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DOSSIER “SCUOLA”

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Report "Schola"

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Indice delle sezioni

Schola (15)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Caos esami in Italia. Dellai: La nostra scelta giusta ( da "Trentino" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dellai: "La nostra scelta giusta" Pochi soldi: decreto Fioroni a rischio. Ma in Trentino si va avanti coi debiti TRENTO. Gli esami di riparazione ripristinati dal ministro Fioroni sono a rischio. Con l'avvicinarsi dell'estate monta la protesta dei presidi, degli insegnanti, ma anche delle famiglie.

Sui debiti la prima grana per la Gelmini ( da "Giornale di Brescia" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Fioroni, secondo i comitati di base, "non assicura adeguate modalità di recupero e di verifica delle carenze degli studenti e addossa agli istituti scolastici oneri e obblighi che non si riescono ad assolvere". Anche la Flc-Cgil chiede di metter mano al provvedimento di Fioroni spostando in avanti i termini per il recupero dei debiti scolastici.

Corsi di recupero per 4 studenti su 10 ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuseppe Fioroni. Se la cifra fosse confermata a giugno - non è detto, infatti, che tutte le insufficienze si tramutino in debiti formativi - ben 18.320 studenti (per lo più di scuole pubbliche) frequenterebbero i corsi organizzati dalle scuole. "I problemi per organizzare i corsi, come nel resto d'Italia, ci sono stati - spiega Panetta -

La cei: cattolicesimo nei programmi a scuola ( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è questa la richiesta che la Conferenza episcopale ha sottoposto al ministero della Pubblica istruzione quando era ancora guidato da Giuseppe Fioroni. Un mese fa il ministero l'ha visionata, approvata e ne ha girato i contenuti agli uffici scolastici regionali. Dura la Cgil: "è un grave attacco alla laicità della scuola pubblica".

Competitività: Romania e Grecia meglio dell'Italia ( da "Arena, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con maggiore decisione a promuovere le materie di tipo tecnico-scientifico. Tra le singole voci che portano poi al "voto" finale l'Imd riconosce, ad esempio, un miglioramento del deficit e un miglioramento dei servizi e della distribuzione delle infrastrutture.

Le scienze sociali trent'anni dopo ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: AUTONOMIA E RIFORMA DELLA SCUOLA SECONDARIA Le scienze sociali trent'anni dopo Nei giorni scorsi, nell'Aula Magna dell'Istituto "Veronica Gambara" di Brescia si è svolto il convegno "Il Liceo delle Scienze Sociali tra autonomia e riforma della scuola secondaria".

<Non bocciate le scuole private> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: considerazione che le famiglie che mandano i propri figli alle private sono sottoposte a una specie di doppia tassazione, una volta con versamenti alla fiscalità generale, che finanzia le scuole pubbliche, e una volta sotto forma di retta scolastica". ORA il maggior impegno è quello che aspetta Maria Stella Gelmini, alle prese con la probabile ennesima riforma dell'Istruzione in Italia,

Sos scuola, mancano i docenti per i corsi di recupero ( da "Corriere di Bologna" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma il caos e il superlavoro del sistema-scuola non sembrano essere l'unico effetto della riforma Fioroni. Il ritorno degli esami a settembre ha messo paura alle famiglie bolognesi: "Ci risulta che quest'anno ci sia un'impennata delle lezioni private, per le quali si spendono anche 80 euro all'ora", dice Sandra Soster, della Cgil.

L'Italia? Peggiora Romania e Polonia fanno meglio di noi ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforme istituzionali, promuovere la competitività attraverso la riforma delle regole, la liberalizzazione dei mercati, le privatizzazioni e la riduzione delle tasse. Ma l'Italia ha anche bisogno di accelerare la semplificazione legislativa, di rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con più decisione

Competitività: l'italia perde 4 posizioni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con più decisione a promuovere le materie tecnico-scientifiche. Tra le singole voci che portano poi al voto finale l'Imd riconosce, a esempio, un miglioramento del deficit, dei servizi e della distribuzione delle infrastrutture.

Corsi di recupero, la scuola mortificata ( da "Centro, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con il ministro Fioroni si comincia a percepire l'assoluta necessità di cambiare rotta restituendo dignità alla scuola ed ai suoi operatori perché l'istituzione ha "diplomato 9 milioni di impreparati". Ma per tornare indietro è necessario ammettere errori e ciò è molto faticoso (specialmente dal punto di vista della politica) tanto che manca,

Cgil: ''La proposta della Cei rende la scuola meno laica, grave il sì di Fioroni'' ( da "Redattore sociale" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: grave il sì di Fioroni'' Roma - La Conferenza episcopale italiana (Cei) "chiede pesanti modifiche alle Indicazioni nazionali, fortemente limitative della laicita' della scuola". La pensa cosi' la Flc-Cgil che, in una nota, critica sia la proposta per la modifica dei programmi di religione cattolica di infanzia e I ciclo avanzata dai vescovi che la sua accettazione da parte dell'

Cei: ''La religione tra le materie dell'area linguistica''. Ok di Fioroni ( da "Redattore sociale" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni Roma - Inserire la religione cattolica tra le discipline dell'area linguistico-artistico-espressiva della scuola del primo ciclo (primarie e secondarie di I grado). È questa la principale richiesta che la Cei, Conferenza episcopale italiana, ha sottoposto al ministero della Pubblica istruzione nel suo progetto di revisione delle indicazioni per la didattica della religione

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-15 num: - pag: 5 categoria: REDA... ( da "Corriere del Veneto" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Abbiamo portato un video all'ex ministro dell'Istruzione, Fioroni – ricorda Paolo De Nadai, webmaster di ScuolaZoo.com -. In questa compilation figuravano anche professori veneti, ma non così tanti. I più gettonati erano al Cornaro, dove un insegnante venne ripreso a dormire durante l'orale della maturità.

<Sì al dialogo, ma non facciamo sconti> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Beppe Fioroni spiega però che il non ricadere in un'opposizione "anti" è una scelta strategica che darà frutti: "Se c'è un clima da stadio le tifoserie si compattano e i campi contrapposti si bloccano. Con la reciproca legittimazione, invece, come avveniva in altre stagioni politiche, c'è a una situazione di osmosi a partire dagli elettori"


Articoli

Caos esami in Italia. Dellai: La nostra scelta giusta (sezione: Schola)

( da "Trentino" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

Caos esami in Italia. Dellai: "La nostra scelta giusta" Pochi soldi: decreto Fioroni a rischio. Ma in Trentino si va avanti coi debiti TRENTO. Gli esami di riparazione ripristinati dal ministro Fioroni sono a rischio. Con l'avvicinarsi dell'estate monta la protesta dei presidi, degli insegnanti, ma anche delle famiglie. I problemi sono puramente organizzativi: i tempi per effettuare i corsi di recupero (a carico delle scuole) e per fare gli esami sono stretti e mancherebbero anche i soldi. Inoltre, le famiglie devono fare i conti con costi sempre più alti per le lezioni private, che toccano anche i 60 euro l'ora. Insomma, l'Italia della scuola è nel caos, ma il Trentino è in salvo. Con una (discussa!) delibera approvata a giugno il governatore Lorenzo Dellai aveva varato la via trentina: niente esami, si continua con i debiti (anche se il sistema diventerebbe più severo, con maggiori obblighi per le scuole). E a questo punto il presidente è soddisfatto. "Era facile intuire che non sarebbe stato agevole organizzare gli esami perché i tempi sono stretti e c'è il rischio di accavallarsi con il via dell'anno scolastico successivo. Non bisogna mai godere dei problemi altrui, ma forse sarebbe stata opportuna una riflessione più pacata da parte di tutti quando a gennaio si era discusso della nostra ipotesi". Una risposta a quella parte di presidi ed insegnanti, ed hai sindacati, che avevano criticato la via trentina ritenendola poco seria. Gli studenti, invece, attraverso un referendum avevano promosso la linea Dellai. (j.t.).

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Sui debiti la prima grana per la Gelmini (sezione: Schola)

( da "Giornale di Brescia" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 15/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO ESAMI DI RIPARAZIONE Sui "debiti" la prima grana per la Gelmini Un'immagine dalla trasmissione "Compagni di scuola" ROMA - La questione del recupero dei debiti formativi resta "calda", ma sul tavolo del neoministro Mariastella Gelmini si accumulano anche altre urgenze sul fronte dell'università e della ricerca. I Cobas hanno reso noto di aver depositato un ricorso straordinario al Capo dello Stato per l'annullamento, previa sospensione, dell'ordinanza ministeriale (n. 92) sui recuperi e il ripristino nei fatti degli esami di riparazione. Il contestato provvedimento dell'ex ministro Fioroni, secondo i comitati di base, "non assicura adeguate modalità di recupero e di verifica delle carenze degli studenti e addossa agli istituti scolastici oneri e obblighi che non si riescono ad assolvere". Anche la Flc-Cgil chiede di metter mano al provvedimento di Fioroni spostando in avanti i termini per il recupero dei debiti scolastici. "Chiediamo al nuovo ministro di intervenire su due fronti. Il primo - ha spiegato il segretario generale, Enrico Panini - è quello della certezza delle risorse: le scuole devono sapere su quali soldi possono effettivamente contare per avviare i corsi e questi devono essere commisurati alla reale entità dei debiti accumulati dai ragazzi. Chiediamo una modifica, in modo che si possano diluire i recuperi anche nell'anno scolastico successivo". Quella dei "debiti" non è la sola patata bollente. I nodi da sciogliere sono tanti. Sul fronte dell'università e della ricerca tre interventi urgentissimi sono stati segnalati dal senatore di An Giuseppe Valditara. "Il primo - ha spiegato il senatore - è un decreto legge che sblocchi i 40 mln di euro che il Governo aveva collegato al regolamento per il reclutamento dei ricercatori. L'altro intervento riguarda le borse di dottorato per le quali un mio emendamento alla Finanziaria - ricorda Valditara - prevedeva un aumento di 3.154 euro lordi all'anno. Perché ciò avvenga serve un decreto ministeriale attuativo".

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Corsi di recupero per 4 studenti su 10 (sezione: Schola)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

IN 18MILA RISCHIANO DI PASSARE L'ESTATE SUI LIBRI Corsi di recupero per 4 studenti su 10 Li prevede il direttore scolastico Panetta. Lezioni al via il 15 settembre TRIESTE La campanella suonerà il 15 settembre per gli studenti del Friuli Venezia Giulia. Lo prevede l'ipotesi di calendario scolastico regionale che l'assessore all'Istruzione, Roberto Molinaro, porterà oggi all'esame della giunta. Intanto il 40% degli studenti delle scuole superiori - come dichiara il direttore scolastico regionale, Ugo Panetta - trascorreranno l'estate sui libri, frequentando i corsi di recupero dei debiti introdotti dall'ex ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni. Se la cifra fosse confermata a giugno - non è detto, infatti, che tutte le insufficienze si tramutino in debiti formativi - ben 18.320 studenti (per lo più di scuole pubbliche) frequenterebbero i corsi organizzati dalle scuole. "I problemi per organizzare i corsi, come nel resto d'Italia, ci sono stati - spiega Panetta - e ci sono, legati soprattutto ai finanziamenti e al fatto che a luglio molti docenti sono impegnati con gli esami di maturità e poi devono usufruire delle ferie". Altro problema, le verifiche, che in regione dovrebbero avvenire entro fine agosto, al massimo potrebbero slittare di qualche giorno a settembre, "sia perchè l'ordinanza si esprimeva in questi termini sia perchè a settembre i docenti che hanno seguito i ragazzi durante quest'anno potrebbero non essere più in quella scuola". Resta il fatto che non si tratta di veri e propri esami, ma di verifiche appunto. Gli scrutini per chi viene spedito ai corsi di recupero, infatti, sono sospesi. Se ne parlerà a settembre. Allora potrà essere determinata la promozione o la bocciatura sulla base dell'attività svolta durante l'anno e non solo d'estate. Intanto la giunta regionale vara il calendario del prossimo anno scolastico e in materia di cultura approverà, per l'anno 2008, il programma dell'università popolare di Trieste rivolto a Slovenia e Croazia con il benestare del ministero degli Esteri e la programmazione delle attività regionali (fuori dalle strutture di pertinenza) del teatro Giuseppe Verdi di Trieste, del teatro stabile del Friuli Venezia Giulia e dell'ente teatrale regionale. Sempre in giunta si parlerà, oltre che di Insiel, di edilizia residenziale pubblica con una delibera di indirizzo generale per le Ater e saranno ripartiti i finanziamenti per due insediamenti produttivi a Pordenone e Tolmezzo. (m. mi).

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La cei: cattolicesimo nei programmi a scuola (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Via libera dal ministero La Cei: cattolicesimo nei programmi a scuola ROMA - Inserire la religione cattolica tra le discipline didattiche di elementari e medie. è questa la richiesta che la Conferenza episcopale ha sottoposto al ministero della Pubblica istruzione quando era ancora guidato da Giuseppe Fioroni. Un mese fa il ministero l'ha visionata, approvata e ne ha girato i contenuti agli uffici scolastici regionali. Dura la Cgil: "è un grave attacco alla laicità della scuola pubblica".

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Competitività: Romania e Grecia meglio dell'Italia (sezione: Schola)

( da "Arena, L'" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

IMD. Sul podio Usa, Singapore e Hong Kong Competitività: Romania e Grecia meglio dell'Italia ROMA L'Italia perde ben quattro posizioni nella classifica sulla competitività stilata come ogni anno dall'Imd (International Institute for management development, con sede a Losanna in Svizzera). Classifica che vede ancora saldamente al primo posto gli Stati Uniti, Singapore, Hong Kong e la Svizzera, che guadagna due posizioni fino al quarto posto. Il Belpaese passa invece dalla 42esima posizione dell'anno scorso alla 46esima di quest'anno. Si colloca così sempre più in fondo alla classifica dei 55 paesi presi in esame e anche la Romania, la Polonia, il Brasile, la Grecia, solo per fare alcuni esempi, la battono. Peggio dell'Italia si trovano invece la Russia (47esimo posto), la Turchia (48esimo) e la Croazia (49esimo). Una brutta sorpresa insomma dopo l'ottima performance dell'anno scorso che aveva visto l'Italia in netto recupero: nel 2007 era passata infatti dal 48esimo al 42esimo posto della classifica, segnando una delle migliori performance economiche. Ma quest'anno la musica è diversa e l'Imd ricorda le sfide principali che l'Italia ha di fronte: aumentare l'efficienza dello Stato portando avanti le riforme istituzionali, promuovere la competitività attraverso la riforma delle regole, la liberalizzazione dei mercati, le privatizzazioni e la riduzione delle tasse. Ma il nostro Paese ha anche bisogno di accelerare la semplificazione legislativa, di rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con maggiore decisione a promuovere le materie di tipo tecnico-scientifico. Tra le singole voci che portano poi al "voto" finale l'Imd riconosce, ad esempio, un miglioramento del deficit e un miglioramento dei servizi e della distribuzione delle infrastrutture. Ma restano sempre problemi come, ad esempio, la crescita che diminuisce, oppure la capacità di decisione del governo. Tutti problemi di non facile soluzione che spingono l'Italia sempre più in basso: in particolare, oltre a scendere al 46esimo posto alla voce generale "competitività", l'Italia arretra anche per la performance economica (45esimo posto contro il 39esimo dell'anno scorso); per l'efficienza del governo (53esimo posto contro il 51esimo del 2007). Qualche punto in più lo si guadagna invece per la capacità di promuovere business (dal 47esimo posto risaliamo al 46esimo, comunque in basso) e per le infrastrutture: dal 35esimo al 33esimo.

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Le scienze sociali trent'anni dopo (sezione: Schola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

IL CONVEGNO. AUTONOMIA E RIFORMA DELLA SCUOLA SECONDARIA Le scienze sociali trent'anni dopo Nei giorni scorsi, nell'Aula Magna dell'Istituto "Veronica Gambara" di Brescia si è svolto il convegno "Il Liceo delle Scienze Sociali tra autonomia e riforma della scuola secondaria". Vi hanno partecipato più di 40 insegnanti e alcuni dirigenti scolastici provenienti da 15 Istituti della Lombardia che hanno avviato in tempi diversi la sperimentazione di questo nuovo indirizzo liceale. In occasione del convegno è stato presentato anche il libro "Nuovi saperi per la scuola - Le Scienze Sociali trent'anni dopo", curato da Clotilde Pontecorvo e Lucia Marchetti (Marsilio, 2007), che costituisce una sintesi delle riflessioni e di alcune tra le esperienze più significative realizzate nell'ambito del Liceo delle Scienze Sociali. Tra i relatori della giornata, Lucia Marchetti, già membro del Gruppo di lavoro nazionale per il Liceo delle Scienze Sociali, e Maurizio Gusso, presidente di IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia). Obiettivo del convegno: sollecitare un confronto sui punti di forza e di debolezza di questo indirizzo liceale alla luce della sua storia, risalendo ai primi tentativi degli anni Settanta di introdurre le scienze sociali nella secondaria superiore. Appare evidente che la legge sull'autonomia delle istituzioni scolastiche ha consentito alle singole scuole di intendere e praticare in modo originale il nuovo indirizzo, ma ha altresì determinato una situazione piuttosto complessa che rende talvolta incommensurabili le diverse pratiche didattiche. Inoltre, il progetto di Riforma Moratti (successivamente congelato e ora forse in attesa di essere riproposto), che di fatto cancellava il Liceo delle Scienze Sociali, ha ulteriormente alimentato un clima d'incertezza e di smarrimento. Tuttavia, durante il convegno è stata sottolineata la vitalità e la validità di questo indirizzo, perché fondato su discipline - come le scienze sociali - quasi del tutto assenti e prive di una tradizione d'insegnamento nella scuola secondaria.

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<Non bocciate le scuole private> (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA MILANO pag. 10 "Non bocciate le scuole private" Un'indagine Ocse-Pisa le indica come peggiori d'Europa LA REPLICA PAROLA A GIORGIO VITTADINI ? MILANO ? L'ARRIVO del governo di centrodestra e del ministro Maria Stella Gelmini riapre dibattiti, e anche polemiche, sulle scuole private. Da sempre Formigoni e la Lombardia appoggiano l'alternativa alla scuola pubblica, e visto lo stato in cui versano molti istituti non si può certo dar loro torto. Così immediata arriva la replica di Giorgio Vittadini, quando l'indagine Ocse-Pisa 2006 rivela che le scuole private in Italia sono le peggiori d'Europa e che sono anche al di sotto della scuola statale. AL DI LÀ delle cifre, che Vittadini, presidente di Fondazione per la Sussidiarietà, giudica "avventurose", la questione centrale è per lui "cosa significhi scuola privata. Stupisce che dopo la legge n.62 del 2000 varata da Luigi Berlinguer si continui a parlare confusamente di scuole private ignorando che ne esistono almeno due tipi: quelle private e quelle paritarie, che sono pubbliche a norma di legge avendo ottemperato alle condizioni da essa prevista". Così, secondo Vittadini, le tabelle Ocse-Pisa confondono i vari ambiti, e le statistiche così fornite non significano nulla. Un altro protagonista di annose battaglie fra destra e sinistra in Lombardia è il famoso buono scuola voluto da Formigoni. In realtà, sottolinea Lorenza Violini, docente di Diritto costituzionale all'Università degli studi di Milano, il buono scuola "ha una finalità che non è dirigistica (convincere le persone a rivolgersi alle private), né assistenzialistica (supportare le famiglie più povere), bensì sussidiaria". Sostiene in sostanza la libertà di scelta delle famiglie, e soprattutto "nasce dalla considerazione che le famiglie che mandano i propri figli alle private sono sottoposte a una specie di doppia tassazione, una volta con versamenti alla fiscalità generale, che finanzia le scuole pubbliche, e una volta sotto forma di retta scolastica". ORA il maggior impegno è quello che aspetta Maria Stella Gelmini, alle prese con la probabile ennesima riforma dell'Istruzione in Italia, anche per sanare il caos creato dall'ex ministro Fioroni con il recupero obbligatorio dei debiti formativi e il ripristino degli esami a settembre. Giovanni Cominelli, esperto di politiche scolastiche, propone: "Federalismo scolastico e abolizione del Ministero dell'Istruzione". PERCHÉ SE COMINELLI condivide la proposta di legge della Gelmini volta "a promuovere il merito", e i suoi tre punti, ossia "ranking nazionale per le scuole autonome, esercizio di un'effettiva libertà di scelta delle famiglie e una ristrutturazione radicale delle carriere e del reclutamento degli insegnanti", è anche vero che la sua proposta è molto più radicale. E prevede la cancellazione di quel Ministero "che si è trasformato in una succursale del Ministero del lavoro per la disoccupazione intellettuale femminile e centro-meridionale". Info su www.ilsussidiario.net Ro.Mi.

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Sos scuola, mancano i docenti per i corsi di recupero (sezione: Schola)

( da "Corriere di Bologna" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-05-15 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Istituti superiori I presidi stanno sondando la disponibilità dei prof, che oltre agli esami di riparazione devono smaltire periodi di ferie Sos scuola, mancano i docenti per i corsi di recupero E l'ex provveditore chiede l'elenco dei supplenti per il prossimo anno scolastico Scuole e famiglie sulla corda in vista della chiusura di questo anno e dell'apertura del prossimo. Da una parte ci sono i problemi organizzativi causati dai nuovi corsi di recupero estivi e dai resuscitati "esami di riparazione " a settembre. Dall'altra ci sono le nomine dei supplenti per il 2008/2009 che rischiano di ingolfare le segreterie, tanto che il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, Luciano Chiappetta, ieri ha spronato i presidi a portarsi avanti con il lavoro. Ma l'entrata in vigore della riforma Fioroni, oltre a scuotere il sistema scolastico, sembra aver prodotto anche un altro risultato: il boom delle lezioni private. La scuola bolognese vivrà un'estate rovente. In questi giorni, gli istituti stanno organizzando i corsi di recupero per gli studenti che chiuderanno l'anno scolastico con il giudizio "sospeso ", cioè con dei debiti da saldare: la maggior parte delle scuole farà tornare i ragazzi "debitori" sui banchi tra giugno e luglio, per concludere la prima settimana di settembre con le verifiche che decreteranno la promozione o la bocciatura. Mentre la famiglie aspettano gli ultimi compiti in classe dei figli per capire che sorte toccherà loro quest'estate, le scuole stanno sondando gli impegni dei professori. "Non troviamo docenti disponibili per i corsi", spiega Domenico Altamura, preside del liceo Righi. D'altra parte, molti professori sono impegnati con gli esami di maturità, oltre a dover smaltire le loro ferie. "Stiamo facendo un complesso dribbling tra l'ordinanza ministeriale, i diritti dei lavoratori e le esigenze degli studenti", sorride un'affaticata Alessandra Francucci, preside del liceo Sabin. Che si mette le mani nei capelli all'idea di cosa succederà in settembre: "Dopo le verifiche, avremo una sola settimana per organizzare le classi e gli organici". E se la dirigente del liceo Galvani, Sofia Gallo, cerca di smorzare i toni ("Dobbiamo preoccuparci di lasciare le famiglie serene"), il presidente dell'istituto Aldrovandi Rubbiani, Aurelio Alaimo, pensa ai tanti ragazzi che dai licei si trasferiscono nella sua scuola: "è improponibile che debbano sostenere "esami di riparazione" nella vecchia scuola e dopo pochi giorni altri esami integrativi da noi". Ecco perché si sta valutando un modo per snellire il meccanismo. Ma non è finita: sull'estate pesano anche le nomine dei supplenti per il prossimo anno. Per non arrivare in ritardo rispetto al 15 settembre, data di inizio del nuovo anno scolastico, "è necessario definire i posti il prima possibile", ha detto ieri Chiappetta davanti ai presidi riuniti. E ai dirigenti, quindi, toccherà lavorare anche in agosto: dal 20 al 30 si farà la lista delle docenze da coprire. Ma il caos e il superlavoro del sistema-scuola non sembrano essere l'unico effetto della riforma Fioroni. Il ritorno degli esami a settembre ha messo paura alle famiglie bolognesi: "Ci risulta che quest'anno ci sia un'impennata delle lezioni private, per le quali si spendono anche 80 euro all'ora", dice Sandra Soster, della Cgil. Non solo: secondo le segnalazioni arrivate al sindacato, anche le scuole private che organizzano in estate veri e propri corsi di recupero strutturati "hanno triplicato la loro attività". Benedetta Boldrin Aule Manca un mese alla fine della scuola e gli istituti si stanno attrezzando per organizzare i corsi di recupero.

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L'Italia? Peggiora Romania e Polonia fanno meglio di noi (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

ECONOMIA 15-05-2008 COMPETITIVITA' SCENDIAMO AL 46° POSTO L'Italia? Peggiora Romania e Polonia fanno meglio di noi ROMA Francesco Carbone II L'Italia perde ben quattro posizioni nella classifica sulla competitività stilata come ogni anno dall'Imd (International Institute for Management Development, con sede a Losanna in Svizzera). Classifica che vede ancora saldamente al primo posto gli Usa, Singapore, Hong Kong e la Svizzera, che guadagna due posizioni fino al quarto posto. Il Belpaese passa invece dalla 42" posizione dell'anno scorso alla 46" di quest'anno. Si colloca così sempre più in fondo alla classifica dei 55 paesi presi in esame e anche la Romania, la Polonia, il Brasile, la Grecia, solo per fare alcuni esempi, la battono. Peggio dell'Italia si trovano invece la Russia (47"), la Turchia (48") e la Croazia (49"). Una brutta sorpresa insomma dopo l'ottima performance dell'anno scorso che aveva visto l'Italia in netto recupero: nel 2007 era passata infatti dal 48° al 42° posto. Ma quest'anno la musica è diversa e l'Imd ricorda le sfide principali che l'Italia ha di fronte: aumentare l'efficienza dello Stato portando avanti le riforme istituzionali, promuovere la competitività attraverso la riforma delle regole, la liberalizzazione dei mercati, le privatizzazioni e la riduzione delle tasse. Ma l'Italia ha anche bisogno di accelerare la semplificazione legislativa, di rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con più decisione a promuovere le materie tecnico-scientifiche. Giù L'Italia scende al 46° posto.

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Competitività: l'italia perde 4 posizioni (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

Economia Competitività: l'Italia perde 4 posizioni Superata da Romania e Grecia ROMA. L'Italia perde ben quattro posizioni nella classifica sulla competitività stilata come ogni anno dall'Imd (International Institute for Management Development, con sede a Losanna in Svizzera). Classifica che vede ancora saldamente al primo posto gli Usa, seguita da Singapore, Hong Kong e Svizzera, che guadagna due posizioni fino al quarto posto. Il Belpaese passa invece dalla 42ª posizione dell'anno scorso alla 46ª di quest'anno. Si colloca così sempre più in fondo alla classifica dei 55 Paesi presi in esame e anche la Romania, la Polonia, il Brasile, la Grecia, soltanto per fare alcuni esempi, la battono. Peggio dell'Italia si trovano invece la Russia (47º posto), la Turchia (48º) e la Croazia (49º). Una brutta sorpresa insomma dopo l'ottima performance dell'anno scorso che aveva visto l'Italia in netto recupero: nel 2007 era passata infatti dal 48º al 42º posto della classifica, segnando una delle migliori performance economiche. Ma quest'anno la "musica' è diversa e l'Imd ricorda le sfide principali che l'Italia ha di fronte: aumentare l'efficienza dello Stato portando avanti le riforme istituzionali, promuovere la competitività attraverso la riforma delle regole, la liberalizzazione dei mercati, le privatizzazioni e la riduzione delle tasse. Ma l'Italia ha anche bisogno di accelerare la semplificazione legislativa, di rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con più decisione a promuovere le materie tecnico-scientifiche. Tra le singole voci che portano poi al voto finale l'Imd riconosce, a esempio, un miglioramento del deficit, dei servizi e della distribuzione delle infrastrutture. Ma restano sempre problemi come, per esempio, la crescita e la capacità di decisione del Governo. Tutti problemi di non facile soluzione che spingono l'Italia sempre più in basso: in particolare, oltre a scendere al 46º posto alla voce generale competitività, l'Italia arretra anche per la performance economica (al 45º posto contro il 39º del 2007); per l'efficienza del governo (53ª da 51ª). Qualche punto in più lo si guadagna invece per la capacità di promuovere business (dal 47º posto risaliamo al 46º ma siamo comunque in fondo alla classifica) e per le infrastrutture: dal 35º al 33º posto.

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Corsi di recupero, la scuola mortificata (sezione: Schola)

( da "Centro, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

Di Elio Fragassi Corsi di recupero, la scuola mortificata Se "il sonno della ragione genera mostri" (F. Goya) evidentemente, quando sono state concepite le norme dei corsi di recupero, il legislatore sprofondava nel sonno e non sentiva le grida provenienti dal corpo insegnante che, come al solito, si è trovato a subire scelte di didattica prodotte da pedagopolitici che non sono mai stati dietro una cattedra di fronte ad una classe costituita da giovani personalità in formazione. I corsi Idei (Interventi didattici educativi integrativi), approvati con decreto legge del 23 dicembre 1994, rappresentano un capitolo della legislazione scolastica mediante i quali si è voluto premiare i somari e dissuadere dallo studio serio e responsabile i ragazzi migliori, motivati, interessati e disponibili al duro lavoro mentale che richiede lo studio. Moltissimi insegnanti si resero conto subito che questi corsi erano assolutamente inutili per il singolo e dannosi per la collettività, perché creavano false ed illusorie aspettative mediante pedagogismi che enfatizzando ipocriti percorsi educativi avevano come unico scopo quello del parcheggio dei giovani e delle loro menti, regalando la promozione a tutti. Durante questi anni si è innescato ed ha preso forza un movimento di disaffezione verso la scuola che ha portato ad un generale processo di disalfabetizzazione con il quale regalare, con il sostegno dei corsi di recupero, al termine dell'anno scolastico promozioni immeritate, ingenerando considerazioni e comportamenti di assoluto disprezzo (leggi bullismo, saccheggi e violenze varie) da parte delle famiglie e dei giovani sia verso l'istituzione sia verso i suoi operatori che credono all'importanza dell'insegnamento ed al ruolo fondamentale della scuola. Quante volte ho assistito in Tv, a seminari, incontri e convegni dove tutti parlavano e discutevano di scuola ma senza la presenza di insegnanti. La demagogia dei pedagopolitici, le promozioni facili e ad ogni costo, la necessità di mantenere alte le percentuali di diplomati prediligendo la quantità alla qualità, hanno messo in moto un meccanismo d'appiattimento generale e di compressione delle intelligenze che hanno fatto scivolare la scuola italiana nelle posizioni di fondo di ogni graduatoria internazionale. Per agevolare questo stato di cose il legislatore ha inventato il "debito formativo" da saldare con il "vuoto" dei corsi di recupero che tutti sappiamo essere un'ipocrisia, un modo per premiare somari e mantenere alte le percentuali dei promossi prendendo in giro, così, gli studenti, le famiglie e noi stessi. Tutti noi sappiamo che gli Idei sono solo una manciata di ore assolutamente insufficienti, quindi inutili, a colmare qualsiasi lacuna grave ma un enorme spreco di pubblico denaro per promuovere alunni assolutamente impreparati. Con il ministro Fioroni si comincia a percepire l'assoluta necessità di cambiare rotta restituendo dignità alla scuola ed ai suoi operatori perché l'istituzione ha "diplomato 9 milioni di impreparati". Ma per tornare indietro è necessario ammettere errori e ciò è molto faticoso (specialmente dal punto di vista della politica) tanto che manca, in qualsiasi programma elettorale, un percorso chiaro, preciso, fattibile, relativo alla scuola, ma esistono solo considerazioni molto superficiali e generiche, comunque importanti perché ammettono arroganze errori e miopie. E' importante, infatti, che il potere politico asserendo di "voler restituire" ammetta implicitamente di "aver spogliato" d'importanza l'istituzione e di aver "sottratto di dignità professionale" gli insegnanti. Da allora accade che gli studenti, fin dal primo anno scelgono le 2-3 materie da "non studiare" sapendo che saranno comunque ammessi all'anno successivo, anche se con il "debito formativo", da saldare ma con la consapevolezza che non possono essere "retrocessi" all'anno precedente. Da qui la conferma dalle varie indagini internazionali che la letteratura, la matematica e le scienze, essendo le materie più ostiche, non vengono studiate facendo collocare gli studenti italiani nelle posizioni di fondo delle classifiche. Allora mi viene da pensare che il legislatore durante il sonno della ragione abbia sognato che questi studenti sono in grado di recuperare, con solo 15 ore conoscenze competenze e capacità che gli altri hanno assimilato con fatica ed impegno costante mese dopo mese. Il sogno è stato così realistico da confondersi con la realtà, come conferma la percentuale del 70,3% di alunni con una o più insufficienze, emersa alla conclusione del primo quadrimestre, mentre solo il restante 29,7% non ha debiti. Io avrei preferito essere docente di una scuola con queste percentuali invertite. Penso sia il caso di svegliare la ragione e restituire importanza all'istituzione creatrice di ricchezza di pensiero che si trasforma in ricchezza economica, e dignità ai suoi operatori attraverso il merito e il riconoscimento professionale. Ma la ricchezza di pensiero interessa poco alla politica.

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Cgil: ''La proposta della Cei rende la scuola meno laica, grave il sì di Fioroni'' (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 09.4215/05/2008 Cgil: ''La proposta della Cei rende la scuola meno laica, grave il sì di Fioroni'' Roma - La Conferenza episcopale italiana (Cei) "chiede pesanti modifiche alle Indicazioni nazionali, fortemente limitative della laicita' della scuola". La pensa cosi' la Flc-Cgil che, in una nota, critica sia la proposta per la modifica dei programmi di religione cattolica di infanzia e I ciclo avanzata dai vescovi che la sua accettazione da parte dell'ormai ex ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. L'esponente del Pd, infatti, con una circolare del 22 Aprile 2008 "ha accolto il documento della Cei". "Entrando nel merito della proposta della Conferenza dei vescovi rileviamo alcuni fatti che sono netta in contrapposizione con il carattere laico della scuola pubblica- sottolineano dal sindacato- la Cei propone esplicitamente di integrare il testo introduttivo delle Indicazioni per 'rendere piu' evidente l'apertura alla dimensione religiosa'". Ma, ricorda il sindacato, "i valori di riferimento per tutti in una scuola laica come e' la nostra sono quelli costituzionali e non e' compito della scuola aprire alla dimensione religiosa che, in una societa' a carattere sempre piu' multiculturale, rappresenta una dimensione rispetto alla quale esistono orientamenti e sensibilita' diverse, tutte da rispettare profondamente". I vescovi propongono anche di "integrare la religione cattolica fra le aree disciplinari collocandola in quella linguistico-artistico-espressiva, come naturale esplicitazione di una dimensione implicita di quell'area".Secondo la Cgil, "mediante questa affermazione la Cei rivendica l'inserimento in modo integrato ed organico, nel testo delle Indicazioni per il curricolo, di osservazioni e indicazioni sul valore della dimensione religiosa cattolica, che in questo modo rivolge a tutti, attribuendole un carattere valoriale di base". Ma per la Flc-Cgil cosa ancor piu' grave delle proposte dei vescovi e' "il loro accoglimento da parte del ministro Fioroni" che "si configura come una rottura grave del carattere laico che deve avere la scuola pubblica". Per il sindacato "siamo in presenza non solo di una esplicita abdicazione, da parte del ministro, della prerogativa di laicita' della scuola statale, ma anche di una scelta che, se attuata, aprira' immediatamente una serie di pesanti contraddizioni sul versante del rapporto con un altissimo numero di alunne e di alunni provenienti da altri Paesi". La Flc ritiene che "che le integrazioni al testo delle Indicazioni proposte dalla Conferenza determinano una modifica dei contenuti degli insegnamenti previsti per tutti, che violano i diritti degli studenti e delle famiglie che non intendono avvalersi di tale insegnamento". (DIRE).

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Cei: ''La religione tra le materie dell'area linguistica''. Ok di Fioroni (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 15-05-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 09.4015/05/2008 Cei: ''La religione tra le materie dell'area linguistica''. Ok di Fioroni Roma - Inserire la religione cattolica tra le discipline dell'area linguistico-artistico-espressiva della scuola del primo ciclo (primarie e secondarie di I grado). È questa la principale richiesta che la Cei, Conferenza episcopale italiana, ha sottoposto al ministero della Pubblica istruzione nel suo progetto di revisione delle indicazioni per la didattica della religione cattolica. Un documento che viale Trastevere ha chiesto ai vescovi come contributo (previsto per legge) nell'ambito della rivisitazione generale dei curriculi (programmi) della scuola dell'infanzia e del primo ciclo. Il progetto e' giunto lo scorso mese al ministero che lo ha visionato, approvato e ne ha girato i contenuti agli uffici scolastici regionali per consentire "anche all'insegnamento della religione cattolica di inserirsi adeguatamente nei piani dell'offerta formativa che le scuole stanno attualmente redigendo per il prossimo anno scolastico". Una circolare dell'ex ministro Fioroni, la numero 45 del 22 aprile, formalizza l'accettazione del documento dei vescovi anche se in via sperimentale. Gli obiettivi di apprendimento per ogni fascia di eta' sono articolati in quattro ambiti tematici: Dio e l'uomo (con i principali riferimenti storici del cristianesimo); la Bibbia e le fonti (per dare una base documentale alla conoscenza); il linguaggio religioso (nelle sue declinazioni verbali e non verbali); i valori etici e religiosi (per illustrare il legame che unisce gli elementi religiosi con la crescita del senso morale). Inoltre, i vescovi sottolineano, nel loro documento, che l'insegnamento della religione e' una "opportunita' preziosa per la conoscenza del cristianesimo, come radice di tanta parte della cultura italiana ed europea". (DIRE).

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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-15 num: - pag: 5 categoria: REDA... (sezione: Schola)

( da "Corriere del Veneto" del 15-05-2008)

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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Offendeva gli alunni decurtato lo stipendio Sospensione annuale per una maestra trevigiana in servizio aPadova L'insegnante usava frasi scurrili e prendeva in giro le bambine grasse e vestite male PADOVA - Continuerà a vivere con un terzo dello stipendio che le spetta, come già accade dal 7 gennaio scorso. Quando al suo rientro a scuola le venne notificata una sospensione in via cautelare per verificare i suoi comportamenti in classe. Da quel giorno, e sarà così almeno fino alla conclusione di questa annata, non ha più potuto sedersi dietro una cattedra per insegnare, e ha dovuto tirare avanti con lo stipendio ridotto di oltre la metà. Come da regola per gli insegnanti sospesi. Sospensione che nei giorni scorsi è diventata definitiva per l'anno scolastico in corso, con una documento firmato dalla dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale, Carmela Palumbo. Che ha accolto in pieno la proposta del Consiglio di Disciplina provinciale. La storia di Daniela Buongiorno, 40 anni trevigiana, maestra in una scuola elementare del centro storico della città del Santo e da gennaio nell'occhio del ciclone per i suoi comportamenti non consoni "al ruolo di insegnante ", è quindi arrivata alla chiusura di un primo capitolo. "Ho confermato quanto mi veniva richiesto da parte del Consiglio di Disciplina di Padova – afferma la Palumbo - . Le voci che giravano all'interno dell'istituto sono state confermate dall'indagine disciplinare. Non ho potuto fare altro che trasformare la sospensione cautelare in definitiva per questo anno scolastico". In poche parole le testimonianze di genitori e colleghi contenute in quella memoria storica consegnata a dicembre dalla preside della scuola alla Palumbo, e che parlavano di "vessazioni verso gli alunni, soprattutto femmine" prese in giro perché "grasse " e con cattivo gusto nel vestire, sono risultate essere vere. Come l'abbigliamento "discinto" e il linguaggio "scurrile" con cui la Buongiorno svolgeva il suo mestiere di maestra. Mentre non trova fondamento l'accusa di razzismo per aver rivolto frasi contro due alunne musulmane colpevoli di portare il velo imposto dalla loro fede. "Non è contenuta nella memoria – liquida la Palumbo –. Se ci sono state non erano razzismo". Adesso però si aspetta la chiusura (entro un mese) della seconda indagine che il Provveditorato ha voluto portare avanti, e che scaverà anche nel passato per trovare eventuali precedenti. Dai risultati di questa indagine ispettiva dipenderà il futuro della Buongiorno. Se tornerà ad insegnare o sarà allontanata. Un caso che fa tornare di moda quegli insegnanti che non hanno un comportamento del tutto consono al loro ruolo. "Abbiamo portato un video all'ex ministro dell'Istruzione, Fioroni – ricorda Paolo De Nadai, webmaster di ScuolaZoo.com -. In questa compilation figuravano anche professori veneti, ma non così tanti. I più gettonati erano al Cornaro, dove un insegnante venne ripreso a dormire durante l'orale della maturità. O un suo collega fece lezione vestito da musulmano. Ma ricordo episodi non solo padovani. A Verona un insegnante aveva scelto di entrare in classe con lo skateboard e fare lezioni in piedi sulla cattedra ". Non commenta invece l'avvocato della Buongiorno, Fabrizio Scagliotti. "Non abbiamo ancora nulla in mano – dice - . Alla mia assistita nessuno ha ancora comunicato niente". Nicola Munaro \\ Carmela Palumbo: l'indagine disciplinare ha confermato le voci che giravano a scuola.

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<Sì al dialogo, ma non facciamo sconti> (sezione: Schola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

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Primo Piano Pagina 103 Il leader del Pd apre al Cavaliere ma rassicura i suoi sui rischi di un'opposizione troppo morbida: "Nel Pdl manca un disegno del Paese" "Sì al dialogo, ma non facciamo sconti" Il leader del Pd apre al Cavaliere ma rassicura i suoi sui rischi di un'opposizione troppo morbida: "Nel Pdl manca un disegno del Paese" --> ROMA Walter Veltroni scaccia il sospetto di un nuovo "patto della crostata" tra Pd e Pdl con un intervento alla Camera "a schiena dritta" in cui ha ribadito l'intenzione di condurre una "opposizione civile e non pregiudiziale", ma anche pronta ai "niet" quando ce ne sarà bisogno. Parole salutate con sollievo da tutto il partito, ma che non scacciano il timore che il nuovo corso Berlusconiano schiacci il Pd in un ruolo da "opposizione di sua Maestà". I deputati del Pd devono sentire l'ironica chiusa del discorso di Berlusconi con il suo " se pò fa , si può fare" che evoca lo slogan veltroniano in campagna elettorale. Veltroni stesso non gradisce, come non gradisce la gazzarra nei banchi del Pdl durante l'intervento di Di Pietro. Il segretario del Pd prende dunque la penna e accentua i passaggi più duri del discorso che leggerà poco dopo. Veltroni ribadisce la scelta strategica del Pd di un riconoscimento "della legittimità della maggioranza", ma rivendica al proprio partito "il merito" di aver superato sia la frammentazione (con la decisione di correre da solo) che la "demonizzazione dell'avversario". E qui arriva la prima nota di scetticismo sulle reali intenzioni del Cavaliere: "È troppo facile - osserva - quando si è all'opposizione o in campagna elettorale, usare toni esasperati e poi, quando si è al Governo, sollecitare il dialogo e il confronto". Comunque il Pd farà "un'opposizione seria, forte e responsabile", pronta ad dire "di no" con durezza quando serve, ma anche "a convergere su quei provvedimenti che giudicheremo utili per il Paese". Certamente, Berlusconi non può presentarsi come il salvatore dell'Italia: "Lei - osserva Veltroni rivolgendosi al premier - inizia oggi il suo quarto mandato e il suo settimo anno da residente del Consiglio. È evidente e oggettivo che lei porti una parte importante di responsabilità per ciò che è avvenuto o non avvenuto in questo Paese", a partire dai "quindici anni di scontro ideologico" che hanno bloccato l'Italia. Insomma, il Cavaliere deve dimostrare tanto la sua buona volontà quanto la capacità di governo, anche perché egli non ha mostrato di avere "un disegno alto e forte di governo e di cambiamento del Paese". Veltroni sottolinea che "l'Italia ha grandissimi problemi", spiega il leader del Pd, e ha bisogno di una serie di interventi, come "continuare la lotta all'evasione, ridurre la spesa pubblica, semplificare un Paese lento e con ancora elevati livelli di corruzione e di influenza dei poteri criminali. È il riformismo moderno, e noi non possiamo né dobbiamo chiedere a lei di assolvere a questo compito". Il caldo applauso di tutti i deputati del Pd è liberatorio. "Ha saputo liberarsi dall'abbraccio di Berlusconi", sintetizza Pierluigi Castagnetti. "Veltroni ha raddrizzato la situazione dopo alcuni interventi troppo morbidi", dice la bindiana Margherita Miotto. E il capogruppo Antonello Soro assicura che non ci sarà "un'opposizione cloroformizzata". "Non rimarremo imprigionati come mosche nel miele" promette Anna Finocchiaro che pure punta alla nascita di "un bipolarismo mite". Certo rimane il timore che il nuovo corso moderato di Berlusconi metta in difficoltà il Pd. Beppe Fioroni spiega però che il non ricadere in un'opposizione "anti" è una scelta strategica che darà frutti: "Se c'è un clima da stadio le tifoserie si compattano e i campi contrapposti si bloccano. Con la reciproca legittimazione, invece, come avveniva in altre stagioni politiche, c'è a una situazione di osmosi a partire dagli elettori". Solo se non si demonizza il centrodestra, è la scommessa di Veltroni, l'elettore che ha votato Pdl al prossimo giro potrà scegliere il Pd. Veltroni ha pure ribadito che sulla Rai si vedrà la buona volontà di dialogo di Berlusconi. Nel faccia a faccia, che potrebbe tenersi già domani, al primo punto ci sarà proprio il tema delle regole per rinnovare il Cda della Rai.

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