o bufala? Il Giornale - La foto in prima pagina è quella
dell'orso naufrago nei mari dell'Alaska comparsa su diverse testate nei giorni
scorsi. Secondo la ricostruzione di Nino Materi si tratta di una bufala, perché
"nessuno documenta la morte degli animali. Che invece secondo gli
scienziati e membri dello stesso WWF (che aveva lanciato l'allarme) sarebbero
vivi e vegeti. A ricostruire la vicenda del bluff e a fornire l'assist al
Giornale è stato il sito svipop, attraverso la sua newsletter. India Avvenire -
Pag. 5: si continua a seguire da vicino l'esplodere delle violenze religiose in
India, con l'ondata di attacchi contro i cristiani e le loro istituzioni da
parte degli estremisti Indù. Ieri chiese devastate nel
Karnataka, assaltato un convento nel Madhya Pradesh. Sostegno scolastico
Avvenire - pag. 12: la Gelmini annuncia che non sono previsti tagli agli insegnanti di
sostegno. Ci saranno dunque 90.882 posti per 174mila alunni con disabilità a
scuola.
( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
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la polemica sulla scuola, i sindacati Una bugia tira
l'altra e la propaganda va Mariastella Gelmini è il ministro più amato dagli italiani (66% l'indice di fiducia,
secondo i sondaggi dell'Istituto Piepoli). Ma la selva delle sigle sindacali
della scuola, una parte dei maestri e anche gruppi di genitori hanno espresso
un'aggressività mai vista. Le maestre non rischiano tagli agli stipendi
né licenziamenti. La ministra è stata esplicita su questo, ma la
disinformazione corre sui media e, peggio ancora, viene diffusa scorrettamente
nelle scuole da sindacati e docenti militanti a sinistra per diffondere il
panico e alimentare la protesta senza riscontri nella realtà. Viene contestato
il principio chiave del progetto formativo della scuola primaria, cioè
l'affidamento a un maestro unico o più esattamente a un "maestro
prevalente". è questa infatti l'innovazione più originale, anche rispetto
al 1990, anno in cui venne varata, con l'attiva complicità dei sindacati,
l'introduzione dei "moduli "scolastici per salvaguardare l'occupazione
dei docenti, minacciata dal decremento demografico. In sostanza, il
"maestro prevalente" garantisce la titolarità unica del programma di
istruzione, con l'apporto di altri docenti (di educazione fisica, di
informatica, di inglese, di musica, doposcuola, ecc.) E, ovviamente, non sono
mai stati mesi in discussione gli insegnanti di sostegno per i portatori di
handicap. Con questa diversa organizzazione scolastica si potrà garantire una
responsabilità unitaria dell'insegnamento nella scuola elementare consentendo
un incremento del 50% del tempo pieno (e sappiamo quanto ci sia bisogno
dell'allungamento del tempo scolastico, anche per favorire le donne
lavoratrici) e un risparmio stimato in circa un miliardo 395 milioni di euro
l'anno. Una cifra considerevole, visto che negli ultimi dieci anni i costi
della scuola sono lievitati del 33%, senza che la qualità dell'istruzione sia
in alcun modo migliorata. è vero, il piano prevede un esubero di 87 mila
docenti (65 mila solo nella scuola elementare) nell'arco di tre anni. Ma
nessuno, ripetiamo, sarà licenziato. Si promuoveranno pensionamenti anticipati
e una utilizzazione diversa degli insegnanti, sempre nell'ambito del sistema
formativo, rinviando nel tempo l'inserimento di nuovi docenti. Ovviamente come
tutte le innovazioni anche questa sta provocando malumori e frustrazioni,
soprattutto fra i precari e tutti coloro che puntavano allo "stipendio
fisso" nella scuola pubblica: ma lo "stipendificio" non può
essere la funzione prevalente del nostro sistema formativo. La coraggiosa Gelmini ha ereditato una scuola al collasso, caratterizzata
da troppi progetti di riforma, mai realmente realizzati, da sprechi, privilegi
assurdi, dall'assenteismo e dal lassismo di troppi docenti,
"protetti" da sindacati corporativi e/o fortemente ideologici,
coperti per quieto vivere da dirigenti scolastici compiacenti. Dalle centinaia
di email arrivate in redazione in questi giorni molti genitori ci hanno detto:
ma non esistono tre maestri, al massimo ne contiamo uno e mezzo: sì, perché
ogni giorno il maestro/a cambia,per ferie, riposi, malattie o permessi. è
facile intuire quale confusione e disorientamento determina tutto questo nei
bambini di 6-10 anni. Inutile poi sottolineare la battaglia di retroguardia di
molti docenti (appoggiati dai sindacati) per difendere storici privilegi:
ammantano (inesistenti) principi pedagogici per giustificare il
"plurimaestro" ,che arricchirebbe il bagaglio formativo dei bambini.
Ma anche l'Ocse ha promosso la qualità dell'istruzione di altri paesi dove
esiste, con soddisfazione di famiglie e alunni, un solo docente.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il sindaco: sì al maestro unico ma solo se non penalizza il tempo
prolungato. E firma la petizione contro il decreto-Gelmini.
( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Vano -2-
Gelmini: per sicurezza scuole grande legge obiettivo
postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri San Giuliano di Puglia (Cb), 18 set.
(Apcom) - Berlusconi ha spiegato, soprattutto ai genitori che chiedevano uno
sforzo del Governo per fare in modo che tragedie come quella di San Giuliano
non si ripetessero più, che la situazione "ereditata è
difficilissima". A questo proposito Berlusconi ha fatto presente che al di
là del piano delle cento scuole, gli istituti che necessitano di una
ristrutturazione sono "molti, molti di più: in zone ad alta sismicità ci
sono 2.700 scuole, su terreni a sismicità media come è San Giuliano sono oltre
12mila". L'impegno del Governo è stato poi ribadito anche dal ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ha comunque posto l'accento sul fatto che oggi, quella di
San Giuliano, "è la scuola più sicura d'Italia" e che "deve
diventare un esempio per tutti". Per quanto riguarda il 'piano delle cento
scuole', la Gelmini parla
di "una grande legge obiettivo perchè il Governo - ha assicurato - non perderà
tempo anche se sarà un programma di lunga durata: non ci si può
illudere, di recuperare in pochi anni un ritardo di questo tipo".
( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
EDIFICI
postato fa da ASCA ARTICOLI A TEMA Altri (ASCA) - San Giuliano di Puglia (CB), 18
set - Silvio Berlusconi assume l'impegno di seguire l'iter della proposta di
legge su iniziativa popolare presentata due anni fa dal comune di San Giuliano
di Puglia per garantire piena sicurezza negli edifici scolastici. Rispondendo
alla domanda di un cronista di un'emittente locale, Berlusconi (che continua a
passeggiare per le stade di San Giuliano, fermandosi, di tanto in tanto, per
rispondere alle domande dei giornalisti) assicura: ''Mi impegno a prendere in
considerazione la pdl di iniziativa popolare''. Della proposta di legge,
sottoscritta in Parlamento da circa 100 fra deputati e senatori dei due
schieramenti, ha parlato poco fa il sindaco di San Giuliano Luigi Barbieri e il
presidente del comitato delle vittime, Antonio Morelli che
avevano ricordato al presidente del Consiglio e al ministro Gelmini che il provvedimento ''forse,
giace in qualche cassetto''. Sul fronte della sicurezza degli immobili
scolastici, Berlusconi e Gelmini hanno annunciato oggi un 'piano delle 100 scuole' per avviare
immediatamente lavori di messa in sicurezza negli edifici maggiormente a
rischio.
( da "TGCom" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
S.Giuliano,
premier inaugura scuola Berlusconi visita tombe dei bimbi morti Il presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha inaugurato la nuova scuola
"Jovine" di San Giuliano di Puglia, il paese dove nel 2002 morirono
27 bambini nel crollo dell'edificio scolastico durante il terremoto. Accompagnato dal ministro della pubblica istruzione, Maria Stella
Gelmini, e dal capo della
protezione civile, Guido Bertolaso, il premier prima si è recato al cimitero
per rendere omaggio alle piccole vittime della tragedia. Dopo la commovente
visita al cimitero, il premier ha salutato i bambini e si è unito con loro a
cantare qualche strofa. Ad accompagnarlo nella visita ci sono anche il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il sottosegretario
alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti. Il nuovo edificio, realizzato
dalla Protezione civile con le più moderne tecnologie antisismiche si chiamera
"Gli angeli di San Giuliano', in ricordo degli alunni e della maestra
morti nella tragedia. La scuola è stata aperta il 15 settembre scorso. Nel
piazzale davanti all'ingresso sono state costruite due fontane di cui una con
tanti piccoli angeli di ceramica in ricordo dei piccoli caduti. Il Presidente
del Consiglio si è poi intrattenuto con i bambini e ha loro donato la
Costituzione Italiana. "E' importante, fondamentale studiare e imparare
l'educazione civica", ha detto Silvio Berlusconi ai bambini delle scuole
elementari di San Giuliano. Il premier ha poi visitato l'istituto, donando
libri alla biblioteca della nuova scuola, ha visto il tetto dove è stato
installato un sistema fotovoltaico e gli isolanti sismici posti sotto la
scuola. Berlusconi si è intrattenuto anche in una classe interamente arredata,
dedicata alla memoria dei bambini morti durante il terremoto del 2002, che
rimarrà vuota e senza alcuna targa commemorativa. Invia ad un amico.
( da "Repubblica.it" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
SAN
GIULIANO DI PUGLIA - Silvio Berlusconi ha visitato oggi la nuova scuola
elementare Francesco Jovine, a San Giuliano di Puglia. Il comune molisano in
cui, il 31 ottobre del 2002, ventisette piccoli alunni morirono nel crollo
dell'istituto, durante il terremoto. Il premier ha regaalato ai piccoli
studenti una copia della Costituzione, e ha annunciato un piano del governo per
la ristrutturazione e la messa in sicurezza "da subito, di cento scuole".
Anche se, come lui stesso ha aggiunto, "in tutta Italia sono molti di più
gli istituti che hanno bisogno di essere revisionati: 2700 nei paesi ad alto
rischio sismico e 12 mila in quelli a medio rischio". "Mi impegno
personalmente - ha proseguito - perchè il sacrificio dei ventisette bimbi non
sia vano. Mi impegno a sostenere l'opera del sindaco". Il premier - accompagnato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dal sottosegretario Guido
Bertolaso - si è intrattenuto a conversare con i bambini, e ha cercato di
cantare insieme a loro una canzoncina. Prima della visita, si è recato al
cimitero del paese per deporre una corona di fiori, e rendere omaggio così alle
vittime del sisma. "E' importante, fondamentale studiare e imparare
l'educazione civica": questo ha detto il capo del governo agli alunni
delle elementari, consegnando loro una copia della Costituzione italiana. Una
bambina della prima classe - Maria Pia Barbieri, la prima nata a San Giuliano
dopo il sisma, precisamente sette giorni più tardi - gli ha regalato dei fiori.
Berlusconi poi ha visitato l'istituto, ha donato libri alla biblioteca, ha
visto il tetto dove è stato installato un sistema fotovoltaico, e gli isolanti
sismici posti sotto l'edificio. Si è intrattenuto anche in una classe
interamente arredata, dedicata alla memoria dei bambini morti durante il
terremoto del 2002, che rimarrà vuota e senza alcuna targa commemorativa. (18
settembre 2008.
( da "Sicilia, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
"I
buoni libro? Inutile presentarli alla cassa e anche per il Comune sono solo
carta straccia" Non ci sono soltanto le proteste per
la riforma Gelmini ad
animare l'avvio dell'anno scolastico: a Catania città, infatti, le famiglie
devono fare i conti anche con il mancato rientro dalle spese per l'acquisto dei
libri, visto che i buoni del Comune dal 2006 non sono ancora
"coperti" e quindi non vengono accettati dai librai. Ecco la
testimonianza di un genitore. Io sottoscritto, da qualche mese dipendente
presso una Pubblica amministrazione, con uno stipendio mensile di mille euro,
faccio presente che sono padre di tre figli, quindi significa affrontare la
vita molto faticosamente. Giorno 15 settembre mia moglie (una donna
cardiopatica e operata al cuore) si affrettava ad accompagnare la figlia
dodicenne al primo giorno di scuola e da lì a qualche ora veniva chiamata dalla
segreteria per consegnarle il buono libro inerente l'anno scolastico 2007-
2008, con scadenza 20 settembre. Quindi affrettandomi, insieme alla lista libri
consegnata contestualmente al buono, mi sono recato presso una libreria di via
Etnea per esibire il buono e ordinare i libri che dovrebbero servire per far
studiare mia figlia. Alla consegna di detto buono mi veniva risposto dal
libraio che io di quel buono potevo usufruire solo per andare in bagno,
allorché mi reco all'ufficio Ragioneria del Comune, dove presumevo partissero
questi buoni libro. Ho avuto il piacere di parlare con un funzionario (come
riferito, segretario del ragioniere generale del Comune, dott. Bruno) chiedendo
chiarimenti per la vergogna subita dal libraio, esibendo quei buoni di nessun
valore, visto che il Comune era in forte debito nei confronti di questi dal
2006. Quindi buoni non usufruibili, però dovrei acquistare i testi a mia figlia
ad una condizione: che quando il Comune pagherà questi buoni io potrò usufruire
del rimborso ma solo da spendere in libreria. Cioè niente soldi. Alla mia
domanda mi veniva risposto che "il Comune deve emettere per legge questi
buoni, che poi non paga, non gliene può fregare più di tanto. E poi cosa pensa,
che io non ho lo stesso problema con i miei figli?". Ora voglio dire,
questo funzionario dirigente, sarà uno di quelli che ha percepito la quota dei
2 milioni di euro che si sono spartiti qualche giorno addietro? Con quale
coraggio può dirmi che lui ha lo stesso mio problema? E come mai i soldi
stanziati negli anni scorsi per questi buoni e versati nelle casse comunali non
hanno avuto una svolta positiva? E come mai i librai non intraprendono alcuna
azione legale nei confronti del Comune, anziché penalizzare la povera gente? Io
sono uno di quei tanti padri di famiglia che non potrà pagare i testi alla
propria figlia: come dovrò fare visto che la bambina è molto premurosa per la
scuola? Le spese della famiglia mi sono triplicate causa le condizioni di
salute e spese che devo affrontare mensilmente per mia moglie. Chiedo a
"La Sicilia" di pubblicare questa lettera, vista la gravità della
situazione per tante famiglie che non possono affrontare questo tipo di spesa.
Che l'assessore Arcidiacono e il sindaco provvedano subito al risarcimento del
caso, non mi importa come, che trovino la soluzione come l'hanno trovata per la
spartizione dei due milioni di euro. Francesco Alì.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
Regionale Pagina 105 sardisti "Ai sardi i costi della sanità, che
fregatura" Sardisti --> Se c'è una cosa nel Dna del Psd'Az, è proprio
l'indipendenza della Sardegna: "Un obiettivo da raggiungere pacificamente,
democraticamente e legalmente", hanno ribadito ieri i maggiorenti del
partito. Sul tavolo dei Quattro mori svetta la riapertura della
vertenza-entrate. In cifre: "Tre miliardi 400 milioni sottratti in quindici
anni dallo Stato alla Sardegna", dice il consigliere regionale Paolo
Maninchedda. Perché al Psd'Az sono pronti a sedersi intorno a un tavolo per
parlare di federalismo, "ma correggendo le condizioni di partenza",
ovvero "restituendo il maltolto alla nostra Isola", sottolinea il
presidente Giacomo Sanna. Anche l'altro consigliere Giuseppe Atzeri resta sulla
scia: "Scaricare sulle Regioni, a costo zero, le spese di trasporti,
scuole e sanità, non è federalismo, ma solo una fregatura alla quale noi ci
opponiamo". Il partito fa le pulci anche all'organizzazione del mercato
interno della Sardegna: "Pochi gruppi controllano i prezzi, un'oligarchia
favorita dalla politica regionale e che ha un ruolo decisivo nella crisi di
lavoro e di redditi, un'emergenza che nessuno vuole affrontare", aggiunge
Maninchedda. C'è poi il capitolo della questione morale, "dell'uomo solo
al comando, un modello che, unito all'uso improprio delle legge, non si
concilia con la democrazia", fa notare Sanna. Sul versante scuola, il Psd'Az non è più morbido: "Ai tagli decisi dal governo
Prodi, si sommeranno quelli del ministro Gelmini", chiude Atzeri. Un dettaglio è certo: alle regionali 2009
i Quattro Mori scenderanno in campo da anti-soriani. E per il prossimo 5
ottobre invitano a votare "sì" per l'abrogazione della legge sulle
coste. ( a. c. ).
( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il maestro
unico, ma buono Reading time: 3 minutes --> di - pubblicato il 19 Settembre
2008 alle 00:00 scuola Ernesto Caffo approva il ritorno al vecchi modello. Con
un avvertimento Maestro stabile e formato. Per dare piena attuazione al
principio del diritto all'istruzione dei minori. La vede così Ernesto Caffo,
neuropsichiatra infantile e presidente di Telefono Azzurro, uno dei più attenti
osservatori della condizione dei bambini in Italia: In sintesi: bentornato il
maestro. Ma i soldi risparmiati vengano investiti nella sua formazione. Vita:
Professore, promuove il maestro unico? Ernesto Caffo: È un modello che può
essere adeguato se le caratteristiche e le competenze dei singoli insegnanti
saranno potenziate, attraverso corsi di formazione e aggiornamento. Vita: In
che modo? Caffo: Le competenze del maestro oggi non possono fermarsi al solo
aspetto cognitivo. Per costruire un vero percorso di crescita dei bambini, gli
insegnanti dovranno essere in grado di interpretarne anche gli aspetti
affettivi e relazionali e quelli sociali. Alla fine, dunque, non mi pare che il
problema dipenda solo dal numero degli insegnanti, quanto dalla qualità del
processo educativo che sta alla base della scuola nel suo complesso. Vita:
Bisogna recuperare una visione d'insieme? Caffo: Certamente. Oggi la scuola non
è più l'unico momento di socializzazione nella vita di un ragazzo. Non esiste
più lo schema casa-scuola. Ci sono tanti altri contesti: lo sport, il gioco, il
gruppo di amici. I nostri figli sono sottoposti a moltissime sollecitazioni. In
questo quadro la scuola non può più considerarsi una realtà separata, ma deve
saper costruire un progetto educativo complessivo, adeguato alla vita dei
ragazzi e sempre più personalizzato. Per far questo, lo ripeto, servono persone
competenti e preparate. Vita: Allora non ha torto Bossi quando dice che il
maestro unico, se inadatto, può "rovinare" un bambino? Caffo: A
prescindere da quello che dicono i politici, penso che per troppo tempo nella
scuola non si è investito sulla qualificazione degli insegnanti. Per questo
motivo è necessario un cambiamento di rotta, dove il diritto dei minori
all'istruzione diventi davvero reale ed esigibile, con insegnanti stabili e
formati, all'interno di spazi scolastici adeguati. Vita: Molti hanno salutato con
favore il ritorno al grembiule e al voto di condotta. Sono strumenti ancora validi per le nuove
generazioni? Caffo: Il grembiule potenzialmente può diventare un segno
distintivo, un elemento d'appartenenza importante: pensiamo a cosa significa la
divisa nei college anglosassoni. Però, anche qui, alla base ci deve essere un
percorso educativo condiviso che cementa il senso del gruppo, altrimenti
l'aspetto esteriore non significherà nulla. Sul voto in condotta il discorso è molto più
serio. Vita: Ci spieghi. Caffo: La scuola deve riconquistare un'autorevolezza
educativa che non cala dall'alto, attraverso un codice di regole formali. Le
regole devono arrivare dal progetto che vive e viene costruito giorno dopo
giorno: il rispetto reciproco, l'aiuto e la solidarietà verso i più deboli,
l'integrazione etnica e sociale non si impongono, si fanno crescere in modo
condiviso.
( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Reading
time: 3 minutes --> di - pubblicato il 19 Settembre 2008 alle 00:00
intervista Parla Michela Mayer, esperta di educazione dell'Unesco "C'è
qualcosa che non si è detto dei dati Pisa-Ocse sulla scuola: esiste una forte
correlazione a livello mondiale tra la bravura nelle materie scientifiche e la
consapevolezza e capacità di discutere delle questioni ambientali". Parola
di Michela Mayer, della Commissione italiana Unesco che si occupa del Decennio
dell'educazione allo sviluppo sostenibile (Dess). Ecomondo: Cosa indica questa
correlazione? Michela Mayer: È semplice: c'è chi dice che non ha senso parlare
di educazione ambientale in una scuola in cui non si conosce l'abc delle
materie fondamentali. Invece trattare di sviluppo sostenibile va di pari passo
con lo studio della matematica e delle scienze. Significa dare un senso
all'educazione, fornire ai ragazzi gli strumenti per sviluppare una coscienza
critica. In sostanza dare meno nozioni e più competenze per utilizzare e
ricercare le informazioni che servono. Nella scuola italiana si confonde spesso
educazione con informazione. Altro dato Pisa-Ocse è che gli ottimisti, che
pensano che i problemi ambientali si risolveranno con il progresso della
scienza e della tecnica, sono quelli che ne sanno meno. Ecomondo: Le Nazioni
Unite hanno proclamato gli anni tra il 2005 e il 2014 Decennio dell'educazione
allo sviluppo sostenibile... Mayer: Sia l'educazione sia lo sviluppo
sostenibile sono processi a lungo termine. È in gioco un cambiamento profondo
del sistema scolastico. L'educazione allo sviluppo sostenibile è considerata
alla pari dei Millennium goals. È come dire che si sta combattendo contro una
nuova forma di analfabetismo, che ignora una questione cruciale per il futuro
dell'umanità: lo sviluppo sostenibile. Ecomondo: Si parla solo di scuola?
Mayer: No, anzi. Anche dai dati di Pisa emerge l'importanza dell'educazione
informale, che ha grande influenza su quella formale. Mi spiego: si può fare
una bellissima lezione di educazione stradale, ma poi se i ragazzi vedono che i
genitori superano i limiti di velocità e non mettono le cinture di sicurezza,
serve a poco. Se le discrepanze tra ciò che si insegna e ciò che avviene nella
società sono troppo evidenti, i precetti che arrivano dalla scuola perdono di
valore. Per questo il Dess pone un forte accento sul lavoro con le famiglie, la
società, l'ambiente in senso ampio. Ecomondo: Cosa si sta facendo in Italia, ad
esempio? Mayer: Ogni anno si lancia una settimana su una tematica precisa. Nel
2006 era l'energia, nel 2007 i cambiamenti climatici e quest'anno, in novembre,
si parlerà di riduzione dei rifiuti. L'obiettivo è non solo coinvolgere le
scuole, ma far scendere in campo la società civile, rendendone evidente
l'impegno con mostre, spettacoli, dibattiti pubblici, banchetti informativi.
Ecomondo: A che punto è l'Italia? Mayer: Si procede lentamente e in modo un po'
confuso, anche per i cambi di governo e perché il mondo della scuola sta
vivendo continui ribaltoni. Un nostro punto di forza è l'esistenza di un
accordo Stato-Regioni nell'ambito dell'Infea, il Sistema nazionale per
l'informazione, formazione ed educazione ambientale. Negli ultimi anni le
Regioni hanno investito molto in iniziative sulla sostenibilità. L'aspetto
negativo è che non abbiamo ancora una strategia per l'educazione ambientale.
Esiste solo un accordo di programma tra i ministeri. Ecomondo: La scuola è in
difficoltà: come affronterà le nuove sfide? Mayer: L'autonomia avrebbe potuto
aprire la strada all'innovazione anche nella modifica dei curricula. Ciò non è
avvenuto, per la mancanza di finanziamenti ma anche per i pochi stimoli
esterni, effetto di una società che ha perso la fiducia nel sistema scolastico.
I genitori chiedono la scuola che hanno avuto loro, non capiscono che oggi
serve altro. La formazione universitaria è inadeguata perché non offre
metodologie per l'insegnamento. È un circolo vizioso. Ecomondo: Come se ne
esce? Mayer: Il ministro Gelmini propone il ritorno al 7 in condotta e al grembiule. Niente in
contrario, ma ci vuole anche altro. Bisogna rendere i ragazzi protagonisti di
ciò che avviene a scuola, uscendo dallo schema dell'informazione ripetuta e
dando gli strumenti per risolvere problemi concreti. L'insegnante deve
saper uscire senza paura dal programma, affrontare tematiche che non hanno una
risposta certa, come la questione energetica, che implicano un aggiornamento
continuo e possono stimolare una discussione. La Gelmini
sostiene che l'educazione ambientale è compresa nella civica. Parlerei
piuttosto di educazione alla cittadinanza, che significa anche partecipazione e
dev'essere trasversale a tutte le materie.
( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Reading
time: 3 minutes --> di - pubblicato il 19 Settembre 2008 alle 00:00 il
decalogo Cara ministra, non basta l'ora di educazione stradale e ambientale... Il ministro dell'Istruzione, dell'università e dalla ricerca,
Maria Stella Gelmini,
insieme alla sua collega all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha mostrato una
grande attenzione all'educazione come strumento per prevenire i problemi
ambientali, in particolare quelli che dipendono dai nostri comportamenti
scorretti. L'emergenza rifiuti di Napoli ha catalizzato l'attenzione di
nuovo sull'ambiente e le due ministre si sono dichiarate convinte sostenitrici
dell'importanza del contatto con la natura come momento educativo per i
ragazzi. La Gelmini ha reso obbligatorie nelle scuole
33 ore annuali (un'ora settimanale) di lezioni di Cittadinanza e costituzione,
comprensive degli insegnamenti di Educazione ambientale, insieme allo studio
della Costituzione e dell'educazione stradale. La ministra si è resa conto che
nella scuola va fatta educazione all'ambiente in maniera sistematica,
togliendola dall'opzionalità volonterosa di qualche insegnante. Ma non basta,
in realtà questa dovrebbe essere calata in ogni disciplina scolastica, quasi
come un abito mentale, un filo conduttore che lega tutti gli insegnamenti, un
orientamento educativo patrimonio di ciascun docente, per far da timone al
progetto formativo del Pof (Piano dell'offerta formativa) di ogni scuola. Dagli
insegnanti, poi, emerge la richiesta di avere una formazione adeguata per
realizzare con i propri alunni un'educazione che non sia solo ambientale, bensì
per la sostenibilità, con conoscenze adeguate e chiarezza rispetto a obiettivi
e competenze da far acquisire ai ragazzi. Non basta, servono soprattutto le
condizioni pratiche e logistiche per operare con sicurezza con le classi. Se è
così importante (e lo è davvero) mettere i ragazzi nelle condizioni di
"fare" in prima persona e avere un contatto diretto con la natura,
serve un'organizzazione scolastica che permetta uscite frequenti e la
possibilità di avere dei laboratori attrezzati dove poter sperimentare e
osservare. Certo anche nell'aula e nel cortile della scuola si può trovare la
natura: in un vaso con piantine, in un'aiuola, su un muro, in una siepe. Ma
l'educazione per la sostenibilità è far attenzione ai nostri comportamenti
nella loro globalità per evitare sprechi, brutture, è essere attenti ai
rapporti con le persone, al clima relazionale della classe, al rapporto
adeguato tra numero degli alunni e numero degli insegnanti, al lavoro di équipe
tra i docenti. Il decalogo. Ecco sintetizzata in dieci punti la scuola che il
WWF auspica: 1. Educazione per la sostenibilità non materia a se stante, ma
trasversale a tutte le discipline. Non basta un'ora condivisa con la lettura
della Costituzione e l'educazione stradale e non esiste una sola competenza. Un
territorio, un problema ambientale, i cambiamenti climatici, possono e devono
essere trattati in storia, fisica, scienze, geografia, educazione tecnica, ecc.
2. Agevolazione delle uscite, che dovrebbero essere frequenti e routinarie, per
permettere il contatto diretto con l'ambiente di vita dei ragazzi (quindi non
solo quello naturale). Importanza imprescindibile del contatto fisico,
emozionale: è un modo sicuro per incontrare la vera complessità. 3. Operatività
come base essenziale per l'elaborazione dei concetti da apprendere. Con il
"fare" si ha un apprendimento reale e consapevole. 4. Presenza di
laboratori per sperimentare e per osservare, insomma per favorire nei ragazzi
la formazione di una mentalità scientifica. 5. Clima relazionale della classe
positivo: favorire il benessere di tutti e la cooperazione. 6. Risorse umane
(insegnanti, collaboratori scolastici e personale amministrativo) in numero
adeguato per permettere lo svolgimento delle attività in sicurezza e in modo
ottimale. 7. Classi non troppo numerose, per avere un rapporto
alunni/insegnante adeguato. 8. Sostenibilità dell'edificio scolastico e degli
spazi esterni alla scuola (lampadine a basso consumo energetico, eliminazione
delle dispersioni di calore, ecc). 9. Comportamenti sostenibili di tutti coloro
che vivono nella scuola sia rispetto agli spazi e alle strutture scolastiche sia
rispetto alle relazioni, insomma comportamenti attenti al bene comune. 10.
Apertura della scuola al territorio, per favorire la conoscenza dell'ambiente
circostante. La conoscenza è il primo passo per amare e quindi per tutelare e
difendere il proprio ambiente di vita.
( da "Vita non profit magazine" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Reading
time: 3 minutes --> di - pubblicato il 19 Settembre 2008 alle 00:00 Il punto
di vista "eretico" di un grande pensatore ed educatore Cos'è la
scuola? In questi giorni tutti si cimentano in proposte e analisi sullo stato
delle istituzioni scolastiche del nostro Paese. Il ministro di turno appare in
qualche intervista con le sue proposte rivoluzionarie: il grembiule, il maestro
unico e il voto in condotta. Faccio fatica a non diventare triviale. Ma ci
vuole un grande controllo delle proprie reazioni emotive
per accettare in silenzio il fatto che la Gelmini ha preso il posto che, nell'esecrando periodo fascista, fu di
Giovanni Gentile per fare il commissario liquidatore dell'intero sistema
educativo. La Gelmini,
infatti, a parte i suoi evidenti limiti culturali, opera in un quadro di tagli
di spesa che riducono drasticamente le offerte educative. In realtà, il
destino della scuola e dell'università è nelle mani di Tremonti che persegue
tenacemente lo smantellamento di ogni istituzione pubblica di formazione
nazionale della gioventù italiana in nome di una visione dello sviluppo
economico centrato sulle aree del Nord e sul rapporto fra sapere e impresa.
Nessuno né della maggioranza né dell'opposizione prova a dare al problema della
scuola italiana la centralità assoluta che gli compete. Il punto vero e
drammatico è che la nostra società e la nostra classe dirigente non hanno alcun
progetto educativo perché non riescono ad avere nessuna visione del futuro e
del rapporto con le nuove generazioni e rimuovono dolosamente i segni del disastro
generazionale che colpisce il nostro Paese. È vero, i giovani non riconoscono
nessuna autorità, non hanno nessuna idea di ciò che è consentito e di ciò che è
vietato, ma pensare che questa situazione gravissima possa essere risolta con
il voto in condotta è soltanto una prova di ottusità. I nostri giovani non
arrivano a scuola dopo avere trascorso i primi anni di vita in compagnia di
premurosi angeli custodi, ma dopo essere nati e vissuti in un contesto
familiare e sociale che li ha orientati nel rapporto con il mondo esterno delle
persone e delle cose. Hanno seguito programmi televisivi deficienziali e
telegiornali cruenti, pieni sempre di sangue e delitti. Il loro quartiere è o
un ammasso di miseria umana e sociale o un condominio residenziale fatto di solitudine
e buone maniere. In ogni caso "comunità" anaffettive o violente o
ipocrite e censurate. Anche i giovani d'oggi, come tutti i bambini e i ragazzi,
hanno cominciato a chiedersi perché il sole tramonta e la luna sorge nelle
notti stellate. I primi "perché" sono la misura di un'apertura alla
"società dei grandi" che aspetta risposte, ma principalmente amore,
attenzione e affettività. Prima viene la scuola e poi l'università. In questi
percorsi (dalla famiglia alla scuola) i "perché" prendono la forma
degli interessi, della curiosità, delle passioni conoscitive. In questi anni si
istituisce il nesso fra saper capire e saper vivere, fra concetti e vita che è
il motore delle motivazioni dei giovani a studiare. Antonio Gramsci invitava le
classi subalterne a non considerare lo studio un inganno della borghesia, ma il
solo metodo valido per una maturazione umana capace di affrontare le difficoltà
materiali e psicologiche della vita. La scuola è lo specchio del mondo, la
visione della vita che ci orienta e ci dà le risorse per immaginare il futuro.
È educazione al pensiero che consente di sublimare le pulsioni immediate e
trasforma in parole la spinta istintiva allo scarico delle emozioni in azioni
anche distruttive. Si ripete in questi giorni il rituale delle violenze negli
stadi e tutti sono d'accordo nell'applicazione di sanzioni severe. Credo
anch'io che bisogna reagire allo scatenarsi della violenza negli stadi tra le
opposte tifoserie. Ma guai se i nostri dirigenti politici e i nostri
intellettuali non provano a capire quali sono le ragioni della violenza. Non si
tratta di trovare spiegazioni sociologiche nella emarginazione sociale o nella
crisi di identità del mondo giovanile. Queste spiegazioni sfiorano la
superficie. Per chi scrivono i nostri giornalisti, opinionisti, saggisti? Cosa
comunicano a un ragazzo di diciotto anni gli articoli dei maggiori quotidiani
nazionali? L'autoreferenzialità delle varie "corporazioni", giornali,
università, scuola di partiti, è un segno di frantumazione particolaristica e
di opportunismo individuale. Il rapporto con la realtà e con la verità, ossia
con ciò che si svolge nella vita delle persone reali, è irrilevante. I giovani
capiscono che i nostri articoli, i nostri libri, i nostri corsi universitari
non parlano della vita, che usano un linguaggio "pregiudicato" da un
rapporto vecchio con le novità del modo di vivere attuale. Il che vuol dire
tradire l'unica vera missione universale a cui gli uomini sono chiamati:
educare i propri figli a liberare la propria mente dai pregiudizi e dalle
ipocrisie opportunistiche e provare a cercare l'autonomia e la creatività. Chi
non ha il coraggio di denunciare le malattie della scuola come sintomo delle
malattie del nostro Paese, di esprimersi contro il blocco del pensiero creativo
e il genocidio culturale a cui tutti, destra e sinistra, partecipano in una
complice alleanza per la sopravvivenza del proprio potere, merita di essere
accusato di codardia. La riforma della scuola richiede uno scatto morale e
intellettuale di cui non vedo alcun segno. Una svolta nelle impostazioni degli
studi, che costringa a muoversi nella direzione di un nuovo modo di pensare,
sarebbe quella di educare i giovani a prendere le mosse dell'analisi dei grandi
temi nella società contemporanea e non dai concetti definitori dei vari saperi
disciplinari. Ad esempio l'alimentazione potrebbe essere l'asse culturale di
una facoltà che abbracci la dimensione storica, la dimensione sociale, la
dimensione biologica. Ripensare la scuola e l'università deve significare un rapporto
comprensibile e stimolante tra le forme definitorie dei saperi istituiti e i
fenomeni della vita che si presentano unitariamente alle nostre esperienze.
( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il capo
della Protezione civile: "Lo dovevamo a questa gente" postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Campobasso, 18 set. (Apcom) - "La
ricostruzione post terremoto in Molise andrà avanti grazie anche ai fondi
stanziati nella nuova Finanziaria". Lo ha dichiarato oggi il capo della
Protezione civile, Guido Bertolaso, che ha partecipato
insieme al premier Belusconi e al ministro Gelmini all'inaugurazione della nuova scuola di San Giuliano di Puglia
(Campobasso). "E' un obiettivo che resta nell'agenda del Governo", ha
affermato Bertolaso. La nuova scuola 'Angeli di San Giuliano', è stata
intitolata ai 27 bambini morti sotto le macerie del vecchio edificio, raso al
suolo dal sisma del 31 ottobre 2002. "Questa è una delle scuole più
sicure d'Italia - ha spiegato Bertolaso - lo dovevamo a questa gente dopo
quello che è accaduto". Il presidente della regione Molise, Michele Iorio,
ha parlato della ricostruzione in Molise come di "un modello per il resto
del Paese. I lavori proseguiranno - ha aggiunto - fino a quando tutti gli
edifici della zona danneggiati dal terremoto saranno ricostruiti
completamente". Per il sindaco di San Giuliano di Puglia, Luigi Barbieri
"si è trattato di un giorno storico che ripaga la comunità di tante
sofferenze". La nuova scuola di San Giuliano è costata quattro milioni di
euro. L'intero polo scolastico, che prevede anche un centro di ricerca universitario,
è stato finanziato, invece, con risorse pari a dieci milioni di euro. Sono 99
gli alunni iscritti, divisi in dieci classi, un numero inferiore rispetto a
quello previsto dalla riforma Gelmini per ogni scuola.
A temere il rischio chiusura è lo stesso primo cittadino di San Giuliano:
"Spero che il ministro ci ripensi, occorre fare di tutto per
evitarlo".
( da "Sestopotere.com" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
(18/9/2008
15:52) | (Sesto Potere) - Roma - 18 settembre 2008 - Con l'arrivo alle 11,30 di
questa mattina dell'elicottero con a bordo il Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, ha preso avvio la cerimonia di inaugurazione della nuova scuola
'Francesco Jovine' a San Giuliano di Puglia (Cb), il paese dove nel 2002
morirono ventisette bambini e una maestra nel crollo dell'edificio scolastico
durante un terremoto. Il premier è giunto a San Giuliano
insieme al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e al capo della Protezione
Civile Guido Bertolaso. Dopo una visita privata al locale cimitero, Berlusconi
ha scoperto la targa della nuova scuola elementare sulla quale si innalzano la
bandiera italiana, della comunità europea e del comune, recante l'iscrizione
'Scuola Angeli di San Giuliano', poi benedetta dal vescovo di
Termoli-Larino De Luca. Il nuovo edificio scolastico di San Giuliano di Puglia
è stato realizzato con sofisticati sistemi antisismici e riprende, anche con
piccoli monumenti contemporanei, il concetto degli angeli in segno di memoria
dei bambini deceduti. Visitando l'istituto, il premier ha donato libri alla
biblioteca della nuova scuola e una copia della Costituzione italiana ai
bambini delle scuole elementari. "Mi impegno personalmente perchè il
sacrificio dei 27 bimbi morti nel terremoto che ha distrutto la scuola di San
Giuliano non sia vano", ha detto Berlusconi al termine dell'inaugurazione.
A tal proposito Berlusconi ha annunciato che "il governo metterà in campo
un piano per mettere in sicurezza le prime 100 scuole d'Italia, anche se in
tutta Italia sono molti di più gli istituti che hanno bisogno di essere
revisionati: 2700 nei paesi ad alto rischio sismico e 12 mila in quelli a medio
rischio". In rappresentanza del Corpo Nazionale dei vigili del Fuoco,
fortemente impegnato nelle operazioni di soccorso all'epoca del disastro e nell'opera
di ricostruzione, erano presenti il direttore Centrale per l'emergenza e il
soccorso tecnico Domenico Riccio, il direttore regionale del Molise Alberto
Pontecorvo e il direttore regionale dell'Abruzzo Dante Ambrosini.
( da "Giornale.it, Il" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 223
del 2008-09-18 pagina 0 S.Giuliano, il premier nella scuola del terremoto di
Redazione Silvio Berlusconi è andato a San Giuliano di Puglia per visitare la
nuova scuola. Il terremoto del Molise del 31 ottobre del 2002 fece crollare
l'istituto Jovine seppellendo sotto le macerie 27 bambini e una maestra. Agli
alunni il premier ha donato una copia della Costituzione Campobasso - Il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è andato a San Giuliano di Puglia
per visitare la nuova scuola del paese simbolo del terremoto del Molise del 31
ottobre del 2002 che con una scossa sismica fece crollare l'istituto Jovine,
seppellendo sotto le macerie 27 bambini e una maestra. Appena giunto
all'ingresso dell'edificio, poco dopo mezzogiorno, il premier è stato accolto
da un coro di bambini della scuola elementare che intonavano una canzone. Con
il premier la Gelmini e Bertolaso
Berlusconi è arrivato in compagnia del ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, del capo della Protezione
civile, Guido Bertolaso, e del presidente della Regione Molise, Michele Iorio.
Il premier, prima di visitare la scuola, si è intrattenuto a conversare con i
bambini e ha cercato di cantare insieme a loro il motivetto intonato dalle
classi delle nuove elementari. "Ora dobbiamo fare una cosa e poi
cantiamo di nuovo insieme", ha detto il presidente del consiglio salutando
i bambini. Ai bambini una copia della Costituzione "è importante,
fondamentale studiare e imparare l'educazione civica", ha detto il premier
agli alunni donando loro una copia della Costituzione italiana. Berlusconi ha
poi visitato l'istituto, donando libri alla biblioteca della nuova scuola, ha
visto il tetto dove è stato installato un sistema fotovoltaico e gli isolanti
sismici posti sotto la scuola. Berlusconi si è intrattenuto anche in una classe
interamente arredata, dedicata alla memoria dei bambini morti durante il
terremoto, che rimarrà vuota e senza alcuna targa commemorativa. La
commemorazione al cimitero Prima di arrivare davanti alla nuova scuola Jovine
il presidente del Consiglio ha voluto fermarsi per una breve sosta al cimitero
di S.Giuliano di Puglia: Berlusconi e la Gelmini si
sono fermati per un momento di raccoglimento davanti alle tombe dei 27 bambini.
"Quel sacrificio non sarà vano" Il sacrificio dei bambini morti nel
terremoto non sarà vano. "è un mio impegno personale", ha affermato
il premier incontrando i genitori dei bambini morti nel crollo della scuola.
Dopo l'inaugurazione della nuova "Scuola degli Angeli" Berlusconi ha
annunciato che il governo presenterà a breve un piano nazionale per la
sicurezza nelle scuole. L'impegno del governo Rivolgendosi ai genitori dei
bambini morti il premier ha detto di "avere fiducia nella giustizia"
ed ha annunciato che appoggerà la loro proposta di legge di iniziativa popolare
sulla sicurezza nelle scuole. "Il governo - ha aggiunto - metterà in campo
un piano per mettere in sicurezza le prime 100 scuole d'Italia, anche se in
tutta Italia sono molti di più gli istituti che hanno bisogno di essere
revisionati: 2700 nei paesi ad alto rischio sismico e 12 mila in quelli a medio
rischio". Le case ai terremotati "Al più presto - ha assicurato il
capo del governo - probabilmente entro la fine dell'anno, il 70% dei cittadini
di San Giuliano di Puglia dovrebbe rientrare nelle proprie case. E piano piano
toccherà a tutti gli altri". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Reuters Italia" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
SAN GIULIANO
DI PUGLIA, Campobasso (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
ha annunciato oggi un piano per mettere in sicurezza le prime cento scuole.
L'annuncio è arrivato in occasione dell'inaugurazione della scuola di San
Giuliano di Puglia, ricostruita dopo il crollo nel terremoto del 2002 in cui
persero la vita 27 bambini e una maestra. "Dobbiamo far sì che quei 27
bambini non siano morti invano... Come ha detto già il ministro (dell'Istruzione Maria Stella) Gelmini, metteremo in sicurezza le prime 100 scuole", ha detto
Berlusconi. Il capo del governo ha però sottolineato che le scuole da mettere
in sicurezza sull'intero territorio nazionale sono molte di più. "Devo
dirvi che le scuole su cui bisogna esercitare i controlli sono molte molte di
più. Quelle in zone ad alta sismicità sono più di 2.700, quelle (in
zone) a media sismicità, come San Giuliano, sono più di 12.000", ha
precisato Berlusconi, accompagnato dal ministro Gelmini
e dal sottosegretario Guido Bertolaso. Berlusconi ha quindi invitato i genitori
dei bimbi di San Giuliano ad "avere fiducia nella giustizia". Nel
luglio 2007 i sei imputati per il crollo della scuola sono stati assolti.
( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Sociali
Il ministro spiegherà come realizzare economie e maestro unico postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 18 set. (Apcom) - Si preannuncia decisamente
importante per le sorti del mondo scolastico l'incontro di domani pomeriggio a
viale Trastevere tra le parti sociali - associazioni, sindacati, coordinamenti
vari, istituzioni locali - ed il ministro del Miur
Mariastella Gelmini: al
centro del confronto vi sarà il piano programmatico dell'art. 64 della legge
133/08 che prevede la cancellazione di 130.000 posti di lavoro nella scuola nei
prossimi tre anni, fra insegnanti e personale non docente. Si parlerà, quindi,
di tutti gli aspetti, e le conseguenti ricadute sul personale (dagli orari agli
organici) previste dal piano preparato durante l'estate dai tecnici di
viale Trastevere: il ministro Gelmini illustrerà prima
di tutto le novità da applicare nella scuola primaria, come la riduzione delle
ore di insegnamento d'insegnamento (da 27-30 a 24), il ritorno al maestro unico
e a chi verrà affidato l'insegnamento della lingua inglese. Il responsabile del
dicastero dell'istruzione dovrebbe illustrare anche le ricadute sul personale
ed in che modo sarà strutturato il tempo pieno qualora dovesse entrare a regime
questo nuovo sistema formativo. Ed ancora, in che modo saranno effettuati
chiusure ed accorpamenti tra gli istituti più piccoli, ma anche come si
ristruttureranno la scuola media e superiore, per le quali il ministro ha
preannunciato una riorganizzazione sempre incentrata su un generale
'sfoltimento dell'offerta formativa settimanale (più in linea con gli altri
paesi dell'Ue). Per conoscere il futuro degli istituti superiori tecnici e
professionali (nuovi orari ridotti, ma anche l'accorpamento delle classi di
concorso e a riconversione professionale dei docenti in esubero) bisognerà
invece attendere martedì 23 settembre, giorno in cui è stato già fissato un
tavolo tecnico specifico. I sindacati si aspettano un confronto concreto:
"il decreto legge 112 - spiega Massimo Di Menna, segretario generale della
Uil Scuola - prevede una consistente riduzione di risorse finanziarie per il
sistema di istruzione, a partire dall'anno scolastico 2009-2010. E questo, in
una situazione di basse retribuzioni, di bassa spesa per l'istruzione in
rapporto al Pil, dopo 10 anni di tagli, è un fatto negativo che pesa sul
confronto". Molto critica anche la Flc-Cgil, secondo cui quello del
governo rappresenta "l'attacco più violento portato al sistema della
scuola pubblica statale, che mai sia stato fatto. Un attacco su cui occorre
distogliere l'attenzione dei cittadini, che potrebbero preoccuparsi e
dissentire dall'operazione, per distrarre dunque, parlando d'altro, si scarica
una mole di paccottiglia ideologica che si spaccia per riqualificazione della
spesa per la scuola, senza alcun pudore di esibire incompetenza e arroganza,
facendo piazza pulita di tutto ciò che la ricerca pedagogica ha prodotto in
questi anni". Secondo il sindacato guidato da Panini il piano
programmatico "di cui si conosce abbondantemente il contenuto, infierirà
un colpo durissimo alla scuola statale, dunque alla delicata e fondamentale
funzione costituzionale che essa ricopre. Il ministro ha detto esplicitamente
che 'abbiamo bisogno di liberare risorse per poter garantire la libertà di
scelta alle famiglie': ecco la scelta politica che sta a monte di tale
decisione, chiudere con il peso economico della scuola statale per tutti, per
svenderla al privato". (segue).
( da "Stampa, La" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
FINALE
LIGURE DOMANI E SABATO AI CHIOSTRI Talk show con Freccero e Rossello
all'incontro annuale dei pediatri FINALE LIGURE Gli autori televisivi Carlo
Freccero e Felice Rossello e l'autore per l'infanzia Giorgio Scaramuzzino
parteciperanno sabato, ai Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, ad un talk
show aperto al pubblico sull'informazione e la formazione del bambino nella
nostra società. L'incontro è organizzato dalle Università di Torino e Genova,
dall'Asl 2 savonese e dai Medici Pediatri, nell'ambito del decimo congresso
"Incontri di pediatria", che prenderà il via domani ai Chiostri.
"Il congresso sarà caratterizzato da letture, interventi e talk show. -
spiegano all'Asl - Attraverso approfondimenti e relazioni, tratterà i temi
della salute del bambino, con argomenti che andranno dall'allergologia
all'endocrinologia, dalla chirurgia laparoscopica alle potenzialità
terapeutiche delle cellule staminali". Se il comune denominatore delle due
giornate sarà l'aggiornamento dei pediatri, ampio spazio sarà dedicato a
tematiche come gli ogm e l'alimentazione sicura, con una sessione dedicata
all'educazione al gusto dei bambini, sempre meno abituati ai sapori della
tradizione gastronomica italiana. In merito a questo argomento interverrà
venerdì, in un incontro, Cinzia Scaffidi di Slow Food. "Altro tema
delicato sarà quello dell'informazione e della formazione del bambino nella
nostra società, argomento reso ancor più di attualità dalla
prevista riforma della scuola del ministro Gelmini. - aggiungono all'Asl - All'interno di questo talk show ci
saranno contributi certamente originali, portati da professionisti
dell'informazione". I talk show prenderanno il via domani alle 16,30 e
sabato alle 15. La segreteria scientifica è curata da Emanuele Varaldo e da
Amnon Cohen.\.
( da "Virgilio Notizie" del 18-09-2008)
Argomenti: Scuola
Infondati
Non rispecchiano realtà Pil, rapporto docenti-studenti, stipendi postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 18 set. (Apcom) - La Flc-Cgil
sferra un duro attacco al ministro Mariastella Gelmini alla vigilia del confronto di domani a viale Trastevere dove si
parlerà del piano programmatico dei tagli contenuti in finanziaria e nel dl 137
sul maestro unico: secondo il leader sindacale Enrico Panini il ministro del
Miur nell'illustrare la situazione della scuola italiana - in particolare sul
Pil, rapporto docenti-studenti e spesa per gli stipendi - farebbe
riferimento a numeri ed informazioni infondate che non rispecchiano la realtà.
"Il ministro Gelmini - afferma Panini - da alcuni
giorni, a sostegno delle proprie posizioni, utilizza percentuali e riferimenti
quantitativi o fa affermazioni che lasciano intendere di poggiare su una base
quantitativa certa. In realtà la situazione, a partire dai fondamentali, non è
quella descritta dal ministro ed è particolarmente grave che i cittadini
possano formarsi le proprie convinzioni a partire da informazioni errate".
La Flc-Cgil porta avanti alcuni esempi a sostegno della propria tesi: "il
ministro dice che 'la spesa per la scuola è fuori controllo, ma noi gli diciamo
che in questi anni la spesa per la scuola è costantemente diminuita: gli stessi
dati del ministero dicono che negli anni '90 era il 3,9-4,0% del Pil, ora è del
2,8% del Pil". Sempre dal ministro è stato poi detto: "'Aumentano i
docenti, diminuiscono i bambini'; la Flc risponde che non è vero: dall'anno
scolastico 2001/02 fino all'anno scolastico 2007/08 gli alunni sono
costantemente cresciuti mentre i docenti sono diminuiti del 4-5%",
commenta sempre Panini. Sulle dichiarazioni del responsabile dell'istruzione
sull'altissimo costo sostenuto dalla pubblica amministrazione per il personale
scolastico ("Il 97% della spesa per la scuola è destinata agli
stipendi") il leader di comparto sindacale ricorda che "la spesa per
l'istruzioneè composta da 42 mld dello stato, più 10 mld di regioni ed enti locali,
in totale 52 mld. Per gli stipendi del personale si spendono 40 mld circa, che
su 52 mld complessivi rappresentano il 78% del totale, una percentuale
inferiore al 79% che è la media europea". In conclusione secondo la
Flc-Cgil "le numerose dichiarazioni del ministro Gelmini
vogliono accreditare l'immagine di un governo efficiente che aggredisce i
problemi della scuola con strumenti di ordine, là dove il disordine,
l'inefficienza e lo spreco regnano sovrani. Ma i dati vanno letti
correttamente".