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Articoli
Schola (15)
Caos esami in Italia. Dellai: La nostra scelta giusta (
da "Trentino" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dellai: "La nostra scelta giusta" Pochi soldi: decreto Fioroni a rischio. Ma in Trentino si va avanti coi debiti TRENTO. Gli esami di riparazione ripristinati dal ministro Fioroni sono a rischio. Con l'avvicinarsi dell'estate monta la protesta dei presidi, degli insegnanti, ma anche delle famiglie.
Sui debiti la prima grana per la Gelmini (
da "Giornale di Brescia" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni, secondo i comitati di base, "non assicura adeguate modalità di recupero e di verifica delle carenze degli studenti e addossa agli istituti scolastici oneri e obblighi che non si riescono ad assolvere". Anche la Flc-Cgil chiede di metter mano al provvedimento di Fioroni spostando in avanti i termini per il recupero dei debiti scolastici.
Corsi di recupero per 4 studenti su 10 (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuseppe Fioroni. Se la cifra fosse confermata a giugno - non è detto, infatti, che tutte le insufficienze si tramutino in debiti formativi - ben 18.320 studenti (per lo più di scuole pubbliche) frequenterebbero i corsi organizzati dalle scuole. "I problemi per organizzare i corsi, come nel resto d'Italia, ci sono stati - spiega Panetta -
La cei: cattolicesimo nei programmi a scuola (
da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è questa la richiesta che la Conferenza episcopale ha sottoposto al ministero della Pubblica istruzione quando era ancora guidato da Giuseppe Fioroni. Un mese fa il ministero l'ha visionata, approvata e ne ha girato i contenuti agli uffici scolastici regionali. Dura la Cgil: "è un grave attacco alla laicità della scuola pubblica".
Competitività: Romania e Grecia meglio dell'Italia (
da "Arena, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con maggiore decisione a promuovere le materie di tipo tecnico-scientifico. Tra le singole voci che portano poi al "voto" finale l'Imd riconosce, ad esempio, un miglioramento del deficit e un miglioramento dei servizi e della distribuzione delle infrastrutture.
Le scienze sociali trent'anni dopo (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: AUTONOMIA E RIFORMA DELLA SCUOLA SECONDARIA Le scienze sociali trent'anni dopo Nei giorni scorsi, nell'Aula Magna dell'Istituto "Veronica Gambara" di Brescia si è svolto il convegno "Il Liceo delle Scienze Sociali tra autonomia e riforma della scuola secondaria".
<Non bocciate le scuole private> (
da "Giorno, Il (Milano)" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: considerazione che le famiglie che mandano i propri figli alle private sono sottoposte a una specie di doppia tassazione, una volta con versamenti alla fiscalità generale, che finanzia le scuole pubbliche, e una volta sotto forma di retta scolastica". ORA il maggior impegno è quello che aspetta Maria Stella Gelmini, alle prese con la probabile ennesima riforma dell'Istruzione in Italia,
Sos scuola, mancano i docenti per i corsi di recupero (
da "Corriere di Bologna" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma il caos e il superlavoro del sistema-scuola non sembrano essere l'unico effetto della riforma Fioroni. Il ritorno degli esami a settembre ha messo paura alle famiglie bolognesi: "Ci risulta che quest'anno ci sia un'impennata delle lezioni private, per le quali si spendono anche 80 euro all'ora", dice Sandra Soster, della Cgil.
L'Italia? Peggiora Romania e Polonia fanno meglio di noi (
da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforme istituzionali, promuovere la competitività attraverso la riforma delle regole, la liberalizzazione dei mercati, le privatizzazioni e la riduzione delle tasse. Ma l'Italia ha anche bisogno di accelerare la semplificazione legislativa, di rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con più decisione
Competitività: l'italia perde 4 posizioni (
da "Messaggero Veneto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con più decisione a promuovere le materie tecnico-scientifiche. Tra le singole voci che portano poi al voto finale l'Imd riconosce, a esempio, un miglioramento del deficit, dei servizi e della distribuzione delle infrastrutture.
Corsi di recupero, la scuola mortificata (
da "Centro, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con il ministro Fioroni si comincia a percepire l'assoluta necessità di cambiare rotta restituendo dignità alla scuola ed ai suoi operatori perché l'istituzione ha "diplomato 9 milioni di impreparati". Ma per tornare indietro è necessario ammettere errori e ciò è molto faticoso (specialmente dal punto di vista della politica) tanto che manca,
Cgil: ''La proposta della Cei rende la scuola meno laica,
grave il sì di Fioroni'' ( da "Redattore sociale"
del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: grave il sì di Fioroni'' Roma - La Conferenza episcopale italiana (Cei) "chiede pesanti modifiche alle Indicazioni nazionali, fortemente limitative della laicita' della scuola". La pensa cosi' la Flc-Cgil che, in una nota, critica sia la proposta per la modifica dei programmi di religione cattolica di infanzia e I ciclo avanzata dai vescovi che la sua accettazione da parte dell'
Cei: ''La religione tra le materie dell'area linguistica''.
Ok di Fioroni ( da "Redattore sociale"
del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni Roma - Inserire la religione cattolica tra le discipline dell'area linguistico-artistico-espressiva della scuola del primo ciclo (primarie e secondarie di I grado). È questa la principale richiesta che la Cei, Conferenza episcopale italiana, ha sottoposto al ministero della Pubblica istruzione nel suo progetto di revisione delle indicazioni per la didattica della religione
Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data:
2008-05-15 num: - pag: 5 categoria: REDA... (
da "Corriere del Veneto" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Abbiamo portato un video all'ex ministro dell'Istruzione, Fioroni – ricorda Paolo De Nadai, webmaster di ScuolaZoo.com -. In questa compilation figuravano anche professori veneti, ma non così tanti. I più gettonati erano al Cornaro, dove un insegnante venne ripreso a dormire durante l'orale della maturità.
<Sì al dialogo, ma non facciamo sconti> (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008)
+ 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Beppe Fioroni spiega però che il non ricadere in un'opposizione "anti" è una scelta strategica che darà frutti: "Se c'è un clima da stadio le tifoserie si compattano e i campi contrapposti si bloccano. Con la reciproca legittimazione, invece, come avveniva in altre stagioni politiche, c'è a una situazione di osmosi a partire dagli elettori"
( da "Trentino" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Caos
esami in Italia. Dellai: "La nostra scelta
giusta" Pochi soldi: decreto Fioroni a rischio.
Ma in Trentino si va avanti coi debiti TRENTO. Gli esami di riparazione
ripristinati dal ministro Fioroni sono a rischio. Con
l'avvicinarsi dell'estate monta la protesta dei presidi, degli insegnanti, ma
anche delle famiglie. I problemi sono puramente organizzativi: i tempi
per effettuare i corsi di recupero (a carico delle scuole) e per fare gli esami
sono stretti e mancherebbero anche i soldi. Inoltre, le famiglie devono fare i
conti con costi sempre più alti per le lezioni private, che toccano anche i 60
euro l'ora. Insomma, l'Italia della scuola è nel caos, ma il Trentino è in
salvo. Con una (discussa!) delibera approvata a giugno il governatore Lorenzo
Dellai aveva varato la via trentina: niente esami, si continua con i debiti
(anche se il sistema diventerebbe più severo, con maggiori obblighi per le
scuole). E a questo punto il presidente è soddisfatto. "Era facile intuire
che non sarebbe stato agevole organizzare gli esami perché i tempi sono stretti
e c'è il rischio di accavallarsi con il via dell'anno scolastico successivo.
Non bisogna mai godere dei problemi altrui, ma forse sarebbe stata opportuna
una riflessione più pacata da parte di tutti quando a gennaio si era discusso
della nostra ipotesi". Una risposta a quella parte di presidi ed insegnanti,
ed hai sindacati, che avevano criticato la via trentina ritenendola poco seria.
Gli studenti, invece, attraverso un referendum avevano promosso la linea
Dellai. (j.t.).
( da "Giornale di Brescia" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione:
15/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO ESAMI DI
RIPARAZIONE Sui "debiti" la prima grana per la Gelmini Un'immagine dalla
trasmissione "Compagni di scuola" ROMA - La questione del recupero
dei debiti formativi resta "calda", ma sul tavolo del neoministro
Mariastella Gelmini si accumulano anche altre urgenze sul fronte
dell'università e della ricerca. I Cobas hanno reso noto di aver depositato un
ricorso straordinario al Capo dello Stato per l'annullamento, previa
sospensione, dell'ordinanza ministeriale (n. 92) sui recuperi e il ripristino
nei fatti degli esami di riparazione. Il contestato provvedimento dell'ex ministro Fioroni, secondo i comitati di base,
"non assicura adeguate modalità di recupero e di verifica delle carenze
degli studenti e addossa agli istituti scolastici oneri e obblighi che non si
riescono ad assolvere". Anche la Flc-Cgil chiede di metter mano al provvedimento
di Fioroni spostando in avanti i termini per il recupero dei debiti
scolastici. "Chiediamo al nuovo ministro di intervenire su due
fronti. Il primo - ha spiegato il segretario generale, Enrico Panini - è quello
della certezza delle risorse: le scuole devono sapere su quali soldi possono
effettivamente contare per avviare i corsi e questi devono essere commisurati
alla reale entità dei debiti accumulati dai ragazzi. Chiediamo una modifica, in
modo che si possano diluire i recuperi anche nell'anno scolastico
successivo". Quella dei "debiti" non è la sola patata bollente.
I nodi da sciogliere sono tanti. Sul fronte dell'università e della ricerca tre
interventi urgentissimi sono stati segnalati dal senatore di An Giuseppe
Valditara. "Il primo - ha spiegato il senatore - è un decreto legge che
sblocchi i 40 mln di euro che il Governo aveva collegato al regolamento per il
reclutamento dei ricercatori. L'altro intervento riguarda le borse di dottorato
per le quali un mio emendamento alla Finanziaria - ricorda Valditara -
prevedeva un aumento di 3.154 euro lordi all'anno. Perché ciò avvenga serve un
decreto ministeriale attuativo".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
IN
18MILA RISCHIANO DI PASSARE L'ESTATE SUI LIBRI Corsi di recupero per 4 studenti
su 10 Li prevede il direttore scolastico Panetta. Lezioni al via il 15 settembre
TRIESTE La campanella suonerà il 15 settembre per gli studenti del Friuli
Venezia Giulia. Lo prevede l'ipotesi di calendario scolastico regionale che
l'assessore all'Istruzione, Roberto Molinaro, porterà oggi all'esame della
giunta. Intanto il 40% degli studenti delle scuole superiori - come dichiara il
direttore scolastico regionale, Ugo Panetta - trascorreranno l'estate sui
libri, frequentando i corsi di recupero dei debiti introdotti dall'ex ministro
dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni. Se la cifra
fosse confermata a giugno - non è detto, infatti, che tutte le insufficienze si
tramutino in debiti formativi - ben 18.320 studenti (per lo più di scuole
pubbliche) frequenterebbero i corsi organizzati dalle scuole. "I problemi
per organizzare i corsi, come nel resto d'Italia, ci sono stati - spiega
Panetta - e ci sono, legati soprattutto ai finanziamenti e al fatto che
a luglio molti docenti sono impegnati con gli esami di maturità e poi devono
usufruire delle ferie". Altro problema, le verifiche, che in regione
dovrebbero avvenire entro fine agosto, al massimo potrebbero slittare di
qualche giorno a settembre, "sia perchè l'ordinanza si esprimeva in questi
termini sia perchè a settembre i docenti che hanno seguito i ragazzi durante
quest'anno potrebbero non essere più in quella scuola". Resta il fatto che
non si tratta di veri e propri esami, ma di verifiche appunto. Gli scrutini per
chi viene spedito ai corsi di recupero, infatti, sono sospesi. Se ne parlerà a
settembre. Allora potrà essere determinata la promozione o la bocciatura sulla
base dell'attività svolta durante l'anno e non solo d'estate. Intanto la giunta
regionale vara il calendario del prossimo anno scolastico e in materia di
cultura approverà, per l'anno 2008, il programma dell'università popolare di
Trieste rivolto a Slovenia e Croazia con il benestare del ministero degli
Esteri e la programmazione delle attività regionali (fuori dalle strutture di
pertinenza) del teatro Giuseppe Verdi di Trieste, del teatro stabile del Friuli
Venezia Giulia e dell'ente teatrale regionale. Sempre in giunta si parlerà,
oltre che di Insiel, di edilizia residenziale pubblica con una delibera di
indirizzo generale per le Ater e saranno ripartiti i finanziamenti per due
insediamenti produttivi a Pordenone e Tolmezzo. (m. mi).
( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca
Via libera dal ministero La Cei: cattolicesimo nei programmi a scuola ROMA -
Inserire la religione cattolica tra le discipline didattiche di elementari e
medie. è questa la richiesta che la Conferenza episcopale
ha sottoposto al ministero della Pubblica istruzione quando era ancora guidato
da Giuseppe Fioroni. Un mese fa il ministero l'ha visionata, approvata e ne ha
girato i contenuti agli uffici scolastici regionali. Dura la Cgil: "è un
grave attacco alla laicità della scuola pubblica".
( da "Arena, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
IMD. Sul
podio Usa, Singapore e Hong Kong Competitività: Romania e Grecia meglio
dell'Italia ROMA L'Italia perde ben quattro posizioni nella classifica sulla
competitività stilata come ogni anno dall'Imd (International Institute for
management development, con sede a Losanna in Svizzera). Classifica che vede
ancora saldamente al primo posto gli Stati Uniti, Singapore, Hong Kong e la
Svizzera, che guadagna due posizioni fino al quarto posto. Il Belpaese passa
invece dalla 42esima posizione dell'anno scorso alla 46esima di quest'anno. Si
colloca così sempre più in fondo alla classifica dei 55 paesi presi in esame e
anche la Romania, la Polonia, il Brasile, la Grecia, solo per fare alcuni
esempi, la battono. Peggio dell'Italia si trovano invece la Russia (47esimo
posto), la Turchia (48esimo) e la Croazia (49esimo). Una brutta sorpresa
insomma dopo l'ottima performance dell'anno scorso che aveva visto l'Italia in
netto recupero: nel 2007 era passata infatti dal 48esimo al 42esimo posto della
classifica, segnando una delle migliori performance economiche. Ma quest'anno
la musica è diversa e l'Imd ricorda le sfide principali che l'Italia ha di
fronte: aumentare l'efficienza dello Stato portando avanti le riforme
istituzionali, promuovere la competitività attraverso la riforma
delle regole, la liberalizzazione dei mercati, le privatizzazioni e la
riduzione delle tasse. Ma il nostro Paese ha anche bisogno di accelerare la
semplificazione legislativa, di rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con maggiore decisione a promuovere le materie di tipo
tecnico-scientifico. Tra le singole voci che portano poi al "voto"
finale l'Imd riconosce, ad esempio, un miglioramento del deficit e un
miglioramento dei servizi e della distribuzione delle infrastrutture. Ma
restano sempre problemi come, ad esempio, la crescita che diminuisce, oppure la
capacità di decisione del governo. Tutti problemi di non facile soluzione che
spingono l'Italia sempre più in basso: in particolare, oltre a scendere al
46esimo posto alla voce generale "competitività", l'Italia arretra anche
per la performance economica (45esimo posto contro il 39esimo dell'anno
scorso); per l'efficienza del governo (53esimo posto contro il 51esimo del
2007). Qualche punto in più lo si guadagna invece per la capacità di promuovere
business (dal 47esimo posto risaliamo al 46esimo, comunque in basso) e per le
infrastrutture: dal 35esimo al 33esimo.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
IL
CONVEGNO. AUTONOMIA E RIFORMA DELLA SCUOLA SECONDARIA Le
scienze sociali trent'anni dopo Nei giorni scorsi, nell'Aula Magna
dell'Istituto "Veronica Gambara" di Brescia si è svolto il convegno
"Il Liceo delle Scienze Sociali tra autonomia e riforma della scuola secondaria". Vi hanno partecipato più di 40
insegnanti e alcuni dirigenti scolastici provenienti da 15 Istituti della
Lombardia che hanno avviato in tempi diversi la sperimentazione di questo nuovo
indirizzo liceale. In occasione del convegno è stato presentato anche il libro
"Nuovi saperi per la scuola - Le Scienze Sociali
trent'anni dopo", curato da Clotilde Pontecorvo e Lucia Marchetti
(Marsilio, 2007), che costituisce una sintesi delle riflessioni e di alcune tra
le esperienze più significative realizzate nell'ambito del Liceo delle Scienze
Sociali. Tra i relatori della giornata, Lucia Marchetti, già membro del Gruppo
di lavoro nazionale per il Liceo delle Scienze Sociali, e Maurizio Gusso, presidente
di IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia). Obiettivo del
convegno: sollecitare un confronto sui punti di forza e di debolezza di questo
indirizzo liceale alla luce della sua storia, risalendo ai primi tentativi
degli anni Settanta di introdurre le scienze sociali nella secondaria
superiore. Appare evidente che la legge sull'autonomia delle istituzioni
scolastiche ha consentito alle singole scuole di intendere e praticare in modo
originale il nuovo indirizzo, ma ha altresì determinato una situazione
piuttosto complessa che rende talvolta incommensurabili le diverse pratiche
didattiche. Inoltre, il progetto di Riforma Moratti (successivamente congelato
e ora forse in attesa di essere riproposto), che di fatto cancellava il Liceo
delle Scienze Sociali, ha ulteriormente alimentato un clima d'incertezza e di
smarrimento. Tuttavia, durante il convegno è stata sottolineata la vitalità e
la validità di questo indirizzo, perché fondato su discipline - come le scienze
sociali - quasi del tutto assenti e prive di una tradizione d'insegnamento
nella scuola secondaria.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA
MILANO pag. 10 "Non bocciate le scuole private" Un'indagine Ocse-Pisa
le indica come peggiori d'Europa LA REPLICA PAROLA A GIORGIO VITTADINI ? MILANO
? L'ARRIVO del governo di centrodestra e del ministro Maria Stella Gelmini
riapre dibattiti, e anche polemiche, sulle scuole private. Da sempre Formigoni
e la Lombardia appoggiano l'alternativa alla scuola
pubblica, e visto lo stato in cui versano molti istituti non si può certo dar
loro torto. Così immediata arriva la replica di Giorgio Vittadini, quando
l'indagine Ocse-Pisa 2006 rivela che le scuole private in Italia sono le
peggiori d'Europa e che sono anche al di sotto della scuola
statale. AL DI LÀ delle cifre, che Vittadini, presidente di Fondazione per la
Sussidiarietà, giudica "avventurose", la questione centrale è per lui
"cosa significhi scuola privata. Stupisce che
dopo la legge n.62 del 2000 varata da Luigi Berlinguer si continui a parlare
confusamente di scuole private ignorando che ne esistono almeno due tipi:
quelle private e quelle paritarie, che sono pubbliche a norma di legge avendo
ottemperato alle condizioni da essa prevista". Così, secondo Vittadini, le
tabelle Ocse-Pisa confondono i vari ambiti, e le statistiche così fornite non
significano nulla. Un altro protagonista di annose battaglie fra destra e
sinistra in Lombardia è il famoso buono scuola voluto
da Formigoni. In realtà, sottolinea Lorenza Violini, docente di Diritto
costituzionale all'Università degli studi di Milano, il buono scuola "ha una finalità che non è dirigistica
(convincere le persone a rivolgersi alle private), né assistenzialistica
(supportare le famiglie più povere), bensì sussidiaria". Sostiene in
sostanza la libertà di scelta delle famiglie, e soprattutto "nasce dalla considerazione che le famiglie che mandano i propri figli alle
private sono sottoposte a una specie di doppia tassazione, una volta con
versamenti alla fiscalità generale, che finanzia le scuole pubbliche, e una
volta sotto forma di retta scolastica". ORA il maggior impegno è quello che
aspetta Maria Stella Gelmini, alle prese con la probabile ennesima riforma
dell'Istruzione in Italia, anche per sanare il caos creato dall'ex
ministro Fioroni con il recupero obbligatorio dei
debiti formativi e il ripristino degli esami a settembre.
Giovanni Cominelli, esperto di politiche scolastiche, propone:
"Federalismo scolastico e abolizione del Ministero dell'Istruzione".
PERCHÉ SE COMINELLI condivide la proposta di legge della Gelmini volta "a
promuovere il merito", e i suoi tre punti, ossia "ranking nazionale
per le scuole autonome, esercizio di un'effettiva libertà di scelta delle
famiglie e una ristrutturazione radicale delle carriere e del reclutamento
degli insegnanti", è anche vero che la sua proposta è molto più radicale.
E prevede la cancellazione di quel Ministero "che si è trasformato in una
succursale del Ministero del lavoro per la disoccupazione intellettuale
femminile e centro-meridionale". Info su www.ilsussidiario.net Ro.Mi.
( da "Corriere di Bologna" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: CRONACA - data: 2008-05-15 num: - pag: 7
categoria: REDAZIONALE Istituti superiori I presidi stanno sondando la
disponibilità dei prof, che oltre agli esami di
riparazione devono smaltire periodi di ferie Sos scuola,
mancano i docenti per i corsi di recupero E l'ex provveditore chiede l'elenco
dei supplenti per il prossimo anno scolastico Scuole e famiglie sulla corda in
vista della chiusura di questo anno e dell'apertura del prossimo. Da una parte
ci sono i problemi organizzativi causati dai nuovi corsi di recupero estivi e
dai resuscitati "esami di riparazione " a
settembre. Dall'altra ci sono le nomine dei supplenti per il 2008/2009 che
rischiano di ingolfare le segreterie, tanto che il dirigente dell'Ufficio
scolastico provinciale, Luciano Chiappetta, ieri ha spronato i presidi a
portarsi avanti con il lavoro. Ma l'entrata in vigore della riforma Fioroni, oltre a scuotere il sistema scolastico, sembra aver
prodotto anche un altro risultato: il boom delle lezioni private. La scuola bolognese vivrà un'estate rovente. In questi giorni,
gli istituti stanno organizzando i corsi di recupero per gli studenti che
chiuderanno l'anno scolastico con il giudizio "sospeso ", cioè con
dei debiti da saldare: la maggior parte delle scuole farà tornare i ragazzi
"debitori" sui banchi tra giugno e luglio, per concludere la prima
settimana di settembre con le verifiche che decreteranno la promozione o la
bocciatura. Mentre la famiglie aspettano gli ultimi compiti in classe dei figli
per capire che sorte toccherà loro quest'estate, le scuole stanno sondando gli
impegni dei professori. "Non troviamo docenti disponibili per i
corsi", spiega Domenico Altamura, preside del liceo Righi. D'altra parte,
molti professori sono impegnati con gli esami di
maturità, oltre a dover smaltire le loro ferie. "Stiamo facendo un
complesso dribbling tra l'ordinanza ministeriale, i diritti dei lavoratori e le
esigenze degli studenti", sorride un'affaticata Alessandra Francucci,
preside del liceo Sabin. Che si mette le mani nei capelli all'idea di cosa
succederà in settembre: "Dopo le verifiche, avremo una sola settimana per
organizzare le classi e gli organici". E se la dirigente del liceo
Galvani, Sofia Gallo, cerca di smorzare i toni ("Dobbiamo preoccuparci di
lasciare le famiglie serene"), il presidente dell'istituto Aldrovandi Rubbiani,
Aurelio Alaimo, pensa ai tanti ragazzi che dai licei si trasferiscono nella sua
scuola: "è improponibile che debbano sostenere
"esami di riparazione" nella vecchia scuola e dopo pochi giorni altri esami
integrativi da noi". Ecco perché si sta valutando un modo per snellire il
meccanismo. Ma non è finita: sull'estate pesano anche le nomine dei supplenti
per il prossimo anno. Per non arrivare in ritardo rispetto al 15 settembre,
data di inizio del nuovo anno scolastico, "è necessario definire i posti
il prima possibile", ha detto ieri Chiappetta davanti ai presidi riuniti.
E ai dirigenti, quindi, toccherà lavorare anche in agosto: dal 20 al 30 si farà
la lista delle docenze da coprire. Ma il caos e il
superlavoro del sistema-scuola non sembrano essere l'unico effetto della riforma Fioroni. Il ritorno degli esami a settembre
ha messo paura alle famiglie bolognesi: "Ci risulta che quest'anno ci sia
un'impennata delle lezioni private, per le quali si spendono anche 80 euro
all'ora", dice Sandra Soster, della Cgil. Non solo: secondo le
segnalazioni arrivate al sindacato, anche le scuole private che organizzano in
estate veri e propri corsi di recupero strutturati "hanno triplicato la
loro attività". Benedetta Boldrin Aule Manca un mese alla fine della scuola e gli istituti si stanno attrezzando per organizzare
i corsi di recupero.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
ECONOMIA
15-05-2008 COMPETITIVITA' SCENDIAMO AL 46° POSTO L'Italia? Peggiora Romania e
Polonia fanno meglio di noi ROMA Francesco Carbone II L'Italia perde ben
quattro posizioni nella classifica sulla competitività stilata come ogni anno
dall'Imd (International Institute for Management Development, con sede a
Losanna in Svizzera). Classifica che vede ancora saldamente al primo posto gli
Usa, Singapore, Hong Kong e la Svizzera, che guadagna due posizioni fino al
quarto posto. Il Belpaese passa invece dalla 42" posizione dell'anno
scorso alla 46" di quest'anno. Si colloca così sempre più in fondo alla
classifica dei 55 paesi presi in esame e anche la Romania, la Polonia, il
Brasile, la Grecia, solo per fare alcuni esempi, la battono. Peggio dell'Italia
si trovano invece la Russia (47"), la Turchia (48") e la Croazia
(49"). Una brutta sorpresa insomma dopo l'ottima performance dell'anno
scorso che aveva visto l'Italia in netto recupero: nel 2007 era passata infatti
dal 48° al 42° posto. Ma quest'anno la musica è diversa e l'Imd ricorda le
sfide principali che l'Italia ha di fronte: aumentare l'efficienza dello Stato
portando avanti le riforme istituzionali, promuovere la
competitività attraverso la riforma delle regole, la
liberalizzazione dei mercati, le privatizzazioni e la riduzione delle tasse. Ma
l'Italia ha anche bisogno di accelerare la semplificazione legislativa, di
rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e innovazione senza
dimenticare la riforma
della scuola che punti con più decisione
a promuovere le materie tecnico-scientifiche. Giù L'Italia scende al 46° posto.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Economia
Competitività: l'Italia perde 4 posizioni Superata da Romania e Grecia ROMA.
L'Italia perde ben quattro posizioni nella classifica sulla competitività
stilata come ogni anno dall'Imd (International Institute for Management
Development, con sede a Losanna in Svizzera). Classifica che vede ancora
saldamente al primo posto gli Usa, seguita da Singapore, Hong Kong e Svizzera,
che guadagna due posizioni fino al quarto posto. Il Belpaese passa invece dalla
42ª posizione dell'anno scorso alla 46ª di quest'anno. Si colloca così sempre
più in fondo alla classifica dei 55 Paesi presi in esame e anche la Romania, la
Polonia, il Brasile, la Grecia, soltanto per fare alcuni esempi, la battono.
Peggio dell'Italia si trovano invece la Russia (47º posto), la Turchia (48º) e
la Croazia (49º). Una brutta sorpresa insomma dopo l'ottima performance
dell'anno scorso che aveva visto l'Italia in netto recupero: nel 2007 era
passata infatti dal 48º al 42º posto della classifica, segnando una delle
migliori performance economiche. Ma quest'anno la "musica' è diversa e
l'Imd ricorda le sfide principali che l'Italia ha di fronte: aumentare
l'efficienza dello Stato portando avanti le riforme istituzionali, promuovere
la competitività attraverso la riforma delle regole,
la liberalizzazione dei mercati, le privatizzazioni e la riduzione delle tasse.
Ma l'Italia ha anche bisogno di accelerare la semplificazione legislativa, di rafforzare le infrastrutture e l'impegno in ricerca e
innovazione senza dimenticare la riforma della scuola che punti con più decisione a promuovere le materie
tecnico-scientifiche. Tra le singole voci che portano poi al voto finale l'Imd
riconosce, a esempio, un miglioramento del deficit, dei servizi e della
distribuzione delle infrastrutture. Ma restano sempre problemi come, per
esempio, la crescita e la capacità di decisione del Governo. Tutti problemi di
non facile soluzione che spingono l'Italia sempre più in basso: in particolare,
oltre a scendere al 46º posto alla voce generale competitività, l'Italia
arretra anche per la performance economica (al 45º posto contro il 39º del
2007); per l'efficienza del governo (53ª da 51ª). Qualche punto in più lo si
guadagna invece per la capacità di promuovere business (dal 47º posto risaliamo
al 46º ma siamo comunque in fondo alla classifica) e per le infrastrutture: dal
35º al 33º posto.
( da "Centro, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Di Elio
Fragassi Corsi di recupero, la scuola mortificata Se "il sonno della
ragione genera mostri" (F. Goya) evidentemente, quando sono state concepite
le norme dei corsi di recupero, il legislatore sprofondava nel sonno e non
sentiva le grida provenienti dal corpo insegnante che, come al solito, si è
trovato a subire scelte di didattica prodotte da pedagopolitici che non sono
mai stati dietro una cattedra di fronte ad una classe costituita da giovani
personalità in formazione. I corsi Idei (Interventi didattici educativi
integrativi), approvati con decreto legge del 23 dicembre 1994, rappresentano
un capitolo della legislazione scolastica mediante i quali si è voluto premiare
i somari e dissuadere dallo studio serio e responsabile i ragazzi migliori,
motivati, interessati e disponibili al duro lavoro mentale che richiede lo
studio. Moltissimi insegnanti si resero conto subito che questi corsi erano
assolutamente inutili per il singolo e dannosi per la collettività, perché
creavano false ed illusorie aspettative mediante pedagogismi che enfatizzando
ipocriti percorsi educativi avevano come unico scopo quello del parcheggio dei
giovani e delle loro menti, regalando la promozione a tutti. Durante questi
anni si è innescato ed ha preso forza un movimento di disaffezione verso la
scuola che ha portato ad un generale processo di disalfabetizzazione con il
quale regalare, con il sostegno dei corsi di recupero, al termine dell'anno
scolastico promozioni immeritate, ingenerando considerazioni e comportamenti di
assoluto disprezzo (leggi bullismo, saccheggi e violenze varie) da parte delle
famiglie e dei giovani sia verso l'istituzione sia verso i suoi operatori che
credono all'importanza dell'insegnamento ed al ruolo fondamentale della scuola.
Quante volte ho assistito in Tv, a seminari, incontri e convegni dove tutti
parlavano e discutevano di scuola ma senza la presenza di insegnanti. La
demagogia dei pedagopolitici, le promozioni facili e ad ogni costo, la
necessità di mantenere alte le percentuali di diplomati prediligendo la
quantità alla qualità, hanno messo in moto un meccanismo d'appiattimento
generale e di compressione delle intelligenze che hanno fatto scivolare la
scuola italiana nelle posizioni di fondo di ogni graduatoria internazionale.
Per agevolare questo stato di cose il legislatore ha inventato il "debito
formativo" da saldare con il "vuoto" dei corsi di recupero che
tutti sappiamo essere un'ipocrisia, un modo per premiare somari e mantenere
alte le percentuali dei promossi prendendo in giro, così, gli studenti, le
famiglie e noi stessi. Tutti noi sappiamo che gli Idei sono solo una manciata
di ore assolutamente insufficienti, quindi inutili, a colmare qualsiasi lacuna
grave ma un enorme spreco di pubblico denaro per promuovere alunni
assolutamente impreparati. Con il ministro Fioroni si comincia a percepire l'assoluta necessità di cambiare rotta restituendo
dignità alla scuola ed ai suoi operatori perché l'istituzione ha
"diplomato 9 milioni di impreparati". Ma per tornare indietro è
necessario ammettere errori e ciò è molto faticoso (specialmente dal punto di
vista della politica) tanto che manca, in qualsiasi programma
elettorale, un percorso chiaro, preciso, fattibile, relativo alla scuola, ma
esistono solo considerazioni molto superficiali e generiche, comunque
importanti perché ammettono arroganze errori e miopie. E' importante, infatti,
che il potere politico asserendo di "voler restituire" ammetta
implicitamente di "aver spogliato" d'importanza l'istituzione e di
aver "sottratto di dignità professionale" gli insegnanti. Da allora
accade che gli studenti, fin dal primo anno scelgono le 2-3 materie da
"non studiare" sapendo che saranno comunque ammessi all'anno
successivo, anche se con il "debito formativo", da saldare ma con la
consapevolezza che non possono essere "retrocessi" all'anno
precedente. Da qui la conferma dalle varie indagini internazionali che la
letteratura, la matematica e le scienze, essendo le materie più ostiche, non
vengono studiate facendo collocare gli studenti italiani nelle posizioni di
fondo delle classifiche. Allora mi viene da pensare che il legislatore durante
il sonno della ragione abbia sognato che questi studenti sono in grado di
recuperare, con solo 15 ore conoscenze competenze e capacità che gli altri
hanno assimilato con fatica ed impegno costante mese dopo mese. Il sogno è
stato così realistico da confondersi con la realtà, come conferma la
percentuale del 70,3% di alunni con una o più insufficienze, emersa alla
conclusione del primo quadrimestre, mentre solo il restante 29,7% non ha
debiti. Io avrei preferito essere docente di una scuola con queste percentuali invertite.
Penso sia il caso di svegliare la ragione e restituire importanza
all'istituzione creatrice di ricchezza di pensiero che si trasforma in
ricchezza economica, e dignità ai suoi operatori attraverso il merito e il
riconoscimento professionale. Ma la ricchezza di pensiero interessa poco alla
politica.
( da "Redattore sociale" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
09.4215/05/2008 Cgil: ''La proposta della Cei rende la scuola meno laica, grave il sì di Fioroni'' Roma - La Conferenza
episcopale italiana (Cei) "chiede pesanti modifiche alle Indicazioni
nazionali, fortemente limitative della laicita' della scuola". La pensa
cosi' la Flc-Cgil che, in una nota, critica sia la proposta per la modifica dei
programmi di religione cattolica di infanzia e I ciclo avanzata dai vescovi che
la sua accettazione da parte dell'ormai ex ministro della Pubblica
istruzione Giuseppe Fioroni. L'esponente del Pd,
infatti, con una circolare del 22 Aprile 2008 "ha accolto il documento
della Cei". "Entrando nel merito della proposta della Conferenza dei
vescovi rileviamo alcuni fatti che sono netta in contrapposizione con il
carattere laico della scuola pubblica- sottolineano dal sindacato- la Cei
propone esplicitamente di integrare il testo introduttivo delle Indicazioni per
'rendere piu' evidente l'apertura alla dimensione religiosa'". Ma, ricorda
il sindacato, "i valori di riferimento per tutti in una scuola laica come
e' la nostra sono quelli costituzionali e non e' compito della scuola aprire
alla dimensione religiosa che, in una societa' a carattere sempre piu'
multiculturale, rappresenta una dimensione rispetto alla quale esistono
orientamenti e sensibilita' diverse, tutte da rispettare profondamente". I
vescovi propongono anche di "integrare la religione cattolica fra le aree
disciplinari collocandola in quella linguistico-artistico-espressiva, come naturale
esplicitazione di una dimensione implicita di quell'area".Secondo la Cgil,
"mediante questa affermazione la Cei rivendica l'inserimento in modo
integrato ed organico, nel testo delle Indicazioni per il curricolo, di
osservazioni e indicazioni sul valore della dimensione religiosa cattolica, che
in questo modo rivolge a tutti, attribuendole un carattere valoriale di
base". Ma per la Flc-Cgil cosa ancor piu' grave delle proposte dei vescovi
e' "il loro accoglimento da parte del ministro Fioroni"
che "si configura come una rottura grave del carattere laico che deve
avere la scuola pubblica". Per il sindacato "siamo in presenza non
solo di una esplicita abdicazione, da parte del ministro, della prerogativa di
laicita' della scuola statale, ma anche di una scelta che, se attuata, aprira'
immediatamente una serie di pesanti contraddizioni sul versante del rapporto
con un altissimo numero di alunne e di alunni provenienti da altri Paesi".
La Flc ritiene che "che le integrazioni al testo delle Indicazioni proposte
dalla Conferenza determinano una modifica dei contenuti degli insegnamenti
previsti per tutti, che violano i diritti degli studenti e delle famiglie che
non intendono avvalersi di tale insegnamento". (DIRE).
( da "Redattore sociale" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA 09.4015/05/2008
Cei: ''La religione tra le materie dell'area linguistica''. Ok di Fioroni Roma - Inserire la religione cattolica tra le discipline
dell'area linguistico-artistico-espressiva della scuola del primo ciclo
(primarie e secondarie di I grado). È questa la principale richiesta che la
Cei, Conferenza episcopale italiana, ha sottoposto al ministero della Pubblica
istruzione nel suo progetto di revisione delle indicazioni per la didattica
della religione cattolica. Un documento che viale Trastevere ha chiesto
ai vescovi come contributo (previsto per legge) nell'ambito della rivisitazione
generale dei curriculi (programmi) della scuola dell'infanzia e del primo
ciclo. Il progetto e' giunto lo scorso mese al ministero che lo ha visionato,
approvato e ne ha girato i contenuti agli uffici scolastici regionali per
consentire "anche all'insegnamento della religione cattolica di inserirsi
adeguatamente nei piani dell'offerta formativa che le scuole stanno attualmente
redigendo per il prossimo anno scolastico". Una circolare dell'ex ministro
Fioroni, la numero 45 del 22 aprile, formalizza
l'accettazione del documento dei vescovi anche se in via sperimentale. Gli
obiettivi di apprendimento per ogni fascia di eta' sono articolati in quattro
ambiti tematici: Dio e l'uomo (con i principali riferimenti storici del
cristianesimo); la Bibbia e le fonti (per dare una base documentale alla
conoscenza); il linguaggio religioso (nelle sue declinazioni verbali e non
verbali); i valori etici e religiosi (per illustrare il legame che unisce gli
elementi religiosi con la crescita del senso morale). Inoltre, i vescovi
sottolineano, nel loro documento, che l'insegnamento della religione e' una
"opportunita' preziosa per la conoscenza del cristianesimo, come radice di
tanta parte della cultura italiana ed europea". (DIRE).
( da "Corriere del Veneto" del 15-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
del Veneto - VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-15 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Offendeva gli alunni decurtato lo stipendio Sospensione
annuale per una maestra trevigiana in servizio aPadova L'insegnante usava frasi
scurrili e prendeva in giro le bambine grasse e vestite male PADOVA -
Continuerà a vivere con un terzo dello stipendio che le spetta, come già accade
dal 7 gennaio scorso. Quando al suo rientro a scuola le venne notificata una
sospensione in via cautelare per verificare i suoi comportamenti in classe. Da
quel giorno, e sarà così almeno fino alla conclusione di questa annata, non ha
più potuto sedersi dietro una cattedra per insegnare, e ha dovuto tirare avanti
con lo stipendio ridotto di oltre la metà. Come da regola per gli insegnanti
sospesi. Sospensione che nei giorni scorsi è diventata definitiva per l'anno
scolastico in corso, con una documento firmato dalla dirigente dell'Ufficio
Scolastico Regionale, Carmela Palumbo. Che ha accolto in pieno la proposta del
Consiglio di Disciplina provinciale. La storia di Daniela Buongiorno, 40 anni
trevigiana, maestra in una scuola elementare del centro storico della città del
Santo e da gennaio nell'occhio del ciclone per i suoi comportamenti non consoni
"al ruolo di insegnante ", è quindi arrivata alla chiusura di un
primo capitolo. "Ho confermato quanto mi veniva richiesto da parte del
Consiglio di Disciplina di Padova – afferma la Palumbo - . Le voci che giravano
all'interno dell'istituto sono state confermate dall'indagine disciplinare. Non
ho potuto fare altro che trasformare la sospensione cautelare in definitiva per
questo anno scolastico". In poche parole le testimonianze di genitori e
colleghi contenute in quella memoria storica consegnata a dicembre dalla
preside della scuola alla Palumbo, e che parlavano di "vessazioni verso
gli alunni, soprattutto femmine" prese in giro perché "grasse "
e con cattivo gusto nel vestire, sono risultate essere vere. Come l'abbigliamento
"discinto" e il linguaggio "scurrile" con cui la Buongiorno
svolgeva il suo mestiere di maestra. Mentre non trova fondamento l'accusa di
razzismo per aver rivolto frasi contro due alunne musulmane colpevoli di
portare il velo imposto dalla loro fede. "Non è contenuta nella memoria –
liquida la Palumbo –. Se ci sono state non erano razzismo". Adesso però si
aspetta la chiusura (entro un mese) della seconda indagine che il
Provveditorato ha voluto portare avanti, e che scaverà anche nel passato per
trovare eventuali precedenti. Dai risultati di questa indagine ispettiva
dipenderà il futuro della Buongiorno. Se tornerà ad insegnare o sarà
allontanata. Un caso che fa tornare di moda quegli insegnanti che non hanno un
comportamento del tutto consono al loro ruolo. "Abbiamo
portato un video all'ex ministro dell'Istruzione, Fioroni – ricorda
Paolo De Nadai, webmaster di ScuolaZoo.com -. In questa compilation figuravano
anche professori veneti, ma non così tanti. I più gettonati erano al Cornaro,
dove un insegnante venne ripreso a dormire durante l'orale della maturità.
O un suo collega fece lezione vestito da musulmano. Ma ricordo episodi non solo
padovani. A Verona un insegnante aveva scelto di entrare in classe con lo
skateboard e fare lezioni in piedi sulla cattedra ". Non commenta invece
l'avvocato della Buongiorno, Fabrizio Scagliotti. "Non abbiamo ancora
nulla in mano – dice - . Alla mia assistita nessuno ha ancora comunicato
niente". Nicola Munaro \\ Carmela Palumbo: l'indagine disciplinare ha
confermato le voci che giravano a scuola.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Scuola
Primo
Piano Pagina 103 Il leader del Pd apre al Cavaliere ma rassicura i suoi sui
rischi di un'opposizione troppo morbida: "Nel Pdl manca un disegno del
Paese" "Sì al dialogo, ma non facciamo sconti" Il leader del Pd
apre al Cavaliere ma rassicura i suoi sui rischi di un'opposizione troppo
morbida: "Nel Pdl manca un disegno del Paese" --> ROMA Walter
Veltroni scaccia il sospetto di un nuovo "patto della crostata" tra
Pd e Pdl con un intervento alla Camera "a schiena dritta" in cui ha
ribadito l'intenzione di condurre una "opposizione civile e non
pregiudiziale", ma anche pronta ai "niet" quando ce ne sarà
bisogno. Parole salutate con sollievo da tutto il partito, ma che non scacciano
il timore che il nuovo corso Berlusconiano schiacci il Pd in un ruolo da
"opposizione di sua Maestà". I deputati del Pd devono sentire
l'ironica chiusa del discorso di Berlusconi con il suo " se pò fa , si può
fare" che evoca lo slogan veltroniano in campagna elettorale. Veltroni
stesso non gradisce, come non gradisce la gazzarra nei banchi del Pdl durante
l'intervento di Di Pietro. Il segretario del Pd prende dunque la penna e
accentua i passaggi più duri del discorso che leggerà poco dopo. Veltroni
ribadisce la scelta strategica del Pd di un riconoscimento "della
legittimità della maggioranza", ma rivendica al proprio partito "il
merito" di aver superato sia la frammentazione (con la decisione di
correre da solo) che la "demonizzazione dell'avversario". E qui
arriva la prima nota di scetticismo sulle reali intenzioni del Cavaliere:
"È troppo facile - osserva - quando si è all'opposizione o in campagna
elettorale, usare toni esasperati e poi, quando si è al Governo, sollecitare il
dialogo e il confronto". Comunque il Pd farà "un'opposizione seria,
forte e responsabile", pronta ad dire "di no" con durezza quando
serve, ma anche "a convergere su quei provvedimenti che giudicheremo utili
per il Paese". Certamente, Berlusconi non può presentarsi come il
salvatore dell'Italia: "Lei - osserva Veltroni rivolgendosi al premier -
inizia oggi il suo quarto mandato e il suo settimo anno da residente del
Consiglio. È evidente e oggettivo che lei porti una parte importante di
responsabilità per ciò che è avvenuto o non avvenuto in questo Paese", a
partire dai "quindici anni di scontro ideologico" che hanno bloccato
l'Italia. Insomma, il Cavaliere deve dimostrare tanto la sua buona volontà
quanto la capacità di governo, anche perché egli non ha mostrato di avere
"un disegno alto e forte di governo e di cambiamento del Paese". Veltroni
sottolinea che "l'Italia ha grandissimi problemi", spiega il leader
del Pd, e ha bisogno di una serie di interventi, come "continuare la lotta
all'evasione, ridurre la spesa pubblica, semplificare un Paese lento e con
ancora elevati livelli di corruzione e di influenza dei poteri criminali. È il
riformismo moderno, e noi non possiamo né dobbiamo chiedere a lei di assolvere
a questo compito". Il caldo applauso di tutti i deputati del Pd è
liberatorio. "Ha saputo liberarsi dall'abbraccio di Berlusconi", sintetizza
Pierluigi Castagnetti. "Veltroni ha raddrizzato la situazione dopo alcuni
interventi troppo morbidi", dice la bindiana Margherita Miotto. E il
capogruppo Antonello Soro assicura che non ci sarà "un'opposizione
cloroformizzata". "Non rimarremo imprigionati come mosche nel
miele" promette Anna Finocchiaro che pure punta alla nascita di "un
bipolarismo mite". Certo rimane il timore che il nuovo corso moderato di
Berlusconi metta in difficoltà il Pd. Beppe Fioroni spiega però che il non ricadere in un'opposizione
"anti" è una scelta strategica che darà frutti: "Se c'è un clima
da stadio le tifoserie si compattano e i campi contrapposti si bloccano. Con la
reciproca legittimazione, invece, come avveniva in altre stagioni politiche,
c'è a una situazione di osmosi a partire dagli elettori". Solo se
non si demonizza il centrodestra, è la scommessa di Veltroni, l'elettore che ha
votato Pdl al prossimo giro potrà scegliere il Pd. Veltroni ha pure ribadito
che sulla Rai si vedrà la buona volontà di dialogo di Berlusconi. Nel faccia a
faccia, che potrebbe tenersi già domani, al primo punto ci sarà proprio il tema
delle regole per rinnovare il Cda della Rai.