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DOSSIER “SCUOLA”

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Nel paese dei falsi bidelli Da Dasà a Torino, centinaia assunti nelle scuole del Nord senza averne i titoli. RAPHAËL ZANOTTI (La Stampa 16-5-2008)

CORRELATI:

+ Scuola, lo scandalo delle liste

+ Scandalo bidellopoli graduatorie truccate RAFFAELLO MASCI

 

 

 

INVIATO A DASÀ (VIBO VALENTIA)
Gli abitanti del paese di Dasà, una manciata di case immerse nella fitta vegetazione della provincia di Vibo Valentia, possono contare su poche cose: le pietre del vecchio mulino, il ricordo del cinema chiuso trent’anni fa e la speranza, un giorno, di diventare bidelli. È il sogno di un paese e coronarlo non è impossibile. Basta avere un concittadino assunto all’ufficio scolastico di qualche grande metropoli, per esempio Torino, fornire una lista di nominativi e il gioco è fatto. Negli ultimi anni, da Dasà, sono partite decine di famiglie alla volta dell’hinterland torinese. Il paese si è spopolato. Interi edifici sono vuoti. Le vie sono un carosello di saracinesche abbassate e trovare un artigiano è diventato un problema.

«Saranno partite settanta famiglie - dice un vecchio in paese -. Tutti al nord, a Torino. Ma ora torneranno, vedrà. Uh, se torneranno». E poi bisbigliando: «Hanno fatto un truffa». La storia della truffa, da queste parti, la conoscono tutti. Fino a qualche tempo fa sembrava calata la manna, sul paese di Dasà. I capifamiglia venivano chiamati a ripetizione dall’Ufficio scolastico di Torino. Interi nuclei si trasferivano, bambini al seguito. Vicini e parenti aiutavano a fare armi e bagagli e poi via, emigranti al nord, verso un posto sicuro. Poi, qualcuno si è accorto che c’era qualcosa che non andava. Quei nomi, inseriti irregolarmente nella graduatoria del personale Ata, in teoria bloccata dal 2001, sono cominciati a saltare fuori. La procura ha aperto un’inchiesta, e sono iniziati a fioccare i depennamenti.

Ora, su 1269 abitanti chi non ha un fratello, un cugino, anche solo un vicino di casa che ne è rimasto invischiato? «Bidellopoli, l’hanno chiamata» spiega Pietro Sorace, corporatura minuta e spirito animoso. Pietro gioca a carte in uno dei tre bar semideserti del paese. La campana della chiesa batte le tre e mezza del pomeriggio. «Qui in Calabria è così, si sa - continua Pietro -. Io sono iscritto all’ufficio di collocamento, categoria protetta. Aspetto una chiamata da 15 anni. Nel frattempo mi sono visto passare davanti persone iscritte nella categoria regolare, gente che aveva punteggi inferiori, amici degli amici». Solo qualche tempo fa, in Provincia, era esploso un altro scandalo: decine di persone assunte senza concorso.

A giocare con Pietro c’è Nicola, un 30enne disoccupato: «Mio fratello l’hanno preso, come bidello. Ma lui ormai è assunto, mica lo depennano più. Comunque ha fatto bene, qui non si lavora. Se mi avessero dato la garanzia di un posto fisso, avrei anche pagato: 15-20 mila euro». E intanto il paese si spopola. Giuseppe Iacone è l’ultimo calzolaio rimasto nel circondario. Se qualcuno ha scarpe da riparare, tra Dasà, Arena, Arquaro e Dinami, deve venire da lui. Non c’è lavoro nemmeno per me. Una volta ero bidello e allora...». Ma come, pure lei? «Sì, sì, cinque anni. Con le supplenze. Poi, per rimanere, mi hanno chiesto di dare parte dello stipendio. Ho fatto il segno dell’ombrello e sono tornato al paese». Iacone abita dalle parti di via Verdi. Intorno alla sua abitazione - racconta - ormai c’è almeno una decina di case abbandonate.

Le persiane sono sprangate e a scorrere la lista dei depennati si capisce il perché: decine di nomi provengono da Dasà, Arena, Gerocarne, Soriano, Sorianello, Arquaro. Le famiglie hanno nomi che qui conoscono tutti: i Covalea, i Panetta, gli Zappone, i Bono, i Lavorato, i Minà... Qualcuno faceva il carrozziere, qualcun altro il muratore, il padroncino. C’è persino un grosso proprietario terriero, titolare di un oleificio e di frantoi. Oggi la tenuta è deserta. La falegnameria, all’inizio del paese, è chiusa. «E dire che quelli sì che sapevano lavorare» dice un paesano. Tra i depennati, addirittura un intero nucleo familiare: padre, madre e due figli.

La manna, per Dasà, ha un nome e cognome. È un compaesano che qualche anno addietro è partito dal paese e dopo aver avuto qualche guaio con la giustizia in Francia, è stato assunto al provveditorato di Torino, dove ha lavorato per sette anni, diventando una specie di ufficio di collocamento per i conterranei. In paese si dice che ha preso dei soldi, ma lui ha sempre smentito: «Solo buon cuore, ho aiutato chi era in difficoltà». I maligni sostengono che però, un ritorno elettorale, c’è stato. .

Nessuno si è mai preoccupato che la cosa potesse venire a galla. Il primo dirigente del provveditorato di Torino è di queste parti. Ma non è lo stesso che ha depennato i nomi? «Noi sappiamo che a un certo punto c’è stato un problema: nelle graduatorie famiglie che erano state prese dopo avevano avuto punteggi maggiori. C’è stato un litigio».

Il sogno di diventare bidelli si è infranto. Però molti rimarranno a Torino: chissà che non si riaprano le graduatorie. Scope e grembiuli sono sempre a portata di mano, nello sgabuzzino. E nel paese vuoto, a Dasà, ormai è sempre più difficile tornare.


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Schola (6)


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Sezione principale: Schola

Michele, liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza sbagliata, ( da "Tirreno, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dopo una catastrofica pagella invernale viene ritirato da scuola: prenderà lezioni private a casa e a giugno darà gli esami da privatista. Così hanno deciso i genitori: è l'unica possibilità di evitare che sia, per l'ennesima volta, bocciato. Sempre più umiliato, lo studente cerca di riscattarsi attraverso la sua nuova, giovane e bellissima insegnante privata di italiano e latino.

Destra o sinistra, come si valuta il merito ( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dedicate qualche ora alla lettura del libro di Roger Abravanel Meritocrazia (Garzanti), in particolare il capitolo 9, "Quattro proposte concrete per far sorgere il merito". La prima è di istituire, come fece Tony Blair in Gran Bretagna, una delivery unit. L'aspetto nuovo di questa idea è lo spostamento dell'attenzione dall'analisi delle norme e delle procedure all'analisi dei risultati.

Una sfida intellettuale ( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE In libreria per Garzanti Una sfida intellettuale Il testo pubblicato qui sopra è una sintesi, elaborata dall'autore per il Corriere della Sera, della prefazione scritta dal professor Francesco Giavazzi per il libro di Roger Abravanel Meritocrazia (Garzanti, pagine 381, e 16,50). Il brano pubblicato a fianco è invece tratto dal capitolo conclusivo del saggio di Abravanel.

Arte come provocazione ( da "Provincia di Cremona, La" del 16-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lucio Del Pezzo, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Piero Gilardi, Piero Manzoni, Mario Merz, Aldo Mondino, Michelangelo Pistoletto, Concetto Pozzati, Mario Schifano, Emilio Tadini, Giuseppe Uncini, Grazia Varisco, Gilberto Zorio. Artisti che ieri, riletti da Elena Pontiggia ? relatrice di un interessante intervento ?

Madri insegnanti da oltre un secolo ( da "Arena, L'" del 16-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni. E sarà proprio scorrendo le 60 immagini - circa la metà di quelle raccolte nel libro fotografico realizzato, per l'occasione, da Anna Chiara Ziviani, ex allieva ed insegnante da 18 anni alle scuole elementari dirette da madre Giuliana Caccia - di questa galleria della memoria, che le orfanelle i benefattori di un tempo così come ex alunni ed anche chi ha condiviso solo dall'

SCUOLA ( da "Gazzettino, Il" del 16-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ordinanza Fioroni sui debiti e la Flc-Cgil chiede di spostare in avanti i tempi consentendo agli studenti di recuperare le insufficienze anche nel prossimo anno scolastico.Per la maturità, tuttavia, è già prevista una versione 'soft' dei recuperi. Poiché, infatti, la riforma dell'esame di maturità entrerà a pieno regime soltanto nell'


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Michele, liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza sbagliata, (sezione: Schola)

( da "Tirreno, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Scuola

Livorno Michele, liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza sbagliata, ... Michele, liceale un pò imbranato e con la tendenza ad innamorarsi della ragazza sbagliata, dopo una catastrofica pagella invernale viene ritirato da scuola: prenderà lezioni private a casa e a giugno darà gli esami da privatista. Così hanno deciso i genitori: è l'unica possibilità di evitare che sia, per l'ennesima volta, bocciato. Sempre più umiliato, lo studente cerca di riscattarsi attraverso la sua nuova, giovane e bellissima insegnante privata di italiano e latino. Dopo aver scoperto un suo piccolo segreto (in passato ha posato nuda per un calendario), Michele le propone un patto: lui si metterà a studiare, ma quando farà progressi lei si spoglierà. (Medusa, sala 6. Grande, Vespucci) ULTIMI DELLA CLASSE Regia di Luca Biglione Con L. Biglione, A. De rosa, G. Gorietti, S. Tommasi, M. Iannone, L. Fremont Genere Commedia Di turno 8.30-13 / 15-21.30 - Baroncini, Via Grande 8 - Franceschi, Via di Salviano 2 - Montebello, Via Montebello 21 Tutti i giorni 24 ore - Comunale, P.zza Grande angolo Via Fiume, 1. Lunedì-sabato ore 8,30-20 - Com.le n. 6, P.zza Saragat 8 Sabato ore 9-12.30 - Montenero, V. Pianacce, 10. A Guasticce - Chichiarelli, P. 1º Maggio 5.

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Destra o sinistra, come si valuta il merito (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-05-16 num: - pag: 49 categoria: REDAZIONALE Scenari Roger Abravanel propone in un saggio il metodo per misurare l'efficienza. E illustra un caso: la "delivery unit" di Tony Blair Destra o sinistra, come si valuta il merito Meno norme, più risultati: il sistema per dare i voti a scuole, ospedali e uffici pubblici di FRANCESCO GIAVAZZI SEGUE DALLA PRIMA I n entrambi i casi si tratta di ministri alla loro prima esperienza. Da un lato questo è positivo: spesso l'efficacia dei ministri (e anche quella dei governi) peggiora alla seconda esperienza. Dall'altro l'inesperienza spesso rende i neoministri più dipendenti dai burocrati che reggono i dicasteri e che riescono a spegnere rapidamente il loro entusiasmo e a bloccare ogni innovazione: accadde sette anni fa a Letizia Moratti, proprio all'Istruzione; accadde ai ministri della Lega nel 1994, ai tempi del primo governo Berlusconi. Se posso permettermi un consiglio ai due nuovi ministri, prima di affrontare la pila di documenti che troverete sulle vostre scrivanie, dedicate qualche ora alla lettura del libro di Roger Abravanel Meritocrazia (Garzanti), in particolare il capitolo 9, "Quattro proposte concrete per far sorgere il merito". La prima è di istituire, come fece Tony Blair in Gran Bretagna, una delivery unit. L'aspetto nuovo di questa idea è lo spostamento dell'attenzione dall'analisi delle norme e delle procedure all'analisi dei risultati. Introdurre questo metodo in Italia significherebbe ribaltare il modo di lavorare e di pensare delle pubbliche amministrazioni, spesso più interessate alle procedure che ai risultati. Per esempio si tratterebbe di valutare la scuola sulla base dei risultati che gli studenti ottengono nei test Pisa (Programme for International Student Assessment) dell'Ocse. In Gran Bretagna questo metodo ha dato esiti significativi soprattutto nella sanità. La delivery unit ha obbligato le varie unità sanitarie (ospedali, ambulatori, day-hospital) a pubblicare i loro dati: tempi medi di attesa, tasso di sopravvivenza dopo alcuni interventi standard, incidenti, emergenze… I cittadini hanno così potuto confrontare strutture sanitarie simili e chieder conto a quelle meno efficienti del perché i loro risultati fossero peggiori di quelli di altre. Il successo dell'esperimento britannico è dovuto alla compresenza di due fattori: l'informazione e la possibilità dei cittadini di accedervi e poi di far sentire la propria voce. La delivery unit ha risolto il primo problema, l'accesso all'informazione. Ma questo servirebbe a poco se i cittadini non potessero "farsi sentire". Questa possibilità in Gran Bretagna deriva dal sistema elettorale uninomina-le, nel quale ogni circoscrizione è rappresentata da un solo deputato, e quindi l'elettore sa sempre chi è il suo rappresentante in Parlamento, sia che lo abbia votato sia che rappresenti un partito diverso dal suo. Sa quindi a chi rivolgersi quando vuole lamentarsi per i risultati relativamente insoddisfacenti di una pubblica amministrazione. (è un aspetto che mi ha sempre colpito anche negli Stati Uniti. La frase "Ora telefoniamo all'ufficio del senatore Kennedy e gli chiediamo di occuparsene " si sente spesso in Massachusetts, uno Stato da quarant'anni rappresentato in Senato da Ted Kennedy, che tutti nello Stato conoscono come il "nostro senatore"). Cambiare il sistema elettorale, lo sappiamo, sarà complicato. Una delivery unit, invece, i ministri Gelmini e Brunetta potrebbero crearla in poche settimane. Non le dovrebbe essere affidato alcun compito legislativo, semplicemente chiedere che raccolga ed elabori in modo scientifico l'informazione. Per farlo, dovrà avere poteri forti ma limitati: semplicemente il potere di obbligare le amministrazioni (a cominciare dall'Istat) a pubblicare i dati, perché il fatto straordinario in Italia è che spesso i dati esistono, ma sono custoditi gelosamente in cassetti ben chiusi, caso mai qualche cittadino li volesse consultare. (Molte scuole ad esempio raccolgono - ma non rendono pubblici - dati sui loro alunni: quanto tempo hanno impiegato a trovare un lavoro, quanto guadagnano, in quanto tempo si sono laureati, dove e con che voti). Il professor Daniele Checchi ha mostrato come sia possibile elaborare su basi scientifiche classifiche delle scuole. Un esperimento simile è stato svolto dal professor Andrea Ichino per l'università Bocconi: egli ha elaborato una classifica delle scuole superiori della provincia di Milano che tiene conto del reddito delle famiglie (passo necessario per evitare che la classifica rifletta semplicemente differenze nel reddito) e dei risultati che gli allievi di queste scuole hanno conseguito in alcuni esami sostenuti presso l'università Bocconi. Ho esposto solo la prima delle quattro proposte di Abravanel, ma immagino sia sufficientemente attraente da voler subito conoscere le altre. Quindi buona lettura: di tutto il libro, non solo del capitolo 9. (CARLA CERATI, MILANO 1968).

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Una sfida intellettuale (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 16-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-05-16 num: - pag: 49 categoria: REDAZIONALE In libreria per Garzanti Una sfida intellettuale Il testo pubblicato qui sopra è una sintesi, elaborata dall'autore per il Corriere della Sera, della prefazione scritta dal professor Francesco Giavazzi per il libro di Roger Abravanel Meritocrazia (Garzanti, pagine 381, e 16,50). Il brano pubblicato a fianco è invece tratto dal capitolo conclusivo del saggio di Abravanel.

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Arte come provocazione (sezione: Schola)

( da "Provincia di Cremona, La" del 16-05-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione di Venerdì 16 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl La mostra. Cremona, la rassegna dedicata ai protagonisti degli anni '60 Arte come provocazione Ieri l'inaugurazione nella sede delle ex Ipab di Luca Muchetti CREMONA ? Gli anni Sessanta dell'arte italiana portano nelle sale della Fondazione Città di Cremona le opere di Valerio Adami, Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Gastone Biggi, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Alik Cavaliere, Mario Ceroli, Gianni Colombo, Dadamaino, Lucio Del Pezzo, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Piero Gilardi, Piero Manzoni, Mario Merz, Aldo Mondino, Michelangelo Pistoletto, Concetto Pozzati, Mario Schifano, Emilio Tadini, Giuseppe Uncini, Grazia Varisco, Gilberto Zorio. Artisti che ieri, riletti da Elena Pontiggia ? relatrice di un interessante intervento ? sono apparsi come una "reazione alla grande storia del decennio precedente". Nel periodo in cui le avanguardie si stavano accademizzando, in cui "l'Informale era sempre più grondante di segni e colori, sempre più materia", un gruppo di artisti prova a muoversi verso una nuova direzione. È Manzoni a scrivere sulla rivista Azimuth: "Non c'è più nulla da dire, c'è solo da essere". Ha raccontato Pontiggia: "Si sentì il bisogno di una dimensione ascetica. Per questo Manzoni cominciò a realizzare opere prive di colore". Sulla stessa linea si muove anche Dadamaino, influenzata dalla lezione di Fontana: "Dadamaino era in tram, quando venne colpita da una tela di Fontana esposta in una vetrina di Piazza Cordusio. Rimanne talmente affascinata da quella tela tagliata che scese dal tram e rimase a osservare". Le opere della nuova arte degli anni Sessanta non vogliono essere opere 'calde', "dopo anni di accelerazione della materia sul quadro, si cerca infatti un alleggerimento" che spesso trova punti di contatto con l'idea di ritmo e musica. Si registra un vero e proprio "tentativo di dare un ordine allo spazio, tanto che alcuni gruppi di artisti si trovano a lavorare insieme". Nascono gruppi: sono attivi gli Azimuth, i Cinetici, si supera l'astrazione lirica degli anni Cinquanta "recuperando l'oggetto". Ecco il punto di contatto con la Pop Art statunitense: opposizione al soggettivismo e in ricerca di un recupero oggettuale. Nella Pop Art l'oggetto è il più possibile volgare. L'immaginario guarda ai più banali contenuti e prodotti amplificati dalla televisione, dal cinema, dai giornali. Un universo semantico apparentemente semplice e comprensibile origine di un'ondata di nuovi artisti che cambiarono il modo di concepire l'arte e rivoluzionarono il concetto d'artista. Alla presentazione hanno partecipato anche il presidente della Fondazione Città di Cremona Umberto Lonardi, don Andrea Foglia, l'assessore alla cultura Gianfranco Berneri e Maria Rosa Romanini, organizzatrice dell'intero ciclo di mostre. lORARI. La mostra è visitabile fino al 20 giugno dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19, e il sabato e i giorni festivi dalle 17 alle 19. Sono previste anche visite guidate su prenotazione anche alla mattina. I locali rimarranno chiusi però nelle giornate del 1° e 2 giugno.

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Madri insegnanti da oltre un secolo (sezione: Schola)

( da "Arena, L'" del 16-05-2008)

Argomenti: Scuola

LE SCUOLE DELLA BASSA SI FANNO ONORE. Mostra fotografica aperta dal vescovo Zenti, libro ricordo e incontri per i 120 anni di attività delle Canossiane a Legnago Madri insegnanti da oltre un secolo di Stefano Nicoli È una storia in cui fede e carità si intrecciano all'educazione e alla formazione professionale di tante generazioni della Bassa quella scritta dalle madri Canossiane nei loro 120 anni di permanenza a Legnago. Una lunga missione, che fino al 4 giugno verrà ripercorsa in città da una serie di eventi promossi dall'associazione genitori ed ex studenti dell'Istituto Canossiano Sacro Cuore per celebrare l'opera portata avanti ancora oggi dalla Figlie della carità tra i 280 bambini del nido integrato, della materna e della scuola primaria che gestiscono nel polo cattolico paritario di via De Massari. A partire dalla messa presieduta, sabato alle 19.30 in duomo, dal vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, che precederà l'apertura della mostra fotografica "Le Canossiane a Legnago 1888-2008" inaugurata un'ora dopo dalla madre provinciale Marina Benelli nelle sale del museo Fioroni. E sarà proprio scorrendo le 60 immagini - circa la metà di quelle raccolte nel libro fotografico realizzato, per l'occasione, da Anna Chiara Ziviani, ex allieva ed insegnante da 18 anni alle scuole elementari dirette da madre Giuliana Caccia - di questa galleria della memoria, che le orfanelle i benefattori di un tempo così come ex alunni ed anche chi ha condiviso solo dall'esterno il paziente lavoro delle religiose potranno riaprire l'album dei ricordi. E riscoprire così volti, luoghi e situazioni familiari sullo sfondo dei cambiamenti intervenuti in 120 anni all'ombra del Torrione. "Le prime sette madri", ricorda madre Angelina Garonzi, superiora dell'istituto, "giunsero a Legnago il 3 settembre del 1888 chiamate da monsignor Davide De Massari, arciprete di San Martino, per offrire alle famiglie l'aiuto per una sana educazione e protezione delle loro figlie. Gli inizi furono molto duri poichè povertà di mezzi e molteplici difficoltà misero spesso a dura prova la loro fede e l'entusiasmo per una missione che oggi siamo chiamate a continuare sempre con coraggio e determinatezza". A sostenere la loro azione educativa ed assistenziale ci pensò lo stesso arciprete che, dopo aver ottenuto dal Comune un lotto di terreno sul prolungamento di piazzetta Cotta, l'attuale via De Massari - come scrive Margherita Ferrari nella prefazione del libro celebrativo, che verrà presentato il 4 giugno al teatro Salieri - il 31 maggio 1887 posò la prima pietra dell'Istituto. Nell'ottobre dell'anno successivo le madri Canossiane avviarono la scuola per le ragazze esterne e l'educandato per le convittrici mentre nel 1889 aprirono l'asilo infantile e l'anno dopo il corso completo delle elementari. Contestualmente, le religiose accolsero numerose ragazze nella scuola di lavoro professionale in cui per decenni hanno insegnato cucito, ricamo ed economia domestica. Col passare degli anni aumentarano le richieste e così monsignor De Massari acquistò altri due lotti antistanti il complesso. E fu lì che sorse il secondo blocco di edifici - unito al primo dal famoso "ponte delle suore" o "ponte senza acqua" demolito poi nel 1972 - dove trovarono posto la scuola professionale, il convento delle suore e la "Pia Casa di Nazaret", che dal 1903 al 1963 ospitò 600 orfanelle. La morte del fondatore non arrestò lo sviluppo della Casa Canossiana: nel 1935 vennero aperti l'istituto magistrale "Maddalena di Canossa", chiuso poi negli anni Novanta, e la scuola media "Mater Dei" mentre nel 1948 riprese l'attività, interrotta dalla guerra, della scuola di avviamento professionale.

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SCUOLA (sezione: Schola)

( da "Gazzettino, Il" del 16-05-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - Il rapimento di Aldo Moro e una versione di Tucidide. A meno di un mese dalla fine della scuola - l'ultima campanella dell'anno nella gran parte delle regioni suonerà il 7 giugno - sui siti studenteschi è già cominciato il totomaturità, mentre ancora accesa è la polemica sul recupero dei debiti scolastici.Alla ridda di ipotesi sulle tracce che verranno proposte per il prossimo esame di maturità (la prima prova, il tema di italiano, è in calendario per il 18 giugno, la seconda relativa ai singoli indirizzi di studio per il 19 e la terza, il cosiddetto 'quizzone', per il 23) partecipano massicciamente gli studenti, ma anche i professori non si sottraggono al rito.Sono parecchi i docenti - secondo Studenti.it - che per l'analisi del testo danno come 'buoni' Italo Svevo, Pirandello, Moravia e Calvino, considerando che non escono da molto tempo.Per il tema di italiano il rapimento di Aldo Moro - di cui quest'anno ricorre il 30/mo anniversario - e i moti studenteschi del '68 - di cui ricorre il 40/mo anniversario - sono gli argomenti più gettonati. Anniversari importanti ricorrono però anche per la Costituzione italiana e per lo Stato di Israele (60 anni).Per la versione di greco (è la materia 'uscita' al classico) si fanno i nomi di Tucidide e Demostene, assenti dalla maturità da molto tempo. Ma la rosa degli argomenti di attualità ipotizzati è molto ampia: Olimpiadi e questione tibetana, Il premio nobel Al Gore e l'inquinamento, Crisi petrolifera, Crisi dei mutui, Le morti bianche sul lavoro, Bullismo, Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, La legge 194 sull'aborto e la Sicurezza informatica. E nonostante Dante sia già uscito due volte recentemente, nessuno esclude un tris.Intanto, però, non si placa la polemica sul recupero dei debiti scolastici e si aspetta una decisione del nuovo ministro, Mariastella Gelmini. Molte scuole costrette a organizzare i corsi sono andate in tilt tra difficoltà finanziarie e resistenze di insegnanti e famiglie che vedono minacciate le loro ferie estive. E i sindacati chiedono un intervento di viale Trastevere. I Cobas sollecitano il ritiro dell'ordinanza Fioroni sui debiti e la Flc-Cgil chiede di spostare in avanti i tempi consentendo agli studenti di recuperare le insufficienze anche nel prossimo anno scolastico.Per la maturità, tuttavia, è già prevista una versione 'soft' dei recuperi. Poiché, infatti, la riforma dell'esame di maturità entrerà a pieno regime soltanto nell'anno scolastico 2008-2009, quest'anno valgono ancora le disposizioni transitorie. E dunque, in sede di scrutinio finale del corrente anno scolastico, il consiglio di classe procederà a una valutazione complessiva dello studente e potrà anche decidere l'ammissione (motivandola) di candidati che presentano valutazioni non sufficienti nelle singole discipline, tenendo conto degli sforzi compiuti per colmare eventuali lacune.

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