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toARTICOLI DEL 15 e 16 aprile
2008 #TOP
Chiaro,
governerà la destra ( da "Gazzetta di Reggio"
del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: I leader circondano Walter: Massimo D'Alema e Piero Fassino, Ermete Realacci e Beppe Fioroni, Anna Finocchiaro e Goffredo Bettini, il re del successo di Roma (dove il Pd ha uno storico 41%) che non ha saputo esportare il modello del mettere tutti d'accordo fuori dai confini della capitale. Sul palco accanto alla Melandri c'è Matteo Colaninno.
Scuola,
guerra al caro-libri - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2009 vengano rispettati i limiti di spesa fissati meno di due mesi fa dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Ma insegnanti e presidi avvertono: "Sarà difficile rientrare entro i tetti stabiliti dal decreto, soprattutto per il primo anno". La prima a scendere in campo sulla questione, che per il superiore è una novità assoluta, è stata la Federconsumatori.
Materne,
porte chiuse ai "morattini" centinaia di bambini senza scuola - zita
dazzi ( da "Repubblica, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: come avveniva fino all'anno scorso e come il ministro Fioroni ha diffidato Milano dal continuare a fare. I bimbi di due anni e mezzo nelle materne venivano chiamati "morattini", perché era stata Letizia Moratti, quando era ministro dell'Istruzione, a pensare all'opportunità di creare "sezioni primavera" per i più piccoli di età.
Ricordate
l'ispettore scolastico?\n Ora non fa paura più a nessuno
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni, per effetto del nuovo Regolamento della funzione ispettiva e del nuovo bando concorsuale (30 gennaio 2008). In pratica, l'ispettore diventa dipendente diretto del Direttore scolastico regionale, uno che può essere mandato a discrezione del capo, se e quando questo voglia, e soprattutto un funzionario che deve avere competenze in fatto di contabilità e di relativi contenziosi,
Supplenti
bocciati non passa il corso 1 su 3
( da "Corriere
del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e che prevede 18 esami universitari e una tesi da concludere in due anni, conciliando le normali ore di insegnamento a scuola, le ore di studio a casa e soprattutto tre giorni di lezione a settimana a frequenza obbligatoria. Cento gli insegnanti frequentati di scuola primaria e cento quelli di scuola dell'infanzia a Venezia,
Berlusconi:
''Avvieremo da subito l'applicazione della riforma''
( da "Redattore
sociale" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: facendo il giro delle televisioni, sul tema dell'istruzione. Che, insieme a Sanita' e Giustizia sara', ha annunciato il Cavaliere nel suo primo discorso post elezioni, uno dei primissimi toccati dalle riforme. Ma, per quanto riguarda la scuola, Berlusconi ha chiaramente detto che intende avviare "l'applicazione della riforma".
Libri
gratis per i meno abbienti e reclutamento dei docenti: le priorità del Pdl
( da "Redattore
sociale" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni aveva previsto una delega per cambiare le regole. Ora, noi la utilizzeremo, rispolverando la proposta della Moratti". Ovvero, niente "concorsoni", ma, sottolinea Aprea, "percorsi di formazione universitari, esami di stato che permettono di conseguire l'idoneita' professionale, inserimento in albi da cui gli insegnanti vengono poi scelti,
FRANCIA/
SCUOLA: STUDENTI E INSEGNANTI IN PIAZZA CONTRO
( da "Virgilio
Notizie" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma dell'insegnamento della scuola materna ed elementare prevede l'introduzione di nozioni di apprendimento della lettura sin dall'ultimo anno della scuola materna, mentre attualmente esso comincia alle elementari. Secondo diversi specialisti si opererebbe in questo modo "una rottura totale con le raccomandazioni precedenti e con la pratica degli insegnanti della scuola materna"
( da "Gazzetta di Reggio" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
"Chiaro,
governerà la destra" Veltroni ammette e telefona al Cavaliere: auguri
ROMA. Walter l'Africano cede il passo a Walter l'Americano. Rinunciato al
"buen retiro" nel continente più povero del mondo per guidare il
Partito democratico alla prova delle urne, Veltroni ha rivoluzionato la
consuetudine del "tutti hanno vinto" dando atto della vittoria
all'avversario. "Concession speech", discorso della concessione, lo
chiamano negli Stati Uniti. E' una pratica della Costituzione materiale. Nella
versione all'italiana, Veltroni annuncia di aver telefonato a Silvio Berlusconi
"com'è buona prassi in tutte le democrazie occidentali" per
"fargli gli auguri di buon lavoro". "Il risultato è chiaro e
dice che la destra governerà il Paese", dice Veltroni. E ancora: "Mi
auguro che Pdl e Lega governino nel rispetto dei valori fondamentali della
Repubblica. E' evidente una verità interna alla destra, cioè il riequilibrio
dei rapporti di forza tra Pdl e Lega a favore della Lega che cresce". Sono
le 20 nella vecchia pescheria giudaica, a due passi dal loft. Il magazzino
delle contrattazioni, trasformato in spazio eventi da Veltroni sindaco, ospita
la sala stampa di Veltroni leader del Pd. Una platea di un migliaio di persone
fra giornalisti italiani, 600, stranieri, 250, e militanti freschi di tessera
Pd esplode in un applauso bulgaro. Lunghi minuti di battimani e lacrime non
cancellano i volti tesi. I leader circondano Walter:
Massimo D'Alema e Piero Fassino, Ermete Realacci e Beppe Fioroni, Anna Finocchiaro e Goffredo Bettini, il re del successo di Roma
(dove il Pd ha uno storico 41%) che non ha saputo esportare il modello del
mettere tutti d'accordo fuori dai confini della capitale. Sul palco accanto
alla Melandri c'è Matteo Colaninno. Walter l'americano ha gli occhi
lucidi ma non si sottrae all'incontro con "gli elettori e le elettrici che
hanno dato fiducia alla nuova sfida rappresentata dal Pd". Ringrazia loro
ma parla per Silvio. Sono auguri "ma anche" - come direbbe Crozza -
ipoteche politiche: che l'avversario sappia ben governare, affrontare le
emergenze del paese, soprattutto fare le riforme alla costruzione delle quali
il Pd non si sottrarrà. Poche, scarne parole scritte su un foglietto.
L'emozione non tradisca la solennità del momento, si deve esser detto Veltroni
mentre il traffico rallenta dalle parti del Foro Romano e i leader della
sinistra estrema impallinano l'ex compagno di partito. Per la verità anche i
leader del Pd non scherzano. E' livido Massimo D'Alema quando lascia il loft.
Non deve aver dimenticato la minacciosa promessa di "accompagnare"
lui stesso Veltroni in Africa, pronunciata all'inizio dell'avventura Pd. Non
dice una parola perché "il commento lo ha già fatto Veltroni". Nel
cuore di Roma, a due passi dal Velabro dove nacque la gloria della città eterna
e di lato alla chiesa di Santa Anastasia dove si glorifica il Santissimo
sacramento 24 ore su 24, i pezzi da novanta del Partito democratico fanno buon
viso a cattivo risultato da qualche ora. Per un po' il compito di commentare exit
poll e proiezioni sempre più sfavorevoli è stato lasciato a Ermete Realacci e a
Alessandro Bianchi, detto "il signore degli anelli" da quando quando
si presentò al giuramento da ministro dei lavori pubblici con una capigliatura
da fare invidia a Gandalf il grigio. Con il passare delle ore e la certezza
della sconfitta, qualcuno ha azzardato commenti, soddisfacendo i taccuini dei
cronisti fino a quel punto riempiti solo delle dichiarazioni rubate dalla
televisione. Ha concesso un pensiero Rosy Bindi, avversaria di Veltroni alle
primarie, leale per le elezioni, domani chissà: "Il voto dei cattolici è
andato all'Udc, ma incomprensibilmente molto anche alla Lega". E anche in
questo caso Crozza docet. La Lega e il suo successo sono al centro dei pensieri
di tutti. Pierluigi Castagnetti, vicepresidente della Camera, vede "un
paese molto disorientato e che pensa di trovare una rassicurazione sulla
destra". E' uno dei pochi, però, a parlare con chiarezza. Per il resto,
gli uomini chiave della defunta legislatura o non ci sono o tacciono. Prodi non
si è mosso da Bologna, è rimasto a casa con moglie e addetta stampa, Sandra
Zampa, eletta alla Camera. A una certa ora se ne va anche Veltroni. A tenere
alta la bandiera resta Dario Franceschini, l'altro ramo del ticket, l'uomo che
domenica sera ha spedito migliaia di sms e promosso catene di Sant'Antonio per
spingere gli italiani al voto "in pieno rispetto della legge", senza
premere sull'acceleratore della propaganda. "Ci rimbocchiamo le maniche e
continueremo a lavorare", dice Franceschini lasciando il loft. Sono le
22,15. E' l'ultimo dei leader a sfilare sotto i faretti delle telecamere.
Lavorare per che cosa? Qualcuno presagisce rese dei conti fra i colonnelli del
Pd, leadership in discussione, primarie da ripetere non già per scegliere il
premier, che ormai si è perso e se ne parla fra qualche anno, ma il leader
dell'opposizione. Lucia Visca.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII -
Palermo Scuola, guerra al caro-libri Appello di Federconsumatori. Linea dura
dei presidi Tagli per rientrare nei limiti fissati dal ministero E c'è chi
propone il comodato d'uso SALVO INTRAVAIA Sull'adozione dei testi scolastici al
superiore è già polemica. Le associazioni dei consumatori siciliane dichiarano
guerra al caro-libri e chiedono che per il 2008/2009
vengano rispettati i limiti di spesa fissati meno di due mesi fa dal ministro
della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Ma
insegnanti e presidi avvertono: "Sarà difficile rientrare entro i tetti
stabiliti dal decreto, soprattutto per il primo anno". La prima a scendere
in campo sulla questione, che per il superiore è una novità assoluta, è stata
la Federconsumatori. "In questi giorni, attraverso la riconferma o
con nuove adozioni, i consigli di classe delle scuole medie superiori sono
chiamati ad adempiere alla scelta dei libri di testo per il prossimo anno
scolastico", dice Lillo Vizzini, presidente regionale di Federconsumatori
che continua: "Lancio un appello agli insegnanti, soprattutto nei licei,
affinché si uniformino il più possibile ai tetti di spesa. Molte, troppe
famiglie, vivono l'inizio dell'anno scolastico come un incubo all'idea di dover
acquistare i libri di testo dei figli". In effetti, l'indagine condotta da
"Repubblica" un anno fa sulle prime classi del superiore, a Palermo,
ha messo in luce una realtà piuttosto imbarazzante. Con famiglie chiamate a
sborsare ingenti somme per la dotazione libraria. Al liceo classico, la spesa
media si è attestata attorno ai 491 euro, che scendevano a 372 allo
scientifico. Per il primo anno di corso, i tetti fissati da Fioroni
prevedono 320 euro per il classico e 305 per lo scientifico. Budget dai quali
sono esclusi dizionari, atlanti e manuali. Vizzini "invita gli insegnanti
a di ridurre all'indispensabile le nuove adozioni, in modo da dare la
possibilità, a chi non può acquistarli nuovi, di rivolgersi al mercato dell'usato".
Ma è davvero così difficile stare dentro i limiti? "Non è facile ma
bisogna arrivarci", riconosce Luigi Affronti, preside del liceo classico
Vittorio Emanuele Secondo di Palermo. Il perché è presto detto. "Per il
biennio - spiega Lucia Bonaffino, che insegna Lettere al liceo classico
Garibaldi - non c'è libro per la lingua latina o greca che costi meno di 50
euro. Per non parlare dei dizionari che costano in media 100 euro. A queste
condizioni, rispettare i tetti diventa davvero difficile". Le cose non cambiano
se si passa ai tecnici. "L'anno scorso, per una prima classe, la dotazione
libraria si è attestata sui 380 euro", dichiara Roberto Tripodi, preside
dell'industriale Volta di Palermo che sottolinea la difficoltà di fare
rispettare il limite di 305 euro. L'adozione dei testi passa attraverso i
Dipartimenti disciplinari ma sono i Consigli di classe che propongono i libri
al Collegio che successivamente delibera. Chi deve farsi carico di fare
rispettare i tetti?", si chiede. Tuttavia, qualche strada per combattere
il caro-libri è forse possibile. Luigi Affronti chiederà ai propri insegnanti
di proporre, per ogni materia, una batteria di testi che ordinerà in base al
prezzo di copertina. "Sarà il Consiglio di classe che dovrà rientrare
entro il limite che - spiega il dirigente scolastico - è perentorio". Per
la Bonaffino "le scuole dovrebbero cambiare ottica sull'adozione dei libri
di testo, per esempio, incentivando il comodato d'uso", mentre Tripodi si
ripromette di "sfrondare le liste dei libri che sforano i tetti".
"Per i presidi - riconosce - è un atto al limite della legittimità. Ma
qualcuno dovrà pure pensarci".
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Milano
Materne, porte chiuse ai "morattini" centinaia di bambini senza
scuola ZITA DAZZI Il Comune ha tenuto duro col governo sull'iscrizione degli
immigrati clandestini, ma ha obbedito al volo sui bimbi di due anni e mezzo che
volevano entrare nella scuola materna. E così in questi giorni di fervente
attesa per le graduatorie, le famiglie milanesi hanno scoperto che la
possibilità di anticipare l'ingresso alla materna non esiste più. Fino all'anno
scorso ne usufruivano circa 500 bambini. La notizia ha cominciato a circolare
ieri, giornata nella quale era annunciata la pubblicazione delle graduatorie
per le scuole materne con i nomi dei 23.000 iscritti per l'anno prossimo. Le
graduatorie non sono arrivate, per "problemi tecnici, ma arriveranno entro
un paio di giorni, comunque c'è pochissima lista d'attesa, anche se le domande
sono aumentate", spiegano dalla direzione dei Servizi per l'Infanzia. In
compenso è arrivata la certezza che tutte le domande presentate dai genitori
dei bambini "piccoli", quelli nati tra il primo febbraio e il 30
aprile 2006, per le scuole comunali non verranno prese in considerazione, come avveniva fino all'anno scorso e come il ministro Fioroni ha diffidato Milano dal continuare a fare. I bimbi di due anni e
mezzo nelle materne venivano chiamati "morattini", perché era stata
Letizia Moratti, quando era ministro dell'Istruzione, a pensare all'opportunità
di creare "sezioni primavera" per i più piccoli di età.
Un'opzione che viene incontro alle famiglie, visto che ci sono molti più posti
nelle materne che nei nidi. Le rette inoltre sono dimezzate e quindi l'offerta
fa ancora più gola. Milano aveva fatto sua questa formula, aggiungendo alle 20
"sezioni primavera" finanziate dallo Stato (circa 380 posti per tutta
la città) anche la possibilità di iscrivere i bimbi nati entro il mese di marzo
nelle materne comunali. Ma dopo lo scontro Moratti-Fioroni
sugli immigrati, questa opzione non c'è più: le uniche sezioni autorizzate ad
anticipare le iscrizioni sono le 20 decise dallo Stato. "Peccato che noi
mamme l'abbiamo saputo solo a cose fatte, non si capisce perché non ce
l'abbiano detto quando abbiamo presentato la domanda - si lamenta a nome di un
gruppo di genitori Anna Zavaritt, che si era già rivolta per l'iscrizione della
figlia più piccola alla scuola del figlio maggiore, in via Sant'Orsola - .
Adesso il call center per chiedere l'iscrizione ai nidi comunali è chiuso. E
rischiamo di perdere ogni chance anche per quelli privati, visto che i termini
sono già quasi tutti scaduti. Inoltre le private chiedono un forte anticipo per
accettare la domanda e dai nidi del Comune non avremo alcuna risposta prima di
giugno o luglio". Dal Comune replicano: "Bisogna dire alle mamme di
ringraziare il ministro Fioroni". Ma poi
aggiungono: "Anche se il call center per i nidi è chiuso, noi prendiamo le
domande di iscrizione fino alla fine di maggio. Si può fare la domanda online
dal sito del Comune o chiedere un colloquio al polo di iscrizione del proprio
quartiere. Tutte le richieste verranno prese in esame". Anche la
possibilità delle sezioni primavera non è decaduta. Lo Stato infatti ha firmato
la convenzione con le Regioni per rifinanziare il progetto. Verranno accolti i
bambini nati dal 1 gennaio al 31 agosto 2006. Ma quanti saranno i posti ancora
non è dato sapere. "Dobbiamo avere notizie dalla Regione sui finanziamenti
lombardi che potrebbero integrare quelli statali, così da poter avere più posti
- spiegano dagli uffici dell'assessorato in via Porpora - e dobbiamo vedere
quante domande arriveranno. Delle graduatorie si riparla a giugno".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: OPINIONI - data: 2008-04-15 num: - pag: 18
categoria: REDAZIONALE PUBBLICA ISTRUZIONE Ricordate l'ispettore scolastico?
Ora non fa paura più a nessuno di UGO PISCOPO L' ispettore scolastico era, è
uno, nessuno, centomila, potremmo dire pirandellianamente. Ognuno ha in testa
una sua immagine dell'ispettore. Dal ministero della Pubblica istruzione ai provveditori,
ai presidi, ai professori, ai bidelli, agli alunni, alle famiglie, ciascuno se
lo configura ad altezza dei propri bisogni o delle proprie manie e fobie.
Avrebbe potuto essere una grande risorsa, non solo per l'amministrazione, ma
per il miglioramento delle pratiche scolastiche, per le funzioni di
propositività e di consulenza tecnico- didattica, riconosciute all'ispettore da
leggi e disposti degli anni Settanta del secolo scorso. Che però sono rimaste
congelate, un po' perché tanti di loro erano stati reclutati come longa manus
dei gruppi di potere, un po' perché gli stilemi e le consuetudini del passato
sono duri a morire. Immaginiamo che significhi ciò per il Sud, controllato
rigorosamente da clan vecchi e nuovi e da formule culturali postfeudali. Oggi,
intanto, grazie a una sinistra con vocazione populistica e alle organizzazioni
sindacali attestate su posizioni di difesa corporativa, si sta disfacendo
disinvoltamente quello che si era costruito, almeno sulla carta, nei
fermentanti anni Settanta. La funzione ispettiva ha ricevuto un grave colpo con
la concessione della dirigenza a tutti i direttori e presidi di scuola. Sono
rimasti tagliati fuori solo i capobidelli, mentre direttori didattici, che non
sapevano e non sanno un'acca di latino e di greco, hanno potuto e possono, in
dispregio di ogni livello di competenze tecniche, passare a dirigere i licei
classici e scientifici. E viceversa, se un preside di istituto tecnico o di
liceo, punto da vaghezza, volesse passare alla direzione di un circolo
didattico e coordinare una scuola, dove bisogna avere conoscenze dei problemi
della seconda infanzia e dell'età evolutiva, può farlo. E fare anche tutti gli
splendidi disastri che la sua incompetenza gli suggerirebbe, come un elefante
tra le aiuole. Tra le conseguenze devastanti di questa dirigenza, che ha fatto
todos caballeros, c'è la ridicolizzazione dell'ispettore. Perché la sua
funzione è stata messa nel comune contenitore dei dirigenti, insieme con
presidi e direttori didattici. Così, quando quello si presenta in un istituto
per una visita o altra missione, è trattato alla pari dal locale dirigente. Che
se ne può anche fare beffe, volendo. A meno che l'ispettore non disponga di un
prestigio culturale e ideale, che è un valore aggiunto individuale. Ero a
questo punto in quanto a convinzioni, quando ho voluto approfondire e
aggiornare il discorso. Ho perciò discusso della questione ispettiva con due
amici, gli ispettori Vittorio Pongione (già coordinatore della segreteria degli
ispettori della Campania) e Biagio Scognamiglio (autore, tra l'altro, di un
robusto libro sulla funzione ispettiva). Ambedue, inoltre, fanno parte, per
conto della Direzione scolastica generale della Campania, di un nucleo di
assistenza per presidi, soprattutto per quelli neoassunti. I miei due amici
sono avviliti di quello che è accaduto negli anni Novanta e di quello che sta
accadendo oggi, sotto il ministro Fioroni, per effetto del nuovo
Regolamento della funzione ispettiva e del nuovo bando concorsuale (30 gennaio
2008). In pratica, l'ispettore diventa dipendente diretto del Direttore
scolastico regionale, uno che può essere mandato a discrezione del capo, se e
quando questo voglia, e soprattutto un funzionario che deve avere competenze in
fatto di contabilità e di relativi contenziosi, come una specie di bravo
ragioniere o quasi. Al termine della discussione, ci siamo guardati in faccia e
non sapevamo se piangere o ridere. \\ Il "controllore" diventa
dipendente diretto del direttore scolastico regionale.
( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-04-15 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Supplenti bocciati non passa il corso 1 su 3 Un'ecatombe il biennio
per l'abilitazione, è polemica Proteste della Rete dei precari sindacato: un
corso-tortura. Gli organizzatori: regole rigide, ma sono i prof del futuro
VENEZIA - Supplenti bocciati, uno su tre non potrà entrare nelle graduatorie
che permettono di avere un posto di ruolo. E' stata un'ecatombe il corso
seguito da duecento precari delle materne e delle elementari della provincia
per ottenere l'abilitazione. Un corso tortura, dicono molti dei maestri che lo
hanno seguito. "Per i frequentanti è stato durissimo, questo è sicuro, ma
questi saranno gli insegnanti dei vostri figli. Ci auguriamo che siano stati
formati", replicano gli organizzatori dell'Università di Padova. La
bocciatura del 30 per cento degli iscritti, che non potranno aspirare al posto
fisso anche se molti insegnano anche da otto anni nelle private o nelle
pubbliche come supplenti, sta diventanto un caso tra polemiche e proteste.
"E' stato un trattamento al limite dell'umano", denunciano i precari
della scuola. Si è visto infatti un po' di tutto
durante il corso biennale dell'Università di Padova e conclusosi in questi
giorni: un corso che rappresenta l'ultima chiamata possibile per rientrare
nelle graduatorie dei docenti di ruolo, dall'anno scorso diventate ad
esaurimento, e che prevede 18 esami universitari
e una tesi da concludere in due anni, conciliando le normali ore di
insegnamento a scuola, le ore di studio a casa e soprattutto tre giorni di lezione a settimana
a frequenza obbligatoria. Cento gli insegnanti frequentati di scuola primaria e cento quelli di scuola
dell'infanzia a Venezia,
( da "Redattore sociale" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
12.3015/04/2008 Berlusconi: ''Avvieremo da subito l'applicazione della riforma'' Roma - "Avvieremo da subito l'applicazione
della riforma della scuola". Cosi', ieri notte,
il leader del Pdl Silvio Berlusconi e' intervenuto al telefono, facendo il giro delle televisioni, sul tema dell'istruzione. Che,
insieme a Sanita' e Giustizia sara', ha annunciato il Cavaliere nel suo primo
discorso post elezioni, uno dei primissimi toccati dalle riforme. Ma, per
quanto riguarda la scuola, Berlusconi ha chiaramente detto che intende avviare
"l'applicazione della riforma". Quale? Quella
della Moratti, rimasta in parte in sospeso alla fine del quinquennio di governo
del Cavaliere e dei suoi, e subito 'azzoppata' dall'ormai ex ministro della
Pubblica istruzione dell'esecutivo Prodi, Giuseppe Fioroni.
L'esponente del Pd, infatti, appena entrato al dicastero di viale Trastevere,
blocco' le modifiche relative alle scuole superiori, sospendendo il decreto sui
nuovi licei. Ora, insomma, si riparte da li', dai passaggi rimasti in bilico
del progetto Moratti. Del resto Berlusconi aveva gia' preannunciato, durante la
campagna elettorale, di voler riproporre quella linea. La "riforma della scuola- aveva detto lo scorso 31 marzo il
leader del Pdl- e' stata messa da parte della sinistra. Noi la riporteremo in
auge". (DIRE).
( da "Redattore sociale" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
16.4315/04/2008 Libri gratis per i meno abbienti e reclutamento dei docenti: le
priorità del Pdl Roma - Libri gratis fino ai 18 anni per i figli delle famiglie
meno abbienti. Diritto-dovere all'istruzione fino alla maggiore eta'. Nuove
modalita' di reclutamento dei docenti, compresa la possibilita' per le scuole
di compartecipare alla scelta dei loro insegnanti. Sostegno economico ai nuclei
familiari che intendono iscrivere i loro figli in un istituto paritario
riconosciuto dallo Stato. Eccole qui le priorita' per la scuola del Popolo
della liberta' il cui governo, secondo quanto annunciato dal leader e futuro
presidente del Consiglio di ministri, Silvio Berlusconi, mettera' subito mano a
Giustizia, Sanita' e, appunto, al settore Istruzione. Rispolverando, nel caso
della scuola, molti dei contenuti della riforma che porta il nome dell'ex
ministro di viale Trastevere, Letizia Moratti. Tra gli obiettivi dei primi 100
giorni del nuovo esecutivo di centrodestra, la questione del reclutamento degli
insegnanti. "Il governo Prodi ha abrogato la proposta della Moratti-
spiega Valentina Aprea, rieletta alla Camera nelle file del Pdl e gia'
sottosegretario all'Istruzione durante il secondo governo Berlusconi- Fioroni aveva previsto una delega per cambiare le regole. Ora, noi la
utilizzeremo, rispolverando la proposta della Moratti". Ovvero, niente
"concorsoni", ma, sottolinea Aprea, "percorsi di formazione
universitari, esami di stato che permettono di conseguire l'idoneita'
professionale, inserimento in albi da cui gli insegnanti vengono poi scelti,
anche grazie al coinvolgimento delle scuole". Per i docenti arriveranno
poi "possibilita' di carriera ed incentivi per i piu' preparati ed
impegnati". Obiettivo di legislatura sara', poi, favorire
"un'effettiva liberta' di scelta tra scuola pubblica e paritaria",
uno dei cavalli di battaglia del centrodestra, che si concretizzera' attraverso
il sostegno economico alle famiglie "per l'accesso alle scuole paritarie
riconosciute", spiega Aprea. L'obiettivo sara' raggiunto
"gradualmente". Cosi' come quello che riguarda i libri di testo
gratuiti fino ai 18 anni per i ragazzi che appartengono a nuclei familiari
disagiati. "Vogliamo riproporre il diritto-dovere all'istruzione fino alla
maggiore eta'- chiarisce la neodeputata del Pdl- ma bisogna aiutare le famiglie
meno ricche, per esempio nell'acquisto dei libri, come accade gia' a Milano (la
citta' della Moratti, ndr)". Torneranno in auge, poi, le tre
"i", ossia inglese, internet e impresa. Per migliorare la qualita'
degli apprendimenti dei ragazzi italiani, si pensa a "promuovere azioni,
affinche' almeno il 20% degli alunni si collochi sopra la media Ocse in termini
di risultati, ad incentivare la personalizzazione dei piani di studio e gli
strumenti di valutazione". Per quanto riguarda la riforma delle superiori
della Moratti, stroncata dal governo Prodi, che aveva bloccato la parte relativa
ai nuovi licei ed aveva elaborato un suo progetto per tecnici e professionali,
"sara' avviato un confronto con Confindustria per cio' che concerne
l'istruzione tecnica- chiude Aprea- e, per quanto riguarda quella
professionale, rivaluteremo la parte statale, ma porteremo anche avanti ai
tavoli con le Regioni la partita del titolo V". (DIRE).
( da "Virgilio Notizie" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola
RIFORMA Sindacati
denunciano tagli agli insegnanti postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri
Parigi, 15 apr. (Apcom) - Tornano in piazza studenti e insegnanti, uniti per
protestare contro la riforma del programma delle elementari
e i tagli fra i dipendenti della Pubblica istruzione. I sindacati denunciano in
particolare la "elementarizzazione" dell'insegnamento nel terzo anno
di scuola materna sancito dalla circolare sui
"dieci grandi orientamenti prioritari" del ministro e il taglio di
11.200 posti, tra funzionari e insegnanti previsti per il prossimo anno. In
questo momento alcune migliaia di studenti del liceo, di insegnanti e di
genitori di alunni (40.000 secondo gli organizzatori, la meta' secondo la
polizia) stanno manifestando a Parigi per denunciare la riforma
dell'insegnamento che il ministro Xavier Darcos vuole applicare sin dal
prossimo anno accademico. Poco dopo che il corteo si e' messo in moto sono
stati segnalati alcuni scontri tra dimostranti e le forze dell'ordine, che
hanno risposto con lacrimogeni al lancio di proiettili di vario genere. La riforma dell'insegnamento della scuola materna ed
elementare prevede l'introduzione di nozioni di apprendimento della lettura sin
dall'ultimo anno della scuola materna, mentre attualmente esso comincia alle elementari.
Secondo diversi specialisti si opererebbe in questo modo "una rottura
totale con le raccomandazioni precedenti e con la pratica degli insegnanti
della scuola materna", si "accelererebbe in modo artificiale
la cadenza dell'insegnamento" e si rischia di "costringere degli
alunni al fallimento scolastico prima ancora che abbiano cominciato la scuola dell'obbligo". Per parte sua il ministro ha
dichiarato di voler rompere con il "pedagogismo", l'eccesso o le
deformazioni cioe' della pedagogia. I sindacati rimproverano anche a Darcos di
aver avviato le consultazioni sulla riforma con gli
insegnanti in modo "precipitoso" e di voler introdurre alle
elementari delle materie di solito riservate alle superiori come la storia
dell'arte e l'istruzione civica e morale, e di voler cosi' compiere un
"ritorno alla tradizione e all'elitismo scolastico". Le
manifestazioni di oggi coincidono con quelle, indette sin dalla settimana
scorsa, degli insegnanti e degli studenti delle superiori, scesi in piazza per
la sesta volta in un mese per potestare contro i tagli nel personale della
pubblica istruzione e in particolare nel loro settore e sostengono che cosi' si
lasciano sguarniti i quartieri e le zone piu' sensibili. In un'intervista a Le
Figaro Darcos ha dichiarato di "essere all'ascolto" dei dimostranti,
ma di "rimanere sulle sue posizioni" per quanto riguarda i tagli. Dei
tagli giustificati, ha detto, da motivi anagrafici e finanziari: ogni anno ci
sono circa 150.000 studenti in meno alle superiori e i tagli sono stati
inseriti nella finanziaria per il 2008 per cui non possono essere revocati.
Altre due giornate di sciopero sono previste per il 15 e il 24 maggio. Darcos
deve presentare entro fine maggio la versione definitiva della sua riforma.