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toARTICOLI DEL 9-16 gennaio 2009
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IN EVIDENZA
Scadenza il 28 febbraio,
ecco le indicazioni su orari e fasce d'età
Tutte le indicazioni sul sito del ministero. Iscrizioni a scuola,arrivano le istruzioni
di SALVO INTRAVAIA (La Repubblica 16-1-2009)
TUTTI I MODULI PER LE
ISCRIZIONI
ROMA - Ecco la circolare sulle iscrizioni a scuola. Il
ministero dell'Istruzione l'ha pubblicata sul proprio
sito pochi minuti fa, contestualmente al decreto per attribuire le
insufficienze in condotta ai ragazzini della scuola media. Dopo le polemiche di
questi giorni e le vivaci proteste dei sindacati che hanno denunciato lo
"stato confusionale" della scuola, dirigenti scolastici, insegnanti e
famiglie hanno a disposizione due provvedimenti che consentono le iscrizioni
all'anno scolastico 2009/2010 e la valutazione del primo quadrimestre con il
ripristino dei voti in decimi all'elementare e alla media.
Scadenza iscrizioni. I genitori che dovranno iscrivere i propri figli
nella scuola dell'infanzia, alla prima classe della scuola primaria, secondaria
di primo grado e secondaria di secondo grado dovranno presentare il relativo
modulo predisposto dal ministero dell'Istruzione entro e non oltre il 28
febbraio prossimo. L'iscrizione alle classi intermedie viene curata delle
segreterie scolastiche.
Scuola dell'infanzia. Potranno richiedere l'iscrizione al primo anno
della scuola primaria i genitori dei bambini che compiranno sei anni entro il
31 dicembre 2009. Possono altresì essere iscritti i piccoli che compiranno sei
anni entro il 30 aprile 2010.
Quest'ultima possibilità è subordinata alla disponibilità dei posti,
all'esaurimento delle liste d'attesa, alla disponibilità di locali e dotazioni
idonei ad accogliere i piccoli anticipatari e alla valutazione pedagogico
didattica del collegio dei docenti. Ove ricorrano le condizioni logistiche e
funzionali, continua anche l'esperienza delle "sezioni primavera" per
i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi. L'orario di funzionamento
normale è di 40 ore settimanali: 8 ore al giorno. Le famiglie possono anche
richiedere un orario ridotto a 25 ore settimanali o prolungato di 50 ore a settimana.
Scuola primaria. Hanno l'obbligo di iscriversi in prima elementare i
bambini che compiono sei anni entro il 31 dicembre 2009. Mamme e papà possono
optare per l'anticipo, riservato ai piccoli che festeggiano il sesto compleanno
entro il 30 aprile 2010. La domanda può essere presentata in qualsiasi scuola
(del territorio di appartenenza o no). Le istanze verranno accolte in basa ai
criteri elaborati e resi noti dagli organi collegiali della scuola. Nel modulo
di domanda le famiglie dovranno indicare l'ordine di priorità delle 4 opzioni
orarie: 24, 27, 30 o 40 ore per il tempo pieno. Ma per l'orario settimanale di
30 ore e il tempo pieno di 40 ore verranno accontentati i genitori soltanto in
relazione alle disponibilità di organico della scuola.
Scuola media. L'iscrizione al primo anno della scuola secondaria di
primo grado avviene tramite la scuola primaria frequentata dall'alunno.
L'istanza va indirizzata alla scuola prescelta e deve riportare l'ordine di
preferenza delle tre opzioni orarie: 30 ore settimanali (29 ore curricolari più
un'ora di approfondimento di Italiano) , tempo prolungato di 36 ore o tempo
prolungato di 40 ore a settimana. I posti a disposizione per frequentare il
tempo prolungato dipenderanno dalle dotazioni organiche che assegnerà il ministero
alle singole scuole. Al momento dell'iscrizione le famiglie possono anche
scegliere l'Inglese potenziato: 5 ore settimanali anziché 3 più due di una
seconda lingua comunitaria. Per gli alunni che frequentano gli istituti
comprensivi l'iscrizione in prima media è effettuata d'ufficio dalla segreteria
scolastica.
Scuola secondaria di secondo grado. Coloro che terminano il primo ciclo,
in base alle norme sull'assolvimento dell'obbligo di istruzione, sono tenuti ad
iscriversi al primo anno della scuola superiore o a frequentare un percorso di
istruzione e formazione professionale triennale.
Valutazione del comportamento. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini, ha firmato il decreto sulla valutazione del comportamento degli
studenti. "La valutazione del comportamento degli studenti - spiega il
decreto - nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria di
secondo grado è espressa in decimi". La valutazione espressa dal consiglio
di classe "si riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede
scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere
educativo posti in essere al di fuori di essa". L'attribuzione di un voto
inferiore a sei decimi, "in presenza di comportamenti di particolare e
oggettiva gravità", comporta l'automatica bocciatura. Il consiglio di
classe può attribuire una valutazione insufficiente in condotta soltanto in
presenza di sanzioni disciplinari che comportino l'allontanamento dalla scuola
superiore a 15 giorni e per quegli alunni che a seguito di tali sanzioni
"non abbiano dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel
comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel
suo percorso di crescita e di maturazione". Le scuole "sono tenute a
curare con particolare attenzione sia l'elaborazione del Patto educativo di
corresponsabilità, sia l'informazione tempestiva e il coinvolgimento attivo
delle famiglie in merito alla condotta dei propri figli".
(16 gennaio 2009)
·
Articoli
Scuola (134)
Festeggiati i 103 anni di Nonna Gabri
( da "Stampa,
La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ALASSIO
Festeggiati i 103 anni di Nonna Gabri Il Comune e i familiari hanno festeggiato
mercoledì mattina i 103 anni di Gabriella Gelmini Corvi. L'ultracentenaria,
nata il 7 gennaio
UNIVERSITA',
SPESA RIDOTTA PER GLI ATENEI ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini non
toglie però il macigno che peserà sui bilanci degli Atenei a partire dal
Premiati
gli atenei virtuosi ( da "Trentino"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accoglie positivamente il decreto Gelmini TRENTO. Il tanto discusso decreto Gelmini sull'università è legge. Il provvedimento è stato approvato ieri pomeriggio dalla Camera dei deputati. Il testo è quello uscito dal Senato lo scorso 28 novembre. La riforma Gelmini è accolta con soddisfazione dal rettore dell'Università di Trento Davide Bassi poiché contiene una novità importante:
Mezzano,
serata informativa sull'agricoltura biologica
( da "Trentino"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Relatore Ivo Gelmini, produttore biologico e vicepresidente dell'Associazione trentina per l'agricoltura biologica. L'incontro, promosso da Atabio (Associazione trentina per l'agricoltura biologica) con il sostegno del Comune e della Condotta Slow Food "Feltrino e Primiero", sarà anche occasione per offrire l'opportunità di acquistare e scambiare sementi locali,
NEO
- DEM La riforma Gelmini che c'è e non c'è
( da "Italia
Oggi" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Indietro NEO - DEM La riforma Gelmini che c'è e non c'è PRIMO PIANO Di Pierluigi Mantini La legge Gelmini votata dalla Camera davvero non può definirsi una riforma dell'Università. è un provvedimento un po' migliorato dal Senato e occorre riconoscere una qualche disponibilità in quella sede all'ascolto dell'opposizione.
Prof
fannulloni, stipendi tagliati ( da "Italia Oggi"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pacelli Il dl Gelmini, convertito in legge ieri, prevede l'istituzione di un'anagrafe di professori e ricercatori Penalizzati i docenti che non pubblicano opere di qualità Università, si cambia. E d'ora in poi chi cerca e trova sarà premiato, chi non lo fa, invece, sarà penalizzato.
Il
sito che piace ai politici e premia Berlusconi
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini: per lei oltre 23mila sostenitori. A seguire: il leader dell'opposizione, Walter Veltroni, con 17.678 sostenitori, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in forte crescita con quasi diecimila sostenitori. Al settimo posto di questa speciale classifica c'è l'ex governatore sardo Renato Soru con oltre ottomila fans e all'
L'ira
di Fassino su Mantini Basta cazzate sui giornali
( da "Unita,
L'" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre in Aula ci sono le dichiarazioni di voto sul dl Gelmini e, fuori, metà dei deputati aspetta di chiudere la pratica con l'ultima votazione. Piomba in un attimo su Pierluigi Mantini, che è su uno dei divanetti bordeaux della sala e parla ai microfoni di Radio Radicale. È furioso Fassino, davvero, ma freddo.
CONCORSI
NUOVE POSSIBILITÀ PER I RICERCATORI
( da "Unita,
L'" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: più propriamente detto decreto Gelmini-Giavazzi (dal nome del ministro proponente e del professore ispiratore), contiene diverse dichiarazioni velleitarie, prive di effetti concreti, e molte disposizioni affrettate, talvolta inapplicabili. Contiene anche, però, una norma che dovrebbe avere effetti positivi sul reclutamento dei docenti,
"scuola,
duemila i posti a rischio" ( da "Repubblica, La"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ciò alla luce della bozza di Regolamento predisposta dal ministro Gelmini e approvata dal Consiglio dei Ministri prima di Natale 2008 e che attende a breve il via definitivo. Lo rende noto la Flc-Cgil Puglia che rilancia la mobilitazione del settore. Infatti, oltre all´introduzione del maestro unico nelle prime classi, che di per sè produrrebbe una riduzione di circa 1.
atenei,
la riforma gelmini è legge il pd: tagli di un miliardo di euro - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la riforma Gelmini è legge Il Pd: tagli di un miliardo di euro Il decreto è stato approvato con 281 voti, contrari 196. No del Partito democratico e Idv MARIO REGGIO ROMA - Il decreto Gelmini sull´università è legge. è stato approvato ieri in via definitiva dalla Camera: 281 voti a favore, 196 contrari, 28 gli astenuti.
In
Sardegna la sinistra ha... ( da "Giornale.it, Il"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: impegno preso dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini subito dopo l'approvazione del decreto di riforma del sistema universitario, promosso dall'aula di Montecitorio con 281 sì, il no del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori e l'astensione dell'Udc. Astensione giudicata dal ministro «un risultato politico importante».
università,
ora si cambia ( da "Tirreno, Il"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Udc si astiene sul voto finale Università, ora si cambia Via libera alla riforma Gelmini con il ricorso alla fiducia ROMA. Il decreto Gelmini in materia di università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari, e 28 astenuti.
la
sfuriata di fassino a mantini ( da "Tirreno, Il"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Camera ha appena votato sul decreto Gelmini quando l'ex segretario dei Ds aprostrofa nuovamente Mantini: «Sei un irresponsabile, sei un cretino, tu devi rispondere delle cose che dici, ci vediamo in tribunale». A far saltare i nervi di Fassino le accuse dell'ex esponente popolare sulla questione dei fondi.
La
sfuriata di Fassino a Mantini ( da "Trentino"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Camera ha appena votato sul decreto Gelmini quando l'ex segretario dei Ds aprostrofa nuovamente Mantini: «Sei un irresponsabile, sei un cretino, tu devi rispondere delle cose che dici, ci vediamo in tribunale». A far saltare i nervi di Fassino le accuse dell'ex esponente popolare sulla questione dei fondi.
Università,
ora si cambia ( da "Trentino"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Udc si astiene sul voto finale Università, ora si cambia Via libera alla riforma Gelmini con il ricorso alla fiducia ROMA. Il decreto Gelmini in materia di università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari, e 28 astenuti.
Cambia
l'università: criteri più selettivi per scegliere i docenti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Via libera definitivo alla riforma Gelmini Cambia l'università: criteri più selettivi per scegliere i docenti L'intervento di riforma dell'università è legge:la Camera ha approvato ieri in via definitiva il decreto voluto dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Il provvedimento modifica, tra l'altro, le disposizioni per i concorsi,
Un'autonomia
da costruire ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è solo un
primo passo, ma il ministro Mariastella Gelmini si è guadagnato un'apertura di credito
da chi spera sia ancora possibile liberare le potenzialità inespresse del
nostro sistema universitario. Continua u pagina
E
sui fondi è lite Fassino-Mantini ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: finito il voto in aula alla Camera sul decreto Gelmini, Fassino si avvicina di nuovo a Mantini: «Sei un irresponsabile, sei un cretino. Tu devi rispondere delle cose che dici». E chiude: «Ci vediamo in tribunale». Mantini ribadisce poi così il suo ragionamento sulla gestione finanziaria del partito: «Dal momento che molti circoli del Pd sono nelle ex sezioni dei Ds,
Premi
agli atenei virtuosi e riforma dei concorsi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini e già approvato dal Senato il 28 novembre scorso. Decisamente soddisfatta la stessa Gelmini: «L'università – ha commentato – oggi cambia. Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'università per diventare professori o ricercatori.
Uno
spiraglio sull'abolizione del valore legale
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: abolizione del valore legale Della fase due di riforma dell'università, più volte annunciata dal ministro Gelmini, dovrebbe fare parte anche l'abolizione del valore legale della laurea. Un'indicazione è arrivata ieri da Montecitorio, dove l'assemblea ha approvato un ordine del giorno, presentato dalla Lega nord, che vincola in questo senso il Governo.
Più
fondi agli atenei virtuosi La riforma diventa legge
( da "Corriere
della Sera" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il decreto Gelmini sull'università, oggetto di forti contestazioni negli atenei, è stato definitivamente approvato dalla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari e 28 astenuti, tutti dell'Udc. I termini di conversione sarebbero scaduti oggi. «Si afferma il valore del merito e per la prima volta le risorse saranno distribuite sulla base della meritocrazia &
Torna
stasera <Prima pagina> ( da "Sicilia, La"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le polemiche con la Gelmini. Passeremo alla trasmissione sull'agricoltura con l'opinione del ministro Luca Zaia, quindi alla puntata che ha riscosso enorme successo, quella sulla povertà incombente a causa delle crisi dell'economia mondiale: fra l'altro risentiremo Alice cantare un pezzo scritto da Pier Paolo Pasolini.
Liceo
Foscolo al freddo, niente lezioni
( da "Sicilia,
La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anno a causa degli scioperi per la riforma Gelmini e adesso questa protesta i miei alunni di lezioni ne hanno seguito pochine». Dall'altra parte della «barricata» ci sono invece gli studenti del liceo Foscolo i quali non ne vogliono assolutamente sapere di tornare tra i banchi sino a quando il problema non sarà risolto.
Critiche
dal Pd<Continua lo scippodi risorse al Sud>
( da "Sicilia,
La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta soddisfatta la conversione in legge del decreto sull'Università. «Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'Università per diventare professori o ricercatori».
Atenei,
via libera alla riforma Gelmini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: via libera alla riforma Gelmini Il ministro: premiati il merito e i giovani. Votano contro la legge Pd e Idv mentre l'Udc si astiene --> ROMA Il decreto Gelmini sull'Università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari,
Università,
più fondi ad atenei virtuosi, on. Antonio Palagiano (IdV): "era nostro
odg" ( da "Sestopotere.com"
del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: approvazione del ddl Gelmini avvenuta ieri alla Camera. “Ricorrendo per la nona volta alla fiducia si è approvata una riforma che è tale solo nelle intenzioni, ma non certo nei fatti – continua il deputato Idv - Questo ddl è stato definito un passo avanti verso la meritocrazia, ma come può esserlo, se l?
Neve,
ma Milano non è Marsiglia nè Madrid (per fortuna)
( da "Giornale.it,
Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in.
Vacanze
( da "Giornale.it,
Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali. Perchè il centrodestra deve sempre aver paura.
Protesta
antiGelmini, salta Nones ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per colpa della Gelmini salta l'incontro degli studenti con l'alpinista Walter Nones. Anche la chiacchierata su scalate e montagna è finita nell'ingranaggio dello sciopero bianco dei docenti contro i tagli del ministro della pubblica istruzione. Era in programma per martedì, ma ieri è stato comunicato dalle due scuole che non se ne fa nulla.
Sarmede,
scuole salve ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In base al decreto Gelmini avrebbe dovuto essere accorpato ad una presidenza di un comune limitrofo a Sarmede. Il sindaco Eddi Canzian e la sua giunta si sono opposti a questa decisione e hanno interessato della questione l'assessorato alla pubblica istruzione regionale.
una
commissione studia gli effetti della gelmini
( da "Tirreno,
Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lucca Una commissione studia gli effetti della Gelmini Arriva il via libera delle forze politiche di Montecarlo MONTECARLO. Un gruppo di lavoro composto da esponenti della maggioranza e della minoranza consiliare per elaborare un documento comune sui possibili effetti delle legge Gelmini sull'istituto scolastico comprensivo da presentare al ministero della pubblica istruzione,
pera
il migliore ( da "Tirreno, Il"
del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Secondo le medie-voto elaborate prendendo in esame "Il Tirreno" e quelle dei due principali quotidiani sportivi nazionali che danno le pagelle alle partite di serie D (Corriere dello Sport / Stadio e Tuttosport) sul podio svetta il lucchese Manuel Pera, autentica rivelazione della truppa di mister Favarin.
Su
giustizia e federalismoanche il Pd si gioca tutto
( da "Secolo
XIX, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, hanno fatto ripartire la protesta sociale, il Partito democratico ha improvvisamente ripreso a fare opposizione: giungendo a minacciare, contro i decreti, quel referendum che era stato lasciato all'Idv sul lodo Alfano. Dopo aver dato la sensazione di transigere sui valori, in altri termini, il Pd è parso cavalcare una protesta che coinvolgeva gli interessi del suo elettorato
Giustizia,
una riforma condivisa è possibile
( da "Secolo
XIX, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: No alla riforma Gelmini dell'Università? Bastò che - alla prima modifica - la conferenza dei rettori passasse dalla minaccia di dimissioni di massa all'applauso perché venisse fuori una buona legge con il contributo dell'opposizione che pure non l'ha votata (ma l'Udc si è astenuto).
torna
il voto in pagella ma è caos nelle scuole "siamo impreparati" - salvo
intravaia ( da "Repubblica, La"
del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Pagina 17 -
Cronaca Torna il voto in pagella ma è caos nelle scuole "Siamo
impreparati" Il varo a fine mese ma manca il regolamento Alle elementari e
medie giudizi in pensione. Si viene promossi solo col
Antitrust:
troppi i libri consigliati ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fatto al Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con una segnalazione inviata ieri a conlusione dell'indagine sui prezzi dei libri scolastici, effettuata, in collaborazione con la Guardia di Finanza, a partire dal mese di agosto 2008.
Atenei,
a corredo della fiducia un pieno di ordini del giorno
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini in vigore da oggi Atenei, a corredo della fiducia un «pieno» di ordini del giorno Alessandro Galimberti ROMA La riforma Gelmini dell'Università da oggi è in vigore: con la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 6 di ieri, il riordino del sistema accademico (legge n.
Le
vecchie galline fanno sempre buon brodo
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Che gli studenti manifestino contro la Gelmini o che torni di moda qualsivoglia contestazione antigovernativa, il metro di paragone agli Interni resta lui, classe 1928. Avete presente il guru sulla montagna cui l'indeciso chiede consiglio a costo di scarpinare? Ecco. Di Andreotti non c'è bisogno di dire nulla.
Il
valore legale del titolo di studio residuato antistorico o garanzia di
uguaglianza tra cittadini? ( da "Voce d'Italia, La"
del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Focus Articoli correlati: *L'Universita' dell'Aquila contro il ministro Gelmini *Universita', gli atenei abruzzesi contro il decreto legge Tremonti Guarda tutti i correlati
Rossi:
Cossali fa politica col notiziario
( da "Trentino"
del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che al suo interno ha pubblicato alcuni articoli riguardanti il decreto Gelmini: «Nella rivista - spiega Rossi - oltre agli auguri del sindaco, della redazione ed alcuni articoli attinenti la comunità d'Isera, ho trovato tre articoli contro il decreto Gelmini. Potrei anche condividere quanto scritto, ma non condivido che il periodico diventi strumento di una sola forza politica,
Sette
gli stacanovisti in consiglio ( da "Trentino"
del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: A Gelmini la maglia nera MORI. Claudio Civettini è probabilmente alle ultime battute nel consiglio comunale di Mori, chiamato in consiglio provinciale. Ma da presidente, non si nega alla richiesta di tracciare un bilancio del 2008 appena concluso.
su
pagelle e tempo pieno riparte la sfida alla gelmini
( da "Repubblica,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Su pagelle e tempo pieno riparte la sfida alla Gelmini La Scuola Iqbal Masih lancia la "Giornata di amore per la scuola pubblica". Andrà in scena il prossimo 14 febbraio. I promotori dell´iniziativa sono le maestre e i genitori del coordinamento "Non rubateci il futuro". Metteranno in campo iniziative contro il decreto Gelmini e "l´unico maestro di riferimento".
lo
jacovacci sarà un vero giardino ( da "Tirreno, Il"
del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini che potrebbe comportare tagli a quello che rimane l'unico istituto superiore del Promontorio. E, dato che finora, notano, la questione non è stata mai affrontata a livello istituzionale, impegnano il sindaco e la giunta ad adoperarsi concretamente per raggiungere i suddetti obiettivi per poi riferire al consiglio ed alla competente commissione consiliare gli sviluppi della
"no
gelmini", l'iqbal masih rilancia "ecco come scardinare la
riforma" - tea maisto ( da "Repubblica, La"
del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: No Gelmini", l´Iqbal Masih rilancia "Ecco come scardinare la riforma" "Il 14 febbraio chiameremo tutti per dichiarare il proprio amore per la scuola pubblica" TEA MAISTO L´hanno chiamata la "Giornata di amore per la scuola pubblica" e andrà in scena nel giorno in cui gli affetti la fanno da padrone, il giorno di San Valentino,
rettore,
caretti pronto alla corsa - laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Altro tema caldo e ancora pochissimo esplorato dal momento che il decreto Gelmini è appena passato. Mettere a posto i conti, scendere sotto la fatidica soglia del 90 per cento nelle spese per il personale sul Fondo di finanziamento ordinario, è per il professor Caretti «una premessa prioritaria, ma non l´elemento che condizionerà tutte le decisioni».
longhena,
sfida alla gelmini in pagella alle elementari niente voti, solo giudizi -
venturi a pagina ii ( da "Repubblica, La"
del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina III - Bologna In altri istituti l´insufficienza si fermerà al cinque Longhena, sfida alla Gelmini in pagella alle elementari niente voti, solo giudizi VENTURI A PAGINA II SEGUE A PAGINA II
longhena,
l'ultima provocazione "niente voti, in pagella solo giudizi" - ilaria
venturi ( da "Repubblica, La"
del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in pagella solo giudizi" Singolare decisione contro la riforma Gelmini per il primo quadrimestre In altri istituti l´insufficienza si fermerà al cinque. Niente voti più bassi ILARIA VENTURI IN arrivo le pagelle con i voti. Ma i presidi avvertono: niente tre o quattro alle elementari, ci si fermerà al cinque.
master,
la regione corre ai ripari giro di vite su alcuni corsi all'estero
( da "Repubblica,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: prevedeva un decreto per la ridefinizione dei requisiti minimi degli atenei telematici. Tale decreto, approvato dal consiglio dei ministri, era al vaglio del Consiglio di Stato per il visto definitivo quando, caduto il governo Prodi, non se ne fece più nulla. Ora la Gelmini deve riprendere quella strada». (g. fosch.)
bentornati
i voti a scuola ma la gelmini è da meno meno - michele mirabella
( da "Repubblica,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bari bentornati i voti a scuola ma la Gelmini è da meno meno MICHELE MIRABELLA (segue dalla prima di cronaca) Tuttavia riuscii a familiarizzare con i classici, amatissimi, peraltro, a digerire i verbi dell´ottava classe e l´inestricabile lessicografia greca. Oggi mi darei un voto risicato di sufficienza, diciamo un sei meno meno.
Smog,
parchi e scuola: la lotta delle mamme <pasionarie>
( da "Corriere
della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si incontrano su Internet per combattere un nemico comune: dalla legge Gelmini all'inquinamento. Fondano blog per darsi consigli: dai percorsi da fare in passeggino a come riuscire a gestire un lavoro, un marito e i figli. Una rete di solidarietà nata per tutti i genitori che vogliono darsi una mano. A PAGINA
Smog,
parchi e scuola Le mamme <pasionarie> che difendono la città
( da "Corriere
della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La legge Gelmini per Retescuole. net. I disagi nelle materne per Chiedoasilo.it. E dal web passano ai fatti. Scendono in piazza, sfilano nei cortei. Producono spot pubblicitari. E fotografano la città per consigliare percorsi con le carrozzine, ristoranti e negozi «amici dei bambini».
L'Italia
deve imparare a investire sui giovani
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: della pur meritevole partenza del ministro Mariastella Gelmini. Non è solo un problema di classifiche, ahimè non migliorate significativamente negli ultimi decenni. Bisogna mettersi in testa che alla fine della crisi globale, tra due o tre anni, se non avremo generazioni di giovani campioni della conoscenza, ci ritroveremo ancor più in basso e sarà impossibile rimanere legati all'
L'università
da tre soldi è senza riforma ( da "ItaliaOggi Sette"
del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il decreto Gelmini sull'università è legge. Alcuni, tra cui lo stesso ministro, lo chiamano decreto antisprechi, ed è questa la sua finalità prevalente, e per la trasparenza. Modifiche ai concorsi, incentivi solo alle università virtuose che non spendono oltre il 90% del budget in soli stipendi e che si distinguono per produzione scientifica.
Assemblea
in facoltà, così l'Ondaprova a rialzare la cresta
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2009 IL DECRETO Gelmini è diventato legge e l'assemblea permanente delle facoltà in lotta, parte dell'Onda che da mesi ormai continua la protesta contro la riforma dell'istruzione, si organizza per dare nuova linfa al dissenso. Prima delle festività si sono registrate le occupazioni di Scienze della Formazione, Lettere e Scienze Politiche,
Gite
scolastiche estiveridotti i soggiorni all'estero
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha manifestato contro la Gelmini. Ma questo è un capitolo a sé, che sta facendo infervorare i ragazzi, con dibattiti assai vivaci. Tornando ai costi delle gite, il dirigente del liceo psico pedagogico "Mazzini", Antonio Russo, sta vagliando le varie proposte delle agenzie specializzate spezzine, per far "risparmiare i ragazzi": «Meglio un giorno di meno ?
l'università
i media e il virus della casta - margherita rubino
( da "Repubblica,
La" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: feroce contro le riforme Gelmini e perfino efficace nell´ottenere alcuni rinvii dalla controparte di governo, la protesta degli studenti 2008, al fianco dei professori stavolta, ha portato in piazza nel mese di novembre migliaia di giovani. Da segnalare la forza, la tempestività, la sostanziale correttezza dell´Onda a Genova.
Tappe
forzate per le misure anti-crisi ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: approvazione del "decreto Gelmini" sulle Università – che ha portato così a 45 le leggi varate nel corso della XVI legislatura nei suoi primi otto mesi di vita – Camera e Senato riprendono in questi giorni a tutto ritmo l'attività legislativa. Per il Governo si apre una stagione parlamentare nient'affatto in discesa.
Leggi
e decreti, in Parlamento è già corsa contro il tempo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: legge Gelmini”, con 45 leggi nel carniere e nove voti di fiducia ottenuti in scioltezza dal Governo, da domani le Camere aprono un inverno parlamentare che si annuncia lungo e complicato. Berlusconi preme con cinque disegni di legge collegati alla manovra 2009 ancora in cerca d'autore, e intanto prepara le prossime mosse e le riforme da spedire in Parlamento.
La
nuova scuola: iscrizioni in vista, con un dubbio
( da "Giornale.it,
Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dubbio di Augusto Pozzoli Gli istituti di base attendono ancora le disposizioni a cui attenersi per applicare la riforma Gelmini Le scuole si preparano a raccogliere le domande di iscrizione al prossimo anno scolastico. La scadenza è fissata per il prossimo 28 febbraio, ma ancora mancano indicazioni certe su quel che succederà in seguito al varo della cosiddetta riforma Gelmini.
Il
merito e la riforma dell'Università
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la legge Gelmini non introduce norme realmente nuove ma si limita a mitigare le conseguenze negative di quelle esistenti. Per esempio, per quanto riguarda il reclutamento dei docenti, la legge Gelmini non abolisce la doppia idoneità per l'ultima tornata di concorsi, ma si limita a modificare il meccanismo di formazione delle commissioni concorsuali.
CASO
BRUNETTA LO STATO NON È UNA FERRARI
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le analisi della riforma Gelmini sono concordi: ha visto il problema, ma non l'ha risolto, anzi nemmeno affrontato. Oggi un tifoso Ferrari è orgoglioso della nuova Ferrari, ma un cittadino italiano non è orgoglioso della nuova università. Brunetta pensa che il problema stia nel confronto fra tifoso e cittadino.
Scuole
elementari, è caos sulle ore settimanali
( da "Trentino"
del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è caos sulle
ore settimanali Gli istituti chiedono lumi sulla riforma Gelmini. La Dalmaso:
«Da noi saranno 26» Il ministro ha approvato il progetto che prevede il taglio
da
Rosa
Bianca sempre più aperta al mondo
( da "Trentino"
del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il professor Biasiori ha sottolineato che il recentissimo rinvio della riforma-Gelmini all'anno scolastico 2010-2011 da una boccata d'ossigeno alle scuole. Rimane però il dato di fondo di una normativa della scuola che negli ultimi quindici anni è risultata e risulta tuttora troppo mutevole con più di un grattacapo per chi viene chiamato ogni volta a mutare percorsi e strategie.
paragone
tra i lavoratori della Ferrari e i lavoratori dello Stato. La Ferrari ha appena
svelato la nuova ... ( da "Trentino"
del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le analisi della riforma Gelmini sono concordi: ha visto il problema, ma non l'ha risolto, anzi nemmeno affrontato. Oggi un tifoso Ferrari è orgoglioso della nuova Ferrari, ma un cittadino italiano non è orgoglioso della nuova università. Brunetta pensa che il problema stia nel confronto fra tifoso e cittadino.
L'Onda
cerca casa in una cartoleria di via delle Fontane
( da "Secolo
XIX, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: universitaria genovese si organizza per riempire di nuovi contenuti la protesta portata avanti negli ultimi mesi contro la riforma Gelmini sull'istruzione, ora diventata legge. E chiede ai presidi di Facoltà la concessione di un luogo dove organizzare la protesta in modo da potersi concentrare sui contenuti delle attività senza dover per forza essere etichettati come "occupanti".
Università,
la vera riforma sta in cinque mosse
( da "Secolo
XIX, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La legge Gelmini, approvata lo scorso 8 gennaio, è quindi condivisibile perché prova a rimettere al centro merito e competitività e quindi offre una prima risposta nella direzione di un servizio di interesse generale più evoluto. Anche se è solo un primo passo, ancora inadeguato.
studenti
somari alla ricerca del posto - vincenzo provenzano
( da "Repubblica,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo stesso decreto Gelmini appena approvato ha riaperto il dibattito sulle funzioni dell´università, dopo che per mesi le pagine dei giornali (a cominciare da "Repubblica") hanno posto in luce alcune questioni importanti come l´autoreferenzialità dei professori.
università,
prof e tecnici a casa - michela bompani
( da "Repubblica,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini MICHELA BOMPANI L´Ateneo manda in pensione 140 dipendenti nel 2009: professori ordinari, associati, ricercatori e personale tecnico amministrativo. Il Rettore Giacomo Deferrari ha preparato un taglio al personale clamoroso per l´Università di Genova perché utilizza un articolo di legge che prevede che possa essere messo a riposo ogni dipendente che abbia almeno quarant´
sabato
si va al rigamonti ( da "Tirreno, Il"
del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Mariastella Gelmini, la ginnasta Vanessa Ferrari e calciatori in attività come Volpi, i gemelli Filippini, Diana, Baronio, De Zerbi, Pirlo, Guana, Bonera e quell'Eugenio Corini che in questi giorni viene accostato alla casacca nerazzurra del Pisa. Oltre alla squadra di calcio, che negli anni ha avuto giocatori del calibro di Baggio,
Più
inglese per tutti Full immersion da bambini
( da "Italia
Oggi" del 13-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Del resto, studia l'inglese il 90% degli alunni europei, anche se per un numero limitato di ore (dati Rete Eurydice). Alcune scuole che già ne hanno incrementato l'apprendimento. Come quelle del Faes (Famiglia e Scuola). Qui l'inglese si insegna dalla scuola dell'infanzia secondo un metodo che ne favorisce l'apprendimento naturale attraverso la full immersion in orario scolastico
Dopo
i tagli, tocca alla carriera ( da "Italia Oggi"
del 13-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini- a occuparsene, ma un ddl di iniziativa parlamentare. Si parte dal ddl 953, messo a punto da Valentina Aprea, presidente della commissione cultura della camera, responsabile di spicco del settore scuola per Forza Italia. Il suo ddl è stato assunto come testo base per il comitato ristretto, impegnato a licenziare un provvedimento condiviso da maggioranza e opposizione.
Precari
alla lotta ( da "Italia Oggi"
del 13-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: organizzano Nuove proteste contro i tagli Gelmini I precari sbarcano su Internet con una loro web-tv (l'inidirizzo per vederla è: http://www.mogulus.com/precariscuola) e rilanciano la protesta contro la riforma Gelmini (si veda IO di giovedì scorso). Per tutto gennaio i docenti con contrattoa termine indosseranno in classe un apposito badge sul petto per distinguersi dai colleghi di ruolo.
Per
evitare esuberi, in bilico chi ha 40 anni di lavoro
( da "Italia
Oggi" del 13-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Le tendenze della Gelmini Per quanto riguarda l'istanza di trattenimento in servizio oltre il 65° anno di età e per un periodo massimo di un biennio, la scelta del ministero dell'istruzione sarebbe quella di consentirne l'accoglimento esclusivamente nei casi di mancato raggiungimento dell'anzianità contributiva massima.
Pensioni,
scadenza unica per tutti ( da "Italia Oggi"
del 13-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini rompe gli indugi e fissa termini e modalità per il pensionamento 2009 Domande entro il 26 gennaio. Anche per i dirigenti scolastici Ai dirigenti scolastici, ai docenti e al personale Ata (ausiliario, tecnico e amministrativo) con contratto a tempo indeterminato il ministro MariaStella Gelmini ha concesso altri 13 giorni di tempo per decidere del loro futuro professionale.
"daremo
la pagella ai professori" - ilaria venturi
( da "Repubblica,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: un tema importante previsto anche nelle linee guida del ministro Gelmini». «E´ paradossale - aggiunge Calzolari - il rettore ora ha tutte le responsabilità, anche quelle più minute, ma nessun potere scritto negli statuti. Il potere gli deriva dalla consuetudine interna all´accademia». Ma la nuova battaglia di Calzolari sarà soprattutto sulla qualità della didattica.
Brunetta,
la rabbia dei prof: Vogliono affondare la scuola
( da "Unita,
L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: alla dignità del corpo docente - (i prof del Sud che abbassano la qualità della scuola secondo la Gelmini, ora i prof che si vergognano davanti ai propri figli del mestiere che fanno) - e i «colpi» di mannaia in Finanziaria mascherati come riforma, in realtà un messaggio chiaro sta dando: «Questo governo vuole disfarsi della scuola pubblica.
Tempo
pieno Facciamo più iscrizioni possibili
( da "Unita,
L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: capofila nel movimento di protesta contro la riforma Gelmini, sono in programma due incontri a settimana. E venerdì, per celebrare anche il «No Gelminy Day», (che ricorre ogni 16 del mese), si svolgerà un'assemblea allargata ai genitori di tutte le scuole del quartiere. A conclusione della campagna, il 14 febbraio, ci sarà una grande manifestazione, «Amo e difendo la mia scuola»
Rifondazione,
Frau eletto nuovo segretario ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: mobilitazioni studentesche contro la riforma Gelmini della scuola e nella raccolta di firme contro il cosiddetto lodo Alfano: è il curriculum di Gabriele Frau, nuovo segretario cittadino di Rifondazione Comunista. Il circolo di Serrenti, denominato "Playa Giron" di Serrenti, ha eletto il giovane universitario che ha dichiarato «di proseguire l'impegno della costruzione del Prc a Serrenti,
"Da
stasera l'impegno per la scuola pubblica"
( da "Stampa,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il primo obiettivo è dare informazione chiara e corretta sui danni pesantissimi che il decreto Gelmini provocherà. Non siamo contrari all'ammodernamento del sistema scolastico ma vogliamo fermare il devastante piano che renderà più precaria la formazione di bambini e giovani. Non solo: toglierà anche importanti sostegni alle famiglie e posti di lavoro».
D'Alema,
preavviso di sfratto a Veltroni ( da "Giornale.it, Il"
del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in.
Immissione
in serviziodecise <finestre> annuali
( da "Sicilia,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è cercato di renderle utili anche alla razionalizzazione della spesa in un momento in cui le Università italiane sono chiamate per forza maggiore, dopo l'approvazione della riforma firmata da Mariastella Gelmini, prestare particolare attenzione ai bilanci. La buona gestione finanziaria, infatti, sarà uno dei requisiti necessari per effettuare nuove assunzioni. Roberto Valguarnera
La
Gelmini vuol rubare la Palumbo al Veneto
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini vuol rubare la Palumbo al Veneto Ma il Governatore si oppone: «è troppo brava vogliamo garanzie» Scuola, la dirigente verrebbe chiamata a guidare l'Invalsi GIORGIO CECCHETTI VENEZIA. Da due mesi è in atto un sotterraneo braccio di ferro tra il presidente del Veneto Giancarlo Galan e il ministro della Pubblica istruzione del governo Berlusconi.
Stop
alle minigonne in classe ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pena: un cinque in condotta che, con le nuove regole previste dalla Gelmini, possono comportare la bocciatura. Stesso discorso per i cellulari: all'ingresso in aula finiscono in una cassetta di sicurezza. Alla fine delle lezioni, vengono riconsegnati. (Laura Canzian)
Il
nuovo Hendel: Basta politica, ora parlo del privato
( da "Trentino"
del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ad esempio ci farà vedere come la Gelmini, oltre al maestro unico, troverà anche l'alunno unico, attraverso una trasmissione presentata da Maria De Filippi, in diretta sulle reti unificate Mediaset. Con il televoto i telespettatori da casa sceglieranno l'alunno unico d'Italia".
occhio
alle novità sulle elementari ( da "Tirreno, Il"
del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini di rinviare all'anno prossimo la riforma delle scuole superiori, appare prioritaria. Almeno fino alla fine delle iscrizioni. Lo dice chiaramente il coordinamento scuole lucchesi per la difesa della scuola pubblica, che si incontrerà questo pomeriggio alle 17,30 nella la scuola primaria di San Concordio per discutere di tutte le novità in atto e per proporre modalità di intervento.
Dego,
l'edificio scolastico è stato messo in sicurezza
( da "Stampa,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: impianto elettrico e della caldaia, facendo del plesso di Dego una struttura moderna e all'avanguardia». Lavori che, anche con la riforma Gelmini, non rischieranno di essere sprecati: «La nostra scuola non è tra quelle a rischio chiusura, anzi, al massimo potremmo ospitare alunni di altri paesi come, del resto, stiamo già facendo»
pochi
iscritti, addio a dieci scuole - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Anche perché il criterio che stabilirà quale dirigente scolastico rimarrà in sella e chi dovrà fare i bagagli non è stato ancora concordato. Per questa ragione i nomi degli istituti coinvolti sono rimasti top secret fino all´ultimo. Palazzo d´Orleans, secondo quanto si apprende da fonti dell´assessorato,
il
"nepotismo sostenibile" vizio dell'università milanese - davide
carlucci ( da "Repubblica, La"
del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: cavalcata tanto dai sostenitori quanto dai detrattori della riforma Gelmini, che ha investito gli atenei di mezz´Italia. Degli scandali che a Torino, Bologna, Roma, Firenze, Bari o Messina hanno fatto aprire fascicoli d´inchiesta in alcuni casi finiti in condanne, qui non è arrivata che una flebile eco. Dalla Bocconi alla Statale, dal Politecnico alla Bicocca, l´istituzione è sana,
ateneo,
le pagelle ci sono... - g.franco pasquino
( da "Repubblica,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: non da ultimo, il luogo deputato alla trasmissione delle conoscenze, del sapere. Meglio lo faranno i docenti, meglio sarà per tutti, a cominciare dagli studenti (i quali, purtroppo, nella loro legittima protesta contro la riforma Gelmini sembrano essersi sostanzialmente dimenticati proprio della didattica).
Trasloca
la Don Milani Poi toccherà alla Levi
( da "Stampa,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Qui sono destinate le 10 classi delle elementari di via Tana. «Abbiamo anticipato la razionalizzazione prevista dalla Gelmini, investendo nel futuro dei giovani - ribadisce il sindaco Agostino Gay - Le polemiche sul trasferimento sono inutili e pretestuose».
Don
Gelmini, il superteste conferma accuse
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Italiana Pagina 108 Terni Don Gelmini, il superteste conferma accuse Terni --> TERNI Sono rimasti sulle loro posizioni nel confronto davanti al gup di Terni, durato appena una decina di minuti, Michele Iacobbe, uno dei principali accusatori di don Pierino Gelmini, e Riccardo Bonetta, il quale sostiene che l'altro gli riferì di essersi inventato tutto per estorcere denaro al sacerdote,
La
secondaria non può più attendere ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, dopo essere intervenuta con decisione sulla scuola primaria e sull'università, si è data un anno di tempo per varare la riforma della secondaria superiore. L'Italia l'attende da più di quarant'anni: da quando, nel 1963, entrò in vigore la legge che, sopprimendo l'«avviamento al lavoro » come opzione da scegliere subito dopo la licenza elementare,
Prima
mossa: un liceo davvero scientifico
( da "Sole
24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ora Gelmini). Ottimo. Si è cominciato a parlare con insistenza, anche da noi, di cambiare il metodo di insegnamento delle scienze, particolarmente ad opera del Comitato per lo sviluppo della cultura scientifica, da me presieduto.Da un'attività puramente gnoseologica, deduttiva, si chiede di passare a un approccio didattico sperimentale,
no
a cellulari e fumo al liceo ( da "Tirreno, Il"
del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istituto come negli spazi all'aperto, tanto in orario di lezione che nell'intervallo. Chi viene meno alla regola rischia un abbassamento del voto in condotta e da quest'anno un voto basso può andare ad incidere in modo diretto ed indipendentemente dal rendimento nelle materie ordinarie sull'esito dello scrutinio finale.
BrassEros
( da "Corriere
della Sera" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Meglio la Gelmini, ha lo sguardo sempre attraversato dal turbamento». Chi vorrebbe sul set? «Federica Pellegrini, ci spero tanto. In passato ero pazzo della Lewinsky. Le "maitresse à penser" l'hanno massacrata, ma tutte avrebbero voluto essere al suo posto».
Domani
la Gelmini firma la circolare sulle iscrizioni
( da "Stampaweb,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini firmerà la circolare che fornisce le indicazioni per l?iscrizione alle sezioni della scuola dell?infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado. La firma sarà preceduta dal confronto con i sindacati, previsto per domani. Lo annuncia il ministero dell?
Faremo
del Pd un partito federale ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con quella che passa col nome di riforma Gelmini la nostra università subirà nuovi tagli e i primi a pagare saranno come sempre i precari. Il Pd ritiene che università e ricerca siano settori strategici, che se ci sono sprechi, duplicazioni errori questi vanno tagliati ma le risorse vanno reinvestite nell'università.
Voti
in decimi e più inglese alle medie
( da "Trentino"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: conferma la circolare che firma oggi il ministro Gelmini. Circolare che si articola su diversi punti, compresa la questione del maestro unico. Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010.
Materna
di Vergano rischia la chiusura ( da "Stampa, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: POTREBBE SCATTARE LA LEGGE GELMINI Materna di Vergano rischia la chiusura Lo dicono i genitori e l'opposizione ma il Comune smentisce secco [FIRMA]MARCELLO GIORDANI BORGOMANERO Rischio di chiusura per la scuola materna di Vergano secondo i genitori e l'opposizione, ma la maggioranza smentisce e parla di polemiche strumentali.
Tutto
pronto per il debutto dell'insegnante unico
( da "Italia
Oggi" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: insegnante unico ENTI LOCALI E STATO Oggi il ministro Gelmini firmerà la circolare sulle iscrizioni Maestro unico al via. Oggi il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, firmerà l'attesa circolare con le istruzioni per l'iscrizione degli alunni alle scuole dell'infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado.
dall'etere
a internet tutte le voci della città - lucilla fuiano
( da "Repubblica,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: napoletane o le manifestazioni giovanili contro la riforma Gelmini), Radio Napoli Music trasmette in streaming 24 ore su 24 la migliore musica partenopea, alternata a trasmissioni a tema. Si va da "Bona jurnata" alle otto di mattina a "Una terrazza su Napoli" intorno alle 14.40. Si possono ascoltare autori e interpreti celebri come Edoardo Bennato, Eduardo De Crescenzo e Lina Sastri.
Università,
tagli in vista per corsi di laurea e prof
( da "Stampa,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: presente il limite imposto dalla riforma Gelmini che, per rimanere nell'alveo degli Atenei «virtuosi», ha posto sotto al 90% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) la quota da destinare alle spese fisse (e, dunque, gli stipendi). Le facoltà destinate a perdere il maggior numero di docenti sono soprattutto Medicina, Scienze e Lettere ma è tutta l'università genovese che deve «
A
scuola si cambiavoti in decimie maestro unico
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: A scuola si cambiavoti in decimie maestro unico la circolare gelmini La firma del ministro Mariastella Gelmini è attesa per oggi, poi la circolare sulla scuola diventerà operativa. Ecco le principali novità, fra cui il termine per l'iscrizione alle prime classi (28 febbraio), il maestro unico, più inglese alle medie e i voti in decimi.
Gelmini
firma: maestro unico e voti in decimi
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini firma: maestro unico e voti in decimi oggi È operativa la circolare sulla scuola In prima elementare modelli base a 24 e 27 ore, ma le famiglie potranno anche optare per il tempo pieno (40 ore) 15/01/2009 Roma. La firma del ministro Gelmini è attesa per questa mattina.
L'Onda
invade e occupa l'ex cartoleria dell'Università
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: protesta Il movimento anti Gelmini si appropria di uno spazio in via delle Fontane: «Vogliamo creare uno spazio di confronto» 15/01/2009 IERI MATTINA gli studenti che compongono l'assemblea permanente delle facoltà in lotta di Genova hanno occupato gli ambienti di un'ex cartoleria in via delle Fontane, locali di proprietà dell'Università ma che sono inutilizzati da circa dieci anni.
scuole
accorpate per risparmiare e scatta il valzer dei maestri
( da "Repubblica,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono le conseguenze del piano approvato dalla Regione l´11 novembre scorso: che da una parte salva dalla scure dei tagli previsti dal Decreto-Gelmini molte scuole sotto i 500 alunni, dall´altra spariglia gli organici. GIUSEPPE FILETTO A PAGINA VII
i
presidi: "così è più difficile insegnare"
( da "Repubblica,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Insieme all´associazione che rappresenta i capi di istituto, si sono fatti sentire anche alcuni presidenti di circoscrizione, primo fra tutti Stefano Bernini, piccolo sindaco di Sestri Ponente. Le preoccupazioni riguardano soprattutto il passaggio di una scuola ad una direzione che logisticamente rimane lontana e che storicamente non ha alcun legame con il territorio.
scuole,
il gran valzer dei maestri - giuseppe filetto
( da "Repubblica,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Regione ha puntato i piedi contro il decreto-Gelmini, perché in Liguria non vi fossero cancellazioni di plessi scolastici, dall´altra i 46 istituti comprensivi della provincia di Genova, tutti di nuova costituzione, creano un´inedita mappa, quindi modificano le loro piante organiche. Il peggio è atteso per il prossimo settembre.
La
riforma tocca ricerca e reclutamento
( da "Stampa,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: commentando la legge Gelmini. «Per ciò che riguarda i concorsi - ha aggiunto - accolgo favorevolmente qualunque soluzione che permetta di rendere più trasparenti le procedure di valutazione comparativa. E' un primo passo la cui validità effettiva peraltro non potrà che essere valutata alle prime procedure messe in atto».
"Le
elezioni sono nulle e si devono rifare"
( da "Stampa,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: BARBARA COTTAVOZ NOVARA Interrogazione al ministro Gelmini sulle votazioni studentesche di Novara. Non mollano le due associazioni che chiedono di rifare le elezioni dei rappresentanti ai vertici dell'università «Avogadro». L'ateneo ha già risposto di «no» ma Azione universitaria e Udu sono convinti della nullità del voto.
Corsi,
tagli in vista ma limitati ( da "Stampa, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: LE NUOVE REGOLE DELLA LEGGE GELMINI Corsi, tagli in vista ma limitati [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Che non si tratti di una vera riforma universitaria, ormai è chiaro. Ma la legge Gelmini è considerata da tutti, rettori in testa, un primo tassello verso il rinnovamento di un sistema che scricchiola.
Voti
in pagella e iscrizioni Oggi la circolare
( da "Unita,
L'" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Voti in pagella e iscrizioni Oggi la circolare Oggi la Gelmini firmerà la circolare sulle iscrizioni a scuola e i voti in pagella. La firma sarà preceduta dal confronto con i sindacati. Maestro unico per le prime classi elementari, anticipi alla scuola dell' infanzia e primaria., tempo pieno ma senza compresenza.
Only
yes. Gelmini liquida il francese e lo spagnolo E 8.604 insegnanti
( da "Unita,
L'" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini liquida il francese e lo spagnolo E 8.604 insegnanti Dopo il maestro unico la Gelmini punta alla lingua unica. Addio per sempre allo studio del francese, dello spagnolo e del tedesco. La scuola media della Gelmini deve «parlare» solo inglese e così propone - delegando alle famiglie la scelta - la messa in liquidazione dall'
voti
in decimi e più inglese alle medie
( da "Tirreno,
Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: conferma la circolare che firma oggi il ministro Gelmini. Circolare che si articola su diversi punti, compresa la questione del maestro unico. Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010.
L'Onda
diventa risacca, ma lascia un segno
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, autodenominatosi "Onda Anomala", fosse destinato a rifluire rapidamente in risacca. Ora il progetto è diventato legge ma non è dato udire neppure un brusio contrario. Di iniziative in cantiere di cui si parli in giro c'è solo l'ipotesi di un sit-in all'Università La Sapienza per protestare contro l'annunciata visita del presidente della Camera Gianfranco Fini.
Governo
pigliatutto in Parlamento ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la "riforma Gelmini" dell'Università. Il grosso dell'attività di Governo sbarcata in Parlamento, insomma. E per il futuro i calendari di Camera e Senato sono già ipotecati: cinque Ddl collegati alla Finanziaria 2009 (federalismo, "legge Brunetta", giustizia e Pa, lavoro sommerso, imprese), in attesa delle altre riforme,
La
scuola scommette su più inglese e italiano
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Le quindici pagine della circolare saranno presentate questa mattina ai sindacati per il consueto confronto e, sempre secondo quanto comunicato ieri da Viale Trastevere, subito dopo ci sarà la diffusione ufficiale del testo. Va sottolineato che l'intera applicazione della circolare dovrà fare i conti con il numero di insegnanti che saranno assegnati alle singole scuole.
Cosa
prevederà la circolare ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: voti sono espressi in decimi Il voto in condotta è espresso in decimi: gli alunni con il 5 non possono essere ammessi all'anno successivo L'esito dell'esame conclusivo (terza media) è espresso in decimi Scuola secondaria di 2Úgrado L'obbligo di istruzione può essere assolto anche con la frequenza di corsi di formazione triennale avviati con accocrdi regionali I voti delle singole
Nella
scuola può tornare l'orgoglio ( da "Corriere della Sera"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA GELMINI Nella scuola può tornare l'orgoglio E' opinione corrente che le ultime vicende parlamentari abbiano coronato le opzioni più impegnative del ministro Gelmini e certificato una sua indubitabile credibilità politica. Si può pensare allora, in questa positiva condizione, che alla dinamica legislativa possa seguire un adeguato impegno organizzativo della macchina scolastica,
scuola,
ecco le date per iscriversi ma il tempo pieno è a rischio - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La firmerà stamattina il ministro Mariastella Gelmini. Si parte dalle iscrizioni alle prime classi per l´anno scolastico 2009/2010. Il termine ultimo è il 28 febbraio 2009. La circolare riguarda tutti gli ordini di studio dalla materna alle superiori. Confermato il "maestro unico di riferimento" per la scuola primaria, un tempo elementare.
ma
gianfranco resta in trincea "è in gioco il mio futuro politico" -
claudio tito ( da "Repubblica, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sostenuti da ministri come Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini o da "big" del Pdl come Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Un "correntone" che ha costretto gli esponenti del Mezzogiorno a organizzarsi nello stesso modo. Non a caso mentre ieri parlava con Bossi, quasi contemporaneamente ha dovuto ricevere 72 parlamentari "sudisti" guidati dal ministro per gli Affari regionali,
A
scuola si cambia Voti in decimi e maestro unico
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: A scuola si cambia Voti in decimi e maestro unico La circolare Gelmini La firma del ministro Mariastella Gelmini è attesa per oggi, poi la circolare sulla scuola diventerà operativa. Ecco le principali novità, fra cui il termine per l'iscrizione alle prime classi (28 febbraio), il maestro unico, più inglese alle medie e i voti in decimi.
Ma
Gianfranco resta in trincea "È in gioco il mio futuro politico"
( da "Repubblica.it"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sostenuti da ministri come Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini o da "big" del Pdl come Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Un "correntone" che ha costretto gli esponenti del Mezzogiorno a organizzarsi nello stesso modo. Non a caso mentre ieri parlava con Bossi, quasi contemporaneamente ha dovuto ricevere 72 parlamentari "sudisti" guidati dal ministro per gli Affari regionali,
Riforma
della scuola, Regione Vento chiede al ministro Gelmini più autonomia
( da "Sestopotere.com"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Regione Vento chiede al ministro Gelmini più autonomia (15/1/2009 10:41) | (Sesto Potere) - Venezia - 15 gennaio 2009 - “Con il Presidente Giancarlo Galan stiamo seguendo la questione relativa al futuro dell?Ufficio scolastico regionale e della permanenza della dottoressa Carmela Palumbo”
università,
una non-riforma ( da "Sicilia, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Ora che il decreto Gelmini è diventato legge dello Stato, quasi sorprendentemente, considerato i tumulti dei mesi scorsi, di certo un decreto non può essere considerato Riforma Universitaria. Gli interventi tecnico-ragioneristici del decreto non possono essere risolutivi ed esaustivi di un settore così complesso e variegato quale l'insieme universitario,
I
CONTENUTI DELLA CIRCOLARE PER LE ISCRIZIONI 2009-2010
( da "Sicilia,
La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: conferma la circolare che il ministro Gelmini si appresta a firmare. Circolare che si articola su diversi punti, compreso il maestro unico. SCUOLA MATERNA. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010.
Pioggia
dal tetto, scuola koPedara. ( da "Sicilia, La"
del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dopo un ampio excursus sulla riforma Gelmini e su quelle precedenti, spesso contraddittorie, il preside Filippo Virzì, coordinatore responsabile del Polivalente, si è soffermato sulle motivazioni della Festa dell'Eccellenza. "Oggi i media - ha detto - non perdono occasione per mettere in evidenza le negatività della scuola: atti di bullismo,
Tornano
le pagelle con i voti, è rischio caos
( da "Corriere
della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I presidi: mancano circolari da Roma Tornano le pagelle con i voti, è rischio caos Le nuove pagelle? Fanno già discutere. E pure litigare. Al centro dello scontro i voti in decimi al posto dei giudizi già dalle elementari. «E nessuna circolare dal ministero», accusano i presidi. Così ognuno fa di testa propria.
Galleria,
volantini e fumogeni degli studenti
( da "Corriere
della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: No alla legge Gelmini. No alla riforma dell'università. Gli studenti sono scesi, ancora una volta, in piazza per dire: «No». «Voi approvate noi blocchiamo», recita parte dello striscione appeso in Galleria Vittorio Emanuele. I ragazzi, in tutto una cinquantina, hanno acceso tre fumogeni e lanciato dai balconi dell'Ottagono volantini di protesta.
Pagelle,
via ai voti. <Nessuna regola, è il caos>
( da "Corriere
della Sera" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: obiettivo del ministero è fare un passo avanti, con il voto. «Per avere una scuola più competitiva». Ma i sindacati sono di tutt'altro avviso. E parlano «di passo indietro. Di oltre trent'anni». Così le nuove pagelle fanno discutere. Anzi litigare. Al centro dello scontro i voti in decimi al posto dei giudizi già dalle elementari.
Federalismo,
arriva il primo sì tra le polemiche
( da "Giornale.it,
Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: era tra gli altri i ministri Alfano, Gelmini, Carfagna e Fitto insieme a Lupi e Ravetto) raccomanda loro di «attrezzarsi». «Serve - spiega Berlusconi - una maggiore presenza al Nord ma anche più attenzione per il Sud». La giornata del Cavaliere, però, è dedicata anche al futuro del Pdl.
L'UNIVERSITA'
DELLE CATTEDRE GRIGIE ( da "Lavoce.info"
del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 08 del ministro Gelmini fissa le quote d'immissione dei giovani ricercatori nel sistema universitario, ma non affronta il nodo dell'età pensionabile dei docenti ordinari. All'università serve una riforma che diminuisca rapidamente il numero degli ordinari, preservando al contempo la trasmissione del sapere fra le generazioni.
Provincia
Arriva la guida per scegliere l'iter di studi giusto
( da "Giornale.it,
Il" del 16-01-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sta ancora lavorando il ministro Maria Stella Gelmini. La guida, suddivisa in aree formative al cui interno sono raggruppati gli indirizzi didattici affini, è strutturata in due parti: una dedicata all'istruzione secondaria di secondo grado (area liceale, area tecnica, area professionale, corsi serali) e una dedicata alla formazione professionale (corsi di formazione professionale)
( da "Stampa, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
ALASSIO
Festeggiati i 103 anni di Nonna Gabri Il Comune e i familiari hanno festeggiato
mercoledì mattina i 103 anni di Gabriella Gelmini Corvi.
L'ultracentenaria, nata il 7 gennaio
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA', SPESA
RIDOTTA PER GLI ATENEI SEGUE DALLA PRIMA infatti, se è indubbiamente positivo
che il 7% del Fondo di finanziamento ordinario - che ammonta in tutto a circa 7,5
miliardi di euro - sia distribuito su basi qualitative, non è più accettabile
che ben il 93% del Fondo stesso continui ancora ad essere ripartito senza
tenere in alcuna considerazione i risultati del lavoro didattico e scientifico
che si sviluppa in ogni Ateneo. Né si può dimenticare come, a partire dalla
legge 537 del 1993, che ha introdotto per le Università l'autonomia finanziaria
e la distribuzione dei fondi statali, la mancata ripartizione di tali fondi su
basi qualitative abbia causato per quindici anni un'iniqua situazione di
sottofinanziamento per alcuni sistemi universitari regionali (per il Veneto, ad
esempio, si calcola in 541 milioni di euro il sottofinanziamento accumulato
negli ultimi dodici anni, mentre per l'Università di Padova esso ammonta a
circa 30 milioni di euro l'anno). Una situazione, questa, cui per il passato è
difficile porre rimedio, stante la volontà del ministero dell'Economia di
contenere la spesa per l'Università. Se la fine del finanziamento a pioggia
delle Università italiane è comunque un obiettivo serio e da condividere anche
per il futuro, la legge Gelmini non toglie però il macigno che peserà sui bilanci degli Atenei a
partire dal
( da "Trentino" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
«Premiati gli atenei
virtuosi» Il rettore Bassi accoglie positivamente il
decreto Gelmini TRENTO. Il tanto discusso decreto Gelmini
sull'università è legge. Il provvedimento è stato approvato ieri pomeriggio
dalla Camera dei deputati. Il testo è quello uscito dal Senato lo scorso 28
novembre. La riforma Gelmini è accolta con soddisfazione dal rettore dell'Università di
Trento Davide Bassi poiché contiene una novità importante: le università
italiane che spendono più del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario
(Ffo) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o
personale amministrativo e solo gli atenei con i conti a posto potranno
assumere nuovo personale. «Per la prima volta un governo finanzia gli atenei
sulla base dei risultati: un principio di meritocrazia che pone fine alla
logica dei finanziamenti a pioggia che non davano alcun incentivo a fare bene.
Inoltre, è stato attenuato il blocco del turnover, avviato solo per quegli
atenei che non hanno i conti a posto». Per Bassi sono questi due gli aspetti
positivi di una riforma che ha comunque portato solo ritocchi: «Sarebbe stato
importante anche eliminare i concorsi, ma mi rendo conto che non è facile. In
ogni caso per gli atenei sarebbe fondamentale poter assumere a chiamata, con
selezioni affidate ad esperti di livello internazionale, come si fa in tutti
gli altri paesi europei». Per il rettore resta un'altra incognita: «La
Finanziaria di luglio prevede tagli macroscopici per il 2010 e su questo
aspetto il decreto non dice nulla». Infine, la nuova legge prevede premi per
gli studenti più meritevoli, in linea con la decisione presa un anno fa
dall'ateneo trentino che prevede un sistema di tassazione in base ai risultati
ottenuti dagli studenti. Durante la discussione in Parlamento l'onorevole
Sigfried Brugger (Svp) ha ricordato: «Abbiamo presentato un ordine del giorno
su un punto fondamentale per le minoranze linguistiche. E' importante estendere
alle università di Bolzano, di Trento e della Valle d'Aosta le facilitazioni previste
per le altre università in ordine alla chiamata diretta di professori e
ricercatori di chiara fama». (j.t.)
( da "Trentino" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Mezzano, serata
informativa sull'agricoltura biologica MEZZANO. Oggi alle 20.30, al Centro
civico seconda serata del ciclo "Dalla Terra alla Tavola", dal titolo
"Terreno e fertilità; caratteristiche dei suoli, preparazione del terreno
e conservazione della sua fertilità". Relatore Ivo Gelmini, produttore biologico e vicepresidente dell'Associazione
trentina per l'agricoltura biologica. L'incontro, promosso da Atabio
(Associazione trentina per l'agricoltura biologica) con il sostegno del Comune
e della Condotta Slow Food "Feltrino e Primiero", sarà anche
occasione per offrire l'opportunità di acquistare e scambiare sementi locali,
nonché piantine da trapianto prodotte con metodo bio. Al termine degustazione
di prodotti biologici. (r.b.)
( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero
007 pag. 7 del 9/1/2009 | Indietro NEO
- DEM La riforma Gelmini che c'è e non c'è PRIMO PIANO Di Pierluigi Mantini La legge Gelmini votata dalla Camera davvero non può definirsi una riforma
dell'Università. è un provvedimento un po' migliorato dal Senato e occorre riconoscere
una qualche disponibilità in quella sede all'ascolto dell'opposizione.
Ma è un testo nel complesso modesto, assai parziale, privo dell'innovazione
necessaria. L'affermazione della Gelmini che si tratta
di un passo in avanti verso la meritocrazia e il ricambio generazionale è
altisonante e sproporzionata, sostanzialmente infondata. Il blocco del turn
over, che nelle altre amministrazioni è al venti per cento, è stato portato al
cinquanta per cento per favorire i nuovi ricercatori cui è riservata la quota
del sessanta per cento delle assunzioni. è un miglioramento ma pur sempre nel
quadro di una politica restrittiva delle assunzioni e delle risorse, in una
classifica europea che vede già l'Italia agli ultimi posti per finanziamento
pubblico e privato ed è una norma che comunque incentiva il precariato in
un'università che, secondo l'Andu, ha già 50.000 docenti precari. Si dice che
si premia finalmente la qualità ma le misure sono modeste e indeterminate e
consistono in una quota non inferiore al sette per cento del fondo di
finanziamento ordinario per gli atenei che hanno più alte performance
qualitative nell'offerta formativa, nella ricerca scientifica e nell'efficienza
delle sedi didattiche. Soprattutto preoccupa la forte discrezionalità, in
assenza di criteri di valutazione definiti con legge, in tal modo riservata al
governo su quantità e destinatari. Bene l'istituzione dell'anagrafe nazionale
nominativa di professori e ricercatori e l'obbligo di pubblicità delle attività
di ricerca delle università così come il «rientro dei cervelli» ma le
conseguenze per la «mancata effettuazione di pubblicazioni scientifiche nel
biennio» comporta solo la «diminuzione della metà dello scatto biennale» di
carriera. Troppo poco, a ben vedere, se si vogliono davvero punire i fannulloni
e premiare il merito scientifico. Resta poi un pasticcio la nuova disciplina
dei concorsi che prevede il doppio criterio dell'elezione di dodici ordinari e
del sorteggio, tra gli eletti, di quattro commissari cui si aggiunge il membro interno
designato dalla facoltà che bandisce il concorso. Ma in tal modo non si
sconfiggono le cordate più o meno baronali e si complicano di molto le
procedure dovendo ricorrere alle discipline affini ove i numeri non consentano
la piena copertura. Meglio allora, in assenza di riforme più incisive,
selezionare direttamente per sorteggio i commissari, con un criterio più
equanime e semplice . Inoltre nel testo Gelmini
permane la sciagurata possibilità di riapertura dei termini concorsuali, fino
al 31 gennaio 2009, per i concorsi già banditi sulla base delle precedenti
norme, sebbene a titoli scientifici invariati. Ma cosa vuol dire quel
«possono», chi sì?, chi no? Una questione non chiarita, che provocherà
incertezze e possibili contenziosi, anche se, secondo il principio «ubi lex
voluit dixit», dovrebbe intendersi come una facoltà e non come un obbligo. Ma
ciò che proprio non si può condividere è ciò che non c'è nel decreto e avrebbe
dovuto invece esserci. La Gelmini ha mostrato coraggio
nell'attaccare il dispersivo «federalismo universitario» all'italiana seppur
tacendo sul fatto che esso ha molti padri ma una madre certa, l'allora ministro
Moratti, sia per l'implementazione del sistema di laurea 3 + 2, che raddoppia
confusamente i corsi, che per la proliferazione delle sedi universitarie che
tra il 2000 e il 2005 sono passate da
( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero
007 pag. 26 del 9/1/2009 | Indietro Prof fannulloni,
stipendi tagliati DIRITTO E FISCO Di Benedetta P. Pacelli
Il dl Gelmini, convertito in legge ieri, prevede l'istituzione di un'anagrafe
di professori e ricercatori Penalizzati i docenti che non pubblicano opere di
qualità Università, si cambia. E d'ora in poi chi cerca e trova sarà premiato,
chi non lo fa, invece, sarà penalizzato. Perché, la lotta al merito e
alla trasparenza che il ministro dell'istruzione e dell'università Mariastella Gelmini ha innescato con il decreto-legge 180/08, approvato
ieri in via definitiva sul filo di lana (i termini per la conversione scadevano
oggi), passerà anche attraverso un dimezzamento degli scatti biennali per i
docenti fannulloni. Che, se non realizzano pubblicazioni scientifiche di qualità,
non solo avranno una busta paga più leggera, ma verranno anche tagliati fuori
dalla ripartizione dei fondi Prin (Progetti di ricerca di interesse nazionale)
e dalle commissioni d'esame. Insomma è un giro di vite antifannulloni, alla
Brunetta, uno dei punti chiave della riforma con cui la Gelmini
ha voluto affrontare i nodi più urgenti del sistema universitario. Anagrafe dei
docenti Per censire le pubblicazioni scientifiche dei docenti ed evitare quindi
le carriere facili nasce, da questo anno, l'Anagrafe nazionale dei professori
ordinari e associati e dei ricercatori. Il censimento delle pubblicazioni, da
aggiornare annulmente, ha lo scopo di introdurre criteri meritocratici: chi,
infatti, per due anni non avrà prodotto pubblicazioni scientifiche di rilievo
si vedrà dimezzare lo scatto biennale dello stipendio. Stretta sugli atenei
spendaccioni Nel mirino però non solo professori scansafatiche, ma anche
università spendaccione. In nome della trasparenza, infatti, tutti gli atenei
dovranno rendere pubblici i loro bilanci e informare il ministero sull'uso dei
finanziamenti. Chi sgarra e soprattutto entro il 31 dicembre di ogni anno avrà
sforato il 90% del Fondo del finanziamento ordinario (la principale fonte di
entrata per le università statali) per il pagamento degli stipendi non potrà
bandire concorsi né assumere personale. Premi agli atenei virtuosi Fondi in più
invece agli atenei virtuosi, che potranno contare su circa 500 milioni di euro
(il 7% in più del Ffo) se dimostreranno di avere offerta formativa, ricerca
scientifica e sedi didattiche di qualità. Le modalità di ripartizione delle
risorse saranno definite con un decreto del ministero dell'università da
adottare entro il 31 marzo 2009 sentiti i Comitati di valutazione. Ridotto il
blocco del turn over Per favorire l'assunzione dei giovani ricercatori, il
blocco del turn over (a quota 20% nelle altre amministrazioni) viene elevato al
50% (la finanziaria lo limitava appunto al 20%), con un vincolo di spesa:
almeno il 60% delle assunzioni dovrà essere destinato ai giovani ricercatori. I
bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal turn
over (2300 ricercatori) e anche gli enti di ricerca sono esclusi dal blocco
delle assunzioni entrato in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche.
Inoltre, le università che rinunceranno a trattenere docenti oltre i 70 anni di
età, potranno raddoppiare il numero dei posti per i ricercatori. Le commissioni
di concorso Le commissioni che giudicheranno gli aspiranti docenti di I e II
fascia saranno composte, a differenza di quanto accadeva finora, da 4
professori sorteggiati da un elenco di commissari eletti a loro volta da una
lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando e da 1 solo
professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando. Per i
ricercatori, invece, in attesa del riordino del sistema di reclutamento, le
commissioni saranno composte da 1 professore associato nominato dalla facoltà
che richiede il bando e da 2 professori ordinari sorteggiati da una lista di
commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto
del bando. Borse di studio ai giovani meritevoli privi di mezzi economici Al
fine di favorire la mobilità degli studenti garantendo l'esercizio del diritto
allo studio, il fondo per le residenze e gli alloggi universitari viene
incrementato di 65 milioni di euro per l'anno 2009. Inoltre, per garantire le
borse di studio ai ragazzi disagiati e meritevoli il fondo per il 2009 è
incrementato di 135 milioni di euro, più altri 405 milioni di euro recuperati
dalle aree sottoutilizzate. Rientro dei cervelli Le università, nell'ambito
delle proprie disponibilità, potranno coprire i posti da ordinario, associato e
ricercatore chiamando studiosi stabilmente impegnati all'estero a livello
universitario da almeno un triennio, o anche quelli già impegnati nel Programma
ministeriale di rientro dei cervelli.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il sito che piace ai
politici e premia Berlusconi il premier raccoglie il maggior numero dei
consensi Governo e opposizione usano Facebook per promuoversi. E addirittura An
lancia una crociata contro il sindaco di Torino 09/01/2009 PER I POLITICI è
diventato uno strumento popolare, di incontro diretto con i cittadini, al pari
di altri strumenti quali Youtube o Myspace. Ed è diventato anche un termometro
del gradimento. Ma, per gli stessi politici, il social network più diffuso al
mondo è diventato anche un pericoloso nemico, punto d'incontro di chi protesta.
Il caso emblematico è quello di ieri quando, in poche ore, i cittadini di
Milano e Torino si sono scatenati contro i rispettivi sindaci, Letizia Moratti
e Sergio Chiamparino, per contestarli della disorganizzazione manifestata
durante e a seguito delle nevicate. I gruppi "Vieni a spalare con
noi" e "Letizia dimettiti" hanno subito riscosso un gran
consenso. Da non sottovalutare, poi, un altro aspetto: in un caso, quello
anti-Chiamparino, è stato addirittura un autorevole esponente provinciale di
An, Agostino Ghiglia, a lanciare il gruppo. Come a dire che anche la politica
ha colto l'attimo e capito il potenziale: un appello lanciato in poche ore ha
permesso di trovare consensi e partecipazione alla manifestazione di protesta
andata in scena, ieri mattina, sotto al palazzo Civico torinese. E che Facebook
stia servendo ai politici lo dimostra una recente classifica curata da
ClandestinoWeb e dedicata alla categoria fans dei politici di Facebook: il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è primo sul podio con oltre 40
mila fans. Bazzeccole rispetto ai 3.579.708 sostenitori del neopresidente
americano Barack Obama, ma comunque interessante. Segue, in termini di
popolarità, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, con
poco meno di 26mila sostenitori. Sul terzo gradino del podio c'è il leader
della Lega Nord, Umberto Bossi, con oltre 25mila fans. Fuori dal podio, ma per
poco, il ministro per l'Istruzione Mariastella Gelmini: per lei oltre 23mila sostenitori. A seguire: il leader
dell'opposizione, Walter Veltroni, con 17.678 sostenitori, il presidente della
Camera, Gianfranco Fini, in forte crescita con quasi diecimila sostenitori. Al
settimo posto di questa speciale classifica c'è l'ex governatore sardo Renato
Soru con oltre ottomila fans e all'ottavo Antonio di Pietro, unico a
perdere quasi tremila sostenitori negli ultimi giorni. Al nono posto, un altro
ministro, quello della Difesa Ignazio La Russa che si difende bene con i suoi
oltre 8mila fans. Sono invece poco più di 6mila i fans di Giulio Tremonti,
4.390 quelli che hanno scelto Massimo D'Alema mentre sono 3.154 gli estimatori
di Romano Prodi e 2.497 quelli di Anna Finocchiaro, seconda tra le donne.
Seguono Pier Ferdinando Casini con 2.335 fans, Roberto Calderoli con 2.295, e
Marco Pannella con 1.686. L. C. 09/01/2009 letizia moratti «a spalare la neve»
09/01/2009 La pioggia, che per ben tre volte ha costretto i fedeli ad aprire
gli ombrelli, non è riuscita a rovinare la festa. La gioia è stata espressa
attraverso canti comeLa gioia è stata espressa attraverso canti come 09/01/2009
sergio chiamparino «pulisci le strade» 09/01/2009 È stato il segretario
provinciale torinese di An, Agostino Ghiglia, a fondare il gruppo
"Mandiamo Chiamparino a spalare la neve": 800 gli aderenti. E ieri
protesta a Palazzo Civico 09/01/2009
( da "Unita, L'" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
L'ira di Fassino su
Mantini «Basta cazzate sui giornali» Mantini parla con "Libero" della
gestione patrimonial-politica di Ds e Margherita, Fassino s'infuria e lo
insulta davanti a decine di deputati. Il suo portavoce: «Erano falsità, la
reazione è più che legittima». Il Fassino furioso spunta tra le colonne del
Transatlantico subito prima di pranzo, mentre in Aula ci
sono le dichiarazioni di voto sul dl Gelmini e, fuori,
metà dei deputati aspetta di chiudere la pratica con l'ultima votazione. Piomba
in un attimo su Pierluigi Mantini, che è su uno dei divanetti bordeaux della
sala e parla ai microfoni di Radio Radicale. È furioso Fassino, davvero, ma
freddo. Sdegnato. Accanto all'assiso deputato diellino, pare ancora più
alto. «Parla delle cose che sai, guarda che io alla fine reagirò», esordisce,
ma è niente. «Non basta dichiarare per andare sui giornali», aggiunge. Poi
esplode. «Sono un sacco di cazzate quelle che hai detto nell'intervista. Mi
sono rotto i coglioni, davvero», precisa. E pian piano si allontana, fin quasi
a sparire di nuovo dietro le colonne. Il microfono di Radio Radicale, in una
involontaria replica del metodo Iervolino (è lo spirito del tempo, forse),
memorizza le parole, i toni, senza aggiungere, né togliere. E non è finita.
Mantini, che con "Libero" aveva parlato delle differenze
patrimonial-politiche a suo dire esisterebbero tra la Margherita («che ha
conferito il suo intero patrimonio al Pd») e i Ds («che, invece, non l'hanno
fatto»), si imbarazza ma resta seduto. E prova a smorzare: «Sono nel comitato
di tesoreria, non devi fare così», azzarda. «Ma dove stai?», risponde da
lontano l'urlo fassiniano,«hai detto un sacco di cazzate, e mi sto rompendo i
coglioni di leggere ogni giorno delle cazzate». «E allora cambia giornale»,
sbotta Mantini. «Se uno è cretino, è bene che taccia», chiosa Fassino. Fine
primo round. Mezz'ora dopo, l'ex segretario Ds torna all'attacco. Sempre in
Transatlantico, ossia di nuovo davanti a tutti. Stessi toni e un'aggiunta: «Ci
vediamo in tribunale». «Cercherò di farlo ragionare in privato», assicura poi
Mantini. Il deputato diellino però ribadisce le sue argomentazioni. E pure le
critiche alla scelta del ministro ombra del Pd di firmare manifesto del Pse:
sul punto l'aveva già attaccato due mesi fa. Dopo lo sfogo, Fassino sceglie il
silenzio. In serata, il suo portavoce scrive (e diffonde) una lettera a
"Libero" nella quale replica punto su punto a Mantini, smentendo ogni
sua affermazione e spiegando che quell'intervista «è piena di stupidaggini» e
«falsità». E che questo «spiega, anche, la più che legittima reazione sdegnata
dell'onorevole Fassino». SUSANNA TURCO ROMA sturco@unita.it
( da "Unita, L'" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
CONCORSI NUOVE
POSSIBILITÀ PER I RICERCATORI Il decreto-legge 180 sull'università, più propriamente detto decreto Gelmini-Giavazzi
(dal nome del ministro proponente e del professore ispiratore), contiene
diverse dichiarazioni velleitarie, prive di effetti concreti, e molte
disposizioni affrettate, talvolta inapplicabili. Contiene anche, però, una
norma che dovrebbe avere effetti positivi sul reclutamento dei docenti,
che, come è noto, avviene quasi esclusivamente con i concorsi a ricercatore.
D'ora in poi le commissioni per i concorsi a ricercatore saranno formate da tre
professori, di cui due ordinari estranei all'università che ha bandito il
posto. Questa è l'unica disposizione del decreto-legge che potrebbe porre un
freno al localismo (a volte venato di nepotismo) nel reclutamento dei docenti.
In commissione ci saranno due testimoni autorevoli, di rango almeno pari a
quello del membro interno. Si aprirà uno spiraglio per i candidati estranei
all'ambiente della facoltà che ha bandito il concorso. Finora, per i concorsi a
ricercatore la prassi vigente era che la facoltà interessata delegasse un
professore, il cosiddetto membro interno della commissione, a scegliere il
vincitore, tra i suoi allievi o seguaci. La commissione era poi completata,
attraverso l'elezione di altri due membri, i quali però erano di rango
accademico inferiore e scarsamente interessati ad interferire con la decisione
di chi ne sapeva di più. L'accordo generale era che ogni barone fosse sovrano
nel suo feudo. Come ha reagito il mondo accademico a questa innovazione? Prima
di tutto cercando di scongiurarla. Così ad esempio il Consiglio Universitario
Nazionale (CUN), all'unanimità, ha chiesto di ritornare alla vecchia
composizione delle commissioni. Poi chiedendo che fossero esentati dalla
concorrenza a livello nazionale i concorsi per ricercatore "a tempo
determinato". Anche il co-proponente del decreto legge, il prof. Francesco
Giavazzi, ha proposto (www.lavoce.info 18 novembre 2008) di "riconsiderare
l'estensione delle regole dei concorsi per i ricercatori a tempo indeterminato
a quelli per ricercatore a tempo determinato per i quali conviene mantenere,
almeno in alcune sedi, maggiore autonomia". Il progetto dei
"baroni", che speriamo non vada in porto, è dunque ora quello di
spostare il reclutamento su posti "a tempo determinato" con il doppio
scopo di sottrarsi nelle scelte per le assunzioni alla censura dei colleghi, e
di mantenere più a lungo un controllo diretto sull'operato e la
"fedeltà" dei loro giovani colleghi.
( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
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Pagina VII - Bari La
Flc-Cgil "Scuola, duemila i posti a rischio" Sono tra i 1300 e 2200 i
posti di docente che potranno essere tagliati in Puglia nella sola scuola
primaria per il prossimo anno scolastico. Ciò alla luce
della bozza di Regolamento predisposta dal ministro Gelmini e
approvata dal Consiglio dei Ministri prima di Natale 2008 e che attende a breve
il via definitivo. Lo rende noto la Flc-Cgil Puglia che rilancia la
mobilitazione del settore. Infatti, oltre all´introduzione del maestro unico
nelle prime classi, che di per sè produrrebbe una riduzione di circa 1.300
posti, sono a rischio i 760 posti di lingua straniera, oggi coperti da docenti
cosiddetti specialisti.
( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
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Pagina 19 - Cronaca
Il Ministro: sarà premiato il merito. Per finanziare le borse di studio
utilizzati 200 milioni dal fondo per le aree sottosviluppate Atenei, la riforma Gelmini è legge Il Pd: tagli di un miliardo di euro Il decreto è stato
approvato con 281 voti, contrari 196. No del Partito democratico e Idv MARIO
REGGIO ROMA - Il decreto Gelmini sull´università è legge. è stato approvato ieri in via
definitiva dalla Camera: 281 voti a favore, 196 contrari, 28 gli astenuti.
Hanno votato no i deputati del Pd e dell´Idv, quelli dell´Udc si sono astenuti.
Il ministro Mariastella Gelmini canta vittoria:
«L´università oggi cambia - ha dichiarato - Si è valorizzato il merito,
premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei, introdotta più
trasparenza nei concorsi. Da questi tre pilastri non si potrà prescindere».
L´opposizione, invece, attacca la nuova legge, che è passata grazie al decimo
voto di fiducia nella legislatura: «Il governo ha perso l´occasione di affrontare
i problemi endemici dell´università e della ricerca. Tra l´altro - secondo il
Pd - a partire dal 2010 sugli atenei si abbatterà la scure di Tremonti: un
taglio di un miliardo di euro in tre anni sul Fondo di finanziamento ordinario
che ora non raggiunge i 7 miliardi l´anno. E per finanziare le borse di studio
assieme alle residenze per i fuori sede la nuova legge ha scippato 200 milioni
di euro dal Fondo per le aree sottosviluppate, soldi che si aggiungono ai 14
miliardi già sottratti dall´inizio della legislatura». Intanto l´approvazione
del decreto ha riportato in piazza gli studenti dell´Onda: dopo il sit in sotto
Montecitorio di due giorni fa, ieri sera un corteo ha attraversato il centro di
Torino. E c´è da scommettere che si tratta solo dell´inizio di una nuova
mobilitazione. Ecco i punti centrali della legge. Le commissioni di concorso:
quattro professori ordinari estratti tra quelli eletti a livello nazionale tra
i docenti della materia ed uno solo nominato dalla facoltà. Una stretta che
però non scongiura gli accordi sotterranei per far passare i favoriti. Secondo
punto: le università che spendono più del 90 per cento del bilancio per gli
stipendi non potranno bandire concorsi. Ma con la mannaia di Tremonti che si
avvicina, sarà difficile che qualche ateneo si salvi. Tra quelle
"virtuose", per bilancio, produzione scientifica e qualità formativa,
verrà ripartito il 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario. Deroga al
blocco del turn over per i ricercatori: la soglia sale dal 20 al 50 per cento.
Il governo, poi, si è impegnato ad arrivare all´abolizione del valore legale
della laurea.
( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)
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n. 8 del 2009-01-09
pagina 15 «In Sardegna la sinistra ha lasciato un disastro Non avrà la
riconferma» di Francesca Angeli Il candidato presidente Pdl: «Conosco i
problemi della Regione Soru? Ha fatto il monarca, da lui misure di facciata e
sprechi» Roma «L'università da oggi inizia a cambiare. Valorizzazione del
merito, trasparenza nella gestione delle risorse e nel sistema del
reclutamento, premi per i giovani più preparati: da questi tre pilastri non si
potrà più prescindere». Questo l'impegno preso dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini subito dopo l'approvazione
del decreto di riforma del sistema universitario, promosso dall'aula di
Montecitorio con 281 sì, il no del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori
e l'astensione dell'Udc. Astensione giudicata dal ministro «un risultato
politico importante». Adesso, afferma la Gelmini
«possiamo aprire un dialogo anche con l'opposizione ed affrontare una riforma
ampia ed organica cercando un confronto costruttivo». Il risultato concreto più
evidente ed immediato che deriverà dall'applicazione del provvedimento sarà,
osserva la Gelmini, il ricambio generazionale. «Si
parla da anni della necessità di cambiare e di svecchiare il corpo docente ed
il settore della ricerca. Finalmente assumiamo 3000 nuovi ricercatori». Ma in
che modo cambierà l'Università? «Grazie ai nuovi meccanismi si affermano i
valori del merito sia per gli studenti ed i giovani ricercatori sia per i
professori. Soprattutto si chiude con l'era dei finanziamenti indiscriminati e
si opera una netta distizione tra le Università virtuose e quelle sprecone».
Gli Atenei con una spesa del personale troppo elevata non potranno infatti
effettuare nuove assunzioni. Ed il 7 per cento del Fondo ordinario e di quello
straordinario andrà alle Università migliori. Ovvero a quegli Atenei che
offrono una qualità della ricerca ed una offerta formativa competitiva. «In
tempi di crisi come questi poi - aggiunge la Gelmini -
siamo riusciti ad incrementare di 135 milioni di euro le borse di studio per
gli studenti meritevoli». L'autunno appena trascorso è stato caldissimo per il
ministro, caratterizzato dalle proteste di studenti, professori e sindacati.
Manifestazioni che il governo aveva messo nel conto, visto che il sistema
scolastico nel suo complesso difficilmente accoglie a braccia aperte le novità
e di solito oppone fiera resistenza ai cambiamenti. Il ministro però ha tirato
dritto pur ribadendo la disponibilità al dialogo non intende rallentare la
marcia. «Fin dall'inizio la sinistra ha cercato di spostare il dibattito
soltanto sui tagli, in modo da oscurare tutti gli altri aspetti e la necessità
di un profondo rinnovamento - spiega il ministro. - Ma è fuorviante pensare che
l'unico problema degli Atenei siano le risorse. La vera questione non è la
quantità dei finanziamenti ma la loro distribuzione. Come vengono spesi questi
soldi? In molti casi malissimo: tutto per gli stipendi e nulla per la ricerca».
Le nuove formule per il reclutamento, con il sorteggio di 4 dei professori che
faranno parte della commissione esaminatrice, secondo la Gelmini,
non potranno che essere apprezzate dagli studenti meritevoli che da tempo
lamentano il proliferare di baronie e privilegi negli Atenei. «Mi sembra che
affiorino segnali positivi, ad esempio l'astensione dell'Udc - prosegue il
ministro -. Anche i giovani che ieri protestavano capiranno che quella scelta
dal governo è l'unica strada per un vero rinnovamento: dobbiamo colmare un
ritardo decennale e non ci fermeremo. Ascolteremo tutti e accetteremo i contributi
costruttivi ma andremo avanti. Sento forte la responsabilità del cambiamento.
Noi siamo stati votati per cambiare e modernizzare il paese. Ascolterò tutti ma
poi prenderò le decisioni necessarie e non difenderò l'indifendibile ovvero lo
status quo». Infine un apprezzamento da parte della Gelmini
per il rettore della Sapienza di Roma, Luigi Frati, che ha revocato l'invito
del brigatista Valerio Morucci ad un convegno ed ha invece ribadito la volontà
di invitare Papa Ratzinger. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
( da "Tirreno, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
L'opposizione:
un'occasione sprecata. L'Udc si astiene sul voto finale
Università, ora si cambia Via libera alla riforma Gelmini con il
ricorso alla fiducia ROMA. Il decreto Gelmini in materia
di università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta
di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a
favore, 196 contrari, e 28 astenuti. A favore del provvedimento, su cui
il governo ha incassato la fiducia, ha votato solo la maggioranza; quanto
all'opposizione, il Pd e l'IdV hanno espresso voto contrario mentre l'Udc si è
astenuta sul voto finale «per offrire un'apertura di credito nei confronti del
ministro Gelmini». «L'università oggi cambia - esulta
il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini -
Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli
atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'Università per diventare
professori o ricercatori. Da questi tre pilastri non si potrà prescindere».
Marina Sereni del Pd bolla il decreto come «un'occasione mancata». «L'Università
va cambiata - ha detto - ma per affermare questa necessità non c'era e non c'è
nessun bisogno di una campagna denigratoria sugli atenei. In queste settimane
invece, per contrastare una pacifica e razionale protesta di studenti e docenti
contro un taglio insostenibile alle risorse da destinare alle università, si è
alimentata una campagna contro le università del nostro paese, facendo di tutta
l'erba un fascio, dipingendole tutte come sprecone, corrotte, incapaci di fare
ricerca». Il ricorso a un decreto blindato con la fiducia, ha spiegato Giuseppe
Drago, «ha impedito un costruttivo dibattito parlamentare, che sarebbe stato
essenziale». Tuttavia, resta «necessaria una riforma organica dell'Università.
La maggioranza difende il provvedimento. «Il decreto - spiega Stefano Caldoro
(Pdl) - ha avviato un percorso di rinnovamento e riqualificazione del sistema
universitario volto al perseguimento degli obiettivi del merito, della
trasparenza, della qualità e della competitività».
( da "Tirreno, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Attualità
La sfuriata di Fassino a Mantini A Montecitorio furioso litigio sui conti di Ds
e Margherita L'ex segretario: sei un irresponsabile, ci vedremo in tribunale
ROMA. «Hai detto un sacco di cazzate, io mi sono rotto i coglioni, non basta
dichiarare per finire sui giornali». Doppia sfuriata in Transatlantico di Piero
Fassino contro il deputato del Pd Pierluigi Mantini per un'intervista
rilasciata da quest'ultino a «Libero» sui conti del parito democratico. La
prima avviene mentre Mantini è intervistato da Radio Radicale. A microfoni
aperti. La seconda qualche ora più tardi. La Camera ha appena
votato sul decreto Gelmini quando l'ex segretario dei Ds aprostrofa nuovamente Mantini:
«Sei un irresponsabile, sei un cretino, tu devi rispondere delle cose che dici,
ci vediamo in tribunale». A far saltare i nervi di Fassino le accuse dell'ex
esponente popolare sulla questione dei fondi. Secondo Mantini infatti,
visto che molti circoli del Pd sono nelle ex sezioni dei Ds, «ora di propietà
delle Fondazioni della Quercia, siamo al paradosso per cui il Pd paga i Ds, li
finanzia, fa in modo che continuino ad esistere». L'ex popolare non ha da
recriminare solo sulla gestione economica del neonato partito. A Fassino
rimprovera anche di aver firmato il manifesto del Pse come segretario dei Ds.
Aggredito verbalmente da Fassino, Mantini prova a replicare: «Ma sono nel
comitato dei tesorieri...». L'autodifesa però non sortisce effetti e Fassino
entra in aula attaccando ancora: «Se è uno stupido stia zitto». La querelle
avrà strascichi giudiziari? «Ho visto Fassino davvero fuori di sè. A questo
punto non so se devo rivedere il rapporto di stima che ho nei suoi confronti,
io ho solo il torto di parlare più chiaramente degli altri». Mantini dice che
cercherà Fassino privatamente e che «in questa fase è meglio lasciar stare i
tribunali». L'ultima parola è del portavoce di Fassino: Mantini ha detto un
sacco di stupidaggini, bisognerebbe parlare solo di ciò di cui sa. Altrimenti
si tace. E questo spiega la sua reazione sdegnata». (m.b.)
( da "Trentino" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
La sfuriata di
Fassino a Mantini A Montecitorio furioso litigio sui conti di Ds e Margherita
L'ex segretario: sei un irresponsabile, ci vedremo in tribunale ROMA. «Hai
detto un sacco di cazzate, io mi sono rotto i coglioni, non basta dichiarare
per finire sui giornali». Doppia sfuriata in Transatlantico di Piero Fassino
contro il deputato del Pd Pierluigi Mantini per un'intervista rilasciata da
quest'ultino a «Libero» sui conti del parito democratico. La prima avviene
mentre Mantini è intervistato da Radio Radicale. A microfoni aperti. La seconda
qualche ora più tardi. La Camera ha appena votato sul
decreto Gelmini quando l'ex segretario dei Ds aprostrofa nuovamente Mantini:
«Sei un irresponsabile, sei un cretino, tu devi rispondere delle cose che dici,
ci vediamo in tribunale». A far saltare i nervi di Fassino le accuse dell'ex
esponente popolare sulla questione dei fondi. Secondo Mantini infatti,
visto che molti circoli del Pd sono nelle ex sezioni dei Ds, «ora di propietà
delle Fondazioni della Quercia, siamo al paradosso per cui il Pd paga i Ds, li
finanzia, fa in modo che continuino ad esistere». L'ex popolare non ha da
recriminare solo sulla gestione economica del neonato partito. A Fassino
rimprovera anche di aver firmato il manifesto del Pse come segretario dei Ds.
Aggredito verbalmente da Fassino, Mantini prova a replicare: «Ma sono nel
comitato dei tesorieri...». L'autodifesa però non sortisce effetti e Fassino entra
in aula attaccando ancora: «Se è uno stupido stia zitto». La querelle avrà
strascichi giudiziari? «Ho visto Fassino davvero fuori di sè. A questo punto
non so se devo rivedere il rapporto di stima che ho nei suoi confronti, io ho
solo il torto di parlare più chiaramente degli altri». Mantini dice che
cercherà Fassino privatamente e che «in questa fase è meglio lasciar stare i
tribunali». L'ultima parola è del portavoce di Fassino: Mantini ha detto un
sacco di stupidaggini, bisognerebbe parlare solo di ciò di cui sa. Altrimenti
si tace. E questo spiega la sua reazione sdegnata». (m.b.)
( da "Trentino" del 09-01-2009)
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L'opposizione:
un'occasione sprecata. L'Udc si astiene sul voto finale
Università, ora si cambia Via libera alla riforma Gelmini con il
ricorso alla fiducia ROMA. Il decreto Gelmini in materia
di università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta
di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a
favore, 196 contrari, e 28 astenuti. A favore del provvedimento, su cui
il governo ha incassato la fiducia, ha votato solo la maggioranza; quanto
all'opposizione, il Pd e l'IdV hanno espresso voto contrario mentre l'Udc si è
astenuta sul voto finale «per offrire un'apertura di credito nei confronti del
ministro Gelmini». «L'università oggi cambia - esulta
il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini -
Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli
atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'Università per diventare
professori o ricercatori. Da questi tre pilastri non si potrà prescindere».
Marina Sereni del Pd bolla il decreto come «un'occasione mancata».
«L'Università va cambiata - ha detto - ma per affermare questa necessità non
c'era e non c'è nessun bisogno di una campagna denigratoria sugli atenei. In
queste settimane invece, per contrastare una pacifica e razionale protesta di
studenti e docenti contro un taglio insostenibile alle risorse da destinare
alle università, si è alimentata una campagna contro le università del nostro
paese, facendo di tutta l'erba un fascio, dipingendole tutte come sprecone,
corrotte, incapaci di fare ricerca». Il ricorso a un decreto blindato con la
fiducia, ha spiegato Giuseppe Drago, «ha impedito un costruttivo dibattito
parlamentare, che sarebbe stato essenziale». Tuttavia, resta «necessaria una
riforma organica dell'Università. La maggioranza difende il provvedimento. «Il
decreto - spiega Stefano Caldoro (Pdl) - ha avviato un percorso di rinnovamento
e riqualificazione del sistema universitario volto al perseguimento degli
obiettivi del merito, della trasparenza, della qualità e della competitività».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
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Il Sole-24 Ore sezione:
PRIMA data: 2009-01-09 - pag: 1 autore: Via libera
definitivo alla riforma Gelmini Cambia l'università: criteri più selettivi per scegliere i
docenti L'intervento di riforma dell'università è legge:la Camera ha approvato
ieri in via definitiva il decreto voluto dal ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini. Il provvedimento modifica, tra l'altro, le disposizioni per i
concorsi, rende più stringenti i vincoli di bilancio, istituisce un'anagrafe
per valutare l'operato dei docenti. Ora si apre la fase attuativa,
caratterizzata da tempi stretti. Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2009-01-09 - pag: 1 autore: IL FUTURO DEGLI ATENEI
Un'autonomia da costruire di Gianni Toniolo I c inque articoli del decreto
legge sull'università convertito dalla Camera mandano un segnale nella giusta
direzione: aprono ai giovani, allentano i vincoli per gli atenei con i bilanci
in ordine, cominciano a premiare i risultati. è solo un
primo passo, ma il ministro Mariastella Gelmini si è
guadagnato un'apertura di credito da chi spera sia ancora possibile liberare le
potenzialità inespresse del nostro sistema universitario. Continua u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-09 - pag: 12 autore: Lotte intestine.
Ds contro Margherita E sui fondi è lite Fassino-Mantini Conti del partito ma
anche collocazione europea del Pd. Nonostante l'insistenzadi Walter Veltroni,
ancora ieri nella riunione del "governo-ombra", a lasciar stare le
beghe e a concentrarsi sui «problemi del Paese », i nervi nel Partito democratico
sono piuttosto tesi. A perdere le staffe è stato ieri l'ex segretario dei Ds
Piero Fassino che, a suon di parolacce e sotto gli occhi dei colleghi in
Transatlantico, si è scagliato contro l'ex margheritino Pierluigi Mantini per
un'intervista rilasciata a «Libero» nella quale si accusano gli ex Ds di
continuare a finanziare le strutture della Quercia con i soldi del Pd. «Hai
detto un sacco di caz... Io mi sono rotto i cogl...». Questa la prima sfuriata.
Poi, qualche ora dopo, finito il voto in aula alla Camera
sul decreto Gelmini, Fassino si avvicina di nuovo a Mantini: «Sei un irresponsabile,
sei un cretino. Tu devi rispondere delle cose che dici». E chiude: «Ci vediamo
in tribunale». Mantini ribadisce poi così il suo ragionamento sulla gestione finanziaria
del partito: «Dal momento che molti circoli del Pd sono nelle ex sezioni dei
Ds, che ora sono diventate proprietà delle fondazioni della Quercia,
siamo al paradosso per cui il Pd paga i Ds, li finanzia, fa in modo che
continuino ad esistere ». Ma questo per Mantini è solo uno dei problemi per cui
il Pd stenta a nascere. Il deputato accusa Fassino anche per la sua scelta di
firmare il manifesto del Pse come segretario dei Ds. Si finirà in tribunale?
«Lo cercherò privatamente – conclude Mantini con un tocco d'ironia – per farlo
ragionare. In questa fase meglio lasciare stare i tribunali...». Un litigio
molto emblematico nei giorni in cui – il partito sotto l'assedio delle Procure
–in molti hanno nostalgia di un passato prossimo in cui esistevano due partiti
distinti, Ds e Margherita. è il vicesegretario Dario Franceschini a ribadire la
linea: «Non si può tornare indietro come qualcuno pensa ai Ds e alla Margherita
perché questo indietro non c'è. C'è il deserto ed è una follia il solo
teorizzarlo». Intanto, a turbare i vertici del partito, anche un'intervista
all'«Espresso» in edicola oggi, in cui il governatore della Sardegna Renato
Soru parla di se stesso come del vero «anti-Berlusconi » e del voto regionale
di primavera come di «una sfida tra me e Berlusconi».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-09 - pag: 13 autore: Università. Via
libera definitivo della Camera alla conversione del decreto 180 Premi agli
atenei virtuosi e riforma dei concorsi Sorteggio per designare i membri delle
commissioni Eugenio Bruno ROMA Il decreto legge 180 sull'università è legge.
Come ampiamente previsto, con 281 «sì», 196 «no» e 28 astenuti, la Camera ha
approvato ieri in via definitiva il provvedimento voluto dal ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini e già approvato
dal Senato il 28 novembre scorso. Decisamente soddisfatta la stessa Gelmini: «L'università – ha commentato – oggi cambia.
Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli
atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all'università per diventare
professori o ricercatori. Da questi tre pilastri non si potrà prescindere ». Un
giudizio sposato dalla maggioranza, Lega compresa. Anche se il capogruppo del
Carroccio a Montecitorio, Roberto Cota, ha rilanciato sull'abolizione del
valore legale del titolo di studio (su questo tema si veda l'altro articolo qui
accanto). Positivo è stato anche il commento dei rettori di Aquis (Associazione
per la qualità delle università italiane statali). In una nota la conversione
del Dl viene definita «un fatto indubbiamente positivo» che «costituisce
solamente un primo passo nella direzione di un'università più meritocratica ed
efficiente ». Di primo passo ha parlato anche Fabio Pammolli, direttore del
Cerm, che ha auspicato «che si prosegua su questa linea di rigore». A metà del
guado l'Udc che mercoledì aveva votato contro la fiducia posta dal Governo
mentre ieri si è astenuta insieme alle minoranze linguistiche. Un segnale che
va interpretato, ha spiegato il deputato Giuseppe Drago, come «un'apertura di
credito» verso la Gelmini. Laddove la reazione del
centrosinistra è stata di tutt'altro tenore. Il vicecapogruppo del Pd alla
Camera, Marina Sereni, ha etichettato il Dl Gelmini
come «un'occasione mancata». Spiegando poi i motivi per cui il suo partito,
insieme all'Idv, ha votato contro: «L'università italiana va cambiata ma per
affermare questa necessità non c'era e non c'è nessun bisogno di una campagna
denigratoria sugli atenei italiani ». Sempre dai democratici, ma dai senatori
meridionali, si è poi alzato un coro di protesta (come del resto era già
accaduto a novembre dopo il varo del decreto, ndr) contro la scelta di
prelevare dal Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) i 200 milionidi euro
destinati a borse di studio ( 135 milioni) e residenze universitarie (i
restanti 65). Oltre alle misure per gli studenti, al ministro sta
particolarmente a cuore l'insieme di disposizioni per i ricercatori.
L'obiettivo dichiarato della Gelmini è assumerne circa
4mila. E questo attraverso tre misure: l'esclusione dal turn over dei concorsi
loro destinati e già banditi, l'esonero degli enti di ricerca dal blocco delle
assunzioni in vigore per tutte le Pa e la clausola che il 60% dei nuovi
ingressi negli atenei dovranno riguardare proprio i ricercatori. Degno di nota,
infine, è l'ampio spazio dedicato al merito. Che parte dallo stop alle
assunzioni per gli atenei con i conti in "rosso",passa per
l'innalzamento del blocco del turn over dal 20 al 50% per quelli con i bilanci
in regola, e si conclude con l'attribuzione del 7% del finanziamento statale
(circa 550 milioni) agli atenei più virtuosi. Senza contare che dal 1Ú gennaio
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-01-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-09 - pag: 13 autore: ODG SULLA LAUREA
Uno spiraglio sull'abolizione del valore legale Della fase
due di riforma dell'università, più volte annunciata dal ministro Gelmini, dovrebbe fare parte anche l'abolizione del valore legale della
laurea. Un'indicazione è arrivata ieri da Montecitorio, dove l'assemblea ha
approvato un ordine del giorno, presentato dalla Lega nord, che vincola in
questo senso il Governo. A spiegare l'obiettivo della proposta è stato
il primo firmatario, il deputato del Carroccio Paolo Grimoldi. Ricordando la
battaglia che il suo partito conduce in questa direzione da un decennio e
riprendendo di fatto quanto già sostenuto dal suo capogruppo, Roberto Cota, nel
corso delle dichiarazioni di voto sul decreto Gelmini,
Grimoldi ha sottolineato: «Abolire il valore legale del titolo di studio
rappresenterebbe il primo passo per premiare gli studenti che meritano e
aiutare le università che fanno realmente formazione ». E questo perché – ha
aggiunto – «si cancellerebbe la falsa concorrenza agli atenei del nord da parte
delle università meridionali che si sono trasformate in laureifici». Almeno su
questo punto l'opposizione ha votato insieme alla maggioranza. Spiega le ragioni
del «sì» dei democratici la deputata Maria Antonietta Farina Coscioni.
Intervistata da Radio radicale, la Coscioni ha commentato: «Credo che questo
sia un buon inizio per una riforma del sistema universitario basato sul merito,
sulla qualità dell'insegnamento e della ricerca».
( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-09 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE Alla Camera Più fondi agli atenei virtuosi La riforma diventa legge
ROMA — Più fondi agli atenei virtuosi, sanzioni a quelli spreconi, maggiore
trasparenza nei concorsi, aumenti dimezzati per i prof scientificamente
improduttivi, aumento delle borse di studio. Il decreto Gelmini
sull'università, oggetto di forti contestazioni negli atenei, è stato
definitivamente approvato dalla Camera con 281 voti a favore, 196 contrari e 28
astenuti, tutti dell'Udc. I termini di conversione sarebbero scaduti oggi. «Si
afferma il valore del merito e per la prima volta le risorse saranno
distribuite sulla base della meritocrazia — ha detto il ministro Gelmini —. Non possiamo e non vogliamo più difendere lo
status quo, che mette sullo stesso piano università virtuose e sprecone». Ecco
le principali novità. Le università che spendono quasi tutto in stipendi (più
del 90 per cento del finanziamento statale) non potranno indire nuovi concorsi
e non riceveranno i fondi per l'assunzione di ricercatori. Le università che
rispetteranno i parametri non solo potranno dividersi una quota pari al 7 per
cento dell'intero fondo di finanziamento ma godranno di un parziale sblocco del
turn over (dal 20 al 50 per cento). Poiché i concorsi per ricercatore già
banditi (2.300 posti) e gli enti di ricerca saranno esclusi dal blocco delle
assunzioni, complessivamente le tre iniziative permetteranno di assumere 4.000
nuovi ricercatori. G. Ben.
( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
ANTENNA SICILIA
Torna stasera «Prima pagina» Ritorna «Prima pagina» su Antenna Sicilia e
Sicilia Channel. Questa sera alle 20,50 sarà trasmessa una retrospettiva delle
ultime puntate della trasmissione di Rino Lodato (nella foto). Potemmo dire «il
meglio di...», ma preferiamo parlare di «Pillole di Prima Pagina». Un filmato
che ci porterà indietro fino alla prima puntata di questa nuova edizione del
programma di approfondimento giornalistico di Antenna Sicilia. Si parte il 24
ottobre 2008 con la puntata dedicata alla scuola. Rivivremo i momenti della
«Dance attack», i ragazzi di Giusy Vittorino, l'opinione di Mons. Michele
Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, le polemiche con la Gelmini. Passeremo alla trasmissione sull'agricoltura con l'opinione del
ministro Luca Zaia, quindi alla puntata che ha riscosso enorme successo, quella
sulla povertà incombente a causa delle crisi dell'economia mondiale: fra
l'altro risentiremo Alice cantare un pezzo scritto da Pier Paolo Pasolini.
Il 14 novembre andò in onda «Vorrei la pelle nera. Da Martin Luther King a
Obama»: rivedremo le Obama-girl. Senza soste giornali e telegiornali quasi
quotidianamente devono occuparsi di incidenti stradali mortali a ragazzi,
spesso ubriachi o drogati. Abbiamo trattato l'argomento lo scorso 21 novembre.
Riproporremo la struggente lettera a una madre di una ragazza morta in un
incidenti per colpa altrui. Abbiamo trattato della violenza alle donne. Da
Niscemi a Niscemi: da Lorena ala marcia partita dalla città nissena. Fermiamoci
un attimo e sorridiamo con alcuni ospiti di Insieme, con le canzoni di Anna
Tatangelo e con Litterio. Gran finale con Facebook, il social network di cui in
questi giorni si parla per la pubblicità ad alcuni mafiosi. Insomma, c'è un po'
di tutto in Prima Pagina di questa sera (con replica alle 0,25 su Antenna
Sicilia). E da venerdì 16 si torna in diretta. L. D.
( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
studenti in sciopero,
il problema è noto da un mese Liceo Foscolo al freddo, niente lezioni È ormai
da due giorni che gli studenti del liceo Classico «Ugo Foscolo» di Canicattì
non entrano in classe. La causa è il mancato funzionamento della caldaia
dell'istituto che non permette agli alunni, soprattutto con il freddo di questi
giorni, di frequentare regolarmente le lezioni poiché non è possibile avviare
l'impianto di riscaldamento. Il problema si era presentato prima delle vacanze
natalizie e di fine anno ed era stato segnalato al dirigente scolastico il
professor Giovanni Intorre. Ad oggi però non risulta nessun intervento per
cercare di risolvere il problema. «Prima delle vacanze - ha detto il professore
Intorre - ho avuto un incontro con i miei alunni su questo problema e li avevo
rassicurati che al loro ritorno avrebbero trovato i riscaldamenti funzionanti.
Così invece non è stato. Infatti - aggiunge il dirigente scolastico - i tecnici
per visionare la caldaia sono arrivati a scuola nel periodo festivo e dopo avere
preso visione del guasto hanno iniziato a lavorare. Mi hanno assicurato che al
massimo entro un paio di giorni il problema sarà risolto e i riscaldamenti
dell'istituto torneranno a funzionare meglio di prima. Voglio rivolgermi ai
ragazzi ed alle loro famiglie - conclude Intorre - affinchè sin da oggi tornino
a seguire le lezioni. Quest'anno a causa degli scioperi per
la riforma Gelmini e adesso questa protesta i miei alunni di lezioni ne hanno
seguito pochine». Dall'altra parte della «barricata» ci sono invece gli
studenti del liceo Foscolo i quali non ne vogliono assolutamente sapere di
tornare tra i banchi sino a quando il problema non sarà risolto. Carmelo
Vella
( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Critiche dal Pd
«Continua lo scippo di risorse al Sud» Roma. «L'Università oggi cambia». Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta soddisfatta la conversione in legge del decreto
sull'Università. «Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la
gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi
all'Università per diventare professori o ricercatori». Questi, secondo
il ministro, i punti qualificanti del provvedimento che il Pdl considera un
primo passo verso il sistema europeo. Un passo a cui, ammoniscono dall'Mpa,
devono seguire interventi per recuperare il divario ancora esistente tra gli
atenei del Nord e quelli del Sud. Più che dell'affanno delle Università del
Mezzogiorno, il Pd è preoccupato per la scelta del governo di attingere al
Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) per finanziare la legge
sull'Università. «Il governo Berlusconi continua a scippare risorse al
Mezzogiorno, trattando il Fas come un deposito da cui attingere a piacimento.
Col decreto Gelmini lo schema si ripete: 200 milioni
saranno prelevati dal Fas per coprire le spese correnti», denuncia Sergio
D'Antoni. «Il decreto università è un prodotto mediocre, elevato a rango di
riforma da una accurata campagna mediatica del governo», incalza Pina Picierno.
Il Pd è convinto che quella del merito sia una «scappatoia» per nascondere
tagli «indiscriminati» che danneggiano le università italiane, in particolare
quelle del Sud. Dure critiche anche per la scelta di procedere per decreto.
«Ancora una volta - commenta Massimo Donati dell'Idv - il governo espropria il
Parlamento e impedisce così di migliorare un provvedimento che lascia campo
aperto ai baroni». Anna Rita Rapetta
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca Italiana Pagina
107 Il ministro: premiati il merito e i giovani. Votano contro la legge Pd e
Idv mentre l'Udc si astiene Atenei, via libera alla riforma Gelmini
Il ministro: premiati il merito e i giovani. Votano contro la legge Pd e Idv
mentre l'Udc si astiene --> ROMA Il decreto Gelmini
sull'Università è legge. Il testo, su cui a novembre si è scatenata la protesta
di studenti e docenti ha ricevuto il via libera alla Camera con 281 voti a
favore, 196 contrari, e 28 astenuti. A favore del provvedimento, su cui il governo
ha incassato la fiducia, ha votato solo la maggioranza; quanto all'opposizione,
il Pd e l'Italia dei Valori hanno espresso voto contrario mentre l'Udc si è
astenuta sul voto finale «per offrire un'apertura di credito nei confronti del
ministro Maria Stella Gelmini». «L'Università oggi
cambia - esulta il ministro dell'Istruzione - Valorizzato il merito, premiati i
giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più
trasparenza nei concorsi all'Università per diventare professori o ricercatori».
Marina Sereni del Pd bolla il decreto come «un'occasione mancata».
«L'Università italiana va cambiata - ha detto - ma per affermare questa
necessità non c'era e non c'è nessun bisogno di una campagna denigratoria sugli
atenei italiani. Per contrastare una pacifica e razionale protesta di studenti
e docenti contro un taglio insostenibile alle risorse da destinare alle
Università, si è alimentata una campagna contro le Università del nostro
Paese». L'Udc, invece, lascia con la sua astensione una porta aperta al
governo. Il ricorso a un decreto blindato con la fiducia, ha spiegato Giuseppe
Drago, «ha impedito un costruttivo dibattito parlamentare, che sarebbe stato
essenziale». La maggioranza difende il provvedimento.
( da "Sestopotere.com" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Università, più
fondi ad atenei virtuosi, on. Antonio Palagiano (IdV): "era nostro
odg" (9/1/2009 15:00) | (Sesto Potere) - Roma - 9 gennaio 2009 - “Questa
riforma universitaria è una mera operazione di facciata. Non solo, ma che il
governo parli di finanziamento agli atenei virtuosi, unica nota positiva del
decreto, vantandosene e facendo propria un?idea contenuta in un ordine del
giorno (9/1386/134) dell?opposizione al decreto sullo sviluppo economico –
accolto dal governo e dall?Aula parlamentare con voto plebiscitario - senza
neanche riconoscerlo mi sembra scorretto”. Con queste parole l?On. Antonio
Palagiano, primo firmatario dell?ordine del giorno suddetto e Capogruppo Idv in
Commissione Affari Sociali, commenta l?approvazione del ddl Gelmini
avvenuta ieri alla Camera. “Ricorrendo per la nona volta alla fiducia si è
approvata una riforma che è tale solo nelle intenzioni, ma non certo nei fatti
– continua il deputato Idv - Questo ddl è stato definito un passo avanti verso
la meritocrazia, ma come può esserlo, se l?unico cambiamento è quello di
portare da tre a cinque i membri della commissione esaminatrice per i concorsi
di prima e seconda fascia? E come è possibile, inoltre, che questa riforma
ignori completamente la fascia dei professori associati (i numeri parlano
chiaro: 90% ai ricercatori, 10% agli ordinari), bloccandone di fatto la
carriera ed impedendo così il progresso dei meritevoli? Si tratta forse di una
svista?” “è necessario convincersi che per aprire le nostre università ai più
virtuosi ed intercettare il merito bisogna per prima cosa stroncare il fenomeno
del nepotismo – conclude l?On. Palagiano – e sarebbero bastati un paio di
articoli al provvedimento per cambiare concretamente qualcosa: evitare i baby
ricercatori (specializzandi che nello tempo vincono i concorsi, creando un
paradosso tutto italiano: discenti e docenti allo stesso tempo) e la
partecipazione ai concorsi a quei candidati che hanno un parente in un ruolo
apicale nell?ateneo interessato. Ma nulla è stato fatto e quello della riforma
universitaria appare sempre più solo uno spot elettorale piuttosto che una
reale volontà di cambiare le cose da parte di questo governo”.
( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
(AGI/AFP) -
Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città
portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni
sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili
e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai
( da "Giornale.it, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Scuola
Aiutare, come hanno
sciaguratamente fatto gli americani il settore auto, non solo posticipa solo il
problema, ma distorce ingiustamente la competizione. Le tre grandi (Gm, Ford e
la più piccolina Chrysler) soffrono da anni. Nel 2001 il numero uno di Gm,
Wagoner, ci aveva raccontato:" tra pochi anni tutte le auto vendute
saranno SUv" . Bella previsione. Ma quel che conta non sono i nostri
giudizi, ma quelli del mercato che ha preferito comprare auto estere, prodotte
in Usa, a quelle americane prodotte a Detroit. Ebbene, sull'orlo del fallimento
Gm e Chrysler (che è poi di un fondo di private equity) hanno ottenuto un
prestito dal Tesoro americano (cioè i contribuenti) di 13 miliardi di dollari.
Non contenta Gm dopo poche settimane ha ottenuto altri 5 miliardi, sempre dal
Tesoro, per la sua finanziaria Gmac (quella che fa i prestiti ai clienti che
vogliano comprarsi l'auto). Dunque delle tre grandi, Ford, non ha avuto alcun
aiuto. Guardate in che bel paradosso oggi si trova. La Gm può vendere i suoi
modelli (non così appetibili) con finanziamenti a tasso zero. Ed ha subito
iniziato una campagna in tal senso. Ford ( e le altre case straniere d'America)
che non ha ottenuto prestiti pubblici sia per se sia per la sua divisione
creditizia, non sono in grado di fornire tassi zero e si trovano ad affrontare
la concorrenza sleale (o meglio aiutata da quattrini pubblici) della fallita
Gm. La morale è che chi peggio stava, per i propri errori, oggi meglio si
trova. Vi sembra giusto? E soprattutto, nel futuro, il comportamento alla Gm
diventa il preferibile. Chi riesce a tagliare costi, risparmiare e tirare la
cinghia fa doppia fatica: la prima volta nel sacrificarsi e la seconda nel non
ottenere un aiuto pubblico. Scritto in pol economica Commenti ( 14 ) » (2
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2009 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Dec 08 Le scuse e lo
Zero Prima le scuse. Cari commensali (quei pochi almeno, che oltre a resistere
alla nostra pietanza, hanno la pazienza di aspettare settimane per un piatto)
una prima scusa. Mi sono preso un po' di vacanza dal blog. Non ci crederete, ma
tenerlo in piedi non è uno scherzo. Il cuoco legge tutti i vostri commenti, li
digerisce e talvolta risponde. Ed è affare duro con commensali come Voi. Anche
i criticoni da queste parti hanno toni e argomenti. E meritano considerazione.
Basta con la excusatio, spero non molto petita. Andiamo sullo Zero. La Banca
centrale americana ha deciso ieri di non farci pagare i quattrini. Vorrei fare
solo una considerazione di merito. Quando la Fed adottò una politica simile di
tassi vicini allo zero dopo il 9\11 si disse che era necessaria perchè
l'attacco al cuore dell'America era un fatto nuovo. E la bolla internet era lì
che scoppiava. Greenspan si mise in moto e regalò il danaro. Oggi quegli stessi
che criticano qual comportamento (con il senno di poi) plaudono alla politica
di tassi zero adottata dal successore di Greenspan. Se allora gonfiò la bolla
immobiliare e non solo, domani rischia di creare un'altra bolla. O peggio non
serve a niente. Scritto in Varie Commenti ( 28 ) » (3 votes, average: 4.67 out
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Commenti Invia questo post a un amico 01Dec 08 Vacanze Chiudiamo per una
settimana. E poi si riprende. Magari con qualche pietanza in più rispetto
all'ultimo mese. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (No Ratings Yet) Loading ...
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post a un amico 15Nov 08 ColaNinjo Mi trovo in una situazione imbarazzate
riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di
euro a debito, dissi (all'epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di
un'operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una
salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con
quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D'Alema
e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono.
Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo
caso non sono infastidito dall'operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di
cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e
favorire il nostro, sono l'adorato Cav e i suoi. Ma cari commensali un paio di
giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d'allarme. Il Cola in
un'intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un
grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più
tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai
nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche. Che brutto odore tutti questi
imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari
commensali è tutto falso, l'intervista è frutto della follia di un giornalista
e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale
tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell'Ulivo quando governava
Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso. Occupatevi
di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa.
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questo post a un amico 02Nov 08 Io non voto Obama Ma che palle sto Obama. Ma è
mai possibile questo impazzimento per il candidato democratico? E la Gelmini? stiamo qua a difendere il suo decreto giusto ma impopolare e
questa che ti combina? gongola popolareggiando il ministro più impopolare nelle
piazze. Insomma non la metto sui contenuti, ma sui sapori, cari commensali.
Perchè il centrodestra deve sempre aver paura. Deve sempre cadere nella
fichizia progressista? Perchè non è mai in grado, come direbbe il popolare
Moretti, di dire qualcosa di liberale? Si ha l'impressione che il meccanismo
sociale che si è scatenato a favore di Obama è identico (anche se di segno
opposto) a quello che ostracizza il Cavaliere. In nessun salotto chic sentirete
qualcuno a favore del Cav e in nessun salotto chic sentirete qualcuno contro
Obama. é la stessa identica forma mentis. Non si discutono i contenuti (andate
a raccontare a un sin sin il fatto che Obama sia più duro di Bush sull'Iran),
ma si danno i voti su quell'insopportabile ebbrezza che nasce dal dire la cosa
giusta, nel momento giusto, al posto giusto e condivisa da tutti i giusti. E
cioè: sto con Obama. E io no. ps ecco il link al mio pezzo sul
giornale:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303354#/a.pic1?ID=303354 Scritto in
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un amico 26Oct 08 Quando la stampa è democratica Scoop, e strascoop. Ecco i
fatti. Due settimane fa il premier convoca nel palazzo presidenziale tutti i
più importanti editori del paese, nessuno escluso. E chiede loro l'appoggio per
le misure appena varate dal governo per contrastare la crisi finanziaria e per
ottenere dalla stampa nazionale un'iniezione di fiducia e di ottimismo. Non
vengono chiamati i direttori, ma addirittura coloro che gli pagano lo
stipendio. Urca, roba forte. Ma Berlusconi è forse impazzito? Il solito regime,
anche la libertà di stampa va a farsi benedire. In che paese viviamo! Roba da
matti e da operetta. Andiamo tutti in piazza, manifestiamo davanti a Palazzo
chigi. E poi come mai non abbiamo avuto nessuna nota sullo scandaloso
comportamento sulla stampa. Opsss. Non è stato Berlusconi e manco Letta. Ma il
nostro democratico vicino, bambi Zapatero. Il 13 ottobre scorso ha convocato
Ignacio Polanco (gruppo Prisa, proprietario del Pais e non solo), Antonio Fernandez
Galiano (Unedisa della Rizzoli che pubblica tra l'altro El Mundo), Diego de
Alcazar (Vocento che pubblica Abc) e anche Maunel Lara (Razon). El
Confindencial ci racconta in un bel articolo della riunione: Zapatero ha
chiesto agli editori oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, di limitare al
massimo le critiche, visto il momento difficile. Non ci si può fidare più
neanche dei sani democratici. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) » (10 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Oct 08 Anno Zero Due
considerazioni sul "mostro". Sono stato invitato tre volte ad Anno
Zero, da Michele Santoro. E per tre volte ci sono andato. Troppo poco per
essere definito un amico di Santoro, troppo per non conoscere i meccanismi del
programma. Santoro costruisce con abilità il programma su una tesi. Un po' come
faceva l'adorato (da me) Giuliano Ferrrara ad 8emezzo (che oggi è diventato una
schifezza, si intende il programma). Tra i due le distanze sono abissali, e non
sto a ripetere chi mi è più congeniale. Però le critiche che gli sono state
mosse ieri sera, sul fatto di non aver fatto parlare uno studente di destra,
sono demenziali. Scusatemi: ma vogliamo forse un tribunale del popolo sulle
ospitate tv? ma che cavolo di polemica è mai questa? Santoro non è fazioso è
faziosissimo. e dunque, ovviamente, è più che criticabile per la gestione della
trasmissione. Ma cerchiamo di essere seri. Ho ricevuto alcune proteste,
affettuose, sulla mia partecipazione al programma. Non altrettante rimostranze
mi sono arrivate per le mie comparsate ad Omnibus e a Raitre in contesti
altrettanto poco lib. C'è evidentemente una ragione di numeri, visto che
Santoro riesce a fare ascolti in modo ineguagliabile. Ma resta un tema di
fondo: un giornalista lib-lib non deve partecipare a trasmissioni di sin-sin? e
perchè? Ci sarebbe una sola buona ragione (e non è ovviamente detto che non
capiti): non riuscire minimamente a dire la propria idea. Finora, nelle puntate
di Anno Zero a cui ho partecipato, non è avvenuto. Ieri il leghista Cota ha
parlato quanto Veltroni, se non di più. In un contesto decisamente ostile, ma
per tutti. E ce lo siamo reciprocamente detti alla fine del programma. Il
contesto è quello che è, è santoriano. ps: cari commensali, pensate alla
"mitica" Gabanelli. A mio avviso il suo report è cento volte peggio
di Anno Zero. la Gabba lavora a tesi, ma a differenza di Santoro, se le prepara
e se le cucina da sola, senza neanche il più debole contradditorio. Altro che
studende ablante di destra. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (15 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 12Oct 08 La crisi della
Robin Qualcuno si ricorda che in Italia, grazie all'intuizione molto pop di
Julius, è stata introdotta una nuova imposta? Si chiama Robin tax. E l'idea
geniale era quella di colpire quegli sfruttatori dei banchieri e dei petrolieri
(con appendice di chi invece il petrolio lo brucia, come le compagnie
elettriche). Ebbene ora ci troviamo nella paradossale situazione per la quale
gli stati nazionali con una mano tassano le banche (in particolare gli
interessi che riconoscono ai correntisti sono in parte indeducibili) e con
l'altra restituiscono soldi alle banche più o meno nazionalizzandole. Nel
frattempo il petrolio è sceso sotto 80 dollari e gli extraprofitti (intuizione
socialista) evaporano. Mi chiedo se Julius, come dice, aveva previsto tutto,
non poteva prevedere anche questo elementare paradosso? Scritto in Berlusconi
IV Commenti ( 47 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di
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amico 06Oct 08 Chi ci salva dai salvatori? L'america ha adottato misure per
contrastare la crisi da 850 miliardi di dollari. L'Europa si è vista a quattro
e ha detto che nessuna banca europea verrà lasciata fallire. Tutti, me
compreso, hanno sostenuto che in una fase eccezionale come l'attuale si possono
adottare provvedimenti eccezionali, con il ritorno dell'intervento statale. Poi
sulle tecnicalità si può discutere per anni, ma il principio è che lo Stato
debba fare qualcosa. Ma se sbagliassimo? é questo il punto. Guardiamo alla
"deficiente regola" volta ad azzerare le vendite allo scoperto, che
più o meno tutte le Borse del mondo stanno adottando. Chi pensava che solo
attraverso questo strumento di limitassero i ribassi delle azioni, si è
sbagliato di grosso. Si introduce una fortissima distorsione al mercato e non
si porta a casa neanche un risultato. ragionamento simile si può. forse
provocatoriamente, fare per gli attuali interventi statali nell'economia. Non
stanno risolvedno il problema borsistica e a ruota neanche quello di operatività
delle banche. Come se non fossero stati fatti. In compenso ci troviamo le
manone ingombranti della politica sui nostri affari. Speriamo di non dovercene
pentire. Gli americani sanno liquidare l'intervento dello Stato in pochi anni.
Noi Europei quando ci sediamo alla tavola del mercato, ci restiamo anche dopo
il dessert. Scritto in finanza Commenti ( 60 ) » (11 votes, average: 3.18 out
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Commenti Invia questo post a un amico 04Sep 08 I conti su Alitalia Fate voi la
somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo
permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti
+AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non
è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una
posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le
spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per
concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una
società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea
e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono
un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di
linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i
nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata
Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso
dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato
l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai
sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e
Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da
stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il
concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto
concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali,
che risultato dà? Scritto in Varie Commenti ( 143 ) » (14 votes, average: 3.21
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vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e
finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie
Berlusconi IV (9) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (11) pol economica (22)
Varie (42) Ultime discussioni Giulio di Siena: Capisco quello che sostiene
Corrado a proposito dei posti di lavoro da salvare. Solo mi chiedo: ma...
CORRADO: Credo che la situazione evidenziata dal Dottor Porro sia stata
esemplificata in maniera altamente incisiva... Paolo Mazzarri: Caro Porro, la
vicenda degli aiuti di stato americani al settore auto dimostra un fatto
molto... antonino crisafulli: Egregio Bazzocchi,Lei ha scoperto su altri
giornali che non "Il Giornale", del... Scevola: @Mauro "Il
giornale" di un tempo, forse, sciveva cose che altri non dicevano. Poi è
arrivata la... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui
Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails
Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Il casco per i baresi e i
mutui per gli americani - 1 Emails I conti su Alitalia - 1 Emails Quando la
stampa è democratica - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro
freakkkettoni IBL La città dei liberi Libertysoldier rass.stamp 11min In prova
Ecodiario January
( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Protesta antiGelmini, salta Nones Cancellato l'incontro di martedì tra
l'alpinista e gli studenti MONTEBELLUNA. Per colpa della Gelmini salta l'incontro degli studenti con l'alpinista Walter Nones.
Anche la chiacchierata su scalate e montagna è finita nell'ingranaggio dello
sciopero bianco dei docenti contro i tagli del ministro della pubblica
istruzione. Era in programma per martedì, ma ieri è stato comunicato dalle due
scuole che non se ne fa nulla. Walter Nones, appuntato dei carabinieri,
protagonista di tante scalate e anche di quella tragica al Nanga Parabat dove
ha perso la vita Karl Unterkircher, verrà ugualmente in città, chiamato dal
Panathlon Club. Sarà qui lunedì, incontrerà al pomeriggio gli scolari del
Bertolini, sarà ricevuto dalla giunta Puppato alla sera, sarà poi ospite della
cena del Panathlon Club, ma martedì mattina non incontrerà gli studenti del
liceo e dell'Agraria. Tutto era stato programmato, ma poi ieri in municipio è
arrivata la comunicazione del liceo che annullava la partecipazione delle
classi in ottemperanza alla decisione presa dal collegio docenti del 4 novembre
scorso che prevedeva la sospensione delle uscite didattiche in segno di
protesta contro i provvedimenti sulla scuola operati dal governo. E poco dopo
anche l'Ipsa ha comunicato la stessa decisione. «Un vero peccato - commenta il
sindaco Laura Puppato - Ci dispiace dover annullare questo incontro. Credo che
sarebbe stata una bellissima opportunità anche per i ragazzi. Ma rispettiamo la
decisione dei due istituti e la loro protesta contro il cosiddetto decreto Gelmini. A quanto pare iniziano a dare i loro frutti
avvelenati le norme previste dal governo, con tagli indiscriminati al mondo
della scuola. Era comunque già previsto alle 19.30 di lunedì un incontro
dell'alpinista con la giunta, che resta confermato. Accoglieremo Walter Nones a
braccia aperte e gli consegneremo una targa in segno di stima e affetto. Sarà
emozionante sentire da lui la sua testimonianza, in alcuni momenti tragica, dei
viaggi alla scoperta delle cime più alte del mondo. Attraverso Nones poi
esprimeremo il nostro cordoglio alla vedova di Karl Unterkircher, caduto
tragicamente sul Nanga Parabat in una delle spedizioni più difficili mai
affrontate». (Enzo Favero)
( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Sarmede, scuole
salve La Regione tutela la presenza dei cimbri SARMEDE. E' salva la sede
dell'Istituto Comprensivo di Sarmede, che riunisce scuole materne, elementari e
medie. In base al decreto Gelmini avrebbe
dovuto essere accorpato ad una presidenza di un comune limitrofo a Sarmede. Il
sindaco Eddi Canzian e la sua giunta si sono opposti a questa decisione e hanno
interessato della questione l'assessorato alla pubblica istruzione regionale.
La Regione il 30 dicembre
( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Lucca Una commissione studia gli effetti della Gelmini Arriva il via libera delle forze politiche di Montecarlo MONTECARLO.
Un gruppo di lavoro composto da esponenti della maggioranza e della minoranza
consiliare per elaborare un documento comune sui possibili effetti delle legge Gelmini sull'istituto scolastico comprensivo da presentare al ministero
della pubblica istruzione, alla Regione e alla sovrintendenza regionale
scolastica. è il primo passo che il consiglio comunale di Montecarlo ha deciso
di compiere in tema di riorganizzazione del sistema scolastico, alla luce del
nuovo decreto ministeriale. Una seduta straordinaria sulla questione, per
volontà della minoranza, si è infatti svolta giovedì. Stando al centrosinistra,
il problema maggiore che si registrerà a livello locale per la legge Gelmini sarà la riduzione dell'organico nella scuola
elementare (dagli attuali 15 insegnanti si passerà a un massimo di 12 o 13). Un
taglio che - secondo la minoranza - sarebbe dovuto alla decisione del ministro
all'istruzione di annullare tutte le compresenze, dalla prima alla quinta
classe. «Così verrà meno la continuità didattica - afferma il centrosinistra -
e sarà impossibile attuare quei progetti (musica, animazione, lettura in
biblioteca, informatica e storia locale) che sono da tempo il punto di forza
della scuola di Montecarlo. Siamo preoccupati, inoltre, che l'istituto montecarlese
possa perdere la propria autonomia didattica». L'amministrazione comunale ha
accolto la volontà di redigere un documento sulla situazione scolastica locale,
alla luce della legge Gelmini, da presentare a
ministero, a Regione e sovrintendenza scolastica regionale, e ha dichiarato il
suo impegno per mantenere gli standard qualitativi, nei servizi e nelle
attività, finora offerti dal comprensorio scolastico.
( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Le pagelle Pera il
migliore LUCCA. Il girone di andata è già passato in archivio ed è il momento
degli scrutini. Quale è stato il miglior rossonero della prima parte del
campionato, dominato in lungo e in largo dalla capolista Lucchese? Secondo le medie-voto elaborate prendendo in esame
"Il Tirreno" e quelle dei due principali quotidiani sportivi
nazionali che danno le pagelle alle partite di serie D (Corriere dello Sport /
Stadio e Tuttosport) sul podio svetta il lucchese Manuel Pera, autentica
rivelazione della truppa di mister Favarin. La "zanzara" con
una media-voto di 6,60 primeggia davanti al capitano
Alessandro Galli (6,48), che, al di là delle statistiche, è risultato a furor
di popolo la pedina più forte della Lucchese in quanto ha classe, carisma, gol
(è già a quota sei) e capacità di incidere sulla partita. Un grande
trascinatore. Da rilevare, però, che Galli ha disputato quasi tutte le partite
(17), saltando soltanto la gara casalinga contro il Pontedera. Mentre Pera, che
in alcune gare ha letteralmente infiammato il Porta Elisa, ne ha disputate
quattordici. Al terzo posto del podio, dopo 19 giornate, è balzato il siriano
Chadi (6,45), incalzato da Venturelli e Belluomini con una ragguardevole pagella (6,40). Scala posizioni Belluomini, capocannoniere
rossonero con 9 reti, partendo ben dieci volte su quindici dalla panchina.
Risultati abbondantemente sopra la sufficienza anche per Bova, Di Paola e
Vannucci, giocatori che hanno avuto un rendimento costante. Tra i migliori
anche Alessio Mariotti, un po' in calo nelle ultime gare. Venturelli e Vannucci
sono gli "stakanovisti" della squadra, nel senso che hanno disputato
tutte le 18 partite. Anche i giovani sono tutti sopra la sufficienza, anche se
Meola, Biviglia e Inglese sono andati a corrente alternata. In linea di massima
i voti rispecchiano l'andamento del campionato. La classifica di rendimenti
mette in risalto un altro aspetto: Favarin ha fatto leva su un gruppo di 16-17
elementi. Una rosa che sarà meno corta con alcuni importanti recuperi e
l'innesto di Francone. Una nota finale per il "capitano" non
giocatore Francesco Mocarelli. Le prestazioni del "Moca" sono state
sempre sopra le righe per temperamento, corsa e capacità di catturare
un'infinità di palloni (ad eccezione di Sesto) fino alla maledetta partita di
Gavorrano. Nicola Nucci
( da "Secolo XIX, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Su giustizia e
federalismoanche il Pd si gioca tutto mauro barberis Nella politica interna italiana,
il 2009 si annuncia come l'anno delle grandi riforme: almeno due - giustizia e
federalismo - stanno per essere messe in discussione; un'altra - il
presidenzialismo -è stata minacciata per il 2010, se non per la fine della
legislatura. È prevedibile che per mesi e mesi la discussione politica si
concentrerà su questi temi, che rappresentano da sempre il cuore pulsante del
programma dei partiti che hanno vinto le ultime elezioni: per il berlusconismo
la riforma della giustizia è tutto, e anche per la Lega il federalismo è
l'ultima spiaggia. La sensazione, certo, è che per il Paese le priorità siano
altre: la crisi economica, anzitutto. Ma l'agenda, in democrazia, la fissa chi
vince le elezioni: e i vincitori sono questi. Le riforme proposte, comunque,
sollevano il problema dell'atteggiamento che dovrà tenere l'opposizione: in
particolare il Partito democratico, visto che l'Italia dei Valori sembra
pregiudizialmente contro. Il Pd è parso sinora completamente spiazzato dagli
avvenimenti. Nei primi mesi della legislatura ha sostanzialmente rinunciato a
fare opposizione, lasciando all'Idv il monopolio della protesta contro il lodo
Alfano: così subendo una chiara erosione di consensi nei confronti dei
dipietristi e mettendoci del suo nell'impennata della popolarità del governo
registratasi in estate. Esibendo la sua volontà di dialogo, Veltroni è parso
disposto a transigere sui princìpi, e l'elettorato di centrosinistra gli ha
voltato le spalle. In autunno, quando i tagli di Tremonti, prima ancora che i
decreti Gelmini, hanno fatto ripartire la protesta sociale, il Partito
democratico ha improvvisamente ripreso a fare opposizione: giungendo a
minacciare, contro i decreti, quel referendum che era stato lasciato all'Idv
sul lodo Alfano. Dopo aver dato la sensazione di transigere sui valori, in
altri termini, il Pd è parso cavalcare una protesta che coinvolgeva gli
interessi del suo elettorato di riferimento. Malleabile sui princìpi,
intrattabile sugli interessi: questo, di fatto, l'oscillante atteggiamento
tenuto dal Pd in questa legislatura. Non c'è da stupirsi del tracollo alle
elezioni abruzzesi e, quel ch'è peggio, della sensazione ormai diffusa che fra
Pd e Pdl, ormai, la differenza consista solo in una elle in più. Di fronte alla
prova delle grandi riforme occorrerà tenere un atteggiamento differente:
altrimenti, le elezioni europee - nelle quali gli elettori si sentono
tradizionalmente meno vincolati dalla disciplina di partito - rischiano di
vedere il sorpasso dell'Idv sul Pd, il fallimento del progetto stesso del
Partito democratico e la definitiva consegna del Paese al centrodestra. Bene,
questo atteggiamento differente non è troppo difficile da immaginare; in fondo,
si tratta dell'abc dell'opposizione in uno Stato costituzionale, e comunque
dell'esatto rovescio dell'atteggiamento tenuto dalla dirigenza veltroniana a
partire dall'inizio della legislatura: non compromessi sui princìpi e muso duro
sugli interessi, ma esattamente il contrario. Sugli interessi si dialoga, sui
princìpi no. Più precisamente, occorre distinguere, entro le riforme proposte
dal centrodestra, la parte che tocca i princìpi costituzionali, e quella che
riguarda gli strumenti legislativi per attuarli: tenendo anche conto del fatto
che alcune materie - come la giustizia, o piuttosto l'ordinamento giudiziario -
possono formalmente essere regolate con legge ordinaria, ma si tratta pur
sempre di questioni di rilevanza costituzionale. Sulla separazione delle
carriere dei magistrati o sul tipo di federalismo da adottare, ad esempio, non
c'è nulla di male a dialogare: beninteso, purché questo avvenga alla luce del
sole, ossia in Parlamento. Ma su princìpi ultimi come l'uguaglianza dei
cittadini davanti alla legge o la separazione dei poteri non solo non si
dialoga, ma non lo si lascia neppure sospettare: altrimenti non c'è più davvero
differenza fra maggioranza e opposizione, e allora liberi tutti. 10/01/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Giustizia, una
riforma condivisa è possibile bruno vespa Alle proposte di riforme del governo
Berlusconi, il Partito democratico in genere risponde subito con un no. E' necessaria
perciò qualche cannonata che sbrecci il muro del diniego per aprire una
discussione costruttiva. No alla riforma Gelmini dell'Università? Bastò che - alla prima modifica - la conferenza
dei rettori passasse dalla minaccia di dimissioni di massa all'applauso perché
venisse fuori una buona legge con il contributo dell'opposizione che pure non
l'ha votata (ma l'Udc si è astenuto). La stessa cosa accadrà
auspicabilmente per alcune riforme economiche (molto costruttivo il confronto
tra Maurizio Sacconi ed Enrico Letta l'altra sera a "Porta a porta")
. E perfino per la tormentata riforma della Giustizia, dopo l'inattesa apertura
del vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino.
Non sappiamo se certe posizioni del Partito democratico siano influenzate dalle
turbolenze giudiziarie di queste settimane. In ogni caso, è importante che
certe aperture ci siano state. Nessuno s'illuda che possa nascere una riforma
interamente condivisa: ma esistono le premesse perché non si arrivi alle
barricate. Suscitando l'indignato stupore dei suoi colleghi togati, Mancino si
è detto favorevole a rivedere il meccanismo elettorale del Csm. Oggi, due terzi
dei consiglieri sono magistrati e questo ha portato allo strapotere delle
correnti che lottizzano le nomine in maniera sistematica. La maggioranza pensa
di mettere i magistrati in minoranza. Mancino vuole il Consiglio diviso
sostanzialmente a metà, con un terzo dei consiglieri eletti dal Parlamento, un
terzo dai magistrati e un terzo indicato dal Capo dello Stato che dovrebbe
comunque assicurare la prevalenza dei togati. E' una ragionevole base di
discussione, anche se la maggioranza insisterà probabilmente per collocare
all'esterno del Consiglio la sezione disciplinare, oggi anch'essa camera di compensazione
tra le correnti. Un elemento di sicuro incontro tra maggioranza, Pd e Udc
sarebbe la proposta di Mancino di affidare al Parlamento le priorità
nell'esercizio dell'azione penale, oggi formalmente obbligatoria, di fatto
rimessa alla totale discrezionalità dei pubblici ministeri, impossibilitati a
far fronte all'enorme mole di lavoro. Ancora: un collegio di tre giudici per
decidere sull'arresto di un imputato. Per sopperire alla mancanza di
magistrati, al ministro Alfano si chiederebbe un atto di coraggio che nessuno
dei suoi predecessori ha fatto: mettere mano alla revisione delle
circoscrizioni giudiziarie accorpando molti tribunali. Portando a casa tutto
questo, il centrodestra potrebbe rinunciare a chiedere la separazione delle
carriere tra pubblici ministeri e magistrati giudicanti. Basterebbe irrigidire
ancora più di oggi la distinzione delle funzioni. All'opposizione si chiede
buona volontà, anche nell'accettare una maggiore valorizzazione dell'autonomia
della polizia giudiziaria nella ricerca della notizia di reato, ridimensionando
i possibili abusi del pubblico ministero. Ma è giusto chiedere anche al
presidente del Consiglio un gesto conciliante: eviti gli emendamenti al disegno
di legge approvato dal suo consiglio dei ministri che prevede la corruzione e
la concussione tra i reati per i quali si può intercettare. Quella arrivata
all'esame del Parlamento è una buona legge: è previsto un organo collegiale per
autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare i tre mesi e
di cui è vietata la pubblicazione fino alla conclusione dell'indagine
preliminare, con sanzioni pesantissime per chi sgarra. Bloccarla ancora per una
richiesta che non giova all'immagine di Berlusconi sarebbe davvero un errore.
Bruno Vespa è giornalista e scrittore e conduce su Raiuno la trasmissione Porta
a porta. 10/01/2009
( da "Repubblica, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
17 - Cronaca Torna il voto in pagella ma è caos
nelle scuole "Siamo impreparati" Il varo a fine mese ma manca il
regolamento Alle elementari e medie giudizi in pensione. Si viene promossi solo
col
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-01-10 - pag: 13 autore: L'intervento per
i testi scolastici Antitrust: troppi i libri consigliati Stefano Salis MILANO
L'Antitrust ritiene che i tetti di spesa dei libri scolastici possano essere
più stringenti: lo si può fare eliminando dalle liste dei testi da adottare da
parte dei docenti i cosiddetti volumi «consigliati» oppure prescrivendo
esplicitamente che anche questi ultimi rientrino nei tetti stessi. è questa la
richiesta che l'Autorità Garante della Concorrenza e del
Mercato ha fatto al Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con una
segnalazione inviata ieri a conlusione dell'indagine sui prezzi dei libri
scolastici, effettuata, in collaborazione con la Guardia di Finanza, a partire
dal mese di agosto 2008. «Dalle analisi svolte emerge che, se ci si
limita ai testi obbligatori, il tetto di spesa risulta normalmente rispettato
per tutti i corsi di studio – si legge. Tuttavia, se si considera l'intera
dotazione scolastica, inserendo anche i testi “consigliati”, si riscontra in
numerosi casi un superamento dei tetti di entità particolarmente
significativa». Così scrivendo, l'Antitrust precisa che «per alcuni libri in
particolare (ad esempio, dizionari o vocabolari) lo studente dovrebbe essere
lasciato libero di utilizzare i testi già eventualmente in possesso della
famiglia o di acquistare il testo più economico». E mentre l'Adiconsum
considera giusta «l'indicazione dell'Antitrust», augurandosi che sia ora
«opportuno che nelle scuole si inizi a consigliare l'adozione dei testi e-book
che consente un abbattimento considerevole dei costi», gli editori sono
perplessi davanti alle conclusioni dell'Agenzia. «Sono serviti mesi – spiega
Federico Motta, presidente dell'Aie – per appurare quanto si poteva risolvere
in una semplice riunione. Adesso, almeno, non ci sono dubbi:l'Antitrust ha
confermato che gli aumenti dei prezzi dei libri scolastici “erano in linea” con
il tasso d'inflazione. Noi ribadiamo, invece, che sono al di sotto
dell'inflazione». Più dura la reazione nei confronti delle associazioni di
consumatori: «Si era parlato di aumenti fino al 40 per cento. Questo dimostra
che si sono buttati via i soldi dei contribuenti e la mala fede delle
associazioni dei consumatori. Pretendiamo le scuse». Critico, Federico Motta,
anche nel merito della proposta dell'Autorità al Governo. «Inserire in modo
forzato testi che dovrebbero comunque rientrare nella dotazione della famiglia
per la formazione culturale e non solo scolastica dei ragazzi ci sembra
quantomeno un controsenso ». Va ricordato, infine, che la scelta dei testi è di
esclusiva competenza dei docenti. GLI EDITORI Federico Motta (Aie): «La
pronuncia dell'Autorità conferma che avevamo ragione noi, i prezzi erano in
linea con l'inflazione»
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione:
NORME E TRIBUTI data: 2009-01-10 - pag: 17 autore: Università. La riforma Gelmini in vigore da oggi Atenei, a corredo della fiducia un «pieno» di
ordini del giorno Alessandro Galimberti ROMA La riforma Gelmini dell'Università da oggi è in vigore: con la pubblicazione sulla
«Gazzetta Ufficiale» n. 6 di ieri, il riordino del sistema accademico (legge n.
1 del 9 gennaio 2008) ha esaurito l'iter di formazione ed è a tutti gli effetti
completo e vigente. In attesa del prossimo intervento, la cosidetta fase due
della riforma, restano in sospeso gli ordini del giorno. Che si occupano degli
argomenti più vari: dalla tutela degli insegnanti di montagna alla mappatura
dei cervelli all'estero alla sopravvivenza dell'Erasmus. Ma anche di
dimezzamento dell'Irap, estensione dell'otto per mille alla ricerca pubblica,
incentivi per il risparmio energetico, per finire con l'autonomia scolastica
dell'istituto di tradizioni arbereshe e il sostegno del Collegio del Mondo
Unito dell'Adriatico. Scartabellando tra gli 87 ordini del giorno discussi alla
Camera sull'atto classificato 1966 – e cioè il disegno di legge di conversione
del decreto università - si ha uno spaccato dell'attivismo dei deputati o,
sotto una prospettiva più neutra, della loro visione ideale del mondo accademico.
Nelle pagine degli interventi, pubblicati sul sito della Camera, c'è davvero di
tutto, non solo la proposta, impegnativa per il Governo, di privare la laurea
del valore legale ( si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Non necessariamente
iniziative frivole. La proposta
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Commenti Pagina 337
Dei saggi seduti in Parlamento Le vecchie galline fanno sempre buon brodo Dei
saggi seduti in Parlamento --> Cane vecchio non abbaia invano. L'adagio è
antico. Come il consiglio "ascolta chi è più anziano di te". Ma il caposaldo
della tradizione è troppo spesso snobbato, in nome del "nuovo che
avanza". A torto. Prendete i tanto vituperati senatori a vita, a più
riprese tacciati di essere (riassumendo) "cariatidi politiche senza
legittimazione elettorale con, però, diritto di voto su questioni
capitali". Bersagli del centrodestra durante l'ultimo governo Prodi
(Gasparri docet). Rei di prestarsi, allora, a fare da "polmone
d'acciaio" a un'Unione destinata a tirare le cuoia. Oggi, invece, in tempi
di bipartitismo porcellumistico, ridotti a meri soprammobili. Ma ancora capaci
di togliersi soddisfazioni, alla faccia dei quaranta-cinquantenni che "so
tutto io". Imboccato il viale del tramonto, George W. Bush fa mea culpa:
«Il più grande rammarico della mia presidenza è aver attaccato l'Iraq basandomi
su informazioni "viziate" riguardo alle armi di distruzione di
massa». Oscar Luigi Scalfaro, 90 anni lo scorso settembre, lo andò dicendo per
mesi, prima e dopo l'esperienza al Quirinale. E ora qualcuno (pochi) ricorda le
sue parole. Più che profetiche. Il Pd si contorce nella cosiddetta
"questione morale". Le procure fanno a mazzate. C'è chi minimizza e
chi fa "specchio riflesso" al Pdl. Carlo Azeglio Ciampi giura,
invece, che la faccenda «è peggio di Tangentopoli». Farneticazioni geriatriche?
Vedremo. Per molti, il più "rincoglionito" sarebbe Francesco Cossiga.
Invece, il Picconatore sembra più arzillo, sagace e moderno di certi rampanti
parvenus che affollano il Palazzo. Che gli studenti
manifestino contro la Gelmini o che torni di moda qualsivoglia contestazione antigovernativa,
il metro di paragone agli Interni resta lui, classe 1928. Avete presente il
guru sulla montagna cui l'indeciso chiede consiglio a costo di scarpinare?
Ecco. Di Andreotti non c'è bisogno di dire nulla. Se solo due anni fa,
novantenne, era ancora lì a godersi il testa a testa con Franco Marini per la
presidenza del Senato, un motivo ci sarà. Il "black out" in diretta
tv? Solo «contrattempi dell'età», potete giurarci. Insomma, gallina vecchia fa
ancora buon brodo. Mai sottovalutare la saggezza dei savi o vendere la pelle
dell'orso prima di averlo ucciso. Tra parentesi, complimenti a Rita Levi
Montalcini, 99 anni: andava a votare per tenere su Prodi anche in barella. In
questi giorni la Francia le ha conferito la croce di Grande Ufficiale della
Legione d'Onore. Mai brodo fu più squisito. LUIGI BARNABA FRIGOLI
( da "Voce d'Italia, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Scuola
Focus
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gli atenei abruzzesi contro il decreto legge Tremonti Guarda tutti i correlati
( da "Trentino" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Isera. L'ex sindaco
s'arrabbia Rossi: «Cossali fa politica col notiziario» ISERA. «Cossali predica
bene ma razzola male». L'ex sindaco di Isera Carlo Rossi commenta così l'ultimo
numero di "PubblicAzione", il periodico di informazione del comune che al suo interno ha pubblicato alcuni articoli riguardanti il
decreto Gelmini: «Nella rivista - spiega Rossi - oltre agli auguri del sindaco,
della redazione ed alcuni articoli attinenti la comunità d'Isera, ho trovato
tre articoli contro il decreto Gelmini. Potrei anche condividere
quanto scritto, ma non condivido che il periodico diventi strumento di una sola
forza politica, specialmente in questo momento difficile per Isera,
senza minoranze in consiglio». La rivista ha delle caratteristiche ben precise:
«Ricordo - continua Rossi - che PubblicAzione, fondato nel 2002, doveva
contenere rubriche ed articoli riguardanti i lavori in corso
dell'amministrazione, le associazioni, i vari assessoarati e così via.
Inviterei l'attuale direttore responsabile Mario Cossali a rileggersi
l'interpellanza dell'allora minoranza, anche da lui sottoscritta, dove si
affermava che "l'informazione, se promossa dal Comune, riveste carattere
di istituzionalità e deve garantire correttezza e obiettività. Il notiziario
perde significato se espressione di una maggioranza politica". Si è parlato
bene ma ora si razzola male. E' ben vero che il consiglio comunale è privo di
minoranze, ma il rispetto verso chi non ha votato questa maggioranza deve
essere mantenuto. Il notiziario non deve essere di sinistra, di centro o di
destra, ma di tutta la comunità di Isera». (pat)
( da "Trentino" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Mori. Le «pagelle» del
presidente Civettini, nell'anno segnato dalla scomparsa di Maggiani Sette gli
stacanovisti in consiglio Mai assenti su 26 sedute. A Gelmini la maglia nera MORI. Claudio Civettini è probabilmente alle
ultime battute nel consiglio comunale di Mori, chiamato in consiglio
provinciale. Ma da presidente, non si nega alla richiesta di tracciare un
bilancio del 2008 appena concluso. «Innanzitutto, - esordisce - un
ricordo e un omaggio con il cuore e a nome di tutto il consiglio a Mauro
Maggiani, che ci ha lasciati anzitempo, al quale va l'unanime ringraziamento
per la generosità e disponibilità messa a disposizione per la Comunità». Nel
corso del 2008 si sono tenute 26 riunioni, con 44 interrogazioni, 7
interpellanze, 16 mozioni, 13 ordini del giorno, 8 domande di attualità, 10
argomenti di discussioni e 67 delibere. Un anno consiliare che ha visto una
partecipazione importante di gran parte dei consiglieri. Su 26 convocazioni di
consiglio, mai assenti Mario Gurlini (Sindaco), Claudio Civettini (Lega Nord),
Saverio Radam e Renzo Longhi (Patt), Bruno Bianchi (Civitas), Renato Bertolini
(N.S) e Stefano Barozzi (Pd). Una assenza per gli assessori Franco Sandrinelli
(F.I) e Valter Gazzini (Civitas). Due assenze: Nicola Mazzocchi (Patt)
(subentrato a Maggiani il 18/09/2008), Claudio Poli (Upt) e Leonardo Zanfei
(UpM). Con 4 assenze Camilla Gazzini (Civitas), a 5 Nicola Ciaghi, Roberta
Canali (Upt) e Valter Mazzucchi (Pd). Sei assenze per Paolo Gobbi (Pd), 7 di
Elena Berti (Verdi). Fanalini di coda i compagni di partito (Upt) Angiola
Turella con 11 assenze e Marco Gelmini con ben 14
assenze. Continua Civettini: "Anche questi dati sono significativi per la
comunità." Molti temi affrontati: dall'approvazione della deroga e
concessione edilizia per la nuova Cantina sociale, all'ordinamento e
lottizzazione del PGZ9, poi variato nei vari comparti. Inoltre l'importante
adozione definitiva della XIII variante al PRG, cioè la viabilità all'area
"Casotte", e la modifica al progetto del centro di promozione Valle
di Gresta a Loppio. Oltre a questo, la definizione degli indirizzi per il nuovo
PRG: uno strumento atteso da 20 anni. Conclude Civettini: «Non siamo arrivati
all'approvazione del bilancio, slittato a fine gennaio, ma ciò non inficia
certo la bontà del lavoro svolto. Problemi e soluzioni all'area Brianeghe,
toponomastica, zonizzazione acustica, alcuni dei temi aperti cui bisogna dare
risposte urgenti. Unico appunto: qualche svista sulle quotidianità del
territorio, cui dobbiamo dare risposte concrete a costi spesso nulli. Per tutto
questo, quantificato in oltre 90 ore di lavori consiliari per il 2008, un
sentito ringraziamento a tutti i colleghi e al personale comunale per il lavoro
che siamo riusciti a svolgere insieme, nel rispetto delle posizioni e con
l'apporto di tutti. (d.t.)
( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma La
Iqbal Masih, scuola capofila della protesta: "Così possiamo scardinare la
riforma" Su pagelle e tempo pieno riparte la sfida
alla Gelmini La Scuola Iqbal Masih lancia la "Giornata di amore per la
scuola pubblica". Andrà in scena il prossimo 14 febbraio. I promotori dell´iniziativa
sono le maestre e i genitori del coordinamento "Non rubateci il
futuro". Metteranno in campo iniziative contro il decreto Gelmini e "l´unico maestro di riferimento". TEA MAISTO
A PAGINA VII
( da "Tirreno, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Grosseto
Lo Jacovacci sarà un vero giardino Niente parcheggio in superficie nel progetto
della maggioranza L'argomento arriva in consiglio comunale. I posti auto
saranno soltanto sotterranei. L'area diventerà un polmone verde proprio nel
centro di Porto santo Stefano MONTE ARGENTARIO. Appena ristrutturato, nelle
intenzioni della maggioranza, il giardino Jacovacci sarà di nuovo degno di
questo nome. Uno spazio verde vero e proprio, senza la presenza di macchine (i
cui posti saranno tutti interrati) e finalmente vivibile da bambini e adulti.
Con questa variazione rispetto all'originale idea dei privati, viene presentato
nel consiglio comunale che andrà in scena domani alle ore 15 il progetto di
massima dell'intervento sul più importante (e discusso) spazio da riqualificare
nel centro storico di Porto S. Stefano. «Noi siamo sempre stati contrari al
primo progetto - esordisce il sindaco Arturo Cerulli - e ora ci apprestiamo a
presentare una ipotesi che prevede essenzialmente un minor impatto ambientale,
sperando nella massima condivisione, prima di arrivare al progetto definitivo.
Con questo siamo al secondo passaggio sullo Jacovacci, dato che in prima
battuta abbiamo chiesto a tutti di presentare proposte alternative, senza
ricevere alcuna risposta». L'elaborato che andrà domani in consiglio è già
stato concordato dalla maggioranza con la proprietà ed è ancora aperto ad ulteriori
integrazioni. Perché l'intervento è talmente importante e delicato che
necessita dell'approfondimento più ampio in cui tutti possano far sentire la
loro voce. Giardino Jacovacci a parte, protagoniste di questa assise consiliare
saranno le minoranze e non solo per la surroga del consigliere dimissionario
del Pd Luigi Fanciulli con Maria Rosa Canalicchio. Lo stesso Partito
Democratico, insieme all'altro gruppo Gente dell'Argentario porterà infatti
all'attenzione una mozione in cui si chiede «la difesa del ruolo strategico e
della tradizione dell'Istituto Tecnico Nautico e più in generale del sistema
scolastico dell'Argentario». Il documento sottoscritto dai sette consiglieri
dell'opposizione prende le mosse dal decreto Gelmini che
potrebbe comportare tagli a quello che rimane l'unico istituto superiore del
Promontorio. E, dato che finora, notano, la questione non è stata mai
affrontata a livello istituzionale, impegnano il sindaco e la giunta ad
adoperarsi concretamente per raggiungere i suddetti obiettivi per poi riferire
al consiglio ed alla competente commissione consiliare gli sviluppi della
situazione e le iniziative adottate. Dalla scuola al turismo il passo è breve
grazie all'interrogazione presentata dal solo Gente dell'Argentario sulla sorte
del raduno di barche d'epoca. L'indiscrezione secondo la quale l'Argentario
Sailing Week il prossimo giugno non farà tappa a Porto S. Stefano a causa della
contrarietà ad ospitarla da parte della stessa amministrazione sta
preoccupaando non poco Schiano, Fanciulli, Sordini e Bartolini che vogliono
adesso conoscere la posizione della maggioranza sulla vicenda. Anche perché,
osservano, un suo rifiuto ad accogliere la tradizionale regata, andrebbe contro
ogni principio di promozione del turismo. Paola Tana
( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Roma
"No Gelmini", l´Iqbal Masih
rilancia "Ecco come scardinare la riforma" "Il 14 febbraio
chiameremo tutti per dichiarare il proprio amore per la scuola pubblica"
TEA MAISTO L´hanno chiamata la "Giornata di amore per la scuola
pubblica" e andrà in scena nel giorno in cui gli affetti la fanno da
padrone, il giorno di San Valentino, il prossimo 14 febbraio. I
promotori dell´iniziativa sono le maestre e i genitori delle scuole elementari
del coordinamento "Non rubateci il futuro" che nei prossimi giorni
metteranno in campo tutta una serie di proteste contro il decreto Gelmini e "l´unico maestro di riferimento". «Per
il 14 febbraio chiameremo tutti - spiega Paola Arduini, insegnante della Iqbal
Masih, la scuola del Casilino capofila della protesta - intellettuali, artisti
ma anche gente comune, pronti a dichiarare il proprio amore per la scuola
pubblica e statale. L´iniziativa non sarà soltanto nelle scuole, ma anche in
piazza». Giovedì pomeriggio c´erano un centinaio di persone - in rappresentanza
di 40 comitati romani e della provincia - alla riunione tenutasi alla Iqbal
Masih per organizzare nuove forme di proteste dopo l´approvazione dei
regolamenti attuativi del decreto Gelmini. E infatti
prima del 14 febbraio le scuole metteranno in piedi una campagna capillare
sulle iscrizioni per raggiungere il massimo numero possibile di richieste di
tempo pieno a 40 ore e tempo di 30 ore, in entrambi casi con la compresenza di
insegnanti, per i bambini che verranno iscritti alla prima elementare, ma anche
la riaffermazione dei modelli didattici già adottati per le classi successive
alla prima. «Speriamo così di far arrivare al governo una valanga di richieste
da parte delle famiglie che chiedono di mantenere l´attuale modello didattico
senza che nulla venga modificato - spiega Simonetta Salacone, dirigente
scolastico della scuola del Casilino - Stiamo lottando contro un´idea di
scuola-spezzatino. Vorremmo anche organizzare una specie di staffetta nelle
scuole che verranno aperte ai genitori per mostrare che cosa la scuola non sarà
più in grado di fare dal prossimo anno scolastico». Tra le idee quella di far
partecipare mamme e papà alle attività di laboratorio assieme ai propri figli.
Altro punto su cui il Comitato lavorerà: chiedere ai collegi docenti di
mantenere l´attuale valutazione basata sui 5 livelli di giudizio (non
sufficiente, sufficiente, buono, distinto, ottimo) e di non modificarla a
favore del sistema decimale. Scrivono infatti nel verbale di assemblea: «Una
campagna sulla valutazione che blocchi l´adozione dei voti, visto che i
regolamenti che ne prevedono la reintroduzione non sono ancora definitivi». E
poi ancora: "adozione" delle scuole che non hanno ancora creato un
coordinamento genitori-insegnanti ben radicato da parte di scuole più avanti
nell´organizzazione, incontri cittadini con organizzazioni sindacali e
associazioni professionali e di difesa dei diritti civili.
( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Firenze
Rettore, Caretti pronto alla corsa In campo anche Chelazzi (Scienze), da
Ingegneria potrebbero essere due i candidati Per le elezioni del dopo-Marinelli
molti accreditano anche il nome di Rogari LAURA MONTANARI Un candidato dalla
facoltà di Giurisprudenza per la poltrona di rettore, un altro da Ingegneria,
un altro ancora da Scienze. Si popola di nomi la campagna per le prossime
elezioni del capo dell´ateneo. Paolo Caretti, docente di Diritto Costituzionale
non ha ancora sciolto del tutto le riserve, ma alla vigilia del Natale si è
detto per la prima volta disponibile a scendere in campo. E´ lui stesso a
confermarlo. Una scelta che è coincisa con la rinuncia alla corsa da parte
dell´attuale prorettore vicario nel «governo» Marinelli, Alfredo Corpaci. Da
Scienze conferma la sua candidatura Guido Chelazzi, biologo, docente di
ecologia, ex preside della facoltà (una delle più grosse dell´ateneo
fiorentino), attuale prorettore alla ricerca nel governo Marinelli. Ma dalla
facoltà di Ingegneria potrebbero essere addirittura due gli aspiranti rettori,
oltre ad Alberto Del Bimbo, primo ad annunciare di essere in corsa (più di un
mese fa), uno fra l´attuale preside Alberto Tesi e l´ex preside Ennio Carnevale.
«Decideremo nei prossimi giorni» spiega lo stesso Carnevale. Le sorprese però
potrebbero non finire qui, nella girandola dei nomi che affollano i corridoi e
gli incontri alle macchinette del caffè, fra gli accreditati c´è anche il
prorettore alla didattica Sandro Rogari che ha recentemente elaborato tutta la
manovra per la riduzione dei corsi di laurea (e l´applicazione della direttiva
Mussi). «Io ritengo sia positivo avere molti concorrenti nella campagna che
dopo il triplo mandato di Marinelli - spiega Guido Chelazzi - dovrà decidere
chi lo sostituirà». E non sarà un compito facile, questo è chiaro a tutti,
candidati e non: la situazione «non virtuosa» dell´università di Firenze
profila un futuro prossimo di tagli e sacrifici. Come attuare i programmi lo
spiegheranno e sarà probabilmente il perno attorno a cui ruoterà gran parte
della campagna sul dopo-Marinelli. Le elezioni dovrebbero svolgersi nel mese di
maggio, la data però non è stata ancora fissata e sarà il decano dell´ateneo a
proclamare il via alla corsa. «E´ vero, ho dato una mia generica disponibilità
a candidarmi - ammette il costituzionalista Paolo Caretti - ma adesso bisognerà
fare delle verifiche nelle facoltà, ne riparleremo fra qualche settimana».
Caretti sottolinea come si apra per l´ateneo fiorentino una fase complicata per
superare la crisi: «Ci sarà anche da pensare alla Fondazione con la Regione per
creare un sistema universitario toscano integrato». Altro
tema caldo e ancora pochissimo esplorato dal momento che il decreto Gelmini è appena passato. Mettere a posto i conti, scendere sotto la
fatidica soglia del 90 per cento nelle spese per il personale sul Fondo di
finanziamento ordinario, è per il professor Caretti «una premessa prioritaria,
ma non l´elemento che condizionerà tutte le decisioni». «Vedo, girando
nei corridoi delle facoltà una crescente disaffezione dei giovani, dei
dottorandi e degli assegnisti nei confronti dell´università perché non vedono
per loro nessun futuro - prosegue - e questo mi preoccupa». Caretti che era per
un codice etico più restrittivo e rigoroso rispetto a quello poi approvato
dagli organi accademici, è critico sulla vicenda del no alla docenza per gli
ultrasettantenni. «Capisco che la decisione sia stata improntata alle questioni
di bilancio, ma col blocco del turnover interi settori disciplinari perdono il
loro caposcuola e questo non può essere sostituito soltanto da un
neo-ricercatore anche se magari molto bravo». Insomma secondo il docente di
Giurisprudenza l´obiettivo di tornare a un ateneo virtuoso è prioritario anche
per poter dare flessibilità al sistema: «Dovremo poi guardarci dentro e
analizzare come abbiamo gestito l´autonomia, i concorsi, il decentramento
didattico». Guido Chelazzi è stato il coordinatore della commissione ricerca:
«Per me la ricerca resta strategica per l´ateneo - spiega - ma penso che il
lavoro che abbiamo fatto di recente sia stato molto importante per contenere i
tagli e orientare quelli inevitabili in maniera tale da non compromettere la
funzionalità di un lavoro che è sempre articolato». La campagna elettorale
ufficialmente non è ancora iniziata, ma ufficiosamente va avanti già da mesi
nelle stanze dell´ateneo.
( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina
III - Bologna In altri istituti l´insufficienza si fermerà al cinque Longhena, sfida
alla Gelmini in pagella alle elementari niente
voti, solo giudizi VENTURI A PAGINA II SEGUE A PAGINA II
( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bologna
Longhena, l´ultima provocazione "Niente voti, in pagella solo giudizi" Singolare decisione contro la riforma Gelmini per il primo quadrimestre In altri istituti l´insufficienza si
fermerà al cinque. Niente voti più bassi ILARIA VENTURI IN arrivo le pagelle
con i voti. Ma i presidi avvertono: niente tre o quattro alle elementari, ci si
fermerà al cinque. I sindacati denunciano: «Siamo alla scuola fai da
te». E i maestri insorgono. Alla primaria Longhena il collegio dei docenti ha
deliberato di mantenere i giudizi nel primo quadrimestre rifiutando i voti
espressi in decimi introdotti di nuovo, dopo trent´anni, dalla riforma Gelmini. «Siamo contrari ai voti, pensiamo che non possano
essere capiti dai bambini» spiega l´insegnante Marzia Mascagni. «La valutazione
deve essere formativa, un momento di riscontro per noi e per il nostro operato.
Con i voti si torna indietro rispetto a tutto quello che è stato lo studio
sulla valutazione. Ci siamo presi un quadrimestre di riflessione per arrivare
alla fine dell´anno a un voto consapevole, che
comparirà solo nella pagella finale». Anche
all´istituto comprensivo 11 il collegio dei docenti ha deciso di mantenere i
giudizi in pagella alle elementari e alle medie. Una
scelta che sarà discussa di nuovo tra due settimane. Ma nelle scuole di San
Donato l´orientamento anti-voto è forte. In questi
giorni, in vista della fine del quadrimestre, i dirigenti delle scuole di base
si sono riuniti per decidere una linea comune da seguire. Il cinque, da usare
con parsimonia e mille cautele, sostituirà il vecchio giudizio «insufficiente».
Ma non si scenderà più in basso. «Per un bimbo delle elementari un quattro o un
due sarebbero talmente demotivanti da fargli perdere anche il gusto di
imparare», spiega Stefano Mari, preside del terzo Circolo didattico. Il
dirigente si è confrontato venerdì scorso con i colleghi delle scuole di Reno,
Saragozza, Borgo Panigale e Porto. «E´ emersa questa linea che discuteremo nei
collegi dei docenti. Comunque i voti saranno accompagnati da giudizi che i
genitori potranno consultare nell´agenda della programmazione. Personalmente
non mi piace numerare la valutazione, quando devi giudicare un alunno c´è
sempre un aspetto interpretativo». L´approccio al voto
sarà soft, soprattutto alle elementari. Più aperta è la discussione alle medie,
dove anche i quattro saranno ammessi, dove non ci saranno giudizi ad
accompagnare i numeri e dove torna il voto in condotta.
Ma basterà un´insufficienza per essere bocciati alle medie? «La decisione sarà
collegiale», frena Sergio Simoni, dirigente delle scuole di Bazzano,
Crespellano e Monteveglio. «L´insegnante di matematica potrà arrivare con un
cinque, ma a maggioranza i colleghi della classe potranno alzare il voto». Simoni ricorda: «Il voto
serve per migliorare, per correggere un errore, non per classificare i bambini.
Si deve mantenere il valore formativo della valutazione». L´orientamento
riportato da Simoni è stato discusso nelle undici scuole della zona di
Casalecchio, Sasso Marconi sino a Castello di Serravalle. «Le nostre non
possono che essere indicazioni». Sui modelli di pagella
invece non c´è accordo: ciascuna scuola farà per sé, molte ricorrendo alla
stampa in proprio per risparmiare. Per questo Sandra Soster, segretaria
provinciale della Cgil scuola, attacca. «C´è confusione, siamo alla scuola fai
da te. Ma la preoccupazione maggiore è che con il ripristino dei voti alle
elementari si distrugge l´impianto della scuola». Anche il collegio
dell´istituto comprensivo
( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Bari Il
nuovo bando non prevede più il contributo massimo per lezioni in italiano nelle
università straniere Master, la Regione corre ai ripari giro di vite su alcuni
corsi all´estero Per le società è necessaria un´esperienza specifica degli enti
di formazione di almeno dieci anni Ancora master universitari. E ancora accuse:
«Questi corsi non hanno i requisiti per essere finanziati». è questo il
contenuto di una denuncia anonima ricevuta nei giorni scorsi dall´assessore
alla formazione, Marco Barbieri, riguardo una serie di master finanziabili
dalla Regione tramite il programma Ritorno al futuro. Barbieri ha segnalato i
casi ai suoi uffici affinché nell´esame delle domande dei ragazzi si valuti
attentamente se i requisiti siano o no quelli giusti: «Noi faremo un controllo
rigido - dice l´assessore - In ogni caso nei prossimi giorni mi riservo
comunque di mandare una copia della denuncia alla magistratura». La procura di
Lecce ha infatti in piedi un´indagine su una società, la Vision 2000, che negli
anni scorsi aveva avuto decine di studenti ai propri master con la borsa di
studio regionale. Nell´ultimo bando, però, i ragazzi iscritti ai master della
Vision sono stati esclusi dalle graduatorie: secondo la Regione la società di
formazione non aveva i requisiti richiesti per il finanziamento dei corsi. La
magistratura penale vuole ora valutare se siano stati commessi degli illeciti
mentre non è escluso che la vicenda possa avere anche degli strascichi nei
tribunali amministrativi. Intanto però i nuovi requisiti del nuovo bando
predisposto dalla Regione (3.140 le domande complete arrivate via Internet)
stanno dando i primi risultati. E´ per esempio terminato il paradosso dei
master all´estero in lingua italiana: quel tipo di corsi sono stati sì
organizzati anche quest´anno (dalla stessa società con la collaborazione di
un´università telematica) ma la borsa di studio intascata dagli studenti non
sarà più di 25mila euro, come un qualsiasi master all´estero. Ma di 15mila come
se il corso di specializzazione si tenesse in Italia. Sono state poi escluse
tutte quelle società create ad hoc per organizzare corsi finanziabili dalle
borse di studio regionali: da quest´anno, infatti, è necessaria un´esperienza
specifica degli enti di formazione di almeno dieci anni. Intanto grazie alla
Puglia, dove era scoppiato il primo scandalo e dove la magistratura ha aperto
un´indagine conoscitiva, arriva il primo stop al prolificare delle università
telematiche. Il Governo ha accolto l´ordine del giorno, come raccomandazione,
del deputato del Partito democratico Dario Ginefra impegnandosi nella riduzione
degli atenei on line. «Ci troviamo di fronte - spiega Ginefra - a un fenomeno
assai preoccupante. Secondo gli ultimi dati del ministero, gli iscritti alle
università telematiche sono 13mila, il doppio rispetto all´anno scorso: il
governo Prodi aveva predisposto un "pacchetto serenità" che, tra
l´altro, prevedeva un decreto per la ridefinizione dei
requisiti minimi degli atenei telematici. Tale decreto, approvato dal consiglio
dei ministri, era al vaglio del Consiglio di Stato per il visto definitivo
quando, caduto il governo Prodi, non se ne fece più nulla. Ora la Gelmini deve riprendere quella strada». (g. fosch.)
( da "Repubblica, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Bari bentornati i voti a scuola ma la Gelmini è da meno
meno MICHELE MIRABELLA (segue dalla prima di cronaca) Tuttavia riuscii a
familiarizzare con i classici, amatissimi, peraltro, a digerire i verbi
dell´ottava classe e l´inestricabile lessicografia greca. Oggi mi darei un voto
risicato di sufficienza, diciamo un sei meno meno. Il meno meno,
diciamolo, è umiliante. Sia se frustra la stentata sufficienza, sia se aggrava
una catastrofe sotto il tre. In tanti discettammo, ragazzacci ribelli, intorno
al sadismo della somministrazione numerica dei giudizi che oggi ritroviamo come
metodo restaurato dalla ministra Gelmini. Eppure,
oggi, di tutte le scelte riformatrici della signora, questa del voto numerico
è, a parer mio, da approvare con un bel sette e mezzo. Ma che cosa sono quelle
paroline ipocrite come distinto o buono. O che sarà mai un compito distinto.
Distinto è un signore a modo, distinta una signora di buone maniere e condotta
imperturbata dalle tentazioni della mondanità, ove non sia un modulo per un
versamento bancario. Distinti sono i saluti nel formulario del codice delle
buone creanze. Non può essere un comportamento scolastico e men che meno la
traduzione del Teeteto. E anche quell´insufficiente o buono non esprimono
compitamente la valutazione del pedagogo per la prestazione dell´alunno e sono
generiche e insoddisfacenti. E aggiungo che non danno gusto. Vuoi mettere la
gioia di squadernare un bell´otto rotondo graffito sul foglio di protocollo con
la matita rossa a petto di un ?molto distinto´ vergato pudicamente? E poi?
Vogliamo considerare le numerosissime possibilità consentite dai numeri.
Ancorché sia ristretta la scelta da uno a dieci, dobbiamo considerare le
variabili erogate da miracolosi segni da posporre alle cifre. Ricordo il meno,
il meno meno, balbettante reprimenda un po´ umiliante, addirittura il meno meno
meno di qualche sadico sottile e ricordo il più. Il più era un´incoraggiante
crocetta posta dopo un voto debilitante, una spintarella a far meglio,
generalmente affibbiata con tenerezza a quelli che, pur non essendo
particolarmente dotati, si sforzavano, si "applicavano". Io,
appartenente alla schiera di quelli che, pur essendo intelligenti, non si
applicavano affatto, anzi, erano sfaticati, ero insignito di molti meno o del
mezzo al voto inferiore rispetto a quello che avevo meritato. E sì, perché il
terribile mezzo voto poteva aumentare la sentenza in bene o aggravarla in male.
Ai volenterosi si aggiungeva per premio, a me, generalmente si toglieva per
castigo. Il cinque e mezzo faceva male. Era puro sadismo, come era ferocia
vendicativa rimandare a ottobre col cinque in una sola materia. Se ne parlava
al bar, intorno al calcio balilla, per settimane. Sui quadri il nome era
macchiato di rosso dalla scritta: ?ripara in´ e seguiva la materia. L´untore,
il segretario, scriveva con le anellate la formula che rispettava, comunque, il
voto, il mitico voto. Adesso ritorna. Rispetto il voto fatto per auspicarne la
rinascita: non parlerò male, come merita, della Gelmini
per la sua riforma della scuola. Non può pretendere di avere il mio voto, se si
torna alle elezioni, ma mi asterrò dalle critiche per almeno un trimestre. Poi,
però dovrà rassegnarsi ad aspettarsi un uno meno meno. Come la mia traduzione
del Teeteto. Le va bene, potrebbe avere uno zero spaccato. Si dava anche
quello.
( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-11 num: - pag: 1 autore: di
BENEDETTA ARGENTIERI categoria: REDAZIONALE Milano e le donne Smog, parchi e
scuola: la lotta delle mamme «pasionarie» Inquinamento Tra le battaglie più
sentite dalle mamme c'è quella allo smog Contro i disagi Difendono il
quartiere. Lottano contro il traffico. E tutelano l'ambiente. Sono le mamme
pasionarie di Milano. Attente, sensibili, attive. Si
incontrano su Internet per combattere un nemico comune: dalla legge Gelmini all'inquinamento. Fondano blog per darsi consigli: dai percorsi
da fare in passeggino a come riuscire a gestire un lavoro, un marito e i figli.
Una rete di solidarietà nata per tutti i genitori che vogliono darsi una mano.
A PAGINA 6
( da "Corriere della Sera" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-11 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE MI L'impegno online Smog, parchi e scuola Le mamme
«pasionarie» che difendono la città Incontri e alleanze su internet. Spot
contro il traffico Cortei per il diritto allo studio e un decalogo sugli asili
Blogger Prima a sinistra Claudia De Lillo, 38 anni, autrice del blog
nonsolomamma Nell'altra foto Elisabetta Andreis, 36 anni, si racconta su
vitadastrega Il premio Federica Pagnacco riceve, nel dicembre del 2006, per i
Genitoriantismog il premio Isimbardi dalle mani del presidente della Provincia
Filippo Penati L'emittente A difesa del verde e dei quartieri dal degrado è
nata una radio online in cui le mamme, da una panchina, si scambiano consigli e
indirizzi utili dove si possono portare i figli Ci sono quelle che lottano.
Contro l'inquinamento e per una viabilità «possibile». Quelle che difendono il
quartiere. Contro il degrado e per il verde del parco. E quelle che scrivono.
Contro una città «poco accogliente». O per aiutare altre donne in situazioni
difficili. Sono le mamme di Milano. Attive, sensibili, attente. Anche
«acrobate». Sono le mamme pasionarie. Si danno appuntamento su internet per
combattere una battaglia comune. L'inquinamento per i genitoriantismog. it. La legge Gelmini per Retescuole. net. I disagi nelle materne per Chiedoasilo.it.
E dal web passano ai fatti. Scendono in piazza, sfilano nei cortei. Producono
spot pubblicitari. E fotografano la città per consigliare percorsi con le
carrozzine, ristoranti e negozi «amici dei bambini». è dal 2001 che
un'associazione di genitori si batte per migliorare l'ambiente. Perché l'unica
risposta dell'amministrazione «davanti a un'emergenza come l'inquinamento è
stata: tenete i figli a casa». E sono cominciate le battaglie. Qualcuna vinta,
come i bambini gratis sui mezzi pubblici. Ma l'obiettivo finale è quello di
«spronare i nostri amministratori a impegnarsi in una vera politica ecologica».
Ecco allora gli spot — studiati, sceneggiati, realizzati — da mettere in rete.
Brandelli di vita vissuta. L'ultimo ritrae un bambino che tossisce alla fermata
del bus: il messaggio è chiaro. Come quello di Retescuole e Chiedoasilo. Due
associazioni in trincea a difesa dei propri ragazzi. La prima si batte «contro
la distruzione della scuola pubblica» e informa i genitori sugli effetti della
Legge Gelmini, organizzando assemblee, manifestazioni,
proteste e («perché no!») merende collettive. La seconda, invece, è impegnata
«a difendere la qualità nei servizi comunali all'infanzia e garantirne
l'accesso a tutti ». Da qui è nato un altro sito: lamaternachevorrei. it, dove
le mamme hanno scritto un decalogo presentato al Comune. Incontri, su internet.
E alleanze, tra mamme, sul campo. Perché solo così «ci si aiuta, ci si
sostiene, si raggiungono risultati». Come Stefania Daziano e Valentina
Bianchetti. Insieme hanno creato il blog mamme del Pagano per «difendere il
nostro parco e il nostro quartiere dal degrado». E non solo per essere «un
punto di riferimento». Così, da un impulso condiviso, si è arrivati a
radiommamma.it. «Abbiamo trasferito i consigli e gli indirizzi ascoltati sulla
panchina del parco a internet», spiega Carlotta Jesi. Sul suo sito si possono
trovare negozi, ristoranti e percorsi formato famiglia. E dalle storie di una
mamma che dribbla le mille difficoltà quotidiane di «una città non proprio a
misura di bambino» si basa nonsolomamma.com. Claudia De Lillo da settembre 2006
veste i panni elastigirl. Tante donne si ritrovano nella sua situazione e le
scrivono per avere consigli. Dal sito è stato tratto un libro. Poi c'è
vitadastrega.com di Elisabetta Andreis per cui la sua pagina web «è una maniera
per tenersi in contatto tra di noi». Certo la città, per essere veramente
formato famiglia, «dovrebbe avere più verde, mezzi pubblici che funzionano. E
magari locali più accoglienti se si hanno figli». Quella di internet è una vera
e propria rete di solidarietà. Ad oggi sono un'ottantina i blog per aiutarsi.
Perché Milano «facilita questi fenomeni». E l'alleanza di mamme pasionarie.
Benedetta Argentieri Il video Per sostenere una politica ambientale da parte
del Comune alcune mamme hanno studiato, sceneggiato e prodotto uno spot contro
lo smog: un bambino tossisce alla fermata dell'autobus
( da "Secolo XIX, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Scuola
L'Italia deve imparare
a investire sui giovani luca volontè La riforma della scuola passò ben prima di
Natale con il voto di fiducia e, nei giorni scorsi, stessa sorte e medesimo
strumento sono toccati alla riforma dell'Università. Senza offesa, ben altro si
poteva fare in entrambi i campi, una vera parità di scelta educativa (modello
francese) e l'abolizione del valore legale del titolo (laurea), solo per fare
due esempi. Si è segnata comunque un'inversione di tendenza, a costi zero si
sono ribaditi almeno alcuni basilari principi della istruzione: merito,
disciplina e lavoro. Tuttavia, mentre da settimane negli Usa si è aperto un
vero dibattito sulla capacità di investire sul capitale umano e sulle idee del
futuro - secondo taluni commentatori gli Usa stanno perdendo terreno rispetto
al Giappone - in Italia non solo non si discute del domani ma nemmeno si
investe da vent'anni, "oggi per il domani''. Il nostro sistema scolastico,
negli ultimi anni, direi decenni, è stato in perfetta e malevola sintonia con
l'imperativo generale: tutto, maledetto e subito. Invece di investire sui
nostri giovani, raddoppiare così la nostra ricchezza futura, abbiamo
pedissequamente depauperato i nostri e i loro talenti. Secondo i dati diffusi
in quest'inizio gennaio da Eurostat, l'Istituto statistico della Commissione
europea, nel 2005 la spesa pubblica degli Stati membri della Ue per
l'istruzione è pari, in totale, al 5% del pil. Come sempre accade, ci sono
notevoli differenze tra un Paese e l'altro. Nei Paesi nordici, ad esempio, la
spesa pubblica per l'istruzione è mediamente molto più elevata che nel resto
d'Europa: 8,3% del pil in Danimarca, 7% in Svezia,
( da "ItaliaOggi Sette" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Sette
Numero 009 pag. 49 del 12/1/2009 | Indietro L'università
da tre soldi è senza riforma IO LAVORO Ma non chiamiamola riforma. Approvato in
via definitiva dalla Camera giovedì scorso, il decreto Gelmini sull'università è legge. Alcuni, tra cui lo stesso ministro, lo
chiamano decreto antisprechi, ed è questa la sua finalità prevalente, e per la
trasparenza. Modifiche ai concorsi, incentivi solo alle università virtuose che
non spendono oltre il 90% del budget in soli stipendi e che si distinguono per
produzione scientifica. Qualche deroga al blocco delle assunzioni dei
ricercatori. L'impegno dell'abolizione del valore legale della laurea. Una
legge che farà risparmiare, dicono i sostenitori, in un settore in crisi di
risorse economiche e che ha già visto falcidiare il Fondo di finanziamento
ordinario. Non per benaltrismo, ma tutti sappiamo che la riforma
dell'università non sta qui: ci vuole ben altro, questa è una pezza, legittima
ma corta; la riforma dell'università è un'altra cosa. Cinque sono i nodi per
una vera riforma, oltre a una politica meritocratica sul personale, baroni
compresi. Il primo è la mancanza di un vero rapporto tra università e mondo del
lavoro, che si chiama orientamento attivo: troppa è ancora la distanza e i
rischi di autoreferenzialità del sistema. Il secondo è l'eccessivo numero di
corsi: oltre 5 mila tra lauree triennali e specialistiche sono davvero troppe.
Così come sono troppe le università: oltre 90 atenei hanno polverizzato il
sistema e troppe sono le università di paese, di campanile, di provincia. Tutto
ciò abbassa il livello della qualità dei titoli e delle lauree, molte delle
quali sono davvero deboli. Infine, il nodo del valore del titolo offerto dalle
università. Il doppio valore della laurea: di mercato e legale. Ora con un odg
approvato c'è un impegno del governo: l'abolizione del valore legale. Giusto,
sacrosanto. Ci piacerebbe, ma siamo scettici, che venisse davvero cancellato.
Il rischio è che invece prosegua il doppio mercato. Walter Passerini
( da "Secolo XIX, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Assemblea in
facoltà, così l'Ondaprova a rialzare la cresta oggi a balbi Dopo le occupazioni
dei mesi scorsi, gli universitari genovesi si riuniscono per cercare di
riorganizzare la protesta 12/01/2009 IL DECRETO Gelmini è diventato legge e l'assemblea permanente delle facoltà in
lotta, parte dell'Onda che da mesi ormai continua la protesta contro la riforma
dell'istruzione, si organizza per dare nuova linfa al dissenso. Prima delle
festività si sono registrate le occupazioni di Scienze della Formazione,
Lettere e Scienze Politiche, momenti nei quali gli studenti hanno
utilizzato gli spazi delle facoltà per prendere coscienza del cambiamento
portato dalla riforma organizzando dibattiti, incontri, letture, feste di
autofinanziamento e, in gran parte dei casi, garantendo comunque lo svolgimento
di lezioni ed esami. Il timore degli appartenenti al movimento è quello della
trasformazione delle università pubbliche in fondazioni private a causa dei
tagli che porteranno gli atenei alla ricerca di nuove forme di finanziamento
privato con il rischio di far passare in secondo piano l'importanza del sapere
rispetto alle esigenze aziendali e di profitto. «Non bisogna fare calare l'attenzione
su ciò che sta accadendo nell'Università italiana. Credo che l'assemblea
permanente abbia dato prova di come insieme si possa organizzare una protesta
costruttiva. Il fatto che la legge Gelmini sia passata
deve creare un'ulteriore sinergia tra l'istruzione di tutti i livelli, dobbiamo
tornare nelle strade con cortei pacifici e fiumi di persone», spiega
Alessandra, studentessa di Scienze della Formazione, una tra le facoltà più
attive nella protesta. Questi primi giorni del 2009 hanno permesso ai
rappresentanti di ogni facoltà di coordinarsi nuovamente, di preparare nuove
iniziative per dimostrare che gli studenti non hanno accettato passivamente
l'approvazione della legge. L'assemblea permanente delle facoltà in lotta ha
così fissato un appuntamento per discutere sul futuro del movimento, sulla
necessità di trovare nuovi spazi per continuare le occupazioni e sulla volontà
di fare nuovamente sentire la voce degli studenti. Un volantino, diffuso anche
tramite mail, ha così permesso di passare parola sulla riunione di oggi alle 14
nell'aula M di Balbi 4. Un incontro che sprona alla partecipazione la
cosiddetta "Onda". Matteo Politanò 12/01/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Scuola
Gite scolastiche
estiveridotti i soggiorni all'estero si fanno i conti con la crisi economica Singolare
sciopero dei viaggi di istruzione alle medie Alfieri e Mazzini QUATTROCENTO
euro per la gita di sei giorni all'estero, nelle grandi capitali europee come
Barcellona, Vienna, Parigi o Londra: o per la settimana bianca sulla neve. Fra
i duecento e i trecento, per la quattro giorni nelle città d'arte italiane: da
Firenze alle ville venete, Roma, o Ravenna, o Torino e Milano. E decisamente di
più? sui duemila euro almeno ? per il viaggio estivo ovviamente facoltativo, di
due settimane all'estero, per imparare la lingua come ospiti ai college
inglesi, scozzesi e irlandesi, e addirittura in America, come farà quest'estate
un gruppo di ragazzi delle medie e delle superiori cittadine. Nelle scuole
spezzine è scattata la consueta ricerca delle mete più adatte ai viaggi di
istruzione, che quest'anno fanno più che mai i conti con le ristrettezze
economiche imposte dalla crisi finanziaria: e molti dirigenti hanno deciso di
accorciare la durata delle uscite, per dare più possibilità di risparmio alle
famiglie. Un caso a séè rappresentato quest'anno dalle scuole medie
"Alfieri" e "Mazzini", in cui gli insegnanti hanno deciso
un singolare sciopero delle gite: «Sì, hanno deciso di protestare contro le
incertezze e le riforme che vengono calate sulla scuola di anno in anno -
conferma la dirigente Anna Maria Da Pozzo -? hanno ritenuto che si debba anche
toccare qualche settore economico, e dare un segnale. Il collegio docenti ha
deciso di non fare più viaggi di istruzione, ma solo uscite sul territorio, che
non necessitano di gare d'appalto o altre forme di licitazione. Ad esempio, i
ragazzi sono già stati a visitare gli impianti eolici di Varese Ligure. Vuol
dire che approfondiremo maggiormente la conoscenza del nostro territorio,
scoprendo angoli di pregio». «Le quinte classi chiedono di andare all'estero,
come è tradizione, soprattutto a Parigi, Londra e Vienna ?- spiega il preside
del liceo "Parentucelli", Marco Mezzana ?- quest'anno le altre classi
rimarranno tutte in Italia. Fra Roma, le ville del Veneto e le città d'arte.
Bisogna ridimensionare le proposte, da fare ai genitori, che sono alle prese
come noi tutti con una situazione economica difficile. Stiamo sondando l'umore
delle famiglie, prima di procedere alla gara fra le agenzie». All'istituto
superiore "Fossati" di Bragarina, la settimana bianca verrà proposta
solo alle classi V. Le altre classi faranno solo gite brevi. «C'è crisi ?
spiega la dirigenza ? in altri momenti, i ragazzi erano stati portati anche più
lontano, ma per la congiuntura attuale stiamo cercando di rimanere sotto i 300
euro, per agevolare le famiglie. Oltretutto con l'occupazione sono stati persi
molti giorni di scuola». Fra i dirigenti della provincia, tanti hanno scelto la
linea dura con chi ha occupato: per loro niente gita. Altri invece non hanno
ritenuto di dover "punire" chi ha manifestato
contro la Gelmini. Ma questo è un capitolo a sé, che sta facendo infervorare i
ragazzi, con dibattiti assai vivaci. Tornando ai costi delle gite, il dirigente
del liceo psico pedagogico "Mazzini", Antonio Russo, sta vagliando le
varie proposte delle agenzie specializzate spezzine, per far "risparmiare
i ragazzi": «Meglio un giorno di meno ? sottolinea ? che non una
vacanza stracciata che però non salvaguardi appieno la sicurezza. Dobbiamo fare
gli equilibristi sulle cifre. All'avviamento sciistico sulla neve andrà una
cinquantina di ragazzi, mentre l'estero sarà orientato in base agli studi
linguistici: Parigi per chi fa francese, Vienna per il tedesco. E poi c'è
Praga, che esercita un gran fascino sui giovani». Anche l'istituto Einaudi, che
punta sul turismo, privilegia le capitali europee: «Quest'anno ai ragazzi del
triennio è stata proposta Barcellona, lo scorso anno sono andati a Budapest ?-
spiega la dirigente Clementina Petillo ?- cerchiamo di viaggiare in bassa
stagione, per tenere i costi sui 300-400 euro a ragazzo per una settimana».
Allo scientifico "Pacinotti", il preside Michele Rigazio spiega che i
viaggi variano a seconda dell'anno di studio: «Le V partiranno nella seconda
metà di febbraio, per avere poi tempo di concentrarsi sullo studio, in vista
della prova di maturità, mentre le altre classi in primavera». Anche qui si
parla dell'estero per i grandi, ma ci sono in programma anche le settimane
bianche. Sono invece Vienna, Parigi e la Sicilia, le proposte del tecnologico
scientifico "Capellini", naturalmente per le V, ma il preside Luigi
Gianelloni ? convinto umanista ? ha inserito anche una crociera in Grecia:
«Credo sia importante visitare città come Atene ? ammette ? comunque i costi
restano sui 400 euro, è solo una chance in più offerta ai ragazzi». Altre mete
italiane, si confermano Orvieto, Roma e le città d'arte in genere. Sono queste
le scelte anche delle scuole medie, che non si spingono in genere oltre i
confini nazionali, ad eccezione di quelle che fanno scambi con le altre scuole
europee: a Lerici, la dirigente Eliana Bacchini propone da vent'anni lo scambio
con il college di Dreux, in Francia. E scambi internazionali fa la
"Pellico" di piazza Verdi. In linea di massima, i ragazzini delle
medie viaggiano verso le città d'arte, o vanno alla settimana bianca.
.x/12/0901
( da "Repubblica, La" del 12-01-2009)
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Pagina I - Genova Le
idee L´Università i media e il virus della casta MARGHERITA RUBINO Alla fin
fine il mito del Sessantotto si è indebolito, nell´anno appena trascorso,
sopportando iniziali celebrazioni, esasperanti dibattiti, infinita
pubblicistica, fino a un irritato revisionismo. La suggestione quarantennale ha
avuto in realtà i più forti riscontri nella cronaca, con la rinascita della
rivolta studentesca. Profondamente diversa, feroce contro
le riforme Gelmini e perfino efficace nell´ottenere alcuni rinvii dalla controparte
di governo, la protesta degli studenti 2008, al fianco dei professori stavolta,
ha portato in piazza nel mese di novembre migliaia di giovani. Da segnalare la
forza, la tempestività, la sostanziale correttezza dell´Onda a Genova.
Non era scontato, se nel contesto internazionale, tra Spagna, Francia e
Germania, le violenze ci sono state e uno studente, ad Atene, è stato ucciso.
In questi stessi mesi è iniziata, intermittente e strisciante, l´altra rivolta
di colore sessantottino: l´indagine o l´accusa o la critica decisa contro la
classe, i privilegi, in una parola la "casta" dei docenti
universitari. Allora l´attacco venne da parte degli studenti contro i
professori, contro la didattica antiquata, contro i poteri dei baroni, contro i
singoli, insultati per nome e cognome e pure minacciati in versi sui muri di
via Balbi. L´attacco, oggi, proviene invece dai media e, per sussurri, da molta
società civile e politica. Non arriva dal basso, dai ragazzi, ma dall´alto, da
un mondo non troppo amato dal docente universitario quale è quello delle tivù,
soprattutto private, e dei giornali. Di qua (dai giornalisti) l´accusa ai
docenti di essere una classe a parte, non sottoposta a controllo, che abusa come
tutte, ma non paga come tutte. SEGUE A PAGINA III
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
12-01-2009)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-12 - pag: 9 autore: L'agenda
del Parlamento. In settimana riprende a pieno ritmo l'attività legislativa dopo
la pausa natalizia Tappe forzate per le misure anti-crisi Il Dl, che scade il 28
gennaio, in aula alla Camera, poi toccherà al Senato Roberto Turno Il decreto
anti-crisi, le misure sulla sicurezza e il federalismo fiscale. Altri quattro
disegni di legge collegati alla Finanziaria 2008 sulla rampa di lancio. E un
pacchetto aggiuntivo di quattro decreti legge pronti a iniziare il loro
cammino. Incassata con il voto di fiducia e non poche contestazioni la
settimana scorsa l'approvazione del "decreto Gelmini"
sulle Università – che ha portato così a 45 le leggi varate nel corso della XVI
legislatura nei suoi primi otto mesi di vita – Camera e Senato riprendono in
questi giorni a tutto ritmo l'attività legislativa. Per il Governo si apre una
stagione parlamentare nient'affatto in discesa. Da un lato incombe la difficile
contingenza sul versante economico e finanziario, destinata anzi ad acuirsi.
Dall'altra,sul terreno più squisitamente politico, i prossimi mesi saranno
caratterizzati da un duplice confronto: il testa a testa annunciato con
l'opposizione, a partire dai temi come giustizia e riforme; ma anche
all'interno della maggioranza non mancheranno fibrillazioni, come del resto le
vicende su Malpensa e sul ritocco della squadra di Governo hanno già ampiamente
dimostrato. La prospettiva della nascita in primavera del Pdl e insieme la duplice
tornata elettorale primaverile delle amministrative e delle europee
rappresentano altrettanti spartiacque politici all'interno del centro-
destra,con la necessità dialcuni partner di maggioranza – la Lega per prima –di
differenziarsi e, insieme, di acquisire il massimo possibile di visibilità in
chiave appunto elettorale. Già nei prossimi giorni, del resto, sia a
Montecitorio che a Palazzo Madama si comincerà necessariamente a prendere le
misure di tutti i problemi sul tappeto. Alla Camera, in aula, dopo la
tormentata vicenda dell'esame in commissione, farà il suo esordio il Dl 185
anti- crisi: il decreto scade il 28 gennaio e sarà necessario procedere a tappe
forzate, considerato che il Dl dovrà essere trasmesso al Senato.L'ipotesidi un
nuovo ricorso al voto di fiducia in entrambi i rami del Parlamento, è al
momento la più gettonata. L'altro appuntamento clou è lo sbarco, annunciato in
aula tra una settimana al Senato, del Ddl delega sul federalismo fiscale, che è
collegato alla Finanziaria 2009.L'effettivo iter del provvedimento è
condizionato dal placet in sede referente delle commissioni (Affari
costituzionali, Bilancio e Finanze) che dovranno ratificare il testo elaborato
dal comitato ristretto. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, convocata
per domani, fisserà il timing necessario, che in ogni caso, nelle intenzioni
del Governo, dovrebbe portare al primo sì sul Ddl già entro gennaio. Dopo di
che toccherà comunque ancora alla Camera. Intanto in aula in questi giorni
arriverà il Ddl sulla sicurezza. Anche a Montecitorio i capigruppo dovranno
stilare il calendario dei prossimi mesi. Che intanto vede in primo piano i
decreti legge pre-natalizi – tra tutti, proroghe e semplificazione – e la
"legge Brunetta" collegata alla manovra. Mentre gli altri collegati
premono al Senato: dalla giustizia al lavoro all'internazionalizzazione delle
imprese, le leggi non arriveranno però prima dell'estate. TRA DUE FUOCHI Per il
Governo si annuncia una stagione resa difficile dalla contingenza economica e i
rapporti politici tesi anche nella maggioranza FEDERALISMO FISCALE Il disegno
di legge collegato alla Finanziaria aspetta a Palazzo Madama il via libera
delle commissioni sul nuovo testo
( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-01-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-11 - pag: 10 autore: La sicurezza sorpassa
la devoluzione fiscale a Palazzo Madama Leggi e decreti, in Parlamento è già
corsa contro il tempo Roberto Turno ROMA Il decreto anti–crisi, il federalismo
fiscale e la “legge Brunetta, i temi eticamente sensibili e politicamente
scottanti, la questione giustizia che bolle come un vulcano, la Rai e i
regolamenti parlamentari che restano un'incompiuta.E a corredo i soliti decreti
(sono 5) che non mancano mai all'appello. Incassata dopo la Befana la “legge Gelmini”, con 45 leggi nel carniere e nove voti di fiducia
ottenuti in scioltezza dal Governo, da domani le Camere aprono un inverno
parlamentare che si annuncia lungo e complicato. Berlusconi preme con cinque
disegni di legge collegati alla manovra 2009 ancora in cerca d'autore, e
intanto prepara le prossime mosse e le riforme da spedire in Parlamento.
Contando su percorsi più rapidi che sarebbero garantiti da nuovi regolamenti,
soprattutto alla Camera. E sperando di superare fronde e resistenze nella
maggioranza. La giustizia, ma anche capitoli nient'affatto secondari su cui il
Parlamento non vuole accettare diktat da Palazzo Chigi – class action, sanità,
le stesse misure sull'emergenza – sono altrettante spie degli ostacoli da
superare. Problemi non insormontabili, considerato il peso politico specifico
del Cavaliere nel Pdl. Fatto sta che a primavera incombono altre scadenze
potenzialmente capaci di sparigliare i giochi: la nascita del Pdl, prima,
quindi la duplice tornata elettorale per le amministrative e le europee. Il
desiderio di visibilità dei partiti (la Lega) e delle correnti (la componente
di An nel Pdl), reciteranno in questi mesi un ruolo decisivo in tutte le
scelte. La stessa impasse nella revisione della squadra di Governo, è un
segnale. Da domani riprendono dunque a tambur battente i lavori parlamentari.
Con un elenco di appuntamenti segnati in rosso, eredità incompiuta dei primi
otto mesi del Berlusconi quater che finora ha proceduto soprattutto a colpi di
decreto (25 su 45 sono state di conversione di Dl). A Montecitorio tocca subito
al Dl 185 anti–crisi(si veda pagina 3). Al Senato invece il "D–day"
del federalismo fiscale, che è collegato alla Finanziaria 2009, inizialmente
atteso in aula per martedì 13, è rimandato: le tre commissioni riunite
tenteranno l'affondo sul testo da trasmettere all'aula per la settimana
successiva. La speranza di Governo e maggioranza è di arrivare al giro di boa
di palazzo Madama entro fine mese. Dopo di che sarà la volta della Camera, che
però difficilmente varerà a sua volta a scatola chiusa il testo. L'ipotesi di
una nuova navetta verso il Senato prima dell'estate, non è da scartare. Da
martedì, così, il Senato si dedicherà in aula al disegno di legge sulla
sicurezza, altro provvedimento nel quale la Lega ha cercato già a più riprese
di inserire misure contro gli immigrati che hanno creato parecchie tensioni tra
gli alleati. Se sul federalismo fiscale la maggioranza procede con cautela in
cerca di dialogo, in questi mesi si attendono segnali decisivi sugli altri
quattro Ddl collegati alla Finanziaria 2009. Tutti hanno già superato almeno il
vaglio di un ramo del Parlamento. La “legge Brunetta” comincia in questi giorni
il suo viaggio alla Camera. Le misure su giustizia, imprese e lavoro sono al
Senato, tutte in commissione: prima di metà febbraio difficilmente
conquisteranno (e neppure tutte)la ribalta dell'aula. Difficilmente
diventeranno tutte legge prima dell'estate. Anche perché nuovi motivi di aspro
scontro politico si annunciano. La riforma della giustizia, ancora in
preparazione, sarà il banco di prova finale, ma intanto in commissione alla
Camera si stanno prendendo le misure sulle intercettazioni telefoniche che
vedono Lega e buona parte di An poco inclini ai desiderata di Palazzo Chigi.
C'è poi il rebus del Cda della Rai, con l'impasse sulla vigilanza. E ormai alle
porte c'è da attendersi la recrudescenza del dibattito sui temi eticamente
sensibili: per la legge sul consenso informato è questione di settimane.
Insomma, la carne al fuoco davvero non manca. Anche le possibilità di
emendamenti sponsorizzati dai singoli parlamentari: il treno è pronto, è il
decreto milleproroghe, al quale non mancheranno di agganciarsi i soliti
vagoncini. Anche pre–elettorali. E a proposito di elezioni: il Parlamento
frenerà i lavori in vista dell'election day del 6 e 7 giugno. Qualche legge
dovrà attendere più del previsto. I DDL COLLEGATI Sono in lista d'attesa per
l'approvazione anche i provvedimenti su giustizia, imprese, lavoro e
produttività nella Pa
( da "Giornale.it, Il" del 12-01-2009)
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n. 2 del 2009-01-12
pagina 6 La nuova scuola: iscrizioni in vista, con un dubbio
di Augusto Pozzoli Gli istituti di base attendono ancora le disposizioni a cui
attenersi per applicare la riforma Gelmini Le scuole
si preparano a raccogliere le domande di iscrizione al prossimo anno
scolastico. La scadenza è fissata per il prossimo 28 febbraio, ma ancora
mancano indicazioni certe su quel che succederà in seguito al varo della
cosiddetta riforma Gelmini. Questo almeno per la scuola di base, perché la riforma
delle superiori slitta al prossimo anno. Il governo ha già varato il
regolamento attuativo della riforma, ma prima che venga pubblicato sulla
Gazzetta ufficiale dovrà passare ancora al vaglio del Consiglio di Stato. Sta
di fatto che le scuole sono ancora in attesa di disposizioni più precise, ma
già devono rispondere alla richiesta di informazione delle famiglie. Che cosa
si può dire in questa fase? «Che ci sono quattro modelli orari - spiega
Loredana Leoni, responsabile regionale dell'Andis (Associazione nazionale
dirigenti scolastici) - previsti su 24 ore settimanali, 27, 30 e 40.
Quest'ultimo modello dovrebbe salvaguardare almeno in parte il tempo pieno che
nella nostra città attualmente coinvolge intorno al 95 per cento delle classi».
Il testo del regolamento prevede tuttavia l'abolizione delle compresenze, vale
a dire il fatto che per quattro ore la settimana nella stessa classe a tempo
pieno siano presenti contemporaneamente due insegnanti. Una risorsa prevista
per organizzare laboratori didattici di varia natura per rispondere alle
esigenze specifiche della classe. L'abolizione delle compresenze ha già sollevato
molte polemiche: Retescuole, un'organizzazione da anni impegnata nella difesa
del modello milanese del tempo pieno, ha già preannunciato che organizzerà
fuori dalle scuole delle segreterie per raccogliere le domande di iscrizione
secondo il modello attualmente in vigore, compresenze comprese. Ma i dirigenti
scolastici devono attenersi alle norme in vigore oggi, quindi devono offrire
tutte e quattro i modelli orari previsti dalla Gelmini.
«Non possiamo fare altrimenti - continua Loredana Leoni -, anche se le famiglie
devono sapere, ad esempio, che solo attraverso la scelta delle 40 ore potranno
assicurarsi la mensa. Per gli altri modelli no, alle scuole verranno dati
insegnanti solo per le lezioni, e se si deve tornare al pomeriggio una o due
volte la settimana sarà necessario che le famiglie provvedano a riportarsi a
casa i figli per il pranzo». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-01-2009)
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Prima Pagina Pagina
( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-01-2009)
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CASO BRUNETTA LO
STATO NON è UNA FERRARI SEGUE DALLA PRIMA E' appena stata varata la riforma
dell'università, il mondo universitario la considera la migliore al mondo?
L'università ha tra le sue magagne il baronaggio, per cui nella selezione del
personale docente non si sceglie per merito, ma per clan. Le
analisi della riforma Gelmini sono concordi: ha visto il problema, ma non l'ha risolto, anzi
nemmeno affrontato. Oggi un tifoso Ferrari è orgoglioso della nuova Ferrari, ma
un cittadino italiano non è orgoglioso della nuova università. Brunetta pensa
che il problema stia nel confronto fra tifoso e cittadino. E invece sta
nel confronto tra Ferrari e Stato. Ci vuol poco a vederlo. Ma Brunetta è
presbite, non vede vicino. Quando partì con la campagna contro i «fannulloni»,
puntò lo sguardo sui lavoratori dei servizi pubblici, e li accusò di
assenteismo e menefreghismo. Ma Brunetta è un parlamentare. Ci sono sedute,
alla Camera e al Senato, in cui l'assenteismo dei nostri eletti (o più esattamente
auto-eletti) tocca il 60 e il 70 per cento. Praticamente, pur lavorando così
pochi giorni alla settimana, stanno tutti a casa. Eppure, hanno uno stipendio
mensile superiore del mille per cento rispetto a quello di un infermiere. Ci
sono settori della Sanità dove il servizio non copre le esigenze degli utenti.
Per esempio, nel settore della Guardia medica. Se vi scoppia l'influenza in
casa, di sabato o domenica, e i vostri figli scottano perché la febbre sale fin
sopra i 39, è inutile chiamare la Guardia medica, non vi manda nessuno. Parlo
per esperienza personale. Ma se andate là, scoprirete che i medici di turno
impazziscono tra visite, ambulanze, telefonate. Non è un colpevole fannullismo,
è un impossibile fantuttismo. Ci vorrebbe una riforma che riesaminasse da capo
la quantità del lavoro, il numero dei lavoratori, e l'entità del compenso. Il
ministro Brunetta vuol far ripartire il funzionamento statale usando, parole
sue, «il bastone e la carota». Voi penserete: il bastone sono le punizioni, la
carota sono i premi. Sarebbe la tanto invocata meritocrazia: l'insegnante che
non sa insegnare guadagna la metà, l'insegnante superbravo guadagna il doppio.
E' questa la soluzione. Ma questo esigerebbe che lo Stato fosse in grado di
valutare. Ma lo Stato è cieco. Nello Stato si fa carriera con l'anzianità, non
col merito. Lo Stato premia i mediocri, ignora i virtuosi. E' di questo che gli
impiegati statali si vergognano di fronte ai figli: si vergognano perché fanno
un lavoro anonimo, in cui è impossibile distinguersi, farsi notare, venire
riconosciuti, e alla fine premiati. La Ferrari vien rivoluzionata ogni anno, il
lavoro statale è sempre lo stesso. Con la Ferrari siamo al primo posto nel
mondo, per i servizi statali navighiamo intorno al 40º. Se corresse in Formula
1, Brunetta vorrebbe vincere il titolo mondiale con una macchina da 40º posto.
Ferdinando Camon fercamon@alice.it
( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Scuole elementari, è caos sulle ore settimanali Gli istituti chiedono lumi sulla
riforma Gelmini. La Dalmaso: «Da noi saranno 26» Il ministro ha approvato il
progetto che prevede il taglio da
( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Cavalese. Nel segno
della continuità la gestione dell'istituto scolastico dopo il cambio della
guardia Morandini-Biasiori Rosa Bianca sempre più aperta al mondo Si consolida
la ricca proposta di attività e di progetti collaterali CAVALESE. Viaggia
decisamente nel segno della continuità l'anno scolastico 2008/2009
dell'istituto di istruzione fiemmese "la Rosa Bianca" di Cavalese,
punto di riferimento valligiano. L'unica importante novità è il cambio della
guardia alla guida dell'istituto con Lorenzo Biasiori subentrato, come
dirigente scolastico, a Fiorenzo Morandini. Poi per il resto, sia nei numeri
sia nella consueta ricca proposta di iniziative e progetti collaterali
all'attività didattica, la Rosa Bianca di Cavalese e Predazzo si è inserita
anche quest'anno nei binari degli anni scorsi. Col professor Biasiori si è
fatta una panoramica, esauriente considerando che sono passati tre mesi
dall'avvio dell'anno scolastico e quindi molte cose sono abbastanza
consolidate. Parlando di progetti, qui molte sono le conferme, ad esempio, dei
progetti salute e di ascolto e consulenza, di iniziative di solidarietà in
particolare verso l'Africa e legate anche al mondo delle lingue straniere con
viaggi in Irlanda, un gemellaggio col Giappone ed altri gemellaggi a livello
europeo e ancora progetti sulla lingua madre per studenti stranieri. Inoltre
partecipazioni a olimpiadi varie (matematica, fisica, danza ed altro),
iniziative dedicate all'educazione fisica e al movimento, certificazioni
linguistiche, la concretizzazione della certificazione ambientale Emas per
l'istituto. Poi altri progetti che troveranno concretizzazione nei prossimi mesi
del 2009 ed ancora i progetti del Fondo Sociale Europeo con proposte varie e
laboratori per le figure di operatore turistico, un laboratorio di animazione
per l'infanzia e iniziative di avvicinamento al mondo dell'università. Dunque
un quadro ampio che riconferma la ricchezza di proposte che ormai da tantissimi
anni caratterizza l'attività didattica e collaterale dell'istituto fiemmese. I
numeri della "Rosa Bianca" per il 2008/2009 parlano di 723 iscritti
complessivi,
( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
paragone tra i
lavoratori della Ferrari e i lavoratori dello Stato. La Ferrari ha appena svelato
la nuova ... paragone tra i lavoratori della Ferrari e i lavoratori dello
Stato. La Ferrari ha appena svelato la nuova macchina, e tutti i tifosi di
Formula 1 la spiano e la scrutano perché pensano che quella macchina sia più
perfetta della precedente, e possa vincere il campionato, piazzarsi al primo
posto nel mondo. Va così nello Stato? E' appena stata varata la riforma
dell'università, il mondo universitario la considera la migliore al mondo?
L'università ha tra le sue magagne il baronaggio, per cui nella selezione del
personale docente non si sceglie per merito, ma per clan. Le
analisi della riforma Gelmini sono concordi: ha visto il problema, ma non l'ha risolto, anzi
nemmeno affrontato. Oggi un tifoso Ferrari è orgoglioso della nuova Ferrari, ma
un cittadino italiano non è orgoglioso della nuova università. Brunetta pensa
che il problema stia nel confronto fra tifoso e cittadino. E invece sta
nel confronto tra Ferrari e Stato. Ci vuol poco a vederlo. Ma Brunetta è
presbite, non vede vicino. Quando partì con la campagna contro i
"fannulloni", puntò lo sguardo sui lavoratori dei servizi pubblici, e
li accusò di assenteismo e menefreghismo. Ma Brunetta è un parlamentare. Ci
sono sedute, alla Camera e al Senato, in cui l'assenteismo dei nostri eletti (o
più esattamente auto-eletti) tocca il 60 e il 70 per cento. Praticamente, pur
lavorando così pochi giorni alla settimana, stanno tutti a casa. Eppure, hanno
uno stipendio mensile superiore del mille per cento rispetto a quello di un
infermiere. *** Ci sono settori della Sanità dove il servizio non copre le
esigenze degli utenti. Per esempio, nel settore della Guardia Medica. Se vi
scoppia l'influenza in casa, di sabato o domenica, e i vostri figli scottano
perché la febbre sale fin sopra i 39, è inutile chiamare la Guardia Medica, non
vi manda nessuno. Parlo per esperienza personale. Ma se andate là, scoprirete
che i medici di turno impazziscono tra visite, ambulanze, telefonate. Non è un
colpevole fannullismo, è un impossibile fantuttismo. Ci vorrebbe una riforma
che riesaminasse da capo la quantità del lavoro, il numero dei lavoratori, e
l'entità del compenso. Il ministro Brunetta vuol far ripartire il funzionamento
statale usando, parole sue, "il bastone e la carota". Voi penserete:
il bastone sono le punizioni, la carota sono i premi. Sarebbe la tanto invocata
meritocrazia: l'insegnante che non sa insegnare guadagna la metà, l'insegnante
superbravo guadagna il doppio. questa la soluzione. Ma questo esigerebbe che lo
Stato fosse in grado di valutare. Ma lo Stato è cieco. Nello Stato si fa
carriera con l'anzianità, non col merito. Lo Stato premia i mediocri, ignora i
virtuosi. di questo che gli impiegati statali si vergognano di fronte ai figli:
si vergognano perché fanno un lavoro anonimo, in cui è impossibile
distinguersi, farsi notare, venire riconosciuti, e alla fine premiati. La
Ferrari vien rivoluzionata ogni anno, il lavoro statale è sempre lo stesso. Con
la Ferrari siamo al primo posto nel mondo, per i servizi statali navighiamo
intorno al 40°. Se corresse in Formula 1, Brunetta vorrebbe vincere il titolo
mondiale con una macchina da 40º posto. Ferdinando Camon
( da "Secolo XIX, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
L'Onda cerca casa in
una cartoleria di via delle Fontane università Gli studenti, riuniti ieri in
assemblea a Balbi, hanno chiesto una sede fissa dove discutere e continuare la
protesta 13/01/2009 L'ONDA universitaria genovese si
organizza per riempire di nuovi contenuti la protesta portata avanti negli
ultimi mesi contro la riforma Gelmini sull'istruzione, ora
diventata legge. E chiede ai presidi di Facoltà la concessione di un luogo dove
organizzare la protesta in modo da potersi concentrare sui contenuti delle
attività senza dover per forza essere etichettati come "occupanti".
Il luogo per la creazione di un'università alternativa è già stato individuato:
una vecchia cartoleria di via delle Fontane, fallita dieci anni fa, i cui
locali inutilizzati sono di proprietà dell'università. È questa la volontà
trapelata dalla riunione dell'assemblea permanente delle facoltà in lotta,
svoltasi ieri nell'aula M di via Balbi 4. All'incontro hanno partecipato i
rappresentanti delle facoltà genovesi, protagonisti delle occupazioni dei mesi
scorsi ma anche di incontri, dibattiti, seminari e serate che hanno strutturato
la protesta al fine di informare tutta la città sui reali "effetti
collaterali" della riforma Gelmini. L'obiettivo
congiunto dell'assemblea è quello di trovare un luogo nuovo dove poter
continuare le occupazioni in modo da creare quella che da loro stessi è stata
definita "un'università alternativa", un'ambiente dove proporre
argomenti, incontri e seminari tesi a valorizzare quegli argomenti poco
trattati dai canali ufficiali. «Dobbiamo far sì che questo luogo possa
diventare una piattaforma di espressione per tutte le facoltà di Genova, un
posto di incontro tra gli studenti che protestano e la società civile, in modo
che ogni cittadino possa venire a conoscenza della nostra volontà di costruire
qualcosa e non di distruggere a prescindere - spiegano i portavoce
dell'assemblea - Solo attraverso lo sviluppo di argomenti, iniziative, seminari
e incontri potremmo dare peso al progetto di un'Università antagonista, capace
di criticare il sistema attuale dando alternative reali». Fra gli argomenti da
mettere al centro dell'attenzione, il problema della precarietà, un male che, a
causa della scadenza del contratto di lavoro di molti impiegati nei servizi
tecnico?amministrativi dell'ateneo, ha fatto si che dai primi di gennaio
diversi studenti potessero trovare limiti evidenti nei servizi. «Esistono
precari che continuano a lavorare a gratis stimolati dalla promessa di un posto
fisso - denunciano gli studenti dell'assemblea - Ma è evidente che molti
sportelli sono sull'orlo della chiusura». Nell'incontro, alcuni studenti hanno
anche sottolineato la necessità di capire la posizione del Rettore De Ferrari
nei confronti dell'assemblea permanente in lotta. «Non attraverso comunicati
ufficiali ma con un confronto diretto - spiegano i protagonisti della protesta
- Il rettore ha dato più volte l'impressione di appoggiare questa finanziaria
ma noi abbiamo bisogno di capire quale atteggiamento vuole assumere nei
confronti degli studenti che si stanno impegnando nella protesta».
L'"Onda" si sta quindi organizzando per scrivere una lettera aperta
ai presidi in modo da ottenere la concessione del locale di via della Fontane
per trasformarlo in un punto di incontro con la città, con gli studenti medi e
con gli insegnanti di ogni ordine. «Ci vorrà del tempo ma dobbiamo essere uniti
nel far capire le nostre intenzioni: la nostra protesta vuole fornire
un'alternativa anche didattica, unendo le facoltà in una sola voce -
puntualizzano gli studenti - In tutto questo è fondamentale unire ogni livello
di istruzione, valorizzando in questo modo la protesta dei mesi scorsi, senza
fermarsi». Matteo Politanò 13/01/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Università, la vera riforma
sta in cinque mosse maurizio maresca La ricerca scientifica (con i trasporti e
la giustizia) è fra i segni più evidenti di una crisi di arretratezza e di
conservazione che caratterizza il nostro Paese: settori dove efficienza, merito
e competitività non costituiscono più da tempo valori significativi. La
fisionomia dell'accademia italiana, sulla quale non ritorno, anche per il
lavoro compiuto negli scorsi mesi a livello nazionale e genovese, ad esempio,
da Francesco Giavazzi, Alberto Alesina, Roberto Perotti e Marco Menduni, è
quella di una sistema che fatica a giocare un ruolo in ambito internazionale:
in genere professori/ricercatori anziani, malpagati e che non riescono ad
offrire prodotti innovativi nel campo della ricerca e della didattica. La legge Gelmini, approvata lo scorso 8 gennaio, è quindi condivisibile perché
prova a rimettere al centro merito e competitività e quindi offre una prima
risposta nella direzione di un servizio di interesse generale più evoluto.
Anche se è solo un primo passo, ancora inadeguato. È condivisibile
l'apertura verso i giovani meritevoli, avviando nuove procedure di assunzione;
ma è anche molto opportuno che si riducano i trasferimenti alle
Università"sporche", che si sono indebitate o promuovendo professori
spesso inutili e inadeguati (così proseguendo un malcostume inaugurato con
l'entrata in vigore dei vari ope legis degli anni Sessanta/Settanta) o
aumentando a dismisura il numero dei corsi al di là di ogni ragionevolezza.
Inoltre è da approvare anche la modifica dei concorsi di accesso. Sulla base
delle norme precedenti pochi decidevano i vincitori (purtroppo senza alcun
filtro di merito neppure "interno"): anche se, per vero, i vincitori
dei nuovi concorsi, non saranno i più bravi, ma quelli che avranno la fortuna
di trovarsi una commissione giudicatrice sorteggiata favorevole. Molto attesa è
ora la vera riforma, rivelandosi indispensabile un intervento molto più
qualificato, incisivo e, quindi, coraggioso. In primo luogo occorre che il
sostegno alla ricerca ed alla didattica sia aumentato: ma ancorato a risultati
di merito ineccepibili e, specialmente, ad una inequivoca moralizzazione
dell'Università quanto a numero dei corsi e dei professori (e, di certo, le
Università non sono ancora entrate in questa logica). In secondo luogo
condivido l'opinione di Nicola Rossi secondo il quale occorre procedere verso
un sistema di Università pubbliche e fondazioni universitarie private sostenute
dal mondo delle imprese e dell'economia operanti in piena concorrenza. Ho la
sensazione che purtroppo solo università private molto professionalizzanti
offrano prospettiva di crescita ai giovani studiosi di valore. Ed in questo
contesto, ed in terzo luogo, è inevitabile l'abolizione del valore legale del
titolo di studio: con che, da una parte, le Università possano imboccare la via
della specializzazione, che presuppone che lo studente scelga il corso di
studi, non sulla base di criteri territoriali, ma in virtù della qualità e dei
contenuti; e, dall'altra parte, che l'accesso al mercato del lavoro avvenga in
considerazione del valore reale del percorso compiuto. In quarto luogo, credo
si debba abolire il concorso pubblico (oggi una forma di inutile ipocrisia),
lasciando libere le Università di assumere (entro limiti predeterminati) in considerazione
delle loro scelte strategiche pronte a pagare un prezzo sotto il profilo del
loro posizionamento di mercato nel caso di scelte sbagliate. In quinto luogo,
docenti e ricercatori dovranno essere professionisti di valore, pagati molto
più di oggi, con l'obbligo del tempo pieno e non necessariamente assunti a
tempo indeterminato. Il tutto dovrebbe essere regolato da un'Autorità davvero
indipendente, non essendo proponibili forme di autoregolazione dell'accademia
(come ad esempio il Cun) che paiono essere state orientate fino ad oggi
prevalentemente alla tutela di interessi corporativi. Maurizio Maresca è
docente di Diritto internazionale all'Università di Udine e consulente del
sindaco di Genova sui temi della logistica. 13/01/2009
( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo
Studenti somari alla ricerca del posto VINCENZO PROVENZANO La Sicilia è
diventata più moderna non tanto per l´apporto dei tanti scolarizzati, ma grazie
al dinamismo degli analfabeti e dei loro processi migratori. Migliaia di
persone, molte delle quali prive di istruzione, andavano a lavorare al Nord o
all´estero e da lì importavano poi nei paesi d´origine nuovi strumenti e
tecniche di lavoro: così ha scritto Tano Gullo su queste pagine la scorsa
estate, in riferimento all´analisi antropologica di Harrison e Callari Galli. E
oggi è vero che i circa 62 mila studenti dell´Università di Palermo sarebbero i
più «somari» d´Italia? Facciamo un passo indietro. Mesi fa avevo scritto a
proposito dell´università che il nuovo dualismo Nord-Sud si sarebbe incentivato
se le già scarse risorse dei fondi ministeriali fossero state suddivise sulla
qualità determinata da alcuni parametri «oggettivi». Lo
stesso decreto Gelmini appena approvato ha riaperto il dibattito sulle funzioni
dell´università, dopo che per mesi le pagine dei giornali (a cominciare da
"Repubblica") hanno posto in luce alcune questioni importanti come
l´autoreferenzialità dei professori. è stato però tralasciato quello che
potrebbe definirsi il principale «convitato di pietra»: lo studente. I dati
diffusi dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario
italiano (Cnvsu) sembrerebbero inequivocabili. E il fatto che la media
pro-capite di 22 crediti formativi - corrispondente, in rapporto alle materie
superate, a due-tre esami contro i 26 pro-capite medi nazionali - ci fa pensare
alle statistiche del pollo di Trilussa: chi mangia due polli e chi è digiuno fa
sì che la media sia di uno a persona. SEGUE A PAGINA XV
( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Genova
Università, prof e tecnici a casa Deferrari taglia: 140 dipendenti in pensione
nel 2009 La manovra rinnoverà l´ateneo più vecchio d´Italia. E assicurerà i
premi previsti dal ministro Gelmini MICHELA
BOMPANI L´Ateneo manda in pensione 140 dipendenti nel 2009: professori
ordinari, associati, ricercatori e personale tecnico amministrativo. Il Rettore
Giacomo Deferrari ha preparato un taglio al personale clamoroso per l´Università
di Genova perché utilizza un articolo di legge che prevede che possa essere
messo a riposo ogni dipendente che abbia almeno quarant´anni di
contributi. In più, Deferrari taglia anche il cosiddetto "biennio
Amato", ovvero la norma che consente ai dipendenti pubblici di rimanere in
servizi altri due anni, dopo aver raggiunto l´età della pensione (70 anni). Il
6,2%, tra docenti e ricercatori, e il 3% dei tecnici amministrativi, entro
l´anno, saranno congedati. Il Rettore presenterà il suo piano già nella
prossima seduta del senato accademico. Se la rivoluzione Deferrari, come pare
certo, verrà varata da senato e consiglio d´amministrazione, entro quest´anno
ci saranno una ventina di professori (ordinari e associati) in meno, su un
totale di 1.043, e circa 80 ricercatori lasceranno il proprio incarico (su
571). Così una quarantina di dipendenti del settore tecnico amministrativo (su
un totale di 1.359 lavoratori). Il taglio al personale è doppiamente necessario
al Rettore Deferrari. Innanzitutto per realizzare un "Ateneo
virtuoso", secondo le indicazioni della Gelmini.
Ovvero: entro il 2011 la spesa per il personale di ogni Ateneo italiano non
dovrà superare il 90% del Ffo (il Fondo di finaziamento ordinario che lo Stato
assegna, ogni anno, alle Università). Se i tagli non avvenissero, la quota del
90% sarebbe sfondata. E addio "premi" per la virtù dimostrata. Questa
manovra apre anche l´opportunità all´Università di Genova di
"svecchiare" il profilo dei dipendenti, a partire proprio dai
docenti. Anche perché il nostro Ateneo è un caso nazionale ormai noto per l´età
media dei docenti, la più alta di tutto il Paese: 60,2 anni per i professori
ordinari (contro la media nazionale del 58,7) e 47,6 anni per i ricercatori
(contro il 44,7). Per non lasciare l´Università più povera di professori e
ricercatori e pure per fare di necessità virtù, Deferrari ha previsto di
assegnare alle singole facoltà la possibilità di assegnare contratti
d´insegnamento a giovani docenti e di distribuire posti di lavoro a ricercatori
che, oltre a rinnovare l´aria universitaria, peseranno decisamente meno sulle
casse d´Ateneo. E proprio con il pensionamento dei 140 dipendenti, a fine anno,
l´Università potrà vedersi riconoscere dal Miur un bonus economico in quanto
"virtuosa", con il quale Deferrari ha stabilito che pagherà le nuove
forze che recluterà.
( da "Tirreno, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Pisa Sabato
si va al Rigamonti PISA. Sabato la trasferta di Brescia contro le rondinelle
guidate da nedo Sonetti. La sfida verrà giocata allo stadio
"Rigamonti", ricostruito nel 1959 su un impianto già esistente per
sostituire il vecchio Stadium; il nuovo impianto fu intitolato al bresciano
Mario Rigamonti che militava nel Grande Torino e morì nella tragedia di Superga
del'49. La capienza di questo impianto è di 27.592 posti, ma è stata ridotta a
16.308 dopo le recenti leggi anti-violenza con il settore ospiti che contiene
poco più di 2000 posti. Da Pisa ci sono circa 280km passando dalla Cisa e
svoltando da Parma verso Brescia con una spesa di circa 45 euro tra carburante
e pedaggio, mentre l'opzione treno non è da prendere troppo in considerazione
vista la mancanza di treni al mattino. Il biglietto dovrebbe aggirarsi attorno
ai 10 euro tramite il circuito Ticket One. La città, circa 190.000 abitanti,
conosciuta come la Leonessa d'Italia secondo l'appellativo datole da Giosuè
Carducci, punta molto sull'attività delle proprie industrie (medio-piccole o a
conduzione familiare) metalmeccaniche, metallurgiche, tessili, calzaturiere,
dell'abbigliamento, alimentari e dei laterizi vantando la prima associazione
industriale fondata in Italia il 14 aprile 1897.I monumenti da visitare sono le
piazze della Loggia (storica per la strage del 1974) e della Vittoria, il
Monastero di San Salvatore, il Duomo Vecchio e quello Nuovo oltre a numerosi
musei dislocati soprattutto per le vie del centro, come quello importante di
Santa Giulia. Molte sono le personalità legate a questa città tra le quali
Mario Cecchi Gori, Evaristo Beccalossi, il cantante Omar Pedrini, il ministro Mariastella Gelmini, la
ginnasta Vanessa Ferrari e calciatori in attività come Volpi, i gemelli
Filippini, Diana, Baronio, De Zerbi, Pirlo, Guana, Bonera e quell'Eugenio
Corini che in questi giorni viene accostato alla casacca nerazzurra del Pisa.
Oltre alla squadra di calcio, che negli anni ha avuto giocatori del calibro di
Baggio, Hagi, Guardiola, Hubner, Altobelli, Sabau e Toni, ha anche tre
importanti squadre di rugby: Ghial Calvisano (vincitrice dello scudetto 2008),
Rugby Leonessa 1928 S.r.l. e Brescia Rugby. Da non dimenticare la compagine
cittadina di pallanuoto, Systema Leonessa, vincitrice negli ultimi anni di
scudetto e coppe europee, i Bengals Brescia che militano in serie A2 del
campionato di football americano e l´A.S.D.T.T. Brescia che milita in serie A1
del campionato nazionale di tennis-tavolo e l'Acque Paradiso Montichiari che
milita nel campionato A1 di pallavolo. (l.v.)
( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (Azienda Scuola))
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ItaliaOggi Numero
010 pag. 17 del 13/1/2009 | Indietro Più inglese per tutti
Full immersion da bambini AZIENDA SCUOLA Di Emanuela Micucci Sarà potenziato lo
studio dell'inglese. In tutte le scuole di ogni ordine e grado. Superiori
comprese, dove è reso obbligatorio per tutti gli anni. Lo prevede la riforma Gelmini. Del resto, studia l'inglese il 90% degli alunni europei, anche
se per un numero limitato di ore (dati Rete Eurydice). Alcune scuole che già ne
hanno incrementato l'apprendimento. Come quelle del Faes (Famiglia e Scuola).
Qui l'inglese si insegna dalla scuola dell'infanzia secondo un metodo che ne
favorisce l'apprendimento naturale attraverso la full immersion in orario
scolastico ed extrascolastico. «Da 18 anni lo insegniamo alle
elementari»,spiega Carmen Pontieri, presidente della conferenza permanente dei
centri scolastici Faes , quando ancora non era obbligatorio». E da 10
all'asilo: un'ora al giorno attraverso il gioco. Nella primaria le 4 ore settimanali
si basano, i primi 2 anni, su conversazione e arricchimento del vocabolario per
passare alla grammatica in III. Ma si punta molto anche sulla compresenza
dell'insegnate di inglese nell'intervallo, nel tempo mensa, nei laboratori
creativi. «Sono in lingua alcune attività di appoggio», continua Pontieri,
«come il doposcuola un giorno a settimana con un docente madre lingua», che
svolge anche moduli di altre materie direttamente in inglese. Una possibilità
incrementata alle medie e al liceo. In lingua anche il teatro interattivo, il
cineforum e a giugno le attività sportive e ricreative del Summer Camp. Alle
medie una settimana in Irlanda per frequentare una scuola del posto.
( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (Azienda Scuola))
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ItaliaOggi Numero
010 pag. 15 del 13/1/2009 | Indietro Dopo i tagli, tocca alla
carriera AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi In rampa di lancio il ddl
Aprea: tre livelli retributivi per gli insegnanti e meno poteri ai sindacati Il
2009 sarà l'anno della riforma della professione docente è la novità che
riaccenderà nel 2009 il dibattito. Condotta in porto la riforma della scuola e
quella dell'università, avviata l'attuazione dei tagli alla spesa previsti
dalla Finanziaria estiva, ora tocca alla carriera degli insegnanti. Carriera,
ma non solo. Perché prevedere la progressione di funzioni e di stipendio dei
docenti implica valutare il rendimento degli alunni ma anche riscrivere
l'organizzazione della scuola, con una revisione dei poteri gestionali dei
presidi. Insomma, un riassetto a 360 gradi dell'attuale funzionamento scolastico.
E questa volta non sarà un disegno di legge governativo a firma del ministro
dell'istruzione, Mariastella Gelmini- a
occuparsene, ma un ddl di iniziativa parlamentare. Si parte dal ddl 953, messo
a punto da Valentina Aprea, presidente della commissione cultura della camera,
responsabile di spicco del settore scuola per Forza Italia. Il suo ddl è stato
assunto come testo base per il comitato ristretto, impegnato a licenziare un
provvedimento condiviso da maggioranza e opposizione. O che comunque,
una volta messo ai voti, non attiri gli strali del centrosinistra e dei
sindacati. Ma soprattutto la protesta degli insegnanti, che con un moto di
piazza scrissero la parola fine al progetto riformista di Luigi Berlinguer (il
cosiddetto concorsone) decretandone anche la fine come ministro
dell'istruzione. Nei prossimi giorni saranno calendarizzate le audizioni ed
entro fine gennaio il testo, secondo gli intenti della maggioranza, potrebbe
già essere licenziato dalla commissione, per approdare nell'aula di Montecitorio
a febbraio. E il governo pare intenzionato ad appoggiare la riforma fino in
fondo. Il progetto prevede una carriera per gli insegnanti articolata su tre
livelli (docente iniziale, ordinario ed esperto) determinati dal «merito» e a
cui corrispondono fasce retributive crescenti. Oggi lo stipendio cresce in
automatico, in base agli scatti di anzianità. Ai docenti esperti si
attribuiscono responsabilità anche in relazione alle attività di formazione
iniziale e di aggiornamento permanente degli altri prof, di coordinamento di
dipartimenti o gruppi di progetto, di valutazione interna ed esterna e di
collaborazione con il dirigente dell'istituzione scolastica. L'avanzamento dal
livello di docente iniziale a quello di docente ordinario avviene, a domanda, a
seguito di selezione per soli titoli effettuata da apposite commissioni.
Conteranno la valutazione della commissione, i crediti formativi posseduti e i
titoli professionali certificati. L'avanzamento dal livello di docente
ordinario a quello di docente esperto avviene, a domanda, mediante formazione e
concorso a livello di reti di scuole volto a verificare il possesso dei
requisiti culturali e professionali dell'aspirante. Fino al livello di prof
ordinario, l'insegnamento sarà soggetto a una valutazione periodica, effettuata
da un'apposita commissione, circa l'efficacia dell'azione didattica e
formativa; l'impegno nella progettazione e attuazione del piano dell'offerta
formativa; i titoli professionali acquisiti in servizio. Più critiche, e
possibili oggetto di ritocco da parte del comitato, l'assunzione diretta da
parte delle scuole- a seguito di una laurea abilitante e dell'iscrizione in un
albo regionale- con il conseguente rafforzamento dei poteri dei dirigenti, e
l'eliminazione delle Rsu, le rappresentanze sindacali unitarie, roccaforte
della presenza dei sindacati negli istituti, per dare spazio a un'area
contrattuale ad hoc per i soli docenti.
( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (Azienda Scuola))
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ItaliaOggi Numero
010 pag. 21 del 13/1/2009 | Indietro Precari alla lotta
AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Migliozzi Dalla web tv ai badge, i prof senza
posto si organizzano Nuove proteste contro i tagli Gelmini I precari sbarcano su Internet con una loro web-tv (l'inidirizzo
per vederla è: http://www.mogulus.com/precariscuola) e rilanciano la protesta
contro la riforma Gelmini (si veda IO di giovedì scorso). Per tutto gennaio i docenti con
contrattoa termine indosseranno in classe un apposito badge sul petto per
distinguersi dai colleghi di ruolo. «Niente lotte intestine tra prof, ma
un modo», spiegano dalla Rete nazionale dei precari della scuola, autrice dell'iniziativa,
per rendere più visibile la presenza degli insegnanti dal posto ballerino nelle
scuole. E visto che in media, negli istituti pubblici, un docente su sei è
precario, di cartellini sul petto se ne dovrebbero vedere parecchi in questi
giorni nelle aule. La proposta è stata lanciata il 7 gennaio durante la
trasmissione “Un mercoledì da precario”, in onda ogni settimana nello stesso
giorno sulla web-tv voluta dalla Forum dei precari per fare «chiarezza e
controinformazione» sui temi dell'istruzione. In occasione della prima puntata,
il 7 gennaio, decine di insegnanti a termine si sono connessi in diretta via
chat e via web cam. Nonostante qualche problema tecnico (immagini non sempre
nitidissime), i prof si sono sfogati intervenendo a ruota sui temi per loro più
caldi. In primis, i tagli previsti dal governo, 87mila posti in tre anni. Un
problema già sentito con i non rinnovi di quest'anno che, hanno denunciato in
Rete gli insegnanti, «si moltiplicheranno per via dei tagli decisi dal ministro
Gelmini e da Tremonti». Per più di un'ora i prof sono
intervenuti manifestando soprattutto le loro paure ma anche dichiarandosi di
nuovo pronti alla protesta. . Una minoranza vorrebbe «subito un'altra
manifestazione nazionale». I più, invece, preferiscono «prendere tempo»per
raccogliere attorno alla protesta anti-Gelmini un
numero quanto più possibile ampio di docenti. La prima data rilanciata per una
possibile iniziativa di piazza è fine febbraio, a Roma. Qualcuno è tornato a
proporre il blocco degli scrutini, invitando i docenti precari a «mettersi in
malattia» durante la settimana in cui sono previste le riunioni per i giudizi.
Ma l'idea è stata bocciata dalla maggioranza. Dalla discussione sono usciti,
poi, malconci i sindacati. In molti li hanno accusati di «fare poco» o di
«essere completamente assenti». Bocciati in tronco i confederali, sparute
difese per quelli di base.
( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (Azienda Scuola))
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ItaliaOggi Numero
010 pag. 19 del 13/1/2009 | Indietro Per evitare esuberi,
in bilico chi ha 40 anni di lavoro AZIENDA SCUOLA l'orientamento del governo Il
richiamo all'articolo 72, commi 7 e 11 della legge n. 133 del 6 agosto 2008 e
alla circolare n. 10 del 20 ottobre 2008, firmata dal ministro della funzione
pubblica, Renato Brunetta, contenuto in premessa nel decreto ministeriale n. 2
del 9 gennaio 2009 e ai commi 2 e 3 dell'articolo 509 del decreto legislativo
16 aprile 1994, n. 297 (indicato erroneamente come dpr 16 agosto 1994, n. 297,
n.d.r.), richiamati nel comma 1 dell'articolo 1 del predetto decreto consente,
seppure parzialmente, di definire l'ambito e le modalità di applicazione del
trattenimento in servizio di tutto il personale della scuola, ivi compresi i
dirigenti scolastici. Trattenimento in servizio quale diritto non limitabile...
A domanda hanno titolo e diritto a permanere in servizio, oltre il 65° anno di
età, due categorie di personale. Alla prima categoria appartengono i dirigenti
scolastici, i docenti e il personale Ata che erano in servizio, con contratto a
tempo indeterminato, alla data del 1° ottobre 1974 e che, al compimento del 65°
anno di età, possono fare valere una anzianità contributiva compresa tra i 35 e
i 39 anni. Essi hanno diritto, ai sensi del comma 2 del citato articolo
( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
Pubblicato anche in: (Italia Oggi (Azienda Scuola))
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ItaliaOggi Numero
010 pag. 19 del 13/1/2009 | Indietro Pensioni, scadenza
unica per tutti AZIENDA SCUOLA Di Pagina a cura di Nicola Mondelli 5.Continua
Il ministro Gelmini rompe gli indugi e fissa termini e modalità per il pensionamento
2009 Domande entro il 26 gennaio. Anche per i dirigenti scolastici Ai dirigenti
scolastici, ai docenti e al personale Ata (ausiliario, tecnico e
amministrativo) con contratto a tempo indeterminato il ministro MariaStella Gelmini ha concesso altri 13 giorni di tempo per decidere del loro
futuro professionale. E cioè se vogliono, a decorrere dal 1° settembre
2009, andare in pensione o se, pur andando in pensione, continuare a prestare servizio
a part-time, ovvero chiedere di essere trattenuti in servizio oltre il 65° anno
di età. Con un decreto datato 9 gennaio 2009, il ministro dell'istruzione ha
totto gli indugi e ha stabilito essere il 26 gennaio il termine ultimo per
manifestare la propria volontà, ovvero per revocare quella manifestata in
precedenza. Per la presentazione della domanda di dimissioni volontarie tale
termine è perentorio per i docenti e il personale Ata. E per la prima volta,
anche se il valore è ordinatorio, il termine vale anche per i dirigenti
scolastici. In pari data la direzione generale per il personale scolastico del
ministero della pubblica istruzione ha emanato una circolare contenente le
indicazioni operative. Disposizioni e indicazioni operative che non introducono
modifiche sostanziali sulla modalità di presentazione delle specifiche domande
né sui requisiti anagrafici e contributivi richiesti per accedervi. La sola
novità contenuta nel decreto del 9 gennaio è il richiamo ai commi 7 (limiti
alla concessione di un biennio di permanenza in servizio oltre il 65° anno di
età) e 11 (attribuzione all'amministrazione scolastica della facoltà di
disporre la risoluzione del rapporto di lavoro, previo preavviso di sei mesi,
nei confronti del personale con 40 anni di servizio e/o di contribuzione utile
a pensione), dell'articolo 72 della legge 6 agosto 2008 e le cui modalità di
attuazione, a valere, per gli effetti, dal 1° settembre 2009, saranno diramate
con una specifica direttiva. Ed erano proprio queste le indicazioni su cui era
in atto un braccio di ferro tra Istruzione ed Economia, braccio di ferro
sull'operatività della Finanziaria estiva non ancora risolto. Limitatamente ai
requisiti richiesti a tutto il personale scolastico per l'accesso al
trattamento pensionistico di anzianità, la circolare si limita a sottolineare
che per il
( da "Repubblica, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bologna
"Daremo la pagella ai professori" Calzolari: docenti sotto esame non
solo per la ricerca ma anche per le lezioni ILARIA VENTURI DOCENTI sotto esame
non solo per la ricerca che producono nei laboratori, ma anche per le lezioni
che tengono in aula. E premi alle Facoltà migliori nella didattica. Il rettore
Pier Ugo Calzolari parla, a inizio d´anno, delle priorità di governo
dell´Ateneo nei suoi ultimi dieci mesi di mandato. Progetti a breve termine e
di più ampio respiro, con la valutazione dell´Alma Mater al primo posto,
preoccupazioni per i tagli previsti nel 2010 dalla Finanziaria - «l´università
si dissolverà» - e l´annuncio di nuovi posti per i ricercatori nel 2009. Entro
gennaio il rettore convocherà gli organi accademici sullo statuto, per
discutere, una volta accantonata la riforma, solo un punto: l´allargamento del
corpo elettorale ai ricercatori e al personale tecnico e amministrativo per le
elezioni del rettore previste tra fine maggio e i primi di giugno. «Ho preso
questo impegno e andrò sino in fondo e cioè porterò in discussione nella seduta
congiunta l´allargamento del corpo elettorale. Sulle modalità non entro nel
merito. Lo statuto? Riguarderà il futuro rettore, che potrà partire però già da
un lavoro compiuto sul sistema di governance dell´Ateneo e sul ruolo degli
organi accademici, un tema importante previsto anche nelle
linee guida del ministro Gelmini». «E´ paradossale - aggiunge Calzolari - il rettore ora ha tutte
le responsabilità, anche quelle più minute, ma nessun potere scritto negli
statuti. Il potere gli deriva dalla consuetudine interna all´accademia». Ma la
nuova battaglia di Calzolari sarà soprattutto sulla qualità della didattica.
Dopo aver valutato la ricerca e i ricercatori dell´Alma Mater, «unica
università a farlo», il rettore annuncia una operazione simile per migliorare
l´insegnamento universitario. «Sarà premiato chi vale, ma dovremo sostenere
anche chi è in difetto di qualità per colmare il divario. Trovare un equilibrio
sarà difficile, ma ci riusciremo». Saranno messi a punto criteri di
valutazione: indicatori di qualità che peseranno nella distribuzione dei fondi
alle Facoltà. «Un peso elevato avrà la valutazione degli studenti sui loro
professori e sulle strutture didattiche», anticipa il rettore. Intanto in via
sperimentale è stato destinato un milione e mezzo a progetti didattici speciali
che saranno valutati nelle Facoltà da commissioni paritetiche, con docenti e
studenti. «Procederemo con cautela, ma con determinazione». Altra promessa di
Calzolari riguarda i direttori di dipartimento: «Hanno un carico di lavoro
molto elevato, attendo le conclusioni del gruppo di lavoro sulla burocrazia,
intanto voglio eliminare la responsabilità amministrativa a loro carico». Poi
una nuova battaglia con Aquis, il gruppo degli Atenei virtuosi. «Bisognerà far
capire al Paese che i tagli previsti dalla Finanziaria nel 2010 sono qualcosa
di molto simile al dissolvimento della stessa università. Anzi, se non verranno
tolti non si andrà da nessuna parte nemmeno con il bilancio 2009, dove già
abbiamo previsto operazioni innovative, come il ricorso a una parte della
giacenza concentrata sui dipartimenti per finanziare il polo di neuroscienze al
Bellaria, operazione da circa 10 milioni». E poi le alienazioni di immobili
(villa Guidalotti a Ozzano è già in vendita) e posti per i ricercatori: 27
nuovi, seconda tranche del pacchetto dell´ex ministro Mussi, 88 previsti nel
bilancio di quest´anno,
( da "Unita, L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Brunetta, la rabbia
dei prof: «Vogliono affondare la scuola» La costante demolizione del dettato
costituzionale con slogan ma anche proposte come quella del sottosegretario
Aprea: per cui il diritto per tutti diventa una gabbia, grimaldello per aprire
ancor di più alle private. L'ultima esternazione di Brunetta non li ha colti
impreprarati. Ma sulla lavagna del Cidi, Centro d'iniziativa democratica degli
insegnanti, campeggia in grassetto una frase che sembra suonare come una
controreplica al ministro dei fannulloni: «Il futuro si gioca a scuola.
Rimuovere gli ostacoli, non crearli». Perchè questo governo, con i continui
«attacchi» alla dignità del corpo docente - (i prof del Sud
che abbassano la qualità della scuola secondo la Gelmini, ora i
prof che si vergognano davanti ai propri figli del mestiere che fanno) - e i «colpi»
di mannaia in Finanziaria mascherati come riforma, in realtà un messaggio
chiaro sta dando: «Questo governo vuole disfarsi della scuola pubblica.
Vuole devolverla alle Regioni. E in nome della libertà di scelta delle
famiglie, aumentare la platea delle scuole private». È questa la «lettura» che
fanno gli insegnanti democratici all'ennesima offensiva sferrata dal ministro
della Funzione Pubblica. Il nodo della gabbia Sofia Toselli, presidente
nazionale dell'associazione professionale di piazza Sonnino a Roma che da 40
anni si occupa di politica scolastica, conferma con documentazione accurata.
Conosce a menadito gli umori della scuola. E alla perfezione leggi, regolamenti
e la proposta di Valentina Aprea, sottosegretario all'istruzione, ora in commissione
alla Camera. Dove si legge: «Il fatto che lo Stato abbia fino ad oggi
intrepretato il diritto all'istruzione dei cittadini come una funzione propria
e coincidente con un servizio esclusivamente statale ha certamente prodotto
effetti positivi come la scolarizzazione di massa, ma è anche vero che questo
impianto appare sempre più come una gabbia che limita le opportunità da offrire
ai nostri giovani e la libertà di scelta in campo educativo». Così l'art.11
sulla decentralizzazione, al comma 2, «propone» la soluzione: «Ogni regione e
provincia autonoma attribuisce le risorse finanziarie pubbliche disponibili
alle istituzioni scolastiche accreditate, sulla base del criterio principale
della quota capitaria: numero effettivo degli alunni iscritti a ogni istituto,
costo medio per alunno in relazione al contesto territoriale, tipologia
dell'istituto». Fabiana Fabiani, maestra del Laurentino 38, quartiere
periferico romano, si sfoga: «Sono insegnante, sono amareggiata ma non mi
vergogno. Sono fiera e orgogliosa di assolvere al mandato della Costituzione».
La interrompono Margherita D'Onofrio di una scuola media e Emma Colanna di un
tecnico: «Peccato che gli attuali provvedimenti non favoriscono la rimozione
degli ostacoli come recita la Carta all'art.3, comma 2. Siamo continuamente
tormentati da problemi etici: ubbidiamo alla legge Gelmini
che dipinge la scuola pubblica come ingombrante e costosa o al mandato della
Costituzione?». La campagna-contro Insomma per il Cidi, Brunetta esterna per
«preparare» i futuri passi di governo: una scuola al minimo di tutto, meno
docenti, meno istituti, meno tempo scuola, meno fondi. Mai una risposta ai
reali bisogni della scuola. Solo gli ex ministri Berlinguer e De Mauro hanno
provato a correre i ripari. Poi i 5 anni della Moratti, la breve parentesi di
Fioroni e ora Gelmini-Brunetta. Che agitano sotto il
naso dei docenti il bastone e la carota - precisa Toselli - sfruttando l'onda
di uno scenario sociale costruito negli ultimi anni da «quei media che si sono
occupati di scuola solo quando si doveva evidenziare un episodio di bullismo o
fannulloni. Casi e problemi che sicuramente esistono, ma non si può fare di
tutta un'erba un fascio. Brunetta e Co. mortificano la dignità dell'insegnante
perchè i valori di questo governo sono le veline e non di certo la cultura e
l'istruzione. Da qui la scelta di liberalizzare le scuole, con un servizio a
domanda delle famiglie. Ma la scuola non è un supermercato. Ha un mandato
costituzionale preciso, educativo e sociale per tutti. Loro invece - conclude
Toselli - hanno in testa una scuola che non deve dare istruzione a tutti.
Perchè non tutti sono nati per studiare. Ecco la vera idea di scuola della
destra». MARISTELLA IERVASI ROMA miervasi@unita.it
( da "Unita, L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Tempo pieno
«Facciamo più iscrizioni possibili» Parte la campagna di informazione sulle
modalità di iscrizione alle scuole elementari per l'anno scolastico 2009-2010
per raggiungere il massimo numero possibile di richieste di tempo pieno a 40
ore e tempo di 30 ore per i bambini che verranno iscritti alla prima. A
promuovere l'iniziativa, che è stata lanciata parallelamente su tutto il
territorio nazionale, a Roma è il Coordinamento cittadino genitori-insegnati
«Non Rubateci il Futuro». Fino alla metà di febbraio (il termine per le
iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010 è slittato al 28 febbraio) saranno
organizzate scuola per scuola in tutta la città, assemblee, convegni, dibattiti
e iniziative a staffetta, che verranno aperte ai genitori per informarli su
come compilare il modulo d'iscrizione. «Nel corso della campagna saranno
mostrati alle famiglie le attività e i laboratori - spiega Paola De Meo,
portavoce del Coordinamento - che non saremo più in grado di fare con la
riduzione dell'orario scolastico e l'eliminazione, di fatto, della compresenza
per quattro ore di due insegnati su una classe». Altro tema di discussione sarà
quello relativo alla valutazione in voti decimali: «Oltre a essere un metodo
sbagliato, i regolamenti applicativi della legge 169/08, che ne prevede la
reintroduzione, sono ben lontani dall'aver completato l'iter istituzionale
previsto - dice De Meo - mentre sappiamo che alcune scuole già li stanno
applicando». Ogni scuola si è organizzata autonomamente. All'Iqbal Masih al
Casilino, capofila nel movimento di protesta contro la
riforma Gelmini, sono in programma due incontri a settimana. E venerdì, per
celebrare anche il «No Gelminy Day», (che ricorre ogni 16 del mese), si
svolgerà un'assemblea allargata ai genitori di tutte le scuole del quartiere. A
conclusione della campagna, il 14 febbraio, ci sarà una grande manifestazione,
«Amo e difendo la mia scuola», che sarà, come sempre, anche una festa
con artisti. MICHELA BEVERE
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Prov Medio Camp
Pagina 3021 SERRENTI Rifondazione, Frau eletto nuovo segretario SERRENTI -->
Impegno assiduo nelle mobilitazioni studentesche contro la
riforma Gelmini della scuola e nella raccolta di firme contro il cosiddetto lodo
Alfano: è il curriculum di Gabriele Frau, nuovo segretario cittadino di
Rifondazione Comunista. Il circolo di Serrenti, denominato "Playa
Giron" di Serrenti, ha eletto il giovane universitario che ha dichiarato
«di proseguire l'impegno della costruzione del Prc a Serrenti, che conta
già più di 30 iscritti, soprattutto giovani, e di voler promuovere una lista
per le comunali del 2010». (ig. pil.)
( da "Stampa, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
QUARTIERE SUD.ALLE
21 "Da stasera l'impegno per la scuola pubblica" «La scuola è il
nostro futuro. Quale scuola per i nostri figli?»: stasera dalle 21 nella sede
del Quartiere Sud in via Monte San Gabriele 50/c sono invitati genitori,
docenti, operatori della scuola «e quanti hanno a cuore le sorti
dell'istruzione pubblica in una vera democrazia» dicono gli organizzatori che
hanno costituito il comitato ad hoc, attivo in rete con altre città italiane. A
Novara stasera parlano Mario Ambel, insegnante e direttore della rivista
«Insegnare», e Renato Schettini, dirigente scolastico. Già un centinaio le
persone vicine al comitato: «Altre ne aspettiamo oggi e in futuro per intensificare
l'impegno - dicono Anna Cardano e Nicola Fonzo -: il primo
obiettivo è dare informazione chiara e corretta sui danni pesantissimi che il
decreto Gelmini provocherà. Non siamo contrari all'ammodernamento del sistema
scolastico ma vogliamo fermare il devastante piano che renderà più precaria la
formazione di bambini e giovani. Non solo: toglierà anche importanti sostegni
alle famiglie e posti di lavoro».
( da "Giornale.it, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
Tanto tuonò che
Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter
Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle
europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una
notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per
bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed
ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione
morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio
Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il
partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di
voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per
appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo
macerie.). Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa
politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare
i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo,
intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne
di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di
responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee
invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da
tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto
ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli
ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del
partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione
splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano
un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non
demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta
le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per
rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di
rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto
chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà
Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E come riuscirà, Walter,
a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un
simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il
centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e
gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un
fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando
Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa,
segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di
nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per
quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della
Margherita, chiama già Centro Riformatore. Scritto in Varie Non commentato » (2
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma
Milano non è Marsiglia. nè Madrid (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. -
Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della
Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i
trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi.
Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai
( da "Sicilia, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Scuola
dipendenti
Universita' Immissione in servizio decise «finestre» annuali Stop alle
immissioni in servizio a spicciolata del personale universitario al termine di
ogni procedura concorsuale. A deciderlo il Senato accademico, massimo organo
rappresentativo che ha stabilito delle finestre fisse per le diverse categorie
di lavoratori dell'Ateneo. I professori ordinari e associati, quindi,
entreranno in servizio il primo ottobre, i ricercatori il primo marzo e il
primo ottobre, il personale tecnico amministrativo il 16 gennaio e il 16
luglio. «Non sono date casuali ? commenta il rettore Roberto Lagalla ? ma
stabilite in base a precise esigenze. Gli ordinari entrano in servizio a inizio
dell'anno accademico, i giovani ricercatori a inizio dei semestri, il personale
amministrativo a inizio dell'anno oppure a metà luglio, in vista dell'avvio del
successivo anno accademico». Le date sono state fissate in maniera tale da
renderle quanto più funzionali alle esigenze didattiche e amministrative.
Inoltre si è cercato di renderle utili anche alla
razionalizzazione della spesa in un momento in cui le Università italiane sono
chiamate per forza maggiore, dopo l'approvazione della riforma firmata da
Mariastella Gelmini, prestare particolare attenzione ai bilanci. La buona gestione
finanziaria, infatti, sarà uno dei requisiti necessari per effettuare nuove
assunzioni. Roberto Valguarnera
( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
La
Gelmini vuol rubare la Palumbo al Veneto
Ma il Governatore si oppone: «è troppo brava vogliamo garanzie» Scuola, la
dirigente verrebbe chiamata a guidare l'Invalsi GIORGIO CECCHETTI VENEZIA. Da
due mesi è in atto un sotterraneo braccio di ferro tra il presidente del Veneto
Giancarlo Galan e il ministro della Pubblica istruzione del governo Berlusconi. La causa della contesa è il
direttore dell'Ufficio scolastico regionale Carmela Palumbo: Maria Stella Gelmini già da ottobre la vorrebbe a dirigere l'Invalsi a Roma,
l'importante Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo, ma
l'opposizione del governatore veneto, almeno fino ad ora, le ha impedito di
portare a termine questa mossa. E Galan non teme di portare allo scoperto il
suo dissenso: «Non facciamo certo questioni di appartenenza a partiti o a
correnti, ma il ministro ci deve dare l'assicurazione che in sostituzione della
dottoressa Palumbo arrivi alla direzione dell'Ufficio scolastico regionale una
persona con altrettante capacità, professionalità ed esperienza. Altrimenti io
rimango contrario al suo trasferimento e alla Gelmini
naturalmente l'ho detto». Dalla proposta del ministro sono passati ormai due
mesi e niente ancora si è mosso, probabilmente perché a Roma non hanno ancora
trovato un nome all'altezza o, forse, perché quelli proposti non hanno trovato
il via libera della Regione Veneto. Ma su questo Galan tace e un secco «no
comment» arriva anche dalla sottoressa Palumbo, che non smentisce e non
conferma le notizie. Per ora si registrano soltanto voci: nomi ne corrono. E
c'è chi, tra i direttori dei Csa provinciali, si è affrettato a spedire a Roma
il suo curriculum, facendosi avanti. Parla e, per una volta, si trova nella
stessa posizione del presidente Galan un esponente di spicco della Cgil. Anche
al padovano Salvatore Mazza, segretario regionale della Federazione lavoratori
della conoscenza, l'ex Cgil scuola, dispiacerebbe infatti che Carmela Palumbo
lasciasse il suo posto in Veneto. «E' stata capace di gestire una struttura
complessa come l'Ufficio regionale scolastico in una fase difficile ed anche i
rapporti con le organizzazioni sindacali sono stati sempre costanti e buoni»
afferma. «Anche quando ci siamo trovati su posizioni antitetiche - prosegue il
sindacalista - si è dimostrata in grado di rispettare i ruoli e di anteporre
gli interessi comuni che abbiamo per quanto riguarda la scuola». Prima di
arrivare a Venezia la 47enne Carmela Palumbo è stata Provveditore agli studi
(allora così si chiamavano ancora) a Padova dal 2001 al 2004, prima era a
Udine. Il presidente del Consiglio di allora l'ha nominata direttore regionale
del Veneto l'1 giugno 2004 e toccherebbe ancora una volta al capo del governo,
nel caso il braccio di ferro tra Venezia e Roma terminasse, firmare il
provvedimento del suo trasferimento nella capitale a poco meno di cinque anni
dal primo. L'incarico all'Invalsi è sicuramente di prestigio: si tratta di
gestire la nuova e difficile materia della valutazione dell'intero sistema
scolastico nazionale. Basta pensare che in prospettiva anche i finanziamenti
ottenuti dagli istituti varieranno sulla base del «voto» espresso dall'Istituto
nazionale. Già le nuove norme introdotte quest'anno, ad esempio, prevedono che
la prova Invalsi per ragazzi e ragazze che affronteranno l'esame di terza
media, a differenza dello scorso anno, conterà per la valutazione finale e
quindi per la promozione.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Scatta il nuovo
regolamento. E al Da Vinci cellulari e sigarette messi al bando: si rischia un
voto in meno in condotta Stop alle minigonne in classe Il Duca degli Abruzzi
vieta gli abiti succinti e le scollature ardite Minigonne vietate, ammiccanti
scollature messe al bando, ombelichi oscurati. In seconda battuta, giro di vite
anche sull'uso dei distributori automatici dopo la seconda ora e l'inizio della
quinta, e sulle soste prolungate nei corridoi. Stiamo parlando del regolamento
di disciplina dell'istituto superiore Duca degli Abruzzi che, nell'elenco delle
«mancanze lievi» da parte degli studenti, vieta appunto un abbigliamento
«contrario al decoro». Tradotto in termini più precisi significa niente più
calzoncini corti per i maschietti, minigonne troppo succinte e scollature
troppo audaci per le femminucce, ma anche berretti o altri copricapi usati
durante le ore lezione, come invece «impongono» alcune regole della moda
giovanile. Per fortuna manca la regola che vieta l'adozione di un particolare
taglio di capelli. Per il momento è riservato ai militari. Le regole sono
regole, eppure gli studenti dell'ex istituto magistrale, appena informati del
giro di vite, hanno storto il naso, rumoreggiando un po'. Ma poi si sono
adeguati con rassegnazione al nuovo corso etico-comportamentale. Ma mettendo
delle condizioni: «Abbiamo dato la nostra approvazione, a patto che anche il
personale si adegui a queste restrizioni - dice Roberto, uno degli studenti del
Duca - Certo è che alcun regole ci sono sembrate veramente assurde». Altre
regole, sotto la voce «mancanze gravi», fanno invece riferimento a
comportamenti pericolosi, come le offese verbali, fino ad arrivare ad
atteggiamenti di bullismo. Quelli, almeno fra le mura scolastiche, risultano
ora regolamentati. Ma Roberto se la prende con gli altri divieti. In
particolare con il punto del regolamento degli studenti che disciplina l'uso
dei distributori di merendine e caffè. E' considerata «mancanza lieve», ma pur
sempre passibile di richiamo da parte dei docenti, usufruire della macchinetta
al di fuori dell'intervallo o dei cambi d'ora previsti; i distributori vanno
usati solo dopo la seconda ora e mai dopo l'inizio della quinta. «Tanto vale
toglierli», sbottano gli studenti, che si interrogano sulla logica della
restrizione. E resta da capire a quali episodi sconvenienti questa regola
dovrebbe mettere riparo. Ma a far maggiormente discutere è l'invito a non usare
abbigliamento «non decoroso» a scuola, «minigonne e maglie scollate o corte, da
lasciare scoperte parti del corpo, berretti e altri copricapo indossati in
classe», come si legge nel regolamento. «Ma fintanto che non c'è l'obbligo
della divisa io posso andare vestito come mi pare - continua Roberto - D'altronde
non ho mai visto uno studente andare a scuola con il costume da bagno. E poi ci
si chiede qual è l'insegnante che fa notare alla studentessa che il suo
abbigliamento è troppo succinto: di questi tempi, si corre il rischio anche di
andare incontro a accuse poco piacevoli». Quali le sanzioni per le cosiddette
«mancanze lievi»? Richiami, segnalazioni sul registro, che se poi si accumulano
(tre nel mese o cinque nel quadrimestre), potrebbero portare alla convocazione
del «consiglio di disciplina». «Anche se poi la sanzione non si applica -
spiegano gli studenti - Nessuno degli insegnanti ha voglia di passare un
pomeriggio a scuola per disquisire sul fatto che uno studente ha usato il
berretto in classe o che una ragazza è abituata a usare una gonna troppo corta.
Le regole stanno soprattutto sulla carta, perché è necessario far passare
l'idea che in una certa scuola c'è rigore. Ma poi di fatto non si fa nulla». Al
Duca inoltre è vietato fumare all'interno di tutti i locali della scuola e
nell'area antistante l'edificio. Regola applicata con ancora più severità al
liceo Da Vinci. Una circolare datata 17 settembre 2008, vieta di accendere
sigarette all'interno del perimetro scolastico, cortile compreso, ma anche nel
vicino Palladio. Pena: un cinque in condotta che, con le
nuove regole previste dalla Gelmini, possono comportare la
bocciatura. Stesso discorso per i cellulari: all'ingresso in aula finiscono in
una cassetta di sicurezza. Alla fine delle lezioni, vengono riconsegnati.
(Laura Canzian)
( da "Trentino" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il nuovo Hendel: «Basta
politica, ora parlo del privato» Intervista all'attore comico che stasera è
alla Festa dell'Unità di Moena con il suo spettacolo DANIELA MIMMI TRENTO. Una
volta c'era "Il tempo delle mele". Adesso c'è il tempo delle susine,
anzi delle susine verdi. Perché il nuovo spettacolo di Paolo Hendel, che
debutta questa sera alla Festa dell'Unità sulla Neve di Moena, si intitola
proprio così: "Il tempo delle susine verdi". Cosa significhi di
preciso ce lo facciamo spiegare da lui. "Perché questa volta parlo della
sfera privata e non più sociale o politica. La politica mi ha francamente
stufato. Parlerò d'amore e di sesso, e anche di altre cose, come la paura della
solitudine, la paura di invecchiare, la paura di lasciare questo mondo".
E' difficile immaginarla senza la politica! "A parlare un po' di politica,
ma non molto, sarà Carcarlo Travattoni, un personaggio che facevo a "Mai
dire goal" con la Gialappa's Band e che ho ritirato fuori. Mi sono rimesso
la sua parrucca...e per me trovarmi dei capelli in testa è una bella
esperienza! Io gli dico:"Carcarlo della politica te ne occupi tu che io
non ne ho più voglia!": E lui risponde in milanese "Ghe pensi
mi!". Ad esempio ci farà vedere come la Gelmini, oltre al maestro unico, troverà anche l'alunno unico, attraverso
una trasmissione presentata da Maria De Filippi, in diretta sulle reti
unificate Mediaset. Con il televoto i telespettatori da casa sceglieranno
l'alunno unico d'Italia". Ma in questo spettacolo ci sono anche
altre novità. "Sì, tante, ma non le dico tutte adesso. Con me questa volta
c'è anche una band che mi dà la possibilità, ad esempio, anche di uscire di
scena e cambiarmi. Mi travesto da extraterrestre, da monaco zen e altro
ancora". E canta e balla? "E' più esatto dire che faccio finta di
cantare e ballare. E' bello non essere più solo sul palcoscenico". Come
mai ha scelto di parlare d'amore questa volta? E' innamorato? "E' più che
altro un argomento che si presta. Ad esempio faccio intervenire un finto
Francesco Alberoni che tratta l'argomento dell'innamoramento, il primo stadio
dell'amore, di una coppia di giovani elefanti. E' una specie di simposio di
Platone, quando Aristofane dice che l'uomo prima era una specie di palla,
formata da due uomini o da due donne. Poi la palla si è divisa e ognuno è andato
in cerca di un pezzo della palla dell'altro sesso, per ricomporre la natura
dell'uomo". E poi parla delle paure dell'uomo. Lei di cosa ha veramente
paura? "Di non saper più ridere, di me stesso e anche delle cose brutte
della vita". E' ancora più difficile oggi far ridere? "E' sempre più
difficile. Dovremmo riuscire a liberarci delle zavorre, dei pesi e vivere con
leggerezza, buttando tutto alle spalle e recuperando la voglia fanciullesca e
lo spazio per una sana "grullaggine".E imparare a non prenderci
troppo sul serio." Lei ci riesce? "Sì, benissimo, prendermi sul serio
non è nella mia natura". Lei riesce a ridere? "Io sì, perché ho la
fortuna di poter salire su un palco, di divertirmi e far divertire la gente che
viene a sentirmi. E' un bel privilegio! Si porta dietro gli sci? "No, devo
ripartire subito perché la sera dopo lo spettacolo è a Cervia. Non riesco
neppure ad andare a trovare mio zio e i miei cugini che abitano lì. E dire che
la mia avventura trentina era cominciata proprio male. La prima volta che ci
sono venuto ero con David Riondino e Sergio Steiner. Quando siamo tornati in
albergo, dopo le spettacolo, era chiuso e nessuno ci ha aperto. Abbiamo dovuto
dormire in piccoli letti a casa di amici e sembravamo i sette nani..."
( da "Tirreno, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Incontro a S.
Concordio per spiegare ai genitori che cosa cambia dopo la riforma «Occhio alle
novità sulle elementari» LUCCA. L'attenzione ora è tutta rivolta alla scuola
primaria. Quest'ultima, infatti, dopo la decisione del ministro Maria Stella Gelmini di rinviare all'anno prossimo la riforma delle scuole superiori,
appare prioritaria. Almeno fino alla fine delle iscrizioni. Lo dice chiaramente
il coordinamento scuole lucchesi per la difesa della scuola pubblica, che si
incontrerà questo pomeriggio alle 17,30 nella la scuola primaria di San
Concordio per discutere di tutte le novità in atto e per proporre modalità di
intervento. «Per le classi prime - spiega il coordinamento - è previsto
l'insegnante unico e la possibilità di articolazione oraria su 24, 27, 30 ore
su richiesta delle famiglie. Quindi o 24 ore, o un puro e semplice
prolungamento di orario con uno o più insegnanti che fungeranno da
"tappabuchi" per coprire l'orario in aggiunta. Per le classi
successive alla prima è previsto invece, ad esaurimento, il modello orario di
27, 30 o 40 ore, ma senza compresenze. Questo comporterà uno spezzettamento
dell'orario per gli insegnanti con una conseguente frammentazione degli
interventi per gli alunni». Per quanto riguarda il tempo pieno, «il modello
delle 40 ore, corrispondente al tempo pieno, rimane. Tuttavia quest'ultimo non
potrà mantenere l'organizzazione attuale. Infatti, eliminando le compresenze,
ciascun insegnante avrà delle ore eccedenti. Avremo quindi un docente al
mattino e vari insegnanti per coprire in ciascuna classe le ore del pomeriggio.
Si potrà parlare di un semplice doposcuola e non di tempo pieno». Anche le
attività di arricchimento sembrano compromesse. «Non sarà possibile, - continua
il comitato - avvalersi di insegnanti specializzati in un ambito specifico,
organizzare percorsi di recupero e partecipare a uscite nel territorio». L'idea
principale è quella di fare informazione tra i genitori affinché chiedano, al
momento delle iscrizioni, la conferma del modello organizzativo attualmente in
funzione nelle scuole dei propri circoli didattici. Inoltre sono previsti punti
informativi in città, volantinaggio davanti alle scuole e l'organizzazione di
una seconda assemblea informativa pubblica. «Il rinvio di un anno, - conclude
il coordinamento scuole lucchesi per la difesa della scuola pubblica,
dell'entrata in vigore della riforma per le scuole superiori ha il chiaro
obiettivo di dividere il fronte della contestazione, isolando i docenti e i
genitori delle elementari. Tuttavia è importante che tutti, anche se non
coinvolti direttamente, si mobilitino». N.D.
( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
FINANZIAMENTI DELLA REGIONE
Dego, l'edificio scolastico è stato messo in sicurezza Dalla Regione 180 mila
euro per completare l'intervento di messa in sicurezza dell'edificio scolastico
di Dego. A darne l'annuncio è il sindaco, Fiorino Zappa, che ne approfitta «per
ringraziare per la celerità l'assessore Bianca Berruti. Tale finanziamento ci
cosentirà di affrontare il secondo lotto di lavori, dopo quello già eseguito
nella primavera relativo alla messa in sicurezza statica dell'edificio». La
prima parte dei lavori si era resa necessaria dopo una perizia che indicava
seri problemi soprattutto ai solai». All'epoca vi erano state polemioche ed
eran o stati anche lanciate grida d'allarme sulla statistictà ell'edificio
scolastico. Il primo intervento si era risolto con una sorta di «armatura» dei
solai che, sottolinea il sindaco, «ne ha migliorato anche l'idoneità
antisismica». Il secondo lotto di lavori, il cui importo sarà sostenuto al 20%
dal Comune, «riguarderà, questa primavera, il rifacimento dei pavimenti, dell'impianto elettrico e della caldaia, facendo del plesso di Dego
una struttura moderna e all'avanguardia». Lavori che, anche con la riforma Gelmini, non rischieranno di essere sprecati: «La nostra scuola non è
tra quelle a rischio chiusura, anzi, al massimo potremmo ospitare alunni di
altri paesi come, del resto, stiamo già facendo»
( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Palermo
Pochi iscritti, addio a dieci scuole La Regione ha deciso: chiudono tre medie e
sette istituti comprensivi Confronto di tre giorni con enti locali e
provveditori. Si va allo smembramento dei licei più grandi SALVO INTRAVAIA la revisione
della rete scolastica regionale farà scomparire a Palermo dieci istituti. Dal
prossimo anno la geografia delle medie della città verrà ridisegnata, e venti
tra presidi e direttori dei servizi amministrativi (gli ex segretari) dovranno
cercarsi una nuova sistemazione. E non è tutto. Undici mega-scuole superiori
verranno smembrate, alcune sin dal prossimo anno scolastico. Il tavolo sul
"dimensionamento della rete scolastica regionale" avviato lunedì
mattina si concluderà stasera con l´esame della situazione nelle province di
Catania, Messina e Caltanissetta. Per tre giorni il direttore del dipartimento
regionale Pubblica istruzione, Patrizia Monterosso, il numero uno dell´Ufficio
scolastico regionale, Guido Di Stefano, i dirigenti degli Uffici scolastici
provinciali (gli ex provveditorati), i rappresentanti degli enti locali e
quelli dei lavoratori sono rimasti riuniti "in conclave" per decidere
le sorti di 255 scuole sottodimensionate (con meno di 500 alunni) e di quelle
sovradimensionate (con oltre 900 iscritti). Il tutto nel più assoluto riserbo.
Dopo due giorni di discussioni e confronti trapelano le prime notizie. Dal
prossimo mese di settembre sette scuole medie e quattro istituti comprensivi
della città non esisteranno più: saranno accorpati ad altre scuole vicine con
un numero di alunni maggiore della soglia minima di vivibilità. E due di questi
saranno accorpati tra loro formando un unico istituto. La proposta, avallata
dai partecipanti al tavolo, è stata avanzata dai tecnici del dipartimento regionale.
Le scuole medie che verranno soppresse sono Cocchiara-Vittorio Veneto,
D´Acquisto, Roncalli, Dante, Scinà e Mazzini. Verga, Braille e Bonfiglio sono
le tre scuole nate nel 2000 che non ce l´hanno fatta a mantenere un congruo
numero di alunni e spariranno dall´elenco degli istituti comprensivi. Mentre la
media Pirandello e il "comprensivo" di Borgo Ulivia daranno vita a un
nuovo istituto comprensivo. La mezza rivoluzione, che ha risparmiato altri
sette istituti palermitani con meno di 500 alunni, coinvolgerà oltre tremila
alunni (di scuola materna, elementare e media), centinaia di insegnanti, decine
di bidelli e applicati di segreteria e non mancherà di suscitare polemiche.
«Perché la mia scuola sì e quell´altra no?», si chiederanno i capi d´istituto
incappati nella scure del ministro dell´Istruzione, Mariastella
Gelmini. Anche perché il criterio che stabilirà quale dirigente
scolastico rimarrà in sella e chi dovrà fare i bagagli non è stato ancora
concordato. Per questa ragione i nomi degli istituti coinvolti sono rimasti top
secret fino all´ultimo. Palazzo d´Orleans, secondo quanto si apprende da fonti
dell´assessorato, avrebbe deciso di attuare un dimensionamento graduale,
rinviando al prossimo anno ulteriori decisioni. Mentre Di Stefano aveva avanzato
una proposta più radicale che avrebbe fatto saltare più istituti. Ma c´è
dell´altro: l´attenzione si è anche concentrata su undici istituti superiori
della città (il tecnico per il turismo Marco Polo, gli industriali Volta e
Vittorio Emanuele III, gli alberghieri Borsellino e Piazza, i licei classici
Umberto I, Vittorio Emanuele II e Meli, gli scientifici Galilei e Croce e l´ex
magistrale Regina Margherita) cresciuti a dismisura e che perciò dovranno
essere smembrati. Alcuni già da settembre, anche se l´ordine delle priorità è
ancora da definire.
( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIV - Milano
Il caso Concorsi pilotati e dinastie in cattedra, ma qui nessuno scandalo da
inchiesta penale Il "nepotismo sostenibile" vizio dell´università
milanese Il barone: "è ovvio essere aiutati, se si è figli di qualcuno. Ma
il merito resta" Finora contro il rischio di corruzione sembra bastare
l´etica individuale DAVIDE CARLUCCI La domanda potrebbe essere formulata così:
è Milano la capitale morale dell´Italia accademica? Sì, se si considera che
all´ombra del Duomo non è mai scoppiata una vera "parentopoli"
giudiziaria: nemmeno con la recente ondata di denunce sulla mala-università, cavalcata tanto dai sostenitori quanto dai detrattori della
riforma Gelmini, che ha investito gli atenei di mezz´Italia. Degli scandali che
a Torino, Bologna, Roma, Firenze, Bari o Messina hanno fatto aprire fascicoli
d´inchiesta in alcuni casi finiti in condanne, qui non è arrivata che una
flebile eco. Dalla Bocconi alla Statale, dal Politecnico alla Bicocca,
l´istituzione è sana, verrebbe da dire (e la maggior parte dei docenti
lo dice). Eppure anche a Milano i casi di padri e figli, fratelli e sorelle in
cattedra nello stesso dipartimento o facoltà, non mancano: dagli Anastasia ai
Peretti di Medicina, dai Ballio ai Dezzi Bardeschi del Politecnico, l´elenco
degli imparentati tra loro nell´università è nutrito: solo alla Statale sono
più di 50. Il sistema dei concorsi, poi, è lo stesso che vige dappertutto e che
tutti considerano truccato: gli idonei sono decisi spesso prima delle prove, in
virtù di un meccanismo di cooptazione affidato alla discrezionalità dei
professori ordinari, i più anziani e i più potenti. E allora viene da
chiedersi: come può, a Milano, la naturale (e sacrosanta) trasmissione
generazionale del sapere non degenerare nel nepotismo patologico? «Perché siamo
gente seria», replica con orgoglio Emilio Clementi, 44 anni, straordinario di
farmacologia al Sacco. Figlio di Francesco, professore fuori ruolo nel
dipartimento di farmacologia, chemioterapia e tossicologia medica della Statale,
è anche cugino di Emilio Trabucchi, ordinario di chirurgia generale al Sacco,
che porta lo stesso nome del compianto zio (suo e di Clementi), luminare della
farmacologia nonché ministro Dc negli anni ´50. «Io non ho mai messo piede nel
dipartimento di mio padre - chiarisce Clementi - e sono stato chiamato al Sacco
tre anni fa, dopo aver fatto ricerca a lungo in Calabria e in Inghilterra.
Quando riesci a ottenere finanziamenti da due milioni di euro da Telethon e da
altre società che investono in ricerca, non c´è papà che tenga: il mercato
guarda ai risultati, non alle parentele». Walter Montorsi, classe 1921, un
passato da direttore della clinica di Chirurgia, della sua famiglia ha parlato
in un libro autobiografico (Vita di chirurgo) e anche questa trasparenza è
rara, tra le dinastie accademiche. I suoi tre figli, Marco, Francesco e Paolo,
sono tutti in cattedra. E il padre non fa l´ipocrita: «è implicito essere
aiutati, se si è figlio di qualcuno. Ma questo non vuol dire andare oltre il
merito». Montorsi distingue il nepotismo alla milanese dal familismo
meridionale. E assicura: «I baroni ci sono sempre stati e continueranno ad
esserci. A Milano, però, lavoriamo dalla mattina alla sera e la nostra sanità è
tra le migliori del mondo». Peccato che affidare solo all´autocontrollo dei
potenti la difesa della correttezza del sistema, in altri campi proprio a
Milano si è dimostrato un pessimo sistema. E quando si è scoperto, è stata
Tangentopoli.
( da "Repubblica, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Bologna
ATENEO, LE PAGELLE CI SONO... Un passo avanti molto importante per migliorare
la qualità complessiva G.FRANCO PASQUINO (segue dalla prima di cronaca) Anche
all´Università di Bologna è stato introdotto, probabilmente da circa dieci
anni, un sistema di valutazione della didattica. Nel mio ufficio conservo
numerosi pacchi delle schede completate dagli studenti. Confesso di avere dato
una rapida occhiata soltanto ad alcune. Mi sono quasi esclusivamente limitato a
guardare la scheda riassuntiva che offre la media dei punteggi sulle varie
voci, compresa la qualità dell´insegnamento. (Per saperne di più, contattatemi e
vi darò accesso privilegiato alla loro lettura). Purtroppo, nessuna scheda
riassuntiva della didattica svolta da me e dagli altri colleghi della Facoltà
di Scienze Politiche, ma immagino che si tratti di una situazione
generalizzata, è attualmente a disposizione degli studenti e dei docenti. Leggo
adesso che, anche se ha subito contro-dichiarato che non si tratterà di una
"pagella", il Rettore intende farci un regalo. Non soltanto le
valutazioni delle capacità e del rendimento didattico dei singoli docenti
saranno pubbliche, come dovrebbero comunque essere, poiché i professori sono,
se non sbaglio, pubblici ufficiali, ma verranno utilizzate come uno dei criteri
con i quali distribuire i sempre più magri finanziamenti (alle Facoltà, ai
Dipartimenti, ai singoli docenti?). Sarebbe un passo avanti molto importante
per migliorare la qualità complessiva dell´Ateneo di Bologna. Naturalmente,
sono del tutto consapevole che possono benissimo esservi colleghi
straordinariamente bravi nella ricerca e produttivi di pubblicazioni
prestigiose, che, come segnalato dagli studenti di Harvard, non riescono a dare
il meglio di sé nella didattica. Ma, appunto, la didattica sarà soltanto uno,
per quanto, mi auguro, importante, degli elementi pertinenti alla loro
valutazione complessiva. Cosicché, sapendo di essere valutati pubblicamente,
anche quei docenti si prepareranno e si impegneranno di più nella didattica.
L´Università è, non da ultimo, il luogo deputato alla
trasmissione delle conoscenze, del sapere. Meglio lo faranno i docenti, meglio
sarà per tutti, a cominciare dagli studenti (i quali, purtroppo, nella loro
legittima protesta contro la riforma Gelmini sembrano
essersi sostanzialmente dimenticati proprio della didattica).
( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
CHIERI VIA ALLA
RAZIONALIZZAZIONE DELLE SCUOLE Trasloca la Don Milani Poi toccherà alla Levi [FIRMA]ANTONELLA
PEROTTI CHIERI Il trasferimento della scuola media Don Milani dalla sede di via
Vittorio in piazza Silvio Pellico è solo il primo tassello del grande piano di
razionalizzazione delle scuole di Chieri voluto dal Comune. Da qualche giorno i
200 allievi hanno preso possesso delle aule al secondo piano: grandi spazi,
laboratori d'informatica, musica, chimica e lingue. Postazioni Internet in ogni
classe per i portatori di handicap. «Un bel salto di qualità, l'edificio è
stato riprogettato per le attività scolastiche - ammette il preside Nicolino
Marsico Vetere - anche se non c'è spazio per i locali della presidenza, che per
ora restano nella vecchia sede». A settembre arriveranno anche i ragazzi della
scuola media Oscar Levi di via Tana, confinati da anni in un istituto
inadeguato con infiltrazioni d'acqua che impregnano i pannelli di polistirolo
del soffitto. Anche per loro scuola nuova. Il grande edificio interamente
ristrutturato - costo un milione e 600 mila euro - ospiterà così la scuola media
al posto del liceo Balbo e al piano terra le scuole elementari del Pellico che
verranno accorpate in un unico plesso. Ma sono a buon punto anche i lavori
dell'ampliamento della scuola di Porta Garibaldi, e quelli della scuola
elementare di via Fea praticamente terminati. Qui sono
destinate le 10 classi delle elementari di via Tana. «Abbiamo anticipato la
razionalizzazione prevista dalla Gelmini,
investendo nel futuro dei giovani - ribadisce il sindaco Agostino Gay - Le
polemiche sul trasferimento sono inutili e pretestuose».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca Italiana Pagina
108 Terni Don Gelmini, il superteste conferma accuse
Terni --> TERNI Sono rimasti sulle loro posizioni nel confronto davanti al
gup di Terni, durato appena una decina di minuti, Michele Iacobbe, uno dei
principali accusatori di don Pierino Gelmini, e
Riccardo Bonetta, il quale sostiene che l'altro gli riferì di essersi inventato
tutto per estorcere denaro al sacerdote, sentiti con la formula dell'incidente
probatorio nell'ambito dell'udienza preliminare nei confronti del fondatore
della Comunità Incontro accusato di molestie sessuali nei confronti di dieci
ospiti. Il procedimento riguarda anche due collaboratori del sacerdote, ora
ridotto allo stato laicale, Pierluigi La Rocca e Gianpaolo Nicolasi, e la madre
di un imputato, Patrizia Guarino, che devono rispondere di favoreggiamento. Sia
Iacobbe sia Bonetta, suo vicino di cella nel carcere di Torino nell'autunno
2007, hanno ribadito quanto già detto in passato agli inquirenti. Versioni
confermate anche ieri quando sono stati interrogati separatamente dal pm
Barbara Mazzullo nell'ambito dell'incidente probatorio. In particolare Iacobbe
ha confermato le accuse a don Gelmini, ripercorrendo
per più di un'ora le tappe delle presunte violenze che si sarebbero svolte tra
il 1999 e il 2000, quando era ospite della Comunità.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-14 - pag: 13 autore: La secondaria non può
più attendere La mappa degli istituti riflette la struttura produttiva del
Paese ma è diventata inadeguata di Andrea Casalegno P er i giovani italiani è
tempo di scelte. Hanno poco più di un mese e mezzo, sino alla fine di febbraio
(grazie al prolungamento di un mese rispetto al termine abituale di fine
gennaio), per iscriversi alla scuola secondaria superiore. Il 93% dei giovani,
conseguita la licenza media, prosegue gli studi: una percentuale ormai in linea
con quelle dei Paesi più avanzati. La decisione va meditata, perché da essa
dipende in larga misura il proprio futuro. L'interesse e la vocazione restano
il miglior criterio, al di là di generiche considerazioni di prestigio. Se le
preferenze dei giovani non subiranno modificazioni rispetto all'anno scolastico
in corso, gli studenti si distribuiranno così: 10,8% al liceo classico, 23,1%
al liceo scientifico, 7,8% tra scuole e istituti magistrali, 3,6% nei licei
artistici e istituti d'arte, 33,6% negli istituti tecnici e 21% nei
professionali. Prevale l'area scientifico-tecnologica (44%), che unita ai
professionali sfiora il 78 per cento. Assai significative sono le differenze
regionali. Nelle regioni centro-meridionali è maggiore la percentuale degli
iscritti al liceo classico. Il record dei liceali spetta al Lazio: 42,5%, per
il 16,1% al classico e per il 26,4% allo scientifico (gli istituti tecnici
scendono al 29,3%). Nelle Marche il 14,5% del classico tallona il 20,6% dello
scientifico. Anche in Umbria il classico è assai frequentato (13,9%). Gli
istituti tecnici continuano a essere preferiti nel triangolo industriale, in
Piemonte (35,1%), Lombardia (38,9%) e Veneto (37,3%); ma anche in Emilia
Romagna ( 36,6%) e nel Molise (37,2%). La mappa degli istituti secondari
riflette in modo fedele la struttura produttiva del Paese. Sulle scelte però
incidono anche le aspettative dei giovani e delle famiglie e, naturalmente, le
informazioni ricevute dalle scuole. In un periodo di progetti di riforma
modificati di continuo, senza peraltro essere effettivamente realizzati, c'è il
concreto rischio che si diffondano equivoci. Gli stessi insegnanti, per non
dire i capi d'istituto, seguono con difficoltà le continue correzioni di rotta e
finiscono per dare alle famiglie suggerimenti basati più sulle loro impressioni
che su dati oggettivi. A che punto ci troviamo oggi, dopo due progetti di
riforma della scuola secondaria superiore approvati in ogni dettaglio e poi
finiti nel nulla? Nel primo, il ministro della Pubblica istruzione del Governo
Prodi, Luigi Berlinguer ( di cui si veda,qui sotto,l'intervento sul liceo
scientifico), si proponeva, con un sistema assai complicato, di far concludere
la secondaria un anno prima, a 18 anni. Nel secondo Letizia Moratti, ministro
dell'Istruzione nel Governo Berlusconi, si era proposta di chiamare «licei»
tutti gli istituti secondari, ampliando lo spazio delle materie
"umanistiche", compresa la filosofia, e togliendone alle materie di
laboratorio; ma poi aveva corretto il tiro. L'attuale ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, dopo essere intervenuta con
decisione sulla scuola primaria e sull'università, si è data un anno di tempo
per varare la riforma della secondaria superiore. L'Italia l'attende da più di
quarant'anni: da quando, nel 1963, entrò in vigore la legge che, sopprimendo
l'«avviamento al lavoro » come opzione da scegliere subito dopo la licenza
elementare, creava la scuola media unica, portando l'obbligo scolastico
a 14 anni. Da allora non c'è stato Governo che non si sia posto l'obiettivo di
ridisegnare la secondaria. E, mentre la scuola restava immobile, la società
cambiava fino a diventare irriconoscibile vista con gli occhi degli anni
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-01-14 - pag: 13 autore: ANALISI Prima mossa:
un liceo davvero scientifico di Luigi Berlinguer * P ossibile che l'Italia non
abbia diritto a un liceo scientifico degno di questo nome? Bisognerebbe
rimediare al grave vulnus inferto da Giovanni Gentile, quando abolì la sezione
tecnico-scientifica dell'istituto tecnico di allora e fondò una brutta copia
del liceo classico chiamandola "scientifico". Vito Volterra, il
grande matematico fondatore del Cnr- che aveva proficuamente studiato in quel
"tecnico" - pronunciò parole di fuoco contro quella grave
mutilazione, ma senza successo. La scelta ideologica, antimoderna e classista
di Gentile ci regalò un liceo "scientifico" di serie B, fasullo,
erroneamente presumendo che solo il latino ( e non anche la matematica delle
scienze) fosse palestra di logica e storia. In esso le ore di latino superavano
quelle di italiano e di matematica, irrilevante era la presenza di fisica,
ancor più quella di chimica e scienze naturali, nulle biologia e geologia.
Sommando i cinque anni di liceo, su 137 ore settimanali complessive solo 36
erano destinate alle scienze, poco più di un quarto, e nessuna materia
scientifica al primo anno. Nella scuola media, del resto, l'educazione
scientifica era totalmente assente, Il tutto condito dal fatto che nella scuola
italiana l'apprendimento delle scienze era (ed è)solo gnoseologico, il
laboratorio e le esperienze di fatto tenuti estranei da quella cultura
educativa. Ancora oggi, proprio nei licei scientifici, solo un terzo frequenta
un laboratorio, ma episodicamente, incidentalmente. In fondo, paghiamo il fatto
che la scienza non è considerata cultura universale, come invece lo è la
cultura umanistica. Benedetto Croce non nascondeva di considerare la scienza
alla stregua di «pseudoconcetti », un «elenco di ricette di cucina»; Gentile arrivava
fino a dire che «nel mondo della scienza l'anima respira il senso della morte».
Oggi continuiamo a pagare quel vulnus, quell'impostazione, tuttora dominante,
dopo averci tenuto fuori dallo sviluppo della cultura educativa moderna, fino a
bloccare e abrogare le iniziative di cambiamento che abbiamo promosso, ad
esempio negli anni 90. Nell'Italia repubblicana si è provato a cambiare
qualcosa del liceo scientifico, nella fase cosiddetta "Brocca", in
quella "Pni", soprattutto l'interessante "liceo scientificotecnologico",
temperando alcuni macroscopici difetti del modello gentiliano. Le ore di
insegnamento di scienze sono un po' cresciute, ma è cambiato poco il loro peso
orario percentuale, e non è cambiato il metodo di insegnamento né il complessivo
impianto educativo. Al contrario, in vari altri Paesi ci si pone con urgenza il
problema di una moderna cultura scientifica come cruciale nella società della
conoscenza. Se lo pongono gli obiettivi di Lisbona per l'Europa. Obama affida
alla priorità della ricerca il compito principe delle politiche per uscire
dalla crisi economica mondiale; Sarkozy alla presidenza europea ha convocato le
"Assises européennes de l'innovation" con analogo obiettivo. Lo
stesso Vaticano sente il bisogno di rivalutare Galileo. è ormai opinione
crescente che la cultura scientifica diffusa sia una condizione d'innovazione
nella società moderna della conoscenza. In Italia, certo, lo è meno, e per
questo esiste un'emergenza scientifico- tecnologica. In certi ambienti,
tuttavia, si è cominciato a reagire. Sembrano in via di rilancio gli istituti
tecnici (prima Fioroni, ora Gelmini). Ottimo.
Si è cominciato a parlare con insistenza, anche da noi, di cambiare il metodo
di insegnamento delle scienze, particolarmente ad opera del Comitato per lo
sviluppo della cultura scientifica, da me presieduto.Da un'attività puramente
gnoseologica, deduttiva, si chiede di passare a un approccio didattico
sperimentale, epistemologico e storico-critico: già nel libro bianco Cee
Insegnare ad apprendere, fino al rapporto europeo Rocard, che invoca il metodo
"Inquired based science education (Ibse)". Un metodo che sollecita la
curiosità e l'interesse umano- intellettuale degli alunni. è proprio in questo
quadro che sento il dovere di riproporre qui la questione del liceo
scientifico: proprio ora che i decreti Gelmini in
itinere affrontano l'ordinamento della scuola superiore e rendono quella
questione attuale e proponibile. Pur nella riduzione oraria complessiva,
rispetto al liceo scientifico gentiliano i decreti adombrano un lieve aumento
delle scienze. Rispetto invece ai successivi corsi sperimentali - oggi i più
frequentati - la situazione non migliora, anzi. In altri termini, temo che
ancora una volta finiremo così per non avere un liceo scientifico degno di questo
nome. Si ricordi che questo indirizzo di studi viene scelto oggi dalla
maggioranza relativa degli studenti italiani (il 22%). Fra questi, però, circa
la metà contrae debito col latino, e cioè non lo studia, non è interessato
(anche perché non c'è alla maturità). Credo tuttavia che siamo ancora in tempo.
Forse si presenta l'occasione di dare all'Italia il suo liceo scientifico, con
pari dignità culturale rispetto al classico (e a tutti gli altri istituti). Una
proposta: rivedere l'impianto epistemologico-curriculare, aumentare
significativamente il peso delle scienze anche nel quadro orario. Ma con
organicità e sequenzialità nella verticalizzazione curriculare, in progress.
Rendere opzionale il latino, dando così più spazio alla necessaria accentuazione
scientifica. Introdurre così anche una flessibilità nel curriculum - l'opzione,
già praticata all'estero, ad esempio Inghilterra e Francia - che consenta agli
studenti del triennio finale di scegliere fra gruppi di discipline non
caratterizzanti. Dobbiamo dare ai nostri giovani più libertà di scelta con pari
dignità culturale, a chi preferisce qualificati studi umanistici o viceversa a
chi preferisce altrettanto qualificati studi scientifici. Ce la faremo? Non so.
Proviamoci. Arrivo a dire: se proprio non ci si fa, se non si ha il coraggio o
la forza di battere il gentilismo così duro a morire, si facciano due licei
scientifici, uno vero (con il latino opzionale o senza) e uno gentiliano.
Termino con un'invocazione, rivolta al ministro e all'opposizione:trovate un
terreno comune e date all'Italia un vero liceo scientifico con tanta e buona
scienza. Rivolgo un'invocazione anche agli scienziati, agli insegnanti di
scienze, cui mi permetto di ricordare il monito del grande Charles Percy Snow,
quando scriveva Le due culture e rimproverava agli scienziati di non par-lare,
non sapersi battere per i loro diritti culturali, di non saper pressare
legittimamente la politica, a differenza degli umanisti. In questo momento
cruciale è necessario che gli scienziati facciano sentire la propria voce le
proprie ragioni. * ministro dell'Istruzione nel primo Governo Prodi
( da "Tirreno, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 6 - Attualità
No a cellulari e fumo al liceo "Patto educativo" a Treviso, voto basso per chi sgarra TREVISO. Telefonini e sigarette
sono al bando e chi sgarra rischia un voto in condotta
che potrebbe mettere a rischio la promozione, anche se è un genio nelle altre
materie. Ne sono ben consapevoli gli allievi del liceo scientifico Leonardo da
Vinci di Treviso: non possono fumare o portare cellulari all'interno dell'istituto come negli spazi all'aperto, tanto in orario di lezione
che nell'intervallo. Chi viene meno alla regola rischia un abbassamento del voto in condotta e da quest'anno un voto basso può
andare ad incidere in modo diretto ed indipendentemente dal rendimento nelle
materie ordinarie sull'esito dello scrutinio finale. La preside del
liceo trevigiano, Giuseppina Vincitorio, non nasconde una certa sorpresa per il
clamore suscitato dal regolamento ma spiega che la possibilità di essere
bocciati per comportamenti di questo genere discende semplicemente da quanto
prevede il regolamento d'istituto. «Il documento - dice Giuseppina Vincitorio -
è stato elaborato ed approvato all'inizio dell'anno scolastico da genitori ed
insegnanti. Si tratta di un patto educativo e di responsabilità che esclude dal
novero dei comportamenti accettabili quelli di portare con sè un telefono
cellulare e di accendere una sigaretta nelle pur ampie terrazze e
nell'anfiteatro esterno. Questo anche perchè il fumo, salendo, può rientrare
nelle aule dei piani superiori e disturbare gli altri». Un escamotage, per i
dipendenti incalliti della nicotina, potrebbe essere quello di chiedere
"asilo" nel contiguo cortile di un istituto per geometri, collegato
da un cancello. Lì le regole del "Da Vinci" non sarebbero più
applicabili. «Non è una buona idea - ribatte però la preside del "Da
Vinci" - perchè uscire dal perimetro della scuola costituisce di per sè
una violazione delle regole e quindi un comportamento sanzionabile ai fini del voto di condotta il quale, come
noto, può scendere fino a 5».
( da "Corriere della Sera" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2009-01-14 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Sul palco Il regista più scandaloso d'Italia domani legge De Sade
al Teatro di Ringhiera BrassEros «Amo le donne che spezzano gli schemi Sul set?
Mai la Carfagna, sì a Luxuria» S fogliando «Le 120 giornate di Sodoma» del
marchese De Sade, proverà a spiegare la differenza. «La pornografia è onesta.
L'erotismo invece è l'illusione di quegli intellettuali che con le parole hanno
ucciso il sesso». Tinto Brass domani sale in cattedra, ospite di «Appunti in
rosso», il festival sull'erotismo al Teatro di Ringhiera. Brass, che cosa
uccide la sensualità? «L'ipocrisia. In Italia i poteri culturali e religiosi
hanno appesantito tutto. Davanti all'eros annacquato difendo la pornografia
conturbante». E il valore artistico? «Picasso diceva che l'arte non è mai casta
e quando è casta vuol dire che non è arte. "L'origine del mondo" di
Courbet è un quadro pornografico di grande valore artistico». A che punto siamo
nella rivoluzione sessuale? «Di notte facciamo sesso di gruppo, di giorno siamo
benpensanti. Ho appena finito di girare "Impotenti esistenziali" di
Cirillo: stavolta faccio l'attore e interpreto un editore puritano che sogna la
segretaria sotto la scrivania». I giovani? «Le ragazze di oggi mi piacciono,
sanno quello che vogliono e come ottenerlo. Amo le donne che spezzano gli
schemi, come era mia moglie (Carla "Tinta" Cipriani, scomparsa due
anni fa, ndr): ci teneva a dire che era stata lei a prendere l'iniziativa con
me». Come è andata? «Mi invitò al cinema a vedere Chaplin. Il film era così
bello che mi scordai di baciarla. Ci tornammo una seconda volta, pomiciando
tutto il tempo ». Cosa le manca di lei? «Era il fiammifero della mia lussuria.
Bellissima, con un graffio nero sotto le palpebre». Le occhiaie? «Una donna con
le occhiaie permette di fantasticare». L'attrice più sexy? «Stefania Sandrelli.
Mentre sul set de "La chiave" le spiegavo come farsi baciare da
Branciaroli, lei si sciolse tra le mie braccia: aveva una sensualità epidermica
e incontrollabile». Serena Grandi? «Un piatto di polenta e osei: gratificante e
carnale. I giornali l'hanno inchiodata, senza capire che per una bella donna
invecchiare è feroce». Francesca Dellera? «Frivola e scottante, ma pigrissima.
Ho fatto da Cupido tra lei e Silvio Berlusconi: lui si invaghì vedendo una sua
foto sul set di "Capriccio"». La conversione della Koll? «Aveva
sempre il sorriso a fior di labbra. Ma nel suo culo avevo intuito qualcosa di
mistico. Il sedere è lo specchio dell'anima: sono un ass-man, ce l'ho scritto
nel cognome. Nomen omen». Il ministro Carfagna ha detto che non reciterebbe mai
in suo film. «Ma io alla Carfagna non proporrei nulla: a Venezia quelle come
lei le chiamiamo "cassafatti": so tutto io, faccio tutto io...
l'antisesso, come gli uomini onniscienti. Meglio la Gelmini, ha lo sguardo sempre attraversato dal turbamento». Chi vorrebbe
sul set? «Federica Pellegrini, ci spero tanto. In passato ero pazzo della
Lewinsky. Le "maitresse à penser" l'hanno massacrata, ma tutte
avrebbero voluto essere al suo posto». Vladimir Luxuria? «Mi piacerebbe:
ha un'intelligenza sensuale». Moana Pozzi diceva che ciò che accadeva nella sua
vagina non la riguardava. «Infatti era la migliore. La presenza-assenza rende
grande un attore. Bisogna essere un po' schizofrenici, scindersi da se stessi.
Per questo non condanno la prostituzione». Si spieghi meglio... «Una
professione come un'altra, come il calciatore che vende la sua gamba. Peggio
chi vende il suo cervello». Sesso e potere? «Si intrecciano, ma sono agli
antipodi: uno è la gioia del vivere, l'altro la tristezza. C'è un'espressione
siciliana che spiega bene la divisione: "Cummanari è megghiu ca
futtiri"». Le donne milanesi? «Mi piacciono. Hanno in bocca il sorriso
della Gioconda, il ghigno di chi è sessualmente soddisfatto». A Milano non si
lavora troppo per pensare al sesso? «Ma no, eppoi c'è sempre il sesso in
ufficio, che ha i suoi perché». Michela Proietti
( da "Stampaweb, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Domani mattina
il Ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini
firmerà la circolare che fornisce le indicazioni per l?iscrizione alle sezioni della
scuola dell?infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado. La firma sarà
preceduta dal confronto con i sindacati, previsto per domani. Lo annuncia il
ministero dell?Istruzione illustrando i contenuti del documento. Per quanto
riguarda la scuola dell?infanzia iscrizioni aperte, nelle scuole statali e
paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e, in
presenza di particolari condizioni (disponibilità di posti, accertamento
dell?avvenuto esaurimento di eventuali liste d?attesa), anche ai bambini che
compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono
40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà
arrivare fino a un massimo di 50 ore. Prosegue l?esperienza delle “sezioni
primavera” per i bambini dai 2 ai 3 anni. Per la scuola primaria la circolare
prevede che sono obbligati a iscriversi (con un modulo che sarà a disposizione
delle scuole) gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009.
Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni
entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto l?insegnante unico
di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell?alunno. Al
momento delle iscrizioni alle classi prime i genitori possono esprimere, in
ordine di priorità, le preferenze rispetto all?articolazione dell?orario
settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base. Le famiglie possono
scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore
(tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari e
organizzativi in atto. Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado
con l?iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o
di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30
ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua
italiana. Le famiglie inoltre da quest?anno potranno, in sede di iscrizione e
con vincolo di non variare tale scelta per l?intero corso della secondaria di
primo grado, chiedere l?inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di
inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno
decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per
l?insegnamento dell?inglese. Per la scuola secondaria di secondo grado i nuovi
ordinamenti entreranno in vigore a decorrere dall?anno scolastico 2010-2011 con
la revisione generale dell?offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati
i percorsi previsti dagli attuali ordinamenti. L?obbligo di istruzione potrà
essere assolto anche con la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione
triennali avviati attraverso accordi regionali. La circolare stabilisce quindi
che i voti relativi alle singole discipline sono espressi in decimi (i voti
inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola primaria che nella scuola
secondaria di primo e secondo grado. Nella scuola secondaria la valutazione del
comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono di
insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso
all?anno successivo. L?esito complessivo dell?esame conclusivo del primo ciclo
(terza media) è espresso in decimi. Dal prossimo anno l?insegnamento della
disciplina «cittadinanza e costituzione» partirà come sperimentazione organica
per poi entrare a regime nel 2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un
monte ore definito e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla
sperimentazione
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il leader del
Partito Democratico, che domani sarà in Veneto, risponde alle domande dei lettori
anche sui temi più spinosi «Faremo del Pd un partito federale» «C'è una
questione morale, è un nodo politico che affronteremo» CRISI ECONOMICA. Di
fronte ai problemi della gente il governo Berlusconi sta facendo molto poco.
Meno del resto d'Europa MESTRE. Arriva Walter Veltroni. Il segretario nazionale
del Pd domani alle 17.30 parlerà al Teatro Corso, in un'iniziativa del partito
per lanciare la candidatura di Davide Zoggia alla presidenza della Provincia di
Venezia. Veltroni giungerà a Mestre in mattinata, alle 10 sarà ricevuto dal
sindaco Massimo Cacciari a Ca' Farsetti, quindi si trasferirà a Vicenza dove
alle 15 inaugurerà la nuova sede del Pd provinciale. In vista dell'arrivo di
Veltroni i lettori del nostro giornale hanno avuto l'opportunità d'intervistare
il leader del Pd attraverso il sito. Per evidenti ragioni di spazio abbiamo
sintetizzato e accorpato per temi le domande. Il risultato è un'intervista
franca a tutto campo in cui Veltroni affronta tutti i temi politici sul
tappeto. Perché il Pd si è alleato con Di Pietro? Vale la pena di continuare?
«Prima delle elezioni politiche abbiamo stretto un patto con l'Idv che aveva
partecipato correttamente al governo Prodi: il partito di Di Pietro si
impegnava a sottoscrivere per intero il programma di governo del Partito
democratico e a costituire con gli eletti nel Pd un unico gruppo parlamentare.
Con quella legge elettorale era una scelta corretta e trasparente fatta su base
programmatica. Dopo il voto Di Pietro ha scelto di fare un gruppo parlamentare
proprio. Da quel momento esistono due forze distinte e diverse che condividono
la loro posizione di opposizione al governo: il rapporto tra Pd e Italia dei
Valori è quello di due forze di opposizione che si confrontano in Parlamento su
come contrastare l'iniziativa del governo. Ma questo vale anche nei confronti
dell'Udc». E' possibile un'alleanza con l'Udc? Ma si continua a dialogare anche
a sinistra? «Noi condividiamo con l'Udc la nostra collocazione all'opposizione.
Da qui nasce un dialogo che c'è e che va approfondito per condurre meglio in
parlamento una opposizione efficace e che sappia ottenere dei risultati
concreti. Ma io quando penso alle alleanze per il Pd parto sempre dai
contenuti: il Partito democratico deve saper mettere in campo proposte serie
sui problemi delle persone e delle comunità. Attorno a queste proposte si
costruiscono le alleanze. Mi è capitato di dirlo recentemente: l'obiettivo è
costruire in Italia una maggioranza riformista, non solo una maggioranza
costruita dall'opposizione a Berlusconi». Walter come facciamo a risollevare il
Pd? «Credo che l'unica strada sia quella di guardare ai problemi del Paese: il
Pd deve saper dare le risposte che la destra non sa e non vuole dare alle
difficili questioni di questa nostra Italia. Noi siamo il partito
dell'innovazione e della modernizzazione del paese, dell'equità sociale, della
lotta alla crisi economica. Per rilanciare il Pd non servono alchimie interne
bensì proposte serie e capacità di parlare al Paese». In un partito nuovo serve
una nuova classe dirigente. Non è il momento che i soliti noti facciano un
passo indietro? «Nella recente riunione della direzione - e su questo non ho
sentito voci di dissenso - ho parlato della necessità di far avanzare quel
progetto di rinnovamento della politica, di innovazione e di apertura del Pd:
bisogna che emergano giovani dirigenti, è necessario che abbiano voce, accanto
alle forze politiche che hanno dato vita al Partito democratico, anche quei
tantissimi che lontani e delusi dalla politica e dai partiti tradizionali hanno
scelto di impegnarsi nel Pd. Il rinnovamento è un fatto non solo anagrafico».
Qual è la posizione del Partito Democratico sul testamento biologico? «Il Pd è
una forza che mette insieme in maniera produttiva culture e ispirazioni diverse:
sui grandi temi etici tra cui anche quello del testamento biologico il partito
e i suoi gruppi parlamentari stanno cercando e costruendo punti di unità
avanzati: proprio nei prossimi giorni i gruppi di Camera e Senato si riuniranno
per elaborare un testo comune. E' questo uno straordinario passo in avanti
rispetto al passato reso possibile proprio dalla nascita del Pd come terreno
comune di culture diverse». Ci sono speranze di andare a votare con una nuova
legge elettorale? «L'attuale legge elettorale nazionale è frutto del governo di
centrodestra: nella scorsa legislatura abbiamo tentato di introdurre nuove
norme che collegassero fortemente elettori ed eletti. Purtroppo non ci siamo
riusciti, ma torneremo a insistere nella cancellazione di norme sbagliate e che
privano i cittadini di compiere fino in fondo le loro scelte». Quando ci
saranno primarie vere, come negli Usa? Perché non sono state fatte le primarie
per la scelta di Zoggia? «Il Pd è l'unico partito italiano ad aver fatto dello
strumento democratico delle primarie un punto fisso della sua vita interna.
Negli altri schieramenti, negli altri partiti i candidati si scelgono nel
chiuso nelle stanze o addirittura li sceglie il capo. Le nostre sono state e
sono delle primarie vere, quello che dobbiamo fare è trovare meccanismi e
comportamenti che rendano chiaro a tutti che il confronto tra i candidati
finisce quando c'è un vincitore e che da quel momento si lavora tutti insieme
per il successo del candidato del partito o dello schieramento. Le scelte sulle
candidature competono ai livelli locali del partito. A Venezia - in maniera
fondata e corretta - si è scelto di confermare il presidente della provincia
che chiudeva il suo primo mandato in maniera concorde in tutta l'alleanza che
lo sostiene. E poi il lavoro di Zoggia è sicuramente positivo come testimonia
lo stima che lo circonda. Non a caso anche nel sondaggio del Sole 24 ore è tra
i presidenti che vedono crescere i loro consensi. E poi - qui il giudizio è
personale - perché è davvero bravo e lavora nell'interesse dei cittadini». Il
Pd è diventato partito ultra-leggero, quasi inesistente. Nessuno chiede di
tornare indietro ai vecchi apparati, ma così non funziona. Serve un congresso.
«Non sono d'accordo. Il partito è in una fase di costruzione: è passato un anno
- e che anno - dalla nascita del Pd. E' già un fatto straordinario che siamo
riusciti a svolgere una straordinaria campagna elettorale e che stiamo
radicando il partito sul territorio. Un partito nuovo che non guardi
semplicemente ai vecchi modelli (che per altro erano in crisi ormai da tanti
anni) ma che sappia tenere insieme il lavoro volontario dei nostri militanti e
l'opinione dei tantissimi cittadini che partecipano alle primarie e che
possiamo convincere ad impegnarsi sempre più». Sicurezza e immigrazione: ci
sono sempre più extracomunitari che spacciano droga e compiono reati di ogni
genere. Non è un problema di razzismo, ma cosa proponi per correre ai ripari?
«Credo che i temi della sicurezza e dell'immigrazione siamo quelli dove il fallimento
delle politiche del governo è più grave. I reati non diminuiscono (anche se i
giornali ne parlano di meno e la tv ha messo la sordina) e l'afflusso degli
immigrati è cresciuto anziché diminuire. Sono questioni che si affrontano con
serietà, non con i proclami e le minacce mediatiche. Il Pd su questi temi ha
proposte serie che non si nascondono la situazione precaria in cui si trovano
tutti quei cittadini, che sono quasi sempre nei ceti sociali più in difficoltà,
ma rispondere non vuol dire alimentare le paure». Sono una costituente
regionale del Pd delusa dalla piega che ha preso il partito. Prevalgono sempre
le vecchie logiche, stiamo perdendo i giovani che avevamo coinvolto nelle
primarie. Come facciamo a risollevarci? «Comprendo certe amarezze ma chiedo
anche a te uno sforzo: le vecchie logiche, come tu le chiami, non vanno fatte
prevalere e per questo serve l'impegno di tutti. Conto sul tuo». Come si pone
il Pd in relazione alla volontà dell'Eni di uscire dalla chimica, vedi il caso
di Porto Marghera. «L'area di Porto Marghera è fondamentale per lo sviluppo del
territorio veneziano e veneto. Vanno accelerate le bonifiche dell'area e va
salvaguardata contemporaneamente la vocazione industriale, a partire da una
chimica pulita e sicura. All'Eni chiediamo di fare fino in fondo la propria
parte per non abbandonare le produzioni a Porto Marghera e per mantenere gli
impegni presi». La rappresentanza politica dei partiti si è semplificata con la
nascita del Pd e del Pdl, non sarebbe utile che ciò avvenisse anche per la
rappresentanza sociale (sindacato e organizzazioni di categoria)? «Per quanto
riguarda le organizzazioni sindacali il problema non è tanto quello della
semplificazione quanto quello dell'unità. Sono cadute le vecchie motivazioni
politico-ideologiche delle divisioni tra sindacati e ora si può e si deve
lavorare per ritrovare l'unità. Credo che questo sia un obiettivo possibile in
tempi non lunghi e spero che ci lavorino tutti con generosità». Ho un sogno:
mandare a casa il centrodestra in Regione, ma cosa sta facendo il Pd per
costruire una candidatura forte in vista del 2010. Dov'è il Pd regionale?
Esiste un Pd regionale? «Sogno giusto. E credo anche realizzabile. Il Pd si sta
radicando e lavora a costruire un programma serio sul territorio. Credo che
partendo da qui con proposte forti e innovative, con un ascolto dei problemi
reali espressi dal Veneto ci si possa presentare agli elettori in maniera
convincente e si possa costruire anche una candidatura forte, innovativa e
rappresentativa. Ci sta lavorando il Partito Democratico veneto. Il Pd è nato
per aprire una nuova stagione anche nel Veneto capace di farci avere la fiducia
e il consenso anche nell'elettorato distante. Per la scadenza regionale bisogna
lavorare ad un programma fortemente riformista e legato ai problemi del Veneto
e a una candidatura forte e nuova che interpreti le aspettative della regione.
Il centro-sinistra veneto ha sempre avuto un atteggiamento rinunciatario.
Possiamo farcela? «Quando sono stato in Veneto durante la campagna elettorale
ho sempre trovato una grande attenzione all'esperienza del Pd e soprattutto
alle proposte nuove che avanzavamo. Ora si tratta di avanzare sulla strada dei
programmi e contemporaneamente di costruire consenso attorno al nostro partito,
guardando a tutto l'elettorato e alle domande di innovazione e di modernità che
si sono espresse in passato anche attraverso un voto lontano dal
centrosinistra». Sono una mamma precaria che ha perso il lavoro, cerco un posto
part-time che non trovo perché non c'è. Chi aiuta le mamme in difficoltà come
me? «Qui è la nostra critica più forte al governo Berlusconi: la crisi sta
investendo drammaticamente la vita delle persone con particolare durezza verso
chi ha un lavoro precario. E' stato calcolato che centinaia di migliaia di
giovani precari, man mano che andranno in scadenza i loro contratti finiranno,
si sta trasformando in disoccupati. E pensare che la prospettiva, fino a non
molti mesi fa era quella della stabilizzazione. Noi siamo convinti che davanti
alla crisi il governo stia facendo pochissimo, meno di quanto fanno gli altri
grandi paesi industrializzati: la Germania impegna 2 punti di Pil pari a 50
miliardi di euro, gli Stati uniti varano giganteschi piani da centinaia di
miliardi di dollari. E l'Italia? Poco e nulla. La nostra proposta invece è
quella di usare contro la crisi almeno un punto di Pil, pari a 16 miliardi da
destinare al sostegno ai redditi più bassi e a chi rischia di perdere il
lavoro, cominciando dai precari. Pensiamo ad un sistema di welfare universale,
ovvero a paracaduti sociali anche per i precari». Questione morale. Caro
Walter, bisogna che il partito faccia più attenzione alla selezione delle
persone che lo rappresentano nelle istituzioni. Le cronache campane e
abbruzzesi non fanno bene al partito. Basta scandali. «Giusto. Nessuna
incertezza se emergono casi di corruzione. Ma parto dal fatto che il
centrosinistra e il Pd hanno migliaia di amministratori (sindaci, presidenti di
Provincia e Regione, assessori) che sono bravissimi ed onesti e che sono una
risorsa per il nostro Paese. Comunque sono stato il primo a dire che ogni
elemento di opacità nell'amministrazione della cosa pubblica va rimosso. La
questione morale c'è, è una questione politica che vogliamo affrontare. Noi lo
diciamo, vorrei che si facesse la stessa cosa in tutti i partiti». Oggi si
parla molto di federalismo fiscale, la vera autonomia si realizza dando reali
poteri alle Regioni, agli Enti Locali. Qual è il tuo pensiero in merito? «Noi
siamo da tempo un partito seriamente e convintamente federalista. Per questo,
anche al di là delle tentazioni di qualcuno all'interno della maggioranza,
abbiamo accettato di discutere della riforma federalista. So bene quanto questo
tema sia sentito in Veneto. Mi colpisce come il primo provvedimento di questo
governo, che ha al suo interno una forza che fa del federalismo almeno a parole
una ragion d'essere, abbia cancellato l'unico strumento fiscale nelle mani dei
comuni. Noi abbiamo guardato con attenzione all'iniziativa dei sindaci veneti
che in maniera bipartisan hanno chiesto di tenere sul territorio una quota
della fiscalità nazionale. Crediamo che - al di là dello strumento che verrà
individuato - il problema ci sia e le risorse vadano avvicinate al territorio.
Comunque abbiamo presentato le nostre proposte sul federalismo discutendole e
approvandole all'interno del governo ombra». Perché bocciate la proposta di
Cacciari di costruire un partito federale? Il Nord non vi sta più seguendo.
«Non abbiamo mai bocciato l'idea di un partito federale. Anzi, il nostro è un
partito che nasce (nello statuto ma anche nel fatto che le primarie della
nostra fondazione abbiano previsto l'elezione diretta dei segretari regionali)
con un forte connotato federale su base regionale. E l'emergere di tematiche
che coinvolgono più regioni, come quella che noi chiamiamo una questione del
Nord, ha spinto anche il Pd sul territorio a cercare un forte coordinamento che
si sta sperimentando in queste settimane. Dove si collocherà il Pd nel
Parlamento europeo? «Il Pd è una esperienza del tutto nuova in Europa a cui
guardano con interesse gli altri partiti riformisti. Quello che io ho detto
incontrando i leader del Pse come quelli dell'Alde (il gruppo dei
liberaldemocratici a Strasburgo) è che questa nostra esperienza vuol mantenere
il suo carattere di novità. Quindi distinti dagli altri partiti, ma non
distanti dal campo riformista che oggi è in gran parte raccolto nel Pse». Come
risolvere la questione del precariato nelle università? «Certamente non come
sta facendo il governo. Con quella che passa col nome di
riforma Gelmini la nostra università subirà nuovi tagli e i primi a pagare
saranno come sempre i precari. Il Pd ritiene che università e ricerca siano
settori strategici, che se ci sono sprechi, duplicazioni errori questi vanno
tagliati ma le risorse vanno reinvestite nell'università. I giovani
ricercatori sono una ricchezza spesso sottovalutata o addirittura sprecata».
Voglio sposarmi, ma io e la mia fidanzata non possiamo farlo perché siamo
precari. Quando troveremo un lavoro? «Ecco, anche soltanto attraverso le vostre
domande emerge che quella della precarietà è davvero una delle piaghe italiane.
Credo che vada fatto su questo un grande passo in avanti: recentemente ho
rilanciato una proposta che da tempo, come Pd, stiamo elaborando. Quella di un
contratto unico per tutti a tempo indeterminato a garanzie crescenti: vuol dire
che la selva contrattuale oggi esistente viene eliminata, che c'è un solo
contratto che prevede un periodo di prova e di apprendimento ma che, in un
tempo ragionevole, stabilizza il lavoro». Nel programma del Pd c'è la proposta
di commutare la pena di omicidio colposo in omicidio volontario per chi guida
ubriaco o sotto l'effetto di droga? «Non so se quello da lei indicato sia lo
strumento più adatto, certo è che l'impegno per ridurre gli incidenti e le
vittime deve essere moltiplicato, anche appesantendo le pene. E soprattutto -
ma qui il discorso vale anche per altri reati - rendendole effettive». Caso
Alitalia: è una presa in giro la posizione assunta da Berlusconi. «Sì. E noi lo
avevamo detto fin dall'inizio. Il governo in campagna elettorale ha fatto leva
sul tema della "italianità" della compagnia di bandiera per bloccare
la vendita ad Air France. A quel passaggio eravamo arrivati attraverso una
"asta" pubblica e il vettore francese avrebbe acquistato Alitalia
mantenendone il simbolo e il nome caricandosi del forte indebitamento
dell'azienda, con tagli al personale dolorosi ma sempre minori rispetti a
quelli di adesso».
( da "Trentino" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il ministro stamani firma
la circolare: iscrizioni fino al 28 febbraio Voti in decimi e più inglese alle
medie ROMA. Le iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010 (prime classi)
potranno essere fatte fino al prossimo 28 febbraio. Lo conferma
la circolare che firma oggi il ministro Gelmini. Circolare
che si articola su diversi punti, compresa la questione del maestro unico.
Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31
dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti, esaurimento
liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010.
Le ore settimanali previste sono 40 (8 al giorno). A richiesta e in base alle
disponibilità si potrà arrivare fino a 50. Prosegue l'esperienza delle
"sezioni primavera" (bimbi dai 2 ai 3 anni). Scuola primaria
(elementari). Sono obbligati a iscriversi gli alunni che compiono i sei anni
entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini
che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà
introdotto l'insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità
formativa dell'alunno. Al momento delle iscrizioni i genitori possono
esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all'articolazione
dell'orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base. Le
famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e
quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano
gli attuali modelli orari e organizzativi. Secondaria di primo grado (ex
medie). Con l'iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di
30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40). Nel modello a
30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua
italiana. Le famiglie, inoltre, da quest'anno potranno, al momento
dell'iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso,
chiedere l'inglese potenziato: 5 ore, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda
lingua comunitaria. Secondaria di secondo grado (superiori). I nuovi
ordinamenti entreranno in vigore dal 2010-2011 con la revisione generale
dell'offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati gli attuali percorsi.
Obbligo di formazione. L'obbligo di istruzione potrà essere assolto anche con
la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione triennali avviati
attraverso accordi regionali. Voti e comportamento. I voti nelle singole
discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza)
sia nella scuola primaria sia nella secondaria di primo e secondo grado. Nella
secondaria la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti
inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo
studente non è ammesso all'anno successivo. L'esito dell'esame di terza media è
espresso in decimi. Cittadinanza e Costituzione. L'insegnamento di
"Cittadinanza e costituzione" partirà come sperimentazione per poi
entrare a regime nel 2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito
e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione.
( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
BORGOMANERO.POTREBBE SCATTARE LA LEGGE GELMINI Materna di Vergano rischia la
chiusura Lo dicono i genitori e l'opposizione ma il Comune smentisce secco
[FIRMA]MARCELLO GIORDANI BORGOMANERO Rischio di chiusura per la scuola materna
di Vergano secondo i genitori e l'opposizione, ma la maggioranza smentisce e
parla di polemiche strumentali. A far discutere è il destino delle
scuole materne della frazione di Vergano: sono frequentate da 21 bambini e le
famiglie temono che l'istituto possa essere chiuso in applicazione della legge Gelmini. Al sindaco Anna Tinivella sono arrivate due
lettere, una dei rappresentanti dei genitori della scuola, l'altra della
senatrice e consigliere comunale di opposizione Franca Biondelli. «Sono stata
informata dalla comunità di Vergano - dice Biondelli - dell'intenzione
dell'amministrazione comunale su un imminente decreto di chiusura della scuola
d'infanzia. L'istituto assolve un bisogno sociale di rilevante entità e
d'assoluta necessità, ed è un punto di riferimento per gli incontri della
comunità locale». Per Biondelli quindi la scuola deve restare funzionante e
chiede al sindaco di esprimersi pubblicamente. «L'amministrazione comunale -
replica il sindaco - non ha alcuna volontà di chiudere nessuna scuola del
territorio. Oltretutto non sono ancora usciti i decreti attuativi della legge Gelmini, quindi non capisco come mai si possa parlare di
applicazione di qualcosa che ancora non c'è. Ed a questo proposito ricordo che
le decisioni in merito non sono dei Comuni, che devono applicare le leggi dello
Stato: per quanto riguarda la nostra volontà, sicuramente siamo per tenere
aperta questa scuola, ma se un giorno la legge obbligherà di agire
diversamente, come potremmo non farlo?». Del problema si sta occupando in modo
specifico l'assessore allIistruzione Ignazio Zanetta: «L'amministrazione non ha
mai detto che intende chiudere la scuola di Vergano, anzi, il nostro intento è
proprio l'opposto, mantenere i servizi, la critica è quindi errata e
strumentale. A proposito però del servizio della comunità di Vergano, faccio
presente che dei 21 bambini che frequentano la materna, solo tre sono della
frazione, come mai sono così pochi? Sarebbe invece opportuno che la scuola
diventasse punto di riferimento per i frazionisti, iniziando a farla frequentare
dai figli».
( da "Italia Oggi" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero
012 pag. 34 del 15/1/2009 | Indietro Tutto pronto per il
debutto dell'insegnante unico ENTI LOCALI E STATO Oggi il
ministro Gelmini firmerà la circolare sulle iscrizioni Maestro unico al via. Oggi
il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, firmerà
l'attesa circolare con le istruzioni per l'iscrizione degli alunni alle scuole
dell'infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado. Porte aperte
per le scuole dell'infanzia ai bambini che compiono tre anni entro il 31
dicembre 2009 e, in caso di disponibilità di posti, anche ai bambini che
compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Per quanto riguarda la scuola
primaria sono obbligati a iscriversi gli alunni che compiono i sei anni entro
il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono
i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto
l'insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale
dell'alunno. Con l'iscrizione alla scuola secondaria di primo grado i genitori
esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36
ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di
insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana. Le
famiglie inoltre da quest'anno potranno, in sede di iscrizione e con vincolo di
non variare tale scelta per l'intero corso della secondaria di primo grado,
chiedere l'inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di
una seconda lingua comunitaria.
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Napoli
Streaming Dall´etere a Internet tutte le voci della città Sono sempre più
numerose le emittenti partenopee che fanno uso della rete per informare,
trasmettere musica, sport, raccontare le proteste studentesche LUCILLA FUIANO
c´era una volta la radio libera. E c´è ancora. Anche se, negli ultimi anni, al
romanticismo del segnale che attraversa l´etere si sostituisce la concretezza
tecnologica dello streaming. Nuove terminologie per antiche passioni. Musica,
sport, controinformazione, militanza politica. Ecco la radio campana al tempo
di Internet. Sono sempre più numerose le emittenti made in Naples che fanno uso
del web per diffondere musica, e non solo, in streaming, risultando accessibili
con qualsiasi strumento in grado di accedere in rete. Alcune sono emittenti già
collaudate che però offrono un palinsesto anche in Internet. Altre, più o meno
amatoriali, nascono direttamente per il web. Si va dalla "pirata"
RadioLina con il suo spirito anarchico improntato a una comunicazione libera e
indipendente, che in questi giorni trasmette solo su Internet, a Radio Napoli
Music, l´emittente della canzone napoletana d´autore. Se nel primo caso si ha a
che fare con un palinsesto estremamente aggiornato rispetto alle forme
alternative e indipendenti della comunicazione (che includono anche le tensioni
centro-periferia napoletane o le manifestazioni giovanili
contro la riforma Gelmini), Radio Napoli Music trasmette in streaming 24 ore su 24 la
migliore musica partenopea, alternata a trasmissioni a tema. Si va da
"Bona jurnata" alle otto di mattina a "Una terrazza su
Napoli" intorno alle 14.40. Si possono ascoltare autori e interpreti
celebri come Edoardo Bennato, Eduardo De Crescenzo e Lina Sastri. Nella
stessa direzione si muove Radio Naples, un´emittente amatoriale che trasmette
solo in streaming via web e che si presenta come «un omaggio a tutto il popolo
campano che vive in ogni parte del mondo». Si tratta di un archivio ricchissimo
delle più belle canzoni moderne e del passato. Da Enrico Caruso e Fernando De
Lucia fino agli Almamegretta e ai 99 Posse. Il sito, che trasmette in live
streaming da Montréal, offre anche una classifica dei brani più richiesti a
Radio Naples, oltre a fornire i testi della canzoni più amate dai
radioascoltatori. E si fanno notare, per originalità dei palinsesti e buone
scelte musicali, anche le web radio delle principali università campane. è il
caso dell´emittente della Federico II che alterna momenti di musica no stop a
servizi informativi sull´università (la sezione "Area di servizio").
Né manca un´attenzione al mondo Erasmus ("Tom Tom Erasmus" è lo
spazio), così come al mondo sportivo e a quello dei «pezzi che hanno fatto la
storia della musica mondiale»: consigliati, anzi «raccomandati», da Radio Lab
F2. Originale anche il palinsesto della radio universitaria di Salerno che
propone un notiziario curato dai ragazzi ma guidato da un esperto e una serie
di programmi tematici come "Pane&Pallone", "Da Bellavista a
Zivago" e "Cinema on air". Una radio giovane pensata per i
giovani.
( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
GENOVA LUNEDI'
RIUNIONE DEL SENATO ACCADEMICO Università, tagli in vista per corsi di laurea e
prof Le soluzioni per "recuperare" subito i pensionati [FIRMA]MIRIANA
REBAUDO GENOVA Pensionati e riassunti, come consulenti o collaboratori, nella
stessa giornata. E' quanto si attinge a fare l'Università di Genova. Lunedì
prossimo il Senato Accademico ha all'ordine del giorno la parola «tagli»: del
personale e dei corsi di laurea considerati «rami secchi». Il capitolo
pensionamenti interesserà 140 dipendenti tra docenti, ricercatori e personale
tecnico amministrativo. Allo stesso tempo però saranno varate misure di
sostegno, per evitare che il forte ridimensionamento finisca con lo sguarnire
il patrimonio di risorse umane, mandando anche in crisi l¹attività (di ricerca
e didattica) dell'Ateneo. Alcuni docenti pensionati, avendo raggiunto i 70 anni
(67 è invece il limte per i tecnici) rientreranno così immediatamente in gioco
grazie ad un contratto biennale destinato ai «professori di valore». Non è
questa però la sola misura di sostegno che il Senato assumerà lunedì prossimo:
verranno anche banditi concorsi per ricercatore, sia a tempo indeterminato che
determinato. Il tutto avendo però ben presente il limite
imposto dalla riforma Gelmini che, per rimanere nell'alveo degli Atenei «virtuosi», ha posto
sotto al 90% del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) la quota da destinare
alle spese fisse (e, dunque, gli stipendi). Le facoltà destinate a perdere il
maggior numero di docenti sono soprattutto Medicina, Scienze e Lettere ma è
tutta l'università genovese che deve «svecchiarsi» e questo
pensionamento, che riguarda il 6,2% tra docenti e ricercatori e il 3% dei
tecnici amministrativi, contribuirà sicuramente a ringiovanire i ranghi,
garantendosi al contempo i «premi» previsti dalla riforma. Una seduta
importante, quella di lunedì, perché va a ridisegnare il futuro dell'Ateneo,
come detto, anche sul versante dell'offerta formativa e più di un preside è
pronto a dare battaglia. «Le indicazioni giunte dalle varie facoltà sono
importanti, ma la decisione finale spetta al Senato Accademico, anche dietro i
pareri espressi dall'Osservatorio e dal Nucleo di Valutazione» ha già avvertito
premessa il rettore Giacomo Deferrari.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
A
scuola si cambiavoti in decimie maestro unico la circolare gelmini La firma del
ministro Mariastella Gelmini è attesa per
oggi, poi la circolare sulla scuola diventerà operativa. Ecco le principali
novità, fra cui il termine per l'iscrizione alle prime classi (28 febbraio), il
maestro unico, più inglese alle medie e i voti in decimi. SERVIZIO >> 5 15/01/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Gelmini firma: maestro unico e voti in
decimi oggi È operativa la circolare sulla scuola In prima elementare modelli
base a 24 e 27 ore, ma le famiglie potranno anche optare per il tempo pieno (40
ore) 15/01/2009 Roma. La firma del ministro Gelmini è attesa per
questa mattina.
Ma i contenuti della circolare che introduce novità importanti nel mondo della
scuola sono stati resi noti ieri. Maestro unico, voti in decimi, pugno di ferro
sulla condotta sono i punti salienti del documento. Ma vediamo nel dettaglio, a
cominciare dalle iscrizioni alle prime classi per l'anno scolastico 2009-2010.
È confermata la scadenza del 28 febbraio come ampiamente annunciato nelle scorse
settimane. Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni
entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni
(disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3
anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 al
giorno). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a 50.
Prosegue l'esperienza delle "sezioni primavera" (bimbi dai 2 ai 3
anni). Scuola elementare. Sono obbligati a iscriversi gli alunni che compiono i
sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i
bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi
sarà introdotto l'insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità
formativa dell'alunno. Al momento delle iscrizioni i genitori possono
esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all'articolazione
dell'orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base. Le
famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e
quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime continuano
gli attuali modelli orari e organizzativi. Scuola media. Con l'iscrizione i
genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato
di 36 ore (prolungabile fino a 40). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di
insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana. Le
famiglie, inoltre, da quest'anno potranno, al momento dell'iscrizione e con
vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso, chiedere l'inglese
potenziato: 5 ore, anzichè 3 di inglese più 2 di una seconda lingua
comunitaria. Scuola superiore. I nuovi ordinamenti entreranno in vigore dal
2010-2011 con la revisione generale dell'offerta formativa. Per il 2009-2010
sono confermati gli attuali percorsi. Voti e comportamento. I voti nelle
singole discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di
insufficienza) sia nella scuola primaria sia nella secondaria di primo e
secondo grado. Nella secondaria la valutazione del comportamento è espressa in
decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione
inferiore a 6 lo studente non è ammesso all'anno successivo. L'esito dell'esame
di terza media è espresso in decimi. Cittadinanza e costituzione.
L'insegnamento di «cittadinanza e costituzione» partirà come sperimentazione
per poi entrare a regime nel 2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un
monte ore definito e una valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla
sperimentazione. 15/01/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
L'Onda invade e
occupa l'ex cartoleria dell'Università la protesta Il
movimento anti Gelmini si appropria di uno spazio in via delle Fontane: «Vogliamo
creare uno spazio di confronto» 15/01/2009 IERI MATTINA gli studenti che
compongono l'assemblea permanente delle facoltà in lotta di Genova hanno
occupato gli ambienti di un'ex cartoleria in via delle Fontane, locali di
proprietà dell'Università ma che sono inutilizzati da circa dieci anni.
Come era emerso nell'assemblea di lunedì scorso nell'aula M di Balbi
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Genova Il
caso Una cinquantina di istituti cambieranno, continuità a rischio Scuole
accorpate per risparmiare e scatta il valzer dei maestri Scuole accorpate, fino
a costituire 46 nuovi istituti comprensivi, ma costrette a modificare gli
organici. Succederà dal prossimo settembre, con gli alunni che vedranno
cambiare i maestri ed i professori che passano da una direzione all´altra. Sono le conseguenze del piano approvato dalla Regione l´11
novembre scorso: che da una parte salva dalla scure dei tagli previsti dal
Decreto-Gelmini molte scuole sotto i 500 alunni, dall´altra spariglia gli
organici. GIUSEPPE FILETTO A PAGINA VII
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Genova Le
reazioni Esplode la rivolta dei capi d´istituto: "Impossibile garantire la
continuità didattica" I presidi: "Così è più difficile
insegnare" Oltre le preoccupazioni degli insegnanti e soprattutto delle
famiglie, contro il piano di ridimensionamento approvato l´11 novembre scorso
dalla Regione si è espressa l´Associazione Presidi della Liguria. «Abbiamo
duramente contestato la parte riguardante il principio di verticalizzazione -
sottolinea il presidente Santo Deldio - soprattutto laddove non esistono le condizioni
per attuarla: talvolta l´accorpamento non risponde alle esigenze dei criteri
didattici, tantomeno a quelle dell´utenza». Sia la Direzione Scolastica
Regionale, sia l´Ufficio Scolastico Provinciale si sono dovuti limitare a
prendere atto della delibera "45", cioè di quel documento
programmatico che solo nella provincia di Genova stravolge 46 istituti
comprensivi, quindici direzioni didattiche (scuole materne ed elementari)
tredici scuole medie e 35 istituti superiori. D´altra parte per l´assessore
all´Istruzione lo strumento dell´accorpamento ha permesso di salvare tante
scuole con meno 500 alunni dalla scure del Decreto-Gelmini. Insieme
all´associazione che rappresenta i capi di istituto, si sono fatti sentire
anche alcuni presidenti di circoscrizione, primo fra tutti Stefano Bernini,
piccolo sindaco di Sestri Ponente. Le preoccupazioni riguardano soprattutto il
passaggio di una scuola ad una direzione che logisticamente rimane lontana e
che storicamente non ha alcun legame con il territorio. In questi giorni
gli insegnanti, ma anche il personale non docente ed amministrativo, cercano di
mettere in moto tutte le rappresentanze sindacali. (g.fil.)
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Genova
Scuole, il gran valzer dei maestri Tagli e fusioni, molte classi cambieranno insegnante
in corsa La rivoluzione scatterà da settembre con un tourbillon di
trasferimenti GIUSEPPE FILETTO Scuole che cambiano nome, altre bandiera e
passano da una direzione didattica all´altra. Muta la geografia scolastica e
gli organici ruotano come giostre. Con il personale docente ed amministrativo
che dal prossimo settembre rischia di essere trasferito da una sede all´altra,
e gli alunni costretti a cambiare maestri e professori. Se da una parte,
infatti, la Regione ha puntato i piedi contro il decreto-Gelmini, perché in Liguria non vi fossero cancellazioni di plessi
scolastici, dall´altra i 46 istituti comprensivi della provincia di Genova,
tutti di nuova costituzione, creano un´inedita mappa, quindi modificano le loro
piante organiche. Il peggio è atteso per il prossimo settembre.
L´assessore regionale all´Istruzione, Massimiliano Costa, infatti, ha
anticipato di un anno (non più al 2010, ma al 2009) alcuni effetti della legge
voluta dal ministro Maria Grazia Gelmini. Tanto che
nelle scorse settimane Rosaria Pagano, dirigente dell´Ufficio Scolastico
Provinciale (un tempo era il Provveditorato agli Studi) con una circolare ha
sollecitato i presidi ed i direttori didattici a segnalare le
"opzioni" del personale docente. Ha scritto: «è opportuno che, ai
fini del rispetto, per quanto possibile, del principio della continuità
didattica, le direzioni si adoperino affinché detto personale esprima la
propria opzione in termini tali da non interrompere il rapporto di continuità
con gli alunni e le classi sulle quali presta attualmente servizio». è un
tentativo disperato. Per limitare i disagi ieri il direttore scolastico
regionale Attilio Massara ha chiamato a raccolta i stretti collaboratori. Lì ha
riuniti nel suo ufficio di via Assarotti, dove sono rimasti chiusi più di tre
ore. I nuovi istituti comprensivi "verticali", che da settembre
saranno costituiti da almeno una scuola materna, elementare e media ricadenti
sullo stesso territorio ed in modo da superare i 500 alunni e non rischiare
tagli, in questi giorni dovranno rifare le graduatorie interne, modellandole
sui i nuovi accorpamenti. Tutta la partita è diventata una bella grana. «Potrà
accadere che in una scuola alcuni professori saranno scavalcati in graduatoria
da colleghi che provengono da altri plessi - spiega ed ammette Ambrogio
Delfino, della Direzione Scolastica Regionale - potrà succedere che una classe
sia costretta a cambiare un insegnante, perché questo decida di seguire la
direzione di cui oggi fa parte, ma per un´operazione così grossa è possibile
che si debba sparigliare. Era da mettere in conto. In ogni modo - assicura -
possiamo garantire che nessun docente perderà il posto».
( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Valle d'Aosta La
riforma tocca ricerca e reclutamento «Le disposizioni varate riguardano
l'ateneo valdostano sostanzialmente per ciò che concerne l'attività di ricerca
e le modalità di reclutamento dei docenti» ha spiegato il rettore
dell'Università della Valle d'Aosta, Pietro Passerin d'Entrèves, commentando la legge Gelmini. «Per ciò
che riguarda i concorsi - ha aggiunto - accolgo favorevolmente qualunque
soluzione che permetta di rendere più trasparenti le procedure di valutazione
comparativa. E' un primo passo la cui validità effettiva peraltro non potrà che
essere valutata alle prime procedure messe in atto». «Non concordo però
con la riapertura dei termini delle iscrizioni per le procedure concorsuali in
atto - ha aggiunto - e ritengo che l'esclusione dei professori associati dalla
composizione delle commissioni d'esame per professore di seconda fascia forse
renderà ancora più difficoltosa la formazione delle commissioni stesse». La
legge prevede che i ricercatori percepiscano un compenso proporzionato al loro
lavoro. «Sono assolutamente favorevole alle misure poste per una seria
valutazione dell'attività di ricerca scientifica - ha concluso Passerin
d'Entrèves - che comporterà, tra l'altro, una modesta penalizzazione economica
dei docenti che non si impegnano».
( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
il caso
Interrogazione al ministro di 2 associazioni "Le elezioni sono nulle e si
devono rifare" BARBARA COTTAVOZ NOVARA Interrogazione
al ministro Gelmini sulle votazioni studentesche di Novara. Non mollano le due
associazioni che chiedono di rifare le elezioni dei rappresentanti ai vertici
dell'università «Avogadro». L'ateneo ha già risposto di «no» ma Azione
universitaria e Udu sono convinti della nullità del voto. I seggi sono
stati aperti l'11 e il 12 novembre in ogni facoltà dell'università: ha stravinto
l'associazione «Alfa-Omega» che si è aggiudicata 8 delle 11 cariche. Ma da
Novara si è levata la protesta da parte delle associazioni rimaste in
minoranza: l'Udu, gruppo al suo debutto, legato al sindacato, e soprattutto
Azione universitaria, emanazione di An, che prima deteneva ampi spazi
soprattutto ad Economia. I due gruppi hanno presentato un ricorso contestando
le modalità delle elezioni. Tra i rilievi: la mancanza di spazi per la campagna
elettorale, locali di Farmacia in cui appariva solo il simbolo di
un'associazione, seggi diversi a seconda delle facoltà: a volte unici per tutte
le cariche, a volte distinti: «E poi la votazione si è tenuta in giornate di
esami importanti per Economia - sottolineano Luca Alfieri, di Azione
universitaria, e Roberto Brivitello, dell'Udu - al punto che si è avuto un calo
dell'85% dei votanti. Ci sono troppi elementi che determinano la nullità:
l'elezione va rifatta». Il ricorso presentato all'università, però, è stato
respinto: i termini erano scaduti. «Riteniamo sia un'interpretazione del
regolamento non corretta visto che in quei giorni erano compresi il sabato e la
domenica in cui le segreterie sono chiuse» commentano i due ragazzi. Che ora
sono ben decisi ad andare avanti nella loro protesta. Soprattutto Azione
universitaria: «La nostra associazione è stata messa più in difficoltà - dice
Alfieri -. Potrebbe essere anche per ragioni politiche». L'Udu novarese si
riunisce stasera per decidere che misure adottare mentre Azione universitaria
sta preparando un'interrogazione al ministro Gelmini
tramite il Consiglio nazionale degli studenti. Ribadisce la decisione già presa
il rettore Paolo Garbarino che esclude ogni risvolto politico: «Il ricorso è stato
presentato fuori tempo massimo e anche nel merito le contestazioni fatte o sono
infondate o comunque non inficiano la votazione. Le elezioni si vincono prima e
non dopo».
( da "Stampa, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
LE CONSEGUENZE.LE NUOVE REGOLE DELLA LEGGE GELMINI Corsi, tagli in vista ma
limitati [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Che non si tratti di una vera riforma
universitaria, ormai è chiaro. Ma la legge Gelmini è
considerata da tutti, rettori in testa, un primo tassello verso il rinnovamento
di un sistema che scricchiola. «Sono necessari ulteriori interventi
sulla didattica e sulla valutazione degli atenei - afferma il rettore
dell'Università del Piemonte Orientale, Paolo Garbarino - sarebbe il passo
iniziale per una vera riforma del sistema». Che cede, secondo Garbarino,
soprattutto nel settore concorsi: «Dovrebbero essere ad idoneità nazionale e
non locale». Nessuna preoccupazione particolare per l'ateneo più giovane del
Piemonte: «Siamo sottofinanziati del 13 per cento. I nostri conti sono in
regola, facciamo della buona ricerca e rientriamo nei parametri. I corsi con
pochi studenti sono già stati chiusi, valuteremo se chiuderne altri, ma si
tratta di poca cosa. Sì, siamo virtuosi, ma speriamo che questo si traduca in
riconoscimenti concreti, cioè in maggiori risorse. Il problema finanziario è
prioriario: gli aumenti di stipendi di docenti e personale tecnico sono automatici,
ma senza copertura finanziaria. Un'erosione dei fondi che va a discapito di
ricerca e didattica». Sulla stessa linea il rettore dell'Università di Torino
Ezio Pelizzetti, che apprezza l'introduzione della valutazione qualitativa per
l'assegnazione dei fondi ordinari e l'innalzamento dal 20 al 50 per cento delle
risorse da destinare al turn-over: «In ogni caso, anche per quanto riguarda i
concorsi, la tempistica è fondamentale: abbiamo più di 80 concorsi in sospeso,
tra ricercatori, associati e ordinari». Tagli ai corsi? «Ci saranno
probabilmente alcuni accorpamenti: razionalizzare è opportuno, in alcuni casi
la frammentazione è davvero troppa. Ma sul nostro ateneo l'influenza sarà
minima. La preoccupazione è più che altro per i criteri di assegnazione dei
fondi per i prossimi bilanci: sono previste riduzioni di 10-15 milioni di euro,
cifre davvero inquietanti. Il rischio di sforare con le spese di personale è
altissimo. Il turn over? Ne risentiranno di più gli atenei più giovani: noi,
con più di 2200 docenti, non avremo problemi». Tra timori e speranze anche il
rettore del Politecnico Francesco Profumo: «Speriamo di rientrare nei
paramentri che ci permetteranno di avere risorse aggiuntive, ma ci auguriamo
soprattutto che questo sia davvero soltanto il passo preliminare per una vera
riforma che dia stabilità ad un sistema fermo al 1980. Ci sono interventi
sicuramente positivi come i fondi per le borse di studio e le residenze
universitarie, ma l'aspettativa è alta soprattutto per i concorsi: ci sono migliaia
di ricercatori in attesa. Tagli ai corsi? Per ora è prematuro parlarne».
( da "Unita, L'" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Voti
in pagella e iscrizioni Oggi la circolare
Oggi la Gelmini firmerà la
circolare sulle iscrizioni a scuola e i voti in pagella. La firma sarà
preceduta dal confronto con i sindacati. Maestro unico per le prime classi elementari,
anticipi alla scuola dell' infanzia e primaria., tempo pieno ma senza
compresenza. E
per quanto riguarda le pagelle, voti al posto dei giudizi e voto
in condotta nella secondaria (con il 5 non si è ammessi all'anno
successivo). Anche l'esito dell'esame di terza media sarà espresso in decimi.
Inoltre, inglese potenziato alle medie se lo famiglie lo desiderano ma con il
vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso e avvio della
sperimentazione come disciplina autonoma di «Cittadinanza e Costituzione», che
avrà un monte ore definito e una valutazione a parte rispetto alle tradizionali
materie in pagella. Il settimanale dei consumatori* Il
giovedi` in edicola * 50 pagine * 2 euro * www.ilsalvagente.it Partono i nuovi
mutui Bce Ma convengono davvero? Meglio il netbooko il notebook? Test su 12
portatili Gara all'ultimo bit tra i pc piu` piccoli e leggeri, venduti in saldo
in questo periodo. Bonus famiglia: come richiederlo senza fare errori Dopo le
modifiche slittano i tempi ma non la sostanza. Che penalizza le famiglie. Il
ministro
( da "Unita, L'" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Only yes. Gelmini liquida il francese e lo spagnolo E 8.604 insegnanti Dopo il
maestro unico la Gelmini punta alla lingua unica. Addio per sempre allo studio del
francese, dello spagnolo e del tedesco. La scuola media della Gelmini deve «parlare» solo inglese e così propone - delegando alle
famiglie la scelta - la messa in liquidazione dall'istruzione pubblica
della seconda lingua comunitaria. Tremonti ha imposto i tagli in Finanziaria e
alla Gelmini non interessano le ricadute culturali per
gli studenti che considereranno morta la lingua di Stendhal, Goethe e
Cervantes. Fuori da subito oltre 3mila docenti inseriti nell'organico di fatto
delle scuole (assunti a settembre e licenziati a giugno), i cosidetti
«invisibili» mai stabilizzati. Ma a regime anche quelli di ruolo (5.604
persone) saranno costretti ad abbandonare le cattedre. Una mossa per
risparmiare 8.604 posti. L'inglese «monopolio» linguistico, esattamente come
aveva tentato di fare Letizia Moratti 5 anni fa con l'inglese pigliatutto, lasciando
facoltative le altre lingue straniere. Un provvedimento che va contro l'Europa
e i «suggerimenti» Ue sul multilinguismo. «L'azione dell'Unione europea è
intesa a sviluppare la dimensione europea dell'istruzione, segnatamente con
l'apprendimento e la diffusione delle lingue degli stati membri», si legge
all'art.165 del Trattato di Lisbona del 17 dicembre 2007 e ratificato
dall'Italia. E sul sito del commissario europeo al multilinguismo Leonard
Orban, è scritto: «Per lavorare insieme gli europei non possono fare a meno
delle lingue. L'apprendimento delle lingue favorisce la comprensione tra le
persone». Allora la Moratti fu costretta a fare retromarcia, per via della
tempesta in Europa messa in atto dagli ambasciatori europei. Ed oggi la storia
potrebbe ripetersi, con la Gelmini. L'Onda già viaggia
su Internet: quasi 5mila le petizioni sul sito
www.firmiamo.it/controlart25paridignitaallelinguestraniere. Con firme di
docenti di tutte le discipline, compresi quelli di inglese. In questi giorni le
ambasciate di Francia, Spagna, Germania, Austria sono inondate di e-mail. Una
relazione sul caso sarebbe arrivata anche alla Comunità europea. Al fianco dei
docenti ad imminente disoccupazione ci sono la Flc-Cgil, gli istituti di
cultura come il Goethe Institut, il Cervantes, nonchè le associazioni di
germanisti e ispanisti. In Europa si studiano 2 o 3 lingue In Italia invece
scatta la «condanna a morte lenta» della seconda lingua comunitaria. I genitori
che iscriveranno i figli alla prima media, potranno chiedere l'insegnamento
dell'inglese potenziato: 5 ore settimanali, utilizzando le attuali 2 ore della
seconda lingua comunitaria che le scuole potrebbero destinare anche
all'italiano per stranieri. È scritto all'art.5 comma 11 dello schema di
regolamento: «purchè nella scuola vi sia organico disponibile» e «non si crei
esubero» dei docenti della seconda lingua straniera. Gli insegnanti di ruolo di
francese sono 5.327, quelli di spagnolo 224 e di tedesco 53. «Negli ultimi 5
anni non è stato assunto un solo insegnante di seconda lingua in tutt'Italia -
sottolineano i prof di spagnolo Filippo Perini di Firenze e Giacomo Bartoletti
di Montecatini -. Dopo anni di sacrifici e promesse ora siamo un problema».
MARISTELLA IERVASI ROMA miervasi@unita.it
( da "Tirreno, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il ministro stamani
firma la circolare: iscrizioni fino al 28 febbraio Voti in decimi e più inglese
alle medie ROMA. Le iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010 (prime classi)
potranno essere fatte fino al prossimo 28 febbraio. Lo conferma
la circolare che firma oggi il ministro Gelmini. Circolare
che si articola su diversi punti, compresa la questione del maestro unico.
Scuola materna. Potranno iscriversi i bambini che compiono 3 anni entro il 31
dicembre 2009 e, in presenza di particolari condizioni (disponibilità posti,
esaurimento liste attesa), anche quelli che compiono i 3 anni entro il 30
aprile 2010. Le ore settimanali previste sono 40 (8 al giorno). A
richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a 50. Prosegue
l'esperienza delle "sezioni primavera" (bimbi dai 2 ai 3 anni).
Scuola primaria (elementari). Sono obbligati a iscriversi gli alunni che
compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi
anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile
2010. Per le prime classi sarà introdotto l'insegnante unico di riferimento che
avrà la responsabilità formativa dell'alunno. Al momento delle iscrizioni i
genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto
all'articolazione dell'orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli
di base. Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività
opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime
continuano gli attuali modelli orari e organizzativi. Secondaria di primo grado
(ex medie). Con l'iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari
di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40). Nel modello
a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della
lingua italiana. Le famiglie, inoltre, da quest'anno potranno, al momento dell'iscrizione
e con vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso, chiedere l'inglese
potenziato: 5 ore, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua
comunitaria. Secondaria di secondo grado (superiori). I nuovi ordinamenti
entreranno in vigore dal 2010-2011 con la revisione generale dell'offerta
formativa. Per il 2009-2010 sono confermati gli attuali percorsi. Obbligo di
formazione. L'obbligo di istruzione potrà essere assolto anche con la frequenza
dei percorsi di istruzione e formazione triennali avviati attraverso accordi
regionali. Voti e comportamento. I voti nelle singole discipline sono espressi
in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola
primaria sia nella secondaria di primo e secondo grado. Nella secondaria la
valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono
di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso
all'anno successivo. L'esito dell'esame di terza media è espresso in decimi.
Cittadinanza e Costituzione. L'insegnamento di "Cittadinanza e
costituzione" partirà come sperimentazione per poi entrare a regime nel
2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito e una
valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
L'Onda diventa risacca,
ma lascia un segno Pierfranco Pellizzetti A volte avere ragione non procura la
minima soddisfazione. Come qualche lettore ricorderà, nel novembre scorso
avanzavo forti timori che il movimento di studenti e docenti innescato dal
progetto di controriforma scolastica a firma del ministro Mariastella
Gelmini, autodenominatosi "Onda Anomala", fosse destinato a
rifluire rapidamente in risacca. Ora il progetto è diventato legge ma non è
dato udire neppure un brusio contrario. Di iniziative in cantiere di cui si
parli in giro c'è solo l'ipotesi di un sit-in all'Università La Sapienza per
protestare contro l'annunciata visita del presidente della Camera Gianfranco
Fini. Ma questa è tutt'altra cosa. È bastato - dunque - il rilassamento
post festivo o l'incombere di qualche sessione di esami per sedare la tempesta
dei mesi passati? Non sarà piuttosto che sono rapidamente venute al pettine le
fragilità delle premesse da cui l'Onda prendeva le mosse, la sua conclamata
apoliticità? Quella mancanza di categorie politiche (sia chiaro, niente a che
vedere con le vecchie appartenenze di partito) che ha immediatamente impedito
di cogliere i nessi reali, gli interessi in ballo e l'effettiva composizione
dello schieramento contrapposto. Per non parlare della totale mancanza di
innovazione organizzativa e comunicativa (il movimento ha piattamente ricopiato
vecchi modelli e stilemi, limitandosi ad aggiungervi di suo quell'ossessiva
riaffermazione della volontà di non schierarsi che lo rendeva inerme;
politicamente come rivendicativamente). Eppure quei giovani rappresentano un
chiaro segno di discontinuità rispetto all'indifferente apatia dei fratelli
maggiori, delle precedenti generazioni. Per ragioni d'ufficio, a dicembre, ho
avuto modo di incontrare i ragazzi delle nostre scuole e posso testimoniare che
spesso erano davvero magnifici: curiosi, intelligenti, critici. Merito
indubbiamente di professori e istituti che, in mezzo a incredibili difficoltà e
ristrettezze, continuano meritoriamente a fare il proprio mestiere. Però va
detto anche che tutto questo è stato possibile perché"la pasta" era
davvero buona; un materiale umano molto ricettivo. Ma che tradiva subito un
profondo smarrimento di fondo, estrema difficoltà a orientarsi. Un'ennesima
conferma dell'isolamento in cui è stata lasciata la scuola, che non trova
effettive alleanze al suo esterno. Lasciamo stare le famiglie, per lo più prova
vivente di quell'apatia (alla ricerca solo di scaricare le proprie
responsabilità) di cui si diceva. La vera defezione è della politica, venuta
meno al ruolo di agenzia d'avviamento alla partecipazione proprio nei confronti
dei cittadini e delle cittadine del futuro. Una politica che ormai si limita a
predisporre organigrammi e neppure riesce più a pensarsi come laboratorio delle
idee con cui governare la complessità della vita. Per non parlare dei cattivi
esempi che fornisce quotidianamente, tanto che le nuove generazioni
identificano l'impegno pubblico con lo scandaloso accaparramento di privilegi.
Da cui - giustamente - si ritraggono inorridite. Ora il fuoco di paglia
dell'Onda in risacca ci dice una cosa importantissima: questa generazione non è
in grado di farcela da sola. Messaggio che diventa corsa contro il tempo per
tutti quanti continuano ad avere a cuore, insieme alla sorte degli under,
l'idea di una politica democratica: l'appello a fare qualcosa. Un qualcosa che
significa inventare nuovi modi per fare società. Magari - per noi vecchietti -
imparando a navigare nei blog, visto che non possiamo obbligare i giovani a
frequentare i rituali stanchissimi del dibattito o del convegno. Imparando ad
ascoltare quello che hanno da dirci. Come nell'esperienza del Cep, poi dispersa
nelle burocrazie regionali, in cui i nipoti insegnavano ai nonni la navigazione
in Internet. Tutto questo si chiama politica. Vera. Non c'è tempo da perdere,
davanti a ragazze e ragazzi costantemente a rischio di cadere nelle trappole di
cui è disseminato il loro cammino. Dallo sballo con pasticche o fumi vari al
crescente fenomeno dell'alcolismo minorile. Al ritorno della moda
pericolosissima dell'assenzio, che sta diffondendosi tra i nostri maudits con i
brufoli. Pierfranco Pellizzetti (pellizzetti@ fastwebnet.it) è opinionista di
Micromega. 15/01/2009
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-01-15 - pag: 15 autore: Dall'Esecutivo 44
leggi sulle 45 approvate Governo pigliatutto in Parlamento Roberto Turno ROMA
Col 97,7 per cento delle leggi "targate Palazzo Chigi" e 10 voti di
fiducia già incassati, a una sola incollatura dal mini-primato conquistato da
Romano Prodi nei primi otto mesi della legislatura nel 2006, Silvio Berlusconi
e il suo Governo si confermano i veri mattatori in Parlamento. Ci sono (anche)
i numeri a sostegno del j'accuse di Gianfranco Fini. Numeri che dicono e non
dicono. Ma che, intanto, offrono interessanti chiavi di lettura, anche
scontando il fatto che i primi mesi di rodaggio di ogni legislatura riservano
un ruolo da primo attore al Governo, anche a causa dei regolamenti
parlamentari, in particolare alla Camera, che rendono difficile a qualsiasi
Esecutivo poter mettere in pratica il proprio programma. Come era stato
denunciato da Prodi nel 1996, poi da Berlusconi nel 2001, quindi ancora dal
Professore nel 2006 e ora nuovamente dal Cavaliere. E come inutilmente hanno
cercato di porre rimedio più presidenti della Camera dei deputati, da Luciano
Violante a Pier Ferdinando Casini. Di "Statuto dell'opposizione"e di
"certezza per il Governo di poter attuare il programma per cui è stato
eletto" ci sono tracce abbondanti e ripetute nei resoconti parlamentari.
Col Berlusconi quater, a dispetto della attuale maggioranza soverchiante del
centrodestra, all'attività parlamentare ordinaria nei primi otto mesi è stata
messa la sordina. Dopo la decima fiducia di ieri, ci sarà l'undicesima al
Senato entro il 28 gennaio, quando scadrà il Dl anti-crisi. «Ma noi abbiamo
rispettato le decisioni delle commissioni ed evitato i maxi emendamenti »,
risponde ora il Governo. E in parte è vero, a cominciare dall'abbandono della
prassi di Finanziarie di un solo articolo in più di 1.300 commi. Resta tuttavia
che su 45 leggi finora approvate, ben 44 sono di origine governativa: il 97,7%,
appunto. Solo una (la commissione antimafia) è di iniziativa parlamentare. Andò
meglio, ma di poco, a Romano Prodi: su 24 leggi, almeno 3 (indulto e le commissioni
rifiuti e antimafia), l'87,5% del totale, ebbero origine parlamentare. E
considerando l'anoressia di numeri del centro-sinistra in Parlamento, fu quasi
un successo. A caratterizzare l'attuale Governo è poi l'elevatissimo numero di
decreti tra le leggi approvate: ben 24, cui si accompagnano 14 ratifiche di
atti internazionali (nessuna con Prodi). In attesa del prossimo sì
all'anti-crisi, sono arrivate per decreto ( e con la fiducia) la manovra
triennale, Alitalia, la sicurezza, le misure sul potere d'acquisto delle
famiglie, la "riforma Gelmini"
dell'Università. Il grosso dell'attività di Governo sbarcata in Parlamento,
insomma. E per il futuro i calendari di Camera e Senato sono già ipotecati:
cinque Ddl collegati alla Finanziaria 2009 (federalismo, "legge
Brunetta", giustizia e Pa, lavoro sommerso, imprese), in attesa delle
altre riforme, a cominciare dalla giustizia. A maggio, quando il
Berlusconi quater compirà un anno, il Governo sarà sempre di più il mattatore
del Parlamento.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
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Il Sole-24 Ore sezione:
NORME E TRIBUTI data: 2009-01-15 - pag: 37 autore: Istruzione. Oggi la
circolare sull'iscrizione all'anno di avvio del maestro unico La scuola
scommette su più inglese e italiano Le scelte ampie per le famiglie fanno i
conti con le risorse Luigi Illiano ROMA Più scelta sul tempo che i ragazzi
potranno trascorrere a scuola e debutto del maestro unico nelle classi prime
delle elementari. Sono queste le novità di maggior rilievo contenute nella
circolare sulle iscrizioni al 2009/10 che sarà emanata oggi, secondo quanto
annunciato dal ministero dell'Istruzione. Quest'anno il termine per le
iscrizioni è stato spostato dal tradizionale 31 gennaio al 28 febbraio. è
l'appuntamento fisso che detta le istruzioni operative e, soprattutto, informa
le famiglie sulle opzioni possibili per il prossimo anno scolastico,
caratterizzato dalle novità introdotte dal titolare di Viale Trastevere,
Mariastella Gelmini. Le quindici pagine della circolare saranno presentate questa
mattina ai sindacati per il consueto confronto e, sempre secondo quanto
comunicato ieri da Viale Trastevere, subito dopo ci sarà la diffusione
ufficiale del testo. Va sottolineato che l'intera applicazione della circolare
dovrà fare i conti con il numero di insegnanti che saranno assegnati alle singole
scuole. Alla scuola dell'infanzia potranno essere iscritti i bambini che
compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009. E, in caso di disponibilità dei
posti, anche i bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010. Le ore
previste sono 40 (otto quotidiane). Su richiesta, e in base alle disponibilità,
si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore. O ridurle a 25. Restano
confermate le "sezioni primavera" per i bimbi dai due ai tre anni. La
primaria (elementare) accoglierà gli alunni che compiranno i sei anni entro il
31 dicembre 2009. Sarà garantito l'anticipo ai bambini che compiranno sei anni
entro il 30 aprile 2010. Per le prime classi sarà introdotto «l'insegnante
unico di riferimento» . Ci saranno, poi, gli insegnanti di inglese, religione
e, laddove previsto, di sostegno. I genitori potranno scegliere, per le
iscrizioni alle classi prime, le preferenze rispetto all'orario settimanale a
24 o 27 ore, intesi come " modelli di base". Sarà possibile scegliere
anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore ( tempo
pieno). Le classi successive alle prime continueranno secondo l'organizzazione
già in atto. Nella scuola media le famiglie potranno optare tra i modelli
orario di 30 ore settimanalio di tempo prolungato a 36 ore (che può essere
esteso fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento
curriculare e una di potenziamento della lingua italiana. Da quest'anno i
genitori potranno – con vincolo di non cambiare scelta per l'intera durata
delle medie –chiedere l'inglese potenziato: cinque ore di inglese, al posto
delle tre di inglese più due di una seconda lingua comunitaria. Per le
superiori resterà tutto invariato: il debutto dei nuovi licei, istituti tecnici
e professionali è slittato al 2010/ 11.L'obbligo di istruzione potrà essere
assolto anche iscrivendosi ai percorsi triennali di istruzione e formazione
promossi dalle Regioni. Il Miur ricorda che tornano i voti nelle elementari e
nelle medie. Anche se la decisione dovrà essere perfezionata attraverso un regolamento.
Nel 2009/10 partirà l'insegnamento sperimentale di «Cittadinanza e
Costituzione».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-01-15 - pag: 37 autore: Cosa prevederà la
circolare Scuola dell'infanzia Le iscrizioni alle scuole sono aperte per i
bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 Possono iscriversi anchei
bambini che compiono tre anni entro il 30 aprile 2010, ma solo in presenza di
determinate condizioni nelle scuole (valea dire la disponibilità di postio
l'esaurimento di eventuali liste di attesa) Sono previste 40 ore settimanali
(otto giornaliere) con la possibilità, da parte dei genitori,di prolungare
l'orario fino a 50 ore settimanali Continua l'esperienza delle «sezioni
primavera» peri bambini dai due ai tre anni Scuola primaria Ritorna il maestro
unico per le prime classi I voti sono espressi in decimi Obbligo di iscrizione
peri bambini che compiono sei anni entro il 31 dicembre 2009 Possono iscriversi
anchei bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010 I genitori, al
momento dell'iscrizione,possono esprimere le preferenze tra due modelli:uno di
24 e l'altro di 27 ore Le famiglie possono scegliere anche un modello di 30 ore
o il tempo pieno (40 ore) Per le classi successive alla prima continuano i
modelli in corso Scuola secondaria di 1Úgrado Le famiglie possono scegliere tra
i modelli orari di 30 e36 ore (prolungabili fino a 40) Il modello di 30 ore
prevede un'ora di potenziamento della lingua italiana Per gli studenti c'è la
possibilità di richiedere «l'inglese potenziato»:cinque ore totali di inglese
(e non tre di inglese e due di un'altra lingua straniera) I voti sono espressi in decimi Il voto in condotta è
espresso in decimi: gli alunni con il 5 non possono essere ammessi all'anno
successivo L'esito dell'esame conclusivo (terza media) è espresso in decimi
Scuola secondaria di 2Úgrado L'obbligo di istruzione può essere assolto anche
con la frequenza di corsi di formazione triennale avviati con accocrdi
regionali I voti delle singole discipline sono espressi in decimi Il voto in condotta è espresso in decimi. Gli alunni con il 5
non saranno ammessi all'anno successivo Parte la sperimentazione della
disciplina «cittadinanzae costituzione» che entrerà a regime nell'anno
scolastico 2010/2011 Le riforme in questo caso entreranno in vigore dall'anno
scolastico 2010/2011. Per questo anno rimangono i modelli previsti dagli
attuali ordinamenti
( da "Corriere della Sera" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2009-01-15 num: - pag: 38 autore: di
GIUSEPPE DE RITA categoria: REDAZIONALE UN'OCCASIONE PER LA
GELMINI Nella scuola può tornare l'orgoglio E' opinione corrente che le ultime
vicende parlamentari abbiano coronato le opzioni più impegnative del ministro Gelmini e certificato una sua indubitabile credibilità politica. Si può
pensare allora, in questa positiva condizione, che alla dinamica legislativa
possa seguire un adeguato impegno organizzativo della macchina scolastica,
addirittura un rilancio del suo «orgoglio istituzionale». Le opzioni politiche
e le leggi non bastano quando si deve governare il sistema scolastico,
occorrono responsabilità organizzative ben disegnate e personale ben motivato.
Per anni invece ci siamo divisi su ipotesi di riforma o su faticosi compromessi
corporativi, evitando la banale verità che senza rinnovamento organizzativo
nessuna riforma, anzi nessuna politica, è possibile. Così, in decenni in cui in
altri campi trionfava la parola «governance», nella scuola le prassi di governo
diventavano sempre meno incisive: nella programmazione e nella manutenzione
dell'edilizia scolastica; nella gestione didattica dei singoli istituti (e
spesso delle singole classi); nelle politiche del personale a tutti i livelli;
nella regolazione delle sfere di autonomia e di partecipazione; nella difesa
dei controlli ispettivi; nella promozione dei rapporti fra scuola e territorio;
nel governo della stessa alta amministrazione. E così abbiamo avuto una
disarticolazione organizzativa che ha progressivamente intristito i tanti che
avevano ragionato di «istituzione scolastica» cioè di una concezione unitaria e
prestigiosa del sistema. Quanta gente frustrata, a tal proposito, abbiamo
incontrato negli ultimi anni: dirigenti centrali demotivati e con sempre minore
potere; presidi e direttori didattici lasciati alla propria buona volontà;
ispettori scolastici senza più ruolo; personale insegnante magari
sindacalizzato ma senza riconoscimento sostanziale del proprio lavoro; per non
parlare della tragica situazione di esperti, ricercatori, programmatori,
valutatori esclusi da ogni responsabilità reale. Sarà bene che il ministro Gelmini dia un occhio attento a questo complessivo e diffuso
disagio ed avvii una politica di revisione organizzativa e di valorizzazione
istituzionale. Non basterà comunque, come qualcuno nel passato si è illuso che
bastasse, effettuare conferenze nazionali, grandi conventions, ambiziosi
progetti di alta formazione; occorrerà invece lavorare segmento per segmento:
confrontarsi con i presidi e i direttori didattici, rilanciare il corpo
ispettivo, magari in parallelo con la messa a punto di nuovi meccanismi di
valutazione; mettere in movimento le sedi periferiche dell'amministrazione per
rinforzare il rapporto fra scuola e territorio; mettere finalmente a fuoco le
responsabilità dell'alta dirigenza; rilanciare in tutti gli operatori del
settore un alto livello di senso e di appartenenza istituzionale. In fondo
abbiamo tutti la sensazione che, per superare la sua attuale crisi, la scuola
va ricostruita dalle fondamenta; una opzione che vale non solo in termini
strutturali, (ripartire cioè dall'edilizia, dalla scuola dell'infanzia, dalla
scuola elementare), ma anche e specialmente in termini di basilare organizzazione
della macchina. è questo il momento di esercitarla. \\ Non basteranno le
conferenze nazionali, occorrerà lavorare segmento per segmento: confrontarsi
con i presidi e i direttori, rilanciare negli operatori del settore un alto
livello di appartenenza. In fondo tutti hanno la sensazione che, per superare
la crisi, la scuola vada rifatta in termini di basilare organizzazione della
macchina. è questo il momento di operare
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
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Pagina 16 - Cronaca
La circolare sarà firmata oggi dal ministro Gelmimi Scuola, ecco le date per
iscriversi ma il tempo pieno è a rischio Il termine ultimo è il 28 febbraio.
Confermato il maestro unico di riferimento MARIO REGGIO ROMA - Dopo il
regolamento la circolare. La firmerà stamattina il ministro
Mariastella Gelmini. Si parte dalle iscrizioni alle prime classi per l´anno
scolastico 2009/2010. Il termine ultimo è il 28 febbraio 2009. La circolare
riguarda tutti gli ordini di studio dalla materna alle superiori. Confermato il
"maestro unico di riferimento" per la scuola primaria, un tempo
elementare. I modelli base sono le 24 o le 27 ore a settimana, ma le
famiglie potranno scegliere anche le 30 o il tempo pieno a 40 ore. Ma la
circolare non precisa "se le disponibilità di organico lo
permettono". Con le decine di migliaia di tagli in arrivo per la scuola,
il tempo pieno diventa sempre più problematico. Per le classi successive alla
prima elementare "continuano i modelli orari e organizzativi in
atto", recita la circolare. Omettendo di precisare, che le ore di
compresenza delle due insegnanti nel tempo pieno sono state cancellate in nome
della razionalizzazione e dei risparmi.
( da "Repubblica, La" del 15-01-2009)
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Pagina 7 - Interni
Ma Gianfranco resta in trincea "è in gioco il mio futuro politico" Ed
è intesa con Napolitano sulla difesa del Parlamento Nasce un correntone dei
suddisti del Pdl, in 72 vanno da Berlusconi CLAUDIO TITO ROMA - La pace è
ancora lontana. Lo scontro tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi non si
ferma. E il presidente della Camera, per frenare il premier, gioca anche la
carta "istituzionale". Sale sul Quirinale e riferisce quel che è
successo martedì scorso dopo la richiesta di fiducia del governo. L´inquilino
di Montecitorio cerca insomma l´appoggio del Colle e lo ottiene. Del resto,
Giorgio Napolitano è da sempre uno strenuo difensore della «centralità del
Parlamento». Anche in occasione dell´incontro natalizio con le alte cariche
dello Stato aveva puntato l´attenzione sul ruolo delle Camere. La sintonia tra
i due è ormai una costante di questa legislatura. Anche le proposte
"finiane" sulla giustizia sono state in parte il frutto del confronto
con il presidente della Repubblica. Ieri allora per il capo di An, l´incontro
con il capo dello Stato ha rappresentato in primo luogo un´arma difensiva. Gli
affondi di Palazzo Chigi non sono mancati. Come quelli della Lega e di quel
"partito del nord" che nella maggioranza sta quotidianamente
schierando le sue truppe. Il chiarimento tra il Cavaliere e Fini, dunque, pure
ieri non c´è stato. I due non si sono visti e nemmeno parlati al telefono. In
aula, anzi, si sono accuratamente evitati. «I problemi - ripeteva ieri il
leader di Alleanza nazionale - restano tutti». «E - spiega uno che conosce
entrambi come il segretario del Pri, Francesco Nucara - sono di natura
politica, non tecnica». A cominciare dalla definizione del Pdl. Un appuntamento
che per gli uomini di Via della Scrofa sta diventando un vero e proprio incubo.
Tanto da metterne in discussione la data, ossia il 27 marzo. «Non c´è nulla di
fissato», si sgolava ieri Ignazio La Russa. I fedelissimi di Fini invocano un
intervento politico da parte del loro leader. L´equilibrio su cui viene
costruito il Popolo delle libertà, a loro giudizio, è infatti troppo
sbilanciato su Forza Italia. Ma soprattutto non esiste al momento una carica da
affidare al presidente della Camera. Che rischia di restare fuori dalla
"corsa" per la leadership del prossimo decennio. Nei giorni scorsi,
proprio l´inquilino di Montecitorio spiegava: «Io so bene che non figuro nella
linea di successione stabilita da Berlusconi. Devo puntare sul partito per
giocare le mie chance». E, appunto, adesso ha iniziato a giocarle. Tanto che
dalle parti di Via dell´Umilità, la sede del Pdl, è tornata a circolare
l´ipotesi di istituire un ruolo ad hoc per Fini. Forse di rappresentanza nelle
sedi internazionali. Ma allo stato tutto resta nebuloso. Per il Cavaliere, al
contrario, «tutto è chiaro». La tela tessuta dall´alleato sta diventando troppo
fitta. Più che assecondarlo, allora, lo ignora. Parla con Umberto Bossi per
placarlo. Ma non lui. Discute con i parlamentari medridionali, ma non con lui.
«Perché è lui che si cerca i problemi, non glieli determino io». Nelle
dichiarazioni pubbliche lo ha quasi provocato. Perché l´applauso alla sua
funzione «super partes» va interpretata proprio come l´esclusione dalla futura
guida del centrodestra: «è "super partes" , quindi non può essere il
leader del Pdl». Ma soprattutto il premier non riesce a capire le questioni
sollevate dagli esponenti di An. «Cavillano sullo statuto. Mi parlano di
probiviri e poi vengo sapere che si tratta di un tribunale interno. Dovrei
avere a che fare con i tribunali anche nel mio partito?». Per di più nella
singolar tenzone tra i due big della maggioranza, si è infilato Umberto Bossi.
Che capeggia il fronte "nordista" della coalizione cui adesso si sta
opponendo quello "sudista". I ministri di Forza Italia, convocati a
Via del Plebiscito, ieri invitavano il Cavaliere a riprendere il rapporto con
Fini. Ma lui replicava: «Non mi preoccupa Gianfranco, mi preoccupa Umberto.
Fino alle europee non la smetterà». E già, perché il premier continua a
considerare la Lega l´unico alleato con cui davvero fare i conti. Tant´è che ha
convocato il Senatur per tranquillizzarlo. Anche se i dossier aperti
continuamente dal Carroccio ormai stanno diventando una via crucis per la
maggioranza. In particolare per gli eletti nelle regioni meridionali. Che
cominciano a fremere. Il federalismo, gli immigrati, Alitalia, i fondi per le
aree sottoutilizzate: temi sollevati dal Carroccio e poi sostenuti
da ministri come Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini o da
"big" del Pdl come Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Un
"correntone" che ha costretto gli esponenti del Mezzogiorno a
organizzarsi nello stesso modo. Non a caso mentre ieri parlava con Bossi, quasi
contemporaneamente ha dovuto ricevere 72 parlamentari "sudisti"
guidati dal ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, con
l´unico obiettivo di garantire su un programma «concreto» che ribilanci i fondi
a favore del meridione. Un gioco di equilibrismo che dovrà andare avanti ancora
per molto tempo.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
A
scuola si cambia Voti in decimi e maestro unico La circolare Gelmini La firma del
ministro Mariastella Gelmini è attesa per
oggi, poi la circolare sulla scuola diventerà operativa. Ecco le principali novità,
fra cui il termine per l'iscrizione alle prime classi (28 febbraio), il maestro
unico, più inglese alle medie e i voti in decimi. SERVIZIO >> 5 15/01/2009
( da "Repubblica.it" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA - La pace è
ancora lontana. Lo scontro tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi non si
ferma. E il presidente della Camera, per frenare il premier, gioca anche la
carta "istituzionale". Sale sul Quirinale e riferisce quel che è
successo martedì scorso dopo la richiesta di fiducia del governo. L'inquilino
di Montecitorio cerca insomma l'appoggio del Colle e lo ottiene. Del resto,
Giorgio Napolitano è da sempre uno strenuo difensore della "centralità del
Parlamento". Anche in occasione dell'incontro natalizio con le alte
cariche dello Stato aveva puntato l'attenzione sul ruolo delle Camere. La
sintonia tra i due è ormai una costante di questa legislatura. Anche le
proposte "finiane" sulla giustizia sono state in parte il frutto del
confronto con il presidente della Repubblica. Ieri allora per il capo di An,
l'incontro con il capo dello Stato ha rappresentato in primo luogo un'arma
difensiva. Gli affondi di Palazzo Chigi non sono mancati. Come quelli della
Lega e di quel "partito del nord" che nella maggioranza sta
quotidianamente schierando le sue truppe. Il chiarimento tra il Cavaliere e
Fini, dunque, pure ieri non c'è stato. I due non si sono visti e nemmeno
parlati al telefono. In aula, anzi, si sono accuratamente evitati. "I
problemi - ripeteva ieri il leader di Alleanza nazionale - restano tutti".
"E - spiega uno che conosce entrambi come il segretario del Pri, Francesco
Nucara - sono di natura politica, non tecnica". A cominciare dalla
definizione del Pdl. Un appuntamento che per gli uomini di Via della Scrofa sta
diventando un vero e proprio incubo. Tanto da metterne in discussione la data,
ossia il 27 marzo. "Non c'è nulla di fissato", si sgolava ieri
Ignazio La Russa. I fedelissimi di Fini invocano un intervento politico da
parte del loro leader. L'equilibrio su cui viene costruito il Popolo delle
libertà, a loro giudizio, è infatti troppo sbilanciato su Forza Italia. Ma
soprattutto non esiste al momento una carica da affidare al presidente della
Camera. Che rischia di restare fuori dalla "corsa" per la leadership
del prossimo decennio. Nei giorni scorsi, proprio l'inquilino di Montecitorio
spiegava: "Io so bene che non figuro nella linea di successione stabilita
da Berlusconi. Devo puntare sul partito per giocare le mie chance". E,
appunto, adesso ha iniziato a giocarle. Tanto che dalle parti di Via
dell'Umilità, la sede del Pdl, è tornata a circolare l'ipotesi di istituire un
ruolo ad hoc per Fini. Forse di rappresentanza nelle sedi internazionali. Ma
allo stato tutto resta nebuloso. Per il Cavaliere, al contrario, "tutto è
chiaro". La tela tessuta dall'alleato sta diventando troppo fitta. Più che
assecondarlo, allora, lo ignora. Parla con Umberto Bossi per placarlo. Ma non
lui. Discute con i parlamentari medridionali, ma non con lui. "Perché è
lui che si cerca i problemi, non glieli determino io". Nelle dichiarazioni
pubbliche lo ha quasi provocato. Perché l'applauso alla sua funzione "super
partes" va interpretata proprio come l'esclusione dalla futura guida del
centrodestra: "È "super partes" , quindi non può essere il
leader del Pdl". Ma soprattutto il premier non riesce a capire le
questioni sollevate dagli esponenti di An. "Cavillano sullo statuto. Mi
parlano di probiviri e poi vengo sapere che si tratta di un tribunale interno.
Dovrei avere a che fare con i tribunali anche nel mio partito?". Per di
più nella singolar tenzone tra i due big della maggioranza, si è infilato Umberto
Bossi. Che capeggia il fronte "nordista" della coalizione cui adesso
si sta opponendo quello "sudista". I ministri di Forza Italia,
convocati a Via del Plebiscito, ieri invitavano il Cavaliere a riprendere il
rapporto con Fini. Ma lui replicava: "Non mi preoccupa Gianfranco, mi
preoccupa Umberto. Fino alle europee non la smetterà". E già, perché il
premier continua a considerare la Lega l'unico alleato con cui davvero fare i
conti. Tant'è che ha convocato il Senatur per tranquillizzarlo. Anche se i dossier
aperti continuamente dal Carroccio ormai stanno diventando una via crucis per
la maggioranza. In particolare per gli eletti nelle regioni meridionali. Che
cominciano a fremere. Il federalismo, gli immigrati, Alitalia, i fondi per le
aree sottoutilizzate: temi sollevati dal Carroccio e poi sostenuti
da ministri come Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini o da
"big" del Pdl come Roberto Formigoni e Letizia Moratti. Un
"correntone" che ha costretto gli esponenti del Mezzogiorno a
organizzarsi nello stesso modo. Non a caso mentre ieri parlava con Bossi, quasi
contemporaneamente ha dovuto ricevere 72 parlamentari "sudisti"
guidati dal ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, con
l'unico obiettivo di garantire su un programma "concreto" che
ribilanci i fondi a favore del meridione. Un gioco di equilibrismo che dovrà
andare avanti ancora per molto tempo. (15 gennaio 2009
( da "Sestopotere.com" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
Riforma della
scuola, Regione Vento chiede al ministro Gelmini più
autonomia (15/1/2009 10:41) | (Sesto Potere) - Venezia - 15 gennaio 2009 - “Con
il Presidente Giancarlo Galan stiamo seguendo la questione relativa al futuro
dell?Ufficio scolastico regionale e della permanenza della dottoressa Carmela
Palumbo”. E? l?assessore regionale all?Istruzione, Formazione e Lavoro Elena
Donazzan a dirlo aggiungendo che “la Regione del Veneto, negli ultimi anni, ha
certamente voluto aumentare il proprio ruolo ed il peso relativo nei confronti
della scuola, che non è più vista solo come espressione del governo centrale,
ma sempre di più come elemento strategico per la crescita e lo sviluppo del
territorio”. “In un momento importante per la scuola - sottolinea Donazzan -
come quello che stiamo vivendo, la scelta della nostra Regione, con la presenza
attiva del proprio Presidente, è un chiaro segnale di quanto intendiamo
investire e credere nel sistema della scuola veneta”. “Vogliamo - afferma
l?assessore regionale - che questa scuola affronti il momento di cambiamento e
di innovazione, accompagnata e supportata dalla capacità di governo delle
politiche regionali, per offrire ai nostri studenti, alle nostre famiglie, al
territorio ed alle nostre imprese, le occasioni formative e professionali
all?altezza delle aspettative di una società come la nostra”. “Ho confermato al
ministro Mariastella Gelmini, proprio in queste ore –
prosegue - la nostra intenzione di partecipare alle scelte che riguarderanno la
scuola nel Veneto, a partire dall?anticipazione della Riforma sull?istruzione
tecnica e della programmazione dell?offerta formativa sul territorio, ivi
comprese le scelte dirigenziali”. “Il Veneto - conclude l?assessore Donazzan -
è una regione di grandi eccellenze nella scuola proprio per l?azione diretta,
anche attraverso il coinvolgimento degli enti locali (che avranno sempre più
bisogno della credibilità e della forza delle Regioni) e del nostro sistema
formativo”.
( da "Sicilia, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
università, una non-riforma Ora che il decreto Gelmini è
diventato legge dello Stato, quasi sorprendentemente, considerato i tumulti dei
mesi scorsi, di certo un decreto non può essere considerato Riforma
Universitaria. Gli interventi tecnico-ragioneristici del decreto non possono
essere risolutivi ed esaustivi di un settore così complesso e variegato quale
l'insieme universitario, perché se così fosse non potrebbe essere colto
un risultato positivo che è inevitabilmente somma di una serie di sinergie che
si integrano vicendevolmente. In questa direzione si può iniziare a preparare
il terreno per una vera Riforma. Le tante problematiche esistenti, già da
troppo tempo, meriterebbero opportune e lungimiranti ritocchi, delle utili
potature, non stravolgenti trapianti. Sarebbe utile cominciare ad individuare
quali sono le acque sporche da eliminare lasciando in essere, specie in un
settore delicato come la cultura, le sole cose utili e valide. L'elenco delle
cose da eliminare è lungo. Ognuno è libero di individuarle dando priorità ad
una cosa rispetto ad un'altra. Noi preferiamo puntare l'attenzione su un dato
chiaro, eclatante, sicuramente patologico, che dice, secondo noi, tutto il
malessere dell'Università. Un dato pesante che alimenta discredito e la
disistima di cui gode l'università in generale, isole d'eccellenza a parte. Un
dato che nemmeno una università statatilista può accettare, figurarsi una
aziendalista. Che significa infatti che soltanto 45 studenti su 100 arrivano
alla laurea? Perché questa falla che le statistiche evidenziano ogni anno? A
chi giova questa bolla numerica artificiosa, apparentemente ininfluente sulla
condizione complessiva dell'università, ma che, probabilmente, fa aumentare a
dismisura costi, docenze, corsi, e quanto altro a discapito della buona formazione?
E poi come può essere immaginabile consentire a qualcuno di «parcheggiare»
all'università in attesa di trovare una occupazione? Come mai non esiste un
meccanismo di automatica espulsione? Perché del fenomeno se ne parla come se
fosse estremamente marginale? Altre «perle» si possono aggiungere all'elenco
delle cose che non vanno. Tra le più odiose il fenomeno del marketing
universitario che è venuto a demolire la sana pedagogia della crescita
personale oltre che culturale, figlia della sana visione che premi, punizioni e
sacrifici camminano assieme. Così l'Università, al pari di qualsiasi azienda,
porta sottocasa del consumatore/cliente i propri corsi, dimenticando la sua
funzione primaria di crescita personale e subito dopo culturale e
professionale. Saremmo così categorici fino al punto di affermare che la buona
Università andrebbe fatta lontano da casa, altro che sottocasa. Non sono poche
le esperienze proficue in questo senso. Gestirsi, organizzarsi, confrontarsi
con altri ambienti spesso risulta più stimolante e più producente, anche sotto
il profilo del lavoro. La lotta agli sprechi andrebbe spinta sino alla
eliminazione dei corsi di tre, quattro studenti. Salvo Marino
( da "Sicilia, La" del 15-01-2009)
Argomenti: Scuola
I CONTENUTI DELLA
CIRCOLARE PER LE ISCRIZIONI 2009-2010 Roma. Le iscrizioni per l'anno scolastico
2009-2010 (prime classi) potranno essere fatte fino al prossimo 28 febbraio. Lo
conferma la circolare che il ministro Gelmini si appresta a firmare. Circolare che si articola su diversi
punti, compreso il maestro unico. SCUOLA MATERNA. Potranno iscriversi i bambini
che compiono 3 anni entro il 31 dicembre 2009 e, in presenza di particolari
condizioni (disponibilità posti, esaurimento liste attesa), anche quelli che
compiono i 3 anni entro il 30 aprile 2010. Le ore settimanali previste
sono 40 (8 al giorno). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà
arrivare fino a 50. Prosegue l'esperienza delle 'sezioni primaverà (bimbi dai 2
ai 3 anni). SCUOLA PRIMARIA (ELEMENTARI). Sono obbligati a iscriversi gli
alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi
anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile
2010. Per le prime classi sarà introdotto l'insegnante unico di riferimento che
avrà la responsabilità formativa dell'alunno. Al momento delle iscrizioni i
genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto
all'articolazione dell'orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli
di base. Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività
opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno). Per le classi successive alle prime
continuano gli attuali modelli orari e organizzativi. SECONDARIA DI PRIMO GRADO
(EX MEDIE). Con l'iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari
di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40). Nel modello
a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della
lingua italiana. Le famiglie, inoltre, da quest'anno potranno, al momento
dell'iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l'intero corso,
chiedere l'inglese potenziato: 5 ore, anzichè 3 di inglese più 2 di una seconda
lingua comunitaria. SECONDARIA DI SECONDO GRADO (SUPERIORI). I nuovi
ordinamenti entreranno in vigore dal 2010-2011 con la revisione generale
dell'offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati gli attuali percorsi.
OBBLIGO DI FORMAZIONE. L'obbligo di istruzione potrà essere assolto anche con
la frequenza dei percorsi di istruzione e formazione triennali avviati
attraverso accordi regionali. VOTI E COMPORTAMENTO. I voti nelle singole
discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza)
sia nella scuola primaria sia nella secondaria di primo e secondo grado. Nella
secondaria la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori
a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è
ammesso all'anno successivo. L'esito dell'esame di terza media è espresso in
decimi. CITTADINANZA E COSTITUZIONE. L'insegnamento di «cittadinanza e
costituzione» partirà come sperimentazione per poi entrare a regime nel
2010-2011. La disciplina avrà dal 2009-2010 un monte ore definito e una
valutazione a parte per le scuole che aderiranno alla sperimentazione.
( da "Sicilia, La" del 15-01-2009)
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Pioggia dal tetto,
scuola koPedara. Elementari di piazza Don Bosco chiuse sino a venerdì s. g. la
punta. Convegno sull'educazione alla guida c.d.m.) Un importante convegno si
terrà a San Giovanni La Punta domani sull'educazione alla guida per la
sicurezza stradale a cura del Fmi, in collaborazione con l'Itis
"Ferraris" (referente il prof. Filippo Cristalli) e col patrocinio
del Comune. Presenteranno la prima "Giornata della moto sicura" Luigi
Mamone e Domenico Sotera, dirigenti nazionali della Federazione motociclistica
italiana. L'incontro, che si terrà nell'aula magna del Polivalente di via
Motta, a partire dalle 9,15, si avvarrà del prezioso contributo di Filippo
Cristalli docente all'Istituto industriale "Galileo Ferrarsi" che
parlerà di "Patentino e Scuola", della psichiatra Rosaria La Licata
dell'Asl 3 che affronterà l'argomento: "Medicina. Lo stato d'ebbrezza, le
conseguenze psicofisiche dell'alcool e degli stupefacenti sul guidatore".
Sulle "Statistiche della Federmoto, dipartimento sicurezza stradale"
si soffermerà Francesca Marozza (Fmi) e di "Conseguenze sulla famiglia
della vittima" parlerà l'attore Enrico Guarneri con una testimonianza
personale. Il comandante della Polizia municipale puntese Giuseppe Spampanato
illustrerà "Le sanzioni previste dal codice della strada"; esponenti
della Misericordia parleranno del "Primo soccorso", mentre il
meccanico Ezio Calzona del "Controllo preventivo della moto". E
ancora: "La Posizione di guida, la differenza fra i modelli, il bagnato,
l'impatto, i trucchi per salvarsi la vita" sarà l'argomento affrontato
dall'istruttore Domenico Sotera; Fabio Larceri, vicepresidente nazionale Fme
parlerà infine del Settore tecnico federale e dei club in Italia". A
conclusione del Convegno sarà eletta la Miss che sarà la Testimonial 2009 della
Federazione Motociclistica Italiana. S. G. LA PUNTA. Festa dell'eccellenza al
Polivalente c.d.m.) Pubblico delle grandi occasioni alla "Festa
dell'Eccellenza" celebrata all'Auditorium del Polivalente di San Giovanni
La Punta. Presenti fra gli altri, il viceprovveditore agli Studi Catania,
Beniamino Rametta, il sindaco, Andrea Messina, l'assessore alla Pi, Giovanna
Scalia, il comandante della Pm, Giuseppe Spampanato, il sindaco di Trecastagni,
Giuseppe Messina, il presidente del Consiglio d'Istituto del Majorana, Sergio
Fisicaro, il presidente Maurizio D'Agata, il corpo docenti e il personale Ata. Dopo un ampio excursus sulla riforma Gelmini e su
quelle precedenti, spesso contraddittorie, il preside Filippo Virzì,
coordinatore responsabile del Polivalente, si è soffermato sulle motivazioni
della Festa dell'Eccellenza. "Oggi i media - ha detto - non perdono
occasione per mettere in evidenza le negatività della scuola: atti di bullismo,
strutture fatiscenti, tasso di abbandono o di insuccesso scolastico. Ma
trascurano i veri valori rappresentati dai tanti ragazzi che studiano ottenendo
brillanti risultati e notevoli competenze. Noi vogliamo riconoscere i loro
meriti - ha evidenziato -, complimentarci con questi giovani, futuri dirigenti
della società del domani, affinché tutti gli studenti possano seguire il loro
esempio." Beniamino Rametta si è soffermato sul ruolo dalla scuola nella
società di oggi. "La scuola - ha esordito - è la cartina di tornasole, la
cassa di risonanza dei problemi della società. Educare in un'epoca di crisi dei
valori, in cui l'egoismo, l'affermazione di se stessi, il materialismo, la tv
trash deviano i giovani dalla retta via, offrendo loro modelli ingannevoli di
vita, non è certo facile ma l'impegno quotidiano dei docenti e degli operatori
scolastici resta un punto fermo. Bisogna credere nella funzione educatrice
della scuola", ha concluso. E non ha risparmiato parole di elogio nei
confronti del dirigente Virzì per le ottime qualità manageriali dimostrate
nella gestione del "Majorana" e nel coordinamento della complessa
struttura del Polivalente. Hanno preso la parola anche l'ex preside in pensione,
Giovanni Vecchio, ed ex allievi del Liceo, oggi professionisti affermati nella
società, giudici, avvocati, imprenditori, ingegneri, direttori di banca,
ricercatori nucleari, i quali hanno dato testimonianza delle loro esperienze
lavorative. Significativo il momento centrale della cerimonia in cui sono stati
consegnati pergamene e premi vari ai centisti e agli alunni che hanno fatto
registrare brillanti risultati nell'anno scolastico 2007/2008. Ai due centisti
con lode, Silvia Motta e Rossella Caruso (nella foto), sono stati consegnati
due assegni di mille euro ciascuno. Consegnate anche le pergamene ai
partecipanti dei corsi Ifts, finanziati dall'Ue, molti dei quali già laureati,
a riconoscimento dell'impegno e dell'assiduità nella frequenza delle ottocento
ore delle lezioni specialistiche, conclusesi con lo stage formativo a Los
Angeles. Un ruolo importante nell'organizzazione della festa ha avuto il
vicepreside, Antonio Travaglianti.
( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-16 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE
Scuola Molti prof non sanno come regolarsi. I presidi:
mancano circolari da Roma Tornano le pagelle con i voti, è rischio caos Le
nuove pagelle? Fanno già discutere. E pure litigare. Al centro dello scontro i
voti in decimi al posto dei giudizi già dalle elementari. «E nessuna circolare
dal ministero», accusano i presidi. Così ognuno fa di testa propria. C'è
chi ha deciso «di rimandare il tutto a giugno». Chi accompagnerà «i voti a un
giudizio globale». E chi, ancora, non scenderà «sotto il cinque». In sintesi:
«è la confusione totale». Un'altra incognita che turba i dirigenti è il voto in condotta. E, su questo punto, i più agguerriti sono
i sindacati: «Siamo in allarme per le troppe incertezze». Perché si torna
indietro. «Di oltre trent'anni». A PAGINA 6 Argentieri e Sacchi
( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
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Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-16 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE La protesta Galleria, volantini e fumogeni degli studenti «180
volte No». No alla legge Gelmini. No alla
riforma dell'università. Gli studenti sono scesi, ancora una volta, in piazza
per dire: «No». «Voi approvate noi blocchiamo», recita parte dello striscione
appeso in Galleria Vittorio Emanuele. I ragazzi, in tutto una cinquantina,
hanno acceso tre fumogeni e lanciato dai balconi dell'Ottagono volantini di
protesta. Un blitz durato una decina di minuti e terminato poco prima
dell'arrivo delle forze dell'ordine. Il messaggio è sempre lo stesso: «Noi non
ci fermiamo». Dalla settimana prossima al via nuove mobilitazioni.
( da "Corriere della Sera" del 16-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-16 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE La polemica Scontro sulle nuove valutazioni. Tra legende delle
schede e rinvii a giugno. «Ogni istituto farà da sé». Pagelle, via ai voti.
«Nessuna regola, è il caos» Presidi preoccupati sulla riforma: mancano le linee
guida. I sindacati: indietro di trent'anni Ancora dubbi e incertezze
sull'introduzione della nuova pagella con i voti. «Non
è ancora arrivata la circolare attuativa» L'obiettivo del
ministero è fare un passo avanti, con il voto. «Per avere
una scuola più competitiva». Ma i sindacati sono di tutt'altro avviso. E
parlano «di passo indietro. Di oltre trent'anni». Così le nuove pagelle fanno
discutere. Anzi litigare. Al centro dello scontro i voti in decimi al posto dei
giudizi già dalle elementari. «E nessuna circolare attuativa dal
ministero», accusano i presidi. Così ognuno fa di testa propria. C'è chi ha
deciso «di rimandare il tutto a giugno ». Chi accompagnerà «i voti a un
giudizio globale». E chi, ancora, non scenderà «sotto il cinque». In sintesi:
«E' la confusione totale». Presidi preoccupati. Insegnati confusi. Istituti
nell'incertezza. «La circolare con le indicazioni non è ancora arrivata ». Così
«a mali estremi, estremi rimedi». E durante i consigli di classe, si rivendica
l'autonomia scolastica. Ognuno fa da sé. Alla Bruno Munari si è pensato di
accompagnare la pagella «con cartoncini, in cui si
spiega che cosa è richiesto agli alunni». La certezza è che «il voto non sarà una media matematica », spiega la preside
Fiorella Fioretti. E al centro delle incognite la reazione dei bambini. Per
questo «nessun voto in decimi per i bambini di prima
elementare». Anche perché con questo sistema «ci saranno molte più
insufficienze ». Micaela Francisetti, dirigente dell'istituto Pertini, lo
spiega con l'assenza di «complessità nel giudizio. I voti saranno molto più
netti». E proprio per non turbare i più piccoli, al Trotter «si darà una gamma
limitata di voti. Dal
( da "Giornale.it, Il" del 16-01-2009)
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n. 14 del 2009-01-16
pagina 0 Federalismo, arriva il primo sì tra le polemiche di Adalberto Signore Via
libera alla riforma dalle commissioni in Senato. Ma la Lega riaccende la
querelle Nord-Sud sull?assistenzialismo. E il governo va sotto sulla deroga al
patto di stabilità. I sindaci padani: i romani si abbuffano.
Scopelliti:"No, giusti i privilegi". Tosi: "Inaccettabile una
città più uguale delle altre". Brunetta: "La Lega fa bene"
«Normale dialettica», giura il ministro dell?Interno Roberto Maroni che
preferisce smussare le tensioni degli ultimi giorni tra Pdl e Lega. Sempre più
visibili, se dopo la crociata su Malpensa, le bacchettate sul Pdl e gli stop
and go sulla riforma della giustizia, ancora ieri il Carroccio ha scelto la
linea del movimentismo. Non solo a parole ma anche nei fatti. Pur senza dare
troppa importanza al voto di un ordine del giorno, infatti, complice
l?astensione della Lega il governo è andato sotto su una mozione del Pd che
consente ai comuni di derogare al patto di stabilità, l?ultima - in ordine di
tempo - delle crociate lanciate dal Carroccio. Tanto che il capogruppo alla
Camera Roberto Cota non esita a definirlo «un segnale». Che arriva «del tutto
inaspettato», spiega il vicepresidente dei deputati Pdl Osvaldo Napoli, proprio
all?indomani del lungo faccia a faccia tra Berlusconi e Bossi. Nonostante i
chiarimenti e le rassicurazioni, insomma, il Carroccio continua a seguire la
linea movimentista che sempre più nelle ultime ore sta portando a una
contrapposizione tra quelli che nelle semplificazioni della politica vengono
definiti il partito del Nord e quello del Sud. Da una parte, ovviamente, la
Lega; dall?altra quei settori di Forza Italia e An più sensibili alle ragioni
del Mezzogiorno e il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto; in mezzo -
come sempre a mediare - il Cavaliere. Che pare non abbia affatto gradito la
sortita in Aula del Carroccio. D?altra parte, neanche ventiquattrore prima, si
era a lungo parlato con Bossi della deroga per Roma al rispetto del patto di
stabilità e dell?utilizzo dei fondi del Fas (Fondi aree sottoutilizzate, per lo
più destinati al Sud) che, secondo Fitto, troppo spesso sarebbero stati
utilizzati impropriamente. E invece di prima mattina ci si è messa la Padania
(«I sindaci leghisti sul piede di guerra», il titolo che troneggiava tra pagina
2 e 3) e più tardi il voto alla Camera. Più che su tante altre questioni, dove
magari la Lega si è trovata ad affondare con l?obiettivo di ottenere un
tornaconto sotto il profilo della comunicazione, quello dei sindaci è infatti
un tema che scotta anche per Bossi. Che pur essendo del Carroccio il leader incontrastato
sì è ritrovato a sorbirsi le lamentele dei sindaci di tutto il Nord, dal
veronese Flavio Tosi a quelli dei piccoli comuni. Anche per questa ragione il
Senatùr si sarebbe lamentato con Giulio Tremonti che - raccontano a via
Bellerio - non l?avrebbe messo al corrente della deroga per Roma. Anche se,
insiste Napoli, «troppo spesso» e «per ragioni elettorali» la Lega «si sveglia
con un po? di ritardo». L?ha fatto sul patto di stabilità dei comuni, «problema
da me sollevato già a novembre». E pure su Air France, perché «hanno dato fuoco
alle polveri dopo un mese di silenzio e quando l?accordo con Cai era ormai
chiuso». Nei tanti incontri della giornata a Palazzo Grazioli, Berlusconi dice
di «capire» le ragioni di Bossi ed «esclude problemi con la Lega» perché
«l?alleanza è solida». E in questo senso va il via libera delle commissioni del
Senato - con l?astensione di Pd e Udc - del ddl sul federalismo fiscale. Ma il
premier è anche cosciente del rischio che la contrapposizione tra partito del
Nord e partito del Sud si irrigidisca in vista della tornata elettorale di
giugno. Per questo durante un pranzo con i cosiddetti quarantenni (c?era tra gli altri i ministri Alfano, Gelmini, Carfagna
e Fitto insieme a Lupi e Ravetto) raccomanda loro di «attrezzarsi». «Serve -
spiega Berlusconi - una maggiore presenza al Nord ma anche più attenzione per
il Sud». La giornata del Cavaliere, però, è dedicata anche al futuro del Pdl.
Di cui si parlerà oggi, quando il premier e Gianfranco Fini si incontreranno
alla Camera per un pranzo dopo che ieri si sono sentiti al telefono per la
prima volta dagli auguri di Natale. Sul fronte abruzzese, invece, Berlusconi
sta cercando la quadra in vista della definizione della nuova giunta regionale
guidata da Gianni Chiodi che avrà dieci assessori. Per questo in mattinata a
Palazzo Grazioli si riuniscono i vertici locali e nazionali del Pdl insieme con
ìGianfranco Rotondi e Carlo Giovanardi, che chiedono di essere rappresentati
nella squadra. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Lavoce.info" del 16-01-2009)
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>L'UNIVERSITA'
DELLE CATTEDRE GRIGIE di Giuseppe Caputo 16.01.2009 I professori universitari
italiani sono i più vecchi d'Europa e godono del privilegio di andare in
pensione più tardi dei colleghi europei senza dover produrre risultati
scientifici. Il decreto legge 180/08 del ministro Gelmini fissa le quote d'immissione dei giovani ricercatori nel sistema
universitario, ma non affronta il nodo dell'età pensionabile dei docenti
ordinari. All'università serve una riforma che diminuisca rapidamente il numero
degli ordinari, preservando al contempo la trasmissione del sapere fra le
generazioni. La composizione del corpo docente universitario è
cambiata nel corso degli anni. Fino al 1980 i professori ordinari erano poche
migliaia. Con l'approvazione della legge 382/1980, si è verificata un?ingente
immissione di docenti che in modo quasi automatico sono stati trasformati da
assistenti in ricercatori e in professori grazie a una valanga di concorsi ad
personam: un vero e proprio ?tsunami? di assunzioni come è stato definito da
Francesco Sylos Labini e Stefano Zapperi, ovvero ?un'onda anomala? di nuovi
docenti per stare alla definizione di Salvatore Settis. (1) I PIÙ VECCHI
D'EUROPA Negli anni, la tendenza dell'università a investire risorse negli
avanzamenti di carriera è stata mantenuta e anzi è diventata ancor più massiccia.
In seguito all'introduzione dei concorsi locali a idoneità tripla voluti dal
ministro Berlinguer nel 1998, il numero degli ordinari è aumentato fino a
eguagliare, e addirittura superare nel 2001, il numero degli associati e dei
ricercatori. Rispetto al 1998 il numero di ordinari è aumentato del 46 per
cento, a fronte di un aumento complessivo del corpo docente del 24 per cento.
(2) Oggi, la composizione delle tre fasce si equivale con circa 20mila docenti
per fascia e forma la cosiddetta ?struttura a cilindro? del corpo docente.
L'allargamento a dismisura del numero di ordinari ha contribuito a ingrossare
le spese di personale degli atenei, oggi prossimi al tracollo finanziario. La
classe docente italiana è anche la più vecchia d'Europa. Come riportato nel
rapporto Miur, il 55 per cento dei docenti di ruolo supera i 50 anni con una
distribuzione dell?età diversa fra le tre fasce. Gli ultra-cinquantenni
costituiscono l?82 per cento degli ordinari, il 55 per cento degli associati e
il 31 per cento dei ricercatori. Se poi si osserva la fascia d?età degli
ordinari, si rileva che il 45 per cento ha più di 60 anni e che
addirittura il 24 per cento ne ha oltre 65. Nel panorama internazionale ed
europeo in particolare, l?Italia è tra i paesi con la quota più alta di docenti
ultra-cinquantenni, come si vede nella figura 1. Una riduzione dell'età dei
docenti si è avuta dal 2003 anche se in una misura ancora insufficiente. Le
cause dell'elevata età media dei docenti sono essenzialmente due: i tempi
troppo lunghi per l'immissione in ruolo dei ricercatori, che avviene secondo
percorsi non definiti, e una normativa troppo generosa sull'età pensionabile
dei professori ordinari. Il primo aspetto viene affrontato dal decreto legge
180/08 che fissa al 60 per cento la quota di immissione dei ricercatori. Il
secondo aspetto richiederebbe un intervento mirato di riduzione dell'età
pensionabile. In Italia, i lavoratori vanno in pensione a 65 anni, mentre i
professori universitari lo fanno molto più tardi. Come notanoSylos Labini e
Zapperi, si tratta di un'antica tradizione italiana. La legge 498/1950
introduce la collocazione fuori ruolo a 70 anni e la pensione definitiva a 75.
Il limite viene mantenuto fino alla legge 382/1980 che abbassa l?età di
collocamento fuori ruolo a 65 anni e quella della pensione a 70. Un cambiamento
superato con la legge 230/1990 che ripristina la normativa precedente,
definendo opzionale il collocamento fuori ruolo a 65 anni. Come se ciò non
bastasse, con il decreto legge 503/1992 si permette ai docenti di rimanere in
servizio per un ulteriore biennio oltre il limite di età, innalzando quindi
l?età di permanenza in ruolo sino a 72 anni. A questa opzione favorevole si è
aggiunta la possibilità di ottenere il fuori ruolo per tre anni in modo automatico.
Molti docenti immessi in ruolo negli anni Ottanta godono di questo privilegio,
che tuttavia dopo la riforma dell'allora ministro Mussi (articolo 2 legge
Finanziaria 2008) è in progressiva abolizione. Infine, la riforma Moratti
(203/2005) abolisce la permanenza fuori ruolo e fissa a 70 anni l?età della
pensione, ma questo solo per i nuovi assunti. QUANTO COSTA L'ORDINARIO ANZIANO
L'idea del pensionamento in tarda età era in linea di principio condivisibile
poiché riconosceva ai pochi professori, provenienti da un duro percorso di
selezione, un valore intellettuale e professionale tale da rendere vantaggioso
per il sistema universitario una vita lavorativa prolungata. I cambiamenti
legislativi che hanno aumentato il numero degli ordinari e svuotato il processo
di selezione con le sanatorie e le idoneità multiple ha però di fatto reso
controproducente e costoso per il sistema una vita lavorativa protratta fino a
72 anni e più. Nell'enorme massa dei circa 20mila ordinari che popolano le
facoltà italiane sono difatti ben pochi quelli in grado di rimanere
intellettualmente attivi nella ricerca e nella didattica fino a tarda età. I
sette anni aggiuntivi rispetto ai comuni lavoratori che vanno in pensione a 65
anni costano agli atenei una cifra elevata: un ordinario a fine carriera costa
al proprio ateneo circa 120mila euro all'anno, che per sette anni diventano
840mila. Con questa cifra si potrebbero pagare 28 ricercatori per un anno o, se
si preferisce, un ricercatore per 28 anni. Lo svecchiamento del sistema universitario
e l'aumento dei giovani ricercatori, necessari per rimettere in moto
l'università italiana, passa anche attraverso una revisione dell'età
pensionabile che andrebbe riportata a 65 anni per i docenti oggi in servizio.
(3) È altresì vero che nella massa dei 20mila ordinari ci sono personalità di
grande spessore scientifico e culturale, i quali costituiscono un patrimonio
importante per la trasmissione del sapere. Ispirandosi al sistema anglosassone,
per loro andrebbe prevista la costituzione della figura del ?professore
emerito?. Un titolo da conferire unicamente ai professori meritevoli e di
chiara fama che dopo il raggiungimento dell'età pensionabile desiderano
continuare l'attività di insegnamento e di ricerca. Per evitare i soliti
automatismi dell'università italiana, il titolo andrebbe riconosciuto solo su
richiesta motivata e attribuito solo per alti meriti scientifici dopo una
rigorosa valutazione. Infine per evitare abusi il numero massimo di professori
emeriti andrebbe fissato per legge, ad esempio al 5 per cento del numero di
professori ordinari della facoltà di appartenenza. Figura 1. Percentuale di
docenti di ruolo (ordinari, associati e ricercatori) con oltre 50 anni di età.
a.a. 2004/2005. Fonte: Rapporto Miur "Le risorse dell'università" 2007
da dati Eurostat. (1) Il Sole 24Ore, 11/11/2008 (2) Rapporto Miur
"Le risorse dell'università" 2007. (3) Una proposta in questa
direzione è stata avanzata anche da Daniele Checchi e Tullio Jappelli.
( da "Giornale.it, Il" del 16-01-2009)
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n. 14 del 2009-01-16
pagina 2 Provincia Arriva la guida per scegliere l'iter di studi giusto di
Augusto Pozzoli Torna «Iter 2008», ossia il tradizionale strumento di
orientamento per gli alunni che dalla terza media dovranno passare alle
superiori. «La guida - spiega l'assessore all'Istruzione della Provincia di
Milano Giansandro Barzaghi presentando l'iniziativa - si propone di dare un
orientamento agli studenti e alle famiglie per proseguire gli studi nel
passaggio dalla terza media alle superiori, perché spesso si manifesta un
fenomeno di dispersione e abbandono dovuto proprio ad una scelta sbagliata».
Uno strumento che rischiava di essere inutile se non fosse stata rinviata la
riforma delle superiori a cui sta ancora lavorando il
ministro Maria Stella Gelmini. La guida, suddivisa in aree formative al cui interno sono
raggruppati gli indirizzi didattici affini, è strutturata in due parti: una
dedicata all'istruzione secondaria di secondo grado (area liceale, area
tecnica, area professionale, corsi serali) e una dedicata alla formazione
professionale (corsi di formazione professionale). Oltre alla guida la
Provincia mette poi a disposizione una serie di sportelli presso cui gli
studenti possono rivolgersi per capire quale sia l'indirizzo di studi a
ciascuno più confacente. Durante la presentazione di "Iter 2008" a
cui hanno preso parte anche il direttore scolastico regionale Anna Maria
Dominaci e il presidente del Cisem Roberto Biorcio sono state illustrate anche
alcune analisi sulle motivazioni che stanno alla base delle scelte degli
studenti. Ancora una volta è emerso che la famiglia resta sempre il punto di
riferimento più importante, soprattutto per chi sceglie di iscriversi a un
liceo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano