HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “SCUOLA” |
|
toARTICOLI DEL 15-18 ottobre
2008 #TOP
·
Articoli
Scuola (150)
Lettere si mobilita contro la gelmini
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Palermo La protesta Lettere si mobilita contro la Gelmini La mobilitazione degli studenti contro le riforme Gelmini approda a Palermo. Ieri l'assemblea della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università ha deliberato lo stato di agitazione e l'assemblea permanente, dopo aver emendato e sottoscritto un documento proposto dalla facoltà di Ingegneria.
La
pagella ( da "Unita, L'"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini accarezza i dubbi di Cisl e Uil e plaude alla possibilità che lo sciopero della scuola del 30 ottobre non si faccia. Imbarazzante per i sindacati, nessun imbarazzo per il ministro. In linea, in fondo, con il premier che distingue tra giudici buoni e cattivi, che vorrebbe decidere sull'opposizione,
Rivolta
anti-Gelmini in scuole e atenei Sì a classi per stranieri
( da "Sole
24 Ore, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Presidio alla Sapienza Rivolta anti-Gelmini in scuole e atenei Sì a classi per stranieri Luigi Illiano ROMA Tra scuole e atenei si moltiplicano le contestazioni contro le decisioni del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. E arriva anche una notte bianca, programmata per oggi in molte città italiane.
"la
società deve sapere cosa succede alla scuola"
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sindacati e genitori contro il decreto Gelmini. Lei ha partecipato al corteo. Che impressione ha avuto? "Era da molti anni che non vedevo una presenza di piazza così consistente e varia. C'erano studenti giovanissimi, personale scolastico ma soprattutto gente normale, famiglie intere che protestavano contro il tentativo di dequalificare la scuola pubblica.
Dalle
materne all'università la protesta ha una voce sola - laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il picco nei giorni in cui il decreto Gelmini sarà discusso in Senato". Oggi al liceo Gramsci dibattito sulla Costituzione: sono stati invitati un partigiano dell'Anpi e un magistrato. In occupazione anche diversi istituti superiori pisani. Ieri, in un documento gli insegnanti dell'Itc Volta di Bagno a Ripoli hanno espresso la loro opposizione ai provvedimenti varati dal governo:
Il
comitato guardaroba - carolina steidl
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Si canta, Battisti, perché non tutti sanno le parole di "Bella Ciao". In sostanza si ripropongono i cliché del passato, già cliché negli anni �70. E forse, se non riusciamo ad opporci in modo costruttivo ad una legge immorale, ce la meritiamo, la Gelmini. Studentessa del liceo classico Michelangelo.
"il
maestro unico è un ritorno al passato" - massimo vanni
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E cosa dice del maestro unico del ministro Gelmini? "Oggi l'inglese e la musica sono necessarie anche nelle elementari. Nella scuola a tempio pieno non si riduce ad uno e anche nella scuola dei moduli c'è bisogno di articolare. Soprattutto nelle ultime classi elementari le competenze dei docenti, relativamente allo studio della musica e della lingua,
"vergogna
quei bimbi" ( da "Repubblica, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: fiaccolata promossa dai sindacati contro la riforma Gelmini che ha richiamato lunedì sera a Firenze 20mila persone. "Già durante il precedente governo di centrodestra alcune maestre fiorentine portarono in piazza i bambini con i cartelli insieme ad alcuni politici di centrosinistra - aggiunge il senatore Totaro - ma forse è il caso che ci si renda conto che siamo in un paese democratico,
(segue
dalla copertina) maria novella de luca
( da "Repubblica,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: pietà la scuola, abbiamo abbandonato gli insegnanti al loro destino, li abbiamo privati della loro autorità e adesso ci rendiamo conto di quello che stiamo perdendo. Un paese senza scuola pubblica non è più un paese democratico. Per fortuna non ho più figli alle scuole elementari: ma se ho potuto conciliare nella mia vita il lavoro e la famiglia è stato proprio grazie al tempo pieno.
Meno
insegnanti di sostegno ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: messa in atto dai ministri Brunetta e Gelmini ha avuto una pesante ricaduta anche a livello senigalliese". Lo sostiene il consigliere di Rifondazione comunista Roberto Mancini che presenterà oggi in consiglio comunale una mozione. "Per l'anno scolastico 2008/09, nelle scuole dell'obbligo del nostro Comune si è registrata una significativa diminuzione degli insegnanti di sostegno'
La
mobilitazione - mario reggio ( da "Repubblica, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: cambi il progetto di legge Gelmini, perché condurrà all'emarginazione dell'università pubblica". Clima incandescente anche a Torino dove studenti, ricercatori e docenti si sono riuniti nell'atrio di Palazzo Nuovo. Obiettivi: assemblea di ateneo il 22 ottobre, presidio il 28 davanti all'Unione Industriali, partecipazione allo sciopero nazionale del 30 ottobre indetto dai confederali,
I
2591 istituti con meno di 500 alunni
( da "Italia
Oggi" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: MariaStella Gelmini, d'intesa con l'Economia. Ed è dalle regioni che parte la protesta, che in queste ore si sta diffondendo a macchia d'olio: enti locali, ma anche studenti, genitori e insegnanti si stanno mobilitando per evitare la chiusura di molte scuole, soprattutto di quelle che rappresentano l'unico presidio dell'istruzione pubblica nei piccoli comuni.
"Scuole,
saranno penalizzati i centri del Biellese orientale"
( da "Stampa,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA RIFORMA GELMINI "Scuole, saranno penalizzati i centri del Biellese orientale" [FIRMA]MATTEO PRIA BIELLA Scuole a rischio chiusura nel Biellese Orientale e scoppia la polemica. "Il governo Berlusconi ha approfittato della presentazione di un decreto sulla sanità per inserire una norma che avvia la chiusura in tutta Italia delle scuole con meno di 50 alunni -
Liguria:
la Gelmini ignorata "Non chiuderemo le scuole"
( da "Stampa,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ASSESSORE MASSIMILIANO COSTA ANNUNCIA LA LINEA DELLA GIUNTA Liguria: la Gelmini ignorata "Non chiuderemo le scuole" GENOVA Il vicepresidente della giunta, e assessore all'Istruzione, annuncia che la Regione non applicherà le "indicazioni" del ministro Gelmini circa i tagli alle piccole scuole. Ma la maggioranza che sostiene Burlando anche ieri ha accusato qualche scossone.
Cairo,
assemblea pubblica sulla scuola organizzata dal sindaco Fulvio Briano
( da "Stampa,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assemblea pubblica sulle conseguenze in Val Bormida del decreto Gelmini. A proporla è il sindaco di Cairo, Fulvio Briano. Dovrà essere un'occasione per fare il punto della situazione e per informare le famiglie. Il problema è ben contenuto nell'esempio grottesco di Cosseria dove sabato verrà inaugurata la nuova scuola, un edificio costato 650 mila euro.
La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica
( da "Giornale.it,
Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Veltroni
"grande elettore" degli immigrati e Fini apre
( da "Giornale.it,
Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Avviso
ai bloggers, finalmente in vacanza
( da "Giornale.it,
Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Walter
fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia
( da "Giornale.it,
Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Girotondo
attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
( da "Giornale.it,
Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Il
maestro prevalente? È la regola in Europa
( da "Avvenire"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che si è riacceso in Italia dopo la decisione del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini di ritornare con il prossimo anno al maestro unico nella scuola elementare. E mentre nel nostro Paese ci si scontra su questo tema, siamo andati a vedere cosa succede nel resto dell'Europa, contesto che spesso viene preso come realtà con cui confrontarsi.
Venti
di guerra a scuola e negli atenei
( da "Avvenire"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il fronte della protesta nella scuola ha promosso per oggi una "notte bianca contro la riforma Gelmini" con gli istituti aperti oltre l'orario scolastico per "manifestare il nostro no ai provvedimenti decisi". Diverse le adesioni già raccolte. Da parte sua il ministro Gelmini in un'intervista, che comparirà oggi sul sito www.ilsussidiario.
Notte
bianca a scuole elementari aperte (fino alle 22-23), stasera, a Torino e fuori,
da Nichelino a ( da "Stampa, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La protesta
di insegnanti e genitori contro la "riforma" Gelmini, coordinata dal
Coordinamento Genitori, prende forma nelle assemblee, nei laboratori per
bambini, nelle merende a base di torte e pizze fatte in casa. In Vanchiglia,
una fiaccolata parte dalla scuola Fontana alle
LA
PARTITA DELLE FAMIGLIE ( da "Stampa, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con tutto il can can che il centrosinistra sta facendo contro la riforma Gelmini e i suoi ipotizzati miliardi di tagli che andranno a incidere in un importante feudo elettorale qual é la scuola, l'esponente di Rifondazione, bello bello - è il ragionamento dei suoi detrattori - se ne esce con il suo di piano, e così la gente non capisce più chi è il cattivo.
Striscioni,
assemblee petizioni e proteste "No al decreto Gelmini"
( da "Stampa,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
No al decreto
Gelmini" Raccolta firme nelle scuole e nelle piazze, striscioni come
quello apparso ieri sul cancello dell'Elementare di corso Soleri a Cuneo
("La scuola è in bene comune: difendiamola") e poi incontri con
famiglie e insegnanti, l'altra sera a Peveragno e Saluzzo, oggi alle
Studenti
strumentalizzati dalla sinistra che tace la verità
( da "Stampa,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Studenti strumentalizzati dalla sinistra che tace la verità" "Sugli interventi della Gelmini nella scuola la sinistra non dice la verità e strumentalizza gli studenti che scendono in piazza". I giovani del centro-destra verbanese ribattono così allo sciopero degli studenti di venerdì scorso, definendolo come un momento di "atteggiamenti maleducati e di atti vandalici".
Caso
Gelmini la minoranza esce dall'aula
( da "Stampa,
La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: CONSIGLIO COMUNALE Caso Gelmini la minoranza esce dall'aula Un ordine del giorno fuori programma, presentato dal consigliere dei Comunisti italiani Federico Larosa contro il decreto Gelmini sulla scuola pubblica ha provocato polemiche ieri pomeriggio in Consiglio comunale.
"Difenderemo
le scuole di montagna" ( da "Stampa, La"
del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ieri i parlamentari Valter Zanetta e Marco Zacchera hanno incontrato a Roma il ministro Gelmini, mentre Valerio Cattaneo (Pdl) attacca il centrosinistra: "Si crea allarmismo e s'ingigantiscono i provvedimenti sulla scuola per coprire il Torinocentrismo della giunta Bresso".
Formigoni:
"offensivi i 500 milioni a roma" - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: anche il capogruppo del Pd nel consiglio regionale della Lombardia Carlo Porcari: "Il premier Berlusconi, il ministro dell'Economia Tremonti, quello dell'Istruzione Gelmini e quello della Funzione pubblica Brunetta stanno facendo bella figura a spese di regioni e comuni che devono fare i salti mortali per garantire i servizi essenziali ai cittadini, anche ricorrendo a nuove tasse".
No
al maestro unico fiaccole anti-gelmini - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roma no al Maestro unico fiaccole anti-gelmini TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) E hanno riempito la città con fiaccolate, cortei e cene. Genitori, maestre e bambini, candele accese in mano, hanno sfilato in duemila a Prati e Trionfale. "Siamo oltre mille", spiega Salvatore Conforti, papà di un alunno della scuola Manetti.
Gelmini,
le risposte delle scuole ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e i suoi amici a pic e pala" ovvero:"È ora di finirla, Gelmini e i suoi amici a lavorare con badile e piccone", slogan operaio, ovviamente con altri destinatari, degli anni Settanta. Un' occupazione vera e propria, a sorpresa, c'è stata invece all'istituto "Leonardo da Vinci", dove gli studenti in serata hanno organizzato varie iniziative e hanno poi trascorso la notte nella
Guerra
a graffiti e volantini ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e del comitato anti-Gelmini che ha addirittura utilizzato il fondo stradale appena rifatto in via Bixio. "Il Comune si costituirà parte civile, ogni volta", assicura l'assessore Mario Labolani, che ieri ha chiamato la stampa per illustrare il rovescio della medaglia: "Non solo Brescia senza graffiti ma "Brescia graffiti",
Diplomi
a 70 studenti dell'istituto aeronautico "Locatelli"
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del
16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha inviato una lettera di congratulazioni al dirigente scolastico, il professor Giuseppe Di Giminiani, agli insegnanti e ai diplomati. "L'istituto Locatelli - ha scritto il ministro - rappresenta una realtà scolastica di eccellenza, per i servizi che offre ai suoi studenti e per gli sbocchi lavorativi o di prosecuzione negli studi che offre"
In
piazza gli universitari ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: università va verso lo sciopero muovendosi contro il Dl Gelmini e l'intenzione annunciata del ministro dell'Istruzione di mettere mano alla riforma del sistema universitario: le segreterie generali nazionali di Flc Cgil, Cisl Università, Fir Cisl e Uil Pa-Ur.Afam hanno attivato le procedure necessarie per la proclamazione dello sciopero generale che, in caso di mancata conciliazione,
Davanti
a Montecitorio la protesta dei ricercatori precari
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha preferito non commentare. Ieri, i ricecatori precari hanno manifestato a Roma (si veda la foto),mentre l'Aula della Camera ha approvato la norma che mette il limite al 30 giugno 2009 per la stabilizzazione dei precari. Una situazione aggravata, per i ricercatori, dal sostanziale blocco di gran parte dei concorsi universitari FOTOGRAMMA.
I
falsari della povertà ( da "Giornale.it, Il"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 16 pagina 42 I falsari della povertà di Redazione Ministro Gelmini, continui così Sono uno studente universitario, figlio di due insegnanti (papà delle medie e mamma delle superiori). Sento un gran parlare di proteste e insurrezioni per la "salvezza" della scuola, contro le novità introdotte dal ministro Gelmini, ma è chiaro che tali proteste sono tutte iniziative strumentali,
Scuola,
è scontro anche sulle assicurazioni
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini che hanno aggiunto un'altra voce alle loro proteste. "In nome della stessa filosofia del risparmio ai danni della scuola pubblica - si legge in un volantino che invita a partecipare all'assemblea straordinaria alla scuola di via dell'Arcadia 22, stasera ore 21 - i bambini non potranno più fare uscite sul territorio e gite scolastiche perché la Regione ha tagliato i fondi
Università,
boom delle tesi di laurea sul 2015
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: volta non contro la riforma Gelmini e non con proteste in piazza. Tutt'altro. Le università manifestano grande interesse verso l'Expo, diventato il tema più gettonato per le tesi di laurea. Nel giro di un semestre, da quando cioè Milano si è aggiudicata l'edizione 2015 dell'esposizione internazionale, decine di studenti hanno visto nell'evento un input interessante da sviluppare e,
In
piazza a sei anni per attaccare il ministro
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini che, per i bimbi tra i 6 e i 10 anni fomentati da genitori e maestre, è diventata la strega cattiva. Così ecco i bimbi sandwich con cartelli sullo stile "Contro la riforma Gelmini, insieme in piazza genitori e bambini", "Ricuciamo la scuola, tagliamo la Gelmini", "Gelmini ministro della D-Istruzione".
A
Castelletto genitori in aula coi sacchi a pelo
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione alla quale sta lavorando per il governo il ministro Maria Stella Gelmini. Scatenata la Sinistra che, sulle manifestazioni che si sono tenute ieri a Genova e sulla "Notte bianca" anti ministro che si è svolta questa notte in contemporanea in diverse città italiane (tra cui il capoluogo ligure), attacca l'operato del Governo.
Concorsi
più facili per i residenti ( da "Italia Oggi"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: le selezioni in ingresso per gli studenti immigrati al dl Gelmini, ieri è stata l'ora dei concorsi pubblici. Al termine di un braccio di ferro tra Pdl e Lega, e dopo una riformulazione dell'emendamento già approvato in commissione lavoro, l'aula della camera ha dato il via libera alla proposta leghista che fa della residenza un titolo preferenziale per vincere i concorsi pubblici.
POST
e RIPOST Gelmini, rischio di pensiero unico
( da "Italia
Oggi" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: POST e RIPOST Gelmini, rischio di pensiero unico Il maestro unico per diffondere il pensiero unico. L'abbattimento del tempo pieno che mette le famiglie - qualcuno dice soprattutto le donne - in seria difficoltà organizzativa. E ora, dulcis in fundo, le classi differenziate d'inserimento per colmare il gap culturale degli stranieri che,
L'ultima
trovata: far scioperare i bimbi delle elementari
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
248 del
2008-10-16 pagina
Alla
borsa della fiducia il premier guadagna altri 2 punti in un mese
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istituto di Antonio Noto segnala inoltre un balzo in avanti per Mariastella Gelmini, alla guida dell'Istruzione, che pare non risentire delle proteste portate avanti dall'opposizione: guadagna 4 punti (la batte solo Tremonti) e si attesta al 42%. Inoltre, nella classifica relativa alla fiducia verso i partiti presenti oggi in Parlamento - da non confondere con le intenzioni di voto -,
Università,
proclamato lo sciopero ( da "Italia Oggi"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ribadire il no alla riforma Gelmini e per protestare contro i tagli al settore e contro le norme che bloccano la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca. Nel frattempo la protesta prosegue in tutta Italia: rettorati occupati a Napoli e alla statale di Milano, assemblee e cortei alla Sapienza di Roma, lezioni all'aperto a Firenze e blocchi della didattica in molti altri atenei.
Dottori
di ricerca, 240 euro in più ( da "Italia Oggi"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: università Mariastella Gelmini, che prevede 240 euro in più al mese per le borse dei dottori di ricerca. Un aumento che farà salire il compenso dei giovani dottori dai poco più di 800 (820,00) euro al mese ai circa mille (1.039,10) A sbloccare la situazione ci aveva pensato però, la Finanziaria del 2008 che aveva previsto inizialmente 20 milioni di euro all'
Okkupato
il liceo Mamiani dove l'autunno è sempre caldo
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per smontare la riforma Gelmini). Il liceo della Roma "bene" è un luogo ormai "mitico", è stato il set del film Porci con le ali, ha ispirato la scuola dove è ambientata l'occupazione studentesca nel film di Muccino Come te nessuno mai. Vanta allievi celebri e grandi contestazioni, dal '68 al movimento della "pantera", fino alle lotte intestine degli anni Settanta.
L'università
bocciata in Economia ( da "Giornale.it, Il"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: magnifici rettori la riforma del ministro Gelmini è arrivata con la stessa puntualità di un colore a cuori quando al tavolo verde si è rimasti con una sola fiche. Proprio quando il castello di carte - bilanci e rendiconti, tenuti insieme con la colla di artifici contabili - stava per crollare, ecco arrivare il magnifico nemico, un ministro antipatico su cui riversare le colpe del "
A
lezione di protesta: notte bianca in aula tra sbadigli e peluche
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è più o meno il dieci per cento a tirare tardi contro la Gelmini. "Cosa vuole - mi spiega la maestra Domenica, insegnante di religione, donna paciosa e mansueta, esatto contrario dello stereotipo sindacalizzato e incazzoso - domani mattina la sveglia suona presto, da queste parti. Abbiamo tantissime famiglie di immigrati, gente che va in fabbrica.
Bare
e lutti al braccio: lo stupidario del <no>
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per i quali Gelmini potrebbe anche essere una marca di biscotti ma tant'è. Pure loro arruolati alla causa dei pasdaran. Venerdì scorso a Ravenna il ministro dell'Istruzione era stato invitato all'inaugurazione di una nuova scuola. Poi ha disertato. Avrebbe visto con i propri occhi la particolare, pirotecnica e "calorosa" accoglienza.
Dai
soldi al maestro unico: ecco le bugie in piazza
( da "Giornale.it,
Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini prosegue, cresce, ma si nutre di se stessa, più che di fatti. Il decreto rimane un totem sullo sfondo: da abbattere, indipendentemente dal contenuto. E allora, che cosa c'è di vero nelle accuse al ministro, quelle prima "suggerite" dai sindacati e poi accolte sulla fiducia da insegnanti e ragazzi?
Università,
una protesta <gonfiata> ( da "Avvenire"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Difficile fare un bilancio dell'adesione alla protesta, che secondo la Rete scuole, avrebbe coinvolto, tra l'altro, "una decina di istituti a Milano, una dozzina a Venezia e alcune decine a Roma". E anche Bologna si è mobilitata. A Napoli, invece, le maestre sono sfilate in corteo lungo il centro cittadino.
Classi
per immigrati, Camera divisa ( da "Avvenire"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in tutto il Paese la mobilitazione contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini: 'notti bianche' e annunci di una gragnuola di scioperi tra Cobas (domani) e confederali (il 30), men- tre il 14 novembre scenderanno in piazza studenti e lavoratori dell'università. Lei tira dritto e sale al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Ruini
al <Campus Bio Medico>: la ricerca non sia mai separata dalla cura
dell'ammalato ( da "Avvenire"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per Mariastella Gelmini è questo il "primo obiettivo" ed è questo il messaggio che invia "in primo luogo a quegli studenti che in quesi giorni hanno protestato e protestano". Il ministro dell'Istruzione interviene alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico dell'università Campus Bio- Medico di Roma dove è il cardinale Camillo Ruini,
Proteste
a roma, bloccati alcuni binari della stazione termini Scuola, le Regioni contro
il governo ... ( da "Corriere.it"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Proteste contro la riforma Gelmini (Emblema) ROMA - Protestano gli studenti e protestano i Governatori. È la riforma della scuola, in questi giorni, il vero "fronte caldo" del governo. A Roma migliaia di ragazzi - 10 mila secondo l'Unione degli Universitari (Udu) - hanno sfilato in un corteo di protesta fuori dalla "Sapienza" contro la riforma Gelmini.
Classi
per stranieri, il no di Veltroni: <Dio ce ne scampi>. Alemanno frena
( da "Corriere.it"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con il ministro dell'Istruzione Gelmini". Il punto ora è il destino che la mozione avrà: un eventuale emendamento al decreto Gelmini, che martedì sarà in aula al Senato, renderebbe più complicato il percorso, mentre l'opposizione già prevede che il governo porrà la fiducia su quel provvedimento come ha già fatto alla Camera.
ANTAGONISMO
SUI BANCHI ( da "Stampa, La"
del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: proteste contro il decreto del ministro Gelmini hanno superato ogni previsione. Marciano, uniti, studenti, professori e genitori di tutte le classi e di tutte le età, dall'asilo alla laurea. E protestano, non solo contro la decisione del governo di tornare al "maestro unico" nelle elementari, bloccando il "turn-over" degli insegnanti per ottenere tagli e risparmi nei costi dell'
"Lettere"
a una passo dalla vera occupazione
( da "Stampa,
La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Facoltà contro Gelmini e Brunetta" che dalle 19 alle 2 vedrà riunito a Lettere l'intero "cartello" cittadino contro i decreti del governo Berlusconi. "All'assemblea di oggi pomeriggio (ieri per chi legge, nda) erano presenti anche molti studenti di altre facoltà - ha raccontato Stefano, uno dei giovani leader della protesta - e si è deciso di continuare il blocco ancora per 24 ore"
Scuola,
rivolta anti gelmini ( da "Repubblica, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rivolta anti Gelmini L'Università scende in piazza. A rischio 70 piccoli istituti VIA alla mobilitazione anti Gelmini sia all'Università che nel mondo della scuola. Una giornata calda si preannuncia per lunedì 20: il ministro Mariastella Gelmini sarà ospite d'onore allo Steri, e gli studenti minacciano di accoglierla con un presidio.
I
ragazzi di centrodestra: "non esagerate"
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Scavalcando l'Ars, che nei giorni scorsi ha approvato una mozione contro tagli e riforma della scuola, i leader universitari dei movimenti studenteschi di An, Forza Italia e Udc hanno recuperato in extremis dalla loro parte anche i giovani dell'Mpa, che avevano sposato in pieno la linea anti-Gelmini espressa fino a poco tempo fa dal presidente della Regione Raffaele Lombardo
Assemblee,
cortei, sit-in arriva l'onda anti-gelmini - antonella romano
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina II - Palermo Assemblee, cortei, sit-in arriva l'onda anti-Gelmini Gli studenti si mobilitano, i prof sullo stesso fronte Oggi raduno di ateneo a Ingegneria e sciopero Cobas Lunedì il ministro è atteso allo Steri ANTONELLA ROMANO Parte la mobilitazione anti-Gelmini sia all'Università che nel mondo della scuola.
La
scure sulle scuole più piccole rischio chiusura in isole e paesini - salvo
intravaia ( da "Repubblica, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: otto chilometri SALVO INTRAVAIA Il ciclone Gelmini sta per investire le scuole siciliane. Sono due le strade che il governo Berlusconi intende seguire per fare cassa: accorpare gli istituti sottodimensionati e chiudere quelli con pochi alunni. Le scuole che rischiano già dal prossimo anno di subire il cosiddetto "dimensionamento" (verrebbero smembrate e accorpate ad altri istituti)
Ma
fra un anno si taglia stranieri, corsi dimezzati
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il colpo di scure è previsto dal piano Gelmini che si prefigge l'obiettivo di tagliare a livello nazionale 132 mila posti nella scuola in tre anni. E si abbatterà pesantemente anche su coloro che dopo una giornata di lavoro, nel pomeriggio, vanno in classe per recuperare il tempo perduto o per acquisire nuove competenze.
Il
blitz in aula del sindaco assenteista - alessia gallione
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il ministro Gelmini è al centro di un attacco durissimo", le chiedono. Lei, da ex ministro dell'Istruzione scuote la testa, si allontana: "No, guardate, ho già dato. Solidarietà al ministro Gelmini". Poi la domanda che tutti le fanno, da sei mesi e mezzo: "Berlusconi potrebbe portarle la buona novella di Expo?
Oggi
due cortei e lo sciopero dei cobas scuola
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: No Gelmini Day" Oggi due cortei e lo sciopero dei cobas scuola Il corteo di questa mattina dei sindacati di base contro i tagli all'istruzione si è trasformato nel "No Gelmini Day" degli studenti. Il montare della protesta nelle scuole e nelle università ha moltiplicato i punti di concentramento e diviso la manifestazione in vari spezzoni.
Riforma,
la rivolta dei rettori - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: linea dura contro la riforma Gelmini. Giulio Ballio, capo del Politecnico, ha usato parole chiare: "Se vogliamo fermare i tagli l'unica cosa che possiamo fare è rimettere il mandato nelle mani del ministero". Enrico Decleva, numero uno della Statale e presidente della conferenza nazionale dei rettori, conferma: "La rinuncia al mandato sarebbe il segnale più forte che possiamo dare"
Diritto
allo studio televisivo ( da "Repubblica, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini e Brunetta agli studenti compresi nella fascia generazionale che va dai Gormiti al Gilette, in rivolta a Genova e dappertutto? Così: la ministra alla (D)istruzione pubblica, già implacabilmente beatificata da Paola Perego, verrà rigorosamente corteggiata dai tronisti della De Filippi, ai quali imporrà un grembiulino griffato da portare sul petto nudo tatuato e depilato.
Università,
i giorni dell'ira - michela bompanigiuseppe filetto
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La tensione intorno alla protesta contro il ministro Gelmini è altissima. A venare d'amaro una mobilitazione così unitaria e finora caratterizzata, su tutti i fronti della protesta, dalla pacatezza e dal pacifismo, un'incursione, ieri sera, intorno alle 18.30, alla Facoltà di Lettere e Filosofia: una decina di ragazzi, indicati come appartenenti a Lotta Comunista,
Tensione
a balbi, botte all'università - michela bompani
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lotta Comunista Tre cortei invaderanno il Centro città per sfilare contro la Gelmini MICHELA BOMPANI (segue dalla prima di cronaca) giuseppe filetto C'è timore, anche se nessuno lo ammette, che qualcuno cerchi di "screditare" una protesta che sta diventando sempre più compatta ed omogenea. E per scongiurare, oggi, qualsiasi occasione di tensione, ieri sera al dibattito plenario,
Tour
dell'assessore lomelo per riorganizzare le strutture
( da "Repubblica,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola il 30 ottobre prossimo contro la riforma Gelmini. Alla conferenza, cui ha partecipano tra gli altri il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, Lomelo ha detto che si sta "lavorando sulla base di proiezioni, perché i dati sulle scuola da chiudere non sono certi. Eppure - conclude Lomelo - la Puglia è tra le prime Regioni per numero di studenti diplomati con 100 e lode,
Operaio
di Montà ( da "Stampa, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: PRALORMO SCUOLA SAVIGLIANO ALBA All'interno Operaio di Montà Decreto Gelmini La mobilitazione dei professori Cassa integrazione per 252 dipendenti dell'"Asltom" Si abbattono capannoni lungo il Tanaro esce dal lavoro e muore in auto Federico Genta Prieri e Carosso Piero Bertoglio Servizio.
L'invito.
Ministro venga a provare la nostra vita e capirà l'importanza che rivestono
queste elementari ( da "Stampa, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: SCUOLA RIFORMA GELMINI L'invito. "Ministro venga a provare la nostra vita e capirà l'importanza che rivestono queste elementari".
"Giù
le mani da Gurro" ( da "Stampa, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ministro
Gelmini. Provi la nostra vita per 24 ore e capirà perché questa scuola non si
può toccare". Le mamme di Gurro sono pronte a difendere con i denti questo
edificio rosa abbarbicato sulla montagna. Parco giochi, aule, laboratori e
palestra rimessi a nuovo da un paio d'anni, a
Alunni
premiati per la Costituzione ( da "Stampa, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Che il ministro si chiami Gelmini o si chiami Berlinguer non cambia molto, come dimostra l'esperienza, e come ha detto bene l'ex ministro della pubblica istruzione, Luigi Berlinguer, appunto: "Ai prof non va bene nessuna riforma, perché la scuola è stata per decenni il campo privilegiato di controversie ideologiche, e l'ideologia ha sempre prevalso sui contenuti educativi"
Ci
vorrebbe classe ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con un emendamento "celtico" alla riforma Gelmini, si differenziano le classi come si selezionano i rifiuti. Ogni categoria compressa nella propria aula, tutto in poche scuole, per poco tempo e con sempre meno operatori per il “trattamento”. Perché la scuola è inutile e costosa.
Primo
'assaggio' dello sciopero ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Così, domani mattina in corso Matteotti, le sigle sindacali della scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals vogliono sensibilizzare l'opinione pubblica sul vero contenuto della riforma Gelmini. In vista dello sciopero generale del prossimo 30 ottobre.
I
PIÙ AMATI ( da "Giornale.it, Il"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini si è messa in testa di sfidare la lobby dei sindacati per una riforma della scuola pensata prima di tutto per gli studenti. Certo, i ragazzi in piazza ci vanno sempre volentieri, ma i genitori hanno capito il valore dell'impresa: e in 30 giorni il ministro ha guadagnato il 4% dei consensi.
Ma
che scivolata l'esame facile al Sud
( da "Giornale.it,
Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ottimo pretendere un po' di meritocrazia in scuole ridotte a promuovifici di massa. Ma se la lombarda Gelmini non avesse scelto, nel 2001, di fare l'Esame di Stato giù a Catanzaro, dove si sa che è più facile, saremmo ancora più d'accordo con lei. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Il
piano del governo ( da "Giornale.it, Il"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato la riforma dell'università. Il ministro ha fatto notare che bisognerà attuare al più presto un risparmio sui costi. DISPERSIONE In Italia ci sono 5.500 corsi di laurea, 300 sedi distaccate, pari al 90 per cento della spesa corrente per un numero di laureati troppo basso rispetto alla media europea ed una dispersione del 50%
Gelmini
più forte delle urla La tigre batte <la pantera>
( da "Giornale.it,
Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: implacabili continuano a registrare il segno più per Mariastella Gelmini. Ipr marketing per conto di Repubblica.it ha reso noto che la Gelmini è salita di ben 4 punti, dal 38 al 42 per cento nella fiducia degli italiani. Il giovane ministro della Pubblica Istruzione somiglia a quel bambolotto creato negli anni '60, quando lei non era neanche nata, che si chiamava Ercolino sempre in piedi.
Viaggio
negli atenei ( da "Giornale.it, Il"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Piena guerriglia anti Gelmini, insomma. Fioccano le rivendicazioni di occupazioni da parte di movimenti studenteschi a Milano, Pavia, Parma, Firenze, Bari, Torino, Roma. E puntualmente trovano eco. Ma non conferma: basta un giro delle università per scoprire come stanno davvero le cose.
Scuole,
dal Novarese primi "no" al Governo
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Domani si terrà a Novara, in piazza Matteotti, un presidio organizzato da Cgil, Cisl, Snals, Gilda. La manifestazione si svolgerà dalle 10 alle 12, e i rappresentanti sindacali e una delegazione di genitori porteranno al Prefetto le firme raccolte tra le famiglie contro il decreto legge del Ministro Gelmini.
Scuole,
cortei in tutta Italia ( da "Corriere.it"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: slogan contro la Gelmini e Brunetta: proteste contro la riforma della scuola e i tagli all'Università (Infophoto) ROMA - "Siamo 300 mila". Lo affermano gli organizzatori del corteo organizzato a Roma dai Cobas e Rdb contro la politica economica del governo. La manifestazione al momento sta sfilando ancora per le strade della Capitale e la testa è in arrivo a piazza San Giovanni.
Luserna,
bimbi e nonni a occupare la scuola
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini", dice una mamma, Manuela Masini. Aggiunge Sandra Pasquet, da 18 anni insegnante in questa scuola: "Rischiamo di buttare alle ortiche tutto ciò in cui si è creduto, non ci arrenderemo". Questa piccola scuola frazionale, 85 scolari alle elementari e 45 bambini alle materne, durante la notte bianca è diventata il punto di ritrovo e coordinamento della protesta dei genitori
LA
SCRIVANIA DELLA GELMINI SPOLVERATA DUE VOLTE AL GIORNO
( da "Italia
Oggi" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: LA SCRIVANIA DELLA GELMINI SPOLVERATA DUE VOLTE AL GIORNO Grandi pulizie al ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il dicastero di viale Trastevere ha indetto un bando di gara da 4.258.046,52 per servizi di pulizia e disinfestazione. Gli aspiranti "Mastrolindo" devono garantire la pulizia di uffi ci e servizi igienici,
Accorpamenti,
è scontro tra Regioni e governo ( da "Avvenire"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: consultata la collega della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, ha preferito far slittare la riunione a data da destinarsi, "per approfondire e per non entrare nel merito, evitando quindi i contrasti " ha commentato Fitto. Da parte sua la Gelmini ha ricordato che dal '98 è disatteso "un decreto che parla di parametri che vanno a dimensionare gli istituti scolastici.
Comitato
genitori di Alba promuove una petizione
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha scelto per sensibilizzare la popolazion ed invitarla a discutere il problema sollevato dalla riforma Gelmini. Alla prima riunione ufficiale del Comitato, nei giorni scorsi alla scuola elementare Umberto Sacco, ci sono già state 150 adesioni. Il Comitato si è costituito ufficialmente e ha designato un gruppo di una ventina di persone per coordinare le diverse iniziative.
Tutti
in coda per protestare contro la riforma
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini" GOVERNO CONTESTATO "Tagli". Col ritorno al maestro unico la Granda avrà nei prossimi tre anni seicento insegnanti in meno Ad accogliere le assemblee serali a Cuneo non sono bastate le sale della Provincia [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO La scuola della Granda è in rivolta contro la riforma voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini:
Scuola
e università, cortei in tutt'Italia
( da "Corriere.it"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: governo Migliaia in piazza a Roma e Milano Cori e slogan contro la Gelmini e Brunetta: proteste per la riforma della scuola e i tagli all'Università (Infophoto) ROMA - "Siamo più di 500 mila". Esultano gli organizzatori del corteo di Roma contro la politica economica del governo e la riforma della scuola. Una partecipazione "senza precedenti", ha sottolineato il portavoce dei Cobas,
Disagi
nei trasporti, cortei per la scuola. Gelmini: disinformati
( da "Giornale.it,
Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: disinformati di Redazione I Cobas a Roma: "Siamo 350mila". Disagi nelle grandi città. Manifestazioni nella scuola contro la riforma Gelmini: migliaia di studenti in piazza. "Okkupazioni" e proteste: dì la tua. Questi gli stop nei trasporti: Fs dalle 9 alle 17, aerei dalle 10 alle 18, traghetti dalle 8 alle 16 Milano -
[FIRMA]GIOVANNA
FAVRO Elena Berrone, 32 anni. Laurea in Biotecnologie, master, e dottorato di
ric ( da "Stampa, La"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Protestano contro la Gelmini, contro la legge 133 che taglia il turnover e i fondi agli atenei, e contro il provvedimento di Brunetta che impedisce di regolarizzare i precari. Le stesse norme contro cui giorni fa hanno protestato all'Inrim, contro cui c'è il campeggio-occupazione al campus universitario di Grugliasco, si sono fatte lezioni per strada e si annunciano nuove iniziative,
Acquesi
"ribelli" al ministro Gelmini
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: PROTESTA Acquesi "ribelli" al ministro Gelmini Anche ad Acqui e nell'Acquese levata di scudi contro il ministro Gelmini. Centocinquanta genitori e insegnanti di Acqui, Morsasco, Visone e Cartosio si sono riuniti in assemblea per discutere gli ultimi provvedimenti del governo, varati e in preparazione, e per organizzare la mobilitazione.
I
Cobas: "Bisogna tornare in piazza per salvare la scuola"
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Contro la Gelmini e le proposte leghiste sulle "aule ponte" per extracomunitari [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Lo scontro sulla scuola continua. Dopo i decreti e le leggi approvate con voto di fiducia la scorsa settimana le acque si sono ulteriormente agitate: a scatenare l'ultima "bufera" è stata una mozione leghista per la creazione di "
Se
chiude la scuola elementare Gurro muore
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIFORMA GELMINI CALCIO PARCO VAL GRANDE "Se chiude la scuola elementare Gurro muore" Delusione Verbania Supera il turno ma la crisi non passa "L'area selvaggia diventi luogo di spiritualità" Balducci e Pera Piero Pratesi Filippo Rubertà.
Cobas
in piazza, disagi nei trasporti ( da "Corriere.it"
del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: cortei anti-Gelmini e pioggia: un mix micidiale che ha mandato in tilt un po' tutti i centri urbani a partire da Roma e Milano. Le grandi città hanno risentito pesantemente delle proteste organizzate dai sindacati di base, che hanno proclamato una giornata di fermo generale che ha coinvolto trasporti, sanità, scuola,
Riforma
Gelmini nel mirino In Regione la scelta sui tagli
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: SUMMIT A TORINO Riforma Gelmini nel mirino In Regione la scelta sui tagli L'assessore Anna Maria Fazzari: "Non sappiamo ancora cosa fare" La macchina burocratica messa in moto dal Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini non si ferma, ma ad una settimana dalla notizia dei tagli che potrebbero investire i 57 istituti biellesi con meno di 50 alunni,
Sfilano
gli universitari l'Ateneo è paralizzato
( da "Stampa,
La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ALESSANDRA PIERACCI GENOVA Scuola e università in rivolta contro la legge Gelmini e tagli all'organico e agli orari. Da due giorni l'Ateneo genovese è in stato di agitazione, con docenti e studenti dalla stessa parte della barricata per il blocco del personale precario: oltre cinquecento tra ricercatori, tecnici e amministrativi, alcuni dei quali ormai presenti da parecchi anni,
Napolitano
sulla scuola: <Non si può dire solo no>
( da "Corriere.it"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: "Non capisco le proteste. Classi per stranieri? Non è razzismo. È didattica" Il presidente Napolitano (LaPresse) ROMA - Mentre in tutta Italia si svolgono cortei e manifestazioni contro la riforma della scuola del ministro Gelmini, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parla della scuola italiana intervistato da alcuni alunni nella Tenuta presidenziale di Castelporziano
<Ecco
come i tagli del governo condannano a morte l'Università>
( da "Corriere.it"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le nostre proteste non sono soltanto di solidarietà nei confronti del mondo della scuola contro il decreto Gelmini ma nascono come reazione alla nuova legge Finanziaria presentata dal ministro Tremonti, legge (già approvata nella Camera ma di prossima discussione in Senato) che sancisce una esplicita condanna a morte dell'Università pubblica. Mi spiego meglio.
Scuola,
Napolitano gela lo sciopero ( da "Italia Oggi"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ieri la prima protesta contro la Gelmini. Ma per il Capo dello stato non si può sempre dire no Scuola, Napolitano gela lo sciopero Non dà ai ragazzi quello di cui hanno bisogno, va riformata Le parole del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, sono state la vera pioggia gelata che ieri è caduta sul primo sciopero contro la riforma della scuola e dell'
Università
occupate un vero bluff Sono tutti in aula per le lezioni
( da "Italia
Oggi" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di studenti invita a guardare la realtà in occasione del No Gelmini day Università occupate un vero bluff Sono tutti in aula per le lezioni L'iniziativa è partita da una rete di studenti universitari. Che, nei giorni della protesta anti-Gelmini, si sono resi conto di un fatto strano. I loro atenei, per esempio quelli di Milano, Torino, Roma e Bologna, dovevano risultare occupati,
Non
tirate sulla Gelmini ( da "Italia Oggi"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: perso il suo posto di lavoro in base ai provvedimenti adottati dalla Gelmini. E anche la protesta non sembra quell'incendio descritto ieri dal titolo di prima pagina dell'Unità: “Dall'asilo all'università, è rivolta. Studenti in corteo e facoltà occupate: la Gelmini sta affossando gli atenei”. Di vero c'è invece questo episodio verificatosi a Milano questa settimana.
Trasporti,
grandi città in tilt ( da "Italia Oggi"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dove si è concentrata la protesta contro la riforma Gelmini con un corteo che è arrivato fino a via Ripamonti, sede del provveditorato. Gli utenti dei mezzi pubblici hanno dovuto fare i conti non solo con lo stop di tram e bus (dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio) e delle tre linee metropolitane (dalle 18 al termine del servizio), ma appunto anche con i tre cortei,
Atenei,
protesta in piazza il corteo blocca il lungotevere - laura mari
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. E pian piano il mormorio si fa sempre più consistente, diventa un urlo quando il corteo attraversa via Merulana e, all'altezza dell'incrocio con via Labicana, devia e si stacca dalla manifestazione nazionale. In pochi secondi dallo spezzone studentesco, guidato dagli studenti della Sapienza, scompaiono le bandiere dei sindacati e dei politici.
Atenei,
sfila la protesta ( da "Repubblica, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sfila la protesta In piazza i bimbi anti-Gelmini. Gli universitari bloccano il lungotevere Dopo la Pantera arrivano gli "Indiani". Entrano in scena staccandosi dal corteo nazionale, bloccando il traffico, paralizzando la città e manifestando sotto il ministero dell'Istruzione al grido di "Augh-Augh-Augh".
In
prima fila, ecco i bambini anti-gelmini - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Altri ancora: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". E poi i piccoli della scuola Falcone e Borsellino, zona piazza Bologna, reggono un piccolo manifesto: "La scuola non è l'isola che non c'è". Accanto a loro la maestra Emanuela Rossi, per l'occasione donna-sandwich. "Gelmini - c'è scritto - la tua riforma è un incubo".
Ateneo,
la rivolta dei 4 mila ( da "Repubblica, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la rivolta dei 4 mila Studenti e docenti attaccano la Gelmini. Che annulla la visita IL POPOLO DELL'UNIVERSITà - in quattromila tra studenti, professori, ricercatori, tecnici - ha aperto in grande stile la mobilitazione contro i tagli e le riforme del ministro Mariastella Gelmini. Al termine di un'assemblea affollata come non se ne vedevano dai tempi della Pantera,
Vita
da ricercatori lezioni a zero euro - antonella romano
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Zero euro per ogni ora di lezione. E l'anno prima avevano intascato due euro a lezione. Adesso i ricercatori, zoccolo duro della protesta anti-Gelmini, rinunceranno ai carichi didattici aggiuntivi, ovvero alle supplenze. SEGUE A PAGINA III.
A
scuola autunno caldo sfilano i docenti cobas - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: docenti Cobas SALVO INTRAVAIA Anche gli insegnanti dei Cobas sono scesi in piazza ieri mattina contro la Gelmini. Il corteo, che ha coinciso con lo sciopero della scuola indetto dal sindacato di base, è partito attorno alle 10 da piazza Castelnuovo. Alcune centinaia di professori hanno percorso le vie del centro per concludere la manifestazione in via Cavour, davanti alla prefettura.
Prof
e studenti sulle barricate la gelmini rinuncia alla visita
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Prof e studenti sulle barricate la Gelmini rinuncia alla visita In quattromila all'assemblea: "Come vent'anni fa" L'Ateneo in rivolta Un corteo lunedì e uno il giorno dopo Al raduno il rettore Silvestri e il suo successore Lagalla il ministro diserterà la visita programmata per lunedì prossimo allo Steri e si terrà lontano dalle contestazioni studentesche nelle piazze di Palermo.
Dal
maestro unico alla mannaia di 1,5 miliardi sulle università
( da "Unita,
L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: alle elementari un solo insegnante per solo 24 ore alla settimana. E l'attuale tempo pieno viene lasciato alla creatività delle scuole: potranno consentirlo solo in base agli organici che fornirà il ministero. Poi il capitolo scuole di montagna: con un taglio di più di 500 milioni chiuderanno circa 2600 istituti.
La
ricerca è in mutande Leviamo anche quelle
( da "Unita,
L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "La ricerca è in mutande Leviamo anche quelle" "No a Tremonti-Gelmini distruttori della scuola". "Decreto Gelmini: meno tempo pieno per i nostri bambini". "Ma quale grembiulino ma quale voto in condotta: è la scuola pubblica che viene malridotta". "Stranieri, italiani, belli e brutti: la scuola pubblica è di tutti".
Università,
nuove proteste arrivano gli stati generali - laura bellomi
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bloccheremo il decreto Gelmini, la rivolta è appena cominciata". Con questo slogan i collettivi della Statale si preparano agli "Stati generali d'ateneo" di martedì prossimo. "Un'assemblea in cui studenti, lavoratori e docenti si uniranno per fermare la riforma e lo spezzatino universitario che ha in mente il ministro", fa sapere Luca Minghinelli,
Gelmini
sul decreto La sinistra difende una scuola indifendibile
( da "Unita,
L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini sul decreto "La sinistra difende una scuola indifendibile" / Roma È FIRMATO "Mariastella Gelmini - gruppo di lavoro" l'opuscolo di 5 pagine, dal titolo "istruzione", che i collaboratori del ministro hanno distribuito ai senatori del Pdl e della Lega nord nell'incontro con la titolare del dicastero di viale Trastevere,
Marcella,
la prof Oggi dovevo essere qui 54 anni, una vita alle elementari: La politica
non c'entra, tolgono il futuro ai nostri ragazzi
( da "Unita,
L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini risplendi di luce propria? Ai posteri l'ardua sentenza". Se non si scioglie sotto la pioggia, è merito del ferro da stiro passato sui colori acrilici. Destinati agli alunni, ma, come per risme di carta, scotch e pennarelli, non c'è peculato: "Se tieni al lavoro che fai, ti metti le mani in tasca e compri i materiali che non ci sono"
Ecco
l'altra Gelmini pronta allo sciopero
( da "Giornale.it,
Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: altra Gelmini pronta allo sciopero di Redazione Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, è da giorni nell'occhio del ciclone. In piazza la contestano, ce l'hanno con la sua riforma. Le piazze si gonfiano e in quelle moltitudini organizzate dal sindacato e dalle opposizioni c'è anche la contestatrice che non ti aspetti.
Slogan
rabbiosi e pugni chiusi Che rabbia quei bimbi in corteo
( da "Giornale.it,
Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nelle giornate della guerra alla Gelmini, sono uno spettacolo tristissimo. Non lo dico per la Gelmini: in questo momento non me ne importa nulla della Gelmini, della sua riforma, del grembiulino, del tempo pieno, dei tagli e delle frattaglie di questa scuola eternamente sinistrata, così come non mi importa nulla dei contenuti nobili e meno nobili della contestazione.
Università,
l'ultima trincea ( da "Repubblica, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: piazza insieme agli studenti medi contro la Gelmini e Brunetta. Da lunedì lezioni in strada Università, l'ultima trincea I docenti: "Inaugurate subito l'Anno accademico" Mentre tremila universitari, liceali, maestre, genitori, bambini sfilano gioiosamente e bloccano, per tre ore - ieri mattina - il centro città, si compatta, a Balbi 4, "l'assemblea dei docenti universitari genovesi"
Walter
neo-comunista e D'Alema furioso ( da "Giornale.it, Il"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Università,
un grido per uscire dal tunnel - michela bompani
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini che, con i bastoni, cacciano il diavolo precario: "Abbiamo solo un rammarico: avevamo paura, per questo non ci siamo mossi prima". C'è il quasi-preside di Lettere (dal 1° novembre), Francesco Surdich, il preside di Lingue, Sergio Poli, alcuni docenti, studenti di Ingegneria, Scienze politiche,
E
i genitori schierano i bambini "tutti in lotta per l'eguaglianza" -
elena rosselli ( da "Repubblica, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Università Maria Stella Gelmini, dichiara di non capire le ragioni della protesta, qui in piazza, insegnanti e genitori hanno ben presente quali sono i "mostri" da abbattere: la riduzione dell'orario scolastico a 24 ore e il ritorno al maestro unico: "Un orario di 24 ore comporta la sparizione del tempo pieno - spiega una mamma molto agguerrita -
Scuola,
chi ha paura della Gelmini ( da "Giornale.it, Il"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Tonino
rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni
( da "Giornale.it,
Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Studenti,
prof e genitori in marcia contro la gelmini - montanari e rau a pag. v
( da "Repubblica,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina III - Firenze Corteo da piazza S.Marco Studenti, prof e genitori in marcia contro la Gelmini montanari e rau a pag. v SEGUE A PAGINA V.
Sulla
scuola niente allarmismi: non si può dire solo no
( da "Sole
24 Ore, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fonti vicine al ministro Gelmini escludono categoricamente, però, che l'articolo 3 possa essere stralciato dal decreto, come chiesto dalle Regioni. MANIFESTAZIONI Studenti e insegnanti in piazza: 500mila per gli organizzatori, adesioni al 4,4% per il ministero Gelmini: sono disinformati.
Tremonti,
Sacconi, Brunetta: il successo degli ex socialisti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: caldo contro le riforme del ministro Gelmini, è spontaneo confrontare le immagini degli studenti in piazza, con le loro bandiere rosse, e i dati dei sondaggi favorevoli al governo. Il quadro che ne emerge non potrebbe essere più chiaro. Quarant'anni fa,ai tempi del '68, le agitazioni studentesche riflettevano una società inquieta, in cui vecchi equilibri erano in procinto di saltare.
E
i Cobas mandano in tilt le città ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: cortei anti-Gelmini e pioggia. Una combinazione che ieri ha mandato in tilt molti centri a cominciare da Roma e Milano. Le grandi città hanno risentito pesantemente delle proteste organizzate dai Cobas che hanno proclamato una giornata di fermo generale coinvolgendo trasporti, sanità, scuola, servizi pubblici.
Recessione,
da Teglio parte il forte segnale Cisl
( da "Giorno,
Il (Sondrio)" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dopo le modifiche proposte dal ministro Gelmini - aggiunge Petteni - ribadiamo che le decisioni vanno prese nell'ambito di una riforma organica non a colpi di decreto. Più in generale ho avuto la conferma che anche qui in Valtellina sono in aumento le famiglie a rischio o che sono già al di sotto della soglia della povertà.
Oggi
fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai sindacati contro la
rif ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 1 Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai sindacati contro la rif... Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai sindacati contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. E' proprio il caso di dire che la protesta si infiamma ogni giorno di più.
La
Gelmini: <Così la sinistra usa la scuola>
( da "Giornale.it,
Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 18 pagina 1 La Gelmini: "Così la sinistra usa la scuola" di Redazione Mariastella Gelmini risponde, replica, contrattacca. "Basta bugie. La sinistra sfrutta la scuola per alzare lo scontro". L'istruzione diventa scontro ideologico e fervore di piazza. La Gelmini aggiunge: "A chi è in buona fede dico: ma la scuola così com'è vi sta bene?
Sciopero
bus Cobas e Gtt discordi sulle adesioni A Torino è stata tra l'80 e il 9
( da "Stampa,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Assemblea No Gelmini: da lunedì ci saranno lezioni all'aperto in via Montebello, e mercoledì è in programma una notte di musica, animazione e aperitivi a Palazzo Nuovo. Da lunedì occupazione a Fisica da parte dei Collettivi della facoltà di Scienze. Solidali con Saviano Lettura collettiva del libro "Gomorra" L'associazione "Quindicifebbraio"
Il
ministro: "Basta bugie La sinistra sfrutta la scuola per alzare lo
scontro" ( da "Giornale.it, Il"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Basta bugie La sinistra sfrutta la scuola per alzare lo scontro" di Francesca Angeli Mariastella Gelmini sulla riforma che ha scatenato le proteste di piazza: "C'è stata troppa disinformazione. Sento il dovere di fare qualcosa per modificare lo status quo" Roma - "Quando tutti intorno si agitano mia nonna mi ha insegnato che è meglio stare fermi e mantenere la calma".
Slogan
rabbiosi, pugni chiusi e bimbi in corteo
( da "Giornale.it,
Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: nelle giornate della guerra alla Gelmini, sono uno spettacolo tristissimo. Non lo dico per la Gelmini: in questo momento non me ne importa nulla della Gelmini, della sua riforma, del grembiulino, del tempo pieno, dei tagli e delle frattaglie di questa scuola eternamente sinistrata, così come non mi importa nulla dei contenuti nobili e meno nobili della contestazione.
Scuola,
tanti nelle piazze Napolitano: non dire solo no
( da "Avvenire"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E proprio sul decreto Gelmini, al Senato l'opposizione ha presentato in commissione Istruzione ben 250 emendamenti. "Il ministro Gelmini continua a ripetere, sempre su Mediaset e sempre senza contraddittorio commenta il ministro ombra del Pd all'Istruzione, Maria Pia Garavaglia , che l'opposizione fa disinformazione e che il maestro unico non tocca il tempo pieno.
<La
nostra protesta? È fare lezione>
( da "Avvenire"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ricercatori seduti nel prato del chiostro del Filarete che stanno tenendo un'assemblea contro la Gelmini. Tutto intorno l'attività prosegue normalmente, anche se ieri mattina diversi docenti hanno trovato chiuse le porte delle aule in cui avrebbero dovuto fare lezione. Parte del personale tecnico-amministrativo dell'ateneo ha aderito allo sciopero dei Cobas e così nessuno ha aperto.
<La
parità passa per il buono scuola>
( da "Avvenire"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini che pure hanno trovato motivo di dibattito a Paderno. "La rivitalizzazione dell'educazione civica afferma ancora Rusconi va proprio in direzione di una nuova autorevolezza della scuola da parte degli studenti" . E per essere autorevoli citiamo sempre il dirigente del Liceo Newton di Roma a proposito del tema del giorno non si può sostenere che chiuderanno 4mila scuole,
Scuola,
giorno di cortei Il Colle: non dire solo no
( da "Avvenire"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: non hanno letto i provvedimenti Ï Cortei dei sindacati di base in alcune città. Stop dei mezzi solo parziale ma disagi alla viabilità Ï La nuova normativa sugli scioperi prevede tra l'altro l'obbligo di un referendum tra i lavoratori prima della protesta Ï La Cisl: siamo pronti a discutere ma il diritto non si tocca.
Trasporti,
non blocchi ma disagi ( da "Avvenire"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: di abrogare il decreto Gelmini, di tutelare sanità e stato sociale. Ma anche di far capire all'esecutivo che una buona fetta dei lavoratori italiani non si sente più rappresentata da Cgil, Cisl e Uil. Secondo le sigle organizzatrici, alle iniziative di protesta avrebbero aderito circa due milioni di persone.
Studenti
pronti all'autogestione ( da "Stampa, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini e dalla prossima settimana inizieranno le autogestioni. Ieri gli studenti dell'istituto Cobianchi hanno deciso la sospensione delle lezioni per martedì e mercoledì, con una votazione fatta classe per classe. Giacomo Molinari, del coordinamento studentesco "Punto@capo", spiega: "L'istituto ha 1.
Le
nostre scuole di montagna non chiuderanno
( da "Stampa,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIFORMA GELMINI CICLISMO TRASPORTI "Le nostre scuole di montagna non chiuderanno" Partita da Baveno la rinascita di Ivan Basso Il taglio dei treni per i frontalieri non è scongiurato Balducci e Rubertà Ivan Fossati Luca Zirotti.
Maroni:
"Frainteso su Saviano Lo Stato gli è sempre vicino"
( da "Repubblica.it"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il sociologo Domenico De Masi propone sulle pagine di Repubblica Napoli, di assegnare a Saviano il Nobel per la Pace. Anche gli studenti napoletani, ieri in piazza contro la riforma Gelmini, hanno annunciato una manifestazione a favore dello scrittore. (18 ottobre 2008.
Studenti
e insegnanti contro il governo Migliaia in piazza a Roma e Milano
( da "Corriere.it"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a Roma e Milano Cori e slogan contro i ministri Gelmini e Brunetta: proteste per la riforma della scuola e i tagli all'università (Infophoto) ROMA - "Siamo più di 500 mila". Esultano gli organizzatori del corteo romano contro la politica economica del governo e la riforma della scuola. Una partecipazione "senza precedenti", ha sottolineato il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi.
Norcia
(Perugia), 17:53 - UNIVERSITA': GELMINI, DDL PER BLOCCO TURNOVER
( da "Repubblica.it"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Roma,
16:06 - CICCHITTO, CONTRO GELMINI E' SOLO MOVIMENTISMO
( da "Repubblica.it"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Scuola
ha scioperato il 25 per cento delle maestre
( da "Stampa,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: PROTESTA ANTI-GELMINI Scuola ha scioperato il 25 per cento delle maestre "Stiamo lavorando per convocare la Conferenza per il diritto allo studio allargata ai sindacati e a tutti i sindaci del Piemonte: per ragionare sulla fisionomia della scuola alla luce dei tagli del governo".
"La
scuola resterà in montagna" ( da "Stampa, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: IL PDL RISPONDE ALLA MOBILITAZIONE ANTI-GELMINI "La scuola resterà in montagna" [FIRMA]RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA "Gli italiani ci danno ragione. L'88 per cento è favorevole al voto in condotta. Il 71 per cento all'introduzione del grembiulino. L'83 per cento alla valutazione numerica.
Cortei
di studenti in centro ( da "Stampa, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ha contestato
i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini ed ha preannunciato per la
prossima settimana l'avvio di una serie di scioperi in tutti gli istituti.
Questa mattina è prevista una nuova manifestazione sulla scuola: organizzano
Cgil, Cisl, Snals e Gilda, con un presidio in piazza Matteotti dalle
Gelmini:
<Universita? Cambierà l'assunzione per ricercatori e docenti>
( da "Corriere.it"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: inserimento di giovani Gelmini sull'Università: "Nuovo metodo di assunzione per ricercatori e docenti" Valentina Aprea (Commissione Cultura): "Superare l'attuale concezione burocratica del ruolo dei docenti" Mariastella Gelmini (LaPresse) ROMA - "Entro ottobre presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti.
Roma,
18:40 -UNIVERSITA': GELMINI, PRESTO RIFORMA RECLUTAMENTO DOCENTI
( da "Repubblica.it"
del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Palermo La protesta Lettere si mobilita contro la Gelmini La mobilitazione degli studenti
contro le riforme Gelmini
approda a Palermo. Ieri l'assemblea della facoltà di Lettere e Filosofia
dell'Università ha deliberato lo stato di agitazione e l'assemblea permanente,
dopo aver emendato e sottoscritto un documento proposto dalla facoltà di
Ingegneria. Nell'incontro si è discusso, spiega una nota, "del
grave progetto politico di attacco alle garanzie e ai diritti dell'intera
società, attacco che vede come obiettivo preferenziale il sistema di produzione
e diffusione dei saperi e della formazione, cioè scuola e università".
Venerdì ci sarà un'assemblea d'Ateneo, nella quale la facoltà di Lettere
lancerà la proposta di un corteo per il 20 ottobre, in occasione della prevista
presenza a Palermo del ministro Mariastella Gelmini.
( da "Unita, L'" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
F.l. Fa sempre impressione
quando un ministro distingue tra sindacati bravi e sindacati cattivi. La fa
ancora di più quando a censire è il ministro all'Istruzione che ha reintrodotto
il sette in condotta e i voti dall'uno al dieci in pagella, anche alle
elementari. Gelmini accarezza i
dubbi di Cisl e Uil e plaude alla possibilità che lo sciopero della scuola del
30 ottobre non si faccia. Imbarazzante per i sindacati, nessun imbarazzo per il
ministro. In linea, in fondo, con il premier che distingue tra giudici buoni e
cattivi, che vorrebbe decidere sull'opposizione, finanche sulla
disponibilità del Capo dello Stato, di parte quando non va bene, super partes
quando conviene. Per la Gelmini nessun problema, fa il
suo mestiere così come Tremonti vuole: due o tre tagli ben assestati e demolire
per sempre la credibilità della scuola pubblica. Il problema vero è per il
sindacato. I professori hanno già deciso: sciopereranno due volte, il 17 con i
Cobas e il 30 ottobre. Sono disposti a perdere 140 euro del loro magro
stipendio per non perdere la dignità. E i sindacati? Il Corsivo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-15 - pag: 22 autore: Istruzione. Presidio alla Sapienza Rivolta anti-Gelmini in scuole e atenei Sì a classi per stranieri Luigi Illiano ROMA
Tra scuole e atenei si moltiplicano le contestazioni contro le decisioni del
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. E arriva anche una notte bianca, programmata per oggi in molte
città italiane. Cortei che si riuniranno sotto la sigla "No Gelmini days and nights". Intanto, dopo le Regioni
anche Province e Comuni bocciano gli interventi di Gelmini,
ultimo in ordine di tempo quello che impone alle autorità territoriali di
completare il dimensionamento delle scuole entro il 30 novembre, altrimenti
sarà nominato un commissario ad acta ( si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Le
decisioni sulla scuola "non possono essere assunte unilateralmente dal
Governo e subite dal sistema delle Regioni e degli Enti locali",è la
critica arrivata dagli assessori provinciali all'Istruzione. Nel documento
bipartisan firmato ieri a Torino all'assemblea generale dell'Upi (Unione
province italiane), gli assessori "esprimono preoccupazione, allarme e
sconcerto per il vulnus all'autonomia delle istituzioni locali ". Per i
Comuni "la somma dei tagli agli orari, al personale, e al numero delle
scuole non può portare ad un innalzamento della qualità del sistema di
istruzione nel nostro Paese ",ha detto il coordinatore nazionale dei
piccoli Comuni, Mauro Guerra dopo l'audizione Anci presso la commissione
Istruzione del Senato. E l'Emilia-Romagna si prepara al ricorso alla Corte
costituzionale contro il Governo. "Il conflitto è nei fatti", ha
spiegato il presidente Vasco Errani. Ieri sera il segretario Cisl Raffaele
Bonanni, che aveva chiesto un incontro con il Governo per revocare lo sciopero
del 30 ottobre, è stato ricevuto da Gianni Letta e Maurizio Sacconi a Palazzo
Chigi. Università La mobilitazione ha coinvolto anche le università: alla
Sapienza di Roma e all'Orientale di Napoli gli studenti hanno interrotto le
lezioni in diverse facoltà. Cresce anche il malcontento tra il corpo
accademico: le sigle sindacali starebbero organizzando una manifestazione
nazionale per scendere in piazza nei primi giorni di novembre. Nel mirino
soprattutto il taglio del 20% in cinque anni al "Fondo di finanziamento
ordinario", la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni di
diritto privato e il quasi blocco del turn over del personale docente che
verrebbe attuato solo per il 20% dei posti rimasti liberi a seguito dei pensionamenti.
Alunni stranieri Intanto,in serata – dopo un'aspra discussione –è arrivato il
via libera dell'Aula della Camera alla mozione della Pdl sull'accesso degli
studenti stranieri alla scuola dell'obbligo, primo firmatario il capogruppo
della Lega, Roberto Cota. Documento dal valore eminentemente politico. Il testo
di maggioranza è passato con 265 sì, 246 no e un astenuto. La compattezza nella
maggioranza è stata ottenuta soprattutto grazie a una riformulazione del testo,
proposta da Italo Bocchino ( Pdl) e recepita dal Governo e da Cota. La mozione
approvata a Montecitorio impegna il Governo, fra l'altro, "a rivedere il
sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado,
favorendo (nel testo originario era "autorizzando") il loro ingresso
previo superamento di test e specifiche prove di valutazione; a istituire
classi ponte (rinominate "classi di inserimento") che consentano agli
stranieri che non superano prove e test di frequentare corsi di apprendimento
della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso nelle classi permanenti; a
non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31
dicembre di ciascun anno ". Il testo impegna il Governo a "una
distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo
degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il
rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri". ALUNNI
IMMIGRATI Passa la mozione della Lega: test di lingua ed eventuali "gruppi
di inserimento". Errani: l'Emilia Romagna ricorrerà contro il Governo.
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Firenze
Lastri L'assessore: una riforma è investimento, qui si sta parlando solo di
tagli "La società deve sapere cosa succede alla scuola" "Una
bellissima protesta di popolo". Così Daniela Lastri, assessore
all'istruzione di Palazzo Vecchio e candidata sindaco alle primarie del Pd,
commenta la manifestazione che lunedì sera ha visto marciare, nel centro di
Firenze, oltre 20 mila tra studenti, insegnanti, sindacati
e genitori contro il decreto Gelmini. Lei ha partecipato al corteo. Che impressione ha avuto?
"Era da molti anni che non vedevo una presenza di piazza così consistente
e varia. C'erano studenti giovanissimi, personale scolastico ma soprattutto
gente normale, famiglie intere che protestavano contro il tentativo di
dequalificare la scuola pubblica. E questo è importante perché la scuola
è un tema che non deve interessare soltanto il personale che lavora al suo
interno, ma tutte le categorie sociali, a partire dal mondo del lavoro e
dell'economia". Il sì del Senato alla conversione del decreto sembra ormai
scontato. Perché allora continuare la protesta? "Si tratta innanzitutto di
creare una presa di coscienza generale su ciò che sta succedendo alla scuola.
Stanno facendo passare il decreto Gelmini come una
riforma, ma una riforma è una cosa seria: è innovazione, investimento, mentre
qui si sta parlando soltanto di tagli". E poi, come intervenire? "Un
ruolo fondamentale è quello che spetta agli enti locali. Come la Regione
Toscana, che ha deciso di fare ricorso contro il decreto sul ridimensionamento
scolastico. Ci vorrebbe un tavolo nazionale tra enti locali e sindacati che
apra una trattativa col Governo facendo capire che la legge così è
inapplicabile" Quali sono secondo lei gli aspetti più gravi del decreto?
"Va a toccare la scuola primaria e quella dell'infanzia, tra i primi posti
come qualità nel mondo. Interventi erano necessari su medie e superiori, ma
radicalmente diversi: non bisognava tagliare, ma investire, per renderle scuole
adatte al terzo millennio, con un numero sempre maggiore di alunni ed esigenze
sempre più complesse. Vogliono abbassare l'obbligo scolastico, che è garanzia
di pari opportunità. E vogliono sottrarre tempo e risorse a quei servizi che
magari non attengono alla didattica in senso stretto, ma riguardano ad esempio
l'educazione alla cittadinanza o la musica. Quanto alla scuola primaria, la
cosa più preoccupante è la riduzione delle ore: a chi spetterà organizzare il
tempo pomeridiano? Si rischia di tornare al "doposcuola" di 40 anni
fa, a una concezione assistenzialista e non più formativa. E si chiede sempre
di più agli enti locali, senza dar loro le risorse". (g.r.).
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Firenze
Dalle materne all'università la protesta ha una voce sola Gli studenti della
Normale: bloccate la didattica Facebook, blog o un semplice passaparola per far
circolare il messaggio LAURA MONTANARI E' stato un passaparola, un incolonnarsi
nel corteo, un giro di posta elettronica, un'assemblea, un incontro, un
"dobbiamo fare qualcosa", un pensiero virtuale buttato su facebook o
innescato sul blog del ricercatore, del precario, della maestra, dello
studente. E' stato un parlarsi, un tam tam cominciato in estate e sbocciato in
autunno. Ma adesso è diventato un fronte comune, un movimento, trasversale alle
classi, alle aule. Dal maestro unico ai tagli della 133, agli atenei
trasformati in fondazioni di diritto privato. La protesta è una linea che
comincia dalla scuola materna e arriva fino alle università e tocca persino la
Normale di Pisa. Ieri oltre duecento fra studenti, assegnisti, dottorandi,
personale della scuola e qualche docente, hanno partecipato a un'assemblea
indetta dagli studenti e alla fine hanno approvato un documento per chiedere
alla scuola di convocare un consiglio direttivo aperto e di aderire alla
protesta. Come? "Con il blocco per una settimana della didattica, oppure
esponendo un drappo nero, oppure facendo lezioni accademiche nelle piazze anche
in un luogo simbolico come davanti al ministero dell'istruzione a Roma"
spiega uno degli allievi. Lezioni nelle piazze le hanno organizzate a Firenze
anche gli Studenti di sinistra e hanno aderito diversi ricercatori. Oggi a Pisa
il rettore Marco Pasquali ha convocato un'assemblea di ateneo, ma intanto le
facoltà di Lettere e di Scienze e di Ingegneria hanno già approvato sospensioni
temporanee della didattica. Oggi a Firenze si riunisce il consiglio di facoltà
di Scienze che ha già suggerito in una mozione approvata a maggioranza fra le
polemiche il blocco totale delle lezioni fino alla fine del mese. A Lettere gli
studenti hanno indetto un'assemblea permanente e stanno organizzando un
giornale web "a cui tutti possono partecipare". Sempre oggi,
assemblee anche all'Infn l'istituto di fisica nucleare che ha una sede anche a
Firenze e che come il Cnr e gli altri istituti di ricerca è coinvolto nei tagli
previsti dal governo sul turnover con un taglio del 10 per cento: "Questo
taglio, indipendentemente dall'emendamento sul blocco del processo di
stabilizzazione, non permetterà, per almeno tre anni, - scrivono in un
documento - di bandire nuovi concorsi per l'assunzione di personale che sostituisca
quello andato in pensione. Questa situazione, che viene ad aggiungersi a sei
anni di sostanziale blocco delle assunzioni, porterà ad un ulteriore
invecchiamento della nostra comunità scientifica. Le centinaia di precari, che
da anni svolgono compiti di grande responsabilità anche in progetti
internazionali (come Lhc al Cern di Ginevra), vedono allontanarsi la
possibilità di mettere a frutto, a vantaggio del proprio paese, le competenze
acquisite". Contro la legge 133 anche una mozione degli studenti di
Geologia di Firenze: "Lo scenario di fronte al quale ci troviamo è ben più
amaro di quanto fosse possibile immaginare". Tagli ci sono stati anche in
passato, ma adesso c'è la possibile trasformazione degli atenei in fondazioni
private: "Che fine faranno la libertà e l'autonomia della ricerca
scientifica nelle università?". Sul fronte della scuola, restano occupate
molte medie superiori di Firenze città e della provincia: oggi sit-in alle
15,30 davanti a Palazzo Vecchio. I ragazzi stanno lavorando alla stesura di un
documento unitario, piattaforma di una lotta comune da estendere alle altre
città: "Vogliamo che le occupazioni raggiungano il
picco nei giorni in cui il decreto Gelmini sarà discusso in Senato". Oggi al liceo Gramsci dibattito
sulla Costituzione: sono stati invitati un partigiano dell'Anpi e un
magistrato. In occupazione anche diversi istituti superiori pisani. Ieri, in un
documento gli insegnanti dell'Itc Volta di Bagno a Ripoli hanno espresso la
loro opposizione ai provvedimenti varati dal governo: "la scuola
non è una spesa, ma un investimento". Dopo la fiaccolata dell'altra sera
nelle strade di Firenze, organizzata dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Gilda
insegnanti, stasera una iniziativa spontanea di genitori e famiglie, in
adesione a una proposta lanciata da alcune elementari bolognesi: "Una
notte per la scuola". Si terrà alla primaria Fanciulli (circolo 7, dalle
16,30) e alla Rossini (via Rossini) dalle 17 alle 19.
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Firenze
Il comitato guardaroba CAROLINA STEIDL La mia scuola è stata occupata. Per la
prima volta dopo sei anni di assemblee fallimentari. Mi dispiace che sia
successo quando per me si delinea l'esame di maturità. Perché se così non fosse
forse non mi sentirei un'estranea qui dentro. Un microfono e una cassa mal
funzionante possono bastare per tenere dibattiti concitati nel cortile, di
fronte ad una platea solo in parte interessata. Alcuni giocano a calcio, altri
si sdraiano dove possono, altri vagano spaesati. Nascono gruppi di ogni genere,
dal Comitato Guardaroba (come in discoteca), a quello dell'Accoglienza. Abbiamo
uno striscione appeso fuori, ad indicare che l'edificio è in mano agli
studenti. Anzi, solo il piano terra, perché il preside ha chiuso le porte che
conducono ai piani superiori. All'ingresso si richiedono i documenti, per chi
esce c'è un timbro con la data (sempre come in discoteca). Superfluo esprimere
la mia opinione sulla riforma: un provvedimento in gran parte di carattere
economico e dunque ritengo che ci sia poco da contestare a coloro che si
prodigano per far sì che l'istruzione superiore sia ancora un diritto di tutti.
Eppure, dopo aver assistito a tante discussioni urlate, mi chiedo se in molti
non siano semplicemente innamorati dell'idea della protesta. Si applaude
dapprima con criterio, poi a chiunque prenda la parola. Si
canta, Battisti, perché non tutti sanno le parole di "Bella Ciao". In
sostanza si ripropongono i cliché del passato, già cliché negli anni �70. E
forse, se non riusciamo ad opporci in modo costruttivo ad una legge immorale,
ce la meritiamo, la Gelmini.
Studentessa del liceo classico Michelangelo.
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Firenze
Berlinguer L'ex ministro: "Il sapere è articolato, più competenze per
inglese e musica" "Il maestro unico è un ritorno al passato"
MASSIMO VANNI No al maestro unico. No però anche alla protesta che travolge
tutto. Luigi Berlinguer, ministro all'istruzione dal '96 al 2000 si rallegra
per la mobilitazione ma chiede che la protesta guardi al futuro. Senza mettere
nel mirino provvedimenti nati col centrosinistra. A cominciare dalla norma dei
500 alunni per istituto, cioè dall'accorpamento dei dirigenti scolastici che lo
stesso Berlinguer introdusse assieme all'autonomia. Berlinguer, cosa pensa di
quello che sta accadendo? "Vedo una ripresa di vivacità. E comprendo la
preoccupazione del corpo docente di perdere posti. D'altro canto, da parte del
governo e poi anche da quella dell'opposizione si è presentato il problema del
risparmio in un modo traumatico. Ma non emerge a sufficienza un disegno e un
contenuto innovatori". Parole critiche anche verso chi si mobilita.
"Non si può conservare il passato. Se aboliamo il tempo pieno, roviniamo
quel pezzo di scuola. Se lo lasciamo com'è, non facciamo il suo interesse.
Quindi la difesa è necessaria ma si deve guardare al futuro. Anche io ho fatto
riforme, ma le mie erano signore riforme". Si riferisce all'accorpamento
degli istituti e dei dirigenti? "Quella dei 500 alunni per istituto è
giusta. Non taglia i docenti e non sposta gli studenti. Si diminuiscono però i
dirigenti: non è una cosa da citare come devastante". Ha ancora senso oggi
la sua riforma dei cicli? "La riforma diventò legge e fu abrogata dalla
Moratti. Si abrogò i cicli, il nuovo obbligo scolastico e anche il ministro
Berlinguer. Fu una vera e propria "damnatio memoriae" nei miei
confronti. E invece la riforma dei cicli rendeva morbido il passaggio
elementari-medie: riduceva gli 8 anni a 7, perché 8 anni sono troppi. Così
invece si esce dalla scuola a 19 e non 18 anni, è una scuola da bamboccioni.
Una scuola che non esiste in Europa. Senza contare che con la riforma dei cicli
si risparmia molto di più di quanto si parla oggi". E
cosa dice del maestro unico del ministro Gelmini? "Oggi l'inglese e la musica sono necessarie anche nelle
elementari. Nella scuola a tempio pieno non si riduce ad uno e anche nella
scuola dei moduli c'è bisogno di articolare. Soprattutto nelle ultime classi
elementari le competenze dei docenti, relativamente allo studio della musica e
della lingua, che non possono essere offerte dal maestro. Comprendo la
tensione, vorrei però che la forza del movimento fosse indirizzata a fini di
riforma e cambiamento per il futuro, non di ripristino del passato".
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Firenze
Totaro "Vergogna quei bimbi" "Continuano le proteste politiche
con la strumentalizzazione dei bambini, ma è una vergogna utilizzare minorenni
per una contestazione di carattere politico, minorenni mandati in piazza a
sfilare contro una causa per loro incomprensibile". Così sostiene il
senatore di An Achille Totaro in riferimento alla fiaccolata
promossa dai sindacati contro la riforma Gelmini che ha richiamato lunedì sera a Firenze 20mila persone.
"Già durante il precedente governo di centrodestra alcune maestre
fiorentine portarono in piazza i bambini con i cartelli insieme ad alcuni
politici di centrosinistra - aggiunge il senatore Totaro - ma forse è il caso
che ci si renda conto che siamo in un paese democratico, non a Cuba o in
un paese comunista dell'ex Repubblica Sovietica: questo è un lavaggio del
cervello, una patetica propaganda".
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Dalle
elementari all'università esplode la protesta contro la riforma del ministro Gelmini. Il cuore della rivolta è tra i liceali: i primi
studenti a sentirsi precari già tra i banchi, ma loro non ci stanno. E sono
pronti a lottare , questa volta a fianco di prof e genitori. Ecco chi sono
Eleggono Yunus, il banchiere dei poveri, a simbolo della finanza buona Rosina:
"Chi è nato negli anni '90 dovrà cercare di riscrivere la società"
(SEGUE DALLA COPERTINA) MARIA NOVELLA DE LUCA Una "protesta globale",
perché, spiega Renato Pocaterra, sociologo della Fondazione Iard "quello
che si sta spezzando in Italia è un patto sociale, dall'anno prossimo avremo
milioni di famiglie che non sapranno più come conciliare il lavoro e la cura
dei figli", con un impatto durissimo, devastante. Più che un nuovo �68
dunque, un nuovo 1848, come suggeriva due giorni fa Adriano Sofri, sull'inserto
Emme dell'Unità. Come quando in un'Europa piegata da una feroce crisi
economica, un inseguirsi tumultuoso di moti, rivolte e insurrezioni, cambiarono
per sempre paesi ed istituzioni. Forse. Per adesso il movimento che si
organizza negli atenei e nelle scuole superiori è ancora in cerca di un
battesimo, ma è camminando tra collettivi e assemblee che si scopre dov'è il
cuore del nuovo. Non più, non solo nelle università, dove l'aria che si respira
è mesta, come se qui, in molti, il domani sentissero di averlo già perso.
Seduta davanti alla facoltà di Fisica alla "Sapienza" di Roma, Francesca
Ambrogini, che nella primavera prossima avrà la laurea in tasca, racconta
amara: "Non ho futuro come ricercatrice, non ho futuro come insegnante, ho
sgobbato duramente per 5 anni e forse avrò una stage in un'azienda di
informatica...". E' tra più giovani invece, i fratelli minori che qualcosa
cambia. Andrea che ha 15 anni e fa il liceo scientifico, spiega: "Nei
collettivi parliamo soprattutto di diritto e di economia, e spesso invitiamo
anche i prof. Cerchiamo di capire e di studiare perché sembra inevitabile avere
un futuro incerto e da precari. Poi decidiamo come e quando protestare. La cosa
più importante è non essere strumentalizzati: il 17 saremo tutti in piazza e
anche il 30. E' il collettivo che deve decidere non i partiti, la politica
siamo anche noi". Appunto. Eccoli. Consapevoli di come sarà la vita adulta
e pronti a navigarci dentro. Alessandro Rosina, demografo dell'università
Cattolica di Milano, li ha definiti "generazione post". "La
differenza tra questi adolescenti e i giovani adulti che sono all'università, è
che loro, i quindici-diciottenni di oggi, forse non si lasceranno schiacciare
da una vita che è diventata improvvisamente senza tutele e ombrelli sociali. Mi
spiego: questi adolescenti sono la prima generazione che sa con chiarezza che
non potrà più contare su un lavoro fisso, sa che dovrà spostarsi, essere
nomade, dovranno avere il coraggio di costruirsi una famiglia pur non avendo né
sicurezze abitative né lavorative... A differenza però dei trentenni di oggi,
le certezze non se le aspettano. E nella critica a questo mondo che pure
dovranno affrontare hanno riscoperto il valore della politica e
dell'impegno". Perché ciò che li aspetta è duro, durissimo. "Da un
punto di vista simbolico - continua Alessando Rosina, che a questa generazione
no-future sta dedicando un libro - i ragazzi nati negli anni Novanta dovranno
davvero cercare di riscrivere la società. Perché loro sono post in tutto.
Arrivano dopo la fine delle ideologie, arrivano dopo ogni tipo di scoperta
scientifica, oltre alla vita reale possiedono già quella virtuale, perché sono
nati insieme ad Internet. Però sanno che il modello non è quello dei loro
genitori, che potevano contare ancora, appunto, sulla scuola
pubblica, sulla sanità pubblica, su un lavoro
relativamente certo e su una pensione accettabile. Davanti ai loro occhi c'è
una pagina bianca, ma la cosa positiva è che gli adolescenti sembrano
rispondere in modo positivo, cercando vie alternative". Insomma una
ribellione diversa, per una politica nuova. Come sottolinea Alessandro Rosina,
questi giovani post che il nuovo autunno caldo della scuola
sta facendo emergere, sono già "massa critica, sono già un qualcosa".
Chiarisce Marina Bruni, 18 anni, leader della rete dei collettivi di Napoli:
"La sinistra storica e la sinistra antagonista non esistono più. Noi siamo
un movimento che pensa con la propria testa, che combatte la Destra e questo
Governo, ma che non appartiene e non si schiera". Infatti. Ciò che conta
sono figure simbolo. "Quello che mi interessa - racconta Guglielmo, primo liceo
classico al Mamiani di Roma - è l'ecologia sociale. La battaglia di Vandana
Shiva, ad esempio, per un'agricoltura sostenibile, o Arundati Roy, che difende
l'acqua dei contadini. Sono contro Bill Gates, dalla parte di chi offre
Internet open-source. So che avrò un futuro precario, preferisco dire
flessibile, mi sto preparando a tutto questo. Quello che però è inaccettabile è
che questo Governo di destra abbia deciso di rubarci gli strumenti del sapere.
In nome di che? Per controllarci meglio". E Guglielmo racconta poi che mai
suo padre l'ha appoggiato così tanto, che il 30 ottobre alla manifestazione ci
andranno insieme ("lui però a quella del 17 non viene, preferisce muoversi
con il sindacato"), e con noi, dice, "ci saranno i prof, i lavoratori".
"Comunque appena posso me ne vado da questo paese, per fortuna ho studiato
le lingue fin da piccolo, il nostro futuro purtroppo non è qui". Eccolo il
dato nuovo. Generazioni "con" e non generazioni "contro".
Alla "Sapienza" ieri i presidi di Lettere e Scienze Umanistiche hanno
partecipato all'assemblea di ateneo, mentre per un giorno e una notte, i
genitori e gli insegnanti delle scuole elementari, daranno vita oggi ad un
nuovo "No Gelmini days and night", con
cortei, fiaccolate, occupazioni ludiche con canti e balli animati dai bambini.
Anna Maria è la madre di Giada, 14 anni, liceo piscopedagogico a Torino.
"Noi genitori - dice -dobbiamo fare autocritica. Per anni abbiano
criticato senza pietà la scuola, abbiamo abbandonato gli insegnanti al loro destino, li abbiamo
privati della loro autorità e adesso ci rendiamo conto di quello che stiamo
perdendo. Un paese senza scuola pubblica non è più un paese democratico. Per fortuna non ho più figli
alle scuole elementari: ma se ho potuto conciliare nella mia vita il lavoro e
la famiglia è stato proprio grazie al tempo pieno. I miei figli hanno
fatto scuole buone, ma se passano questi tagli, se si accorciano le ore,
addirittura gli anni di scuola, come faranno poi ad
inserirsi nel mercato del lavoro? E' pazzesco. Siamo già gli ultimi in Europa.
Ma forse il progetto del Governo è proprio questo: aumentare le differenze tra
chi potrà pagarsi l'istruzione e chi no. Tra gli italiani di serie A e quelli
di serie B...".
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
15-10-2008)
Argomenti: Scuola
SENIGALLIA pag. 20
Meno insegnanti di sostegno I TAGLI NELLA SCUOLA ? SENIGALLIA ? "LA
RIDUZIONE degli organici per il sostegno messa in atto dai
ministri Brunetta e Gelmini
ha avuto una pesante ricaduta anche a livello senigalliese". Lo sostiene
il consigliere di Rifondazione comunista Roberto Mancini che presenterà oggi in
consiglio comunale una mozione. "Per l'anno scolastico 2008/09, nelle
scuole dell'obbligo del nostro Comune si è registrata una significativa
diminuzione degli insegnanti di sostegno'' dichiara Mancini. "Erano
52 nell'anno scolastico 2007/08, mentre oggi sono
( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca La
mobilitazione MARIO REGGIO ROMA - Dalle scuole la protesta infiamma ora le
università. A Catania non si terrà l'inaugurazione dell'anno accademico. Prove
di occupazione degli studenti alla Statale di Milano, dove, ieri sera il Senato
accademico ha approvato con solo quattro astensioni la linea della Crui, di cui
il rettore Enrico De Cleva è presidente. La linea è: no ai tagli di mezzo
miliardo di euro al Fondo ordinario per il funzionamento degli atenei, no ai
tagli per la ricerca. Alla Sapienza di Roma la mobilitazione cresce giorno dopo
giorno. Ieri mattina corteo dalla facoltà di Lettere e richiesta al Senato
accademico del blocco della didattica. Una richiesta fatta propria dal
professor Piero Bevilacqua, docente a Lettere di Storia Contemporanea.
"Sono entrato in aula ed ho avvisato gli studenti che ho deciso di
rinviare a data da destinarsi l'inizio delle lezioni a meno che il governo non cambi il progetto di legge Gelmini, perché condurrà all'emarginazione dell'università
pubblica". Clima incandescente anche a Torino dove studenti, ricercatori e
docenti si sono riuniti nell'atrio di Palazzo Nuovo. Obiettivi: assemblea di
ateneo il 22 ottobre, presidio il 28 davanti all'Unione Industriali,
partecipazione allo sciopero nazionale del 30 ottobre indetto dai confederali,
Snals e Gilda contro i tagli del personale della scuola ed il maestro unico.
Oggi assemblea dei collettivi alla facoltà di Lettere della Federico II di
Napoli contro i tagli al fondo per le università. Tra i manifestanti alla
Statale di Milano una ex compagna di facoltà del ministro Gelmini:
"Mi sono iscritta per la seconda laurea a Filosofia - afferma Carla
Franzoni - l'ho conosciuta a Giurisprudenza a Brescia, era meglio come compagna
di corso che come ministro, una ragazza buona e mansueta, non molto brillante negli
studi. E non mi ricordo neanche dei suoi interventi politici". Sul fronte
della scuola, oggi, fiaccolate in molte città italiane: Roma, Bologna e Torino.
Intanto la Regione Emilia-Romagna, seguendo l'esempio della Toscana, sta
preparando il ricorso alla Consulta contro il taglio delle scuole con meno di
50 studenti. E domani, a Firenze, in 14 piazze lezioni universitarie all'aperto
per sensibilizzare contro i tagli del governo.
( da "Italia Oggi" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - le scuole che rischiano Numero 245, pag. 42 del
15/10/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF
Puntata precedente I 2591 istituti con meno di 500 alunni
2° puntata - La pubblicazione dell'elenco prosegue domani su ItaliaOggi
ItaliaOggi prosegue la pubblicazione -iniziata ieri- dell'elenco delle 2.591
scuole che, secondo quanto risulta a IO, rischiano nel giro di tre anni di
essere chiuse. Scuole disclocate in tutta Italia, in piccoli come in grandi
comuni e in difesa delle quali si è levato un coro di proteste e di
mobilitazioni, con ricorsi in arrivo alla Consulta. Si tratta degli istituti che
hanno meno di 500 alunni (300 nelle zone di montagna) e che, in quanto tali,
non dovrebbero più esistere come istituzioni autonome. A rendere ineluttabile
il piano di dismissione e di successiva fusione degli istituti è stato il
ministro dell'economia, Giulio Tremonti, che nel decreto legge 154/2008
(recante norme sul contenimento della spesa sanitaria) ha previsto il
commissariamento delle regioni inadempienti. Sono le regioni, infatti, i
soggetti competenti a ridimensionare la rete scolastica, secondo i criteri
fissati dal piano di contenimento della spesa predisposto dal ministro
dell'istruzione, MariaStella Gelmini, d'intesa con l'Economia. Ed è dalle regioni che parte la
protesta, che in queste ore si sta diffondendo a macchia d'olio: enti locali, ma
anche studenti, genitori e insegnanti si stanno mobilitando per evitare la
chiusura di molte scuole, soprattutto di quelle che rappresentano l'unico
presidio dell'istruzione pubblica nei piccoli comuni. Perché ci sono
istituzioni che hanno addirittura zero alunni (è il caso di tanti convitti,
come si vedrà dall'elenco) ma altre che hanno una popolazione studentesca
ragguardevole costretta, se il decreto sarà applicato alla lettera, a emigrare
in un altro comune per studiare. Domani una conferenza straordinaria delle
regioni esaminerà il dl per decidere il da farsi. La Toscana ha già annunciato
che porterà il provvedimento del governo alla Corte costituzionale per
violazione delle competenze regionali. Sul piede di guerra anche il Piemonte.
Mentre c'è chi si sta attrezzando nell'immediato per aggirare il piano
Tremonti-Gelmini: "Mantenere le piccole scuole
all'interno della stessa istituzione scolastica autonoma, così da garantire
alla popolazione una presenza adeguata alle esigenze del territorio, aumentare
gli indirizzi e sdoppiare le scuole sovradimensionate, visto che ve ne sono
molte che hanno più di 1300 alunni", è la proposta a cui sta lavorando
Silvia Costa, assessore regionale all'istruzione e formazione del Lazio e
coordinatrice della relativa commissione della conferenza delle regioni.
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
POLEMICA. LA RIFORMA GELMINI "Scuole, saranno penalizzati i centri del
Biellese orientale" [FIRMA]MATTEO PRIA BIELLA Scuole a rischio chiusura
nel Biellese Orientale e scoppia la polemica. "Il governo Berlusconi ha approfittato
della presentazione di un decreto sulla sanità per inserire una norma che avvia
la chiusura in tutta Italia delle scuole con meno di 50 alunni -
interviene il consigliere regionale Wilmer Ronzani -. In totale saranno chiuse
le porte di 4000 istituti scolastici, concentrati per lo più nei piccoli
Comuni. L'effetto nel nostro territorio è dirompente. Nel Biellese sarebbero
chiuse 57 scuole: 40 materne, 16 elementari e una media. Alcuni paesi corrono
il rischio di non avere neanche più un plesso scolastico: a Bioglio, a
Borriana, a Zumaglia, a Sostegno, a Massazza, a Valle San Nicolao saranno
chiuse sia le scuole materne che quelle elementari. Sono a rischio istituti per
i quali intere comunità si sono mosse nel corso di questi anni per riuscire a evitarne
la chiusura, come la scuola elementare di Campiglia Cervo e la scuola media di
Salussola. Nel Biellese sono circa 1800 i bambini e i ragazzi che stanno
correndo il rischio di veder chiudere la loro scuola". Per il consigliere
la riforma Gelmini è una scelta sbagliata: "E'
una decisione che colpisce i piccoli comuni e in particolare quelli di montagna
e che il governo realizzerà con la nomina di commissari ad acta se alle
disposizioni contenute nei provvedimenti emanati non verrà data completa e
totale attuazione - continua Ronzani -. La chiusura dei plessi scolastici nelle
valli è l'ennesimo attacco alla montagna condotto dal governo di centrodestra.
I Comuni investono continuamente risorse per supplire alle carenze del
Ministero nel gestire le sedi delle scuole. La chiusura delle scuole
generalizzata avrà conseguenze anche nel capoluogo, dove chiuderebbero 3
materne, e a Cossato, dove sarebbe chiusa la materna della Spolina". La
riforma potrebbe non toccare le scuole che si trovano in un territorio che
appartiene alla Comunità Montana. "Il nuovo ente montano non arriverà ai
famosi
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
CONSIGLIO REGIONALE
L'ASSESSORE MASSIMILIANO COSTA ANNUNCIA LA LINEA DELLA
GIUNTA Liguria: la Gelmini
ignorata "Non chiuderemo le scuole" GENOVA Il vicepresidente della giunta,
e assessore all'Istruzione, annuncia che la Regione non applicherà le
"indicazioni" del ministro Gelmini circa i tagli alle piccole scuole. Ma la maggioranza che
sostiene Burlando anche ieri ha accusato qualche scossone. Così è slittata
ancora, di ulteriori sette giorni, la discussione in aula del disegno di legge
sulla istituzione degli Ato, organismi chiamati a programmare e gestire il
ciclo delle acque e dei rifiuti. Ad avanzare la richiesta ("A nome di
tutta la maggioranza") è stato il capogruppo del Pd Michele Boffa dopo che
la maggioranza aveva presentato pochi minuti prima dell'inizio della seduta
alcuni emendamenti. L'assemblea in precedenza, con una modifica alla legge
regionale, aveva diposto l'ampliamento dell'area di intervento di Sviluppo
Genova a tutto il territorio della Liguria. Proprio sull'indicazione del
rappresentante della Regione (destinato alla presidenza della società) in
Sviluppo Genova la coalizione di centrosinistra si è spaccata e Tullio Rossi,
attuale presidente della società Area 24, è stato eletto solo grazie al voto
favorevole del centrodestra: al momento del voto, cinque consiglieri di
Rifondazione, Verdi e Pdci, contrari alla nomina, hanno abbandonato l'aula.
Russo, indicato dal Pd, ha ottenuto 24 voti su 28 presenti; 4 le schede
bianche. Al di là dei temi trattati in consiglio, a tenere banco in via
Fieschi, ieri, è stato però l'argomento-scuola. Soprattutto per quanto riguarda
il problema del dimensionamento che oggi troverà in commissione la quadratura
del cerchio. Per questo, l'assessore all'Istruzione, e vicepresidente della
giunta, Massimiliano Costa, ha smentito ogni notizia di tagli. "In Liguria
- ha precisato - non sarà cancellata nessuna scuola. La Regione si assume le
sue responsabilità e non applicherà le norme dettate dal ministro Gelmini per quanto riguarda il dimensionamento, ma assumerà
le proposte fatte dalle quattro Province". Grazie a queste indicazioni, la
Regione sarà impegnata a promuovere la creazione di tanti istituti comprensivi
(in verticale), "a mantenere i plessi, anche piccoli, all'interno di
istituzioni scolastiche autonome". Un atteggiamento totalmente in
controtendenza con quanto stabilisce invece il ministro che, con il suo decreto
e le sue riforme, "sta dimostrando di non voler migliorare la scuola, ma
ha come unico obiettivo il taglio delle risorse, peraltro dietro dettatura di
Tremonti". I timori espressi in questi ultimi giorni da alcuni presidi,
dai rappresentanti sindacali e anche da non poche famiglie, l'assessore ha
dunque dichiarato a chiare lettere che nessuna "realtà ligure sarà privata
della presenza scolastica, tantomeno i piccoli Comuni dell'entroterra".
Non solo dunque non ci saranno tagli ma, assicura Costa, l'offerta formativa
sul territorio sarà anzi "potenziata". \.
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
LE FRAZIONINON
VOGLIONO RINUNCIARE ALLE LORO ELEMENTARI Cairo, assemblea pubblica sulla scuola
organizzata dal sindaco Fulvio Briano Un'assemblea pubblica
sulle conseguenze in Val Bormida del decreto Gelmini. A proporla è il sindaco di Cairo, Fulvio Briano. Dovrà essere
un'occasione per fare il punto della situazione e per informare le famiglie. Il
problema è ben contenuto nell'esempio grottesco di Cosseria dove sabato verrà
inaugurata la nuova scuola, un edificio costato 650 mila euro. Ebbene
secondo chi contesta il decreto questa scuola, nell'eventuale applicazione del
decreto Gelmini, potrebbe essere chiusa già il giorno
dopo "con uno spreco di soldi pubblici e disagi per tante famiglie"
come sottolinea il sindaco Gianni Cavallero, che, al di là della diversa
posizioni politiche, si dice pronto a partecipare all'assemlea pubblica
organizzata a Cairo e ad appoggiare tutte le iniziative del caso. Il sindaco
Briano, sottolinea dal canto suo altri due aspetti: "Ricordiamoci che si
parla di bambini, visto che a rimetterci saranno soprattutto le elementari e le
medie esistenti nei piccoli paesi o nelle frazioni A Cairo su cinque scuole ne
verebbero soppresse tre, cioè San Giuseppe, Ferrania e Rocchetta e quindi i
ragazzi dovranno convergere nella scuola del capoluogo, dove si dovrebbero
formare classid i 33 alunni. Se però continua a esistere questa incertezza i
Comuni come faranno a programmare i necessari interventi? Altro problema i
trasporti: secondo un preventivo di massima dell'Acts, trasportare gli studenti
di Ferrania a Cairo costerà 35 mila euro all'anno. Le scuole che potrebbero
chiudere sono tre, quindi ci sarà una spesa complessiva intorno ai 100 mia
auro. Chi ce li darà".
( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ci risiamo, a
ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni",
ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al
venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro.
Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona
compagnia: si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni,
Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa
anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era
febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e
maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non
funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti
così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il
ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che
si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili,
si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche
cosa loro, si sà, soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari.
quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli.
Dimenticavo, poi per fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e
studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica"
non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi
giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti
riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini,
contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o
ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola?
Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su
cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi
(che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni".
Scritto in Varie 1 Commento " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo
applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista
Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e
interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che
l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva
autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi
fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della
sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna
elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se
si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché
Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la
Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità
politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi
Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo
di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la
leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì,
quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle
elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il
diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non
troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai
due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra
Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se
da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul
terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo.
"Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe
concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei
contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese",
dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci
sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex
ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo
caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli
equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i
partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo
appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni,
con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due
sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano
Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca
l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva
autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La
contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo?
Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di
Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 )
" (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e
i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del
fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del
Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il
sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio
negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato
duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali
(Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli
applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano
Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto
no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la
pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto
un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo
"copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e
confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si
basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono
eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del
governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62%
dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello
Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%).
Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa
l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della
compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO
leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi
ha paura della Gelmini
Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29
settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la
scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è
un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes,
average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò
di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi
trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a
tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore
frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una
cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come
finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra
(in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 )
" (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni matteo: le proteste
sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato momento
politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani: Caro Salvatore, dattilografo sarà
lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito ci sono articoli... mario: Walter
ha lasciato questa città nel delirio. questa mattina un idiota che non ha
meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore:
egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono agitazioni negli atenei e possibili
blocchi delle lezioni,... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter
diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2
Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce
Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Ocse: la
pressione fiscale rallenta, ma l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato
aereo della Turkish Airlines: disarmato il pirataVent'anni dopo la strage,
Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie
Santoro: "Lascio l'Arma per la tv"Wall Street frena, le Borse Ue
aprono in rossoThailandia-Cambogia, scontri a fuoco al confineVoto Usa, ultimo
duello sulla crisiLa missione del piccolo Javier nascere per salvare il
fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che ricostruisce
NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi" Blog amici Il
blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il
blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio
Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation
il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società
Libera Storia Libera TocqueVille October
( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ci risiamo, a
ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove
leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco
degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si sà,
soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna
riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per
fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano
a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona.
E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che
stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd
attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che
sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche
parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento "
(2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08
Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in
versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la
pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla
svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla
Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa
bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre,
una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e
che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo
al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il
Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro,
parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela
perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma,
invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la
piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza
il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti
popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo
addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e
Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale
dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un
copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd,
proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata
una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro
apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema
non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra
leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di
fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità
interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei
due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd)
critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale
(sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria:
"La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La
contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo?
Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di
Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 )
" (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e
i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del
fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del
Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il
sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio
negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato
duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati
confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato
dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno
strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano
detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi
che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori
abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma,
abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da
leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e
quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le
cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è
del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il
62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica
(quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al
2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono
circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio
della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata,
hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8%
dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale
di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in
Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli
attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti
delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti,
troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come
il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella
Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito
delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un
riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata
un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.
Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche
sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro
smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri
bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average: 4.19
out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande
elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter
Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire
qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E
per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare
l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di
voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e
lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E
ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la
Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter.
Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano
e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a
prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti
anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni,
a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è
diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi
- anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in
corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza
nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un
toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50)
Ultime discussioni matteo: le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a
seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani:
Caro Salvatore, dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito
ci sono articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa
mattina un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK
DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono
agitazioni negli atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma
l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines:
disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità:
vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la
tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia,
scontri a fuoco al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del
piccolo Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti
che ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano
avvelenarmi" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti
Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi
Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto
Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October
( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ci risiamo, a
ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi?
Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre.
L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra
meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve
della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco
degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si sà,
soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna
riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per
fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano
a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona.
E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride:
il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca
il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta
facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte
quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento "
(2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08
Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in
versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la
pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla
svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla
Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa
bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre,
una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e
che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo
al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il
Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro,
parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela
perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma,
invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la
piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza
il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti
popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo
addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e
Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale
dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un
copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd,
proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata
una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro
apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema
non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra
leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di
fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità
interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei
due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd)
critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale
(sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria:
"La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La
contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo?
Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di
Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 ) "
(44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08
Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i
risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento,
ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne
arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil,
piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la
possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il
governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl,
Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei
lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si
pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi
dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava
diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un
sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo
"copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e
confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si
basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono
eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del
governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62%
dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello
Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%).
Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa
l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della
compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO
leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi
ha paura della Gelmini
Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29
settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la
scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è
un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far
ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise:
dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere
il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire
con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni
temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli
studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore:
la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio
quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che
promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è
quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono
già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in
aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche
sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro
smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri
bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average: 4.19
out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande
elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter
Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire
qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E
per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare
l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di
voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e
lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E
ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la
Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter.
Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego
nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si
prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il
"No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte
su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a
riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere
il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità .
"Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da
settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare
in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere
la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50)
Ultime discussioni matteo: le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a
seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani:
Caro Salvatore, dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito
ci sono articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa
mattina un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK
DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono
agitazioni negli atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma
l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines:
disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità:
vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la
tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia,
scontri a fuoco al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo
Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che
ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi"
Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di
Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili
Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal
Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna
Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October
( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ci risiamo, a
ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le
nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a
fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si
sà, soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna
riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per
fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano
a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona.
E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che
stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd
attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che
sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche
parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento "
(2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08
Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in
versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa
come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla
svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla
Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa
bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre,
una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e
che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo
al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il
Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro,
parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela
perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma,
invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la
piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza
il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti
popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo
addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e
Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale
dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un
copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd,
proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata
una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro
apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema
non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership
e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza
regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che
non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce
buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil
che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi
affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia
italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è
scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi
l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al
contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (44 votes, average:
3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo
"copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola
muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un
mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise:
dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere
il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire
con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni
temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli
studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore:
la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio
quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che
promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è
quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono
già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in
aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche
sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro
smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri
bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average: 4.19
out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore"
degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso
dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di
sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo
scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter
parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto
alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano
nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se
si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione).
Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come
ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso
della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si
considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte
dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto
sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita
"intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il
problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61
votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08
Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio
mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza
Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì,
compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a
soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato
improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio
grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo
per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina
da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e
Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro
Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso:
Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista
e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo
simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero:
sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi
Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti):
anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice,
"è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza
senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e
sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro
chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul
bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e
Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura
Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la
Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato
il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano
il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai
servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano,
almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della
giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma
con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si
allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo
dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a
prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con
Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che
mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a
caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia.
Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come
annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega
Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad
attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare,
a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani",
a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni matteo: le
proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato
momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani: Caro Salvatore,
dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito ci sono
articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa mattina
un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK DIRETTORE, BEN
FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono agitazioni negli
atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo
attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della
politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le
liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma
l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines:
disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità:
vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la
tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia,
scontri a fuoco al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del
piccolo Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti
che ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano
avvelenarmi" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian
Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti
Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi
Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto
Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October
( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ci risiamo, a
ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le
nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a
fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si
sà, soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna
riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per
fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano
a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona.
E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che
stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd
attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che
sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche
parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento "
(2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08
Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in
versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la
pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla
svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla
Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa
bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre,
una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e
che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo
al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il
Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro,
parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela
perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma,
invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la
piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza
il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti
popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo
addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e
Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale
dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un
copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd,
proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata
una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro
apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema
non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra
leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di
fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità
interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei
due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd)
critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale
(sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria:
"La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La
contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo?
Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di
Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 )
" (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e
i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del
fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del
Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il
sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio
negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato
duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati
confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato
dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno
strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano
detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi
che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori
abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma,
abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da
leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e
quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le
cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è
del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il
62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica
(quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al
2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono
circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio
della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi
l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi
ha paura della Gelmini
Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29
settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la
scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è
un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average:
4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande
elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter
Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire
qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E
per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare
l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di
voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e
lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E
ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la
Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter.
Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore
frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale.
Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io
la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello
stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo
Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio
opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro
sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su
due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a
riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere
il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità .
"Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da
settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare
in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un
toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50)
Ultime discussioni matteo: le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a
seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani:
Caro Salvatore, dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito
ci sono articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa
mattina un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK
DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono
agitazioni negli atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati
Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails
Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare".
Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails
Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà
all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine
compagni - 1 Emails Ultime News Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma
l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines:
disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità:
vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la
tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia, scontri
a fuoco al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo
Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che
ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi"
Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di
Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili
Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal
Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna
Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October
( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ci risiamo, a
ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti"
dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni
autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini,
che è in buona compagnia: si scioperò e si "okkupò" contro altri
ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria.
Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a
Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo
male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare
la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco
e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è
"okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più
facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra
destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non
mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si sà, soprattutto loro) e
una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta
è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna ci sono insegnanti
che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno
bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto
nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il
partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il
ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta
facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali
sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe
per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento "
(2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08
Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in
versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la
pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla
svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla
Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa
bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre,
una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e
che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo
al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il
Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro,
parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela
perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma,
invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la
piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza
il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti
popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo
addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e
Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale
dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un
copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd,
proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata
una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro
apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema
non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra
leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di
fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità
interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei
due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd)
critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale
(sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria:
"La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La
contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo?
Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di
Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 )
" (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e
i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del
fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del
Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il
sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio
negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato
duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati
confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato
dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno
strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano
detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi
che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori
abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma,
abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da
leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e
quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le
cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è
del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il
62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica
(quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al
2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono
circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio
della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO
leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi
ha paura della Gelmini
Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29
settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la
scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è
un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato.
Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes,
average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego
nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si
prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il
"No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici
della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza
Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista
è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il
copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio
mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza
Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì,
compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a
soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato
improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio
grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo
per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina
da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e
Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro
Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso:
Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa
qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano"
e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve?
Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero
ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di
Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la
sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no
alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su
Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate
contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (46 votes, average: 3.61 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul
bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e
Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura
Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la
Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato
il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano
il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai
servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano,
almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della
giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma
con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si
allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo
dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a
prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con
Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il
segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente
manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che
mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a
caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia.
Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come
annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega
Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad
attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare,
a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli
italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e
uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per
l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di
vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni,
anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per
l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come
deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che
non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non
c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria.
Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di
Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa
l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema
e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni matteo: le
proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato
momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani: Caro Salvatore,
dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito ci sono
articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa mattina
un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK DIRETTORE, BEN
FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono agitazioni negli
atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo
attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della
politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le
liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi,
Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito
dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
- 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1
Emails Ultime News Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma l'Italia è tra i
Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines: disarmato il
pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una
famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la tv"Wall
Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia, scontri a fuoco
al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo Javier
nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che
ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi"
Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di
Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili
Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal
Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna
Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October
( da "Avvenire" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 15-10-2008 Il
maestro prevalente? È la regola in Europa Bottani: un modello adottato dalla
totalità dei Paesi DA MILANO ENRICO LENZI M aestro unico, docente prevalente o
team d'insegnanti? Un dibattito, pedagogico e non solo, che
si è riacceso in Italia dopo la decisione del ministro della Pubblica
Istruzione Mariastella Gelmini di ritornare con il prossimo anno al maestro unico nella scuola
elementare. E mentre nel nostro Paese ci si scontra su questo tema, siamo andati
a vedere cosa succede nel resto dell'Europa, contesto che spesso viene preso
come realtà con cui confrontarsi. Si scopre così che l'Europa per la
scuola elementare ha scelto il maestro prevalente. Lo conferma anche
un'indagine di Eurydice (la rete di informazione sull'istruzione in Europa),
riproposta sul sito www.ilsussidiario.net: cambiano le formule, mutano i
contesti culturali, ma in tutti i Paesi esaminati esiste la figura del docente
prevalente. "È un modello adottato da tempo spiega Norbero Bottani,
consulente internazionale per le politiche scolastiche e che in passato ha
collaborato anche con ministri della Pubblica Istruzione italiani , anche
perché alla scuola elementare viene assegnato un compito prioritario: fornire
agli alunni gli strumenti per saper leggere, scrivere e far di conto ". Un
obiettivo minimo, ma "pur sempre di grandissima importanza, perché ci
permette di dare gli strumenti necessari per affrontare la successiva
specializzazione degli insegnamenti delle singole discipline". Un
passaggio che avviene, in Italia, a partire dalla scuola media e in altri Paesi
con gli anni finali dei percorsi scolastici obbligatori. E proprio per
raggiungere questo obiettivo, "la totalità dei Paesi europei ha ritenuto
che la figura del maestro prevalente, - ben diversa dal maestro unico di
deamicisiana memoria -, sia quella più consona", spiega Bottani. Dunque un
docente prevalente, capace di essere una figura di riferimento, ma anche
"in grado di coordinare l'intervento di altri docenti che comunque nella
classe sono presenti. Penso a quelli di lingua straniera, religione, musica,
educazione motoria, per fare qualche esempio". Insomma non un maestro
isolato e solitario, ma "all'interno di una equipe, ma pur sempre una
figura di riferimento ". Un filo rosso che si dipana tra i vari sistemi
scolastici europei anche con qualche variante. Nel sistema inglese, ad esempio,
"si cambia docente ogni anno sottolinea Bottani . Duplice il motivo:
evitare che si possano creare situazioni di conflitto tra docente e studente
che si trascinino per l'intero percorso formativo. In secondo motivo è legato
alla modalità di insegnamento degli strumenti a seconda dell'età dei bambini
che richiedono impegni differenti ai docenti". In pratica una cosa è
insegnare a un bambino di 6 anni e un'altra a uno di 10. Ma "tutti i
docenti sottolinea con forza Bottani devono aver ben chiaro gli stadi di
sviluppo dell'intelligenza concreta, cioè il suo sviluppo e le sue capacità di
apprendimento". Un po' come l'anatomia per i dottori, indipendentemente
dalla specializzazione conseguita in seguito. Ma a differenza dell'Inghilterra,
la scuola portoghese prevede che sia lo stesso insegnante ad accompagnare gli
studenti dai 6 ai 10 anni). In Germania, invece, il maestro prevalente è concentrato
nei primi due anni, mentre dal terzo c'è un progressivo inserimento di altri
docenti specializzati, ma "si tratta di un modello minoritario nel
panorama europeo ". Nella vicina Francia si punta al docente unico, con
qualche inserimento "nell'ambito artistico e sportivo". "In
Finlandia è lo stesso docente titolare a svolgere la lezione di educazione
motoria, ma siamo in un Paese con una forte cultura sportiva". In Grecia,
al contrario, l'educazione fisica, come la lingua straniera e la musica, è
affidata a un docente specializzato. Analoga situazione in Slovacchia e nel
Belgio francofono. "Come si vede commenta Bottani l'Europa si è da tempo
orientata verso un docente prevalente all'interno della scuola elementare o
primaria. Un docente preparato, professionista e anche sostenuto nel proprio
compito dall'apparato scolastico, valorizzato con una carriera o un sistema di
premialità. Un aspetto che purtroppo non vedo in Italia, dove gli insegnanti
appaiono un po' smarriti, abbandonati a se stessi". Eppure la scuola
elementare italiana strappa un 6 e mezzo nella valutazione finale del
consulente internazionale di politiche scolastiche: "la scuola italiana ha
la legge sull'autonomia più progressista del mondo, ma è poco valorizzata e
utilizzata. Ha tra i suoi fiori all'occhiello l'integrazione scolastica degli
alunni disabili, che in altre Nazioni viene messa ai margini, ma nello stesso
tempo non si è stanziato il sostengo necessario per quest'integrazione".
Insomma tante luci che rischiano di finire fulminate per scarsa manutenzione.
"Davvero un peccato conclude Bottani perché in questo modo si mortificano
i tanti bravi docenti italiani che si impegnano davvero nella loro missione
educativa".
( da "Avvenire" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 15-10-2008
Venti di guerra a scuola e negli atenei La Gelmini
auspica un ripensamento sullo sciopero proclamato dai sindacati per il 30 DA
MILANO ENRICO LENZI O rmai è scontro quotidiano sulla scuola. L'ultima
occasione in ordine di tempo è stata l'esame di una mozione della Lega
(approvata dalla Camera) riguardo all'accesso degli studenti stranieri nelle
nostre scuole, che, secondo il testo presentato, dovrebbe avvenire "previo
superamento di test e specifiche prove di valutazione", istituendo
"classi ponte che consentano agli studenti stranieri che non superano le
prove e i test di frequentare corsi di apprendimento delle lingua
italiana". Dall'opposizione si è levata la voce di Piero Fassino:
"così si inserisce un elemento di discriminazione tra i bambini". Un
tema delicato, che va ha inserirsi in uno scenario che vede il mondo della
scuola e quello dell'università sempre più in subbuglio. Il decreto del
ministro della Pubblica I- struzione Mariastella Gelmini
ha iniziato il suo cammino a Palazzo Madama, dove il Pd annuncia una dura
opposizione. Ma anche nelle audizioni in commissione Istruzione del Senato, si
levano voci critiche sui provvedimenti e i tagli previsti dal governo. "Lo
siamo, soprattutto dopo il decreto che ci impone una razionalizzazione dei
nostri sistemi scolastici" ha dichiarato Silvia Costa, coordinatrice degli
assessori regionali all'Istruzione. Lo stesso allarme espresso in un documento
bipartisan sottoscritto dagli assessori provinciali all'Istruzione dell'Upi. E
mentre la Regione Emilia Romagna annuncia l'intenzione di ricorrere al- la
Consulta contro il decreto sul dimensionamento degli istituti, la presidente
della Commissione Istruzione della Camera, Valentina Aprea getta acqua sul
fuoco: "Niente allarmismo, con questo decreto si sancisce il rispetto
delle regole che ci siamo date nel 1998. Gli istituti con meno di 500 iscritti
perderanno l'ufficio di presidenza. Le chiusure sono previste per le materne
con meno di 30 alunni e le elementari con meno di 50, senza dimenticare che
esistono deroghe per le sedi delle piccole isole, dei comuni montani o zone con
gruppi etnici". Precisazioni, però, che non fermano la protesta, che vede
sindacati, opposizione, studenti e genitori mobilitati da settimane per
contrastare le politiche scolastiche del governo. Una mobilitazione che inizia
ad estendersi anche al fronte universitario. Per fare qualche esempio: a
Catania non ci sarà l'inaugurazione dell'anno accademico perché "non è
tempo di celebrazioni ufficiali", mentre tutte le facoltà dell'ateneo di
Firenze, domani, terranno lezioni in 14 piazze cittadine contro i tagli nel
settore. Proteste, più o meno numerose ed egemonizzate dai
"collettivi", anche a Milano, Torino, Palermo e Roma. Il fronte della protesta nella scuola ha promosso per oggi una
"notte bianca contro la riforma Gelmini" con gli istituti aperti oltre l'orario scolastico per
"manifestare il nostro no ai provvedimenti decisi". Diverse le
adesioni già raccolte. Da parte sua il ministro Gelmini in un'intervista, che comparirà oggi sul sito www.ilsussidiario.
net, auspica un ripensamento sullo sciopero del 30 ottobre e "guardo con
attenzione alle aperture di Bonanni e Angeletti", soprattutto perchè la
scuola possa "passare da terreno di scontro privilegiato a terreno di
confronto privilegiato".
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Moncalieri, da
Piossasco al Canavese. La protesta di insegnanti e genitori
contro la "riforma" Gelmini, coordinata dal Coordinamento Genitori, prende forma nelle
assemblee, nei laboratori per bambini, nelle merende a base di torte e pizze
fatte in casa. In Vanchiglia, una fiaccolata parte dalla scuola Fontana alle
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
Casa Comune LA
PARTITA DELLE FAMIGLIE Beppe Minello Già erano arrivati ai ferri corti sui
contributi alle materne cattoliche. Ora il conflitto si sta ripetendo e
incarognendo sugli accorpamenti scolastici. Quando si tratta di temi che
toccano la famiglia e i suoi annessi e connessi qual è, ad esempio, un tema
delicato come la scuola, la giunta Chiamparino sembra sempre sull'orlo di una
crisi di nervi. Venerdì prossimo, sulla vicenda dell'assessore Saragnese di
Rifondazione che avrebbe inopinatamente portato avanti un piano che tocca 42
scuole ipotizzando la soppressione di 7 istituti, si terrà addirittura una
riunione di maggioranza. L'obiettivo, in particolare dell'area cattolica e ex
popolare del Pd, è quello di far sapere che su certi temi il comunista
Saragnese non può fare quello che vuole, che deve confrontarsi con il resto
della maggioranza. Una pretesa legittima che sta però diventando una prova di
forza, l'ennesima, fra l'altra sinistra e l'ala destra dello schieramento di
Chiamparino. Perché sul tema, l'accorpamento di scuole che si affacciano sullo
stesso cortile e hanno entrambe pochissimi allievi oppure sulla necessità di
sistemare altrove i due allievi rimasti nell'istituto per ciechi che un tempo
ospitava 118 studenti, sono tutti praticamente d'accordo. Quello che cerca
qualcuno è, appunto, una prova di forza, utile anche per avere visibilità in un
momento prossimo a importanti decisioni quali sono un probabile, ma non scontato,
rimpasto o allargamento di giunta accompagnato dal rinnovo di metà mandato
delle cariche della Sala Rossa, dal presidente Castronovo ai presidenti delle
Commissioni. Detto questo, Saragnese o ci fa o ci è. Con
tutto il can can che il centrosinistra sta facendo contro la riforma Gelmini e i suoi ipotizzati miliardi di
tagli che andranno a incidere in un importante feudo elettorale qual é la
scuola, l'esponente di Rifondazione, bello bello - è il ragionamento dei suoi
detrattori - se ne esce con il suo di piano, e così la gente non capisce più
chi è il cattivo. Insomma, Saragnese è quantomeno un ingenuo. Ecco
allora il "fuoco amico" sparato dal cattolico Olmeo che pretendeva
comunicazioni in aula da parte dell'assessore di Rifondazione. Un affronto
scongiurato alla meno peggio dal capogruppo Giorgis che con una breve
dichiarazione in aula è riuscito a convincere i duri Olmeo, Tedesco e Calgaro
che "Saragnese ritira il piano". Mentre i fans di Saragnese
sostengono che "non è vero". La verità come sempre sta nel mezzo:
Saragnese porterà il suo piano in Commissione e lì sarà sviscerato, vale a dire
portato alle calende greche dal Consiglio. La realtà è però ancora un'altra.
Quel piano è un lavoro che tutti gli assessori alla scuola elaborano ogni anno
per presentarlo poi alla Provincia la quale, a sua volta, lo proporrà alla
Regione. Routine, insomma, diventata un casus belli per colpa della riforma Gelmini e, diciamo, dell'inopportuna (a giudizio degli
alleati) efficienza dell'assessore Saragnese. Sempre a proposito di famiglia,
ieri mattina in giunta, l'assessore Borgione ha portato il bando con il quale
verranno concessi contributi alle famiglie con più di quattro figli. Vale per
tutti i residenti, italiani, comunitari e stranieri e con un reddito Isse del
nucleo non superiore a 29 mila euro.
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. NELLA "GRANDA"
Striscioni, assemblee petizioni e proteste "No al
decreto Gelmini"
Raccolta firme nelle scuole e nelle piazze, striscioni come quello apparso ieri
sul cancello dell'Elementare di corso Soleri a Cuneo ("La scuola è in bene
comune: difendiamola") e poi incontri con famiglie e insegnanti, l'altra
sera a Peveragno e Saluzzo, oggi alle
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
AZIONE GIOVANI E MSP
"Studenti strumentalizzati dalla sinistra che tace la
verità" "Sugli interventi della Gelmini nella scuola la sinistra non dice la verità e strumentalizza gli
studenti che scendono in piazza". I giovani del centro-destra verbanese
ribattono così allo sciopero degli studenti di venerdì scorso, definendolo come
un momento di "atteggiamenti maleducati e di atti vandalici".
Lo hanno fatto con una conferenza stampa durante la quale è stata resa nota
l'unità d'intenti sulla scuola tra Azione Giovane (il movimento che fa capo ad
An) e il Movimento Studentesco Padano. Micael Immovilli ha spiegato come nella
scuola italiana ci sia la necessità di "aprire i cantieri per
ristrutturarla, renderla moderna e portatrice di valori meritocratici".
Entrando di più nei particolari, Fabio Volpe ha evidenziato le "bugie
della sinistra sui tagli" perchè "il tempo pieno aumenterà del 50 per
cento". "Non è vero che il maestro unico peggiora la scuola: se oggi
siamo ottavi in Europa quando c'era un'unica figura educativa eravamo
secondi", ha ricordato Laura Brambilla. "E' la verità che verranno
accorpate gli istituti con meno di 50 alunni - ha spiegato Daniele Finetti
dell'Msp - ma è pur sacrosanto non sperperare risorse e investire in qualità
della scuola". Sarà, tuttavia, la "riforma della scuola in senso
federale a migiorarla" sottolinea Finetti.
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
CONSIGLIO
COMUNALE Caso Gelmini la minoranza esce dall'aula Un
ordine del giorno fuori programma, presentato dal consigliere dei Comunisti
italiani Federico Larosa contro il decreto Gelmini sulla scuola
pubblica ha provocato polemiche ieri pomeriggio in Consiglio comunale. La minoranza ha abbandonato l'aula
e non ha votato il documento. "E' stato violato il regolamento" ha
detto Federico Delfino del Pdl. 'ordine del giorno di Larosa è comunque stato
approvato con 22 voti favorevoli, tutti quelli della maggioranza.
( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola
DOMODOSSOLA.ENTRO IL
30 NOVEMBRE IL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE "Difenderemo le scuole di
montagna" "Chiudere la scuola equivale a chiudere il paese.
Respingiamo con fermezza il decreto del Governo che non può né deve trovare
applicazione in questo territorio". E' l'appello lanciato dal presidente
della Provincia Paolo Ravaioli nel corso dell'incontro che l'assessore
regionale alla montagna, Bruna Sibille, ha tenuto ieri sera a Domodossola alla
presenza di molti amministratori del Verbano Cusio Ossola. Sul tavolo
l'opposizione al decreto legge, varato dal Governo Berlusconi, che contiene in
un articolo il drastico ridimensionamento delle istituzioni scolastiche.
Tradotto, significa per il Verbano Cusio Ossola l'immediata chiusura, dal
settembre 2009, di nove plessi scolastici e la "messa sotto osservazione,
di un'altra quarantina di scuole primarie che hanno da
( da "Repubblica, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Roma
Formigoni: "Offensivi i 500 milioni a Roma" L'attacco del governatore
della Lombardia: "Il federalismo parte male" La polemica alla vigilia
della conferenza delle Regioni sulla Finanziaria ANDREA MONTANARI Roberto
Formigoni contro il decreto sul federalismo fiscale che assegna alla capitale
cinquecento milioni l'anno, a partire dal 2010. "Un offensivo regalo
permanente a Roma, che ha un'amministrazione dissestata - ha attaccato ieri il
governatore lombardo - Una regalia enorme dal punto di vista finanziario. E questo
nel momento in cui con il federalismo fiscale si vorrebbe far partire un
meccanismo virtuoso del superamento della spesa storica e l'avvio dei costi
standard. Cioè il trasferimento dei fondi dello Stato quando ci sono delle
spese fatte in maniera efficiente. Se il federalismo fiscale parte così, parte
male". La Lombardia, invece, "attende da anni di ricevere i
centocinquanta milioni di euro promessi per finanziare il trasporto pubblico
locale". Per Formigoni, si tratta di un torto "inaccettabile".
Nei confronti di una regione dalla quale "arriva il contributo più alto
nel monte fiscale dello Stato. è giusto che i lombardi abbiano indietro ciò che
è di loro competenza". "I 500 milioni l'anno - rincara il governatore
lombardo - seguono il finanziamento a fondo perduto di tre miliardi che si
aggiunge a sua volta ai cinque concessi alla sanità del Lazio dal precedente
governo Prodi". Una vera e propria "regalia". L'attacco arriva
alla vigilia della conferenza delle Regioni che dovrà esprimersi prima della
conferenza unificata sia sulla Finanziaria che sul federalismo fiscale.
Formigoni annuncia che darà battaglia. Il giudizio definitivo, infatti, è
previsto nella riunione della conferenza Stato-Regioni della prossima
settimana. "Non si tratta solo delle centinaia di euro destinati per
coprire i buchi di bilancio di Roma e Catania - protesta ancora il governatore
lombardo - ma di altri cinquecento milioni l'anno, che potranno essere
utilizzati per coprire disavanzi precedenti. Così ripiombiamo nella vecchia
logica dei ripiani a pie' di lista. Altro che federalismo fiscale. Siamo molto
preoccupati. Poi un'altra stoccata a palazzo Chigi: "Se il governo non
accoglierà emendamenti, non potremo accettare un simile provvedimento.
Berlusconi si era impegnato ad emanare questo decreto per rifondere i comuni
dei 260 milioni tolti con il taglio dell'Ici e per restituire 434 milioni alle
regioni per evitare di imporre di nuovo il ticket sulla diagnostica. Invece
regala soldi a chi ha fatto della spesa pubblica facile una linea di
condotta". Alla protesta di Roberto Formigoni si aggiunge anche quella del
presidente della Provincia di Milano Filippo Penati del Partito democratico,
che rilancia: "Visto che i fondi sembrano essere distribuiti con il
manuale Cencelli, a Milano forse sarebbe servito un sindaco di An come a Roma.
è una cosa scandalosa". Dello stesso avviso anche il
capogruppo del Pd nel consiglio regionale della Lombardia Carlo Porcari:
"Il premier Berlusconi, il ministro dell'Economia Tremonti, quello
dell'Istruzione Gelmini e
quello della Funzione pubblica Brunetta stanno facendo bella figura a spese di
regioni e comuni che devono fare i salti mortali per garantire i servizi
essenziali ai cittadini, anche ricorrendo a nuove tasse".
( da "Repubblica, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Roma no al Maestro unico fiaccole anti-gelmini TEA MAISTO (segue dalla
prima di cronaca) E hanno riempito la città con fiaccolate, cortei e cene.
Genitori, maestre e bambini, candele accese in mano, hanno sfilato in duemila a
Prati e Trionfale. "Siamo oltre mille", spiega Salvatore Conforti,
papà di un alunno della scuola Manetti. Tra i partecipanti anche il
presidente della Provincia Nicola Zingaretti. "Siamo arrabbiate - dice
Elisabetta Cozzi, mamma di due bambini della Cairoli - c'è una strategia per
affondare la scuola di Stato". "Questa manifestazione è la dimostrazione
che non siamo in pochi a protestare contro la riforma, ma il movimento di
genitori e maestri è grande", aggiunge Iside Saravo, insegnante della Vico
di piazzale degli Eroi. Nel corteo anche alcuni striscioni: "Maestro unico
= Jurassic school". Una fiaccolata all'esterno della scuola Crispi per i
genitori e le maestre che ieri hanno dato vita anche a laboratori pomeridiani
all'interno dell'istituto. Tra i manifesti preparati dagli stessi bambini:
"Non abbiamo barriere. Ci piace pensare". In serata tutti a cena
insieme e pigiama party con le favole raccontate ai più piccoli. Qualche
genitore è rimasto anche a dormire nella scuola. Oggi le lezioni saranno
comunque regolari. Più di 500 candele anche nel municipio XIX a piazza
Capecelatro: "La riforma ci preoccupa - spiega un papà Francesco Moneta -
per la qualità dell'insegnamento. Non vogliamo che la scuola si trasformi in un
parcheggio". Le scuole del I municipio si sono ritrovate a piazza
Vittorio: erano oltre 500 quando sono arrivati i cortei dalla Di Donato e dalla
Baccarini con musica, genitori-giocolieri e artisti di strada. Un corteo
multietnico con mamme e papà cinesi, bengalesi e filippini. Poi tutti alla
scuola Di Donato per vedere le danze popolari e gustare la cena preparata da un
genitore iraniano. Corteo di più di 1000 persone da via Tiburtina a largo
Beltramelli: "Le persone che incontravamo durante la manifestazione ci
hanno applaudito - spiega un'insegnante, Carla Corciulo - i bambini hanno fatto
tanti girotondi". Hanno sfilato con un fiocco al collo maestre e genitori
degli istituti scolastici dell'Appio: "Eravamo più di 300 solo dalla
nostra scuola, la Manzoni - spiega un genitore Emilio Perucci - poi ci siamo
ritrovati anche con gli altri istituti a piazza Re di Roma. E' stata una manifestazione
allegra con musica e bambini".
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
16-10-2008)
Argomenti: Scuola
BRESCIA pag. 8 Gelmini, le risposte delle scuole Slogan e iniziative presso
Calini, Torricella, Crispi, 28 Maggio PROTESTE E OCCUPAZIONI di MARIO PARI ?
BRESCIA ? PRIMA della " notte bianca", espressione ormai sempre più
abusata per indicare iniziative che oltrepassano il tramonto, c'è stato un
coloratissimo pomeriggio. Alla "Calini", scuola elementare nel
quartiere del Carmine a Brescia alunni, genitori e maestri si sono ritrovati
nel cortile al termine delle lezioni. È stata come in altre scuole bresciane,
in altre città d'Italia, un'occupazione simbolica contro la riforma Gelmini. I bambini correvano, scatenati, oppure ballavano al
ritmo di "Il coccodrillo come fa?". Alcuni di loro sono anche apparsi
sinceramente preoccupati per le maestre e per il fatto che potrebbero, un giorno,
non rivedere più a scuola alcune di loro. Altre mamme e maestre distribuivano
la merenda. Un clima solo apparentemente festoso, però, quello che si respirava
ieri, in ogni caso, in una delle scuole più multietniche di Brescia. Cartelli
contro la riforma erano affissi alle inferriate e capannelli di maestre e mamme
si notavano nel cortile. Tra gli argomenti più discussi, e non a caso, la
possibilità che vengano istituite "classi per studenti d'origine
straniera, con qualche problema nella lingua italiana". La
"Calini" si trova nel quartiere più multietnico di Brescia e quando,
alle 16.30, suona la campanella, ogni giorno, tra gli altri, corrono verso le
mamme bambini che hanno, palesemente, parenti in Cina, Africa, Sudamerica. Ma
sono anche altri gli interrogativi che circolanovano ieri tra genitori e
maestri. "Come può un lavoro d'équipe essere rimpiazzato da quello di una
maestra unica?" era certamente uno dei più diffusi. La scuola elementare
Calini non è stata comunque l'unica ad aderire alle iniziative di protesta. Ci
sono state anche "Torricella", "Crispi", "28
Maggio" e la scuola elementare di Camignone. E SEMPRE al
"Calini" le maestre non hanno indugi quando si tratta di lanciare un
messaggio a un ministro bresciano:" "L'è ora de mocala, Gelmini e i suoi amici a pic e
pala" ovvero:"È ora di finirla, Gelmini e i suoi amici a lavorare con badile e piccone", slogan
operaio, ovviamente con altri destinatari, degli anni Settanta. Un' occupazione
vera e propria, a sorpresa, c'è stata invece all'istituto "Leonardo da
Vinci", dove gli studenti in serata hanno organizzato varie iniziative e
hanno poi trascorso la notte nella scuola.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
16-10-2008)
Argomenti: Scuola
BRESCIA pag. 6
Guerra a graffiti e volantini Multa o denuncia a chi imbratta i muri e butta
dépliant TOLLERANZA ZERO VERSO TUTTI GLI ABUSIVI di MAGDA BIGLIA ? BRESCIA ?
TOLLERANZA ZERO, l'operazione continua. Stavolta l'ordine deve essere
ripristinato nell'arredo urbano. Saranno multati o denunciati coloro che
imbrattano la città con i graffiti, manifesti abusivi, distributori di
giornalini pubblicitari,scritte. Il primo esempio è già nella denuncia di Forza
nuova, che lunedì ha volantinato e attaccato cartelli contro le banche, e del comitato anti-Gelmini che ha addirittura utilizzato il fondo stradale appena rifatto
in via Bixio. "Il Comune si costituirà parte civile, ogni volta",
assicura l'assessore Mario Labolani, che ieri ha chiamato la stampa per
illustrare il rovescio della medaglia: "Non solo Brescia senza graffiti ma
"Brescia graffiti", museo contemporaneo di arte di
strada". LA GUERRA alle bombolette comincerà da un'azione di ripulitura
dei muri più bersagliati, con stesura di una sostanza apposita impermeabile
alla vernice, passerà da azioni repressive come l'obbligo di cancellazione
imposto ai vandali colti in flagrante e/o l'obbligo per i proprietari degli
edifici di eliminare gli obbrobri dalle facciate entro 60 giorni a loro spese.
Ma poi si sposterà sul versante della proposta. Primo: una campagna di
sensibilizzazione nelle scuole. Secondo: l'individuazione di aree per
l'autonoma creazione a disposizione il sabato e la domenica degli artisti del
pennello all'aperto, negli altri giorni della settimana di tutti i ragazzi che
vorranno sbizzarrirsi, diventando però essi stessi garanti contro il degrado
della zona. Insomma una sorta di difficile controllo di un'azione che vorrebbe
essere di rivolta e di libertà. E' questo lo spirito che anima anche un
intervento di Brescia Mobilità che tutti possono vedere imboccando via Cremona,
sul muro bianco che fiancheggia il nuovo piccolo parcheggio a destra. UN GRUPPO
di giovani di "Graff studio" è stato incaricato di ornare quel bianco
"di disegni e di emozioni per gli automobilisti di passaggio", così
come già accaduto al parcheggio del Palagiustizia e nell'area degli ex
Monopoli. Così come accadrà nel sotterraneo di piazza della Vittoria le cui pareti
diventeranno un'anticipazione della visita alla città e alle sue piazze. Per
estetica, e per impedire che artisti meno qualificati se ne impossessino. Il
gruppo si è ispirato a esperienze esistenti nelle capitali europee e lavora
anche fuori Brescia. Ideatrice del dipinto di via Cremona è Marta Comini. Da un
furgone hanno proiettato sul muro la sua idea che poi è stata delineata a mano
e ora viene ridefinita con le tinte.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
16-10-2008)
Argomenti: Scuola
BERGAMO pag. 5
Diplomi a 70 studenti dell'istituto aeronautico "Locatelli" ? BERGAMO
? SI È TENUTA al Creberg Teatro di Bergamo, alla presenza di autorità civili e
militari, la tradizionale cerimonia di consegna dei diplomi a 70 studenti
dell'istituto tecnico aeronautico "Antonio Locatelli". Per
l'occasione il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha inviato una lettera di
congratulazioni al dirigente scolastico, il professor Giuseppe Di Giminiani,
agli insegnanti e ai diplomati. "L'istituto Locatelli - ha scritto il
ministro - rappresenta una realtà scolastica di eccellenza, per i servizi che
offre ai suoi studenti e per gli sbocchi lavorativi o di prosecuzione negli
studi che offre" L'istituto cittadino di via Carducci prevede un
ciclo di studi al termine del quale gli studenti conseguono un diploma di
maturità tecnica aeronautica valido per l' accesso a tutte le facoltà
universitarie e per il concorso all'Accademia Aeronautica. Oggi conta circa 450
studenti e ogni anno accoglie solo 100 nuovi iscritti, il 25% dei quali da
fuori Bergamo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-16 - pag: 17 autore: Contro la
riforma. Il 14 novembre manifestazione a Roma In piazza gli universitari A nche
l'università va verso lo sciopero muovendosi contro il Dl Gelmini e l'intenzione annunciata del
ministro dell'Istruzione di mettere mano alla riforma del sistema
universitario: le segreterie generali nazionali di Flc Cgil, Cisl Università,
Fir Cisl e Uil Pa-Ur.Afam hanno attivato le procedure necessarie per la
proclamazione dello sciopero generale che, in caso di mancata conciliazione,
è previsto per il 14 novembre con una manifestazione a Roma. Ieri in diverse università
italiane, da Roma a Milano, da Firenze a Napoli, sono proseguiti i cortei, le
mobilitazioni, le assemblee studentesche per chiedere il blocco dell'anno
accademico. A Napoli gli studenti hanno occupato il rettorato della Federico
II, a Firenze si sono svolte le "Lezioni in piazza". Alla Sapienza di
Roma cortei di studenti hanno bloccato il traffico intorno alla cittadella
universitaria. Intanto il ministro Mariastella Gelmini,
intervenendo alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico dell'università
Campus Bio-Medico di Roma, ha detto che "gli studenti vanno rimessi al
centro della nostra missione, tornando a fare dell'università uno strumento
straordinario di mobilità sociale e concentrando i nostri sforzi sulla qualità
dell'offerta, che non significa moltiplicazione dell'offerta. è il mio primo
obiettivo e lo dedico in primo luogo a quegli studenti che in questi giorni
hanno protestato e protestano".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-10-16 - pag: 35 autore: Davanti a Montecitorio
la protesta dei ricercatori precari Circa 2mila ricercatori precari,che
–secondo la rivista scientifica Nature –"costituiscono l'ossatura delle
istituzioni di ricerca italiane" potrebbero lasciare tutti insieme la
ricerca pubblica. "Nature", in un articolo in uscita oggi,segnala che
il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha preferito non commentare.
Ieri, i ricecatori precari hanno manifestato a Roma (si veda la foto),mentre
l'Aula della Camera ha approvato la norma che mette il limite al 30 giugno 2009
per la stabilizzazione dei precari. Una situazione aggravata, per i
ricercatori, dal sostanziale blocco di gran parte dei concorsi universitari
FOTOGRAMMA.
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del 2008-10-16 pagina 42 I falsari della povertà di Redazione Ministro Gelmini, continui così Sono uno studente
universitario, figlio di due insegnanti (papà delle medie e mamma delle
superiori). Sento un gran parlare di proteste e insurrezioni per la
"salvezza" della scuola, contro le novità introdotte dal ministro Gelmini, ma è chiaro che tali proteste
sono tutte iniziative strumentali, per difendere alcune scelte
ideologiche degli anni passati e non permettere il miglioramento di tutta la
scuola. Come studente che ha vissuto e vive nella realtà educativa di questi
anni, mi permetto di sostenere il ministro Gelmini
che, a mio avviso, ha fatto e sta facendo scelte valide e opportune. Buon
lavoro ministro. E non stia ad ascoltare chi, accecato dall'ideologia, non vede
altro bene se non quello di parte. Ideologia di parte. E interessi
inconfessabili. Ma è possibile che si continui a difendere una scuola che palesemente
non funziona? Rinnovate gli accordi con la Francia L'ex brigatista Petrella non
verrà estradata in Italia, dove dovrebbe scontare l'ergastolo. Lo ha deciso
Sarkozy, in base ad una convenzione "umanitaria" tra i due Paesi.
Stiamo per aggiornare perfino la Costituzione, non potremmo aggiornare anche
questa benedetta convenzione (datata 1957), visto che la stessa si potrebbe
denominare "tarallucci e vino" o "refugium peccatorum"? E
ancora, che presenzialista, che "Dama di Sant'Antonio" si sta
rivelando Carlà Bruni. Luigi Fassone - Camogli (Ge) Sull'argomento si è
espresso, da par suo, il nostro Mario Cervi. Non se lo sarà mica perso, caro
Fassone? Le pmi non sono in buona salute Le scrivo in merito all'editoriale
apparso sul Giornale del 9 ottobre a firma di Vittorio Macioce. Da un'analisi
congiunturale dell'Api (Associazione piccole e medie industrie) di Lecco emerge
che sia i ricavi che il portafoglio ordini delle aziende della provincia hanno
subito un ribasso a doppia cifra percentuale nel primo semestre 2008 rispetto
all'anno precedente e le previsioni per il secondo semestre sono sconfortanti.
Penso che la provincia di Lecco, visto il suo elevato tasso di
industrializzazione, possa esser presa come valido riferimento per integrare il
pezzo di Macioce. Non vorrei che qualcuno lo leggesse (magari a Roma) e
pensasse che l'unico ente sociale capace di creare ricchezza in Italia (la
piccola e media impresa) sia ancora in forma, continuando così a pensare,
operare, legiferare come sempre fatto finora (trascurando proprio gli interessi
di tali imprese). Le piccole e medie aziende potrebbero essere meno in forma di
quel che si crede. Stiamo attenti a vendere speranza, questa volta usiamo più
cautela. Tutte le settimane i giornali del Lecchese riportano un aggiornamento
delle aziende in crisi sul nostro territorio e tutte le settimane ce ne sono di
nuove. Sono il primo ad augurarmi che in altre province italiane le cose siano
diverse. Stefano Milza e-mail Conosciamo bene la situazione delle piccole
imprese di Lecco. L'abbiamo raccontata a più riprese, con i nostri inviati,
nelle ultime settimane. Immigrazione, chi soffia sul fuoco? Stanno aumentando i
fenomeni di intolleranza degli italiani nei confronti della spropositata
presenza di stranieri nel nostro Paese. Qualsiasi trattato di sociologia dice
che, quando questa presenza si avvicina al 10 per cento della popolazione
indigena, è inevitabile che sorgano problemi di ordine pubblico. La finta
democrazia italiana ufficiale, che consiste nella libertà di pochi sprovveduti
di dettare le regole di convivenza a tutto un popolo, ci ha portato a essere
invasi da torme di disperati clandestini, senza patria, identità e
professionalità. Questo ci ha ridotto a essere la pattumiera d'Europa, in un
degrado inimmaginabile solo vent'anni fa. In barba a tutte le inutili leggi che
si sono fatte e forse si faranno sul razzismo e sulla xenofobia, gli italiani
ne hanno abbastanza e cominciano a dimostrarlo. La sinistra ha evocato questo
fenomeno troppo a sproposito e ha soffiato continuamente sul fuoco, col
risultato che ora sta rinascendo una grande brillantissima fiamma tricolore.
Attenzione. Gf. Anselter - Genova Sono d'accordo con il principio: troppo
buonismo produce gli effetti opposti. Ma se devo essere sincero nel tono della
sua lettera c'è qualcosa che non mi piace... Docenti specializzati perché
penalizzarli? È uno strano destino quello di chi ha frequentato le Ssis (Scuole
di specializzazione all'insegnamento secondario). Dopo la laurea, queste
persone hanno frequentato un corso che, secondo la legge, avrebbe dovuto
garantire la possibilità di partecipazione ai concorsi per le cattedre
riservate ai soli docenti abilitati. Purtroppo le Scuole di specializzazione
sono entrate in funzione nove anni dopo la legge istitutiva e l'ultimo
concorso, del 2000, è stato aperto anche ai non abilitati. Dunque i docenti
specializzati non hanno mai avuto modo di partecipare ad alcun concorso.
Nonostante abbiano già superato una dura prova d'ammissione alla Scuola di
specializzazione e fatto centinaia di ore di praticantato nelle scuole
pubbliche, sostenendo un esame finale con valore di esame di Stato, i docenti
abilitati nelle Ssis hanno avuto l'unica soddisfazione di essere inseriti in
graduatoria a esaurimento. Ora nessuno parla più di concorso per gli abilitati,
mentre i docenti più specializzati e giovani d'Italia restano esclusi
dall'insegnamento. Perché non viene consentito a questi professori di
partecipare a un concorso a cattedra e si preferisce continuare ad assumere i
docenti tramite graduatorie di concorsi di 8 e 18 anni fa? Queste domande
lasciano perplessi quando si sente parlare di merito e di attenzione alla
pratica in classe. Fabio Milito Pagliara - Salerno Purtroppo, al di là delle
buone intenzioni le Ssis non hanno funzionato: anziché meritocrazia, hanno
prodotto solo precari. E, a dirla tutta, anche sui contenuti degli insegnamenti
ci sarebbe molto da dire. La "povera" Petrella graziata da Sarkozy Il
presidente Nicolas Sarkozy ha deciso di non applicare, per "ragioni umanitarie",
il decreto del governo francese del 3 giugno scorso sull'estradizione dell'ex
brigatista Marina Petrella (in "arte" Virginia), detenuta in Francia
e condannata in Italia all'ergastolo per l'omicidio di un agente di polizia,
per tentato sequestro e tentato omicidio, sequestro di un magistrato, per
rapina a mano armata e vari attentati. Umanità per la "povera"
assassina, accogliendo le querule richieste sue e dei suoi pari. L'agente di
polizia ammazzato, invece, "i poveri labbri si tocca, per dir tante cose e
poi tante, ma piena di terra ha la bocca" (Pascoli). Virginia ha chiesto:
"Mi (t)terran(d) in Francia?". Nicolas ha risposto "Sarko
sì". Aldo Grisi - Como Le povere assassine intervistate in questi giorni
sui giornali se la prendono con chi "ha rovinato loro la vita". Pensi
un po': che coraggio. Macché razzismo, è complesso di colpa Il complesso di
colpa funziona sempre. L'ideuzza dei sinistri è questa: diamo dei razzisti agli
italiani. Si vergogneranno e porgeranno le terga a extracomunitari e zingari
ancor più di quanto abbiano fatto finora. Anche se hanno sopportato
l'inimmaginabile: città piene di moschee e ridotte a suk algerini, con mura
erette a difesa dei cittadini, bande di stranieri collusi con la camorra,
zingari delinquenti, spaccio di droga dovunque e anche insulti e minacce, che
ora si moltiplicheranno, dato che questa gente è così nobilmente difesa. Ci si
sono messi anche il Papa e Napolitano. Ma mica li ospitano al Quirinale e nei
conventi. E ora cominciano le sfilate e piazzate organizzate per i diritti
degli extracomunitari. Solo di doveri non si parla mai. Gli italiani non sono
mai stati razzisti. Durante il fascismo si cantava: "Faccetta
nera-bell'abissina/ aspetta e spera che già l'ora si avvicina!/ Quando saremo
vicino a te/ noi ti daremo un'altra legge e un altro Re". Canzone
inimmaginabile sotto il nazismo, che era veramente razzista. Oggi ci stanno
cacciando nel guano, con la connivenza di preti e poteri "alti". Ce
la faremo a uscirne? Marina Alberghini - Firenze Sì, ma non se la prenda con il
Papa e Napolitano che, su questi temi, fanno il loro mestiere. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del
2008-10-16 pagina 5 Scuola, è scontro anche sulle assicurazioni di Augusto
Pozzoli L'opposizione presenterà a breve un'interrogazione parlamentare Continua
a far discutere l'intervento della Regione che abolisce la polizza assicurativa
a tutela degli infortuni di studenti ed operatori scolastici. "È vero che
quest'anno la Regione ha deciso di non investire più un milione e 200 euro
sulla copertura assicurativa di tutte le scuole lombarde - ha spiegato
l'assessore Gianni Rossoni - per il semplice motivo che quasi tutte le scuole,
dal 1998 ossia da quando esiste l'autonomia scolastica, chiedono alle famiglie
di sostenere privatamente il costo della copertura assicurativa. Abbiamo fatto
questa scelta perché ormai le scuole si sono organizzate autonomamente".
Il provvedimento ha ovviamente scatenato i denigratori della riforma Gelmini che hanno aggiunto un'altra voce
alle loro proteste. "In nome della stessa filosofia del risparmio ai danni
della scuola pubblica - si legge in un volantino che invita a partecipare
all'assemblea straordinaria alla scuola di via dell'Arcadia 22, stasera ore 21
- i bambini non potranno più fare uscite sul territorio e gite scolastiche
perché la Regione ha tagliato i fondi per la copertura finanziaria
assicurativa". In realtà le famiglie pagano la polizza assicurativa
infortuni dal '99 (che copre tutti i tragitti immaginabili, gite, viaggi casa
scuola, settimane bianche) oltre agli infortuni di vario genere e alla
responsabilità civile terzi. E i bambini non rischiano assolutamente di restare
"inchiodati" sui banchi. Per l'assessore la "colpa" è di
Bassanini: "La sua riforma e le successive - spiega - sono inequivocabili:
gli adempimenti connessi agli infortuni degli alunni, nelle scuole di ogni
ordine e grado, spettano ai capi di istituto". "Il costo annuale
delle polizze - continua Rossoni - per gli Istituti scolastici e formativi
lombardi è rimasto in carico alla Regione fino alla conclusione dell'anno
scolastico 2007/2008, anche se va precisato che nella maggior parte dei casi le
scuole e gli enti provvedevano già a stipulare polizze integrative a quella
regionale". Le norme che attribuivano alla Regione il sostegno di queste
spese, già superate dalla norma statale, sono state infatti abrogate dalla
legge regionale 19/2007. Intanto il Pd ha annunciato battaglia:
"Presenteremo nei prossimi giorni un'interrogazione per avere una risposta
formale rispetto alle intenzioni della Regione" ha aggiunto Sara Valmaggi
consigliera regionale Pd. Rincara la dose Marilena Adamo, senatrice del Pd:
"Il richiamo alla legge del 1997 appare risibile dopo 11 anni". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del 2008-10-16
pagina 6 Università, boom delle tesi di laurea sul 2015 di Redazione Le
università milanesi manifestano, ma questa volta non contro
la riforma Gelmini e non
con proteste in piazza. Tutt'altro. Le università manifestano grande interesse
verso l'Expo, diventato il tema più gettonato per le tesi di laurea. Nel giro
di un semestre, da quando cioè Milano si è aggiudicata l'edizione 2015
dell'esposizione internazionale, decine di studenti hanno visto nell'evento un
input interessante da sviluppare e, poi, portare in sede d'esame. Tra i
più motivati in questa direzione ci sono i ragazzi del Politecnico, soprattutto
quelli di Architettura. Per niente indifferenti sono anche i futuri dottori
dello Iulm e della Bicocca. Futuri e attuali. Perché Roberto Bolzoni ha
concluso la carriera universitaria il luglio scorso. Neo-Laureato in
Sociologia, è stato tra i primi a discutere "l'Expo 2015" - titolo
della sua tesi -, davanti al Magnifico Rettore della Bicocca. "Cercavo un
argomento che potesse essere affrontato dal punto di vista organizzativo,
economico e sociologico - spiega il ragazzo - "e l'Expo si prestava
bene", conclude. Oggi i giovani milanesi studiano l'Expo, lunedì una
delegazione di cittadini e associazioni presentava "l'Expo che sogniamo",
un testo di progetti per prepararsi al meglio all'evento. Autorità e
istituzioni, dalla Moratti a Tettamanzi, non perdono un giorno senza toccare il
discorso. È innegabile: l'Expo di Milano è già iniziato. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del
2008-10-16 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del
2008-10-16 pagina
( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 246, pag. 8 del 16/10/2008 Autore:
di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF Via
libera della camera alla proposta della Lega al ddl 1441 quater che riforma
l'accesso alla pa Concorsi più facili per i residenti Favorito chi abita nello
stesso territorio dell'amministrazione è un altro dei punti forti del pacchetto
di miniriforme che la Lega sta incassando. Perché c'è la megariforma del
federalismo firmata Calderoli, da condurre in porto, certo, ma poi ci sono le
iniziative parlamentari che intanto il partito del Senatur sta portando a casa.
Dopo il via libera alla mozione (primo firmatario Roberto Cota) sulle classi
ponte, e le selezioni in ingresso per gli studenti
immigrati al dl Gelmini,
ieri è stata l'ora dei concorsi pubblici. Al termine di un braccio di ferro tra
Pdl e Lega, e dopo una riformulazione dell'emendamento già approvato in
commissione lavoro, l'aula della camera ha dato il via libera alla proposta
leghista che fa della residenza un titolo preferenziale per vincere i concorsi
pubblici. Si tratta di una precisazione all'articolo 37 del ddl Ac 1441
quater, il collegato alla manovra finanziaria estiva che ha assorbito tutte le
disposizioni sul lavoro, pubblico e privato. L'emendamento (firmatari Caparini,
Fedriga, Munerato, Bonino) precisa che "il principio della parità di
condizioni per l'accesso ai pubblici uffici è garantito, mediante specifiche
disposizione del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti,
quando tale requisito sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti
non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato". E così la
residenza non varrà un punteggio ad hoc, a parità di posizione dei concorrenti,
come prevedeva l'emendamento approvato dalla commissione presieduta da Stefano
Saglia. Saranno le singole amministrazioni a valutare quanto l'essere del posto
possa consentire di svolgere meglio il lavoro per il quale si concorre. Si
completa così il quadro federalista dei futuri concorsi pubblici, visto che
l'articolo 37 del ddl 1414 quater prevede comunque che le selezioni si svolgano
con riferimento alle sedi di servizio e, "ove questo non sia possibile,
con riferimento ad ambiti regionali". Ma non solo. Si introduce anche
l'obbligo di permanere nella stessa sede per almeno 5 anni. "Troppo spesso
accade che chi vince un concorso pubblico in regioni diverse da quelle di
residenza inizia subito un dannoso braccio di ferro con l'ente per essere
trasferito vicino casa", spiega Davide Caparini, presidente della
commissione per gli affari regionali, capogruppo della Lega in commissione
lavoro e primo firmatario dell'emendamento approvato da Montecitorio. Che, tra
l'altro, respinge le accuse di incostituzionalità che subito si sono levate dai
banchi dell'opposizione. "La Consulta si è più volte espressa favorevolmente
in materia. Per esempio sul concorso bandito nel 1996 dalla regione sarda,
aperto solo ai laureati e diplomati nati in Sardegna o figli di sardi".
Nella seduta di ieri, via libera anche alle norme che fissano paletti e tempi
più stringenti per la stabilizzazione dei precari pubblici. Una seduta molto
movimentata, che si è impantanata sulla mancanza di copertura finanziaria,
denunciata dalla commissione bilancio, di alcune disposizioni. E con un duro
scambio di accuse tra i presidenti delle commissioni lavoro, Saglia, e della
Bilancio, Giancarlo Giorgetti, sul ritardo dei relativi pareri ai
subemendamenti.Tanto che la seduta è stata poi sospesa, per essere riconvocata
probabilmente per la prossima settimana. Tra i nodi ancora da sciogliere, i
finanziamenti per il riconoscimento della specificità stipendiale e
pensionistica dei dipendenti delle forze armate e dell'ordine. Quando il
ministro della difesa, Ignazio La Russa, aveva già plaudito all'approvazione
della modifica, è infatti arrivata la sospensione della votazione per mancanza
di apposita copertura. A Giuliano Cazzola, relatore del ddl, il compito di
trovare un'intesa. L'emendamento potrebbe essere riformulato prevedendo una
delega al governo. In questo modo, non ci sarebbe bisogno di indicare subito la
coperta finanziaria. Che l'Economia, fino alla fine, non ha voluto garantire.
( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 246, pag. 8 del 16/10/2008
Autore: di Mariano Sabatini m.sabatini@libero.it Visualizza la pagina in
PDF POST e RIPOST Gelmini, rischio di pensiero unico Il maestro unico per diffondere il
pensiero unico. L'abbattimento del tempo pieno che mette le famiglie - qualcuno
dice soprattutto le donne - in seria difficoltà organizzativa. E ora, dulcis in
fundo, le classi differenziate d'inserimento per colmare il gap culturale degli
stranieri che, mannaggia a loro!!!, rallentano lo svolgimento dei
programmi. Ma arriveremo alle scuole separate, i bus dedicati, i negozi
preclusi per favorire una vera integrazione, secondo il leghista Roberto Cota.
Perchè, allora, non recuperare la vecchia idea di far sostenere un esame
d'italiano a chi arriva nel Belpaese? Qualcuno poi potrà farla digerire a don
Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. "è noto (ma poco
propagandato in quanto non politically correct) il tentativo di varie nazioni
importanti di voler tornare alle classi separate dopo avere constatato i danni
psicologici subiti soprattutto dai maschi in una scuola costruita
esclusivamente a misura femminile e dove si effettua il pestaggio del
maschile" , ci fa sapere Laofa su http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/13/dublino-ora-la-strada-delleuropa-e-
tutta-in-salita/. Mentre assistiamo ad una sacrosanta sollevazione popolare e
studentesca contro le misure della ministra Mariastella Gelmini,
dovremo anche fronteggiare l'onda nostalgica e di restaurazione che dilaga. In
tivù (dove si rievocano "I migliori anni", diventano "Tutti
pazzi per la tele" che fu, e dicono a "Raccotami" una storiella
sugli anni Sessanta), come in politica tra celebrazioni papaline a Porta Pia e
provvedimenti pro Apartheid. "Si tratta di misure di buon senso. è,
lasciare le cose come stanno che produce ignoranza, separatezza e
“disintegrazione” invece di integrazione vera", scrive
http://www.antoniopalmieri.it/?p=1053. Vabbè, ripieghiamo sul passato, per fare
un balzo verso il futuro. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha inaugurato in
un centro commerciale la mostra “Buio, Buio”, organizzata in collaborazione con
Gallerie commerciali Italia e con l'Istituto dei Ciechi di Milano. Vivere,
anche per soli 10 minuti, tanto quanto dura la visita del percorso sensoriale,
l'esperienza dei non vedenti è, per il sindaco, una possibilità di poter
recuperare “potenzialità” che altrimenti vengono messe da parte nell'esperienza
quotidiana. Bello! Senza voler dare idee malsane sulle classi differenziate
anche per i disabili, anche se quella del sostegno è un'altra nota dolente
della scuola italiana, l'ipotesi suggestiva sarebbe quella di vedere gli
italiani all'estero collocati per par condicio in classi d'inserimento. Come lo
parliamo noi l'inglese, il francese, il tedesco? Malino. Fuori dall'aula anche
noi. L'Italia sia d'esempio.
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del 2008-10-16 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del
2008-10-16 pagina 3 Alla borsa della fiducia il premier guadagna altri 2 punti
in un mese di Redazione Il Cavaliere a quota 62%: "Ma ho un sondaggio che
mi dà al 70, francamente imbarazzante" da Roma La crisi economica non lo
scalfisce. Anzi, gli procura nuovi consensi. E la fiducia degli italiani nei
confronti di Silvio Berlusconi aumenta ancora. Tanto da stabilire un nuovo
record: 62%. A metterlo in luce è l'ultimo sondaggio di Ipr marketing, commissionato
da Repubblica.it, che segnala un aumento di due punti rispetto a metà
settembre. Rimane stabile invece al 54% il dato relativo al governo nel suo
complesso. Prosegue la "luna di miele" tra i cittadini e il
Cavaliere. Un rapporto in linea con le previsioni, stando alle parole del
diretto interessato, che non si mostra affatto sorpreso. Ma non solo. Il
premier, a margine del Consiglio Ue di Bruxelles, aggiunge di avere a sua
disposizione altri "sondaggi affidabili", che riscontrano una fiducia
di 7 cittadini su 10. Per la precisione, "70,2%". Il riferimento è
alla rilevazione di Euromedia research, l'istituto diretto da Alessandra
Ghisleri, a cui il presidente del Consiglio si affida da anni, pubblicata
lunedì da Affaritaliani.it, che piazzava l'esecutivo al 63%. Per Berlusconi si
tratta di percentuali "francamente imbarazzanti". Tanto da mettere
(sorridendo) le mani avanti: "Da lì non si può che scendere, lo so".
Sul fronte ministri, stando a Ipr marketing, al comando troviamo il titolare
dell'Economia, Giulio Tremonti (63% di gradimento, con un incremento di 5 punti
in un mese), che scalza il responsabile dell'Interno, Roberto Maroni (fermo al
62%). Subito sotto, Renato Brunetta (Pubblica amministrazione) e Franco
Frattini (Esteri), appaiati al terzo gradino del podio con il 60%. L'istituto di Antonio Noto segnala inoltre un balzo in avanti per
Mariastella Gelmini, alla
guida dell'Istruzione, che pare non risentire delle proteste portate avanti
dall'opposizione: guadagna 4 punti (la batte solo Tremonti) e si attesta al
42%. Inoltre, nella classifica relativa alla fiducia verso i partiti presenti
oggi in Parlamento - da non confondere con le intenzioni di voto -, si
rafforza il primato del Pdl, che conferma il trend positivo e sale adesso al
54%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Professioni Numero 246, pag. 46 del 16/10/2008
Autore: Visualizza la pagina in PDF il 14 novembre
Università, proclamato lo sciopero Proclamato lo sciopero generale del mondo
dell'università e della ricerca. Che "in caso di mancata conciliazione"
è calendarizzato per il prossimo 14 novembre. A indire la protesta nazionale le
segreterie generali di Flc Cgil, Cisl università, Fir Cisl e Uil Pa-Ur Afam che
fanno sapere in una nota congiunta di aver proclamato la mobilitazione delle categorie,
"per la difesa e la valorizzazione dei settori strategici per il futuro
del paese". Per quel giorno è prevista, come hanno annunciato i segretari
di categoria una manifestazione nazionale a Roma e iniziative di protesta in
tutta Italia. Lo sciopero, che riguarderà anche i conservatori, (l'Afam l'alta
formazione artistica e musicale), è stato indetto per ribadire
il no alla riforma Gelmini
e per protestare contro i tagli al settore e contro le norme che bloccano la
stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca. Nel frattempo la protesta
prosegue in tutta Italia: rettorati occupati a Napoli e alla statale di Milano,
assemblee e cortei alla Sapienza di Roma, lezioni all'aperto a Firenze e
blocchi della didattica in molti altri atenei.
( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Professioni Numero 246, pag. 46 del 16/10/2008 Autore:
Visualizza la pagina in PDF decreto in G.U. Dottori di
ricerca, 240 euro in più Borse di studio per i dottori di ricerca più ricche. è
stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 241) del 14 ottobre il decreto,
firmato lo scorso 18 giugno dal ministro dell'università
Mariastella Gelmini, che
prevede 240 euro in più al mese per le borse dei dottori di ricerca. Un aumento
che farà salire il compenso dei giovani dottori dai poco più di 800 (820,00)
euro al mese ai circa mille (1.039,10) A sbloccare la situazione ci aveva
pensato però, la Finanziaria del 2008 che aveva previsto inizialmente 20
milioni di euro all'anno spalmati su tre anni per l'incremento delle
borse. Un successivo emendamento, voluto dal senatore di An Giuseppe Valditara,
aveva previsto un raddoppio delle risorse. Ora l'aumento è realtà concreta se
non fosse che in molti atenei ancora non sono stati fatti i conguagli che
sarebbe dovuti partire dal gennaio di questo anno e che invece, fa sapere
l'Associazione dottorandi italiani saranno erogati non prima della fine di
novembre 2008. Tra le università inadempienti ci sono diverse università del
Sud (Catania, Palermo, Napoli Federico II, Sassari, Cagliari, Messina, Bari,
Lecce, Potenza) e alcune del centro nord (Roma La Sapienza, Firenze, Pavia,
Cattolica di Roma, Politecnico di Torino, Urbino). Secondo il decreto infatti a
decorrere dal 1° gennaio
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del 2008-10-16
pagina 13 Okkupato il liceo Mamiani dove l'autunno è sempre caldo di Redazione
Eccoli gli specialisti dell'"okkupazione": è autunno, è il loro
momento. Tirare fino a Natale è lunga, l'ottobre-novembre con la scuola
"okkupata" è un must da non perdere. Una di quelle tradizioni che al
liceo classico Mamiani di Roma si rinnovano di generazione in generazione. Così
ieri gli studenti hanno deciso di occupare per l'ennesima volta nella storia
dell'istituto, dando vita a un "presidio permanente" (sarebbe una
sorta di "laboratorio" per smontare la riforma Gelmini). Il liceo della Roma
"bene" è un luogo ormai "mitico", è stato il set del film
Porci con le ali, ha ispirato la scuola dove è ambientata l'occupazione
studentesca nel film di Muccino Come te nessuno mai. Vanta allievi celebri e
grandi contestazioni, dal '68 al movimento della "pantera", fino alle
lotte intestine degli anni Settanta. Tanta storia non è sprecata, però:
"Ad occupare siamo in 200", hanno annunciato trionfanti gli studenti
telefonando alle redazioni dei quotidiani e delle agenzie di stampa. Non si può
dire che non siano intraprendenti, questi ragazzi. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del
2008-10-16 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del
2008-10-16 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del
2008-10-16 pagina 12 Bare e lutti al braccio: lo stupidario del "no"
di Redazione da Milano Non era neppure suonata la campanella che la sinistra
già aizzava il fronte del "no". Materne, secondarie, università, ma
che importanza ha? Quello che conta è tirare in mezzo tutti: studenti,
professori, genitori, persino i bebè. Per i quali Gelmini potrebbe anche essere una marca
di biscotti ma tant'è. Pure loro arruolati alla causa dei pasdaran. Venerdì
scorso a Ravenna il ministro dell'Istruzione era stato invitato
all'inaugurazione di una nuova scuola. Poi ha disertato. Avrebbe visto con i
propri occhi la particolare, pirotecnica e "calorosa" accoglienza.
Frugoli che a scuola non ci hanno ancora messo piede con al collo cartelli più
grandi di loro: "No alla Gelmini", "È
una proposta classista". Cocchi di mamma al fronte. Della serie: armiamo i
nostri figlioli e partiamo. Hanno aperto la strada quelli dell'Iqbal Masih di
Roma, scuola elementare che, all'esordio dell'anno, invece di vedere correre
frotte di cartelle e astucci, ha visto la marcia di mamme e papà. Immancabili
le prime scritte sui muri: "Chiusi per tagli". Qualcuno con la vena
poetica bella gonfia si è pure preso la briga di vestire con maglie colorate
genitori e figli. Unico logo: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Sei, sette anni al massimo: perché siamo
conciati così? Per protesta! Almeno qui c'era il colore. Molto più lugubre la
ribellione degli insegnanti di una quarantina di istituti romani. Tutti vestiti
di nero manco fossero a un concerto degli Ac/Dc. Lutti al braccio, drappi viola
perché "È la fine del nostro sistema scolastico". Ieri, a Perugia, è
comparsa addirittura una bara: "Qui giace la scuola pubblica". E
dietro i sindacati e Legambiente e le associazioni di categoria e gli
universitari e quelli della sinistra arcobaleno. L'importante è protestare. A
Genova, un Sessantotto "al pesto": dozzine di genitori hanno
bivaccato nei sacchi a pelo della scuola dei figli. Come ai vecchi tempi. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 248 del
2008-10-16 pagina 13 Dai soldi al maestro unico: ecco le bugie in piazza di
Redazione Prof e studenti sono sul piede di guerra, ma dietro molte
rivendicazioni ci sono solo falsità Licei occupati, notte bianca,
manifestazioni. Slogan e striscioni, spesso suoni vuoti. La protesta del mondo
della scuola (studenti e professori insieme, ma solo in sfilata) contro la riforma Gelmini prosegue, cresce, ma si nutre di se stessa, più che di fatti. Il
decreto rimane un totem sullo sfondo: da abbattere, indipendentemente dal
contenuto. E allora, che cosa c'è di vero nelle accuse al ministro, quelle
prima "suggerite" dai sindacati e poi accolte sulla fiducia da
insegnanti e ragazzi? Il punto più contestato sono i tagli alle spese
della macchina scolastica, gigantesca e dispendiosa e non sempre oculata.
L'obiettivo è risparmiare quasi 8 miliardi in tre anni, che il ministro vuole
reinvestire, in parte, proprio nella scuola. Quindi: non è vero che la riforma
toglierà risorse agli istituti e non è vero che lascerà gli insegnanti a secco.
è il contrario: dal totale risparmiato due miliardi saranno destinati, in parti
quasi uguali, all'innovazione da un lato e, dall'altro, a gratificare i docenti
con un bonus annuale da
( da "Avvenire" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 16-10-2008
Università, una protesta "gonfiata" DA MILANO S ul fronte
scolasticouniversitario, i sindacati raddoppiano la protesta contro i
provvedimenti del governo. Dopo lo sciopero generale del 30 ottobre per la
scuola, ieri è stato proclamato quello dell'università e della ricerca, che si
svolgerà il 14 novembre. Una decisione che conferma il surriscaldamento del
clima all'interno degli atenei, anche se, sottolinea il Coordinamento delle
liste per il diritto allo studio (Clds), associazione di universitari
cattolici, "appare al momento concentrato in quelle sedi che hanno un
bilancio più a rischio dopo il taglio annunciato al fondo ministeriale".
E, infatti, Pisa, Firenze, Palermo e Napoli sono al momento le piazze più
calde. Anche alla Sapienza di Roma la protesta rimane forte, anche se, commenta
Francesco Pasquali coordinatore dei giovani di Forza Italia, "per le
scorribande dei collettivi, l'ateneo romano si sta trasformando in un centro
sociale" . Di "protesta più mediatica che reale" parla anche il
Clds con il suo presidente Stefano Verzillo. "Si parla di occupazione della
Statale di Milano racconta , ma in concreto sono una cinquantina di persone,
tra le quali ben poche sono gli universitari. In molti casi a protestare sono i
ricercatori, che un po' a macchia di leopardo interrompono anche la didattica a
loro affidata". Ma i focolai continuano a restare attivi come a Firenze
dove ieri quattordici lezioni si sono svolte in piazza, o come alla Federico II
e all'Orientale di Napoli dove in 500 hanno chiesto il blocco della didattica.
Una mobilitazione, più o meno intensa e partecipata, che sembra destinata a
proseguire almeno fino al 14 novembre, giorno dello sciopero generale
dell'università e ricerca. Decisamente più caldo il fronte scolastico, che ieri
sera ha vissuto in alcune realtà la "notte bianca" contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Difficile fare un bilancio dell'adesione alla protesta, che
secondo la Rete scuole, avrebbe coinvolto, tra l'altro, "una decina di
istituti a Milano, una dozzina a Venezia e alcune decine a Roma". E anche
Bologna si è mobilitata. A Napoli, invece, le maestre sono sfilate in corteo
lungo il centro cittadino. Una mobilitazione che culminerà nello
sciopero generale del 30 ottobre. "Uno sciopero che non condividiamo
" scrivono in un documento congiunto Diesse, Disal, Foe e associazione
culturale "Il rischio educativo" (tutte vicino alla Cdo) perché
"non servono posizioni corporative" bensì "una seria riforma
costruita attraverso il dialogo". Una riforma, si legge nel documento, che
"abbandoni la politica centralistica, attui una vera autonomia e
razionalizzi la spesa con attenzione ai contenuti e ai tempi". (E.Le.)
atenei "Occupazione? Sono cinquanta persone e qualche studente". I
sindacati: sciopero il 14 novembre.
( da "Avvenire" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 16-10-2008
ISTRUZIONE E POLEMICHE Accuse contro la mozione della Lega approvata a
Montecitorio Il centrodestra denuncia strumentalizzazioni Il capogruppo Cota:
"È così che si abbattono gli steccati" Classi per immigrati, Camera
divisa DA ROMA GIANNI SANTAMARIA " R azzismo", "apartheid",
"discriminazione", "xenofobia". Piovono parole di fuoco
contro la proposta di istituire nelle scuole 'classi ponte' per ragazzi immigrati,
contenuta in una mozione della Lega approvata martedì dall'aula di
Montecitorio. L'ok della Camera ha, dunque, l'effetto di gettare benzina sulla
polemica che investe il mondo dell'istruzione. Continua, infatti, in tutto il Paese la mobilitazione contro la riforma del ministro
Mariastella Gelmini: 'notti
bianche' e annunci di una gragnuola di scioperi tra Cobas (domani) e
confederali (il 30), men- tre il 14 novembre scenderanno in piazza studenti e
lavoratori dell'università. Lei tira dritto e sale al Quirinale per un
colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma a
tener banco nella giornata di ieri è soprattutto l'iniziativa del Carroccio.
Che va a toccare un nodo sensibile soprattutto al Nord, visto che secondo i
dati del ministero dell'I- struzione in quelle regioni i ragazzi immigrati tra
i banchi sono il 12 %, il doppio della media nazionale. Compatta insorge
l'opposizione. A difesa del provvedimento, oltre alla Lega, si schierano
diversi esponenti del Pdl. Si sfilano, però, Alessandra Mussolini e Souad Sbai.
Per il leader del Pd Walter Veltroni la mozione è "intollerabile".
Sottolinea, poi, come anche noi italiani, da emigranti, "non avremmo
voluto che i nostri figli andassero in classi differenziate ". Infine, si
impegna a non far diventare legge il testo. "Battaglia a oltranza",
rafforza il concetto Marina Sereni. Chiede il ritiro della mozione Vincenzo
Vita. "Vergognosa", "barbarie", "crea ghetti",
"segrega", "emargina", i commenti alla mozione che si
rincorrono nelle dichiarazioni di altri esponenti del partito. Per il
ministro-ombra dell'Istruzione Maria Pia Garavaglia "vanifica gli sforzi
di integrazione". Un "sistema che alza steccati
pericolosissimi", dice l'Udc Luciano Ciocchetti. "Misura rozza e
semplicistica", rincara la dose Pierfelice Zazzera (Idv). Un diluvio, cui
si unisce la sinistra radicale: "Apartheid" tuona Oliviero Diliberto
(Pdci). Accuse che il capogruppo della Lega a Montecitorio Roberto Cota
respinge come "becera strumentalizzazione ", frutto di
"preconcetti". La mozione, al contrario, vuole favorire
l'integrazione. Lo sostengono in molti nel Pdl. Dal sottosegretario nel
dicastero della Gelmini, Giuseppe Pizza, per il quale
si stratta di una "raccomandazione" per favorire l'inserimento. Fino
al primo firmatario, Fabio Rampelli (An), che la rivendica a tutto il
centrodestra. La creazione di classi di transizione va, comunque, valutata con
attenzione per il rischio di trasformare gli studenti stranieri "in
cittadini socialmente diseguali ", è il distinguo di Mussolini e Sbai in
un comunicato congiunto. Al quale però la prima, parlando a una radio, fa
seguire un pepato: "È un provvedimento razzista". Lo ritiene, invece,
"ridicolo" il leader della Cisl Raffele Bonanni. Il quale chiede al
governo di ripensare la riforma, per scongiurare lo sciopero del 30 ottobre:
"Non si può gestire la scuola come un'azienda privata". Altolà anche
dalla Cgil. La mozione è un "atto di inciviltà" per il segretario
Guglielmo Epifani. Anche la numero uno dell'Ugl, Renata Polverini, si augura,
infine, che resti un "incidente di percorso".
( da "Avvenire" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 16-10-2008
Ruini al "Campus Bio Medico": la ricerca non sia mai separata dalla
cura dell'ammalato DA ROMA MASSIMO CHIARI " G li studenti vanno rimessi al
centro della nostra missione, tornando a fare dell'università uno strumento
straordinario di mobilità sociale e concentrando i nostri sforzi sulla qualità
dell'offerta, che non significa moltiplicazione dell'offerta..." Per Mariastella Gelmini è questo il "primo obiettivo" ed è questo il messaggio
che invia "in primo luogo a quegli studenti che in quesi giorni hanno
protestato e protestano". Il ministro dell'Istruzione interviene alla
cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico dell'università Campus Bio-
Medico di Roma dove è il cardinale Camillo Ruini, nell'omelia, durante
la messa, a spiegare che la "ricerca non è separata dalla cura degli
ammalati. È essenziale per l'umanità, per la nostra fede e per il futuro del
cristianesimo". L'ex presidente della Cei si sofferma sull'opportunità del
Campus. "Qui si consente anche ai giovani di vivere come cristiani nella
reale dimensione", sottolinea il prelato. C'è la Chiesa e la politica, il
cardinale e il ministro. La Gelmini rinnova il proprio
impegno "per un'università più libera, più moderna, più forte". Poi
ribadisce la necessità di "ridare agli accademici, e soprattutto ai
giovani che stanno decidendo ora di dedicarsi a questa missione affascinante,
gli stimoli e le prospettive per farlo con entusiasmo, con orgoglio e con
fiducia nel futuro". Il ministro spiega quello che il governo è deciso a
chiedere al proprio sistema universitario: "Puntare all'eccellenza e fare
da propulsore al sistema Paese senza distinguere tra atenei pubblici e privati.
È in fondo il cardine dell'autonomia universitaria, un'autonomia che prenda
coscienza e coraggio delle proprie potenzialità e che torni a proiettare il
sistema Paese nel futuro". La cerimonia d'inaugurazione è stata aperta dal
presidente del Campus biomedico, Paolo Arullani che rivolge al ministro un
forte appello sui temi della ricerca: "Se c'è oggi un pensiero comune nel
nostro Paese, è che si debba investire di più nella ricerca e nell'innovazione.
Per questo sono fiducioso che possa comprendere il mio appello al governo
affinchè si trovi la strada per un rinnovato impegno del nostro Paese a favore
della ricerca". Nel suo discorso d'apertura, il rettore del Campus,
Vincenzo Lorenzelli, ha posto l'accento sulla vocazione del Campus come
"Università tematica, dedicata alle Scienze della vita". Il ministro Gelmini ha elogiato un modello che crea un circolo virtuoso
fra pubblico e privato.
( da "Corriere.it" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Proteste a roma,
bloccati alcuni binari della stazione termini Scuola, le Regioni contro il
governo "Via la norma sul commissariamento" Errani: "Cancellino
l'articolo che riguarda le regioni inadempienti o non partecipiamo alla
Conferenza" Proteste contro la riforma Gelmini (Emblema) ROMA - Protestano gli
studenti e protestano i Governatori. È la riforma della scuola, in questi
giorni, il vero "fronte caldo" del governo. A Roma migliaia di ragazzi
- 10 mila secondo l'Unione degli Universitari (Udu) - hanno sfilato in un
corteo di protesta fuori dalla "Sapienza" contro la riforma Gelmini. Alcuni studenti si sono
poi spostati alla stazione Termini, dove hanno bloccato i binari 3, 4 e 5,
provocando qualche disagio ai passeggeri in arrivo e partenza (la protesta è
poi terminata). A Firenze sono state organizzate lezioni universitarie in
piazza "contro i tagli previsti dalla legge 133". Al momento, nel
capoluogo toscano, sono occupate due sedi di scienze, la facoltà di agraria e
quella di scienze politiche. Occupazioni e assemblee sono i corso anche a
Bologna e Torino e in altre città universitarie. Previste manifestazioni anche
a Milano, in occasione dello sciopero generale indetto per venerdì dai sindacati
di base: Cub, Cobas e SdL si ritroveranno in piazza Missori, dove si
concentrerà la protesta contro la riforma Gelmini con
un corteo che arriverà fino a in via Ripamonti, sede del provveditorato. In
piazza, a fianco dei sindacati di base, ci saranno anche ReteScuole (insegnanti
e genitori) e i collettivi universitari milanesi mobilitati da giorni contro i
tagli all'università. Per quanto riguarda la manifestazione di Roma, i Cobas
annunciano che il corteo sarà aperto dallo striscione "No alla distruzione
della scuola". SCONTRO GOVERNO-REGIONI - Nel frattempo, però, insorgono
anche le Regioni. I governatori dicono no al commissariamento degli enti che,
entro il 30 novembre, non metteranno in pratica il piano di ridimensionamento
degli istituti scolastici, così come è previsto dall'articolo 3 del decreto
154. Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, spiega che si
tratta di un "punto istituzionalmente gravissimo". "Se non viene
eliminata quella norma - aggiunge - le Regioni non parteciperanno alla
conferenza unificata". Le Regioni attenderanno che il governo dia loro una
risposta; nel caso fosse negativa, ha fatto intendere Errani, le Regioni
abbandoneranno il tavolo. "È inaccettabile - aggiunge Errani - che noi
siamo venuti a conoscenza di quest'articolo che ci interessa così direttamente
solo leggendo il testo, che peraltro riguarda la sanità e non la scuola, senza
aver avuto dal Ministero alcun tipo di comunicazione, per noi è stata una
sorpresa". COMMISSARIO AD ACTA - La norma in questione è contenuta
nell'articolo 3 del Decreto legge 7 ottobre 2008 ("Disposizioni urgenti
per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili
con le autonomie locali" - leggi l'articolo 3): "I piani di
ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, rientranti nelle competenze
delle regioni e degli enti locali - si legge - devono essere in ogni caso
ultimati in tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi di
razionalizzazione della rete scolastica previsti dal presente comma, già a
decorrere dall'anno scolastico 2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di
ogni anno". Quindi segue il passaggio che ha fatto infuriare i
governatori: "Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministro per i
rapporti con le regioni, diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad
adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e
gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di
ridimensionamento della rete scolastica. Ove le regioni e gli enti locali
competenti non adempiano alla predetta diffida, il Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministro
per i rapporti con le regioni, nomina un commissario ad acta". stampa |.
( da "Corriere.it" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il sindaco di Roma:
"Ora serve riflettere" Classi per stranieri, il no di Veltroni:
"Dio ce ne scampi". Alemanno frena Il leader Pd: "Intollerabile
la mozione della Lega". Critiche anche dalla Chiesa: "L'integrazione
è ricchezza" Walter Veltroni a YouDem (Fotogramma) MILANO - Si fa rovente
lo scontro sulla mozione leghista approvata alla Camera per l'istituzione di
"classi di inserimento" riservate ai figli di immigrati. Da
opposizione e sindacati arriva una condanna senza mezzi termini e l'accusa alla
maggioranza di voler istituire "l'apartheid". NO DELLA CHIESA - Ma critiche
arrivano anche dall'interno del Pdl e dalla Chiesa: il cardinale Angelo Scola
non esita a precisare di "non essere favorevole" alla soluzione
ideata dal Carroccio. "Laddove ci sono degli educatori capaci, questa
varietà di provenienza, equilibratamente scelta, si sta rivelando - spiega -
una autentica ricchezza". Non fa sconti al centrodestra Walter Veltroni,
per il quale la mozione leghista è "intollerabile". Il leader del
Partito democratico ricorda che anche gli italiani sono stati emigranti e non
avrebbero accettato un trattamento simile per i loro figli, quindi sottolinea
che "l'immigrazione clandestina è aumentata del 50%" nonostante gli
annunci fatti dal governo perché "le chiacchiere sono una cosa, la realtà
è un'altra". Parlano apertamente di "apartheid" il leader del
Pdci Oliviero Diliberto, Fabio Evangelisti dell'Idv e Claudio Grassi di
Rifondazione comunista. Anche per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani
l'iniziativa leghista richiama "gli aspetti bui dell'apartheid". Ma
per il leader sindacale "questo atto non è solo l'ennesima dimostrazione
dell'intolleranza razziale che caratterizza la destra al governo, ma anche la
conseguenza della devastazione contenuta nei provvedimenti sulla scuola: i
tagli previsti dalla riforma Gelmini determinano,
infatti, l'impossibilità di seguire adeguatamente tutti i bambini nelle loro
specificità". Contrario anche il sindacato più vicino al centrodestra.
"L'idea di ghettizzare bimbi immigrati in classi differenziate è contraria
- ammonisce Renata Polverini, leader dell'Ugl - alla filosofia di integrazione
degli stranieri che il sindacato persegue e che dovrebbe essere alla base delle
politiche per l'immigrazione di questo Paese". Difende la mozione il
sottosegretario all'Istruzione Giuseppe Pizza: "Le classi-ponte non vanno
intese come un ghetto - dice - ma come un aiuto ai ragazzi stranieri, per
meglio inserirsi nel sistema scolastico italiano". La Lega nord prova a
stemperare gli animi, precisando che "le classi d'inserimento vanno intese
come uno strumento per integrare al meglio i ragazzi, e non per emarginare o
discriminare nessuno di loro". Ma i dubbi toccano anche il Pdl, e le
deputate Alessandra Mussolini e Souad Sbai (quest'ultima di origine
marocchina), fanno sapere di "sentire il dovere di chiedere un incontro
urgente, proprio sulla questione, con il ministro
dell'Istruzione Gelmini".
Il punto ora è il destino che la mozione avrà: un eventuale emendamento al
decreto Gelmini, che
martedì sarà in aula al Senato, renderebbe più complicato il percorso, mentre
l'opposizione già prevede che il governo porrà la fiducia su quel provvedimento
come ha già fatto alla Camera. Per questo il capogruppo del Carroccio al
Senato, Federico Bricolo, fa capire che a fronte di garanzie precise la Lega
potrebbe accettare tempi più lunghi: "Stiamo valutando, intanto il governo
ha preso l'impegno. Valuteremo insieme al governo la strada legislativa che
permetterà di concretizzare quanto deciso ieri dalla Camera" LE PROTESTE -
La mozione della Lega travolge il mondo della scuola, già messo a dura prova
dalle proteste anti-Gelmini che in questi giorni
agitano atenei e istituti di ogni genere. "Perché la scuola pubblica non
sia ridotta a un fantasma" genitori e insegnanti hanno organizzato per
mercoledì sera una "notte bianca" in diverse scuole di tutta Italia.
Soltanto a Milano, secondo quanto riferisce il sito Rete scuole, saranno
coinvolti almeno una decina di istituti. Mezza dozzina di scuole aderirà a
Venezia e parecchie decine a Bologna, dove è nata l'iniziativa e dove si
annuncia anche l'occupazione della facoltà di Lettere da parte dell'assemblea
dei ricercatori e precari. Appuntamenti sono previsti anche a Roma, Genova,
Torino, Perugia, Brescia, Parma, Viareggio. A Napoli una fiaccolata
attraverserà le vie cittadine, da piazza del Gesù a piazza del Plebiscito.
stampa |.
( da "Stampa, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
Marcello Sorgi
ANTAGONISMO SUI BANCHI A Torino, professori universitari che fanno lezione per
strada. A Roma, cortei interni nella cittadella della Sapienza. A Firenze,
trenta istituti superiori occupati. E poi giù, o su, per la Penisola, da Genova
a Palermo, da Napoli, a Perugia, a Venezia, scuole e atenei in ebollizione.
Anche se tutti, compresa la sinistra radicale, continuano a ripetere che
"non è un nuovo '68", e neppure "una nuova Pantera" (dal
nome del movimento esploso a sorpresa negli Anni Ottanta del riflusso e
dell'edonismo), nel giro di pochi giorni le proteste contro
il decreto del ministro Gelmini hanno superato ogni previsione. Marciano, uniti, studenti,
professori e genitori di tutte le classi e di tutte le età, dall'asilo alla
laurea. E protestano, non solo contro la decisione del governo di tornare al
"maestro unico" nelle elementari, bloccando il "turn-over"
degli insegnanti per ottenere tagli e risparmi nei costi dell'enorme
macchina statale dell'istruzione. In qualche modo il decreto che è già passato
tra le polemiche alla Camera, e sta per essere posto in votazione al Senato,
sta funzionando da catalizzatore contro tutte le riforme tentate e praticate,
annunciate e fallite, in questa come nella precedente esperienza di governo del
centrodestra, per cambiare scuola e università. È la conferma, se ancora ce ne
fosse il bisogno, che in Italia, e non solo in Italia, questo è un settore
difficilissimo da ristrutturare: ancor più, se si cerca di riformarlo per
decreto. Ma non è soltanto un comparto importante, delicato e assai costoso
della pubblica amministrazione che si muove. I ricercatori universitari che
dovevano essere tagliati o sottoposti a graduatorie di merito dall'ex ministro
Moratti, in altre parole, non si sarebbero alleati con i maestri elementari che
l'attuale ministro Gelmini vuol mettere in una specie
di prepensionamento, o con i genitori dei ragazzi che temono di veder
ridimensionare l'orario scolastico per riduzione del personale, e di veder
sparire la scuola sotto casa perché sotto i 50 alunni, se non ci fosse
qualcosa, al di là delle singole rivendicazioni sindacali, che li unisce. E
quel qualcosa è la sensazione di insicurezza, l'identità precaria nella quale
tutti - studenti, insegnanti, genitori - non si sono mai rassegnati a
riconoscersi, che d'improvviso abbandonano la dimensione della provvisorietà
per diventare definitive. Si muove, insomma, un pezzo di società in cerca di
rappresentanza. Non un pezzo di Stato e neppure solo la vasta clientela di un
servizio pubblico, basilare come l'istruzione. Questo spiega perché le rivendicazioni,
quale più quale meno, delle varie categorie, non si pongono in termini di
trattativa con il governo, o di emendamento del decreto che sta per essere
trasformato in legge dal Senato, ma piuttosto di rifiuto in blocco di quel che
è stato deciso. Che la legge finanziaria debba essere costruita in un certo
modo, per rientrare nei parametri europei, non importa. Le polemiche sono
contro "la distruzione" e non contro "la ristrutturazione"
della scuola. Agli insegnanti che denunciano - in parte anche legittimamente -
la povertà dei loro stipendi, non interessa il fatto che, riducendo il numero
dei professori e introducendo reali meccanismi di merito, forse la paga di
molti di loro potrebbe anche crescere. No, loro sostengono di sentirsi trattati
da parassiti dal governo, e tutte le sere vanno in tv per dichiararsi offesi e
rivendicare il livello della loro professionalità. Così un insieme di svariati
milioni di persone (le cifre cambiano, secondo che si considerino maestri e
professori insieme, studenti e anche genitori) sta trasformandosi sotto gli
occhi di tutti in un grande serbatoio di antagonismo sociale, che
l'approvazione del decreto Gelmini, ormai prossima,
non potrà che ingigantire. Un serbatoio insensibile ai problemi che la crisi
finanziaria, e la nuova congiuntura mondiale, stanno imponendo a passi lunghi e
svelti a tutti i paesi moderni. Una classe composita, spesso ai margini delle
"soglie di povertà" denunciate dalla Caritas. E una protesta che, pur
non avendo nulla a che fare con il '68 e la Pantera, se non viene incanalata e
guidata, potrebbe riservare a tutti brutte sorprese. C'è da vedere infatti come
il ribollire di questo vasto settore pubblico giocherà sul governo. E ammesso
che Berlusconi tenga duro, in nome del suo elettorato che ha in odio disordini
e manifestazioni, sarà interessante vedere quanto peserà il ritorno
dell'antagonismo su un'opposizione che, sull'onda del disastro finanziario
mondiale, sembrava tornata a una linea di responsabilità, e si preparava a
votare in Parlamento i provvedimenti anticrisi del governo. Servirà poco, per
capirlo. Basterà seguire toni e slogan della manifestazione del Pd del 25
ottobre: se il corteo organizzato "per aiutare l'Italia a uscire dalla
crisi", torna ad essere quello "per salvare l'Italia da Berlusconi",
vorrà dire che, a sorpresa, anche Veltroni s'è schierato con le occupazioni.
( da "Stampa, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITÀ DA DUE
GIORNI IN VIA BALBI NON SI TENGONO LEZIONI "Lettere" a una passo
dalla vera occupazione Il blocco didattico potrebbe estendersi ad altre Facoltà
[FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA Per il secondo giorno consecutivo oggi in via
Balbi 4, sede di Lettere, non ci saranno lezioni, né esami. Sono gli effetti
del blocco didattico deciso ieri dagli studenti e che potrebbe presto non
soltanto allargarsi a macchia d'olio alle altre Facoltà (Scienze Politiche e
Lingue le più "calde"), ma anche sfociare in un'occupazione vera e
propria. La protesta scattata a Lettere è infatti considerata una sorta di
"prova d'occupazione" che, secondo i più, potrebbe scattare già
questa notte, al termine della "Festa in Facoltà
contro Gelmini e
Brunetta" che dalle 19 alle 2 vedrà riunito a Lettere l'intero
"cartello" cittadino contro i decreti del governo Berlusconi.
"All'assemblea di oggi pomeriggio (ieri per chi legge, nda) erano presenti
anche molti studenti di altre facoltà - ha raccontato Stefano, uno dei giovani
leader della protesta - e si è deciso di continuare il blocco ancora per 24
ore". L'intento è infatti quello di aspettare come evolveranno la
"festa anti Gelmini" e, venerdì mattina,
l'assemblea dei docenti di Lettere convocata per le 11 dalla Giunta di
presidenza, "e aperta a tutti, studenti e professori, anche delle altre
facoltà" ha precisato il preside Michele Marsonet che, pur condividendo le
motivazioni della protesta (la "bocciatura" del decreto ammazzaprecari,
peraltro approvato ieri dalla Camera e la trasformazione delle università
pubbliche in fondazioni) ritiene però che il blocco didattico finisca col
danneggiare gli studenti. La Giunta di presidenza, convocata da Marsonet nella
tarda mattinata di ieri ha anche inviato i docenti a dare vita, oggi e domani,
a iniziative che favoriscano la crescita dell'informazione, del dibattito e
della protesta. I professori, insomma, vogliono individuare altre forme per
manifestare il no generalizzato alle proposte del governo.
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo Mobilitazione
a partire da lunedì, quando la ministra sarà allo Steri. Scioperi alle medie e
alle superiori Scuola, rivolta anti Gelmini L'Università scende in piazza. A
rischio 70 piccoli istituti VIA alla mobilitazione anti Gelmini sia all'Università che nel mondo
della scuola. Una giornata calda si preannuncia per lunedì 20: il ministro
Mariastella Gelmini sarà
ospite d'onore allo Steri, e gli studenti minacciano di accoglierla con un
presidio. I Cobas oggi lanciano una giornata di sciopero nelle scuole mentre
l'Unione degli studenti medi prepara tre giornate di occupazione. Intanto in
Sicilia i tagli varati dal ministro provocheranno l'accorpamento di 259 scuole:
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Palermo
La polemica I ragazzi di centrodestra: "Non esagerate" I gIOVANI di
centrodestra si trovano uniti nell'appoggio alla Gelmini. Scavalcando l'Ars, che nei giorni scorsi ha approvato una
mozione contro tagli e riforma della scuola, i leader universitari dei
movimenti studenteschi di An, Forza Italia e Udc hanno recuperato in extremis
dalla loro parte anche i giovani dell'Mpa, che avevano sposato in pieno la
linea anti-Gelmini espressa
fino a poco tempo fa dal presidente della Regione Raffaele Lombardo e
dal segretario siciliano dell'Mpa Lino Leanza. Dopo la manifestazione di
quindici giorni fa in piazza Politeama contro il ministro berlusconiano della
Pubblica istruzione, il partito del governatore ha rivisto la sua posizione.
Tutto il fronte studentesco di centrodestra, dunque, non parteciperà oggi
all'assemblea a Ingegneria ma si radunerà fuori dalla facoltà per lanciare una
campagna di "controinformazione". "Il presidente della Regione
ha ottenuto precise garanzie dal ministro Gelmini
nell'incontro al quale ha partecipato anche il ministro Alfano. Dopo le
contestazioni che abbiamo fatto, adesso la nostra posizione è di dialogo",
afferma Giovanni Di Stefano, coordinatore giovanile del movimento universitario
Mpa. Ieri è fallito il tentativo, durante la riunione del Consiglio degli
studenti, presieduta da Angelo Sarda (Udc), di stilare un documento unitario
d'Ateneo. "Per noi quella degli studenti di sinistra è una protesta
strumentale, politicizzata, che sta creando allarme nelle facoltà - sostiene il
segretario di Azione giovani, Mauro La Mantia - per questo non aderiamo. Siamo
contrari a qualsiasi forma di protesta che leda il diritto allo studio, come il
blocco delle lezioni o le forme estreme di occupazione. Secondo noi questo tipo
di mobilitazione, che trova consenso in una minoranza di studenti, finirà per
fallire, anche se l'assemblea di oggi sarà affollata". I gruppi
studenteschi di centrodestra stanno organizzando forme alternative di
mobilitazione per stoppare i focolai di protesta anti-Gelmini
già accesi dentro diverse facoltà. "Stiamo valutando l'idea - aggiunge La
Mantia - di organizzare un'altra assemblea d'ateneo per veicolare il
malcontento di chi non accetta forme di occupazione delle facoltà e vuole
invece andare a lezione". a. r.
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
II - Palermo Assemblee, cortei, sit-in arriva l'onda anti-Gelmini Gli studenti
si mobilitano, i prof sullo stesso fronte Oggi raduno di ateneo a Ingegneria e
sciopero Cobas Lunedì il ministro è atteso allo Steri ANTONELLA ROMANO Parte la
mobilitazione anti-Gelmini sia all'Università che nel mondo
della scuola.
Si preannuncia una giornata calda, quella di lunedì prossimo: il ministro
dell'Istruzione è annunciata come ospite d'onore a un convegno allo Steri. E
gli studenti minacciano di accoglierla con un presidio davanti alla sede del
rettorato. Il calendario della protesta sarà concordato oggi alle
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Palermo
Previsto lo stop per le strutture con meno di 50 alunni. Ma l'ultima parola
sarà della Regione La scure sulle scuole più piccole rischio chiusura in isole
e paesini Settanta istituti "condannati": esplode la protesta Sos
dalla frazione San Carlo di Chiusa Sclafani La sede più vicina è a otto chilometri SALVO INTRAVAIA Il ciclone Gelmini sta per investire le scuole
siciliane. Sono due le strade che il governo Berlusconi intende seguire per
fare cassa: accorpare gli istituti sottodimensionati e chiudere quelli con
pochi alunni. Le scuole che rischiano già dal prossimo anno di subire il
cosiddetto "dimensionamento" (verrebbero smembrate e accorpate ad
altri istituti) perché con meno di 500 alunni sono 259:
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Palermo
In città sei sedi e 1.400 iscritti: tre su cento hanno più di 65 anni Ma fra un
anno si taglia stranieri, corsi dimezzati Dal prossimo anno i centri per
l'istruzione degli adulti verranno dimezzati. La notizia, non ancora ufficiale,
è trapelata dopo una riunione top secret a Roma. Il colpo
di scure è previsto dal piano Gelmini che si prefigge l'obiettivo di tagliare a livello nazionale 132
mila posti nella scuola in tre anni. E si abbatterà pesantemente anche su
coloro che dopo una giornata di lavoro, nel pomeriggio, vanno in classe per
recuperare il tempo perduto o per acquisire nuove competenze. In
provincia di Palermo sono tredici i centri frequentati da alunni che hanno
superato da tempo la maggiore età. Nelle scuole medie e negli istituti
comprensivi che organizzano lezioni per adulti è possibile seguire corsi brevi
per conseguire la licenza elementare e il diploma di scuola media. Ma non solo:
ogni anno vengono istituiti corsi di alfabetizzazione culturale, corsi a favore
dei cittadini stranieri per l'integrazione linguistica e sociale e corsi brevi
modulari di alfabetizzazione funzionale. Questi ultimi riguardano i
gettonatissimi corsi di alfabetizzazione informatica e multimedialità, di
alfabetizzazione linguistica (per l'Inglese o di altre lingue straniere) e di
teatro, educazione musicale, attività ricreative e fisico-sportive. La fascia
d'età più rappresentata (il 14 per cento) è quella che va da
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Milano
Il blitz in aula del sindaco assenteista Una relazione di 10 minuti nella
seconda apparizione del 2008 Il racconto Banchi pieni e Tv, giunta al completo.
Lei non sorride ma ascolta in silenzio. Alla fine applaude solo il centrodestra
"Verrò a riferire sui progetti del 2015 dopo il 31 ottobre La governance?
Non vorrei arrivasse a Natale" Moratti torna dopo 197 giorni, l'ultima
volta fu il 2 aprile per la vittoria dell'Esposizione ALESSIA GALLIONE (segue
dalla prima di Milano) Allora Letizia Moratti parlò per 23 minuti raccontando
dei
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Milano La
mobilitazione Il "No Gelmini Day" Oggi due cortei e lo sciopero dei cobas scuola Il
corteo di questa mattina dei sindacati di base contro i tagli all'istruzione si
è trasformato nel "No Gelmini Day" degli studenti. Il montare della protesta nelle scuole
e nelle università ha moltiplicato i punti di concentramento e diviso la
manifestazione in vari spezzoni. La questura ha autorizzato tre cortei:
quello degli studenti medi che si muoverà alle 9.30 da Largo Cairoli e arriverà
al provveditorato in via Ripamonti. Quello delle maestre e dei genitori di
Retescuole, sempre con arrivo in via Ripamonti ma con partenza da piazza
Missori alle 10, e quello dei sindacati di base che si ritrovano in Cairoli
alle 10 per sciogliersi in piazza Duomo dopo un comizio. Non sono autorizzati
invece i cortei dei collettivi universitari, che partiranno di prima mattina
dai vari atenei per poi convergere in piazza Cordusio e da lì unirsi agli
studenti medi in Cairoli. I collettivi della Bicocca e della Statale si sono
dati appuntamento alle 8 per un picchetto davanti all'ingresso di via Festa del
Perdono, dove ci saranno anche i lavoratori dell'università. Sempre alle 8 si
formerà lo spezzone che partirà da via Conservatorio, sede di Scienze politiche.
Altri ritrovi sono in piazza Montanelli a Sesto San Giovanni, che ospita il
corso in Mediazione culturale, e in via Brera, di fronte all'Accademia delle
belle arti. Poi si annunciano "picchetti volanti, azioni dimostrative -
annunciano i collettivi - fatte in luoghi simbolo della città". A
complicare la geografia dei cortei di questa mattina c'è anche il presidio alle
7 degli attivisti dei centri sociali per opporsi allo sgombero, annunciato da
mesi, della casa occupata all'angolo fra viale Monza e via dei Transiti, dove
da anni è attivo l'Ambulatorio medico popolare. (l. b.).
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Milano
Riforma, la rivolta dei rettori La proposta: dimissioni in tutti gli atenei
contro i tagli Ballio del Politecnico: "Le occupazioni non bastano, serve
un nostro gesto forte" D'accordo anche i reggenti di Bicocca e Statale, a
Scienze politiche bloccato il traffico FRANCO VANNI I rettori delle università
milanesi scelgono la linea dura contro la riforma Gelmini. Giulio Ballio, capo del
Politecnico, ha usato parole chiare: "Se vogliamo fermare i tagli l'unica
cosa che possiamo fare è rimettere il mandato nelle mani del ministero".
Enrico Decleva, numero uno della Statale e presidente della conferenza
nazionale dei rettori, conferma: "La rinuncia al mandato sarebbe il
segnale più forte che possiamo dare". E per Marcello Fontanesi,
rettore in Bicocca, "le dimissioni sono un gesto estremo, ma è un ipotesi
che teniamo in conto". Il giro di vite dei rettori arriva nel momento più
caldo della protesta contro la riduzione di spesa prevista per gli atenei. Oggi
i lavoratori e gli studenti delle università scenderanno in piazza contro il
decreto del governo. E proprio a loro si è rivolto Ballio, invitato a parlare
alla sede della Camera del commercio alla conferenza di presentazione di
"Teatro scienza 2008": "I ragazzi hanno annunciato occupazioni
nelle università ma non servono a nulla - ha detto il rettore - l'unica forma
di protesta efficace da parte loro è fare pressione su di noi perché rimettiamo
il mandato nelle mani del ministero". Il malcontento dei rettori nasce da
una considerazione semplice quanto catastrofica: se i tagli di 660 milioni
saranno confermati in Finanziaria, l'università non sarà più in grado di
funzionare. Decleva martedì in Senato accademico non ha usato giri di parole:
"Non riusciremo più a pagare il personale, e dal 2010 per carenza di fondi
non saremo nemmeno in grado di impostare il bilancio". L'ipotesi delle
dimissioni collettive dei rettori girava da settimane. Già a settembre un
documento ufficiale della Crui (Conferenza rettori università italiane) indicava
la rinuncia alla cattedra come possibile strumento di contrasto ai tagli.
Un'ipotesi che con il surriscaldarsi del clima di protesta ha preso vigore. Sui
tempi di quello che definisce "un gesto estremo", Decleva pone una
scadenza: "Attendiamo la manovra finanziaria dell'estate 2009, se i tagli
saranno confermati le dimissioni sarebbero una mossa ragionevole". Anche a
Fontanesi al momento preme accelerare la trattativa con il governo:
"Rimettere ora il mandato sarebbe prematuro, non dobbiamo aspettare di arrivare
ad avere i bilanci in rosso ma non dobbiamo nemmeno cedere alle pressioni degli
studenti". Una cautela che traspare anche dalle dichiarazioni dei presidi
di facoltà, che da una settimana si trovano a dovere rispondere agli attacchi
degli studenti, che li accusano di non fare abbastanza contro il decreto Gelmini. Agli alunni di Scienze Politiche il preside Daniele
Checchi risponde: "La preoccupazione per l'effetto dei tagli è diffusa
anche fra i docenti, ma fra noi ci sono sensibilità diverse. Siamo pronti a
organizzare convegni aperti a studenti e professori per discutere della
riforma, ma non ci possono chiedere di scendere in piazza". Intanto negli
atenei la protesta prosegue. Anche ieri i collettivi degli studenti hanno
manifestato dentro e fuori le università. In Bicocca si sono riuniti in
assemblea oltre 500 ragazzi per organizzare il corteo di questa mattina, mentre
in Statale si è tenuto un corteo nei chiostri, con interruzione di alcune
lezioni per distribuire volantini. Iniziative spontanee che a volte diventano
veri e propri blitz: a Scienze Politiche l'assemblea convocata per le 12.30 si
è conclusa con un lancio di petardi nel cortile dell'ateneo e si è poi
trasformata in un blocco del traffico su via Visconti di Modrone, con momenti
di tensione con gli automobilisti. Proseguono le assemblee anche nelle due sedi
dell'Accademia di belle arti, in via Brera e viale Marche, e alla sede
distaccata della Statale di Sesto San Giovanni, che ospita il corso in
Mediazione culturale. Sempre ieri pomeriggio i rappresentanti dei dipendenti
tecnici e amministrativi della Statale iscritti ai sindacati confederali hanno
comunicato che non seguiranno le indicazioni di Cgil, Cisl e Uil, aderendo allo
sciopero indetto per oggi dai sindacati di base.
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Genova
DIRITTO ALLO STUDIO TELEVISIVO Come risponderanno la Gelmini e Brunetta agli studenti
compresi nella fascia generazionale che va dai Gormiti al Gilette, in rivolta a
Genova e dappertutto? Così: la ministra alla (D)istruzione pubblica, già
implacabilmente beatificata da Paola Perego, verrà rigorosamente corteggiata dai
tronisti della De Filippi, ai quali imporrà un grembiulino griffato da portare
sul petto nudo tatuato e depilato. Brunetta convocherà presso il fido
Vespa un precario.
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Genova
Blitz con calci e pugni di una decina di ragazzi prima di un dibattito in
Facoltà. E oggi sfilano i Cobas Università, i giorni dell'ira Ieri botte a
Lettere, oggi scuole chiuse e cortei in Centro Alla base forse un diverbio tra
l'Unione studenti e un rappresentante di Lotta Comunista MICHELA
BOMPANIGIUSEPPE FILETTO Venerdì cupo di scioperi e cortei e ieri botte all'Università.
La tensione intorno alla protesta contro il ministro Gelmini è altissima. A venare d'amaro
una mobilitazione così unitaria e finora caratterizzata, su tutti i fronti
della protesta, dalla pacatezza e dal pacifismo, un'incursione, ieri sera, intorno
alle 18.30, alla Facoltà di Lettere e Filosofia: una decina di ragazzi,
indicati come appartenenti a Lotta Comunista, hanno fatto irruzione
nell'atrio della Facoltà, proprio pochi minuti prima che cominciasse un
dibattito plenario con tutti i protagonisti della mobilitazione di questi
giorni (dai genitori ai docenti delle elementari, agli studenti delle
superiori, ai professori e studenti universitari, c'era anche il preside di
Lettere, Michele Marsonet). "Uno squadrone", li definisce una
docente, che ha assistito, allibita, all'irruzione. Hanno cominciato a sferrare
calci e pugni ai ragazzi, tra i quali anche un sedicenne, che stavano
discutendo e preparando gli striscioni per oggi. All'origine della
"spedizione" c'è un'animata discussione che in una assemblea degli
studenti medi, mezz'ora prima, proprio in Facoltà, aveva contrapposto l'Unione
degli studenti ad un rappresentante di Lotta Comunista. Gli studenti
universitari hanno immediatamente formato cordone, per evitare di raccogliere
ogni provocazione e spingere in strada i violenti. In via Balbi, la
colluttazione ha stentato a spegnersi per qualche minuto. Tutto è finito con il
dileguarsi, sotto gli occhi attoniti di tutti, degl'inaspettati ospiti. E oggi
la maggior parte delle scuole saranno chiuse o non garantiranno il servizio,
disagi anche per i mezzi pubblici dalle 9 alle 17. Questa mattina, dalle 9,
Genova sarà attraversata da tre manifestazioni, che confluiranno in un'unica
grande mobilitazione, intorno alle
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Genova
Tensione a Balbi, botte all'Università Oggi Cobas in piazza e scuole chiuse. E
c'è chi accusa: "Boicottati gli studenti di Cl" Blitz di una decina
di ragazzi indicati come vicini a Lotta Comunista Tre
cortei invaderanno il Centro città per sfilare contro la Gelmini MICHELA BOMPANI (segue dalla
prima di cronaca) giuseppe filetto C'è timore, anche se nessuno lo ammette, che
qualcuno cerchi di "screditare" una protesta che sta diventando
sempre più compatta ed omogenea. E per scongiurare, oggi, qualsiasi occasione
di tensione, ieri sera al dibattito plenario, in via Balbi, si è
organizzato uno speciale cordone di protezione per impedire che anche la più
piccola azione di disturbo da parte di chiunque possa anche increspare un poco
l'intero movimento. E a rendere ancora più complessa la situazione arriva un
documento di Cl in cui gli studenti denunciano di essere stati vittime di
intimidazioni. E i cortei di oggi serviranno, non soltanto, per unire ancora di
più le anime del movimento, ma anche per scegliere nuove e ulteriori forme di
protesta. Le assemblee degli studenti nelle scuole secondarie superiori stanno
valutando per partire con una serie di occupazioni dalla prossima settimana.
Scuole chiuse, altre a mezzo servizio, altre ancora che non assicurano la
presenza degli professori e di tutto il personale. Direttori didattici che
hanno già firmato le circolari con le quali avvisano le famiglie che nella
giornata di oggi gli alunni troveranno le porte chiuse, presidi che lasciano a
casa metà scuola e il resto a cui non si assicura nulla, insegnanti che
dichiarano di aderire allo sciopero dei Cobas, ma la maggior parte non dice
nulla. Così si presenta la situazione di oggi. Variegata, ma di notevole
disagio per i circa 190 mila studenti della Liguria. L'elenco delle scuole
chiuse è lungo, soprattutto quelle che non possono garantire il servizio di
vigilanza nelle elementari e nelle materne: si va dall'Istituto Comprensivo San
Gottardo all'Anna Frank, alla Giovine Italia, alla Borsi. Qui il direttore
Clemino Casalgrandi ha deciso di tenere i ragazzi a casa, visto l'alto numero
di maestri che aderiscono allo sciopero. Così come ha fatto Giacomo Buonopane a
Sestri Ponente, sospendendo le lezioni nelle tre scuole elementari Carducci,
Alfieri e Pezzani, ma anche nelle materne Villa Parodi, Girasole e Pezzani.
Chiusa anche la elementare San Giovanni Battista e la Rodari e la Daneo del
Centro Storico. Cancelli serrati pure alla Ariosto, alla De Amicis ed a Circolo
Didattico di Teglia. Alla media Don Milani-Colombo il preside Paolo Cortigiani
di fronte a dieci docenti (su settanta) che dichiarano di non aderire allo sciopero,
metà classi le lascia a casa, l'altra metà entra in aula ma ad orario ridotto.
"Dopotutto - spiega il capo d'istituto - la legge 146 dice che il
dirigente ha l'obbligo di chiedere ai docenti, ma questi a loro volta possono
anche non dichiarare l'adesione allo sciopero". Nelle scuole medie
superiori i presidi si mostrano meno "garantisti" del servizio
pubblico, soprattutto rispetto alla sicurezza e alla sorveglianza, e avendo a
che fare con una popolazione scolastica adulta, quindi più gestibile soprattutto
per le uscite, scrivono alle famiglie che "nella giornata di oggi
potrebbero esserci disagi e la sospensione delle lezioni". Succede allo
scientifico King come all'Abba della Valpolcevera; ala media Ansaldo di Voltri
e al commerciale Vittorio Emanuele-Ruffini. Dante Taccani, preside al Bergese,
ha scelto una via di mezzo: "Viste le adesioni, lascio a casa le prime
classi, così da avere un numero sufficiente di docenti per le altre".
Roberto Olmi, del Convitto Colombo, fa sapere che soltanto 5 professori hanno
dichiarato di aderire, il resto non ha dato risposta, per cui è stata scelta
una cosiddetta attività "rimediata": "Non chiudo il convitto,
perché non posso, ma scrivo a tutte le famiglie che non garantisco le
lezioni". La mobilitazione è stata preparata da giorni, chiamando a
raccolta insegnanti e genitori, per respingere il Decreto-Gelmini,
il ritorno al maestro unico ed altro. Due le scuole elementari che l'altra
notte si sono trasformate in luoghi di riunione, di fatto "occupate":
la De Scalzi a Brignole e la Anna Frank di Marassi. Nella prima, aperta fino a
mezzanotte, in palestra si è riunita un'assemblea: "Quello che ci spaventa
di più è la riduzione dell'insegnamento a sole 24 ore - spiegano due mamme - :
non solo perché così sparisce il tempo pieno, ma perché i bambini sono privati
dei tempi di apprendimento. Si genera una scuola a due livelli, che lascia
indietro i meno capaci". Alla elementare Anna Frank, la scelta è stata
ancor più drastica: non solo discussioni, ma una notte di occupazione, sfidando
la denuncia paventata dall'autorità scolastica. Genitori e insegnanti sono
uniti nella protesta. Lorena, mamma di due bambini, racconta: "Qui si fa
tempo pieno di qualità ed i bambini fanno moltissime attività". (ha
collaborato Elena Rosselli).
( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bari
L'iniziativa Tour dell'assessore Lomelo per riorganizzare le strutture Un tour
provincia per provincia, per concordare con sindaci, presidi, sindacati e
organi scolastici, la riorganizzazione delle rete scolastica pugliese: è quanto
sta programmando l'assessore regionale alla pubblica istruzione, Mimmo Lomelo
dopo la conferenza di ieri al Polivalente di Bari alla quale hanno partecipato
alcune centinaia tra amministratori locali, sindacalisti e docenti in vista
dello sciopero generale della scuola il 30 ottobre prossimo
contro la riforma Gelmini.
Alla conferenza, cui ha partecipano tra gli altri il presidente della Regione
Puglia, Nichi Vendola, Lomelo ha detto che si sta "lavorando sulla base di
proiezioni, perché i dati sulle scuola da chiudere non sono certi. Eppure -
conclude Lomelo - la Puglia è tra le prime Regioni per numero di studenti
diplomati con 100 e lode, segno di un sistema che sforna eccellenze che
invece ora si vuol colpire. Per questo staremo a fianco di studenti e docenti
che hanno deciso di protestare".
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
PRALORMO
SCUOLA SAVIGLIANO ALBA All'interno Operaio di Montà Decreto Gelmini La mobilitazione
dei professori Cassa integrazione per 252 dipendenti dell'"Asltom" Si
abbattono capannoni lungo il Tanaro esce dal lavoro e muore in auto Federico
Genta Prieri e Carosso Piero Bertoglio Servizio.
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
RIFORMA GELMINI L'invito. "Ministro venga a provare la nostra vita e
capirà l'importanza che rivestono queste elementari".
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
[FIRMA]VALERIA PERA
GURRO "Faccia da mamma a uno dei nostri bambini per un giorno, ministro Gelmini. Provi la nostra vita per 24 ore e capirà perché questa scuola
non si può toccare". Le mamme di Gurro sono pronte a difendere con i denti
questo edificio rosa abbarbicato sulla montagna. Parco giochi, aule, laboratori
e palestra rimessi a nuovo da un paio d'anni, a
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
La parola ai lettori
Alunni premiati per la Costituzione Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA
REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 - e.mail:
imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo Fax: 0184
500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici.
I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno
pubblicati.Alla classe IV della Scuola Primaria di Borgo S. Moro, appartenente
al nostro Circolo Didattico, è stato assegnato il 1° premio regionale e
nazionale per la sezione Scuola Elementare nel concorso "A scuola di
Costituzione", finalizzato a esplorare, praticare e imparare a
"leggere" la Costituzione Italiana, promosso dal Cidi (Centro
iniziativa Democratica Insegnanti) con l'Associazione Nazionale Magistrati e la
Fondazione Lelio e Lisli Basso-Issoco, con la collaborazione del Liceo Ginnasio
"Plauto" di Roma e con l'Alto Patronato del Presidente della
Repubblica. Il progetto premiato, "Educazione alla Legalità", ha
impegnato 21 alunni in un percorso didattico centrato sulla conoscenza del
Titolo I della Costituzione, guidati dalle insegnanti Enrica Fresia, Caterina
Lungo Vaschetti e Angela Surico. Alunni e insegnanti hanno potuto recarsi a
Roma, a ritirare il premio in Senato, anche grazie all'interessamento personale
del sindaco di Imperia, Luigi Sappa, che pubblicamente ringraziamo. Grazie
anche all'Anpi provinciale per l'importante riconoscimento che ha voluto
attribuirci con una sentita lettera di attestato. DOTT.SSA ANNINA ELENA
DIRIGENTE SCOLASTICO, IMPERIAUn padre e le "classi di inserimento" Mi
permetto di intervenire nel dibattito sulla scuola con la mia piccola
esperienza di genitore alle prese quotidianamente con i problemi di cui si
parla, ma vivendoli dall'altra parte rispetto ad insegnanti e presidi. Sulla
questione delle "classi di inserimento", direi che il problema
dell'inserimento di un alunno che non parla italiano si pone nel momento del
suo arrivo in Italia, quando - appunto - non parla italiano. È vero che impara
velocemente (molto più velocemente di quanto i nostri figli imparino l'inglese)
e che l'anno successivo il problema non esiste più, ma all'inizio è anche vero
che crea una situazione di grande disagio nella classe, semplicemente perché
rallenta il normale corso dell'apprendimento collettivo, costringendo compagni
e insegnanti ad attenderlo. Un ragazzo albanese o marocchino di dieci anni, che
nel suo Paese ha frequentato - mettiamo - una classe corrispondente alla nostra
quarta elementare, da noi finisce nella classe corrispondente alla sua fascia
d'età, ma non sapendo l'italiano ha grossi problemi. Qui non si tratta di
inserimento nel sociale, nell'ambiente ecc. ma semplicemente di una questione
di apprendimento. Non mi scandalizza quindi l'idea di istituire un percorso per
aiutarlo. Lo definirei un percorso privilegiato. E non mi sembra proprio il
caso di parlare di ghettizzazione. C'è poi il problema più grosso della riforma
scolastica. Che il ministro si chiami Gelmini o si chiami Berlinguer non
cambia molto, come dimostra l'esperienza, e come ha detto bene l'ex ministro
della pubblica istruzione, Luigi Berlinguer, appunto: "Ai prof non va bene
nessuna riforma, perché la scuola è stata per decenni il campo privilegiato di
controversie ideologiche, e l'ideologia ha sempre prevalso sui contenuti
educativi". Quanto agli studenti che vanno in piazza contro tutte
le riforme mi permetterei di suggerire loro di protestare piuttosto perchè
escono dal liceo senza sapere cos'è la battaglia di Waterloo, perchè non ci
insegnano più il latino, perchè siamo uno dei pochi paesi in cui l'inglese
fanno solo finta di insegnarlo, perchè abbiamo dei bagni che sembrano latrine,
perchè si ritrovano a scrivere "qual è" con l'apostrofo, perchè
troppi insegnanti sono inadeguati. I ragazzi che hanno frequentato un Erasmus
in qualsiasi Paese europeo sanno queste cose molto bene, e sanno anche che è
dalle piccole cose che si comincia. E che è anche la carta igienica in bagno a
dare il grado di civiltà di un Paese. FRANCO BIANCHI IMPERIA.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-17 - pag: 18 autore: Ci vorrebbe classe
Una scuola per ricchi e una per poveri, una per meridionali e una per padani,
una per gialli e una per neri, e così via. Di discriminazione in
discriminazione. Con un emendamento "celtico"
alla riforma Gelmini, si
differenziano le classi come si selezionano i rifiuti. Ogni categoria compressa
nella propria aula, tutto in poche scuole, per poco tempo e con sempre meno
operatori per il “trattamento”. Perché la scuola è inutile e costosa. A
me, insegnante meridionale, piace la molteplicità, il confronto quotidiano tra
diversi, l'onere di colmare le distanze, di investire nella crescita. Il
piacere della sfida, con tutti i suoi rischi, certo. Ma senza la noia di quel
piattume costituito da alunni omologati fuori e dentro. Gianfranco Pignatelli
e-mail M i scuso per la franchezza, caro Pignatelli: ma la sua lettera mi pare
un concentrato del malvezzo col quale troppo spesso da noi si discute della
scuola. Molta ideologia, poca realtà. Ne viene fuori un quadro bislacco, in cui
si fatica a riconoscere le cose per come stanno. Prendiamo quello che lei
chiama "l'emendamento celtico", liquidato come xenofobo e razzista e
che altri chiamano con altro nome, "classi di inserimento". In
Francia – lo spiega bene il nostro giornale di ieri – esistono dagli anni 70 e
a nessuno è mai venuto in mente di esecrarle. D'altra parte, se un ragazzo non
conosce la lingua, francese o italiano che sia, metterlo a studiare insieme
agli altri è pura finzione. Lui ne soffrirà, gli altri lo avvertiranno come un
freno, e ti saluto la buona integrazione, che è poi la cosa che conta. Quindi,
queste classi sono utili. Purché sia chiaro che sono una tappa limitata nel
tempo: appena la padronanza della lingua sarà sufficiente, subito in mezzo agli
altri nella normalità. I ragazzi degli immigrati sono qua per restare. La
scuola e la lingua sono il primo passo. Di questo si deve discutere.
L'esecrazione e i paradossi non servono a niente. - Inciviltà a Milano Domenica
scorsa, alle
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
17-10-2008)
Argomenti: Scuola
FANO pag. 19 Primo
'assaggio' dello sciopero SCUOLA UN BANCHETTO e tanti volantini. Così, domani mattina in corso Matteotti, le sigle sindacali della
scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals vogliono sensibilizzare l'opinione pubblica
sul vero contenuto della riforma Gelmini. In vista dello sciopero generale del prossimo 30 ottobre.
( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 249 del
2008-10-17 pagina 10 I PIÙ AMATI di Redazione Sorpresa: i ministri più popolari
del governo sono quelli finiti subito in trincea, ad affrontare "a testa
bassa e pancia a terra" le emergenze più gravi. Come dire: non è vero che per
convincere l'opinione pubblica basta raccontare qualche slogan in inglese: è
decisamente meglio saper governare. Soprattutto nei momenti difficili. Giulio
Tremonti, l'economista che già in campagna elettorale aveva annunciato il
rischio di un nuovo '29. E il ministro che, quando la crisi puntualmente si è
presentata, ha indicato all'Europa la strada da percorrere. Risultato: oggi il
63% degli italiani è con lui. Parola di un sondaggio pubblicato nientemeno che
da Repubblica. Nel frattempo, Mariastella Gelmini si è messa in testa di sfidare
la lobby dei sindacati per una riforma della scuola pensata prima di tutto per
gli studenti. Certo, i ragazzi in piazza ci vanno sempre volentieri, ma i
genitori hanno capito il valore dell'impresa: e in 30 giorni il ministro ha
guadagnato il 4% dei consensi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 249 del
2008-10-17 pagina 10 Ma che scivolata l'esame facile al Sud di Redazione Giusto
reintrodurre il grembiule, il voto in condotta e l'educazione civica. Ottimo pretendere un po' di meritocrazia in scuole ridotte a
promuovifici di massa. Ma se la lombarda Gelmini non avesse scelto, nel 2001, di fare l'Esame di Stato giù a
Catanzaro, dove si sa che è più facile, saremmo ancora più d'accordo con lei. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 249 del
2008-10-17 pagina 9 Il piano del governo di Redazione ATENEI NUOVI "Volto
nuovo per i nostri atenei", così il ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini ha
annunciato la riforma dell'università. Il ministro ha fatto notare che
bisognerà attuare al più presto un risparmio sui costi. DISPERSIONE In Italia ci
sono 5.500 corsi di laurea, 300 sedi distaccate, pari al 90 per cento della
spesa corrente per un numero di laureati troppo basso rispetto alla media
europea ed una dispersione del 50%. Sotto accusa anche il sistema di
reclutamento ("troppi parenti negli atenei"), e la governance con
"i rettori succubi" di ricatti. Poco merito dunque, e poco spazio per
i ricercatori di valore, con nessuna università italiana fra le prime 100 nella
classifica stilata dal Times. "Non sono segni di efficienza", osserva
il ministro che dice basta ai finanziamenti a pioggia. I PRECARI Renato
Brunetta ha intanto fatto sapere che "non per tutti i 2.000 ricercatori
universitari, ci sarà possibilità di assunzione. I RISPARMI Dai risparmi che
arriveranno dalla manovra in atto, il ministro conta di destinare due miliardi
per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, accompagnato da un sistema
"di scatti di carriera legati al merito". Quindi non alla logica
dell'anzianità. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 249 del
2008-10-17 pagina 10 Gelmini più forte delle urla La
tigre batte "la pantera" di Francesca Angeli Sinistra e sindacati
cercano di affossarla in tutti i modi, ma lei pensa solo agli studenti: le
famiglie sono dalla sua parte da Roma Più cercano di buttarla giù con proteste e
manifestazioni più lei sale nel gradimento dei cittadini. Proprio nei giorni in
cui è stato proclamato lo sciopero generale e la sinistra richiama in piazza a
protestare contro la riforma della scuola chiunque sia disponibile, compresi i
poppanti nelle culle, i sondaggi implacabili continuano a
registrare il segno più per Mariastella Gelmini. Ipr marketing per conto di Repubblica.it ha reso noto che la Gelmini è salita di ben 4 punti, dal 38
al 42 per cento nella fiducia degli italiani. Il giovane ministro della Pubblica
Istruzione somiglia a quel bambolotto creato negli anni '60, quando lei non era
neanche nata, che si chiamava Ercolino sempre in piedi. I sindacati,
l'opposizione, alcuni maîtres-à-penser e molti esperti del settore hanno
cominciato a massacrarla, in senso metaforico ovviamente, non appena ha messo
piede al ministero. Prima ancora che si pronunciasse su alcunché l'avevano già
bollata perché troppo giovane e del tutto estranea al mondo della scuola. Ma la
Gelmini incassa, si rimette in piedi e va avanti per
la sua strada: una linea di condotta che almeno nei confronti dell'opinione dei
cittadini paga. Che la sua vita al ministero non sarebbe stata facile la Gelmini l'ha capito fin dal giorno dell'insediamento, quando
a viale Trastevere è stata accolta dai Cobas che già manifestavano lungo la
scalinata del palazzo del ministero. Da quel giorno le proteste non si sono mai
placate ma il ministro si è seduta al tavolo, ha inforcato gli occhiali e non
si è mai fermata. Di fronte al dilagare dei casi di bullismo e allo
sgretolamento del principio dell'autorevolezza degli insegnanti la Gelmini ha ristabilito alcuni punti fermi. Il grembiule per
fermare la rincorsa alla griffe fin dalle elementari e dare anche un senso di
appartenenza ai bambini. Il giudizio sul comportamento e la valorizzazione
dell'insegnamento dell'educazione civica. Punti semplici ed essenziali,
accettati perché compresi subito dall'opinione pubblica nonostante alcuni
abbiano fatto di tutto per ridicolizzarli. Il grembiule è diventato "il
grembiulino" e c'è chi ha pensato di bruciarlo in piazza. Il voto di
condotta un ritorno al libro Cuore e all'800 e non uno strumento per impegnare
ogni singolo studente ad assumersi la responsabilità del proprio comportamento.
Sul maestro unico alle elementari, che poi unico non sarà mai in nessuno caso,
si è compattato il fronte sindacale certamente non per ragioni pedagogiche
visto che le primarie funzionavano benissimo anche quando in classe
l'insegnante era uno solo. E allora le classi arrivavano anche a 40 alunni. Le
ragioni sono occupazionali e dunque certamente rispettabilissime ma la Gelmini non viene accusata di voler ridurre progressivamente
il numero degli insegnanti con il blocco del turn over, come sarà nei fatti, ma
invece di "attentare all'istituzione della scuola pubblica". E così
da settimane in moltissime scuole italiane è partito un tam tam fra sindacati e
insegnanti che durante le riunioni di scuola invece di parlare ai genitori di
programmi e gite scolastiche spiegano loro che se passerà la riforma Gelmini in sostanza la scuola italiana si dissolverà nel
nulla. Almeno per il momento, però, non sono riusciti a convincere tutti, visto
il risultato dei sondaggi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 249 del
2008-10-17 pagina 8 viaggio negli atenei di Diana Alfieri A leggere i giornali,
certi giornali, negli atenei italiani siamo ai sacchetti di sabbia davanti alle
aule. Piena guerriglia anti Gelmini, insomma. Fioccano le rivendicazioni di occupazioni da parte di
movimenti studenteschi a Milano, Pavia, Parma, Firenze, Bari, Torino, Roma. E
puntualmente trovano eco. Ma non conferma: basta un giro delle università per
scoprire come stanno davvero le cose. Altro che sommossa generale degli
studenti. I movimenti sono in subbuglio, ma le loro manifestazioni sono
affollate come uffici pubblici alla domenica. E, soprattutto, non c'è traccia
di occupazioni. Alla Statale di Milano, ad esempio, la protesta ha riguardato
una cinquantina di studenti al massimo: "Il nostro ateneo non è stato
occupato neanche per un momento da quando è iniziata la protesta - spiega una
funzionaria -. Manifestazioni ci sono state, sì, ma in chiave del tutto
pacifica. I ragazzi, che fra l'altro venivano quasi tutti da altre università,
come Bicocca e Politecnico, hanno semplicemente chiesto di parlare con il
rettore per esporre le loro ragioni, cosa che è avvenuta in un clima di
dialogo". Agli studenti è stato anche accordato di intervenire
all'assemblea del Senato accademico, la settimana prossima. "Ho appreso
dell'occupazione della Statale dai giornali e telegiornale - dice -, e confesso
che sono rimasta perplessa. Sono stata in università tutti i giorni questa
settimana e non ho visto nulla di tutto ciò". Situazione non dissimile a
Pavia: poche decine di studenti, che hanno manifestato il proprio dissenso
senza alcuna occupazione e senza che le lezioni subissero interruzioni:
"Da noi c'è stata solo una manifestazione venerdì scorso - spiega la
docente Grazia Bruttocao -, poi più nulla. I ragazzi sono arrabbiati, questo è
vero: ma avranno modo di spiegare le loro ragioni davanti al Senato accademico,
non appena si riunirà". Il dissenso, insomma, nelle università c'è, ma
riguarda i soliti movimenti, sempre quelli, coadiuvati sempre dagli stessi
docenti e ricercatori (in particolare quelli precari) e persino qualche rettore.
Come quello di Pisa che ha cancellato l'inaugurazione dell'anno accademico.
Quello che non si vede è il clima di guerriglia rilevato invece da molti
giornali. Con poche eccezioni, fra le quali Il Riformista, che ha raccolto le
perplessità di Mario Ricciardi, docente di teoria generale del diritto alla
Statale di Milano. Il prof ha letto dell'occupazione dell'ateneo dove insegna
sui quotidiani, ed è rimasto perplesso: non tanto sulla veridicità del
racconto, "ma sull'entità dell'episodio. L'altro ieri, infatti - dice -
anche io ero in università e non mi sono accorto di nulla" La settimana è
stata forse un po' più movimentata a Firenze, ma siamo sempre lontani dalla
rivolta della quale parlano i media: come l'Unità, che titolava ieri "Da
Milano a Roma proteste a valanga". "È stato occupato un edificio
della facoltà di Fisica a Sesto Fiorentino - racconta Alessio Paoli,
dell'associazione Studenti per la libertà -, e un altro a Novoli, a Scienze
sociali. Ma gli aderenti alla protesta non superano il centinaio: tutti gli
altri hanno fatto lezione normalmente, e anzi stanno raccogliendo firme per
farli smettere, visto che fra l'altro si avvicina la sessione d'esame".
Dalla Sapienza di Roma - dove è durato pochi minuti il blitz alla stazione
Termini con il blocco dei treni, e dove è in progetto per oggi l'occupazione
della facoltà di Lettere - tanto per cambiare smentiscono ogni notizia di
rivolta: "Gruppi di studenti hanno protestato con picchetti e
manifestazioni - fanno sapere -, ma le lezioni sono andate avanti regolarmente".
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
DA OGGI.DOPO
ASSEMBLEA AFFOLLATA Scuole, dal Novarese primi "no" al Governo Circa
quaranta le sedi di classi che rischiano di scomparire [FIRMA]MAERCELLO
GIORDANI NOVARA Parte oggi la protesta contro i decreti del Governo che
prevedono tagli nella scuola. Il sindacato ha già svolto una serie di assemblee
con le famiglie sui problemi della riduzione degli orari. Si è tenuto in via
Cacciapiatti, nella palestra della scuola Bollini, un incontro molto affollata
al quale hanno preso parte soprattutto i genitori dei bambini delle scuole
d'infanzia e di elementari. All'assemblea, introdotta dal presidente di circolo
Aldo Sebastiani, hanno preso parte Luigi Nunziata, segretario provinciale Cgil
Scuola, e Antonio Saladino, di Cisl Scuola, che hanno preannunciato come per la
scuola novarese siano in arrivo tagli e dimensionamenti. "Il decreto
prevede che le scuole con meno di 50 allievi chiudano, e ne abbiamo una
quarantina in provincia, con i disagi che questo comporterà. Ma il problema
riguarda anche - hanno detto i sindacalisti - la riduzione dell'orario alla
scuola dell'infanzia e alla primaria, oltre alla figura del maestro unico.
Questi provvedimenti significheranno che le famiglie dovranno rivedere il loro
tempo per i figli, o accollarsi costi maggiori, ma anche che verranno persi in
provincia molti posti di lavoro. I primi a saltare saranno i posti dei precari,
che oggi sono impiegati, sono circa duecento, soprattutto sui posti di
sostegno". I genitori hanno espresso grande preoccupazione ed hanno annunciato
che spediranno in quiesti giorni una serie di e-mail al Presidente della
Repubblica perchè non firmi il decreto sulla scuola. Contro i provvedimenti in
campo scolastico, ma anche contro la politica generale del Governo, i Cobas, i
sindacati di base, hanno indetto per oggi uno sciopero generale di 24 ore, che
riguarderà tutte le categorie. A Roma si terrà la manifestazione nazionale,
dalle 10, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo in piazza San
Giovanni. Domani si terrà a Novara, in piazza Matteotti, un
presidio organizzato da Cgil, Cisl, Snals, Gilda. La manifestazione si svolgerà
dalle 10 alle 12, e i rappresentanti sindacali e una delegazione di genitori
porteranno al Prefetto le firme raccolte tra le famiglie contro il decreto
legge del Ministro Gelmini.
( da "Corriere.it" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Nella capitale manifestazione
anche contro la politica economica del governo Studenti e insegnanti contro il
governo Migliaia in piazza a Roma e Milano Cori e slogan
contro la Gelmini e
Brunetta: proteste contro la riforma della scuola e i tagli all'Università
(Infophoto) ROMA - "Siamo 300 mila". Lo affermano gli organizzatori
del corteo organizzato a Roma dai Cobas e Rdb contro la politica economica del
governo. La manifestazione al momento sta sfilando ancora per le strade della
Capitale e la testa è in arrivo a piazza San Giovanni. Lo spezzone
'dedicato' alla scuola è il più colorato, chiassoso e allegro. Ad aprire il
lungo spezzone, dietro lo striscione 'No alla distruzione della scuola' firmato
dal Popolo della scuola pubblica, tanti bambini, genitori, insegnanti con fischietti,
magliette colorate che affermano che "il futuro dei bambini non fa rima
con Gelmini". Gli altoparlanti, oltre a spiegare
le motivazioni della protesta, lanciano slogan contro il ministro
dell'Istruzione, università e ricerca. Sulla musica di una canzone di protesta
delle mondine, i manifestanti protestano contro l'aumento del numero degli
alunni per classe: "Se 20 alunni vi sembran pochi, provate voi ad
insegnare. Così vedrete la differenza tra insegnare e comandare". E
ancora: "Per la Stellina la scuola va in rovina, la classe traballa e
nessun resta a galla". UNIVERSITA' - Molti anche gli striscioni legati
all'università e alla ricerca. Settori anche questi, denunciano gli studenti,
gravemente colpiti dai tagli (leggi la lettera-denuncia di una studentessa di
Pisa). Tra i manifestanti c'è anche un gruppo di vigili del fuoco che
trasportano una barella sulla quale è adagiato un manichino che ha sulle spalle
una foto del ministro Brunetta che gli succhia il sangue. "Siamo qui oggi
- spiega Giovanni Muccarino, coordinatore nazionale dei vigili del fuoco Rdv -
perchè vogliamo la stabilizzazione dei precari e salari più dignitosi". A
MILANO - Manifestazioni contro la riforma Gelmini e
contro i tagli all'Università anche a Milano. Insegnanti e genitori della Rete
Scuole hanno atteso il lungo corteo degli studenti in corso di Porta Romana.
Accolti con un lungo applauso, i giovani hanno salutato l'altra parte della
manifestazione: "Ragazzi salutate i nostri professori e tutti insieme
combattiamo il DL Gelmini". Il lungo corteo, ora
unitario e formato da diverse migliaia di persone, procede verso il
Provveditorato agli Studi in via Ripamonti dove si concluderà la
manifestazione. stampa |.
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
La storia E' stato
il punto di coordinamento per la valle LA DECANA Nella notte bianca per
protestare contro la riforma Luserna, bimbi e nonni a occupare la scuola
ANTONIO GIAIMO Si è unita alle colleghe la maestra Gloria per 30 anni fra i
banchi LUSERNA L'album delle firme inizia così: "Ore 17 bambini e bambine
che si agitano sparsi per il cortile". Serve a ricordare un evento
importante, posato su un banco all'ingresso della scuola materna e elementare
di Luserna San Giovanni. Ventiquattro ore dopo gli stessi bambini sono ancora
lì, intorno al fuoco, dove nonni e genitori stanno preparando le caldarroste.
Per loro è stato il giorno di scuola più lungo, mercoledì pomeriggio al suono
della campanella non sono corsi incontro ai loro genitori, ma è accaduto il
contrario: sono stati i papà e le mamme ad entrare nella scuola, dove hanno
dormito nei sacchi a pelo. "L'abbiamo occupata per manifestare contro la
riforma Gelmini", dice una
mamma, Manuela Masini. Aggiunge Sandra Pasquet, da 18 anni insegnante in questa
scuola: "Rischiamo di buttare alle ortiche tutto ciò in cui si è creduto,
non ci arrenderemo". Questa piccola scuola frazionale, 85 scolari alle
elementari e 45 bambini alle materne, durante la notte bianca è diventata il
punto di ritrovo e coordinamento della protesta dei genitori di tutta la
valle. Aggiunge un papà, Pier Giovanni Alberto: "Alla notte bianca a scuola
hanno partecipato anche altri genitori di Bobbio, Villar e Torre Pellice. E per
dare vita ad un momento di dibattito e di riflessione sul futuro della scuola
sono rimaste tutta la notte anche alcune maestre". Non senza un pizzico di
commozione è ritornata per unirsi alla protesta anche la maestra Gloria, lì ha
insegnato ai bambini a scrivere e a leggere per 30 anni. "Oggi sono una
nonna, ma quando leggo sui giornali provvedimenti che vogliono cancellare le
nostre conquiste, allora non ci sto a restare a casa e vengo qui, perché è fra
questi banchi, con le mie colleghe, che abbiamo sperimentato il tempo pieno, la
compresenza, l'obbligatorietà delle lezioni pomeridiane. Ora si rischia di
andare indietro di trent'anni. Io le riforme le ho vissute, e so in che modo la
scuola elementare italiana è diventata la migliore d'Europa. Il grembiulino, il
cinque in condotta, sono soluzioni che mi fanno sorridere". Concordi con
la decana delle maestre le colleghe: "La preparazione che dobbiamo offrire
ai nostri scolari è fondamentale per il loro futuro scolastico - dice Cristina
Maletto - e qui invece si parla solo di un taglio di organico e di una drastica
riduzione delle ore di lezione. Siamo confortati dal fatto che in momenti come
questo ci siano al nostro fianco le famiglie dei nostri scolari".
( da "Italia Oggi" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 247, pag. 6 del 17/10/2008
Autore: Emilio Gioventù Visualizza la pagina in PDF LA SCRIVANIA DELLA GELMINI SPOLVERATA DUE VOLTE AL GIORNO Grandi
pulizie al ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il dicastero
di viale Trastevere ha indetto un bando di gara da 4.258.046,52 per servizi di
pulizia e disinfestazione. Gli aspiranti "Mastrolindo" devono
garantire la pulizia di uffi ci e servizi igienici, anche nelle sedi
distaccate. Ma una cosa non devono assolutamente tralasciare: la pulizia due
volte al giorno della stanza del ministro Mariastella Gelmini.
Non soltanto, gli inservienti con cadenza bigiornaliera devono anche spazzare
il pavimento, svuotare cestini e portacenere, spolverare gli arredi, ovvero la
scrivania del ministro, eliminare ditate su maniglie e vetri, battere lo
zerbino, passare la cera e "disinfestare con idoneo prodotto tutti gli
apparecchi telefonici e similari". Stesso trattamento riservato ai
sottosegretari, dirigenti generali e capi di gabinetto.
( da "Avvenire" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 17-10-2008
scuola Accorpamenti, è scontro tra Regioni e governo DA MILANO ENRICO LENZI O
ra sulla scuola è scontro aperto tra governo e Regioni. "È inaccettabile
ha denunciato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni e
governatore dell'Emilia Romagna che siamo venuti a conoscenza delle disposizioni
sul dimensionamento della rete scolastica solo leggendo il testo del decreto
154, che peraltro riguarda la sanità". E alla protesta verbale sono
seguiti i fatti: o il governo elimina l'articolo in cui si minaccia il
commissariamento delle Regioni inadempienti nel ridimensionamento delle scuole,
o le Regioni non si presentaranno al tavolo con il governo. E così il ministro
per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, consultata
la collega della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, ha preferito far slittare la riunione a data da destinarsi,
"per approfondire e per non entrare nel merito, evitando quindi i
contrasti " ha commentato Fitto. Da parte sua la Gelmini ha ricordato che dal '98 è disatteso "un decreto che parla
di parametri che vanno a dimensionare gli istituti scolastici. Comprendo
la posizione legittima delle Regioni ma comprendo e condivido anche la
posizione del ministro Tremonti che si domanda come utilizzare meglio i soldi
dei contribuenti ". Fermo sulle proprie posizioni il governatore Errani:
"Il governo ha risposto che ha bisogno di tempo e ho visto il ministro
Fitto impegnato a mantenere il dialogo per risolvere la questione. Comunque la
Conferenza unificata non si farà finché questa questione non viene risolta
". Una soluzione auspicata anche dal presidente delll'Unione Nazionale
Comuni, Comunità, Enti montani (Uncem) Enrico Borghi, che esprime solidarietà
alle Regioni, mentre la Regione Sardegna ha deciso di impugnare la normativa
contestata davanti alla Corte Costituzionale. La "tregua armata" con
le Regioni, ha fatto da burrascosa vigilia della giornata di sciopero e
mobilitazione promosso dai Cobas della scuola, a cui hanno dato la propria
adesione anche Rifondazione e i Comunisti italiani. Un primo assaggio della
protesta, in attesa dello sciopero generale dei Confederali, Snals e Gilda
previsto per il 30. Manifestazione che sarà "vigorosa" promette il
leader della Cisl Raffaele Bonanni, perché "il governo deve accettare di
portare modifiche al decreto 133", quello che introduce il maestro unico,
il voto in condotta, il ritorno dei voti, l'insegnamento di Cittadinanza e
Costituzione. Un provvedimento che il premier Berlusconi è tornato a difendere,
denunciando "falsità sul tempo pieno che non verrà tolto, ma, con il maestro
unico, sarà aumentato del 50-60%". Parole, pronunciate a margine del
vertice europeo di Bruxelles, per "tranquillizzare le mamme e i papà che
sono nell'incertezza". "È una bugia contrattacca il leader della
Flc-Cgil Mimmo Pantaleo : come potrà farlo visto che diminuirà il personale a
disposizione, mentre le ore dovrebbero restare invariate". In difesa delle
classi con poche alunni si schiera l'ex ministro pd Giuseppe Fioroni: "Non
sono un lusso, ma sono per la gran parte classi elementari in sedi montane, di
piccole isole o disagiate". Non si placano neppure le polemiche sulle
classe di inserimento per gli studenti stranieri che non sanno l'italiano
contenute in una mozione della Lega. "Un errore separarli dai compagni
italiani " dice il segretario confederale Uil, Guglielmo Loy. "Una
cosa inaccettabile" aggiunge l'assessore regionale all'Istruzione del
Lazio Silvia Costa, mentre il Codacons preannuncia un ricorso contro il decreto
Gelmini. "Nessun ritorno alle classi
differenziate replica il presidente della Camera Gianfranco Fini , ma di un
aiuto ai bimbi che non sanno l'italiano con un impegno intensivo. Impostato
così, si tratta non solo di un ragionamento condivisibile, ma di una decisione
che favorisce l'integrazione, tutt'altro che xenofoba e razzista ". Ma le
proteste sono destinate a proseguire, sia nella scuola sia in alcune
università. Enti locali: via dal decreto la minaccia di commissariamento per
chi non ottempera alla disposizione relativa al ridimensionamento delle classi.
Confermato lo sciopero del 30 ottobre.
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Famiglie penalizzate.
Non tutte possono permettersi la baby sitter necessaria senza il tempo
prolungato Accorpamenti. Nelle 24 dirigenze dove Elementari e Medie insieme non
hanno abbastanza studenti Lo slogan "Con la testa dei nostri figli non si
risparmia" [FIRMA]ISOTTA CAROSSO ALBA "Con la testa dei nostri figli
non si fa economia". È lo slogan che il "Comitato genitori Alba per
la difesa della scuola pubblica" ha scelto per
sensibilizzare la popolazion ed invitarla a discutere il problema sollevato
dalla riforma Gelmini. Alla
prima riunione ufficiale del Comitato, nei giorni scorsi alla scuola elementare
Umberto Sacco, ci sono già state 150 adesioni. Il Comitato si è costituito
ufficialmente e ha designato un gruppo di una ventina di persone per coordinare
le diverse iniziative. "In questo decreto non vediamo una riforma
scolastica con alle spalle un progetto educativo preciso - dice Patrizia Scanu,
promotrice del Comitato e insegnate albese -, ma piuttosto l'esigenza di
risparmiare otto miliardi. Proposte come il maestro unico sono un ritorno
indietro, buttano a mare vent'anni di sperimentazione pedagogica".
"Non si possono effettuare tagli su ciò che funziona - prosegue la
rappresentante del Comitato -. La scuola materna italiana è la migliore al
mondo e la Elementare ai primi cinque posti delle classifiche
internazionali". Il gruppo si è dato appuntamento a mercoledì prossimo,
alle 21, nel salone della scuola elementare di via fratelli Ambrogio (ingresso
da via Liberazione, dal cortile della mensa comunale) per un'assemblea aperta a
genitori, studenti e docenti della scuola media e superiore. Oggetto
dell'incontro i documenti di legge sui tagli alla scuola secondaria e la
promozione di iniziative a difesa della qualità dell'istruzione. Procede anche
la raccolta di firme per chiedere all'amministrazione un Consiglio comunale
aperto e la petizione contro il ministro Gelmini. I
genitori albesi inoltre parteciperanno alle manifestazioni organizzate in
occasione dello sciopero generale della scuola indetto il 30 ottobre. "Ci
coordineremo con i comitati di docenti e degli studenti sia a livello locale
che provinciale - dice ancora Scanu - e soprattutto cercheremo di far circolare
il più possibile le informazioni. Le prime domande e i primi dubbi sulla
riforma saltano subito agli occhi leggendo i documenti ufficiali". E'
attiva una mail comitatogenitorialba@hotmail.it dove è possibile chiedere tutta
la documentazione ed essere aggiornati sugli eventi in programma.
"Un'altra tappa fondamentale della nostra protesta - conclude Scanu -
passerà per il coinvolgimento dei politici della maggioranza di governo e degli
amministratori locali".
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Simbolo SCUOLA Tutti
in coda per protestare contro la riforma Coccarde "anti-Gelmini" GOVERNO CONTESTATO "Tagli". Col ritorno al
maestro unico la Granda avrà nei prossimi tre anni seicento insegnanti in meno
Ad accogliere le assemblee serali a Cuneo non sono bastate le sale della
Provincia [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO La scuola della Granda è in rivolta
contro la riforma voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: l'altra sera ci sono
volute tre sale a Cuneo (le due del Centro incontri di corso Dante e la
palestra dell'Istituto Bonelli) per contenere le 650 persone accorse alla
serata organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Gilda. Snals non ha preso parte alla
manifestazione. "Siamo un sidacato autonomo e vogliamo evitare qualsiasi
connotazione politica - spiega Graziella Dogliani, segretario provinciale -
insieme agli altri, però, portiamo avanti la lotta contro questo
disastro". "Disastro" è la definizione che usano spesso
insegnanti e genitori per sintetizzare i provvedimenti previsti dalla riforma:
maestro unico alle Elementari, in tre anni 6.000 docenti in meno in Piemonte
(almeno 600 nella Granda, 170 già quest'anno), più ragazzi per ogni classe,
riduzione del tempo scuola per tutti gli ordini (25 ore nella scuola
dell'infanzia, 24 alla Primaria, 29 alle Medie e 30 alle Superiori dalle 30 per
licei). "Addirittura ci saranno meno compresenze di laboratorio negli
istituti tecnici - dice Attilio Varengo della Cisl -. Se l'obiettivo è
risparmiare migliorando la qualità, perché la scure si abbatte su scuola
dell'infanzia e primaria che sono ai vertici mondiali per efficienza? Nessuno
ha pensato di interpellare i sindacati: ci sono sacche di spreco che si possono
individuare affrontando seriamente la questione, senza tagli
indiscriminati". "Non c'è alcun progetto pedagogico di base -
protesta Danila Bedino della Cgil - così i precari rischiano di dover
definitivamente abbandonare le velleità di lavorare nella scuola, i docenti in
ruolo potranno essere spostati e impiegati in classi di concorso diverse da
quelle per cui hanno avuto l'abilitazione mentre le famiglie dovranno
rivoluzionare la loro organizzazione". Senza tempo prolungato, molti papà
e mamme temono di dover pagare una baby sitter, altri non se lo possono
permettere, ma neppure possono lasciare il lavoro. Nonni e zii non sempre sono
disponibili. Il problema non è sentito solo nelle grandi città, ma anche nei
piccoli paesi. Adriano Favole è un papà di Trinità. Insieme ad altri
"colleghi" ha avviato una raccolta firme. "Con più alunni per
classe e meno maestri e insegnanti, che servizio darà la scuola? - chiede
Favole - Spariranno anche gli specialisti, così la Primaria rimarrà senza
lingua". Ma a sparire potrebbero essere soprattutto le scuole più piccole,
quelle che non arrivano a 50 iscritti: quasi tutte quelle di montagna, o anche
le elementari di Salmour, di Lequio Tanaro, alcune a Moretta e in altre aree di
pianura. Sono 24 invece le dirigenze che rischiano di essere accorpate, dove
l'istituto comprensivo (Elementari e Medie insieme) non raggiunge i 600 alunni
in totale. "Ci sono altri modi per risparmiare, ma il ministro non ci
ascolta - riprende la Dogliani - gli insegnanti con quarant'anni di servizio
devono andare in pensione e senza adottare il maestro unico basta sfruttare le
ore residue per la supplenza". "Finora il modello prevedeva 3
insegnanti su 2 classi e, nel tempo prolungato, 2 insegnati per classe - dice
Claudia Rossi, maestra del I Circolo a Cuneo -: come in famiglia, con due
persone di riferimento. Ho alle spalle tanti anni di lavoro, sono stata io
stessa una maestra unica. Per fortuna le cose sono cambiate, e proprio adesso
che cominciavano a funzionare si vuole tornare indietro". I sindacati
avevano già riunito 250 persone ad Alba e
( da "Corriere.it" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Nella capitale
manifestazione anche contro la politica economica dell'esecutivo Studenti e
insegnanti contro il governo Migliaia in piazza a Roma e
Milano Cori e slogan contro la Gelmini e Brunetta: proteste per la riforma della scuola e i tagli
all'Università (Infophoto) ROMA - "Siamo più di 500 mila". Esultano
gli organizzatori del corteo di Roma contro la politica economica del governo e
la riforma della scuola. Una partecipazione "senza precedenti", ha
sottolineato il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi. Numeri a parte -
che saranno destinati al consueto balletto di cifre - la partecipazione appare
comunque massiccia. Lo spezzone 'dedicato' alla scuola era il più colorato,
chiassoso e allegro. Dietro lo striscione 'No alla distruzione della scuola'
firmato dal Popolo della scuola pubblica, c'erano bambini, genitori, insegnanti
con fischietti, magliette colorate che scandivano: "Il futuro dei bambini
non fa rima con Gelmini". Gli altoparlanti, oltre
a spiegare le motivazioni della protesta, lanciavano slogan contro il ministro
dell'Istruzione. In particolare, i manifestanti protestavano contro l'aumento
del numero degli alunni per classe: "Se 20 alunni vi sembran pochi,
provate voi ad insegnare. Così vedrete la differenza tra insegnare e
comandare". E ancora: "Per la Stellina la scuola va in rovina, la
classe traballa e nessuno resta a galla". UNIVERSITÀ - Molti anche gli
striscioni dedicati all'Università e alla ricerca. Settori anche questi,
denunciano gli studenti e i professori, gravemente colpiti dai tagli del
governo (leggi la lettera-denuncia di una studentessa di Pisa). Tra i
manifestanti c'era anche un gruppo di vigili del fuoco che trasportano una
barella sulla quale era adagiato un manichino che ha sulle spalle una foto del
ministro Brunetta che gli succhia il sangue. "Siamo qui oggi - ha spiegato
Giovanni Muccarino, coordinatore nazionale dei vigili del fuoco Rdv - perché
vogliamo la stabilizzazione dei precari e salari più dignitosi". Dopo
l'arrivo della manifestazione in piazza San Giovanni, gli studenti medi e
universitari hanno deciso di lasciare il corteo dei sindacati di base per
dirigersi sotto il ministero dell'Istruzione in viale Trastevere per
"gridare al ministro il no alla riforma". A MILANO - Manifestazioni
contro la riforma Gelmini e contro i tagli
all'Università anche a Milano (qui l'articolo del Corriere della Sera - Milano
| qui le foto) e in altre città italiane, da Torino a Palermo. Nel capoluogo
lombardo insegnanti e genitori della "Rete Scuole" hanno atteso il
lungo corteo degli studenti in corso di Porta Romana. Accolti con un lungo
applauso, i giovani hanno salutato l'altra parte della manifestazione:
"Ragazzi salutate i nostri professori e tutti insieme combattiamo il
decreto Gelmini". Il lungo corteo è arrivato
davanti al Provveditorato agli Studi in via Ripamonti. Qui i manifestanti hanno
trovato ad attenderli uno schieramento di forze dell'ordine. Situazione
abbastanza tranquilla, a parte qualche scritta sui muri e il lancio di 5-6 uova
e di un petardo. Una delegazione di "Rete Scuole" composta da una
decina di persone tra genitori e insegnanti è stata poi ricevuta nell'Ufficio
scolastico regionale dal dirigente provinciale Antonio Lupacchini. Alla
manifestazione hanno partecipato trentamila persone secondo gli organizzatori,
circa un terzo secondo il dato fornito dalla Questura. stampa |.
( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 249 del
2008-10-17 pagina 0 Disagi nei trasporti, cortei per la scuola. Gelmini: disinformati di Redazione I
Cobas a Roma: "Siamo 350mila". Disagi nelle grandi città.
Manifestazioni nella scuola contro la riforma Gelmini: migliaia di studenti in piazza. "Okkupazioni" e proteste:
dì la tua. Questi gli stop nei trasporti: Fs dalle 9 alle 17, aerei dalle 10
alle 18, traghetti dalle 8 alle 16 Milano - "Non li capisco".
Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha
detto oggi di non riuscire a comprendere le ragioni di chi protesta contro la
sua riforma scolastica e oggi è sceso in piazza a manifestare. "Le ragioni
della protesta francamente non le comprendo, e sono sempre più convinta che
molti di coloro che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento",
ha detto il ministro, intervenendo al telefono alla trasmissione tv Panorama
del Giorno. I trasporti Sono soprattutto le grandi città a risentire della
giornata degli scioperi indetti dai sindacati di base. I bus fermi e
soprattutto i cortei stanno creando disagi nella circolazione soprattutto a
Roma e a Milano. A Torino è ferma la metro. Traffico in tilt anche a Palermo.
Per i leader dei sindacati di base "l'adesione allo sciopero è
enorme". Per quanto riguarda i trasporti al momento risulterebbero comunque
regolari i voli a Fiumicino e anche i collegamenti ferroviari dall'aeroporto
alla città. "è caotica", a detta della polizia municipale, la
situazione dei trasporti a Milano, il cui sciopero si sovrappone a quello più
generale che riguarda diversi settori e si esprime in tre cortei nel centro
città. A Torino lo sciopero dei sindacati di base ha bloccato la metropolitana.
Secondo le organizzazioni che hanno indetto la protesta, l'adesione è superiore
al 70-80% tra gli autisti di bus e tram. Per l'azienda torinese di trasporti
Gtt la partecipazione è intorno al 35%. I sindacati attendono anche un'alta
adesione allo sciopero in Toscana. Traffico in tilt anche a Palermo per il
corteo dello Slai Cobas. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Erca. Risultato di
tanti anni di studio? Precariato a gogo, stipendio da fame, garanzie per il
futuro zero, e fuga all'estero già programmata. "Andrò ad Harvard. Ho già
predisposto tutto. In Italia in fatto di ricerca scientifica si gioca, lì fanno
sul serio. Se sei bravo ti assumono e ti pagano. Sono stufa di contrattini che
scadono ogni 3-6 mesi, senza che mai si sappia se ne firmerai un altro".
E' una delle voci di medici e ricercatori precari che ieri hanno protestato
davanti alle Molinette, tra gli sguardi sconcertati di chi vedeva reggere gli
striscioni a gente con i camici bianchi. Il presidio s'è trasformato in corteo
che s'è diretto al polo delle Biotecnologie in via Nizza 52. Hanno indetto la
protesta Cgil, Cisl e Uil con la Rete nazionale ricercatori precari, che hanno
dato voce a chi, di solito, voce non ha: giovani che lavorano a termine nei
laboratori per pochi soldi e quasi sempre senza mutua, ferie, maternità. Protestano contro la Gelmini, contro la legge 133 che taglia il turnover e i fondi agli
atenei, e contro il provvedimento di Brunetta che impedisce di regolarizzare i
precari. Le stesse norme contro cui giorni fa hanno protestato all'Inrim,
contro cui c'è il campeggio-occupazione al campus universitario di Grugliasco,
si sono fatte lezioni per strada e si annunciano nuove iniziative, a
cominciare dall'occupazione di Fisica prevista da lunedì. Ieri davanti alle
Molinette c'era gente come Simone Giordanengo, dell'Infn, ricercatore di fisica
medica precario da 4 anni al Centro nazionale di "adroterapia", nuova
e promettente arma contro il cancro. Vicino a lui Rino Lamonaca ed Ernesto
Filoni della Flc-Cgil, e Andrea Merlone dell'Inrim. E la precaria a 1300 euro
al mese Maria Graziella Catalano, 41 anni, laurea in medicina, specializzata in
Gastroenterologia, alle spalle il dottorato in patologia sperimentale e due
anni in Canada a combattere i tumori. O Antonella Trombetta, 38 anni (biologa,
master e dottorato nel curriculum), che lavora sulle staminali. E poi Paola
Milla, Valentina Barrera, e altri scienziati più o meno giovani che di vite
precarie non ne possono più. Tra tante storie fosche, da Roma ieri è arrivata
una buona notizia. La Regione - l'assessore Andrea Bairati - ha firmato un
accordo a favore dei ricercatori con il Cnr, l'Inrim, l'Infn e l'Enea. Punta a
contenere la fuga dei cervelli, favorire rientri dall'estero e attrarre da
altri paesi gli scienziati migliori stanziando fondi per assegni biennali fra
22 mila e 30 mila euro (da 35 mila a 37 mila per visiting professor e
ricercatori stranieri). Si promette di stanziare 25 milioni, e di metterne in
moto
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. PROTESTA Acquesi "ribelli" al ministro Gelmini Anche ad Acqui e nell'Acquese
levata di scudi contro il ministro Gelmini. Centocinquanta genitori e insegnanti di Acqui, Morsasco, Visone
e Cartosio si sono riuniti in assemblea per discutere gli ultimi provvedimenti
del governo, varati e in preparazione, e per organizzare la mobilitazione.
"Il successo della manifestazione del 4 ottobre a Torino, a cui hanno
aderito 40 mila partecipanti, dimostra la volontà di insegnanti, genitori e
cittadini di difendere una scuola pubblica di qualità per tutti in modo unito e
trasversale, spiegano i promotori dell'iniziativa". Al termine della
discussione l'assemblea ha sintetizzato i propri orientamenti, tra i quali la
richiesta di ritiro di tutti i ridimensionamenti ipotizzati oltre a una ferma
contrarietà all'ipotesi di istituzione del cosiddetto "maestro
unico", oltre a possibili tagli per le scuole di ogni ordine e grado. In
particolare, per quanto riguarda la scuola dell'infanzia si chiede il
mantenimento dell'attuale organizzazione che prevede orari pomeridiani e la
titolarità di due insegnanti. Preoccupazione è stata espressa per la salvaguardia
dei plessi scolastici che contano meno di 50 alunni. "Chiediamo di
sostenere lo sciopero generale del 30 ottobre: come insegnanti con l'adesione
in massa e come genitori approvandolo ed essendo consapevoli che i disagi di
oggi non sono nulla in confronto a ciò che si prepara per domani" hanno
sottolineato i partecipanti all'assemblea. Inoltre è stato deciso di dare il
via a una raccolta firme a sostegno delle richieste formulate.
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
PROTESTA.OGGI
MANIFESTAZIONE A ROMA Il 30 ottobre nuova manifestazione a cui aderiscono anche
i sindacati Cgil, Cisl e Uil I Cobas: "Bisogna tornare in piazza per
salvare la scuola" Contro la Gelmini e le proposte leghiste sulle "aule ponte" per
extracomunitari [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Lo scontro sulla scuola continua.
Dopo i decreti e le leggi approvate con voto di fiducia la scorsa settimana le
acque si sono ulteriormente agitate: a scatenare l'ultima "bufera" è
stata una mozione leghista per la creazione di "classi ponte"
in cui accogliere i bambini extracomunitari che non conoscono la lingua
italiana. Sempre dal "Carroccio" è arrivata anche la proposta di una
"corsia preferenziale" per i docenti residenti, nei concorsi
pubblici. I primi a muoversi, già oggi, contro il ministro Gelmini
e la proposta del leghista Roberto Cota, sono i Cobas: una rappresentanza
astigiana parteciperà questa mattina alla manifestazione nazionale a Roma, in
piazza della Repubblica. "Facciamo appello a tutti i docenti, personale
Ata, studenti e genitori astigiani - invita Francesco Coccia, rappresentante
Cobas di Asti - affinché si uniscano allo sciopero oggi, anche ad Asti. È ora
di dire basta a chi sta cercando di distruggere la scuola". La
manifestazione di oggi sarà seguita da una nuova giornata di sciopero e
manifestazioni, in programma per il 30 ottobre, sempre a Roma. A questa ulteriore
iniziativa parteciperanno anche le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, che ad
Asti hanno in programma anche un presidio davanti all'Ufficio scolastico
provinciale. "Siamo contrari ad ogni forma di riduzione del tempo scuola e
di taglio dei plessi - chiarisce Monica Iviglia, rappresentante Cgil scuola -
Ci preoccupa soprattutto il modo in cui questi provvedimenti sono stati
adottati: senza un confronto, a colpi di decreti e con voto di fiducia.
L'adesione allo sciopero potrà servire ad influenzare i regolamenti applicativi
della legge, almeno per quanto riguarda il maestro unico". Il
provvedimento per la riduzione dei plessi è stato adottato attraverso decreto
martedì scorso: in Piemonte le scuole a rischio (quelle con meno di 50 alunni),
stando ai conteggi fatti in Regione, sarebbero
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
RIFORMA
GELMINI CALCIO PARCO VAL GRANDE "Se chiude la scuola elementare Gurro
muore" Delusione Verbania Supera il turno ma la crisi non passa "L'area
selvaggia diventi luogo di spiritualità" Balducci e Pera Piero Pratesi
Filippo Rubertà.
( da "Corriere.it" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
A milano difficoltà
nella circolazione anche per i cortei Scioperi e manifestazioni Cobas, disagi
per il trasporto locale Agitazioni anche nella scuola, nella sanità e nella
pubblica amministrazione (foto di archivio - Emblema) MILANO - Mezzi pubblici
fermi per lo sciopero, cortei anti-Gelmini e pioggia: un mix micidiale che
ha mandato in tilt un po' tutti i centri urbani a partire da Roma e Milano. Le
grandi città hanno risentito pesantemente delle proteste organizzate dai
sindacati di base, che hanno proclamato una giornata di fermo generale che ha
coinvolto trasporti, sanità, scuola, servizi pubblici. Obiettivo:
chiedere al governo di adeguare salari e pensioni, di ridurre i prezzi, di
abrogare il decreto Gelmini, di tutelare sanità e
stato sociale. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, le adesioni sono
arrivate a 2 milioni in tutta Italia. TRASPORTI - Ma le ripercussioni sono
state pesanti. Per Roma è stato un venerdì di passione. Le vie della capitale,
già penalizzate dai mezzi pubblici che viaggiavano a singhiozzo, sono state
attraversate da un lungo corteo partito da piazza della Repubblica, a cui hanno
preso parte circa 500mila persone, secondo gli organizzatori. La pioggia
battente, ininterrotta per tutta la mattinata, ha fatto il resto. Problemi
anche per molti genitori di figli minorenni, che, con le scuole in sciopero
(adesioni fino al 70% secondo i Cobas), sono stati costretti a recarsi di
persona negli istituti per autorizzare i ragazzi a tornare a casa, 'missione di
recupero' che, in molti casi, è costata lunghe attese in fila. Giornata
difficile anche a Milano e Torino. Nel capoluogo lombardo, anche se a detta
dell'Atm il 68% dei mezzi pubblici era in servizio, la situazione è stata
comunque caotica. Già dalle 9, circa 8 tram su 10 hanno imboccato la via del
deposito. Ben tre i cortei che hanno interessato la città. A Torino è stata
bloccata la metropolitana. Secondo i sindacati, l'adesione allo sciopero ha
superato il 70-80% tra gli autisti di bus e tram. Per l'azienda torinese di
trasporti Gtt si è fermata al 35%. Sta di fatto che la metro è stata fermata
per motivi di sicurezza, dovuti sia a problemi tecnici sia alla mancanza di
personale. Traffico in tilt anche a Palermo, con ingorghi e auto in coda.
All'aeroporto Marconi di Bologna 24 voli, nazionali ed internazionali, sono
stati cancellati. A Venezia si sono fermati i vaporetti: ci hanno pensato le
gondole, in accordo col Comune, a traghettare a modico prezzo residenti e
turisti lungo i due lati del Canal Grande. Le notizie milanesi su Corriere
Milano online stampa |.
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.MARTEDI' SUMMIT A TORINO Riforma Gelmini nel mirino In Regione la scelta sui tagli L'assessore Anna Maria
Fazzari: "Non sappiamo ancora cosa fare" La macchina burocratica
messa in moto dal Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini non si ferma, ma ad una settimana dalla notizia dei tagli che
potrebbero investire i 57 istituti biellesi con meno di 50 alunni,
quelli più a rischio non hanno ancora un nome. Ed è proprio per far chiarezza
che martedì prossimo l'assessore provinciale all'Istruzione Anna Maria Fazzari,
assieme a tutti gli altri assessori piemontesi, incontrerà la collega regionale
Giovanna Pentenero a Torino. "I contorni della riforma non sono ancora
abbastanza definiti per tracciare un quadro delle scuole che potrebbero chiudere-
ribadisce Anna Maria Fazzari-. Certamente l'assessore ci spiegherà i termini in
cui dovremo effettuare il piano di dimensionamento scolastico provinciale, ma
prima di allora non siamo in grado di dire nulla". Quando però la
Provincia avrà finalmente chiari i contorni della riforma, la prima cosa che
farà è confrontarsi con presidi e direzioni didattiche. "Mercoledì
inizierò a fissare i primi incontri con gli attori della scuola del mondo
biellese per metterli al corrente della situazione - continua l'assessore-. Se
non cambia nulla prima di allora, il 30 novembre la Regione dovrà avere in mano
il nostro progetto di dimensionamento, quindi non c'è tempo da perdere.
Lavoreremo insieme a tamburo battente per elaborare un piano che non danneggi
il territorio". Sembra che lo schema di piano programmatico del Ministro Gelmini,, almeno inizialmente, non dovrebbe interessare le
scuole delle comunità montane. Intanto la presidente della Regione Mercedes
Bresso, ha già annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale. \.
( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il caso Oggi corteo
e poi assemblea con presidi e docenti Sfilano gli universitari l'Ateneo è
paralizzato ALESSANDRA PIERACCI GENOVA Scuola e università
in rivolta contro la legge Gelmini e tagli all'organico e agli orari. Da due giorni l'Ateneo
genovese è in stato di agitazione, con docenti e studenti dalla stessa parte
della barricata per il blocco del personale precario: oltre cinquecento tra
ricercatori, tecnici e amministrativi, alcuni dei quali ormai presenti da
parecchi anni, cesseranno l'attività al 31 dicembre. Le conseguenze si
prospettano disastrose, in quando una preponderante percentuale dell'organico
precario è in realtà impiegata nella normale attività di funzionamento
dell'Ateneo. E la situazione è già asfittica, tanto che la carenza di organico
ha impedito fino a questo momento l'inizio delle lezioni nella facoltà di
Lingue. Oggi è previsto un corteo di studenti, con partenza alle 9 dalla
facoltà di Lettere, mentre alle 11 inizia l'assemblea con la presenza dei
docenti e dei presidi. Al momento non è stata decisa ufficialmente alcuna
occupazione, anche se da due giorni gli studenti delle facoltà di
Giurisprudenza e Lettere hanno bloccato le lezioni e ieri sera un'assemblea
plenaria con gli studenti medi nell'aula magna di via Balbi 4 si è prolungata
per ore. Al momento la protesta sembra proiettata piuttosto verso l'esterno,
con l'obiettivo di informare e sensibilizzare sulla gravità delle conseguenze
prevedibili in seguito al giro di vite imposto dal governo. Tra le proposte,
maturate ieri nel corso delle assemblee che si sono susseguite a Lingue,
Giurisprudenza e Scienze Politiche, oltre che a Lettere, quella di organizzare
lezioni in piazza, avanzata dagli studenti, e quella di ostentare una fascia
nera al braccio, in segno di lutto per la morte della cultura e
dell'istruzione, lanciata dal preside. "Abbiamo già concluso una settimana
di non-docenza, perciò il consiglio di facoltà ha deliberato la modalità
dell'assemblea pubblica" ha detto il preside di Lingue. Il progetto
didattico non è stato approvato per quattro volte". E agli studenti è
stato spiegato che si prevedono tagli alla ricerca, oltre 63 milioni di euro
solo per il 2009 per un totale di quasi 2500 milioni di euro in cinque anni, la
riduzione del personale, la sospensione delle scuole di formazione e la
trasformazione dell'università in fondazioni. Nella facoltà di Lingue e lettere
straniere, dove vengono insegnate nove lingue più l'italiano per gli stranieri,
ci sono oggi circa 2500 studenti e 51 docenti. I collaboratori sono una
dozzina, i collaboratori part-time 56. Poli ha spiegato che con i tagli
spariranno due manager didattici e due responsabili dell'ufficio tirocini e si
rischia che i docenti scendano a una trentina. In contemporanea con gli
universitari, anche i ragazzi delle medie hanno organizzato manifestazioni di
protesta, ribattezzando "Kaos" il movimento allargato che riunisce
giovani di varia appartenenza politica. Il corteo degli studenti medi, con
partenza alle 9 da piazza Caricamento, si riunirà a quello degli universitari
in piazza della Nunziata e da qui la manifestazione proseguirà in piazza
Portello, via XXV Aprile e piazza De Ferrari per tornare quindi a Caricamento.
Alla fine, assemblea in via Balbi. E l'atmosfera resta tesa anche nelle scuole
elementari. Due gli istituti che hanno partecipato alla "notte bianca"
tra mercoledì e ieri: la "Anna Frank", dove genitori e bambini hanno
trascorso davvero la notte, e la "De Scalzi". Hanno partecipato, tra
gli esterni, il direttore della Biblioteca De Amicis Francesco Langella e il
presidente della Fondazione per la cultura, Luca Borzani.
( da "Corriere.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Presidente della
Repubblica: "NON CEDERE AGLI ALLARMISMI" Napolitano sulla scuola:
"Non si può dire solo no" Il ministro Gelmini: "Non capisco le proteste. Classi per stranieri? Non è
razzismo. È didattica" Il presidente Napolitano (LaPresse) ROMA - Mentre in
tutta Italia si svolgono cortei e manifestazioni contro la riforma della scuola
del ministro Gelmini, il
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parla della scuola italiana
intervistato da alcuni alunni nella Tenuta presidenziale di Castelporziano
e invita tutti a guardare senza preconcetti ai progetti di riforma scolastica.
"Non si possono dire soltanto dei "no", nè bisogna farsi
prendere dalla paura. Si può essere d'accordo su alcuni cambiamenti e non su
altri", ha detto il capo dello Stato. UNA BIMBA - La questione è stata
posta in modo serio da una bambina di una scuola di Milano che ha detto:
"Caro Presidente, cosa ne pensa di tutti questi cambiamenti del sistema
scolastico? Dei decreti con i quali molti insegnanti perderanno il lavoro? Cosa
ne sarà dei loro figli?". Napolitano ha precisato che le competenze in
questa materia sono del ministro della Pubblica istruzione. "Io guardo
quello che fanno Governo e Parlamento e quello che si discute con i
rappresentanti della scuola e dei sindacati. Bisogna fare attenzione - ha detto
- a non farsi prendere da nessuna esagerazione e da nessun allarme. Certamente
ci sono alcune cose da cambiare nella nostra scuola, che non dà ai ragazzi
tutto quello che dovrebbe sul piano della formazione e della preparazione al
lavoro. Quindi bisogna discutere le cose per come stanno". GLI STUDENTI
MEDI A NAPOLITANO - E la Rete degli studenti medi replica alle raccomandazioni
del capo dello Stato. ""Noi non diciamo solo no. Diciamo sì a più
investimenti per la scuola pubblica - spiega un portavoce -. Diciamo sì a una
riforma di scuola e università che sappia darci un futuro come cittadini e nel
mondo del lavoro. Diciamo sì a edifici scolastici sicuri e funzionali. Diciamo
si a più collegialità nelle decisioni e a un aumento della responsabilità degli
studenti all'interno della comunità scolastica". "Noi - si legge in
una nota - vogliamo poter dire i nostri sì, anche se non c'è nemmeno un
dibattito parlamentare sulla scuola e le riforme passano a colpi di decreto".
GELMINI - In precedenza il ministro dell'Istruzione e dell'Università,
Mariastella Gelmini, a Mattino 5, ammette di non
comprendere come mai si manifesti nelle università e nelle scuole superiori,
considerando che si tratta a suo dire di "ambiti minimamente toccati dal
provvedimento": "Le ragioni della protesta francamente non le
comprendo e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza
in realtà non abbiano letto il provvedimento". Ma non è tutto. La Gelmini accusa proprio la sinistra di "fare
allarmismo" mettendo in piedi "una campagna di disinformazione".
"Sta dicendo alle famiglie che verrà meno il tempo pieno e che addirittura
verranno meno gli insegnamenti aggiuntivi: è una grande bugia". Sia gli
insegnamenti aggiuntivi (inglese e informatica) che il tempo pieno, ha
assicurato Gelmini, verranno potenziati. TAGLI - Il
ministro ha spiegato che "nel pubblico impiego non si possono licenziare
le persone. Chi parla degli 87 mila tagli - ha aggiunto - dice una cosa non
vera e soprattutto non precisa che oggi gli occupati nella scuola sono
1.300.000: se il governo non intervenisse, contenendo la spesa, da 1.300.000 si
passerebbe a 1.400.000. Chi protesta, ci dica dove trovare i soldi per occupare
altre 100 mila persone nella scuola. Purtroppo non è possibile". CLASSI
SEPARATE - A Mattino 5 il ministro è tornato anche sul tema delle classi
separate per stranieri, difendendo la mozione della Lega. Per la Gelmini le classi di "inserimento" per i bambini
immigrati "non sono un problema di razzismo, ma un problema
didattico". "È un dato di fatto - ha detto la titolare
dell'Istruzione - che per come è organizzata la scuola oggi non riesce ad
assolvere al meglio a una funzione importante, quella di integrare gli alunni
immigrati". "Ogni genitore che ha un figlio nelle classi elementari -
ha aggiunto il ministro - sa che ci sono problematiche legate all'inserimento
dei bimbi stranieri nelle classi perché molti non conoscono l'italiano. Molte
classi rallentano l'apprendimento e l'integrazione dei bambini stranieri perché
non ci sono corsi specifici di insegnamento della lingua italiana". stampa
|.
( da "Corriere.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Lettera di una
studentessa "Ecco come i tagli del governo condannano a morte
l'Università" "Penalizzati i giovani e le menti migliori, licenziati
i precari. Si va verso una veloce privatizzazione" (Salmoirago) Gentili
giornalisti della redazione di corriere.it, sono una studentessa presso
l'Università di Pisa, ho letto i vostri articoli sulle proteste studentesche e
ci terrei a fare qualche precisazione in merito.Le nostre
proteste non sono soltanto di solidarietà nei confronti del mondo della scuola
contro il decreto Gelmini
ma nascono come reazione alla nuova legge Finanziaria presentata dal ministro
Tremonti, legge (già approvata nella Camera ma di prossima discussione in
Senato) che sancisce una esplicita condanna a morte dell'Università pubblica.
Mi spiego meglio. La legge 133/2008 (conversione del DL 112/2008, che si
può leggere integralmente all''indirizzo
http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm) prevede quanto segue: - una
riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467
milioni di euro (taglio del 6%); - un taglio del 46% sulle spese di
funzionamento; - una riduzione del turn /over al 20% per l'Università (cioè: su
5 docenti che vanno in pensione al più 1 nuovo ricercatore potrà essere
assunto) nel periodo 2009-2013 (in termini finanziari -64 milioni di euro nel
2009, -190 milioni di euro nel 2010, - 316 milioni di euro nel 2011, - 417
milioni di euro nel 2012, -455 milioni di euro nel 2013); - un taglio
complessivo di quasi 4 miliardi di euro in 5 anni; - l'istituzione di un
percorso burocratico che permetta la trasformazione delle Università pubbliche
in Istituti privati. Chi conosce il mondo dell'università sa che i tagli dei
primi 4 punti sono tali da ridurre in ginocchio qualsiasi Università pubblica.
Fra 2 anni (non dico 10 ma 2!!!) la mia Università non sarà più in grado di
sostenersi economicamente: o vi sarà chiusura o privatizzazione. Cito dal
documento ufficiale prodotto dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università
di Pisa (che potete leggerlo da voi sul sito del dipartimento di filosofia:
http://www.fls.unipi.it): "Gli effetti combinati dell'art.49 della Legge
133/2008 (divieto di ricorrere al medesimo lavoratore con più tipologie
contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'ultimo
quinquennio), e del 37-bis inserito nel ddl
( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 248, pag. 3 del 18/10/2008
Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF
Ieri la prima protesta contro la Gelmini. Ma per il Capo dello stato non
si può sempre dire no Scuola, Napolitano gela lo sciopero Non dà ai ragazzi
quello di cui hanno bisogno, va riformata Le parole del presidente della
repubblica, Giorgio Napolitano, sono state la vera pioggia gelata che ieri è
caduta sul primo sciopero contro la riforma della scuola e dell'università
portata avanti dal ministro MariaStella Gelmini.
Mentre si consumava l'astensione dal lavoro proclamata dalle sigle autonome,
Cobas in testa (nella scuola, rilevava il dicastero dell'istruzione, avrebbe
aderito poco più del 4% del personale in servizio) e migliaia di insegnanti,
ricercatori, genitori e studenti sfilavano tra le strade delle principali città
d'Italia, il capo dello stato, rispondendo alla domanda di un ragazzo
nell'ambito della Festa dell'Autunno, bacchettava proprio l'eccesso di
proteste. Sulle proposte di cambiamento del sistema scolastico si deve
discutere ma evitando di dire sempre e soltanto dei "no", ha detto in
sostanza Napolitano. Che poi ha precisato: "Io non sono il ministro della
pubblica istruzione, posso avere un mio pensiero fino a un certo punto, perché
guardo a quello che fanno il governo e il parlamento. So che si discute, che ci
sono proposte e scelte del governo che saranno discusse in parlamento e anche
con i rappresentanti delle scuole e con i sindacati". Quello che è certo,
comunque, è che le cose, così come vanno nella scuola, non vanno affatto bene e
sarebbe opportuno "essere un po' attenti a non farsi prendere da nessuna
esagerazione e da nessun allarme", perchè, spiegava il capo dello stato,
"ci sono certamente parecchie cose da cambiare nella scuola...è una scuola
che non dà tutto quello che dovrebbe dare ai ragazzi; tutto ciò che sul piano
della formazione e sul piano della preparazione al lavoro e alla vita la scuola
dovrebbe dare". Forse anche ricordando le vicissitudini del suo vecchio
compagno di partito, Luigi Berlinguer, che da ministro della pubblica
istruzione tentò una riforma infrantasi contro il muro dei no di lavoratori e
sindacati, Napolitano invita le parti sociali a "discutere sui cambiamenti
da fare. Si può essere d'accordo su certe proposte e su altre non esserlo, ma
non bisogna dire soltanto dei no, né farsi prendere dalla paura". I primi
a reagire sono stati i ragazzi della Rete degli studenti medi, che pure non era
presente in piazza ieri tra i manifestanti: "Noi non diciamo solo no.
Diciamo si a più investimenti per l'istruzione pubblica, diciamo si a una
riforma di scuola e università che sappia darci un futuro come cittadini e nel
mondo del lavoro". L'organizzazione degli studenti ha poi sottolineato
come in parlamento non c'è stato neanche "un vero dibattito sulla riforma,
che è stata fatta a colpi di decreti legge". E intanto si diceva stupita
della protesta anche la Gelmini: "Sono sempre più
convinta che molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto
il provvedimento, perché non si capisce come mai si occupino le università, si
facciano manifestazioni nella scuola secondaria, che sono ambiti non toccati
dal provvedimento". Subito è giunta la replica di Paolo Ferrero,
segretario di Rifondazione comunista che ha sfilato a Roma (nel corteo anche il
leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro): "I lavoratori, gli
studenti e i docenti non solo non hanno alcuna intenzione di stare zitti ma vogliono
continuare a sfidare un governo razzista e classista, che aiuta banchieri e
speculatori e non fa nulla per le classi popolari". Bolla come
"demagogia veterosindacale" le accuse rivolte da opposizione e
sindacati al governo Berlusconi, il responsabile università di An, Giuseppe
Valditara: "La sinistra non dice che bugie per ingannare gli italiani, la
maggioranza è compatta e andrà avanti sulla sua strada". Il 30 ottobre,
salvo ripensamenti dell'ultima ora, andrà in scena lo sciopero generale
proclamato da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda.
( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 248, pag. 4 del 18/10/2008
Autore: di Franco Adriano e Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF
Un gruppo di studenti invita a
guardare la realtà in occasione del No Gelmini day Università occupate un vero bluff Sono tutti in aula per le
lezioni L'iniziativa è partita da una rete di studenti universitari. Che, nei
giorni della protesta anti-Gelmini, si sono resi conto di un fatto strano. I loro atenei, per
esempio quelli di Milano, Torino, Roma e Bologna, dovevano risultare occupati,
così come riportava la maggior parte della stampa, così come commentavano i
politici e sbandieravano certi sindacati. Eppure_eppure loro, a lezione,
c'erano andati regolarmente. Non solo. Le aule delle lezioni erano piene, più o
meno come sempre. Così come altri colleghi studenti si erano recati
regolarmente nelle sale di lettura o nelle biblioteche per lo studio. A Milano,
per esempio, il portone rimane chiuso fino alle 9.15. Alle 8.30 il corteo no Gelmini day parte davanti alla sede di Festa del perdono. Ma
subito dopo centinaia di studenti, che non hanno aderito alla manifestazione di
protesta e che sono li davanti dalle 8.30, entrano per seguire regolarmente i
corsi. Il personale in sciopero, qualche aula chiusa. Ma i professori che
trovano le aule aperte entrano e tengono lezione. Si svolgono anche regolari
sessioni di laurea. La didattica non si ferma e tantomeno lo vogliono gli
studenti. Certo, c'erano molti presidi, c'era qualche manifestazione, c'erano
slogan affissi nei corridoi e fuori le aule delle università per dire no ai
tagli agli organici della scuola, al blocco delle assunzioni dei ricercatori
precari. E poi contro il maestro unico, le classi differenziate per gli
studenti stranieri nelle elementari che vorrebbe la Lega Nord... La protesta,
trasversale a scuola e università ma anche alle generazioni (insieme, per la
prima volta, professori, ricercatori, docenti e tecnici precari, studenti e
genitori), c'è stata, ma non con la virulenza del passato. E così alcuni
studenti, sparsi sul territorio, hanno deciso di prendere il telefonino o la
macchina fotografica e di immortalare le giornate di ordinaria attività nelle
università. Le foto, su iniziativa di alcuni di questi studenti, sono pervenute
nella redazione di ItaliaOggi, con l'invito a guardare alla realtà anche nel
giorno del "No Gelmini day", senza occhiali
ideologici. Foto che dimostrano la presenza di un mondo accademico che continua
a funzionare. Quale miglior viatico per il ministro dell'istruzione e
università, MariaStella Gelmini, nel percorso
riformatore che ha da poco imboccato. E di cui metterà stabilmente un altro
paletto nei prossimi giorni, quando il senato darà il via libera definitivo al
disegno di legge di conversione del dl su scuola e università, seppur con
lennesimo voto di fiducia. è il provvedimento, tra l'altro, sul ritorno al
maestro unico, contro il quale si sono concentrate le mobilitazioni della
scuola di questi giorni. Il centrosinistra ha presentato in commissione
istruzione ben 250 emendamenti. La maggioranza, Pdl e Lega, neanche uno. Il
partito di Umberto Bossi, che a Montecitorio ha scucito una mozione sulle
classi ponte per gli immigrati, a Palazzo Madama dovrebbe accontentarsi di un
ordine del giorno sul ritorno ai voti a scuola al posto dei giudizi: l'Invalsi
predisporrà una griglia di valutazione in base alla quale l'insegnante darà il
voto. Ma non è escluso che il governo decida comunque di ricorrere al voto di
fiducia, come già fatto alla camera. "Avendola già posto nell'altro ramo
del parlamento", commenta il senatore della Lega, Mario Pittoni, "è
probabile che la fiducia si ripeta anche al senato". Non tanto per
blindare il provvedimento contro problemi interni alla maggioranza, ma per
stringere i tempi e consentire l'approvazione definitiva nel giro di una decina
di giorni. Che l'ipotesi della fiducia circoli negli ambienti parlamentari è
quanto rileva anche il senatore del Pd, Antonio Rusconi. Che però ne fornisce
una diversa motivazione: "Ho l'impressione che il governo metterà la
fiducia anche per evitare possibili dissensi all'interno della maggioranza su
alcuni punti, come quello che riguarda i tagli agli insegnanti di
inglese". Il dl scade il 31 ottobre prossimo. E per il giorno prima, il 30
di ottobre, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno indetto lo sciopero unitario
della scuola. Se il provvedimento fosse convertito in legge nei giorni
precedenti al 30, la protesta avverrebbe a cose già fatte. E senza nessun
potere, dunque, di modificare i contenuti della riforma. Intanto la Gelmini ha messo giù una documentazione in cui spiega le
ragioni degli interventi. E le bugie della protesta. La documentazione è stata
illustrata proprio ai componenti di Pdl e Lega in commissione cultura di
Palazzo Madama. "Educazione, merito, efficienza. La scuola cambia", è
il titolo del fascicoletto. La Gelmini,
nell'illustrazione, ha utilizzato una serie di slide. La prima, di attacco,
recitava: "Da 40 anni la sinistra rovina la scuola", cavalcando un
cavallo di battaglia sempre vincente del premier, Silvio Berlsuconi. La causa,
spiega Gelmini, "è nella cultura del '68 che ha
eliminato il merito e livellato tutto verso il basso. La scuola deve educare,
così come gli ospedali devono curare". Il 97% delle risorse, ha detto la Gelmini a beneficio dei senatori, servono a pagare gli
stipendi e così "rimangono solo le briciole per merito, ricerca e
formazione". L'Italia occupa il penultimo posto per numero di laureati,
preceduta da Cile e Messico, ripeteva il ministro. Si spende di più con
risultati inferiori agli altri paesi. Il capitolo dell'educazione, previsto dal
dl su cui il senato è chiamato a esprimersi, comprende "Cittadinanza e
Costituzione": per integrare gli studenti stranieri, per l'educazione
ambientale e stradale. E il ministro rinnova una garanzia: "il tempo pieno
alle elementari sarà aumentato del 50%" ridistribuendo i maestri non più
impegnati nella compresenza in classe. E il voto in condotta "per combattere
il fenomeno del bullismo. La terza slide del ministro lancia la volata al
maestro unico: "Solo in Italia ci sono più maestri per alunno. Tutti i
paesi d'Europa hanno il maestro unico". Peccato, ha commentato Francesco
Scrima, segretario della Cisl scuola, "che la nostra scuola primaria sia
considerata però la migliore, proprio per come è strutturata". Chissa' se
grazie ai tre insegnanti oppure per altre cause. La questione su cui ci si
divide e ci si dividera' ancora.
( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi Numero 248, pag. 1 del 18/10/2008 Autore: di Franco Bechis
Visualizza la pagina in PDF Non tirate sulla Gelmini
Napolitano ferma il linciaggio del ministro. Ma la rivolta è un bluff Il
presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto a studenti e
professori di non farsi prendere da "esagerazioni" e da
"allarmi", raggelando sindacati e opposizione proprio nel giorno del
primo sciopero contro la riforma della scuola. Pur non volendo entrare nel
merito di provvedimenti legislativi, che secondo il presidente della repubblica
debbono essere definiti da governo e parlamento, dal Quirinale è arrivata una
richiesta di moderazione per i toni con cui in questi giorni si sta linciando
uno dei più giovani ministri dell'esecutivo, Mariastella Gelmini.
Una doccia fredda sia per alcuni media che per alcuni protagonisti della
contestazione. Che spesso hanno inscenato un bluff, come quello delle
università occupate...(...) Da giorni le cronache cittadine di molti quotidiani
raccontano ad esempio della rivolta delle Università contro il loro ministro.
Per tutta la settimana i lettori sono stati informati ad esempio di una
occupazione studentesca della Università statale di Milano, e di una protesta a
macchia d'olio che avrebbe paralizzato gli atenei a Torino, Bologna, Roma e in
tutte le principali sedi. Grazie alla collaborazione di alcuni studenti
improvvisatisi nostri giornalisti e fotografi, siamo andati a verificare sul
campo quanto veniva raccontato dai media. Le aule di lezione sono libere e
piene di studenti che seguono i lavori, le biblioteche pure, come dimostrato
con la sequenza fotografica alle pagine 4 e 5. Tutto nella normalità. I
presunti occupanti sono qualche gruppetto che dopo qualche ora già non presidia
più il suo gazebo. La protesta dilagherà- come si dice. Eppure i sondaggi di
opinione, come qualsiasi colloquio in bus, metro, o fra i banchi del mercato,
non fanno immaginare tanta avversione ai provvedimenti della Gelmini.
Anzi, sembrano piacere e non poco il ritorno a dare un peso per il voto in
condotta, al grembiule, al maestro unico, così come tutte le poche modifiche
(parlare di riforma è quanto meno esagerato) introdotte nel sistema scolastico.
Certo, ci sarà anche qualcuno a cui non piacciono, ma è probabile che si tratti
di una minoranza assai ristretta. Ieri ci sono stati molti cortei di studenti,
insegnanti e genitori in tutta Italia. Hanno manifestato il proprio dissenso
nelle forme tradizionali, ma le scuole quasi ovunque sono rimaste aperte. Le
lezioni si sono tenute e non sembra così lontano dal vero quel dato fornito dal
ministero (4% di adesioni ministeriali allo sciopero dei Cobas) che fa
immaginare una rilevante maggioranza silenziosa al lavoro con serietà e
normalità che non conquistano i titoli di prima pagina. Sui media (esemplare
come sempre in questo senso Annozero di Michele Santoro) si citano stragi
occupazionali effettuate dalla ministra, rivolte popolari, sistema scolastico e
universitario in ebollizione e pronto alle vie di fatto. Ma si tratta solo di
una grande finzione. Non un insegnante, non un maestro ha oggi perso il suo posto di lavoro in base ai provvedimenti adottati dalla
Gelmini. E anche la
protesta non sembra quell'incendio descritto ieri dal titolo di prima pagina
dell'Unità: “Dall'asilo all'università, è rivolta. Studenti in corteo e facoltà
occupate: la Gelmini sta
affossando gli atenei”. Di vero c'è invece questo episodio verificatosi a
Milano questa settimana. Scuola elementare del centro, classe seconda.
Primo incontro tra la maestra e i genitori. Convenevoli di turno, poi si passa
alla organizzazione del lavoro in aula. A un certo punto la maestra dichiara:
“Naturalmente, quest'anno niente grembiule”. Sguardi sconcertati tra i
genitori: l'anno prima, proprio la stessa maestra aveva proprosto di far venire
i bambini con il grembiule, per praticità e per non mettere in imbarazzo i
figli di genitori meno abbienti. Segue discorsetto su come la riforma Gelmini, a parere dell'insegnante, getterà nel caos il
sistema scolastico. Insomma, niente grembiule perché quello è il simbolo della
riforma. Pochi giorni fa, quasi tutti i bambini della classe sono tornati a
casa con i panni macchiati dopo una sessione di laboratorio artistico. La
rappresentante di classe, su richiesta di alcune mamme (non certamente quelle
che possono permettersi un cambio al giorno) timidamente ha chiesto: “Allora,
torniamo al grembiule?” Risposta tranchant: “Non se ne parla proprio”. E chissà
quale macchia è più difficile da cancellare, quella dei bimbi impasticciatisi
di acquarelli o quella di chi brandisce il grembiule come arma ideologica al di
là di ogni logica? Sì, la scuola è da cambiare. Anche per liberarla da maestre
così.
( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Politica Numero 248, pag. 10 del
18/10/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Disagi per
gli scioperi e i cortei indetti da Cub, Cobas e Sdl. In piazza anche sanità e
scuola Trasporti, grandi città in tilt Secondo i sindacati di base l'adesione è
stata enorme Sono state soprattutto le grandi città a risentire della giornata
di scioperi indetti dai sindacati di base nei settori trasporti, soprattutto
locali, scuola, sanità e pubblica amministrazione, con manifestazioni a Roma
(corteo da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni in Laterano) e Milano.
Le rivendicazioni interessano, tra l'altro, l'adeguamento di salari e pensioni
e le riduzioni dei prezzi. Secondo Cub, Cobas e Sdl l'adesione allo sciopero è
stata "enorme". Se è vero, infatti, che l'astensione dal lavoro non
ha avuto ripercussioni rilevanti sul traffico aereo e sulla circolazione di
treni a media e lunga percorrenza (i treni locali delle fasce orarie a maggiore
mobilità pendolare non sono stati interessati dal blocco e solo in ambito
regionale, soprattutto nel nord, alcuni convogli hanno subito limitazioni di
percorso o cancellazioni), è altrettanto vero che nei grandi centri urbani, i
sindacati autonomi raccolgono forti consensi nel trasporto pubblico locale.
Così, pur avendo cercato di correre ai ripari (il Campidoglio ha disposto la
disattivazione delle Zone a traffico limitato diurne del centro e di
Trastevere, in concomitanza appunto con lo sciopero del trasporto pubblico,
dalle 8,30 alle 16,30, e anche a Milano l'amministrazione comunale ha sospeso
l'Ecopass, autorizzando la liberalizzazione dei turni di servizio taxi, solo
per il carico in città, dalle 18 alle 24), diversi sono stati i disagi. Nel
capoluogo lombardo ci sono stati tre punti di raduno dei manifestanti: due in
Largo Cairoli e uno in piazza Missori, dove si è
concentrata la protesta contro la riforma Gelmini con un corteo che è arrivato fino a via Ripamonti, sede del
provveditorato. Gli utenti dei mezzi pubblici hanno dovuto fare i conti non
solo con lo stop di tram e bus (dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 al termine del
servizio) e delle tre linee metropolitane (dalle 18 al termine del servizio),
ma appunto anche con i tre cortei, che hanno reso la situazione
"caotica", a detta della polizia municipale. E a causa dei quali sono
state deviate 19 linee di superficie che transitano per il centro. Tuttavia
l'Atm, l'azienda di trasporti, ha sostenuto che ha circolato il 68% dei mezzi.
A Roma, sono stati "più di 350 mila" i manifestanti che, sfilando
sotto la pioggia, hanno preso parte al corteo organizzato da Cobas, Cub e Sdl
soprattutto contro precariato e tagli nella scuola. Mentre sul fronte trasporti
pubblici, i mezzi hanno viaggiato a singhiozzo, anche se Trambus Spa, che a
Roma gestisce tutte le linee di tram e la maggior parte delle linee di bus, ha
reso noto che, alle 10,30, il dato sull'adesione allo sciopero era del 33%
(l'astensione è finita alle 16,30). Atac intanto ha ricordato che il servizio
di metro è stato regolare. A metà giornata, all'aeroporto di Fiumicino, è stato
registrato qualche disagio, a causa di una decina di cancellazioni di voli
Alitalia e di alcuni ritardi (mezz'ora di media) dei voli di altre compagnie. A
Torino, dove lo sciopero ha interessato le fasce orarie dalle 9-12 e 15 fine
servizio, metropolitana bloccata e, secondo le organizzazioni che hanno indetto
la protesta, adesione superiore al 70-80% tra gli autisti di bus e tram.
All'opposto la Gtt, azienda torinese di trasporti, ha riferito che la
partecipazione è stata intorno al 35%. Giornata nera anche per i veneziani:
lunghe code non solo per salire su un taxi ma addirittura per accedere alle
gondole, che in molti, turisti e non, hanno utilizzato come mezzo pubblico.
Traffico in tilt anche a Palermo, con ingorghi e auto in coda. All'aeroporto
Marconi di Bologna 24 voli, nazionali e internazionali, sono stati cancellati.
Non ci sono stati grossi problemi, invece, a Napoli: pochi mezzi rientrati nei
depositi, nessuna ressa alle fermate, situazione tranquilla nelle stazioni di
metropolitana, funicolare e circumvesuviana. Per l'Anm, azienda napoletana
mobilità, l'adesione è stata di poco superiore all'11%. A subire conseguenze
della mobilitazione solo la circolazione dei treni della Sepsa, i cui addetti
sono impegnati in una vertenza aziendale.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Roma
Atenei, protesta in piazza il corteo blocca il lungotevere Sapienza, lo slogan
degli studenti "indiani": "Augh" I collettivi della
Sapienza: le facoltà occupate saranno "liberate" nel weekend LAURA
MARI Hanno superato la pioggia e la stanchezza. E quando sono arrivati, di
corsa e sudati, davanti al ministero dell'Istruzione, in diecimila hanno
gridato vittoria. Non con le braccia al cielo o con i cori da stadio. Ma con un
urlo semplice e da fumetto: "Augh-Augh-Augh". Un mantra che da mesi
guida ogni rivolta dei collettivi studenteschi, a partire dalle mobilitazioni
contro la partecipazione di papa Ratzinger all'inaugurazione dell'anno
accademico dell'università La Sapienza, fino ad arrivare alla manifestazione di
ieri, un corteo a cui hanno partecipato oltre diecimila studenti universitari e
liceali provenienti da ogni parte d'Italia. "Oggi (ieri ndr) segneremo
l'inizio dell'Anno Zero, di una nuova epoca dove i giovani non hanno più paura
di esprimersi e anzi, lo fanno con gioia, senza cercare scontri e
violenze" urla dal megafono Stefano Zarlenga mentre guida il corteo di
circa 700 universitari di Roma e d'Italia in partenza ieri mattina, sotto il
diluvio, da piazzale Aldo Moro, davanti ai cancelli della Sapienza.
Destinazione: piazza della Repubblica, per prendere parte alla manifestazione
nazionale dei sindacati Cub, Cobas e Sdl. Ma non appena lo spezzone degli
universitari inizia a crescere di numero, anche grazie all'arrivo di migliaia
di liceali delle scuole della capitale (tra cui il Mamiani occupato), un'idea
balena tra gli studenti. "Stacchiamoci dal corteo e andiamo a protestare
sotto il ministero dell'Istruzione" bisbigliano come cospiratori i
diecimila anti-Gelmini. E pian
piano il mormorio si fa sempre più consistente, diventa un urlo quando il
corteo attraversa via Merulana e, all'altezza dell'incrocio con via Labicana,
devia e si stacca dalla manifestazione nazionale. In pochi secondi dallo
spezzone studentesco, guidato dagli studenti della Sapienza, scompaiono le
bandiere dei sindacati e dei politici. Il traffico va in tilt e loro, i
diecimila studenti, proseguono verso il ministero dell'Istruzione preceduti da
un esiguo cordone di qualche decina di carabinieri. Poi gli studenti fanno una
mossa a sorpresa che spiazza completamente le forze dell'ordine. Superato il
Circo Massimo, di corsa si spostano sul lungotevere, paralizzano la città,
invadono come un fiume in piena ponte Palatino e poi si riversano, tra spintoni
con le forze dell'ordine e qualche (non più di tre) casco in testa, su viale
Trastevere. "è un grande giorno - commenta Francesco Raparelli - abbiamo
dimostrato che si può protestare con gioia, a senza scontri e violenze".
Viale Trastevere è completamente invaso da migliaia di universitari e liceali.
Si alza il coro, unico e potente: "Gelmini stiamo
arrivando". Poi, davanti al ministero dell'Istruzione e alle forze
dell'ordine in assetto anti-sommossa, la festa. I collettivi della Sapienza
annunciano che le facoltà occupate saranno "liberate" nel weekend e
il dipartimento di Fisica precisa che, nonostante docenti e ricercatori abbiano
ritirato la propria disponibilità a ricoprire gli incarichi didattici non
dovuti per legge, non sarà sospesa la didattica. "Ma la protesta non si
ferma" promettono gli studenti. Andrà avanti al grido di "Augh-Augh-Augh".
Dopo la Pantera, arrivano gli Indiani.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Roma Il
corteo ha attraversato la città da piazza della Repubblica a San Giovanni. Si
mobilita anche Roma Tre Atenei, sfila la protesta In piazza
i bimbi anti-Gelmini. Gli
universitari bloccano il lungotevere Dopo la Pantera arrivano gli
"Indiani". Entrano in scena staccandosi dal corteo nazionale,
bloccando il traffico, paralizzando la città e manifestando sotto il ministero
dell'Istruzione al grido di "Augh-Augh-Augh". Sono i diecimila
studenti universitari che nei giorni scorsi hanno messo in agitazione la Sapienza
e che ieri hanno partecipato, assieme agli studenti medi e a molti docenti e
matricole dell'università di Roma Tre, alla manifestazione indetta dai
sindacati Cub, Cobas e Sdl. Poi, all'altezza di via Labicana, hanno superato il
cordone delle forze dell'ordine e, in una lunga e pacifica corsa, hanno
raggiunto il ministero dell'Istruzione bloccando il lungotevere. Ma nel corteo
nazionale dei sindacati che ha sfilato fino a San Giovanni, in prima fila
c'erano anche i bambini delle elementari che, con genitori e maestre, hanno
manifestato contro il ministro Gelmini. TEA MAISTO E
LAURA MARI ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Roma In
prima fila, ecco i bambini anti-Gelmini Striscioni tra
le mani e le magliette con la scritta: "Non rubateci il futuro" Le
mamme: "Portare i nostri figli in piazza non vuol dire strumentalizzarli"
TEA MAISTO Erano in prima fila anche loro. Assieme a mamma, papà e alle loro
maestre hanno protestato in difesa della scuola contro la riforma Gelmini. Striscioni tra le mani, magliette verdi con la
scritta "Non rubateci il futuro" e fischietti, i bambini delle
elementari hanno protestato nonostante la pioggia proprio come "i
grandi". In attesa dell'inizio del corteo clown e favole avevano
intrattenuto i bimbi. E ce ne erano di tutte le età, anche di piccolissimi in
carrozzina. Insomma, ieri i genitori hanno deciso di rispondere alle polemiche
dei giorni scorsi e hanno portato i loro figli a manifestare: "Portare i
bambini in piazza non vuol dire strumentalizzarli", spiegano in coro le
mamme. "La scuola è nostra, non la toccate", gridano due bambini che
camminano mano nella mano con mamma e papà. Un gruppo di piccolissimi del
49esimo circolo di Roma regge uno striscione con su scritto "Lasciate in
pace la scuola pubblica statale". Altri ancora:
"Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". E poi i piccoli della scuola Falcone e Borsellino, zona
piazza Bologna, reggono un piccolo manifesto: "La scuola non è l'isola che
non c'è". Accanto a loro la maestra Emanuela Rossi, per l'occasione
donna-sandwich. "Gelmini - c'è scritto - la tua riforma è un incubo". E
spiega: "E' un insieme di tagli, non una riforma. Temo per la qualità
della scuola". "E' un passo indietro enorme - dichiara Annalisa De
Ruscis, insegnante dell'istituto comprensivo di Montesacro - come farà un
maestro unico a stare in classe con 30 bambini? Questa riforma non è stata
discussa, non si decide in questo modo sulla scuola". Durante il corteo,
intanto, molti genitori sono dovuti andare negli istituti per autorizzare i
ragazzi a tornare a casa. Alla scuola media Nino Bixio di Monteverde Vecchio,
ad esempio, la fila è durata ore in attesa di poter riprendersi i figli
lasciati soli in classe a causa della protesta dei professori contro la
riforma. Anche oggi continuano le mobilitazioni del mondo della scuola
capitolina e a scendere in piazza per una festa-protesta ci saranno gli
istituti nel XV municipio: due cortei partiranno dalle scuole Pirandello e
Pascoli fino a confluire, alle 10.30, in piazza Meucci. E poi lunedì ci sarà la
Notte Bianca alla scuola Iqbal Masih del Casilino, l'istituto che per prima ha
iniziato le proteste contro la riforma Gelmini per la
reintroduzione del maestro unico. Ci saranno burattini, fiabe e giochi per
bambini e dibattiti con esponenti del mondo universitario. La manifestazione si
concluderà alle 22 con il concerto di Têtes de bois e del PC Jazz band di Paolo
Cintio della scuola popolare di musica del Testaccio.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo
Assemblea sulla riforma, lunedì e martedì cortei. "Chiamiamo alla
mobilitazione tutto il mondo scolastico" Ateneo, la
rivolta dei 4 mila Studenti e docenti attaccano la Gelmini. Che annulla la visita IL POPOLO DELL'UNIVERSITà - in
quattromila tra studenti, professori, ricercatori, tecnici - ha aperto in
grande stile la mobilitazione contro i tagli e le riforme del ministro
Mariastella Gelmini. Al
termine di un'assemblea affollata come non se ne vedevano dai tempi della
Pantera, è stata messa in cantiere una fitta serie di iniziative di
protesta. Nonostante il forfait della Gelmini, che ha
rinunciato a partecipare a un convegno allo Steri, lunedì gli studenti
sfileranno lo stesso in corteo fino alla sede del rettorato. Il giorno dopo
assemblee in tutte le facoltà e nuova marcia per le strade del centro. Ieri,
con lo sciopero e la manifestazione dei Cobas, si è aperta la stagione della
protesta anche nelle scuole. SERVIZI ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo Il
reportage Vita da ricercatori lezioni a zero euro ANTONELLA ROMANO PER LE
SUPPLENZE dello scorso anno all'Università di Palermo i ricercatori hanno
guadagnato, si fa per dire, zero euro. Zero euro per ogni
ora di lezione. E l'anno prima avevano intascato due euro a lezione. Adesso i
ricercatori, zoccolo duro della protesta anti-Gelmini, rinunceranno ai carichi didattici aggiuntivi, ovvero alle
supplenze. SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Palermo
Ieri il primo sciopero, il 30 tocca alle confederazioni A scuola autunno caldo
sfilano i docenti Cobas SALVO INTRAVAIA Anche gli
insegnanti dei Cobas sono scesi in piazza ieri mattina contro la Gelmini. Il corteo, che ha coinciso con
lo sciopero della scuola indetto dal sindacato di base, è partito attorno alle
10 da piazza Castelnuovo. Alcune centinaia di professori hanno percorso le vie
del centro per concludere la manifestazione in via Cavour, davanti alla
prefettura. "Al corteo - racconta Leonardo Alagna, esponente dei
Cobas - hanno aderito i docenti del Forum dei precari e alcuni ragazzi di
Azione giovani che dicono no ai provvedimenti del ministro Mariastella Gelmini". In piazza c'era pure Giusto Catania,
europarlamentare di Rifondazione comunista: "Le scuole e gli atenei
siciliani - dice - saranno fortemente penalizzati, ed è scandalosa la
subalternità di Lombardo che proclama la sua autonomia ma poi accetta
supinamente le politiche romane su sanità, scuola e federalismo". Anche a
Palermo i prof sono scesi in piazza contro il ripristino del maestro unico
nella scuola primaria, la soppressione dei piccoli istituti dell'obbligo che
rischia di sguarnire i centri minori, la riduzione del tempo scuola alle
elementari e del tempo prolungato alle medie e contro i tagli agli organici che
colpiranno prevalentemente i precari. "La situazione al Sud è al limite
del collasso - dice Alagna - Siamo scesi in piazza per protestare contro la
politica del governo sulla scuola. Ma il problema sta diventando sociale e
interessa tutti i cittadini. Per questo, prima che la situazione di grave
malessere sociale possa degenerare, chiediamo al prefetto di aprire un tavolo
interistituzionale". Un ciclone rischia di travolgere la scuola nel
prossimo triennio. Una stima prudenziale prevede nella provincia di Palermo la
cancellazione di oltre tremila posti. Per questo oggi alle 17 Cgil, Cisl, Uil,
Snals, Confsal e Gilda daranno vita a un sit-in a piazza Politeama per spiegare
la riforma Gelmini ai cittadini. I sindacati
confederali hanno proclamato lo sciopero per giovedì 30 ottobre.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Palermo Prof e studenti sulle barricate la Gelmini rinuncia alla visita In quattromila all'assemblea: "Come
vent'anni fa" L'Ateneo in rivolta Un corteo lunedì e uno il giorno dopo Al
raduno il rettore Silvestri e il suo successore Lagalla il ministro diserterà
la visita programmata per lunedì prossimo allo Steri e si terrà lontano dalle
contestazioni studentesche nelle piazze di Palermo. Ma l'onda lunga
anti-Gelmini ormai è in moto e il popolo di viale
delle Scienze lunedì alle 9 del mattino si metterà ugualmente in marcia per
raggiungere la sede del rettorato, in piazza Marina, per chiedere l'abrogazione
della legge 133 "che riduce il numero dei docenti, peggiora l'offerta
didattica, impedisce l'accesso dei giovani alla docenza". è la prima delle
azioni di protesta decretate ieri da un'assemblea d'ateneo nel cortile esterno
di Architettura che, con l'inaspettata adesione di circa quattromila persone,
ha ricordato i successi di quelle della Pantera di fine anni Ottanta, il
movimento che dalle aule universitarie palermitane divampò in mezza Italia. Tutti
in piedi, clima da amarcord, striscioni sull'Università "svenduta" e
tanti relatori che si sono alternati al microfono al balcone del primo piano.
Alla fine è stato approvato un documento che esprime preoccupazione per i
provvedimenti annunciati dalla Gelmini. Per martedì
prossimo il rettore Giuseppe Silvestri ha sospeso l'attività didattica
autorizzando assemblee in tutte le facoltà: alle 11 partirà da Ingegneria un
corteo, questa volta capitanato dai docenti, che si snoderà per le principali
strade della città. "è una manifestazione - ha detto Silvestri, giunto
all'assemblea assieme al suo successore, Roberto Lagalla - che servirà per far
conoscere alla cittadinanza i motivi della protesta". L'aula magna di
Ingegneria, 1.300 posti, non è bastata a contenere la fiumana dei partecipanti.
L'assemblea si è spostata così nel piazzale alle spalle dell'edificio 14 di
Architettura. All'incontro, organizzato da tutti i sindacati dell'Università,
hanno aderito con gli studenti centinaia di docenti di tutte le fasce,
dottorandi, assegnisti, presidi - da Adelfio Elio Cardinale, di Medicina, a
Giuseppe Giordano, neo-preside di Agraria - personale tecnico e amministrativo.
Non accadeva da anni. Gli studenti universitari hanno indetto per lunedì, in
occasione della programmata visita al rettorato del ministro Mariastella Gelmini, un corteo aperto ai cittadini, per ribadire il no
al decreto di riforma dell'università. Da viale Trastevere informano però che
il ministro non verrà. Della protesta ieri pomeriggio si è discusso a Lettere,
dove gli studenti sono in assemblea permanente da sei giorni. Nel documento
approvato dall'assemblea (che sintetizza quelli elaborati dalle tre facoltà più
agguerrite: Ingegneria, Scienze e Lettere) si è deciso di dare il via
all'istituzione di tavoli per la raccolta delle firme per contrastare
l'approvazione del decreto, il 31 ottobre al Senato. In tre giorni state già
raccolte 6.500 firme (su 60 mila studenti). Nel documento finale si dice no
alla riforma che impone riduzioni economiche, di personale, del fondo di
finanziamento ordinario, e che prevede una sola nuova assunzione ogni cinque
pensionamenti. Dice Francesco Musacchia, coordinatore dei docenti dell'Andu:
"La caratteristica più interessante della protesta è che l'assemblea di oggi
non ha avuto un colore politico. L'aula magna piena, con tanti presidi e
persino due rettori, è stato un fatto assolutamente imprevisto. è importante
che si mantenga alta la tensione e che si stabilisca una forte coesione sociale
con gli studenti". Lancia un appello Pasquale Di Pollina, leader dell'Udu,
l'unione degli studenti che sta organizzando assemblee in tutte le facoltà:
"Chiediamo la mobilitazione di tutto il mondo studentesco, dei docenti,
dei presidi, dei cittadini. Dobbiamo tutti quanti opporci allo smantellamento
dell'università pubblica, al blocco della ricerca e della formazione".
Aderisce alla protesta Rita Borsellino, leader di Un'altra Storia, che chiede
un intervento del governo regionale con misure a tutela dell'istruzione
pubblica. Si dissocia invece Azione universitaria, che si oppone al blocco
della didattica e alle occupazioni: "La buona partecipazione di oggi non
può rappresentare unilateralmente la voce degli oltre sessantamila studenti del
nostro ateneo - dice Carolina Varchi - La maggioranza degli studenti, seppur
vittime degli strumentali allarmismi della sinistra, non ha alcuna intenzione
di rinunciare al normale svolgimento della didattica". a. r.
( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Maestro unico e voti
in condotta. Tagli all'istruzione pubblica di 8 miliardi di euro in 3 anni per
87mila docenti e 44.500 tra collaboratori e personale delle segreterie
scolastiche. Sono questi i nodi della protesta anti-Gelmini: alle elementari un solo insegnante per solo 24 ore alla
settimana. E l'attuale tempo pieno viene lasciato alla creatività delle scuole:
potranno consentirlo solo in base agli organici che fornirà il ministero. Poi
il capitolo scuole di montagna: con un taglio di più di 500 milioni chiuderanno
circa 2600 istituti. All'università invece lo scontro è per la legge
133: tagli di 1,5 miliardi in 5 anni, la possibilità per gli atenei di
trasformarsi in fondazioni di diritto privato e un rallentamento del turn-over
al 20%. I motivi della protesta.
( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
"La
ricerca è in mutande Leviamo anche quelle" "No a Tremonti-Gelmini distruttori
della scuola". "Decreto Gelmini: meno tempo
pieno per i nostri bambini". "Ma quale grembiulino ma quale voto in condotta:
è la scuola pubblica che viene malridotta". "Stranieri, italiani,
belli e brutti: la scuola pubblica è di tutti". "Taglia taglia e il bambino
raglia". "Noi la crisi non la vogliamo. Noi la crisi non la
paghiamo". "I ricercatori non sono in svendita. Questa lotta vogliamo
vincere". "La ricerca è in mutande. Leviamo anche quelle?".
"Tagli turn over e fondazioni: anomalie e sapienza, la verità non si
arresta". Gli slogan.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Milano
Università, nuove proteste arrivano gli Stati generali Nel corteo anche scritte,
lanci di uova e bottiglie Occupato fino a notte il cortile di Scienze
politiche, blitz dei precari in piazza Affari LAURA BELLOMI "Bloccheremo il decreto Gelmini, la rivolta è appena cominciata". Con questo slogan i
collettivi della Statale si preparano agli "Stati generali d'ateneo"
di martedì prossimo. "Un'assemblea in cui studenti, lavoratori e docenti
si uniranno per fermare la riforma e lo spezzatino universitario che ha in
mente il ministro", fa sapere Luca Minghinelli, studente di Scienze
politiche. In un crescendo di mobilitazioni, monta la protesta degli studenti
universitari. Per martedì 28 è indetta alla Bicocca l'assemblea unitaria,
mentre oggi pomeriggio dalle
( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Gelmini sul decreto
"La sinistra difende una scuola indifendibile" / Roma È FIRMATO
"Mariastella Gelmini - gruppo di lavoro"
l'opuscolo di 5 pagine, dal titolo "istruzione", che i collaboratori
del ministro hanno distribuito ai senatori del Pdl e della Lega nord
nell'incontro con la titolare del dicastero di viale Trastevere, che si è svolto mercoledì scorso a
Palazzo Madama. tema della riunione, ovviamente, la riforma della scuola.Tre
titoli per una sorta di promemoria dedicato alla contestata riforma: "La
scuola del centrodestra", "Tagli? no, lotta agli sprechi per
riqualificare la scuola italiana", "la sinistra difende lo status
quo". - La scuola del centrodestra. Qui vengono spiegate le ragioni delle
scelte contenute nel decreto all'esame del Senato. si parte dal ritorno al
grembiule che trova le sue motivazioni nel "risparmio per le famiglie,
eguaglianza di tutti i bambini a scuola, fine della corsa alle griffe".
C'è poi il
( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Marcella, la prof
"Oggi dovevo essere qui" 54 anni, una vita alle elementari: "La
politica non c'entra, tolgono il futuro ai nostri ragazzi" di Federica
Fantozzi / Roma L'UNICO striscione che non sanguina è il suo: "Gelmini risplendi di luce propria? Ai
posteri l'ardua sentenza". Se non si scioglie sotto la pioggia, è merito
del ferro da stiro passato sui colori acrilici. Destinati agli alunni, ma, come
per risme di carta, scotch e pennarelli, non c'è peculato: "Se tieni al
lavoro che fai, ti metti le mani in tasca e compri i materiali che non ci
sono". Marcella Patassa insegna italiano e storia alla primaria
Giuseppe Verdi di Santa Maria delle Mole, Castelli Romani. Una scuola normale,
non di trincea: 280 bambini, 14 classi da
( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 250 del
2008-10-18 pagina 3 Ecco l'altra Gelmini pronta allo sciopero di Redazione Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, è da giorni
nell'occhio del ciclone. In piazza la contestano, ce l'hanno con la sua
riforma. Le piazze si gonfiano e in quelle moltitudini organizzate dal
sindacato e dalle opposizioni c'è anche la contestatrice che non ti aspetti.
Una di famiglia. Nientemeno che la sorella. Cinzia Gelmini,
insegnante elementare alla Angelo Canossi, nel distretto didattico di Pontevico
nella provincia di Brescia da cui la ministra proviene. Insegna italiano,
immagine, musica e laboratorio. E non sta certo dalla parte della sorella. Non
lo è mai stata. Delegata confederale della Cgil, ieri non c'era ma solo perché
gli slogan erano dei Cobas e per quelli scanditi dai confederali bisogna
attendere il 30 ottobre. Quel giorno però si può scommettere che Cinzia sarà
dietro a qualche striscione perché - confermano alla Camera del Lavoro di
Brescia - la sorella di Mariastella ha partecipato a tutte le assemblee
preparatorie dello sciopero del 30 ottobre. "D'altronde è una dirigente
dell'Flc-Cgil - spiega Santo Gaffurini della segreteria Cgil - e in passato ha
sempre preso parte alle mobilitazioni". Già, in passato. Stavolta è
diverso. Il "bersaglio" non si chiama Moratti ma Gelmini.
La sorella Mariastella, che in occasione del giuramento aveva dichiarato:
"Cinzia, la mia consigliera". E lei a sua volta aveva riconosciuto
che nessuna di loro "è ideologica" e che pur pensandola diversamente
riescono a non litigare. Ma il 30 ottobre sarà diverso: l'una in una piazza di
Brescia, l'altra in piazza Kennedy. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 250 del 2008-10-18
pagina 3 Slogan rabbiosi e pugni chiusi Che rabbia quei bimbi in corteo di
Cristiano Gatti Da Roma a Genova fino a Napoli i "baby-scioperanti"
sono un salto di qualità che dovremmo risparmiarci Non è facile parlare di
bambini. Serve delicatezza, ma ancora di più serve rispetto. Per una volta, noi
adulti dovremmo riuscire a parlarne al di fuori e al di sopra delle nostre
coloriture, dei nostri schieramenti, dei nostri giochi politici. Il tema, molto
semplice e molto scarno, è di stringente attualità: ha senso, in questi giorni
di ruvida contestazione stradale, mandare avanti i bambini? È poi così normale
portarseli in corteo, cartellonarli sotto slogan rabbiosi, invitarli al coro
col pugno proteso, dotarli di megafono? Se la questione viene sollevata dalla Gelmini, che è di parte e non ha figli, risulta troppo
facile liquidarla come strumentale e interessata. Ma la circostanza vuole che
questa non sia una fissa della Gelmini. È un problema
molto più serio. È possibile affrontarlo, per un attimo soltanto,
nell'esclusivo e superiore interesse degli innocenti? Io lo so che sollevare
l'eccezione significa tirarmi addosso gli insulti di mezza Italia. Non importa.
Non si può accettare che certe scene passino inosservate. Che siano vissute
come tranquille e normali. A costo di passare per un papà dell'Ottocento, o per
uno spirito da Giovane Marmotta, lo voglio dire forte: quei bambini in corteo, nelle giornate della guerra alla Gelmini, sono uno spettacolo tristissimo. Non lo dico per la Gelmini: in questo momento non me ne
importa nulla della Gelmini,
della sua riforma, del grembiulino, del tempo pieno, dei tagli e delle
frattaglie di questa scuola eternamente sinistrata, così come non mi importa
nulla dei contenuti nobili e meno nobili della contestazione. Non è di
questo che voglio parlare, non è in queste feroci battaglie ideologiche che
voglio farmi trascinare. Il tema è un altro, molto più alto e molto più
fragile. I bambini in piazza, a quel modo, sono un salto di qualità che
dovremmo risparmiarci. Soprattutto, che dovremmo risparmiare loro. Eppure, a
Roma come a Genova, a Bologna come a Napoli, la grande novità della
contestazione studentesca sta proprio nei baby-scioperati. A Milano le bambine
sfilano mostrando cartelli molto più grandi di loro, non nelle dimensioni:
"Blocchiamo il decreto, occupiamo tutto". Stanno lì, davanti o in
mezzo ai cortei, mentre attorno gli studenti di università e superiori fanno il
loro mestiere, il mestiere di sempre, il mestiere di tutte le giovani
generazioni, cioè lanciare petardi, imbrattare vetrine, insultare ministri.
Allora, mammine evolute che per le creature cercate la merendina
"bio" e lo zainetto-trolley: siamo sicuri che l'esperienza del corteo
sia così edificante? Com'è che a questi nostri piccoli cerchiamo di risparmiare
qualunque esperienza troppo forte, mentre ci va benissimo che sfilino assieme
ai ventenni nel pieno esercizio della ribellione ormonale? Inutile specificare:
poco da ridire sulle iniziative inventate negli ultimi giorni, come le notti
bianche a scuola, tra pizze al trancio, giochi di gruppo e disegno libero,
mentre i dibattiti impegnati stanno sullo sfondo, là in fondo, dentro la
palestra, con genitori e maestre. Per i bambini, se non hanno a che fare con
adulti fanatici e incoscienti, l'esperienza si risolve più o meno in un
simpatico gioco. Altra cosa, tutta un'altra cosa, è il corteo. Se non ricordo
male, noi siamo quelli che giustamente compatiscono i nostri padri per quei
loro avvilenti sabati in divisa da balilla, tanto tempo fa. Siamo quelli che
giustamente provano un sano odio per tutti i regimi subdolamente impegnati
nell'indottrinamento dell'infanzia, nel Sud come all'Est del mondo. Cioè: siamo
quelli che doverosamente, civilmente, sensibilmente si ribellano all'uso
improprio, qualunque uso, dei bambini. Improvvisamente, in queste ore, la
nostra tremula ipersensibilità evapora, in nome di una battaglia ritenuta
decisiva e fondamentale. Nessuno lo discute, che sia fondamentale: il problema
è se sia accettabile mandare avanti i bambini. Solo questo. Sarò di un altro
tempo e di un altro pianeta, ma secondo me no, non è accettabile. Resto
dell'idea che i grandi debbano fare i grandi e i piccoli debbano fare i
piccoli. Senza nessuna accelerazione. Senza ambigui scambi di ruoli. Conosco
già in anticipo, e chiederei di risparmiarmele, tante obiezioni. Ne ricordo
solo qualcuna: i bambini d'oggi sono molto meno tonti di noi alla loro età, i
bambini d'oggi sono bombardati di cose ben peggiori con certa televisione.
Confermo. Non ho alcun problema. E non penso che i bambini debbano sempre
giocare con la Barbie o con le macchinine. Che debbano crescere con l'idea -
l'illusione - di un mondo in simil Walt Disney. Però vediamo di non confonderci
con i termini. Sbaglio o le nostre mamme d'oggi, a Natale, piantano il muso
allo zio che si ostina a regalare pistole e fucili? Ci sarà un motivo, se
pensiamo che comunque le armi, per quanto giocattolo, vadano tenute lontane
dall'educazione dei nostri figli... Torno allora cocciutamente alla domanda:
siamo sicuri che sfilare in questi cortei, tra cori belluini e petardi al
Provveditorato, sia così innocuo e giocoso? Prima però di rispondere a questa
domanda, forse sarebbe utile e salutare rispondere onestamente a un'altra, che
in definitiva le sovrasta tutte quante. Questa: portandoli in corteo, stiamo
facendo il loro bene o il nostro interesse? Io una risposta ce l'ho. Non sto a
ripeterla. Colgo solo l'occasione per ricordare un'antica teoria: i bambini
sono una cosa bellissima, il guaio è che col passare del tempo diventano
genitori. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Genova
Migliaia in piazza insieme agli studenti medi contro la Gelmini e Brunetta. Da lunedì lezioni in
strada Università, l'ultima trincea I docenti: "Inaugurate subito l'Anno
accademico" Mentre tremila universitari, liceali, maestre, genitori,
bambini sfilano gioiosamente e bloccano, per tre ore - ieri mattina - il centro
città, si compatta, a Balbi 4, "l'assemblea dei docenti universitari
genovesi" che chiede con urgenza al Rettore un'inaugurazione
anticipata dell'anno accademico. Una cerimonia solenne, nelle prossime
settimane, in cui tutto l'Ateneo difenda, con forza, la scuola e l'università
pubblica. Ma chiede anche un immediato intervento delle istituzioni locali e
organizza, dalla prossima settimana, lezioni in piazza. A Matteotti, De
Ferrari, San Lorenzo, professori col megafono. BOMPANI E ROSSELLI ALLE PAGINe
II E III SEGUE A PAGINA II.
( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ci risiamo, a
ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le
nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a
fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto
cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma
vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci
sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a
studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E
c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che
stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd
attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che
sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche
parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che
vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto
convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni
e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA:
LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa
settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola
italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la valutazione
di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in Italia da
Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100 studenti in
Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo.
"L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso
strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di
lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in
classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio
rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella
media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e
della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato
l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al
settore, il vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita.
L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando
contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che
sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti
( 78 ) " (32 votes, average: 3.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter
Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi:
"Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante
che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di
oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria.
Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati
sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra
(senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva
abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce
siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara
il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani
in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica):
scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25
ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto
perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del
Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre.
Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni
Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il
diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non
troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai
due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni
e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato
ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del
dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo.
"Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe
concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei
contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese",
dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci
sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex
ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo
caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli
equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i
partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo
appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle
coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente.
Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi".
E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da
sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo
veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida,
non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro
o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo
Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario"
Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (45 votes, average: 3.22 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato"
il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia,
ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei
lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto
contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo
all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui
hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i
sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato
anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche
stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati
(tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa
a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi
lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento?
Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati.
sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a
tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve,
le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la
colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it
oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in
carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia
attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti
raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel
salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro,
visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per
non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è
quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di
Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI
DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA
SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (41 votes,
average: 3.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno
scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola,
Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente.
Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il
ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi
qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati
e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per
smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei
punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è
che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente,
iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il
rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione
del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la
qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche
dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non
piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione,
il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e
la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che
la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare
la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un
salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva
del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti
incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise,
all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il
concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono
quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo
pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda
sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra
più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e
vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di
tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E
anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i
sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio
per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro
l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale
di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie
Commenti ( 158 ) " (50 votes, average: 4.1 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini
apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si
considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte
dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di
Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è
l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se
il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5)
Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average:
2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano
e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a
prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti
anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni,
a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è
diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi
- anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in
corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166
) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E'
bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia,
ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
Commenti ( 83 ) " (46 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un
toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti
gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50)
Ultime discussioni canarino: Sullo sfascio della sinistra io ho una mia teoria,
che potrebbe anche essere sbagliata (meglio scriverlo... UMBERTO TORDONE:
"SALVATORE" Ho letto che dici castronerie ed è vero, ma dici anche
bugie ed... Stephan: Vorrei fare un commento sulla qualita' della nostra
scuola. Vorrei evidenziare come la nostra scuola... Paola: A proposito della
riforma Gelmini, voglio dire la mia: sono
un'insegnante elementare, amo il mo lavoro e... Mulas: PER WOLF Dimenticavo: a
qualche centinaio di metri da quel colle sorge l'edificio del CIS progettato
da... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale:
il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails
Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Il rito delle "okkupazioni"
e quel che il Pd non dice - 3 Emails E Walter diventa il "premier
ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra
(in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo
del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la
vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La
Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Borse europee in rialzo, Milano
+4,16% L'allarme di Bush: la situazione è graveLa Gelmini:
"Così la sinistra usa la scuola"Riforma, Napolitano: "Sulla
scuola non bisogna dire solo no"Scioperi: obbligatorio referendum
preventivoClima, Bruxelles attacca l'Italia: "Stime false"
Prestigiacomo replica: "I costi sono giusti"Camorra, blitz a Scampia
Manette al boss PrestieriBenedetto XVI: "La scienza guarda al profitto e
vuole sostituirsi a Dio"Obama è ancora avanti di 5 puntiI messaggi in
codice di Al Qaeda dietro a foto di abusi su bimbiFratta, alle terme benessere
d'autunno Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il
blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti
Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione
Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni
Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Genova
Università, un grido per uscire dal tunnel Studenti in piazza. I docenti:
"Subito l'inaugurazione dell'Anno accademico" L'analisi di Gibelli
"Il sindacato e i partiti sono tagliati fuori, e questo dovrebbe farli
riflettere" L'assemblea dei prof chiede un incontro alle istituzioni:
"Venite in via Balbi e prendete posizione con noi" MICHELA BOMPANI
Mentre tremila universitari, liceali, maestre, genitori, bambini sfilano
gioiosamente e bloccano, per tre ore - ieri mattina - il centro città, si
compatta, a Balbi 4, "l'assemblea dei docenti universitari genovesi"
che chiede con urgenza al Rettore un'inaugurazione anticipata dell'anno
accademico. Una cerimonia solenne, nelle prossime settimane, in cui tutto
l'Ateneo difenda, con forza, la scuola e l'università pubblica, "contro il
tentativo di smantellamento in corso". Punta i piedi, e chiede un
immediato intervento delle istituzioni locali. Organizza, dalla prossima
settimana, lezioni in piazza. A Matteotti, De Ferrari, San Lorenzo, Annunziata:
professori col megafono. E infatti il movimento annuncia che, da lunedì, sarà
sospeso il blocco delle lezioni a Lettere: "Le ore serviranno per
informare gli studenti: lunedì stabiliremo orari e luoghi, se però i docenti
disponibili dovessero essere pochi, allora ripristineremo lo stop
didattico". Oltre ad un'assemblea plenaria, interfacoltà, mercoledì
mattina, una delle tappe della protesta della prossima settimana, sarà il Festival
della Scienza, che partirà giovedì: "Quale contesto migliore per lanciare,
ulteriormente, il grido d'aiuto dell'Università?". Promossa dalla giunta
di presidenza della Facoltà di Lettere, l'assemblea dei docenti - che diventa,
di fatto, una nuova e ulteriore voce del movimento - ha catalizzato professori
di tutte le Facoltà genovesi. "Chiediamo un incontro pubblico con le
istituzioni", invoca nel documento redatto al termine della riunione.
L'invito è diretto al sindaco, Marta Vincenzi, ai presidenti di Provincia,
Regione, ma anche al Direttore scolastico regionale, al Prefetto: "Venite
in via Balbi e prendete posizione con noi". Ci sono il preside di Lettere,
Michele Marsonet, quello di Giurisprudenza, Paolo Comanducci, il delegato del
Rettore per gli studenti e docente a Fisica, Gaetano Gallinaro, il preside di
Lingue Sergio Poli: e docenti di Medicina, Ingegneria, Lettere, Lingue,
Giurisprudenza. Dalle 11, per un'ora e mezza, discutono e preparano un
documento finale, in cui attaccano: "La gravità dell'attacco in corso al
sistema pubblico della formazione è una violazione dell'articolo 33 della
Costituzione". L'assemblea si scioglie mentre a Balbi arriva il corteo del
movimento degli studenti: sono partiti tre ore prima, proprio da qui.
"Protestiamo ad oltranza contro l'ignoranza", "Fuori la
precarietà dall'Università e dalle nostre vite": gli striscioni, appaiati,
aprono all'Annunziata un fiume di duemila persone. La marcia comincia, mentre
arriva il corteo di studenti medi - un centinaio di ragazzi - che è partito
poco prima da piazza Caricamento. Apre lo striscione nero, "Studenti
antifascisti genovesi". Degli esponenti di Lotta Comunista, che la sera
prima avevano innescato un pestaggio, irrompendo alla festa-dibattito del
movimento di via Balbi, non c'è traccia. Scongiurato così, l'unico elemento di
tensione. Tra le fila, si parla di occupazione: "Dopo il 30 - assicurano i
leader dei "medi" - dobbiamo partire almeno con otto istituti,
insieme". Avanzano gli universitari, i precari sfilano sotto l'allegoria -
come nei bestiari medievali - di Tremonti, Brunetta, Gelmini che, con i bastoni, cacciano il diavolo precario: "Abbiamo
solo un rammarico: avevamo paura, per questo non ci siamo mossi prima".
C'è il quasi-preside di Lettere (dal 1° novembre), Francesco Surdich, il
preside di Lingue, Sergio Poli, alcuni docenti, studenti di Ingegneria, Scienze
politiche, Medicina, Farmacia, Ingegneria, Giurisprudenza, Scienze
matematiche fisiche e naturali. Via Bensa è un fiume di persone, ma s'intuisce
subito che non c'è solo l'Università. Maria Rosa è "una mamma preoccupata
per il futuro dei miei figli", sfila scortata proprio da loro, Isabella e
Arturo, 9 e 15 anni: "Dovrei aspettare lo sciopero del 30 per
protestare?", chiede polemica. Ci sono quelli della Ssis, "che abbiamo
studiato e pagato tasse per due anni, siamo più precari di prima e ora ci
licenziano pure". "Se non cambierà, lotta dura sarà", scandisce
il serpentone, in galleria. E, sfruttando la risonanza, parte una breve ma
sonora contestazione al Rettore, "colpevole di non aver assunto posizioni
forti, accanto al movimento". Ci sono le maestre della scuola elementare
Dante Alighieri di Bolzaneto: "Se aspettiamo di fare sciopero con i
sindacati confederali, il 30 ottobre, la Gelmini
diventa vecchia, è nostro dovere essere qui e continuare a fare sentire la
nostra voce", sono agguerritissime. Via XXV aprile. A De Ferrari è festa,
perché il corteo si fonde con la costola genovese della manifestazione
nazionale organizzata dai sindacati di base: Michele, tre anni e mezzo, con lo
striscione "Sos scuola", prende la testa del corteo. "E' una
manifestazione riuscita, trasversale, tutte le Facoltà sono coinvolte -
riflette Antonio Gibelli, direttore del Dipartimento di Storia a Lettere - è
un'iniziativa da cui i partiti, il sindacato stesso, sono tagliati fuori. E
questo deve far riflettere. Docenti e studenti hanno imparato a camminare
insieme: si è creato un potenziale molto forte". S'imbocca via XX
settembre, le forze dell'ordine sono impercettibili, i vigili urbani disperati.
"La manifestazione continua a cambiare percorso, la situazione è difficile
da gestire", e così si decide anche la chiusura, per più di mezz'ora,
della Sopraelevata, perché i tremila si fermano a lungo, tra Corvetto e via XII
ottobre.
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Genova La
manifestazione In attesa dello sciopero generale del 30 ottobre, prova generale
di Cobas e associazioni E i genitori schierano i bambini "Tutti in lotta
per l'eguaglianza" "L'orario corto comporta l'addio al tempo pieno,
il ministro non può dire che i tagli non incideranno sulla qualità"
"Se c'è una crisi energetica non si ritorna alla candela, come si può
pensare ancora al maestro unico?" ELENA ROSSELLI Questa mattina in Largo
Pertini, alla manifestazione indetta dai Cobas e da Sos Scuole, c'erano proprio
tutti: genitori, insegnanti e bambini delle scuole primarie, forse non
completamente consapevoli della ragione delle proteste, ma saliti, loro
malgrado, sul ring dove, da giorni, rappresentanti della scuola e Governo, se
le danno di santa ragione. Se il Ministro dell'Istruzione, della Ricerca e
dell'Università Maria Stella Gelmini, dichiara di non capire le ragioni della protesta, qui in
piazza, insegnanti e genitori hanno ben presente quali sono i
"mostri" da abbattere: la riduzione dell'orario scolastico a 24 ore e
il ritorno al maestro unico: "Un orario di 24 ore comporta la sparizione
del tempo pieno - spiega una mamma molto agguerrita - il Ministro
continua a dire che i tagli non andranno a incidere sulla qualità
dell'insegnamento, ma non può essere vero perché con il maestro unico, le
classi, che saranno molto più numerose a causa dei tagli, saranno difficilmente
gestibili". Ecco il perché dello slogan "Gelmini,
provaci tu con 30 bambini". Nessuno, poi, vuole rinunciare alle attività
extra-scolastiche: "Come si troverà il tempo, con sole 24 ore disponibili,
per tutte le attività sperimentali? - si chiede una giovane insegnante - Ormai
le scuole si sono aperte al territorio: i bambini, per esempio, escono, vanno a
vedere le mostre, in biblioteca, nei musei, a teatro e al cinema e da questo
ricevono molto sia in termini umani che didattici. Oltretutto, in questo non ci
guadagnano solo i bambini, ma anche le strutture culturali: vi immaginate un
Museo di storia naturale senza bambini?" Per tutti, l'istruzione pubblica
è un bene primario, da difendere in tutti i modi: "Mettere in discussione
la scuola pubblica è come mettere in discussione la vocazione primitiva della
Repubblica. Noi non ci stiamo, né come genitori, né come cittadini". La
paura è quella di un ritorno al passato: "Se c'è una crisi energetica, non
si ritorna alla candela, ma si cercano energie alternative! Come si può tornare
al maestro unico, in un mondo ormai così plurale?" Da via XXV aprile,
arriva il corteo degli universitari: una maestra anziana che porta appeso al
collo il cartello "Più maestre meno militari", prende la parola:
"La nostra lotta è comune, contro una riforma senza idee, senza progetti,
che ha come unico scopo i tagli, a tutti i costi. Ora andiamo avanti perché la
lotta è ancora lunga". I cortei si uniscono: bambini, studenti medi,
liceali e universitari formano un unico, lungo serpente colorato che prosegue
compatto prima fino alla Prefettura, poi, come ultima tappa, fino al
Provveditorato. La protesta delle scuole elementari è una protesta in rosa:
sono quasi tutte donne quelle che stamattina si sono ritrovate davanti alla
statua di Garibaldi per difendere i "loro" bambini, ma non manca
neppure qualche maestro: "Io sono un padre e un insegnante, vivo con
apprensione questa riforma da entrambi i versanti: come padre perché temo per
il futuro dei miei figli, come maestro perché ho il dovere di lottare per
l'istruzione dei miei piccoli alunni". Poco distanti da lui, un gruppo di
bambini manifesta accanto ai genitori: due sono italiani, uno è africano, una
romena e un'indiana. Tengono in mano piccoli cartelli bianchi: sopra, una
citazione di Albert Einstein, "Appartengo alla razza umana": il
riferimento è alla proposta della Lega sulle classi-ponte per immigrati a cui
la Gelmini ha dato parere positivo: "Qui non si
tratta solo del maestro unico o dei tagli di orario - spiega la mamma dei due
bimbi italiani - ma di un concetto di scuola inaccettabile: qui si lotta anche
per l'uguaglianza".
( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ci risiamo, a
ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti
scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si
"okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via
andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina,
assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un
docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di
nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi
clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come
sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di
centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le
nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a
fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa
loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o
presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono
insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare:
loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un
altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il
Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il
ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo
e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono
le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per
l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente?
Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi
bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA: LEGGI E
l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa settimana un
focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola italiana è
quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la valutazione di
Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in Italia da Garzanti),
che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100 studenti in Italia è
quello più alto della media dei paesi cse". Non solo. "L'educazione,
in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso strumentalizzata dai politici per
promuovere a creazione di nuovi posti di lavoro. Questo si spiega perché,
nonostante in Italia si studi più a lungo e in classi più iccole, gli studenti
delle scuole secondarie facciano peggio rispetto a quelli stranieri. In ogni
caso le scuole del Nord rientrano nella media dei paesi Ocse, mentre quelle del
Sud sono ai livelli dell'Uruguay e della Thailandia". "Sebbene al momento
attuale - ha affermato l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia
incentrato sui agli al settore, il vero problema della scuola è la qualità che
è ormai sparita. L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli
e puntando contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una
linea che sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie
Commenti ( 78 ) " (32 votes, average: 3.78 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso
per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi:
"Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante
che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di
oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria.
Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati
sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra
(senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva
abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce
siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara
il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani
in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica):
scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25
ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto
perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del
Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre.
Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni
Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il
diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non
troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai
due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra
Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se
da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul
terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il
presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi
potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei
pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il
paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo
libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico -
spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti.
Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per
garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le
persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e
struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza
regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che
non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce
buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil
che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi
affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia
italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è
scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi
l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al
contrario" Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (45 votes, average:
3.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo
"copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air
France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it.
I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE
TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) "
(41 votes, average: 3.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08
Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno
scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola,
Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente.
Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il
ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi
qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati
e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per
smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei
punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è
che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente,
iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il
rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione
del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la
qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche
dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non
piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione,
il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e
la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che
la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare
la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un
salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva
del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti
incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise,
all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il
concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono
quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo
pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda
sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra
più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e
vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di
tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E
anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i
sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio
per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro
l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale
di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie
Commenti ( 158 ) " (50 votes, average: 4.1 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e
Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E
si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche
candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia,
insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto
di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana,
come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta
(Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio
piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più
ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra,
dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale
continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante
casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce
impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista
applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione
clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con
la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno
libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi
e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più
che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come
dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"?
O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes,
average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai
bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze,
linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo
diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il
possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà
aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home
page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per
ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13
votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza
- e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il
silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19
votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel
del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito
da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da
una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è
trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa
c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il
"Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd.
Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte
da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in
fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e
trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale").
Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della
rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?)
prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 )
" (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (46 votes, average: 3.41 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni canarino: Sullo sfascio della
sinistra io ho una mia teoria, che potrebbe anche essere sbagliata (meglio
scriverlo... UMBERTO TORDONE: "SALVATORE" Ho letto che dici
castronerie ed è vero, ma dici anche bugie ed... Stephan: Vorrei fare un
commento sulla qualita' della nostra scuola. Vorrei evidenziare come la nostra
scuola... Paola: A proposito della riforma Gelmini,
voglio dire la mia: sono un'insegnante elementare, amo il mo lavoro e... Mulas:
PER WOLF Dimenticavo: a qualche centinaio di metri da quel colle sorge
l'edificio del CIS progettato da... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Il rito
delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 3 Emails E Walter
diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2
Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Borse
europee in rialzo, Milano +4,16% L'allarme di Bush: la situazione è graveLa Gelmini: "Così la sinistra usa la scuola"Riforma,
Napolitano: "Sulla scuola non bisogna dire solo no"Scioperi:
obbligatorio referendum preventivoClima, Bruxelles attacca l'Italia:
"Stime false" Prestigiacomo replica: "I costi sono
giusti"Camorra, blitz a Scampia Manette al boss PrestieriBenedetto XVI:
"La scienza guarda al profitto e vuole sostituirsi a Dio"Obama è
ancora avanti di 5 puntiI messaggi in codice di Al Qaeda dietro a foto di abusi
su bimbiFratta, alle terme benessere d'autunno Blog amici Il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola
Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le
Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio
Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia
Libera TocqueVille October
( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ci risiamo, a
ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono
in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni",
ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al
venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro.
Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona
compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni,
Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa
anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era
febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e
maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non
funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti
così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il
ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che
si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili,
si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e
soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli
nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi
per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che
continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica"
non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi
giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti
riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta
tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o
ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola?
Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su
cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi
(che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO
COSA PREVEDE LA RIFORMA: LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale
inglese dedica questa settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il
problema della scuola italiana è quello "di avere troppi e malpagati
insegnanti". È la valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro
Meritocrazia (edito in Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di
insegnanti ogni 100 studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi
cse". Non solo. "L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene
spesso strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti
di lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e
in classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio
rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella
media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e della
Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato l'economista
Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al settore, il
vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita. L'attuale governo
- ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando contemporaneamte ad
ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che sembra non pagare ma
in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti ( 78 ) " (32
votes, average: 3.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08
Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in
versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la
pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla
svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla
Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa
bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre,
una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e
che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo
al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il
Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro,
parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela
perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma,
invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la
piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza
il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti
popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo
addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e
Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale
dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un
copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd,
proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata
una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro
apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema
non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra
leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di
fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità
interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei
due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd)
critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale
(sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria:
"La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione,
nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è
aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter:
"Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 118 ) "
(45 votes, average: 3.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08
Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i
risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento,
ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne
arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil,
piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la
possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il
governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl,
Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei
lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si
pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi
dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava
diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un
sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo
"copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e
confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si
basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono
eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del
governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62%
dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello
Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%).
Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa
l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della
compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO
leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (41 votes, average: 3.85 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi
ha paura della Gelmini
Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29
settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la
Gelmini". Chi tocca la
scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è
un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le
polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati
decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi
molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava
fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di
lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada
fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è
diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che
insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97%
dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi
(bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il
30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al
passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente
dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche
nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini
(e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a
far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato,
sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi
in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le
polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il
ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto,
poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 158 ) " (50 votes,
average: 4.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni
"grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede,
Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd,
di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio
così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per
sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere
il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani"
che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la
cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe
cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede
Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione
sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie
Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche
per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche
aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono
problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone
vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà
una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con
voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto
in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ...
Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è
diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni,
ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima
chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando
Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma
reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la
vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa:
in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello
scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il
Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico
30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (46 votes, average: 3.41 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni canarino: Sullo
sfascio della sinistra io ho una mia teoria, che potrebbe anche essere
sbagliata (meglio scriverlo... UMBERTO TORDONE: "SALVATORE" Ho letto
che dici castronerie ed è vero, ma dici anche bugie ed... Stephan: Vorrei fare
un commento sulla qualita' della nostra scuola. Vorrei evidenziare come la
nostra scuola... Paola: A proposito della riforma Gelmini,
voglio dire la mia: sono un'insegnante elementare, amo il mo lavoro e... Mulas:
PER WOLF Dimenticavo: a qualche centinaio di metri da quel colle sorge
l'edificio del CIS progettato da... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Il rito
delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 3 Emails E Walter
diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2
Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails
Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo
"ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici
del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Borse
europee in rialzo, Milano +4,16% L'allarme di Bush: la situazione è graveLa Gelmini: "Così la sinistra usa la scuola"Riforma,
Napolitano: "Sulla scuola non bisogna dire solo no"Scioperi:
obbligatorio referendum preventivoClima, Bruxelles attacca l'Italia:
"Stime false" Prestigiacomo replica: "I costi sono
giusti"Camorra, blitz a Scampia Manette al boss PrestieriBenedetto XVI:
"La scienza guarda al profitto e vuole sostituirsi a Dio"Obama è
ancora avanti di 5 puntiI messaggi in codice di Al Qaeda dietro a foto di abusi
su bimbiFratta, alle terme benessere d'autunno Blog amici Il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola
Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le
Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio
Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia
Libera TocqueVille October
( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
III - Firenze Corteo da piazza S.Marco Studenti, prof e genitori in marcia
contro la Gelmini montanari e rau a pag. v SEGUE A
PAGINA V.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-18 - pag: 19 autore: I cortei.
Napolitano frena le proteste "Sulla scuola niente allarmismi: non si può
dire solo no" Valentina Melis MILANO Nel giorno dei cortei in tutta Italia
contro la riforma della scuola voluta dal ministro Mariastella Gelmini, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
risponde alle domande di alcuni alunni, ospiti della tenuta di Castelporziano
per la Festa d'autunno."Non si possono dire soltanto dei no, né bisogna
farsi prendere dalla paura ", ha risposto il Capo dello Stato a una
studentessa di Milano, preoccupata per gli insegnanti che potrebbero perdere il
posto di lavoro. Napolitano ha precisato che le competenze, in questa materia,
sono del ministro: "Io guardo quello che fanno Governo e Parlamento – ha
continuato il Presidente – e quello che si discute con i rappresentanti della
scuola e dei sindacati. Bisogna fare attenzione a non farsi prendere da nessuna
esagerazione e da nessun allarme. Certamente – ha aggiunto Napolitano – ci sono
alcune cose da cambiare nella nostra scuola, che non dà ai ragazzi tutto quello
che dovrebbe sul piano della formazione e della preparazione al lavoro. Quindi
bisogna discutere le cose per come stanno ". Studenti e insegnanti hanno
manifestato ieri a Roma, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Napoli, Palermo,
contro il progetto di riforma Gelmini (Dl 137/08) e i
tagli imposti dalla manovra d'estate (legge 133/08)a scuole e atenei.L'occasione
della protesta, che ha anticipato lo sciopero nazionale della scuola indetto
per il 30 ottobre da Cgil, Cisl e Uil, è stato lo sciopero generale indetto dai
Cobas. Un successo, con 500mila persone in piazza secondo gli organizzatori,
arrivate in gran parte per difendere la scuola. Il ministero dell'Istruzione
ridimensiona i dati e parla di un'adesione allo sciopero Cobas nel comparto
scuola pari al 4,43%, secondo i dati parziali rilevati alle 17. "Le
ragioni della protesta francamente non le comprendo –ha commentato il ministro
Mariastella Gelmini – e sono sempre più convinta che
molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto il
provvedimento". Il ministro difende anche la mozione della Lega sulle
classi separate per i bambini immigrati: le classi differenziate "non sono
un problema di razzismo – spiega – ma un problema didattico". Intanto sei
Regioni (EmiliaRomagna, Toscana, Lazio, Marche, Puglia e Sardegna) hanno
deliberato il ricorso alla Corte costituzionale per illegittimità dell'articolo
64, quarto comma, della legge 133/08. è l'articolo che prevede il
ridimensionamento della rete scolastica per contenere le spese del pubblico
impiego. Il ricorso dell'Emilia Romagna e del Piemonte riguarderà anche
l'articolo 3 del Dl 154/08,che imprime un'accelerazione ridimensionamento degli
istituti, prevedendo il commissariamento delle Regioni inadempienti. Proprio la
norma che giovedì aveva causato la rottura tra Regioni e Governo in Conferenza
unificata. Fonti vicine al ministro Gelmini escludono categoricamente, però,
che l'articolo 3 possa essere stralciato dal decreto, come chiesto dalle
Regioni. MANIFESTAZIONI Studenti e insegnanti in piazza: 500mila per gli
organizzatori, adesioni al 4,4% per il ministero Gelmini: sono disinformati.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-18 - pag: 18 autore: Tremonti,
Sacconi, Brunetta: il successo degli ex socialisti O ra che è cominciato in
varie città l'autunno caldo contro le riforme del ministro Gelmini, è spontaneo confrontare le
immagini degli studenti in piazza, con le loro bandiere rosse, e i dati dei
sondaggi favorevoli al governo. Il quadro che ne emerge non potrebbe essere più
chiaro. Quarant'anni fa,ai tempi del '68, le agitazioni studentesche
riflettevano una società inquieta, in cui vecchi equilibri erano in procinto di
saltare. Oggi le proteste - più che legittime, s'intende - hanno il
sapore di un manierismo un po'stucchevole.E comunque non costituiscono la punta
di alcun iceberg, perché dietro i cortei c'è solo una sinistra minoritaria nel
Paese. Minoritaria, priva diun'identità certa e chiusa nelle sue malinconie. E
non è un caso se lo stesso presidente della Repubblica si è sentito in dovere
di avvertire: "attenzione, non si può dire solo "no"".
Sull'altro versante,i sondaggi stupiscono anche gli esperti. Il gradimento di
Berlusconi, a sei mesi dalle elezioni, supera il 60 per cento. Di solito nelle
crisi economiche la prima vittima è il governo, il cui consenso crolla a favore
dell'opposizione. Da noi accade il fenomeno inverso: più l'economia traballa e
la paura serpeggia fra la gente, più aumenta il favore verso l'esecutivo. è in
buona misura un fatto di ordine psicologico. Berlusconi viene percepito come il
più adatto a gestire una crisi di vaste proporzioni. Una netta maggioranza di
italiani lo considera competente in materia finanziaria, nonostante le tendenze
populiste, dotato di esperienza e- perché no- talmente ricco da apparire quasi
un alieno. Scatta il meccanismo che assiste Berlusconi fin dal '94, all'epoca
della prima "discesa in campo": se lui è riuscito a guadagnare tanti
soldi- così ragionano molti - sarà capace di tirarci fuoridalla palude.Questo
moto dell'animo, piuttosto irrazionale ma comprensibile in tempi calamitosi,
crea il consenso che circonda il premier e che stavolta ( a differenza del 2001)
sembra inscalfibile. Segno che molti italiani vogliono sentirsi rassicurati e
si aspettano che il premier- papà risolva per loro i problemi indotti dalle
turbolenze economiche, per loro natura misteriose e inafferrabili. Fin qui il
caso è singolare, ma non privo di precedenti. Colpisce invece che gli indici di
consenso superiore al normale arrivino ad abbracciare un certo numero di
ministri della compagine: Tremonti, Sacconi, Brunetta e proprio il ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Sembra che gli
italiani non si limitino a farsi cullare dal premier, ma apprezzino il lavoro
dei suoi collaboratori. Così, sul piano politico, diventa ancora più stridente
il contrasto fra chi protesta nelle strade ( legittimamente) contro la riforma
e il favore maggioritario di cui gode la responsabile dell'Istruzione. Si
direbbe che Berlusconi, volente o nolente, stia riuscendo in un'operazione mai
tentata in precedenza: creare una classe dirigente, dare forma a una
"cultura di governo ". Con un particolare: Gelmini
a parte, gli altri ministri che svettano nelle classifiche (Tremonti, Sacconi,
Brunetta) hanno una caratteristica in comune. Vengono da una formazione
socialista: un tratto che riemerge talvolta nell'approccio ai problemi e nello
stile di governo. Può essere casuale, maè un dettaglio interessante.
Costituisce una sorta di rivincita culturale nei confronti della sinistra ex
comunista, prevalente nel Partito democratico. Di cui non fa che mettere in
luce la crisi attuale di identità. www.ilsole24ore.com Online "Il
Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli I sondaggi li premiano
mentre i cortei segnalano la crisi d'identità della sinistra.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-18 - pag: 19 autore: Il fermo nei
trasporti. I disagi più forti a Roma e Milano E i Cobas mandano in tilt le
città MILANO Mezzi pubblici fermi per lo sciopero, cortei
anti-Gelmini e pioggia. Una
combinazione che ieri ha mandato in tilt molti centri a cominciare da Roma e
Milano. Le grandi città hanno risentito pesantemente delle proteste organizzate
dai Cobas che hanno proclamato una giornata di fermo generale coinvolgendo
trasporti, sanità, scuola, servizi pubblici. Obiettivo: chiedere al
governo di adeguare salari e pensioni, di ridurre i prezzi, di abrogare il
decreto Gelmini, di tutelare sanità e stato sociale.
Secondo le organizzazioni dei lavoratori, le adesioni sono arrivate a 2 milioni
in tutta Italia. Ma le ripercussioni sono state pesanti. Giornata difficile
anche a Milano e Torino. Nel capoluogo lombardo, anche se a detta dell'Atm il
68%dei mezzi pubblici era in servizio, la situazione è stata caotica. Già dalle
9, circa 8 tram su 10 hanno imboccato la via del deposito. Ben tre i cortei che
hanno interessato la città. A Torino è stata bloccata la metropolitana. Secondo
i sindacati, l'adesione allo sciopero ha superato il 70-80% tra gli autisti di
bus e tram. Per l'azienda torinese di trasporti Gtt si è fermata al 35%. Sta di
fatto che la metropolitana è stata fermata per motivi di sicurezza, dovuti sia
a problemi tecnici sia alla mancanza di personale. Traffico in tilt anche a
Palermo, con ingorghi e auto in coda. Quasi una trentina, tra partenze ed
arrivi, i voli soppressi ieri all'aeroporto di Fiumicino. All'aeroporto Marconi
di Bologna 24 voli, nazionali ed internazionali, sono stati cancellati. A Venezia
si sono fermati i vaporetti: ci hanno pensato le gondole, in accordo col
Comune, a traghettare a modico prezzo residenti e turisti lungo i due lati del
Canal Grande.
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
TIRANO BORMIO pag. 7
Recessione, da Teglio parte il forte segnale Cisl "Non dobbiamo farci
trovare impreparati" di PARIDE DIOLI ? TEGLIO ? "SE CI SARÀ la
recessione economica di cui tutti parlano, il sindacato non dovrà rimanere
impreparato". Insomma, l'immobilismo è la peggiore ricetta di questi tempi
e la Cisl ha voluto dare ieri un segnale forte riunendo i suoi quadri in un incontro
presso il Combolo di Teglio, alla presenza del nuovo segretario regionale Gigi
Petteni. Le recenti vicende giudiziarie nell'edilizia in provincia rischiano
poi di mandare in crisi il settore. "La giustizia deve fare il suo corso,
ma in tempi rapidi e certi - dice il segretario provinciale Daniele Tavasci -
perché non ci vada di mezzo anche la parte sana del comparto".
"Bisogna poi dare risposte concrete soprattutto per quanto riguarda la
questione occupazionale - ha aggiunto Petteni - che, anche in provincia di
Sondrio presenta alcune criticità da non sottovalutare, alla luce della
paventata recessione economica di questo periodo autunno-inverno. Sino ad oggi
le regole sono state dettate dal mercato. Adesso che le cose vanno male c'è la
rincorsa alla richiesta di aiuti da parte dello Stato. Insomma, prima si sono
privatizzati gli utili, adesso si vogliono socializzare le perdite e le prime
vittime di questa deregulation sono i lavoratori". La Cisl vuole dunque
fare il punto con Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali per
affrontare concretamente il tema centrale della tutela dei lavoratori, partendo
dalla defiscalizzazione dei salari più bassi anche per favorire un aumento dei
consumi. Sarebbe questa infatti la ricetta per circoscrivere la recessione.
"ANCHE per quanto riguarda il mondo della scuola, dopo
le modifiche proposte dal ministro Gelmini - aggiunge Petteni - ribadiamo che le decisioni vanno prese
nell'ambito di una riforma organica non a colpi di decreto. Più in generale ho
avuto la conferma che anche qui in Valtellina sono in aumento le famiglie a
rischio o che sono già al di sotto della soglia della povertà. L'allarme
lanciato dalla Caritas non va sottovalutato da parte di tutta la società
civile. Insomma, il territorio è centrale per il sindacato che deve presidiarlo
sui temi cruciali".
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
18-10-2008)
Argomenti: Scuola
VETRINA ANCONA pag. 1 Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai
sindacati contro la rif... Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour,
organizzata dai sindacati contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. E' proprio il caso di dire che
la protesta si infiamma ogni giorno di più.
( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 250 del 2008-10-18 pagina 1 La Gelmini: "Così la sinistra usa la scuola" di Redazione
Mariastella Gelmini
risponde, replica, contrattacca. "Basta bugie. La sinistra sfrutta la
scuola per alzare lo scontro". L'istruzione diventa scontro ideologico e
fervore di piazza. La Gelmini aggiunge: "A chi è in buona fede dico: ma la scuola così
com'è vi sta bene? Ma l'Università funziona? Vi sta bene che i nostri
ragazzi siano sempre gli ultimi nelle classifiche internazionali per la loro
preparazione?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
0%, secondo i Cobas,
l'adesione degli autisti di bus e tram allo sciopero, mentre per il Gtt, è
stata intorno al 40%. Nel pomeriggio ha viaggiato regolarmente la metropolitana
che ieri mattina era rimasta ferma per motivi di sicurezza, dovuti sia a
problemi tecnici sia alla mancanza del personale. Regina Margherita Partita la
bonifica contro l'amianto Avviata, all'ospedale Infantile, la bonifica contro
l'amianto. Si parte dalla centrale termica, per proseguire nei sotterranei.
Esposto Da Largorespiro all'Unione Europea Il comitato Largorespiro ha
presentato un esposto all'Unione Europea affinché sanzioni il Comune per non
aver bloccato la crescita "sempre più allarmante" dello smog.
Università Notte bianca di protesta Una notte bianca all'università per dire no
alla legge 133 è stata decisa ieri dall'Assemblea No Gelmini: da lunedì ci saranno lezioni
all'aperto in via Montebello, e mercoledì è in programma una notte di musica,
animazione e aperitivi a Palazzo Nuovo. Da lunedì occupazione a Fisica da parte
dei Collettivi della facoltà di Scienze. Solidali con Saviano Lettura
collettiva del libro "Gomorra" L'associazione "Quindicifebbraio"
organizza per il 25 ottobre una lettura collettiva, in vari punti di Torino, di
"Gomorra" di Roberto Saviano. L'iniziativa vuole dire basta alla
camorra e alle intimidazioni allo scrittore. Arrestato Spacciava davanti alla
scuola materna Un egiziano di 21 anni è stato arrestato mentre spacciava
davanti a una scuola materna nei pressi di Palazzo Nuovo. è stato sorpreso da
un carabiniere che stava andando a prendere il figlio.
( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 250 del
2008-10-18 pagina 0 Il ministro: "Basta bugie La
sinistra sfrutta la scuola per alzare lo scontro" di Francesca Angeli
Mariastella Gelmini sulla
riforma che ha scatenato le proteste di piazza: "C'è stata troppa
disinformazione. Sento il dovere di fare qualcosa per modificare lo status
quo" Roma - "Quando tutti intorno si agitano mia nonna mi ha
insegnato che è meglio stare fermi e mantenere la calma". Cortei,
striscioni, proteste, marce, sit-in e notti bianche. Tutto intorno l'agitazione
non manca. Ma il ministro Mariastella Gelmini si
affida al saggio consiglio della nonna e prosegue il lavoro su quella materia incandescente
che è il mondo della scuola. Ministro condivide la proposta di classi-ponte per
i bambini stranieri? "Sono sincera: il termine classi-ponte non mi piace
perché evoca un'idea di separazione tra bambini italiani e stranieri. La Lega
però ha posto una questione reale e seria che va affrontata e risolta.
All'asilo il problema non esiste: i piccoli nel giro di poche settimane si
integrano perfettamente. Diverso il caso ad esempio di un dodicenne inserito in
una classe della media senza conoscere una parola di italiano. Senza un
supporto rischia davvero di non integrarsi e di isolarsi. Il governo investe
risorse per organizzare corsi appositi che il ragazzo straniero potrà
frequentare oltre alle ore che trascorrerà nella classe con i suoi compagni".
Nessuna separazione? L'opposizione vi accusa di voler operare una segregazione
razziale. "Non capisco perché ma la sinistra invece di cercare di
risolvere i problemi preferisce dividersi ideologicamente arrivando come in
questo caso ad evocare il razzismo che non c'entra proprio nulla. Questi corsi
sono un'opportunità di integrazione in più". Il ministro Tremonti minaccia
il commissariamento delle Regioni se non presenteranno entro la fine di
novembre il piano di dimensionamento degli istituti scolastici. Molti enti
locali hanno annunciato il ricorso alla Consulta e sostengono che migliaia di
scuole saranno cancellate. "Nessuna scuola verrà chiusa. Si tratta di un
accorpamento che riguarda la dirigenza e il personale amministrativo. E nel
caso dei piccoli comuni di montagna non ci sarà neanche l'accorpamento. Ricordo
alle regioni che i parametri per il dimensionamento degli istituti sono stati
stabiliti con un decreto del '98 varato dal governo Prodi e noi non li abbiamo
inaspriti. Sono passati dieci anni e quella legge è rimasta inapplicata.
Tremonti è cattivo? O sono le Regioni inadempienti? Non sarà il caso di
dimostrare un po' di buona volontà e smetterla di spendere il denaro pubblico
dei cittadini laddove si può risparmiare? Vogliamo capire che lo spreco poi
ricade su di noi? Tremonti chiede soltanto un comportamento più virtuoso da
parte delle Regioni". Con il dimensionamento avremo classi di trenta
alunni? "Un'altra fesseria. Dato che ci sono diecimila classi con meno di
dieci alunni abbiamo previsto l'aumento di un punto di percentuale per classe,
ovvero un alunno. Non credo che per un alunno in più in classe cascherà il
mondo". Molte università sono state occupate, ieri c'è stato lo sciopero
dei Cobas e cortei in molte città. Ministro lei sostiene che molti tra i
manifestanti non sanno neppure contro che cosa protestano. "Il decreto
appena varato dalla Camera non riguarda affatto le scuole superiori e gli
Atenei dunque non capisco perché siano proprio questi a scendere in
piazza". Le università protestano contro i tagli previsti dalla
Finanziaria "La ricerca non viene toccata. E anche per gli Atenei io mi
chiedo se può funzionare un sistema con 5.500 corsi di laurea. Io credo nel
buono che c'è nella nostra Università e lo difendo ma l'offerta formativa oggi
è slegata dal mondo del lavoro e non crea occupazione. Abbiamo un sistema
troppo autoreferenziale e dobbiamo intervenire". Alcuni genitori e
insegnanti sono preoccupati per il ritorno del maestro unico. "Io rispetto
tutte le posizioni e sono disponibile al confronto con chi la pensa
diversamente. Però a chi ieri era in piazza a protestare in buona fede voglio
chiedere. Ma la scuola così com'è vi sta bene? Ma l'Università funziona? Vi sta
bene che i nostri ragazzi siano sempre gli ultimi nelle classifiche
internazionali per la loro preparazione? Io penso di avere il dovere di fare
qualcosa per la nostra scuola non posso difendere lo status quo. Alla sinistra
che in malafede ha scelto la scuola come terreno di scontro con il governo
chiedo di smetterla di fare disinformazione sulla scuola dicendo bugie".
Quali? "Non sparirà il tempo pieno. Grazie al ritorno del maestro unico
che non prevede la compresenza potremo potenziare il tempo pieno. Non
licenzieremo nessuno ma semplicemente operiamo il blocco del turn over. Non
chiuderanno le scuole di montagna. Nelle medie le ore di insegnamento
settimanali della lingua inglese passeranno da
( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 250 del
2008-10-18 pagina 0 Slogan rabbiosi, pugni chiusi e bimbi in corteo di
Cristiano Gatti Scuola in fermento: da Roma a Genova fino a Napoli i
"baby-scioperanti" sono un salto di qualità che dovremmo
risparmiarci. Mariastella Gelmini: "C'è stata
troppa disinformazione, sento il dovere di fare qualcosa per modificare lo
status quo". "Okkupazioni" e proteste: dì la tua Non è facile
parlare di bambini. Serve delicatezza, ma ancora di più serve rispetto. Per una
volta, noi adulti dovremmo riuscire a parlarne al di fuori e al di sopra delle
nostre coloriture, dei nostri schieramenti, dei nostri giochi politici. Il tema,
molto semplice e molto scarno, è di stringente attualità: ha senso, in questi
giorni di ruvida contestazione stradale, mandare avanti i bambini? è poi così
normale portarseli in corteo, cartellonarli sotto slogan rabbiosi, invitarli al
coro col pugno proteso, dotarli di megafono? Se la questione viene sollevata
dalla Gelmini, che è di parte e non ha figli, risulta
troppo facile liquidarla come strumentale e interessata. Ma la circostanza
vuole che questa non sia una fissa della Gelmini. è un
problema molto più serio. è possibile affrontarlo, per un attimo soltanto,
nell'esclusivo e superiore interesse degli innocenti? Io lo so che sollevare
l'eccezione significa tirarmi addosso gli insulti di mezza Italia. Non importa.
Non si può accettare che certe scene passino inosservate. Che siano vissute
come tranquille e normali. A costo di passare per un papà dell'Ottocento, o per
uno spirito da Giovane Marmotta, lo voglio dire forte: quei bambini in corteo, nelle giornate della guerra alla Gelmini, sono uno spettacolo tristissimo. Non lo dico per la Gelmini: in questo momento non me ne
importa nulla della Gelmini,
della sua riforma, del grembiulino, del tempo pieno, dei tagli e delle
frattaglie di questa scuola eternamente sinistrata, così come non mi importa
nulla dei contenuti nobili e meno nobili della contestazione. Non è di
questo che voglio parlare, non è in queste feroci battaglie ideologiche che
voglio farmi trascinare. Il tema è un altro, molto più alto e molto più
fragile. I bambini in piazza, a quel modo, sono un salto di qualità che
dovremmo risparmiarci. Soprattutto, che dovremmo risparmiare loro. Eppure, a
Roma come a Genova, a Bologna come a Napoli, la grande novità della
contestazione studentesca sta proprio nei baby-scioperati. A Milano le bambine sfilano
mostrando cartelli molto più grandi di loro, non nelle dimensioni:
"Blocchiamo il decreto, occupiamo tutto". Stanno lì, davanti o in
mezzo ai cortei, mentre attorno gli studenti di università e superiori fanno il
loro mestiere, il mestiere di sempre, il mestiere di tutte le giovani
generazioni, cioè lanciare petardi, imbrattare vetrine, insultare ministri.
Allora, mammine evolute che per le creature cercate la merendina
"bio" e lo zainetto-trolley: siamo sicuri che l'esperienza del corteo
sia così edificante? Com'è che a questi nostri piccoli cerchiamo di risparmiare
qualunque esperienza troppo forte, mentre ci va benissimo che sfilino assieme
ai ventenni nel pieno esercizio della ribellione ormonale? Inutile specificare:
poco da ridire sulle iniziative inventate negli ultimi giorni, come le notti
bianche a scuola, tra pizze al trancio, giochi di gruppo e disegno libero,
mentre i dibattiti impegnati stanno sullo sfondo, là in fondo, dentro la
palestra, con genitori e maestre. Per i bambini, se non hanno a che fare con
adulti fanatici e incoscienti, l'esperienza si risolve più o meno in un
simpatico gioco. Altra cosa, tutta un'altra cosa, è il corteo. Se non ricordo
male, noi siamo quelli che giustamente compatiscono i nostri padri per quei
loro avvilenti sabati in divisa da balilla, tanto tempo fa. Siamo quelli che
giustamente provano un sano odio per tutti i regimi subdolamente impegnati
nell'indottrinamento dell'infanzia, nel Sud come all'Est del mondo. Cioè: siamo
quelli che doverosamente, civilmente, sensibilmente si ribellano all'uso
improprio, qualunque uso, dei bambini. Improvvisamente, in queste ore, la
nostra tremula ipersensibilità evapora, in nome di una battaglia ritenuta
decisiva e fondamentale. Nessuno lo discute, che sia fondamentale: il problema
è se sia accettabile mandare avanti i bambini. Solo questo. Sarò di un altro
tempo e di un altro pianeta, ma secondo me no, non è accettabile. Resto
dell'idea che i grandi debbano fare i grandi e i piccoli debbano fare i
piccoli. Senza nessuna accelerazione. Senza ambigui scambi di ruoli. Conosco
già in anticipo, e chiederei di risparmiarmele, tante obiezioni. Ne ricordo
solo qualcuna: i bambini d'oggi sono molto meno tonti di noi alla loro età, i
bambini d'oggi sono bombardati di cose ben peggiori con certa televisione.
Confermo. Non ho alcun problema. E non penso che i bambini debbano sempre
giocare con la Barbie o con le macchinine. Che debbano crescere con l'idea -
l'illusione - di un mondo in simil Walt Disney. Però vediamo di non confonderci
con i termini. Sbaglio o le nostre mamme d'oggi, a Natale, piantano il muso
allo zio che si ostina a regalare pistole e fucili? Ci sarà un motivo, se
pensiamo che comunque le armi, per quanto giocattolo, vadano tenute lontane
dall'educazione dei nostri figli... Torno allora cocciutamente alla domanda:
siamo sicuri che sfilare in questi cortei, tra cori belluini e petardi al
Provveditorato, sia così innocuo e giocoso? Prima però di rispondere a questa
domanda, forse sarebbe utile e salutare rispondere onestamente a un'altra, che
in definitiva le sovrasta tutte quante. Questa: portandoli in corteo, stiamo
facendo il loro bene o il nostro interesse? Io una risposta ce l'ho. Non sto a
ripeterla. Colgo solo l'occasione per ricordare un'antica teoria: i bambini sono
una cosa bellissima, il guaio è che col passare del tempo diventano genitori. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 18-10-2008
ISTRUZIONE E POLEMICHE Il Colle ribadisce la necessità di dialogare, ma anche
di "non farsi prendere da allarmismi o da timori per il cambiamento" Scuola,
tanti nelle piazze Napolitano: non dire solo no L'invito del Quirinale nel
giorno dei cortei Cobas DA MILANO ENRICO LENZI T anti appartenenti al mondo
della scuola in piazza, il ministro della Pubblica Istruzione difende il
proprio operato, e il capo dello Stato invita tutti a non "farsi prendere
da nessuna esagerazione o allarmismo e di non dire soltanto dei no". Si è
giocata su questi tre fronti la giornata di ieri, la "No Gelmini Day", proclamata dal sindacalismo di base e dai
Cobas. Una protesta che ha portato nelle piazze di diverse città, centinaia di
migliaia di persone: docenti, personale della scuola, ma anche studenti e
genitori, che hanno voluto esprimere il loro no ai tagli e ad alcune novità
introdotte dal ministro Mariastella Gelmini. "Una
protesta di cui non comprendo le ragioni commenta dagli studi di 'Mattina 5' lo
stesso ministro e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in
piazza non abbiano mai letto il provvedimento", riferendosi agli studenti
delle superiori e dell'Università, che "non sono toccati da questo decreto
". Ma in piazza sono scesi sia coloro che non vogliono i tagli di 87mila
docenti nei prossimi tre anni e il maestro unico, sia quelli che hanno nel
mirino la manovra che taglia 63 milioni di euro dal fondo di finanziamento
ordinario delle Università. Insomma un mix di proteste. A tutti nel tardo
pomeriggio arriva l'invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a
"non farsi prendere da nessuna esagerazione, da nessun allarme". Lo
fa rispondendo alla domanda di una studentessa che partecipava alla premiazione
della XVI edizione del concorso "Immagini per la terra", svoltosi a
Castelporziano. "Bisogna guardare le cose con attenzione ha ribadito senza
esagerazioni e allarmismi. Certamente nella scuola ci sono cambiamenti da fare.
Qualcuno può piacere qualcun'altro no. Se ne discute. Non bisogna dire soltanto
dei no, né farsi prendere dalla paura". Insomma un invito ad abbassare i
toni e a riprendere un dialogo più sereno su un tema così delicato come la
scuola. Un invito che raccoglie consensi bipartisan, anche se ognuna delle
parti interpreta diversamente le parole di Napolitano. "Non diciamo solo
dei no replicano dalla Rete degli studenti . Vorremmo poter dire i nostri sì,
ma non c'è dibattito e le riforme passano per decreto". E proprio sul decreto Gelmini, al Senato l'opposizione ha presentato in commissione Istruzione
ben 250 emendamenti. "Il ministro Gelmini continua a ripetere, sempre su Mediaset e sempre senza
contraddittorio commenta il ministro ombra del Pd all'Istruzione, Maria Pia
Garavaglia , che l'opposizione fa disinformazione e che il maestro unico non
tocca il tempo pieno. Spieghi una volta per tutte, con i tagli alla
spesa e al personale scolastici, con il ritorno al maestro unico, con l'orario
settimanale a 24 ore e con la chiusura di migliaia di scuole a partire dal
prossimo anno, come sarà possibile confermare nel 2009 il tempo pieno".
Preoccupazioni condivise anche dalle centinaia di migliaia di persone che hanno
sfilato a Roma, Milano, Napoli, Bologna, Firenze e Genova, dove si sono svolti
i cortei più consistenti. "Uno sciopero riuscitissimo commenta da Roma
Pietro Bernocchi, segretario nazionale Cobas , più della metà delle scuole è
rimasta chiusa". Parole contestate dal ministero della Pubblica I-
struzione, che in serata parla di un'adesione allo sciopero del 4,43% del
personale su circa la metà degli istituti. U- na guerra di cifre che si
riproporrà il 30 ottobre, quando in piazza scenderanno i Confederali, lo Snals
e la Gilda. Con i docenti manifestano anche studenti e genitori contro i tagli
e la riforma Il ministro Gelmini replica: forse non
hanno letto con attenzione il provvedimento.
( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 18-10-2008
"La nostra protesta? È fare lezione" DA MILANO " I l destino
dell'Università si gioca lungo un doppio binario che chiama in causa le
responsabilità del ministero e quella dei singoli atenei. Ma dentro questi ci
siamo anche noi studenti. La nostra responsabilità dobbiamo giocarcela vivendo
l'università, essendo protagonisti negli organismi di partecipazione,
informandoci e confrontandoci. La protesta in piazza rischia di essere uno
sfogo che finisce in nulla". Matteo, rappresentante nel consiglio di
facoltà di Filosofia per la lista Obiettivo studenti, parla a una attenta
platea di oltre 300 studenti nell'aula 211 dell'Università Statale di Milano.
Una assemblea semplice e veloce (meno di mezz'ora), perché "noi riteniamo
che la nostra responsabilità sia quella di proseguire nella normale attività
didattica, anche se i tagli annunciati non ci piacciono". È l'altro volto
della Statale. Dell'occupazione di cui si è parlato sui giornali in questi
giorni, le uniche tracce visibili sono uno striscione appeso sulla facciata
dell'ateneo e un gruppo di 200 tra studenti e ricercatori
seduti nel prato del chiostro del Filarete che stanno tenendo un'assemblea
contro la Gelmini. Tutto
intorno l'attività prosegue normalmente, anche se ieri mattina diversi docenti
hanno trovato chiuse le porte delle aule in cui avrebbero dovuto fare lezione.
Parte del personale tecnico-amministrativo dell'ateneo ha aderito allo sciopero
dei Cobas e così nessuno ha aperto. "Lo sciopero è un diritto
commenta Giorgio De Nova, docente di diritto civile a Giurisprudenza , ma non
mi pare giusto che si impedisca ad altri di svolgere il proprio lavoro".
Il professor De Nova è uno di quei docenti che hanno comunque fatto lezione:
nel cortile dell'ateneo. "Del resto sono gli stessi studenti a voler far
lezione, come hanno dimostrato in questa occasione" aggiunge Carlo,
rappresentante per Obiettivo studenti nel Consiglio di coordinamento della
didattica a Lettere. Alle sue spalle nell'aula 211 campeggia lo striscione con
la frase del presidente Napolitano: "Scelte coraggiose di rinnovamento,
non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente". Per questo,
come recita il volantino che il gruppo ha diffuso in questi giorni, "è più
che mai necessario che ciascuno faccia la sua parte". Enrico Lenzi L'altro
volto della Statale di Milano In un'assemblea oltre trecento universitari hanno
detto no ai tagli, ma anche "no alle manifestazioni".
( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 18-10-2008
"La parità passa per il buono scuola" DA PADERNO DEL GRAPPA ( TREVISO)
FRANCESCO DAL MAS L a soluzione del tema della parità scolastica? I Fratelli
delle Scuole Cristiane non hanno dubbi: è il buono scuola. Attenzione, però. Il
buono non è un contributo più o meno regolare. "Per noi Lasalliani spiega
fratel Donato Petti, visitatore della Provincia Italia il buono scuola fa
riferimento alla cifra del costo medio che lo Stato spende per i cittadini
alunni e che l'Istat ha calcolato in 8.200 euro" . A Paderno del Grappa,
sulla Pedemontana Trevigiana, dove si trova uno dei più prestigiosi istituti
della congregazione, si sta svolgendo il primo incontro fra i coordinatori
educativi e didattici delle scuole cristiane e i direttori, laici i primi,
Fratelli lasalliani i secondi. Ben 30 i complessi gestiti in Italia, con 15mila
allievi e 1500 docenti; nel mondo sono presenti con un arcipelago di altre
realtà, fra cui 73 università che da sole hanno 2 milioni di studenti. E
proprio dalle falde del monte Grappa è partito un appello all'indirizzo del
governo e del Parlamento. "Nella prossima Finanziaria, se volete
risparmiare nella scuola, riconoscete finalmente il buono alle scuole
paritarie" . Troppo importante la compresenza di coordinatori e direttori
per non soffermarsi anche su questo aspetto, oggi strategico, ancorché altri siano
gli obiettivi del convegno. Il primo: comporre i principi e le indicazioni
pastorali per l'elaborazione del progetto delle comunità scolastiche e dei
centri educativi lasalliani ( i quali hanno alle spalle una storia di ben 370
anni). Il secondo: la programmazione educativa e didattica, in sintonia con il
Progetto pastorale della Provincia italiana ( "Dio abita la tua storia
" ) dei Lasalliani. Fratelli, questi, chiamati a incarnare e vivere si è
detto la spiritualità e il carisma del La Salle, alla luce della Parola di Dio
e in un'esperienza di comunione e di unità a servizio delle vecchie e nuove
povertà. Tanto per testimoniare ancora una volta che una congregazione come
questa sa promuovere il master per educatori cristiani, che sta già dando ottimi
risultati, e al tempo stesso pratica la frontiera della solidarietà.
"Continuiamo a dare risposte educative concrete sul fronte della povertà
materiale, della insicurezza, della solitudine e dell'abbandono fa sintesi
fratel Donato . Vogliamo dare una risposta alla povertà degli esclusi, degli
immigrati extracomunitari e di chi è senza Dio" . Per i Lasalliani
l'educazione non è solo una missione, ma un fatto di cuore; è trasmissione di
certezze e di valori, è testimonianza di valori condivisi. È il perseguimento
di un giusto equilibrio tra la libertà e l'autorevolezza. E, per restare
nell'attualità, è anche sfida al dialogo interreligioso e interculturale.
"Ecco perché spiega Mario Rusconi, dirigente scolastico a Roma,
vicepresidente dell'associazione nazionale dei presidi e stretto collaboratore
delle Scuole cristiane riteniamo che l'integrazione dei ragazzi stranieri non
passi per le classiponte, ma al tempo stesso siamo favorevoli alla
considerazione del voto di condotta nella valutazione finale dello studente"
. Stiamo parlando degli elementi di riforma introdotti dal ministro
Gelmini che pure hanno
trovato motivo di dibattito a Paderno. "La rivitalizzazione
dell'educazione civica afferma ancora Rusconi va proprio in direzione di una
nuova autorevolezza della scuola da parte degli studenti" . E per essere
autorevoli citiamo sempre il dirigente del Liceo Newton di Roma a proposito del
tema del giorno non si può sostenere che chiuderanno 4mila scuole,
quando invece si tratta di accorparne soltanto qualche centinaio. I Fratelli
delle Scuole Cristiane: serve anche per risparmiare E sulle riforme
scolastiche: classi-ponte no, voto di condotta sì.
( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMA 18-10-2008
Richiamo. Napolitano: "Non farsi prendere da nessun allarme".
"Ci sono cose da cambiare, bisogna discuterle" Scuola, giorno di
cortei Il Colle: non dire solo no Protesta anche per i trasporti pubblici,
disagi nelle città Approvate dal governo le linee guida sugli scioperi Ï
Studenti e docenti in piazza in varie città d'Italia. La Gelmini: non hanno letto i provvedimenti
Ï Cortei dei sindacati di base in alcune città. Stop dei mezzi solo parziale ma
disagi alla viabilità Ï La nuova normativa sugli scioperi prevede tra l'altro
l'obbligo di un referendum tra i lavoratori prima della protesta Ï La Cisl:
siamo pronti a discutere ma il diritto non si tocca. La Cgil va all'attacco:
norme illiberali DAL MAS, LENZI, PINI, ZANINI ALLE PAGINE 10/11.
( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA 18-10-2008
cobas Trasporti, non blocchi ma disagi DA ROMA ROBERTO I. ZANINI S cioperi dei
sindacati di base in tutta Italia ma il rischio che si bloccassero i trasporti
nazionali è stato in gran parte fugato. Anche se, come ha affermato il segretario
nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi, che ha preso parte alla manifestazione
a Roma, ieri "è stato mandato un segnale forte anche verso tutte le altre
manifestazioni che si svolgeranno nelle prossime settimane". Una giornata
di assaggio, quindi, per quello che lo stesso Cremaschi ha pronosticato come un
"autunno caldissimo". Nel dettaglio, le ferrovie hanno diramato in
serata un bollettino di bilancio nel quale si annotava come i treni a media e
lunga percorrenza avessero "viaggiato tutti in modo regolare. Pochissime
invece le ripercussioni in ambito regionale dove la circolazione di alcuni
convogli ha subito qualche modifica". Qualche disagio è stato invece
creato nelle maggiori città per gli scioperi nel trasporto pubblico, che si
sono sovrapposti alle manifestazioni di strada, quelle sulla scuola comprese,
oltre a coincidere col venerdì 17 e con le piogge che in alcuni casi sono state
consistenti. Scioperi e manifestazioni che hanno parzialmente coinvolto, oltre
ai trasporti e alla scuola, anche la sanità e i servizi pubblici in generale.
L'obiettivo era quello di chiedere al governo di adeguare salari e pensioni, di
ridurre i prezzi al consumo, di abrogare il decreto Gelmini, di tutelare sanità e stato
sociale. Ma anche di far capire all'esecutivo che una buona fetta dei
lavoratori italiani non si sente più rappresentata da Cgil, Cisl e Uil. Secondo
le sigle organizzatrici, alle iniziative di protesta avrebbero aderito circa
due milioni di persone. Cifra da accogliere col beneficio d'inventario
ma che in ogni caso ha prodotto poco piacevoli ripercussioni in termini di caos
e di traffico. Roma è stata attraversata, sotto una pioggia insistente ma
leggera (da piazza della Repubblica a San Giovanni), da un corteo costituito da
alcune decine di migliaia di persone aderenti ai sindacati Rdb, Cobas, Sdl e da
un folto gruppo di studenti, che poi ha scelto di proseguire la protesta sotto
il ministero dell'Istruzione a viale Trastevere. Slogan, cartelli e striscioni
erano naturalmente contro i ministri Brunetta e Gelmini.
La società dei trasporti pubblici di Milano, l'Atm, ha garantito che ieri il
68% di autobus e tram era in servizio. Anche qui, però, i disagi non sono
mancati, soprattutto per gli automobilisti. Le solite divergenze sui dati
dell'adesione allo sciopero a Torino. Secondo i sindacati oltre il 70% degli
autisti di autobus e tram avrebbe incrociato le braccia, ma per la società dei
trasporti Gtt, non è stata oltrepassata la soglia del 35%. Per motivi di
sicurezza, dovuti anche all'assenza di personale, è comunque stata fermata la
circolazione della metropolitana. All'aeroporto di Bologna sono saltati 24
voli, mentre a Fiumicino i disagi sui 500 voli quotidiani sono stati minimi,
con poche cancellazioni e qualche ritardo. Traffico in crisi a Palermo. A Venezia,
invece, alla mancanza di vaporetti hanno sopperito le gondole che, in accordo
col comune, hanno garantito, a prezzi modici, il trasporto di residenti e
turisti da una sponda all'altra del Canal Grande. A Napoli, invece, i mezzi che
sono rientrati in deposito al momento dello sciopero sarebbero stati molto
pochi, alle fermate non si sarebbero registrate resse e la situazione sarebbe
stata ancor più tranquilla alle stazioni di metropolitana, funicolare e
circumvesuviana. Nel complesso si è parlato di una adesione partenopea non
superiore all'11%. Due milioni in piazza, secondo i sindacati di base Traffico
difficile solo a Milano, Roma e Palermo Cremaschi (Fiom): sarà un autunno
caldissimo.
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
[FIRMA]FILIPPO
RUBERTA' VERBANIA Cresce la protesta, nelle scuole superiori del Vco, contro la riforma Gelmini e dalla prossima settimana inizieranno le autogestioni. Ieri gli
studenti dell'istituto Cobianchi hanno deciso la sospensione delle lezioni per
martedì e mercoledì, con una votazione fatta classe per classe. Giacomo
Molinari, del coordinamento studentesco "Punto@capo", spiega:
"L'istituto ha 1.300 studenti e più di 1.200 si sono espressi per
l'autogestione. Verranno organizzati momenti di approfondimento sulla riforma
per aree tematiche e dibattiti su altri argomenti che riguardano la scuola e
laboratori di arte e cultura". I motivi della protesta sono chiari:
"La nostra scuola è seriamente toccata dai tagli del ministro perché
spariscono i corsi sperimentali e c'è una drastica riduzione di ore negli altri
indirizzi". Sugli altri punti della riforma, poi, aggiunge: "Il grembiule,
il voto in condotta e il maestro unico altro non sono che argomenti dati in
pasto all'opinione pubblica per far passare un piano che prevede lo
stavolgimento della scuola e dell'università". E sarà autogestione, nelle
stesse giornate, anche per gli studenti del liceo Cavalieri. "Per noi la
scure della Gelmini è meno drastica - spiega lo
studente Riccardo Brezza - ma c'è comunque una riduzione di ore, che riguardano
in prevalenza il latino: in quinta liceo scientifico sparisce
definitivamente". All'istituto Ferrini c'è invece ancora incertezza:
"Decideremo lunedì pomeriggio - fa sapere Eugenio Bonolis, di
"Punto@capo" -. Siamo i più toccati, dai provvedimenti del ministro:
spariscono molti corsi professionali alla scuola associata Franzosini, non ci sarà
più quello per geometra, né i corsi sperimentali come "Erica" e
"Mercurio" che riguardano la formazione di figure professionali
legate al turismo, all'economia e all'informatica". In crescita il
fermento anche fra i professori. Al Cobianchi il collegio docenti ha votato, a
grande maggioranza, un documento molto critico sulla riforma Gelmini.
Ieri sera a Madonna di Campagna studenti e professori si sono riuniti per
concordare l'organizzazione di una "notte bianca" nelle scuole.
"Il sindacato - dice la segretaria di Flc Cgil Gabriella Prandi -
organizzerà una grande manifestazione a Verbania per il 30 ottobre, il giorno
dello sciopero. Parecchie adesioni arrivano anche per la manifestazione
nazionale a Roma organizzata da Cgil, Cisl e Uil". Molti anche gli
appuntamenti che vedranno insieme genitori e insegnanti: martedì alle 21
assemblea all'istituto Pacle di Omegna, venerdì alle 21 all'auditorium di
Sant'Anna a Verbania e in assemblea alle Kennedy a Domodossola, lunedì 27 alle
21 nella sala consiliare di Baveno.
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
RIFORMA
GELMINI CICLISMO TRASPORTI "Le nostre scuole di montagna non chiuderanno"
Partita da Baveno la rinascita di Ivan Basso Il taglio dei treni per i
frontalieri non è scongiurato Balducci e Rubertà Ivan Fossati Luca Zirotti.
( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
SAINT-VINCENT -
"Su Saviano sono stato frainteso. Ho voluto fargli un favore, dirgli che
lo Stato gli è vicino, che gli garantiamo il massimo livello di sicurezza ma
anche affermare che non spetta solo a lui farsi carico della lotta alla
criminalità". Il ministro Roberto Maroni - intervenendo a Saint-Vincent
all'incontro su immigrazione e sicurezza organizzato dalla Fondazione Carlo
Donat-Cattin - è ritornato sul caso Saviano, spiegando le dichiarazioni di ieri
in cui aveva sostenuto che lo scrittore è un simbolo della lotta alla
criminalità e non il simbolo. "Conosco Saviano, è un ragazzo molto
coraggioso - prosegue il ministro dell'Interno - ma non è un bene per lui
caricargli addosso tutte queste responsabilità, perchè non lo fanno vivere
bene, non può essere lui da solo a farsi carico nell'immaginario collettivo
della lotta alla criminalità. E' una semplificazione che non va bene per lui e
non fa onore alle migliaia di persone, magistrati, poliziotti e carabinieri,
che tutti i giorni combattono contro la criminalità". Le parole
pronunciate ieri da Maroni suonavano come una presa di distanza dallo scrittore
di Gomorra. A Napoli per la firma di un protocollo per la legalità nella sede
dell'Associazione industriali, il ministro dell'Interno aveva detto: "Al
di là della risonanza mediatica e della vicenda personale di Saviano, la lotta
alla criminalità la fanno ogni giorno polizia, magistratura, imprenditori, in
prima linea magari senza gli onori delle cronache dei giornali. Non vorrei
ridurre lo Stato a una personificazione. Gli garantiamo il massimo livello di
protezione. Mi auguro che voglia rimanere in Italia. Non credo sia una buona
idea andarsene. E dove, poi? Se la camorra vuole vendicarsi, lo fa, la vendetta
camorristica non ha confini. Siamo al suo fianco". E non si fermano le
manifestazioni di solidarietà nei confronti di Roberto Saviano. In rete
impazzano forum e messaggi. Preso d'assalto il sito de l'Espresso che raccoglie
i messaggi da indirizzare allo scrittore. Al fianco di Saviano magistrati come
il procuratore reggente di Bologna, Silverio Piro e il pm di Potenza, Henry
John Woodcok. Venerdì 24 ottobre, nella sede del Palazzo delle Arti di Napoli,
è in programma la lettura pubblica di "Gomorra" promossa
dall'assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi. Il
sociologo Domenico De Masi propone sulle pagine di Repubblica Napoli, di
assegnare a Saviano il Nobel per la Pace. Anche gli studenti napoletani, ieri
in piazza contro la riforma Gelmini, hanno annunciato una manifestazione a favore dello scrittore.
(18 ottobre 2008.
( da "Corriere.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Nella capitale
manifestazione anche contro la politica economica dell'esecutivo Studenti e
insegnanti contro il governo Migliaia in piazza a Roma e Milano
Cori e slogan contro i ministri Gelmini e Brunetta: proteste per la riforma della scuola e i tagli
all'università (Infophoto) ROMA - "Siamo più di 500 mila". Esultano
gli organizzatori del corteo romano contro la politica economica del governo e
la riforma della scuola. Una partecipazione "senza precedenti", ha
sottolineato il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi. Numeri a parte -
destinati al consueto balletto di cifre - la partecipazione è apparsa comunque
massiccia. Lo spezzone dedicato alla scuola era il più colorato, chiassoso e
allegro. Dietro lo striscione 'No alla distruzione della scuola' firmato dal
Popolo della scuola pubblica, c'erano bambini, genitori, insegnanti con
fischietti, magliette colorate che scandivano: "Il futuro dei bambini non
fa rima con Gelmini". Gli altoparlanti, oltre a
spiegare le motivazioni della protesta, lanciavano slogan contro il ministro
dell'Istruzione. In particolare, i manifestanti protestavano contro l'aumento
del numero degli alunni per classe: "Se 20 alunni vi sembran pochi,
provate voi ad insegnare. Così vedrete la differenza tra insegnare e
comandare". E ancora: "Per la Stellina la scuola va in rovina, la
classe traballa e nessuno resta a galla". UNIVERSITÀ - Molti anche gli
striscioni dedicati all'Università e alla ricerca. Settori anche questi,
denunciano gli studenti e i professori, gravemente colpiti dai tagli del
governo (leggi la lettera-denuncia di una studentessa di Pisa). Tra i
manifestanti c'era anche un gruppo di vigili del fuoco con una barella su cui
era adagiato un manichino con sulle spalle una foto del ministro Brunetta che
gli succhia il sangue. "Siamo qui - ha spiegato Giovanni Muccarino,
coordinatore nazionale dei vigili del fuoco Rdv - perché vogliamo la
stabilizzazione dei precari e salari più dignitosi". Dopo l'arrivo della
manifestazione in piazza San Giovanni, gli studenti medi e universitari hanno
deciso di lasciare il corteo dei sindacati di base per dirigersi sotto il
ministero dell'Istruzione in viale Trastevere e "gridare al ministro il no
alla riforma". A MILANO - Manifestazioni contro la riforma Gelmini e contro i tagli all'università anche a Milano (qui
l'articolo del Corriere della Sera - Milano | qui le foto) e in altre città
italiane, da Torino a Palermo. Nel capoluogo lombardo insegnanti e genitori
della "Rete Scuole" si sono uniti al lungo corteo degli studenti in
corso di Porta Romana. Accolti con un applauso, i giovani hanno salutato
l'altra parte della manifestazione: "Ragazzi salutate i nostri professori
e tutti insieme combattiamo il decreto Gelmini".
Il corteo è arrivato davanti al Provveditorato agli Studi in via Ripamonti. Qui
i manifestanti hanno trovato ad attenderli uno schieramento di forze
dell'ordine. Situazione abbastanza tranquilla, a parte qualche scritta sui muri
e il lancio di qualche uova e di un petardo. Una delegazione di "Rete
Scuole" composta da una decina di persone tra genitori e insegnanti è
stata ricevuta nell'Ufficio scolastico regionale dal dirigente provinciale
Antonio Lupacchini. Alla manifestazione hanno partecipato trentamila persone
secondo gli organizzatori, circa un terzo secondo il dato fornito dalla
Questura. stampa |.
( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cerca con Wikipedia
EDIZIONE ELETTRONICa Repubblica Extra Consulta l'archivio Servizio Clienti
PORTATILE ultimo Minuto Repubblica.it sul telefono Notizie via sms Edizioni
Locali Bari Bologna Firenze Genova Napoli Milano Palermo Roma Torino SERVIZI
LAVORO - l'offerta del giorno Tutte le offerte Cercalavoro--> FORMAZIONE
Conferenze Eventi SCUOLA Master almaLaurea Guida Universit.
( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cerca con Wikipedia EDIZIONE
ELETTRONICa Repubblica Extra Consulta l'archivio Servizio Clienti PORTATILE
ultimo Minuto Repubblica.it sul telefono Notizie via sms Edizioni Locali Bari
Bologna Firenze Genova Napoli Milano Palermo Roma Torino SERVIZI LAVORO -
l'offerta del giorno Tutte le offerte Cercalavoro--> FORMAZIONE Conferenze
Eventi SCUOLA Master almaLaurea Guida Universit.
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
PROTESTA
ANTI-GELMINI Scuola ha scioperato il 25 per cento delle maestre "Stiamo
lavorando per convocare la Conferenza per il diritto allo studio allargata ai
sindacati e a tutti i sindaci del Piemonte: per ragionare sulla fisionomia
della scuola alla luce dei tagli del governo". L'assessore regionale
all'Istruzione Pentenero non indica una data precisa per il grande appuntamento
fortemente voluto dalla presidente Bresso, ma è verosimile che si collochi alla
vigilia della visita a Torino del ministro Gelmini il
28 ottobre. E l'autunno caldo della scuola continua. Ieri lo sciopero di Cub e
Cobas ha visto l'adesione a Torino - stima dei sindacati di base - del 25% di
maestre di materne ed elementari e degli operatori scolastici. Alcune scuole
sono rimaste chiuse: tra le altre, la Don Murialdo, la Anna Frank, le materne
Margherita di Savoia, E15 di corso Cincinnato, Bechis, le elementari
Pacchiotti, Sclopis e Ricardi Di Netro. Niente lezioni all'elementare Fontana,
alla Gobetti-Sclarandi, alla Gozzano e all'istituto superiore Porporato di
Pinerolo, mentre numerose scuole hanno funzionato a ranghi ridotti. Per Cosimo
Scarinzi della Cub, "la partecipazione è stato un grande segno di
assunzione di responsabilità". Ieri mattina, in piazza Castello un
centinaio di maestre - senza particolari appartenenze sindacali o politiche - e
qualche decina di genitori hanno manifestato ancora una volta contro i tagli e
il maestro unico. Il tam tam era partito durante la notte bianca, in particolare
dal Comitato di Vanchiglia. Nel pomeriggio Cgil, Cisl, Uil e Snals si sono
confrontati al Convitto Umberto I con alcuni esponenti del centrodestra, tra i
quali i parlamentari Ghigo e Ghiglia e il consigliere regionale Leo. \.
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
DOMODOSSOLA.IL PDL RISPONDE ALLA MOBILITAZIONE ANTI-GELMINI "La scuola
resterà in montagna" [FIRMA]RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA "Gli italiani
ci danno ragione. L'88 per cento è favorevole al voto in condotta. Il 71 per
cento all'introduzione del grembiulino. L'83 per cento alla valutazione
numerica. Il 62 per cento al maestro unico. E l'89 per cento allo studio
dell'educazione civile". Si presenta con un sondaggio lo staff provinciale
del Popolo delle Libertà, schierato in grande stile nel corso di una conferenza
stampa a Domodossola per difendere la riforma del ministro Mariastella Gelmini. "Proprio lei - garantisce il parlamentare
Valter Zanetta - ci ha confermato che non ci saranno tagli alle nostre
scuole". Il senatore di Baceno ci tiene a rassicurare i suoi compaesani:
"Le scuole di montagna non saranno chiuse. A Formazza stiano tranquilli.
Come a Gurro o in altre parti della provincia dove la disinformazione della
sinistra sta creando preoccupazione. Il ministro ha detto che saranno riviste
le strutture organizzative ma non chiusi i plessi scolastici. Che nella nostra
provincia hanno già subito una buona riorganizzazione. La scuola è semmai
appesantita dal personale: il 97 per cento del bilancio dell'istruzione va in
stipendi". Una riforma che coinvolge invece altri aspetti. Come la
reintroduzione del grembiulino. "Proprio ieri a Baceno - sottolinea
Zanetta - c'era chi mi diceva che si guarda di più al vestito firmato.
Introdurre il grembiulino significa più ordine e meno discriminazioni". A
difendere la linea del Governo c'era gran parte del partito di Berlusconi:
Valerio Cattaneo, Luigi Songa, Rino Porini, Eugenio Fornaroli, Gianmauro
Mottini, Fabio Basta, Marina Oliva, Damiano Ferrera, Piero Piretti, Arturo
Lincio. Il Pdl, compatto, ha accusato il centrosinistra. "Fa
disinformazione per nascondere i danni in Provincia e Regione" rilancia
Valerio Cattaneo. "Abbiamo già mobilitato i nostri giovani per il 25
ottobre" aggiunge Songa. "Tutti noi siamo cresciuti con il
grembiulino ed abbiamo fatto strada lo stesso" rilancia il vicesindaco di
Domodossola, Eugenio Fornaroli, che non teme la chiusura della scuola di
Calice: "Sono solo illazioni, ma nella peggiore delle ipotesi faremo
valere la specificità montana". Poi, l'affondo contro i bidelli. Dice
Cattaneo: "In Italia sono 167 mila, più dei carabinieri che sono 116 mila.
Con la riforma invece aumenteremo il tempo pieno del 50 per cento con
l'abolizione delle ore di compresenza e il ritorno al maestro unico".
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.OGGI NUOVA
PROTESTA Cortei di studenti in centro Studenti in sciopero ieri mattina a
Novara e astensione dal lavoro in molti uffici pubblici in seguito
all'agitazione proclamata dai sindacati di base, i Cobas. Circa trecento
studenti hanno attraversato il centro poi si sono riuniti nei giardini
dell'Allea: qui il movimento degli "Studenti Antagonisti" ha contestato i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini ed ha preannunciato per la
prossima settimana l'avvio di una serie di scioperi in tutti gli istituti.
Questa mattina è prevista una nuova manifestazione sulla scuola: organizzano
Cgil, Cisl, Snals e Gilda, con un presidio in piazza Matteotti dalle
( da "Corriere.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Progetto di riforma
entro ottobre per privilegiare l'inserimento di giovani Gelmini sull'Università: "Nuovo
metodo di assunzione per ricercatori e docenti" Valentina Aprea
(Commissione Cultura): "Superare l'attuale concezione burocratica del
ruolo dei docenti" Mariastella Gelmini (LaPresse) ROMA - "Entro ottobre presenterò la riforma del reclutamento
dei ricercatori e dei docenti. In particolare sarà presentato un
progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle
Università". Lo ha detto Mariastella Gelmini,
ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel corso di un
convegno della Fondazione magna carta. APREA APPLAUDE - E subito si registrano
le prime reazioni come quella di Valentina Aprea, presidente della Commissione
Cultura della Camera:"Apprezzo molto che il Ministro Gelmini
abbia voluto ribadire il suo sostegno alla riforma dello stato giuridico dei
docenti. E apprezzo ancor di più che abbia precisato di preferire la via
parlamentare per affrontare questo annoso problema, ormai non più
rinviabile". LA BUROCRAZIA - "Superare l'attuale concezione
burocratica del ruolo dei docenti, che non ne valorizza l' autonomia e le
responsabilità professionali - afferma Aprea - è un elemento fondamentale di
quel riassetto generale della scuola iniziato con i recenti provvedimenti del
governo. Ringrazio anche il Ministro di aver espresso l'auspicio che il
Parlamento proceda in tempi rapidi all'approvazione di questa riforma. D'altra
parte - conclude - la mia proposta di legge in tal senso, abbinata con le altre
proposte, ha già iniziato il suo iter parlamentare: non rimane che procedere
nel lavoro di Commissione e arrivare al più presto all'approvazione".
stampa |.
( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cerca con Wikipedia
EDIZIONE ELETTRONICa Repubblica Extra Consulta l'archivio Servizio Clienti
PORTATILE ultimo Minuto Repubblica.it sul telefono Notizie via sms Edizioni
Locali Bari Bologna Firenze Genova Napoli Milano Palermo Roma Torino SERVIZI
LAVORO - l'offerta del giorno Tutte le offerte Cercalavoro--> FORMAZIONE
Conferenze Eventi SCUOLA Master almaLaurea Guida Universit.