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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   15-16 aprile 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Tecnologia in aiuto alle scuole di montagna ( da "Stampa, La" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini", potrebbero già rimanere con le aule deserte il prossimo settembre. Il nuovo protocollo triennale, rispetto a quelli del 2003 e 2006, amplierà la sperimentazione di progetti mirati all'utilizzo di nuove tecnologie. L'intento è quello di mitigare l'isolamento delle scuole di montagna mediante l'annullamento delle distanze.

La scuola elementare di Carve si può salvare ( da "Corriere delle Alpi" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: problematica relativa alla riforma Gelmini e dalle valutazioni che sono emerse ci sono, secondo noi, le condizioni abbastanza rassicuranti». Condizioni, cioè, affinché la scuola di Carve possa continuare ad operare senza la necessità dell'inserimento delle pluriclassi. «Tale approfondimento», dice De Paris, «lo abbiamo col dirigente Domenico Martino (mi ha accompagnato anche Giampaolo Ciet)

Le elementari rischiano la chiusura ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: se resteranno questi i parametri introdotti dalla legge Gelmini, il problema per Refrontolo si ripresenterà sicuramente per gli anni a venire. E sarebbe una decisione drammatica per le nostre famiglie. Per questo, insieme all'istituto comprensivo di Pieve di Soligo, ci stiamo attivando. Non vogliamo lasciare niente al caso per mantenere inalterato il servizio».

Su Facebook nasce il gruppo per salvare la Foscolo ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: papà e maestre che hanno a cuore la scuola elementare di Ceneda che Mariastella Gelmini vorrebbe smembrare distribuendo le classi in altri plessi della città, lasciando solo una terza. Presidente del comitato pro Foscolo è stato eletto l'avvocato Nicola Todeschini, papà di un bimbo che frequenta la scuola. E' anche stato creato un grupp su facebook.

Centocinquanta maestri in meno ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dei provvedimenti dei ministri Gelmini e Tremonti». Per il prossimo anno scolastico gli insegnanti elementari saranno 3440 contro i 3590 dell'anno in corso. Gli alunni seduti sui banchi saranno invece 1229 in più. «Le organizzazioni sindacali prendono atto che, nonostante le promesse fatte al Veneto virtuoso da parte delle forze politiche che i tagli sarebbero stati ridimensionati,

abruzzo, domani primi rientri a scuola ( da "Centro, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini all'Aquila L'AQUILA. Gli alunni e gli studenti costretti a lasciare le loro case e le loro scuole dovranno essere accolti in tutte le scuole d'Italia. E' questo l'annuncio che il ministro Mariastella Gelmini fa oggi, di ritorno a L'Aquila distrutta.

-SENIGALLIA A RISCHIO le prime classi nelle scuole elementari di... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla luce della riforma Gelmini. Ma il comitato dei genitori di Scapezzano si sta impegnando a fondo per evitare che i piccoli plessi scolastici delle frazioni periferiche vengano chiusi. «Per il momento anche se il Presidente della Repubblica non ha firmato il decreto afferma il portavoce del comitato, Francesco Simoncioni sembra che la riforma sia destinata a partire.

Scuola, nessuno sconto I tagli saranno 927 ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: NEI GIORNI scorsi le organizzazioni e le Rsu si erano mobilitate per sensibilizzare privati e Istituzioni sulle conseguenze della riforma Gelmini. Con un'attenzione particolare ai precari, i primi ad essere colpiti dalla falcidia della riforma. «Dobbiamo tutelarne il lavoro e i redditi» aveva dichiarato il segretario regionale Uil Graziano Fioretti nell'ufficio di Stefania Benatti.

I sogni spezzati delle ragazze della quinta B Ora la maturità ( da "Unita, L'" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Abbiamo letto che il ministro Gelmini vuole promuovere tutti. La Maturità voglio farla, senza l'esame mi mancherebbe qualcosa per tutta la vita. Speravo in Matematica ed è uscito Diritto: è l'unica insufficienza che ho, non mi entra in testa. Solo Arianna riesce a memorizzare tutte quelle leggi.

Nella tendopoli maggiore, a piazza d'Armi, la struttura per fare lezione ai bambini fra i 6 e i 13 a... ( da "Unita, L'" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Da Roma si annuncia la visita odierna del ministro Gelmini, che deciderà il daffarsi. Quindi tutto slitterà alla prossima settimana, mentre il calendario prevedeva la riapertura delle scuole per domani. Sarà pronta solo la scuola elementare di Poggio Picenze, dove una tenda-aula ospiterà una ventina di bambini dei circa 80 che contava prima del sisma.

Computer e WiFi per i maturandi Ma ancora non si vedono ( da "Unita, L'" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha precisato la Gelmini. Solo uno spot? Nessun pc tecnologico è stato finora consegnato. Ma non è detto che accada: la Gelmini oggi è in Abruzzo. E chissà se da lì si renderà conto che sarebbe il caso di accogliere l'invito dei sindacati della scuola di sospendere la riforma ammazzacattedre almeno per i prof e le maestre d'Abruzzo.

Giuseppe Corbo Con i soldi degli altri Leggo che il ministro Tremonti avrebbe dichiarato di vo... ( da "Unita, L'" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo il decreto Gelmini, che subordina la promozione al sei in condotta, si è atteso fino a metà gennaio per le norme applicative. Con sorpresa si scoprì che il cinque si poteva dare solo a chi commette reati contro la persona, mentre ci si dimenticava di chi ruba, vandalizza, spaccia e così via.

Si torna sui banchi A Chieti e Avezzano vacanze fino a lunedì ( da "Tempo, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, stabilisce infatti che i ragazzi delle zone terremotate potranno seguire le lezioni nelle scuole del territorio in cui si trovano dopo il sisma attraverso uno snellimento burocratico dell'iscrizione. Basterà infatti solo un'autocertificazione del genitore o dello stesso alunno, se maggiorenne.

In classe sotto la tenda ( da "Tempo, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aspetta che il premier Berlusconi e il ministro Gelmini suonino la campanella della scuola per i bimbi terremotati. Un motivo d'orgoglio per il sindaco, che è anche il direttore didattico dell'Istituto comprensivo di Navelli che riunisce le scuole di tutta la valle. «Avuta la disponibilità di queste tre tende ho voluto dare ai bambini l'opportunità di rientrare nella quotidianità -

dall'inviato Maurizio Piccirilli POGGIO PICENZE La vita ricomincia. ( da "Tempo, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aspetta che il premier Berlusconi e il ministro Gelmini suonino la campanella della scuola per i bimbi terremotati. Un motivo d'orgoglio per il sindaco, che è anche il direttore didattico dell'Istituto comprensivo di Navelli che riunisce le scuole di tutta la valle. «Avuta la disponibilità di queste tre tende ho voluto dare ai bambini l'opportunità di rientrare nella quotidianità -

Negli asili e nelle elementari lavoreranno 1038 insegnanti ( da "Tempo, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Negli asili e nelle elementari lavoreranno 1038 insegnanti Marco Staffiero ed Elisa Sartarelli Cresce la preoccupazione nelle scuole della Sabina. Durante l'incontro di ieri nella sede della Regione, tra l'assessore regionale all'istruzione Silvia Costa, il dirigente scolastico Bucchioni ed i vari rappresentanti dei sindacati è stato delineato il numero degli insegnanti che

tagliate 485 cattedre alle elementari molti precari salvati dal tempo pieno - francesca savino ( da "Repubblica, La" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lavoro su cui pendeva la scure dei tagli imposti da manovre finanziarie e riforme dei ministri Gelmini e Tremonti. «Sarà comunque una mattanza di precari» denuncia la Flc Cgil che sottolinea le difficoltà delle centinaia di insegnanti delle elementari destinati a non avere una cattedra e dei 161 maestri che l´anno prossimo saranno costretti a trasferimenti d´ufficio in altre scuole.

i ricercatori della statale "la riforma che vorremmo noi" - laura bellomi ( da "Repubblica, La" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il monte ore delle lezioni previste per ricercatore è salito a 50 ore annue». Sei pagine fitte, proposte e osservazioni. «Il documento l´abbiamo inviato al ministro Gelmini, al sottosegretario Pizza e al senatore Valditara, oltre che ai vertici dell´ateneo: senza di noi, la Statale non potrebbe andare avanti».

Tecnologia al servizio delle scuole di montagna ( da "Stampa, La" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini", potrebbero già rimanere con le aule deserte il prossimo settembre. Il nuovo protocollo triennale, rispetto a quelli del 2003 e 2006, amplierà la sperimentazione di progetti mirati all'utilizzo di nuove tecnologie. L'intento è quello di mitigare l'isolamento delle scuole di montagna mediante l'annullamento delle distanze.

Comunicazione, meno 11% ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, la settimana scorsa ha invitato i giovani a scegliere facoltà tecniche piuttosto che il corso in Scienze della comunicazione. Un invito accolto già a partire dall'anno accademico in corso, stando ai dati del Miur: rispetto all'anno precedente l'indice di gradimento è calato dell'11,1%per un totale di 8.

Modello Napoli per il decreto Abruzzo ( da "Riformista, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E oggi il ministro Gelmini sarà all'Aquila per un coordinamento operativo. Sul dopo, la ricostruzione appare come un work in progress. La settimana scorsa, alla terza visita nel capoluogo abruzzese, il premier aveva annunciato un vasto programma: case, scuole, ospedali.

Il polo hi-tech sollecita Roma ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Università e ricerca Maria Stella Gelmini affinché sia fissato un incontro con il team regionale che ha predisposto il progetto di un nuovo Distretto industriale per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare. Facendo leva sulla connotazione del tessuto produttivo marchigiano, che soprattutto nel Fabrianese e nella Vallesina vede una forte presenza di imprese dell'

Università alla prova della nuova governance ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della Gelmini Università alla prova della nuova governance Gli atenei del Nord-Ovest si preparano a recepire le direttive proposte dal ministero dell'Università in materia di governance, autonomia e reclutamento. Mentre alcune Università ( come quella di Torino, del Piemonte Orientale e della Valle d'Aosta) attendono per agire indicazioni e norme più precise dal ministro Gelmini,

Profumo: Il modello è la California ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: recepito il Patto tra università e istituzioni proposto dal ministro Mariastella Gelmini. «Sulla nuova governance richiesta dal Ministero, noi siamo pronti a partire– dichiara il rettore dell'ateneo tecnico piemontese, Francesco Profumo –In questo momento siamo come in stand by: restiamo in attesa di un indirizzo di tipo politico-legislativo all'interno del quale muoverci».

Cautela in attesa di norme precise ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelminiè stato non solo il primo incontro del ministro con tutte le rappresentanze degli atenei– Crui (Conferenza rettori università italiane), Consiglio universitario nazionale, Senato degli studenti –alla presenza delle componenti politiche, maè stato anche il primo decisivo passo di questo Governo verso un ammodernamento delle strutture e della gestione delle università.

Genova ateneo apripista della nuova governance ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: titolo del seminario in cui il ministro Mariastella Gelmini ha convocato i rettori delle università italiane, nelle scorse settimane. Anche i rettori del NordOvest hanno partecipato, e ora affrontano la sfida di una gestione più efficiente degli atenei, ma anche la necessità di una migliore valutazione delle strutture e un reclutamento dei docenti più trasparente e meritocratico.

UNIVERSITÀ ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Universita) data: 2009-04-15 - pag: 4 autore: UNIVERSITà COME CAMBIA L'ORGANIZZAZIONE 136mila Gli iscritti. Sono gli studenti che frequentano i corsi del Nord-Ovest quest'anno Il documento. Il ministro Gelmini ha presentato ai dirigenti degli istituti le linee portanti della sua riforma

L'operazione ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nord-Ovest sezione: LINTERVISTA (da definire) data: 2009-04-15 - pag: 7 autore: L'operazione «Il progetto di un Villaggio scientifico prende forma sei anni fa dall'iniziativa di 60 imprenditori locali. Lunedì prossimo i ministri Scajola e Gelmini firmeranno l'accordo con Ericsson, primo inquilino ufficiale»

È nella ricerca il futuro di Genova ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lunedì prossimo i ministri Scajola e Gelmini firmeranno l'accordo con Ericsson per il suo trasferimento agli Erzelli con mille tecnici. Contiamo di consegnare i primi due edifici –che ospiteranno Ericsson un'altra azienda con cui siamo in trattative –entro il 2011.Nel 2012-2013 arriveranno la facoltà di Ingegneria e i laboratori del Cnr e nel 2015-

OGGI alle 20.30, a Ravenna, alla Sala Rinascita, via Maggiore 71, si tiene la proiezione del film, &... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: provincia di Ravenna in collaborazione con il gruppo consiliare del Comune di Ravenna, e apre un percorso di comunicazione legato al tema scuola. In questi giorni infatti il PD ha lanciato una petizione che boccia il piano della Gelmini e che sta coinvolgendo centiniaia di cittadini che stanno firmando, e sul territorio si stanno realizzando numerosi incontri col mondo della scuola.

da domani il ritorno a scuola ( da "Centro, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: annuncio che il ministro Mariastella Gelmini farà oggi, di ritorno a L'Aquila distrutta. Non saranno necessari documenti: per iscriversi, già a partire da domani, alla riapertura dei primi istituti, sarà sufficiente una autocertificazione. «Sarà assicurato a tutti, nella comunità scolastica, l'accoglienza culturale, ma anche affettiva sociale ai ragazzi che subito trauma»

pronti a studiare nelle tende ( da "Centro, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che oggi incontrerà il ministro Maria Stella Gelmini, di ritorno a L'Aquila. I primi segnali di ripresa si possono già cogliere scorrendo le pagine web del sito www.univaq.it: «Le sedute di laurea previste per il 6 e 7 aprile per il corso in Scienze della formazione primaria si terranno entro la data di scadenza.

all'abruzzo 12 miliardi ( da "Centro, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. CASE INAGIBILI. Prosegue a ritmi serrati l'attività di verifica sulla stabilità degli edifici da parte dei vigili del fuoco. Quasi duemila le abitazioni controllate dai 1.500 tecnici. Per ogni condominio e per ogni singolo edificio, viene compilata una scheda che viene poi trasmessa alla Protezione civile per determinare interventi da compiere e priorità.

Contro i bulli i poliziotti salgono sui bus: controllate 49 linee che collegano le scuole ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: inoffensive le direttive del Ministro Maria Stella Gelmini (ad esempio con i cinque in condotta) fuori gli agenti della polizia locale. A Seregno, il fenomeno dei «piccoli prepotenti» è in crescita. Secondo un'indagine del comune il 27,5 per cento dei bambini e il 35,5 per cento degli adolescenti ha subito almeno una volta nel corso del suo percorso scolastico un atto di bullismo.

Sisma, 53% case inagibili. Maroni: 12 mld per ricostruire ( da "Reuters Italia" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Aquila è attesa la ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, per fare il punto con le autorità locali sulla situazione scolastica. In teoria le scuole dovrebbero riaprire domani, ma oggi, ha detto un portavoce del ministero, sono in corso in Abruzzo una serie di riunioni tecniche per capire se la data può essere confermata.

Abruzzo, ora servono dodici miliardi Stima del Viminale per la ricostruzione ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Intanto oggi è attesa all'Aquila il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: il calendario scolastico dell'Abruzzo, sconvolto dal terremoto, prevede che le scuole riaprano il 16 aprile. Per il capoluogo dovranno funzionare strutture di emergenza come le tende, ma anche in alcune aree delle altre province abruzzesi il rientro a scuola è in forse a causa delle verifiche

Abruzzo, aumentano le case inagibili Ma le scuole ripartiranno nelle tende ( da "Stampaweb, La" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini: il calendario scolastico dell?Abruzzo, sconvolto dal terremoto, prevede che le scuole riaprano il 16 aprile. Per il capoluogo dovranno funzionare strutture di emergenza come le tende, ma anche in alcune aree delle altre province abruzzesi il rientro a scuola è in forse a causa delle verifiche necessarie a garantire l?

Ravenna: scuola, arriva la senatrice Mariangela Bastico ( da "RomagnaOggi.it" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutte le diffidenze verso i tagli della Gelmini e "per proporre una diversa idea di scuola, al passo con le sfide del nostro tempo". Dopo un pranzo a Faenza con operatori del mondo scolastico, la Bastico arriverà a Ravenna dove incontrerà una delegazione di dirigenti scolastici, poi una delegazione di precari che il prossimo anno rischieranno seriamente il proprio posto di lavoro.

Abruzzo, spunta l'ipotesi tassa sui ricchi Palazzo Chigi frena: "Nessuna decisione" ( da "Repubblica.it" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. "E' un piccolo segnale di efficienza e di speranza" afferma Gelmini garantendo ancora una volta che "nessuno studente dell'area del terremoto perderà l'anno scolastico". Al termine di una riunione tenuta a L'Aquila, il ministro spiega che sarà data "la massima priorità per garantire lo svolgimento degli esami di stato e di terza media,

Sisma in Abruzzo, il 54% degli edifici è agibile ( da "RomagnaOggi.it" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, mercoledì a L'Aquila, ha assicurato che nessuno studente delle zone terremotate dell'Abruzzo perderà l'anno scolastico. "Senza voler nascondere le difficoltà, che pur ci sono, per far concludere l'anno scolastico - ha spiegato il ministro - concentreremo tutti i nostri sforzi dando la massima priorità per garantire che si possano sostenere regolarmente gli esami di Stato

Sisma,53% case inagibili.Bertolaso:in 20.000 senza tetto ( da "Reuters Italia" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini che ha garantito che nessuno studente perderà l'anno. SI STIMA CHE 20MILA NON TORNERANNO A CASA "Riteniamo che siano 20mila le persone che non potranno rientrare nelle case per problemi di agibilità" sui 65mila sfollati assistiti al momento, ha detto in serata al Tg1 Guido Bertolaso, capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Regione Marche: no ai tagli agli organici della scuola ( da "Sestopotere.com" del 15-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma nessuna risposta dal Ministro Gelmini alla lettera che ho inviato a marzo scorso per chiedere di non procedere alle riduzioni. Tagli dunque non solo annunciati, ma ora comunicati e completamente ignorate le nostre istanze che spiegavano esaurientemente le ragioni del perche` non era opportuno 'tagliare' drasticamente nelle Marche.

Scuola, le lezioni riprendono in una tenda ( da "Corriere delle Alpi" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini. «è un piccolo segnale di efficienza e di speranza», ha detto ieri durante la sua visita all'Aquila il ministro Gelmini, annunciando che «nessuno studente dell'area del terremoto perderà l'anno scolastico». Il ministro ci ha tenuto a spiegare che sarà data «la massima priorità» a garantire lo svolgimento degli esami di Stato e di terza media,

Quattro province accoglieranno la maggior parte della popolazione studentesca aquilana ( da "Cittadino, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini.«É un piccolo segnale di efficienza e di speranza» afferma il ministro Gelmini garantendo ancora una volta che «nessuno studente dell'area del terremoto perderà l'anno scolastico». Al termine di una riunione tenuta all'Aquila con tutte le autorità preposte alle attività scolastiche, il ministro spiega che sarà data «

e berlusconi ritorna per l'apertura della prima elementare ( da "Centro, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: una manifestazione alla quale interverranno anche il presidente del consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Secondo il sindaco ci saranno una trentina di bambini. «Prima del terremoto erano 80» ha spiegato «in molti sono andati con la famiglia sulla costa, ma torneranno a scuola anche loro, già da lunedì ce ne saranno di più».

60 prof in meno alle medie ( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: allarme 60 PROF IN MENO ALLE MEDIE Ecco dove taglierà la Gelmini: dati choc sulle classi LIVORNO. Nelle scuole livornesi i conteggi sugli organici sono in via di ultimazione: tempo poche ore e la scure Gelmini calerà inesorabile. Il Pd ieri ha dato spazio alle storie dei docenti ma ha anche provato, con l'assessore Carla Roncaglia, a disegnare la scuola (mutilata) che verrà.

non c'è un euro, scuole al collasso ( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Effetto Brunetta-Gelmini: niente fondi Non c'è un euro, scuole al collasso SAN VINCENZO. Scuole senza un euro, casse vuote dappertutto per l'effetto combinato dei provvedimenti dei ministri Gelmini e Brunetta. In un istituto di San Vincenzo per esempio si accettano regali, spesso delle banche, per avere penne e altri materiali.

l'aquila, la procura sequestra 12 palazzi - meo ponte ( da "Repubblica, La" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: nessuno studente perderà l´anno L´inchiesta MEO PONTE DAL NOSTRO INVIATO L´AQUILA - Dodici edifici, dodici trappole mortali. Il decreto di sequestro firmato ieri dal procuratore capo Alfredo Rossini li elenca uno per uno: palazzo Belvedere in via Gualtieri d´Ocre, Casa dello studente, condomini 79,

L'AQUILA - Mentre a Roma si lavora sul decreto Abruzzo ipotizzando anche una tassa per i super-ricchi con un reddito superiore ai 130-140 mila euro, la città prova a ripartire: alc ( da "Adige, L'" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini - si ricomincia pure in quelle zone che non sono state «direttamente colpite dal terremoto». Saranno sui banchi oltre 2 mila ragazzi ospitati negli hotel della costa. «Nessuno - prosegue il titolare dell'Istruzione - perderà l'anno». Va avanti anche l'inchiesta: la procura fa appello ai cittadini affinché consegnino ai magistrati i video relativi ai crolli ribadendo che saranno

tagli scuola, tempo pieno negato alle famiglie ( da "Repubblica, La" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: è l´effetto dei provvedimenti Gelmini-Tremonti e dei tagli di quasi 1.500 cattedre in Sicilia. A prescindere dalle richieste di mamme e papà, le scuole dovranno fare quadrare i conti con l´organico che assegnerà l´Ufficio scolastico regionale. SALVO INTRAVAIA A PAGINA IX

salta il tempo pieno alle elementari - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nell´incontro svoltosi l´altro ieri Di Stefano, al quale la Gelmini ha riconfermato la fiducia, ha dovuto chiarire come stanno le cose. «L´80 per cento delle richieste di prima classe a 30 ore - dichiara Scozzaro - non potrà essere soddisfatto, idem per quasi 1.300 richieste di tempo pieno». Il perché è presto detto.

La Gelmini: ( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: «Nessuno perderà l'anno» la scuola riparte Ora il nemico da sconfiggere è la paura delle famiglie. Ieri sono già riprese le lezioni in una tendopoli 16/04/2009 l'aquila. La comunità della scuola abruzzese, seppur tra molte differenze e problematiche, riparte da dopo il terremoto del 6 aprile che ha piegato le strutture,

petizione e dibattito: il pd in campo per la scuola pubblica ( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma Gelmini e mette in campo una serie di iniziative su scala nazionale che, in Versilia, si concretizzeranno nei prossimi giorni. Petizione popolare. Il primo strumento deciso per contrastare la riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi è una petizione popolare per chiedere che le proposte del Pd sulla scuola pubblica siano discusse in Parlamento entro maggio.

Scuola, presidio contro i tagli ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A pagare di più per il ridimensionamento voluto dalla riforma Gelmini saranno ovviamente i precari: «C'è forte preoccupazione per questi lavoratori, costretti ad un riposo forzato dopo anni di attività» ha detto la segretaria Uil Ancona Claudia Mazzucchelli. Ma non solo: le conseguenze per le famiglie si tradurranno in un tempo scuola più breve, in media di 27 ore settimanali,>

Convocato d'urgenza il tavolo sui ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma nessuna risposta dal ministro Gelmini alla lettera che ho inviato a marzo per chiedere di non procedere alle riduzioni. Tagli, dunque, non solo annunciati, ma ora comunicati mentre sono state completamente ignorate le nostre istanze che spiegavano esaurientemente le ragioni del percè non era opportuno tagliare' drasticamente nelle Marche».

di OSVALDO PASELLO ENTRI IN UN PAESE di 1000-1500 abitanti, cerchi un posto di... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Anche un paesotto medio-grande con un plesso scolastico elementare sotto i 50 bambini, da domani potrà vivere questa condizione di emergenza sociale. L'altra sera è toccato a Pezzoli, la frazione di Ceregnano nel 2003-2004 sulle pagine dei giornali nazionali, perché sventolavano dai balconi di tutte le case le bandiere-

non ci sono più soldi per i supplenti - dal nostro inviato ( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: grazie al ministro Gelmini, una vera e propria disfatta» commenta un insegnante. La media Pietro Mascagni è nel centro di San Vincenzo, paesone di 6.800 anime a vocazione turistica che d'estate triplica gli abitanti insieme alle seconde case. E anche qui, in questa scuola di provincia come nel resto della Toscana e d'Italia,

il maestro unico? non lo vuole nessuno va forte invece il tempo prolungato ( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con il piano Gelmini la primaria, la vecchia elementare. andrà subito in sofferenza. Per le medie, dice Toninelli, «non si è ancora ben capito quale sarà la futura organizzazione». Dei nuovi moduli, a San Vincenzo, nessuno ha scelto quello con 24 ore settimanali e il maestro unico.

I SOCI della Sezione di Rovigo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipove... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Luigi Gelmini per testimoniare la coesione del Movimento in una fase non certamente facile per la società in generale sotto il profilo sociale ed economico. Molto gradita la presenza del sindaco di Rovigo Fausto Merchiori che nel suo intervento ha posto in evidenza le difficoltà di natura finanziaria cui deve far fronte l'ente per la gestione attenta delle risorse sempre limitate.

E la città ricomincia dall'Università ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: impegno del ministro Maria Stella Gelmini arrivata all'Aquila proprio per decidere le prime misure per la scuola. «Nessuno studente perderà l'anno accademico. Gli esami si faranno con i colloqui, molte scuole riapriranno lunedì». Il punto è che solo per l'università, il 30% delle strutture è distrutta mentre il 40% è lesionato.

Ricercatori, concorsi al palo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: candidati Gianni Trovati MILANO Dal decreto Gelmini sull'università sono passati più di cinque mesi, ma delle regole ministeriali per valutare titoli e pubblicazioni nei concorsi da ricercatore non c'è traccia. è solo l'ultimo tassello mancante all'attuazione delle nuove regole scritte a novembre con decretazione d'urgenza per riformare i concorsi e tagliare le combine baronali,

Al Salone del mobile la riscossa delle imprese ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: poi però il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha fatto sapere di aver già stanziato dei fondi a questo scopo. Ora la scelta (un municipio? la prefettura?) verrà fatta in accordo con il capo della Protezione civile Guido Bertolaso. E l'architetto? Sarà quasi certamente un italiano, abituato a lavorare con il legno.

SONO circa 400 i bambini delle primarie in provincia di Ravenna che il prossimo a... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: bocciando il modello base delle 24 ore sostenuto dal Ministro Gelmini. Infatti il 51 per cento delle famiglie aveva fatto domanda per il tempo pieno, il 35 per cento per le 30 ore, il 13,7 per cento per le 27 ore e solo lo 0,98 per cento per le 24 ore. Ebbene, oggi possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, che le richieste delle famiglie, con le risorse date,

La città riparte: riaprono uffici e negozi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo ha annunciato il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini al termine di una riunione operativa che si è tenuta ieri a L'Aquila. Oggi a Poggio Picenze, a circa 15 chilometri dall'Aquila, sarà lei a inaugurare con il premier Berlusconi la prima tenda-scuola che segna la ripresa, seppur simbolica, dell'attività scolastica.

Da oggi riaprono le scuole agibili Pronte nuove tende ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2009)
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Abstract: pag: 6 Il ministri Gelmini Da oggi riaprono le scuole agibili Pronte nuove tende L'AQUILA Non far pagare le tasse universitarie agli studenti che nel prossimo anno accademico si iscriveranno all'ateneo de L'Aquila. È una delle ipotesi allo studio del ministero dell'Istruzione per contribuire alla rinascita dell'Abruzzo.

Scuola, escono 42 mila docenti ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma il ministro Mariastella Gelmini assicura: «La riorganizzazione della spesa per la scuola ci consentirà di avere più risorse per i laboratori, per le strutture, per aumentare il tempo pieno ». Presa di posizione. Che non convince i sindacati: «È tutto da vedere». Le regole Nessuno lo ha nascosto.

Atenei, così saranno premiati i virtuosi ( da "Corriere della Sera" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, in approvazione al prossimo consiglio dei ministri, punta a semplificare la creatura messa in campo nel 2006 dall'esecutivo di Prodi e a renderla finalmente operativa. L'Agenzia avrà tre compiti: fare una valutazione esterna della qualità delle attività di università e enti di ricerca pubblici e privati cui vanno i finanziamenti pubblici;

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini non pratica lo sport di cancellare quello che è stato fatto prima. Si è perso un anno. Ora bisogna procedere rapidamente: la valutazione è urgente». La convince il nuovo testo? «Il presidente del comitato di valutazione sarebbe nominato dal governo.

Gelmini: all'Aquila esami senza scritti ( da "Unita, L'" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: all'Aquila esami senza scritti Esami di maturità e di terza media senza scritti, bastano i colloqui. o ha annunciato all'Aquila il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. Il ministro assicura che lunedì le scuole non desvastate dal terremoto riapriranno.

prof e studenti in classe, bella lezione ( da "Centro, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo ha garantito il ministro Mariastella Gelmini, ieri in visita all'Aquila. In realtà, la metà degli istituti sarebbe agibile ma i genitori hanno paura a mandarci i figli. A settembre, forse, le lezioni riprenderanno in anticipo. Per ora il sostegno sarà assicurato da insegnanti volontari nelle tendopoli.

scuola finita per 15mila alunni ( da "Centro, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: garantito il ministro Mariastella Gelmini, si svolgeranno. Le modalità saranno analoghe, con ogni probabilità, a quelle utilizzate dopo il terremoto del Friuli, con prove e colloqui basati sul programma svolto fino al 5 aprile, l'ultimo giorno di normalità. Per gli altri, il passaggio alla classe successiva dovrebbe avvenire in base di scrutini sui quali si sta ancora riflettendo.

il papa arriva il 1 maggio ( da "Centro, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha assicurato il ministro Gelmini - si ricomincia pure in quelle zone che non sono state «direttamente colpite dal terremoto». E già oggi saranno sui banchi oltre duemila ragazzi ospitati negli hotel della costa. «Nessuno», ha detto il ministro, «perderà l'anno». Una riunione specifica del senato accademico sarà dedicata nei prossimi giorni all'individuazione dell'

Terremoto ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Poi dopo l'annuncio del ministro Gelmini di destinare 16 milioni di euro per la ricostruzione della struttura, ci siamo fermati a riflettere e abbiamo preso contatti con la protezione civile. Da qui è nata l'idea di finanziare l'edificazione di un palazzo che ci verrà indicato, su progetto di un grande architetto italiano.>

Abruzzo, la rinascita parte dalla scuola Mafia, Grasso: "Task force per vigilare" ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini. Nessuno, ha detto il ministro, perderà l?anno scolastico, anche se gran parte degli edifici scolastici sono infatti lesionati. Ma non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente,

Gelmini: Oggi 2.500 in classe ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 4 Gelmini: «Le scuole ripartono subito» Oggi 2.500 in classe di Redazione «Puntiamo a riaprire prima possibile le scuole nelle zone non direttamente colpite dal terremoto: nella maggior parte dei casi già da lunedì prossimo». Lo ha annunciato il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa al termine di una riunione operativa tenuta ieri all'

Abruzzo, riaprono le scuole: "Nessuno perderà l'anno scolastico" ( da "RomagnaOggi.it" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dove giovedì mattina il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, assieme al ministro Mariastella Gelmini, inaugura la prima scuola da campo nelle zone terremotate, e più precisamente a Poggio Picenze, piccolo centro ad una decina di chilometri dall'Aquila. La stessa Gelmini mercoledì a assicurato che "nessuno perderà l'anno scolastico" nelle aree terremotate.

Miur, nuovi tetti di spesa per l'acquisto dei testi scolatisci ( da "Stampaweb, La" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in base alla normativa voluta dal ministro Gelmini, i contenuti dei testi non necessiterebbero di nuove edizioni poiché non sono stati innovati i programmi di insegnamento: tuttavia lo stesso Miur precisa che gli acquisti andrebbero contemplati specificatamente a seguito delle «nuove caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa,

Per l'Abruzzo tassa sui ricchi e 5 per mille bis ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la scuola sarà dunque inaugurata alla presenza di Berlusconi e della Gelmini, da ieri all'Aquila. Nessuno studente delle zone terremotate perderà l'anno scolastico, assicura il ministro. «Senza voler nascondere le difficoltà», dice, «per far concludere l'anno scolastico concentreremo tutti i nostri sforzi per garantire che si possano sostenere gli esami di Stato e di terza media,

( da "Tempo, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini lo sa e così, megafono in mano, parla a docenti, maestri, direttori didattici e amministratori locali. Parla in modo secco e deciso, come è nel suo stile. Non si limita a rassicurare. Lancia messaggi e si impegna in prima persona: «Nessuno perderà l'anno scolastico.>

In Abruzzo si torna in classe ( da "Tempo, Il" del 16-04-2009)
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Abstract: stampa il ministro gelmini: "nessuno perderà l'anno" In Abruzzo si torna in classe E riparte anche l'università Comuni non colpiti direttamente dal sisma, quindi quelli lontani dall?epicentro, ritorneranno in aula tra oggi e lunedì prossimo. Ma oggi partono le lezioni anche a Poggio Picenze, paese colpito dal sisma con cinque vittime che ha attrezzato tre tende per gli alunni.

Primo giorno di scuola dopo il terremoto. Le lezioni al via nelle tende di Poggio Picenze nell'aquilano ( da "Adnkronos" del 16-04-2009)
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Abstract: Le lezioni al via nelle tende di Poggio Picenze nell'aquilano La campanella è suonata oggi presso il capoluogo abruzzese. A inaugurare il ritorno in classe il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini commenta 0 vota 2 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 16 aprile, ore 13:06

TERREMOTO: SFOLLATO CONTESTA GELMINI, VERGOGNA PER 440 MLN PER LA LEGA ( da "Adnkronos" del 16-04-2009)
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Abstract: TERREMOTO: SFOLLATO CONTESTA GELMINI, VERGOGNA PER 440 MLN PER LA LEGA commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 16 aprile, ore 12:56

Abruzzo, la rinascita parte dalla scuola Il Papa visita gli sfollati il Primo maggio ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. "La speranza si riaccende - ha commentato la titolare dell'Istruzione - la possibilità di un ritorno, certo lento ma pur sempre un ritorno, alla normalità oggi diventa più forte". Non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso,

Sisma, Berlusconi torna in Abruzzo "Entro l'autunno via le tendopoli" ( da "Stampaweb, La" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini. Nessuno, ha detto il ministro, perderà l?anno scolastico, anche se gran parte degli edifici scolastici sono lesionati. E non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente,

Terremoto, riprendono le lezioni nelle tendopoli I sindacati: "Festa del primo maggio a L'Aquila" ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini. "La speranza si riaccende - ha commentato la titolare dell'Istruzione - la possibilità di un ritorno, certo lento ma pur sempre un ritorno, alla normalità oggi diventa più forte". Non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso,

Terremoto, Berlusconi inaugura una scuola da campo in Abruzzo ( da "Sestopotere.com" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a pochi chilometri dall'Aquila, è stata inaugurata una scuola da campo alla presenza del premier Silvio Berlusconi, del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e del sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. I primi a riprendere le lezioni saranno i bambini della scuola materna ed elementare.

Terremoto, Berlusconi inaugura una scuola da campo a Poggio Picenze ( da "Sestopotere.com" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a pochi chilometri dall'Aquila, è stata inaugurata una scuola da campo alla presenza del premier Silvio Berlusconi, del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e del sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. I primi a riprendere le lezioni saranno i bambini della scuola materna ed elementare.

Nasce il laboratorio teatraleEnna. ( da "Sicilia, La" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: hanno tracciato un quadro reale degli effetti che sta producendo la riforma Gelmini e i successivi decreti attuativi sul sistema scolastico italiano. «Si tratta di un impoverimento complessivo in termini di offerta formativa - è stato detto - di riduzione pesante degli organici, smantellamento dei punti di eccellenza e salto all'indietro come il maestro unico alle elementari,

I rettori e la Regione esaminanopolitiche di formazione e ricercamirate all'internazionalizzazione ( da "Sicilia, La" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, in tema di governance e reclutamento, sottolineando che il sistema universitario regionale, si sente impegnato in quelle azioni di autodifesa, tese ad esaltare le specificità dei bisogni formativi dei siciliani. «La riforma universitaria - hanno affermato i rettori - non deve avere un atteggiamento puramente reattivo ma deve assumere capacità propositive,

Abruzzo, Berlusconi: ''entro fine estate alloggio per tutti'' ( da "RomagnaOggi.it" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: ''la speranza si riaccende'' L'AQUILA - "Entro la fine dell'estate la maggior parte delle persone colpite dal terremoto saranno sistemate nelle case". E' quanto ha assicurato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, giovedì nell'Aquilano per l'inaugurazione di una scuola nella tendopoli a Poggio Picenze.

Terremoto Abruzzo, Berlusconi inaugura una scuola da campo a Poggio Picenze ( da "Sestopotere.com" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a pochi chilometri dall'Aquila, è stata inaugurata una scuola da campo alla presenza del premier Silvio Berlusconi, del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e del sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. I primi a riprendere le lezioni saranno i bambini della scuola materna ed elementare.

Terremoto, riprendono le lezioni nelle tendopoli Giovane muore in ospedale: le vittime sono 294 ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. "La speranza si riaccende - ha commentato la titolare dell'Istruzione - la possibilità di un ritorno, certo lento ma pur sempre un ritorno, alla normalità oggi diventa più forte". Ma la voglia di ricominciare è straziata dalla morte di Tonino Colonna (19 anni) che era stato trasportato con elisoccorso all?

Berlusconi agli sfollati: "Nelle case entro l'estate" I bambini tornano a scuola sotto le tende ( da "Repubblica.it" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini. Ma non è ancora terminata la conta delle vittime: un ragazzo di 19 anni è morto in ospedale a Roma per le ferite riportate. Il bilancio sale a 295 morti. Il premier ha visitato per la sesta volta L'Aquila e le tendopoli che ospitano gli sfollati, assicurando che saranno fuori di lì entro la fine dell'estate.

Il premier: "Entro l'estate nuovi alloggi per tutti" Giovane muore in ospedale: le vittime sono 294 ( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. "La speranza si riaccende - ha commentato la titolare dell'Istruzione - la possibilità di un ritorno, certo lento ma pur sempre un ritorno, alla normalità oggi diventa più forte". Ma la voglia di ricominciare è straziata dalla morte di Tonino Colonna (19 anni) che era stato trasportato con elisoccorso all?


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Tecnologia in aiuto alle scuole di montagna (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

FIRMATO L'ACCORDO Tecnologia in aiuto alle scuole di montagna [FIRMA]GIANNI GIACOMINO Un milione di euro e progetti mirati all'utilizzo di nuove tecnologie. Ecco la base dell'accordo ratificato ieri dagli assessorati all'Istruzione e alla Montagna della Regione e dall'Ufficio Scolastico regionale. Un'intesa che ha l'obiettivo di difendere le scuole delle vallate alpine piemontesi. Si parla di 180 realtà, di ogni ordine e grado, con meno di 50 alunni. Di queste, 41 scuole hanno meno di 12 scolari e, come previsto dalla "riforma Gelmini", potrebbero già rimanere con le aule deserte il prossimo settembre. Il nuovo protocollo triennale, rispetto a quelli del 2003 e 2006, amplierà la sperimentazione di progetti mirati all'utilizzo di nuove tecnologie. L'intento è quello di mitigare l'isolamento delle scuole di montagna mediante l'annullamento delle distanze. Lavagne interattive, strumentazioni tecnologiche per la realizzazione di lezioni che si svolgono in una sede "principale", ma che, in simultanea, possono essere seguite anche in altre scuole. Poi visite virtuali, partecipazione interattiva a progetti didattici. «Si chiama "teleinsegnamento" - spiega l'assessore all'Istruzione della Regione, Gianna Pentenero - ed è un progetto che intendiamo sempre più consolidare e rendere prassi comune su tutto il territorio montano. Inoltre, la capacità dei docenti di offrire agli alunni non solo nozioni, ma idee veicolate da mezzi nuovi e vicini ai giovani, si è rivelata, in questi primi anni di sperimentazione del teleinsegnamento, molto efficace». «La scuola è un servizio essenziale per le famiglie che risiedono in piccoli centri - sottolinea il presidente dell'Uncem Piemonte Lido Riba - è il perno primario di una comunità. Per riprendere il popolamento delle nostre montagne è necessario partire dalle questioni fondamentali. Siamo soddisfatti per questa azione di difesa e potenziamento delle scuole nei paesi dei comuni e delle Comunità montane del Piemonte».

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La scuola elementare di Carve si può salvare (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

«La scuola elementare di Carve si può salvare» Il candidato sindaco: «L'amministrazione deve agevolare le iscrizioni» BELLUNO. La lista Civica Innovamel interviene nel merito del ridimensionamento scolastico della scuola primaria di Carve attraverso il proprio candidato a sindaco Pierpaolo De Paris il quale afferma: «Abbiamo approfondito l'insieme della problematica relativa alla riforma Gelmini e dalle valutazioni che sono emerse ci sono, secondo noi, le condizioni abbastanza rassicuranti». Condizioni, cioè, affinché la scuola di Carve possa continuare ad operare senza la necessità dell'inserimento delle pluriclassi. «Tale approfondimento», dice De Paris, «lo abbiamo col dirigente Domenico Martino (mi ha accompagnato anche Giampaolo Ciet) con il quale abbiamo avuto un confronto franco e costruttivo. Visto che Mel è considerato Comune montano», prosegue il candidato, «il problema di fatto, si sposta nell'ambito dell'amministrazione zumellese, in quanto lo scoglio da superare è la presenza di un numero minimo di dieci allievi, per singola classe». «L'amministrazione comunale», dice ancora, «si deve pertanto impegnare nel raggiungimento del numero minimo di dieci alunni, agevolando la frequenza nel plesso scolastico di Carve, mettendo a disposizione il pulmino. Così si supererebbe il problema per l'anno prossimo, mentre per l'anno successivo il numero dei potenziali iscritti è ben superiore al minimo di dieci. Siamo pertanto assolutamente vicini a quanto sostenuto dal capo frazione di Carve Edoardo Comiotto e dal comitato dei genitori, ai quali va tutto il nostro sostegno ed appoggio, sull'assoluta possibilità di superare l'ipotesi delle pluriclassi e pertanto ci stiamo adoperando in tal senso».

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Le elementari rischiano la chiusura (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Refrontolo. Lettera inviata ai genitori dopo i numeri negativi delle preiscrizioni. Oggi summit tra i dirigenti all'ufficio scolastico provinciale Le elementari rischiano la chiusura Tre classi non raggiungono la soglia minima di 15 alunni: saranno accorpate a Pieve REFRONTOLO. Le elementari di Refrontolo rischiano la chiusura. Le preiscrizioni all'anno scolastico 2009-2010 non lasciano spazio a dubbi: ben tre classi non raggiungerebbero la soglia minima di 15 alunni e verrebbero accorpate a Pieve di Soligo. In tal caso, cioè con due sole classi numericamente «a norma», Refrontolo non sarebbe in grado di soddisfare l'altro requisito minimo di 50 alunni per plesso. E' partita ieri, dalla sede municipale, la lettera a tutti i genitori del territorio comunale per informarli sulla situazione scolastica. Una situazione critica per la scuola primaria adiacente il municipio che, unita alle analoghe difficoltà numeriche della scuola dell'infanzia di viale degli Alpini, potrebbe riservare risvolti inattesi, quanto preoccupanti, per i circa 1.800 abitanti del comune di Refrontolo. Di qui la necessità dell'amministrazione comunale di informare quanto prima la cittadinanza, convocando a breve i genitori dei 73 preiscritti alla scuola primaria e dei 46 preiscritti alla scuola dell'infanzia per un accurato esame della realtà e delle prospettive future. «Il problema esiste - ammette il sindaco Mariagrazia Morgan - inutile negarlo. La legge parla chiaro e non ammette deroghe per i piccoli comuni come il nostro. Oggi i numeri per mantenere tutte e cinque le classi della scuola primaria a Refrontolo non ci sono. Credo comunque di poter affermare che per il 2009-2010 non esista il rischio di una completa chiusura del plesso. E' chiaro però - continua il primo cittadino - che, se resteranno questi i parametri introdotti dalla legge Gelmini, il problema per Refrontolo si ripresenterà sicuramente per gli anni a venire. E sarebbe una decisione drammatica per le nostre famiglie. Per questo, insieme all'istituto comprensivo di Pieve di Soligo, ci stiamo attivando. Non vogliamo lasciare niente al caso per mantenere inalterato il servizio». Oggi, in tal senso, all'ufficio scolastico provinciale di Treviso, è in programma un incontro sulla questione Refrontolo tra il dirigente scolastico provinciale, Maria Giuliana Bigardi, e il dirigente scolastico delle scuole del comprensorio pievigino, Genoveffa Favero. (Glauco Zuan)

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Su Facebook nasce il gruppo per salvare la Foscolo (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Su Facebook nasce il gruppo per salvare la Foscolo Un centinaio di genitori aderisce al comitato e replica a Toffoli: denigra Nicola Todeschini è stato eletto presidente VITTORIO VENETO. E' nato il comitato dei genitori e insegnanti «Salviamo la Foscolo». Più di un centinaio i primi aderenti: sono mamme, papà e maestre che hanno a cuore la scuola elementare di Ceneda che Mariastella Gelmini vorrebbe smembrare distribuendo le classi in altri plessi della città, lasciando solo una terza. Presidente del comitato pro Foscolo è stato eletto l'avvocato Nicola Todeschini, papà di un bimbo che frequenta la scuola. E' anche stato creato un grupp su facebook. Si può navigare su http://salviamolafoscolo.blogspot.com o su www.facebook.com/group. Il comitato ha replicato al consigliere comunale di Fi Michele Toffoli, che nei giorni scorsi aveva criticato la professionalità delle insegnanti. «Rimaniamo allibiti - fa sapere il neocomitato - di fronte alla scivolata di stile di un rappresentante delle istituzioni, che come se si trovasse al bar a spettegolare sulle voci di corridoio, si lascia andare a giudizi falsi e profondamente denigratori senza avere alcuna competenza e conoscenza reale dei fatti e al solo fine di difendere per partito preso le scelte di un esponente del ministro. Sappia, il consigliere mal informato, che proprio in questi giorni i bambini della Foscolo hanno vinto un concorso di lettura a dimostrazione della serenità con la quale apprendono ogni giorno grazie alle loro insegnanti». «Gli sprechi non si combattono con altri sprechi - ribadisce il comitato - quali sarebbero certo quelli dovuti allo smantellamento di una struttura di recente risistemata e dotata di ampi giardini, riscaldamento a pavimento e soprattutto un corpo docente validissimo sia sotto il profilo professionale che umano». «I bambini - evidenziano genitori ed insegnanti - non possono essere sbattuti da una struttura all'altra come pacchi, in barba alla facoltà di scelta della scuola e del diritto ad un'istruzione completa ed equilibrata. Rivendichiamo il diritto dei bambini a non vedere stravolto il proficuo clima di apprendimento. Siamo certi che le autorità locali sapranno adempiere agli impegni che si sono assunti promettendo un intervento risolutore a difesa dell'istruzione». (s.r.)

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Centocinquanta maestri in meno (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Incontro fra sindacati e Bigardi sui tagli alla scuola elementare Centocinquanta maestri in meno Sindacati trevigiani sul piede di guerra contro i tagli di maestri nelle scuole elementari. Ieri mattina Cgil, Cisl, Uil e Snals hanno ricevuto dal direttore dell'Ufficio scolastico provinciale Maria Giuliana Bigardi l'informativa che riguarda i numeri sugli organici previsti per l'anno 2009-2010. La conferma di 150 insegnanti elementari in meno ha fatto infuriare le sigle, che ribadiscono «la grave situazione venutasi a creare con l'applicazione dei provvedimenti dei ministri Gelmini e Tremonti». Per il prossimo anno scolastico gli insegnanti elementari saranno 3440 contro i 3590 dell'anno in corso. Gli alunni seduti sui banchi saranno invece 1229 in più. «Le organizzazioni sindacali prendono atto che, nonostante le promesse fatte al Veneto virtuoso da parte delle forze politiche che i tagli sarebbero stati ridimensionati, nulla è cambiato - si legge in una nota inviata ieri a conclusione dell'incontro -. A fronte di un aumento del numero di alunni iscritti e dei numeri sul tempo scuola richiesto dalle famiglie, ci troviamo di fronte a tagli che mettono a rischio la qualità dell'istruzione a Treviso. Per questo intendiamo denunciare che le richieste di tempo scuola non sono state prese in considerazione in sede di calcolo degli organici». Nel regolamento sugli organici e nella successiva circolare sulle iscrizioni era prevista infatti per quest'anno la facoltà per i genitori di richiedere un certo tempo scuola per i figli (in base alle esigenze lavorative infatti le famiglie potevano scegliere se far frequentare ai bambini 24, 27, 30 o 40 ore settimanali). Secondo i sindacati, di fatto il ministero della Pubblica istruzione, tramite il sistema informatico, non ha tenuto conto di queste richieste, ma avrebbe costruito gli organici solo sulla base del numero di studenti iscritti. Il risultato? Molte famiglie che hanno scelto le 30 ore settimanali (la maggioranza a Treviso) potrebbero dover iscrivere i loro figli in una classe che ne fa solo 24 o 27. (l.c.)

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abruzzo, domani primi rientri a scuola (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Abruzzo, domani primi rientri a scuola In molte città riapertura lunedì. Il ministro Gelmini all'Aquila L'AQUILA. Gli alunni e gli studenti costretti a lasciare le loro case e le loro scuole dovranno essere accolti in tutte le scuole d'Italia. E' questo l'annuncio che il ministro Mariastella Gelmini fa oggi, di ritorno a L'Aquila distrutta. In tutte le province, le lezioni riprenderanno tra domani e l'inizio della prossima settimana. Domani si riprenderà a Poggio Picenze in tenda, a Pescara, Vasto, Lanciano, Montesilvano e Ortona. Lunedì lezioni a Chieti, Avezzano, Celano, Penne e Loreto. Scuole chiuse per tutta la settimana a Teramo. La situazione più grave è quella di Popoli, dove la quasi totalità del patrimonio scolastico è inagibile. (A pagina 24)

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-SENIGALLIA A RISCHIO le prime classi nelle scuole elementari di... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 12 -SENIGALLIA A RISCHIO le prime classi nelle scuole elementari di... -SENIGALLIA A RISCHIO le prime classi nelle scuole elementari di Scapezzano e Cesano, alla luce della riforma Gelmini. Ma il comitato dei genitori di Scapezzano si sta impegnando a fondo per evitare che i piccoli plessi scolastici delle frazioni periferiche vengano chiusi. «Per il momento anche se il Presidente della Repubblica non ha firmato il decreto afferma il portavoce del comitato, Francesco Simoncioni sembra che la riforma sia destinata a partire. Questo significherà tagli drastici di organici; le richieste di tempi pieni e tempi prolungati con cui sono state raccolte le iscrizioni non potranno inoltre essere soddisfatte. Ma a livello cittadino ci sono alcune cose che non ci convincono». E sarebbe? «A fronte delle scuole di Scapezzano e Cesano dove ci sono solo tredici iscritti per le prime classi contro i quindici previsti, risulta invece che a Cesanella sia in previsione l'avvio di due prime classi, entrambe da quindici alunni. Non comprendiamo la ragione per la quale invece di far partire due prime classi a Cesanella non si siano indirizzati i bambini anche ai plessi di Scapezzano e Cesano in maniera tale da bilanciare il territorio e non lasciare scuole a rischio. Anche perchè secondo una recente circolare, le nuove sezioni si possono aprire in caso di inderogabili necessità'. Cosa che qui invece manca. Ma anche l'Amministrazione comunale ha le sue responsabilità». Perchè? «Secondo noi il Comune avrebbe dovuto pianificare meglio le iscrizioni e puntare alle iscrizioni intelligenti', ovvero spalmate nelle varie scuole delle frazioni. Ma non è solo colpa dell'Amministrazione. Nelle altre parti del territorio si sono fatti i salti mortali per garantire il minimo di iscritti alle scuole più in sofferenza. Comunque a Scapezzano le famiglie si sono organizzate». In che maniera? «Attivando il tempo prolungato extrascolastico; è l'unica risorsa per coloro che non possono rinunciare a tale servizio. Alla scuola di Scapezzano è attivo un tempo prolungato non soggetto ai tagli, perchè finanziato da organismi indipendenti dalla scuola, per le seconde, terze e quarte classi prossime. Inoltre è in fase di organizzazione un tempo prolungato sempre di tipo non scolastico per la futura classe prima, con una copertura di orario fino alle 15,30/16. Verranno proposte attività di tipo ludico creativo. Invitiamo pertanto i genitori che ritengono irrinunciabile un tempo scuola prolungato a contattare il nostro comitato. La responsabile del progetto, in un incontro con i genitori recepirà le varie esigenze per organizzare un tempo prolungato più vicino possibile ai bisogni ed agli interessi delle famiglie coinvolte».

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Scuola, nessuno sconto I tagli saranno 927 (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE MARCHE pag. 16 Scuola, nessuno sconto I tagli saranno 927 I sindacati: «Peggio di quanto previsto» PENTOLA La scuola è in continua ebollizione di ILARIA TRADITI ANCONA E' ARRIVATA la resa dei conti sui tagli nella scuola marchigiana. Saranno 927 quelli per il personale docente, di cui un'altissima percentuale, ben 824, saranno posti cancellati fin da subito con l'organico di diritto. Ecco le "cifre del disastro" come ha dichiarato Daniela Barbaresi segretaria regionale Flc-Cgil uscita stremata ieri dalla riunione con il vicedirettore dell'Ufficio scolastico regionale Fulvio Izzo facente funzione da direttore generale, che per la prima volta al tavolo con i dirigenti degli uffici scolastici provinciali e le organizzazioni sindacali ha reso nota la portata ufficiale dei tagli. «Peggio di quello che avevamo previsto» ha proseguito Barbaresi, che ha fornito cifre a dir poco allarmanti. Saranno 309 in totale i posti che salteranno nella scuola primaria, mentre il sindacato nelle sue proiezioni aveva annunciato "solo" 249 tagli. Non va meglio nella secondaria di primo grado (ex media) dove saranno cancellati 338 posti (contro i 319 previsti) mentre la situazione è un po' più rosea nelle scuole superiori che dovranno subire un ridimensionamento di 179 posti. Numeri da capogiro che andranno crescendo se pensiamo agli ulteriori tagli (definiti nei prossimi mesi) sull'organico di fatto e all'ulteriore contrazione di personale Ata (tecnico amministrativo). Sempre secondo le proiezioni di Flc-Cgil infatti, saranno 443 i posti cancellati a settembre (il 17% dell'organico totale), di cui 117 solo nel capoluogo, a fronte di un organico totale di 2177 Ata. PER L'ANNO in corso sono stati ben 4560 nelle Marche i supplenti con contratto fino al 30 giugno o 1 agosto, di cui 1540 ad Ancona, 896 a Macerata, 984 ad Ascoli e 1140 a Pesaro. Unica nota positiva, per il momento non saranno colpiti i lavoratori della scuola dell'infanzia e gli insegnanti di sostegno. NEI GIORNI scorsi le organizzazioni e le Rsu si erano mobilitate per sensibilizzare privati e Istituzioni sulle conseguenze della riforma Gelmini. Con un'attenzione particolare ai precari, i primi ad essere colpiti dalla falcidia della riforma. «Dobbiamo tutelarne il lavoro e i redditi» aveva dichiarato il segretario regionale Uil Graziano Fioretti nell'ufficio di Stefania Benatti. Ieri le Rsu sono tornate dall'assessore regionale alla scuola per denunciare una situazione giudicata «insostenibile» all'unanimità. «Domani (oggi ndr) faremo il punto e denunceremo la situazione marchigiana a Viale Trastevere se necessario» ha detto Paola Martano del sindacato autonomo Snals. «Questa manovra non è fattibile, i genitori nella primaria non potranno più chiedere il tempo pieno» rincara la dose la segretaria regionale Cisl scuola Francesca Conti. Che non ha digerito il fatto che «i giochi erano già fatti, siamo stati bypassati senza possibilità di intervenire». Ma le organizzazioni sindacali giurano che non resteranno a guardare e non escludono a breve nuove manifestazioni regionali, sciopero incluso.

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I sogni spezzati delle ragazze della quinta B Ora la maturità (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

I sogni spezzati delle ragazze della quinta B «Ora la maturità» La scuola è stata distrutta, si studia sotto le tende di piazza d'Armi. Comunicano con sms e vogliono tornare a studiare MARCO BUCCIANTINI Elena fa sempre così coi capelli, li fa scendere davanti e li riporta dietro con la mano. È il capriccio della più bella della classe. Anche Annalisa ha un sacco di corteggiatori, ma Elena è alta, magra, «chissà come fa: in casa sua hanno pure i maiali, lei a ricreazione si mangia sempre pane e salame, pane e fegato, pane e prosciutto». Elena è la ragazza nel mezzo alla seconda fila di banchi, nella 5° B del Liceo pedagogico de L'Aquila, in via Sallustio. È una posizione buona, per una casinista. La cattedra è nascosta dalla prima fila di tre banchi. Quella dei secchioni o di chi arriva tardi alla prima campanella dell'anno. Marta, Katia e Michela erano semplice in ritardo, quel giorno. Sono sedici ragazze in classe. «Cinque anni fa eravamo in 35, un po' alla volta li hanno bocciati tutti...». I maschi per primi. Alla destra di Elena siede Gloria, alla sinistra Ilaria Bussolicchio, la capobanda. È lei che narra la sua classe: «L'aula è umida, con i cessi accanto. Ci scaldiamo con una stufetta simile a quelle del campo». Parla e scarabocchia un foglio sul tavolo davanti alla tenda numero 35 di piazza d'Armi. È bassina, il viso dolce, bionda, gli occhi verdi, "quando piangono diventano smeraldo, tanto brillano. Se metto i tacchi e il vestito nero attillato sono la terza più bella della classe. Quando sono soprappensiero disegno i cuoricini. Elena invece riempe il banco di scritte da tifosa sull'Aquila rugby. Va sempre allo stadio». DATECI I LIBRI Oggi l'Abruzzo doveva tornare sui banchi, invece è in tenda ad aspettare. «Ogni mattina leggevo il giornale, la pagina con la lista aggiornata dei morti. E tremavo. Ma siamo ancora tutte vive. Però è morta la figlia del professor De Angelis, che insegna Matematica, la mia materia preferita. La scuola è distrutta, vorrei ricominciare a studiare. Abbiamo letto che il ministro Gelmini vuole promuovere tutti. La Maturità voglio farla, senza l'esame mi mancherebbe qualcosa per tutta la vita. Speravo in Matematica ed è uscito Diritto: è l'unica insufficienza che ho, non mi entra in testa. Solo Arianna riesce a memorizzare tutte quelle leggi. Ha la media dell'otto, è la più brava, è la volontaria nelle interrogazioni. Lei adesso forse è in casa con i libri...i miei sono sotto le macerie, i vigili del fuoco non ce li fanno prendere. Come faccio a studiare Filosofia? Eravamo arrivate a Schopenauer. Elena e Gloria sono le mie amiche. Elena vive da amici a Torrinparte. Gloria sta nella tendopoli di Santelia, in periferia, quando parla ha la voce stridula e la prendiamo in giro. Lei coi ragazzi è sfortunata, io sto con Ale, lo sposerò. ultimo banco «All'ultimo banco c'è Alessia la sconcia, si mette i pantaloni a vita bassa, i professori la guardano male, lei se ne frega. Mi ha regalato un libro di Klimt, il mio artista preferito. Dietro di me c'è Sara, con lei baratto: mi passa i compiti d'inglese, ha una bella pronuncia e vuole fare Lingue all'università di Pescara. Io ricambio con Matematica. L'ultimo era sulle equazioni derivate: l'unica volta che ho sbagliato, 4,5 a tutte e due. Senza rancore, perché lei avrebbe consegnato il foglio bianco. Vorrei un computer per ricercare le mie compagne. Quando il professore di Storia dell'Arte ci porta nell'aula dei pc per vedere su internet le opere d'arte non si accorge che chattiamo: teniamo una finestra aperta su Facebook, e un'altra sull'arte. Se lui si avvicina, clik!». La storia

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Nella tendopoli maggiore, a piazza d'Armi, la struttura per fare lezione ai bambini fra i 6 e i 13 a... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

MA. B. Nella tendopoli maggiore, a piazza d'Armi, la struttura per fare lezione ai bambini fra i 6 e i 13 anni c'è. È il refettorio, sfruttabile nelle ore lontane dai pasti. Anche i bambini ci sono, e giocano nel grande campo. Manca tutto il resto: il personale, il via libero della burocrazia, quel minimo di regole su come organizzare le classi e raggruppare scolari di età diverse. «Dal ministero non abbiamo avuto nessuna indicazione» - ammette il portavoce della Protezione civile. «Venerdì venne qua una comitiva di maestri e professori, gente del posto. Chiesero di poter organizzare turni di lezione ai bambini. Certo, dicemmo loro. Ma non si sono più fatti vivi». Tutto è spontaneo. Da Roma si annuncia la visita odierna del ministro Gelmini, che deciderà il daffarsi. Quindi tutto slitterà alla prossima settimana, mentre il calendario prevedeva la riapertura delle scuole per domani. Sarà pronta solo la scuola elementare di Poggio Picenze, dove una tenda-aula ospiterà una ventina di bambini dei circa 80 che contava prima del sisma. Molte famiglie sono state infatti sistemate in alberghi e abitazioni private lungo la costa abruzzese. È atteso il presidente della regione, Gianni Chiodi, con la fanfara: Poggio Picenze è un piccolo centro dove il terremoto ha picchiato duro. La loro scuola di fortuna significa che si potevano organizzare aule e lezioni, come aveva chiesto tutti gli psicologi dei campi: «È il modo migliore per far assorbire il trauma delle baracche ai più piccoli. Vanno impegnati nel gioco e nel dovere. Lo abbiamo detto fin dal primo giorno, ma qui ancora non si è visto né un maestro, né un professore, né un libro. Se ce lo permettono, facciamo lezione noi...». Eppure il ministro arriva solo all'ultimo tuffo, e dovrà affrontare una lista di complicazioni che dilateranno la soluzione. Per esempio bisognerà decidere anche sull'inserimento dei ragazzi che hanno seguito i genitori fuori dalla provincia. In questo caso, il tempo gioca con la Gelmini, perché molte verifiche agli edifici devono essere ancora compiute, e si faranno con ovvio eccesso di zelo: in pratica, non c'è una sola scuola d'Abruzzo che riaprirà senza controlli. Più intricata la situazione dei quasi ventenni in attesa della Maturità. Per prepararsi, hanno bisogno di tempi veloci e certi. E la mancanza di reattività del ministero ha sicuramente impedito ciò che era più semplice da attuarsi: quel minimo di istruzione nelle tendopoli, anche "alla meglio", in attesa di pianificare una scuola d'emergenza per i prossimi tre mesi. Il distacco dalla realtà è palese in quest'altro annuncio: «Il sito online per gli aiuti didattici all'Abruzzo sarà pronto entro pochi giorni», fa sapere la Gelmini. A tirar su una tenda e reclutare un maestro, ci vuole assai meno. I bambini giocano e girano per le tendopoli in bicicletta, ma il sistema-scuola è nel caos. Le lezioni non riprendono e si afferma il fai da te. Da Roma nessuna indicazione, oggi arriva la ministra Gelmini.

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Computer e WiFi per i maturandi Ma ancora non si vedono (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

«Computer e WiFi per i maturandi» Ma ancora non si vedono Giulia, studentessa dell'Aquila presso un istituto tecnico, è convinta che la scuola sia finita per via del terremoto ed ora «trema» per le «voci» che girano sotto le tende dei campi: «Un 6 politico per tutti, e l'anno scolastico è salvo. Ma io - precisa la ragazza ora ospite della nonna a Chieti - avevo la media dell'otto». A sentire il ministero dell'Istruzione le cose non stanno proprio così. I bambini e i ragazzi torneranno a scuola: sono 18mila gli studenti rimasti fuori dai banchi. Ma al momento non si conosce una data per la ripresa delle lezioni. In Abruzzo le scuole sono ancora chiuse: si attende la fine delle verifiche tecniche sugli edifici per valutare l'agibilità o meno. Ma all'Aquila non c'è più una struttura scolastica in piedi e neppure una tenda è stata allestita, al momento, per tale scopo. Tuttavia il Miur rilancia quanto già detto prima di Pasqua: la scuola WiFi (senza fili). Gli alunni delle zone colpite dal sisma possono iscriversi in tutte le scuole della regione. All'Aquila verranno allestite tensostrutture per riprendere la didattica: classi unificate di prima e seconda elementare, idem per le terze, le quarte e le quinte, tutte con lavagne interattive. E per gli studenti adolescenti? Chi dovrà preparare la maturità studierà alla scuola virtuale: verrà fornito di un pc portatile ed una chiave per la connessione a Internet e seguirà - con l'ausilio di cuffie e microfono - i compiti e le lezioni suddivisi per classi virtuali, «grazie al contributo di solidarietà di docenti di tutta Italia che faranno lezione e interrogazioni via web», ha precisato la Gelmini. Solo uno spot? Nessun pc tecnologico è stato finora consegnato. Ma non è detto che accada: la Gelmini oggi è in Abruzzo. E chissà se da lì si renderà conto che sarebbe il caso di accogliere l'invito dei sindacati della scuola di sospendere la riforma ammazzacattedre almeno per i prof e le maestre d'Abruzzo. Nella regione devastata dal sisma il taglio degli organici è di 1.108 posti.

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Giuseppe Corbo Con i soldi degli altri Leggo che il ministro Tremonti avrebbe dichiarato di vo... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Giuseppe Corbo Con i soldi degli altri Leggo che il ministro Tremonti avrebbe dichiarato di voler inserire una nuova causale per la destinazione del 5 per mille a beneficio dell'Abruzzo. Ma perché sottrarre risorse alla Ricerca medica, alle istituzioni Universitarie, eccetera? Sarebbe meglio se il governo dichiarasse che almeno il 50% di quanto lo stato otterrà come sua quota dell'8 (otto) per mille verrà destinato all'Abruzzo. Certo oltre Tevere non sarebbero contenti, ma perché non spingere su questa linea e fare un po' di spot a favore della scelta dello Stato come beneficiario dell'8 per mille? Elvio Lepino Cinque in condotta al ministro? Dopo il decreto Gelmini, che subordina la promozione al sei in condotta, si è atteso fino a metà gennaio per le norme applicative. Con sorpresa si scoprì che il cinque si poteva dare solo a chi commette reati contro la persona, mentre ci si dimenticava di chi ruba, vandalizza, spaccia e così via. Quel decreto che doveva restituire serietà alla scuola era diventato un arnese inservibile per i docenti e una mezza pacchia per qualche teppistello. Smentendosi nuovamente, il 13 marzo la Gelmini portava in Consiglio dei ministri un nuovo regolamento: contrordine, il cinque (cioè la bocciatura) si può dare a fronte a qualsiasi marachella! Proprio alla vigilia degli scrutini finali, si passa disinvoltamente da un eccesso all'altro. Altro che serietà: la bussola è impazzita in mano al timoniere... Ignazio Tromboni Propongo a beneficio di qualcuno (o di molti) l'epigrafre di Lee Masters (Antologia di Spoon River) per il direttore di un giornale: «pervertire la verità, strumentalizzarla/ sfruttare i grandi sentimenti e le passioni della famiglia umana/ per bassi scopi, per fini astuti, indossare una maschera come gli attori greci/ strillando nel megafono dei caratteri cubitali:/ «sono io il gigante»/ ... gloriarsi di un potere demoniaco, minare la civiltà/ come un ragazzo paranoico mette un tronco sulle rotaie/ e fa deragliare il rapido». Con l'augurio comunque d'incisione non prossima Cristiano Martorella Il mutuo non si tocca La solidarietà si rivela uno spot pubblicitario quando si scoprono i fatti. Le banche hanno infatti confermato che i terremotati d'Abruzzo dovranno pagare interamente il mutuo della casa anche se crollata. Gli italiani sono più buoni e generosi, oppure vogliono soltanto apparirlo? Franco Innocenti Non sappia la sinistra Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro; altrimenti non avrete ricompensa (...) Quando adunque tu fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere onorati dagli uomini. (...) Ma quando fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra, affinchè la tua elemosina rimanga in segreto; (...) - (Matteo Evangelista 6 - v. 2,3,4) - Ma intanto che c'è si legga pure l'obolo della vedova (Luca 21). Lettera aperta a Franceschini Il nostro urlo per il Pd Caro Segretario, siamo un gruppo di docenti universitari sempre più disperati per la disastrosa china nella quale sta scivolando il PD e, in generale, la prospettiva di successo di una politica di centrosinistra. Ma sentiamo di dover fare qualcosa. Forse l'ultimo tentativo politico di un gruppo di persone che ha sempre votato a sinistra, ma che oggi è fortemente orientato a non votare se qualcosa non cambia davvero. Nasce da qui questa lettera aperta nella quale ti prospettiamo alcuni determinanti esigenze, che riteniamo cruciali per ricominciare. Bisogna proporre subito una piattaforma chiara di poche priorità per affrontare difficoltà economiche e disagio sociale, dando il segno di un partito che sa misurarsi con l'emergenza ma è guidato da una prospettiva strategica credibile. Sarebbe prioritario: un set di misure per il sostegno delle fasce più deboli e dell'occupazione e interventi fiscali a favore del ceto medio; rilancio dell'economia basato su investimenti in tecnologie, in infrastrutture e in interventi per energia e ambiente, per la valorizzazione del patrimonio culturale, per il turismo; investimenti massici nel sistema istruzione, ricerca, innovazione. È indispensabile avviare immediatamente la ricostruzione di una identità di partito, esplicita e riconoscibile, che muova da valori laici, mentre rispetta l'espressione delle coscienze individuali, che esprima posizioni chiare e inequivocabili sulle grandi questioni, sui problemi e sui disagi che attraversano l'economia e la società del nostro tempo, che si avvalga di saperi e di competenze capaci. La vera costruzione del partito, può basarsi soltanto su principi e logiche di funzionamento che spazzino via le pratiche deteriori che hanno logorato energie, opportunità, prospettive. Un partito che assuma come tratto costitutivo "la garanzia dell'accesso" all'attività politica a chiunque voglia dare il proprio contributo, ricostruendo strutture radicate nel territorio e nella società, che punti a recuperare vecchie energie oggi disperse e ne ricerchi di nuove, che si avvalga dei saperi e delle competenze, che riaffermi la politica come nobile arte di ricerca dell'interesse generale. Un banco di prova sarà la costruzione delle liste elettorali che, questa volta, non debbono e non possono non essere sostanziate da nomi di qualità, espressione di pezzi di società e di territori, di saperi e di competenze, di un intreccio di autentico nuovo e di esperienze pregiate che vengono da lontano. FERNANDO BARDATI (UNIV. TOR VERGATA) RITA BESSON (UNIV. LA SAPIENZA) SILVELLO BETTI (UNIV. TOR VERGATA) TULLIO BUCCIARELLI (UNIV. LA SAPIENZA) SILVANA CIRILLO (UNIV. LA SAPIENZA) PAOLO DE NARDIS (UNIV. LA SAPIENZA) CARLO DI CASTRO (UNIV. LA SAPIENZA) GIULIO FERRONI (UNIV. LA SAPIENZA) GIANNI ORLANDI (UNIV. LA SAPIENZA) Vito Buffoni Un dolore realistico Immaginavo che lo strazio di Berlusconi per le vittime del terremoto, esibito in diretta tv e celebrato da quasi tutti i mass media, l'avrebbe indotto a sospendere in segno di lutto la pubblicità sulle sue reti per la giornata di venerdì, analogamente a quanto deciso per la Rai. Niente affatto, i canali Mediaset hanno trasmesso la solita grandine di spot. Evidentemente il suo dolore, ammesso che sia genuino, trova un limite invalicabile nell'interesse economico.

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Si torna sui banchi A Chieti e Avezzano vacanze fino a lunedì (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Si torna sui banchi A Chieti e Avezzano vacanze fino a lunedì PESCARA Scuole ancora ai raggi x. Le scosse che continuano imperterrite costringono gli esperti a ritornare a controllare gli edifici. E a tenere, in molti casi, ancora in sospeso la data del ritorno sui banchi. Alcune province fissano il rientro a lunedì 20, altre invece seguono il calendario già stabilito e già da domani fanno tornare i ragazzi sui banchi. Gli alunni di Chieti e Avezzano, infatti, rivedranno professori e compagni la prossima settimana, così come quelli dell'Alto Sangro. Scuole materne, elementari e medie, oltre che l'Istituto alberghiero locale, faranno suonare la campanella lunedì, a meno che la Protezione Civile, che continua a effettuare in queste ore i sopralluoghi, non decida un rientro anticipato. Anche a Sulmona continua il lavoro degli esperti ma con molta probabilità si tornerà sui banchi domani, giovedì. Per ora l'inagibilità del liceo classico "Publio Ovidio Nasone" ha portato al trasferimento degli alunni nel vicino Istituto d'arte "Mazara". Nel Chietino e nella Marsica la situazione è sostanzialmente invariata. Tra oggi e domani riapriranno tutte le scuole di Ortona con la novità che le lezioni potranno essere seguite anche da dieci bambini provenienti da L'Aquila alloggiati nelle strutture ricettive della città insieme ad altre famiglie delle aree colpite dal terremoto. Il Comune, il Com della Protezione Civile e gli Uffici allo Studio hanno messo su alcune importanti iniziative a sostegno di questi ragazzi in collaborazione con i Circoli Didattici, che hanno dato la disponibilità ad accoglierli nelle classi in modo da consentire loro di continuare le lezioni fino a giugno. Una circolare ministeriale firmata dal Ministro alla Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, stabilisce infatti che i ragazzi delle zone terremotate potranno seguire le lezioni nelle scuole del territorio in cui si trovano dopo il sisma attraverso uno snellimento burocratico dell'iscrizione. Basterà infatti solo un'autocertificazione del genitore o dello stesso alunno, se maggiorenne. Stessa situazione anche a Vasto e Lanciano, mentre a Chieti un summit svoltosi nel pomeriggio di ieri ha stabilito il rientro a scuola nella mattinata di lunedì. Nel Teramano sono in corso nuove verifiche dopo l'ultima scossa di lunedì notte. Intanto, si stanno effettuando nuovi controlli da parte dei tecnici del settore edilizia sui ventisette istituti scolastici superiori di competenza dell'Ente. Man mano che le nuove verifiche saranno terminate ed avranno dato esito positivo, i Comuni potranno decidere singolarmente per la riapertura e la ripresa delle lezioni. Per ora è ufficiale lo slittamento al 20 della riapertura delle scuole di Sant'Egidio e Nereto. Le prime ad essere completate, oggi, saranno le verifiche sulle scuole dei comuni costieri. I responsi dovrebbero essere consegnati ai sindaci questa mattina. Ad Atri, tuttavia, il sindaco Gabriele Astolfi ha già firmato un'ordinanza di chiusura di tutte le scuole per l'intera settimana. A Pescara, così come a Spoltore, sembra certo il rientro a scuola domani mattina. La conferma ufficiale ci sarà solo oggi visto che sono ancora in corso le verifiche. Sin dai primi giorni successivi al terremoto del 6 aprile, infatti, la situazione degli edifici nel capoluogo adriatico è apparsa sotto controllo. A.D.L.

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In classe sotto la tenda (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa In classe sotto la tenda dall'inviato Maurizio Piccirilli POGGIO PICENZE La vita ricomincia. A fatica ma con efficienza. Nella tendopoli allestita nel campo sportivo di Poggio Picenze, l'80 per cento delle case distrutte, cinque vittime, la chiesa gravemente lesionata, l'attività è febbrile. Il sindaco Nicola Menna, felpa con scritta della sua città e tricolore sul braccio, è in moto dal primo mattino e amministra il campo dove vivono 800 persone con determinazione teutonica. È qui che domani la prima scuola della zona dell'epicentro del sisma riprenderà a funzionare. Qui si aspetta che il premier Berlusconi e il ministro Gelmini suonino la campanella della scuola per i bimbi terremotati. Un motivo d'orgoglio per il sindaco, che è anche il direttore didattico dell'Istituto comprensivo di Navelli che riunisce le scuole di tutta la valle. «Avuta la disponibilità di queste tre tende ho voluto dare ai bambini l'opportunità di rientrare nella quotidianità - spiega Menna, in carica dal giugno 2004 - Far ripartire la mente ed evitare situazioni di disagio. Impegnare gli alunni per superare questa emergenza». Il sindaco la sua battaglia finora sembra averla vinta. Una battaglia che ha trovato alleati negli uomini e nelle donne della Protezione civile della Campania che con meticolosità «svizzera» hanno allestito un campo perfetto sin nei più piccoli dettagli. «Abbiamo dato un tesserino a ogni persona presente nel campo, con nome cognome e numero di tenda - spiega Pasquale Landinetti, napoletano, responsabile della colonna mobile - Abbiamo distribuito stufe a tutti i nuclei familiari e abbiamo una cucina che prepara pasti caldi due volte al giorno per 1500 persone». E c'è persino un menu «halah» per i 200 macedoni di religione islamica, integrati nella comunità e anche loro sfollati. A loro era stato proposto di attrezzare una tenda-moschea ma hanno rifiutato: «Il nostro Dio lo possiamo pregare dovunque. Le tende servono alla gente». La tendopoli di Poggio Picenze riproduce il paese anche nelle sue strutture. La tenda-chiesa, 100 metri quadri, il parroco don Giorgio, colombiano, ha voluto che fosse montata in direzione della cattedrale San Felice Martire: uno squarcio si apre sulla cupola e il campanile è lesionato. Grazie ai vigili del fuoco le reliquie del santo sono state recuperate e ora custodite e venerate nella tenda-chiesa: «Così la comunità non ha perso i suoi riferimenti sacri», spiega don Giorgio, anche lui in prima linea nel dare normalità alla precaria sistemazione. «Abbiamo creato una zona "benessere" - illustra il prete colombiano da 10 anni pastore in questo paese - Ci sono barbieri, parrucchieri, docce. E ora sto cercando di trovare una lavatrice, così tutti possono fare il loro bucato. A turno naturalmente». Negli spogliatoi del campo sportivo dove è stato allestita la tendopoli mentre Patrizio taglia i capelli a un ragazzo, Letizia, Mariella e Lucia raccolgono le prenotazioni di alcune signore che vogliono farsi la messa in piega. E il parroco scherza: io faccio lo shampoo». Il sindaco con la sua barba bianca sembra Noè che traghetta i suoi figli lontano dal diluvio, con orgoglio racconta l'organizzazione del suo comune. «Pensi che due mesi fa abbiamo distribuito a tutte le famiglie un opuscolo - dice il sindaco - con le notizie utili in casi di calamità naturale. Così lunedì notte tutti gli abitanti si sono ritrovati nel punto di raccolta prestabilito. Tutti avevano chiuso gas, luce e acqua e con il minimo indispensabile». Non solo. «Alle dieci del mattino, mentre alcuni di noi recuperavano le vittime dei crolli, altri preparavano una bevanda calda per gli sfollati». Tra le tendopoli allestite in tutta la zona terremotata questa ha clonato nei minimi dettagli l'«urbanistica» del borgo. Accanto alla tenda chiesa c'è la ludoteca, dove nei prossimi giorni sarà attivato l'asilo nido. Poi ci sono le tende per i cartoon e le aule. «Prima del sisma avevamo 80 alunni tra infanzia ed elementari - spiega il sindaco-direttore didattico - Dopo la scossa alcune famiglie hanno trovato ospitalità in altre città sulla costa. Restano 20 alunni che seguiranno le lezioni a partire da giovedì. Ma in molti hanno detto che lunedì torneranno e quindi i figli saranno anche loro in classe». E gli insegnanti? «Per la scuola dell'infanzia i docenti sono tutti di Poggio Picenze e quindi non ci sono stati problemi - spiega il sindaco - le maestre delle elementari, in tutto sei, vengono dall'Aquila. Sono anche loro sfollate ma hanno assicurato la loro presenza per far ripartire le lezioni». E i banchi, i libri? «Con l'aiuto dei vigili del fuoco - racconta Menna - abbiamo recuperato lavagne e attrezzature dalla scuola e li stiamo sistemando nelle tre tende». Dopo i piccoli anche gli anziani. Con l'aiuto della Protezioen civile della Campania è stata creata una casa di riposo mobile con cinque roulotte dove sono sistemate le persone anziane. Accanto il Pma, il posto medico avanzato, della Croce Rossa. Il sindaco ha messo in moto tutta la macchina comunale, sistemata in una capannone a poca distanza dalla tendopoli. Lì gli assessori stanno preparando il censimento delle case lesionate o distrutte e delle attività produttive quanto prima si vuole dare una sistemazione alloggiativa meno precaria. «Non accetterò mai i container - si accalora il sindaco Noè - Voglio per la mia gente le casette prefabbricate come quelle che furono date a San Giuliano. I container sono la precarietà della continuità. Ma sin da ora chiedo al governo che i fondi siano elargiti direttamente ai comuni per gestirli direttamente sotto la supervisione del Commissario ala protezione civile ma vogliamo avere la possibilità di gestire la ricostruzione senza troppi passaggi burocratici». Le tende-aula vengono spazzate e pulite. I banchi stanno per arrivare. I bambini intanto continuano la loro vacanza giocando con i volontari della Campania. Ancor un giorno e poi tutti sui banchi. Anche per dimenticare in terremoto.

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dall'inviato Maurizio Piccirilli POGGIO PICENZE La vita ricomincia. (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa dall'inviato Maurizio Piccirilli POGGIO PICENZE La vita ricomincia. A fatica ma con efficienza. Nella tendopoli allestita nel campo sportivo di Poggio Picenze, l'80 per cento delle case distrutte, cinque vittime, la chiesa gravemente lesionata, l'attività è febbrile. Il sindaco Nicola Menna, felpa con scritta della sua città e tricolore sul braccio, è in moto dal primo mattino e amministra il campo dove vivono 800 persone con determinazione teutonica. È qui che domani la prima scuola della zona dell'epicentro del sisma riprenderà a funzionare. Qui si aspetta che il premier Berlusconi e il ministro Gelmini suonino la campanella della scuola per i bimbi terremotati. Un motivo d'orgoglio per il sindaco, che è anche il direttore didattico dell'Istituto comprensivo di Navelli che riunisce le scuole di tutta la valle. «Avuta la disponibilità di queste tre tende ho voluto dare ai bambini l'opportunità di rientrare nella quotidianità - spiega Menna, in carica dal giugno 2004 - Far ripartire la mente ed evitare situazioni di disagio. Impegnare gli alunni per superare questa emergenza». Il sindaco la sua battaglia finora sembra averla vinta. Una battaglia che ha trovato alleati negli uomini e nelle donne della Protezione civile della Campania che con meticolosità «svizzera» hanno allestito un campo perfetto sin nei più piccoli dettagli. «Abbiamo dato un tesserino a ogni persona presente nel campo, con nome cognome e numero di tenda - spiega Pasquale Landinetti, napoletano, responsabile della colonna mobile - Abbiamo distribuito stufe a tutti i nuclei familiari e abbiamo una cucina che prepara pasti caldi due volte al giorno per 1500 persone». E c'è persino un menu «halah» per i 200 macedoni di religione islamica, integrati nella comunità e anche loro sfollati. A loro era stato proposto di attrezzare una tenda-moschea ma hanno rifiutato: «Il nostro Dio lo possiamo pregare dovunque. Le tende servono alla gente». La tendopoli di Poggio Picenze riproduce il paese anche nelle sue strutture. La tenda-chiesa, 100 metri quadri, il parroco don Giorgio, colombiano, ha voluto che fosse montata in direzione della cattedrale San Felice Martire: uno squarcio si apre sulla cupola e il campanile è lesionato. Grazie ai vigili del fuoco le reliquie del santo sono state recuperate e ora custodite e venerate nella tenda-chiesa: «Così la comunità non ha perso i suoi riferimenti sacri», spiega don Giorgio, anche lui in prima linea nel dare normalità alla precaria sistemazione. «Abbiamo creato una zona "benessere" - illustra il prete colombiano da 10 anni pastore in questo paese - Ci sono barbieri, parrucchieri, docce. E ora sto cercando di trovare una lavatrice, così tutti possono fare il loro bucato. A turno naturalmente». Negli spogliatoi del campo sportivo dove è stato allestita la tendopoli mentre Patrizio taglia i capelli a un ragazzo, Letizia, Mariella e Lucia raccolgono le prenotazioni di alcune signore che vogliono farsi la messa in piega. E il parroco scherza: io faccio lo shampoo». Il sindaco con la sua barba bianca sembra Noè che traghetta i suoi figli lontano dal diluvio, con orgoglio racconta l'organizzazione del suo comune. «Pensi che due mesi fa abbiamo distribuito a tutte le famiglie un opuscolo - dice il sindaco - con le notizie utili in casi di calamità naturale. Così lunedì notte tutti gli abitanti si sono ritrovati nel punto di raccolta prestabilito. Tutti avevano chiuso gas, luce e acqua e con il minimo indispensabile». Non solo. «Alle dieci del mattino, mentre alcuni di noi recuperavano le vittime dei crolli, altri preparavano una bevanda calda per gli sfollati». Tra le tendopoli allestite in tutta la zona terremotata questa ha clonato nei minimi dettagli l'«urbanistica» del borgo. Accanto alla tenda chiesa c'è la ludoteca, dove nei prossimi giorni sarà attivato l'asilo nido. Poi ci sono le tende per i cartoon e le aule. «Prima del sisma avevamo 80 alunni tra infanzia ed elementari - spiega il sindaco-direttore didattico - Dopo la scossa alcune famiglie hanno trovato ospitalità in altre città sulla costa. Restano 20 alunni che seguiranno le lezioni a partire da giovedì. Ma in molti hanno detto che lunedì torneranno e quindi i figli saranno anche loro in classe». E gli insegnanti? «Per la scuola dell'infanzia i docenti sono tutti di Poggio Picenze e quindi non ci sono stati problemi - spiega il sindaco - le maestre delle elementari, in tutto sei, vengono dall'Aquila. Sono anche loro sfollate ma hanno assicurato la loro presenza per far ripartire le lezioni». E i banchi, i libri? «Con l'aiuto dei vigili del fuoco - racconta Menna - abbiamo recuperato lavagne e attrezzature dalla scuola e li stiamo sistemando nelle tre tende». Dopo i piccoli anche gli anziani. Con l'aiuto della Protezioen civile della Campania è stata creata una casa di riposo mobile con cinque roulotte dove sono sistemate le persone anziane. Accanto il Pma, il posto medico avanzato, della Croce Rossa. Il sindaco ha messo in moto tutta la macchina comunale, sistemata in una capannone a poca distanza dalla tendopoli. Lì gli assessori stanno preparando il censimento delle case lesionate o distrutte e delle attività produttive quanto prima si vuole dare una sistemazione alloggiativa meno precaria. «Non accetterò mai i container - si accalora il sindaco Noè - Voglio per la mia gente le casette prefabbricate come quelle che furono date a San Giuliano. I container sono la precarietà della continuità. Ma sin da ora chiedo al governo che i fondi siano elargiti direttamente ai comuni per gestirli direttamente sotto la supervisione del Commissario ala protezione civile ma vogliamo avere la possibilità di gestire la ricostruzione senza troppi passaggi burocratici». Le tende-aula vengono spazzate e pulite. I banchi stanno per arrivare. I bambini intanto continuano la loro vacanza giocando con i volontari della Campania. Ancor un giorno e poi tutti sui banchi. Anche per dimenticare in terremoto.

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Negli asili e nelle elementari lavoreranno 1038 insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa I numeri della legge Gelmini Negli asili e nelle elementari lavoreranno 1038 insegnanti Marco Staffiero ed Elisa Sartarelli Cresce la preoccupazione nelle scuole della Sabina. Durante l'incontro di ieri nella sede della Regione, tra l'assessore regionale all'istruzione Silvia Costa, il dirigente scolastico Bucchioni ed i vari rappresentanti dei sindacati è stato delineato il numero degli insegnanti che lavoreranno negli istituti della Regione. Nella provincia di Rieti nelle scuole d'infanzia il corpo docente sarà composto da 317 unità; nella scuola primaria da 566 insegnanti ed infine saranno 155 le maestre di sostegno, che occuperanno il loro posto di lavoro nell'anno scolastico 2009/2010. Nelle stessa giornata, le segreterie provinciali Snals-Confsal, Flc-Cgil, Cisl-Scuola e Uil-Scuola hanno ricevuto dalle rispettive segreterie regionali le tabelle di ripartizione degli organici per il prossimo anno. Per permettere una verifica approfondita della situazione nel Reatino, la riunione prevista per oggi all'Usp di Rieti è stata rimandata a venerdì 17 aprile. Resta intanto confermato lo stato di agitazione dei sindacati già annunciato il 7 aprile scorso.

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tagliate 485 cattedre alle elementari molti precari salvati dal tempo pieno - francesca savino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari Gli effetti dell´aumento di richieste per i modelli a 30 e 40 ore settimanali nelle scuole del Barese Tagliate 485 cattedre alle elementari molti precari salvati dal tempo pieno FRANCESCA SAVINO L´anno prossimo gli 82mila 820 alunni iscritti nelle scuole elementari in provincia di Bari avranno 485 maestri in meno, ma molto più tempo da trascorrere in classe. E sarà proprio l´impennata di richieste per il tempo pieno registrate per il 2009/2010 a lasciare qualche margine di speranza agli insegnanti di ruolo e ai supplenti: l´aumento di preferenze per i modelli a 30 e a 40 ore settimanali ha permesso di salvare parte dei posti di lavoro su cui pendeva la scure dei tagli imposti da manovre finanziarie e riforme dei ministri Gelmini e Tremonti. «Sarà comunque una mattanza di precari» denuncia la Flc Cgil che sottolinea le difficoltà delle centinaia di insegnanti delle elementari destinati a non avere una cattedra e dei 161 maestri che l´anno prossimo saranno costretti a trasferimenti d´ufficio in altre scuole. Nell´organico di diritto definito dall´ufficio scolastico provinciale di Bari sono state assegnate 5878 cattedre, contro le 6363 attuali, a fronte di una parallela diminuzione del numero di alunni: l´anno prossimo tra i banchi dei circoli didattici del Barese saranno seduti 730 bambini in meno rispetto agli 83mila 550 di oggi. Cinquemila e 179 si sono iscritti in sezioni a tempo pieno: di questi quasi la metà, 2218, saranno in una delle 114 prime elementari attivate. Il numero di classi resterà vicino a quello dell´anno scolastico in corso: saranno 4033, e fra queste 272 seguiranno il tempo pieno. Gli alunni per classe saranno in media 20,55: «Uno dei rapporti più alti d´Italia, con evidenti ricadute sulla qualità dell´apprendimento e sulla sicurezza» avverte la Cgil. Il taglio di 485 posti di lavoro resta, ma potrebbe avere effetti meno gravi del previsto sui titolari: non rischiano di perdere la propria classe i 67 maestri sovrannumerari che erano in bilico, secondo quanto denunciato dai sindacati negli scorsi giorni. «Ma i tagli confermano i nostri timori» scuote la testa Claudio Menga, segretario provinciale della Flc Cgil. «Con questi numeri, nella migliore delle ipotesi, solo pochissimi fortunati dei 488 insegnanti precari in servizio quest´anno nelle scuole elementari avranno la possibilità di una riconferma dell´incarico anche per il prossimo anno». Saranno costretti a un trasferimento d´ufficio invece 161 maestri elementari che vedranno sfumare la propria cattedra: 14 maestri in servizio a Bari e 147 nel resto della provincia si vedranno assegnare una nuova cattedra; i posti disponibili per loro saranno 198, di cui 105 solo nel capoluogo. «Ci sono comunque i margini per recuperare un po´ di speranza» riflette Lena Gissi dalla segreteria provinciale della Cisl Scuola. «Il potenziamento del tempo pieno, per il quale va riconosciuto anche l´impegno del provveditorato e di molti degli enti locali, ha funzionato, e contribuirà a rendere meno grave per le famiglie e per i lavoratori del comparto scuola l´impoverimento imposto dalle riforme». Restano però le difficoltà: «Bisogna capire come gestire il nuovo orario con la riduzione del personale e l´abolizione delle compresenze» conclude Lena Gissi.

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i ricercatori della statale "la riforma che vorremmo noi" - laura bellomi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XX - Milano La protesta Si sono riuniti da tutte le facoltà per proporre nuove norme per i concorsi e nel contratto I ricercatori della Statale "La riforma che vorremmo noi" Svolgono un terzo della didattica, guadagnato un quinto di un ordinario e hanno in media quarant´anni LAURA BELLOMI Coprono un terzo della didattica, organizzano corsi, laboratori e correggono tesi, eppure non sono professori. Dopo le proteste dello scorso autunno, i ricercatori della Statale tornano a farsi sentire, e questa volta lo fanno con una serie di suggerimenti «utili al disegno di una buona legge di riforma»: «Abbiamo raccolto l´invito del rettore Decleva, ci siamo attivati con proposte costruttive, prive di connotati ideologici - dice Raffaella Chiaramonte, tra i primi quindici firmatari». Hanno steso un documento che ora sta girando per dipartimenti e consigli di Facoltà. Dicono no alla precarietà, al tempo sottratto alla ricerca e alle graduatorie che non tengono conto delle energie versate per le attività universitarie. «Le ore che dedichiamo all´insegnamento in graduatoria non contano nulla - dice da Scienze Politiche Piero Graglia, in prima linea già lo scorso ottobre con le lezioni in piazza - quando oltre ai ricevimenti e alla correzione degli esami scritti bisogna tenere anche due corsi, il tempo da dedicare alla ricerca diventa insufficiente». Stessi oneri ma onori diversi: da Giurisprudenza a Medicina il disappunto dei ricercatori si chiama "accordi informali al posto di concorsi" e la paura ha il volto dei tagli ai finanziamenti: «Dopo la stretta sugli amministrativi, la scure si abbatterà su di noi: parlare di tagli alla ricerca è un po´ come sparare sulla Croce Rossa, non tutti rimarranno a galla», dice Edmondo Ippolito, 56 anni, ricercatore a Medicina. Avanti, quindi, con le proposte. «Bisognerebbe cambiare i sistemi di reclutamento e di avanzamento di carriera», sospira Andrea Zhok, ricercatore di Lettere e Filosofia, che ricorda come l´età media dei ricercatori d´ateneo superi i 40 anni. Concordano con l´idea dei concorsi su base nazionale ma propongono commissioni di almeno sei membri sorteggiati fra ricercatori e professori: «Il sistema dei tre professori ordinari sorteggiati tra nove eletti, come ipotizzato da Miur e dalla bozza del senatore Valditara, non garantirebbero l´imparzialità», dice Cristiana Fiamingo da Scienze Politiche. Fra le proposte per cui si battono più fermamente, il criterio di retroazione premiale per garantire vantaggi ai dipartimenti che, in quanto a preparazione dei ricercatori, abbiano fatto le scelte migliori: «I premi, che si potrebbero usare per potenziare la ricerca, dovrebbero essere tali da incentivare le assunzioni dei migliori e non dei prescelti - dice ancora Raffaella Chiaramonte - assumendo chi lavora poco e non innalza il livello di ricerca del dipartimento non si avrebbe alcun ritorno economico». C´è poi anche il tasto dolente del contratto: «Un ricercatore appena confermato prende 1700 euro, che corrisponde a un terzo circa dello stipendio degli ordinari - fa notare da Lettere e Filosofia Markus OphÄlders, 46 anni - servirebbe una tabella nazionale di retribuzione, il monte ore delle lezioni previste per ricercatore è salito a 50 ore annue». Sei pagine fitte, proposte e osservazioni. «Il documento l´abbiamo inviato al ministro Gelmini, al sottosegretario Pizza e al senatore Valditara, oltre che ai vertici dell´ateneo: senza di noi, la Statale non potrebbe andare avanti».

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Tecnologia al servizio delle scuole di montagna (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

FIRMATO L'ACCORDO Tecnologia al servizio delle scuole di montagna [FIRMA]GIANNI GIACOMINO Un milione di euro e progetti mirati all'utilizzo di nuove tecnologie. Ecco la base dell'accordo ratificato ieri dagli assessorati all'Istruzione e alla Montagna della Regione e dall'Ufficio Scolastico regionale. Un'intesa che ha l'obiettivo di difendere le scuole delle vallate alpine piemontesi. Si parla di 180 realtà, di ogni ordine e grado, con meno di 50 alunni. Di queste, 41 scuole hanno meno di 12 scolari e, come previsto dalla "riforma Gelmini", potrebbero già rimanere con le aule deserte il prossimo settembre. Il nuovo protocollo triennale, rispetto a quelli del 2003 e 2006, amplierà la sperimentazione di progetti mirati all'utilizzo di nuove tecnologie. L'intento è quello di mitigare l'isolamento delle scuole di montagna mediante l'annullamento delle distanze. Lavagne interattive, strumentazioni tecnologiche per la realizzazione di lezioni che si svolgono in una sede "principale", ma che, in simultanea, possono essere seguite anche in altre scuole. Poi visite virtuali, partecipazione interattiva a progetti didattici. «Si chiama "teleinsegnamento" - spiega l'assessore all'Istruzione della Regione, Gianna Pentenero - ed è un progetto che intendiamo sempre più consolidare e rendere prassi comune su tutto il territorio montano. Inoltre, la capacità dei docenti di offrire agli alunni non solo nozioni, ma idee veicolate da mezzi nuovi e vicini ai giovani, si è rivelata, in questi primi anni di sperimentazione del teleinsegnamento, molto efficace». «La scuola è un servizio essenziale per le famiglie che risiedono in piccoli centri - sottolinea il presidente dell'Uncem Piemonte Lido Riba - è il perno primario di una comunità. Per riprendere il popolamento delle nostre montagne è necessario partire dalle questioni fondamentali. Siamo soddisfatti per questa azione di difesa e potenziamento delle scuole nei paesi dei comuni e delle Comunità montane del Piemonte».

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Comunicazione, meno 11% (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: UNIVERSITA data: 2009-04-15 - pag: 2 autore: Mercato del lavoro. La scelta legata alle possibilità di occupazione Comunicazione, meno 11% Francesca Barbieri Chiara Bussi Milano è diventato il simbolo dell'anello di collegamento mancante tra l'Università e il mondo del lavoro. E persino il ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, la settimana scorsa ha invitato i giovani a scegliere facoltà tecniche piuttosto che il corso in Scienze della comunicazione. Un invito accolto già a partire dall'anno accademico in corso, stando ai dati del Miur: rispetto all'anno precedente l'indice di gradimento è calato dell'11,1%per un totale di 8.937 matricole. «è la presa d'atto della crisi del mercato del lavoro-spiega Mario Morcellini, presidente della Conferenza dei presidi di Scienze della comunicazione - : i giovani sono consapevoli che l'offerta di corsi si è gonfiata a seguito della riforma del 3 più 2». Ma come ogni media che si rispetti il dato generale nasconde unarealtà fatta di brusche frenate e di balzi in avanti. Alla Cattolica di Milano sono stati 159 i nuovi ingressi a Scienze della comunicazione nella facoltà di Scienze politiche, in calo del 21 per cento.La stessa sorte non è toccata a un corso analogo, Linguaggio dei media, che appartiene a una classe di laurea diversa e rientra nella facoltà di Lettere. Qui gli immatricolati sono rimasti stabili a quota 240. «Il nostro corso raccoglie l'interesse di una platea più ampia - sottolinea il preside Luigi Pizzolato - perché spazia dal giornalismo alla comunicazione teatrale fino all'organizzazione di eventi culturali». Percorso inverso a Bologna: il corso triennale organizzato dalla facoltà di Lettere e filosofia ha fatto il pieno di matricole, che erano 296 nel 2007/2008 e sono diventate 415 nel 2008/ 2009, con un boom del 40,2 per cento.Un dato che mostra un'inversione di tendenza rispetto all'intera facoltà, che ha perso il 6,4%, e a tutto l'ateneo (-1,5%). Il motivo di tanta affluenza? Per la preside Carla Giovannini è l'effetto immediato dell'abolizione del numero chiuso. «Dopo pressanti richieste degli studenti - spiega - il nostro corso dal 2007/2008 è ad accesso libero e le aule sono diventate le più affollate subito dopo il Dams. Il successo da un lato ci lusinga e dall'altro ci preoccupa, perché dobbiamo gestire le attività di laboratorio,come quelle di scrittura e inglese, parte integrante della nostra formazione». E alle polemiche sull'ingresso dei laureati nel mondo del lavoro risponde con una politica di tirocini "sul campo", assicurata a tutti gli studentia partire dal secondo anno. A voltea indirizzare le scelte dei giovani è anche la migliore organizzazione dei corsi. è il caso di Sociologia a Torino: se il dato nazionale mostra un calo del 19,5%, qui le ultime matricole sono state 118, il 30% in più. «Prima - afferma il preside di Scienze politiche Franco Garelli la situazione era molto frammentata, con 30 esami in tre anni. Abbiamo rivisto i programmi e ridotto le prove a 20 e questo è stato apprezzato ». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Modello Napoli per il decreto Abruzzo (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Modello Napoli per il decreto Abruzzo BERLUSCONI E IL SISMA. Per ora gestisce tutto in prima persona, poi forse un commissario straordinario (ancora Bertolaso). segue dalla prima pagina Poi ieri ha dichiarato: «Quello dei centri storici è un problema serio da affrontare. Non si può pretendere che il centro storico sia intoccabile e al tempo stesso antisismico. Il problema dell'Aquila è che qui è stato un disastro enorme». Frasi indecifrabili, con la lente della «politica del fare» timbrata Berlusconi. Comunque, la strategia messa a punto per i rifiuti resta: le visite dei ministri hanno prodotto un'accelerazione nell'organizzazione dei campi («Altro che passerelle») e quelle del premier hanno trasmesso fiducia alla popolazione, almeno per ora. Modello Napoli, dunque: tutto in mano al Capo fino alla fine dell'emergenza. Per ora, infatti, Berlusconi non ha intenzione di nominare un Commissario straordinario come in Campania («Sarebbe come un passare la mano nel momento più difficile»). L'ipotesi sarà valutata solo in un secondo momento. A quel punto, potrebbe cedere il testimone, di nuovo, a Guido Bertolaso. Anzi, è assai probabile. Squadra che vince non si cambia. Ma non è il momento di parlarne, dicono i suoi. Lo staff del premier così fotografa la situazione abruzzese: «È ancora emergenza, anche se il picco di criticità è passato». In ogni caso - dicono i tecnici del governo - è presto per parlare del dopo. Tutto passa ancora per la protezione civile. Ieri Berlusconi è stato in contatto con le forze sul campo per avere notizie dei sopralluoghi. Finché non ci sono le stime esatte degli edifici da abbattere e di quelli recuperabili i costi non sono stimabili. Per ora le cifre sono da brivido: la metà degli edifici controllati risultano inagibili. Per questo le prossime iniziative di Berlusconi saranno ancora nell'ottica di tamponare l'emergenza. E di rassicurare la popolazione. Per la prossima settimana, ad esempio, sta preparando un blitz sulla costa. In questi giorni infatti gli albergatori hanno mostrato più di un malumore verso gli sfollati: i costi, l'avvicinarsi della stagione estiva. Detto in altri termini, vogliono gli alberghi liberi. Ma il rientro di 20 mila persone all'Aquila creerebbe una situazione fuori controllo pure dal punto di vista dell'ordine pubblico. È allarme rosso. Ecco perché il premier manderà un messaggio che suona più o meno così: «Questa è l'ora della solidarietà in cui ognuno deve fare la sua parte. Lo Stato pagherà gli alberghi, non creiamo allarmi». Altra emergenza, la scuola. Ieri i tecnici di palazzo Chigi hanno monitorato il territorio per allestire, al più presto, delle tensostrutture dove far riprendere le lezioni. E oggi il ministro Gelmini sarà all'Aquila per un coordinamento operativo. Sul dopo, la ricostruzione appare come un work in progress. La settimana scorsa, alla terza visita nel capoluogo abruzzese, il premier aveva annunciato un vasto programma: case, scuole, ospedali. Soprattutto new town («Non saranno alternative alla ricostruzione), da realizzare secondo tecniche sicure: «Stiamo ragionando sulla possibilità di intervenire con una tecnica antisismica giapponese. Non c'è terremoto che possa causare danno a una ricostruzione di questo modo». E aveva pure indicato il modo per fare presto: «La ricostruzione delle zone sarà divisa in cento progetti da affidare a ciascuna delle province italiane». Oggi non se ne parla più. E la parola d'ordine è: prudenza, finché non arrivano i numeri della protezione civile. Direttive certe per la ricostruzione non ce ne sono. Almeno fino al consiglio dei ministri che si svolgerà all'Aquila, fissato in agenda per venerdì 24. Sarà in quell'occasione che verrà varato il «decreto per l'Abruzzo» con le prime misure concrete. È un'ipotesi. I tecnici stanno ancora valutando se quella del decreto è la formula giusta. Dal momento che, una volta proclamato lo stato di calamità naturale, i soldi si possono stanziare anche senza provvedimenti di urgenza. Ma il decreto garantisce meglio l'impatto mediatico. Comunque ci vuole ancora tempo. A Palazzo Chigi tagliano corto: «Saremo valutati per quel che facciamo, e non per i sospetti. Ora c'è l'emergenza». E oggi il preconsiglio dei ministri si occuperà del piano casa, più che di Abruzzo. All'ordine del giorno un ddl per «l'aggiornamento della normativa urbanistica ed edilizia» e il dl per «misure in materia di urbanistica e opere pubbliche». Tradotto: il compromesso raggiunto con le regioni un mese fa. Sul terremoto il premier è atteso alla prova dei fatti. Lo sa. E per questo ha fretta. In attesa delle stime, poche sono le certezze. Non sono ancora nero su bianco, ma gli esperti ci stanno lavorando. In tempi di crisi, la priorità sono abitazioni e servizi. I beni artistici saranno a carico dei paesi esteri che hanno dato disponibilità a contribuire alla ricostruzione. Come a dire: non c'è una lira per le chiese. E tutto il resto? La novità riguarda l'Università. All'Aquila è il volano dell'economia locale. Ed è a terra. Il ministro Gelmini ieri, dopo una serie di riunioni, ha dato il via libera all'operazione sul «modello Milano Bicocca». Pare l'unica ipotesi concreta in campo. Sarà ufficializzata nei prossimi giorni. Consentirebbe di ricostruire non solo gli edifici per la didattica e l'amministrazione ma anche alloggi sicuri per gli studenti. Visto che - e non è un dettaglio - molti sono morti tra le macerie delle case del centro storico. Per ora è l'unica new town di cui si parla. O forse la prima. Alessandro De Angelis 15/04/2009

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Il polo hi-tech sollecita Roma (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Centro-Nord sezione: ECO-IMP Marche data: 2009-04-15 - pag: 8 autore: Innovazione. La Regione accelera sul primo distretto per le tecnologie della domotica Il polo hi-tech sollecita Roma Pronto lo studio di fattibilità in vista dell'accordo-quadro PAGINA A CURA DI Claudia Grandi ANCONA La Regione spinge sull'acceleratore per poter dotare le Marche del suo primo distretto tecnologico. Il governatore Gian Mario Spacca ha recentemente sollecitato il ministro dell'Università e ricerca Maria Stella Gelmini affinché sia fissato un incontro con il team regionale che ha predisposto il progetto di un nuovo Distretto industriale per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie dell'abitare. Facendo leva sulla connotazione del tessuto produttivo marchigiano, che soprattutto nel Fabrianese e nella Vallesina vede una forte presenza di imprese dell'elettrodomestico, le Marche hanno dunque puntato sulla domotica. Lo studio di fattibilità, che ha rivisitato la destinazione del distretto prevista in un primo momento, è pronto per essere presentato al Ministero. «Se realizzato – spiega l'assessore regionale all'Industria, Fabio Badiali – si tratterebbe del primo distretto tecnologico delle Marche. Siamo l'unica regione italiana a non essere dotata di un distretto: oggi come non mai, di fronte a una crisi che sta colpendo anche le imprese marchigiane, passare dagli annunci a interventi concreti è fondamentale». Obiettivo dell'incontro richiesto da Spacca, la definizione dei presupposti di fattibilità del progetto, per la sottoscrizione di un accordo di programma quadro. Un progetto che rappresenterebbe secondo la Regione un'evoluzione innovativa del distretto meccanico. In uno scenario di crisi economica, in presenza di eccellenze nella ricerca universitaria e dei centri servizi specializzati nelle tecnologie dell'abitare e sulla scia di una precisa richiesta del Ministero, dall'iniziale previsione di un più generico distretto per la qualità della vita e la sicurezza dell'abitare,la Regione ha ricalibrato la proposta, optando per una specializzazione sulla tecnologia dell'abitare. Una volta realizzato (necessaria una copertura finanziaria di 50 milioni in compartecipazione al 50% tra Stato e Regione), il distretto sarà in grado di creare una rete tra le imprese che a vario titolo si occupano di abitazioni. A differenza di quanto realizzato in altre regioni (in Piemonte, ad esempio, con il Distretto wireless di Torino), le Marche hanno privilegiato la strada della ricerca e innovazione: nessun territorio specifico sarà il destinatario dei servizi del distretto, ma nello studio di fattibilità si indicano per naturale vocazione produttiva le imprese del Fabrianese e della Vallesina quali attori principali. «Concentrare la nostra attenzione sulla domotica e in particolare sull'elettrodomestico – dice il dirigente del Servizio industria della Regione, Fabrizio Costa – assume in questo momento un significato particolare: intendiamo salvaguardare, tra l'altro, posti di lavoro di imprese altamente specializzate. Non importa dove sarà localiz-zato il distretto, conta che incida su un settore in crisi». Tra i vantaggi per le imprese, la possibilità di accedere a bandi per il sostegno all'innovazione e di ottenere dotazioni strumentali per laboratori di ricerca. «Crediamo a tal punto in questo progetto – conclude Badiali – che, pur in un momento di difficoltà, la Regione è pronta a reperire la metà delle risorse necessarie ».L'elaborazione del progetto ha preso le mosse da un'indagine svolta tra 175 imprese marchigiane con il coinvolgimento delle Università di Ancona, Urbino, Camerino e Macerata, di Svim e dei centri servizi. © RIPRODUZIONE RISERVATA Il promotore. Fabio Badiali assessore regionale all'Industria

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Università alla prova della nuova governance (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Nord-Ovest sezione: PRIMA data: 2009-04-15 - pag: 1 autore: Al lavoro sul dossier gestionale della Gelmini Università alla prova della nuova governance Gli atenei del Nord-Ovest si preparano a recepire le direttive proposte dal ministero dell'Università in materia di governance, autonomia e reclutamento. Mentre alcune Università ( come quella di Torino, del Piemonte Orientale e della Valle d'Aosta) attendono per agire indicazioni e norme più precise dal ministro Gelmini,il lavoro di ristrutturazione è più avanzato all'Università di Genova e al Politecnico di Torino, dove i dirigenti avevano già avviato un processo diriorganizzazione che va proprio nella direzione in-dicata dalGoverno. upagine 4-5 l'articolo prosegue alle pagine 4 5

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Profumo: Il modello è la California (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Universita) data: 2009-04-15 - pag: 4 autore: IL POLITECNICO DI TORINO Profumo: «Il modello è la California» Una fase di attesa prima di un'azione tempestiva:è quella che sta attraversando il Politecnico di Torino, una volta recepito il Patto tra università e istituzioni proposto dal ministro Mariastella Gelmini. «Sulla nuova governance richiesta dal Ministero, noi siamo pronti a partire– dichiara il rettore dell'ateneo tecnico piemontese, Francesco Profumo –In questo momento siamo come in stand by: restiamo in attesa di un indirizzo di tipo politico-legislativo all'interno del quale muoverci». In linea con l'attualità europea del tema, il Politecnico ha infatti deliberato nel giugno del 2007 un nuovo Piano strategico:«La nostra priorità– spiega Profumo –è di evitare soluzioni faticose, come il transitorio sul transitorio». La necessità di una governance moderna e finalmente efficace è infatti la questione centrale dei ministeri dell'Università che si sono susseguiti negli ultimi anni: «Una prima ipotesi di proposta di legge era stata avanzata anche dall'ex ministro Fabio Mussi, ma senza andare a buon fine –prosegue il rettore –Alla dichiarazione di intenti espressa dal ministro Gelmini nel seminario di marzo dovrebbe ora seguire una tempistiva fase legislativa e il lavoro istruttorio». Anche quello della valutazione trasparente e rigorosa è un tema che dovrebbe essere dapprima regolamentatoa livello nazionale: «Il Politecnico è bene attrezzato per la valutazione, ma per essere operativi occorrono decreti emessi dal sistema centrale», puntualizza Profumo, aggiungendo che «progetti come Campus, alcuni casi di ricerca, le lauree professionalizzanti promosse negli ultimi anni dal Politecnico già sono sottomesse a una valutazione rigida e capillare». Ma la vera spada di Damocle che pende sulla governance degli atenei è il bilancio: «La prossima Finanziaria e i tagli previsti dalla legge 133 aprono importanti questioni sulla gestione degli atenei: l'ottimizzazione delle risorseè a questo punto obbligatoria», dichiara Francesco Profumo. Una soluzione potrebbe arrivare dalla nascita di federazioni tra atenei, una possibilità solo enunciata dal Patto ministeriale. «Il mio sogno è l'applicazione del modello dell'Università della California –conclude il rettore –che permette l'ottimizzazione del sistema. Una volta definite le regole, le federazioni potrebbero essere di tipo amministrativo, ma si potrebbe anche andare oltre, con la didattica e con la ricerca». EL.P. © RIPRODUZIONE RISERVATA L'istituto. L'ingresso del Politecnico di Torino LAPRESSE

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Cautela in attesa di norme precise (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Universita) data: 2009-04-15 - pag: 4 autore: LE ALTRE SEDI SUBALPINE Cautela in attesa di norme precise Il seminario organizzato dal ministro Mariastella Gelminiè stato non solo il primo incontro del ministro con tutte le rappresentanze degli atenei– Crui (Conferenza rettori università italiane), Consiglio universitario nazionale, Senato degli studenti –alla presenza delle componenti politiche, maè stato anche il primo decisivo passo di questo Governo verso un ammodernamento delle strutture e della gestione delle università. Ricevuto il documento che auspica una nuova governance più efficiente, valutazionee reclutamento dei docenti più efficaci, gli atenei del Nord-Ovest si preparanoa verificare lo status delle strutture e a intervenire sui propri assetti. Per Paolo Garbarino, rettore dell'Università del Piemonte Orientale, tutto parte da una buona informazione: il documento presentato nel seminario dello scorso 24 marzo è stato distribuito a tutti gli organi dell'ateneo piemontese, in previsione di una discussione interna.«L'occasione –spiega– potrebbe già essere la riunione del Senato accademico di lunedì prossimo, quando discuteremo di offerta formativa e didattica». Se nel Piemonte Orientale un programma di nuova governance è tutto da costruire, il rettore precisa: «il nostroè uno statuto recente, siamo una piccola università e per questo abbiamo una particolare agilità. Prima di intervenire sulla nostra organizzazione, aspettiamo dal Ministero regole ad hoc peri piccoli atenei, al momento mancanti». Uno sforzo regolamentarea livello nazionale è auspicato anche da Pietro Passerin d'Entrèves,rettore dell'Università della Valle d'Aosta:«Mentre sulla governance devono lavorarei singoli atenei, il reclutamentoe la valutazione sono problemi nazionali, per entrambi occorre che il Ministero fissi requisitie criteri trasparenti e univoci». Per quanto riguarda l'ateneo valdostano –a finanziamento prevalentemente regionale –il Piano triennale di governance varato nel 2008 è in sintonia con le linee guida ministeriali. Anche l'Università di Torino, ricevuto il documento del Ministero, mantiene una linea cauta: la questione di una nuova governance non ha per ora dato seguito ad alcuna azione. Non molto diversa la linea di Valter Cantino,rettore dell'Università del gusto di Pollenzo, attivo da appena due anni: «Abbiamo ricevuto il documento, ma non abbiamo in programma alcuna revisione, anche per la natura privata della struttura e lo statuto recente e agile del nostro ateneo». EL.P. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Genova ateneo apripista della nuova governance (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)

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Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Universita) data: 2009-04-15 - pag: 4 autore: Genova ateneo apripista della nuova governance Pronto un piano in sintonia con le linee del Ministero Eleonora Palermo Il ministero dell'Istruzione e dell'università auspica «un patto virtuoso tra università e istituzioni», per una riorganizzazione di governance, autonomia e reclutamento negli atenei. Questo stando al titolo del seminario in cui il ministro Mariastella Gelmini ha convocato i rettori delle università italiane, nelle scorse settimane. Anche i rettori del NordOvest hanno partecipato, e ora affrontano la sfida di una gestione più efficiente degli atenei, ma anche la necessità di una migliore valutazione delle strutture e un reclutamento dei docenti più trasparente e meritocratico. Gli atenei al lavoro Dopo l'incontro, la maggior parte delle università del territorio sta elaborando ipotesi di strategie risolutive ( si vedano anche gli articoli in pagina), anche se per molti si tratta in realtà di mettere a punto un processo già in precedenza avviato. è il caso dell'Università di Genova, che ha preparato un documento programmatico di interventi in linea con le direttive ministeriali: un totale riassetto strutturale dell'ateneo, un nuovo statuto, una riorganizzazione delle facoltà e dei dipartimenti mediante la creazione di scuole ad hoc. L'ateneo ligure aveva iniziato a ragionare sulla necessità di una riorganizzazione oltre un anno fa: dal marzo 2008 il rettore Giacomo Deferrari ha attivato commissioni di studio e sta completando la stesura del documento che presenterà all'Università il 4 maggio, per poi farlo approvare anche dal Ministero, con l'obiettivo di attuarlo entro dicembre. La strategia ligure «Lo snellimento della macchina universitaria – spiega Deferrari –insieme al coordinamento tra attività didattica e ricerca sono sempre state le priorità del mio rettorato: per questo oggi siamo avanti sul progetto richiesto dal Ministero».La riorganizzazione dell'Università partirà da una modifica allo statuto per intervenire su tutta la struttura amministrativa. «è fondamentale che senato accademico e consiglio di amministrazione abbiano funzioni distinte – sottolinea il rettore –:il senato accademico d'ora in avanti dovrà essere composto soprattutto da professori interni, per favorire la visione strategica e organica da seguire. Nel Cda ci vorranno invece esperti di gestione che sappiano portare a quell'efficienza e giusto utilizzo delle risorse di cui parla il ministro». Deferrari pone in discussione anche la sua figura: «il rettorato sarà una carica a mandato unico, per avere meno condizionamenti e più autonomia, e il magnifico potrà essere sfiduciato dopo i primi due anni di mandato in caso di insuccesso nella gestione». Valutazione e reclutamento E se il ministro Gelmini punta l'attenzione sulle problematiche della valutazione, a Genova, già dallo scorso novembre, una commissione lavora alla definizione di criteri di valutazione univoci e sistematici. «Alcune facoltà, come Medicina, hanno già criteri rigorosi – prosegue Deferrari –. Ora bisogna stabilire parametri comuni a tutte le facoltà». Alla valutazione è collegato il problema del reclutamento:se l'abilitazione all'insegnamento avviene a livello nazionale, starà all'ateneo selezionare i migliori docenti. Il riassetto toccherà in concreto anche le 11 facoltà: «per coordinare ricerca e didattica istituiremo cinque scuole – spiega il rettore - : medica, tecnologica, giuridico-economico- politica, umanistica e scientifica, con più autonomia gestionale e ottimizzazione delle risorse». Allo stesso modo si agirà anche sulle sedi decentrate di Savona, Imperia e Spezia, toccate dalle polemiche sugli sprechi, per le quali si sta pensando a «scuole atipiche, meno omogenee, ma che permettano risparmio ed efficienza». Una nuova linfa per l'ateneo dunque, anche in termini di risorse: «il prepensionamento volontario di molti docenti è stato essenziale per il bilancio – conclude Deferrari –: il prossimo anno ci sarà posto per 35-40 nuovi ricercatori, anche grazie agli incentivi che il Ministero intende dare agli atenei che compiono importanti riforme per la ricerca». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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UNIVERSITÀ (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)

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Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Universita) data: 2009-04-15 - pag: 4 autore: UNIVERSITà COME CAMBIA L'ORGANIZZAZIONE 136mila Gli iscritti. Sono gli studenti che frequentano i corsi del Nord-Ovest quest'anno Il documento. Il ministro Gelmini ha presentato ai dirigenti degli istituti le linee portanti della sua riforma

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L'operazione (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)

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Nord-Ovest sezione: LINTERVISTA (da definire) data: 2009-04-15 - pag: 7 autore: L'operazione «Il progetto di un Villaggio scientifico prende forma sei anni fa dall'iniziativa di 60 imprenditori locali. Lunedì prossimo i ministri Scajola e Gelmini firmeranno l'accordo con Ericsson, primo inquilino ufficiale»

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È nella ricerca il futuro di Genova (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 15-04-2009)

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Nord-Ovest sezione: LINTERVISTA (da definire) data: 2009-04-15 - pag: 7 autore: Carlo Castellano. Il presidente di Dixet spiega la tradizione e le potenzialità dell'hi-tech cittadino. E riafferma l'importanza del Parco tecnologico degli Erzelli «è nella ricerca il futuro di Genova» di Giovanna Mancini P er Carlo Castellano, 72 anni, lo sviluppo delle tecnologie, e in particolare dell'elettronica e dell'automazione industriale, è fondamentale per la ripresa e la crescita dell'economia ligure e nazionale. Già docente di economia all'Universitàdi Genova, a metà degli Anni 70 entra in Ansaldo e oggi è tra i principali protagonisti dell'hi-tech genovese, come presidente di Dixet, consorzio delle aziende cittadine ad alta tecnologia, di Genova high tech ( Ght), che gestisce il nascituro Parco tecnologico degli Erzelli, e di Esaote, società del biomedicale attiva in tutto il mondo. Tante piccole aziende hi-tech potranno sostituire le fabbriche e i cantieri? I numeri non sembrano per ora confrontabili. L'industria manifatturiera italiana è importante, ma Genova e l'Italia non possono restare ai margini dei settori tecnologici. Bisogna identificare le nicchie in cui specializzarsi, ma è fondamentale essere dentro questo sviluppo. Come si può fare innovazione nelle grandi imprese? Ansaldo, quando vi entrai, era un grande gruppo elettromeccanico a partecipazione statale che cercava nuovi settori in cui espandersi. Io ebbi l'intuizione di provare con l'elettronica biomedicale, dove erano già attivi gruppi simili a noi, come Siemens e General Electric. In un ambienteindustriale allora poco aperto ai cambiamenti, come quello genovese, e in un settore in cui non c'era esperienza in Italia, abbiamo creato da zero all'iniziodegli Anni 80 l'Ansaldo elettronica biomedicale, che oggi si chiama Esaote e ha 1.300 dipendenti. Questo dimostra che con capacità e umiltà si può fare innovazione, anche in grandi aziende a partecipazione statale. Quali sono i segmenti più promettenti per lo sviluppo del territorio? Il tessuto dell'hi-tech a Genova è composito. Vi sono poche grandi aziende, che sono divisioni di gruppi multinazionali, come Ericsson-Marconi, Siemens, Abb e Finmeccanica-Ansaldo. Fanno ricerca soprattutto nell'elettronica e nell'automazione industriale, nelle telecomunicazioni civili e militari e nell'elettromeccanica. Accanto a queste, negli ultimi vent'anni si sono sviluppate, come spin-off, start-upo per gemmazione dalle grandi, tante piccole e piccolissime aziende che hanno dato vita nel 2001 al club Dixet. Quali le dimensioni di queste Pmi? Secondo l'ultima indagine Dixet-Confindustria, sono 150 aziende per un totale di 8mila addetti. Un terzo ha meno di 10 dipendenti, un altro terzo ne ha tra 10 e 50, solo otto ne hanno più di 250. Metà di esse investe in ricerca e sviluppo oltre il 5% del fatturato, molto più della media regionale e nazionale. Hanno retto bene il 2008 e prevedono una crescita per il 2009. Non risentono della crisi? Eppure vendono i loro prodotti a gruppi più grandi, spesso colpiti gravemente dalla recessione in atto. La recessione c'è per tutti, è inutile raccontarci storie. Però, trattandosi di aziende molto focalizzate su segmenti specifici, reggono il quadro internazionale meglio di altri settori. Aziende così piccole potranno essere il motore della ripresa? Comincia a essere uno scenario significativo, soprattutto perché è un settore in crescita, mentre altri comparti sono ormai plafonati. L'hi-tech genovese ha grandi potenzialità di sviluppo e questo è l'elemento fondamentale. Non c'è il rischio che questa crescita sia limitata dalla concorrenza di altre città italiane o straniere? Lo sviluppo genovese è stato caratterizzato soprattutto dall'utilizzo delle tecnologie elettroniche nella sistemistica e nell'impiantistica. Ci sono altre realtà importanti in Italia e in Europa, ma Genova ha una sua specificità e una sua nicchia con grandi potenzialità di sviluppo: per questo abbiamo dato vita a un parco scientifico tecnologico. Al Parco tecnologico degli Erzelli sono finalmente partiti i lavori: ci sono voluti sei anni. Come mai tutto questo tempo? Sei anni non sono tanti: nel 2003, con una sessantina di imprenditori, abbiamo dato vita a Ght: sembrava allora una missione impossibile. Solo nel 2005 abbiamo trovato i partner con le competenze imprenditoriali e finanziarie per realizzare il progetto. Lunedì prossimo i ministri Scajola e Gelmini firmeranno l'accordo con Ericsson per il suo trasferimento agli Erzelli con mille tecnici. Contiamo di consegnare i primi due edifici –che ospiteranno Ericsson un'altra azienda con cui siamo in trattative –entro il 2011.Nel 2012-2013 arriveranno la facoltà di Ingegneria e i laboratori del Cnr e nel 2015-2016 la gran parte delle aziende genovesi e non solo. Può fare qualche nome, ora che il progetto è al via? Ho con me la lista, che però non posso farle vedere perché le trattative sono ancora aperte, di 70 realtà genovesi che hanno manifestato interesse per un totale di spazi richiesti superiore a 110mila metri quadrati, più del 50% del terreno destinato alle imprese. Servono veramente questi parchi? Per sviluppare l'innovazione tecnologica bisogna mettere in contiguità fisica chi fa formazione scientifica universitaria, chi produce nelle imprese e i centri di ricerca. Solo così si possono attivare processi che si autoalimentano. Questo Parco nasce da un'iniziativa privata per rispondere alle esigenze delle nostre aziende. Ci vorranno anni per completarlo. Ma è un'operazione importante per Genova, perché mettiamo le basi per una crescita futura e applichiamo un'esperienza consolidata ormai in tutti i Paesi industrializzati e non solo: nel mondo ci sono mille parchi tecnologici. giovanna.mancini@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA La scommessa «Bisogna individuare segmenti e nicchie su cui focalizzarsi Il manifatturiero da solo non basta» Le Pmi Secondo una recente ricerca Dixet-Confindustria il 24,7% delle aziende hi-tech genovesi si occupa di elettronica, componentistica e robotica. Il 43% è attivo nei settori informatica, software e internet, il 9 nel biomedicale e il 10 nelle Tlc. Il fatturato Nel 2008 metà delle Pmi ha registrato incrementi di fatturato, mentre per l'anno in corso il 53% si attende ricavi stabili e il 32% pensa di segnare ulteriori aumenti Economista Carlo Castellano, 72 anni,nato a Rimini ha insegnato all'Università di Genova. Nel 1975 entra in Ansaldo e fonda la divisione biomedicale nel 1981 (oggi Esaote) di cui è presidente, così come del consorzio Dixet e della società Genova high tech

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OGGI alle 20.30, a Ravenna, alla Sala Rinascita, via Maggiore 71, si tiene la proiezione del film, &... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

RAVENNA CRONACA pag. 8 OGGI alle 20.30, a Ravenna, alla Sala Rinascita, via Maggiore 71, si tiene la proiezione del film, &... OGGI alle 20.30, a Ravenna, alla Sala Rinascita, via Maggiore 71, si tiene la proiezione del film, Signori professori'. La serata è organizzata dal PD della provincia di Ravenna in collaborazione con il gruppo consiliare del Comune di Ravenna, e apre un percorso di comunicazione legato al tema scuola. In questi giorni infatti il PD ha lanciato una petizione che boccia il piano della Gelmini e che sta coinvolgendo centiniaia di cittadini che stanno firmando, e sul territorio si stanno realizzando numerosi incontri col mondo della scuola.

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da domani il ritorno a scuola (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

di Maria Rosa Tomasello Da domani il ritorno a scuola Bimbi e ragazzi sfollati dovranno essere accolti nelle scuole più vicine Situazione di grave disagio a Popoli con tutte le scuole inagibili Nel Teramano decisione rimandata L'AQUILA. Tutti gli alunni e gli studenti costretti a lasciare le loro case e le loro scuole, tutte le migliaia di bambini e di ragazzi che non potranno concludere l'anno scolastico nelle loro aule, dovranno essere accolti in tutte le scuole d'Italia, ovunque essi siano. è questo l'annuncio che il ministro Mariastella Gelmini farà oggi, di ritorno a L'Aquila distrutta. Non saranno necessari documenti: per iscriversi, già a partire da domani, alla riapertura dei primi istituti, sarà sufficiente una autocertificazione. «Sarà assicurato a tutti, nella comunità scolastica, l'accoglienza culturale, ma anche affettiva sociale ai ragazzi che subito trauma» ha detto il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Carlo Petracca, che ha preferito lasciare al ministro, che sarà nel capoluogo alle 16, l'annuncio dei dettagli dell'operazione. Se gli istituti non avranno spazio sufficiente, saranno invitati a fare doppi turni o a usare tutti gli spazi disponibili, biblioteche o aule speciali. Per tutti coloro che, invece, saranno costretti a restare nei campi, la protezione civile allestirà tensostrutture e container: «Nell'attesa, però» ha precisato Petracca, che oggi incontrerà nella sede della scuola della guardia di Finanza a Coppito i dirigenti scolastici provinciali «nelle tendopoli si farà animazione». Solo tra Pescara e Montesilvano, dove oltre tremila gli sfollati, sono circa 300 i bambini e i ragazzi arrivati dall'Aquilano che potrebbero essere accolti negli istituti locali: 117 gli alunni di scuola materna ed elementare, 65 i ragazzi delle medie e 161 quelli delle scuole superiori. In tutte le province, intanto, le lezioni riprenderanno tra domani e l'inizio della prossima settimana. In molti casi, però, le annunciate riaperture potrebbero slittare perché le verifiche sugli istituti non sono state completate e sono spesso vanificate dalle nuove scosse. I calendari, pertanto, sono da ritenersi provvisori. L'AQUILA. Nell'area del capoluogo, riapre domani la prima scuola a Poggio Picenze: una tenda aula accoglierà venti bambini su circa 80 alunni che la scuola aveva prima del terremoto. Alle 11, la ripresa delle lezioni sarà salutata con una breve cerimonia a cui prenderà parte il presidente della Regione Gianni Chiodi. PESCARA. In Provincia di Pescara, la situazione più complessa è quella di Popoli, con tutte le scuole inagibili (Ipsia compresa), e a Penne dove sono stati chiusi due scuole superiori: l'istituto d'arte Mario de' Fiori e il liceo scientifico di Penne. Gli studenti saranno dirottati in altre strutture (il liceo scientifico a Popoli) o faranno lezione con doppi turni (a Penne). In tutte le scuole di Pescara si tornerà invece regolarmente in aula domani. Ieri il Comune ha ospitato un vertice a cui ha partecipato anche l'assessore provinciale Enzo Fidanza e Rita Sebastiani, responsabile dell'ufficio scolastico provinciale. Secondo un primo censimento, i bambini aquilani presenti sul territorio sono 5 delle medie, 6 delle elementari, 12 della materna e 9 dei nidi. Rientro in classe domani a Città Sant'Angelo, Spoltore e Pianella. MONTESILVANO. Ritorno in classe domani anche a Montesilvano. Dopo i controlli, tutti gli edifici scolastici sono stati dichiarati agibili. Il Comune ha fornito al Provveditorato l'elenco degli studenti ospiti negli alberghi (2500 gli sfollati) che potrebbero essere accolti nelle scuole cittadine: in tutto, 278 ragazzi in età scolare (90 studenti delle scuole elementari, 51 delle medie, 137 delle superiori). POPOLI. è grave la situazione a Popoli, dove la quasi totalità del patrimonio scolastico è inagibile: una situazione che interessa oltre mille studenti. Le lezioni, ha detto l'assessore Concezio Galli, dovrebbero comunque essere riavviate entro la prossima settimana. L'unico locale scolastico ancora parzialmente agibile è una parte della struttura della scuola materna di via Tiburtina, dove saranno spostati presidenza e segreterie scolastiche. Per le scuole elementari e medie, invece, verrà allestito un apposito campo-scuola nel parcheggio della piscina comunale, con strutture mobili richieste alla Protezione civile. VAL PESCARA. A Tocco da Casauria sono ancora in corso i sopralluoghi nelle scuole medie ed elementari ma le lezioni dovrebbero comunque riprendere domani. Verifiche in corso anche a Torre de' Passeri: finora i sopralluoghi non hanno evidenziato problemi, ma il Comune, in via precauzionale, visto il perdurare delle scosse, ha deciso che si tornerà a scuola lunedì 20 aprile. A Caramanico Terme, dove gli istituti scolastici sono stati ristrutturati di recente, si riaprirà domani: oggi, per informare i cittadini, è in programma un incontro pubblico sulla sicurezza nelle scuole. Riapertura domani a Lettomanoppello. VAL TAVO. A Penne, il sindaco Donato Di Marcoberardino ha deciso con ordinanza che le scuole riapriranno lunedì. La scuola media, le due elementari, la materna, il nido e una scuola privata, assieme all'istituto tecnico per geometri riaccoglieranno gli studenti, mentre l'istituto d'arte Mario de' Fiori e la succursale del liceo scientifico, in piazza Luca da Penne, non riapriranno per ulteriori controlli. Anche Loreto Aprutino, il sindaco Bruno Passeri ha stabilito che si tornerà in classe lunedì: «Le strutture non hanno subito danni, ma vogliamo eseguire ulteriori controlli». Si tornerà in classe domani, invece, con ogni probabilità, a Civitella Casanova, Carpineto, Montebello, Farindola e Villa Celiera. CHIETI. A Chieti, il sindaco Francesco Ricci ha deciso di posticipare il rientro in aula degli studenti, previsto inizialmente per domani, alla giornata di lunedì. Le verifiche hanno evidenziato la necessità di piccoli interventi strutturali in tutte le otto scuole cittadine, tra cui il liceo scientifico Filippo Masci, mentre problemi maggiori sono stati rilevati nella scuola elementare Nolli, che potrebbe essere l'unica a non riaprire battenti. Dovrebbero riaprire domani, invece, le scuole di Rapino, Pretoro, San Martino sulla Marruccina, Guardiagrele, Orsogna e Ortona. FRANCAVILLA. è prevista per oggi l'ultimazione dei controlli degli edifici scolastici di Francavilla per verificarne la stabilità strutturale. «Noi ci stiamo preparando per riaprire le scuole giovedì 16» conferma il sindaco Nicolino Di Quinzio. «Nel frattempo, con l'aiuto degli scout, stiamo procedendo alla pre-iscrizione dei bambini e ragazzi sfollati in età scolare che sono alloggiati negli alberghi. In questi giorni prevediamo un incontro con i genitori e poi, dal prossimo lunedì, i ragazzi potranno cominciare a frequentare le lezioni». VASTO E LANCIANO. «Controlli accurati in tutti gli edifici scolastici» anche nel Vastese, dove studiano 7.500 studenti. Tutte le strutture sono state giudicate idonee: le lezioni, quindi, riprenderanno domani, ma i controlli proseguiranno. Oggi in Comune è in programma una riunione con Lorenzo Alessandrini della Protezione civile nazionale, alla presenza dei sindaci dei dieci Comuni della zona. Si dovrebbe tornare in aula domani anche a Lanciano. TERAMO. A Teramo tutte le scuole restano chiuse fino a lunedì. Le verifiche fatte nei giorni scorsi nei vari istituti scolastici dovranno essere ripetuti dopo la violenta scossa di lunedì sera. Ieri pomeriggio il commissario prefettizio Leopoldo Di Mattia ha avuto un incontro con i vari dirigenti per fare il punto della situazione. «La situazione evolve di ora in ora», dice Lantino Romani, il dirigente scolastico provinciale, rimasto senza ufficio per il terremoto. La sede di largo San Matteo, infatti, è chiusa. «Nei giorni scorsi sono stati fatti dei sopralluoghi, ma è evidente che dopo la scossa di lunedì vanno rifatti», conferma, «per quanto riguarda le scuole della costa, che dovranno ospitare gli studenti sfollati e ospiti delle strutture alberghiere, anche in questo caso siamo in attesa di indicazioni e date certe non ci sono». Indicazioni che il dirigente si augura possano arrivare da un incontro in programma oggi all'Aquila. Restano chiusi per tutta la settimana, in considerazione delle tante verifiche in corso, anche gli istituti superiori di competenza della Provincia. La decisione da ieri é già ufficiale per le scuole di Sant'Egidio e Nereto. Ad Atri il sindaco Gabriele Astolfi ha firmato un'ordinanza di chiusura delle le scuole per l'intera settimana.

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pronti a studiare nelle tende (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

di Maria Rosa Tomasello «Pronti a studiare nelle tende» Università, appello degli studenti. Il rettore: «Lezioni e lauree regolari» Ieri il primo consiglio di facoltà a Scienze: i dipendenti indossano t-shirt con lo slogan «Io non crollo» L'AQUILA. L'hanno scritto sulle t-shirt con cui si sono presentati ieri mattina, nella sede di Coppito 1, al consiglio della facoltà di Scienze, il primo incontro ufficiale convocato all'università dopo il terremoto: «Io non crollo». Magliette e slogan per far rinascere l'ateneo in ginocchio, costretto a piangere i ragazzi e le ragazze travolti dalle macerie della Casa dello studente, senza più strutture e obbligato dalla tragedia della città a confrontarsi con una prevedibile emorragia di iscritti. «Io non crollo» ha scritto Renato Di Bartolomeo, rappresentante del personale non docente, e assieme a lui i dipendenti della facoltà che ieri hanno indossato la t-shirt della rinascita per l'incontro a cui hanno partecipato i docenti guidati dalla preside Paola Inverardi in una delle poche strutture dell'università rimaste ancora in piedi. Uno slogan che diventerà un sito Internet in cui fare affluire idee e contributi per la ricostruzione dell'ateneo aquilano. «Se chiude l'università, con le sue sette facoltà, l'Aquila muore» aveva detto subito dopo il sisma il rettore Ferdinando Di Orio, «con i suoi 27 mila iscritti e i 1500 dipendenti è la prima azienda che deve ripartire, perché è la più grande del territorio». Dal consiglio della facoltà di Scienze il primo segnale è quello della speranza, mentre gli studenti, attraverso siti e blog su Internet, chiedono di tornare, fosse anche a fare lezione sotto le tende. «Dovremo certamente fronteggiare una fuga, ma non è tenendoci stretti i ragazzi che riusciremo a salvare l'università» ha sottolineato la preside, «se ci sono bravi studenti che hanno bisogno di attività di laboratorio e altri atenei sono pronti ad accoglierli, mandiamoli: resteranno iscritti qui, ma potranno portare avanti il loro lavoro». Per evitare l'esodo degli studenti, le prime proposte sono azzerare le tasse universitarie per cinque anni e offrire alloggi a prova di sisma a prezzi stracciati. Di come riavviare la gigantesca macchina dell'università, tornerà a riunirsi questa mattina il senato accademico: «Noi vogliamo ripartire, vogliamo assicurare agli studenti gli esami, le tesi di laurea, rassicurarli sul fatto che non perderanno nulla, a costo di farlo in tenda, anche se la sicurezza è al primo posto: lo dobbiamo a loro e alla città» ha detto ieri Di Orio dalla sede provvisoria del rettorato, trasferita nella sede di Coppito 1 dopo il crollo di Palazzo Carli, ormai del tutto inagibile. Non hanno più un posto la facoltà di Lettere e di Scienze della Formazione, che sorgevano nel centro storico, spiega il rettore, mentre per i corsi presenti a Coppito la situazione è migliore: «La sede di Medicina è praticamente è prossima all'agibilità, mentre i dipartimenti scientifici hanno subito danni. Roio, dove si trova Ingegneria, è invece molto danneggiata: la struttura ha retto perfettamente, ma sono cadute le tramezzature. Economia è in parte in buone condizioni, in parte no. Diciamo che è agibile circa il 30 per cento delle nostre strutture» ha spiegato il rettore, che oggi incontrerà il ministro Maria Stella Gelmini, di ritorno a L'Aquila. I primi segnali di ripresa si possono già cogliere scorrendo le pagine web del sito www.univaq.it: «Le sedute di laurea previste per il 6 e 7 aprile per il corso in Scienze della formazione primaria si terranno entro la data di scadenza. Data e sede saranno pubblicate sul sito web dell Ateneo. Allo stesso modo saranno organizzate le attività didattiche per consentire il regolare svolgimento della sessione straordinaria di laurea entro il 30 giugno 2009» scrive la preside del corso Loredana Giani. Con una nota, l'università annuncia che tutti i dati degli studenti sono stati recuperati e che tutti i servizi saranno rimessi on line al più presto. Per evitare truffe, viene chiarito inoltre che l'ateneo non ha mai chiesto agli studenti di inviare sms con i propri dati. Con un video pubblicato sul sito, sullo sfondo di una sala deserta, il rettore invita gli studenti «a continuare a credere». «L'Università dell'Aquila piange le vittime dell'immane tragedia che ha colpito la sua città ed è vicina a tutte le famiglie che hanno perso i loro figli nella stagione più bella della vita. Anche per il rispetto dovuto a questo dolore, l'università riafferma la propria insopprimibile volontà a continuare la sua missione di formazione e ricerca per contribuire alla rinascita di una terra e di una popolazione così fortemente provate» dice Di Orio. E nei giorni più difficili, sono proprio gli studenti fuori sede, i più provati, i più colpiti nella notte del martirio, a chiedere di tornare, con i messaggi lanciati attraverso Internet: «Siamo fuori sede e sarà un problema per noi tornare a Roio per occuparci dell'attività di tesi senza una casa in cui alloggiare» scrive un gruppo di laureandi in Ingegneria. «Ma noi fuori sede vogliamo poter tornare assiduamente in facoltà a completare i nostri studi dormendo in una tenda: non siamo i soli a chiederlo, sono tanti i fuori sede ad essere disposti a farlo, abbiamo tanta voglia di tornare presto», Non lasciateci soli, chiedono i ragazzi. Non vi lasceremo soli, dicono. «Non farò nessun trasferimento, rimarrò studentessa della facoltà di Scienze dell'Investigazione, mi laureerò in quella facoltà» scrive una studentessa. E così come molte università italiane hanno dichiarato la propria disponibilità ad accogliere gli studenti in difficoltà, sono anche gli iscritti in altri atenei a manifestare la propria solidarietà: come Gianluca, iscritto alla D'Annunzio di Chieti: «Mai come in questo momento capisco come sia vera la saggezza popolare che vuole il popolo abruzzese "forte e gentile"» scrive a Di Orio. «La sua università ne è l'emblema. Sarò orgoglioso, se pur nel mio piccolo, di devolvere a voi il 5 per mille della mia dichiarazione dei redditi».

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all'abruzzo 12 miliardi (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il cardinale Bagnasco nelle tendopoli. In serata nuove scosse vicino ai Monti della Laga «All'Abruzzo 12 miliardi» Maroni: ecco quanto servirà per la ricostruzione L'AQUILA. Il 53 per cento delle abitazioni controllate finora è inagibile, ma anche quelle agibili continuano a restare vuote: la gente non ha intenzione di rientrare finché lo sciame sismico non si sarà placato. L'ultima scossa, di magnitudo 4.1, è stata registrata alle 22,17, nell'area dei Monti della Laga, già colpita un'ora prima in modo più leggero. Un'altra scossa, di magnitudo 3.5, è stata registrata alle 19,27 con epicentro tra Capitignano, Campotosto e Montereale. Per la ricostruzione, ha annunciato ieri in tv Roberto Maroni, serviranno 12 miliardi di euro. Il ministro dell'Interno ha auspicato anche un rinvio, almeno fino a ottobre, delle elezioni nella provincia dell'Aquila, e annunciato che sarà creata una struttura di controllo per evitare infiltrazioni mafiose nella ricostruzione dell'Abruzzo. Ieri è stato il giorno della visita del presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco. «Vedo tra il popolo aquilano tanta gente che ha la voglia, la forza e la determinazione di ricominciare», ha detto Bagnasco, che ha annunciato nuovi stanziamenti per l'emergenza (55 mila sfollati) e confermato che presto arriverà anche il Papa. MUTUI SOSPESI. Aiuti concreti anche dalle banche. Verrà sospeso il pagamento delle rate del mutuo fino alla fine dell'anno per le zone terremotate e azzerate le commissioni bancarie nelle operazioni di bonifico e di prelievo dagli sportelli automatici. La sospensione decisa dall'Abi riguarderà anche il credito al consumo e l'acquisto di beni (auto, elettrodomestici) effettuato con finanziamenti rateali. Gli istituti di credito metteranno a disposizione dei fondi per la ricostruzione. L'INCHIESTA. Mentre sono in corso sopralluoghi e prelievi di campioni di materiale da costruzione da parte della squadra mobile dell'Aquila e dei carabinieri, con l'ausilio di personale della polizia scientifica e consulenti tecnici, la Regione ha fatto sapere che si costituirà parte civile al processo contro gli eventuali responsabili. Il procuratore dell'Aquila, Alfredo Rossini, ha assicurato che l'attività dei magistrati si muoverà anche su altri fronti: «Poiché il fiume di soldi che arriverà all'Aquila per la ricostruzione è appetibile per gli interessi mafiosi, vigileremo anche su quest'aspetto». Ma l'allarme sull'infiltrazione della criminalità organizzata nella ricostruzione «non è una preoccupazione concreta», ha replicato il presidente della Regione, Gianni Chiodi. L'ospedale è uno dei punti principali dell'inchiesta: ieri, il sindaco Massimo Cialente ha denunciato gravissimi errori nell'esecuzione dei lavori dell'ospedale dell'Aquila. C'è già una testimone chiave nell'inchiesta aperta dalla procura per disastro colposo. Carmela Tomassetti, 23 anni, fuggita dalla Casa dello studente una settimana prima della tragica scossa, è pronta a ripetere che quel palazzo era inagibile e che nessuno ha voluto ascoltare l'allarme che lei aveva lanciato. LE SCUOLE. Domani riapriranno nell'Aquilano le prime scuole. Si farà lezione anche nella tendopoli di Poggio Picenze. A Pescara e Montesilvano, si tornerà tra i banchi domani, a Chieti e Avezzano lunedì prossimo. Ma i controlli sono ancora in corso, specie nel Teramano, dove l'apertura slitterà alla prossima settimana. Oggi all'Aquila arriverà il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. CASE INAGIBILI. Prosegue a ritmi serrati l'attività di verifica sulla stabilità degli edifici da parte dei vigili del fuoco. Quasi duemila le abitazioni controllate dai 1.500 tecnici. Per ogni condominio e per ogni singolo edificio, viene compilata una scheda che viene poi trasmessa alla Protezione civile per determinare interventi da compiere e priorità. La gente approfitta della presenza di tecnici e vigili del fuoco per brevi «incursioni protette» negli appartamenti per recuperare vestiti e documenti. Ci vorrà del tempo prima che la certezza di un certificato di agibilità prevalga sulla paura scatenata da quella terribile notte del 6 aprile.

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Contro i bulli i poliziotti salgono sui bus: controllate 49 linee che collegano le scuole (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 90 del 2009-04-15 pagina 3 Contro i bulli i poliziotti salgono sui bus: controllate 49 linee che collegano le scuole di Franco Sala Parolacce, minacce, intimidazioni, pedinamenti e accerchiamenti. A volte botte, spesso gravi e invincibili frustate psicologiche. Sono le armi dei bulli. A scuola le rendono inoffensive le direttive del Ministro Maria Stella Gelmini (ad esempio con i cinque in condotta) fuori gli agenti della polizia locale. A Seregno, il fenomeno dei «piccoli prepotenti» è in crescita. Secondo un'indagine del comune il 27,5 per cento dei bambini e il 35,5 per cento degli adolescenti ha subito almeno una volta nel corso del suo percorso scolastico un atto di bullismo. E spesso i violenti e i vigliacchi rendono la vita impossibile ai bravi ragazzi perfino nel tragitto da casa a scuola. Il luogo preferito è l'autobus. Per questo l'amministrazione comunale ha attivato una task force «antibullismo». Da oggi un nucleo di agenti salirà a sorpresa sugli autobus urbani, negli orari di entrata e uscita dalle scuole. Con un obiettivo mirato: prevenire azioni di teppismo. Il progetto interessa le linee di trasporto urbano che collegano nove scuole, tra elementari, medie e superiori della città. Nel complesso 49 corse utilizzate da cinquemila studenti. Gli agenti, in divisa per aumentare l'effetto «deterrenza», controlleranno cinque linee il mattino, sette a mezzogiorno e sei il pomeriggio. La decisione di un controllo sistematico nasce dall'analisi del problema che dimostra come, dopo le aule delle scuole, autobus e fermate sono i nuovi territori per le scorribande dei bulli. La presenza degli agenti sui mezzi di trasporto non sarà costante dall'inizio alla fine della corsa, ma sarà legata a controlli casuali. «Credo che sia necessario mettere di nuovo al centro il rispetto delle regole - spiega il sindaco di Seregno, Giacinto Mariani -. L'aumento di episodi di bullismo, a volte con gravi episodi di intolleranza, preoccupa molti genitori e insegnanti ed è a loro che, con questo progetto senza precedenti in Brianza e, credo neppure in Italia, che vogliamo dare la garanzia di sicurezza del percorso casa-scuola-casa». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Sisma, 53% case inagibili. Maroni: 12 mld per ricostruire (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - La percentuale di edifici inagibili tra quelli ispezionati dalla Protezione civile all'Aquila è salita al 53% dopo le verifiche compiute ieri, mentre 1.500 tecnici sono oggi di nuovo al lavoro nella prima periferia del capoluogo abruzzese. Lo ha riferito a Reuters un portavoce della Protezione civile dall'Aquila. "Si stanno battendo soprattutto gli edifici pubblici, le scuole e le attività produttive. Si procede ispezionando prima di tutto gli edifici che già si sa essere lesionati", ha detto il portavoce a Reuters. Secondo i tecnici, ha aggiunto il portavoce, è probabile che alla fine del monitoraggio la percentuale di edifici inagibili in città rimanga più o meno la stessa, intorno al 50%. Ieri sera il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha detto che per la ricostruzione nella zona colpita dal sisma potrebbero servire fino a 12 miliardi di euro, la stessa cifra spesa per il terremoto che colpì Umbria e Marche nel 1997. "[Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e capo della Protezione Civile Guido] Bertolaso mi chiamò e mi disse 'è peggio dell'Umbria'", ha detto ieri sera il ministro nel corso della trasmissione tv Rai "Ballarò". "Allora, ci vollero 12 miliardi per la ricostruzione. Nel caso dell'Abruzzo dunque ci si aggira sull'ordine dei 10 miliardi e più". "Ora, occorre capire bene come fare per spenderli. Non dobbiamo ripetere la pessima esperienza dell'Irpinia - ha continuato Maroni - dobbiamo procedere a una rilevazione accurata e dettagliata dei danni con strumenti che all'epoca dell'Irpinia non c'erano". PUNTO SULLE SCUOLE. ALTRE SCOSSE Intanto, oggi pomeriggio all'Aquila è attesa la ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, per fare il punto con le autorità locali sulla situazione scolastica. In teoria le scuole dovrebbero riaprire domani, ma oggi, ha detto un portavoce del ministero, sono in corso in Abruzzo una serie di riunioni tecniche per capire se la data può essere confermata. Continua...

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Abruzzo, ora servono dodici miliardi Stima del Viminale per la ricostruzione (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 90 del 2009-04-15 pagina 0 Abruzzo, ora servono dodici miliardi Stima del Viminale per la ricostruzione di Redazione Il Viminale fa un primo bilancio delle risorse necessarie per ricostruire. Intanto la terra continua a tremare. Vanno avanti i controlli dei tecnici: in media un edificio su due è inagibile. Prosegue l'indagine della procura. Sarà ascoltata una ragazza fuggita allarmata dalla Casa dello studente una settimana prima del crollo. Ecco cosa dovrà scoprire la "madre di tutte le inchieste" L'Aquila - "Dodici miliardi di euro: questa è la cifra che si dovrà trovare per ricostruire l'Abruzzo" dopo il terremoto. Lo ha detto intervenendo a "Ballarò'' il ministro degli Interni Roberto Maroni. Oggi, intanto, il governo insieme ai tecnici terrà una riunione "per capire quali sono le misure disponibili o utilizzabili" per fronteggiare il dopo terremoto. "Penso - ha detto il ministro - che su questo dovrà necessariamente esserci un confronto con l'opposizione e con chi sul campo vive questo dramma, primi su tutti gli sfollati, ma anche con il sindaco dell'Aquila e i presidenti della provincia e della Regione, che hanno avuto in questi giorni, pur appartenendo a schieramenti politici diversi, un'unità di intenti davvero encomiabile" La terra continua a tremare Le scosse di terremoto non si fermano - la più intensa di ieri alle 22.17, di magnitudo 4.1 - ma procedono gli accertamenti sull'agibilità delle case, mentre l'inchiesta della magistratura sull'accertamento delle eventuali responsabilità muove i primi passi e trova i primi testimoni pronti a farsi ascoltare dalla procura. Il ministro Gelmini Intanto oggi è attesa all'Aquila il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: il calendario scolastico dell'Abruzzo, sconvolto dal terremoto, prevede che le scuole riaprano il 16 aprile. Per il capoluogo dovranno funzionare strutture di emergenza come le tende, ma anche in alcune aree delle altre province abruzzesi il rientro a scuola è in forse a causa delle verifiche necessarie a garantire l'agibilità degli istituti. Controlli sugli edifici All'Aquila nella giornata di ieri, tra le abitazioni sottoposte a verifica, la quota degli alloggi non più agibili é salito dal 30% al 53%: in media una su due di quelli controllati. Complessivamente, anche oggi, saranno 1.500 i tecnici al lavoro per compilare le schede da sottoporre alla valutazione della protezione civile. L'obiettivo, per il presidente della Regione Gianni Chiodi, è far lasciare le tende e gli alberghi agli sfollati prima dell'arrivo dell'inverno. L'inchiesta della procura Nel frattempo la procura della Repubblica dell'Aquila si prepara ad ascoltare i primi testimoni: tra questi Carmela Tomassetti, la 23enne fuggita allarmata dalla casa dello studente una settimana prima del sisma. L'altro edificio toccato dall'inchiesta è l'ospedale San Salvatore, i cui pilastri sarebbero stati realizzati senza staffatura. Anche dagli accertamenti sulle macerie sequestrate e custodite in un capannone si attende delle risposte il procuratore Adriano Rossini che pure ieri ha rinnovato la sua messa in guardia sul rischio di infiltrazioni mafiose nella ricostruzione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Abruzzo, aumentano le case inagibili Ma le scuole ripartiranno nelle tende (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

L’AQUILA Le scosse di terremoto non si fermano - la più intensa di ieri alle 22.17, di magnitudo 4.1 - ma procedono gli accertamenti sull’agibilità delle case, mentre l’inchiesta della magistratura sull’accertamento delle eventuali responsabilità muove i primi passi e trova i primi testimoni pronti a farsi ascoltare dalla procura. Intanto oggi è attesa all’Aquila il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: il calendario scolastico dell’Abruzzo, sconvolto dal terremoto, prevede che le scuole riaprano il 16 aprile. Per il capoluogo dovranno funzionare strutture di emergenza come le tende, ma anche in alcune aree delle altre province abruzzesi il rientro a scuola è in forse a causa delle verifiche necessarie a garantire l’agibilità degli istituti. All’Aquila nella giornata di ieri, tra le abitazioni sottoposte a verifica, la quota degli alloggi non più agibili è salito dal 30% al 53%: in media una su due di quelli controllati. Complessivamente, anche oggi, saranno 1.500 i tecnici al lavoro per compilare le schede da sottoporre alla valutazione della protezione civile. L’ obiettivo, per il presidente della Regione Gianni Chiodi, è far lasciare le tende e gli alberghi agli sfollati prima dell’arrivo dell’inverno. Nel frattempo la procura della Repubblica dell’Aquila si prepara ad ascoltare i primi testimoni: tra questi Carmela Tomassetti, la 23enne fuggita allarmata dalla casa dello studente una settimana prima del sisma. L’altro edificio toccato dall’inchiesta è l’ospedale San Salvatore, i cui pilastri sarebbero stati realizzati senza staffatura. Anche dagli accertamenti sulle macerie sequestrate e custodite in un capannone si attende delle risposte il procuratore Adriano Rossini che pure ieri ha rinnovato la sua messa in guardia sul rischio di infiltrazioni mafiose nella ricostruzione.

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Ravenna: scuola, arriva la senatrice Mariangela Bastico (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

15 aprile 2009 - 16.48 (Ultima Modifica: 15 aprile 2009) RAVENNA - Domani, giovedì 16 aprile arriverà a Ravenna la Sen. Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola del PD. La Bastico è stata assessore regionale alla pubblica istruzione in Emilia Romagna ed è stata sottosegretario alla scuola nel Governo Prodi, ed è molto nota nel mondo scolastico. La senatrice verrà a Ravenna per presentare la petizione che il Pd sta promuovendo a livello nazionale e locale, per esprimere tutte le diffidenze verso i tagli della Gelmini e "per proporre una diversa idea di scuola, al passo con le sfide del nostro tempo". Dopo un pranzo a Faenza con operatori del mondo scolastico, la Bastico arriverà a Ravenna dove incontrerà una delegazione di dirigenti scolastici, poi una delegazione di precari che il prossimo anno rischieranno seriamente il proprio posto di lavoro. Alle ore 18.30 presso la Sala Melandri, in via Ponte Marino 1, si terrà una pubblica assemblea alla quale parteciperà anche il coordinatore provinciale dell'esecutivo PD Paolo Valenti. Alle ore 21 la senatrice sarà invece a Solarolo per un'altra assemblea pubblica che vedrà anche la partecipazione dei candidati a sindaco di Solarolo e Castelbolognese Fabio Anconelli e Daniele Bambi e del segretario regionale della CISL scuola Lamberto Benini.

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Abruzzo, spunta l'ipotesi tassa sui ricchi Palazzo Chigi frena: "Nessuna decisione" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'AQUILA - Una tassa sui ricchi o un 5 per mille bis. Il governo sta lavorando per cercare le risorse necessarie alla ricostruzione delle zone distrutte dal terremoto in Abruzzo. Mentre rimane accesa la polemica sul 5 per mille, nel decreto legge per l'emergenza spunta l'ipotesi di un "contributo obbligatorio" per i più ricchi ma palazzo Chigi puntualizza che per il momento non c'è "nessuna decisione". Intanto l'esecutivo prepara il Consiglio dei ministri che si svolgerà all'Aquila la prossima settimana, solo una passerella per il Pd che critica l'iniziativa. Da parte sua, la procura va avanti nell'inchiesta e decide di sequestrare alcune aree dove sono avvenuti i crolli che hanno causato vittime. Mentre poco alla volta a L'Aquila si cerca di tornare alle normali attività. Da domani riaprono le scuole giudicate agibili nei Comuni non colpiti direttamente dal sisma ed entra in funzione anche la prima aula in una tendopoli. Il ministro Gelmini assicura: "Nessuno perderà l'anno scolastico". Ipotesi tassa sui ricchi. Un prelievo extra sui redditi degli italiani più ricchi: è questa una delle ipotesi allo studio del governo per trovare le risorse necessarie alla ricostruzione, secondo le prime stime 12 miliardi di euro. La misura, insieme ad altre novità, potrebbe essere dunque uno dei capitoli principali del decreto legge che dovrebbe essere varato la prossima settimana nel corso di un Consiglio dei ministri straordinario a L'Aquila. Ma Palazzo Chigi, dopo un incontro tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, precisa che "è infondato e falso" che sia stata presa alcuna decisione su questo fronte. I sequestri disposti dalla Procura. L'inchiesta della magistratura aquilana ha registrato un'accelerazione: dopo il prelievo di una gran quantità di reperti in una ventina di immobili del capoluogo, arriva ora il sequestro delle aree stesse dei fabbricati per evitare l'inquinamento delle prove. I magistrati temono infatti che qualcuno possa tentare di occultare le proprie responsabilità nei crolli. Per questo hanno deciso di sequestrare intere aree come quelle degli edifici di via XX settembre, ciò che resta della casa dello studente, alcune parti dell'ospedale, il tribunale. "Abbiamo il sospetto che qualcuno possa portare via ciò che resta degli edifici crollati, magari con dei camioncini", dice il procuratore capo Alfredo Rossini. E a chi osserva che sono solo macerie, risponde: "E' vero ma per le nostre indagini potrebbero essere fondamentali". OAS_RICH('Middle'); Le prime denunce dei cittadini. I magistrati affermano che "è ancora prestissimo per parlare di indagati. Dobbiamo prima capire". E, per farlo, si rivolgono anche alla gente: "Chiunque abbia materiale utile all'inchiesta sui crolli, in particolare filmati, ce lo consegni". Dai cittadini, intanto, arrivano le prime denunce. Si tratta, secondo quanto si è appreso, di esposti scritti in cui si fa riferimento ad allarmi che sarebbero rimasti inascoltati e a segnalazioni in cui si denuncia il crollo di abitazioni progettate e costruite con criteri presentati come antisismici. Verifiche in corso: oltre la metà inagibili. Proseguono senza sosta le verifiche della stabilità degli edifici a L'Aquila e in provincia: siamo a quota 2.200 controlli circa, ma la situazione non cambia rispetto a ieri, ferma sempre su una quota intorno alla metà (54%) di strutture che vengono giudicate inagibili. E il capo della protezione civile Guido Bertolaso formula una previsione: quando saranno concluse le verifiche da parte dei tecnici, è molto probabile che circa 20.000 persone non torneranno nelle loro case per problemi di agibilità degli edifici. L'Aquila si rimette in moto. Le ferite del terremoto sono ancora dolenti, ma la città rialza la testa. Le prime code ai caselli segnano l'inizio di un pendolarismo che probabilmente caratterizzerà la circolazione nei prossimi mesi. Sono i tanti sfollati che non hanno trovato posto nelle tendopoli e che la Protezione civile ha sistemato in case, alberghi e residence lungo la costa. In tanti cominciano a tornare per riprendere la loro attività lavorativa; la città si sta pian piano riorganizzando. Molti uffici pubblici, anche quelli senza una sede, hanno cominciato a richiamare i loro dipendenti per riavviare almeno i servizi essenziali, così da ridurre al minimo i disagi per i cittadini. Apre la prima scuola in tendopoli. Domani mattina a Poggio Picenze si inaugura la prima tenda-scuola che segna la ripresa dell'attività scolastica nelle aree terremotate. Ci saranno anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. "E' un piccolo segnale di efficienza e di speranza" afferma Gelmini garantendo ancora una volta che "nessuno studente dell'area del terremoto perderà l'anno scolastico". Al termine di una riunione tenuta a L'Aquila, il ministro spiega che sarà data "la massima priorità per garantire lo svolgimento degli esami di stato e di terza media, adottando il modello già sperimentato in occasione del terremoto del Friuli". Pur non nascondendo le difficoltà, Gelmini sottolinea che "si punta intanto a riaprire prima possibile le scuole nelle zone non direttamente colpite dal terremoto: nella maggior parte dei casi già da lunedì prossimo". Per il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, gli edifici scolastici della città sono già agibili per il 90% "chi da subito e altri con piccole opere di ripristino". Bertolaso, otto anni che parlo di prevenzione. "Tutti quelli che oggi protestano e si indignano, dove erano negli anni passati quando chiedevo che si investisse in prevenzione?". Guido Bertolaso si sfoga parlando al Tg1 delle 20. "Sono otto anni che lo dico - aggiunge - e con grande tristezza, amarezza e pure rabbia, registro che oggi tutti sono concordi" con la necessità di fare prevenzione. Ma dove erano negli anni passati?". "Non sono i terremoti che uccidono - ripete Bertolaso - è l'uomo che uccide perché costruisce come non dovrebbe laddove si sa che ci sono i terremoti". Nuovo piano casa del governo in veste antisismica. Modificato dopo il terremoto, diventa antisismico il piano casa avviato all'approdo al prossimo Consiglio dei ministri. Il piano per gli incentivi all'edilizia residenziale è stato esaminato dalla riunione del pre-consiglio e ora prevede - fra l'altro - l'obbligo del rispetto delle norme antisismiche, la cui entrata in vigore viene anticipata di un anno, al 30 giugno prossimo, secondo la bozza del decreto legge su "Misure urgenti in materia edilizia, urbanistica e opere pubbliche". Per ampliare, demolire e ricostruire immobili e per lavori che riguardino parti strutturali di edifici è assolutamente necessario che il progettista dimostri con documenti il rispetto della vigente normativa antisismica. (15 aprile 2009

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Sisma in Abruzzo, il 54% degli edifici è agibile (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

15 aprile 2009 - 21.25 (Ultima Modifica: 15 aprile 2009) Fondi pro-Abruzzo, nessuna decisione su tassa ricchi Fondi pro-Abruzzo, ipotesi tassa sui redditi più alti Abruzzo, Fini: ''vigilare su infiltrazioni mafiose'' Abruzzo, cinque per mille pro terremotati. Tremonti: ''non c'è ragione per lamentarsi'' L'AQUILA - Su 2.181 sopralluoghi eseguiti, sono 1.177 gli edifici risultati agibili, pari al 54% del totale. E' il dato reso noto mercoledì pomeriggio dal dipartimento della Protezione Civile che coordina le rilevazioni sugli immobili nelle aree colpite dal sisma. "L'Aquila non è una città di cartone, il sistema antisismico ha retto, altrimenti i morti sarebbero stati molti di più, 2.000-2.500", ha dichiarato il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente. E nell'Aquilano lentamente si sta tornando alla normalità. Giovedì è prevista a Poggio Picenze l'apertura della prima scuola da campo del territorio. Ed il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, mercoledì a L'Aquila, ha assicurato che nessuno studente delle zone terremotate dell'Abruzzo perderà l'anno scolastico. "Senza voler nascondere le difficoltà, che pur ci sono, per far concludere l'anno scolastico - ha spiegato il ministro - concentreremo tutti i nostri sforzi dando la massima priorità per garantire che si possano sostenere regolarmente gli esami di Stato e di terza media, affinchè nessuno studente si trovi a dover perdere l'anno". Gelmini ha anche dichiarato che da lunedì prossimo apriranno le scuole nelle zone non direttamente colpite dal terremoto.

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Sisma,53% case inagibili.Bertolaso:in 20.000 senza tetto (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - La percentuale di edifici inagibili tra quelli ispezionati dalla Protezione civile all'Aquila è salita al 53% dopo le verifiche compiute ieri, e si stima che siano circa 20mila le persone che non potranno rientrare nelle proprie case. Intanto, il governo intende tenere il prossimo consiglio dei ministri in Abruzzo. La riunione della prossima settimana sarà dedicata soprattutto alla ricostruzione, ha detto il capogruppo alla Camera del Pdl Fabrizio Cicchitto. In giornata si è inoltre fatto il punto sulla scuola, con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che ha garantito che nessuno studente perderà l'anno. SI STIMA CHE 20MILA NON TORNERANNO A CASA "Riteniamo che siano 20mila le persone che non potranno rientrare nelle case per problemi di agibilità" sui 65mila sfollati assistiti al momento, ha detto in serata al Tg1 Guido Bertolaso, capo della Protezione civile e sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Intanto 1.500 tecnici sono oggi di nuovo al lavoro nella prima periferia del capoluogo abruzzese. "Si stanno battendo soprattutto gli edifici pubblici, le scuole e le attività produttive. Si procede ispezionando prima di tutto gli edifici che già si sa essere lesionati", ha detto il portavoce della Protezione civile dall'Aquila. Secondo i tecnici, ha aggiunto il portavoce, è probabile che alla fine del monitoraggio la percentuale di edifici inagibili in città rimanga più o meno la stessa, intorno al 50%. Ieri sera il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha detto che per la ricostruzione nella zona colpita dal sisma potrebbero servire fino a 12 miliardi di euro, la stessa cifra spesa per il terremoto che colpì Umbria e Marche nel 1997. Continua...

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Regione Marche: no ai tagli agli organici della scuola (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 15-04-2009)

Argomenti: Scuola

Regione Marche: no ai tagli agli organici della scuola (15/4/2009 20:37) | (Sesto Potere) - Ascoli - 15 aprile 2009 - 'Stanno arrivando alle scuole le lettere che stabiliscono i tagli agli organici, ma nessuna risposta dal Ministro Gelmini alla lettera che ho inviato a marzo scorso per chiedere di non procedere alle riduzioni. Tagli dunque non solo annunciati, ma ora comunicati e completamente ignorate le nostre istanze che spiegavano esaurientemente le ragioni del perche` non era opportuno 'tagliare' drasticamente nelle Marche. ' Sono le parole dell'assessore regionale all'Istruzione, Stefania Benatti che per questa accelerazione di decisioni ha convocato urgentemente il tavolo interistituzionale , lunedi` 20 aprile (ore 12:00 Sala Europa di Palazzo Leopardi) proprio per confrontarsi con tutti i soggetti interessati e trovare soluzioni concertate. Al tavolo, nel quale si potra` valutare la situazione aggiornata alla luce dei tagli ed esaminare le linee guida del dimensionamento scolastico, sono stati invitati a partecipare, oltre agli assessori provinciali all'Istruzione, i membri della I commissione consiliare e i capigruppo di tutti i partiti dell'Assemblea legislativa regionale, nonche` i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

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Scuola, le lezioni riprendono in una tenda (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, le lezioni riprendono in una tenda Il ministro Gelmini: «Nessuno studente dell'area colpita perderà l'anno» L'AQUILA. Oggi nelle zone terremotate una prima, grande, novità. A Poggio Picenze, comune a 15 chilometri dall'Aquila, si inaugura la prima tenda-scuola, un segnale di ripresa. Per questa occasione torna in Abruzzo, e sarà presente a Poggio Picenze, il premier Berlusconi accompagnato dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. «è un piccolo segnale di efficienza e di speranza», ha detto ieri durante la sua visita all'Aquila il ministro Gelmini, annunciando che «nessuno studente dell'area del terremoto perderà l'anno scolastico». Il ministro ci ha tenuto a spiegare che sarà data «la massima priorità» a garantire lo svolgimento degli esami di Stato e di terza media, adottando il modello già sperimentato in occasione del terremoto del Friuli. «Le difficoltà sono tante per far concludere l'anno scolastico» ha detto la Gelmini, «ma si cercherà di riaprire prima possibile le scuole nelle zone non direttamente colpite dal terremoto: nella maggior parte dei casi già da lunedì prossimo». Nelle tendopoli, invece, considerata l'impossibilità di riavviare una regolare attività didattica, «ci si limiterà, grazie anche alla disponibilità mostrata da docenti e volontari - conclude il ministro - ad attività ludico-ricreative per impegnare i ragazzi e soprattutto gli studenti più piccoli, alleggerendo il carico delle famiglie». Anche l'Università reagisce. Solo il 30% dei locali dell'ateneo dislocati sul territorio aquilano è agibile, ma decine di professori hanno raggiunto ieri la sede della facoltà di Scienze di Coppito, che é tornata a ospitare il cuore dell'attività, la prima riunione del senato accademico convocata allo scopo di rilanciare il prima possibile l'attività dell'università. Le priorità indicate sono quelle di consentire il prosieguo delle normali attività, andando incontro alle esigenze delle persone in procinto di finire l'anno accademico e di sostenere la sessione di laurea. In via preliminare sono state studiate soluzioni a per cercare di capire dove costruire una struttura in grado di ospitare buona parte delle attività accademiche. Un'ulteriore seduta del senato accademico permetterà ai professori di entrare nel merito dei processi di ricostruzione. «Bisogna ripartire subito - ha spiegato il rettore dell'università dell'Aquila, Ferdinando Di Orio - attraverso una serie di misure a lungo, medio, breve e brevissimo tempo. Misure e necessità primarie - ha aggiunto - che abbiamo condiviso con il ministro Maria Stella Gelmini». In un annuncio pubblico dei giorni scorsi, il rettore aveva ribadito la ferma volontà di tutto il senato accademico «a continuare nella sua missione di formazione e di ricerca per contribuire alla rinascita di una terra e di una popolazione così fortemente provate», invitando i propri studenti a continuare a credere nell'istituzione accademica aquilana. Un'istituzione «che è ancora vitale e in grado di corrispondere alle loro attese di formazione professionale». (S.M.)

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Quattro province accoglieranno la maggior parte della popolazione studentesca aquilana (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Terremoto: lezioni nelle tende, ma la situazione è ancora difficile Il ministro Gelmini: «Nessun studente perderà l'anno scolastico» L'Aquila Questa mattina a Poggio Picenze, circa 15 km dall'Aquila, si inaugura la prima tenda-scuola che segna la ripresa, seppur simbolica, dell'attività scolastica nelle aree terremotate dell'Abruzzo. Ci saranno anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.«É un piccolo segnale di efficienza e di speranza» afferma il ministro Gelmini garantendo ancora una volta che «nessuno studente dell'area del terremoto perderà l'anno scolastico». Al termine di una riunione tenuta all'Aquila con tutte le autorità preposte alle attività scolastiche, il ministro spiega che sarà data «la massima priorità per garantire lo svolgimento degli esami di stato e di terza media, adottando il modello già sperimentato in occasione del terremoto del Friuli». Pur non nascondendo le difficoltà «che sono tante, per far concludere l'anno scolastico», il ministro della Pubblica Istruzione sottolinea che «si punta intanto a riaprire prima possibile le scuole nelle zone non direttamente colpite dal terremoto: nella maggior parte dei casi già da lunedì prossimo».Il ministro spiega che ci sono già alcune ordinanze dei sindaci mentre lei stessa ha firmato due decreti: il primo per consentire di ospitare i ragazzi in qualunque scuola della regione («e in questo caso - dice - mi aspetto la massima flessibilità da parte delle scuole di accoglienza per far conludere l'anno scolastico a questi studenti, senza ulteriori traumi»); il secondo decreto per consentire al personale docente e tecnico-amministrativo di prestare servizio nelle altre scuole della regione, di medesimo ordine e grado.Nelle tendopoli, invece, considerata l'impossibilità di riavviare una regolare attività didattica, «ci si limiterà, grazie anche alla disponibilità mostrata da docenti e volontari - conclude il ministro - ad attività ludico-ricreative per impegnare i ragazzi e soprattutto gli studenti più piccoli, alleggerendo il carico delle famiglie».«La sfida vera - afferma l'assessore all'Istruzione della Regione Abruzzo, Paolo Gatti - sarà garantire una regolare riapertura a settembre, una scadenza che sembra lontanissima e che invece è dietro l'angolo». «Questo - fa eco il presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane - è stato il terremoto dei bambini e degli studenti, quindi dobbiamo ripartire da loro per andare avanti».Per il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, gli edifici scolastici della città sono già agibili per il 90% «chi da subito e altri con piccole opere di ripristino». «Anche se - aggiunge - capisco la reticenza dei genitori a far tornare i loro figli nelle vecchie aule fino a che non sarà cessato lo sciame sismico. Ecco perché - conclude - dobbiamo attrezzarci per concludere nell'emergenza questo anno scolastico e garantire invece che, a settembre, la scuola avrà un corso normale, rientrando nel programma scolastico nazionale». Sono quattro le province che accoglieranno nelle loro scuole, in alcuni casi fin da oggi, la maggior parte della popolazione studentesca aquilana, per concludere l'anno scolastico. A Teramo, Pescara, Chieti e Ascoli Piceno, secondo primissime stime, all'incirca 2.541 studenti sfollati dalle zone del terremoto si aggiungeranno a quelli locali.Sono 1.830 i ragazzi che frequenteranno le aule della costa teramana (832 nelle elementari, 454 nelle medie, 544 nelle superiori); 382 quelli che si aggiungeranno agli studenti di Pescara e Montesilvano (126 elementari, 81 medie, 175 superiori); 239 quelli presenti in provincia di Chieti (115 elementari, 56 medie, 68 superiori) e 90, infine, gli studenti in provincia di Ascoli.In alcuni comuni, le verifiche statiche delle strutture, ancora in corso, non consentiranno l'ingresso in aula domani, come previsto invece dal calendario scolastico. In altri l'impedimento è rappresentato da vere e proprie criticità, emerse dopo la lunga serie di scosse degli ultimi dieci giorni.Dei 1.830 ragazzi aquilani censiti lungo la costa teramana, ad esempio, saranno sui banchi da oggi quelli che si trovano a Martinsicuro e Alba Adriatica - i comuni più a nord della provincia - mentre invece non potranno frequentare fino a lunedì prossimo quelli che sono a Tortoreto (5 km più a sud rispetto ad Alba). A Giulianova saranno aperte solo le superiori, in attesa di completare le verifiche in elementari e medie; nelle scuole di Roseto le lezioni riprenderanno regolarmente oggi secondo calendario. A Teramo città, in classe solo lunedì prossimo.

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e berlusconi ritorna per l'apertura della prima elementare (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Regione E Berlusconi ritorna per l'apertura della prima elementare L'AQUILA. «Non volevo gli onori della cronaca, anzi questa cosa mi sta creando tanti problemi. Mi disturba. Capisco l'importanza ma l'obiettivo era ed è di dare ai bambini un'opportunità per riconquistare spazi di cui tanto hanno bisogno». E' imbarazzato il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna. Imbarazzato davanti al clamore che ha provocato la sua iniziativa di riaprire, primo centro delle zone terremotate, la scuola. Oggi, alle 10, il plesso nel centro dell'Aquilano - che ha avuto cinque morti, di cui due bambini delle elementari - sarà riaperto in una tenda nell'ambito di una manifestazione alla quale interverranno anche il presidente del consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Secondo il sindaco ci saranno una trentina di bambini. «Prima del terremoto erano 80» ha spiegato «in molti sono andati con la famiglia sulla costa, ma torneranno a scuola anche loro, già da lunedì ce ne saranno di più».

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60 prof in meno alle medie (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Livorno. Nelle scuole i conteggi sugli organici sono in fase di ultimazione. E il Pd lancia l'allarme 60 PROF IN MENO ALLE MEDIE Ecco dove taglierà la Gelmini: dati choc sulle classi LIVORNO. Nelle scuole livornesi i conteggi sugli organici sono in via di ultimazione: tempo poche ore e la scure Gelmini calerà inesorabile. Il Pd ieri ha dato spazio alle storie dei docenti ma ha anche provato, con l'assessore Carla Roncaglia, a disegnare la scuola (mutilata) che verrà. La forbiciona governativa non salva niente. Per ora di numeri ufficiali ci sono solo quelli arrivati dal quartier generale della ministra Gelmini: 42.102 posti in organico in meno in tutta Italia. A Livorno la situazione più critica riguarda le scuole medie, con 50-60 posti in meno. DELLA MAGGIORE in Livorno III SEGUE A PAGINA 3

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non c'è un euro, scuole al collasso (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Effetto Brunetta-Gelmini: niente fondi Non c'è un euro, scuole al collasso SAN VINCENZO. Scuole senza un euro, casse vuote dappertutto per l'effetto combinato dei provvedimenti dei ministri Gelmini e Brunetta. In un istituto di San Vincenzo per esempio si accettano regali, spesso delle banche, per avere penne e altri materiali. dall'inviato ARRIGHI a pagina 2

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l'aquila, la procura sequestra 12 palazzi - meo ponte (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 4 - Cronaca L´Aquila, la procura sequestra 12 palazzi Fini: vigilare contro la mafia. Gelmini: nessuno studente perderà l´anno L´inchiesta MEO PONTE DAL NOSTRO INVIATO L´AQUILA - Dodici edifici, dodici trappole mortali. Il decreto di sequestro firmato ieri dal procuratore capo Alfredo Rossini li elenca uno per uno: palazzo Belvedere in via Gualtieri d´Ocre, Casa dello studente, condomini 79, 123, 125 in via XX Settembre, condominio Campo di Fossa, condominio di via D´Annunzio. Tutti stabili crollati la notte del terremoto seppellendo decine di persone e ora sequestrati dalla magistratura insieme all´ospedale San Salvatore, all´Ufficio del Catasto e allo stesso Palazzo di Giustizia. Ed è probabilmente solo l´inizio. Al tredicesimo punto infatti il decreto della Procura aggiunge all´elenco degli edifici sequestrati «ogni altro immobile indicato dai consulenti». Anche ieri l´ingegner Francesco Benedettini, docente di Dinamica delle costruzione all´Università de L´Aquila e consulente della Procura della Repubblica, ha ispezionato alcuni luoghi particolarmente devastati dal sisma come via Gualtieri d´Ocre o via Campo di Fossa scoprendo che in molti casi per armare il cemento erano stato usati tondini lisci e non zigrinati come prevedono le norme antisismiche e soprattutto erano state "dimenticate" le staffe che avrebbero dovuto garantire la solidità strutturale. In più molti edifici sarebbero stati edificati praticamente sul vuoto, costruiti su antiche grotte. «Per ora non ci sono indagati», ha ripetuto ieri il procuratore capo, che però ha acquisito l´elenco dei costruttori degli stabili posti sotto sequestro. Rossini ha anche incassato l´appoggio del presidente della Camera Gianfranco Fini per i suoi timori di infiltrazioni mafiose nella futura ricostruzione dei centri devastati dal sisma. «Vigilare sulla ricostruzione in Abruzzo è doveroso», ha infatti dichiarato ieri Fini. Cesare Squadrilli, l´ingegnere che fece parte del gruppo di progettazione dell´ospedale San Salvatore invece difende la sua opera spiegando: «è stato costruito nel �79 secondo tutti i crismi della legge in vigore allora quando la città era ancora considerata zona sismica di seconda categoria. Quindi è stato fatto in piena regola». L´ingegner Alessandro Martelli dell´Enea che ha visitato il San Salvatore dopo l´evacuazione però parla di «errori progettuali e di costruzione inconcepibili», dicendo che nell´edificazione è stato usato cemento «fortemente annacquato» che al momento del sisma si è vaporizzato come borotalco. Ieri la polizia ha denunciato due sciacalli romeni che cercavano di rubare nelle case abbandonate e i carabinieri hanno smascherato un gruppo di rom che cercava ospitalità in un hotel fingendosi senzatetto. E questa mattina a Poggio Picenze sarà riaperta la prima scuola abruzzese alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini che ha promesso: «Nessuno degli studenti abruzzesi perderà l´anno».

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L'AQUILA - Mentre a Roma si lavora sul decreto Abruzzo ipotizzando anche una tassa per i super-ricchi con un reddito superiore ai 130-140 mila euro, la città prova a ripartire: alc (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'AQUILA - Mentre a Roma si lavora sul decreto Abruzzo ipotizzando anche una tassa per i super-ricchi con un reddito superiore ai 130-140 mila euro, la città prova a ripartire: alcune attività commerciali hanno riaperto, gli uffici comunali hanno ripreso a funzionare ospitati nella scuola della Guardia di Finanza, TvUno, la televisione locale, ha ricominciato a trasmettere L'AQUILA - Mentre a Roma si lavora sul decreto Abruzzo ipotizzando anche una tassa per i super-ricchi con un reddito superiore ai 130-140 mila euro, la città prova a ripartire: alcune attività commerciali hanno riaperto, gli uffici comunali hanno ripreso a funzionare ospitati nella scuola della Guardia di Finanza, TvUno, la televisione locale, ha ricominciato a trasmettere. E a dieci giorni dal terremoto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso fornisce un primo bilancio di quanti, al termine delle verifiche, non torneranno a casa, circa 20 mila persone, e rivolge una domanda che è anche un'accusa: «Dove era chi oggi protesta e si indigna quando parlavo di prevenzione?». Oggi, intanto, si tornerà a scuola: per il momento solo a Poggio Picenze nell'area più colpita, dove ci sarà anche il premier Berlusconi, ma da lunedì - ha assicurato il ministro Gelmini - si ricomincia pure in quelle zone che non sono state «direttamente colpite dal terremoto». Saranno sui banchi oltre 2 mila ragazzi ospitati negli hotel della costa. «Nessuno - prosegue il titolare dell'Istruzione - perderà l'anno». Va avanti anche l'inchiesta: la procura fa appello ai cittadini affinché consegnino ai magistrati i video relativi ai crolli ribadendo che saranno ascoltati «tutti quelli che avevano visto qualcosa». E per evitare l'inquinamento delle prove, ha sequestrato le aree più colpite, in primis l'ospedale e la Casa dello Studente. Bertolaso, 20mila non torneranno a casa. 54% controlli ok. Procedono intanto le verifiche di stabilità: su 2.181 controlli, 1.177 palazzi sono risultati agibili, anche se si tratta di edifici in zone periferiche. I conti veri si faranno quando si arriverà nel centro storico dell'Aquila ed infatti Bertolaso ipotizza che alla fine dei controlli un terzo circa degli sfollati (oggi sono 65 mila) non tornerà a casa. «Queste 20 mila persone - dice - sono quelle che dovremmo tutelare nel corso dei prossimi mesi e alle quali dovremo dare un'accoglienza decente entro la fine dell'estate». Numeri cominciano ad uscire anche per quanto riguarda l'economia: Confesercenti parla di duemila imprese in ginocchio e 2.700 attività commerciali danneggiate, mille delle quali in centro all'Aquila e completamente inagibili. Dai costruttori, che avranno un ruolo fondamentale nella ricostruzione, arriva invece un appello a non varare ulteriori leggi. «Le norme già ci sono e sono sufficienti - dice il presidente dell'Ance Buzzetti - purché vi siano controlli sulla qualità di quello che si realizza». Spunta tassa super-ricchi; Pd, Cdm all'Aquila è passerella. E proprio sulla ricostruzione non ci sono ancora cifre. Maroni aveva parlato di 12 miliardi ma il collega di governo e di partito Calderoli ha frenato dicendo che non c'è ancora una valutazione dei danni. Certo è che il governo è al lavoro per preparare il decreto. Una delle ipotesi sul tavolo è un «contributo obbligatorio» per i super-ricchi con redditi sopra i 130 mila euro. Un'ipotesi che palazzo Chigi non conferma: «Non è stata presa alcuna decisione». E resta anche l'ipotesi del 5 per mille, difesa da Tremonti che ha parlato di una causale in più che nulla toglie al volontariato, attaccata però dall'opposizione. «È una follia» la liquida Casini mentre per il Pd «si rischia una guerra tra poveri, tra gli sfollati e chi deve aiutarli». Inchiesta: appello procura, dateci i video. Il presidente della Camera Fini si concentra invece sull'inchiesta, chiedendo che si vigili sulle infiltrazioni mafiose. «È un'indagine molto complessa che sarà svolta in tempi relativamente brevi» ha ribadito il procuratore capo Adriano Rossini, dopo aver disposto il sequestro delle aree dove ci sono registrate vittime e di edifici pubblici, tra cui l'ospedale e il tribunale. La paura è quella che qualcuno possa tentare di inquinare le prove. 16/04/2009

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tagli scuola, tempo pieno negato alle famiglie (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo La polemica Meno cattedre, non potranno essere accontentati tutti i genitori che chiedono le trenta o le quaranta ore settimanali Tagli scuola, tempo pieno negato alle famiglie Tra i genitori che hanno chiesto alle elementari le 30 ore settimanali otto su dieci non potranno essere accontentati. Ancora peggio per le 1.300 famiglie che vogliono il «tempo pieno» delle 40 ore: quasi nessuno potrà ottenerlo. è l´effetto dei provvedimenti Gelmini-Tremonti e dei tagli di quasi 1.500 cattedre in Sicilia. A prescindere dalle richieste di mamme e papà, le scuole dovranno fare quadrare i conti con l´organico che assegnerà l´Ufficio scolastico regionale. SALVO INTRAVAIA A PAGINA IX

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salta il tempo pieno alle elementari - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Palermo Salta il tempo pieno alle elementari Per effetto dei tagli respinte le richieste delle famiglie su 30 e 40 ore Con le cattedre soppresse sarà impossibile garantire il servizio SALVO INTRAVAIA «La maggior parte dei genitori siciliani che hanno richiesto 30 ore settimanali in prima elementare non verranno accontentati e diverse centinaia che hanno chiesto il tempo pieno rimarranno delusi». è il primo commento di Giusto Scozzaro, segretario regionale della Flc Cgil, dopo l´incontro sugli organici della scuola primaria con il direttore dell´Ufficio scolastico regionale (Usr), Guido Di Stefano. L´impatto del megataglio di 42 mila posti imposto alla scuola dal ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, comincia a delinearsi anche in Sicilia. Per il momento è stato affrontato il nodo della scuola elementare, tra qualche settimana si passerà alla scuola secondaria. E la tanto strombazzata "scelta" da parte dei genitori dei 4 modelli-orario (24, 27, 30 e 40 ore) per l´iscrizione in prima elementare va a farsi benedire. Nell´incontro svoltosi l´altro ieri Di Stefano, al quale la Gelmini ha riconfermato la fiducia, ha dovuto chiarire come stanno le cose. «L´80 per cento delle richieste di prima classe a 30 ore - dichiara Scozzaro - non potrà essere soddisfatto, idem per quasi 1.300 richieste di tempo pieno». Il perché è presto detto. Nell´Isola, tra "maestro unico" e taglio delle "compresenze", soltanto all´elementare salteranno 1.491 cattedre. E, a prescindere dalle richieste di mamme e papà, le scuole dovranno fare quadrare i conti con l´organico che assegnerà l´Usr. Basta un esempio. Dal prossimo anno, al circolo didattico De Gasperi di Palermo verrà messa in funzione la mensa e si potrà avviare il tempo pieno. In base alle richieste dei genitori il dirigente scolastico, Maria Giovanna Granata, ha richiesto l´attivazione di due prime a 40 ore e due prime a 30 ore. Ma occorre risparmiare: dunque, tempo pieno per una sola classe e 3 classi con 27 ore settimanali. Secondo la deputata Alessandra Siragusa (Pd) "il taglio colpisce in modo abnorme la Sicilia" che da sola paga il 15 per cento delle 9.967 cattedre cancellate da settembre. La Lombardia solo il 7 per cento del totale. Tra docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) salteranno oltre 7 mila posti. "Tutti i precari della scuola - continua Scozzaro - saranno licenziati e andranno in esubero 695 docenti di ruolo: siamo allo sfascio della scuola siciliana". Contro i tagli del governo, domani mattina alle 10,30 la Flc Cgil organizzerà un presidio a piazza Indipendenza a Palermo.

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La Gelmini: (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

La Gelmini: «Nessuno perderà l'anno» la scuola riparte Ora il nemico da sconfiggere è la paura delle famiglie. Ieri sono già riprese le lezioni in una tendopoli 16/04/2009 l'aquila. La comunità della scuola abruzzese, seppur tra molte differenze e problematiche, riparte da dopo il terremoto del 6 aprile che ha piegato le strutture, ha disperso migliaia di studenti e ha modificato persino gli animi delle famiglie. Per il ministro dell'Istruzione, Maria Stella >Gelmini, ieri in visita nelle zone colpite dal sisma, si riparte da zero, ma si riparte. I Comuni non colpiti direttamente dal sisma - quindi quelli lontani dall'epicentro - ritorneranno in aula tra oggi e lunedì. In altre realtà, come a Pagliare di Sassa, all'interno della tendopoli sono già riprese le lezioni, che comprendono anche ore in cui si parla di quanto accaduto. Non ci sono danni nella stragrande maggioranza delle scuole al di fuori della provincia dell'Aquila. Resta, certo, la paura ma è necessario - secondo l'ufficio scolastico abruzzese - arginarla. La situazione è difficile, invece, per le zone del "cratere". Il ministro dell'Istruzione non nasconde le difficoltà: «Abbiamo delle risposte ad alcuni dei problemi sollevati dal sisma - spiega Mariastella Gelmini -. Ho firmato personalmente due decreti: il primo prevede che tutti gli studenti sfollati possano frequentare questo pezzo dell'anno scolastico in corso in qualsiasi istituto del Paese. Il secondo decreto riguarda invece la flessibilità per gli insegnanti abruzzesi; anche per loro la possibilità di svolgere la propria attività al di fuori dell'istituto d'appartenenza». L'altra risposta che il ministro, gli insegnanti e l'ufficio scolastico regionale sono riusciti a dare alle famiglie e agli studenti riguarda la conclusione dell'anno scolastico per gli sfollati. «Gli studenti che devono affrontare l'esame di terza media - continua il ministro Gelmini - e la maturità non perderanno certo l'anno. Faranno il loro esame, avranno il loro giusto voto. Stiamo analizzando come fare tutto questo. La via indicata è quella fatta nel Friuli terremotato di trenta anni fa. Al momento stiamo portando avanti un censimento degli studenti sfollati. Entro tre giorni sapremo dove e quanti si trovano, sia nelle 113 tendopoli sia negli alberghi della costa». Non c'è ancora certezza per gli studenti più piccoli e per coloro che sono iscritti alle prime classi degli istituti superiori. La maggior parte degli edifici dell'Aquila e provincia sono lesionati e quei pochi rimasti in piedi sono visti di cattivo occhio da parte dei genitori terrorizzati ancora dallo sciame sismico che ogni giorno si manifesta. Il ministro Gelmini ha definito questa paura delle famiglie «una paura legittima dopo i tanti giovani morti sotto le macerie». Dove si potrà, si costruiranno delle aule all'interno di tende o tensostrutture. Ma anche questa è una soluzione parziale e difficile da attuare in ogni zona del "cratere". La Protezione civile ha fatto sapere che le 120 aree per sfollati sono quasi ormai al massimo dell'estensione; è difficile trovare spazio ulteriore per creare delle scuole da campo. Ma ci sono pronti da subito 120 tra insegnanti e volontari che si prenderanno cura di una attività didattica ludica "informale" da portare avanti nelle tendopoli. Una operazione che terrà occupata soprattutto la giornata dei più piccoli tra gli studenti. La vera partita della scuola abruzzese si giocherà però nei prossimi mesi. «Siamo convinti che a settembre - spiega ancora il ministro dell'Istruzione - ogni studente abruzzese avrà la sua scuola e potrà frequentare un anno scolastico come tutti gli altri ragazzi italiani». L'obiettivo della Provincia e del Comune dell'Aquila è quello di far partire immediatamente i lavori di ristrutturazione degli edifici scolastici colpiti soltanto in parte dal sisma. Quattro mesi sono considerati sufficienti per questa tipologia di recupero e per realizzare anche nuove sedi che andranno a sostituire quelle crollate in tutta la zona del "cratere". R. I. 16/04/2009

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petizione e dibattito: il pd in campo per la scuola pubblica (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Viareggio Petizione e dibattito: il Pd in campo per la scuola pubblica VIAREGGIO. Tre giorni di raccolta firme in tutta la Versilia. E, lunedì sera, un convegno alla Croce Verde al quale prenderà parte - fra gli altri - l'onorevole Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione istruzione pubblica del Senato. Il Partito democratico si mobilita contro la riforma Gelmini e mette in campo una serie di iniziative su scala nazionale che, in Versilia, si concretizzeranno nei prossimi giorni. Petizione popolare. Il primo strumento deciso per contrastare la riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi è una petizione popolare per chiedere che le proposte del Pd sulla scuola pubblica siano discusse in Parlamento entro maggio. «Quello della petizione popolare - spiegano Elena Tozzi, responsabile scuola del Pd per la Versilia e Stefano Genick dei Giovani democratici - è l'unico strumento fattibile per aprire una discussione in tempi rapidi a Montecitorio sul futuro della scuola. Anche qui in Versilia, a causa dell'applicazione della riforma Gelmini e delle successive circolari ministeriali, rischiamo infatti di dover assistere alla chiusura di alcune scuole soprattutto a Camaiore, Massarosa e Stazzema e la scomparsa di numerose cattedre soprattutto nelle scuole medie». Raccolta firme. Per raccogliere firme a sostegno della petizione del Pd, oggi alcuni gazebo saranno allestiti ai mercati di Viareggio e Pietrasanta, domani ai mercati di Camaiore, Torre del Lago e Stazzema (e nel pomeriggio a Massarosa) e sabato ai mercati di Marina di Pietrasanta, Querceta e nel pomeriggio a Viareggio e Forte. Il dibattito. La mobilitazione del Pd a favore della scuola pubblica si concluderà lunedì sera alle 21 alla Croce Verde di Viareggio dove è prevista la partecipazione dei senatori Vincenzo Vita, Manuela Granaiola (nelle foto) e Andrea Marcucci, dei deputati Rosa De Pasquale, Raffaella Mariani, del presidente della Provincia, Stefano Baccelli, e dell'assessore provinciale alla pubblica istruzione, Silvano Simonetti ma nel corso della quale la parola sarà data innanzitutto a genitori e insegnanti. Cla.Ve.

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Scuola, presidio contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

ANCONA pag. 6 Scuola, presidio contro i tagli Oggi sit-in in via XXV Aprile. Sono 276 i posti cancellati di ILARIA TRADITI ANCONA COME promesso, i sindacati della scuola reagiranno con forza all'annuncio dei tagli di martedì scorso da parte dell'Ufficio scolastico regionale. Proprio oggi alle 15.30 La Flc-Cgil, Uil scuola, Cisl scuola e Snals, insieme a lavoratori, famiglie, privati cittadini si riuniranno per un presidio davanti alla sede di via XXV aprile per ribadire «l'insostenibilità dei tagli che causerà lo smantellamento della scuola pubblica». «Nella ripartizione dei tagli, l'Ufficio scolastico ha operato con criteri meramente numerici senza tener conto delle priorità» si legge in una nota. E' stata quindi tirata in ballo l'assessore all'Istruzione Stefania Benatti per l'immediata convocazione di un Tavolo Regionale. ECCO quale sarà la portata del ridimensionamento scolastico nel capoluogo: 121 le cattedre "saltate" nella primaria, 114 nella secondaria di primo grado (ex media) e 41 nella secondaria di secondo grado (licei). In totale 306 posti, il numero più alto di cancellazioni a livello regionale dopo Ascoli (con 324 tagli). Secondo le proiezioni iniziali dei sindacati, basate sul numero delle classi e degli alunni iscritti, dovevano essere 241 i posti tagliati nella provincia, così suddivisi: 76 nella primaria, 90 nella secondaria di primo grado e 75 in quella di secondo grado. «Non ci aspettavamo un numero ancora più alto di quello previsto ha dichiarato Paola Martano dello Snals questo mortifica la scuola pubblica e toglie risorse umane che hanno sempre garantito la qualità della didattica». E sul fronte Ata (personale tecnico amministrativo) la situazione non migliora: nel capoluogo un posto su tre è a tempo determinato (768 su 2250) e tra questi ne "salteranno" 127, di cui 82 collaboratori scolastici. Mentre continua a registrarsi un continuo incremento di alunni in tutti gli ordini di scuola. A pagare di più per il ridimensionamento voluto dalla riforma Gelmini saranno ovviamente i precari: «C'è forte preoccupazione per questi lavoratori, costretti ad un riposo forzato dopo anni di attività» ha detto la segretaria Uil Ancona Claudia Mazzucchelli. Ma non solo: le conseguenze per le famiglie si tradurranno in un tempo scuola più breve, in media di 27 ore settimanali, senza più la possibilità di scegliere il tempo pieno a 40 ore. PER LA SCUOLA dell'infanzia non sono previsti tagli al momento ma neanche aumenti. "Il che significa che, a fronte di un numero maggiore di iscritti (322 nella nostra provincia) non saranno autorizzate le 13 sezioni aggiuntive di cui ci sarebbe bisogno e ci saranno tanti bambini in lista d'attesa" ha messo in guardia infine la segretaria provinciale Flc-Cgil Manuela Carloni.

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Convocato d'urgenza il tavolo sui (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE MARCHE pag. 17 Convocato d'urgenza il tavolo sui «tagli» SCUOLA ANCONA «STANNO arrivando alle scuole le lettere che stabiliscono i tagli agli organici, ma nessuna risposta dal ministro Gelmini alla lettera che ho inviato a marzo per chiedere di non procedere alle riduzioni. Tagli, dunque, non solo annunciati, ma ora comunicati mentre sono state completamente ignorate le nostre istanze che spiegavano esaurientemente le ragioni del percè non era opportuno tagliare' drasticamente nelle Marche». Lo ha dichiarato l'assessore regionale all'Istruzione Stefania Benatti che ha convocato urgentemente il tavolo interistituzionale per lunedi prossimoe alle 12, proprio per confrontarsi con tutti i soggetti interessati e trovare soluzioni concertate. Al tavolo, nel quale si potra' valutare la situazione aggiornata alla luce dei tagli ed esaminare le linee guida del dimensionamento scolastico, sono stati invitati a partecipare, oltre agli assessori provinciali, i membri della prima commissione consiliare, i capigruppo di tutti i partiti dell'assemblea legislativa regionale e i sindacati. Image: 20090416/foto/8174.jpg

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di OSVALDO PASELLO ENTRI IN UN PAESE di 1000-1500 abitanti, cerchi un posto di... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 3 di OSVALDO PASELLO ENTRI IN UN PAESE di 1000-1500 abitanti, cerchi un posto di... di OSVALDO PASELLO ENTRI IN UN PAESE di 1000-1500 abitanti, cerchi un posto di ritrovo pubblico, una scuola dell'infanzia, una scuola elementare e trovi il vuoto, edifici senza bambini e scolaretti "grembiulati" trasportati in bus a distanze sempre più lunghe: è il primo, il più dirompente, effetto della riforma-Gelmini. Anche un paesotto medio-grande con un plesso scolastico elementare sotto i 50 bambini, da domani potrà vivere questa condizione di emergenza sociale. L'altra sera è toccato a Pezzoli, la frazione di Ceregnano nel 2003-2004 sulle pagine dei giornali nazionali, perché sventolavano dai balconi di tutte le case le bandiere-arcobaleno simbolo della pace, e già nel 2008 costretta a veder chiudere l'unica sezione dell'infanzia statale. DAL PROSSIMO settembre, per effetto della riforma-Gelmini e dei 40 bambini globalmente iscritti, Pezzoli avrà probabilmente una scuola elementare con due pluriclassi e una classe normale. Ergo, l'anticamera della chiusura. Pezzoli, la frazione più internazionale' del Polesine ai tempi di don Giuliano Zattarin, senza una scuola! I genitori l'altra sera avevano chiesto alla dirigente scolastica, Grazia Calcherutti, la possibilità di riunirsi in assemblea per valutare la situazione. Richiesta immediatamente accolta. Ma Paolo Bulgarelli, che non è genitore della scuola e che tuttavia aveva già condotto una lunga battaglia lo scorso anno per salvare il plesso locale dell'Infanzia, decide di presentarsi all'assemblea e di avviare una sorta di "occupazione" dell'edificio che ospita gli alunni delle elementari. L'obiettivo del gesto, spiegano i presenti, era dimostrativo, una protesta estrema per salvare l'ultimo edificio veramente pubblico di Pezzoli. Si avvisa la dirigente, Grazia Calcherutti. «IL SIGNOR Bulgarelli ha spiegato la Dirigente non aveva titolo a partecipare all'assemblea che si teneva nell'edificio delle elementari solo per i genitori dei bambini frequentanti. Comunque, quando sono arrivata a Pezzoli, si è rifiutato di abbandonare la scuola; da qui la decisione, inevitabile, di chiamare i carabinieri di Ceregnano». E proprio i militari dell'Arma, dopo una lunga trattativa, hanno convinto il 45enne a tornare sui suoi passi e a lasciare l'edificio. A carico del polesano, ad ogni modo, è scattata una denuncia alla magistratura di Rovigo per violazione di domicilio.

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non ci sono più soldi per i supplenti - dal nostro inviato (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Attualità Non ci sono più soldi per i supplenti A forza di tagli le casse sono vuote, e le biro le regala la banca A San Vincenzo i 12mila euro erogati dal ministero nel 2003 sono diventati 5mila E l'arte d'arrangiarsi diventa indispensabile DAL NOSTRO INVIATO Elisabetta Arrighi SAN VINCENZO. La campanella suona l'intervallo e subito le voci e i giochi dei bambini risuonano nel cortile della scuola inondata dal sole di aprile, fra l'ombra di un grande pino e il profumo del mare che sta oltre l'Aurelia. Un quadro idilliaco che non corrisponde all'immagine attuale della scuola che «rischia ormai, grazie al ministro Gelmini, una vera e propria disfatta» commenta un insegnante. La media Pietro Mascagni è nel centro di San Vincenzo, paesone di 6.800 anime a vocazione turistica che d'estate triplica gli abitanti insieme alle seconde case. E anche qui, in questa scuola di provincia come nel resto della Toscana e d'Italia, i tagli stanno per abbattersi: e quando si tagliano i docenti, si va a tagliare un pezzetto del nostro futuro. Far quadrare i bilanci, poi, è affare veramente serio. Le scelte del ministro cominciano ad allungarsi sul prossimo anno scolastico 2009-2010: «Se va avanti così, tempo dieci anni e la scuola pubblica non esisterà più» è il commento generalizzato. Le sforbiciate. Tagli su tutto per risparmiare e alla fine la ministra «si farà bella - dicono docenti e bidelli - dimostrando di aver risparmiato 10 miliardi». Si sforbicia di qui e di là, in termini finanziari e in termini di personale. E i soldi non ci sono. «Non so come garantire il pagamento degli stipendi dei supplenti per i prossimi tre mesi - racconta Elisa De Vitto, dirigente amministrativo (e componente del direttivo Flc Cgil scuola) che è chiamata a far quadrare i bilanci come un navigato manager di una multinazionale - Devo ancora avere dal ministero 50mila euro del 2006. E siamo nel 2009». Scuola-azienda. Una scuola comprensiva come quella di San Vincenzo è, a suo modo, una piccola azienda con 580 alunni, 85 insegnanti (fra ruolo e supplenti annuali), 20 supplenti temporanei e 22 fra amministrativi e bidelli. L'"azienda", poi, è formata da quattro diversi nuclei: ci sono infatti la materna statale, la primaria e la media a San Vincenzo più una pluriclasse a Sassetta (divisa fra primo e secondo ciclo) dove è altissima la frequenza di bambini moldavi le cui famiglie, al seguito dei padri tagliabosco, si sono stabilite da tempo nel paesino collinare. I numeri. Il bilancio? 600mila euro all'anno, di cui quasi il 90% è assorbito dagli stipendi. «Se si taglia la spesa per il personale - dice De Vitto - il bilancio effettivo è di circa 40mila euro. Soldi che ci dà il Comune, più o meno 17mila euro, per integrare gli esperti e quindi l'offerta formativa che va dalla musica all'informatica al teatro allo sport. I ragazzi sono vicecampioni italiani di basket a 5. Poi ci sono gli 8 euro a bambino che i genitori versano al momento dell'iscrizione: servono per il materiale didattico e i laboratori. Il resto lo mette direttamente la scuola che deve garantire tante cose, come le fotocopie. Se ne fanno 700 al giorno e la macchina deve sempre essere funzionante. I soldi li dà il ministero, ma erano 12mila euro nel 2003 che anno dopo anno sono stati decurtati dell' 80% sulla cifra erogata l'anno precedente». Basta fare due conti: dal 2003 al 2008, la cifra è scesa a poco meno di 5mila euro. Praticamente un obolo. E non sono ancora arrivati. «La cifra l'ho prevista in bilancio - dice De Vitto - e mi hanno preso per matta». Fra le tante spese, dopo le iniziative del ministro della funzione pubblica Brunetta, ci sono quelle ulteriori per le visite fiscali. «Ogni visita costa 50 euro - sottolinea la dirigente amministrativa - e io non posso pagarle. Prima si richiedevano a fronte di una assenza lunga e la spesa a bilancio, in un anno, ammontava a 2-300 euro. Ma negli ultimi tre mesi, visto l'obbligo di chiederla anche per un giorno d'assenza, siamo già a 1.100 euro». I "regali" per sopravvivere. Il toner della fotocopiatrice costa, la carta costa, i cartoncini e i colori costano. Ma se di soldi in cassa non ce ne sono, chi paga se finiscono le scorte? Danno una mano soggetti esterni, fra cui le Fondazioni bancarie: il Monte dei Paschi ha elargito 15mila euro per un'aula specialistica, la Cassa di Risparmi 5mila per un altro progetto. Perchè per superare le difficoltà, la scuola elabora progetti che poi fra bandi e concorsi trovano qualche finanziatore. «Le penne biro, se mancano, me le faccio regalare in banca - racconta De Vitto - Stessa cosa per cartelline e faldoni». L'arte di arrangiarsi diventa pane quotidiano. Va garantito il minimo per la sopravvivenza: «Se il ministero non dà i soldi per far funzionare la macchina sono pasticci». Un supplente (temporaneo) costa sui 1.200 euro al mese, più i contributi Inpdap e Inps per il periodo di disoccupazione. Da ottobre a maggio la spesa media in un istituto comprensivo come quello di San Vincenzo è di circa 120mila euro. Dal ministero arrivano i soldi parametrati e se mandano 27mila euro, bastano per il fabbisogno di un paio di mesi. La normativa dice che, in base al grado di scuola, i supplenti temporanei possono essere chiamati solo dopo un tot di giorni, ma dal prossimo anno forse non verranno neppure più chiamati perchè è prevista l'eliminazione delle attuali comprensenze nella primaria (due insegnanti) e quindi il personale di ruolo in esubero andrà probabilmente a fare le supplenze. L'ennesimo sit-in. «I precari - sottolinea De Vitto - non lavoreranno più. Saranno eliminate anche tante segreterie, in Italia sono poco meno di 11mila e dovranno scendere a 8mila, per cui ci saranno scuole più grosse e meno personale. E' tutto studiato - dice la dirigente sindacalista - e gli effetti, devastanti, si vedranno fra un po'. Faccio questo lavoro da 31 anni, non ho mai visto niente del genere». Il 21 a Roma, davanti al ministero, è previsto l'ennesimo sit-in.

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il maestro unico? non lo vuole nessuno va forte invece il tempo prolungato (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

I ragazzi crescono (4500 alunni in più) ma i prof calano (- 1500) Il maestro unico? Non lo vuole nessuno Va forte invece il tempo prolungato «La riforma parte da un discorso di risparmio, della didattica sembra importare poco. Finora le attività dei laboratori e dei piccoli gruppi vedevano i bambini seguiti nel miglior modo possibile, ma con i nuovi moduli spariranno le compresenze degli insegnanti nella scuola primaria. Avremo sempre meno personale e gli effetti si vedranno quando tutto sarà a regime nei prossimi anni». La preside Daniela Toninelli da molti anni coordina l'attività del plesso di San Vincenzo e davanti alle notizie che arrivano a spizzichi da Roma sul futuro della scuola pubblica si chiede: «Si è voluto dire, del maestro unico, che è un punto di riferimento per il bambino. Ma quando c'è pluralità - nota - c'è maggiore ricchezza. Non bisogna fare le cose solo guardando al risparmio». Con il piano Gelmini la primaria, la vecchia elementare. andrà subito in sofferenza. Per le medie, dice Toninelli, «non si è ancora ben capito quale sarà la futura organizzazione». Dei nuovi moduli, a San Vincenzo, nessuno ha scelto quello con 24 ore settimanali e il maestro unico. Nella zona di Empoli i genitori dei 1.154 bambini che da settembre frequenteranno la prima elementare hanno scelto al 90% il tempo prolungato, con il modulo da 30 e da 40 ore settimanali: ma se non sarà rivisto il piano, le famiglie resteranno con un palmo di naso. A Rosignano Solvay solo tre genitori su 157 - alla scuola Solvay del 1º Circolo didattico - hanno scelto il maestro unico. In passato la scelta era fra tempo pieno di 40 ore con due insegnanti e quello di 30 con tre insegnanti a ruotare su due classi (modulo): ora la proposta ministeriale è di 24 ore con un solo docente, più una versione ampliata a 27 ore (scelta da sei famiglie), le 30 ore (37 richieste) e il tempo pieno di 40 (44 richieste). Il cahier des doléances della scuola toscana parte da alcuni numeri forniti dalla Cgil: quasi 4.500 alunni in più per l'anno scolastico 2009-2010, 1.500 prof in meno. Saranno tagliati anche quasi 900 non docenti. Anche a Massa la Flc-Cgil ha denunciato il taglio di 150 posti fra collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, docenti delle elementari, medie inferiori e superiori, «Un licenziamento di fatto di tanti precari - hanno detto i sidacalisti - che non hanno ammortizzatori sociali». A Lucca sono stati indicati, con l'inizio del prossimo anno scolastico, 79 posti a rischio nella primaria e altri 100 nel personale Ata. A Pontedera i posti in bilico sarebbero invece 70 nei prossimi tre anni, tutte persone che lavorano nella scuola da una decina d'anni a cui, con i tagli, viene negata la prospettiva di entrare in ruolo.

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I SOCI della Sezione di Rovigo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipove... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO pag. 6 I SOCI della Sezione di Rovigo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipove... I SOCI della Sezione di Rovigo dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti hanno partecipato nei giorni scorsi all'assemblea ordinaria convocata per discutere ed approvare la Relazione ed il conto consultivo relativi all'anno 2008. Alla manifestazione hanno pure presenziato il vice-presidente nazionale dell'Unione, Enzo Tioli, e il presidente regionale Luigi Gelmini per testimoniare la coesione del Movimento in una fase non certamente facile per la società in generale sotto il profilo sociale ed economico. Molto gradita la presenza del sindaco di Rovigo Fausto Merchiori che nel suo intervento ha posto in evidenza le difficoltà di natura finanziaria cui deve far fronte l'ente per la gestione attenta delle risorse sempre limitate. «Nel Bilancio preventivo di recente approvato afferma il sindaco è stata posta particolare attenzione alle spese riguardanti il settore del Sociale senza tuttavia trascurare impegni economici destinati a migliorare la viabilità nell'ambito della nostra città». L'assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Rovigo, Tiziana Virgili, ha colto l'opportunità per redigere un bilancio circa la collaborazione tra l'amministrazione provinciale e l'Unione Italiana Ciechi. A suo dire è stata «un'esperienza oltremodo positiva che nell'arco degli ultimi 5 anni ha visto confermare la passione e la competenza dell'Irifor in materia di integrazione scolastica a favore dei ragazzi minorati della vista e dell'udito».

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E la città ricomincia dall'Università (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-04-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-04-16 - pag: 4 autore: E la città ricomincia dall'Università L'AQUILA. Dal nostro inviato «L'Università rappresenta il 40% di questa città: 27.500 studenti su 80mila abitanti. Se muore, anche l'Aquila si spegne. Diventerà una città di 20-30mila abitanti. Una Pompei fatta solo di monumenti, auspicabilmente, restaurati». Parla dopo la riunione del Senato accademico Pierangelo Marcati (direttore del Dipartimento di matematica) e racconta come siano state decise tutte le forme fessibili per consentire agli studenti di fare gli esami, continuare i corsi, dare tesi di laurea. «Prenderemo appuntamenti per colloqui, andremo nelle tendopoli, l'importante è restare», ci dice. E questa volontà ieri ha trovato conforto nell'impegno del ministro Maria Stella Gelmini arrivata all'Aquila proprio per decidere le prime misure per la scuola. «Nessuno studente perderà l'anno accademico. Gli esami si faranno con i colloqui, molte scuole riapriranno lunedì». Il punto è che solo per l'università, il 30% delle strutture è distrutta mentre il 40% è lesionato. Servono soldi per rialzarsi. E il ministro lo dice esplicitamente: «Mi appello alla solidarietà delle famiglie, degli italiani. Il Governo ha messo 16 milioni per ricostruire la casa studente, 3 milioni per il conservatorio. Non so se sono sufficienti». No, non bastano dice Marcati perché «possono al massimo costruire 100 posti letto mentre qui ne servirebbero 5mila».L'appello del ministro ha innescato una polemica dell'opposizione ma intanto all'Aquila si ha bisogno di praticità per evitare la fuga degli studenti, l'invecchiamento brusco di una città e il suo impoverimento culturale. Per l'emergenza ci sono i due decreti che illustra il ministro Gelmini: «Il primo per consentire di ospitare i ragazzi in qualunque scuola della Regione e mi aspetto molta flessibilità dalle scuole di accoglienza per far concludere a questi studenti l'anno scolastico senza ulteriori traumi. Il secondo per garantire la massima flessibilità al personale docente e tecnico per far prestare servizio in altre scuole della Regione ». Ma ieri pure il Senato accademico ha deciso alcune misure-tampone. «Abbiamo già richiesto le tende, e strutture metalliche dove installare le nuove sedi e procedere con l'attività. In poche settimane possiamo essere pronti e ripartire », diceva il rettore Luigi Di Iorio. Ma in piedi è rimasto solo il 30% degli edifici universitari. Perfino la nuova facoltà di Ingegneria non ha retto. E questo è uno dei paradossi. Oggi però c'è chi sceglie il ritorno alla normalità. è il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna, ad aver deciso la riapertura della scuola nella tendopoli del Paese. E il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere che sarà presente a salutare alunni e insegnanti. Se la tendascuola è il primo esempio della fase post-terremoto, già oggi – e soprattutto da lunedì – molte saranno le scuole abruzzesi delle altre città ad ospitare gli studenti aquilani: dalle prime stime sarebbero 2.541 iragazzi sfollati che andranno nelle aule di Chieti, Teramo, Pescara e pure Ascoli Piceno. «Ma il problema è settembre. è riportare gli studenti qui – dice l'assessore al welfare del Comune, Luigi D'Innocenzo – nelle scuole e all'università. Stiamo pensando a prefabbricati in legno, a trasporti gratis, ad azzerare le tasse universitarie ». Il timore è che a settembre, per L'Aquila, non sarà ancora tempo per il primo giorno di scuola. Li. P. © RIPRODUZIONE RISERVATA IL MINISTRO Gelmini: «Nessuno studente perderà l'anno, gli esami si faranno con i colloqui Per le risorse mi appello agli italiani»

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Ricercatori, concorsi al palo (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI ENTI LOCALI data: 2009-04-16 - pag: 39 autore: Università. Dopo cinque mesi ancora inattuata la riforma - Stretta del ministero sulle promozioni Ricercatori, concorsi al palo Mancano i criteri per valutare titoli e pubblicazioni dei candidati Gianni Trovati MILANO Dal decreto Gelmini sull'università sono passati più di cinque mesi, ma delle regole ministeriali per valutare titoli e pubblicazioni nei concorsi da ricercatore non c'è traccia. è solo l'ultimo tassello mancante all'attuazione delle nuove regole scritte a novembre con decretazione d'urgenza per riformare i concorsi e tagliare le combine baronali, ma la sua assenza si fa sentire. «Senza il provvedimento – ha scritto l'associazione dei precari della ricerca in una lettera indirizzata al ministro Mariastella Gelmini – i posti da ricercatore rimangono bloccati, e il decreto legge 180 rimane una bella promessa, non mantenuta». L'impasse coinvolge i concorsi da ricercatore banditi dopo il 10 novembre scorso, data di entrata in vigore del decreto. Entro 30 giorni (termine fissato dall'articolo 1, comma 7) il ministero avrebbe dovuto individuare «parametri riconosciuti anche in ambito internazionale » con cui valutare i titoli e le pubblicazioni dei candidati, tesi di dottorato compresa. Ma mentre tutte le attenzioni (e le pressioni) si concentravano sui meccanismi di sorteggio delle nuove commissioni, indispensabili per i bandi dei futuri associati e ordinari, le bozze del regolamento destinato ai ricercatori sono rimaste ferme sui tavoli ministeriali. Ma l'incertezza sui criteri va ben oltre i nuovi concorsi. Di fatto, lamentano i precari, sono fermi anche i 1.050 posti pronti per essere banditi nella seconda tranche del «reclutamento straordinario » del 2007, cofinanziato dal ministero proprio per favorire l'ingresso di nuove leve in una docenza universitaria sempre più anziana e spostata verso i gradini più alti della carriera. Il reclutamento ordinario, infatti, è diventato nel tempo sempre più avaro con i ricercatori: nel 2006/2008 sono stati banditi in media 1.305 posti l'anno (esclusi quelli cofinanziati), contro i 2.811 del 2000/2002, e l'anno scorso si è raggiunto il minimo storico di 344 posti, che quasi scompaiono se paragonati ai 1.871 riservati agli aspiranti associati e ordinari. La preferenza riservata dagli atenei alle promozioni anziché alle nuove assunzioni, oltre che con la maggiore capacità di pressione di chi già occupa i ruoli universitari, si spiegava fino a ieri anche con una regola contabile che nei fatti disincentivava il reclutamento dei giovani. Nei primi anni, infatti, la promozione costa poco o nulla all'università, perché l'anzianità maturata nel vecchio ruolo aveva porta già lo stipendio oltre i livelli iniziali del grado successivo. I costi esplodono dopo, ma la contabilità finanziaria degli atenei all'inizio non se ne accorge. Questo meccanismo avrebbe potuto vanificare anche la stretta introdotta a novembre dal decreto Gelmini, che permette di destinare al reclutamento solo il 50% delle risorse liberate dal turn over. Calcolando solo i costi iniziali, la nuova regola non avrebbe bloccato nemmeno una promozione, ma a cancellare l'escamotage interviene ora una circolare del ministero, concordata con l'Economia, che impone di contabilizzare i passaggi in termini di retribuzioni medie, calcolati come «punti organico». Secondo questo sistema, un ordinario vale un punto, un associato 0,7 e un ricercatore 0,5. Per rispettare il limite del 50% delle risorse liberate, fissato dalla norma, il pensionamento di due ordinari "liberano" il posto a due ricercatori, mentre per assumere tre associati servono almeno quattro ordinari che abbandonano la cattedra. In prospettiva, questo sistema dovrebbe alzare un argine più consistente all'esplosione della spesa di personale che ha caratterizzato gli atenei italiani negli ultimi anni. Gli assegni fissi al personale pesano ormai per oltre l'89% sul fondo di finanziamento ordinario, che nel 2009 si è attestato a quota 7,3 miliardi.Per l'anno prossimo, però, la manovra dell'estate scorsa ha messo in calendario un taglio consistente, che dovrebbe portare l'assegno statale verso quota 6,5 miliardi proiettando molti atenei fuori dai limiti dell'equilibrio finanziario. Anche questo spiega la frenata generalizzata sul reclutamento, che non si concentrerà solo sui ricercatori. Con questi chiari di luna, molti rettori preferiscono evitare di mettere in agenda nuovi aumenti dei costi e molti dei bandi già avviati, ora in attesa della formazione delle nuove commissioni sorteggiate, produrranno posti solo sulla carta. Sempre che il meccanismo dei sorteggi funzioni a dovere, perché l'accorpamentofra settori disciplinari indispensabile per formare molte delle liste (si veda «Il Sole 24 Ore» del 14 aprile) ha già messo in agitazione alcuni settori. gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Al Salone del mobile la riscossa delle imprese (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: STILE E TENDENZE data: 2009-04-16 - pag: 27 autore: «Al Salone del mobile la riscossa delle imprese» La proposta degli organizzatori: un edificio in dono ai terremotati Cristina Jucker I tutti gli stand della Fiera di Rho-Pero operai e architetti sono al lavoro da giorni. Ma per l'inaugurazione ufficiale dei Saloni del mobile bisognerà attendere mercoledì 22 aprile (resteranno aperti fino a lunedì 27). «Quella di quest'anno sarà un'edizione importante, perché capita in un momento di crisi globale » ha detto ieri, in un incontro con la stampa, Carlo Guglielmi, al suo debutto come presidente di Cosmit, la società che organizza la manifestazione. Ma nonostante la situazione difficile l'ottimismo non manca. Rosario Messina, presidente di FederlegnoArredo, ne è convinto:«I nuovi prodotti – ha detto – sono veramente tanti, le aziende del mobile hanno affrontato la situazione con grande determinazione e hanno investito su questa manifestazione. Ci sostiene l'orgoglio di essere il più grande Paese produttore di mobili di qualità». Forse arriverà qualche cliente in meno, prevedono gli imprenditori, molti altri si fermeranno solo un giorno o due, ma le aspettative per i risultati dei Saloni sono positive. Gli spazi disponibili sono tutti esauriti (in lista d'attesa restano 491 domande per un totale di 30mila metri quadrati). Le aziende espositrici sono 2.723 (erano 2.450 l'anno scorso), di cui 911 straniere, per un totale di oltre 202mila metri quadrati espositivi. Ci sarà il Salone del mobile (1.496 aziende presenti), Euroluce (525 aziende) e il Salone satellite, con 702 giovani designer, di cui 420 stranieri provenienti da 36 Paesi. A favorire una permanenza più breve in città, oltre alla crisi generale, ci si sono messi anche gli alberghi. «Non è accettabile – denuncia Guglielmi – che in un Paese per il quale il turismo è un'arma importante gli alberghi aumentino di quattro volte il prezzo delle camere nei giorni del Salone! è un fatto dannoso per tutta l'economia della città ». Ma non basta. La polemica del presidente di Cosmit colpisce anche il Comune di Milano: «Spiace constatare che i primi che dovevano essere interpellati sui problemi di mobilità in città e verso la Fiera siamo noi. Ma nessuno ci ha chiesto niente. Siamo stufi di sentire gente che parla di fare sistema e quando è necessario non fa niente». La casa è stata anche al centro di una ricerca realizzata da Renato Mannheimer, dell'Ispo, su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Ne emerge la fotografia di un'Italia che vive la casa come un focolare (60% delle risposte, che sale al 71% tra chi ha più di 64 anni), che ha un ottimo rapporto con la propria abitazione (93%) e che nel 78% dei casi dichiara di ritenere importante investire perché la casa rispecchi il più possibile la propria personalità. E, soprattutto, il 27% degli interpellati manifesta l'intenzione di rinnovare uno o più ambienti della proprio abitazione (in primo luogo la cucina). «Sentire parlare di questi sentimenti da parte degli italiani neiconfronti della propria casa ha accentuato ancor più il dolore per quanti la casa l'hanno persa nel terremoto dei giorni scorsi – ha detto Guglielmi –. Così ci siamo chiesti che cosa potevamo fare. E abbiamo deciso: il Cosmit, insieme a FederlegnoArredo e a Made, si farà carico della costruzione di un importante edificio, che sarà progettato da un grande architetto in materiale antisismico, a partire dal legno lamellare. Vogliamo creare qualcosa che lasci il segno, che possa diventare anche un richiamo per i turisti». La prima idea era stata quella di costruire una casa per gli studenti, poi però il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha fatto sapere di aver già stanziato dei fondi a questo scopo. Ora la scelta (un municipio? la prefettura?) verrà fatta in accordo con il capo della Protezione civile Guido Bertolaso. E l'architetto? Sarà quasi certamente un italiano, abituato a lavorare con il legno. Tra i candidati c'è anche Renzo Piano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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SONO circa 400 i bambini delle primarie in provincia di Ravenna che il prossimo a... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

RAVENNA PRIMO PIANO pag. 2 SONO circa 400 i bambini delle primarie in provincia di Ravenna che il prossimo a... SONO circa 400 i bambini delle primarie in provincia di Ravenna che il prossimo anno scolastico dovranno fare a meno del tempo pieno. Ieri mattina in un incontro all'Ufficio scolastico provinciale è stato presentato ai sindacati l'organico di diritto delle elementari per l'anno 2009/2010, in base ai numeri forniti dall'Ufficio regionale. «A soffrire maggiormente spiega Edera Fusconi della Uil scuola sarà il tempo pieno. Soprattutto in provincia, dove c'è stato probabilmente un aumento dei bambini e, di conseguenza, della richiesta». Gli alunni delle primarie, per il 2009/2010, saranno 15.086, contro gli attuali 14.503, i docenti assegnati 1.190, mentre per l'anno corrente sono 1.194. La richiesta dei dirigenti scolastici per il prossimo anno era stata di 381 classi a tempo normale e 358 a tempo pieno. «L'UFFICIO provinciale continua Edera Fusconi con i numeri che aveva a disposizione ha dovuto operare dei tagli. Con un incremento di 583 ragazzi, ci sono infatti 10 classi in più e 4 insegnanti in meno, senza compresenze. Alla fine l'Ufficio provinciale ha concesso 386 classi a tempo normale, 5 in più di quelle chieste. Le ha però sottratte al tempo pieno che non può più assicurare nella sua completezza. Le classi a tempo pieno sono dunque 338, venti in meno rispetto alla domanda. Per un totale di 724 classi». A Ravenna l'istituto comprensivo di San Biagio dovrà attivare meno tempo pieno di quello richiesto: 13 classi su 15. Il 3° Circolo di Milano Marittima 10 su 11. E poi c'è il resto della provincia: Bagnacavallo (13 su 14), Russi (16 su 17), Massa Lombarda (25 su 28), Conselice (20 su 21), Alfonsine (12 su 13), Cotignola (5 su 6), la Gherardi (15 su 16) e la Baracca (10 su 12) di Lugo, la Strocchi di Faenza (11 su 12), Faenza centro (19 su 20) e Faenza San Rocco (10 su 11), Mezzano (21 su 23) e Fusignano (10 su 11). «A sopperire alla mancanza di tempo pieno saranno probabilmente gli enti locali e le famiglie dovranno contribuire con il pagamento di una quota» ipotizza ancora Edera Fusconi. «Riguardo all'organico conclude i perdenti posto saranno soltanto 2 perché i tagli sono stati compensati dai 34 pensionamenti. Questo significa però che non ci sarà alcuna assunzione di precari, né verranno attivati contratti a termine». SULLA SCUOLA interviene anche Monica Ottaviani, della Cgil scuola. «A Ravenna dice cresce in modo cospicuo il numero degli studenti di infanzia, primaria e secondarie, che passa da 40.582 dell'anno in corso a 41.846 (+ 1264 pari al 3,1 per cento) del prossimo anno scolastico. I ravennati avevano espresso una maggiore richiesta di tempo pieno, bocciando il modello base delle 24 ore sostenuto dal Ministro Gelmini. Infatti il 51 per cento delle famiglie aveva fatto domanda per il tempo pieno, il 35 per cento per le 30 ore, il 13,7 per cento per le 27 ore e solo lo 0,98 per cento per le 24 ore. Ebbene, oggi possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, che le richieste delle famiglie, con le risorse date, non potranno trovare integrale accoglimento». Annamaria Corrado

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La città riparte: riaprono uffici e negozi (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-04-2009)

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Primo Piano Pagina 103 il dopo sisma La città riparte: riaprono uffici e negozi Il dopo sisma --> L'AQUILA Le lunghe code ai caselli di L'Aquila Est e L'Aquila Ovest sono i segnali inequivocabili di una città che riparte. Sono i tanti sfollati che non hanno trovato posto nelle tendopoli e che la Protezione civile ha sistemato in case, alberghi e residence lungo la costa. In tanti cominciano a tornare per riprendere la loro attività lavorativa. La città si sta pian piano riorganizzando. Molti uffici pubblici, anche quelli senza una sede, hanno cominciato a richiamare i loro dipendenti per riavviare almeno i servizi essenziali. Il grande edificio della Scuola allievi della Guardia di Finanza all'Aquila, in zona Coppito, ha ormai cambiato fisionomia. I finanzieri in divisa, che pure sono tantissimi, si confondono e quasi scompaiono tra la marea di funzionari di uffici pubblici che qui, unica struttura rimasta da subito agibile, hanno installato ciascuno una piccola base logistica. La scuola della Gdf è diventato il cuore pulsante della città, un cuore che ha continuato a battere anche dopo quella terribile e interminabile scossa delle 3.32 del 6 aprile scorso che ha cambiato il volto, ma non la storia, del capoluogo d'Abruzzo. In questa struttura lavorano i funzionari della Regione, della Provincia, del Comune ma vi si appoggiano anche le sezioni operative di molti altri uffici pubblici. Da ieri mattina è tornata anche la voce televisiva della città: l'emittente TvUno ha infatti ripreso le sue trasmissioni trovando sistemazione provvisoria nel campo di Murata Gigotti, sempre in zona Coppito. Ma anche alcune attività commerciali e imprenditoriali hanno riaperto al pubblico, seppur a ritmi ridotti. Sono oltre 2 mila le aziende che hanno subito danni dal terremoto. Poi le scuole: «Puntiamo a riaprire prima possibile le scuole nelle zone non direttamente colpite dal terremoto: nella maggior parte dei casi già da lunedì prossimo». Lo ha annunciato il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini al termine di una riunione operativa che si è tenuta ieri a L'Aquila. Oggi a Poggio Picenze, a circa 15 chilometri dall'Aquila, sarà lei a inaugurare con il premier Berlusconi la prima tenda-scuola che segna la ripresa, seppur simbolica, dell'attività scolastica.

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Da oggi riaprono le scuole agibili Pronte nuove tende (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 16/04/2009 - pag: 6 Il ministri Gelmini Da oggi riaprono le scuole agibili Pronte nuove tende L'AQUILA Non far pagare le tasse universitarie agli studenti che nel prossimo anno accademico si iscriveranno all'ateneo de L'Aquila. È una delle ipotesi allo studio del ministero dell'Istruzione per contribuire alla rinascita dell'Abruzzo. Di certo, dice il ministro Mariastella Gelmini, «l'anno scolastico è salvo, gli esami di terza media e di maturità si sosterranno come fu in Friuli, con un colloquio». Tra oggi e lunedì le lezioni riprenderanno nelle zone non colpite dal sisma: «Negli edifici agibili i ragazzi dovranno andare, i loro genitori superare la paura». E allora si lavora anche a una soluzione alternativa: mettere le tende davanti alle scuole. Invece nelle aree più danneggiate non è semplice capire cosa accadrà, al di là delle dichiarazioni ufficiali. L'impressione è che il vero obiettivo sia «arrivare a settembre con le tensostrutture in ogni campo».

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Scuola, escono 42 mila docenti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Focus Vuota data: 16/04/2009 - pag: 10 Le cifre La riduzione di personale farà risparmiare allo Stato 1.600 milioni. In pensione 32 mila insegnanti Gli studenti Nel 2009-2010 il numero degli iscritti aumenterà soprattutto al Nord. Calo di alunni al Sud Scuola, escono 42 mila docenti I tagli regione per regione: Campania in testa Più richieste di tempo pieno. Il ministero: accolte M aestro unico, cinque in condotta, anticipo alle elementari, inglese potenziato alle medie, educazione alla cittadinanza, 350 istituti accorpati. Scuola, si cambia. E si taglia. O, se si preferisce, si razionalizza. Con una riduzione di 42 mila docenti che farà risparmiare allo Stato 1.600 milioni di euro nel 2009-2010, 3.200 milioni nel prossimo triennio. Meno prof e più studenti (aumentano di circa diecimila unità). Ma il ministro Mariastella Gelmini assicura: «La riorganizzazione della spesa per la scuola ci consentirà di avere più risorse per i laboratori, per le strutture, per aumentare il tempo pieno ». Presa di posizione. Che non convince i sindacati: «È tutto da vedere». Le regole Nessuno lo ha nascosto. «Saranno lacrime e sangue», è stato detto fin dalla firma della legge 133, la Finanziaria varata nell'agosto 2008. E così è stato. Anche per il mondo della scuola. La circolare ministeriale dello scorso 2 aprile non lascia dubbi: 6 mila e cento prof in meno in Campania, 4 mila in Puglia, oltre 5 mila in Sicilia, 2.700 in Calabria, 4.800 in Lombardia. In totale, 37 mila posti ridotti in organico di diritto (e cioè quello definito sulla previsione degli iscritti) e altri 5 mila stipendi rosicchiati in organico di fatto (quello «corretto» ogni anno a settembre). E tutto sommato è andata meglio del previsto: grazie allo slittamento della riforma delle superiori posticipata al 2010 il ministero dell'Istruzione ha potuto sottrarre alla scure della legge 133 altri cinquemila posti di lavoro. In più, i 32 mila docenti che a settembre andranno in pensione dovrebbero ridurre gli effetti dei tagli sui supplenti annuali. Risparmi, si parte. Del resto il ministro Gelmini lo ha sempre detto: «Il 97 per cento della spesa della scuola è destinata agli stipendi dei docenti. Per investire nella qualità non ci resta che il 3 per cento, laddove altri Paesi Ocse hanno a disposizione il 20. Ebbene, liberando queste risorse noi potremo spendere meglio». La macchina è partita. Il più penalizzato, il Mezzogiorno. La colpa è da attribuire al calo delle nascite: «Purtroppo dicono i presidi campani a differenza delle Regioni del Nord, non possiamo contare sulle iscrizioni dei giovani extracomunitari. Perdendo alunni, perdiamo anche insegnanti». I due moschettieri Ammettere che sì, i tagli ci sono. E confermare che però non cambia niente, che l'offerta formativa resta intatta e che i genitori devono stare tranquilli. La missione non semplice è stata affidata a due superesperti del ministero, i direttori generali Luciano Chiappetta e Giuseppe Cosentino. I due stanno girando l'Italia per incontrare sindacati, direttori regionali, addetti ai lavori. Armati di pazienza, tabelle e quadri orari, riepilogano numeri e progetti. Primo: «Le riduzioni di organico non toccano il tempo scuola ma vanno a drenare le ore che i docenti hanno sempre impiegato in supplenze e compresenze». Secondo: «Non sono tagli indiscriminati, abbiamo tenuto conto degli indici di industrializzazione delle città, delle aree deboli, di quelle montane, delle piccole isole, delle zone a forte processo migratorio o con elevati tassi di dispersione». Il nodo del tempo pieno Triplo salto mortale. Che diventa quadruplo quando si tratta di tempo pieno, il nodo di quest'anno. Sparite le compresenze «e quindi le fondamenta del modello didattico che il resto d'Europa ci ha sempre invidiato», protestano i comitati anti-Gelmini le direttive ministeriali dicono così: «Nulla è innovato per quanto riguarda il tempo pieno. Restano pertanto confermati l'orario di 40 ore per classe comprensivo del tempo dedicato alla mensa e l'assegnazione di due docenti per classe». Garanzie. E un'offerta variegata: quest'anno, per l'iscrizione alla prima elementare si potevano richiedere 24 ore settimanali, 27, 30 e 40. Ventaglio ampio, scelta univoca: solo il 3,8 per cento delle famiglie ha preferito un orario inferiore alle trenta ore. Successo del tempo pieno. Che a Milano è passato da 91,19 per cento delle richieste al 91,94 per cento. Ma anche nelle Regioni del Sud c'è stato un boom (a Palermo si passa dal 2 al 3 per cento). E allora? Come

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Atenei, così saranno premiati i virtuosi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 16/04/2009 - pag: 19 Università Snellita la struttura introdotta dal precedente governo. Al via dopo l'estate Atenei, così saranno premiati i virtuosi Pronta la riforma dell'Agenzia di valutazione: stabilirà i parametri per assegnare i fondi A disposizione un fondo annuale di 7,5 miliardi: il 7% è riservato ai centri di maggiore qualità ROMA Il progetto risale al precedente governo: un'agenzia che valuta l'operato di atenei e enti di ricerca, dà i voti e premia quelli che si distinguono con maggiori fondi. Ma l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e delle ricerca (Anvur), ridisegnata dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, in approvazione al prossimo consiglio dei ministri, punta a semplificare la creatura messa in campo nel 2006 dall'esecutivo di Prodi e a renderla finalmente operativa. L'Agenzia avrà tre compiti: fare una valutazione esterna della qualità delle attività di università e enti di ricerca pubblici e privati cui vanno i finanziamenti pubblici; coordinare l'operato dei nuclei di valutazione interni agli stessi soggetti valutati; passare in esame i programmi statali di finanziamento e incentivazione della ricerca e dell'innovazione. Tra l'altro sarà sempre l'Anvur a stabilire i requisiti per aprire nuovi atenei, sedi distaccate o corsi di studio. I risultati di questi esami giocheranno un ruolo importante nella ripartizione dei fondi statali, in particolare di quella parte destinata a sostenere le situazioni di maggiore qualità, pari al 7% dei complessivi 7,5 miliardi annui del Fondo di finanziamento ordinario. L'assegnazione delle risorse spetterà sempre al ministero, ma l'Agenzia dovrà proporgli i parametri di ripartizione in base alla qualità dei risultati. Tutto questo dovrà avvenire nel rispetto della massima trasparenza: l'Agenzia è tenuta a rendere pubblici i risultati delle proprie analisi, che saranno quindi consultabili dai cittadini. Le istituzioni esaminate avranno la possibilità, per una sola volta, di ottenere il riesame della valutazione. Ogni due anni l'Agenzia, che potrà avvalersi delle banche dati ministeriali, stilerà un rapporto che riguarderà l'intero sistema dell'università e della ricerca. L'Anvur, che avrà sede a Roma, sarà guidata da un presidente scelto dal ministro tra i sette membri del Consiglio direttivo, affiancato da un Comitato esecutivo, che a sua volta sarà nominato dal ministro attraverso comitati di selezione internazionali. A gestire la parte amministrativa dell'agenzia sarà chiamato un direttore generale. Il nuovo regolamento dell'Anvur tiene conto delle osservazioni formulate dal Consiglio di Stato sul precedente provvedimento, snellendo la struttura dirigenziale con un risparmio di 400 mila euro, e ispirandosi all'Aeres, l'agenzia francese istituita nel 2007. La dotazione iniziale sarà di 5 milioni annui integrabili dal ministero competente. L'obiettivo è quello di fare entrare in funzione l'organismo al più presto, già dopo l'estate. A questo scopo è stato consentito, in attesa della costituzione dell'organico, l'utilizzo di forme contrattuali flessibili. Antonella Baccaro Cerimonia L'inaugurazione dell'anno accademico all'Università di Bologna. Un'agenzia istituita dal ministero dell'Istruzione avrà il compito di valutare il rendimento degli atenei e premiare le eccellenze

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 16/04/2009 - pag: 19 L'ex ministro Berlinguer «Bene, ma i docenti ora reagiranno» ROMA «È importante che si sia fatto un altro passo verso la valutazione. L'università è sotto attacco ogni giorno». L'ex ministro Luigi Berlinguer apprezza la decisione del governo di far decollare l'agenzia di valutazione. Servirà a rendere l'università più virtuosa? «Sì. Il cammino è difficile. Solo una convergenza delle forze politiche può assicurare il successo perché la reazione di una parte del mondo universitario non sarà pacifica». Ci aveva già provato Mussi. «È importante che si stia attuando una legge del governo Prodi. La Gelmini non pratica lo sport di cancellare quello che è stato fatto prima. Si è perso un anno. Ora bisogna procedere rapidamente: la valutazione è urgente». La convince il nuovo testo? «Il presidente del comitato di valutazione sarebbe nominato dal governo. Nel testo di Mussi era eletto dal comitato stesso. Spero in un ripensamento». G. Ben.

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Gelmini: all'Aquila esami senza scritti (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini: all'Aquila esami senza scritti Esami di maturità e di terza media senza scritti, bastano i colloqui. o ha annunciato all'Aquila il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. Il ministro assicura che lunedì le scuole non desvastate dal terremoto riapriranno. Gli alunni aquilani potranno essere ospitati in una qualsiasi scuola nazionale per concludere l'anno scolastico. Il personale docente e tecnico-amministrativo sarà utilizzato con il massimo della flessibilità. Ma ancora non ci sono dati certi sugli studenti fuorisede.

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prof e studenti in classe, bella lezione (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina Prof e studenti in classe, bella lezione Rientrano 2.500 giovani sfollati, scuola finita per altri 15mila alunni L'AQUILA. Sono 15 mila, su 18 mila, gli studenti della zona colpita dal sisma per i quali l'anno scolastico è finito; ma gli esami di terza media, e così gli esami di Stato, si svolgeranno regolamente. Lo ha garantito il ministro Mariastella Gelmini, ieri in visita all'Aquila. In realtà, la metà degli istituti sarebbe agibile ma i genitori hanno paura a mandarci i figli. A settembre, forse, le lezioni riprenderanno in anticipo. Per ora il sostegno sarà assicurato da insegnanti volontari nelle tendopoli. Il rettore Ferdinando Di Orio ha presentato al ministro una proposta operativa per far ripartire l'attività dell'università. (A pagina 17)

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scuola finita per 15mila alunni (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

di Maria Rosa Tomasello Scuola finita per 15mila alunni Il ministro: garantiti gli esami. Insegnanti volontari nelle tendopoli La metà degli istituti aquilani agibili ma i genitori hanno paura Il nuovo anno forse sarà anticipato L'AQUILA. Per migliaia di bambini e ragazzi che andavano a scuola in quello che oggi è il cratere dello spaventoso terremoto dell'Aquila l'anno scolastico è concluso. Non ufficialmente, ma nei fatti: dei circa 18 mila studenti che secondo le stime della Protezione civile vivevano nelle zone del sisma, solo una parte potrà tornare a scuola nei Comuni in cui le famiglie si sono rifugiate. Ma gli esami di terza media, e così gli esami di Stato, ha garantito il ministro Mariastella Gelmini, si svolgeranno. Le modalità saranno analoghe, con ogni probabilità, a quelle utilizzate dopo il terremoto del Friuli, con prove e colloqui basati sul programma svolto fino al 5 aprile, l'ultimo giorno di normalità. Per gli altri, il passaggio alla classe successiva dovrebbe avvenire in base di scrutini sui quali si sta ancora riflettendo. Di certo, alunni e studenti saranno sostenuti in quello che sarà il passaggio più difficile della loro carriera scolastica, puntando alla ripresa vera della scuola, in autunno. Proprio per permettere a bambini e ragazzi di recuperare il tempo strappato loro dal terremoto, l'inizio delle lezioni potrebbe essere anticipato al primo settembre. Nel frattempo, il sostegno agli studenti sarà assicurato da insegnanti volontari che si sposteranno da una tendopoli all'altra a bordo del pullman offerto dal Ministero per fare animazione, letture, lezioni. Sessanta i primi che, ieri mattina, avevano messo il proprio tempo a disposizione dell'Ufficio scolastico regionale. A fine giornata, il loro numero era già cresciuto a cento. Tutti accomunati da uno slogan: «La scuola per l'Abruzzo», stampato su decine di magliette indossate ieri dagli insegnanti che hanno preso parte all'incontro con Mariastella Gelmini. «Nessuno perderà l'anno scolastico» ha garantito il ministro, tornata a L'Aquila per incontrare nella sede della scuola della Guardia di finanza, a Coppito, gli amministratori locali, i prefetti, ma soprattutto i rappresentanti della scuola e dell'università: il direttore dell'ufficio regionale scolastico Carlo Petracca, il rettore Ferdinando Di Orio. «Nelle zone colpite la ripresa delle attività didattiche è difficile, anche nel caso in cui ci siano istituti agibili, perché i genitori hanno paura di mandare i loro figli a scuola, e questo è comprensibile. Nelle altre aree, è stato calcolato che la maggior parte delle scuole riaprirà lunedì». Secondo le prime stime, sono 2500 gli studenti sfollati che dovrebbero essere accolti a partire da oggi negli istituti scolastici delle provice di Pescara, Teramo, Chieti e Ascoli Piceno. Sono 1.830 i ragazzi che frequenteranno le aule della costa teramana; 382 troveranno posto tra Pescara e Montesilvano; 239 a Chieti e 90, infine, gli studenti in provincia di Ascoli. Tutti, ha sottolineato ieri il ministro, potranno essere iscritti (basterà una autocertificazione) negli istituti dei Comuni in cui si trovano, come previsto dal decreto urgente firmato ieri. Con un altro provvedimento, Gelmini ha inoltre disposto che il personale docente e il personale tecnico amministrativo dell'area colpita possa prestare servizio in altre sedi, preferibilmente in scuole dello stesso ordine e grado. Se, dunque, le stime iniziali sono corrette, oltre quindicimila tra bambini e ragazzi (su una popolazione scolastica di 43 mila iscritti in tutta la provincia) non porteranno a termine regolarmente l'anno scolastico: il censimento definitivo dovrebbe essere portato a termine entro tre giorni. Studenti che in alcuni casi potrebbero tornare a scuola: «Il 50 per cento circa delle nostre sedi è agibile» ha confermato ieri il sindaco Massimo Cialente, «ma nessun genitore vuole mandarci i tuoi figli». A L'Aquila, su 98 edifici scolastici, 16 sono del tutto inagibili, mentre 33 potrebbero tornare agibili con piccoli interventi. «Stiamo lavorando per avere tensostrutture, ma non sarebbero pronte prima di un paio di settimane, in prossimità della fine della scuola» ha precisato il sindaco. «Ma che settembre sia settembre» è stato l'appello della presidente della Provincia Stefania Pezzopane, presente alla riunione con l'assessore Paolo Gatti. Ieri, intanto, dopo il primo Senato accademico post-terremoto, il rettore Ferdinando Di Orio ha presentato al ministro Gelmini una proposta operativa per far ripartire l'attività dell'università. Il piano alternativo prevede l'allestimento di tensostrutture a Coppito dove effettuare le lezioni e di strutture in ferro nel parcheggio di Roio. Tra le ipotesi per la creazione del nuovo campus universitario ci sarebbe anche un'area di Cansatessa, poco oltre Pettino. Ecco i nomi degli insegnanti volontari nelle tendopoli. Circolo Amiternum: Delia Verini, Tiziana Bucci, Pina Parisse, Margherita Santacaterina, Silvana Canna, Luisa Cortelli. Circolo Rodari: Francesca Stecca, Rosalba Pozzi, Silvia Frezza, Alexia Frezza, Iole Mattei, Tiziana Mattei, Maria Grazia Capretti, Giovanna Cepparulo, Giacinta De Thomasis, Isabella Fajer, Lina Santucci, Mirella Robimarga, Amalia Petrocco, Maria Teresa Stelli. Media Mazzini: Vera Accilli, Sara Calì, Graziella Chicchiani, Giuseppina Colasante, Ornella Contestabile, Alfonso Di Bartolomeo, Graziella Di Stefano, Anacleto Filippetti, Damiano Lupo, Lidia Mancini, Paola Pace, Eugenia Palumbo, Anna Perretti, Enzo Felice Toscano, Michele Villani, Anna Maria Vitocco. Rita Gagliardone, Nicoletta Astrologo, Patrizia Ulizio. Itg L'Aquila: Marinelli Antonina. Itis Aosta: Concetta Cordeschi, Anna Rita Cioni, Carla Marinucci, Luigi Zonfa, Sara Rotellini, Teresa Mascitelli, Maria Grazia Toppi, Francesco Massimi, Rosalba Aliota, Pasquale Di Prospero, Franca Fulgenzi, Berardina Di Giampietro, Maria Luisa Pollastri, Patrizia Tocci, Cecilia Pace, Giuliana Germano, Roberta Marinucci, Rossella Di Crecchio, Raffaele Tinari.

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il papa arriva il 1 maggio (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Altre due scosse in serata. La città prova a ripartire: riaperte alcune attività commerciali Il Papa arriva il 1º maggio Bertolaso: 20mila sfollati resteranno senza casa L'AQUILA. Il 1º maggio, Benedetto XVI potrebbe visitare le aree colpite dal sisma. Il Pontefice ha annunciato più volte nei giorni scorsi la sua intenzione di portare conforto alle popolazioni terremotate. Ma le scosse non cessano. Ieri sera, le ultime due: la prima, di magnitudo 3.2, è stata avvertita alle 21.36 tra Capitignano, Montereale e Campotosto. La seconda alle 22 sul Gran Sasso, di magnitudo 3.0. Mentre a Roma si lavora sul decreto Abruzzo, ipotizzando anche una tassa per i super-ricchi con un reddito superiore ai 130-140mila euro, la città prova a ripartire: alcune attività commerciali hanno riaperto, gli uffici comunali hanno ripreso a funzionare nella scuola della Finanza, TvUno, la televisione locale, ha ricominciato a trasmettere. E a dieci giorni dal terremoto, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso fornisce un primo bilancio di quanti, dopo le verifiche, non torneranno a casa: «Quasi 20 mila persone». E rivolge una domanda che è anche un'accusa: «Dov'era chi oggi s'indigna, quando parlavo di prevenzione?». Oggi, intanto, si tornerà a scuola: per il momento solo a Poggio Picenze nell'area più colpita, dove oggi arriverà anche il premier Berlusconi, ma da lunedì - ha assicurato il ministro Gelmini - si ricomincia pure in quelle zone che non sono state «direttamente colpite dal terremoto». E già oggi saranno sui banchi oltre duemila ragazzi ospitati negli hotel della costa. «Nessuno», ha detto il ministro, «perderà l'anno». Una riunione specifica del senato accademico sarà dedicata nei prossimi giorni all'individuazione dell'area sulla quale far sorgere le nuove strutture dell'università. E' agibile solo il 30 per cento degli attuali insediamenti. L'idea è di realizzare il nuovo insediamento a Cansatessa, a otto chilometri dal centro storico dell'Aquila. Va avanti anche l'inchiesta: la procura fa appello ai cittadini affinché consegnino ai magistrati i video relativi ai crolli, ribadendo che saranno ascoltati «tutti quelli che hanno visto qualcosa». E per evitare l'inquinamento delle prove, ha sequestrato le aree più colpite. Il timore è che qualcuno «possa portare via ciò che resta degli edifici crollati, magari con dei camioncini», come ha detto il procuratore dell'Aquila Alfredo Rossini. Di qui, la decisione di sigillare intere aree: quelle degli edifici di via XX Settembre dove i morti sono state decine, ciò che resta della Casa dello studente, alcune parti dell'ospedale. Hanno sequestrato perfino casa loro: il tribunale. L'esame delle macerie è già cominciato. Il sindaco Cialente non ci sta comunque a un'immagine dell'Aquila «fatta di carta: il sistema antisismico ha retto», dice, «altrimenti i morti», invece che 300, «sarebbero molti di più, almeno 2.000-2.500». In ogni caso, l'attenzione è rivolta alla ricostruzione. Un prelievo extra sui redditi degli italiani più ricchi è una delle leve che il governo sembra intenzionato a usare per mettere insieme le risorse necessarie alla ricostruzione post-terremoto e che secondo le prime stime ammontano a 12 miliardi di euro. La misura, insieme ad altre novità, sarà uno dei capitoli principali del decreto legge Abruzzo che dovrebbe essere varato la prossima settimana nel corso di un consiglio dei ministri speciale all'Aquila. Procedono intanto le verifiche di stabilità: su 2.181 controlli, 1.177 palazzi sono risultati agibili, anche se si tratta di edifici in zone periferiche. I conti veri si faranno quando si arriverà nel centro storico dell'Aquila e infatti Bertolaso ipotizza che alla fine dei controlli un terzo circa degli sfollati (oggi sono 65mila) non tornerà a casa. «Queste 20mila persone sono quelle che dovremo tutelare nel corso dei prossimi mesi e alle quali dovremo dare un'accoglienza decente entro la fine dell'estate». Numeri drammatici anche per quanto riguarda l'economia: Confesercenti parla di duemila imprese in ginocchio e 2.700 attività commerciali danneggiate, mille delle quali in centro all'Aquila e completamente inagibili.

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Terremoto (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 91 del 2009-04-16 pagina 6 Terremoto «Doneremo all'Abruzzo il palazzo di un grande architetto» di Redazione Alla vigilia dell'apertura della quarantottesima edizione del Salone Internazionale del Mobile il clima che si respira è più che ottimista. Dal 22 al 27 aprile al polo fieristico di Rho-Pero saranno ospitati gli stand di 3mila operatori, di cui 911 provenienti dall'estero. Non solo, sono quasi 5.000 le aziende in lista d'attesa per l'equivalente di 30mila metri di superficie espositiva. Gli operatori e soprattutto gli organizzatori del Salone, però, non si occupano solo dei propri affari, anzi. Il pensiero per chi costruisce mobili e arredamento, è fisso su chi è rimasto senza casa, i cinquantamila sfollati dell'Abruzzo. Il neo presidente del Cosmit, la società che organizza l'evento più cool della città, Carlo Guglielmi, annuncia il contributo di operatori ed espositori all'Abruzzo: un palazzo di design. «Pensando a chi non ha più nulla - dichiara Guglielmi, Cosmit insieme a Federlegno e a Made Expo - ha deciso di farsi carico della ricostruzione di un importante edificio, la cui funzione sarà pensata insieme alla protezione civile, progettato da un grande architetto. Ovviamente il palazzo sarà realizzato con materiali antisismici come il legno lamellare. In un primo momento, infatti, sulla scia dell'emozione, avevamo pensato a ricostruire la Casa dello studente. >Poi dopo l'annuncio del ministro Gelmini di destinare 16 milioni di euro per la ricostruzione della struttura, ci siamo fermati a riflettere e abbiamo preso contatti con la protezione civile. Da qui è nata l'idea di finanziare l'edificazione di un palazzo che ci verrà indicato, su progetto di un grande architetto italiano. L'Abruzzo è una regione che basa la sua economia sul turismo - continua Guglielmi - ecco il perché della nostra scelta: abbiamo pensato a un edificio di grande architettura che diventerà meta di turismo. Una sorta di nuovo monumento». Un aiuto che vale doppio: da un lato permetterà di dare una mano concreta alla ricostruzione, dall'altro regalando un edificio di interesse turistico si incrementa anche all'economia dell'Abruzzo, che ha visto polverizzata parte del suo patrimonio storico artistico. «Adesso sta a noi - conclude Guglielmi - raccogliere più adesioni possibili tra gli operatori e i nostri associati». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Abruzzo, la rinascita parte dalla scuola Mafia, Grasso: "Task force per vigilare" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 91 del 2009-04-16 pagina 0 Abruzzo, la rinascita parte dalla scuola Mafia, Grasso: "Task force per vigilare" di Redazione A dieci giorni dal terremoto primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, si inaugura la prima aula-tenda. Intanto continua l'inchiesta della procura: venti costruttori nel mirino del pm. Intanto il governo smentisce l'una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro L'Aquila - A dieci giorni dal terremoto primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, si inaugura la prima aula-tenda alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini. Nessuno, ha detto il ministro, perderà l’anno scolastico, anche se gran parte degli edifici scolastici sono infatti lesionati. Ma non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente, ben 20mila persone non potranno far ritorno nelle loro case perchè ormai definitivamente compromesse. L'inchiesta della procura L’inchiesta della procura su eventuali responsabilità potrebbe intanto arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perchè consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. è stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi. Una task force contro le infiltrazioni mafiose Creare una task force che sarà possibile consultare e darà tutto l’aiuto necessario al procuratore dell’Aquila per evitare i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nella ricostruzione delle zone terremotate. A questo sta pensando il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: "Ho già in mente di costituire un gruppo di lavoro nel mio ufficio composta da magistrati ed esperti anche nelle criminalità che più tradizionalmente operano in Italia". La task force è la risposta all’intenzione manifestata dal procuratore dell’Aquila Alfredo Rossini di chiedere la collaborazione della Direzione nazionale antimafia. Nel ricordare che il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha già dato la massima disponibilità per cercare di colmare i vuoti di organico negli uffici abruzzesi, Grasso ha spiegato: "Il nostro ufficio potrebbe occuparsi di tutta la parte che già esiste di reati di competenza della Direzione distrettuale antimafia applicando già qualche magistrato per sgravare la Procura dell’Aquila che si occupa delle indagini ordinarie. Questo certamente lo faremo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Gelmini: Oggi 2.500 in classe (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 91 del 2009-04-16 pagina 4 Gelmini: «Le scuole ripartono subito» Oggi 2.500 in classe di Redazione «Puntiamo a riaprire prima possibile le scuole nelle zone non direttamente colpite dal terremoto: nella maggior parte dei casi già da lunedì prossimo». Lo ha annunciato il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa al termine di una riunione operativa tenuta ieri all'Aquila. Il ministro ha spiegato che ci sono già alcune ordinanze dei sindaci in tal senso, mentre lo stesso ministro ha già firmato due decreti: il primo per consentire di ospitare i ragazzi in qualunque scuola della regione («e per questo - ha detto - mi aspetto molta flessibilità dalle scuole di accoglienza per far concludere a questi studenti l'anno scolastico senza ulteriori traumi»); il secondo decreto per garantire la massima flessibilità al personale docente e tecnico-amministrativo al fine di far prestare agli interessati servizio in altre scuole della regione, di medesimo ordine e grado. Per quanto riguarda ancora gli esami «l'orientamento - ha spiegato il ministro - è quello di utilizzare il modello già sperimentato nel caso del terremoto del Friuli». Intanto, sono quattro le province che accoglieranno nelle loro scuole, da oggi a lunedì, la maggior parte della popolazione studentesca aquilana, per concludere l'anno scolastico. A Teramo, Pescara, Chieti e Ascoli Piceno, secondo primissime stime, all'incirca 2.541 studenti sfollati dalle zone del terremoto si aggiungeranno a quelli locali. Sono 1.830 i ragazzi che frequenteranno le aule della costa teramana (832 nelle elementari, 454 nelle medie, 544 nelle superiori); 382 quelli che si aggiungeranno agli studenti di Pescara e Montesilvano (126 elementari, 81 medie, 175 superiori); 239 quelli presenti in provincia di Chieti (115 elementari, 56 medie, 68 superiori) e 90, infine, gli studenti in provincia di Ascoli. In alcuni comuni, le verifiche statiche delle strutture, ancora in corso, non consentiranno l'ingresso in aula oggi, come previsto invece dal calendario scolastico. In altri l'impedimento è rappresentato da vere e proprie criticità, emerse dopo la lunga serie di scosse degli ultimi dieci giorni. Dei 1.830 ragazzi aquilani censiti lungo la costa teramana, ad esempio, saranno sui banchi da oggi quelli che si trovano a Martinsicuro e Alba Adriatica - i comuni più a nord della provincia -, mentre invece non potranno frequentare fino a lunedì prossimo quelli che sono a Tortoreto (5 km più a sud rispetto ad Alba). A Giulianova saranno aperte solo le superiori, in attesa di completare le verifiche in elementari e medie; nelle scuole di Roseto le lezioni riprenderanno regolarmente domani, secondo calendario. A Teramo città, in classe solo lunedì. Scuole aperte da oggi per studenti aquilani e non anche a Pescara e Montesilvano. Tre, invece, le sedi scolastiche di istituti secondari superiori della provincia di Pescara rese inagibili dal terremoto: l'Istituto d'arte «Mario dei Fiori», la succursale del Liceo Scientifico di Penne, l'Ipsia di Popoli. Scuole aperte solo da lunedì prossimo a Chieti, per ultimare le verifiche, e in molti comuni della provincia: quattro dei sette comuni dell'Unione dei Comuni delle Colline Teatine, e poi ancora a Ripa Teatina, Vacri, Villamagna, San Salvo, Vasto e Lanciano. A scuola normalmente da domani a Tollo e San Martino sulla Marrucina. Infine, mentre stamattina a Poggio Picenze, circa 15 km dall'Aquila, si inaugura la prima tenda-scuola che segna la ripresa, seppur simbolica, dell'attività scolastica nelle aree terremotate dell'Abruzzo, a Sulmona e Avezzano si riprenderà lunedì prossimo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Abruzzo, riaprono le scuole: "Nessuno perderà l'anno scolastico" (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

16 aprile 2009 - 10.00 (Ultima Modifica: 16 aprile 2009) Si tenta di tornare alla vita quotidiana e ad una parvenza di ‘normalità' in Abruzzo, dove giovedì mattina il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, assieme al ministro Mariastella Gelmini, inaugura la prima scuola da campo nelle zone terremotate, e più precisamente a Poggio Picenze, piccolo centro ad una decina di chilometri dall'Aquila. La stessa Gelmini mercoledì a assicurato che "nessuno perderà l'anno scolastico" nelle aree terremotate. "Senza voler nascondere le difficoltà - ha promesso ancora la Gelmini - concentreremo tutti i nostri sforzi dando la massima priorità per garantire che si possano sostenere regolarmente gli esami di Stato e di terza media, affinchè nessuno studente si trovi a dover perdere l'anno". La scommessa da vincere, però, è quella dei prossimi mesi: "Siamo convinti che a settembre - spiega il ministro dell'Istruzione - ogni studente abruzzese avrà la sua scuola".

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Miur, nuovi tetti di spesa per l'acquisto dei testi scolatisci (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 16-04-2009)

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ROMA Il ministero dell’Istruzione ha comunicato i nuovi “tetti” di spesa per l’acquisto dei testi che i quasi otto milioni di alunni e studenti italiani utilizzeranno nel prossimo anno scolastico: per la primaria, la ex elementare, i costi continueranno ad essere molto contenuti, da meno di 19 euro per la prima fino a 41,44 euro in quinta; per la media inferiore il tetto di spesa è fissato in 286 euro per la prime classi, in 111 euro per le seconde e in 127 euro per le terze. Alle superiori la spesa maggiore riguarda il liceo classico, dove alle famiglie potranno essere chiesti per l’acquisto dei libri fino a 320 euro al primo anno e ben 370 al terzo. Più contenuta, sempre alle superiori, la spesa massima richiesta alle famiglie di studenti iscritti ai tecnici e soprattutto negli istituti professionali. I “tetti” sono contenuti nel decreto ministeriale n. 41, nel quale si specifica che per il prossimo anno scolastico, in base alla normativa voluta dal ministro Gelmini, i contenuti dei testi non necessiterebbero di nuove edizioni poiché non sono stati innovati i programmi di insegnamento: tuttavia lo stesso Miur precisa che gli acquisti andrebbero contemplati specificatamente a seguito delle «nuove caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso». La ristampa dei libri di testo sarebbe poi necessaria per le innovative «caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on line e mista»: su iniziativa degli editori sarà infatti possibile la diffusione, proprio a partire dal prossimo settembre, delle versioni digitali dei libri in adozione. «Eventuali incrementi degli importi indicati - si legge nel decreto n. 40 - debbono essere contenuti entro il limite massimo del 10 per cento. In tal caso le relative delibere di adozione dei testi scolastici debbono essere adeguatamente motivate da parte del collegio dei docenti ed approvate dal consiglio di istituto». Secondo il dicastero di viale Trastevere nel volgere di pochi anni l’obiettivo è il passaggio a dei libri di testo non più esclusivamente cartacei: «l’editoria scolastica - spiega sempre il decreto ministeriale - deve orientarsi verso la progressiva diversificazione della relativa offerta, passando da testi interamente a stampa a quelli in forma mista e a quelli interamente scaricabili da internet in formati ottenibili direttamente dalle versioni a stampa».

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Per l'Abruzzo tassa sui ricchi e 5 per mille bis (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

LA RICOSTRUZIONE. Il ministro dell'Economia rilancia lo «scudo fiscale» per il rientro dei capitali che sono evasi all'estero. Tramonta l'idea di una lotteria ad hoc Tra le misure di cui si discute per trovare i fondi, l'aumento delle accise sulla benzina e il rincaro delle sigarette 16/04/2009 rss e-mail print Un uomo al suo risveglio in una delle tende allestite a Campotosto ROMA Una tassa sui redditi più alti e un'addizionale su Lotto e Superenalotto: nel decreto legge per l'emergenza in Abruzzo, ancora oggetto di confronto nella maggioranza, spunta l'ipotesi di introdurre un «contributo obbligatorio» per coloro (circa trecentomila persone) che hanno un reddito superiore ai 130-140 mila euro annui; il contributo fiscale varrebbe una tantum e consisterebbe in due punti di Irpef. Tremonti ipotizza un «5 per mille bis», anche se ieri in Parlamento la bocciatura del 5 per mille, è stata trasversale. Una mozione firmata da Lupi, Sposetti, Chiti e Gasparri ne ha chiesto il ritiro, giudicando la proposta «particolarmente insidiosa». La levata di scudi non induce però Tremonti a fare marcia indietro: il ministro sostiene che non si toglieranno i 350-400 milioni di euro destinati finora alle organizzazioni non profit. Potrebbe in pratica arrivare un ulteriore 5 per mille che, senza togliere nulla alle organizzazioni non profit, consenta di destinare un'ulteriore quota alla ricostruzione in Abruzzo. Il ministro dell'Economia (ieri sera per due ore con Bertolaso a Roma a casa di Berlusconi) ha messo a disposizione un fondo di 100 milioni, ha chiesto i fondi europei e lavora a un nuovo scudo fiscale per i capitali evasi all'estero (da cui pensa di ricavare 8 miliardi). Potrebbero però essere necessari ben più dei 12 miliardi quantificati da Maroni; per Calderoli, la valutazione del collega si basava sulle esperienze di altri terremoti. Il bonus di 800 euro a artigiani, commercianti e liberi professionisti è comunque una delle misure certe. Possibile il prolungamento dell'indennità di disoccupazione a chi vive nelle zone colpite dal sisma. Sembra tramontare l'ipotesi di una lotteria ad hoc; in sospeso la proposta di aumentare le giocate del lotto. Prende quota l'idea di intervenire sui giochi online. I tecnici stanno studiando la possibilità di aumentare le accise sui carburanti. In vista interventi di defiscalizzazione per le piccole e le micro imprese. Dalla Ue sono attesi 500 milioni. Le rate dei mutui per le case danneggiate sono bloccate fino a dicembre, e si vaglia la possibilità di dare un sostegno a chi era in affitto. Infine, con il decreto potrebbe essere istituita una specifica fattispecie di reato per rafforzare la lotta agli sciacalli. Per Maroni, alla ricostruzione servirebbero 12 miliardi, l'importo necessario a due ponti sullo stretto o a finanziare 6 volte l'abolizione dell'Ici. Se si decidesse solo di aumentare il «rosso» dei conti pubblici, il deficit pubblico andrebbe dai 57,6 miliardi previsti per il 2009 fino a 70, passando dal 3,7% al 4,5%. Se la spesa sarà questa - ma è da vedere - l'entità dell'intervento sarebbe così pari a circa un terzo dei 32 miliardi di euro utilizzati per la ricostruzione dopo il terremoto dell'80 in Irpinia, dove però morirono circa tremila persone. PARLA BERTOLASO A verifiche concluse, è molto probabile che «circa 20 mila persone non torneranno a casa per problemi di agibilità degli edifici». Gli sfollati della provincia sono adesso 65 mila. A dirlo è Bertolaso, per il quale saranno questi ventimila «quelli a cui dovremo dare un'accoglienza decente entro la fine dell'estate». Tra l'altro, dice, «stiamo cercando di capire quanti sono andati fuori casa perché le case sono distrutte e quanti perché hanno paura ma torneranno a casa quando le scosse finiranno». A una a una, riaprono le attività commerciali, riprendono le scuole, ripartono gli uffici. Ma la terra continua a tremare. Le scosse si sono susseguite ancora nella notte e nel pomeriggio. Il senso di fragilità è forte, anche quando gli sforzi di tutti si indirizzano a recuperare una vita normale. Oggi aprirà la prima scuola da campo: strutturata su due tende, di 30 metri quadrati l'una, apre a Poggio Picenze. «È la prima scuola elementare che prenderà il via in una tendopoli», dice il sindaco della cittadina Nicola Menna. Alle 10 la scuola sarà dunque inaugurata alla presenza di Berlusconi e della Gelmini, da ieri all'Aquila. Nessuno studente delle zone terremotate perderà l'anno scolastico, assicura il ministro. «Senza voler nascondere le difficoltà», dice, «per far concludere l'anno scolastico concentreremo tutti i nostri sforzi per garantire che si possano sostenere gli esami di Stato e di terza media, affinché nessuno perda l'anno». Sul capitolo scuola si è soffermato il primo cittadino dell'Aquila. «Molte scuole sono agibili, alcune immediatamente utilizzabili, altre bisognose di modesti interventi. Mi rendo conto però che, se non cessa lo sciame sismico, nessun genitore si azzarderebbe a mandare i figli in queste strutture», osserva Massimo Cialente. «Ecco perché stiamo pensando a tensostrutture per tamponare l'emergenza. La priorità, a mio avviso dovrà essere data alla riapertura dell'università e allo svolgimento degli esami di Stato e di terza media». Ieri ha riaperto l'ufficio anagrafe del Comune e ha ripreso anche a funzionare il trasporto pubblico urbano.

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(sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa «Nessuno perderà l'anno scolastico» Il ministro >GelminiGli esami di maturità e terza media si svolgeranno regolarmente dall'inviato L'AQUILA La scuola è il futuro del Paese. Riprendere le lezioni è una priorità di questa seconda fase dell'emergenza terremoto. Il ministro Gelmini lo sa e così, megafono in mano, parla a docenti, maestri, direttori didattici e amministratori locali. Parla in modo secco e deciso, come è nel suo stile. Non si limita a rassicurare. Lancia messaggi e si impegna in prima persona: «Nessuno perderà l'anno scolastico. Senza voler nascondere le difficoltà concentreremo tutti i nostri sforzi dando la massima priorità per garantire che si possano sostenere regolarmente gli esami di Stato e di terza media, affinchè nessuno studente si trovi a dover perdere l'anno». La vera partita della scuola abruzzese si giocherà nei prossimi mesi. «Siamo convinti che a settembre - spiega il ministro dell'Istruzione - ogni studente abruzzese avrà la sua scuola». I professori indossano una felpa «Uno per tutti. Tutti per uno». Riuniti in una struttura della caserma della Guardia di Finanza a Coppito ormai base operativa della gestione dell'emergenza, i convocati dal ministro dell'Istruzione hanno dato già la loro disponibilità per quanto riguarda le attività ludico-ricreative, soprattutto riferite agli studenti più piccoli nelle tendopoli. Resta il problema del riavvio dell'attività didattica. «Non nascondiamo che ci sono difficoltà anche per gli edifici agibili poichè c'è una reticenza comprensibile da parte dei genitori degli alunni, paura dovuta al fatto che le scosse all'Aquila comunque continuano», ha detto Mariastella Gelmini. Il ministro ha poi reso noto di aver firmato due decreti: in uno si prevede che gli alunni aquilani possano essere ospitati in una qualsiasi scuola nazionale così da consentire loro la conclusione dell'anno scolastico. L'altro riguarda il personale docente e tecnico-amministrativo, che sarà utilizzato con il massimo della flessibilità. «Dobbiamo individuare - ha rilevato il ministro - il numero esatto degli studenti che attualmente sono fuori sede». Per il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, si riparte da zero, ma si riparte. I Comuni non colpiti direttamente dal sisma, quindi quelli lontani dall'epicentro, ritorneranno in aula tra oggi e lunedì prossimo. Ma oggi partono le lezioni anche a Poggio Picenze, paese colpito dal sisma con cinque vittime che ha attrezzato tre tende per gli alunni. Il sindaco Cialente ha sottolineato che tra le priorità c'è quella «della riapertura dell'Università, e degli esami di maturità e di terza media». La risposta del ministro è stata immediata. «Gli studenti che devono affrontare gli esami - ha rassicurato la Gelmini - non perderanno certo l'anno. Faranno il loro esame, avranno il loro giusto voto. Stiamo analizzando come fare tutto questo. La via indicata è quella fatta nel Friuli terremotato di trenta anni fa. Al momento stiamo portando avanti un censimento degli studenti sfollati. Entro tre giorni sapremo dove e quanti si trovano, sia nelle 113 tendopoli, sia negli alberghi della costa». Mau. Pic.

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In Abruzzo si torna in classe (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

stampa il ministro gelmini: "nessuno perderà l'anno" In Abruzzo si torna in classe E riparte anche l'università Comuni non colpiti direttamente dal sisma, quindi quelli lontani dall’epicentro, ritorneranno in aula tra oggi e lunedì prossimo. Ma oggi partono le lezioni anche a Poggio Picenze, paese colpito dal sisma con cinque vittime che ha attrezzato tre tende per gli alunni. Lunedì le prime lauree dopo il terremoto. La scuola è il futuro del Paese. Riprendere le lezioni è una priorità di questa seconda fase dell’emergenza terremoto. Il ministro Gelmini lo sa e così, megafono in mano, parla a docenti, maestri, direttori didattici e amministratori locali. Parla in modo secco e deciso, come è nel suo stile. Non si limita a rassicurare. Lancia messaggi e si impegna in prima persona: «Nessuno perderà l’anno scolastico. Senza voler nascondere le difficoltà concentreremo tutti i nostri sforzi dando la massima priorità per garantire che si possano sostenere regolarmente gli esami di Stato e di terza media, affinchè nessuno studente si trovi a dover perdere l'anno». La vera partita della scuola abruzzese si giocherà nei prossimi mesi. «Siamo convinti che a settembre - spiega il ministro dell’Istruzione - ogni studente abruzzese avrà la sua scuola». I professori indossano una felpa «Uno per tutti. Tutti per uno». Riuniti in una struttura della caserma della Guardia di Finanza a Coppito ormai base operativa della gestione dell’emergenza, i convocati dal ministro dell’Istruzione hanno dato già la loro disponibilità per quanto riguarda le attività ludico-ricreative, soprattutto riferite agli studenti più piccoli nelle tendopoli. Resta il problema del riavvio dell’attività didattica. «Non nascondiamo che ci sono difficoltà anche per gli edifici agibili poichè c’è una reticenza comprensibile da parte dei genitori degli alunni, paura dovuta al fatto che le scosse all’Aquila comunque continuano», ha detto Mariastella Gelmini. Il ministro ha poi reso noto di aver firmato due decreti: in uno si prevede che gli alunni aquilani possano essere ospitati in una qualsiasi scuola nazionale così da consentire loro la conclusione dell’anno scolastico. L’altro riguarda il personale docente e tecnico-amministrativo, che sarà utilizzato con il massimo della flessibilità. «Dobbiamo individuare - ha rilevato il ministro - il numero esatto degli studenti che attualmente sono fuori sede». Per il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, si riparte da zero, ma si riparte. I Comuni non colpiti direttamente dal sisma, quindi quelli lontani dallepicentro, ritorneranno in aula tra oggi e lunedì prossimo. Ma oggi partono le lezioni anche a Poggio Picenze, paese colpito dal sisma con cinque vittime che ha attrezzato tre tende per gli alunni. Il sindaco Cialente ha sottolineato che tra le priorità cè quella «della riapertura dell’Università, e degli esami di maturità e di terza media». La risposta del ministro è stata immediata. «Gli studenti che devono affrontare gli esami - ha rassicurato la Gelmini - non perderanno certo l’anno. Faranno il loro esame, avranno il loro giusto voto. Stiamo analizzando come fare tutto questo. La via indicata è quella fatta nel Friuli terremotato di trenta anni fa. Al momento stiamo portando avanti un censimento degli studenti sfollati. Entro tre giorni sapremo dove e quanti si trovano, sia nelle 113 tendopoli, sia negli alberghi della costa».

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Primo giorno di scuola dopo il terremoto. Le lezioni al via nelle tende di Poggio Picenze nell'aquilano (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Primo giorno di scuola dopo il terremoto. Le lezioni al via nelle tende di Poggio Picenze nell'aquilano La campanella è suonata oggi presso il capoluogo abruzzese. A inaugurare il ritorno in classe il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini commenta 0 vota 2 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 16 aprile, ore 13:06

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TERREMOTO: SFOLLATO CONTESTA GELMINI, VERGOGNA PER 440 MLN PER LA LEGA (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

TERREMOTO: SFOLLATO CONTESTA GELMINI, VERGOGNA PER 440 MLN PER LA LEGA commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 16 aprile, ore 12:56

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Abruzzo, la rinascita parte dalla scuola Il Papa visita gli sfollati il Primo maggio (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 91 del 2009-04-16 pagina 0 Abruzzo, la rinascita parte dalla scuola Il Papa visita gli sfollati il Primo maggio di Redazione A dieci giorni dal terremoto primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, si inaugura la prima aula-tenda. Venti costruttori nel mirino del pm. Grasso: "Una task force vigilerà possibili infiltrazioni mafiose". Il governo smentisce l'una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro L'Aquila - A dieci giorni dal terremoto primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, si inaugura la prima aula-tenda alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. "La speranza si riaccende - ha commentato la titolare dell'Istruzione - la possibilità di un ritorno, certo lento ma pur sempre un ritorno, alla normalità oggi diventa più forte". Non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente, ben 20mila persone non potranno far ritorno nelle loro case perchè ormai definitivamente compromesse. L'inchiesta della procura L’inchiesta della procura su eventuali responsabilità potrebbe intanto arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perchè consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. è stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi. Una task force contro le infiltrazioni mafiose Creare una task force che sarà possibile consultare e darà tutto l’aiuto necessario al procuratore dell’Aquila per evitare i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nella ricostruzione delle zone terremotate. A questo sta pensando il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: "Ho già in mente di costituire un gruppo di lavoro nel mio ufficio composta da magistrati ed esperti anche nelle criminalità che più tradizionalmente operano in Italia". La task force è la risposta all’intenzione manifestata dal procuratore dell’Aquila Alfredo Rossini di chiedere la collaborazione della Direzione nazionale antimafia. Nel ricordare che il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha già dato la massima disponibilità per cercare di colmare i vuoti di organico negli uffici abruzzesi, Grasso ha spiegato: "Il nostro ufficio potrebbe occuparsi di tutta la parte che già esiste di reati di competenza della Direzione distrettuale antimafia applicando già qualche magistrato per sgravare la Procura dell’Aquila che si occupa delle indagini ordinarie. Questo certamente lo faremo". Il Papa tra gli sfollati La visita del Papa in Abruzzo, tra i terremotati del terribile sisma di lunedì 6 aprile, potrebbe avvenire il primo maggio. "è un’ipotesi che sta allo studio già da qualche giorno - riferisce l’ufficio stampa della diocesi dell’Aquila - anche se non è stata mai assolutamente confermata". L’ok dovrà arrivare anche dalla Protezione Civile che sta vagliando la situazione. "L’ipotesi del primo maggio è allo studio ma va confermata, anche se si tratta al momento dell’ipotesi più probabile", fanno sapere dalla sala stampa della Santa Sede. Anche il vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, già da qualche giorno aveva accreditato una visita di Benedetto XVI il primo maggio, durante il quale potrebbe presiedere una solenne messa tra gli sfollati e recitare l’Angelus. Venti costruttori nel mirino del pm Il governo smentisce l'una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Sisma, Berlusconi torna in Abruzzo "Entro l'autunno via le tendopoli" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'AQUILA «Entro l’autunno» in Abruzzo non ci saranno più tendopoli. Lo ha garantito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, appena giunto a Poggio Picenze, una delle città toccate dal sisma. Il premier ha assicurato che «non saranno costruite baraccopoli» e ha spiegato che il governo ha «un’ipotesi per togliere le persone dalle tende che credo funzionerà. La volontà del governo è far si che entro l’estate le persone possano ritornare in casa». Berlusconi ha poi ricordato che «gli edifici da ricostruire sono il 50 per cento». «Il governo - ha detto il Cavaliere - non intende costruire baraccopoli ma trovare alloggi a tutti grazie alle associazioni alberghiere e a molte famiglie italiane. Prima che cominci il freddo dell’autunno ci sarà la possibilità di chiudere le tendopoli». «Per quanto ci riguarda - ha infine aggiunto il permier - stiamo lavorando con esiti che lasciano ben sperare, sia sul piano della ricostruzione che sui fondi che abbiamo praticamente individuato. Siamo sereni al riguardo». Intanto a dieci giorni dal terremoto si intravedono i primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: oggi proprio a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, è stata inaugurata la prima aula-tenda alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini. Nessuno, ha detto il ministro, perderà l’anno scolastico, anche se gran parte degli edifici scolastici sono lesionati. E non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente, ben 20.000 persone non potranno far ritorno nelle loro case perchè ormai definitivamente compromesse. Il tema della ricostruzione e dei fondi necessari spinge a guardare alla prossima settimana, quando il consiglio dei ministri si riunirà all’Aquila. Tra le ipotesi allo studio per contribuire a raggiungere la cifra ipotizzata di 12 miliardi di euro, anche una contributo obbligatorio per i redditi superiori ai 130-140.000 euro. L’inchiesta della procura su eventuali responsabilità potrebbe intanto arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perchè consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. È stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi. Resta alta intanto l'allerta per evitare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione.Iil procuratore nazionale antimafia Piero Grasso Creare propone una «task force» che sarà possibile consultare e darà tutto l’aiuto necessario al procuratore dell’Aquila. «Ho già in mente di costituire un gruppo di lavoro nel mio ufficio - ha detto durante la trasmissione di Canale 5 Panorama del giorno condotta da Maurizio Belpietro - composta da magistrati ed esperti anche nelle criminalità che più tradizionalmente operano in Italia». La task force è la risposta all’ intenzione manifestata dal procuratore dell’Aquila Alfredo Rossini di chiedere la collaborazione della Direzione nazionale antimafia. Grasso ha spiegato: «Il nostro ufficio potrebbe occuparsi di tutta la parte che già esiste di reati di competenza della Direzione distrettuale antimafia».

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Terremoto, riprendono le lezioni nelle tendopoli I sindacati: "Festa del primo maggio a L'Aquila" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)

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n. 91 del 2009-04-16 pagina 0 Terremoto, riprendono le lezioni nelle tendopoli I sindacati: "Festa del primo maggio a L'Aquila" di Redazione A Poggio Picenze, vicino all’Aquila, si inaugura la prima aula-tenda. Venti costruttori nel mirino del pm. Berlusconi: "Chi ricostruisce avrà il sostegno dello Stato". Il governo smentisce l'una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro. Il Papa sarà in Abruzzo il 1 maggio L'Aquila - A dieci giorni dal terremoto primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, è stata inaugurata la prima aula-tenda alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. "La speranza si riaccende - ha commentato la titolare dell'Istruzione - la possibilità di un ritorno, certo lento ma pur sempre un ritorno, alla normalità oggi diventa più forte". Non va meglio per le abitazioni: proseguono le verifiche, ma secondo le previsioni del capo della protezione civile Guido Bertolaso, quando queste saranno compiute definitivamente, ben 20mila persone non potranno far ritorno nelle loro case perchè ormai definitivamente compromesse. L'inchiesta della procura L’inchiesta della procura su eventuali responsabilità potrebbe intanto arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perchè consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. è stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi. Berlusconi: "Nessuna decisione su una tantum" "Questa tassa qualcuno l’ha evocata come ipotesi. Io assolutamente ho detto che non c’è stata nessuna decisione", ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando a Poggio Picenze ed aggiungendo che "l’ipotesi del 5 x mille non deve togliere agli altri, come ad esempio le onlus". Il premier, facendosi scaramantico, ha spiegato che "domani 17 alle ore 17 si farà la riunione per decidere". Chiara, invece, la posizione contro la mafia e le speculazioni. "Le speculazioni saranno impossibili, ricostruiremo in 6 mesi tenendo fuori speculazione e mafia. Siamo sul pezzo", ha aggiunto il premier invitando gli sfollati presenti a ristrutturare e rifare le proprie case. "Nel caso vogliate ricostruire il governo vi sosterrà con un mutuo fino al 50% del valore dell’immobili, al 4% di interesse. Io penso ad una formula un terzo, un terzo, un terzo". "Le nuove case saranno tecnologicamente avanzate e supersicure - prosegue Berlusconi - perchè costruite su una piastra che separa il tutto dal terreno e può avvenire qualsiasi tipo di scossa ma non accadrà nulla. Su queste costruzioni metteremo pannelli solari anche per quanto riguarda l’energia, avranno metrature che vanno dai 50 ai 102-104 metri quadri. Io ho una vecchia esperienza da costruttore, cittadine ne ho fatte diverse, faremo case anche esteticamente apprezzabili". Il Papa tra gli sfollati La visita del Papa in Abruzzo, tra i terremotati del terribile sisma di lunedì 6 aprile, potrebbe avvenire il primo maggio. "è un’ipotesi che sta allo studio già da qualche giorno - riferisce l’ufficio stampa della diocesi dell’Aquila - anche se non è stata mai assolutamente confermata". L’ok dovrà arrivare anche dalla Protezione Civile che sta vagliando la situazione. "L’ipotesi del primo maggio è allo studio ma va confermata, anche se si tratta al momento dell’ipotesi più probabile", fanno sapere dalla sala stampa della Santa Sede. Anche il vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, già da qualche giorno aveva accreditato una visita di Benedetto XVI il primo maggio, durante il quale potrebbe presiedere una solenne messa tra gli sfollati e recitare l’Angelus. Festa del primo maggio a L'Aquila La Festa del lavoro potrebbe essere celebrata all’Aquila e non a Siracusa, così come avevano deciso Cgil, Cisl e Uil. Fonti sindacali precisano che i segretari organizzativi delle tre confederazioni stanno in queste ore valutando l’ipotesi di spostare la manifestazione del 1 maggio nella città abruzzese colpita dal terremoto, come segnale concreto di solidarietà. Sono già stati presi contatti con la protezione civile per verificare la fattibilità dell’iniziativa e con le istituzioni locali per avere tutti i permessi necessari allo svolgimento della manifestazione. L’ipotesi è stata presa in esame ieri sera dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, a margine della firma dell’accordo applicativo della riforma del modello contrattuale. La sede di Siracusa era stata scelta prima del terremoto in Abruzzo. Ieri, Confindustria e sindacati hanno anche reso noto i particolari dell’iniziativa di solidarietà a favore delle popolazioni colpite. Una task force contro le infiltrazioni mafiose Creare una task force che sarà possibile consultare e darà tutto l’aiuto necessario al procuratore dell’Aquila per evitare i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nella ricostruzione delle zone terremotate. A questo sta pensando il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: "Ho già in mente di costituire un gruppo di lavoro nel mio ufficio composta da magistrati ed esperti anche nelle criminalità che più tradizionalmente operano in Italia". La task force è la risposta all’intenzione manifestata dal procuratore dell’Aquila Alfredo Rossini di chiedere la collaborazione della Direzione nazionale antimafia. Nel ricordare che il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha già dato la massima disponibilità per cercare di colmare i vuoti di organico negli uffici abruzzesi, Grasso ha spiegato: "Il nostro ufficio potrebbe occuparsi di tutta la parte che già esiste di reati di competenza della Direzione distrettuale antimafia applicando già qualche magistrato per sgravare la Procura dell’Aquila che si occupa delle indagini ordinarie. Questo certamente lo faremo". Venti costruttori nel mirino del pm Il governo smentisce l'una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Terremoto, Berlusconi inaugura una scuola da campo in Abruzzo (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 16-04-2009)

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Terremoto, Berlusconi inaugura una scuola da campo in Abruzzo (16/4/2009 13:00) | (Sesto Potere) - L'Aquila - 16 aprile 2009 - Oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall'Aquila, è stata inaugurata una scuola da campo alla presenza del premier Silvio Berlusconi, del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e del sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. I primi a riprendere le lezioni saranno i bambini della scuola materna ed elementare.

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Terremoto, Berlusconi inaugura una scuola da campo a Poggio Picenze (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Terremoto, Berlusconi inaugura una scuola da campo a Poggio Picenze (16/4/2009 14:52) | (Sesto Potere) - L'Aquila - 16 aprile 2009 - Oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall'Aquila, è stata inaugurata una scuola da campo alla presenza del premier Silvio Berlusconi, del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e del sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. I primi a riprendere le lezioni saranno i bambini della scuola materna ed elementare.

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Nasce il laboratorio teatraleEnna. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Nasce il laboratorio teatraleEnna. Presentata l'iniziativa sostenuta da Comune e Ap per dare professionalità ai giovani f.g.) Anche Rifondazione comunista, in una riunione svoltasi al Centro polifunzionale comunale, ha affrontato il problema dei tagli operati dal Governo nella scuola. L'iniziativa ha preso spunto dalla presentazione del libro "Manifesto per l'università pubblica". Erano presenti uno dei coautori del libro, il prof. Alberto Bugio dell'Università di Bologna, il prof. Franco Amata, docente presso l'Università di Catania, Rita Magnano, segretaria della Cgil scuola, e il prof. Renzo Pintus, docente al Liceo scientifico. I relatori, ognuno secondo la propria esperienza, hanno tracciato un quadro reale degli effetti che sta producendo la riforma Gelmini e i successivi decreti attuativi sul sistema scolastico italiano. «Si tratta di un impoverimento complessivo in termini di offerta formativa - è stato detto - di riduzione pesante degli organici, smantellamento dei punti di eccellenza e salto all'indietro come il maestro unico alle elementari, sottrazione di risorse per strutture, strumenti e risorse destinate alla scuola pubblica, taglio indiscriminato di finanziamenti per la ricerca scientifica, livellamento verso il basso della qualità della formazione pubblica in favore del sistema privato». L'intervento della dirigente della Cgil-Scuola Rita Magnano, in particolare, ha messo in evidenza il quadro drammatico che si prospetta per la provincia di Enna dove si prospetta già la perdita di circa 200 posti di lavoro tra insegnanti e personale Ata. Inoltre tra coloro che mantengono il posto di lavoro, circa 80 andranno in esubero e non avranno assegnata alcuna sede. Quindi molti insegnanti dovranno rimettersi a viaggiare tra una sede e l'altra. Si prevedono anche tagli per il prossimo anno scolastico sia per il personale Ata che per gli insegnanti.

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I rettori e la Regione esaminanopolitiche di formazione e ricercamirate all'internazionalizzazione (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Confronto tra il Crus e Antinoro I rettori e la Regione esaminano politiche di formazione e ricerca mirate all'internazionalizzazione L'assessorato regionale ai Beni culturali, ha ospitato recentemente la riunione del Crus (Comitato regionale delle università siciliane). Alla riunione era presente l'assessore, Antonello Antinoro, il presidente del Crus, Salvo Andò (rettore Kore di Enna) il rettore dell'università di Messina, Francesco Tomasello, il rettore dell'università di Palermo, Roberto Lagalla ed il prorettore al decentramento dell'Università di Palermo, Maurizio Carta. L'assessore Antinoro, ha parlato delle iniziative a sostegno del diritto dello studio, nell'ambito di una generale coprogrammazione fra gli atenei siciliani e la Regione siciliana, sulle politiche della formazione e della ricerca (con particolare attenzione all'internazionalizzazione). «Una politica di sviluppo - ha detto Antinoro - che punti sull'innovazione, non può non fondarsi su contenuti ed azioni sinergiche fra la Regione ed il sistema universitario siciliano». I rettori hanno valutato positivamente le linee di indirizzo del ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, in tema di governance e reclutamento, sottolineando che il sistema universitario regionale, si sente impegnato in quelle azioni di autodifesa, tese ad esaltare le specificità dei bisogni formativi dei siciliani. «La riforma universitaria - hanno affermato i rettori - non deve avere un atteggiamento puramente reattivo ma deve assumere capacità propositive, in grado di incidere sulla crescita del territorio regionale, sulla moltiplicazione delle occasioni di sviluppo e quindi sull'occupabilità dei lavoratori e dei ricercatori». I rettori hanno, inoltre, annunciato che si impegneranno già dalla prossima settimana, a costituire un tavolo tecnico per la programmazione dell'offerta formativa integrata, attraverso nuove forme di collaborazione fra gli atenei siciliani. Durante l'incontro si è discusso di alcune tesi e alcune proposte che potranno far parte integrante della piattaforma programmatica degli atenei meridionali che verrà esaminata il prossimo 20 aprile, nel corso di una riunione che si svolgerà nei locali dell'Università del Mediterraneo di Reggio Calabria. «Per l'avvio del Politecnico del Mediterraneo - ha concluso Antinoro - promuoverò i necessari contatti con le forze sociali, il mondo imprenditoriale ed il governo nazionale, affinché il ruolo del Politecnico del mediterraneo possa via via consolidarsi».

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Abruzzo, Berlusconi: ''entro fine estate alloggio per tutti'' (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

16 aprile 2009 - 16.24 (Ultima Modifica: 16 aprile 2009) Abruzzo, prime lezioni nelle tendopoli. Gelmini: ''la speranza si riaccende'' L'AQUILA - "Entro la fine dell'estate la maggior parte delle persone colpite dal terremoto saranno sistemate nelle case". E' quanto ha assicurato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, giovedì nell'Aquilano per l'inaugurazione di una scuola nella tendopoli a Poggio Picenze. "Prima dell'autunno chiuderemo tutte le tendopoli - ha aggiunto - e procederemo nella ricostruzione in tempi molti stretti. Chi vuole ricostruire la propria casa avrà il sostegno dello Stato". FONDI - Il premier ha specificato che "l'aiuto dello Stato potrà arrivare ad una cifra del 33%, in più vi sarà concesso un mutuo al tasso del 4% e possibilmente fino al 50% del valore dell'immobile". Berlusconi si è detto sereno riguardo la possibilità di fondi: "stiamo lavorando con esiti che lasciano ben sperare". Il presidente del Consiglio è tornato a ribadire l'efficienza dei soccorritori, sottolineando che "in confronto all'entità del sisma le vittime sono state poche, potevano essere molte di più. Nel male c'è stata comunque una parte di fortuna". RICOSTRUZIONE - La ricostruzione, ha sottolineato il premier, "avverrà con controlli rigidissimi contro le speculazioni e contro la mafia". Ad uno sfollato ha assicurato che verranno costruite "delle case anche esteticamente apprezzabili, dove la speculazione non sarà possibile, perché le dovremo fare in sei mesi e faremo un bando a cui dovranno partecipare in tantissimi". CDM - Berlusconi ha osservato che il Consiglio dei ministri a L'Aquila non sarà una passerella di politici, ma un "impegno di tutta la squadra di governo nei confronti della popolazione dell'Abruzzo". "Io - ha continuato - ho assunto quell'impegno davanti alle bare. Ora i ministri saranno qui e assicureranno anche fisicamente l'impegno a lavorare per la popolazione". OPERE D'ARTE - Per il restauro dei beni culturali danneggiati, ha annunciato il premier, "c'è una lista di nozze" da sottoporre agli "amici" che si sono offerti di aiutare l'Italia. Berlusconi ha spiegato che si farà un inventario che prevede l'entità dei lavori, la spesa per compierli e il tempo necessario per effettuarli. "Entro la prossima settimana - ha aggiunto- ci sarà l'elenco dei 38 beni artistici con le indicazioni di spesa e tempo. Quindi sottoporrò quest'elenco agli amici che si erano offerti di assisterci nel restauro dei beni culturali".

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Terremoto Abruzzo, Berlusconi inaugura una scuola da campo a Poggio Picenze (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

Terremoto Abruzzo, Berlusconi inaugura una scuola da campo a Poggio Picenze (16/4/2009 14:52) | (Sesto Potere) - L'Aquila - 16 aprile 2009 - Oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall'Aquila, è stata inaugurata una scuola da campo alla presenza del premier Silvio Berlusconi, del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e del sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso. I primi a riprendere le lezioni saranno i bambini della scuola materna ed elementare.

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Terremoto, riprendono le lezioni nelle tendopoli Giovane muore in ospedale: le vittime sono 294 (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 91 del 2009-04-16 pagina 0 Terremoto, riprendono le lezioni nelle tendopoli Giovane muore in ospedale: le vittime sono 294 di Redazione A Poggio Picenze, vicino all’Aquila, si inaugura la prima aula-tenda. Venti costruttori nel mirino del pm. Berlusconi: "Chi ricostruisce avrà il sostegno dello Stato". Il governo smentisce l'una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro. Il Papa sarà in Abruzzo il 1 maggio L'Aquila - A dieci giorni dal terremoto primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, è stata inaugurata la prima aula-tenda alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. "La speranza si riaccende - ha commentato la titolare dell'Istruzione - la possibilità di un ritorno, certo lento ma pur sempre un ritorno, alla normalità oggi diventa più forte". Ma la voglia di ricominciare è straziata dalla morte di Tonino Colonna (19 anni) che era stato trasportato con elisoccorso all’ospedale Forlanini di Roma nelle ore successive al sisma. Il giovane è morto per la gravità delle lesioni riportate. Salgono così a 294 le vittime del terremoto. L'inchiesta della procura L’inchiesta della procura su eventuali responsabilità potrebbe intanto arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perchè consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. è stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi. Berlusconi: "Nessuna decisione su una tantum" "Questa tassa qualcuno l’ha evocata come ipotesi. Io assolutamente ho detto che non c’è stata nessuna decisione", ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando a Poggio Picenze ed aggiungendo che "l’ipotesi del 5 x mille non deve togliere agli altri, come ad esempio le onlus". Il premier, facendosi scaramantico, ha spiegato che "domani 17 alle ore 17 si farà la riunione per decidere". Chiara, invece, la posizione contro la mafia e le speculazioni. "Le speculazioni saranno impossibili, ricostruiremo in 6 mesi tenendo fuori speculazione e mafia. Siamo sul pezzo", ha aggiunto il premier invitando gli sfollati presenti a ristrutturare e rifare le proprie case. "Nel caso vogliate ricostruire il governo vi sosterrà con un mutuo fino al 50% del valore dell’immobili, al 4% di interesse. Io penso ad una formula un terzo, un terzo, un terzo". "Le nuove case saranno tecnologicamente avanzate e supersicure - prosegue Berlusconi - perchè costruite su una piastra che separa il tutto dal terreno e può avvenire qualsiasi tipo di scossa ma non accadrà nulla. Su queste costruzioni metteremo pannelli solari anche per quanto riguarda l’energia, avranno metrature che vanno dai 50 ai 102-104 metri quadri. Io ho una vecchia esperienza da costruttore, cittadine ne ho fatte diverse, faremo case anche esteticamente apprezzabili". Il Papa tra gli sfollati La visita del Papa in Abruzzo, tra i terremotati del terribile sisma di lunedì 6 aprile, potrebbe avvenire il primo maggio. "è un’ipotesi che sta allo studio già da qualche giorno - riferisce l’ufficio stampa della diocesi dell’Aquila - anche se non è stata mai assolutamente confermata". L’ok dovrà arrivare anche dalla Protezione Civile che sta vagliando la situazione. "L’ipotesi del primo maggio è allo studio ma va confermata, anche se si tratta al momento dell’ipotesi più probabile", fanno sapere dalla sala stampa della Santa Sede. Anche il vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, già da qualche giorno aveva accreditato una visita di Benedetto XVI il primo maggio, durante il quale potrebbe presiedere una solenne messa tra gli sfollati e recitare l’Angelus. Festa del primo maggio a L'Aquila La Festa del lavoro potrebbe essere celebrata all’Aquila e non a Siracusa, così come avevano deciso Cgil, Cisl e Uil. Fonti sindacali precisano che i segretari organizzativi delle tre confederazioni stanno in queste ore valutando l’ipotesi di spostare la manifestazione del 1 maggio nella città abruzzese colpita dal terremoto, come segnale concreto di solidarietà. Sono già stati presi contatti con la protezione civile per verificare la fattibilità dell’iniziativa e con le istituzioni locali per avere tutti i permessi necessari allo svolgimento della manifestazione. L’ipotesi è stata presa in esame ieri sera dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, a margine della firma dell’accordo applicativo della riforma del modello contrattuale. La sede di Siracusa era stata scelta prima del terremoto in Abruzzo. Ieri, Confindustria e sindacati hanno anche reso noto i particolari dell’iniziativa di solidarietà a favore delle popolazioni colpite. Una task force contro le infiltrazioni mafiose Creare una task force che sarà possibile consultare e darà tutto l’aiuto necessario al procuratore dell’Aquila per evitare i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nella ricostruzione delle zone terremotate. A questo sta pensando il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: "Ho già in mente di costituire un gruppo di lavoro nel mio ufficio composta da magistrati ed esperti anche nelle criminalità che più tradizionalmente operano in Italia". La task force è la risposta all’intenzione manifestata dal procuratore dell’Aquila Alfredo Rossini di chiedere la collaborazione della Direzione nazionale antimafia. Nel ricordare che il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha già dato la massima disponibilità per cercare di colmare i vuoti di organico negli uffici abruzzesi, Grasso ha spiegato: "Il nostro ufficio potrebbe occuparsi di tutta la parte che già esiste di reati di competenza della Direzione distrettuale antimafia applicando già qualche magistrato per sgravare la Procura dell’Aquila che si occupa delle indagini ordinarie. Questo certamente lo faremo". Venti costruttori nel mirino del pm Il governo smentisce l'una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Berlusconi agli sfollati: "Nelle case entro l'estate" I bambini tornano a scuola sotto le tende (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

L'AQUILA - A dieci giorni dal devastante terremoto si registrano i primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall'Aquila, si è inaugurata la prima aula-tenda alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. Ma non è ancora terminata la conta delle vittime: un ragazzo di 19 anni è morto in ospedale a Roma per le ferite riportate. Il bilancio sale a 295 morti. Il premier ha visitato per la sesta volta L'Aquila e le tendopoli che ospitano gli sfollati, assicurando che saranno fuori di lì entro la fine dell'estate. Secondo alcune anticipazioni il Papa avrebbe invece deciso di andare nelle zone colpite dal sisma il 1 maggio, anche se il Vaticano parla di "ipotesi da confermare". Si tratterebbe però di una "visita lampo". Intanto la procura procede nell'inchiesta sugli edifici crollati, i magistrati sono pronti ad ascoltare i costruttori. A scuola nelle tendopoli. Sotto le tende la popolazione, che alle 7.44 ha dovuto fare i conti con una nuova scossa di magnitudo 3.2, sta cercando di tornare a una vita quanto possibile normale: in città si è celebrato il primo matrimonio e nel paesino di Poggio Picenze sono state allestite le aule in tre tende per 30 bambini. "La riapertura della scuola - ha detto il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini - è un piccolo segnale fortemente positivo di ritorno alla normalità. Da lunedì riapriranno tutte le scuole risultate agibili". Bilancio a 295 vittime. E' stata resa nota oggi la morte all'ospedale Forlanini di Roma di Tonino Colonna, 19 anni, che era stato trasportato con elisoccorso nelle ore successive al sisma. Il giovane è morto per la gravità delle lesioni riportate. Salgono così a 295 le vittime del terremoto. Berlusconi, sesta visita all'Aquila. Prosegue intanto il dibattito politico sulle risorse per la ricostruzione. Il premier replica alle critiche sul mancato accordo sull'election day definendole "polemiche fuori luogo" e si dichiara sereno sulla disponibilità dei fondi. Il premier scherza sulla scaramanzia e annuncia "domani venerdì 17 alle 17 si farà la riunione per decidere. Di ipotesi per reperire i fondi ce ne sono 17: ma quella sul 5 per mille la casso adesso, così ne restano 16". OAS_RICH('Middle'); "Nessuna passerella per il Consiglio dei ministri all'Aquila, ma l'impegno nei confronti della popolazione" aggiunge Berlusconi, che ribadisce di aver preso quell'impegno "davanti alle bare". Poi assicura che le nuove "case saranno super sicure" e promette di chiudere le tendopoli entro al fine dell'estate. E trova anche il tempo per scherzare con i bambini e scambiare battute con gli sfollati. Inchiesta su edifici crollati. Saranno sentiti "nelle prossime ore" i costruttori di alcuni degli edifici crollati in seguito al terremoto, a partire da quelli - finora una dozzina - già posti sotto sequestro per ordine della magistratura dell'Aquila che ha aperto un'inchiesta. Intanto la Guardia di finanza si sta predisponendo a un monitoraggio delle società che potrebbero essere interessate alla ricostruzione del patrimonio immobiliare lesionato, soprattutto al fine della individuazione degli effettivi titolari delle società in questione e delle loro caratteristiche. Sugli interventi edilizi e infrastrutturali, il procuratore antimafia Piero Grasso ha annunciato la costituzione di una task-force in seno alla procura nazionale antimafia per aiutare la procura dell'Aquila a evitare i rischi di infiltrazioni mafiose. La visita lampo del Papa. Se la visita ipotizzata per il primo maggio verrà effettuata, il Papa, appena arrivato nel capoluogo abruzzese, dovrebbe fare subito una sosta alla Caserma della Guardia di Finanza dove incontrerà le autorità, i volontari e quanti stanno partecipando attivamente ai soccorsi. Quindi dovrebbe visitare l'ospedale da campo o uno dei campi attrezzati dove sono stati raccolti parte degli sfollati. Non è previsto invece che celebri una messa alla quale parteciperebbe una moltitudine di persone e che dovrebbe essere supportata di conseguenza da un forte impegno organizzativo. (16 aprile 2009

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Il premier: "Entro l'estate nuovi alloggi per tutti" Giovane muore in ospedale: le vittime sono 294 (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 16-04-2009)

Argomenti: Scuola

n. 91 del 2009-04-16 pagina 0 Il premier: "Entro l'estate nuovi alloggi per tutti" Giovane muore in ospedale: le vittime sono 294 di Redazione A Poggio Picenze, vicino all’Aquila, si inaugura la prima aula-tenda. Venti costruttori nel mirino del pm. Berlusconi: "Chi ricostruisce avrà il sostegno dello Stato". Il governo smentisce l'una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro. Il Papa sarà in Abruzzo il 1 maggio L'Aquila - A dieci giorni dal terremoto si avvertono i primi segni di ripresa, a cominciare dalla scuola: oggi a Poggio Picenze, a pochi chilometri dall’Aquila, è stata inaugurata la prima aula-tenda alla presenza del premier Silvio Berlusconi e del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. "La speranza si riaccende - ha commentato la titolare dell'Istruzione - la possibilità di un ritorno, certo lento ma pur sempre un ritorno, alla normalità oggi diventa più forte". Ma la voglia di ricominciare è straziata dalla morte di Tonino Colonna (19 anni) che era stato trasportato con elisoccorso all’ospedale Forlanini di Roma nelle ore successive al sisma. Il giovane è morto per la gravità delle lesioni riportate. Salgono così a 294 le vittime del terremoto. Il premier: "Entro fine estate via le tendopoli" "L’obiettivo del governo è che entro la fine dell’estate, prima del freddo, ci sia la possibilità di chiudere tutte le tendopoli", ha promesso il presidente del Consiglio. "Le nuove case saranno tecnologicamente avanzate e supersicure - ha proseguito Berlusconi - perchè costruite su una piastra che separa il tutto dal terreno e può avvenire qualsiasi tipo di scossa ma non accadrà nulla. Su queste costruzioni metteremo pannelli solari anche per quanto riguarda l’energia, avranno metrature che vanno dai 50 ai 102-104 metri quadri. Io ho una vecchia esperienza da costruttore, cittadine ne ho fatte diverse, faremo case anche esteticamente apprezzabili", ha sostenuto Berlusconi. L'inchiesta della procura L’inchiesta della procura su eventuali responsabilità potrebbe intanto arricchirsi di nuovi elementi: il procuratore Adriano Rossini ha rivolto ieri un appello ai cittadini perchè consegnino agli inquirenti i video girati sui crolli causati dal terremoto. Uno dei sospetti della procura è che vengano occultate prove, le stesse macerie utili all’accertamento della verità ed i cui campioni sono stati acquisiti dagli investigatori. è stato disposto anche il sequestro dello stesso immobile in cui ha sede il tribunale, come le altre aree in cui si sono verificati i crolli. L’inchiesta è complessa ma, assicurano i magistrati, i suoi tempi saranno ragionevolmente brevi. Berlusconi: "Nessuna decisione su una tantum" "Questa tassa qualcuno l’ha evocata come ipotesi. Io assolutamente ho detto che non c’è stata nessuna decisione", ha detto il premier Silvio Berlusconi parlando a Poggio Picenze ed aggiungendo che "l’ipotesi del 5 x mille non deve togliere agli altri, come ad esempio le onlus". Il premier, facendosi scaramantico, ha spiegato che "domani 17 alle ore 17 si farà la riunione per decidere". Chiara, invece, la posizione contro la mafia e le speculazioni. "Le speculazioni saranno impossibili, ricostruiremo in 6 mesi tenendo fuori speculazione e mafia. Siamo sul pezzo", ha aggiunto il premier invitando gli sfollati presenti a ristrutturare e rifare le proprie case. "Nel caso vogliate ricostruire il governo vi sosterrà con un mutuo fino al 50% del valore dell’immobili, al 4% di interesse. Io penso ad una formula un terzo, un terzo, un terzo". Il Papa tra gli sfollati La visita del Papa in Abruzzo, tra i terremotati del terribile sisma di lunedì 6 aprile, potrebbe avvenire il primo maggio. "è un’ipotesi che sta allo studio già da qualche giorno - riferisce l’ufficio stampa della diocesi dell’Aquila - anche se non è stata mai assolutamente confermata". L’ok dovrà arrivare anche dalla Protezione Civile che sta vagliando la situazione. "L’ipotesi del primo maggio è allo studio ma va confermata, anche se si tratta al momento dell’ipotesi più probabile", fanno sapere dalla sala stampa della Santa Sede. Anche il vescovo dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, già da qualche giorno aveva accreditato una visita di Benedetto XVI il primo maggio, durante il quale potrebbe presiedere una solenne messa tra gli sfollati e recitare l’Angelus. Festa del primo maggio a L'Aquila La Festa del lavoro potrebbe essere celebrata all’Aquila e non a Siracusa, così come avevano deciso Cgil, Cisl e Uil. Fonti sindacali precisano che i segretari organizzativi delle tre confederazioni stanno in queste ore valutando l’ipotesi di spostare la manifestazione del 1 maggio nella città abruzzese colpita dal terremoto, come segnale concreto di solidarietà. Sono già stati presi contatti con la protezione civile per verificare la fattibilità dell’iniziativa e con le istituzioni locali per avere tutti i permessi necessari allo svolgimento della manifestazione. L’ipotesi è stata presa in esame ieri sera dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, a margine della firma dell’accordo applicativo della riforma del modello contrattuale. La sede di Siracusa era stata scelta prima del terremoto in Abruzzo. Ieri, Confindustria e sindacati hanno anche reso noto i particolari dell’iniziativa di solidarietà a favore delle popolazioni colpite. Una task force contro le infiltrazioni mafiose Creare una task force che sarà possibile consultare e darà tutto l’aiuto necessario al procuratore dell’Aquila per evitare i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nella ricostruzione delle zone terremotate. A questo sta pensando il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: "Ho già in mente di costituire un gruppo di lavoro nel mio ufficio composta da magistrati ed esperti anche nelle criminalità che più tradizionalmente operano in Italia". La task force è la risposta all’intenzione manifestata dal procuratore dell’Aquila Alfredo Rossini di chiedere la collaborazione della Direzione nazionale antimafia. Nel ricordare che il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha già dato la massima disponibilità per cercare di colmare i vuoti di organico negli uffici abruzzesi, Grasso ha spiegato: "Il nostro ufficio potrebbe occuparsi di tutta la parte che già esiste di reati di competenza della Direzione distrettuale antimafia applicando già qualche magistrato per sgravare la Procura dell’Aquila che si occupa delle indagini ordinarie. Questo certamente lo faremo". Venti costruttori nel mirino del pm Il governo smentisce l'una tantum per i redditi sopra i 120-140mila euro © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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