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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL 9-16 gennaio 2009       #TOP


IN EVIDENZA

Scadenza il 28 febbraio, ecco le indicazioni su orari e fasce d'età  Tutte le indicazioni sul sito del ministero. Iscrizioni a scuola,arrivano le istruzioni

di SALVO INTRAVAIA (La Repubblica 16-1-2009)

 

 

LA CIRCOLARE DEL MINISTERO 

 

TUTTI I  MODULI PER LE ISCRIZIONI

 

 

ROMA - Ecco la circolare sulle iscrizioni a scuola. Il ministero dell'Istruzione l'ha pubblicata sul proprio sito pochi minuti fa, contestualmente al decreto per attribuire le insufficienze in condotta ai ragazzini della scuola media. Dopo le polemiche di questi giorni e le vivaci proteste dei sindacati che hanno denunciato lo "stato confusionale" della scuola, dirigenti scolastici, insegnanti e famiglie hanno a disposizione due provvedimenti che consentono le iscrizioni all'anno scolastico 2009/2010 e la valutazione del primo quadrimestre con il ripristino dei voti in decimi all'elementare e alla media.

Scadenza iscrizioni. I genitori che dovranno iscrivere i propri figli nella scuola dell'infanzia, alla prima classe della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado dovranno presentare il relativo modulo predisposto dal ministero dell'Istruzione entro e non oltre il 28 febbraio prossimo. L'iscrizione alle classi intermedie viene curata delle segreterie scolastiche.

Scuola dell'infanzia. Potranno richiedere l'iscrizione al primo anno della scuola primaria i genitori dei bambini che compiranno sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono altresì essere iscritti i piccoli che compiranno sei anni entro il 30 aprile 2010.

Quest'ultima possibilità è subordinata alla disponibilità dei posti, all'esaurimento delle liste d'attesa, alla disponibilità di locali e dotazioni idonei ad accogliere i piccoli anticipatari e alla valutazione pedagogico didattica del collegio dei docenti. Ove ricorrano le condizioni logistiche e funzionali, continua anche l'esperienza delle "sezioni primavera" per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi. L'orario di funzionamento normale è di 40 ore settimanali: 8 ore al giorno. Le famiglie possono anche richiedere un orario ridotto a 25 ore settimanali o prolungato di 50 ore a settimana.

Scuola primaria. Hanno l'obbligo di iscriversi in prima elementare i bambini che compiono sei anni entro il 31 dicembre 2009. Mamme e papà possono optare per l'anticipo, riservato ai piccoli che festeggiano il sesto compleanno entro il 30 aprile 2010. La domanda può essere presentata in qualsiasi scuola (del territorio di appartenenza o no). Le istanze verranno accolte in basa ai criteri elaborati e resi noti dagli organi collegiali della scuola. Nel modulo di domanda le famiglie dovranno indicare l'ordine di priorità delle 4 opzioni orarie: 24, 27, 30 o 40 ore per il tempo pieno. Ma per l'orario settimanale di 30 ore e il tempo pieno di 40 ore verranno accontentati i genitori soltanto in relazione alle disponibilità di organico della scuola.

Scuola media. L'iscrizione al primo anno della scuola secondaria di primo grado avviene tramite la scuola primaria frequentata dall'alunno. L'istanza va indirizzata alla scuola prescelta e deve riportare l'ordine di preferenza delle tre opzioni orarie: 30 ore settimanali (29 ore curricolari più un'ora di approfondimento di Italiano) , tempo prolungato di 36 ore o tempo prolungato di 40 ore a settimana. I posti a disposizione per frequentare il tempo prolungato dipenderanno dalle dotazioni organiche che assegnerà il ministero alle singole scuole. Al momento dell'iscrizione le famiglie possono anche scegliere l'Inglese potenziato: 5 ore settimanali anziché 3 più due di una seconda lingua comunitaria. Per gli alunni che frequentano gli istituti comprensivi l'iscrizione in prima media è effettuata d'ufficio dalla segreteria scolastica.

Scuola secondaria di secondo grado. Coloro che terminano il primo ciclo, in base alle norme sull'assolvimento dell'obbligo di istruzione, sono tenuti ad iscriversi al primo anno della scuola superiore o a frequentare un percorso di istruzione e formazione professionale triennale.

Valutazione del comportamento. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha firmato il decreto sulla valutazione del comportamento degli studenti. "La valutazione del comportamento degli studenti - spiega il decreto - nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria di secondo grado è espressa in decimi". La valutazione espressa dal consiglio di classe "si riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa". L'attribuzione di un voto inferiore a sei decimi, "in presenza di comportamenti di particolare e oggettiva gravità", comporta l'automatica bocciatura. Il consiglio di classe può attribuire una valutazione insufficiente in condotta soltanto in presenza di sanzioni disciplinari che comportino l'allontanamento dalla scuola superiore a 15 giorni e per quegli alunni che a seguito di tali sanzioni "non abbiano dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel suo percorso di crescita e di maturazione". Le scuole "sono tenute a curare con particolare attenzione sia l'elaborazione del Patto educativo di corresponsabilità, sia l'informazione tempestiva e il coinvolgimento attivo delle famiglie in merito alla condotta dei propri figli".
(16 gennaio 2009)



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (134)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Festeggiati i 103 anni di Nonna Gabri ( da "Stampa, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ALASSIO Festeggiati i 103 anni di Nonna Gabri Il Comune e i familiari hanno festeggiato mercoledì mattina i 103 anni di Gabriella Gelmini Corvi. L'ultracentenaria, nata il 7 gennaio 1906 a Milano, si è trasferita ad Alassio col marito Leonida Corvi negli anni Trenta. L'assessore Loretta Zavaroni le ha consegnato un mazzo di fiori.\

UNIVERSITA', SPESA RIDOTTA PER GLI ATENEI ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini non toglie però il macigno che peserà sui bilanci degli Atenei a partire dal 2010 a causa degli ingenti e indifferenziati tagli lineari decisi con la cosiddetta «manovra d'estate». Se non interverranno novità e ripensamenti, dall'anno prossimo i nodi verranno al pettine e risulterà evidente a tutti che è semplicemente impossibile introdurre meccanismi meritocratici che pongano

Premiati gli atenei virtuosi ( da "Trentino" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: accoglie positivamente il decreto Gelmini TRENTO. Il tanto discusso decreto Gelmini sull'università è legge. Il provvedimento è stato approvato ieri pomeriggio dalla Camera dei deputati. Il testo è quello uscito dal Senato lo scorso 28 novembre. La riforma Gelmini è accolta con soddisfazione dal rettore dell'Università di Trento Davide Bassi poiché contiene una novità importante:

Mezzano, serata informativa sull'agricoltura biologica ( da "Trentino" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Relatore Ivo Gelmini, produttore biologico e vicepresidente dell'Associazione trentina per l'agricoltura biologica. L'incontro, promosso da Atabio (Associazione trentina per l'agricoltura biologica) con il sostegno del Comune e della Condotta Slow Food "Feltrino e Primiero", sarà anche occasione per offrire l'opportunità di acquistare e scambiare sementi locali,

NEO - DEM La riforma Gelmini che c'è e non c'è ( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Indietro NEO - DEM La riforma Gelmini che c'è e non c'è PRIMO PIANO Di Pierluigi Mantini La legge Gelmini votata dalla Camera davvero non può definirsi una riforma dell'Università. è un provvedimento un po' migliorato dal Senato e occorre riconoscere una qualche disponibilità in quella sede all'ascolto dell'opposizione.

Prof fannulloni, stipendi tagliati ( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pacelli Il dl Gelmini, convertito in legge ieri, prevede l'istituzione di un'anagrafe di professori e ricercatori Penalizzati i docenti che non pubblicano opere di qualità Università, si cambia. E d'ora in poi chi cerca e trova sarà premiato, chi non lo fa, invece, sarà penalizzato.

Il sito che piace ai politici e premia Berlusconi ( da "Secolo XIX, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini: per lei oltre 23mila sostenitori. A seguire: il leader dell'opposizione, Walter Veltroni, con 17.678 sostenitori, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in forte crescita con quasi diecimila sostenitori. Al settimo posto di questa speciale classifica c'è l'ex governatore sardo Renato Soru con oltre ottomila fans e all'

L'ira di Fassino su Mantini Basta cazzate sui giornali ( da "Unita, L'" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre in Aula ci sono le dichiarazioni di voto sul dl Gelmini e, fuori, metà dei deputati aspetta di chiudere la pratica con l'ultima votazione. Piomba in un attimo su Pierluigi Mantini, che è su uno dei divanetti bordeaux della sala e parla ai microfoni di Radio Radicale. È furioso Fassino, davvero, ma freddo.

CONCORSI NUOVE POSSIBILITÀ PER I RICERCATORI ( da "Unita, L'" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: più propriamente detto decreto Gelmini-Giavazzi (dal nome del ministro proponente e del professore ispiratore), contiene diverse dichiarazioni velleitarie, prive di effetti concreti, e molte disposizioni affrettate, talvolta inapplicabili. Contiene anche, però, una norma che dovrebbe avere effetti positivi sul reclutamento dei docenti,

"scuola, duemila i posti a rischio" ( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ciò alla luce della bozza di Regolamento predisposta dal ministro Gelmini e approvata dal Consiglio dei Ministri prima di Natale 2008 e che attende a breve il via definitivo. Lo rende noto la Flc-Cgil Puglia che rilancia la mobilitazione del settore. Infatti, oltre all´introduzione del maestro unico nelle prime classi, che di per sè produrrebbe una riduzione di circa 1.

atenei, la riforma gelmini è legge il pd: tagli di un miliardo di euro - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la riforma Gelmini è legge Il Pd: tagli di un miliardo di euro Il decreto è stato approvato con 281 voti, contrari 196. No del Partito democratico e Idv MARIO REGGIO ROMA - Il decreto Gelmini sull´università è legge. è stato approvato ieri in via definitiva dalla Camera: 281 voti a favore, 196 contrari, 28 gli astenuti.

In Sardegna la sinistra ha... ( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: impegno preso dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini subito dopo l'approvazione del decreto di riforma del sistema universitario, promosso dall'aula di Montecitorio con 281 sì, il no del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori e l'astensione dell'Udc. Astensione giudicata dal ministro «un risultato politico importante».

università, ora si cambia ( da "Tirreno, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Udc si astiene sul voto finale Università, ora si cambia Via libera alla riforma Gelmini con il ricorso alla fiducia ROMA. Il decreto Gelmini in materia di università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari, e 28 astenuti.

la sfuriata di fassino a mantini ( da "Tirreno, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Camera ha appena votato sul decreto Gelmini quando l'ex segretario dei Ds aprostrofa nuovamente Mantini: «Sei un irresponsabile, sei un cretino, tu devi rispondere delle cose che dici, ci vediamo in tribunale». A far saltare i nervi di Fassino le accuse dell'ex esponente popolare sulla questione dei fondi.

La sfuriata di Fassino a Mantini ( da "Trentino" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Camera ha appena votato sul decreto Gelmini quando l'ex segretario dei Ds aprostrofa nuovamente Mantini: «Sei un irresponsabile, sei un cretino, tu devi rispondere delle cose che dici, ci vediamo in tribunale». A far saltare i nervi di Fassino le accuse dell'ex esponente popolare sulla questione dei fondi.

Università, ora si cambia ( da "Trentino" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Udc si astiene sul voto finale Università, ora si cambia Via libera alla riforma Gelmini con il ricorso alla fiducia ROMA. Il decreto Gelmini in materia di università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari, e 28 astenuti.

Cambia l'università: criteri più selettivi per scegliere i docenti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Via libera definitivo alla riforma Gelmini Cambia l'università: criteri più selettivi per scegliere i docenti L'intervento di riforma dell'università è legge:la Camera ha approvato ieri in via definitiva il decreto voluto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Il provvedimento modifica, tra l'altro, le disposizioni per i concorsi,

Un'autonomia da costruire ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è solo un primo passo, ma il ministro Mariastella Gelmini si è guadagnato un'apertura di credito da chi spera sia ancora possibile liberare le potenzialità inespresse del nostro sistema universitario. Continua u pagina 14 l'articolo prosegue in altra pagina

E sui fondi è lite Fassino-Mantini ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: finito il voto in aula alla Camera sul decreto Gelmini, Fassino si avvicina di nuovo a Mantini: «Sei un irresponsabile, sei un cretino. Tu devi rispondere delle cose che dici». E chiude: «Ci vediamo in tribunale». Mantini ribadisce poi così il suo ragionamento sulla gestione finanziaria del partito: «Dal momento che molti circoli del Pd sono nelle ex sezioni dei Ds,

Premi agli atenei virtuosi e riforma dei concorsi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e già approvato dal Senato il 28 novembre scorso. Decisamente soddisfatta la stessa Gelmini: «L'università – ha commentato – oggi cambia. Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'università per diventare professori o ricercatori.

Uno spiraglio sull'abolizione del valore legale ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: abolizione del valore legale Della fase due di riforma dell'università, più volte annunciata dal ministro Gelmini, dovrebbe fare parte anche l'abolizione del valore legale della laurea. Un'indicazione è arrivata ieri da Montecitorio, dove l'assemblea ha approvato un ordine del giorno, presentato dalla Lega nord, che vincola in questo senso il Governo.

Più fondi agli atenei virtuosi La riforma diventa legge ( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il decreto Gelmini sull'università, oggetto di forti contestazioni negli atenei, è stato definitivamente approvato dalla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari e 28 astenuti, tutti dell'Udc. I termini di conversione sarebbero scaduti oggi. «Si afferma il valore del merito e per la prima volta le risorse saranno distribuite sulla base della meritocrazia &

Torna stasera <Prima pagina> ( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le polemiche con la Gelmini. Passeremo alla trasmissione sull'agricoltura con l'opinione del ministro Luca Zaia, quindi alla puntata che ha riscosso enorme successo, quella sulla povertà incombente a causa delle crisi dell'economia mondiale: fra l'altro risentiremo Alice cantare un pezzo scritto da Pier Paolo Pasolini.

Liceo Foscolo al freddo, niente lezioni ( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anno a causa degli scioperi per la riforma Gelmini e adesso questa protesta i miei alunni di lezioni ne hanno seguito pochine». Dall'altra parte della «barricata» ci sono invece gli studenti del liceo Foscolo i quali non ne vogliono assolutamente sapere di tornare tra i banchi sino a quando il problema non sarà risolto.

Critiche dal Pd<Continua lo scippodi risorse al Sud> ( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta soddisfatta la conversione in legge del decreto sull'Università. «Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'Università per diventare professori o ricercatori».

Atenei, via libera alla riforma Gelmini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: via libera alla riforma Gelmini Il ministro: premiati il merito e i giovani. Votano contro la legge Pd e Idv mentre l'Udc si astiene --> ROMA Il decreto Gelmini sull'Università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari,

Università, più fondi ad atenei virtuosi, on. Antonio Palagiano (IdV): "era nostro odg" ( da "Sestopotere.com" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione del ddl Gelmini avvenuta ieri alla Camera. “Ricorrendo per la nona volta alla fiducia si è approvata una riforma che è tale solo nelle intenzioni, ma non certo nei fatti – continua il deputato Idv - Questo ddl è stato definito un passo avanti verso la meritocrazia, ma come può esserlo, se l?

Neve, ma Milano non è Marsiglia nè Madrid (per fortuna) ( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in.

Vacanze ( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura.

Protesta antiGelmini, salta Nones ( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per colpa della Gelmini salta l'incontro degli studenti con l'alpinista Walter Nones. Anche la chiacchierata su scalate e montagna è finita nell'ingranaggio dello sciopero bianco dei docenti contro i tagli del ministro della pubblica istruzione. Era in programma per martedì, ma ieri è stato comunicato dalle due scuole che non se ne fa nulla.

Sarmede, scuole salve ( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In base al decreto Gelmini avrebbe dovuto essere accorpato ad una presidenza di un comune limitrofo a Sarmede. Il sindaco Eddi Canzian e la sua giunta si sono opposti a questa decisione e hanno interessato della questione l'assessorato alla pubblica istruzione regionale.

una commissione studia gli effetti della gelmini ( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lucca Una commissione studia gli effetti della Gelmini Arriva il via libera delle forze politiche di Montecarlo MONTECARLO. Un gruppo di lavoro composto da esponenti della maggioranza e della minoranza consiliare per elaborare un documento comune sui possibili effetti delle legge Gelmini sull'istituto scolastico comprensivo da presentare al ministero della pubblica istruzione,

pera il migliore ( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Secondo le medie-voto elaborate prendendo in esame "Il Tirreno" e quelle dei due principali quotidiani sportivi nazionali che danno le pagelle alle partite di serie D (Corriere dello Sport / Stadio e Tuttosport) sul podio svetta il lucchese Manuel Pera, autentica rivelazione della truppa di mister Favarin.

Su giustizia e federalismoanche il Pd si gioca tutto ( da "Secolo XIX, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, hanno fatto ripartire la protesta sociale, il Partito democratico ha improvvisamente ripreso a fare opposizione: giungendo a minacciare, contro i decreti, quel referendum che era stato lasciato all'Idv sul lodo Alfano. Dopo aver dato la sensazione di transigere sui valori, in altri termini, il Pd è parso cavalcare una protesta che coinvolgeva gli interessi del suo elettorato

Giustizia, una riforma condivisa è possibile ( da "Secolo XIX, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: No alla riforma Gelmini dell'Università? Bastò che - alla prima modifica - la conferenza dei rettori passasse dalla minaccia di dimissioni di massa all'applauso perché venisse fuori una buona legge con il contributo dell'opposizione che pure non l'ha votata (ma l'Udc si è astenuto).

torna il voto in pagella ma è caos nelle scuole "siamo impreparati" - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 10-01-2009)
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Abstract: Pagina 17 - Cronaca Torna il voto in pagella ma è caos nelle scuole "Siamo impreparati" Il varo a fine mese ma manca il regolamento Alle elementari e medie giudizi in pensione. Si viene promossi solo col 6 in ogni materia SALVO INTRAVAIA ROMA - Tornano i voti nelle scuole elementari e medie.

Antitrust: troppi i libri consigliati ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fatto al Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con una segnalazione inviata ieri a conlusione dell'indagine sui prezzi dei libri scolastici, effettuata, in collaborazione con la Guardia di Finanza, a partire dal mese di agosto 2008.

Atenei, a corredo della fiducia un pieno di ordini del giorno ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini in vigore da oggi Atenei, a corredo della fiducia un «pieno» di ordini del giorno Alessandro Galimberti ROMA La riforma Gelmini dell'Università da oggi è in vigore: con la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 6 di ieri, il riordino del sistema accademico (legge n.

Le vecchie galline fanno sempre buon brodo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che gli studenti manifestino contro la Gelmini o che torni di moda qualsivoglia contestazione antigovernativa, il metro di paragone agli Interni resta lui, classe 1928. Avete presente il guru sulla montagna cui l'indeciso chiede consiglio a costo di scarpinare? Ecco. Di Andreotti non c'è bisogno di dire nulla.

Il valore legale del titolo di studio residuato antistorico o garanzia di uguaglianza tra cittadini? ( da "Voce d'Italia, La" del 10-01-2009)
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Abstract: Focus Articoli correlati: *L'Universita' dell'Aquila contro il ministro Gelmini *Universita', gli atenei abruzzesi contro il decreto legge Tremonti Guarda tutti i correlati

Rossi: Cossali fa politica col notiziario ( da "Trentino" del 11-01-2009)
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Abstract: che al suo interno ha pubblicato alcuni articoli riguardanti il decreto Gelmini: «Nella rivista - spiega Rossi - oltre agli auguri del sindaco, della redazione ed alcuni articoli attinenti la comunità d'Isera, ho trovato tre articoli contro il decreto Gelmini. Potrei anche condividere quanto scritto, ma non condivido che il periodico diventi strumento di una sola forza politica,

Sette gli stacanovisti in consiglio ( da "Trentino" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A Gelmini la maglia nera MORI. Claudio Civettini è probabilmente alle ultime battute nel consiglio comunale di Mori, chiamato in consiglio provinciale. Ma da presidente, non si nega alla richiesta di tracciare un bilancio del 2008 appena concluso.

su pagelle e tempo pieno riparte la sfida alla gelmini ( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Su pagelle e tempo pieno riparte la sfida alla Gelmini La Scuola Iqbal Masih lancia la "Giornata di amore per la scuola pubblica". Andrà in scena il prossimo 14 febbraio. I promotori dell´iniziativa sono le maestre e i genitori del coordinamento "Non rubateci il futuro". Metteranno in campo iniziative contro il decreto Gelmini e "l´unico maestro di riferimento".

lo jacovacci sarà un vero giardino ( da "Tirreno, Il" del 11-01-2009)
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Abstract: Gelmini che potrebbe comportare tagli a quello che rimane l'unico istituto superiore del Promontorio. E, dato che finora, notano, la questione non è stata mai affrontata a livello istituzionale, impegnano il sindaco e la giunta ad adoperarsi concretamente per raggiungere i suddetti obiettivi per poi riferire al consiglio ed alla competente commissione consiliare gli sviluppi della

"no gelmini", l'iqbal masih rilancia "ecco come scardinare la riforma" - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: No Gelmini", l´Iqbal Masih rilancia "Ecco come scardinare la riforma" "Il 14 febbraio chiameremo tutti per dichiarare il proprio amore per la scuola pubblica" TEA MAISTO L´hanno chiamata la "Giornata di amore per la scuola pubblica" e andrà in scena nel giorno in cui gli affetti la fanno da padrone, il giorno di San Valentino,

rettore, caretti pronto alla corsa - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Altro tema caldo e ancora pochissimo esplorato dal momento che il decreto Gelmini è appena passato. Mettere a posto i conti, scendere sotto la fatidica soglia del 90 per cento nelle spese per il personale sul Fondo di finanziamento ordinario, è per il professor Caretti «una premessa prioritaria, ma non l´elemento che condizionerà tutte le decisioni».

longhena, sfida alla gelmini in pagella alle elementari niente voti, solo giudizi - venturi a pagina ii ( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina III - Bologna In altri istituti l´insufficienza si fermerà al cinque Longhena, sfida alla Gelmini in pagella alle elementari niente voti, solo giudizi VENTURI A PAGINA II SEGUE A PAGINA II

longhena, l'ultima provocazione "niente voti, in pagella solo giudizi" - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in pagella solo giudizi" Singolare decisione contro la riforma Gelmini per il primo quadrimestre In altri istituti l´insufficienza si fermerà al cinque. Niente voti più bassi ILARIA VENTURI IN arrivo le pagelle con i voti. Ma i presidi avvertono: niente tre o quattro alle elementari, ci si fermerà al cinque.

master, la regione corre ai ripari giro di vite su alcuni corsi all'estero ( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prevedeva un decreto per la ridefinizione dei requisiti minimi degli atenei telematici. Tale decreto, approvato dal consiglio dei ministri, era al vaglio del Consiglio di Stato per il visto definitivo quando, caduto il governo Prodi, non se ne fece più nulla. Ora la Gelmini deve riprendere quella strada». (g. fosch.)

bentornati i voti a scuola ma la gelmini è da meno meno - michele mirabella ( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bari bentornati i voti a scuola ma la Gelmini è da meno meno MICHELE MIRABELLA (segue dalla prima di cronaca) Tuttavia riuscii a familiarizzare con i classici, amatissimi, peraltro, a digerire i verbi dell´ottava classe e l´inestricabile lessicografia greca. Oggi mi darei un voto risicato di sufficienza, diciamo un sei meno meno.

Smog, parchi e scuola: la lotta delle mamme <pasionarie> ( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si incontrano su Internet per combattere un nemico comune: dalla legge Gelmini all'inquinamento. Fondano blog per darsi consigli: dai percorsi da fare in passeggino a come riuscire a gestire un lavoro, un marito e i figli. Una rete di solidarietà nata per tutti i genitori che vogliono darsi una mano. A PAGINA

Smog, parchi e scuola Le mamme <pasionarie> che difendono la città ( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La legge Gelmini per Retescuole. net. I disagi nelle materne per Chiedoasilo.it. E dal web passano ai fatti. Scendono in piazza, sfilano nei cortei. Producono spot pubblicitari. E fotografano la città per consigliare percorsi con le carrozzine, ristoranti e negozi «amici dei bambini».

L'Italia deve imparare a investire sui giovani ( da "Secolo XIX, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della pur meritevole partenza del ministro Mariastella Gelmini. Non è solo un problema di classifiche, ahimè non migliorate significativamente negli ultimi decenni. Bisogna mettersi in testa che alla fine della crisi globale, tra due o tre anni, se non avremo generazioni di giovani campioni della conoscenza, ci ritroveremo ancor più in basso e sarà impossibile rimanere legati all'

L'università da tre soldi è senza riforma ( da "ItaliaOggi Sette" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini sull'università è legge. Alcuni, tra cui lo stesso ministro, lo chiamano decreto antisprechi, ed è questa la sua finalità prevalente, e per la trasparenza. Modifiche ai concorsi, incentivi solo alle università virtuose che non spendono oltre il 90% del budget in soli stipendi e che si distinguono per produzione scientifica.

Assemblea in facoltà, così l'Ondaprova a rialzare la cresta ( da "Secolo XIX, Il" del 12-01-2009)
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Abstract: 2009 IL DECRETO Gelmini è diventato legge e l'assemblea permanente delle facoltà in lotta, parte dell'Onda che da mesi ormai continua la protesta contro la riforma dell'istruzione, si organizza per dare nuova linfa al dissenso. Prima delle festività si sono registrate le occupazioni di Scienze della Formazione, Lettere e Scienze Politiche,

Gite scolastiche estiveridotti i soggiorni all'estero ( da "Secolo XIX, Il" del 12-01-2009)
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Abstract: chi ha manifestato contro la Gelmini. Ma questo è un capitolo a sé, che sta facendo infervorare i ragazzi, con dibattiti assai vivaci. Tornando ai costi delle gite, il dirigente del liceo psico pedagogico "Mazzini", Antonio Russo, sta vagliando le varie proposte delle agenzie specializzate spezzine, per far "risparmiare i ragazzi": «Meglio un giorno di meno ?

l'università i media e il virus della casta - margherita rubino ( da "Repubblica, La" del 12-01-2009)
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Abstract: feroce contro le riforme Gelmini e perfino efficace nell´ottenere alcuni rinvii dalla controparte di governo, la protesta degli studenti 2008, al fianco dei professori stavolta, ha portato in piazza nel mese di novembre migliaia di giovani. Da segnalare la forza, la tempestività, la sostanziale correttezza dell´Onda a Genova.

Tappe forzate per le misure anti-crisi ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: approvazione del "decreto Gelmini" sulle Università – che ha portato così a 45 le leggi varate nel corso della XVI legislatura nei suoi primi otto mesi di vita – Camera e Senato riprendono in questi giorni a tutto ritmo l'attività legislativa. Per il Governo si apre una stagione parlamentare nient'affatto in discesa.

Leggi e decreti, in Parlamento è già corsa contro il tempo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: legge Gelmini”, con 45 leggi nel carniere e nove voti di fiducia ottenuti in scioltezza dal Governo, da domani le Camere aprono un inverno parlamentare che si annuncia lungo e complicato. Berlusconi preme con cinque disegni di legge collegati alla manovra 2009 ancora in cerca d'autore, e intanto prepara le prossime mosse e le riforme da spedire in Parlamento.

La nuova scuola: iscrizioni in vista, con un dubbio ( da "Giornale.it, Il" del 12-01-2009)
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Abstract: dubbio di Augusto Pozzoli Gli istituti di base attendono ancora le disposizioni a cui attenersi per applicare la riforma Gelmini Le scuole si preparano a raccogliere le domande di iscrizione al prossimo anno scolastico. La scadenza è fissata per il prossimo 28 febbraio, ma ancora mancano indicazioni certe su quel che succederà in seguito al varo della cosiddetta riforma Gelmini.

Il merito e la riforma dell'Università ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la legge Gelmini non introduce norme realmente nuove ma si limita a mitigare le conseguenze negative di quelle esistenti. Per esempio, per quanto riguarda il reclutamento dei docenti, la legge Gelmini non abolisce la doppia idoneità per l'ultima tornata di concorsi, ma si limita a modificare il meccanismo di formazione delle commissioni concorsuali.

CASO BRUNETTA LO STATO NON È UNA FERRARI ( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le analisi della riforma Gelmini sono concordi: ha visto il problema, ma non l'ha risolto, anzi nemmeno affrontato. Oggi un tifoso Ferrari è orgoglioso della nuova Ferrari, ma un cittadino italiano non è orgoglioso della nuova università. Brunetta pensa che il problema stia nel confronto fra tifoso e cittadino.

Scuole elementari, è caos sulle ore settimanali ( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è caos sulle ore settimanali Gli istituti chiedono lumi sulla riforma Gelmini. La Dalmaso: «Da noi saranno 26» Il ministro ha approvato il progetto che prevede il taglio da 27 a 24 ore. Il sindacalista Bonmassar manda una lettera all'assessore: «La Provincia sta nicchiando, adesso decida» JACOPO TOMASI TRENTO. E' caos sul tempo-scuola alle elementari.

Rosa Bianca sempre più aperta al mondo ( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il professor Biasiori ha sottolineato che il recentissimo rinvio della riforma-Gelmini all'anno scolastico 2010-2011 da una boccata d'ossigeno alle scuole. Rimane però il dato di fondo di una normativa della scuola che negli ultimi quindici anni è risultata e risulta tuttora troppo mutevole con più di un grattacapo per chi viene chiamato ogni volta a mutare percorsi e strategie.

paragone tra i lavoratori della Ferrari e i lavoratori dello Stato. La Ferrari ha appena svelato la nuova ... ( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le analisi della riforma Gelmini sono concordi: ha visto il problema, ma non l'ha risolto, anzi nemmeno affrontato. Oggi un tifoso Ferrari è orgoglioso della nuova Ferrari, ma un cittadino italiano non è orgoglioso della nuova università. Brunetta pensa che il problema stia nel confronto fra tifoso e cittadino.

L'Onda cerca casa in una cartoleria di via delle Fontane ( da "Secolo XIX, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: universitaria genovese si organizza per riempire di nuovi contenuti la protesta portata avanti negli ultimi mesi contro la riforma Gelmini sull'istruzione, ora diventata legge. E chiede ai presidi di Facoltà la concessione di un luogo dove organizzare la protesta in modo da potersi concentrare sui contenuti delle attività senza dover per forza essere etichettati come "occupanti".

Università, la vera riforma sta in cinque mosse ( da "Secolo XIX, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La legge Gelmini, approvata lo scorso 8 gennaio, è quindi condivisibile perché prova a rimettere al centro merito e competitività e quindi offre una prima risposta nella direzione di un servizio di interesse generale più evoluto. Anche se è solo un primo passo, ancora inadeguato.

studenti somari alla ricerca del posto - vincenzo provenzano ( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo stesso decreto Gelmini appena approvato ha riaperto il dibattito sulle funzioni dell´università, dopo che per mesi le pagine dei giornali (a cominciare da "Repubblica") hanno posto in luce alcune questioni importanti come l´autoreferenzialità dei professori.

università, prof e tecnici a casa - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
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Abstract: ministro Gelmini MICHELA BOMPANI L´Ateneo manda in pensione 140 dipendenti nel 2009: professori ordinari, associati, ricercatori e personale tecnico amministrativo. Il Rettore Giacomo Deferrari ha preparato un taglio al personale clamoroso per l´Università di Genova perché utilizza un articolo di legge che prevede che possa essere messo a riposo ogni dipendente che abbia almeno quarant´

sabato si va al rigamonti ( da "Tirreno, Il" del 13-01-2009)
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Abstract: il ministro Mariastella Gelmini, la ginnasta Vanessa Ferrari e calciatori in attività come Volpi, i gemelli Filippini, Diana, Baronio, De Zerbi, Pirlo, Guana, Bonera e quell'Eugenio Corini che in questi giorni viene accostato alla casacca nerazzurra del Pisa. Oltre alla squadra di calcio, che negli anni ha avuto giocatori del calibro di Baggio,

Più inglese per tutti Full immersion da bambini ( da "Italia Oggi" del 13-01-2009) + 1 altra fonte
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Abstract: Gelmini. Del resto, studia l'inglese il 90% degli alunni europei, anche se per un numero limitato di ore (dati Rete Eurydice). Alcune scuole che già ne hanno incrementato l'apprendimento. Come quelle del Faes (Famiglia e Scuola). Qui l'inglese si insegna dalla scuola dell'infanzia secondo un metodo che ne favorisce l'apprendimento naturale attraverso la full immersion in orario scolastico

Dopo i tagli, tocca alla carriera ( da "Italia Oggi" del 13-01-2009) + 1 altra fonte
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Abstract: Mariastella Gelmini- a occuparsene, ma un ddl di iniziativa parlamentare. Si parte dal ddl 953, messo a punto da Valentina Aprea, presidente della commissione cultura della camera, responsabile di spicco del settore scuola per Forza Italia. Il suo ddl è stato assunto come testo base per il comitato ristretto, impegnato a licenziare un provvedimento condiviso da maggioranza e opposizione.

Precari alla lotta ( da "Italia Oggi" del 13-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: organizzano Nuove proteste contro i tagli Gelmini I precari sbarcano su Internet con una loro web-tv (l'inidirizzo per vederla è: http://www.mogulus.com/precariscuola) e rilanciano la protesta contro la riforma Gelmini (si veda IO di giovedì scorso). Per tutto gennaio i docenti con contrattoa termine indosseranno in classe un apposito badge sul petto per distinguersi dai colleghi di ruolo.

Per evitare esuberi, in bilico chi ha 40 anni di lavoro ( da "Italia Oggi" del 13-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Le tendenze della Gelmini Per quanto riguarda l'istanza di trattenimento in servizio oltre il 65° anno di età e per un periodo massimo di un biennio, la scelta del ministero dell'istruzione sarebbe quella di consentirne l'accoglimento esclusivamente nei casi di mancato raggiungimento dell'anzianità contributiva massima.

Pensioni, scadenza unica per tutti ( da "Italia Oggi" del 13-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini rompe gli indugi e fissa termini e modalità per il pensionamento 2009 Domande entro il 26 gennaio. Anche per i dirigenti scolastici Ai dirigenti scolastici, ai docenti e al personale Ata (ausiliario, tecnico e amministrativo) con contratto a tempo indeterminato il ministro MariaStella Gelmini ha concesso altri 13 giorni di tempo per decidere del loro futuro professionale.

"daremo la pagella ai professori" - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: un tema importante previsto anche nelle linee guida del ministro Gelmini». «E´ paradossale - aggiunge Calzolari - il rettore ora ha tutte le responsabilità, anche quelle più minute, ma nessun potere scritto negli statuti. Il potere gli deriva dalla consuetudine interna all´accademia». Ma la nuova battaglia di Calzolari sarà soprattutto sulla qualità della didattica.

Brunetta, la rabbia dei prof: Vogliono affondare la scuola ( da "Unita, L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla dignità del corpo docente - (i prof del Sud che abbassano la qualità della scuola secondo la Gelmini, ora i prof che si vergognano davanti ai propri figli del mestiere che fanno) - e i «colpi» di mannaia in Finanziaria mascherati come riforma, in realtà un messaggio chiaro sta dando: «Questo governo vuole disfarsi della scuola pubblica.

Tempo pieno Facciamo più iscrizioni possibili ( da "Unita, L'" del 13-01-2009)
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Abstract: capofila nel movimento di protesta contro la riforma Gelmini, sono in programma due incontri a settimana. E venerdì, per celebrare anche il «No Gelminy Day», (che ricorre ogni 16 del mese), si svolgerà un'assemblea allargata ai genitori di tutte le scuole del quartiere. A conclusione della campagna, il 14 febbraio, ci sarà una grande manifestazione, «Amo e difendo la mia scuola»

Rifondazione, Frau eletto nuovo segretario ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-01-2009)
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Abstract: mobilitazioni studentesche contro la riforma Gelmini della scuola e nella raccolta di firme contro il cosiddetto lodo Alfano: è il curriculum di Gabriele Frau, nuovo segretario cittadino di Rifondazione Comunista. Il circolo di Serrenti, denominato "Playa Giron" di Serrenti, ha eletto il giovane universitario che ha dichiarato «di proseguire l'impegno della costruzione del Prc a Serrenti,

"Da stasera l'impegno per la scuola pubblica" ( da "Stampa, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il primo obiettivo è dare informazione chiara e corretta sui danni pesantissimi che il decreto Gelmini provocherà. Non siamo contrari all'ammodernamento del sistema scolastico ma vogliamo fermare il devastante piano che renderà più precaria la formazione di bambini e giovani. Non solo: toglierà anche importanti sostegni alle famiglie e posti di lavoro».

D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in.

Immissione in serviziodecise <finestre> annuali ( da "Sicilia, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è cercato di renderle utili anche alla razionalizzazione della spesa in un momento in cui le Università italiane sono chiamate per forza maggiore, dopo l'approvazione della riforma firmata da Mariastella Gelmini, prestare particolare attenzione ai bilanci. La buona gestione finanziaria, infatti, sarà uno dei requisiti necessari per effettuare nuove assunzioni. Roberto Valguarnera

La Gelmini vuol rubare la Palumbo al Veneto ( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini vuol rubare la Palumbo al Veneto Ma il Governatore si oppone: «è troppo brava vogliamo garanzie» Scuola, la dirigente verrebbe chiamata a guidare l'Invalsi GIORGIO CECCHETTI VENEZIA. Da due mesi è in atto un sotterraneo braccio di ferro tra il presidente del Veneto Giancarlo Galan e il ministro della Pubblica istruzione del governo Berlusconi.

Stop alle minigonne in classe ( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pena: un cinque in condotta che, con le nuove regole previste dalla Gelmini, possono comportare la bocciatura. Stesso discorso per i cellulari: all'ingresso in aula finiscono in una cassetta di sicurezza. Alla fine delle lezioni, vengono riconsegnati. (Laura Canzian)

Il nuovo Hendel: Basta politica, ora parlo del privato ( da "Trentino" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ad esempio ci farà vedere come la Gelmini, oltre al maestro unico, troverà anche l'alunno unico, attraverso una trasmissione presentata da Maria De Filippi, in diretta sulle reti unificate Mediaset. Con il televoto i telespettatori da casa sceglieranno l'alunno unico d'Italia".

occhio alle novità sulle elementari ( da "Tirreno, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini di rinviare all'anno prossimo la riforma delle scuole superiori, appare prioritaria. Almeno fino alla fine delle iscrizioni. Lo dice chiaramente il coordinamento scuole lucchesi per la difesa della scuola pubblica, che si incontrerà questo pomeriggio alle 17,30 nella la scuola primaria di San Concordio per discutere di tutte le novità in atto e per proporre modalità di intervento.

Dego, l'edificio scolastico è stato messo in sicurezza ( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: impianto elettrico e della caldaia, facendo del plesso di Dego una struttura moderna e all'avanguardia». Lavori che, anche con la riforma Gelmini, non rischieranno di essere sprecati: «La nostra scuola non è tra quelle a rischio chiusura, anzi, al massimo potremmo ospitare alunni di altri paesi come, del resto, stiamo già facendo»

pochi iscritti, addio a dieci scuole - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Anche perché il criterio che stabilirà quale dirigente scolastico rimarrà in sella e chi dovrà fare i bagagli non è stato ancora concordato. Per questa ragione i nomi degli istituti coinvolti sono rimasti top secret fino all´ultimo. Palazzo d´Orleans, secondo quanto si apprende da fonti dell´assessorato,

il "nepotismo sostenibile" vizio dell'università milanese - davide carlucci ( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cavalcata tanto dai sostenitori quanto dai detrattori della riforma Gelmini, che ha investito gli atenei di mezz´Italia. Degli scandali che a Torino, Bologna, Roma, Firenze, Bari o Messina hanno fatto aprire fascicoli d´inchiesta in alcuni casi finiti in condanne, qui non è arrivata che una flebile eco. Dalla Bocconi alla Statale, dal Politecnico alla Bicocca, l´istituzione è sana,

ateneo, le pagelle ci sono... - g.franco pasquino ( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: non da ultimo, il luogo deputato alla trasmissione delle conoscenze, del sapere. Meglio lo faranno i docenti, meglio sarà per tutti, a cominciare dagli studenti (i quali, purtroppo, nella loro legittima protesta contro la riforma Gelmini sembrano essersi sostanzialmente dimenticati proprio della didattica).

Trasloca la Don Milani Poi toccherà alla Levi ( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Qui sono destinate le 10 classi delle elementari di via Tana. «Abbiamo anticipato la razionalizzazione prevista dalla Gelmini, investendo nel futuro dei giovani - ribadisce il sindaco Agostino Gay - Le polemiche sul trasferimento sono inutili e pretestuose».

Don Gelmini, il superteste conferma accuse ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Italiana Pagina 108 Terni Don Gelmini, il superteste conferma accuse Terni --> TERNI Sono rimasti sulle loro posizioni nel confronto davanti al gup di Terni, durato appena una decina di minuti, Michele Iacobbe, uno dei principali accusatori di don Pierino Gelmini, e Riccardo Bonetta, il quale sostiene che l'altro gli riferì di essersi inventato tutto per estorcere denaro al sacerdote,

La secondaria non può più attendere ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, dopo essere intervenuta con decisione sulla scuola primaria e sull'università, si è data un anno di tempo per varare la riforma della secondaria superiore. L'Italia l'attende da più di quarant'anni: da quando, nel 1963, entrò in vigore la legge che, sopprimendo l'«avviamento al lavoro » come opzione da scegliere subito dopo la licenza elementare,

Prima mossa: un liceo davvero scientifico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ora Gelmini). Ottimo. Si è cominciato a parlare con insistenza, anche da noi, di cambiare il metodo di insegnamento delle scienze, particolarmente ad opera del Comitato per lo sviluppo della cultura scientifica, da me presieduto.Da un'attività puramente gnoseologica, deduttiva, si chiede di passare a un approccio didattico sperimentale,

no a cellulari e fumo al liceo ( da "Tirreno, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istituto come negli spazi all'aperto, tanto in orario di lezione che nell'intervallo. Chi viene meno alla regola rischia un abbassamento del voto in condotta e da quest'anno un voto basso può andare ad incidere in modo diretto ed indipendentemente dal rendimento nelle materie ordinarie sull'esito dello scrutinio finale.

BrassEros ( da "Corriere della Sera" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Meglio la Gelmini, ha lo sguardo sempre attraversato dal turbamento». Chi vorrebbe sul set? «Federica Pellegrini, ci spero tanto. In passato ero pazzo della Lewinsky. Le "maitresse à penser" l'hanno massacrata, ma tutte avrebbero voluto essere al suo posto».

Domani la Gelmini firma la circolare sulle iscrizioni ( da "Stampaweb, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini firmerà la circolare che fornisce le indicazioni per l?iscrizione alle sezioni della scuola dell?infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado. La firma sarà preceduta dal confronto con i sindacati, previsto per domani. Lo annuncia il ministero dell?

Faremo del Pd un partito federale ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con quella che passa col nome di riforma Gelmini la nostra università subirà nuovi tagli e i primi a pagare saranno come sempre i precari. Il Pd ritiene che università e ricerca siano settori strategici, che se ci sono sprechi, duplicazioni errori questi vanno tagliati ma le risorse vanno reinvestite nell'università.

Voti in decimi e più inglese alle medie ( da "Trentino" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: conferma la circolare che firma oggi il ministro Gelmini. Circolare che si articola su diversi punti, compresa la questione del maestro unico. Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010.

Materna di Vergano rischia la chiusura ( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: POTREBBE SCATTARE LA LEGGE GELMINI Materna di Vergano rischia la chiusura Lo dicono i genitori e l'opposizione ma il Comune smentisce secco [FIRMA]MARCELLO GIORDANI BORGOMANERO Rischio di chiusura per la scuola materna di Vergano secondo i genitori e l'opposizione, ma la maggioranza smentisce e parla di polemiche strumentali.

Tutto pronto per il debutto dell'insegnante unico ( da "Italia Oggi" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insegnante unico ENTI LOCALI E STATO Oggi il ministro Gelmini firmerà la circolare sulle iscrizioni Maestro unico al via. Oggi il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, firmerà l'attesa circolare con le istruzioni per l'iscrizione degli alunni alle scuole dell'infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado.

dall'etere a internet tutte le voci della città - lucilla fuiano ( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: napoletane o le manifestazioni giovanili contro la riforma Gelmini), Radio Napoli Music trasmette in streaming 24 ore su 24 la migliore musica partenopea, alternata a trasmissioni a tema. Si va da "Bona jurnata" alle otto di mattina a "Una terrazza su Napoli" intorno alle 14.40. Si possono ascoltare autori e interpreti celebri come Edoardo Bennato, Eduardo De Crescenzo e Lina Sastri.

Università, tagli in vista per corsi di laurea e prof ( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: presente il limite imposto dalla riforma Gelmini che, per rimanere nell'alveo degli Atenei «virtuosi», ha posto sotto al 90% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) la quota da destinare alle spese fisse (e, dunque, gli stipendi). Le facoltà destinate a perdere il maggior numero di docenti sono soprattutto Medicina, Scienze e Lettere ma è tutta l'università genovese che deve «

A scuola si cambiavoti in decimie maestro unico ( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A scuola si cambiavoti in decimie maestro unico la circolare gelmini La firma del ministro Mariastella Gelmini è attesa per oggi, poi la circolare sulla scuola diventerà operativa. Ecco le principali novità, fra cui il termine per l'iscrizione alle prime classi (28 febbraio), il maestro unico, più inglese alle medie e i voti in decimi.

Gelmini firma: maestro unico e voti in decimi ( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini firma: maestro unico e voti in decimi oggi È operativa la circolare sulla scuola In prima elementare modelli base a 24 e 27 ore, ma le famiglie potranno anche optare per il tempo pieno (40 ore) 15/01/2009 Roma. La firma del ministro Gelmini è attesa per questa mattina.

L'Onda invade e occupa l'ex cartoleria dell'Università ( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: protesta Il movimento anti Gelmini si appropria di uno spazio in via delle Fontane: «Vogliamo creare uno spazio di confronto» 15/01/2009 IERI MATTINA gli studenti che compongono l'assemblea permanente delle facoltà in lotta di Genova hanno occupato gli ambienti di un'ex cartoleria in via delle Fontane, locali di proprietà dell'Università ma che sono inutilizzati da circa dieci anni.

scuole accorpate per risparmiare e scatta il valzer dei maestri ( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono le conseguenze del piano approvato dalla Regione l´11 novembre scorso: che da una parte salva dalla scure dei tagli previsti dal Decreto-Gelmini molte scuole sotto i 500 alunni, dall´altra spariglia gli organici. GIUSEPPE FILETTO A PAGINA VII

i presidi: "così è più difficile insegnare" ( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Insieme all´associazione che rappresenta i capi di istituto, si sono fatti sentire anche alcuni presidenti di circoscrizione, primo fra tutti Stefano Bernini, piccolo sindaco di Sestri Ponente. Le preoccupazioni riguardano soprattutto il passaggio di una scuola ad una direzione che logisticamente rimane lontana e che storicamente non ha alcun legame con il territorio.

scuole, il gran valzer dei maestri - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Regione ha puntato i piedi contro il decreto-Gelmini, perché in Liguria non vi fossero cancellazioni di plessi scolastici, dall´altra i 46 istituti comprensivi della provincia di Genova, tutti di nuova costituzione, creano un´inedita mappa, quindi modificano le loro piante organiche. Il peggio è atteso per il prossimo settembre.

La riforma tocca ricerca e reclutamento ( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: commentando la legge Gelmini. «Per ciò che riguarda i concorsi - ha aggiunto - accolgo favorevolmente qualunque soluzione che permetta di rendere più trasparenti le procedure di valutazione comparativa. E' un primo passo la cui validità effettiva peraltro non potrà che essere valutata alle prime procedure messe in atto».

"Le elezioni sono nulle e si devono rifare" ( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: BARBARA COTTAVOZ NOVARA Interrogazione al ministro Gelmini sulle votazioni studentesche di Novara. Non mollano le due associazioni che chiedono di rifare le elezioni dei rappresentanti ai vertici dell'università «Avogadro». L'ateneo ha già risposto di «no» ma Azione universitaria e Udu sono convinti della nullità del voto.

Corsi, tagli in vista ma limitati ( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LE NUOVE REGOLE DELLA LEGGE GELMINI Corsi, tagli in vista ma limitati [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Che non si tratti di una vera riforma universitaria, ormai è chiaro. Ma la legge Gelmini è considerata da tutti, rettori in testa, un primo tassello verso il rinnovamento di un sistema che scricchiola.

Voti in pagella e iscrizioni Oggi la circolare ( da "Unita, L'" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Voti in pagella e iscrizioni Oggi la circolare Oggi la Gelmini firmerà la circolare sulle iscrizioni a scuola e i voti in pagella. La firma sarà preceduta dal confronto con i sindacati. Maestro unico per le prime classi elementari, anticipi alla scuola dell' infanzia e primaria., tempo pieno ma senza compresenza.

Only yes. Gelmini liquida il francese e lo spagnolo E 8.604 insegnanti ( da "Unita, L'" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini liquida il francese e lo spagnolo E 8.604 insegnanti Dopo il maestro unico la Gelmini punta alla lingua unica. Addio per sempre allo studio del francese, dello spagnolo e del tedesco. La scuola media della Gelmini deve «parlare» solo inglese e così propone - delegando alle famiglie la scelta - la messa in liquidazione dall'

voti in decimi e più inglese alle medie ( da "Tirreno, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: conferma la circolare che firma oggi il ministro Gelmini. Circolare che si articola su diversi punti, compresa la questione del maestro unico. Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010.

L'Onda diventa risacca, ma lascia un segno ( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, autodenominatosi "Onda Anomala", fosse destinato a rifluire rapidamente in risacca. Ora il progetto è diventato legge ma non è dato udire neppure un brusio contrario. Di iniziative in cantiere di cui si parli in giro c'è solo l'ipotesi di un sit-in all'Università La Sapienza per protestare contro l'annunciata visita del presidente della Camera Gianfranco Fini.

Governo pigliatutto in Parlamento ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la "riforma Gelmini" dell'Università. Il grosso dell'attività di Governo sbarcata in Parlamento, insomma. E per il futuro i calendari di Camera e Senato sono già ipotecati: cinque Ddl collegati alla Finanziaria 2009 (federalismo, "legge Brunetta", giustizia e Pa, lavoro sommerso, imprese), in attesa delle altre riforme,

La scuola scommette su più inglese e italiano ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Le quindici pagine della circolare saranno presentate questa mattina ai sindacati per il consueto confronto e, sempre secondo quanto comunicato ieri da Viale Trastevere, subito dopo ci sarà la diffusione ufficiale del testo. Va sottolineato che l'intera applicazione della circolare dovrà fare i conti con il numero di insegnanti che saranno assegnati alle singole scuole.

Cosa prevederà la circolare ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: voti sono espressi in decimi Il voto in condotta è espresso in decimi: gli alunni con il 5 non possono essere ammessi all'anno successivo L'esito dell'esame conclusivo (terza media) è espresso in decimi Scuola secondaria di 2Úgrado L'obbligo di istruzione può essere assolto anche con la frequenza di corsi di formazione triennale avviati con accocrdi regionali I voti delle singole

Nella scuola può tornare l'orgoglio ( da "Corriere della Sera" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA GELMINI Nella scuola può tornare l'orgoglio E' opinione corrente che le ultime vicende parlamentari abbiano coronato le opzioni più impegnative del ministro Gelmini e certificato una sua indubitabile credibilità politica. Si può pensare allora, in questa positiva condizione, che alla dinamica legislativa possa seguire un adeguato impegno organizzativo della macchina scolastica,

scuola, ecco le date per iscriversi ma il tempo pieno è a rischio - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La firmerà stamattina il ministro Mariastella Gelmini. Si parte dalle iscrizioni alle prime classi per l´anno scolastico 2009/2010. Il termine ultimo è il 28 febbraio 2009. La circolare riguarda tutti gli ordini di studio dalla materna alle superiori. Confermato il "maestro unico di riferimento" per la scuola primaria, un tempo elementare.

ma gianfranco resta in trincea "è in gioco il mio futuro politico" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostenuti da ministri come Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini o da "big" del Pdl come Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Un "correntone" che ha costretto gli esponenti del Mezzogiorno a organizzarsi nello stesso modo. Non a caso mentre ieri parlava con Bossi, quasi contemporaneamente ha dovuto ricevere 72 parlamentari "sudisti" guidati dal ministro per gli Affari regionali,

A scuola si cambia Voti in decimi e maestro unico ( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
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Abstract: A scuola si cambia Voti in decimi e maestro unico La circolare Gelmini La firma del ministro Mariastella Gelmini è attesa per oggi, poi la circolare sulla scuola diventerà operativa. Ecco le principali novità, fra cui il termine per l'iscrizione alle prime classi (28 febbraio), il maestro unico, più inglese alle medie e i voti in decimi.

Ma Gianfranco resta in trincea "È in gioco il mio futuro politico" ( da "Repubblica.it" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostenuti da ministri come Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini o da "big" del Pdl come Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Un "correntone" che ha costretto gli esponenti del Mezzogiorno a organizzarsi nello stesso modo. Non a caso mentre ieri parlava con Bossi, quasi contemporaneamente ha dovuto ricevere 72 parlamentari "sudisti" guidati dal ministro per gli Affari regionali,

Riforma della scuola, Regione Vento chiede al ministro Gelmini più autonomia ( da "Sestopotere.com" del 15-01-2009)
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Abstract: Regione Vento chiede al ministro Gelmini più autonomia (15/1/2009 10:41) | (Sesto Potere) - Venezia - 15 gennaio 2009 - “Con il Presidente Giancarlo Galan stiamo seguendo la questione relativa al futuro dell?Ufficio scolastico regionale e della permanenza della dottoressa Carmela Palumbo”

università, una non-riforma ( da "Sicilia, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Ora che il decreto Gelmini è diventato legge dello Stato, quasi sorprendentemente, considerato i tumulti dei mesi scorsi, di certo un decreto non può essere considerato Riforma Universitaria. Gli interventi tecnico-ragioneristici del decreto non possono essere risolutivi ed esaustivi di un settore così complesso e variegato quale l'insieme universitario,

I CONTENUTI DELLA CIRCOLARE PER LE ISCRIZIONI 2009-2010 ( da "Sicilia, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: conferma la circolare che il ministro Gelmini si appresta a firmare. Circolare che si articola su diversi punti, compreso il maestro unico. SCUOLA MATERNA. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010.

Pioggia dal tetto, scuola koPedara. ( da "Sicilia, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo un ampio excursus sulla riforma Gelmini e su quelle precedenti, spesso contraddittorie, il preside Filippo Virzì, coordinatore responsabile del Polivalente, si è soffermato sulle motivazioni della Festa dell'Eccellenza. "Oggi i media - ha detto - non perdono occasione per mettere in evidenza le negatività della scuola: atti di bullismo,

Tornano le pagelle con i voti, è rischio caos ( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I presidi: mancano circolari da Roma Tornano le pagelle con i voti, è rischio caos Le nuove pagelle? Fanno già discutere. E pure litigare. Al centro dello scontro i voti in decimi al posto dei giudizi già dalle elementari. «E nessuna circolare dal ministero», accusano i presidi. Così ognuno fa di testa propria.

Galleria, volantini e fumogeni degli studenti ( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: No alla legge Gelmini. No alla riforma dell'università. Gli studenti sono scesi, ancora una volta, in piazza per dire: «No». «Voi approvate noi blocchiamo», recita parte dello striscione appeso in Galleria Vittorio Emanuele. I ragazzi, in tutto una cinquantina, hanno acceso tre fumogeni e lanciato dai balconi dell'Ottagono volantini di protesta.

Pagelle, via ai voti. <Nessuna regola, è il caos> ( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: obiettivo del ministero è fare un passo avanti, con il voto. «Per avere una scuola più competitiva». Ma i sindacati sono di tutt'altro avviso. E parlano «di passo indietro. Di oltre trent'anni». Così le nuove pagelle fanno discutere. Anzi litigare. Al centro dello scontro i voti in decimi al posto dei giudizi già dalle elementari.

Federalismo, arriva il primo sì tra le polemiche ( da "Giornale.it, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: era tra gli altri i ministri Alfano, Gelmini, Carfagna e Fitto insieme a Lupi e Ravetto) raccomanda loro di «attrezzarsi». «Serve - spiega Berlusconi - una maggiore presenza al Nord ma anche più attenzione per il Sud». La giornata del Cavaliere, però, è dedicata anche al futuro del Pdl.

L'UNIVERSITA' DELLE CATTEDRE GRIGIE ( da "Lavoce.info" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 08 del ministro Gelmini fissa le quote d'immissione dei giovani ricercatori nel sistema universitario, ma non affronta il nodo dell'età pensionabile dei docenti ordinari. All'università serve una riforma che diminuisca rapidamente il numero degli ordinari, preservando al contempo la trasmissione del sapere fra le generazioni.

Provincia Arriva la guida per scegliere l'iter di studi giusto ( da "Giornale.it, Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sta ancora lavorando il ministro Maria Stella Gelmini. La guida, suddivisa in aree formative al cui interno sono raggruppati gli indirizzi didattici affini, è strutturata in due parti: una dedicata all'istruzione secondaria di secondo grado (area liceale, area tecnica, area professionale, corsi serali) e una dedicata alla formazione professionale (corsi di formazione professionale)


Articoli

Festeggiati i 103 anni di Nonna Gabri (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-01-2009)

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ALASSIO Festeggiati i 103 anni di Nonna Gabri Il Comune e i familiari hanno festeggiato mercoledì mattina i 103 anni di Gabriella Gelmini Corvi. L'ultracentenaria, nata il 7 gennaio 1906 a Milano, si è trasferita ad Alassio col marito Leonida Corvi negli anni Trenta. L'assessore Loretta Zavaroni le ha consegnato un mazzo di fiori.\

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UNIVERSITA', SPESA RIDOTTA PER GLI ATENEI (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITA', SPESA RIDOTTA PER GLI ATENEI SEGUE DALLA PRIMA infatti, se è indubbiamente positivo che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario - che ammonta in tutto a circa 7,5 miliardi di euro - sia distribuito su basi qualitative, non è più accettabile che ben il 93% del Fondo stesso continui ancora ad essere ripartito senza tenere in alcuna considerazione i risultati del lavoro didattico e scientifico che si sviluppa in ogni Ateneo. Né si può dimenticare come, a partire dalla legge 537 del 1993, che ha introdotto per le Università l'autonomia finanziaria e la distribuzione dei fondi statali, la mancata ripartizione di tali fondi su basi qualitative abbia causato per quindici anni un'iniqua situazione di sottofinanziamento per alcuni sistemi universitari regionali (per il Veneto, ad esempio, si calcola in 541 milioni di euro il sottofinanziamento accumulato negli ultimi dodici anni, mentre per l'Università di Padova esso ammonta a circa 30 milioni di euro l'anno). Una situazione, questa, cui per il passato è difficile porre rimedio, stante la volontà del ministero dell'Economia di contenere la spesa per l'Università. Se la fine del finanziamento a pioggia delle Università italiane è comunque un obiettivo serio e da condividere anche per il futuro, la legge Gelmini non toglie però il macigno che peserà sui bilanci degli Atenei a partire dal 2010 a causa degli ingenti e indifferenziati tagli lineari decisi con la cosiddetta «manovra d'estate». Se non interverranno novità e ripensamenti, dall'anno prossimo i nodi verranno al pettine e risulterà evidente a tutti che è semplicemente impossibile introdurre meccanismi meritocratici che pongano fine alle logiche distributive, basate esclusivamente sulla cosiddetta «spesa storica» del passato, e nel contempo ridurre le risorse complessivamente destinate al sistema universitario. L'esito inevitabile sarebbe che, nel giro di pochi anni, la quasi totalità degli Atenei, anche di quelli «virtuosi», a causa dell'effetto combinato dei tagli e degli aumenti automatici della spesa per gli stipendi del personale, verrebbe messa nell'impossibilità di adempiere le proprie funzioni di formazione e di ricerca. Riconoscere nei fatti, e non solo con la retorica delle parole, che le Università non sono tutte eguali, incentivando chi ha fatto e continua a fare scelte virtuose, mirate ad accrescere la qualità della ricerca e della didattica, e penalizzando invece chi fa scelte che vanno nella direzione opposta, è un passaggio necessario nella politica di riqualificazione della dinamica della spesa pubblica per le Università. Ma non basta. Il sistema delle Università italiane è purtroppo arretrato rispetto a quello dei maggiori sistemi europei. Per non perdere il passo della comunità scientifica internazionale e per riacquistare in pieno il ruolo necessario per un Paese avanzato come il nostro, non c'è che una via: prendere coscienza che ricerca, formazione e innovazione sono i principali fattori di crescita per un Paese civile. In Francia, è prevista tra il 2007 e il 2011, una crescita del 37% della spesa pubblica per ogni studente universitario. La classe politica italiana deve assumersi le proprie responsabilità rispetto alle generazioni future, che sono poi il futuro del Paese, anche se si trova di fronte a un'opinione pubblica che reputa normale finanziare gli autotrasportatori o riassestare l'Alitalia, facendo pagare al contribuente un conto superiore ai 4 miliardi di euro, ma che non fa una piega se non si trovano risorse sufficienti per la ricerca e l'istruzione superiore. Giuseppe Zaccaria

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Premiati gli atenei virtuosi (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

«Premiati gli atenei virtuosi» Il rettore Bassi accoglie positivamente il decreto Gelmini TRENTO. Il tanto discusso decreto Gelmini sull'università è legge. Il provvedimento è stato approvato ieri pomeriggio dalla Camera dei deputati. Il testo è quello uscito dal Senato lo scorso 28 novembre. La riforma Gelmini è accolta con soddisfazione dal rettore dell'Università di Trento Davide Bassi poiché contiene una novità importante: le università italiane che spendono più del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo e solo gli atenei con i conti a posto potranno assumere nuovo personale. «Per la prima volta un governo finanzia gli atenei sulla base dei risultati: un principio di meritocrazia che pone fine alla logica dei finanziamenti a pioggia che non davano alcun incentivo a fare bene. Inoltre, è stato attenuato il blocco del turnover, avviato solo per quegli atenei che non hanno i conti a posto». Per Bassi sono questi due gli aspetti positivi di una riforma che ha comunque portato solo ritocchi: «Sarebbe stato importante anche eliminare i concorsi, ma mi rendo conto che non è facile. In ogni caso per gli atenei sarebbe fondamentale poter assumere a chiamata, con selezioni affidate ad esperti di livello internazionale, come si fa in tutti gli altri paesi europei». Per il rettore resta un'altra incognita: «La Finanziaria di luglio prevede tagli macroscopici per il 2010 e su questo aspetto il decreto non dice nulla». Infine, la nuova legge prevede premi per gli studenti più meritevoli, in linea con la decisione presa un anno fa dall'ateneo trentino che prevede un sistema di tassazione in base ai risultati ottenuti dagli studenti. Durante la discussione in Parlamento l'onorevole Sigfried Brugger (Svp) ha ricordato: «Abbiamo presentato un ordine del giorno su un punto fondamentale per le minoranze linguistiche. E' importante estendere alle università di Bolzano, di Trento e della Valle d'Aosta le facilitazioni previste per le altre università in ordine alla chiamata diretta di professori e ricercatori di chiara fama». (j.t.)

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Mezzano, serata informativa sull'agricoltura biologica (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Mezzano, serata informativa sull'agricoltura biologica MEZZANO. Oggi alle 20.30, al Centro civico seconda serata del ciclo "Dalla Terra alla Tavola", dal titolo "Terreno e fertilità; caratteristiche dei suoli, preparazione del terreno e conservazione della sua fertilità". Relatore Ivo Gelmini, produttore biologico e vicepresidente dell'Associazione trentina per l'agricoltura biologica. L'incontro, promosso da Atabio (Associazione trentina per l'agricoltura biologica) con il sostegno del Comune e della Condotta Slow Food "Feltrino e Primiero", sarà anche occasione per offrire l'opportunità di acquistare e scambiare sementi locali, nonché piantine da trapianto prodotte con metodo bio. Al termine degustazione di prodotti biologici. (r.b.)

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NEO - DEM La riforma Gelmini che c'è e non c'è (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 007  pag. 7 del 9/1/2009 | Indietro NEO - DEM La riforma Gelmini che c'è e non c'è PRIMO PIANO Di Pierluigi Mantini La legge Gelmini votata dalla Camera davvero non può definirsi una riforma dell'Università. è un provvedimento un po' migliorato dal Senato e occorre riconoscere una qualche disponibilità in quella sede all'ascolto dell'opposizione. Ma è un testo nel complesso modesto, assai parziale, privo dell'innovazione necessaria. L'affermazione della Gelmini che si tratta di un passo in avanti verso la meritocrazia e il ricambio generazionale è altisonante e sproporzionata, sostanzialmente infondata. Il blocco del turn over, che nelle altre amministrazioni è al venti per cento, è stato portato al cinquanta per cento per favorire i nuovi ricercatori cui è riservata la quota del sessanta per cento delle assunzioni. è un miglioramento ma pur sempre nel quadro di una politica restrittiva delle assunzioni e delle risorse, in una classifica europea che vede già l'Italia agli ultimi posti per finanziamento pubblico e privato ed è una norma che comunque incentiva il precariato in un'università che, secondo l'Andu, ha già 50.000 docenti precari. Si dice che si premia finalmente la qualità ma le misure sono modeste e indeterminate e consistono in una quota non inferiore al sette per cento del fondo di finanziamento ordinario per gli atenei che hanno più alte performance qualitative nell'offerta formativa, nella ricerca scientifica e nell'efficienza delle sedi didattiche. Soprattutto preoccupa la forte discrezionalità, in assenza di criteri di valutazione definiti con legge, in tal modo riservata al governo su quantità e destinatari. Bene l'istituzione dell'anagrafe nazionale nominativa di professori e ricercatori e l'obbligo di pubblicità delle attività di ricerca delle università così come il «rientro dei cervelli» ma le conseguenze per la «mancata effettuazione di pubblicazioni scientifiche nel biennio» comporta solo la «diminuzione della metà dello scatto biennale» di carriera. Troppo poco, a ben vedere, se si vogliono davvero punire i fannulloni e premiare il merito scientifico. Resta poi un pasticcio la nuova disciplina dei concorsi che prevede il doppio criterio dell'elezione di dodici ordinari e del sorteggio, tra gli eletti, di quattro commissari cui si aggiunge il membro interno designato dalla facoltà che bandisce il concorso. Ma in tal modo non si sconfiggono le cordate più o meno baronali e si complicano di molto le procedure dovendo ricorrere alle discipline affini ove i numeri non consentano la piena copertura. Meglio allora, in assenza di riforme più incisive, selezionare direttamente per sorteggio i commissari, con un criterio più equanime e semplice . Inoltre nel testo Gelmini permane la sciagurata possibilità di riapertura dei termini concorsuali, fino al 31 gennaio 2009, per i concorsi già banditi sulla base delle precedenti norme, sebbene a titoli scientifici invariati. Ma cosa vuol dire quel «possono», chi sì?, chi no? Una questione non chiarita, che provocherà incertezze e possibili contenziosi, anche se, secondo il principio «ubi lex voluit dixit», dovrebbe intendersi come una facoltà e non come un obbligo. Ma ciò che proprio non si può condividere è ciò che non c'è nel decreto e avrebbe dovuto invece esserci. La Gelmini ha mostrato coraggio nell'attaccare il dispersivo «federalismo universitario» all'italiana seppur tacendo sul fatto che esso ha molti padri ma una madre certa, l'allora ministro Moratti, sia per l'implementazione del sistema di laurea 3 + 2, che raddoppia confusamente i corsi, che per la proliferazione delle sedi universitarie che tra il 2000 e il 2005 sono passate da 70 a 95. Non si tratta di polemica politica ma del coraggio di affrontare le cose fino in fondo, coraggio che è mancato. E per recuperare le risorse necessarie, oltre la razionalizzazione dei costi inutili e degli sprechi, si dovrebbe passare ad incentivare la vocazione delle università a stare da protagoniste nei ricchi mercati della consulenza professionale, non solo come incubatori di imprese, ma come imprese di servizi culturali esse stesse.

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Prof fannulloni, stipendi tagliati (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 007  pag. 26 del 9/1/2009 | Indietro Prof fannulloni, stipendi tagliati DIRITTO E FISCO Di Benedetta P. Pacelli Il dl Gelmini, convertito in legge ieri, prevede l'istituzione di un'anagrafe di professori e ricercatori Penalizzati i docenti che non pubblicano opere di qualità Università, si cambia. E d'ora in poi chi cerca e trova sarà premiato, chi non lo fa, invece, sarà penalizzato. Perché, la lotta al merito e alla trasparenza che il ministro dell'istruzione e dell'università Mariastella Gelmini ha innescato con il decreto-legge 180/08, approvato ieri in via definitiva sul filo di lana (i termini per la conversione scadevano oggi), passerà anche attraverso un dimezzamento degli scatti biennali per i docenti fannulloni. Che, se non realizzano pubblicazioni scientifiche di qualità, non solo avranno una busta paga più leggera, ma verranno anche tagliati fuori dalla ripartizione dei fondi Prin (Progetti di ricerca di interesse nazionale) e dalle commissioni d'esame. Insomma è un giro di vite antifannulloni, alla Brunetta, uno dei punti chiave della riforma con cui la Gelmini ha voluto affrontare i nodi più urgenti del sistema universitario. Anagrafe dei docenti Per censire le pubblicazioni scientifiche dei docenti ed evitare quindi le carriere facili nasce, da questo anno, l'Anagrafe nazionale dei professori ordinari e associati e dei ricercatori. Il censimento delle pubblicazioni, da aggiornare annulmente, ha lo scopo di introdurre criteri meritocratici: chi, infatti, per due anni non avrà prodotto pubblicazioni scientifiche di rilievo si vedrà dimezzare lo scatto biennale dello stipendio. Stretta sugli atenei spendaccioni Nel mirino però non solo professori scansafatiche, ma anche università spendaccione. In nome della trasparenza, infatti, tutti gli atenei dovranno rendere pubblici i loro bilanci e informare il ministero sull'uso dei finanziamenti. Chi sgarra e soprattutto entro il 31 dicembre di ogni anno avrà sforato il 90% del Fondo del finanziamento ordinario (la principale fonte di entrata per le università statali) per il pagamento degli stipendi non potrà bandire concorsi né assumere personale. Premi agli atenei virtuosi Fondi in più invece agli atenei virtuosi, che potranno contare su circa 500 milioni di euro (il 7% in più del Ffo) se dimostreranno di avere offerta formativa, ricerca scientifica e sedi didattiche di qualità. Le modalità di ripartizione delle risorse saranno definite con un decreto del ministero dell'università da adottare entro il 31 marzo 2009 sentiti i Comitati di valutazione. Ridotto il blocco del turn over Per favorire l'assunzione dei giovani ricercatori, il blocco del turn over (a quota 20% nelle altre amministrazioni) viene elevato al 50% (la finanziaria lo limitava appunto al 20%), con un vincolo di spesa: almeno il 60% delle assunzioni dovrà essere destinato ai giovani ricercatori. I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal turn over (2300 ricercatori) e anche gli enti di ricerca sono esclusi dal blocco delle assunzioni entrato in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche. Inoltre, le università che rinunceranno a trattenere docenti oltre i 70 anni di età, potranno raddoppiare il numero dei posti per i ricercatori. Le commissioni di concorso Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti docenti di I e II fascia saranno composte, a differenza di quanto accadeva finora, da 4 professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da 1 solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Per i ricercatori, invece, in attesa del riordino del sistema di reclutamento, le commissioni saranno composte da 1 professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. Borse di studio ai giovani meritevoli privi di mezzi economici Al fine di favorire la mobilità degli studenti garantendo l'esercizio del diritto allo studio, il fondo per le residenze e gli alloggi universitari viene incrementato di 65 milioni di euro per l'anno 2009. Inoltre, per garantire le borse di studio ai ragazzi disagiati e meritevoli il fondo per il 2009 è incrementato di 135 milioni di euro, più altri 405 milioni di euro recuperati dalle aree sottoutilizzate. Rientro dei cervelli Le università, nell'ambito delle proprie disponibilità, potranno coprire i posti da ordinario, associato e ricercatore chiamando studiosi stabilmente impegnati all'estero a livello universitario da almeno un triennio, o anche quelli già impegnati nel Programma ministeriale di rientro dei cervelli.

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Il sito che piace ai politici e premia Berlusconi (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-01-2009)

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Il sito che piace ai politici e premia Berlusconi il premier raccoglie il maggior numero dei consensi Governo e opposizione usano Facebook per promuoversi. E addirittura An lancia una crociata contro il sindaco di Torino 09/01/2009 PER I POLITICI è diventato uno strumento popolare, di incontro diretto con i cittadini, al pari di altri strumenti quali Youtube o Myspace. Ed è diventato anche un termometro del gradimento. Ma, per gli stessi politici, il social network più diffuso al mondo è diventato anche un pericoloso nemico, punto d'incontro di chi protesta. Il caso emblematico è quello di ieri quando, in poche ore, i cittadini di Milano e Torino si sono scatenati contro i rispettivi sindaci, Letizia Moratti e Sergio Chiamparino, per contestarli della disorganizzazione manifestata durante e a seguito delle nevicate. I gruppi "Vieni a spalare con noi" e "Letizia dimettiti" hanno subito riscosso un gran consenso. Da non sottovalutare, poi, un altro aspetto: in un caso, quello anti-Chiamparino, è stato addirittura un autorevole esponente provinciale di An, Agostino Ghiglia, a lanciare il gruppo. Come a dire che anche la politica ha colto l'attimo e capito il potenziale: un appello lanciato in poche ore ha permesso di trovare consensi e partecipazione alla manifestazione di protesta andata in scena, ieri mattina, sotto al palazzo Civico torinese. E che Facebook stia servendo ai politici lo dimostra una recente classifica curata da ClandestinoWeb e dedicata alla categoria fans dei politici di Facebook: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è primo sul podio con oltre 40 mila fans. Bazzeccole rispetto ai 3.579.708 sostenitori del neopresidente americano Barack Obama, ma comunque interessante. Segue, in termini di popolarità, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, con poco meno di 26mila sostenitori. Sul terzo gradino del podio c'è il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, con oltre 25mila fans. Fuori dal podio, ma per poco, il ministro per l'Istruzione Mariastella Gelmini: per lei oltre 23mila sostenitori. A seguire: il leader dell'opposizione, Walter Veltroni, con 17.678 sostenitori, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in forte crescita con quasi diecimila sostenitori. Al settimo posto di questa speciale classifica c'è l'ex governatore sardo Renato Soru con oltre ottomila fans e all'ottavo Antonio di Pietro, unico a perdere quasi tremila sostenitori negli ultimi giorni. Al nono posto, un altro ministro, quello della Difesa Ignazio La Russa che si difende bene con i suoi oltre 8mila fans. Sono invece poco più di 6mila i fans di Giulio Tremonti, 4.390 quelli che hanno scelto Massimo D'Alema mentre sono 3.154 gli estimatori di Romano Prodi e 2.497 quelli di Anna Finocchiaro, seconda tra le donne. Seguono Pier Ferdinando Casini con 2.335 fans, Roberto Calderoli con 2.295, e Marco Pannella con 1.686. L. C. 09/01/2009 letizia moratti «a spalare la neve» 09/01/2009 La pioggia, che per ben tre volte ha costretto i fedeli ad aprire gli ombrelli, non è riuscita a rovinare la festa. La gioia è stata espressa attraverso canti comeLa gioia è stata espressa attraverso canti come 09/01/2009 sergio chiamparino «pulisci le strade» 09/01/2009 È stato il segretario provinciale torinese di An, Agostino Ghiglia, a fondare il gruppo "Mandiamo Chiamparino a spalare la neve": 800 gli aderenti. E ieri protesta a Palazzo Civico 09/01/2009

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L'ira di Fassino su Mantini Basta cazzate sui giornali (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

L'ira di Fassino su Mantini «Basta cazzate sui giornali» Mantini parla con "Libero" della gestione patrimonial-politica di Ds e Margherita, Fassino s'infuria e lo insulta davanti a decine di deputati. Il suo portavoce: «Erano falsità, la reazione è più che legittima». Il Fassino furioso spunta tra le colonne del Transatlantico subito prima di pranzo, mentre in Aula ci sono le dichiarazioni di voto sul dl Gelmini e, fuori, metà dei deputati aspetta di chiudere la pratica con l'ultima votazione. Piomba in un attimo su Pierluigi Mantini, che è su uno dei divanetti bordeaux della sala e parla ai microfoni di Radio Radicale. È furioso Fassino, davvero, ma freddo. Sdegnato. Accanto all'assiso deputato diellino, pare ancora più alto. «Parla delle cose che sai, guarda che io alla fine reagirò», esordisce, ma è niente. «Non basta dichiarare per andare sui giornali», aggiunge. Poi esplode. «Sono un sacco di cazzate quelle che hai detto nell'intervista. Mi sono rotto i coglioni, davvero», precisa. E pian piano si allontana, fin quasi a sparire di nuovo dietro le colonne. Il microfono di Radio Radicale, in una involontaria replica del metodo Iervolino (è lo spirito del tempo, forse), memorizza le parole, i toni, senza aggiungere, né togliere. E non è finita. Mantini, che con "Libero" aveva parlato delle differenze patrimonial-politiche a suo dire esisterebbero tra la Margherita («che ha conferito il suo intero patrimonio al Pd») e i Ds («che, invece, non l'hanno fatto»), si imbarazza ma resta seduto. E prova a smorzare: «Sono nel comitato di tesoreria, non devi fare così», azzarda. «Ma dove stai?», risponde da lontano l'urlo fassiniano,«hai detto un sacco di cazzate, e mi sto rompendo i coglioni di leggere ogni giorno delle cazzate». «E allora cambia giornale», sbotta Mantini. «Se uno è cretino, è bene che taccia», chiosa Fassino. Fine primo round. Mezz'ora dopo, l'ex segretario Ds torna all'attacco. Sempre in Transatlantico, ossia di nuovo davanti a tutti. Stessi toni e un'aggiunta: «Ci vediamo in tribunale». «Cercherò di farlo ragionare in privato», assicura poi Mantini. Il deputato diellino però ribadisce le sue argomentazioni. E pure le critiche alla scelta del ministro ombra del Pd di firmare manifesto del Pse: sul punto l'aveva già attaccato due mesi fa. Dopo lo sfogo, Fassino sceglie il silenzio. In serata, il suo portavoce scrive (e diffonde) una lettera a "Libero" nella quale replica punto su punto a Mantini, smentendo ogni sua affermazione e spiegando che quell'intervista «è piena di stupidaggini» e «falsità». E che questo «spiega, anche, la più che legittima reazione sdegnata dell'onorevole Fassino». SUSANNA TURCO ROMA sturco@unita.it

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CONCORSI NUOVE POSSIBILITÀ PER I RICERCATORI (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

CONCORSI NUOVE POSSIBILITÀ PER I RICERCATORI Il decreto-legge 180 sull'università, più propriamente detto decreto Gelmini-Giavazzi (dal nome del ministro proponente e del professore ispiratore), contiene diverse dichiarazioni velleitarie, prive di effetti concreti, e molte disposizioni affrettate, talvolta inapplicabili. Contiene anche, però, una norma che dovrebbe avere effetti positivi sul reclutamento dei docenti, che, come è noto, avviene quasi esclusivamente con i concorsi a ricercatore. D'ora in poi le commissioni per i concorsi a ricercatore saranno formate da tre professori, di cui due ordinari estranei all'università che ha bandito il posto. Questa è l'unica disposizione del decreto-legge che potrebbe porre un freno al localismo (a volte venato di nepotismo) nel reclutamento dei docenti. In commissione ci saranno due testimoni autorevoli, di rango almeno pari a quello del membro interno. Si aprirà uno spiraglio per i candidati estranei all'ambiente della facoltà che ha bandito il concorso. Finora, per i concorsi a ricercatore la prassi vigente era che la facoltà interessata delegasse un professore, il cosiddetto membro interno della commissione, a scegliere il vincitore, tra i suoi allievi o seguaci. La commissione era poi completata, attraverso l'elezione di altri due membri, i quali però erano di rango accademico inferiore e scarsamente interessati ad interferire con la decisione di chi ne sapeva di più. L'accordo generale era che ogni barone fosse sovrano nel suo feudo. Come ha reagito il mondo accademico a questa innovazione? Prima di tutto cercando di scongiurarla. Così ad esempio il Consiglio Universitario Nazionale (CUN), all'unanimità, ha chiesto di ritornare alla vecchia composizione delle commissioni. Poi chiedendo che fossero esentati dalla concorrenza a livello nazionale i concorsi per ricercatore "a tempo determinato". Anche il co-proponente del decreto legge, il prof. Francesco Giavazzi, ha proposto (www.lavoce.info 18 novembre 2008) di "riconsiderare l'estensione delle regole dei concorsi per i ricercatori a tempo indeterminato a quelli per ricercatore a tempo determinato per i quali conviene mantenere, almeno in alcune sedi, maggiore autonomia". Il progetto dei "baroni", che speriamo non vada in porto, è dunque ora quello di spostare il reclutamento su posti "a tempo determinato" con il doppio scopo di sottrarsi nelle scelte per le assunzioni alla censura dei colleghi, e di mantenere più a lungo un controllo diretto sull'operato e la "fedeltà" dei loro giovani colleghi.

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"scuola, duemila i posti a rischio" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bari La Flc-Cgil "Scuola, duemila i posti a rischio" Sono tra i 1300 e 2200 i posti di docente che potranno essere tagliati in Puglia nella sola scuola primaria per il prossimo anno scolastico. Ciò alla luce della bozza di Regolamento predisposta dal ministro Gelmini e approvata dal Consiglio dei Ministri prima di Natale 2008 e che attende a breve il via definitivo. Lo rende noto la Flc-Cgil Puglia che rilancia la mobilitazione del settore. Infatti, oltre all´introduzione del maestro unico nelle prime classi, che di per sè produrrebbe una riduzione di circa 1.300 posti, sono a rischio i 760 posti di lingua straniera, oggi coperti da docenti cosiddetti specialisti.

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atenei, la riforma gelmini è legge il pd: tagli di un miliardo di euro - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 19 - Cronaca Il Ministro: sarà premiato il merito. Per finanziare le borse di studio utilizzati 200 milioni dal fondo per le aree sottosviluppate Atenei, la riforma Gelmini è legge Il Pd: tagli di un miliardo di euro Il decreto è stato approvato con 281 voti, contrari 196. No del Partito democratico e Idv MARIO REGGIO ROMA - Il decreto Gelmini sull´università è legge. è stato approvato ieri in via definitiva dalla Camera: 281 voti a favore, 196 contrari, 28 gli astenuti. Hanno votato no i deputati del Pd e dell´Idv, quelli dell´Udc si sono astenuti. Il ministro Mariastella Gelmini canta vittoria: «L´università oggi cambia - ha dichiarato - Si è valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei, introdotta più trasparenza nei concorsi. Da questi tre pilastri non si potrà prescindere». L´opposizione, invece, attacca la nuova legge, che è passata grazie al decimo voto di fiducia nella legislatura: «Il governo ha perso l´occasione di affrontare i problemi endemici dell´università e della ricerca. Tra l´altro - secondo il Pd - a partire dal 2010 sugli atenei si abbatterà la scure di Tremonti: un taglio di un miliardo di euro in tre anni sul Fondo di finanziamento ordinario che ora non raggiunge i 7 miliardi l´anno. E per finanziare le borse di studio assieme alle residenze per i fuori sede la nuova legge ha scippato 200 milioni di euro dal Fondo per le aree sottosviluppate, soldi che si aggiungono ai 14 miliardi già sottratti dall´inizio della legislatura». Intanto l´approvazione del decreto ha riportato in piazza gli studenti dell´Onda: dopo il sit in sotto Montecitorio di due giorni fa, ieri sera un corteo ha attraversato il centro di Torino. E c´è da scommettere che si tratta solo dell´inizio di una nuova mobilitazione. Ecco i punti centrali della legge. Le commissioni di concorso: quattro professori ordinari estratti tra quelli eletti a livello nazionale tra i docenti della materia ed uno solo nominato dalla facoltà. Una stretta che però non scongiura gli accordi sotterranei per far passare i favoriti. Secondo punto: le università che spendono più del 90 per cento del bilancio per gli stipendi non potranno bandire concorsi. Ma con la mannaia di Tremonti che si avvicina, sarà difficile che qualche ateneo si salvi. Tra quelle "virtuose", per bilancio, produzione scientifica e qualità formativa, verrà ripartito il 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario. Deroga al blocco del turn over per i ricercatori: la soglia sale dal 20 al 50 per cento. Il governo, poi, si è impegnato ad arrivare all´abolizione del valore legale della laurea.

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In Sardegna la sinistra ha... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

n. 8 del 2009-01-09 pagina 15 «In Sardegna la sinistra ha lasciato un disastro Non avrà la riconferma» di Francesca Angeli Il candidato presidente Pdl: «Conosco i problemi della Regione Soru? Ha fatto il monarca, da lui misure di facciata e sprechi» Roma «L'università da oggi inizia a cambiare. Valorizzazione del merito, trasparenza nella gestione delle risorse e nel sistema del reclutamento, premi per i giovani più preparati: da questi tre pilastri non si potrà più prescindere». Questo l'impegno preso dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini subito dopo l'approvazione del decreto di riforma del sistema universitario, promosso dall'aula di Montecitorio con 281 sì, il no del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori e l'astensione dell'Udc. Astensione giudicata dal ministro «un risultato politico importante». Adesso, afferma la Gelmini «possiamo aprire un dialogo anche con l'opposizione ed affrontare una riforma ampia ed organica cercando un confronto costruttivo». Il risultato concreto più evidente ed immediato che deriverà dall'applicazione del provvedimento sarà, osserva la Gelmini, il ricambio generazionale. «Si parla da anni della necessità di cambiare e di svecchiare il corpo docente ed il settore della ricerca. Finalmente assumiamo 3000 nuovi ricercatori». Ma in che modo cambierà l'Università? «Grazie ai nuovi meccanismi si affermano i valori del merito sia per gli studenti ed i giovani ricercatori sia per i professori. Soprattutto si chiude con l'era dei finanziamenti indiscriminati e si opera una netta distizione tra le Università virtuose e quelle sprecone». Gli Atenei con una spesa del personale troppo elevata non potranno infatti effettuare nuove assunzioni. Ed il 7 per cento del Fondo ordinario e di quello straordinario andrà alle Università migliori. Ovvero a quegli Atenei che offrono una qualità della ricerca ed una offerta formativa competitiva. «In tempi di crisi come questi poi - aggiunge la Gelmini - siamo riusciti ad incrementare di 135 milioni di euro le borse di studio per gli studenti meritevoli». L'autunno appena trascorso è stato caldissimo per il ministro, caratterizzato dalle proteste di studenti, professori e sindacati. Manifestazioni che il governo aveva messo nel conto, visto che il sistema scolastico nel suo complesso difficilmente accoglie a braccia aperte le novità e di solito oppone fiera resistenza ai cambiamenti. Il ministro però ha tirato dritto pur ribadendo la disponibilità al dialogo non intende rallentare la marcia. «Fin dall'inizio la sinistra ha cercato di spostare il dibattito soltanto sui tagli, in modo da oscurare tutti gli altri aspetti e la necessità di un profondo rinnovamento - spiega il ministro. - Ma è fuorviante pensare che l'unico problema degli Atenei siano le risorse. La vera questione non è la quantità dei finanziamenti ma la loro distribuzione. Come vengono spesi questi soldi? In molti casi malissimo: tutto per gli stipendi e nulla per la ricerca». Le nuove formule per il reclutamento, con il sorteggio di 4 dei professori che faranno parte della commissione esaminatrice, secondo la Gelmini, non potranno che essere apprezzate dagli studenti meritevoli che da tempo lamentano il proliferare di baronie e privilegi negli Atenei. «Mi sembra che affiorino segnali positivi, ad esempio l'astensione dell'Udc - prosegue il ministro -. Anche i giovani che ieri protestavano capiranno che quella scelta dal governo è l'unica strada per un vero rinnovamento: dobbiamo colmare un ritardo decennale e non ci fermeremo. Ascolteremo tutti e accetteremo i contributi costruttivi ma andremo avanti. Sento forte la responsabilità del cambiamento. Noi siamo stati votati per cambiare e modernizzare il paese. Ascolterò tutti ma poi prenderò le decisioni necessarie e non difenderò l'indifendibile ovvero lo status quo». Infine un apprezzamento da parte della Gelmini per il rettore della Sapienza di Roma, Luigi Frati, che ha revocato l'invito del brigatista Valerio Morucci ad un convegno ed ha invece ribadito la volontà di invitare Papa Ratzinger. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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università, ora si cambia (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

L'opposizione: un'occasione sprecata. L'Udc si astiene sul voto finale Università, ora si cambia Via libera alla riforma Gelmini con il ricorso alla fiducia ROMA. Il decreto Gelmini in materia di università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari, e 28 astenuti. A favore del provvedimento, su cui il governo ha incassato la fiducia, ha votato solo la maggioranza; quanto all'opposizione, il Pd e l'IdV hanno espresso voto contrario mentre l'Udc si è astenuta sul voto finale «per offrire un'apertura di credito nei confronti del ministro Gelmini». «L'università oggi cambia - esulta il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'Università per diventare professori o ricercatori. Da questi tre pilastri non si potrà prescindere». Marina Sereni del Pd bolla il decreto come «un'occasione mancata». «L'Università va cambiata - ha detto - ma per affermare questa necessità non c'era e non c'è nessun bisogno di una campagna denigratoria sugli atenei. In queste settimane invece, per contrastare una pacifica e razionale protesta di studenti e docenti contro un taglio insostenibile alle risorse da destinare alle università, si è alimentata una campagna contro le università del nostro paese, facendo di tutta l'erba un fascio, dipingendole tutte come sprecone, corrotte, incapaci di fare ricerca». Il ricorso a un decreto blindato con la fiducia, ha spiegato Giuseppe Drago, «ha impedito un costruttivo dibattito parlamentare, che sarebbe stato essenziale». Tuttavia, resta «necessaria una riforma organica dell'Università. La maggioranza difende il provvedimento. «Il decreto - spiega Stefano Caldoro (Pdl) - ha avviato un percorso di rinnovamento e riqualificazione del sistema universitario volto al perseguimento degli obiettivi del merito, della trasparenza, della qualità e della competitività».

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la sfuriata di fassino a mantini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Attualità La sfuriata di Fassino a Mantini A Montecitorio furioso litigio sui conti di Ds e Margherita L'ex segretario: sei un irresponsabile, ci vedremo in tribunale ROMA. «Hai detto un sacco di cazzate, io mi sono rotto i coglioni, non basta dichiarare per finire sui giornali». Doppia sfuriata in Transatlantico di Piero Fassino contro il deputato del Pd Pierluigi Mantini per un'intervista rilasciata da quest'ultino a «Libero» sui conti del parito democratico. La prima avviene mentre Mantini è intervistato da Radio Radicale. A microfoni aperti. La seconda qualche ora più tardi. La Camera ha appena votato sul decreto Gelmini quando l'ex segretario dei Ds aprostrofa nuovamente Mantini: «Sei un irresponsabile, sei un cretino, tu devi rispondere delle cose che dici, ci vediamo in tribunale». A far saltare i nervi di Fassino le accuse dell'ex esponente popolare sulla questione dei fondi. Secondo Mantini infatti, visto che molti circoli del Pd sono nelle ex sezioni dei Ds, «ora di propietà delle Fondazioni della Quercia, siamo al paradosso per cui il Pd paga i Ds, li finanzia, fa in modo che continuino ad esistere». L'ex popolare non ha da recriminare solo sulla gestione economica del neonato partito. A Fassino rimprovera anche di aver firmato il manifesto del Pse come segretario dei Ds. Aggredito verbalmente da Fassino, Mantini prova a replicare: «Ma sono nel comitato dei tesorieri...». L'autodifesa però non sortisce effetti e Fassino entra in aula attaccando ancora: «Se è uno stupido stia zitto». La querelle avrà strascichi giudiziari? «Ho visto Fassino davvero fuori di sè. A questo punto non so se devo rivedere il rapporto di stima che ho nei suoi confronti, io ho solo il torto di parlare più chiaramente degli altri». Mantini dice che cercherà Fassino privatamente e che «in questa fase è meglio lasciar stare i tribunali». L'ultima parola è del portavoce di Fassino: Mantini ha detto un sacco di stupidaggini, bisognerebbe parlare solo di ciò di cui sa. Altrimenti si tace. E questo spiega la sua reazione sdegnata». (m.b.)

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La sfuriata di Fassino a Mantini (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

La sfuriata di Fassino a Mantini A Montecitorio furioso litigio sui conti di Ds e Margherita L'ex segretario: sei un irresponsabile, ci vedremo in tribunale ROMA. «Hai detto un sacco di cazzate, io mi sono rotto i coglioni, non basta dichiarare per finire sui giornali». Doppia sfuriata in Transatlantico di Piero Fassino contro il deputato del Pd Pierluigi Mantini per un'intervista rilasciata da quest'ultino a «Libero» sui conti del parito democratico. La prima avviene mentre Mantini è intervistato da Radio Radicale. A microfoni aperti. La seconda qualche ora più tardi. La Camera ha appena votato sul decreto Gelmini quando l'ex segretario dei Ds aprostrofa nuovamente Mantini: «Sei un irresponsabile, sei un cretino, tu devi rispondere delle cose che dici, ci vediamo in tribunale». A far saltare i nervi di Fassino le accuse dell'ex esponente popolare sulla questione dei fondi. Secondo Mantini infatti, visto che molti circoli del Pd sono nelle ex sezioni dei Ds, «ora di propietà delle Fondazioni della Quercia, siamo al paradosso per cui il Pd paga i Ds, li finanzia, fa in modo che continuino ad esistere». L'ex popolare non ha da recriminare solo sulla gestione economica del neonato partito. A Fassino rimprovera anche di aver firmato il manifesto del Pse come segretario dei Ds. Aggredito verbalmente da Fassino, Mantini prova a replicare: «Ma sono nel comitato dei tesorieri...». L'autodifesa però non sortisce effetti e Fassino entra in aula attaccando ancora: «Se è uno stupido stia zitto». La querelle avrà strascichi giudiziari? «Ho visto Fassino davvero fuori di sè. A questo punto non so se devo rivedere il rapporto di stima che ho nei suoi confronti, io ho solo il torto di parlare più chiaramente degli altri». Mantini dice che cercherà Fassino privatamente e che «in questa fase è meglio lasciar stare i tribunali». L'ultima parola è del portavoce di Fassino: Mantini ha detto un sacco di stupidaggini, bisognerebbe parlare solo di ciò di cui sa. Altrimenti si tace. E questo spiega la sua reazione sdegnata». (m.b.)

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Università, ora si cambia (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

L'opposizione: un'occasione sprecata. L'Udc si astiene sul voto finale Università, ora si cambia Via libera alla riforma Gelmini con il ricorso alla fiducia ROMA. Il decreto Gelmini in materia di università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari, e 28 astenuti. A favore del provvedimento, su cui il governo ha incassato la fiducia, ha votato solo la maggioranza; quanto all'opposizione, il Pd e l'IdV hanno espresso voto contrario mentre l'Udc si è astenuta sul voto finale «per offrire un'apertura di credito nei confronti del ministro Gelmini». «L'università oggi cambia - esulta il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'Università per diventare professori o ricercatori. Da questi tre pilastri non si potrà prescindere». Marina Sereni del Pd bolla il decreto come «un'occasione mancata». «L'Università va cambiata - ha detto - ma per affermare questa necessità non c'era e non c'è nessun bisogno di una campagna denigratoria sugli atenei. In queste settimane invece, per contrastare una pacifica e razionale protesta di studenti e docenti contro un taglio insostenibile alle risorse da destinare alle università, si è alimentata una campagna contro le università del nostro paese, facendo di tutta l'erba un fascio, dipingendole tutte come sprecone, corrotte, incapaci di fare ricerca». Il ricorso a un decreto blindato con la fiducia, ha spiegato Giuseppe Drago, «ha impedito un costruttivo dibattito parlamentare, che sarebbe stato essenziale». Tuttavia, resta «necessaria una riforma organica dell'Università. La maggioranza difende il provvedimento. «Il decreto - spiega Stefano Caldoro (Pdl) - ha avviato un percorso di rinnovamento e riqualificazione del sistema universitario volto al perseguimento degli obiettivi del merito, della trasparenza, della qualità e della competitività».

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Cambia l'università: criteri più selettivi per scegliere i docenti (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-01-09 - pag: 1 autore: Via libera definitivo alla riforma Gelmini Cambia l'università: criteri più selettivi per scegliere i docenti L'intervento di riforma dell'università è legge:la Camera ha approvato ieri in via definitiva il decreto voluto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Il provvedimento modifica, tra l'altro, le disposizioni per i concorsi, rende più stringenti i vincoli di bilancio, istituisce un'anagrafe per valutare l'operato dei docenti. Ora si apre la fase attuativa, caratterizzata da tempi stretti. Servizi u pagina 13 l'articolo prosegue in altra pagina

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Un'autonomia da costruire (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-01-09 - pag: 1 autore: IL FUTURO DEGLI ATENEI Un'autonomia da costruire di Gianni Toniolo I c inque articoli del decreto legge sull'università convertito dalla Camera mandano un segnale nella giusta direzione: aprono ai giovani, allentano i vincoli per gli atenei con i bilanci in ordine, cominciano a premiare i risultati. è solo un primo passo, ma il ministro Mariastella Gelmini si è guadagnato un'apertura di credito da chi spera sia ancora possibile liberare le potenzialità inespresse del nostro sistema universitario. Continua u pagina 14 l'articolo prosegue in altra pagina

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E sui fondi è lite Fassino-Mantini (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-09 - pag: 12 autore: Lotte intestine. Ds contro Margherita E sui fondi è lite Fassino-Mantini Conti del partito ma anche collocazione europea del Pd. Nonostante l'insistenzadi Walter Veltroni, ancora ieri nella riunione del "governo-ombra", a lasciar stare le beghe e a concentrarsi sui «problemi del Paese », i nervi nel Partito democratico sono piuttosto tesi. A perdere le staffe è stato ieri l'ex segretario dei Ds Piero Fassino che, a suon di parolacce e sotto gli occhi dei colleghi in Transatlantico, si è scagliato contro l'ex margheritino Pierluigi Mantini per un'intervista rilasciata a «Libero» nella quale si accusano gli ex Ds di continuare a finanziare le strutture della Quercia con i soldi del Pd. «Hai detto un sacco di caz... Io mi sono rotto i cogl...». Questa la prima sfuriata. Poi, qualche ora dopo, finito il voto in aula alla Camera sul decreto Gelmini, Fassino si avvicina di nuovo a Mantini: «Sei un irresponsabile, sei un cretino. Tu devi rispondere delle cose che dici». E chiude: «Ci vediamo in tribunale». Mantini ribadisce poi così il suo ragionamento sulla gestione finanziaria del partito: «Dal momento che molti circoli del Pd sono nelle ex sezioni dei Ds, che ora sono diventate proprietà delle fondazioni della Quercia, siamo al paradosso per cui il Pd paga i Ds, li finanzia, fa in modo che continuino ad esistere ». Ma questo per Mantini è solo uno dei problemi per cui il Pd stenta a nascere. Il deputato accusa Fassino anche per la sua scelta di firmare il manifesto del Pse come segretario dei Ds. Si finirà in tribunale? «Lo cercherò privatamente – conclude Mantini con un tocco d'ironia – per farlo ragionare. In questa fase meglio lasciare stare i tribunali...». Un litigio molto emblematico nei giorni in cui – il partito sotto l'assedio delle Procure –in molti hanno nostalgia di un passato prossimo in cui esistevano due partiti distinti, Ds e Margherita. è il vicesegretario Dario Franceschini a ribadire la linea: «Non si può tornare indietro come qualcuno pensa ai Ds e alla Margherita perché questo indietro non c'è. C'è il deserto ed è una follia il solo teorizzarlo». Intanto, a turbare i vertici del partito, anche un'intervista all'«Espresso» in edicola oggi, in cui il governatore della Sardegna Renato Soru parla di se stesso come del vero «anti-Berlusconi » e del voto regionale di primavera come di «una sfida tra me e Berlusconi».

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Premi agli atenei virtuosi e riforma dei concorsi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-09 - pag: 13 autore: Università. Via libera definitivo della Camera alla conversione del decreto 180 Premi agli atenei virtuosi e riforma dei concorsi Sorteggio per designare i membri delle commissioni Eugenio Bruno ROMA Il decreto legge 180 sull'università è legge. Come ampiamente previsto, con 281 «sì», 196 «no» e 28 astenuti, la Camera ha approvato ieri in via definitiva il provvedimento voluto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e già approvato dal Senato il 28 novembre scorso. Decisamente soddisfatta la stessa Gelmini: «L'università – ha commentato – oggi cambia. Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'università per diventare professori o ricercatori. Da questi tre pilastri non si potrà prescindere ». Un giudizio sposato dalla maggioranza, Lega compresa. Anche se il capogruppo del Carroccio a Montecitorio, Roberto Cota, ha rilanciato sull'abolizione del valore legale del titolo di studio (su questo tema si veda l'altro articolo qui accanto). Positivo è stato anche il commento dei rettori di Aquis (Associazione per la qualità delle università italiane statali). In una nota la conversione del Dl viene definita «un fatto indubbiamente positivo» che «costituisce solamente un primo passo nella direzione di un'università più meritocratica ed efficiente ». Di primo passo ha parlato anche Fabio Pammolli, direttore del Cerm, che ha auspicato «che si prosegua su questa linea di rigore». A metà del guado l'Udc che mercoledì aveva votato contro la fiducia posta dal Governo mentre ieri si è astenuta insieme alle minoranze linguistiche. Un segnale che va interpretato, ha spiegato il deputato Giuseppe Drago, come «un'apertura di credito» verso la Gelmini. Laddove la reazione del centrosinistra è stata di tutt'altro tenore. Il vicecapogruppo del Pd alla Camera, Marina Sereni, ha etichettato il Dl Gelmini come «un'occasione mancata». Spiegando poi i motivi per cui il suo partito, insieme all'Idv, ha votato contro: «L'università italiana va cambiata ma per affermare questa necessità non c'era e non c'è nessun bisogno di una campagna denigratoria sugli atenei italiani ». Sempre dai democratici, ma dai senatori meridionali, si è poi alzato un coro di protesta (come del resto era già accaduto a novembre dopo il varo del decreto, ndr) contro la scelta di prelevare dal Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) i 200 milionidi euro destinati a borse di studio ( 135 milioni) e residenze universitarie (i restanti 65). Oltre alle misure per gli studenti, al ministro sta particolarmente a cuore l'insieme di disposizioni per i ricercatori. L'obiettivo dichiarato della Gelmini è assumerne circa 4mila. E questo attraverso tre misure: l'esclusione dal turn over dei concorsi loro destinati e già banditi, l'esonero degli enti di ricerca dal blocco delle assunzioni in vigore per tutte le Pa e la clausola che il 60% dei nuovi ingressi negli atenei dovranno riguardare proprio i ricercatori. Degno di nota, infine, è l'ampio spazio dedicato al merito. Che parte dallo stop alle assunzioni per gli atenei con i conti in "rosso",passa per l'innalzamento del blocco del turn over dal 20 al 50% per quelli con i bilanci in regola, e si conclude con l'attribuzione del 7% del finanziamento statale (circa 550 milioni) agli atenei più virtuosi. Senza contare che dal 1Ú gennaio 2011 l'attribuzione degli scatti biennali a ordinari, associati e ricercatori avverrà in base alle pubblicazioni effettuate. LE REAZIONI Il ministro Gelmini: «Da oggi più trasparenza e valore al merito» Il Pd: occasione mancata L'Udc si astiene

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Uno spiraglio sull'abolizione del valore legale (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-09 - pag: 13 autore: ODG SULLA LAUREA Uno spiraglio sull'abolizione del valore legale Della fase due di riforma dell'università, più volte annunciata dal ministro Gelmini, dovrebbe fare parte anche l'abolizione del valore legale della laurea. Un'indicazione è arrivata ieri da Montecitorio, dove l'assemblea ha approvato un ordine del giorno, presentato dalla Lega nord, che vincola in questo senso il Governo. A spiegare l'obiettivo della proposta è stato il primo firmatario, il deputato del Carroccio Paolo Grimoldi. Ricordando la battaglia che il suo partito conduce in questa direzione da un decennio e riprendendo di fatto quanto già sostenuto dal suo capogruppo, Roberto Cota, nel corso delle dichiarazioni di voto sul decreto Gelmini, Grimoldi ha sottolineato: «Abolire il valore legale del titolo di studio rappresenterebbe il primo passo per premiare gli studenti che meritano e aiutare le università che fanno realmente formazione ». E questo perché – ha aggiunto – «si cancellerebbe la falsa concorrenza agli atenei del nord da parte delle università meridionali che si sono trasformate in laureifici». Almeno su questo punto l'opposizione ha votato insieme alla maggioranza. Spiega le ragioni del «sì» dei democratici la deputata Maria Antonietta Farina Coscioni. Intervistata da Radio radicale, la Coscioni ha commentato: «Credo che questo sia un buon inizio per una riforma del sistema universitario basato sul merito, sulla qualità dell'insegnamento e della ricerca».

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Più fondi agli atenei virtuosi La riforma diventa legge (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-09 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Alla Camera Più fondi agli atenei virtuosi La riforma diventa legge ROMA — Più fondi agli atenei virtuosi, sanzioni a quelli spreconi, maggiore trasparenza nei concorsi, aumenti dimezzati per i prof scientificamente improduttivi, aumento delle borse di studio. Il decreto Gelmini sull'università, oggetto di forti contestazioni negli atenei, è stato definitivamente approvato dalla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari e 28 astenuti, tutti dell'Udc. I termini di conversione sarebbero scaduti oggi. «Si afferma il valore del merito e per la prima volta le risorse saranno distribuite sulla base della meritocrazia — ha detto il ministro Gelmini —. Non possiamo e non vogliamo più difendere lo status quo, che mette sullo stesso piano università virtuose e sprecone». Ecco le principali novità. Le università che spendono quasi tutto in stipendi (più del 90 per cento del finanziamento statale) non potranno indire nuovi concorsi e non riceveranno i fondi per l'assunzione di ricercatori. Le università che rispetteranno i parametri non solo potranno dividersi una quota pari al 7 per cento dell'intero fondo di finanziamento ma godranno di un parziale sblocco del turn over (dal 20 al 50 per cento). Poiché i concorsi per ricercatore già banditi (2.300 posti) e gli enti di ricerca saranno esclusi dal blocco delle assunzioni, complessivamente le tre iniziative permetteranno di assumere 4.000 nuovi ricercatori. G. Ben.

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Torna stasera <Prima pagina> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

ANTENNA SICILIA Torna stasera «Prima pagina» Ritorna «Prima pagina» su Antenna Sicilia e Sicilia Channel. Questa sera alle 20,50 sarà trasmessa una retrospettiva delle ultime puntate della trasmissione di Rino Lodato (nella foto). Potemmo dire «il meglio di...», ma preferiamo parlare di «Pillole di Prima Pagina». Un filmato che ci porterà indietro fino alla prima puntata di questa nuova edizione del programma di approfondimento giornalistico di Antenna Sicilia. Si parte il 24 ottobre 2008 con la puntata dedicata alla scuola. Rivivremo i momenti della «Dance attack», i ragazzi di Giusy Vittorino, l'opinione di Mons. Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, le polemiche con la Gelmini. Passeremo alla trasmissione sull'agricoltura con l'opinione del ministro Luca Zaia, quindi alla puntata che ha riscosso enorme successo, quella sulla povertà incombente a causa delle crisi dell'economia mondiale: fra l'altro risentiremo Alice cantare un pezzo scritto da Pier Paolo Pasolini. Il 14 novembre andò in onda «Vorrei la pelle nera. Da Martin Luther King a Obama»: rivedremo le Obama-girl. Senza soste giornali e telegiornali quasi quotidianamente devono occuparsi di incidenti stradali mortali a ragazzi, spesso ubriachi o drogati. Abbiamo trattato l'argomento lo scorso 21 novembre. Riproporremo la struggente lettera a una madre di una ragazza morta in un incidenti per colpa altrui. Abbiamo trattato della violenza alle donne. Da Niscemi a Niscemi: da Lorena ala marcia partita dalla città nissena. Fermiamoci un attimo e sorridiamo con alcuni ospiti di Insieme, con le canzoni di Anna Tatangelo e con Litterio. Gran finale con Facebook, il social network di cui in questi giorni si parla per la pubblicità ad alcuni mafiosi. Insomma, c'è un po' di tutto in Prima Pagina di questa sera (con replica alle 0,25 su Antenna Sicilia). E da venerdì 16 si torna in diretta. L. D.

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Liceo Foscolo al freddo, niente lezioni (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

studenti in sciopero, il problema è noto da un mese Liceo Foscolo al freddo, niente lezioni È ormai da due giorni che gli studenti del liceo Classico «Ugo Foscolo» di Canicattì non entrano in classe. La causa è il mancato funzionamento della caldaia dell'istituto che non permette agli alunni, soprattutto con il freddo di questi giorni, di frequentare regolarmente le lezioni poiché non è possibile avviare l'impianto di riscaldamento. Il problema si era presentato prima delle vacanze natalizie e di fine anno ed era stato segnalato al dirigente scolastico il professor Giovanni Intorre. Ad oggi però non risulta nessun intervento per cercare di risolvere il problema. «Prima delle vacanze - ha detto il professore Intorre - ho avuto un incontro con i miei alunni su questo problema e li avevo rassicurati che al loro ritorno avrebbero trovato i riscaldamenti funzionanti. Così invece non è stato. Infatti - aggiunge il dirigente scolastico - i tecnici per visionare la caldaia sono arrivati a scuola nel periodo festivo e dopo avere preso visione del guasto hanno iniziato a lavorare. Mi hanno assicurato che al massimo entro un paio di giorni il problema sarà risolto e i riscaldamenti dell'istituto torneranno a funzionare meglio di prima. Voglio rivolgermi ai ragazzi ed alle loro famiglie - conclude Intorre - affinchè sin da oggi tornino a seguire le lezioni. Quest'anno a causa degli scioperi per la riforma Gelmini e adesso questa protesta i miei alunni di lezioni ne hanno seguito pochine». Dall'altra parte della «barricata» ci sono invece gli studenti del liceo Foscolo i quali non ne vogliono assolutamente sapere di tornare tra i banchi sino a quando il problema non sarà risolto. Carmelo Vella

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Critiche dal Pd<Continua lo scippodi risorse al Sud> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Critiche dal Pd «Continua lo scippo di risorse al Sud» Roma. «L'Università oggi cambia». Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta soddisfatta la conversione in legge del decreto sull'Università. «Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'Università per diventare professori o ricercatori». Questi, secondo il ministro, i punti qualificanti del provvedimento che il Pdl considera un primo passo verso il sistema europeo. Un passo a cui, ammoniscono dall'Mpa, devono seguire interventi per recuperare il divario ancora esistente tra gli atenei del Nord e quelli del Sud. Più che dell'affanno delle Università del Mezzogiorno, il Pd è preoccupato per la scelta del governo di attingere al Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) per finanziare la legge sull'Università. «Il governo Berlusconi continua a scippare risorse al Mezzogiorno, trattando il Fas come un deposito da cui attingere a piacimento. Col decreto Gelmini lo schema si ripete: 200 milioni saranno prelevati dal Fas per coprire le spese correnti», denuncia Sergio D'Antoni. «Il decreto università è un prodotto mediocre, elevato a rango di riforma da una accurata campagna mediatica del governo», incalza Pina Picierno. Il Pd è convinto che quella del merito sia una «scappatoia» per nascondere tagli «indiscriminati» che danneggiano le università italiane, in particolare quelle del Sud. Dure critiche anche per la scelta di procedere per decreto. «Ancora una volta - commenta Massimo Donati dell'Idv - il governo espropria il Parlamento e impedisce così di migliorare un provvedimento che lascia campo aperto ai baroni». Anna Rita Rapetta

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Atenei, via libera alla riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 107 Il ministro: premiati il merito e i giovani. Votano contro la legge Pd e Idv mentre l'Udc si astiene Atenei, via libera alla riforma Gelmini Il ministro: premiati il merito e i giovani. Votano contro la legge Pd e Idv mentre l'Udc si astiene --> ROMA Il decreto Gelmini sull'Università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari, e 28 astenuti. A favore del provvedimento, su cui il governo ha incassato la fiducia, ha votato solo la maggioranza; quanto all'opposizione, il Pd e l'Italia dei Valori hanno espresso voto contrario mentre l'Udc si è astenuta sul voto finale «per offrire un'apertura di credito nei confronti del ministro Maria Stella Gelmini». «L'Università oggi cambia - esulta il ministro dell'Istruzione - Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'Università per diventare professori o ricercatori». Marina Sereni del Pd bolla il decreto come «un'occasione mancata». «L'Università italiana va cambiata - ha detto - ma per affermare questa necessità non c'era e non c'è nessun bisogno di una campagna denigratoria sugli atenei italiani. Per contrastare una pacifica e razionale protesta di studenti e docenti contro un taglio insostenibile alle risorse da destinare alle Università, si è alimentata una campagna contro le Università del nostro Paese». L'Udc, invece, lascia con la sua astensione una porta aperta al governo. Il ricorso a un decreto blindato con la fiducia, ha spiegato Giuseppe Drago, «ha impedito un costruttivo dibattito parlamentare, che sarebbe stato essenziale». La maggioranza difende il provvedimento.

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Università, più fondi ad atenei virtuosi, on. Antonio Palagiano (IdV): "era nostro odg" (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 09-01-2009)

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Università, più fondi ad atenei virtuosi, on. Antonio Palagiano (IdV): "era nostro odg" (9/1/2009 15:00) | (Sesto Potere) - Roma - 9 gennaio 2009 - “Questa riforma universitaria è una mera operazione di facciata. Non solo, ma che il governo parli di finanziamento agli atenei virtuosi, unica nota positiva del decreto, vantandosene e facendo propria un?idea contenuta in un ordine del giorno (9/1386/134) dell?opposizione al decreto sullo sviluppo economico – accolto dal governo e dall?Aula parlamentare con voto plebiscitario - senza neanche riconoscerlo mi sembra scorretto”. Con queste parole l?On. Antonio Palagiano, primo firmatario dell?ordine del giorno suddetto e Capogruppo Idv in Commissione Affari Sociali, commenta l?approvazione del ddl Gelmini avvenuta ieri alla Camera. “Ricorrendo per la nona volta alla fiducia si è approvata una riforma che è tale solo nelle intenzioni, ma non certo nei fatti – continua il deputato Idv - Questo ddl è stato definito un passo avanti verso la meritocrazia, ma come può esserlo, se l?unico cambiamento è quello di portare da tre a cinque i membri della commissione esaminatrice per i concorsi di prima e seconda fascia? E come è possibile, inoltre, che questa riforma ignori completamente la fascia dei professori associati (i numeri parlano chiaro: 90% ai ricercatori, 10% agli ordinari), bloccandone di fatto la carriera ed impedendo così il progresso dei meritevoli? Si tratta forse di una svista?” “è necessario convincersi che per aprire le nostre università ai più virtuosi ed intercettare il merito bisogna per prima cosa stroncare il fenomeno del nepotismo – conclude l?On. Palagiano – e sarebbero bastati un paio di articoli al provvedimento per cambiare concretamente qualcosa: evitare i baby ricercatori (specializzandi che nello tempo vincono i concorsi, creando un paradosso tutto italiano: discenti e docenti allo stesso tempo) e la partecipazione ai concorsi a quei candidati che hanno un parente in un ruolo apicale nell?ateneo interessato. Ma nulla è stato fatto e quello della riforma universitaria appare sempre più solo uno spot elettorale piuttosto che una reale volontà di cambiare le cose da parte di questo governo”.

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Neve, ma Milano non è Marsiglia nè Madrid (per fortuna) (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)

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(AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. Scritto in Varie Commenti ( 11 ) » (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) » (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 67 ) » (8 votes, average: 2.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in realtà. Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula. ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto da sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro. Infatti il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal palco "chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani? Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la protesta, la sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso, magari trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami politico. Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la Gelmini qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda. "Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi "baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana, prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi" del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che "nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083. Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è pressante", il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano, naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti. Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA Scritto in Varie Commenti ( 116 ) » (24 votes, average: 3.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Nov 08 La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli Denunce di casi clamorosi, inchieste, commenti di lettori fra l'indignato e (purtroppo) il rassegnato: l'Italietta della concorsopoli universitaria è tornata a far notizia su tutti media con il Giornale che ha tirato la volata. Già, l'Italietta dei baroni e di quelli che "tengono famiglia" ancora una volta protagonista. concorsopoli, sprecopoli. l'importante che ci sia la cornucopia dei soldi pubblici (nostri) da cui poter attingere. Bel mondo, in questo strano Paese. E' davvero tempo di voltare pagina su questo andazzo, soprattutto in tempi di crisi. Ma soprattutto per una questione di equità, di rispetto dei cittadini e delle pari opportunità di chi concorrere a qualcosa. Il mondo universitario non ha dato buona prova, in questo. Ora il ministro Gelmini mette mano ai concorsi farsa. Il piano per l'assegnazione di 4mila cattedre e l'assunzione di 3mila ricercatori è già avviato e per questo, alla fine, non ci sarà nessun blocco dei concorsi banditi, come ha spiegato la Gelmini al termine del Consiglio dei ministri. "I concorsi - ha detto - resteranno banditi, ma abbiamo introdotto un cambiamento nei meccanismi di composizione delle commissioni esaminatrici, introducendo il sorteggio". Sui membri delle commissioni di valutazione il ministro ha detto che "verranno elette 12 persone e fra queste ne verranno sorteggiate quattro". Che andranno ad aggiungersi al membro interno. Insomma, si cambia. Ed è bene farlo perché la credibilità della politica, di chi vuole davvero cambiare, si misura anche su questo terreno. E' il miglior modo per dare un senso al concetto di "meritocrazia": bella parola, che piace a tutti, è davvero bipartisan. Basta riempirla di "contenuti" perché altrimenti logora chi la usa solo come slogan. Ecco cosa cambia, leggi l'articolo di Stefano Zecchi "Ha vinto il buon senso. Basta concorsi truffa e via alla meritocrazia" Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (39 votes, average: 3.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Oct 08 Delitto di leso Grillo. Capita anche questo nell'autunno dei cortei e delle occupazioni studentesche. Capita che alla protesta degli studenti arrivino politici e para-politici pronti amtterci - come si dice - il cappello sopra. Da Veltroni a Di Pietro, ai sindacati e ai comici-politici amanti delle piazze come Beppe Grillo. Tutti pronti ad accorrere al capezzale della scuola e dell'università che il governo secondo loro, vorrebbe distruggere. Fin qui nulla di straordinario, è la politica, bellezza. Ciascuno cerca di fare il proprio gioco e cavalcare il cavalcabile. Ma se si tocca Beppe Grillo. ci scappa una sorta di reato di lesa maestà comico-politica. Basta raccontare che è stato contestato a Bologna e sul sito grillesco arriva il video (girato dagli amici di Grillo, i ragazzi di Meet Up) che dovrebbe dimostrare che in realtà (in verità?) nessuno ha contestato il paladino del popolo (studentesco in questo caso) con allegato invito a scrivere e-mail per denunciare la propria indignazione al Giornale (leggi l'articolo) . ma anche al Tempo, al Resto del Carlino, Panorama, Corriere della Sera, Repubblica, agenzia di stampa AdnKronos. Tutta stampa prezzolata (da Berlusconi ovviamente) anche se erano lì inviati e corrispondenti, a Bologna a vedere, ascoltare, raccontare (nella foto Grillo circondato da giornalisti, fotografi e operatori tv a Bologna) . Per Grillo sono "barzellette dei giornali e di regime". Davvero Beppe è grande, anche stavolta non ha perso il senso dell'umorismo e della comicità. E' proprio vero, come scrisse Jonathan Swift, che la satira è uno specchio dove chi guarda vede i volti di tutti tranne che il suo. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) » (28 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Oct 08 Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Leggi l'editoriale di Mario Giordano: "LETTERA APERTA AGLI STUDENTI" Aggiornamento. Veltroni ha presentato dieci proposte per l'università. Eccole. 1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno nepotismi e obbismi». 2) Attivazione dell'agenzia nazionale di valutazione. 3) Finanziamenti statali sulla base del merito. 4) Finanziamenti alla ricerca con procedure trasparenti e internazionali. 5) Una governance più responsabile, efficace ed efficiente. 6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai migliori. 7) Professori più giovani e precariato meno lungo. Innalzare la qualità dei dottorati di ricerca. 9) Protagonista il diritto allo studio per garantire più equità sociale. 10) Par condicio tra le università in materia di finanziamenti pubblici. Verità e bugie sul decreto Gelmni approvato in via definitva Scritto in Varie Commenti ( 303 ) » (116 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 125 ) » (67 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 69 ) » (52 votes, average: 3.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 166 ) » (63 votes, average: 3.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (56) Ultime discussioni nadia: i "lamentamenti" sono all'ordine del giorno specialmente se succede qualcosa dove c'è... Alberto Taliani: Cara Talita, fra Capodanno e Befana, un po' lavorando e pò facendo vacanza, ero in Trentino,... Talita: Caro Taliani, mi permetta un piccolo sberleffo civettuolo alla faccia di chi gufa per partito preso Sembra... Talita: Caro Taliani, ho l'impressione che attenersi alla realtà non sia un comportamento che piaccia molto a noi... Talita: Stefano, DAVVERO hai 42 anni?!? Stefano, DAVVERO siamo in un forum (veramente è un blog, ma fa niente) e io... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Lega: stranieri paghino permessi e Iva Fini contrario: "No a discriminazioni"Terrorismo, Obama: "Mai più torture Diplomazia con l'Iran"Stati Uniti, nel 2008 persi 2,6 milioni di impieghi: è il peggior dato dal 1945Napoli, rapinata disabile: muore per lo spaventoIl cda di Air France approva l'ingresso in Alitalia Tremonti: "Fondamentale che Malpensa tenga"Down muore in ospedale: senza cibo per un meseDa dieci anni orfani di Faber Ascolta e vota le sue canzoniCosì Di Pietro ha creato la sua Italia del mattoneIl Torcolato si "spreme" in piazzaBeckham per un giorno diventa "re" di Roma Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille January 2009 M T W T F S S « Dec 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post January 2009 (1) December 2008 (2) November 2008 (2) October 2008 (2) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Fattoriadellacomunicazione's Weblog: Lessico provvisorio (università 2008) Recent Posts Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid (per fortuna) Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger Destra, consenso e cultura. 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Vacanze (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Scuola

Aiutare, come hanno sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm, Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari. Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi modelli (non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito iniziato una campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America) che non ha ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione creditizia, non sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare la concorrenza sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita Gm. La morale è che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si trova. Vi sembra giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm diventa il preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la cinghia fa doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non ottenere un aiuto pubblico. Scritto in pol economica Commenti ( 14 ) » (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo Zero Prima le scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere alla nostra pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto) una prima scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma tenerlo in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione. Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono. Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in un'intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa. Scritto in Varie Commenti ( 52 ) » (8 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran), ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in Varie Commenti ( 71 ) » (13 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime, anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio Fernandez Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo), Diego de Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (10 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra, sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste, affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla "mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 12Oct 08 La crisi della Robin Qualcuno si ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di Julius, è stata introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea geniale era quella di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri (con appendice di chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie elettriche). Ebbene ora ci troviamo nella paradossale situazione per la quale gli stati nazionali con una mano tassano le banche (in particolare gli interessi che riconoscono ai correntisti sono in parte indeducibili) e con l'altra restituiscono soldi alle banche più o meno nazionalizzandole. Nel frattempo il petrolio è sceso sotto 80 dollari e gli extraprofitti (intuizione socialista) evaporano. Mi chiedo se Julius, come dice, aveva previsto tutto, non poteva prevedere anche questo elementare paradosso? Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 47 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Oct 08 Chi ci salva dai salvatori? L'america ha adottato misure per contrastare la crisi da 850 miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro e ha detto che nessuna banca europea verrà lasciata fallire. Tutti, me compreso, hanno sostenuto che in una fase eccezionale come l'attuale si possono adottare provvedimenti eccezionali, con il ritorno dell'intervento statale. Poi sulle tecnicalità si può discutere per anni, ma il principio è che lo Stato debba fare qualcosa. Ma se sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla "deficiente regola" volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che più o meno tutte le Borse del mondo stanno adottando. Chi pensava che solo attraverso questo strumento di limitassero i ribassi delle azioni, si è sbagliato di grosso. Si introduce una fortissima distorsione al mercato e non si porta a casa neanche un risultato. ragionamento simile si può. forse provocatoriamente, fare per gli attuali interventi statali nell'economia. Non stanno risolvedno il problema borsistica e a ruota neanche quello di operatività delle banche. Come se non fossero stati fatti. In compenso ci troviamo le manone ingombranti della politica sui nostri affari. Speriamo di non dovercene pentire. Gli americani sanno liquidare l'intervento dello Stato in pochi anni. Noi Europei quando ci sediamo alla tavola del mercato, ci restiamo anche dopo il dessert. Scritto in finanza Commenti ( 60 ) » (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Sep 08 I conti su Alitalia Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie Commenti ( 143 ) » (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. 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Protesta antiGelmini, salta Nones (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Scuola

Protesta antiGelmini, salta Nones Cancellato l'incontro di martedì tra l'alpinista e gli studenti MONTEBELLUNA. Per colpa della Gelmini salta l'incontro degli studenti con l'alpinista Walter Nones. Anche la chiacchierata su scalate e montagna è finita nell'ingranaggio dello sciopero bianco dei docenti contro i tagli del ministro della pubblica istruzione. Era in programma per martedì, ma ieri è stato comunicato dalle due scuole che non se ne fa nulla. Walter Nones, appuntato dei carabinieri, protagonista di tante scalate e anche di quella tragica al Nanga Parabat dove ha perso la vita Karl Unterkircher, verrà ugualmente in città, chiamato dal Panathlon Club. Sarà qui lunedì, incontrerà al pomeriggio gli scolari del Bertolini, sarà ricevuto dalla giunta Puppato alla sera, sarà poi ospite della cena del Panathlon Club, ma martedì mattina non incontrerà gli studenti del liceo e dell'Agraria. Tutto era stato programmato, ma poi ieri in municipio è arrivata la comunicazione del liceo che annullava la partecipazione delle classi in ottemperanza alla decisione presa dal collegio docenti del 4 novembre scorso che prevedeva la sospensione delle uscite didattiche in segno di protesta contro i provvedimenti sulla scuola operati dal governo. E poco dopo anche l'Ipsa ha comunicato la stessa decisione. «Un vero peccato - commenta il sindaco Laura Puppato - Ci dispiace dover annullare questo incontro. Credo che sarebbe stata una bellissima opportunità anche per i ragazzi. Ma rispettiamo la decisione dei due istituti e la loro protesta contro il cosiddetto decreto Gelmini. A quanto pare iniziano a dare i loro frutti avvelenati le norme previste dal governo, con tagli indiscriminati al mondo della scuola. Era comunque già previsto alle 19.30 di lunedì un incontro dell'alpinista con la giunta, che resta confermato. Accoglieremo Walter Nones a braccia aperte e gli consegneremo una targa in segno di stima e affetto. Sarà emozionante sentire da lui la sua testimonianza, in alcuni momenti tragica, dei viaggi alla scoperta delle cime più alte del mondo. Attraverso Nones poi esprimeremo il nostro cordoglio alla vedova di Karl Unterkircher, caduto tragicamente sul Nanga Parabat in una delle spedizioni più difficili mai affrontate». (Enzo Favero)

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Sarmede, scuole salve (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Scuola

Sarmede, scuole salve La Regione tutela la presenza dei cimbri SARMEDE. E' salva la sede dell'Istituto Comprensivo di Sarmede, che riunisce scuole materne, elementari e medie. In base al decreto Gelmini avrebbe dovuto essere accorpato ad una presidenza di un comune limitrofo a Sarmede. Il sindaco Eddi Canzian e la sua giunta si sono opposti a questa decisione e hanno interessato della questione l'assessorato alla pubblica istruzione regionale. La Regione il 30 dicembre 2008 ha deliberato che la presidenza del Comprensivo rimarrà a Sarmede. «La Regione ha riconosciuto l'importanza di questa struttura organizzativa - afferma il vicesindaco Sergio Gallo, che ha seguito da vicino l'iter in qualità di presidente della commissione comunale per le problematiche scolastiche - Il 13 gennaio in Comune verrà analizzata la risposta della Regione, che per fortuna ha accolto le nostre proposte». Il Comprensivo di Sarmede ha competenza per le scuole medie di Sarmede e Fregona, le due scuole elementari di Sarmede, la scuola elementare di Fregona, la materna di Rugolo. «Ci fa piacere che la Regione abbia anche riconosciuto che nelle scuole di competenza del Comprensivo - prosegue Gallo - ci siano bambini di etnia cimbra e che quindi queste minoranze siano state tutelate». Per i genitori ed i bambini di Sarmede e Montaner i mesi scorsi sono stati di impasse in quanto era a rischio il plesso elementare di Montaner, frequentato da meno di 50 bambini. Una soglia indicata dal Governo come necessaria per mantenere la scuola. Il pericolo di chiusura però è cessato perché la questione è stata rinviata dal Governo al 2010. «Per fortuna le decisioni governative sono state posticipate - conclude il vice sindaco - così che la scuola della frazione di Montaner per ora rimane. Il nostro impegno come amministrazione comunale è di far sì che nuovi bambini si iscrivano alla scuola di Montaner in modo tale da arrivare a superare le 50 presenze. Le pre iscrizioni si chiudono a fine febbraio. In queste settimane contiamo di contattare le famiglie per convincerle, compatibilmente con gli impegni di lavoro e personali, ad iscrivere i bambini alla scuola di Montaner». (Stefania Rotella)

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una commissione studia gli effetti della gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Lucca Una commissione studia gli effetti della Gelmini Arriva il via libera delle forze politiche di Montecarlo MONTECARLO. Un gruppo di lavoro composto da esponenti della maggioranza e della minoranza consiliare per elaborare un documento comune sui possibili effetti delle legge Gelmini sull'istituto scolastico comprensivo da presentare al ministero della pubblica istruzione, alla Regione e alla sovrintendenza regionale scolastica. è il primo passo che il consiglio comunale di Montecarlo ha deciso di compiere in tema di riorganizzazione del sistema scolastico, alla luce del nuovo decreto ministeriale. Una seduta straordinaria sulla questione, per volontà della minoranza, si è infatti svolta giovedì. Stando al centrosinistra, il problema maggiore che si registrerà a livello locale per la legge Gelmini sarà la riduzione dell'organico nella scuola elementare (dagli attuali 15 insegnanti si passerà a un massimo di 12 o 13). Un taglio che - secondo la minoranza - sarebbe dovuto alla decisione del ministro all'istruzione di annullare tutte le compresenze, dalla prima alla quinta classe. «Così verrà meno la continuità didattica - afferma il centrosinistra - e sarà impossibile attuare quei progetti (musica, animazione, lettura in biblioteca, informatica e storia locale) che sono da tempo il punto di forza della scuola di Montecarlo. Siamo preoccupati, inoltre, che l'istituto montecarlese possa perdere la propria autonomia didattica». L'amministrazione comunale ha accolto la volontà di redigere un documento sulla situazione scolastica locale, alla luce della legge Gelmini, da presentare a ministero, a Regione e sovrintendenza scolastica regionale, e ha dichiarato il suo impegno per mantenere gli standard qualitativi, nei servizi e nelle attività, finora offerti dal comprensorio scolastico.

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pera il migliore (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Scuola

Le pagelle Pera il migliore LUCCA. Il girone di andata è già passato in archivio ed è il momento degli scrutini. Quale è stato il miglior rossonero della prima parte del campionato, dominato in lungo e in largo dalla capolista Lucchese? Secondo le medie-voto elaborate prendendo in esame "Il Tirreno" e quelle dei due principali quotidiani sportivi nazionali che danno le pagelle alle partite di serie D (Corriere dello Sport / Stadio e Tuttosport) sul podio svetta il lucchese Manuel Pera, autentica rivelazione della truppa di mister Favarin. La "zanzara" con una media-voto di 6,60 primeggia davanti al capitano Alessandro Galli (6,48), che, al di là delle statistiche, è risultato a furor di popolo la pedina più forte della Lucchese in quanto ha classe, carisma, gol (è già a quota sei) e capacità di incidere sulla partita. Un grande trascinatore. Da rilevare, però, che Galli ha disputato quasi tutte le partite (17), saltando soltanto la gara casalinga contro il Pontedera. Mentre Pera, che in alcune gare ha letteralmente infiammato il Porta Elisa, ne ha disputate quattordici. Al terzo posto del podio, dopo 19 giornate, è balzato il siriano Chadi (6,45), incalzato da Venturelli e Belluomini con una ragguardevole pagella (6,40). Scala posizioni Belluomini, capocannoniere rossonero con 9 reti, partendo ben dieci volte su quindici dalla panchina. Risultati abbondantemente sopra la sufficienza anche per Bova, Di Paola e Vannucci, giocatori che hanno avuto un rendimento costante. Tra i migliori anche Alessio Mariotti, un po' in calo nelle ultime gare. Venturelli e Vannucci sono gli "stakanovisti" della squadra, nel senso che hanno disputato tutte le 18 partite. Anche i giovani sono tutti sopra la sufficienza, anche se Meola, Biviglia e Inglese sono andati a corrente alternata. In linea di massima i voti rispecchiano l'andamento del campionato. La classifica di rendimenti mette in risalto un altro aspetto: Favarin ha fatto leva su un gruppo di 16-17 elementi. Una rosa che sarà meno corta con alcuni importanti recuperi e l'innesto di Francone. Una nota finale per il "capitano" non giocatore Francesco Mocarelli. Le prestazioni del "Moca" sono state sempre sopra le righe per temperamento, corsa e capacità di catturare un'infinità di palloni (ad eccezione di Sesto) fino alla maledetta partita di Gavorrano. Nicola Nucci

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Su giustizia e federalismoanche il Pd si gioca tutto (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Scuola

Su giustizia e federalismoanche il Pd si gioca tutto mauro barberis Nella politica interna italiana, il 2009 si annuncia come l'anno delle grandi riforme: almeno due - giustizia e federalismo - stanno per essere messe in discussione; un'altra - il presidenzialismo -è stata minacciata per il 2010, se non per la fine della legislatura. È prevedibile che per mesi e mesi la discussione politica si concentrerà su questi temi, che rappresentano da sempre il cuore pulsante del programma dei partiti che hanno vinto le ultime elezioni: per il berlusconismo la riforma della giustizia è tutto, e anche per la Lega il federalismo è l'ultima spiaggia. La sensazione, certo, è che per il Paese le priorità siano altre: la crisi economica, anzitutto. Ma l'agenda, in democrazia, la fissa chi vince le elezioni: e i vincitori sono questi. Le riforme proposte, comunque, sollevano il problema dell'atteggiamento che dovrà tenere l'opposizione: in particolare il Partito democratico, visto che l'Italia dei Valori sembra pregiudizialmente contro. Il Pd è parso sinora completamente spiazzato dagli avvenimenti. Nei primi mesi della legislatura ha sostanzialmente rinunciato a fare opposizione, lasciando all'Idv il monopolio della protesta contro il lodo Alfano: così subendo una chiara erosione di consensi nei confronti dei dipietristi e mettendoci del suo nell'impennata della popolarità del governo registratasi in estate. Esibendo la sua volontà di dialogo, Veltroni è parso disposto a transigere sui princìpi, e l'elettorato di centrosinistra gli ha voltato le spalle. In autunno, quando i tagli di Tremonti, prima ancora che i decreti Gelmini, hanno fatto ripartire la protesta sociale, il Partito democratico ha improvvisamente ripreso a fare opposizione: giungendo a minacciare, contro i decreti, quel referendum che era stato lasciato all'Idv sul lodo Alfano. Dopo aver dato la sensazione di transigere sui valori, in altri termini, il Pd è parso cavalcare una protesta che coinvolgeva gli interessi del suo elettorato di riferimento. Malleabile sui princìpi, intrattabile sugli interessi: questo, di fatto, l'oscillante atteggiamento tenuto dal Pd in questa legislatura. Non c'è da stupirsi del tracollo alle elezioni abruzzesi e, quel ch'è peggio, della sensazione ormai diffusa che fra Pd e Pdl, ormai, la differenza consista solo in una elle in più. Di fronte alla prova delle grandi riforme occorrerà tenere un atteggiamento differente: altrimenti, le elezioni europee - nelle quali gli elettori si sentono tradizionalmente meno vincolati dalla disciplina di partito - rischiano di vedere il sorpasso dell'Idv sul Pd, il fallimento del progetto stesso del Partito democratico e la definitiva consegna del Paese al centrodestra. Bene, questo atteggiamento differente non è troppo difficile da immaginare; in fondo, si tratta dell'abc dell'opposizione in uno Stato costituzionale, e comunque dell'esatto rovescio dell'atteggiamento tenuto dalla dirigenza veltroniana a partire dall'inizio della legislatura: non compromessi sui princìpi e muso duro sugli interessi, ma esattamente il contrario. Sugli interessi si dialoga, sui princìpi no. Più precisamente, occorre distinguere, entro le riforme proposte dal centrodestra, la parte che tocca i princìpi costituzionali, e quella che riguarda gli strumenti legislativi per attuarli: tenendo anche conto del fatto che alcune materie - come la giustizia, o piuttosto l'ordinamento giudiziario - possono formalmente essere regolate con legge ordinaria, ma si tratta pur sempre di questioni di rilevanza costituzionale. Sulla separazione delle carriere dei magistrati o sul tipo di federalismo da adottare, ad esempio, non c'è nulla di male a dialogare: beninteso, purché questo avvenga alla luce del sole, ossia in Parlamento. Ma su princìpi ultimi come l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge o la separazione dei poteri non solo non si dialoga, ma non lo si lascia neppure sospettare: altrimenti non c'è più davvero differenza fra maggioranza e opposizione, e allora liberi tutti. 10/01/2009

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Giustizia, una riforma condivisa è possibile (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Scuola

Giustizia, una riforma condivisa è possibile bruno vespa Alle proposte di riforme del governo Berlusconi, il Partito democratico in genere risponde subito con un no. E' necessaria perciò qualche cannonata che sbrecci il muro del diniego per aprire una discussione costruttiva. No alla riforma Gelmini dell'Università? Bastò che - alla prima modifica - la conferenza dei rettori passasse dalla minaccia di dimissioni di massa all'applauso perché venisse fuori una buona legge con il contributo dell'opposizione che pure non l'ha votata (ma l'Udc si è astenuto). La stessa cosa accadrà auspicabilmente per alcune riforme economiche (molto costruttivo il confronto tra Maurizio Sacconi ed Enrico Letta l'altra sera a "Porta a porta") . E perfino per la tormentata riforma della Giustizia, dopo l'inattesa apertura del vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino. Non sappiamo se certe posizioni del Partito democratico siano influenzate dalle turbolenze giudiziarie di queste settimane. In ogni caso, è importante che certe aperture ci siano state. Nessuno s'illuda che possa nascere una riforma interamente condivisa: ma esistono le premesse perché non si arrivi alle barricate. Suscitando l'indignato stupore dei suoi colleghi togati, Mancino si è detto favorevole a rivedere il meccanismo elettorale del Csm. Oggi, due terzi dei consiglieri sono magistrati e questo ha portato allo strapotere delle correnti che lottizzano le nomine in maniera sistematica. La maggioranza pensa di mettere i magistrati in minoranza. Mancino vuole il Consiglio diviso sostanzialmente a metà, con un terzo dei consiglieri eletti dal Parlamento, un terzo dai magistrati e un terzo indicato dal Capo dello Stato che dovrebbe comunque assicurare la prevalenza dei togati. E' una ragionevole base di discussione, anche se la maggioranza insisterà probabilmente per collocare all'esterno del Consiglio la sezione disciplinare, oggi anch'essa camera di compensazione tra le correnti. Un elemento di sicuro incontro tra maggioranza, Pd e Udc sarebbe la proposta di Mancino di affidare al Parlamento le priorità nell'esercizio dell'azione penale, oggi formalmente obbligatoria, di fatto rimessa alla totale discrezionalità dei pubblici ministeri, impossibilitati a far fronte all'enorme mole di lavoro. Ancora: un collegio di tre giudici per decidere sull'arresto di un imputato. Per sopperire alla mancanza di magistrati, al ministro Alfano si chiederebbe un atto di coraggio che nessuno dei suoi predecessori ha fatto: mettere mano alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie accorpando molti tribunali. Portando a casa tutto questo, il centrodestra potrebbe rinunciare a chiedere la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e magistrati giudicanti. Basterebbe irrigidire ancora più di oggi la distinzione delle funzioni. All'opposizione si chiede buona volontà, anche nell'accettare una maggiore valorizzazione dell'autonomia della polizia giudiziaria nella ricerca della notizia di reato, ridimensionando i possibili abusi del pubblico ministero. Ma è giusto chiedere anche al presidente del Consiglio un gesto conciliante: eviti gli emendamenti al disegno di legge approvato dal suo consiglio dei ministri che prevede la corruzione e la concussione tra i reati per i quali si può intercettare. Quella arrivata all'esame del Parlamento è una buona legge: è previsto un organo collegiale per autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare i tre mesi e di cui è vietata la pubblicazione fino alla conclusione dell'indagine preliminare, con sanzioni pesantissime per chi sgarra. Bloccarla ancora per una richiesta che non giova all'immagine di Berlusconi sarebbe davvero un errore. Bruno Vespa è giornalista e scrittore e conduce su Raiuno la trasmissione Porta a porta. 10/01/2009

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torna il voto in pagella ma è caos nelle scuole "siamo impreparati" - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Cronaca Torna il voto in pagella ma è caos nelle scuole "Siamo impreparati" Il varo a fine mese ma manca il regolamento Alle elementari e medie giudizi in pensione. Si viene promossi solo col 6 in ogni materia SALVO INTRAVAIA ROMA - Tornano i voti nelle scuole elementari e medie. Tra poche settimane, mamme e papà si ritroveranno tra le mani pagelle simili a quelle della loro epoca. Ma non tutti: gli under trenta per trovare una pagella con i voti espressi in decimi dovranno frugare tra i ricordi dei genitori. Perché è da più di trent´anni che i voti sono spariti dalle valutazioni trimestrali, quadrimestrali e finali della scuola primaria e secondaria di primo grado. I voti espressi in decimi erano stati cancellati il 4 agosto del 1977, con la legge 517: a capo del governo c´era Giulio Andreotti, il ministro della Pubblica istruzione era il democristiano Franco Maria Malfatti. Il ripristino dei voti, che sostituiranno i giudizi (sufficiente, buono, distinto, ottimo), è stato deliberato dal consiglio dei ministri a settembre con un decreto legge convertito in legge due mesi dopo. La prima pagella con i voti nella scuola elementare e media sarà quella del primo quadrimestre, che si chiude ufficialmente il 31 gennaio. Ma su tutta la questione aleggia lo spettro del rinvio di un anno: gli istituti sono in attesa infatti del regolamento sulla valutazione degli alunni e del decreto ministeriale che consentirà ai professori delle medie di «correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi», in pratica all´attribuzione di un´insufficienza in condotta. Senza questi due provvedimenti i docenti avranno serie difficoltà ad applicare la legge. Giorgio Rembado, presidente dell´Associazione nazionale presidi, pur criticando i tempi ministeriali, non crede nello slittamento del provvedimento. «Quando ci sono cambiamenti di questa importanza - commenta - occorre una riflessione interna che non può esaurirsi in pochi giorni. Tuttavia, ritengo inverosimile il rinvio perché il ritorno ai voti nel primo ciclo è uno degli elementi portanti della politica del governo sulla scuola». Per le scuole che hanno suddiviso l´anno scolastico in quadrimestri i tempi si fanno strettissimi. Se il regolamento verrà reso noto la settimana prossima le scuole dovranno prima di tutto «individuare le modalità e i criteri per la valutazione degli alunni» e dopo «predisporre il documento di valutazione individuale dell´alunno». Quelle che hanno adottato il trimestre (scaduto il 15 dicembre scorso) si sono dovute arrangiare con una circolare emanata l´11 dicembre che all´argomento dedica una pagina scarsa. Una bozza del documento, inviata per il prescritto parere al Consiglio nazionale della pubblica istruzione (Cnpi), circola da alcuni giorni. Ecco i punti salienti. Nella scuola primaria il voto in decimi per ogni ambito disciplinare sarà accompagnato da un giudizio analitico. Mentre sul comportamento gli insegnanti della classe esprimeranno un giudizio. La bocciatura è prevista «solo in casi eccezionali» e comunque deliberata all´unanimità. Per gli alunni della scuola media le cose si complicano: i voti delle singole discipline e di condotta saranno espressi in decimi. Per ottenere la promozione alla classe successiva, deliberata a maggioranza, bisogna raggiungere la sufficienza in tutte le materie (condotta compresa) e avere frequentato almeno tre quarti dell´orario annuale. Otterranno l´ammissione agli esami di licenza media soltanto coloro che riporteranno almeno sei in tutte le materie e avranno partecipato ad almeno tre quarti delle lezioni. Quest´anno, la prova nazionale di italiano e matematica predisposta dall´Invalsi concorre alla valutazione finale. Anche il punteggio del diploma è espresso in decimi.

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Antitrust: troppi i libri consigliati (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-01-10 - pag: 13 autore: L'intervento per i testi scolastici Antitrust: troppi i libri consigliati Stefano Salis MILANO L'Antitrust ritiene che i tetti di spesa dei libri scolastici possano essere più stringenti: lo si può fare eliminando dalle liste dei testi da adottare da parte dei docenti i cosiddetti volumi «consigliati» oppure prescrivendo esplicitamente che anche questi ultimi rientrino nei tetti stessi. è questa la richiesta che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fatto al Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con una segnalazione inviata ieri a conlusione dell'indagine sui prezzi dei libri scolastici, effettuata, in collaborazione con la Guardia di Finanza, a partire dal mese di agosto 2008. «Dalle analisi svolte emerge che, se ci si limita ai testi obbligatori, il tetto di spesa risulta normalmente rispettato per tutti i corsi di studio – si legge. Tuttavia, se si considera l'intera dotazione scolastica, inserendo anche i testi “consigliati”, si riscontra in numerosi casi un superamento dei tetti di entità particolarmente significativa». Così scrivendo, l'Antitrust precisa che «per alcuni libri in particolare (ad esempio, dizionari o vocabolari) lo studente dovrebbe essere lasciato libero di utilizzare i testi già eventualmente in possesso della famiglia o di acquistare il testo più economico». E mentre l'Adiconsum considera giusta «l'indicazione dell'Antitrust», augurandosi che sia ora «opportuno che nelle scuole si inizi a consigliare l'adozione dei testi e-book che consente un abbattimento considerevole dei costi», gli editori sono perplessi davanti alle conclusioni dell'Agenzia. «Sono serviti mesi – spiega Federico Motta, presidente dell'Aie – per appurare quanto si poteva risolvere in una semplice riunione. Adesso, almeno, non ci sono dubbi:l'Antitrust ha confermato che gli aumenti dei prezzi dei libri scolastici “erano in linea” con il tasso d'inflazione. Noi ribadiamo, invece, che sono al di sotto dell'inflazione». Più dura la reazione nei confronti delle associazioni di consumatori: «Si era parlato di aumenti fino al 40 per cento. Questo dimostra che si sono buttati via i soldi dei contribuenti e la mala fede delle associazioni dei consumatori. Pretendiamo le scuse». Critico, Federico Motta, anche nel merito della proposta dell'Autorità al Governo. «Inserire in modo forzato testi che dovrebbero comunque rientrare nella dotazione della famiglia per la formazione culturale e non solo scolastica dei ragazzi ci sembra quantomeno un controsenso ». Va ricordato, infine, che la scelta dei testi è di esclusiva competenza dei docenti. GLI EDITORI Federico Motta (Aie): «La pronuncia dell'Autorità conferma che avevamo ragione noi, i prezzi erano in linea con l'inflazione»

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Atenei, a corredo della fiducia un pieno di ordini del giorno (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-01-10 - pag: 17 autore: Università. La riforma Gelmini in vigore da oggi Atenei, a corredo della fiducia un «pieno» di ordini del giorno Alessandro Galimberti ROMA La riforma Gelmini dell'Università da oggi è in vigore: con la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 6 di ieri, il riordino del sistema accademico (legge n. 1 del 9 gennaio 2008) ha esaurito l'iter di formazione ed è a tutti gli effetti completo e vigente. In attesa del prossimo intervento, la cosidetta fase due della riforma, restano in sospeso gli ordini del giorno. Che si occupano degli argomenti più vari: dalla tutela degli insegnanti di montagna alla mappatura dei cervelli all'estero alla sopravvivenza dell'Erasmus. Ma anche di dimezzamento dell'Irap, estensione dell'otto per mille alla ricerca pubblica, incentivi per il risparmio energetico, per finire con l'autonomia scolastica dell'istituto di tradizioni arbereshe e il sostegno del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico. Scartabellando tra gli 87 ordini del giorno discussi alla Camera sull'atto classificato 1966 – e cioè il disegno di legge di conversione del decreto università - si ha uno spaccato dell'attivismo dei deputati o, sotto una prospettiva più neutra, della loro visione ideale del mondo accademico. Nelle pagine degli interventi, pubblicati sul sito della Camera, c'è davvero di tutto, non solo la proposta, impegnativa per il Governo, di privare la laurea del valore legale ( si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Non necessariamente iniziative frivole. La proposta 55, a firma Goisis, per esempio individua un risparmio di 9 milioni di euro per la sola Statale di Milano con il semplice abbattimento dell'imposta regionale sulle attività produttive: basterebbe ridurre l'aliquota, oggi all'8,50%, a quella ordinaria del 4,25% riservata agli enti pubblici che, oltre all'attività istituzionale, svolgano anche quella commerciale. Di politica fiscale parla anche l'odg 45 (Motta), orientato ad allargare l'8 per mille alle università, «considerato il valore strategico della ricerca scientifica universitaria quale fondamento del progresso culturale». I deputati Bossa, Ghizzoni e De Pasquale suggeriscono di drenare le risorse dei conti dormienti anche verso la ricerca scientifica di «giovani di talento», il collega Benamati insieme a loro invoca di destinare il 3% del Pil«alla ricerca e all'alta formazione ». Una serie di proposte guarda invece dritto all'Europa. C'è chi si occupa di Erasmus, celebrando il ventennale di un milione e mezzo di studenti scambiati, chi pianifica un progetto di rientro dei cervelli in fuga, altri invece solo una mappatura degli emigranti e un sistema di riconoscimento delle qualifiche maturate lontanto dalla patria; altri ancora propongono un credito d'imposta del 45% delle spese sostenute per corsi di perfezionamento all'estero. E poi c'è chi al diritto allo studio e alla valorizzazione del merito dà una connotazione localissima: Oliviero, Laganà e Fortugno chiedono «ogni iniziativa utile »per salvare l'autonomia scolastica dell'Istituto comprensivo di Caraffa di Catanzaro, dove ancor oggi si insegna la lingua arbereshe dell'antica comunità italo-albanese; 1.500 chilometri più a nord, i deputati triestini chiedono un occhio di riguardo per per il Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico, «che accoglie 200 studenti da oltre 80 paesi del mondo».

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Le vecchie galline fanno sempre buon brodo (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-01-2009)

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Commenti Pagina 337 Dei saggi seduti in Parlamento Le vecchie galline fanno sempre buon brodo Dei saggi seduti in Parlamento --> Cane vecchio non abbaia invano. L'adagio è antico. Come il consiglio "ascolta chi è più anziano di te". Ma il caposaldo della tradizione è troppo spesso snobbato, in nome del "nuovo che avanza". A torto. Prendete i tanto vituperati senatori a vita, a più riprese tacciati di essere (riassumendo) "cariatidi politiche senza legittimazione elettorale con, però, diritto di voto su questioni capitali". Bersagli del centrodestra durante l'ultimo governo Prodi (Gasparri docet). Rei di prestarsi, allora, a fare da "polmone d'acciaio" a un'Unione destinata a tirare le cuoia. Oggi, invece, in tempi di bipartitismo porcellumistico, ridotti a meri soprammobili. Ma ancora capaci di togliersi soddisfazioni, alla faccia dei quaranta-cinquantenni che "so tutto io". Imboccato il viale del tramonto, George W. Bush fa mea culpa: «Il più grande rammarico della mia presidenza è aver attaccato l'Iraq basandomi su informazioni "viziate" riguardo alle armi di distruzione di massa». Oscar Luigi Scalfaro, 90 anni lo scorso settembre, lo andò dicendo per mesi, prima e dopo l'esperienza al Quirinale. E ora qualcuno (pochi) ricorda le sue parole. Più che profetiche. Il Pd si contorce nella cosiddetta "questione morale". Le procure fanno a mazzate. C'è chi minimizza e chi fa "specchio riflesso" al Pdl. Carlo Azeglio Ciampi giura, invece, che la faccenda «è peggio di Tangentopoli». Farneticazioni geriatriche? Vedremo. Per molti, il più "rincoglionito" sarebbe Francesco Cossiga. Invece, il Picconatore sembra più arzillo, sagace e moderno di certi rampanti parvenus che affollano il Palazzo. Che gli studenti manifestino contro la Gelmini o che torni di moda qualsivoglia contestazione antigovernativa, il metro di paragone agli Interni resta lui, classe 1928. Avete presente il guru sulla montagna cui l'indeciso chiede consiglio a costo di scarpinare? Ecco. Di Andreotti non c'è bisogno di dire nulla. Se solo due anni fa, novantenne, era ancora lì a godersi il testa a testa con Franco Marini per la presidenza del Senato, un motivo ci sarà. Il "black out" in diretta tv? Solo «contrattempi dell'età», potete giurarci. Insomma, gallina vecchia fa ancora buon brodo. Mai sottovalutare la saggezza dei savi o vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. Tra parentesi, complimenti a Rita Levi Montalcini, 99 anni: andava a votare per tenere su Prodi anche in barella. In questi giorni la Francia le ha conferito la croce di Grande Ufficiale della Legione d'Onore. Mai brodo fu più squisito. LUIGI BARNABA FRIGOLI

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Il valore legale del titolo di studio residuato antistorico o garanzia di uguaglianza tra cittadini? (sezione: Scuola)

( da "Voce d'Italia, La" del 10-01-2009)

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Rossi: Cossali fa politica col notiziario (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 11-01-2009)

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Isera. L'ex sindaco s'arrabbia Rossi: «Cossali fa politica col notiziario» ISERA. «Cossali predica bene ma razzola male». L'ex sindaco di Isera Carlo Rossi commenta così l'ultimo numero di "PubblicAzione", il periodico di informazione del comune che al suo interno ha pubblicato alcuni articoli riguardanti il decreto Gelmini: «Nella rivista - spiega Rossi - oltre agli auguri del sindaco, della redazione ed alcuni articoli attinenti la comunità d'Isera, ho trovato tre articoli contro il decreto Gelmini. Potrei anche condividere quanto scritto, ma non condivido che il periodico diventi strumento di una sola forza politica, specialmente in questo momento difficile per Isera, senza minoranze in consiglio». La rivista ha delle caratteristiche ben precise: «Ricordo - continua Rossi - che PubblicAzione, fondato nel 2002, doveva contenere rubriche ed articoli riguardanti i lavori in corso dell'amministrazione, le associazioni, i vari assessoarati e così via. Inviterei l'attuale direttore responsabile Mario Cossali a rileggersi l'interpellanza dell'allora minoranza, anche da lui sottoscritta, dove si affermava che "l'informazione, se promossa dal Comune, riveste carattere di istituzionalità e deve garantire correttezza e obiettività. Il notiziario perde significato se espressione di una maggioranza politica". Si è parlato bene ma ora si razzola male. E' ben vero che il consiglio comunale è privo di minoranze, ma il rispetto verso chi non ha votato questa maggioranza deve essere mantenuto. Il notiziario non deve essere di sinistra, di centro o di destra, ma di tutta la comunità di Isera». (pat)

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Sette gli stacanovisti in consiglio (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 11-01-2009)

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Mori. Le «pagelle» del presidente Civettini, nell'anno segnato dalla scomparsa di Maggiani Sette gli stacanovisti in consiglio Mai assenti su 26 sedute. A Gelmini la maglia nera MORI. Claudio Civettini è probabilmente alle ultime battute nel consiglio comunale di Mori, chiamato in consiglio provinciale. Ma da presidente, non si nega alla richiesta di tracciare un bilancio del 2008 appena concluso. «Innanzitutto, - esordisce - un ricordo e un omaggio con il cuore e a nome di tutto il consiglio a Mauro Maggiani, che ci ha lasciati anzitempo, al quale va l'unanime ringraziamento per la generosità e disponibilità messa a disposizione per la Comunità». Nel corso del 2008 si sono tenute 26 riunioni, con 44 interrogazioni, 7 interpellanze, 16 mozioni, 13 ordini del giorno, 8 domande di attualità, 10 argomenti di discussioni e 67 delibere. Un anno consiliare che ha visto una partecipazione importante di gran parte dei consiglieri. Su 26 convocazioni di consiglio, mai assenti Mario Gurlini (Sindaco), Claudio Civettini (Lega Nord), Saverio Radam e Renzo Longhi (Patt), Bruno Bianchi (Civitas), Renato Bertolini (N.S) e Stefano Barozzi (Pd). Una assenza per gli assessori Franco Sandrinelli (F.I) e Valter Gazzini (Civitas). Due assenze: Nicola Mazzocchi (Patt) (subentrato a Maggiani il 18/09/2008), Claudio Poli (Upt) e Leonardo Zanfei (UpM). Con 4 assenze Camilla Gazzini (Civitas), a 5 Nicola Ciaghi, Roberta Canali (Upt) e Valter Mazzucchi (Pd). Sei assenze per Paolo Gobbi (Pd), 7 di Elena Berti (Verdi). Fanalini di coda i compagni di partito (Upt) Angiola Turella con 11 assenze e Marco Gelmini con ben 14 assenze. Continua Civettini: "Anche questi dati sono significativi per la comunità." Molti temi affrontati: dall'approvazione della deroga e concessione edilizia per la nuova Cantina sociale, all'ordinamento e lottizzazione del PGZ9, poi variato nei vari comparti. Inoltre l'importante adozione definitiva della XIII variante al PRG, cioè la viabilità all'area "Casotte", e la modifica al progetto del centro di promozione Valle di Gresta a Loppio. Oltre a questo, la definizione degli indirizzi per il nuovo PRG: uno strumento atteso da 20 anni. Conclude Civettini: «Non siamo arrivati all'approvazione del bilancio, slittato a fine gennaio, ma ciò non inficia certo la bontà del lavoro svolto. Problemi e soluzioni all'area Brianeghe, toponomastica, zonizzazione acustica, alcuni dei temi aperti cui bisogna dare risposte urgenti. Unico appunto: qualche svista sulle quotidianità del territorio, cui dobbiamo dare risposte concrete a costi spesso nulli. Per tutto questo, quantificato in oltre 90 ore di lavori consiliari per il 2008, un sentito ringraziamento a tutti i colleghi e al personale comunale per il lavoro che siamo riusciti a svolgere insieme, nel rispetto delle posizioni e con l'apporto di tutti. (d.t.)

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su pagelle e tempo pieno riparte la sfida alla gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Roma La Iqbal Masih, scuola capofila della protesta: "Così possiamo scardinare la riforma" Su pagelle e tempo pieno riparte la sfida alla Gelmini La Scuola Iqbal Masih lancia la "Giornata di amore per la scuola pubblica". Andrà in scena il prossimo 14 febbraio. I promotori dell´iniziativa sono le maestre e i genitori del coordinamento "Non rubateci il futuro". Metteranno in campo iniziative contro il decreto Gelmini e "l´unico maestro di riferimento". TEA MAISTO A PAGINA VII

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lo jacovacci sarà un vero giardino (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 11-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Grosseto Lo Jacovacci sarà un vero giardino Niente parcheggio in superficie nel progetto della maggioranza L'argomento arriva in consiglio comunale. I posti auto saranno soltanto sotterranei. L'area diventerà un polmone verde proprio nel centro di Porto santo Stefano MONTE ARGENTARIO. Appena ristrutturato, nelle intenzioni della maggioranza, il giardino Jacovacci sarà di nuovo degno di questo nome. Uno spazio verde vero e proprio, senza la presenza di macchine (i cui posti saranno tutti interrati) e finalmente vivibile da bambini e adulti. Con questa variazione rispetto all'originale idea dei privati, viene presentato nel consiglio comunale che andrà in scena domani alle ore 15 il progetto di massima dell'intervento sul più importante (e discusso) spazio da riqualificare nel centro storico di Porto S. Stefano. «Noi siamo sempre stati contrari al primo progetto - esordisce il sindaco Arturo Cerulli - e ora ci apprestiamo a presentare una ipotesi che prevede essenzialmente un minor impatto ambientale, sperando nella massima condivisione, prima di arrivare al progetto definitivo. Con questo siamo al secondo passaggio sullo Jacovacci, dato che in prima battuta abbiamo chiesto a tutti di presentare proposte alternative, senza ricevere alcuna risposta». L'elaborato che andrà domani in consiglio è già stato concordato dalla maggioranza con la proprietà ed è ancora aperto ad ulteriori integrazioni. Perché l'intervento è talmente importante e delicato che necessita dell'approfondimento più ampio in cui tutti possano far sentire la loro voce. Giardino Jacovacci a parte, protagoniste di questa assise consiliare saranno le minoranze e non solo per la surroga del consigliere dimissionario del Pd Luigi Fanciulli con Maria Rosa Canalicchio. Lo stesso Partito Democratico, insieme all'altro gruppo Gente dell'Argentario porterà infatti all'attenzione una mozione in cui si chiede «la difesa del ruolo strategico e della tradizione dell'Istituto Tecnico Nautico e più in generale del sistema scolastico dell'Argentario». Il documento sottoscritto dai sette consiglieri dell'opposizione prende le mosse dal decreto Gelmini che potrebbe comportare tagli a quello che rimane l'unico istituto superiore del Promontorio. E, dato che finora, notano, la questione non è stata mai affrontata a livello istituzionale, impegnano il sindaco e la giunta ad adoperarsi concretamente per raggiungere i suddetti obiettivi per poi riferire al consiglio ed alla competente commissione consiliare gli sviluppi della situazione e le iniziative adottate. Dalla scuola al turismo il passo è breve grazie all'interrogazione presentata dal solo Gente dell'Argentario sulla sorte del raduno di barche d'epoca. L'indiscrezione secondo la quale l'Argentario Sailing Week il prossimo giugno non farà tappa a Porto S. Stefano a causa della contrarietà ad ospitarla da parte della stessa amministrazione sta preoccupaando non poco Schiano, Fanciulli, Sordini e Bartolini che vogliono adesso conoscere la posizione della maggioranza sulla vicenda. Anche perché, osservano, un suo rifiuto ad accogliere la tradizionale regata, andrebbe contro ogni principio di promozione del turismo. Paola Tana

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"no gelmini", l'iqbal masih rilancia "ecco come scardinare la riforma" - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIII - Roma "No Gelmini", l´Iqbal Masih rilancia "Ecco come scardinare la riforma" "Il 14 febbraio chiameremo tutti per dichiarare il proprio amore per la scuola pubblica" TEA MAISTO L´hanno chiamata la "Giornata di amore per la scuola pubblica" e andrà in scena nel giorno in cui gli affetti la fanno da padrone, il giorno di San Valentino, il prossimo 14 febbraio. I promotori dell´iniziativa sono le maestre e i genitori delle scuole elementari del coordinamento "Non rubateci il futuro" che nei prossimi giorni metteranno in campo tutta una serie di proteste contro il decreto Gelmini e "l´unico maestro di riferimento". «Per il 14 febbraio chiameremo tutti - spiega Paola Arduini, insegnante della Iqbal Masih, la scuola del Casilino capofila della protesta - intellettuali, artisti ma anche gente comune, pronti a dichiarare il proprio amore per la scuola pubblica e statale. L´iniziativa non sarà soltanto nelle scuole, ma anche in piazza». Giovedì pomeriggio c´erano un centinaio di persone - in rappresentanza di 40 comitati romani e della provincia - alla riunione tenutasi alla Iqbal Masih per organizzare nuove forme di proteste dopo l´approvazione dei regolamenti attuativi del decreto Gelmini. E infatti prima del 14 febbraio le scuole metteranno in piedi una campagna capillare sulle iscrizioni per raggiungere il massimo numero possibile di richieste di tempo pieno a 40 ore e tempo di 30 ore, in entrambi casi con la compresenza di insegnanti, per i bambini che verranno iscritti alla prima elementare, ma anche la riaffermazione dei modelli didattici già adottati per le classi successive alla prima. «Speriamo così di far arrivare al governo una valanga di richieste da parte delle famiglie che chiedono di mantenere l´attuale modello didattico senza che nulla venga modificato - spiega Simonetta Salacone, dirigente scolastico della scuola del Casilino - Stiamo lottando contro un´idea di scuola-spezzatino. Vorremmo anche organizzare una specie di staffetta nelle scuole che verranno aperte ai genitori per mostrare che cosa la scuola non sarà più in grado di fare dal prossimo anno scolastico». Tra le idee quella di far partecipare mamme e papà alle attività di laboratorio assieme ai propri figli. Altro punto su cui il Comitato lavorerà: chiedere ai collegi docenti di mantenere l´attuale valutazione basata sui 5 livelli di giudizio (non sufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo) e di non modificarla a favore del sistema decimale. Scrivono infatti nel verbale di assemblea: «Una campagna sulla valutazione che blocchi l´adozione dei voti, visto che i regolamenti che ne prevedono la reintroduzione non sono ancora definitivi». E poi ancora: "adozione" delle scuole che non hanno ancora creato un coordinamento genitori-insegnanti ben radicato da parte di scuole più avanti nell´organizzazione, incontri cittadini con organizzazioni sindacali e associazioni professionali e di difesa dei diritti civili.

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rettore, caretti pronto alla corsa - laura montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Firenze Rettore, Caretti pronto alla corsa In campo anche Chelazzi (Scienze), da Ingegneria potrebbero essere due i candidati Per le elezioni del dopo-Marinelli molti accreditano anche il nome di Rogari LAURA MONTANARI Un candidato dalla facoltà di Giurisprudenza per la poltrona di rettore, un altro da Ingegneria, un altro ancora da Scienze. Si popola di nomi la campagna per le prossime elezioni del capo dell´ateneo. Paolo Caretti, docente di Diritto Costituzionale non ha ancora sciolto del tutto le riserve, ma alla vigilia del Natale si è detto per la prima volta disponibile a scendere in campo. E´ lui stesso a confermarlo. Una scelta che è coincisa con la rinuncia alla corsa da parte dell´attuale prorettore vicario nel «governo» Marinelli, Alfredo Corpaci. Da Scienze conferma la sua candidatura Guido Chelazzi, biologo, docente di ecologia, ex preside della facoltà (una delle più grosse dell´ateneo fiorentino), attuale prorettore alla ricerca nel governo Marinelli. Ma dalla facoltà di Ingegneria potrebbero essere addirittura due gli aspiranti rettori, oltre ad Alberto Del Bimbo, primo ad annunciare di essere in corsa (più di un mese fa), uno fra l´attuale preside Alberto Tesi e l´ex preside Ennio Carnevale. «Decideremo nei prossimi giorni» spiega lo stesso Carnevale. Le sorprese però potrebbero non finire qui, nella girandola dei nomi che affollano i corridoi e gli incontri alle macchinette del caffè, fra gli accreditati c´è anche il prorettore alla didattica Sandro Rogari che ha recentemente elaborato tutta la manovra per la riduzione dei corsi di laurea (e l´applicazione della direttiva Mussi). «Io ritengo sia positivo avere molti concorrenti nella campagna che dopo il triplo mandato di Marinelli - spiega Guido Chelazzi - dovrà decidere chi lo sostituirà». E non sarà un compito facile, questo è chiaro a tutti, candidati e non: la situazione «non virtuosa» dell´università di Firenze profila un futuro prossimo di tagli e sacrifici. Come attuare i programmi lo spiegheranno e sarà probabilmente il perno attorno a cui ruoterà gran parte della campagna sul dopo-Marinelli. Le elezioni dovrebbero svolgersi nel mese di maggio, la data però non è stata ancora fissata e sarà il decano dell´ateneo a proclamare il via alla corsa. «E´ vero, ho dato una mia generica disponibilità a candidarmi - ammette il costituzionalista Paolo Caretti - ma adesso bisognerà fare delle verifiche nelle facoltà, ne riparleremo fra qualche settimana». Caretti sottolinea come si apra per l´ateneo fiorentino una fase complicata per superare la crisi: «Ci sarà anche da pensare alla Fondazione con la Regione per creare un sistema universitario toscano integrato». Altro tema caldo e ancora pochissimo esplorato dal momento che il decreto Gelmini è appena passato. Mettere a posto i conti, scendere sotto la fatidica soglia del 90 per cento nelle spese per il personale sul Fondo di finanziamento ordinario, è per il professor Caretti «una premessa prioritaria, ma non l´elemento che condizionerà tutte le decisioni». «Vedo, girando nei corridoi delle facoltà una crescente disaffezione dei giovani, dei dottorandi e degli assegnisti nei confronti dell´università perché non vedono per loro nessun futuro - prosegue - e questo mi preoccupa». Caretti che era per un codice etico più restrittivo e rigoroso rispetto a quello poi approvato dagli organi accademici, è critico sulla vicenda del no alla docenza per gli ultrasettantenni. «Capisco che la decisione sia stata improntata alle questioni di bilancio, ma col blocco del turnover interi settori disciplinari perdono il loro caposcuola e questo non può essere sostituito soltanto da un neo-ricercatore anche se magari molto bravo». Insomma secondo il docente di Giurisprudenza l´obiettivo di tornare a un ateneo virtuoso è prioritario anche per poter dare flessibilità al sistema: «Dovremo poi guardarci dentro e analizzare come abbiamo gestito l´autonomia, i concorsi, il decentramento didattico». Guido Chelazzi è stato il coordinatore della commissione ricerca: «Per me la ricerca resta strategica per l´ateneo - spiega - ma penso che il lavoro che abbiamo fatto di recente sia stato molto importante per contenere i tagli e orientare quelli inevitabili in maniera tale da non compromettere la funzionalità di un lavoro che è sempre articolato». La campagna elettorale ufficialmente non è ancora iniziata, ma ufficiosamente va avanti già da mesi nelle stanze dell´ateneo.

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longhena, sfida alla gelmini in pagella alle elementari niente voti, solo giudizi - venturi a pagina ii (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna In altri istituti l´insufficienza si fermerà al cinque Longhena, sfida alla Gelmini in pagella alle elementari niente voti, solo giudizi VENTURI A PAGINA II SEGUE A PAGINA II

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longhena, l'ultima provocazione "niente voti, in pagella solo giudizi" - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)

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Pagina IV - Bologna Longhena, l´ultima provocazione "Niente voti, in pagella solo giudizi" Singolare decisione contro la riforma Gelmini per il primo quadrimestre In altri istituti l´insufficienza si fermerà al cinque. Niente voti più bassi ILARIA VENTURI IN arrivo le pagelle con i voti. Ma i presidi avvertono: niente tre o quattro alle elementari, ci si fermerà al cinque. I sindacati denunciano: «Siamo alla scuola fai da te». E i maestri insorgono. Alla primaria Longhena il collegio dei docenti ha deliberato di mantenere i giudizi nel primo quadrimestre rifiutando i voti espressi in decimi introdotti di nuovo, dopo trent´anni, dalla riforma Gelmini. «Siamo contrari ai voti, pensiamo che non possano essere capiti dai bambini» spiega l´insegnante Marzia Mascagni. «La valutazione deve essere formativa, un momento di riscontro per noi e per il nostro operato. Con i voti si torna indietro rispetto a tutto quello che è stato lo studio sulla valutazione. Ci siamo presi un quadrimestre di riflessione per arrivare alla fine dell´anno a un voto consapevole, che comparirà solo nella pagella finale». Anche all´istituto comprensivo 11 il collegio dei docenti ha deciso di mantenere i giudizi in pagella alle elementari e alle medie. Una scelta che sarà discussa di nuovo tra due settimane. Ma nelle scuole di San Donato l´orientamento anti-voto è forte. In questi giorni, in vista della fine del quadrimestre, i dirigenti delle scuole di base si sono riuniti per decidere una linea comune da seguire. Il cinque, da usare con parsimonia e mille cautele, sostituirà il vecchio giudizio «insufficiente». Ma non si scenderà più in basso. «Per un bimbo delle elementari un quattro o un due sarebbero talmente demotivanti da fargli perdere anche il gusto di imparare», spiega Stefano Mari, preside del terzo Circolo didattico. Il dirigente si è confrontato venerdì scorso con i colleghi delle scuole di Reno, Saragozza, Borgo Panigale e Porto. «E´ emersa questa linea che discuteremo nei collegi dei docenti. Comunque i voti saranno accompagnati da giudizi che i genitori potranno consultare nell´agenda della programmazione. Personalmente non mi piace numerare la valutazione, quando devi giudicare un alunno c´è sempre un aspetto interpretativo». L´approccio al voto sarà soft, soprattutto alle elementari. Più aperta è la discussione alle medie, dove anche i quattro saranno ammessi, dove non ci saranno giudizi ad accompagnare i numeri e dove torna il voto in condotta. Ma basterà un´insufficienza per essere bocciati alle medie? «La decisione sarà collegiale», frena Sergio Simoni, dirigente delle scuole di Bazzano, Crespellano e Monteveglio. «L´insegnante di matematica potrà arrivare con un cinque, ma a maggioranza i colleghi della classe potranno alzare il voto». Simoni ricorda: «Il voto serve per migliorare, per correggere un errore, non per classificare i bambini. Si deve mantenere il valore formativo della valutazione». L´orientamento riportato da Simoni è stato discusso nelle undici scuole della zona di Casalecchio, Sasso Marconi sino a Castello di Serravalle. «Le nostre non possono che essere indicazioni». Sui modelli di pagella invece non c´è accordo: ciascuna scuola farà per sé, molte ricorrendo alla stampa in proprio per risparmiare. Per questo Sandra Soster, segretaria provinciale della Cgil scuola, attacca. «C´è confusione, siamo alla scuola fai da te. Ma la preoccupazione maggiore è che con il ripristino dei voti alle elementari si distrugge l´impianto della scuola». Anche il collegio dell´istituto comprensivo 12 ha deliberato, sui voti, una forbice tra cinque e dieci, mentre per la scuola media sarà ammesso anche il quattro. «Non è così automatico passare dal giudizio sintetico al voto numerico - spiega la preside Filomena Massaro - Il dibattito è stato lungo, alle elementari le remore sono state più forti, pedagogicamente era meglio il giudizio». SEGUE A PAGINA V

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master, la regione corre ai ripari giro di vite su alcuni corsi all'estero (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Bari Il nuovo bando non prevede più il contributo massimo per lezioni in italiano nelle università straniere Master, la Regione corre ai ripari giro di vite su alcuni corsi all´estero Per le società è necessaria un´esperienza specifica degli enti di formazione di almeno dieci anni Ancora master universitari. E ancora accuse: «Questi corsi non hanno i requisiti per essere finanziati». è questo il contenuto di una denuncia anonima ricevuta nei giorni scorsi dall´assessore alla formazione, Marco Barbieri, riguardo una serie di master finanziabili dalla Regione tramite il programma Ritorno al futuro. Barbieri ha segnalato i casi ai suoi uffici affinché nell´esame delle domande dei ragazzi si valuti attentamente se i requisiti siano o no quelli giusti: «Noi faremo un controllo rigido - dice l´assessore - In ogni caso nei prossimi giorni mi riservo comunque di mandare una copia della denuncia alla magistratura». La procura di Lecce ha infatti in piedi un´indagine su una società, la Vision 2000, che negli anni scorsi aveva avuto decine di studenti ai propri master con la borsa di studio regionale. Nell´ultimo bando, però, i ragazzi iscritti ai master della Vision sono stati esclusi dalle graduatorie: secondo la Regione la società di formazione non aveva i requisiti richiesti per il finanziamento dei corsi. La magistratura penale vuole ora valutare se siano stati commessi degli illeciti mentre non è escluso che la vicenda possa avere anche degli strascichi nei tribunali amministrativi. Intanto però i nuovi requisiti del nuovo bando predisposto dalla Regione (3.140 le domande complete arrivate via Internet) stanno dando i primi risultati. E´ per esempio terminato il paradosso dei master all´estero in lingua italiana: quel tipo di corsi sono stati sì organizzati anche quest´anno (dalla stessa società con la collaborazione di un´università telematica) ma la borsa di studio intascata dagli studenti non sarà più di 25mila euro, come un qualsiasi master all´estero. Ma di 15mila come se il corso di specializzazione si tenesse in Italia. Sono state poi escluse tutte quelle società create ad hoc per organizzare corsi finanziabili dalle borse di studio regionali: da quest´anno, infatti, è necessaria un´esperienza specifica degli enti di formazione di almeno dieci anni. Intanto grazie alla Puglia, dove era scoppiato il primo scandalo e dove la magistratura ha aperto un´indagine conoscitiva, arriva il primo stop al prolificare delle università telematiche. Il Governo ha accolto l´ordine del giorno, come raccomandazione, del deputato del Partito democratico Dario Ginefra impegnandosi nella riduzione degli atenei on line. «Ci troviamo di fronte - spiega Ginefra - a un fenomeno assai preoccupante. Secondo gli ultimi dati del ministero, gli iscritti alle università telematiche sono 13mila, il doppio rispetto all´anno scorso: il governo Prodi aveva predisposto un "pacchetto serenità" che, tra l´altro, prevedeva un decreto per la ridefinizione dei requisiti minimi degli atenei telematici. Tale decreto, approvato dal consiglio dei ministri, era al vaglio del Consiglio di Stato per il visto definitivo quando, caduto il governo Prodi, non se ne fece più nulla. Ora la Gelmini deve riprendere quella strada». (g. fosch.)

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bentornati i voti a scuola ma la gelmini è da meno meno - michele mirabella (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)

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Pagina XV - Bari bentornati i voti a scuola ma la Gelmini è da meno meno MICHELE MIRABELLA (segue dalla prima di cronaca) Tuttavia riuscii a familiarizzare con i classici, amatissimi, peraltro, a digerire i verbi dell´ottava classe e l´inestricabile lessicografia greca. Oggi mi darei un voto risicato di sufficienza, diciamo un sei meno meno. Il meno meno, diciamolo, è umiliante. Sia se frustra la stentata sufficienza, sia se aggrava una catastrofe sotto il tre. In tanti discettammo, ragazzacci ribelli, intorno al sadismo della somministrazione numerica dei giudizi che oggi ritroviamo come metodo restaurato dalla ministra Gelmini. Eppure, oggi, di tutte le scelte riformatrici della signora, questa del voto numerico è, a parer mio, da approvare con un bel sette e mezzo. Ma che cosa sono quelle paroline ipocrite come distinto o buono. O che sarà mai un compito distinto. Distinto è un signore a modo, distinta una signora di buone maniere e condotta imperturbata dalle tentazioni della mondanità, ove non sia un modulo per un versamento bancario. Distinti sono i saluti nel formulario del codice delle buone creanze. Non può essere un comportamento scolastico e men che meno la traduzione del Teeteto. E anche quell´insufficiente o buono non esprimono compitamente la valutazione del pedagogo per la prestazione dell´alunno e sono generiche e insoddisfacenti. E aggiungo che non danno gusto. Vuoi mettere la gioia di squadernare un bell´otto rotondo graffito sul foglio di protocollo con la matita rossa a petto di un ?molto distinto´ vergato pudicamente? E poi? Vogliamo considerare le numerosissime possibilità consentite dai numeri. Ancorché sia ristretta la scelta da uno a dieci, dobbiamo considerare le variabili erogate da miracolosi segni da posporre alle cifre. Ricordo il meno, il meno meno, balbettante reprimenda un po´ umiliante, addirittura il meno meno meno di qualche sadico sottile e ricordo il più. Il più era un´incoraggiante crocetta posta dopo un voto debilitante, una spintarella a far meglio, generalmente affibbiata con tenerezza a quelli che, pur non essendo particolarmente dotati, si sforzavano, si "applicavano". Io, appartenente alla schiera di quelli che, pur essendo intelligenti, non si applicavano affatto, anzi, erano sfaticati, ero insignito di molti meno o del mezzo al voto inferiore rispetto a quello che avevo meritato. E sì, perché il terribile mezzo voto poteva aumentare la sentenza in bene o aggravarla in male. Ai volenterosi si aggiungeva per premio, a me, generalmente si toglieva per castigo. Il cinque e mezzo faceva male. Era puro sadismo, come era ferocia vendicativa rimandare a ottobre col cinque in una sola materia. Se ne parlava al bar, intorno al calcio balilla, per settimane. Sui quadri il nome era macchiato di rosso dalla scritta: ?ripara in´ e seguiva la materia. L´untore, il segretario, scriveva con le anellate la formula che rispettava, comunque, il voto, il mitico voto. Adesso ritorna. Rispetto il voto fatto per auspicarne la rinascita: non parlerò male, come merita, della Gelmini per la sua riforma della scuola. Non può pretendere di avere il mio voto, se si torna alle elezioni, ma mi asterrò dalle critiche per almeno un trimestre. Poi, però dovrà rassegnarsi ad aspettarsi un uno meno meno. Come la mia traduzione del Teeteto. Le va bene, potrebbe avere uno zero spaccato. Si dava anche quello.

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Smog, parchi e scuola: la lotta delle mamme <pasionarie> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-11 num: - pag: 1 autore: di BENEDETTA ARGENTIERI categoria: REDAZIONALE Milano e le donne Smog, parchi e scuola: la lotta delle mamme «pasionarie» Inquinamento Tra le battaglie più sentite dalle mamme c'è quella allo smog Contro i disagi Difendono il quartiere. Lottano contro il traffico. E tutelano l'ambiente. Sono le mamme pasionarie di Milano. Attente, sensibili, attive. Si incontrano su Internet per combattere un nemico comune: dalla legge Gelmini all'inquinamento. Fondano blog per darsi consigli: dai percorsi da fare in passeggino a come riuscire a gestire un lavoro, un marito e i figli. Una rete di solidarietà nata per tutti i genitori che vogliono darsi una mano. A PAGINA 6

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Smog, parchi e scuola Le mamme <pasionarie> che difendono la città (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-11 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE MI L'impegno online Smog, parchi e scuola Le mamme «pasionarie» che difendono la città Incontri e alleanze su internet. Spot contro il traffico Cortei per il diritto allo studio e un decalogo sugli asili Blogger Prima a sinistra Claudia De Lillo, 38 anni, autrice del blog nonsolomamma Nell'altra foto Elisabetta Andreis, 36 anni, si racconta su vitadastrega Il premio Federica Pagnacco riceve, nel dicembre del 2006, per i Genitoriantismog il premio Isimbardi dalle mani del presidente della Provincia Filippo Penati L'emittente A difesa del verde e dei quartieri dal degrado è nata una radio online in cui le mamme, da una panchina, si scambiano consigli e indirizzi utili dove si possono portare i figli Ci sono quelle che lottano. Contro l'inquinamento e per una viabilità «possibile». Quelle che difendono il quartiere. Contro il degrado e per il verde del parco. E quelle che scrivono. Contro una città «poco accogliente». O per aiutare altre donne in situazioni difficili. Sono le mamme di Milano. Attive, sensibili, attente. Anche «acrobate». Sono le mamme pasionarie. Si danno appuntamento su internet per combattere una battaglia comune. L'inquinamento per i genitoriantismog. it. La legge Gelmini per Retescuole. net. I disagi nelle materne per Chiedoasilo.it. E dal web passano ai fatti. Scendono in piazza, sfilano nei cortei. Producono spot pubblicitari. E fotografano la città per consigliare percorsi con le carrozzine, ristoranti e negozi «amici dei bambini». è dal 2001 che un'associazione di genitori si batte per migliorare l'ambiente. Perché l'unica risposta dell'amministrazione «davanti a un'emergenza come l'inquinamento è stata: tenete i figli a casa». E sono cominciate le battaglie. Qualcuna vinta, come i bambini gratis sui mezzi pubblici. Ma l'obiettivo finale è quello di «spronare i nostri amministratori a impegnarsi in una vera politica ecologica». Ecco allora gli spot — studiati, sceneggiati, realizzati — da mettere in rete. Brandelli di vita vissuta. L'ultimo ritrae un bambino che tossisce alla fermata del bus: il messaggio è chiaro. Come quello di Retescuole e Chiedoasilo. Due associazioni in trincea a difesa dei propri ragazzi. La prima si batte «contro la distruzione della scuola pubblica» e informa i genitori sugli effetti della Legge Gelmini, organizzando assemblee, manifestazioni, proteste e («perché no!») merende collettive. La seconda, invece, è impegnata «a difendere la qualità nei servizi comunali all'infanzia e garantirne l'accesso a tutti ». Da qui è nato un altro sito: lamaternachevorrei. it, dove le mamme hanno scritto un decalogo presentato al Comune. Incontri, su internet. E alleanze, tra mamme, sul campo. Perché solo così «ci si aiuta, ci si sostiene, si raggiungono risultati». Come Stefania Daziano e Valentina Bianchetti. Insieme hanno creato il blog mamme del Pagano per «difendere il nostro parco e il nostro quartiere dal degrado». E non solo per essere «un punto di riferimento». Così, da un impulso condiviso, si è arrivati a radiommamma.it. «Abbiamo trasferito i consigli e gli indirizzi ascoltati sulla panchina del parco a internet», spiega Carlotta Jesi. Sul suo sito si possono trovare negozi, ristoranti e percorsi formato famiglia. E dalle storie di una mamma che dribbla le mille difficoltà quotidiane di «una città non proprio a misura di bambino» si basa nonsolomamma.com. Claudia De Lillo da settembre 2006 veste i panni elastigirl. Tante donne si ritrovano nella sua situazione e le scrivono per avere consigli. Dal sito è stato tratto un libro. Poi c'è vitadastrega.com di Elisabetta Andreis per cui la sua pagina web «è una maniera per tenersi in contatto tra di noi». Certo la città, per essere veramente formato famiglia, «dovrebbe avere più verde, mezzi pubblici che funzionano. E magari locali più accoglienti se si hanno figli». Quella di internet è una vera e propria rete di solidarietà. Ad oggi sono un'ottantina i blog per aiutarsi. Perché Milano «facilita questi fenomeni». E l'alleanza di mamme pasionarie. Benedetta Argentieri Il video Per sostenere una politica ambientale da parte del Comune alcune mamme hanno studiato, sceneggiato e prodotto uno spot contro lo smog: un bambino tossisce alla fermata dell'autobus

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L'Italia deve imparare a investire sui giovani (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 11-01-2009)

Argomenti: Scuola

L'Italia deve imparare a investire sui giovani luca volontè La riforma della scuola passò ben prima di Natale con il voto di fiducia e, nei giorni scorsi, stessa sorte e medesimo strumento sono toccati alla riforma dell'Università. Senza offesa, ben altro si poteva fare in entrambi i campi, una vera parità di scelta educativa (modello francese) e l'abolizione del valore legale del titolo (laurea), solo per fare due esempi. Si è segnata comunque un'inversione di tendenza, a costi zero si sono ribaditi almeno alcuni basilari principi della istruzione: merito, disciplina e lavoro. Tuttavia, mentre da settimane negli Usa si è aperto un vero dibattito sulla capacità di investire sul capitale umano e sulle idee del futuro - secondo taluni commentatori gli Usa stanno perdendo terreno rispetto al Giappone - in Italia non solo non si discute del domani ma nemmeno si investe da vent'anni, "oggi per il domani''. Il nostro sistema scolastico, negli ultimi anni, direi decenni, è stato in perfetta e malevola sintonia con l'imperativo generale: tutto, maledetto e subito. Invece di investire sui nostri giovani, raddoppiare così la nostra ricchezza futura, abbiamo pedissequamente depauperato i nostri e i loro talenti. Secondo i dati diffusi in quest'inizio gennaio da Eurostat, l'Istituto statistico della Commissione europea, nel 2005 la spesa pubblica degli Stati membri della Ue per l'istruzione è pari, in totale, al 5% del pil. Come sempre accade, ci sono notevoli differenze tra un Paese e l'altro. Nei Paesi nordici, ad esempio, la spesa pubblica per l'istruzione è mediamente molto più elevata che nel resto d'Europa: 8,3% del pil in Danimarca, 7% in Svezia, 6,3 in Finlandia. I Paesi che spendono meno sono invece Grecia (4%), Slovacchia (3,8%) e Romania (3,5%). Il dato rilevato da Eurostat considera tutti i livelli di spesa pubblica, locali, regionali e nazionali, e comprende non soltanto le istituzioni scolastiche e universitarie ma anche le altre istituzioni che garantiscono il funzionamento del sistema educativo nazionale: ministeri e dipartimenti della pubblica istruzione, servizi, ricerca. Non solo lo Stato ha evitato di spendere, ma pure gli enti locali hanno seguito un crinale devastante per il futuro dei nostri figli e del nostro Paese. Stando ai dati Eurostat, l'Italia, con una spesa per l'istruzione pari al 4,4% del pil, si situa al 21° posto tra i Paesi Ue, subito dopo la Bulgaria (4,5%). Meno dell'Italia spendono infatti soltanto la Repubblica ceca (4,2%), la Spagna (4,2%), la Grecia (4%), la Slovacchia (3,8%) e la Romania (3,5%). Prendendo a riferimento la sola scuola elementare (quanti scioperi inutili), la posizione dell'Italia nella graduatoria Ue sale di 3 posti: non più 21° ma 19°. La spesa italiana per il primo grado dell'istruzione è pari infatti all'1,09% del pil, come Ungheria e poco meno della Grecia. Il livello di spesa italiano è comunque sempre al di sotto della media Ue a 15, sia per la spesa totale sia per quella della scuola primaria. Il dato che conta di più non è la spesa in rapporto al pil, ma quanto effettivamente spende ciascun Paese in rapporto al numero dei propri studenti. In media, nell'Ue la spesa per studente è pari a 5.650 "spa" (standard del potere d'acquisto). L'Italia si situa qui al 14° posto tra i Paesi europei, con una spesa pari a 5.908 spa. Gli Usa, per fare un altro raffronto, oltre 10.600 spa e il Giappone oltre 7.100. Loro si accapigliano nella gara a chi spende di più e premia meglio i meritevoli, noi rischiamo di accontentarci della pur meritevole partenza del ministro Mariastella Gelmini. Non è solo un problema di classifiche, ahimè non migliorate significativamente negli ultimi decenni. Bisogna mettersi in testa che alla fine della crisi globale, tra due o tre anni, se non avremo generazioni di giovani campioni della conoscenza, ci ritroveremo ancor più in basso e sarà impossibile rimanere legati all'economia europea. Molti appelli sono venuti alla politica (dal Papa, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco) per lavorare insieme sulle riforme necessarie al Paese. Mi permetto di sottolineare che quella della scuola e dell'Universitàè la prima. In Giappone e negli Stati Uniti la sfida principale è sul quanto dare soldi e come rafforzare giovani talenti, noi invece di far i primi della classe dovremo imparare, una buona volta, a seguire l'esempio. Luca Volontèè deputato Udc. 11/01/2009 Negli ultimi decenni, invece di puntare sull'istruzione, abbiamo depauperato talenti 11/01/2009

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L'università da tre soldi è senza riforma (sezione: Scuola)

( da "ItaliaOggi Sette" del 12-01-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Sette Numero 009  pag. 49 del 12/1/2009 | Indietro L'università da tre soldi è senza riforma IO LAVORO Ma non chiamiamola riforma. Approvato in via definitiva dalla Camera giovedì scorso, il decreto Gelmini sull'università è legge. Alcuni, tra cui lo stesso ministro, lo chiamano decreto antisprechi, ed è questa la sua finalità prevalente, e per la trasparenza. Modifiche ai concorsi, incentivi solo alle università virtuose che non spendono oltre il 90% del budget in soli stipendi e che si distinguono per produzione scientifica. Qualche deroga al blocco delle assunzioni dei ricercatori. L'impegno dell'abolizione del valore legale della laurea. Una legge che farà risparmiare, dicono i sostenitori, in un settore in crisi di risorse economiche e che ha già visto falcidiare il Fondo di finanziamento ordinario. Non per benaltrismo, ma tutti sappiamo che la riforma dell'università non sta qui: ci vuole ben altro, questa è una pezza, legittima ma corta; la riforma dell'università è un'altra cosa. Cinque sono i nodi per una vera riforma, oltre a una politica meritocratica sul personale, baroni compresi. Il primo è la mancanza di un vero rapporto tra università e mondo del lavoro, che si chiama orientamento attivo: troppa è ancora la distanza e i rischi di autoreferenzialità del sistema. Il secondo è l'eccessivo numero di corsi: oltre 5 mila tra lauree triennali e specialistiche sono davvero troppe. Così come sono troppe le università: oltre 90 atenei hanno polverizzato il sistema e troppe sono le università di paese, di campanile, di provincia. Tutto ciò abbassa il livello della qualità dei titoli e delle lauree, molte delle quali sono davvero deboli. Infine, il nodo del valore del titolo offerto dalle università. Il doppio valore della laurea: di mercato e legale. Ora con un odg approvato c'è un impegno del governo: l'abolizione del valore legale. Giusto, sacrosanto. Ci piacerebbe, ma siamo scettici, che venisse davvero cancellato. Il rischio è che invece prosegua il doppio mercato. Walter Passerini

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Assemblea in facoltà, così l'Ondaprova a rialzare la cresta (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-01-2009)

Argomenti: Scuola

Assemblea in facoltà, così l'Ondaprova a rialzare la cresta oggi a balbi Dopo le occupazioni dei mesi scorsi, gli universitari genovesi si riuniscono per cercare di riorganizzare la protesta 12/01/2009 IL DECRETO Gelmini è diventato legge e l'assemblea permanente delle facoltà in lotta, parte dell'Onda che da mesi ormai continua la protesta contro la riforma dell'istruzione, si organizza per dare nuova linfa al dissenso. Prima delle festività si sono registrate le occupazioni di Scienze della Formazione, Lettere e Scienze Politiche, momenti nei quali gli studenti hanno utilizzato gli spazi delle facoltà per prendere coscienza del cambiamento portato dalla riforma organizzando dibattiti, incontri, letture, feste di autofinanziamento e, in gran parte dei casi, garantendo comunque lo svolgimento di lezioni ed esami. Il timore degli appartenenti al movimento è quello della trasformazione delle università pubbliche in fondazioni private a causa dei tagli che porteranno gli atenei alla ricerca di nuove forme di finanziamento privato con il rischio di far passare in secondo piano l'importanza del sapere rispetto alle esigenze aziendali e di profitto. «Non bisogna fare calare l'attenzione su ciò che sta accadendo nell'Università italiana. Credo che l'assemblea permanente abbia dato prova di come insieme si possa organizzare una protesta costruttiva. Il fatto che la legge Gelmini sia passata deve creare un'ulteriore sinergia tra l'istruzione di tutti i livelli, dobbiamo tornare nelle strade con cortei pacifici e fiumi di persone», spiega Alessandra, studentessa di Scienze della Formazione, una tra le facoltà più attive nella protesta. Questi primi giorni del 2009 hanno permesso ai rappresentanti di ogni facoltà di coordinarsi nuovamente, di preparare nuove iniziative per dimostrare che gli studenti non hanno accettato passivamente l'approvazione della legge. L'assemblea permanente delle facoltà in lotta ha così fissato un appuntamento per discutere sul futuro del movimento, sulla necessità di trovare nuovi spazi per continuare le occupazioni e sulla volontà di fare nuovamente sentire la voce degli studenti. Un volantino, diffuso anche tramite mail, ha così permesso di passare parola sulla riunione di oggi alle 14 nell'aula M di Balbi 4. Un incontro che sprona alla partecipazione la cosiddetta "Onda". Matteo Politanò 12/01/2009

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Gite scolastiche estiveridotti i soggiorni all'estero (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-01-2009)

Argomenti: Scuola

Gite scolastiche estiveridotti i soggiorni all'estero si fanno i conti con la crisi economica Singolare sciopero dei viaggi di istruzione alle medie Alfieri e Mazzini QUATTROCENTO euro per la gita di sei giorni all'estero, nelle grandi capitali europee come Barcellona, Vienna, Parigi o Londra: o per la settimana bianca sulla neve. Fra i duecento e i trecento, per la quattro giorni nelle città d'arte italiane: da Firenze alle ville venete, Roma, o Ravenna, o Torino e Milano. E decisamente di più? sui duemila euro almeno ? per il viaggio estivo ovviamente facoltativo, di due settimane all'estero, per imparare la lingua come ospiti ai college inglesi, scozzesi e irlandesi, e addirittura in America, come farà quest'estate un gruppo di ragazzi delle medie e delle superiori cittadine. Nelle scuole spezzine è scattata la consueta ricerca delle mete più adatte ai viaggi di istruzione, che quest'anno fanno più che mai i conti con le ristrettezze economiche imposte dalla crisi finanziaria: e molti dirigenti hanno deciso di accorciare la durata delle uscite, per dare più possibilità di risparmio alle famiglie. Un caso a séè rappresentato quest'anno dalle scuole medie "Alfieri" e "Mazzini", in cui gli insegnanti hanno deciso un singolare sciopero delle gite: «Sì, hanno deciso di protestare contro le incertezze e le riforme che vengono calate sulla scuola di anno in anno - conferma la dirigente Anna Maria Da Pozzo -? hanno ritenuto che si debba anche toccare qualche settore economico, e dare un segnale. Il collegio docenti ha deciso di non fare più viaggi di istruzione, ma solo uscite sul territorio, che non necessitano di gare d'appalto o altre forme di licitazione. Ad esempio, i ragazzi sono già stati a visitare gli impianti eolici di Varese Ligure. Vuol dire che approfondiremo maggiormente la conoscenza del nostro territorio, scoprendo angoli di pregio». «Le quinte classi chiedono di andare all'estero, come è tradizione, soprattutto a Parigi, Londra e Vienna ?- spiega il preside del liceo "Parentucelli", Marco Mezzana ?- quest'anno le altre classi rimarranno tutte in Italia. Fra Roma, le ville del Veneto e le città d'arte. Bisogna ridimensionare le proposte, da fare ai genitori, che sono alle prese come noi tutti con una situazione economica difficile. Stiamo sondando l'umore delle famiglie, prima di procedere alla gara fra le agenzie». All'istituto superiore "Fossati" di Bragarina, la settimana bianca verrà proposta solo alle classi V. Le altre classi faranno solo gite brevi. «C'è crisi ? spiega la dirigenza ? in altri momenti, i ragazzi erano stati portati anche più lontano, ma per la congiuntura attuale stiamo cercando di rimanere sotto i 300 euro, per agevolare le famiglie. Oltretutto con l'occupazione sono stati persi molti giorni di scuola». Fra i dirigenti della provincia, tanti hanno scelto la linea dura con chi ha occupato: per loro niente gita. Altri invece non hanno ritenuto di dover "punire" chi ha manifestato contro la Gelmini. Ma questo è un capitolo a sé, che sta facendo infervorare i ragazzi, con dibattiti assai vivaci. Tornando ai costi delle gite, il dirigente del liceo psico pedagogico "Mazzini", Antonio Russo, sta vagliando le varie proposte delle agenzie specializzate spezzine, per far "risparmiare i ragazzi": «Meglio un giorno di meno ? sottolinea ? che non una vacanza stracciata che però non salvaguardi appieno la sicurezza. Dobbiamo fare gli equilibristi sulle cifre. All'avviamento sciistico sulla neve andrà una cinquantina di ragazzi, mentre l'estero sarà orientato in base agli studi linguistici: Parigi per chi fa francese, Vienna per il tedesco. E poi c'è Praga, che esercita un gran fascino sui giovani». Anche l'istituto Einaudi, che punta sul turismo, privilegia le capitali europee: «Quest'anno ai ragazzi del triennio è stata proposta Barcellona, lo scorso anno sono andati a Budapest ?- spiega la dirigente Clementina Petillo ?- cerchiamo di viaggiare in bassa stagione, per tenere i costi sui 300-400 euro a ragazzo per una settimana». Allo scientifico "Pacinotti", il preside Michele Rigazio spiega che i viaggi variano a seconda dell'anno di studio: «Le V partiranno nella seconda metà di febbraio, per avere poi tempo di concentrarsi sullo studio, in vista della prova di maturità, mentre le altre classi in primavera». Anche qui si parla dell'estero per i grandi, ma ci sono in programma anche le settimane bianche. Sono invece Vienna, Parigi e la Sicilia, le proposte del tecnologico scientifico "Capellini", naturalmente per le V, ma il preside Luigi Gianelloni ? convinto umanista ? ha inserito anche una crociera in Grecia: «Credo sia importante visitare città come Atene ? ammette ? comunque i costi restano sui 400 euro, è solo una chance in più offerta ai ragazzi». Altre mete italiane, si confermano Orvieto, Roma e le città d'arte in genere. Sono queste le scelte anche delle scuole medie, che non si spingono in genere oltre i confini nazionali, ad eccezione di quelle che fanno scambi con le altre scuole europee: a Lerici, la dirigente Eliana Bacchini propone da vent'anni lo scambio con il college di Dreux, in Francia. E scambi internazionali fa la "Pellico" di piazza Verdi. In linea di massima, i ragazzini delle medie viaggiano verso le città d'arte, o vanno alla settimana bianca. .x/12/0901

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l'università i media e il virus della casta - margherita rubino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 12-01-2009)

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Pagina I - Genova Le idee L´Università i media e il virus della casta MARGHERITA RUBINO Alla fin fine il mito del Sessantotto si è indebolito, nell´anno appena trascorso, sopportando iniziali celebrazioni, esasperanti dibattiti, infinita pubblicistica, fino a un irritato revisionismo. La suggestione quarantennale ha avuto in realtà i più forti riscontri nella cronaca, con la rinascita della rivolta studentesca. Profondamente diversa, feroce contro le riforme Gelmini e perfino efficace nell´ottenere alcuni rinvii dalla controparte di governo, la protesta degli studenti 2008, al fianco dei professori stavolta, ha portato in piazza nel mese di novembre migliaia di giovani. Da segnalare la forza, la tempestività, la sostanziale correttezza dell´Onda a Genova. Non era scontato, se nel contesto internazionale, tra Spagna, Francia e Germania, le violenze ci sono state e uno studente, ad Atene, è stato ucciso. In questi stessi mesi è iniziata, intermittente e strisciante, l´altra rivolta di colore sessantottino: l´indagine o l´accusa o la critica decisa contro la classe, i privilegi, in una parola la "casta" dei docenti universitari. Allora l´attacco venne da parte degli studenti contro i professori, contro la didattica antiquata, contro i poteri dei baroni, contro i singoli, insultati per nome e cognome e pure minacciati in versi sui muri di via Balbi. L´attacco, oggi, proviene invece dai media e, per sussurri, da molta società civile e politica. Non arriva dal basso, dai ragazzi, ma dall´alto, da un mondo non troppo amato dal docente universitario quale è quello delle tivù, soprattutto private, e dei giornali. Di qua (dai giornalisti) l´accusa ai docenti di essere una classe a parte, non sottoposta a controllo, che abusa come tutte, ma non paga come tutte. SEGUE A PAGINA III

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Tappe forzate per le misure anti-crisi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-01-2009)

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Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-12 - pag: 9 autore: L'agenda del Parlamento. In settimana riprende a pieno ritmo l'attività legislativa dopo la pausa natalizia Tappe forzate per le misure anti-crisi Il Dl, che scade il 28 gennaio, in aula alla Camera, poi toccherà al Senato Roberto Turno Il decreto anti-crisi, le misure sulla sicurezza e il federalismo fiscale. Altri quattro disegni di legge collegati alla Finanziaria 2008 sulla rampa di lancio. E un pacchetto aggiuntivo di quattro decreti legge pronti a iniziare il loro cammino. Incassata con il voto di fiducia e non poche contestazioni la settimana scorsa l'approvazione del "decreto Gelmini" sulle Università – che ha portato così a 45 le leggi varate nel corso della XVI legislatura nei suoi primi otto mesi di vita – Camera e Senato riprendono in questi giorni a tutto ritmo l'attività legislativa. Per il Governo si apre una stagione parlamentare nient'affatto in discesa. Da un lato incombe la difficile contingenza sul versante economico e finanziario, destinata anzi ad acuirsi. Dall'altra,sul terreno più squisitamente politico, i prossimi mesi saranno caratterizzati da un duplice confronto: il testa a testa annunciato con l'opposizione, a partire dai temi come giustizia e riforme; ma anche all'interno della maggioranza non mancheranno fibrillazioni, come del resto le vicende su Malpensa e sul ritocco della squadra di Governo hanno già ampiamente dimostrato. La prospettiva della nascita in primavera del Pdl e insieme la duplice tornata elettorale primaverile delle amministrative e delle europee rappresentano altrettanti spartiacque politici all'interno del centro- destra,con la necessità dialcuni partner di maggioranza – la Lega per prima –di differenziarsi e, insieme, di acquisire il massimo possibile di visibilità in chiave appunto elettorale. Già nei prossimi giorni, del resto, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama si comincerà necessariamente a prendere le misure di tutti i problemi sul tappeto. Alla Camera, in aula, dopo la tormentata vicenda dell'esame in commissione, farà il suo esordio il Dl 185 anti- crisi: il decreto scade il 28 gennaio e sarà necessario procedere a tappe forzate, considerato che il Dl dovrà essere trasmesso al Senato.L'ipotesidi un nuovo ricorso al voto di fiducia in entrambi i rami del Parlamento, è al momento la più gettonata. L'altro appuntamento clou è lo sbarco, annunciato in aula tra una settimana al Senato, del Ddl delega sul federalismo fiscale, che è collegato alla Finanziaria 2009.L'effettivo iter del provvedimento è condizionato dal placet in sede referente delle commissioni (Affari costituzionali, Bilancio e Finanze) che dovranno ratificare il testo elaborato dal comitato ristretto. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, convocata per domani, fisserà il timing necessario, che in ogni caso, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe portare al primo sì sul Ddl già entro gennaio. Dopo di che toccherà comunque ancora alla Camera. Intanto in aula in questi giorni arriverà il Ddl sulla sicurezza. Anche a Montecitorio i capigruppo dovranno stilare il calendario dei prossimi mesi. Che intanto vede in primo piano i decreti legge pre-natalizi – tra tutti, proroghe e semplificazione – e la "legge Brunetta" collegata alla manovra. Mentre gli altri collegati premono al Senato: dalla giustizia al lavoro all'internazionalizzazione delle imprese, le leggi non arriveranno però prima dell'estate. TRA DUE FUOCHI Per il Governo si annuncia una stagione resa difficile dalla contingenza economica e i rapporti politici tesi anche nella maggioranza FEDERALISMO FISCALE Il disegno di legge collegato alla Finanziaria aspetta a Palazzo Madama il via libera delle commissioni sul nuovo testo

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Leggi e decreti, in Parlamento è già corsa contro il tempo (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-01-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-11 - pag: 10 autore: La sicurezza sorpassa la devoluzione fiscale a Palazzo Madama Leggi e decreti, in Parlamento è già corsa contro il tempo Roberto Turno ROMA Il decreto anti–crisi, il federalismo fiscale e la “legge Brunetta, i temi eticamente sensibili e politicamente scottanti, la questione giustizia che bolle come un vulcano, la Rai e i regolamenti parlamentari che restano un'incompiuta.E a corredo i soliti decreti (sono 5) che non mancano mai all'appello. Incassata dopo la Befana la “legge Gelmini”, con 45 leggi nel carniere e nove voti di fiducia ottenuti in scioltezza dal Governo, da domani le Camere aprono un inverno parlamentare che si annuncia lungo e complicato. Berlusconi preme con cinque disegni di legge collegati alla manovra 2009 ancora in cerca d'autore, e intanto prepara le prossime mosse e le riforme da spedire in Parlamento. Contando su percorsi più rapidi che sarebbero garantiti da nuovi regolamenti, soprattutto alla Camera. E sperando di superare fronde e resistenze nella maggioranza. La giustizia, ma anche capitoli nient'affatto secondari su cui il Parlamento non vuole accettare diktat da Palazzo Chigi – class action, sanità, le stesse misure sull'emergenza – sono altrettante spie degli ostacoli da superare. Problemi non insormontabili, considerato il peso politico specifico del Cavaliere nel Pdl. Fatto sta che a primavera incombono altre scadenze potenzialmente capaci di sparigliare i giochi: la nascita del Pdl, prima, quindi la duplice tornata elettorale per le amministrative e le europee. Il desiderio di visibilità dei partiti (la Lega) e delle correnti (la componente di An nel Pdl), reciteranno in questi mesi un ruolo decisivo in tutte le scelte. La stessa impasse nella revisione della squadra di Governo, è un segnale. Da domani riprendono dunque a tambur battente i lavori parlamentari. Con un elenco di appuntamenti segnati in rosso, eredità incompiuta dei primi otto mesi del Berlusconi quater che finora ha proceduto soprattutto a colpi di decreto (25 su 45 sono state di conversione di Dl). A Montecitorio tocca subito al Dl 185 anti–crisi(si veda pagina 3). Al Senato invece il "D–day" del federalismo fiscale, che è collegato alla Finanziaria 2009, inizialmente atteso in aula per martedì 13, è rimandato: le tre commissioni riunite tenteranno l'affondo sul testo da trasmettere all'aula per la settimana successiva. La speranza di Governo e maggioranza è di arrivare al giro di boa di palazzo Madama entro fine mese. Dopo di che sarà la volta della Camera, che però difficilmente varerà a sua volta a scatola chiusa il testo. L'ipotesi di una nuova navetta verso il Senato prima dell'estate, non è da scartare. Da martedì, così, il Senato si dedicherà in aula al disegno di legge sulla sicurezza, altro provvedimento nel quale la Lega ha cercato già a più riprese di inserire misure contro gli immigrati che hanno creato parecchie tensioni tra gli alleati. Se sul federalismo fiscale la maggioranza procede con cautela in cerca di dialogo, in questi mesi si attendono segnali decisivi sugli altri quattro Ddl collegati alla Finanziaria 2009. Tutti hanno già superato almeno il vaglio di un ramo del Parlamento. La “legge Brunetta” comincia in questi giorni il suo viaggio alla Camera. Le misure su giustizia, imprese e lavoro sono al Senato, tutte in commissione: prima di metà febbraio difficilmente conquisteranno (e neppure tutte)la ribalta dell'aula. Difficilmente diventeranno tutte legge prima dell'estate. Anche perché nuovi motivi di aspro scontro politico si annunciano. La riforma della giustizia, ancora in preparazione, sarà il banco di prova finale, ma intanto in commissione alla Camera si stanno prendendo le misure sulle intercettazioni telefoniche che vedono Lega e buona parte di An poco inclini ai desiderata di Palazzo Chigi. C'è poi il rebus del Cda della Rai, con l'impasse sulla vigilanza. E ormai alle porte c'è da attendersi la recrudescenza del dibattito sui temi eticamente sensibili: per la legge sul consenso informato è questione di settimane. Insomma, la carne al fuoco davvero non manca. Anche le possibilità di emendamenti sponsorizzati dai singoli parlamentari: il treno è pronto, è il decreto milleproroghe, al quale non mancheranno di agganciarsi i soliti vagoncini. Anche pre–elettorali. E a proposito di elezioni: il Parlamento frenerà i lavori in vista dell'election day del 6 e 7 giugno. Qualche legge dovrà attendere più del previsto. I DDL COLLEGATI Sono in lista d'attesa per l'approvazione anche i provvedimenti su giustizia, imprese, lavoro e produttività nella Pa

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La nuova scuola: iscrizioni in vista, con un dubbio (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 12-01-2009)

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n. 2 del 2009-01-12 pagina 6 La nuova scuola: iscrizioni in vista, con un dubbio di Augusto Pozzoli Gli istituti di base attendono ancora le disposizioni a cui attenersi per applicare la riforma Gelmini Le scuole si preparano a raccogliere le domande di iscrizione al prossimo anno scolastico. La scadenza è fissata per il prossimo 28 febbraio, ma ancora mancano indicazioni certe su quel che succederà in seguito al varo della cosiddetta riforma Gelmini. Questo almeno per la scuola di base, perché la riforma delle superiori slitta al prossimo anno. Il governo ha già varato il regolamento attuativo della riforma, ma prima che venga pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dovrà passare ancora al vaglio del Consiglio di Stato. Sta di fatto che le scuole sono ancora in attesa di disposizioni più precise, ma già devono rispondere alla richiesta di informazione delle famiglie. Che cosa si può dire in questa fase? «Che ci sono quattro modelli orari - spiega Loredana Leoni, responsabile regionale dell'Andis (Associazione nazionale dirigenti scolastici) - previsti su 24 ore settimanali, 27, 30 e 40. Quest'ultimo modello dovrebbe salvaguardare almeno in parte il tempo pieno che nella nostra città attualmente coinvolge intorno al 95 per cento delle classi». Il testo del regolamento prevede tuttavia l'abolizione delle compresenze, vale a dire il fatto che per quattro ore la settimana nella stessa classe a tempo pieno siano presenti contemporaneamente due insegnanti. Una risorsa prevista per organizzare laboratori didattici di varia natura per rispondere alle esigenze specifiche della classe. L'abolizione delle compresenze ha già sollevato molte polemiche: Retescuole, un'organizzazione da anni impegnata nella difesa del modello milanese del tempo pieno, ha già preannunciato che organizzerà fuori dalle scuole delle segreterie per raccogliere le domande di iscrizione secondo il modello attualmente in vigore, compresenze comprese. Ma i dirigenti scolastici devono attenersi alle norme in vigore oggi, quindi devono offrire tutte e quattro i modelli orari previsti dalla Gelmini. «Non possiamo fare altrimenti - continua Loredana Leoni -, anche se le famiglie devono sapere, ad esempio, che solo attraverso la scelta delle 40 ore potranno assicurarsi la mensa. Per gli altri modelli no, alle scuole verranno dati insegnanti solo per le lezioni, e se si deve tornare al pomeriggio una o due volte la settimana sarà necessario che le famiglie provvedano a riportarsi a casa i figli per il pranzo». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Il merito e la riforma dell'Università (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-01-2009)

Argomenti: Scuola

Prima Pagina Pagina 2 L'occasione del Governo Il merito e la riforma dell'Università L'occasione del Governo di Gaetano di Chiara --> di Gaetano di Chiara Per l'università italiana, precipitata in fondo alle classifiche internazionali, il 2008 è stato un annus horribilis. Il decreto Gelmini, appena convertito in legge, intendeva intervenire urgentemente sui due aspetti ritenuti i maggiori responsabili della decadenza dell'università italiana: le modalità di utilizzazione dei fondi statali e del reclutamento dei docenti. Oltre a questo però il decreto voleva dare una risposta alla protesta dei docenti e degli studenti contro i drastici tagli al finanziamento statale delle università e al ricambio del personale contenuti nel decreto Tremonti. Nonostante abbia raggiunto questi due obiettivi di massima, la legge Gelmini non introduce norme realmente nuove ma si limita a mitigare le conseguenze negative di quelle esistenti. Per esempio, per quanto riguarda il reclutamento dei docenti, la legge Gelmini non abolisce la doppia idoneità per l'ultima tornata di concorsi, ma si limita a modificare il meccanismo di formazione delle commissioni concorsuali. Risultato: la disponibilità di un secondo idoneo per ogni posto di professore messo a concorso finirà per produrre gli stessi danni, cioè un aumento della spesa per stipendi, che il decreto Tremonti di quest'estate intendeva evitare attraverso la riduzione del ricambio dei docenti. E' chiaro comunque che l'abolizione della doppia idoneità non basterebbe a far sì che la normativa della nuova legge soddisfi la funzione primaria del concorso, che è quella di scegliere, su una rosa di candidati, il più idoneo a ricoprire un posto di professore. Per ottenere questo risultato bisognerebbe che la scelta del candidato sia premiante per coloro che lo hanno richiesto, cioè per i docenti del dipartimento o della facoltà che ha bandito il posto. Perché ciò sia possibile la scelta del candidato, piuttosto che da docenti in prevalenza esterni, dovrebbe essere fatta dagli stessi professori del dipartimento o facoltà che ha richiesto il posto. In questo modo sarà possibile far ricadere le conseguenze della scelta, in termini di efficienza della ricerca del dipartimento, su quelli stessi che l'hanno fatta, creando così le premesse per un meccanismo premiale. A questo scopo basterebbe attribuire una quota sostanziale dei finanziamenti statali ai dipartimenti o facoltà più meritevoli in termini di ricerca e didattica. La nuova legge riserva per questo il 7% del finanziamento statale: troppo poco per creare un efficace meccanismo virtuoso. Questo meccanismo richiede comunque l'introduzione di un efficiente ed agile sistema di valutazione dell'attività didattica e di ricerca dei docenti. Su questo aspetto la nuova legge si limita a stabilire un minimo di una pubblicazione ogni due anni al fine di ususfruire degli scatti stipendiali biennali. Per il resto si riferisce a complessi organismi di valutazione istituiti dai governi precedenti. La legge Gelmini lascia dunque aperta l'esigenza di una riforma meritocratica. La storia insegna che la sinistra, pur avendo gli strumenti culturali per attuare la meritocrazia non ne ha il supporto politico, essendo il suo elettorato costituito prevalentemente da dipendenti pubblici. Così, la sinistra si è sempre riempita la bocca con la meritocrazia ma ha sempre demandato al centro-destra la sua attuazione. L'attuale governo costituisce quindi un'occasione irripetibile per attuare l'auspicata riforma meritocratica dell'università.

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CASO BRUNETTA LO STATO NON È UNA FERRARI (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-01-2009)

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CASO BRUNETTA LO STATO NON è UNA FERRARI SEGUE DALLA PRIMA E' appena stata varata la riforma dell'università, il mondo universitario la considera la migliore al mondo? L'università ha tra le sue magagne il baronaggio, per cui nella selezione del personale docente non si sceglie per merito, ma per clan. Le analisi della riforma Gelmini sono concordi: ha visto il problema, ma non l'ha risolto, anzi nemmeno affrontato. Oggi un tifoso Ferrari è orgoglioso della nuova Ferrari, ma un cittadino italiano non è orgoglioso della nuova università. Brunetta pensa che il problema stia nel confronto fra tifoso e cittadino. E invece sta nel confronto tra Ferrari e Stato. Ci vuol poco a vederlo. Ma Brunetta è presbite, non vede vicino. Quando partì con la campagna contro i «fannulloni», puntò lo sguardo sui lavoratori dei servizi pubblici, e li accusò di assenteismo e menefreghismo. Ma Brunetta è un parlamentare. Ci sono sedute, alla Camera e al Senato, in cui l'assenteismo dei nostri eletti (o più esattamente auto-eletti) tocca il 60 e il 70 per cento. Praticamente, pur lavorando così pochi giorni alla settimana, stanno tutti a casa. Eppure, hanno uno stipendio mensile superiore del mille per cento rispetto a quello di un infermiere. Ci sono settori della Sanità dove il servizio non copre le esigenze degli utenti. Per esempio, nel settore della Guardia medica. Se vi scoppia l'influenza in casa, di sabato o domenica, e i vostri figli scottano perché la febbre sale fin sopra i 39, è inutile chiamare la Guardia medica, non vi manda nessuno. Parlo per esperienza personale. Ma se andate là, scoprirete che i medici di turno impazziscono tra visite, ambulanze, telefonate. Non è un colpevole fannullismo, è un impossibile fantuttismo. Ci vorrebbe una riforma che riesaminasse da capo la quantità del lavoro, il numero dei lavoratori, e l'entità del compenso. Il ministro Brunetta vuol far ripartire il funzionamento statale usando, parole sue, «il bastone e la carota». Voi penserete: il bastone sono le punizioni, la carota sono i premi. Sarebbe la tanto invocata meritocrazia: l'insegnante che non sa insegnare guadagna la metà, l'insegnante superbravo guadagna il doppio. E' questa la soluzione. Ma questo esigerebbe che lo Stato fosse in grado di valutare. Ma lo Stato è cieco. Nello Stato si fa carriera con l'anzianità, non col merito. Lo Stato premia i mediocri, ignora i virtuosi. E' di questo che gli impiegati statali si vergognano di fronte ai figli: si vergognano perché fanno un lavoro anonimo, in cui è impossibile distinguersi, farsi notare, venire riconosciuti, e alla fine premiati. La Ferrari vien rivoluzionata ogni anno, il lavoro statale è sempre lo stesso. Con la Ferrari siamo al primo posto nel mondo, per i servizi statali navighiamo intorno al 40º. Se corresse in Formula 1, Brunetta vorrebbe vincere il titolo mondiale con una macchina da 40º posto. Ferdinando Camon fercamon@alice.it

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Scuole elementari, è caos sulle ore settimanali (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Scuole elementari, è caos sulle ore settimanali Gli istituti chiedono lumi sulla riforma Gelmini. La Dalmaso: «Da noi saranno 26» Il ministro ha approvato il progetto che prevede il taglio da 27 a 24 ore. Il sindacalista Bonmassar manda una lettera all'assessore: «La Provincia sta nicchiando, adesso decida» JACOPO TOMASI TRENTO. E' caos sul tempo-scuola alle elementari. A livello nazionale il ministro Gelmini ha varato una riduzione di orario passando da 27 a 24 ore settimanali minime, mentre in Trentino non ci sono ancora certezze, anche se l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso sembra orientata alle 26 ore settimanali. Una delibera dovrebbe essere approvata il 16 gennaio e quel che è certo è che non ci saranno tagli di risorse e di personale. In ogni caso questo periodo di "stand-by" ha creato qualche problema. Alcuni istituti, come denuncia in una lettera il sindacalista della Uil Vincenzo Bonmassar, stanno elaborando l'offerta formativa in funzione della riduzione del tempo scuola adottata nel resto d'Italia. Il rebus dovrebbe essere risolto in una decina di giorni. Entro il 23 gennaio, infatti, la giunta provinciale dovrà approvare una delibera sul tempo scuola tenendo conto che le iscrizioni ad elementari, medie e superiori si chiuderanno il 28 febbraio e che gli istituti dovranno elaborare la loro offerta formativa anche in base alle esigenze delle famiglie. Ma perché è necessario ridefinire l'orario scolastico? Una legge nazionale - principalmente per motivi economici, collegata alla reintroduzione del maestro unico - ha ridotto il tempo scuola alle elementari da 27 a 24 ore settimanali. Se la Provincia non elaborasse una delibera in materia - sfruttando la propria autonomia - sarebbe costretta ad adeguarsi alla direttiva nazionale. E con lo schema di 24 ore settimanali minime si sarebbe impoverita l'offerta, non potendo mantenere alcune peculiarità della scuola primaria trentina come le due lingue straniere (inglese e tedesco) e le due ore settimanali di religione. Per questo si è reso necessario un confronto sulla questione con i dirigenti e la scelta del nuovo assessore Marta Dalmaso sembra essere ricaduta sulle 26 ore settimanali minime come orario base. Ogni istituto, comunque, le potrà gestire in completa autonomia in base alle risorse disponibili e alle esigenze delle famiglie che iscriveranno i propri figli. Alcune classi si struttureranno sulle 30 ore settimanali (con due o tre rientri pomeridiani) altre sulle 36 ore (il classico tempo pieno). Il modello delle 26 ore, inoltre, permette di "onorare" la mozione che accoglieva la richiesta di molte famiglie di far andare i propri figli a scuola solo al mattino. Non mancano però le critiche. Il segretario provinciale della Uil scuola, Vincenzo Bonmassar, ha scritto una lettera all'assessore Dalmaso in cui lamenta una certa lentezza decisionale. «Dopo le dichiarazioni in campagna elettorale sul "no" al maestro unico, la Provincia ha nicchiato. A causa di questo ritardo alcuni istituti stanno ragionando su un tempo scuola ridotto basato su 24 ore settimanali, più 2. In questo caso ci sarebbe un calo della qualità del nostro sistema. Per questo chiedo alla giunta di decidere e di farlo in tempi brevi». L'assessore replica sottolineando la linea del dialogo. «La delibera poteva anche essere elaborata in fretta, ma poiché si trattava di un tema delicato ho preferito confrontarmi con tutti i dirigenti, ascoltare le osservazioni, ed arrivare ad una soluzione condivisa. Abbiamo optato sullo schema 26-30-36 perché permette alla scuola trentina di mantenere alto lo standard di qualità, senza tagli di risorse e personale». Per quanto riguarda le medie, l'orario rimarrà invariato dalle 30 alle 33 ore settimanali.

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Rosa Bianca sempre più aperta al mondo (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Cavalese. Nel segno della continuità la gestione dell'istituto scolastico dopo il cambio della guardia Morandini-Biasiori Rosa Bianca sempre più aperta al mondo Si consolida la ricca proposta di attività e di progetti collaterali CAVALESE. Viaggia decisamente nel segno della continuità l'anno scolastico 2008/2009 dell'istituto di istruzione fiemmese "la Rosa Bianca" di Cavalese, punto di riferimento valligiano. L'unica importante novità è il cambio della guardia alla guida dell'istituto con Lorenzo Biasiori subentrato, come dirigente scolastico, a Fiorenzo Morandini. Poi per il resto, sia nei numeri sia nella consueta ricca proposta di iniziative e progetti collaterali all'attività didattica, la Rosa Bianca di Cavalese e Predazzo si è inserita anche quest'anno nei binari degli anni scorsi. Col professor Biasiori si è fatta una panoramica, esauriente considerando che sono passati tre mesi dall'avvio dell'anno scolastico e quindi molte cose sono abbastanza consolidate. Parlando di progetti, qui molte sono le conferme, ad esempio, dei progetti salute e di ascolto e consulenza, di iniziative di solidarietà in particolare verso l'Africa e legate anche al mondo delle lingue straniere con viaggi in Irlanda, un gemellaggio col Giappone ed altri gemellaggi a livello europeo e ancora progetti sulla lingua madre per studenti stranieri. Inoltre partecipazioni a olimpiadi varie (matematica, fisica, danza ed altro), iniziative dedicate all'educazione fisica e al movimento, certificazioni linguistiche, la concretizzazione della certificazione ambientale Emas per l'istituto. Poi altri progetti che troveranno concretizzazione nei prossimi mesi del 2009 ed ancora i progetti del Fondo Sociale Europeo con proposte varie e laboratori per le figure di operatore turistico, un laboratorio di animazione per l'infanzia e iniziative di avvicinamento al mondo dell'università. Dunque un quadro ampio che riconferma la ricchezza di proposte che ormai da tantissimi anni caratterizza l'attività didattica e collaterale dell'istituto fiemmese. I numeri della "Rosa Bianca" per il 2008/2009 parlano di 723 iscritti complessivi, 538 a Cavalese e 185 a Predazzo, con leggera crescita degli indirizzi tecnici e stabilità per gli altri. Dal punto di vista dell'organizzazione didattica, il professor Biasiori ha sottolineato che il recentissimo rinvio della riforma-Gelmini all'anno scolastico 2010-2011 da una boccata d'ossigeno alle scuole. Rimane però il dato di fondo di una normativa della scuola che negli ultimi quindici anni è risultata e risulta tuttora troppo mutevole con più di un grattacapo per chi viene chiamato ogni volta a mutare percorsi e strategie. Il professor Biasiori ha sottolineato che la competenza provinciale rappresenta un buon filtro a queste mutazioni continue ma ciò ha pur sempre dei limiti considerando che il riferimento per la Provincia è sempre lo Stato. Infine il professor Biasiori ha parlato del suo approccio con la realtà della Rosa Bianca. Per lui una "prima" assoluta col mondo della scuola superiore, dopo dodici anni dedicati alla guida della scuola primaria e successivamente agli istituti comprensivi di Cavalese e Cembra. Un'esperienza nuova e stimolante, l'ha definita, con una realtà della scuola superiore non monotematica ma basata su più indirizzi, anche di impostazione totalmente diversa tra loro (leggi licei con indirizzi tecnici e professionali) che comporta di sicuro un impegno costante e continuo per cercare una convivenza costruttiva ma che rappresenta per lui un passo importante dal punto di vista professionale ed umano.

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paragone tra i lavoratori della Ferrari e i lavoratori dello Stato. La Ferrari ha appena svelato la nuova ... (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

paragone tra i lavoratori della Ferrari e i lavoratori dello Stato. La Ferrari ha appena svelato la nuova ... paragone tra i lavoratori della Ferrari e i lavoratori dello Stato. La Ferrari ha appena svelato la nuova macchina, e tutti i tifosi di Formula 1 la spiano e la scrutano perché pensano che quella macchina sia più perfetta della precedente, e possa vincere il campionato, piazzarsi al primo posto nel mondo. Va così nello Stato? E' appena stata varata la riforma dell'università, il mondo universitario la considera la migliore al mondo? L'università ha tra le sue magagne il baronaggio, per cui nella selezione del personale docente non si sceglie per merito, ma per clan. Le analisi della riforma Gelmini sono concordi: ha visto il problema, ma non l'ha risolto, anzi nemmeno affrontato. Oggi un tifoso Ferrari è orgoglioso della nuova Ferrari, ma un cittadino italiano non è orgoglioso della nuova università. Brunetta pensa che il problema stia nel confronto fra tifoso e cittadino. E invece sta nel confronto tra Ferrari e Stato. Ci vuol poco a vederlo. Ma Brunetta è presbite, non vede vicino. Quando partì con la campagna contro i "fannulloni", puntò lo sguardo sui lavoratori dei servizi pubblici, e li accusò di assenteismo e menefreghismo. Ma Brunetta è un parlamentare. Ci sono sedute, alla Camera e al Senato, in cui l'assenteismo dei nostri eletti (o più esattamente auto-eletti) tocca il 60 e il 70 per cento. Praticamente, pur lavorando così pochi giorni alla settimana, stanno tutti a casa. Eppure, hanno uno stipendio mensile superiore del mille per cento rispetto a quello di un infermiere. *** Ci sono settori della Sanità dove il servizio non copre le esigenze degli utenti. Per esempio, nel settore della Guardia Medica. Se vi scoppia l'influenza in casa, di sabato o domenica, e i vostri figli scottano perché la febbre sale fin sopra i 39, è inutile chiamare la Guardia Medica, non vi manda nessuno. Parlo per esperienza personale. Ma se andate là, scoprirete che i medici di turno impazziscono tra visite, ambulanze, telefonate. Non è un colpevole fannullismo, è un impossibile fantuttismo. Ci vorrebbe una riforma che riesaminasse da capo la quantità del lavoro, il numero dei lavoratori, e l'entità del compenso. Il ministro Brunetta vuol far ripartire il funzionamento statale usando, parole sue, "il bastone e la carota". Voi penserete: il bastone sono le punizioni, la carota sono i premi. Sarebbe la tanto invocata meritocrazia: l'insegnante che non sa insegnare guadagna la metà, l'insegnante superbravo guadagna il doppio. questa la soluzione. Ma questo esigerebbe che lo Stato fosse in grado di valutare. Ma lo Stato è cieco. Nello Stato si fa carriera con l'anzianità, non col merito. Lo Stato premia i mediocri, ignora i virtuosi. di questo che gli impiegati statali si vergognano di fronte ai figli: si vergognano perché fanno un lavoro anonimo, in cui è impossibile distinguersi, farsi notare, venire riconosciuti, e alla fine premiati. La Ferrari vien rivoluzionata ogni anno, il lavoro statale è sempre lo stesso. Con la Ferrari siamo al primo posto nel mondo, per i servizi statali navighiamo intorno al 40°. Se corresse in Formula 1, Brunetta vorrebbe vincere il titolo mondiale con una macchina da 40º posto. Ferdinando Camon

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L'Onda cerca casa in una cartoleria di via delle Fontane (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

L'Onda cerca casa in una cartoleria di via delle Fontane università Gli studenti, riuniti ieri in assemblea a Balbi, hanno chiesto una sede fissa dove discutere e continuare la protesta 13/01/2009 L'ONDA universitaria genovese si organizza per riempire di nuovi contenuti la protesta portata avanti negli ultimi mesi contro la riforma Gelmini sull'istruzione, ora diventata legge. E chiede ai presidi di Facoltà la concessione di un luogo dove organizzare la protesta in modo da potersi concentrare sui contenuti delle attività senza dover per forza essere etichettati come "occupanti". Il luogo per la creazione di un'università alternativa è già stato individuato: una vecchia cartoleria di via delle Fontane, fallita dieci anni fa, i cui locali inutilizzati sono di proprietà dell'università. È questa la volontà trapelata dalla riunione dell'assemblea permanente delle facoltà in lotta, svoltasi ieri nell'aula M di via Balbi 4. All'incontro hanno partecipato i rappresentanti delle facoltà genovesi, protagonisti delle occupazioni dei mesi scorsi ma anche di incontri, dibattiti, seminari e serate che hanno strutturato la protesta al fine di informare tutta la città sui reali "effetti collaterali" della riforma Gelmini. L'obiettivo congiunto dell'assemblea è quello di trovare un luogo nuovo dove poter continuare le occupazioni in modo da creare quella che da loro stessi è stata definita "un'università alternativa", un'ambiente dove proporre argomenti, incontri e seminari tesi a valorizzare quegli argomenti poco trattati dai canali ufficiali. «Dobbiamo far sì che questo luogo possa diventare una piattaforma di espressione per tutte le facoltà di Genova, un posto di incontro tra gli studenti che protestano e la società civile, in modo che ogni cittadino possa venire a conoscenza della nostra volontà di costruire qualcosa e non di distruggere a prescindere - spiegano i portavoce dell'assemblea - Solo attraverso lo sviluppo di argomenti, iniziative, seminari e incontri potremmo dare peso al progetto di un'Università antagonista, capace di criticare il sistema attuale dando alternative reali». Fra gli argomenti da mettere al centro dell'attenzione, il problema della precarietà, un male che, a causa della scadenza del contratto di lavoro di molti impiegati nei servizi tecnico?amministrativi dell'ateneo, ha fatto si che dai primi di gennaio diversi studenti potessero trovare limiti evidenti nei servizi. «Esistono precari che continuano a lavorare a gratis stimolati dalla promessa di un posto fisso - denunciano gli studenti dell'assemblea - Ma è evidente che molti sportelli sono sull'orlo della chiusura». Nell'incontro, alcuni studenti hanno anche sottolineato la necessità di capire la posizione del Rettore De Ferrari nei confronti dell'assemblea permanente in lotta. «Non attraverso comunicati ufficiali ma con un confronto diretto - spiegano i protagonisti della protesta - Il rettore ha dato più volte l'impressione di appoggiare questa finanziaria ma noi abbiamo bisogno di capire quale atteggiamento vuole assumere nei confronti degli studenti che si stanno impegnando nella protesta». L'"Onda" si sta quindi organizzando per scrivere una lettera aperta ai presidi in modo da ottenere la concessione del locale di via della Fontane per trasformarlo in un punto di incontro con la città, con gli studenti medi e con gli insegnanti di ogni ordine. «Ci vorrà del tempo ma dobbiamo essere uniti nel far capire le nostre intenzioni: la nostra protesta vuole fornire un'alternativa anche didattica, unendo le facoltà in una sola voce - puntualizzano gli studenti - In tutto questo è fondamentale unire ogni livello di istruzione, valorizzando in questo modo la protesta dei mesi scorsi, senza fermarsi». Matteo Politanò 13/01/2009

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Università, la vera riforma sta in cinque mosse (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-01-2009)

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Università, la vera riforma sta in cinque mosse maurizio maresca La ricerca scientifica (con i trasporti e la giustizia) è fra i segni più evidenti di una crisi di arretratezza e di conservazione che caratterizza il nostro Paese: settori dove efficienza, merito e competitività non costituiscono più da tempo valori significativi. La fisionomia dell'accademia italiana, sulla quale non ritorno, anche per il lavoro compiuto negli scorsi mesi a livello nazionale e genovese, ad esempio, da Francesco Giavazzi, Alberto Alesina, Roberto Perotti e Marco Menduni, è quella di una sistema che fatica a giocare un ruolo in ambito internazionale: in genere professori/ricercatori anziani, malpagati e che non riescono ad offrire prodotti innovativi nel campo della ricerca e della didattica. La legge Gelmini, approvata lo scorso 8 gennaio, è quindi condivisibile perché prova a rimettere al centro merito e competitività e quindi offre una prima risposta nella direzione di un servizio di interesse generale più evoluto. Anche se è solo un primo passo, ancora inadeguato. È condivisibile l'apertura verso i giovani meritevoli, avviando nuove procedure di assunzione; ma è anche molto opportuno che si riducano i trasferimenti alle Università"sporche", che si sono indebitate o promuovendo professori spesso inutili e inadeguati (così proseguendo un malcostume inaugurato con l'entrata in vigore dei vari ope legis degli anni Sessanta/Settanta) o aumentando a dismisura il numero dei corsi al di là di ogni ragionevolezza. Inoltre è da approvare anche la modifica dei concorsi di accesso. Sulla base delle norme precedenti pochi decidevano i vincitori (purtroppo senza alcun filtro di merito neppure "interno"): anche se, per vero, i vincitori dei nuovi concorsi, non saranno i più bravi, ma quelli che avranno la fortuna di trovarsi una commissione giudicatrice sorteggiata favorevole. Molto attesa è ora la vera riforma, rivelandosi indispensabile un intervento molto più qualificato, incisivo e, quindi, coraggioso. In primo luogo occorre che il sostegno alla ricerca ed alla didattica sia aumentato: ma ancorato a risultati di merito ineccepibili e, specialmente, ad una inequivoca moralizzazione dell'Università quanto a numero dei corsi e dei professori (e, di certo, le Università non sono ancora entrate in questa logica). In secondo luogo condivido l'opinione di Nicola Rossi secondo il quale occorre procedere verso un sistema di Università pubbliche e fondazioni universitarie private sostenute dal mondo delle imprese e dell'economia operanti in piena concorrenza. Ho la sensazione che purtroppo solo università private molto professionalizzanti offrano prospettiva di crescita ai giovani studiosi di valore. Ed in questo contesto, ed in terzo luogo, è inevitabile l'abolizione del valore legale del titolo di studio: con che, da una parte, le Università possano imboccare la via della specializzazione, che presuppone che lo studente scelga il corso di studi, non sulla base di criteri territoriali, ma in virtù della qualità e dei contenuti; e, dall'altra parte, che l'accesso al mercato del lavoro avvenga in considerazione del valore reale del percorso compiuto. In quarto luogo, credo si debba abolire il concorso pubblico (oggi una forma di inutile ipocrisia), lasciando libere le Università di assumere (entro limiti predeterminati) in considerazione delle loro scelte strategiche pronte a pagare un prezzo sotto il profilo del loro posizionamento di mercato nel caso di scelte sbagliate. In quinto luogo, docenti e ricercatori dovranno essere professionisti di valore, pagati molto più di oggi, con l'obbligo del tempo pieno e non necessariamente assunti a tempo indeterminato. Il tutto dovrebbe essere regolato da un'Autorità davvero indipendente, non essendo proponibili forme di autoregolazione dell'accademia (come ad esempio il Cun) che paiono essere state orientate fino ad oggi prevalentemente alla tutela di interessi corporativi. Maurizio Maresca è docente di Diritto internazionale all'Università di Udine e consulente del sindaco di Genova sui temi della logistica. 13/01/2009

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studenti somari alla ricerca del posto - vincenzo provenzano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Studenti somari alla ricerca del posto VINCENZO PROVENZANO La Sicilia è diventata più moderna non tanto per l´apporto dei tanti scolarizzati, ma grazie al dinamismo degli analfabeti e dei loro processi migratori. Migliaia di persone, molte delle quali prive di istruzione, andavano a lavorare al Nord o all´estero e da lì importavano poi nei paesi d´origine nuovi strumenti e tecniche di lavoro: così ha scritto Tano Gullo su queste pagine la scorsa estate, in riferimento all´analisi antropologica di Harrison e Callari Galli. E oggi è vero che i circa 62 mila studenti dell´Università di Palermo sarebbero i più «somari» d´Italia? Facciamo un passo indietro. Mesi fa avevo scritto a proposito dell´università che il nuovo dualismo Nord-Sud si sarebbe incentivato se le già scarse risorse dei fondi ministeriali fossero state suddivise sulla qualità determinata da alcuni parametri «oggettivi». Lo stesso decreto Gelmini appena approvato ha riaperto il dibattito sulle funzioni dell´università, dopo che per mesi le pagine dei giornali (a cominciare da "Repubblica") hanno posto in luce alcune questioni importanti come l´autoreferenzialità dei professori. è stato però tralasciato quello che potrebbe definirsi il principale «convitato di pietra»: lo studente. I dati diffusi dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario italiano (Cnvsu) sembrerebbero inequivocabili. E il fatto che la media pro-capite di 22 crediti formativi - corrispondente, in rapporto alle materie superate, a due-tre esami contro i 26 pro-capite medi nazionali - ci fa pensare alle statistiche del pollo di Trilussa: chi mangia due polli e chi è digiuno fa sì che la media sia di uno a persona. SEGUE A PAGINA XV

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università, prof e tecnici a casa - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Genova Università, prof e tecnici a casa Deferrari taglia: 140 dipendenti in pensione nel 2009 La manovra rinnoverà l´ateneo più vecchio d´Italia. E assicurerà i premi previsti dal ministro Gelmini MICHELA BOMPANI L´Ateneo manda in pensione 140 dipendenti nel 2009: professori ordinari, associati, ricercatori e personale tecnico amministrativo. Il Rettore Giacomo Deferrari ha preparato un taglio al personale clamoroso per l´Università di Genova perché utilizza un articolo di legge che prevede che possa essere messo a riposo ogni dipendente che abbia almeno quarant´anni di contributi. In più, Deferrari taglia anche il cosiddetto "biennio Amato", ovvero la norma che consente ai dipendenti pubblici di rimanere in servizi altri due anni, dopo aver raggiunto l´età della pensione (70 anni). Il 6,2%, tra docenti e ricercatori, e il 3% dei tecnici amministrativi, entro l´anno, saranno congedati. Il Rettore presenterà il suo piano già nella prossima seduta del senato accademico. Se la rivoluzione Deferrari, come pare certo, verrà varata da senato e consiglio d´amministrazione, entro quest´anno ci saranno una ventina di professori (ordinari e associati) in meno, su un totale di 1.043, e circa 80 ricercatori lasceranno il proprio incarico (su 571). Così una quarantina di dipendenti del settore tecnico amministrativo (su un totale di 1.359 lavoratori). Il taglio al personale è doppiamente necessario al Rettore Deferrari. Innanzitutto per realizzare un "Ateneo virtuoso", secondo le indicazioni della Gelmini. Ovvero: entro il 2011 la spesa per il personale di ogni Ateneo italiano non dovrà superare il 90% del Ffo (il Fondo di finaziamento ordinario che lo Stato assegna, ogni anno, alle Università). Se i tagli non avvenissero, la quota del 90% sarebbe sfondata. E addio "premi" per la virtù dimostrata. Questa manovra apre anche l´opportunità all´Università di Genova di "svecchiare" il profilo dei dipendenti, a partire proprio dai docenti. Anche perché il nostro Ateneo è un caso nazionale ormai noto per l´età media dei docenti, la più alta di tutto il Paese: 60,2 anni per i professori ordinari (contro la media nazionale del 58,7) e 47,6 anni per i ricercatori (contro il 44,7). Per non lasciare l´Università più povera di professori e ricercatori e pure per fare di necessità virtù, Deferrari ha previsto di assegnare alle singole facoltà la possibilità di assegnare contratti d´insegnamento a giovani docenti e di distribuire posti di lavoro a ricercatori che, oltre a rinnovare l´aria universitaria, peseranno decisamente meno sulle casse d´Ateneo. E proprio con il pensionamento dei 140 dipendenti, a fine anno, l´Università potrà vedersi riconoscere dal Miur un bonus economico in quanto "virtuosa", con il quale Deferrari ha stabilito che pagherà le nuove forze che recluterà.

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sabato si va al rigamonti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Pisa Sabato si va al Rigamonti PISA. Sabato la trasferta di Brescia contro le rondinelle guidate da nedo Sonetti. La sfida verrà giocata allo stadio "Rigamonti", ricostruito nel 1959 su un impianto già esistente per sostituire il vecchio Stadium; il nuovo impianto fu intitolato al bresciano Mario Rigamonti che militava nel Grande Torino e morì nella tragedia di Superga del'49. La capienza di questo impianto è di 27.592 posti, ma è stata ridotta a 16.308 dopo le recenti leggi anti-violenza con il settore ospiti che contiene poco più di 2000 posti. Da Pisa ci sono circa 280km passando dalla Cisa e svoltando da Parma verso Brescia con una spesa di circa 45 euro tra carburante e pedaggio, mentre l'opzione treno non è da prendere troppo in considerazione vista la mancanza di treni al mattino. Il biglietto dovrebbe aggirarsi attorno ai 10 euro tramite il circuito Ticket One. La città, circa 190.000 abitanti, conosciuta come la Leonessa d'Italia secondo l'appellativo datole da Giosuè Carducci, punta molto sull'attività delle proprie industrie (medio-piccole o a conduzione familiare) metalmeccaniche, metallurgiche, tessili, calzaturiere, dell'abbigliamento, alimentari e dei laterizi vantando la prima associazione industriale fondata in Italia il 14 aprile 1897.I monumenti da visitare sono le piazze della Loggia (storica per la strage del 1974) e della Vittoria, il Monastero di San Salvatore, il Duomo Vecchio e quello Nuovo oltre a numerosi musei dislocati soprattutto per le vie del centro, come quello importante di Santa Giulia. Molte sono le personalità legate a questa città tra le quali Mario Cecchi Gori, Evaristo Beccalossi, il cantante Omar Pedrini, il ministro Mariastella Gelmini, la ginnasta Vanessa Ferrari e calciatori in attività come Volpi, i gemelli Filippini, Diana, Baronio, De Zerbi, Pirlo, Guana, Bonera e quell'Eugenio Corini che in questi giorni viene accostato alla casacca nerazzurra del Pisa. Oltre alla squadra di calcio, che negli anni ha avuto giocatori del calibro di Baggio, Hagi, Guardiola, Hubner, Altobelli, Sabau e Toni, ha anche tre importanti squadre di rugby: Ghial Calvisano (vincitrice dello scudetto 2008), Rugby Leonessa 1928 S.r.l. e Brescia Rugby. Da non dimenticare la compagine cittadina di pallanuoto, Systema Leonessa, vincitrice negli ultimi anni di scudetto e coppe europee, i Bengals Brescia che militano in serie A2 del campionato di football americano e l´A.S.D.T.T. Brescia che milita in serie A1 del campionato nazionale di tennis-tavolo e l'Acque Paradiso Montichiari che milita nel campionato A1 di pallavolo. (l.v.)

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Più inglese per tutti Full immersion da bambini (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
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Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 010  pag. 17 del 13/1/2009 | Indietro Più inglese per tutti Full immersion da bambini AZIENDA SCUOLA Di Emanuela Micucci Sarà potenziato lo studio dell'inglese. In tutte le scuole di ogni ordine e grado. Superiori comprese, dove è reso obbligatorio per tutti gli anni. Lo prevede la riforma Gelmini. Del resto, studia l'inglese il 90% degli alunni europei, anche se per un numero limitato di ore (dati Rete Eurydice). Alcune scuole che già ne hanno incrementato l'apprendimento. Come quelle del Faes (Famiglia e Scuola). Qui l'inglese si insegna dalla scuola dell'infanzia secondo un metodo che ne favorisce l'apprendimento naturale attraverso la full immersion in orario scolastico ed extrascolastico. «Da 18 anni lo insegniamo alle elementari»,spiega Carmen Pontieri, presidente della conferenza permanente dei centri scolastici Faes , quando ancora non era obbligatorio». E da 10 all'asilo: un'ora al giorno attraverso il gioco. Nella primaria le 4 ore settimanali si basano, i primi 2 anni, su conversazione e arricchimento del vocabolario per passare alla grammatica in III. Ma si punta molto anche sulla compresenza dell'insegnate di inglese nell'intervallo, nel tempo mensa, nei laboratori creativi. «Sono in lingua alcune attività di appoggio», continua Pontieri, «come il doposcuola un giorno a settimana con un docente madre lingua», che svolge anche moduli di altre materie direttamente in inglese. Una possibilità incrementata alle medie e al liceo. In lingua anche il teatro interattivo, il cineforum e a giugno le attività sportive e ricreative del Summer Camp. Alle medie una settimana in Irlanda per frequentare una scuola del posto.

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Dopo i tagli, tocca alla carriera (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
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Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 010  pag. 15 del 13/1/2009 | Indietro Dopo i tagli, tocca alla carriera AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi In rampa di lancio il ddl Aprea: tre livelli retributivi per gli insegnanti e meno poteri ai sindacati Il 2009 sarà l'anno della riforma della professione docente è la novità che riaccenderà nel 2009 il dibattito. Condotta in porto la riforma della scuola e quella dell'università, avviata l'attuazione dei tagli alla spesa previsti dalla Finanziaria estiva, ora tocca alla carriera degli insegnanti. Carriera, ma non solo. Perché prevedere la progressione di funzioni e di stipendio dei docenti implica valutare il rendimento degli alunni ma anche riscrivere l'organizzazione della scuola, con una revisione dei poteri gestionali dei presidi. Insomma, un riassetto a 360 gradi dell'attuale funzionamento scolastico. E questa volta non sarà un disegno di legge governativo a firma del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini- a occuparsene, ma un ddl di iniziativa parlamentare. Si parte dal ddl 953, messo a punto da Valentina Aprea, presidente della commissione cultura della camera, responsabile di spicco del settore scuola per Forza Italia. Il suo ddl è stato assunto come testo base per il comitato ristretto, impegnato a licenziare un provvedimento condiviso da maggioranza e opposizione. O che comunque, una volta messo ai voti, non attiri gli strali del centrosinistra e dei sindacati. Ma soprattutto la protesta degli insegnanti, che con un moto di piazza scrissero la parola fine al progetto riformista di Luigi Berlinguer (il cosiddetto concorsone) decretandone anche la fine come ministro dell'istruzione. Nei prossimi giorni saranno calendarizzate le audizioni ed entro fine gennaio il testo, secondo gli intenti della maggioranza, potrebbe già essere licenziato dalla commissione, per approdare nell'aula di Montecitorio a febbraio. E il governo pare intenzionato ad appoggiare la riforma fino in fondo. Il progetto prevede una carriera per gli insegnanti articolata su tre livelli (docente iniziale, ordinario ed esperto) determinati dal «merito» e a cui corrispondono fasce retributive crescenti. Oggi lo stipendio cresce in automatico, in base agli scatti di anzianità. Ai docenti esperti si attribuiscono responsabilità anche in relazione alle attività di formazione iniziale e di aggiornamento permanente degli altri prof, di coordinamento di dipartimenti o gruppi di progetto, di valutazione interna ed esterna e di collaborazione con il dirigente dell'istituzione scolastica. L'avanzamento dal livello di docente iniziale a quello di docente ordinario avviene, a domanda, a seguito di selezione per soli titoli effettuata da apposite commissioni. Conteranno la valutazione della commissione, i crediti formativi posseduti e i titoli professionali certificati. L'avanzamento dal livello di docente ordinario a quello di docente esperto avviene, a domanda, mediante formazione e concorso a livello di reti di scuole volto a verificare il possesso dei requisiti culturali e professionali dell'aspirante. Fino al livello di prof ordinario, l'insegnamento sarà soggetto a una valutazione periodica, effettuata da un'apposita commissione, circa l'efficacia dell'azione didattica e formativa; l'impegno nella progettazione e attuazione del piano dell'offerta formativa; i titoli professionali acquisiti in servizio. Più critiche, e possibili oggetto di ritocco da parte del comitato, l'assunzione diretta da parte delle scuole- a seguito di una laurea abilitante e dell'iscrizione in un albo regionale- con il conseguente rafforzamento dei poteri dei dirigenti, e l'eliminazione delle Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie, roccaforte della presenza dei sindacati negli istituti, per dare spazio a un'area contrattuale ad hoc per i soli docenti.

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Precari alla lotta (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
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Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 010  pag. 21 del 13/1/2009 | Indietro Precari alla lotta AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Migliozzi Dalla web tv ai badge, i prof senza posto si organizzano Nuove proteste contro i tagli Gelmini I precari sbarcano su Internet con una loro web-tv (l'inidirizzo per vederla è: http://www.mogulus.com/precariscuola) e rilanciano la protesta contro la riforma Gelmini (si veda IO di giovedì scorso). Per tutto gennaio i docenti con contrattoa termine indosseranno in classe un apposito badge sul petto per distinguersi dai colleghi di ruolo. «Niente lotte intestine tra prof, ma un modo», spiegano dalla Rete nazionale dei precari della scuola, autrice dell'iniziativa, per rendere più visibile la presenza degli insegnanti dal posto ballerino nelle scuole. E visto che in media, negli istituti pubblici, un docente su sei è precario, di cartellini sul petto se ne dovrebbero vedere parecchi in questi giorni nelle aule. La proposta è stata lanciata il 7 gennaio durante la trasmissione “Un mercoledì da precario”, in onda ogni settimana nello stesso giorno sulla web-tv voluta dalla Forum dei precari per fare «chiarezza e controinformazione» sui temi dell'istruzione. In occasione della prima puntata, il 7 gennaio, decine di insegnanti a termine si sono connessi in diretta via chat e via web cam. Nonostante qualche problema tecnico (immagini non sempre nitidissime), i prof si sono sfogati intervenendo a ruota sui temi per loro più caldi. In primis, i tagli previsti dal governo, 87mila posti in tre anni. Un problema già sentito con i non rinnovi di quest'anno che, hanno denunciato in Rete gli insegnanti, «si moltiplicheranno per via dei tagli decisi dal ministro Gelmini e da Tremonti». Per più di un'ora i prof sono intervenuti manifestando soprattutto le loro paure ma anche dichiarandosi di nuovo pronti alla protesta. . Una minoranza vorrebbe «subito un'altra manifestazione nazionale». I più, invece, preferiscono «prendere tempo»per raccogliere attorno alla protesta anti-Gelmini un numero quanto più possibile ampio di docenti. La prima data rilanciata per una possibile iniziativa di piazza è fine febbraio, a Roma. Qualcuno è tornato a proporre il blocco degli scrutini, invitando i docenti precari a «mettersi in malattia» durante la settimana in cui sono previste le riunioni per i giudizi. Ma l'idea è stata bocciata dalla maggioranza. Dalla discussione sono usciti, poi, malconci i sindacati. In molti li hanno accusati di «fare poco» o di «essere completamente assenti». Bocciati in tronco i confederali, sparute difese per quelli di base.

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Per evitare esuberi, in bilico chi ha 40 anni di lavoro (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
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Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 010  pag. 19 del 13/1/2009 | Indietro Per evitare esuberi, in bilico chi ha 40 anni di lavoro AZIENDA SCUOLA l'orientamento del governo Il richiamo all'articolo 72, commi 7 e 11 della legge n. 133 del 6 agosto 2008 e alla circolare n. 10 del 20 ottobre 2008, firmata dal ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, contenuto in premessa nel decreto ministeriale n. 2 del 9 gennaio 2009 e ai commi 2 e 3 dell'articolo 509 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (indicato erroneamente come dpr 16 agosto 1994, n. 297, n.d.r.), richiamati nel comma 1 dell'articolo 1 del predetto decreto consente, seppure parzialmente, di definire l'ambito e le modalità di applicazione del trattenimento in servizio di tutto il personale della scuola, ivi compresi i dirigenti scolastici. Trattenimento in servizio quale diritto non limitabile... A domanda hanno titolo e diritto a permanere in servizio, oltre il 65° anno di età, due categorie di personale. Alla prima categoria appartengono i dirigenti scolastici, i docenti e il personale Ata che erano in servizio, con contratto a tempo indeterminato, alla data del 1° ottobre 1974 e che, al compimento del 65° anno di età, possono fare valere una anzianità contributiva compresa tra i 35 e i 39 anni. Essi hanno diritto, ai sensi del comma 2 del citato articolo 509, a permanere in servizio per il tempo strettamente necessario, e comunque non oltre il 70° anno di età, per conseguire il massimo della contribuzione utile a pensione (40 anni). Alla seconda categoria appartengono quanti non erano in servizio alla data del 1° ottobre 1974 e che al compimento del 65° anno di età non hanno ancora maturato l'anzianità contributiva minima (20 anni) per l'accesso al trattamento pensionistico. Essi hanno diritto, ai sensi del comma 3 dell'articolo 509, a permanere in servizio, comunque non oltre il 70° anno di età, per conseguire il minimo dell'anzianità contributiva. ....e a discrezione dell'amministrazione I commi 7 e 11 dell'articolo 72 della legge 133/2008, richiamati in premessa al decreto ministeriale n. 2, introducono limitazioni al diritto a permanere in servizio per un massimo di un biennio oltre il 65° anno di età, già previsto dall'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo n. 503/1992 e dal comma 5 dell'articolo 509 citato e riconoscono all'amministrazione scolastica la facoltà di risolvere il rapporto di lavoro, previo un preavviso di sei mesi, al compimento dell'anzianità massima contributiva di 40 anni. Le modalità di attuazione delle predette disposizioni non sono ancora state definite. Con successiva direttiva (la cui emanazione è prevista nei prossimi giorni n.d.r.), si legge infatti nell'articolo 5 del decreto ministeriale n. 2, verranno disciplinate le modalità di attuazione dell'articolo 72, commi 7 e 11 della legge n. 133/2008, a valere, per gli effetti, dal 1° settembre 2009. Sui contenuti della direttiva circolano solo alcune indiscrezioni. Le tendenze della Gelmini Per quanto riguarda l'istanza di trattenimento in servizio oltre il 65° anno di età e per un periodo massimo di un biennio, la scelta del ministero dell'istruzione sarebbe quella di consentirne l'accoglimento esclusivamente nei casi di mancato raggiungimento dell'anzianità contributiva massima. Per quanto riguarda, invece, la facoltà attribuita all'amministrazione di risolvere il rapporto di lavoro per compimento dell'anzianità contributiva di 40 anni, come previsto dal comma 11, la risoluzione del rapporto di lavoro scatterebbe prioritariamente al fine di evitare situazioni di esubero.

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Pensioni, scadenza unica per tutti (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
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Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 010  pag. 19 del 13/1/2009 | Indietro Pensioni, scadenza unica per tutti AZIENDA SCUOLA Di Pagina a cura di Nicola Mondelli 5.Continua Il ministro Gelmini rompe gli indugi e fissa termini e modalità per il pensionamento 2009 Domande entro il 26 gennaio. Anche per i dirigenti scolastici Ai dirigenti scolastici, ai docenti e al personale Ata (ausiliario, tecnico e amministrativo) con contratto a tempo indeterminato il ministro MariaStella Gelmini ha concesso altri 13 giorni di tempo per decidere del loro futuro professionale. E cioè se vogliono, a decorrere dal 1° settembre 2009, andare in pensione o se, pur andando in pensione, continuare a prestare servizio a part-time, ovvero chiedere di essere trattenuti in servizio oltre il 65° anno di età. Con un decreto datato 9 gennaio 2009, il ministro dell'istruzione ha totto gli indugi e ha stabilito essere il 26 gennaio il termine ultimo per manifestare la propria volontà, ovvero per revocare quella manifestata in precedenza. Per la presentazione della domanda di dimissioni volontarie tale termine è perentorio per i docenti e il personale Ata. E per la prima volta, anche se il valore è ordinatorio, il termine vale anche per i dirigenti scolastici. In pari data la direzione generale per il personale scolastico del ministero della pubblica istruzione ha emanato una circolare contenente le indicazioni operative. Disposizioni e indicazioni operative che non introducono modifiche sostanziali sulla modalità di presentazione delle specifiche domande né sui requisiti anagrafici e contributivi richiesti per accedervi. La sola novità contenuta nel decreto del 9 gennaio è il richiamo ai commi 7 (limiti alla concessione di un biennio di permanenza in servizio oltre il 65° anno di età) e 11 (attribuzione all'amministrazione scolastica della facoltà di disporre la risoluzione del rapporto di lavoro, previo preavviso di sei mesi, nei confronti del personale con 40 anni di servizio e/o di contribuzione utile a pensione), dell'articolo 72 della legge 6 agosto 2008 e le cui modalità di attuazione, a valere, per gli effetti, dal 1° settembre 2009, saranno diramate con una specifica direttiva. Ed erano proprio queste le indicazioni su cui era in atto un braccio di ferro tra Istruzione ed Economia, braccio di ferro sull'operatività della Finanziaria estiva non ancora risolto. Limitatamente ai requisiti richiesti a tutto il personale scolastico per l'accesso al trattamento pensionistico di anzianità, la circolare si limita a sottolineare che per il 2009, in virtù di quanto disposto dall'articolo 1, comma 6, lett. c), della legge n. 243/2004, come novellato dalla legge n. 247/2007, per il personale della scuola tali requisiti minimi restano 58 anni di età e 35 di contribuzione, ancorché maturati entro il 31 dicembre 2009. Le modalità e i requisiti richiesti ai docenti e al personale amministrativo, tecnico ed ausiliario sono quelli illustrati nei servizi pubblicati su ItaliaOggi nelle edizioni di martedi 16, 23 e 30 dicembre 2008 e che in questa sede si richiamano integralmente. Novità, invece, per la cessazione dal servizio dei dirigenti scolastici. Essa continua ad essere disciplinata dagli articoli 27 e seguenti del contratto di settore 11 aprile 2006 dell'area V della dirigenza, una disciplina che per quanto attiene, in particolare, alla cessazione anticipata e quindi prima del raggiungimento dei limiti di età(65 anni), è sostanzialmente diversa da quella che si applica ai docenti e al personale Ata. Al raggiungimento del limite massimo di età, la risoluzione del rapporto di lavoro scatta automaticamente ed opera a decorrere dal 1° settembre successivo al verificarsi della predetta condizione. L'interessato può, tuttavia, chiedere di permanere in servizio oltre il 65° anno di età se ha i titoli per fruire dei benefici di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 509 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Contrariamente a quanto dispone il comma 1 dell'articolo 28 del contratto, l'istanza di permanenza in servizio, al fine di fruire delle disposizioni contenute nei predetti due commi, deve essere presentata entro il 26 gennaio 2009 e non più entro il 31 dicembre precedente il collocamento in pensione per compimento del 65° anno di età. Prima del raggiungimento del 65° anno di età, il dirigente scolastico può chiedere di risolvere il rapporto di lavoro in qualsiasi momento con o senza rispettare i termini di preavviso previsti dall'articolo 32 del contratto. Nel primo caso sarà tenuto a corrispondere all'amministrazione una indennità pari all'importo della retribuzione spettante per il periodo di mancato preavviso. Il trattamento pensionistico verrà liquidato secondo le finestre previste per i pubblici dipendenti. Nel secondo caso i termini per presentare la domanda di risoluzione del rapporto di lavoro, senza incorrere in alcuna penalizzazione e con la corresponsione del trattamento di quiescenza dal 1° settembre 2009 sono i seguenti: entro il 31 maggio se il dirigente può fare valere una anzianità di servizio nella qualifica non inferiore a otto anni; entro il 30 giugno se ha una anzianità di servizio fino a due anni e nel periodo compreso tra l'1 e il 25 giugno se l'anzianità di servizio è compresa tra tre e sette anni. Il termine del 26 gennaio previsto dal decreto ministeriale n. 2 del 9 gennaio 2009, per le cessazioni dal servizio aventi decorrenza dal 1° settembre 2009, non si applica, pertanto, ai dirigenti scolastici anche se la circolare ministeriale n. 3 del 9 gennaio 2009 sottolinea che, per motivi organizzativi, ai fini di una tempestiva individuazione dei posti vacanti per le assunzione, è opportuno che anche il personale dirigente scolastico osservi il termine del 26 gennaio per la presentazione della istanza di cessazione.

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"daremo la pagella ai professori" - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bologna "Daremo la pagella ai professori" Calzolari: docenti sotto esame non solo per la ricerca ma anche per le lezioni ILARIA VENTURI DOCENTI sotto esame non solo per la ricerca che producono nei laboratori, ma anche per le lezioni che tengono in aula. E premi alle Facoltà migliori nella didattica. Il rettore Pier Ugo Calzolari parla, a inizio d´anno, delle priorità di governo dell´Ateneo nei suoi ultimi dieci mesi di mandato. Progetti a breve termine e di più ampio respiro, con la valutazione dell´Alma Mater al primo posto, preoccupazioni per i tagli previsti nel 2010 dalla Finanziaria - «l´università si dissolverà» - e l´annuncio di nuovi posti per i ricercatori nel 2009. Entro gennaio il rettore convocherà gli organi accademici sullo statuto, per discutere, una volta accantonata la riforma, solo un punto: l´allargamento del corpo elettorale ai ricercatori e al personale tecnico e amministrativo per le elezioni del rettore previste tra fine maggio e i primi di giugno. «Ho preso questo impegno e andrò sino in fondo e cioè porterò in discussione nella seduta congiunta l´allargamento del corpo elettorale. Sulle modalità non entro nel merito. Lo statuto? Riguarderà il futuro rettore, che potrà partire però già da un lavoro compiuto sul sistema di governance dell´Ateneo e sul ruolo degli organi accademici, un tema importante previsto anche nelle linee guida del ministro Gelmini». «E´ paradossale - aggiunge Calzolari - il rettore ora ha tutte le responsabilità, anche quelle più minute, ma nessun potere scritto negli statuti. Il potere gli deriva dalla consuetudine interna all´accademia». Ma la nuova battaglia di Calzolari sarà soprattutto sulla qualità della didattica. Dopo aver valutato la ricerca e i ricercatori dell´Alma Mater, «unica università a farlo», il rettore annuncia una operazione simile per migliorare l´insegnamento universitario. «Sarà premiato chi vale, ma dovremo sostenere anche chi è in difetto di qualità per colmare il divario. Trovare un equilibrio sarà difficile, ma ci riusciremo». Saranno messi a punto criteri di valutazione: indicatori di qualità che peseranno nella distribuzione dei fondi alle Facoltà. «Un peso elevato avrà la valutazione degli studenti sui loro professori e sulle strutture didattiche», anticipa il rettore. Intanto in via sperimentale è stato destinato un milione e mezzo a progetti didattici speciali che saranno valutati nelle Facoltà da commissioni paritetiche, con docenti e studenti. «Procederemo con cautela, ma con determinazione». Altra promessa di Calzolari riguarda i direttori di dipartimento: «Hanno un carico di lavoro molto elevato, attendo le conclusioni del gruppo di lavoro sulla burocrazia, intanto voglio eliminare la responsabilità amministrativa a loro carico». Poi una nuova battaglia con Aquis, il gruppo degli Atenei virtuosi. «Bisognerà far capire al Paese che i tagli previsti dalla Finanziaria nel 2010 sono qualcosa di molto simile al dissolvimento della stessa università. Anzi, se non verranno tolti non si andrà da nessuna parte nemmeno con il bilancio 2009, dove già abbiamo previsto operazioni innovative, come il ricorso a una parte della giacenza concentrata sui dipartimenti per finanziare il polo di neuroscienze al Bellaria, operazione da circa 10 milioni». E poi le alienazioni di immobili (villa Guidalotti a Ozzano è già in vendita) e posti per i ricercatori: 27 nuovi, seconda tranche del pacchetto dell´ex ministro Mussi, 88 previsti nel bilancio di quest´anno, 160 in tutto nel biennio 2008-2009. «E´ il mio impegno per i giovani e la ricerca».

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Brunetta, la rabbia dei prof: Vogliono affondare la scuola (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Brunetta, la rabbia dei prof: «Vogliono affondare la scuola» La costante demolizione del dettato costituzionale con slogan ma anche proposte come quella del sottosegretario Aprea: per cui il diritto per tutti diventa una gabbia, grimaldello per aprire ancor di più alle private. L'ultima esternazione di Brunetta non li ha colti impreprarati. Ma sulla lavagna del Cidi, Centro d'iniziativa democratica degli insegnanti, campeggia in grassetto una frase che sembra suonare come una controreplica al ministro dei fannulloni: «Il futuro si gioca a scuola. Rimuovere gli ostacoli, non crearli». Perchè questo governo, con i continui «attacchi» alla dignità del corpo docente - (i prof del Sud che abbassano la qualità della scuola secondo la Gelmini, ora i prof che si vergognano davanti ai propri figli del mestiere che fanno) - e i «colpi» di mannaia in Finanziaria mascherati come riforma, in realtà un messaggio chiaro sta dando: «Questo governo vuole disfarsi della scuola pubblica. Vuole devolverla alle Regioni. E in nome della libertà di scelta delle famiglie, aumentare la platea delle scuole private». È questa la «lettura» che fanno gli insegnanti democratici all'ennesima offensiva sferrata dal ministro della Funzione Pubblica. Il nodo della gabbia Sofia Toselli, presidente nazionale dell'associazione professionale di piazza Sonnino a Roma che da 40 anni si occupa di politica scolastica, conferma con documentazione accurata. Conosce a menadito gli umori della scuola. E alla perfezione leggi, regolamenti e la proposta di Valentina Aprea, sottosegretario all'istruzione, ora in commissione alla Camera. Dove si legge: «Il fatto che lo Stato abbia fino ad oggi intrepretato il diritto all'istruzione dei cittadini come una funzione propria e coincidente con un servizio esclusivamente statale ha certamente prodotto effetti positivi come la scolarizzazione di massa, ma è anche vero che questo impianto appare sempre più come una gabbia che limita le opportunità da offrire ai nostri giovani e la libertà di scelta in campo educativo». Così l'art.11 sulla decentralizzazione, al comma 2, «propone» la soluzione: «Ogni regione e provincia autonoma attribuisce le risorse finanziarie pubbliche disponibili alle istituzioni scolastiche accreditate, sulla base del criterio principale della quota capitaria: numero effettivo degli alunni iscritti a ogni istituto, costo medio per alunno in relazione al contesto territoriale, tipologia dell'istituto». Fabiana Fabiani, maestra del Laurentino 38, quartiere periferico romano, si sfoga: «Sono insegnante, sono amareggiata ma non mi vergogno. Sono fiera e orgogliosa di assolvere al mandato della Costituzione». La interrompono Margherita D'Onofrio di una scuola media e Emma Colanna di un tecnico: «Peccato che gli attuali provvedimenti non favoriscono la rimozione degli ostacoli come recita la Carta all'art.3, comma 2. Siamo continuamente tormentati da problemi etici: ubbidiamo alla legge Gelmini che dipinge la scuola pubblica come ingombrante e costosa o al mandato della Costituzione?». La campagna-contro Insomma per il Cidi, Brunetta esterna per «preparare» i futuri passi di governo: una scuola al minimo di tutto, meno docenti, meno istituti, meno tempo scuola, meno fondi. Mai una risposta ai reali bisogni della scuola. Solo gli ex ministri Berlinguer e De Mauro hanno provato a correre i ripari. Poi i 5 anni della Moratti, la breve parentesi di Fioroni e ora Gelmini-Brunetta. Che agitano sotto il naso dei docenti il bastone e la carota - precisa Toselli - sfruttando l'onda di uno scenario sociale costruito negli ultimi anni da «quei media che si sono occupati di scuola solo quando si doveva evidenziare un episodio di bullismo o fannulloni. Casi e problemi che sicuramente esistono, ma non si può fare di tutta un'erba un fascio. Brunetta e Co. mortificano la dignità dell'insegnante perchè i valori di questo governo sono le veline e non di certo la cultura e l'istruzione. Da qui la scelta di liberalizzare le scuole, con un servizio a domanda delle famiglie. Ma la scuola non è un supermercato. Ha un mandato costituzionale preciso, educativo e sociale per tutti. Loro invece - conclude Toselli - hanno in testa una scuola che non deve dare istruzione a tutti. Perchè non tutti sono nati per studiare. Ecco la vera idea di scuola della destra». MARISTELLA IERVASI ROMA miervasi@unita.it

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Tempo pieno Facciamo più iscrizioni possibili (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Tempo pieno «Facciamo più iscrizioni possibili» Parte la campagna di informazione sulle modalità di iscrizione alle scuole elementari per l'anno scolastico 2009-2010 per raggiungere il massimo numero possibile di richieste di tempo pieno a 40 ore e tempo di 30 ore per i bambini che verranno iscritti alla prima. A promuovere l'iniziativa, che è stata lanciata parallelamente su tutto il territorio nazionale, a Roma è il Coordinamento cittadino genitori-insegnati «Non Rubateci il Futuro». Fino alla metà di febbraio (il termine per le iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010 è slittato al 28 febbraio) saranno organizzate scuola per scuola in tutta la città, assemblee, convegni, dibattiti e iniziative a staffetta, che verranno aperte ai genitori per informarli su come compilare il modulo d'iscrizione. «Nel corso della campagna saranno mostrati alle famiglie le attività e i laboratori - spiega Paola De Meo, portavoce del Coordinamento - che non saremo più in grado di fare con la riduzione dell'orario scolastico e l'eliminazione, di fatto, della compresenza per quattro ore di due insegnati su una classe». Altro tema di discussione sarà quello relativo alla valutazione in voti decimali: «Oltre a essere un metodo sbagliato, i regolamenti applicativi della legge 169/08, che ne prevede la reintroduzione, sono ben lontani dall'aver completato l'iter istituzionale previsto - dice De Meo - mentre sappiamo che alcune scuole già li stanno applicando». Ogni scuola si è organizzata autonomamente. All'Iqbal Masih al Casilino, capofila nel movimento di protesta contro la riforma Gelmini, sono in programma due incontri a settimana. E venerdì, per celebrare anche il «No Gelminy Day», (che ricorre ogni 16 del mese), si svolgerà un'assemblea allargata ai genitori di tutte le scuole del quartiere. A conclusione della campagna, il 14 febbraio, ci sarà una grande manifestazione, «Amo e difendo la mia scuola», che sarà, come sempre, anche una festa con artisti. MICHELA BEVERE

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Rifondazione, Frau eletto nuovo segretario (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Prov Medio Camp Pagina 3021 SERRENTI Rifondazione, Frau eletto nuovo segretario SERRENTI --> Impegno assiduo nelle mobilitazioni studentesche contro la riforma Gelmini della scuola e nella raccolta di firme contro il cosiddetto lodo Alfano: è il curriculum di Gabriele Frau, nuovo segretario cittadino di Rifondazione Comunista. Il circolo di Serrenti, denominato "Playa Giron" di Serrenti, ha eletto il giovane universitario che ha dichiarato «di proseguire l'impegno della costruzione del Prc a Serrenti, che conta già più di 30 iscritti, soprattutto giovani, e di voler promuovere una lista per le comunali del 2010». (ig. pil.)

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"Da stasera l'impegno per la scuola pubblica" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

QUARTIERE SUD.ALLE 21 "Da stasera l'impegno per la scuola pubblica" «La scuola è il nostro futuro. Quale scuola per i nostri figli?»: stasera dalle 21 nella sede del Quartiere Sud in via Monte San Gabriele 50/c sono invitati genitori, docenti, operatori della scuola «e quanti hanno a cuore le sorti dell'istruzione pubblica in una vera democrazia» dicono gli organizzatori che hanno costituito il comitato ad hoc, attivo in rete con altre città italiane. A Novara stasera parlano Mario Ambel, insegnante e direttore della rivista «Insegnare», e Renato Schettini, dirigente scolastico. Già un centinaio le persone vicine al comitato: «Altre ne aspettiamo oggi e in futuro per intensificare l'impegno - dicono Anna Cardano e Nicola Fonzo -: il primo obiettivo è dare informazione chiara e corretta sui danni pesantissimi che il decreto Gelmini provocherà. Non siamo contrari all'ammodernamento del sistema scolastico ma vogliamo fermare il devastante piano che renderà più precaria la formazione di bambini e giovani. Non solo: toglierà anche importanti sostegni alle famiglie e posti di lavoro».

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D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Scritto in Varie Non commentato » (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) » (5 votes, average: 2.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 68 ) » (8 votes, average: 2.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in realtà. Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula. ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto da sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro. Infatti il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal palco "chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani? Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la protesta, la sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso, magari trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami politico. Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la Gelmini qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda. "Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi "baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana, prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi" del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che "nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083. Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è pressante", il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano, naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti. Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA Scritto in Varie Commenti ( 116 ) » (24 votes, average: 3.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Nov 08 La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli Denunce di casi clamorosi, inchieste, commenti di lettori fra l'indignato e (purtroppo) il rassegnato: l'Italietta della concorsopoli universitaria è tornata a far notizia su tutti media con il Giornale che ha tirato la volata. Già, l'Italietta dei baroni e di quelli che "tengono famiglia" ancora una volta protagonista. concorsopoli, sprecopoli. l'importante che ci sia la cornucopia dei soldi pubblici (nostri) da cui poter attingere. Bel mondo, in questo strano Paese. E' davvero tempo di voltare pagina su questo andazzo, soprattutto in tempi di crisi. Ma soprattutto per una questione di equità, di rispetto dei cittadini e delle pari opportunità di chi concorrere a qualcosa. Il mondo universitario non ha dato buona prova, in questo. Ora il ministro Gelmini mette mano ai concorsi farsa. Il piano per l'assegnazione di 4mila cattedre e l'assunzione di 3mila ricercatori è già avviato e per questo, alla fine, non ci sarà nessun blocco dei concorsi banditi, come ha spiegato la Gelmini al termine del Consiglio dei ministri. "I concorsi - ha detto - resteranno banditi, ma abbiamo introdotto un cambiamento nei meccanismi di composizione delle commissioni esaminatrici, introducendo il sorteggio". Sui membri delle commissioni di valutazione il ministro ha detto che "verranno elette 12 persone e fra queste ne verranno sorteggiate quattro". Che andranno ad aggiungersi al membro interno. Insomma, si cambia. Ed è bene farlo perché la credibilità della politica, di chi vuole davvero cambiare, si misura anche su questo terreno. E' il miglior modo per dare un senso al concetto di "meritocrazia": bella parola, che piace a tutti, è davvero bipartisan. Basta riempirla di "contenuti" perché altrimenti logora chi la usa solo come slogan. Ecco cosa cambia, leggi l'articolo di Stefano Zecchi "Ha vinto il buon senso. Basta concorsi truffa e via alla meritocrazia" Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (39 votes, average: 3.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Oct 08 Delitto di leso Grillo. Capita anche questo nell'autunno dei cortei e delle occupazioni studentesche. Capita che alla protesta degli studenti arrivino politici e para-politici pronti amtterci - come si dice - il cappello sopra. Da Veltroni a Di Pietro, ai sindacati e ai comici-politici amanti delle piazze come Beppe Grillo. Tutti pronti ad accorrere al capezzale della scuola e dell'università che il governo secondo loro, vorrebbe distruggere. Fin qui nulla di straordinario, è la politica, bellezza. Ciascuno cerca di fare il proprio gioco e cavalcare il cavalcabile. Ma se si tocca Beppe Grillo. ci scappa una sorta di reato di lesa maestà comico-politica. Basta raccontare che è stato contestato a Bologna e sul sito grillesco arriva il video (girato dagli amici di Grillo, i ragazzi di Meet Up) che dovrebbe dimostrare che in realtà (in verità?) nessuno ha contestato il paladino del popolo (studentesco in questo caso) con allegato invito a scrivere e-mail per denunciare la propria indignazione al Giornale (leggi l'articolo) . ma anche al Tempo, al Resto del Carlino, Panorama, Corriere della Sera, Repubblica, agenzia di stampa AdnKronos. Tutta stampa prezzolata (da Berlusconi ovviamente) anche se erano lì inviati e corrispondenti, a Bologna a vedere, ascoltare, raccontare (nella foto Grillo circondato da giornalisti, fotografi e operatori tv a Bologna) . Per Grillo sono "barzellette dei giornali e di regime". Davvero Beppe è grande, anche stavolta non ha perso il senso dell'umorismo e della comicità. E' proprio vero, come scrisse Jonathan Swift, che la satira è uno specchio dove chi guarda vede i volti di tutti tranne che il suo. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) » (28 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Oct 08 Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Leggi l'editoriale di Mario Giordano: "LETTERA APERTA AGLI STUDENTI" Aggiornamento. Veltroni ha presentato dieci proposte per l'università. Eccole. 1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno nepotismi e obbismi». 2) Attivazione dell'agenzia nazionale di valutazione. 3) Finanziamenti statali sulla base del merito. 4) Finanziamenti alla ricerca con procedure trasparenti e internazionali. 5) Una governance più responsabile, efficace ed efficiente. 6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai migliori. 7) Professori più giovani e precariato meno lungo. Innalzare la qualità dei dottorati di ricerca. 9) Protagonista il diritto allo studio per garantire più equità sociale. 10) Par condicio tra le università in materia di finanziamenti pubblici. Verità e bugie sul decreto Gelmni approvato in via definitva Scritto in Varie Commenti ( 303 ) » (116 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 125 ) » (67 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 69 ) » (52 votes, average: 3.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (57) Ultime discussioni Talita: Gentile Taliani, ancora a proposito della cultura cosiddetta "di sinistra" non posso fare a meno di... Alberto Taliani: Caro Stefano, Milano pianura padana. Puntualizzo perché - ripeto - non è che... ITALIANO: ADESSO BASTA LA NEVE E' SCIOLTA..AL 90% DEGLI ITALIANI NON FREGA NULLA, HANNO BEN ALTRI... stefano: Marsiglia= costa azzurra Milano= prealpi Le devo anche tirare fuori i dati delle precipitazioni nevose degli... Alberto Taliani: Caro Stefano, penso che la famiglia che lei cita non abbia partecipato alla corsa pazza alle spese... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Nuova Alitalia, il decollo è già un caos: i lavoratori bloccano Malpensa e LinateLe truppe israeliane entrano a Gaza CityCorteo pro Palestina, scontri a Milano: 5 feritiAffari 'ndrangheta-politica Manette in Calabria per il "Re dei videopoker"Gas, Mosca riapre i rubinetti verso l'EuropaI bus contro Dio arrivano sotto casa di BagnascoIn Italia 31 milioni di case E in 2mila vivono nei castelliFurlan libero, ma col chiodo fisso: "Eliminare il male". Come Ludwig...Tutti copiano le bollicine italiane Ora il prosecco vuole il copyrightMourinho alla Juve: "Io non ho paura" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille January 2009 M T W T F S S « Dec 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post January 2009 (2) December 2008 (2) November 2008 (2) October 2008 (2) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Fattoriadellacomunicazione's Weblog: Lessico provvisorio (università 2008) Recent Posts D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid (per fortuna) Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger Destra, consenso e cultura. 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Immissione in serviziodecise <finestre> annuali (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Scuola

dipendenti Universita' Immissione in servizio decise «finestre» annuali Stop alle immissioni in servizio a spicciolata del personale universitario al termine di ogni procedura concorsuale. A deciderlo il Senato accademico, massimo organo rappresentativo che ha stabilito delle finestre fisse per le diverse categorie di lavoratori dell'Ateneo. I professori ordinari e associati, quindi, entreranno in servizio il primo ottobre, i ricercatori il primo marzo e il primo ottobre, il personale tecnico amministrativo il 16 gennaio e il 16 luglio. «Non sono date casuali ? commenta il rettore Roberto Lagalla ? ma stabilite in base a precise esigenze. Gli ordinari entrano in servizio a inizio dell'anno accademico, i giovani ricercatori a inizio dei semestri, il personale amministrativo a inizio dell'anno oppure a metà luglio, in vista dell'avvio del successivo anno accademico». Le date sono state fissate in maniera tale da renderle quanto più funzionali alle esigenze didattiche e amministrative. Inoltre si è cercato di renderle utili anche alla razionalizzazione della spesa in un momento in cui le Università italiane sono chiamate per forza maggiore, dopo l'approvazione della riforma firmata da Mariastella Gelmini, prestare particolare attenzione ai bilanci. La buona gestione finanziaria, infatti, sarà uno dei requisiti necessari per effettuare nuove assunzioni. Roberto Valguarnera

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La Gelmini vuol rubare la Palumbo al Veneto (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

La Gelmini vuol rubare la Palumbo al Veneto Ma il Governatore si oppone: «è troppo brava vogliamo garanzie» Scuola, la dirigente verrebbe chiamata a guidare l'Invalsi GIORGIO CECCHETTI VENEZIA. Da due mesi è in atto un sotterraneo braccio di ferro tra il presidente del Veneto Giancarlo Galan e il ministro della Pubblica istruzione del governo Berlusconi. La causa della contesa è il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo: Maria Stella Gelmini già da ottobre la vorrebbe a dirigere l'Invalsi a Roma, l'importante Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo, ma l'opposizione del governatore veneto, almeno fino ad ora, le ha impedito di portare a termine questa mossa. E Galan non teme di portare allo scoperto il suo dissenso: «Non facciamo certo questioni di appartenenza a partiti o a correnti, ma il ministro ci deve dare l'assicurazione che in sostituzione della dottoressa Palumbo arrivi alla direzione dell'Ufficio scolastico regionale una persona con altrettante capacità, professionalità ed esperienza. Altrimenti io rimango contrario al suo trasferimento e alla Gelmini naturalmente l'ho detto». Dalla proposta del ministro sono passati ormai due mesi e niente ancora si è mosso, probabilmente perché a Roma non hanno ancora trovato un nome all'altezza o, forse, perché quelli proposti non hanno trovato il via libera della Regione Veneto. Ma su questo Galan tace e un secco «no comment» arriva anche dalla sottoressa Palumbo, che non smentisce e non conferma le notizie. Per ora si registrano soltanto voci: nomi ne corrono. E c'è chi, tra i direttori dei Csa provinciali, si è affrettato a spedire a Roma il suo curriculum, facendosi avanti. Parla e, per una volta, si trova nella stessa posizione del presidente Galan un esponente di spicco della Cgil. Anche al padovano Salvatore Mazza, segretario regionale della Federazione lavoratori della conoscenza, l'ex Cgil scuola, dispiacerebbe infatti che Carmela Palumbo lasciasse il suo posto in Veneto. «E' stata capace di gestire una struttura complessa come l'Ufficio regionale scolastico in una fase difficile ed anche i rapporti con le organizzazioni sindacali sono stati sempre costanti e buoni» afferma. «Anche quando ci siamo trovati su posizioni antitetiche - prosegue il sindacalista - si è dimostrata in grado di rispettare i ruoli e di anteporre gli interessi comuni che abbiamo per quanto riguarda la scuola». Prima di arrivare a Venezia la 47enne Carmela Palumbo è stata Provveditore agli studi (allora così si chiamavano ancora) a Padova dal 2001 al 2004, prima era a Udine. Il presidente del Consiglio di allora l'ha nominata direttore regionale del Veneto l'1 giugno 2004 e toccherebbe ancora una volta al capo del governo, nel caso il braccio di ferro tra Venezia e Roma terminasse, firmare il provvedimento del suo trasferimento nella capitale a poco meno di cinque anni dal primo. L'incarico all'Invalsi è sicuramente di prestigio: si tratta di gestire la nuova e difficile materia della valutazione dell'intero sistema scolastico nazionale. Basta pensare che in prospettiva anche i finanziamenti ottenuti dagli istituti varieranno sulla base del «voto» espresso dall'Istituto nazionale. Già le nuove norme introdotte quest'anno, ad esempio, prevedono che la prova Invalsi per ragazzi e ragazze che affronteranno l'esame di terza media, a differenza dello scorso anno, conterà per la valutazione finale e quindi per la promozione.

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Stop alle minigonne in classe (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Scatta il nuovo regolamento. E al Da Vinci cellulari e sigarette messi al bando: si rischia un voto in meno in condotta Stop alle minigonne in classe Il Duca degli Abruzzi vieta gli abiti succinti e le scollature ardite Minigonne vietate, ammiccanti scollature messe al bando, ombelichi oscurati. In seconda battuta, giro di vite anche sull'uso dei distributori automatici dopo la seconda ora e l'inizio della quinta, e sulle soste prolungate nei corridoi. Stiamo parlando del regolamento di disciplina dell'istituto superiore Duca degli Abruzzi che, nell'elenco delle «mancanze lievi» da parte degli studenti, vieta appunto un abbigliamento «contrario al decoro». Tradotto in termini più precisi significa niente più calzoncini corti per i maschietti, minigonne troppo succinte e scollature troppo audaci per le femminucce, ma anche berretti o altri copricapi usati durante le ore lezione, come invece «impongono» alcune regole della moda giovanile. Per fortuna manca la regola che vieta l'adozione di un particolare taglio di capelli. Per il momento è riservato ai militari. Le regole sono regole, eppure gli studenti dell'ex istituto magistrale, appena informati del giro di vite, hanno storto il naso, rumoreggiando un po'. Ma poi si sono adeguati con rassegnazione al nuovo corso etico-comportamentale. Ma mettendo delle condizioni: «Abbiamo dato la nostra approvazione, a patto che anche il personale si adegui a queste restrizioni - dice Roberto, uno degli studenti del Duca - Certo è che alcun regole ci sono sembrate veramente assurde». Altre regole, sotto la voce «mancanze gravi», fanno invece riferimento a comportamenti pericolosi, come le offese verbali, fino ad arrivare ad atteggiamenti di bullismo. Quelli, almeno fra le mura scolastiche, risultano ora regolamentati. Ma Roberto se la prende con gli altri divieti. In particolare con il punto del regolamento degli studenti che disciplina l'uso dei distributori di merendine e caffè. E' considerata «mancanza lieve», ma pur sempre passibile di richiamo da parte dei docenti, usufruire della macchinetta al di fuori dell'intervallo o dei cambi d'ora previsti; i distributori vanno usati solo dopo la seconda ora e mai dopo l'inizio della quinta. «Tanto vale toglierli», sbottano gli studenti, che si interrogano sulla logica della restrizione. E resta da capire a quali episodi sconvenienti questa regola dovrebbe mettere riparo. Ma a far maggiormente discutere è l'invito a non usare abbigliamento «non decoroso» a scuola, «minigonne e maglie scollate o corte, da lasciare scoperte parti del corpo, berretti e altri copricapo indossati in classe», come si legge nel regolamento. «Ma fintanto che non c'è l'obbligo della divisa io posso andare vestito come mi pare - continua Roberto - D'altronde non ho mai visto uno studente andare a scuola con il costume da bagno. E poi ci si chiede qual è l'insegnante che fa notare alla studentessa che il suo abbigliamento è troppo succinto: di questi tempi, si corre il rischio anche di andare incontro a accuse poco piacevoli». Quali le sanzioni per le cosiddette «mancanze lievi»? Richiami, segnalazioni sul registro, che se poi si accumulano (tre nel mese o cinque nel quadrimestre), potrebbero portare alla convocazione del «consiglio di disciplina». «Anche se poi la sanzione non si applica - spiegano gli studenti - Nessuno degli insegnanti ha voglia di passare un pomeriggio a scuola per disquisire sul fatto che uno studente ha usato il berretto in classe o che una ragazza è abituata a usare una gonna troppo corta. Le regole stanno soprattutto sulla carta, perché è necessario far passare l'idea che in una certa scuola c'è rigore. Ma poi di fatto non si fa nulla». Al Duca inoltre è vietato fumare all'interno di tutti i locali della scuola e nell'area antistante l'edificio. Regola applicata con ancora più severità al liceo Da Vinci. Una circolare datata 17 settembre 2008, vieta di accendere sigarette all'interno del perimetro scolastico, cortile compreso, ma anche nel vicino Palladio. Pena: un cinque in condotta che, con le nuove regole previste dalla Gelmini, possono comportare la bocciatura. Stesso discorso per i cellulari: all'ingresso in aula finiscono in una cassetta di sicurezza. Alla fine delle lezioni, vengono riconsegnati. (Laura Canzian)

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Il nuovo Hendel: Basta politica, ora parlo del privato (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il nuovo Hendel: «Basta politica, ora parlo del privato» Intervista all'attore comico che stasera è alla Festa dell'Unità di Moena con il suo spettacolo DANIELA MIMMI TRENTO. Una volta c'era "Il tempo delle mele". Adesso c'è il tempo delle susine, anzi delle susine verdi. Perché il nuovo spettacolo di Paolo Hendel, che debutta questa sera alla Festa dell'Unità sulla Neve di Moena, si intitola proprio così: "Il tempo delle susine verdi". Cosa significhi di preciso ce lo facciamo spiegare da lui. "Perché questa volta parlo della sfera privata e non più sociale o politica. La politica mi ha francamente stufato. Parlerò d'amore e di sesso, e anche di altre cose, come la paura della solitudine, la paura di invecchiare, la paura di lasciare questo mondo". E' difficile immaginarla senza la politica! "A parlare un po' di politica, ma non molto, sarà Carcarlo Travattoni, un personaggio che facevo a "Mai dire goal" con la Gialappa's Band e che ho ritirato fuori. Mi sono rimesso la sua parrucca...e per me trovarmi dei capelli in testa è una bella esperienza! Io gli dico:"Carcarlo della politica te ne occupi tu che io non ne ho più voglia!": E lui risponde in milanese "Ghe pensi mi!". Ad esempio ci farà vedere come la Gelmini, oltre al maestro unico, troverà anche l'alunno unico, attraverso una trasmissione presentata da Maria De Filippi, in diretta sulle reti unificate Mediaset. Con il televoto i telespettatori da casa sceglieranno l'alunno unico d'Italia". Ma in questo spettacolo ci sono anche altre novità. "Sì, tante, ma non le dico tutte adesso. Con me questa volta c'è anche una band che mi dà la possibilità, ad esempio, anche di uscire di scena e cambiarmi. Mi travesto da extraterrestre, da monaco zen e altro ancora". E canta e balla? "E' più esatto dire che faccio finta di cantare e ballare. E' bello non essere più solo sul palcoscenico". Come mai ha scelto di parlare d'amore questa volta? E' innamorato? "E' più che altro un argomento che si presta. Ad esempio faccio intervenire un finto Francesco Alberoni che tratta l'argomento dell'innamoramento, il primo stadio dell'amore, di una coppia di giovani elefanti. E' una specie di simposio di Platone, quando Aristofane dice che l'uomo prima era una specie di palla, formata da due uomini o da due donne. Poi la palla si è divisa e ognuno è andato in cerca di un pezzo della palla dell'altro sesso, per ricomporre la natura dell'uomo". E poi parla delle paure dell'uomo. Lei di cosa ha veramente paura? "Di non saper più ridere, di me stesso e anche delle cose brutte della vita". E' ancora più difficile oggi far ridere? "E' sempre più difficile. Dovremmo riuscire a liberarci delle zavorre, dei pesi e vivere con leggerezza, buttando tutto alle spalle e recuperando la voglia fanciullesca e lo spazio per una sana "grullaggine".E imparare a non prenderci troppo sul serio." Lei ci riesce? "Sì, benissimo, prendermi sul serio non è nella mia natura". Lei riesce a ridere? "Io sì, perché ho la fortuna di poter salire su un palco, di divertirmi e far divertire la gente che viene a sentirmi. E' un bel privilegio! Si porta dietro gli sci? "No, devo ripartire subito perché la sera dopo lo spettacolo è a Cervia. Non riesco neppure ad andare a trovare mio zio e i miei cugini che abitano lì. E dire che la mia avventura trentina era cominciata proprio male. La prima volta che ci sono venuto ero con David Riondino e Sergio Steiner. Quando siamo tornati in albergo, dopo le spettacolo, era chiuso e nessuno ci ha aperto. Abbiamo dovuto dormire in piccoli letti a casa di amici e sembravamo i sette nani..."

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occhio alle novità sulle elementari (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Incontro a S. Concordio per spiegare ai genitori che cosa cambia dopo la riforma «Occhio alle novità sulle elementari» LUCCA. L'attenzione ora è tutta rivolta alla scuola primaria. Quest'ultima, infatti, dopo la decisione del ministro Maria Stella Gelmini di rinviare all'anno prossimo la riforma delle scuole superiori, appare prioritaria. Almeno fino alla fine delle iscrizioni. Lo dice chiaramente il coordinamento scuole lucchesi per la difesa della scuola pubblica, che si incontrerà questo pomeriggio alle 17,30 nella la scuola primaria di San Concordio per discutere di tutte le novità in atto e per proporre modalità di intervento. «Per le classi prime - spiega il coordinamento - è previsto l'insegnante unico e la possibilità di articolazione oraria su 24, 27, 30 ore su richiesta delle famiglie. Quindi o 24 ore, o un puro e semplice prolungamento di orario con uno o più insegnanti che fungeranno da "tappabuchi" per coprire l'orario in aggiunta. Per le classi successive alla prima è previsto invece, ad esaurimento, il modello orario di 27, 30 o 40 ore, ma senza compresenze. Questo comporterà uno spezzettamento dell'orario per gli insegnanti con una conseguente frammentazione degli interventi per gli alunni». Per quanto riguarda il tempo pieno, «il modello delle 40 ore, corrispondente al tempo pieno, rimane. Tuttavia quest'ultimo non potrà mantenere l'organizzazione attuale. Infatti, eliminando le compresenze, ciascun insegnante avrà delle ore eccedenti. Avremo quindi un docente al mattino e vari insegnanti per coprire in ciascuna classe le ore del pomeriggio. Si potrà parlare di un semplice doposcuola e non di tempo pieno». Anche le attività di arricchimento sembrano compromesse. «Non sarà possibile, - continua il comitato - avvalersi di insegnanti specializzati in un ambito specifico, organizzare percorsi di recupero e partecipare a uscite nel territorio». L'idea principale è quella di fare informazione tra i genitori affinché chiedano, al momento delle iscrizioni, la conferma del modello organizzativo attualmente in funzione nelle scuole dei propri circoli didattici. Inoltre sono previsti punti informativi in città, volantinaggio davanti alle scuole e l'organizzazione di una seconda assemblea informativa pubblica. «Il rinvio di un anno, - conclude il coordinamento scuole lucchesi per la difesa della scuola pubblica, dell'entrata in vigore della riforma per le scuole superiori ha il chiaro obiettivo di dividere il fronte della contestazione, isolando i docenti e i genitori delle elementari. Tuttavia è importante che tutti, anche se non coinvolti direttamente, si mobilitino». N.D.

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Dego, l'edificio scolastico è stato messo in sicurezza (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

FINANZIAMENTI DELLA REGIONE Dego, l'edificio scolastico è stato messo in sicurezza Dalla Regione 180 mila euro per completare l'intervento di messa in sicurezza dell'edificio scolastico di Dego. A darne l'annuncio è il sindaco, Fiorino Zappa, che ne approfitta «per ringraziare per la celerità l'assessore Bianca Berruti. Tale finanziamento ci cosentirà di affrontare il secondo lotto di lavori, dopo quello già eseguito nella primavera relativo alla messa in sicurezza statica dell'edificio». La prima parte dei lavori si era resa necessaria dopo una perizia che indicava seri problemi soprattutto ai solai». All'epoca vi erano state polemioche ed eran o stati anche lanciate grida d'allarme sulla statistictà ell'edificio scolastico. Il primo intervento si era risolto con una sorta di «armatura» dei solai che, sottolinea il sindaco, «ne ha migliorato anche l'idoneità antisismica». Il secondo lotto di lavori, il cui importo sarà sostenuto al 20% dal Comune, «riguarderà, questa primavera, il rifacimento dei pavimenti, dell'impianto elettrico e della caldaia, facendo del plesso di Dego una struttura moderna e all'avanguardia». Lavori che, anche con la riforma Gelmini, non rischieranno di essere sprecati: «La nostra scuola non è tra quelle a rischio chiusura, anzi, al massimo potremmo ospitare alunni di altri paesi come, del resto, stiamo già facendo»

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pochi iscritti, addio a dieci scuole - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Palermo Pochi iscritti, addio a dieci scuole La Regione ha deciso: chiudono tre medie e sette istituti comprensivi Confronto di tre giorni con enti locali e provveditori. Si va allo smembramento dei licei più grandi SALVO INTRAVAIA la revisione della rete scolastica regionale farà scomparire a Palermo dieci istituti. Dal prossimo anno la geografia delle medie della città verrà ridisegnata, e venti tra presidi e direttori dei servizi amministrativi (gli ex segretari) dovranno cercarsi una nuova sistemazione. E non è tutto. Undici mega-scuole superiori verranno smembrate, alcune sin dal prossimo anno scolastico. Il tavolo sul "dimensionamento della rete scolastica regionale" avviato lunedì mattina si concluderà stasera con l´esame della situazione nelle province di Catania, Messina e Caltanissetta. Per tre giorni il direttore del dipartimento regionale Pubblica istruzione, Patrizia Monterosso, il numero uno dell´Ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano, i dirigenti degli Uffici scolastici provinciali (gli ex provveditorati), i rappresentanti degli enti locali e quelli dei lavoratori sono rimasti riuniti "in conclave" per decidere le sorti di 255 scuole sottodimensionate (con meno di 500 alunni) e di quelle sovradimensionate (con oltre 900 iscritti). Il tutto nel più assoluto riserbo. Dopo due giorni di discussioni e confronti trapelano le prime notizie. Dal prossimo mese di settembre sette scuole medie e quattro istituti comprensivi della città non esisteranno più: saranno accorpati ad altre scuole vicine con un numero di alunni maggiore della soglia minima di vivibilità. E due di questi saranno accorpati tra loro formando un unico istituto. La proposta, avallata dai partecipanti al tavolo, è stata avanzata dai tecnici del dipartimento regionale. Le scuole medie che verranno soppresse sono Cocchiara-Vittorio Veneto, D´Acquisto, Roncalli, Dante, Scinà e Mazzini. Verga, Braille e Bonfiglio sono le tre scuole nate nel 2000 che non ce l´hanno fatta a mantenere un congruo numero di alunni e spariranno dall´elenco degli istituti comprensivi. Mentre la media Pirandello e il "comprensivo" di Borgo Ulivia daranno vita a un nuovo istituto comprensivo. La mezza rivoluzione, che ha risparmiato altri sette istituti palermitani con meno di 500 alunni, coinvolgerà oltre tremila alunni (di scuola materna, elementare e media), centinaia di insegnanti, decine di bidelli e applicati di segreteria e non mancherà di suscitare polemiche. «Perché la mia scuola sì e quell´altra no?», si chiederanno i capi d´istituto incappati nella scure del ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini. Anche perché il criterio che stabilirà quale dirigente scolastico rimarrà in sella e chi dovrà fare i bagagli non è stato ancora concordato. Per questa ragione i nomi degli istituti coinvolti sono rimasti top secret fino all´ultimo. Palazzo d´Orleans, secondo quanto si apprende da fonti dell´assessorato, avrebbe deciso di attuare un dimensionamento graduale, rinviando al prossimo anno ulteriori decisioni. Mentre Di Stefano aveva avanzato una proposta più radicale che avrebbe fatto saltare più istituti. Ma c´è dell´altro: l´attenzione si è anche concentrata su undici istituti superiori della città (il tecnico per il turismo Marco Polo, gli industriali Volta e Vittorio Emanuele III, gli alberghieri Borsellino e Piazza, i licei classici Umberto I, Vittorio Emanuele II e Meli, gli scientifici Galilei e Croce e l´ex magistrale Regina Margherita) cresciuti a dismisura e che perciò dovranno essere smembrati. Alcuni già da settembre, anche se l´ordine delle priorità è ancora da definire.

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il "nepotismo sostenibile" vizio dell'università milanese - davide carlucci (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIV - Milano Il caso Concorsi pilotati e dinastie in cattedra, ma qui nessuno scandalo da inchiesta penale Il "nepotismo sostenibile" vizio dell´università milanese Il barone: "è ovvio essere aiutati, se si è figli di qualcuno. Ma il merito resta" Finora contro il rischio di corruzione sembra bastare l´etica individuale DAVIDE CARLUCCI La domanda potrebbe essere formulata così: è Milano la capitale morale dell´Italia accademica? Sì, se si considera che all´ombra del Duomo non è mai scoppiata una vera "parentopoli" giudiziaria: nemmeno con la recente ondata di denunce sulla mala-università, cavalcata tanto dai sostenitori quanto dai detrattori della riforma Gelmini, che ha investito gli atenei di mezz´Italia. Degli scandali che a Torino, Bologna, Roma, Firenze, Bari o Messina hanno fatto aprire fascicoli d´inchiesta in alcuni casi finiti in condanne, qui non è arrivata che una flebile eco. Dalla Bocconi alla Statale, dal Politecnico alla Bicocca, l´istituzione è sana, verrebbe da dire (e la maggior parte dei docenti lo dice). Eppure anche a Milano i casi di padri e figli, fratelli e sorelle in cattedra nello stesso dipartimento o facoltà, non mancano: dagli Anastasia ai Peretti di Medicina, dai Ballio ai Dezzi Bardeschi del Politecnico, l´elenco degli imparentati tra loro nell´università è nutrito: solo alla Statale sono più di 50. Il sistema dei concorsi, poi, è lo stesso che vige dappertutto e che tutti considerano truccato: gli idonei sono decisi spesso prima delle prove, in virtù di un meccanismo di cooptazione affidato alla discrezionalità dei professori ordinari, i più anziani e i più potenti. E allora viene da chiedersi: come può, a Milano, la naturale (e sacrosanta) trasmissione generazionale del sapere non degenerare nel nepotismo patologico? «Perché siamo gente seria», replica con orgoglio Emilio Clementi, 44 anni, straordinario di farmacologia al Sacco. Figlio di Francesco, professore fuori ruolo nel dipartimento di farmacologia, chemioterapia e tossicologia medica della Statale, è anche cugino di Emilio Trabucchi, ordinario di chirurgia generale al Sacco, che porta lo stesso nome del compianto zio (suo e di Clementi), luminare della farmacologia nonché ministro Dc negli anni ´50. «Io non ho mai messo piede nel dipartimento di mio padre - chiarisce Clementi - e sono stato chiamato al Sacco tre anni fa, dopo aver fatto ricerca a lungo in Calabria e in Inghilterra. Quando riesci a ottenere finanziamenti da due milioni di euro da Telethon e da altre società che investono in ricerca, non c´è papà che tenga: il mercato guarda ai risultati, non alle parentele». Walter Montorsi, classe 1921, un passato da direttore della clinica di Chirurgia, della sua famiglia ha parlato in un libro autobiografico (Vita di chirurgo) e anche questa trasparenza è rara, tra le dinastie accademiche. I suoi tre figli, Marco, Francesco e Paolo, sono tutti in cattedra. E il padre non fa l´ipocrita: «è implicito essere aiutati, se si è figlio di qualcuno. Ma questo non vuol dire andare oltre il merito». Montorsi distingue il nepotismo alla milanese dal familismo meridionale. E assicura: «I baroni ci sono sempre stati e continueranno ad esserci. A Milano, però, lavoriamo dalla mattina alla sera e la nostra sanità è tra le migliori del mondo». Peccato che affidare solo all´autocontrollo dei potenti la difesa della correttezza del sistema, in altri campi proprio a Milano si è dimostrato un pessimo sistema. E quando si è scoperto, è stata Tangentopoli.

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ateneo, le pagelle ci sono... - g.franco pasquino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Bologna ATENEO, LE PAGELLE CI SONO... Un passo avanti molto importante per migliorare la qualità complessiva G.FRANCO PASQUINO (segue dalla prima di cronaca) Anche all´Università di Bologna è stato introdotto, probabilmente da circa dieci anni, un sistema di valutazione della didattica. Nel mio ufficio conservo numerosi pacchi delle schede completate dagli studenti. Confesso di avere dato una rapida occhiata soltanto ad alcune. Mi sono quasi esclusivamente limitato a guardare la scheda riassuntiva che offre la media dei punteggi sulle varie voci, compresa la qualità dell´insegnamento. (Per saperne di più, contattatemi e vi darò accesso privilegiato alla loro lettura). Purtroppo, nessuna scheda riassuntiva della didattica svolta da me e dagli altri colleghi della Facoltà di Scienze Politiche, ma immagino che si tratti di una situazione generalizzata, è attualmente a disposizione degli studenti e dei docenti. Leggo adesso che, anche se ha subito contro-dichiarato che non si tratterà di una "pagella", il Rettore intende farci un regalo. Non soltanto le valutazioni delle capacità e del rendimento didattico dei singoli docenti saranno pubbliche, come dovrebbero comunque essere, poiché i professori sono, se non sbaglio, pubblici ufficiali, ma verranno utilizzate come uno dei criteri con i quali distribuire i sempre più magri finanziamenti (alle Facoltà, ai Dipartimenti, ai singoli docenti?). Sarebbe un passo avanti molto importante per migliorare la qualità complessiva dell´Ateneo di Bologna. Naturalmente, sono del tutto consapevole che possono benissimo esservi colleghi straordinariamente bravi nella ricerca e produttivi di pubblicazioni prestigiose, che, come segnalato dagli studenti di Harvard, non riescono a dare il meglio di sé nella didattica. Ma, appunto, la didattica sarà soltanto uno, per quanto, mi auguro, importante, degli elementi pertinenti alla loro valutazione complessiva. Cosicché, sapendo di essere valutati pubblicamente, anche quei docenti si prepareranno e si impegneranno di più nella didattica. L´Università è, non da ultimo, il luogo deputato alla trasmissione delle conoscenze, del sapere. Meglio lo faranno i docenti, meglio sarà per tutti, a cominciare dagli studenti (i quali, purtroppo, nella loro legittima protesta contro la riforma Gelmini sembrano essersi sostanzialmente dimenticati proprio della didattica).

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Trasloca la Don Milani Poi toccherà alla Levi (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

CHIERI VIA ALLA RAZIONALIZZAZIONE DELLE SCUOLE Trasloca la Don Milani Poi toccherà alla Levi [FIRMA]ANTONELLA PEROTTI CHIERI Il trasferimento della scuola media Don Milani dalla sede di via Vittorio in piazza Silvio Pellico è solo il primo tassello del grande piano di razionalizzazione delle scuole di Chieri voluto dal Comune. Da qualche giorno i 200 allievi hanno preso possesso delle aule al secondo piano: grandi spazi, laboratori d'informatica, musica, chimica e lingue. Postazioni Internet in ogni classe per i portatori di handicap. «Un bel salto di qualità, l'edificio è stato riprogettato per le attività scolastiche - ammette il preside Nicolino Marsico Vetere - anche se non c'è spazio per i locali della presidenza, che per ora restano nella vecchia sede». A settembre arriveranno anche i ragazzi della scuola media Oscar Levi di via Tana, confinati da anni in un istituto inadeguato con infiltrazioni d'acqua che impregnano i pannelli di polistirolo del soffitto. Anche per loro scuola nuova. Il grande edificio interamente ristrutturato - costo un milione e 600 mila euro - ospiterà così la scuola media al posto del liceo Balbo e al piano terra le scuole elementari del Pellico che verranno accorpate in un unico plesso. Ma sono a buon punto anche i lavori dell'ampliamento della scuola di Porta Garibaldi, e quelli della scuola elementare di via Fea praticamente terminati. Qui sono destinate le 10 classi delle elementari di via Tana. «Abbiamo anticipato la razionalizzazione prevista dalla Gelmini, investendo nel futuro dei giovani - ribadisce il sindaco Agostino Gay - Le polemiche sul trasferimento sono inutili e pretestuose».

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Don Gelmini, il superteste conferma accuse (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca Italiana Pagina 108 Terni Don Gelmini, il superteste conferma accuse Terni --> TERNI Sono rimasti sulle loro posizioni nel confronto davanti al gup di Terni, durato appena una decina di minuti, Michele Iacobbe, uno dei principali accusatori di don Pierino Gelmini, e Riccardo Bonetta, il quale sostiene che l'altro gli riferì di essersi inventato tutto per estorcere denaro al sacerdote, sentiti con la formula dell'incidente probatorio nell'ambito dell'udienza preliminare nei confronti del fondatore della Comunità Incontro accusato di molestie sessuali nei confronti di dieci ospiti. Il procedimento riguarda anche due collaboratori del sacerdote, ora ridotto allo stato laicale, Pierluigi La Rocca e Gianpaolo Nicolasi, e la madre di un imputato, Patrizia Guarino, che devono rispondere di favoreggiamento. Sia Iacobbe sia Bonetta, suo vicino di cella nel carcere di Torino nell'autunno 2007, hanno ribadito quanto già detto in passato agli inquirenti. Versioni confermate anche ieri quando sono stati interrogati separatamente dal pm Barbara Mazzullo nell'ambito dell'incidente probatorio. In particolare Iacobbe ha confermato le accuse a don Gelmini, ripercorrendo per più di un'ora le tappe delle presunte violenze che si sarebbero svolte tra il 1999 e il 2000, quando era ospite della Comunità.

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La secondaria non può più attendere (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-14 - pag: 13 autore: La secondaria non può più attendere La mappa degli istituti riflette la struttura produttiva del Paese ma è diventata inadeguata di Andrea Casalegno P er i giovani italiani è tempo di scelte. Hanno poco più di un mese e mezzo, sino alla fine di febbraio (grazie al prolungamento di un mese rispetto al termine abituale di fine gennaio), per iscriversi alla scuola secondaria superiore. Il 93% dei giovani, conseguita la licenza media, prosegue gli studi: una percentuale ormai in linea con quelle dei Paesi più avanzati. La decisione va meditata, perché da essa dipende in larga misura il proprio futuro. L'interesse e la vocazione restano il miglior criterio, al di là di generiche considerazioni di prestigio. Se le preferenze dei giovani non subiranno modificazioni rispetto all'anno scolastico in corso, gli studenti si distribuiranno così: 10,8% al liceo classico, 23,1% al liceo scientifico, 7,8% tra scuole e istituti magistrali, 3,6% nei licei artistici e istituti d'arte, 33,6% negli istituti tecnici e 21% nei professionali. Prevale l'area scientifico-tecnologica (44%), che unita ai professionali sfiora il 78 per cento. Assai significative sono le differenze regionali. Nelle regioni centro-meridionali è maggiore la percentuale degli iscritti al liceo classico. Il record dei liceali spetta al Lazio: 42,5%, per il 16,1% al classico e per il 26,4% allo scientifico (gli istituti tecnici scendono al 29,3%). Nelle Marche il 14,5% del classico tallona il 20,6% dello scientifico. Anche in Umbria il classico è assai frequentato (13,9%). Gli istituti tecnici continuano a essere preferiti nel triangolo industriale, in Piemonte (35,1%), Lombardia (38,9%) e Veneto (37,3%); ma anche in Emilia Romagna ( 36,6%) e nel Molise (37,2%). La mappa degli istituti secondari riflette in modo fedele la struttura produttiva del Paese. Sulle scelte però incidono anche le aspettative dei giovani e delle famiglie e, naturalmente, le informazioni ricevute dalle scuole. In un periodo di progetti di riforma modificati di continuo, senza peraltro essere effettivamente realizzati, c'è il concreto rischio che si diffondano equivoci. Gli stessi insegnanti, per non dire i capi d'istituto, seguono con difficoltà le continue correzioni di rotta e finiscono per dare alle famiglie suggerimenti basati più sulle loro impressioni che su dati oggettivi. A che punto ci troviamo oggi, dopo due progetti di riforma della scuola secondaria superiore approvati in ogni dettaglio e poi finiti nel nulla? Nel primo, il ministro della Pubblica istruzione del Governo Prodi, Luigi Berlinguer ( di cui si veda,qui sotto,l'intervento sul liceo scientifico), si proponeva, con un sistema assai complicato, di far concludere la secondaria un anno prima, a 18 anni. Nel secondo Letizia Moratti, ministro dell'Istruzione nel Governo Berlusconi, si era proposta di chiamare «licei» tutti gli istituti secondari, ampliando lo spazio delle materie "umanistiche", compresa la filosofia, e togliendone alle materie di laboratorio; ma poi aveva corretto il tiro. L'attuale ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, dopo essere intervenuta con decisione sulla scuola primaria e sull'università, si è data un anno di tempo per varare la riforma della secondaria superiore. L'Italia l'attende da più di quarant'anni: da quando, nel 1963, entrò in vigore la legge che, sopprimendo l'«avviamento al lavoro » come opzione da scegliere subito dopo la licenza elementare, creava la scuola media unica, portando l'obbligo scolastico a 14 anni. Da allora non c'è stato Governo che non si sia posto l'obiettivo di ridisegnare la secondaria. E, mentre la scuola restava immobile, la società cambiava fino a diventare irriconoscibile vista con gli occhi degli anni 60. In realtà, struttura e curricoli della nostra secondaria superiore hanno ormai un secolo di vita. Divennero legge nel 1925, quando il filosofo Giovanni Gentile era ministro del Governo Mussolini; ma le idee ispiratrici della riforma si formarono nel grande dibattito sulla scuola dei primi del 900, al quale parteciparono da un lato i giovani filosofi idealisti, Benedetto Croce e Gentile, in dura polemica con la cultura positivistica che aveva dominato i primi decenni dell'Italia unita, dall'altro i migliori pedagogisti del campo democratico e socialista riformista. La superiorità della cultura umanistica su quella scientifica era a quel tempo una convinzione largamente condivisa. Non è dunque strano che per la formazione della classe dirigente Croce e Gentile pensassero a un liceo duramente selettivo, basato su uno studio rigoroso e approfondito delle lingue classiche. Di quella profondità nei nostri licei non c'è più traccia. Il 39% degli allievi dei licei classici e scientifici si presenta all'esame di Stato con un «debito» in latino. Nel frattempo l'istituzione nata per selezionare la classe dirigente si è trasformata in scuola di massa. Il fine è totalmente cambiato, il mezzo è rimasto identico, o quasi, a se stesso. Il progetto educativo dell'idealismo non è più adeguato ai tempi ma conserva due importantissime qualità: solidità e coerenza. Il nostro ceto politico si è rivelato incapace di contrapporgli un progetto altrettanto solido e coerente, ma più moderno. Vi sono state solo innovazioni parziali, introdotte con la formula della «sperimentazione ». Si è attenuata l'assoluta rigidità dei curricoli, consentendo alle scuole d'introdurre insegnamenti opzionali come l'informatica, o di accrescere le ore di lezione delle lingue moderne o delle materie scientifiche. Ma, nonostante gli sforzi profusi in questa direzione, i risultati eccellenti conseguiti da molte scuole non possono sostituire una riforma organica uguale per tutti. Intanto gli altri Paesi industriali hanno portato a termine non una ma parecchie riforme. La stessa autonomia degli istituti, che avrebbe dovuto in primo luogo favorire l'innovazione, è stata sfruttata solo in minima parte a questo scopo. Alla sfida del rigore e della modernizzazione non si trovano oggi di fronte solo il ministro Gelmini e il Governo di centro-destra ma tutti noi, perché il Paese ne ha urgente bisogno. La riforma è stata promessa per l'anno scolastico 2010-2011. Dopo 40 anni di attesa uno in più non fa differenza. Mettiamo da parte i nostri preconcetti e usiamolo bene. OCCHI PUNTATI AL 2010 Insegnanti e direttori di istituto dichiarano difficoltà a capire le continue correzioni di rotta nelle proposte politiche Una sfida per il centro-destra Ministro. Mariastella Gelmini, 35 anni IMAGOECONOMICA

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Prima mossa: un liceo davvero scientifico (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-14 - pag: 13 autore: ANALISI Prima mossa: un liceo davvero scientifico di Luigi Berlinguer * P ossibile che l'Italia non abbia diritto a un liceo scientifico degno di questo nome? Bisognerebbe rimediare al grave vulnus inferto da Giovanni Gentile, quando abolì la sezione tecnico-scientifica dell'istituto tecnico di allora e fondò una brutta copia del liceo classico chiamandola "scientifico". Vito Volterra, il grande matematico fondatore del Cnr- che aveva proficuamente studiato in quel "tecnico" - pronunciò parole di fuoco contro quella grave mutilazione, ma senza successo. La scelta ideologica, antimoderna e classista di Gentile ci regalò un liceo "scientifico" di serie B, fasullo, erroneamente presumendo che solo il latino ( e non anche la matematica delle scienze) fosse palestra di logica e storia. In esso le ore di latino superavano quelle di italiano e di matematica, irrilevante era la presenza di fisica, ancor più quella di chimica e scienze naturali, nulle biologia e geologia. Sommando i cinque anni di liceo, su 137 ore settimanali complessive solo 36 erano destinate alle scienze, poco più di un quarto, e nessuna materia scientifica al primo anno. Nella scuola media, del resto, l'educazione scientifica era totalmente assente, Il tutto condito dal fatto che nella scuola italiana l'apprendimento delle scienze era (ed è)solo gnoseologico, il laboratorio e le esperienze di fatto tenuti estranei da quella cultura educativa. Ancora oggi, proprio nei licei scientifici, solo un terzo frequenta un laboratorio, ma episodicamente, incidentalmente. In fondo, paghiamo il fatto che la scienza non è considerata cultura universale, come invece lo è la cultura umanistica. Benedetto Croce non nascondeva di considerare la scienza alla stregua di «pseudoconcetti », un «elenco di ricette di cucina»; Gentile arrivava fino a dire che «nel mondo della scienza l'anima respira il senso della morte». Oggi continuiamo a pagare quel vulnus, quell'impostazione, tuttora dominante, dopo averci tenuto fuori dallo sviluppo della cultura educativa moderna, fino a bloccare e abrogare le iniziative di cambiamento che abbiamo promosso, ad esempio negli anni 90. Nell'Italia repubblicana si è provato a cambiare qualcosa del liceo scientifico, nella fase cosiddetta "Brocca", in quella "Pni", soprattutto l'interessante "liceo scientificotecnologico", temperando alcuni macroscopici difetti del modello gentiliano. Le ore di insegnamento di scienze sono un po' cresciute, ma è cambiato poco il loro peso orario percentuale, e non è cambiato il metodo di insegnamento né il complessivo impianto educativo. Al contrario, in vari altri Paesi ci si pone con urgenza il problema di una moderna cultura scientifica come cruciale nella società della conoscenza. Se lo pongono gli obiettivi di Lisbona per l'Europa. Obama affida alla priorità della ricerca il compito principe delle politiche per uscire dalla crisi economica mondiale; Sarkozy alla presidenza europea ha convocato le "Assises européennes de l'innovation" con analogo obiettivo. Lo stesso Vaticano sente il bisogno di rivalutare Galileo. è ormai opinione crescente che la cultura scientifica diffusa sia una condizione d'innovazione nella società moderna della conoscenza. In Italia, certo, lo è meno, e per questo esiste un'emergenza scientifico- tecnologica. In certi ambienti, tuttavia, si è cominciato a reagire. Sembrano in via di rilancio gli istituti tecnici (prima Fioroni, ora Gelmini). Ottimo. Si è cominciato a parlare con insistenza, anche da noi, di cambiare il metodo di insegnamento delle scienze, particolarmente ad opera del Comitato per lo sviluppo della cultura scientifica, da me presieduto.Da un'attività puramente gnoseologica, deduttiva, si chiede di passare a un approccio didattico sperimentale, epistemologico e storico-critico: già nel libro bianco Cee Insegnare ad apprendere, fino al rapporto europeo Rocard, che invoca il metodo "Inquired based science education (Ibse)". Un metodo che sollecita la curiosità e l'interesse umano- intellettuale degli alunni. è proprio in questo quadro che sento il dovere di riproporre qui la questione del liceo scientifico: proprio ora che i decreti Gelmini in itinere affrontano l'ordinamento della scuola superiore e rendono quella questione attuale e proponibile. Pur nella riduzione oraria complessiva, rispetto al liceo scientifico gentiliano i decreti adombrano un lieve aumento delle scienze. Rispetto invece ai successivi corsi sperimentali - oggi i più frequentati - la situazione non migliora, anzi. In altri termini, temo che ancora una volta finiremo così per non avere un liceo scientifico degno di questo nome. Si ricordi che questo indirizzo di studi viene scelto oggi dalla maggioranza relativa degli studenti italiani (il 22%). Fra questi, però, circa la metà contrae debito col latino, e cioè non lo studia, non è interessato (anche perché non c'è alla maturità). Credo tuttavia che siamo ancora in tempo. Forse si presenta l'occasione di dare all'Italia il suo liceo scientifico, con pari dignità culturale rispetto al classico (e a tutti gli altri istituti). Una proposta: rivedere l'impianto epistemologico-curriculare, aumentare significativamente il peso delle scienze anche nel quadro orario. Ma con organicità e sequenzialità nella verticalizzazione curriculare, in progress. Rendere opzionale il latino, dando così più spazio alla necessaria accentuazione scientifica. Introdurre così anche una flessibilità nel curriculum - l'opzione, già praticata all'estero, ad esempio Inghilterra e Francia - che consenta agli studenti del triennio finale di scegliere fra gruppi di discipline non caratterizzanti. Dobbiamo dare ai nostri giovani più libertà di scelta con pari dignità culturale, a chi preferisce qualificati studi umanistici o viceversa a chi preferisce altrettanto qualificati studi scientifici. Ce la faremo? Non so. Proviamoci. Arrivo a dire: se proprio non ci si fa, se non si ha il coraggio o la forza di battere il gentilismo così duro a morire, si facciano due licei scientifici, uno vero (con il latino opzionale o senza) e uno gentiliano. Termino con un'invocazione, rivolta al ministro e all'opposizione:trovate un terreno comune e date all'Italia un vero liceo scientifico con tanta e buona scienza. Rivolgo un'invocazione anche agli scienziati, agli insegnanti di scienze, cui mi permetto di ricordare il monito del grande Charles Percy Snow, quando scriveva Le due culture e rimproverava agli scienziati di non par-lare, non sapersi battere per i loro diritti culturali, di non saper pressare legittimamente la politica, a differenza degli umanisti. In questo momento cruciale è necessario che gli scienziati facciano sentire la propria voce le proprie ragioni. * ministro dell'Istruzione nel primo Governo Prodi

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no a cellulari e fumo al liceo (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Attualità No a cellulari e fumo al liceo "Patto educativo" a Treviso, voto basso per chi sgarra TREVISO. Telefonini e sigarette sono al bando e chi sgarra rischia un voto in condotta che potrebbe mettere a rischio la promozione, anche se è un genio nelle altre materie. Ne sono ben consapevoli gli allievi del liceo scientifico Leonardo da Vinci di Treviso: non possono fumare o portare cellulari all'interno dell'istituto come negli spazi all'aperto, tanto in orario di lezione che nell'intervallo. Chi viene meno alla regola rischia un abbassamento del voto in condotta e da quest'anno un voto basso può andare ad incidere in modo diretto ed indipendentemente dal rendimento nelle materie ordinarie sull'esito dello scrutinio finale. La preside del liceo trevigiano, Giuseppina Vincitorio, non nasconde una certa sorpresa per il clamore suscitato dal regolamento ma spiega che la possibilità di essere bocciati per comportamenti di questo genere discende semplicemente da quanto prevede il regolamento d'istituto. «Il documento - dice Giuseppina Vincitorio - è stato elaborato ed approvato all'inizio dell'anno scolastico da genitori ed insegnanti. Si tratta di un patto educativo e di responsabilità che esclude dal novero dei comportamenti accettabili quelli di portare con sè un telefono cellulare e di accendere una sigaretta nelle pur ampie terrazze e nell'anfiteatro esterno. Questo anche perchè il fumo, salendo, può rientrare nelle aule dei piani superiori e disturbare gli altri». Un escamotage, per i dipendenti incalliti della nicotina, potrebbe essere quello di chiedere "asilo" nel contiguo cortile di un istituto per geometri, collegato da un cancello. Lì le regole del "Da Vinci" non sarebbero più applicabili. «Non è una buona idea - ribatte però la preside del "Da Vinci" - perchè uscire dal perimetro della scuola costituisce di per sè una violazione delle regole e quindi un comportamento sanzionabile ai fini del voto di condotta il quale, come noto, può scendere fino a 5».

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BrassEros (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2009-01-14 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Sul palco Il regista più scandaloso d'Italia domani legge De Sade al Teatro di Ringhiera BrassEros «Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set? Mai la Carfagna, sì a Luxuria» S fogliando «Le 120 giornate di Sodoma» del marchese De Sade, proverà a spiegare la differenza. «La pornografia è onesta. L'erotismo invece è l'illusione di quegli intellettuali che con le parole hanno ucciso il sesso». Tinto Brass domani sale in cattedra, ospite di «Appunti in rosso», il festival sull'erotismo al Teatro di Ringhiera. Brass, che cosa uccide la sensualità? «L'ipocrisia. In Italia i poteri culturali e religiosi hanno appesantito tutto. Davanti all'eros annacquato difendo la pornografia conturbante». E il valore artistico? «Picasso diceva che l'arte non è mai casta e quando è casta vuol dire che non è arte. "L'origine del mondo" di Courbet è un quadro pornografico di grande valore artistico». A che punto siamo nella rivoluzione sessuale? «Di notte facciamo sesso di gruppo, di giorno siamo benpensanti. Ho appena finito di girare "Impotenti esistenziali" di Cirillo: stavolta faccio l'attore e interpreto un editore puritano che sogna la segretaria sotto la scrivania». I giovani? «Le ragazze di oggi mi piacciono, sanno quello che vogliono e come ottenerlo. Amo le donne che spezzano gli schemi, come era mia moglie (Carla "Tinta" Cipriani, scomparsa due anni fa, ndr): ci teneva a dire che era stata lei a prendere l'iniziativa con me». Come è andata? «Mi invitò al cinema a vedere Chaplin. Il film era così bello che mi scordai di baciarla. Ci tornammo una seconda volta, pomiciando tutto il tempo ». Cosa le manca di lei? «Era il fiammifero della mia lussuria. Bellissima, con un graffio nero sotto le palpebre». Le occhiaie? «Una donna con le occhiaie permette di fantasticare». L'attrice più sexy? «Stefania Sandrelli. Mentre sul set de "La chiave" le spiegavo come farsi baciare da Branciaroli, lei si sciolse tra le mie braccia: aveva una sensualità epidermica e incontrollabile». Serena Grandi? «Un piatto di polenta e osei: gratificante e carnale. I giornali l'hanno inchiodata, senza capire che per una bella donna invecchiare è feroce». Francesca Dellera? «Frivola e scottante, ma pigrissima. Ho fatto da Cupido tra lei e Silvio Berlusconi: lui si invaghì vedendo una sua foto sul set di "Capriccio"». La conversione della Koll? «Aveva sempre il sorriso a fior di labbra. Ma nel suo culo avevo intuito qualcosa di mistico. Il sedere è lo specchio dell'anima: sono un ass-man, ce l'ho scritto nel cognome. Nomen omen». Il ministro Carfagna ha detto che non reciterebbe mai in suo film. «Ma io alla Carfagna non proporrei nulla: a Venezia quelle come lei le chiamiamo "cassafatti": so tutto io, faccio tutto io... l'antisesso, come gli uomini onniscienti. Meglio la Gelmini, ha lo sguardo sempre attraversato dal turbamento». Chi vorrebbe sul set? «Federica Pellegrini, ci spero tanto. In passato ero pazzo della Lewinsky. Le "maitresse à penser" l'hanno massacrata, ma tutte avrebbero voluto essere al suo posto». Vladimir Luxuria? «Mi piacerebbe: ha un'intelligenza sensuale». Moana Pozzi diceva che ciò che accadeva nella sua vagina non la riguardava. «Infatti era la migliore. La presenza-assenza rende grande un attore. Bisogna essere un po' schizofrenici, scindersi da se stessi. Per questo non condanno la prostituzione». Si spieghi meglio... «Una professione come un'altra, come il calciatore che vende la sua gamba. Peggio chi vende il suo cervello». Sesso e potere? «Si intrecciano, ma sono agli antipodi: uno è la gioia del vivere, l'altro la tristezza. C'è un'espressione siciliana che spiega bene la divisione: "Cummanari è megghiu ca futtiri"». Le donne milanesi? «Mi piacciono. Hanno in bocca il sorriso della Gioconda, il ghigno di chi è sessualmente soddisfatto». A Milano non si lavora troppo per pensare al sesso? «Ma no, eppoi c'è sempre il sesso in ufficio, che ha i suoi perché». Michela Proietti

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Domani la Gelmini firma la circolare sulle iscrizioni (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Domani mattina il Ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini firmerà la circolare che fornisce le indicazioni per l?iscrizione alle sezioni della scuola dell?infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado. La firma sarà preceduta dal confronto con i sindacati, previsto per domani. Lo annuncia il ministero dell?Istruzione illustrando i contenuti del documento. Per quanto riguarda la scuola dell?infanzia iscrizioni aperte, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento dell?avvenuto esaurimento di eventuali liste d?attesa), anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore. Prosegue l?esperienza delle “sezioni primavera” per i bambini dai 2 ai 3 anni. Per la scuola primaria la circolare prevede che sono obbligati a iscriversi (con un modulo che sarà a disposizione delle scuole) gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l?insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell?alunno. Al momento delle iscrizioni alle classi prime i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all?articolazione dell?orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base. Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari e organizzativi in atto. Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado con l?iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana. Le famiglie inoltre da quest?anno potranno, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l?intero corso della secondaria di primo grado, chiedere l?inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l?insegnamento dell?inglese. Per la scuola secondaria di secondo grado i nuovi ordinamenti entreranno in vigore a decorrere dall?anno scolastico 2010-2011 con la revisione generale dell?offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati i percorsi previsti dagli attuali ordinamenti. L?obbligo di istruzione potrà essere assolto anche con la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione triennali avviati attraverso accordi regionali. La circolare stabilisce quindi che i voti relativi alle singole discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Nella scuola secondaria la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso all?anno successivo. L?esito complessivo dell?esame conclusivo del primo ciclo (terza media) è espresso in decimi. Dal prossimo anno l?insegnamento della disciplina «cittadinanza e costituzione» partirà come sperimentazione organica per poi entrare a regime nel 2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione

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Faremo del Pd un partito federale (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il leader del Partito Democratico, che domani sarà in Veneto, risponde alle domande dei lettori anche sui temi più spinosi «Faremo del Pd un partito federale» «C'è una questione morale, è un nodo politico che affronteremo» CRISI ECONOMICA. Di fronte ai problemi della gente il governo Berlusconi sta facendo molto poco. Meno del resto d'Europa MESTRE. Arriva Walter Veltroni. Il segretario nazionale del Pd domani alle 17.30 parlerà al Teatro Corso, in un'iniziativa del partito per lanciare la candidatura di Davide Zoggia alla presidenza della Provincia di Venezia. Veltroni giungerà a Mestre in mattinata, alle 10 sarà ricevuto dal sindaco Massimo Cacciari a Ca' Farsetti, quindi si trasferirà a Vicenza dove alle 15 inaugurerà la nuova sede del Pd provinciale. In vista dell'arrivo di Veltroni i lettori del nostro giornale hanno avuto l'opportunità d'intervistare il leader del Pd attraverso il sito. Per evidenti ragioni di spazio abbiamo sintetizzato e accorpato per temi le domande. Il risultato è un'intervista franca a tutto campo in cui Veltroni affronta tutti i temi politici sul tappeto. Perché il Pd si è alleato con Di Pietro? Vale la pena di continuare? «Prima delle elezioni politiche abbiamo stretto un patto con l'Idv che aveva partecipato correttamente al governo Prodi: il partito di Di Pietro si impegnava a sottoscrivere per intero il programma di governo del Partito democratico e a costituire con gli eletti nel Pd un unico gruppo parlamentare. Con quella legge elettorale era una scelta corretta e trasparente fatta su base programmatica. Dopo il voto Di Pietro ha scelto di fare un gruppo parlamentare proprio. Da quel momento esistono due forze distinte e diverse che condividono la loro posizione di opposizione al governo: il rapporto tra Pd e Italia dei Valori è quello di due forze di opposizione che si confrontano in Parlamento su come contrastare l'iniziativa del governo. Ma questo vale anche nei confronti dell'Udc». E' possibile un'alleanza con l'Udc? Ma si continua a dialogare anche a sinistra? «Noi condividiamo con l'Udc la nostra collocazione all'opposizione. Da qui nasce un dialogo che c'è e che va approfondito per condurre meglio in parlamento una opposizione efficace e che sappia ottenere dei risultati concreti. Ma io quando penso alle alleanze per il Pd parto sempre dai contenuti: il Partito democratico deve saper mettere in campo proposte serie sui problemi delle persone e delle comunità. Attorno a queste proposte si costruiscono le alleanze. Mi è capitato di dirlo recentemente: l'obiettivo è costruire in Italia una maggioranza riformista, non solo una maggioranza costruita dall'opposizione a Berlusconi». Walter come facciamo a risollevare il Pd? «Credo che l'unica strada sia quella di guardare ai problemi del Paese: il Pd deve saper dare le risposte che la destra non sa e non vuole dare alle difficili questioni di questa nostra Italia. Noi siamo il partito dell'innovazione e della modernizzazione del paese, dell'equità sociale, della lotta alla crisi economica. Per rilanciare il Pd non servono alchimie interne bensì proposte serie e capacità di parlare al Paese». In un partito nuovo serve una nuova classe dirigente. Non è il momento che i soliti noti facciano un passo indietro? «Nella recente riunione della direzione - e su questo non ho sentito voci di dissenso - ho parlato della necessità di far avanzare quel progetto di rinnovamento della politica, di innovazione e di apertura del Pd: bisogna che emergano giovani dirigenti, è necessario che abbiano voce, accanto alle forze politiche che hanno dato vita al Partito democratico, anche quei tantissimi che lontani e delusi dalla politica e dai partiti tradizionali hanno scelto di impegnarsi nel Pd. Il rinnovamento è un fatto non solo anagrafico». Qual è la posizione del Partito Democratico sul testamento biologico? «Il Pd è una forza che mette insieme in maniera produttiva culture e ispirazioni diverse: sui grandi temi etici tra cui anche quello del testamento biologico il partito e i suoi gruppi parlamentari stanno cercando e costruendo punti di unità avanzati: proprio nei prossimi giorni i gruppi di Camera e Senato si riuniranno per elaborare un testo comune. E' questo uno straordinario passo in avanti rispetto al passato reso possibile proprio dalla nascita del Pd come terreno comune di culture diverse». Ci sono speranze di andare a votare con una nuova legge elettorale? «L'attuale legge elettorale nazionale è frutto del governo di centrodestra: nella scorsa legislatura abbiamo tentato di introdurre nuove norme che collegassero fortemente elettori ed eletti. Purtroppo non ci siamo riusciti, ma torneremo a insistere nella cancellazione di norme sbagliate e che privano i cittadini di compiere fino in fondo le loro scelte». Quando ci saranno primarie vere, come negli Usa? Perché non sono state fatte le primarie per la scelta di Zoggia? «Il Pd è l'unico partito italiano ad aver fatto dello strumento democratico delle primarie un punto fisso della sua vita interna. Negli altri schieramenti, negli altri partiti i candidati si scelgono nel chiuso nelle stanze o addirittura li sceglie il capo. Le nostre sono state e sono delle primarie vere, quello che dobbiamo fare è trovare meccanismi e comportamenti che rendano chiaro a tutti che il confronto tra i candidati finisce quando c'è un vincitore e che da quel momento si lavora tutti insieme per il successo del candidato del partito o dello schieramento. Le scelte sulle candidature competono ai livelli locali del partito. A Venezia - in maniera fondata e corretta - si è scelto di confermare il presidente della provincia che chiudeva il suo primo mandato in maniera concorde in tutta l'alleanza che lo sostiene. E poi il lavoro di Zoggia è sicuramente positivo come testimonia lo stima che lo circonda. Non a caso anche nel sondaggio del Sole 24 ore è tra i presidenti che vedono crescere i loro consensi. E poi - qui il giudizio è personale - perché è davvero bravo e lavora nell'interesse dei cittadini». Il Pd è diventato partito ultra-leggero, quasi inesistente. Nessuno chiede di tornare indietro ai vecchi apparati, ma così non funziona. Serve un congresso. «Non sono d'accordo. Il partito è in una fase di costruzione: è passato un anno - e che anno - dalla nascita del Pd. E' già un fatto straordinario che siamo riusciti a svolgere una straordinaria campagna elettorale e che stiamo radicando il partito sul territorio. Un partito nuovo che non guardi semplicemente ai vecchi modelli (che per altro erano in crisi ormai da tanti anni) ma che sappia tenere insieme il lavoro volontario dei nostri militanti e l'opinione dei tantissimi cittadini che partecipano alle primarie e che possiamo convincere ad impegnarsi sempre più». Sicurezza e immigrazione: ci sono sempre più extracomunitari che spacciano droga e compiono reati di ogni genere. Non è un problema di razzismo, ma cosa proponi per correre ai ripari? «Credo che i temi della sicurezza e dell'immigrazione siamo quelli dove il fallimento delle politiche del governo è più grave. I reati non diminuiscono (anche se i giornali ne parlano di meno e la tv ha messo la sordina) e l'afflusso degli immigrati è cresciuto anziché diminuire. Sono questioni che si affrontano con serietà, non con i proclami e le minacce mediatiche. Il Pd su questi temi ha proposte serie che non si nascondono la situazione precaria in cui si trovano tutti quei cittadini, che sono quasi sempre nei ceti sociali più in difficoltà, ma rispondere non vuol dire alimentare le paure». Sono una costituente regionale del Pd delusa dalla piega che ha preso il partito. Prevalgono sempre le vecchie logiche, stiamo perdendo i giovani che avevamo coinvolto nelle primarie. Come facciamo a risollevarci? «Comprendo certe amarezze ma chiedo anche a te uno sforzo: le vecchie logiche, come tu le chiami, non vanno fatte prevalere e per questo serve l'impegno di tutti. Conto sul tuo». Come si pone il Pd in relazione alla volontà dell'Eni di uscire dalla chimica, vedi il caso di Porto Marghera. «L'area di Porto Marghera è fondamentale per lo sviluppo del territorio veneziano e veneto. Vanno accelerate le bonifiche dell'area e va salvaguardata contemporaneamente la vocazione industriale, a partire da una chimica pulita e sicura. All'Eni chiediamo di fare fino in fondo la propria parte per non abbandonare le produzioni a Porto Marghera e per mantenere gli impegni presi». La rappresentanza politica dei partiti si è semplificata con la nascita del Pd e del Pdl, non sarebbe utile che ciò avvenisse anche per la rappresentanza sociale (sindacato e organizzazioni di categoria)? «Per quanto riguarda le organizzazioni sindacali il problema non è tanto quello della semplificazione quanto quello dell'unità. Sono cadute le vecchie motivazioni politico-ideologiche delle divisioni tra sindacati e ora si può e si deve lavorare per ritrovare l'unità. Credo che questo sia un obiettivo possibile in tempi non lunghi e spero che ci lavorino tutti con generosità». Ho un sogno: mandare a casa il centrodestra in Regione, ma cosa sta facendo il Pd per costruire una candidatura forte in vista del 2010. Dov'è il Pd regionale? Esiste un Pd regionale? «Sogno giusto. E credo anche realizzabile. Il Pd si sta radicando e lavora a costruire un programma serio sul territorio. Credo che partendo da qui con proposte forti e innovative, con un ascolto dei problemi reali espressi dal Veneto ci si possa presentare agli elettori in maniera convincente e si possa costruire anche una candidatura forte, innovativa e rappresentativa. Ci sta lavorando il Partito Democratico veneto. Il Pd è nato per aprire una nuova stagione anche nel Veneto capace di farci avere la fiducia e il consenso anche nell'elettorato distante. Per la scadenza regionale bisogna lavorare ad un programma fortemente riformista e legato ai problemi del Veneto e a una candidatura forte e nuova che interpreti le aspettative della regione. Il centro-sinistra veneto ha sempre avuto un atteggiamento rinunciatario. Possiamo farcela? «Quando sono stato in Veneto durante la campagna elettorale ho sempre trovato una grande attenzione all'esperienza del Pd e soprattutto alle proposte nuove che avanzavamo. Ora si tratta di avanzare sulla strada dei programmi e contemporaneamente di costruire consenso attorno al nostro partito, guardando a tutto l'elettorato e alle domande di innovazione e di modernità che si sono espresse in passato anche attraverso un voto lontano dal centrosinistra». Sono una mamma precaria che ha perso il lavoro, cerco un posto part-time che non trovo perché non c'è. Chi aiuta le mamme in difficoltà come me? «Qui è la nostra critica più forte al governo Berlusconi: la crisi sta investendo drammaticamente la vita delle persone con particolare durezza verso chi ha un lavoro precario. E' stato calcolato che centinaia di migliaia di giovani precari, man mano che andranno in scadenza i loro contratti finiranno, si sta trasformando in disoccupati. E pensare che la prospettiva, fino a non molti mesi fa era quella della stabilizzazione. Noi siamo convinti che davanti alla crisi il governo stia facendo pochissimo, meno di quanto fanno gli altri grandi paesi industrializzati: la Germania impegna 2 punti di Pil pari a 50 miliardi di euro, gli Stati uniti varano giganteschi piani da centinaia di miliardi di dollari. E l'Italia? Poco e nulla. La nostra proposta invece è quella di usare contro la crisi almeno un punto di Pil, pari a 16 miliardi da destinare al sostegno ai redditi più bassi e a chi rischia di perdere il lavoro, cominciando dai precari. Pensiamo ad un sistema di welfare universale, ovvero a paracaduti sociali anche per i precari». Questione morale. Caro Walter, bisogna che il partito faccia più attenzione alla selezione delle persone che lo rappresentano nelle istituzioni. Le cronache campane e abbruzzesi non fanno bene al partito. Basta scandali. «Giusto. Nessuna incertezza se emergono casi di corruzione. Ma parto dal fatto che il centrosinistra e il Pd hanno migliaia di amministratori (sindaci, presidenti di Provincia e Regione, assessori) che sono bravissimi ed onesti e che sono una risorsa per il nostro Paese. Comunque sono stato il primo a dire che ogni elemento di opacità nell'amministrazione della cosa pubblica va rimosso. La questione morale c'è, è una questione politica che vogliamo affrontare. Noi lo diciamo, vorrei che si facesse la stessa cosa in tutti i partiti». Oggi si parla molto di federalismo fiscale, la vera autonomia si realizza dando reali poteri alle Regioni, agli Enti Locali. Qual è il tuo pensiero in merito? «Noi siamo da tempo un partito seriamente e convintamente federalista. Per questo, anche al di là delle tentazioni di qualcuno all'interno della maggioranza, abbiamo accettato di discutere della riforma federalista. So bene quanto questo tema sia sentito in Veneto. Mi colpisce come il primo provvedimento di questo governo, che ha al suo interno una forza che fa del federalismo almeno a parole una ragion d'essere, abbia cancellato l'unico strumento fiscale nelle mani dei comuni. Noi abbiamo guardato con attenzione all'iniziativa dei sindaci veneti che in maniera bipartisan hanno chiesto di tenere sul territorio una quota della fiscalità nazionale. Crediamo che - al di là dello strumento che verrà individuato - il problema ci sia e le risorse vadano avvicinate al territorio. Comunque abbiamo presentato le nostre proposte sul federalismo discutendole e approvandole all'interno del governo ombra». Perché bocciate la proposta di Cacciari di costruire un partito federale? Il Nord non vi sta più seguendo. «Non abbiamo mai bocciato l'idea di un partito federale. Anzi, il nostro è un partito che nasce (nello statuto ma anche nel fatto che le primarie della nostra fondazione abbiano previsto l'elezione diretta dei segretari regionali) con un forte connotato federale su base regionale. E l'emergere di tematiche che coinvolgono più regioni, come quella che noi chiamiamo una questione del Nord, ha spinto anche il Pd sul territorio a cercare un forte coordinamento che si sta sperimentando in queste settimane. Dove si collocherà il Pd nel Parlamento europeo? «Il Pd è una esperienza del tutto nuova in Europa a cui guardano con interesse gli altri partiti riformisti. Quello che io ho detto incontrando i leader del Pse come quelli dell'Alde (il gruppo dei liberaldemocratici a Strasburgo) è che questa nostra esperienza vuol mantenere il suo carattere di novità. Quindi distinti dagli altri partiti, ma non distanti dal campo riformista che oggi è in gran parte raccolto nel Pse». Come risolvere la questione del precariato nelle università? «Certamente non come sta facendo il governo. Con quella che passa col nome di riforma Gelmini la nostra università subirà nuovi tagli e i primi a pagare saranno come sempre i precari. Il Pd ritiene che università e ricerca siano settori strategici, che se ci sono sprechi, duplicazioni errori questi vanno tagliati ma le risorse vanno reinvestite nell'università. I giovani ricercatori sono una ricchezza spesso sottovalutata o addirittura sprecata». Voglio sposarmi, ma io e la mia fidanzata non possiamo farlo perché siamo precari. Quando troveremo un lavoro? «Ecco, anche soltanto attraverso le vostre domande emerge che quella della precarietà è davvero una delle piaghe italiane. Credo che vada fatto su questo un grande passo in avanti: recentemente ho rilanciato una proposta che da tempo, come Pd, stiamo elaborando. Quella di un contratto unico per tutti a tempo indeterminato a garanzie crescenti: vuol dire che la selva contrattuale oggi esistente viene eliminata, che c'è un solo contratto che prevede un periodo di prova e di apprendimento ma che, in un tempo ragionevole, stabilizza il lavoro». Nel programma del Pd c'è la proposta di commutare la pena di omicidio colposo in omicidio volontario per chi guida ubriaco o sotto l'effetto di droga? «Non so se quello da lei indicato sia lo strumento più adatto, certo è che l'impegno per ridurre gli incidenti e le vittime deve essere moltiplicato, anche appesantendo le pene. E soprattutto - ma qui il discorso vale anche per altri reati - rendendole effettive». Caso Alitalia: è una presa in giro la posizione assunta da Berlusconi. «Sì. E noi lo avevamo detto fin dall'inizio. Il governo in campagna elettorale ha fatto leva sul tema della "italianità" della compagnia di bandiera per bloccare la vendita ad Air France. A quel passaggio eravamo arrivati attraverso una "asta" pubblica e il vettore francese avrebbe acquistato Alitalia mantenendone il simbolo e il nome caricandosi del forte indebitamento dell'azienda, con tagli al personale dolorosi ma sempre minori rispetti a quelli di adesso».

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Voti in decimi e più inglese alle medie (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 15-01-2009)

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Il ministro stamani firma la circolare: iscrizioni fino al 28 febbraio Voti in decimi e più inglese alle medie ROMA. Le iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010 (prime classi) potranno essere fatte fino al prossimo 28 febbraio. Lo conferma la circolare che firma oggi il ministro Gelmini. Circolare che si articola su diversi punti, compresa la questione del maestro unico. Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 al giorno). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a 50. Prosegue l'esperienza delle "sezioni primavera" (bimbi dai 2 ai 3 anni). Scuola primaria (elementari). Sono obbligati a iscriversi gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l'insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa dell'alunno. Al momento delle iscrizioni i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all'articolazione dell'orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base. Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano gli attuali modelli orari e organizzativi. Secondaria di primo grado (ex medie). Con l'iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana. Le famiglie, inoltre, da quest'anno potranno, al momento dell'iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso, chiedere l'inglese potenziato: 5 ore, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Secondaria di secondo grado (superiori). I nuovi ordinamenti entreranno in vigore dal 2010-2011 con la revisione generale dell'offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati gli attuali percorsi. Obbligo di formazione. L'obbligo di istruzione potrà essere assolto anche con la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione triennali avviati attraverso accordi regionali. Voti e comportamento. I voti nelle singole discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola primaria sia nella secondaria di primo e secondo grado. Nella secondaria la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso all'anno successivo. L'esito dell'esame di terza media è espresso in decimi. Cittadinanza e Costituzione. L'insegnamento di "Cittadinanza e costituzione" partirà come sperimentazione per poi entrare a regime nel 2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione.

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Materna di Vergano rischia la chiusura (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-01-2009)

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BORGOMANERO.POTREBBE SCATTARE LA LEGGE GELMINI Materna di Vergano rischia la chiusura Lo dicono i genitori e l'opposizione ma il Comune smentisce secco [FIRMA]MARCELLO GIORDANI BORGOMANERO Rischio di chiusura per la scuola materna di Vergano secondo i genitori e l'opposizione, ma la maggioranza smentisce e parla di polemiche strumentali. A far discutere è il destino delle scuole materne della frazione di Vergano: sono frequentate da 21 bambini e le famiglie temono che l'istituto possa essere chiuso in applicazione della legge Gelmini. Al sindaco Anna Tinivella sono arrivate due lettere, una dei rappresentanti dei genitori della scuola, l'altra della senatrice e consigliere comunale di opposizione Franca Biondelli. «Sono stata informata dalla comunità di Vergano - dice Biondelli - dell'intenzione dell'amministrazione comunale su un imminente decreto di chiusura della scuola d'infanzia. L'istituto assolve un bisogno sociale di rilevante entità e d'assoluta necessità, ed è un punto di riferimento per gli incontri della comunità locale». Per Biondelli quindi la scuola deve restare funzionante e chiede al sindaco di esprimersi pubblicamente. «L'amministrazione comunale - replica il sindaco - non ha alcuna volontà di chiudere nessuna scuola del territorio. Oltretutto non sono ancora usciti i decreti attuativi della legge Gelmini, quindi non capisco come mai si possa parlare di applicazione di qualcosa che ancora non c'è. Ed a questo proposito ricordo che le decisioni in merito non sono dei Comuni, che devono applicare le leggi dello Stato: per quanto riguarda la nostra volontà, sicuramente siamo per tenere aperta questa scuola, ma se un giorno la legge obbligherà di agire diversamente, come potremmo non farlo?». Del problema si sta occupando in modo specifico l'assessore allIistruzione Ignazio Zanetta: «L'amministrazione non ha mai detto che intende chiudere la scuola di Vergano, anzi, il nostro intento è proprio l'opposto, mantenere i servizi, la critica è quindi errata e strumentale. A proposito però del servizio della comunità di Vergano, faccio presente che dei 21 bambini che frequentano la materna, solo tre sono della frazione, come mai sono così pochi? Sarebbe invece opportuno che la scuola diventasse punto di riferimento per i frazionisti, iniziando a farla frequentare dai figli».

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Tutto pronto per il debutto dell'insegnante unico (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 15-01-2009)

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ItaliaOggi Numero 012  pag. 34 del 15/1/2009 | Indietro Tutto pronto per il debutto dell'insegnante unico ENTI LOCALI E STATO Oggi il ministro Gelmini firmerà la circolare sulle iscrizioni Maestro unico al via. Oggi il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, firmerà l'attesa circolare con le istruzioni per l'iscrizione degli alunni alle scuole dell'infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado. Porte aperte per le scuole dell'infanzia ai bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in caso di disponibilità di posti, anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Per quanto riguarda la scuola primaria sono obbligati a iscriversi gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l'insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell'alunno. Con l'iscrizione alla scuola secondaria di primo grado i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana. Le famiglie inoltre da quest'anno potranno, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso della secondaria di primo grado, chiedere l'inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria.

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dall'etere a internet tutte le voci della città - lucilla fuiano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Napoli Streaming Dall´etere a Internet tutte le voci della città Sono sempre più numerose le emittenti partenopee che fanno uso della rete per informare, trasmettere musica, sport, raccontare le proteste studentesche LUCILLA FUIANO c´era una volta la radio libera. E c´è ancora. Anche se, negli ultimi anni, al romanticismo del segnale che attraversa l´etere si sostituisce la concretezza tecnologica dello streaming. Nuove terminologie per antiche passioni. Musica, sport, controinformazione, militanza politica. Ecco la radio campana al tempo di Internet. Sono sempre più numerose le emittenti made in Naples che fanno uso del web per diffondere musica, e non solo, in streaming, risultando accessibili con qualsiasi strumento in grado di accedere in rete. Alcune sono emittenti già collaudate che però offrono un palinsesto anche in Internet. Altre, più o meno amatoriali, nascono direttamente per il web. Si va dalla "pirata" RadioLina con il suo spirito anarchico improntato a una comunicazione libera e indipendente, che in questi giorni trasmette solo su Internet, a Radio Napoli Music, l´emittente della canzone napoletana d´autore. Se nel primo caso si ha a che fare con un palinsesto estremamente aggiornato rispetto alle forme alternative e indipendenti della comunicazione (che includono anche le tensioni centro-periferia napoletane o le manifestazioni giovanili contro la riforma Gelmini), Radio Napoli Music trasmette in streaming 24 ore su 24 la migliore musica partenopea, alternata a trasmissioni a tema. Si va da "Bona jurnata" alle otto di mattina a "Una terrazza su Napoli" intorno alle 14.40. Si possono ascoltare autori e interpreti celebri come Edoardo Bennato, Eduardo De Crescenzo e Lina Sastri. Nella stessa direzione si muove Radio Naples, un´emittente amatoriale che trasmette solo in streaming via web e che si presenta come «un omaggio a tutto il popolo campano che vive in ogni parte del mondo». Si tratta di un archivio ricchissimo delle più belle canzoni moderne e del passato. Da Enrico Caruso e Fernando De Lucia fino agli Almamegretta e ai 99 Posse. Il sito, che trasmette in live streaming da Montréal, offre anche una classifica dei brani più richiesti a Radio Naples, oltre a fornire i testi della canzoni più amate dai radioascoltatori. E si fanno notare, per originalità dei palinsesti e buone scelte musicali, anche le web radio delle principali università campane. è il caso dell´emittente della Federico II che alterna momenti di musica no stop a servizi informativi sull´università (la sezione "Area di servizio"). Né manca un´attenzione al mondo Erasmus ("Tom Tom Erasmus" è lo spazio), così come al mondo sportivo e a quello dei «pezzi che hanno fatto la storia della musica mondiale»: consigliati, anzi «raccomandati», da Radio Lab F2. Originale anche il palinsesto della radio universitaria di Salerno che propone un notiziario curato dai ragazzi ma guidato da un esperto e una serie di programmi tematici come "Pane&Pallone", "Da Bellavista a Zivago" e "Cinema on air". Una radio giovane pensata per i giovani.

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Università, tagli in vista per corsi di laurea e prof (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

GENOVA LUNEDI' RIUNIONE DEL SENATO ACCADEMICO Università, tagli in vista per corsi di laurea e prof Le soluzioni per "recuperare" subito i pensionati [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA Pensionati e riassunti, come consulenti o collaboratori, nella stessa giornata. E' quanto si attinge a fare l'Università di Genova. Lunedì prossimo il Senato Accademico ha all'ordine del giorno la parola «tagli»: del personale e dei corsi di laurea considerati «rami secchi». Il capitolo pensionamenti interesserà 140 dipendenti tra docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo. Allo stesso tempo però saranno varate misure di sostegno, per evitare che il forte ridimensionamento finisca con lo sguarnire il patrimonio di risorse umane, mandando anche in crisi l¹attività (di ricerca e didattica) dell'Ateneo. Alcuni docenti pensionati, avendo raggiunto i 70 anni (67 è invece il limte per i tecnici) rientreranno così immediatamente in gioco grazie ad un contratto biennale destinato ai «professori di valore». Non è questa però la sola misura di sostegno che il Senato assumerà lunedì prossimo: verranno anche banditi concorsi per ricercatore, sia a tempo indeterminato che determinato. Il tutto avendo però ben presente il limite imposto dalla riforma Gelmini che, per rimanere nell'alveo degli Atenei «virtuosi», ha posto sotto al 90% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) la quota da destinare alle spese fisse (e, dunque, gli stipendi). Le facoltà destinate a perdere il maggior numero di docenti sono soprattutto Medicina, Scienze e Lettere ma è tutta l'università genovese che deve «svecchiarsi» e questo pensionamento, che riguarda il 6,2% tra docenti e ricercatori e il 3% dei tecnici amministrativi, contribuirà sicuramente a ringiovanire i ranghi, garantendosi al contempo i «premi» previsti dalla riforma. Una seduta importante, quella di lunedì, perché va a ridisegnare il futuro dell'Ateneo, come detto, anche sul versante dell'offerta formativa e più di un preside è pronto a dare battaglia. «Le indicazioni giunte dalle varie facoltà sono importanti, ma la decisione finale spetta al Senato Accademico, anche dietro i pareri espressi dall'Osservatorio e dal Nucleo di Valutazione» ha già avvertito premessa il rettore Giacomo Deferrari.

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A scuola si cambiavoti in decimie maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

A scuola si cambiavoti in decimie maestro unico la circolare gelmini La firma del ministro Mariastella Gelmini è attesa per oggi, poi la circolare sulla scuola diventerà operativa. Ecco le principali novità, fra cui il termine per l'iscrizione alle prime classi (28 febbraio), il maestro unico, più inglese alle medie e i voti in decimi. SERVIZIO >> 5 15/01/2009

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Gelmini firma: maestro unico e voti in decimi (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini firma: maestro unico e voti in decimi oggi È operativa la circolare sulla scuola In prima elementare modelli base a 24 e 27 ore, ma le famiglie potranno anche optare per il tempo pieno (40 ore) 15/01/2009 Roma. La firma del ministro Gelmini è attesa per questa mattina. Ma i contenuti della circolare che introduce novità importanti nel mondo della scuola sono stati resi noti ieri. Maestro unico, voti in decimi, pugno di ferro sulla condotta sono i punti salienti del documento. Ma vediamo nel dettaglio, a cominciare dalle iscrizioni alle prime classi per l'anno scolastico 2009-2010. È confermata la scadenza del 28 febbraio come ampiamente annunciato nelle scorse settimane. Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 al giorno). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a 50. Prosegue l'esperienza delle "sezioni primavera" (bimbi dai 2 ai 3 anni). Scuola elementare. Sono obbligati a iscriversi gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l'insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa dell'alunno. Al momento delle iscrizioni i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all'articolazione dell'orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base. Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano gli attuali modelli orari e organizzativi. Scuola media. Con l'iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana. Le famiglie, inoltre, da quest'anno potranno, al momento dell'iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso, chiedere l'inglese potenziato: 5 ore, anzichè 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Scuola superiore. I nuovi ordinamenti entreranno in vigore dal 2010-2011 con la revisione generale dell'offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati gli attuali percorsi. Voti e comportamento. I voti nelle singole discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola primaria sia nella secondaria di primo e secondo grado. Nella secondaria la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso all'anno successivo. L'esito dell'esame di terza media è espresso in decimi. Cittadinanza e costituzione. L'insegnamento di «cittadinanza e costituzione» partirà come sperimentazione per poi entrare a regime nel 2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione. 15/01/2009

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L'Onda invade e occupa l'ex cartoleria dell'Università (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

L'Onda invade e occupa l'ex cartoleria dell'Università la protesta Il movimento anti Gelmini si appropria di uno spazio in via delle Fontane: «Vogliamo creare uno spazio di confronto» 15/01/2009 IERI MATTINA gli studenti che compongono l'assemblea permanente delle facoltà in lotta di Genova hanno occupato gli ambienti di un'ex cartoleria in via delle Fontane, locali di proprietà dell'Università ma che sono inutilizzati da circa dieci anni. Come era emerso nell'assemblea di lunedì scorso nell'aula M di Balbi 4, l'obiettivo degli universitari è quello di dare continuità alle mobilitazioni che lo scorso dicembre hanno portato all'occupazione di diverse facoltà. L'azione anti-Gelmini degli studenti non è finalizzata unicamente al dissenso, bensì alla creazione di "un'altra Università", una sorta di ateneo antagonista, organizzato dai rappresentanti delle diverse facoltà genovesi, che possa ospitare eventi e seminari, incontri e appuntamenti in grado di produrre informazione e alternative valide alla crisi dell'istruzione, creando coscienza sulla gravità del problema precariato e abbracciando anche quella percentuale di universitari che attualmente non si sente toccata dalle problematiche. Con l'occupazione di ieri gli studenti hanno dato il via ad una serie di lavori per ristrutturare i locali dell'ex cartoleria, in attesa che gli organi di ateneo possano riconoscere la volontà costruttiva di quest'azione, magari aiutando l'assemblea permanente a portare avanti i lavori più impegnativi, come il ripristino dell'energia elettrica. Come spiegato dagli stessi protagonisti «l'altra università vuole presentarsi come un luogo aperto e di coordinamento per tutte le realtà dell'istruzione cittadina, dai precari dei servizi tecnico?amministrativi, fino al personale e agli studenti degli altri livelli di istruzione come elementari, medie e licei, già al fianco degli universitari nelle manifestazioni in piazza del recente passato». Resta da capire quali saranno le prese di posizione dell'ateneo nei confronti di quella che comunque resta un'occupazione: l'università può cogliere l'occasione per valorizzare la protesta di una fetta importante degli studenti riscoprendo un locale inutilizzato, oppure dichiararsi contraria all'azione. matteo politanò 15/01/2009

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scuole accorpate per risparmiare e scatta il valzer dei maestri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova Il caso Una cinquantina di istituti cambieranno, continuità a rischio Scuole accorpate per risparmiare e scatta il valzer dei maestri Scuole accorpate, fino a costituire 46 nuovi istituti comprensivi, ma costrette a modificare gli organici. Succederà dal prossimo settembre, con gli alunni che vedranno cambiare i maestri ed i professori che passano da una direzione all´altra. Sono le conseguenze del piano approvato dalla Regione l´11 novembre scorso: che da una parte salva dalla scure dei tagli previsti dal Decreto-Gelmini molte scuole sotto i 500 alunni, dall´altra spariglia gli organici. GIUSEPPE FILETTO A PAGINA VII

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i presidi: "così è più difficile insegnare" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Genova Le reazioni Esplode la rivolta dei capi d´istituto: "Impossibile garantire la continuità didattica" I presidi: "Così è più difficile insegnare" Oltre le preoccupazioni degli insegnanti e soprattutto delle famiglie, contro il piano di ridimensionamento approvato l´11 novembre scorso dalla Regione si è espressa l´Associazione Presidi della Liguria. «Abbiamo duramente contestato la parte riguardante il principio di verticalizzazione - sottolinea il presidente Santo Deldio - soprattutto laddove non esistono le condizioni per attuarla: talvolta l´accorpamento non risponde alle esigenze dei criteri didattici, tantomeno a quelle dell´utenza». Sia la Direzione Scolastica Regionale, sia l´Ufficio Scolastico Provinciale si sono dovuti limitare a prendere atto della delibera "45", cioè di quel documento programmatico che solo nella provincia di Genova stravolge 46 istituti comprensivi, quindici direzioni didattiche (scuole materne ed elementari) tredici scuole medie e 35 istituti superiori. D´altra parte per l´assessore all´Istruzione lo strumento dell´accorpamento ha permesso di salvare tante scuole con meno 500 alunni dalla scure del Decreto-Gelmini. Insieme all´associazione che rappresenta i capi di istituto, si sono fatti sentire anche alcuni presidenti di circoscrizione, primo fra tutti Stefano Bernini, piccolo sindaco di Sestri Ponente. Le preoccupazioni riguardano soprattutto il passaggio di una scuola ad una direzione che logisticamente rimane lontana e che storicamente non ha alcun legame con il territorio. In questi giorni gli insegnanti, ma anche il personale non docente ed amministrativo, cercano di mettere in moto tutte le rappresentanze sindacali. (g.fil.)

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scuole, il gran valzer dei maestri - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Genova Scuole, il gran valzer dei maestri Tagli e fusioni, molte classi cambieranno insegnante in corsa La rivoluzione scatterà da settembre con un tourbillon di trasferimenti GIUSEPPE FILETTO Scuole che cambiano nome, altre bandiera e passano da una direzione didattica all´altra. Muta la geografia scolastica e gli organici ruotano come giostre. Con il personale docente ed amministrativo che dal prossimo settembre rischia di essere trasferito da una sede all´altra, e gli alunni costretti a cambiare maestri e professori. Se da una parte, infatti, la Regione ha puntato i piedi contro il decreto-Gelmini, perché in Liguria non vi fossero cancellazioni di plessi scolastici, dall´altra i 46 istituti comprensivi della provincia di Genova, tutti di nuova costituzione, creano un´inedita mappa, quindi modificano le loro piante organiche. Il peggio è atteso per il prossimo settembre. L´assessore regionale all´Istruzione, Massimiliano Costa, infatti, ha anticipato di un anno (non più al 2010, ma al 2009) alcuni effetti della legge voluta dal ministro Maria Grazia Gelmini. Tanto che nelle scorse settimane Rosaria Pagano, dirigente dell´Ufficio Scolastico Provinciale (un tempo era il Provveditorato agli Studi) con una circolare ha sollecitato i presidi ed i direttori didattici a segnalare le "opzioni" del personale docente. Ha scritto: «è opportuno che, ai fini del rispetto, per quanto possibile, del principio della continuità didattica, le direzioni si adoperino affinché detto personale esprima la propria opzione in termini tali da non interrompere il rapporto di continuità con gli alunni e le classi sulle quali presta attualmente servizio». è un tentativo disperato. Per limitare i disagi ieri il direttore scolastico regionale Attilio Massara ha chiamato a raccolta i stretti collaboratori. Lì ha riuniti nel suo ufficio di via Assarotti, dove sono rimasti chiusi più di tre ore. I nuovi istituti comprensivi "verticali", che da settembre saranno costituiti da almeno una scuola materna, elementare e media ricadenti sullo stesso territorio ed in modo da superare i 500 alunni e non rischiare tagli, in questi giorni dovranno rifare le graduatorie interne, modellandole sui i nuovi accorpamenti. Tutta la partita è diventata una bella grana. «Potrà accadere che in una scuola alcuni professori saranno scavalcati in graduatoria da colleghi che provengono da altri plessi - spiega ed ammette Ambrogio Delfino, della Direzione Scolastica Regionale - potrà succedere che una classe sia costretta a cambiare un insegnante, perché questo decida di seguire la direzione di cui oggi fa parte, ma per un´operazione così grossa è possibile che si debba sparigliare. Era da mettere in conto. In ogni modo - assicura - possiamo garantire che nessun docente perderà il posto».

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La riforma tocca ricerca e reclutamento (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Valle d'Aosta La riforma tocca ricerca e reclutamento «Le disposizioni varate riguardano l'ateneo valdostano sostanzialmente per ciò che concerne l'attività di ricerca e le modalità di reclutamento dei docenti» ha spiegato il rettore dell'Università della Valle d'Aosta, Pietro Passerin d'Entrèves, commentando la legge Gelmini. «Per ciò che riguarda i concorsi - ha aggiunto - accolgo favorevolmente qualunque soluzione che permetta di rendere più trasparenti le procedure di valutazione comparativa. E' un primo passo la cui validità effettiva peraltro non potrà che essere valutata alle prime procedure messe in atto». «Non concordo però con la riapertura dei termini delle iscrizioni per le procedure concorsuali in atto - ha aggiunto - e ritengo che l'esclusione dei professori associati dalla composizione delle commissioni d'esame per professore di seconda fascia forse renderà ancora più difficoltosa la formazione delle commissioni stesse». La legge prevede che i ricercatori percepiscano un compenso proporzionato al loro lavoro. «Sono assolutamente favorevole alle misure poste per una seria valutazione dell'attività di ricerca scientifica - ha concluso Passerin d'Entrèves - che comporterà, tra l'altro, una modesta penalizzazione economica dei docenti che non si impegnano».

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"Le elezioni sono nulle e si devono rifare" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

il caso Interrogazione al ministro di 2 associazioni "Le elezioni sono nulle e si devono rifare" BARBARA COTTAVOZ NOVARA Interrogazione al ministro Gelmini sulle votazioni studentesche di Novara. Non mollano le due associazioni che chiedono di rifare le elezioni dei rappresentanti ai vertici dell'università «Avogadro». L'ateneo ha già risposto di «no» ma Azione universitaria e Udu sono convinti della nullità del voto. I seggi sono stati aperti l'11 e il 12 novembre in ogni facoltà dell'università: ha stravinto l'associazione «Alfa-Omega» che si è aggiudicata 8 delle 11 cariche. Ma da Novara si è levata la protesta da parte delle associazioni rimaste in minoranza: l'Udu, gruppo al suo debutto, legato al sindacato, e soprattutto Azione universitaria, emanazione di An, che prima deteneva ampi spazi soprattutto ad Economia. I due gruppi hanno presentato un ricorso contestando le modalità delle elezioni. Tra i rilievi: la mancanza di spazi per la campagna elettorale, locali di Farmacia in cui appariva solo il simbolo di un'associazione, seggi diversi a seconda delle facoltà: a volte unici per tutte le cariche, a volte distinti: «E poi la votazione si è tenuta in giornate di esami importanti per Economia - sottolineano Luca Alfieri, di Azione universitaria, e Roberto Brivitello, dell'Udu - al punto che si è avuto un calo dell'85% dei votanti. Ci sono troppi elementi che determinano la nullità: l'elezione va rifatta». Il ricorso presentato all'università, però, è stato respinto: i termini erano scaduti. «Riteniamo sia un'interpretazione del regolamento non corretta visto che in quei giorni erano compresi il sabato e la domenica in cui le segreterie sono chiuse» commentano i due ragazzi. Che ora sono ben decisi ad andare avanti nella loro protesta. Soprattutto Azione universitaria: «La nostra associazione è stata messa più in difficoltà - dice Alfieri -. Potrebbe essere anche per ragioni politiche». L'Udu novarese si riunisce stasera per decidere che misure adottare mentre Azione universitaria sta preparando un'interrogazione al ministro Gelmini tramite il Consiglio nazionale degli studenti. Ribadisce la decisione già presa il rettore Paolo Garbarino che esclude ogni risvolto politico: «Il ricorso è stato presentato fuori tempo massimo e anche nel merito le contestazioni fatte o sono infondate o comunque non inficiano la votazione. Le elezioni si vincono prima e non dopo».

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Corsi, tagli in vista ma limitati (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

LE CONSEGUENZE.LE NUOVE REGOLE DELLA LEGGE GELMINI Corsi, tagli in vista ma limitati [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Che non si tratti di una vera riforma universitaria, ormai è chiaro. Ma la legge Gelmini è considerata da tutti, rettori in testa, un primo tassello verso il rinnovamento di un sistema che scricchiola. «Sono necessari ulteriori interventi sulla didattica e sulla valutazione degli atenei - afferma il rettore dell'Università del Piemonte Orientale, Paolo Garbarino - sarebbe il passo iniziale per una vera riforma del sistema». Che cede, secondo Garbarino, soprattutto nel settore concorsi: «Dovrebbero essere ad idoneità nazionale e non locale». Nessuna preoccupazione particolare per l'ateneo più giovane del Piemonte: «Siamo sottofinanziati del 13 per cento. I nostri conti sono in regola, facciamo della buona ricerca e rientriamo nei parametri. I corsi con pochi studenti sono già stati chiusi, valuteremo se chiuderne altri, ma si tratta di poca cosa. Sì, siamo virtuosi, ma speriamo che questo si traduca in riconoscimenti concreti, cioè in maggiori risorse. Il problema finanziario è prioriario: gli aumenti di stipendi di docenti e personale tecnico sono automatici, ma senza copertura finanziaria. Un'erosione dei fondi che va a discapito di ricerca e didattica». Sulla stessa linea il rettore dell'Università di Torino Ezio Pelizzetti, che apprezza l'introduzione della valutazione qualitativa per l'assegnazione dei fondi ordinari e l'innalzamento dal 20 al 50 per cento delle risorse da destinare al turn-over: «In ogni caso, anche per quanto riguarda i concorsi, la tempistica è fondamentale: abbiamo più di 80 concorsi in sospeso, tra ricercatori, associati e ordinari». Tagli ai corsi? «Ci saranno probabilmente alcuni accorpamenti: razionalizzare è opportuno, in alcuni casi la frammentazione è davvero troppa. Ma sul nostro ateneo l'influenza sarà minima. La preoccupazione è più che altro per i criteri di assegnazione dei fondi per i prossimi bilanci: sono previste riduzioni di 10-15 milioni di euro, cifre davvero inquietanti. Il rischio di sforare con le spese di personale è altissimo. Il turn over? Ne risentiranno di più gli atenei più giovani: noi, con più di 2200 docenti, non avremo problemi». Tra timori e speranze anche il rettore del Politecnico Francesco Profumo: «Speriamo di rientrare nei paramentri che ci permetteranno di avere risorse aggiuntive, ma ci auguriamo soprattutto che questo sia davvero soltanto il passo preliminare per una vera riforma che dia stabilità ad un sistema fermo al 1980. Ci sono interventi sicuramente positivi come i fondi per le borse di studio e le residenze universitarie, ma l'aspettativa è alta soprattutto per i concorsi: ci sono migliaia di ricercatori in attesa. Tagli ai corsi? Per ora è prematuro parlarne».

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Voti in pagella e iscrizioni Oggi la circolare (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Voti in pagella e iscrizioni Oggi la circolare Oggi la Gelmini firmerà la circolare sulle iscrizioni a scuola e i voti in pagella. La firma sarà preceduta dal confronto con i sindacati. Maestro unico per le prime classi elementari, anticipi alla scuola dell' infanzia e primaria., tempo pieno ma senza compresenza. E per quanto riguarda le pagelle, voti al posto dei giudizi e voto in condotta nella secondaria (con il 5 non si è ammessi all'anno successivo). Anche l'esito dell'esame di terza media sarà espresso in decimi. Inoltre, inglese potenziato alle medie se lo famiglie lo desiderano ma con il vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso e avvio della sperimentazione come disciplina autonoma di «Cittadinanza e Costituzione», che avrà un monte ore definito e una valutazione a parte rispetto alle tradizionali materie in pagella. Il settimanale dei consumatori* Il giovedi` in edicola * 50 pagine * 2 euro * www.ilsalvagente.it Partono i nuovi mutui Bce Ma convengono davvero? Meglio il netbooko il notebook? Test su 12 portatili Gara all'ultimo bit tra i pc piu` piccoli e leggeri, venduti in saldo in questo periodo. Bonus famiglia: come richiederlo senza fare errori Dopo le modifiche slittano i tempi ma non la sostanza. Che penalizza le famiglie. Il ministro

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Only yes. Gelmini liquida il francese e lo spagnolo E 8.604 insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Only yes. Gelmini liquida il francese e lo spagnolo E 8.604 insegnanti Dopo il maestro unico la Gelmini punta alla lingua unica. Addio per sempre allo studio del francese, dello spagnolo e del tedesco. La scuola media della Gelmini deve «parlare» solo inglese e così propone - delegando alle famiglie la scelta - la messa in liquidazione dall'istruzione pubblica della seconda lingua comunitaria. Tremonti ha imposto i tagli in Finanziaria e alla Gelmini non interessano le ricadute culturali per gli studenti che considereranno morta la lingua di Stendhal, Goethe e Cervantes. Fuori da subito oltre 3mila docenti inseriti nell'organico di fatto delle scuole (assunti a settembre e licenziati a giugno), i cosidetti «invisibili» mai stabilizzati. Ma a regime anche quelli di ruolo (5.604 persone) saranno costretti ad abbandonare le cattedre. Una mossa per risparmiare 8.604 posti. L'inglese «monopolio» linguistico, esattamente come aveva tentato di fare Letizia Moratti 5 anni fa con l'inglese pigliatutto, lasciando facoltative le altre lingue straniere. Un provvedimento che va contro l'Europa e i «suggerimenti» Ue sul multilinguismo. «L'azione dell'Unione europea è intesa a sviluppare la dimensione europea dell'istruzione, segnatamente con l'apprendimento e la diffusione delle lingue degli stati membri», si legge all'art.165 del Trattato di Lisbona del 17 dicembre 2007 e ratificato dall'Italia. E sul sito del commissario europeo al multilinguismo Leonard Orban, è scritto: «Per lavorare insieme gli europei non possono fare a meno delle lingue. L'apprendimento delle lingue favorisce la comprensione tra le persone». Allora la Moratti fu costretta a fare retromarcia, per via della tempesta in Europa messa in atto dagli ambasciatori europei. Ed oggi la storia potrebbe ripetersi, con la Gelmini. L'Onda già viaggia su Internet: quasi 5mila le petizioni sul sito www.firmiamo.it/controlart25paridignitaallelinguestraniere. Con firme di docenti di tutte le discipline, compresi quelli di inglese. In questi giorni le ambasciate di Francia, Spagna, Germania, Austria sono inondate di e-mail. Una relazione sul caso sarebbe arrivata anche alla Comunità europea. Al fianco dei docenti ad imminente disoccupazione ci sono la Flc-Cgil, gli istituti di cultura come il Goethe Institut, il Cervantes, nonchè le associazioni di germanisti e ispanisti. In Europa si studiano 2 o 3 lingue In Italia invece scatta la «condanna a morte lenta» della seconda lingua comunitaria. I genitori che iscriveranno i figli alla prima media, potranno chiedere l'insegnamento dell'inglese potenziato: 5 ore settimanali, utilizzando le attuali 2 ore della seconda lingua comunitaria che le scuole potrebbero destinare anche all'italiano per stranieri. È scritto all'art.5 comma 11 dello schema di regolamento: «purchè nella scuola vi sia organico disponibile» e «non si crei esubero» dei docenti della seconda lingua straniera. Gli insegnanti di ruolo di francese sono 5.327, quelli di spagnolo 224 e di tedesco 53. «Negli ultimi 5 anni non è stato assunto un solo insegnante di seconda lingua in tutt'Italia - sottolineano i prof di spagnolo Filippo Perini di Firenze e Giacomo Bartoletti di Montecatini -. Dopo anni di sacrifici e promesse ora siamo un problema». MARISTELLA IERVASI ROMA miervasi@unita.it

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voti in decimi e più inglese alle medie (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il ministro stamani firma la circolare: iscrizioni fino al 28 febbraio Voti in decimi e più inglese alle medie ROMA. Le iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010 (prime classi) potranno essere fatte fino al prossimo 28 febbraio. Lo conferma la circolare che firma oggi il ministro Gelmini. Circolare che si articola su diversi punti, compresa la questione del maestro unico. Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 al giorno). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a 50. Prosegue l'esperienza delle "sezioni primavera" (bimbi dai 2 ai 3 anni). Scuola primaria (elementari). Sono obbligati a iscriversi gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l'insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa dell'alunno. Al momento delle iscrizioni i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all'articolazione dell'orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base. Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano gli attuali modelli orari e organizzativi. Secondaria di primo grado (ex medie). Con l'iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana. Le famiglie, inoltre, da quest'anno potranno, al momento dell'iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso, chiedere l'inglese potenziato: 5 ore, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Secondaria di secondo grado (superiori). I nuovi ordinamenti entreranno in vigore dal 2010-2011 con la revisione generale dell'offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati gli attuali percorsi. Obbligo di formazione. L'obbligo di istruzione potrà essere assolto anche con la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione triennali avviati attraverso accordi regionali. Voti e comportamento. I voti nelle singole discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola primaria sia nella secondaria di primo e secondo grado. Nella secondaria la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso all'anno successivo. L'esito dell'esame di terza media è espresso in decimi. Cittadinanza e Costituzione. L'insegnamento di "Cittadinanza e costituzione" partirà come sperimentazione per poi entrare a regime nel 2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione.

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L'Onda diventa risacca, ma lascia un segno (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

L'Onda diventa risacca, ma lascia un segno Pierfranco Pellizzetti A volte avere ragione non procura la minima soddisfazione. Come qualche lettore ricorderà, nel novembre scorso avanzavo forti timori che il movimento di studenti e docenti innescato dal progetto di controriforma scolastica a firma del ministro Mariastella Gelmini, autodenominatosi "Onda Anomala", fosse destinato a rifluire rapidamente in risacca. Ora il progetto è diventato legge ma non è dato udire neppure un brusio contrario. Di iniziative in cantiere di cui si parli in giro c'è solo l'ipotesi di un sit-in all'Università La Sapienza per protestare contro l'annunciata visita del presidente della Camera Gianfranco Fini. Ma questa è tutt'altra cosa. È bastato - dunque - il rilassamento post festivo o l'incombere di qualche sessione di esami per sedare la tempesta dei mesi passati? Non sarà piuttosto che sono rapidamente venute al pettine le fragilità delle premesse da cui l'Onda prendeva le mosse, la sua conclamata apoliticità? Quella mancanza di categorie politiche (sia chiaro, niente a che vedere con le vecchie appartenenze di partito) che ha immediatamente impedito di cogliere i nessi reali, gli interessi in ballo e l'effettiva composizione dello schieramento contrapposto. Per non parlare della totale mancanza di innovazione organizzativa e comunicativa (il movimento ha piattamente ricopiato vecchi modelli e stilemi, limitandosi ad aggiungervi di suo quell'ossessiva riaffermazione della volontà di non schierarsi che lo rendeva inerme; politicamente come rivendicativamente). Eppure quei giovani rappresentano un chiaro segno di discontinuità rispetto all'indifferente apatia dei fratelli maggiori, delle precedenti generazioni. Per ragioni d'ufficio, a dicembre, ho avuto modo di incontrare i ragazzi delle nostre scuole e posso testimoniare che spesso erano davvero magnifici: curiosi, intelligenti, critici. Merito indubbiamente di professori e istituti che, in mezzo a incredibili difficoltà e ristrettezze, continuano meritoriamente a fare il proprio mestiere. Però va detto anche che tutto questo è stato possibile perché"la pasta" era davvero buona; un materiale umano molto ricettivo. Ma che tradiva subito un profondo smarrimento di fondo, estrema difficoltà a orientarsi. Un'ennesima conferma dell'isolamento in cui è stata lasciata la scuola, che non trova effettive alleanze al suo esterno. Lasciamo stare le famiglie, per lo più prova vivente di quell'apatia (alla ricerca solo di scaricare le proprie responsabilità) di cui si diceva. La vera defezione è della politica, venuta meno al ruolo di agenzia d'avviamento alla partecipazione proprio nei confronti dei cittadini e delle cittadine del futuro. Una politica che ormai si limita a predisporre organigrammi e neppure riesce più a pensarsi come laboratorio delle idee con cui governare la complessità della vita. Per non parlare dei cattivi esempi che fornisce quotidianamente, tanto che le nuove generazioni identificano l'impegno pubblico con lo scandaloso accaparramento di privilegi. Da cui - giustamente - si ritraggono inorridite. Ora il fuoco di paglia dell'Onda in risacca ci dice una cosa importantissima: questa generazione non è in grado di farcela da sola. Messaggio che diventa corsa contro il tempo per tutti quanti continuano ad avere a cuore, insieme alla sorte degli under, l'idea di una politica democratica: l'appello a fare qualcosa. Un qualcosa che significa inventare nuovi modi per fare società. Magari - per noi vecchietti - imparando a navigare nei blog, visto che non possiamo obbligare i giovani a frequentare i rituali stanchissimi del dibattito o del convegno. Imparando ad ascoltare quello che hanno da dirci. Come nell'esperienza del Cep, poi dispersa nelle burocrazie regionali, in cui i nipoti insegnavano ai nonni la navigazione in Internet. Tutto questo si chiama politica. Vera. Non c'è tempo da perdere, davanti a ragazze e ragazzi costantemente a rischio di cadere nelle trappole di cui è disseminato il loro cammino. Dallo sballo con pasticche o fumi vari al crescente fenomeno dell'alcolismo minorile. Al ritorno della moda pericolosissima dell'assenzio, che sta diffondendosi tra i nostri maudits con i brufoli. Pierfranco Pellizzetti (pellizzetti@ fastwebnet.it) è opinionista di Micromega. 15/01/2009

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Governo pigliatutto in Parlamento (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-15 - pag: 15 autore: Dall'Esecutivo 44 leggi sulle 45 approvate Governo pigliatutto in Parlamento Roberto Turno ROMA Col 97,7 per cento delle leggi "targate Palazzo Chigi" e 10 voti di fiducia già incassati, a una sola incollatura dal mini-primato conquistato da Romano Prodi nei primi otto mesi della legislatura nel 2006, Silvio Berlusconi e il suo Governo si confermano i veri mattatori in Parlamento. Ci sono (anche) i numeri a sostegno del j'accuse di Gianfranco Fini. Numeri che dicono e non dicono. Ma che, intanto, offrono interessanti chiavi di lettura, anche scontando il fatto che i primi mesi di rodaggio di ogni legislatura riservano un ruolo da primo attore al Governo, anche a causa dei regolamenti parlamentari, in particolare alla Camera, che rendono difficile a qualsiasi Esecutivo poter mettere in pratica il proprio programma. Come era stato denunciato da Prodi nel 1996, poi da Berlusconi nel 2001, quindi ancora dal Professore nel 2006 e ora nuovamente dal Cavaliere. E come inutilmente hanno cercato di porre rimedio più presidenti della Camera dei deputati, da Luciano Violante a Pier Ferdinando Casini. Di "Statuto dell'opposizione"e di "certezza per il Governo di poter attuare il programma per cui è stato eletto" ci sono tracce abbondanti e ripetute nei resoconti parlamentari. Col Berlusconi quater, a dispetto della attuale maggioranza soverchiante del centrodestra, all'attività parlamentare ordinaria nei primi otto mesi è stata messa la sordina. Dopo la decima fiducia di ieri, ci sarà l'undicesima al Senato entro il 28 gennaio, quando scadrà il Dl anti-crisi. «Ma noi abbiamo rispettato le decisioni delle commissioni ed evitato i maxi emendamenti », risponde ora il Governo. E in parte è vero, a cominciare dall'abbandono della prassi di Finanziarie di un solo articolo in più di 1.300 commi. Resta tuttavia che su 45 leggi finora approvate, ben 44 sono di origine governativa: il 97,7%, appunto. Solo una (la commissione antimafia) è di iniziativa parlamentare. Andò meglio, ma di poco, a Romano Prodi: su 24 leggi, almeno 3 (indulto e le commissioni rifiuti e antimafia), l'87,5% del totale, ebbero origine parlamentare. E considerando l'anoressia di numeri del centro-sinistra in Parlamento, fu quasi un successo. A caratterizzare l'attuale Governo è poi l'elevatissimo numero di decreti tra le leggi approvate: ben 24, cui si accompagnano 14 ratifiche di atti internazionali (nessuna con Prodi). In attesa del prossimo sì all'anti-crisi, sono arrivate per decreto ( e con la fiducia) la manovra triennale, Alitalia, la sicurezza, le misure sul potere d'acquisto delle famiglie, la "riforma Gelmini" dell'Università. Il grosso dell'attività di Governo sbarcata in Parlamento, insomma. E per il futuro i calendari di Camera e Senato sono già ipotecati: cinque Ddl collegati alla Finanziaria 2009 (federalismo, "legge Brunetta", giustizia e Pa, lavoro sommerso, imprese), in attesa delle altre riforme, a cominciare dalla giustizia. A maggio, quando il Berlusconi quater compirà un anno, il Governo sarà sempre di più il mattatore del Parlamento.

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La scuola scommette su più inglese e italiano (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-01-15 - pag: 37 autore: Istruzione. Oggi la circolare sull'iscrizione all'anno di avvio del maestro unico La scuola scommette su più inglese e italiano Le scelte ampie per le famiglie fanno i conti con le risorse Luigi Illiano ROMA Più scelta sul tempo che i ragazzi potranno trascorrere a scuola e debutto del maestro unico nelle classi prime delle elementari. Sono queste le novità di maggior rilievo contenute nella circolare sulle iscrizioni al 2009/10 che sarà emanata oggi, secondo quanto annunciato dal ministero dell'Istruzione. Quest'anno il termine per le iscrizioni è stato spostato dal tradizionale 31 gennaio al 28 febbraio. è l'appuntamento fisso che detta le istruzioni operative e, soprattutto, informa le famiglie sulle opzioni possibili per il prossimo anno scolastico, caratterizzato dalle novità introdotte dal titolare di Viale Trastevere, Mariastella Gelmini. Le quindici pagine della circolare saranno presentate questa mattina ai sindacati per il consueto confronto e, sempre secondo quanto comunicato ieri da Viale Trastevere, subito dopo ci sarà la diffusione ufficiale del testo. Va sottolineato che l'intera applicazione della circolare dovrà fare i conti con il numero di insegnanti che saranno assegnati alle singole scuole. Alla scuola dell'infanzia potranno essere iscritti i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009. E, in caso di disponibilità dei posti, anche i bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore previste sono 40 (otto quotidiane). Su richiesta, e in base alle disponibilità, si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore. O ridurle a 25. Restano confermate le "sezioni primavera" per i bimbi dai due ai tre anni. La primaria (elementare) accoglierà gli alunni che compiranno i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Sarà garantito l'anticipo ai bambini che compiranno sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto «l'insegnante unico di riferimento» . Ci saranno, poi, gli insegnanti di inglese, religione e, laddove previsto, di sostegno. I genitori potranno scegliere, per le iscrizioni alle classi prime, le preferenze rispetto all'orario settimanale a 24 o 27 ore, intesi come " modelli di base". Sarà possibile scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore ( tempo pieno). Le classi successive alle prime continueranno secondo l'organizzazione già in atto. Nella scuola media le famiglie potranno optare tra i modelli orario di 30 ore settimanalio di tempo prolungato a 36 ore (che può essere esteso fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e una di potenziamento della lingua italiana. Da quest'anno i genitori potranno – con vincolo di non cambiare scelta per l'intera durata delle medie –chiedere l'inglese potenziato: cinque ore di inglese, al posto delle tre di inglese più due di una seconda lingua comunitaria. Per le superiori resterà tutto invariato: il debutto dei nuovi licei, istituti tecnici e professionali è slittato al 2010/ 11.L'obbligo di istruzione potrà essere assolto anche iscrivendosi ai percorsi triennali di istruzione e formazione promossi dalle Regioni. Il Miur ricorda che tornano i voti nelle elementari e nelle medie. Anche se la decisione dovrà essere perfezionata attraverso un regolamento. Nel 2009/10 partirà l'insegnamento sperimentale di «Cittadinanza e Costituzione».

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Cosa prevederà la circolare (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-01-15 - pag: 37 autore: Cosa prevederà la circolare Scuola dell'infanzia Le iscrizioni alle scuole sono aperte per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 Possono iscriversi anchei bambini che compiono tre anni entro il 30 aprile 2010, ma solo in presenza di determinate condizioni nelle scuole (valea dire la disponibilità di postio l'esaurimento di eventuali liste di attesa) Sono previste 40 ore settimanali (otto giornaliere) con la possibilità, da parte dei genitori,di prolungare l'orario fino a 50 ore settimanali Continua l'esperienza delle «sezioni primavera» peri bambini dai due ai tre anni Scuola primaria Ritorna il maestro unico per le prime classi I voti sono espressi in decimi Obbligo di iscrizione peri bambini che compiono sei anni entro il 31 dicembre 2009 Possono iscriversi anchei bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010 I genitori, al momento dell'iscrizione,possono esprimere le preferenze tra due modelli:uno di 24 e l'altro di 27 ore Le famiglie possono scegliere anche un modello di 30 ore o il tempo pieno (40 ore) Per le classi successive alla prima continuano i modelli in corso Scuola secondaria di 1Úgrado Le famiglie possono scegliere tra i modelli orari di 30 e36 ore (prolungabili fino a 40) Il modello di 30 ore prevede un'ora di potenziamento della lingua italiana Per gli studenti c'è la possibilità di richiedere «l'inglese potenziato»:cinque ore totali di inglese (e non tre di inglese e due di un'altra lingua straniera) I voti sono espressi in decimi Il voto in condotta è espresso in decimi: gli alunni con il 5 non possono essere ammessi all'anno successivo L'esito dell'esame conclusivo (terza media) è espresso in decimi Scuola secondaria di 2Úgrado L'obbligo di istruzione può essere assolto anche con la frequenza di corsi di formazione triennale avviati con accocrdi regionali I voti delle singole discipline sono espressi in decimi Il voto in condotta è espresso in decimi. Gli alunni con il 5 non saranno ammessi all'anno successivo Parte la sperimentazione della disciplina «cittadinanzae costituzione» che entrerà a regime nell'anno scolastico 2010/2011 Le riforme in questo caso entreranno in vigore dall'anno scolastico 2010/2011. Per questo anno rimangono i modelli previsti dagli attuali ordinamenti

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Nella scuola può tornare l'orgoglio (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2009-01-15 num: - pag: 38 autore: di GIUSEPPE DE RITA categoria: REDAZIONALE UN'OCCASIONE PER LA GELMINI Nella scuola può tornare l'orgoglio E' opinione corrente che le ultime vicende parlamentari abbiano coronato le opzioni più impegnative del ministro Gelmini e certificato una sua indubitabile credibilità politica. Si può pensare allora, in questa positiva condizione, che alla dinamica legislativa possa seguire un adeguato impegno organizzativo della macchina scolastica, addirittura un rilancio del suo «orgoglio istituzionale». Le opzioni politiche e le leggi non bastano quando si deve governare il sistema scolastico, occorrono responsabilità organizzative ben disegnate e personale ben motivato. Per anni invece ci siamo divisi su ipotesi di riforma o su faticosi compromessi corporativi, evitando la banale verità che senza rinnovamento organizzativo nessuna riforma, anzi nessuna politica, è possibile. Così, in decenni in cui in altri campi trionfava la parola «governance», nella scuola le prassi di governo diventavano sempre meno incisive: nella programmazione e nella manutenzione dell'edilizia scolastica; nella gestione didattica dei singoli istituti (e spesso delle singole classi); nelle politiche del personale a tutti i livelli; nella regolazione delle sfere di autonomia e di partecipazione; nella difesa dei controlli ispettivi; nella promozione dei rapporti fra scuola e territorio; nel governo della stessa alta amministrazione. E così abbiamo avuto una disarticolazione organizzativa che ha progressivamente intristito i tanti che avevano ragionato di «istituzione scolastica» cioè di una concezione unitaria e prestigiosa del sistema. Quanta gente frustrata, a tal proposito, abbiamo incontrato negli ultimi anni: dirigenti centrali demotivati e con sempre minore potere; presidi e direttori didattici lasciati alla propria buona volontà; ispettori scolastici senza più ruolo; personale insegnante magari sindacalizzato ma senza riconoscimento sostanziale del proprio lavoro; per non parlare della tragica situazione di esperti, ricercatori, programmatori, valutatori esclusi da ogni responsabilità reale. Sarà bene che il ministro Gelmini dia un occhio attento a questo complessivo e diffuso disagio ed avvii una politica di revisione organizzativa e di valorizzazione istituzionale. Non basterà comunque, come qualcuno nel passato si è illuso che bastasse, effettuare conferenze nazionali, grandi conventions, ambiziosi progetti di alta formazione; occorrerà invece lavorare segmento per segmento: confrontarsi con i presidi e i direttori didattici, rilanciare il corpo ispettivo, magari in parallelo con la messa a punto di nuovi meccanismi di valutazione; mettere in movimento le sedi periferiche dell'amministrazione per rinforzare il rapporto fra scuola e territorio; mettere finalmente a fuoco le responsabilità dell'alta dirigenza; rilanciare in tutti gli operatori del settore un alto livello di senso e di appartenenza istituzionale. In fondo abbiamo tutti la sensazione che, per superare la sua attuale crisi, la scuola va ricostruita dalle fondamenta; una opzione che vale non solo in termini strutturali, (ripartire cioè dall'edilizia, dalla scuola dell'infanzia, dalla scuola elementare), ma anche e specialmente in termini di basilare organizzazione della macchina. è questo il momento di esercitarla. \\ Non basteranno le conferenze nazionali, occorrerà lavorare segmento per segmento: confrontarsi con i presidi e i direttori, rilanciare negli operatori del settore un alto livello di appartenenza. In fondo tutti hanno la sensazione che, per superare la crisi, la scuola vada rifatta in termini di basilare organizzazione della macchina. è questo il momento di operare

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scuola, ecco le date per iscriversi ma il tempo pieno è a rischio - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 16 - Cronaca La circolare sarà firmata oggi dal ministro Gelmimi Scuola, ecco le date per iscriversi ma il tempo pieno è a rischio Il termine ultimo è il 28 febbraio. Confermato il maestro unico di riferimento MARIO REGGIO ROMA - Dopo il regolamento la circolare. La firmerà stamattina il ministro Mariastella Gelmini. Si parte dalle iscrizioni alle prime classi per l´anno scolastico 2009/2010. Il termine ultimo è il 28 febbraio 2009. La circolare riguarda tutti gli ordini di studio dalla materna alle superiori. Confermato il "maestro unico di riferimento" per la scuola primaria, un tempo elementare. I modelli base sono le 24 o le 27 ore a settimana, ma le famiglie potranno scegliere anche le 30 o il tempo pieno a 40 ore. Ma la circolare non precisa "se le disponibilità di organico lo permettono". Con le decine di migliaia di tagli in arrivo per la scuola, il tempo pieno diventa sempre più problematico. Per le classi successive alla prima elementare "continuano i modelli orari e organizzativi in atto", recita la circolare. Omettendo di precisare, che le ore di compresenza delle due insegnanti nel tempo pieno sono state cancellate in nome della razionalizzazione e dei risparmi.

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ma gianfranco resta in trincea "è in gioco il mio futuro politico" - claudio tito (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 7 - Interni Ma Gianfranco resta in trincea "è in gioco il mio futuro politico" Ed è intesa con Napolitano sulla difesa del Parlamento Nasce un correntone dei suddisti del Pdl, in 72 vanno da Berlusconi CLAUDIO TITO ROMA - La pace è ancora lontana. Lo scontro tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi non si ferma. E il presidente della Camera, per frenare il premier, gioca anche la carta "istituzionale". Sale sul Quirinale e riferisce quel che è successo martedì scorso dopo la richiesta di fiducia del governo. L´inquilino di Montecitorio cerca insomma l´appoggio del Colle e lo ottiene. Del resto, Giorgio Napolitano è da sempre uno strenuo difensore della «centralità del Parlamento». Anche in occasione dell´incontro natalizio con le alte cariche dello Stato aveva puntato l´attenzione sul ruolo delle Camere. La sintonia tra i due è ormai una costante di questa legislatura. Anche le proposte "finiane" sulla giustizia sono state in parte il frutto del confronto con il presidente della Repubblica. Ieri allora per il capo di An, l´incontro con il capo dello Stato ha rappresentato in primo luogo un´arma difensiva. Gli affondi di Palazzo Chigi non sono mancati. Come quelli della Lega e di quel "partito del nord" che nella maggioranza sta quotidianamente schierando le sue truppe. Il chiarimento tra il Cavaliere e Fini, dunque, pure ieri non c´è stato. I due non si sono visti e nemmeno parlati al telefono. In aula, anzi, si sono accuratamente evitati. «I problemi - ripeteva ieri il leader di Alleanza nazionale - restano tutti». «E - spiega uno che conosce entrambi come il segretario del Pri, Francesco Nucara - sono di natura politica, non tecnica». A cominciare dalla definizione del Pdl. Un appuntamento che per gli uomini di Via della Scrofa sta diventando un vero e proprio incubo. Tanto da metterne in discussione la data, ossia il 27 marzo. «Non c´è nulla di fissato», si sgolava ieri Ignazio La Russa. I fedelissimi di Fini invocano un intervento politico da parte del loro leader. L´equilibrio su cui viene costruito il Popolo delle libertà, a loro giudizio, è infatti troppo sbilanciato su Forza Italia. Ma soprattutto non esiste al momento una carica da affidare al presidente della Camera. Che rischia di restare fuori dalla "corsa" per la leadership del prossimo decennio. Nei giorni scorsi, proprio l´inquilino di Montecitorio spiegava: «Io so bene che non figuro nella linea di successione stabilita da Berlusconi. Devo puntare sul partito per giocare le mie chance». E, appunto, adesso ha iniziato a giocarle. Tanto che dalle parti di Via dell´Umilità, la sede del Pdl, è tornata a circolare l´ipotesi di istituire un ruolo ad hoc per Fini. Forse di rappresentanza nelle sedi internazionali. Ma allo stato tutto resta nebuloso. Per il Cavaliere, al contrario, «tutto è chiaro». La tela tessuta dall´alleato sta diventando troppo fitta. Più che assecondarlo, allora, lo ignora. Parla con Umberto Bossi per placarlo. Ma non lui. Discute con i parlamentari medridionali, ma non con lui. «Perché è lui che si cerca i problemi, non glieli determino io». Nelle dichiarazioni pubbliche lo ha quasi provocato. Perché l´applauso alla sua funzione «super partes» va interpretata proprio come l´esclusione dalla futura guida del centrodestra: «è "super partes" , quindi non può essere il leader del Pdl». Ma soprattutto il premier non riesce a capire le questioni sollevate dagli esponenti di An. «Cavillano sullo statuto. Mi parlano di probiviri e poi vengo sapere che si tratta di un tribunale interno. Dovrei avere a che fare con i tribunali anche nel mio partito?». Per di più nella singolar tenzone tra i due big della maggioranza, si è infilato Umberto Bossi. Che capeggia il fronte "nordista" della coalizione cui adesso si sta opponendo quello "sudista". I ministri di Forza Italia, convocati a Via del Plebiscito, ieri invitavano il Cavaliere a riprendere il rapporto con Fini. Ma lui replicava: «Non mi preoccupa Gianfranco, mi preoccupa Umberto. Fino alle europee non la smetterà». E già, perché il premier continua a considerare la Lega l´unico alleato con cui davvero fare i conti. Tant´è che ha convocato il Senatur per tranquillizzarlo. Anche se i dossier aperti continuamente dal Carroccio ormai stanno diventando una via crucis per la maggioranza. In particolare per gli eletti nelle regioni meridionali. Che cominciano a fremere. Il federalismo, gli immigrati, Alitalia, i fondi per le aree sottoutilizzate: temi sollevati dal Carroccio e poi sostenuti da ministri come Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini o da "big" del Pdl come Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Un "correntone" che ha costretto gli esponenti del Mezzogiorno a organizzarsi nello stesso modo. Non a caso mentre ieri parlava con Bossi, quasi contemporaneamente ha dovuto ricevere 72 parlamentari "sudisti" guidati dal ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, con l´unico obiettivo di garantire su un programma «concreto» che ribilanci i fondi a favore del meridione. Un gioco di equilibrismo che dovrà andare avanti ancora per molto tempo.

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A scuola si cambia Voti in decimi e maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

A scuola si cambia Voti in decimi e maestro unico La circolare Gelmini La firma del ministro Mariastella Gelmini è attesa per oggi, poi la circolare sulla scuola diventerà operativa. Ecco le principali novità, fra cui il termine per l'iscrizione alle prime classi (28 febbraio), il maestro unico, più inglese alle medie e i voti in decimi. SERVIZIO >> 5 15/01/2009

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Ma Gianfranco resta in trincea "È in gioco il mio futuro politico" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA - La pace è ancora lontana. Lo scontro tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi non si ferma. E il presidente della Camera, per frenare il premier, gioca anche la carta "istituzionale". Sale sul Quirinale e riferisce quel che è successo martedì scorso dopo la richiesta di fiducia del governo. L'inquilino di Montecitorio cerca insomma l'appoggio del Colle e lo ottiene. Del resto, Giorgio Napolitano è da sempre uno strenuo difensore della "centralità del Parlamento". Anche in occasione dell'incontro natalizio con le alte cariche dello Stato aveva puntato l'attenzione sul ruolo delle Camere. La sintonia tra i due è ormai una costante di questa legislatura. Anche le proposte "finiane" sulla giustizia sono state in parte il frutto del confronto con il presidente della Repubblica. Ieri allora per il capo di An, l'incontro con il capo dello Stato ha rappresentato in primo luogo un'arma difensiva. Gli affondi di Palazzo Chigi non sono mancati. Come quelli della Lega e di quel "partito del nord" che nella maggioranza sta quotidianamente schierando le sue truppe. Il chiarimento tra il Cavaliere e Fini, dunque, pure ieri non c'è stato. I due non si sono visti e nemmeno parlati al telefono. In aula, anzi, si sono accuratamente evitati. "I problemi - ripeteva ieri il leader di Alleanza nazionale - restano tutti". "E - spiega uno che conosce entrambi come il segretario del Pri, Francesco Nucara - sono di natura politica, non tecnica". A cominciare dalla definizione del Pdl. Un appuntamento che per gli uomini di Via della Scrofa sta diventando un vero e proprio incubo. Tanto da metterne in discussione la data, ossia il 27 marzo. "Non c'è nulla di fissato", si sgolava ieri Ignazio La Russa. I fedelissimi di Fini invocano un intervento politico da parte del loro leader. L'equilibrio su cui viene costruito il Popolo delle libertà, a loro giudizio, è infatti troppo sbilanciato su Forza Italia. Ma soprattutto non esiste al momento una carica da affidare al presidente della Camera. Che rischia di restare fuori dalla "corsa" per la leadership del prossimo decennio. Nei giorni scorsi, proprio l'inquilino di Montecitorio spiegava: "Io so bene che non figuro nella linea di successione stabilita da Berlusconi. Devo puntare sul partito per giocare le mie chance". E, appunto, adesso ha iniziato a giocarle. Tanto che dalle parti di Via dell'Umilità, la sede del Pdl, è tornata a circolare l'ipotesi di istituire un ruolo ad hoc per Fini. Forse di rappresentanza nelle sedi internazionali. Ma allo stato tutto resta nebuloso. Per il Cavaliere, al contrario, "tutto è chiaro". La tela tessuta dall'alleato sta diventando troppo fitta. Più che assecondarlo, allora, lo ignora. Parla con Umberto Bossi per placarlo. Ma non lui. Discute con i parlamentari medridionali, ma non con lui. "Perché è lui che si cerca i problemi, non glieli determino io". Nelle dichiarazioni pubbliche lo ha quasi provocato. Perché l'applauso alla sua funzione "super partes" va interpretata proprio come l'esclusione dalla futura guida del centrodestra: "È "super partes" , quindi non può essere il leader del Pdl". Ma soprattutto il premier non riesce a capire le questioni sollevate dagli esponenti di An. "Cavillano sullo statuto. Mi parlano di probiviri e poi vengo sapere che si tratta di un tribunale interno. Dovrei avere a che fare con i tribunali anche nel mio partito?". Per di più nella singolar tenzone tra i due big della maggioranza, si è infilato Umberto Bossi. Che capeggia il fronte "nordista" della coalizione cui adesso si sta opponendo quello "sudista". I ministri di Forza Italia, convocati a Via del Plebiscito, ieri invitavano il Cavaliere a riprendere il rapporto con Fini. Ma lui replicava: "Non mi preoccupa Gianfranco, mi preoccupa Umberto. Fino alle europee non la smetterà". E già, perché il premier continua a considerare la Lega l'unico alleato con cui davvero fare i conti. Tant'è che ha convocato il Senatur per tranquillizzarlo. Anche se i dossier aperti continuamente dal Carroccio ormai stanno diventando una via crucis per la maggioranza. In particolare per gli eletti nelle regioni meridionali. Che cominciano a fremere. Il federalismo, gli immigrati, Alitalia, i fondi per le aree sottoutilizzate: temi sollevati dal Carroccio e poi sostenuti da ministri come Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini o da "big" del Pdl come Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Un "correntone" che ha costretto gli esponenti del Mezzogiorno a organizzarsi nello stesso modo. Non a caso mentre ieri parlava con Bossi, quasi contemporaneamente ha dovuto ricevere 72 parlamentari "sudisti" guidati dal ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, con l'unico obiettivo di garantire su un programma "concreto" che ribilanci i fondi a favore del meridione. Un gioco di equilibrismo che dovrà andare avanti ancora per molto tempo. (15 gennaio 2009

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Riforma della scuola, Regione Vento chiede al ministro Gelmini più autonomia (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 15-01-2009)

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Riforma della scuola, Regione Vento chiede al ministro Gelmini più autonomia (15/1/2009 10:41) | (Sesto Potere) - Venezia - 15 gennaio 2009 - “Con il Presidente Giancarlo Galan stiamo seguendo la questione relativa al futuro dell?Ufficio scolastico regionale e della permanenza della dottoressa Carmela Palumbo”. E? l?assessore regionale all?Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan a dirlo aggiungendo che “la Regione del Veneto, negli ultimi anni, ha certamente voluto aumentare il proprio ruolo ed il peso relativo nei confronti della scuola, che non è più vista solo come espressione del governo centrale, ma sempre di più come elemento strategico per la crescita e lo sviluppo del territorio”. “In un momento importante per la scuola - sottolinea Donazzan - come quello che stiamo vivendo, la scelta della nostra Regione, con la presenza attiva del proprio Presidente, è un chiaro segnale di quanto intendiamo investire e credere nel sistema della scuola veneta”. “Vogliamo - afferma l?assessore regionale - che questa scuola affronti il momento di cambiamento e di innovazione, accompagnata e supportata dalla capacità di governo delle politiche regionali, per offrire ai nostri studenti, alle nostre famiglie, al territorio ed alle nostre imprese, le occasioni formative e professionali all?altezza delle aspettative di una società come la nostra”. “Ho confermato al ministro Mariastella Gelmini, proprio in queste ore – prosegue - la nostra intenzione di partecipare alle scelte che riguarderanno la scuola nel Veneto, a partire dall?anticipazione della Riforma sull?istruzione tecnica e della programmazione dell?offerta formativa sul territorio, ivi comprese le scelte dirigenziali”. “Il Veneto - conclude l?assessore Donazzan - è una regione di grandi eccellenze nella scuola proprio per l?azione diretta, anche attraverso il coinvolgimento degli enti locali (che avranno sempre più bisogno della credibilità e della forza delle Regioni) e del nostro sistema formativo”.

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università, una non-riforma (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

università, una non-riforma Ora che il decreto Gelmini è diventato legge dello Stato, quasi sorprendentemente, considerato i tumulti dei mesi scorsi, di certo un decreto non può essere considerato Riforma Universitaria. Gli interventi tecnico-ragioneristici del decreto non possono essere risolutivi ed esaustivi di un settore così complesso e variegato quale l'insieme universitario, perché se così fosse non potrebbe essere colto un risultato positivo che è inevitabilmente somma di una serie di sinergie che si integrano vicendevolmente. In questa direzione si può iniziare a preparare il terreno per una vera Riforma. Le tante problematiche esistenti, già da troppo tempo, meriterebbero opportune e lungimiranti ritocchi, delle utili potature, non stravolgenti trapianti. Sarebbe utile cominciare ad individuare quali sono le acque sporche da eliminare lasciando in essere, specie in un settore delicato come la cultura, le sole cose utili e valide. L'elenco delle cose da eliminare è lungo. Ognuno è libero di individuarle dando priorità ad una cosa rispetto ad un'altra. Noi preferiamo puntare l'attenzione su un dato chiaro, eclatante, sicuramente patologico, che dice, secondo noi, tutto il malessere dell'Università. Un dato pesante che alimenta discredito e la disistima di cui gode l'università in generale, isole d'eccellenza a parte. Un dato che nemmeno una università statatilista può accettare, figurarsi una aziendalista. Che significa infatti che soltanto 45 studenti su 100 arrivano alla laurea? Perché questa falla che le statistiche evidenziano ogni anno? A chi giova questa bolla numerica artificiosa, apparentemente ininfluente sulla condizione complessiva dell'università, ma che, probabilmente, fa aumentare a dismisura costi, docenze, corsi, e quanto altro a discapito della buona formazione? E poi come può essere immaginabile consentire a qualcuno di «parcheggiare» all'università in attesa di trovare una occupazione? Come mai non esiste un meccanismo di automatica espulsione? Perché del fenomeno se ne parla come se fosse estremamente marginale? Altre «perle» si possono aggiungere all'elenco delle cose che non vanno. Tra le più odiose il fenomeno del marketing universitario che è venuto a demolire la sana pedagogia della crescita personale oltre che culturale, figlia della sana visione che premi, punizioni e sacrifici camminano assieme. Così l'Università, al pari di qualsiasi azienda, porta sottocasa del consumatore/cliente i propri corsi, dimenticando la sua funzione primaria di crescita personale e subito dopo culturale e professionale. Saremmo così categorici fino al punto di affermare che la buona Università andrebbe fatta lontano da casa, altro che sottocasa. Non sono poche le esperienze proficue in questo senso. Gestirsi, organizzarsi, confrontarsi con altri ambienti spesso risulta più stimolante e più producente, anche sotto il profilo del lavoro. La lotta agli sprechi andrebbe spinta sino alla eliminazione dei corsi di tre, quattro studenti. Salvo Marino

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I CONTENUTI DELLA CIRCOLARE PER LE ISCRIZIONI 2009-2010 (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 15-01-2009)

Argomenti: Scuola

I CONTENUTI DELLA CIRCOLARE PER LE ISCRIZIONI 2009-2010 Roma. Le iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010 (prime classi) potranno essere fatte fino al prossimo 28 febbraio. Lo conferma la circolare che il ministro Gelmini si appresta a firmare. Circolare che si articola su diversi punti, compreso il maestro unico. SCUOLA MATERNA. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 al giorno). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a 50. Prosegue l'esperienza delle 'sezioni primaverà (bimbi dai 2 ai 3 anni). SCUOLA PRIMARIA (ELEMENTARI). Sono obbligati a iscriversi gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l'insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa dell'alunno. Al momento delle iscrizioni i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all'articolazione dell'orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base. Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano gli attuali modelli orari e organizzativi. SECONDARIA DI PRIMO GRADO (EX MEDIE). Con l'iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana. Le famiglie, inoltre, da quest'anno potranno, al momento dell'iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso, chiedere l'inglese potenziato: 5 ore, anzichè 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. SECONDARIA DI SECONDO GRADO (SUPERIORI). I nuovi ordinamenti entreranno in vigore dal 2010-2011 con la revisione generale dell'offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati gli attuali percorsi. OBBLIGO DI FORMAZIONE. L'obbligo di istruzione potrà essere assolto anche con la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione triennali avviati attraverso accordi regionali. VOTI E COMPORTAMENTO. I voti nelle singole discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola primaria sia nella secondaria di primo e secondo grado. Nella secondaria la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso all'anno successivo. L'esito dell'esame di terza media è espresso in decimi. CITTADINANZA E COSTITUZIONE. L'insegnamento di «cittadinanza e costituzione» partirà come sperimentazione per poi entrare a regime nel 2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione.

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Pioggia dal tetto, scuola koPedara. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 15-01-2009)

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Pioggia dal tetto, scuola koPedara. Elementari di piazza Don Bosco chiuse sino a venerdì s. g. la punta. Convegno sull'educazione alla guida c.d.m.) Un importante convegno si terrà a San Giovanni La Punta domani sull'educazione alla guida per la sicurezza stradale a cura del Fmi, in collaborazione con l'Itis "Ferraris" (referente il prof. Filippo Cristalli) e col patrocinio del Comune. Presenteranno la prima "Giornata della moto sicura" Luigi Mamone e Domenico Sotera, dirigenti nazionali della Federazione motociclistica italiana. L'incontro, che si terrà nell'aula magna del Polivalente di via Motta, a partire dalle 9,15, si avvarrà del prezioso contributo di Filippo Cristalli docente all'Istituto industriale "Galileo Ferrarsi" che parlerà di "Patentino e Scuola", della psichiatra Rosaria La Licata dell'Asl 3 che affronterà l'argomento: "Medicina. Lo stato d'ebbrezza, le conseguenze psicofisiche dell'alcool e degli stupefacenti sul guidatore". Sulle "Statistiche della Federmoto, dipartimento sicurezza stradale" si soffermerà Francesca Marozza (Fmi) e di "Conseguenze sulla famiglia della vittima" parlerà l'attore Enrico Guarneri con una testimonianza personale. Il comandante della Polizia municipale puntese Giuseppe Spampanato illustrerà "Le sanzioni previste dal codice della strada"; esponenti della Misericordia parleranno del "Primo soccorso", mentre il meccanico Ezio Calzona del "Controllo preventivo della moto". E ancora: "La Posizione di guida, la differenza fra i modelli, il bagnato, l'impatto, i trucchi per salvarsi la vita" sarà l'argomento affrontato dall'istruttore Domenico Sotera; Fabio Larceri, vicepresidente nazionale Fme parlerà infine del Settore tecnico federale e dei club in Italia". A conclusione del Convegno sarà eletta la Miss che sarà la Testimonial 2009 della Federazione Motociclistica Italiana. S. G. LA PUNTA. Festa dell'eccellenza al Polivalente c.d.m.) Pubblico delle grandi occasioni alla "Festa dell'Eccellenza" celebrata all'Auditorium del Polivalente di San Giovanni La Punta. Presenti fra gli altri, il viceprovveditore agli Studi Catania, Beniamino Rametta, il sindaco, Andrea Messina, l'assessore alla Pi, Giovanna Scalia, il comandante della Pm, Giuseppe Spampanato, il sindaco di Trecastagni, Giuseppe Messina, il presidente del Consiglio d'Istituto del Majorana, Sergio Fisicaro, il presidente Maurizio D'Agata, il corpo docenti e il personale Ata. Dopo un ampio excursus sulla riforma Gelmini e su quelle precedenti, spesso contraddittorie, il preside Filippo Virzì, coordinatore responsabile del Polivalente, si è soffermato sulle motivazioni della Festa dell'Eccellenza. "Oggi i media - ha detto - non perdono occasione per mettere in evidenza le negatività della scuola: atti di bullismo, strutture fatiscenti, tasso di abbandono o di insuccesso scolastico. Ma trascurano i veri valori rappresentati dai tanti ragazzi che studiano ottenendo brillanti risultati e notevoli competenze. Noi vogliamo riconoscere i loro meriti - ha evidenziato -, complimentarci con questi giovani, futuri dirigenti della società del domani, affinché tutti gli studenti possano seguire il loro esempio." Beniamino Rametta si è soffermato sul ruolo dalla scuola nella società di oggi. "La scuola - ha esordito - è la cartina di tornasole, la cassa di risonanza dei problemi della società. Educare in un'epoca di crisi dei valori, in cui l'egoismo, l'affermazione di se stessi, il materialismo, la tv trash deviano i giovani dalla retta via, offrendo loro modelli ingannevoli di vita, non è certo facile ma l'impegno quotidiano dei docenti e degli operatori scolastici resta un punto fermo. Bisogna credere nella funzione educatrice della scuola", ha concluso. E non ha risparmiato parole di elogio nei confronti del dirigente Virzì per le ottime qualità manageriali dimostrate nella gestione del "Majorana" e nel coordinamento della complessa struttura del Polivalente. Hanno preso la parola anche l'ex preside in pensione, Giovanni Vecchio, ed ex allievi del Liceo, oggi professionisti affermati nella società, giudici, avvocati, imprenditori, ingegneri, direttori di banca, ricercatori nucleari, i quali hanno dato testimonianza delle loro esperienze lavorative. Significativo il momento centrale della cerimonia in cui sono stati consegnati pergamene e premi vari ai centisti e agli alunni che hanno fatto registrare brillanti risultati nell'anno scolastico 2007/2008. Ai due centisti con lode, Silvia Motta e Rossella Caruso (nella foto), sono stati consegnati due assegni di mille euro ciascuno. Consegnate anche le pergamene ai partecipanti dei corsi Ifts, finanziati dall'Ue, molti dei quali già laureati, a riconoscimento dell'impegno e dell'assiduità nella frequenza delle ottocento ore delle lezioni specialistiche, conclusesi con lo stage formativo a Los Angeles. Un ruolo importante nell'organizzazione della festa ha avuto il vicepreside, Antonio Travaglianti.

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Tornano le pagelle con i voti, è rischio caos (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-16 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Scuola Molti prof non sanno come regolarsi. I presidi: mancano circolari da Roma Tornano le pagelle con i voti, è rischio caos Le nuove pagelle? Fanno già discutere. E pure litigare. Al centro dello scontro i voti in decimi al posto dei giudizi già dalle elementari. «E nessuna circolare dal ministero», accusano i presidi. Così ognuno fa di testa propria. C'è chi ha deciso «di rimandare il tutto a giugno». Chi accompagnerà «i voti a un giudizio globale». E chi, ancora, non scenderà «sotto il cinque». In sintesi: «è la confusione totale». Un'altra incognita che turba i dirigenti è il voto in condotta. E, su questo punto, i più agguerriti sono i sindacati: «Siamo in allarme per le troppe incertezze». Perché si torna indietro. «Di oltre trent'anni». A PAGINA 6 Argentieri e Sacchi

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Galleria, volantini e fumogeni degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-16 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La protesta Galleria, volantini e fumogeni degli studenti «180 volte No». No alla legge Gelmini. No alla riforma dell'università. Gli studenti sono scesi, ancora una volta, in piazza per dire: «No». «Voi approvate noi blocchiamo», recita parte dello striscione appeso in Galleria Vittorio Emanuele. I ragazzi, in tutto una cinquantina, hanno acceso tre fumogeni e lanciato dai balconi dell'Ottagono volantini di protesta. Un blitz durato una decina di minuti e terminato poco prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Il messaggio è sempre lo stesso: «Noi non ci fermiamo». Dalla settimana prossima al via nuove mobilitazioni.

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Pagelle, via ai voti. <Nessuna regola, è il caos> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-16 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La polemica Scontro sulle nuove valutazioni. Tra legende delle schede e rinvii a giugno. «Ogni istituto farà da sé». Pagelle, via ai voti. «Nessuna regola, è il caos» Presidi preoccupati sulla riforma: mancano le linee guida. I sindacati: indietro di trent'anni Ancora dubbi e incertezze sull'introduzione della nuova pagella con i voti. «Non è ancora arrivata la circolare attuativa» L'obiettivo del ministero è fare un passo avanti, con il voto. «Per avere una scuola più competitiva». Ma i sindacati sono di tutt'altro avviso. E parlano «di passo indietro. Di oltre trent'anni». Così le nuove pagelle fanno discutere. Anzi litigare. Al centro dello scontro i voti in decimi al posto dei giudizi già dalle elementari. «E nessuna circolare attuativa dal ministero», accusano i presidi. Così ognuno fa di testa propria. C'è chi ha deciso «di rimandare il tutto a giugno ». Chi accompagnerà «i voti a un giudizio globale». E chi, ancora, non scenderà «sotto il cinque». In sintesi: «E' la confusione totale». Presidi preoccupati. Insegnati confusi. Istituti nell'incertezza. «La circolare con le indicazioni non è ancora arrivata ». Così «a mali estremi, estremi rimedi». E durante i consigli di classe, si rivendica l'autonomia scolastica. Ognuno fa da sé. Alla Bruno Munari si è pensato di accompagnare la pagella «con cartoncini, in cui si spiega che cosa è richiesto agli alunni». La certezza è che «il voto non sarà una media matematica », spiega la preside Fiorella Fioretti. E al centro delle incognite la reazione dei bambini. Per questo «nessun voto in decimi per i bambini di prima elementare». Anche perché con questo sistema «ci saranno molte più insufficienze ». Micaela Francisetti, dirigente dell'istituto Pertini, lo spiega con l'assenza di «complessità nel giudizio. I voti saranno molto più netti». E proprio per non turbare i più piccoli, al Trotter «si darà una gamma limitata di voti. Dal 5 in su per i più piccoli». Francesco Cappelli, con ogni consiglio di classe, sta studiando un escamotage «per non stravolgere l'impianto qualitativo della valutazione ». Di certo, «per aiutare i genitori sulla pagella ci sarà una scheda a parte con una legenda ». Meno certo «se a partire già adesso. Oppure aspettare giugno». Grande indecisione anche nella scuola di via Giusti. Il preside Roberto Bellini si atterrà «alla normativa precedente, visto che nessuno ha ricevuto un regolamento ». Un'altra incognita ,che turba i dirigenti, è il voto in condotta. «Già dalle medie è importante. Ma quelli sono anni delicati per i ragazzi. Bisogna tenere conto di molti fattori», spiega Giuseppe Lassandro a capo dell'istituto Moscati. E dare «un cinque è come interrompere un cammino di un ragazzo ». E su questo punto i più agguerriti sono i sindacati. «Siamo in allarme per le troppe incertezze», sottolinea Attilio Paparazzo della Cgil. Perché si torna indietro. Di troppo. «Di oltre trent'anni». Benedetta Argentieri Annachiara Sacchi

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Federalismo, arriva il primo sì tra le polemiche (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-01-2009)

Argomenti: Scuola

n. 14 del 2009-01-16 pagina 0 Federalismo, arriva il primo sì tra le polemiche di Adalberto Signore Via libera alla riforma dalle commissioni in Senato. Ma la Lega riaccende la querelle Nord-Sud sull?assistenzialismo. E il governo va sotto sulla deroga al patto di stabilità. I sindaci padani: i romani si abbuffano. Scopelliti:"No, giusti i privilegi". Tosi: "Inaccettabile una città più uguale delle altre". Brunetta: "La Lega fa bene" «Normale dialettica», giura il ministro dell?Interno Roberto Maroni che preferisce smussare le tensioni degli ultimi giorni tra Pdl e Lega. Sempre più visibili, se dopo la crociata su Malpensa, le bacchettate sul Pdl e gli stop and go sulla riforma della giustizia, ancora ieri il Carroccio ha scelto la linea del movimentismo. Non solo a parole ma anche nei fatti. Pur senza dare troppa importanza al voto di un ordine del giorno, infatti, complice l?astensione della Lega il governo è andato sotto su una mozione del Pd che consente ai comuni di derogare al patto di stabilità, l?ultima - in ordine di tempo - delle crociate lanciate dal Carroccio. Tanto che il capogruppo alla Camera Roberto Cota non esita a definirlo «un segnale». Che arriva «del tutto inaspettato», spiega il vicepresidente dei deputati Pdl Osvaldo Napoli, proprio all?indomani del lungo faccia a faccia tra Berlusconi e Bossi. Nonostante i chiarimenti e le rassicurazioni, insomma, il Carroccio continua a seguire la linea movimentista che sempre più nelle ultime ore sta portando a una contrapposizione tra quelli che nelle semplificazioni della politica vengono definiti il partito del Nord e quello del Sud. Da una parte, ovviamente, la Lega; dall?altra quei settori di Forza Italia e An più sensibili alle ragioni del Mezzogiorno e il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto; in mezzo - come sempre a mediare - il Cavaliere. Che pare non abbia affatto gradito la sortita in Aula del Carroccio. D?altra parte, neanche ventiquattrore prima, si era a lungo parlato con Bossi della deroga per Roma al rispetto del patto di stabilità e dell?utilizzo dei fondi del Fas (Fondi aree sottoutilizzate, per lo più destinati al Sud) che, secondo Fitto, troppo spesso sarebbero stati utilizzati impropriamente. E invece di prima mattina ci si è messa la Padania («I sindaci leghisti sul piede di guerra», il titolo che troneggiava tra pagina 2 e 3) e più tardi il voto alla Camera. Più che su tante altre questioni, dove magari la Lega si è trovata ad affondare con l?obiettivo di ottenere un tornaconto sotto il profilo della comunicazione, quello dei sindaci è infatti un tema che scotta anche per Bossi. Che pur essendo del Carroccio il leader incontrastato sì è ritrovato a sorbirsi le lamentele dei sindaci di tutto il Nord, dal veronese Flavio Tosi a quelli dei piccoli comuni. Anche per questa ragione il Senatùr si sarebbe lamentato con Giulio Tremonti che - raccontano a via Bellerio - non l?avrebbe messo al corrente della deroga per Roma. Anche se, insiste Napoli, «troppo spesso» e «per ragioni elettorali» la Lega «si sveglia con un po? di ritardo». L?ha fatto sul patto di stabilità dei comuni, «problema da me sollevato già a novembre». E pure su Air France, perché «hanno dato fuoco alle polveri dopo un mese di silenzio e quando l?accordo con Cai era ormai chiuso». Nei tanti incontri della giornata a Palazzo Grazioli, Berlusconi dice di «capire» le ragioni di Bossi ed «esclude problemi con la Lega» perché «l?alleanza è solida». E in questo senso va il via libera delle commissioni del Senato - con l?astensione di Pd e Udc - del ddl sul federalismo fiscale. Ma il premier è anche cosciente del rischio che la contrapposizione tra partito del Nord e partito del Sud si irrigidisca in vista della tornata elettorale di giugno. Per questo durante un pranzo con i cosiddetti quarantenni (c?era tra gli altri i ministri Alfano, Gelmini, Carfagna e Fitto insieme a Lupi e Ravetto) raccomanda loro di «attrezzarsi». «Serve - spiega Berlusconi - una maggiore presenza al Nord ma anche più attenzione per il Sud». La giornata del Cavaliere, però, è dedicata anche al futuro del Pdl. Di cui si parlerà oggi, quando il premier e Gianfranco Fini si incontreranno alla Camera per un pranzo dopo che ieri si sono sentiti al telefono per la prima volta dagli auguri di Natale. Sul fronte abruzzese, invece, Berlusconi sta cercando la quadra in vista della definizione della nuova giunta regionale guidata da Gianni Chiodi che avrà dieci assessori. Per questo in mattinata a Palazzo Grazioli si riuniscono i vertici locali e nazionali del Pdl insieme con ìGianfranco Rotondi e Carlo Giovanardi, che chiedono di essere rappresentati nella squadra. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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L'UNIVERSITA' DELLE CATTEDRE GRIGIE (sezione: Scuola)

( da "Lavoce.info" del 16-01-2009)

Argomenti: Scuola

>L'UNIVERSITA' DELLE CATTEDRE GRIGIE di Giuseppe Caputo 16.01.2009 I professori universitari italiani sono i più vecchi d'Europa e godono del privilegio di andare in pensione più tardi dei colleghi europei senza dover produrre risultati scientifici. Il decreto legge 180/08 del ministro Gelmini fissa le quote d'immissione dei giovani ricercatori nel sistema universitario, ma non affronta il nodo dell'età pensionabile dei docenti ordinari. All'università serve una riforma che diminuisca rapidamente il numero degli ordinari, preservando al contempo la trasmissione del sapere fra le generazioni.   La composizione del corpo docente universitario è cambiata nel corso degli anni. Fino al 1980 i professori ordinari erano poche migliaia. Con l'approvazione della legge 382/1980, si è verificata un?ingente immissione di docenti che in modo quasi automatico sono stati trasformati da assistenti in ricercatori e in professori grazie a una valanga di concorsi ad personam: un vero e proprio ?tsunami? di assunzioni come è stato definito da Francesco Sylos Labini e Stefano Zapperi, ovvero ?un'onda anomala? di nuovi docenti per stare alla definizione di Salvatore Settis. (1) I PIÙ VECCHI D'EUROPA Negli anni, la tendenza dell'università a investire risorse negli avanzamenti di carriera è stata mantenuta e anzi è diventata ancor più massiccia. In seguito all'introduzione dei concorsi locali a idoneità tripla voluti dal ministro Berlinguer nel 1998, il numero degli ordinari è aumentato fino a eguagliare, e addirittura superare nel 2001, il numero degli associati e dei ricercatori. Rispetto al 1998 il numero di ordinari è aumentato del 46 per cento, a fronte di un aumento complessivo del corpo docente del 24 per cento. (2) Oggi, la composizione delle tre fasce si equivale con circa 20mila docenti per fascia e forma la cosiddetta ?struttura a cilindro? del corpo docente. L'allargamento a dismisura del numero di ordinari ha contribuito a ingrossare le spese di personale degli atenei, oggi prossimi al tracollo finanziario. La classe docente italiana è anche la più vecchia d'Europa. Come riportato nel rapporto Miur, il 55 per cento dei docenti di ruolo supera i 50 anni con una distribuzione dell?età diversa fra le tre fasce. Gli ultra-cinquantenni costituiscono l?82 per cento degli ordinari, il 55 per cento degli associati e il 31 per cento dei ricercatori. Se poi si osserva la fascia d?età degli ordinari, si rileva che il 45 per cento  ha più di 60 anni e che addirittura il 24 per cento ne ha oltre 65. Nel panorama internazionale ed europeo in particolare, l?Italia è tra i paesi con la quota più alta di docenti ultra-cinquantenni, come si vede nella figura 1. Una riduzione dell'età dei docenti si è avuta dal 2003 anche se in una misura ancora insufficiente. Le cause dell'elevata età media dei docenti sono essenzialmente due: i tempi troppo lunghi per l'immissione in ruolo dei ricercatori, che avviene secondo percorsi non definiti, e una normativa troppo generosa sull'età pensionabile dei professori ordinari. Il primo aspetto viene affrontato dal decreto legge 180/08 che fissa al 60 per cento la quota di immissione dei ricercatori. Il secondo aspetto richiederebbe un intervento mirato di riduzione dell'età pensionabile. In Italia, i lavoratori vanno in pensione a 65 anni, mentre i professori universitari lo fanno molto più tardi. Come notanoSylos Labini e Zapperi, si tratta di un'antica tradizione italiana. La legge 498/1950 introduce la collocazione fuori ruolo a 70 anni e la pensione definitiva a 75. Il limite viene mantenuto fino alla legge 382/1980 che abbassa l?età di collocamento fuori ruolo a 65 anni e quella della pensione a 70. Un cambiamento superato con la legge 230/1990 che ripristina la normativa precedente, definendo opzionale il collocamento fuori ruolo a 65 anni. Come se ciò non bastasse, con il decreto legge 503/1992 si permette ai docenti di rimanere in servizio per un ulteriore biennio oltre il limite di età, innalzando quindi l?età di permanenza in ruolo sino a 72 anni. A questa opzione favorevole si è aggiunta la possibilità di ottenere il fuori ruolo per tre anni in modo automatico. Molti docenti immessi in ruolo negli anni Ottanta godono di questo privilegio, che tuttavia dopo la riforma dell'allora ministro Mussi (articolo 2 legge Finanziaria 2008) è in progressiva abolizione. Infine, la riforma Moratti (203/2005) abolisce la permanenza fuori ruolo e fissa a 70 anni l?età della pensione, ma questo solo per i nuovi assunti. QUANTO COSTA L'ORDINARIO ANZIANO L'idea del pensionamento in tarda età era in linea di principio condivisibile poiché riconosceva ai pochi professori, provenienti da un duro percorso di selezione, un valore intellettuale e professionale tale da rendere vantaggioso per il sistema universitario una vita lavorativa prolungata. I cambiamenti legislativi che hanno aumentato il numero degli ordinari e svuotato il processo di selezione con le sanatorie e le idoneità multiple ha però di fatto reso controproducente e costoso per il sistema una vita lavorativa protratta fino a 72 anni e più. Nell'enorme massa dei circa 20mila ordinari che popolano le facoltà italiane sono difatti ben pochi quelli in grado di rimanere intellettualmente attivi nella ricerca e nella didattica fino a tarda età. I sette anni aggiuntivi rispetto ai comuni lavoratori che vanno in pensione a 65 anni costano agli atenei una cifra elevata: un ordinario a fine carriera costa al proprio ateneo circa 120mila euro all'anno, che per sette anni diventano 840mila. Con questa cifra si potrebbero pagare 28 ricercatori per un anno o, se si preferisce, un ricercatore per 28 anni. Lo svecchiamento del sistema universitario e l'aumento dei giovani ricercatori, necessari per rimettere in moto l'università italiana, passa anche attraverso una revisione dell'età pensionabile che andrebbe riportata a 65 anni per i docenti oggi in servizio. (3) È altresì vero che nella massa dei 20mila ordinari ci sono personalità di grande spessore scientifico e culturale, i quali costituiscono un patrimonio importante per la trasmissione del sapere. Ispirandosi al sistema anglosassone, per loro andrebbe prevista la costituzione della figura del ?professore emerito?. Un titolo da conferire unicamente ai professori meritevoli e di chiara fama che dopo il raggiungimento dell'età pensionabile desiderano continuare l'attività di insegnamento e di ricerca. Per evitare i soliti automatismi dell'università italiana, il titolo andrebbe riconosciuto solo su richiesta motivata e attribuito solo per alti meriti scientifici dopo una rigorosa valutazione. Infine per evitare abusi il numero massimo di professori emeriti andrebbe fissato per legge, ad esempio al 5 per cento del numero di professori ordinari della facoltà di appartenenza. Figura 1. Percentuale di docenti di ruolo (ordinari, associati e ricercatori) con oltre 50 anni di età. a.a. 2004/2005. Fonte: Rapporto Miur "Le risorse dell'università" 2007 da dati Eurostat.   (1) Il Sole 24Ore, 11/11/2008 (2) Rapporto Miur "Le risorse dell'università" 2007. (3) Una proposta in questa direzione è stata avanzata anche da Daniele Checchi e Tullio Jappelli.

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Provincia Arriva la guida per scegliere l'iter di studi giusto (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-01-2009)

Argomenti: Scuola

n. 14 del 2009-01-16 pagina 2 Provincia Arriva la guida per scegliere l'iter di studi giusto di Augusto Pozzoli Torna «Iter 2008», ossia il tradizionale strumento di orientamento per gli alunni che dalla terza media dovranno passare alle superiori. «La guida - spiega l'assessore all'Istruzione della Provincia di Milano Giansandro Barzaghi presentando l'iniziativa - si propone di dare un orientamento agli studenti e alle famiglie per proseguire gli studi nel passaggio dalla terza media alle superiori, perché spesso si manifesta un fenomeno di dispersione e abbandono dovuto proprio ad una scelta sbagliata». Uno strumento che rischiava di essere inutile se non fosse stata rinviata la riforma delle superiori a cui sta ancora lavorando il ministro Maria Stella Gelmini. La guida, suddivisa in aree formative al cui interno sono raggruppati gli indirizzi didattici affini, è strutturata in due parti: una dedicata all'istruzione secondaria di secondo grado (area liceale, area tecnica, area professionale, corsi serali) e una dedicata alla formazione professionale (corsi di formazione professionale). Oltre alla guida la Provincia mette poi a disposizione una serie di sportelli presso cui gli studenti possono rivolgersi per capire quale sia l'indirizzo di studi a ciascuno più confacente. Durante la presentazione di "Iter 2008" a cui hanno preso parte anche il direttore scolastico regionale Anna Maria Dominaci e il presidente del Cisem Roberto Biorcio sono state illustrate anche alcune analisi sulle motivazioni che stanno alla base delle scelte degli studenti. Ancora una volta è emerso che la famiglia resta sempre il punto di riferimento più importante, soprattutto per chi sceglie di iscriversi a un liceo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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