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toARTICOLI DEL 14 settembre 2008
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Articoli
Scuola (38)
Domani è il D-Day per 25 mila studenti e 2300
professori ( da "Stampa, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Mariastella Gelmini. In particolare per il metodo con cui assegnare il voto in condotta che "dovrà essere assegnato senza disparità tra i consigli di classe di un istituto". Saranno poi i vari prèsidi a coordinare e seguire queste problematiche. Il voto in condotta non è l'unica novità perché lo spauracchio maggiore è stato il ritorno degli esami di riparazione a settembre,
Tutti
in classe con o senza grembiule E forse tornano i voti
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il voto in condotta, invece, è legge già quest'anno, mentre per i voti in numero, bisognerà aspettare la conversione in legge del Decreto, che definirà anche i tempi". In attesa che il Decreto sia trasformato (la data è intorno a metà ottobre), alcune scuole astigiane hanno deciso di introdurre il voto in numeri già dai primi giorni di scuola:
Immigrati
9 studenti su cento ( da "Stampa, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le novità introdotte da Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione implicano un lavoro di riorganizzazione fin da ora. Dovrebbe partire entro fine anno la ridefinizione dei programmi, col potenziamento delle materie fondamentali (italiano e matematica in primis), e l'accorpamento delle "classi di concorso" per gli insegnanti.
Governare
col trucco ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Allo stesso modo Gelmini esibisce la sua riforma come quella del grembiule e dei voti in pagella, un bel ritorno all'ordine antico: peccato che tagli 90mila posti da maestro e azzoppi la scuola. La scatola vuota e ben ripulita dai debiti della cordata Alitalia, le tasse comunali che cambiano nome, l'esercito che fa la guardia alle discariche ma si dimentica dei treni dei tifosi.
Riforma
Gelmini: un mostro e quattro topolini
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con veemenza narcisistica, la Gelmini ha coinvolto il mondo della scuola in una sorta di referendum - un sì o un no - su questa bandiera/proclama posta sulla sua montagna riformistica. "Questa nostra scuola spendacciona dovrà finalmente risparmiare. Le casse vuote dello Stato, lo reclamano".
Lerner:
penso alla fidanzata di Frattini ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: oppure da quella della ministra Gelmini in versione Audrey Hepburn su Panorama...Insomma, continuerò a confrontarmi con punti di vista radicalmente opposti ai miei". Finché il revisionismo riuscirà a mettere la Rivoluzione del 1789 tra gli eventi all'indice... "Resto dell'idea che gli uomini siano tutti uguali.
Gelmini
sfrenata: Taglierò le ore di insegnamento. E i precari non si illudano Fischi
per il ministro alla festa Udc. La spesa è fuori controllo, riduciamo le
materie a quelle esse ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini insiste nel dire che non verrà toccato il tempo pieno: "Il governo sa perfettamente quanto il tempo pieno sia importante per le famiglie, nessuno di noi si sogna di farlo venire meno", ma la scuola "secondo Gelmini" - dal voto in condotta al maestro unico, passando per la riduzione del monte ore - per il Pd è,
"bisogna
ridurre l'orario scolastico" ecco il piano tagli della gelmini - nigro,
pasolini, reggio alle pagine 14 e 15
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alle superiori bocciati in crescita "Bisogna ridurre l'orario scolastico" Ecco il piano tagli della Gelmini Nigro, pasolini, reggio alle pagine 14 e 15 SEGUE A PAGINA 14.
"troppo
tempo sui banchi va ridotto l'orario scolastico" - luciano nigro
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini fischiata alla festa Udc."Ma la spesa è fuori controllo" LUCIANO NIGRO DAL NOSTRO INVIATO CHIANCIANO - Meno ore sui banchi "come nel resto d'Europa". E un forte impegno per riqualificare "la spesa scolastica oggi fuori controllo". Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini rilancia la campagna per ridurre i costi della scuola alla festa dei centristi dell'
Elementari
e materne in classe solo di mattina - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il piano dei tagli alla scuola del ministro Gelmini è pronto. Verrà presentato venerdì 16 settembre ai sindacati della scuola. Tempi duri per chi frequenta le scuole materne ed elementari. Per quella dell'infanzia l'orario verrà ridotto a 24 ore a settimana con una sola maestra. Oggi le maestre sono due e assicurano 40 ore a settimana.
"così
danneggiano i più poveri la tv sarà sempre più baby sitter" - caterina
pasolini ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Contrario al programma Gelmini? "Sono perplesso anche perché vorrei che a decidere di scuola fosse qualcuno che ci ha lavorato direttamente. Comunque non è questione di tagliare le ore, ma di avere un progetto complessivo. Sono trent'anni che in Italia andiamo avanti mettendo pezze, ci vuole una riforma organica della scuola.
"la
scuola comincia zoppa" - diego longhin
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: direttore De Sanctis che prima pone i problemi e poi fa retromarcia bacchettato dal ministro Gelmini". Rodolfo Aschieri, segretario regionale della Cgil Scuola, fa un bilancio della situazione a poche ore dal ritorno sui banchi. E il quadro è nero. Partiamo dalle questioni concrete. I ragazzi che domani entreranno troveranno le cattedre vuote o gli organici sono stati completati?
Scuola
nel caos "a lutto" 70 elementari - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roma Domani in classe Scuola nel caos "a lutto" 70 elementari TEA MAISTO Primo giorno di scuola elementare con proteste. Domani assemblee, striscioni e raccolte di firme in oltre 70 istituti contrari al maestro unico. E genitori e maestre col lutto al braccio e la scritta "il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". SEGUE A PAGINA VII.
Contro
tagli e maestro unico elementari, riapertura nel caos - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assessore regionale Costa che nel suo discorso ha criticato i tagli alla scuola del ministro Gelmini: "Sono stanca di sentire un comizio politico" così il suo commento. Ma protestano anche gli studenti più grandi. Dopo che venerdì i liceali del Virgilio hanno trovato i cani anti-droga fuori scuola, ieri hanno affisso uno striscione "out of control: fuori la polizia".
"altro
che evento-caos c'è stata tanta qualità" - maria pirro
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "I voti li ha rimessi in mezzo la Gelmini, da ministro dell'Istruzione. Io do un giudizio: buono per tutte le voci. Non dico ottimo, perché si può fare sicuramente meglio". Un momento emozionante? "L'incontro con il cardinale Sepe che, in chiesa, davanti a tutti i fedeli ha applaudito alla manifestazione".
Un
compito per il pd risollevare la scuola - paolo frascani
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a catena innestate su scala nazionale dalle decisioni del ministro Gelmini. Ma da noi acquista tinte più forti e drammatiche. A Napoli non si tratta solo di evitare che alcune migliaia di maestri passino dal precariato alla disoccupazione, né di trovare il modo di incrementare il flusso di risorse destinate a migliorare la qualità dei servizi, come ha spiegato, su queste pagine,
Pagina
I - Firenze Domani inizia la scuola. Col lutto al braccio e le manifestazioni
fuori dagli ist... ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: maestri e professori protestano contro le riforme del ministro Gelmini, a cominciare dalla prossima introduzione del maestro unico. Ma intanto si comincia. La campanella suona domani per 445.000 ragazzi toscani. Ad attenderli edifici scolastici nuovi e vecchi, buona parte dei quali non sono completamente sicuri secondo il Codacons.
Senza
casa né penne la cultura mi salverà - (segue dalla prima cronaca) mario neri
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La nuova casa potrebbe trovarsi fuori Firenze, ma a me non importa. Cosa vuoi che cambi: fino all'anno scorso non avevo neanche le scarpe". E cosa volete che importi a uno così se il ministro dell'istruzione ha reintrodotto il voto in condotta.
Di
nuovo a scuola in 445mila domani il via, è subito polemica - stefania la malfa
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: è subito polemica Genitori, maestri e professori contro la Gelmini STEFANIA LA MALFA Prima che sui banchi l'anno scolastico è iniziato con le proposte di riforma della scuola e molte polemiche. Nella maggior parte delle scuole le lezioni riprenderanno domani mattina, in alcune è già avvenuto nei giorni scorsi.
La
cgil attacca il presidente del consiglio "nemmeno una risposta sul
mezzogiorno" ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: soprattutto, su come garantire realmente uguali diritti per i cittadini del nord e del sud del Paese. La vicenda Alitalia poi e le tante crisi occupazionali sembrano scomparsi dall'agenda del Presidente del Consiglio. Sui tagli alla scuola e le politiche del Ministro Gelmini ha preferito sorvolare".
Tagli
alla scuola, prof ai cancelli "grazie michele, non siamo soli" -
camilla povia ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: manifestazione contro le decurtazioni del ministro Gelmini: i sindacati si mobilitano Tagli alla scuola, prof ai cancelli "Grazie Michele, non siamo soli" Secco no del governatore all'ipotesi di una centrale nucleare in Puglia Il centrosinistra avverte: "Se questo è l'inizio avranno pane per i loro denti" Il premier su richiesta del Comune cercherà d'inserire Bari nell'Expo milanese "
La
chitarra acustica del professore - cecilia cirinei
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sulle recenti polemiche che hanno investito il mondo della scuola, con voti in condotta e grembiuli, Vecchioni dice:"Penso che dare importanza al senso morale e civico sia fondamentale nell'istruzione dei ragazzi. Anche il voto in condotta è positivo, anche se io avrei preferito dare un giudizio scritto, con lo stesso valore.
Più
studenti (oltre 2000) ma meno classi per una scuola dove crescono gli stranieri
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Mariastella Gelmini. Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola cominciano ufficialmente la loro mobilitazione. E, a modo loro, inaugurano l'anno con le autorità. Il direttore dell'Ufficio scolastico Regionale Francesco De Sanctis con Iennaco e gli assessori Saragnese, D'Ottavio, Pentenero visiterà l'elementare Lessona di via Fiochetto (dove c'è la prima classe di soli bimbi stranieri)
"legge
elettorale, non truccate le regole" - luciano nigro
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che ha applaudito D'Alema e fischiato Cicchitto e la Gelmini e tributato ovazioni a Buttiglione in versione antifascista e a Tabacci fustigatore di "banchieri truculenti", il leader dei centristi indica la rotta ai suoi. Competere con il Pdl per dimostrare che "abbiamo un'altra idea della politica", ma senza sguarnire il fronte moderato.
IL
SILENZIO DEL SUD ( da "Corriere della Sera"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: A parlare in questo modo non è il ministro Gelmini, il ministro della "solita destra italiana". No. E' un esponente di antica data della sinistra come Luigi Berlinguer, tra l'altro un ex ministro dell'Istruzione, in un articolo di rara onestà intellettuale pubblicato sull'Unità del 29 agosto scorso.
Bocciati
6 studenti su 100 agli esami di riparazione
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini Bocciati 6 studenti su 100 agli esami di riparazione Più rigore nelle prime. Professionali maglia nera I ragazzi promossi a giugno sono stati il 59,4 per cento del totale contro il 49,8 dell'anno scorso ROMA - "Ragazzi, i debiti, nella vita come a scuola, vanno saldati e onorati sempre ", aveva detto due anni fa l'
Il
silenzio del Sud ( da "Corriere della Sera"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini - allora la reazione generalizzata è quella del perbenismo indignato, del ridicolissimo "ma come!? noi che abbiamo avuto Croce e Pirandello!": nella sostanza, cioè, è il fingere di non vedere, di non capire. E' il silenzio. Un sostanziale silenzio sulle condizioni del proprio sistema scolastico che appare come un aspetto del più generale silenzio del Mezzogiorno.
La
rivoluzione dell'istruzione ( da "Giornale.it, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Non conosco nel merito le iniziative della Gelmini, ho letto qualcosa sui grembiulini e gli esami di riparazione. Francamente non potrei giudicare. Ma so che la categoria dei professori è molto frustrata. Sia per gli stipendi bassi, sia per l'atteggiamento casinaro e irrispettoso degli studenti".
Scuola,
la linea dura Alla riparazione bocciati sei su cento
( da "Giornale.it,
Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha reso noti i risultati degli esami di riparazione sostenuti dai ragazzi prima dell'inizio dell'anno scolastico. L'incubo della bocciatura si è trasformato in una dura realtà per sei studenti su cento, tra quelli che dovevano riparare una o più materie.
Maestri
con il lutto e aule addobbate come per un funerale
( da "Giornale.it,
Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alcuni genitori poi segnalano che negli istituti frequentati dai figli sono stati affissi striscioni contro la Gelmini. E ieri l'assessore alla scuola di Roma, Laura Marsilio, ha lasciato per protesta la sala, dove si svolgeva il concerto di inaugurazione dell'anno scolastico organizzato dalla Regione, prima dell'intervento del presidente Piero Marrazzo.
Scuola,
stangata sui rimandati ( da "Stampaweb, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questa impennata di bocciati (che il ministero chiama garbatamente "non promossi") fa crescere di due punti percentuali la soglia complessiva dei ripetenti rispetto allo scorso anno. Per la scuola italiana, in cui i debiti formativi si potevano tirare avanti "sine die" anche per anni, è una bella strigliata.
Il
vero problema le classi troppo affollate
( da "Sicilia,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: dubbi sul futuro: il ministro Mariastella Gelmini vorrebbe una scuola più tradizionale con il ripristino del voto in condotta, del grembiulino, del maestro unico, dell'educazione civica e preannunzia pure la riduzione del corso delle scuole medie superiori che da quinquennale potrebbe diventare quadriennale;
Luci
e ombreall'iniziodelle lezioni ( da "Sicilia, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: disposte dal ministro della Pubblica Istruzione Gelmini? "Non intendo fare valutazioni politiche. Si tratta, comunque, di novità rivolte a migliorare il percorso formativo degli alunni. Il maestro unico sarà affiancato dall'esperto di lingue. Per quanto riguarda il voto di condotta si cercherà di porre fine agli episodi di bullismo".
Il
sindaco protesta per i <tagli>
( da "Sicilia,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: - scrive Carini al ministro dell'Istruzione Gelmini e al presidente Lombardo - le direzioni scolastiche riusciranno a garantire loro la continuità didattica? Sono interrogativi cui, al più presto, occorrerà dare risposte che consentano di proteggere i minori svantaggiati, nonché rassicurare le famiglie degli stessi".
"La
destra sta rovinando il Paese"
( da "Stampaweb,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini in testa, non si cura dei tagli alla scuola perché per il premier Silvio Berlusconi "la vera scuola degli italiani sono le sue televisioni". "Non contenta di aver subito un danno di 8 miliardi di tagli - ha spiegato Veltroni, parlando della Gelmini - di aver detto che 87mila precari diventeranno guide turistiche,
Scuola,
Gelmini: riduzione dell'orario scolastico
( da "Voce
d'Italia, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Enrico Panini: "La Gelmini ce lo faccia sapere" Scuola, Gelmini: riduzione dell'orario scolastico Nel piano presentato riduzione delle ore settimanali di elementari e materne Roma - Ancora rivoluzioni a scuola. Il piano dei tagli alla scuola del ministro Gelmini è pronto: sarà presentato ai sindacati della scuola.
Roma,
20:12 - GELMINI: VELTRONI DISPERATO SENZA FUTURO POLITICO
( da "Repubblica.it"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Ora
sui tagli vogliamo chiarezza ( da "Stampa, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che il ministro Gelmini vorrebbe reintrodurre a partire dal prossimo anno, potrebbe avere nella nostra provincia. Ma i sindacati vogliono iniziare a vederci chiaro; per questo la Cisl di Biella martedì incontrerà il leader Raffaele Bonanni. "Roma non ci ha ancora messo al corrente dei contorni del decreto - spiega il segretario Cisl scuola di Biella Giuseppe Miolo -
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
IMPERIA RIPRESA DELLA SCUOLA TRA
PROBLEMI DI MENSE E STRUTTURALI Domani è il D-Day per 25 mila studenti e 2300
professori [FIRMA]DIEGO MARRESE IMPERIA Domani le campanelle torneranno a
suonare in tutte le scuole della provincia per sancire l'inizio delle lezioni
per quasi 25 mila studenti. Tra mense non pienamente in funzione, problemi di
arredi e strutture non sempre risolti, i ragazzi torneranno in classe per dare
il via all'anno scolastico che si concluderà, secondo il calendario elaborato
dalla Regione, il 13 giugno del prossimo anno. In tutto saranno 1216 le classi
formate nelle varie scuole della provincia,
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.DOMANI PRIMA CAMPANELLA
Tutti in classe con o senza grembiule E forse tornano i voti Il suono delle
campanelle, domani mattina, segnerà la fine dell'estate per 24.041 scolari e
studenti astigiani, con una settimana di anticipo rispetto al calendario delle
stagioni. La ripresa, quest'anno, è però più incerta del solito. Tante le
notizie di riforme e "riformine" circolate nelle ultime settimane:
dall'obbligo del grembiule alla reintroduzione del voto
di condotta; dal ritorno alla maestra unica,
all'adozione del voto in numeri fin dalle elementari. Una
ridda di novità che ha spinto qualche genitore astigiano ad anticipare i tempi,
cercando i famosi grembiuli (di quale colore poi non si sa) persino
all'"Upim". Una mossa inutile, però, almeno per quest'anno. "Se
le indicazioni saranno confermate - spiega il provveditore Francesco Contino -
il grembiule dovrebbe essere reintrodotto dal prossimo anno. Il voto
in condotta, invece, è legge già quest'anno,
mentre per i voti in numero, bisognerà aspettare la conversione in legge del
Decreto, che definirà anche i tempi". In attesa che il Decreto sia
trasformato (la data è intorno a metà ottobre), alcune scuole astigiane hanno
deciso di introdurre il voto in numeri già dai primi giorni di scuola: è il caso del
5° circolo (scuole elementari "Rio Crosio", "Buonarroti" e
Serravalle). "Noi aspetteremo per i voti - commenta Giusy Riscaldina,
insegnate alla "Baracca", 3° circolo - Quanto al grembiule, oggi
esistono indumenti molto più comodi, come le felpe e le tute, che permettono ai
bambini di muoversi liberamente. Certe misure sembrano un ritorno al passato in
senso negativo". Qualche perplessità sulle novità la esprime anche il
provveditore Contino. "Queste misure non sono sbagliate di per sè -
chiarisce Contino - Credo però che non siano risolutive dei reali problemi
della scuola. Ma soprattutto, occorre che siano chiarite e motivate meglio,
altrimenti generano solo incertezza".\.
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA.IN ATTESA DELLA RIFORMA
L'appello Immigrati 9 studenti su cento "Tenete le sedi in montagna"
Da domani nella "Granda" aule aperte per 81 mila giovani e bambini
[FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Quasi 81 mila studenti (il 9% di stranieri) e 7.500
insegnanti iniziano domani le lezioni nei diversi gradi della scuola statale in
provincia di Cuneo: 5.100 bambini siederanno per la prima volta tra i banchi
delle elementari, 5.400 gli iscritti alla prima media e 4.650 i "primini"
delle superiori. Cui si aggiungono i circa 2.500 ragazzi fino ai 19 anni
impegnati nei corsi professionali della Provincia. In pratica, 96 ragazzi su
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Concita De Gregorio Più che altro stiamo
cadendo nella trappola magistralmente ordita in anni di politica televisiva da
Berlusconi e dai suoi ministri: discutere dei dettagli, attaccarci agli slogan,
accapigliarci su una scemenza di facciata senza arrivare mai alla sostanza
delle cose. Il grembiule, il voto, la bella cordata di imprenditori che
"vuole salvare la compagnia di bandiera", la tassa abolita,
l'immondizia sparita, l'esercito per strada che così sei più tranquillo quando
esci la sera. Chi non vorrebbe salvare Alitalia, camminare in strade pulite,
pagare meno tasse, avere figli che imparano in classe le regole della
convivenza e quando tornano a casa che è buio non debbano imbattersi in
prostitute abbrutite? La gente di sinistra, forse? E allora che problema c'è:
ecco qua il governo del fare, lasciatelo lavorare. La questione, purtroppo, è
che è un trucco. È il gioco delle scatole: una bella scatola col fiocco da
esibire, l'altra marcia da nascondere. Le tre carte. I limoni legati col nylon
alle piante del G8, la calza sull'obiettivo che maschera le rughe. È sempre
quel trucco lì, una toppa, e poi via per settimane a parlare del fiocco. È
evidente che lo scopo della proposta Carfagna non è quello di combattere la
prostituzione: è un progetto di decoro urbano, il suo. Una questione di ordine,
di eleganza dell'inquadratura. L'obiettivo è mostrare strade sgombre di viados.
Guardate che pulizia. Se volesse combattere la prostituzione dovrebbe occuparsi
della tratta di essere umani, di mafia del commercio sessuale, di chi fa
entrare in Italia milioni di ragazzine senza documenti e poi le riduce in
schiavitù, di come faccia e di chi glielo consenta. Dovrebbe poi anche
occuparsi dell'altra prostituzione, quella tutta italiana e non di strada: la
prostituzione "pulita" delle studentesse che ricevono in studi che
sembrano quello del dentista e poi la sera vengono a fare la baby sitter a casa
tua, ragazze ben pagate e ben consapevoli della loro scelta, del resto motivata
dalla richiesta di un esercito di uomini "per bene" che saldato il
conto tornano in ufficio. Non lo fa, naturalmente. Allo
stesso modo Gelmini esibisce la sua riforma come quella del grembiule e dei voti in
pagella, un bel ritorno all'ordine antico: peccato che tagli 90mila posti da
maestro e azzoppi la scuola. La scatola vuota e ben ripulita dai debiti della
cordata Alitalia, le tasse comunali che cambiano nome, l'esercito che fa la
guardia alle discariche ma si dimentica dei treni dei tifosi. È sparita
la camorra, a Napoli? Gomorra era uno scherzo? Certo che no, ma conta la foto. Un
bell'annuncio, un bel grembiule blu, quattro soldati con la mitraglietta cosa
vuoi che sia se poi alle volanti hanno tagliato la benzina. Devono solo stare
fermi, tanto. E poi tutti giù a parlare di estetica, pazienza per l'etica. La
lettera.
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Franco Frabboni In questi mesi estivi,
le interviste del ministro dell'Istruzione hanno inondato i mass-media. Con veemenza narcisistica, la Gelmini ha
coinvolto il mondo della scuola in una sorta di referendum - un sì o un no - su
questa bandiera/proclama posta sulla sua montagna riformistica. "Questa
nostra scuola spendacciona dovrà finalmente risparmiare. Le casse vuote dello
Stato, lo reclamano". Ci permettiamo di aggiungere che a farle
tirare dolorasemte la cinghia saranno quattro topolini e un mostro:
Meritocrazia, Grembiule, Voti in cifre, Cinque in condotta (i topolini);
Maestro unico (il mostro). Non occorre la sfera di cristallo per capire dove
mirano le mosse ideologiche (senz'anima pedagogica: indifferenti alla mente e
al cuore della persona) di una ministra travestita da Pinocchio che confessa il
suo amore-per-la-scuola al punto che il naso le si allunga all'infinito. Un
amore bugiardo. Perché le chiede in contropartita - oltre a una pesante cura
dimagrante - di fungere da apparato ideologico (Althusser è vivo in lei!) della
Destra al Governo. E la scuola è un'eccellente palestra per manipolare le menti
e per introdurre competitività e individualismo. Dunque, la Gelmini
chiede agli inquilini della sua montagna, sia di rubare alla scuola i suoi gioielli
più prestigiosi, sia di imporle robuste catene. Andiamo con ordine. 1. La
Meritocrazia. È il primo topolino sbucato dall'anfratto più oscuro della
montagna. Una duplice domanda. Quale gioiello ruba alla scuola, impoverendola?
Il diritto di tutti all'istruzione. Quale catena impone alla scuola,
snaturandola? La selezione. La Meritocrazia trasforma la scuola in un ascensore
sociale dotato di pulsanti d'uscita per ciascun piano del suo edificio
formativo. L'ultimo piano (l'attico) è destinato ai più meritevoli: la futura
classe dirigente del Paese. 2. Il Grembiule. È il topolino/Amarcord del
ministro che rammenta come ai suoi tempi la divisa fosse il simbolo
dell'ordine, della disciplina, della deferenza. Una duplice domanda. Quale
gioiello ruba alla scuola, impoverendola? La diversità. Quale catena impone
alla scuola, snaturandola? Il conformismo. Il Grembiule è simbolo di
scolaresche plastificate: identiche, anonime, prive di segni identitari. Un
conformismo che è caro al Mercato (il consenso di massa assicura il profitto) e
al Mediatico (l'alto indice di ascolto premia l'offerta Tv che non fa pensare).
3. I Voti in cifre. È il Topolino uscito senza preavviso dal cappello a
cilindro del ministro. Una duplice domanda. Quale gioiello ruba alla scuola, impoverendola?
Le intelligenze multiple. Quale catena impone alla scuola, snaturandola? I
saperi/verità. I voti in cifre documentano - sotto la dubbia veste
dell'oggettività - soltanto punteggi freddi, impersonali. Ma dietro ad un 7 o a
un 4 che cosa c'è? Poco più del nulla. Sicuramente, nessuna valorizzazione
dell'allievo/scout: pieno di domande, di perché, di dubbi. E perché no: di
dissensi! 4. Il Cinque in condotta. È il Topolino più amato dal ministro. Una
duplice domanda. Quale gioiello ruba alla scuola, impoverendola? La
cooperazione e la solidarietà. Quale catena impone alla scuola, snaturandola?
La gerarchia e il consenso. Non si può incitare il docente - come fa il
ministro - a bocciare gli scolari indisciplinati quando la classe
tendenzialmente li ingessa nei banchi. Quando non lascia in vita le domande
"segrete" che turbano il loro cuore. Quando l'oralità spontanea e
creativa viene condannata come codice trasgressivo. 5. Il Maestro unico. Siamo
al cospetto del Mostro blandito dal ministro. Dispone di un'enorme forza
distruttiva nei confronti del Tempo-pieno e della Scuola-dei-moduli. Una
duplice domanda. Quale gioiello ruba alla scuola, impoverendola? Il pluralismo
delle idee. Quale catena impone alla scuola, snaturandola? Lo svuotamento del
corpo docente. Costringere la nostra scuola primaria (premiata come la più
bella del vecchio Continente) nella notte del maestro/unico significa
retrocederla in una "scuoletta" che si nutre di conoscenze
parcellizzate (da memorizzare e ripetere fedelmente) e di saperi assiomatici
che non permettono al discente nessun consumo critico. Di più. Il ministro sta
per "tagliare" nella scuola primaria quasi centomila docenti! Una
cura dimagrante che avrà ripercussioni devastanti sul Tempo-pieno. Privato
della dirimpettaia Scuola-dei-moduli, il full-time diventerà il
"ghetto" di accoglienza dell'utenza povera: extracomunitaria e
disabile.
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
"Mi confronto sempre con punti
di vista opposti ai miei per capire e sapere..." Lerner: penso alla
fidanzata di Frattini... di Toni Jop R icomincia, domani sera su La7, da
Tavaroli, lo spione Telecom in studio, di fronte a Massimo Mucchetti, uno degli
spiati. Lerner dice: se cercate una foto del potere italiano, dell'intreccio
tra imprenditori e politica, eccovela e buona visione. Noi, che abbiamo negli
occhi le trascrizioni delle intercettazioni di questa creativa ragnatela di
scambi, di relazioni, di favori, di contatti che doveva servire il processo di
assestamento del sistema Italia, mangeremo il rospo. Qualcosa accadrà in quello
studio e se e quando accadrà non avverrà comunque in un'ottica di servizio al
potere: nient'altro che la condizione minima di ogni informazione giornalistica
e tuttavia tradita da un mare di servitù televisive ansiose di scodinzolare.
Cos'è che ci convince che le scalinate tv di Lerner abbiano un dna pulito?
Forse il fatto che gioca a carte scoperte, non cerca di smerciare imparzialità
o equidistanze, sta da una parte ma rispetta la sua curiosità e di conseguenza
anche i nidi di vipere nei quali affonda spesso le mani; vuol capire, sapere e
per questo sta al gioco delle cose; ti regala la sensazione che ogni
trasmissione, per quanto preparata, sia un modesto ma sincero percorso di
conoscenza che matura passo dopo passo, un'avventura, sua prima che del
pubblico, dalla quale lui, il conduttore, può addirittura uscire con le ossa
rotte, c'è una quota di rischio... Vero? Falso? "Vero. Ogni tanto le
prendo. Mi è successo. Le ho buscate, ricordo, da un sindaco di Verona che è
riuscito a far passare come ovvie le sue cose sugli immigrati, con Cacciari che
gli dava ragione...Comunque, dal mio punto di vista, sempre meglio che ospitare
la solita compagnia di giro di politici che a turno goffamente giustificano le
sorprendenti svolte delle cose dei nostri giorni...". Avrai il tuo daffare
con Tavaroli, allora. Tutti e due sapete con chi parlate in tv, ma lui sa con
chi parli tu mentre tu puoi non sapere con chi lui stia parlando davanti alle
telecamere... "Sta tutto qui: cerco di raccontare senza assecondare, cerco
una giusta misura...è una formula che contiene il rischio in modo
strutturale...". Così neanche il tuo albero genealogico ha misteri: sicuro
sei un nipotino di Rousseau... "Ci provo a stare aggrappato alla
razionalità, anche dentro questa scatola tv che sappiamo vivere di suggestioni,
di messaggi sbliminali, di malumori. Continuo in questo a sentirmi un
giornalista della carta stampata prestato al video dove mi illudo possa passare
anche il ragionamento. Del resto, credo che anche la mia età e il mio passato
mi mettano nella necessità di provarci...". Strano. Una morale legata al
tempo anagrafico del corpo in tv non è fatto consueto, anzi... "Ma Obama è
molto più giovane di me che fra poco compirò 54 anni e si considerano giovani
in politica i miei coetanei, ma non lo sono, non sono "giovani".
Giovani sono quelli dai quali mi attendo l'elaborazione di nuovi linguaggi
anche televisivi, di nuove tecniche. A noi tocca un lavoro di testimonianza,
una certa forma di resistenza se si vuole al pensiero corrente, ricorrendo a un
tono pacato che evochi il nuovo senso civile degli italiani...". Sempre
più strano. Sei fuorimoda perché hai uno sguardo prospettico sul presente
dotato di una focale piuttosto lunga, mentre tutti si guardano le punte delle
scarpe, eppure, scusa, sei un "must" perché oggi più che mai quello
sguardo è una linea di frontiera avanzata e infatti opportunamente parli di
testimonianza. È l'altalena della nostra civiltà che ti spinge in alto: sei
importante proprio perché in qualche modo "fuorimoda"...
"Mettiamola anche sul piacere. Fare tv oggi puntando sull'analfabetismo
del tuo pubblico, abbassarsi o peggio adulare il popolo tv con luoghi comuni:
tutto questo è noioso per me. Credo sia giusto stimare il tuo pubblico e ne ho
avuto conferma imbastendo riflessioni sull'anima, su Gesù, su Israele. Ora
vorrei fare una trasmissione sulla nostra fabbrica della vanità, su come questa
fabbrica serva a fare soldi, partendo dalle foto della nuova fidanzata del
ministro Frattini apparsa con stivali e frustino su Vanity, oppure da quella della ministra Gelmini in
versione Audrey Hepburn su Panorama...Insomma, continuerò a confrontarmi con
punti di vista radicalmente opposti ai miei". Finché il revisionismo
riuscirà a mettere la Rivoluzione del 1789 tra gli eventi all'indice...
"Resto dell'idea che gli uomini siano tutti uguali. Se oggi Larussa
e Alemanno si dicono patrioti e sostengono che in fondo il fascismo non era
così male, ecco credo che non stiano ricorrendo a residui di militanza: mi pare
che questa cultura corrisponda all'umore di un paese in cui il nazionalismo
identitario è considerato più importante dei principi democratici; se si
muovono così è perché elettoralmente interpretano una pulsione diffusa...Mi
limito a raccogliere tutto questo, senza puzza al naso...Invece di
scandalizzarci, andiamo a vedere perché...". TELEVISIONE Domani su La7
torna il suo "Infedele" e si tuffa nei file riservati della Telecom.
Gad Lerner rischia ogni volta e lo dice: "Qualche volta ne sono uscito
anche con le ossa rotte". Ma senza truccare le carte.
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Gelmini sfrenata: "Taglierò le ore di
insegnamento. E i precari non si illudano" Fischi per il ministro alla
festa Udc. "La spesa è fuori controllo, riduciamo le materie a quelle
essenziali: italiano, matematica, scienze, lingua..." / Chianciano Terme
Mariastella Gelmini non fa sconti a nessuno. E la sua
legge oggi risuona di un doppio slogan. Primo: meno ore di insegnamento.
Secondo: i precari non si illudano. Insomma, il ministro per l'Istruzione - che
è stata sonoramente fischiata dall'uditorio della festa dell'Udc a Chianciano
Terme - non demorde. La spesa per l'istruzione è "fuori controllo",
dice Gelmini, tanto che per risparmiare è pronta anche
a ridurre le materie di insegnamento a quelle "essenziali". La
ministra ha anche annunciato che venerdì prossimo 19 settembre, presenterà alle
parti sociali il piano programmatico che attuerà la Finanziaria basato
innanzitutto su una riduzione delle ore di insegnamento. "È chiaro che non
vengono licenziati gli insegnanti di ruolo - ha rassicurato Gelmini
- ma la spesa per l'istruzione è aumentata del 33%, è fuori controllo, senza
avere aumentato stipendi, senza avere adeguato le strutture. Secondo voi
possiamo andare avanti così? Posso raccontare che i soldi aumenteranno? Non
sono un prestigiatore: le ricorse sono queste troviamo la modalità per
riqualificare la spesa". Il ministro ha ricordato che negli anni la
politica sia di destra che di sinistra "ha sovrastimato la capacità della
scuola di assorbire posti lavoro creando un numero notevolissimo di precari cui
la politica non è in grado di dare risposte. Non voglio essere responsabile nel
creare illusioni che poi diventano cocenti illusioni. Non possiamo prendere in
giro una generazione, dobbiamo dire le cose come stanno". Tuttavia Gelmini ha parlato della "possibilità di introdurre
misure premiali per gli insegnanti, di aumento delle borse di studio, grazie a
quel 30% di risparmi contenuti nella finanziaria. Venerdì 19 presenterò alle
parti sociali il piano programmatico che attuerà la manovra. È una proposta che
si basa su un dato: la nostra scuola ha il maggior numero di ore in Europa, è
il caso che le rivediamo e puntiamo sugli insegnamenti fondamentali: italiano,
matematica, scienze, lingua straniera". Per il resto, Gelmini insiste
nel dire che non verrà toccato il tempo pieno: "Il governo sa
perfettamente quanto il tempo pieno sia importante per le famiglie, nessuno di
noi si sogna di farlo venire meno", ma la scuola "secondo Gelmini" - dal voto in condotta al maestro unico,
passando per la riduzione del monte ore - per il Pd è, come dice
Mariapia Garavaglia, "solo una strategia per far quadrare i conti, senza
nessun progetto educativo chiaro alla base". Il ministro ombra
contrattacca: "È il governo che ne ha fatto solo una questione di
bilancio". Applausi. Fischi, invece, per la favorita di Silvio: anche
quando la Gelmini prova a conquistare la platea
citando Ratzinger e don Giussani, la Garavaglia se la riprende: il fondatore di
cl lo chiama, familiarmente, "il gius" e, ricorda, "quella è la
mia storia, quelle citazioni non mi impressionano". Infine, il ritorno del
voto in condotta. Una scelta, sostiene la senatrice
del Pd, "che non tiene conto dei contesti, delle relazioni, delle
difficoltà di alcuni quartieri: "Quando avrò bocciato per il voto in condotta un ragazzo di Scampia forse l'avrò perso
per sempre. E se perde anche un solo ragazzo in questo modo, la scuola
fallisce". Condanne al piano della Gelmini
arrivano anche dal ministro ombra del Pd Mariangela Bastico: "È una
riforma che attacca l'impianto della scuola di base, sopprimendone il suo
carattere fondamentale: il tempo lungo e disteso". "In questo modo
-aggiunge la Bastico- si arrecherà un danno incredibile alle donne che
lavorano". Intervenendo successivamente alla festa dei giovani di An a Roma
- ossia di fronte ad una platea ben più amichevole nei suoi confronti - la Gelmini se la prenda con la sinistra: "Mi sorprende che
la sinistra abbia annunciato manifestazioni e mobilitazioni contro le nostre
iniziative prima ancora di conoscere il piano programmatico che verrà
presentato la prossima settimana. È questo il confronto che vogliono?".
Dice Mariastella che "l'opposizione sta diffondendo un clima di falso
allarmismo sui temi della scuola". Ah sì? Provi a chiedere agli insegnanti
cosa ne pensano.
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Alle superiori
bocciati in crescita "Bisogna ridurre l'orario scolastico" Ecco il
piano tagli della Gelmini Nigro,
pasolini, reggio alle pagine 14 e 15 SEGUE A PAGINA 14.
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca All'estero "Troppo
tempo sui banchi va ridotto l'orario scolastico" La Gelmini fischiata alla festa Udc."Ma la spesa è fuori
controllo" LUCIANO NIGRO DAL NOSTRO INVIATO CHIANCIANO - Meno ore sui
banchi "come nel resto d'Europa". E un forte impegno per
riqualificare "la spesa scolastica oggi fuori controllo". Il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini rilancia la campagna per
ridurre i costi della scuola alla festa dei centristi dell'Udc, accolta
da contestazioni e da qualche fischio della parte più moderata dell'opposizione
che invece applaude convinta il ministro ombra del Pd Maria Pia Garavaglia.
Arriva a Chianciano Terme annunciando che venerdì "presenterà il piano
programmatico per la scuola", Gelmini. Una scelta
attesa, dopo un'estate di discussioni sul ritorno del grembiule e del voto in
condotta (che piacciono alla platea centrista) e di preoccupazioni sul taglio
di 87 mila cattedre alle elementari (che a Chianciano non piace affatto).
"La spesa scolastica nel 1999 era di 33 miliardi, oggi è di 43 miliardi -
spiega il ministro - e tutto questo è avvenuto senza aumenti di stipendio per
gli insegnanti che sono i più bassi d'Europa e senza migliorare la qualità
delle strutture. Possiamo andare avanti così?". Per questo, insiste,
occorre stringere la cinghia e "il 30% dei risparmi realizzati per
riqualificare la spesa sarà investito nella premialità degli insegnanti".
In altre parole: aumenti per i docenti migliori. Inoltre, per il ministro,
"occorre ridurre il numero di ore di lezione, visto che in Italia se ne
fanno più che in qualunque altro paese d'Europa. Punteremo di più sulle materie
principali: italiano, matematica, scienze, lingue straniere". Alle
opposizioni, Gelmini chiede di "non fare della
scuola un oggetto di scontro ideologico". Ed è qui che Garavaglia trova lo
spiraglio per l'attacco. "è il governo - dice - che ha trasformato la
scuola in una questione di bilancio. Ma quasi 7,8 miliardi di tagli sono
troppi, soprattutto se vengono usati per eliminare l'Ici. Solo per far quadrare
i conti, senza un progetto educativo". Si prende applausi il ministro
ombra del Pd, come il giorno prima era accaduto a D'Alema mentre veniva
fischiato il capogruppo dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. Prova a
replicare Gelmini che promette di presentare alla
conferenza dei rettori il piano per la ricerca scientifica entro fine mese.
"Il governo - si difende - non ha tagliato i fondi per la ricerca, ha solo
bloccato il turn over per i ricercatori. Anzi, ho aumentato di 60 milioni il
fondo per riportare in Italia i giovani ricercatori che lavorano
all'estero". Primi fischi, isolati. Che si aggiungono a quelli che piovono
quando il ministro tocca il tema dei precari, tema che le aveva fatto dire che
non tocca al suo ministero farsene carico. "Ma io - taglia corto Gelmini - non voglio alimentare illusioni che poi diventano
cocenti delusioni". Più tardi preciserà: "La sinistra si mobilita
senza conoscere i piani, si sta diffondendo un clima di falso allarmismo".
E tra le iniziative in cantiere, annuncia: "Il voto in condotta non sarà
usato ideologicamente, ci sarà a regolamentarlo una circolare
ministeriale". Contro il bullismo pensa di istituire una "Giornata
del volontariato", e sull'edilizia scolastica progetta una ricognizione a
tappeto.
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Elementari e materne in
classe solo di mattina I tagli previsti dal ministero, 24 ore a settimana.
Tecnici e professionali i più colpiti Il documento Se le famiglie lo
richiederanno, sarà però possibile prolungare le lezioni MARIO REGGIO ROMA -
Tempi duri per i più piccoli. E per i loro genitori. Il
piano dei tagli alla scuola del ministro Gelmini è pronto.
Verrà presentato venerdì 16 settembre ai sindacati della scuola. Tempi duri per
chi frequenta le scuole materne ed elementari. Per quella dell'infanzia
l'orario verrà ridotto a 24 ore a settimana con una sola maestra. Oggi le
maestre sono due e assicurano 40 ore a settimana. In sostanza, tutti a
casa a mezzogiorno e mezzo. Però con le maestre di ruolo in esubero potrà
essere esteso il servizio. Stessa musica per le elementari con qualche
variazione sullo spartito. Il principio base è: maestro unico e 24 ore a
settimana. Ma se le famiglie lo richiedono alla scuola l'orario potrà essere
prolungato a 27 o 30 ore, a condizione però che l'organico lo consenta. Peccato
che il numero degli insegnanti venga stabilito sull'orario base, cioè 24 ore.
Nello "Schema di piano programmatico del Ministero dell'Istruzione di
concerto con il Ministero dell'Economia" c'è di tutto: considerazioni
pedagogiche, tabelle, numeri, proiezioni. Il ministro Gelmini
insiste: il maestro unico rafforza il rapporto educativo tra docente e alunno e
tra maestro e famiglia. "Nell'arco tra i 6 ed i 10 anni si avverte il
bisogno di una figura unica di riferimento - si legge nel piano - con cui
l'alunno possa avere un rapporto continuo e diretto". C'è però qualcosa che
non va: nel decreto approvato dal governo, il maestro unico è previsto solo
nelle prime tre classi delle elementari. "Ci sono molte cose che non si
comprendono - commenta il segretario nazionale della Cgil Enrico Panini - nelle
tabelle si parla di 10 mila tagli per i maestri, ma si tratta solo del primo
anno, nell'arco dei 5 anni diventeranno 50 mila. Poi non è mai citato il tempo
pieno. Anche per medie e superiori vengono tagliate le ore, ma quali materie
subiranno un ridimensionamento? La Gelmini ce lo
faccia sapere". Cosa succederà alle scuole medie inferiori? Solo nel
prossimo anno scolastico, con la riduzione dell'orario settimanale da
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Milano, il preside del
liceo classico Parini Carlo Arrigo Pedretti "Così danneggiano i più poveri
la tv sarà sempre più baby sitter" Chi ha i mezzi manderà i figli alle
scuole private. Si va verso un Paese meno egualitario, meno civile CATERINA
PASOLINI MILANO - "Si preferisce fare spese militari piuttosto che puntare
sui ragazzi, su una scuola che funzioni. La crisi economica non è una
giustificazione, qui è questione di scelte". A parlare è il preside del
liceo classico Parini di Milano, Carlo Arrigo Pedretti. Contrario
al programma Gelmini? "Sono perplesso anche perché vorrei che a decidere di
scuola fosse qualcuno che ci ha lavorato direttamente. Comunque non è questione
di tagliare le ore, ma di avere un progetto complessivo. Sono trent'anni che in
Italia andiamo avanti mettendo pezze, ci vuole una riforma organica della
scuola. E io qui non vedo un'idea precisa e articolata su quale
istruzione si voglia per il futuro". Meno ore, quindi alunni più
impreparati? "Guardi, non è tanto questione di ore, il programma si può
anche fare in meno tempo, ma non bisogno dimenticare che la scuola ha un ruolo
sociale". Non solo cultura? "Ci lamentiamo tanto dei bambini che
vivono davanti alla tv, ma se i genitori lavorano dove staranno i figli usciti
in anticipo dagli asili, dalle scuole, se non verrà garantito il tempo pieno?
Non avranno altra baby sitter della televisione, aggravando il divario sociale
che già è forte". Colpiti i poveri? "Sì, perché chi ha i mezzi ma ha
non tempo manderà i figli alle scuole private, spesso gestite da religiosi, che
garantiscono attività nel pomeriggio, gli altri dovranno arrangiarsi. Così si
va verso un paese dove si perde sempre più l'anima laica, egualitaria, di pari
opportunità. Un paese meno civile".
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Torino Novità,
curiosità, vecchi problemi e futuro incerto Domani riaprono le aule, ecco che
cosa ci aspetta "La scuola comincia zoppa" Aschieri, Cgil:
"Troppi buchi, organico sotto di 350 insegnanti" Anno scolastico al
via E poi il riassetto, a causa della Finanziaria, sarà pesante per le
famiglie: potrebbero chiudere cento scuole DIEGO LONGHIN "Altro che tutto
in regola. Il nuovo anno scolastico parte male, nonostante le rassicurazioni
del direttore De Sanctis che prima pone i problemi e poi fa
retromarcia bacchettato dal ministro Gelmini".
Rodolfo Aschieri, segretario regionale della Cgil Scuola, fa un bilancio della
situazione a poche ore dal ritorno sui banchi. E il quadro è nero. Partiamo
dalle questioni concrete. I ragazzi che domani entreranno troveranno le
cattedre vuote o gli organici sono stati completati? "Abbiamo molti
dubbi. Le scuole stanno facendo i salti mortali. Gli istituti non sono riusciti
ad assegnare i posti liberi e devono ancora nominare molti insegnanti, bidelli
e assistenti tecnico amministrativi. Le operazioni procedono a rilento e al 12
settembre, termine ultimi, sono rimasti molti buchi: qualche migliaio tra
docenti e personale Ata, soprattutto negli istituti professionali. E poi, una
volta completati gli organici, il numero di maestre e professori è
insufficiente". Perché? "è lo stesso De Sanctis che ci ha fornito i
numeri in una riunione prima della pausa estiva, provocando la reazione
dell'assessore all'Istruzione della Regione, Gianna Pentenero, che ha scritto
al ministro Gelmini per chiedere più insegnanti".
Di quanti docenti avrebbe bisogno la scuola piemontese? "I problemi sono
tre. Rispetto allo scorso anno c'è stata una crescita, dichiarata dalla stessa
direzione regionale, di 500 allievi disabili. Il che vuol dire 250 posti in più
per docenti di sostegno. Poi bisogna garantire il tempo pieno e mancano maestre
nella scuola dell'infanzia. Quindi dai 300 ai 350 insegnanti in più. Gelmini aveva promesso di occuparsene. Il risultato? Avere 20
posti in più nelle scuole materne. Un risultato insufficiente". E il
direttore scolastico non ha reagito? "Il direttore regionale ha poi
sostenuto che il numero di ragazzi portatori di handicap era sovradimensionato.
Ma ci è sembrata una retromarcia indotta dal ministero più che un ricalcolo
della situazione. E poi il Piemonte, a causa di un errore tecnico, è stato
penalizzato rispetto al personale non docente". Penalizzato in che modo?
"Per un disguido sugli organici sono stati tolti, ma è uno sbaglio, 81
posti. Tagli che pesano, soprattutto nelle scuole più piccole, al di fuori
dell'area torinese". Ai problemi concreti si aggiungono le novità
introdotte dal ministro Gelmini. Che effetti avranno?
"Quello di non garantire un regolare avvio, di creare problemi alle
famiglie, come organizzazione, e ai ragazzi, a livello di didattica. Il
ministro dice che sul tempo pieno e sulla maestra unica non ci saranno
problemi, ma non sarà così. E il problema scoppierà subito". La Regione e
le Province stanno studiando un ridimensionamento delle scuole con accorpamenti
degli istituti. Quante scuole verranno chiuse in Piemonte? "Non abbiamo
ancora dati ufficiali, ma il riassetto sarà pesante. Da quello che ci aveva
comunicato l'assessore Pentenero il progetto della Regione era praticamente
fatto, ma ora sembra che, causa Finanziaria, ci sarà un ulteriore giro di vite
sui tagli degli istituti. Si parla di circa 100 scuole chiuse su un totale di
680".
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma
Domani in classe Scuola nel caos "a lutto" 70 elementari TEA MAISTO Primo
giorno di scuola elementare con proteste. Domani assemblee, striscioni e
raccolte di firme in oltre 70 istituti contrari al maestro unico. E genitori e
maestre col lutto al braccio e la scritta "il futuro dei bambini non fa
rima con Gelmini". SEGUE A PAGINA VII.
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Roma E al concerto
delle scuole polemica tra assessori Contro tagli e maestro unico elementari,
riapertura nel caos TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) Capofila del
comitato "Non rubateci il futuro" nato a inizio mese da una ventina
di istituti è l'elementare Iqbal Masih, al Casilino, che già da domani entra in
occupazione. "Alla prima ora incontriamo i genitori - spiega la maestra
Paola Arduini - poi le lezioni e al termine inizia l'occupazione. Ci sarà un
incontro con esperti e si esibirà il coro multietnico dei bambini".
Volantinaggi contro il maestro unico anche nella scuola di via Funi ad Acilia
dove dovrebbe andare in visita Alemanno e sulla scuola il VI municipio domani
ha organizzato un consiglio municipale aperto. Mentre maestre e mamme annunciano
di tornare sotto Montecitorio all'inizio dell'esame del decreto in Commissione
cultura. Protesta anche la Cgil scuola di Roma e Lazio. "Il primo giorno
deve essere ricordato come uno dei più belli della vita e non come un giorno di
lutto con le maestre con la fascia nera al braccio" polemizza l'assessore
comunale alla scuola Laura Marsilio. Che annuncia un'iniziativa: "Faremo
anche i "Ludi romani", i giochi della gioventù per i bambini delle
elementari". Ieri pomeriggio però, l'assessore ha avuto un momento di
nervosismo. Durante il concerto di inaugurazione dell'anno scolastico 2008-09
organizzato dalla Regione Lazio, la Marsilio ha lasciato anticipatamente la
sala di via della Conciliazione in polemica con l'assessore
regionale Costa che nel suo discorso ha criticato i tagli alla scuola del
ministro Gelmini: "Sono stanca di sentire un comizio politico" così il
suo commento. Ma protestano anche gli studenti più grandi. Dopo che venerdì i
liceali del Virgilio hanno trovato i cani anti-droga fuori scuola, ieri hanno
affisso uno striscione "out of control: fuori la polizia". E
domani al Mamiani continueranno a distribuire gratis i cd con i testi
scolastici.
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Napoli Dario
Scalabrini, organizzatore della manifestazione "Altro che evento-caos c'è
stata tanta qualità" MARIA PIRRO DARIO Scalabrini, direttore dell'Ente
provinciale per il turismo (Ept) di Napoli e organizzatore della Piedigrotta.
Un bilancio della festa? "Positivo. Napoli ha riconquistato la sua
festa". Cosa ha funzionato? "Innanzitutto la qualità degli
spettacoli, molto alta per una manifestazione popolare. Portare in piazza del
Plebiscito il tenore Carreras, con 60 mila spettatori, è stato un successo.
Anche l'organizzazione è stata abbastanza puntuale. La Piedigrotta è sempre
stata vista come una festa un po' caotica". Cosa non ha funzionato?
"Faremo uno screening degli errori da superare. Comunque, penso a un più
decisivo coinvolgimento della città: c'è una parte che guarda alla festa con
diffidenza e senza entusiasmo". Un voto per la musica, uno per
l'organizzazione, un altro per la promozione dell'evento? "I
voti li ha rimessi in mezzo la Gelmini, da ministro
dell'Istruzione. Io do un giudizio: buono per tutte le voci. Non dico ottimo,
perché si può fare sicuramente meglio". Un momento emozionante?
"L'incontro con il cardinale Sepe che, in chiesa, davanti a tutti i fedeli
ha applaudito alla manifestazione". Il momento più difficile?
"La partenza. Non si poteva parlare di sfilata dei carri e di canzoni con
la spazzatura per strada. Solo a fine maggio siamo tornati a essere operativi,
ma a quel punto abbiamo avuto una serie di difficoltà nel rendere concrete
alcune idee che avevamo messo a punto". Gli albergatori dicono che la
festa non ha fatto tornare i turisti. "Piedigrotta è una kermesse
importante, ma non può essere la panacea di tutti i mali. Un solo evento non
può far ribaltare la scena dei flussi turistici, ma un clima migliore, con
mostre ed eventi, aiuta a rilanciare l'immagine della città". I pacchetti
Easy Napoli avrebbero dovuto servire anche a questo. "Mi risulta siano
stati utili, anche se gli albergatori dicono il contrario: piuttosto,
potrebbero usare meglio queste occasioni" Dunque, l'appuntamento è per
Piedigrotta 2009? "Ci provassero a bloccarmi. Vale la pena insistere: tra
10 giorni saremo già al lavoro".
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XII - Napoli UN COMPITO PER
IL PD RISOLLEVARE LA SCUOLA PAOLO FRASCANI i discute se far vivere il Partito
democratico napoletano prima o dopo il tesseramento degli iscritti e vengono al
pettine i nodi di contrapposizioni ben radicate nella storia e nel sistema di
potere del centrosinistra. Il linguaggio usato è quello delle parole d'ordine
tipiche del ristretto circuito dei professionisti della politica: si mostra
attento, quasi pudico, nel non coinvolgere la gente comune, suscitandone
entusiasmi ed emozioni. Il cittadino che si riconosce nel partito dei riformisti
non capisce e si domanda, invece, perché sia così difficile far cambiare rotta
alla nave dei democratici in balia delle onde, affidandola, fuor di metafora, a
qualcuno capace di parlare alle sue ansie e alle sue aspettative. Le occasioni
per riaprire questo dialogo non mancano e sono offerte dai fatti di ogni
giorno, resi sempre più gravi dalla situazione economica e delle scelte del
governo. Prendiamo il caso della scuola. Il tormentato ritorno nelle aule di
docenti e studenti si iscrive in un più ampio movimento di reazioni a catena innestate su scala nazionale dalle decisioni del
ministro Gelmini. Ma da noi acquista tinte più forti e drammatiche. A Napoli non
si tratta solo di evitare che alcune migliaia di maestri passino dal precariato
alla disoccupazione, né di trovare il modo di incrementare il flusso di risorse
destinate a migliorare la qualità dei servizi, come ha spiegato, su queste
pagine, Luigi Nicolais. è l'intera filiera della formazione a mostrare i
segni della difficoltà di corrispondere alle esigenze di una società in ritardo
di sviluppo e in profondo disagio culturale e civile. La scuola napoletana
traballa anche per l'incapacità dell'intera collettività di valorizzarla e di
sostenerla. è esemplare il caso degli edifici scolastici destinati al ricovero
dei senza tetto. Nemmeno il carismatico professore missionario interpretato da
Sergio Castellitto nel buon serial televisivo messo in onda da Canale 5, si è
dovuto confrontare con lo spettacolo di devastazioni di luoghi e arredi di
edifici scolastici ospitanti gli sfollati del centro storico. E non meraviglia
che, in controtendenza al sostegno dato all'edilizia scolastica dagli enti
locali - la Provincia in particolare - spicchi l'agghiacciante dato
dell'abbandono scolastico del 60 per cento degli allievi bocciati al primo anno
delle superiori. Sono fatti che rivelano uno scollamento tra scuola e società
che merita di non essere archiviato tra i tanti elementi della anormalità
napoletana. Fanno infatti riaffiorare la endemica arretratezza culturale di
vaste aree sociali, in cronico ritardo nell'acquisire adeguati livelli di
scolarizzazione fino all'affinamento culturale e scientifico perseguito
attraverso l'impegno e la selezione meritocratica. è un esito che tocca il
cuore delle nostre quotidiane vicissitudini, Che cosa è mai, infatti, il
disordine in cui siamo quotidianamente immersi, con la diffusa resistenza a
seguire regole e comportamenti civicamente condivisi, se non la prova irrefutabile
della presenza sempre più debole e ininfluente dell'istituzione scuola nella
nostra società? E possiamo continuare a far gravare questioni di tal rilevanza
sulle sempre più fragili spalle di un corpo docente precario e demotivato,
pensando di poterle governare e risolverle a distanza, dalle stanze lontane e
ormai ostili del ministero romano, senza che anche la politica e l'intero
sistema della società civile locale, se ne facciano in qualche modo carico? La
scuola a Napoli è, come la camorra, un'emergenza primaria e va posta, con tutti
i suoi risvolti simbolici e culturali, al centro del progetto di rinnovamento
complessivo della città. Deve diventare, con l'intero sistema della formazione,
il punto di riferimento di un integrato programma di sostegni economici
compensativi, almeno in parte, dei tagli indiscriminati proposti dal governo
centrale, ma ambire anche a essere il laboratorio di pratiche didattiche e di
sperimentazioni innovative rispondenti alle esigenze del territorio. C'è ne
abbastanza per mettere in scena una rappresentazione di successo per un Pd
capace di tirarsi fuori dal vortice autolesionista in cui sembra attualmente
immerso. Basti pensare al potenziale di energie e di intelligenze che ruotano
intorno al mondo dell'istruzione. Il copione di una politica di tal genere
prevede, però, anche l'attribuzione di altre parti di rilievo. Imprese e
università devono collegarsi al già vitale universo del volontariato e
dell'associazionismo di quartiere. Ma l'istituzione che si accolla l'onere di formare
i nuovi docenti deve fare di più. Non può dismettere, come finora è spesso
avvenuto, un ruolo di ulteriore guida e sostegno nei confronti del mondo della
scuola. Deve aprirsi ad aggiornamenti continui e a forme di tutoraggio e di
stabile comunicazione. è un compito che onora, del resto, un debito contratto,
da molti di noi, in un passato ormai lontano, quando la claustrofobica e
autoritaria scuola della nostra giovinezza seppe insegnarci, ben prima
dell'università, i fondamenti del nostro mestiere.
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Firenze Domani inizia la
scuola. Col lutto al braccio e le manifestazioni fuori dagli istituti. Genitori
e studenti, maestri e professori protestano contro le
riforme del ministro Gelmini, a cominciare dalla prossima introduzione del maestro unico. Ma
intanto si comincia. La campanella suona domani per 445.000 ragazzi toscani. Ad
attenderli edifici scolastici nuovi e vecchi, buona parte dei quali non sono
completamente sicuri secondo il Codacons. SERVIZI A PAGINA II E III.
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Firenze Cristian,
romeno, 15 anni, viveva in una cabina dell'Enel Senza casa né penne la cultura
mi salverà (SEGUE DALLA PRIMA CRONACA) MARIO NERI Cristian, 15 anni, romeno, è
arrivato a Firenze nell'agosto 2007 dopo due anni passati in un orfanotrofio di
Bucarest, lontano da Ioana, sua madre, costretta a venire in Italia per
guadagnare qualcosa. "Quando sono arrivato non avevamo niente, poi, tante
persone mi hanno aiutato. Ora ho tutto quello che mi serve, libri, quaderni, e
anche un computer", dice seduto sul suo letto stretto in sei metri quadrati
di un'aula della ex scuola Rosai, in via Circondaria, oggi occupata da 150
immigrati, fra cui 50 bambini. Occhi neri di pece, due supernova
d'intelligenza, Cristian è uno dei 23.180 studenti di capoluogo e provincia che
domani rientrano alle medie. è passato in terza, e "quest'anno sono sicuro
che farò tanti progressi, anche in scienze e matematica, che sono piene di
termini difficili". Fino a giugno ha vissuto con sua mamma in una cabina
dell'Enel, a fianco di una palazzo del Cnr, in via Panciatichi. Poi è arrivata
la polizia e lo sgombero, "ma io ero già in ospedale". Da novembre
continua a venirgli una febbre che oscilla dai 39 ai 41 gradi. I medici del
Meyer e quelli di malattie infettive di Prato non hanno ancora capito da che
cosa sia provocata. Ioana ha speso un sacco di soldi per le analisi e gli
antibiotici, "eppure in tanti mesi non ha perso un giorno di scuola",
spiega orgogliosa. "Però ho passato un'estate terribile. Ho fatto le
vacanze a letto, così non sono potuto tornare dai miei amici e dalla mia
ragazza a Bucarest", arrossisce lui, che da una settimana sta meglio. Per
recuperare il tempo perso, fa i compiti rimanendo sveglio anche di notte:
"Non so ancora che scuola scegliere alle superiori, studiare mi piace
perché mi permette di capire le cose. Ogni volta che imparo qualcosa di nuovo,
mi viene voglia di saperne un di più". A settembre, quando si è seduto per
la prima volta fra i banchi della nuova Rosai, guardava i prof senza capire una
parola d'italiano. "Oppure se stavo davanti alla tivù con un amico, gli
chiedevo in continuazione "cosa vuol dire quello, cosa vuol dire
questo". Ora è lui invece è lui chiederlo a me". Poi Ioana mostra la pagella orgogliosa: Cristian ha la media del buono, dal primo
al secondo semestre ha fatto passi da gigante. Ama la storia e la geografia,
quand'era nella cabina dell'Enel leggeva con una lampadina a batterie perché
non c'era la luce. "Se serve studierò anche di notte, non voglio finire
per strada a rubare. Voglio fare un lavoro di testa nella vita, uno che non mi
spezzi la schiena". Poi saluta, riprende il quaderno e l'espressione
lasciata a metà. Domani è il grande giorno, ma fra una settimana potrebbe
rifarsi viva la polizia: "Siamo a rischio sgombero anche qui, dove c'è la
scuola deve passarci la Tav", si fa scura Ioana, che affida le sue
speranze al Movimento di lotta per la casa: "Hanno fatto così tanto per
noi". Ma anche senza tetto, Cristian non mollerebbe comunque. "A
scuola ci andrò anche se dovrò fare chilometri a piedi e alzarmi alle cinque. La nuova casa potrebbe trovarsi fuori Firenze, ma a me non
importa. Cosa vuoi che cambi: fino all'anno scorso non avevo neanche le
scarpe". E cosa volete che importi a uno così se il ministro
dell'istruzione ha reintrodotto il voto in condotta.
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Firenze Di nuovo a
scuola in 445mila domani il via, è subito polemica
Genitori, maestri e professori contro la Gelmini STEFANIA
LA MALFA Prima che sui banchi l'anno scolastico è iniziato con le proposte di
riforma della scuola e molte polemiche. Nella maggior parte delle scuole le
lezioni riprenderanno domani mattina, in alcune è già avvenuto nei giorni
scorsi. Per un totale di 445. 648 studenti toscani di nuovo sui banchi.
Ma c'è aria d'agitazione. Anche in Toscana, come in tutta Italia, sono state
organizzate proteste contro le riforme e i tagli dei docenti proposti dal
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dal
maestro unico per le elementari alla revisione delle materie d'insegnamento e
dell'orario previsti per l'anno scolastico 2009/2010, passando per il voto in
condotta reintrodotto già da quest'anno. Contro i provvedimenti del governo
sulla scuola scenderanno in campo insegnanti, alunni, politici e sindacalisti.
A Firenze le maestre delle scuole Giotto, Enriquez-Capponi e Andrea del Sarto
si vestiranno a lutto per il primo giorno di lezione. Indossando abiti neri
aspetteranno gli studenti davanti all'ingresso con uno striscione di protesta
contro i tagli degli insegnanti conseguenti al ripristino del maestro unico. E
in altre scuole della Toscana gli insegnanti aderiranno alla protesta portando
il lutto al braccio. All'uscita di tutte le scuole superiori della regione
dirigenti, amministratori e parlamentari del Partito democratico distribuiranno
volantini contro i tagli del governo, mentre comitati dei genitori saranno
impegnati davanti a elementari e medie. Tra le norme più contestate dal Pd, la
riduzione di 87mila docenti, la prospettiva che con i tagli non possa più
essere garantito il tempo pieno alle elementari e siano chiuse le scuole nei
piccoli centri, il maestro unico e il disinvestimento sulla scuola pubblica con
un taglio di fondi per 8 miliardi di euro. Un'ora di "disubbidienza
civile" è organizzata anche dal Partito socialista: dalle 11 alle 12 i
socialisti manifesteranno davanti a molte scuole elementari italiane invitando
gli insegnanti a non fare lezione e il segretario nazionale del Ps Riccardo
Nencini sarà alle
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bari La polemica La
Cgil attacca il presidente del Consiglio "Nemmeno una risposta sul
Mezzogiorno" "Nel suo discorso alla Fiera del Levante il Presidente
del Consiglio non solo non ha dato alcuna risposta sui problemi reali del Paese
e del Mezzogiorno, ma li ha completamente rimossi": lo sostiene il
segretario generale della Cgil Puglia, Mimmo Pantaleo, secondo il quale dal
premier "nulla è stato detto su come sostenere la crescita dell'Italia,
dei redditi di lavoratori e dei pensionati, mentre le strategie per rilanciare
un Sud che arretra pesantemente rimangono oggetti misteriosi". "Sul
federalismo - dice Pantaleo - non ho sentito alcun chiarimento sul tema
centrale delle risorse, nè, soprattutto, su come garantire
realmente uguali diritti per i cittadini del nord e del sud del Paese. La
vicenda Alitalia poi e le tante crisi occupazionali sembrano scomparsi
dall'agenda del Presidente del Consiglio. Sui tagli alla scuola e le politiche
del Ministro Gelmini ha preferito sorvolare".
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Bari La manifestazione contro le decurtazioni del ministro Gelmini: i sindacati si mobilitano Tagli alla scuola, prof ai cancelli
"Grazie Michele, non siamo soli" Secco no del governatore all'ipotesi
di una centrale nucleare in Puglia Il centrosinistra avverte: "Se questo è
l'inizio avranno pane per i loro denti" Il premier su richiesta del Comune
cercherà d'inserire Bari nell'Expo milanese "Non ci sentiamo
abbandonati e l'intervento del primo cittadino ne è la prova" CAMILLA
POVIA "Non ci sentiamo soli e l'intervento del sindaco Emiliano ne è la
prova". La Cgil, che ieri manifestava davanti alla Fiera del levante
contro i tagli alla scuola, ringrazia il sindaco di Bari. "A nome di tutta
la Cgil - ha detto Claudio Menga, segretario generale del sindacato - considero
indegno il comportamento assunto all'inaugurazione della Fiera del Levante da
pochi elementi presenti nella platea che hanno strumentalmente tentato di
impedire al sindaco la continuazione del discorso. Apprezziamo, altresì, la sua
sensibilità manifestata verso i temi della scuola pubblica". I sindacati
per la prima volta non si sentono soli nella battaglia contro i tagli alla
scuola. E in occasione della visita a Bari del presidente del Consiglio,
davanti all'ingresso principale della fiera, hanno attaccato sui muri manifesti
e cartelloni. Manichini giganti erano appoggiati al cancello ed è stato
distribuito materiale informativo sui tagli che il ministro della Pubblica
istruzione vuole effettuare nel Mezzogiorno, penalizzando le scuole pubbliche
dei piccoli comuni. "Eravamo tanti, diverse centinaia - ha detto Lena
Gissi, segretario generale Cisl scuola - quello che mi dispiace è che nessuna
delle autorità si è fermata per ascoltarci". Il sindaco e gli assessori
non sono riusciti a passare davanti al luogo della manifestazione. "So che
comunque ci sostengono - ha continuato Gissi - ma speravo in un confronto.
Quello che adesso ci interessa più di qualsiasi altra cosa e creare un
dialogo". Anche in virtù di questo obiettivo la manifestazione è stata
pacifica. L'istituto Umberto I di Bari vecchia, che comprende la scuola
Corridoni, la Piccinni e la San Nicola, ha anche interrotto le lezioni.
Insegnanti e bambini sono saliti sul primo autobus per scendere in campo contro
i tagli dei posti di lavoro previsti per l'anno prossimo. I sindacati sono
riusciti, però, a trasmettere un documento a Silvio Berlusconi attraverso un
funzionario della prefettura. Nel testo emerge un dato significativo: nella
sola provincia di Bari sono 2227 gli alunni che ogni anno lasciano la scuola
dopo le medie e non si iscrivono alle superiori. "Il dato di dispersione
scolastica è allarmante" hanno commentato unitariamente Cgil, Cisl, Uil e
Snals. In una situazione già così preoccupante per il sistema scolastico
pugliese, "ulteriori tagli a pioggia potrebbero piegare anche il diritto
allo studio".
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Bari La chitarra
acustica del professore Margherita di Savoia "Di rabbia e di stelle" ha
vinto il disco d'oro ed è ora candidato nella cinquina del premio Luigi Tenco
CECILIA CIRINEI La poesia, l'impegno e la musica. Il cantante, scrittore e
professore Roberto Vecchioni arriva questa sera in Puglia per suonare
all'anfiteatro Piazzolla, nella suggestiva località delle saline di Margherita
di Savoia, in occasione del "Salt Art Festival 2008". Salirà sul
palco alle 21 con le canzoni più belle del suo ultimo disco "Di rabbia e
di stelle" che eseguirà, accompagnato da una band di quattro elementi con
in braccio la sua amata chitarra acustica. "Non sarà un semplice concerto
- racconta Roberto Vecchioni - ma un happening, un reading dove ci sarà anche
un dialogo con il pubblico, che potrà chiedermi di cantare delle canzoni. Sono
contento di questo disco, che ritengo sia il più bello della mia vita. Poi è
nella cinquina del premio Tenco, ed è una grande soddisfazione per me".
"Di rabbia e di stelle" è uscito nel novembre del 2007 ed ha vinto un
disco d'oro oltre ad aver venduto più di 35.000 copie. "Sono molte le
canzoni alle quali sono legato - prosegue Vecchioni - sia quelle del nuovo
disco, come "Non lasciarmi andare via", che quelle del passato.
Sicuramente farò un concerto movimentato e canterò "Il bandolero
stanco", "Milady", "Voglio una donna" e altri brani
che mi hanno accompagnato nel corso degli anni". Poi, come professore, sulle recenti polemiche che hanno investito il mondo della
scuola, con voti in condotta e grembiuli, Vecchioni dice:"Penso che dare importanza al
senso morale e civico sia fondamentale nell'istruzione dei ragazzi. Anche il voto in condotta è positivo, anche se io avrei preferito dare un giudizio
scritto, con lo stesso valore. Bisogna stare sempre attenti nelle
valutazioni e non considerare allo stesso modo un ragazzo della Milano bene o
uno di Scampia, che hanno esigenze e problemi differenti".
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Domani parte un anno tormentato Più
studenti (oltre 2000) ma meno classi per una scuola dove crescono gli stranieri
Studenti in crescita nelle scuole di Torino e provincia: su un totale di oltre
260 mila saranno
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
"Legge elettorale, non
truccate le regole" Casini alla maggioranza: faremo barricate.
"Transfughi Udc a caccia di auto blu" LUCIANO NIGRO DAL NOSTRO
INVIATO CHIANCIANO - "Non si truccano le regole del gioco". Pier Ferdinando
Casini avverte Silvio Berlusconi. E lo sfida: "Metti lo sbarramento che
vuoi, anche oltre il 5%, ma le preferenze non toccarle". Per il leader
dell'Udc è vitale, "una questione di come si concepisce la democrazia.
Perché in questo paese ci sono sintomi di involuzione democratica".
Prepara "le barricate in Parlamento", Casini, e intanto alza la
polemica contro "il governo degli spot". Quasi una requisitoria su
Alitalia, sicurezza, scuola, prostituzione e federalismo. Però al premier che
tira un sospiro di sollievo perché nella maggioranza non c'è più una forza
politica che si oppone sistematicamente risponde così: "Parole che
feriscono, ma non possiamo permetterci falli di reazione. Sarebbe
autolesionistico andare a sinistra e fare una nuova Margherita. Siamo al centro
e non ci spostiamo. Non faremo un regalo a chi si vuole liberare di noi".
è Berlusconi, oggi, il nemico. Quattro mesi fa lo era anche Veltroni "che
fece come la monaca di Monza", accettando lo schema bipartitico di un Egidio
interpretato dal Cavaliere. Oggi il Pd "ha capito l'errore" e il
dialogo è possibile. E' la sua ex maggioranza, invece, il concorrente più
pericoloso, quella che "cercò di annetterci al Pdl, e in che modo, con una
telefonata". Perciò, alla festa di Chianciano Terme, che
ha applaudito D'Alema e fischiato Cicchitto e la Gelmini e
tributato ovazioni a Buttiglione in versione antifascista e a Tabacci
fustigatore di "banchieri truculenti", il leader dei centristi indica
la rotta ai suoi. Competere con il Pdl per dimostrare che "abbiamo
un'altra idea della politica", ma senza sguarnire il fronte moderato.
"Oggi il governo è in luna di miele - riconosce - ma domani non sarà così,
e forse a sgretolarsi saranno i due partiti maggiori". Ci sarà da
combattere in autunno. In Trentino l'alleato è il Pd. In Abruzzo chissà se il
Pd ricambierà appoggiando l'udc De Laurentis. "Noi non abbiamo
fretta", ha spiegato ai suoi e lo ha ripetuto a D'Alema, riservatamente.
Poi, in primavera, la guerra: se il centro vince sceglierà con chi allearsi da
posizione di forza. Ma in sei mesi la gente capirà che molti sono "solo
spot". Compreso il federalismo. "Sarò controcorrente - dice
rispondendo a Enrico Mentana - però questo federalismo porterà a una
moltiplicazione dei costi che rischia di distruggere il nostro paese. E
l'abolizione delle Province che fine ha fatto?". Si ancorerà alla
tradizione cattolica il centro di Casini, alzerà la bandiera dei moderati e non
inseguirà "la deriva" delle veline e delle miss Italia, delle tv. Né
asseconderà gli umori dell'opinione pubblica: "Se facciamo politica sui
sondaggi tra un po' chiediamo la pena di morte e l'impiccagione". Casini
sa, però, che un pezzo del suo partito vorrebbe tornare nella comoda casa del
centrodestra. Glielo ha detto una donna baciandolo al suo arrivo alla festa:
"Non portarci a sinistra". Gliel'hanno ripetuto assessori che temono
di perdere il posto. Perciò a loro grida: "Se è per questo che state
nell'Udc, andatevene. Noi abbiamo rinunciato a 40 parlamentari e a posti di
governo per difendere una storia e un'identità". Il veleno finale è per
Giovanardi e Baccini passati al Pdl. Non li cita. Li chiama "gente che non
ha mai fatto un giorno senza auto blu e oggi sputa sul nostro partito".
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-14 num: - pag: 1 autore: di ERNESTO GALLI
DELLA LOGGIA categoria: REDAZIONALE SCUOLA E OPINIONE PUBBLICA IL SILENZIO DEL
SUD "E siste una questione meridional e nella scuola italiana? Temo
proprio di sì (…). L'Europa non boccia l'Italia e i suoi quindicenni (…) ma
boccia il Sud e le Isole, assai indietro rispetto alla media europea mente il
Centro- nord la supera nettamente. (…) Le fredde statistiche rivelano un
fenomeno inedito: un abbassamento della complessiva qualità scolastica nel Sud.
Nel passato, in piena "questione meridionale" generale, un liceo o
una scuola elementare di Napoli aveva in genere un livello analogo alle
consorelle milanesi. Oggi non è più così". A parlare
in questo modo non è il ministro Gelmini, il
ministro della "solita destra italiana". No. E' un esponente di
antica data della sinistra come Luigi Berlinguer, tra l'altro un ex ministro
dell'Istruzione, in un articolo di rara onestà intellettuale pubblicato
sull'Unità del 29 agosto scorso. Articolo che però, abbastanza
sorprendentemente, non ha provocato neppure la più blanda protesta da parte di
quella legione di politici, professori e intellettuali che invece solo pochi
giorni prima si erano stracciati le vesti per le cose più o meno analoghe dette
dal responsabile attuale dell'Istruzione, il ministro Gelmini
di cui sopra, seppellita sotto una valanga di vituperi per il suo supposto
razzismo antimeridionale. Il fatto è che dovremmo prendere atto tutti, una
buona volta, di alcuni dati di fatto. Non solo di quelli ormai notissimi delle
rilevazioni Ocse-Pisa, ma anche, per esempio, della circostanza, che negli
ultimi 7-8 anni i migliori piazzamenti nelle varie olimpiadi di matematica,
informatica, fisica o nei certami di latino, ecc. organizzati
internazionalmente, li hanno ottenuti quasi sempre studenti dell'Italia
settentrionale. Così come dovremmo chiederci perché mai, di fronte a questi
risultati, accade però che la maggiore concentrazione dei 100 e lode all'esame
di maturità delle scuole italiane si abbia proprio in Calabria e in Puglia, o
che le più alte percentuali di punteggi massimi si registrino in una scuola di
Crotone (ben 34 "100 e lode "!) di Reggio Calabria (28) e di Cosenza
(21), mentre i Licei Mamiani e Tasso di Roma si devono accontentare di appena
due, e rispettivamente un solo, 100 e lode. Geni in erba a Crotone e geni
incompresi a Friburgo o ad Amsterdam? Andiamo! E forse dovremmo pure chiederci
come mai il Friuli, regione che pure fa segnare la percentuale di 100 e lode
più bassa fra tutte le regioni d'Italia, veda invece poi i suoi studenti,
nell'ultimo quinquennio, fare incetta di premi nelle più varie competizioni. E'
fin troppo evidente che questo insieme di dati tira pesantemente in ballo non
solo la realtà scolastica ma l'intera realtà sociale del Mezzogiorno. Ne parla
del resto, senza peli sulla lingua, lo stesso Berlinguer nell'articolo citato:
"Gli enti locali nel Centro- nord hanno fatto in questi decenni cose
straordinarie per la scuola, egli scrive (…), nel Sud tutto questo o è
episodico o non c'è. Nel Centro-nord la scuola è tema che influenza le scelte
dell'elettorato locale, che stimola così gli amministratori. Al Sud o è
episodico o non c'è". Insomma la società meridionale presta scarsa o nulla
attenzione alla sua scuola, alla qualità dell'insegnamento, perché
evidentemente non le considera cose molto importanti. CONTINUA A PAGINA 28.
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Cronache - data: 2008-09-14 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE
Cronache Scuola I respinti aumentati del 2% . L'Uds: fallita la riforma
Fioroni-Gelmini Bocciati 6 studenti su 100 agli esami di riparazione Più rigore
nelle prime. Professionali maglia nera I ragazzi promossi a giugno sono stati
il 59,4 per cento del totale contro il 49,8 dell'anno scorso ROMA -
"Ragazzi, i debiti, nella vita come a scuola, vanno saldati e onorati
sempre ", aveva detto due anni fa l'ex ministro dell'Istruzione,
Giuseppe Fioroni, inaugurando la stagione del rigore e della serietà. Maria
Stella Gelmini, comprendendo l'importanza della
novità, si è subito adeguata e non ha toccato il decreto del suo predecessore
che reintroduceva l'esame a settembre. Ed ecco i risultati: i bocciati alle
superiori sono cresciuti del due per cento rispetto ad un anno fa. L'aumento
della selezione riattizza le polemiche. E' un esercizio di rigore inutile,
dicono alcuni, se prima non si eliminano le cause del disastro della scuola
secondaria che le indagini comparative dell'Ocse ci segnalano da tempo. Non è
vero, sostengono altri. I ragazzi ora capiranno che le cose stanno cambiando e
che non si va avanti comunque a forza di "sei rossi". Al termine
delle prove di verifica che si sono appena concluse il totale degli studenti
non promossi, secondo i dati raccolti dal ministero del-l'Istruzione (89 per
cento di scuole), è arrivato al 16,2 per cento contro il 14,2 di un anno fa. Ma
vediamo, più in dettaglio, come sono andate le cose. Gli studenti promossi a
giugno sono stati il 59,4 per cento del totale contro il 49,8 dell'anno scorso.
Un dato che sembra suggerire due cose: maggiore impegno dei ragazzi ma anche
delle scuole nell'organizzazione dei corsi di recupero. I bocciati, sempre a
giugno, sono stati il 13,8 e quelli con giudizio sospeso, i
"rimandati", il 26,8. Il 6 per cento degli studenti "rimandati
", ovvero di quanti hanno sostenuto le prove di verifica a fine agosto e
nei primi giorni di settembre, sono stati bocciati, portando la percentuale dei
non ammessi al 16,2 per cento. In conclusione nell' anno scolastico 2007-2008,
è stato promosso l'83,8 per cento degli studenti contro l'85,8 dell'anno
precedente. Un due per cento in meno. Negli istituti professionali e
dell'istruzione artistica, tra tutti gli indirizzi delle superiori, da sempre
troviamo il maggior numero di bocciati. Le verifiche finali hanno confermato le
maggiori difficoltà dei ragazzi di questi corsi: rispettivamente il 7,6 per
cento e il 6,7 non è stato ammesso alla classe successiva. Anche questa volta i
licei sono risultati gli indirizzi con la percentuale di bocciati più bassa:
circa il 5 per cento, un punto sotto la media. La selezione ha colpito
soprattutto i ragazzi del primo anno di scuola superiore. In questa fascia i
respinti sono stati il 21,8 per cento contro il 18,7 dell'anno precedente. In
conclusione sono aumentati i promossi a giugno. E' cresciuta la percentuale di
respinti. E i ragazzi con i debiti? Quelli che si trovavano in gravi difficoltà
sono stati bocciati. Tutti gli altri, ammessi all'anno successivo con formale
valutazione del consiglio di classe, hanno pareggiato i loro conti. Si è
interrotta così, dopo 10 anni, quella che sembrava una catena infinita
destinata a protrarsi fino all'Università. Non esiste più il sei di due colori:
quello che corrisponde alla sufficienza e quello che nasconde un'insufficienza.
Secondo l'Unione degli studenti (Uds), il "sindacato " dei ragazzi di
sinistra, il sistema di recupero dei debiti introdotto da Fioroni e confermato
dalla Gelmini si è dimostrato un fallimento. Per l'Uds
quel 6 per cento di bocciati dopo i corsi estivi dimostra "l'impossibilità
da parte delle scuole, per mancanze di fondi, di assicurare i corsi di recupero
e piani personalizzati di studio". Giulio Benedetti Licei sotto la media I
licei sono risultati gli indirizzi con la percentuale di bocciati più bassa:
circa il 5%.
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Opinioni - data: 2008-09-14 num: - pag: 28 autore: di ERNESTO GALLI
DELLA LOGGIA categoria: REDAZIONALE SCUOLA E OPINIONE PUBBLICA Il silenzio del
Sud SEGUE DALLA PRIMA Le famiglie, più che alla sostanza sembrano guardare
all'apparenza dei "bei voti" comunque ottenuti. E quando la verità
comincia a venir fuori - com'è per l'appunto accaduto con la sacrosanta
denuncia del ministro Gelmini - allora
la reazione generalizzata è quella del perbenismo indignato, del ridicolissimo
"ma come!? noi che abbiamo avuto Croce e Pirandello!": nella
sostanza, cioè, è il fingere di non vedere, di non capire. E' il silenzio. Un
sostanziale silenzio sulle condizioni del proprio sistema scolastico che appare
come un aspetto del più generale silenzio del Mezzogiorno. Un
Mezzogiorno che ormai da anni ha cessato di parlare di se stesso e dei suoi
mali, che da anni ha messo volontariamente in soffitta la "questione meridionale",
che sembra ormai rassegnato a fingere una normalità da cui invece è sempre più
lontano. E così la spazzatura copre Napoli, la scuola del Sud è quella che
abbiamo visto, intere regioni sono sotto il dominio della delinquenza, in molti
centri l'acqua ancor oggi viene erogata poche ore al giorno, i servizi pubblici
(a cominciare dai treni) sono in condizioni pietose, il sistema sanitario è
quasi sempre allo stremo e di pessima qualità, ma il Sud resta muto, non ha più
una voce che dica di lui. Unica e isolata risuona la nota dissonante di un
pugno di scrittori e di saggisti coraggiosi come Mario Desiati, Marco Demarco,
Gaetano Cappelli, Adolfo Scotto di Luzio di cui sta per uscire il bellissimo
"Napoli dai molti tradimenti". Sì, l'opinione pubblica meridionale,
specie quella del Mezzogiorno continentale, nel suo complesso latita, è
assente. Mai che essa metta sotto esame, e poi se del caso sotto accusa, i suoi
gruppi dirigenti locali di destra o di sinistra che siano; mai che crei
movimenti, associazioni, giornali, che agitino i temi della propria condizione
negativa; mai che da essa vengano analisi sincere, e magari (perché no?)
autocritiche, dello stato delle cose e dei motivi perché esse stanno al modo
come stanno. Soprattutto sorprendente e significativo (eppure si trattava della
scuola, dell'istruzione, santo iddio!) è apparso nei giorni scorsi il silenzio
- o, peggio, l'adesione alla protesta perbenistico-sciovinista - da parte di
tanti intellettuali. E' stata la conferma di un dato da tempo sotto gli occhi
di tutti: che proprio la cultura meridionale, ormai, non si sente più tenuta a
rappresentare quella coscienza polemicamente e analiticamente esploratrice
della propria società, a svolgere quella funzione critica, che pure dall'Unità
in avanti avevano costituito un tratto decisivo della sua identità. In questo
silenzio e con questo silenzio degli intellettuali la "questione
meridionale" mette davvero fine alla sua storia. Abituati a essere
portatori di istanze di critica e di cambiamento, abituati cioè a svolgere un
ruolo socio-culturale oggettivamente di opposizione, e dunque, almeno in questo
dopoguerra, orientati tradizionalmente a sinistra, gli intellettuali
meridionali si direbbe che siano rimasti vittime della rivoluzione politica
verificatasi nel Mezzogiorno negli ultimi vent'anni. La vittoria della sinistra
in tanti comuni e in tante regioni, infatti, se per alcuni di essi ha voluto
dire l'arruolamento in questo o quell'organismo pubblico, e dunque
l'assorbimento puro e semplice nel potere, per molti di più, per la stragrande
maggioranza, ha significato essere privati di una potenzialità alternativa
essenziale, di una sponda decisiva per il proprio ragionare e il proprio dire
d'opposizione. Dopo la vittoria della sinistra essere "contro" ha rischiato
di significare qualcosa di ben diverso che per il passato: ed è stato un
rischio che quasi nessuno si è sentito di correre. Peccato però che evitare i
rischi non significa in alcun modo esorcizzare i pericoli: a cominciare, in
questo caso, dal pericolo di un declino inarrestabile di cui sono testimonianza
proprio le brillantissime pagelle degli studenti del Mezzogiorno.
( da "Giornale.it,
Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 220 del 2008-09-14 pagina 12 La
rivoluzione dell'istruzione di Redazione da Roma "Sono aumentate del 2 per
cento le bocciature nella scuola superiore? Bene, un po' di severità farà bene
ai nostri ragazzi. Non conosco nel merito le iniziative
della Gelmini, ho letto qualcosa sui grembiulini e gli esami di riparazione.
Francamente non potrei giudicare. Ma so che la categoria dei professori è molto
frustrata. Sia per gli stipendi bassi, sia per l'atteggiamento casinaro e
irrispettoso degli studenti". Carlo Verdone sta vedendo una partita
di calcio alla tv. Scalpita al telefono, però il tema scuola gli piace. Di
bocciature lei sa qualcosa. Suo fratello minore, Luca, ne parlò addirittura in
un'intervista... "E chi se lo scorda? Quarto ginnasio, liceo
"Virgilio" di Roma, sarà stato il 1964 o il '65. Fui bocciato a fine
anno. Giustamente, a ripensarci oggi. Forse non ero pronto per affrontare il
ginnasio. Tutto cominciò a causa di un gesto maleducato. Mio. La professoressa
di matematica mi riprese durante la lezione perché ero distratto. In effetti,
stavo leggendo di nascosto l'antologia di letteratura, il
"Bucintoro", un librone alto così, pure costoso. "Verdone, non
stai seguendo!", urlò, ingiungendomi di consegnarle il manuale. Io,
estenuato dal suo tono, glielo gettai addosso, con l'intenzione di beccarla.
Invece planò sulla cattedra e venne via la copertina". E poi cosa accadde?
"Un macello. Venni convocato dal preside, ai miei genitori disse che ero un
elemento svogliato, assente, di disturbo. Il mio gesto fu definito
"offensivo e indisciplinato". Lo era. Fu l'inizio di una strana
crisi. Già andavo male nelle materie scientifiche, specie in chimica e
matematica, cominciai a prendere tra il 3 e il 4 anche nel resto. A fine anno
arrivò la batosta. E con essa saltò il regalo che aspettavo da mesi, una
batteria marca Hollywood. Però papà mi portò lo stesso a sentire i Beatles dal
vivo. A ottobre, per farmi recuperare l'anno perduto, mi spedirono in una
scuola privata, molto nota a Roma, il Nazareno. Era tosta. Ma le cose
migliorarono. Al primo anno di liceo ero già discreto, al terzo bravino. Devo
riconoscerlo: essere bocciato servì, mi diede una raddrizzata". Al
Nazareno si ritrovò per compagno di banco Christian De Sica, vero? "Sì,
l'avevano già bocciato. Andava peggio di me". Poi venne l'università.
"Sì, Lettere e Filosofia. 110, senza lode". Voto in condotta: che
cosa ne pensa? "Sacrosanto reintrodurlo. Ci vuole più rigore in classe. Ma
si può stare coi telefonini accesi a lezione? Vedo in giro ragazzi maleducati,
abituati a fare i bulli, presi solo dai loro vestiti griffati. Deturpano la
città, scrivono sui muri frasi invereconde. I miei due figli, Paolo e Giulia,
li ho mandati alla Scuola Germanica, sull'Aurelia Antica. Coi tedeschi non si
scherza. Sono moderni, insegnano materie interessanti, si occupano anche di
ecologia. Ma se sgarri ti becchi subito una convocazione dei genitori". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it,
Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 220 del 2008-09-14 pagina 13 Scuola,
la linea dura Alla riparazione bocciati sei su cento di Francesca Angeli
Aumento del 2% rispetto all'anno scorso. I primi anni sono i più difficili da
Roma Aumentano le bocciature e il primo anno delle superiori si conferma lo
scoglio più difficile da superare per gli studenti indebitati. Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha reso noti i risultati degli esami di riparazione sostenuti
dai ragazzi prima dell'inizio dell'anno scolastico. L'incubo della bocciatura
si è trasformato in una dura realtà per sei studenti su cento, tra quelli che
dovevano riparare una o più materie. Crescono del due per cento rispetto
allo scorso anno gli alunni non ammessi al corso successivo. Sul totale degli
studenti delle superiori la percentuale dei non promossi sale dal 14,2 del
2006/2007 al 16,2 del 2007/2008. Il ministero ricorda che a giugno i promossi
sono stati il 59,4 del totale, i bocciati il 13,8 e quelli con giudizio
sospeso, ovvero con i famigerati debiti da saldare, il 26,8 per cento. La
novità introdotta dall'ex ministro Giuseppe Fioroni, confermata ed applicata
dalla Gelmini, impone di saldare il debito prima
dell'inizio del nuovo anno scolastico mentre prima era possibile sanarlo anche
durante l'anno successivo. In totale quindi per l'anno scolastico appena
trascorso i promossi sono stati l'83,8 per cento contro l'85,8 del precedente.
Il passaggio dalle scuole medie alle superiori diventa un muro contro il quale
molti ragazzi vanno a sbattere: quest'anno i bocciati al primo anno di scuola
superiore sono stati il 21,8 per cento mentre i non ammessi al secondo lo
scorso anno erano stati il 18,7 per cento degli alunni. Gli istituti
professionali con un 7,6 per cento di non ammessi e l'istruzione artistica con
il 6,7 di bocciati sono i corsi di studio che registrano il numero maggiore di
fallimenti. Le cose sono andate un po' meglio nei licei dove i bocciati
scendono al 5 per cento. Gli esami di riparazione si sono svolti nella
maggioranza degli istituti tra la fine di agosto ed i primi di settembre, 82
per cento. Soltanto il 18 per cento delle scuole aveva già svolto tutte le
operazioni di verifica con relative bocciature entro luglio. Intanto il
ministro sta limando il Piano programmatico per la scuola che verrà discusso
con i sindacati venerdì prossimo, 19 settembre. L'indirizzo, confermato
nonostante il coro di proteste che si leva dall'opposizione e anche da parte
del mondo della scuola, è quello del rigore, della valorizzazione del merito e
dell'autonomia. "La spesa per l'istruzione è fuori controllo e va
riqualificata - dice la Gelmini -. Negli ultimi dieci
anni la spesa è cresciuta del 33 per cento, passando da
( da "Giornale.it,
Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 220 del 2008-09-14 pagina 13
Maestri con il lutto e aule addobbate come per un funerale di Redazione da Roma
Domani migliaia di bimbi delle elementari al loro primo giorno di scuola
rischiano di trovarsi in una classe addobbata come per un funerale e con una
maestra listata a lutto. Questa la singolare forma di protesta contro il
ritorno del maestro unico scelta da una settantina di scuole romane ma anche da
altre sparse lungo la penisola. Alcuni genitori poi
segnalano che negli istituti frequentati dai figli sono stati affissi
striscioni contro la Gelmini. E ieri l'assessore alla scuola di Roma, Laura Marsilio, ha
lasciato per protesta la sala, dove si svolgeva il concerto di inaugurazione
dell'anno scolastico organizzato dalla Regione, prima dell'intervento del
presidente Piero Marrazzo. La celebrazione organizzata coi soldi dei
contribuenti, ha spiegato la Marsilio, è stata in realtà un comizio contro il
governo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampaweb,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Il sei per cento dei
"rimandati" a settembre, ha gettato la spugna: dovrà ripetere l'anno.
Questa impennata di bocciati (che il
ministero chiama garbatamente "non promossi") fa
crescere di due punti percentuali la soglia complessiva dei ripetenti rispetto
allo scorso anno. Per la scuola italiana, in cui i debiti formativi si potevano
tirare avanti "sine die" anche per anni, è una bella strigliata.
O forse - come ha lamentato l'Unione degli studenti - "un'ecatombe che
dimostra l'inutilità dei corsi di recupero". Poiché domani le scuole
riapriranno praticamente in tutta Italia (la Lombardia ha iniziato lunedì
scorso, la Sicilia inizierà mercoledì) il ministero ieri ha fatto il bilancio
dei promossi e dei bocciati dell'anno
appena concluso. Intanto è emerso che la linea dura introdotta da Beppe Fioroni
("una scuola non più severa, più seria") e adottata dal suo
successore Mariastella Gelmini, ha pagato in termini
di impegno degli studenti. I debiti formativi accumulati dai ragazzi si sono
ridotti di un terzo tra febbraio e giugno (con grandi differenze tra i vari
indirizzi di scuola). Dopo di che la nuova ministra ha confermato che le
restanti pendenze dovevano essere saldate entro il 31 agosto, come previsto,
pena la bocciatura. Per le scuole è stato un tour de
force inedito ma proficuo. Il 18% delle scuole, dicono le statistiche del
ministero, ha assolto ai corsi di recupero estivi entro la prima metà di
luglio, ma il gruppone dell'82% si è spinto entro l'ultima data utile di fine
agosto. A giugno i promossi a pieni voti sono stati il
59,4%, mentre per più di uno studente su 4 (26,8%) si apriva un'estate di
studio, in quanto non era riuscito a colmare le lacune pregresse. In numeri
assoluti vuol dire che circa 750 mila studenti delle superiori hanno speso
almeno una parte delle loro vacanze sui libri. Qualcuno, ovviamente, non l'ha
fatto e alla verifica di fine agosto è stato stangato:
il 6%, circa 30 mila bocciati a fine estate. Ad
arrancare di più sono stati soprattutto i ragazzi dei professionali,
tradizionalmente meno attrezzati nell'affrontare le difficoltà scolastiche, che
hanno sfiorato l'8% di bocciati a settembre. In
totale, i bocciati 2007-2008 sono stati il 16,2% del
totale, due punti percentuali in più rispetto all'anno precedente. Ad avere
difficoltà sono soprattutto i ragazzi delle prime: frastornati dal nuovo
livello di studi, soccombono in ragione del 21,8% (3 punti in più dello scorso
anno). Sulla valutazione degli allievi, da quest'anno, peserà anche il voto di
condotta reintrodotto dalla Gelmini: se il 5
comporterà la bocciatura automatica, il 6 e il 7 peseranno comunque
negativamente sui crediti per essere ammessi agli esami di maturità.
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( da "Sicilia,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Secondo circolo didattico Il vero
problema le classi troppo affollate Giuseppe Scibetta Mai come questa volta
l'avvio del nuovo anno scolastico è caratterizzato da tante incertezze,
perplessità, dubbi sul futuro: il ministro Mariastella Gelmini vorrebbe una scuola più tradizionale con il ripristino del voto
in condotta, del grembiulino, del maestro unico, dell'educazione civica e
preannunzia pure la riduzione del corso delle scuole medie superiori che da
quinquennale potrebbe diventare quadriennale; gli insegnanti vorrebbero
più fondi, maggiore qualità e la possibilità di potere lavorare in aula con
maggiore efficacia, gli studenti si dimostrano sempre più disorientati ed
auspicano una istituzione capace di ascoltarli e di evolversi. Anche in
provincia di Caltanissetta nel mondo scolastico è come "se si navigasse a
vista", senza obiettivi precisi e - appunto per questo - con grandissimi
disagi per tutti gli operatori scolastici che si sentono costretti ad andare
avanti in un mare di confusione. Una "atmosfera" questa che viene in
qualche modo confermata anche dal dott. Antonio Gruttadauria, da anni
responsabile dell'Ufficio scolastico provinciale di Caltanissetta. "Dove
va questa scuola? Sembra che l'Italia sia un Paese che non creda nella scuola e
nella ricerca. la scuola infatti viene vista in termini ragioneristici e di
contenimento della spesa. Si effettuano tagli e non ci si rende conto dei tanti
disagi sociali che nell'ambiente scolastico esistono e dove non sempre si
riesce a tenere nel giusto conto i bisogni dei disabili, dei ragazzi difficili
e di quelli in difficoltà, del fenomeno conseguente alla presenza sempre più
massiccia di immigrati. Sembra quasi che una scuola decente la possano avere
solamente i ragazzi appartenenti alle famiglie di classi sociali in grado di
scegliere indirizzi scolastici qualificati. In questo modo si rischia che
quello che disse don Milani ("Una scuola di tutti e di ciascuno") non
si potrà più realizzare. Gli stessi insegnanti hanno bisogno di nuove
motivazioni, non solo dal punto di vista economico: credo sia giusto che a loro
venga riconosciuto un ruolo adeguato dalla società e dalla comunità dove
operano". "In questo ragionamento - aggiunge il provveditore agli
studi di Caltanissetta - la famiglia deve continuare ad avere un fondamentale
per i ragazzi. Per cui ci deve essere una maggiore collaborazione tra la scuola
e la famiglia. I genitori, che in alcuni casi tendono ad essere troppo
garantisti nei confronti dei figli, non possono vedere nei docenti la loro
controparte. Dovrebbero piuttosto preoccuparsi di cosa fanno questi ragazzi
quando non sono a scuola, chi frequentano e se per caso non fanno uso di
alccolici o di altre sostanze. Questi ragazzi sembrano che non siano più
abituati al riconoscimento della autorità ed al rispetto di sè stessi e degli
altri: ed in conseguenza di ciò scontiamo episodi sempre più frequenti di
bullismo, che non possono essere combattuti solamente con il cinque in
condotta, che può costituire un ottimo deterrente ma non certo l'unica
soluzione. Il cinque in condotta mette fuori (in alcuni casi in maniera
opportuna) dal sistema scolastico i bulli, che però vengono estraneati e non
più coinvolti da un discorso educativo e pedagogico". "Va ricordato -
aggiunge il dott. Antonio Gruttadauria - che proprio dall'inizio di questo
nuovo anno scolastico cambia il sistema delle sanzioni disciplinari nei
confronti degli studenti delle scuole medie inferiori e superiori (e non degli
alunni delle scuole elementari), poichè comincerà ad avere attuazione lo
"Statuto degli studenti e delle studentesse". Sanzioni più pesanti
rispetto a quelle precedenti, che prevedono l'allontanamento dalla comunità
scolastica nei casi più gravi ma che devono pur sempre avere finalità educative
e costruttive e non solo punitive. Le sanzioni inferiori a 15 giorni verranno
adottate dai Consigli di classe, mentre quelle superiori a 15 giorni dal
Consiglio d'istituto. I aragazzi potranno essere impiegati in attività di
recupero di natura sociale e culturale, a vantaggio della comunità scolastica,
in attività di volontariato e nel caso pagando anche i danni procurati con atti
di vandalismo". Infine il dott. Antonio Gruttadauria lancia un appello
alle famiglie e agli studenti: "Mi auguro che quello che va ad
incominciare sia un anno scolastico sereno per tutti. Un augurio anche ai
ragazzi, ricordando che il loro lavoro è quello di studiare, tenendo conto
anche che da che mondo è mondo da una parte c'è chi spiega ed interroga e
dall'altra chi deve studiare. E' anche tener conto che la scuola è importante
per lo sviluppo non solo personale del ragazzo ma dell'intera comunità. Con la
cultura ognuno di noi diventa un cittadino libero ed in grado di farsi
apprezzare e rispettare per il suo effettivo valore. Bisogna poi pensare a
puntare in alto e non fermarsi ai risultati minimi: occorre che i ragazzi
abbiano pure delle ambizioni che li portino a realizzare i loro sogni, evitando
di cercare il rimedio nei paradisi artificiali come la droga e l'alcool".
( da "Sicilia,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Luci e ombre all'inizio delle
lezioni Sono più di 70 mila gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado
della provincia che si accingono ad iniziare il nuovo anno scolastico. Al
dirigente dell'Ufficio Provinciale Marco Anello, abbiamo rivolto alcune
domande. Qual è la situazione della scuola trapanese? "La scuola del
territorio sta vivendo tutte le tensioni che attraversano la scuola a livello
nazionale. E' chiaro che ci sono situazioni di eccellenza e situazioni
problematiche. Tuttavia sono fiducioso del grande numero di professionalità.
Puntiamo ad offrire un servizio di qualità". Qual è il problema più
impellente che va risolto? "Aspettiamo l'inizio dell'anno scolastico per
conoscere la risposta dei genitori per quanto riguarda il problema dei
disabili. Il taglio dei posti di sostegno ha creato in questi giorni vibrate
proteste da parte dei genitori, dei docenti precari, delle organizzazioni
sindacali. Sono in tutto 1.267 i posti di sostegno mentre i ragazzi in
situazione di handicap sono 2090. Il taglio dei posti (
( da "Sicilia,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Marsala Il sindaco protesta per i
"tagli" Marsala. Il sindaco Carini (nella foto) ha deciso di dare
voce a quanti protestano per i drastici "tagli" operati nel mondo della
scuola. Ed in particolare sui posti di sostegno. "Che ne sarà degli alunni
con gravi disabilità? - scrive Carini al ministro
dell'Istruzione Gelmini e al presidente Lombardo - le direzioni scolastiche riusciranno
a garantire loro la continuità didattica? Sono interrogativi cui, al più
presto, occorrerà dare risposte che consentano di proteggere i minori
svantaggiati, nonché rassicurare le famiglie degli stessi". Nella
lettera viene evidenziata la "ricaduta negativa" su insegnanti,
alunni e famiglie a causa dei tagli disposti nella legge finanziaria.
"Nell'apprendere - prosegue il sindaco - la riduzione di organici nel
settore, rappresento qui il mio rammarico per il clima di apprensione che si
respira alla vigilia del nuovo anno scolastico. In particolare, la riduzione
del numero degli insegnanti di sostegno si rifletterà negativamente sulle
famiglie con minori diversamente abili, cui prima veniva assicurata idonea
assistenza didattica all'interno della scuola". Il primo cittadino
conclude affermando che "va salvaguardata la qualità della vita dei
ragazzi meno fortunati, così come l'occupazione di tanti insegnanti che
aspettano da tempo il definitivo inserimento in ruolo". Antonio Pizzo.
( da "Stampaweb,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
SINALUNGA (SIENA) La destra oggi al
governo "sta rovinando economicamente, politicamente e moralmente
l'Italia". E' l'affondo di Walter Veltroni, segretario del Partito
democratico, nel corso della sua lezione che ha concluso i lavori della Summer
School del Pd. "L'Italia deve rinascere moralmente - ha spiegato - deve
darsi un nuovo sistema di valori, deve sconfiggere l'egoismo e il cinismo che
la stanno corrodendo in profondità". Secondo Veltroni, infatti, "la
destra è responsabile di questo clima di una società senza valori, di una
società egoista e spietata, in cui tutti coltivano solo il proprio desiderio
individuale". Il leader del Pd ha citato come esempi le politiche
repressive seguite dal governo in tema di immigrazione, ma non solo: "In
una logica vanamente e unicamente repressiva, che finisce per essere solo
oppressiva, si parte dalle impronte ai bambini rom, per arrivare alle celle
negli stadi e al carcere per le prostitute e per i loro clienti". Stesso
discorso per la questione della droga: "Se si vuole stroncare la droga -
ha detto ancora Veltroni - si deve troncare la mafia e la camorra. E per
stroncare la mafia e la camorra, al governo ci vuole gente che non pensi che i
mafiosi sono degli eroi". La destra al governo, invece, parla solo di
"protezione, o presunta tale, al di sopra di tutto - ha concluso il
segretario del Pd - della libertà e dei fondamentali diritti civili di ogni
persona. È anche così che può cominciare l'autunno della democrazia e della
libertà". Veltroni ha accusato il centrodestra del declino dell'Italia:
"Sette anni di governo della destra hanno ridotto il Paese nella
condizione drammatica in cui si trova oggi", ha detto, aggiungendo che
"solo noi possiamo essere l'alternativa nuova di cui il Paese ha
bisogno". "Dobbiamo saperlo, e lavorare perché al tramonto del
berlusconismo corrisponda l'alba di una stagione di riforme, di modernizzazione
e di moralizzazione della vita pubblica". Per Veltroni, in questi anni,
"la destra ha fatto un genocidio dei valori", diffondendo
"l'idea di una società egoista e spietata, nella quale tutti coltivano il
loro desiderio individuale. L'Italia deve sconfiggere l'egoismo ed il cinismo
che la stanno corrodendo in profondità". Veltroni è anche intervenuto
sulle recenti prese di posizione di alcuni esponenti di Alleanza nazionale sul
tema del fascismo, "parole che lasciano intravedere un limite della riflessione
della destra italiana sul suo passato", accusa il segretario del Pd.
Veltroni ha letto la lettera di un giovane ufficiale dell'esercito italiano
condannato a morte da un tribunale misto composto da fascisti e tedeschi. E a
questo proposito, Veltroni ha lodato le affermazioni di ieri di Gianfranco
Fini, che "bene ha fatto a pronunciare parole inequivoche, rivolte in
primo luogo all'interno del suo partito di provenienza". Tuttavia, afferma
il segretario del Pd, "viene da pensare che ci sia innanzitutto un limite
strutturale della riflessione compiuta dalla destra italiana sulla sua storia,
sulla sua cultura, sulla sua identità. Viene da pensare che non sia ancora
pienamente introiettata, nel complesso di questa classe di governo, una vera e
salda cultura repubblicana". Poi l'affondo dulla scuola: il governo, ministro Gelmini in testa, non si cura dei tagli alla scuola perché per il
premier Silvio Berlusconi "la vera scuola degli italiani sono le sue
televisioni". "Non contenta di aver subito un danno di 8 miliardi di
tagli - ha spiegato Veltroni, parlando della Gelmini - di aver
detto che 87mila precari diventeranno guide turistiche, del ritorno al
maestro unico, e del fatto che si ridurrà il tempo di insegnamento, il ministro
della Pubblica Istruzione ha annunciato che si ridurranno le ore di studio e le
materie da studiare. L'Italia - ha ricordato Veltroni - è agli ultimi posti
delle graduatorie sulla formazione, e non è un caso che il governo della destra
sia così accanito: perché per il pensiero della destra, il pensiero di
Berlusconi - ha concluso - la scuola è la sua televisione, è così che vuole
siano formati gli italiani".
( da "Voce
d'Italia, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
Politica Il segretario nazionale
della Cgil, Enrico Panini: "La Gelmini ce lo faccia sapere" Scuola, Gelmini: riduzione
dell'orario scolastico Nel piano presentato riduzione delle ore settimanali di
elementari e materne Roma - Ancora rivoluzioni a scuola. Il piano dei tagli
alla scuola del ministro Gelmini è pronto: sarà presentato ai sindacati della scuola. Per
le scuole materne ed elementari l'orario verrà ridotto drasticamente. Per le
materne l'orario sarà di 24 ore a settimana con una sola maestra: tutti a casa
a mezzogiorno e mezzo, quindi. Con le maestre di ruolo in esubero potrà essere
esteso il servizio. Per le elemantari le cose variano di poco: maestro unico e
24 ore a settimana. Ma se le famiglie lo richiedono l'orario potrà essere
prolungato a 27 o 30 ore, a condizione che l'organico lo consenta. Il ministro Gelmini, alle polemiche per il maestro unico, ribatte:
"Il maestro unico rafforza il rapporto educativo tra docente e alunno e
tra maestro e famiglia. Nell'arco tra i 6 ed i 10 anni si avverte il bisogno di
una figura unica di riferimento - si legge nel piano - con cui l'alunno possa
avere un rapporto continuo e diretto". Ma il segretario nazionale della
Cgil, Enrico Panini, vuole capire: "Ci sono molte cose che non si
comprendono - commenta il segretario nazionale della Cgil Enrico Panini - nelle
tabelle si parla di 10 mila tagli per i maestri, ma si tratta solo del primo
anno, nell'arco dei 5 anni diventeranno 50 mila. Poi non è mai citato il tempo
pieno. Anche per medie e superiori vengono tagliate le ore, ma quali materie
subiranno un ridimensionamento? La Gelmini ce lo
faccia sapere". Valentina Pellegrino.
( da "Repubblica.it"
del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
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La" del 14-09-2008)
Argomenti: Scuola
LA CISL "Ora sui tagli
vogliamo chiarezza" E' ancora troppo presto per tirare le somme sulle
ripercussioni che il ritorno del maestro unico, che il
ministro Gelmini vorrebbe reintrodurre a partire dal prossimo anno, potrebbe
avere nella nostra provincia. Ma i sindacati vogliono iniziare a vederci
chiaro; per questo la Cisl di Biella martedì incontrerà il leader Raffaele
Bonanni. "Roma non ci ha ancora messo al corrente dei contorni del decreto
- spiega il segretario Cisl scuola di Biella Giuseppe Miolo -, speriamo
di poterne venire a capo".