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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL  15-18 ottobre 2008       #TOP



Report "Scuola"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Scuola (150)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Lettere si mobilita contro la gelmini ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Palermo La protesta Lettere si mobilita contro la Gelmini La mobilitazione degli studenti contro le riforme Gelmini approda a Palermo. Ieri l'assemblea della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università ha deliberato lo stato di agitazione e l'assemblea permanente, dopo aver emendato e sottoscritto un documento proposto dalla facoltà di Ingegneria.

La pagella ( da "Unita, L'" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini accarezza i dubbi di Cisl e Uil e plaude alla possibilità che lo sciopero della scuola del 30 ottobre non si faccia. Imbarazzante per i sindacati, nessun imbarazzo per il ministro. In linea, in fondo, con il premier che distingue tra giudici buoni e cattivi, che vorrebbe decidere sull'opposizione,

Rivolta anti-Gelmini in scuole e atenei Sì a classi per stranieri ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Presidio alla Sapienza Rivolta anti-Gelmini in scuole e atenei Sì a classi per stranieri Luigi Illiano ROMA Tra scuole e atenei si moltiplicano le contestazioni contro le decisioni del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. E arriva anche una notte bianca, programmata per oggi in molte città italiane.

"la società deve sapere cosa succede alla scuola" ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sindacati e genitori contro il decreto Gelmini. Lei ha partecipato al corteo. Che impressione ha avuto? "Era da molti anni che non vedevo una presenza di piazza così consistente e varia. C'erano studenti giovanissimi, personale scolastico ma soprattutto gente normale, famiglie intere che protestavano contro il tentativo di dequalificare la scuola pubblica.

Dalle materne all'università la protesta ha una voce sola - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il picco nei giorni in cui il decreto Gelmini sarà discusso in Senato". Oggi al liceo Gramsci dibattito sulla Costituzione: sono stati invitati un partigiano dell'Anpi e un magistrato. In occupazione anche diversi istituti superiori pisani. Ieri, in un documento gli insegnanti dell'Itc Volta di Bagno a Ripoli hanno espresso la loro opposizione ai provvedimenti varati dal governo:

Il comitato guardaroba - carolina steidl ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si canta, Battisti, perché non tutti sanno le parole di "Bella Ciao". In sostanza si ripropongono i cliché del passato, già cliché negli anni �70. E forse, se non riusciamo ad opporci in modo costruttivo ad una legge immorale, ce la meritiamo, la Gelmini. Studentessa del liceo classico Michelangelo.

"il maestro unico è un ritorno al passato" - massimo vanni ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E cosa dice del maestro unico del ministro Gelmini? "Oggi l'inglese e la musica sono necessarie anche nelle elementari. Nella scuola a tempio pieno non si riduce ad uno e anche nella scuola dei moduli c'è bisogno di articolare. Soprattutto nelle ultime classi elementari le competenze dei docenti, relativamente allo studio della musica e della lingua,

"vergogna quei bimbi" ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: fiaccolata promossa dai sindacati contro la riforma Gelmini che ha richiamato lunedì sera a Firenze 20mila persone. "Già durante il precedente governo di centrodestra alcune maestre fiorentine portarono in piazza i bambini con i cartelli insieme ad alcuni politici di centrosinistra - aggiunge il senatore Totaro - ma forse è il caso che ci si renda conto che siamo in un paese democratico,

(segue dalla copertina) maria novella de luca ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: pietà la scuola, abbiamo abbandonato gli insegnanti al loro destino, li abbiamo privati della loro autorità e adesso ci rendiamo conto di quello che stiamo perdendo. Un paese senza scuola pubblica non è più un paese democratico. Per fortuna non ho più figli alle scuole elementari: ma se ho potuto conciliare nella mia vita il lavoro e la famiglia è stato proprio grazie al tempo pieno.

Meno insegnanti di sostegno ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: messa in atto dai ministri Brunetta e Gelmini ha avuto una pesante ricaduta anche a livello senigalliese". Lo sostiene il consigliere di Rifondazione comunista Roberto Mancini che presenterà oggi in consiglio comunale una mozione. "Per l'anno scolastico 2008/09, nelle scuole dell'obbligo del nostro Comune si è registrata una significativa diminuzione degli insegnanti di sostegno'

La mobilitazione - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: cambi il progetto di legge Gelmini, perché condurrà all'emarginazione dell'università pubblica". Clima incandescente anche a Torino dove studenti, ricercatori e docenti si sono riuniti nell'atrio di Palazzo Nuovo. Obiettivi: assemblea di ateneo il 22 ottobre, presidio il 28 davanti all'Unione Industriali, partecipazione allo sciopero nazionale del 30 ottobre indetto dai confederali,

I 2591 istituti con meno di 500 alunni ( da "Italia Oggi" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: MariaStella Gelmini, d'intesa con l'Economia. Ed è dalle regioni che parte la protesta, che in queste ore si sta diffondendo a macchia d'olio: enti locali, ma anche studenti, genitori e insegnanti si stanno mobilitando per evitare la chiusura di molte scuole, soprattutto di quelle che rappresentano l'unico presidio dell'istruzione pubblica nei piccoli comuni.

"Scuole, saranno penalizzati i centri del Biellese orientale" ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA RIFORMA GELMINI "Scuole, saranno penalizzati i centri del Biellese orientale" [FIRMA]MATTEO PRIA BIELLA Scuole a rischio chiusura nel Biellese Orientale e scoppia la polemica. "Il governo Berlusconi ha approfittato della presentazione di un decreto sulla sanità per inserire una norma che avvia la chiusura in tutta Italia delle scuole con meno di 50 alunni -

Liguria: la Gelmini ignorata "Non chiuderemo le scuole" ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ASSESSORE MASSIMILIANO COSTA ANNUNCIA LA LINEA DELLA GIUNTA Liguria: la Gelmini ignorata "Non chiuderemo le scuole" GENOVA Il vicepresidente della giunta, e assessore all'Istruzione, annuncia che la Regione non applicherà le "indicazioni" del ministro Gelmini circa i tagli alle piccole scuole. Ma la maggioranza che sostiene Burlando anche ieri ha accusato qualche scossone.

Cairo, assemblea pubblica sulla scuola organizzata dal sindaco Fulvio Briano ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assemblea pubblica sulle conseguenze in Val Bormida del decreto Gelmini. A proporla è il sindaco di Cairo, Fulvio Briano. Dovrà essere un'occasione per fare il punto della situazione e per informare le famiglie. Il problema è ben contenuto nell'esempio grottesco di Cosseria dove sabato verrà inaugurata la nuova scuola, un edificio costato 650 mila euro.

La guerra (in)civile degli psico-comici della politica ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.

Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.

Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.

Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.

Il maestro prevalente? È la regola in Europa ( da "Avvenire" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che si è riacceso in Italia dopo la decisione del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini di ritornare con il prossimo anno al maestro unico nella scuola elementare. E mentre nel nostro Paese ci si scontra su questo tema, siamo andati a vedere cosa succede nel resto dell'Europa, contesto che spesso viene preso come realtà con cui confrontarsi.

Venti di guerra a scuola e negli atenei ( da "Avvenire" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il fronte della protesta nella scuola ha promosso per oggi una "notte bianca contro la riforma Gelmini" con gli istituti aperti oltre l'orario scolastico per "manifestare il nostro no ai provvedimenti decisi". Diverse le adesioni già raccolte. Da parte sua il ministro Gelmini in un'intervista, che comparirà oggi sul sito www.ilsussidiario.

Notte bianca a scuole elementari aperte (fino alle 22-23), stasera, a Torino e fuori, da Nichelino a ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La protesta di insegnanti e genitori contro la "riforma" Gelmini, coordinata dal Coordinamento Genitori, prende forma nelle assemblee, nei laboratori per bambini, nelle merende a base di torte e pizze fatte in casa. In Vanchiglia, una fiaccolata parte dalla scuola Fontana alle 18,30 a cura delle scuole e del comitato di Quartiere.

LA PARTITA DELLE FAMIGLIE ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con tutto il can can che il centrosinistra sta facendo contro la riforma Gelmini e i suoi ipotizzati miliardi di tagli che andranno a incidere in un importante feudo elettorale qual é la scuola, l'esponente di Rifondazione, bello bello - è il ragionamento dei suoi detrattori - se ne esce con il suo di piano, e così la gente non capisce più chi è il cattivo.

Striscioni, assemblee petizioni e proteste "No al decreto Gelmini" ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: No al decreto Gelmini" Raccolta firme nelle scuole e nelle piazze, striscioni come quello apparso ieri sul cancello dell'Elementare di corso Soleri a Cuneo ("La scuola è in bene comune: difendiamola") e poi incontri con famiglie e insegnanti, l'altra sera a Peveragno e Saluzzo, oggi alle 21 a Cuneo (nel Centro incontri di corso Dante)

Studenti strumentalizzati dalla sinistra che tace la verità ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Studenti strumentalizzati dalla sinistra che tace la verità" "Sugli interventi della Gelmini nella scuola la sinistra non dice la verità e strumentalizza gli studenti che scendono in piazza". I giovani del centro-destra verbanese ribattono così allo sciopero degli studenti di venerdì scorso, definendolo come un momento di "atteggiamenti maleducati e di atti vandalici".

Caso Gelmini la minoranza esce dall'aula ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: CONSIGLIO COMUNALE Caso Gelmini la minoranza esce dall'aula Un ordine del giorno fuori programma, presentato dal consigliere dei Comunisti italiani Federico Larosa contro il decreto Gelmini sulla scuola pubblica ha provocato polemiche ieri pomeriggio in Consiglio comunale.

"Difenderemo le scuole di montagna" ( da "Stampa, La" del 15-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ieri i parlamentari Valter Zanetta e Marco Zacchera hanno incontrato a Roma il ministro Gelmini, mentre Valerio Cattaneo (Pdl) attacca il centrosinistra: "Si crea allarmismo e s'ingigantiscono i provvedimenti sulla scuola per coprire il Torinocentrismo della giunta Bresso".

Formigoni: "offensivi i 500 milioni a roma" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche il capogruppo del Pd nel consiglio regionale della Lombardia Carlo Porcari: "Il premier Berlusconi, il ministro dell'Economia Tremonti, quello dell'Istruzione Gelmini e quello della Funzione pubblica Brunetta stanno facendo bella figura a spese di regioni e comuni che devono fare i salti mortali per garantire i servizi essenziali ai cittadini, anche ricorrendo a nuove tasse".

No al maestro unico fiaccole anti-gelmini - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roma no al Maestro unico fiaccole anti-gelmini TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) E hanno riempito la città con fiaccolate, cortei e cene. Genitori, maestre e bambini, candele accese in mano, hanno sfilato in duemila a Prati e Trionfale. "Siamo oltre mille", spiega Salvatore Conforti, papà di un alunno della scuola Manetti.

Gelmini, le risposte delle scuole ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e i suoi amici a pic e pala" ovvero:"È ora di finirla, Gelmini e i suoi amici a lavorare con badile e piccone", slogan operaio, ovviamente con altri destinatari, degli anni Settanta. Un' occupazione vera e propria, a sorpresa, c'è stata invece all'istituto "Leonardo da Vinci", dove gli studenti in serata hanno organizzato varie iniziative e hanno poi trascorso la notte nella

Guerra a graffiti e volantini ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e del comitato anti-Gelmini che ha addirittura utilizzato il fondo stradale appena rifatto in via Bixio. "Il Comune si costituirà parte civile, ogni volta", assicura l'assessore Mario Labolani, che ieri ha chiamato la stampa per illustrare il rovescio della medaglia: "Non solo Brescia senza graffiti ma "Brescia graffiti",

Diplomi a 70 studenti dell'istituto aeronautico "Locatelli" ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha inviato una lettera di congratulazioni al dirigente scolastico, il professor Giuseppe Di Giminiani, agli insegnanti e ai diplomati. "L'istituto Locatelli - ha scritto il ministro - rappresenta una realtà scolastica di eccellenza, per i servizi che offre ai suoi studenti e per gli sbocchi lavorativi o di prosecuzione negli studi che offre"

In piazza gli universitari ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università va verso lo sciopero muovendosi contro il Dl Gelmini e l'intenzione annunciata del ministro dell'Istruzione di mettere mano alla riforma del sistema universitario: le segreterie generali nazionali di Flc Cgil, Cisl Università, Fir Cisl e Uil Pa-Ur.Afam hanno attivato le procedure necessarie per la proclamazione dello sciopero generale che, in caso di mancata conciliazione,

Davanti a Montecitorio la protesta dei ricercatori precari ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha preferito non commentare. Ieri, i ricecatori precari hanno manifestato a Roma (si veda la foto),mentre l'Aula della Camera ha approvato la norma che mette il limite al 30 giugno 2009 per la stabilizzazione dei precari. Una situazione aggravata, per i ricercatori, dal sostanziale blocco di gran parte dei concorsi universitari FOTOGRAMMA.

I falsari della povertà ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 16 pagina 42 I falsari della povertà di Redazione Ministro Gelmini, continui così Sono uno studente universitario, figlio di due insegnanti (papà delle medie e mamma delle superiori). Sento un gran parlare di proteste e insurrezioni per la "salvezza" della scuola, contro le novità introdotte dal ministro Gelmini, ma è chiaro che tali proteste sono tutte iniziative strumentali,

Scuola, è scontro anche sulle assicurazioni ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che hanno aggiunto un'altra voce alle loro proteste. "In nome della stessa filosofia del risparmio ai danni della scuola pubblica - si legge in un volantino che invita a partecipare all'assemblea straordinaria alla scuola di via dell'Arcadia 22, stasera ore 21 - i bambini non potranno più fare uscite sul territorio e gite scolastiche perché la Regione ha tagliato i fondi

Università, boom delle tesi di laurea sul 2015 ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: volta non contro la riforma Gelmini e non con proteste in piazza. Tutt'altro. Le università manifestano grande interesse verso l'Expo, diventato il tema più gettonato per le tesi di laurea. Nel giro di un semestre, da quando cioè Milano si è aggiudicata l'edizione 2015 dell'esposizione internazionale, decine di studenti hanno visto nell'evento un input interessante da sviluppare e,

In piazza a sei anni per attaccare il ministro ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini che, per i bimbi tra i 6 e i 10 anni fomentati da genitori e maestre, è diventata la strega cattiva. Così ecco i bimbi sandwich con cartelli sullo stile "Contro la riforma Gelmini, insieme in piazza genitori e bambini", "Ricuciamo la scuola, tagliamo la Gelmini", "Gelmini ministro della D-Istruzione".

A Castelletto genitori in aula coi sacchi a pelo ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione alla quale sta lavorando per il governo il ministro Maria Stella Gelmini. Scatenata la Sinistra che, sulle manifestazioni che si sono tenute ieri a Genova e sulla "Notte bianca" anti ministro che si è svolta questa notte in contemporanea in diverse città italiane (tra cui il capoluogo ligure), attacca l'operato del Governo.

Concorsi più facili per i residenti ( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: le selezioni in ingresso per gli studenti immigrati al dl Gelmini, ieri è stata l'ora dei concorsi pubblici. Al termine di un braccio di ferro tra Pdl e Lega, e dopo una riformulazione dell'emendamento già approvato in commissione lavoro, l'aula della camera ha dato il via libera alla proposta leghista che fa della residenza un titolo preferenziale per vincere i concorsi pubblici.

POST e RIPOST Gelmini, rischio di pensiero unico ( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: POST e RIPOST Gelmini, rischio di pensiero unico Il maestro unico per diffondere il pensiero unico. L'abbattimento del tempo pieno che mette le famiglie - qualcuno dice soprattutto le donne - in seria difficoltà organizzativa. E ora, dulcis in fundo, le classi differenziate d'inserimento per colmare il gap culturale degli stranieri che,

L'ultima trovata: far scioperare i bimbi delle elementari ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 248 del 2008-10-16 pagina 1 L'ultima trovata: far scioperare i bimbi delle elementari di Cristiano Gatti Viaggio in una scuola di Milano dove mamme e maestri schierano i bambini contro la riforma del ministro Gelmini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Alla borsa della fiducia il premier guadagna altri 2 punti in un mese ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istituto di Antonio Noto segnala inoltre un balzo in avanti per Mariastella Gelmini, alla guida dell'Istruzione, che pare non risentire delle proteste portate avanti dall'opposizione: guadagna 4 punti (la batte solo Tremonti) e si attesta al 42%. Inoltre, nella classifica relativa alla fiducia verso i partiti presenti oggi in Parlamento - da non confondere con le intenzioni di voto -,

Università, proclamato lo sciopero ( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ribadire il no alla riforma Gelmini e per protestare contro i tagli al settore e contro le norme che bloccano la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca. Nel frattempo la protesta prosegue in tutta Italia: rettorati occupati a Napoli e alla statale di Milano, assemblee e cortei alla Sapienza di Roma, lezioni all'aperto a Firenze e blocchi della didattica in molti altri atenei.

Dottori di ricerca, 240 euro in più ( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: università Mariastella Gelmini, che prevede 240 euro in più al mese per le borse dei dottori di ricerca. Un aumento che farà salire il compenso dei giovani dottori dai poco più di 800 (820,00) euro al mese ai circa mille (1.039,10) A sbloccare la situazione ci aveva pensato però, la Finanziaria del 2008 che aveva previsto inizialmente 20 milioni di euro all'

Okkupato il liceo Mamiani dove l'autunno è sempre caldo ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per smontare la riforma Gelmini). Il liceo della Roma "bene" è un luogo ormai "mitico", è stato il set del film Porci con le ali, ha ispirato la scuola dove è ambientata l'occupazione studentesca nel film di Muccino Come te nessuno mai. Vanta allievi celebri e grandi contestazioni, dal '68 al movimento della "pantera", fino alle lotte intestine degli anni Settanta.

L'università bocciata in Economia ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: magnifici rettori la riforma del ministro Gelmini è arrivata con la stessa puntualità di un colore a cuori quando al tavolo verde si è rimasti con una sola fiche. Proprio quando il castello di carte - bilanci e rendiconti, tenuti insieme con la colla di artifici contabili - stava per crollare, ecco arrivare il magnifico nemico, un ministro antipatico su cui riversare le colpe del "

A lezione di protesta: notte bianca in aula tra sbadigli e peluche ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è più o meno il dieci per cento a tirare tardi contro la Gelmini. "Cosa vuole - mi spiega la maestra Domenica, insegnante di religione, donna paciosa e mansueta, esatto contrario dello stereotipo sindacalizzato e incazzoso - domani mattina la sveglia suona presto, da queste parti. Abbiamo tantissime famiglie di immigrati, gente che va in fabbrica.

Bare e lutti al braccio: lo stupidario del <no> ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per i quali Gelmini potrebbe anche essere una marca di biscotti ma tant'è. Pure loro arruolati alla causa dei pasdaran. Venerdì scorso a Ravenna il ministro dell'Istruzione era stato invitato all'inaugurazione di una nuova scuola. Poi ha disertato. Avrebbe visto con i propri occhi la particolare, pirotecnica e "calorosa" accoglienza.

Dai soldi al maestro unico: ecco le bugie in piazza ( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma Gelmini prosegue, cresce, ma si nutre di se stessa, più che di fatti. Il decreto rimane un totem sullo sfondo: da abbattere, indipendentemente dal contenuto. E allora, che cosa c'è di vero nelle accuse al ministro, quelle prima "suggerite" dai sindacati e poi accolte sulla fiducia da insegnanti e ragazzi?

Università, una protesta <gonfiata> ( da "Avvenire" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Difficile fare un bilancio dell'adesione alla protesta, che secondo la Rete scuole, avrebbe coinvolto, tra l'altro, "una decina di istituti a Milano, una dozzina a Venezia e alcune decine a Roma". E anche Bologna si è mobilitata. A Napoli, invece, le maestre sono sfilate in corteo lungo il centro cittadino.

Classi per immigrati, Camera divisa ( da "Avvenire" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in tutto il Paese la mobilitazione contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini: 'notti bianche' e annunci di una gragnuola di scioperi tra Cobas (domani) e confederali (il 30), men- tre il 14 novembre scenderanno in piazza studenti e lavoratori dell'università. Lei tira dritto e sale al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ruini al <Campus Bio Medico>: la ricerca non sia mai separata dalla cura dell'ammalato ( da "Avvenire" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per Mariastella Gelmini è questo il "primo obiettivo" ed è questo il messaggio che invia "in primo luogo a quegli studenti che in quesi giorni hanno protestato e protestano". Il ministro dell'Istruzione interviene alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico dell'università Campus Bio- Medico di Roma dove è il cardinale Camillo Ruini,

Proteste a roma, bloccati alcuni binari della stazione termini Scuola, le Regioni contro il governo ... ( da "Corriere.it" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Proteste contro la riforma Gelmini (Emblema) ROMA - Protestano gli studenti e protestano i Governatori. È la riforma della scuola, in questi giorni, il vero "fronte caldo" del governo. A Roma migliaia di ragazzi - 10 mila secondo l'Unione degli Universitari (Udu) - hanno sfilato in un corteo di protesta fuori dalla "Sapienza" contro la riforma Gelmini.

Classi per stranieri, il no di Veltroni: <Dio ce ne scampi>. Alemanno frena ( da "Corriere.it" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con il ministro dell'Istruzione Gelmini". Il punto ora è il destino che la mozione avrà: un eventuale emendamento al decreto Gelmini, che martedì sarà in aula al Senato, renderebbe più complicato il percorso, mentre l'opposizione già prevede che il governo porrà la fiducia su quel provvedimento come ha già fatto alla Camera.

ANTAGONISMO SUI BANCHI ( da "Stampa, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: proteste contro il decreto del ministro Gelmini hanno superato ogni previsione. Marciano, uniti, studenti, professori e genitori di tutte le classi e di tutte le età, dall'asilo alla laurea. E protestano, non solo contro la decisione del governo di tornare al "maestro unico" nelle elementari, bloccando il "turn-over" degli insegnanti per ottenere tagli e risparmi nei costi dell'

"Lettere" a una passo dalla vera occupazione ( da "Stampa, La" del 16-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Facoltà contro Gelmini e Brunetta" che dalle 19 alle 2 vedrà riunito a Lettere l'intero "cartello" cittadino contro i decreti del governo Berlusconi. "All'assemblea di oggi pomeriggio (ieri per chi legge, nda) erano presenti anche molti studenti di altre facoltà - ha raccontato Stefano, uno dei giovani leader della protesta - e si è deciso di continuare il blocco ancora per 24 ore"

Scuola, rivolta anti gelmini ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rivolta anti Gelmini L'Università scende in piazza. A rischio 70 piccoli istituti VIA alla mobilitazione anti Gelmini sia all'Università che nel mondo della scuola. Una giornata calda si preannuncia per lunedì 20: il ministro Mariastella Gelmini sarà ospite d'onore allo Steri, e gli studenti minacciano di accoglierla con un presidio.

I ragazzi di centrodestra: "non esagerate" ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Scavalcando l'Ars, che nei giorni scorsi ha approvato una mozione contro tagli e riforma della scuola, i leader universitari dei movimenti studenteschi di An, Forza Italia e Udc hanno recuperato in extremis dalla loro parte anche i giovani dell'Mpa, che avevano sposato in pieno la linea anti-Gelmini espressa fino a poco tempo fa dal presidente della Regione Raffaele Lombardo

Assemblee, cortei, sit-in arriva l'onda anti-gelmini - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina II - Palermo Assemblee, cortei, sit-in arriva l'onda anti-Gelmini Gli studenti si mobilitano, i prof sullo stesso fronte Oggi raduno di ateneo a Ingegneria e sciopero Cobas Lunedì il ministro è atteso allo Steri ANTONELLA ROMANO Parte la mobilitazione anti-Gelmini sia all'Università che nel mondo della scuola.

La scure sulle scuole più piccole rischio chiusura in isole e paesini - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
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Abstract: otto chilometri SALVO INTRAVAIA Il ciclone Gelmini sta per investire le scuole siciliane. Sono due le strade che il governo Berlusconi intende seguire per fare cassa: accorpare gli istituti sottodimensionati e chiudere quelli con pochi alunni. Le scuole che rischiano già dal prossimo anno di subire il cosiddetto "dimensionamento" (verrebbero smembrate e accorpate ad altri istituti)

Ma fra un anno si taglia stranieri, corsi dimezzati ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il colpo di scure è previsto dal piano Gelmini che si prefigge l'obiettivo di tagliare a livello nazionale 132 mila posti nella scuola in tre anni. E si abbatterà pesantemente anche su coloro che dopo una giornata di lavoro, nel pomeriggio, vanno in classe per recuperare il tempo perduto o per acquisire nuove competenze.

Il blitz in aula del sindaco assenteista - alessia gallione ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
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Abstract: il ministro Gelmini è al centro di un attacco durissimo", le chiedono. Lei, da ex ministro dell'Istruzione scuote la testa, si allontana: "No, guardate, ho già dato. Solidarietà al ministro Gelmini". Poi la domanda che tutti le fanno, da sei mesi e mezzo: "Berlusconi potrebbe portarle la buona novella di Expo?

Oggi due cortei e lo sciopero dei cobas scuola ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: No Gelmini Day" Oggi due cortei e lo sciopero dei cobas scuola Il corteo di questa mattina dei sindacati di base contro i tagli all'istruzione si è trasformato nel "No Gelmini Day" degli studenti. Il montare della protesta nelle scuole e nelle università ha moltiplicato i punti di concentramento e diviso la manifestazione in vari spezzoni.

Riforma, la rivolta dei rettori - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: linea dura contro la riforma Gelmini. Giulio Ballio, capo del Politecnico, ha usato parole chiare: "Se vogliamo fermare i tagli l'unica cosa che possiamo fare è rimettere il mandato nelle mani del ministero". Enrico Decleva, numero uno della Statale e presidente della conferenza nazionale dei rettori, conferma: "La rinuncia al mandato sarebbe il segnale più forte che possiamo dare"

Diritto allo studio televisivo ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini e Brunetta agli studenti compresi nella fascia generazionale che va dai Gormiti al Gilette, in rivolta a Genova e dappertutto? Così: la ministra alla (D)istruzione pubblica, già implacabilmente beatificata da Paola Perego, verrà rigorosamente corteggiata dai tronisti della De Filippi, ai quali imporrà un grembiulino griffato da portare sul petto nudo tatuato e depilato.

Università, i giorni dell'ira - michela bompanigiuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La tensione intorno alla protesta contro il ministro Gelmini è altissima. A venare d'amaro una mobilitazione così unitaria e finora caratterizzata, su tutti i fronti della protesta, dalla pacatezza e dal pacifismo, un'incursione, ieri sera, intorno alle 18.30, alla Facoltà di Lettere e Filosofia: una decina di ragazzi, indicati come appartenenti a Lotta Comunista,

Tensione a balbi, botte all'università - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lotta Comunista Tre cortei invaderanno il Centro città per sfilare contro la Gelmini MICHELA BOMPANI (segue dalla prima di cronaca) giuseppe filetto C'è timore, anche se nessuno lo ammette, che qualcuno cerchi di "screditare" una protesta che sta diventando sempre più compatta ed omogenea. E per scongiurare, oggi, qualsiasi occasione di tensione, ieri sera al dibattito plenario,

Tour dell'assessore lomelo per riorganizzare le strutture ( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola il 30 ottobre prossimo contro la riforma Gelmini. Alla conferenza, cui ha partecipano tra gli altri il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, Lomelo ha detto che si sta "lavorando sulla base di proiezioni, perché i dati sulle scuola da chiudere non sono certi. Eppure - conclude Lomelo - la Puglia è tra le prime Regioni per numero di studenti diplomati con 100 e lode,

Operaio di Montà ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PRALORMO SCUOLA SAVIGLIANO ALBA All'interno Operaio di Montà Decreto Gelmini La mobilitazione dei professori Cassa integrazione per 252 dipendenti dell'"Asltom" Si abbattono capannoni lungo il Tanaro esce dal lavoro e muore in auto Federico Genta Prieri e Carosso Piero Bertoglio Servizio.

L'invito. Ministro venga a provare la nostra vita e capirà l'importanza che rivestono queste elementari ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA RIFORMA GELMINI L'invito. "Ministro venga a provare la nostra vita e capirà l'importanza che rivestono queste elementari".

"Giù le mani da Gurro" ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini. Provi la nostra vita per 24 ore e capirà perché questa scuola non si può toccare". Le mamme di Gurro sono pronte a difendere con i denti questo edificio rosa abbarbicato sulla montagna. Parco giochi, aule, laboratori e palestra rimessi a nuovo da un paio d'anni, a 812 metri di quota, abbracciati dalle case e immersi nel silenzio,

Alunni premiati per la Costituzione ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che il ministro si chiami Gelmini o si chiami Berlinguer non cambia molto, come dimostra l'esperienza, e come ha detto bene l'ex ministro della pubblica istruzione, Luigi Berlinguer, appunto: "Ai prof non va bene nessuna riforma, perché la scuola è stata per decenni il campo privilegiato di controversie ideologiche, e l'ideologia ha sempre prevalso sui contenuti educativi"

Ci vorrebbe classe ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con un emendamento "celtico" alla riforma Gelmini, si differenziano le classi come si selezionano i rifiuti. Ogni categoria compressa nella propria aula, tutto in poche scuole, per poco tempo e con sempre meno operatori per il “trattamento”. Perché la scuola è inutile e costosa.

Primo 'assaggio' dello sciopero ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Così, domani mattina in corso Matteotti, le sigle sindacali della scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals vogliono sensibilizzare l'opinione pubblica sul vero contenuto della riforma Gelmini. In vista dello sciopero generale del prossimo 30 ottobre.

I PIÙ AMATI ( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini si è messa in testa di sfidare la lobby dei sindacati per una riforma della scuola pensata prima di tutto per gli studenti. Certo, i ragazzi in piazza ci vanno sempre volentieri, ma i genitori hanno capito il valore dell'impresa: e in 30 giorni il ministro ha guadagnato il 4% dei consensi.

Ma che scivolata l'esame facile al Sud ( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ottimo pretendere un po' di meritocrazia in scuole ridotte a promuovifici di massa. Ma se la lombarda Gelmini non avesse scelto, nel 2001, di fare l'Esame di Stato giù a Catanzaro, dove si sa che è più facile, saremmo ancora più d'accordo con lei. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Il piano del governo ( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato la riforma dell'università. Il ministro ha fatto notare che bisognerà attuare al più presto un risparmio sui costi. DISPERSIONE In Italia ci sono 5.500 corsi di laurea, 300 sedi distaccate, pari al 90 per cento della spesa corrente per un numero di laureati troppo basso rispetto alla media europea ed una dispersione del 50%

Gelmini più forte delle urla La tigre batte <la pantera> ( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: implacabili continuano a registrare il segno più per Mariastella Gelmini. Ipr marketing per conto di Repubblica.it ha reso noto che la Gelmini è salita di ben 4 punti, dal 38 al 42 per cento nella fiducia degli italiani. Il giovane ministro della Pubblica Istruzione somiglia a quel bambolotto creato negli anni '60, quando lei non era neanche nata, che si chiamava Ercolino sempre in piedi.

Viaggio negli atenei ( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Piena guerriglia anti Gelmini, insomma. Fioccano le rivendicazioni di occupazioni da parte di movimenti studenteschi a Milano, Pavia, Parma, Firenze, Bari, Torino, Roma. E puntualmente trovano eco. Ma non conferma: basta un giro delle università per scoprire come stanno davvero le cose.

Scuole, dal Novarese primi "no" al Governo ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Domani si terrà a Novara, in piazza Matteotti, un presidio organizzato da Cgil, Cisl, Snals, Gilda. La manifestazione si svolgerà dalle 10 alle 12, e i rappresentanti sindacali e una delegazione di genitori porteranno al Prefetto le firme raccolte tra le famiglie contro il decreto legge del Ministro Gelmini.

Scuole, cortei in tutta Italia ( da "Corriere.it" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: slogan contro la Gelmini e Brunetta: proteste contro la riforma della scuola e i tagli all'Università (Infophoto) ROMA - "Siamo 300 mila". Lo affermano gli organizzatori del corteo organizzato a Roma dai Cobas e Rdb contro la politica economica del governo. La manifestazione al momento sta sfilando ancora per le strade della Capitale e la testa è in arrivo a piazza San Giovanni.

Luserna, bimbi e nonni a occupare la scuola ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini", dice una mamma, Manuela Masini. Aggiunge Sandra Pasquet, da 18 anni insegnante in questa scuola: "Rischiamo di buttare alle ortiche tutto ciò in cui si è creduto, non ci arrenderemo". Questa piccola scuola frazionale, 85 scolari alle elementari e 45 bambini alle materne, durante la notte bianca è diventata il punto di ritrovo e coordinamento della protesta dei genitori

LA SCRIVANIA DELLA GELMINI SPOLVERATA DUE VOLTE AL GIORNO ( da "Italia Oggi" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: LA SCRIVANIA DELLA GELMINI SPOLVERATA DUE VOLTE AL GIORNO Grandi pulizie al ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il dicastero di viale Trastevere ha indetto un bando di gara da 4.258.046,52 per servizi di pulizia e disinfestazione. Gli aspiranti "Mastrolindo" devono garantire la pulizia di uffi ci e servizi igienici,

Accorpamenti, è scontro tra Regioni e governo ( da "Avvenire" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: consultata la collega della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, ha preferito far slittare la riunione a data da destinarsi, "per approfondire e per non entrare nel merito, evitando quindi i contrasti " ha commentato Fitto. Da parte sua la Gelmini ha ricordato che dal '98 è disatteso "un decreto che parla di parametri che vanno a dimensionare gli istituti scolastici.

Comitato genitori di Alba promuove una petizione ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha scelto per sensibilizzare la popolazion ed invitarla a discutere il problema sollevato dalla riforma Gelmini. Alla prima riunione ufficiale del Comitato, nei giorni scorsi alla scuola elementare Umberto Sacco, ci sono già state 150 adesioni. Il Comitato si è costituito ufficialmente e ha designato un gruppo di una ventina di persone per coordinare le diverse iniziative.

Tutti in coda per protestare contro la riforma ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini" GOVERNO CONTESTATO "Tagli". Col ritorno al maestro unico la Granda avrà nei prossimi tre anni seicento insegnanti in meno Ad accogliere le assemblee serali a Cuneo non sono bastate le sale della Provincia [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO La scuola della Granda è in rivolta contro la riforma voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini:

Scuola e università, cortei in tutt'Italia ( da "Corriere.it" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: governo Migliaia in piazza a Roma e Milano Cori e slogan contro la Gelmini e Brunetta: proteste per la riforma della scuola e i tagli all'Università (Infophoto) ROMA - "Siamo più di 500 mila". Esultano gli organizzatori del corteo di Roma contro la politica economica del governo e la riforma della scuola. Una partecipazione "senza precedenti", ha sottolineato il portavoce dei Cobas,

Disagi nei trasporti, cortei per la scuola. Gelmini: disinformati ( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: disinformati di Redazione I Cobas a Roma: "Siamo 350mila". Disagi nelle grandi città. Manifestazioni nella scuola contro la riforma Gelmini: migliaia di studenti in piazza. "Okkupazioni" e proteste: dì la tua. Questi gli stop nei trasporti: Fs dalle 9 alle 17, aerei dalle 10 alle 18, traghetti dalle 8 alle 16 Milano -

[FIRMA]GIOVANNA FAVRO Elena Berrone, 32 anni. Laurea in Biotecnologie, master, e dottorato di ric ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Protestano contro la Gelmini, contro la legge 133 che taglia il turnover e i fondi agli atenei, e contro il provvedimento di Brunetta che impedisce di regolarizzare i precari. Le stesse norme contro cui giorni fa hanno protestato all'Inrim, contro cui c'è il campeggio-occupazione al campus universitario di Grugliasco, si sono fatte lezioni per strada e si annunciano nuove iniziative,

Acquesi "ribelli" al ministro Gelmini ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: PROTESTA Acquesi "ribelli" al ministro Gelmini Anche ad Acqui e nell'Acquese levata di scudi contro il ministro Gelmini. Centocinquanta genitori e insegnanti di Acqui, Morsasco, Visone e Cartosio si sono riuniti in assemblea per discutere gli ultimi provvedimenti del governo, varati e in preparazione, e per organizzare la mobilitazione.

I Cobas: "Bisogna tornare in piazza per salvare la scuola" ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Contro la Gelmini e le proposte leghiste sulle "aule ponte" per extracomunitari [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Lo scontro sulla scuola continua. Dopo i decreti e le leggi approvate con voto di fiducia la scorsa settimana le acque si sono ulteriormente agitate: a scatenare l'ultima "bufera" è stata una mozione leghista per la creazione di "

Se chiude la scuola elementare Gurro muore ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIFORMA GELMINI CALCIO PARCO VAL GRANDE "Se chiude la scuola elementare Gurro muore" Delusione Verbania Supera il turno ma la crisi non passa "L'area selvaggia diventi luogo di spiritualità" Balducci e Pera Piero Pratesi Filippo Rubertà.

Cobas in piazza, disagi nei trasporti ( da "Corriere.it" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: cortei anti-Gelmini e pioggia: un mix micidiale che ha mandato in tilt un po' tutti i centri urbani a partire da Roma e Milano. Le grandi città hanno risentito pesantemente delle proteste organizzate dai sindacati di base, che hanno proclamato una giornata di fermo generale che ha coinvolto trasporti, sanità, scuola,

Riforma Gelmini nel mirino In Regione la scelta sui tagli ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SUMMIT A TORINO Riforma Gelmini nel mirino In Regione la scelta sui tagli L'assessore Anna Maria Fazzari: "Non sappiamo ancora cosa fare" La macchina burocratica messa in moto dal Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini non si ferma, ma ad una settimana dalla notizia dei tagli che potrebbero investire i 57 istituti biellesi con meno di 50 alunni,

Sfilano gli universitari l'Ateneo è paralizzato ( da "Stampa, La" del 17-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ALESSANDRA PIERACCI GENOVA Scuola e università in rivolta contro la legge Gelmini e tagli all'organico e agli orari. Da due giorni l'Ateneo genovese è in stato di agitazione, con docenti e studenti dalla stessa parte della barricata per il blocco del personale precario: oltre cinquecento tra ricercatori, tecnici e amministrativi, alcuni dei quali ormai presenti da parecchi anni,

Napolitano sulla scuola: <Non si può dire solo no> ( da "Corriere.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: "Non capisco le proteste. Classi per stranieri? Non è razzismo. È didattica" Il presidente Napolitano (LaPresse) ROMA - Mentre in tutta Italia si svolgono cortei e manifestazioni contro la riforma della scuola del ministro Gelmini, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parla della scuola italiana intervistato da alcuni alunni nella Tenuta presidenziale di Castelporziano

<Ecco come i tagli del governo condannano a morte l'Università> ( da "Corriere.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le nostre proteste non sono soltanto di solidarietà nei confronti del mondo della scuola contro il decreto Gelmini ma nascono come reazione alla nuova legge Finanziaria presentata dal ministro Tremonti, legge (già approvata nella Camera ma di prossima discussione in Senato) che sancisce una esplicita condanna a morte dell'Università pubblica. Mi spiego meglio.

Scuola, Napolitano gela lo sciopero ( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ieri la prima protesta contro la Gelmini. Ma per il Capo dello stato non si può sempre dire no Scuola, Napolitano gela lo sciopero Non dà ai ragazzi quello di cui hanno bisogno, va riformata Le parole del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, sono state la vera pioggia gelata che ieri è caduta sul primo sciopero contro la riforma della scuola e dell'

Università occupate un vero bluff Sono tutti in aula per le lezioni ( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di studenti invita a guardare la realtà in occasione del No Gelmini day Università occupate un vero bluff Sono tutti in aula per le lezioni L'iniziativa è partita da una rete di studenti universitari. Che, nei giorni della protesta anti-Gelmini, si sono resi conto di un fatto strano. I loro atenei, per esempio quelli di Milano, Torino, Roma e Bologna, dovevano risultare occupati,

Non tirate sulla Gelmini ( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: perso il suo posto di lavoro in base ai provvedimenti adottati dalla Gelmini. E anche la protesta non sembra quell'incendio descritto ieri dal titolo di prima pagina dell'Unità: “Dall'asilo all'università, è rivolta. Studenti in corteo e facoltà occupate: la Gelmini sta affossando gli atenei”. Di vero c'è invece questo episodio verificatosi a Milano questa settimana.

Trasporti, grandi città in tilt ( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dove si è concentrata la protesta contro la riforma Gelmini con un corteo che è arrivato fino a via Ripamonti, sede del provveditorato. Gli utenti dei mezzi pubblici hanno dovuto fare i conti non solo con lo stop di tram e bus (dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio) e delle tre linee metropolitane (dalle 18 al termine del servizio), ma appunto anche con i tre cortei,

Atenei, protesta in piazza il corteo blocca il lungotevere - laura mari ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. E pian piano il mormorio si fa sempre più consistente, diventa un urlo quando il corteo attraversa via Merulana e, all'altezza dell'incrocio con via Labicana, devia e si stacca dalla manifestazione nazionale. In pochi secondi dallo spezzone studentesco, guidato dagli studenti della Sapienza, scompaiono le bandiere dei sindacati e dei politici.

Atenei, sfila la protesta ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sfila la protesta In piazza i bimbi anti-Gelmini. Gli universitari bloccano il lungotevere Dopo la Pantera arrivano gli "Indiani". Entrano in scena staccandosi dal corteo nazionale, bloccando il traffico, paralizzando la città e manifestando sotto il ministero dell'Istruzione al grido di "Augh-Augh-Augh".

In prima fila, ecco i bambini anti-gelmini - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Altri ancora: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". E poi i piccoli della scuola Falcone e Borsellino, zona piazza Bologna, reggono un piccolo manifesto: "La scuola non è l'isola che non c'è". Accanto a loro la maestra Emanuela Rossi, per l'occasione donna-sandwich. "Gelmini - c'è scritto - la tua riforma è un incubo".

Ateneo, la rivolta dei 4 mila ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la rivolta dei 4 mila Studenti e docenti attaccano la Gelmini. Che annulla la visita IL POPOLO DELL'UNIVERSITà - in quattromila tra studenti, professori, ricercatori, tecnici - ha aperto in grande stile la mobilitazione contro i tagli e le riforme del ministro Mariastella Gelmini. Al termine di un'assemblea affollata come non se ne vedevano dai tempi della Pantera,

Vita da ricercatori lezioni a zero euro - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Zero euro per ogni ora di lezione. E l'anno prima avevano intascato due euro a lezione. Adesso i ricercatori, zoccolo duro della protesta anti-Gelmini, rinunceranno ai carichi didattici aggiuntivi, ovvero alle supplenze. SEGUE A PAGINA III.

A scuola autunno caldo sfilano i docenti cobas - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: docenti Cobas SALVO INTRAVAIA Anche gli insegnanti dei Cobas sono scesi in piazza ieri mattina contro la Gelmini. Il corteo, che ha coinciso con lo sciopero della scuola indetto dal sindacato di base, è partito attorno alle 10 da piazza Castelnuovo. Alcune centinaia di professori hanno percorso le vie del centro per concludere la manifestazione in via Cavour, davanti alla prefettura.

Prof e studenti sulle barricate la gelmini rinuncia alla visita ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Prof e studenti sulle barricate la Gelmini rinuncia alla visita In quattromila all'assemblea: "Come vent'anni fa" L'Ateneo in rivolta Un corteo lunedì e uno il giorno dopo Al raduno il rettore Silvestri e il suo successore Lagalla il ministro diserterà la visita programmata per lunedì prossimo allo Steri e si terrà lontano dalle contestazioni studentesche nelle piazze di Palermo.

Dal maestro unico alla mannaia di 1,5 miliardi sulle università ( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: alle elementari un solo insegnante per solo 24 ore alla settimana. E l'attuale tempo pieno viene lasciato alla creatività delle scuole: potranno consentirlo solo in base agli organici che fornirà il ministero. Poi il capitolo scuole di montagna: con un taglio di più di 500 milioni chiuderanno circa 2600 istituti.

La ricerca è in mutande Leviamo anche quelle ( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "La ricerca è in mutande Leviamo anche quelle" "No a Tremonti-Gelmini distruttori della scuola". "Decreto Gelmini: meno tempo pieno per i nostri bambini". "Ma quale grembiulino ma quale voto in condotta: è la scuola pubblica che viene malridotta". "Stranieri, italiani, belli e brutti: la scuola pubblica è di tutti".

Università, nuove proteste arrivano gli stati generali - laura bellomi ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bloccheremo il decreto Gelmini, la rivolta è appena cominciata". Con questo slogan i collettivi della Statale si preparano agli "Stati generali d'ateneo" di martedì prossimo. "Un'assemblea in cui studenti, lavoratori e docenti si uniranno per fermare la riforma e lo spezzatino universitario che ha in mente il ministro", fa sapere Luca Minghinelli,

Gelmini sul decreto La sinistra difende una scuola indifendibile ( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini sul decreto "La sinistra difende una scuola indifendibile" / Roma È FIRMATO "Mariastella Gelmini - gruppo di lavoro" l'opuscolo di 5 pagine, dal titolo "istruzione", che i collaboratori del ministro hanno distribuito ai senatori del Pdl e della Lega nord nell'incontro con la titolare del dicastero di viale Trastevere,

Marcella, la prof Oggi dovevo essere qui 54 anni, una vita alle elementari: La politica non c'entra, tolgono il futuro ai nostri ragazzi ( da "Unita, L'" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini risplendi di luce propria? Ai posteri l'ardua sentenza". Se non si scioglie sotto la pioggia, è merito del ferro da stiro passato sui colori acrilici. Destinati agli alunni, ma, come per risme di carta, scotch e pennarelli, non c'è peculato: "Se tieni al lavoro che fai, ti metti le mani in tasca e compri i materiali che non ci sono"

Ecco l'altra Gelmini pronta allo sciopero ( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: altra Gelmini pronta allo sciopero di Redazione Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, è da giorni nell'occhio del ciclone. In piazza la contestano, ce l'hanno con la sua riforma. Le piazze si gonfiano e in quelle moltitudini organizzate dal sindacato e dalle opposizioni c'è anche la contestatrice che non ti aspetti.

Slogan rabbiosi e pugni chiusi Che rabbia quei bimbi in corteo ( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nelle giornate della guerra alla Gelmini, sono uno spettacolo tristissimo. Non lo dico per la Gelmini: in questo momento non me ne importa nulla della Gelmini, della sua riforma, del grembiulino, del tempo pieno, dei tagli e delle frattaglie di questa scuola eternamente sinistrata, così come non mi importa nulla dei contenuti nobili e meno nobili della contestazione.

Università, l'ultima trincea ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: piazza insieme agli studenti medi contro la Gelmini e Brunetta. Da lunedì lezioni in strada Università, l'ultima trincea I docenti: "Inaugurate subito l'Anno accademico" Mentre tremila universitari, liceali, maestre, genitori, bambini sfilano gioiosamente e bloccano, per tre ore - ieri mattina - il centro città, si compatta, a Balbi 4, "l'assemblea dei docenti universitari genovesi"

Walter neo-comunista e D'Alema furioso ( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.

Università, un grido per uscire dal tunnel - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che, con i bastoni, cacciano il diavolo precario: "Abbiamo solo un rammarico: avevamo paura, per questo non ci siamo mossi prima". C'è il quasi-preside di Lettere (dal 1° novembre), Francesco Surdich, il preside di Lingue, Sergio Poli, alcuni docenti, studenti di Ingegneria, Scienze politiche,

E i genitori schierano i bambini "tutti in lotta per l'eguaglianza" - elena rosselli ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università Maria Stella Gelmini, dichiara di non capire le ragioni della protesta, qui in piazza, insegnanti e genitori hanno ben presente quali sono i "mostri" da abbattere: la riduzione dell'orario scolastico a 24 ore e il ritorno al maestro unico: "Un orario di 24 ore comporta la sparizione del tempo pieno - spiega una mamma molto agguerrita -

Scuola, chi ha paura della Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.

Studenti, prof e genitori in marcia contro la gelmini - montanari e rau a pag. v ( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina III - Firenze Corteo da piazza S.Marco Studenti, prof e genitori in marcia contro la Gelmini montanari e rau a pag. v SEGUE A PAGINA V.

Sulla scuola niente allarmismi: non si può dire solo no ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fonti vicine al ministro Gelmini escludono categoricamente, però, che l'articolo 3 possa essere stralciato dal decreto, come chiesto dalle Regioni. MANIFESTAZIONI Studenti e insegnanti in piazza: 500mila per gli organizzatori, adesioni al 4,4% per il ministero Gelmini: sono disinformati.

Tremonti, Sacconi, Brunetta: il successo degli ex socialisti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: caldo contro le riforme del ministro Gelmini, è spontaneo confrontare le immagini degli studenti in piazza, con le loro bandiere rosse, e i dati dei sondaggi favorevoli al governo. Il quadro che ne emerge non potrebbe essere più chiaro. Quarant'anni fa,ai tempi del '68, le agitazioni studentesche riflettevano una società inquieta, in cui vecchi equilibri erano in procinto di saltare.

E i Cobas mandano in tilt le città ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: cortei anti-Gelmini e pioggia. Una combinazione che ieri ha mandato in tilt molti centri a cominciare da Roma e Milano. Le grandi città hanno risentito pesantemente delle proteste organizzate dai Cobas che hanno proclamato una giornata di fermo generale coinvolgendo trasporti, sanità, scuola, servizi pubblici.

Recessione, da Teglio parte il forte segnale Cisl ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dopo le modifiche proposte dal ministro Gelmini - aggiunge Petteni - ribadiamo che le decisioni vanno prese nell'ambito di una riforma organica non a colpi di decreto. Più in generale ho avuto la conferma che anche qui in Valtellina sono in aumento le famiglie a rischio o che sono già al di sotto della soglia della povertà.

Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai sindacati contro la rif ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai sindacati contro la rif... Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai sindacati contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. E' proprio il caso di dire che la protesta si infiamma ogni giorno di più.

La Gelmini: <Così la sinistra usa la scuola> ( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 18 pagina 1 La Gelmini: "Così la sinistra usa la scuola" di Redazione Mariastella Gelmini risponde, replica, contrattacca. "Basta bugie. La sinistra sfrutta la scuola per alzare lo scontro". L'istruzione diventa scontro ideologico e fervore di piazza. La Gelmini aggiunge: "A chi è in buona fede dico: ma la scuola così com'è vi sta bene?

Sciopero bus Cobas e Gtt discordi sulle adesioni A Torino è stata tra l'80 e il 9 ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Assemblea No Gelmini: da lunedì ci saranno lezioni all'aperto in via Montebello, e mercoledì è in programma una notte di musica, animazione e aperitivi a Palazzo Nuovo. Da lunedì occupazione a Fisica da parte dei Collettivi della facoltà di Scienze. Solidali con Saviano Lettura collettiva del libro "Gomorra" L'associazione "Quindicifebbraio"

Il ministro: "Basta bugie La sinistra sfrutta la scuola per alzare lo scontro" ( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Basta bugie La sinistra sfrutta la scuola per alzare lo scontro" di Francesca Angeli Mariastella Gelmini sulla riforma che ha scatenato le proteste di piazza: "C'è stata troppa disinformazione. Sento il dovere di fare qualcosa per modificare lo status quo" Roma - "Quando tutti intorno si agitano mia nonna mi ha insegnato che è meglio stare fermi e mantenere la calma".

Slogan rabbiosi, pugni chiusi e bimbi in corteo ( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: nelle giornate della guerra alla Gelmini, sono uno spettacolo tristissimo. Non lo dico per la Gelmini: in questo momento non me ne importa nulla della Gelmini, della sua riforma, del grembiulino, del tempo pieno, dei tagli e delle frattaglie di questa scuola eternamente sinistrata, così come non mi importa nulla dei contenuti nobili e meno nobili della contestazione.

Scuola, tanti nelle piazze Napolitano: non dire solo no ( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E proprio sul decreto Gelmini, al Senato l'opposizione ha presentato in commissione Istruzione ben 250 emendamenti. "Il ministro Gelmini continua a ripetere, sempre su Mediaset e sempre senza contraddittorio commenta il ministro ombra del Pd all'Istruzione, Maria Pia Garavaglia , che l'opposizione fa disinformazione e che il maestro unico non tocca il tempo pieno.

<La nostra protesta? È fare lezione> ( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ricercatori seduti nel prato del chiostro del Filarete che stanno tenendo un'assemblea contro la Gelmini. Tutto intorno l'attività prosegue normalmente, anche se ieri mattina diversi docenti hanno trovato chiuse le porte delle aule in cui avrebbero dovuto fare lezione. Parte del personale tecnico-amministrativo dell'ateneo ha aderito allo sciopero dei Cobas e così nessuno ha aperto.

<La parità passa per il buono scuola> ( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini che pure hanno trovato motivo di dibattito a Paderno. "La rivitalizzazione dell'educazione civica afferma ancora Rusconi va proprio in direzione di una nuova autorevolezza della scuola da parte degli studenti" . E per essere autorevoli citiamo sempre il dirigente del Liceo Newton di Roma a proposito del tema del giorno non si può sostenere che chiuderanno 4mila scuole,

Scuola, giorno di cortei Il Colle: non dire solo no ( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: non hanno letto i provvedimenti Ï Cortei dei sindacati di base in alcune città. Stop dei mezzi solo parziale ma disagi alla viabilità Ï La nuova normativa sugli scioperi prevede tra l'altro l'obbligo di un referendum tra i lavoratori prima della protesta Ï La Cisl: siamo pronti a discutere ma il diritto non si tocca.

Trasporti, non blocchi ma disagi ( da "Avvenire" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: di abrogare il decreto Gelmini, di tutelare sanità e stato sociale. Ma anche di far capire all'esecutivo che una buona fetta dei lavoratori italiani non si sente più rappresentata da Cgil, Cisl e Uil. Secondo le sigle organizzatrici, alle iniziative di protesta avrebbero aderito circa due milioni di persone.

Studenti pronti all'autogestione ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma Gelmini e dalla prossima settimana inizieranno le autogestioni. Ieri gli studenti dell'istituto Cobianchi hanno deciso la sospensione delle lezioni per martedì e mercoledì, con una votazione fatta classe per classe. Giacomo Molinari, del coordinamento studentesco "Punto@capo", spiega: "L'istituto ha 1.

Le nostre scuole di montagna non chiuderanno ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIFORMA GELMINI CICLISMO TRASPORTI "Le nostre scuole di montagna non chiuderanno" Partita da Baveno la rinascita di Ivan Basso Il taglio dei treni per i frontalieri non è scongiurato Balducci e Rubertà Ivan Fossati Luca Zirotti.

Maroni: "Frainteso su Saviano Lo Stato gli è sempre vicino" ( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il sociologo Domenico De Masi propone sulle pagine di Repubblica Napoli, di assegnare a Saviano il Nobel per la Pace. Anche gli studenti napoletani, ieri in piazza contro la riforma Gelmini, hanno annunciato una manifestazione a favore dello scrittore. (18 ottobre 2008.

Studenti e insegnanti contro il governo Migliaia in piazza a Roma e Milano ( da "Corriere.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a Roma e Milano Cori e slogan contro i ministri Gelmini e Brunetta: proteste per la riforma della scuola e i tagli all'università (Infophoto) ROMA - "Siamo più di 500 mila". Esultano gli organizzatori del corteo romano contro la politica economica del governo e la riforma della scuola. Una partecipazione "senza precedenti", ha sottolineato il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi.

Norcia (Perugia), 17:53 - UNIVERSITA': GELMINI, DDL PER BLOCCO TURNOVER ( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Roma, 16:06 - CICCHITTO, CONTRO GELMINI E' SOLO MOVIMENTISMO ( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Scuola ha scioperato il 25 per cento delle maestre ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
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Abstract: PROTESTA ANTI-GELMINI Scuola ha scioperato il 25 per cento delle maestre "Stiamo lavorando per convocare la Conferenza per il diritto allo studio allargata ai sindacati e a tutti i sindaci del Piemonte: per ragionare sulla fisionomia della scuola alla luce dei tagli del governo".

"La scuola resterà in montagna" ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL PDL RISPONDE ALLA MOBILITAZIONE ANTI-GELMINI "La scuola resterà in montagna" [FIRMA]RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA "Gli italiani ci danno ragione. L'88 per cento è favorevole al voto in condotta. Il 71 per cento all'introduzione del grembiulino. L'83 per cento alla valutazione numerica.

Cortei di studenti in centro ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha contestato i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini ed ha preannunciato per la prossima settimana l'avvio di una serie di scioperi in tutti gli istituti. Questa mattina è prevista una nuova manifestazione sulla scuola: organizzano Cgil, Cisl, Snals e Gilda, con un presidio in piazza Matteotti dalle 10 a mezzogiorno.

Gelmini: <Universita? Cambierà l'assunzione per ricercatori e docenti> ( da "Corriere.it" del 18-10-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: inserimento di giovani Gelmini sull'Università: "Nuovo metodo di assunzione per ricercatori e docenti" Valentina Aprea (Commissione Cultura): "Superare l'attuale concezione burocratica del ruolo dei docenti" Mariastella Gelmini (LaPresse) ROMA - "Entro ottobre presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti.

Roma, 18:40 -UNIVERSITA': GELMINI, PRESTO RIFORMA RECLUTAMENTO DOCENTI ( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)
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Abstract:


Articoli

Lettere si mobilita contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Palermo La protesta Lettere si mobilita contro la Gelmini La mobilitazione degli studenti contro le riforme Gelmini approda a Palermo. Ieri l'assemblea della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università ha deliberato lo stato di agitazione e l'assemblea permanente, dopo aver emendato e sottoscritto un documento proposto dalla facoltà di Ingegneria. Nell'incontro si è discusso, spiega una nota, "del grave progetto politico di attacco alle garanzie e ai diritti dell'intera società, attacco che vede come obiettivo preferenziale il sistema di produzione e diffusione dei saperi e della formazione, cioè scuola e università". Venerdì ci sarà un'assemblea d'Ateneo, nella quale la facoltà di Lettere lancerà la proposta di un corteo per il 20 ottobre, in occasione della prevista presenza a Palermo del ministro Mariastella Gelmini.

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La pagella (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

F.l. Fa sempre impressione quando un ministro distingue tra sindacati bravi e sindacati cattivi. La fa ancora di più quando a censire è il ministro all'Istruzione che ha reintrodotto il sette in condotta e i voti dall'uno al dieci in pagella, anche alle elementari. Gelmini accarezza i dubbi di Cisl e Uil e plaude alla possibilità che lo sciopero della scuola del 30 ottobre non si faccia. Imbarazzante per i sindacati, nessun imbarazzo per il ministro. In linea, in fondo, con il premier che distingue tra giudici buoni e cattivi, che vorrebbe decidere sull'opposizione, finanche sulla disponibilità del Capo dello Stato, di parte quando non va bene, super partes quando conviene. Per la Gelmini nessun problema, fa il suo mestiere così come Tremonti vuole: due o tre tagli ben assestati e demolire per sempre la credibilità della scuola pubblica. Il problema vero è per il sindacato. I professori hanno già deciso: sciopereranno due volte, il 17 con i Cobas e il 30 ottobre. Sono disposti a perdere 140 euro del loro magro stipendio per non perdere la dignità. E i sindacati? Il Corsivo.

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Rivolta anti-Gelmini in scuole e atenei Sì a classi per stranieri (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-15 - pag: 22 autore: Istruzione. Presidio alla Sapienza Rivolta anti-Gelmini in scuole e atenei Sì a classi per stranieri Luigi Illiano ROMA Tra scuole e atenei si moltiplicano le contestazioni contro le decisioni del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. E arriva anche una notte bianca, programmata per oggi in molte città italiane. Cortei che si riuniranno sotto la sigla "No Gelmini days and nights". Intanto, dopo le Regioni anche Province e Comuni bocciano gli interventi di Gelmini, ultimo in ordine di tempo quello che impone alle autorità territoriali di completare il dimensionamento delle scuole entro il 30 novembre, altrimenti sarà nominato un commissario ad acta ( si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Le decisioni sulla scuola "non possono essere assunte unilateralmente dal Governo e subite dal sistema delle Regioni e degli Enti locali",è la critica arrivata dagli assessori provinciali all'Istruzione. Nel documento bipartisan firmato ieri a Torino all'assemblea generale dell'Upi (Unione province italiane), gli assessori "esprimono preoccupazione, allarme e sconcerto per il vulnus all'autonomia delle istituzioni locali ". Per i Comuni "la somma dei tagli agli orari, al personale, e al numero delle scuole non può portare ad un innalzamento della qualità del sistema di istruzione nel nostro Paese ",ha detto il coordinatore nazionale dei piccoli Comuni, Mauro Guerra dopo l'audizione Anci presso la commissione Istruzione del Senato. E l'Emilia-Romagna si prepara al ricorso alla Corte costituzionale contro il Governo. "Il conflitto è nei fatti", ha spiegato il presidente Vasco Errani. Ieri sera il segretario Cisl Raffaele Bonanni, che aveva chiesto un incontro con il Governo per revocare lo sciopero del 30 ottobre, è stato ricevuto da Gianni Letta e Maurizio Sacconi a Palazzo Chigi. Università La mobilitazione ha coinvolto anche le università: alla Sapienza di Roma e all'Orientale di Napoli gli studenti hanno interrotto le lezioni in diverse facoltà. Cresce anche il malcontento tra il corpo accademico: le sigle sindacali starebbero organizzando una manifestazione nazionale per scendere in piazza nei primi giorni di novembre. Nel mirino soprattutto il taglio del 20% in cinque anni al "Fondo di finanziamento ordinario", la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato e il quasi blocco del turn over del personale docente che verrebbe attuato solo per il 20% dei posti rimasti liberi a seguito dei pensionamenti. Alunni stranieri Intanto,in serata – dopo un'aspra discussione –è arrivato il via libera dell'Aula della Camera alla mozione della Pdl sull'accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo, primo firmatario il capogruppo della Lega, Roberto Cota. Documento dal valore eminentemente politico. Il testo di maggioranza è passato con 265 sì, 246 no e un astenuto. La compattezza nella maggioranza è stata ottenuta soprattutto grazie a una riformulazione del testo, proposta da Italo Bocchino ( Pdl) e recepita dal Governo e da Cota. La mozione approvata a Montecitorio impegna il Governo, fra l'altro, "a rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo (nel testo originario era "autorizzando") il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione; a istituire classi ponte (rinominate "classi di inserimento") che consentano agli stranieri che non superano prove e test di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso nelle classi permanenti; a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno ". Il testo impegna il Governo a "una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri". ALUNNI IMMIGRATI Passa la mozione della Lega: test di lingua ed eventuali "gruppi di inserimento". Errani: l'Emilia Romagna ricorrerà contro il Governo.

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"la società deve sapere cosa succede alla scuola" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Firenze Lastri L'assessore: una riforma è investimento, qui si sta parlando solo di tagli "La società deve sapere cosa succede alla scuola" "Una bellissima protesta di popolo". Così Daniela Lastri, assessore all'istruzione di Palazzo Vecchio e candidata sindaco alle primarie del Pd, commenta la manifestazione che lunedì sera ha visto marciare, nel centro di Firenze, oltre 20 mila tra studenti, insegnanti, sindacati e genitori contro il decreto Gelmini. Lei ha partecipato al corteo. Che impressione ha avuto? "Era da molti anni che non vedevo una presenza di piazza così consistente e varia. C'erano studenti giovanissimi, personale scolastico ma soprattutto gente normale, famiglie intere che protestavano contro il tentativo di dequalificare la scuola pubblica. E questo è importante perché la scuola è un tema che non deve interessare soltanto il personale che lavora al suo interno, ma tutte le categorie sociali, a partire dal mondo del lavoro e dell'economia". Il sì del Senato alla conversione del decreto sembra ormai scontato. Perché allora continuare la protesta? "Si tratta innanzitutto di creare una presa di coscienza generale su ciò che sta succedendo alla scuola. Stanno facendo passare il decreto Gelmini come una riforma, ma una riforma è una cosa seria: è innovazione, investimento, mentre qui si sta parlando soltanto di tagli". E poi, come intervenire? "Un ruolo fondamentale è quello che spetta agli enti locali. Come la Regione Toscana, che ha deciso di fare ricorso contro il decreto sul ridimensionamento scolastico. Ci vorrebbe un tavolo nazionale tra enti locali e sindacati che apra una trattativa col Governo facendo capire che la legge così è inapplicabile" Quali sono secondo lei gli aspetti più gravi del decreto? "Va a toccare la scuola primaria e quella dell'infanzia, tra i primi posti come qualità nel mondo. Interventi erano necessari su medie e superiori, ma radicalmente diversi: non bisognava tagliare, ma investire, per renderle scuole adatte al terzo millennio, con un numero sempre maggiore di alunni ed esigenze sempre più complesse. Vogliono abbassare l'obbligo scolastico, che è garanzia di pari opportunità. E vogliono sottrarre tempo e risorse a quei servizi che magari non attengono alla didattica in senso stretto, ma riguardano ad esempio l'educazione alla cittadinanza o la musica. Quanto alla scuola primaria, la cosa più preoccupante è la riduzione delle ore: a chi spetterà organizzare il tempo pomeridiano? Si rischia di tornare al "doposcuola" di 40 anni fa, a una concezione assistenzialista e non più formativa. E si chiede sempre di più agli enti locali, senza dar loro le risorse". (g.r.).

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Dalle materne all'università la protesta ha una voce sola - laura montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Firenze Dalle materne all'università la protesta ha una voce sola Gli studenti della Normale: bloccate la didattica Facebook, blog o un semplice passaparola per far circolare il messaggio LAURA MONTANARI E' stato un passaparola, un incolonnarsi nel corteo, un giro di posta elettronica, un'assemblea, un incontro, un "dobbiamo fare qualcosa", un pensiero virtuale buttato su facebook o innescato sul blog del ricercatore, del precario, della maestra, dello studente. E' stato un parlarsi, un tam tam cominciato in estate e sbocciato in autunno. Ma adesso è diventato un fronte comune, un movimento, trasversale alle classi, alle aule. Dal maestro unico ai tagli della 133, agli atenei trasformati in fondazioni di diritto privato. La protesta è una linea che comincia dalla scuola materna e arriva fino alle università e tocca persino la Normale di Pisa. Ieri oltre duecento fra studenti, assegnisti, dottorandi, personale della scuola e qualche docente, hanno partecipato a un'assemblea indetta dagli studenti e alla fine hanno approvato un documento per chiedere alla scuola di convocare un consiglio direttivo aperto e di aderire alla protesta. Come? "Con il blocco per una settimana della didattica, oppure esponendo un drappo nero, oppure facendo lezioni accademiche nelle piazze anche in un luogo simbolico come davanti al ministero dell'istruzione a Roma" spiega uno degli allievi. Lezioni nelle piazze le hanno organizzate a Firenze anche gli Studenti di sinistra e hanno aderito diversi ricercatori. Oggi a Pisa il rettore Marco Pasquali ha convocato un'assemblea di ateneo, ma intanto le facoltà di Lettere e di Scienze e di Ingegneria hanno già approvato sospensioni temporanee della didattica. Oggi a Firenze si riunisce il consiglio di facoltà di Scienze che ha già suggerito in una mozione approvata a maggioranza fra le polemiche il blocco totale delle lezioni fino alla fine del mese. A Lettere gli studenti hanno indetto un'assemblea permanente e stanno organizzando un giornale web "a cui tutti possono partecipare". Sempre oggi, assemblee anche all'Infn l'istituto di fisica nucleare che ha una sede anche a Firenze e che come il Cnr e gli altri istituti di ricerca è coinvolto nei tagli previsti dal governo sul turnover con un taglio del 10 per cento: "Questo taglio, indipendentemente dall'emendamento sul blocco del processo di stabilizzazione, non permetterà, per almeno tre anni, - scrivono in un documento - di bandire nuovi concorsi per l'assunzione di personale che sostituisca quello andato in pensione. Questa situazione, che viene ad aggiungersi a sei anni di sostanziale blocco delle assunzioni, porterà ad un ulteriore invecchiamento della nostra comunità scientifica. Le centinaia di precari, che da anni svolgono compiti di grande responsabilità anche in progetti internazionali (come Lhc al Cern di Ginevra), vedono allontanarsi la possibilità di mettere a frutto, a vantaggio del proprio paese, le competenze acquisite". Contro la legge 133 anche una mozione degli studenti di Geologia di Firenze: "Lo scenario di fronte al quale ci troviamo è ben più amaro di quanto fosse possibile immaginare". Tagli ci sono stati anche in passato, ma adesso c'è la possibile trasformazione degli atenei in fondazioni private: "Che fine faranno la libertà e l'autonomia della ricerca scientifica nelle università?". Sul fronte della scuola, restano occupate molte medie superiori di Firenze città e della provincia: oggi sit-in alle 15,30 davanti a Palazzo Vecchio. I ragazzi stanno lavorando alla stesura di un documento unitario, piattaforma di una lotta comune da estendere alle altre città: "Vogliamo che le occupazioni raggiungano il picco nei giorni in cui il decreto Gelmini sarà discusso in Senato". Oggi al liceo Gramsci dibattito sulla Costituzione: sono stati invitati un partigiano dell'Anpi e un magistrato. In occupazione anche diversi istituti superiori pisani. Ieri, in un documento gli insegnanti dell'Itc Volta di Bagno a Ripoli hanno espresso la loro opposizione ai provvedimenti varati dal governo: "la scuola non è una spesa, ma un investimento". Dopo la fiaccolata dell'altra sera nelle strade di Firenze, organizzata dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Gilda insegnanti, stasera una iniziativa spontanea di genitori e famiglie, in adesione a una proposta lanciata da alcune elementari bolognesi: "Una notte per la scuola". Si terrà alla primaria Fanciulli (circolo 7, dalle 16,30) e alla Rossini (via Rossini) dalle 17 alle 19.

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Il comitato guardaroba - carolina steidl (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Firenze Il comitato guardaroba CAROLINA STEIDL La mia scuola è stata occupata. Per la prima volta dopo sei anni di assemblee fallimentari. Mi dispiace che sia successo quando per me si delinea l'esame di maturità. Perché se così non fosse forse non mi sentirei un'estranea qui dentro. Un microfono e una cassa mal funzionante possono bastare per tenere dibattiti concitati nel cortile, di fronte ad una platea solo in parte interessata. Alcuni giocano a calcio, altri si sdraiano dove possono, altri vagano spaesati. Nascono gruppi di ogni genere, dal Comitato Guardaroba (come in discoteca), a quello dell'Accoglienza. Abbiamo uno striscione appeso fuori, ad indicare che l'edificio è in mano agli studenti. Anzi, solo il piano terra, perché il preside ha chiuso le porte che conducono ai piani superiori. All'ingresso si richiedono i documenti, per chi esce c'è un timbro con la data (sempre come in discoteca). Superfluo esprimere la mia opinione sulla riforma: un provvedimento in gran parte di carattere economico e dunque ritengo che ci sia poco da contestare a coloro che si prodigano per far sì che l'istruzione superiore sia ancora un diritto di tutti. Eppure, dopo aver assistito a tante discussioni urlate, mi chiedo se in molti non siano semplicemente innamorati dell'idea della protesta. Si applaude dapprima con criterio, poi a chiunque prenda la parola. Si canta, Battisti, perché non tutti sanno le parole di "Bella Ciao". In sostanza si ripropongono i cliché del passato, già cliché negli anni �70. E forse, se non riusciamo ad opporci in modo costruttivo ad una legge immorale, ce la meritiamo, la Gelmini. Studentessa del liceo classico Michelangelo.

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"il maestro unico è un ritorno al passato" - massimo vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Firenze Berlinguer L'ex ministro: "Il sapere è articolato, più competenze per inglese e musica" "Il maestro unico è un ritorno al passato" MASSIMO VANNI No al maestro unico. No però anche alla protesta che travolge tutto. Luigi Berlinguer, ministro all'istruzione dal '96 al 2000 si rallegra per la mobilitazione ma chiede che la protesta guardi al futuro. Senza mettere nel mirino provvedimenti nati col centrosinistra. A cominciare dalla norma dei 500 alunni per istituto, cioè dall'accorpamento dei dirigenti scolastici che lo stesso Berlinguer introdusse assieme all'autonomia. Berlinguer, cosa pensa di quello che sta accadendo? "Vedo una ripresa di vivacità. E comprendo la preoccupazione del corpo docente di perdere posti. D'altro canto, da parte del governo e poi anche da quella dell'opposizione si è presentato il problema del risparmio in un modo traumatico. Ma non emerge a sufficienza un disegno e un contenuto innovatori". Parole critiche anche verso chi si mobilita. "Non si può conservare il passato. Se aboliamo il tempo pieno, roviniamo quel pezzo di scuola. Se lo lasciamo com'è, non facciamo il suo interesse. Quindi la difesa è necessaria ma si deve guardare al futuro. Anche io ho fatto riforme, ma le mie erano signore riforme". Si riferisce all'accorpamento degli istituti e dei dirigenti? "Quella dei 500 alunni per istituto è giusta. Non taglia i docenti e non sposta gli studenti. Si diminuiscono però i dirigenti: non è una cosa da citare come devastante". Ha ancora senso oggi la sua riforma dei cicli? "La riforma diventò legge e fu abrogata dalla Moratti. Si abrogò i cicli, il nuovo obbligo scolastico e anche il ministro Berlinguer. Fu una vera e propria "damnatio memoriae" nei miei confronti. E invece la riforma dei cicli rendeva morbido il passaggio elementari-medie: riduceva gli 8 anni a 7, perché 8 anni sono troppi. Così invece si esce dalla scuola a 19 e non 18 anni, è una scuola da bamboccioni. Una scuola che non esiste in Europa. Senza contare che con la riforma dei cicli si risparmia molto di più di quanto si parla oggi". E cosa dice del maestro unico del ministro Gelmini? "Oggi l'inglese e la musica sono necessarie anche nelle elementari. Nella scuola a tempio pieno non si riduce ad uno e anche nella scuola dei moduli c'è bisogno di articolare. Soprattutto nelle ultime classi elementari le competenze dei docenti, relativamente allo studio della musica e della lingua, che non possono essere offerte dal maestro. Comprendo la tensione, vorrei però che la forza del movimento fosse indirizzata a fini di riforma e cambiamento per il futuro, non di ripristino del passato".

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"vergogna quei bimbi" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Firenze Totaro "Vergogna quei bimbi" "Continuano le proteste politiche con la strumentalizzazione dei bambini, ma è una vergogna utilizzare minorenni per una contestazione di carattere politico, minorenni mandati in piazza a sfilare contro una causa per loro incomprensibile". Così sostiene il senatore di An Achille Totaro in riferimento alla fiaccolata promossa dai sindacati contro la riforma Gelmini che ha richiamato lunedì sera a Firenze 20mila persone. "Già durante il precedente governo di centrodestra alcune maestre fiorentine portarono in piazza i bambini con i cartelli insieme ad alcuni politici di centrosinistra - aggiunge il senatore Totaro - ma forse è il caso che ci si renda conto che siamo in un paese democratico, non a Cuba o in un paese comunista dell'ex Repubblica Sovietica: questo è un lavaggio del cervello, una patetica propaganda".

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(segue dalla copertina) maria novella de luca (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Dalle elementari all'università esplode la protesta contro la riforma del ministro Gelmini. Il cuore della rivolta è tra i liceali: i primi studenti a sentirsi precari già tra i banchi, ma loro non ci stanno. E sono pronti a lottare , questa volta a fianco di prof e genitori. Ecco chi sono Eleggono Yunus, il banchiere dei poveri, a simbolo della finanza buona Rosina: "Chi è nato negli anni '90 dovrà cercare di riscrivere la società" (SEGUE DALLA COPERTINA) MARIA NOVELLA DE LUCA Una "protesta globale", perché, spiega Renato Pocaterra, sociologo della Fondazione Iard "quello che si sta spezzando in Italia è un patto sociale, dall'anno prossimo avremo milioni di famiglie che non sapranno più come conciliare il lavoro e la cura dei figli", con un impatto durissimo, devastante. Più che un nuovo �68 dunque, un nuovo 1848, come suggeriva due giorni fa Adriano Sofri, sull'inserto Emme dell'Unità. Come quando in un'Europa piegata da una feroce crisi economica, un inseguirsi tumultuoso di moti, rivolte e insurrezioni, cambiarono per sempre paesi ed istituzioni. Forse. Per adesso il movimento che si organizza negli atenei e nelle scuole superiori è ancora in cerca di un battesimo, ma è camminando tra collettivi e assemblee che si scopre dov'è il cuore del nuovo. Non più, non solo nelle università, dove l'aria che si respira è mesta, come se qui, in molti, il domani sentissero di averlo già perso. Seduta davanti alla facoltà di Fisica alla "Sapienza" di Roma, Francesca Ambrogini, che nella primavera prossima avrà la laurea in tasca, racconta amara: "Non ho futuro come ricercatrice, non ho futuro come insegnante, ho sgobbato duramente per 5 anni e forse avrò una stage in un'azienda di informatica...". E' tra più giovani invece, i fratelli minori che qualcosa cambia. Andrea che ha 15 anni e fa il liceo scientifico, spiega: "Nei collettivi parliamo soprattutto di diritto e di economia, e spesso invitiamo anche i prof. Cerchiamo di capire e di studiare perché sembra inevitabile avere un futuro incerto e da precari. Poi decidiamo come e quando protestare. La cosa più importante è non essere strumentalizzati: il 17 saremo tutti in piazza e anche il 30. E' il collettivo che deve decidere non i partiti, la politica siamo anche noi". Appunto. Eccoli. Consapevoli di come sarà la vita adulta e pronti a navigarci dentro. Alessandro Rosina, demografo dell'università Cattolica di Milano, li ha definiti "generazione post". "La differenza tra questi adolescenti e i giovani adulti che sono all'università, è che loro, i quindici-diciottenni di oggi, forse non si lasceranno schiacciare da una vita che è diventata improvvisamente senza tutele e ombrelli sociali. Mi spiego: questi adolescenti sono la prima generazione che sa con chiarezza che non potrà più contare su un lavoro fisso, sa che dovrà spostarsi, essere nomade, dovranno avere il coraggio di costruirsi una famiglia pur non avendo né sicurezze abitative né lavorative... A differenza però dei trentenni di oggi, le certezze non se le aspettano. E nella critica a questo mondo che pure dovranno affrontare hanno riscoperto il valore della politica e dell'impegno". Perché ciò che li aspetta è duro, durissimo. "Da un punto di vista simbolico - continua Alessando Rosina, che a questa generazione no-future sta dedicando un libro - i ragazzi nati negli anni Novanta dovranno davvero cercare di riscrivere la società. Perché loro sono post in tutto. Arrivano dopo la fine delle ideologie, arrivano dopo ogni tipo di scoperta scientifica, oltre alla vita reale possiedono già quella virtuale, perché sono nati insieme ad Internet. Però sanno che il modello non è quello dei loro genitori, che potevano contare ancora, appunto, sulla scuola pubblica, sulla sanità pubblica, su un lavoro relativamente certo e su una pensione accettabile. Davanti ai loro occhi c'è una pagina bianca, ma la cosa positiva è che gli adolescenti sembrano rispondere in modo positivo, cercando vie alternative". Insomma una ribellione diversa, per una politica nuova. Come sottolinea Alessandro Rosina, questi giovani post che il nuovo autunno caldo della scuola sta facendo emergere, sono già "massa critica, sono già un qualcosa". Chiarisce Marina Bruni, 18 anni, leader della rete dei collettivi di Napoli: "La sinistra storica e la sinistra antagonista non esistono più. Noi siamo un movimento che pensa con la propria testa, che combatte la Destra e questo Governo, ma che non appartiene e non si schiera". Infatti. Ciò che conta sono figure simbolo. "Quello che mi interessa - racconta Guglielmo, primo liceo classico al Mamiani di Roma - è l'ecologia sociale. La battaglia di Vandana Shiva, ad esempio, per un'agricoltura sostenibile, o Arundati Roy, che difende l'acqua dei contadini. Sono contro Bill Gates, dalla parte di chi offre Internet open-source. So che avrò un futuro precario, preferisco dire flessibile, mi sto preparando a tutto questo. Quello che però è inaccettabile è che questo Governo di destra abbia deciso di rubarci gli strumenti del sapere. In nome di che? Per controllarci meglio". E Guglielmo racconta poi che mai suo padre l'ha appoggiato così tanto, che il 30 ottobre alla manifestazione ci andranno insieme ("lui però a quella del 17 non viene, preferisce muoversi con il sindacato"), e con noi, dice, "ci saranno i prof, i lavoratori". "Comunque appena posso me ne vado da questo paese, per fortuna ho studiato le lingue fin da piccolo, il nostro futuro purtroppo non è qui". Eccolo il dato nuovo. Generazioni "con" e non generazioni "contro". Alla "Sapienza" ieri i presidi di Lettere e Scienze Umanistiche hanno partecipato all'assemblea di ateneo, mentre per un giorno e una notte, i genitori e gli insegnanti delle scuole elementari, daranno vita oggi ad un nuovo "No Gelmini days and night", con cortei, fiaccolate, occupazioni ludiche con canti e balli animati dai bambini. Anna Maria è la madre di Giada, 14 anni, liceo piscopedagogico a Torino. "Noi genitori - dice -dobbiamo fare autocritica. Per anni abbiano criticato senza pietà la scuola, abbiamo abbandonato gli insegnanti al loro destino, li abbiamo privati della loro autorità e adesso ci rendiamo conto di quello che stiamo perdendo. Un paese senza scuola pubblica non è più un paese democratico. Per fortuna non ho più figli alle scuole elementari: ma se ho potuto conciliare nella mia vita il lavoro e la famiglia è stato proprio grazie al tempo pieno. I miei figli hanno fatto scuole buone, ma se passano questi tagli, se si accorciano le ore, addirittura gli anni di scuola, come faranno poi ad inserirsi nel mercato del lavoro? E' pazzesco. Siamo già gli ultimi in Europa. Ma forse il progetto del Governo è proprio questo: aumentare le differenze tra chi potrà pagarsi l'istruzione e chi no. Tra gli italiani di serie A e quelli di serie B...".

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Meno insegnanti di sostegno (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 20 Meno insegnanti di sostegno I TAGLI NELLA SCUOLA ? SENIGALLIA ? "LA RIDUZIONE degli organici per il sostegno messa in atto dai ministri Brunetta e Gelmini ha avuto una pesante ricaduta anche a livello senigalliese". Lo sostiene il consigliere di Rifondazione comunista Roberto Mancini che presenterà oggi in consiglio comunale una mozione. "Per l'anno scolastico 2008/09, nelle scuole dell'obbligo del nostro Comune si è registrata una significativa diminuzione degli insegnanti di sostegno'' dichiara Mancini. "Erano 52 nell'anno scolastico 2007/08, mentre oggi sono 46, a fronte di un aumento degli alunni riconosciuti come destinatari del diritto ad interventi didattici specializzati; altri tagli sono stati operati nelle scuole superiori, ma non ne conosciamo l'entità perché non sono stati diffusi i dati provinciali e regionali di questo scempio. Il risparmio della spesa pubblica non può avvenire sulla pelle dei ragazzi e delle famiglie che si trovano a far fronte con situazioni di handicap". "Al posto di un insegnante specializzato si mette un assistente personale ed il Comune si addossa così una spesa fino a ieri a carico dello Stato''.

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La mobilitazione - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca La mobilitazione MARIO REGGIO ROMA - Dalle scuole la protesta infiamma ora le università. A Catania non si terrà l'inaugurazione dell'anno accademico. Prove di occupazione degli studenti alla Statale di Milano, dove, ieri sera il Senato accademico ha approvato con solo quattro astensioni la linea della Crui, di cui il rettore Enrico De Cleva è presidente. La linea è: no ai tagli di mezzo miliardo di euro al Fondo ordinario per il funzionamento degli atenei, no ai tagli per la ricerca. Alla Sapienza di Roma la mobilitazione cresce giorno dopo giorno. Ieri mattina corteo dalla facoltà di Lettere e richiesta al Senato accademico del blocco della didattica. Una richiesta fatta propria dal professor Piero Bevilacqua, docente a Lettere di Storia Contemporanea. "Sono entrato in aula ed ho avvisato gli studenti che ho deciso di rinviare a data da destinarsi l'inizio delle lezioni a meno che il governo non cambi il progetto di legge Gelmini, perché condurrà all'emarginazione dell'università pubblica". Clima incandescente anche a Torino dove studenti, ricercatori e docenti si sono riuniti nell'atrio di Palazzo Nuovo. Obiettivi: assemblea di ateneo il 22 ottobre, presidio il 28 davanti all'Unione Industriali, partecipazione allo sciopero nazionale del 30 ottobre indetto dai confederali, Snals e Gilda contro i tagli del personale della scuola ed il maestro unico. Oggi assemblea dei collettivi alla facoltà di Lettere della Federico II di Napoli contro i tagli al fondo per le università. Tra i manifestanti alla Statale di Milano una ex compagna di facoltà del ministro Gelmini: "Mi sono iscritta per la seconda laurea a Filosofia - afferma Carla Franzoni - l'ho conosciuta a Giurisprudenza a Brescia, era meglio come compagna di corso che come ministro, una ragazza buona e mansueta, non molto brillante negli studi. E non mi ricordo neanche dei suoi interventi politici". Sul fronte della scuola, oggi, fiaccolate in molte città italiane: Roma, Bologna e Torino. Intanto la Regione Emilia-Romagna, seguendo l'esempio della Toscana, sta preparando il ricorso alla Consulta contro il taglio delle scuole con meno di 50 studenti. E domani, a Firenze, in 14 piazze lezioni universitarie all'aperto per sensibilizzare contro i tagli del governo.

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I 2591 istituti con meno di 500 alunni (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - le scuole che rischiano Numero 245, pag. 42 del 15/10/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF   Puntata precedente       I 2591 istituti con meno di 500 alunni 2° puntata - La pubblicazione dell'elenco prosegue domani su ItaliaOggi ItaliaOggi prosegue la pubblicazione -iniziata ieri- dell'elenco delle 2.591 scuole che, secondo quanto risulta a IO, rischiano nel giro di tre anni di essere chiuse. Scuole disclocate in tutta Italia, in piccoli come in grandi comuni e in difesa delle quali si è levato un coro di proteste e di mobilitazioni, con ricorsi in arrivo alla Consulta. Si tratta degli istituti che hanno meno di 500 alunni (300 nelle zone di montagna) e che, in quanto tali, non dovrebbero più esistere come istituzioni autonome. A rendere ineluttabile il piano di dismissione e di successiva fusione degli istituti è stato il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, che nel decreto legge 154/2008 (recante norme sul contenimento della spesa sanitaria) ha previsto il commissariamento delle regioni inadempienti. Sono le regioni, infatti, i soggetti competenti a ridimensionare la rete scolastica, secondo i criteri fissati dal piano di contenimento della spesa predisposto dal ministro dell'istruzione, MariaStella Gelmini, d'intesa con l'Economia. Ed è dalle regioni che parte la protesta, che in queste ore si sta diffondendo a macchia d'olio: enti locali, ma anche studenti, genitori e insegnanti si stanno mobilitando per evitare la chiusura di molte scuole, soprattutto di quelle che rappresentano l'unico presidio dell'istruzione pubblica nei piccoli comuni. Perché ci sono istituzioni che hanno addirittura zero alunni (è il caso di tanti convitti, come si vedrà dall'elenco) ma altre che hanno una popolazione studentesca ragguardevole costretta, se il decreto sarà applicato alla lettera, a emigrare in un altro comune per studiare. Domani una conferenza straordinaria delle regioni esaminerà il dl per decidere il da farsi. La Toscana ha già annunciato che porterà il provvedimento del governo alla Corte costituzionale per violazione delle competenze regionali. Sul piede di guerra anche il Piemonte. Mentre c'è chi si sta attrezzando nell'immediato per aggirare il piano Tremonti-Gelmini: "Mantenere le piccole scuole all'interno della stessa istituzione scolastica autonoma, così da garantire alla popolazione una presenza adeguata alle esigenze del territorio, aumentare gli indirizzi e sdoppiare le scuole sovradimensionate, visto che ve ne sono molte che hanno più di 1300 alunni", è la proposta a cui sta lavorando Silvia Costa, assessore regionale all'istruzione e formazione del Lazio e coordinatrice della relativa commissione della conferenza delle regioni.

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"Scuole, saranno penalizzati i centri del Biellese orientale" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

POLEMICA. LA RIFORMA GELMINI "Scuole, saranno penalizzati i centri del Biellese orientale" [FIRMA]MATTEO PRIA BIELLA Scuole a rischio chiusura nel Biellese Orientale e scoppia la polemica. "Il governo Berlusconi ha approfittato della presentazione di un decreto sulla sanità per inserire una norma che avvia la chiusura in tutta Italia delle scuole con meno di 50 alunni - interviene il consigliere regionale Wilmer Ronzani -. In totale saranno chiuse le porte di 4000 istituti scolastici, concentrati per lo più nei piccoli Comuni. L'effetto nel nostro territorio è dirompente. Nel Biellese sarebbero chiuse 57 scuole: 40 materne, 16 elementari e una media. Alcuni paesi corrono il rischio di non avere neanche più un plesso scolastico: a Bioglio, a Borriana, a Zumaglia, a Sostegno, a Massazza, a Valle San Nicolao saranno chiuse sia le scuole materne che quelle elementari. Sono a rischio istituti per i quali intere comunità si sono mosse nel corso di questi anni per riuscire a evitarne la chiusura, come la scuola elementare di Campiglia Cervo e la scuola media di Salussola. Nel Biellese sono circa 1800 i bambini e i ragazzi che stanno correndo il rischio di veder chiudere la loro scuola". Per il consigliere la riforma Gelmini è una scelta sbagliata: "E' una decisione che colpisce i piccoli comuni e in particolare quelli di montagna e che il governo realizzerà con la nomina di commissari ad acta se alle disposizioni contenute nei provvedimenti emanati non verrà data completa e totale attuazione - continua Ronzani -. La chiusura dei plessi scolastici nelle valli è l'ennesimo attacco alla montagna condotto dal governo di centrodestra. I Comuni investono continuamente risorse per supplire alle carenze del Ministero nel gestire le sedi delle scuole. La chiusura delle scuole generalizzata avrà conseguenze anche nel capoluogo, dove chiuderebbero 3 materne, e a Cossato, dove sarebbe chiusa la materna della Spolina". La riforma potrebbe non toccare le scuole che si trovano in un territorio che appartiene alla Comunità Montana. "Il nuovo ente montano non arriverà ai famosi 700 metri imposti dalla Regione e quindi non avrà un riconoscimento, nè contributi ordinari - spiegano l'onorevole Sandro Delmastro e il consigliere della Comunità montana Piero Casula -. Ha ragione Ronzani che dice che le scuole del Biellese orientale chiuderanno, il pasticcio della nuova Comunità montana combinato da destra e sinistra sta producendo effetti negativi in tutti i settori. Gli insegnanti fanno bene a lamentarsi e raccogliere firme, ma devono capire che in questa situazione siamo finiti per l'accordo tra destra e sinistra".

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Liguria: la Gelmini ignorata "Non chiuderemo le scuole" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

CONSIGLIO REGIONALE L'ASSESSORE MASSIMILIANO COSTA ANNUNCIA LA LINEA DELLA GIUNTA Liguria: la Gelmini ignorata "Non chiuderemo le scuole" GENOVA Il vicepresidente della giunta, e assessore all'Istruzione, annuncia che la Regione non applicherà le "indicazioni" del ministro Gelmini circa i tagli alle piccole scuole. Ma la maggioranza che sostiene Burlando anche ieri ha accusato qualche scossone. Così è slittata ancora, di ulteriori sette giorni, la discussione in aula del disegno di legge sulla istituzione degli Ato, organismi chiamati a programmare e gestire il ciclo delle acque e dei rifiuti. Ad avanzare la richiesta ("A nome di tutta la maggioranza") è stato il capogruppo del Pd Michele Boffa dopo che la maggioranza aveva presentato pochi minuti prima dell'inizio della seduta alcuni emendamenti. L'assemblea in precedenza, con una modifica alla legge regionale, aveva diposto l'ampliamento dell'area di intervento di Sviluppo Genova a tutto il territorio della Liguria. Proprio sull'indicazione del rappresentante della Regione (destinato alla presidenza della società) in Sviluppo Genova la coalizione di centrosinistra si è spaccata e Tullio Rossi, attuale presidente della società Area 24, è stato eletto solo grazie al voto favorevole del centrodestra: al momento del voto, cinque consiglieri di Rifondazione, Verdi e Pdci, contrari alla nomina, hanno abbandonato l'aula. Russo, indicato dal Pd, ha ottenuto 24 voti su 28 presenti; 4 le schede bianche. Al di là dei temi trattati in consiglio, a tenere banco in via Fieschi, ieri, è stato però l'argomento-scuola. Soprattutto per quanto riguarda il problema del dimensionamento che oggi troverà in commissione la quadratura del cerchio. Per questo, l'assessore all'Istruzione, e vicepresidente della giunta, Massimiliano Costa, ha smentito ogni notizia di tagli. "In Liguria - ha precisato - non sarà cancellata nessuna scuola. La Regione si assume le sue responsabilità e non applicherà le norme dettate dal ministro Gelmini per quanto riguarda il dimensionamento, ma assumerà le proposte fatte dalle quattro Province". Grazie a queste indicazioni, la Regione sarà impegnata a promuovere la creazione di tanti istituti comprensivi (in verticale), "a mantenere i plessi, anche piccoli, all'interno di istituzioni scolastiche autonome". Un atteggiamento totalmente in controtendenza con quanto stabilisce invece il ministro che, con il suo decreto e le sue riforme, "sta dimostrando di non voler migliorare la scuola, ma ha come unico obiettivo il taglio delle risorse, peraltro dietro dettatura di Tremonti". I timori espressi in questi ultimi giorni da alcuni presidi, dai rappresentanti sindacali e anche da non poche famiglie, l'assessore ha dunque dichiarato a chiare lettere che nessuna "realtà ligure sarà privata della presenza scolastica, tantomeno i piccoli Comuni dell'entroterra". Non solo dunque non ci saranno tagli ma, assicura Costa, l'offerta formativa sul territorio sarà anzi "potenziata". \.

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Cairo, assemblea pubblica sulla scuola organizzata dal sindaco Fulvio Briano (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

LE FRAZIONINON VOGLIONO RINUNCIARE ALLE LORO ELEMENTARI Cairo, assemblea pubblica sulla scuola organizzata dal sindaco Fulvio Briano Un'assemblea pubblica sulle conseguenze in Val Bormida del decreto Gelmini. A proporla è il sindaco di Cairo, Fulvio Briano. Dovrà essere un'occasione per fare il punto della situazione e per informare le famiglie. Il problema è ben contenuto nell'esempio grottesco di Cosseria dove sabato verrà inaugurata la nuova scuola, un edificio costato 650 mila euro. Ebbene secondo chi contesta il decreto questa scuola, nell'eventuale applicazione del decreto Gelmini, potrebbe essere chiusa già il giorno dopo "con uno spreco di soldi pubblici e disagi per tante famiglie" come sottolinea il sindaco Gianni Cavallero, che, al di là della diversa posizioni politiche, si dice pronto a partecipare all'assemlea pubblica organizzata a Cairo e ad appoggiare tutte le iniziative del caso. Il sindaco Briano, sottolinea dal canto suo altri due aspetti: "Ricordiamoci che si parla di bambini, visto che a rimetterci saranno soprattutto le elementari e le medie esistenti nei piccoli paesi o nelle frazioni A Cairo su cinque scuole ne verebbero soppresse tre, cioè San Giuseppe, Ferrania e Rocchetta e quindi i ragazzi dovranno convergere nella scuola del capoluogo, dove si dovrebbero formare classid i 33 alunni. Se però continua a esistere questa incertezza i Comuni come faranno a programmare i necessari interventi? Altro problema i trasporti: secondo un preventivo di massima dell'Acts, trasportare gli studenti di Ferrania a Cairo costerà 35 mila euro all'anno. Le scuole che potrebbero chiudere sono tre, quindi ci sarà una spesa complessiva intorno ai 100 mia auro. Chi ce li darà".

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La guerra (in)civile degli psico-comici della politica (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si sà, soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni matteo: le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani: Caro Salvatore, dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito ci sono articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa mattina un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono agitazioni negli atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si sà, soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni matteo: le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani: Caro Salvatore, dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito ci sono articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa mattina un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono agitazioni negli atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines: disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia, scontri a fuoco al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October 2008 M T W T F S S " Sep 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post October 2008 (1) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Walter neo-comunista e D'Alema furioso Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. 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Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si sà, soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni matteo: le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani: Caro Salvatore, dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito ci sono articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa mattina un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono agitazioni negli atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines: disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia, scontri a fuoco al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October 2008 M T W T F S S " Sep 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post October 2008 (1) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Walter neo-comunista e D'Alema furioso Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. 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Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si sà, soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni matteo: le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani: Caro Salvatore, dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito ci sono articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa mattina un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono agitazioni negli atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Ocse: la pressione fiscale rallenta, ma l'Italia è tra i Paesi più tartassatiDirottato aereo della Turkish Airlines: disarmato il pirataVent'anni dopo la strage, Carretta riscuote l'eredità: vorrei farmi una famigliaGranbassi sceglie Santoro: "Lascio l'Arma per la tv"Wall Street frena, le Borse Ue aprono in rossoThailandia-Cambogia, scontri a fuoco al confineVoto Usa, ultimo duello sulla crisiLa missione del piccolo Javier nascere per salvare il fratelloAnna, l'italiana coi tacchi alti che ricostruisce NassiryaPolitkovskaya, la legale "Volevano avvelenarmi" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October 2008 M T W T F S S " Sep 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post October 2008 (1) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Walter neo-comunista e D'Alema furioso Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. 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Girotondo attorno a Walter (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si sà, soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni matteo: le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani: Caro Salvatore, dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito ci sono articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa mattina un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono agitazioni negli atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli sudenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia: si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche cosa loro, si sà, soprattutto loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Scritto in Varie 1 Commento " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 117 ) " (44 votes, average: 3.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (38 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (48 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (46 votes, average: 3.61 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (45 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni matteo: le proteste sono solitamente pretestuose e ad hoc a seconda del determinato momento politico. Figuriamoci se... Alberto Taliani: Caro Salvatore, dattilografo sarà lei, sia sul Giornale cartaceo che sul sito ci sono articoli... mario: Walter ha lasciato questa città nel delirio. questa mattina un idiota che non ha meglio da fare ha bloccato... salvatore: OK DIRETTORE, BEN FATTO. salvatore: egr. sig. Taliani, in questi giorni ci sono agitazioni negli atenei e possibili blocchi delle lezioni,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Il maestro prevalente? È la regola in Europa (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 15-10-2008 Il maestro prevalente? È la regola in Europa Bottani: un modello adottato dalla totalità dei Paesi DA MILANO ENRICO LENZI M aestro unico, docente prevalente o team d'insegnanti? Un dibattito, pedagogico e non solo, che si è riacceso in Italia dopo la decisione del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini di ritornare con il prossimo anno al maestro unico nella scuola elementare. E mentre nel nostro Paese ci si scontra su questo tema, siamo andati a vedere cosa succede nel resto dell'Europa, contesto che spesso viene preso come realtà con cui confrontarsi. Si scopre così che l'Europa per la scuola elementare ha scelto il maestro prevalente. Lo conferma anche un'indagine di Eurydice (la rete di informazione sull'istruzione in Europa), riproposta sul sito www.ilsussidiario.net: cambiano le formule, mutano i contesti culturali, ma in tutti i Paesi esaminati esiste la figura del docente prevalente. "È un modello adottato da tempo spiega Norbero Bottani, consulente internazionale per le politiche scolastiche e che in passato ha collaborato anche con ministri della Pubblica Istruzione italiani , anche perché alla scuola elementare viene assegnato un compito prioritario: fornire agli alunni gli strumenti per saper leggere, scrivere e far di conto ". Un obiettivo minimo, ma "pur sempre di grandissima importanza, perché ci permette di dare gli strumenti necessari per affrontare la successiva specializzazione degli insegnamenti delle singole discipline". Un passaggio che avviene, in Italia, a partire dalla scuola media e in altri Paesi con gli anni finali dei percorsi scolastici obbligatori. E proprio per raggiungere questo obiettivo, "la totalità dei Paesi europei ha ritenuto che la figura del maestro prevalente, - ben diversa dal maestro unico di deamicisiana memoria -, sia quella più consona", spiega Bottani. Dunque un docente prevalente, capace di essere una figura di riferimento, ma anche "in grado di coordinare l'intervento di altri docenti che comunque nella classe sono presenti. Penso a quelli di lingua straniera, religione, musica, educazione motoria, per fare qualche esempio". Insomma non un maestro isolato e solitario, ma "all'interno di una equipe, ma pur sempre una figura di riferimento ". Un filo rosso che si dipana tra i vari sistemi scolastici europei anche con qualche variante. Nel sistema inglese, ad esempio, "si cambia docente ogni anno sottolinea Bottani . Duplice il motivo: evitare che si possano creare situazioni di conflitto tra docente e studente che si trascinino per l'intero percorso formativo. In secondo motivo è legato alla modalità di insegnamento degli strumenti a seconda dell'età dei bambini che richiedono impegni differenti ai docenti". In pratica una cosa è insegnare a un bambino di 6 anni e un'altra a uno di 10. Ma "tutti i docenti sottolinea con forza Bottani devono aver ben chiaro gli stadi di sviluppo dell'intelligenza concreta, cioè il suo sviluppo e le sue capacità di apprendimento". Un po' come l'anatomia per i dottori, indipendentemente dalla specializzazione conseguita in seguito. Ma a differenza dell'Inghilterra, la scuola portoghese prevede che sia lo stesso insegnante ad accompagnare gli studenti dai 6 ai 10 anni). In Germania, invece, il maestro prevalente è concentrato nei primi due anni, mentre dal terzo c'è un progressivo inserimento di altri docenti specializzati, ma "si tratta di un modello minoritario nel panorama europeo ". Nella vicina Francia si punta al docente unico, con qualche inserimento "nell'ambito artistico e sportivo". "In Finlandia è lo stesso docente titolare a svolgere la lezione di educazione motoria, ma siamo in un Paese con una forte cultura sportiva". In Grecia, al contrario, l'educazione fisica, come la lingua straniera e la musica, è affidata a un docente specializzato. Analoga situazione in Slovacchia e nel Belgio francofono. "Come si vede commenta Bottani l'Europa si è da tempo orientata verso un docente prevalente all'interno della scuola elementare o primaria. Un docente preparato, professionista e anche sostenuto nel proprio compito dall'apparato scolastico, valorizzato con una carriera o un sistema di premialità. Un aspetto che purtroppo non vedo in Italia, dove gli insegnanti appaiono un po' smarriti, abbandonati a se stessi". Eppure la scuola elementare italiana strappa un 6 e mezzo nella valutazione finale del consulente internazionale di politiche scolastiche: "la scuola italiana ha la legge sull'autonomia più progressista del mondo, ma è poco valorizzata e utilizzata. Ha tra i suoi fiori all'occhiello l'integrazione scolastica degli alunni disabili, che in altre Nazioni viene messa ai margini, ma nello stesso tempo non si è stanziato il sostengo necessario per quest'integrazione". Insomma tante luci che rischiano di finire fulminate per scarsa manutenzione. "Davvero un peccato conclude Bottani perché in questo modo si mortificano i tanti bravi docenti italiani che si impegnano davvero nella loro missione educativa".

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Venti di guerra a scuola e negli atenei (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 15-10-2008 Venti di guerra a scuola e negli atenei La Gelmini auspica un ripensamento sullo sciopero proclamato dai sindacati per il 30 DA MILANO ENRICO LENZI O rmai è scontro quotidiano sulla scuola. L'ultima occasione in ordine di tempo è stata l'esame di una mozione della Lega (approvata dalla Camera) riguardo all'accesso degli studenti stranieri nelle nostre scuole, che, secondo il testo presentato, dovrebbe avvenire "previo superamento di test e specifiche prove di valutazione", istituendo "classi ponte che consentano agli studenti stranieri che non superano le prove e i test di frequentare corsi di apprendimento delle lingua italiana". Dall'opposizione si è levata la voce di Piero Fassino: "così si inserisce un elemento di discriminazione tra i bambini". Un tema delicato, che va ha inserirsi in uno scenario che vede il mondo della scuola e quello dell'università sempre più in subbuglio. Il decreto del ministro della Pubblica I- struzione Mariastella Gelmini ha iniziato il suo cammino a Palazzo Madama, dove il Pd annuncia una dura opposizione. Ma anche nelle audizioni in commissione Istruzione del Senato, si levano voci critiche sui provvedimenti e i tagli previsti dal governo. "Lo siamo, soprattutto dopo il decreto che ci impone una razionalizzazione dei nostri sistemi scolastici" ha dichiarato Silvia Costa, coordinatrice degli assessori regionali all'Istruzione. Lo stesso allarme espresso in un documento bipartisan sottoscritto dagli assessori provinciali all'Istruzione dell'Upi. E mentre la Regione Emilia Romagna annuncia l'intenzione di ricorrere al- la Consulta contro il decreto sul dimensionamento degli istituti, la presidente della Commissione Istruzione della Camera, Valentina Aprea getta acqua sul fuoco: "Niente allarmismo, con questo decreto si sancisce il rispetto delle regole che ci siamo date nel 1998. Gli istituti con meno di 500 iscritti perderanno l'ufficio di presidenza. Le chiusure sono previste per le materne con meno di 30 alunni e le elementari con meno di 50, senza dimenticare che esistono deroghe per le sedi delle piccole isole, dei comuni montani o zone con gruppi etnici". Precisazioni, però, che non fermano la protesta, che vede sindacati, opposizione, studenti e genitori mobilitati da settimane per contrastare le politiche scolastiche del governo. Una mobilitazione che inizia ad estendersi anche al fronte universitario. Per fare qualche esempio: a Catania non ci sarà l'inaugurazione dell'anno accademico perché "non è tempo di celebrazioni ufficiali", mentre tutte le facoltà dell'ateneo di Firenze, domani, terranno lezioni in 14 piazze cittadine contro i tagli nel settore. Proteste, più o meno numerose ed egemonizzate dai "collettivi", anche a Milano, Torino, Palermo e Roma. Il fronte della protesta nella scuola ha promosso per oggi una "notte bianca contro la riforma Gelmini" con gli istituti aperti oltre l'orario scolastico per "manifestare il nostro no ai provvedimenti decisi". Diverse le adesioni già raccolte. Da parte sua il ministro Gelmini in un'intervista, che comparirà oggi sul sito www.ilsussidiario. net, auspica un ripensamento sullo sciopero del 30 ottobre e "guardo con attenzione alle aperture di Bonanni e Angeletti", soprattutto perchè la scuola possa "passare da terreno di scontro privilegiato a terreno di confronto privilegiato".

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Notte bianca a scuole elementari aperte (fino alle 22-23), stasera, a Torino e fuori, da Nichelino a (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Moncalieri, da Piossasco al Canavese. La protesta di insegnanti e genitori contro la "riforma" Gelmini, coordinata dal Coordinamento Genitori, prende forma nelle assemblee, nei laboratori per bambini, nelle merende a base di torte e pizze fatte in casa. In Vanchiglia, una fiaccolata parte dalla scuola Fontana alle 18,30 a cura delle scuole e del comitato di Quartiere. All'IC Tommaseo dalle 16,30 è prevista un'assemblea cui partecipano gli assessori Pentenero e Saragnese. Pentenero e il collega della Provincia D'Ottavio, in rappresentanza delle Regioni e delle Province italiane, ieri hanno partecipato all'audizione in commissione Istruzione del Senato. La richiesta bipartisan presentata è che si rinvii di un anno l'entrata in vigore dei provvedimenti di "razionalizzazione". E contro l'idea di "scuola-fantasma" si diffondono le lenzuola appese ai balconi, mentre Coogen e Manifesto dei 500 annunciano per il 21 un'assemblea in vista di nuove iniziative in occasione della visita a Torino del ministro Gelmini il 28.

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LA PARTITA DELLE FAMIGLIE (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

Casa Comune LA PARTITA DELLE FAMIGLIE Beppe Minello Già erano arrivati ai ferri corti sui contributi alle materne cattoliche. Ora il conflitto si sta ripetendo e incarognendo sugli accorpamenti scolastici. Quando si tratta di temi che toccano la famiglia e i suoi annessi e connessi qual è, ad esempio, un tema delicato come la scuola, la giunta Chiamparino sembra sempre sull'orlo di una crisi di nervi. Venerdì prossimo, sulla vicenda dell'assessore Saragnese di Rifondazione che avrebbe inopinatamente portato avanti un piano che tocca 42 scuole ipotizzando la soppressione di 7 istituti, si terrà addirittura una riunione di maggioranza. L'obiettivo, in particolare dell'area cattolica e ex popolare del Pd, è quello di far sapere che su certi temi il comunista Saragnese non può fare quello che vuole, che deve confrontarsi con il resto della maggioranza. Una pretesa legittima che sta però diventando una prova di forza, l'ennesima, fra l'altra sinistra e l'ala destra dello schieramento di Chiamparino. Perché sul tema, l'accorpamento di scuole che si affacciano sullo stesso cortile e hanno entrambe pochissimi allievi oppure sulla necessità di sistemare altrove i due allievi rimasti nell'istituto per ciechi che un tempo ospitava 118 studenti, sono tutti praticamente d'accordo. Quello che cerca qualcuno è, appunto, una prova di forza, utile anche per avere visibilità in un momento prossimo a importanti decisioni quali sono un probabile, ma non scontato, rimpasto o allargamento di giunta accompagnato dal rinnovo di metà mandato delle cariche della Sala Rossa, dal presidente Castronovo ai presidenti delle Commissioni. Detto questo, Saragnese o ci fa o ci è. Con tutto il can can che il centrosinistra sta facendo contro la riforma Gelmini e i suoi ipotizzati miliardi di tagli che andranno a incidere in un importante feudo elettorale qual é la scuola, l'esponente di Rifondazione, bello bello - è il ragionamento dei suoi detrattori - se ne esce con il suo di piano, e così la gente non capisce più chi è il cattivo. Insomma, Saragnese è quantomeno un ingenuo. Ecco allora il "fuoco amico" sparato dal cattolico Olmeo che pretendeva comunicazioni in aula da parte dell'assessore di Rifondazione. Un affronto scongiurato alla meno peggio dal capogruppo Giorgis che con una breve dichiarazione in aula è riuscito a convincere i duri Olmeo, Tedesco e Calgaro che "Saragnese ritira il piano". Mentre i fans di Saragnese sostengono che "non è vero". La verità come sempre sta nel mezzo: Saragnese porterà il suo piano in Commissione e lì sarà sviscerato, vale a dire portato alle calende greche dal Consiglio. La realtà è però ancora un'altra. Quel piano è un lavoro che tutti gli assessori alla scuola elaborano ogni anno per presentarlo poi alla Provincia la quale, a sua volta, lo proporrà alla Regione. Routine, insomma, diventata un casus belli per colpa della riforma Gelmini e, diciamo, dell'inopportuna (a giudizio degli alleati) efficienza dell'assessore Saragnese. Sempre a proposito di famiglia, ieri mattina in giunta, l'assessore Borgione ha portato il bando con il quale verranno concessi contributi alle famiglie con più di quattro figli. Vale per tutti i residenti, italiani, comunitari e stranieri e con un reddito Isse del nucleo non superiore a 29 mila euro.

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Striscioni, assemblee petizioni e proteste "No al decreto Gelmini" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. NELLA "GRANDA" Striscioni, assemblee petizioni e proteste "No al decreto Gelmini" Raccolta firme nelle scuole e nelle piazze, striscioni come quello apparso ieri sul cancello dell'Elementare di corso Soleri a Cuneo ("La scuola è in bene comune: difendiamola") e poi incontri con famiglie e insegnanti, l'altra sera a Peveragno e Saluzzo, oggi alle 21 a Cuneo (nel Centro incontri di corso Dante) e Alba (Elementare "Sacco" di via De Amicis). La prossima settimana toccherà a Fossano e Savigliano. Anche nella Granda è scattata la mobilitazione contro la riforma Gelmini della scuola dell'obbligo. Ieri pomeriggio sotto i portici a Cuneo gli insegnanti di Elementari e Geometri hanno raccolto in quattro ore quasi 500 firme che saranno inviate al ministro dell'Istruzione. Spiegano gli insegnanti: "Abbiamo già inviato una mail al presidente Napolitano invitandolo a non firmare il decreto, adesso raccogliamo firme che la prossima settimana spediremo a Roma. Le riforma prevede solo tagli: ma le classi da 33 alunni non esistono materialmente e il maestro unico significa tornare indietro di 20 anni, svalutando formazione specifica e competenze acquisite negli anni". Si preparano manifesti e in molte scuole, soprattutto istituti comprensivi, sono state richieste assemblee per approfondire le iniziative del governo e la prospettata chiusura delle sedi con meno di 50 alunni (ma solo in questi giorni le scuole stanno inviando gli elenchi degli iscritti all'Ufficio scolastico provinciale per quest'anno). L'incontro di stasera a Cuneo è organizzato dai sindacati, quello di Alba dal "Comitato genitori di Alba per la difesa della scuola pubblica" che raccoglie firme per chiedere un Consiglio comunale aperto sui tagli alla scuola.

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Studenti strumentalizzati dalla sinistra che tace la verità (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

AZIONE GIOVANI E MSP "Studenti strumentalizzati dalla sinistra che tace la verità" "Sugli interventi della Gelmini nella scuola la sinistra non dice la verità e strumentalizza gli studenti che scendono in piazza". I giovani del centro-destra verbanese ribattono così allo sciopero degli studenti di venerdì scorso, definendolo come un momento di "atteggiamenti maleducati e di atti vandalici". Lo hanno fatto con una conferenza stampa durante la quale è stata resa nota l'unità d'intenti sulla scuola tra Azione Giovane (il movimento che fa capo ad An) e il Movimento Studentesco Padano. Micael Immovilli ha spiegato come nella scuola italiana ci sia la necessità di "aprire i cantieri per ristrutturarla, renderla moderna e portatrice di valori meritocratici". Entrando di più nei particolari, Fabio Volpe ha evidenziato le "bugie della sinistra sui tagli" perchè "il tempo pieno aumenterà del 50 per cento". "Non è vero che il maestro unico peggiora la scuola: se oggi siamo ottavi in Europa quando c'era un'unica figura educativa eravamo secondi", ha ricordato Laura Brambilla. "E' la verità che verranno accorpate gli istituti con meno di 50 alunni - ha spiegato Daniele Finetti dell'Msp - ma è pur sacrosanto non sperperare risorse e investire in qualità della scuola". Sarà, tuttavia, la "riforma della scuola in senso federale a migiorarla" sottolinea Finetti.

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Caso Gelmini la minoranza esce dall'aula (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

CONSIGLIO COMUNALE Caso Gelmini la minoranza esce dall'aula Un ordine del giorno fuori programma, presentato dal consigliere dei Comunisti italiani Federico Larosa contro il decreto Gelmini sulla scuola pubblica ha provocato polemiche ieri pomeriggio in Consiglio comunale. La minoranza ha abbandonato l'aula e non ha votato il documento. "E' stato violato il regolamento" ha detto Federico Delfino del Pdl. 'ordine del giorno di Larosa è comunque stato approvato con 22 voti favorevoli, tutti quelli della maggioranza.

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"Difenderemo le scuole di montagna" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-10-2008)

Argomenti: Scuola

DOMODOSSOLA.ENTRO IL 30 NOVEMBRE IL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE "Difenderemo le scuole di montagna" "Chiudere la scuola equivale a chiudere il paese. Respingiamo con fermezza il decreto del Governo che non può né deve trovare applicazione in questo territorio". E' l'appello lanciato dal presidente della Provincia Paolo Ravaioli nel corso dell'incontro che l'assessore regionale alla montagna, Bruna Sibille, ha tenuto ieri sera a Domodossola alla presenza di molti amministratori del Verbano Cusio Ossola. Sul tavolo l'opposizione al decreto legge, varato dal Governo Berlusconi, che contiene in un articolo il drastico ridimensionamento delle istituzioni scolastiche. Tradotto, significa per il Verbano Cusio Ossola l'immediata chiusura, dal settembre 2009, di nove plessi scolastici e la "messa sotto osservazione, di un'altra quarantina di scuole primarie che hanno da 13 a 50 alunni. La Regione, ha spiegato l'assessore Sibille, "non sarà il braccio operativo, come vuole il decreto, nel tagliare le scuole. Abbiamo sempre sostenuto una politica attenta per i problemi della scuola di montagna, erogando per l'anno 2008-2009 agli istituti del Vco 98 mila euro per la razionalizzazione delle situazioni di pluriclasse, 67,862 euro per l'ampliamento dell'offerta formativa e finanziato con 80 mila euri due sperimentazioni di teleinsegnamento con lavagna multimediale negli istituti di Crevoladossola e Santa Maria Maggiore". Per il consigliere regionale Aldo Reschigna "commissariare le Regioni per decreto legge vuol dire violare il principio del rispetto delle autonomie. L'operazione del Governo non porterà a risparmiare. La chiusura della scuola a Unchio, zona in forte espansione imporrà il trasferimento degli studenti a Trobaso, in una scuola che non potrà accogliere altri bambini. Si dovranno fare investimenti di edilizia scolastica, spendendo altri soldi". Il dispositivo governativo è "troppo generico e va rivisto tenendo conto dei parametri della montagna. Noi enti locali possiamo dare un contributo per una soluzione" aggiunge Pierleonardo Zaccheo, presidente della Comunità Montana Valle Ossola. "Sconvolto per il silenzio totale su un riordino così grave e penalizzante" si è detto a fine riunione l'assessore all'istruzione della Comunità Antigorio Divedro Formazza, Stefano Costa. "Con una legge nazionale si chiude la scuola di montagna - rilancia - e nessun amministratore protesta?". Ieri i parlamentari Valter Zanetta e Marco Zacchera hanno incontrato a Roma il ministro Gelmini, mentre Valerio Cattaneo (Pdl) attacca il centrosinistra: "Si crea allarmismo e s'ingigantiscono i provvedimenti sulla scuola per coprire il Torinocentrismo della giunta Bresso".

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Formigoni: "offensivi i 500 milioni a roma" - andrea montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Roma Formigoni: "Offensivi i 500 milioni a Roma" L'attacco del governatore della Lombardia: "Il federalismo parte male" La polemica alla vigilia della conferenza delle Regioni sulla Finanziaria ANDREA MONTANARI Roberto Formigoni contro il decreto sul federalismo fiscale che assegna alla capitale cinquecento milioni l'anno, a partire dal 2010. "Un offensivo regalo permanente a Roma, che ha un'amministrazione dissestata - ha attaccato ieri il governatore lombardo - Una regalia enorme dal punto di vista finanziario. E questo nel momento in cui con il federalismo fiscale si vorrebbe far partire un meccanismo virtuoso del superamento della spesa storica e l'avvio dei costi standard. Cioè il trasferimento dei fondi dello Stato quando ci sono delle spese fatte in maniera efficiente. Se il federalismo fiscale parte così, parte male". La Lombardia, invece, "attende da anni di ricevere i centocinquanta milioni di euro promessi per finanziare il trasporto pubblico locale". Per Formigoni, si tratta di un torto "inaccettabile". Nei confronti di una regione dalla quale "arriva il contributo più alto nel monte fiscale dello Stato. è giusto che i lombardi abbiano indietro ciò che è di loro competenza". "I 500 milioni l'anno - rincara il governatore lombardo - seguono il finanziamento a fondo perduto di tre miliardi che si aggiunge a sua volta ai cinque concessi alla sanità del Lazio dal precedente governo Prodi". Una vera e propria "regalia". L'attacco arriva alla vigilia della conferenza delle Regioni che dovrà esprimersi prima della conferenza unificata sia sulla Finanziaria che sul federalismo fiscale. Formigoni annuncia che darà battaglia. Il giudizio definitivo, infatti, è previsto nella riunione della conferenza Stato-Regioni della prossima settimana. "Non si tratta solo delle centinaia di euro destinati per coprire i buchi di bilancio di Roma e Catania - protesta ancora il governatore lombardo - ma di altri cinquecento milioni l'anno, che potranno essere utilizzati per coprire disavanzi precedenti. Così ripiombiamo nella vecchia logica dei ripiani a pie' di lista. Altro che federalismo fiscale. Siamo molto preoccupati. Poi un'altra stoccata a palazzo Chigi: "Se il governo non accoglierà emendamenti, non potremo accettare un simile provvedimento. Berlusconi si era impegnato ad emanare questo decreto per rifondere i comuni dei 260 milioni tolti con il taglio dell'Ici e per restituire 434 milioni alle regioni per evitare di imporre di nuovo il ticket sulla diagnostica. Invece regala soldi a chi ha fatto della spesa pubblica facile una linea di condotta". Alla protesta di Roberto Formigoni si aggiunge anche quella del presidente della Provincia di Milano Filippo Penati del Partito democratico, che rilancia: "Visto che i fondi sembrano essere distribuiti con il manuale Cencelli, a Milano forse sarebbe servito un sindaco di An come a Roma. è una cosa scandalosa". Dello stesso avviso anche il capogruppo del Pd nel consiglio regionale della Lombardia Carlo Porcari: "Il premier Berlusconi, il ministro dell'Economia Tremonti, quello dell'Istruzione Gelmini e quello della Funzione pubblica Brunetta stanno facendo bella figura a spese di regioni e comuni che devono fare i salti mortali per garantire i servizi essenziali ai cittadini, anche ricorrendo a nuove tasse".

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No al maestro unico fiaccole anti-gelmini - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Roma no al Maestro unico fiaccole anti-gelmini TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) E hanno riempito la città con fiaccolate, cortei e cene. Genitori, maestre e bambini, candele accese in mano, hanno sfilato in duemila a Prati e Trionfale. "Siamo oltre mille", spiega Salvatore Conforti, papà di un alunno della scuola Manetti. Tra i partecipanti anche il presidente della Provincia Nicola Zingaretti. "Siamo arrabbiate - dice Elisabetta Cozzi, mamma di due bambini della Cairoli - c'è una strategia per affondare la scuola di Stato". "Questa manifestazione è la dimostrazione che non siamo in pochi a protestare contro la riforma, ma il movimento di genitori e maestri è grande", aggiunge Iside Saravo, insegnante della Vico di piazzale degli Eroi. Nel corteo anche alcuni striscioni: "Maestro unico = Jurassic school". Una fiaccolata all'esterno della scuola Crispi per i genitori e le maestre che ieri hanno dato vita anche a laboratori pomeridiani all'interno dell'istituto. Tra i manifesti preparati dagli stessi bambini: "Non abbiamo barriere. Ci piace pensare". In serata tutti a cena insieme e pigiama party con le favole raccontate ai più piccoli. Qualche genitore è rimasto anche a dormire nella scuola. Oggi le lezioni saranno comunque regolari. Più di 500 candele anche nel municipio XIX a piazza Capecelatro: "La riforma ci preoccupa - spiega un papà Francesco Moneta - per la qualità dell'insegnamento. Non vogliamo che la scuola si trasformi in un parcheggio". Le scuole del I municipio si sono ritrovate a piazza Vittorio: erano oltre 500 quando sono arrivati i cortei dalla Di Donato e dalla Baccarini con musica, genitori-giocolieri e artisti di strada. Un corteo multietnico con mamme e papà cinesi, bengalesi e filippini. Poi tutti alla scuola Di Donato per vedere le danze popolari e gustare la cena preparata da un genitore iraniano. Corteo di più di 1000 persone da via Tiburtina a largo Beltramelli: "Le persone che incontravamo durante la manifestazione ci hanno applaudito - spiega un'insegnante, Carla Corciulo - i bambini hanno fatto tanti girotondi". Hanno sfilato con un fiocco al collo maestre e genitori degli istituti scolastici dell'Appio: "Eravamo più di 300 solo dalla nostra scuola, la Manzoni - spiega un genitore Emilio Perucci - poi ci siamo ritrovati anche con gli altri istituti a piazza Re di Roma. E' stata una manifestazione allegra con musica e bambini".

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Gelmini, le risposte delle scuole (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

BRESCIA pag. 8 Gelmini, le risposte delle scuole Slogan e iniziative presso Calini, Torricella, Crispi, 28 Maggio PROTESTE E OCCUPAZIONI di MARIO PARI ? BRESCIA ? PRIMA della " notte bianca", espressione ormai sempre più abusata per indicare iniziative che oltrepassano il tramonto, c'è stato un coloratissimo pomeriggio. Alla "Calini", scuola elementare nel quartiere del Carmine a Brescia alunni, genitori e maestri si sono ritrovati nel cortile al termine delle lezioni. È stata come in altre scuole bresciane, in altre città d'Italia, un'occupazione simbolica contro la riforma Gelmini. I bambini correvano, scatenati, oppure ballavano al ritmo di "Il coccodrillo come fa?". Alcuni di loro sono anche apparsi sinceramente preoccupati per le maestre e per il fatto che potrebbero, un giorno, non rivedere più a scuola alcune di loro. Altre mamme e maestre distribuivano la merenda. Un clima solo apparentemente festoso, però, quello che si respirava ieri, in ogni caso, in una delle scuole più multietniche di Brescia. Cartelli contro la riforma erano affissi alle inferriate e capannelli di maestre e mamme si notavano nel cortile. Tra gli argomenti più discussi, e non a caso, la possibilità che vengano istituite "classi per studenti d'origine straniera, con qualche problema nella lingua italiana". La "Calini" si trova nel quartiere più multietnico di Brescia e quando, alle 16.30, suona la campanella, ogni giorno, tra gli altri, corrono verso le mamme bambini che hanno, palesemente, parenti in Cina, Africa, Sudamerica. Ma sono anche altri gli interrogativi che circolanovano ieri tra genitori e maestri. "Come può un lavoro d'équipe essere rimpiazzato da quello di una maestra unica?" era certamente uno dei più diffusi. La scuola elementare Calini non è stata comunque l'unica ad aderire alle iniziative di protesta. Ci sono state anche "Torricella", "Crispi", "28 Maggio" e la scuola elementare di Camignone. E SEMPRE al "Calini" le maestre non hanno indugi quando si tratta di lanciare un messaggio a un ministro bresciano:" "L'è ora de mocala, Gelmini e i suoi amici a pic e pala" ovvero:"È ora di finirla, Gelmini e i suoi amici a lavorare con badile e piccone", slogan operaio, ovviamente con altri destinatari, degli anni Settanta. Un' occupazione vera e propria, a sorpresa, c'è stata invece all'istituto "Leonardo da Vinci", dove gli studenti in serata hanno organizzato varie iniziative e hanno poi trascorso la notte nella scuola.

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Guerra a graffiti e volantini (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

BRESCIA pag. 6 Guerra a graffiti e volantini Multa o denuncia a chi imbratta i muri e butta dépliant TOLLERANZA ZERO VERSO TUTTI GLI ABUSIVI di MAGDA BIGLIA ? BRESCIA ? TOLLERANZA ZERO, l'operazione continua. Stavolta l'ordine deve essere ripristinato nell'arredo urbano. Saranno multati o denunciati coloro che imbrattano la città con i graffiti, manifesti abusivi, distributori di giornalini pubblicitari,scritte. Il primo esempio è già nella denuncia di Forza nuova, che lunedì ha volantinato e attaccato cartelli contro le banche, e del comitato anti-Gelmini che ha addirittura utilizzato il fondo stradale appena rifatto in via Bixio. "Il Comune si costituirà parte civile, ogni volta", assicura l'assessore Mario Labolani, che ieri ha chiamato la stampa per illustrare il rovescio della medaglia: "Non solo Brescia senza graffiti ma "Brescia graffiti", museo contemporaneo di arte di strada". LA GUERRA alle bombolette comincerà da un'azione di ripulitura dei muri più bersagliati, con stesura di una sostanza apposita impermeabile alla vernice, passerà da azioni repressive come l'obbligo di cancellazione imposto ai vandali colti in flagrante e/o l'obbligo per i proprietari degli edifici di eliminare gli obbrobri dalle facciate entro 60 giorni a loro spese. Ma poi si sposterà sul versante della proposta. Primo: una campagna di sensibilizzazione nelle scuole. Secondo: l'individuazione di aree per l'autonoma creazione a disposizione il sabato e la domenica degli artisti del pennello all'aperto, negli altri giorni della settimana di tutti i ragazzi che vorranno sbizzarrirsi, diventando però essi stessi garanti contro il degrado della zona. Insomma una sorta di difficile controllo di un'azione che vorrebbe essere di rivolta e di libertà. E' questo lo spirito che anima anche un intervento di Brescia Mobilità che tutti possono vedere imboccando via Cremona, sul muro bianco che fiancheggia il nuovo piccolo parcheggio a destra. UN GRUPPO di giovani di "Graff studio" è stato incaricato di ornare quel bianco "di disegni e di emozioni per gli automobilisti di passaggio", così come già accaduto al parcheggio del Palagiustizia e nell'area degli ex Monopoli. Così come accadrà nel sotterraneo di piazza della Vittoria le cui pareti diventeranno un'anticipazione della visita alla città e alle sue piazze. Per estetica, e per impedire che artisti meno qualificati se ne impossessino. Il gruppo si è ispirato a esperienze esistenti nelle capitali europee e lavora anche fuori Brescia. Ideatrice del dipinto di via Cremona è Marta Comini. Da un furgone hanno proiettato sul muro la sua idea che poi è stata delineata a mano e ora viene ridefinita con le tinte.

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Diplomi a 70 studenti dell'istituto aeronautico "Locatelli" (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

BERGAMO pag. 5 Diplomi a 70 studenti dell'istituto aeronautico "Locatelli" ? BERGAMO ? SI È TENUTA al Creberg Teatro di Bergamo, alla presenza di autorità civili e militari, la tradizionale cerimonia di consegna dei diplomi a 70 studenti dell'istituto tecnico aeronautico "Antonio Locatelli". Per l'occasione il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha inviato una lettera di congratulazioni al dirigente scolastico, il professor Giuseppe Di Giminiani, agli insegnanti e ai diplomati. "L'istituto Locatelli - ha scritto il ministro - rappresenta una realtà scolastica di eccellenza, per i servizi che offre ai suoi studenti e per gli sbocchi lavorativi o di prosecuzione negli studi che offre" L'istituto cittadino di via Carducci prevede un ciclo di studi al termine del quale gli studenti conseguono un diploma di maturità tecnica aeronautica valido per l' accesso a tutte le facoltà universitarie e per il concorso all'Accademia Aeronautica. Oggi conta circa 450 studenti e ogni anno accoglie solo 100 nuovi iscritti, il 25% dei quali da fuori Bergamo.

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In piazza gli universitari (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-16 - pag: 17 autore: Contro la riforma. Il 14 novembre manifestazione a Roma In piazza gli universitari A nche l'università va verso lo sciopero muovendosi contro il Dl Gelmini e l'intenzione annunciata del ministro dell'Istruzione di mettere mano alla riforma del sistema universitario: le segreterie generali nazionali di Flc Cgil, Cisl Università, Fir Cisl e Uil Pa-Ur.Afam hanno attivato le procedure necessarie per la proclamazione dello sciopero generale che, in caso di mancata conciliazione, è previsto per il 14 novembre con una manifestazione a Roma. Ieri in diverse università italiane, da Roma a Milano, da Firenze a Napoli, sono proseguiti i cortei, le mobilitazioni, le assemblee studentesche per chiedere il blocco dell'anno accademico. A Napoli gli studenti hanno occupato il rettorato della Federico II, a Firenze si sono svolte le "Lezioni in piazza". Alla Sapienza di Roma cortei di studenti hanno bloccato il traffico intorno alla cittadella universitaria. Intanto il ministro Mariastella Gelmini, intervenendo alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico dell'università Campus Bio-Medico di Roma, ha detto che "gli studenti vanno rimessi al centro della nostra missione, tornando a fare dell'università uno strumento straordinario di mobilità sociale e concentrando i nostri sforzi sulla qualità dell'offerta, che non significa moltiplicazione dell'offerta. è il mio primo obiettivo e lo dedico in primo luogo a quegli studenti che in questi giorni hanno protestato e protestano".

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Davanti a Montecitorio la protesta dei ricercatori precari (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-10-16 - pag: 35 autore: Davanti a Montecitorio la protesta dei ricercatori precari Circa 2mila ricercatori precari,che –secondo la rivista scientifica Nature –"costituiscono l'ossatura delle istituzioni di ricerca italiane" potrebbero lasciare tutti insieme la ricerca pubblica. "Nature", in un articolo in uscita oggi,segnala che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha preferito non commentare. Ieri, i ricecatori precari hanno manifestato a Roma (si veda la foto),mentre l'Aula della Camera ha approvato la norma che mette il limite al 30 giugno 2009 per la stabilizzazione dei precari. Una situazione aggravata, per i ricercatori, dal sostanziale blocco di gran parte dei concorsi universitari FOTOGRAMMA.

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I falsari della povertà (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 248 del 2008-10-16 pagina 42 I falsari della povertà di Redazione Ministro Gelmini, continui così Sono uno studente universitario, figlio di due insegnanti (papà delle medie e mamma delle superiori). Sento un gran parlare di proteste e insurrezioni per la "salvezza" della scuola, contro le novità introdotte dal ministro Gelmini, ma è chiaro che tali proteste sono tutte iniziative strumentali, per difendere alcune scelte ideologiche degli anni passati e non permettere il miglioramento di tutta la scuola. Come studente che ha vissuto e vive nella realtà educativa di questi anni, mi permetto di sostenere il ministro Gelmini che, a mio avviso, ha fatto e sta facendo scelte valide e opportune. Buon lavoro ministro. E non stia ad ascoltare chi, accecato dall'ideologia, non vede altro bene se non quello di parte. Ideologia di parte. E interessi inconfessabili. Ma è possibile che si continui a difendere una scuola che palesemente non funziona? Rinnovate gli accordi con la Francia L'ex brigatista Petrella non verrà estradata in Italia, dove dovrebbe scontare l'ergastolo. Lo ha deciso Sarkozy, in base ad una convenzione "umanitaria" tra i due Paesi. Stiamo per aggiornare perfino la Costituzione, non potremmo aggiornare anche questa benedetta convenzione (datata 1957), visto che la stessa si potrebbe denominare "tarallucci e vino" o "refugium peccatorum"? E ancora, che presenzialista, che "Dama di Sant'Antonio" si sta rivelando Carlà Bruni. Luigi Fassone - Camogli (Ge) Sull'argomento si è espresso, da par suo, il nostro Mario Cervi. Non se lo sarà mica perso, caro Fassone? Le pmi non sono in buona salute Le scrivo in merito all'editoriale apparso sul Giornale del 9 ottobre a firma di Vittorio Macioce. Da un'analisi congiunturale dell'Api (Associazione piccole e medie industrie) di Lecco emerge che sia i ricavi che il portafoglio ordini delle aziende della provincia hanno subito un ribasso a doppia cifra percentuale nel primo semestre 2008 rispetto all'anno precedente e le previsioni per il secondo semestre sono sconfortanti. Penso che la provincia di Lecco, visto il suo elevato tasso di industrializzazione, possa esser presa come valido riferimento per integrare il pezzo di Macioce. Non vorrei che qualcuno lo leggesse (magari a Roma) e pensasse che l'unico ente sociale capace di creare ricchezza in Italia (la piccola e media impresa) sia ancora in forma, continuando così a pensare, operare, legiferare come sempre fatto finora (trascurando proprio gli interessi di tali imprese). Le piccole e medie aziende potrebbero essere meno in forma di quel che si crede. Stiamo attenti a vendere speranza, questa volta usiamo più cautela. Tutte le settimane i giornali del Lecchese riportano un aggiornamento delle aziende in crisi sul nostro territorio e tutte le settimane ce ne sono di nuove. Sono il primo ad augurarmi che in altre province italiane le cose siano diverse. Stefano Milza e-mail Conosciamo bene la situazione delle piccole imprese di Lecco. L'abbiamo raccontata a più riprese, con i nostri inviati, nelle ultime settimane. Immigrazione, chi soffia sul fuoco? Stanno aumentando i fenomeni di intolleranza degli italiani nei confronti della spropositata presenza di stranieri nel nostro Paese. Qualsiasi trattato di sociologia dice che, quando questa presenza si avvicina al 10 per cento della popolazione indigena, è inevitabile che sorgano problemi di ordine pubblico. La finta democrazia italiana ufficiale, che consiste nella libertà di pochi sprovveduti di dettare le regole di convivenza a tutto un popolo, ci ha portato a essere invasi da torme di disperati clandestini, senza patria, identità e professionalità. Questo ci ha ridotto a essere la pattumiera d'Europa, in un degrado inimmaginabile solo vent'anni fa. In barba a tutte le inutili leggi che si sono fatte e forse si faranno sul razzismo e sulla xenofobia, gli italiani ne hanno abbastanza e cominciano a dimostrarlo. La sinistra ha evocato questo fenomeno troppo a sproposito e ha soffiato continuamente sul fuoco, col risultato che ora sta rinascendo una grande brillantissima fiamma tricolore. Attenzione. Gf. Anselter - Genova Sono d'accordo con il principio: troppo buonismo produce gli effetti opposti. Ma se devo essere sincero nel tono della sua lettera c'è qualcosa che non mi piace... Docenti specializzati perché penalizzarli? È uno strano destino quello di chi ha frequentato le Ssis (Scuole di specializzazione all'insegnamento secondario). Dopo la laurea, queste persone hanno frequentato un corso che, secondo la legge, avrebbe dovuto garantire la possibilità di partecipazione ai concorsi per le cattedre riservate ai soli docenti abilitati. Purtroppo le Scuole di specializzazione sono entrate in funzione nove anni dopo la legge istitutiva e l'ultimo concorso, del 2000, è stato aperto anche ai non abilitati. Dunque i docenti specializzati non hanno mai avuto modo di partecipare ad alcun concorso. Nonostante abbiano già superato una dura prova d'ammissione alla Scuola di specializzazione e fatto centinaia di ore di praticantato nelle scuole pubbliche, sostenendo un esame finale con valore di esame di Stato, i docenti abilitati nelle Ssis hanno avuto l'unica soddisfazione di essere inseriti in graduatoria a esaurimento. Ora nessuno parla più di concorso per gli abilitati, mentre i docenti più specializzati e giovani d'Italia restano esclusi dall'insegnamento. Perché non viene consentito a questi professori di partecipare a un concorso a cattedra e si preferisce continuare ad assumere i docenti tramite graduatorie di concorsi di 8 e 18 anni fa? Queste domande lasciano perplessi quando si sente parlare di merito e di attenzione alla pratica in classe. Fabio Milito Pagliara - Salerno Purtroppo, al di là delle buone intenzioni le Ssis non hanno funzionato: anziché meritocrazia, hanno prodotto solo precari. E, a dirla tutta, anche sui contenuti degli insegnamenti ci sarebbe molto da dire. La "povera" Petrella graziata da Sarkozy Il presidente Nicolas Sarkozy ha deciso di non applicare, per "ragioni umanitarie", il decreto del governo francese del 3 giugno scorso sull'estradizione dell'ex brigatista Marina Petrella (in "arte" Virginia), detenuta in Francia e condannata in Italia all'ergastolo per l'omicidio di un agente di polizia, per tentato sequestro e tentato omicidio, sequestro di un magistrato, per rapina a mano armata e vari attentati. Umanità per la "povera" assassina, accogliendo le querule richieste sue e dei suoi pari. L'agente di polizia ammazzato, invece, "i poveri labbri si tocca, per dir tante cose e poi tante, ma piena di terra ha la bocca" (Pascoli). Virginia ha chiesto: "Mi (t)terran(d) in Francia?". Nicolas ha risposto "Sarko sì". Aldo Grisi - Como Le povere assassine intervistate in questi giorni sui giornali se la prendono con chi "ha rovinato loro la vita". Pensi un po': che coraggio. Macché razzismo, è complesso di colpa Il complesso di colpa funziona sempre. L'ideuzza dei sinistri è questa: diamo dei razzisti agli italiani. Si vergogneranno e porgeranno le terga a extracomunitari e zingari ancor più di quanto abbiano fatto finora. Anche se hanno sopportato l'inimmaginabile: città piene di moschee e ridotte a suk algerini, con mura erette a difesa dei cittadini, bande di stranieri collusi con la camorra, zingari delinquenti, spaccio di droga dovunque e anche insulti e minacce, che ora si moltiplicheranno, dato che questa gente è così nobilmente difesa. Ci si sono messi anche il Papa e Napolitano. Ma mica li ospitano al Quirinale e nei conventi. E ora cominciano le sfilate e piazzate organizzate per i diritti degli extracomunitari. Solo di doveri non si parla mai. Gli italiani non sono mai stati razzisti. Durante il fascismo si cantava: "Faccetta nera-bell'abissina/ aspetta e spera che già l'ora si avvicina!/ Quando saremo vicino a te/ noi ti daremo un'altra legge e un altro Re". Canzone inimmaginabile sotto il nazismo, che era veramente razzista. Oggi ci stanno cacciando nel guano, con la connivenza di preti e poteri "alti". Ce la faremo a uscirne? Marina Alberghini - Firenze Sì, ma non se la prenda con il Papa e Napolitano che, su questi temi, fanno il loro mestiere. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scuola, è scontro anche sulle assicurazioni (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 248 del 2008-10-16 pagina 5 Scuola, è scontro anche sulle assicurazioni di Augusto Pozzoli L'opposizione presenterà a breve un'interrogazione parlamentare Continua a far discutere l'intervento della Regione che abolisce la polizza assicurativa a tutela degli infortuni di studenti ed operatori scolastici. "È vero che quest'anno la Regione ha deciso di non investire più un milione e 200 euro sulla copertura assicurativa di tutte le scuole lombarde - ha spiegato l'assessore Gianni Rossoni - per il semplice motivo che quasi tutte le scuole, dal 1998 ossia da quando esiste l'autonomia scolastica, chiedono alle famiglie di sostenere privatamente il costo della copertura assicurativa. Abbiamo fatto questa scelta perché ormai le scuole si sono organizzate autonomamente". Il provvedimento ha ovviamente scatenato i denigratori della riforma Gelmini che hanno aggiunto un'altra voce alle loro proteste. "In nome della stessa filosofia del risparmio ai danni della scuola pubblica - si legge in un volantino che invita a partecipare all'assemblea straordinaria alla scuola di via dell'Arcadia 22, stasera ore 21 - i bambini non potranno più fare uscite sul territorio e gite scolastiche perché la Regione ha tagliato i fondi per la copertura finanziaria assicurativa". In realtà le famiglie pagano la polizza assicurativa infortuni dal '99 (che copre tutti i tragitti immaginabili, gite, viaggi casa scuola, settimane bianche) oltre agli infortuni di vario genere e alla responsabilità civile terzi. E i bambini non rischiano assolutamente di restare "inchiodati" sui banchi. Per l'assessore la "colpa" è di Bassanini: "La sua riforma e le successive - spiega - sono inequivocabili: gli adempimenti connessi agli infortuni degli alunni, nelle scuole di ogni ordine e grado, spettano ai capi di istituto". "Il costo annuale delle polizze - continua Rossoni - per gli Istituti scolastici e formativi lombardi è rimasto in carico alla Regione fino alla conclusione dell'anno scolastico 2007/2008, anche se va precisato che nella maggior parte dei casi le scuole e gli enti provvedevano già a stipulare polizze integrative a quella regionale". Le norme che attribuivano alla Regione il sostegno di queste spese, già superate dalla norma statale, sono state infatti abrogate dalla legge regionale 19/2007. Intanto il Pd ha annunciato battaglia: "Presenteremo nei prossimi giorni un'interrogazione per avere una risposta formale rispetto alle intenzioni della Regione" ha aggiunto Sara Valmaggi consigliera regionale Pd. Rincara la dose Marilena Adamo, senatrice del Pd: "Il richiamo alla legge del 1997 appare risibile dopo 11 anni". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Università, boom delle tesi di laurea sul 2015 (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

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N. 248 del 2008-10-16 pagina 6 Università, boom delle tesi di laurea sul 2015 di Redazione Le università milanesi manifestano, ma questa volta non contro la riforma Gelmini e non con proteste in piazza. Tutt'altro. Le università manifestano grande interesse verso l'Expo, diventato il tema più gettonato per le tesi di laurea. Nel giro di un semestre, da quando cioè Milano si è aggiudicata l'edizione 2015 dell'esposizione internazionale, decine di studenti hanno visto nell'evento un input interessante da sviluppare e, poi, portare in sede d'esame. Tra i più motivati in questa direzione ci sono i ragazzi del Politecnico, soprattutto quelli di Architettura. Per niente indifferenti sono anche i futuri dottori dello Iulm e della Bicocca. Futuri e attuali. Perché Roberto Bolzoni ha concluso la carriera universitaria il luglio scorso. Neo-Laureato in Sociologia, è stato tra i primi a discutere "l'Expo 2015" - titolo della sua tesi -, davanti al Magnifico Rettore della Bicocca. "Cercavo un argomento che potesse essere affrontato dal punto di vista organizzativo, economico e sociologico - spiega il ragazzo - "e l'Expo si prestava bene", conclude. Oggi i giovani milanesi studiano l'Expo, lunedì una delegazione di cittadini e associazioni presentava "l'Expo che sogniamo", un testo di progetti per prepararsi al meglio all'evento. Autorità e istituzioni, dalla Moratti a Tettamanzi, non perdono un giorno senza toccare il discorso. È innegabile: l'Expo di Milano è già iniziato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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In piazza a sei anni per attaccare il ministro (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 248 del 2008-10-16 pagina 2 In piazza a sei anni per attaccare il ministro di Federico Casabella Bimbi in corteo con tamburi, pentole e cori anti governo (...) Così è andata in scena la lezione di sindacato. Un centinaio tra bambini e genitori radunati davanti alla elementare "Dante Alighieri": pentole, fischietti, striscioni e cartelli di ogni tipo e dimensione. C'erano anche i palloncini, mancavano solo le bandiere ufficiali della triade. Così i bambini dalle 8, dopo il suono della campanelle, hanno fatto come gli operai che rimangono fuori dai cancelli. Nel mirino la riforma della scuola elementare del ministro all'Istruzione Maria Stella Gelmini che, per i bimbi tra i 6 e i 10 anni fomentati da genitori e maestre, è diventata la strega cattiva. Così ecco i bimbi sandwich con cartelli sullo stile "Contro la riforma Gelmini, insieme in piazza genitori e bambini", "Ricuciamo la scuola, tagliamo la Gelmini", "Gelmini ministro della D-Istruzione". Il tutto benedetto anche dalla presenza dell'assessore con delega alle scuole del Municipio Valpolcevera, Giorgio Boaretti. Tutti in sciopero, dunque, tranne le maestre che salutano i loro alunni dalle finestre. Tanto da sentire i bambini urlare: "Maestra, maestra senti questa: Scio- pe- ro! Scio- pe- ro!". In questa speciale lezione di vita da adulti, non si deve essere perso del tempo neanche per gli allestimenti. I cartelloni sono chiaramente stati scritti dai piccoli su suggerimento dei genitori. Basta guardare slogan come "Giro, girotondo la scuola è bella come il mondo ma se passa la Gelmini, cade la scuola e tutti i suoi bambini". C'è anche l'effige della ministro in versione aulica con la dicitura "Beata ignoranza", e poi ancora "Con la riforma Gelmini garantito un futuro da cretini". Tutta farina del sacco dei più piccoli che, senza grembiule ovviamente, sono stati fatti sfilare anche per le strade del quartiere. Come fossero piccoli trofei da esibire, come degli uomini sandwich hanno esibito le scritte contro il ministro. Chissà chi sarà diventata nel loro immaginario Maria Stella Gelmini. In manifestazione come in un corteo di Carnevale, ad intonare "Bella Ciao" come se il Paese vivesse sotto un regime. Pensiero testimoniato da un altro cartellone: "Una mattina mi son svegliato e la Gelmini mi sono trovato: no agli invasori della nostra scuola". La manifestazione per le strade della delegazione diventa anche il pretesto di genitori e nonni di immortalare figli e nipoti come si trattasse di una recita di fine anno. Così ecco la fotona di gruppo, le telecamere amatoriali che seguono il corteo, i bimbi scatenati che si avvicinano all'occhio elettronico aumentando così in maniera esponenziale i loro slogan anti ministro. Ci sono in tanti, ma non tutti. C'è anche chi ha deciso di lasciare i propri figli a casa, come una madre che passa dalla piazza per semplice curiosità: "Ieri ci è stato detto che tutti dovevano sfilare in segno di solidarietà alle maestre che non avrebbero però scioperato- racconta-. Ma io mi sono rifiutata di strumentalizzare i miei figli. Cosa possono saperne loro della funzione didattica del maestro unico o dell'importanza del tempo pieno?". Eppure va così, c'è chi farebbe di tutto per riuscire a riempire la piazza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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A Castelletto genitori in aula coi sacchi a pelo (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 248 del 2008-10-16 pagina 2 A Castelletto genitori in aula coi sacchi a pelo di Redazione Con i cortei arrivano anche le reazioni politiche che fanno eco alla riforma dell'Istruzione alla quale sta lavorando per il governo il ministro Maria Stella Gelmini. Scatenata la Sinistra che, sulle manifestazioni che si sono tenute ieri a Genova e sulla "Notte bianca" anti ministro che si è svolta questa notte in contemporanea in diverse città italiane (tra cui il capoluogo ligure), attacca l'operato del Governo. Parte la Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani che sostiene apertamente tutte le mobilitazioni degli studenti e dei precari dell'Università. Questo mentre gli insegnati della scuola elementare "Daneo" fanno appello (affidando il messaggio con preghiera di inoltrarlo via mai al maggior numero possibile di destinatari ad Andrea Tosa, leader dei Cobas del Comune di Genova) a tutti i lavoratori della scuola chiedendo di aderire massicciamente agli scioperi del 17 e del 30 ottobre. Per queste due date gli insegnanti vorrebbero riuscire a chiudere la scuola chiedendo ai sindacati di sostenere entrambi gli scioperi. Intanto genitori con sacchi a pelo si attrezzano per passare la notte nella scuola elementare Anna Frank, a Castelletto, mentre altri papà e mamme tengono assemblee con gli insegnanti delle scuole del centro-levante all'elementare De Scalzi, a Brignole. Fuori della De Scalzi è stato appeso il cartello "scuola aperta perché la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma". Dentro la palestra adulti e bambini hanno dato vita a un'assemblea con l'intervento del presidente regionale dell'Associazione biblioteche e direttore della biblioteca per i ragazzi De Amicis, Francesco Langella, che ha rimarcato come la biblioteca viva in simbiosi con le scuole e ha concluso: "Tenete duro". "Gli insegnanti sono in prima fila non lottiamo per il nostro stipendio ma per la qualità della scuola", ha detto alla Anna Frank l'insegnante Norma Bertullacelli. Ad attaccare la riforma sulla scuola anche l'assessore regionale all'immigrazione Enrico Vesco che interviene sulla mozione della Lega Nord approvata ieri alla Camera dei deputati e finalizzata alla creazione di classi separate destinate a bambini figli di immigrati. "Un provvedimento che ricorda la segregazione razziale - dichiara Vesco -, irrazionale e incostituzionale perché trasforma la scuola in privilegio". Intanto i giovani dei Comunisti italiani chiedono "che vengano sostenute anche dai professori" le manifestazioni studentesche per "bloccare la politica fascista del governo che è sempre più dalla parte dei pochi ricchi e sempre meno dalla parte dei più bisognosi". Nel dibattito sui precari interviene anche il capogruppo in Regione di Alleanza Nazionale Gianni Plinio che ha scritto al presidente della Camera Fini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Concorsi più facili per i residenti (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 246, pag. 8 del 16/10/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Via libera della camera alla proposta della Lega al ddl 1441 quater che riforma l'accesso alla pa Concorsi più facili per i residenti Favorito chi abita nello stesso territorio dell'amministrazione è un altro dei punti forti del pacchetto di miniriforme che la Lega sta incassando. Perché c'è la megariforma del federalismo firmata Calderoli, da condurre in porto, certo, ma poi ci sono le iniziative parlamentari che intanto il partito del Senatur sta portando a casa. Dopo il via libera alla mozione (primo firmatario Roberto Cota) sulle classi ponte, e le selezioni in ingresso per gli studenti immigrati al dl Gelmini, ieri è stata l'ora dei concorsi pubblici. Al termine di un braccio di ferro tra Pdl e Lega, e dopo una riformulazione dell'emendamento già approvato in commissione lavoro, l'aula della camera ha dato il via libera alla proposta leghista che fa della residenza un titolo preferenziale per vincere i concorsi pubblici. Si tratta di una precisazione all'articolo 37 del ddl Ac 1441 quater, il collegato alla manovra finanziaria estiva che ha assorbito tutte le disposizioni sul lavoro, pubblico e privato. L'emendamento (firmatari Caparini, Fedriga, Munerato, Bonino) precisa che "il principio della parità di condizioni per l'accesso ai pubblici uffici è garantito, mediante specifiche disposizione del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato". E così la residenza non varrà un punteggio ad hoc, a parità di posizione dei concorrenti, come prevedeva l'emendamento approvato dalla commissione presieduta da Stefano Saglia. Saranno le singole amministrazioni a valutare quanto l'essere del posto possa consentire di svolgere meglio il lavoro per il quale si concorre. Si completa così il quadro federalista dei futuri concorsi pubblici, visto che l'articolo 37 del ddl 1414 quater prevede comunque che le selezioni si svolgano con riferimento alle sedi di servizio e, "ove questo non sia possibile, con riferimento ad ambiti regionali". Ma non solo. Si introduce anche l'obbligo di permanere nella stessa sede per almeno 5 anni. "Troppo spesso accade che chi vince un concorso pubblico in regioni diverse da quelle di residenza inizia subito un dannoso braccio di ferro con l'ente per essere trasferito vicino casa", spiega Davide Caparini, presidente della commissione per gli affari regionali, capogruppo della Lega in commissione lavoro e primo firmatario dell'emendamento approvato da Montecitorio. Che, tra l'altro, respinge le accuse di incostituzionalità che subito si sono levate dai banchi dell'opposizione. "La Consulta si è più volte espressa favorevolmente in materia. Per esempio sul concorso bandito nel 1996 dalla regione sarda, aperto solo ai laureati e diplomati nati in Sardegna o figli di sardi". Nella seduta di ieri, via libera anche alle norme che fissano paletti e tempi più stringenti per la stabilizzazione dei precari pubblici. Una seduta molto movimentata, che si è impantanata sulla mancanza di copertura finanziaria, denunciata dalla commissione bilancio, di alcune disposizioni. E con un duro scambio di accuse tra i presidenti delle commissioni lavoro, Saglia, e della Bilancio, Giancarlo Giorgetti, sul ritardo dei relativi pareri ai subemendamenti.Tanto che la seduta è stata poi sospesa, per essere riconvocata probabilmente per la prossima settimana. Tra i nodi ancora da sciogliere, i finanziamenti per il riconoscimento della specificità stipendiale e pensionistica dei dipendenti delle forze armate e dell'ordine. Quando il ministro della difesa, Ignazio La Russa, aveva già plaudito all'approvazione della modifica, è infatti arrivata la sospensione della votazione per mancanza di apposita copertura. A Giuliano Cazzola, relatore del ddl, il compito di trovare un'intesa. L'emendamento potrebbe essere riformulato prevedendo una delega al governo. In questo modo, non ci sarebbe bisogno di indicare subito la coperta finanziaria. Che l'Economia, fino alla fine, non ha voluto garantire.

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POST e RIPOST Gelmini, rischio di pensiero unico (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 246, pag. 8 del 16/10/2008 Autore: di Mariano Sabatini m.sabatini@libero.it  Visualizza la pagina in PDF     POST e RIPOST Gelmini, rischio di pensiero unico Il maestro unico per diffondere il pensiero unico. L'abbattimento del tempo pieno che mette le famiglie - qualcuno dice soprattutto le donne - in seria difficoltà organizzativa. E ora, dulcis in fundo, le classi differenziate d'inserimento per colmare il gap culturale degli stranieri che, mannaggia a loro!!!, rallentano lo svolgimento dei programmi. Ma arriveremo alle scuole separate, i bus dedicati, i negozi preclusi per favorire una vera integrazione, secondo il leghista Roberto Cota. Perchè, allora, non recuperare la vecchia idea di far sostenere un esame d'italiano a chi arriva nel Belpaese? Qualcuno poi potrà farla digerire a don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. "è noto (ma poco propagandato in quanto non politically correct) il tentativo di varie nazioni importanti di voler tornare alle classi separate dopo avere constatato i danni psicologici subiti soprattutto dai maschi in una scuola costruita esclusivamente a misura femminile e dove si effettua il pestaggio del maschile" , ci fa sapere Laofa su http://blog.panorama.it/mondo/2008/06/13/dublino-ora-la-strada-delleuropa-e- tutta-in-salita/. Mentre assistiamo ad una sacrosanta sollevazione popolare e studentesca contro le misure della ministra Mariastella Gelmini, dovremo anche fronteggiare l'onda nostalgica e di restaurazione che dilaga. In tivù (dove si rievocano "I migliori anni", diventano "Tutti pazzi per la tele" che fu, e dicono a "Raccotami" una storiella sugli anni Sessanta), come in politica tra celebrazioni papaline a Porta Pia e provvedimenti pro Apartheid. "Si tratta di misure di buon senso. è, lasciare le cose come stanno che produce ignoranza, separatezza e “disintegrazione” invece di integrazione vera", scrive http://www.antoniopalmieri.it/?p=1053. Vabbè, ripieghiamo sul passato, per fare un balzo verso il futuro. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha inaugurato in un centro commerciale la mostra “Buio, Buio”, organizzata in collaborazione con Gallerie commerciali Italia e con l'Istituto dei Ciechi di Milano. Vivere, anche per soli 10 minuti, tanto quanto dura la visita del percorso sensoriale, l'esperienza dei non vedenti è, per il sindaco, una possibilità di poter recuperare “potenzialità” che altrimenti vengono messe da parte nell'esperienza quotidiana. Bello! Senza voler dare idee malsane sulle classi differenziate anche per i disabili, anche se quella del sostegno è un'altra nota dolente della scuola italiana, l'ipotesi suggestiva sarebbe quella di vedere gli italiani all'estero collocati per par condicio in classi d'inserimento. Come lo parliamo noi l'inglese, il francese, il tedesco? Malino. Fuori dall'aula anche noi. L'Italia sia d'esempio.

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L'ultima trovata: far scioperare i bimbi delle elementari (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

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N. 248 del 2008-10-16 pagina 1 L'ultima trovata: far scioperare i bimbi delle elementari di Cristiano Gatti Viaggio in una scuola di Milano dove mamme e maestri schierano i bambini contro la riforma del ministro Gelmini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alla borsa della fiducia il premier guadagna altri 2 punti in un mese (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

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N. 248 del 2008-10-16 pagina 3 Alla borsa della fiducia il premier guadagna altri 2 punti in un mese di Redazione Il Cavaliere a quota 62%: "Ma ho un sondaggio che mi dà al 70, francamente imbarazzante" da Roma La crisi economica non lo scalfisce. Anzi, gli procura nuovi consensi. E la fiducia degli italiani nei confronti di Silvio Berlusconi aumenta ancora. Tanto da stabilire un nuovo record: 62%. A metterlo in luce è l'ultimo sondaggio di Ipr marketing, commissionato da Repubblica.it, che segnala un aumento di due punti rispetto a metà settembre. Rimane stabile invece al 54% il dato relativo al governo nel suo complesso. Prosegue la "luna di miele" tra i cittadini e il Cavaliere. Un rapporto in linea con le previsioni, stando alle parole del diretto interessato, che non si mostra affatto sorpreso. Ma non solo. Il premier, a margine del Consiglio Ue di Bruxelles, aggiunge di avere a sua disposizione altri "sondaggi affidabili", che riscontrano una fiducia di 7 cittadini su 10. Per la precisione, "70,2%". Il riferimento è alla rilevazione di Euromedia research, l'istituto diretto da Alessandra Ghisleri, a cui il presidente del Consiglio si affida da anni, pubblicata lunedì da Affaritaliani.it, che piazzava l'esecutivo al 63%. Per Berlusconi si tratta di percentuali "francamente imbarazzanti". Tanto da mettere (sorridendo) le mani avanti: "Da lì non si può che scendere, lo so". Sul fronte ministri, stando a Ipr marketing, al comando troviamo il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti (63% di gradimento, con un incremento di 5 punti in un mese), che scalza il responsabile dell'Interno, Roberto Maroni (fermo al 62%). Subito sotto, Renato Brunetta (Pubblica amministrazione) e Franco Frattini (Esteri), appaiati al terzo gradino del podio con il 60%. L'istituto di Antonio Noto segnala inoltre un balzo in avanti per Mariastella Gelmini, alla guida dell'Istruzione, che pare non risentire delle proteste portate avanti dall'opposizione: guadagna 4 punti (la batte solo Tremonti) e si attesta al 42%. Inoltre, nella classifica relativa alla fiducia verso i partiti presenti oggi in Parlamento - da non confondere con le intenzioni di voto -, si rafforza il primato del Pdl, che conferma il trend positivo e sale adesso al 54%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Università, proclamato lo sciopero (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)

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ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Professioni Numero 246, pag. 46 del 16/10/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       il 14 novembre Università, proclamato lo sciopero Proclamato lo sciopero generale del mondo dell'università e della ricerca. Che "in caso di mancata conciliazione" è calendarizzato per il prossimo 14 novembre. A indire la protesta nazionale le segreterie generali di Flc Cgil, Cisl università, Fir Cisl e Uil Pa-Ur Afam che fanno sapere in una nota congiunta di aver proclamato la mobilitazione delle categorie, "per la difesa e la valorizzazione dei settori strategici per il futuro del paese". Per quel giorno è prevista, come hanno annunciato i segretari di categoria una manifestazione nazionale a Roma e iniziative di protesta in tutta Italia. Lo sciopero, che riguarderà anche i conservatori, (l'Afam l'alta formazione artistica e musicale), è stato indetto per ribadire il no alla riforma Gelmini e per protestare contro i tagli al settore e contro le norme che bloccano la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca. Nel frattempo la protesta prosegue in tutta Italia: rettorati occupati a Napoli e alla statale di Milano, assemblee e cortei alla Sapienza di Roma, lezioni all'aperto a Firenze e blocchi della didattica in molti altri atenei.

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Dottori di ricerca, 240 euro in più (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Professioni Numero 246, pag. 46 del 16/10/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       decreto in G.U. Dottori di ricerca, 240 euro in più Borse di studio per i dottori di ricerca più ricche. è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 241) del 14 ottobre il decreto, firmato lo scorso 18 giugno dal ministro dell'università Mariastella Gelmini, che prevede 240 euro in più al mese per le borse dei dottori di ricerca. Un aumento che farà salire il compenso dei giovani dottori dai poco più di 800 (820,00) euro al mese ai circa mille (1.039,10) A sbloccare la situazione ci aveva pensato però, la Finanziaria del 2008 che aveva previsto inizialmente 20 milioni di euro all'anno spalmati su tre anni per l'incremento delle borse. Un successivo emendamento, voluto dal senatore di An Giuseppe Valditara, aveva previsto un raddoppio delle risorse. Ora l'aumento è realtà concreta se non fosse che in molti atenei ancora non sono stati fatti i conguagli che sarebbe dovuti partire dal gennaio di questo anno e che invece, fa sapere l'Associazione dottorandi italiani saranno erogati non prima della fine di novembre 2008. Tra le università inadempienti ci sono diverse università del Sud (Catania, Palermo, Napoli Federico II, Sassari, Cagliari, Messina, Bari, Lecce, Potenza) e alcune del centro nord (Roma La Sapienza, Firenze, Pavia, Cattolica di Roma, Politecnico di Torino, Urbino). Secondo il decreto infatti a decorrere dal 1° gennaio 2008 l'importo annuo della borsa per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca, attualmente fissato in 10.561,55 euro, viene determinato in 13.638,47 euro al lordo degli oneri previdenziali. Resta valido quanto previsto dall'art. 1 della legge 476/84, relativamente all'elevazione del 50% dell'importo della borsa di dottorato, in proporzione ed in relazione ai periodi di permanenza all'estero presso altre università o istituti di ricerca. E inoltre leggendo ancora il decreto restano valide le disposizioni già esistenti in materia previdenziale relative all'assoggettamento delle borse al versamento del contributo Inps a gestione separata.

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Okkupato il liceo Mamiani dove l'autunno è sempre caldo (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 248 del 2008-10-16 pagina 13 Okkupato il liceo Mamiani dove l'autunno è sempre caldo di Redazione Eccoli gli specialisti dell'"okkupazione": è autunno, è il loro momento. Tirare fino a Natale è lunga, l'ottobre-novembre con la scuola "okkupata" è un must da non perdere. Una di quelle tradizioni che al liceo classico Mamiani di Roma si rinnovano di generazione in generazione. Così ieri gli studenti hanno deciso di occupare per l'ennesima volta nella storia dell'istituto, dando vita a un "presidio permanente" (sarebbe una sorta di "laboratorio" per smontare la riforma Gelmini). Il liceo della Roma "bene" è un luogo ormai "mitico", è stato il set del film Porci con le ali, ha ispirato la scuola dove è ambientata l'occupazione studentesca nel film di Muccino Come te nessuno mai. Vanta allievi celebri e grandi contestazioni, dal '68 al movimento della "pantera", fino alle lotte intestine degli anni Settanta. Tanta storia non è sprecata, però: "Ad occupare siamo in 200", hanno annunciato trionfanti gli studenti telefonando alle redazioni dei quotidiani e delle agenzie di stampa. Non si può dire che non siano intraprendenti, questi ragazzi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'università bocciata in Economia (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

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N. 248 del 2008-10-16 pagina 15 L'università bocciata in Economia di Matthias Pfaender Per molti magnifici rettori la riforma del ministro Gelmini è arrivata con la stessa puntualità di un colore a cuori quando al tavolo verde si è rimasti con una sola fiche. Proprio quando il castello di carte - bilanci e rendiconti, tenuti insieme con la colla di artifici contabili - stava per crollare, ecco arrivare il magnifico nemico, un ministro antipatico su cui riversare le colpe del "futuro" dissesto economico Ma: perché se la riforma deve ancora entrare in vigore molti atenei hanno ora l'acqua alla gola? L'ultimo degli allarmi sulla crisi finanziaria del mondo accademico l'ha lanciato l'anno scorso la commissione tecnica per la Finanza pubblica nel Libro verde della spesa pubblica: si illustrava che nel 2006 19 università (su 66 totali) riversavano oltre il 90% (limite fissato per legge) dei finanziamenti statali in stipendi di docenti e dipendenti. Nel 2007 le cose sono peggiorate: gli atenei in rosso sono diventati 26, il 37% del totale. E oggi, aspettando i bilanci 2008, le prospettive non sono buone. Come fanno le università a finanziare la ricerca se spendono, come accade a Siena, il 104% dei fondi loro destinati esclusivamente in buste paga? "Semplicemente non la fanno" spiegava questa estate al Giornale Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano, esempio virtuoso dove le buste paga sono contenute nel 66,2% dei fondi. Ma perché alcuni atenei hanno i pignoratori alle porte e altri hanno i bilanci in ordine? Visto che le regole sono le stesse per tutti, "le differenze - recitava l'inascoltato Libro verde - sono causate dai comportamenti particolari dell'ultimo decennio". Ovvero, da chi ha gestito troppo allegramente il personale, reiterando "processi accelerati di reclutamento e promozione", senza correlarli alla "qualità dell'ateneo". Tra il 2000 e il 2006 le università hanno bandito 13.232 posti per professori. Questi concorsi hanno creato 26.004 idonei. Magia? No, solo l'effetto del meccanismo di "idoneità multipla", introdotto una tantum nel '99 per superare un'emergenza ma poi tacitamente adottato come regola generale, col benestare di tutti: più professori equivalgono a più corsi, e più corsi più fondi e potere - (senza considerare la possibilità di piazzare mogli, figli, parenti e amici all'interno delle facoltà). Il professorificio è costato allo Stato qualcosa come 300 milioni di euro in 5 anni. Corollario dell'esplosione del numero dei professori, un parallelo aumento dei corsi di laurea (una volta fatti i docenti, bisogna trovargli un'occupazione). Le università, passate dalle 41 alla fine anni '90 alle 66 di oggi (e con le private e le telematiche si arriva a 94) hanno raddoppiato tra il 2000 e il 2006 i corsi di laurea, passati da 2.444 a 5.400. Con risultati, in alcuni casi, strepitosi: al primo gennaio del 2007 il corso di Scienze della mediazione linguistica a Forlì contava un solo iscritto; chissà con chi mediava. Forse con i soli in grado di capire il suo stato d'animo, gli altri 37 studenti titolari di facoltà ad personam sparsi per l'Italia: tra di loro anche uno studente di Scienze storiche a Bologna, uno di Ingegneria industriale a Rende (nel Cosentino) e uno di scienze e tecnologie farmaceutiche a Camerino (in provincia di Macerata). Ma il club dei corsi di laurea con più professori che studenti conta anche dieci corsi con due frequentatori, altri dieci con tre, quindici con quattro, otto con cinque e 23 con sei. Chi paga tutto questo? I vertici dell'università senese avevano le idee chiare: lo Stato. Peccato per loro che ci abbia pensato la magistratura amministrativa a far crollare la certezza che alla fine Roma paga sempre, bocciando il ricorso dell'ateneo, che aveva chiesto al ministero dell'Università 46 milioni di euro per far fronte agli stipendi arretrati; buste paga che il rettorato elargisce in abbondanza, visto che a Siena hanno addirittura più tecnici amministrativi che professori: 1,2 non docenti per ogni docente. In questo l'ateneo toscano è però in perfetta linea con le università siciliane tutte, dove le percentuali di personale che non sale in cattedra sono le più alte di tutta Italia: a Palermo ci sono 2.530 amministrativi a fronte di 2.103 professori, a Catania i tecnici superano i docenti di 232 unità, a Messina il numero di chi insegna si ferma a 1.403 e i tecnici arrivano invece a 1.742, a Enna il rapporto è di 77 a 29. Tanto per dire, a Milano il rapporto è fermo a 0,6. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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A lezione di protesta: notte bianca in aula tra sbadigli e peluche (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

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N. 248 del 2008-10-16 pagina 12 A lezione di protesta: notte bianca in aula tra sbadigli e peluche di Cristiano Gatti L'ultima trovata: sit-in persino alle elementari. Viaggio in un istituto della periferia di Milano dove mamme e maestri contro il ministro schierano i bimbi. Un docente: "Ma il sistema va riformato" Notte bianca al Lorenteggio. Non proprio tutta: mezza notte, fino a mezzanotte. Di più, al momento, è difficile pretendere. Per quanto le strade siano chiamate con afflato da orto botanico, via Narcisi e via Anemoni, siamo pur sempre al Lorenteggio. Cioè un luogo di periferia con tanti problemi. Tutti riassunti e concentrati là dove si riassume e si concentra l'essenza stessa dei problemi di qualunque società: la scuola. Il campus, chiamiamolo così, raccoglie cinque edifici, tre elementari e due medie. In tutto, centotrenta insegnanti e millecento alunni. Stasera, qui nell'elementare storica di via Narcisi, c'è più o meno il dieci per cento a tirare tardi contro la Gelmini. "Cosa vuole - mi spiega la maestra Domenica, insegnante di religione, donna paciosa e mansueta, esatto contrario dello stereotipo sindacalizzato e incazzoso - domani mattina la sveglia suona presto, da queste parti. Abbiamo tantissime famiglie di immigrati, gente che va in fabbrica. È già molto che siamo riusciti a improvvisare con la sola buona volontà questa serata". Il ritrovo è dopo le sei. Per una volta, tempo prolungatissimo. La scuola, una di quelle scuole gloriose con i corridoi lunghissimi, i soffitti altissimi e i finestroni amplissimi, proprio una scuola come ce la ricordiamo noi genitori, apre ad "una lotta apolitica e apartitica: una lotta solo per i bambini, con i bambini". Lo precisa e lo sottolinea staccando le sillabe una maestra molto appassionata, ventisei anni di carriera, il suo bel concorso vinto in epoche giovanili, nota agli alunni come Cristina. È lei una delle anime e delle animatrici di questa kermesse al neon. Mentre vede sfilare i primi genitori, per la verità non tantissimi, cerca di precisare il senso della rivolta. Ascoltarla è come ripassare su un pratico bigino tutti i termini della convulsa questione nazionale. L'elementare italiana: "È una delle prime cinque al mondo: non lo dico io, lo dice un rapporto Ocse. E invece vogliamo smantellarla, per tornare alla scuola del 1955, quando bisognava insegnare a leggere e scrivere. Oggi i bambini arrivano che sanno già fare tutto. Non esiste che si torni nel secolo scorso". E via con il resto. Maestro unico: "Per noi la vita sarebbe pure più comoda. Un bambino non capisce, un altro ha problemi di dislessia? Si tira dritto. Un maestro solo non può fermarsi ad aspettare... ". Grembiule: "Un falso problema. Non è obbligatorio. Se una scuola decide di adottarlo, padronissima. Ma non è con il grembiule che si torna al rigore. È solo una questione di facciata". Lotta agli sprechi: "Siamo tutti d'accordo. Così come bisogna stroncare i fannulloni. Ma io ai bambini ho sempre insegnato che bisogna tutelare chi fa il suo dovere. Con gli insegnanti invece si spara nel mucchio: se mi ammalo tre giorni, perdo soldi. Anch'io, che non sono un'assenteista. Non è rispettare gli onesti, questo". Lì a fianco, il maestro Rocco. Aperture: "La scuola è da riformare, come no. Però, santo Dio, ci vorrebbe un po' di equilibrio. Dovrebbero prima ascoltarci. Qui invece tagliano drasticamente e noi dovremmo solo prenderne atto". Qualche genitore di colore, a rispettosa distanza, appoggia. Se la Gelmini fatica a prendere sonno, in certe serate, è per via di questi potentissimi fischi nelle orecchie. A Milano, che certo non è l'epicentro delle notti bianche, una decina gli istituti che fischiano. Al Lorenteggio non sono neppure tanto integralisti, diciamo anzi che si ritengono molto offesi d'essere dipinti come fanatici pasdaran. Ma un segnale lo vogliono lanciare. Soprattutto per l'elementare, dove ancora tira aria di famiglia. Basta vedere: mentre genitori e insegnanti scendono nell'aula di musica per il film sulla scuola "L'amore che non scordo", storia di quattro maestre, i piccoli si dividono in gruppi e si danno alla danza e alla lettura, guidati da alcune maestre. "Non mi vergogno di dirlo - spiega Cristina -: siamo ancora le maestrine con la matita rossa, come ci hanno sempre dipinte. Amiamo questa scuola, con tutte le sue difficoltà. Abbiamo classi con l'ottanta per cento di bambini stranieri. Eppure funziona, diamine. Perché mai tornare indietro, perché smantellare tutto". Inutile provare con qualche eccezione. Non è serata. La mezza notte bianca tiene sveglia una trentina di bambini, con una trentina di maestri e una trentina di genitori, per tenere sveglia una ministra invisa. Forse, se potessero parlarsi. "Questo sarebbe il nostro sogno - svela la maestra Cristina -: che un giorno la Gelmini venisse qui. A spiegarsi e ad ascoltarci. Il problema è che non verrà mai, al Lorenteggio... ". Si sono fatte le otto, la mezza notte bianca propone cena bianca. Pizza, panini portati da casa, qualche dolce. Bicchierata. Di plastica. Poi via con le discussioni, dopo le nove. I bambini cominciano a crollare. Una mamma: "Mi fermerei tanto fino alla fine, ma questa già a casa mi si schianta sul divano alle nove e mezza... ". La bambina è scoppiata. Rispetto a Bologna, qui non è previsto l'happening della mini-occupazione, con mammine strillanti, sacchi a pelo, Barbie e orso-Chicco. Ecco, se un pregio ha la mezza notte bianca del Lorenteggio, è questa mancanza di folklore vagamente esibizionista, in simil-girotondo, formato junior. Semplicemente, qui i genitori portano a letto i bambini, poi tornano ad ascoltare gli esperti: storia della scuola italiana, problemi dell'educazione, la testimonianza di un genitore inglese. Serietà, studio, riflessione. Come dovrebbe essere qualunque scuola, di giorno. Tengono tutti duro fino a un minuto dopo la mezzanotte, simbolicamente. Quasi per un nuovo capodanno. Sapendo già che comunque vada, qualunque cosa si decida, neppure questo porterà pace, serenità, e tanto meno prosperità. Così sta scritto, da sempre, nel dannato destino della scuola italiana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bare e lutti al braccio: lo stupidario del <no> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

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N. 248 del 2008-10-16 pagina 12 Bare e lutti al braccio: lo stupidario del "no" di Redazione da Milano Non era neppure suonata la campanella che la sinistra già aizzava il fronte del "no". Materne, secondarie, università, ma che importanza ha? Quello che conta è tirare in mezzo tutti: studenti, professori, genitori, persino i bebè. Per i quali Gelmini potrebbe anche essere una marca di biscotti ma tant'è. Pure loro arruolati alla causa dei pasdaran. Venerdì scorso a Ravenna il ministro dell'Istruzione era stato invitato all'inaugurazione di una nuova scuola. Poi ha disertato. Avrebbe visto con i propri occhi la particolare, pirotecnica e "calorosa" accoglienza. Frugoli che a scuola non ci hanno ancora messo piede con al collo cartelli più grandi di loro: "No alla Gelmini", "È una proposta classista". Cocchi di mamma al fronte. Della serie: armiamo i nostri figlioli e partiamo. Hanno aperto la strada quelli dell'Iqbal Masih di Roma, scuola elementare che, all'esordio dell'anno, invece di vedere correre frotte di cartelle e astucci, ha visto la marcia di mamme e papà. Immancabili le prime scritte sui muri: "Chiusi per tagli". Qualcuno con la vena poetica bella gonfia si è pure preso la briga di vestire con maglie colorate genitori e figli. Unico logo: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Sei, sette anni al massimo: perché siamo conciati così? Per protesta! Almeno qui c'era il colore. Molto più lugubre la ribellione degli insegnanti di una quarantina di istituti romani. Tutti vestiti di nero manco fossero a un concerto degli Ac/Dc. Lutti al braccio, drappi viola perché "È la fine del nostro sistema scolastico". Ieri, a Perugia, è comparsa addirittura una bara: "Qui giace la scuola pubblica". E dietro i sindacati e Legambiente e le associazioni di categoria e gli universitari e quelli della sinistra arcobaleno. L'importante è protestare. A Genova, un Sessantotto "al pesto": dozzine di genitori hanno bivaccato nei sacchi a pelo della scuola dei figli. Come ai vecchi tempi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dai soldi al maestro unico: ecco le bugie in piazza (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 248 del 2008-10-16 pagina 13 Dai soldi al maestro unico: ecco le bugie in piazza di Redazione Prof e studenti sono sul piede di guerra, ma dietro molte rivendicazioni ci sono solo falsità Licei occupati, notte bianca, manifestazioni. Slogan e striscioni, spesso suoni vuoti. La protesta del mondo della scuola (studenti e professori insieme, ma solo in sfilata) contro la riforma Gelmini prosegue, cresce, ma si nutre di se stessa, più che di fatti. Il decreto rimane un totem sullo sfondo: da abbattere, indipendentemente dal contenuto. E allora, che cosa c'è di vero nelle accuse al ministro, quelle prima "suggerite" dai sindacati e poi accolte sulla fiducia da insegnanti e ragazzi? Il punto più contestato sono i tagli alle spese della macchina scolastica, gigantesca e dispendiosa e non sempre oculata. L'obiettivo è risparmiare quasi 8 miliardi in tre anni, che il ministro vuole reinvestire, in parte, proprio nella scuola. Quindi: non è vero che la riforma toglierà risorse agli istituti e non è vero che lascerà gli insegnanti a secco. è il contrario: dal totale risparmiato due miliardi saranno destinati, in parti quasi uguali, all'innovazione da un lato e, dall'altro, a gratificare i docenti con un bonus annuale da 5 a 7mila euro. I soldi per l'innovazione sembrano pochi? Fino ad ora, nel bilancio dell'Istruzione, occupano un microscopico 0,3 per cento. Sul maestro unico circolano fraintendimenti plurimi (innanzitutto: sarà sempre affiancato da un docente di inglese), il più ideologico è quello secondo cui costringerà molte elementari a ridurre il tempo pieno, penalizzando i bimbi più poveri. Non è vero: grazie al maggior numero di maestri disponibili, il tempo pieno aumenterà del 50 per cento. Un'altra bugia clamorosa, forse motivata dal terrore dei ragazzi di dover studiare di più, riguarda le ore di lezione. Gli avversari della Gelmini hanno gridato alla riforma "repressiva e autoritaria" e lo slogan, magari, ha tratto in inganno tanti studenti, convinti che dovranno rimanere ancora più tempo fra i banchi. Non è così: ai tecnici e professionali le ore passeranno da 36 a 32 a settimana, nei licei da 33 a 30. Il principio, che a qualcuno potrà sembrare pericoloso, è che conti di più la qualità del lavoro, non la quantità. è vero che in molte scuole sarà abolito il tempo pieno? è da settembre che i sindacati attaccano la riforma Gelmini su questo punto, sostenendo che il ritorno al maestro unico provocherà anche una riduzione del tempo pieno. Eppure il ministro ha chiarito, fin dall'inizio, che sarebbe avvenuto l'esatto contrario: "Con il maestro unico il tempo pieno aumenterà, non ci sarà una diminuzione del servizio". La previsione è che aumenti del 50 per cento e, a garantirlo, ci sarà il fatto di avere un numero maggiore di maestri a disposizione: visto che ci sarà un insegnante per classe, infatti, nelle scuole primarie ci saranno più docenti "liberi". è vero che i tagli alle spese ruberanno risorse per l'innovazione? è vero che la riforma prevede risparmi significativi: quasi 8 miliardi in tre anni. Ma il ministro ha chiarito di non voler penalizzare la formazione e l'innovazione. Anzi. Il piano prevede di reinvestire parte dei soldi risparmiati (due miliardi di euro) in parte per gratificare i prof e, in parte, per l'innovazione delle scuole. Cioè quella voce del bilancio dell'istruzione che, fino ad ora, ha rappresentato un misero 0,3 per cento (rispetto al 97 per cento costituito dagli stipendi). I soldi saranno investiti per le dotazioni tecnologiche, il rinnovamento delle strutture e la formazione. è vero che per risparmiare sono penalizzati gli stipendi dei prof? Al contrario. I soldi risparmiati grazie ai tagli alle spese in eccesso saranno destinati a innalzare il livello di prestigio degli insegnanti attraverso dei "premi" in denaro. Si tratta dei famosi due miliardi da dividere fra innovazione e gratifiche agli insegnanti. A questi ultimi dovrebbero toccare circa 850 milioni di euro, a partire dal 2010, in forma di bonus annuale che varierà fra i 5mila e i 7mila euro. All'inizio il bonus riguarderà una cerchia ristretta di insegnanti; poi, dal 2012, il "premio" sarà destinato a 257mila insegnanti, cioè circa il 40 per cento del totale. è vero che gli studenti avranno più ore di lezione? Fra le accuse degli avversari al ministro Gelmini c'è quella secondo cui la riforma sarebbe "autoritaria e repressiva" e, fra le bugie che hanno trovato orecchie disponibili (soprattutto fra gli studenti), perfino che saranno aumentate le ore di lezione. Ma è l'esatto opposto: alle superiori sono previste meno ore settimanali. In particolare, negli istituti tecnici e professionali è in programma una riduzione delle ore da 36 a 32 alla settimana; nei licei classici, scientifici, linguistico e delle scienze umane è prevista una diminuzione del monte ore da 33 a 30 alla settimana. è vero che per fare cassa è stata abolita l'educazione civica? Anche in questo caso è vero l'esatto contrario. Una delle novità della riforma Gelmini è proprio quella di aver reintrodotto lo studio dell'educazione civica come materia obbligatoria nelle scuole. L'apprendimento dei principi della Costituzione, quindi, diventa uno dei cardini dell'educazione dei ragazzi. Il nome della disciplina sarà "Cittadinanza e Costituzione ": si tratta di un "grande ritorno" dopo gli alti e bassi (soprattutto i secondi) vissuti dalla materia introdotta per la prima volta nella scuola italiana dall'allora ministro Moro che, nel lontano 1958, la abbinò allo studio della storia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Università, una protesta <gonfiata> (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 16-10-2008)

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CRONACA 16-10-2008 Università, una protesta "gonfiata" DA MILANO S ul fronte scolasticouniversitario, i sindacati raddoppiano la protesta contro i provvedimenti del governo. Dopo lo sciopero generale del 30 ottobre per la scuola, ieri è stato proclamato quello dell'università e della ricerca, che si svolgerà il 14 novembre. Una decisione che conferma il surriscaldamento del clima all'interno degli atenei, anche se, sottolinea il Coordinamento delle liste per il diritto allo studio (Clds), associazione di universitari cattolici, "appare al momento concentrato in quelle sedi che hanno un bilancio più a rischio dopo il taglio annunciato al fondo ministeriale". E, infatti, Pisa, Firenze, Palermo e Napoli sono al momento le piazze più calde. Anche alla Sapienza di Roma la protesta rimane forte, anche se, commenta Francesco Pasquali coordinatore dei giovani di Forza Italia, "per le scorribande dei collettivi, l'ateneo romano si sta trasformando in un centro sociale" . Di "protesta più mediatica che reale" parla anche il Clds con il suo presidente Stefano Verzillo. "Si parla di occupazione della Statale di Milano racconta , ma in concreto sono una cinquantina di persone, tra le quali ben poche sono gli universitari. In molti casi a protestare sono i ricercatori, che un po' a macchia di leopardo interrompono anche la didattica a loro affidata". Ma i focolai continuano a restare attivi come a Firenze dove ieri quattordici lezioni si sono svolte in piazza, o come alla Federico II e all'Orientale di Napoli dove in 500 hanno chiesto il blocco della didattica. Una mobilitazione, più o meno intensa e partecipata, che sembra destinata a proseguire almeno fino al 14 novembre, giorno dello sciopero generale dell'università e ricerca. Decisamente più caldo il fronte scolastico, che ieri sera ha vissuto in alcune realtà la "notte bianca" contro i provvedimenti del ministro Gelmini. Difficile fare un bilancio dell'adesione alla protesta, che secondo la Rete scuole, avrebbe coinvolto, tra l'altro, "una decina di istituti a Milano, una dozzina a Venezia e alcune decine a Roma". E anche Bologna si è mobilitata. A Napoli, invece, le maestre sono sfilate in corteo lungo il centro cittadino. Una mobilitazione che culminerà nello sciopero generale del 30 ottobre. "Uno sciopero che non condividiamo " scrivono in un documento congiunto Diesse, Disal, Foe e associazione culturale "Il rischio educativo" (tutte vicino alla Cdo) perché "non servono posizioni corporative" bensì "una seria riforma costruita attraverso il dialogo". Una riforma, si legge nel documento, che "abbandoni la politica centralistica, attui una vera autonomia e razionalizzi la spesa con attenzione ai contenuti e ai tempi". (E.Le.) atenei "Occupazione? Sono cinquanta persone e qualche studente". I sindacati: sciopero il 14 novembre.

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Classi per immigrati, Camera divisa (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 16-10-2008 ISTRUZIONE E POLEMICHE Accuse contro la mozione della Lega approvata a Montecitorio Il centrodestra denuncia strumentalizzazioni Il capogruppo Cota: "È così che si abbattono gli steccati" Classi per immigrati, Camera divisa DA ROMA GIANNI SANTAMARIA " R azzismo", "apartheid", "discriminazione", "xenofobia". Piovono parole di fuoco contro la proposta di istituire nelle scuole 'classi ponte' per ragazzi immigrati, contenuta in una mozione della Lega approvata martedì dall'aula di Montecitorio. L'ok della Camera ha, dunque, l'effetto di gettare benzina sulla polemica che investe il mondo dell'istruzione. Continua, infatti, in tutto il Paese la mobilitazione contro la riforma del ministro Mariastella Gelmini: 'notti bianche' e annunci di una gragnuola di scioperi tra Cobas (domani) e confederali (il 30), men- tre il 14 novembre scenderanno in piazza studenti e lavoratori dell'università. Lei tira dritto e sale al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma a tener banco nella giornata di ieri è soprattutto l'iniziativa del Carroccio. Che va a toccare un nodo sensibile soprattutto al Nord, visto che secondo i dati del ministero dell'I- struzione in quelle regioni i ragazzi immigrati tra i banchi sono il 12 %, il doppio della media nazionale. Compatta insorge l'opposizione. A difesa del provvedimento, oltre alla Lega, si schierano diversi esponenti del Pdl. Si sfilano, però, Alessandra Mussolini e Souad Sbai. Per il leader del Pd Walter Veltroni la mozione è "intollerabile". Sottolinea, poi, come anche noi italiani, da emigranti, "non avremmo voluto che i nostri figli andassero in classi differenziate ". Infine, si impegna a non far diventare legge il testo. "Battaglia a oltranza", rafforza il concetto Marina Sereni. Chiede il ritiro della mozione Vincenzo Vita. "Vergognosa", "barbarie", "crea ghetti", "segrega", "emargina", i commenti alla mozione che si rincorrono nelle dichiarazioni di altri esponenti del partito. Per il ministro-ombra dell'Istruzione Maria Pia Garavaglia "vanifica gli sforzi di integrazione". Un "sistema che alza steccati pericolosissimi", dice l'Udc Luciano Ciocchetti. "Misura rozza e semplicistica", rincara la dose Pierfelice Zazzera (Idv). Un diluvio, cui si unisce la sinistra radicale: "Apartheid" tuona Oliviero Diliberto (Pdci). Accuse che il capogruppo della Lega a Montecitorio Roberto Cota respinge come "becera strumentalizzazione ", frutto di "preconcetti". La mozione, al contrario, vuole favorire l'integrazione. Lo sostengono in molti nel Pdl. Dal sottosegretario nel dicastero della Gelmini, Giuseppe Pizza, per il quale si stratta di una "raccomandazione" per favorire l'inserimento. Fino al primo firmatario, Fabio Rampelli (An), che la rivendica a tutto il centrodestra. La creazione di classi di transizione va, comunque, valutata con attenzione per il rischio di trasformare gli studenti stranieri "in cittadini socialmente diseguali ", è il distinguo di Mussolini e Sbai in un comunicato congiunto. Al quale però la prima, parlando a una radio, fa seguire un pepato: "È un provvedimento razzista". Lo ritiene, invece, "ridicolo" il leader della Cisl Raffele Bonanni. Il quale chiede al governo di ripensare la riforma, per scongiurare lo sciopero del 30 ottobre: "Non si può gestire la scuola come un'azienda privata". Altolà anche dalla Cgil. La mozione è un "atto di inciviltà" per il segretario Guglielmo Epifani. Anche la numero uno dell'Ugl, Renata Polverini, si augura, infine, che resti un "incidente di percorso".

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Ruini al <Campus Bio Medico>: la ricerca non sia mai separata dalla cura dell'ammalato (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 16-10-2008 Ruini al "Campus Bio Medico": la ricerca non sia mai separata dalla cura dell'ammalato DA ROMA MASSIMO CHIARI " G li studenti vanno rimessi al centro della nostra missione, tornando a fare dell'università uno strumento straordinario di mobilità sociale e concentrando i nostri sforzi sulla qualità dell'offerta, che non significa moltiplicazione dell'offerta..." Per Mariastella Gelmini è questo il "primo obiettivo" ed è questo il messaggio che invia "in primo luogo a quegli studenti che in quesi giorni hanno protestato e protestano". Il ministro dell'Istruzione interviene alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico dell'università Campus Bio- Medico di Roma dove è il cardinale Camillo Ruini, nell'omelia, durante la messa, a spiegare che la "ricerca non è separata dalla cura degli ammalati. È essenziale per l'umanità, per la nostra fede e per il futuro del cristianesimo". L'ex presidente della Cei si sofferma sull'opportunità del Campus. "Qui si consente anche ai giovani di vivere come cristiani nella reale dimensione", sottolinea il prelato. C'è la Chiesa e la politica, il cardinale e il ministro. La Gelmini rinnova il proprio impegno "per un'università più libera, più moderna, più forte". Poi ribadisce la necessità di "ridare agli accademici, e soprattutto ai giovani che stanno decidendo ora di dedicarsi a questa missione affascinante, gli stimoli e le prospettive per farlo con entusiasmo, con orgoglio e con fiducia nel futuro". Il ministro spiega quello che il governo è deciso a chiedere al proprio sistema universitario: "Puntare all'eccellenza e fare da propulsore al sistema Paese senza distinguere tra atenei pubblici e privati. È in fondo il cardine dell'autonomia universitaria, un'autonomia che prenda coscienza e coraggio delle proprie potenzialità e che torni a proiettare il sistema Paese nel futuro". La cerimonia d'inaugurazione è stata aperta dal presidente del Campus biomedico, Paolo Arullani che rivolge al ministro un forte appello sui temi della ricerca: "Se c'è oggi un pensiero comune nel nostro Paese, è che si debba investire di più nella ricerca e nell'innovazione. Per questo sono fiducioso che possa comprendere il mio appello al governo affinchè si trovi la strada per un rinnovato impegno del nostro Paese a favore della ricerca". Nel suo discorso d'apertura, il rettore del Campus, Vincenzo Lorenzelli, ha posto l'accento sulla vocazione del Campus come "Università tematica, dedicata alle Scienze della vita". Il ministro Gelmini ha elogiato un modello che crea un circolo virtuoso fra pubblico e privato.

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Proteste a roma, bloccati alcuni binari della stazione termini Scuola, le Regioni contro il governo ... (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

Proteste a roma, bloccati alcuni binari della stazione termini Scuola, le Regioni contro il governo "Via la norma sul commissariamento" Errani: "Cancellino l'articolo che riguarda le regioni inadempienti o non partecipiamo alla Conferenza" Proteste contro la riforma Gelmini (Emblema) ROMA - Protestano gli studenti e protestano i Governatori. È la riforma della scuola, in questi giorni, il vero "fronte caldo" del governo. A Roma migliaia di ragazzi - 10 mila secondo l'Unione degli Universitari (Udu) - hanno sfilato in un corteo di protesta fuori dalla "Sapienza" contro la riforma Gelmini. Alcuni studenti si sono poi spostati alla stazione Termini, dove hanno bloccato i binari 3, 4 e 5, provocando qualche disagio ai passeggeri in arrivo e partenza (la protesta è poi terminata). A Firenze sono state organizzate lezioni universitarie in piazza "contro i tagli previsti dalla legge 133". Al momento, nel capoluogo toscano, sono occupate due sedi di scienze, la facoltà di agraria e quella di scienze politiche. Occupazioni e assemblee sono i corso anche a Bologna e Torino e in altre città universitarie. Previste manifestazioni anche a Milano, in occasione dello sciopero generale indetto per venerdì dai sindacati di base: Cub, Cobas e SdL si ritroveranno in piazza Missori, dove si concentrerà la protesta contro la riforma Gelmini con un corteo che arriverà fino a in via Ripamonti, sede del provveditorato. In piazza, a fianco dei sindacati di base, ci saranno anche ReteScuole (insegnanti e genitori) e i collettivi universitari milanesi mobilitati da giorni contro i tagli all'università. Per quanto riguarda la manifestazione di Roma, i Cobas annunciano che il corteo sarà aperto dallo striscione "No alla distruzione della scuola". SCONTRO GOVERNO-REGIONI - Nel frattempo, però, insorgono anche le Regioni. I governatori dicono no al commissariamento degli enti che, entro il 30 novembre, non metteranno in pratica il piano di ridimensionamento degli istituti scolastici, così come è previsto dall'articolo 3 del decreto 154. Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, spiega che si tratta di un "punto istituzionalmente gravissimo". "Se non viene eliminata quella norma - aggiunge - le Regioni non parteciperanno alla conferenza unificata". Le Regioni attenderanno che il governo dia loro una risposta; nel caso fosse negativa, ha fatto intendere Errani, le Regioni abbandoneranno il tavolo. "È inaccettabile - aggiunge Errani - che noi siamo venuti a conoscenza di quest'articolo che ci interessa così direttamente solo leggendo il testo, che peraltro riguarda la sanità e non la scuola, senza aver avuto dal Ministero alcun tipo di comunicazione, per noi è stata una sorpresa". COMMISSARIO AD ACTA - La norma in questione è contenuta nell'articolo 3 del Decreto legge 7 ottobre 2008 ("Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali" - leggi l'articolo 3): "I piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, rientranti nelle competenze delle regioni e degli enti locali - si legge - devono essere in ogni caso ultimati in tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione della rete scolastica previsti dal presente comma, già a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno". Quindi segue il passaggio che ha fatto infuriare i governatori: "Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, diffida le regioni e gli enti locali inadempienti ad adottare, entro quindici giorni, tutti gli atti amministrativi, organizzativi e gestionali idonei a garantire il conseguimento degli obiettivi di ridimensionamento della rete scolastica. Ove le regioni e gli enti locali competenti non adempiano alla predetta diffida, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, nomina un commissario ad acta". stampa |.

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Classi per stranieri, il no di Veltroni: <Dio ce ne scampi>. Alemanno frena (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il sindaco di Roma: "Ora serve riflettere" Classi per stranieri, il no di Veltroni: "Dio ce ne scampi". Alemanno frena Il leader Pd: "Intollerabile la mozione della Lega". Critiche anche dalla Chiesa: "L'integrazione è ricchezza" Walter Veltroni a YouDem (Fotogramma) MILANO - Si fa rovente lo scontro sulla mozione leghista approvata alla Camera per l'istituzione di "classi di inserimento" riservate ai figli di immigrati. Da opposizione e sindacati arriva una condanna senza mezzi termini e l'accusa alla maggioranza di voler istituire "l'apartheid". NO DELLA CHIESA - Ma critiche arrivano anche dall'interno del Pdl e dalla Chiesa: il cardinale Angelo Scola non esita a precisare di "non essere favorevole" alla soluzione ideata dal Carroccio. "Laddove ci sono degli educatori capaci, questa varietà di provenienza, equilibratamente scelta, si sta rivelando - spiega - una autentica ricchezza". Non fa sconti al centrodestra Walter Veltroni, per il quale la mozione leghista è "intollerabile". Il leader del Partito democratico ricorda che anche gli italiani sono stati emigranti e non avrebbero accettato un trattamento simile per i loro figli, quindi sottolinea che "l'immigrazione clandestina è aumentata del 50%" nonostante gli annunci fatti dal governo perché "le chiacchiere sono una cosa, la realtà è un'altra". Parlano apertamente di "apartheid" il leader del Pdci Oliviero Diliberto, Fabio Evangelisti dell'Idv e Claudio Grassi di Rifondazione comunista. Anche per il segretario della Cgil Guglielmo Epifani l'iniziativa leghista richiama "gli aspetti bui dell'apartheid". Ma per il leader sindacale "questo atto non è solo l'ennesima dimostrazione dell'intolleranza razziale che caratterizza la destra al governo, ma anche la conseguenza della devastazione contenuta nei provvedimenti sulla scuola: i tagli previsti dalla riforma Gelmini determinano, infatti, l'impossibilità di seguire adeguatamente tutti i bambini nelle loro specificità". Contrario anche il sindacato più vicino al centrodestra. "L'idea di ghettizzare bimbi immigrati in classi differenziate è contraria - ammonisce Renata Polverini, leader dell'Ugl - alla filosofia di integrazione degli stranieri che il sindacato persegue e che dovrebbe essere alla base delle politiche per l'immigrazione di questo Paese". Difende la mozione il sottosegretario all'Istruzione Giuseppe Pizza: "Le classi-ponte non vanno intese come un ghetto - dice - ma come un aiuto ai ragazzi stranieri, per meglio inserirsi nel sistema scolastico italiano". La Lega nord prova a stemperare gli animi, precisando che "le classi d'inserimento vanno intese come uno strumento per integrare al meglio i ragazzi, e non per emarginare o discriminare nessuno di loro". Ma i dubbi toccano anche il Pdl, e le deputate Alessandra Mussolini e Souad Sbai (quest'ultima di origine marocchina), fanno sapere di "sentire il dovere di chiedere un incontro urgente, proprio sulla questione, con il ministro dell'Istruzione Gelmini". Il punto ora è il destino che la mozione avrà: un eventuale emendamento al decreto Gelmini, che martedì sarà in aula al Senato, renderebbe più complicato il percorso, mentre l'opposizione già prevede che il governo porrà la fiducia su quel provvedimento come ha già fatto alla Camera. Per questo il capogruppo del Carroccio al Senato, Federico Bricolo, fa capire che a fronte di garanzie precise la Lega potrebbe accettare tempi più lunghi: "Stiamo valutando, intanto il governo ha preso l'impegno. Valuteremo insieme al governo la strada legislativa che permetterà di concretizzare quanto deciso ieri dalla Camera" LE PROTESTE - La mozione della Lega travolge il mondo della scuola, già messo a dura prova dalle proteste anti-Gelmini che in questi giorni agitano atenei e istituti di ogni genere. "Perché la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma" genitori e insegnanti hanno organizzato per mercoledì sera una "notte bianca" in diverse scuole di tutta Italia. Soltanto a Milano, secondo quanto riferisce il sito Rete scuole, saranno coinvolti almeno una decina di istituti. Mezza dozzina di scuole aderirà a Venezia e parecchie decine a Bologna, dove è nata l'iniziativa e dove si annuncia anche l'occupazione della facoltà di Lettere da parte dell'assemblea dei ricercatori e precari. Appuntamenti sono previsti anche a Roma, Genova, Torino, Perugia, Brescia, Parma, Viareggio. A Napoli una fiaccolata attraverserà le vie cittadine, da piazza del Gesù a piazza del Plebiscito. stampa |.

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ANTAGONISMO SUI BANCHI (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

Marcello Sorgi ANTAGONISMO SUI BANCHI A Torino, professori universitari che fanno lezione per strada. A Roma, cortei interni nella cittadella della Sapienza. A Firenze, trenta istituti superiori occupati. E poi giù, o su, per la Penisola, da Genova a Palermo, da Napoli, a Perugia, a Venezia, scuole e atenei in ebollizione. Anche se tutti, compresa la sinistra radicale, continuano a ripetere che "non è un nuovo '68", e neppure "una nuova Pantera" (dal nome del movimento esploso a sorpresa negli Anni Ottanta del riflusso e dell'edonismo), nel giro di pochi giorni le proteste contro il decreto del ministro Gelmini hanno superato ogni previsione. Marciano, uniti, studenti, professori e genitori di tutte le classi e di tutte le età, dall'asilo alla laurea. E protestano, non solo contro la decisione del governo di tornare al "maestro unico" nelle elementari, bloccando il "turn-over" degli insegnanti per ottenere tagli e risparmi nei costi dell'enorme macchina statale dell'istruzione. In qualche modo il decreto che è già passato tra le polemiche alla Camera, e sta per essere posto in votazione al Senato, sta funzionando da catalizzatore contro tutte le riforme tentate e praticate, annunciate e fallite, in questa come nella precedente esperienza di governo del centrodestra, per cambiare scuola e università. È la conferma, se ancora ce ne fosse il bisogno, che in Italia, e non solo in Italia, questo è un settore difficilissimo da ristrutturare: ancor più, se si cerca di riformarlo per decreto. Ma non è soltanto un comparto importante, delicato e assai costoso della pubblica amministrazione che si muove. I ricercatori universitari che dovevano essere tagliati o sottoposti a graduatorie di merito dall'ex ministro Moratti, in altre parole, non si sarebbero alleati con i maestri elementari che l'attuale ministro Gelmini vuol mettere in una specie di prepensionamento, o con i genitori dei ragazzi che temono di veder ridimensionare l'orario scolastico per riduzione del personale, e di veder sparire la scuola sotto casa perché sotto i 50 alunni, se non ci fosse qualcosa, al di là delle singole rivendicazioni sindacali, che li unisce. E quel qualcosa è la sensazione di insicurezza, l'identità precaria nella quale tutti - studenti, insegnanti, genitori - non si sono mai rassegnati a riconoscersi, che d'improvviso abbandonano la dimensione della provvisorietà per diventare definitive. Si muove, insomma, un pezzo di società in cerca di rappresentanza. Non un pezzo di Stato e neppure solo la vasta clientela di un servizio pubblico, basilare come l'istruzione. Questo spiega perché le rivendicazioni, quale più quale meno, delle varie categorie, non si pongono in termini di trattativa con il governo, o di emendamento del decreto che sta per essere trasformato in legge dal Senato, ma piuttosto di rifiuto in blocco di quel che è stato deciso. Che la legge finanziaria debba essere costruita in un certo modo, per rientrare nei parametri europei, non importa. Le polemiche sono contro "la distruzione" e non contro "la ristrutturazione" della scuola. Agli insegnanti che denunciano - in parte anche legittimamente - la povertà dei loro stipendi, non interessa il fatto che, riducendo il numero dei professori e introducendo reali meccanismi di merito, forse la paga di molti di loro potrebbe anche crescere. No, loro sostengono di sentirsi trattati da parassiti dal governo, e tutte le sere vanno in tv per dichiararsi offesi e rivendicare il livello della loro professionalità. Così un insieme di svariati milioni di persone (le cifre cambiano, secondo che si considerino maestri e professori insieme, studenti e anche genitori) sta trasformandosi sotto gli occhi di tutti in un grande serbatoio di antagonismo sociale, che l'approvazione del decreto Gelmini, ormai prossima, non potrà che ingigantire. Un serbatoio insensibile ai problemi che la crisi finanziaria, e la nuova congiuntura mondiale, stanno imponendo a passi lunghi e svelti a tutti i paesi moderni. Una classe composita, spesso ai margini delle "soglie di povertà" denunciate dalla Caritas. E una protesta che, pur non avendo nulla a che fare con il '68 e la Pantera, se non viene incanalata e guidata, potrebbe riservare a tutti brutte sorprese. C'è da vedere infatti come il ribollire di questo vasto settore pubblico giocherà sul governo. E ammesso che Berlusconi tenga duro, in nome del suo elettorato che ha in odio disordini e manifestazioni, sarà interessante vedere quanto peserà il ritorno dell'antagonismo su un'opposizione che, sull'onda del disastro finanziario mondiale, sembrava tornata a una linea di responsabilità, e si preparava a votare in Parlamento i provvedimenti anticrisi del governo. Servirà poco, per capirlo. Basterà seguire toni e slogan della manifestazione del Pd del 25 ottobre: se il corteo organizzato "per aiutare l'Italia a uscire dalla crisi", torna ad essere quello "per salvare l'Italia da Berlusconi", vorrà dire che, a sorpresa, anche Veltroni s'è schierato con le occupazioni.

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"Lettere" a una passo dalla vera occupazione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-10-2008)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITÀ DA DUE GIORNI IN VIA BALBI NON SI TENGONO LEZIONI "Lettere" a una passo dalla vera occupazione Il blocco didattico potrebbe estendersi ad altre Facoltà [FIRMA]MIRIANA REBAUDO GENOVA Per il secondo giorno consecutivo oggi in via Balbi 4, sede di Lettere, non ci saranno lezioni, né esami. Sono gli effetti del blocco didattico deciso ieri dagli studenti e che potrebbe presto non soltanto allargarsi a macchia d'olio alle altre Facoltà (Scienze Politiche e Lingue le più "calde"), ma anche sfociare in un'occupazione vera e propria. La protesta scattata a Lettere è infatti considerata una sorta di "prova d'occupazione" che, secondo i più, potrebbe scattare già questa notte, al termine della "Festa in Facoltà contro Gelmini e Brunetta" che dalle 19 alle 2 vedrà riunito a Lettere l'intero "cartello" cittadino contro i decreti del governo Berlusconi. "All'assemblea di oggi pomeriggio (ieri per chi legge, nda) erano presenti anche molti studenti di altre facoltà - ha raccontato Stefano, uno dei giovani leader della protesta - e si è deciso di continuare il blocco ancora per 24 ore". L'intento è infatti quello di aspettare come evolveranno la "festa anti Gelmini" e, venerdì mattina, l'assemblea dei docenti di Lettere convocata per le 11 dalla Giunta di presidenza, "e aperta a tutti, studenti e professori, anche delle altre facoltà" ha precisato il preside Michele Marsonet che, pur condividendo le motivazioni della protesta (la "bocciatura" del decreto ammazzaprecari, peraltro approvato ieri dalla Camera e la trasformazione delle università pubbliche in fondazioni) ritiene però che il blocco didattico finisca col danneggiare gli studenti. La Giunta di presidenza, convocata da Marsonet nella tarda mattinata di ieri ha anche inviato i docenti a dare vita, oggi e domani, a iniziative che favoriscano la crescita dell'informazione, del dibattito e della protesta. I professori, insomma, vogliono individuare altre forme per manifestare il no generalizzato alle proposte del governo.

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Scuola, rivolta anti gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Mobilitazione a partire da lunedì, quando la ministra sarà allo Steri. Scioperi alle medie e alle superiori Scuola, rivolta anti Gelmini L'Università scende in piazza. A rischio 70 piccoli istituti VIA alla mobilitazione anti Gelmini sia all'Università che nel mondo della scuola. Una giornata calda si preannuncia per lunedì 20: il ministro Mariastella Gelmini sarà ospite d'onore allo Steri, e gli studenti minacciano di accoglierla con un presidio. I Cobas oggi lanciano una giornata di sciopero nelle scuole mentre l'Unione degli studenti medi prepara tre giornate di occupazione. Intanto in Sicilia i tagli varati dal ministro provocheranno l'accorpamento di 259 scuole: 49 in provincia di Palermo, 52 a Messina, 21 ad Agrigento. E in provincia di Palermo sono a rischio 70 plessi con meno di 50 alunni. INTRAVAIA E ROMANO ALLE PAGINE II E III.

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I ragazzi di centrodestra: "non esagerate" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo La polemica I ragazzi di centrodestra: "Non esagerate" I gIOVANI di centrodestra si trovano uniti nell'appoggio alla Gelmini. Scavalcando l'Ars, che nei giorni scorsi ha approvato una mozione contro tagli e riforma della scuola, i leader universitari dei movimenti studenteschi di An, Forza Italia e Udc hanno recuperato in extremis dalla loro parte anche i giovani dell'Mpa, che avevano sposato in pieno la linea anti-Gelmini espressa fino a poco tempo fa dal presidente della Regione Raffaele Lombardo e dal segretario siciliano dell'Mpa Lino Leanza. Dopo la manifestazione di quindici giorni fa in piazza Politeama contro il ministro berlusconiano della Pubblica istruzione, il partito del governatore ha rivisto la sua posizione. Tutto il fronte studentesco di centrodestra, dunque, non parteciperà oggi all'assemblea a Ingegneria ma si radunerà fuori dalla facoltà per lanciare una campagna di "controinformazione". "Il presidente della Regione ha ottenuto precise garanzie dal ministro Gelmini nell'incontro al quale ha partecipato anche il ministro Alfano. Dopo le contestazioni che abbiamo fatto, adesso la nostra posizione è di dialogo", afferma Giovanni Di Stefano, coordinatore giovanile del movimento universitario Mpa. Ieri è fallito il tentativo, durante la riunione del Consiglio degli studenti, presieduta da Angelo Sarda (Udc), di stilare un documento unitario d'Ateneo. "Per noi quella degli studenti di sinistra è una protesta strumentale, politicizzata, che sta creando allarme nelle facoltà - sostiene il segretario di Azione giovani, Mauro La Mantia - per questo non aderiamo. Siamo contrari a qualsiasi forma di protesta che leda il diritto allo studio, come il blocco delle lezioni o le forme estreme di occupazione. Secondo noi questo tipo di mobilitazione, che trova consenso in una minoranza di studenti, finirà per fallire, anche se l'assemblea di oggi sarà affollata". I gruppi studenteschi di centrodestra stanno organizzando forme alternative di mobilitazione per stoppare i focolai di protesta anti-Gelmini già accesi dentro diverse facoltà. "Stiamo valutando l'idea - aggiunge La Mantia - di organizzare un'altra assemblea d'ateneo per veicolare il malcontento di chi non accetta forme di occupazione delle facoltà e vuole invece andare a lezione". a. r.

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Assemblee, cortei, sit-in arriva l'onda anti-gelmini - antonella romano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo Assemblee, cortei, sit-in arriva l'onda anti-Gelmini Gli studenti si mobilitano, i prof sullo stesso fronte Oggi raduno di ateneo a Ingegneria e sciopero Cobas Lunedì il ministro è atteso allo Steri ANTONELLA ROMANO Parte la mobilitazione anti-Gelmini sia all'Università che nel mondo della scuola. Si preannuncia una giornata calda, quella di lunedì prossimo: il ministro dell'Istruzione è annunciata come ospite d'onore a un convegno allo Steri. E gli studenti minacciano di accoglierla con un presidio davanti alla sede del rettorato. Il calendario della protesta sarà concordato oggi alle 9,30 in un'assemblea di ateneo alla facoltà di Ingegneria. I Cobas, intanto, lanciano per oggi una giornata di sciopero nelle scuole, mentre l'Unione degli studenti medi prepara tre giornate di occupazione per il 20, il 21 e il 22 novembre. All'Università i primi a mobilitarsi sono stati gli studenti di Lettere: per loro è già il quinto giorno di assemblea permanente. Oggi proporranno ai colleghi delle altre facoltà di organizzare lunedì un corteo che parta da viale delle Scienze e arrivi in piazza Marina. "Scenderemo in piazza a protestare anche se la Gelmini darà forfait, come sta facendo nelle altre città italiane dopo le prime contestazioni - annuncia Fabrizio Fasulo, rappresentante di uno dei gruppi di autogestione a Lettere - La trasformazione dell'università in fondazione privata, in una terra di speculazioni mafiose, non la vogliamo". Il clima si surriscalda ogni giorno che passa e spinge sindacati e movimenti - Andu, Cisal-Università, Cnu, Flc-Cgil, Snals-Università, Udu, Uil-Urafam - a unirsi per coinvolgere oggi all'assemblea di Ingegneria studenti, docenti, tecnici, amministrativi, il rettore uscente Giuseppe Silvestri e il successore Roberto Lagalla, che si insedierà il 1° novembre, e discutere insieme sulle ricadute del piano Gelmini sull'università. Oggi, dunque, in molte facoltà lezioni sospese per tre ore. Una raccolta di firme dalla Lombardia alla Sicilia per chiedere le dimissioni del ministro alla Pubblica istruzione la annuncia il segretario nazionale del Codacons, il siciliano Francesco Tanasi. Tra gli studenti universitari, in prima fila a protestare c'è l'Udu: "Il decreto Gelmini sarà la causa del crollo degli atenei pubblici, in particolare al Sud, segnando la fine della formazione - dice il coordinatore palermitano Pasquale Di Pollina - Siamo convinti che l'università debba essere pubblica e l'insegnamento libero". Da giorni l'Unione degli universitari si oppone al provvedimento Tremonti-Gelmini, attraverso assemblee di facoltà e una capillare sensibilizzazione degli studenti, che contestano anche la recente legge, voluta dal ministro Renato Brunetta, che blocca la stabilizzazione dei ricercatori precari. Anche alcuni docenti di Lettere hanno proclamato, già da lunedì, lo stato d'agitazione, mentre a Scienze della formazione i professori hanno deciso di dedicare parte delle ore di insegnamento al dibattito sui provvedimenti del governo, per dire no ai tagli sui finanziamenti ordinari e a quelli per la ricerca, all'aumento dei corsi di laurea a numero chiuso, alla precarizzazione del lavoro universitario. "Siamo doppiamente colpiti - dice il preside Michele Cometa - non solo in quanto parte del sistema accademico ma anche perché la missione della nostra facoltà è la formazione degli insegnanti". Il Consiglio di facoltà ha indetto un'assemblea giovedì prossimo all'Albergo delle povere.

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La scure sulle scuole più piccole rischio chiusura in isole e paesini - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Palermo Previsto lo stop per le strutture con meno di 50 alunni. Ma l'ultima parola sarà della Regione La scure sulle scuole più piccole rischio chiusura in isole e paesini Settanta istituti "condannati": esplode la protesta Sos dalla frazione San Carlo di Chiusa Sclafani La sede più vicina è a otto chilometri SALVO INTRAVAIA Il ciclone Gelmini sta per investire le scuole siciliane. Sono due le strade che il governo Berlusconi intende seguire per fare cassa: accorpare gli istituti sottodimensionati e chiudere quelli con pochi alunni. Le scuole che rischiano già dal prossimo anno di subire il cosiddetto "dimensionamento" (verrebbero smembrate e accorpate ad altri istituti) perché con meno di 500 alunni sono 259: 49 in provincia di Palermo, 52 a Messina, 21 ad Agrigento, 10 a Caltanissetta, 16 nel Trapanese. Ma l'effetto più dirompente è quello che rischia di travolgere 400 istituti in tutta l'Isola con meno di cinquanta alunni: saranno con ogni probabilità cancellati dal diktat del ministro della Pubblica istruzione ai governatori. In Sicilia attualmente funzionano 1.186 istituti, articolati in 4.329 plessi. Nella sola provincia di Palermo sono una settantina quelli che rischiano la chiusura. Si tratta per la maggior parte di piccolissime scuole arroccate in paesini o frazioni difficili da raggiungere e dai quali sarebbe complicato spostarsi per arrivare in centri più grandi. Nella frazione San Carlo di Chiusa Sclafani, per esempio, c'è un piccolissimo plesso che in una pluriclasse (una classe di scuola primaria formata da alunni di età diverse) ospita appena cinque bambini. Per la Gelmini "la polverizzazione sul territorio di piccole scuole non risulta funzionale al conseguimento degli obiettivi didattico-pedagogici". Per questa ragione occorre prevedere "il progressivo superamento delle attuali situazioni relative a plessi e sezioni staccate con meno di 50 alunni". Operazione che consentirebbe di tagliare alcune centinaia di posti. Secondo la preside dell'istituto comprensivo Reina di Chiusa Sclafani, la chiusura determinerebbe "una situazione gravissima. I bambini - spiega Francesca Accardo - vivono nel loro ambiente. La chiusura della scuola costringerebbe alunni e genitori a enormi disagi: la sede centrale dista circa otto chilometri. Mi auguro che gli enti locali intervengano". Stessi problemi a Camporeale, dove rischia di saltare uno dei due plessi di scuola materna, e a Grisì, dove è a rischio la piccola scuola media. In provincia di Palermo sono 23 (su un totale di 81) i paesi che saranno colpiti dalla scure di Tremonti e Gelmini. Tra questi Cefalà Diana, Pollina, Sclafani Bagni, Scillato, Castellana Sicula, San Mauro Castelverde, Chiusa Sclafani, Bompietro, Aliminusa, Petralia Soprana, Camporeale, Gangi, Campofiorito e Gratteri che potrebbero essere privati di qualche segmento della scuola dell'obbligo. Il problema dei piccoli istituti riguarda tutta la regione e soprattutto le piccole isole per le quali il ministro ha promesso però un occhio di riguardo, sottolineando "l'esperienza virtuosa di diversi Comuni che ha consentito di ovviare, ove possibile, alle criticità e all'isolamento delle piccole scuole". La piccola scuola di Marettimo conta in tutto una trentina di alunni: una sezione di scuola dell'infanzia, due pluriclassi di scuola elementare e un centro esami per coloro che vogliono prepararsi da esterni per conseguire la licenza media. La preside dell'istituto comprensivo Mineo di Favignana-Marettimo è ottimista: "Fino a oggi lo Stato ha riservato una particolare attenzione alle scuole delle piccole isole. A Marettimo - dice Caterina Licia Ingrasciotta - difficilmente gli alunni potranno superare il numero di 50, mi aspetto quindi che per il caso in questione la deroga venga mantenuta. L'ipotesi contraria determinerebbe disagi enormi: è noto a tutti che raggiungere l'isola non sempre è possibile". L'ultima parola sulla vicenda spetta alla Regione, che deve predisporre il nuovo piano di dimensionamento entro il 30 novembre.

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Ma fra un anno si taglia stranieri, corsi dimezzati (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Palermo In città sei sedi e 1.400 iscritti: tre su cento hanno più di 65 anni Ma fra un anno si taglia stranieri, corsi dimezzati Dal prossimo anno i centri per l'istruzione degli adulti verranno dimezzati. La notizia, non ancora ufficiale, è trapelata dopo una riunione top secret a Roma. Il colpo di scure è previsto dal piano Gelmini che si prefigge l'obiettivo di tagliare a livello nazionale 132 mila posti nella scuola in tre anni. E si abbatterà pesantemente anche su coloro che dopo una giornata di lavoro, nel pomeriggio, vanno in classe per recuperare il tempo perduto o per acquisire nuove competenze. In provincia di Palermo sono tredici i centri frequentati da alunni che hanno superato da tempo la maggiore età. Nelle scuole medie e negli istituti comprensivi che organizzano lezioni per adulti è possibile seguire corsi brevi per conseguire la licenza elementare e il diploma di scuola media. Ma non solo: ogni anno vengono istituiti corsi di alfabetizzazione culturale, corsi a favore dei cittadini stranieri per l'integrazione linguistica e sociale e corsi brevi modulari di alfabetizzazione funzionale. Questi ultimi riguardano i gettonatissimi corsi di alfabetizzazione informatica e multimedialità, di alfabetizzazione linguistica (per l'Inglese o di altre lingue straniere) e di teatro, educazione musicale, attività ricreative e fisico-sportive. La fascia d'età più rappresentata (il 14 per cento) è quella che va da 25 a 29 anni. Ma non mancano gli over 40 che costituiscono il 34 per cento degli iscritti. Tre su cento hanno addirittura superato le 65 primavere. I sei centri che hanno sede in città, che accolgono il 72 per cento di tutti gli iscritti, accolgono circa 1.400 iscritti. I docenti che si occupano della loro formazione sono 140, ma dal 2009-2010, con un artificio, l'organico verrà dimezzato. "Le cose si fanno difficili per i tagli che il governo sta operando sulla scuola", dice Rosario Ognibene, preside della scuola media Pertini, sede di un centro per l'istruzione degli adulti. Il piano Gelmini - spiega - prevede "la determinazione dell'organico dei docenti relativo ai corsi per l'istruzione degli adulti in base alla serie storica degli alunni scrutinati e non di quelli iscritti". Dal prossimo anno, quindi, saranno ammessi alle scuole serali solo coloro che puntano al diploma. s. i.

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Il blitz in aula del sindaco assenteista - alessia gallione (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Milano Il blitz in aula del sindaco assenteista Una relazione di 10 minuti nella seconda apparizione del 2008 Il racconto Banchi pieni e Tv, giunta al completo. Lei non sorride ma ascolta in silenzio. Alla fine applaude solo il centrodestra "Verrò a riferire sui progetti del 2015 dopo il 31 ottobre La governance? Non vorrei arrivasse a Natale" Moratti torna dopo 197 giorni, l'ultima volta fu il 2 aprile per la vittoria dell'Esposizione ALESSIA GALLIONE (segue dalla prima di Milano) Allora Letizia Moratti parlò per 23 minuti raccontando dei 650.020 chilometri di diplomazia macinati in mezzo mondo fino alla conquista della candidatura; parlò di progetti, riuscì a strappare applausi anche dai banchi dell'opposizione. Ora torna e, stranamente, anche in questa occasione, c'è Expo nella mente di tutti. Ma questa volta l'attesa è per un decreto che potrebbe arrivare a ore e che non sembra giungere mai. Sei mesi e mezzo dopo la vittoria, 197 giorni dopo la sua ultima presenza in aula. Eccola di nuovo, Letizia Moratti. Alle 16.31, quando la campanella che avverte dell'inizio della seduta sta suonando e l'appello è appena cominciato. Entra: la giacca marrone, una gonna leggera a disegni geometrici con toni di verde come le pietre (e diamanti) della collana, degli orecchini, dell'anello. Un primo sorriso, ma il volto è imperscrutabile. Sarà così per le due ore e mezzo che trascorrerà ad ascoltare i consiglieri sui derivati. Accade spesso, che appaia fredda, distaccata. Ma stavolta sembra più stanca, più tirata. "Lavora troppo", dice qualcuno dei suoi. E nelle ultime settimane dal governo amico non sono arrivati che rospi da mangiare giù. Anche questa volta non c'è un posto vuoto tra i banchi e i fotografi schierati in fondo all'aula iniziano a scattare appena varca la porta. Continueranno per tutta la durata del suo discorso. "Quanta gente", esclama ironico l'ex ministro Pagliarini. C'è la folla delle grandi occasioni. A cominciare dai banchi della giunta, solitamente poco frequentati. Letizia Moratti siede tra Giovanni Terzi (alla sua destra), con cui parla spesso, e Maurizio Cadeo. Dalla borsa tira fuori i fazzoletti, l'astuccio rosso degli occhiali, il cellulare. A un commesso chiede un bicchiere d'acqua. Si alza, in mano 12 fogli scritti in un carattere molto grande. Parlerà per dieci minuti senza quasi prendere fiato, senza quasi mai alzare lo sguardo. La voce è bassa, monocorde. Scandisce alcune parole, ogni tanto: percorso "partecipato", "trasparente", clima "costruttivo", azioni "legali". Il tema è tecnico, la sua relazione anche. L'unica incertezza a pagina quattro, al momento di pronunciare la prima cifra: "1.685 milioni". Si sbaglia: "Uno... scusate, milleseicentoottantacinque milioni". Conclude con un conciliante: "L'obiettivo è lo stesso per tutti: salvaguardare le risorse della città e preparare un futuro di benessere per Milano". Ma gli applausi, questa volta, arrivano soltanto dalla sua maggioranza. Sono le 16.59. Gli interventi si susseguono e c'è anche un consigliere che sta controllando la sua pagina su Facebook. Il più duro, arriva da Basilio Rizzo, che attacca: "In fondo è la seconda volta quest'anno che il sindaco si confronta con il suo Consiglio... ". Lei è sempre impassibile. Nessuna espressione a tradire i pensieri. Ascolta, i gomiti appoggiati sul tavolo e le mani a sorreggere il mento, aperte a ventaglio coprono la bocca. Il primo vero sorriso lo concede alle telecamere. "Sindaco, il ministro Gelmini è al centro di un attacco durissimo", le chiedono. Lei, da ex ministro dell'Istruzione scuote la testa, si allontana: "No, guardate, ho già dato. Solidarietà al ministro Gelmini". Poi la domanda che tutti le fanno, da sei mesi e mezzo: "Berlusconi potrebbe portarle la buona novella di Expo?". E qui, dopo il solito, "dovete chiederlo a lui", un altro sorriso e una battuta: "Non vorrei che come "buona novella" arrivi a Natale". Si torna in aula. Dentro sta parlando un'altra Moratti, Milly, ma Letizia non l'ascolta quasi. Discute con Terzi, De Corato, il capogruppo di Forza Italia Giulio Gallera. Stanno concordando il consiglio straordinario su Expo. Il sindaco si alza e, prima di andarsene qualche minuto dopo le sette annuncia: "Do la mia disponibilità a riferire su Expo dal giorno dopo il 31 ottobre, quando sarò a Parigi a riferire al Bie". Ci si rivede la prima settimana di novembre. Per la terza volta di Letizia in aula.

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Oggi due cortei e lo sciopero dei cobas scuola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano La mobilitazione Il "No Gelmini Day" Oggi due cortei e lo sciopero dei cobas scuola Il corteo di questa mattina dei sindacati di base contro i tagli all'istruzione si è trasformato nel "No Gelmini Day" degli studenti. Il montare della protesta nelle scuole e nelle università ha moltiplicato i punti di concentramento e diviso la manifestazione in vari spezzoni. La questura ha autorizzato tre cortei: quello degli studenti medi che si muoverà alle 9.30 da Largo Cairoli e arriverà al provveditorato in via Ripamonti. Quello delle maestre e dei genitori di Retescuole, sempre con arrivo in via Ripamonti ma con partenza da piazza Missori alle 10, e quello dei sindacati di base che si ritrovano in Cairoli alle 10 per sciogliersi in piazza Duomo dopo un comizio. Non sono autorizzati invece i cortei dei collettivi universitari, che partiranno di prima mattina dai vari atenei per poi convergere in piazza Cordusio e da lì unirsi agli studenti medi in Cairoli. I collettivi della Bicocca e della Statale si sono dati appuntamento alle 8 per un picchetto davanti all'ingresso di via Festa del Perdono, dove ci saranno anche i lavoratori dell'università. Sempre alle 8 si formerà lo spezzone che partirà da via Conservatorio, sede di Scienze politiche. Altri ritrovi sono in piazza Montanelli a Sesto San Giovanni, che ospita il corso in Mediazione culturale, e in via Brera, di fronte all'Accademia delle belle arti. Poi si annunciano "picchetti volanti, azioni dimostrative - annunciano i collettivi - fatte in luoghi simbolo della città". A complicare la geografia dei cortei di questa mattina c'è anche il presidio alle 7 degli attivisti dei centri sociali per opporsi allo sgombero, annunciato da mesi, della casa occupata all'angolo fra viale Monza e via dei Transiti, dove da anni è attivo l'Ambulatorio medico popolare. (l. b.).

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Riforma, la rivolta dei rettori - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano Riforma, la rivolta dei rettori La proposta: dimissioni in tutti gli atenei contro i tagli Ballio del Politecnico: "Le occupazioni non bastano, serve un nostro gesto forte" D'accordo anche i reggenti di Bicocca e Statale, a Scienze politiche bloccato il traffico FRANCO VANNI I rettori delle università milanesi scelgono la linea dura contro la riforma Gelmini. Giulio Ballio, capo del Politecnico, ha usato parole chiare: "Se vogliamo fermare i tagli l'unica cosa che possiamo fare è rimettere il mandato nelle mani del ministero". Enrico Decleva, numero uno della Statale e presidente della conferenza nazionale dei rettori, conferma: "La rinuncia al mandato sarebbe il segnale più forte che possiamo dare". E per Marcello Fontanesi, rettore in Bicocca, "le dimissioni sono un gesto estremo, ma è un ipotesi che teniamo in conto". Il giro di vite dei rettori arriva nel momento più caldo della protesta contro la riduzione di spesa prevista per gli atenei. Oggi i lavoratori e gli studenti delle università scenderanno in piazza contro il decreto del governo. E proprio a loro si è rivolto Ballio, invitato a parlare alla sede della Camera del commercio alla conferenza di presentazione di "Teatro scienza 2008": "I ragazzi hanno annunciato occupazioni nelle università ma non servono a nulla - ha detto il rettore - l'unica forma di protesta efficace da parte loro è fare pressione su di noi perché rimettiamo il mandato nelle mani del ministero". Il malcontento dei rettori nasce da una considerazione semplice quanto catastrofica: se i tagli di 660 milioni saranno confermati in Finanziaria, l'università non sarà più in grado di funzionare. Decleva martedì in Senato accademico non ha usato giri di parole: "Non riusciremo più a pagare il personale, e dal 2010 per carenza di fondi non saremo nemmeno in grado di impostare il bilancio". L'ipotesi delle dimissioni collettive dei rettori girava da settimane. Già a settembre un documento ufficiale della Crui (Conferenza rettori università italiane) indicava la rinuncia alla cattedra come possibile strumento di contrasto ai tagli. Un'ipotesi che con il surriscaldarsi del clima di protesta ha preso vigore. Sui tempi di quello che definisce "un gesto estremo", Decleva pone una scadenza: "Attendiamo la manovra finanziaria dell'estate 2009, se i tagli saranno confermati le dimissioni sarebbero una mossa ragionevole". Anche a Fontanesi al momento preme accelerare la trattativa con il governo: "Rimettere ora il mandato sarebbe prematuro, non dobbiamo aspettare di arrivare ad avere i bilanci in rosso ma non dobbiamo nemmeno cedere alle pressioni degli studenti". Una cautela che traspare anche dalle dichiarazioni dei presidi di facoltà, che da una settimana si trovano a dovere rispondere agli attacchi degli studenti, che li accusano di non fare abbastanza contro il decreto Gelmini. Agli alunni di Scienze Politiche il preside Daniele Checchi risponde: "La preoccupazione per l'effetto dei tagli è diffusa anche fra i docenti, ma fra noi ci sono sensibilità diverse. Siamo pronti a organizzare convegni aperti a studenti e professori per discutere della riforma, ma non ci possono chiedere di scendere in piazza". Intanto negli atenei la protesta prosegue. Anche ieri i collettivi degli studenti hanno manifestato dentro e fuori le università. In Bicocca si sono riuniti in assemblea oltre 500 ragazzi per organizzare il corteo di questa mattina, mentre in Statale si è tenuto un corteo nei chiostri, con interruzione di alcune lezioni per distribuire volantini. Iniziative spontanee che a volte diventano veri e propri blitz: a Scienze Politiche l'assemblea convocata per le 12.30 si è conclusa con un lancio di petardi nel cortile dell'ateneo e si è poi trasformata in un blocco del traffico su via Visconti di Modrone, con momenti di tensione con gli automobilisti. Proseguono le assemblee anche nelle due sedi dell'Accademia di belle arti, in via Brera e viale Marche, e alla sede distaccata della Statale di Sesto San Giovanni, che ospita il corso in Mediazione culturale. Sempre ieri pomeriggio i rappresentanti dei dipendenti tecnici e amministrativi della Statale iscritti ai sindacati confederali hanno comunicato che non seguiranno le indicazioni di Cgil, Cisl e Uil, aderendo allo sciopero indetto per oggi dai sindacati di base.

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Diritto allo studio televisivo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova DIRITTO ALLO STUDIO TELEVISIVO Come risponderanno la Gelmini e Brunetta agli studenti compresi nella fascia generazionale che va dai Gormiti al Gilette, in rivolta a Genova e dappertutto? Così: la ministra alla (D)istruzione pubblica, già implacabilmente beatificata da Paola Perego, verrà rigorosamente corteggiata dai tronisti della De Filippi, ai quali imporrà un grembiulino griffato da portare sul petto nudo tatuato e depilato. Brunetta convocherà presso il fido Vespa un precario.

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Università, i giorni dell'ira - michela bompanigiuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova Blitz con calci e pugni di una decina di ragazzi prima di un dibattito in Facoltà. E oggi sfilano i Cobas Università, i giorni dell'ira Ieri botte a Lettere, oggi scuole chiuse e cortei in Centro Alla base forse un diverbio tra l'Unione studenti e un rappresentante di Lotta Comunista MICHELA BOMPANIGIUSEPPE FILETTO Venerdì cupo di scioperi e cortei e ieri botte all'Università. La tensione intorno alla protesta contro il ministro Gelmini è altissima. A venare d'amaro una mobilitazione così unitaria e finora caratterizzata, su tutti i fronti della protesta, dalla pacatezza e dal pacifismo, un'incursione, ieri sera, intorno alle 18.30, alla Facoltà di Lettere e Filosofia: una decina di ragazzi, indicati come appartenenti a Lotta Comunista, hanno fatto irruzione nell'atrio della Facoltà, proprio pochi minuti prima che cominciasse un dibattito plenario con tutti i protagonisti della mobilitazione di questi giorni (dai genitori ai docenti delle elementari, agli studenti delle superiori, ai professori e studenti universitari, c'era anche il preside di Lettere, Michele Marsonet). "Uno squadrone", li definisce una docente, che ha assistito, allibita, all'irruzione. Hanno cominciato a sferrare calci e pugni ai ragazzi, tra i quali anche un sedicenne, che stavano discutendo e preparando gli striscioni per oggi. All'origine della "spedizione" c'è un'animata discussione che in una assemblea degli studenti medi, mezz'ora prima, proprio in Facoltà, aveva contrapposto l'Unione degli studenti ad un rappresentante di Lotta Comunista. Gli studenti universitari hanno immediatamente formato cordone, per evitare di raccogliere ogni provocazione e spingere in strada i violenti. In via Balbi, la colluttazione ha stentato a spegnersi per qualche minuto. Tutto è finito con il dileguarsi, sotto gli occhi attoniti di tutti, degl'inaspettati ospiti. E oggi la maggior parte delle scuole saranno chiuse o non garantiranno il servizio, disagi anche per i mezzi pubblici dalle 9 alle 17. Questa mattina, dalle 9, Genova sarà attraversata da tre manifestazioni, che confluiranno in un'unica grande mobilitazione, intorno alle 11, in largo Pertini, davanti al Teatro Carlo Felice, dove è stato organizzato un presidio dai sindacati di base, costola locale della grande manifestazione nazionale romana. Contro la riforma della scuola, contro la legge 133: contro Tremonti, Brunetta e Gelmini. Dalle 9 partirà in via Balbi, il corteo degli universitari (studenti, docenti, precari), contemporaneamente, da piazza Caricamento, muoverà il gruppo degli Studenti medi (Unione degli studenti e Kaos) e i due gruppi si riuniranno in piazza dell'Annunziata. La galleria, piazza Fontane Marose, via XXV aprile, largo Pertini: il corteo si unirà al presidio organizzato dai sindacati di base, ma fortemente voluto da tutte le anime della scuola pubblica. SEGUE A PAGINA III.

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Tensione a balbi, botte all'università - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova Tensione a Balbi, botte all'Università Oggi Cobas in piazza e scuole chiuse. E c'è chi accusa: "Boicottati gli studenti di Cl" Blitz di una decina di ragazzi indicati come vicini a Lotta Comunista Tre cortei invaderanno il Centro città per sfilare contro la Gelmini MICHELA BOMPANI (segue dalla prima di cronaca) giuseppe filetto C'è timore, anche se nessuno lo ammette, che qualcuno cerchi di "screditare" una protesta che sta diventando sempre più compatta ed omogenea. E per scongiurare, oggi, qualsiasi occasione di tensione, ieri sera al dibattito plenario, in via Balbi, si è organizzato uno speciale cordone di protezione per impedire che anche la più piccola azione di disturbo da parte di chiunque possa anche increspare un poco l'intero movimento. E a rendere ancora più complessa la situazione arriva un documento di Cl in cui gli studenti denunciano di essere stati vittime di intimidazioni. E i cortei di oggi serviranno, non soltanto, per unire ancora di più le anime del movimento, ma anche per scegliere nuove e ulteriori forme di protesta. Le assemblee degli studenti nelle scuole secondarie superiori stanno valutando per partire con una serie di occupazioni dalla prossima settimana. Scuole chiuse, altre a mezzo servizio, altre ancora che non assicurano la presenza degli professori e di tutto il personale. Direttori didattici che hanno già firmato le circolari con le quali avvisano le famiglie che nella giornata di oggi gli alunni troveranno le porte chiuse, presidi che lasciano a casa metà scuola e il resto a cui non si assicura nulla, insegnanti che dichiarano di aderire allo sciopero dei Cobas, ma la maggior parte non dice nulla. Così si presenta la situazione di oggi. Variegata, ma di notevole disagio per i circa 190 mila studenti della Liguria. L'elenco delle scuole chiuse è lungo, soprattutto quelle che non possono garantire il servizio di vigilanza nelle elementari e nelle materne: si va dall'Istituto Comprensivo San Gottardo all'Anna Frank, alla Giovine Italia, alla Borsi. Qui il direttore Clemino Casalgrandi ha deciso di tenere i ragazzi a casa, visto l'alto numero di maestri che aderiscono allo sciopero. Così come ha fatto Giacomo Buonopane a Sestri Ponente, sospendendo le lezioni nelle tre scuole elementari Carducci, Alfieri e Pezzani, ma anche nelle materne Villa Parodi, Girasole e Pezzani. Chiusa anche la elementare San Giovanni Battista e la Rodari e la Daneo del Centro Storico. Cancelli serrati pure alla Ariosto, alla De Amicis ed a Circolo Didattico di Teglia. Alla media Don Milani-Colombo il preside Paolo Cortigiani di fronte a dieci docenti (su settanta) che dichiarano di non aderire allo sciopero, metà classi le lascia a casa, l'altra metà entra in aula ma ad orario ridotto. "Dopotutto - spiega il capo d'istituto - la legge 146 dice che il dirigente ha l'obbligo di chiedere ai docenti, ma questi a loro volta possono anche non dichiarare l'adesione allo sciopero". Nelle scuole medie superiori i presidi si mostrano meno "garantisti" del servizio pubblico, soprattutto rispetto alla sicurezza e alla sorveglianza, e avendo a che fare con una popolazione scolastica adulta, quindi più gestibile soprattutto per le uscite, scrivono alle famiglie che "nella giornata di oggi potrebbero esserci disagi e la sospensione delle lezioni". Succede allo scientifico King come all'Abba della Valpolcevera; ala media Ansaldo di Voltri e al commerciale Vittorio Emanuele-Ruffini. Dante Taccani, preside al Bergese, ha scelto una via di mezzo: "Viste le adesioni, lascio a casa le prime classi, così da avere un numero sufficiente di docenti per le altre". Roberto Olmi, del Convitto Colombo, fa sapere che soltanto 5 professori hanno dichiarato di aderire, il resto non ha dato risposta, per cui è stata scelta una cosiddetta attività "rimediata": "Non chiudo il convitto, perché non posso, ma scrivo a tutte le famiglie che non garantisco le lezioni". La mobilitazione è stata preparata da giorni, chiamando a raccolta insegnanti e genitori, per respingere il Decreto-Gelmini, il ritorno al maestro unico ed altro. Due le scuole elementari che l'altra notte si sono trasformate in luoghi di riunione, di fatto "occupate": la De Scalzi a Brignole e la Anna Frank di Marassi. Nella prima, aperta fino a mezzanotte, in palestra si è riunita un'assemblea: "Quello che ci spaventa di più è la riduzione dell'insegnamento a sole 24 ore - spiegano due mamme - : non solo perché così sparisce il tempo pieno, ma perché i bambini sono privati dei tempi di apprendimento. Si genera una scuola a due livelli, che lascia indietro i meno capaci". Alla elementare Anna Frank, la scelta è stata ancor più drastica: non solo discussioni, ma una notte di occupazione, sfidando la denuncia paventata dall'autorità scolastica. Genitori e insegnanti sono uniti nella protesta. Lorena, mamma di due bambini, racconta: "Qui si fa tempo pieno di qualità ed i bambini fanno moltissime attività". (ha collaborato Elena Rosselli).

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Tour dell'assessore lomelo per riorganizzare le strutture (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bari L'iniziativa Tour dell'assessore Lomelo per riorganizzare le strutture Un tour provincia per provincia, per concordare con sindaci, presidi, sindacati e organi scolastici, la riorganizzazione delle rete scolastica pugliese: è quanto sta programmando l'assessore regionale alla pubblica istruzione, Mimmo Lomelo dopo la conferenza di ieri al Polivalente di Bari alla quale hanno partecipato alcune centinaia tra amministratori locali, sindacalisti e docenti in vista dello sciopero generale della scuola il 30 ottobre prossimo contro la riforma Gelmini. Alla conferenza, cui ha partecipano tra gli altri il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, Lomelo ha detto che si sta "lavorando sulla base di proiezioni, perché i dati sulle scuola da chiudere non sono certi. Eppure - conclude Lomelo - la Puglia è tra le prime Regioni per numero di studenti diplomati con 100 e lode, segno di un sistema che sforna eccellenze che invece ora si vuol colpire. Per questo staremo a fianco di studenti e docenti che hanno deciso di protestare".

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Operaio di Montà (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

PRALORMO SCUOLA SAVIGLIANO ALBA All'interno Operaio di Montà Decreto Gelmini La mobilitazione dei professori Cassa integrazione per 252 dipendenti dell'"Asltom" Si abbattono capannoni lungo il Tanaro esce dal lavoro e muore in auto Federico Genta Prieri e Carosso Piero Bertoglio Servizio.

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L'invito. Ministro venga a provare la nostra vita e capirà l'importanza che rivestono queste elementari (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA RIFORMA GELMINI L'invito. "Ministro venga a provare la nostra vita e capirà l'importanza che rivestono queste elementari".

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"Giù le mani da Gurro" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]VALERIA PERA GURRO "Faccia da mamma a uno dei nostri bambini per un giorno, ministro Gelmini. Provi la nostra vita per 24 ore e capirà perché questa scuola non si può toccare". Le mamme di Gurro sono pronte a difendere con i denti questo edificio rosa abbarbicato sulla montagna. Parco giochi, aule, laboratori e palestra rimessi a nuovo da un paio d'anni, a 812 metri di quota, abbracciati dalle case e immersi nel silenzio, interrotto ogni tanto dal rumore di un picchio o dai latrati di un cane. E' la scuola più piccola del Vco, insieme alle elementari di Trasquera. I suoi cinque studenti arrivano alle 8,30 trotterellando al fianco delle mamme ed entrano nella pluriclasse. Cinque banchi in fila, quattro programmi didattici: c'è Giulia Porta, 6 anni, che fa la prima, Lisa Zani di 7 frequenta il secondo anno, Sara Bergamaschi e Mattia Porta di nove anni sono in quarta e Matteo Pittonet, 10 anni, l'anno prossimo andrà alle medie. Cioé a Cannobio, mezz'ora di strada più a valle. "Siamo orgogliosi di vivere a Gurro - Katia Testori, mamma di Giulia e Mattia - e vorremmo restare qui. I bambini crescono in maniera diversa, più serena. Siamo come una grande famiglia e ci diamo tutti una mano: in città non avremmo le stesse possibilità". L'idea che la scuola possa chiudere i battenti per un fattore numerico (ha meno di 50 studenti), non trova sostenitori: "E' vero, siamo pochi. Ma ogni anno c'è una nascita e il ricambio generazionale è garantito - continua Katia -. Anzi, l'anno scorso sono nati quattro bimbi: c'è futuro per la scuola e lotteremo per mantenerla". Le sedi più vicine, Orasso e Lunecco, hanno 6 bimbi ciascuna e sono a rischio tanto quanto Gurro: "Dovremmo portarli a Cannobio - spiega Rosalba Minoggio, mamma di Sara - ma ci opporremo con tutte le nostre forze. Non per il nostro eventuale disagio, per il loro: alzarsi alle 6,30 e rientrare a casa alle 17 o alle 18 non è una vita adatta a un bimbo di 6 anni ma a un uomo adulto. I nostri mariti sono tutti frontalieri, i nostri figli rischiano di fare gli stessi orari". In ballo, tra l'altro, c'è la sopravvivenza dello stesso Gurro: "Ci sono case in costruzione e giovani famiglie che si trasferiscono qui. Finché c'è la scuola il paese vive". Tagliare il personale appare altrettanto inverosimile. La pluriclasse è mandata avanti da Katia Cattaneo (22 ore alla settimana tra italiano, storia, geografia, scienze, arte e musica) e Rosanna Caracciolo (una decina tra inglese, informatica e matematica), con don Giuliano che si occupa di religione: tutti i giorni dalle 8,30 alle 13 e al lunedì, mercoledì e giovedì anche dalle 14 alle 16,30. Ogni mattina la maestra Katia arriva da Santa Maria Maggiore, in valle Vigezzo, e inizia le sue cinque lezioni simultanee: "Bisogna essere organizzate e preparare il lavoro a casa, ma dà una grande soddisfazione - racconta -. I bambini si aiutano tra loro, sono molto uniti e fanno tante attività oltre alla normale didattica". E poi c'è la comunità, "che si stringe intorno a noi per qualsiasi iniziativa o idea. Partecipiamo anche a progetti con altre scuole, così i bimbi socializzano con i coetanei". Dopo tre anni in cattedra a Gurro, Katia non ha dubbi: "Scuola di montagna non significa isolamento. Offriamo le stesse possibilità delle sedi cittadine, i ragazzi crescono sereni e con un forte senso della comunità". Caratteristiche che ben conoscono le giovani coppie che hanno scelto di stabilirsi proprio a Gurro. Come Daniela Gagliardi, mamma di Manuel Bergamaschi (un anno e mezzo): "La scuola è fondamentale, per le famiglie che vogliono vivere qui. Abbiamo scelto Gurro proprio per questo e l'idea di dover portare i bimbi a Cannobio è improponibile, starebbero in giro tutto il giorno e oltretutto ci sarebbero altre spese da sostenere, come la mensa. Qui, invece, vengono a casa a mangiare e la famiglia è sempre a portata di mano". E aggiunge: "Tagliare il personale? E come si fa, i bambini si fanno lezione da soli?" Anche Stefania Zanone, madre della piccola Noemi Minoggio (nove mesi e mezzo), è preoccupata: "Vorrei riprendere il mio lavoro al Comune di Cossogno, ma come faccio se chiudono la scuola? Dovrei restare a casa o trasferirmi altrove e non voglio fare nessuna delle due cose. La montagna va aiutata, non messa ancor di più in difficoltà". Monica Bergamaschi, in braccio Ivan Patritti di 10 mesi, aggiunge un altro disagio: "Nessuna di noi ha la famiglia nelle vicinanze, ma con le elementari è come se ci fosse perché ci si aiuta a vicenda. Se il ministro la chiude Gurro muore". Sarebbe anche peggio per Azzurra Masoni, mamma di Martina (5 mesi) e Giorgia (2 anni e mezzo), originaria di Milano: "Ho scelto Gurro perché le mie figlie possono andare in giro senza pericoli e c'è sempre qualcuno che ti tende una mano. La maestra dell'asilo viene addirittura a prendere i bambini". In una delle aule della scuola, infatti, c'è anche il piccolo asilo privato (sostenuto dal Comune) con la maestra Luisa Porta, che le mamme autofinanziano con 75 euro al mese e varie iniziative: "Così chi vuole può lavorare, fare la spesa, andare a trovare i genitori. Tutte cose che non potremmo più fare". In questo angolo di valle Cannobina nessuna è disposta ad arrendersi: "Faremo tutto il possibile per la nostra scuola, siamo pronte ad andare a Roma. Meglio ancora, il ministro venga qui e provi sulla sua pelle cosa significa essere mamme di montagna".

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Alunni premiati per la Costituzione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

La parola ai lettori Alunni premiati per la Costituzione Lettere ed e-mail vanno inviate a:LA STAMPA REDAZIONE DI IMPERIA via Alfieri,10 - 18100 Imperia Fax: 0183 273.106 - e.mail: imperia@lastampa.it REDAZIONE DI SANREMO via Roma,176 - 18038 Sanremo Fax: 0184 500.765 - e.mail: sanremo@lastampa.it Preghiamo i lettori di essere sintetici. I testi privi di generalità, indirizzo e recapito telefonico non saranno pubblicati.Alla classe IV della Scuola Primaria di Borgo S. Moro, appartenente al nostro Circolo Didattico, è stato assegnato il 1° premio regionale e nazionale per la sezione Scuola Elementare nel concorso "A scuola di Costituzione", finalizzato a esplorare, praticare e imparare a "leggere" la Costituzione Italiana, promosso dal Cidi (Centro iniziativa Democratica Insegnanti) con l'Associazione Nazionale Magistrati e la Fondazione Lelio e Lisli Basso-Issoco, con la collaborazione del Liceo Ginnasio "Plauto" di Roma e con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il progetto premiato, "Educazione alla Legalità", ha impegnato 21 alunni in un percorso didattico centrato sulla conoscenza del Titolo I della Costituzione, guidati dalle insegnanti Enrica Fresia, Caterina Lungo Vaschetti e Angela Surico. Alunni e insegnanti hanno potuto recarsi a Roma, a ritirare il premio in Senato, anche grazie all'interessamento personale del sindaco di Imperia, Luigi Sappa, che pubblicamente ringraziamo. Grazie anche all'Anpi provinciale per l'importante riconoscimento che ha voluto attribuirci con una sentita lettera di attestato. DOTT.SSA ANNINA ELENA DIRIGENTE SCOLASTICO, IMPERIAUn padre e le "classi di inserimento" Mi permetto di intervenire nel dibattito sulla scuola con la mia piccola esperienza di genitore alle prese quotidianamente con i problemi di cui si parla, ma vivendoli dall'altra parte rispetto ad insegnanti e presidi. Sulla questione delle "classi di inserimento", direi che il problema dell'inserimento di un alunno che non parla italiano si pone nel momento del suo arrivo in Italia, quando - appunto - non parla italiano. È vero che impara velocemente (molto più velocemente di quanto i nostri figli imparino l'inglese) e che l'anno successivo il problema non esiste più, ma all'inizio è anche vero che crea una situazione di grande disagio nella classe, semplicemente perché rallenta il normale corso dell'apprendimento collettivo, costringendo compagni e insegnanti ad attenderlo. Un ragazzo albanese o marocchino di dieci anni, che nel suo Paese ha frequentato - mettiamo - una classe corrispondente alla nostra quarta elementare, da noi finisce nella classe corrispondente alla sua fascia d'età, ma non sapendo l'italiano ha grossi problemi. Qui non si tratta di inserimento nel sociale, nell'ambiente ecc. ma semplicemente di una questione di apprendimento. Non mi scandalizza quindi l'idea di istituire un percorso per aiutarlo. Lo definirei un percorso privilegiato. E non mi sembra proprio il caso di parlare di ghettizzazione. C'è poi il problema più grosso della riforma scolastica. Che il ministro si chiami Gelmini o si chiami Berlinguer non cambia molto, come dimostra l'esperienza, e come ha detto bene l'ex ministro della pubblica istruzione, Luigi Berlinguer, appunto: "Ai prof non va bene nessuna riforma, perché la scuola è stata per decenni il campo privilegiato di controversie ideologiche, e l'ideologia ha sempre prevalso sui contenuti educativi". Quanto agli studenti che vanno in piazza contro tutte le riforme mi permetterei di suggerire loro di protestare piuttosto perchè escono dal liceo senza sapere cos'è la battaglia di Waterloo, perchè non ci insegnano più il latino, perchè siamo uno dei pochi paesi in cui l'inglese fanno solo finta di insegnarlo, perchè abbiamo dei bagni che sembrano latrine, perchè si ritrovano a scrivere "qual è" con l'apostrofo, perchè troppi insegnanti sono inadeguati. I ragazzi che hanno frequentato un Erasmus in qualsiasi Paese europeo sanno queste cose molto bene, e sanno anche che è dalle piccole cose che si comincia. E che è anche la carta igienica in bagno a dare il grado di civiltà di un Paese. FRANCO BIANCHI IMPERIA.

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Ci vorrebbe classe (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-17 - pag: 18 autore: Ci vorrebbe classe Una scuola per ricchi e una per poveri, una per meridionali e una per padani, una per gialli e una per neri, e così via. Di discriminazione in discriminazione. Con un emendamento "celtico" alla riforma Gelmini, si differenziano le classi come si selezionano i rifiuti. Ogni categoria compressa nella propria aula, tutto in poche scuole, per poco tempo e con sempre meno operatori per il “trattamento”. Perché la scuola è inutile e costosa. A me, insegnante meridionale, piace la molteplicità, il confronto quotidiano tra diversi, l'onere di colmare le distanze, di investire nella crescita. Il piacere della sfida, con tutti i suoi rischi, certo. Ma senza la noia di quel piattume costituito da alunni omologati fuori e dentro. Gianfranco Pignatelli e-mail M i scuso per la franchezza, caro Pignatelli: ma la sua lettera mi pare un concentrato del malvezzo col quale troppo spesso da noi si discute della scuola. Molta ideologia, poca realtà. Ne viene fuori un quadro bislacco, in cui si fatica a riconoscere le cose per come stanno. Prendiamo quello che lei chiama "l'emendamento celtico", liquidato come xenofobo e razzista e che altri chiamano con altro nome, "classi di inserimento". In Francia – lo spiega bene il nostro giornale di ieri – esistono dagli anni 70 e a nessuno è mai venuto in mente di esecrarle. D'altra parte, se un ragazzo non conosce la lingua, francese o italiano che sia, metterlo a studiare insieme agli altri è pura finzione. Lui ne soffrirà, gli altri lo avvertiranno come un freno, e ti saluto la buona integrazione, che è poi la cosa che conta. Quindi, queste classi sono utili. Purché sia chiaro che sono una tappa limitata nel tempo: appena la padronanza della lingua sarà sufficiente, subito in mezzo agli altri nella normalità. I ragazzi degli immigrati sono qua per restare. La scuola e la lingua sono il primo passo. Di questo si deve discutere. L'esecrazione e i paradossi non servono a niente. - Inciviltà a Milano Domenica scorsa, alle 21,15 in via Pola a Milano (proprio di fronte alla sede della Regione) mentre camminavo a piedi sono stata colpita da un uovo marcio lanciato da alcuni ragazzi che viaggiavano su un'auto. Oltre allo spavento (un uovo lanciato a forte velocità ti colpisce come una pietra, prima di rompersi sulla tua gamba), alla puzza e all'incredulità (non siamo a Carnevale, e anche in quel periodo non giustificherei un gesto del genere), quello che mi è rimasto è un forte senso di amarezza: davvero i giovani di oggi sono così "bulli" e così disperati da essere costretti a gesti di tale inciviltà per trascorrere una domenica sera? In più mi chiedo: se questo accade nel centro di una città come Milano, dove di certo i divertimenti e le cose da fare non mancano, che cosa accade nelle periferie o nelle piccole città, dove mancano i cinema, i teatri, i luoghi di aggregazione? Siamo davvero giunti al punto in cui un gruppo di ragazzi ha bisogno di gettare uova marce ai passanti per riuscire a farsi una risata? Spero che la vicenda possa far nascere una riflessione seria e concreta sui giovani, forse ce n'è bisogno più di quanto non si creda. Lettera firmata Il presidente Assonime Nell'articolo "Migliorare il Paulson 2" apparso sul Sole 24 Ore di ieri è stato erroneamente indicato Stefano Micossi come presidente dell'Assonime, mentre ne è il direttore generale. Il presidente è Vittorio Mincato. Ce ne scusiamo con i lettori e gli interessati.

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Primo 'assaggio' dello sciopero (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

FANO pag. 19 Primo 'assaggio' dello sciopero SCUOLA UN BANCHETTO e tanti volantini. Così, domani mattina in corso Matteotti, le sigle sindacali della scuola di Cgil, Cisl, Uil e Snals vogliono sensibilizzare l'opinione pubblica sul vero contenuto della riforma Gelmini. In vista dello sciopero generale del prossimo 30 ottobre.

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I PIÙ AMATI (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 249 del 2008-10-17 pagina 10 I PIÙ AMATI di Redazione Sorpresa: i ministri più popolari del governo sono quelli finiti subito in trincea, ad affrontare "a testa bassa e pancia a terra" le emergenze più gravi. Come dire: non è vero che per convincere l'opinione pubblica basta raccontare qualche slogan in inglese: è decisamente meglio saper governare. Soprattutto nei momenti difficili. Giulio Tremonti, l'economista che già in campagna elettorale aveva annunciato il rischio di un nuovo '29. E il ministro che, quando la crisi puntualmente si è presentata, ha indicato all'Europa la strada da percorrere. Risultato: oggi il 63% degli italiani è con lui. Parola di un sondaggio pubblicato nientemeno che da Repubblica. Nel frattempo, Mariastella Gelmini si è messa in testa di sfidare la lobby dei sindacati per una riforma della scuola pensata prima di tutto per gli studenti. Certo, i ragazzi in piazza ci vanno sempre volentieri, ma i genitori hanno capito il valore dell'impresa: e in 30 giorni il ministro ha guadagnato il 4% dei consensi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ma che scivolata l'esame facile al Sud (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 249 del 2008-10-17 pagina 10 Ma che scivolata l'esame facile al Sud di Redazione Giusto reintrodurre il grembiule, il voto in condotta e l'educazione civica. Ottimo pretendere un po' di meritocrazia in scuole ridotte a promuovifici di massa. Ma se la lombarda Gelmini non avesse scelto, nel 2001, di fare l'Esame di Stato giù a Catanzaro, dove si sa che è più facile, saremmo ancora più d'accordo con lei. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il piano del governo (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 249 del 2008-10-17 pagina 9 Il piano del governo di Redazione ATENEI NUOVI "Volto nuovo per i nostri atenei", così il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini ha annunciato la riforma dell'università. Il ministro ha fatto notare che bisognerà attuare al più presto un risparmio sui costi. DISPERSIONE In Italia ci sono 5.500 corsi di laurea, 300 sedi distaccate, pari al 90 per cento della spesa corrente per un numero di laureati troppo basso rispetto alla media europea ed una dispersione del 50%. Sotto accusa anche il sistema di reclutamento ("troppi parenti negli atenei"), e la governance con "i rettori succubi" di ricatti. Poco merito dunque, e poco spazio per i ricercatori di valore, con nessuna università italiana fra le prime 100 nella classifica stilata dal Times. "Non sono segni di efficienza", osserva il ministro che dice basta ai finanziamenti a pioggia. I PRECARI Renato Brunetta ha intanto fatto sapere che "non per tutti i 2.000 ricercatori universitari, ci sarà possibilità di assunzione. I RISPARMI Dai risparmi che arriveranno dalla manovra in atto, il ministro conta di destinare due miliardi per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, accompagnato da un sistema "di scatti di carriera legati al merito". Quindi non alla logica dell'anzianità. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Gelmini più forte delle urla La tigre batte <la pantera> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 249 del 2008-10-17 pagina 10 Gelmini più forte delle urla La tigre batte "la pantera" di Francesca Angeli Sinistra e sindacati cercano di affossarla in tutti i modi, ma lei pensa solo agli studenti: le famiglie sono dalla sua parte da Roma Più cercano di buttarla giù con proteste e manifestazioni più lei sale nel gradimento dei cittadini. Proprio nei giorni in cui è stato proclamato lo sciopero generale e la sinistra richiama in piazza a protestare contro la riforma della scuola chiunque sia disponibile, compresi i poppanti nelle culle, i sondaggi implacabili continuano a registrare il segno più per Mariastella Gelmini. Ipr marketing per conto di Repubblica.it ha reso noto che la Gelmini è salita di ben 4 punti, dal 38 al 42 per cento nella fiducia degli italiani. Il giovane ministro della Pubblica Istruzione somiglia a quel bambolotto creato negli anni '60, quando lei non era neanche nata, che si chiamava Ercolino sempre in piedi. I sindacati, l'opposizione, alcuni maîtres-à-penser e molti esperti del settore hanno cominciato a massacrarla, in senso metaforico ovviamente, non appena ha messo piede al ministero. Prima ancora che si pronunciasse su alcunché l'avevano già bollata perché troppo giovane e del tutto estranea al mondo della scuola. Ma la Gelmini incassa, si rimette in piedi e va avanti per la sua strada: una linea di condotta che almeno nei confronti dell'opinione dei cittadini paga. Che la sua vita al ministero non sarebbe stata facile la Gelmini l'ha capito fin dal giorno dell'insediamento, quando a viale Trastevere è stata accolta dai Cobas che già manifestavano lungo la scalinata del palazzo del ministero. Da quel giorno le proteste non si sono mai placate ma il ministro si è seduta al tavolo, ha inforcato gli occhiali e non si è mai fermata. Di fronte al dilagare dei casi di bullismo e allo sgretolamento del principio dell'autorevolezza degli insegnanti la Gelmini ha ristabilito alcuni punti fermi. Il grembiule per fermare la rincorsa alla griffe fin dalle elementari e dare anche un senso di appartenenza ai bambini. Il giudizio sul comportamento e la valorizzazione dell'insegnamento dell'educazione civica. Punti semplici ed essenziali, accettati perché compresi subito dall'opinione pubblica nonostante alcuni abbiano fatto di tutto per ridicolizzarli. Il grembiule è diventato "il grembiulino" e c'è chi ha pensato di bruciarlo in piazza. Il voto di condotta un ritorno al libro Cuore e all'800 e non uno strumento per impegnare ogni singolo studente ad assumersi la responsabilità del proprio comportamento. Sul maestro unico alle elementari, che poi unico non sarà mai in nessuno caso, si è compattato il fronte sindacale certamente non per ragioni pedagogiche visto che le primarie funzionavano benissimo anche quando in classe l'insegnante era uno solo. E allora le classi arrivavano anche a 40 alunni. Le ragioni sono occupazionali e dunque certamente rispettabilissime ma la Gelmini non viene accusata di voler ridurre progressivamente il numero degli insegnanti con il blocco del turn over, come sarà nei fatti, ma invece di "attentare all'istituzione della scuola pubblica". E così da settimane in moltissime scuole italiane è partito un tam tam fra sindacati e insegnanti che durante le riunioni di scuola invece di parlare ai genitori di programmi e gite scolastiche spiegano loro che se passerà la riforma Gelmini in sostanza la scuola italiana si dissolverà nel nulla. Almeno per il momento, però, non sono riusciti a convincere tutti, visto il risultato dei sondaggi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Viaggio negli atenei (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 249 del 2008-10-17 pagina 8 viaggio negli atenei di Diana Alfieri A leggere i giornali, certi giornali, negli atenei italiani siamo ai sacchetti di sabbia davanti alle aule. Piena guerriglia anti Gelmini, insomma. Fioccano le rivendicazioni di occupazioni da parte di movimenti studenteschi a Milano, Pavia, Parma, Firenze, Bari, Torino, Roma. E puntualmente trovano eco. Ma non conferma: basta un giro delle università per scoprire come stanno davvero le cose. Altro che sommossa generale degli studenti. I movimenti sono in subbuglio, ma le loro manifestazioni sono affollate come uffici pubblici alla domenica. E, soprattutto, non c'è traccia di occupazioni. Alla Statale di Milano, ad esempio, la protesta ha riguardato una cinquantina di studenti al massimo: "Il nostro ateneo non è stato occupato neanche per un momento da quando è iniziata la protesta - spiega una funzionaria -. Manifestazioni ci sono state, sì, ma in chiave del tutto pacifica. I ragazzi, che fra l'altro venivano quasi tutti da altre università, come Bicocca e Politecnico, hanno semplicemente chiesto di parlare con il rettore per esporre le loro ragioni, cosa che è avvenuta in un clima di dialogo". Agli studenti è stato anche accordato di intervenire all'assemblea del Senato accademico, la settimana prossima. "Ho appreso dell'occupazione della Statale dai giornali e telegiornale - dice -, e confesso che sono rimasta perplessa. Sono stata in università tutti i giorni questa settimana e non ho visto nulla di tutto ciò". Situazione non dissimile a Pavia: poche decine di studenti, che hanno manifestato il proprio dissenso senza alcuna occupazione e senza che le lezioni subissero interruzioni: "Da noi c'è stata solo una manifestazione venerdì scorso - spiega la docente Grazia Bruttocao -, poi più nulla. I ragazzi sono arrabbiati, questo è vero: ma avranno modo di spiegare le loro ragioni davanti al Senato accademico, non appena si riunirà". Il dissenso, insomma, nelle università c'è, ma riguarda i soliti movimenti, sempre quelli, coadiuvati sempre dagli stessi docenti e ricercatori (in particolare quelli precari) e persino qualche rettore. Come quello di Pisa che ha cancellato l'inaugurazione dell'anno accademico. Quello che non si vede è il clima di guerriglia rilevato invece da molti giornali. Con poche eccezioni, fra le quali Il Riformista, che ha raccolto le perplessità di Mario Ricciardi, docente di teoria generale del diritto alla Statale di Milano. Il prof ha letto dell'occupazione dell'ateneo dove insegna sui quotidiani, ed è rimasto perplesso: non tanto sulla veridicità del racconto, "ma sull'entità dell'episodio. L'altro ieri, infatti - dice - anche io ero in università e non mi sono accorto di nulla" La settimana è stata forse un po' più movimentata a Firenze, ma siamo sempre lontani dalla rivolta della quale parlano i media: come l'Unità, che titolava ieri "Da Milano a Roma proteste a valanga". "È stato occupato un edificio della facoltà di Fisica a Sesto Fiorentino - racconta Alessio Paoli, dell'associazione Studenti per la libertà -, e un altro a Novoli, a Scienze sociali. Ma gli aderenti alla protesta non superano il centinaio: tutti gli altri hanno fatto lezione normalmente, e anzi stanno raccogliendo firme per farli smettere, visto che fra l'altro si avvicina la sessione d'esame". Dalla Sapienza di Roma - dove è durato pochi minuti il blitz alla stazione Termini con il blocco dei treni, e dove è in progetto per oggi l'occupazione della facoltà di Lettere - tanto per cambiare smentiscono ogni notizia di rivolta: "Gruppi di studenti hanno protestato con picchetti e manifestazioni - fanno sapere -, ma le lezioni sono andate avanti regolarmente". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scuole, dal Novarese primi "no" al Governo (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

DA OGGI.DOPO ASSEMBLEA AFFOLLATA Scuole, dal Novarese primi "no" al Governo Circa quaranta le sedi di classi che rischiano di scomparire [FIRMA]MAERCELLO GIORDANI NOVARA Parte oggi la protesta contro i decreti del Governo che prevedono tagli nella scuola. Il sindacato ha già svolto una serie di assemblee con le famiglie sui problemi della riduzione degli orari. Si è tenuto in via Cacciapiatti, nella palestra della scuola Bollini, un incontro molto affollata al quale hanno preso parte soprattutto i genitori dei bambini delle scuole d'infanzia e di elementari. All'assemblea, introdotta dal presidente di circolo Aldo Sebastiani, hanno preso parte Luigi Nunziata, segretario provinciale Cgil Scuola, e Antonio Saladino, di Cisl Scuola, che hanno preannunciato come per la scuola novarese siano in arrivo tagli e dimensionamenti. "Il decreto prevede che le scuole con meno di 50 allievi chiudano, e ne abbiamo una quarantina in provincia, con i disagi che questo comporterà. Ma il problema riguarda anche - hanno detto i sindacalisti - la riduzione dell'orario alla scuola dell'infanzia e alla primaria, oltre alla figura del maestro unico. Questi provvedimenti significheranno che le famiglie dovranno rivedere il loro tempo per i figli, o accollarsi costi maggiori, ma anche che verranno persi in provincia molti posti di lavoro. I primi a saltare saranno i posti dei precari, che oggi sono impiegati, sono circa duecento, soprattutto sui posti di sostegno". I genitori hanno espresso grande preoccupazione ed hanno annunciato che spediranno in quiesti giorni una serie di e-mail al Presidente della Repubblica perchè non firmi il decreto sulla scuola. Contro i provvedimenti in campo scolastico, ma anche contro la politica generale del Governo, i Cobas, i sindacati di base, hanno indetto per oggi uno sciopero generale di 24 ore, che riguarderà tutte le categorie. A Roma si terrà la manifestazione nazionale, dalle 10, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo in piazza San Giovanni. Domani si terrà a Novara, in piazza Matteotti, un presidio organizzato da Cgil, Cisl, Snals, Gilda. La manifestazione si svolgerà dalle 10 alle 12, e i rappresentanti sindacali e una delegazione di genitori porteranno al Prefetto le firme raccolte tra le famiglie contro il decreto legge del Ministro Gelmini.

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Scuole, cortei in tutta Italia (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nella capitale manifestazione anche contro la politica economica del governo Studenti e insegnanti contro il governo Migliaia in piazza a Roma e Milano Cori e slogan contro la Gelmini e Brunetta: proteste contro la riforma della scuola e i tagli all'Università (Infophoto) ROMA - "Siamo 300 mila". Lo affermano gli organizzatori del corteo organizzato a Roma dai Cobas e Rdb contro la politica economica del governo. La manifestazione al momento sta sfilando ancora per le strade della Capitale e la testa è in arrivo a piazza San Giovanni. Lo spezzone 'dedicato' alla scuola è il più colorato, chiassoso e allegro. Ad aprire il lungo spezzone, dietro lo striscione 'No alla distruzione della scuola' firmato dal Popolo della scuola pubblica, tanti bambini, genitori, insegnanti con fischietti, magliette colorate che affermano che "il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Gli altoparlanti, oltre a spiegare le motivazioni della protesta, lanciano slogan contro il ministro dell'Istruzione, università e ricerca. Sulla musica di una canzone di protesta delle mondine, i manifestanti protestano contro l'aumento del numero degli alunni per classe: "Se 20 alunni vi sembran pochi, provate voi ad insegnare. Così vedrete la differenza tra insegnare e comandare". E ancora: "Per la Stellina la scuola va in rovina, la classe traballa e nessun resta a galla". UNIVERSITA' - Molti anche gli striscioni legati all'università e alla ricerca. Settori anche questi, denunciano gli studenti, gravemente colpiti dai tagli (leggi la lettera-denuncia di una studentessa di Pisa). Tra i manifestanti c'è anche un gruppo di vigili del fuoco che trasportano una barella sulla quale è adagiato un manichino che ha sulle spalle una foto del ministro Brunetta che gli succhia il sangue. "Siamo qui oggi - spiega Giovanni Muccarino, coordinatore nazionale dei vigili del fuoco Rdv - perchè vogliamo la stabilizzazione dei precari e salari più dignitosi". A MILANO - Manifestazioni contro la riforma Gelmini e contro i tagli all'Università anche a Milano. Insegnanti e genitori della Rete Scuole hanno atteso il lungo corteo degli studenti in corso di Porta Romana. Accolti con un lungo applauso, i giovani hanno salutato l'altra parte della manifestazione: "Ragazzi salutate i nostri professori e tutti insieme combattiamo il DL Gelmini". Il lungo corteo, ora unitario e formato da diverse migliaia di persone, procede verso il Provveditorato agli Studi in via Ripamonti dove si concluderà la manifestazione. stampa |.

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Luserna, bimbi e nonni a occupare la scuola (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

La storia E' stato il punto di coordinamento per la valle LA DECANA Nella notte bianca per protestare contro la riforma Luserna, bimbi e nonni a occupare la scuola ANTONIO GIAIMO Si è unita alle colleghe la maestra Gloria per 30 anni fra i banchi LUSERNA L'album delle firme inizia così: "Ore 17 bambini e bambine che si agitano sparsi per il cortile". Serve a ricordare un evento importante, posato su un banco all'ingresso della scuola materna e elementare di Luserna San Giovanni. Ventiquattro ore dopo gli stessi bambini sono ancora lì, intorno al fuoco, dove nonni e genitori stanno preparando le caldarroste. Per loro è stato il giorno di scuola più lungo, mercoledì pomeriggio al suono della campanella non sono corsi incontro ai loro genitori, ma è accaduto il contrario: sono stati i papà e le mamme ad entrare nella scuola, dove hanno dormito nei sacchi a pelo. "L'abbiamo occupata per manifestare contro la riforma Gelmini", dice una mamma, Manuela Masini. Aggiunge Sandra Pasquet, da 18 anni insegnante in questa scuola: "Rischiamo di buttare alle ortiche tutto ciò in cui si è creduto, non ci arrenderemo". Questa piccola scuola frazionale, 85 scolari alle elementari e 45 bambini alle materne, durante la notte bianca è diventata il punto di ritrovo e coordinamento della protesta dei genitori di tutta la valle. Aggiunge un papà, Pier Giovanni Alberto: "Alla notte bianca a scuola hanno partecipato anche altri genitori di Bobbio, Villar e Torre Pellice. E per dare vita ad un momento di dibattito e di riflessione sul futuro della scuola sono rimaste tutta la notte anche alcune maestre". Non senza un pizzico di commozione è ritornata per unirsi alla protesta anche la maestra Gloria, lì ha insegnato ai bambini a scrivere e a leggere per 30 anni. "Oggi sono una nonna, ma quando leggo sui giornali provvedimenti che vogliono cancellare le nostre conquiste, allora non ci sto a restare a casa e vengo qui, perché è fra questi banchi, con le mie colleghe, che abbiamo sperimentato il tempo pieno, la compresenza, l'obbligatorietà delle lezioni pomeridiane. Ora si rischia di andare indietro di trent'anni. Io le riforme le ho vissute, e so in che modo la scuola elementare italiana è diventata la migliore d'Europa. Il grembiulino, il cinque in condotta, sono soluzioni che mi fanno sorridere". Concordi con la decana delle maestre le colleghe: "La preparazione che dobbiamo offrire ai nostri scolari è fondamentale per il loro futuro scolastico - dice Cristina Maletto - e qui invece si parla solo di un taglio di organico e di una drastica riduzione delle ore di lezione. Siamo confortati dal fatto che in momenti come questo ci siano al nostro fianco le famiglie dei nostri scolari".

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LA SCRIVANIA DELLA GELMINI SPOLVERATA DUE VOLTE AL GIORNO (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 247, pag. 6 del 17/10/2008 Autore: Emilio Gioventù Visualizza la pagina in PDF     LA SCRIVANIA DELLA GELMINI SPOLVERATA DUE VOLTE AL GIORNO Grandi pulizie al ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Il dicastero di viale Trastevere ha indetto un bando di gara da 4.258.046,52 per servizi di pulizia e disinfestazione. Gli aspiranti "Mastrolindo" devono garantire la pulizia di uffi ci e servizi igienici, anche nelle sedi distaccate. Ma una cosa non devono assolutamente tralasciare: la pulizia due volte al giorno della stanza del ministro Mariastella Gelmini. Non soltanto, gli inservienti con cadenza bigiornaliera devono anche spazzare il pavimento, svuotare cestini e portacenere, spolverare gli arredi, ovvero la scrivania del ministro, eliminare ditate su maniglie e vetri, battere lo zerbino, passare la cera e "disinfestare con idoneo prodotto tutti gli apparecchi telefonici e similari". Stesso trattamento riservato ai sottosegretari, dirigenti generali e capi di gabinetto.

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Accorpamenti, è scontro tra Regioni e governo (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 17-10-2008 scuola Accorpamenti, è scontro tra Regioni e governo DA MILANO ENRICO LENZI O ra sulla scuola è scontro aperto tra governo e Regioni. "È inaccettabile ha denunciato Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell'Emilia Romagna che siamo venuti a conoscenza delle disposizioni sul dimensionamento della rete scolastica solo leggendo il testo del decreto 154, che peraltro riguarda la sanità". E alla protesta verbale sono seguiti i fatti: o il governo elimina l'articolo in cui si minaccia il commissariamento delle Regioni inadempienti nel ridimensionamento delle scuole, o le Regioni non si presentaranno al tavolo con il governo. E così il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, consultata la collega della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, ha preferito far slittare la riunione a data da destinarsi, "per approfondire e per non entrare nel merito, evitando quindi i contrasti " ha commentato Fitto. Da parte sua la Gelmini ha ricordato che dal '98 è disatteso "un decreto che parla di parametri che vanno a dimensionare gli istituti scolastici. Comprendo la posizione legittima delle Regioni ma comprendo e condivido anche la posizione del ministro Tremonti che si domanda come utilizzare meglio i soldi dei contribuenti ". Fermo sulle proprie posizioni il governatore Errani: "Il governo ha risposto che ha bisogno di tempo e ho visto il ministro Fitto impegnato a mantenere il dialogo per risolvere la questione. Comunque la Conferenza unificata non si farà finché questa questione non viene risolta ". Una soluzione auspicata anche dal presidente delll'Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti montani (Uncem) Enrico Borghi, che esprime solidarietà alle Regioni, mentre la Regione Sardegna ha deciso di impugnare la normativa contestata davanti alla Corte Costituzionale. La "tregua armata" con le Regioni, ha fatto da burrascosa vigilia della giornata di sciopero e mobilitazione promosso dai Cobas della scuola, a cui hanno dato la propria adesione anche Rifondazione e i Comunisti italiani. Un primo assaggio della protesta, in attesa dello sciopero generale dei Confederali, Snals e Gilda previsto per il 30. Manifestazione che sarà "vigorosa" promette il leader della Cisl Raffaele Bonanni, perché "il governo deve accettare di portare modifiche al decreto 133", quello che introduce il maestro unico, il voto in condotta, il ritorno dei voti, l'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione. Un provvedimento che il premier Berlusconi è tornato a difendere, denunciando "falsità sul tempo pieno che non verrà tolto, ma, con il maestro unico, sarà aumentato del 50-60%". Parole, pronunciate a margine del vertice europeo di Bruxelles, per "tranquillizzare le mamme e i papà che sono nell'incertezza". "È una bugia contrattacca il leader della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo : come potrà farlo visto che diminuirà il personale a disposizione, mentre le ore dovrebbero restare invariate". In difesa delle classi con poche alunni si schiera l'ex ministro pd Giuseppe Fioroni: "Non sono un lusso, ma sono per la gran parte classi elementari in sedi montane, di piccole isole o disagiate". Non si placano neppure le polemiche sulle classe di inserimento per gli studenti stranieri che non sanno l'italiano contenute in una mozione della Lega. "Un errore separarli dai compagni italiani " dice il segretario confederale Uil, Guglielmo Loy. "Una cosa inaccettabile" aggiunge l'assessore regionale all'Istruzione del Lazio Silvia Costa, mentre il Codacons preannuncia un ricorso contro il decreto Gelmini. "Nessun ritorno alle classi differenziate replica il presidente della Camera Gianfranco Fini , ma di un aiuto ai bimbi che non sanno l'italiano con un impegno intensivo. Impostato così, si tratta non solo di un ragionamento condivisibile, ma di una decisione che favorisce l'integrazione, tutt'altro che xenofoba e razzista ". Ma le proteste sono destinate a proseguire, sia nella scuola sia in alcune università. Enti locali: via dal decreto la minaccia di commissariamento per chi non ottempera alla disposizione relativa al ridimensionamento delle classi. Confermato lo sciopero del 30 ottobre.

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Comitato genitori di Alba promuove una petizione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Famiglie penalizzate. Non tutte possono permettersi la baby sitter necessaria senza il tempo prolungato Accorpamenti. Nelle 24 dirigenze dove Elementari e Medie insieme non hanno abbastanza studenti Lo slogan "Con la testa dei nostri figli non si risparmia" [FIRMA]ISOTTA CAROSSO ALBA "Con la testa dei nostri figli non si fa economia". È lo slogan che il "Comitato genitori Alba per la difesa della scuola pubblica" ha scelto per sensibilizzare la popolazion ed invitarla a discutere il problema sollevato dalla riforma Gelmini. Alla prima riunione ufficiale del Comitato, nei giorni scorsi alla scuola elementare Umberto Sacco, ci sono già state 150 adesioni. Il Comitato si è costituito ufficialmente e ha designato un gruppo di una ventina di persone per coordinare le diverse iniziative. "In questo decreto non vediamo una riforma scolastica con alle spalle un progetto educativo preciso - dice Patrizia Scanu, promotrice del Comitato e insegnate albese -, ma piuttosto l'esigenza di risparmiare otto miliardi. Proposte come il maestro unico sono un ritorno indietro, buttano a mare vent'anni di sperimentazione pedagogica". "Non si possono effettuare tagli su ciò che funziona - prosegue la rappresentante del Comitato -. La scuola materna italiana è la migliore al mondo e la Elementare ai primi cinque posti delle classifiche internazionali". Il gruppo si è dato appuntamento a mercoledì prossimo, alle 21, nel salone della scuola elementare di via fratelli Ambrogio (ingresso da via Liberazione, dal cortile della mensa comunale) per un'assemblea aperta a genitori, studenti e docenti della scuola media e superiore. Oggetto dell'incontro i documenti di legge sui tagli alla scuola secondaria e la promozione di iniziative a difesa della qualità dell'istruzione. Procede anche la raccolta di firme per chiedere all'amministrazione un Consiglio comunale aperto e la petizione contro il ministro Gelmini. I genitori albesi inoltre parteciperanno alle manifestazioni organizzate in occasione dello sciopero generale della scuola indetto il 30 ottobre. "Ci coordineremo con i comitati di docenti e degli studenti sia a livello locale che provinciale - dice ancora Scanu - e soprattutto cercheremo di far circolare il più possibile le informazioni. Le prime domande e i primi dubbi sulla riforma saltano subito agli occhi leggendo i documenti ufficiali". E' attiva una mail comitatogenitorialba@hotmail.it dove è possibile chiedere tutta la documentazione ed essere aggiornati sugli eventi in programma. "Un'altra tappa fondamentale della nostra protesta - conclude Scanu - passerà per il coinvolgimento dei politici della maggioranza di governo e degli amministratori locali".

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Tutti in coda per protestare contro la riforma (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Simbolo SCUOLA Tutti in coda per protestare contro la riforma Coccarde "anti-Gelmini" GOVERNO CONTESTATO "Tagli". Col ritorno al maestro unico la Granda avrà nei prossimi tre anni seicento insegnanti in meno Ad accogliere le assemblee serali a Cuneo non sono bastate le sale della Provincia [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO La scuola della Granda è in rivolta contro la riforma voluta dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: l'altra sera ci sono volute tre sale a Cuneo (le due del Centro incontri di corso Dante e la palestra dell'Istituto Bonelli) per contenere le 650 persone accorse alla serata organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Gilda. Snals non ha preso parte alla manifestazione. "Siamo un sidacato autonomo e vogliamo evitare qualsiasi connotazione politica - spiega Graziella Dogliani, segretario provinciale - insieme agli altri, però, portiamo avanti la lotta contro questo disastro". "Disastro" è la definizione che usano spesso insegnanti e genitori per sintetizzare i provvedimenti previsti dalla riforma: maestro unico alle Elementari, in tre anni 6.000 docenti in meno in Piemonte (almeno 600 nella Granda, 170 già quest'anno), più ragazzi per ogni classe, riduzione del tempo scuola per tutti gli ordini (25 ore nella scuola dell'infanzia, 24 alla Primaria, 29 alle Medie e 30 alle Superiori dalle 30 per licei). "Addirittura ci saranno meno compresenze di laboratorio negli istituti tecnici - dice Attilio Varengo della Cisl -. Se l'obiettivo è risparmiare migliorando la qualità, perché la scure si abbatte su scuola dell'infanzia e primaria che sono ai vertici mondiali per efficienza? Nessuno ha pensato di interpellare i sindacati: ci sono sacche di spreco che si possono individuare affrontando seriamente la questione, senza tagli indiscriminati". "Non c'è alcun progetto pedagogico di base - protesta Danila Bedino della Cgil - così i precari rischiano di dover definitivamente abbandonare le velleità di lavorare nella scuola, i docenti in ruolo potranno essere spostati e impiegati in classi di concorso diverse da quelle per cui hanno avuto l'abilitazione mentre le famiglie dovranno rivoluzionare la loro organizzazione". Senza tempo prolungato, molti papà e mamme temono di dover pagare una baby sitter, altri non se lo possono permettere, ma neppure possono lasciare il lavoro. Nonni e zii non sempre sono disponibili. Il problema non è sentito solo nelle grandi città, ma anche nei piccoli paesi. Adriano Favole è un papà di Trinità. Insieme ad altri "colleghi" ha avviato una raccolta firme. "Con più alunni per classe e meno maestri e insegnanti, che servizio darà la scuola? - chiede Favole - Spariranno anche gli specialisti, così la Primaria rimarrà senza lingua". Ma a sparire potrebbero essere soprattutto le scuole più piccole, quelle che non arrivano a 50 iscritti: quasi tutte quelle di montagna, o anche le elementari di Salmour, di Lequio Tanaro, alcune a Moretta e in altre aree di pianura. Sono 24 invece le dirigenze che rischiano di essere accorpate, dove l'istituto comprensivo (Elementari e Medie insieme) non raggiunge i 600 alunni in totale. "Ci sono altri modi per risparmiare, ma il ministro non ci ascolta - riprende la Dogliani - gli insegnanti con quarant'anni di servizio devono andare in pensione e senza adottare il maestro unico basta sfruttare le ore residue per la supplenza". "Finora il modello prevedeva 3 insegnanti su 2 classi e, nel tempo prolungato, 2 insegnati per classe - dice Claudia Rossi, maestra del I Circolo a Cuneo -: come in famiglia, con due persone di riferimento. Ho alle spalle tanti anni di lavoro, sono stata io stessa una maestra unica. Per fortuna le cose sono cambiate, e proprio adesso che cominciavano a funzionare si vuole tornare indietro". I sindacati avevano già riunito 250 persone ad Alba e 180 a Peveragno. Stanno preparando altri incontri, ma dappertutto stanno nascendo comitati spontanei genitori-insegnanti che, allo stesso modo, hanno programmato riunioni informative: lunedì sera si incontreranno al teatro Salomone di Cherasco, il 23 a Fossano nella sala "Brut e Bon". Intanto oggi i Cobas hanno indetto un primo sciopero, cui seguirà quello del 30 ottobre organizzato dagli altri sindacati. Una coccarda nera con tanto di nastrino viola: l'hanno indossata l'altra sera le maestre della direzione didattica del I Circolo di Cuneo. "Non è un segno politico, ma un modo di manifestare la nostra grande amarezza - dice Cori Einaudi, insegnante -. Continueremo a portarlo anche durante le lezioni e lo stesso presto faranno altre colleghe di altri istituti. Siamo profondamente deluse: senza avere alcuna progettualità concreta, si è scelto di tornare indietro al maestro unico, come se la nostaglia assicurasse efficienza e modernità".\.

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Scuola e università, cortei in tutt'Italia (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nella capitale manifestazione anche contro la politica economica dell'esecutivo Studenti e insegnanti contro il governo Migliaia in piazza a Roma e Milano Cori e slogan contro la Gelmini e Brunetta: proteste per la riforma della scuola e i tagli all'Università (Infophoto) ROMA - "Siamo più di 500 mila". Esultano gli organizzatori del corteo di Roma contro la politica economica del governo e la riforma della scuola. Una partecipazione "senza precedenti", ha sottolineato il portavoce dei Cobas, Piero Bernocchi. Numeri a parte - che saranno destinati al consueto balletto di cifre - la partecipazione appare comunque massiccia. Lo spezzone 'dedicato' alla scuola era il più colorato, chiassoso e allegro. Dietro lo striscione 'No alla distruzione della scuola' firmato dal Popolo della scuola pubblica, c'erano bambini, genitori, insegnanti con fischietti, magliette colorate che scandivano: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Gli altoparlanti, oltre a spiegare le motivazioni della protesta, lanciavano slogan contro il ministro dell'Istruzione. In particolare, i manifestanti protestavano contro l'aumento del numero degli alunni per classe: "Se 20 alunni vi sembran pochi, provate voi ad insegnare. Così vedrete la differenza tra insegnare e comandare". E ancora: "Per la Stellina la scuola va in rovina, la classe traballa e nessuno resta a galla". UNIVERSITÀ - Molti anche gli striscioni dedicati all'Università e alla ricerca. Settori anche questi, denunciano gli studenti e i professori, gravemente colpiti dai tagli del governo (leggi la lettera-denuncia di una studentessa di Pisa). Tra i manifestanti c'era anche un gruppo di vigili del fuoco che trasportano una barella sulla quale era adagiato un manichino che ha sulle spalle una foto del ministro Brunetta che gli succhia il sangue. "Siamo qui oggi - ha spiegato Giovanni Muccarino, coordinatore nazionale dei vigili del fuoco Rdv - perché vogliamo la stabilizzazione dei precari e salari più dignitosi". Dopo l'arrivo della manifestazione in piazza San Giovanni, gli studenti medi e universitari hanno deciso di lasciare il corteo dei sindacati di base per dirigersi sotto il ministero dell'Istruzione in viale Trastevere per "gridare al ministro il no alla riforma". A MILANO - Manifestazioni contro la riforma Gelmini e contro i tagli all'Università anche a Milano (qui l'articolo del Corriere della Sera - Milano | qui le foto) e in altre città italiane, da Torino a Palermo. Nel capoluogo lombardo insegnanti e genitori della "Rete Scuole" hanno atteso il lungo corteo degli studenti in corso di Porta Romana. Accolti con un lungo applauso, i giovani hanno salutato l'altra parte della manifestazione: "Ragazzi salutate i nostri professori e tutti insieme combattiamo il decreto Gelmini". Il lungo corteo è arrivato davanti al Provveditorato agli Studi in via Ripamonti. Qui i manifestanti hanno trovato ad attenderli uno schieramento di forze dell'ordine. Situazione abbastanza tranquilla, a parte qualche scritta sui muri e il lancio di 5-6 uova e di un petardo. Una delegazione di "Rete Scuole" composta da una decina di persone tra genitori e insegnanti è stata poi ricevuta nell'Ufficio scolastico regionale dal dirigente provinciale Antonio Lupacchini. Alla manifestazione hanno partecipato trentamila persone secondo gli organizzatori, circa un terzo secondo il dato fornito dalla Questura. stampa |.

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Disagi nei trasporti, cortei per la scuola. Gelmini: disinformati (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 249 del 2008-10-17 pagina 0 Disagi nei trasporti, cortei per la scuola. Gelmini: disinformati di Redazione I Cobas a Roma: "Siamo 350mila". Disagi nelle grandi città. Manifestazioni nella scuola contro la riforma Gelmini: migliaia di studenti in piazza. "Okkupazioni" e proteste: dì la tua. Questi gli stop nei trasporti: Fs dalle 9 alle 17, aerei dalle 10 alle 18, traghetti dalle 8 alle 16 Milano - "Non li capisco". Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha detto oggi di non riuscire a comprendere le ragioni di chi protesta contro la sua riforma scolastica e oggi è sceso in piazza a manifestare. "Le ragioni della protesta francamente non le comprendo, e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza non hanno letto il provvedimento", ha detto il ministro, intervenendo al telefono alla trasmissione tv Panorama del Giorno. I trasporti Sono soprattutto le grandi città a risentire della giornata degli scioperi indetti dai sindacati di base. I bus fermi e soprattutto i cortei stanno creando disagi nella circolazione soprattutto a Roma e a Milano. A Torino è ferma la metro. Traffico in tilt anche a Palermo. Per i leader dei sindacati di base "l'adesione allo sciopero è enorme". Per quanto riguarda i trasporti al momento risulterebbero comunque regolari i voli a Fiumicino e anche i collegamenti ferroviari dall'aeroporto alla città. "è caotica", a detta della polizia municipale, la situazione dei trasporti a Milano, il cui sciopero si sovrappone a quello più generale che riguarda diversi settori e si esprime in tre cortei nel centro città. A Torino lo sciopero dei sindacati di base ha bloccato la metropolitana. Secondo le organizzazioni che hanno indetto la protesta, l'adesione è superiore al 70-80% tra gli autisti di bus e tram. Per l'azienda torinese di trasporti Gtt la partecipazione è intorno al 35%. I sindacati attendono anche un'alta adesione allo sciopero in Toscana. Traffico in tilt anche a Palermo per il corteo dello Slai Cobas. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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[FIRMA]GIOVANNA FAVRO Elena Berrone, 32 anni. Laurea in Biotecnologie, master, e dottorato di ric (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Erca. Risultato di tanti anni di studio? Precariato a gogo, stipendio da fame, garanzie per il futuro zero, e fuga all'estero già programmata. "Andrò ad Harvard. Ho già predisposto tutto. In Italia in fatto di ricerca scientifica si gioca, lì fanno sul serio. Se sei bravo ti assumono e ti pagano. Sono stufa di contrattini che scadono ogni 3-6 mesi, senza che mai si sappia se ne firmerai un altro". E' una delle voci di medici e ricercatori precari che ieri hanno protestato davanti alle Molinette, tra gli sguardi sconcertati di chi vedeva reggere gli striscioni a gente con i camici bianchi. Il presidio s'è trasformato in corteo che s'è diretto al polo delle Biotecnologie in via Nizza 52. Hanno indetto la protesta Cgil, Cisl e Uil con la Rete nazionale ricercatori precari, che hanno dato voce a chi, di solito, voce non ha: giovani che lavorano a termine nei laboratori per pochi soldi e quasi sempre senza mutua, ferie, maternità. Protestano contro la Gelmini, contro la legge 133 che taglia il turnover e i fondi agli atenei, e contro il provvedimento di Brunetta che impedisce di regolarizzare i precari. Le stesse norme contro cui giorni fa hanno protestato all'Inrim, contro cui c'è il campeggio-occupazione al campus universitario di Grugliasco, si sono fatte lezioni per strada e si annunciano nuove iniziative, a cominciare dall'occupazione di Fisica prevista da lunedì. Ieri davanti alle Molinette c'era gente come Simone Giordanengo, dell'Infn, ricercatore di fisica medica precario da 4 anni al Centro nazionale di "adroterapia", nuova e promettente arma contro il cancro. Vicino a lui Rino Lamonaca ed Ernesto Filoni della Flc-Cgil, e Andrea Merlone dell'Inrim. E la precaria a 1300 euro al mese Maria Graziella Catalano, 41 anni, laurea in medicina, specializzata in Gastroenterologia, alle spalle il dottorato in patologia sperimentale e due anni in Canada a combattere i tumori. O Antonella Trombetta, 38 anni (biologa, master e dottorato nel curriculum), che lavora sulle staminali. E poi Paola Milla, Valentina Barrera, e altri scienziati più o meno giovani che di vite precarie non ne possono più. Tra tante storie fosche, da Roma ieri è arrivata una buona notizia. La Regione - l'assessore Andrea Bairati - ha firmato un accordo a favore dei ricercatori con il Cnr, l'Inrim, l'Infn e l'Enea. Punta a contenere la fuga dei cervelli, favorire rientri dall'estero e attrarre da altri paesi gli scienziati migliori stanziando fondi per assegni biennali fra 22 mila e 30 mila euro (da 35 mila a 37 mila per visiting professor e ricercatori stranieri). Si promette di stanziare 25 milioni, e di metterne in moto 40 in tre anni. Certo: si finanzia nuovo precariato; ma si tratta pur sempre di soldi, e non pochi. Manna, in stagioni di tagli.

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Acquesi "ribelli" al ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. PROTESTA Acquesi "ribelli" al ministro Gelmini Anche ad Acqui e nell'Acquese levata di scudi contro il ministro Gelmini. Centocinquanta genitori e insegnanti di Acqui, Morsasco, Visone e Cartosio si sono riuniti in assemblea per discutere gli ultimi provvedimenti del governo, varati e in preparazione, e per organizzare la mobilitazione. "Il successo della manifestazione del 4 ottobre a Torino, a cui hanno aderito 40 mila partecipanti, dimostra la volontà di insegnanti, genitori e cittadini di difendere una scuola pubblica di qualità per tutti in modo unito e trasversale, spiegano i promotori dell'iniziativa". Al termine della discussione l'assemblea ha sintetizzato i propri orientamenti, tra i quali la richiesta di ritiro di tutti i ridimensionamenti ipotizzati oltre a una ferma contrarietà all'ipotesi di istituzione del cosiddetto "maestro unico", oltre a possibili tagli per le scuole di ogni ordine e grado. In particolare, per quanto riguarda la scuola dell'infanzia si chiede il mantenimento dell'attuale organizzazione che prevede orari pomeridiani e la titolarità di due insegnanti. Preoccupazione è stata espressa per la salvaguardia dei plessi scolastici che contano meno di 50 alunni. "Chiediamo di sostenere lo sciopero generale del 30 ottobre: come insegnanti con l'adesione in massa e come genitori approvandolo ed essendo consapevoli che i disagi di oggi non sono nulla in confronto a ciò che si prepara per domani" hanno sottolineato i partecipanti all'assemblea. Inoltre è stato deciso di dare il via a una raccolta firme a sostegno delle richieste formulate.

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I Cobas: "Bisogna tornare in piazza per salvare la scuola" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

PROTESTA.OGGI MANIFESTAZIONE A ROMA Il 30 ottobre nuova manifestazione a cui aderiscono anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil I Cobas: "Bisogna tornare in piazza per salvare la scuola" Contro la Gelmini e le proposte leghiste sulle "aule ponte" per extracomunitari [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Lo scontro sulla scuola continua. Dopo i decreti e le leggi approvate con voto di fiducia la scorsa settimana le acque si sono ulteriormente agitate: a scatenare l'ultima "bufera" è stata una mozione leghista per la creazione di "classi ponte" in cui accogliere i bambini extracomunitari che non conoscono la lingua italiana. Sempre dal "Carroccio" è arrivata anche la proposta di una "corsia preferenziale" per i docenti residenti, nei concorsi pubblici. I primi a muoversi, già oggi, contro il ministro Gelmini e la proposta del leghista Roberto Cota, sono i Cobas: una rappresentanza astigiana parteciperà questa mattina alla manifestazione nazionale a Roma, in piazza della Repubblica. "Facciamo appello a tutti i docenti, personale Ata, studenti e genitori astigiani - invita Francesco Coccia, rappresentante Cobas di Asti - affinché si uniscano allo sciopero oggi, anche ad Asti. È ora di dire basta a chi sta cercando di distruggere la scuola". La manifestazione di oggi sarà seguita da una nuova giornata di sciopero e manifestazioni, in programma per il 30 ottobre, sempre a Roma. A questa ulteriore iniziativa parteciperanno anche le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, che ad Asti hanno in programma anche un presidio davanti all'Ufficio scolastico provinciale. "Siamo contrari ad ogni forma di riduzione del tempo scuola e di taglio dei plessi - chiarisce Monica Iviglia, rappresentante Cgil scuola - Ci preoccupa soprattutto il modo in cui questi provvedimenti sono stati adottati: senza un confronto, a colpi di decreti e con voto di fiducia. L'adesione allo sciopero potrà servire ad influenzare i regolamenti applicativi della legge, almeno per quanto riguarda il maestro unico". Il provvedimento per la riduzione dei plessi è stato adottato attraverso decreto martedì scorso: in Piemonte le scuole a rischio (quelle con meno di 50 alunni), stando ai conteggi fatti in Regione, sarebbero 816. In provincia di Asti, il criterio determinerebbe la sparizione di una cinquantina di sedi scolastiche nei piccoli comuni. "Occorre fare chiarezza sul provvedimento, per non fare inutile allarmismo - sottolinea il vicepresidente del Consiglio regionale Mariangela Cotto - C'è però da augurarsi che non siano cancellate le scuole nei piccoli comuni, perchè questo sarebbe un colpo durissimo per le famiglie".

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Se chiude la scuola elementare Gurro muore (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

RIFORMA GELMINI CALCIO PARCO VAL GRANDE "Se chiude la scuola elementare Gurro muore" Delusione Verbania Supera il turno ma la crisi non passa "L'area selvaggia diventi luogo di spiritualità" Balducci e Pera Piero Pratesi Filippo Rubertà.

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Cobas in piazza, disagi nei trasporti (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

A milano difficoltà nella circolazione anche per i cortei Scioperi e manifestazioni Cobas, disagi per il trasporto locale Agitazioni anche nella scuola, nella sanità e nella pubblica amministrazione (foto di archivio - Emblema) MILANO - Mezzi pubblici fermi per lo sciopero, cortei anti-Gelmini e pioggia: un mix micidiale che ha mandato in tilt un po' tutti i centri urbani a partire da Roma e Milano. Le grandi città hanno risentito pesantemente delle proteste organizzate dai sindacati di base, che hanno proclamato una giornata di fermo generale che ha coinvolto trasporti, sanità, scuola, servizi pubblici. Obiettivo: chiedere al governo di adeguare salari e pensioni, di ridurre i prezzi, di abrogare il decreto Gelmini, di tutelare sanità e stato sociale. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, le adesioni sono arrivate a 2 milioni in tutta Italia. TRASPORTI - Ma le ripercussioni sono state pesanti. Per Roma è stato un venerdì di passione. Le vie della capitale, già penalizzate dai mezzi pubblici che viaggiavano a singhiozzo, sono state attraversate da un lungo corteo partito da piazza della Repubblica, a cui hanno preso parte circa 500mila persone, secondo gli organizzatori. La pioggia battente, ininterrotta per tutta la mattinata, ha fatto il resto. Problemi anche per molti genitori di figli minorenni, che, con le scuole in sciopero (adesioni fino al 70% secondo i Cobas), sono stati costretti a recarsi di persona negli istituti per autorizzare i ragazzi a tornare a casa, 'missione di recupero' che, in molti casi, è costata lunghe attese in fila. Giornata difficile anche a Milano e Torino. Nel capoluogo lombardo, anche se a detta dell'Atm il 68% dei mezzi pubblici era in servizio, la situazione è stata comunque caotica. Già dalle 9, circa 8 tram su 10 hanno imboccato la via del deposito. Ben tre i cortei che hanno interessato la città. A Torino è stata bloccata la metropolitana. Secondo i sindacati, l'adesione allo sciopero ha superato il 70-80% tra gli autisti di bus e tram. Per l'azienda torinese di trasporti Gtt si è fermata al 35%. Sta di fatto che la metro è stata fermata per motivi di sicurezza, dovuti sia a problemi tecnici sia alla mancanza di personale. Traffico in tilt anche a Palermo, con ingorghi e auto in coda. All'aeroporto Marconi di Bologna 24 voli, nazionali ed internazionali, sono stati cancellati. A Venezia si sono fermati i vaporetti: ci hanno pensato le gondole, in accordo col Comune, a traghettare a modico prezzo residenti e turisti lungo i due lati del Canal Grande. Le notizie milanesi su Corriere Milano online stampa |.

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Riforma Gelmini nel mirino In Regione la scelta sui tagli (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.MARTEDI' SUMMIT A TORINO Riforma Gelmini nel mirino In Regione la scelta sui tagli L'assessore Anna Maria Fazzari: "Non sappiamo ancora cosa fare" La macchina burocratica messa in moto dal Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini non si ferma, ma ad una settimana dalla notizia dei tagli che potrebbero investire i 57 istituti biellesi con meno di 50 alunni, quelli più a rischio non hanno ancora un nome. Ed è proprio per far chiarezza che martedì prossimo l'assessore provinciale all'Istruzione Anna Maria Fazzari, assieme a tutti gli altri assessori piemontesi, incontrerà la collega regionale Giovanna Pentenero a Torino. "I contorni della riforma non sono ancora abbastanza definiti per tracciare un quadro delle scuole che potrebbero chiudere- ribadisce Anna Maria Fazzari-. Certamente l'assessore ci spiegherà i termini in cui dovremo effettuare il piano di dimensionamento scolastico provinciale, ma prima di allora non siamo in grado di dire nulla". Quando però la Provincia avrà finalmente chiari i contorni della riforma, la prima cosa che farà è confrontarsi con presidi e direzioni didattiche. "Mercoledì inizierò a fissare i primi incontri con gli attori della scuola del mondo biellese per metterli al corrente della situazione - continua l'assessore-. Se non cambia nulla prima di allora, il 30 novembre la Regione dovrà avere in mano il nostro progetto di dimensionamento, quindi non c'è tempo da perdere. Lavoreremo insieme a tamburo battente per elaborare un piano che non danneggi il territorio". Sembra che lo schema di piano programmatico del Ministro Gelmini,, almeno inizialmente, non dovrebbe interessare le scuole delle comunità montane. Intanto la presidente della Regione Mercedes Bresso, ha già annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale. \.

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Sfilano gli universitari l'Ateneo è paralizzato (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il caso Oggi corteo e poi assemblea con presidi e docenti Sfilano gli universitari l'Ateneo è paralizzato ALESSANDRA PIERACCI GENOVA Scuola e università in rivolta contro la legge Gelmini e tagli all'organico e agli orari. Da due giorni l'Ateneo genovese è in stato di agitazione, con docenti e studenti dalla stessa parte della barricata per il blocco del personale precario: oltre cinquecento tra ricercatori, tecnici e amministrativi, alcuni dei quali ormai presenti da parecchi anni, cesseranno l'attività al 31 dicembre. Le conseguenze si prospettano disastrose, in quando una preponderante percentuale dell'organico precario è in realtà impiegata nella normale attività di funzionamento dell'Ateneo. E la situazione è già asfittica, tanto che la carenza di organico ha impedito fino a questo momento l'inizio delle lezioni nella facoltà di Lingue. Oggi è previsto un corteo di studenti, con partenza alle 9 dalla facoltà di Lettere, mentre alle 11 inizia l'assemblea con la presenza dei docenti e dei presidi. Al momento non è stata decisa ufficialmente alcuna occupazione, anche se da due giorni gli studenti delle facoltà di Giurisprudenza e Lettere hanno bloccato le lezioni e ieri sera un'assemblea plenaria con gli studenti medi nell'aula magna di via Balbi 4 si è prolungata per ore. Al momento la protesta sembra proiettata piuttosto verso l'esterno, con l'obiettivo di informare e sensibilizzare sulla gravità delle conseguenze prevedibili in seguito al giro di vite imposto dal governo. Tra le proposte, maturate ieri nel corso delle assemblee che si sono susseguite a Lingue, Giurisprudenza e Scienze Politiche, oltre che a Lettere, quella di organizzare lezioni in piazza, avanzata dagli studenti, e quella di ostentare una fascia nera al braccio, in segno di lutto per la morte della cultura e dell'istruzione, lanciata dal preside. "Abbiamo già concluso una settimana di non-docenza, perciò il consiglio di facoltà ha deliberato la modalità dell'assemblea pubblica" ha detto il preside di Lingue. Il progetto didattico non è stato approvato per quattro volte". E agli studenti è stato spiegato che si prevedono tagli alla ricerca, oltre 63 milioni di euro solo per il 2009 per un totale di quasi 2500 milioni di euro in cinque anni, la riduzione del personale, la sospensione delle scuole di formazione e la trasformazione dell'università in fondazioni. Nella facoltà di Lingue e lettere straniere, dove vengono insegnate nove lingue più l'italiano per gli stranieri, ci sono oggi circa 2500 studenti e 51 docenti. I collaboratori sono una dozzina, i collaboratori part-time 56. Poli ha spiegato che con i tagli spariranno due manager didattici e due responsabili dell'ufficio tirocini e si rischia che i docenti scendano a una trentina. In contemporanea con gli universitari, anche i ragazzi delle medie hanno organizzato manifestazioni di protesta, ribattezzando "Kaos" il movimento allargato che riunisce giovani di varia appartenenza politica. Il corteo degli studenti medi, con partenza alle 9 da piazza Caricamento, si riunirà a quello degli universitari in piazza della Nunziata e da qui la manifestazione proseguirà in piazza Portello, via XXV Aprile e piazza De Ferrari per tornare quindi a Caricamento. Alla fine, assemblea in via Balbi. E l'atmosfera resta tesa anche nelle scuole elementari. Due gli istituti che hanno partecipato alla "notte bianca" tra mercoledì e ieri: la "Anna Frank", dove genitori e bambini hanno trascorso davvero la notte, e la "De Scalzi". Hanno partecipato, tra gli esterni, il direttore della Biblioteca De Amicis Francesco Langella e il presidente della Fondazione per la cultura, Luca Borzani.

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Napolitano sulla scuola: <Non si può dire solo no> (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Presidente della Repubblica: "NON CEDERE AGLI ALLARMISMI" Napolitano sulla scuola: "Non si può dire solo no" Il ministro Gelmini: "Non capisco le proteste. Classi per stranieri? Non è razzismo. È didattica" Il presidente Napolitano (LaPresse) ROMA - Mentre in tutta Italia si svolgono cortei e manifestazioni contro la riforma della scuola del ministro Gelmini, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parla della scuola italiana intervistato da alcuni alunni nella Tenuta presidenziale di Castelporziano e invita tutti a guardare senza preconcetti ai progetti di riforma scolastica. "Non si possono dire soltanto dei "no", nè bisogna farsi prendere dalla paura. Si può essere d'accordo su alcuni cambiamenti e non su altri", ha detto il capo dello Stato. UNA BIMBA - La questione è stata posta in modo serio da una bambina di una scuola di Milano che ha detto: "Caro Presidente, cosa ne pensa di tutti questi cambiamenti del sistema scolastico? Dei decreti con i quali molti insegnanti perderanno il lavoro? Cosa ne sarà dei loro figli?". Napolitano ha precisato che le competenze in questa materia sono del ministro della Pubblica istruzione. "Io guardo quello che fanno Governo e Parlamento e quello che si discute con i rappresentanti della scuola e dei sindacati. Bisogna fare attenzione - ha detto - a non farsi prendere da nessuna esagerazione e da nessun allarme. Certamente ci sono alcune cose da cambiare nella nostra scuola, che non dà ai ragazzi tutto quello che dovrebbe sul piano della formazione e della preparazione al lavoro. Quindi bisogna discutere le cose per come stanno". GLI STUDENTI MEDI A NAPOLITANO - E la Rete degli studenti medi replica alle raccomandazioni del capo dello Stato. ""Noi non diciamo solo no. Diciamo sì a più investimenti per la scuola pubblica - spiega un portavoce -. Diciamo sì a una riforma di scuola e università che sappia darci un futuro come cittadini e nel mondo del lavoro. Diciamo sì a edifici scolastici sicuri e funzionali. Diciamo si a più collegialità nelle decisioni e a un aumento della responsabilità degli studenti all'interno della comunità scolastica". "Noi - si legge in una nota - vogliamo poter dire i nostri sì, anche se non c'è nemmeno un dibattito parlamentare sulla scuola e le riforme passano a colpi di decreto". GELMINI - In precedenza il ministro dell'Istruzione e dell'Università, Mariastella Gelmini, a Mattino 5, ammette di non comprendere come mai si manifesti nelle università e nelle scuole superiori, considerando che si tratta a suo dire di "ambiti minimamente toccati dal provvedimento": "Le ragioni della protesta francamente non le comprendo e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto il provvedimento". Ma non è tutto. La Gelmini accusa proprio la sinistra di "fare allarmismo" mettendo in piedi "una campagna di disinformazione". "Sta dicendo alle famiglie che verrà meno il tempo pieno e che addirittura verranno meno gli insegnamenti aggiuntivi: è una grande bugia". Sia gli insegnamenti aggiuntivi (inglese e informatica) che il tempo pieno, ha assicurato Gelmini, verranno potenziati. TAGLI - Il ministro ha spiegato che "nel pubblico impiego non si possono licenziare le persone. Chi parla degli 87 mila tagli - ha aggiunto - dice una cosa non vera e soprattutto non precisa che oggi gli occupati nella scuola sono 1.300.000: se il governo non intervenisse, contenendo la spesa, da 1.300.000 si passerebbe a 1.400.000. Chi protesta, ci dica dove trovare i soldi per occupare altre 100 mila persone nella scuola. Purtroppo non è possibile". CLASSI SEPARATE - A Mattino 5 il ministro è tornato anche sul tema delle classi separate per stranieri, difendendo la mozione della Lega. Per la Gelmini le classi di "inserimento" per i bambini immigrati "non sono un problema di razzismo, ma un problema didattico". "È un dato di fatto - ha detto la titolare dell'Istruzione - che per come è organizzata la scuola oggi non riesce ad assolvere al meglio a una funzione importante, quella di integrare gli alunni immigrati". "Ogni genitore che ha un figlio nelle classi elementari - ha aggiunto il ministro - sa che ci sono problematiche legate all'inserimento dei bimbi stranieri nelle classi perché molti non conoscono l'italiano. Molte classi rallentano l'apprendimento e l'integrazione dei bambini stranieri perché non ci sono corsi specifici di insegnamento della lingua italiana". stampa |.

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<Ecco come i tagli del governo condannano a morte l'Università> (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Lettera di una studentessa "Ecco come i tagli del governo condannano a morte l'Università" "Penalizzati i giovani e le menti migliori, licenziati i precari. Si va verso una veloce privatizzazione" (Salmoirago) Gentili giornalisti della redazione di corriere.it, sono una studentessa presso l'Università di Pisa, ho letto i vostri articoli sulle proteste studentesche e ci terrei a fare qualche precisazione in merito.Le nostre proteste non sono soltanto di solidarietà nei confronti del mondo della scuola contro il decreto Gelmini ma nascono come reazione alla nuova legge Finanziaria presentata dal ministro Tremonti, legge (già approvata nella Camera ma di prossima discussione in Senato) che sancisce una esplicita condanna a morte dell'Università pubblica. Mi spiego meglio. La legge 133/2008 (conversione del DL 112/2008, che si può leggere integralmente all''indirizzo http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm) prevede quanto segue: - una riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6%); - un taglio del 46% sulle spese di funzionamento; - una riduzione del turn /over al 20% per l'Università (cioè: su 5 docenti che vanno in pensione al più 1 nuovo ricercatore potrà essere assunto) nel periodo 2009-2013 (in termini finanziari -64 milioni di euro nel 2009, -190 milioni di euro nel 2010, - 316 milioni di euro nel 2011, - 417 milioni di euro nel 2012, -455 milioni di euro nel 2013); - un taglio complessivo di quasi 4 miliardi di euro in 5 anni; - l'istituzione di un percorso burocratico che permetta la trasformazione delle Università pubbliche in Istituti privati. Chi conosce il mondo dell'università sa che i tagli dei primi 4 punti sono tali da ridurre in ginocchio qualsiasi Università pubblica. Fra 2 anni (non dico 10 ma 2!!!) la mia Università non sarà più in grado di sostenersi economicamente: o vi sarà chiusura o privatizzazione. Cito dal documento ufficiale prodotto dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa (che potete leggerlo da voi sul sito del dipartimento di filosofia: http://www.fls.unipi.it): "Gli effetti combinati dell'art.49 della Legge 133/2008 (divieto di ricorrere al medesimo lavoratore con più tipologie contrattuali per periodi di servizio superiori al triennio nell'ultimo quinquennio), e del 37-bis inserito nel ddl 1441 in corso d'approvazione parlamentare, (cancellazione della procedura delle stabilizzazioni) produrranno il blocco delle forme contrattuali a tempo determinato in enti dove la frequenza di concorsi è scarsa e il licenziamento in tronco (dopo tre mesi dall'eventuale entrata in vigore del ddl 1441) di chi aveva già ricevuto garanzie dallo Stato di un percorso per andare a stabilizzare la propria attività professionale. Le misure descritte mettono a rischio il normale esercizio della didattica e della ricerca nelle università e nei centri di ricerca, aggravano il problema del numero e della media anagrafica del personale, tradiscono gli accordi europei e il dettato costituzionale sulla necessità della natura pubblica dell'istruzione, compresa quella universitaria". Noi vogliamo che il diritto allo studio resti un diritto di tutti (e non solo dei cittadini più abbienti!). Non possiamo tollerare una legge che è dichiaratamente contro i giovani (al massimo 1 assunzione ogni 5 pensionamenti!), che di fatto è una condanna all'esilio all'estero per le nostre menti migliori e risolve il problema del precariato licenziando i precari. È per questo che gli studenti universitari di Pisa e del resto d'Italia stanno manifestando e protestando. Non so se vi risultino chiare le conseguenze della combinazione legge Tremonti-decreto Gelmini, attingo alla mia vicenda personale per farvi un esempio: io ho 24 anni, a 19 anni ho vinto una borsa di studio per "giovani talenti" bandita dall'Istituto nazionale di Alta matematica di Roma, ho conseguito una laurea triennale in Matematica con il massimo dei voti, conseguirò quest'anno la Laurea Specialistica. Amo quello che studio e vorrei che il mio lavoro potesse risultare utile alla collettività. Ebbene, grazie al decreto Gelmini (chiusura delle SISS e blocco delle graduatorie scolastiche) non potrò trasmettere ai ragazzi le conoscenze che ho acquisito, grazie alla legge 133 (turn-over al 20%) mi è preclusa ogni possibilità di entrare nel mondo della ricerca in Italia. Che ne sarà di me? Se voglio rimanere a lavorare in Italia posso solo mettere la mia testa al servizio di qualche banca o di qualche produttore di software privati. Oppure alzo i tacchi e me ne vado. Non è solo la mia storia questa ma quella di tutti gli studenti (più di 200.000 fra le sole università di Pisa, Siena e Firenze) che in questi giorni sono in agitazione (agitazione che nel caso dell'università di Pisa dura da ben 2 settimane, come potrete notare guardando http://133.anche.no/foto/ e leggendo http://133.anche.no ). Concludo questa mia lunghissima email chiedendovi di denunciare nel vostro giornale anche la nostra situazione che riteniamo pari alla vicenda della scuola quanto a gravità e ad interesse pubblico. Venite nelle università ad incontrarci! Con fiducia, V. D. stampa |.

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Scuola, Napolitano gela lo sciopero (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 248, pag. 3 del 18/10/2008 Autore: di Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Ieri la prima protesta contro la Gelmini. Ma per il Capo dello stato non si può sempre dire no Scuola, Napolitano gela lo sciopero Non dà ai ragazzi quello di cui hanno bisogno, va riformata Le parole del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, sono state la vera pioggia gelata che ieri è caduta sul primo sciopero contro la riforma della scuola e dell'università portata avanti dal ministro MariaStella Gelmini. Mentre si consumava l'astensione dal lavoro proclamata dalle sigle autonome, Cobas in testa (nella scuola, rilevava il dicastero dell'istruzione, avrebbe aderito poco più del 4% del personale in servizio) e migliaia di insegnanti, ricercatori, genitori e studenti sfilavano tra le strade delle principali città d'Italia, il capo dello stato, rispondendo alla domanda di un ragazzo nell'ambito della Festa dell'Autunno, bacchettava proprio l'eccesso di proteste. Sulle proposte di cambiamento del sistema scolastico si deve discutere ma evitando di dire sempre e soltanto dei "no", ha detto in sostanza Napolitano. Che poi ha precisato: "Io non sono il ministro della pubblica istruzione, posso avere un mio pensiero fino a un certo punto, perché guardo a quello che fanno il governo e il parlamento. So che si discute, che ci sono proposte e scelte del governo che saranno discusse in parlamento e anche con i rappresentanti delle scuole e con i sindacati". Quello che è certo, comunque, è che le cose, così come vanno nella scuola, non vanno affatto bene e sarebbe opportuno "essere un po' attenti a non farsi prendere da nessuna esagerazione e da nessun allarme", perchè, spiegava il capo dello stato, "ci sono certamente parecchie cose da cambiare nella scuola...è una scuola che non dà tutto quello che dovrebbe dare ai ragazzi; tutto ciò che sul piano della formazione e sul piano della preparazione al lavoro e alla vita la scuola dovrebbe dare". Forse anche ricordando le vicissitudini del suo vecchio compagno di partito, Luigi Berlinguer, che da ministro della pubblica istruzione tentò una riforma infrantasi contro il muro dei no di lavoratori e sindacati, Napolitano invita le parti sociali a "discutere sui cambiamenti da fare. Si può essere d'accordo su certe proposte e su altre non esserlo, ma non bisogna dire soltanto dei no, né farsi prendere dalla paura". I primi a reagire sono stati i ragazzi della Rete degli studenti medi, che pure non era presente in piazza ieri tra i manifestanti: "Noi non diciamo solo no. Diciamo si a più investimenti per l'istruzione pubblica, diciamo si a una riforma di scuola e università che sappia darci un futuro come cittadini e nel mondo del lavoro". L'organizzazione degli studenti ha poi sottolineato come in parlamento non c'è stato neanche "un vero dibattito sulla riforma, che è stata fatta a colpi di decreti legge". E intanto si diceva stupita della protesta anche la Gelmini: "Sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto il provvedimento, perché non si capisce come mai si occupino le università, si facciano manifestazioni nella scuola secondaria, che sono ambiti non toccati dal provvedimento". Subito è giunta la replica di Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista che ha sfilato a Roma (nel corteo anche il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro): "I lavoratori, gli studenti e i docenti non solo non hanno alcuna intenzione di stare zitti ma vogliono continuare a sfidare un governo razzista e classista, che aiuta banchieri e speculatori e non fa nulla per le classi popolari". Bolla come "demagogia veterosindacale" le accuse rivolte da opposizione e sindacati al governo Berlusconi, il responsabile università di An, Giuseppe Valditara: "La sinistra non dice che bugie per ingannare gli italiani, la maggioranza è compatta e andrà avanti sulla sua strada". Il 30 ottobre, salvo ripensamenti dell'ultima ora, andrà in scena lo sciopero generale proclamato da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda.

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Università occupate un vero bluff Sono tutti in aula per le lezioni (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 248, pag. 4 del 18/10/2008 Autore: di Franco Adriano e Alessandra Ricciardi Visualizza la pagina in PDF       Un gruppo di studenti invita a guardare la realtà in occasione del No Gelmini day Università occupate un vero bluff Sono tutti in aula per le lezioni L'iniziativa è partita da una rete di studenti universitari. Che, nei giorni della protesta anti-Gelmini, si sono resi conto di un fatto strano. I loro atenei, per esempio quelli di Milano, Torino, Roma e Bologna, dovevano risultare occupati, così come riportava la maggior parte della stampa, così come commentavano i politici e sbandieravano certi sindacati. Eppure_eppure loro, a lezione, c'erano andati regolarmente. Non solo. Le aule delle lezioni erano piene, più o meno come sempre. Così come altri colleghi studenti si erano recati regolarmente nelle sale di lettura o nelle biblioteche per lo studio. A Milano, per esempio, il portone rimane chiuso fino alle 9.15. Alle 8.30 il corteo no Gelmini day parte davanti alla sede di Festa del perdono. Ma subito dopo centinaia di studenti, che non hanno aderito alla manifestazione di protesta e che sono li davanti dalle 8.30, entrano per seguire regolarmente i corsi. Il personale in sciopero, qualche aula chiusa. Ma i professori che trovano le aule aperte entrano e tengono lezione. Si svolgono anche regolari sessioni di laurea. La didattica non si ferma e tantomeno lo vogliono gli studenti. Certo, c'erano molti presidi, c'era qualche manifestazione, c'erano slogan affissi nei corridoi e fuori le aule delle università per dire no ai tagli agli organici della scuola, al blocco delle assunzioni dei ricercatori precari. E poi contro il maestro unico, le classi differenziate per gli studenti stranieri nelle elementari che vorrebbe la Lega Nord... La protesta, trasversale a scuola e università ma anche alle generazioni (insieme, per la prima volta, professori, ricercatori, docenti e tecnici precari, studenti e genitori), c'è stata, ma non con la virulenza del passato. E così alcuni studenti, sparsi sul territorio, hanno deciso di prendere il telefonino o la macchina fotografica e di immortalare le giornate di ordinaria attività nelle università. Le foto, su iniziativa di alcuni di questi studenti, sono pervenute nella redazione di ItaliaOggi, con l'invito a guardare alla realtà anche nel giorno del "No Gelmini day", senza occhiali ideologici. Foto che dimostrano la presenza di un mondo accademico che continua a funzionare. Quale miglior viatico per il ministro dell'istruzione e università, MariaStella Gelmini, nel percorso riformatore che ha da poco imboccato. E di cui metterà stabilmente un altro paletto nei prossimi giorni, quando il senato darà il via libera definitivo al disegno di legge di conversione del dl su scuola e università, seppur con lennesimo voto di fiducia. è il provvedimento, tra l'altro, sul ritorno al maestro unico, contro il quale si sono concentrate le mobilitazioni della scuola di questi giorni. Il centrosinistra ha presentato in commissione istruzione ben 250 emendamenti. La maggioranza, Pdl e Lega, neanche uno. Il partito di Umberto Bossi, che a Montecitorio ha scucito una mozione sulle classi ponte per gli immigrati, a Palazzo Madama dovrebbe accontentarsi di un ordine del giorno sul ritorno ai voti a scuola al posto dei giudizi: l'Invalsi predisporrà una griglia di valutazione in base alla quale l'insegnante darà il voto. Ma non è escluso che il governo decida comunque di ricorrere al voto di fiducia, come già fatto alla camera. "Avendola già posto nell'altro ramo del parlamento", commenta il senatore della Lega, Mario Pittoni, "è probabile che la fiducia si ripeta anche al senato". Non tanto per blindare il provvedimento contro problemi interni alla maggioranza, ma per stringere i tempi e consentire l'approvazione definitiva nel giro di una decina di giorni. Che l'ipotesi della fiducia circoli negli ambienti parlamentari è quanto rileva anche il senatore del Pd, Antonio Rusconi. Che però ne fornisce una diversa motivazione: "Ho l'impressione che il governo metterà la fiducia anche per evitare possibili dissensi all'interno della maggioranza su alcuni punti, come quello che riguarda i tagli agli insegnanti di inglese". Il dl scade il 31 ottobre prossimo. E per il giorno prima, il 30 di ottobre, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno indetto lo sciopero unitario della scuola. Se il provvedimento fosse convertito in legge nei giorni precedenti al 30, la protesta avverrebbe a cose già fatte. E senza nessun potere, dunque, di modificare i contenuti della riforma. Intanto la Gelmini ha messo giù una documentazione in cui spiega le ragioni degli interventi. E le bugie della protesta. La documentazione è stata illustrata proprio ai componenti di Pdl e Lega in commissione cultura di Palazzo Madama. "Educazione, merito, efficienza. La scuola cambia", è il titolo del fascicoletto. La Gelmini, nell'illustrazione, ha utilizzato una serie di slide. La prima, di attacco, recitava: "Da 40 anni la sinistra rovina la scuola", cavalcando un cavallo di battaglia sempre vincente del premier, Silvio Berlsuconi. La causa, spiega Gelmini, "è nella cultura del '68 che ha eliminato il merito e livellato tutto verso il basso. La scuola deve educare, così come gli ospedali devono curare". Il 97% delle risorse, ha detto la Gelmini a beneficio dei senatori, servono a pagare gli stipendi e così "rimangono solo le briciole per merito, ricerca e formazione". L'Italia occupa il penultimo posto per numero di laureati, preceduta da Cile e Messico, ripeteva il ministro. Si spende di più con risultati inferiori agli altri paesi. Il capitolo dell'educazione, previsto dal dl su cui il senato è chiamato a esprimersi, comprende "Cittadinanza e Costituzione": per integrare gli studenti stranieri, per l'educazione ambientale e stradale. E il ministro rinnova una garanzia: "il tempo pieno alle elementari sarà aumentato del 50%" ridistribuendo i maestri non più impegnati nella compresenza in classe. E il voto in condotta "per combattere il fenomeno del bullismo. La terza slide del ministro lancia la volata al maestro unico: "Solo in Italia ci sono più maestri per alunno. Tutti i paesi d'Europa hanno il maestro unico". Peccato, ha commentato Francesco Scrima, segretario della Cisl scuola, "che la nostra scuola primaria sia considerata però la migliore, proprio per come è strutturata". Chissa' se grazie ai tre insegnanti oppure per altre cause. La questione su cui ci si divide e ci si dividera' ancora.

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Non tirate sulla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)

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ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 248, pag. 1 del 18/10/2008 Autore: di Franco Bechis Visualizza la pagina in PDF     Non tirate sulla Gelmini Napolitano ferma il linciaggio del ministro. Ma la rivolta è un bluff Il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto a studenti e professori di non farsi prendere da "esagerazioni" e da "allarmi", raggelando sindacati e opposizione proprio nel giorno del primo sciopero contro la riforma della scuola. Pur non volendo entrare nel merito di provvedimenti legislativi, che secondo il presidente della repubblica debbono essere definiti da governo e parlamento, dal Quirinale è arrivata una richiesta di moderazione per i toni con cui in questi giorni si sta linciando uno dei più giovani ministri dell'esecutivo, Mariastella Gelmini. Una doccia fredda sia per alcuni media che per alcuni protagonisti della contestazione. Che spesso hanno inscenato un bluff, come quello delle università occupate...(...) Da giorni le cronache cittadine di molti quotidiani raccontano ad esempio della rivolta delle Università contro il loro ministro. Per tutta la settimana i lettori sono stati informati ad esempio di una occupazione studentesca della Università statale di Milano, e di una protesta a macchia d'olio che avrebbe paralizzato gli atenei a Torino, Bologna, Roma e in tutte le principali sedi. Grazie alla collaborazione di alcuni studenti improvvisatisi nostri giornalisti e fotografi, siamo andati a verificare sul campo quanto veniva raccontato dai media. Le aule di lezione sono libere e piene di studenti che seguono i lavori, le biblioteche pure, come dimostrato con la sequenza fotografica alle pagine 4 e 5. Tutto nella normalità. I presunti occupanti sono qualche gruppetto che dopo qualche ora già non presidia più il suo gazebo. La protesta dilagherà- come si dice. Eppure i sondaggi di opinione, come qualsiasi colloquio in bus, metro, o fra i banchi del mercato, non fanno immaginare tanta avversione ai provvedimenti della Gelmini. Anzi, sembrano piacere e non poco il ritorno a dare un peso per il voto in condotta, al grembiule, al maestro unico, così come tutte le poche modifiche (parlare di riforma è quanto meno esagerato) introdotte nel sistema scolastico. Certo, ci sarà anche qualcuno a cui non piacciono, ma è probabile che si tratti di una minoranza assai ristretta. Ieri ci sono stati molti cortei di studenti, insegnanti e genitori in tutta Italia. Hanno manifestato il proprio dissenso nelle forme tradizionali, ma le scuole quasi ovunque sono rimaste aperte. Le lezioni si sono tenute e non sembra così lontano dal vero quel dato fornito dal ministero (4% di adesioni ministeriali allo sciopero dei Cobas) che fa immaginare una rilevante maggioranza silenziosa al lavoro con serietà e normalità che non conquistano i titoli di prima pagina. Sui media (esemplare come sempre in questo senso Annozero di Michele Santoro) si citano stragi occupazionali effettuate dalla ministra, rivolte popolari, sistema scolastico e universitario in ebollizione e pronto alle vie di fatto. Ma si tratta solo di una grande finzione. Non un insegnante, non un maestro ha oggi perso il suo posto di lavoro in base ai provvedimenti adottati dalla Gelmini. E anche la protesta non sembra quell'incendio descritto ieri dal titolo di prima pagina dell'Unità: “Dall'asilo all'università, è rivolta. Studenti in corteo e facoltà occupate: la Gelmini sta affossando gli atenei”. Di vero c'è invece questo episodio verificatosi a Milano questa settimana. Scuola elementare del centro, classe seconda. Primo incontro tra la maestra e i genitori. Convenevoli di turno, poi si passa alla organizzazione del lavoro in aula. A un certo punto la maestra dichiara: “Naturalmente, quest'anno niente grembiule”. Sguardi sconcertati tra i genitori: l'anno prima, proprio la stessa maestra aveva proprosto di far venire i bambini con il grembiule, per praticità e per non mettere in imbarazzo i figli di genitori meno abbienti. Segue discorsetto su come la riforma Gelmini, a parere dell'insegnante, getterà nel caos il sistema scolastico. Insomma, niente grembiule perché quello è il simbolo della riforma. Pochi giorni fa, quasi tutti i bambini della classe sono tornati a casa con i panni macchiati dopo una sessione di laboratorio artistico. La rappresentante di classe, su richiesta di alcune mamme (non certamente quelle che possono permettersi un cambio al giorno) timidamente ha chiesto: “Allora, torniamo al grembiule?” Risposta tranchant: “Non se ne parla proprio”. E chissà quale macchia è più difficile da cancellare, quella dei bimbi impasticciatisi di acquarelli o quella di chi brandisce il grembiule come arma ideologica al di là di ogni logica? Sì, la scuola è da cambiare. Anche per liberarla da maestre così.

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Trasporti, grandi città in tilt (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Politica Numero 248, pag. 10 del 18/10/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Disagi per gli scioperi e i cortei indetti da Cub, Cobas e Sdl. In piazza anche sanità e scuola Trasporti, grandi città in tilt Secondo i sindacati di base l'adesione è stata enorme Sono state soprattutto le grandi città a risentire della giornata di scioperi indetti dai sindacati di base nei settori trasporti, soprattutto locali, scuola, sanità e pubblica amministrazione, con manifestazioni a Roma (corteo da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni in Laterano) e Milano. Le rivendicazioni interessano, tra l'altro, l'adeguamento di salari e pensioni e le riduzioni dei prezzi. Secondo Cub, Cobas e Sdl l'adesione allo sciopero è stata "enorme". Se è vero, infatti, che l'astensione dal lavoro non ha avuto ripercussioni rilevanti sul traffico aereo e sulla circolazione di treni a media e lunga percorrenza (i treni locali delle fasce orarie a maggiore mobilità pendolare non sono stati interessati dal blocco e solo in ambito regionale, soprattutto nel nord, alcuni convogli hanno subito limitazioni di percorso o cancellazioni), è altrettanto vero che nei grandi centri urbani, i sindacati autonomi raccolgono forti consensi nel trasporto pubblico locale. Così, pur avendo cercato di correre ai ripari (il Campidoglio ha disposto la disattivazione delle Zone a traffico limitato diurne del centro e di Trastevere, in concomitanza appunto con lo sciopero del trasporto pubblico, dalle 8,30 alle 16,30, e anche a Milano l'amministrazione comunale ha sospeso l'Ecopass, autorizzando la liberalizzazione dei turni di servizio taxi, solo per il carico in città, dalle 18 alle 24), diversi sono stati i disagi. Nel capoluogo lombardo ci sono stati tre punti di raduno dei manifestanti: due in Largo Cairoli e uno in piazza Missori, dove si è concentrata la protesta contro la riforma Gelmini con un corteo che è arrivato fino a via Ripamonti, sede del provveditorato. Gli utenti dei mezzi pubblici hanno dovuto fare i conti non solo con lo stop di tram e bus (dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio) e delle tre linee metropolitane (dalle 18 al termine del servizio), ma appunto anche con i tre cortei, che hanno reso la situazione "caotica", a detta della polizia municipale. E a causa dei quali sono state deviate 19 linee di superficie che transitano per il centro. Tuttavia l'Atm, l'azienda di trasporti, ha sostenuto che ha circolato il 68% dei mezzi. A Roma, sono stati "più di 350 mila" i manifestanti che, sfilando sotto la pioggia, hanno preso parte al corteo organizzato da Cobas, Cub e Sdl soprattutto contro precariato e tagli nella scuola. Mentre sul fronte trasporti pubblici, i mezzi hanno viaggiato a singhiozzo, anche se Trambus Spa, che a Roma gestisce tutte le linee di tram e la maggior parte delle linee di bus, ha reso noto che, alle 10,30, il dato sull'adesione allo sciopero era del 33% (l'astensione è finita alle 16,30). Atac intanto ha ricordato che il servizio di metro è stato regolare. A metà giornata, all'aeroporto di Fiumicino, è stato registrato qualche disagio, a causa di una decina di cancellazioni di voli Alitalia e di alcuni ritardi (mezz'ora di media) dei voli di altre compagnie. A Torino, dove lo sciopero ha interessato le fasce orarie dalle 9-12 e 15 fine servizio, metropolitana bloccata e, secondo le organizzazioni che hanno indetto la protesta, adesione superiore al 70-80% tra gli autisti di bus e tram. All'opposto la Gtt, azienda torinese di trasporti, ha riferito che la partecipazione è stata intorno al 35%. Giornata nera anche per i veneziani: lunghe code non solo per salire su un taxi ma addirittura per accedere alle gondole, che in molti, turisti e non, hanno utilizzato come mezzo pubblico. Traffico in tilt anche a Palermo, con ingorghi e auto in coda. All'aeroporto Marconi di Bologna 24 voli, nazionali e internazionali, sono stati cancellati. Non ci sono stati grossi problemi, invece, a Napoli: pochi mezzi rientrati nei depositi, nessuna ressa alle fermate, situazione tranquilla nelle stazioni di metropolitana, funicolare e circumvesuviana. Per l'Anm, azienda napoletana mobilità, l'adesione è stata di poco superiore all'11%. A subire conseguenze della mobilitazione solo la circolazione dei treni della Sepsa, i cui addetti sono impegnati in una vertenza aziendale.

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Atenei, protesta in piazza il corteo blocca il lungotevere - laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

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Pagina IV - Roma Atenei, protesta in piazza il corteo blocca il lungotevere Sapienza, lo slogan degli studenti "indiani": "Augh" I collettivi della Sapienza: le facoltà occupate saranno "liberate" nel weekend LAURA MARI Hanno superato la pioggia e la stanchezza. E quando sono arrivati, di corsa e sudati, davanti al ministero dell'Istruzione, in diecimila hanno gridato vittoria. Non con le braccia al cielo o con i cori da stadio. Ma con un urlo semplice e da fumetto: "Augh-Augh-Augh". Un mantra che da mesi guida ogni rivolta dei collettivi studenteschi, a partire dalle mobilitazioni contro la partecipazione di papa Ratzinger all'inaugurazione dell'anno accademico dell'università La Sapienza, fino ad arrivare alla manifestazione di ieri, un corteo a cui hanno partecipato oltre diecimila studenti universitari e liceali provenienti da ogni parte d'Italia. "Oggi (ieri ndr) segneremo l'inizio dell'Anno Zero, di una nuova epoca dove i giovani non hanno più paura di esprimersi e anzi, lo fanno con gioia, senza cercare scontri e violenze" urla dal megafono Stefano Zarlenga mentre guida il corteo di circa 700 universitari di Roma e d'Italia in partenza ieri mattina, sotto il diluvio, da piazzale Aldo Moro, davanti ai cancelli della Sapienza. Destinazione: piazza della Repubblica, per prendere parte alla manifestazione nazionale dei sindacati Cub, Cobas e Sdl. Ma non appena lo spezzone degli universitari inizia a crescere di numero, anche grazie all'arrivo di migliaia di liceali delle scuole della capitale (tra cui il Mamiani occupato), un'idea balena tra gli studenti. "Stacchiamoci dal corteo e andiamo a protestare sotto il ministero dell'Istruzione" bisbigliano come cospiratori i diecimila anti-Gelmini. E pian piano il mormorio si fa sempre più consistente, diventa un urlo quando il corteo attraversa via Merulana e, all'altezza dell'incrocio con via Labicana, devia e si stacca dalla manifestazione nazionale. In pochi secondi dallo spezzone studentesco, guidato dagli studenti della Sapienza, scompaiono le bandiere dei sindacati e dei politici. Il traffico va in tilt e loro, i diecimila studenti, proseguono verso il ministero dell'Istruzione preceduti da un esiguo cordone di qualche decina di carabinieri. Poi gli studenti fanno una mossa a sorpresa che spiazza completamente le forze dell'ordine. Superato il Circo Massimo, di corsa si spostano sul lungotevere, paralizzano la città, invadono come un fiume in piena ponte Palatino e poi si riversano, tra spintoni con le forze dell'ordine e qualche (non più di tre) casco in testa, su viale Trastevere. "è un grande giorno - commenta Francesco Raparelli - abbiamo dimostrato che si può protestare con gioia, a senza scontri e violenze". Viale Trastevere è completamente invaso da migliaia di universitari e liceali. Si alza il coro, unico e potente: "Gelmini stiamo arrivando". Poi, davanti al ministero dell'Istruzione e alle forze dell'ordine in assetto anti-sommossa, la festa. I collettivi della Sapienza annunciano che le facoltà occupate saranno "liberate" nel weekend e il dipartimento di Fisica precisa che, nonostante docenti e ricercatori abbiano ritirato la propria disponibilità a ricoprire gli incarichi didattici non dovuti per legge, non sarà sospesa la didattica. "Ma la protesta non si ferma" promettono gli studenti. Andrà avanti al grido di "Augh-Augh-Augh". Dopo la Pantera, arrivano gli Indiani.

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Atenei, sfila la protesta (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma Il corteo ha attraversato la città da piazza della Repubblica a San Giovanni. Si mobilita anche Roma Tre Atenei, sfila la protesta In piazza i bimbi anti-Gelmini. Gli universitari bloccano il lungotevere Dopo la Pantera arrivano gli "Indiani". Entrano in scena staccandosi dal corteo nazionale, bloccando il traffico, paralizzando la città e manifestando sotto il ministero dell'Istruzione al grido di "Augh-Augh-Augh". Sono i diecimila studenti universitari che nei giorni scorsi hanno messo in agitazione la Sapienza e che ieri hanno partecipato, assieme agli studenti medi e a molti docenti e matricole dell'università di Roma Tre, alla manifestazione indetta dai sindacati Cub, Cobas e Sdl. Poi, all'altezza di via Labicana, hanno superato il cordone delle forze dell'ordine e, in una lunga e pacifica corsa, hanno raggiunto il ministero dell'Istruzione bloccando il lungotevere. Ma nel corteo nazionale dei sindacati che ha sfilato fino a San Giovanni, in prima fila c'erano anche i bambini delle elementari che, con genitori e maestre, hanno manifestato contro il ministro Gelmini. TEA MAISTO E LAURA MARI ALLE PAGINE II E III.

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In prima fila, ecco i bambini anti-gelmini - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Roma In prima fila, ecco i bambini anti-Gelmini Striscioni tra le mani e le magliette con la scritta: "Non rubateci il futuro" Le mamme: "Portare i nostri figli in piazza non vuol dire strumentalizzarli" TEA MAISTO Erano in prima fila anche loro. Assieme a mamma, papà e alle loro maestre hanno protestato in difesa della scuola contro la riforma Gelmini. Striscioni tra le mani, magliette verdi con la scritta "Non rubateci il futuro" e fischietti, i bambini delle elementari hanno protestato nonostante la pioggia proprio come "i grandi". In attesa dell'inizio del corteo clown e favole avevano intrattenuto i bimbi. E ce ne erano di tutte le età, anche di piccolissimi in carrozzina. Insomma, ieri i genitori hanno deciso di rispondere alle polemiche dei giorni scorsi e hanno portato i loro figli a manifestare: "Portare i bambini in piazza non vuol dire strumentalizzarli", spiegano in coro le mamme. "La scuola è nostra, non la toccate", gridano due bambini che camminano mano nella mano con mamma e papà. Un gruppo di piccolissimi del 49esimo circolo di Roma regge uno striscione con su scritto "Lasciate in pace la scuola pubblica statale". Altri ancora: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". E poi i piccoli della scuola Falcone e Borsellino, zona piazza Bologna, reggono un piccolo manifesto: "La scuola non è l'isola che non c'è". Accanto a loro la maestra Emanuela Rossi, per l'occasione donna-sandwich. "Gelmini - c'è scritto - la tua riforma è un incubo". E spiega: "E' un insieme di tagli, non una riforma. Temo per la qualità della scuola". "E' un passo indietro enorme - dichiara Annalisa De Ruscis, insegnante dell'istituto comprensivo di Montesacro - come farà un maestro unico a stare in classe con 30 bambini? Questa riforma non è stata discussa, non si decide in questo modo sulla scuola". Durante il corteo, intanto, molti genitori sono dovuti andare negli istituti per autorizzare i ragazzi a tornare a casa. Alla scuola media Nino Bixio di Monteverde Vecchio, ad esempio, la fila è durata ore in attesa di poter riprendersi i figli lasciati soli in classe a causa della protesta dei professori contro la riforma. Anche oggi continuano le mobilitazioni del mondo della scuola capitolina e a scendere in piazza per una festa-protesta ci saranno gli istituti nel XV municipio: due cortei partiranno dalle scuole Pirandello e Pascoli fino a confluire, alle 10.30, in piazza Meucci. E poi lunedì ci sarà la Notte Bianca alla scuola Iqbal Masih del Casilino, l'istituto che per prima ha iniziato le proteste contro la riforma Gelmini per la reintroduzione del maestro unico. Ci saranno burattini, fiabe e giochi per bambini e dibattiti con esponenti del mondo universitario. La manifestazione si concluderà alle 22 con il concerto di Têtes de bois e del PC Jazz band di Paolo Cintio della scuola popolare di musica del Testaccio.

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Ateneo, la rivolta dei 4 mila (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Assemblea sulla riforma, lunedì e martedì cortei. "Chiamiamo alla mobilitazione tutto il mondo scolastico" Ateneo, la rivolta dei 4 mila Studenti e docenti attaccano la Gelmini. Che annulla la visita IL POPOLO DELL'UNIVERSITà - in quattromila tra studenti, professori, ricercatori, tecnici - ha aperto in grande stile la mobilitazione contro i tagli e le riforme del ministro Mariastella Gelmini. Al termine di un'assemblea affollata come non se ne vedevano dai tempi della Pantera, è stata messa in cantiere una fitta serie di iniziative di protesta. Nonostante il forfait della Gelmini, che ha rinunciato a partecipare a un convegno allo Steri, lunedì gli studenti sfileranno lo stesso in corteo fino alla sede del rettorato. Il giorno dopo assemblee in tutte le facoltà e nuova marcia per le strade del centro. Ieri, con lo sciopero e la manifestazione dei Cobas, si è aperta la stagione della protesta anche nelle scuole. SERVIZI ALLE PAGINE II E III.

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Vita da ricercatori lezioni a zero euro - antonella romano (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Il reportage Vita da ricercatori lezioni a zero euro ANTONELLA ROMANO PER LE SUPPLENZE dello scorso anno all'Università di Palermo i ricercatori hanno guadagnato, si fa per dire, zero euro. Zero euro per ogni ora di lezione. E l'anno prima avevano intascato due euro a lezione. Adesso i ricercatori, zoccolo duro della protesta anti-Gelmini, rinunceranno ai carichi didattici aggiuntivi, ovvero alle supplenze. SEGUE A PAGINA III.

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A scuola autunno caldo sfilano i docenti cobas - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Palermo Ieri il primo sciopero, il 30 tocca alle confederazioni A scuola autunno caldo sfilano i docenti Cobas SALVO INTRAVAIA Anche gli insegnanti dei Cobas sono scesi in piazza ieri mattina contro la Gelmini. Il corteo, che ha coinciso con lo sciopero della scuola indetto dal sindacato di base, è partito attorno alle 10 da piazza Castelnuovo. Alcune centinaia di professori hanno percorso le vie del centro per concludere la manifestazione in via Cavour, davanti alla prefettura. "Al corteo - racconta Leonardo Alagna, esponente dei Cobas - hanno aderito i docenti del Forum dei precari e alcuni ragazzi di Azione giovani che dicono no ai provvedimenti del ministro Mariastella Gelmini". In piazza c'era pure Giusto Catania, europarlamentare di Rifondazione comunista: "Le scuole e gli atenei siciliani - dice - saranno fortemente penalizzati, ed è scandalosa la subalternità di Lombardo che proclama la sua autonomia ma poi accetta supinamente le politiche romane su sanità, scuola e federalismo". Anche a Palermo i prof sono scesi in piazza contro il ripristino del maestro unico nella scuola primaria, la soppressione dei piccoli istituti dell'obbligo che rischia di sguarnire i centri minori, la riduzione del tempo scuola alle elementari e del tempo prolungato alle medie e contro i tagli agli organici che colpiranno prevalentemente i precari. "La situazione al Sud è al limite del collasso - dice Alagna - Siamo scesi in piazza per protestare contro la politica del governo sulla scuola. Ma il problema sta diventando sociale e interessa tutti i cittadini. Per questo, prima che la situazione di grave malessere sociale possa degenerare, chiediamo al prefetto di aprire un tavolo interistituzionale". Un ciclone rischia di travolgere la scuola nel prossimo triennio. Una stima prudenziale prevede nella provincia di Palermo la cancellazione di oltre tremila posti. Per questo oggi alle 17 Cgil, Cisl, Uil, Snals, Confsal e Gilda daranno vita a un sit-in a piazza Politeama per spiegare la riforma Gelmini ai cittadini. I sindacati confederali hanno proclamato lo sciopero per giovedì 30 ottobre.

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Prof e studenti sulle barricate la gelmini rinuncia alla visita (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo Prof e studenti sulle barricate la Gelmini rinuncia alla visita In quattromila all'assemblea: "Come vent'anni fa" L'Ateneo in rivolta Un corteo lunedì e uno il giorno dopo Al raduno il rettore Silvestri e il suo successore Lagalla il ministro diserterà la visita programmata per lunedì prossimo allo Steri e si terrà lontano dalle contestazioni studentesche nelle piazze di Palermo. Ma l'onda lunga anti-Gelmini ormai è in moto e il popolo di viale delle Scienze lunedì alle 9 del mattino si metterà ugualmente in marcia per raggiungere la sede del rettorato, in piazza Marina, per chiedere l'abrogazione della legge 133 "che riduce il numero dei docenti, peggiora l'offerta didattica, impedisce l'accesso dei giovani alla docenza". è la prima delle azioni di protesta decretate ieri da un'assemblea d'ateneo nel cortile esterno di Architettura che, con l'inaspettata adesione di circa quattromila persone, ha ricordato i successi di quelle della Pantera di fine anni Ottanta, il movimento che dalle aule universitarie palermitane divampò in mezza Italia. Tutti in piedi, clima da amarcord, striscioni sull'Università "svenduta" e tanti relatori che si sono alternati al microfono al balcone del primo piano. Alla fine è stato approvato un documento che esprime preoccupazione per i provvedimenti annunciati dalla Gelmini. Per martedì prossimo il rettore Giuseppe Silvestri ha sospeso l'attività didattica autorizzando assemblee in tutte le facoltà: alle 11 partirà da Ingegneria un corteo, questa volta capitanato dai docenti, che si snoderà per le principali strade della città. "è una manifestazione - ha detto Silvestri, giunto all'assemblea assieme al suo successore, Roberto Lagalla - che servirà per far conoscere alla cittadinanza i motivi della protesta". L'aula magna di Ingegneria, 1.300 posti, non è bastata a contenere la fiumana dei partecipanti. L'assemblea si è spostata così nel piazzale alle spalle dell'edificio 14 di Architettura. All'incontro, organizzato da tutti i sindacati dell'Università, hanno aderito con gli studenti centinaia di docenti di tutte le fasce, dottorandi, assegnisti, presidi - da Adelfio Elio Cardinale, di Medicina, a Giuseppe Giordano, neo-preside di Agraria - personale tecnico e amministrativo. Non accadeva da anni. Gli studenti universitari hanno indetto per lunedì, in occasione della programmata visita al rettorato del ministro Mariastella Gelmini, un corteo aperto ai cittadini, per ribadire il no al decreto di riforma dell'università. Da viale Trastevere informano però che il ministro non verrà. Della protesta ieri pomeriggio si è discusso a Lettere, dove gli studenti sono in assemblea permanente da sei giorni. Nel documento approvato dall'assemblea (che sintetizza quelli elaborati dalle tre facoltà più agguerrite: Ingegneria, Scienze e Lettere) si è deciso di dare il via all'istituzione di tavoli per la raccolta delle firme per contrastare l'approvazione del decreto, il 31 ottobre al Senato. In tre giorni state già raccolte 6.500 firme (su 60 mila studenti). Nel documento finale si dice no alla riforma che impone riduzioni economiche, di personale, del fondo di finanziamento ordinario, e che prevede una sola nuova assunzione ogni cinque pensionamenti. Dice Francesco Musacchia, coordinatore dei docenti dell'Andu: "La caratteristica più interessante della protesta è che l'assemblea di oggi non ha avuto un colore politico. L'aula magna piena, con tanti presidi e persino due rettori, è stato un fatto assolutamente imprevisto. è importante che si mantenga alta la tensione e che si stabilisca una forte coesione sociale con gli studenti". Lancia un appello Pasquale Di Pollina, leader dell'Udu, l'unione degli studenti che sta organizzando assemblee in tutte le facoltà: "Chiediamo la mobilitazione di tutto il mondo studentesco, dei docenti, dei presidi, dei cittadini. Dobbiamo tutti quanti opporci allo smantellamento dell'università pubblica, al blocco della ricerca e della formazione". Aderisce alla protesta Rita Borsellino, leader di Un'altra Storia, che chiede un intervento del governo regionale con misure a tutela dell'istruzione pubblica. Si dissocia invece Azione universitaria, che si oppone al blocco della didattica e alle occupazioni: "La buona partecipazione di oggi non può rappresentare unilateralmente la voce degli oltre sessantamila studenti del nostro ateneo - dice Carolina Varchi - La maggioranza degli studenti, seppur vittime degli strumentali allarmismi della sinistra, non ha alcuna intenzione di rinunciare al normale svolgimento della didattica". a. r.

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Dal maestro unico alla mannaia di 1,5 miliardi sulle università (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Maestro unico e voti in condotta. Tagli all'istruzione pubblica di 8 miliardi di euro in 3 anni per 87mila docenti e 44.500 tra collaboratori e personale delle segreterie scolastiche. Sono questi i nodi della protesta anti-Gelmini: alle elementari un solo insegnante per solo 24 ore alla settimana. E l'attuale tempo pieno viene lasciato alla creatività delle scuole: potranno consentirlo solo in base agli organici che fornirà il ministero. Poi il capitolo scuole di montagna: con un taglio di più di 500 milioni chiuderanno circa 2600 istituti. All'università invece lo scontro è per la legge 133: tagli di 1,5 miliardi in 5 anni, la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato e un rallentamento del turn-over al 20%. I motivi della protesta.

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La ricerca è in mutande Leviamo anche quelle (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

"La ricerca è in mutande Leviamo anche quelle" "No a Tremonti-Gelmini distruttori della scuola". "Decreto Gelmini: meno tempo pieno per i nostri bambini". "Ma quale grembiulino ma quale voto in condotta: è la scuola pubblica che viene malridotta". "Stranieri, italiani, belli e brutti: la scuola pubblica è di tutti". "Taglia taglia e il bambino raglia". "Noi la crisi non la vogliamo. Noi la crisi non la paghiamo". "I ricercatori non sono in svendita. Questa lotta vogliamo vincere". "La ricerca è in mutande. Leviamo anche quelle?". "Tagli turn over e fondazioni: anomalie e sapienza, la verità non si arresta". Gli slogan.

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Università, nuove proteste arrivano gli stati generali - laura bellomi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Milano Università, nuove proteste arrivano gli Stati generali Nel corteo anche scritte, lanci di uova e bottiglie Occupato fino a notte il cortile di Scienze politiche, blitz dei precari in piazza Affari LAURA BELLOMI "Bloccheremo il decreto Gelmini, la rivolta è appena cominciata". Con questo slogan i collettivi della Statale si preparano agli "Stati generali d'ateneo" di martedì prossimo. "Un'assemblea in cui studenti, lavoratori e docenti si uniranno per fermare la riforma e lo spezzatino universitario che ha in mente il ministro", fa sapere Luca Minghinelli, studente di Scienze politiche. In un crescendo di mobilitazioni, monta la protesta degli studenti universitari. Per martedì 28 è indetta alla Bicocca l'assemblea unitaria, mentre oggi pomeriggio dalle 15 in avanti docenti e genitori di Rete Scuole si troveranno nei parchi Trotter, Alessandrini e Monte Stella per un pomeriggio in difesa della scuola pubblica: "Vogliamo chiarezza sul tempo pieno e sulle strategie per l'integrazione dei bambini stranieri", spiega Stefania Giacalone, docente delle elementari a Quarto Oggiaro. Ieri mattina, il "No Gelmini Day" è cominciato presto con picchetti davanti a scuole e università. In via Conservatorio è stato occupato il cortile della facoltà di Scienze politiche, mentre il corteo di insegnanti e studenti - 50mila secondo gli organizzatori, 10mila per la Questura - , da largo Cairoli si è diretto al Provveditorato di via Ripamonti. Alla Statale si sono tenute soltanto le discussioni di laurea, le aule sono rimaste chiuse, così come gli sportelli della segreteria di via Santa Sofia: "Su cinquecento dipendenti, in sede centrale sono entrati al massimo in quindici", dice Davide Lo Prinzi, rappresentante dei lavoratori. Un fiume di manifestanti e striscioni, da "La loro università: baroni, affari, precarietà" a "Il futuro è di chi lo ricerca", dietro cui marciavano dottorandi e ricercatori. Slogan contro la Gelmini e i tagli sono comparsi un po' su tutti i muri, Arcivescovado compreso. E non sono mancati anche momenti di tensione, con lanci di uova verso il Provveditorato da parte degli studenti delle superiori e bottiglie di vernice in volo contro la sede di Assolombarda per mano degli universitari. Mentre genitori e insegnanti cantavano e saltavano davanti al Provveditorato, gli studenti di Scienze politiche si sono riunirsi in assemblea per organizzare la "notte bianca dell'università contro i tagli", musica fino all'alba nel cortile dell'università. Decisi a farsi largo verso il Provveditorato, gli studenti medi sono invece stati bloccati da transenne e forze dell'ordine che hanno impedito l'arrembaggio. Il provveditore Antonio Lupacchino ha infine accettato di parlare con una delegazione di insegnati e genitori: "Lo abbiamo invitato a intervenire a favore della scuola pubblica esortando i dirigenti dei singoli istituti a non ostacolare le iniziative di protesta", spiega Maria Cristina Mecenero, insegnante delle elementari. Dal canto suo il provveditore ha fatto sapere che inoltrerà il verbale dell'incontro al ministero. In una mattina di contestazione, i sindacati di base e le associazioni dei lavoratori precari hanno invece occupato simbolicamente la Borsa, "Cattedrale di Ognisoldi". Con un blitz in piazza Affari, da una finestra del primo piano a mezzogiorno è stato steso uno striscione che ricordando Lutero elencava le "95 tesi sulla precarietà". Presidii volanti sono stati organizzati davanti alle sedi di diversi call - center.

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Gelmini sul decreto La sinistra difende una scuola indifendibile (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Gelmini sul decreto "La sinistra difende una scuola indifendibile" / Roma È FIRMATO "Mariastella Gelmini - gruppo di lavoro" l'opuscolo di 5 pagine, dal titolo "istruzione", che i collaboratori del ministro hanno distribuito ai senatori del Pdl e della Lega nord nell'incontro con la titolare del dicastero di viale Trastevere, che si è svolto mercoledì scorso a Palazzo Madama. tema della riunione, ovviamente, la riforma della scuola.Tre titoli per una sorta di promemoria dedicato alla contestata riforma: "La scuola del centrodestra", "Tagli? no, lotta agli sprechi per riqualificare la scuola italiana", "la sinistra difende lo status quo". - La scuola del centrodestra. Qui vengono spiegate le ragioni delle scelte contenute nel decreto all'esame del Senato. si parte dal ritorno al grembiule che trova le sue motivazioni nel "risparmio per le famiglie, eguaglianza di tutti i bambini a scuola, fine della corsa alle griffe". C'è poi il 5 in condotta, necessario per "un ritorno al rispetto dell'istituzione scolastica contro i fenomeni del bullismo". sei sono invece le ragioni del ritorno al maestro unico: "al bambino serve un punto di riferimento unico; in tutti i paesi d'europa c'è il maestro unico; aumentare il numero di maestre per bambino è servito ai sindacati per aumentare posti di lavoro proprio quando diminuiva il numero dei bambini; al maestro sarà affiancato l'insegnante di inglese e di religione; con il maestro unico l'italia era terza nelle classifiche Ocse, con più maestri è scesa all'ottavo posto; ridurre il numero dei maestri per bambino consente di aumentare il tempo pieno del 50%". e questo perchè "ci sono più insegnanti per il tempo pieno". sulla scelta di un ritorno ai voti si dice: "Si torna alla chiarezza contro i giudizi spesso incomprensibili. un 4 è un 4. un 7 è un 7". Breve accenno agli stranieri: "sarà possibile frequentare dei corsi di italiano pomeridiani per gli stranieri". Infine, "più poteri ai presidi nel reclutamento dei docenti" e "non si toccano gli insegnanti di sostegno e le scuole di montagna". - tagli? no, lotta agli sprechi nessun taglio ma lotta agli sprechi perché "il 97% del bilancio del ministero va per pagare stipendi; in italia ci sono più bidelli che carabinieri; più di 10 mila classi con meno di 10 alunni; 1.350.000 dipendenti sono troppi; in una scuola serale di Mestre ci sono 11 insegnanti e nessun iscritto; a Como una classe elementare ha 9 maestre". Dunque, l'obiettivo è avere "meno professori ma più pagati con premi di produttività fino a 7000 euro annui; più soldi per innovazione e formazione; premiare studenti e professori migliori; più libertà nel reclutamento dei docenti". - la sinistra difende lo status quo. Parole d'ordine nette nel capitolo dedicato alla sinistra: "la sinistra e i sindacati difendono l'indifendibile: una delle scuole peggiori d'Europa; è finita un'epoca. Col governo Berlusconi la scuola non sarà più un ammortizzatore sociale e uno stipendificio. I sondaggi dimostrano che gli italiani apprezzano le iniziative del governo sulla scuola; la sinistra ha creato questa scuola: 14 euro lordi l'ora per un insegnante, quasi come un collaboratore domestico".

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Marcella, la prof Oggi dovevo essere qui 54 anni, una vita alle elementari: La politica non c'entra, tolgono il futuro ai nostri ragazzi (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Marcella, la prof "Oggi dovevo essere qui" 54 anni, una vita alle elementari: "La politica non c'entra, tolgono il futuro ai nostri ragazzi" di Federica Fantozzi / Roma L'UNICO striscione che non sanguina è il suo: "Gelmini risplendi di luce propria? Ai posteri l'ardua sentenza". Se non si scioglie sotto la pioggia, è merito del ferro da stiro passato sui colori acrilici. Destinati agli alunni, ma, come per risme di carta, scotch e pennarelli, non c'è peculato: "Se tieni al lavoro che fai, ti metti le mani in tasca e compri i materiali che non ci sono". Marcella Patassa insegna italiano e storia alla primaria Giuseppe Verdi di Santa Maria delle Mole, Castelli Romani. Una scuola normale, non di trincea: 280 bambini, 14 classi da 16 a 25, due stranieri ognuna, 33 docenti, palestra e cortile di cemento, la richiesta al Comune di un pezzo di giardino per giocare. Una maestra normale: 54 anni, piccola e bruna, pantaloni gessati e golfino sotto il k-way, occhiali dalla montatura trasparente. Davanti ha la pensione tra 6 anni, alle spalle 32 di insegnamento tra ruolo e fuori ruolo. A Lavinio, ad Ariccia, a Cava dei Selci, alle scuole serali, un anno dalle suore oblate. Nell'82 è stata quel maestro unico che ora tornerà: "Ma sono altri tempi. Prima si trattava di leggere, scrivere e far di conto". Gli ex allievi le scrivono, ma il vicolo della nostalgia è cieco: "La società è più veloce, pressante. I bimbi hanno difficoltà a mantenere l'attenzione. Quando le mamme non lavoravano il doposcuola era un'opzione, ora il tempo pieno è una benedizione". Alla scuola "G.Verdi" si fanno 40 ore con due insegnanti, più inglese e religione. La retta costa 86 euro a trimestre; la mensa 2,75 dal primo al dolce. Si pagano a parte il pulmino e la "prescuola" mattino o sera. Santa Maria è un paese di pendolari, la scelta obbligata per figli di operai, artigiani, professionisti. Marcella non ha tessere di partito, vorrebbe prendere "un pezzetto dall'uno e dall'altro", non ha protestato contro Moratti e Fioroni, diffida degli "estremisti". Quando i ragazzi fradici urlano al ministro "vaffanculo" e "buttana", sussulta: "A volte ti riducono in un modo...". Si è chiesta se scendere in piazza, si è risposta che lì i greci discutevano tutto ed era una democrazia. In gruppo hanno preso il treno per Termini: "La G. Verdi ha chiuso i battenti per un giorno". Per 1600 euro, la sua giornata comprende sveglia alle 7, colazione, tragitto da Due Santi, la frazione di campagna in cui abita, lezione, rientro, pranzo, faccende di casa, correzione dei compiti dalle 16 alle 20, cena. Fannulloni? Ore vuote? Sogghigna: "No, usate per progetti. Gite, cura dell'ambiente, educazione al gusto. Con i bambini non puoi correre, devi ascoltarli". C'è il giornalino con le pagine "accade nel mondo" e "accade a scuola" e il concorso di poesie. Marcella lo accantona: "Non sarà più possibile. I tagli significano, semplicemente, nozionismo anziché creatività. Ci sarà un impoverimento didattico, culturale, umano". Il maestro unico del nuovo millennio segnerà la fine del rapporto uno a uno: "Impossibile con 30 ragazzi". Nubile, sei nipoti tra 15 e trent'anni, scarpina fino a San Giovanni pensando ai precari senza futuro. Non alle sue incertezze: se i suoi 19 allievi finiranno accorpati, se rimarrà di serie A o B, se finirà in un ministero. Non teme il grembiule né i voti, ma strutture fatiscenti e aule-ripostiglio: "Non c'è la metratura, nessun edificio è a norma". Il peggio? "Le classi differenziali è razzismo". Quell'argomento è miele, i colleghi accorrono, negano rallentamenti: "In un mese uno straniero impara l'italiano e un italiano che c'è chi lascia gli affetti per mangiare". I timori di Veronesi? "Un bravo scrittore ma non un genitore illuminato". Si pensa alla bimba rumena che non spiccicava una parola e la classe l'ha aiutata con le immagini, e se l'è cavata alla grande. O al bulgaro, figlio di ragazza madre, che in aula non studiava ma aveva amici. Ai casi "problematici" con handicap o genitori separati. Intorno, corrono piccole sagome: giusto portare i bimbi ai cortei? "Devono sapere cosa accade intorno, se non troppo piccini". In classe lo spiega? "Parlo poco, insegno che ogni messaggio va letto tra le righe". Cosa le mancherà di più? "Gli insegnanti di Frosinone e della Calabria, con le graduatorie provinciali - dice Marcella che è umbra di Sellano - Sono bravissimi". Dopo una vita defilata usa parole come "lotta" e "crollo" perché vede a rischio la sua missione: "Forse fa comodo il popolo ignorante". A chi dice che non cambierà niente? "Cambierà tutto. Non più la Carta ma la legge del più forte. Non la giustizia sociale ma la selezione naturale". A chi dice: ho studiato nel pubblico ma non ci manderei mio figlio? "Sbaglia. Uscito dalla scuola pubblica suo figlio non avrà paura del mondo. Non si può vivere in una bolla di cristallo".

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Ecco l'altra Gelmini pronta allo sciopero (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 250 del 2008-10-18 pagina 3 Ecco l'altra Gelmini pronta allo sciopero di Redazione Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, è da giorni nell'occhio del ciclone. In piazza la contestano, ce l'hanno con la sua riforma. Le piazze si gonfiano e in quelle moltitudini organizzate dal sindacato e dalle opposizioni c'è anche la contestatrice che non ti aspetti. Una di famiglia. Nientemeno che la sorella. Cinzia Gelmini, insegnante elementare alla Angelo Canossi, nel distretto didattico di Pontevico nella provincia di Brescia da cui la ministra proviene. Insegna italiano, immagine, musica e laboratorio. E non sta certo dalla parte della sorella. Non lo è mai stata. Delegata confederale della Cgil, ieri non c'era ma solo perché gli slogan erano dei Cobas e per quelli scanditi dai confederali bisogna attendere il 30 ottobre. Quel giorno però si può scommettere che Cinzia sarà dietro a qualche striscione perché - confermano alla Camera del Lavoro di Brescia - la sorella di Mariastella ha partecipato a tutte le assemblee preparatorie dello sciopero del 30 ottobre. "D'altronde è una dirigente dell'Flc-Cgil - spiega Santo Gaffurini della segreteria Cgil - e in passato ha sempre preso parte alle mobilitazioni". Già, in passato. Stavolta è diverso. Il "bersaglio" non si chiama Moratti ma Gelmini. La sorella Mariastella, che in occasione del giuramento aveva dichiarato: "Cinzia, la mia consigliera". E lei a sua volta aveva riconosciuto che nessuna di loro "è ideologica" e che pur pensandola diversamente riescono a non litigare. Ma il 30 ottobre sarà diverso: l'una in una piazza di Brescia, l'altra in piazza Kennedy. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Slogan rabbiosi e pugni chiusi Che rabbia quei bimbi in corteo (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 250 del 2008-10-18 pagina 3 Slogan rabbiosi e pugni chiusi Che rabbia quei bimbi in corteo di Cristiano Gatti Da Roma a Genova fino a Napoli i "baby-scioperanti" sono un salto di qualità che dovremmo risparmiarci Non è facile parlare di bambini. Serve delicatezza, ma ancora di più serve rispetto. Per una volta, noi adulti dovremmo riuscire a parlarne al di fuori e al di sopra delle nostre coloriture, dei nostri schieramenti, dei nostri giochi politici. Il tema, molto semplice e molto scarno, è di stringente attualità: ha senso, in questi giorni di ruvida contestazione stradale, mandare avanti i bambini? È poi così normale portarseli in corteo, cartellonarli sotto slogan rabbiosi, invitarli al coro col pugno proteso, dotarli di megafono? Se la questione viene sollevata dalla Gelmini, che è di parte e non ha figli, risulta troppo facile liquidarla come strumentale e interessata. Ma la circostanza vuole che questa non sia una fissa della Gelmini. È un problema molto più serio. È possibile affrontarlo, per un attimo soltanto, nell'esclusivo e superiore interesse degli innocenti? Io lo so che sollevare l'eccezione significa tirarmi addosso gli insulti di mezza Italia. Non importa. Non si può accettare che certe scene passino inosservate. Che siano vissute come tranquille e normali. A costo di passare per un papà dell'Ottocento, o per uno spirito da Giovane Marmotta, lo voglio dire forte: quei bambini in corteo, nelle giornate della guerra alla Gelmini, sono uno spettacolo tristissimo. Non lo dico per la Gelmini: in questo momento non me ne importa nulla della Gelmini, della sua riforma, del grembiulino, del tempo pieno, dei tagli e delle frattaglie di questa scuola eternamente sinistrata, così come non mi importa nulla dei contenuti nobili e meno nobili della contestazione. Non è di questo che voglio parlare, non è in queste feroci battaglie ideologiche che voglio farmi trascinare. Il tema è un altro, molto più alto e molto più fragile. I bambini in piazza, a quel modo, sono un salto di qualità che dovremmo risparmiarci. Soprattutto, che dovremmo risparmiare loro. Eppure, a Roma come a Genova, a Bologna come a Napoli, la grande novità della contestazione studentesca sta proprio nei baby-scioperati. A Milano le bambine sfilano mostrando cartelli molto più grandi di loro, non nelle dimensioni: "Blocchiamo il decreto, occupiamo tutto". Stanno lì, davanti o in mezzo ai cortei, mentre attorno gli studenti di università e superiori fanno il loro mestiere, il mestiere di sempre, il mestiere di tutte le giovani generazioni, cioè lanciare petardi, imbrattare vetrine, insultare ministri. Allora, mammine evolute che per le creature cercate la merendina "bio" e lo zainetto-trolley: siamo sicuri che l'esperienza del corteo sia così edificante? Com'è che a questi nostri piccoli cerchiamo di risparmiare qualunque esperienza troppo forte, mentre ci va benissimo che sfilino assieme ai ventenni nel pieno esercizio della ribellione ormonale? Inutile specificare: poco da ridire sulle iniziative inventate negli ultimi giorni, come le notti bianche a scuola, tra pizze al trancio, giochi di gruppo e disegno libero, mentre i dibattiti impegnati stanno sullo sfondo, là in fondo, dentro la palestra, con genitori e maestre. Per i bambini, se non hanno a che fare con adulti fanatici e incoscienti, l'esperienza si risolve più o meno in un simpatico gioco. Altra cosa, tutta un'altra cosa, è il corteo. Se non ricordo male, noi siamo quelli che giustamente compatiscono i nostri padri per quei loro avvilenti sabati in divisa da balilla, tanto tempo fa. Siamo quelli che giustamente provano un sano odio per tutti i regimi subdolamente impegnati nell'indottrinamento dell'infanzia, nel Sud come all'Est del mondo. Cioè: siamo quelli che doverosamente, civilmente, sensibilmente si ribellano all'uso improprio, qualunque uso, dei bambini. Improvvisamente, in queste ore, la nostra tremula ipersensibilità evapora, in nome di una battaglia ritenuta decisiva e fondamentale. Nessuno lo discute, che sia fondamentale: il problema è se sia accettabile mandare avanti i bambini. Solo questo. Sarò di un altro tempo e di un altro pianeta, ma secondo me no, non è accettabile. Resto dell'idea che i grandi debbano fare i grandi e i piccoli debbano fare i piccoli. Senza nessuna accelerazione. Senza ambigui scambi di ruoli. Conosco già in anticipo, e chiederei di risparmiarmele, tante obiezioni. Ne ricordo solo qualcuna: i bambini d'oggi sono molto meno tonti di noi alla loro età, i bambini d'oggi sono bombardati di cose ben peggiori con certa televisione. Confermo. Non ho alcun problema. E non penso che i bambini debbano sempre giocare con la Barbie o con le macchinine. Che debbano crescere con l'idea - l'illusione - di un mondo in simil Walt Disney. Però vediamo di non confonderci con i termini. Sbaglio o le nostre mamme d'oggi, a Natale, piantano il muso allo zio che si ostina a regalare pistole e fucili? Ci sarà un motivo, se pensiamo che comunque le armi, per quanto giocattolo, vadano tenute lontane dall'educazione dei nostri figli... Torno allora cocciutamente alla domanda: siamo sicuri che sfilare in questi cortei, tra cori belluini e petardi al Provveditorato, sia così innocuo e giocoso? Prima però di rispondere a questa domanda, forse sarebbe utile e salutare rispondere onestamente a un'altra, che in definitiva le sovrasta tutte quante. Questa: portandoli in corteo, stiamo facendo il loro bene o il nostro interesse? Io una risposta ce l'ho. Non sto a ripeterla. Colgo solo l'occasione per ricordare un'antica teoria: i bambini sono una cosa bellissima, il guaio è che col passare del tempo diventano genitori. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Università, l'ultima trincea (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Genova Migliaia in piazza insieme agli studenti medi contro la Gelmini e Brunetta. Da lunedì lezioni in strada Università, l'ultima trincea I docenti: "Inaugurate subito l'Anno accademico" Mentre tremila universitari, liceali, maestre, genitori, bambini sfilano gioiosamente e bloccano, per tre ore - ieri mattina - il centro città, si compatta, a Balbi 4, "l'assemblea dei docenti universitari genovesi" che chiede con urgenza al Rettore un'inaugurazione anticipata dell'anno accademico. Una cerimonia solenne, nelle prossime settimane, in cui tutto l'Ateneo difenda, con forza, la scuola e l'università pubblica. Ma chiede anche un immediato intervento delle istituzioni locali e organizza, dalla prossima settimana, lezioni in piazza. A Matteotti, De Ferrari, San Lorenzo, professori col megafono. BOMPANI E ROSSELLI ALLE PAGINe II E III SEGUE A PAGINA II.

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Walter neo-comunista e D'Alema furioso (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA: LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100 studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo. "L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al settore, il vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita. L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti ( 78 ) " (32 votes, average: 3.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (45 votes, average: 3.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (41 votes, average: 3.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 158 ) " (50 votes, average: 4.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (46 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni canarino: Sullo sfascio della sinistra io ho una mia teoria, che potrebbe anche essere sbagliata (meglio scriverlo... UMBERTO TORDONE: "SALVATORE" Ho letto che dici castronerie ed è vero, ma dici anche bugie ed... Stephan: Vorrei fare un commento sulla qualita' della nostra scuola. Vorrei evidenziare come la nostra scuola... Paola: A proposito della riforma Gelmini, voglio dire la mia: sono un'insegnante elementare, amo il mo lavoro e... Mulas: PER WOLF Dimenticavo: a qualche centinaio di metri da quel colle sorge l'edificio del CIS progettato da... 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Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Università, un grido per uscire dal tunnel - michela bompani (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Genova Università, un grido per uscire dal tunnel Studenti in piazza. I docenti: "Subito l'inaugurazione dell'Anno accademico" L'analisi di Gibelli "Il sindacato e i partiti sono tagliati fuori, e questo dovrebbe farli riflettere" L'assemblea dei prof chiede un incontro alle istituzioni: "Venite in via Balbi e prendete posizione con noi" MICHELA BOMPANI Mentre tremila universitari, liceali, maestre, genitori, bambini sfilano gioiosamente e bloccano, per tre ore - ieri mattina - il centro città, si compatta, a Balbi 4, "l'assemblea dei docenti universitari genovesi" che chiede con urgenza al Rettore un'inaugurazione anticipata dell'anno accademico. Una cerimonia solenne, nelle prossime settimane, in cui tutto l'Ateneo difenda, con forza, la scuola e l'università pubblica, "contro il tentativo di smantellamento in corso". Punta i piedi, e chiede un immediato intervento delle istituzioni locali. Organizza, dalla prossima settimana, lezioni in piazza. A Matteotti, De Ferrari, San Lorenzo, Annunziata: professori col megafono. E infatti il movimento annuncia che, da lunedì, sarà sospeso il blocco delle lezioni a Lettere: "Le ore serviranno per informare gli studenti: lunedì stabiliremo orari e luoghi, se però i docenti disponibili dovessero essere pochi, allora ripristineremo lo stop didattico". Oltre ad un'assemblea plenaria, interfacoltà, mercoledì mattina, una delle tappe della protesta della prossima settimana, sarà il Festival della Scienza, che partirà giovedì: "Quale contesto migliore per lanciare, ulteriormente, il grido d'aiuto dell'Università?". Promossa dalla giunta di presidenza della Facoltà di Lettere, l'assemblea dei docenti - che diventa, di fatto, una nuova e ulteriore voce del movimento - ha catalizzato professori di tutte le Facoltà genovesi. "Chiediamo un incontro pubblico con le istituzioni", invoca nel documento redatto al termine della riunione. L'invito è diretto al sindaco, Marta Vincenzi, ai presidenti di Provincia, Regione, ma anche al Direttore scolastico regionale, al Prefetto: "Venite in via Balbi e prendete posizione con noi". Ci sono il preside di Lettere, Michele Marsonet, quello di Giurisprudenza, Paolo Comanducci, il delegato del Rettore per gli studenti e docente a Fisica, Gaetano Gallinaro, il preside di Lingue Sergio Poli: e docenti di Medicina, Ingegneria, Lettere, Lingue, Giurisprudenza. Dalle 11, per un'ora e mezza, discutono e preparano un documento finale, in cui attaccano: "La gravità dell'attacco in corso al sistema pubblico della formazione è una violazione dell'articolo 33 della Costituzione". L'assemblea si scioglie mentre a Balbi arriva il corteo del movimento degli studenti: sono partiti tre ore prima, proprio da qui. "Protestiamo ad oltranza contro l'ignoranza", "Fuori la precarietà dall'Università e dalle nostre vite": gli striscioni, appaiati, aprono all'Annunziata un fiume di duemila persone. La marcia comincia, mentre arriva il corteo di studenti medi - un centinaio di ragazzi - che è partito poco prima da piazza Caricamento. Apre lo striscione nero, "Studenti antifascisti genovesi". Degli esponenti di Lotta Comunista, che la sera prima avevano innescato un pestaggio, irrompendo alla festa-dibattito del movimento di via Balbi, non c'è traccia. Scongiurato così, l'unico elemento di tensione. Tra le fila, si parla di occupazione: "Dopo il 30 - assicurano i leader dei "medi" - dobbiamo partire almeno con otto istituti, insieme". Avanzano gli universitari, i precari sfilano sotto l'allegoria - come nei bestiari medievali - di Tremonti, Brunetta, Gelmini che, con i bastoni, cacciano il diavolo precario: "Abbiamo solo un rammarico: avevamo paura, per questo non ci siamo mossi prima". C'è il quasi-preside di Lettere (dal 1° novembre), Francesco Surdich, il preside di Lingue, Sergio Poli, alcuni docenti, studenti di Ingegneria, Scienze politiche, Medicina, Farmacia, Ingegneria, Giurisprudenza, Scienze matematiche fisiche e naturali. Via Bensa è un fiume di persone, ma s'intuisce subito che non c'è solo l'Università. Maria Rosa è "una mamma preoccupata per il futuro dei miei figli", sfila scortata proprio da loro, Isabella e Arturo, 9 e 15 anni: "Dovrei aspettare lo sciopero del 30 per protestare?", chiede polemica. Ci sono quelli della Ssis, "che abbiamo studiato e pagato tasse per due anni, siamo più precari di prima e ora ci licenziano pure". "Se non cambierà, lotta dura sarà", scandisce il serpentone, in galleria. E, sfruttando la risonanza, parte una breve ma sonora contestazione al Rettore, "colpevole di non aver assunto posizioni forti, accanto al movimento". Ci sono le maestre della scuola elementare Dante Alighieri di Bolzaneto: "Se aspettiamo di fare sciopero con i sindacati confederali, il 30 ottobre, la Gelmini diventa vecchia, è nostro dovere essere qui e continuare a fare sentire la nostra voce", sono agguerritissime. Via XXV aprile. A De Ferrari è festa, perché il corteo si fonde con la costola genovese della manifestazione nazionale organizzata dai sindacati di base: Michele, tre anni e mezzo, con lo striscione "Sos scuola", prende la testa del corteo. "E' una manifestazione riuscita, trasversale, tutte le Facoltà sono coinvolte - riflette Antonio Gibelli, direttore del Dipartimento di Storia a Lettere - è un'iniziativa da cui i partiti, il sindacato stesso, sono tagliati fuori. E questo deve far riflettere. Docenti e studenti hanno imparato a camminare insieme: si è creato un potenziale molto forte". S'imbocca via XX settembre, le forze dell'ordine sono impercettibili, i vigili urbani disperati. "La manifestazione continua a cambiare percorso, la situazione è difficile da gestire", e così si decide anche la chiusura, per più di mezz'ora, della Sopraelevata, perché i tremila si fermano a lungo, tra Corvetto e via XII ottobre.

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E i genitori schierano i bambini "tutti in lotta per l'eguaglianza" - elena rosselli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova La manifestazione In attesa dello sciopero generale del 30 ottobre, prova generale di Cobas e associazioni E i genitori schierano i bambini "Tutti in lotta per l'eguaglianza" "L'orario corto comporta l'addio al tempo pieno, il ministro non può dire che i tagli non incideranno sulla qualità" "Se c'è una crisi energetica non si ritorna alla candela, come si può pensare ancora al maestro unico?" ELENA ROSSELLI Questa mattina in Largo Pertini, alla manifestazione indetta dai Cobas e da Sos Scuole, c'erano proprio tutti: genitori, insegnanti e bambini delle scuole primarie, forse non completamente consapevoli della ragione delle proteste, ma saliti, loro malgrado, sul ring dove, da giorni, rappresentanti della scuola e Governo, se le danno di santa ragione. Se il Ministro dell'Istruzione, della Ricerca e dell'Università Maria Stella Gelmini, dichiara di non capire le ragioni della protesta, qui in piazza, insegnanti e genitori hanno ben presente quali sono i "mostri" da abbattere: la riduzione dell'orario scolastico a 24 ore e il ritorno al maestro unico: "Un orario di 24 ore comporta la sparizione del tempo pieno - spiega una mamma molto agguerrita - il Ministro continua a dire che i tagli non andranno a incidere sulla qualità dell'insegnamento, ma non può essere vero perché con il maestro unico, le classi, che saranno molto più numerose a causa dei tagli, saranno difficilmente gestibili". Ecco il perché dello slogan "Gelmini, provaci tu con 30 bambini". Nessuno, poi, vuole rinunciare alle attività extra-scolastiche: "Come si troverà il tempo, con sole 24 ore disponibili, per tutte le attività sperimentali? - si chiede una giovane insegnante - Ormai le scuole si sono aperte al territorio: i bambini, per esempio, escono, vanno a vedere le mostre, in biblioteca, nei musei, a teatro e al cinema e da questo ricevono molto sia in termini umani che didattici. Oltretutto, in questo non ci guadagnano solo i bambini, ma anche le strutture culturali: vi immaginate un Museo di storia naturale senza bambini?" Per tutti, l'istruzione pubblica è un bene primario, da difendere in tutti i modi: "Mettere in discussione la scuola pubblica è come mettere in discussione la vocazione primitiva della Repubblica. Noi non ci stiamo, né come genitori, né come cittadini". La paura è quella di un ritorno al passato: "Se c'è una crisi energetica, non si ritorna alla candela, ma si cercano energie alternative! Come si può tornare al maestro unico, in un mondo ormai così plurale?" Da via XXV aprile, arriva il corteo degli universitari: una maestra anziana che porta appeso al collo il cartello "Più maestre meno militari", prende la parola: "La nostra lotta è comune, contro una riforma senza idee, senza progetti, che ha come unico scopo i tagli, a tutti i costi. Ora andiamo avanti perché la lotta è ancora lunga". I cortei si uniscono: bambini, studenti medi, liceali e universitari formano un unico, lungo serpente colorato che prosegue compatto prima fino alla Prefettura, poi, come ultima tappa, fino al Provveditorato. La protesta delle scuole elementari è una protesta in rosa: sono quasi tutte donne quelle che stamattina si sono ritrovate davanti alla statua di Garibaldi per difendere i "loro" bambini, ma non manca neppure qualche maestro: "Io sono un padre e un insegnante, vivo con apprensione questa riforma da entrambi i versanti: come padre perché temo per il futuro dei miei figli, come maestro perché ho il dovere di lottare per l'istruzione dei miei piccoli alunni". Poco distanti da lui, un gruppo di bambini manifesta accanto ai genitori: due sono italiani, uno è africano, una romena e un'indiana. Tengono in mano piccoli cartelli bianchi: sopra, una citazione di Albert Einstein, "Appartengo alla razza umana": il riferimento è alla proposta della Lega sulle classi-ponte per immigrati a cui la Gelmini ha dato parere positivo: "Qui non si tratta solo del maestro unico o dei tagli di orario - spiega la mamma dei due bimbi italiani - ma di un concetto di scuola inaccettabile: qui si lotta anche per l'uguaglianza".

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Scuola, chi ha paura della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA: LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100 studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo. "L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al settore, il vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita. L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti ( 78 ) " (32 votes, average: 3.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (45 votes, average: 3.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (41 votes, average: 3.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 158 ) " (50 votes, average: 4.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (46 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni canarino: Sullo sfascio della sinistra io ho una mia teoria, che potrebbe anche essere sbagliata (meglio scriverlo... UMBERTO TORDONE: "SALVATORE" Ho letto che dici castronerie ed è vero, ma dici anche bugie ed... Stephan: Vorrei fare un commento sulla qualita' della nostra scuola. Vorrei evidenziare come la nostra scuola... Paola: A proposito della riforma Gelmini, voglio dire la mia: sono un'insegnante elementare, amo il mo lavoro e... Mulas: PER WOLF Dimenticavo: a qualche centinaio di metri da quel colle sorge l'edificio del CIS progettato da... 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Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". ECCO COSA PREVEDE LA RIFORMA: LEGGI E l'Economist difende la riforma Il settimale inglese dedica questa settimana un focus sulle modifiche in atto in Italia. Il problema della scuola italiana è quello "di avere troppi e malpagati insegnanti". È la valutazione di Roger Abravanel, autore di un libro Meritocrazia (edito in Italia da Garzanti), che aggiunge: "Il numero di insegnanti ogni 100 studenti in Italia è quello più alto della media dei paesi cse". Non solo. "L'educazione, in particolare nel Mezzogiorno, viene spesso strumentalizzata dai politici per promuovere a creazione di nuovi posti di lavoro. Questo si spiega perché, nonostante in Italia si studi più a lungo e in classi più iccole, gli studenti delle scuole secondarie facciano peggio rispetto a quelli stranieri. In ogni caso le scuole del Nord rientrano nella media dei paesi Ocse, mentre quelle del Sud sono ai livelli dell'Uruguay e della Thailandia". "Sebbene al momento attuale - ha affermato l'economista Giacomo Vaciago - il dibattito politico sia incentrato sui agli al settore, il vero problema della scuola è la qualità che è ormai sparita. L'attuale governo - ha proseguito Vaciago - sta facendo tagli e puntando contemporaneamte ad ottenere un risultatod i qualità. Adesso è una linea che sembra non pagare ma in futuro si". (AdnKronos) Scritto in Varie Commenti ( 78 ) " (32 votes, average: 3.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 118 ) " (45 votes, average: 3.22 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 66 ) " (41 votes, average: 3.85 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 158 ) " (50 votes, average: 4.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (32 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (13 votes, average: 2.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 77 ) " (19 votes, average: 3.16 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (61 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (47 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (46 votes, average: 3.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (50) Ultime discussioni canarino: Sullo sfascio della sinistra io ho una mia teoria, che potrebbe anche essere sbagliata (meglio scriverlo... UMBERTO TORDONE: "SALVATORE" Ho letto che dici castronerie ed è vero, ma dici anche bugie ed... Stephan: Vorrei fare un commento sulla qualita' della nostra scuola. Vorrei evidenziare come la nostra scuola... Paola: A proposito della riforma Gelmini, voglio dire la mia: sono un'insegnante elementare, amo il mo lavoro e... Mulas: PER WOLF Dimenticavo: a qualche centinaio di metri da quel colle sorge l'edificio del CIS progettato da... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Ultime News Borse europee in rialzo, Milano +4,16% L'allarme di Bush: la situazione è graveLa Gelmini: "Così la sinistra usa la scuola"Riforma, Napolitano: "Sulla scuola non bisogna dire solo no"Scioperi: obbligatorio referendum preventivoClima, Bruxelles attacca l'Italia: "Stime false" Prestigiacomo replica: "I costi sono giusti"Camorra, blitz a Scampia Manette al boss PrestieriBenedetto XVI: "La scienza guarda al profitto e vuole sostituirsi a Dio"Obama è ancora avanti di 5 puntiI messaggi in codice di Al Qaeda dietro a foto di abusi su bimbiFratta, alle terme benessere d'autunno Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille October 2008 M T W T F S S " Sep 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post October 2008 (1) September 2008 (4) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Walter neo-comunista e D'Alema furioso Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. Scuola, chi ha paura della Gelmini Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Studenti, prof e genitori in marcia contro la gelmini - montanari e rau a pag. v (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Firenze Corteo da piazza S.Marco Studenti, prof e genitori in marcia contro la Gelmini montanari e rau a pag. v SEGUE A PAGINA V.

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Sulla scuola niente allarmismi: non si può dire solo no (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-18 - pag: 19 autore: I cortei. Napolitano frena le proteste "Sulla scuola niente allarmismi: non si può dire solo no" Valentina Melis MILANO Nel giorno dei cortei in tutta Italia contro la riforma della scuola voluta dal ministro Mariastella Gelmini, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risponde alle domande di alcuni alunni, ospiti della tenuta di Castelporziano per la Festa d'autunno."Non si possono dire soltanto dei no, né bisogna farsi prendere dalla paura ", ha risposto il Capo dello Stato a una studentessa di Milano, preoccupata per gli insegnanti che potrebbero perdere il posto di lavoro. Napolitano ha precisato che le competenze, in questa materia, sono del ministro: "Io guardo quello che fanno Governo e Parlamento – ha continuato il Presidente – e quello che si discute con i rappresentanti della scuola e dei sindacati. Bisogna fare attenzione a non farsi prendere da nessuna esagerazione e da nessun allarme. Certamente – ha aggiunto Napolitano – ci sono alcune cose da cambiare nella nostra scuola, che non dà ai ragazzi tutto quello che dovrebbe sul piano della formazione e della preparazione al lavoro. Quindi bisogna discutere le cose per come stanno ". Studenti e insegnanti hanno manifestato ieri a Roma, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Napoli, Palermo, contro il progetto di riforma Gelmini (Dl 137/08) e i tagli imposti dalla manovra d'estate (legge 133/08)a scuole e atenei.L'occasione della protesta, che ha anticipato lo sciopero nazionale della scuola indetto per il 30 ottobre da Cgil, Cisl e Uil, è stato lo sciopero generale indetto dai Cobas. Un successo, con 500mila persone in piazza secondo gli organizzatori, arrivate in gran parte per difendere la scuola. Il ministero dell'Istruzione ridimensiona i dati e parla di un'adesione allo sciopero Cobas nel comparto scuola pari al 4,43%, secondo i dati parziali rilevati alle 17. "Le ragioni della protesta francamente non le comprendo –ha commentato il ministro Mariastella Gelmini – e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto il provvedimento". Il ministro difende anche la mozione della Lega sulle classi separate per i bambini immigrati: le classi differenziate "non sono un problema di razzismo – spiega – ma un problema didattico". Intanto sei Regioni (EmiliaRomagna, Toscana, Lazio, Marche, Puglia e Sardegna) hanno deliberato il ricorso alla Corte costituzionale per illegittimità dell'articolo 64, quarto comma, della legge 133/08. è l'articolo che prevede il ridimensionamento della rete scolastica per contenere le spese del pubblico impiego. Il ricorso dell'Emilia Romagna e del Piemonte riguarderà anche l'articolo 3 del Dl 154/08,che imprime un'accelerazione ridimensionamento degli istituti, prevedendo il commissariamento delle Regioni inadempienti. Proprio la norma che giovedì aveva causato la rottura tra Regioni e Governo in Conferenza unificata. Fonti vicine al ministro Gelmini escludono categoricamente, però, che l'articolo 3 possa essere stralciato dal decreto, come chiesto dalle Regioni. MANIFESTAZIONI Studenti e insegnanti in piazza: 500mila per gli organizzatori, adesioni al 4,4% per il ministero Gelmini: sono disinformati.

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Tremonti, Sacconi, Brunetta: il successo degli ex socialisti (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-18 - pag: 18 autore: Tremonti, Sacconi, Brunetta: il successo degli ex socialisti O ra che è cominciato in varie città l'autunno caldo contro le riforme del ministro Gelmini, è spontaneo confrontare le immagini degli studenti in piazza, con le loro bandiere rosse, e i dati dei sondaggi favorevoli al governo. Il quadro che ne emerge non potrebbe essere più chiaro. Quarant'anni fa,ai tempi del '68, le agitazioni studentesche riflettevano una società inquieta, in cui vecchi equilibri erano in procinto di saltare. Oggi le proteste - più che legittime, s'intende - hanno il sapore di un manierismo un po'stucchevole.E comunque non costituiscono la punta di alcun iceberg, perché dietro i cortei c'è solo una sinistra minoritaria nel Paese. Minoritaria, priva diun'identità certa e chiusa nelle sue malinconie. E non è un caso se lo stesso presidente della Repubblica si è sentito in dovere di avvertire: "attenzione, non si può dire solo "no"". Sull'altro versante,i sondaggi stupiscono anche gli esperti. Il gradimento di Berlusconi, a sei mesi dalle elezioni, supera il 60 per cento. Di solito nelle crisi economiche la prima vittima è il governo, il cui consenso crolla a favore dell'opposizione. Da noi accade il fenomeno inverso: più l'economia traballa e la paura serpeggia fra la gente, più aumenta il favore verso l'esecutivo. è in buona misura un fatto di ordine psicologico. Berlusconi viene percepito come il più adatto a gestire una crisi di vaste proporzioni. Una netta maggioranza di italiani lo considera competente in materia finanziaria, nonostante le tendenze populiste, dotato di esperienza e- perché no- talmente ricco da apparire quasi un alieno. Scatta il meccanismo che assiste Berlusconi fin dal '94, all'epoca della prima "discesa in campo": se lui è riuscito a guadagnare tanti soldi- così ragionano molti - sarà capace di tirarci fuoridalla palude.Questo moto dell'animo, piuttosto irrazionale ma comprensibile in tempi calamitosi, crea il consenso che circonda il premier e che stavolta ( a differenza del 2001) sembra inscalfibile. Segno che molti italiani vogliono sentirsi rassicurati e si aspettano che il premier- papà risolva per loro i problemi indotti dalle turbolenze economiche, per loro natura misteriose e inafferrabili. Fin qui il caso è singolare, ma non privo di precedenti. Colpisce invece che gli indici di consenso superiore al normale arrivino ad abbracciare un certo numero di ministri della compagine: Tremonti, Sacconi, Brunetta e proprio il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Sembra che gli italiani non si limitino a farsi cullare dal premier, ma apprezzino il lavoro dei suoi collaboratori. Così, sul piano politico, diventa ancora più stridente il contrasto fra chi protesta nelle strade ( legittimamente) contro la riforma e il favore maggioritario di cui gode la responsabile dell'Istruzione. Si direbbe che Berlusconi, volente o nolente, stia riuscendo in un'operazione mai tentata in precedenza: creare una classe dirigente, dare forma a una "cultura di governo ". Con un particolare: Gelmini a parte, gli altri ministri che svettano nelle classifiche (Tremonti, Sacconi, Brunetta) hanno una caratteristica in comune. Vengono da una formazione socialista: un tratto che riemerge talvolta nell'approccio ai problemi e nello stile di governo. Può essere casuale, maè un dettaglio interessante. Costituisce una sorta di rivincita culturale nei confronti della sinistra ex comunista, prevalente nel Partito democratico. Di cui non fa che mettere in luce la crisi attuale di identità. www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli I sondaggi li premiano mentre i cortei segnalano la crisi d'identità della sinistra.

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E i Cobas mandano in tilt le città (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-18 - pag: 19 autore: Il fermo nei trasporti. I disagi più forti a Roma e Milano E i Cobas mandano in tilt le città MILANO Mezzi pubblici fermi per lo sciopero, cortei anti-Gelmini e pioggia. Una combinazione che ieri ha mandato in tilt molti centri a cominciare da Roma e Milano. Le grandi città hanno risentito pesantemente delle proteste organizzate dai Cobas che hanno proclamato una giornata di fermo generale coinvolgendo trasporti, sanità, scuola, servizi pubblici. Obiettivo: chiedere al governo di adeguare salari e pensioni, di ridurre i prezzi, di abrogare il decreto Gelmini, di tutelare sanità e stato sociale. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, le adesioni sono arrivate a 2 milioni in tutta Italia. Ma le ripercussioni sono state pesanti. Giornata difficile anche a Milano e Torino. Nel capoluogo lombardo, anche se a detta dell'Atm il 68%dei mezzi pubblici era in servizio, la situazione è stata caotica. Già dalle 9, circa 8 tram su 10 hanno imboccato la via del deposito. Ben tre i cortei che hanno interessato la città. A Torino è stata bloccata la metropolitana. Secondo i sindacati, l'adesione allo sciopero ha superato il 70-80% tra gli autisti di bus e tram. Per l'azienda torinese di trasporti Gtt si è fermata al 35%. Sta di fatto che la metropolitana è stata fermata per motivi di sicurezza, dovuti sia a problemi tecnici sia alla mancanza di personale. Traffico in tilt anche a Palermo, con ingorghi e auto in coda. Quasi una trentina, tra partenze ed arrivi, i voli soppressi ieri all'aeroporto di Fiumicino. All'aeroporto Marconi di Bologna 24 voli, nazionali ed internazionali, sono stati cancellati. A Venezia si sono fermati i vaporetti: ci hanno pensato le gondole, in accordo col Comune, a traghettare a modico prezzo residenti e turisti lungo i due lati del Canal Grande.

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Recessione, da Teglio parte il forte segnale Cisl (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

TIRANO BORMIO pag. 7 Recessione, da Teglio parte il forte segnale Cisl "Non dobbiamo farci trovare impreparati" di PARIDE DIOLI ? TEGLIO ? "SE CI SARÀ la recessione economica di cui tutti parlano, il sindacato non dovrà rimanere impreparato". Insomma, l'immobilismo è la peggiore ricetta di questi tempi e la Cisl ha voluto dare ieri un segnale forte riunendo i suoi quadri in un incontro presso il Combolo di Teglio, alla presenza del nuovo segretario regionale Gigi Petteni. Le recenti vicende giudiziarie nell'edilizia in provincia rischiano poi di mandare in crisi il settore. "La giustizia deve fare il suo corso, ma in tempi rapidi e certi - dice il segretario provinciale Daniele Tavasci - perché non ci vada di mezzo anche la parte sana del comparto". "Bisogna poi dare risposte concrete soprattutto per quanto riguarda la questione occupazionale - ha aggiunto Petteni - che, anche in provincia di Sondrio presenta alcune criticità da non sottovalutare, alla luce della paventata recessione economica di questo periodo autunno-inverno. Sino ad oggi le regole sono state dettate dal mercato. Adesso che le cose vanno male c'è la rincorsa alla richiesta di aiuti da parte dello Stato. Insomma, prima si sono privatizzati gli utili, adesso si vogliono socializzare le perdite e le prime vittime di questa deregulation sono i lavoratori". La Cisl vuole dunque fare il punto con Confindustria e le altre associazioni imprenditoriali per affrontare concretamente il tema centrale della tutela dei lavoratori, partendo dalla defiscalizzazione dei salari più bassi anche per favorire un aumento dei consumi. Sarebbe questa infatti la ricetta per circoscrivere la recessione. "ANCHE per quanto riguarda il mondo della scuola, dopo le modifiche proposte dal ministro Gelmini - aggiunge Petteni - ribadiamo che le decisioni vanno prese nell'ambito di una riforma organica non a colpi di decreto. Più in generale ho avuto la conferma che anche qui in Valtellina sono in aumento le famiglie a rischio o che sono già al di sotto della soglia della povertà. L'allarme lanciato dalla Caritas non va sottovalutato da parte di tutta la società civile. Insomma, il territorio è centrale per il sindacato che deve presidiarlo sui temi cruciali".

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Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai sindacati contro la rif (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 18-10-2008)

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VETRINA ANCONA pag. 1 Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai sindacati contro la rif... Oggi fiaccolata, dal Passetto a piazza Cavour, organizzata dai sindacati contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. E' proprio il caso di dire che la protesta si infiamma ogni giorno di più.

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La Gelmini: <Così la sinistra usa la scuola> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 250 del 2008-10-18 pagina 1 La Gelmini: "Così la sinistra usa la scuola" di Redazione Mariastella Gelmini risponde, replica, contrattacca. "Basta bugie. La sinistra sfrutta la scuola per alzare lo scontro". L'istruzione diventa scontro ideologico e fervore di piazza. La Gelmini aggiunge: "A chi è in buona fede dico: ma la scuola così com'è vi sta bene? Ma l'Università funziona? Vi sta bene che i nostri ragazzi siano sempre gli ultimi nelle classifiche internazionali per la loro preparazione?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sciopero bus Cobas e Gtt discordi sulle adesioni A Torino è stata tra l'80 e il 9 (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

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0%, secondo i Cobas, l'adesione degli autisti di bus e tram allo sciopero, mentre per il Gtt, è stata intorno al 40%. Nel pomeriggio ha viaggiato regolarmente la metropolitana che ieri mattina era rimasta ferma per motivi di sicurezza, dovuti sia a problemi tecnici sia alla mancanza del personale. Regina Margherita Partita la bonifica contro l'amianto Avviata, all'ospedale Infantile, la bonifica contro l'amianto. Si parte dalla centrale termica, per proseguire nei sotterranei. Esposto Da Largorespiro all'Unione Europea Il comitato Largorespiro ha presentato un esposto all'Unione Europea affinché sanzioni il Comune per non aver bloccato la crescita "sempre più allarmante" dello smog. Università Notte bianca di protesta Una notte bianca all'università per dire no alla legge 133 è stata decisa ieri dall'Assemblea No Gelmini: da lunedì ci saranno lezioni all'aperto in via Montebello, e mercoledì è in programma una notte di musica, animazione e aperitivi a Palazzo Nuovo. Da lunedì occupazione a Fisica da parte dei Collettivi della facoltà di Scienze. Solidali con Saviano Lettura collettiva del libro "Gomorra" L'associazione "Quindicifebbraio" organizza per il 25 ottobre una lettura collettiva, in vari punti di Torino, di "Gomorra" di Roberto Saviano. L'iniziativa vuole dire basta alla camorra e alle intimidazioni allo scrittore. Arrestato Spacciava davanti alla scuola materna Un egiziano di 21 anni è stato arrestato mentre spacciava davanti a una scuola materna nei pressi di Palazzo Nuovo. è stato sorpreso da un carabiniere che stava andando a prendere il figlio.

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Il ministro: "Basta bugie La sinistra sfrutta la scuola per alzare lo scontro" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

N. 250 del 2008-10-18 pagina 0 Il ministro: "Basta bugie La sinistra sfrutta la scuola per alzare lo scontro" di Francesca Angeli Mariastella Gelmini sulla riforma che ha scatenato le proteste di piazza: "C'è stata troppa disinformazione. Sento il dovere di fare qualcosa per modificare lo status quo" Roma - "Quando tutti intorno si agitano mia nonna mi ha insegnato che è meglio stare fermi e mantenere la calma". Cortei, striscioni, proteste, marce, sit-in e notti bianche. Tutto intorno l'agitazione non manca. Ma il ministro Mariastella Gelmini si affida al saggio consiglio della nonna e prosegue il lavoro su quella materia incandescente che è il mondo della scuola. Ministro condivide la proposta di classi-ponte per i bambini stranieri? "Sono sincera: il termine classi-ponte non mi piace perché evoca un'idea di separazione tra bambini italiani e stranieri. La Lega però ha posto una questione reale e seria che va affrontata e risolta. All'asilo il problema non esiste: i piccoli nel giro di poche settimane si integrano perfettamente. Diverso il caso ad esempio di un dodicenne inserito in una classe della media senza conoscere una parola di italiano. Senza un supporto rischia davvero di non integrarsi e di isolarsi. Il governo investe risorse per organizzare corsi appositi che il ragazzo straniero potrà frequentare oltre alle ore che trascorrerà nella classe con i suoi compagni". Nessuna separazione? L'opposizione vi accusa di voler operare una segregazione razziale. "Non capisco perché ma la sinistra invece di cercare di risolvere i problemi preferisce dividersi ideologicamente arrivando come in questo caso ad evocare il razzismo che non c'entra proprio nulla. Questi corsi sono un'opportunità di integrazione in più". Il ministro Tremonti minaccia il commissariamento delle Regioni se non presenteranno entro la fine di novembre il piano di dimensionamento degli istituti scolastici. Molti enti locali hanno annunciato il ricorso alla Consulta e sostengono che migliaia di scuole saranno cancellate. "Nessuna scuola verrà chiusa. Si tratta di un accorpamento che riguarda la dirigenza e il personale amministrativo. E nel caso dei piccoli comuni di montagna non ci sarà neanche l'accorpamento. Ricordo alle regioni che i parametri per il dimensionamento degli istituti sono stati stabiliti con un decreto del '98 varato dal governo Prodi e noi non li abbiamo inaspriti. Sono passati dieci anni e quella legge è rimasta inapplicata. Tremonti è cattivo? O sono le Regioni inadempienti? Non sarà il caso di dimostrare un po' di buona volontà e smetterla di spendere il denaro pubblico dei cittadini laddove si può risparmiare? Vogliamo capire che lo spreco poi ricade su di noi? Tremonti chiede soltanto un comportamento più virtuoso da parte delle Regioni". Con il dimensionamento avremo classi di trenta alunni? "Un'altra fesseria. Dato che ci sono diecimila classi con meno di dieci alunni abbiamo previsto l'aumento di un punto di percentuale per classe, ovvero un alunno. Non credo che per un alunno in più in classe cascherà il mondo". Molte università sono state occupate, ieri c'è stato lo sciopero dei Cobas e cortei in molte città. Ministro lei sostiene che molti tra i manifestanti non sanno neppure contro che cosa protestano. "Il decreto appena varato dalla Camera non riguarda affatto le scuole superiori e gli Atenei dunque non capisco perché siano proprio questi a scendere in piazza". Le università protestano contro i tagli previsti dalla Finanziaria "La ricerca non viene toccata. E anche per gli Atenei io mi chiedo se può funzionare un sistema con 5.500 corsi di laurea. Io credo nel buono che c'è nella nostra Università e lo difendo ma l'offerta formativa oggi è slegata dal mondo del lavoro e non crea occupazione. Abbiamo un sistema troppo autoreferenziale e dobbiamo intervenire". Alcuni genitori e insegnanti sono preoccupati per il ritorno del maestro unico. "Io rispetto tutte le posizioni e sono disponibile al confronto con chi la pensa diversamente. Però a chi ieri era in piazza a protestare in buona fede voglio chiedere. Ma la scuola così com'è vi sta bene? Ma l'Università funziona? Vi sta bene che i nostri ragazzi siano sempre gli ultimi nelle classifiche internazionali per la loro preparazione? Io penso di avere il dovere di fare qualcosa per la nostra scuola non posso difendere lo status quo. Alla sinistra che in malafede ha scelto la scuola come terreno di scontro con il governo chiedo di smetterla di fare disinformazione sulla scuola dicendo bugie". Quali? "Non sparirà il tempo pieno. Grazie al ritorno del maestro unico che non prevede la compresenza potremo potenziare il tempo pieno. Non licenzieremo nessuno ma semplicemente operiamo il blocco del turn over. Non chiuderanno le scuole di montagna. Nelle medie le ore di insegnamento settimanali della lingua inglese passeranno da 3 a 5. E poi ci sono consistenti investimenti per l'innovazione tecnologica. Fondamentale poi sarà la razionalizzazione e la riorganizzazione degli istituti tecnico professionali". Qual è il risultato cui tiene di più? "Restituire ai docenti il rispetto e la considerazione che merita chi sceglie un mestiere che è una missione. Voglio che i nostri insegnanti siano motivati a fare bene il loro lavoro e siano ben pagati. Ed infatti 2 miliardi di euro di risparmi verranno usati per premiare i docenti più impegnati". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Slogan rabbiosi, pugni chiusi e bimbi in corteo (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 18-10-2008)

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N. 250 del 2008-10-18 pagina 0 Slogan rabbiosi, pugni chiusi e bimbi in corteo di Cristiano Gatti Scuola in fermento: da Roma a Genova fino a Napoli i "baby-scioperanti" sono un salto di qualità che dovremmo risparmiarci. Mariastella Gelmini: "C'è stata troppa disinformazione, sento il dovere di fare qualcosa per modificare lo status quo". "Okkupazioni" e proteste: dì la tua Non è facile parlare di bambini. Serve delicatezza, ma ancora di più serve rispetto. Per una volta, noi adulti dovremmo riuscire a parlarne al di fuori e al di sopra delle nostre coloriture, dei nostri schieramenti, dei nostri giochi politici. Il tema, molto semplice e molto scarno, è di stringente attualità: ha senso, in questi giorni di ruvida contestazione stradale, mandare avanti i bambini? è poi così normale portarseli in corteo, cartellonarli sotto slogan rabbiosi, invitarli al coro col pugno proteso, dotarli di megafono? Se la questione viene sollevata dalla Gelmini, che è di parte e non ha figli, risulta troppo facile liquidarla come strumentale e interessata. Ma la circostanza vuole che questa non sia una fissa della Gelmini. è un problema molto più serio. è possibile affrontarlo, per un attimo soltanto, nell'esclusivo e superiore interesse degli innocenti? Io lo so che sollevare l'eccezione significa tirarmi addosso gli insulti di mezza Italia. Non importa. Non si può accettare che certe scene passino inosservate. Che siano vissute come tranquille e normali. A costo di passare per un papà dell'Ottocento, o per uno spirito da Giovane Marmotta, lo voglio dire forte: quei bambini in corteo, nelle giornate della guerra alla Gelmini, sono uno spettacolo tristissimo. Non lo dico per la Gelmini: in questo momento non me ne importa nulla della Gelmini, della sua riforma, del grembiulino, del tempo pieno, dei tagli e delle frattaglie di questa scuola eternamente sinistrata, così come non mi importa nulla dei contenuti nobili e meno nobili della contestazione. Non è di questo che voglio parlare, non è in queste feroci battaglie ideologiche che voglio farmi trascinare. Il tema è un altro, molto più alto e molto più fragile. I bambini in piazza, a quel modo, sono un salto di qualità che dovremmo risparmiarci. Soprattutto, che dovremmo risparmiare loro. Eppure, a Roma come a Genova, a Bologna come a Napoli, la grande novità della contestazione studentesca sta proprio nei baby-scioperati. A Milano le bambine sfilano mostrando cartelli molto più grandi di loro, non nelle dimensioni: "Blocchiamo il decreto, occupiamo tutto". Stanno lì, davanti o in mezzo ai cortei, mentre attorno gli studenti di università e superiori fanno il loro mestiere, il mestiere di sempre, il mestiere di tutte le giovani generazioni, cioè lanciare petardi, imbrattare vetrine, insultare ministri. Allora, mammine evolute che per le creature cercate la merendina "bio" e lo zainetto-trolley: siamo sicuri che l'esperienza del corteo sia così edificante? Com'è che a questi nostri piccoli cerchiamo di risparmiare qualunque esperienza troppo forte, mentre ci va benissimo che sfilino assieme ai ventenni nel pieno esercizio della ribellione ormonale? Inutile specificare: poco da ridire sulle iniziative inventate negli ultimi giorni, come le notti bianche a scuola, tra pizze al trancio, giochi di gruppo e disegno libero, mentre i dibattiti impegnati stanno sullo sfondo, là in fondo, dentro la palestra, con genitori e maestre. Per i bambini, se non hanno a che fare con adulti fanatici e incoscienti, l'esperienza si risolve più o meno in un simpatico gioco. Altra cosa, tutta un'altra cosa, è il corteo. Se non ricordo male, noi siamo quelli che giustamente compatiscono i nostri padri per quei loro avvilenti sabati in divisa da balilla, tanto tempo fa. Siamo quelli che giustamente provano un sano odio per tutti i regimi subdolamente impegnati nell'indottrinamento dell'infanzia, nel Sud come all'Est del mondo. Cioè: siamo quelli che doverosamente, civilmente, sensibilmente si ribellano all'uso improprio, qualunque uso, dei bambini. Improvvisamente, in queste ore, la nostra tremula ipersensibilità evapora, in nome di una battaglia ritenuta decisiva e fondamentale. Nessuno lo discute, che sia fondamentale: il problema è se sia accettabile mandare avanti i bambini. Solo questo. Sarò di un altro tempo e di un altro pianeta, ma secondo me no, non è accettabile. Resto dell'idea che i grandi debbano fare i grandi e i piccoli debbano fare i piccoli. Senza nessuna accelerazione. Senza ambigui scambi di ruoli. Conosco già in anticipo, e chiederei di risparmiarmele, tante obiezioni. Ne ricordo solo qualcuna: i bambini d'oggi sono molto meno tonti di noi alla loro età, i bambini d'oggi sono bombardati di cose ben peggiori con certa televisione. Confermo. Non ho alcun problema. E non penso che i bambini debbano sempre giocare con la Barbie o con le macchinine. Che debbano crescere con l'idea - l'illusione - di un mondo in simil Walt Disney. Però vediamo di non confonderci con i termini. Sbaglio o le nostre mamme d'oggi, a Natale, piantano il muso allo zio che si ostina a regalare pistole e fucili? Ci sarà un motivo, se pensiamo che comunque le armi, per quanto giocattolo, vadano tenute lontane dall'educazione dei nostri figli... Torno allora cocciutamente alla domanda: siamo sicuri che sfilare in questi cortei, tra cori belluini e petardi al Provveditorato, sia così innocuo e giocoso? Prima però di rispondere a questa domanda, forse sarebbe utile e salutare rispondere onestamente a un'altra, che in definitiva le sovrasta tutte quante. Questa: portandoli in corteo, stiamo facendo il loro bene o il nostro interesse? Io una risposta ce l'ho. Non sto a ripeterla. Colgo solo l'occasione per ricordare un'antica teoria: i bambini sono una cosa bellissima, il guaio è che col passare del tempo diventano genitori. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scuola, tanti nelle piazze Napolitano: non dire solo no (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 18-10-2008)

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CRONACA 18-10-2008 ISTRUZIONE E POLEMICHE Il Colle ribadisce la necessità di dialogare, ma anche di "non farsi prendere da allarmismi o da timori per il cambiamento" Scuola, tanti nelle piazze Napolitano: non dire solo no L'invito del Quirinale nel giorno dei cortei Cobas DA MILANO ENRICO LENZI T anti appartenenti al mondo della scuola in piazza, il ministro della Pubblica Istruzione difende il proprio operato, e il capo dello Stato invita tutti a non "farsi prendere da nessuna esagerazione o allarmismo e di non dire soltanto dei no". Si è giocata su questi tre fronti la giornata di ieri, la "No Gelmini Day", proclamata dal sindacalismo di base e dai Cobas. Una protesta che ha portato nelle piazze di diverse città, centinaia di migliaia di persone: docenti, personale della scuola, ma anche studenti e genitori, che hanno voluto esprimere il loro no ai tagli e ad alcune novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini. "Una protesta di cui non comprendo le ragioni commenta dagli studi di 'Mattina 5' lo stesso ministro e sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza non abbiano mai letto il provvedimento", riferendosi agli studenti delle superiori e dell'Università, che "non sono toccati da questo decreto ". Ma in piazza sono scesi sia coloro che non vogliono i tagli di 87mila docenti nei prossimi tre anni e il maestro unico, sia quelli che hanno nel mirino la manovra che taglia 63 milioni di euro dal fondo di finanziamento ordinario delle Università. Insomma un mix di proteste. A tutti nel tardo pomeriggio arriva l'invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a "non farsi prendere da nessuna esagerazione, da nessun allarme". Lo fa rispondendo alla domanda di una studentessa che partecipava alla premiazione della XVI edizione del concorso "Immagini per la terra", svoltosi a Castelporziano. "Bisogna guardare le cose con attenzione ha ribadito senza esagerazioni e allarmismi. Certamente nella scuola ci sono cambiamenti da fare. Qualcuno può piacere qualcun'altro no. Se ne discute. Non bisogna dire soltanto dei no, né farsi prendere dalla paura". Insomma un invito ad abbassare i toni e a riprendere un dialogo più sereno su un tema così delicato come la scuola. Un invito che raccoglie consensi bipartisan, anche se ognuna delle parti interpreta diversamente le parole di Napolitano. "Non diciamo solo dei no replicano dalla Rete degli studenti . Vorremmo poter dire i nostri sì, ma non c'è dibattito e le riforme passano per decreto". E proprio sul decreto Gelmini, al Senato l'opposizione ha presentato in commissione Istruzione ben 250 emendamenti. "Il ministro Gelmini continua a ripetere, sempre su Mediaset e sempre senza contraddittorio commenta il ministro ombra del Pd all'Istruzione, Maria Pia Garavaglia , che l'opposizione fa disinformazione e che il maestro unico non tocca il tempo pieno. Spieghi una volta per tutte, con i tagli alla spesa e al personale scolastici, con il ritorno al maestro unico, con l'orario settimanale a 24 ore e con la chiusura di migliaia di scuole a partire dal prossimo anno, come sarà possibile confermare nel 2009 il tempo pieno". Preoccupazioni condivise anche dalle centinaia di migliaia di persone che hanno sfilato a Roma, Milano, Napoli, Bologna, Firenze e Genova, dove si sono svolti i cortei più consistenti. "Uno sciopero riuscitissimo commenta da Roma Pietro Bernocchi, segretario nazionale Cobas , più della metà delle scuole è rimasta chiusa". Parole contestate dal ministero della Pubblica I- struzione, che in serata parla di un'adesione allo sciopero del 4,43% del personale su circa la metà degli istituti. U- na guerra di cifre che si riproporrà il 30 ottobre, quando in piazza scenderanno i Confederali, lo Snals e la Gilda. Con i docenti manifestano anche studenti e genitori contro i tagli e la riforma Il ministro Gelmini replica: forse non hanno letto con attenzione il provvedimento.

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<La nostra protesta? È fare lezione> (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 18-10-2008)

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CRONACA 18-10-2008 "La nostra protesta? È fare lezione" DA MILANO " I l destino dell'Università si gioca lungo un doppio binario che chiama in causa le responsabilità del ministero e quella dei singoli atenei. Ma dentro questi ci siamo anche noi studenti. La nostra responsabilità dobbiamo giocarcela vivendo l'università, essendo protagonisti negli organismi di partecipazione, informandoci e confrontandoci. La protesta in piazza rischia di essere uno sfogo che finisce in nulla". Matteo, rappresentante nel consiglio di facoltà di Filosofia per la lista Obiettivo studenti, parla a una attenta platea di oltre 300 studenti nell'aula 211 dell'Università Statale di Milano. Una assemblea semplice e veloce (meno di mezz'ora), perché "noi riteniamo che la nostra responsabilità sia quella di proseguire nella normale attività didattica, anche se i tagli annunciati non ci piacciono". È l'altro volto della Statale. Dell'occupazione di cui si è parlato sui giornali in questi giorni, le uniche tracce visibili sono uno striscione appeso sulla facciata dell'ateneo e un gruppo di 200 tra studenti e ricercatori seduti nel prato del chiostro del Filarete che stanno tenendo un'assemblea contro la Gelmini. Tutto intorno l'attività prosegue normalmente, anche se ieri mattina diversi docenti hanno trovato chiuse le porte delle aule in cui avrebbero dovuto fare lezione. Parte del personale tecnico-amministrativo dell'ateneo ha aderito allo sciopero dei Cobas e così nessuno ha aperto. "Lo sciopero è un diritto commenta Giorgio De Nova, docente di diritto civile a Giurisprudenza , ma non mi pare giusto che si impedisca ad altri di svolgere il proprio lavoro". Il professor De Nova è uno di quei docenti che hanno comunque fatto lezione: nel cortile dell'ateneo. "Del resto sono gli stessi studenti a voler far lezione, come hanno dimostrato in questa occasione" aggiunge Carlo, rappresentante per Obiettivo studenti nel Consiglio di coordinamento della didattica a Lettere. Alle sue spalle nell'aula 211 campeggia lo striscione con la frase del presidente Napolitano: "Scelte coraggiose di rinnovamento, non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente". Per questo, come recita il volantino che il gruppo ha diffuso in questi giorni, "è più che mai necessario che ciascuno faccia la sua parte". Enrico Lenzi L'altro volto della Statale di Milano In un'assemblea oltre trecento universitari hanno detto no ai tagli, ma anche "no alle manifestazioni".

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<La parità passa per il buono scuola> (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 18-10-2008)

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CRONACA 18-10-2008 "La parità passa per il buono scuola" DA PADERNO DEL GRAPPA ( TREVISO) FRANCESCO DAL MAS L a soluzione del tema della parità scolastica? I Fratelli delle Scuole Cristiane non hanno dubbi: è il buono scuola. Attenzione, però. Il buono non è un contributo più o meno regolare. "Per noi Lasalliani spiega fratel Donato Petti, visitatore della Provincia Italia il buono scuola fa riferimento alla cifra del costo medio che lo Stato spende per i cittadini alunni e che l'Istat ha calcolato in 8.200 euro" . A Paderno del Grappa, sulla Pedemontana Trevigiana, dove si trova uno dei più prestigiosi istituti della congregazione, si sta svolgendo il primo incontro fra i coordinatori educativi e didattici delle scuole cristiane e i direttori, laici i primi, Fratelli lasalliani i secondi. Ben 30 i complessi gestiti in Italia, con 15mila allievi e 1500 docenti; nel mondo sono presenti con un arcipelago di altre realtà, fra cui 73 università che da sole hanno 2 milioni di studenti. E proprio dalle falde del monte Grappa è partito un appello all'indirizzo del governo e del Parlamento. "Nella prossima Finanziaria, se volete risparmiare nella scuola, riconoscete finalmente il buono alle scuole paritarie" . Troppo importante la compresenza di coordinatori e direttori per non soffermarsi anche su questo aspetto, oggi strategico, ancorché altri siano gli obiettivi del convegno. Il primo: comporre i principi e le indicazioni pastorali per l'elaborazione del progetto delle comunità scolastiche e dei centri educativi lasalliani ( i quali hanno alle spalle una storia di ben 370 anni). Il secondo: la programmazione educativa e didattica, in sintonia con il Progetto pastorale della Provincia italiana ( "Dio abita la tua storia " ) dei Lasalliani. Fratelli, questi, chiamati a incarnare e vivere si è detto la spiritualità e il carisma del La Salle, alla luce della Parola di Dio e in un'esperienza di comunione e di unità a servizio delle vecchie e nuove povertà. Tanto per testimoniare ancora una volta che una congregazione come questa sa promuovere il master per educatori cristiani, che sta già dando ottimi risultati, e al tempo stesso pratica la frontiera della solidarietà. "Continuiamo a dare risposte educative concrete sul fronte della povertà materiale, della insicurezza, della solitudine e dell'abbandono fa sintesi fratel Donato . Vogliamo dare una risposta alla povertà degli esclusi, degli immigrati extracomunitari e di chi è senza Dio" . Per i Lasalliani l'educazione non è solo una missione, ma un fatto di cuore; è trasmissione di certezze e di valori, è testimonianza di valori condivisi. È il perseguimento di un giusto equilibrio tra la libertà e l'autorevolezza. E, per restare nell'attualità, è anche sfida al dialogo interreligioso e interculturale. "Ecco perché spiega Mario Rusconi, dirigente scolastico a Roma, vicepresidente dell'associazione nazionale dei presidi e stretto collaboratore delle Scuole cristiane riteniamo che l'integrazione dei ragazzi stranieri non passi per le classiponte, ma al tempo stesso siamo favorevoli alla considerazione del voto di condotta nella valutazione finale dello studente" . Stiamo parlando degli elementi di riforma introdotti dal ministro Gelmini che pure hanno trovato motivo di dibattito a Paderno. "La rivitalizzazione dell'educazione civica afferma ancora Rusconi va proprio in direzione di una nuova autorevolezza della scuola da parte degli studenti" . E per essere autorevoli citiamo sempre il dirigente del Liceo Newton di Roma a proposito del tema del giorno non si può sostenere che chiuderanno 4mila scuole, quando invece si tratta di accorparne soltanto qualche centinaio. I Fratelli delle Scuole Cristiane: serve anche per risparmiare E sulle riforme scolastiche: classi-ponte no, voto di condotta sì.

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Scuola, giorno di cortei Il Colle: non dire solo no (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 18-10-2008)

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PRIMA 18-10-2008 Richiamo. Napolitano: "Non farsi prendere da nessun allarme". "Ci sono cose da cambiare, bisogna discuterle" Scuola, giorno di cortei Il Colle: non dire solo no Protesta anche per i trasporti pubblici, disagi nelle città Approvate dal governo le linee guida sugli scioperi Ï Studenti e docenti in piazza in varie città d'Italia. La Gelmini: non hanno letto i provvedimenti Ï Cortei dei sindacati di base in alcune città. Stop dei mezzi solo parziale ma disagi alla viabilità Ï La nuova normativa sugli scioperi prevede tra l'altro l'obbligo di un referendum tra i lavoratori prima della protesta Ï La Cisl: siamo pronti a discutere ma il diritto non si tocca. La Cgil va all'attacco: norme illiberali DAL MAS, LENZI, PINI, ZANINI ALLE PAGINE 10/11.

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Trasporti, non blocchi ma disagi (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA 18-10-2008 cobas Trasporti, non blocchi ma disagi DA ROMA ROBERTO I. ZANINI S cioperi dei sindacati di base in tutta Italia ma il rischio che si bloccassero i trasporti nazionali è stato in gran parte fugato. Anche se, come ha affermato il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi, che ha preso parte alla manifestazione a Roma, ieri "è stato mandato un segnale forte anche verso tutte le altre manifestazioni che si svolgeranno nelle prossime settimane". Una giornata di assaggio, quindi, per quello che lo stesso Cremaschi ha pronosticato come un "autunno caldissimo". Nel dettaglio, le ferrovie hanno diramato in serata un bollettino di bilancio nel quale si annotava come i treni a media e lunga percorrenza avessero "viaggiato tutti in modo regolare. Pochissime invece le ripercussioni in ambito regionale dove la circolazione di alcuni convogli ha subito qualche modifica". Qualche disagio è stato invece creato nelle maggiori città per gli scioperi nel trasporto pubblico, che si sono sovrapposti alle manifestazioni di strada, quelle sulla scuola comprese, oltre a coincidere col venerdì 17 e con le piogge che in alcuni casi sono state consistenti. Scioperi e manifestazioni che hanno parzialmente coinvolto, oltre ai trasporti e alla scuola, anche la sanità e i servizi pubblici in generale. L'obiettivo era quello di chiedere al governo di adeguare salari e pensioni, di ridurre i prezzi al consumo, di abrogare il decreto Gelmini, di tutelare sanità e stato sociale. Ma anche di far capire all'esecutivo che una buona fetta dei lavoratori italiani non si sente più rappresentata da Cgil, Cisl e Uil. Secondo le sigle organizzatrici, alle iniziative di protesta avrebbero aderito circa due milioni di persone. Cifra da accogliere col beneficio d'inventario ma che in ogni caso ha prodotto poco piacevoli ripercussioni in termini di caos e di traffico. Roma è stata attraversata, sotto una pioggia insistente ma leggera (da piazza della Repubblica a San Giovanni), da un corteo costituito da alcune decine di migliaia di persone aderenti ai sindacati Rdb, Cobas, Sdl e da un folto gruppo di studenti, che poi ha scelto di proseguire la protesta sotto il ministero dell'Istruzione a viale Trastevere. Slogan, cartelli e striscioni erano naturalmente contro i ministri Brunetta e Gelmini. La società dei trasporti pubblici di Milano, l'Atm, ha garantito che ieri il 68% di autobus e tram era in servizio. Anche qui, però, i disagi non sono mancati, soprattutto per gli automobilisti. Le solite divergenze sui dati dell'adesione allo sciopero a Torino. Secondo i sindacati oltre il 70% degli autisti di autobus e tram avrebbe incrociato le braccia, ma per la società dei trasporti Gtt, non è stata oltrepassata la soglia del 35%. Per motivi di sicurezza, dovuti anche all'assenza di personale, è comunque stata fermata la circolazione della metropolitana. All'aeroporto di Bologna sono saltati 24 voli, mentre a Fiumicino i disagi sui 500 voli quotidiani sono stati minimi, con poche cancellazioni e qualche ritardo. Traffico in crisi a Palermo. A Venezia, invece, alla mancanza di vaporetti hanno sopperito le gondole che, in accordo col comune, hanno garantito, a prezzi modici, il trasporto di residenti e turisti da una sponda all'altra del Canal Grande. A Napoli, invece, i mezzi che sono rientrati in deposito al momento dello sciopero sarebbero stati molto pochi, alle fermate non si sarebbero registrate resse e la situazione sarebbe stata ancor più tranquilla alle stazioni di metropolitana, funicolare e circumvesuviana. Nel complesso si è parlato di una adesione partenopea non superiore all'11%. Due milioni in piazza, secondo i sindacati di base Traffico difficile solo a Milano, Roma e Palermo Cremaschi (Fiom): sarà un autunno caldissimo.

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Studenti pronti all'autogestione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA Cresce la protesta, nelle scuole superiori del Vco, contro la riforma Gelmini e dalla prossima settimana inizieranno le autogestioni. Ieri gli studenti dell'istituto Cobianchi hanno deciso la sospensione delle lezioni per martedì e mercoledì, con una votazione fatta classe per classe. Giacomo Molinari, del coordinamento studentesco "Punto@capo", spiega: "L'istituto ha 1.300 studenti e più di 1.200 si sono espressi per l'autogestione. Verranno organizzati momenti di approfondimento sulla riforma per aree tematiche e dibattiti su altri argomenti che riguardano la scuola e laboratori di arte e cultura". I motivi della protesta sono chiari: "La nostra scuola è seriamente toccata dai tagli del ministro perché spariscono i corsi sperimentali e c'è una drastica riduzione di ore negli altri indirizzi". Sugli altri punti della riforma, poi, aggiunge: "Il grembiule, il voto in condotta e il maestro unico altro non sono che argomenti dati in pasto all'opinione pubblica per far passare un piano che prevede lo stavolgimento della scuola e dell'università". E sarà autogestione, nelle stesse giornate, anche per gli studenti del liceo Cavalieri. "Per noi la scure della Gelmini è meno drastica - spiega lo studente Riccardo Brezza - ma c'è comunque una riduzione di ore, che riguardano in prevalenza il latino: in quinta liceo scientifico sparisce definitivamente". All'istituto Ferrini c'è invece ancora incertezza: "Decideremo lunedì pomeriggio - fa sapere Eugenio Bonolis, di "Punto@capo" -. Siamo i più toccati, dai provvedimenti del ministro: spariscono molti corsi professionali alla scuola associata Franzosini, non ci sarà più quello per geometra, né i corsi sperimentali come "Erica" e "Mercurio" che riguardano la formazione di figure professionali legate al turismo, all'economia e all'informatica". In crescita il fermento anche fra i professori. Al Cobianchi il collegio docenti ha votato, a grande maggioranza, un documento molto critico sulla riforma Gelmini. Ieri sera a Madonna di Campagna studenti e professori si sono riuniti per concordare l'organizzazione di una "notte bianca" nelle scuole. "Il sindacato - dice la segretaria di Flc Cgil Gabriella Prandi - organizzerà una grande manifestazione a Verbania per il 30 ottobre, il giorno dello sciopero. Parecchie adesioni arrivano anche per la manifestazione nazionale a Roma organizzata da Cgil, Cisl e Uil". Molti anche gli appuntamenti che vedranno insieme genitori e insegnanti: martedì alle 21 assemblea all'istituto Pacle di Omegna, venerdì alle 21 all'auditorium di Sant'Anna a Verbania e in assemblea alle Kennedy a Domodossola, lunedì 27 alle 21 nella sala consiliare di Baveno.

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Le nostre scuole di montagna non chiuderanno (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

RIFORMA GELMINI CICLISMO TRASPORTI "Le nostre scuole di montagna non chiuderanno" Partita da Baveno la rinascita di Ivan Basso Il taglio dei treni per i frontalieri non è scongiurato Balducci e Rubertà Ivan Fossati Luca Zirotti.

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Maroni: "Frainteso su Saviano Lo Stato gli è sempre vicino" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

SAINT-VINCENT - "Su Saviano sono stato frainteso. Ho voluto fargli un favore, dirgli che lo Stato gli è vicino, che gli garantiamo il massimo livello di sicurezza ma anche affermare che non spetta solo a lui farsi carico della lotta alla criminalità". Il ministro Roberto Maroni - intervenendo a Saint-Vincent all'incontro su immigrazione e sicurezza organizzato dalla Fondazione Carlo Donat-Cattin - è ritornato sul caso Saviano, spiegando le dichiarazioni di ieri in cui aveva sostenuto che lo scrittore è un simbolo della lotta alla criminalità e non il simbolo. "Conosco Saviano, è un ragazzo molto coraggioso - prosegue il ministro dell'Interno - ma non è un bene per lui caricargli addosso tutte queste responsabilità, perchè non lo fanno vivere bene, non può essere lui da solo a farsi carico nell'immaginario collettivo della lotta alla criminalità. E' una semplificazione che non va bene per lui e non fa onore alle migliaia di persone, magistrati, poliziotti e carabinieri, che tutti i giorni combattono contro la criminalità". Le parole pronunciate ieri da Maroni suonavano come una presa di distanza dallo scrittore di Gomorra. A Napoli per la firma di un protocollo per la legalità nella sede dell'Associazione industriali, il ministro dell'Interno aveva detto: "Al di là della risonanza mediatica e della vicenda personale di Saviano, la lotta alla criminalità la fanno ogni giorno polizia, magistratura, imprenditori, in prima linea magari senza gli onori delle cronache dei giornali. Non vorrei ridurre lo Stato a una personificazione. Gli garantiamo il massimo livello di protezione. Mi auguro che voglia rimanere in Italia. Non credo sia una buona idea andarsene. E dove, poi? Se la camorra vuole vendicarsi, lo fa, la vendetta camorristica non ha confini. Siamo al suo fianco". E non si fermano le manifestazioni di solidarietà nei confronti di Roberto Saviano. In rete impazzano forum e messaggi. Preso d'assalto il sito de l'Espresso che raccoglie i messaggi da indirizzare allo scrittore. Al fianco di Saviano magistrati come il procuratore reggente di Bologna, Silverio Piro e il pm di Potenza, Henry John Woodcok. Venerdì 24 ottobre, nella sede del Palazzo delle Arti di Napoli, è in programma la lettura pubblica di "Gomorra" promossa dall'assessore regionale al Turismo, Claudio Velardi. Il sociologo Domenico De Masi propone sulle pagine di Repubblica Napoli, di assegnare a Saviano il Nobel per la Pace. Anche gli studenti napoletani, ieri in piazza contro la riforma Gelmini, hanno annunciato una manifestazione a favore dello scrittore. (18 ottobre 2008.

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Studenti e insegnanti contro il governo Migliaia in piazza a Roma e Milano (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Nella capitale manifestazione anche contro la politica economica dell'esecutivo Studenti e insegnanti contro il governo Migliaia in piazza a Roma e Milano Cori e slogan contro i ministri Gelmini e Brunetta: proteste per la riforma della scuola e i tagli all'università (Infophoto) ROMA - "Siamo più di 500 mila". Esultano gli organizzatori del corteo romano contro la politica economica del governo e la riforma della scuola. Una partecipazione "senza precedenti", ha sottolineato il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi. Numeri a parte - destinati al consueto balletto di cifre - la partecipazione è apparsa comunque massiccia. Lo spezzone dedicato alla scuola era il più colorato, chiassoso e allegro. Dietro lo striscione 'No alla distruzione della scuola' firmato dal Popolo della scuola pubblica, c'erano bambini, genitori, insegnanti con fischietti, magliette colorate che scandivano: "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Gli altoparlanti, oltre a spiegare le motivazioni della protesta, lanciavano slogan contro il ministro dell'Istruzione. In particolare, i manifestanti protestavano contro l'aumento del numero degli alunni per classe: "Se 20 alunni vi sembran pochi, provate voi ad insegnare. Così vedrete la differenza tra insegnare e comandare". E ancora: "Per la Stellina la scuola va in rovina, la classe traballa e nessuno resta a galla". UNIVERSITÀ - Molti anche gli striscioni dedicati all'Università e alla ricerca. Settori anche questi, denunciano gli studenti e i professori, gravemente colpiti dai tagli del governo (leggi la lettera-denuncia di una studentessa di Pisa). Tra i manifestanti c'era anche un gruppo di vigili del fuoco con una barella su cui era adagiato un manichino con sulle spalle una foto del ministro Brunetta che gli succhia il sangue. "Siamo qui - ha spiegato Giovanni Muccarino, coordinatore nazionale dei vigili del fuoco Rdv - perché vogliamo la stabilizzazione dei precari e salari più dignitosi". Dopo l'arrivo della manifestazione in piazza San Giovanni, gli studenti medi e universitari hanno deciso di lasciare il corteo dei sindacati di base per dirigersi sotto il ministero dell'Istruzione in viale Trastevere e "gridare al ministro il no alla riforma". A MILANO - Manifestazioni contro la riforma Gelmini e contro i tagli all'università anche a Milano (qui l'articolo del Corriere della Sera - Milano | qui le foto) e in altre città italiane, da Torino a Palermo. Nel capoluogo lombardo insegnanti e genitori della "Rete Scuole" si sono uniti al lungo corteo degli studenti in corso di Porta Romana. Accolti con un applauso, i giovani hanno salutato l'altra parte della manifestazione: "Ragazzi salutate i nostri professori e tutti insieme combattiamo il decreto Gelmini". Il corteo è arrivato davanti al Provveditorato agli Studi in via Ripamonti. Qui i manifestanti hanno trovato ad attenderli uno schieramento di forze dell'ordine. Situazione abbastanza tranquilla, a parte qualche scritta sui muri e il lancio di qualche uova e di un petardo. Una delegazione di "Rete Scuole" composta da una decina di persone tra genitori e insegnanti è stata ricevuta nell'Ufficio scolastico regionale dal dirigente provinciale Antonio Lupacchini. Alla manifestazione hanno partecipato trentamila persone secondo gli organizzatori, circa un terzo secondo il dato fornito dalla Questura. stampa |.

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Norcia (Perugia), 17:53 - UNIVERSITA': GELMINI, DDL PER BLOCCO TURNOVER (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

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Roma, 16:06 - CICCHITTO, CONTRO GELMINI E' SOLO MOVIMENTISMO (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

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Scuola ha scioperato il 25 per cento delle maestre (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

PROTESTA ANTI-GELMINI Scuola ha scioperato il 25 per cento delle maestre "Stiamo lavorando per convocare la Conferenza per il diritto allo studio allargata ai sindacati e a tutti i sindaci del Piemonte: per ragionare sulla fisionomia della scuola alla luce dei tagli del governo". L'assessore regionale all'Istruzione Pentenero non indica una data precisa per il grande appuntamento fortemente voluto dalla presidente Bresso, ma è verosimile che si collochi alla vigilia della visita a Torino del ministro Gelmini il 28 ottobre. E l'autunno caldo della scuola continua. Ieri lo sciopero di Cub e Cobas ha visto l'adesione a Torino - stima dei sindacati di base - del 25% di maestre di materne ed elementari e degli operatori scolastici. Alcune scuole sono rimaste chiuse: tra le altre, la Don Murialdo, la Anna Frank, le materne Margherita di Savoia, E15 di corso Cincinnato, Bechis, le elementari Pacchiotti, Sclopis e Ricardi Di Netro. Niente lezioni all'elementare Fontana, alla Gobetti-Sclarandi, alla Gozzano e all'istituto superiore Porporato di Pinerolo, mentre numerose scuole hanno funzionato a ranghi ridotti. Per Cosimo Scarinzi della Cub, "la partecipazione è stato un grande segno di assunzione di responsabilità". Ieri mattina, in piazza Castello un centinaio di maestre - senza particolari appartenenze sindacali o politiche - e qualche decina di genitori hanno manifestato ancora una volta contro i tagli e il maestro unico. Il tam tam era partito durante la notte bianca, in particolare dal Comitato di Vanchiglia. Nel pomeriggio Cgil, Cisl, Uil e Snals si sono confrontati al Convitto Umberto I con alcuni esponenti del centrodestra, tra i quali i parlamentari Ghigo e Ghiglia e il consigliere regionale Leo. \.

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"La scuola resterà in montagna" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

DOMODOSSOLA.IL PDL RISPONDE ALLA MOBILITAZIONE ANTI-GELMINI "La scuola resterà in montagna" [FIRMA]RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA "Gli italiani ci danno ragione. L'88 per cento è favorevole al voto in condotta. Il 71 per cento all'introduzione del grembiulino. L'83 per cento alla valutazione numerica. Il 62 per cento al maestro unico. E l'89 per cento allo studio dell'educazione civile". Si presenta con un sondaggio lo staff provinciale del Popolo delle Libertà, schierato in grande stile nel corso di una conferenza stampa a Domodossola per difendere la riforma del ministro Mariastella Gelmini. "Proprio lei - garantisce il parlamentare Valter Zanetta - ci ha confermato che non ci saranno tagli alle nostre scuole". Il senatore di Baceno ci tiene a rassicurare i suoi compaesani: "Le scuole di montagna non saranno chiuse. A Formazza stiano tranquilli. Come a Gurro o in altre parti della provincia dove la disinformazione della sinistra sta creando preoccupazione. Il ministro ha detto che saranno riviste le strutture organizzative ma non chiusi i plessi scolastici. Che nella nostra provincia hanno già subito una buona riorganizzazione. La scuola è semmai appesantita dal personale: il 97 per cento del bilancio dell'istruzione va in stipendi". Una riforma che coinvolge invece altri aspetti. Come la reintroduzione del grembiulino. "Proprio ieri a Baceno - sottolinea Zanetta - c'era chi mi diceva che si guarda di più al vestito firmato. Introdurre il grembiulino significa più ordine e meno discriminazioni". A difendere la linea del Governo c'era gran parte del partito di Berlusconi: Valerio Cattaneo, Luigi Songa, Rino Porini, Eugenio Fornaroli, Gianmauro Mottini, Fabio Basta, Marina Oliva, Damiano Ferrera, Piero Piretti, Arturo Lincio. Il Pdl, compatto, ha accusato il centrosinistra. "Fa disinformazione per nascondere i danni in Provincia e Regione" rilancia Valerio Cattaneo. "Abbiamo già mobilitato i nostri giovani per il 25 ottobre" aggiunge Songa. "Tutti noi siamo cresciuti con il grembiulino ed abbiamo fatto strada lo stesso" rilancia il vicesindaco di Domodossola, Eugenio Fornaroli, che non teme la chiusura della scuola di Calice: "Sono solo illazioni, ma nella peggiore delle ipotesi faremo valere la specificità montana". Poi, l'affondo contro i bidelli. Dice Cattaneo: "In Italia sono 167 mila, più dei carabinieri che sono 116 mila. Con la riforma invece aumenteremo il tempo pieno del 50 per cento con l'abolizione delle ore di compresenza e il ritorno al maestro unico".

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Cortei di studenti in centro (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA.OGGI NUOVA PROTESTA Cortei di studenti in centro Studenti in sciopero ieri mattina a Novara e astensione dal lavoro in molti uffici pubblici in seguito all'agitazione proclamata dai sindacati di base, i Cobas. Circa trecento studenti hanno attraversato il centro poi si sono riuniti nei giardini dell'Allea: qui il movimento degli "Studenti Antagonisti" ha contestato i provvedimenti sulla scuola del ministro Gelmini ed ha preannunciato per la prossima settimana l'avvio di una serie di scioperi in tutti gli istituti. Questa mattina è prevista una nuova manifestazione sulla scuola: organizzano Cgil, Cisl, Snals e Gilda, con un presidio in piazza Matteotti dalle 10 a mezzogiorno. I sindacalisti ed una delegazione di genitori si recheranno dal Prefetto per consegnare una petizione di famiglie che chiedono l'abrogazione del decreto che reintroduce il maestro unico alle elementari e prevede la chiusura degli istituti con meno di 50 alunni.

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Gelmini: <Universita? Cambierà l'assunzione per ricercatori e docenti> (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

Progetto di riforma entro ottobre per privilegiare l'inserimento di giovani Gelmini sull'Università: "Nuovo metodo di assunzione per ricercatori e docenti" Valentina Aprea (Commissione Cultura): "Superare l'attuale concezione burocratica del ruolo dei docenti" Mariastella Gelmini (LaPresse) ROMA - "Entro ottobre presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università". Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel corso di un convegno della Fondazione magna carta. APREA APPLAUDE - E subito si registrano le prime reazioni come quella di Valentina Aprea, presidente della Commissione Cultura della Camera:"Apprezzo molto che il Ministro Gelmini abbia voluto ribadire il suo sostegno alla riforma dello stato giuridico dei docenti. E apprezzo ancor di più che abbia precisato di preferire la via parlamentare per affrontare questo annoso problema, ormai non più rinviabile". LA BUROCRAZIA - "Superare l'attuale concezione burocratica del ruolo dei docenti, che non ne valorizza l' autonomia e le responsabilità professionali - afferma Aprea - è un elemento fondamentale di quel riassetto generale della scuola iniziato con i recenti provvedimenti del governo. Ringrazio anche il Ministro di aver espresso l'auspicio che il Parlamento proceda in tempi rapidi all'approvazione di questa riforma. D'altra parte - conclude - la mia proposta di legge in tal senso, abbinata con le altre proposte, ha già iniziato il suo iter parlamentare: non rimane che procedere nel lavoro di Commissione e arrivare al più presto all'approvazione". stampa |.

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Roma, 18:40 -UNIVERSITA': GELMINI, PRESTO RIFORMA RECLUTAMENTO DOCENTI (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 18-10-2008)

Argomenti: Scuola

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