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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  14-5-2008       #TOP



Report "Schola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Schola (17)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Duello come digerire l'eterno scontro ( da "Riformista, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In pratica Veltroni pur di isolare il rivale ha fatto l'accordo con Fioroni e Letta e ha ricoperto di coccole Bersani". E anche questa è una versione molto accreditata: dai veltroniani che dissimulano il tentato "divide et impera", e i dalemiani (ci scusiamo, ma qui continueranno a subire questa etichetta abusiva) che, sornioni, irridono e derubricano a "divide et spera".

CAOS SCUOLA Troppi debiti, 2 milioni a rischio bocciatura ( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: costretti a fare i conti con gli pseudo-esami di riparazione introdotti dall'ex ministro Fioroni. I debiti formativi sono stati fallimentari: quasi uno studente su due, cioè il 42 per cento degli ammessi alla classe successiva nel biennio 2006/2007, aveva lacune non recuperate durante l'anno. E nel primo quadrimestre del 2008 la situazione è peggiorata.

Decreto Fioroni, gli studenti vogliono abolirlo ( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 14 pagina 20 Decreto Fioroni, gli studenti vogliono abolirlo di Redazione Una petizione popolare per chiedere al governo di "intervenire immediatamente con la sospensione della normativa sul recupero dei debiti formativi". L'Unione degli studenti lancia una raccolta di firme on line per chiedere al ministro della Pubblica istruzione,

Lezioni private, ma gestite dagli istituti ( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: annullamento dell'ordinanza sui debiti del suo predecessore, Giuseppe Fioroni. Gli istituti sono in grande difficoltà. Il modello unico e rigido imposto da Fioroni per i corsi di recupero non funziona. Sono comunque stati spesi un mucchio di soldi, secondo la Cgil intorno ai 180 milioni di euro, senza ottenere i risultati voluti.

Meno ministeri e qualche dubbio ( da "Italia Oggi" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il dicastero che somma i poteri prima spartiti tra Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi viene chiamato "ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca". Ma poi, al comma 10, appositamente stilato per ribattezzare il dicastero affidato alla Gelmini, si legge che la "denominazione Ministero della pubblica istruzione, dell'università e della ricerca sostituirà,

I (dubbi) meriti dei fan del merito ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Giuseppe Fioroni, davanti a quei dati, si mise la mani nei capelli, spiegando che non c'era da meravigliarsi: "Alle superiori, in 10 anni, abbiamo scrutinato e mandato avanti circa 8 milioni e 800 mila studenti con lacune gravi o gravissime". Di più: "Alle medie solo il 17% di chi ha la cattedra di matematica ha la laurea corrispondente.

Dalla tua parte \ndi Gaia Giorgetti IL CAOS DEGLI ESAMI SCOLASTICI: PER QUEST'ANNO ADDIO VACANZE ( da "Corriere di Bologna" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Fioroni, ma si rende conto di quale caos sta provocando nelle scuole superiori? Io che ho due figli in due istituti superiori diversi della città, ancora non ho capito se e quando potrò mai programmare le vacanze. Nulla di certo, infatti, si sa ancora riguardo ai corsi di recupero che le scuole devono organizzare per gli alunni rimandati.

<Caro ministro, l'unica strada possibile è sospendere tutto> ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intendiamoci, quello che ha fatto Fioroni è giustissimo: la scuola va moralizzata, bisogna dare un segnale di merito. Ma il tempo a disposizione è stato troppo poco, e l'entourage del ministro non è riuscito a chiarire tutti i punti; i fondi ci sono, quello che manca è la struttura organizzativa.

Debiti a scuola, esami a rischio ( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: presidi fossero contrari al ritorno alla severità auspicato dall'ex ministro Fioroni. "Ma non così". Roberto Pellegatta, presidente dell'associazione presidi Disal, conferma: "Giusta l'intenzione, errato lo strumento. Il recupero deve essere il più possibile personalizzato". Innocente Pessina, a capo del classico Berchet di Milano: "Se le verifiche si fanno i primi di settembre,

Tutti a settembre gli "esami di riparazione" ( da "Libertà" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Fioroni nella sua decisione di far recuperare nello stesso anno i debiti contratti. Lo ha fortemente criticato, quando ha cercato sotto i falsi miti della "autonomia", della "flessibilità" e dell'illusione dei 50 euro lordi ad ora di lezione di imporre regole che risultavano chiaramente poche di estemporanea applicazione e di improbabile efficacia.

Scuola, linea morbida per chi ha i debiti ( da "Stampa, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si deve seguire lo scadenzario fissato da Fioroni". In sostanza, sostiene l'Andis, "sanati o non sanati i debiti, i consigli di classe dovranno decidere se promuovere o bocciare". Ma le scuole, messe di fronte ad un esercito di pierini che durante l'estate non ha studiato, se la sentiranno di procedere a una bocciatura di massa?

UN MESE ALLA FINE DELLA SCUOLA SULLE VACANZE L'INCUBO RIMANDATI ( da "Wall Street Italia" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un mese alla fine della scuola sulle vacanze l'incubo rimandati -->Per la prima volta entra in vigore la riforma Fioroni: i "non promossi" potrebbero arrivare a un milione. E per prof, ragazzi e famiglie la cabala dei corsi estivi Un mese alla fine della scuola sulle vacanze l'incubo rimandati di SALVO INTRAVAIA (10:36 14/05/2008).

Linea morbida per chi ha i debiti ( da "Stampaweb, La" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: si deve seguire lo scadenzario fissato da Fioroni". In sostanza, sostiene l'Andis, "sanati o non sanati i debiti, i consigli di classe dovranno decidere se promuovere o bocciare". Ma le scuole, messe di fronte ad un esercito di pierini che durante l'estate non ha studiato, se la sentiranno di procedere a una bocciatura di massa?

Verso la maturità 2008 con il Ministro Mariastella Gelmini: la scuola del dopo Fioroni ( da "Blogosfere" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mag 0814 Verso la maturità 2008 con il Ministro Mariastella Gelmini: la scuola del dopo Fioroni Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 07:17 in Scuola Non è sexy come Mara Carfagna (in bianco) o giovane come Giorgia Meloni (a sinistra), non è nemmeno alta come la Prestigiacomo (vabbé, avete capito) e rischia di diventare rapidamente il Ministro più odiato d'Italia.

Scuola, troppi debiti: 2 milioni rischiano l'anno ( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: costretti a fare i conti con gli pseudo-esami di riparazione introdotti dall'ex ministro Fioroni. I debiti formativi sono stati fallimentari: quasi uno studente su due, cioè il 42 per cento degli ammessi alla classe successiva nel biennio 2006/2007, aveva lacune non recuperate durante l'anno. E nel primo quadrimestre del 2008 la situazione è peggiorata.

Cobas presentano un ricorso a Napolitano anti corsi di recupero ( da "Redattore sociale" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il provvedimento dell'ex ministro Fioroni, infatti, secondo il sindacato, che ne chiede la sospensione, "non assicura adeguate modalita' di recupero e di verifica delle carenze degli studenti, addossa agli istituti scolastici oneri e obblighi che non si riescono ad assolvere".

Il professore che affossa la scuola ( da "Opinione, L'" del 14-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2008 Il professore che affossa la scuola Con la riforma di Prodi e Fioroni, un corso parte solo se la classe raggiunge i 30 studenti iscritti In questo modo gli alunni passano da un istituto ad un altro, rischiando di finire lontano da casa di Roberto Casalena Prodi ha lasciato dietro di se un'eredità pesante agli italiani: pressione fiscale in crescita, tagli da tutte le parti,


Articoli

Duello come digerire l'eterno scontro (sezione: Schola)

( da "Riformista, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

Duello come digerire l'eterno scontro MEGLIO WALTER O MASSIMO? La Blogosfera si schiera e prevede guai Lancia in resta e scolapasta in testa. È così che la blogosfera metabolizza e affronta il riaffiorato scontro tra i duellanti storici del Pds-Ds-Pd. Sottratta la tara dell'irriportabile umore che scuote il ventre piddino, che proprio non sembra entusiasta dello scontro, emergono dati interessanti. Il primo è che veltronismo e dalemismo, coniando termini per i quali si impetra clemenza, si declinano nella blogosfera in atteggiamenti speculari ai caratteri dei due leader. I veltroniani dimessi ma anche fiduciosi, apparentemente lucidi ma anche scossi dal rinculo del colpo andato a vuoto. I dalemiani, invece, procedono in sempiterna negazione del sé, perché non esiste una corrente dalemiana da che certa gravità fa andare i fiumi verso valle e i veltroniani, puntualmente, fuori dai gangheri. Candido, dal suo blog (candido.wordpress.com), manifesta sgomento per il riacuirsi della tensione tra i due leader ma sembra non avere dubbi sul finale del duello e scrive: "D'Alema, seduto sulla riva del fiume, si sta preparando per il passaggio del cadavere di Veltroni". E con questo riassume l'idea che sembrano esprimere moltissimi blogger, ovvero che D'Alema abbia ormai nel sacco Veltroni e che abbia passato le ore in cui si formava il governo ombra (iniziativa che la blogosfera ha bollato quasi unanimemente come inutile) ridendo sotto i baffi. Il governo ombra ha giocato un ruolo fondamentale nel precipitare della crisi della diplomazia elettorale che si era instaurata tra D'Alema e Veltroni, e diversi blogger non hanno mancato di evidenziare e sottolinearne perfidamente il dato. E a questo proposito Marco Castoro (marcocastoro.it) scrive: "Walter Veltroni con la composizione del governo ombra - e la ristrutturazione del coordinamento del Pd - ha dato una botta al cerchio e una alla botte, dove c'è finito il solo D'Alema, che ovviamente non ne vuole proprio sapere di fare l'Attilio Regolo della situazione. Anzi. Qualcuno già scommette su una sua futura vendetta. In pratica Veltroni pur di isolare il rivale ha fatto l'accordo con Fioroni e Letta e ha ricoperto di coccole Bersani". E anche questa è una versione molto accreditata: dai veltroniani che dissimulano il tentato "divide et impera", e i dalemiani (ci scusiamo, ma qui continueranno a subire questa etichetta abusiva) che, sornioni, irridono e derubricano a "divide et spera". Abbiamo parlato di umori addominali e anche in questa chiave c'è chi non ha mancato di esprimersi. Il blogger Desiderius (Desiderius.ilcannocchiale.it) commenta con distacco e la prende alla lontana ma anche con una certa efficacia, così: "Lo stato confusionale della sinistra dopo la sconfitta elettorale si spiega con diversi stadi di digestione della realtà. Riteniamo che Veltroni abbia digerito la realtà, e D'Alema anche. La maggior parte degli altri, non ancora. Per digestione della realtà intendiamo l'accettazione di una verità apparentemente banale: un partito di sinistra è un partito come tutti gli altri, e la Storia non gli attribuisce un ruolo particolare, né potrebbe farlo, visto che la Storia non esiste". È la posizione, con licenza di libera interpretazione, di chi nega la straordinarietà del conflitto tra i nostri due duellanti ma anche di chi voglia cogliere occasione per evidenziare aspetti che esulano dalla nostra ricerca ma che pure meritano e ricevono nella blogosfera segni di particolare attenzione. Abbiamo visto come attaccare il governo ombra sia apparso strumento assai adoperato da chi voglia portare Veltroni all'angolo, e magari di chi anche solo incidentalmente si ritrovi - anche suo malgrado - a fare il gioco dei supporter dalemiani. È il caso, ad esempio di Aldo Torchiaro (aldotorchiaro.ilcannocchiale.it) che non usa mezzi termini nel commentare l'evanescenza dello shadow cabinet e verga: "Se dovessi puntare su una squadra, tra quella di Berlusconi e quella di Veltroni, non avrei dubbi. Anche perché non riesco ad assumere neanche informazioni di base su alcuni dei nomi che Walter ha pronunciato ieri. Chi è governo governi, chi è ombra sia ombra". È quel fenomeno, che non osiamo definire di tattica, per il quale espressioni antiveltroniane, anche le più estranee al duello, possono considerarsi abili e arruolabili allo scopo. I simpatizzanti veltroniani, di contro, non hanno i problemi dei contrapposti e a più riprese non corrisposti dalemiani e rinfacciano tali limiti a chi questi problemi li ha o se li crea. Procedono molto più placidamente e pacatamente e, paventando un non meglio definito "neoulivismo" dalemiano, si esprimono come fa Il Pensatore (ilpensatore.wordpress.com): "D'Alema ha aperto la porta a una corrente che non sappiamo ancora bene quanti sostenitori ha. Per questo motivo, in questo momento, è necessario più che mai sostenere Veltroni nella sua scelta bipartitica più che bipolare, sperando che le due cose finiscano per coincidere nel più breve tempo possibile". Si apre così un estuario di interpretazioni vastissimo, nell'alveo del quale detriti su detriti ne restringono il corso e fanno piccole rapide costellate di punte aguzze. Così c'è Roberto Gualtieri, per citare una voce della Babele dalemiana (Gualtieri.italianieuropei.it) che beffardamente scrive: "Forse è vero che tutto è possibile, e magari un giorno anche questo Pd riuscirà a conquistare il governo mentre Veltroni, come fa Croccolo con Marilyn, si lamenterà che ha la cellulite. E allora nel frattempo teniamo tutti botta". E c'è anche il professor Massimo Adinolfi che, con qualche forzatura, qui si può coinvolgere indirettamente, laddove citando Sloterdijk sul suo blog (Azioneparallela.splinder.com) scrive: "Sovrano è colui che decide da solo da chi vuole farsi fregare". E chi è sovrano, oggi, nel Pd? Gli spiriti liberi della blogosfera certamente se ne accorgeranno e non mancheranno di raccontarlo. 14/05/2008.

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CAOS SCUOLA Troppi debiti, 2 milioni a rischio bocciatura (sezione: Schola)

( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

N. 114 del 2008-05-14 pagina 20 CAOS SCUOLA Troppi debiti, 2 milioni a rischio bocciatura di Enza Cusmai Il 70 per cento degli alunni ha insufficienze. E i corsi di recupero non funzionano da Milano Ormai è emergenza nel pianeta scuola. Milioni di debiti formativi accumulati nel corso degli anni stanno diventando l'incubo estivo di studenti e famiglie. Si prevedono sonore bocciature a giugno per i più impreparati e faticosi recuperi a settembre per i più volenterosi. Faticosi perché non basterà seguire i corsi obbligatori nelle scuole. Servirà un'iniezione di lezioni private che costeranno a ogni famiglia in media oltre mille euro. Ma è lo scotto da pagare per evitare di far ripetere l'anno ai figli, costretti a fare i conti con gli pseudo-esami di riparazione introdotti dall'ex ministro Fioroni. I debiti formativi sono stati fallimentari: quasi uno studente su due, cioè il 42 per cento degli ammessi alla classe successiva nel biennio 2006/2007, aveva lacune non recuperate durante l'anno. E nel primo quadrimestre del 2008 la situazione è peggiorata. Un'indagine ministeriale rivela che sette su dieci, cioè circa due milioni di studenti, hanno riportato almeno un'insufficienza tra le diverse discipline. E, quindi, sono potenzialmente a rischio bocciatura. Situazione più drammatica negli istituti professionali, dove il segno meno nelle materie interessa ben 8 ragazzi su 10. In tutto dovranno essere superate circa 8 milioni di insufficienze: in media ogni studente delle scuole superiori dovrà recuperare quattro debiti. La situazione è drammatica e per mettersi alla pari con il programma resta solo l'estate, da trascorrere con i libri e l'insegnante privato. CORSI NELLE SCUOLE Sarà inevitabile la scelta del fai da te. I corsi predisposti nelle scuole sono quasi inutili: il monte ore previsto è assolutamente insufficiente per colmare le lacune dei ragazzi. E non sempre le lezioni aggiuntive vengono seguite. "I genitori si lamentano perché i ragazzi stanno a scuola troppo a lungo", ammette amareggiato un professore di un istituto tecnico romano "e così li fanno uscire prima del corso di recupero". L'ispettore Luciano Favini del ministero dell'Istruzione denuncia invece un fenomeno contrario: "I ragazzi con tanti debiti preferiscono seguire i corsi aggiuntivi e disertano le lezioni ordinarie mattutine". Insomma alle vecchie lacune se ne aggiungono di nuove. Favini ammette che i debiti formativi sono stati un disastro. "Le strategie non hanno dato i risultati sperati: le scuole non si sono attrezzate come avrebbero dovuto, mentre negli anni scorsi le lezioni di recupero non sono state neppure organizzate. Moltissimi alunni sono arrivati all'esame di Stato senza avere saldato i debiti". LEZIONI PRIVATE Inevitabile, per milioni di studenti, l'opzione delle lezioni private estive. Che saranno una vera e propria mazzata per ogni famiglia. Si può spendere da un minimo di 15-20 euro all'ora quando si "assume" uno studente universitario, per arrivare a un massimo di 50 se ci si affida a un professore. Ogni materia, però, ha il suo tariffario. I prezzi più contenuti sono per italiano e lingue straniere. Matematica, greco e latino costano molto di più, vista la scarsità di offerta degli insegnanti sul mercato. In ogni caso, per chi sarà rimandato a settembre con due materie, è facile programmare il budget di spesa: cinque ore di lezioni settimanali da 25 euro ciascuna per dieci settimane, cioè da metà giugno a fine agosto, costeranno in media 1.000 euro a famiglia. Dopo il bonus bebè, servirebbe per tutti il bonus-studente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Decreto Fioroni, gli studenti vogliono abolirlo (sezione: Schola)

( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

N. 114 del 2008-05-14 pagina 20 Decreto Fioroni, gli studenti vogliono abolirlo di Redazione Una petizione popolare per chiedere al governo di "intervenire immediatamente con la sospensione della normativa sul recupero dei debiti formativi". L'Unione degli studenti lancia una raccolta di firme on line per chiedere al ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, "il congelamento del decreto ministeriale n. 80, il cosiddetto decreto Fioroni". Gli studenti ricordano che "quasi in nessun caso è stata rispettata la normativa che imponeva l'organizzazione dei corsi di recupero per un minimo di 15 ore per tutte le materie, limite che già ai tempi definimmo esiguo". Un sistema, accusano gli studenti, che penalizza chi non ha la possibilità di pagarsi ripetizioni private. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Lezioni private, ma gestite dagli istituti (sezione: Schola)

( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

N. 114 del 2008-05-14 pagina 20 Lezioni private, ma gestite dagli istituti di Francesca Angeli L' ipotesi del ministro Gelmini: un "intramoenia" come nella sanità da Roma Cancellazione dell'attuale sistema dei debiti a favore di un modello molto più flessibile nel rispetto dell'autonomia degli istituti. Non ci sarà una "restaurazione" integrale dei vecchi esami di riparazione ma l'introduzione di nuovi meccanismi di selezione e verifica degli apprendimenti, supportati da moduli integrativi destinati agli studenti. Corsi organizzati e gestiti in modo trasparente dalle scuole che potrebbero ispirarsi anche al modello dell'intramoenia applicato in sanità: ripetizioni individuali mirate e private ma gestite dallo stesso istituto. Le insufficienze andranno comunque recuperate entro l'anno scolastico. Dietro la porta dello studio del ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, c'è già una lunga fila di persone in attesa. I sindacati del mondo della scuola, confederali ed autonomi, organizzazioni degli studenti e dirigenti scolastici. Tutti a gran voce chiedono l'annullamento dell'ordinanza sui debiti del suo predecessore, Giuseppe Fioroni. Gli istituti sono in grande difficoltà. Il modello unico e rigido imposto da Fioroni per i corsi di recupero non funziona. Sono comunque stati spesi un mucchio di soldi, secondo la Cgil intorno ai 180 milioni di euro, senza ottenere i risultati voluti. Le quindici ore di gruppo previste per alcuni sono poche, per altri troppe e inutili. Per quanto riguarda il prossimo anno scolastico non ci sono dubbi. La Gelmini ha il tempo, anche se poco, per mettere a punto un nuovo sistema che potrebbe essere regolamentato con il decreto per l'avvio dell'anno scolastico. Più problematico invece intervenire sull'anno in corso, ormai in dirittura d'arrivo, anche se dal mondo della scuola arriva proprio questa richiesta. Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp), che ha già richiesto un incontro urgente al ministro, apprezza la volontà della Gelmini di voler "lavorare sul merito". I dirigenti scolastici ritengono il sistema introdotto da Fioroni "troppo rigido" visto che le esigenze variano da studente a studente. "Un eventuale ripristino degli esami di riparazione comunque non spaventa nessuno", assicura pure Rembado che per quest'anno prevede "un doloroso aumento di bocciature a meno che qualcuno non usi carte truccate". Pure Massimo Di Menna, segretario nazionale Uil scuola, chiede un intervento rapido sui debiti in modo che il prossimo anno si possa partire con le idee chiare. Esclude invece sia possibile fare qualcosa per l'anno in corso. "Ci vuole un sistema flessibile perché gli studenti hanno tempi di recupero diversi", insiste Di Menna che sottolinea anche l'urgenza di "un nuovo sistema di reclutamento per i docenti altrimenti si creerà un nuovo precariato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Meno ministeri e qualche dubbio (sezione: Schola)

( da "Italia Oggi" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 114, pag. 8 del 14/5/2008 Autore: di Luigi Chiarello Visualizza la pagina in PDF       Le norme si contraddicono sul dicastero di viale Trastevere e sui poteri in fatto di alimentazione Meno ministeri e qualche dubbio ItaliaOggi anticipa il decreto che ridisegna il governo Se per il ministro Maria Stella Gelmini, l'istruzione sia solo quella pubblica o anche quella privata ancora non è chiaro. Così come, in tempo di scandali sul cibo e caroprezzi, non si capisce chi dovrà seguire la politica alimentare del paese, finora in mano al ministro delle politiche agricole. Almeno a leggere il testo del decreto legge approvato due giorni fa dal consiglio dei ministri. Il primo provvedimento del Berlusconi IV, di cui ItaliaOggi è in possesso, ridisegna compiti e funzioni dei singoli dicasteri, in base a quanto disposto dalla Finanziaria 2008. Ma si contraddice sulla dizione del ministero affidato alla pupilla bresciana del premier. E tace sul trasferimento di poteri in fatto di alimentazione. Vediamo perché. Al comma uno del primo articolo del decreto, quello che elenca tutti i ministeri con portafogli, il dicastero che somma i poteri prima spartiti tra Giuseppe Fioroni e Fabio Mussi viene chiamato "ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca". Ma poi, al comma 10, appositamente stilato per ribattezzare il dicastero affidato alla Gelmini, si legge che la "denominazione Ministero della pubblica istruzione, dell'università e della ricerca sostituirà, ad ogni effetto e ovunque presente, la denominazione Ministero della pubblica istruzione". La questione non è di lana caprina. Mai come in questo caso un aggettivo fa la differenza. I governi di centrosinistra si sono distinti per aver sempre affiancato al termine istruzione l'aggettivo “pubblica”. Volendo, con questo, sottolineare il primato dell'istruzione di stato su quella privata. Al contrario, i governi di centrodestra hanno continuamente sbianchettato l'aggettivo dalla carta intestata del ministero dell'istruzione. Quasi a voler riconoscere pari dignità a tutte le attività formative, siano esse svolte da strutture pubbliche o private. Dunque, una differenza nominalistica, ma piena di sostanza. In fatto di alimentazione, poi, la questione è ancor più rilevante. Specie se si considera che, in pochi mesi, l'Italia è stata scossa da scandali alimentari su vino e mozzarella di bufala. E ancora trema per l'aumento vertiginoso dei prezzi dei prodotti agricoli. Nonostante ciò, il decreto legge cancella la competenza in fatto di politiche alimentari, affidata da Prodi all'ex ministro Paolo De Castro, che era, appunto, il titolare del dicastero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Presto, sulla targa di via XX settembre, tornerà la dizione “ministero delle politiche agricole e forestali”. Con buona pace del neoinquilino, Luca Zaia e senza contare che, da pochissimo, il Mipaaf ha terminato di riorganizzare la propria struttura interna, proprio in funzione della attribuita competenza sull'alimentare. Questa materia, a rigor di logica e in base alla vecchia legge sui ministeri (la n. 199 del 1958) dovrebbe traghettare nelle mani del neoministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola. Che avrà già il suo bel da fare su altri fronti. Ma qualcosa potrebbe cambiare in zona Cesarini, cioè giusto prima della pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale. Infatti, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, ha chiesto ai singoli ministri e ai rispettivi uffici legislativi di presentare le richieste di correzione al decreto legge, prima che questi entri in vigore. Il ministero delle politiche agricole, avrebbe perciò inviato una sorta di emendamento correttivo, con cui chiede che non gli venga strappata la competenza sull'alimentare. Il tutto facendo semplicemente salvi i commi 9 e 11 dell'articolo 1 del decreto legge 181/2006, il provvedimento (poi convertito nella legge 233/2006), con cui Prodi aveva disegnato il suo governo. Commi, come detto voluti dal precedente governo per affidare definitivamente al dicastero dell'agricoltura le politiche alimentari, e che proprio l'ultima Finanziaria di Prodi ha cancellato (con il comma 377 della legge 244/2007). Il riordino voluto da Berlusconi comunque non finisce qui. Tra le novità emergono il ritorno, in capo al dicastero dello Sviluppo economico delle competenze affidate all'ex ministro delle comunicazioni e il traghettamento, sotto il cappello della presidenza del consiglio, dei poteri su politiche giovanili e politiche della famiglia, provenienti dal dicastero del lavoro. In cui, invece, confluisce il ministero della salute e a cui viene anche affidato il compito di vigilare sui flussi di extracomunitari e neocomunitari.

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I (dubbi) meriti dei fan del merito (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-05-14 num: - pag: 38 categoria: REDAZIONALE Tuttifrutti di Gian Antonio Stella I (dubbi) meriti dei fan del merito P er 37 volte è invocata la parola merito nella proposta di legge 3423 presentata il 5 febbraio scorso dall'allora deputata Mariastella Gelmini destinata a diventare pochi mesi dopo il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca. Parole d'oro, come hanno già sottolineato sul Corriere Giovanni Sartori e Francesco Giavazzi. Dio sa quanto abbiamo bisogno del ripristino del merito in una scuola in cui da tempo immemorabile i maestri e i professori non vengono assunti per concorso ma di sanatoria in sanatoria, a partire da quella del 1859. Una scuola in cui l'unica "pagella " accettata da chi ci lavora, solo volontariamente e solo provvisoriamente e solo sperimentalmente, è l'"autovalutazione annuale effettuata dal dirigente scolastico stesso" il quale deve riempire un quiz in cui gli si chiede se sia o meno bravo nell'"identificare con immediatezza i problemi che impediscono una corretta realizzazione di attività rientranti nelle proprie responsabilità" o nel "riconoscere il livello di priorità degli interventi da realizzare ". Una scuola in cui, dicono le classifiche internazionali del P.I.S.A. le scuole siciliane, cioè di quella terra che ha regalato decine di genii alla cultura mondiale, hanno oggi una quota di somari doppia della media Ocse e quadrupla di quella dell'Azerbaijian nonostante i bocciati alla maturità 2006 negli istituti classici, scientifici, magistrali e linguistici siano stati, nell'isola, solo l'1,3%. L'ex ministro Giuseppe Fioroni, davanti a quei dati, si mise la mani nei capelli, spiegando che non c'era da meravigliarsi: "Alle superiori, in 10 anni, abbiamo scrutinato e mandato avanti circa 8 milioni e 800 mila studenti con lacune gravi o gravissime". Di più: "Alle medie solo il 17% di chi ha la cattedra di matematica ha la laurea corrispondente. I risultati si vedono...". Insomma, come non condividere l'accusa della Gelmini contro "l'impostazione statalista e dirigista che ha imperniato l'ordinamento degli ultimi cinquanta anni" e "ha portato con sè la marginalizzazione del merito"? Come non appoggiare il suo appello a "favorire quel processo di valorizzazione del merito che costituisce il momento di partenza per un'effettiva inversione di tendenza"? Come non schierarsi al suo fianco quando sprona il governo all'adozione di decreti legislativi volti alla "valorizzazione del merito nell'ambito della scuola, dell'università e della ricerca"? Peccato soltanto che, per fare riforme serie, profonde, radicali, una classe politica debba essere (e anche apparire) credibile, autorevole, rispettata. E possiamo scommettere che saranno in tanti a sollevare il dito per chiedere: scusate, ma in base a quale merito èstata affidata la gestione di un mondo come la scuola a una persona che fino a ieri risultava aver fatto soltanto la presidente del consiglio comunale di Desenzano e l'assessore al Territorio della provincia di Brescia? E in base a quale merito è stato fatto sottosegretario alla Scuola e all'Università il signor Giuseppe Pizza, segretario della micro- Dc, che dagli amici viene chiamato "professore" ma dice lui stesso, sul suo sito, di avere solo "frequentato" la "Federico II" di Napoli? Per carità, magari si riveleranno bravissimissimi. Ma certo, come esordio sul merito... \\ Scuola: il ministro Mariastella Gelmini promette interventi severi. Ma bisogna essere credibili.

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Dalla tua parte \ndi Gaia Giorgetti IL CAOS DEGLI ESAMI SCOLASTICI: PER QUEST'ANNO ADDIO VACANZE (sezione: Schola)

( da "Corriere di Bologna" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-05-14 num: - pag: 9 categoria: BREVI Dalla tua parte di Gaia Giorgetti IL CAOS DEGLI ESAMI SCOLASTICI: PER QUEST'ANNO ADDIO VACANZE C on tutto il rispetto per l'ex ministro Fioroni, ma si rende conto di quale caos sta provocando nelle scuole superiori? Io che ho due figli in due istituti superiori diversi della città, ancora non ho capito se e quando potrò mai programmare le vacanze. Nulla di certo, infatti, si sa ancora riguardo ai corsi di recupero che le scuole devono organizzare per gli alunni rimandati. è possibile che regni una confusione così grande? Se siamo confusi noi genitori, come saranno i nostri figli? Simonetta Grandi Gentile signora Grandi, Questa riforma sta generando un gran pasticcio, perciò mi sono presa la briga di telefonare a vari istituti superiori per sapere come stanno le cose. Non mi sono affatto sorpresa nell'apprendere che il caos regna sovrano: ancora nulla è ufficiale, le date dei corsi di recupero sono state decise provvisoriamente anche perché bisogna tener conto delle prove di maturità. Non le dico la nebbia sulla data degli esami: ancora di ufficiale non c'è nulla, alcuni "dovrebbero" iniziare a fine agosto, altri il primo o dopo il 4 settembre. Ulteriore incognita: con quante materie si viene respinti? Dipende dalla decisione del consiglio dei docenti che dovrà comunque tener conto anche dei debiti non recuperati. Morale: pare che i professori mai come quest'anno abbiano brividi di terrore ogni volta che devono dare un brutto voto, perché, se davvero dovranno fare le medie matematiche, si rischia una ecatombe di bocciati e rimandati. Fra l'altro, i corsi di riparazione dovrebbero essere almeno di quindici ore, ma non c'è un soldo. Concludo fornendole, a riprova, un piccolo elenco della stato dell'arte di alcuni istituti bolognesi. Lo scientifico Righi terrà i recuperi dal 23 giugno al 12 luglio (gli esami, indicativamente, dall'1 al 4 settembre), il Galvani: (corsi di recupero, presumibilmente, dal 23 giugno al 12 luglio, esami dal 1Ë? settembre), Pier Crescenzi, Pacinotti (corsi: dal 26 giugno all'11 luglio, esami da definire), Sabin (corsi, presumibilmente dal 16 giugno al 12 luglio, esami dal 28 agosto al 6 settembre), Laura Bassi (corsi dal 20 giugno al 15 luglio, esami da definire), Artistico (corsi forse dal 18 giugno, esami ancora da stabilire). Ce n'è abbastanza per preoccuparsi davvero.

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<Caro ministro, l'unica strada possibile è sospendere tutto> (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-05-14 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Daniela Girgenti "Caro ministro, l'unica strada possibile è sospendere tutto" MILANO - "è stata fatta una diagnosi e si è data una cura, ma non sono stati previsti gli effetti collaterali". Daniela Girgenti, direttore della Tecnica della Scuola (quindicinale "storico" del settore), riassume così la situazione creatasi dopo l'onda lunga dell'ordinanza 92/2007, quella sui "nuovi debiti". Cronaca di un caos che voi avevate annunciato già a febbraio, con un dossier incentrato proprio sul recupero debiti. Cosa è cambiato, in questi mesi? "Nulla, a parte il fatto che sono state messe a punto le date dei corsi di recupero e soprattutto della valutazione finale. E qui iniziano i problemi...". Vale a dire, con le date? "Le faccio un esempio: in Lombardia l'inizio delle lezioni è stato fissato per l'8 settembre, un lunedì. Come riusciranno a far arrivare in classe in tempo i ragazzi, se la valutazione viene fatta alla fine di agosto se non addirittura ai primi di settembre? E per le altre Regioni la situazione non cambia, c'è al massimo una settimana in più. Senza contare la gestione dei docenti". Ci sono anche prof che non vogliono prendere parte ai corsi di recupero, nonostante i 50 euro all'ora... "Ma questo è il problema minore: per tenere i corsi le scuole sono autorizzate a ricorrere anche a insegnanti non curricolari. Il punto è che la valutazione finale va fatta per forza dal docente della classe, che ha ammesso lo studente al corso di recupero. Ma che succede se questi prof vengono trasferiti, vanno in pensione o semplicemente hanno un incarico a tempo determinato, che scade il 31 agosto? Nasceranno forti disagi, con la creazione di collegi "perfetti", con nomine sostitutive ad hoc ". Le associazioni degli studenti hanno chiesto la sospensione dell'ordinanza. "E io sono d'accordo. Intendiamoci, quello che ha fatto Fioroni è giustissimo: la scuola va moralizzata, bisogna dare un segnale di merito. Ma il tempo a disposizione è stato troppo poco, e l'entourage del ministro non è riuscito a chiarire tutti i punti; i fondi ci sono, quello che manca è la struttura organizzativa. Urgono chiarimenti sui comportamenti da adottare. Il ministro Gelmini (che peraltro, nella sua proposta di legge del 5 febbraio, aveva già previsto cancellazione dei debiti e ritorno degli esami di riparazione) si è trovato in mano una patata bollentissima. L'unica via d'uscita è sospendere; e il mio non è un appello, ma un consiglio. Tra l'altro, così si guadagnerebbe le simpatie di tutti...". Gabriela Jacomella TUTTIFRUTTI di Gian Antonio Stella nelle Opinioni.

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Debiti a scuola, esami a rischio (sezione: Schola)

( da "Corriere della Sera" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-05-14 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE I ricorsi Molti già pronti a ricorrere al Tar in caso di bocciatura La richiesta L'Uds ha chiesto al governo una sanatoria Debiti a scuola, esami a rischio Dovrà "riparare" a settembre il 40% degli studenti Corsi nel caos. C'è chi anticipa la verifica a luglio S ospiro. "Certo che con questa montagna di scartoffie non facciamo il nostro mestiere di educatori". Sbuffo. "Saremo travolti dai ricorsi". Il tono è quello tipico del mugugno ligure, ma stavolta Salvatore Di Meglio, preside del liceo classico Andrea Doria di Genova, bene interpreta l'umore di insegnanti, genitori, studenti di tutta Italia. Perché il nuovo sistema di recupero dei debiti davvero è riuscito nella difficile impresa di mettere d'accordo il variegatissimo mondo della scuola: sono tutti contrari. I ragazzi che nel 40% dei casi passeranno l'estate con almeno un'insufficienza da recuperare, le famiglie che devono far quadrare vacanze e bilanci (boom delle lezioni private: fino a 60 euro l'ora), i professori assaliti dalla burocrazia, i dirigenti-manager alle prese con "la macchina organizzativa". E che, con la stessa lucidità - e rassegnazione - di Di Meglio, annunciano: "Tra pochi giorni saremo nel caos". Esami a settembre, si torna al passato. Con qualche complicazione in più. Se fino al 1994 i rimandati si giocavano la promozione dopo un'estate di autonoma sofferenza, ora sono le scuole a dover garantire corsi di sostegno alla fine di ogni quadrimestre. I prossimi si terranno tra giugno e luglio. Il meccanismo: 15 ore di recupero per materia, reclutamento interno ed "esterno" dei professori (in molti hanno rifiutato l'incarico), verifiche ai primi di settembre. Una macchina mastodontica. Rallentata da un altro problema: i fondi scarseggiano. Ogni ora di recupero costa 50 euro lordi, ecco perché in molti casi si è deciso di accorpare le lezioni per aree disciplinari e di istituire corsi solo per le materie più importanti. Extrema ratio: pagare i prof con le riserve di istituto. Hanno fatto così al liceo scientifico Fermi di Padova. "è stata dura - dice la preside Annunziata Gagliardi -. Nel primo quadrimestre abbiamo dovuto cercare il 40% di insegnanti all'esterno. E l'economato ha fatto i salti mortali usando 25 mila euro residui della nostra cassa. Non so come faremo l'anno prossimo". Meno di tre settimane agli scrutini. La previsione non è rosea: il 40% dei 2.598.720 studenti delle superiori totalizzerà almeno un debito (meglio rispetto al primo quadrimestre: 70%). "Ma solo perché aumenteranno i bocciati ", aggiungono i presidi. E se non bastasse, c'è chi annuncia una valanga di ricorsi. "Gli studi legali, appena hanno letto l'ordinanza, si sono fregati le mani", sottolinea Maria Rosaria Nunziato, vicepreside del liceo scientifico Cuoco di Napoli. Basta non verbalizzare una lezione, o fare un corso di 14 ore anziché di 15, e i genitori potranno appellarsi al Tar. Commento del dirigente Di Meglio: "Non si riescono a ottemperare in punta di diritto ordinanza, decreto e circolari". Rischi, incognite, preoccupazione per un "giro di vite troppo affrettato". Non che i presidi fossero contrari al ritorno alla severità auspicato dall'ex ministro Fioroni. "Ma non così". Roberto Pellegatta, presidente dell'associazione presidi Disal, conferma: "Giusta l'intenzione, errato lo strumento. Il recupero deve essere il più possibile personalizzato". Innocente Pessina, a capo del classico Berchet di Milano: "Se le verifiche si fanno i primi di settembre, se si comunicano promossi e bocciati una settimana dopo, l'organico delle classi è pronto solo a metà mese. Vuol dire iniziare le lezioni nel caos". Scenario apocalittico. Anche i sindacati sono scettici. Enrico Panini, segretario generale di Cgil lavoratori della conoscenza, commenta: "Fioroni ha affrontato un problema vero, ma avrebbe dovuto mettere mano a questo mix di norme iper-rigide, di insufficienza delle risorse e di scarsa attenzione agli effetti prodotti dall'innalzamento dell'obbligo scolastico". L'augurio della Cgil al nuovo ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: "Che abbia il coraggio di riprendere in mano la questione dei livelli di apprendimento". E mentre nei dintorni di viale Trastevere gira voce che il neoministro stia pensando a un decreto legge che consenta una "dilazione dei tempi" sul recupero (chi non passa a settembre può saldare durante l'anno successivo), mentre il responsabile scuola di Forza Italia, Valentina Aprea, annuncia il ritorno agli sbarramenti biennali della riforma Moratti, la Gilda propone un'unica data per le verifiche www.corriere.it/italians di settembre. Anche gli studenti si mobilitano. L'Uds ha chiesto al governo una sanatoria sui debiti: "Quasi in nessuna scuola sono state rispettate le 15 ore minime per corso di recupero. Non possiamo accettare che le mancanze di risorse ricadano sui ragazzi. Così aumentano le ingiustizie per chi non può pagarsi le ripetizioni". Evitare privilegi. Ed è così che il liceo Tasso di Roma ha giocato di anticipo: verifiche finali entro il 22 luglio. Controtendenza. Il preside Achille Acciavatti analizza: "Posticipando la data degli esami si sarebbero create discriminazioni tra chi può andare a lezioni private e chi no. E poi meglio chiudere subito. Un altro mese avrebbe solo creato disturbo alle famiglie". Basta un po' di organizzazione. "Del resto - continua il dirigente - non era più tollerabile portarsi dietro i debiti di cinque anni". Abolire il sistema di recupero. Ripristinare i vecchi esami a settembre. Più chiarezza nelle norme. Tante proposte. E tantissime lamentele. Eppure, tra appelli e presidi sull'orlo di una crisi di nervi, qualcosa di buono in questi nuovi esami si trova. I professori lo sussurrano, quasi con paura: "I ragazzi hanno capito che si devono impegnare". Annachiara Sacchi.

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Tutti a settembre gli "esami di riparazione" (sezione: Schola)

( da "Libertà" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

Di FULVIO VASSALLO* La lettera che segue è quanto Gilda Nazionale degli insegnanti, a firma del suo coordinatore Rino Di Meglio, ha fatto pervenire al nuovo Ministro della pubblica istruzione Gelmini il giorno stesso del suo insediamento. A suo tempo, Gilda degli Insegnanti era d'accordo con l'ex ministro Fioroni nella sua decisione di far recuperare nello stesso anno i debiti contratti. Lo ha fortemente criticato, quando ha cercato sotto i falsi miti della "autonomia", della "flessibilità" e dell'illusione dei 50 euro lordi ad ora di lezione di imporre regole che risultavano chiaramente poche di estemporanea applicazione e di improbabile efficacia. Oggi a sentire di non cambiare nulla come fanno alcuni, ci sembra più serio affermare con decisione che sarebbe meglio ripristinare i vecchi esami di riparazione a settembre, invece di inseguire ingannevoli promesse, autonomie impossibili e flessibilità dannose per tutti, studenti e docenti. Si pensi ad organizzazioni coatte e a rientri continui e perditempo e a interminabili blocchi dello sviluppo della normale attività didattica per tutti gli allievi. Signor Ministro, come purtroppo avevamo previsto e ripetutamente annunciato, le disposizioni contenute nell'ordinanza ministeriale 92/07 relative ai recuperi estivi e al saldo dei debiti risultanti dallo scrutinio finale, stanno gettando nel caos le istituzioni scolastiche, creando nel contempo pesanti disagi alle famiglie, impossibilitate a programmare le loro ferie. Infatti, a causa del regime di autonomia scolastica, gli istituti stanno predisponendo i corsi e gli esami suppletivi in periodi diversi dell'estate, provocando così notevoli difficoltà soprattutto alle famiglie dove sono presenti più figli. A questi disagi si aggiunge un altro elemento, certamente non meno rilevante, che vogliamo porre alla sua attenzione: la disparità di trattamento che sarà, inevitabilmente, riservata agli studenti. Alcuni di loro, infatti, dovranno affrontare l'esame suppletivo entro la prima metà di luglio, mentre altri, dovendo sostenerlo a settembre, prima dell'inizio dell'anno scolastico, avranno molto più tempo a disposizione per prepararsi con cura. Tutto ciò non fa che creare una forte tensione tra le istituzioni scolastiche e le famiglie degli alunni e screditare l'immagine degli insegnanti che, nonostante l'impegno e la serietà quotidianamente dimostrate nello svolgimento della loro attività, sono costretti a lavorare nell'incertezza provocata da una normativa emanata con improvvisazione e superficialità. In virtù di tutti i motivi che le abbiamo illustrato, le chiediamo di intervenire con urgenza affinché le scuole ricevano precise raccomandazioni circa l'uniformità dei corsi che, auspicabilmente, dovrebbero essere predisposti subito dopo il termine delle lezioni. Inoltre, è necessario stabilire date certe e uniformi per l'espletamento degli esami suppletivi, in modo da restituire pari opportunità nei tempi di recupero a tutti gli studenti. In questa ottica, la soluzione migliore sarebbe riportare gli esami ai primi giorni di settembre in tutti gli istituti scolastici. Tale scelta non comporterebbe, come da più parti obiettato, una maggiore spesa, se venisse rimossa la clausola contenuta nel decreto ministeriale 85/07, trasferita nell'ordinanza ministeriale 92, secondo cui i componenti del Consiglio di classe delle prove e degli scrutini suppletivi devono essere gli stessi dello scrutinio di giugno. L'impasse potrebbe essere superata grazie a una disposizione normativa che consenta lo svolgimento degli esami e degli scrutini, nel mese di settembre, con i docenti presenti nell'istituto dopo le operazioni di mobilità e di assegnazione dei posti, esattamente come avveniva prima della riforma degli esami di riparazione. *Gilda Piacenza 14/05/2008.

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Scuola, linea morbida per chi ha i debiti (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

IL PRIMO OSTACOLO DA SUPERARE PER IL MINISTRO GELMINI 42 Scuola, linea morbida per chi ha i debiti per cento degli studenti Tempi troppo stretti per i corsi estivi Chi se la sentirà di bocciare lo stesso? Nessuno vuol parlare di "moratoria", ma è probabile una proroga: sei mesi per recuperare E torna il progetto Moratti: valutazione ogni due anni [FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Nel paese delle deroghe, degli slittamenti, delle moratorie e dei condoni, si potranno bocciare un milione di studenti solo perché non hanno sanato i debiti formativi? Questo interrogativo è il primo, in ordine di tempo, a cui dovrà dare risposta il nuovo ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, perché la scuola chiude tra meno di un mese e, prima di quella data, il grande esercito dei debitori (il 42% dei ragazzi delle superiori) deve sapere quale sorte li attende. Il ministero è ancora della fase dell'intronizzazione del nuovo titolare e le bocche sono cucite. La parola "sanatoria" non solo non viene mai pronunciata, ma è quasi esorcizzata, più nella forma - per la verità - che nella sostanza: "Accettare questo - dice Massimo Di Menna, leader della Uil scuola - equivarrebbe a decretare che la scuola pubblica non può garantire mai e a nessuno uno standard formativo accettabile". E allora che fare? Le ipotesi intorno alle quali si sta lavorando e che potrebbero tradursi in decreto, sono due: una misura "tampone" per quest'anno che sarà sostanzialmente un rinvio dei tempi entro cui saldare le lacune pregresse (con possibile moratoria strisciante delle bocciature), e un'altra "a regime", già prevista dalla riforma Moratti, che prevede un tempo di recupero su base biennale. La prima. Quest'anno i tempi sono stati troppo stretti: "Il decreto sul recupero dei debiti - dice il preside Salvatore Pace che ha condotto un gruppo di lavoro su questo tema, per conto dell'Andis (l'associazione dei dirigenti scolastici) - è dell'ottobre scorso, ad anno già iniziato, ma l'ordinanza applicativa è del dicembre. Quando è arrivata la norma, in sostanza, il primo quadrimestre era già partito. Restava il secondo, ma gli istituti tecnici e professionali usano questo periodo per gli stages, e fare anche i corsi di recupero è stato problematico". E quindi la possibilità che molti allievi "debitori" non riescano nell'impresa entro il prossimo 31 agosto è assai alta. "Tuttavia per quest'anno non c'è alternativa - aggiunge Pace - si deve seguire lo scadenzario fissato da Fioroni". In sostanza, sostiene l'Andis, "sanati o non sanati i debiti, i consigli di classe dovranno decidere se promuovere o bocciare". Ma le scuole, messe di fronte ad un esercito di pierini che durante l'estate non ha studiato, se la sentiranno di procedere a una bocciatura di massa? Quindi chi va veramente male quest'anno sarà bocciato, ma chi "zoppica", anche non poco, ha ampie probabilità di farla franca. Quanto ai debiti, "uno slittamento dei tempi per il recupero - aggiunge Di Menna - sembra l'ipotesi più praticabile", si parla di tre-sei mesi. La seconda proposta è quella che potrebbe andare a regime e essere, quindi, definita con un provvedimento emanato entro l'estate: la valutazione di uno studente andrebbe fatta ogni due anni, così i debiti potrebbero essere riassorbiti in un tempo più dilazionato. Si tratta di una idea avanzata anche di recente da Valentina Aprea (responsabile scuola di Fi) e peraltro già contenuta nella legge 53, cioè la riforma Moratti. Potrebbe essere ripescata.

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UN MESE ALLA FINE DELLA SCUOLA SULLE VACANZE L'INCUBO RIMANDATI (sezione: Schola)

( da "Wall Street Italia" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

Un mese alla fine della scuola sulle vacanze l'incubo rimandati -->Per la prima volta entra in vigore la riforma Fioroni: i "non promossi" potrebbero arrivare a un milione. E per prof, ragazzi e famiglie la cabala dei corsi estivi Un mese alla fine della scuola sulle vacanze l'incubo rimandati di SALVO INTRAVAIA (10:36 14/05/2008).

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Linea morbida per chi ha i debiti (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Nel paese delle deroghe, degli slittamenti, delle moratorie e dei condoni, si potranno bocciare un milione di studenti solo perché non hanno sanato i debiti formativi? Questo interrogativo è il primo, in ordine di tempo, a cui dovrà dare risposta il nuovo ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, perché la scuola chiude tra meno di un mese e, prima di quella data, il grande esercito dei debitori (il 42% dei ragazzi delle superiori) deve sapere quale sorte li attende. Il ministero è ancora della fase dell'intronizzazione del nuovo titolare e le bocche sono cucite. La parola "sanatoria" non solo non viene mai pronunciata, ma è quasi esorcizzata, più nella forma - per la verità - che nella sostanza: "Accettare questo - dice Massimo Di Menna, leader della Uil scuola - equivarrebbe a decretare che la scuola pubblica non può garantire mai e a nessuno uno standard formativo accettabile". E allora che fare? Le ipotesi intorno alle quali si sta lavorando e che potrebbero tradursi in decreto, sono due: una misura "tampone" per quest'anno che sarà sostanzialmente un rinvio dei tempi entro cui saldare le lacune pregresse (con possibile moratoria strisciante delle bocciature), e un'altra "a regime", già prevista dalla riforma Moratti, che prevede un tempo di recupero su base biennale. La prima. Quest'anno i tempi sono stati troppo stretti: "Il decreto sul recupero dei debiti - dice il preside Salvatore Pace che ha condotto un gruppo di lavoro su questo tema, per conto dell'Andis (l'associazione dei dirigenti scolastici) - è dell'ottobre scorso, ad anno già iniziato, ma l'ordinanza applicativa è del dicembre. Quando è arrivata la norma, in sostanza, il primo quadrimestre era già partito. Restava il secondo, ma gli istituti tecnici e professionali usano questo periodo per gli stages, e fare anche i corsi di recupero è stato problematico". E quindi la possibilità che molti allievi "debitori" non riescano nell'impresa entro il prossimo 31 agosto è assai alta. "Tuttavia per quest'anno non c'è alternativa - aggiunge Pace - si deve seguire lo scadenzario fissato da Fioroni". In sostanza, sostiene l'Andis, "sanati o non sanati i debiti, i consigli di classe dovranno decidere se promuovere o bocciare". Ma le scuole, messe di fronte ad un esercito di pierini che durante l'estate non ha studiato, se la sentiranno di procedere a una bocciatura di massa? Quindi chi va veramente male quest'anno sarà bocciato, ma chi "zoppica", anche non poco, ha ampie probabilità di farla franca. Quanto ai debiti, "uno slittamento dei tempi per il recupero - aggiunge Di Menna - sembra l'ipotesi più praticabile", si parla di tre-sei mesi. La seconda proposta è quella che potrebbe andare a regime e essere, quindi, definita con un provvedimento emanato entro l'estate: la valutazione di uno studente andrebbe fatta ogni due anni, così i debiti potrebbero essere riassorbiti in un tempo più dilazionato. Si tratta di una idea avanzata anche di recente da Valentina Aprea (responsabile scuola di Fi) e peraltro già contenuta nella legge 53, cioè la riforma Moratti. Potrebbe essere ripescata.

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Verso la maturità 2008 con il Ministro Mariastella Gelmini: la scuola del dopo Fioroni (sezione: Schola)

( da "Blogosfere" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

Mag 0814 Verso la maturità 2008 con il Ministro Mariastella Gelmini: la scuola del dopo Fioroni Pubblicato da Elisa, Blogosfere staff alle 07:17 in Scuola Non è sexy come Mara Carfagna (in bianco) o giovane come Giorgia Meloni (a sinistra), non è nemmeno alta come la Prestigiacomo (vabbé, avete capito) e rischia di diventare rapidamente il Ministro più odiato d'Italia. E dire che Mariastella Gelmini, nuovo Ministro dell'Istruzione, non ne ha nemmeno colpa ma il solo essere erede di Giuseppe Fioroni significa molto agli occhi degli studenti: potrà essere la salvatrice, colei li che libererà dall'incombenza degli esami di riparazione o che reintrodurrà i commissari interni all'Esame di Stato. Oppure potrà continuare sulla strada della serietà, sempre invocata dal suo predecessore, e ritrovarsi gli studenti in piazza nel giro di pochissime settimane. A lei la scelta signora Gelmini. Ma conosciamo meglio il ministro, uno dei quattro in rosa (ma in pantaloni) del governo Berlusconi. Lo facciamo grazie a A Scuola di Bugie dove Franca Corradini ha pubblicato un post sul nuovo Ministro dell'istruzione. La giovane età - scrive Franca Corradini - non è necessariamente un difetto in un parlamento popolato da geronti della politica, ma per ricoprire una carica istituzionale così delicata potrebbe essere un handicap in termini di esperienza. Ma soprattutto da quale settore arriva il neoministro? Non dall'ambiente scolastico, sottolinea Franca, ma dal mestiere di avvocato. E ancora una volta si deve costatare che molto raramente i vari governi italiani hanno avuto cura nel decidere il nome del Ministro della Pubblica Istruzione. Nelle ultime settimane sono aumentate in modo esponenziale le ricerche legate alla Maturità 2008: basta dare un'occhiata alle chiavi di ricerca più utilizzate per rendersene conto. Per quaest'anno però i giochi sono fatti, eventuali novità sono da aspettarsi epr l'anno soclastico 2008/2009. Il nodo cruciale sono gli appena re-introdotti esmai di riparazioni: che intenzioni avrà il Ministro a riguardo? Noi, come abbiamo sempre detto, non siamo contrari al provvedimento di Fioroni se questo significa seguire quell'ideale di meritocrazia che da tempo manca nella scuola. Insomma ragazzi, chi studia va avanti. Chi non studia non può godere dello stesso trattamento. Dai vostri commenti, numerosissimi su questo argomento, abbiamo conosicuto situazioni diverse: insufficienze sfiorate, ingiuste, abbondanti, immeritate. E' difficile, a volte ingiusto, ma anche fuori dalla scuola la situaizone non sarà diversa. Siamo sicuri che gli esami di riparazioni siano davvero così ingiusti? Lungi dal voler fare la morale, ora aspettiamo le prime mosse del Ministro Gelmini; per ora le auguriamo un buon lavoro ricordandole che la scuola non è facile, per nessuno.

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Scuola, troppi debiti: 2 milioni rischiano l'anno (sezione: Schola)

( da "Giornale.it, Il" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

N. 114 del 2008-05-14 pagina 0 Scuola, troppi debiti: 2 milioni rischiano l'anno di Enza Cusmai Il 70 per cento degli alunni ha insufficienze. E i corsi di recupero non funzionano: le ripetizioni estive costeranno in media mille euro a famiglia. La proposta del ministro Gelmini: lezioni private, ma gestite dagli istituti Milano - Ormai è emergenza nel pianeta scuola. Milioni di debiti formativi accumulati nel corso degli anni stanno diventando l'incubo estivo di studenti e famiglie. Si prevedono sonore bocciature a giugno per i più impreparati e faticosi recuperi a settembre per i più volenterosi. Faticosi perché non basterà seguire i corsi obbligatori nelle scuole. Servirà un'iniezione di lezioni private che costeranno a ogni famiglia in media oltre mille euro. Ma è lo scotto da pagare per evitare di far ripetere l'anno ai figli, costretti a fare i conti con gli pseudo-esami di riparazione introdotti dall'ex ministro Fioroni. I debiti formativi sono stati fallimentari: quasi uno studente su due, cioè il 42 per cento degli ammessi alla classe successiva nel biennio 2006/2007, aveva lacune non recuperate durante l'anno. E nel primo quadrimestre del 2008 la situazione è peggiorata. Un'indagine ministeriale rivela che sette su dieci, cioè circa due milioni di studenti, hanno riportato almeno un'insufficienza tra le diverse discipline. E, quindi, sono potenzialmente a rischio bocciatura. Situazione più drammatica negli istituti professionali, dove il segno meno nelle materie interessa ben 8 ragazzi su 10. In tutto dovranno essere superate circa 8 milioni di insufficienze: in media ogni studente delle scuole superiori dovrà recuperare quattro debiti. La situazione è drammatica e per mettersi alla pari con il programma resta solo l'estate, da trascorrere con i libri e l'insegnante privato. CORSI NELLE SCUOLE Sarà inevitabile la scelta del fai da te. I corsi predisposti nelle scuole sono quasi inutili: il monte ore previsto è assolutamente insufficiente per colmare le lacune dei ragazzi. E non sempre le lezioni aggiuntive vengono seguite. "I genitori si lamentano perché i ragazzi stanno a scuola troppo a lungo", ammette amareggiato un professore di un istituto tecnico romano "e così li fanno uscire prima del corso di recupero". L'ispettore Luciano Favini del ministero dell'Istruzione denuncia invece un fenomeno contrario: "I ragazzi con tanti debiti preferiscono seguire i corsi aggiuntivi e disertano le lezioni ordinarie mattutine". Insomma alle vecchie lacune se ne aggiungono di nuove. Favini ammette che i debiti formativi sono stati un disastro. "Le strategie non hanno dato i risultati sperati: le scuole non si sono attrezzate come avrebbero dovuto, mentre negli anni scorsi le lezioni di recupero non sono state neppure organizzate. Moltissimi alunni sono arrivati all'esame di Stato senza avere saldato i debiti". LEZIONI PRIVATE Inevitabile, per milioni di studenti, l'opzione delle lezioni private estive. Che saranno una vera e propria mazzata per ogni famiglia. Si può spendere da un minimo di 15-20 euro all'ora quando si "assume" uno studente universitario, per arrivare a un massimo di 50 se ci si affida a un professore. Ogni materia, però, ha il suo tariffario. I prezzi più contenuti sono per italiano e lingue straniere. Matematica, greco e latino costano molto di più, vista la scarsità di offerta degli insegnanti sul mercato. In ogni caso, per chi sarà rimandato a settembre con due materie, è facile programmare il budget di spesa: cinque ore di lezioni settimanali da 25 euro ciascuna per dieci settimane, cioè da metà giugno a fine agosto, costeranno in media 1.000 euro a famiglia. Dopo il bonus bebè, servirebbe per tutti il bonus-studente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Cobas presentano un ricorso a Napolitano anti corsi di recupero (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 14.4314/05/2008 Cobas presentano un ricorso a Napolitano anti corsi di recupero Roma - In occasione dello sciopero del 9 maggio scorso i Cobas hanno depositato il ricorso straordinario al Capo dello Stato contro l'ordinanza ministeriale 92, quella che prevede le nuove modalita' per il recupero dei debiti, compresa la sospensione del giudizio per chi arriva a giugno con delle insufficienze. Il provvedimento dell'ex ministro Fioroni, infatti, secondo il sindacato, che ne chiede la sospensione, "non assicura adeguate modalita' di recupero e di verifica delle carenze degli studenti, addossa agli istituti scolastici oneri e obblighi che non si riescono ad assolvere". E poi "non sostiene economicamente una seria attivazione dei corsi e contrasta con l'organizzazione delle scuole che nel periodo estivo vede gli insegnanti impegnati negli esami di stato". Secondo i Cobas, inoltre, l'ordinanza "viola la normativa esistente in relazione al periodo in cui effettuare i recuperi e le verifiche e determina una situazione di caos con grave danno soprattutto per gli studenti e il processo di apprendimento e insegnamento". (DIRE).

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Il professore che affossa la scuola (sezione: Schola)

( da "Opinione, L'" del 14-05-2008)

Argomenti: Scuola

Oggi è Mer, 14 Mag 2008 Edizione 94 del 14-05-2008 Il professore che affossa la scuola Con la riforma di Prodi e Fioroni, un corso parte solo se la classe raggiunge i 30 studenti iscritti In questo modo gli alunni passano da un istituto ad un altro, rischiando di finire lontano da casa di Roberto Casalena Prodi ha lasciato dietro di se un'eredità pesante agli italiani: pressione fiscale in crescita, tagli da tutte le parti, ad iniziare dai posti letto negli ospedali, per finire a quelli effettuati nella scuola. Ed a pagarne le spese, sono soprattutto le fasce più deboli, i malati e gli studenti. L'ex governo Prodi, per mano dell'ex ministro all'Istruzione, Fioroni, ha sforbiciato 10.000 posti nelle classi. Per il Lazio, la sforbiciata è di 608 unità, di cui 300 nel secondo grado. I tagli hanno creato malumori, non solo nel corpo insegnanti, ma anche negli studenti e famiglie. Siamo al paradosso: un alunno non è più tale, ma è divenuto merce di scambio tra scuole. Infatti se uno studente si iscrive in una scuola ad un determinato corso non ha certezza che potrà accedervi, perché se una classe non raggiunge le 30 unità, questa non ha diritto di esistere e gli scolari dovranno cercarsi un'altra scuola, dove,però ogni classe dovrà essere montata tenendo presente il numero 30. Appunto, si rischia la rincorsa alla scuola, tra l'altro, con il danno che lo studente potrebbe andare a finire in un istituto molto distante da casa, con tutti i contro del caso. Ma non basta. Anche i professori non hanno certezze di rimanere in un determinato istituto, perché se non si riusciranno a montare alcune classi, dovranno essere spediti come pacchi postali, chi sa dove. Insomma, una vera e propria catastrofe per la scuola. E a dire che la cultura dovrebbe rappresentare il primo mattone di una società che intenda evolversi e svilupparsi. Il buonismo prodiano ha fatto ancora una volta centro: dentro gli extracomunitari, senza né casa e lavoro, e fuori i ragazzi italiani dalle scuole. Il nuovo ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, quindi, dovrà cercare di tamponare la falla, da subito, stornando fondi non spesi del ministero e destinandoli a quelle scuole che hanno classi che non raggiungono il tetto delle 30 unità. Successivamente dovrà mettere mano ad una riforma definitiva che metta la scuola al centro Paese e che preveda maggiori finanziamenti e non i tagli prodiani. Oggi sono a rischio anche i corsi sperimentali. Il Bernini di Roma, ad esempio, almeno per ora, non vedrebbe assegnato il corso sperimentale di elettronica-telematica- robotica. E a pensare che questo Paese dovrebbe puntare alle nuove tecnologie . Al CSA (Centro Servizi Amministrativi Uffici Scolastici) allargano le braccia :"Noi non possiamo autorizzare classi al di sotto delle 30 unità. I soldi non ci sono. La finanziaria ha tagliato i finanziamenti alla scuola. Dobbiamo accorpare gli studenti. Una classe deve raggiungere le 30 unità". Dunque, il trenino della scuola parte solo se i vagoni sono pieni, mentre quelli semi-pieni vengono sganciati, e rimangono fermi alla stazione. E gli studenti? A correre, per cercare di salire su un altro treno in allestimento, col rischio di non arrivare in tempo a salirvi. Una scuola da terzo mondo? Probabilmente sì, secondo gli intenti prodiani. Auguriamoci che il nuovo ministro Gelmini prenda da subito a cuore il destino della scuola, e cancelli i misfatti del governo Prodi. E veniamo agli sprechi della Sanità, per altro già denunciati sulle pagine dei giornali. Vogliamo solo aggiungere un'altra chicca sulla cattiva gestione ospedaliera. E' il caso del Policlinico Umberto I di Roma. Ebbene, a parte i cantieri finalmente aperti per la ristrutturazione dei sotterranei (era ora), si è ridisegnato lo scenario per l'ingresso ed i posteggi delle vetture nella struttura. Fin qui, nulla di male, ma? Fatto sta che ora nessun dipendente, compresi medici e paramedici, può più accedere, né tanto meno posteggiare all'interno del nosocomio. Possono entrare solo le vetture con bollo handicap e quelle autorizzate, per malati gravi, dialisi, terapie oncologiche, oltre che per pediatria. E fin qui, nulla di male, solo che, poi, stranamente, tutti i parcheggi all'interno della struttura sono pieni, il che sembra impossibile. Ma c'è di più. L'amministrazione ha autorizzato medici e paramedici a posteggiare le vetture nella Piazza del Verano (costo di un euro l'ora, contro 50 centesimi nell'area circostante l'ospedale) ed ha messo a disposizione un pulmino che dovrebbe traghettare il personale da Piazza del Verano all'ospedale e viceversa. Solo che mancano le piazzole di sosta e relativi cartelli, mentre il numero dei trasportati è vicino allo zero. Insomma, soldi sprecati, come al solito, ed il problema dei posteggi resta irrisolto. Ma nell'ospedale ci sono altre disfunzioni, come ad esempio il caso di chi si reca per un controllo cardiologico, compresi pazienti con pace-maker, che debbono scendere per una scaletta angusta e senza scivoli per handicappati, e che debbono recarsi prima, per il ticket, in un altro padiglione, oculistica, distante un centinaio di metri. Scendere anche qui nei sotterranei, fare la fila ecc, ecc. E se uno ha un accompagnatore è già dura, ma senza c'è da perdere la testa oltre che, definitivamente, la salute. Complimenti all'amministrazione, una gestione degna degli stipendi corposi della dirigenza. E i malati? Come al solito, un numero della lotteria. Auguriamoci che anche nella sanità il nuovo governo immetta aria fresca. Quella fritta, fa male alla salute.

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