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Articoli
Schola (17)
Duello come digerire l'eterno scontro (
da "Riformista, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In pratica Veltroni pur di isolare il rivale ha fatto l'accordo con Fioroni e Letta e ha ricoperto di coccole Bersani". E anche questa è una versione molto accreditata: dai veltroniani che dissimulano il tentato "divide et impera", e i dalemiani (ci scusiamo, ma qui continueranno a subire questa etichetta abusiva) che, sornioni, irridono e derubricano a "divide et spera".
CAOS SCUOLA Troppi debiti, 2 milioni a rischio bocciatura (
da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: costretti a fare i conti con gli pseudo-esami di riparazione introdotti dall'ex ministro Fioroni. I debiti formativi sono stati fallimentari: quasi uno studente su due, cioè il 42 per cento degli ammessi alla classe successiva nel biennio 2006/2007, aveva lacune non recuperate durante l'anno. E nel primo quadrimestre del 2008 la situazione è peggiorata.
Decreto Fioroni, gli studenti vogliono abolirlo (
da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 14 pagina 20 Decreto Fioroni, gli studenti vogliono abolirlo di Redazione Una petizione popolare per chiedere al governo di "intervenire immediatamente con la sospensione della normativa sul recupero dei debiti formativi". L'Unione degli studenti lancia una raccolta di firme on line per chiedere al ministro della Pubblica istruzione,
Lezioni private, ma gestite dagli istituti (
da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: annullamento dell'ordinanza sui debiti del suo predecessore, Giuseppe Fioroni. Gli istituti sono in grande difficoltà. Il modello unico e rigido imposto da Fioroni per i corsi di recupero non funziona. Sono comunque stati spesi un mucchio di soldi, secondo la Cgil intorno ai 180 milioni di euro, senza ottenere i risultati voluti.
Meno ministeri e qualche dubbio (
da "Italia Oggi" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il dicastero che somma i poteri prima spartiti tra Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi viene chiamato "ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca". Ma poi, al comma 10, appositamente stilato per ribattezzare il dicastero affidato alla Gelmini, si legge che la "denominazione Ministero della pubblica istruzione, dell'università e della ricerca sostituirà,
I (dubbi) meriti dei fan del merito (
da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Giuseppe Fioroni, davanti a quei dati, si mise la mani nei capelli, spiegando che non c'era da meravigliarsi: "Alle superiori, in 10 anni, abbiamo scrutinato e mandato avanti circa 8 milioni e 800 mila studenti con lacune gravi o gravissime". Di più: "Alle medie solo il 17% di chi ha la cattedra di matematica ha la laurea corrispondente.
Dalla tua parte \ndi Gaia Giorgetti IL CAOS DEGLI ESAMI
SCOLASTICI: PER QUEST'ANNO ADDIO VACANZE (
da "Corriere di Bologna" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni, ma si rende conto di quale caos sta provocando nelle scuole superiori? Io che ho due figli in due istituti superiori diversi della città, ancora non ho capito se e quando potrò mai programmare le vacanze. Nulla di certo, infatti, si sa ancora riguardo ai corsi di recupero che le scuole devono organizzare per gli alunni rimandati.
<Caro ministro, l'unica strada possibile è sospendere
tutto> ( da "Corriere della Sera"
del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Intendiamoci, quello che ha fatto Fioroni è giustissimo: la scuola va moralizzata, bisogna dare un segnale di merito. Ma il tempo a disposizione è stato troppo poco, e l'entourage del ministro non è riuscito a chiarire tutti i punti; i fondi ci sono, quello che manca è la struttura organizzativa.
Debiti a scuola, esami a rischio (
da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: presidi fossero contrari al ritorno alla severità auspicato dall'ex ministro Fioroni. "Ma non così". Roberto Pellegatta, presidente dell'associazione presidi Disal, conferma: "Giusta l'intenzione, errato lo strumento. Il recupero deve essere il più possibile personalizzato". Innocente Pessina, a capo del classico Berchet di Milano: "Se le verifiche si fanno i primi di settembre,
Tutti a settembre gli "esami di riparazione" (
da "Libertà" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni nella sua decisione di far recuperare nello stesso anno i debiti contratti. Lo ha fortemente criticato, quando ha cercato sotto i falsi miti della "autonomia", della "flessibilità" e dell'illusione dei 50 euro lordi ad ora di lezione di imporre regole che risultavano chiaramente poche di estemporanea applicazione e di improbabile efficacia.
Scuola, linea morbida per chi ha i debiti (
da "Stampa, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si deve seguire lo scadenzario fissato da Fioroni". In sostanza, sostiene l'Andis, "sanati o non sanati i debiti, i consigli di classe dovranno decidere se promuovere o bocciare". Ma le scuole, messe di fronte ad un esercito di pierini che durante l'estate non ha studiato, se la sentiranno di procedere a una bocciatura di massa?
UN MESE ALLA FINE DELLA SCUOLA SULLE VACANZE L'INCUBO
RIMANDATI ( da "Wall Street Italia"
del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un mese alla fine della scuola sulle vacanze l'incubo rimandati -->Per la prima volta entra in vigore la riforma Fioroni: i "non promossi" potrebbero arrivare a un milione. E per prof, ragazzi e famiglie la cabala dei corsi estivi Un mese alla fine della scuola sulle vacanze l'incubo rimandati di SALVO INTRAVAIA (10:36 14/05/2008).
Linea morbida per chi ha i debiti (
da "Stampaweb, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: si deve seguire lo scadenzario fissato da Fioroni". In sostanza, sostiene l'Andis, "sanati o non sanati i debiti, i consigli di classe dovranno decidere se promuovere o bocciare". Ma le scuole, messe di fronte ad un esercito di pierini che durante l'estate non ha studiato, se la sentiranno di procedere a una bocciatura di massa?
Verso la maturità 2008 con il Ministro Mariastella Gelmini:
la scuola del dopo Fioroni ( da "Blogosfere"
del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mag 0814 Verso la maturità 2008 con il Ministro Mariastella Gelmini: la scuola del dopo Fioroni Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 07:17 in Scuola Non è sexy come Mara Carfagna (in bianco) o giovane come Giorgia Meloni (a sinistra), non è nemmeno alta come la Prestigiacomo (vabbé, avete capito) e rischia di diventare rapidamente il Ministro più odiato d'Italia.
Scuola, troppi debiti: 2 milioni rischiano l'anno (
da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: costretti a fare i conti con gli pseudo-esami di riparazione introdotti dall'ex ministro Fioroni. I debiti formativi sono stati fallimentari: quasi uno studente su due, cioè il 42 per cento degli ammessi alla classe successiva nel biennio 2006/2007, aveva lacune non recuperate durante l'anno. E nel primo quadrimestre del 2008 la situazione è peggiorata.
Cobas presentano un ricorso a Napolitano anti corsi di
recupero ( da "Redattore sociale"
del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il provvedimento dell'ex ministro Fioroni, infatti, secondo il sindacato, che ne chiede la sospensione, "non assicura adeguate modalita' di recupero e di verifica delle carenze degli studenti, addossa agli istituti scolastici oneri e obblighi che non si riescono ad assolvere".
Il professore che affossa la scuola (
da "Opinione, L'" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2008 Il professore che affossa la scuola Con la riforma di Prodi e Fioroni, un corso parte solo se la classe raggiunge i 30 studenti iscritti In questo modo gli alunni passano da un istituto ad un altro, rischiando di finire lontano da casa di Roberto Casalena Prodi ha lasciato dietro di se un'eredità pesante agli italiani: pressione fiscale in crescita, tagli da tutte le parti,
( da "Riformista, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Duello come
digerire l'eterno scontro MEGLIO WALTER O MASSIMO? La Blogosfera si schiera e
prevede guai Lancia in resta e scolapasta in testa. È così che la blogosfera
metabolizza e affronta il riaffiorato scontro tra i duellanti storici del
Pds-Ds-Pd. Sottratta la tara dell'irriportabile umore che scuote il ventre
piddino, che proprio non sembra entusiasta dello scontro, emergono dati
interessanti. Il primo è che veltronismo e dalemismo, coniando termini per i
quali si impetra clemenza, si declinano nella blogosfera in atteggiamenti
speculari ai caratteri dei due leader. I veltroniani dimessi ma anche
fiduciosi, apparentemente lucidi ma anche scossi dal rinculo del colpo andato a
vuoto. I dalemiani, invece, procedono in sempiterna negazione del sé, perché
non esiste una corrente dalemiana da che certa gravità fa andare i fiumi verso
valle e i veltroniani, puntualmente, fuori dai gangheri. Candido, dal suo blog
(candido.wordpress.com), manifesta sgomento per il riacuirsi della tensione tra
i due leader ma sembra non avere dubbi sul finale del duello e scrive:
"D'Alema, seduto sulla riva del fiume, si sta preparando per il passaggio
del cadavere di Veltroni". E con questo riassume l'idea che sembrano
esprimere moltissimi blogger, ovvero che D'Alema abbia ormai nel sacco Veltroni
e che abbia passato le ore in cui si formava il governo ombra (iniziativa che
la blogosfera ha bollato quasi unanimemente come inutile) ridendo sotto i
baffi. Il governo ombra ha giocato un ruolo fondamentale nel precipitare della
crisi della diplomazia elettorale che si era instaurata tra D'Alema e Veltroni,
e diversi blogger non hanno mancato di evidenziare e sottolinearne perfidamente
il dato. E a questo proposito Marco Castoro (marcocastoro.it) scrive:
"Walter Veltroni con la composizione del governo ombra - e la
ristrutturazione del coordinamento del Pd - ha dato una botta al cerchio e una
alla botte, dove c'è finito il solo D'Alema, che ovviamente non ne vuole
proprio sapere di fare l'Attilio Regolo della situazione. Anzi. Qualcuno già
scommette su una sua futura vendetta. In pratica Veltroni
pur di isolare il rivale ha fatto l'accordo con Fioroni e Letta e
ha ricoperto di coccole Bersani". E anche questa è una versione molto
accreditata: dai veltroniani che dissimulano il tentato "divide et impera",
e i dalemiani (ci scusiamo, ma qui continueranno a subire questa etichetta
abusiva) che, sornioni, irridono e derubricano a "divide et spera".
Abbiamo parlato di umori addominali e anche in questa chiave c'è chi non ha
mancato di esprimersi. Il blogger Desiderius (Desiderius.ilcannocchiale.it)
commenta con distacco e la prende alla lontana ma anche con una certa
efficacia, così: "Lo stato confusionale della sinistra dopo la sconfitta
elettorale si spiega con diversi stadi di digestione della realtà. Riteniamo
che Veltroni abbia digerito la realtà, e D'Alema anche. La maggior parte degli
altri, non ancora. Per digestione della realtà intendiamo l'accettazione di una
verità apparentemente banale: un partito di sinistra è un partito come tutti
gli altri, e la Storia non gli attribuisce un ruolo particolare, né potrebbe
farlo, visto che la Storia non esiste". È la posizione, con licenza di
libera interpretazione, di chi nega la straordinarietà del conflitto tra i
nostri due duellanti ma anche di chi voglia cogliere occasione per evidenziare
aspetti che esulano dalla nostra ricerca ma che pure meritano e ricevono nella
blogosfera segni di particolare attenzione. Abbiamo visto come attaccare il
governo ombra sia apparso strumento assai adoperato da chi voglia portare
Veltroni all'angolo, e magari di chi anche solo incidentalmente si ritrovi -
anche suo malgrado - a fare il gioco dei supporter dalemiani. È il caso, ad
esempio di Aldo Torchiaro (aldotorchiaro.ilcannocchiale.it) che non usa mezzi
termini nel commentare l'evanescenza dello shadow cabinet e verga: "Se
dovessi puntare su una squadra, tra quella di Berlusconi e quella di Veltroni,
non avrei dubbi. Anche perché non riesco ad assumere neanche informazioni di
base su alcuni dei nomi che Walter ha pronunciato ieri. Chi è governo governi,
chi è ombra sia ombra". È quel fenomeno, che non osiamo definire di
tattica, per il quale espressioni antiveltroniane, anche le più estranee al
duello, possono considerarsi abili e arruolabili allo scopo. I simpatizzanti
veltroniani, di contro, non hanno i problemi dei contrapposti e a più riprese
non corrisposti dalemiani e rinfacciano tali limiti a chi questi problemi li ha
o se li crea. Procedono molto più placidamente e pacatamente e, paventando un
non meglio definito "neoulivismo" dalemiano, si esprimono come fa Il
Pensatore (ilpensatore.wordpress.com): "D'Alema ha aperto la porta a una
corrente che non sappiamo ancora bene quanti sostenitori ha. Per questo motivo,
in questo momento, è necessario più che mai sostenere Veltroni nella sua scelta
bipartitica più che bipolare, sperando che le due cose finiscano per coincidere
nel più breve tempo possibile". Si apre così un estuario di
interpretazioni vastissimo, nell'alveo del quale detriti su detriti ne
restringono il corso e fanno piccole rapide costellate di punte aguzze. Così
c'è Roberto Gualtieri, per citare una voce della Babele dalemiana
(Gualtieri.italianieuropei.it) che beffardamente scrive: "Forse è vero che
tutto è possibile, e magari un giorno anche questo Pd riuscirà a conquistare il
governo mentre Veltroni, come fa Croccolo con Marilyn, si lamenterà che ha la
cellulite. E allora nel frattempo teniamo tutti botta". E c'è anche il
professor Massimo Adinolfi che, con qualche forzatura, qui si può coinvolgere
indirettamente, laddove citando Sloterdijk sul suo blog
(Azioneparallela.splinder.com) scrive: "Sovrano è colui che decide da solo
da chi vuole farsi fregare". E chi è sovrano, oggi, nel Pd? Gli spiriti
liberi della blogosfera certamente se ne accorgeranno e non mancheranno di
raccontarlo. 14/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
N. 114 del
2008-05-14 pagina 20 CAOS SCUOLA Troppi debiti, 2 milioni a rischio bocciatura
di Enza Cusmai Il 70 per cento degli alunni ha insufficienze. E i corsi di
recupero non funzionano da Milano Ormai è emergenza nel pianeta scuola. Milioni
di debiti formativi accumulati nel corso degli anni stanno diventando l'incubo
estivo di studenti e famiglie. Si prevedono sonore bocciature a giugno per i
più impreparati e faticosi recuperi a settembre per i più volenterosi. Faticosi
perché non basterà seguire i corsi obbligatori nelle scuole. Servirà
un'iniezione di lezioni private che costeranno a ogni famiglia in media oltre
mille euro. Ma è lo scotto da pagare per evitare di far ripetere l'anno ai
figli, costretti a fare i conti con gli pseudo-esami di
riparazione introdotti dall'ex ministro Fioroni. I debiti
formativi sono stati fallimentari: quasi uno studente su due, cioè il 42 per
cento degli ammessi alla classe successiva nel biennio 2006/2007, aveva lacune
non recuperate durante l'anno. E nel primo quadrimestre del 2008 la situazione
è peggiorata. Un'indagine ministeriale rivela che sette su dieci, cioè
circa due milioni di studenti, hanno riportato almeno un'insufficienza tra le
diverse discipline. E, quindi, sono potenzialmente a rischio bocciatura.
Situazione più drammatica negli istituti professionali, dove il segno meno
nelle materie interessa ben 8 ragazzi su
( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
N. 114 del
2008-05-14 pagina 20 Decreto Fioroni, gli
studenti vogliono abolirlo di Redazione Una petizione popolare per chiedere al
governo di "intervenire immediatamente con la sospensione della normativa
sul recupero dei debiti formativi". L'Unione degli studenti lancia una
raccolta di firme on line per chiedere al ministro della Pubblica istruzione,
Maria Stella Gelmini, "il congelamento del decreto ministeriale n. 80, il
cosiddetto decreto Fioroni". Gli studenti
ricordano che "quasi in nessun caso è stata rispettata la normativa che
imponeva l'organizzazione dei corsi di recupero per un minimo di 15 ore per
tutte le materie, limite che già ai tempi definimmo esiguo". Un sistema,
accusano gli studenti, che penalizza chi non ha la possibilità di pagarsi ripetizioni
private. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
N. 114
del 2008-05-14 pagina 20 Lezioni private, ma gestite dagli istituti di
Francesca Angeli L' ipotesi del ministro Gelmini: un "intramoenia"
come nella sanità da Roma Cancellazione dell'attuale sistema dei debiti a
favore di un modello molto più flessibile nel rispetto dell'autonomia degli
istituti. Non ci sarà una "restaurazione" integrale dei vecchi esami
di riparazione ma l'introduzione di nuovi meccanismi di selezione e verifica
degli apprendimenti, supportati da moduli integrativi destinati agli studenti.
Corsi organizzati e gestiti in modo trasparente dalle scuole che potrebbero
ispirarsi anche al modello dell'intramoenia applicato in sanità: ripetizioni
individuali mirate e private ma gestite dallo stesso istituto. Le insufficienze
andranno comunque recuperate entro l'anno scolastico. Dietro la porta dello
studio del ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, c'è già
una lunga fila di persone in attesa. I sindacati del mondo della scuola,
confederali ed autonomi, organizzazioni degli studenti e dirigenti scolastici.
Tutti a gran voce chiedono l'annullamento dell'ordinanza
sui debiti del suo predecessore, Giuseppe Fioroni. Gli
istituti sono in grande difficoltà. Il modello unico e rigido imposto da Fioroni per i corsi di recupero non funziona. Sono comunque stati spesi
un mucchio di soldi, secondo la Cgil intorno ai 180 milioni di euro, senza
ottenere i risultati voluti. Le quindici ore di gruppo previste per
alcuni sono poche, per altri troppe e inutili. Per quanto riguarda il prossimo
anno scolastico non ci sono dubbi. La Gelmini ha il tempo, anche se poco, per
mettere a punto un nuovo sistema che potrebbe essere regolamentato con il
decreto per l'avvio dell'anno scolastico. Più problematico invece intervenire
sull'anno in corso, ormai in dirittura d'arrivo, anche se dal mondo della
scuola arriva proprio questa richiesta. Giorgio Rembado, presidente
dell'Associazione nazionale presidi (Anp), che ha già richiesto un incontro
urgente al ministro, apprezza la volontà della Gelmini di voler "lavorare
sul merito". I dirigenti scolastici ritengono il sistema introdotto da Fioroni "troppo rigido" visto che le esigenze
variano da studente a studente. "Un eventuale ripristino degli esami di
riparazione comunque non spaventa nessuno", assicura pure Rembado che per
quest'anno prevede "un doloroso aumento di bocciature a meno che qualcuno
non usi carte truccate". Pure Massimo Di Menna, segretario nazionale Uil
scuola, chiede un intervento rapido sui debiti in modo che il prossimo anno si
possa partire con le idee chiare. Esclude invece sia possibile fare qualcosa
per l'anno in corso. "Ci vuole un sistema flessibile perché gli studenti
hanno tempi di recupero diversi", insiste Di Menna che sottolinea anche
l'urgenza di "un nuovo sistema di reclutamento per i docenti altrimenti si
creerà un nuovo precariato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Italia Oggi" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 114, pag. 8 del
14/5/2008 Autore: di Luigi Chiarello Visualizza la pagina in PDF
Le norme si contraddicono sul dicastero di viale Trastevere e sui poteri
in fatto di alimentazione Meno ministeri e qualche dubbio ItaliaOggi anticipa
il decreto che ridisegna il governo Se per il ministro Maria Stella Gelmini,
l'istruzione sia solo quella pubblica o anche quella privata ancora non è
chiaro. Così come, in tempo di scandali sul cibo e caroprezzi, non si capisce
chi dovrà seguire la politica alimentare del paese, finora in mano al ministro
delle politiche agricole. Almeno a leggere il testo del decreto legge approvato
due giorni fa dal consiglio dei ministri. Il primo provvedimento del Berlusconi
IV, di cui ItaliaOggi è in possesso, ridisegna compiti e funzioni dei singoli
dicasteri, in base a quanto disposto dalla Finanziaria 2008. Ma si contraddice
sulla dizione del ministero affidato alla pupilla bresciana del premier. E tace
sul trasferimento di poteri in fatto di alimentazione. Vediamo perché. Al comma
uno del primo articolo del decreto, quello che elenca tutti i ministeri con
portafogli, il dicastero che somma i poteri prima spartiti
tra Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi viene chiamato "ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca". Ma poi, al comma 10, appositamente
stilato per ribattezzare il dicastero affidato alla Gelmini, si legge che la
"denominazione Ministero della pubblica istruzione, dell'università e
della ricerca sostituirà, ad ogni effetto e ovunque presente, la
denominazione Ministero della pubblica istruzione". La questione non è di
lana caprina. Mai come in questo caso un aggettivo fa la differenza. I governi
di centrosinistra si sono distinti per aver sempre affiancato al termine
istruzione l'aggettivo “pubblica”. Volendo, con questo, sottolineare il primato
dell'istruzione di stato su quella privata. Al contrario, i governi di
centrodestra hanno continuamente sbianchettato l'aggettivo dalla carta
intestata del ministero dell'istruzione. Quasi a voler riconoscere pari dignità
a tutte le attività formative, siano esse svolte da strutture pubbliche o
private. Dunque, una differenza nominalistica, ma piena di sostanza. In fatto
di alimentazione, poi, la questione è ancor più rilevante. Specie se si
considera che, in pochi mesi, l'Italia è stata scossa da scandali alimentari su
vino e mozzarella di bufala. E ancora trema per l'aumento vertiginoso dei
prezzi dei prodotti agricoli. Nonostante ciò, il decreto legge cancella la
competenza in fatto di politiche alimentari, affidata da Prodi all'ex ministro
Paolo De Castro, che era, appunto, il titolare del dicastero delle politiche
agricole, alimentari e forestali. Presto, sulla targa di via XX settembre,
tornerà la dizione “ministero delle politiche agricole e forestali”. Con buona
pace del neoinquilino, Luca Zaia e senza contare che, da pochissimo, il Mipaaf
ha terminato di riorganizzare la propria struttura interna, proprio in funzione
della attribuita competenza sull'alimentare. Questa materia, a rigor di logica
e in base alla vecchia legge sui ministeri (la n. 199 del 1958) dovrebbe
traghettare nelle mani del neoministro per lo Sviluppo economico, Claudio
Scajola. Che avrà già il suo bel da fare su altri fronti. Ma qualcosa potrebbe
cambiare in zona Cesarini, cioè giusto prima della pubblicazione del decreto
legge in Gazzetta Ufficiale. Infatti, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il
sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, ha chiesto ai
singoli ministri e ai rispettivi uffici legislativi di presentare le richieste
di correzione al decreto legge, prima che questi entri in vigore. Il ministero
delle politiche agricole, avrebbe perciò inviato una sorta di emendamento
correttivo, con cui chiede che non gli venga strappata la competenza
sull'alimentare. Il tutto facendo semplicemente salvi i commi 9 e 11
dell'articolo 1 del decreto legge 181/2006, il provvedimento (poi convertito
nella legge 233/2006), con cui Prodi aveva disegnato il suo governo. Commi,
come detto voluti dal precedente governo per affidare definitivamente al
dicastero dell'agricoltura le politiche alimentari, e che proprio l'ultima
Finanziaria di Prodi ha cancellato (con il comma 377 della legge 244/2007). Il
riordino voluto da Berlusconi comunque non finisce qui. Tra le novità emergono
il ritorno, in capo al dicastero dello Sviluppo economico delle competenze
affidate all'ex ministro delle comunicazioni e il traghettamento, sotto il
cappello della presidenza del consiglio, dei poteri su politiche giovanili e
politiche della famiglia, provenienti dal dicastero del lavoro. In cui, invece,
confluisce il ministero della salute e a cui viene anche affidato il compito di
vigilare sui flussi di extracomunitari e neocomunitari.
( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-05-14 num: - pag: 38
categoria: REDAZIONALE Tuttifrutti di Gian Antonio Stella I (dubbi) meriti dei
fan del merito P er 37 volte è invocata la parola merito nella proposta di
legge 3423 presentata il 5 febbraio scorso dall'allora deputata Mariastella
Gelmini destinata a diventare pochi mesi dopo il ministro per l'Istruzione,
l'Università e la Ricerca. Parole d'oro, come hanno già sottolineato sul
Corriere Giovanni Sartori e Francesco Giavazzi. Dio sa quanto abbiamo bisogno
del ripristino del merito in una scuola in cui da tempo immemorabile i maestri
e i professori non vengono assunti per concorso ma di sanatoria in sanatoria, a
partire da quella del 1859. Una scuola in cui l'unica "pagella "
accettata da chi ci lavora, solo volontariamente e solo provvisoriamente e solo
sperimentalmente, è l'"autovalutazione annuale effettuata dal dirigente
scolastico stesso" il quale deve riempire un quiz in cui gli si chiede se
sia o meno bravo nell'"identificare con immediatezza i problemi che
impediscono una corretta realizzazione di attività rientranti nelle proprie
responsabilità" o nel "riconoscere il livello di priorità degli
interventi da realizzare ". Una scuola in cui, dicono le classifiche
internazionali del P.I.S.A. le scuole siciliane, cioè di quella terra che ha
regalato decine di genii alla cultura mondiale, hanno oggi una quota di somari
doppia della media Ocse e quadrupla di quella dell'Azerbaijian nonostante i
bocciati alla maturità 2006 negli istituti classici, scientifici, magistrali e linguistici
siano stati, nell'isola, solo l'1,3%. L'ex ministro
Giuseppe Fioroni, davanti a quei dati, si mise la mani nei capelli, spiegando che
non c'era da meravigliarsi: "Alle superiori, in 10 anni, abbiamo
scrutinato e mandato avanti circa 8 milioni e 800 mila studenti con lacune
gravi o gravissime". Di più: "Alle medie solo il 17% di chi ha la
cattedra di matematica ha la laurea corrispondente. I risultati si
vedono...". Insomma, come non condividere l'accusa della Gelmini contro
"l'impostazione statalista e dirigista che ha imperniato l'ordinamento
degli ultimi cinquanta anni" e "ha portato con sè la
marginalizzazione del merito"? Come non appoggiare il suo appello a
"favorire quel processo di valorizzazione del merito che costituisce il
momento di partenza per un'effettiva inversione di tendenza"? Come non
schierarsi al suo fianco quando sprona il governo all'adozione di decreti
legislativi volti alla "valorizzazione del merito nell'ambito della
scuola, dell'università e della ricerca"? Peccato soltanto che, per fare
riforme serie, profonde, radicali, una classe politica debba essere (e anche
apparire) credibile, autorevole, rispettata. E possiamo scommettere che saranno
in tanti a sollevare il dito per chiedere: scusate, ma in base a quale merito
èstata affidata la gestione di un mondo come la scuola a una persona che fino a
ieri risultava aver fatto soltanto la presidente del consiglio comunale di
Desenzano e l'assessore al Territorio della provincia di Brescia? E in base a
quale merito è stato fatto sottosegretario alla Scuola e all'Università il
signor Giuseppe Pizza, segretario della micro- Dc, che dagli amici viene
chiamato "professore" ma dice lui stesso, sul suo sito, di avere solo
"frequentato" la "Federico II" di Napoli? Per carità,
magari si riveleranno bravissimissimi. Ma certo, come esordio sul merito... \\
Scuola: il ministro Mariastella Gelmini promette interventi severi. Ma bisogna
essere credibili.
( da "Corriere di Bologna" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-05-14 num: - pag: 9
categoria: BREVI Dalla tua parte di Gaia Giorgetti IL CAOS DEGLI ESAMI
SCOLASTICI: PER QUEST'ANNO ADDIO VACANZE C on tutto il rispetto per l'ex ministro Fioroni, ma si rende conto di quale
caos sta provocando nelle scuole superiori? Io che ho due figli in due istituti
superiori diversi della città, ancora non ho capito se e quando potrò mai
programmare le vacanze. Nulla di certo, infatti, si sa ancora riguardo ai corsi
di recupero che le scuole devono organizzare per gli alunni rimandati. è
possibile che regni una confusione così grande? Se siamo confusi noi genitori,
come saranno i nostri figli? Simonetta Grandi Gentile signora Grandi, Questa
riforma sta generando un gran pasticcio, perciò mi sono presa la briga di
telefonare a vari istituti superiori per sapere come stanno le cose. Non mi
sono affatto sorpresa nell'apprendere che il caos regna sovrano: ancora nulla è
ufficiale, le date dei corsi di recupero sono state decise provvisoriamente
anche perché bisogna tener conto delle prove di maturità. Non le dico la nebbia
sulla data degli esami: ancora di ufficiale non c'è nulla, alcuni
"dovrebbero" iniziare a fine agosto, altri il primo o dopo il 4
settembre. Ulteriore incognita: con quante materie si viene respinti? Dipende
dalla decisione del consiglio dei docenti che dovrà comunque tener conto anche
dei debiti non recuperati. Morale: pare che i professori mai come quest'anno
abbiano brividi di terrore ogni volta che devono dare un brutto voto, perché,
se davvero dovranno fare le medie matematiche, si rischia una ecatombe di
bocciati e rimandati. Fra l'altro, i corsi di riparazione dovrebbero essere
almeno di quindici ore, ma non c'è un soldo. Concludo fornendole, a riprova, un
piccolo elenco della stato dell'arte di alcuni istituti bolognesi. Lo
scientifico Righi terrà i recuperi dal 23 giugno al 12 luglio (gli esami,
indicativamente, dall'1 al 4 settembre), il Galvani: (corsi di recupero,
presumibilmente, dal 23 giugno al 12 luglio, esami dal 1Ë? settembre), Pier
Crescenzi, Pacinotti (corsi: dal 26 giugno all'11 luglio, esami da definire),
Sabin (corsi, presumibilmente dal 16 giugno al 12 luglio, esami dal 28 agosto
al 6 settembre), Laura Bassi (corsi dal 20 giugno al 15 luglio, esami da definire),
Artistico (corsi forse dal 18 giugno, esami ancora da stabilire). Ce n'è
abbastanza per preoccuparsi davvero.
( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-05-14 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Daniela Girgenti "Caro ministro, l'unica strada
possibile è sospendere tutto" MILANO - "è stata fatta una diagnosi e
si è data una cura, ma non sono stati previsti gli effetti collaterali".
Daniela Girgenti, direttore della Tecnica della Scuola (quindicinale
"storico" del settore), riassume così la situazione creatasi dopo
l'onda lunga dell'ordinanza 92/2007, quella sui "nuovi debiti".
Cronaca di un caos che voi avevate annunciato già a febbraio, con un dossier
incentrato proprio sul recupero debiti. Cosa è cambiato, in questi mesi?
"Nulla, a parte il fatto che sono state messe a punto le date dei corsi di
recupero e soprattutto della valutazione finale. E qui iniziano i
problemi...". Vale a dire, con le date? "Le faccio un esempio: in
Lombardia l'inizio delle lezioni è stato fissato per l'8 settembre, un lunedì.
Come riusciranno a far arrivare in classe in tempo i ragazzi, se la valutazione
viene fatta alla fine di agosto se non addirittura ai primi di settembre? E per
le altre Regioni la situazione non cambia, c'è al massimo una settimana in più.
Senza contare la gestione dei docenti". Ci sono anche prof che non
vogliono prendere parte ai corsi di recupero, nonostante i 50 euro all'ora...
"Ma questo è il problema minore: per tenere i corsi le scuole sono
autorizzate a ricorrere anche a insegnanti non curricolari. Il punto è che la
valutazione finale va fatta per forza dal docente della classe, che ha ammesso
lo studente al corso di recupero. Ma che succede se questi prof vengono
trasferiti, vanno in pensione o semplicemente hanno un incarico a tempo
determinato, che scade il 31 agosto? Nasceranno forti disagi, con la creazione
di collegi "perfetti", con nomine sostitutive ad hoc ". Le
associazioni degli studenti hanno chiesto la sospensione dell'ordinanza.
"E io sono d'accordo. Intendiamoci, quello che ha
fatto Fioroni è giustissimo: la scuola va moralizzata, bisogna dare un segnale
di merito. Ma il tempo a disposizione è stato troppo poco, e l'entourage del
ministro non è riuscito a chiarire tutti i punti; i fondi ci sono, quello che
manca è la struttura organizzativa. Urgono chiarimenti sui comportamenti
da adottare. Il ministro Gelmini (che peraltro, nella sua proposta di legge del
5 febbraio, aveva già previsto cancellazione dei debiti e ritorno degli esami
di riparazione) si è trovato in mano una patata bollentissima. L'unica via
d'uscita è sospendere; e il mio non è un appello, ma un consiglio. Tra l'altro,
così si guadagnerebbe le simpatie di tutti...". Gabriela Jacomella
TUTTIFRUTTI di Gian Antonio Stella nelle Opinioni.
( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-05-14 num: - pag: 10
categoria: REDAZIONALE I ricorsi Molti già pronti a ricorrere al Tar in caso di
bocciatura La richiesta L'Uds ha chiesto al governo una sanatoria Debiti a
scuola, esami a rischio Dovrà "riparare" a settembre il 40% degli
studenti Corsi nel caos. C'è chi anticipa la verifica a luglio S ospiro.
"Certo che con questa montagna di scartoffie non facciamo il nostro
mestiere di educatori". Sbuffo. "Saremo travolti dai ricorsi".
Il tono è quello tipico del mugugno ligure, ma stavolta Salvatore Di Meglio,
preside del liceo classico Andrea Doria di Genova, bene interpreta l'umore di
insegnanti, genitori, studenti di tutta Italia. Perché il nuovo sistema di
recupero dei debiti davvero è riuscito nella difficile impresa di mettere
d'accordo il variegatissimo mondo della scuola: sono tutti contrari. I ragazzi
che nel 40% dei casi passeranno l'estate con almeno un'insufficienza da
recuperare, le famiglie che devono far quadrare vacanze e bilanci (boom delle
lezioni private: fino a 60 euro l'ora), i professori assaliti dalla burocrazia,
i dirigenti-manager alle prese con "la macchina organizzativa". E
che, con la stessa lucidità - e rassegnazione - di Di Meglio, annunciano:
"Tra pochi giorni saremo nel caos". Esami a settembre, si torna al
passato. Con qualche complicazione in più. Se fino al 1994 i rimandati si
giocavano la promozione dopo un'estate di autonoma sofferenza, ora sono le
scuole a dover garantire corsi di sostegno alla fine di ogni quadrimestre. I
prossimi si terranno tra giugno e luglio. Il meccanismo: 15 ore di recupero per
materia, reclutamento interno ed "esterno" dei professori (in molti
hanno rifiutato l'incarico), verifiche ai primi di settembre. Una macchina
mastodontica. Rallentata da un altro problema: i fondi scarseggiano. Ogni ora
di recupero costa 50 euro lordi, ecco perché in molti casi si è deciso di
accorpare le lezioni per aree disciplinari e di istituire corsi solo per le
materie più importanti. Extrema ratio: pagare i prof con le riserve di
istituto. Hanno fatto così al liceo scientifico Fermi di Padova. "è stata
dura - dice la preside Annunziata Gagliardi -. Nel primo quadrimestre abbiamo
dovuto cercare il 40% di insegnanti all'esterno. E l'economato ha fatto i salti
mortali usando 25 mila euro residui della nostra cassa. Non so come faremo l'anno
prossimo". Meno di tre settimane agli scrutini. La previsione non è rosea:
il 40% dei 2.598.720 studenti delle superiori totalizzerà almeno un debito
(meglio rispetto al primo quadrimestre: 70%). "Ma solo perché aumenteranno
i bocciati ", aggiungono i presidi. E se non bastasse, c'è chi annuncia
una valanga di ricorsi. "Gli studi legali, appena hanno letto l'ordinanza,
si sono fregati le mani", sottolinea Maria Rosaria Nunziato, vicepreside
del liceo scientifico Cuoco di Napoli. Basta non verbalizzare una lezione, o
fare un corso di 14 ore anziché di 15, e i genitori potranno appellarsi al Tar.
Commento del dirigente Di Meglio: "Non si riescono a ottemperare in punta
di diritto ordinanza, decreto e circolari". Rischi, incognite,
preoccupazione per un "giro di vite troppo affrettato". Non che i presidi fossero contrari al ritorno alla severità auspicato
dall'ex ministro Fioroni. "Ma non così". Roberto Pellegatta, presidente
dell'associazione presidi Disal, conferma: "Giusta l'intenzione, errato lo
strumento. Il recupero deve essere il più possibile personalizzato".
Innocente Pessina, a capo del classico Berchet di Milano: "Se le verifiche
si fanno i primi di settembre, se si comunicano promossi e bocciati una
settimana dopo, l'organico delle classi è pronto solo a metà mese. Vuol dire
iniziare le lezioni nel caos". Scenario apocalittico. Anche i sindacati
sono scettici. Enrico Panini, segretario generale di Cgil lavoratori della
conoscenza, commenta: "Fioroni ha affrontato un
problema vero, ma avrebbe dovuto mettere mano a questo mix di norme
iper-rigide, di insufficienza delle risorse e di scarsa attenzione agli effetti
prodotti dall'innalzamento dell'obbligo scolastico". L'augurio della Cgil
al nuovo ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: "Che abbia il
coraggio di riprendere in mano la questione dei livelli di apprendimento".
E mentre nei dintorni di viale Trastevere gira voce che il neoministro stia
pensando a un decreto legge che consenta una "dilazione dei tempi"
sul recupero (chi non passa a settembre può saldare durante l'anno successivo),
mentre il responsabile scuola di Forza Italia, Valentina Aprea, annuncia il
ritorno agli sbarramenti biennali della riforma Moratti, la Gilda propone
un'unica data per le verifiche www.corriere.it/italians di settembre. Anche gli
studenti si mobilitano. L'Uds ha chiesto al governo una sanatoria sui debiti:
"Quasi in nessuna scuola sono state rispettate le 15 ore minime per corso
di recupero. Non possiamo accettare che le mancanze di risorse ricadano sui ragazzi.
Così aumentano le ingiustizie per chi non può pagarsi le ripetizioni".
Evitare privilegi. Ed è così che il liceo Tasso di Roma ha giocato di anticipo:
verifiche finali entro il 22 luglio. Controtendenza. Il preside Achille
Acciavatti analizza: "Posticipando la data degli esami si sarebbero create
discriminazioni tra chi può andare a lezioni private e chi no. E poi meglio
chiudere subito. Un altro mese avrebbe solo creato disturbo alle
famiglie". Basta un po' di organizzazione. "Del resto - continua il
dirigente - non era più tollerabile portarsi dietro i debiti di cinque
anni". Abolire il sistema di recupero. Ripristinare i vecchi esami a
settembre. Più chiarezza nelle norme. Tante proposte. E tantissime lamentele.
Eppure, tra appelli e presidi sull'orlo di una crisi di nervi, qualcosa di
buono in questi nuovi esami si trova. I professori lo sussurrano, quasi con
paura: "I ragazzi hanno capito che si devono impegnare". Annachiara
Sacchi.
( da "Libertà" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Di
FULVIO VASSALLO* La lettera che segue è quanto Gilda Nazionale degli
insegnanti, a firma del suo coordinatore Rino Di Meglio, ha fatto pervenire al
nuovo Ministro della pubblica istruzione Gelmini il giorno stesso del suo
insediamento. A suo tempo, Gilda degli Insegnanti era d'accordo con l'ex ministro Fioroni nella sua decisione di far
recuperare nello stesso anno i debiti contratti. Lo ha fortemente criticato,
quando ha cercato sotto i falsi miti della "autonomia", della
"flessibilità" e dell'illusione dei 50 euro lordi ad ora di lezione
di imporre regole che risultavano chiaramente poche di estemporanea
applicazione e di improbabile efficacia. Oggi a sentire di non cambiare
nulla come fanno alcuni, ci sembra più serio affermare con decisione che
sarebbe meglio ripristinare i vecchi esami di riparazione a settembre, invece
di inseguire ingannevoli promesse, autonomie impossibili e flessibilità dannose
per tutti, studenti e docenti. Si pensi ad organizzazioni coatte e a rientri
continui e perditempo e a interminabili blocchi dello sviluppo della normale
attività didattica per tutti gli allievi. Signor Ministro, come purtroppo
avevamo previsto e ripetutamente annunciato, le disposizioni contenute
nell'ordinanza ministeriale 92/07 relative ai recuperi estivi e al saldo dei
debiti risultanti dallo scrutinio finale, stanno gettando nel caos le
istituzioni scolastiche, creando nel contempo pesanti disagi alle famiglie,
impossibilitate a programmare le loro ferie. Infatti, a causa del regime di
autonomia scolastica, gli istituti stanno predisponendo i corsi e gli esami
suppletivi in periodi diversi dell'estate, provocando così notevoli difficoltà
soprattutto alle famiglie dove sono presenti più figli. A questi disagi si
aggiunge un altro elemento, certamente non meno rilevante, che vogliamo porre
alla sua attenzione: la disparità di trattamento che sarà, inevitabilmente,
riservata agli studenti. Alcuni di loro, infatti, dovranno affrontare l'esame
suppletivo entro la prima metà di luglio, mentre altri, dovendo sostenerlo a
settembre, prima dell'inizio dell'anno scolastico, avranno molto più tempo a
disposizione per prepararsi con cura. Tutto ciò non fa che creare una forte
tensione tra le istituzioni scolastiche e le famiglie degli alunni e screditare
l'immagine degli insegnanti che, nonostante l'impegno e la serietà
quotidianamente dimostrate nello svolgimento della loro attività, sono
costretti a lavorare nell'incertezza provocata da una normativa emanata con
improvvisazione e superficialità. In virtù di tutti i motivi che le abbiamo
illustrato, le chiediamo di intervenire con urgenza affinché le scuole ricevano
precise raccomandazioni circa l'uniformità dei corsi che, auspicabilmente,
dovrebbero essere predisposti subito dopo il termine delle lezioni. Inoltre, è
necessario stabilire date certe e uniformi per l'espletamento degli esami
suppletivi, in modo da restituire pari opportunità nei tempi di recupero a
tutti gli studenti. In questa ottica, la soluzione migliore sarebbe riportare
gli esami ai primi giorni di settembre in tutti gli istituti scolastici. Tale
scelta non comporterebbe, come da più parti obiettato, una maggiore spesa, se
venisse rimossa la clausola contenuta nel decreto ministeriale 85/07,
trasferita nell'ordinanza ministeriale 92, secondo cui i componenti del
Consiglio di classe delle prove e degli scrutini suppletivi devono essere gli
stessi dello scrutinio di giugno. L'impasse potrebbe essere superata grazie a
una disposizione normativa che consenta lo svolgimento degli esami e degli
scrutini, nel mese di settembre, con i docenti presenti nell'istituto dopo le
operazioni di mobilità e di assegnazione dei posti, esattamente come avveniva
prima della riforma degli esami di riparazione. *Gilda Piacenza 14/05/2008.
( da "Stampa, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
IL PRIMO
OSTACOLO DA SUPERARE PER IL MINISTRO GELMINI 42 Scuola, linea morbida per chi
ha i debiti per cento degli studenti Tempi troppo stretti per i corsi estivi
Chi se la sentirà di bocciare lo stesso? Nessuno vuol parlare di
"moratoria", ma è probabile una proroga: sei mesi per recuperare E
torna il progetto Moratti: valutazione ogni due anni [FIRMA]RAFFAELLO MASCI
ROMA Nel paese delle deroghe, degli slittamenti, delle moratorie e dei condoni,
si potranno bocciare un milione di studenti solo perché non hanno sanato i
debiti formativi? Questo interrogativo è il primo, in ordine di tempo, a cui
dovrà dare risposta il nuovo ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini,
perché la scuola chiude tra meno di un mese e, prima di quella data, il grande
esercito dei debitori (il 42% dei ragazzi delle superiori) deve sapere quale
sorte li attende. Il ministero è ancora della fase dell'intronizzazione del
nuovo titolare e le bocche sono cucite. La parola "sanatoria" non
solo non viene mai pronunciata, ma è quasi esorcizzata, più nella forma - per
la verità - che nella sostanza: "Accettare questo - dice Massimo Di Menna,
leader della Uil scuola - equivarrebbe a decretare che la scuola pubblica non
può garantire mai e a nessuno uno standard formativo accettabile". E
allora che fare? Le ipotesi intorno alle quali si sta lavorando e che
potrebbero tradursi in decreto, sono due: una misura "tampone" per
quest'anno che sarà sostanzialmente un rinvio dei tempi entro cui saldare le
lacune pregresse (con possibile moratoria strisciante delle bocciature), e
un'altra "a regime", già prevista dalla riforma Moratti, che prevede
un tempo di recupero su base biennale. La prima. Quest'anno i tempi sono stati
troppo stretti: "Il decreto sul recupero dei debiti - dice il preside
Salvatore Pace che ha condotto un gruppo di lavoro su questo tema, per conto
dell'Andis (l'associazione dei dirigenti scolastici) - è dell'ottobre scorso,
ad anno già iniziato, ma l'ordinanza applicativa è del dicembre. Quando è
arrivata la norma, in sostanza, il primo quadrimestre era già partito. Restava
il secondo, ma gli istituti tecnici e professionali usano questo periodo per
gli stages, e fare anche i corsi di recupero è stato problematico". E quindi
la possibilità che molti allievi "debitori" non riescano nell'impresa
entro il prossimo 31 agosto è assai alta. "Tuttavia per quest'anno non c'è
alternativa - aggiunge Pace - si deve seguire lo
scadenzario fissato da Fioroni". In sostanza, sostiene l'Andis, "sanati o non sanati
i debiti, i consigli di classe dovranno decidere se promuovere o
bocciare". Ma le scuole, messe di fronte ad un esercito di pierini che
durante l'estate non ha studiato, se la sentiranno di procedere a una
bocciatura di massa? Quindi chi va veramente male quest'anno sarà
bocciato, ma chi "zoppica", anche non poco, ha ampie probabilità di
farla franca. Quanto ai debiti, "uno slittamento dei tempi per il recupero
- aggiunge Di Menna - sembra l'ipotesi più praticabile", si parla di tre-sei
mesi. La seconda proposta è quella che potrebbe andare a regime e essere,
quindi, definita con un provvedimento emanato entro l'estate: la valutazione di
uno studente andrebbe fatta ogni due anni, così i debiti potrebbero essere
riassorbiti in un tempo più dilazionato. Si tratta di una idea avanzata anche
di recente da Valentina Aprea (responsabile scuola di Fi) e peraltro già
contenuta nella legge 53, cioè la riforma Moratti. Potrebbe essere ripescata.
( da "Wall Street Italia" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Un mese
alla fine della scuola sulle vacanze l'incubo rimandati -->Per la prima
volta entra in vigore la riforma Fioroni: i "non
promossi" potrebbero arrivare a un milione. E per prof, ragazzi e famiglie
la cabala dei corsi estivi Un mese alla fine della scuola sulle vacanze
l'incubo rimandati di SALVO INTRAVAIA (10:36 14/05/2008).
( da "Stampaweb, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Nel
paese delle deroghe, degli slittamenti, delle moratorie e dei condoni, si
potranno bocciare un milione di studenti solo perché non hanno sanato i debiti
formativi? Questo interrogativo è il primo, in ordine di tempo, a cui dovrà
dare risposta il nuovo ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, perché la
scuola chiude tra meno di un mese e, prima di quella data, il grande esercito
dei debitori (il 42% dei ragazzi delle superiori) deve sapere quale sorte li
attende. Il ministero è ancora della fase dell'intronizzazione del nuovo
titolare e le bocche sono cucite. La parola "sanatoria" non solo non
viene mai pronunciata, ma è quasi esorcizzata, più nella forma - per la verità
- che nella sostanza: "Accettare questo - dice Massimo Di Menna, leader
della Uil scuola - equivarrebbe a decretare che la scuola pubblica non può garantire
mai e a nessuno uno standard formativo accettabile". E allora che fare? Le
ipotesi intorno alle quali si sta lavorando e che potrebbero tradursi in
decreto, sono due: una misura "tampone" per quest'anno che sarà
sostanzialmente un rinvio dei tempi entro cui saldare le lacune pregresse (con
possibile moratoria strisciante delle bocciature), e un'altra "a
regime", già prevista dalla riforma Moratti, che prevede un tempo di
recupero su base biennale. La prima. Quest'anno i tempi sono stati troppo
stretti: "Il decreto sul recupero dei debiti - dice il preside Salvatore
Pace che ha condotto un gruppo di lavoro su questo tema, per conto dell'Andis
(l'associazione dei dirigenti scolastici) - è dell'ottobre scorso, ad anno già
iniziato, ma l'ordinanza applicativa è del dicembre. Quando è arrivata la
norma, in sostanza, il primo quadrimestre era già partito. Restava il secondo,
ma gli istituti tecnici e professionali usano questo periodo per gli stages, e
fare anche i corsi di recupero è stato problematico". E quindi la
possibilità che molti allievi "debitori" non riescano nell'impresa
entro il prossimo 31 agosto è assai alta. "Tuttavia per quest'anno non c'è
alternativa - aggiunge Pace - si deve seguire lo
scadenzario fissato da Fioroni". In sostanza, sostiene l'Andis, "sanati o non sanati
i debiti, i consigli di classe dovranno decidere se promuovere o
bocciare". Ma le scuole, messe di fronte ad un esercito di pierini che
durante l'estate non ha studiato, se la sentiranno di procedere a una bocciatura
di massa? Quindi chi va veramente male quest'anno sarà bocciato, ma chi
"zoppica", anche non poco, ha ampie probabilità di farla franca.
Quanto ai debiti, "uno slittamento dei tempi per il recupero - aggiunge Di
Menna - sembra l'ipotesi più praticabile", si parla di tre-sei mesi. La
seconda proposta è quella che potrebbe andare a regime e essere, quindi,
definita con un provvedimento emanato entro l'estate: la valutazione di uno
studente andrebbe fatta ogni due anni, così i debiti potrebbero essere
riassorbiti in un tempo più dilazionato. Si tratta di una idea avanzata anche
di recente da Valentina Aprea (responsabile scuola di Fi) e peraltro già
contenuta nella legge 53, cioè la riforma Moratti. Potrebbe essere ripescata.
( da "Blogosfere" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Mag 0814 Verso la maturità 2008 con il Ministro Mariastella Gelmini:
la scuola del dopo Fioroni
Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 07:17 in Scuola Non è sexy come Mara
Carfagna (in bianco) o giovane come Giorgia Meloni (a sinistra), non è nemmeno
alta come la Prestigiacomo (vabbé, avete capito) e rischia di diventare
rapidamente il Ministro più odiato d'Italia. E dire che Mariastella
Gelmini, nuovo Ministro dell'Istruzione, non ne ha nemmeno colpa ma il solo
essere erede di Giuseppe Fioroni significa molto agli
occhi degli studenti: potrà essere la salvatrice, colei li che libererà
dall'incombenza degli esami di riparazione o che reintrodurrà i commissari
interni all'Esame di Stato. Oppure potrà continuare sulla strada della serietà,
sempre invocata dal suo predecessore, e ritrovarsi gli studenti in piazza nel
giro di pochissime settimane. A lei la scelta signora Gelmini. Ma conosciamo
meglio il ministro, uno dei quattro in rosa (ma in pantaloni) del governo
Berlusconi. Lo facciamo grazie a A Scuola di Bugie dove Franca Corradini ha
pubblicato un post sul nuovo Ministro dell'istruzione. La giovane età - scrive
Franca Corradini - non è necessariamente un difetto in un parlamento popolato
da geronti della politica, ma per ricoprire una carica istituzionale così
delicata potrebbe essere un handicap in termini di esperienza. Ma soprattutto
da quale settore arriva il neoministro? Non dall'ambiente scolastico,
sottolinea Franca, ma dal mestiere di avvocato. E ancora una volta si deve
costatare che molto raramente i vari governi italiani hanno avuto cura nel
decidere il nome del Ministro della Pubblica Istruzione. Nelle ultime settimane
sono aumentate in modo esponenziale le ricerche legate alla Maturità 2008:
basta dare un'occhiata alle chiavi di ricerca più utilizzate per rendersene
conto. Per quaest'anno però i giochi sono fatti, eventuali novità sono da
aspettarsi epr l'anno soclastico 2008/2009. Il nodo cruciale sono gli appena
re-introdotti esmai di riparazioni: che intenzioni avrà il Ministro a riguardo?
Noi, come abbiamo sempre detto, non siamo contrari al provvedimento di Fioroni se questo significa seguire quell'ideale di
meritocrazia che da tempo manca nella scuola. Insomma ragazzi, chi studia va
avanti. Chi non studia non può godere dello stesso trattamento. Dai vostri
commenti, numerosissimi su questo argomento, abbiamo conosicuto situazioni
diverse: insufficienze sfiorate, ingiuste, abbondanti, immeritate. E'
difficile, a volte ingiusto, ma anche fuori dalla scuola la situaizone non sarà
diversa. Siamo sicuri che gli esami di riparazioni siano davvero così ingiusti?
Lungi dal voler fare la morale, ora aspettiamo le prime mosse del Ministro
Gelmini; per ora le auguriamo un buon lavoro ricordandole che la scuola non è
facile, per nessuno.
( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
N. 114
del 2008-05-14 pagina 0 Scuola, troppi debiti: 2 milioni rischiano l'anno di
Enza Cusmai Il 70 per cento degli alunni ha insufficienze. E i corsi di
recupero non funzionano: le ripetizioni estive costeranno in media mille euro a
famiglia. La proposta del ministro Gelmini: lezioni private, ma gestite dagli
istituti Milano - Ormai è emergenza nel pianeta scuola. Milioni di debiti
formativi accumulati nel corso degli anni stanno diventando l'incubo estivo di
studenti e famiglie. Si prevedono sonore bocciature a giugno per i più
impreparati e faticosi recuperi a settembre per i più volenterosi. Faticosi perché
non basterà seguire i corsi obbligatori nelle scuole. Servirà un'iniezione di
lezioni private che costeranno a ogni famiglia in media oltre mille euro. Ma è
lo scotto da pagare per evitare di far ripetere l'anno ai figli, costretti a fare i conti con gli pseudo-esami di riparazione
introdotti dall'ex ministro Fioroni. I debiti formativi sono
stati fallimentari: quasi uno studente su due, cioè il 42 per cento degli
ammessi alla classe successiva nel biennio 2006/2007, aveva lacune non
recuperate durante l'anno. E nel primo quadrimestre del 2008 la situazione è
peggiorata. Un'indagine ministeriale rivela che sette su dieci, cioè
circa due milioni di studenti, hanno riportato almeno un'insufficienza tra le
diverse discipline. E, quindi, sono potenzialmente a rischio bocciatura.
Situazione più drammatica negli istituti professionali, dove il segno meno
nelle materie interessa ben 8 ragazzi su
( da "Redattore sociale" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
14.4314/05/2008 Cobas presentano un ricorso a Napolitano anti corsi di recupero
Roma - In occasione dello sciopero del 9 maggio scorso i Cobas hanno depositato
il ricorso straordinario al Capo dello Stato contro l'ordinanza ministeriale
92, quella che prevede le nuove modalita' per il recupero dei debiti, compresa
la sospensione del giudizio per chi arriva a giugno con delle insufficienze. Il provvedimento dell'ex ministro Fioroni, infatti,
secondo il sindacato, che ne chiede la sospensione, "non assicura adeguate
modalita' di recupero e di verifica delle carenze degli studenti, addossa agli
istituti scolastici oneri e obblighi che non si riescono ad assolvere".
E poi "non sostiene economicamente una seria attivazione dei corsi e
contrasta con l'organizzazione delle scuole che nel periodo estivo vede gli
insegnanti impegnati negli esami di stato". Secondo i Cobas, inoltre,
l'ordinanza "viola la normativa esistente in relazione al periodo in cui
effettuare i recuperi e le verifiche e determina una situazione di caos con
grave danno soprattutto per gli studenti e il processo di apprendimento e
insegnamento". (DIRE).
( da "Opinione, L'" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola
Oggi è
Mer, 14 Mag 2008 Edizione 94 del 14-05-2008 Il professore
che affossa la scuola Con la riforma di Prodi e Fioroni, un corso
parte solo se la classe raggiunge i 30 studenti iscritti In questo modo gli
alunni passano da un istituto ad un altro, rischiando di finire lontano da casa
di Roberto Casalena Prodi ha lasciato dietro di se un'eredità pesante agli
italiani: pressione fiscale in crescita, tagli da tutte le parti, ad
iniziare dai posti letto negli ospedali, per finire a quelli effettuati nella
scuola. Ed a pagarne le spese, sono soprattutto le fasce più deboli, i malati e
gli studenti. L'ex governo Prodi, per mano dell'ex ministro all'Istruzione, Fioroni, ha sforbiciato 10.000 posti nelle classi. Per il
Lazio, la sforbiciata è di 608 unità, di cui 300 nel secondo grado. I tagli
hanno creato malumori, non solo nel corpo insegnanti, ma anche negli studenti e
famiglie. Siamo al paradosso: un alunno non è più tale, ma è divenuto merce di
scambio tra scuole. Infatti se uno studente si iscrive in una scuola ad un
determinato corso non ha certezza che potrà accedervi, perché se una classe non
raggiunge le 30 unità, questa non ha diritto di esistere e gli scolari dovranno
cercarsi un'altra scuola, dove,però ogni classe dovrà essere montata tenendo
presente il numero 30. Appunto, si rischia la rincorsa alla scuola, tra
l'altro, con il danno che lo studente potrebbe andare a finire in un istituto
molto distante da casa, con tutti i contro del caso. Ma non basta. Anche i
professori non hanno certezze di rimanere in un determinato istituto, perché se
non si riusciranno a montare alcune classi, dovranno essere spediti come pacchi
postali, chi sa dove. Insomma, una vera e propria catastrofe per la scuola. E a
dire che la cultura dovrebbe rappresentare il primo mattone di una società che
intenda evolversi e svilupparsi. Il buonismo prodiano ha fatto ancora una volta
centro: dentro gli extracomunitari, senza né casa e lavoro, e fuori i ragazzi
italiani dalle scuole. Il nuovo ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini,
quindi, dovrà cercare di tamponare la falla, da subito, stornando fondi non
spesi del ministero e destinandoli a quelle scuole che hanno classi che non raggiungono
il tetto delle 30 unità. Successivamente dovrà mettere mano ad una riforma
definitiva che metta la scuola al centro Paese e che preveda maggiori
finanziamenti e non i tagli prodiani. Oggi sono a rischio anche i corsi
sperimentali. Il Bernini di Roma, ad esempio, almeno per ora, non vedrebbe
assegnato il corso sperimentale di elettronica-telematica- robotica. E a
pensare che questo Paese dovrebbe puntare alle nuove tecnologie . Al CSA
(Centro Servizi Amministrativi Uffici Scolastici) allargano le braccia
:"Noi non possiamo autorizzare classi al di sotto delle 30 unità. I soldi
non ci sono. La finanziaria ha tagliato i finanziamenti alla scuola. Dobbiamo
accorpare gli studenti. Una classe deve raggiungere le 30 unità". Dunque,
il trenino della scuola parte solo se i vagoni sono pieni, mentre quelli
semi-pieni vengono sganciati, e rimangono fermi alla stazione. E gli studenti?
A correre, per cercare di salire su un altro treno in allestimento, col rischio
di non arrivare in tempo a salirvi. Una scuola da terzo mondo? Probabilmente
sì, secondo gli intenti prodiani. Auguriamoci che il nuovo ministro Gelmini
prenda da subito a cuore il destino della scuola, e cancelli i misfatti del
governo Prodi. E veniamo agli sprechi della Sanità, per altro già denunciati
sulle pagine dei giornali. Vogliamo solo aggiungere un'altra chicca sulla
cattiva gestione ospedaliera. E' il caso del Policlinico Umberto I di Roma.
Ebbene, a parte i cantieri finalmente aperti per la ristrutturazione dei
sotterranei (era ora), si è ridisegnato lo scenario per l'ingresso ed i
posteggi delle vetture nella struttura. Fin qui, nulla di male, ma? Fatto sta
che ora nessun dipendente, compresi medici e paramedici, può più accedere, né
tanto meno posteggiare all'interno del nosocomio. Possono entrare solo le
vetture con bollo handicap e quelle autorizzate, per malati gravi, dialisi,
terapie oncologiche, oltre che per pediatria. E fin qui, nulla di male, solo
che, poi, stranamente, tutti i parcheggi all'interno della struttura sono
pieni, il che sembra impossibile. Ma c'è di più. L'amministrazione ha
autorizzato medici e paramedici a posteggiare le vetture nella Piazza del
Verano (costo di un euro l'ora, contro 50 centesimi nell'area circostante
l'ospedale) ed ha messo a disposizione un pulmino che dovrebbe traghettare il
personale da Piazza del Verano all'ospedale e viceversa. Solo che mancano le
piazzole di sosta e relativi cartelli, mentre il numero dei trasportati è
vicino allo zero. Insomma, soldi sprecati, come al solito, ed il problema dei posteggi
resta irrisolto. Ma nell'ospedale ci sono altre disfunzioni, come ad esempio il
caso di chi si reca per un controllo cardiologico, compresi pazienti con
pace-maker, che debbono scendere per una scaletta angusta e senza scivoli per
handicappati, e che debbono recarsi prima, per il ticket, in un altro
padiglione, oculistica, distante un centinaio di metri. Scendere anche qui nei
sotterranei, fare la fila ecc, ecc. E se uno ha un accompagnatore è già dura,
ma senza c'è da perdere la testa oltre che, definitivamente, la salute.
Complimenti all'amministrazione, una gestione degna degli stipendi corposi
della dirigenza. E i malati? Come al solito, un numero della lotteria.
Auguriamoci che anche nella sanità il nuovo governo immetta aria fresca. Quella
fritta, fa male alla salute.