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Articoli
Scuola (107)
Sezione principale: Scuola
Maturità, falcidia
al D'Azeglio ( da "Stampa, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: linea con la richiesta di severità del ministro Gelmini, per la
vicepreside Cristina Forchino poco spiegabile. «Lo scorso anno erano stati
quattro su cinque sezioni». Un risultato in controtendenza rispetto alle altre
scuole torinesi che, nella stragrande maggioranza dei casi (D'Azeglio
compreso), hanno fatto di tutto, nei mesi scorsi, per supportare gli studenti
con corsi extra,
Pugno di ferro
alla Maturità ( da "Stampa, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maturità L'esame di Stato si conferma una ratifica del profitto degli
anni precedenti: i bocciati non sono mai molti, in quanto la selezione - semmai
- si è fatta prima. Tuttavia se nel 2008 a dover ripetere era il 2,5% del totale,
quest'anno si è saliti al 3,1%, in numeri assoluti vuol dire 3 mila ragazzi in
più,
Una classe
accorpata e genitori in "rivolta"
( da "Stampa, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. «Si è superato il limite - spiegano i promotori della
protesta - per i nostri figli si tratta di dover cambiare libri di testo,
peraltro già acquistati, docenti, compagni di classe e anche metodo di studio».
E ancora: «Si è deciso di "colpire" le quinte perchè evidentemente
sono le classi con meno alunni ma in questo modo viene compromessa la serenità
di un anno scolastico,
I dati relativi
alle bocciature hanno riscontrato il plauso della Gelmini: Siamo tornati ad
un... ( da "Leggo" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I dati relativi alle bocciature hanno riscontrato il plauso della
Gelmini: «Siamo tornati ad una scuola del rigore che non promuove tutti - ha
commentato il ministro - e che distingue tra persone che studiano e persone che
non studiano, che si comportano bene e che non si comportano bene. Una scuola
che promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo».
di Lorena Loiacono
Un esercito di studenti fermi al palo, bocc...
( da "Leggo" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: bocciati dal voto in condotta e dal rigore degli scrutini: decisamente
in crescita, rispetto al 2008, le file dei ripetenti. I primi dati del
ministero della pubblica istruzione parlano chiaro e lasciano con il fiato
sospeso i maturandi ancora in "attesa di giudizio": gli studenti
bocciati dopo aver sostenuto l'esame di Stato rappresentano il 3,
Riforma Gelmini
salva in extremis ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 11 del 14/7/2009 | Indietro Riforma Gelmini salva in extremis AZIENDA
SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Il ministro dimentica di ufficializzare il piano
programmatico dei tagli, a rischio l'intero progetto La Corte dei conti: il
«visto» basta a sanare l'atto invalido Una delibera giocata tutta in punta di
diritto.
Diecimila bocciati
per il 5 in condotta ( da "Tempo, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stato Diecimila bocciati per il 5 in condotta Il ministro Gelmini: «Una scuola
che promuove tutti non fa del bene ai ragazzi» segue dalla prima Nella maturità
si contano 3000 bocciati in più dell'anno scorso. In totale sono quindicimila
gli studenti che non ce l'hanno fatta. E poi il dato nuovissimo degli scrutini:
tra medie e superiori circa 10000 bocciati per il 5 in condotta.
oltre 10mila
respinti per il 5 in condotta - mario reggio
( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Maria Stella Gelmini sembra soddisfatta dai risultati dei
primi provvedimenti della sua riforma. Alle superiori, ma anche alle scuole
medie. Se, infatti, il numero dei maturandi che non ce l´hanno fatta a prendere
il diploma dovrebbe raggiungere quest´anno quota 15 mila anche alle medie le
valutazioni degli insegnanti sono state contraddistinte da un maggior rigore:
"non basta
risparmiare così aumenta il disagio"
( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: papà di un ragazzo che ha appena sostenuto con successo la maturità, è
contro il rigore della Gelmini Tra bocciati e non ammessi agli esami abbiamo
toccato quota 42 mila. Che ne pensa? «Mi sembra sbagliato. Siamo uno dei paesi
europei con il più alto tasso di dispersione scolastica. E in questo modo non
facciamo che aggravare la nostra situazione».
"corsi di
recupero per aiutare i più deboli - salvo intravaia
( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ammessi e bocciati è da addebitare alle novità introdotte dalla
Gelmini, che non fa altro che aumentare la dispersione scolastica». è il parere
di Simone Basile, studente del liceo scientifico Archimede di Roma. Professori
più severi o studenti meno preparati? «Direi la prima. I professori hanno
raccolto, probabilmente, l´invito ad un maggior rigore del ministro
dell´istruzione.
Maturità, boom di
bocciati. Gelmini: (
da "Secolo XIX, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: «La scuola che promuove tutti non fa bene» tremila respinti
in piÙ Niente diploma per il 3,1%, rispetto al 2,5% del 2008. Pesa il 5 in condotta: 9500 studenti
tra superiori e medie perdono l'anno 14/07/2009 ROMA Aveva promesso una scuola
più severa e selettiva, per premiare i più studiosi e punire i bulli: ed è
stata di parola.
raid incendiario
nella scuola dello zen - salvo intravaia gabriele isman
( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Da allora il ministero ha acceso i riflettori sulla scuola di
frontiera e a maggio il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha
scritto al sindaco Cammarata chiedendo di sistemare il refettorio della materna
e di sgomberare i marciapiedi davanti alla scuola delle carcasse di auto
abbandonate. Un´attenzione che forse dà fastidio.
ministri al bagno
balena coi giovani del pdl
( da "Tirreno, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, che affronterà il delicato tema della riforma universitaria,
ai leader del centro destra Gasparri, La Russa, Ronchi, Capezzone e Verdini. Di
rilievo l'angolo letterario, con la presentazione di sette libri. «Pierangelo
Buttafuoco non ha bisogno di presentazioni - rimarca Giovanni Donzelli, enfant
prodige del Pdl e organizzatore dell'
giro di vite a
scuola ( da "Tirreno, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Attualità Giro di vite a scuola Tremila bocciati in più all'esame di
maturità Gelmini soddisfatta, gli studenti la attaccano ROMA. Giro di vite
nella scuola italiana. Aumenta il numero degli studenti che non superano
l'esame di maturità: quest'anno resteranno senza diploma 3.000 ragazzi in più
rispetto all'esame di Stato del 2008.
Il record di
bocciati della maturità 2009
( da "Riformista, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: cavallo di battaglia del ministro Gelmini, ha giocato un ruolo
importante in questo nuovo corso. Sono circa 6mila e cinquecento nelle
superiori e 3mila nelle medie gli studenti bocciati per un'insufficienza nella
valutazione del comportamento. Di questi, circa la metà sono studenti degli Istituti
professionali.
Le riforme adesso
Oppure mai più ( da "Riformista, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: per opera di Maria Stella Gelmini, è stata almeno avviata. E oggi si
può dire che le critiche che ha subito erano del tutto pretestuose. Non a caso
è stata una donna ministra, con la carica di concretezza e di coraggio che le
donne hanno nel Dna, quella che per prima ha messo mano a una riforma
indilazionabile.
Riforma Gelmini
salva in extremis ( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di Alessandra Ricciardi Il ministro dimentica di ufficializzare il
piano programmatico dei tagli, a rischio l'intero progetto Riforma Gelmini
salva in extremis La Corte dei conti: il «visto» basta a sanare l'atto invalido
Una delibera giocata tutta in punta di diritto. E che salva la riforma della
scuola targata Gelmini dalla mannaia di una improvvisa quanto sonora
bocciatura.
Tagliare al Sud è
molto pericoloso ( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini che proprio del risparmio e del merito
fa la propria bandiera, ma che sarà costretta a riconoscere che anche per
realizzare risparmi e investimenti mirati servono soldi e scelte condivise.
L'Italia è al 36° posto della classifica dei paesi Ocse Pisa in fatto di
apprendimento delle scienze da parte degli studenti di 15 anni.
Tirocinio professionale,
restyling in arrivo ( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: università Mariastella Gelmini e mette in chiaro tutte le norme che
regolano il tirocinio professionale: dalla necessità che il dominus sia
iscritto all'ordine da cinque anni, al compenso dei tirocinanti, dalla
possibilità di vedersi riconosciuto il periodo di tirocinio all'estero, alla
possibilità di far coincidere due anni dei tre di tirocinio con la laurea
specialistica.
La severità sale
in cattedra Più bocciati alla maturità
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E che distingue afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si
comportano bene e persone che non si comportano bene». Troppa severità? Troppi
bocciati? «Una scuola che promuove tutti sottolinea il ministro non è una
scuola che fa il bene del ragazzo».
PRIMO PASSO MA NON
BASTA ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dai provvedimenti annunciati ed emanati dal ministro Gelmini ci si
attendeva forse una stretta più consistente da parte della classe docente. Una
richiesta di maggiore serietà e rigore era stata reiteratamente sollecitata dal
ministro Fioroni, nel biennio in cui ha gestito il ministero prima della
Gelmini.
CORREGGIO L'ING.
Eleonora Gelmini (foto), di 26 anni, di Correggio, è sta...
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini (foto), di 26 anni, di Correggio, è sta... CORREGGIO L'ING.
Eleonora Gelmini (foto), di 26 anni, di Correggio, è stata scelta dal Rotary
club Val Secchia per rappresentare il club al Ryla, un corso avanzato di
formazione post universitaria che si pone l'obiettivo di preparare alla
carriera professionale e lavorativa giovani meritevoli le cui famiglie non
appartengono al Rotary.
Maturità, crescono
i bocciati In calo gli studenti da <100>(
da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2009 - pag: 2 Maturità, crescono i bocciati In calo gli studenti da
«100» Gelmini: scuola più giusta. Voto in condotta, 9.500 respinti ROMA Neppure
la maturità si salva dall'effetto rigore inaugurato dall'ex ministro Fioroni e
perfezionato dal successore Mariastella Gelmini. I commissari quest'anno sono
stati più severi.
L'UNIVERSITA'
DELLE IPOCRISIE ( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini da mesi ha nel cassetto una riforma ambiziosa e
contrastata (ad esempio i rettori si oppongono alla proposta di vedersi
sottratta la presidenza dei cda degli atenei e non vogliono veder modificato il
meccanismo con cui sono eletti), ma non l'ha mai presentata.
Più bocciati, meno
voti alti ( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: è tornato il merito Più bocciati e meno voti alti. La
maturità del rigore: 15 mila gli studenti respinti, 3 mila in più dell'anno
scorso. Ma l'effetto più rilevante riguarda i promossi: si dovranno
accontentare di punteggi più bassi.
(
da "Corriere della Sera"
del 14-07-2009)
Argomenti: ScuolaAbstract: dà un suggerimento al ministro Gelmini per evitarlo: accentuare, come negli Stati Uniti, «la standardizzazione attraverso test che per quanto dolorosi sono univoci». Forse l'unico che non si aspettava di più dalla maturità della prole è Cristiano de Andrè, «è stata dura, ma tiro un sospiro, anzi due»: sì, perché Cristiano, in tournée estiva ((De André canta De André)>
ROMA - Atenei,
parte la spartizione dei fondi ai più virtuosi, quelli che primeggiano p...
( da "Messaggero, Il" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha infatti deciso i criteri e gli indicatori per
premiare i migliori: peseranno il numero di studenti fuori corso, la quantità
di laureati piazzati sul mercato del lavoro, i risultati della ricerca, la
proporzione tra numero di docenti e corsi attivati.
Sport alle
elementari: Petrucci incontra la Gelmini
( da "Corriere della Sera" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Petrucci incontra la Gelmini MILANO Sono più di sessant'anni, dai
tempi di Giulio Onesti presidente del Coni, che in Italia si parla di sport
nella scuola. Il 6 novembre '76, Gino Palumbo, al primo giorno da direttore
della Gazzetta dello Sport, scriveva: «Ogni giorno migliaia e migliaia di mamme
si affannano a portare i ragazzi nelle piscine,
ROMA - Finalmente
la scuola ha intrapreso la strada giusta, quella che dà più valore...
( da "Messaggero, Il" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la ricetta Gelmini funziona? «Da questi primi dati direi di sì. Certo
che la strada che porta alla meritocrazia è ancora lunga. Rimane ancora molto
da fare per portare la scuola ai livelli che merita. Ma credo che le novità
introdotte dal ministro Gelmini portino nella direzione giusta, cioè quella che
vuole rivalorizzare l'importanza della scuola»
Maturità, boom di
bocciati ( da "Messaggero, Il" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi Senza diploma quasi il 9% tra "non
maturi" e "non ammessi". E negli scrutini 10 mila respinti col 5 in condotta Maturità, boom
di bocciati Università, fondi in base al merito: ecco il decreto Gelmini
LA RIFORMA PUO'
ATTENDERE ( da "Messaggero, Il" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi LA RIFORMA PUO' ATTENDERE Il disegno di
legge della Gelmini andrà in Consiglio dei ministri non prima dell'autunno
ROMA - Quest'anno
solo chi ha seriamente sudato tra i banchi di scuola potrà feste...
( da "Messaggero, Il" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: commenta il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. In effetti,
a essere determinante è stato anche il voto in condotta. Tra le scuole medie e
le superiori sono circa 10 mila gli studenti bocciati per via per del 5 in condotta. Per lo stesso
motivo alle scuole medie circa 3 mila alunni ripeteranno l'anno.
Studenti che
controllano i risultati degli esami. Nel tondo il ministro dell'Istruzione
Mariast... ( da "Messaggero, Il" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi Studenti che controllano i risultati
degli esami. Nel tondo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
I precari della
scuola in piazza contro i tagli della "non riforma"
( da "Stampaweb, La" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Nonostante gli impegni assunti dal ministro Gelmini - spiegano dalla
Flc-Cgil - fin?ora non un provvedimento è stato definito a favore dei 18mila
precari della scuola, docenti e personale Ata, che rischiano di non avere più
le supplenze annuali». «In assenza di risposte concrete - annuncia l?
RIFORMA SCUOLA
( da "TGCom" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: insegnanti di ruolo restano Gelmini: "Tagli sono lontani da
realtà" "Nessun insegnante di ruolo perderà il posto": lo ha
detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante una visita agli
studenti del Collegio di Milano. "La questione dei tagli - ha detto la
Gelmini - è assolutamente lontana dalla realtà dei fatti".
Lavori del gas, si
ripristina la strada ( da "Sicilia, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini di questa "scure" di 1.000
posti a livello nazionale, ha dato comunicazione sabato scorso a tutte le
direzioni generali della scuola. Di Stefano, per la Sicilia, ha eseguito le
direttive ministeriali e ha informato tutti i sindacati della scuola sulla
diminuzione dell'organico del personale Ata.
Niente diploma per
15mila studenti ( da "Sicilia, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene dei
ragazzi»: così il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta i
dati sulle bocciature alla Maturità. «Siamo tornati a una scuola che non
promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non
studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano
bene.
14/07/2009 15:56
UNIVERSITA': GELMINI, NEI PROSSIMI GIORNI PRESENTEREMO AGENZIA NAZIONALE DELLA
VALUTAZIONE ( da "ITnews.it" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini al suo arrivo al convegno 'Universita':
verso la riforma' organizzato a Roma dal gruppo parlamentare del Senato del
Pdl. L'Agenzia, ha spiegato il ministro, "servira' per fare chiarezza e
introdurre trasparenza". Quindi, ha aggiunto la Gelmini, "non piu'
denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili,
Università,
Gelmini:coraggio di cambiare e incentivi a qualità
( da "Reuters Italia" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini ha parlato oggi, illustrando i
contenuti della riforma dell'Università. "Bisogna avere coraggio di
cambiare l'Università -- ha detto Gelmini nel corso di un convegno a Roma --
non difendendo lo status quo, ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi
ricercatori e gli atenei che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i
corsi inutili"
Università,
aumenti solo ai prof migliori
( da "Stampa, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono queste le linee ispiratrici di Mariastella Gelmini come ministro
dell'Università che, a questo proposito, ieri ha annunciato due importanti
provvedimenti strettamente connessi tra loro: l'istituzione dell'Agenzia di
valutazione delle università, che sarà portata in Consiglio dei ministri tra
una decina di giorni, e il varo, in autunno, di un organico ddl di riforma
dell'
Mobilitazione
contro i tagli ( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: È la parola che fa imbestialire le Province piemontesi: non se la
prendono soltanto con il ministro Gelmini che di fatto mette a dieta le scuole
imponendo una riduzione di personale, ma si arrabbiano anche con i dirigenti
regionali che, nel distribuire una torta più piccola, avrebbero comunque
assegnato i bocconi più grossi a Torino, penalizzando gli altri territori.
Il Consiglio
comunale vota contro i tagli
( da "Stampa, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ricadute che la riforma Gelmini avrà sul liceo classico Alfieri,
l'istituto Sella ed altre scuole superiori cittadine. Nel documento, infatti,
si chiede che il Consiglio dia mandato al sindaco Galvagno affinché,
«coinvolgendo anche il presidente della Provincia, Armosino operi per quanto in
suo potere, affinché venga decisa una deroga alla riforma e sia consentita
nelle due scuole l'
Scuola, la
provincia Cenerentola ( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Al centro della riunione i criteri di applicazione della riforma
Gelmini a livello regionale con particolare attenzione sull'assegnazione delle
cattedre di diritto e di fatto nelle scuole superiori. «Dobbiamo predisporre un
piano di azione unitario per evitare che i nostri territori subiscano
penalizzazioni - conferma il presidente vercellese Renzo Masoero -.
Nessun effetto
Gelmini. Promossi quasi tutti: su 1.150 candidati soltanto in 13 (5 privatisti)
non hanno superato la prova
( da "Stampa, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nessun effetto Gelmini. Promossi quasi tutti: su 1.150 candidati
soltanto in 13 (5 privatisti) non hanno superato la prova
"Il difficile
viene adesso con le scelte per il futuro"
( da "Stampa, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: alcuni anche con la lode Nessun effetto Gelmini per gli esami di
maturità nelle scuole del Verbano Cusio Ossola: tutti promossi, a parte qualche
defezione «fisiologica» come avveniva gli altri anni. Su 1.150 candidati,
difatti, soltanto tredici (compresi cinque privatisti, due a Domodossola e tre
a Omegna) non hanno superato la prova.
Università, pronta
la riforma Gelmini: soldi a prof migliori e rettori a termine
( da "Corriere.it" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pronta la riforma Gelmini: soldi a prof migliori e rettori a termine
Appello del ministro al Parlamento e all'opposizione: «Per affrontare la
riforma servono pacatezza e serenità» ROMA - «Bisogna avere il coraggio di
cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla
qualità eliminando gli sprechi».
Università, pronta
la riforma Gelmini ( da "RomagnaOggi.it" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, ha presentato la sua riforma dell'università in
occasione di un convegno organizzato a Roma dal gruppo parlamentare del Senato
del Pdl. Tra le novità previste dal disegno di legge messo a punto da Gelmini
un mandato massimo di otto anni per i rettori, scatti di stipendio solo ai
professori migliori,
i soldi alla
ricerca non sono un lusso - salvatore settis
( da "Repubblica, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: coi ministri Gelmini e Tremonti) presuppone un tema molto più vasto e
di massima attualità in tutto il mondo: Università e ricerca ai tempi della
crisi economica globale. Nessuno ne ha parlato meglio del presidente Obama, in
un discorso del 27 aprile alla National Academy of Sciences citatissimo in
tutta Europa, ma quasi ignorato in Italia.
più rigore più
bocciati "sì, il clima è cambiato" - maria cristina carratu'
( da "Repubblica, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: esame di maturità, (prima proiezione del Ministero su dati campione,
ad esami ancora in atto), e lo 0,6% in più di bocciati rispetto all´anno scorso
(il 3,1% del totale, nel 2008 erano il 2,5%) fa gridare a un presunto «effetto
Gelmini». Ma basta girare per le scuole di Firenze per capire che la deduzione
va presa quantomeno con le molle.
Atenei, pronta la
riforma Gelmini Rettori a tempo e premi ai prof
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pronta la riforma Gelmini Rettori a tempo e premi ai prof RIVOLUZIONE
LOTTA AL NEPOTISMO E SFOLTIMENTO DI CATTEDRE DOPPIE ROMA Rettori a tempo,
atenei federati, scatti solo a prof meritevoli. La riforma dell'università di
Maria Stella Gelmini si muove dall'imperativo del merito e arriva a ridisegnare
gli atenei, magari (spera il ministro)
(
da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: imputa le difficoltà di bilancio anche alla parte della riforma
Gelmini. Arrabbiati gli studenti di Sinistra universitaria: Giuseppe
Mastropierro e Alberto Aitini, rispettivamente segretario e rappresentante in
cda, dicono: «Ancora una volta il bilancio pesa solo sulle tasche degli studenti
e quindi delle famiglie, soprattutto di quelle meno abbienti».
(
da "Secolo XIX, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini sostiene che la scuola che promuove tutti non è
una buona scuola, ma si figuri se ha dato ordine di bocciare! Farebbe torto a
se stessa». Nelle scuole i présidi cominciano a stilare percentuali, a trarre
conclusioni. È soddisfatto Ignazio Venzano: al Duchessa di Galliera neanche un
bocciato, al Deledda stanno completando le votazioni:
Richard Yates Una
buona scuola rivoluzionaria (e anti-Gelmini)
( da "Riformista, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Richard Yates Una buona scuola rivoluzionaria (e anti-Gelmini)
MATURITÀ. Il romanzo dello scrittore americano, pubblicato da Minimumfax, è
l'autobiografico viaggio di una generazione a stelle e strisce. Stretta nella
morsa della conquista del diploma e della chiamata alle armi contro i nazisti.
Un istituto privato fallisce e diventa un ospedale per reduci.
Maturità, il
sussulto di una scuola agonizzante
( da "Riformista, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La stessa Maria Stella Gelmini ha salutato l'aumento delle bocciature
parlando di «un ritorno del merito». Dall'altro c'è chi se la prende con i
limiti della scuola o con quelli dei metodi di valutazione impiegati agli
esami. Si afferma - lo ha fatto Eraldo Affinati sul Corriere della Sera - che
per giovani abituati a ragionare in modo «associativo»
Gelmini "I
cinque in condotta? Meglio dei metal detector"
( da "Stampaweb, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Lo studente Gelmini avrebbe amato il ministro Gelmini? «Che importa?
Nessuno studente ama il ministro». Lei crede che tutto questo basti per
migliorare l?istruzione? «Certo che no. Il merito è fondamentale, ma ci vuole
una scuola capace di integrarsi col mondo del lavoro.
Università,
aumenti solo ai prof migliori
( da "Stampaweb, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sono queste le linee ispiratrici di Mariastella Gelmini come ministro
dell?Università che, a questo proposito, ieri ha annunciato due importanti
provvedimenti strettamente connessi tra loro: l?istituzione dell?Agenzia di
valutazione delle università, che sarà portata in Consiglio dei ministri tra
una decina di giorni, e il varo, in autunno, di un organico ddl di riforma
dell?
Università gratis
a chi ha bisogno ( da "Sole 24 Ore, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'Economia: bisogna far pagare di più chi ha i soldi -
La Gelmini illustra il riassetto degli atenei «Università gratis a chi ha
bisogno» Aperture di Tremonti: più risorse solo dopo la riforma, no ai
ricercatori a vita Eugenio Bruno ROMA La risposta che i rettori attendevano è
arrivata. Sebbene in via indiretta.
I CAPISALDI DEL
DDL GELMINI ( da "Sole 24 Ore, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I CAPISALDI DEL DDL GELMINI Torna il concorso nazionale Niente più
concorsi locali. Ordinari e associati devono superare un esame di abilitazione
scientifica nazionale apertoa tutti, che non dà diritto alla
cattedra.L'abilitazione,che dura quattro anni (poi c'è una verifica), si basa
sulla valutazione di titolie pubblicazioni.
Una detassazione
più ampia Sì Cisl-Uil sulle pensioni rosa
( da "Sole 24 Ore, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: a cominciare dalla banda larga, c'èil ministero dello Sviluppo
economico. Attendono risorse anche i ministri Gelmini, Prestigiacomo, Brunetta
e Bondi. © RIPRODUZIONE RISERVATA MAGLIE MENO STRETTE Per gli investimenti in
macchinari passerà una «interpretazione estensiva» E i sindacati si dividono
sulla previdenza
ROMA - Mandati a
termine per i rettori (massimo 8 anni), abilitazione per i docenti prelimin...
( da "Messaggero, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma del sistema universitario targata Mariastella Gelmini ha preso
il via ieri con un seminario bipartisan organizzato dal Pdl che si è tenuto a
Roma alla presenza di esponenti di maggioranza e opposizione (tra questi i
senatori Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello e quelli del Pd Nicola
Rossi e Vittoria Franco), del governo (Gelmini, ma anche il collega Giulio
Tremonti)
Università,
rettori a tempo e più soldi ai prof migliori
( da "Messaggero, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi Università, rettori a tempo e più
soldi ai prof migliori Gelmini: «Riaffermare il merito e promuovere il talento»
Gli atenei tra
loro vicini potranno unirsi e federarsi per risparmiare sui costi, evitare
sdoppiamen... ( da "Messaggero, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Oggi ci sono precisi vincoli per cui queste fusioni sono impossibili,
ma la Gelmini è pronta a cambiare le regole. I bilanci, poi, dovranno essere
più chiari indicando in evidenza debiti e crediti delle singole università. La
governance dovrà essere più snella con funzioni ben divise tra Cda
(amministrative) e Senati accademici (scientifiche).
Scatti stipendiali
solo a chi produce e nuova formula per il reclutamento. Sono le novità che r...
( da "Messaggero, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le novità che riguardano i docenti universitari contenute nel ddl
Gelmini. Se la legge passerà, per poter insegnare servirà un'abilitazione
nazionale rilasciata da una commissione di esperti anche internazionali. Le
università potranno assumere solo docenti abilitati ai concorsi per le varie
fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri
predefiniti.
ROMA - Rettore
Decleva che opinione si è fatto del disegno di leg...
( da "Messaggero, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: università predisposto dal ministro Gelmini? «L'impianto della riforma
è del tutto ragionevole, ora bisognerà vedere come tutto questo verrà applicato
dal decisore politico". A parlare è Enrico Decleva, presidente della Crui,
la Conferenza dei rettori italiani che aggiunge: "Le indicazioni del
ministro vanno in una direzione innovativa,
Mai più rettori a
vita che si auto-prorogano all'infinito restando in carica anche più di ...
( da "Messaggero, Il" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha intenzione di mettere in freno a questo mal
costume tutto italiano. Oggi ogni università decide il numero di mandati
modificando il proprio statuto. In futuro gli anni di governo di un rettore
potranno essere al massimo otto. Questo era uno degli aspetti del ddl trapelati
fin dall'inizio, ma oggi si è aggiunto un nuovo particolare:
Rette più alte per
salvare gli atenei
(
da "Corriere della Sera"
del 15-07-2009)
Argomenti: ScuolaAbstract: come sostiene la Gelmini, con un'operazione di arricchimento per chi esce da famiglie disagiate), mi sembra il minimo. Ma in un quadro diverso. Perché l'Italia sta destinando all'università molto meno degli altri Paesi; e so bene che i soldi sono pochi, ma anche nelle annate più nere il contadino non smette di seminare.>
Pronta la riforma
dell'Università I ricercatori? Ai licei chi non vale
( da "Corriere della Sera" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini risponde a quanti accusano la
maggioranza di essere bloccata su questo fronte illustrando, davanti a rettori
ed esponenti del Pdl, i contenuti della proposta che inizierà il suo cammino in
autunno. Il testo è piaciuto a Tremonti. I due ministri sono d'accordo anche su
un ulteriore provvedimento,
Editoriale
-L'università delle ipocrisie Francesco Giavazzi
( da "Corriere.it" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini da mesi ha nel cassetto una riforma ambiziosa e
contrastata (ad esempio i rettori si oppongono alla proposta di vedersi
sottratta la presidenza dei cda degli atenei e non vogliono veder modificato il
meccanismo con cui sono eletti), ma non l'ha mai presentata.
Il governo ha
presentato l'ultimo Dpef prima della riforma della Finanziaria
( da "Sestopotere.com" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La relazione, predisposta d?intesa con i Ministri Tremonti e Gelmini,
è collegata al Documento di programmazione economica e finanziaria. Il Ministro
Tremonti ha altresì illustrato la Relazione generale sulla situazione economica
del Paese per il 2008.
Provincia: sì ai
debiti fuori bilancionella del Consiglio
( da "Sicilia, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con una nota, sulle «sortite trionfalistiche del ministro Gelmini in
ordine all'incremento delle bocciature, dei debiti e delle non ammissioni,
dovute alla maggior attenzione al merito e alla disciplina da parte dei docenti
dopo i provvedimenti del Ministro», «Sono dichirazioni ? sostiene Fasciana ?
(
da "Sicilia, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la cgil alla gelmini «Preoccupante trionfalismo» La Corte di
Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a otto mesi emessa dalla Corte
d'appello nei confronti del dott. Ignazio Morana, medico in servizio al pronto
soccorso dell'ospedale Garibaldi al quale si era rivolto nel 2002 un giovane di
23 anni lamentando dolore al torace.
Rapine, allarme
acustico addiopolizia in diretta tv con i negozi
( da "Sicilia, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: alcune delle novità previste dal ddl messo a punto dal ministro
Mariastella Gelmini per dare un volto nuovo all'università italiana perché - ha
spiegato - bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani
meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi.
FUSIONI TRA ATENEI: Sarà possibile fondere o aggregare, su base federativa,
università vicine,
Rettori a termine
e scatti solo a prof bravi
( da "Sicilia, La" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma dell'università. Ecco il progetto con cui il ministro
Gelmini vuole dare un nuovo volto agli atenei Rettori a termine e scatti solo a
prof bravi Una carezza alla figlia Barbara e un grazie allo staff medico
Giffoni 2009: Il
messaggio della Gelmini ( da "superEva notizie" del
15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini "Grazie al vostro impegno il modello Giffoni è un
esperimento ormai consolidato, un progetto culturale che vede nei più giovani i
protagonisti assoluti che interpretano e descrivono, attraverso il[...]
"Grazie al vostro impegno il modello Giffoni è un esperimento ormai
consolidato, un progetto culturale che vede nei più giovani i protagonisti
assoluti che interpretano e descrivono,
"L'aumento di
bocciati risolve la crisi di aule"
( da "Stampa, La" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in questo anno in cui il rigore del ministro Gelmini trova
oggettivamente difficile applicazione, «l'incremento dei respinti ha
indirettamente consentito di accantonare problemi contingenti nella formazione
delle classi» dice l'assessore provinciale Massimo Barbadoro. Ma la situazione
è in fermento.
Taricco replica
alle accuse ( da "Stampa, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tagli alla scuola Taricco replica alle accuse «La Gelmini ha tagliato
1700 insegnanti nelle scuole piemontesi e nessuno ha fiatato. Ora invece si
discute su chi è più penalizzato e chi meno: Torino ha avuto una riduzione
minore perché aveva già classi numerose. Il problema vero è la riforma che
prevede solo risparmi».
Aiutare davvero le
piccole imprese Tra le mancanze che possiamo riscontrare nell'oper...
( da "Stampa, La" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: intervista al ministro Gelmini contiene molte affermazioni
condivisibili e concetti giusti come premiare il merito. Tuttavia, secondo me
si è perso di vista il valore fondamentale della scuola. Quando il ministro
afferma che la scuola deve essere capace di integrarsi con il mondo del lavoro,
sbaglia mira: la scuola deve essere capace di integrarsi con il mondo,
Ladra a 88 anni
Una donna di 88 anni è stata scoperta mentre borseggiava in u...
( da "Leggo" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In aereo solo Fido Inaugurata a New York la "Pet Airways",
la prima compagnia aerea esclusivamente per cani e gatti. Previsto un
particolare addestramento per gli assistenti di volo. Scuola, sit-in precari
Protesta degli insegnanti precari ieri a Montecitorio, contro i tagli decisi
dal Governo. La Gelmini replica: «Stiamo lavorando a una soluzione».
(
da "Tempo, Il" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: iniziativa - dice il fortunato pronipote - Su impulso del ministro
Gelmini, continueremo in autunno invitando gli studenti nei teatri di tutta
Italia, a cominciare da Milano». La polvere rimossa dalla «valigia» di De
Sanctis ha disseppellito straordinarie pagine. Come appunto quelle su Darwin. O
il manoscritto di «La giovinezza».
chiudono le scuole
di querceta ( da "Tirreno, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli effetti della riforma Gelmini si sono fatti sentire: i famosi
tagli sono arrivati. Con gli iscritti che avevamo potevano essere formate anche
alcune classi ma i nuovi provvedimenti in materia di docenti consentivano solo
le pluriclassi, un accorpamento tra alunni di anni differenti, a causa della diminuzione
di insegnanti prevista dalla legge.
Fortunati quei
Paesi dove non si boccia nessuno
( da "Secolo XIX, Il" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: leggendo le interviste della Gelmini, in cui la quantità delle
bocciature segna finalmente l'aavvento della meritocrazia nella scuola.
L'affermazione della Gelmini è sbagliata non solo sulla base dei vecchi testi,
ma anche sulla base di quanto ci dicono le più recenti indagini internazionali
sugli andamenti scolastici.
Agricoltura nella
ricerca strategica ( da "Italia Oggi" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giusy Pascucci il ministro gelmini apre il piano nazionale al primario
Agricoltura nella ricerca strategica Porte aperte a Confagricoltura al tavolo
per il piano nazionale di ricerca. L'invito a partecipare al tavolo è arrivato
dal ministro per l'istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini,
durante il suo intervento alla giornata seminariale «
NON ERA stato
ammesso agli esami di maturità. Voto in condotta: sei. Ma avev...
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tutti gli alunni ammessi all'esame sono stati promossi. L'unico non
ammesso è risultato non idoneo. Diventa sempre più difficile conclude - nel
mondo della scuola, mantenere quel rigore richiesto dal Ministro Gelmini e fare
il proprio dovere». Adelino Polo
Così il merito non
vincerà ( da "Riformista, Il" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Finalmente è comparso il disegno di legge Gelmini. E a sorpresa non è
una buona notizia perché, malgrado le buone intenzioni, esso rappresenta
l'ennesimo cambiamento solo di facciata dei nostri Atenei. segue a pagina 13 di
Gustavo Piga 16/07/2009
Tonino vuol
correre Penati lo surclassa
( da "Riformista, Il" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini all'86). Morale? Una gara considerata «già persa»
potrebbe incentivare la scelta del Pd di accontentare Di Pietro. Che ieri è
tornato all'attacco del capo dello Stato sulla scelta di promulgare la legge
sulla sicurezza. «Se è vero, come è vero, che ci sono seri dubbi di
costituzionalità, il suo compito è rinviare la legge alle Camere e non
approvarla.
Caro ministro
Gelmini, ci riprovi ( da "Riformista, Il" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Caro ministro Gelmini, ci riprovi segue dalla prima pagina Un disegno
che parla di merito ma che finirà per rafforzare lo status quo non
meritocratico o, al meglio, a non incidere per nulla (risultato forse
confortante visti i precedenti disastrosi risultati delle riforme targate
centro-sinistra).
Il fisco
desiderato ( da "Sole 24 Ore, Il" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Gelmini Sono stati appena discussi i ricorsi al Tar del Lazio
controi provvedimenti adottati dal ministro Mariastella Gelmini in attuazione
dei Decreti legge che hanno previsto i tagli per la scuola statale: è chiaro
che sono stati tagliati gli organici ed è stato stravolto l'assetto
organizzativoe didattico della scuola primaria in palese violazione delle leggi
vigenti.
Il mare caccia gli
spericolati in acqua ( da "Stampaweb, La" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma non basta. «La sicurezza è anche questione di cultura nautica». È
per questo che l?Ucina presenterà a breve al ministro dell?Istruzione
Mariastella Gelmini la proposta di inserire nelle scuole, tra le materie di
studio, lezioni di «mare».
qui ragusa
( da "Sicilia, La" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. «La battaglia per l'Università a Siracusa - dice
il ministro all'Ambiente che era già intervenuta in passato a difesa dei corsi
di laurea in Beni culturali - non può essere, né deve diventare, una battaglia
di retroguardia, non può né deve essere un trattativa al ribasso delle
istituzioni locali con l'Università di Catania.
Scuola, critiche
alla riforma GelminiLentini.
( da "Sicilia, La" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: scolastica attuata dal ministro Mariastella Gelmini: questo il tema
dell'assemblea pubblica promossa dal Partito Democratico e svoltasi martedì
sera nei locali di via Garibaldi. Ad aprire i lavori il segretario del Pd,
Salvatore Barretta che ha voluto organizzare questo incontro per dare
continuità al progetto del partito ed accendere i riflettori sulle attuali
problematiche nazionali,
(
da "Sicilia, La" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pacchetto serietà» voluto dal ministro Gelmini che intende dire stop
ai «laureifici». Così le direttive del decreto Moratti prima e Mussi poi, a cui
ha fatto seguito quello firmato dalla Gelmini, che entreranno in vigore
dall'anno accademico 2009-2010 e per il cui rispetto i corsi di laurea
siracusani dovranno fare una revisione.
Tettamanzi:
costruiamo ponti invece di alzare muri
( da "Stampa, La" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dal voto in condotta della Gelmini alle polemiche sulla «generazione
né, né», ossia sui giovani che non lavorano né studiano. Vede un'emergenza
educativa? «Sì. Continuiamo a giudicare gli adolescenti con i nostri occhi di
adulti. Non entriamo nel loro modo di vedere la realtà, manca il coraggio di
condividerne la vicenda umana.
di Paola Braschi
Brutte notizie per il mondo della scuola bolognese: a causa d...
( da "Leggo" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Gelmini per il prossimo molte scuole sono a rischio chiusura.
A lanciare l'allarme sono i sindacati del comparto locale, assieme alla Gilda
degli insegnanti, che in una nota sottolineano come «la situazione del
personale docente e ausiliario di cui potranno disporre le scuole bolognesi,
con un taglio complessivo di 579 unità di personale a fonte di tremila studenti
in più,
"La
pluriclasse unica ci penalizza"
( da "Stampa, La" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIFORMA GELMINI. TREDICI SCOLARI ISCRITTI E IL «TETTO» INNALZATO A 19
IMPEDISCE LO SDOPPIAMENTO domande a domande a "La pluriclasse unica ci
penalizza" "Contro questi tagli è necessaria unità" Massimo
Nobili "La Regione ha deciso senza spiegazioni" Giovanna Pentenero
[FIRMA]RENATO BALDUCCI FORMAZZA «Si parla tanto di non abbandonare la montagna
e poi lo Stato ci tratta così,
Un motivo di
orgoglio e di prestigio per l'Ateneo barese e per la Facoltà di lettere dive...
( da "Leggo" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: intera Facoltà di lettere e concesso dal ministro Gelmini. «La figura
del professor Amoruso - ha detto il rettore - ha consentito a questa Facoltà,
che è la mia, di diventare con lui punto di riferimento nel panorama nazionale
ed internazionale grazie anche alla riflessione profonda ed al ragionamento in
piena coeranza e concretezza che emerge da tutti i suoi scritti».
L'istruzione
tecnica guarda al futuro ( da "Italia Oggi" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Inoltre nelle intenzioni del ministro dell'istruzione Mariastella
Gelmini c'è la volontà di rafforzare la collaborazione con il territorio, il
mondo del lavoro, le sedi della ricerca scientifica e tecnologica, promuovendo
nello stesso tempo l'orientamento permanente dei giovani verso le professioni
tecniche.
maturità, più
bocciati e meno superbravi - salvo intravaia
( da "Repubblica, La" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini: l´esame è più rigoroso. Nei giorni scorsi buona
parte delle commissioni giudicatrici ha concluso le operazioni, pubblicando i
tabelloni con i voti finali. Mancano all´appello le commissioni con classi
numerose. Per queste ultime i risultati definitivi si attendono entro domani, e
allora sarà possibile fare un bilancio definitivo.
graduatorie
precari, arriva la polizia - bianca de fazio
( da "Repubblica, La" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Tar del Lazio ha più volte detto, però, che non in coda dovevano
andare quei prof, penalizzati rispetto agli altri colleghi, ma nel posto che
spettava loro in base al punteggio accumulato. Un pasticcio al quale il
Ministero di Maria Stella Gelmini (foto) non ha ancora posto rimedio.
di LORENZA
CAPPELLI BENCHÉ i dati nazionali parlino di un sensibile aumen...
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rispetto allo scorso anno, a causa degli effetti della riforma
Gelmini, lo stesso non può dirsi di certo per gli studenti ascolani. IN NETTA
controtendenza rispetto all'andamento generale, infatti, pochissimi sono stati
negli istituti superiori della città gli studenti ammessi agli esami di Stato e
poi bocciati.
La costruzione di
Mara unico ministro col book
( da "Riformista, Il" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: passando per un maglioncino fuxia (ricorda quello della Gelmini nel
discorso agli studenti via youtube) e per un discreto numero di tailleurs
rigorosi e minimalisti. Ma la front-woman del G8, e i suoi capaci spin doctors,
non si lasciano scappare la carta internazionale. Con lei i grandi della terra,
il Papa, Michelle Obama e Lula.
Bracco: il 2% del
Pil vada allo sviluppo dell'hi-tech
( da "Sole 24 Ore, Il" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tech Dalle imprese sostegno deciso al programma della Gelmini MILANO
Ricerca e innovazione. è il binomio su cui insiste Confidustria per uscire
dalla crisi, idioma che i cinesi traducono con le parole pericolo e
opportunità. Pericolo di non riuscire a superare la recessione, ma anche
l'opportunità di cambiare marcia per avviare una ripresa duratura e non
effimera.
(
da "Corriere della Sera"
del 17-07-2009)
Argomenti: ScuolaAbstract: Ce l'hanno Scajola e Mariastella Gelmini. Potrebbero dare ottimi esempi al Sud. Il ministro Matteoli ha il Pon infrastrutture. Perché non dà anche lui l'esempio? ». Non c'entra niente l'impronta nordista del governo? «Forse in parte. Questa guerra al Sud ha un nome e un cognome, Tremonti, che è come dire la Lega.
"La sicurezza non sia contro l'accoglienza"
(
da ">Stampaweb,
La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dal voto in condotta della Gelmini alle polemiche
sulla «generazione né, né», ossia sui giovani che non lavorano né studiano.
Vede un?emergenza educativa? «Sì. Continuiamo a giudicare gli adolescenti con i
nostri occhi di adulti. Non entriamo nel loro modo di vedere la realtà, manca
il coraggio di condividerne la vicenda umana.
dàgli al
vaticanista ( da "Tirreno, Il" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola pubblica e scuola privata (leggi dei preti, così tutti
capiscono), insegnamento della religione cattolica a scuola e l'elenco è lungo.
Se l'invito a fare o non fare fosse rivolto dall'altare ai fedeli niente da
dire, ma quando l'invito è rivolto ufficialmente ai politici, addirittura al
governo,
UN'ALTRA ESTATE
SPRECATA ( da "Lavoce.info" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dopo il caso del liceo di Rivoli, il Ministro Gelmini aveva promesso
il completamento dell?anagrafe edilizia scolastica, cioè della mappa degli
interventi necessari a rendere sicure e agibili le nostre scuole. Ma da allora
su questo tema è sceso il silenzio. Sarebbe interessante sapere quali sono le
conclusioni che emergono dall?
L'ESTATE STA
FINENDO ( da "Lavoce.info" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dopo il caso del liceo di Rivoli, il Ministro Gelmini aveva promesso
il completamento dell?anagrafe edilizia scolastica, cioè della mappa degli
interventi necessari a rendere sicure e agibili le nostre scuole. Ma da allora
su questo tema è sceso il silenzio. Sarebbe interessante sapere quali sono le
conclusioni che emergono dall?
Milano, torna la
lirica nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco
( da "Sestopotere.com" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Orchestra Filarmonica di Milano, diretta da Pierangelo Gelmini per “La
Boheme”, da Francesco Attardi per “Don Giovanni” e da Roberto Gianola per
“Nabucco”. Tutte le opere sono a ingresso gratuito e avranno inizio alle ore
21.00.
( da "Stampa, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
I TABELLONIMA LE ALTRE SCUOLE TORINESI SONO NELLA
MEDIA, AL GALFER TUTTI PROMOSSI Maturità, falcidia al D'Azeglio [FIRMA]MARIA
TERESA MARTINENGO Tredici è un numero controverso, in genere associato più alla
sfortuna che alla buona sorte... E ieri, al liceo classico D'Azeglio, i
tabelloni hanno dichiarato 13 bocciati alla maturità su sei sezioni: un record,
in linea con la richiesta di severità del ministro Gelmini, per la vicepreside Cristina
Forchino poco spiegabile. «Lo scorso anno erano stati quattro su cinque
sezioni». Un risultato in controtendenza rispetto alle altre scuole torinesi
che, nella stragrande maggioranza dei casi (D'Azeglio compreso), hanno fatto di
tutto, nei mesi scorsi, per supportare gli studenti con corsi extra,
sportelli e integrazioni varie per raggiungere almeno obiettivi minimi.
«Rifletteremo a lungo, cercheremo di capire perché è successo. Io - dice la
professoressa Forchino con un tono di voce piuttosto triste - ho seguito tutte
le commissioni: noi siamo sempre gli stessi e i commissari esterni sono
colleghi, non credo si possa parlare di commissioni più rigide. Ragazzi meno
preparati? Non direi. Certo, chi è stato fermato avrebbe potuto aspirare al 60,
non di più. Più fragili, sì, anche nell'esporre». I guai peggiori, infatti, sono
arrivati all'orale che quest'anno concedeva un massimo di 30 crediti, mentre
l'anno scorso valeva fino a 35.
In un altro liceo classico, l'Alfieri, ieri pomeriggio
erano esposte due sezioni: tutti gli studenti sono stati promossi, con tre
cento. Record positivo, poi, al liceo scientifico Galileo Ferraris.
Nell'istituto della Crocetta, dove ieri sera erano esposti gli esiti di 8
sezioni su 9, di «negativo» non ce n'era neppure uno e i cento 13 (ironia della
sorte!), due dei quali con lode (nella sezione L). Nessun bocciato neppure al
liceo scientifico Copernico (6 sezioni su 11), dove la «ottista» Irene Cane, la
studentessa aspirante attrice che ha saltato un anno grazie all'en plein di 8 e
9, non si è smentita e ha preso 100/100. All'ex magistrale Regina Margherita su
11 sezioni i «negativo» sono stati 5, tutti incredibilmente concentrati nella
sezione B. In generale, tutte le scuole hanno presentato una gamma di voti
variegata, con un'eccellenza «circoscritta». «Ad abbassare un po' i voti -
spiega la preside del Primo Liceo Artistico Chiara Alpestre, presidente di
commissione allo scientifico Volta - ha contribuito la difficoltà
nell'assegnare il "bonus" da uno a cinque punti, che quest'anno si
può dare con un minimo di 15 punti di credito e 70 di prove. All'Artistico
questo sistema ha ridotto il numero dei 100/100». All'istituto Plana - ai
professionali i voti alti non sono molto comuni - il preside Tommaso De Luca
sottolinea orgoglioso «i 100/100 ottenuti da due studentesse, i venti voti da
85/100 in su, e un solo esito negativo su 112 candidati. Ci pare di aver
lavorato bene, in particolare nello stabilire le ammissioni all'esame, e anche
i nostri ragazzi hanno lavorato bene. Sarebbe bello - prosegue De Luca - che
qualcuno superasse il test per entrare a Odontoiatria...».
Torna all'inizio
( da "Stampa, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
il caso Il primo bilancio della nuova linea di
rigore a scuola Pugno di ferro alla Maturità Niente diploma per quindicimila
studenti Alle medie tremila respinti per il 5 in condotta
RAFFAELLO MASCI ROMA Il giro di vite si è fatto sentire. La scuola quest'anno
ha bocciato di più: più stangati alla maturità (3 mila
in più dello scorso anno), più ragazzi che non hanno passato l'esame di terza media (12 mila in più rispetto al 2008), un numero
maggiore di «non ammessi», cioè di ragazzi fermati prima dello scrutinio finale
perché non avevano i requisiti minimi. E poi la grande sferzata: il voto di condotta. Solo alle medie
3000 dei «nuovi bocciati» lo devono all'impatto che la
valutazione comportamentale ha avuto su quella complessiva; 6500 quelli che
hanno avuto la stessa sorte alle superiori. Totale: oltre diecimila bocciati solo per la condotta. Maturità L'esame di Stato si conferma una ratifica del profitto degli anni
precedenti: i bocciati non
sono mai molti, in quanto la selezione - semmai - si è fatta prima. Tuttavia se
nel 2008 a
dover ripetere era il 2,5% del totale, quest'anno si è saliti al 3,1%, in
numeri assoluti vuol dire 3 mila ragazzi in più, per un totale di 15
mila respinti. Medie Alle medie si registra un aumento di circa 12 mila bocciati rispetto al 2008 e di questi circa 3000 lo sono
stati per l'insufficienza nel voto in condotta. Sono
raddoppiati, inoltre, gli studenti non ammessi all'esame
di terza media: 4,4% rispetto al 2,1% dello scorso anno. Debiti Fortissimo
resta il numero dei ragazzi che riportano debiti formativi e che quindi devono
studiare d'estate per essere di nuovo valutati entro la riapertura delle
scuole. L'incremento è stato di 30 mila unità alle
superiori, ma ciò che colpisce è la percentuale: più di uno studente su quattro
- in media - si porta dietro un fardello di lacune. In alcuni indirizzi di
studi questo fenomeno è endemico: oltre il 31% (quasi un terzo) dei ragazzi
degli istituti tecnici e professionali dovrà sanare i debiti, e una percentuale
analoga vale per il liceo artistico. Meglio (ma fino a un certo punto) quelli
di classico (22% di «rimandati») e scientifico (24%). Bocciati C'è un elemento
«classista» (ancorché involontario) nella ripartizione delle bocciature: le
scuole tradizionalmente frequentate dalle categorie sociali più deboli sono
anche quelle in cui il numero dei ragazzi respinti è maggiore. Al professionale
sono il 23%, negli istituti tecnici il 16%, mentre al classico appena il 4,4% e
allo scientifico il 6,6%. «Una scuola che promuove tutti non è una scuola che
fa il bene dei ragazzi», ha commentato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, sottolineando come una certa severità sia
propedeutica a una qualità della scuola medesima. «Siamo tornati - ha aggiunto
- a una scuola che non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano
e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che
non si comportano bene». Secondo la Gelmini, infatti,
il voto in condotta «è stato
molto importante perché ha portato al rispetto dei compagni, dei professori e
degli edifici scolastici». L'ex viceministro dell'Istruzione (ed ex insegnante)
Mariangela Bastico (Pd) non condivide questa valutazione: «La bocciatura,
soprattutto alla fine del percorso di studi, è un insuccesso del singolo ma
anche della scuola, che non ha raggiunto il proprio obiettivo di far
apprendere. Non condivido l'entusiasmo del ministro, dal momento che la serietà
della scuola si misura su quanto i ragazzi apprendono, su quanto vengono
educati al rispetto e all'attenzione e non su quanto non sanno o sono stati
indisciplinati».
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( da "Stampa, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
PROTESTEDAL LICEO CASSINI UN PRESIDIO AL
PROVVEDITORATO Una classe accorpata e genitori in "rivolta" SANREMO
Genitori in rivolta ieri mattina al liceo «Cassini» di Sanremo per l'annunciato
accorpamento delle classi quinte a partire da settembre. Prima una delegazione
si è lamentata e ha protestato con la preside Meriggi, poi un corteo di auto
spontaneo ha portato mamme e papà in provveditorato a Imperia per un incontro
urgente con il provveditore Giuganino. Il motivo? La cancellazione di una delle
tre classi dell'ultimo anno di studio, «estremo rimedio» all'adeguamento della
provincia di Imperia a quanto disposto in materia di numero di classi dal
ministro Gelmini. «Si è superato
il limite - spiegano i promotori della protesta - per i nostri figli si tratta
di dover cambiare libri di testo, peraltro già acquistati, docenti, compagni di
classe e anche metodo di studio». E ancora: «Si è deciso di "colpire"
le quinte perchè evidentemente sono le classi con meno alunni ma in questo modo
viene compromessa la serenità di un anno scolastico, quello della
maturità, che è fondamentale». Ad aumentare i problemi è che secondo quanto
deciso dalla presidenza a «sopravvivere» sarebbe l'unica classe con la «matematica
potenziata», nella quale finirebbero alcuni studenti che non hanno aderito a
quel particolare piano di studi. «Auspichiamo un ripensamento su questa
decisione che ci vede compatti nella protesta - concludono i genitori - una
"contrazione" nelle classi del biennio sarebbe più opportuna, se
proprio di dovesse fare». Ma il fatto è che in quel caso si verrebbero a creare
classi con 35 alunni, incompatibili con l'attuale dotazione di aule dello
storico «Cassini». Gli esami sono ancora in corso, l'esito delle maturità deve
ancora arrivare, ma la scuola, con i suoi problemi, continua a tenere banco. E
a fare i conti con i tagli rischiano di essere gli alunni e le loro famiglie. \
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( da "Leggo" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
I dati relativi alle bocciature
hanno riscontrato il plauso della Gelmini: «Siamo tornati ad una scuola del rigore che non promuove tutti - ha
commentato il ministro - e che distingue tra persone che studiano e persone che
non studiano, che si comportano bene e che non si comportano bene. Una scuola
che promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo». Meno soddisfatti invece gli studenti: «Il fallimento scolastico non è
mai un successo per nessuno, tanto meno per il ministero - ha commentato
l'Unione degli studenti - che da subito deve mettere in campo risorse per far
sì che quel nove per cento di non ammessi e bocciati non diventino abbandoni
scolastici». (L.Loi. /ass)
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( da "Leggo" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
di Lorena Loiacono Un esercito di studenti fermi al
palo, bocciati dal voto in
condotta e dal rigore degli scrutini: decisamente in
crescita, rispetto al 2008, le file dei ripetenti. I primi dati del ministero
della pubblica istruzione parlano chiaro e lasciano con il fiato sospeso i
maturandi ancora in "attesa di giudizio": gli studenti bocciati dopo
aver sostenuto l'esame di Stato rappresentano il 3,1%, un dato che,
rapportato sul totale dei candidati, si trasforma in circa 15 mila ragazzi, ben
3 mila in più rispetto al 2008. Se l'annunciato rigore nella valutazione alla
maturità ha dato i suoi frutti, anche il peso del voto
di condotta ha lasciato il segno: sono circa 10 mila i
non ammessi alla classe successiva a causa del 5 in condotta,
di questi circa 7000 frequentano le scuole superiori e tremila la scuola media,
dove i bocciati sono stati in tutto 12 mila. Decisamente sorprendenti invece i
dati relativi alle scuole medie paritarie dove il voto
finale medio, come riporta Tuttoscuola, è di 7,64 contro il 7,36 nazionale,
mentre la votazione massima di 10/10 è stata raggiunta da oltre l'11% dei
candidati, contro una media nazionale che non arriva all'8%. In netto rialzo
anche la quota dei "sospesi", su cui grava il debito: ben 30 mila in
più rispetto al 2008. Nei guai soprattutto gli studenti degli istituti
professionali dove il 23%, quasi uno su quattro, non è stato ammesso e nei
tecnici, dove la percentuale, seppur allarmante, scende di 7 punti. I
"secchioni" invece vengono dai licei: al classico solo il 4,8% di
studenti non è stato ammesso, al linguistico poco più del 5% ed allo
scientifico il 6,6%. (ass)
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( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi Numero 165
pag. 11 del 14/7/2009 | Indietro Riforma Gelmini salva in extremis AZIENDA SCUOLA Di Alessandra
Ricciardi Il ministro dimentica di ufficializzare il piano programmatico dei
tagli, a rischio l'intero progetto La Corte dei conti: il «visto» basta a
sanare l'atto invalido Una delibera giocata tutta in punta di diritto. E che
salva la riforma della scuola targata Gelmini dalla
mannaia di una improvvisa quanto sonora bocciatura. La sezione controllo della
Corte dei conti, presieduta da Fabrizio Topi, nei giorni scorsi infatti ha
certificato il dpr di riforma della [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo
Punti per Registrati: 6
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( da "Tempo, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
stampa I primi dati su maturità e scrutini: in
aumento i sospesi e i non ammessi. E quindicimila studenti non passano l'esame
di Stato Diecimila bocciati per il 5 in condotta Il ministro Gelmini: «Una scuola che promuove tutti
non fa del bene ai ragazzi» segue dalla prima Nella maturità si contano 3000
bocciati in più dell'anno scorso. In totale sono quindicimila gli studenti che
non ce l'hanno fatta. E poi il dato nuovissimo degli scrutini: tra medie e
superiori circa 10000 bocciati per il 5 in condotta. È la stessa Gelmini a commentare i dati. «Siamo tornati ad una scuola
che non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che
non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si
comportano bene. Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene
del ragazzo». E ribadisce l'importanza del voto che giudica il comportamento
dell'alunno in classe. «Il voto in condotta - aggiunge Gelmini
- è stato molto importante perchè ha portato al rispetto dei compagni, dei
professori e degli edifici scolastici. Il fatto che il ragazzo venga giudicato
non solo per il rendimento ma anche per il comportamento è stato fondamentale».
L'anno scorso i bocciati all'esame di Stato della scuola secondaria di secondo
grado furono il 2,5% del totale, cioè circa 12mila. Quest'anno, il 3,1% degli
studenti non dovrebbe ottenere il diploma. Cresciuto anche il numero degli
studenti che alle superiori sono stati sospesi e che dovranno, quindi,
recuperare a settembre le insufficienze riportate al termine di questo anno
scolastico per essere ammessi al prossimo. Sono raddoppiati, inoltre, gli
studenti non ammessi all'esame di terza media. La percentuale infatti risulta
pari al 4.4%, rispetto al 2.1% dello scorso anno. In forte crescita invece il
numero degli alunni sospesi. Circa 30.000 studenti in più dell'anno scorso. Il
maggior numero di bocciati si registra negli istituti professionali, dove il
23% degli studenti non è stato ammesso all'anno successivo. Sempre nella scuola
superiore circa 6.500 studenti sono stati bocciati per l'insufficienza in
condotta. Circa la metà (3.000) sono studenti degli Istituti professionali. È
ai licei classico, scientifico e linguistico che si registra il numero più
basso di studenti con 5 in
condotta (solo lo 0,1% degli studenti) mentre lo 0,4% gli alunni degli istituti
tecnici e dell'Istruzione artistica non è stato ammesso all'anno successivo per
aver riportato un'insufficienza nella valutazione del comportamento. Natalia
Poggi
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( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Cronaca Troppi problemi per gli scolari
a mensa così dal menu sparisce il pesce con le spine Oltre 10mila respinti per
il 5 in
condotta Stop per quasi 42 mila ragazzi. Nei professionali non ce l´ha fatta
uno studente su due MARIO REGGIO ROMA - Maturità: tremila bocciati in più
rispetto allo scorso anno. Scrutini: tra medie inferiori e superiori quasi 10
mila respinti per il cinque in condotta. Ma il dato che impressiona di più
riguarda le scuole professionali: più del 50 per cento tra bocciati e studenti
"sospesi", cioè quelli che dovranno recuperare le insufficienze prima
dell´inizio del nuovo anno scolastico. Questo il "bollettino di
guerra" diffuso dal ministero della Pubblica Istruzione, anche se si
tratta di dati ancora parziali. «Una scuola che promuove tutti è una scuola che
non fa il bene del ragazzo. Io ho idee diverse». Il
ministro Maria Stella Gelmini sembra soddisfatta dai risultati dei primi provvedimenti della
sua riforma. Alle superiori, ma anche alle scuole medie. Se, infatti, il numero
dei maturandi che non ce l´hanno fatta a prendere il diploma dovrebbe
raggiungere quest´anno quota 15 mila anche alle medie le valutazioni degli
insegnanti sono state contraddistinte da un maggior rigore: i non
ammessi sono circa 12 mila in più rispetto allo scorso anno e tra questi circa
3 mila respinti per il 5 in
condotta. «Non fa mai piacere quando un ragazzo viene bocciato - commenta il
ministro Gelmini - ma la scuola deve assumere il
compito di educare e anche segnalare quando ci sono delle lacune. Bisogna
quindi premiare chi si impegna durante l´anno». E riguardo alla strage
provocata dal 5 in
condotta? «è uno strumento utile - risponde il ministro della Pubblica
Istruzione - il ragazzo, oltre al rendimento, deve essere valutato anche per il
suo comportamento». Un altro segnale poco incoraggiante riguarda gli alunni
"sospesi" alle superiori: circa 30 mila studenti in più dell´anno
scorso, infatti, hanno riportato almeno una insufficienza che dovranno
recuperare entro l´inizio del prossimo anno scolastico. Ed il maggior numero di
bocciati si registra negli istituti professionali, dove il 23 per cento degli
studenti non è stato ammesso all´anno successivo. Seguono gli istituti tecnici
con il 16.3 e l´istruzione artistica con il 16. I più bravi sono i ragazzi del
liceo classico con il 4.8 dei non ammessi, ma è una costante storica, seguiti
degli studenti del liceo scientifico e dai ragazzi del liceo linguistico. Il
giro di vite prodotto dalle nuove regole rallegra anche alcuni esponenti della
maggioranza. Per Bruno Murgia (Pdl), componente della commissione Cultura della
Camera dei Deputati, è «una buona notizia». «Vuol dire che siamo tornati un
minimo alla meritocrazia» afferma il deputato, che poche settimane fa aveva
lanciato la provocazione di abolire l´esame di maturità. Replica Mariangela
Bastico, responsabile scuola del Pd. «La bocciatura, soprattutto alla fine del
percorso di studio, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola, che non
ha raggiunto il proprio obiettivo di far apprendere. Per questo non posso
condividere l´entusiasmo del ministro Gelmini, dal
momento che la serietà della scuola si misura su quanto i ragazzi apprendono,
su quanto vengono educati al rispetto e all´attenzione e non su quanto non
sanno o sono stati indisciplinati. Dopo il grembiule e le bacchettate del
cinque in condotta, ancora una volta il ministro lancia messaggi di ritorno al
passato».
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( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Cronaca Valerio Tagliaferri, genitore di
un maturando di Lodi "Non basta risparmiare così aumenta il disagio"
"La semplice bocciatura non può essere una risposta" "In netto
aumento il fenomeno della dispersione" "Ma non ha senso portarli in
quinta e poi abbandonarli" «Occorre riformare la scuola superiore: l´unica
risposta non può essere la bocciatura». Valerio Tagliaferri di Lodi, papà di un ragazzo che ha appena sostenuto con successo la
maturità, è contro il rigore della Gelmini Tra bocciati e non ammessi agli esami abbiamo toccato quota 42
mila. Che ne pensa? «Mi sembra sbagliato. Siamo uno dei paesi europei con il
più alto tasso di dispersione scolastica. E in questo modo non facciamo che
aggravare la nostra situazione». E quindi? «Occorre predisporre una
ponderata riforma dell´istruzione superiore non finalizzata soltanto alle
economie. La scuola, inoltre, deve supportare gli studenti con un adeguato
recupero per chi resta indietro. La bocciatura, senza un´azione mirata al
recupero, non fa altro che aumentare il disagio dei ragazzi». (s. i.)
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( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Cronaca Simone Basile, studente in un
liceo scientifico di Roma "Corsi di recupero per aiutare i più deboli
SALVO INTRAVAIA «Il boom di non ammessi e bocciati è da
addebitare alle novità introdotte dalla Gelmini, che non fa altro che aumentare la dispersione scolastica». è il
parere di Simone Basile, studente del liceo scientifico Archimede di Roma.
Professori più severi o studenti meno preparati? «Direi la prima. I professori
hanno raccolto, probabilmente, l´invito ad un maggior rigore del ministro
dell´istruzione. Ma tutto questo non porterà ad un risultato reale. Non
basta inasprire le norme per ottenere i risultati». Bisognerebbe, quindi,
promuovere anche chi non è preparato? «Non dico questo, ma la scuola deve
essere attrezzata con fondi adeguati per i corsi di recupero: quelli di cui
dispongono le scuole adesso sono irrisori».
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( da "Secolo XIX, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Maturità, boom di bocciati. Gelmini: «La scuola che promuove tutti non fa bene» tremila respinti in
piÙ Niente diploma per il 3,1%, rispetto al 2,5% del 2008. Pesa il 5 in condotta: 9500 studenti
tra superiori e medie perdono l'anno 14/07/2009 ROMA Aveva promesso una scuola
più severa e selettiva, per premiare i più studiosi e punire i bulli: ed è
stata di parola. La linea dura del ministro della Pubblica Istruzione,
Maria Stella Gelmini, ha prodotto i suoi effetti:
15000 bocciati agli esami di maturità, ovvero 3000 in più rispetto al
2008, e quasi 10000 respinti per il 5 in condotta tra scuole superiori e medie. Non
basta: i bocciati all'esame di terza media sono raddoppiati, mentre i respinti
nel triennio sono stati 12000
in più. Di questi, 3000 hanno pagato l'insufficienza in
condotta. Una novità fortemente voluta da Gelmini, che
alle superiori è costata la bocciatura a 6500 ragazzi, metà dei quali solo
negli istituti professionali. Numeri ancora non definitivi, frutto dei primi
controlli dei tecnici di viale Trastevere, che il ministro ha accolto con
evidente soddisfazione: «Una scuola che promuove tutti non fa il bene dei
ragazzi. Così siamo tornati a una scuola che distingue tra persone che studiano
e che non studiano, che si comportano bene e che non si comportano bene».
Nessun imbarazzo per i bocciati alla maturità (il 3,1%) e per il diluvio di 5 in condotta. Gelmini rivendica le sue scelte, e sottolinea l'importanza
del voto al comportamento: «È stato molto importante, perché ha portato al
rispetto dei compagni, dei professori e degli edifici scolastici». Di certo,
per i maturandi italiani è stata una sessione difficile. Il punteggio massimo
per la prova orale è sceso da 35
a 30, mentre il credito, che premia soprattutto gli
studenti con la media più alta negli anni precedenti, è passato da 20 a 25 punti. Arrivare ai 60
punti, il minimo necessario per la promozione, era quindi più difficile per i
ragazzi con un curriculum meno brillante. Ma tanti erano "caduti" già
prima dell'esame, finendo tra i 28.000 non ammessi alla maturità. Nel
complesso, i respinti nel quinto anno sono stati quasi 42000, ossia il 9%.
Cifra molto alta, soprattutto se paragonata ai dati del 2008, quando non ammessi
e bocciati all'esame furono attorno al 6%. Si confermano invece le difficoltà
per gli studenti degli istituti professionali, primatisti per bocciature (il
23%). Parecchi i respinti anche negli istituti tecnici (16,3%) e nei licei
artistici (16%), mentre i più bravi sono stati i ragazzi dei licei classici,
dove i bocciati sono stati solo il 4.8%. L'aumento di bocciati in tutti gli
ordini scolastici rappresenta un'ottima notizia per la senatrice della Lega
Nord, Irene Aderenti: «Finalmente un po' di rigore, l'aumento dei bocciati è un
buon segnale di quella autorevolezza che la scuola deve riconquistare. I
ragazzi devono comprendere che il loro lavoro è studiare e impegnarsi,
altrimenti non potranno fare l'esame di maturità». Di tenore opposto il
commento di Mariangela Bastico (Pd), ex sottosegretario all'Istruzione: «Non
condivido l'entusiasmo della Gelmini, perché la
bocciatura, soprattutto alla fine del percorso di studio, è un insuccesso del
singolo ma anche della scuola. La sua serietà si misura su quanto apprendono i
ragazzi e su come vengono educati al rispetto e all'attenzione, non certo su
quanto non sanno o sulla loro indisciplina». L.D.C 14/07/2009
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( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Palermo Raid incendiario nella scuola
dello Zen Il preside della Falcone: "Diamo fastidio". Furto anche
alla Sciascia Arredi distrutti nell´incendio di Fondo Raffo In via De Gobbis
portati via i pc SALVO INTRAVAIA GABRIELE ISMAN Scuole dello Zen nel mirino di
vandali e rapinatori l´altra notte. Tra domenica e lunedì sono stati visitati
per un furto l´istituto comprensivo Leonardo Sciascia di via De Gobbis e la
Falcone in via Pensabene, per una vera devastazione. Nel primo caso dopo
l´ingresso da una finestra al primo piano, sono stati portati via dalla
segreteria due computer, due radio e anche un mappamondo. Più seria la situazione
in via Pensabene, all´istituto comprensivo di materna, elementare e media: dopo
aver forzato la porta di un´uscita di sicurezza, ignoti vandali hanno rovistato
le varie aule del plesso. Poi hanno ammonticchiato carte, mobilio e sterpaglie
e, prima in una classe dell´elementare e in una della materna, hanno appiccato
due incendi. Risultato: suppellettili distrutte e muri anneriti. A intervenire
alla Falcone sono stati i vigili del fuoco e la polizia, che indaga anche su
quanto accaduto alla Sciascia. Peraltro non è la prima volta che l´istituto di
via Pensabene a Fondo Raffo, allo Zen viene preso di mira dai teppisti, ma
questa volta non sembra una ragazzata. «L´attacco alla materna - dichiara il
preside, Domenico Di Fatta - è simbolico. La scuola dell´infanzia è il
serbatoio di tutto l´istituto: un´eventuale calo degli iscritti porterebbe alla
chiusura in tempo in brevi della scuola». Il dirigente scolastico parla
chiaramente di un atto intimidatorio vero e proprio. In effetti, la scuola è
chiusa da alcune settimane e di raid estivi non ce ne sono stati molti in
passato. Sicuramente non in questi termini. «Chi si è introdotto, sapeva
perfettamente che nel retro del plesso di scuola materna - continua Di Fatta -
non ci sono i sensori dell´allarme che, infatti, non è scattato». E, con tutta
probabilità, gli autori dell´attentato sono riusciti a rendersi invisibili
anche all´impianto di videosorveglianza. «Due classi, sulle sette in funzione
fino a sabato, sono inagibili e - spiega il dirigente scolastico - con i tempi
del Comune avremo difficoltà ad avviare l´anno scolastico. Posso pensare a
doppi turni per i più piccoli». L´attacco è stato pianificato nei minimi
dettagli. Prima di appiccare il fuoco, gli autori del raid hanno sigillato
porte e finestre col nastro adesivo: speravano, con ogni probabilità, che le
fiamme si propagassero il più possibile prima che gli abitanti del quartiere,
che nella notte hanno chiamato i Vigili del fuoco, se ne accorgessero. «La
scuola comincia a funzionare - dice Di Fatta - è questo evidentemente dà
fastidio a parecchi: abbiamo due campi di calcetto e a settembre anche una
pista di atletica a sei corsie. A questi bambini stiamo dando un futuro
dignitoso e a casa parlano di legalità. Quando sono arrivato - racconta - mi
dicevano: "ma tu cu sì?". Ora mi chiamano preside». Gli ultimi due
raid sono stati portati a segno a maggio e a gennaio. Nel primo caso sono state
vandalizzate alcune classi della scuola elementare mentre alcuni mesi prima era
stata ancora la materna a cadere sotto i colpi dei teppisti: refettorio a
soqquadro, banchi e sedie rotte. E ancora: la scuola era stata presa di mira
dai cecchini con ben 10 proiettili all´indirizzo della palestra e di alcun e
aule della scuola elementare. Da allora il ministero ha
acceso i riflettori sulla scuola di frontiera e a maggio il ministro
dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha scritto al sindaco Cammarata chiedendo di sistemare il
refettorio della materna e di sgomberare i marciapiedi davanti alla scuola
delle carcasse di auto abbandonate. Un´attenzione che forse dà fastidio.
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( da "Tirreno, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 6 - Viareggio Ministri al bagno Balena coi
giovani del Pdl VIAREGGIO. Saranno circa 700 i rappresentanti del movimento
studentesco Azione Universitaria, che si ritroveranno al Balena di Viareggio,
da domani al 17 luglio. Daranno vita a «Dedalo 2009», una convention formativa
che alternerà momenti di divertimento e socialità ad altri di riflessione
politica e culturale. «Dopo la strage occorre rispettare il lutto», dice
Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale della Fiba e proprietario del bagno
che ospita l'evento. «Al contempo va riscattata l'immagine della città,
restituendo a Viareggio la sua fama di luogo ospitale e sereno - aggiunge -.
Questa manifestazione va nella direzione giusta poiché riesce a combinare
entrambe le esigenze». Il programma è particolarmente denso, con 36
appuntamenti in scaletta. Ci saranno i big della politica: dal duo ministeriale
Meloni-Gelmini, che affronterà il
delicato tema della riforma universitaria, ai leader del centro destra
Gasparri, La Russa, Ronchi, Capezzone e Verdini. Di rilievo l'angolo
letterario, con la presentazione di sette libri. «Pierangelo Buttafuoco non ha
bisogno di presentazioni - rimarca Giovanni Donzelli, enfant prodige del Pdl e
organizzatore dell'evento -. Ci saranno anche Lilin Nicolai, il cui
ultimo lavoro è stato il successo dell'anno, e altri autori di spessore». I
giovani del Pdl alloggeranno in 11 campeggi tra Marina di Massa a Torre del
Lago. Stefano Buda
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( da "Tirreno, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 8 - Attualità Giro di
vite a scuola Tremila bocciati in più all'esame di maturità Gelmini soddisfatta, gli studenti la
attaccano ROMA. Giro di vite nella scuola italiana. Aumenta il numero degli
studenti che non superano l'esame di maturità: quest'anno resteranno senza
diploma 3.000 ragazzi in più rispetto all'esame di Stato del 2008. E'
quanto emerge dai dati non ancora definitivi rilevati dal ministero
dell'Istruzione. L'anno scorso i bocciati all'esame di Stato della scuola
secondaria di secondo grado furono il 2,5% del totale, cioè circa 12mila.
Quest'anno, se fossero confermati i dati non ancora definitivi rilevati dal
ministero dell'Istruzione, il 3,1% degli studenti non dovrebbe ottenere il
diploma, ovvero circa 3000 studenti in più del 2008: in totale sarebbero quindi
in 15.000 a
non superare l'esame. Anche alle medie le valutazioni degli insegnanti sono
state contraddistinte da un maggior rigore: i non ammessi sono circa 12mila in
più e di questi 3.000 sono stati bocciati per il 5 in condotta. «Una scuola che
promuove tutti non è una scuola che fa il bene dei ragazzi»: così il ministro
dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato i
dati. «Siamo tornati a una scuola che distingue tra persone che studiano e
persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non
si comportano bene». «Il maggior numero di bocciature - replica l'Unione degli
Studenti - dimostra che si sono irrigiditi i parametri di valutazione ma, al
tempo stesso - fa notare l'associazione studentesca - non sono aumentate le
possibilità per gli studenti di recuperare: i corsi di recupero sono
praticamente inesistenti e le offerte didattiche e formative continuano a
essere ridotte drasticamente a causa della politica di tagli. Il fallimento
scolastico degli studenti non è mai un successo per nessuno, tanto meno per il
ministero che da subito deve mettere in campo risorse per far sì che questo
oltre 9% di non ammessi e bocciati (sarà questa la percentuale se vengono
confermati i primi dati) non diventino abbandoni scolastici e particolare
attenzione deve essere posta proprio ai tecnici e professionali, dove si
registrano le maggiori bocciature».
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( da "Riformista, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il record di bocciati della maturità 2009 Una
maturità così non si vedeva da molto tempo. Dai primi dati del Ministero della
Pubblica Istruzione sugli esami finali di scuola superiore di quest'anno emerge
un trend opposto rispetto agli anni precedenti. Gli studenti bocciati saranno
circa 15mila (il 3,1 per cento del totale), 3mila in più rispetto al 2008. Un
dato significativo di una tendenza generale, se si considera che è aumentato
anche il numero di non ammessi a medie e superiori, per le insufficienze di
fine anno. Alle medie si dovrebbe registrare un aumento di circa 12mila
studenti esclusi rispetto al 2008. Sono raddoppiati, inoltre, gli studenti non
ammessi all'esame di terza media: la percentuale risulta pari al 4,4 per cento,
rispetto al 2,1 dello scorso anno. Per quanto riguarda le superiori, invece, si
registra un lieve aumento dei non ammessi rispetto al 2008, e il numero degli
alunni rimandati si profila in altissima crescita. Addirittura 30mila studenti
in più rispetto all'anno passato hanno registrato nel corso del 2009
un'insufficienza da recuperare a settembre. Il maggior numero di bocciati delle
superiori si registra negli istituti professionali (23%), a seguire i tecnici
(16,3), poi gli artistici (16), infine il classico, che sfoggia il 4,8% dei non
ammessi. Ma anche qui è alto il numero dei rimandati che verranno attesi alle
riparazioni di settembre (22% del totale). Una cifra comunque inferiore al
resto degli istituti (il picco è dei tecnici col 31,6). Il voto in condotta, cavallo di battaglia del ministro Gelmini, ha giocato un ruolo importante in questo nuovo corso. Sono
circa 6mila e cinquecento nelle superiori e 3mila nelle medie gli studenti
bocciati per un'insufficienza nella valutazione del comportamento. Di questi,
circa la metà sono studenti degli Istituti professionali. Un risultato
che ha soddisfatto il ministro e il governo. Meno, ovviamente, le associazioni
studentesche. Una scuola seria, è ovviamente anche una scuola che boccia.
Purché questi dati siano il segno di una ritrovata serietà e non soltanto il
servile omaggio che il corpo docente rende alla nuova ramazza del ministero.
14/07/2009
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( da "Riformista, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Le riforme adesso Oppure mai più Ormai è chiaro che
non è possibile fare una previsione sulla durata della crisi e sulle sue
ripercussioni. Io che non sono un accademico ma conosco il tessuto produttivo
italiano dall'interno, non voglio farmi iscrivere né tra i catastrofisti né tra
gli ottimisti perché sia gli uni che gli altri fanno spesso prevalere gli
interessi di parte o di partito all'esame freddo della situazione come essa è
realmente. E, per restare ai numeri, voglio sottolineare tre dati che nessuno
più osa discutere: 1) l'Italia ha la spesa per pensioni più alta tra i paesi
Ocse, pari al 14% del Pil; 2) l'Italia ha la pressione fiscale più alta tra i
paesi Ocse; 3) l'Italia ha la scuola più costosa tra i paesi Ocse e i risultati
medi di preparazione degli studenti tra i peggiori. Sono questi i dati da cui
bisogna partire per una analisi seria della situazione italiana, che prescinda
anche dagli effetti della crisi in corso. I problemi dell'Italia sono
strutturali e non congiunturali. In altre parole, dovremmo preoccuparci delle
inefficienze accumulate nei decenni piuttosto che discettare solo sulla crisi
in corso e sul modo migliore per affrontarla. Un fatto è sicuro: gli effetti
della crisi si manifestano in Italia così duramente a causa del ritardo catastrofico
nella modernizzazione del Paese. Ho citato i dati relativi alla pressione
fiscale, al peso della spesa pensionistica e allo stato della scuola perché
sono indissolubilmente legati l'uno all'altro, sono conseguenze di un'unica
politica che ha visto negli anni accomunata la sinistra, il centro e la destra
nel partito unico della spesa pubblica. Uno Stato in cui il 52% del Pil è
gestito dalla mano pubblica, in cui la tassazione del lavoro raggiunge vette
mai toccate da altri paesi, in cui al lavoratore viene sottratto il 50% circa
dell'ammontare dei suoi compensi, non può che avere una scuola tra le più
inefficienti e una spesa pensionistica abnorme. È l'effetto di politiche
populistiche e pauperistiche che soprattutto la sinistra ha voluto e sostenuto
attraverso l'esercizio militare e militante della sua egemonia culturale. Non
dimentichiamo che questi dati abnormi significano una sola cosa: che non vi
sono i denari per la modernizzazione del Paese, per le riforme strutturali, per
la creazione di una classe dirigente preparata ed efficiente, per alimentare la
ricerca scientifica e sottrarla al controllo delle baronie universitarie.
L'Italia, se non saprà cambiare le tendenze distruttive della spesa pubblica,
correggere le disfunzioni di un sistema previdenziale sbilanciato, mettere fine
alle protezioni sindacali delle inefficienze della scuola, uscirà da questa
crisi molto più debole degli altri paesi nostri concorrenti nella
globalizzazione. Il Governo e il Parlamento devono darsi un unico obiettivo:
quello di calendarizzare alcune riforme strutturali da realizzare subito,
mentre la crisi produce i suoi effetti sull'economia reale e prima che un
qualsiasi Francis Fukuyama ci dica che la crisi e finita e che si può tornare
alle abitudini di prima. La riforma della scuola, per opera
di Maria Stella Gelmini, è
stata almeno avviata. E oggi si può dire che le critiche che ha subito erano
del tutto pretestuose. Non a caso è stata una donna ministra, con la carica di
concretezza e di coraggio che le donne hanno nel Dna, quella che per prima ha
messo mano a una riforma indilazionabile. Occorre ora portarla a
compimento con provvedimenti stringenti che colpiscano non in modo
indifferenziato, ma in modo mirato, i mille luoghi della inefficienza della
spesa per l'istruzione, specie nell'università. Brunetta sta mettendoci del suo
ma molto altro ancora bisogna fare per ridare efficienza alla macchina dello
stato. Il settore della previdenza va rinnovato senza cullarsi nell'illusione
che la ormai datata riforma Dini sia sufficiente. Un primo provvedimento,
l'innalzamento dell'età pensionabile per le lavoratrici dipendenti dallo Stato,
dovrebbe essere proposto immediatamente, spiegato alla gente e difeso in
parlamento dalla demagogia populista che senza dubbio si farà sentire anche
nelle piazze. Occorre coraggio, per dire agli italiani che le cose stanno così
e che servono riforme che incidano in profondità sull'eccesso di spesa pubblica
e sulla qualità di questa spesa. Occorre coraggio perché i politici rinuncino
alle versioni consolatorie e affrontino l'oceano aperto delle riforme
strutturali. Ne occorrerà ancora di più a chi, dall'opposizione, sarà tentato
per l'ennesima volta di cavalcare lo scontento di quelle categorie protette che
vedono in ogni liberalizzazione o modernizzazione dell'Italia una funesta
novella. Io spero che dall'opposizione si abbia la saggezza di rinunciare alla
semplice difesa dell'esistente. Ora, con la crisi in corso, gli italiani
capiranno. Domani, con la crisi superata e con una parvenza di ritorno alla
normalità, sarebbe molto più difficile. parlamentare del Pdl di Santo Versace
14/07/2009
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( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 14/07/2009
- pag: 11 autore: di Alessandra Ricciardi Il ministro
dimentica di ufficializzare il piano programmatico dei tagli, a rischio
l'intero progetto Riforma Gelmini salva in extremis La Corte dei conti: il «visto» basta a sanare
l'atto invalido Una delibera giocata tutta in punta di diritto. E che salva la
riforma della scuola targata Gelmini dalla mannaia di una improvvisa quanto sonora bocciatura.
La sezione controllo della Corte dei conti, presieduta da Fabrizio Topi, nei
giorni scorsi infatti ha certificato il dpr di riforma della scuola primaria
(delibera 2 luglio). Scongiurando così il rischio, che dalla lettura del
dispositivo appare in tutta la sua consistenza, che la nuova scuola non avesse
copertura legislativa. Il tutto quando le novità previste dalla stessa riforma,
dagli organici ridotti alla figura del maestro unico, sono state già acquisite
dal sistema.Alla fine, però, i giudici della Corte dei conti hanno ritenuto che
un «visto» -nella premessa del decreto su scuola dell'infanzia ed elementare-
sia sufficiente a sanare le volontà dei proponenti, in primis del ministro
dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Il ministro,
insieme al collega dell'economia, Giulio Tremonti, infatti non ha mai
ufficializzato il piano che programma le operazioni di taglio al personale
necessarie a conseguire i risparmi di spesa della manovra estiva (decreto legge
112/2008). Tagli poi attuati dal dpr del 20 marzo 2009, il regolamento sulla
scuola primaria portato al vaglio di legittimità della magistratura di
controllo. Il piano programmatico, rileva il magistrato istruttore, è stato
trasmesso solamente come schema e non come atto definitivo. E in assenza del
piano programmatico anche il decreto non si reggerebbe in piede. Tra l'altro, e
sono le altre contestazioni al provvedimento, mancano le motivazioni che
chiariscano il non accoglimento da parte del ministero delle proposte
emendative formulate dalla Conferenza unificata. E poi, nel decreto sono state
inserite norme relative alla scuola dell'infanzia, mentre la delega contenuta
nell'articolo 64 della legge 133/08 di questo ordine di scuola non parlava
affatto.Dopo un fitto scambio di richieste di chiarimenti e relative risposte
tra ministero e Corte dei conti, durato mesi, la magistratura in adunanza
plenaria ha accolto le controdeduzioni del governo, in particolare quelle
relative all'assenza del piano. L'Istruzione aveva chiesto che fosse esaminato
contestualmente al regolamento, operando di fatto una sanatoria dell'atto. La
Corte ha concordato che cioè era possibile grazie ai riferimenti normativi
contenuti nelle premesse al decreto: «L'undicesimo visto del dpr all'esame fa
riferimento al predetto documento datato 4 settembre 2004», ovvero al piano che
prevede 42 mila cattedre in meno negli organici 2009/2010, «elevando quindi lo
schema di cui sopra al rango di piano programmatico, in conseguenza delle
sottoscrizione apposte in calce al regolamento dai due ministri competenti alla
predisposizione dello stesso, ponendo quindi in essere il concerto previsto dal
3° comma dell'articolo 64 del decreto legge 112/2008». In tal modo, scrive la
Corte, «viene attuata la sanatoria del provvedimento invalido attraverso il
riconoscimento, in via di convalida, della sua legittimità». La riforma è
salva.
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( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 14/07/2009
- pag: 14 autore: di Giovanni Scancarello L'Ocse nel rapporto sull'Italia mette
in guardia dai rischi di risparmi di spesa indiscriminati Tagliare al Sud è
molto pericoloso La scuola deve controbilanciare il contesto sociale negativo
Tagliare la spesa per l'istruzione in Italia si può. Per esempio, aumentando il
numero di studenti per classe, e dunque riducendo il numero di insegnanti. Ma
non dove il rendimento degli studenti è già basso, e il peso determinante è
dato dal cotnesto sociale, come al Sud. In caso contrario, le prestazioni
peggioreranno. L'avvertimento giunge dall'Ocse che ha recentemente sfornato il
suo nuovo studio sulle condizioni economiche del nostro paese, dato alle stampe
con il titolo Economic survey of Italy. Secondo l'Ocse conciliare l'esigenza di
risparmio con l'innalzamento degli standard di apprendimento degli studenti è
possibile a patto che si attuino «politiche di risparmio strutturali e di
investimento mirate alle scuole che meritano di più in base ai risultati ai
test di apprendimento». Un monito per il nostro ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini che proprio del risparmio e del merito fa la propria bandiera,
ma che sarà costretta a riconoscere che anche per realizzare risparmi e
investimenti mirati servono soldi e scelte condivise. L'Italia è al 36° posto
della classifica dei paesi Ocse Pisa in fatto di apprendimento delle scienze da
parte degli studenti di 15 anni. Mentre aspettiamo di comprenderne le
ragioni, bisogna far tornare i conti. L'Ocse definisce il risparmio di spesa
«cruciale soprattutto in periodi di recessione» come quello attuale. Ma come
combinare economia di bilancio dell'istruzione e miglioramento dei livelli di
apprendimento degli studenti italiani, è questo l'interrogativo che ci si pone.
Per l'Ocse c'è da metter mano alla struttura portante della spesa, cioè al
rapporto tra numero docenti e alunni, al tempo scuola, al tempo di docenza e
alla quantità di alunni per classe. E qui è doverosa una premnessa: l'Ocse non
tiene conto del fatto che nel sistema Italia anche i docenti di religione e
quelli di sostegno fanno parte della voce istruzione, mentre in altri paesi
sono allocati sotto capitoli e dunque ministeri diversi. Un dato che fa
certamente lievitare in alto il numero docenti imputato all'Italia: 28, 2
docenti ogni 100 alunni per tutto il percorso dalle scuole elementari alle
superiori contro una media Ocse di 21,7 docenti; gli studenti vanno
complessivamente a scuola per 3168 ore contro la media di 2790 ore di tempo
scuola Ocse; gli insegnanti lavorano per 1937 ore contro le 2196 ore medie dei
colleghi Ocse e per finire, le classi contano in Italia mediamente 20,7 alunni
(considerando l'intero percorso dal primo al secondo ciclo) contro i 25,1 della
media di una classe media Ocse. Eppure alla fine dell'obbligo gli studenti
italiani si dimostrano deboli in matematica, scienze e lettura. In futuro,
buona parte del risparmio va assolutamente reinvestito nella scuola ma non in
modo indistinto, quanto piuttosto in modo mirato verso le scuole che fanno
registrare migliori prestazioni di apprendimento dei propri studenti e quelle
situate nelle aree a rischio. Il tutto richiede governance soprattutto se si
vuole evitare che con l'incipiente avvio del federalismo scolastico si
accentuino irrimediabilmente i divari tra scuole del nord e del sud. In questo
contesto, non si può tagliare per risparmiare in modo indistinto senza tenere
conto delle differenze esistenti tra tipi di scuola e tra territori. Per questo
serve inverstire di più e meglio, per esempio, sulla formazione professionale e
sulle scuole del Sud, che risentono dei fattori di contesto molto più (38%)di
influenza sui risultati ai test Ocse Pisa) che al Nord (3%). Il problema,
sottolinea il rapporto, è anche il come risparmiare se non si vuole rischiare
di gettare via il bambino con l'acqua sporca; in questo senso non si può non
pensare al riordino della scuola elementare che, dopo tutto, stando ai
risultati della valutazione internazionale dell'apprendimento in scienze,
matematica e lettura, si era dimostrata efficace e competitiva. E che,
nonostante questo, è stata riformata.
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( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Professioni data: 14/07/2009 -
pag: 31 autore: Tirocinio professionale, restyling in arrivo In dirittura
d'arrivo il regolamento per il tirocinio professionale degli aspiranti alla
professione di dottore commercialista ed esperto contabile. Il testo, che ha
ricevuto il via libera del consiglio dei ministri, è ora alla firma del
ministero dell'istruzione dell'università Mariastella Gelmini e mette in chiaro tutte le norme
che regolano il tirocinio professionale: dalla necessità che il dominus sia
iscritto all'ordine da cinque anni, al compenso dei tirocinanti, dalla
possibilità di vedersi riconosciuto il periodo di tirocinio all'estero, alla
possibilità di far coincidere due anni dei tre di tirocinio con la laurea
specialistica. Un passaggio che è però subordinato ad una convenzione
quadro, la cui bozza è ormai pronta, da stipulare tra il ministero
dell'istruzione e il Consiglio dei dottori commercialisti. Sulla questione è
tutt'ora in corso un tavolo tecnico tra i rappresentanti del Cndcec e il
ministero dell'università.
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( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 La severità sale in cattedra Più
bocciati alla maturità Picco di respinti negli istituti professionali, i
migliori al classico di BEATRICE BERTUCCIOLI ROMA PIÙ SEVERITÀ e attenzione al
merito, nella scuola italiana. I dati riferiti dal ministero dell'Istruzione
parlano, infatti, di un significativo aumento del numero di bocciati alla
maturità: circa tremila in più rispetto allo scorso anno. Aumentano anche i
ragazzi con debiti da recuperare e quelli che sono stati bocciati per il 5 in condotta. «Siamo tornati
a una scuola che non promuove tutti. E che distingue
afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone
che si comportano bene e persone che non si comportano bene». Troppa severità?
Troppi bocciati? «Una scuola che promuove tutti sottolinea il ministro non è
una scuola che fa il bene del ragazzo». I dati riferiti non sono
definitivi, ma si riferiscono a un campione significativo dei risultati degli
scrutini, come precisa il ministero. Se confermati, dunque, rilevano un
sensibile aumento del numero di bocciati alla maturità. L'anno scorso sono
stati il 2,5 per cento del totale, cioè circa 12mila. Quest'anno il numero dei
bocciati all'esame di Stato è salito al 3,1 per cento, per un totale di 15mila
bocciati. Risulta anche aumentato il numero dei non ammessi alle superiori e
alle medie. E sono raddoppiati, per quanto riguarda le medie, gli studenti non
ammessi all'esame del terzo anno: dal 2,1 per cento dello scorso anno, al 4,4
per cento di quest'anno. Ben 30mila studenti in più dello scorso anno, poi,
hanno riportato almeno un debito che dovranno recuperare prima dell'inizio del
prossimo anno scolastico. MA NON in tutti i tipi di istituti si registra lo
stesso impegno da parte degli studenti. I più bravi e impegnati nello studio
sono gli allievi del liceo classico: è qui che si registra la percentuale più
bassa di bocciati (4,8 per cento). Seguono gli studenti del liceo scientifico
(6,6 per cento) e quelli del liceo linguistico (7,1 per cento). Maglia nera
agli istituti professionali, dove si registra la percentuale più alta di
bocciati: ben il 23 per cento. Percentuale alta anche negli istituti tecnici
(16,3 per cento di bocciati) e nell'istruzione artistica (16 per cento). Più o
meno analoga la graduatoria degli studenti che dovranno recuperare a settembre
una o più materie: il 31,6 per cento degli studenti degli istituti tecnici; il
31,1 per cento di quelli degli istituti artistici e il 30,8 per cento degli
studenti degli istituti professionali; il 25,4 per cento degli studenti del
liceo scientifico, il 24,7 per cento dei ragazzi del liceo linguistico e il 22
per cento di quelli del classico, i più virtuosi' anche in questa classifica.
Maggiore severità, dunque, nel valutare la preparazione dei ragazzi e maggiore
severità, anche, nel giudicare il loro comportamento, per combattere o almeno
cercare di contrastare violenza e bullismo. Sono così fioccati i 5 in condotta. I bocciati
nelle superiori per l'insufficienza in condotta sono stati 6.500 e di questi
circa la metà frequentavano istituti professionali. È nei licei classico,
scientifico e linguistico che è si è avuto il numero più basso di studenti con
il 5 in
condotta: lo 0,1 per cento. La percentuale sale allo 0,4 per cento per gli
studenti degli istituti tecnici e dell'istruzione artistica. «Il fallimento
scolastico degli studenti non è mai un successo per nessuno, tantomeno per il
ministero denuncia l'Unione degli studenti che da subito deve mettere in campo
risorse per far sì che questo oltre 9 per cento di non ammessi e bocciati (sarà
questa la percentuale se vengono confermati i primi dati), non diventino
abbandoni scolastici». Soddisfatta il ministro Gelmini.
«Il voto in condotta è stato molto importante afferma perché ha portato al
rispetto dei compagni, dei professori e degli edifici scolastici. Il fatto che
il ragazzo venga giudicato non solo per il rendimento, ma anche per il
comportamento, è stato fondamentale».
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( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 2 PRIMO PASSO MA NON BASTA COMMENTO
I PRIMI dati comunicati dal Miur sugli esiti degli esami di licenza media e
sugli esami di Stato dell'anno scolastico in corso, segnalano un contenuto
aumento di alunni respinti. Dai provvedimenti annunciati ed
emanati dal ministro Gelmini ci si attendeva forse una stretta più consistente da parte della
classe docente. Una richiesta di maggiore serietà e rigore era stata
reiteratamente sollecitata dal ministro Fioroni, nel biennio in cui ha gestito
il ministero prima della Gelmini. È il segno che la politica, nelle alterne articolazioni
di maggioranza ed opposizione, nutre su questa tematica posizioni abbastanza
convergenti. Ma dopo anni di lassismo valutativo e di anarchia programmatica da
parte di troppe istituzioni scolastiche, è difficile arrestare l'andazzo ed
invertire la rotta. I SEGNALI che emergono dalle attuali risultanze sono da
considerare con attenzione almeno su due versanti. Il primo riguarda la
valutazione della condotta' degli alunni dentro la scuola. Dopo la demagogica
abolizione del voto sul comportamento, veniva valutato solo il profitto degli
alunni nelle varie discipline, quasi che il rispetto delle regole della
comunità scolastica fossero estranee al processo educativo. Il fatto che alcune
migliaia di alunni pagano dazio per non aver rispettato docenti, compagni e
strutture è un positivo segnale, significativo per sviluppare il consolidamento
della legalità e la coesione sociale. L'altro aspetto da sottolineare è il
sensibile aumento dei ragazzi non licenziati al termine della scuola secondaria
di primo grado. Qui le bocciature rilevano una crisi non risolvibile con il
solo accertamento delle gravi carenze degli alunni dopo 8 anni di scuola.
Occorrono interventi sul curricolo e sulla riqualificazione dei docenti, perché
il rischio di incentivare, con le bocciature, abbandoni e dispersioni è dietro
l'angolo. INFINE per la maturità non c'era da attendere particolari sorprese.
Dopo aver fatto correre gli alunni per 13 anni su un percorso con ostacoli alti
10 centimetri,
non si poteva fissare l'ultimo ostacolo ad un metro. Il rigore, per il futuro,
deve partire da più lontano.
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( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
CORREGGIO GUASTALLA E BASSA pag. 13 CORREGGIO L'ING.
Eleonora Gelmini (foto), di 26
anni, di Correggio, è sta... CORREGGIO L'ING. Eleonora Gelmini (foto), di 26 anni, di
Correggio, è stata scelta dal Rotary club Val Secchia per rappresentare il club
al Ryla, un corso avanzato di formazione post universitaria che si pone
l'obiettivo di preparare alla carriera professionale e lavorativa giovani
meritevoli le cui famiglie non appartengono al Rotary. Il Ryla ha
l'obiettivo di premiare giovani dotati di capacità di leadership tali da
permettere loro di emergere all'interno di qualsiasi sistema organizzativo
complesso. Il presidente del Rotary, Daniele Carboni, ha presentato ai soci la
dottoressa Gelmini, di Correggio, laureata con lode in
Ingegneria gestionale, e attualmente assistente all'investor relator in Kerself
Spa. L'ex presidente Pier Paolo Veroni ha introdotto la relazione della
giovane.
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( da "Corriere della Sera" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data:
14/07/2009 - pag: 2 Maturità, crescono i bocciati In calo
gli studenti da «100» Gelmini: scuola più giusta. Voto in condotta, 9.500 respinti ROMA Neppure la maturità si salva dall'effetto
rigore inaugurato dall'ex ministro Fioroni e perfezionato dal successore
Mariastella Gelmini. I
commissari quest'anno sono stati più severi. I primi dati del ministero
dell'Istruzione (Miur), se confermati, fanno salire dal 2,5 al 3,1 per cento i
respinti. In cifre significa che ci saranno 3000 bocciati in più. Ma l'effetto
più clamoroso riguarda i promossi: si dovranno accontentare di punteggi più
bassi. In calo i 100 e lode, quasi dimezzati i 100, drastica riduzione dei
punteggi compresi tra i 91 e i 99 centesimi. In aumento i punteggi bassi e
medi, quelli compresi tra 61 e 80 centesimi. La fine dei voti generosi è una
conferma del nuovo clima che si respira nelle scuole. E che vede un aumento dei
respinti in tutto l'arco della secondaria (9.500 solo per effetto del voto di condotta), come dimostrano
gli aggiornamenti del Miur, al punto che si è riaccesa la polemica sul
«fallimento della scuola». Cominciamo dalle medie. Sono raddoppiati gli studenti
non ammessi all'esame di stato del terzo anno dal 2,1 al 4,4 per cento.
Nell'esame il maggior numero di insufficienze si registra in matematica: quasi
il 22 per cento degli studenti ha avuto un voto
inferiore al 6. In
prima e seconda media ci sono 12 mila bocciati in più. Di questi, circa 3.000
dovranno ripetere per la condotta. Alle superiori sono
in aumento, seppure lieve, le bocciature nei primi quattro anni. Circa 6.500
studenti ripeteranno per l'insufficienza in condotta
(un po' meno della metà negli Istituti professionali). Un altro segnale di
severità: sono 30 mila in più gli alunni sospesi. Per il ministro Gelmini si tratta di difendere la meritocrazia. «Siamo
tornati ad una scuola che non promuove tutti e che distingue tra persone che
studiano e persone che non studiano, tra persone che si comportano bene e
persone che non si comportano bene è stato il suo commento . Una scuola che
promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo». Per l'opposizione
quei dati non sono incoraggianti. «La bocciatura, soprattutto alla fine del
percorso di studio, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola, che non
ha raggiunto il proprio obiettivo di far apprendere», ha affermato Mariangela
Bastico, responsabile scuola del Pd. «Eccellenze» in calo. Non sappiamo ancora
se in tutte le regioni, comprese quelle del Sud che detenevano il record. Un
anno fa il punteggio massimo era stato conquistato da 9 ragazzi su 1.000. Ora i
prof hanno alzato l'asticella. Una sorta di avvertimento per la maturità 2010 che
richiede il 6 in
tutte le materie? La riduzione è una conseguenza del minor peso degli orali.
Quei 5 punti in meno dirottati sul credito scolastico rappresentano, insieme al
ritorno dell'ammissione, una delle ultime decisioni di Fioroni (l'Invalsi aveva
dimostrato che gli orali venivano utilizzati per compensare gli scritti), poi
ratificata dalla Gelmini. Giulio Benedetti
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( da "Corriere della Sera" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data:
14/07/2009 - pag: 1 LA RIFORMA E QUELLO CHE NON SI DICE L'UNIVERSITA' DELLE
IPOCRISIE di FRANCESCO GIAVAZZI D a almeno 30 anni ogni tentativo di riformare
l'università è fallito per la resistenza di interessi potenti, non disposti a
rinunciare ai propri privilegi. Il governo Berlusconi segue una strategia
diversa, che potrebbe essere il banco di prova per altre riforme. La legge
finanziaria dello scorso anno con un provvedimento che prevedo verrà riproposto
nel Documento di programmazione economica ha ridotto in modo drastico i fondi
statali per il funzionamento delle università: meno 8% il prossimo anno, meno
17% nel 2011. A
prezzi costanti i finanziamenti statali scenderanno del 20% in quattro anni.
Sono stati anche azzerati i fondi per l'edilizia universitaria. Poiché la quasi
totalità dei finanziamenti statali serve a pagare stipendi, con un taglio del
20% la maggior parte delle università nei prossimi due anni chiuderà.
Sopravvivere indebitandosi (anche qualora lo Stato permettesse ai rettori di
farlo e le banche concedessero i mutui) è una via preclusa ai più: a Siena le
rate di ammortamento sui debiti contratti rappresentano già quasi il 20% delle spese
non vincolate, a Firenze siamo intorno al 15%. Mi sarei aspettato che il
governo, dopo essere stato inflessibile sui tagli, annunciasse una riforma
profonda dell'università ponendo gli oppositori (rettori, sindacati, baroni
vari) di fronte a una scelta: accettate o vi assumete la responsabilità della
chiusura delle università. Il ministro Gelmini da mesi ha nel cassetto una
riforma ambiziosa e contrastata (ad esempio i rettori si oppongono alla
proposta di vedersi sottratta la presidenza dei cda degli atenei e non vogliono
veder modificato il meccanismo con cui sono eletti), ma non l'ha mai
presentata. Perché? A mio parere perché esistono due visioni molto
diverse all'interno del governo: sull'università così come su altre riforme. Il
ministro Gelmini e i ministri «di spesa»,
dall'ambiente all'agricoltura è disposto a dar battaglia sulle regole, ma
chiede che, a fronte di nuove regole, tornino le risorse, o almeno un po' di
risorse. Dall'altra parte il ministro dell'economia memore dell'insegnamento
del presidente Reagan: «Affama la bestia, vedrai che diventerà mansueta» non è
disposto a rinunciare ai suoi tagli. Come ho scritto più volte, io penso che vi
sia un solo modo per conciliare queste due posizioni: alzare le rette
universitarie. Oggi esse sono (in media) inferiori ai mille euro l'anno, mentre
ogni studente costa ai contribuenti circa 7.000 euro l'anno (quasi 12.000 se
non si contassero i fuori corso). Rette più elevate dovrebbero essere
accompagnate da borse di studio tali da garantire a chiunque lo meriti la
possibilità di accedere all'università. Anticipo l'ovvia obiezione: in un Paese
di feudi molte università non userebbero certo il merito come criterio di
selezione. Ma esistono altre strade? La mediazione fra i ministri è compito di
Berlusconi: è disposto a spiegare agli italiani che l'università di fatto
gratuita non solo non ce la possiamo più permettere, ma è anche un sistema
iniquo perché trasferisce reddito dai poveri ai ricchi? (Gli operai
rappresentano il 30% degli italiani, ma solo il 20% dei loro figli accede
all'università). Oppure a novembre, quando studenti e rettori saranno insieme
sulle barricate, farà ciò che hanno fatto i democristiani per 50 anni: nessuna
riforma e qualche soldo in più per spegnere l'incendio?
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( da "Corriere della Sera" del
14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data:
14/07/2009 - pag: 1 Severità a scuola Negli anni della secondaria 9.500
respinti solo per la condotta Più bocciati, meno voti alti Primi dati della
maturità. La Gelmini: è tornato il merito Più bocciati e meno voti alti. La maturità
del rigore: 15 mila gli studenti respinti, 3 mila in più dell'anno scorso. Ma
l'effetto più rilevante riguarda i promossi: si dovranno accontentare di
punteggi più bassi. In calo i 100 e lode, quasi dimezzati i 100,
drastica riduzione dei punteggi compresi tra i 91 e i 99 centesimi. Ad
aggravare la situazione, negli anni della secondaria, la condotta: oltre 9.500
i ragazzi non ammessi per il comportamento. Il ministro Gelmini:
«La scuola non può promuovere tutti». L'opposizione: «Un fallimento». ALLE PAGINE 2E3 Agnese, Benedetti
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(
da "Corriere della Sera"
del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 14/07/2009 - pag: 2 L'ansia dei genitori «Con 23 crediti su 25 non l'hanno neppure ammessa agli orali» MILANO Maturità più severa, con questi primi risultati da exit poll che allarmano e fanno notizia. Si sta tornando davvero a standard pre-Sessantotto? «Se faccio un paragone fra i due casi che conosco direttamente, la mia maturità nel 1975, e quella di mio figlio oggi, c'è una differenza come dal giorno alla notte, all'acqua di rose la mia, molto più severa e impegnativa ma anche più completa la sua» risponde Bruno Boieri, imprenditore genovese con un figlio, Matteo, maturato con 86 al liceo scientifico Cassini, di provata severità («si sperava qualcosina di più, ma i crediti erano bassi»). Proprio al Cassini c'è stato l'episodio del ritiro del telefonino a una delle migliori alunne perché lo usava durante la prova di matematica; una ragazza di fatto candidata al 100 o forse alla lode perché partiva con 23 crediti su 25 e che invece non è stata ammessa agli orali. «E lo trovo un po' esagerato e non giusto perché aveva comunque nove in matematica». Severità anche al liceo Giulio Cesare di Roma, controlli molto serrati agli scritti, con qualche screzio fra professori interni più protettivi ed esterni più sospettosi forse perché provenienti da un liceo tradizionalmente «rivale» come il Tasso. In quei giorni si era creato un clima pesante, con ragazzi inutilmente tesi e spaventati, ma poi è proseguita meglio perché agli orali i professori, pentiti, erano diventati più malleabili. Concorda sulla durezza del nuovo esame 2009 la politologa Marta Dassù, direttore dell'Aspen Institute Italia, che parla per cognizione di causa perché ha assistito agli orali di sua figlia Chiara e ha avuto l'impressione di una vera prova, rispetto a quello che lei ricordava della sua maturità nel '78. «E' durato un'ora e mezzo e mi è sembrato un vero colloquio di cultura generale, i professori erano gentili ma rigorosi. Mia figlia per esempio portava una tesina sulla Categoria del brutto, cinque o sei pagine scritte prendendo spunto da un articolo del filosofo Remo Bodei. E i professori da lì son partiti per chiederle connessioni con l'estetica di Kant, di Hegel, di Croce». Pesante e severa per tutta la famiglia la maturità di nuovo in stile anni Cinquanta-Sessanta anche secondo la dermatologa Riccarda Serri, tanto che con le altre mamme ha deciso di festeggiare, nei prossimi giorni, «questa liberazione». Riccarda forse si aspettava qualcosa di più dall'esame di Luca che ne è uscito con un 74, ma più che in un 78 non si poteva sperare, «perché il meccanismo è condizionato dal sistema dei crediti, dal pregresso, cioè dagli anni di scuola precedenti. E invece un esame dovrebbe valutare quanto sei maturo in quel momento. Comunque non mi piace dare la colpa ai professori, e allora ho fatto riflettere Luca sul fatto che forse sarebbe stato meglio pensarci prima, e non solo gli ultimi tre mesi». Simili spiriti post-esame circolano in casa di Silvia Priori, madre separata, specialista in cardiopatie per bambini che si divide per lavoro fra l'Italia e l'America, e che nei giorni prima degli esami ha gestito con ferrea gestione gli spostamenti per stare vicino ad Andrea, maturità scientifica al Leone XIII di Milano. Alla fine lui ne è uscito con un 82: «La mamma non è contenta, ma la colpa è sua, so che lui studia solo quello che gli interessa ». Silvia Priori però sottolinea il rischio della disparità fra Commissioni, alcune troppo severe e altre meno, e, visto che la votazione è determinante per il dopo, l'entrata all'Università, dà un suggerimento al ministro Gelmini per evitarlo: accentuare, come negli Stati Uniti, «la standardizzazione attraverso test che per quanto dolorosi sono univoci». Forse l'unico che non si aspettava di più dalla maturità della prole è Cristiano de Andrè, «è stata dura, ma tiro un sospiro, anzi due»: sì, perché Cristiano, in tournée estiva ((De André canta De André)>, aveva non uno ma
due figli sotto torchio al liceo linguistico, i gemelli Filippo e Francesca.
«Tutto è moltiplicato per due, ansia, stress e severità». Maria Luisa Agnese
( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
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Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi di GIULIA
ALESSANDRI ROMA - Atenei, parte la spartizione dei fondi ai più virtuosi,
quelli che primeggiano per qualità dell'offerta e dei risultati. Il ministro Gelmini ha infatti deciso i criteri e gli indicatori per premiare i
migliori: peseranno il numero di studenti fuori corso, la quantità di laureati
piazzati sul mercato del lavoro, i risultati della ricerca, la proporzione tra
numero di docenti e corsi attivati. L'università imbocca, dunque, la
strada del merito: negli scorsi giorni agli organi di consulenza del Miur è
arrivata la bozza di decreto con le regole per distribuire a chi fa meglio il
7% del Fondo di finanziamento ordinario degli atenei e dei soldi ad hoc
stanziati nella Finanziaria 2007. Si parla di oltre 500 milioni. E domani o al
massimo venerdì prossimo arriverà in Consiglio dei ministri, dopo una serie di
rinvii, il nuovo regolamento dell'Agenzia di valutazione (Anvur). Un organismo
terzo che darà le pagelle a atenei e enti di ricerca. Per la riforma dell'università,
invece, bisognerà attendere. Come da programma entrerà in vigore nel 2010/2011,
ma il disegno di legge del ministro non farà più il suo ingresso in Consiglio
dei ministri prima dell'estate, come sempre annunciato, ma in autunno.
Mariastella Gelmini presenterà la riforma della
governance degli atenei e dell'accesso alla docenza universitaria dopo la pausa
estiva per motivi di opportunità. Ora il calendario parlamentare è troppo
intasato e incombe la pausa estiva. Meglio posticipare, anche e soprattutto per
dare rapido corso al testo. Il periodo più probabile di presentazione, secondo
fonti politiche, è quello immediatamente successivo alla Finanziaria: il
ministro spera in qualche novità positiva sui fondi dal collega Giulio
Tremonti. Il patto con i rettori fatto a marzo, era chiaro: "risorse in
cambio di riforme". I tagli per gli ermellini sono «troppi». Pure il
senatore del Pdl Giuseppe Valditara invita alla revisione e propone il rilancio
del merito partendo dai premi a docenti e ricercatori validi. Ma cosa prevede
la riforma Gelmini? Separazione più netta delle
funzioni di Cda e Senati accademici, mandati limitati per i rettori (massimo
otto anni), abilitazioni nazionali dei docenti di durata quinquennale al posto
dei concorsi locali. Le risorse ai virtuosi. Sul piatto quest'anno ci sono
523,5 milioni di euro. Il 34% dell'importo (oltre 177milioni) sarà ripartito a
breve tenendo conto della qualità dell'offerta e della riuscita della
didattica. Peseranno l'occupazione dei laureati a tre anni dal titolo, il
numero di abbandoni tra il primo e secondo anno, gli studenti in corso, la
quantità di docenti rispetto ai corsi attivati. La fetta più importante dei
fondi, il 66% (oltre 345 milioni), dipenderà dalla qualità della ricerca. Dopo
il sì della Corte dei conti si potrà procedere alla spartizione. Il Consiglio
universitario (Cun) ha chiesto che nei prossimi anni i criteri siano fissati
prima e che restino stabili, magari per un triennio. Quest'anno sono arrivati
"tardi" e qualche università, forse, non ha concorso al meglio. Più
in generale, per il 2009, nel Fondo per il finanziamento ordinario delle
università (circa 7 miliardi) ci sono 3 milioni per facilitare la mobilità dei
docenti, 2,5 milioni per chiamare esperti dall'estero, 6 milioni per arginare
la fuga dei cervelli. La valutazione. Sotto la lente d'ingrandimento dell'Anvur
finiranno i corsi di studio universitari, i dottorati di ricerca, i master e le
scuole di specializzazione. L'Agenzia dovrà misurarne efficienza ed efficacia e
potrà anche proporre al ministro i criteri per l'istituzione di nuove
università, sedi distaccate e corsi, compresi dottorati e master. Tra i criteri
alla base della valutazione ci saranno "l'acquisizione di finanziamenti
esterni, l'attivazione di rapporti di collaborazione e lo scambio di
ricercatori con soggetti pubblici e privati". Ma anche la presenza di
studenti "in possesso di un curriculum degli studi altamente
meritevole" e di docenti stranieri di qualità. Pure servizi offerti,
strutture e comunicazione peseranno sul giudizio. Ogni anno l'Agenzia fornirà
un report dettagliato al ministro che servirà anche per allocare le risorse
statali. La Gelmini assicura che l'organismo sarà
indipendente dalla politica e il presidente sarà nominato da un consiglio
direttivo scelto da un comitato di esperti.
( da "Corriere della Sera" del
14-07-2009)
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Corriere della Sera sezione: Sport data:
14/07/2009 - pag: 43 L'iniziativa:
vertice a Milano fra il Coni e il ministero dell'Istruzione Sport alle
elementari: Petrucci incontra la Gelmini MILANO Sono più di sessant'anni, dai tempi di Giulio Onesti
presidente del Coni, che in Italia si parla di sport nella scuola. Il 6
novembre '76, Gino Palumbo, al primo giorno da direttore della Gazzetta dello
Sport, scriveva: «Ogni giorno migliaia e migliaia di mamme si affannano a
portare i ragazzi nelle piscine, nelle palestre, al tennis, ovunque vi
sia un impianto. Il nostro non è certo diventato di colpo un Paese sportivo; le
carenze sono enormi; lo Stato se ne disinteressa; il Coni non ce la può fare da
solo. Ma la domanda di sport cresce». E in questi anni ha continuato ad
aumentare, ma, quasi sempre, fuori dalla scuola. Ieri sera, il presidente del
Coni, Gianni Petrucci, accompagnato dal segretario Lello Pagnozzi e da Manuela
Di Centa (membro Cio), ha incontrato a Milano il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini, per verificare se esistono le
condizioni per realizzare quello che in Italia non c'è mai stato: introdurre
l'attività sportiva nelle elementari. Perché è dalla scuola primaria che si
deve partire, per gettare le basi non per la costruzione dei campioni o per la
conquista delle medaglie, ma per la realizzazione di un programma di pratica
dell'attività sportiva che possa essere utile a tutti. Portare lo sport nella
scuola elementare vuol dire migliorare la condizione e la salute dei ragazzi,
attraverso una attività di prevenzione (a cominciare dall'obesità), che
rappresenti anche un investimento per il futuro. Il Coni ha dato la propria
disponibilità ad offrire le idee e il progetto (che già esiste ed è molto
articolato), mettendo a disposizione una parte delle risorse economiche,
indispensabili per passare ai fatti concreti. E ha indicato la possibilità di
iniziare in alcune regioni pilota non a ottobre, ma comunque a gennaio 2010. In questo senso,
sono già stati sensibilizzati la commissione atleti e/o alcuni campioni (ed
esempio, Rossi e Sanzo) che al momento ricoprono incarichi politici. Il
ministro ha ascoltato e alla fine è stato deciso di avviare fin dalla prossima
settimana un tavolo tecnico congiunto, che possa entrare in un'analisi
specifica sulla fattibilità dell'iniziativa, che costa (ma i soldi spesi nella
scuola possono venire recuperati in altro modo). Petrucci ha spiegato di voler
tener fede in concreto all'impegno assunto al momento della sua rielezione al
Coni (6 maggio 2009), quando aveva parlato della necessità di lanciare
(difficile parlare in questo caso di rilancio) lo sport nella scuola. Fin qui,
il massimo traguardo era stato realizzato attraverso i Giochi della Gioventù,
ma questa volta c'è la possibilità di costruire qualcosa di innovativo. Il
primo incontro milanese ha detto che da parte del ministero c'è la volontà di
andare avanti. Ora c'è da lavorare. Presidente Gianni Petrucci (Eidon) Fabio
Monti
( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
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Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi ROMA -
«Finalmente la scuola ha intrapreso la strada giusta, quella che dà più valore
alla serietà e alla meritocrazia». Per Giorgio Rembado, presidente
dell'Associazione nazionale dei presidi, l'aumento del numero dei bocciati alle
scuole medie e alle scuole superiore è un «importante segnale di cambiamento».
Perché? «Perché quest'anno si è deciso di dare al diploma il significato che
merita. Non si può pretendere la promozione indiscriminata. Prima di passare
all'anno successivo gli studenti devono riuscire a dimostrate di aver raggiunto
un certo grado di preparazione. E non solo. Non è una questione che riguarda
solo la parte nozionistica, ma anche la buona condotta».
Crede che queste pagelle di fine anno siano frutto delle "nuove
regole"? «Non credo che sia una coincidenza, quanto piuttosto un segnale
di cambiamento di tendenza verso una scuola più seria che da valore al merito.
E giusto premiare gli studenti virtuosi con la promozione e i voti alti e allo
stesso tempo penalizzare chi invece non ha ben fatto il suo dovere a scuola o
ha tenuto un comportamento troppo indisciplinato». Secondo lei, la ricetta Gelmini funziona? «Da questi primi dati direi di sì. Certo che la strada
che porta alla meritocrazia è ancora lunga. Rimane ancora molto da fare per
portare la scuola ai livelli che merita. Ma credo che le novità introdotte dal
ministro Gelmini portino
nella direzione giusta, cioè quella che vuole rivalorizzare l'importanza della
scuola». Ossia? «Già aver reintrodotto il voto in
condotta ha permesso agli insegnanti di lavorare con più serietà. Lo
stesso provvedimento ha poi lanciato un segnale significativo anche agli
studenti». Quale? «Dovrebbero aver capito che riuscire a ottenere un diploma
non è un passaggio automatico, ma un risultato che va raggiunto con l'impegno e
con la massima serietà. A fine anno infatti non tutti lo meritano alla stessa
maniera». V.A.
( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
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Martedì 14 Luglio
2009 Chiudi Senza diploma quasi il 9% tra "non maturi" e "non
ammessi". E negli scrutini 10 mila respinti col 5 in condotta Maturità, boom
di bocciati Università, fondi in base al merito: ecco il decreto Gelmini
( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
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Martedì 14 Luglio
2009 Chiudi LA RIFORMA PUO' ATTENDERE Il disegno di legge della Gelmini andrà in Consiglio dei ministri
non prima dell'autunno
( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
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Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi di
VALENTINA ARCOVIO ROMA - Quest'anno solo chi ha seriamente sudato tra i banchi
di scuola potrà festeggiare la promozione. Rispetto allo scorso anno, infatti,
ci sono meno promossi e più debiti da recuperare. Il numero dei bocciati è
cresciuto sia nelle scuole superiori che nelle medie. Secondo i dati non ancora
definitivi rilasciati dal ministero dell'Istruzione, ben 15 mila maturandi sono
stati bocciati all'esame, circa 3 mila in più rispetto al 2008. Se a questi
aggiungiamo i 28 mila non ammessi - circa 8 mila in più rispetto allo scorso
anno - il totale degli studenti che non ha il diploma in mano tocca quota 43
mila. In pratica siamo passati dal 6% dei maturandi bocciati del 2008 al ben 9%.
E per molti altri promossi l'estate non sarà solo relax e divertimento, ma
anche studio e recupero. Infatti, sono circa 30 mila gli studenti in più che
dovranno recuperare almeno un'insufficienza. Ma "la scuola del
rigore" non ha risparmiato neanche le medie. Rispetto all'anno passato
infatti sono stati bocciati 12 mila alunni in più. A dare filo da torcere agli
esami di terza media è stata la matematica. Almeno secondo le relazioni dei
presidenti delle commissioni. La ricognizione fatta su 379.319 candidati rivela
infatti, che le percentuali più alte di insufficienze si registrano in questa
materia: quasi il 22% degli studenti ha avuto un voto
inferiore al 6. Anche la lingua straniera ha messo in difficoltà i ragazzi:
circa il 14% non è riuscito a raggiungere la sufficienza e appena il 5 per
cento ha ottenuto il punteggio massimo. «Siamo tornati ad una scuola che non
promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non
studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano
bene», commenta il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. In effetti, a essere
determinante è stato anche il voto in condotta. Tra le scuole medie e le superiori sono circa 10 mila gli
studenti bocciati per via per del 5
in condotta. Per lo stesso motivo alle scuole medie circa 3 mila alunni
ripeteranno l'anno. Nella scuola superiore i bocciati per il 5 in condotta
salgono a 6.500 e circa la metà sono studenti degli istituti professionali. «Il
voto in condotta - dice Gelmini
- è stato molto importante perché ha portato al rispetto dei compagni, dei
professori e degli edifici scolastici. Il fatto che il ragazzo venga giudicato
non solo per il rendimento ma anche per il comportamento è stato fondamentale».
Largo quindi agli studenti meritevoli ed educati. «Una scuola che promuove
tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo», sottolinea il ministro.
«Non fa mai piacere quando il ragazzo viene bocciato - aggiunge - ma la scuola
deve assumere il compito di educare e anche segnalare quando ci sono delle
lacune. Bisogna quindi premiare chi si impegna durante l'anno. Perché ci deve
essere una differenza tra chi si dedica allo studio e chi invece no». Ma la
ricetta Gelmini non ha colpito allo stesso modo tutti
gli istituti superiori. Il maggior numero di bocciati, infatti, si è registrato
negli istituti professionali, dove il 23 per cento degli studenti è stato
respinto. Seguono gli istituti tecnici con il 16,3 e gli artistici con il 16. I
più meritevoli sono invece gli studenti del liceo classico con una percentuale
di non ammessi pari al 4,8%. Di poco più elevata la percentuale di bocciati al
liceo scientifico e linguistico, pari rispettivamente al 6,6 e al 5,1. Se per
molti questi dati rappresentano un segnale di cambiamento, c'è chi invece
polemizza sui dati record di quest'anno. «La bocciatura, soprattutto alla fine
del percorso di studio, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola»,
commenta Mariangela Bastico, responsabile scuola del Partito Democratico.
( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
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Martedì 14 Luglio
2009 Chiudi Studenti che controllano i risultati degli esami. Nel tondo il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
( da "Stampaweb, La" del 14-07-2009)
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ROMA A partire dalle 10.30 sono attesi in
migliaia davanti a Montecitorio: sono i precari della scuola che domani
mattina, dalle 10 alle 13, si ritroveranno davanti al parlamento per dire no
alle riforme dei cicli scolastici, a partire dalla legge 133/08, e chiedere limmediato blocco
del piano di tagli triennale agli organici (circa 130mila posti, di cui 42mila
già a partire da settembre). Alla manifestazione, programmata da mesi, negli ultimi giorni hanno
fornito il loro sostegno numerose organizzazioni, associazioni, movimenti di
categoria e sindacati. Ci saranno anche rappresentanti di una buona parte dei
partiti politici dellopposizione. Dopo il sostegno immediato ricevuto dai parlamentari del Partito
democratico, con in testa lex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe
Fioroni, ed il suo sottosegretario Mariangela Bastico, hanno assicurato la loro
presenza i vertici dellItalia dei valori, di Sinistra e libertà e Rifondazione comunista. Ma è forse a
livello sindacale che si è creata ununità di intenti sino a qualche giorno fa
inaspettata: al sostegno iniziale di Cobas e Flc-Cgil, negli ultimi giorni si
sono aggiunti quelli di Gilda e Cisl Scuola. Una decisione giunta probabilmente a seguito della
conferma da parte del Miur dei 5mila posti inizialmente messi in stand by e del
silenzio sulle 20mila immissioni in ruolo previste per il prossimo anno
scolastico. Con i tantissimi comitati, coordinamenti, movimenti, forum e reti
dei precari, la manifestazione di domani sarà sostenuta anche da rappresentanti
di diverse organizzazioni e associazioni che si occupano di istruzione crescita
dei giovani: come il Movimento di cooperazione educativa, il Comitato dei genitori
democratici ed il Centro iniziativa democratica insegnanti. Lobiettivo dei
manifestanti è prioritariamente quello di bloccare il piano di tagli triennale
agli organici della scuola (circa 130mila posti): labbattimento di posti,
sia come insegnante sia come Ata,
verrà infatti attutito solo dai pensionamenti (questanno 41mila). Ma
il resto dei posti tagliati si tradurrà in mancate conferme per i supplenti,
tra cui non mancano docenti, assistenti e collaboratori scolastici con
dieci-quindici anni di precariato alle
spalle. Personale che, anche alle soglie dei cinquantanni, si vede
espulso dalla scuola dopo averla servita e con scarse alternative di lavoro. Se
è improbabile che il governo blocchi il piano di ridimensionamento degli
organici (che entro tre anni farà
risparmiare allo Stato circa 8 miliardi di euro) appare più plausibile,
piuttosto, che la protesta induca il Mef a concedere lautorizzazione al
ministero dellIstruzione per procedere allassunzione di 20mila
unità di personale: unazione che
avrebbe sicuramente leffetto immediato di calmare la piazza in vista
dellestate. Ma non risolverà di certo il problema. In assenza di
provvedimenti le proteste continueranno con lavvio del nuovo anno
scolastico. «Nonostante gli impegni assunti dal ministro Gelmini - spiegano
dalla Flc-Cgil - finora non un provvedimento è stato definito a favore dei
18mila precari della scuola, docenti e personale Ata, che rischiano di non
avere più le supplenze annuali». «In assenza di risposte concrete - annuncia lorganizzazione
sindacale di via Leopoldo Serra - la mobilitazione unitaria di tutti i precari
continuerà e lo stesso inizio dellanno scolastico può essere messo in
discussione dalla irresponsabilità del governo». Nellanno scolastico appena
concluso sono stati circa
210mila (131.145 docenti ed il resto assistenti e collaboratori scolastici) i
precari della che hanno ottenuto un contratto di lavoro lungò: da
settembre-ottobre sino al termine dellanno scolastico. Dai calcoli fatti
dai sindacati, il taglio dei 42.000 posti
potrebbe lasciarne a casa, già del prossimo mese di settembre, circa 20mila. è
vero infatti che andranno in pensione in 41mila, ma è altrettanto vero che
prima di assumere i precari la priorità del Miur è di sistemare il personale in
esubero. Che nella scuola non manca.
( da "TGCom" del 14-07-2009)
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14/7/2009 Scuola, insegnanti
di ruolo restano Gelmini:
"Tagli sono lontani da realtà" "Nessun insegnante di ruolo
perderà il posto": lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante una visita agli
studenti del Collegio di Milano. "La questione dei tagli - ha detto la Gelmini - è assolutamente lontana dalla
realtà dei fatti". "C'è il problema dei precari, è vero - ha
concluso il ministro - ma sono il frutto di cattive politiche che abbiamo
ereditato e che adesso dobbiamo gestire senza alimentare illusioni". Nei
giorni scorsi il governo, infatti, aveva dovuto affrontare le critiche piovute
dall'opposizione e dai sindacati. Secondo i dati fatti circolare, nell'anno
scolastico appena concluso sarebbero stati circa 210mila (131.145 docenti ed il
resto assistenti e collaboratori scolastici) i precari della scuola che hanno
ottenuto un contratto di lavoro "lungo": da settembre-ottobre sino al
termine dell'anno scolastico. Dai calcoli fatti dai sindacati, il taglio dei
42.000 posti potrebbe lasciarne a casa, già del prossimo mese di settembre, circa
20mila. E' vero infatti che andranno in pensione in 41mila, ma è altrettanto
vero che prima di assumere bisognerà sistemare il personale in esubero. Che
nella scuola non manca. Di Pietro scende in piazza "Domani, 15 luglio,
alle ore 10.30, saremo accanto ai precari della scuola che manifesteranno, in
piazza Montecitorio, a Roma, contro i tagli indiscriminati del governo
all'istruzione". Lo afferma in una nota il Presidente dell'Italia dei
Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: "La riforma della scuola, voluta
da questo esecutivo in realta' e' una non riforma. Elimina il tempo pieno, la
pluralita' degli insegnanti, aumenta il numero degli alunni per classe a danno
della sicurezza, toglie spazio alla scuola pubblica a vantaggio di quella
privata. In sostanza si eliminano fondamentali risorse che impediscono ai
giovani e agli studenti di prepararsi per affrontare nel migliore dei modi la
propria vita". "Quella che vuole Berlusconi - prosegue il leader
dell'IdV - e' una scuola usa e getta nella quale non si tiene conto delle
professionalita', mandando gli insegnanti a casa e istituzionalizzando il
precariato. In questo modo si mina lo stesso futuro della nostra societa' che
non sara' piu' basato su una corretta e approfondita formazione delle nuove
generazioni che dovranno confrontarsi con un'istruzione a livello europeo
distante anni luce dalla nostra".
( da "Sicilia, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Circonvallazione. Sistemazione
dell'asfalto al viale Odorico da Pordenone e Bolano Lavori del gas, si
ripristina la strada Anche negli organici del personale Ata si sono registrati
altri tagli di posti, con le conseguenze che difficilmente potranno essere
garantiti tutti i servizi, compresa l'offerta formativa. In Sicilia la
diminuzione di nuovi posti è di 120 unità, nella nostra provincia 32, così
suddivisi: 5 in
meno di assistenti amministrativi, 5 di assistenti tecnici, 24 di collaboratori
scolastici; in altre categorie vi è un'aggiunta di due posti. Il ministro Mariastella Gelmini di questa "scure" di 1.000 posti a livello nazionale,
ha dato comunicazione sabato scorso a tutte le direzioni generali della scuola.
Di Stefano, per la Sicilia, ha eseguito le direttive ministeriali e ha
informato tutti i sindacati della scuola sulla diminuzione dell'organico del
personale Ata. «È una situazione inaccettabile - rileva il segretario
provinciale della Flc Cgil, Fasciana - verranno aggravate maggiormente le già
precarie condizioni della scuola pubblica. Il nostro sindacato impugnerà il
regolamento della Gelmini. È superfluo dire che alla
luce dei tanti tagli anche nel settore Ata, possiamo ormai dire che si tratta
di una vera e propria mattanza che non permetterà di garantire adeguatamente i
servizi a supporto della didattica, che porterà a una riduzione complessiva
dell'offerta formativa ed espellerà dal mondo del lavoro una buona parte del
precariato storico». Il ministro - ci conferma Fasciana - solo per errore non
ha comunicato a suo tempo di detto ulteriore taglio di posti. A Catania, su un
organico complessivo di 5.242 posti, nel triennio la contrazione di organico
ammonterà almeno di 984 posti; nell'anno scolastico 2009-2010, con l'aggiunta
di questi ulteriori 32 posti in meno, si registrano i seguenti dati. Assistenti
amministrativi 88 posti in meno, assistenti tecnici 37, collaboratori
scolastici 235. Come si potrà notare, i tagli di posti anziché diminuire
aumentano, come è avvenuto con i docenti dal momento che con l'organico di
fatto nella nostra provincia la ulteriore riduzione di posti si aggira intorno
alle 100-120 unità. Saranno penalizzati infatti anche gli alunni dei vari
ordini di scuola che riceveranno un servizio limitato dalla precarietà di
risorse umane sulle quali si è abbattuto un ulteriore taglio. MARIO CASTRO
( da "Sicilia, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Niente diploma per 15mila studenti Tra
superiori e medie quasi 10mila i bocciati per il 5 in condotta.
Impennata dei «debiti» da recuperare Tiziana Caroselli Roma. Giro di vite nella
scuola italiana. Alle superiori, ma non solo. Se, infatti, il numero dei
maturandi che non ce l'hanno fatta a prendere il diploma dovrebbe raggiungere
quest'anno quota 15.000, con 3.000 «non maturi» in più rispetto al 2008, anche
alle medie le valutazioni degli insegnanti sono state contraddistinte da un
maggior rigore: i non ammessi sono aumentati di circa 12 mila unità e di questi
circa 3.000 sono stati bocciati per il 5 in condotta. IN
15.000 BOCCIATI ALLA MATURITÀ: l'anno scorso i bocciati all'esame di Stato
della scuola secondaria di secondo grado furono il 2,5% del totale, cioè circa
12mila. Quest'anno, se fossero confermati i dati non ancora definitivi rilevati
dal ministero dell'Istruzione, il 3,1% degli studenti non dovrebbe ottenere il
diploma, circa 3000 studenti in più del 2008. In totale sarebbero
quindi in 15.000 a
non superare l'esame. Inoltre, sulla base di un campione già significativo,
risulta che è in aumento il numero dei non ammessi, sia alle superiori sia alle
medie. E cresce pure il numero degli studenti che alle superiori sono stati
sospesi e che dovranno, quindi, recuperare a settembre le insufficienze
riportate al termine di questo anno scolastico per essere ammessi al prossimo.
ALLE MEDIE 3.000 BOCCIATI PER 5
IN CONDOTTA: alle medie si dovrebbe registrare un
aumento di circa 12 mila studenti non ammessi rispetto al 2008 e di questi
circa 3.000 sono stati bocciati per l'insufficienza nel voto
in condotta. Sono raddoppiati, inoltre, gli studenti non ammessi
all'esame di terza media: 4,4%, rispetto al 2,1% dello scorso anno. ALLE
SUPERIORI IMPENNATA STUDENTI CON DEBITI: un lieve aumento dei non ammessi si
registra rispetto al 2008 anche nella scuola superiore dove è invece in forte
crescita il numero degli alunni sospesi: circa 30.000 studenti in più dell'anno
scorso, infatti, hanno riportato almeno una insufficienza che dovranno
recuperare entro l'inizio del prossimo anno scolastico. NEI PROFESSIONALI IL PICCO
DEI BOCCIATI: il maggior numero di bocciati si registra negli istituti
professionali, dove il 23% degli studenti non è stato ammesso all'anno
successivo. Seguono gli istituti tecnici con il 16,3% e l'istruzione artistica
con il 16%. I più bravi sono i ragazzi del liceo classico con il 4,8% dei non
ammessi, seguiti degli studenti del liceo scientifico (6,6%) e dai ragazzi del
liceo linguistico (5,1%). È agli istituti tecnici, invece, che si registra il
più alto numero di studenti sospesi (31,6%), seguiti dall'istruzione artistica
(31,1% degli studenti) e dagli studenti degli istituti professionali (30,8%).
Dovranno recuperare una o più insufficienze a settembre il 22% degli studenti
del liceo classico, il 25,4% dei ragazzi dello scientifico e il 24,7% del linguistico.
NEI LICEI MINOR NUMERO DI 5 IN
CONDOTTA: nella scuola superiore circa 6.500 studenti sono stati bocciati per
l'insufficienza in condotta e di questi circa la metà
(3.000) sono studenti degli Istituti professionali. È nei licei - classico,
scientifico e linguistico - che si registra il numero più basso di studenti con
5 in condotta (solo lo 0,1% degli studenti), mentre lo 0,4% gli
alunni degli istituti tecnici e dell'Istruzione artistica non è stato ammesso
all'anno successivo per aver riportato un'insufficienza nella valutazione del
comportamento. IL MINISTRO: «Una scuola che promuove tutti
non è una scuola che fa il bene dei ragazzi»: così il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini,
commenta i dati sulle bocciature alla Maturità. «Siamo tornati a una scuola che
non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non
studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano
bene. Il voto in condotta è stato molto
importante perché ha portato al rispetto».
( da "ITnews.it" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
Roma, 14 lug. - (Adnkronos) - "Nei
prossimi giorni presenteremo l'Agenzia nazionale della valutazione
dell'Universita' e della Ricerca". Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini al suo arrivo al convegno 'Universita': verso la riforma'
organizzato a Roma dal gruppo parlamentare del Senato del Pdl. L'Agenzia, ha
spiegato il ministro, "servira' per fare chiarezza e introdurre
trasparenza". Quindi, ha aggiunto la Gelmini, "non piu' denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili,
corsi di laurea che producono disoccupati, ma fortissima attenzione a qualita'
e merito".
( da "Reuters Italia" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola
MILANO (Reuters) - Eliminare i corsi
inutili, garantire la trasparenza e premiare studenti e atenei meritevoli. Sono
questi alcuni dei punti chiave di cui il ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini ha
parlato oggi, illustrando i contenuti della riforma dell'Università.
"Bisogna avere coraggio di cambiare l'Università -- ha detto Gelmini nel corso di un convegno a Roma
-- non difendendo lo status quo, ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi
ricercatori e gli atenei che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i
corsi inutili". Tra le novità che saranno apportate per
razionalizzare i costi -- spiega la nota del Ministero dell'Istruzione che
presenta il disegno di legge -- ci sono la possibilità di unire o aggregare su
base federativa atenei vicini e l'introduzione un sistema di contabilità
uniforme per tutti gli atenei, basato su criteri nazionali concordati tra Miur
e Tesoro, per una maggiore trasparenza dei bilanci. Inoltre è prevista una netta
riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 -- molto
piccoli e costituiti in certi casi da solo due o tre docenti -- a circa la
metà, con un minimo di 50 professori ciascuno. CODICE ETICO PER ASSUNZIONI Per
quanto riguarda la politica delle assunzioni, verrà introdotto un codice etico
per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele, e sarà
fissato un limite massimo di otto anni al mandato dei rettori con valenza
retroattiva in tutte le università. La riforma -- continua la nota -- mira
anche a distinguere in modo più marcato e ridurre i membri di Senato e Cda, le
cui competenze tendono attualmente a sovrapporsi: mentre il Senato -- con un
massimo di 35 membri -- avanzerà proposte di carattere scientifico, il Cda --
composto da non più di 11 persone -- si occuperà di spese di gestione e
assunzioni. Sarà aumentata invece la rappresentanza studentesca nel Senato e
nel Cda e verrà istituita la figura del direttore generale, con un ruolo di
"manager dell'ateneo", al posto del direttore amministrativo. Il
nucleo di valutazione sarà costituito da un maggior numero di membri esterni,
per assicurare oggettività e imparzialità. Continua...
( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Università, aumenti solo ai prof migliori
[FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA L'idea è chiara: aumentare la qualità
dell'insegnamento universitario (più laureati, meno dispersi, meno
frammentazione dei corsi di laurea), gestire meglio i soldi (bilanci più trasparenti,
maggiori finanziamenti cercati nel privato), mettere al primo posto gli
studenti (quindi non una università pensata per i professori, le loro carriere
i loro figli), valutare rigorosamente e premiare (anche in soldi) solo chi
merita, sia esso ateneo o professore. Sono queste le linee
ispiratrici di Mariastella Gelmini come ministro dell'Università che, a questo proposito, ieri ha
annunciato due importanti provvedimenti strettamente connessi tra loro:
l'istituzione dell'Agenzia di valutazione delle università, che sarà portata in
Consiglio dei ministri tra una decina di giorni, e il varo, in autunno, di un
organico ddl di riforma dell'università. Ecco le novità salienti.
Governance Verrà adottato un codice etico per evitare incompatibilità,
conflitti di interessi e camarille parentali e amicali. I rettori non potranno
più essere dei feudatari: massimo otto anni di mandato. Nelle varie sedi
universitarie, Senato accademico e Consiglio di amministrazione hanno ruoli
spesso sovrapposti o in conflitto. Il ddl mette pace in questa materia: il
Senato si attiene alla vita accademica e scientifica, i Cda agli aspetti
gestionali. Inoltre viene messo un tetto ai membri di questi due organi: 35
massimo al Senato, 11 in
Cda. Oggi si viaggia tra il doppio e il triplo. Conti in ordine Basta con la
frantumazione eccessiva delle sedi universitari e dei piccoli atenei (oltre 350
sedi e circa 70 università). Le università potranno fondersi o federarsi,
risparmiando così sulle spese. I bilanci, inoltre, dovranno essere redatti
secondo un criterio uniforme indicato dal ministero. Incentivi economici (il 7%
del fondo di finanziamento) agli atenei più virtuosi. Inoltre, le are
disciplinari, che diventano altrettante vere e proprie lobby, saranno dimezzate
rispetto alle attuali 370 e per esistere devono avere almeno 50 ordinari.
Reclutamento Oggi ogni ateneo può assumere chi vuole. Il guaio è che molti
docenti nascono e muoiono nella stessa sede. Inoltre si creano delle sacche di
potere per cui molte cattedre sono ereditarie. Ora, invece, ci dovrà essere una
abilitazione nazionale che verrà stabilita da una commissione a cui partecipano
anche esperti stranieri. Le università potranno scegliere ma solo tra gli
abilitati. I professori dovranno lavorare 1.500 ore annue di cui almeno 350 per
docenza e servizio agli studenti. Avranno aumenti stipendiali solo legati alla
valutazione della didattica, della ricerca e delle pubblicazioni. Chi non passa
non prende aumenti. Studenti e dottori Più studenti negli organi di governo.
Una delega al ministro consentirà di rivedere la legge sul diritto allo studio
(mense, alloggi, bonus per vari servizi eccetera). L'obiettivo è di dare di più
ai singoli studenti e meno alla struttura organizzativa. I dottorati, inoltre,
diventeranno un vero e proprio terzo step della formazione universitaria.
Valutazione Nasce, finalmente, l'Agenzia nazionale di valutazione, un soggetto
terzo, con membri esterni e anche stranieri, che misura annualmente efficienza
e qualità delle università. Un progetto che portò a termine già Fabio Mussi ma
che l'attuale governo ha voluto rivedere. In sostanza, ha spiegato il ministro.
«L'Agenzia servirà per fare chiarezza e introdurre trasparenza». Quindi «non
più denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili, corsi di laurea
che producono disoccupati, ma fortissima attenzione a qualità e merito».
( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. «PENALIZZATI DALLE DECURTAZIONI
DI DOCENTI» Mobilitazione contro i tagli Sindacati denunciano 99 posti in meno
tra gli addetti Ata in provincia Tagli. È la parola che fa
imbestialire le Province piemontesi: non se la prendono soltanto con il ministro
Gelmini che di fatto mette
a dieta le scuole imponendo una riduzione di personale, ma si arrabbiano anche
con i dirigenti regionali che, nel distribuire una torta più piccola, avrebbero
comunque assegnato i bocconi più grossi a Torino, penalizzando gli altri
territori. Ieri di riduzione degli insegnanti si è parlato in un
incontro a Vercelli, con la partecipazione di presidenti e assessori
provinciali che invieranno una lettera all'assessore Giovanna Pentenero perché
dia una spiegazione sulla sperequazione di impatto torinocentrico (e, anzi,
intervenga affinché chi di dovere la corregga). I tagli, però, non riguardano
solo i docenti, ma anche il personale Ata che ha proclamato lo stato di
mobilitazione. Ne danno notizia i sindacati alessandrini Flc Cgil, Cisl Scuola,
Uil Scuola, Snals in un comunicato in cui riassumono le cifre: in meno 8 posti
di assistenti tecnici, 17 di assistenti amministrativi e 74 di collaboratori
scolastici. Con questa decurtazione «sarà impossibile l'anno prossimo far
funzionare i servizi di accoglienza prescuola, assicurare la sorveglianza
giornaliera, garantire il funzionamento dei laboratori». Intanto, il
provveditore Paola d'Alessandro sta per inviare la proposta definitiva di
assetto alla Direzione scolastica regionale che dovrà decidere per l'organico
di fatto: c'è attesa soprattutto per i casi che, in organico di diritto, erano
appesi a un «forse». Altro servizio A PAGINA
67
( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
ASTI Il Consiglio comunale vota contro i
tagli La situazione dei «tagli» nelle scuole superiori è approdata in Comune.
Con 20 voti favorevoli, uno contrario (Piero Ferrero) e l'astensione di Campia,
Ferraris e Rostagno, il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno
sulla scuola. Una presa di posizione sulle pesanti ricadute
che la riforma Gelmini avrà
sul liceo classico Alfieri, l'istituto Sella ed altre scuole superiori
cittadine. Nel documento, infatti, si chiede che il Consiglio dia mandato al
sindaco Galvagno affinché, «coinvolgendo anche il presidente della Provincia,
Armosino operi per quanto in suo potere, affinché venga decisa una deroga alla
riforma e sia consentita nelle due scuole l'attuale articolazione di
classi, cattedre e moduli organizzativi». Chiede inoltre al primo cittadino e
alla presidente della Provincia di «attivarsi presso le competenti sedi locali
e ministeriali per ottenere la deroga». L'ordine del giorno riprende i
contenuti della mozione «bipartisan» depositata a giugno da Bagnadentro (Pd) e
firmata dai consiglieri Brignolo (Pd), Pasta (Idv), Mora (Pdl) e Calosso (Lista
civica per Galvagno).\
( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
DIMENSIONAMENTO.IL CAPOLUOGO PERDE IL 2
PER CENTO DEGLI INSEGNANTI, IL TERRITORIO FINO ALL'8 Scuola, la provincia
Cenerentola LORENZO BORATTO ALESSANDRO NASI VERCELLI L'attacco arriva deciso
dalla voce dell'assessore all'Istruzione della Provincia di Vercelli, Massimo
Simion: «Ci siamo riuniti per dire no ad una politica che si sta dimostrando
"torinocentrica" su un argomento delicato come quello del
dimensionamento scolastico. Non capiamo perché, a fronte di un taglio medio
regionale del 4% nell'assegnazione delle cattedre, Torino perde il 2% e altre
province addirittura l'8%. Non c'è assolutamente equità». Le parole di Simion
chiudono l'incontro, che si è svolto ieri a Vercelli, tra i presidenti e gli
assessori all'Istruzione delle Province di Biella, Cuneo, Novara, Verbania e
Vercelli. Al centro della riunione i criteri di
applicazione della riforma Gelmini a livello regionale con particolare attenzione sull'assegnazione
delle cattedre di diritto e di fatto nelle scuole superiori. «Dobbiamo
predisporre un piano di azione unitario per evitare che i nostri territori
subiscano penalizzazioni - conferma il presidente vercellese Renzo Masoero -.
Devono essere fissati una volta per tutte i parametri che ci spettano di
diritto perchè non possiamo essere considerati le cenerentole della regione».
Durante l'incontro i rappresentanti delle cinque Province hanno preparato una
lettera indirizzata all'assessore regionale Giovanna Pentenero per avere
spiegazioni sui parametri con cui è stata applicata la riforma. Molto critico
il presidente della Provincia di Verbania Massimo Nobili, ideatore
dell'incontro: «Non si può non valutare la situazione come critica. I tagli più
pesanti hanno colpito i territori con comuni piccoli e soprattutto quelli
montani. Questo porterebbe una serie di conseguenze preoccupanti. Applicare la
riforma in questo modo penalizza fortemente le nostre province». L'assessore
all'Istruzione della Provincia di Novara Annamaria Mariani punta il dito contro
la mancanza di comunicazione: «Non ci è stata data nessuna spiegazione
sull'iter di applicazione della riforma, non sappiamo quali parametri siano
stati presi in considerazione. Forse c'è stato un trattamento diverso in base
al colore politico delle amministrazioni locali?». Un silenzio su criteri e
procedure denunciato anche dall'assessore della Provincia di Biella Mariella
Biollino. «Numeri alla mano, la Granda è stata fortemente penalizzata per i
tagli alle Superiori: meno 5,1% di risorse, a fronte di un aumento d'iscritti
dell'1,5%. Torino registra tagli molto ridotti rispetto al resto del Piemonte:
in una grande città ci sarebbero meno problemi a ridurre il numero di classi e
insegnanti rispetto a una realtà con scuole in decine di paesi e città come il
Cuneese». Così Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo, che
aggiunge: «Chiederò un incontro a Torino per sapere su quali basi sono stati
operati questi tagli. Giusto razionalizzare: non avrebbe avuto senso una classe
di 8 alunni a Canale, quando questi possono spostarsi di 15 km, ad Alba. Però
razionalizzare non vuol dire penalizzare le aree deboli: in collina e in
montagna». Laura Bosia, dirigente della Provincia di Asti (settore formazione e
istruzione): «Questi tagli, se confermati, penalizzano le realtà più piccole e
periferiche. Non si tratta di fare la guerra a Torino, ma capire perché ci
chiedono di prevedere classi con oltre 30 alunni in spazi che ne possono
contenere decisamente meno». Massimo Barbadoro, appena riconfermato assessore
all'Istruzione per la Provincia di Alessandria: «Ci siamo subito battuti contro
la soppressione di sedi delle Elementari e forse per questo siamo stati
penalizzati meno di altre Province per le Superiori». L'assessore ha istituito
un tavolo di confronto con tutti i presidi delle scuole superiori. Aggiunge:
«Da 10 anni investiamo per la sicurezza delle scuole e con i nuovi parametri
salta tutto. Ora il 90% delle scuole alessandrine è a norma, con 30 alunni per
classe si deve ricominciare a spendere per allestire locali nuovi. Allora dove
sta il risparmio? Non solo: in alcune scuole estrarranno a sorte perché non ci
sono posti a sufficienza per i corsi scelti dalle famiglie e dai ragazzi. Così
alcuni alunni dovranno spostarsi a Casale o Acqui Terme».
( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Nessun effetto Gelmini. Promossi quasi tutti: su 1.150
candidati soltanto in 13 (5 privatisti) non hanno superato la prova
( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
La maturità dopo la riforma "Il
difficile viene adesso con le scelte per il futuro" In 52 conquistano il
massimo dei voti, alcuni anche con la lode Nessun effetto Gelmini per gli esami di maturità nelle
scuole del Verbano Cusio Ossola: tutti promossi, a parte qualche defezione
«fisiologica» come avveniva gli altri anni. Su 1.150 candidati, difatti, soltanto
tredici (compresi cinque privatisti, due a Domodossola e tre a Omegna) non
hanno superato la prova. Una cinquantina si sono distinti uscendo con il
massimo dei voti, cioè cento centesimi. Qualcuno addirittura si è spinto oltre,
ottenendo anche la lode: quattro al liceo Spezia, uno all'Iti Marconi di
Domodossola e un altro al Cavallini di Crodo. In questa corsa al meglio del
meglio a Verbania si è distinta la quinta A dell'indirizzo scientifico del
liceo Cavalieri di Verbania dove tre studenti si sono portati a casa la lode:
Irene Giovanetti, Stefano Grassi e Francesco Ramoni. E' arrivato «soltanto» a
cento centesimi il loro compagno Davide Resentini. «Non sono secchioni -
commenta il loro docente di filosofia Paolo Guidera -, ma ragazzi brillanti che
amano studiare per soddisfare la loro curiosità. Hanno fatto delle tesine sugli
argomenti più disparati, dall'intelligenza artificiale al telescopio di Hubbe,
e sono stati bravissimi ad esporle». Ma i cento non si fermano qui: nella
sezione B dello scientifico, sempre al Cavalieri, 100 anche a Teresa Esposito e
Livia Franchetti Pardo e nella C c'è pure la lode per Jessica Di Martino. Al
classico massimo dei voti nella sezione A a Nastassja Tober e nella sezione B a
Camilla Rossi e Paolo Cassani, la cui compagna Chiara Saglietti si è guadagnata
anche la lode. All'Iti Cobianchi l'unica lode è per Ruben Tessari
dell'indirizzo chimico, ma i cento centesimi non sono mancati. Hanno fatto l'en
plein Alice Brignone ed Elisabetta Cerutti del corso di lingue moderne, come
pure Luca Imperatori, Erika Bardi, Francesca Minari e Francesca Vallana di
scienze umane. Al liceo tecnologico soltanto Gabriele Bravo riesce a congedarsi
col massimo dei voti. Sulla stessa scia al biologico Lara Coppi, Riccardo Meroi
e Stefania Montenegro. Nessun cento all'Iti Ferrini-Franzosini di Verbania.
Nell'Ossola Quattro con lode e undici 100 «normali» al liceo Spezia di
Domodossola che chiude l'anno scolastico senza alcun alunno respinto all'esame
di stato. Lorenzo Bruno, Lorenzo Pinotti, Lorenzo Bacher e Giulia Mhammed sono
che hanno ottenuto la lode: «Non mi aspettavo questo risultato - racconta
Bruno, che sta ancora valutando quale strada intraprendere per il futuro -.
Deciderò in questi mesi estivi, anche se ho già sostenuto il test di ingresso
al Politecnico di Milano. Comunque mi muoverò nell'ambito delle materie
scientifiche». Piacevolmente sorpreso anche Lorenzo Pinotti: «Il mio obiettivo
era il 100 ma la lode non me la sarei mai aspettata. Ora credo che frequenterò
chimica a Bologna: mi trasferirò con un compagno per seguire le lezioni in una
città nuova». Soddisfazione anche per Valentina Croatto, Serena Amigliarini,
Michela Bassi, Chiara Falcaro, Federica Ponta, Luca Capacci, Martina De
Gaudenzi, Francesca Puliafito, Giacomo Chiusoli, Marco Di Nunzio e Alice
Barera, gli altri studenti del liceo domese che hanno concluso le superiori con
il massimo dei voti. Anche al Cavallini di Crodo è arrivato un 100 e lode: è di
Carlo Prescenzo, studente di Pavia che ha scelto la Valle Antigorio per le superiori,
ma che adesso continuerà gli studi nella sua città natale. Sempre a Crodo, tra
l'altro, altri due alunni hanno ottenuto l'ambito 100: Debora Panighetti di
Baceno e Diego Motetta di Gravellona Toce. Un cento al Galletti per Debora
D'Angelo e tre al Marconi, a Vittorio Manini, Riccardo Rinaldi (che ha ottenuto
anche la lode) e Luca De Regibus: «Non so ancora quale sarà il mio futuro, sono
indeciso se continuare a studiare ingegneria o cambiare strada e passare a
lettere, materia che mi ha appassionato in questi cinque anni». Al Marconi sono
stati respinti quattro alunni, oltre a due esterni. Due bocciati all'Einaudi, e
due cento con Silvia Henzen e Simone Rubinacci. Così nel Cusio Soltanto in tre,
a Omegna, non sono riusciti a superare lo scoglio dell'esame di maturità (due
all'Itc ed uno al liceo scientifico) e dovranno quindi ripresentarsi in classe
a settembre. Semaforo verde invece per gli altri 166 studenti, di cui 84 del
liceo «Gobetti», 56 dell'istituto tecnico commerciale e 26 dell'istituto professionale
«Carlo Alberto Dalla Chiesa», cui tocca il record cusiano di non aver fatto
registrare alcuna bocciatura. Tre ciascuno per «Itc» e liceo «Gobetti» invece
gli alunni premiati con il 100, uno per classe all'istituto tecnico con
Maurizio Gnocchi ed Erica Spadone rispettivamente di 5ªA e 5ªB periti aziendali
e Anna Nalyvayko della 5ªA periti aziendali corrispondenti in lingue estere.
«Una grande soddisfazione, ora mi butto su economia e commercio e penso proprio
di iscrivermi a Novara» dice raggiante Maurizio Gnocchi. Allo scientifico,
invece, tre 100 tutti in 5ªA, guadagnati da Paolo Montafia, Denise Peretti ed
Elia Rillo. Due infine i cento al «Dalla Chiesa»: Massimiliano Ponta del corso
di moda, pronto ad inseguire il sogno di diventare stilista («E' una strada
difficile ma è il mio sogno e ci proverò»), e Michele Paolella tra i meccanici,
che già prima dell'esame aveva raccontato il suo sogno di «entrare a far parte
dell'esercito». Nessun cento invece nel corso elettrici. A CURA DI Alessandro Cobianchi,
Filippo Rubertà e Luca Zirotti
( da "Corriere.it" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
il ministro a Parlamento e opposizione:
«pacatezza e serenità Per affrontare riforma» Università, pronta
la riforma Gelmini: soldi a
prof migliori e rettori a termine Appello del ministro al Parlamento e
all'opposizione: «Per affrontare la riforma servono pacatezza e serenità» ROMA
- «Bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le
università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi». Ma per
affrontare la riforma degli atenei servono «più pacatezza e serenità». Per
questo il ministro dell'Istruzione e dell'Università, Mariastella Gelmini, ha rivolto un «appello al Parlamento e
all'opposizione» affinchè la riforma dell'Università possa avere «una durata
superiore a quella di un governo. Più condivisione si trova, migliore è il
servizio che si fa ai giovani». Il ministro ha presentato la sua riforma
dell'università in occasione di un incontro organizzato a Roma dal Pdl. Tra le
novità previste dal disegno di legge messo a punto dalla Gelmini
un mandato massimo di otto anni per i rettori, scatti di stipendio solo ai
professori migliori, la possibilità per gli atenei di fondersi tra loro per
evitare duplicazioni e un consiglio di amministrazione con il 40% di membri
esterni. Ecco la riforma punto per punto: FUSIONI TRA ATENEI PER ABBATTERE
COSTI - Sarà possibile fondere o aggregare, su base federativa, università
vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, per aumentare la
qualità, evitare duplicazioni e abbattere i costi. - BILANCI PIÙ TRASPARENTI -
I bilanci delle università dovranno rispondere a criteri di maggiore
trasparenza (attualmente non calcolano, ad esempio, la base di patrimonio degli
atenei). Debiti e crediti saranno resi più chiari secondo criteri nazionali
concordati tra i ministeri Istruzione e Tesoro. DIMEZZATI SETTORI DISCIPLINARI
- I settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà (con una
consistenza minima di 50 ordinari per settore). La sforbiciata punta anche a
evitare che cordate ristrette abbiano troppo potere. È poi prevista una delega
al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca. PER RETTORI MANDATO
MASSIMO DI 8 ANNI - Alla base della riforma della governance c'è l'adozione di
un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a
parentele. Per quanto riguarda i rettori è previsto un limite massimo
complessivo di 8 anni per il loro mandato (inclusi quelli già trascorsi prima
della riforma). Ci sarà una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico
e Cda: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad
avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di
gestione anche delle sedi distaccate. Sarà ridotto il numero di membri sia del
Senato (al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia del Cda (11 invece di
30) «per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati». Il Cda avrà il 40%
di membri esterni e sarà rafforzata la rappresentanza studentesca (questo anche
nel senato). Un direttore generale prenderà il posto dell'attuale direttore
amministrativo e avrà compiti di grande responsabilità, insomma sarà un vero e
proprio manager dell'ateneo. Infine, il nucleo di valutazione d'ateneo sarà a
maggioranza esterna (per garantire una valutazione imparziale) e sarà semplificata
la struttura interna degli atenei. SCATTI STIPENDIALI SOLO A PROF MIGLIORI -
Una commissione nazionale (con membri italiani e per la prima volta anche
stranieri) dovrà abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi
per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di
parametri predefiniti. Le università potranno assumere solo coloro che saranno
riconosciuti validi dalla commissione. Vengono previsti incentivi economici al
trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la
mobilità, con procedure semplificate per i docenti di università straniere che
vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia. I professori a tempo
pieno dovranno lavorare 1.500 ore annue, di cui almeno 350 per docenza e
servizio agli studenti. Scatti stipendiali solo ai prof migliori: si rafforzano
le misure annunciate nel DM 180
in tema di valutazione biennale dell'attività di ricerca
dei docenti; in caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e
non si può partecipare come commissari ai concorsi. DIRITTO ALLO STUDIO -
Delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le
Regioni, con l'obiettivo si spostare il sostegno direttamente agli studenti per
favorire accesso agli studi superiori e mobilità. stampa |
( da "RomagnaOggi.it" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
15 luglio 2009 - 0.30 (Ultima Modifica:
15 luglio 2009) ROMA - Il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini, ha presentato la
sua riforma dell'università in occasione di un convegno organizzato a Roma dal
gruppo parlamentare del Senato del Pdl. Tra le novità previste dal disegno di
legge messo a punto da Gelmini un mandato massimo di otto anni per i rettori, scatti di
stipendio solo ai professori migliori, la possibilità per gli atenei di
fondersi tra loro per evitare duplicazioni e un consiglio di amministrazione
con il 40% di membri esterni. "Bisogna avere il coraggio di cambiare,
premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità
eliminando gli sprechi", ha affermato il ministro Ma per affrontare la
riforma degli atenei, ha aggiunto, servono "più pacatezza e
serenità". Per questo il ministro ha rivolto un "appello al
Parlamento e all'opposizione" affinchè la riforma dell'Università possa
avere "una durata superiore a quella di un governo. Più condivisione si
trova, migliore è il servizio che si fa ai giovani".
( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 24 - Commenti I soldi alla ricerca
non sono un lusso SALVATORE SETTIS La tavola rotonda di ieri al Senato sulla
riforma dell´Università (coi ministri Gelmini e Tremonti) presuppone un tema
molto più vasto e di massima attualità in tutto il mondo: Università e ricerca
ai tempi della crisi economica globale. Nessuno ne ha parlato meglio del
presidente Obama, in un discorso del 27 aprile alla National Academy of
Sciences citatissimo in tutta Europa, ma quasi ignorato in Italia. Dice
Obama: «In un momento difficile come il presente, c´è chi dice che non possiamo
permetterci di investire in ricerca, che sostenere la scienza è un lusso quando
bisogna dare priorità a ciò che è assolutamente necessario. Sono di opinione
opposta. Oggi la ricerca è più essenziale che mai alla nostra prosperità,
sicurezza, salute, ambiente, qualità della vita. (...) Per reagire alla crisi,
oggi è il momento giusto per investire molto più di quanto si sia mai fatto
nella ricerca applicata e nella ricerca di base, anche se in qualche caso i
risultati si potranno vedere solo fra dieci anni o più: (...) i finanziamenti
pubblici sono essenziali proprio dove i privati non osano rischiare. All´alto
rischio corrispondono infatti alti benefici per la nostra economia e la nostra
società». In questo contesto, Obama ha annunciato che l´America investirà più
del 3 per cento del Pil in università e ricerca; raddoppierà il bilancio di
agenzie di ricerca come la National Science Foundation; triplicherà il numero
delle borse post-dottorali di ricerca; accrescerà i benefici fiscali alle
imprese impegnate nella ricerca; introdurrà stimoli per l´innovazione in
materia energetica e strategie per finanziare progetti pubblici di ricerche che
implichino convergenze disciplinari (per esempio, fisica e scienze biomediche).
I tagli imposti a università e ricerca in Italia nel 2008 vanno in direzione
esattamente opposta a questa. La legge 133 ha previsto la riduzione del fondo di
finanziamento ordinario delle università di 1.441 milioni di euro nel
quinquennio 2009-2013, taglio che incide su una situazione già svantaggiata:
secondo dati Eurostat, prima dei tagli l´Italia spendeva per l´università lo
0,7 per cento del Pil a fronte dell´1,37 per cento degli Usa; secondo l´OCSE,
in Italia l´università assorbe l´1,6 per cento della spesa pubblica a fronte
del 3,5 per cento degli Usa, del 2,7 per cento del Regno Unito, del 3 per cento
della media OCSE. I tagli della legge 133 sono stati in parte corretti dal
decreto legge 180, ma l´università è ancora lontana dal livello di
sopravvivenza: ad oggi mancano 300 milioni per coprire i soli stipendi del
personale nel 2010, quasi 500 milioni nel 2011. è bene sottolineare che questi
tagli corrispondono a precise scelte politiche: il governo ha ritenuto di dare
priorità, rispetto a università e ricerca, ai finanziamenti per l´EXPO di
Milano (1.486 milioni nel settennio 2009-2015), a quelli per l´operazione
Alitalia e ad altri ancora. Questo dato nettamente negativo non dev´essere
tuttavia un alibi per nascondere gli errori (non solo gestionali, ma culturali
ed etici) che l´università italiana ha compiuto in questi anni. Troppi atenei
hanno violato le leggi spendendo per assegni fissi al personale oltre il 90 per
cento del fondo ordinario; troppe volte la riforma degli ordinamenti didattici
("tre più due") ha innescato la moltiplicazione di corsi di laurea,
insegnamenti pretestuosi, sovrabbondanti sedi distaccate, inconsistenti
"università telematiche"; troppo spesso forme assembleari di
governance hanno ucciso il merito e la qualità delle scelte a favore di
indiscriminate promozioni sul campo. La micidiale strettoia in cui i tagli del
governo hanno cacciato l´università italiana può e deve essere oggi (non sembri
un paradosso) l´occasione per un ripensamento profondo, in cui è vitale che chi
lavora nell´università sappia analizzare le ragioni culturali e storiche di
comportamenti e pratiche gestionali inaccettabili. è opportuna oggi una riforma
generale dell´università? Certamente sì, anche se c´è da scommettere che
qualsiasi proposta genererà anticorpi immediati in questa o in quella
corporazione. Il ministro Gelmini ha diffuso lo scorso
novembre delle "Linee guida" da tradursi in un concreto disegno di
legge, da troppo tempo promesso e rinviato. Ne girano varie versioni, ma non è
il caso di fare puntuali commenti fino a quando non sarà disponibile la
versione finale. Qualcosa però si può già dire. Ha ragione Barack Obama:
l´università e la ricerca, anche e soprattutto in una fase di crisi economica
globale, non sono un lusso. Al contrario, devono essere motore primario di
riscatto e sviluppo, e perciò meritano alti investimenti pubblici, specialmente
in Italia dove siamo così lontani dalla media OCSE e dagli obiettivi della
strategia di Lisbona (3 per cento del Pil). L´accrescimento, indispensabile,
delle risorse investite deve accompagnarsi a una severa correzione di rotta
negli ordinamenti delle università e nella loro gestione. Una riforma degna
della tradizione culturale italiana e del nostro posto in Europa deve prima di
tutto conformarsi agli standard internazionali nella promozione e valutazione
del merito. Deve introdurre nuovi meccanismi di reclutamento, anche mediante
contratti temporanei con la prospettiva di assunzione in pianta stabile
(secondo il modello Usa di tenure track), abbassando drasticamente l´età media
dei docenti. Deve resistere alle sconsiderate pressioni in favore di ogni
promozione ope legis, che in passato è stata la causa primaria del blocco delle
assunzioni e dell´invecchiamento dei docenti, e a ogni mascheramento di
possibili terze, quarte e quinte fasce (o colonne), che avrebbero l´effetto di
ingessare ancora una volta l´università. Deve riavviare immediatamente i
meccanismi concorsuali, arrestando l´emorragia dei giovani migliori, oggi
costretti a cercar lavoro all´estero. Deve sconfiggere l´insensata
frammentazione delle discipline, che i cosiddetti "settori
scientifico-disciplinari" (invenzione italiana ignota altrove) trasformano
in altrettante riserve di caccia. Deve mettere a sistema l´esperienza delle
Scuole Superiori a ordinamento speciale, evitandone la proliferazione e
introducendo regole certe per valutare e premiare la promozione del merito e
l´intreccio didattica-ricerca, anche nelle scuole di dottorato. Deve favorire,
mediante la trasparenza delle regole, il diffondersi di un´alta etica
professionale, in troppi casi recentemente tradita. Deve evitare per il futuro
(introducendo sani meccanismi di governance e di valutazione) la logica
perversa dei tagli indiscriminati di bilancio, che (come è avvenuto nel 2008)
colpiscano gli Atenei "virtuosi" quanto e più di quelli che hanno
violato la legge. Perché una cosa è certa: le riforme a costo zero producono
meno di zero. L´Italia merita un´università che stimoli lo sviluppo, sia
competitiva a livello non solo europeo ma mondiale, sia il focolaio
dell´innovazione, della circolazione delle persone e della libertà delle idee,
nell´insegnamento come nella ricerca di base. Le politiche di settore
annunciate da Obama, proprio perché sono una reazione alla crisi economica,
segnano un rovesciamento di tendenza, The Case for Big Government per dirlo col
titolo di un libro recente di Jeff Madrick. Il governo vorrà andare in questa
direzione, come l´intervento dei ministri Tremonti e Gelmini
lascia sperare, e cioè investire nell´università e nella ricerca e non solo
confezionare un pacchetto di riforme per un sistema condannato comunque a
languire?
( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Firenze Più rigore più bocciati "Sì, il clima è cambiato"
Indagine-campione in sette scuole superiori La maturità
I respinti all´esame sarebbero l´1,5%: peggio i
tecnici, bene classico e scientifico MARIA CRISTINA CARRATU´ Aumentano in tutta
Italia i respinti all´esame di maturità, (prima proiezione del
Ministero su dati campione, ad esami ancora in atto), e lo 0,6% in più di bocciati rispetto all´anno scorso (il
3,1% del totale, nel 2008 erano il 2,5%) fa gridare a un presunto «effetto Gelmini». Ma basta girare per le scuole
di Firenze per capire che la deduzione va presa quantomeno con le molle.
Da una rapida indagine in 7 scuole-campione della città, ecco emergere (almeno
al momento) un quadro diverso: i respinti all´esame di
maturità sono infatti, ad oggi, circa l´1,53% (11 su
720 ammessi), come dire circa la metà del dato nazionale (parziale). Visti da
vicino: tutti promossi allo scientifico Castelnuovo e
ai classici Galileo e Michelangelo, tutti promossi a
ragioneria Duca d´Aosta, i bocciati sembrano
concentrarsi (in linea col dato nazionale) all´Istituto per geometri (Duca
d´Aosta, 3 bocciati su 40), all´Istituto tecnico (da
Vinci, 2 su 81), all´Istituto professionale (da Vinci, 3 su 111), al liceo
artistico (Leon Battista Alberti, 3 su 68). E se da «bocciare» risultasse,
insomma, la fretta del ministro di rivendicare il calo delle promozioni alla
sua svolta rigorista? Invita alla cautela il preside del Michelangelo, Massimo
Primerano: «Ogni giudizio è prematuro» dice «ma se anche i dati restassero
questi, saremmo più o meno nella norma degli ultimi anni». E gli eventuali
(pochi) bocciati in più si dovrebbero al nuovo
meccanismo di smaltimento forzato di tutti i debiti entro settembre, «che ha
fatto arrivare all´esame anche chi non era pronto».
Primerano ne è convinto: «Prima di poter apprezzare stabilmente gli effetti del
nuovo rigore passeranno come minimo 2-3 anni». E in particolare si dovrà
attendere l´entrata a regime delle nuove regole per l´ammissione agli esami di
Stato, che dal prossimo anno impongono di avere la sufficienza in ogni materia
(e non solo come media di tutte le materie, condotta compresa). Quest´anno, in
realtà, fa notare Primerano, le ammissioni sono state addirittura facilitate:
«Il 5 in
condotta che porta alla bocciatura ha suggerito una cautela diffusa. E così, anche
solo un 6 in
condotta ha portato in su la media dei voti». Con l´effetto, però, che una
volta all´esame, le lacune sono venute alla luce. Di
risultati «parziali, non significativi» parla anche il direttore dell´Ufficio
scolastico regionale Cesare Angotti, che invita però a dare il benvenuto a un
eventuale conferma di selettività: «L´Italia vuole o no stare al passo col
resto d´Europa e di una società complessa? Allora accetti, dopo il lassismo
degli ultimi tempi, più rigore e serietà di una scuola non sia un inganno ma un
luogo realmente formativo». Mette sull´avviso, invece,
Mario Battistini, membro Cgil nel Consiglio nazionale della pubblica
istruzione: «Assistiamo a un semplice effetto burocratico della nuova norma sul
recupero forzato dei debiti, il rigore della Gelmini
non c´entra niente» dice, pur senza escludere che «il cambiamento di clima
abbia avuto effetto su qualche insegnante». E però attenzione: «Il rigore vero
è un´altra cosa, non è solo bastonate e selezione, ma il risultato di una scuola
valorizzata e con una organizzazione stabile, non oggetto di tagli come quelli
decisi da questo governo».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
BREVI pag. 16 Atenei, pronta la riforma Gelmini Rettori a tempo e premi ai prof RIVOLUZIONE LOTTA AL NEPOTISMO E
SFOLTIMENTO DI CATTEDRE DOPPIE ROMA Rettori a tempo, atenei federati, scatti
solo a prof meritevoli. La riforma dell'università di Maria Stella Gelmini si muove dall'imperativo del
merito e arriva a ridisegnare gli atenei, magari (spera il ministro)
anche con il contributo dell'opposizione. «Bisogna avere il coraggio di
cambiare» ha anticipato la Gelmini, sorretta dal
collega Tremonti che «pensa» ad un futuro meccanismo di gratuità per i
meritevoli e bisognosi, magari con un contributo in più da parte dei redditi
più alti. Comunque sia Tremonti invita ad una riforma «soft», a tappe, mentre
il presidente della Conferenza dei rettori, Decleva, sprona a portare il
provvedimento in Parlamento. Sul piatto: fusioni tra atenei per contenere i
costi evitando le duplicazioni; bilanci trasparenti; dimezzamento dei settori disciplinari.
Attualmente ne abbiamo 370 e dovrebbero diventare la metà con una consistenza
minima di 50 oridnari per settore. Delega al ministro per riorganizzare i
dottorati di ricerca. Incarico a tempo per i rettori con un massimo di 8 anni,
compreso il periodo maturato al momento del varo della riforma. Adozione di un
codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interesse. Funzioni
distinte tra Senato accademico e Cda, quest'ultimo avrà la responsabilità delle
spese, delle assunzioni e della gestione mentre il Senato offrirà orientamento
scientifico. Ridotti i membri di entrambi gli organismi: 35 nel Senato
accademico (oggi sono 50) e 11 nel Cda (oggi sono 30). Il consiglio di
amministrazione, inoltre, avrà il 40% di componenti esterni e sarà rafforzata
la rappresentanza degli studenti, così come in Senato. Un manager di ateneo,
nelle vesti di direttore generale (non più amministrativo), dovrà guidare il
«viaggio» che verrà sottoposto al controllo di un nucleo di valutazione
esterna. I docenti migliori avranno scatti di stipendio con valutazione
biennale sulla ricerca. In caso di giudizio negativo si perde lo scatto e non
si può prendere parte alle commissioni per i concorsi. I prof. a tempo pieno
devono lavorare 1.500 ore annue di cui almeno 350 per la docenza e a servizio
degli studenti. Una commissione nazionale (aperta anche agli stranieri) dovrà
abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi per le varie fasce.
Le università potranno assumere soltanto coloro che saranno giudicati idonei
dalla commissione. Sono previsti incentivi per favorire la mobilità degli
insegnanti. Si pensa inoltre di dirottare il sostegno agli studenti per il
diritto allo studio direttamente agli interessati. «Si sono accumulate nel
mondo dell'università una serie di strutture che hanno elementi provenienti
dalla peggiore tradizione sovietica ha commentato Tremonti ma questo non
significa buttare via tutto. Non si può fare una riforma di colpo». Silvia
Mastrantonio
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag. 8 «Sconti solo ai
bravi» Dietrofront del cda sulle tasse universitarie ATENEO IL CONSIGLIO di
amministrazione dell'Alma Mater fa retromarciasulla riforma delle tasse
universitarie approvata due settimane fa. Per il prossimo anno accademico, gli
studenti non meritevoli non avranno diritto a sconti e pagheranno le rette a
tariffa piena. Il cda infatti ha sospeso per un anno la decisione presa due
settimane fa in base alla quale gli iscriti meno bravi sarebbero slittati alla
fascia di reddito immediatamente superiore, godendo comunque di uno sconto
sulle tasse, sebbene più contenuto rispetto ai meritevoli. Con la decisione di
ieri mattina invece l'Ateneo fa scattare per gli studenti che non raggiungono i
crediti necessari a ottenere gli sconti la contribuzione totale, come prevedeva
la proposta originaria stilata da Paola Monari, prorettrice agli Studenti. Se
due settimane fa era prevalsa la linea soft verso gli studenti in difficoltà,
ieri sono stati i calcoli sul conto economico a dare la linea. Per il prossimo
anno accademico l'Ateneo prevede un calo di iscritti del 6,5%, tra minori
immatricolazioni e nuovi laureati, che porterebbe ad un ammanco in bilancio di
1,8 milioni di euro. La cifra potrebbe però raddoppiare, «se il 50% degli aventi
diritto agli sconti sulle tasse, grazie all'allargamento della fasce
contributive, presentassero domanda e venissero ammessi, quindi dalla
previsione di 88 milioni di euro di introiti totali si potrebbe passare a 86,2
milioni», spiega Monari. Se invece presentasse domanda solo il 25% degli aventi
diritto, «la riduzione sarebbe di 500mila euro», aggiunge, e motiva così il
ripensamento del cda: «Perché dovremmo perdere in bilancio quando uno studente
non è meritevole?».La decisione, presa con 16 voti a favore e 10 contrari, per
Monari parte da un atteggiamento prudente: «Sperimenteremo la nuova proposta,
poi valuteremo. Le famiglie le abbiamo già aiutate allargando le fasce e
aumentando gli sconti». Luigi Busetto, prorettore vicario, imputa
le difficoltà di bilancio anche alla parte della riforma Gelmini. Arrabbiati gli studenti di
Sinistra universitaria: Giuseppe Mastropierro e Alberto Aitini, rispettivamente
segretario e rappresentante in cda, dicono: «Ancora una volta il bilancio pesa
solo sulle tasche degli studenti e quindi delle famiglie, soprattutto di quelle
meno abbienti». E si scagliano contro i giovani di Student Office, che
ieri hanno votato per il ritorno alla proposta Monari. Dal canto suo Angelo
Erbacci , presidente del Consiglio studentesco, si difende: «Rispetto a
posizioni ideologiche ha prevalso il realismo: la nostra proposta non era
contro gli studenti a basso reddito, ma contro quelli che non sono attivi».
( da "Secolo XIX, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
«Esami, nessuna stangata nelle scuole
genovesi» la proiezione Parla la direttrice regionale Dominici: «Forse siamo in
controtendenza» «NON c'è stata una ecatombe, non ci risulta almeno dai nostri
primi monitoraggi. E se verranno confermati fra alcuni giorni i risultati di
questa prima indagine, possiamo dire con soddisfazione che Genova e la Liguria
sono in controtendenza rispetto al resto d'Italia». Così la neo direttrice
regionale dell'Istruzione Anna Maria Dominici commenta la maturità"alla
genovese". Molte scuole non hanno ancora pubblicato i quadri, in alcune
sono in corso ancora le prove orali, ma il disastro che viene annunciato a più
riprese in queste ore dai media nazionali e che parlano di tremila bocciati in
più rispetto allo scorso anno, sembra davvero che non ci riguardi. «Quale è la
mia lettura, la mia interpretazione?Dico che se questi primi monitoraggi,
queste proiezioni verranno avvalorate fra qualche giorno dai risultati effettivi
non posso che essere soddisfatta perché evidentemente la nostra scuola ne esce
a testa alta. Segno che i ragazzi erano preparati e che hanno retto anche
davanti ai cambiamenti in materia di valutazione che hanno caratterizzato
questo esame. Per non dimenticare gli insegnanti che evidentemente sanno fare
il loro lavoro. Una scuola seria e responsabile che non teme i cambiamenti».
Anna Maria Dominici ribadisce: non solo poche bocciature e comunque in linea
con lo scorso anno ma anche pochi "non-ammessi" agli esami di Stato,
una controtendenza anche in questo caso perché nel resto d'Italia i 5 in condotta hanno lasciato a
casa centinaia di ragazzi che volevano fare i candidati. Alla domanda: «Ma è
possibile che sia partito un diktat ministeriale di maggiore severità?», la
direttrice regionale risponde. «Assolutamente no. Il
ministro Gelmini sostiene
che la scuola che promuove tutti non è una buona scuola, ma si figuri se ha
dato ordine di bocciare! Farebbe torto a se stessa». Nelle scuole i présidi
cominciano a stilare percentuali, a trarre conclusioni. È soddisfatto Ignazio
Venzano: al Duchessa di Galliera neanche un bocciato, al Deledda stanno
completando le votazioni: «Forse un bocciato, e a quel che mi risulta
almeno un cento per classe, ma è tutto ancora da definire». Sembra più mogio
Mario Pridieri, dirigente scolastico del liceo Mazzini che da anni risulta
essere la scuola superiore cittadina che sforna le matricole più preparate:
«Quattro bocciati, forse qualcuno in più rispetto allo scorso anno. Del resto è
una tendenza soggetta a molte variabili. Dipende anche da che tipo di candidati
si presentano, dipende dalle annate». Soddisfatto Renato Delle Piane del liceo
King di Sturla. Soddisfatto perché registra un bel numero di cento e lode,
anche se in una classe cinque bocciati gli hanno fatto cascare l'umore per
terra. Giosuè Margiotti preside del Da Vinci è anche in commissione al liceo
classico D'Oria. Su quest'ultimo non rompe il riserbo. «I quadri escono domani,
(oggi per chi legge) ma mi sembra che si è assolutamente in linea rispetto allo
scorso anno. E questa ultima moda di aumentare le bocciature non è andata in
scena neanche al "mio" liceo: mi sembra in tutto uno o forse due.
Comunque non mi posso esprimere. Credo che il lavoro delle commissioni si
concluda venerdì». Un bel numero di cento e lode al liceo Fermi e 14 cento con
una lode su 120 candidati del Cassini. Ma mancano ancora i risultati di altre
tre classi. Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it [+] www.ilsecoloxix.it
Commenta la notizia sul nostro sito 15/07/2009
( da "Riformista, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Richard Yates Una
buona scuola rivoluzionaria (e anti-Gelmini) MATURITÀ. Il romanzo dello
scrittore americano, pubblicato da Minimumfax, è l'autobiografico viaggio di
una generazione a stelle e strisce. Stretta nella morsa della conquista del
diploma e della chiamata alle armi contro i nazisti. Un istituto privato fallisce
e diventa un ospedale per reduci.
Ma qui, a differenza del modello del ministro Pdl, le individualità dei ragazzi
fioriscono senza la paura dei voti. di Luca Mastrantonio «Dammi retta, però:
non guardarti troppo indietro, ok? Altrimenti rischi di diventarci matto». Per
fortuna, William Grove, protagonista di Una buona scuola (1978),
iper-autobiografico romanzo di Richard Yates, l'autore di Revolutionary Road,
non segue il consiglio di un suo vecchio compagno di studi alla Dorset Academy
e ci regala un impagabile viaggio nell'adolescenza sua e della sua generazione
di americani, che si trovano a diplomarsi con la seconda guerra mondiale che
già li reclama al fronte. Il romanzo ha una manciata di qualità rare: puzza di
autenticità, è poetico senza essere lirico, autobiografico ma corale, racconta
con grande schiettezza le confusioni della pubertà, la diplomazia sentimentale
delle amicizie virili, in un misto di idealismo e ipocrisia; il libro è scritto
come fosse in presa diretta e, soprattutto, mette al centro della storia le
vicende anche economiche - oggi, almeno in Italia, quanta fatica a mettere i
soldi al centro o almeno a cornice di una narrazione - della scuola del New
England dove sono ambientate le 235 pagine del romanzo. Minimumfax l'ha mandato
in libreria qualche giorno fa, con una prefazione di Zadie Smith che mette in
rilievo le due caratteristiche principali di Yates: l'essere uno scrittore del
genere americano autobiographicus infelix suburbanus, tutto famiglia, periferia
e velleità artistiche, e il frequentare il realismo in un modo tutto suo, un
realismo disillusorio, che racconta le aspirazioni tradite, il divario tra
quello che crediamo di essere o che possa succedere la realtà. Il suo è un
mimetismo ottativo, di quello che ci si augura e non succede. Come quando Jack
Draper, professore alcolizzato e tradito dalla moglie, all'inizio di un
capitolo racconta quello che si immagina avverrà in casa sua e, invece,
puntualmente non accade. Una menzione a parte merita il fantastico disvelamento,
in stile Mago di Oz, della scena in cui gli studenti, prossimi al diploma, ma
anche al fallimento della scuola - che è privata e non ha più iscritti - e al
viaggio al fronte, incontrano la filantropa fondatrice della scuola. Una donna
dai modi apparentemente eleganti, ma dall'animo razzista, che ce l'ha con
Roosevelt perché con la sua guerra ci trasformerà in un paese di negri e
comunisti, dice. Perché si combattono i nazisti e si dà spazio ai negri, che
hanno un incredibile potere procreativo cui cedono facilmente le donne,
soprattutto bianche. Lei voleva essere un maschio e per questo ha voluto
fondare un collegio per maschi, dove però è proibito gareggiare con altri
istituti e l'omosessualità diventa non tanto un rifugio quanto la punizione da
infliggere a chi si vuole escludere. Pratica che trasforma la scuola in una
bomba a orologeria ormonale (tradimenti tra mogli e professori, triangoli
imperfetti tra ragazzi che condividono le proprie fidanzate controvoglia, in
relazioni epistolari e nei rari giri di ballo eterosessuali, storie d'amore tra
la figlia del preside e il bello della scuola). Il romanzo pullula di squarci
vividi sulla vita affettiva della scuola, ne mette a nudo i nodi
pedagogico-sociali, la competizione che anima ogni attività fisica o dello
spirito. Le ragazze, in questa scuola tutta al maschile, sono un lontano e
smaliziato oggetto del desiderio. Le ragazze sono eterne vergini in cerca di
una prima volta perfetta, sono giovani vedove per la guerra che ama i più
giovani e belli, sono ballerine smaliziate, perché conducono più di quanto non
siano condotte. «Ricordati che lui non è il mio padrone», dice la ragazza di
Ward a Grove che, però, si convince che è meglio lasciarla perdere, anche se
non scorda come le si è strofinata contro il giorno del ballo. Perché lei
troverà un altro ragazzo con più facilità di quanto lui troverà un altro amico,
un compagno di stanza. I personaggi, studenti, genitori, professori e affini,
sono uno sciame di voci e caratteri che vivono sulle pagine il loro destino di
anime infelici, salve per miracolo, perse dietro a sogni ormai infranti.
Qualcuno, si salva, e magari rinasce in Cristo. Tra tutti, spicca William
Grove, figlio di un tenore mancato che lavora alla General Electrics e di una
scultrice sempre sul punto di sfondare. Grove è un nerd mancato, un poeta beat
che scrive in prosa, sfigato ma non secchione, con problemi in francese e
matematica ormai cronici. Il suo riscatto è il giornalino di classe, lo
chiamavano zingaro, prima, ora è cittadino del college a pieno titolo. Il
giornalino porta i primi vizi virili, come il fumare (indispensabile per
entrare nel Circolo degli Anziani), offre la complicità e la competizione con
gli altri. Il giornalino è un'attività anche inutile, ai fini del profitto
scolastico, ma rivela a Grove il suo talento, il suo destino. Osservatore e
autore autentico delle vicende umane. Non sa giocare a football, ma sa stare in
mezzo al campo con il suo block notes per prendere appunti dal vivo. E il
romanzo è così: la cronaca sportiva di una partita che tutti hanno giocato
assieme, contro tutti, contro se stessi, per una mèta che non è da conquistare,
ma da superare, come una linea d'ombra da varcare senza troppo dolore. Grove è
una figura autobiografica, fortemente, come testimonia il prologo e l'epilogo
del romanzo, in cui l'autore dipana e riannoda i fili della finzione e della
realtà. In particolare, nel finale, c'è un appello fuori dalle mura
scolastiche, a decenni di distanza, dei sommersi e dei salvati. Per la guerra o
alte vicende drammatiche della vita. E l'ultimo articolo di Grove, sul
giornalino, crea un legame di sublime cameratismo tra gli studenti, ormai
sfrattati dalla scuola perché fallita, e i militari feriti al fronte, che
verranno ricoverati lì, per i loro problemi alla vista. Chi ha visto la guerra,
non deve temere nulla in quelle mura accoglienti, anche se è cieco. Chi invece
lascia quelle mura, per quanto difficili siano stati gli anni passati, inizia
ad aprire gli occhi sul mondo. Sulla guerra, e sulla pace inquieta del
dopoguerra. Nonostante questo, però, non c'è alcun «attimo fuggente» da
cogliere. Nessun professore che riversi sui propri studenti le proprie
frustrazioni artistiche, il Robin Williams della Setta dei poeti estinti. La
poesia di Whitman qui non è recitata - sì, c'è chi si commuove per If di
Kipling - ma è in atto, nei rapporti camerateschi, tra gli studenti. Il romanzo
è un inno alle attività parascolastiche, dallo sport al giornalino, luoghi in
cui le individualità possono spiccare il volo senza il giudizio spesso tarpante
dei voti in pagella. In questo, potremmo dire che è una scuola agli antipodi di
quella voluta dalla Gelmini. La Dorset Academy
accoglie soprattutto ragazzi con infanzie difficili o problemi caratteriali.
Forse non li guarisce, ma li aiuta a non ammalarsi cronicamente e a farli
crescere assieme, senza troppi traumi. Ed è un rifugio per molti ragazzi che
subiscono gli effetti collaterali del consumismo familiare, fatto di divorzi e
altri problemi. I genitori appartengono per lo più alla classe borghese, messa
male in arnese o comunque con troppe aspettative e poche attenzioni per i
figli. La morale di Yates è saper essere grato al padre, ai suoi sacrifici resi
ancora più gravi da una vita sbagliata, negli affetti e nelle aspirazioni. Grove-Yates
considera la Dorset, nonostante tutto, «una buona scuola». Un «tirocinio
fortunato», per la scrittura e per la vita. Perché? Perché gli hanno fatto
scoprire quanto sono intimamente collegate. 15/07/2009
( da "Riformista, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Maturità, il sussulto di una scuola
agonizzante segue dalla prima pagina Tuttavia, pur con le dovute cautele,
qualche osservazione su ciò che sta succedendo nelle nostre scuole possiamo
farla, partendo dalle reazioni e dai commenti. Da un lato c'è chi vorrebbe
accreditare questi risultati come la conferma dell'effetto benefico degli
interventi voluti dal ministro della Pubblica istruzione. La
stessa Maria Stella Gelmini
ha salutato l'aumento delle bocciature parlando di «un ritorno del merito».
Dall'altro c'è chi se la prende con i limiti della scuola o con quelli dei
metodi di valutazione impiegati agli esami. Si afferma - lo ha fatto Eraldo
Affinati sul Corriere della Sera - che per giovani abituati a ragionare in modo
«associativo» piuttosto che «deduttivo» il sistema di giudizio adottato
non sia adeguato. Forse la realtà sta nel mezzo. Difficile immaginare che gli
interventi del ministro Gelmini abbiano provocato in
così poco tempo effetti significativi. Anche perché stiamo parlando in molti
casi di provvedimenti soprattutto di carattere simbolico. C'è una certa
ingenuità - o forse il desiderio di segnare un punto nella battaglia per i
titoli dei giornali - nell'affermazione che docenti demoralizzati e pagati male
abbiano improvvisamente un sussulto di orgoglio solo perché il ministro
competente annuncia qualche cambiamento nel modo in cui funzionano le scuole in
cui essi lavorano. Anche perché molti di questi insegnanti sono abituati alle
svolte annunciate e non realizzate e al passaggio dei ministri senza che la
situazione della scuola migliori. Solo una fiducia smodata nel potere
taumaturgico della leadership di Silvio Berlusconi può far credere che tutto
cambi solo perché lo desideriamo. Ciò non vuol dire che abbiano ragione quelli
che interpretano i dati come la conseguenza di interventi che stanno
peggiorando la scuola. Da questo punto di vista il commento di Paola Mastrocola
contiene uno spunto interessante. Non si può escludere, infatti, che ciò a cui
stiamo assistendo è la conseguenza di una consapevolezza maturata negli ultimi
anni, quando molti insegnanti - e forse anche alcuni genitori - si sono resi
conto che la scuola italiana era ormai vicina al punto di non ritorno. Prossima
a lasciar andare nel mondo, senza averle formate, persone che ragionano solo
per analogia, cioè non ragionano affatto. Fanciulli che hanno un'opinione su
tutto, e ne sono soddisfatti, soltanto perché hanno visto un film di cui non
ricordano il titolo, o scorso una pagina web. Chi insegna nelle nostre
università conosce bene questo fenomeno, che un ingenuo entusiasmo per la
tecnologia e per l'attualità ha alimentato oltre ogni limite ragionevole: «L'ho
trovato su Internet» è la frase che giustifica qualsiasi scemenza detta da
aspiranti Peter Pan cui a scuola nessuno ha spiegato che la grande maggioranza
delle risorse culturali di qualità disponibili sul web non sono accessibili dal
proprio account personale, e spesso comunque non lo sono se non a pagamento.
Hitler e Bush, le crociate e il nazismo, tutto si assomiglia e infine si
confonde per una generazione cui si è lasciato credere che la velocità è
l'unica cosa che conta. Che non c'è mai bisogno di rileggere o di fermarsi a
riflettere. di Mario Ricciardi 15/07/2009
( da "Stampaweb, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Ministro Gelmini,
quindicimila bocciati alla maturità e i respinti sono in crescita sia alle
medie inferiori che superiori. Per lei è una soddisfazione? «No, non è mai
bello quando un ragazzo viene bocciato. Non me ne compiaccio. Però io voglio
una scuola del valore e del merito e devono saperlo anche gli studenti: la
scuola del buonismo e del lassismo fa male soprattutto a loro. E in soffitta la
cultura del Sessantotto...». La cultura del Sessantotto? «Ma certo, la cultura che ha prodotto il sei
politico, il diciotto politico, che considera la valutazione un atto dimperio e livella
verso il basso». Paola Mastrocola scrive che gli insegnanti non sono più
severi, ma ormai disarmati di fronte allignoranza. E si riarmano. «E scrive una cosa sacrosanta. La
nostra scuola non è competitiva e deve tornare ad esserlo. Il valore del titolo
di studio è svalutato. E poi la Mastrocola mi dà ragione quando scrive che gli
insegnanti ancora oggi sentono quella vocina che gli dice di non punire, di non
selezionare, di non giudicare. Invece la scuola deve giudicare e perdere un
anno non è un dramma ma unopportunità». Anche per gli alunni della scuola
dellobbligo? I ragazzini di 12-13 anni bocciati sono stati una quantità. «E mi spiace ancora di più: gli studenti che si
trascinano le lacune dalle medie recuperano difficilmente. Devono recuperare,
non cè alternativa». Diecimila studenti bocciati per il voto
in condotta. Ma che avranno fatto mai questi studenti? «Ma è da non credere». Cioè? «Quando andavamo a scuola noi,
al massimo uno tirava una pigna al bidello. Oggi al numero verde del ministero
riceviamo sessanta segnalazioni al giorno. Molte sono dei professori. Bullismo,
cyberbullismo,baby gang, baby gang di ragazze. Io non voglio finire come in
Francia dove hanno sottovalutato il problema e adesso hanno dovuto mettere i
metal detector. Io non voglio i metal detector nelle scuole. Meglio prevenire
con i cinque in condotta». Lo studente Gelmini avrebbe
amato il ministro Gelmini? «Che importa? Nessuno
studente ama il ministro». Lei crede che tutto questo basti per migliorare listruzione? «Certo
che no. Il merito è fondamentale, ma ci vuole una scuola capace di integrarsi
col mondo del lavoro. Con il ministro Sacconi stiamo studiando una scuola integrata con aziende che
entrino nelle governance, nei consigli damministrazione. Da Confindustria ci dicono che
ogni anno escono 150 mila studenti arruolabili e a loro ne servirebbe il
doppio». A proposito di merito, cè unobiezione: siete partiti dagli studenti, ma le baronie
universitarie non le avete toccate. «Non è vero. Abbiamo cominciato la lotta
agli sprechi. Abbiamo tagliato i corsi di laurea inutili, le scuole di
specializzazione in sovrannumero...». Ma la riforma è annunciata da tempo e non
arriva mai. «La riforma, nella sua completezza, è unopera complicata
che prevede lunghi incontri coi rettori e i docenti, e ognuno ha unidea
diversa. Io però ho idee precise, ascolto tutti poi decido. Questo autunno sarà
in aula e sarà legge nel
2010». E lAnvur - la famosa agenzia che valuterà il merito degli
atenei e la successiva distribuzione dei fondi - arriva il 17, come aveva
promesso, o no? «No, ma arriva col consiglio dei ministri della settimana
ventura, garantito». Senta, ministro,
continuiamo a parlare di merito ma lei, che è di Brescia, ha sostenuto lesame di
abilitazione allalbo degli avvocati a Reggio Calabria... «Rispondo con
una domanda: gli ordini professionali sono la sede del merito?». Non credo,
però... «Lo so: lo hanno fatto
in tanti ma io sono poi diventata ministro dellIstruzione. Però
il merito lo stabilisce la professionalità, non lesame dellordine:
lavvocato bravo lavora, lavvocato asino non lavora. A Brescia, come
altrove, cera il tentativo di programmare
lingresso
nel mondo del lavoro. Per chi non aveva santi in paradiso come me era quasi
impossibile passare l'esame.Io sono dellidea che gli ordini vadano
aboliti». Torniamo allUniversità. Alcuni, come Francesco Giavazzi,
sostengono che si debbano alzare le rette
- oggi fra le più basse dEuropa - e aumentare le borse di studio. «Le rette non
si toccano. Il diritto allo studio va preservato col massimo del rigore. Prima
troviamo il modo di aumentare le borse di studio, poi si vedrà». Unultima
domanda, dobbligo. Quanto la
imbarazzano le testimonianze sulle notti del premier? «Per niente». Per niente?
«E una campagna vergognosa condotta da certa sinistra e da certa stampa.
Berlusconi è uno che si batte per il bene del Paese. Altri, pur di fare male a Berlusconi, sono disposti a fare il male dellItalia. A che
livello siamo arrivati?» Beh, però ci sono ragazze che parlano e i giornali
registrano. «Posso nutrire qualche dubbio sulla credibilità di alcune delle
ragazze che hanno parlato? Non si nota un
certo desiderio di visibilità? Siamo a una nuova forma di pentitismo tutto
all'italiana: i pentiti delle feste». Solo quello? «Cè anche una regia
politica, fatta di annunci a cui sono seguite le rivelazioni». DAlema?
«Non dico che sia il regista. Ma ci
ha messo del suo, o no?».
( da "Stampaweb, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Lidea è chiara:
aumentare la qualità dellinsegnamento
universitario (più laureati, meno dispersi, meno frammentazione dei corsi di
laurea), gestire meglio i soldi (bilanci più trasparenti, maggiori
finanziamenti cercati nel privato), mettere al primo posto gli studenti (quindi
non una università pensata
per i professori, le loro carriere i loro figli), valutare rigorosamente e
premiare (anche in soldi) solo chi merita, sia esso ateneo o professore. Sono
queste le linee ispiratrici di Mariastella Gelmini come
ministro dellUniversità che, a
questo proposito, ieri ha annunciato due importanti provvedimenti strettamente
connessi tra loro: listituzione dellAgenzia di valutazione delle
università, che sarà portata in Consiglio dei ministri tra una decina di
giorni, e il varo, in autunno, di un
organico ddl di riforma delluniversità. Ecco le novità salienti. Governance Verrà
adottato un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi e
camarille parentali e amicali. I rettori non potranno più essere dei feudatari:
massimo otto anni di mandato.
Nelle varie sedi universitarie, Senato accademico e Consiglio di
amministrazione hanno ruoli spesso sovrapposti o in conflitto. Il ddl mette
pace in questa materia: il Senato si attiene alla vita accademica e
scientifica, i Cda agli aspetti gestionali. Inoltre viene messo un tetto ai
membri di questi due organi: 35 massimo al Senato, 11 in Cda. Oggi si viaggia
tra il doppio e il triplo. Conti in ordine Basta con la frantumazione eccessiva
delle sedi universitari e dei piccoli atenei (oltre 350 sedi e circa 70
università). Le università potranno fondersi o federarsi, risparmiando così
sulle spese. I bilanci, inoltre, dovranno essere redatti secondo un criterio
uniforme indicato dal ministero. Incentivi economici (il 7% del fondo di
finanziamento) agli atenei più virtuosi. Inoltre, le are disciplinari, che
diventano altrettante vere e proprie lobby, saranno dimezzate rispetto alle
attuali 370 e per esistere devono avere almeno 50 ordinari. Reclutamento Oggi
ogni ateneo può assumere chi vuole. Il guaio è che molti docenti nascono e
muoiono nella stessa sede. Inoltre si creano delle sacche di potere per cui
molte cattedre sono ereditarie. Ora, invece, ci dovrà essere una abilitazione
nazionale che verrà stabilita da una commissione a cui partecipano anche
esperti stranieri. Le università potranno scegliere ma solo tra gli abilitati.
I professori dovranno lavorare 1.500 ore annue di cui almeno 350 per docenza e
servizio agli studenti. Avranno aumenti stipendiali solo legati alla
valutazione della didattica, della ricerca e delle pubblicazioni. Chi non passa
non prende aumenti. Studenti e dottori Più studenti negli organi di governo.
Una delega al ministro consentirà di rivedere la legge sul diritto allo studio
(mense, alloggi, bonus per vari servizi eccetera). Lobiettivo è di
dare di più ai singoli studenti e meno alla struttura organizzativa. I
dottorati, inoltre, diventeranno un vero e proprio terzo step della formazione
universitaria. Valutazione Nasce, finalmente, lAgenzia nazionale di
valutazione, un soggetto
terzo, con membri esterni e anche stranieri, che misura annualmente efficienza
e qualità delle università. Un progetto che portò a termine già Fabio Mussi ma
che lattuale governo ha voluto rivedere. In sostanza, ha
spiegato il ministro. «LAgenzia servirà per fare chiarezza e introdurre
trasparenza». Quindi «non più denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate
inutili, corsi di laurea che producono disoccupati, ma fortissima attenzione a
qualità e merito».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E
SOCIETA data: 2009-07-15 - pag: 17 autore: Ricerca. Il
ministro dell'Economia: bisogna far pagare di più chi ha i soldi - La Gelmini illustra il riassetto degli
atenei «Università gratis a chi ha bisogno» Aperture di Tremonti: più risorse
solo dopo la riforma, no ai ricercatori a vita Eugenio Bruno ROMA La risposta
che i rettori attendevano è arrivata. Sebbene in via indiretta. I tagli
previsti dalla manovra triennale dell'anno scorso saranno rivisti in autunno
con la Finanziaria. In coincidenza con l'arrivo in Parlamento del Ddl con la
riforma dei sistemi di reclutamento e governance degli atenei. Lo hanno
confermato ieri, in maniera più o meno esplici-ta, i ministri dell'Economia,
Giulio Tremonti, e dell'Istruzione, Mariastella Gelmini.
Entrambi, intervenendo in Senato alla tavola rotonda "Università: quale
riforma" organizzata dal gruppo Pdl, hanno anche proposto un aumento delle
tasse universitarie per i ceti abbienti. Il primo a pronunciarsi è stato il
responsabile di Via XX Settembre. Citando le classifiche sulla qualità degli
atenei (si veda a questo proposito il Sole 24 Ore di lunedì scorso), Tremonti
ha spiegato: le nostre università hanno sì accumulato «strutture che ricalcano
la peggiore tradizione sovietica» ma al tempo stesso hanno mantenuto
«caratteristiche non superate e non superabili ». E perciò «non bisogna buttare
via tutto» e la riforma deve essere «graduale». A tal proposito il titolare del
Tesoro ha dato una doppia indicazione. La prima sulle tasse d'iscrizione. E
cioè che l'università vada verso «un modello in cui chi non ha le capacità contributive
non paghi le tasse universitarie e viceversa chi ha le capacità le paghi».
Perché è vero, ha sottolineato che il sistema non si può reggere solo sui
contributi degli studenti ma così facendo «s'introduce un meccanismo di
responsabilità». La seconda "dritta" ha interessato il reclutamento.
A suo giudizio, non si può «essere ricercatori a vita». Per chi entra in un
ateneo e non fa carriera, ha specificato, bisogna pensare «a una corsia
preferenziale nella scuola o nel pubblico impiego ». L'ultimo pensiero è andato
alla governance: sì al sistema duale con un «cda aperto a esponenti della
società civile nominati con decreto del presidente della Repubblica». Nessun
riferimento esplicito ai tagli visti come il fumo negli occhi dai rettori. Ma
solo in apparenza visto che, lasciando la sala, il ministro ha delegato il dg
del Tesoro, Vittorio Grilli, a parlare in nome e per conto dell'Economia. Ed è
stato proprio Grilli a chiarire il Tremontipensiero: «Le risorse arriveranno ma
solo su una macchina riformata ». Che tradotto significa: quando si insisterà
su valutazione e merito i tagli saranno rivisti. Come confermato poco dopo
dalla Gelmini. «Il cammino delle risorse e del Ddl
avverrà contestualmente», ha detto il titolare dell'Istruzione che ha poi
apprezzato il proposito di aumentare le tasse e ripercorso le tappe salienti
del suo Ddl (si veda il Sole 24 Ore del 7 aprile). A questo punto è presumbile
che il testo arrivi alle Camere a novembre insieme al ripristino di 400 milioni
di euro del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo). Una misura sollecitata pure
da Confindustria purché la si colleghi al merito. Proprio ieri il
vicepresidente per l'Education Gianfelice Rocca ha invitato il governo a tenere
bloccata nel prossimo biennio la dote dell'Ffo aumentando la quota attribuita
agli atenei virtuosi: «Oggi 500 milioni, domani 880, poi 1,4 miliardi». E a
mettere «in amministrazione controllata» quelli che sforano. © RIPRODUZIONE
RISERVATA MAGGIOR SPAZIO AL MERITO Rocca (Confindustria) chiede di ripristinare
il fondo di finanziamento statale aumentando la quota per gli atenei virtuosi
«Basta incentivi a pioggia». Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini INFOPHOTO
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E
SOCIETA data: 2009-07-15 - pag: 17 autore: I CAPISALDI DEL
DDL GELMINI Torna il concorso nazionale Niente più concorsi locali. Ordinari e
associati devono superare un esame di abilitazione scientifica nazionale
apertoa tutti, che non dà diritto alla cattedra.L'abilitazione,che dura quattro
anni (poi c'è una verifica), si basa sulla valutazione di titolie
pubblicazioni. Ogni ateneo può attingere alla lista nazionale Cambia la
governance Addio rettori a vita. Potranno restare in carica massimo 8 anni (per
due mandati) oppure 6 con un mandato unico. Contestualmente verranno aumentati
i suoi poteri decisionali. Toccherà al Cda (di 11 membri e non 30) invece
svolgere le funzioni di amministrazione. Per il Senato accademico (35 membrie
non 50) solo compiti di controllo
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data:
2009-07-15 - pag: 3 autore: Il decreto manovra. Oggi la maggioranza presenta le
modifiche Una detassazione più ampia Sì Cisl-Uil sulle pensioni rosa Marco
Rogari Sara Todaro ROMA Il Governo formalizza l'operazione sulle pensioni rosa
nel pubblico impiego e i sindacati si dividono. Il leader della Cgil, Guglielmo
Epifani, esce infuriato dal tavolo sul Dpef definendo «inammissibile »il
comportamento dell'esecutivo: «Non ci ha detto nulla su pensioni e scudo».
L'Ugl avrebbe preferito una soluzione improntata alla volontarietà con un bonus
per le lavoratrici madri. Da Cisl e Uil arriva invece un sostanziale via libera
all'intervento, considerato a questo punto obbligato per effetto del «cappio»
della Uea a patto che la misura non serva a fare cassa. E una rassicurazione in
questo senso arriva subito dal Governo: i 2-2,5 miliardi di risparmi attesi a
regime saranno interamente convogliati su un Fondo sociale con particolare
riferimento alla non autosufficienza e alle famiglie. L'emendamento al decreto
anti-crisi sulla manovra estiva dovrebbe essere depositato già oggi alle
commissioni Bilancio e Finanze della Camera insieme a quello sull'estensione
della Tremonti ter. Anche l'allargamento del raggio di azione della
detassazione degli utili reinvestiti per l'acquisto dei macchinari ha dunque
ottenuto il disco verde del governo: il correttivo non dovrebbe riguardare i
capannoni. Quanto alle pensioni rosa, confermato il meccanismo di innalzamento
della soglia di vecchiaia delle lavoratrici pubbliche di un anno ogni 24 mesi a
partire del 2010 per giungere alla piena equiparazione con quella degli uomini
(65 anni) nel 2018. Dovrebbero essere escluse da questo intervento le
"statali" che hanno già compiuto 60 anni di età e quelle che hanno
lasciato il lavoro sulla base dei requisiti attualmente in vigore. Sul fronte
del decreto anticrisi oggi sarà la giornata decisiva per la presentazione degli
emendamenti più attesi. I correttivi potranno essere votati solo in parte dalle
commissioni chiamate a chiudere i lavori entro venerdì: saranno tutti
riassorbiti nel maxi-emendamento su cui all'inizio della prossima settimana il
governo porrà la fiducia in Aula alla Camera. Momentaneamente risolto il giallo
sull'emendamento che il governo sarebbe stato intenzionato a presentare al Dl
per rendere stringenti le misure su risparmi e piani di rientro in campo
sanitario. Bilanci certificati, stretta sul privato accreditato, costi standard
per le spese ospedaliere e tagli del 20% ai posti letto erano inizialmente
contenuti in un emendamento a firma dei relatori, che non è stato poi
formalizzato. La scelta della moratoria sulle misure destinate a confluire nel
nuovo patto Governo-Regioni sulla Salute sarebbe stata concordata durante il
faccia a faccia di ieri tra il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco
Errani, i ministri Tremonti, Fitto e Calderoli e con il sottosegretario Gianni
Letta. Il Governo avrebbe di fatto accettato di rinviare ulteriormente la
scadenza del patto al 15 ottobre (l'anticrisi fissa il termine del 15
settembre), accennando però al possibile ricorso alla decretazione d'urgenza in
caso di mancato accordo. Oggi intanto il Cipe è chiamato a distribuire una
nuova quota di risorse Fas. Si tratta di una parte del Fondo da 9 miliardi
accentrato a Palazzo Chigi: in prima fila con un corposo pacchetto di
richieste, a cominciare dalla banda larga, c'èil ministero
dello Sviluppo economico. Attendono risorse anche i ministri Gelmini, Prestigiacomo, Brunetta e
Bondi. © RIPRODUZIONE RISERVATA MAGLIE MENO STRETTE Per gli investimenti in
macchinari passerà una «interpretazione estensiva» E i sindacati si dividono
sulla previdenza
( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi di GIULIA
ALESSANDRI ROMA - Mandati a termine per i rettori (massimo 8 anni),
abilitazione per i docenti preliminare al reclutamento da parte degli atenei,
scatti di stipendio solo per i professori che hanno conseguito i migliori
risultati sul lavoro in termini di didattica e ricerca, obbligo di bilanci più
trasparenti per le università. Il cammino della riforma del
sistema universitario targata Mariastella Gelmini ha preso il via ieri con un seminario bipartisan organizzato dal
Pdl che si è tenuto a Roma alla presenza di esponenti di maggioranza e
opposizione (tra questi i senatori Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano
Quagliariello e quelli del Pd Nicola Rossi e Vittoria Franco), del governo (Gelmini, ma anche il collega Giulio
Tremonti) dell'accademia (diversi rettori e responsabili di organismi di
consulenza del ministero dell'Università). Scopo dell'operazione, cercare la
convergenza di vedute del mondo politico e universitario sul testo (un disegno
di legge) che il ministro presenterà in Parlamento il prossimo autunno. Un
rinvio deciso per motivi di opportunità: le Camere ora vanno verso la chiusura
e i lavori sono congestionati. Seduti uno accanto all'altra Tremonti e Gelmini hanno ascoltato le istanze dell'università. I
rettori hanno chiesto, soprattutto, sicurezze sui fondi: nel 2010 scatterà un
taglio da 700 milioni di euro che preoccupa gli ermellini. Anche i senatori di
maggioranza hanno chiesto un ripensamento. La presenza di Tremonti si è
rivelata non casuale. Prima il ministro, poi un suo 'fiduciario' Vittorio
Grilli, direttore generale del Tesoro, hanno offerto rassicurazioni. Tremonti
ha ricordato il valore indiscusso dell'università italiana che ha
«caratteristiche straordinarie non superate in Europa e non superabili». Il
ministro ha poi spiegato che le riforme non possono che "essere
graduali". L' "esegesi" delle parole di Tremonti è arrivata poco
dopo per bocca di Vittorio Grilli: «Il ministero - ha assicurato il dg - pensa
che si debbano investire importanti risorse su università e ricerca. Ma vanno accompagnate
alle riforme». Un accordo sotterraneo tra i due dicasteri (Tesoro-Università)
ci sarebbe già, secondo fonti politiche: si parla di oltre 400 milioni che
l'Economia sarebbe pronta a recuperare per rassegnarli all'Università. «Ma
finché non vediamo qualcosa di scritto non crediamo» è il commento a margine
del seminario di Enrico Decleva, presidente della Conferenza dei rettori che,
comunque, apre alla riforma. La legge: gli atenei potranno fondersi per evitare
sprechi e migliorare il sistema, ma i bilanci dovranno essere più trasparenti e
i settori scientifico disciplinari saranno ridotti (da 370 alla metà) per
evitare micro-aree di docenti. Le università dovranno avere un codice etico per
le assunzioni in relazione, soprattutto, alla presenza di parenti nelle stesse
facoltà o dipartimenti. I rettori potranno rimanere in carica al massimo otto
anni. Cda e Senati Accademici dovranno dividersi meglio i compiti e ridurre i
loro membri aumentando, però, le rappresentanze di studenti. «Bisogna avere coraggio
- ha affermato il ministro Gelmini - di cambiare
l'Università, non difendendo lo status quo ma premiando i giovani meritevoli».
Il ministro ha fatto appello al Parlamento invitandolo a ragionare "con
serenità" sul ddl. Zero tasse per chi non ha soldi: non far pagare la
retta universitaria a chi non ne ha i mezzi. Il ministri Tremonti ha detto di
vedere "con favore" questo modello. L'idea non è contenuta nel ddl Gelmini ma anche il ministro si è detto
"favorevole" a questo. Non è escluso, insomma, che in un prossimo
provvedimento si possa arrivare a questa novità. Intanto arrivano i primi sì.
Per il senatore Gasparri «non si può pensare che tutti possono pagare». Il
senatore del Pdl Giuseppe Valditara commenta "oggi una tassazione
universitaria generalmente molto bassa fa pagare la formazione dei ricchi a
tutti i contribuenti anche agli operai". Tremonti è favorevole a
ridistribuire il carico sui "più ricchi".
( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
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Mercoledì 15
Luglio 2009 Chiudi Università, rettori a tempo e più soldi ai prof migliori Gelmini: «Riaffermare il merito e
promuovere il talento»
( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
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Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi Gli
atenei tra loro vicini potranno unirsi e federarsi per risparmiare sui costi,
evitare sdoppiamenti e migliorare la qualità della didattica. Oggi ci sono precisi vincoli per cui queste fusioni sono
impossibili, ma la Gelmini
è pronta a cambiare le regole. I bilanci, poi, dovranno essere più chiari
indicando in evidenza debiti e crediti delle singole università. La governance
dovrà essere più snella con funzioni ben divise tra Cda (amministrative) e
Senati accademici (scientifiche). Attualmente i Senati accademici sono
composti anche da 50 persone, con la nuova legge potranno essere massimo 35. I
membri del Cda da una media di 30 dovranno passare a 11.
( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
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Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi Scatti
stipendiali solo a chi produce e nuova formula per il reclutamento. Sono le novità che riguardano i docenti universitari contenute nel ddl
Gelmini. Se la legge
passerà, per poter insegnare servirà un'abilitazione nazionale rilasciata da
una commissione di esperti anche internazionali. Le università potranno
assumere solo docenti abilitati ai concorsi per le varie fasce. Saranno
valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti.
Quanto al merito, per chi non fa ricerca e viene valutato negativamente salta
lo scatto dello stipendio. I prof saranno tenuti a svolgere 1500 ore annue di
lavoro di cui almeno 350 dedicate a didattica e studenti.
( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
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Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi ROMA -
Rettore Decleva che opinione si è fatto del disegno di legge di riforma dell'università predisposto dal ministro Gelmini? «L'impianto della riforma è del tutto ragionevole, ora
bisognerà vedere come tutto questo verrà applicato dal decisore politico".
A parlare è Enrico Decleva, presidente della Crui, la Conferenza dei rettori
italiani che aggiunge: "Le indicazioni del ministro vanno in una direzione
innovativa, ora bisognerà portare avanti queste idee». Cosa le piace del
ddl Gelmini? «Sul piano del reclutamento ci sono
importanti novità come l'abilitazione nazionale rilasciata da esperti del mondo
scientifico a cui fa seguito la selezione locale che mette in gioco le
responsabilità dei singoli atenei che pagano le scelte sbagliate anche sul
piano finanziario». L'università come si aprirà ai giovani? «Mi pare che il
ministro sia favorevole alle tenure track, dei contratti a termine per
ricercatori che possono diventare contratti a tempo indeterminato se questi,
nel frattempo, si abilita a insegnare come associato. E' interessante anche la
possibilità a cui sta pensando il ministro di dislocare chi non riesce a
collocarsi per troppo tempo nella ricerca in altri settori
dell'amministrazione, magari nella scuola, per evitare la figura del ricercatore
precario a vita». Per i rettori scatta il mandato a termine, cosa ne pensa la
Crui? «Era una norma scontata che avevamo chiesto anche noi, una strada
obbligatoria per il sistema». E i codici etici per regolare le assunzioni? «La
Crui sta pensando, in tal senso, di scrivere delle linee guida che potremo
presentare ad ottobre. Il problema non è fare la caccia alle streghe del figlio
o del parente assunto, ma verificare che ogni assunzione sia avvenuta in modo
regolare». Parliamo di risorse, senza il sistema crollerà? «Devono andare di
pari passo con le riforme, se non si ripianano i tagli il sistema non
sopravvive. Mi pare di aver capito che il ministro Tremonti vuole collegare i
finanziamenti all'andamento delle riforme. Ma ci vorrà davvero una fase di
investimento forte dopo la crisi. Non ha senso europeizzare le regole ma non
gli stanziamenti». G.A.
( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi Mai più
rettori a vita che si auto-prorogano all'infinito restando in carica anche più
di dieci anni. Il ministro Gelmini ha intenzione di mettere in freno a questo mal costume tutto
italiano. Oggi ogni università decide il numero di mandati modificando il
proprio statuto. In futuro gli anni di governo di un rettore potranno essere al
massimo otto. Questo era uno degli aspetti del ddl trapelati fin dall'inizio,
ma oggi si è aggiunto un nuovo particolare: il conteggio degli anni di
mandato, avverte il ministro, sarà "retroattivo". Insomma molti dei
rettori in carica dovranno, quando passerà la legge, lasciare il testimone a
qualcun altro.
(
da "Corriere della Sera"
del 15-07-2009)
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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 15/07/2009 - pag: 9 Il dibattito Le proposte per i finanziamenti. Cammelli: «Forti investimenti» Rette più alte per salvare gli atenei «Giusto, l'ha fatto anche Blair» Decleva: «Va rivisto tutto il modello». Tremonti: «Aiuti a chi merita» MILANO Un phasing out , una strategia graduale di riforma. In cui, chissà, «introdurre un meccanismo che dia la gratuità del servizio a chi non ha soldi e faccia pagare qualcosa a chi li ha». Se l'oggetto del dibattito è l'università, la traduzione della frase pronunciata ieri da Giulio Tremonti è immediata: rette in rialzo per chi può, aiuti per chi merita. Una battuta che è (anche) una risposta a quanto scritto da Francesco Giavazzi sul Corriere : stanti i tagli sui fondi destinati agli atenei, per «conciliare» le posizioni dei due ministeri Economia e Istruzione c'è «un solo modo»: «alzare le rette ». Mediamente «inferiori ai 1.000 euro l'anno», e «ogni studente ne costa ai contribuenti circa 7.000». Poi, borse di studio ai meno abbienti. E sarà pure vero, come si fa sfuggire Tremonti, che «scrivere un fondo sul Corriere è più facile che fare una riforma della scuola»; sta di fatto che lo snodo delle tasse è al centro di molti esperimenti e riflessioni. Non ultima, la riforma voluta da Tony Blair (che sull'innalzamento delle rette quasi si giocò la poltrona) e lodata dall'Ocse. Enrico Decleva, presidente della Crui (la Conferenza dei rettori), ci tiene a precisare: «Tremonti ha rilanciato il tema, è vero. Non come fatto simbolico, però, bensì come un elemento del quadro; in realtà mi sembra sia una riconsiderazione generale di alcuni aspetti del diritto allo studio. Può essere che l'aumento delle tasse ne faccia parte; ma se così fosse, andrà accompagnato dal ripensamento dei prestiti d'onore». E in prospettiva, «bisognerà ripensare il modello su cui si finanzia il sistema; anche i parametri interni (con il vincolo del 20% di contributo studentesco rispetto al fondo di finanziamento ordinario) non corrispondono più alla realtà». Comunque vada, l'importante è che, al di là delle «condizioni quantitative», gli interlocutori «hanno riconosciuto che il problema c'è». Perché «il costo dei sistemi universitari interviene Attilio Oliva, presidente dell'associazione TreeLLLe è ovunque crescente nel mondo: le iscrizioni superano il 50% della popolazione di 19enni». Un «fenomeno epocale» che causa «uno squilibrio strutturale tra possibilità di finanziamento statale e costi in aumento». Di fronte a ciò, «il servizio pubblico di istruzione universitaria deve rimanere un impegno primario dello Stato; non va ridotto nei suoi importi (già bassi: in Italia siamo allo 0,8% del Pil, in Europa la media è l'1,2) ma aumentato. A condizione che il sistema diventi responsabile, cosa che non è». Seconda proposta: «Si superi il tabù dell'intoccabilità delle rette. Una laurea è un investimento individuale con ritorni consistenti. Ora gli studenti pagano il 15% dei costi reali, non si capisce perché non si possano aumentare anche significativamente, come nell'Inghilterra di Blair». Anche Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea, snocciola cifre. Di segno un po' diverso: «Aumentare le tasse? In Europa la banda di oscillazione va da Paesi con rette prossime allo zero, come la Germania, ai 360 euro l'anno della Francia, a un massimo di 2.100 nel Regno Unito. A Bologna, già nella triennale si va da 1.260 a oltre 2.300». Quindi: «Dire che se non abbiamo altre risorse qualche aumento va fatto, soprattutto su chi ha redditi elevati (e, >come
sostiene la Gelmini, con
un'operazione di arricchimento per chi esce da famiglie disagiate), mi sembra
il minimo. Ma in un quadro diverso. Perché l'Italia sta destinando
all'università molto meno degli altri Paesi; e so bene che i soldi sono pochi,
ma anche nelle annate più nere il contadino non smette di seminare...».
Gabriela Jacomella gjacomella@corriere.it
( da "Corriere della Sera" del
15-07-2009)
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Corriere della Sera sezione: Primo Piano
data: 15/07/2009 - pag: 8 Pronta la riforma dell'Università I ricercatori? Ai
licei chi non vale Mandato massimo di 8 anni per i rettori e scatti solo per i
docenti migliori ROMA La riforma dell'università si farà. Il governo intende
cambiare il reclutamento, la governance e combattere gli sprechi negli atenei a
partire dal 2010. Il ministro Mariastella Gelmini risponde a quanti accusano la
maggioranza di essere bloccata su questo fronte illustrando, davanti a rettori
ed esponenti del Pdl, i contenuti della proposta che inizierà il suo cammino in
autunno. Il testo è piaciuto a Tremonti. I due ministri sono d'accordo anche su
un ulteriore provvedimento, non compreso nella proposta, ispirato alla
«tenure track», una procedura internazionale secondo la quale un ricercatore al
termine del periodo di prova viene confermato solo se in grado di dimostrare la
qualità nella propria docenza. In caso contrario utilizza una passerella e va
ad insegnare nella scuola o lavora nella pubblica amministrazione. Nella
Finanziaria di autunno, secondo il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio
Gasparri, il ministro dell'Economia «potrebbe destinare risorse in più
all'università». Si parla di una somma compresa tra i 400 e i 500 milioni di euro.
In realtà Tremonti non ha fatto alcun accenno alla quantità di risorse. Ha
parlato però di gradualità, riferendosi al processo di riforma. Secondo
l'esegesi degli accademici la gradualità riguarderà anche i finanziamenti. Come
dire: adeguamento dei fondi e riforme in grado di rendere più efficiente il
sistema devono andare di pari passo. Il meccanismo di riforma è avviato. Nei
prossimi giorni verrà presentata al Consiglio dei ministri l'Agenzia nazionale
della valutazione dell' Università e della Ricerca (Anvur) che dovrebbe
cominciare a funzionare tra un anno, un anno e mezzo. L'Agenzia, ha spiegato il
ministro, «servirà per introdurre trasparenza: non più denaro a pioggia per
alimentare sedi distaccate inutili, corsi di laurea che producono disoccupati,
ma attenzione a qualità e merito ». Tra le novità previste dal disegno di
legge, un filtro nazionale per garantire la qualità dei candidati che dovranno
essere reclutati dai singoli atenei, un mandato massimo di otto anni per i
rettori, scatti di stipendio solo ai professori migliori, la possibilità per
gli atenei di fondersi tra loro per evitare duplicazioni. Ci sarà una
distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzerà
proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la responsabilità
chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione. Sarà ridotto il
numero di membri sia del Senato (al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia
del Cda (11 invece di 30) «per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati».
I settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà (con una
consistenza minima di 50 ordinari per settore). La riforma della governance
prevede anche l'adozione di un codice etico per evitare incompatibilità e
conflitti di interessi legati a parentele. In materia di diritto allo studio, è
prevista una delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le
Regioni, con l'obiettivo «spostare il sostegno direttamente agli studenti» in
modo da «favorire la mobilità». La valutazione L'Agenzia di valutazione
dell'attività accademica sarà presentata al prossimo Consiglio dei ministri ed
entrerà in funzione tra un anno La scelta Futuri studenti universitari
affollano uno degli stand di orientamento all'Università La Sapienza di Roma
(Benvegnù/ Guaitoli) Giulio Benedetti
( da "Corriere.it" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
LA RIFORMA E QUELLO CHE NON SI DICE
L'Università delle ipocrisie Da almeno 30 anni ogni tentativo di riformare
l'università è fallito per la resistenza di interessi potenti, non disposti a
rinunciare ai propri privilegi. Il governo Berlusconi segue una strategia
diversa, che potrebbe essere il banco di prova per altre riforme. La legge
finanziaria dello scorso anno con un provvedimento che prevedo verrà riproposto
nel Documento di programmazione economica ha ridotto in modo drastico i fondi
statali per il funzionamento delle università: meno 8% il prossimo anno, meno
17% nel 2011. A
prezzi costanti i finanziamenti statali scenderanno del 20% in quattro anni.
Sono stati anche azzerati i fondi per l'edilizia universitaria. Poiché la quasi
totalità dei finanziamenti statali serve a pagare stipendi, con un taglio del
20% la maggior parte delle università nei prossimi due anni chiuderà.
Sopravvivere indebitandosi (anche qualora lo Stato permettesse ai rettori di
farlo e le banche concedessero i mutui) è una via preclusa ai più: a Siena le
rate di ammortamento sui debiti contratti rappresentano già quasi il 20% delle
spese non vincolate, a Firenze siamo intorno al 15%. Mi sarei aspettato che il
governo, dopo essere stato inflessibile sui tagli, annunciasse una riforma
profonda dell'università ponendo gli oppositori (rettori, sindacati, baroni
vari) di fronte a una scelta: accettate o vi assumete la responsabilità della
chiusura delle università. Il ministro Gelmini da mesi ha nel cassetto una riforma
ambiziosa e contrastata (ad esempio i rettori si oppongono alla proposta di
vedersi sottratta la presidenza dei cda degli atenei e non vogliono veder
modificato il meccanismo con cui sono eletti), ma non l'ha mai presentata.
Perché? A mio parere perché esistono due visioni molto diverse all'interno del
governo: sull'università così come su altre riforme. Il ministro Gelmini e i ministri «di spesa», dall'ambiente
all'agricoltura è disposto a dar battaglia sulle regole, ma chiede che, a
fronte di nuove regole, tornino le risorse, o almeno un po' di risorse.
Dall'altra parte il ministro dell'economia memore dell'insegnamento del
presidente Reagan: «Affama la bestia, vedrai che diventerà mansueta» non è
disposto a rinunciare ai suoi tagli. Come ho scritto più volte, io penso che vi
sia un solo modo per conciliare queste due posizioni: alzare le rette
universitarie. Oggi esse sono (in media) inferiori ai mille euro l'anno, mentre
ogni studente costa ai contribuenti circa 7.000 euro l'anno (quasi 12.000 se
non si contassero i fuori corso). Rette più elevate dovrebbero essere
accompagnate da borse di studio tali da garantire a chiunque lo meriti la
possibilità di accedere all'università. Anticipo l'ovvia obiezione: in un Paese
di feudi molte università non userebbero certo il merito come criterio di
selezione. Ma esistono altre strade? La mediazione fra i ministri è compito di
Berlusconi: è disposto a spiegare agli italiani che l'università di fatto
gratuita non solo non ce la possiamo più permettere, ma è anche un sistema
iniquo perché trasferisce reddito dai poveri ai ricchi? (Gli operai
rappresentano il 30% degli italiani, ma solo il 20% dei loro figli accede
all'università). Oppure a novembre, quando studenti e rettori saranno insieme
sulle barricate, farà ciò che hanno fatto i democristiani per 50 anni: nessuna
riforma e qualche soldo in più per spegnere l'incendio? Francesco Giavazzi
stampa |
( da "Sestopotere.com" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il governo ha presentato l'ultimo Dpef
prima della riforma della Finanziaria (15/7/2009 13:33) | (Sesto Potere) - Roma
- 15 luglio 2009 - Il Consiglio dei ministri, nella seduta di oggi, ha
esaminato ed approvato il Documento di programmazione economica e finanziaria
per gli anni 2010-2013, predisposto e presentato dal Ministro delleconomia e delle
finanze, Giulio Tremonti, che definisce il quadro di finanza pubblica per il
prossimo quadriennio. Il Documento indica i parametri economici essenziali, in
particolare quelli relativi allo
sviluppo del reddito e delloccupazione, e le previsioni tendenziali, gli obiettivi
di finanza pubblica. Il Documento, che il Governo sottopone al Parlamento, si
articola in due parti: la prima analizza gli effetti della crisi e gli
interventi introdotti per il
suo superamento; la seconda riassume gli interventi e politiche settoriali, su
cui si svilupperà lattività governativa nel prossimo quadriennio. Il
Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ha svolto una relazione sul
quadro complessivo degli
interventi di sostegno alle attività economiche e produttive per lanno 2009. La
relazione, predisposta dintesa con i Ministri Tremonti e Gelmini, è collegata al
Documento di programmazione economica e finanziaria. Il Ministro Tremonti ha altresì
illustrato la Relazione generale sulla situazione economica del Paese per il
2008.
( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Provincia: sì ai debiti fuori bilancio
nella «seconda» del Consiglio Il segretario provinciale della Flc Cgil Fasciana
interviene, con una nota, sulle «sortite trionfalistiche del ministro Gelmini in ordine all'incremento delle bocciature, dei
debiti e delle non ammissioni, dovute alla maggior attenzione al merito e alla
disciplina da parte dei docenti dopo i provvedimenti del Ministro», «Sono
dichirazioni sostiene Fasciana che destano molte preoccupazioni in ordine alle politiche che il Governo
continua a mettere in campo per garantire il successo formativo degli alunni.
Il Ministro legge i dati con lenti ottocentesche e reputa positivo l'effetto
nefasto che anni di politiche dei tagli e scarsi investimenti stanno producendo
e continueranno a produrre nel sistema formativo italiano. Un sistema che si
avvia verso l'esclusione dei più deboli sia a livello culturale che economico,
che non pensa ad integrare e a favorire percorsi virtuosi tra scuola ,
formazione e lavoro e che valuta l'insuccesso come elemento positivo per
misurare lo stato di benessere della scuola. La Flc Cgil è dell'avviso che
bisogna fermare le politiche sbagliate della Gelmini
attivando tutte le azioni di contrasto necessarie per processi formativi
inclusivi, di qualità per tutto l'arco della vita, che siano in gradi di
garantire pari opportunità soprattutto agli strati più deboli della
popolazione». Sull'argomento è intervenuto ieri anche il dirigente scolastico
Santo Molino che ha presieduto una commissione di maturità al Cutelli, ed è fra
l'altro componente del direttivo nazionale dell'Andis. «L'associazione
nazionale dirigenti scolastici - dice Molino - è per una scuola che porti al
successo formativo. In questo senso auspichiamo una scuola dove tutti possano
conseguire un diploma di scuola secondaria di secondo grado. Così come è
necessario che gli studenti vadano all'università per conseguire una laurea.
Per paradosso è auspicabile che chi va in ospedale possa avere successo :
guarendo. Esibire dati di mortalità o insuccesso scolastico non può. di per sé,
rappresentare sintomo di maggiore serietà per il sistema educativo. Così come
per il pedagogista Dewey, scuola, società e democrazia fanno parte dello stesso
progetto. In questo senso è necessario dare maggiori investimenti e più risorse
umane alla scuola per avere domani una società migliore». M. C.
( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
la cgil alla
gelmini «Preoccupante trionfalismo» La Corte di Cassazione ha annullato la
sentenza di condanna a otto mesi emessa dalla Corte d'appello nei confronti del
dott. Ignazio Morana, medico in servizio al pronto soccorso dell'ospedale
Garibaldi al quale si era rivolto nel 2002 un giovane di 23 anni lamentando
dolore al torace. Quest'ultimo,
dopo le cure del caso, veniva dimesso per fare rientro a casa ove il giorno
successivo decedeva per un aneurisma dissecante dell'aorta. Il medico si trovò
di fronte un paziente che presentava solo un dolore al torace che
all'accettazione del pronto soccorso «Triage» venne classificato a livello più
basso, e che dopo la somministrazione di un blando antidolorifico si sarebbe
attenuato. Pertanto il dott. Morana, esperiti i protocolli sanitari volti a
indagare le cause di quell'unico sintomo e tenuto in osservazione il paziente
per il tempo necessario, dimise il paziente con l'avvertenza che sarebbe dovuto
tornare al pronto soccorso ove il dolore si fosse ripresentato. La Corte
d'appello, cui il medico si era rivolto dopo che il Tribunale lo aveva
condannato ad 8 mesi dichiarandolo responsabile del decesso per non aver
riconosciuto l'aneurisma, dopo aver disposto una perizia collegiale decideva di
confermare la sentenza per colpa professionale. Contro la decisione hanno
proposto ricorso in Cassazione il difensore dell'imputato avv. Enzo Musco, e il
responsabile civile Azienda ospedaliera Garibaldi, assistita dall'avv. Attilio
Floresta, i quali hanno denunciato il vizio della motivazione in quanto sulla
base del quadro clinico manifestato al momento della visita il medico non
poteva essere orientato verso la diagnosi di aneurisma. La Suprema Corte in
accoglimento dei ricorsi dei difensori ha annullato la sentenza per violazione
di legge, ordinando il rinvio degli atti alla Corte d'Appello per un nuovo
processo.
( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Intesa commercianti-Viminale Rapine,
allarme acustico addio polizia in diretta tv con i negozi Roma. Un mandato di
non oltre 8 anni per i rettori, la possibilità per gli atenei di fondersi tra
loro per evitare duplicazioni, un consiglio di amministrazione con il 40% di
membri esterni, scatti stipendiali solo ai professori migliori: sono alcune delle novità previste dal ddl messo a punto dal ministro
Mariastella Gelmini per
dare un volto nuovo all'università italiana perché - ha spiegato - bisogna
avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università
che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi. FUSIONI TRA ATENEI: Sarà
possibile fondere o aggregare, su base federativa, università vicine,
anche in relazione a singoli settori di attività, per aumentare la qualità,
evitare duplicazioni e abbattere i costi. BILANCI PIÙ TRASPARENTI: I bilanci
delle università dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza
(attualmente non calcolano, ad esempio, la base di patrimonio degli atenei).
Debiti e crediti saranno resi più chiari secondo criteri nazionali concordati
tra i ministeri Istruzione e Tesoro. DIMEZZATI SETTORI DISCIPLINARI: I settori
scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà (con una
consistenza minima di 50 ordinari per settore). La sforbiciata punta anche a
evitare che cordate ristrette abbiano troppo potere. È poi prevista una delega
al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca. RETTORI, LIMITE DI 8
ANNI: Alla base della riforma della governance c'è l'adozione di un codice
etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele.
Per quanto riguarda i rettori è previsto un limite massimo complessivo di 8 anni
per il loro mandato (inclusi quelli già trascorsi prima della riforma). Ci sarà
una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato
avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la
responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione
anche delle sedi distaccate. Sarà ridotto il numero di membri sia del Senato
(al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia del Cda (11 invece di 30) «per
evitare organi pletorici e poco responsabilizzati». Il Cda avrà il 40% di
membri esterni e sarà rafforzata la rappresentanza studentesca (questo anche
nel senato). Un direttore generale prenderà il posto dell'attuale direttore
amministrativo e avrà compiti di grande responsabilità, insomma sarà un vero e
proprio manager dell'ateneo. Infine, il nucleo di valutazione d'ateneo sarà a
maggioranza esterna (per garantire una valutazione imparziale) e sarà
semplificata la struttura interna degli atenei. SCATTI SOLO A PROF MIGLIORI:
Una commissione nazionale (con membri italiani e per la prima volta anche
stranieri) dovrà abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi
per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di
parametri predefiniti. Le università potranno assumere solo coloro che saranno
riconosciuti validi dalla commissione. Vengono previsti incentivi economici al
trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la
mobilità, con procedure semplificate per i docenti di università straniere che
vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia. I professori a tempo
pieno dovranno lavorare 1.500 ore annue, di cui almeno 350 per docenza e
servizio agli studenti. Scatti stipendiali solo ai prof migliori: si rafforzano
le misure annunciate nel DM 180
in tema di valutazione biennale dell'attività di ricerca
dei docenti; in caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e
non si può partecipare come commissari ai concorsi. DIRITTO ALLO STUDIO: Delega
al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le
Regioni, con l'obiettivo si spostare il sostegno direttamente agli studenti per
favorire accesso agli studi superiori e mobilità. Tiziana Caroselli
( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
La riforma
dell'università. Ecco il progetto con cui il ministro Gelmini vuole dare un nuovo volto agli
atenei Rettori a termine e scatti solo a prof bravi Una carezza alla figlia
Barbara e un grazie allo staff medico
( da "superEva notizie" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola
Giffoni 2009: Il messaggio della Gelmini "Grazie al vostro impegno
il modello Giffoni è un esperimento ormai consolidato, un progetto culturale
che vede nei più giovani i protagonisti assoluti che interpretano e descrivono,
attraverso il[...] "Grazie al vostro impegno il modello Giffoni è un
esperimento ormai consolidato, un progetto culturale che vede nei più giovani i
protagonisti assoluti che interpretano e descrivono, attraverso il
cinema, i linguaggi e i temi a loro più vicini". E' quanto si legge in un
messaggio inviato dal ministro dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca, Mariastella Gelmini, al direttore del Giffoni
Film Festival, Claudio Gubitosi. "Per la sensibilità dei temi scelti e la
capacità di coinvolgere e raccontare il mondo dei ragazzi, il Giffoni Film
Festival rappresenta un'esperienza unica nel panorama degli eventi culturali
del nostro Paese scrive il ministro- In attesa di celebrare il quarantennale
del festival, sono certa che i temi al centro della 39 edizione di questa
manifestazione saranno capaci di stimolare, come sempre, la riflessione sul
ruolo e la condizione dei giovani nella società contemporanea e raccontare quel
percorso di vita che hanno appena iniziato nella speranza di realizzare tutti i
sogni che oggi conservano nel cuore". PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite
EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle
Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma-->
Pubblicato il 15 luglio 2009 in: Festival cinematografici » Invia tramite EMAIL
» Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni
( da "Stampa, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
TAGLI ALLE SCUOLE. L'ASSESSORE
PROVINCIALE FA IL PUNTO "L'aumento di bocciati risolve la crisi di
aule" "Resta il rebus affollamento, ma i casi sono diminuiti"
[FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA L'aumento di bocciati mette una toppa ad
alcune situazioni critiche che i presidi avrebbero avuto un solo modo per
risolvere: rifiutare alcuni iscritti per non creare classi-mostro troppo
numerose e ingestibili. Così, nel consueto doppio volto della medaglia, se le
bocciature sono il segno che la scuola non ha preparato in maniera adeguata e
che l'obiettivo è pretendere maggiore serietà e profitto dagli studenti, nello
stesso tempo, in questo anno in cui il rigore del ministro Gelmini trova oggettivamente difficile
applicazione, «l'incremento dei respinti ha indirettamente consentito di
accantonare problemi contingenti nella formazione delle classi» dice
l'assessore provinciale Massimo Barbadoro. Ma la situazione è in fermento.
Aggiunge Barbadoro: «Ho ricevuto segnalazioni di alunni che non erano certi di
poter frequentare alcuni corsi al Volta. Ora pare ci sia una soluzione: classe
da 31, ma con sdoppiamento del laboratorio. Ammesso che la proposta sia accolta
in organico di fatto». Le decisioni sull'organico definitivo saranno prese
dalla Direzione scolastica regionale, quando avrà esaminato le bozze che i vari
provveditori hanno recapitato entro ieri. Sull'assegnazione dell'organico di
fatto (atteso intorno al 20 luglio) sono riposte molte speranze di situazioni
tutt'ora in bilico. I presidenti delle Province l'altro giorno hanno fatto una
levata di scudi circa i criteri di applicazione dei tagli agli organici degli
insegnanti. L'assessore regionale Giovanna Pentenero, a tal proposito, ieri ha
commentato: «Lo andiamo dicendo da mesi che il problema dei tagli previsti
dalla riforma Gelmini esiste. Purtroppo, però, quando
il 1° luglio avevo sollecitato di inviare al ministro una lettera, sottoscritta
da tutte le Province, per chiedere di rivedere le contrazioni di organico in
Piemonte, solo Cuneo aveva firmato». Anche Barbadoro per Alessandria era
favorevole, «ma poi mi hanno detto che era inutile, perché non se ne faceva
nulla». Aggiunge: «Non si può pensare che con classi più numerose e con meno
insegnanti si possa garantire la stessa qualità didattica». E, soprattutto, non
è fantasia il rapporto matematico, dettato dalle norme, tra numero di persone
in classe e capienza dell'aula stessa: la regola è dettata da esigenze di
sicurezza. Ora, facendo un conto grossolano, un'aula con 30 alunni dovrebbe
essere di 60 metri
quadri (1,90 mq pro capite). Quanti sono i locali didattici di queste
dimensioni? «Da anni la Provincia investe molto in sicurezza nelle scuole, ma,
se ora aumentano gli allievi per classe, i conti sballano» dice Barbadoro. I
presidi stanno terminando il censimento nei rispettivi istituti. E se le
superfici non risulteranno consone alla legge? Il timore è che, con un
collaudatissimo meccanismo all'italiana, si trovi un'agevole escamotage nella
limatura dei parametri. Basta abbassare la metratura pro capite e l'aula è
bell'e che idonea!
( da "Stampa, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Tagli alla scuola
Taricco replica alle accuse «La Gelmini
ha tagliato 1700 insegnanti nelle scuole piemontesi e nessuno ha fiatato. Ora
invece si discute su chi è più penalizzato e chi meno: Torino ha avuto una
riduzione minore perché aveva già classi numerose. Il problema vero è la
riforma che prevede solo risparmi».
Così Mino Taricco, assessore regionale, interviene dopo l'accusa di assessori
all'Istruzione e presidenti delle Province di Cuneo, Biella, Novara, Verbania e
Vercelli. «Torino è solo sfiorata dai tagli di cattedre e prof alle Superiori»
hanno protestato martedì. Stanno preparando una lettera per l'assessore
regionale all'Istruzione, Giovanna Pentenero, che replica: «È un anno che
segnaliamo il disagio. I parametri applicati sono oggettivi». Licia Viscusi,
assessore provinciale all'Istruzione: «Nessuno ha spiegato i criteri dei tagli.
Perché non sono univoci ovunque in regione?». \
( da "Stampa, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Aiutare davvero le piccole imprese Tra le
mancanze che possiamo riscontrare nell'operato dell'attuale governo c'è una
trascuratezza evidente sul cuneo fiscale. Fino a quando un dipendente costa al suo
datore di lavoro 2,5 volte quello che percepisce, la stagnazione dell'economica
non potrà essere risolta. Se, invece, diamo più respiro alle paghe, limando la
pressione fiscale, gireranno più soldi, e di conseguenza lo Stato incasserà Iva
e tasse. Vorrei inoltre evidenziare la plateale presa in giro sul discorso
Banche. Alcuni istituti di credito addirittura scrivono ai clienti esprimendo
la loro vicinanza alle piccole imprese e poi applicano tassi d'interesse
vergognosi. Il potere delle banche sopravvive perché lo Stato lo permette
chiudendo un occhio, anzi entrambi. Qualcuno mi dica cosa è stato fatto
concretamente o cosa si intende fare per aiutare le piccole imprese.
Organizziamo corsi di formazione?! MARCO CHIERICI O la letteratura o il mercato
Letteratura e mercato non andranno mai d'accordo. O l'uno o l'Altra. L'articolo
di Baudino è, in tal senso, lapalissiano. Come fa uno a definirsi scrittore
incorrendo in strafalcioni quali quelli evidenziati? Qui non va in malora solo
la lingua letteraria, ma pure l'italiano corretto. Quelle di Calvino e
Vittorini non erano pedanterie inutili. Il sacro Fuoco dell'Arte è e sarà
sempre privilegio di pochi. Tanto malridotte, le Letterature mi fanno pensare
alla «delicata flottiglia» dell'«Epigramma» degli «Ossi di seppia». Fragili
barchette di carta, che un domani non molto lontano potrebbero essere
inghiottite dalla corrente. Si spera un passante possa, pietoso, raccoglierne
le scarne spoglie, e testimoniarne la grandezza passata e perduta per sempre.
MARIA LUISA MAZZOCCHI SAN MARINO L'incoerenza di Grillo Se Beppe Grillo
considera il Pd un «partito alla frutta» e non riconosce la commissione di
Garanzia, perché si vuole iscrivere al Pd? Non gli basta il suo movimento per
cambiare il nostro Paese? In verità si può tranquillamente affermare che le sue
idee tradotte in politica non hanno rilevanza. In tutti i casi è «amorale»
voler entrare in una forza politica come il Pd che da molti anni sta lavorando,
tramite il progetto dell'Ulivo, per unire tutti i riformisti presenti in
Italia. In questa ottica la saggia decisione di sbarrare la strada a Grillo va
nella direzione di evitare al Partito democratico una deriva caotica e senza
futuro. PIETRO ACETO, BOLOGNA La classe dirigente dei simpatici Dario
Franceschini si ricandida alla segreteria del Pd dopo aver condotto la sinistra
italiana al peggior risultato elettorale della sua storia e lo fa all'insegna
dello slogan «viva il nuovismo, abbasso i vecchi arnesi», avendo però al suo
fianco Piero Fassino, Franco Marini e Perluigi Castagnetti, che certo nuovi non
sono. D'Alema e Veltroni, dopo le sconfitte elettorali, ebbero il buon gusto di
dimettersi, Franceschini invece fa finta di nulla. È tanta la confusione sotto
il cielo del Pd che una semplice ragazza può permettersi, parlando alle assise
nazionali del partito, di trovarsi catapultata ai vertici e di inaugurare una
nuova categoria nella classe dirigente: quella dei simpatici. Le persone vanno
giudicate per le loro idee e le loro capacità politiche, non in base allo loro simpatia.
GIUSEPPE BIANCHI Le missioni di pace talvolta delle trappole Quando sento o
leggo che un militare italiano è stato ucciso o ferito in qualche paese
straniero mi chiedo: cosa ci fanno i nostri militari in quei paesi? Qualcuno ha
il coraggio di dire che la nostra è una «forza di pace» anche se viene
bersagliata e attaccata dai soliti «ribelli» (o partigiani?) locali? Non so
fino a che punto abbia senso una situazione del genere. Le missioni di pace
possono diventare delle trappole e i politici sono i diretti responsabili di
una politica estera che ha come soluzione la morte o il ferimento di troppe
persone. Lasciamo che ogni popolo trovi la propria strada e il proprio futuro.
MARINO BERTOLINO Bisogna ritrovare la scuola che educa L'intervista
al ministro Gelmini
contiene molte affermazioni condivisibili e concetti giusti come premiare il
merito. Tuttavia, secondo me si è perso di vista il valore fondamentale della
scuola. Quando il ministro afferma che la scuola deve essere capace di
integrarsi con il mondo del lavoro, sbaglia mira: la scuola deve essere capace
di integrarsi con il mondo, punto. Gli insegnanti hanno perso il ruolo
di educatori. Bisogna tornare ad insegnare ai nostri figli che è il lavoro che
premia, non il calcio o la tv. Occorre anche che si insegni loro che
l'educazione ed il rispetto per gli altri è la base di una società in cui tutti
hanno la possibilità di esprimersi, altrimenti si soffoca sul nascere qualsiasi
tentativo di serena convivenza. MARCO GAMBELLA, TORINO Il condono fiscale che
beffa gli onesti La maggioranza parlamentare ha approvato l'ennesimo condono
fiscale a favore di quei capitali che si trovano al di fuori dei nostri confini
garantendogli, in caso di rientro sul nostro territorio, un prelievo fiscale
del 5%. Questa è l'ennesima beffa a scapito di chi in Italia le imposte le paga
realmente come i lavoratori dipendenti e i pensionati i quali, da diverso
tempo, chiedono un trattamento fiscale meno pesante e una remunerazione in
linea con gli standard degli altri paesi europei. Non dimentichiamoci che i
capitali in rientro sono spesso frutto di evasione fiscale, eterna piaga della
nostra società a cui nessuno pone rimedio. STEFANO IZZO Cattolici in piazza ma
non in chiesa A volte si sente dire che i cattolici riempiono le piazze ma non
le chiese. In realtà le chiese non sono vuote, ma in diversi paesi occidentali
la pratica religiosa è diminuita, soprattutto nelle Chiese protestanti. Il
fenomeno non ha risparmiato l'Italia, ma la non partecipazione regolare alla
Messa non significa la perdita della fede. Le cause vengono attribuite anche ai
nuovi stili di vita e al consumismo. Tuttavia in alcuni paesi si intravedono
inversioni di tendenza; per esempio in Francia, dove ogni anno circa 10.000
persone, in massima parte giovani, si convertono al Cristianesimo. ALESSIO
NOLAN
( da "Leggo" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Ladra a 88 anni Una donna di 88 anni è
stata scoperta mentre borseggiava in un mercato a Pesaro. Per l'anziana, con
numerosi precedenti per borseggio, risalenti anche fino al 1975, sono scattati
i domiciliari. In aereo solo Fido Inaugurata a New York la
"Pet Airways", la prima compagnia aerea esclusivamente per cani e
gatti. Previsto un particolare addestramento per gli assistenti di volo.
Scuola, sit-in precari Protesta degli insegnanti precari ieri a Montecitorio,
contro i tagli decisi dal Governo. La Gelmini replica: «Stiamo lavorando a una soluzione».
( da "Tempo, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Scoperte Dopo il successo del
ciclo di letture, parla l'erede del grande critico «Il mio trisavolo De
Sanctis? Darwiniano» «Giorni belli della mia vita furono quelli che io spesi a
leggere le opere di Carlo Darwin» . E ancora: «Se Darwin fosse stato solo un
naturalista, la sua influenza sarebbe rimasta in quella cerchia speciale di
studi. Ma Darwin non fu solo lo storico, fu il filosofo della natura...». Lo
scrive Francesco De Sanctis in un libretto dal titolo «Il darwinismo
nell'arte», stampato a Napoli nel 1883. Un documento che il pronipote del
maggiore critico della letteratura italiana - Francesco De Sanctis junior - ha
ritrovato nella dimora dell'avo e che ora tiene (con manoscritti, lettere,
opuscoli dimenticati ma preziosi) in un caveau, in banca. De Sanctis jr. è un
giovane architetto che s'è accollato un onere derivato da un onore: l'onore è
aver ricevuto in eredità tutto il corpus delle carte dell'autore della «Storia
della Letteratura Italiana», l'onere (ma anche questo onore) di rilanciare il
messaggio desanctisiano, che non è solo letterario, ma civile, ed etico. «Ho
cercato nelle case del mio trisavolo ogni carta. Ne ho ritrovate tante, in
bauli che non si aprivano da un secolo». Uno studio matto e appassionatissimo,
parafrasando Leopardi, che conobbe De Sanctis giovane. Dalla ricerca è
scaturita l'idea della Fondazione De Sanctis, che Francesco jr. presiede, e che
nella scorsa primavera ha realizzato un ciclo di letture dei classici della
letteratura nelle sedi istituzionali italiane. Incontri cominciati al
Quirinale, alla presenza del Capo dello Stato, e passati poi per Camera,
Senato, Campidoglio.... A dar voce ai poeti, famosi attori, (Gerini, Morante,
Bentivoglio). «Un successo travolgente, del quale ringrazio il sottosegretario
Gianni Letta, che ha creduto e dato le ali all'iniziativa -
dice il fortunato pronipote - Su impulso del ministro Gelmini, continueremo in autunno invitando gli studenti nei teatri di
tutta Italia, a cominciare da Milano». La polvere rimossa dalla «valigia» di De
Sanctis ha disseppellito straordinarie pagine. Come appunto quelle su Darwin. O
il manoscritto di «La giovinezza». «È l'autobiografia che nel 1883, l'anno della morte,
De Sanctis, quasi cieco, dettò alla nipotina prediletta, Agnese, cugina di mio
nonno», spiega l'architetto. La pagina che l'ha emozionata di più? «Quella
dell'incontro del De Sanctis sedicenne col conte Giacomo Leopardi. In casa di
Basilio Puoti, il 2 ottobre 1833. "Quando venne il dì, grande era
l'aspettazione", rammenta il mio trisavolo. E poi narra che il poeta
dell'Infinito gli chiese pareri letterari, e lui parlò una buona mezz'ora.
"Quando ebbi finito - scrive ancora - il conte mi volle a sé vicino, e si
rallegrò meco, e disse ch'io avevo molta disposizione alla critica". Il
poeta aveva visto giusto».
( da "Tirreno, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Viareggio Chiudono le scuole
di Querceta Neri: «Mancavano gli iscritti per formare una prima classe» di
Simone Tonini QUERCETA. La scuola elementare di Querceta, a partire dal
prossimo settembre, chiude i battenti. Niente anno scolastico 2009-10 quindi
per il plesso, i cui alunni sono stati iscritti dai genitori nelle scuole
vicine, dal Frasso a Marzocchino. Il progressivo calo registrato di anno in
anno aveva raggiunto ormai un livello insostenibile, tenuto conto oltretutto
dei parametri imposti dall'ultima riforma scolastica, ma la chiusura delle
elementari di Querceta non è attribuibile direttamente alla legge. «Nonostante
i continui investimenti da parte dell'amministrazione comunale - dice il
sindaco Ettore Neri - le iscrizioni diminuivano ogni anno: una vera e propria
diaspora che ha reso impossibile quest'anno formare una prima. è una battaglia
persa: ormai siamo al mercato delle scuole e ognuno è libero di iscrivere i
propri figli dove vuole». Il sindaco prova a spiegare il motivo di questo
trend. «La scuola di Querceta ha due limiti strutturali: non c'è un cortile né
una palestra. Non si può parlare certo di mancanza di bambini nel nostro
comune, piuttosto molti genitori originari di Forte hanno continuato ad
iscrivere lì i propri figli. Oppure si preferivano Marzocchino e Frasso a
Querceta». Eppure negli ultimi tempi era stato installato un ascensore e
realizzato l'impianto antincendio. «Non c'erano più i numeri - prosegue Neri -
dato che erano rimasti pochissimi iscritti. Assieme al dirigente scolastico
abbiamo tentato di non chiudere la scuola ma la maggior parte dei genitori ha
chiesto il trasferimento». Potrebbero essere a rischio altre scuole, come
Azzano dove ci sono solo otto bambini; un problema che verrà
affrontato,eventualmente, il prossimo anno. Sulla chiusura delle elementari di
Querceta l'assessore Stefano Faraboschi dà un'interpretazione differente: «Gli effetti della riforma Gelmini si sono fatti sentire: i famosi tagli sono arrivati. Con gli
iscritti che avevamo potevano essere formate anche alcune classi ma i nuovi
provvedimenti in materia di docenti consentivano solo le pluriclassi, un
accorpamento tra alunni di anni differenti, a causa della diminuzione di
insegnanti prevista dalla legge. Inoltre si sono registrati pesanti
tagli sul personale Ata, quindi alla scuola di Querceta non sarebbe stato
assegnato neanche il classico bidello. Insomma, mancavano del tutto le
condizioni per proseguire». Faraboschi sostiene che a Seravezza c'è stato un
taglio di otto insegnanti, passando dai 42 del 2008 ai 34 del 2009: «La
situazione di Querceta è stata affrontata assieme ai genitori e al dirigente
scolastico sin dallo scorso febbraio. Non ci sono state polemiche né prese di
posizioni eclatanti proprio perché abbiamo attuato un percorso trasparente e
condiviso con le famiglie. Certo, dispiace moltissimo essere giunti a questo
punto».
( da "Secolo XIX, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Fortunati quei Paesi dove non si boccia
nessuno andrea ranieri La parola "meritocrazia" fu coniata dal
sociologo inglese laburista Michael Young agli inizi degli anni '50. Il libro
"L'origine della meritocrazia" fu pubblicato in italiano dalle
edizioni di Comunità, di Adriano Olivetti. È un divertentissimo libro di
fantasociologia, in cui, dopo aver all'inizio fatto l'elogio del termine
contrapposto alle varie aristocrazie e gerontocrazie dominanti, mostra le
assurdità di una società in cui ricchezza e potere vengono distribuiti sulla
base di risultati scolastici e ancor peggio dei quozienti di intelligenza. La
casta che ne deriverebbe, secondo Young, sarebbe ancora più chiusa, impermeabile,
escludente, delle vecchie caste a cui si contrappone. In particolare la scuola
finirebbe per rendere la selezione sempre più precoce concentrando sui pochi le
eccellenze educative, ed aumentando a dismisura la selezione e la dispersione
di quanti non si adeguano agli standard di intelligenza dagli stessi
"intelligenti" definiti. Alla scuola della meritocrazia, sulle orme
di Dewey, contrappone la scuola della democrazia, che è quella capace di
valorizzare le diverse intelligenze e le diverse capacità di tutti i ragazzi,
senza gerarchie ed alti e bassi predefiniti tra di esse, ma capace di dare
valore al sapere delle mani, degli occhi, delle orecchie. E costruendo, nel
momento stesso in cui riconosce le differenze individuali di merito acquisite
con i diversi saperi, una comune idea di cittadinanza democratica, di
partecipazione, secondo le diverse capacità, alla costruzione del bene comune.
Mi è tornato in mente il vecchio libro di Young, e il vecchio ma sempre giovane
"Scuola e democrazia" di Dewey, leggendo le
interviste della Gelmini,
in cui la quantità delle bocciature segna finalmente l'aavvento della
meritocrazia nella scuola. L'affermazione della Gelmini è sbagliata non solo sulla base dei vecchi testi, ma anche sulla
base di quanto ci dicono le più recenti indagini internazionali sugli andamenti
scolastici. Se si guardano i dati dell'indagine Ocse-Pisa si scopre che
tutti i Paesi che raggiungono livelli alti di eccellenza qualitativa sono anche
Paesi in cui non c'è quasi dispersione scolastica. Il tasso di dispersione
scolastica e il non raggiungimento di standard qualitativi elevati vanno
assolutamente insieme. La Finlandia ha i livelli più alti di eccellenza e non
boccia nessuno, porta quasi la totalità dei ragazzi a pigliare il diploma a 18
anni. I paesi che stanno peggio di noi dal punto di vista qualitativo stanno
peggio di noi nei livelli di dispersione scolastica. L'idea che per recuperare
serietà dobbiamo bocciare di più non solo è iniqua, ma non funziona. Sia
l'eccellenza che la lotta alla dispersione richiedono una scuola flessibile e
capace di personalizzare i propri obiettivi, richiedono autonomia perché il
lavoro che bisogna saper fare per tenere dentro un ragazzo in difficoltà e il
lavoro teso a valorizzare le eccellenze fanno parte della stessa
professionalità, e richiedono una struttura organizzativa in grado di compiere
un'operazione di personalizzazione. Quindi, una scuola inclusiva e di qualità
non è una cosa astratta, ma è una cosa che già si verifica nei Paesi che
lavorano meglio di noi e deve restare nostro obiettivo fondamentale. L'Italia
ha tanti difetti, ma il più grave, secondo sempre i dati Ocse, è che ha il più
basso indice di equità. E fra tutti i Paesi europei, quello in cui le
differenze non risultano da attitudini individuali, ma risultano dal tipo di
scuola che frequenti, da dove sei nato e dal livello di istruzione dei
genitori. Le bocciature rivelano alla fine la scarsa capacità di un sistema
scolastico nel suo insieme di dare a tutti pari opportunità. Molto prima del risultato
finale degli esami di maturità. Addirittura nella scuola dell'infanzia, che è
il terreno prioritario per superare le differenze che derivano dai diversi
contesti familiari, e nella diffusione sul territorio di esperienze di
educazione degli adulti, dal momento che come accertano tutte le indagini, il
livello di sapere delle generazioni precedenti, gli indici di lettura e di
partecipazione alla cultura dei diversi territori, si ripercuotono nei
risultati scolastici dei bambini e dei ragazzi. La variabile territoriale è
decisiva. Quanto le città lavorano per mettere in rete le scuole tra loro e per
mettere in rete le scuole con le opportunità educative del territorio, quanto
cioè sanno essere o non essere città educativa, è un elemento fondamentale del
successo scolastico. Le scuole dell'autonomia funzionano più o meno bene quando
non sono sole, quando sono inserite in una rete di opportunità. L'immigrazione,
l'accoglimento e l'integrazione di alunni provenienti da Paesi diversi dal
nostro, è il primo terreno di verifica di questa capacità. Se è così ha ragione
la direttrice regionale dell'istruzione Anna Maria Dominici ad essere contenta
del fatto che a Genova ci siano pochi bocciati, nonostante non ci siano tracce
evidenti di lassismo compiacente. Vuol dire che la scuola di questa città,
dall'infanzia alle superiori, ha più cura di altre dei bambini e dei ragazzi di
ogni condizione sociale e qualsiasi lingua parlino e qualunque religione
professino, che qui, perlomeno, nonostante i tagli e i proclami della Gelmini, la scuola inclusiva e di qualità, quella del
"vecchio" Dewey, resiste. C'è da esserne fieri. andrea ranieri è
assessore alla Cultura del Comune di Genova. 16/07/2009
( da "Italia Oggi" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: AGRICOLTURA data:
16/07/2009 - pag: 12 autore: Giusy Pascucci il ministro
gelmini apre il piano nazionale al primario Agricoltura nella ricerca
strategica Porte aperte a Confagricoltura al tavolo per il piano nazionale di
ricerca. L'invito a partecipare al tavolo è arrivato dal ministro per
l'istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini, durante il suo intervento alla giornata seminariale «Scienza
e Vita», organizzata dalla Confederazione, a Roma, presso la sede dell'Abi. «La
ricerca non può essere un'ospite estemporanea di un settore importante come
quello dell'agricoltura, ma deve essere strettamente collegata ad essa», ha
detto Gelmini sostenendo la necessità di evitare il
dibattito ideologico e di cercare, al contrario, il confronto su temi come il
biotech. Un invito accolto con soddisfazione dal presidente Federico Vecchioni.
«Confagricoltura si candida a rappresentare quel modo agricolo che sceglie
l'innovazione per convinzione e non per necessità», ha detto convinto che
l'inserimento dell'agricoltura nel piano di ricerca dimostri come «il settore
non abbia più solo un valore economico ma può dare un importante contributo dal
punto di vista tecnologico e innovativo». Nella sua relazione Vecchioni ha
ribadito come ricerca e innovazione siano elementi cruciali per il successo di
un'impresa, per ridurre i costi, migliorare i prodotti, differenziandoli da
quelli dei competitor e guadagnare così posizioni sul mercato. Non solo. Per il
presidente il futuro e lo sviluppo del paese e del settore agroalimentare si
giocano sulla capacità di innovare e di utilizzare al meglio i risultati della
ricerca più avanzata. Per questo servono, a detta di Vecchioni, «scelte
lungimiranti e di respiro strategico, più responsabilità e meno pregiudizi
ideologici». Con la firma, ad esempio, dei decreti per la ricerca in campo
aperto e dando la possibilità agli enti di ricerca di fare una giusta
informazione pubblica. «La strada, ha spiegato, è quella di un coordinamento
efficace ed un'attività mirata alle necessità degli imprenditori. Va creato un
sistema integrato di ricerca e conoscenze sul primario e l'agroalimentare che
inneschi un circolo virtuoso di crescita mettendo al centro le esigenze
aziendali e facendo delle imprese il motore della domanda di innovazione e il
suo utilizzatore finale».
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
16-07-2009)
Argomenti: Scuola
ADRIA E DELTA DEL PO pag. 7 NON ERA stato
ammesso agli esami di maturità. Voto in condotta: sei.
Ma avev... NON ERA stato ammesso agli esami di maturità. Voto in condotta: sei. Ma aveva fatto ricorso al Tar e il tribunale
amministrativo gli aveva concesso di poter prendere parte agli esami ma «con
risrva». Ora lo studente del liceo Scientifico Galilei di Adria non è stato
ritenuto maturo dalla commissione giudicatrice. La dirigente scolastica Joëlle
Annibalini interviene con una nota inviata ai mezzi di comunicazione: «Per non
creargli tensioni inopportune - si legge in un documento diffuso ieri - si è
scelto di aspettare che finisse l'esame. Innanzitutto è doveroso fare chiarezza
sulla valutazione del comportamento, che non può essere confusa con il voto in condotta degli anni passati pur nella possibile loro
relazionalità. Nei criteri generali, deliberati all'unanimità dal Collegio dei
docenti, vengono presi in considerazione non solo la correttezza dei
comportamenti ma anche il livello delle conoscenze e competenze disciplinari
raggiunto, la qualità della partecipazione alle lezioni, ecc. Se i criteri
generali si attestano sulla sufficienza il voto
previsto è 6 e da quest'anno concorre alla media dei voti. La media del 6 è
condizione necessaria ma non sufficiente per l'ammissione all'esame. Anche un 10 in condotta
non avrebbe potuto cancellare le carenze diffuse e anche gravi dell'alunno nelle
materie caratterizzanti l'indirizzo di studio, unico motivo della bocciatura.
Secondo il consiglio di classe le lacune non avrebbero permesso all'alunno di
affrontare l'esame. Il Tar, a tutt'oggi prosegue la dirigente scolastica - non
si è pronunciato. Ha semplicemente accolto la richiesta di sospensione
cautelare, permettendo all'alunno di presentarsi all'esame "con
riserva". In questo modo sia il Galilei, sia l'alunno, hanno avuto
un'occasione di confronto con una commissione composta a maggioranza da membri
esterni, ivi compresa la presidente, sotto la vigilanza di un dirigente
tecnico, incaricato dalla Direzione Scolastica Regionale. Il risultato
pubblicato è chiaro: le prove scritte sono del tutto insufficienti e l'alunno è
stato bocciato all'esame. Dispiace che i genitori, sempre più frequentemente,
si affidino ad avvocati piuttosto che riconoscere le fragilità dei propri figli
e collaborare con la scuola soprattutto quando, come in questo caso,
rappresentano anche loro le istituzioni. Si poteva evitare di creare nel
ragazzo false illusioni, affrontando il problema diversamente. Ma è una
conferma della correttezza dell'operato degli insegnanti del Galilei. Tutti gli alunni ammessi all'esame sono stati promossi. L'unico
non ammesso è risultato non idoneo. Diventa sempre più difficile conclude - nel
mondo della scuola, mantenere quel rigore richiesto dal Ministro Gelmini e fare il proprio dovere».
Adelino Polo
( da "Riformista, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
decreto università Così il merito non
vincerà L'università ormai naviga a vista, destino paradossale per
un'istituzione che dovrebbe indicare le rotte del futuro della nostra società,
educare i giovani a scoprire nuovi orizzonti, esplorare l'ignoto. Finalmente è comparso il disegno di legge Gelmini. E a sorpresa non è una buona
notizia perché, malgrado le buone intenzioni, esso rappresenta l'ennesimo
cambiamento solo di facciata dei nostri Atenei. segue a pagina 13 di Gustavo
Piga 16/07/2009
( da "Riformista, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Tonino vuol correre Penati lo surclassa
Antonio Di Pietro vuol correre in Lombardia, contendere in prima persona lo
scettro di governatore all'uscente Roberto Formigoni e sfidare dunque Silvio
Berlusconi in persona, per la prima volta, nella sua stessa tana. È «il prezzo
di Tonino», la richiesta che il leader dell'Italia dei valori farà al Partito
democratico in cambio dell'alleanza con centrosinistra in tutte le regioni in
cui si voterà nella primavera dell'anno prossimo. Il diretto interessato non
smentisce lo scenario anticipato ieri dal Riformista. Non conferma ma neanche
smentisce. E, interpellato telefonicamente ieri pomeriggio, si limita a una
risposta di due sole parole: «Non commento». In ambienti parlamentari del
partito dipietrista, invece, l'opzione dell'ex ministro delle Infrastrutture
sulla regione Lombardia trova tutti i riscontri del caso. Non è tutto: in casa
Italia dei valori c'è già la bozza della road map con cui il partito, e il suo
comandante in capo, cercherà di superare tutte le eventuali resistenze del Pd
sull'accordone. «Il nostro obiettivo- confida un autorevole deputato
dipietrista chiedendo però la garanzia dell'anonimato - è far sì che Tonino si
giochi la madre di tutte le sue partite in politica a Milano. Sappiamo di
essere decisivi alla coalizione in tutte le regioni ed eviteremo pure di
complicare ulteriormente la partita a scacchi sui singoli candidati alla
presidenza». Ma, prosegue la fonte, «qualora il Pd decidesse di sbarrare la
strada di Di Pietro in Lombardia, il nostro leader risponderebbe giocando il
jolly. Quale? Far scendere in campo Luigi De Magistris come candidato
presidente non nella regione Calabria, come lo stesso Tonino ha minacciato.
Bensì in Campania». È «l'operazione 2010» di Di Pietro, quella che dovrebbe
slegare il marchio dell'Italia dei valori dalla famiglia dei «movimenti» e
portare il suo leader a ricollocarsi nella geografia dei big: non più
«capopopolo», ma uomo di governo. Trovato l'obiettivo (la Lombardia), impostata
la trattativa (via libera all'alleanza di centrosinistra in tutte le regioni) e
fissato con largo anticipo anche lo spauracchio per il Pd (De Magistris in
Campania). Per la riuscita del «piano 2010», in fondo, non serve vincere (ci
vorrebbe un miracolo). Nell'ottica dipietrista basta perdere bene, mettere
paura a Formigoni, salire al grado di alternativa «vera» a Berlusconi e al
berlusconismo. Sulla fiducia degli elettori lombardi, il sondaggio di Piepoli
dà l'ex pm (30 per cento) indietro rispetto a Filippo Penati (52) e anche
rispetto a Bruno Tabacci (44). Sulla notorietà, però, «Tonino» (85 per cento)
non solo batte tutti i possibili candidati del centrosinistra (Penati sta al
55, Tabacci al 31); ma arriva a tallonare anche i papabili del Popolo delle
libertà (Formigoni è al 92, Mariastella Gelmini all'86). Morale? Una gara
considerata «già persa» potrebbe incentivare la scelta del Pd di accontentare
Di Pietro. Che ieri è tornato all'attacco del capo dello Stato sulla scelta di
promulgare la legge sulla sicurezza. «Se è vero, come è vero, che ci sono seri
dubbi di costituzionalità, il suo compito è rinviare la legge alle Camere e non
approvarla. Senza lamentarsi, perché quel lamento è solo un grido al
vento e ammanta di ipocrisia una legge che doveva essere espulsa dall'ordinamento»,
è stato l'attacco ad alzo zero dell'ex pm contro Napolitano. Un modo per
rimanere a galla sui giornali, certo. Ma anche per oscurare, come faceva notare
qualche dipietrista scafato ieri al tramonto, l'iperattivismo di Beppe Grillo
degli ultimi giorni. T. L. 16/07/2009
( da "Riformista, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Caro ministro Gelmini, ci riprovi segue dalla prima
pagina Un disegno che parla di merito ma che finirà per rafforzare lo status
quo non meritocratico o, al meglio, a non incidere per nulla (risultato forse
confortante visti i precedenti disastrosi risultati delle riforme targate
centro-sinistra). L'Italia
dell'università, a differenza da tutti gli altri sistemi del mondo, non riesce
a mettere su un qualsiasi tipo di meccanismo istituzionale che premi la ricerca
di buona qualità. Gli altri Paesi avanzati hanno modi diversi (e di maggiore o
minore successo) per assicurare questo risultato. Negli Stati Uniti un sistema
decentralizzato basato sulla reputazione e la disponibilità degli studenti a
spostarsi verso la qualità ha creato un piccolo gruppo di università di grande
qualità della ricerca che hanno le risorse economiche per competere tra di loro
per attirare i migliori talenti e trattenerli se dimostrano la loro effettiva
qualità, affiancato da un gruppo di tantissime piccoli college che garantiscono
una buona didattica di base, in cui i docenti sono pagati salari più bassi e
poco legati alla ricerca ma comunque interessanti. Nell'Europa Continentale,
specie in Francia e Germania, da poco i Governi, con un meccanismo totalmente
centralizzato, hanno deciso di individuare "centri di eccellenza"
verso cui fare affluire un quantitativo assai consistente di risorse con le
quali remunerare appunto i talenti. In Gran Bretagna le università vengono
valutate a livello decentrato con indicatori obiettivi e sulla base della
classifica che da lì emerge ricevono fondi dal Governo: dopo 30 anni
l'università britannica è un sistema competitivo che produce ricerca e
incoraggia e remunera i talenti e attrae studenti da tutto il mondo. Quale
meccanismo potremmo importare? Il sistema americano è troppo lontano
culturalmente dal nostro. Troppo scarsa è la mobilità degli studenti e
scarsissima è anche la reputazione di partenza dei nostri Atenei per assicurare
il successo di un modello che richiede inoltre una uscita di scena del decisore
pubblico che pare irrealistica. Il sistema franco-tedesco ci è più vicino
culturalmente, applicandosi a un sistema fondamentalmente pubblico, ma vi
immaginate cosa succederebbe se il Miur allocasse direttamente i fondi ai
"migliori"? A quali pressioni politiche sarebbe esposto il Ministero
per soddisfare i potenti e gli interessi localistici piuttosto che il merito?
Il sistema inglese, con una valutazione decentralizzata delle competenze di
ricerca e i fondi che seguono la qualità, è quello che meglio si presta a generare
i giusti incentivi in Italia. In esso le Università sono libere di assumere chi
desiderano senza dover fare concorsi ma solo valutazioni interne, sapendo
tuttavia che una gran parte di fondi sarà allocata sulla base del merito e
dunque avendo tutto l'interesse a selezionare i migliori. Il disegno di legge Gelmini assomiglia al sistema britannico? Per nulla. Al
Titolo II, la riforma prevede sì una maggiore autonomia delle Università nella
scelta dei ricercatori e professori, ma solo dopo che questi sono stati
selezionati da una commissione a livello nazionale ottenendo una abilitazione.
Un ritorno al passato che ha due difetti. Primo, la singola Università rischia
di non potere selezionare colui o colei su cui ritiene valga la pena
scommettere quanto a capacità di ricerca solo perché un gruppo di docenti a
livello nazionale ha deciso altrimenti. Secondo, i professori che faranno parte
di tali commissioni nazionali saranno selezionati secondo un meccanismo
convoluto e che non scoraggia in alcun modo accordi sotto banco tra commissari,
accordi non necessariamente volto a premiare il merito. Supponiamo per un
attimo che questi difetti non siano rilevanti. Ebbene, anche in questa
improbabile evenienza il disegno di legge non porterebbe a miglioramenti. In
esso infatti non vi è nessun accenno alla modifica delle carriere salariali
nell'università rispetto alle carriere attuali. Un ricercatore giovane e
brillante all'inizio della carriera dunque dovrebbe iniziare il suo percorso in
Italia sempre con uno stipendio lordo di 22.000 euro lordi, mentre in Gran
Bretagna o negli Stati Uniti gli verrebbe offerto il doppio, come minimo. Tale
talento non si proporrebbe dunque mai ai concorsi previsti dal disegno di
legge. I peggiori si candirebbero e continuerebbero a non avere incentivi forti
a migliorarsi visto che la loro carriera progredirebbe in automatico per
anzianità. Ovviamente garantire stipendi più alti d'ingresso sarebbe condizione
necessaria ma non sufficiente per ottenere buona ricerca attraendo i giovani e
sostenendo i senior più bravi. Chi ci garantirebbe infatti che tali stipendi
più alti andrebbero ai migliori e non ai più connessi e più ammanicati?
Bisognerebbe ovviamente legare strettamente i fondi alla qualità della ricerca,
come si è tranquillamente ed oggettivamente fatto in Gran Bretagna, garantendo
che le cifre vadano a chi ha permesso all'università di essere valutata bene e
non ad altri, forse più potenti, all'interno dell'Ateneo. Ma purtroppo il
disegno di legge Gelmini non solo non fa così ma
dimostra solo di essere ancorato aduna visione burocratica dell'Università,
regolando in maniera certosina - invece dell'output della ricerca - gli input,
ovvero gli orari di lavoro. Un esempio? Così recita: «Il trattamento economico
dei professori a tempo pieno
è correlato ad un impegno complessivo per lo
svolgimento di attività di ricerca, aggiornamento scientifico, didattica e di
eventuali compiti gestionali, quantificato, anche ai fini della rendicontazione
dei progetti scientifici nazionali e internazionali, in almeno 1.512 ore annue, di cui almeno 350 sono
riservate, sulla base di criteri e modalità stabiliti con regolamento di
ateneo, a compiti didattici e di servizio per gli studenti ...». 1.512 ore. E
chi ci garantisce che queste ore siano dedicate a migliorare il benessere del
Paese grazie a una migliore ricerca? Nulla. In ultimo, il disegno concentra
almeno un terzo della sua lunghezza alla modifica della governance
universitaria. Articolo dopo articolo nel Titolo I si traccia un quadro che
manterrà intatta la struttura di potere attuale degli Atenei, rendendone forse
ancora meno trasparenti i meccanismi elettivi (non essendo chiaro chi potrà far
parte dei Cda delle Università il rischio è addirittura quello di vedere le
Università "ASL-izzate" politicamente). In Gran Bretagna il nuovo
meccanismo meritocratico ha creato un mercato competitivo anche per i Rettori,
in cui vi è l'ovvio incentivo a selezionare ed assumere come Rettori quelle
persone che danno la maggiore garanzia di poter generare fondi per l'Ateneo con
la crescita del merito all'interno delle proprie mura. Caro ministro, si prenda
del tempo, ne va del bene del Paese. Le intenzioni sono buone, ma non bastano.
Come fare è ben noto, basta riprodurre quanto di buono è stato fatto altrove.
Gustavo Piga Università Roma Tor Vergata 16/07/2009
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E
INCHIESTE data: 2009-07-16 - pag: 14 autore: Il fisco desiderato In Italia 14
milioni di persone vivono con meno di 10mila euro all'anno: sono tutti evasori?
Fa sicuramente comodo crederlo e mette anchea posto tante coscienze. Il dato
però meriterebbe qualche approfondimento più circostanziato, se non fossimo nel
paese del «io, speriamo che me la cavo». Un altro dato emerge dai redditi del
2007: in un anno si sono registrati 8 milioni di contribuenti in più: a che
cosa è dovuta questa crescita? Luigi A. Ciannilli e-mail I l tema del fisco si
presta molto bene a un certo andazzo informativo, propenso al titolo a effetto
e alla semplificazione esasperata, che non consente di andare a fondo di
problemi spesso di notevole complessità. Detto questo, l'italiano non si può
certo considerare tra i contribuenti più entusiasti e diligenti, come dimostra
del resto l'entità dell'economia sommersa. Tutto sta a capire da cosa dipenda
questo atteggiamento: se da congenito egoismo, inconfessabile anarchismo,
atavica sfiducia nella dimensione pubblica, radicata insoddisfazione nelle
prestazioni ricevute in cambio piuttosto che da un rapporto col Fisco
tradizionalmente difficile, complicato e poco trasparente.Credo che l'ultimo
aspetto giochi un ruolo tutt'altro che secondario. E, dunque, per fare emergere
redditi nascosti, che non solo ci sono ma sfuggono anche alla morsa della
crisi, forse varrebbe la pena di tentare con meccanismi automatici e
trasparenti. • La riforma Gelmini Sono stati appena discussi i ricorsi al Tar del Lazio controi
provvedimenti adottati dal ministro Mariastella Gelmini in attuazione dei Decreti legge che hanno previsto i tagli per
la scuola statale: è chiaro che sono stati tagliati gli organici ed è stato
stravolto l'assetto organizzativoe didattico della scuola primaria in palese
violazione delle leggi vigenti. è preoccupante che un ministro della
repubblica possa impunemente operare, violando le norme vigenti, e con la
copertura degli organi di controllo. Corrado Mauceri e-mail All'Africa solo
spiccioli è ancora lontana un'equa distribuzione delle ricchezze trai paesi del
mondo. I 20 miliardi di euro stanziati- per ora sulla cartadal G- 8 sono una
goccia nell'oceano della povertà.è vero che 20 miliardi sono meglio di niente,
ma, se si considera la corruzione di molti di questi paesi, quei fondi sono già
spariti. Così poche persone diventano sempre più ricche e tante sempre più
indigenti: povertà e corruzione in Africa, e non solo, viaggianoa braccetto.
Fino a quando non si riuscirà a spezzare questo binomio non ci sarà possibilità
di sviluppo. Giuseppe Diotto Torino La tassa di fognatura Gli italiani
(proprietari di alloggie gli agricoltori) pagano ai Consorzi di bonifica una
somma che nel 2006 è stata di oltre 450 milioni. La Corte costituzionale ha
stabilito che non si possono trasferire alle Province le sole funzioni di
carattere privatistico esercitate dagli enti in questione. è possibile
trasferire alle Province le funzioni pubblicistiche, cioè quelle che autorizzano
i Consorzi a emettere cartelle immediatamente esecutive e anche per opere non
di bonifica (come risulta dalla stessa circostanza che molte Commissioni
tributarie hanno escluso proprio la legittimità di un'imposizione che non si
basi su un beneficio discendente da un'opera di bonifica verae propria). Il
Codice delle autonomie farà in modo che almeno chi paga la tassa di fognatura
non debba versare quattrini anche ai Consorzi? Alessandra Egidi Ufficio stampa
Confedilizia
( da "Stampaweb, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
TORINO In mare sempre più come in
macchina. Anche sotto il profilo dei controlli. Dopo lacqua-velox, già
comparso lestate scorsa allimboccatura di diversi porti e canali
italiani (Portovenere, Pescara, Venezia) e che gli uomini delle Capitanerie e
della Guardia Costiera
«punteranno» anche questanno, presto arriverà pure letilometro. In
realtà, lo strumento già esiste, ed è quello che utilizzano gli agenti della
polizia. Quel che ancora manca alle «divise bianche», rispetto a chi opera
sulle strade, è una legge che
stabilisca il limite del tasso alcolemico oltre il quale deve scattare la
contestazione al diportista. «E allo studio, in collaborazione con il ministero della
Sanità», dicono i marinai. Potrebbe debuttare a fine estate. Intanto, è stato
fatto un passo avanti:
con il decreto Milleproroghe di febbraio è stata introdotta infatti una
violazione specifica, che punisce con una sanzione salatissima (fino a 8 mila
euro) chi viene «beccato» a condurre una imbarcazione in stato di ebbrezza o
sotto leffetto di droghe.
La norma esordisce con lestate 2009. Ma non è lunica novità in fatto di
sicurezza sul mare. Proprio ieri, infatti, il ministro dei Trasporti Altero
Matteoli e lammiraglio Raimondo Pollastrini, il comandante generale delle
Capitanerie di Porto, hanno
illustrato la nuova direttiva estiva, vale a dire linsieme di quelle
norme guida che saranno poi recepite da tutti i Comandi per assicurare un «mare
sicuro» agli appassionati del «blu»: bagnanti, diportisti, subacquei. Regole,
prescrizioni, che sposano e
prendono le mosse dal nuovo Codice della nautica, varato nel 2005 ed entrato in
vigore alla fine dellanno scorso con la pubblicazione (in ritardo di due
anni e mezzo) del Regolamento attuativo. Di fatto, alla sua prima estate
dapplicazione. Le nuove
disposizioni sono davvero tante, e vanno dai nuovi requisiti per le zattere di
salvataggio alla condotta a bordo di moto dacqua e kite-surf.
Per questi ultimi mezzi, ad esempio, è fatto obbligo delluso della
cintura di sicurezza, che è stato esteso
anche al windsurf. Gli acqua-scooter, poi, si possono condurre soltanto se si è
in possesso della patente nautica (quella per i natanti entro 12 miglia),
indipendentemente dalla potenza del motore, e anche nel caso del semplice
noleggio. Ciò significa che alla guida potrà mettersi solamente chi ha già
compiuto i 18 anni. Ci sono anche diverse voci che riguardano i subacquei e i
centri diving. I primi, ad esempio, devono dotarsi di una luce gialla
lampeggiante per le immersioni notturne, ma anche di un pallone di superficie
gonfiabile (pedagno) da utilizzare in caso di distacco di emergenza dal gruppo.
Mentre le imbarcazioni di chi li accompagna devono avere a bordo una bombola di
riserva 10 litri
per ogni 5 sub imbarcati, una persona abilitata primo soccorso subacqueo, il
Vhf e una cassetta pronto soccorso (analoga a quella per navi mercantili) e
ossigeno. È prevista anche una stazione di decompressione in mare per
immersioni che lo richiedono, con luce stroboscopica per quelle di notte. Sono
state introdotte nuove regole per il charter, mirate a garantire la maggior
sicurezza possibile per chi le noleggia, e anche una patente per i diversamente
abili, che consente a questi ultimi di «dirigere» la barca (magari dando ordini
ad unaltra persona, che fa da timoniere). A bordo di tutte le imbarcazioni si
potranno usare anche le carte elettroniche, oltre a quelle tradizionali e sarà
sufficiente il «tender» (il barchino di rispetto) come mezzo di salvataggio
(quindi niente zattere e atolli galleggianti), oltre naturalmente ai giubbotti
individuali, se chi sta al timone si manterrà entro un miglio dalla costa.
Naturalmente, non mancheranno i controlli. Con particolare attenzione alla
velocità (massimo 10 nodi davanti alle coste, a mille metri dalle spiagge; 3 se
si imbocca un porto) e al rispetto delle distanze di sicurezza a garanzia dei
bagnanti («Sono contrario a proporre norme severe. Non amo mandare la gente in
galera, per questo preferisco parlare di prevenzione» dice il ministro
Matteoli). Ma anche per la tutela dellambiente. «Abbiamo il Codice della nautica più
moderno del mondo» dice Anton Francesco Albertoni, il presidente
dellUcina, lassociazione degli industriali nautici italiani. «È
sicuramente un passo avanti. Però, cè ancora molto da fare in Italia per un settore che nonostante impieghi 37 mila
addetti e contribuisca al Pil per 6 miliardi di euro, non è riconosciuto a
pieno titolo come risorsa del Paese». Ben vengano dunque le nuove norme, «più
semplici, raccolte per la prima volta in un testo unico, che riducono la
burocrazia», dice Albertoni. Ma non basta. «La sicurezza è anche questione di
cultura nautica». È per questo che lUcina presenterà a breve al ministro
dellIstruzione Mariastella Gelmini la proposta di inserire nelle scuole, tra le materie
di studio, lezioni di «mare».
( da "Sicilia, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
qui ragusa Tutto deve ruotare intorno
alla facoltà di Architettura anche per Stefania Prestigiacomo, ministro di
Siracusa e «deus ex machina» della vicenda Università per la quale ha favorito
un incontro con la collega alla Pubblica istruzione, Mariastella
Gelmini. «La battaglia per
l'Università a Siracusa - dice il ministro all'Ambiente che era già intervenuta
in passato a difesa dei corsi di laurea in Beni culturali - non può essere, né
deve diventare, una battaglia di retroguardia, non può né deve essere un trattativa
al ribasso delle istituzioni locali con l'Università di Catania. In
questi anni la nostra città ha saputo far nascere e far crescere una occasione
di eccellenza: la facoltà di Architettura. Una facoltà che risponde ai bisogni
di un vasto territorio, che trova nella storia e nella cultura dei luoghi una
ragione d'essere e di crescere. Da questo modello dobbiamo ripartire se
vogliamo che l'Università a Siracusa sia volano di crescita, opportunità di
sviluppo». Il fiore all'occhiello dell'offerta formativa aretusea resta la sua
facoltà, primo insediamento accademico nato undici anni fa e che oggi continua
a ottenere successi, come testimonia il numero crescente di iscritti, i
gemellaggi con altre facoltà di vari Paesi del mondo e le attività a corredo della
ricerca. «Mi sono battuta - prosegue Stefania Prestigiacomo - per evitare
soluzioni traumatiche, perché non ci fosse un blocco della didattica nei corsi
già avviati sin dal prossimo anno accademico. Ma ciò implica che dovremo
impiegare i prossimi mesi per costruire una offerta universitaria che sappia
affiancare degnamente la facoltà di Architettura, costruendo proposte che
abbiano valore culturale e «mercato» dal punto di vista del collegamento col
mondo del lavoro». Anche il ministro siracusano, dunque, ammette che occorre
guardare oltre la logica dell'Università «sotto casa» per mirare a traguardi
più alti. Dunque una maggiore attenzione alla ricerca accademica, vero
substrato della realtà universitaria, e poi più accortezza per l'inserimento
dei laureati nel mondo del lavoro. Tutto ciò affinché la laurea non resti una
bella meta vuota. «Siracusa - conclude il ministro - deve avere fantasia e
ambizioni proporzionate alla sua storia e alla sua dignità, deve riuscire a
essere moderna senza perdere il suo prestigio antico. Il mio impegno sia
istituzionale che personale, su questo fronte sarà pieno, perché anche
l'Università possa costituire un tassello importante della Siracusa del
domani». i.d.b.
( da "Sicilia, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, critiche alla riforma GelminiLentini. All'affollata assemblea del Pd hanno parlato
Salvatore Barretta, Armando Rossitto e Roberto Alosi Lentini. Gli effetti della
riforma scolastica attuata dal ministro Mariastella Gelmini: questo il tema dell'assemblea
pubblica promossa dal Partito Democratico e svoltasi martedì sera nei locali di
via Garibaldi. Ad aprire i lavori il segretario del Pd, Salvatore Barretta che
ha voluto organizzare questo incontro per dare continuità al progetto del
partito ed accendere i riflettori sulle attuali problematiche nazionali,
regionali e locali. Tra gli altri interventi, quello dell'assessore alle
politiche giovanili Armando Rossitto, seguito dal prof. Roberto Alosi,
segretario generale della Cgil Scuola. Quest'ultimo ha relazionato sugli
effetti della riforma Gelmini nel territorio,
soffermandosi particolarmente sui tagli di posti di lavoro con le gravi
conseguenti ripercussioni sul territorio; la demolizione del sistema modulare
alle scuole elementari ed i tagli ai finanziamenti destinati alle Università ed
alla ricerca. «Il 40% dei tagli dei posti di lavoro, disposti dalla riforma
scolastica - ha affermato il prof. Roberto Alosi - si concentra principalmente
tra Sicilia, Calabria e Campania causando una ricaduta sul territorio. E' su
questi temi quindi che dobbiamo confrontarci per lanciare la battaglia e tenere
alta l'attenzione della gente». L'assemblea si è conclusa con un dibattito cui
ha preso parte, tra gli altri, anche un rappresentante della Rete degli
Studenti Medi. Ultima iniziativa promossa dal locale Pd, il forum su sanità ed
autonomie locali, svoltosi nei giorni scorsi per discutere del completamento
del nuovo ospedale, delle liste d'attesa e della soppressione della Guardia
Medica di Agnone Bagni che sta suscitando molte polemiche. A relazionare su
questi temi sono stati il segretario Salvatore Barretta, la responsabile del
forum, Nuccia Tronco, la quale è intervenuta sulla riforma del Sistema
Sanitario Regionale e l'assessore alla sanità Paolo Censabella che ha fatto il
punto sullo stato della vertenza con particolare riferimento all'aggiudicazione
del blocco operatorio, annunciando la convocazione di un'apposita conferenza
dei sindaci. Gisella Grimaldi
( da "Sicilia, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola
Parla il ministro Prestigiacomo. «Serve
una facoltà che risponda ai bisogni culturali del territorio» «Non faremo una
battaglia di retroguardia» I. D. B. ) Risale a maggio la questione Università.
Quando il consorzio Archimede, che gestisce l'insediamento accademico a
Siracusa e i cui soci fondatori sono Comune e Provincia, ha dovuto rispondere
alle richieste dell'Ateneo di Catania da cui dipende. Nodo nevralgico il
cosiddetto «pacchetto serietà» voluto dal ministro Gelmini che intende dire stop ai
«laureifici». Così le direttive del decreto Moratti prima e Mussi poi, a cui ha
fatto seguito quello firmato dalla Gelmini, che entreranno in vigore dall'anno accademico 2009-2010 e per
il cui rispetto i corsi di laurea siracusani dovranno fare una revisione.
A questa si aggiunge la questione economica: per convenzione spetta alla
Provincia mantenere i corsi di laurea attivi a Siracusa: due in Beni culturali,
dipendenti uno dalla facoltà di Lettere e uno da Scienze matematiche, e la
facoltà di Architettura. Per tutti l'ente provinciale stanzia 3 milioni e 900
mila euro l'anno. Ma a causa di motivi legati a rendicontazioni e ritardi vari,
a Catania non sono ancora arrivati 13 milioni di pregresso. Così l'Ateneo ha
deciso di disattivare Scienze dei beni culturali e trasferire a Catania il
corso, suscitando un vespaio di polemiche. Tra botta e risposta si è giunti a
un accordo: 3 milioni e 900 mila euro subito, il resto in 4 anni, pena il
trasferimento di studenti e docenti a Catania.
( da "Stampa, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Tettamanzi: costruiamo ponti invece di
alzare muri Cardinale Dionigi Tettamanzi, quale messaggio ha portato ai giovani
in campeggio vicino al Papa? «Ai ragazzi ho detto "Siete benedetti da
Benedetto", cioè non soli ma accompagnati dalla vicinanza di chi crede nel
futuro della società. L'enciclica sociale del Pontefice insegna che la felicità
è possibile nella misura in cui ci apriamo agli altri. Dopo il G8 dell'Aquila e
l'incontro tra Benedetto XVI e Obama si è diffuso un clima di speranza. E'
un'opportunità da non vanificare perché solo così possiamo progredire. La crisi
economica è grave, però il lamento sistematico è deprimente, sterile. L'anima
della solidarietà è la corresponsabilità, il sentirsi uniti in modo decisivo,
sapendo che ogni nostra azione e ogni nostro comportamento hanno riflessi sulla
vita degli altri. Non abbiamo bisogno di disperazione ma di speranza». In che
modo? «Non c'è futuro senza solidarietà, la strada della felicità passa per
forza dalla sobrietà. Per essere davvero un popolo non possiamo basare la vita
privata e pubblica sull'esagerazione, sul consumismo, sull'arricchimento solo
materiale. Servono maggiore senso della misura e più accoglienza verso chi è
bisognoso, malato, straniero. Accogliere l'altro richiede la disponibilità ad
ascoltare, ad interpretare le esigenze vere, profonde, a fare passi avanti
insieme. Insomma, costruire ponti invece di alzare muri. Quando si rifiuta
l'accoglienza ci si ritira in se stessi e si pensa che tutto il mondo sia
racchiuso nel proprio io. Riconoscere e mettere al centro la dignità umana
consente di equilibrare le istanze della sicurezza e quelle dell'accoglienza.
La vera integrazione passa dal riconoscimento dell'uguaglianza degli esseri
umani». Condivide la preoccupazione del presidente Napolitano per il «giro di
vite» del governo sull'immigrazione e la sicurezza? «Non tocca a me entrare
nelle dinamiche istituzionali. Una vera accoglienza implica un'apertura verso
l'altro, richiede un'apertura, una disponibilità a conoscerlo, ad ascoltarlo, a
leggere in profondità le istanze della sua vita. Tutti vogliamo la sicurezza,
ma c'è necessità di una sicurezza che sia umana e umanizzante, altrimenti ne
escono enormemente penalizzate e sminuite le dimensioni della solidarietà e
dell'accoglienza. L'importante è non mettere mai in discussione l'uguale valore
di ogni persona». Cosa propone? «Invece di rinchiudersi in se stessi occorre
protendersi, sporgersi verso il prossimo. Certo, l'accoglienza implica anche il
rispetto delle regole, della legalità da parte di chi arriva in Italia, però
occorre un approccio realmente solidale. C'è bisogno di una mano tesa, di un
aiuto a recuperare quell'umanità e quella dignità che si smarriscono nei
percorsi dell'immigrazione e nella complicata transizione dai paesi più poveri
all'Italia». Dal voto in condotta della Gelmini alle polemiche sulla
«generazione né, né», ossia sui giovani che non lavorano né studiano. Vede
un'emergenza educativa? «Sì. Continuiamo a giudicare gli adolescenti con i
nostri occhi di adulti. Non entriamo nel loro modo di vedere la realtà, manca
il coraggio di condividerne la vicenda umana. I giovani, a volte in
maniera grezza o esagerata, esprimono esigenze che noi ignoriamo. La vera
emergenza educativa non sono gli adolescenti, siamo noi adulti. Genitori,
insegnanti, educatori non possono sottrarsi alle proprie responsabilità.
Scarseggia la saggezza umile di mettersi alla pari con i ragazzi, mentre
l'educazione deve essere una co-educazione perché se manca la condivisione non
si ottiene alcun effetto positivo. Se non portiamo la luce della nostra
esperienza nella zona grigia degli inattivi, rischiamo di perdere una
generazione. Solo il dialogo e l'incontro fanno capire che c'è un valore nello
studio, nel lavoro e che si diventa pienamente liberi solo se si è
responsabili». Colpa anche degli esempi negativi che arrivano dalla vita
pubblica? «Certo servono nuovi stili di comportamento quotidiano. Bisogna
puntare all'essenziale per investire sul capitale umano. I ragazzi sono molto
più seri dei vuoti modelli ai quali si vorrebbe conformarli. Anche la Chiesa
deve sempre testimoniare valori in grado di dare significato all'esistenza.
Dobbiamo essere i primi a dimostrare impegno. Lo stile di vita di Gesù non era
l'egoismo, ma la generosità verso tutti. Come suoi discepoli siamo tenuti ad
essere disponibili e accoglienti. Per una società diversa, migliore di quella
attuale serve sobrietà. Io davanti ai giovani mi sento un mendicante. Dobbiamo
imparare da loro che saranno quel che sono, ma del resto anche noi una volta
eravamo quello che eravamo».
( da "Leggo" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
di Paola Braschi Brutte notizie per il
mondo della scuola bolognese: a causa dei tagli agli organici decisi dalla riforma Gelmini per il prossimo molte scuole sono a rischio chiusura. A lanciare
l'allarme sono i sindacati del comparto locale, assieme alla Gilda degli
insegnanti, che in una nota sottolineano come «la situazione del personale
docente e ausiliario di cui potranno disporre le scuole bolognesi, con un
taglio complessivo di 579 unità di personale a fonte di tremila studenti in
più, mette a rischio la riapertura delle scuole a settembre». I
sindacati lamentano che non ci sia più alcun margine di manovra per i docenti,
nonostante le rassicurazioni date a suo tempo dall'amministrazione «per far
digerire il taglio di 243 insegnanti in organico e le 57 sezioni a tempo pieno
non concesse», spiegano ancora i sindacati. Secondo i calcoli di Cgil, Cisl,
Snals e Gilda mancano all'appello «almeno 150 insegnanti soltanto per garantire
gli insegnamenti curricolari (l'inglese totalmente scoperto alle elementari e
le varie discipline previste dagli ordinamenti tra medie e superiori) e il
rispetto delle norme di sicurezza». A questo si deve poi aggiungere «la mazzata
per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo delle scuole: -117
collaboratori scolastici, -32 assistenti amministrativi, -11 assistenti
tecnici». Abbastanza per mettere in crisi soprattutto la scuola di base in
provincia, almeno quelle con molti plessi.
( da "Stampa, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
RIFORMA GELMINI.
TREDICI SCOLARI ISCRITTI E IL «TETTO» INNALZATO A 19 IMPEDISCE LO SDOPPIAMENTO
domande a domande a "La pluriclasse unica ci penalizza" "Contro
questi tagli è necessaria unità" Massimo Nobili "La Regione ha deciso
senza spiegazioni" Giovanna Pentenero [FIRMA]RENATO BALDUCCI FORMAZZA «Si
parla tanto di non abbandonare la montagna e poi lo Stato ci tratta così, peggiorando l'offerta formativa scolastica per i
nostri figli. E' vero che la scuola non chiude, ma la riforma Gelmini è un brutto segnale». E' un fiume in piena Bruna
Papa, assessore all'istruzione di Formazza e mamma di due bimbe che frequentano
la scuola elementare che sorge alle spalle del municipio. Dice: «Per il
prossimo anno scolastico avremo una sola pluriclasse frequentata da 15 scolari.
Prima, superando il tetto di tredici iscritti, si ottenevano due classi: una
con gli scolari di prima e seconda, una con quelli terza, quarta e quinta. La
riforma Gelmini ha portato a 19 alunni il tetto oltre
il quale si può ottenere lo sdoppiamento delle pluriclassi. E' penalizzante per
i nostri ragazzi. Già la vita in montagna non è facile, se poi anche lo Stato,
attraverso la scuola, ci volta le spalle, tutto diventa più problematico».
Formazza, negli anni scorsi, aveva una media di 12 scolari e l'esperienza della
pluriclasse unica l'ha già provata sulla sua pelle. «Non si possono prendere
decisioni a tavolino, basandole solo sui numeri - dice Papa - . Formazza è un
comune in crescita: quest'anno abbiamo sei nuovi alunni iscritti alle Elementari
che si aggiungono ai 9 che già la frequentavano. Nei prossimi anni toccheremo i
22 bambini. Vuol dire che ci sono famiglie che hanno deciso di venire ad
abitare qui. Non possiamo offrire loro un servizio scolastico penalizzante. Un
territorio che non investe nei bambini non pensa al suo futuro». Le mamme di
Formazza sono sul piede di guerra. Tra loro Laura Antonietti e Nives Proletti:
«Chiederemo di poter avere una terza insegnante per la pluriclasse, affinché
possa seguire maggiormente i bambini di prima che hanno bisogno di attenzione
nel loro inserimento. La verità è che la nostra richiesta si aggiungerà a
quella di altre scuole e, visti i tagli degli insegnanti, le scuole di valle
come la nostra rischiano d'essere penalizzate». La riduzione dei docenti alimenta
altri timori. Come quello che sarebbe stata garantita la compresenza degli
insegnanti alla mensa scolastica alla Media di Baceno, con la conseguente
chiusura del servizio. Ipotesi smentita dal dirigente scolastico Antonio
Sartori. Che sul problema della pluriclasse si dice impotente: «E' vero che 15
alunni sono tanti in una pluriclasse, ma il decreto sugli organici non lascia
spazio a soluzioni». 3Perché la Provincia non ha firmato la lettera al ministro
Gelmini per rivedere i tagli? «Perché l'incontro tra
la Regione e gli assessori provinciali all'Istruzione ci ha lasciato molto
perplessi. In sostanza la Regione ha detto: questi sono i tagli, secondo la
nostra applicazione della riforma. Punto. Nessuna spiegazione, soprattutto di
fronte a un'evidente penalizzazione delle Province in confronto a Torino: nel
Vco più dell'8% di tagli nonostante la crescita degli studenti, a Torino il 2,9 a fronte di una
decrescita». L'assessore Pentenero chiede unità. «Non possono decidere senza un
confronto e pensare che le Province accettino senza controbattere. Sono felice
che le istituzioni promuovano l'unità al di là delle appartenenze politiche, ma
non può essere a senso unico. Si può dialogare, ma con chiarezza e
trasparenza». Cos'è emerso dall'incontro di Vercelli? «La riforma, che potrei
anche condividere in alcuni aspetti, così applicata porta risultati che in
territori periferici e montani come il nostro non possono essere accettati. A
Vercelli abbiamo stilato un documento con le nostre osservazioni che ora invieremo
in Regione, all'Ufficio scolastico regionale e al ministro Gelmini.
Spero che i parametri possano così essere rivisti. Per quanto riguarda il Vco,
poi, penso che abbia tutte le caratteristiche di specificità per chiedere
alcune deroghe». 3Sui tagli previsti alle cattedre delle superiori le Province
accusano la Regione di «torinocentrismo». Lei che è assessore regionale
all'Istruzione cosa risponde? «Non è così. Per calcolare l'attribuzione
dell'organico sono stati usati parametri ponderati, basati sul rapporto degli
alunni per classe e la distribuzione geografica degli studenti. E tanto per
smentire assurdità sulla discrezionalità della Regione in base all'appartenenza
politica, aggiungo che i parametri sono stati esposti alle Province il 25
maggio, prima delle elezioni». Il Vco resta la provincia più penalizzata di
tutto il Piemonte, con tagli dell'8,10 per cento. «E' un calcolo ponderato,
bisogna poi contestualizzare nelle varie realtà. D'altronde l'Ufficio
scolastico regionale non aveva scelta: l'obiettivo imposto dal ministero andava
raggiunto, in qualche modo, così la coperta già corta è stata divisa su tutte
le realtà». E la bacchettata alle Province? «Più che una bacchettata è un
monito: farci la guerra tra di noi è da sciocchi. Il primo luglio avevamo
chiesto alle Province di sottoscrivere una lettera congiunta al ministro Gelmini al fine di rivedere gli organici: tra le giunte di
centrodestra solo Cuneo ha aderito. La preoccupazione di tutti è legittima, ma
se vogliamo ottenere risultati e affrontare i problemi che questi tagli
comportano dobbiamo promuovere azioni comuni».
( da "Leggo" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Un motivo di «orgoglio e di prestigio per
l'Ateneo barese e per la Facoltà di lettere divenuta quello che è grazie a
persone come il professor Vito Amoruso che in quarant'anni di didattica hanno
espresso l'idea di cosa potesse essere». Così il rettore dell'Università di
Bari, Corrado Petrocelli ha sottolineato ieri a Bari il conferimento al
professor Vito Amoruso del titolo di "emerito" chiesto all'unanimità
dall'intera Facoltà di lettere e concesso dal ministro Gelmini. «La figura del professor
Amoruso - ha detto il rettore - ha consentito a questa Facoltà, che è la mia,
di diventare con lui punto di riferimento nel panorama nazionale ed
internazionale grazie anche alla riflessione profonda ed al ragionamento in
piena coeranza e concretezza che emerge da tutti i suoi scritti».
Amoruso, che la preside della Facoltà di lettere Grazia di Staso ha definito
«instauratore della tradizione del moderno», è stato professore ordinario di
letteratura inglese ed americana, fondatore ed ideatore del Dipartimento di
lingue e tradizioni culturali europee; attualmente insegna storia del teatro
inglese a titolo gratuito. (P. Dib)
( da "Italia Oggi" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
ItaliaOggi sezione: Periti Industriali
data: 17/07/2009 - pag: 37 autore: Al Cnel il dibattito sulla riforma degli
Ifts. Il contributo dei periti industriali al confronto L'istruzione tecnica
guarda al futuro Occupazione per i giovani e riqualificazione per i
professionisti Gli obiettivi sono principalmente due: accelerare l'ingresso dei
giovani nel mondo del lavoro e riqualificare chi è gia in possesso di
un'esperienza lavorativa. Ma il punto è capire fino in fondo come verranno
raggiunti. La discussione sulla riforma degli Ifts, l'istruzione e formazione
tecnica superiore, è entrata nel vivo. Si è svolto infatti, al Cnel, un
seminario di studi promosso dal ministero dell'istruzione sulla
riorganizzazione del sistema di formazione tecnica superiore a cui hanno
partecipato, tra gli altri, il presidente e il vicepresidente del Consiglio
nazionale dei periti industriali Giuseppe Jogna e Stefano Esposito. Gli
obiettivi annunciati dal ministero sono molteplici. E si focalizzano innanzitutto
nel rendere più stabile e articolata l'offerta dei percorsi finalizzati a far
conseguire una specializzazione tecnica superiore a giovani e adulti. Il tutto
per corrispondere in modo organico alla richiesta di tecnici superiori, di
diverso livello, con più specifiche conoscenze culturali unite a una formazione
tecnico-professionale approfondita e mirata, proveniente dal mondo del lavoro
pubblico e privato, con particolare riferimento alla piccole e medie imprese e
ai settori interessati da innovazioni tecnologiche e
dall'internazionalizzazione dei mercati. Inoltre nelle
intenzioni del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini c'è la volontà di rafforzare la collaborazione con il
territorio, il mondo del lavoro, le sedi della ricerca scientifica e
tecnologica, promuovendo nello stesso tempo l'orientamento permanente dei
giovani verso le professioni tecniche. Ma per raggiungere questi
obiettivi molti i nodi da sciogliere e tante ancora le questioni aperte anche
su ammissione dello stesso dicastero di viale Trastevere. Prima di tutto quali
criteri seguire per individuare le aree tecnologiche prioritarie per la costituzione
degli istituti tecnici superiori e quelle economico-professionali per i
percorsi Ifts, ma anche come connotare i diplomi di tecnico superiore e i
certificati di specializzazioni o ancora come rendere rispondenti i percorsi
degli Its rispetto alle libere professioni.Il consiglio nazionale dei periti
industriali non ha mai espresso assoluta contrarietà nei confronti di questo
tipo di formazione: l'istruzione tecnica superiore potrebbe anche funzionare e
dare i suoi frutti. Ma i punti di partenza devono essere chiari. Innanzitutto,
per il Cnpi, la durata non potrà che essere stabilita in sei semestri (non solo
in quattro o in due) come si ipotizza e che quindi abbia durata complessiva di
tre anni. Questo vorrebbe dire, in sostanza, considerarla equivalente alla
formazione universitaria triennale anche ai fini della direttiva europea
Zappalà. Il Cnpi ritiene poi essenziale che vengano riconosciuti crediti
formativi a color che provengono dall'istruzione tecnica dello stesso tipo di
specializzazione. Ma ogni giudizio definitivo rimane sospeso perché si aspetta
di conoscere, nel dettaglio, le reali opportunità di attuazione di questo
processo, a partire dalla distribuzione dei poli formativi per le province, dai
finanziamenti dello stato e degli enti locali, ma anche dalla possibilità della
creazione delle fondazioni. La speranza è che si tengano in considerazione,
come è stato dichiarato anche dai rappresentati ministeriali, le proposte
avanzate dal Cnpi e che nello stesso tempo si tenda lo sguardo al modello
tedesco che ha una formazione del settore ingegneristico universitaria
affiancata da una di stampo non universitario, ma comunque equivalente, che ha
avuto un grande successo.
( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Palermo Maturità, più
bocciati e meno superbravi Due studenti su cento dovranno ripetere l´anno.
Dilagano i voti minimi I punteggi migliori nei licei classici seguiti dagli ex
magistrali e dagli scientifici SALVO INTRAVAIA Più bocciati e meno superbravi
alla maturità. I primi dati palermitani danno ragione al ministro
dell´Istruzione, Mariastella Gelmini: l´esame è più rigoroso. Nei giorni scorsi buona parte delle
commissioni giudicatrici ha concluso le operazioni, pubblicando i tabelloni con
i voti finali. Mancano all´appello le commissioni con classi numerose. Per
queste ultime i risultati definitivi si attendono entro domani, e allora sarà
possibile fare un bilancio definitivo. Ma da una prima batteria di
numeri, raccolti da Repubblica su oltre un terzo degli studenti che si sono
cimentati con prove scritte e colloquio, anche in città viene confermato il
trend annunciato pochi giorni fa dal ministero. Professori più severi di un
anno fa: sono le cifre a dettare un´analisi in questa direzione. Dei circa
seimila studenti delle scuole statali ammessi agli esami di maturità, due su
cento non ce l´hanno fatta a raggiungere il punteggio minimo per sdoganare il
diploma: l´agognato "60". L´anno scorso il tasso di bocciature agli
esami finali fu dell´1,7 per cento. E anche coloro che sono riusciti a
strappare il massimo punteggio, 100 centesimi, sono di gran lunga meno
dell´estate scorsa. I bocciati hanno volti scuri, e nessuno di loro ha voglia
di parlare. Ma anche tra coloro che l´hanno spuntata si registrano parecchie
lamentele. Al liceo classico Garibaldi, dopo aver letto il punteggio finale,
una ragazza è scoppiata a piangere. «Meritavo di più», ripeteva alle compagne
di classe che cercavano inutilmente di consolarla. A pochi passi, Cinzia Manfrè
e Debora Zangara, invece, sono visibilmente soddisfatte. «Abbiamo avuto tutte e
due "100", dopo anni di sacrifici è la giusta ricompensa», dicono. Ma
gli scontenti come sempre sono tanti. «Ho avuto "71" ma meritavo di
più - dice Enrico Gandolfo, studente della quinta I del liceo scientifico
Galilei - purtroppo mi è andato male il compito di Matematica». C´è anche chi
esulta per avere conquistato il diploma col minimo. «Ce l´ho fatta», esclama un
ragazzo del tecnico industriale Vittorio Emanuele III di via Duca della
Verdura. Quest´anno i professori hanno ritenuto meritevoli del massimo
punteggio poco più di quattro studenti su cento. Un anno fa erano quasi il sei
per cento. Resta invece alta la percentuale di ragazzi che sono riusciti ad
acciuffare la maturità per il rotto della cuffia. Quasi dodici su cento sono
stati in bilico fino all´ultimo, e solo il voto del colloquio ha decretato
l´esito finale: diploma col minimo. Mentre i cervelloni che hanno meritato la
lode sono sempre pochissimi: meno di sette su mille. Anche quest´anno si
profila una netta supremazia dei licei classici, che al momento fanno registrare
quasi otto ragazzi al top (100 centesimi) su cento. Seguono le studentesse
degli ex istituti magistrali (ora socio-psico-pedagogici), con sette punteggi
massimi su cento, e i candidati dei licei scientifici. Il maggior tasso di
bocciati si registra fra i ragazzi degli istituti tecnici (5 per cento),
seguiti da quelli dei professionali e dei licei socio-psico-pedagogici.
( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Napoli Pubblicati gli elenchi
per trentamila: folla e caos, direzione regionale presidiata Graduatorie
precari, arriva la polizia Cinque giorni di tempo per il reclamo in caso di
errori su punteggio e posizione in lista BIANCA DE FAZIO Si decide il futuro
degli insegnanti precari. Decine di migliaia di prof solo a Napoli. E la
polizia manda i suoi uomini a presidiare la zona della Direzione scolastica regionale,
in via Ponte della Maddalena. A distanza di 24 ore le une dalle altre, sono
state pubblicate le graduatorie ad esaurimento per gli insegnanti precari di
tutti gli ordini di scuole, materne, elementari, medie e superiori. Gli
elenchi, insomma, in base ai quali si decide quale prof lavorerà nel prossimo
anno scolastico. Sono graduatorie provvisorie, per il momento. Che riguardano,
solo a Napoli, oltre 30 mila persone, e che prevedono 5 giorni di tempo per
presentare reclamo, se il conteggio dei punti (e dunque la posizione in lista)
non corrisponde a quanto previsto. Un appuntamento fondamentale per i docenti
precari, che ieri hanno affollato la sede della Direzione scolastica sia per
prendere visione delle graduatorie sia per presentare le eventuali rimostranze.
Talmente tanti erano i docenti alle porte degli uffici del Ponte della
Maddalena, e talmente numerosi quelli che ci si aspettava giungessero, che la
polizia è stata chiamata a vigilare perché non scoppiassero disordini, perché
tutto si svolgesse serenamente. Non basta Internet, in questi casi. Perché on
line, in osservanza della privacy, alcuni criteri per la definizione dei
punteggi vengono occultati. Chi vuol verificare deve farlo di persona (ma
l´associazione Professione Insegnante segnala un sito utile, grazie al quale si
può visualizzare la propria posizione completa di tutti i dettagli personali:
www.pubblica.istruzione.it/reclutamento/grad-prov-permanenti-09.shtml). Una
situazione, quella delle graduatorie (per gli elenchi definitivi, ovvero
corretti, bisognerà attendere settimane), complicata dal gran numero di ricorsi
alla giustizia amministrativa. Il Tar del Lazio, ad esempio, ha dato ragione
alla Cisl Scuola della Campania, che contestava l´esclusione di circa 400
persone dall´ingresso in posizione utile ad ottenere le supplenze nelle
graduatorie di altre province. In base alle nuove norme, infatti, i precari
hanno potuto chiedere di essere inseriti nelle graduatorie di altre tre
province, ma finendo in coda. Il Tar del Lazio ha più volte
detto, però, che non in coda dovevano andare quei prof, penalizzati rispetto
agli altri colleghi, ma nel posto che spettava loro in base al punteggio
accumulato. Un pasticcio al quale il Ministero di Maria Stella Gelmini (foto) non ha ancora posto rimedio.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
17-07-2009)
Argomenti: Scuola
ASCOLI pag. 5 di LORENZA CAPPELLI BENCHÉ
i dati nazionali parlino di un sensibile aumen... di LORENZA CAPPELLI BENCHÉ i
dati nazionali parlino di un sensibile aumento del numero dei bocciati alla
maturità, rispetto allo scorso anno, a causa degli effetti
della riforma Gelmini, lo
stesso non può dirsi di certo per gli studenti ascolani. IN NETTA
controtendenza rispetto all'andamento generale, infatti, pochissimi sono stati
negli istituti superiori della città gli studenti ammessi agli esami di Stato e
poi bocciati. Proprio in questi giorni le scuole hanno affisso gli
attesissimi, quanto temutissimi, quadri con gli esiti finali. Un solo bocciato,
ad esempio, al liceo classico Stabili-Trebbiani' su tre classi da circa venti
studenti ciascuna. Sei, invece, quelli che hanno ottenuto il massimo del
punteggio e cioè 100/centesimi. Sono: Claudia De Angelis Corvi e Debora Pica
della 3A, Lorenzo Alfonsi, Gianluigi Ferrari e Cecilia Marconi della 3E, Serena
Palma della 3C.
NON SONO mancate le lodi, invece, al liceo scientifico Orsini', dove, oltre a
non esserci stato nemmeno un bocciato su quattro quinte scrutinate (ne mancano
due i cui esami orali, ieri, erano ancora in corso), ci sono stati diversi 100
e 100 con lode. Questi i diplomati che hanno ottenuto il massimo dei voti:
Martina Calcinaro, Valeria Esposti e Marco Rolando della 5B, Fabio Brandimarti
(100/centesimi con lode), Matteo Luzi, Martina Manes, Marco Valerio Maneni
(100/centesimi con lode) e Federico Seghi (100/centesimi con lode) della 5F, Eleonora Arturo, Marina
Canala, Giulia Fratoni, Anna Marucci, Veronica Silvestri e Claudia Tesei
(100/centesimi con lode) della 5E. NESSUN bocciato nemmeno all'istituto d'arte
O. Licini', dove su tre quinte ci sono stati otto studenti che hanno ottenuto
il massimo del punteggio. Sono: Virginia Gidiucci e Giorgia Papagna della 5S1
di grafica, Gioia Puliti e Gloria Seghetti della 5S1 di rilievo e
catalogazione, Valerio Corradori, Sara Fazzini, Elisa Galiè e Patrizia Tassoni
della 5S2 di immagine fotografica, filmica e televisiva. DUE 100 con lode e
dieci 100 sono stati, invece, i risultati migliori dell'istituto tecnico
commerciale e per geometri Umberto I' che, però, ha avuto ben sei bocciati in
una quinta dell'indirizzo geometri. Nel dettaglio i nomi: Claudia Pavoni e Federica
Curti della 5BR hanno ottenuto 100, così come Laura Nardinocchi e Claudia
Simonetti della 5AP, mentre Federica Ciotti ha ottenuto anche la lode.
Dell'indirizzo geometri hanno preso 100: Cristina Apera della 5A, Martina
Bartolozzi, Giammarco Di Blasio e Mattia Pulcini della 5B, Marco Danesi della 5C e Francesca Alessandrini
della 5D insieme a Alessandro Caioni che ha preso anche la lode.
( da "Riformista, Il" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
La costruzione di Mara unico ministro col
book di Cinzia Leone Il nostro sondaggio la dà seconda, dopo Bassolino, per
conoscenza della candidata e fiducia, e a distanza ravvicinata. Con un
risultato schiacciante - e solo in 12 mesi - Mara batte Bassolino. Sarà merito
del book che racconta un anno da ministra e che ha appena dato alle stampe? La
bookmania imperversa. Di book da aspirante la Carfagna ne deve avere molti in
archivio. Ma quello che circola da poche ore, controllato nei minimi dettagli
dalla ministra, non è la self promotion di una fanciulla, piena di evidenti
qualità, con ambizioni nello spettacolo. È la celebrazione di un anno di
lavoro, quello che ha fatto e quello che farà: la nascita di una stella. Perché
chiamarlo ostinatamente book come quegli altri? Perché non folder (in fondo
sono poche pagine) o album (vecchiotto ma con tutte quelle foto non stava
male). Anche l'idea dei 12 mesi non è un granché: fa troppo calendario. Ma non
lasciamoci suggestionare dalle assonanze. Mara fa sul serio, da ministra e da
self promoter: 64 pagine eleganti e appassionate, costruite a tavolino da
qualcuno che la comunicazione la conosce davvero, costruiscono il primo mito
della ministra post televisiva. La carrellata delle mise nelle 18 foto è
impressionante per varietà ed eleganza: dalla tuta mimetica al famigerato
tubino (lo indossa come nessuna) passando per un
maglioncino fuxia (ricorda quello della Gelmini nel discorso agli studenti via youtube) e per un discreto numero
di tailleurs rigorosi e minimalisti. Ma la front-woman del G8, e i suoi capaci
spin doctors, non si lasciano scappare la carta internazionale. Con lei i
grandi della terra, il Papa, Michelle Obama e Lula. E quelli di casa
nostra da Napolitano alla Moratti, fino a Ignazio Larussa (a ciascuno il suo).
Il consigliere, l'ideatore e il supervisor dell'operazione è il presidente del
Consiglio? Possibile, la ministra è la più riuscita delle sue creazioni. A lei è
stato affidato il ruolo di firstlady sostituta, ai suoi occhi da cerbiatta
(troppo sgranati? Malignità) il riscatto di Berlusconi. Pensa a lei per il
ruolo, ancora vacante, di vicepremier? Una bella carambola, a scompaginare le
file dei pretendenti e a rimettere al centro della scacchiera il re. Ma con
accanto ben più che una moglie: una regina. Intorno solo alfieri e fedelissimi.
Dopo mesi di gossip serrato e urticante, un vicepremier donna sarebbe uno
scacco in tre mosse. La migliore strategia mediatica dopo il G8 all'Aquila. La
migliore Eva per il suo paradiso terrestre governativo, pacificato e senza
insidie. Una Giovanna d'Arco che lo difenda dagli avversari. La più leggera e
indistruttibile foglia di fico che il cavaliere possa immaginare. E se non sarà
vicepremier, per la Carfagna è in vista la Campania? Mara è di Salerno e le
voci girano. Vicepremier o a capo della regione Campania, in ambedue i casi,
sentiremo un digrignar di mascelle. E non solo delle signore del Pdl. Anche dei
signori maschi. Quest'anno i book sono stati galeotti. Le immagini di Mara, non
ancora ministra, nel calendario di Max sfumano in lontananza: il torrido
gennaio del 2005 viene riveduto e corretto dal sobrio gennaio 2009. Il
malizioso aprile da quello più austero di quest'anno. Il languido luglio
cancellato da quello trionfante del G8. Tutto passa, anche le foto Ma è una,
sul sito della ministra che ci ha folgorato e che apre una terza era: quella
che la coglie in grembiule da cucina. Bella come una madonna fiorentina,
semplice come una lavapiatti part time, sorridente e con una mano protettiva
sul grembo. Se ci era venuta qualche idea di futuro è Mara a confermarcela
nell'introduzione del suo book istituzionale. Sì, desidera avere un bambino.
Aspettiamo il book dell'anno prossimo. Bonne chance. 17/07/2009
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E
IMPRESE data: 2009-07-17 - pag: 22 autore: Innovazione. Audizione alla Camera
della vicepresidente di Confindustria Bracco: il 2% del Pil vada allo sviluppo
dell'hi-tech Dalle imprese sostegno deciso al programma
della Gelmini MILANO
Ricerca e innovazione. è il binomio su cui insiste Confidustria per uscire
dalla crisi, idioma che i cinesi traducono con le parole pericolo e
opportunità. Pericolo di non riuscire a superare la recessione, ma anche
l'opportunità di cambiare marcia per avviare una ripresa duratura e non
effimera. Un concetto ribadito da Diana Bracco, vicepresidente di
Confindustria responsabile per la ricerca e l'innovazione che nel corso di
un'audizione parlamentare ha detto: «Per imboccare la strada di una ripresa che
si autoalimenti e non sia soltanto trainata occorrono prodotti innovativi».
Diana Bracco è quindi intervenuta davanti alla commissione cultura della
Camera, presieduta dall'onorevole Valentina Aprea, nell'ambito della indagine
conoscitiva sullo stato della ricerca in Italia. La vicepresidente di
Confidustria ha accolto con soddisfazione l'invito della commissione spiegando
che «l'iniziativa della presidente Aprea di un'indagine conoscitiva sullo stato
della ricerca in Italia è un chiaro segnale di attenzione a un tema strategico
per il Paese». La manager ha però insistito sulla necessità di investire con
continuità nella ricerca destinando al settore «almeno il 2% del Pil» perché«la
vera ricetta per far ripartire l'Italia è puntare su ricerca e innovazione che
sono i veri motori dello sviluppo. è una strategia che non ha colore politico e
che nei paesi in cui è stata usata ha sempre funzionato. Penso a Stati Uniti,
Germania, Svezia o alla vicina Francia. In Italia dobbiamo fare un vero e
proprio salto culturale e mettere al centro dell'agenda del governo la R&
I». In questo senso Confindustria sostiene il piano nazionale della ricerca:
«Apprezziamo molto l'impegno del ministro Gelmini per
giungere rapidamente a un testo condiviso – ha continuato Bracco –. Crediamo
sia fondamentale cogliere questa opportunità per segnare una discontinuità con
il passato. Dobbiamo agire velocemente con una visione chiara e adeguata ai
nuovi scenari. Dobbiamo passare da una politica della R&I a una politica
economica basata sulla R&I. Per essere efficaci e superare l'immobilismo
del passato va rafforzato il coordinamento tra i diversi livelli interessati
semplificando al massimo i nodi delle procedure». Per un piano efficace le
risorse destinate alle aziende devono però essere certe evitando quanto
accaduto con il credito d'imposta quando «su 29mila imprese con investimenti di
ricerca considerati ammissibili ben 22mila rischiano di restare escluse per
mancanza di risorse. Si tratta di un ottimo strumento, speriamo che il governo
trovi i mezzi necessari. Sarebbe un segnale di fiducia che potrebbe dare nuovo
slancio so-prattutto alle pmi». La vicepresidente di Confindustria ha poi
auspicato che il confronto sulla ricerca tra governo, istituzioni e imprese
continui: «Quella avviata dalla commissione cultura è un'indagine molto
positiva per l'ampia partecipazione e la ricchezza degli spunti emersi. Si
tratta di un rapporto che va senz'altro proseguito». G. Bal. © RIPRODUZIONE
RISERVATA
(
da "Corriere della Sera"
del 17-07-2009)
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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 17/07/2009 - pag: 6 L'intervista L'economista Gianfranco Viesti: le ultime Finanziarie hanno tolto fondi al Mezzogiorno. E non a caso «Divario ridotto, è tutta l'Italia che sta peggio» ROMA Chi pensa che il problema sia ancora il famoso «divario» che separa il Sud dal Nord e del quale si favoleggia da decenni, secondo Gianfranco Viesti (foto a destra), professore di Economia all'Università di Bari, questa volta è davvero fuori strada. «È tutta l'Italia che è messa male. Il Mezzogiorno, in proporzione, sta soltanto un po' peggio». Roba da mettere in crisi tutta la cultura meridionalista italiana del dopoguerra, dal fondatore della Cassa del Mezzogiorno Gabriele Pescatore in poi... «Negli ultimi anni il Paese ha avuto una crescita del Prodotto interno lordo inferiore di 12 punti alla media europea. A parità di potere d'acquisto il reddito della Grecia è più alto del nostro. Sarei felicissimo se il problema fosse solo di divario». Che pure esiste, è sotto gli occhi di tutti. «Certo. Ma negli ultimi sette anni il divario si è ridotto per l'effetto di una crescita minore del Centro nord». È gia qualcosa, no? «Rispetto al 2000 il Pil del Sud è più vicino di circa due punti a quello del Centro Nord. Irrilevante. Se al Sud la giustizia civile non funziona per niente al Centro nord funziona malissimo». Per non parlare delle infrastrutture: secondo il rapporto Svimez una situazione spaventosa. «Il punto è che in tutto il Paese non è migliorata. Il passante autostradale per Malpensa si apre dieci anni dopo l'aeroporto, la Salerno Reggio Calabria, che doveva finire nel 2008, finirà chissà quando». Le responsabilità? «Storiche. Ma non posso non ricordare che a novembre 2008 il governo ha finanziato tutte le misure togliendo soldi al Sud. Il conto dello Svimez è 18 miliardi. In realtà, considerando anche il terremoto in Abruzzo, si va ben oltre i 20 miliardi». Lo dice come se pensasse che c'è sotto qualcosa? «C'è una strategia non casuale. Prendiamo il decreto sull'Ici per la prima casa: con quello è stato tolto un miliardo e mezzo alle infrastrutture di Sicilia e Calabria. Mossa curiosa per chi dice di voler fare il ponte sullo stretto di Messina. Dopo di che tutte le altre misure di politica economica fatte con i soldi del sud». Tutte? «Anche la copertura del buco di bilancio del Comune di Catania e quello di Roma. Pessima misura pedagogica: se un comune ha un buco deve andare in dissesto. Praticamente, non abbiamo più risorse pubbliche nazionali per il Sud fino al 2015. I cosiddetti fondi speciali per il Sud hanno semplicemente sostituito le risorse ordinarie». C'è chi dice che meno risorse pubbliche al Sud significa anche meno assistenzialismo. «Qui stiamo parlando di investimenti, non di soldi per i bidelli». Visto come certe regioni del Sud gestiscono anche qui denari... «Se il ministro dell'Economia Giulio Tremonti pensa che li gestiscano male, lo faccia lui». Magari lo farebbe, se ne avesse i poteri. «Il governo ha due colossali fondi: infrastrutture e competitività, che sono partiti nel gennaio 2007. Finora non hanno dato segno di vita». Nemmeno sotto il governo di Romano Prodi. «Sono d'accordo. Il governo Prodi è stato molto distratto. Il governo Berlusconi si è disinteressato. Sarebbe interessante chiedere al ministro Claudio Scajola che cosa ha fatto in questo anno e tre mesi con i fondi europei». Ma anche quelli sono in mano alle Regioni, sbaglio? «Due terzi. Ma un terzo allo Stato centrale. Le chiavi di questo Pon competitività, così si chiama. >Ce
l'hanno Scajola e Mariastella Gelmini.
Potrebbero dare ottimi esempi al Sud. Il ministro Matteoli ha il Pon
infrastrutture. Perché non dà anche lui l'esempio? ». Non c'entra niente l'impronta
nordista del governo? «Forse in parte. Questa guerra al Sud ha un nome e un
cognome, Tremonti, che è come dire la Lega. Ma pure il
governo precedente, che era meno nordista, non è stato molto attento. Il
problema è la convinzione diffusa che con il Sud non ci sia più niente da fare.
Che le cose non funzionano, che la malavita la fa da padrona. Allora si
rinuncia agli investimenti. Lo sanno che la maniera migliore per far pagare
meno tasse al Nord è far lavorare i meridionali?». Il ministro dell'Economia fa
la guerra ai meridionali? Ma se Tremonti ha sempre sostenuto pubblicamente la
necessità di far risorgere economicamente il Mezzogiorno, al punto da
promuovere la nascita della Banca del Sud. «Tremonti è uomo di straordinaria
intelligenza. Anche se talvolta dice cose sorprendenti. Per esempio, ha
dichiarato al Sole 24 ore che non era stato tolto un euro al Sud. Poi che ci
vuole una banca per il Sud. La crisi avanza e la strategia del governo è
incrociare le dita, a Treviso come a Napoli». Sergio Rizzo
( da "Stampaweb, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
INVIATO A LES COMBES Cardinale Dionigi
Tettamanzi, quale messaggio ha portato ai giovani in campeggio vicino al Papa?
«Ai ragazzi ho detto Siete benedetti da Benedetto, cioè non soli ma
accompagnati dalla vicinanza di chi crede nel futuro della società. Lenciclica sociale del Pontefice insegna che la felicità
è possibile nella misura in cui ci apriamo agli altri. Dopo il G8
dellAquila e lincontro tra Benedetto XVI e Obama si è diffuso un
clima di speranza. E unopportunità da non vanificare perché solo così possiamo progredire. La crisi economica è
grave, però il lamento sistematico è deprimente, sterile. Lanima della
solidarietà è la corresponsabilità, il sentirsi uniti in modo decisivo, sapendo
che ogni nostra azione e ogni nostro comportamento hanno riflessi sulla vita degli altri. Non abbiamo
bisogno di disperazione ma di speranza». In che modo? «Non cè futuro senza
solidarietà, la strada della felicità passa per forza dalla sobrietà. Per
essere davvero un popolo non possiamo
basare la vita privata e pubblica sullesagerazione, sul consumismo,
sullarricchimento solo materiale. Servono maggiore senso della misura e
più accoglienza verso chi è bisognoso, malato, straniero. Accogliere
laltro richiede la disponibilità ad ascoltare, ad interpretare le esigenze vere, profonde, a fare passi avanti
insieme. Insomma, costruire ponti invece di alzare muri. Quando si rifiuta laccoglienza ci si
ritira in se stessi e si pensa che tutto il mondo sia racchiuso nel proprio io.
Riconoscere e mettere al centro la dignità
umana consente di equilibrare le istanze della sicurezza e quelle dellaccoglienza. La
vera integrazione passa dal riconoscimento delluguaglianza degli esseri
umani». Condivide la preoccupazione del presidente Napolitano per il «giro di
vite» del governo sullimmigrazione e la
sicurezza? «Non tocca a me entrare nelle dinamiche istituzionali. Una vera
accoglienza implica unapertura verso laltro, richiede
unapertura, una disponibilità a conoscerlo, ad ascoltarlo, a leggere in
profondità le istanze della sua vita.
Tutti vogliamo la sicurezza, ma cè necessità di una sicurezza che sia umana e
umanizzante, altrimenti ne escono enormemente penalizzate e sminuite le
dimensioni della solidarietà e dellaccoglienza. Limportante è non
mettere mai in discussione luguale valore di
ogni persona». Cosa propone? «Invece di rinchiudersi in se stessi occorre
protendersi, sporgersi verso il prossimo. Certo, laccoglienza implica
anche il rispetto delle regole, della legalità da parte di chi arriva in
Italia, però occorre un
approccio realmente solidale. Cè bisogno di una mano tesa, di un aiuto a recuperare
quellumanità e quella dignità che si smarriscono nei percorsi
dellimmigrazione e nella complicata transizione dai paesi più poveri
allItalia». Dal voto in condotta della Gelmini alle polemiche sulla «generazione né, né», ossia sui
giovani che non lavorano né studiano. Vede unemergenza
educativa? «Sì. Continuiamo a giudicare gli adolescenti con i nostri occhi di
adulti. Non entriamo nel loro modo di vedere la realtà, manca il coraggio di condividerne la vicenda
umana. I giovani, a volte in maniera grezza o esagerata, esprimono esigenze che
noi ignoriamo. La vera emergenza educativa non sono gli adolescenti, siamo noi
adulti. Genitori, insegnanti, educatori non possono sottrarsi alle proprie
responsabilità. Scarseggia la saggezza umile di mettersi alla pari con i
ragazzi, mentre leducazione deve essere una co-educazione perché se
manca la condivisione non si ottiene alcun effetto positivo. Se non portiamo la
luce della nostra
esperienza nella zona grigia degli inattivi, rischiamo di perdere una
generazione. Solo il dialogo e lincontro fanno capire che cè un valore nello
studio, nel lavoro e che si diventa pienamente liberi solo se si è
responsabili». Colpa anche degli esempi
negativi che arrivano dalla vita pubblica? «Certo servono nuovi stili di
comportamento quotidiano. Bisogna puntare allessenziale per
investire sul capitale umano. I ragazzi sono molto più seri dei vuoti modelli
ai quali si vorrebbe conformarli. Anche la
Chiesa deve sempre testimoniare valori in grado di dare significato allesistenza.
Dobbiamo essere i primi a dimostrare impegno. Lo stile di vita di Gesù non era
legoismo, ma la generosità verso tutti. Come suoi discepoli siamo tenuti
ad essere disponibili e
accoglienti. Per una società diversa, migliore di quella attuale serve
sobrietà. Io davanti ai giovani mi sento un mendicante. Dobbiamo imparare da
loro che saranno quel che sono, ma del resto anche noi una volta eravamo quello
che eravamo».
( da "Tirreno, Il" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
QUESTA ITALIA IPOCRITA DàGLI AL
VATICANISTA di Carlo Pucciarelli In un'Italia dove morale ed etica sono finite
sotto i calcagni; dove la decenza è legata ad un filo interdentale fra i
glutei; dove è più bravo colui che frega il prossimo: dove gli evasori fiscali
sono milioni (l'ultimo caso è quello del distinto imprenditore di Cortina che denunciava
5.000 euro l'anno ma con megavilla e piscina, a forma di fallo, in Sardegna);
dove non fa scandalo un invitato di lustro che, ospite nella oasi sarda del
premier Berlusconi, gira nudo esibendo un birillo inastato fra le bagnanti,
alcune ovviamente in topless, che si sollazzano nelle confortevoli piscine;
dove si ergono - ben accetti oltre Tevere - a paladini della sacralità della
religione cattolica apostolica romana tre personaggi
tutti divorziati, risposati o accompagnati, con nuova prole, orbene, in
un'Italia siffatta ecco trovato finalmente il vero colpevole di tutti i nostri
scandali. Il colpevole ha un nome e cognome, il giornalista vaticanista Roberto
Balducci, del Tg3 che ha osato un po', ma solo un po', ironizzare sui quattro
gatti che seguono il papa tedesco. Dio ce ne scampi e liberi. Subito il Merlo
di turno, ovviamente del PD (meglio essere sempre il primo della classe) ha
protestato contro l'ondata di anticlericalismo, subito proteste contro il
direttore Di Bella, subito le ovvie prese di distanza, non mi interessa sapere
o conoscere le reazioni ufficiali e ufficiose del Vaticano ma padre Lombardi,
direttore della sala stampa vaticana dichiara "prendo atto delle
dichiarazioni di Di Bella e mi auguro che il Tg3 si impegni in una linea di
rispetto e attenzione per quanto riguarda la figura del Santo Padre". Ci
deve essere stato un terremoto, e subito Balducci è stato allontanato dal suo
incarico, massimo esempio di libertà di stampa e d'opinione: guai toccare la
"vergine cuccia" come diceva il Parini. Merlo parla di ondata
anticlericale, per me invece si dovrebbe parlare di ondata clericale, con tutti
questi interventi, a livello politico, del Papa, del Vaticano, di cardinali e
vescovi, che interferiscono sui temi laici dello stato. Aborto, divorzio,
preservativo, accanimento terapeutico, scuola pubblica e scuola privata (leggi dei preti, così tutti capiscono), insegnamento della
religione cattolica a scuola e l'elenco è lungo. Se l'invito a
fare o non fare fosse rivolto dall'altare ai fedeli niente da dire, ma quando
l'invito è rivolto ufficialmente ai politici, addirittura al governo, di
fare o non fare, la cosa cambia... Se un credente vuole affrontare la morte
nelle sofferenze, se insomma - ridotto ad un vegetale - vuol "vivere"
ancora, libero di farlo, è sua la scelta, ma se io non sento affatto il
desiderio di morire fra atroci dolori o "vivere" in stato vegetativo,
non vedo perché ne sia costretto da una legge assurda che limita la libertà
dell'uomo. Ps: l'onorevole Gelmini, ministro della pubblica istruzione, si compiace dell'aumento dei respinti
all'esame di maturità e ai molti bocciati per il cinque in condotta: ecco la
severità, dice con tono austero il ministro. Perché, lei padana, laureata a
Brescia, è andata a superare l'esame di stato per l'abilitazione alla
professione di avvocato alla Corte d'Appello di Reggio Calabria?
( da "Lavoce.info" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
>UN'ALTRA ESTATE SPRECATA di Fausto
Panunzi 17.07.2009 Il Presidente Berlusconi ha annunciato che le prime case per
i terremotati dellAbruzzo saranno consegnate a metà settembre e che entro
la fine di novembre gran parte delle case saranno ultimate. Si tratta certamente, se verrà realizzato, di un successo
del governo. Berlusconi ha intenzionalmente scelto questo come uno degli
obiettivi su cui misurare la performance dellesecutivo e sa che
sulla ricostruzione post-terremoto verrà valutato dagli elettori. Sarebbe importante, per una valutazione più
completa, conoscere meglio i costi della ricostruzione. Ma è bene che ci sia la
scelta di obiettivi chiari da parte del governo. Cè però
unaltra ricostruzione che sembra non avere alcuna importanza per Berlusconi e per il suo governo. E quella
delledilizia scolastica. Dopo il caso del liceo di Rivoli, il Ministro Gelmini aveva promesso il
completamento dellanagrafe edilizia scolastica, cioè della mappa degli
interventi necessari a rendere sicure e agibili le nostre scuole. Ma da allora su questo tema è sceso
il silenzio. Sarebbe interessante sapere quali sono le conclusioni che emergono
dallindagine sulledilizia scolastica e quali sono i
provvedimenti che il Governo intende adottare per rendere più sicure le scuole dei nostri figli. Oggi maestri e studenti
sono al mare o in montagna, ma settembre non è così lontano. In ogni caso unaltra estate,
momento ideale per gli interventi di edilizia scolastica, sarà passata invano.
E al ritorno, le strutture scolastiche
avranno solo un anno in più.
( da "Lavoce.info" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
>L'ESTATE STA FINENDO di Fausto
Panunzi 17.07.2009 Il Presidente Berlusconi ha annunciato che le prime case per
i terremotati dellAbruzzo saranno consegnate a metà settembre e che entro
la fine di novembre gran parte delle case saranno ultimate. Si tratta certamente, se verrà realizzato, di un successo del
governo. Berlusconi ha intenzionalmente scelto questo come uno degli obiettivi
su cui misurare la performance dellesecutivo e sa che sulla ricostruzione
post-terremoto verrà valutato dagli elettori. Sarebbe importante, per una valutazione più completa,
conoscere meglio i costi della ricostruzione. Ma è bene che ci sia la scelta di
obiettivi chiari da parte del governo. Cè però unaltra ricostruzione che sembra
non avere alcuna importanza per Berlusconi e per il suo governo. E quella
delledilizia scolastica. Dopo il caso del liceo di Rivoli, il Ministro Gelmini aveva promesso il
completamento dellanagrafe edilizia scolastica, cioè della mappa degli
interventi necessari a rendere sicure e agibili le nostre scuole. Ma da allora su questo tema è sceso il
silenzio. Sarebbe interessante sapere quali sono le conclusioni che emergono
dallindagine sulledilizia scolastica e quali sono i
provvedimenti che il Governo intende adottare per rendere più sicure le scuole dei nostri figli. Oggi maestri e studenti sono
al mare o in montagna, ma settembre non è così lontano. In ogni caso unaltra estate,
momento ideale per gli interventi di edilizia scolastica, sarà passata invano.
E al ritorno, le strutture scolastiche avranno
solo un anno in più.
( da "Sestopotere.com" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola
Milano, torna la lirica nel Cortile della
Rocchetta del Castello Sforzesco (17/7/2009 15:20) | (Sesto Potere) - Milano -
17 luglio 2009 - Torna anche questestate, dopo il successo delle passate edizioni,
lappuntamento con la lirica nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco. La manifestazione,
ideata dallassessore al Turismo, Marketing territoriale e Identità
Massimiliano Orsatti, è realizzata in collaborazione con lassociazione
“Teatro dellOpera di Milano”. Tre le opere in programma: “La Bohème” di Giacomo Puccini il 17, 18, 19 luglio, “Don
Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart il 24, 25, 26 luglio e “Nabucco” di
Giuseppe Verdi il 1° e 2 agosto. In più, giovedì 16 luglio alle ore 21.00 alla
Palazzina Liberty, gli appassionati della lirica potranno assistere a un
concerto dedicato alle più famose arie dopera, a cura dellAssociazione
Internazionale Lirico Concertistica. “Opere di grande respiro, le cui arie sono
nel patrimonio culturale di tutti noi, anche di chi certamente non è un assiduo
melomane – ha detto lassessore Orsatti
-. La rassegna estiva è invito rivolto ai milanesi a scoprire e vivere il
fascino del melodramma e le emozioni del teatro, immersi in una delle cornici
storiche più suggestive che Milano possa offrire”. “Il successo della passata edizione – continua Orsatti - a giudicare
dai biglietti sempre esauriti, confermano ancora una volta lapprezzamento dei
milanesi per quelle attività che sanno coniugare qualità, divertimento con la
scoperta della città e dei suoi luoghi più identitari. Un connubio che caratterizza tutte le
manifestazioni realizzate dallAssessorato in occasione della Bella Estate di Milano”.
La regia delle tre opere è affidata al Maestro Mario Riccardo Migliara che ha
realizzato una messa in scena capace di avvicinare anche ad un pubblico non esperto. Gli interpreti
sono per la maggior parte voci nuove del panorama concertistico italiano
affiancati da consolidati professionisti provenienti dai migliori conservatori
di tutto il mondo. Ad accompagnare le opere sarà lOrchestra
Filarmonica di Milano, diretta da Pierangelo Gelmini per “La Boheme”, da
Francesco Attardi per “Don Giovanni” e da Roberto Gianola per “Nabucco”. Tutte
le opere sono a ingresso gratuito e avranno inizio alle ore 21.00.