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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL  15 e 16 aprile 2008        #TOP


Report "Schola"

Chiaro, governerà la destra ( da "Gazzetta di Reggio" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I leader circondano Walter: Massimo D'Alema e Piero Fassino, Ermete Realacci e Beppe Fioroni, Anna Finocchiaro e Goffredo Bettini, il re del successo di Roma (dove il Pd ha uno storico 41%) che non ha saputo esportare il modello del mettere tutti d'accordo fuori dai confini della capitale. Sul palco accanto alla Melandri c'è Matteo Colaninno.

Scuola, guerra al caro-libri - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2009 vengano rispettati i limiti di spesa fissati meno di due mesi fa dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Ma insegnanti e presidi avvertono: "Sarà difficile rientrare entro i tetti stabiliti dal decreto, soprattutto per il primo anno". La prima a scendere in campo sulla questione, che per il superiore è una novità assoluta, è stata la Federconsumatori.

Materne, porte chiuse ai "morattini" centinaia di bambini senza scuola - zita dazzi ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: come avveniva fino all'anno scorso e come il ministro Fioroni ha diffidato Milano dal continuare a fare. I bimbi di due anni e mezzo nelle materne venivano chiamati "morattini", perché era stata Letizia Moratti, quando era ministro dell'Istruzione, a pensare all'opportunità di creare "sezioni primavera" per i più piccoli di età.

Ricordate l'ispettore scolastico?\n Ora non fa paura più a nessuno ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, per effetto del nuovo Regolamento della funzione ispettiva e del nuovo bando concorsuale (30 gennaio 2008). In pratica, l'ispettore diventa dipendente diretto del Direttore scolastico regionale, uno che può essere mandato a discrezione del capo, se e quando questo voglia, e soprattutto un funzionario che deve avere competenze in fatto di contabilità e di relativi contenziosi,

Supplenti bocciati non passa il corso 1 su 3 ( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e che prevede 18 esami universitari e una tesi da concludere in due anni, conciliando le normali ore di insegnamento a scuola, le ore di studio a casa e soprattutto tre giorni di lezione a settimana a frequenza obbligatoria. Cento gli insegnanti frequentati di scuola primaria e cento quelli di scuola dell'infanzia a Venezia,

Berlusconi: ''Avvieremo da subito l'applicazione della riforma'' ( da "Redattore sociale" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: facendo il giro delle televisioni, sul tema dell'istruzione. Che, insieme a Sanita' e Giustizia sara', ha annunciato il Cavaliere nel suo primo discorso post elezioni, uno dei primissimi toccati dalle riforme. Ma, per quanto riguarda la scuola, Berlusconi ha chiaramente detto che intende avviare "l'applicazione della riforma".

Libri gratis per i meno abbienti e reclutamento dei docenti: le priorità del Pdl ( da "Redattore sociale" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni aveva previsto una delega per cambiare le regole. Ora, noi la utilizzeremo, rispolverando la proposta della Moratti". Ovvero, niente "concorsoni", ma, sottolinea Aprea, "percorsi di formazione universitari, esami di stato che permettono di conseguire l'idoneita' professionale, inserimento in albi da cui gli insegnanti vengono poi scelti,

FRANCIA/ SCUOLA: STUDENTI E INSEGNANTI IN PIAZZA CONTRO ( da "Virgilio Notizie" del 15-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma dell'insegnamento della scuola materna ed elementare prevede l'introduzione di nozioni di apprendimento della lettura sin dall'ultimo anno della scuola materna, mentre attualmente esso comincia alle elementari. Secondo diversi specialisti si opererebbe in questo modo "una rottura totale con le raccomandazioni precedenti e con la pratica degli insegnanti della scuola materna"


Articoli

Chiaro, governerà la destra (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Reggio" del 15-04-2008)

Argomenti: Scuola

"Chiaro, governerà la destra" Veltroni ammette e telefona al Cavaliere: auguri ROMA. Walter l'Africano cede il passo a Walter l'Americano. Rinunciato al "buen retiro" nel continente più povero del mondo per guidare il Partito democratico alla prova delle urne, Veltroni ha rivoluzionato la consuetudine del "tutti hanno vinto" dando atto della vittoria all'avversario. "Concession speech", discorso della concessione, lo chiamano negli Stati Uniti. E' una pratica della Costituzione materiale. Nella versione all'italiana, Veltroni annuncia di aver telefonato a Silvio Berlusconi "com'è buona prassi in tutte le democrazie occidentali" per "fargli gli auguri di buon lavoro". "Il risultato è chiaro e dice che la destra governerà il Paese", dice Veltroni. E ancora: "Mi auguro che Pdl e Lega governino nel rispetto dei valori fondamentali della Repubblica. E' evidente una verità interna alla destra, cioè il riequilibrio dei rapporti di forza tra Pdl e Lega a favore della Lega che cresce". Sono le 20 nella vecchia pescheria giudaica, a due passi dal loft. Il magazzino delle contrattazioni, trasformato in spazio eventi da Veltroni sindaco, ospita la sala stampa di Veltroni leader del Pd. Una platea di un migliaio di persone fra giornalisti italiani, 600, stranieri, 250, e militanti freschi di tessera Pd esplode in un applauso bulgaro. Lunghi minuti di battimani e lacrime non cancellano i volti tesi. I leader circondano Walter: Massimo D'Alema e Piero Fassino, Ermete Realacci e Beppe Fioroni, Anna Finocchiaro e Goffredo Bettini, il re del successo di Roma (dove il Pd ha uno storico 41%) che non ha saputo esportare il modello del mettere tutti d'accordo fuori dai confini della capitale. Sul palco accanto alla Melandri c'è Matteo Colaninno. Walter l'americano ha gli occhi lucidi ma non si sottrae all'incontro con "gli elettori e le elettrici che hanno dato fiducia alla nuova sfida rappresentata dal Pd". Ringrazia loro ma parla per Silvio. Sono auguri "ma anche" - come direbbe Crozza - ipoteche politiche: che l'avversario sappia ben governare, affrontare le emergenze del paese, soprattutto fare le riforme alla costruzione delle quali il Pd non si sottrarrà. Poche, scarne parole scritte su un foglietto. L'emozione non tradisca la solennità del momento, si deve esser detto Veltroni mentre il traffico rallenta dalle parti del Foro Romano e i leader della sinistra estrema impallinano l'ex compagno di partito. Per la verità anche i leader del Pd non scherzano. E' livido Massimo D'Alema quando lascia il loft. Non deve aver dimenticato la minacciosa promessa di "accompagnare" lui stesso Veltroni in Africa, pronunciata all'inizio dell'avventura Pd. Non dice una parola perché "il commento lo ha già fatto Veltroni". Nel cuore di Roma, a due passi dal Velabro dove nacque la gloria della città eterna e di lato alla chiesa di Santa Anastasia dove si glorifica il Santissimo sacramento 24 ore su 24, i pezzi da novanta del Partito democratico fanno buon viso a cattivo risultato da qualche ora. Per un po' il compito di commentare exit poll e proiezioni sempre più sfavorevoli è stato lasciato a Ermete Realacci e a Alessandro Bianchi, detto "il signore degli anelli" da quando quando si presentò al giuramento da ministro dei lavori pubblici con una capigliatura da fare invidia a Gandalf il grigio. Con il passare delle ore e la certezza della sconfitta, qualcuno ha azzardato commenti, soddisfacendo i taccuini dei cronisti fino a quel punto riempiti solo delle dichiarazioni rubate dalla televisione. Ha concesso un pensiero Rosy Bindi, avversaria di Veltroni alle primarie, leale per le elezioni, domani chissà: "Il voto dei cattolici è andato all'Udc, ma incomprensibilmente molto anche alla Lega". E anche in questo caso Crozza docet. La Lega e il suo successo sono al centro dei pensieri di tutti. Pierluigi Castagnetti, vicepresidente della Camera, vede "un paese molto disorientato e che pensa di trovare una rassicurazione sulla destra". E' uno dei pochi, però, a parlare con chiarezza. Per il resto, gli uomini chiave della defunta legislatura o non ci sono o tacciono. Prodi non si è mosso da Bologna, è rimasto a casa con moglie e addetta stampa, Sandra Zampa, eletta alla Camera. A una certa ora se ne va anche Veltroni. A tenere alta la bandiera resta Dario Franceschini, l'altro ramo del ticket, l'uomo che domenica sera ha spedito migliaia di sms e promosso catene di Sant'Antonio per spingere gli italiani al voto "in pieno rispetto della legge", senza premere sull'acceleratore della propaganda. "Ci rimbocchiamo le maniche e continueremo a lavorare", dice Franceschini lasciando il loft. Sono le 22,15. E' l'ultimo dei leader a sfilare sotto i faretti delle telecamere. Lavorare per che cosa? Qualcuno presagisce rese dei conti fra i colonnelli del Pd, leadership in discussione, primarie da ripetere non già per scegliere il premier, che ormai si è perso e se ne parla fra qualche anno, ma il leader dell'opposizione. Lucia Visca.

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Scuola, guerra al caro-libri - salvo intravaia (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Palermo Scuola, guerra al caro-libri Appello di Federconsumatori. Linea dura dei presidi Tagli per rientrare nei limiti fissati dal ministero E c'è chi propone il comodato d'uso SALVO INTRAVAIA Sull'adozione dei testi scolastici al superiore è già polemica. Le associazioni dei consumatori siciliane dichiarano guerra al caro-libri e chiedono che per il 2008/2009 vengano rispettati i limiti di spesa fissati meno di due mesi fa dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. Ma insegnanti e presidi avvertono: "Sarà difficile rientrare entro i tetti stabiliti dal decreto, soprattutto per il primo anno". La prima a scendere in campo sulla questione, che per il superiore è una novità assoluta, è stata la Federconsumatori. "In questi giorni, attraverso la riconferma o con nuove adozioni, i consigli di classe delle scuole medie superiori sono chiamati ad adempiere alla scelta dei libri di testo per il prossimo anno scolastico", dice Lillo Vizzini, presidente regionale di Federconsumatori che continua: "Lancio un appello agli insegnanti, soprattutto nei licei, affinché si uniformino il più possibile ai tetti di spesa. Molte, troppe famiglie, vivono l'inizio dell'anno scolastico come un incubo all'idea di dover acquistare i libri di testo dei figli". In effetti, l'indagine condotta da "Repubblica" un anno fa sulle prime classi del superiore, a Palermo, ha messo in luce una realtà piuttosto imbarazzante. Con famiglie chiamate a sborsare ingenti somme per la dotazione libraria. Al liceo classico, la spesa media si è attestata attorno ai 491 euro, che scendevano a 372 allo scientifico. Per il primo anno di corso, i tetti fissati da Fioroni prevedono 320 euro per il classico e 305 per lo scientifico. Budget dai quali sono esclusi dizionari, atlanti e manuali. Vizzini "invita gli insegnanti a di ridurre all'indispensabile le nuove adozioni, in modo da dare la possibilità, a chi non può acquistarli nuovi, di rivolgersi al mercato dell'usato". Ma è davvero così difficile stare dentro i limiti? "Non è facile ma bisogna arrivarci", riconosce Luigi Affronti, preside del liceo classico Vittorio Emanuele Secondo di Palermo. Il perché è presto detto. "Per il biennio - spiega Lucia Bonaffino, che insegna Lettere al liceo classico Garibaldi - non c'è libro per la lingua latina o greca che costi meno di 50 euro. Per non parlare dei dizionari che costano in media 100 euro. A queste condizioni, rispettare i tetti diventa davvero difficile". Le cose non cambiano se si passa ai tecnici. "L'anno scorso, per una prima classe, la dotazione libraria si è attestata sui 380 euro", dichiara Roberto Tripodi, preside dell'industriale Volta di Palermo che sottolinea la difficoltà di fare rispettare il limite di 305 euro. L'adozione dei testi passa attraverso i Dipartimenti disciplinari ma sono i Consigli di classe che propongono i libri al Collegio che successivamente delibera. Chi deve farsi carico di fare rispettare i tetti?", si chiede. Tuttavia, qualche strada per combattere il caro-libri è forse possibile. Luigi Affronti chiederà ai propri insegnanti di proporre, per ogni materia, una batteria di testi che ordinerà in base al prezzo di copertina. "Sarà il Consiglio di classe che dovrà rientrare entro il limite che - spiega il dirigente scolastico - è perentorio". Per la Bonaffino "le scuole dovrebbero cambiare ottica sull'adozione dei libri di testo, per esempio, incentivando il comodato d'uso", mentre Tripodi si ripromette di "sfrondare le liste dei libri che sforano i tetti". "Per i presidi - riconosce - è un atto al limite della legittimità. Ma qualcuno dovrà pure pensarci".

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Materne, porte chiuse ai "morattini" centinaia di bambini senza scuola - zita dazzi (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Milano Materne, porte chiuse ai "morattini" centinaia di bambini senza scuola ZITA DAZZI Il Comune ha tenuto duro col governo sull'iscrizione degli immigrati clandestini, ma ha obbedito al volo sui bimbi di due anni e mezzo che volevano entrare nella scuola materna. E così in questi giorni di fervente attesa per le graduatorie, le famiglie milanesi hanno scoperto che la possibilità di anticipare l'ingresso alla materna non esiste più. Fino all'anno scorso ne usufruivano circa 500 bambini. La notizia ha cominciato a circolare ieri, giornata nella quale era annunciata la pubblicazione delle graduatorie per le scuole materne con i nomi dei 23.000 iscritti per l'anno prossimo. Le graduatorie non sono arrivate, per "problemi tecnici, ma arriveranno entro un paio di giorni, comunque c'è pochissima lista d'attesa, anche se le domande sono aumentate", spiegano dalla direzione dei Servizi per l'Infanzia. In compenso è arrivata la certezza che tutte le domande presentate dai genitori dei bambini "piccoli", quelli nati tra il primo febbraio e il 30 aprile 2006, per le scuole comunali non verranno prese in considerazione, come avveniva fino all'anno scorso e come il ministro Fioroni ha diffidato Milano dal continuare a fare. I bimbi di due anni e mezzo nelle materne venivano chiamati "morattini", perché era stata Letizia Moratti, quando era ministro dell'Istruzione, a pensare all'opportunità di creare "sezioni primavera" per i più piccoli di età. Un'opzione che viene incontro alle famiglie, visto che ci sono molti più posti nelle materne che nei nidi. Le rette inoltre sono dimezzate e quindi l'offerta fa ancora più gola. Milano aveva fatto sua questa formula, aggiungendo alle 20 "sezioni primavera" finanziate dallo Stato (circa 380 posti per tutta la città) anche la possibilità di iscrivere i bimbi nati entro il mese di marzo nelle materne comunali. Ma dopo lo scontro Moratti-Fioroni sugli immigrati, questa opzione non c'è più: le uniche sezioni autorizzate ad anticipare le iscrizioni sono le 20 decise dallo Stato. "Peccato che noi mamme l'abbiamo saputo solo a cose fatte, non si capisce perché non ce l'abbiano detto quando abbiamo presentato la domanda - si lamenta a nome di un gruppo di genitori Anna Zavaritt, che si era già rivolta per l'iscrizione della figlia più piccola alla scuola del figlio maggiore, in via Sant'Orsola - . Adesso il call center per chiedere l'iscrizione ai nidi comunali è chiuso. E rischiamo di perdere ogni chance anche per quelli privati, visto che i termini sono già quasi tutti scaduti. Inoltre le private chiedono un forte anticipo per accettare la domanda e dai nidi del Comune non avremo alcuna risposta prima di giugno o luglio". Dal Comune replicano: "Bisogna dire alle mamme di ringraziare il ministro Fioroni". Ma poi aggiungono: "Anche se il call center per i nidi è chiuso, noi prendiamo le domande di iscrizione fino alla fine di maggio. Si può fare la domanda online dal sito del Comune o chiedere un colloquio al polo di iscrizione del proprio quartiere. Tutte le richieste verranno prese in esame". Anche la possibilità delle sezioni primavera non è decaduta. Lo Stato infatti ha firmato la convenzione con le Regioni per rifinanziare il progetto. Verranno accolti i bambini nati dal 1 gennaio al 31 agosto 2006. Ma quanti saranno i posti ancora non è dato sapere. "Dobbiamo avere notizie dalla Regione sui finanziamenti lombardi che potrebbero integrare quelli statali, così da poter avere più posti - spiegano dagli uffici dell'assessorato in via Porpora - e dobbiamo vedere quante domande arriveranno. Delle graduatorie si riparla a giugno".

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Ricordate l'ispettore scolastico?\n Ora non fa paura più a nessuno (sezione: Schola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-04-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: OPINIONI - data: 2008-04-15 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE PUBBLICA ISTRUZIONE Ricordate l'ispettore scolastico? Ora non fa paura più a nessuno di UGO PISCOPO L' ispettore scolastico era, è uno, nessuno, centomila, potremmo dire pirandellianamente. Ognuno ha in testa una sua immagine dell'ispettore. Dal ministero della Pubblica istruzione ai provveditori, ai presidi, ai professori, ai bidelli, agli alunni, alle famiglie, ciascuno se lo configura ad altezza dei propri bisogni o delle proprie manie e fobie. Avrebbe potuto essere una grande risorsa, non solo per l'amministrazione, ma per il miglioramento delle pratiche scolastiche, per le funzioni di propositività e di consulenza tecnico- didattica, riconosciute all'ispettore da leggi e disposti degli anni Settanta del secolo scorso. Che però sono rimaste congelate, un po' perché tanti di loro erano stati reclutati come longa manus dei gruppi di potere, un po' perché gli stilemi e le consuetudini del passato sono duri a morire. Immaginiamo che significhi ciò per il Sud, controllato rigorosamente da clan vecchi e nuovi e da formule culturali postfeudali. Oggi, intanto, grazie a una sinistra con vocazione populistica e alle organizzazioni sindacali attestate su posizioni di difesa corporativa, si sta disfacendo disinvoltamente quello che si era costruito, almeno sulla carta, nei fermentanti anni Settanta. La funzione ispettiva ha ricevuto un grave colpo con la concessione della dirigenza a tutti i direttori e presidi di scuola. Sono rimasti tagliati fuori solo i capobidelli, mentre direttori didattici, che non sapevano e non sanno un'acca di latino e di greco, hanno potuto e possono, in dispregio di ogni livello di competenze tecniche, passare a dirigere i licei classici e scientifici. E viceversa, se un preside di istituto tecnico o di liceo, punto da vaghezza, volesse passare alla direzione di un circolo didattico e coordinare una scuola, dove bisogna avere conoscenze dei problemi della seconda infanzia e dell'età evolutiva, può farlo. E fare anche tutti gli splendidi disastri che la sua incompetenza gli suggerirebbe, come un elefante tra le aiuole. Tra le conseguenze devastanti di questa dirigenza, che ha fatto todos caballeros, c'è la ridicolizzazione dell'ispettore. Perché la sua funzione è stata messa nel comune contenitore dei dirigenti, insieme con presidi e direttori didattici. Così, quando quello si presenta in un istituto per una visita o altra missione, è trattato alla pari dal locale dirigente. Che se ne può anche fare beffe, volendo. A meno che l'ispettore non disponga di un prestigio culturale e ideale, che è un valore aggiunto individuale. Ero a questo punto in quanto a convinzioni, quando ho voluto approfondire e aggiornare il discorso. Ho perciò discusso della questione ispettiva con due amici, gli ispettori Vittorio Pongione (già coordinatore della segreteria degli ispettori della Campania) e Biagio Scognamiglio (autore, tra l'altro, di un robusto libro sulla funzione ispettiva). Ambedue, inoltre, fanno parte, per conto della Direzione scolastica generale della Campania, di un nucleo di assistenza per presidi, soprattutto per quelli neoassunti. I miei due amici sono avviliti di quello che è accaduto negli anni Novanta e di quello che sta accadendo oggi, sotto il ministro Fioroni, per effetto del nuovo Regolamento della funzione ispettiva e del nuovo bando concorsuale (30 gennaio 2008). In pratica, l'ispettore diventa dipendente diretto del Direttore scolastico regionale, uno che può essere mandato a discrezione del capo, se e quando questo voglia, e soprattutto un funzionario che deve avere competenze in fatto di contabilità e di relativi contenziosi, come una specie di bravo ragioniere o quasi. Al termine della discussione, ci siamo guardati in faccia e non sapevamo se piangere o ridere. \\ Il "controllore" diventa dipendente diretto del direttore scolastico regionale.

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Supplenti bocciati non passa il corso 1 su 3 (sezione: Schola)

( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-04-15 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Supplenti bocciati non passa il corso 1 su 3 Un'ecatombe il biennio per l'abilitazione, è polemica Proteste della Rete dei precari sindacato: un corso-tortura. Gli organizzatori: regole rigide, ma sono i prof del futuro VENEZIA - Supplenti bocciati, uno su tre non potrà entrare nelle graduatorie che permettono di avere un posto di ruolo. E' stata un'ecatombe il corso seguito da duecento precari delle materne e delle elementari della provincia per ottenere l'abilitazione. Un corso tortura, dicono molti dei maestri che lo hanno seguito. "Per i frequentanti è stato durissimo, questo è sicuro, ma questi saranno gli insegnanti dei vostri figli. Ci auguriamo che siano stati formati", replicano gli organizzatori dell'Università di Padova. La bocciatura del 30 per cento degli iscritti, che non potranno aspirare al posto fisso anche se molti insegnano anche da otto anni nelle private o nelle pubbliche come supplenti, sta diventanto un caso tra polemiche e proteste. "E' stato un trattamento al limite dell'umano", denunciano i precari della scuola. Si è visto infatti un po' di tutto durante il corso biennale dell'Università di Padova e conclusosi in questi giorni: un corso che rappresenta l'ultima chiamata possibile per rientrare nelle graduatorie dei docenti di ruolo, dall'anno scorso diventate ad esaurimento, e che prevede 18 esami universitari e una tesi da concludere in due anni, conciliando le normali ore di insegnamento a scuola, le ore di studio a casa e soprattutto tre giorni di lezione a settimana a frequenza obbligatoria. Cento gli insegnanti frequentati di scuola primaria e cento quelli di scuola dell'infanzia a Venezia, 1.200 in tutto il Veneto, per lo più assunti contemporaneamente dalle scuole per supplenze, oppure ingaggiati dalle scuole private e paritarie. Sotto accusa le regole rigide. "Ho cominciato il corso - racconta Federica Gardenghi, insegnante in una scuola paritaria di Venezia - dopo aver partorito due gemelli due mesi prima: i bimbi, abituati al seno, non mangiavano durante il giorno perché io avevo la frequenza obbligatoria e non mi è stata concessa alcuna deroga. A una mia collega il marito portava il bambino in aula, nelle pause del corso". Ma non solo le giovani mamme-prof hanno avuto difficoltà. "Il problema principale è che i partecipanti sono tutti insegnanti che lavorano come precari più o meno dall'anno 2000/2001, con almeno 260 giorni di servizio all'anno, mentre sono stati trattati come studentelli universitari", dice Stefano Micheletti della Rete veneziana dei precari. "In pratica è come se avessero fatto due anni di università - continua Micheletti - e questo è successo a Padova, visto che ogni ateneo ha gestito come voleva la formazione contenuta nel Decreto Ministeriale 85 del 2003". La vede diversamente il direttore del corso, Giorgio Cherubini: "Chi non è arrivato a portare a termine il percorso è decaduto per l'applicazione del decreto ministeriale, nel caso non avessero superato uno degli esami nei tre appelli previsti, oppure a causa di una mancata frequenza. Se poi qualche altro ateneo ha applicato il regolamento in maniera leggera, non si può ritenere encomiabile ". Il decreto è noto ai precari del veneziano, perché già oggetto di un travagliato ricorso vinto un anno fa presso il Tar del Lazio, quando lo stesso corso abilitante partì in ritardo trasformandosi poi, in corso d'opera, da annuale a biennale, aumentando anche il costo per gli iscritti da 1500 a 2.500 euro. "Io ho frequentato tutti e due gli anni anni senza sapere che alla fine sarei stata comunque buttata fuori", racconta amareggiata una corsista, "ho fatto tutti gli esami, i laboratori, ho pagato 2500 euro, ho preparato la tesi. E una settimana dopo averla presentata mi è stato detto che per un esame che non avevo passato un anno e mezzo prima, non avrei ricevuto l'abilitazione". Maria Paola Scaramuzza Esami Il trenta per cento degli insegnanti sono stati bocciati.

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Berlusconi: ''Avvieremo da subito l'applicazione della riforma'' (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 15-04-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 12.3015/04/2008 Berlusconi: ''Avvieremo da subito l'applicazione della riforma'' Roma - "Avvieremo da subito l'applicazione della riforma della scuola". Cosi', ieri notte, il leader del Pdl Silvio Berlusconi e' intervenuto al telefono, facendo il giro delle televisioni, sul tema dell'istruzione. Che, insieme a Sanita' e Giustizia sara', ha annunciato il Cavaliere nel suo primo discorso post elezioni, uno dei primissimi toccati dalle riforme. Ma, per quanto riguarda la scuola, Berlusconi ha chiaramente detto che intende avviare "l'applicazione della riforma". Quale? Quella della Moratti, rimasta in parte in sospeso alla fine del quinquennio di governo del Cavaliere e dei suoi, e subito 'azzoppata' dall'ormai ex ministro della Pubblica istruzione dell'esecutivo Prodi, Giuseppe Fioroni. L'esponente del Pd, infatti, appena entrato al dicastero di viale Trastevere, blocco' le modifiche relative alle scuole superiori, sospendendo il decreto sui nuovi licei. Ora, insomma, si riparte da li', dai passaggi rimasti in bilico del progetto Moratti. Del resto Berlusconi aveva gia' preannunciato, durante la campagna elettorale, di voler riproporre quella linea. La "riforma della scuola- aveva detto lo scorso 31 marzo il leader del Pdl- e' stata messa da parte della sinistra. Noi la riporteremo in auge". (DIRE).

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Libri gratis per i meno abbienti e reclutamento dei docenti: le priorità del Pdl (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 15-04-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 16.4315/04/2008 Libri gratis per i meno abbienti e reclutamento dei docenti: le priorità del Pdl Roma - Libri gratis fino ai 18 anni per i figli delle famiglie meno abbienti. Diritto-dovere all'istruzione fino alla maggiore eta'. Nuove modalita' di reclutamento dei docenti, compresa la possibilita' per le scuole di compartecipare alla scelta dei loro insegnanti. Sostegno economico ai nuclei familiari che intendono iscrivere i loro figli in un istituto paritario riconosciuto dallo Stato. Eccole qui le priorita' per la scuola del Popolo della liberta' il cui governo, secondo quanto annunciato dal leader e futuro presidente del Consiglio di ministri, Silvio Berlusconi, mettera' subito mano a Giustizia, Sanita' e, appunto, al settore Istruzione. Rispolverando, nel caso della scuola, molti dei contenuti della riforma che porta il nome dell'ex ministro di viale Trastevere, Letizia Moratti. Tra gli obiettivi dei primi 100 giorni del nuovo esecutivo di centrodestra, la questione del reclutamento degli insegnanti. "Il governo Prodi ha abrogato la proposta della Moratti- spiega Valentina Aprea, rieletta alla Camera nelle file del Pdl e gia' sottosegretario all'Istruzione durante il secondo governo Berlusconi- Fioroni aveva previsto una delega per cambiare le regole. Ora, noi la utilizzeremo, rispolverando la proposta della Moratti". Ovvero, niente "concorsoni", ma, sottolinea Aprea, "percorsi di formazione universitari, esami di stato che permettono di conseguire l'idoneita' professionale, inserimento in albi da cui gli insegnanti vengono poi scelti, anche grazie al coinvolgimento delle scuole". Per i docenti arriveranno poi "possibilita' di carriera ed incentivi per i piu' preparati ed impegnati". Obiettivo di legislatura sara', poi, favorire "un'effettiva liberta' di scelta tra scuola pubblica e paritaria", uno dei cavalli di battaglia del centrodestra, che si concretizzera' attraverso il sostegno economico alle famiglie "per l'accesso alle scuole paritarie riconosciute", spiega Aprea. L'obiettivo sara' raggiunto "gradualmente". Cosi' come quello che riguarda i libri di testo gratuiti fino ai 18 anni per i ragazzi che appartengono a nuclei familiari disagiati. "Vogliamo riproporre il diritto-dovere all'istruzione fino alla maggiore eta'- chiarisce la neodeputata del Pdl- ma bisogna aiutare le famiglie meno ricche, per esempio nell'acquisto dei libri, come accade gia' a Milano (la citta' della Moratti, ndr)". Torneranno in auge, poi, le tre "i", ossia inglese, internet e impresa. Per migliorare la qualita' degli apprendimenti dei ragazzi italiani, si pensa a "promuovere azioni, affinche' almeno il 20% degli alunni si collochi sopra la media Ocse in termini di risultati, ad incentivare la personalizzazione dei piani di studio e gli strumenti di valutazione". Per quanto riguarda la riforma delle superiori della Moratti, stroncata dal governo Prodi, che aveva bloccato la parte relativa ai nuovi licei ed aveva elaborato un suo progetto per tecnici e professionali, "sara' avviato un confronto con Confindustria per cio' che concerne l'istruzione tecnica- chiude Aprea- e, per quanto riguarda quella professionale, rivaluteremo la parte statale, ma porteremo anche avanti ai tavoli con le Regioni la partita del titolo V". (DIRE).

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FRANCIA/ SCUOLA: STUDENTI E INSEGNANTI IN PIAZZA CONTRO (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 15-04-2008)

Argomenti: Scuola

RIFORMA Sindacati denunciano tagli agli insegnanti postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Parigi, 15 apr. (Apcom) - Tornano in piazza studenti e insegnanti, uniti per protestare contro la riforma del programma delle elementari e i tagli fra i dipendenti della Pubblica istruzione. I sindacati denunciano in particolare la "elementarizzazione" dell'insegnamento nel terzo anno di scuola materna sancito dalla circolare sui "dieci grandi orientamenti prioritari" del ministro e il taglio di 11.200 posti, tra funzionari e insegnanti previsti per il prossimo anno. In questo momento alcune migliaia di studenti del liceo, di insegnanti e di genitori di alunni (40.000 secondo gli organizzatori, la meta' secondo la polizia) stanno manifestando a Parigi per denunciare la riforma dell'insegnamento che il ministro Xavier Darcos vuole applicare sin dal prossimo anno accademico. Poco dopo che il corteo si e' messo in moto sono stati segnalati alcuni scontri tra dimostranti e le forze dell'ordine, che hanno risposto con lacrimogeni al lancio di proiettili di vario genere. La riforma dell'insegnamento della scuola materna ed elementare prevede l'introduzione di nozioni di apprendimento della lettura sin dall'ultimo anno della scuola materna, mentre attualmente esso comincia alle elementari. Secondo diversi specialisti si opererebbe in questo modo "una rottura totale con le raccomandazioni precedenti e con la pratica degli insegnanti della scuola materna", si "accelererebbe in modo artificiale la cadenza dell'insegnamento" e si rischia di "costringere degli alunni al fallimento scolastico prima ancora che abbiano cominciato la scuola dell'obbligo". Per parte sua il ministro ha dichiarato di voler rompere con il "pedagogismo", l'eccesso o le deformazioni cioe' della pedagogia. I sindacati rimproverano anche a Darcos di aver avviato le consultazioni sulla riforma con gli insegnanti in modo "precipitoso" e di voler introdurre alle elementari delle materie di solito riservate alle superiori come la storia dell'arte e l'istruzione civica e morale, e di voler cosi' compiere un "ritorno alla tradizione e all'elitismo scolastico". Le manifestazioni di oggi coincidono con quelle, indette sin dalla settimana scorsa, degli insegnanti e degli studenti delle superiori, scesi in piazza per la sesta volta in un mese per potestare contro i tagli nel personale della pubblica istruzione e in particolare nel loro settore e sostengono che cosi' si lasciano sguarniti i quartieri e le zone piu' sensibili. In un'intervista a Le Figaro Darcos ha dichiarato di "essere all'ascolto" dei dimostranti, ma di "rimanere sulle sue posizioni" per quanto riguarda i tagli. Dei tagli giustificati, ha detto, da motivi anagrafici e finanziari: ogni anno ci sono circa 150.000 studenti in meno alle superiori e i tagli sono stati inseriti nella finanziaria per il 2008 per cui non possono essere revocati. Altre due giornate di sciopero sono previste per il 15 e il 24 maggio. Darcos deve presentare entro fine maggio la versione definitiva della sua riforma.

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