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toARTICOLI DEL 15 settembre 2008
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IN EVIDENZA
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ROMA
E’ in arrivo il «liceo breve», cioè una scuola superiore di quattro anni
anziché di cinque, da concludersi a 18 anni di età e non più a 19. Come accade
negli altri paesi europei. E’ un’ipotesi di cui si parla dal ‘96, tempi del
ministro Luigi Berlinguer, e che i sindacati della scuola troveranno nel «Piano
di razionalizzazione» che il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini,
presenterà loro venerdì prossimo. Il documento - anticipato ieri dalla
newsletter di Tuttoscuola.com e confermato da fonti ministeriali - contiene una
ricca agenda di temi: dal ritorno dell’iscrizione anticipata alla scuola
d’infanzia fino alla riduzione delle ore di lezione nei professionali, dalla
riforma delle classi di concorso per gli insegnanti fino alla riduzione degli
indirizzi scolastici. Per il «liceo breve», attualmente in fase di studio, il
governo potrebbe approntare un apposito disegno di legge, mentre per le altre
misure basteranno provvedimenti amministrativi.
Scuola d’infanzia
L’iscrizione, invece che a tre anni, potrà essere anticipata a due. Lo aveva
già previsto la Moratti ma la finanziaria Prodi del 2007 aveva sospeso questa
possibilità che ora verrà ripristinata. Affinché però la proposta non vada a
impattare contro la mancanza di posti negli asili, restano in vita anche le
«classi primavera» gestite dalle regioni, sempre per i bambini di due e tre
anni.
Maestro
La Gelmini confermerà il ritorno del maestro unico nelle scuole che faranno
l’orario base di 24 ore settimanali, ma gli insegnanti saranno di più per il
tempo pieno, sia pur con una figura di riferimento detta «maestro prevalente».
Con questo nome si intendono quelle scuole in cui un unico preside governa
l’interno percorso dalle materne fino alle medie. L’idea è quella di estendere
il più possibile questo modello in quanto comporta, oltre a una continuità
didattica, anche un serio risparmio di presidi e personale non docente.
Senza dire che l’accorpamento in istituti comprensivi consentirà di mettere
ordine nella quantità di scuole e scuolette. Infatti, elementari e medie, dato
che si rivolgono allo stesso pubblico, dovrebbero essere di pari numero, invece
le prime sono più del doppio delle seconde, con 10 mila sedi che hanno meno di
50 alunni e 3.400 pluriclassi (cioè con bambini che frequentano classi
differenti). L'ipotesi ministeriale è quella di una revisione della rete
scolastica che permetta di lasciare in attività le piccole scuole solo se
servono effettivamente aree svantaggiate (piccole isole o aree montane),
accorpando invece le altre. Questo comporterebbe, secondo un primo calcolo, la
riduzione di 4.200 sedi scolastiche, con un risparmio a regime molto rilevante,
considerando che ogni piccola scuola costa tra i 150 e i 180 mila euro l’anno.
Gli orari
Negli istituti tecnici e professionali l’orario delle lezione dovrebbe passare
da
Meno indirizzi
Alla domanda «che cosa vuoi studiare dopo la terza media?» un ragazzo oggi può rispondere
in 912 modi diversi. Un elenco troppo lungo, pletorico e spesso pieno di
doppioni (esempio: istituto tecnico commerciale e istituto professionale per il
commercio) che confondono l’utenza senza apportare valore aggiunto. Il
ministero vuole razionalizzare. Anche questa materia dovrà essere discussa con
le regioni. L’ipotesi Moratti dei «poli tecnologici» in cui far confluire
tecnici e professionali potrebbe essere ripescata.
Caos per le materie
La questione è molto tecnica, ma dice tutto sulla farraginosità della scuola.
Ogni docente insegna la propria disciplina, ovviamente, ma con specificazioni e
accorpamenti diversi a seconda del tipo di scuola. Esempio: un docente di
lettere può insegnare italiano e latino, italiano e storia, latino e greco,
italiano e greco, italiano storia e geografia, eccetera.
Ciascuna di queste classificazioni costituisce una «classe di concorso»: un
professore, cioè, fa un concorso per insegnare uno di questi gruppi di
discipline e non un altro. Il risultato è un disastro, perché le «classi di
concorso» sono diventate ormai 622 e la gestione del personale scolastico
privata della pur minima flessibilità. La materia verrà riformata.
·
Articoli
Scuola (43)
Scuola ( da "Stampa, La"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alla Gelmini, forse in un attimo di sincerità, è sfuggita la risposta politicamente scorretta: perché gli insegnanti meridionali sono meno preparati (da cui l'idea, immediatamente rimangiata, di corsi di aggiornamento e riqualificazione riservati ai docenti del Sud).
In
oltre 25 mila oggi a scuola ( da "Corriere delle Alpi"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: operati dal Governo e ai provvedimenti del ministro Gelmini. Le iniziative di protesta proseguiranno anche nei giorni successivi, scuola per scuola, dal 22 al 29 settembre, per mettere a punto nuove manifestazioni. Intanto anche i dirigenti scolastici sono sul piede di guerra con uno sciopero già proclamato per il 31 ottobre, preceduto da una manifestazione nazionale il 15 ottobre,
A
San Giuliano 'Jatevenne day' per Berlusconi
( da "Corriere
delle Alpi" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
del ministro
Gelmini, che visiteranno la nuova scuola del paese simbolo del terremoto del
Molise nell'ottobre
Il
sindaco diventa maestra per difendere il tempo pieno - diego longhin
( da "Repubblica,
La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: denunciando così i rischi della riforma varata dal ministro Gelmini. Per ora si tratta solo di incognite, tra maestre uniche, tempo pieno ridotto e docenti non nominati. Problemi con cui da oggi oltre 261 mila alunni e rispettive famiglie dovranno fare i conti. Poco più di 33 mila alle materne, quasi 91 mila alle elementari, due terzi dei quali frequentano anche al pomeriggio,
"io
sindaco, maestra per un giorno" - (segue dalla prima pagina) diego longhin
( da "Repubblica,
La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: al di là delle rassicurazioni espresse in questi giorni dal governo e dal ministro Gelmini". A Collegno quante sono le famiglie che ricorrono al tempo pieno? "La totalità. Siamo al cento per cento. Prima di fare certe riforme bisognerebbe capire quante queste possano incidere sulla vita di tutti i giorni delle persone. Se non verrà garantita la scuola fino alle 16.
Scuola,
via tra "lutti" e proteste - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini" e avranno un fiocco nero al braccio in segno di lutto. Dal pomeriggio di oggi inoltre i genitori e le insegnanti dell'Iqbal Masih al Casilino occuperanno l'istituto per una settimana. Inoltre oggi il VI municipio terrà un consiglio municipale aperto sul tema della riforma mentre domani e dopodomani ci sarà un sit-
In
classe col lutto al braccio - brunella torresin
( da "Repubblica,
La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina III - Bologna Prima campanella con le riforme della Gelmini e sindacati-genitori-insegnanti sul piede di guerra In classe col lutto al braccio Scuola, parte un anno in salita. E oggi sciopero dei bus Annunciate per stamattina varie forme di protesta. La polemica della Regione contro il governo.
Prandelli:
lavezzi bravo ma noi proprio ingenui
( da "Repubblica,
La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In sintesi: se lavori come dico io avrai il tuo spazio. Ecco perché adesso Prandelli, da bravo papà, si spertica in elogi: "Devo dire bravo a Da Costa, è davvero cresciuto". Prandelli, una maestro unico. Ma qui la Gelmini non c'entra, sia chiaro. (b.f.).
Si
torna in classe, proteste contro i tagli
( da "Repubblica,
La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si legge in una nota del dicastero di Mariastella Gelmini - precisa che la notizia è priva di ogni fondamento. Il progetto in corso di preparazione, e che verrà presentato nei prossimi giorni al Parlamento e alle parti sociali, prevede, come più volte affermato dal ministro Gelmini, la conferma dei modelli orari a 40 ore nella scuola dell'infanzia e a 27,
"un
attacco a elementari e materne così si favoriscono gli istituti privati" -
mario reggio ( da "Repubblica, La"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dove la scuola pubblica assorbe la fasce povere della popolazione". Siamo su quella strada? "Se il progetto andrà in porto a guadagnare saranno le scuole cattoliche, ma non solo. Anche le private accessibili alla media borghesia e quelle di élite, che potranno rispondere alle giuste esigenze delle famiglie, ma solo di quelle che dispongono di un ricco portafoglio.
Veltroni:
la destra sta rovinando l'italia - dal notro inviato umberto rosso
( da "Repubblica,
La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sulla scuola e sul ministro Gelmini, che non contenta di tutti i guai già combinati annuncia la riduzione delle ore di insegnamento. "Per la destra la scuola è solo un costo da tagliare. Tanto secondo Berlusconi la scuola è la sua televisione". I sondaggi? "In certi casi non servono.
Il
18 ci sarà lo Jatevenne day ( da "Unita, L'"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: arrivo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che visiteranno la nuova scuola del paese, simbolo del terremoto del Molise nell'ottobre 2002. Proprio nel comune molisano, il sisma del 31 ottobre di quell'anno fece crollare la scuola elementare "Jovine", seppellendo sotto le macerie 27 bambini e una maestra.
Gelmini
completa la controriforma Tornerà l'anticipo anche all'asilo
( da "Unita,
L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini completa la "controriforma" Tornerà l'anticipo anche all'asilo Nei prossimi giorni il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, presenterà ai sindacati il piano programmatico per gli interventi di razionalizzazione del sistema di istruzione secondo l'articolo 64 della legge 133/2008.
Tutti
a scuola. Proteste e sit in ovunque Settanta istituti con il lutto, studenti
davanti al ministero. Roma nel caos, si fermano i vigili
( da "Unita,
L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: anno si apre nella capitale in un clima di forte tensione per la riforma Gelmini, anche nelle scuole elementari, dove con il decreto sul maestro unico appare a rischio il tempo pieno e secondo la Flc-Ccgil il taglio sarà a Roma di 1.800 maestri. Nella capitale, dove si è registrato un vero boom di iscrizioni di studenti (501.
La
demagogia non fa gol ( da "Unita, L'"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: cessione quali Gelmini, Carfagna e Scajola. La demagogia non regge su un campo di calcio. L'inganno delle meraviglie annunciate, se meraviglie non sono, si vede subito. E se perdi Brocchi, che a dispetto del nome corre e illumina , e prendi stelle impolverate, in un gioco veloce come i mutamenti della modernità, fai la fine dei Ginger e Fred di Fellini.
Scuola,
via tra le polemiche in classe 261.000 ragazzi
( da "Stampa,
La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: insegna della protesta contro il ministro Gelmini. Il sindaco di Collegno Silvana Accossato alle 12,30 affiancherà un'insegnante dell'elementare Marconi, in via Bendini 40, per sensibilizzare i cittadini sui rischi della riforma e l'introduzione del maestro unico. I sindacati Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola organizzano presidi all'ingresso delle scuole dove si recano le autorità.
Achtung
banditen! ( da "Stampa, La"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tra l'altro, una classe di scuola elementare, con fiocco e grembiule nero regolamentare, forse rispondendo alle recenti indicazioni del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini. Il tema scelto dal paese era però la vita sul Tanaro, il fiume che attraversa l'Astigiano e che caratterizza la sua cultura.
Abruzzo,
indagati ancora in lista ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Firmato: Marco Gelmini, segretario regionale di Rifondazione comunista che oggi attacca. "Il sistema non è cambiato – dice al Sole-24 Ore – e i padroni della sanità vogliono ancora essere al comando della vaporiera, come se nulla fosse successo.
L'UNIVERSITA'
NELL'OMBRA ( da "Corriere della Sera"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è il disegno del ministro Maria Stella Gelmini? Per ora vediamo azioni, previste in alcuni articoli del super-decreto legge tremontiano di finanza pubblica, il ben noto 112/88: azioni gravide di conseguenze, ma di un disegno di lungo periodo neppure l'ombra. Il fondo di finanziamento ordinario delle università viene progressivamente ridotto e le assunzioni di personale tagliate:
L'affondo
di Veltroni <La destra rovina il Paese>
( da "Corriere
della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: affondo di Veltroni "La destra rovina il Paese" Scontro con la Gelmini: "La vostra scuola è la tv". "Sei disperato" L'attacco: "Con loro comincia l'autunno della democrazia" Verdini: "Oggi ha seppellito il dialogo" DAL NOSTRO INVIATO SINALUNGA (Siena) - Walter Veltroni è sul palco già da un'ora, quando alle sue spalle parte il filmato.
L'università
nell'ombra ( da "Corriere della Sera"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: non poteva farlo Gelmini per l'Università e per la scuola? Per la scuola poteva partire dall'eccellente "quaderno bianco" dei ministeri dell'Economia e dell'Istruzione del precedente governo. Molti materiali ufficiali sono disponibili anche per l'Università e delle riflessioni di alcuni tra i più noti studiosi del problema fa una buona rassegna il libro di Moscati e Vaira,
IN
ONDA SUL WEB ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: al ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini Ore 15,30 -18 Lo studio accoglierà genitori, insegnanti e studenti. E saranno commentati i risultati del sondaggio Radio 24 All'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole, le voci del sondaggio e le interviste www.ilsole24ore.
Domani
lo ScuolaD@y : dieci ore di diretta sul web
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, la cui intervista andrà in onda anche su Radio24. Ancora: nella redazione multimediale entreranno genitori, insegnanti e studenti. In chiusura, appuntamento con i risultati del videosondaggio. Lo ScuolaD@y va in onda anche su Radio 24: all'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole in tutta Italia,
Stop
a uno studente su sei ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini - il merito di avere aumentato il numero dei promossi. In base agli esiti degli scrutini, infatti, il numero dei promossi a giugno era salito di circa dieci punti percentuali: il 59,4% contro il 49,8% dell'anno scolastico 2006/2007. Quando i promossi con il debito erano addirittura il 36% rispetto al 27% dei rimandati a settembre 2008.
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Quindi la matematica era e, a quanto mi risulta, è presente ancora oggi nella loro preparazione neppure al 10% del totale. Mi chiedo se il ministro Gelmini sia al corrente di questo stato di cose e come sia possibile in queste condizioni ritornare al maestro unico. Giordano Bruno bruno@dmmm.uniroma1.it.
Ogni
scuola sceglierà i prof ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Su questi indirizzi punta il ministro Mariastella Gelmini (già firmataria di un Ddl sul tema nella scorsa legislatura) ma anche un disegno di legge già in discussione alla Camera. Intanto, al ministero ha avviato i suoi lavori la commissione tecnica che entro fine novembre dovrà ridefinire i percorsi accademici.
Docenti,
formazione sospesa ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: come lo ha definito lo stesso ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dal momento che l'accesso alle graduatorie è bloccato. Lo sanno bene i quasi 12mila iscritti al IX ciclo, che ora stanno frequentando il secondo anno: tagliati fuori dalle liste provinciali, stanno lottando per essere comunque riconosciuti come l'ultima " classe" delle Ssis.
L'INIZIATIVA
MULTIMEDIALE DEL SOLE 24 ORE ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: al ministro Mariastella Gelmini Ore 15-18 Spazio in studio a genitori, insegnanti (di ruolo, precarie presidi) e studenti, ma anche videoracconti attraverso foto, vignette, filmati Ore 18.10 I risultati del videosondaggio Radio24 All'interno dei giornali radio, collegamenti dalle scuole in tutta Italia, le voci del sondaggio,
Il
maestro unico non piace agli italiani
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini- Sondaggio il Sole 24 Ore-Ipr Marketing Voto in condotta determinante per la promozione 7,7 Ritorno dei voti da 1 a 10 nelle scuole elementari e medie 5,5 7,7 6,5 Introduzione dello studio della educazione civica 5,0 4,5 Ritorno del grembiule Ritorno dell'esame di riparazione a settembre Il maestro unico alle elementari Il maestro unico alle elementari non piace agli italiani,
LA
PROPOSTA ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-15 - pag: 3 autore: LA PROPOSTA Un progetto maturato nella scorsa legislatura L'idea di affidare ai dirigenti scolastici la scelta dei professori da assumere era già stata prospettata da Mariastella Gelmini nella scorsa legislatura, in un disegno di legge delega per la promozione del merito nella Pa.
L'attesa
infinita del precario ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: però, di teorie, perché la cura Gelmini-Tremonti cancellerà nel prossimo triennio quasi 90mila cattedre, e l'avvio di un nuovo sistema di reclutamento dovrà occupare almeno il 50% dei nuovi ingressi: con questi fattori, l'anticamera possibile per i "vecchi" torna immediatamente a superare il ventennio.
L'educazione
civica piace alle famiglie ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini.L'opinione,come accennato, è articolata, e mentre riserva giudizi lusinghieri alla ritrovata forza del voto in condottae all'accento posto all'educazione civica nei programmi, boccia senza appello il maestro unico alle elementari. Anche il ritorno del grembiule non sembra accendere l'entusiasmo degli italiani,
Un
anno di rodaggio prima della cattedra
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo stesso titolare dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha ribadito di recente che agli istituti "va data la più ampia autonomia possibile "; le scuole del futuro, secondo i progetti ministeriali, si potranno trasformare in fondazioni con la possibilità "di reclutare gli insegnanti a chiamata da una lista di abilitati ".
Cgil
contro la riforma Gelmini: <Primo sciopero il sei ottobre>
( da "Giornale.it,
Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 15 pagina 3 Cgil contro la riforma Gelmini: "Primo sciopero il sei ottobre" di Augusto Pozzoli Sindacati divisi: Cisl e Uil stanno organizzando una manifestazione autonoma Da oggi ritorno al gran completo delle scuole milanesi. E già si prepara la contestazione al progetto di riforma dei programmi di studio annunciati dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
La
protesta choc: in classe si celebra il funerale
( da "Giornale.it,
Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: "Mai pensato di abolire il tempo pieno" da Roma Fascia nera al braccio degli insegnanti, aule con drappi neri alle finestre, striscioni di protesta contro il governo all'interno degli istituti, un minuto di silenzio subito dopo il suono della campanella e in alcuni casi occupazione permanente.
Il
ministro replica: "Mai pensato di abolire il tempo pieno"
( da "Giornale.it,
Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Redazione La Gelmini: "False le notizie circolate questi giorni: gli alunni delle elementari e delle materne saranno in aula anche nella fascia pomeridiana" da Roma Il ritorno al maestro unico non inciderà sul tempo pieno adottato da molte scuole. Parola del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che ha cercato di placare ieri preoccupazioni e false previsioni,
Tutti
i precari giù per terra al suono della campanella
( da "Giornale.it,
Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: professionalità sarebbe stata congelata dalla riforma Gelmini. È successo a Venezia dove una rappresentanza di precari veneti ha deciso di attuare l'insolita e spettaccolare protesta. Sono passati appena due giorni dal rientro a scuola dei 570mila studenti veneti, eppure il clima sembra abbastanza "caldo" a causa della mobilitazione degli insegnanti, che contestano tra l'altro la possibilità -
Il
concerto di inizio d'anno? Un'invettiva anti-ministro
( da "Giornale.it,
Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini. Prova ne sarebbe il fatto che un altro assessore, il responsabile alla Scuola del Comune di Roma, Laura Marsilio, ha lasciato la manifestazione proprio per contestare "i 45 minuti di comizio" mentre l'auditorium Conciliazione di Roma era stracolmo di tutti gli studenti, i dirigenti, i rappresentanti dei docenti delle scuole del Lazio e delle istituzioni.
La
Gelmini vuole il liceo breve ( da "Stampaweb, La"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, presenterà loro venerdì prossimo. Il documento - anticipato ieri dalla newsletter di Tuttoscuola.com e confermato da fonti ministeriali - contiene una ricca agenda di temi: dal ritorno dell'iscrizione anticipata alla scuola d'infanzia fino alla riduzione delle ore di lezione nei professionali,
La
scuola al via fra le proteste ( da "Stampaweb, La"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Vogliamo contestare le politiche del ministro Gelmini che vuole riportare la scuola italiana indietro di vari decenni allontanandoci dal resto dell'Europa, come dimostra la riduzione di fatto dell'obbligo scolastico, il taglio drastico di investimenti, il ritorno al maestro unico alle elementari e al voto di condotta", spiegano i leader degli studenti per voce di Roberto Iovino,
Roma,
11:43 - SCUOLA: GELMINI, VERGOGNOSO STRUMENTALIZZARE BAMBINI
( da "Repubblica.it"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Primo
giorno di scuola: proteste tra i banchi
( da "Giornale.it,
Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: lutto al braccio per contestare la riforma del ministro Gelmini. Polemiche per l'introduzione del maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno. Il ministro: "Mai pensato di abolire il tempo pieno". Chi ha paura della Gelmini? Dì la tua sul blog Roma - Fascia nera al braccio degli insegnanti, aule con drappi neri alle finestre, striscioni di protesta contro il governo all'
Roma,
21:24 - SCUOLA: GELMINI, NO COMODA DIFESA STATUS QUO
( da "Repubblica.it"
del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Luca Ricolfi Scuola
VOTI DEL SUD Oggi la macchina della scuola riprende a girare in quasi tutta
Italia. Ma quest'anno, all'inizio dell'anno scolastico, il sentimento dominante
sembra essere l'apprensione: gli insegnanti temono di perdere il posto (o di
non trovarlo), i genitori di non poter lasciare i figli a scuola anche il
pomeriggio, i figli di dover sgobbare di più per essere promossi. A differenza
che in passato, infatti, sembra che il governo voglia fare sul serio: gli
studenti se ne sono già accorti con i nuovi esami di riparazione, insegnanti e
famiglie hanno capito che i tagli di organico e di orario ci saranno davvero.
Nel frattempo l'ultimo rapporto Ocse sull'istruzione, pubblicato pochi giorni
fa, ci ricorda per l'ennesima volta qual è il problema fondamentale
dell'Italia: la bassissima qualità delle scuole del Mezzogiorno. Senza il Sud,
l'Italia non è affatto indietro rispetto agli altri Paesi sviluppati, e anzi in
alcune zone, in particolare nel Nord-Est, tocca livelli di eccellenza. Perché
il Sud non ce la fa? Alla Gelmini, forse in un attimo di sincerità, è sfuggita la risposta
politicamente scorretta: perché gli insegnanti meridionali sono meno preparati
(da cui l'idea, immediatamente rimangiata, di corsi di aggiornamento e
riqualificazione riservati ai docenti del Sud). A questa diagnosi la
maggior parte dei commentatori di sinistra ha opposto la consueta spiegazione
pseudo-sociologica: è il "contesto complessivo" del Mezzogiorno, fatto
di povertà, degrado, sottosviluppo, che spiega l'insuccesso degli studenti
meridionali nei test oggettivi somministrati da vari organismi nazionali e
internazionali (Invalsi, Pisa, Pirls, Timss). Chi ha ragione? Probabilmente
entrambi e nessuno. Che gli insegnanti delle scuole meridionali possano essere
meno preparati di quelli delle scuole del Centro-Nord è quasi un'ovvietà. Se
l'output della scuola (qualità dei diplomati) è peggiore al Sud, non si vede
come potrebbero non risentirne quegli studenti meridionali che proseguono gli
studi e diventano insegnanti restando nel Mezzogiorno. Altrettanto logica è la
spiegazione "di sinistra": a parità di altre condizioni, essere figli
di un disoccupato e studiare in una scuola fatiscente (circostanze entrambe più
frequenti al Sud) non può che ostacolare l'apprendimento. E tuttavia entrambe
queste diagnosi, pur segnalando meccanismi reali, non fanno i conti con alcuni
dati di fondo. Innanzitutto non è vero che la scuola italiana sia messa così
male a tutti i livelli. Nei primi anni della scuola elementare gli studenti
italiani ottengono risultati eccellenti, ampiamente al di sopra di quelli della
maggior parte dei Paesi sviluppati, inclusi Francia, Germania, Spagna, Svezia.
È dopo, a partire dalla scuola media inferiore, che si assiste al crollo della
scuola. Ma la cosa più interessante è che, nella maggior parte delle
rilevazioni e per la maggior parte delle materie, i risultati degli scolari
meridionali nelle elementari sono addirittura superiori a quelli degli studenti
del Centro-Nord, in barba al sottosviluppo, al degrado delle scuole, alla
presunta cattiva qualità degli insegnanti. Anche qui è dopo, ossia a partire
dalla scuola media, che il divario diventa favorevole al Nord e aumenta con il
passare degli anni di scuola. Nella scuola secondaria superiore le differenze
fra studenti del Nord e del Sud diventano enormi, ma contrariamente a quel che
si potrebbe pensare non spariscono affatto se si considerano famiglie con il
medesimo tenore di vita e il medesimo livello di istruzione: anche a parità di
condizione sociale, gli studenti del Nord vanno sempre molto meglio dei loro
coetanei del Sud. Ecco perché dicevo che sia la spiegazione basata sulla
qualità degli insegnanti, sia quella basata sul sottosviluppo, pur essendo
entrambe ragionevoli, non sono sufficienti. Se all'inizio la scuola del Sud
sembra funzionare addirittura meglio di quella del Nord (nonostante i suoi
insegnanti e il suo "degrado") e solo poi - a partire dalla media
inferiore - il divario cambia di segno e si mantiene in tutti i ceti sociali,
probabilmente dobbiamo rivolgere la nostra attenzione altrove. Ma dove? Secondo
me precisamente nel punto che ha suggerito al ministro Gelmini
di dare l'esame da avvocato al Sud piuttosto che al Nord. Per spiegare perché i
ragazzi del Sud, con il procedere degli studi, vengono staccati sempre di più
da quelli del Nord basta supporre che gli insegnanti del Sud usino una scala di
valutazione diversa, e più benevola, di quelli del Nord: mediamente un compito
che al Sud vale 9 al Nord vale 7, un compito che al Nord vale 4 al Sud può
valere tranquillamente 6. Poiché la sufficienza è 6 in tutte le scuole della
Repubblica, questa semplice "staratura" dello strumento di
misurazione, che inflaziona i voti scolastici di una parte del Paese, basta a
spiegare perché al Sud la qualità media degli studenti sia sempre più bassa a
mano a mano che si procede negli studi. Anche se gli insegnanti che lavorano
nel Mezzogiorno fossero preparati esattamente come quelli del Nord, il risultato
sarebbe analogo: concedendo il 6 molto più facilmente che al Nord, gli
insegnanti del Sud innescano un meccanismo automatico di amplificazione dei
divari, che i test oggettivi puntualmente registrano e che solo apparentemente
favorisce gli studenti del Sud (con voti scolastici inflazionati è più facile
essere promossi oggi, ma sarà più difficile trovare un lavoro soddisfacente
domani). Se la doppia scala di valutazione è il problema dei problemi, non si
può non vedere con favore la svolta rigorista del ministro, nonostante la
giustezza di molte obiezioni che le vengono rivolte, prima fra tutte l'assenza
(per ora) di un compiuto progetto culturale di riforma dell'istruzione. Per
portare fino in fondo quella svolta, tuttavia, il ministro Gelmini
dovrebbe avere il coraggio che è mancato ai suoi predecessori di sinistra e di
destra: rendere pubblici i risultati dei test Invalsi (punteggi medi in
italiano, matematica e scienze) a livello di singolo istituto scolastico
anziché solo a livello provinciale. Negli anni scolastici 2004-'5 e 2005-'6
l'ex ministro Moratti fece eseguire i test nella totalità delle scuole
elementari e medie e in buona parte delle scuole superiori, ma non ebbe mai il
coraggio di renderli pubblici a livello di singola scuola. Il suo successore,
il ministro Fioroni, non solo rinunciò anch'egli a pubblicarli, ma soppresse le
rilevazioni a tappeto (in tutte le scuole) a favore di un'indagine a campione
(in alcune scuole estratte a caso), del tutto inefficace per dare agli
insegnanti e alle famiglie dei segnali utili. Eppure è proprio di questo che
avremmo bisogno. Non per valutare i singoli insegnanti attraverso i risultati
dei loro allievi (cosa assurda, perché i risultati dei ragazzi dipendono anche
dall'ambiente sociale. e dai ragazzi stessi!), ma per dare a famiglie e
insegnanti il polso della situazione: se so che in un liceo scientifico il
punteggio medio di matematica ai test nazionali è 85 e in un altro è 70, non
saprò forse mai di chi è il merito ma almeno saprò che nella prima scuola i
ragazzi vengono portati a un livello più alto. Se sono il preside o un
insegnante di matematica del liceo più debole, quell'informazione mi servirà da
pungolo, se sono un genitore mi aiuterà a scegliere la scuola per mio figlio.
Perciò, caro ministro, smettiamola di tenere nel cassetto i risultati degli
ultimi test a tappeto, quelli dell'anno scolastico 2005-2006, e
reintroduciamoli nell'anno che sta iniziando. Gliene saremo grati tutti, e
avremo la certezza che qualcosa di importante stia cambiando davvero.
( da "Corriere delle Alpi" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Ma la protesta dei docenti
non si placa: presìdi all'Usp BELLUNO. Dopo mesi di polemiche e proteste,
tornano oggi sui banchi di scuola 25.518 bellunesi. Di questi 8.994 alle
primarie, 8.114 alle superiori, 5.438 alle medie, mentre alle materne gli
iscritti sono 2.972. La campanella suonerà ad orari diversi a seconda dei vari
gradi di scuola. Quelle dell'infanzia apriranno i battenti intorno alle 7.30,
mentre per le elementari l'orario di avvio delle lezioni varierà dalle 7.45 di
Borgo Piave alle 8.10 di Castion. Gli studenti delle medie, invece, partiranno
con orario pieno dalle 8 alle 13. Entrata diversificata, invece, per le
superiori: il primo anno entrerà alle 9, mentre dal secondo in poi alle 8. Le
lezioni finiranno alle 12 o alle 13. Diverse le novità per quest'anno: ritorna
il grembiulino alle elementari, reintrodotti i voti a partire dalle primarie, e
soprattutto il 5 in condotta che comporterà la bocciatura dell'alunno. Inoltre,
alla maturità a giugno saranno ammessi agli esami soltanto gli studenti che
avranno riportato almeno sei in tutte le materie. Sarà oggetto di studio una
nuova materia "Cittadinanza-Costituzione" che rientrerà nell'ambito
delle discipline storico-geografiche. Resta caldo, però, il clima d'avvio. Per
oggi, infatti, sono previsti dei presidi davanti all'Ufficio Scolastico
provinciale, oltre a quello regionale; poi, nel pomeriggio, si svolgerà
un'assemblea generale di tutte le sigle sindacali a Belluno. Si tratta di una
presa di posizione per dire no ai tagli operati dal Governo
e ai provvedimenti del ministro Gelmini. Le iniziative di protesta proseguiranno anche nei giorni
successivi, scuola per scuola, dal 22 al 29 settembre, per mettere a punto
nuove manifestazioni. Intanto anche i dirigenti scolastici sono sul piede di
guerra con uno sciopero già proclamato per il 31 ottobre, preceduto da una
manifestazione nazionale il 15 ottobre, a sostegno del rinnovo
contrattuale e per l'equiparazione retributiva. Come una spada di Damocle
pende, invece, sulla realtà bellunese la scure dei tagli delle scuole specie
nei piccoli comuni. Per scongiurare questa riduzione l'assessore veneta Elena
Donazzan si incontrerà con il ministro Gelmini martedì
23 settembre. (p.d.a.).
( da "Corriere delle Alpi" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Prc nel paese del
sisma A San Giuliano 'Jatevenne day' per Berlusconi CAMPOBASSO. Il Partito
della Rifondazione Comunista molisano organizza uno "jatevenne day"
per il 18 settembre, giorno in cui è previsto a San Giuliano di Puglia
(Campobasso) l'arrivo di Berlusconi e del ministro Gelmini, che visiteranno la nuova scuola
del paese simbolo del terremoto del Molise nell'ottobre 2002. A San Giuliano,
crollò la scuola elementare "Jovine", seppellendo 27 bambini e una
maestra. "I provvedimenti della ministra penalizzano principalmente le
piccole realtà regionali come la nostra: a fronte del taglio di 150mila
insegnanti e Ata per i prossimi tre anni, in Molise ci saranno 850 posti
di lavoro in meno, classi più numerose e soppressione di molte sedi
scolastiche".
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Torino Il
caso Il sindaco diventa maestra per difendere il tempo pieno DIEGO LONGHIN Non
una scelta a caso e soprattutto non una scelta dettata da ragioni di difesa della
categoria. Certo, gli anni passati in cattedra all'istituto professionale di
agraria di Carmagnola hanno un peso nella decisione del sindaco di Collegno,
Silvana Accossato, di fare la maestra per un giorno, denunciando
così i rischi della riforma varata dal ministro Gelmini. Per ora si tratta solo di incognite, tra maestre uniche, tempo
pieno ridotto e docenti non nominati. Problemi con cui da oggi oltre 261 mila
alunni e rispettive famiglie dovranno fare i conti. Poco più di 33 mila alle
materne, quasi 91 mila alle elementari, due terzi dei quali frequentano anche
al pomeriggio, e 55 mila alle medie, mentre alle superiori si sfiorano
gli 83 mila. Una tendenza al rialzo rispetto ai numeri degli agli anni
scolastici precedenti, complice sempre la crescita degli alunni stranieri.
SEGUE A PAGINA II.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Torino
Accossato, primo cittadino di Collegno, oggi affianca un'insegnante delle
elementari: voglio difendere il tempo pieno "Io sindaco, maestra per un
giorno" "Assurda la scelta del governo. Non dobbiamo lasciare soli i
bambini e le famiglie" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DIEGO LONGHIN (segue
dalla prima di cronaca) il primo cittadino di Collegno, oltre ai problemi per i
colleghi e ai posti di lavoro persi, pensa ai bambini, alle famiglie, che nel
suo Comune utilizzano in massa il tempo pieno, e alle casse
dell'amministrazione, dove teme che il governo Berlusconi possa scaricare i
costi per garantire comunque le lezioni al pomeriggio. Sindaco Accossato,
perché ha deciso di fare la maestra per un giorno affiancando un'insegnante della
scuola elementare Marconi? "Si tratta di un gesto simbolico per esprimere
la preoccupazione del Comune verso quello che va profilandosi come una vera
messa in discussione del tempo pieno, al di là delle
rassicurazioni espresse in questi giorni dal governo e dal ministro Gelmini". A Collegno quante sono le
famiglie che ricorrono al tempo pieno? "La totalità. Siamo al cento per
cento. Prima di fare certe riforme bisognerebbe capire quante queste possano
incidere sulla vita di tutti i giorni delle persone. Se non verrà garantita la
scuola fino alle 16.30 come faranno i genitori che lavorano?". La
sua è una mossa a difesa della categoria docenti? "Anche. Non lasciamo
solo gli insegnanti. In ballo ci sono molti posti di lavoro. E aggiungo, però,
non lasciamo soli i bambini e non lasciamo sole le famiglie". La scelta di
aiutare una maestra delle elementari è una sua chiara bocciatura
dell'introduzione del docente unico nella scuola primaria? "è una
decisione anacronistica. Spero che le famiglie si oppongano e che il ministro
faccia ben presto retromarcia. Chi garantirà le ore di presenza durante il
servizio mensa? Non ci è dato il modo di saperlo. Chi, allo stesso modo,
coprirà le ore pomeridiane? Nessuno dal ministero è riuscito a spiegarlo".
Ha paura che toccherà ai Comuni? "è un sospetto. Ho l'idea che il governo
punti a scaricare i costi sulle casse delle amministrazioni. Spero che i Comuni
non dovranno un giorno sobbarcarsi l'onere di garantire il personale per la
mensa e per il dopo scuola, magari personale improvvisato, solo per riempire
ore, così che l'apparenza sia salva. Ma mentre prima gli insegnanti di classe
potevano portare avanti i loro programmi, dalla matematica all'italiano e al
teatro, si dovranno inventare altre attività che non avranno nulla a che fare
con il resto".
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Roma Questa
mattina in classe elementari, medie e alcuni licei. L'assessore: "Non si
può iniziare così" Scuola, via tra "lutti" e proteste Fiocchi
neri contro il maestro unico, meno insegnanti e niente vigili TEA MAISTO
Saranno più di 700 mila gli studenti del Lazio che tra oggi e domani torneranno
in classe. L'inizio ufficiale è stamattina per elementari e medie (domani
invece per le superiori), ma il suono della campanella sarà all'insegna di
proteste. Senza dimenticare che le nomine di docenti e personale Ata (bidelli e
personale amministrativo) non sono ancora complete. L'inizio dell'anno
scolastico sarà segnato anche dall'assenza dei vigili urbani perché riuniti in
assemblee. Non mancheranno invece le manifestazioni di mamme, papà e insegnanti
contro il maestro unico alle elementari: la protesta di circa 70 scuole del
comitato "Non rubateci il futuro" vedrà insegnanti impegnati in
volantinaggi, assemblee e raccolte firme. In molti indosseranno la maglietta
"Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini" e avranno un fiocco nero
al braccio in segno di lutto. Dal pomeriggio di oggi inoltre i genitori e le
insegnanti dell'Iqbal Masih al Casilino occuperanno l'istituto per una
settimana. Inoltre oggi il VI municipio terrà un consiglio municipale aperto
sul tema della riforma mentre domani e dopodomani ci sarà un sit-in del
comitato davanti a Montecitorio. Ma sulle proteste delle elementari,
l'assessore comunale alla Scuola Laura Marsilio commenta: "Dichiarare la
giornata lutto per il primo giorno di scuola è un atto di abuso di potere dei
docenti che sono dipendenti del Ministero, così come di violenza psicologica
nei confronti dell'infanzia". E poi il fronte nomine: "Tra Roma e
provincia devono ancora essere nominati circa 600 docenti, la maggioranza del
sostegno - spiega Mimmo Rossi, segretario generale della Cgil scuola di Roma e
del Lazio - e un migliaio di personale Ata". Ma oggi inizieranno anche
alcuni istituti superiori, come lo scientifico Newton: "Ho dovuto fare la
proroga a 10 collaboratori su 14 dell'anno scorso", spiega il dirigente
Mario Rusconi. Apertura anche per il Mamiani: 7 i collaboratori Ata prorogati
su 11 al classico di viale delle Milizie dove il coordinamento autorganizzato
degli studenti distribuirà cd gratuiti contenenti i testi scolastici. Sit in
invece dell'Unione degli studenti oggi davanti al ministero dell'istruzione.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
III - Bologna Prima campanella con le riforme della Gelmini e
sindacati-genitori-insegnanti sul piede di guerra In classe col lutto al
braccio Scuola, parte un anno in salita. E oggi sciopero dei bus Annunciate per
stamattina varie forme di protesta. La polemica della Regione contro il
governo. Le
lingue straniere a rischio BRUNELLA TORRESIN Chiamata ad affrontare la più
contestata riforma-restaurazione degli ultimi anni, la scuola riapre questa
mattina le sue aule a bambini e ragazzi. Il ritorno dei voti (e, dall'anno
prossimo, anche del maestro unico) alla scuola elementare, il ripristino del
voto in condotta (che farà media) e degli esami di riparazione a settembre alle
superiori sono novità le più evidenti. E forse anche, già da stamattina, alunni
e studenti saranno accolti da insegnanti con la fascia del lutto al braccio
(come ha proposto di fare la Cgil) e striscioni sulle pareti, nell'attesa che
in settimana sia decisa la data dello sciopero, già annunciato, contro il
"decreto Gelmini". "No, non è una
giornata di festa", ripetono insegnanti e genitori. A complicare ancor di
più le cose, si aggiunge lo sciopero degli autobus dalle 8,30 alle 16.30 e di
nuovo dalle 19.30 a fine servizio, proclamato da tutte le sigle sindacali. Nei
giorni scorsi il ministro per l'Istruzione Mariastella Gelmini
ha nuovamente puntato il dito contro un sistema scolastico che a suo giudizio
si tradurrebbe in una "spesa fuori controllo": "La nostra scuola
ha il maggior numero di ore in Europa - ha dichiarato il ministro -, è il caso
che puntiamo sugli insegnamenti fondamentali: italiano, matematica, scienze,
lingua straniera". Ma "Il contenimento della spesa non può essere
l'unico riferimento valido", replicano nel loro messaggio di augurio a studenti
e insegnanti il presidente della Regione Errani e il suo assessore Paola
Manzini. Tantopiù che la cura immaginata dal governo provocherà, secondo le
organizzazioni sindacali, "migliaia di posti di lavoro a rischio" e
un profondo mutamento nella fisionomia del sistema scolastico bolognese. Ne
metterà a rischio la ricchezza dei piani d'offerta formativa, l'estensione del
tempo pieno (oggi richiesto dal 58 per cento delle famiglie), le attività di
laboratorio. Non è più garantito l'insegnamento della lingua inglese alle
elementari con docenti specializzate, né la terza ora per la seconda lingua
nelle scuole medie.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Firenze
Prandelli: Lavezzi bravo ma noi proprio ingenui "Buon primo tempo, ma
l'esame non è stato un granché" Il tecnico: a un certo punto anche il
pareggio ci andava stretto. Poi... NAPOLI - Non c'è tristezza, un po' di
dispiacere sì, ma gli occhi di tutti sembrano già puntare oltre: oltre Lavezzi,
oltre il campionato, oltre le Alpi. A Lione, ovvio. Se è vero che le sconfitte
servono, di sicuro questa qualche lezione te la mette lì. Tanto più che il
paradosso è evidente: "Anche il pareggio a un certo punto ci stava
stretto" dice Prandelli. E in parte è vero. La Fiorentina non si è mai
fatta schiacciare nella sua area. Ha cercato di fare la sua partita, anche
perché il Napoli di solito preferisce fare così, lasciare agli altri il compito
di giocare e tenendo per sé il privilegio di ripartire. Ma il tecnico della
Fiorentina è strafelice del primo tempo dei suoi. "Non ho mai visto una
personalità così forte lontano da casa. Nel primo tempo abbiamo dominato. Col
gol di Mutu la partita si era messa in discesa". Sì, proprio così. Anche
se in discesa ci sta pure che cadi. Beh, la Fiorentina è scesa sull'erba del
San Paolo con l'aria di chi voleva vincere e basta. Squadra ordinata,
geometrica, decisa a tenersi la palla tra i piedi in attesa di chiudere i
conti, rischiando il minimo davanti a Frey. E quel gol, bello da morire nella
sua costruzione (anche se in sospetto fuorigioco) aveva lanciato la squadra
verso la conquista di Napoli. Il tecnico su questa cosa insiste: "Dopo un
primo tempo così dovevamo chiuderla, questa sfida". E, invece, no.
"Lavezzi si è costruito da solo il gol del pareggio con un'azione delle
sue. E' riuscito a portare tre difensori fuori posizione. Siamo stati ingenui.
Ma comunque, anche dopo il pareggio, dovevamo giocare come il primo tempo.
Invece. Parecchio ingenui. Diciamo che l'esame di maturità di Napoli non è
stato un successone, perché un primo tempo non basta, soprattutto se dopo la
pausa decidi di squagliarti come un gelato all'equatore. "La personalità?
Beh, diciamo che c'è da lavorare, anche se ci tengo a ripetere che il nostro
approccio alla partita è stato ottimo". Giusto guardare le cose positive.
E parlare di ingenuità per spiegare le ragioni di una sfida buttata via. Il
gruppo non deve perdere sicurezza ma semmai conquistarsela, visto che siamo
solo agli inizi di una stagione senza alibi e con tante ambizioni. Di sicuro
l'assenza di Gamberini pesa su quel paio di svarioni. Impossibile non
ammetterlo. "E' normale che sia così. Gamberini è un giocatore della
nazionale e quindi la sua assenza sul campo non può passare inosservata".
Ma Prandelli ha anche il difficile compito di costruire nuovi equilibri dentro
un gruppo pieno zeppo di facce nuove. Anche per questo aveva anticipato che qui
a Napoli avrebbe dato spazio a chi non fa parte della lista Champions. E se
Semioli è rimasto a casa con la febbre, allora questo è stato il giorno di Da
Costa, portoghese costato un botto il gennaio scorso (4,5 milioni) e mai
utilizzato in attesa di una maturazione caratteriale. Ma con Gamberini fuori
non era più tempo per aspettare. Prandelli ha parlato a lungo col giocatore,
facendolo mentalmente rientrare nel gruppo. In sintesi: se
lavori come dico io avrai il tuo spazio. Ecco perché adesso Prandelli, da bravo
papà, si spertica in elogi: "Devo dire bravo a Da Costa, è davvero
cresciuto". Prandelli, una maestro unico. Ma qui la Gelmini non c'entra, sia chiaro. (b.f.).
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Si torna in
classe, proteste contro i tagli Piano Gelmini, il
ministro assicura: "A scuola anche il pomeriggio" Prof, genitori e
studenti sfilano coi Cobas: strisce nere al braccio in segno di lutto ROMA - Si
torna a scuola in gran parte delle Regioni, la Lombardia ha anticipato mentre
la Sicilia ha deciso un breve prolungamento delle vacanze, ma oggi sarà anche
una giornata segnata dalle proteste contro il ministro Mariastella Gelmini. I giovani dell'Unione degli Studenti manifesteranno
alle 11 e mezzo davanti al ministero dell'Istruzione in viale Trastevere. I
Cobas annunciano "manifestazioni di protesta in tutta Italia di insegnanti
e non docenti, genitori, studenti e cittadini intenzionati a difendere e
migliorare la scuola pubblica". Il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi,
afferma che "chi scenderà in piazza indosserà adesivi con la scritta
"No ai tagli, no al maestro unico" portando al braccio fasce nere in
segno di lutto". L'epicentro della protesta sarà nella capitale. Oltre
agli studenti dell'Uds, che promettono azioni dimostrative durante la notte, il
coordinamento "Non rubateci il futuro", al quale hanno aderito 70
istituti, conferma che "oggi docenti, genitori e alunni entreranno in
classe con una fascia nera al braccio in segno di lutto, a sostegno del tempo
pieno e contro il maestro unico". E il ministro della Pubblica Istruzione?
Dopo l'anticipazione del Piano di riduzione ed "essenzializzazione"
del sistema scolastico, reso pubblico ieri da "Repubblica", invia un
laconico comunicato alle agenzie di stampa. "In merito ad un articolo
apparso su un quotidiano nazionale, in cui si afferma che nella scuola
dell'infanzia e nella primaria si farà lezione solo di mattina, il Ministero
dell'Istruzione - si legge in una nota del dicastero di
Mariastella Gelmini -
precisa che la notizia è priva di ogni fondamento. Il progetto in corso di
preparazione, e che verrà presentato nei prossimi giorni al Parlamento e alle
parti sociali, prevede, come più volte affermato dal ministro Gelmini, la conferma dei modelli orari a
40 ore nella scuola dell'infanzia e a 27, 30 e 40 ore nella scuola
primaria. Il che significa che sono confermate le opzioni che prevedono
l'orario di lezione anche nella fascia oraria pomeridiana, esattamente come
oggi. In particolare, il modello a 40 ore del tempo pieno nella primaria verrà
incrementato". In realtà il testo del piano del ministero della Pubblica
Istruzione di concerto con il ministero dell'Economia è stato già consegnato
agli assessori regionali all'Istruzione e alla Formazione, in previsione della
Conferenza Stato-Regioni che dovrà esaminarlo e discuterlo. Dall'articolato non
è chiaro come si possa mantenere l'orario di 40 ore a settimana nelle materne.
Il piano dice testualmente: "L'orario obbligatorio delle attività
educative, nell'ottica di una progressiva generalizzazione, si svolge anche
solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale
docente per sezione". Altro punto oscuro. Le tabelle del ministero
segnalano 17 mila maestri in esubero a partire dal 2009. Come può, di
conseguenza, restare tutto come prima? A proposito del maestro unico e del
mantenimento del tempo pieno interviene Gregorio Iannaccone, presidente
dell'Associazione nazionale dirigenti scolastici: "L'abolizione del tempo
pieno metterebbe in crisi le aree geografiche, come quelle del Centro-Nord, in
cui è ormai molto radicato. Con il maestro unico non ci sarebbero le condizioni
tecniche per assicurare la buona organizzazione e la buona qualità del tempo
pieno. La cosa grave - conclude - è che il governo abbia scelto di intervenire
proprio sulla scuola primaria che in Italia vanta un ottimo livello, come hanno
attestato i recenti risultati di analisi internazionali". (ma.re.).
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Il
pedagogista Franco Frabboni commenta il progetto di riforma "Un attacco a
elementari e materne così si favoriscono gli istituti privati" MARIO
REGGIO ROMA - "Il piano del ministro Gelmini
parla chiaro. Alle materne assistiamo al taglio della mela. Poche chiacchiere:
in una prospettiva molto ravvicinata, l'orario sarà solo antimeridiano. Alle
elementari si assiste al gioco delle ore: 24 a settimana con il maestro unico o
27 con quello prevalente, tipico della scuola privata.
Un attacco frontale, micidiale ai gioielli di famiglia della scuola
italiana". Franco Frabboni, ordinario di Pedagogia all'Alma Mater di
Bologna, ha appena finito di studiare il piano programmatico dei ministri Gelmini e Tremonti. Il suo giudizio è molto pesante.
"Perché sono molto preoccupato per quello che potrà accadere nel futuro
prossimo. La scuola materna è radicata nelle regioni
del Centro-Nord e il piano incontrerà un'opposizione generalizzata, a
prescindere dal colore politico. Qui si attacca la vita quotidiana delle
famiglie, la loro organizzazione di vita. Ma il colpo più grave sarà per le
regioni del Sud, dove la scuola materna sta
faticosamente decollando. Se passasse il principio del piano, le materne scomparirebbero".
E le elementari? "Qui la storia è più complessa. Si passa al maestro unico
e si ipotizza quello prevalente nel caso di un orario settimanale di 27 o 30
ore. Con quello unico non c'è discussione. Si distrugge il modulo delle tre
insegnanti su due classi impegnate in tre aree disciplinari: linguistica,
storia e geografia, matematica e scienze. Il maestro tuttologo oggi non ha
senso. Con quello prevalente non è molto meglio: se si tagliano migliaia di
insegnanti di ruolo, il maestro prevalente si farà aiutare da giovanotti di
buona volontà, come nelle private, e sottopagati, che provano ad insegnare
musica, inglese e informatica". Il ministro Gelmini
ripete che il tempo pieno non verrà toccato, anzi sarà incrementato.
"Starei attento, se fossi al suo posto, prima fare queste affermazioni. Lo
scenario che vedo all'orizzonte è il seguente: nella scuola
pubblica con il maestro unico a 24 ore nella maggioranza delle classi,
il tempo pieno diventerà il centro di raccolta dei ragazzi che hanno problemi,
quindi richiedono due insegnanti. Dai piccoli disabili ai figli degli
immigrati. Un po' come succede negli Stati Uniti, dove la scuola pubblica assorbe la fasce povere
della popolazione". Siamo su quella strada? "Se il progetto andrà in
porto a guadagnare saranno le scuole cattoliche, ma non solo. Anche le private
accessibili alla media borghesia e quelle di élite, che potranno rispondere
alle giuste esigenze delle famiglie, ma solo di quelle che dispongono di un
ricco portafoglio. E togliere ossigeno alla scuola
elementare pubblica, a mio avviso, ha proprio questo
obiettivo".
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Imitare Christopher
Veltroni: la destra sta rovinando l'Italia "Per Berlusconi la vera scuola
sono le sue tv". "Sondaggi? Non ne saremo schiavi" DAL NOTRO
INVIATO UMBERTO ROSSO SINALUNGA - Ci andava ragionando da tempo. Poi, gli
ultimi dettagli del discorso della svolta sul "nodo sicurezza" li ha
buttati giù nella notte, dopo una serata in pizzeria con i ragazzi della summer
school. E il messaggio ha voluto lanciarlo parlando alla base, ad un pezzo di popolo
delle primarie, presentandosi ieri mattina al palazzetto dello sport di
Sinalunga per la sua lezione di chiusura. Walter Veltroni ha premesso: voglio
misurare le parole. Ma il discorso puntava a produrre l'effetto di un pugno
allo stomaco. Raggiunto. Attacca subito. "E' così che può cominciare
l'autunno della democrazia e della libertà". Come? "Con queste misure
della destra in nome di una protezione, o presunta tale, al di sopra di tutto:
della libertà e dei fondamentali diritti civili di ogni persona". Di una destra,
insiste il segretario del Pd, che sta politicamente, economicamente e
moralmente "rovinando l'Italia". Insomma, per i democratici è ora di
uscire dall'angolo e lanciare l'allarme su come Berlusconi e il suo governo
stanno "usando" le paure degli italiani, terreno scivoloso perché su
questo il premier ci ha vinto le elezioni, ma la soglia di guardia ormai è
superata. In una logica, denuncia il leader del Pd, "vanamente e
unicamente repressiva", che finisce per essere solo oppressiva. "Si
parte dalle impronte ai bambini rom per arrivare alle celle negli stadi o al
carcere per le prostitute e per i loro clienti, per poi spingersi alla proposta
della schedatura informatica di massa del sistema francese Edvige". Che
prevede il controllo di migliaia di persone, dai 13 anni in su, in base alla
loro etnia, attività lavorativa, sindacale, politica, sessuale. Una destra che
restringe le libertà e che è poi fa solo annunci roboanti, di facciata.
Prendiamo l'ultima agghiacciante rivelazione: ci sono perfino bambini di 12
anni che fanno uso di cocaina. Come si affronta un dramma simile? "Per
Berlusconi magari mandando i bambini in galera. Ma in realtà se si vuole
stroncare la droga si deve stroncare il traffico gestito da mafia e camorra. E
per farlo al governo ci vuole qualcuno che non pensi che un mafioso sia un
eroe". Grandi applausi dai mille della summer school che, dopo le lezioni
di Rifkin, Morin, Fitoussi, Pettit, si possono gustare il Veltroni da
combattimento. Che piace anche all'amica-nemica Rosy Bindi, venuta ad
ascoltarlo insieme a Fioroni. Franceschini e Tonini hanno seguito invece tutte
e quattro le giornate. Piace perfino a Parisi, che ora aspetta il segretario
alla prova dei fatti dopo queste belle parole. Da destra, da Bonaiuti a
Cicchetto, a Bondi, siluri: così Veltroni chiude per sempre il dialogo. Ma il
segretario in versione "di sinistra" ha altri colpi da portare a
segno. Sulla scuola e sul ministro Gelmini, che non contenta di tutti i guai
già combinati annuncia la riduzione delle ore di insegnamento. "Per la
destra la scuola è solo un costo da tagliare. Tanto secondo Berlusconi la
scuola è la sua televisione". I sondaggi? "In certi casi non servono.
Serve una politica alta. Se Martin Luther King avesse fatto un sondaggio
sull'integrazione razziale avrebbe perso clamorosamente. Lui andò avanti. E
oggi abbiamo un candidato nero alla Casa Bianca". Che Veltroni proverà ad
incontrare, visto che da oggi è negli Usa per presentare la traduzione inglese
del suo libro "La scoperta dell'alba".
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il 18 ci sarà lo
"Jatevenne day" ROMA Rifondazione Comunista molisano organizza uno
"jatevenne day" per il 18 settembre prossimo, giorno in cui è
previsto a San Giuliano di Puglia (Campobasso) l'arrivo del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini, che
visiteranno la nuova scuola del paese, simbolo del terremoto del Molise
nell'ottobre 2002. Proprio nel comune molisano, il sisma del 31 ottobre di
quell'anno fece crollare la scuola elementare "Jovine", seppellendo
sotto le macerie 27 bambini e una maestra. "I provvedimenti della
ministra penalizzano principalmente le piccole realtà regionali come la
nostra".
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Gelmini completa la
"controriforma" Tornerà l'anticipo anche all'asilo Nei prossimi
giorni il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, presenterà ai
sindacati il piano programmatico per gli interventi di razionalizzazione del
sistema di istruzione secondo l'articolo 64 della legge 133/2008. Il mensile Tuttoscuola ne anticipa
in esclusiva tutti i contenuti. TORNANO ANTICIPI NELLA SCUOLA INFANZIA. La riforma
Moratti aveva introdotto anticipi di iscrizione anche nella scuola
dell'infanzia oltre che nella scuola primaria. Anticipi partiti a fatica e
abrogati dal governo Prodi con la finanziaria 2007. Ora il piano programmatico
ne prevede il ripristino. CONFERNATE LE SEZIONI PRIMAVERA. Il nuovo servizio
educativo per bambini tra i due e i tre anni, attualmente a gestione regionale,
viene confermato, prevedendo anche che nelle aree montane possano essere
accolti piccoli gruppi di bambini di due-tre anni anche nelle scuole
dell'infanzia. DOCENTE PREVALENTE NELLA PRIMARIA. Oltre al docente unico (o
quasi) per le classi di scuola primaria funzionanti a 24 ore settimanali, nelle
classi funzionanti con orario più lungo viene prevista la figura del docente
con orario prevalente. La riforma Moratti aveva previsto una figura analoga con
funzione tutoriale (il tutor, appunto), ma il contratto scuola l'aveva
disapplicata. ESTENSIONE DEGLI ISTITUTI COMPRENSIVI. Il piano intende
privilegiare dove possibile il modello degli istituti comprensivi, quelli cioè
che uniscono sotto un'unica istituzione scolastica (e sotto un'unica
presidenza) scuole dell'infanzia, elementari e medie. Si ritiene che tali
istituti, che oggi rappresentano già quasi la metà delle istituzioni scolastiche
del I ciclo, favoriscano la continuità didattica e l'orientamento scolastico.
Ne vedremo molti di più. MENO ORE SETTIMANALI IN ISTITUTI TECNICI E
PROFESSIONALI. Gli istituti tecnici e professionali passeranno a 32 ore
settimanali (dalle attuali 36 in media) come già suggerito dalla commissione
ministeriale nominata appositamente dall'ex ministro Fioroni. MENO INDIRIZZI
STUDIO IN SECONDARIA SUPERIORE. Oggi sono circa 900, includendo le
sperimentazioni nazionali e autonome. Si interverrà soprattutto negli istituti
tecnici e professionali eliminando le duplicazioni (esempio istituto tecnico
commerciale e istituto professionale per il commercio; oppure istituto tecnico
industriale per la meccanica e istituto professionale per la meccanica) che
confondono l'utenza senza apportare valore aggiunto. Se ne contano moltissime
di queste duplicazioni. ACCORPAMENTO CLASSI DI CONCORSO. Le classi di concorso
con una comune matrice culturale e professionale verranno accorpate. Ad esempio
oggi matematica e matematica applicata rappresentano classi di concorso
diverse, creando talvolta difficoltà nell'efficiente gestione del personale.
L'intento è quello di semplificare e aumentare la flessibilità nell'impiego dei
docenti. PERCORSO SCOLASTICO ABBREVIATO. In futuro la durata dell'intero
percorso d'istruzione - secondo quanto risulta a Tuttoscuola - potrebbe ridursi
dai 13 anni attuali a 12, come avviene nella maggioranza degli altri Paesi
europei. Un'ipotesi del genere era contenuta già nel progetto di riforma
Berlinguer (che nella sua riforma dei cicli aveva ridotto la durata complessiva
delle elementari e medie da otto a sette anni), ed era stata inizialmente
considerata nella prima versione della riforma Moratti (che prevedeva la
riduzione della secondaria superiore da 5 a 4 anni, proposta poi ritirata per
la contrarietà in particolare di An).
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
/ Roma SARÀ un
inizio di anno scolastico come non se ne vedeva da anni. Stamattina in quasi tutte
le regioni bambini e ragazzi torneranno sui banchi. Ma nel mezzo ci sono state
le uscite di fine estate del ministro che ha per decreto iniziato ad affondare
quel poco che in Italia funzionava. Volantinaggi, sit in e proteste ci saranno
un po' in tutta la penisola: da Treviso a Milano, a Napoli e a Roma. Il maestro
unico l'oggetto. Ma anche una difesa dell'offensiva scatenata dal ministro
contro coloro che dovrebbe tutelare, gli insegnanti. Contro la "desolante
distruzione della scuola pubblica" e la "negazione dei diritti degli
studenti" una rappresentanza dell' Unione degli Studenti protesterà oggi
davanti al Ministero dell'Istruzione, in Viale Trastevere, dove è annunciata
una conferenza stampa e un'azione dimostrativa. Altre "azioni
dimostrative" sono state fatte dall' Uds anche stanotte. Anche i Cobas
annunciano per oggi, "in quasi tutta Italia", manifestazioni di
protesta da parte di "docenti, personale Ata (ausiliari, tecnici,
amministrativi), genitori, studenti e cittadini intenzionati a difendere e a
migliorare la scuola pubblica". In particolare, afferma il portavoce dei
Cobas della scuola Piero Bernocchi, docenti e Ata manifesteranno in varie
forme, "indossando adesivi con la scritta "No ai tagli, no al maestro
unico", portando al braccio fasce nere in segno di lutto". L'anno si apre nella capitale in un clima di forte tensione per la
riforma Gelmini, anche
nelle scuole elementari, dove con il decreto sul maestro unico appare a rischio
il tempo pieno e secondo la Flc-Ccgil il taglio sarà a Roma di 1.800 maestri.
Nella capitale, dove si è registrato un vero boom di iscrizioni di studenti
(501.822), con un incremento del 5,8% rispetto allo scorso anno, è
attivo anche il coordinamento "Non rubateci il futuro", a cui hanno
aderito circa 70 istituti dove, in occasione del primo giorno di scuola,
docenti, genitori e alunni entreranno con una fascia di lutto al braccio a
sostegno del tempo pieno e contro il maestro unico. La protesta è partita dalla
Iqbal Masiq, una scuola elementare nel quartiere Casilino. Docenti, studenti,
genitori e personale amministrativo promuoveranno campagne informative sui
decreti governativi e raccolta di firme. È polemica anche sui dati ufficiali
diffusi dal ministero, sull'aumento delle bocciature (il 16% degli studenti delle
scuole superiori). Secondo l'Uds "il sistema di recupero dei debiti,
reintrodotto da Fioroni e totalmente condiviso dalla Gelmini,
ha drammaticamente fallito e va ridiscusso". Per Roma sarà una mattinata
infernale. Tanti genitori accompagnaranno in auto i loro bambini per il primo
giorno di scuola. I sindacati dei vigili urbani Ospol e Csa hanno convocato
assemblee nei 20 comandi municipali e potrebbe essere un primo giorno di scuola
senza vigili sulle strade con ripercussione sul traffico. Che potranno esserci
saranno anche anche per i numerosi cantieri di lavori in corso in varie parti
della città.
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
F.l. In una squadra
di governo chiamata ad annunciare più che a fare ci possono stare anche calibri
da zona re(tro)cessione quali Gelmini, Carfagna e Scajola. La demagogia non regge su un campo di
calcio. L'inganno delle meraviglie annunciate, se meraviglie non sono, si vede
subito. E se perdi Brocchi, che a dispetto del nome corre e illumina , e prendi
stelle impolverate, in un gioco veloce come i mutamenti della modernità, fai la
fine dei Ginger e Fred di Fellini. Così è il Milan di Berlusconi, oggi.
Sono stati chiamati grandi attori con le compagnie in disarmo. E per la verità
il popolo milanista meno bue degli elettori ci ha creduto fino ad un certo
punto. Ma il vate miliardario prima di tutto si ama e se poi perde la colpa è
sempre di qualcun altro: in politica della sinistra, al Milan di Ancelotti.
Ronaldinho, Shevchenko, Flamini, Zambrotta, Pato. Boom. Come i fuochi di
artificio, però. Quando la polvere cade fa subito buio. Sono arrivati profeti
in disarmo, anche un po' disamorati, qualcuno acciaccato. Nomi, sì certo. Ma si
stanno rivelando un po' come il meno tasse della campagna elettorale. Le bufale
su un campo di calcio non puoi mediarle con la propaganda. Una bufala è una
bufala, la vedono tutti. Una squadra che non si regge in piedi e che per la
dignità si affida all'infinito Paolo Maldini e al metalmeccanico del pallone,
Giuseppe Favalli, è lo specchio della demagogia estiva. Un po' come l'Italia. A
tirare la carretta gli uomini di buona volontà. A sputare e a soffrire, mentre
il premier va a Londra a dire che non siamo mai stati così ricchi. Il Milan si
rialzerà quando, come diceva un mitico presidente, compreranno anche
l'amalgama. Al Paese non basterà. Calcio & Politica.
( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
IL DIRETTORE
REGIONALE ALL'ELEMENTARE LESSONA Scuola, via tra le polemiche in classe 261.000
ragazzi Tutti in classe, stamattina, a Torino e in provincia. Nelle statali il
ritorno a scuola coinvolge oltre 261.000 studenti dalle materne alle superiori.
A tutti porgerà idealmente il benvenuto il direttore dell'Ufficio Scolastico
Regionale De Sanctis, insieme al vice direttore Iennaco e agli assessori
all'Istruzione di Comune, Provincia e Regione, visitando alcune scuole di
Barriera di Milano tra cui la Lessona di via Fiochetto. Ma l'inizio d'anno è
all'insegna della protesta contro il ministro Gelmini. Il sindaco di Collegno Silvana
Accossato alle 12,30 affiancherà un'insegnante dell'elementare Marconi, in via
Bendini 40, per sensibilizzare i cittadini sui rischi della riforma e
l'introduzione del maestro unico. I sindacati Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola
organizzano presidi all'ingresso delle scuole dove si recano le autorità.
Anche il Coordinamento Genitori di Torino da oggi avvia la sua campagna e
invita le famiglie mercoledì alle 21 per un'assemblea pubblica alla GAM.
( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Annone ricorda Isola
sfila 1945 1950 "Achtung banditen!" Tra i banchi col grembiule
RASTRELLAMENTO NAZIFASCISTA LA SCUOLA DEL PAESE Castello d'Annone ha portato in
sfilata una delle sue pagine più tristi del '900, il rastrellamento
nazifascista del 1945 che provocò tre morti. Per questo è stato invitato il
gruppo storico militare "Normandie '44" di Torino specializzato in
queste rievocazioni, con divise, armi e mezzi rigorosamente ricostruiti. La
messinscena ha colpito molto il pubblico. Isola d'Asti ha voluto portare in
sfilata, tra l'altro, una classe di scuola elementare, con
fiocco e grembiule nero regolamentare, forse rispondendo alle recenti
indicazioni del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini. Il tema scelto dal paese era però la vita sul Tanaro, il fiume
che attraversa l'Astigiano e che caratterizza la sua cultura.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-14 - pag: 12 autore: La Regione alle urne.
Dopo il ciclone giudiziario sulla sanità è scontro sulle ricandidature in
entrambi gli schieramenti Abruzzo, indagati ancora in lista Rifondazione e Di
Pietro chiedono "pulizia", ma il Pd non vuole perdere voti Roberto
Galullo PESCARA. Dal nostro inviato "Se proprio volete le quote rosa,
allora io propongo le quote anche per finocchi, minoranze etniche e
religiose": correva il 18 maggio 2007 quando il capogruppo- filosofo del
Pd nel Consiglio regionale d'Abruzzo le pronunciò nel bel mezzo di una riunione
della Commissione Statuto. Apriti cielo: la consulta dei gay dei Democratici di
sinistra chiese a Piero Fassino l'immediata espulsione dal partito dell'autore
di quest'inno alla tolleranza: Donato Di Matteo, un omone grande come una
armadio, fotocopia extralarge di Renato Pozzetto. Non solo non fuespulso ma–
dopo le smentite di rito-l'ex Governatore Ottaviano Del Turco lo chiamò accanto
a sé facendolo diventare assessore ai Trasporti al posto di Tommaso Ginoble
eletto nel frattempo in Parlamento con il Pd. Del resto sbarazzarsene non
poteva: porta più voti lui che tutta Rifondazione comunista messa insieme. Un
pacchetto talmente ampio –lui che gli ambientalisti definivano a capo del
"partito dell'acqua" che tanti disastri ha portato con spreco
incalcolabile di risorse –che Luciano D'Alfonso, diventato poi sindaco di
Pescara e attualmente indagato per corruzione, abuso d'ufficio e illecito
finanziamento di lui disse che "non si potevano crocifiggere i semplici
indagati". Piccolo particolare: su Internet spicca ancora il sito in cui
Di Matteo, con lo slogan "Le idee in pratica", sosteneva con la sua
lista la candidatura di D'Alfonso. Ed è proprio a partire da quest'uomo –
indagato per disastro doloso, turbativa d'asta e truffa a seguito del suo operato
quando era presidente dell'Aca, l'Azienda pubblica che gestisce la
distribuzione dell'acqua in 60 comuni della provincia di Pescara – che si sta
combattendo la battaglia nel centro-sinistra per il dopo Del Turco. Una parte
ampia del Pd vorrebbe costruire intorno a personaggi come lui la coalizione di
centro-sinistra che sfiderà il centro-destra nelle elezioni regionali del 30
novembre. Entro il 30 ottobre bisogna presentare le liste e come si fa a
rinunciare ai suoi 12mila voti che nel frattempo qualcuno stima in almeno
16mila? Già, come si fa? Nel Pd se lo chiede il coordinatore regionale, che
guarda caso è D'Alfonso. Due giorni fa, nel corso di un dibattito pubblico ha
detto di essere disponibile a discutere di personaggi che potrebbero mettere in
difficoltà la coalizione e ha confermato che il Pd potrebbe fare un passo
indietro nel nome del candidato Governatore per il centro-sinistra. Più a
sinistra queste timide aperture – tutte al condizionale - non bastano. Italia
dei Valori ha già scelto il candidato: il senatore Carlo Costantini. "Ci
sarà sempre una webcam nella Giunta regionale con Costantini presidente – ha
dichiarato Antonio Di Pietro presentandolo due giorni fa a Chieti- pronta ad
assicurare la trasparenza". Rifondazione comunista ha dato appuntamento a
Comunisti italiani, popolo dei verdi e alla stessa Italia dei Valori per
martedì 16 settembre alle ore 15. "Nel corso dell'incontro – si legge
nella lettera - vi proporremo di valutare e possibilmente formalizzare sia la
proposta di pulizia delle liste (nessun candidato indagato) e verificare una
possibile convergenza programmatica ed eventuali iniziative politiche comuni.
L'incontro fra noi ha l'obiettivo di rompere gli indugi e di rendere
praticabile la possibilità di contrastare efficacemente sia le pessime pratiche
politiche viste nella nostra regione, sia l'offensiva di un centro-destra
francamente squalificato". Firmato: Marco Gelmini, segretario regionale di
Rifondazione comunista che oggi attacca. "Il sistema non è cambiato – dice
al Sole-24 Ore – e i padroni della sanità vogliono ancora essere al comando
della vaporiera, come se nulla fosse successo. Un disastro". E sì
perché tutti gli indagati eccellenti sembrano sgomitare per avere il posto in
lista: Mahmoud Srour (Udeur), Franco Caramanico (Unione), Tommaso Ginoble (ora
deputato Pd), Bernardo Mazzocca, Giovanni D'Amico (Pd), Ferdinando Fabbiani
(Comunisti italiani). Tutti rigorosamente al centro della Sanitopoli abruzzese
per abuso d'ufficio e concorso aggravato, falso ideologico aggravato e in concorso
per aver approvato la delibera del 29 gennaio 2008 "attestando falsamente
– scrivono i magistrati- l'avvenuta certificazione dei crediti oggetto di
cessione in favore della Deutsche Bank". "E noi – spiega Gelmini – non possiamo tollerare che chi ha avuto la
responsabilità di firma in quella e altre delibere, alcune delle quali
misteriosamente sparite, oggi abbia il coraggio di chiamarsi fuori". Se a
questo aggiungiamo che più di un notabile sta spingendo per la candidatura di
Ottaviano Del Turco alle prossime elezione europee, il quadro è pressoché
completo. Marco Verticelli – che come spiega Gelmini
ha già fatto tre legislature e dovrebbe per statuto fare posto ad altri –pur
ditornare in Regione sta lavorando per farsi promuovere candidato Governatore.
Un bel colpo, se riuscisse. Peccato che l'attuale presidente pro- tempore,
Enrico Paolini, e il senatore Giovanni Legnini sembrano pensarla diversamente:
prima (eventualmente e D'Alfonso volendo) ci sono loro a dettare legge. Se il
centro-sinistra fa i conti con gli indagati non è che il centro- destra se la
rida. Spara a zero contro Del Turco ma ha guai grossi in casa. L'ex Governatore
Giovanni Pace – indagato per la Sanitopoli insieme al collega di Forza Italia
(poi passato all'Udc) Vito Domenici per associazione per delinquere, abuso
d'ufficio, truffa aggravata e concussione – non ha ancora smaltito il colpo,
come del resto il potente Sabatino Aracu, deputato del Pdl, indagato dalla
Procura di Pescara per tentata concussione in concorso. Sarà difficile
scrollarsi di dosso i (tanti) indagati in giro tra le amministrazioni e sarà
complesso fare i conti con pezzi da novanta come il senatore di Fabrizio Di
Stefano, coordinatore regionale di An che sta già scaldando i motori per la
carica di Governatore o come il senatore Andrea Pastore, coordinatore regionale
di Forza Italia. Sarà dura soprattutto per Gianni Chiodi, sindaco di Teramo,
che il centro-destra più illuminato considera il candidato Governatore ideale.
Roberto.galullo@ilsole24ore.com http://robertogalullo.blog. ilsole24ore.com
DEMOCRATICI Il coordinatore D'Alfonso: pronti a discutere su nomi che
potrebbero imbarazzare la coalizione e a fare un passo indietro sul
governatore.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-15 num: - pag: 1 autore: di
MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE SENZA FONDI E PROGETTI L'UNIVERSITA'
NELL'OMBRA a fatto bene il H Corriere a dare tanto rilievo all'edizione 2008
del Rapporto Ocse sull'istruzione. Non perché racconti una storia molto diversa
da quella del 2007 o metta a disposizione dati ignoti a chi si occupa di queste
cose. Ma perché ogni occasione è buona, e questa era ottima, per mettere in
allerta l'opinione pubblica su un tema di grande importanza per lo sviluppo
economico, il benessere dei cittadini, la giustizia sociale, la qualità della
società civile e della stessa democrazia. Di questo si tratta quando si parla
di istruzione. E per questo è grande lo sconforto nel constatare che il nostro
Paese occupa un posto così basso nelle classifiche che l'Ocse compila sui più
diversi indicatori. E quando il posto non è basso, come non lo è per il numero
di insegnanti o la spesa per allievo nella scuola media, lo sconforto è ancor
maggiore perché l'efficacia dell'insegnamento misurata attraverso esami
confrontabili ci fa di nuovo ripiombare negli ultimi posti della classifica.
Limito il commento all'Università, che è il segmento che conosco meglio e sul
quale il rapporto Ocse concentra le maggiori critiche. A differenza della
scuola, è quello in cui la spesa per studente è inferiore alla media; il tasso
di abbandono è superiore; la capacità di attrazione di studenti stranieri è
infima; gli iscritti sono sì molto cresciuti, ma lo è assai meno la percentuale
di laureati sulle fasce d'età più giovani: in ogni caso siamo sempre ben al di
sotto degli altri Paesi avanzati. Un pessimo risultato per una grande nazione
europea, la culla della civiltà occidentale come i politici amano ricordare,
sempre aggiungendo che l'istruzione è la migliore carta che possiamo giocare
per stimolare la crescita. A queste affermazioni corrispondono poi disegni,
programmi, azioni concrete? Lascio da parte una valutazione del precedente
ministro dell'Università: negativa, anche se a sua scusante può invocare la
fragilità del governo di cui era parte e la sua breve durata. Il governo in
carica è però robusto e sembra destinato a durare: qual è
il disegno del ministro Maria Stella Gelmini? Per ora vediamo azioni, previste in alcuni articoli del
super-decreto legge tremontiano di finanza pubblica, il ben noto 112/88: azioni
gravide di conseguenze, ma di un disegno di lungo periodo neppure l'ombra. Il
fondo di finanziamento ordinario delle università viene progressivamente
ridotto e le assunzioni di personale tagliate: insomma, le
"bestie-atenei" vengono affamate. Dove possono rivolgersi per
nutrirsi? Si trasformino in Fondazioni di diritto privato - questa è la
risposta dell'articolo 16 -, diventino più efficienti e cerchino risorse nella
società civile: hanno voluto l'autonomia? La usino. "Maestà, il popolo non
ha pane (pubblico). E allora si nutra di brioches (private)": come non
ricordare la famosa battuta attribuita a Maria Antonietta di fronte a questa
operazione? CONTINUA A PAGINA 30.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE A sinistra La strategia L'affondo di Veltroni
"La destra rovina il Paese" Scontro con la Gelmini: "La vostra scuola è la tv". "Sei disperato"
L'attacco: "Con loro comincia l'autunno della democrazia" Verdini:
"Oggi ha seppellito il dialogo" DAL NOSTRO INVIATO SINALUNGA (Siena)
- Walter Veltroni è sul palco già da un'ora, quando alle sue spalle parte il
filmato. Pochi minuti di "Into the wild", il protagonista
scrive una frase nel diario: "La felicità è reale solo quando è
condivisa". Così, benvenuto al regista Sean Penn e benvenuto a Christopher
McCandless, di cui Penn narra la vita fra le montagne d'Alaska. Benvenuti nel
pantheon di questo Pd. Veltroni parla ai mille ragazzi che hanno frequentato la
scuola di formazione del partito. E parla ai cittadini di Sinalunga, come Rosy
Bindi, in prima fila. Se il discorso di Firenze, sette giorni fa, fu il
richiamo alla battaglia politica aspra, qui viene disegnato il quadro culturale
del Pd. In contrapposizione frontale alla destra: "Con loro comincia
l'autunno della democrazia". Tanto che il coordinatore di Forza Italia,
Denis Verdini, più tardi, dirà: "Oggi Veltroni ha seppellito il dialogo
maggioranza- opposizione". Qual è il filo conduttore di Berlusconi e
alleati? "La "securizzazione" della società - risponde Veltroni
-. Una società senza valori, egoista e spietata produce bisogni di protezione e
repressione: dalle impronte ai bambini rom, alle celle negli stadi, al carcere
per prostitute e clienti...". In questo sistema, si scalda il segretario
pd, a cosa serve la scuola? "Per noi la scuola è il centro di tutto. Per
la destra, un costo da tagliare. Per Berlusconi la scuola è la sua televisione
". Risposta, a distanza, del ministro Gelmini:
"Veltroni è disperato e difende l'indifendibile: la scuola non funziona a
causa dell'ideologia egualitaria della sinistra". Veltroni non si era
risparmiato sul comunismo: "Per due volte nel Novecento la libertà ha
sconfitto il totalitarismo. Berlino 1945. E Berlino 1989, "fine di quel
comunismo che aveva, anche con il sangue, impedito ogni opposizione e libertà".
Ora però, esiste un avversario nuovo: "E' il "pensiero unico"
neo-conservatore: la rassegnata e cinica convinzione che i grandi processi
storici obbediscano solo alla legge della necessità ". Infine, indicazioni
operative, proprio sui terreni che stanno facendo governare la destra con il
consenso. Il ritorno sul territorio. Una nuova impostazione del rapporto tra
religione e democrazia. Contro il populismo, cultura della partecipazione.
Iniezione di fiducia, Veltroni ci prova. Ai suoi giovani dice: "Se nel
1963 Martin Luther King avesse fatto un sondaggio sull'integrazione sarebbe
stato travolto dai no. Ma 45 anni dopo uno con la pelle nera si candida a
guidare gli Stati Uniti. Non guardate i sondaggi!". "Veltroni
seppellisce ogni ambizione di cambiamento della tradizione comunista italiana
", commenta il ministro della Cultura, Sandro Bondi. E Capezzone,
portavoce di Forza Italia: "Sempre più chiara la convergenza tra Veltroni
e Di Pietro". Andrea Garibaldi.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-15 num: - pag: 30 autore: di
MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE SENZA FONDI E PROGETTI L'università
nell'ombra SEGUE DALLA PRIMA Non vorrei suscitare equivoci. Tagli erano
inevitabili, soprattutto nella scuola, dove non possiamo permetterci un
rapporto docenti/studenti così elevato. Ma nell'università la situazione è
semmai squilibrata in senso opposto e occorreva essere cauti nell'affamare: di
inedia si può morire, se le brioches delle Fondazioni non funzionano.
Funzioneranno? Come facciamo a saperlo se non ci viene presentato un programma
di legislatura che disegni un percorso di transizione dalla situazione attuale
ad una futura e più soddisfacente? Una road map, come si dice adesso. Non ce
l'ho per principio contro l'idea delle Fondazioni, avanzata tempo addietro da
due stimabili colleghi, Gianni Toniolo e Nicola Rossi. Né ce l'ho contro l'idea
di immettere "più privato" nell'istruzione superiore: il gatto sia
pure rosso o nero, purché prenda i topi. Ma in un Paese serio una grande
riforma è sempre preceduta da una discussione di merito approfondita e razionale,
spesso avviata da un documento ministeriale di un certo impegno: un libro
verde, o qualcosa di simile, come Maurizio Ferrera non si stanca di ripetere.
L'ha fatto Sacconi per il welfare, non poteva farlo Gelmini per l'Università e per la
scuola? Per la scuola poteva partire dall'eccellente "quaderno
bianco" dei ministeri dell'Economia e dell'Istruzione del precedente
governo. Molti materiali ufficiali sono disponibili anche per l'Università e
delle riflessioni di alcuni tra i più noti studiosi del problema fa una buona
rassegna il libro di Moscati e Vaira, pubblicato quest'anno dal Mulino.
Forse non sono gli studiosi cui il ministro fa riferimento, forse preferisce le
tesi più radicali esposte da alcuni noti economisti della Bocconi. In via
generale, ma soprattutto in questo caso, ci dia un'idea del percorso, passo per
passo, prendendo posizione sul gran numero di problemi sui quali dovrà
intervenire per arrivare ad una meta così distante dalla situazione attuale.
Solo così saremo in grado di distinguere le resistenze conservatrici che ogni
riforma importante incontra, e che devono essere superate, dalle obiezioni che
devono essere discusse seriamente e sulle quali le forze politiche devono
prendere posizione.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-14 - pag: 7 autore: IN ONDA SUL WEB LA GIORNATA
Sul sito del "Sole" parte alle 8 la no-stop per il ritorno in classe
Ore 8-10 Partirà con il suono della prima campanella il collegamento in diretta
web con i giornalisti e gli esperti del Sole 24 Ore Ore 9,50 Sarà lanciato il
videosondaggio sulle novità Ore 10-12 Sarà il momento di chi il primo giorno di
scuola lo vive: studenti e insegnanti si collegheranno via web-cam per porre i
loro quesiti agli esperti Ore 12-15 Spazio agli approfondimenti: come la scuola
aiuta a trovare lavoro,il ritorno dell'educazione civica, il ruolo dello sport,
quanto l'hi-tech serve agli studenti, l'alimentazione sui banchi di scuola e i
costi dell'istruzione Ore 15 Intervista –realizzata con Radio24 –al ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini Ore 15,30 -18 Lo studio accoglierà genitori, insegnanti e
studenti. E saranno commentati i risultati del sondaggio Radio 24 All'interno
dei giornali radio, collegamenti dalle scuole, le voci del sondaggio e le
interviste www.ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-14 - pag: 7 autore: L'iniziativa multimediale
del Sole 24 Ore Domani lo "ScuolaD@y": dieci ore di diretta sul web
MILANO è domani lo ScuolaD@y: dieci ore di diretta web, dalle 8 alle 18, di
dibattiti, chiarimenti e confronti dedicati all'istruzione, in concomitanza con
il primo giorno di lezioni in quasi tutte le Regioni italiane. Lo ScuolaD@y –
che sarà visibile sul sito internet del Sole 24 Ore – coinvolgerà tutti i media
del Gruppo, dal quotidiano, ai Dorsi regionali, al quindicinale "Scuola-Il
Sole 24 Ore" a Radio 24. Lo ScuolaD@y comincia in edicola: con "Il
Sole 24 Ore del lunedì" i lettori troveranno un vademecum per orientarsi
tra le novità. Alle 8 inizierà la diretta web: la redazione multimediale
ospiterà i giornalisti e gli esperti del Sole-24 Ore, che metteranno a fuoco i punti-chiave
delle riforme degli ultimi anni, partendo dagli spunti forniti dalle mail e dai
videomessaggi dei naviganti. Il dibattito sarà animato anche da sindacalisti ed
esperti del mondo della scuola. E sarà anche lanciato il videosondaggio sulle
novità. Sarà poi la volta di studenti e insegnanti, che, dalle scuole, si
collegheranno con la redazione multimediale via web-cam. La maratona continua
con gli approfondimenti tematici: "La fabbrica degli occupati", che
spiegherà come e quando la scuola aiuta a trovare lavoro, il ritorno
dell'educazione civica, il ruolo dello sport e dell'hi-tech. Si potranno, poi,
vedere, oltre che ascoltare, le trasmissioni di Radio24 "Essere e
Benessere " e "Salvadanaio". Nel pomeriggio sarà ospite dello
ScuolaD@y il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la cui intervista andrà in onda
anche su Radio24. Ancora: nella redazione multimediale entreranno genitori,
insegnanti e studenti. In chiusura, appuntamento con i risultati del
videosondaggio. Lo ScuolaD@y va in onda anche su Radio 24: all'interno dei
giornali radio, collegamenti dalle scuole in tutta Italia, le voci del
sondaggio e le interviste. www.ilsole24ore.com La diretta dalle 8 alle 18
E-mail e videomessaggi si possono inviare all'indirizzo
scuoladay@ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione:
IN PRIMO PIANO data: 2008-09-14 - pag: 7 autore: Stop a uno studente su sei Nel
2007-2008 il 16,2% non ammesso alla classe successiva Dario Aquaro Michela
Finizio Dopo quindici anni il vecchio esame di riparazione torna a spaventare
gli studenti delle scuole superiori. Con la sua reintroduzione, a partire da
quest'anno, il numero degli studenti bocciati è aumentato del 2% rispetto
all'anno scorso. In particolare, sei studenti su cento, tra quelli il cui
giudizio era rimasto in sospeso (in tutto circa 580mila), non sono riusciti a
superare la prova di verifica di fine agosto. E domani, quando riaprirà la
maggior parte delle scuole, dovranno ripetere la classe già frequentata. A
quanto pare i dati diffusi dal ministero dell'Istruzione smentiscono le voci
che attribuivano agli esami di riparazione – reintrodotti dall'ex ministro,
Giuseppe Fioroni, e subito sposati dal successore, Mariastella
Gelmini - il merito di
avere aumentato il numero dei promossi. In base agli esiti degli scrutini,
infatti, il numero dei promossi a giugno era salito di circa dieci punti
percentuali: il 59,4% contro il 49,8% dell'anno scolastico 2006/2007. Quando i
promossi con il debito erano addirittura il 36% rispetto al 27% dei rimandati a
settembre 2008. A conti fatti, i risultati di oggi lasciano ipotizzare
che il precedente meccanismo del debito formativo avesse "allargato le
maniche" degli insegnanti. Così, dopo le prove di verifica, il totale
degli studenti non ammessi alla classe successiva sale al 16,2% del totale, due
punti percentuali in più rispetto allo scorso anno scolastico, quando se ne
registrarono poco più di 14 su 100 (un valore pressochè costante negli ultimi
anni). Da viale Trastevere precisano che a incontrare le maggiori difficoltà
sono stati gli studenti degli istituti professionali (con il 7,6% di bocciati
sui "sospesi" di giugno) e della cosiddetta istruzione artistica con
6,7 bocciati su 100 rimandati. è andata meglio nei licei (classici, scientifici
e socio-psico-pedagogici) dove la quota di non ammessi è, invece, inferiore
alla media (circa il 5 per cento). L'ostacolo principale da superare resta la
prima classe. I ragazzi che arrivano dalle medie non sempre scelgono il
percorso più idoneo: da qui un brusco impatto con la scuola superiore.
Quest'anno, il numero totale di bocciati al primo anno di scuola superiore è
cresciuto di 3 punti, il 21,8% rispetto al 18,7% del 2006/2007. Intanto
prosegue la marcia della riforma scolastica, che toccherà anche le scuole medie
e l'università. Ieri, la festa dell'Udc di Chianciano Termeè stata l'occasione
per un dibattito tra il ministro dell'Istruzione e il suo "omologo
ombra" del Pd, Maria Pia Garavaglia. In un intervento punteggiato da
qualche fischio, Gelmini ha difeso le linee portanti
della riforma e annunciato che "venerdì 19 settembre presenterò alle parti
sociali un piano programmatico attuativo della finanziaria" per il settore
scolastico e entro fine mese le linee di una proposta per la governance degli
atenei. "Il Governoha assicurato il ministro- è aperto al confronto, ai
contributi e alle critiche, se sono costruttive". Ma è proprio il
confronto, secondo Garavaglia, il grande assente di questi mesi: "Le
commissioni competenti di Camera e Senato sono state umiliate perché non
abbiamo potuto presentare emendamenti visto che tutto è passato tramite le
commissioni Bilancio". L'INCREMENTO Rispetto all'anno scorso aumentati del
2% i bocciati Regime più severo con l'abbandono del sistema dei debiti.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-15 num: - pag: 31
categoria: BREVI Interventi e Repliche Tremonti e la vicenda Alitalia Ho letto
l'articolo di Francesco Verderami pubblicato ieri sul Corriere sotto il titolo
"Letta, i fornitori e lo strano allarme da Londra". Inter alia si
legge nell'articolo quanto segue: "... di chi addirittura osservava il
distacco di Tremonti, che giorni fa - alla festa di Azione giovani - dinnanzi
alle preoccupazioni di un dirigente di An aveva risposto: "Nooo... Va
tutto bene"". Ho parlato di Alitalia in Parlamento la mattina di
mercoledì 10 settembre. Non è mia abitudine andare in giro a parlare di
questioni importanti. Se Verderami mi avesse telefonato, glielo avrei
confermato a voce. Giulio Tremonti La legge elettorale per le europee
Nell'articolo "Chi ha paura delle preferenze?" sul Corriere di
domenica 14 settembre, Paolo Franchi dice che Cicchitto, nel difendere la
proposta di liste bloccate per le elezioni europee, ha usato gli argomenti
sostenuti da Mario Segni nel referendum sulla preferenza unica del 1991:
quello, come dice Franchi, iniziò la cosiddetta rivoluzione italiana. Non so
che cosa abbia detto l'on. Cicchitto. Quello che so con certezza è che nessuno
degli argomenti con cui sostenemmo nel '91 il primo referendum elettorale può
essere addotto per giustificare l'ignominia delle liste bloccate. Sono
risolutamente contrario a questa proposta non solo perché la considero una
gravissima spoliazione del potere di scelta del cittadino, ma anche perché
contraddice in pieno il contenuto delle riforme elettorali volute da una
amplissima maggioranza. Punto centrale di tutta la campagna referendaria fu la
rivendicazione dei diritti dei cittadini, contro lo strapotere dei partiti. Gli
strumenti con cui raggiungemmo l'obiettivo furono il collegio uninominale
all'inglese, cancellato dalla legge Calderoli, e l'elezione diretta del sindaco
e del governatore. Per completare il cammino verso una autentica democrazia dei
cittadini si sarebbe dovuto accompagnare al collegio uninominale la regola
delle primarie, vero perno della democrazia americana. Le liste bloccate sono
invece la consacrazione della "repubblica dei partiti", un ritorno
indietro nel cammino della nostra democrazia e il contrario di quello, che con
il pieno consenso della degli italiani, facemmo negli anni 90. Mario Segni
L'insegnamento della matematica Per anni ho tenuto l'insegnamento di Matematica
e Didattica della matematica per il corso di laurea per diventare maestri, alla
facoltà di Scienze della formazione di Roma Tre. La maggior parte degli
studenti a cui ho insegnato (250 all'anno) aveva svariati e gravi deficit di
preparazione in ambito matematico, che ho cercato di colmare, come ho potuto
(con 60 ore di lezione e 40 di laboratorio). La stragrande maggioranza mi
confessava di sperare di non dover insegnare matematica ed era felicissima
quando riusciva a prendere uno striminzito diciotto. Su una trentina di
insegnamenti complessivi avrebbero dovuto sostenere solo un altro esame di
Didattica della matematica (30 ore di lezione e 20 di laboratorio). Quindi la matematica era e, a quanto mi risulta, è presente
ancora oggi nella loro preparazione neppure al 10% del totale. Mi chiedo se il
ministro Gelmini sia al
corrente di questo stato di cose e come sia possibile in queste condizioni
ritornare al maestro unico. Giordano Bruno bruno@dmmm.uniroma1.it.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: PRIMA data: 2008-09-15 - pag: 1 autore: Istruzione. I progetti
di Governo e maggioranza per la formazione e il reclutamento degli insegnanti
Ogni scuola sceglierà i prof Precari: fino a 21 anni di attesa per azzerare le
graduatorie Insegnanti chiamati e "provati " dalle scuole, dopo una
laurea magistrale che abilita alla professione e cancella le attuali scuole
superiori per l'insegnamento. Sono questi i cardini del piano che Governo e
maggioranza stanno mettendo a punto per cambiare l'iter che conduce alla
cattedra. Su questi indirizzi punta il ministro Mariastella
Gelmini (già firmataria di
un Ddl sul tema nella scorsa legislatura) ma anche un disegno di legge già in
discussione alla Camera. Intanto, al ministero ha avviato i suoi lavori la
commissione tecnica che entro fine novembre dovrà ridefinire i percorsi accademici.
La fretta è dettata dall'esigenza di colmare un vuoto legislativo, visto che
dopo il blocco delle graduatorie non c'è una strada definita per diventare
insegnante. Sul reclutamento pesa il macigno del precariato arretrato: secondo
le ultime analisi ministeriali, per smaltire tutte le vecchie graduatorie
possono servire più di 21 anni. Servizi u pagine 2 e 3 con un'analisi di
Daniele Checchi u pagina 3 l'articolo prosegue in altra pagina.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-15 - pag: 2 autore: Docenti,
formazione sospesa Dopo lo stop alle Ssis non c'è un percorso certo per
arrivare in classe Michela Finizio Solo per capire come si diventa insegnanti,
in Italia, è quasi necessaria una laurea. Se poi si intende insegnare
veramente, oggi ci si scontra con il blocco delle graduatorie provinciali,
deciso con la Finanziaria 2007, e con lo stop alle Scuole di specializzazione
per l'insegnamento secondario (Ssis): con il risultato che oggi manca un
percorso formativo certo per salire in cattedra. Il rebus del sistema italiano
di reclutamento dei docenti non è mai stato facile da decifrare: per
raggiungere la meta esistevano diverse strade, alternative o addirittura
"cumulative". Al centro fino a oggi-c'erano le Ssis,istituite nel
1990 alla luce degli accordi di Lisbona. Attivate solo otto anni dopo, le
Scuole però oggi sono state chiuse: il decreto legge 112 del 2008 ha sospeso
l'avvio delX ciclo che doveva partire quest'anno. "Si è trattato di un
atto dovuto, di onestà intellettuale", come lo ha
definito lo stesso ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dal momento che l'accesso alle
graduatorie è bloccato. Lo sanno bene i quasi 12mila iscritti al IX ciclo, che
ora stanno frequentando il secondo anno: tagliati fuori dalle liste
provinciali, stanno lottando per essere comunque riconosciuti come l'ultima
" classe" delle Ssis. Sono circa 70mila i "sissini"
che negli ultimi dieci anni hanno frequentato il corso biennale nella speranza
di ottenere, prima o poi, una cattedra. Un obiettivo che per molti resta ancora
un miraggio: dal 2000 al 2007 nelle graduatorie ad esaurimento si sono iscritti
oltre 28mila "sissini" per la scuola secondaria di primo grado e
44.500 per quella di secondo grado. In base agli ultimi dati disponibili, nel
2005-06 meno di tre "sissini" su cento hanno ottenuto una cattedra di
ruolo (gli altri si dividono tra supplenze e incarichi temporanei): su 34.777
docenti immessi in ruolo solo 985 avevano frequentato la Ssis. "Non c'è
motivo di cambiare il sistema di formazione – afferma Marcello Pacifico,
presidente dell'Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione –.
Il problema non sono le Siss, che ad oggi sono il migliore sistema di
formazione, ma le modalità di accesso alla professione". I sostenitori
delle Ssis in questi giorni sono sul piede di guerra: la paura è che il lavoro
svolto finora venga dimenticato, se non addirittura spazzato via dalla nuova
riforma. "è sbagliato accusare le Ssis di eccessivo pedagogismo – continua
Pacifico – solo perchè non si è mai voluto monitorare l'attività svolta".L'area
psico-pedagogica copre il 30% delle 800 ore e il restante 70% è dedicato
all'approfondimento disciplinare. "In base alle ultime dichiarazioni del
ministro – aggiunge il rappresentante dell'Anief –sembra che gli insegnanti
finora non abbiano mai fatto pratica. Eppure il tirocinio occupa altre 400 ore
a scuola in orario curricolare, seguiti dai tutors". Al di là della
posizione a favore o contro le Ssis, tutti concordano con la necessità di
rimettere mano al reclutamento. "Il sistema andava cambiato subito –
afferma Gaetano Brunetta, presidente del coordinamento nazionale delle Ssis –.
Le scuole hanno elevato la formazione degli insegnanti, ma presto si sono
create delle fortissime incrinature a causa della doppia modalità di accesso,
tramite concorso oppure attraverso le graduatorie". Oltre a riformare il
sistema, infatti, presto bisognerà trovare una soluzione per smaltire le lunghe
liste d'attesa. IL BLOCCO Secondo il ministro Gelmini
è stato "un atto dovuto" dal momento che l'accesso alle graduatorie è
fermo dal 2007.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del lunedì
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-15 - pag: 2 autore: L'INIZIATIVA
MULTIMEDIALE DEL SOLE 24 ORE Oggi la maratona ScuolaD@y: il ministro e le
scuole in diretta E-mail e videomessaggi possono essere inviati all'indirizzo
scuoladay@ilsole24ore.com Il programma è sul sito www.ilsole24ore.com Ore 8-10
Dalla nostra redazione multimediale inizia la diretta web del Sole 24 Ore con
l'intervento del direttore Ferruccio de Bortoli. Si proseguirà con i
giornalisti e gli esperti del Sole 24 Ore che spiegheranno che cosa cambia
nella scuola. Un servizio sarà dedicato a un istituto delle superiori di Roma e
un altro a una scuola musulmana di Milano. Ci saranno anche videotestimonianze
dall'estero: come funziona il sistema scuola nel Regno Unito, in Germania, in Francia,
in Russia e negli Usa Ore 9.50 Il lancio di un grande videosondaggio per capire
qualè l'opinione prevalente sulle novità annunciate Ore 10-12 Studenti e
insegnanti delle scuole delle principali città si collegheranno via web-cam per
porre domande ai giornalisti e agli esperti che risponderanno in diretta Ore
12-12.40 La fabbrica degli occupati: come e quando la scuola aiuta a trovare
lavoro Ore 12.40-14 Il ritorno dell'educazione civica, il ruolo dello
sport,quanto l'hi-tech serve agli studenti: tutte le tematiche affrontate con
espertie giornalisti Ore 14-15 Dalla salute ai soldi, in particolare: nella
trasmissione di Radio24 "Essere e Benessere" si parlerà di
alimentazione sui banchi di scuola e in "Salvadanaio" si indagherà sui
costi dell'istruzione Ore 15 Intervista – realizzata insieme con Radio24 –al ministro Mariastella Gelmini Ore 15-18 Spazio in studio a genitori, insegnanti (di ruolo,
precarie presidi) e studenti, ma anche videoracconti attraverso foto, vignette,
filmati Ore 18.10 I risultati del videosondaggio Radio24 All'interno dei
giornali radio, collegamenti dalle scuole in tutta Italia, le voci del
sondaggio, le interviste.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: PRIMA data: 2008-09-15 - pag: 1 autore: Il maestro unico non
piace agli italiani Giudizio (da 1 a 10) su alcune delle riforme realizzate dal
ministro Mariastella Gelmini-
Sondaggio il Sole 24 Ore-Ipr Marketing Voto in condotta determinante per la promozione 7,7 Ritorno dei voti da 1 a 10
nelle scuole elementari e medie 5,5 7,7 6,5 Introduzione dello studio della
educazione civica 5,0 4,5 Ritorno del grembiule Ritorno dell'esame di
riparazione a settembre Il maestro unico alle elementari Il maestro unico alle
elementari non piace agli italiani, che bocciano l'iniziativa con un
secco 4 e mezzo.è il voto peggiore che emerge dal sondaggio
il Sole 24 Ore-Ipr Marketing sulle novità volute dal ministro
dell'Istruzione,che in altri campi incontrano invece il plauso delle famiglie.
Apprezzate la reintroduzione del voto in condotta
"forte" e dell'educazionecivica. Servizio upagina 2 l'articolo
prosegue in altra pagina.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-15 - pag: 3
autore: LA PROPOSTA Un progetto maturato nella scorsa legislatura L'idea di
affidare ai dirigenti scolastici la scelta dei professori da assumere era già
stata prospettata da Mariastella Gelmini nella scorsa legislatura, in un disegno di legge delega per la
promozione del merito nella Pa.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-15 - pag: 3 autore: Graduatorie.
Tempi lunghi per lingue e area umanistica L'attesa infinita del precario Prima
che il reclutamento torni nei ranghi, abbandonando il peso del precariato, ci vorranno
anni: quasi 22, secondo le ultime analisi del ministero dell'Istruzione. Una
stima in un certo senso ottimista, perché fatta prima che il Dl 112/2008
decidesse di tagliare un buon 10% degli organici e senza considerare che
l'apertura di una nuova strada per la cattedra ridurrà gli spazi per chi ha
imboccato la vecchia. Il precariato, del resto, incombe su ogni riforma, e in
qualche regione pesa come un macigno. Nel 2007 erano in lista 238.866 nomi,
cioè più o meno lo stesso numero dell'anno prima (la flessione è dello 0,6%). I
precari davvero in attesa sono circa la metà, perché quasi tutti sono iscritti
nelle liste della secondaria sia di primo sia di secondo grado (e alcuni di
loro sono in attesa solo del passaggio da un ordine di scuola all'altro).Ma
questa sostanziale immobilità nasconde un'Italia spaccata in due: con il
Mezzogiorno, ancora una volta, nella condizione più difficile, schiacciato da
un'impennata di precari (+10,8%) mentre si svuotavano le liste di NordOvest
(-14,1%) e NordEst (-10%). Ma è la clessidra dell'attesa stimata per ottenere
il ruolo a denunciare in modo più evidente i problemi. I tecnici l'hanno
stimata rapportando il numero degli iscritti alle graduatorie per le principali
discipline alla media annua di assunti nel triennio 2005/ 2007. La palma della
pazienza tocca agli aspiranti professori di lingue, che devono attendere fra 18
( alle medie) e 21 anni (alle superiori), mentre va un po' meglio ai professori
di italiano (fra 5 e 9 anni) e di scienze (fra 4 e 7). In realtà, va
considerato che soprattutto nell'area letteraria e di lingue chi aspira alle
superiori concorre anche per le medie, e che chi vuole insegnare scienze alle
superiori può arrivare anche a matematica nelle medie. Tenendo conto di questi
incroci, l'assunzione diventaquasi immediata nell'area scientifica e per gli
altri l'attesa oscilla fra i 3 anni di lettere e i 10 di lingue. Si tratta, però, di teorie, perché la cura Gelmini-Tremonti cancellerà nel prossimo triennio quasi 90mila cattedre,
e l'avvio di un nuovo sistema di reclutamento dovrà occupare almeno il 50% dei
nuovi ingressi: con questi fattori, l'anticamera possibile per i
"vecchi" torna immediatamente a superare il ventennio. A far
sperare in tempi miglioric'è l'età media degli attuali docenti (si veda
l'articolo in basso), che prospetta un'ondata di pensionamenti nei prossimi
anni. G.Tr.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-15 - pag: 2 autore: L'educazione
civica piace alle famiglie C'è la battaglia culturale, che annuncia di voler
riportare nelle aule la disciplina cancellando gli effetti dell'"onda
lunga"del 68.E c'è la cura economica, nata per rimettere in ordine i conti
di una struttura educativa condannata agli ultimi posti nelle graduatorie
internazionali di efficienza. Nella valanga di informazioni sulla scuola che in
questi mesi è piombata nelle loro case, le famiglie mostrano di separare
nitidamente i due binari, come mostra il sondaggio di Ipr marketing per Il Sole
24 Ore che ha chiesto agli italiani di dare i voti alle iniziative del ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini.L'opinione,come accennato, è articolata, e mentre riserva
giudizi lusinghieri alla ritrovata forza del voto in
condottae all'accento posto all'educazione civica
nei programmi, boccia senza appello il maestro unico alle elementari. Anche il
ritorno del grembiule non sembra accendere l'entusiasmo degli italiani,
che in relazione a questa iniziativa sul diario del ministro scrivono un grigio
5. L'azione del ministero piace in particolare al Nord. Soprattutto su
educazione civica (8,1 il voto al Nord, 7,7 la media
nazionale) e ritorno del voto in condotta
"forte" (7,9 al Nord, 7,7 la media). Ma i giudizi del Nord non vanno
scambiati per generosità nei confronti del ministro bresciano; che sul ritorno
del grembiule incontra "in casa" un sonoro 4,4, mentre al Centro
l'iniziativa raggiunge la sufficienza. Qualche perplessità suscita il ritorno
dei voti numerici alle elementarie alle medie (l'idea non va oltre il5 e
mezzo). Sufficienza piena, invece, per gli esami di riparazione a settembre: il
sistema dei debiti formativi, e l'incertezza che ha sempre circondato le
modalità per colmarli, hanno acceso la nostalgia per la vecchia prova.
Bocciatura senza appello, infine, per il maestro unico (4,5, al Sud 3,7). Più
del dibattito sugli aspetti pedagogici, forse, ha pesato l'allarme sul peso
degli organici sui conti pubblici: ei piani di risparmio sulla scuola dei
figli, inevitabilmente, non sono tra le idee più popolari del Governo agli
occhi delle famiglie. A cui Ipr marketing ha chiesto di valutare anche altri
aspetti della scuola, dalla preparazione del corpo docente alla qualità delle
strutture. La pagella completa sarà disponibile da
questa mattina sul sito del Sole (www.ilsole24ore.com). G.Tr. www.agcom.it La
scheda tecnica del sondaggio.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
15-09-2008)
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Il Sole-24 Ore del lunedì
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-15 - pag: 3 autore: Un anno di
"rodaggio" prima della cattedra Per i nuovi ingressi poteri di scelta
alle scuole Gianni Trovati La formazione degli insegnanti torna nel recinto dei
corsi universitari " tradizionali",abbandonando dopo 10 anni
l'esperienza delle scuole post-laurea che sono state congelate con la manovra
d'estate.E infuturo saranno i singoli istituti ad avere un ampio potere di
scelta e valutazione dei docenti, dopo un periodo di prova "sul
campo". Corrono su questi binari i progetti di Governo e maggioranza per
riformare la strada che conduce alla cattedra e superare l'attuale vuoto
normativo, che dopo la chiusura dei cancelli delle graduatorie oggi non offre
chance a chi metta in programma l'insegnamento nel proprio futuro
professionale. Dettagli e strumenti legislativi devono ancora emergere, ma gli
indirizzi sono chiari. Lo stesso titolare dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini, ha
ribadito di recente che agli istituti "va data la più ampia autonomia
possibile "; le scuole del futuro, secondo i progetti ministeriali, si
potranno trasformare in fondazioni con la possibilità "di reclutare gli
insegnanti a chiamata da una lista di abilitati ".Un'idea che la Gelmini aveva già messo nero su bianco, da deputata
semplice, nella scorsa legislatura, in un Ddl delega che assegnava ai dirigenti
scolastici compiti "di reclutamento del corpo docente". Nel frattempo
al ministero ha avviato i suoi lavori (e dovrà concluderli entro il 30
novembre) una commissione di esperti per ridisegnare le lauree magistrali e le
classi di concorso, per creare i percorsi accademici che conducono alle diverse
cattedre. Torna così di piena attualità uno dei cardini dell'autonomia
scolastica già previsti dal Dlgs 227/2005, varato dallo scorso Governo
Berlusconi ma poi rimasto nei fatti inattuato. L'impianto del reclutamento
degli insegnanti disegnato da quella norma è stato ripreso fedelmente dalla
maggioranza nel disegno di legge che Valentina Aprea, esperta del Pdl per le
politiche scolastiche e presidente della commissione Cultura della Camera, ha
già introdotto alla discussione parlamentare. La proposta prevede di abilitare
gli insegnanti attraverso una laurea magistrale, in cui l'80% dei crediti è
dedicato alla disciplina di laurea e un tirocinio nelle scuole permette la
formazione sul campo. L'esame di Stato permette l'inserimento nell'albo
regionale, a cui le scuole attingono (almeno una volta ogni tre anni) per
reclutare nuove leve.L'esordio dei nuovi insegnanti avverrà con un contratto di
inserimento di un anno, regolato dalle norme dei contratti a tempo determinato
e valutato al termine da una commissione d'istituto. A chi otterrà un giudizio
positivo si apriranno le porte della carriera scolastica, che per la prima
volta si articolerà in tre scalini (non gerarchici): docente
"iniziale", "ordinario" ed "esperto". Il
passaggio di "grado", naturalmente, alimenterà lo stipendio accanto
agli scatti biennali per anzianità ed è soggetto alla valutazione, mentre un
giudizio periodico accompagnerà anche l'attività ordinaria nelle prime due
fasce. "Secondo questo progetto – sottolinea Valentina Aprea – la laurea
magistrale è il primo tassello della formazione, arricchita dai tirocini e da
un primo anno di "inserimento". La professionalità va verificata sul
campo, e per questo il contratto a tempo indeterminato può arrivare solo dopo
una valutazione da parte di chi è già un professionista". Sulla riforma,
come sempre accade nella scuola, pesa il macigno del precariato che si è
accumulato negli anni ( si veda l'articolo sotto). "Chi è già in
graduatoria – chiarisce la presidente della commissione Cultura – ha un diritto
che deve poter far valere, e per un periodo di transizione il nuovo
reclutamento dovrà affiancarsi all'assorbimento degli attuali precari".
gianni.trovati@ilsole24ore.com.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
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N. 37 del 2008-09-15 pagina 3 Cgil contro la riforma Gelmini: "Primo sciopero il sei ottobre" di Augusto Pozzoli
Sindacati divisi: Cisl e Uil stanno organizzando una manifestazione autonoma Da
oggi ritorno al gran completo delle scuole milanesi. E già si prepara la
contestazione al progetto di riforma dei programmi di studio annunciati dal
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. A guidare la protesta la Cgil Scuola che ha già avviato
le procedure per la proclamazione di uno sciopero del personale scolastico di
Milano e Monza. Il blocco delle attività è previsto per il prossimo 6 ottobre.
L'iniziativa almeno per ora vede comunque isolata questa organizzazione: Cisl e
Uil scuola, infatti, non hanno aderito e si stanno muovendo in modo autonomo.
Protesta diffusa, dunque, ma a ranghi sparsi. Obiettivo comune della
rivendicazione resta comunque il tempo pieno alle elementari che il ministro si
è impegnata a garantire, ma che i sindacati non vedono assicurato dai progetti
che fanno perno sul ritorno al maestro unico. Su questo si discuterà nei
prossimi giorni nelle assemblee che si stanno organizzando nelle scuole. Il
ritorno alle lezioni nelle superiori dirà poi come si muoveranno gli studenti.
Finora si registra il blitz negli uffici del direttore scolastico regionale da
parte di un gruppo di giovani che fanno capo ai collettivi studenteschi. La
stessa organizzazione si prepara a scendere in piazza uno dei primi giorni di
ottobre, ma si tratta peraltro di una formazione decisamente minoritaria nelle
scuole. Resta da vedere pertanto fino a che punto riusciranno a coinvolgere la
massa degli studenti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 37 del 2008-09-15
pagina 0 La protesta choc: in classe si celebra il funerale di Francesca Angeli
I sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al
braccio per contestare la riforma. A Roma una settantina di istituti pronti ad
aderire. L'assessore regionale: "Doveva essere una festa, è una violenza
sui bambini". Primo giorno di lezione all'insegna delle critiche in molte
regioni. La Gelmini: "Mai pensato di abolire il tempo pieno" da Roma
Fascia nera al braccio degli insegnanti, aule con drappi neri alle finestre,
striscioni di protesta contro il governo all'interno degli istituti, un minuto
di silenzio subito dopo il suono della campanella e in alcuni casi occupazione
permanente. Molti bambini rischiano di confondere il ricordo del loro
primo giorno di scuola con quello di un funerale o comunque di un evento
tragico. Oggi riaprono le scuole in tutte quelle regioni che non avevano ancora
dato il via alle lezioni, in un clima teso per le novità già introdotte e per
quelle al momento soltanto annunciate dal ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini. Alcuni sindacati, Cobas in testa, hanno
invitato i docenti a presentarsi in classe con il segno del lutto al braccio ed
i presidi a segnalare il loro dissenso affiggendo cartelli e striscioni contro
il governo anche nei cortili e lungo i corridoi delle scuole. Il funerale per
celebrare la morte della scuola pubblica ed altre forme di protesta analoghe
sono state annunciate da molte scuole sparse lungo tutta la penisola. In alcune
scuole romane, dove è stato anticipato l'inizio delle lezioni, sono già
comparsi striscioni che in molti casi hanno suscitato perplessità e critiche da
parte dei genitori. Oggi dovrebbero essere almeno una settantina gli istituti
della capitale che aderiranno all'iniziativa luttuosa. Tra questi soprattutto
le scuole primarie perché è proprio sul ritorno al maestro unico che si
concentrano le critiche della categoria. Protestare contro le decisioni del
governo non soltanto è legittimo: è un diritto inalienabile di tutti i
cittadini e di tutti i lavoratori. Ma che un educatore si presenti in prima
elementare davanti a bambini di sei anni con la fascia a lutto invitandoli al
silenzio in nome della morte della scuola non appare una protesta ma quasi una
sorta di plagio. A denunciarlo fra gli altri anche l'assessore alla scuola di
Roma, Laura Marsilio. "Il primo giorno di scuola deve essere un momento di
gioia e di serenità - dice la Marsilio -. Dichiarare la giornata di lutto
all'inizio delle lezioni è un atto di abuso di potere dei docenti che sono
dipendenti del ministero così come di violenza psicologica nei confronti
dell'infanzia e delle famiglie che hanno tutto il diritto di vedere le
istituzioni lavorare insieme per il futuro della scuola". La Marsilio
comunque confida nella generale correttezza degli insegnanti e nel loro buon
senso. "Sono certa che la protesta sarà limitata ad un dieci per cento
degli istituti - sostiene l'assessore -. E questo nonostante il comizio antiGelmini organizzato a spese dei contribuenti dalla Regione
Lazio all'Auditorium di via della Conciliazione: doveva essere un concerto e
una festa e invece è stato un comizio contro la politica del governo tenuto
dall'assessore all'istruzione, Silvia Costa". Il tam-tam della protesta a
Roma è partito dall'istituto intitolato a Iqbal Masih (il bimbo pakistano
assassinato nel '95 simbolo della lotta contro lo sfruttamento e la riduzione
in schiavitù dei minori) nel quartiere Casilino. Qui docenti, genitori e alunni
promuoveranno campagne informative sui decreti governativi e raccolte di firme
contro i provvedimenti del governo. Soprattutto contro il ritorno del maestro
unico che, dice Piero Bernocchi leader Cobas, "sa di secolo scorso: un
ritorno che impoverirebbe e ridicolizzerebbe la scuola". L'Unione degli
studenti invece ha scelto metodi più classici di protesta: striscioni e cortei
davanti al ministero in viale Trastevere e volantinaggio davanti alle scuole.
Si andrà avanti poi con una serie di scioperi già annunciati da Unicobas, 3
ottobre; Cobas, 17 ottobre. Manifestazione della Gilda il 16 in piazza
Montecitorio. E tutto questo accade senza che il ministro abbia presentato il
suo Piano programmatico per la scuola ai sindacati. L'incontro è stato fissato
per venerdì prossimo e nel frattempo la Gelmini ha
smentito l'intenzione attribuitale dai sindacati di smantellare il tempo pieno
nella primaria. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 37 del 2008-09-15
pagina 9 Il ministro replica: "Mai pensato di abolire il tempo pieno"
di Redazione La Gelmini: "False le notizie circolate questi giorni: gli alunni
delle elementari e delle materne saranno in aula anche nella fascia
pomeridiana" da Roma Il ritorno al maestro unico non inciderà sul tempo
pieno adottato da molte scuole. Parola del ministro dell'Istruzione Mariastella
Gelmini, che ha cercato di
placare ieri preoccupazioni e false previsioni, molte delle quali
sollevate dall'Associazione nazionale dirigenti scolastici (Andis). Per il
ministro "non è vero che gli alunni delle elementari e delle materne
andranno a scuola solo di mattina - ha precisato il ministro smentendo così
alcune speculazioni in proposito -. Il progetto in corso di preparazione e che
verrà presentato nei prossimi giorni al Parlamento e alle parti sociali,
prevede - spiega - la conferma dei modelli orari a 40 ore nella scuola
dell'infanzia e a 27 ore, a 30 ore e a 40 ore nella scuola primaria. Il che significa
che sono confermate le opzioni che prevedono l'orario di lezione anche nella
fascia oraria pomeridiana, esattamente come oggi. In particolare il modello a
40 ore del tempo pieno nella primaria verrà incrementato".
Un'affermazione, quest'ultima, che convince poco il presidente dell'Andis
scettico sulla possibilità che il tempo pieno possa essere conservato con il
passaggio al maestro unico. "L'abolizione del tempo pieno - afferma
Gregorio Iannaccone - metterebbe in crisi le aree geografiche, come quelle del
Centro-Nord, in cui è ormai molto radicato. Con il maestro unico non ci
sarebbero le condizioni tecniche per assicurare la buona organizzazione e la
buona qualità del tempo pieno. La cosa grave - conclude - è che il governo
abbia scelto di intervenire proprio sulla scuola primaria che in Italia vanta
un ottimo livello". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 37 del 2008-09-15
pagina 9 Tutti i precari giù per terra al suono della campanella di Redazione Hanno
aspettato che suonasse la campanella e al drin si sono stesi per terra, per
dimostrare che la loro professionalità sarebbe stata
congelata dalla riforma Gelmini. È successo a Venezia dove una rappresentanza di precari veneti
ha deciso di attuare l'insolita e spettaccolare protesta. Sono passati appena
due giorni dal rientro a scuola dei 570mila studenti veneti, eppure il clima
sembra abbastanza "caldo" a causa della mobilitazione degli
insegnanti, che contestano tra l'altro la possibilità - paventata dal
ministro - che gli esuberi della classe insegnante possano trovare occupazione
nel settore turistico. Intanto i precari hanno già annunciato che il
"tutti giù per terra" è solo la prima delle proteste dei prossimi
giorni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 37 del 2008-09-15
pagina 9 Il concerto di inizio d'anno? Un'invettiva anti-ministro di Redazione
Altro che "Partiamo con la nota giusta". Il concerto organizzato
dalla Regione Lazio per inaugurare l'anno scolastico si sarebbe trasformato in
un "comizio" dell'assessore regionale all'Istruzione, Silvia Costa, contro la riforma Gelmini. Prova ne sarebbe il fatto che un altro assessore, il
responsabile alla Scuola del Comune di Roma, Laura Marsilio, ha lasciato la
manifestazione proprio per contestare "i 45 minuti di comizio" mentre
l'auditorium Conciliazione di Roma era stracolmo di tutti gli studenti, i
dirigenti, i rappresentanti dei docenti delle scuole del Lazio e delle
istituzioni. "È singolare - ha spiegato Marsilio - che l'assessore
Costa faccia aprire il concerto al coro della scuola capofila della protesta
contro la Gelmini". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampaweb, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA E' in arrivo il
"liceo breve", cioè una scuola superiore di quattro anni anziché di
cinque, da concludersi a 18 anni di età e non più a 19. Come accade negli altri
paesi europei. E' un'ipotesi di cui si parla dal '96, tempi del ministro Luigi
Berlinguer, e che i sindacati della scuola troveranno nel "Piano di
razionalizzazione" che il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini,
presenterà loro venerdì prossimo. Il documento - anticipato ieri dalla
newsletter di Tuttoscuola.com e confermato da fonti ministeriali - contiene una
ricca agenda di temi: dal ritorno dell'iscrizione anticipata alla scuola
d'infanzia fino alla riduzione delle ore di lezione nei professionali,
dalla riforma delle classi di concorso per gli insegnanti fino alla riduzione
degli indirizzi scolastici. Per il "liceo breve", attualmente in fase
di studio, il governo potrebbe approntare un apposito disegno di legge, mentre
per le altre misure basteranno provvedimenti amministrativi. Scuola d'infanzia
L'iscrizione, invece che a tre anni, potrà essere anticipata a due. Lo aveva
già previsto la Moratti ma la finanziaria Prodi del 2007 aveva sospeso questa
possibilità che ora verrà ripristinata. Affinché però la proposta non vada a impattare
contro la mancanza di posti negli asili, restano in vita anche le "classi
primavera" gestite dalle regioni, sempre per i bambini di due e tre anni.
Maestro La Gelmini confermerà il ritorno del maestro
unico nelle scuole che faranno l'orario base di 24 ore settimanali, ma gli
insegnanti saranno di più per il tempo pieno, sia pur con una figura di
riferimento detta "maestro prevalente". Con questo nome si intendono
quelle scuole in cui un unico preside governa l'interno percorso dalle materne
fino alle medie. L'idea è quella di estendere il più possibile questo modello
in quanto comporta, oltre a una continuità didattica, anche un serio risparmio
di presidi e personale non docente. Senza dire che l'accorpamento in istituti
comprensivi consentirà di mettere ordine nella quantità di scuole e scuolette.
Infatti, elementari e medie, dato che si rivolgono allo stesso pubblico,
dovrebbero essere di pari numero, invece le prime sono più del doppio delle
seconde, con 10 mila sedi che hanno meno di 50 alunni e 3.400 pluriclassi (cioè
con bambini che frequentano classi differenti). L'ipotesi ministeriale è quella
di una revisione della rete scolastica che permetta di lasciare in attività le
piccole scuole solo se servono effettivamente aree svantaggiate (piccole isole
o aree montane), accorpando invece le altre. Questo comporterebbe, secondo un
primo calcolo, la riduzione di 4.200 sedi scolastiche, con un risparmio a
regime molto rilevante, considerando che ogni piccola scuola costa tra i 150 e
i 180 mila euro l'anno. Gli orari Negli istituti tecnici e professionali
l'orario delle lezione dovrebbe passare da 36 a 32 ore settimanali, come già
suggerito dalla commissione ministeriale nominata appositamente dall'ex
ministro Beppe Fioroni. Bisognerà decidere, poi, se la riforma Moratti, che per
le superiori partirà da settembre 2009, potrà essere applicata da subito anche
agli istituti professionali, dato che su questi ultimi c'è una giurisdizione
mista di ministero e regioni. Meno indirizzi Alla domanda "che cosa vuoi
studiare dopo la terza media?" un ragazzo oggi può rispondere in 912 modi
diversi. Un elenco troppo lungo, pletorico e spesso pieno di doppioni (esempio:
istituto tecnico commerciale e istituto professionale per il commercio) che
confondono l'utenza senza apportare valore aggiunto. Il ministero vuole
razionalizzare. Anche questa materia dovrà essere discussa con le regioni.
L'ipotesi Moratti dei "poli tecnologici" in cui far confluire tecnici
e professionali potrebbe essere ripescata. Caos per le materie La questione è
molto tecnica, ma dice tutto sulla farraginosità della scuola. Ogni docente
insegna la propria disciplina, ovviamente, ma con specificazioni e accorpamenti
diversi a seconda del tipo di scuola. Esempio: un docente di lettere può
insegnare italiano e latino, italiano e storia, latino e greco, italiano e
greco, italiano storia e geografia, eccetera. Ciascuna di queste
classificazioni costituisce una "classe di concorso": un professore,
cioè, fa un concorso per insegnare uno di questi gruppi di discipline e non un
altro. Il risultato è un disastro, perché le "classi di concorso"
sono diventate ormai 622 e la gestione del personale scolastico privata della
pur minima flessibilità. La materia verrà riformata. OPINIONI Voti del Sud LUCA
RICOLFI.
( da "Stampaweb, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
TORINO L'anno
scolastico inizia fra le proteste. Maestre vestite a lutto a Roma e Firenze,
striscioni a Genova e nelle Marche e comunicati al veleno sulla "Jurassic
school". "Vogliamo contestare le politiche del
ministro Gelmini che vuole
riportare la scuola italiana indietro di vari decenni allontanandoci dal resto
dell'Europa, come dimostra la riduzione di fatto dell'obbligo scolastico, il
taglio drastico di investimenti, il ritorno al maestro unico alle elementari e
al voto di condotta", spiegano i leader degli studenti per voce di Roberto
Iovino, Coordinatore Nazionale UdS. Alla scuola elementare Daneo, nel
centro storico del capoluogo ligure, il personale si è presentato con grembiule
nero e cappelli da asino. "La scuola così va indietro e non avanti - ha
spiegato un'insegnante attiva da 35 anni, Piera Re -. Dopo 30 anni di sperimentazione
didattica con laboratori, fra l'altro, di informatica, inglese, psicomoticità e
arti figurative, si cancella tutto con la maestra unica che sarà in grado di
fare solo dettati, temi e compiti a scuola. Inoltre si appalterà il doposcuola
a qualche cooperativa tornando al passato". Il ministro dell'Istruzione
incassa e replica : "Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini
per cavalcare proteste che sono solo politiche. Per tutti i bambini- dice la Gelmini- il primo giorno di scuola è una festa, un momento
di gioia e allegria, non certo un'occasione per terrorizzarli. Sembra non
conoscere limite, invece, l'opera di disinformazione e allarmismo messa in
piedi da chi difende lo status quo di una scuola che per come è strutturata
oggi non può avere un futuro. La scuola non può essere utilizzata come un luogo
di battaglie politiche".
( da "Repubblica.it" del 15-09-2008)
Argomenti: Scuola
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( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
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N. 37 del 2008-09-15
pagina 0 Primo giorno di scuola: proteste tra i banchi di Redazione I sindacati
invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto
al braccio per contestare la riforma del ministro Gelmini. Polemiche per l'introduzione del maestro unico e contro
l'abolizione del tempo pieno. Il ministro: "Mai pensato di abolire il
tempo pieno". Chi ha paura della Gelmini? Dì la tua sul blog Roma - Fascia nera al braccio degli
insegnanti, aule con drappi neri alle finestre, striscioni di protesta contro
il governo all'interno degli istituti, un minuto di silenzio subito dopo
il suono della campanella e in alcuni casi occupazione permanente. Molti
bambini rischiano di confondere il ricordo del loro primo giorno di scuola con
quello di un funerale o comunque di un evento tragico. Oggi riaprono le scuole
in tutte quelle regioni che non avevano ancora dato il via alle lezioni, in un
clima teso per le novità già introdotte e per quelle al momento soltanto
annunciate dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.
Alcuni sindacati, Cobas in testa, hanno invitato i docenti a presentarsi in
classe con il segno del lutto al braccio ed i presidi a segnalare il loro
dissenso affiggendo cartelli e striscioni contro il governo anche nei cortili e
lungo i corridoi delle scuole. Il funerale per celebrare la morte della scuola
pubblica ed altre forme di protesta analoghe sono state annunciate da molte scuole
sparse lungo tutta la penisola. In alcune scuole romane, dove è stato
anticipato l'inizio delle lezioni, sono già comparsi striscioni che in molti
casi hanno suscitato perplessità e critiche da parte dei genitori. Oggi
dovrebbero essere almeno una settantina gli istituti della capitale che
aderiranno all'iniziativa luttuosa. Tra questi soprattutto le scuole primarie
perché è proprio sul ritorno al maestro unico che si concentrano le critiche
della categoria. Protestare contro le decisioni del governo non soltanto è
legittimo: è un diritto inalienabile di tutti i cittadini e di tutti i
lavoratori. Ma che un educatore si presenti in prima elementare davanti a
bambini di sei anni con la fascia a lutto invitandoli al silenzio in nome della
morte della scuola non appare una protesta ma quasi una sorta di plagio. A
denunciarlo fra gli altri anche l'assessore alla scuola di Roma, Laura
Marsilio. "Il primo giorno di scuola deve essere un momento di gioia e di
serenità - dice la Marsilio -. Dichiarare la giornata di lutto all'inizio delle
lezioni è un atto di abuso di potere dei docenti che sono dipendenti del
ministero così come di violenza psicologica nei confronti dell'infanzia e delle
famiglie che hanno tutto il diritto di vedere le istituzioni lavorare insieme
per il futuro della scuola". La Marsilio comunque confida nella generale
correttezza degli insegnanti e nel loro buon senso. "Sono certa che la
protesta sarà limitata ad un dieci per cento degli istituti - sostiene
l'assessore -. E questo nonostante il comizio antiGelmini
organizzato a spese dei contribuenti dalla Regione Lazio all'Auditorium di via
della Conciliazione: doveva essere un concerto e una festa e invece è stato un
comizio contro la politica del governo tenuto dall'assessore all'istruzione, Silvia
Costa". Il tam-tam della protesta a Roma è partito dall'istituto
intitolato a Iqbal Masih (il bimbo pakistano assassinato nel '95 simbolo della
lotta contro lo sfruttamento e la riduzione in schiavitù dei minori) nel
quartiere Casilino. Qui docenti, genitori e alunni promuoveranno campagne
informative sui decreti governativi e raccolte di firme contro i provvedimenti
del governo. Soprattutto contro il ritorno del maestro unico che, dice Piero
Bernocchi leader Cobas, "sa di secolo scorso: un ritorno che impoverirebbe
e ridicolizzerebbe la scuola". L'Unione degli studenti invece ha scelto
metodi più classici di protesta: striscioni e cortei davanti al ministero in
viale Trastevere e volantinaggio davanti alle scuole. Si andrà avanti poi con
una serie di scioperi già annunciati da Unicobas, 3 ottobre; Cobas, 17 ottobre.
Manifestazione della Gilda il 16 in piazza Montecitorio. E tutto questo accade
senza che il ministro abbia presentato il suo Piano programmatico per la scuola
ai sindacati. L'incontro è stato fissato per venerdì prossimo e nel frattempo
la Gelmini ha smentito l'intenzione attribuitale dai
sindacati di smantellare il tempo pieno nella primaria. © SOCIETà EUROPEA DI
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