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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  14-17 luglio 2009

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Indice delle sezioni

Scuola (107)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Maturità, falcidia al D'Azeglio ( da "Stampa, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: linea con la richiesta di severità del ministro Gelmini, per la vicepreside Cristina Forchino poco spiegabile. «Lo scorso anno erano stati quattro su cinque sezioni». Un risultato in controtendenza rispetto alle altre scuole torinesi che, nella stragrande maggioranza dei casi (D'Azeglio compreso), hanno fatto di tutto, nei mesi scorsi, per supportare gli studenti con corsi extra,

Pugno di ferro alla Maturità ( da "Stampa, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maturità L'esame di Stato si conferma una ratifica del profitto degli anni precedenti: i bocciati non sono mai molti, in quanto la selezione - semmai - si è fatta prima. Tuttavia se nel 2008 a dover ripetere era il 2,5% del totale, quest'anno si è saliti al 3,1%, in numeri assoluti vuol dire 3 mila ragazzi in più,

Una classe accorpata e genitori in "rivolta" ( da "Stampa, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. «Si è superato il limite - spiegano i promotori della protesta - per i nostri figli si tratta di dover cambiare libri di testo, peraltro già acquistati, docenti, compagni di classe e anche metodo di studio». E ancora: «Si è deciso di "colpire" le quinte perchè evidentemente sono le classi con meno alunni ma in questo modo viene compromessa la serenità di un anno scolastico,

I dati relativi alle bocciature hanno riscontrato il plauso della Gelmini: Siamo tornati ad un... ( da "Leggo" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I dati relativi alle bocciature hanno riscontrato il plauso della Gelmini: «Siamo tornati ad una scuola del rigore che non promuove tutti - ha commentato il ministro - e che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano, che si comportano bene e che non si comportano bene. Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo».

di Lorena Loiacono Un esercito di studenti fermi al palo, bocc... ( da "Leggo" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: bocciati dal voto in condotta e dal rigore degli scrutini: decisamente in crescita, rispetto al 2008, le file dei ripetenti. I primi dati del ministero della pubblica istruzione parlano chiaro e lasciano con il fiato sospeso i maturandi ancora in "attesa di giudizio": gli studenti bocciati dopo aver sostenuto l'esame di Stato rappresentano il 3,

Riforma Gelmini salva in extremis ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 11 del 14/7/2009 | Indietro Riforma Gelmini salva in extremis AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Il ministro dimentica di ufficializzare il piano programmatico dei tagli, a rischio l'intero progetto La Corte dei conti: il «visto» basta a sanare l'atto invalido Una delibera giocata tutta in punta di diritto.

Diecimila bocciati per il 5 in condotta ( da "Tempo, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stato Diecimila bocciati per il 5 in condotta Il ministro Gelmini: «Una scuola che promuove tutti non fa del bene ai ragazzi» segue dalla prima Nella maturità si contano 3000 bocciati in più dell'anno scorso. In totale sono quindicimila gli studenti che non ce l'hanno fatta. E poi il dato nuovissimo degli scrutini: tra medie e superiori circa 10000 bocciati per il 5 in condotta.

oltre 10mila respinti per il 5 in condotta - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Maria Stella Gelmini sembra soddisfatta dai risultati dei primi provvedimenti della sua riforma. Alle superiori, ma anche alle scuole medie. Se, infatti, il numero dei maturandi che non ce l´hanno fatta a prendere il diploma dovrebbe raggiungere quest´anno quota 15 mila anche alle medie le valutazioni degli insegnanti sono state contraddistinte da un maggior rigore:

"non basta risparmiare così aumenta il disagio" ( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: papà di un ragazzo che ha appena sostenuto con successo la maturità, è contro il rigore della Gelmini Tra bocciati e non ammessi agli esami abbiamo toccato quota 42 mila. Che ne pensa? «Mi sembra sbagliato. Siamo uno dei paesi europei con il più alto tasso di dispersione scolastica. E in questo modo non facciamo che aggravare la nostra situazione».

"corsi di recupero per aiutare i più deboli - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ammessi e bocciati è da addebitare alle novità introdotte dalla Gelmini, che non fa altro che aumentare la dispersione scolastica». è il parere di Simone Basile, studente del liceo scientifico Archimede di Roma. Professori più severi o studenti meno preparati? «Direi la prima. I professori hanno raccolto, probabilmente, l´invito ad un maggior rigore del ministro dell´istruzione.

Maturità, boom di bocciati. Gelmini: ( da "Secolo XIX, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: «La scuola che promuove tutti non fa bene» tremila respinti in piÙ Niente diploma per il 3,1%, rispetto al 2,5% del 2008. Pesa il 5 in condotta: 9500 studenti tra superiori e medie perdono l'anno 14/07/2009 ROMA Aveva promesso una scuola più severa e selettiva, per premiare i più studiosi e punire i bulli: ed è stata di parola.

raid incendiario nella scuola dello zen - salvo intravaia gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Da allora il ministero ha acceso i riflettori sulla scuola di frontiera e a maggio il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha scritto al sindaco Cammarata chiedendo di sistemare il refettorio della materna e di sgomberare i marciapiedi davanti alla scuola delle carcasse di auto abbandonate. Un´attenzione che forse dà fastidio.

ministri al bagno balena coi giovani del pdl ( da "Tirreno, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, che affronterà il delicato tema della riforma universitaria, ai leader del centro destra Gasparri, La Russa, Ronchi, Capezzone e Verdini. Di rilievo l'angolo letterario, con la presentazione di sette libri. «Pierangelo Buttafuoco non ha bisogno di presentazioni - rimarca Giovanni Donzelli, enfant prodige del Pdl e organizzatore dell'

giro di vite a scuola ( da "Tirreno, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Attualità Giro di vite a scuola Tremila bocciati in più all'esame di maturità Gelmini soddisfatta, gli studenti la attaccano ROMA. Giro di vite nella scuola italiana. Aumenta il numero degli studenti che non superano l'esame di maturità: quest'anno resteranno senza diploma 3.000 ragazzi in più rispetto all'esame di Stato del 2008.

Il record di bocciati della maturità 2009 ( da "Riformista, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cavallo di battaglia del ministro Gelmini, ha giocato un ruolo importante in questo nuovo corso. Sono circa 6mila e cinquecento nelle superiori e 3mila nelle medie gli studenti bocciati per un'insufficienza nella valutazione del comportamento. Di questi, circa la metà sono studenti degli Istituti professionali.

Le riforme adesso Oppure mai più ( da "Riformista, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per opera di Maria Stella Gelmini, è stata almeno avviata. E oggi si può dire che le critiche che ha subito erano del tutto pretestuose. Non a caso è stata una donna ministra, con la carica di concretezza e di coraggio che le donne hanno nel Dna, quella che per prima ha messo mano a una riforma indilazionabile.

Riforma Gelmini salva in extremis ( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di Alessandra Ricciardi Il ministro dimentica di ufficializzare il piano programmatico dei tagli, a rischio l'intero progetto Riforma Gelmini salva in extremis La Corte dei conti: il «visto» basta a sanare l'atto invalido Una delibera giocata tutta in punta di diritto. E che salva la riforma della scuola targata Gelmini dalla mannaia di una improvvisa quanto sonora bocciatura.

Tagliare al Sud è molto pericoloso ( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini che proprio del risparmio e del merito fa la propria bandiera, ma che sarà costretta a riconoscere che anche per realizzare risparmi e investimenti mirati servono soldi e scelte condivise. L'Italia è al 36° posto della classifica dei paesi Ocse Pisa in fatto di apprendimento delle scienze da parte degli studenti di 15 anni.

Tirocinio professionale, restyling in arrivo ( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: università Mariastella Gelmini e mette in chiaro tutte le norme che regolano il tirocinio professionale: dalla necessità che il dominus sia iscritto all'ordine da cinque anni, al compenso dei tirocinanti, dalla possibilità di vedersi riconosciuto il periodo di tirocinio all'estero, alla possibilità di far coincidere due anni dei tre di tirocinio con la laurea specialistica.

La severità sale in cattedra Più bocciati alla maturità ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E che distingue afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene». Troppa severità? Troppi bocciati? «Una scuola che promuove tutti sottolinea il ministro non è una scuola che fa il bene del ragazzo».

PRIMO PASSO MA NON BASTA ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dai provvedimenti annunciati ed emanati dal ministro Gelmini ci si attendeva forse una stretta più consistente da parte della classe docente. Una richiesta di maggiore serietà e rigore era stata reiteratamente sollecitata dal ministro Fioroni, nel biennio in cui ha gestito il ministero prima della Gelmini.

CORREGGIO L'ING. Eleonora Gelmini (foto), di 26 anni, di Correggio, è sta... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini (foto), di 26 anni, di Correggio, è sta... CORREGGIO L'ING. Eleonora Gelmini (foto), di 26 anni, di Correggio, è stata scelta dal Rotary club Val Secchia per rappresentare il club al Ryla, un corso avanzato di formazione post universitaria che si pone l'obiettivo di preparare alla carriera professionale e lavorativa giovani meritevoli le cui famiglie non appartengono al Rotary.

Maturità, crescono i bocciati In calo gli studenti da <100>( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2009 - pag: 2 Maturità, crescono i bocciati In calo gli studenti da «100» Gelmini: scuola più giusta. Voto in condotta, 9.500 respinti ROMA Neppure la maturità si salva dall'effetto rigore inaugurato dall'ex ministro Fioroni e perfezionato dal successore Mariastella Gelmini. I commissari quest'anno sono stati più severi.

L'UNIVERSITA' DELLE IPOCRISIE ( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini da mesi ha nel cassetto una riforma ambiziosa e contrastata (ad esempio i rettori si oppongono alla proposta di vedersi sottratta la presidenza dei cda degli atenei e non vogliono veder modificato il meccanismo con cui sono eletti), ma non l'ha mai presentata.

Più bocciati, meno voti alti ( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Gelmini: è tornato il merito Più bocciati e meno voti alti. La maturità del rigore: 15 mila gli studenti respinti, 3 mila in più dell'anno scorso. Ma l'effetto più rilevante riguarda i promossi: si dovranno accontentare di punteggi più bassi.

( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dà un suggerimento al ministro Gelmini per evitarlo: accentuare, come negli Stati Uniti, «la standardizzazione attraverso test che per quanto dolorosi sono univoci». Forse l'unico che non si aspettava di più dalla maturità della prole è Cristiano de Andrè, «è stata dura, ma tiro un sospiro, anzi due»: sì, perché Cristiano, in tournée estiva ((De André canta De André)>

ROMA - Atenei, parte la spartizione dei fondi ai più virtuosi, quelli che primeggiano p... ( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha infatti deciso i criteri e gli indicatori per premiare i migliori: peseranno il numero di studenti fuori corso, la quantità di laureati piazzati sul mercato del lavoro, i risultati della ricerca, la proporzione tra numero di docenti e corsi attivati.

Sport alle elementari: Petrucci incontra la Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Petrucci incontra la Gelmini MILANO Sono più di sessant'anni, dai tempi di Giulio Onesti presidente del Coni, che in Italia si parla di sport nella scuola. Il 6 novembre '76, Gino Palumbo, al primo giorno da direttore della Gazzetta dello Sport, scriveva: «Ogni giorno migliaia e migliaia di mamme si affannano a portare i ragazzi nelle piscine,

ROMA - Finalmente la scuola ha intrapreso la strada giusta, quella che dà più valore... ( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la ricetta Gelmini funziona? «Da questi primi dati direi di sì. Certo che la strada che porta alla meritocrazia è ancora lunga. Rimane ancora molto da fare per portare la scuola ai livelli che merita. Ma credo che le novità introdotte dal ministro Gelmini portino nella direzione giusta, cioè quella che vuole rivalorizzare l'importanza della scuola»

Maturità, boom di bocciati ( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi Senza diploma quasi il 9% tra "non maturi" e "non ammessi". E negli scrutini 10 mila respinti col 5 in condotta Maturità, boom di bocciati Università, fondi in base al merito: ecco il decreto Gelmini

LA RIFORMA PUO' ATTENDERE ( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi LA RIFORMA PUO' ATTENDERE Il disegno di legge della Gelmini andrà in Consiglio dei ministri non prima dell'autunno

ROMA - Quest'anno solo chi ha seriamente sudato tra i banchi di scuola potrà feste... ( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: commenta il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. In effetti, a essere determinante è stato anche il voto in condotta. Tra le scuole medie e le superiori sono circa 10 mila gli studenti bocciati per via per del 5 in condotta. Per lo stesso motivo alle scuole medie circa 3 mila alunni ripeteranno l'anno.

Studenti che controllano i risultati degli esami. Nel tondo il ministro dell'Istruzione Mariast... ( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi Studenti che controllano i risultati degli esami. Nel tondo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

I precari della scuola in piazza contro i tagli della "non riforma" ( da "Stampaweb, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Nonostante gli impegni assunti dal ministro Gelmini - spiegano dalla Flc-Cgil - fin?ora non un provvedimento è stato definito a favore dei 18mila precari della scuola, docenti e personale Ata, che rischiano di non avere più le supplenze annuali». «In assenza di risposte concrete - annuncia l?

RIFORMA SCUOLA ( da "TGCom" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: insegnanti di ruolo restano Gelmini: "Tagli sono lontani da realtà" "Nessun insegnante di ruolo perderà il posto": lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante una visita agli studenti del Collegio di Milano. "La questione dei tagli - ha detto la Gelmini - è assolutamente lontana dalla realtà dei fatti".

Lavori del gas, si ripristina la strada ( da "Sicilia, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini di questa "scure" di 1.000 posti a livello nazionale, ha dato comunicazione sabato scorso a tutte le direzioni generali della scuola. Di Stefano, per la Sicilia, ha eseguito le direttive ministeriali e ha informato tutti i sindacati della scuola sulla diminuzione dell'organico del personale Ata.

Niente diploma per 15mila studenti ( da "Sicilia, La" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene dei ragazzi»: così il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta i dati sulle bocciature alla Maturità. «Siamo tornati a una scuola che non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene.

14/07/2009 15:56 UNIVERSITA': GELMINI, NEI PROSSIMI GIORNI PRESENTEREMO AGENZIA NAZIONALE DELLA VALUTAZIONE ( da "ITnews.it" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini al suo arrivo al convegno 'Universita': verso la riforma' organizzato a Roma dal gruppo parlamentare del Senato del Pdl. L'Agenzia, ha spiegato il ministro, "servira' per fare chiarezza e introdurre trasparenza". Quindi, ha aggiunto la Gelmini, "non piu' denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili,

Università, Gelmini:coraggio di cambiare e incentivi a qualità ( da "Reuters Italia" del 14-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini ha parlato oggi, illustrando i contenuti della riforma dell'Università. "Bisogna avere coraggio di cambiare l'Università -- ha detto Gelmini nel corso di un convegno a Roma -- non difendendo lo status quo, ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi ricercatori e gli atenei che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i corsi inutili"

Università, aumenti solo ai prof migliori ( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono queste le linee ispiratrici di Mariastella Gelmini come ministro dell'Università che, a questo proposito, ieri ha annunciato due importanti provvedimenti strettamente connessi tra loro: l'istituzione dell'Agenzia di valutazione delle università, che sarà portata in Consiglio dei ministri tra una decina di giorni, e il varo, in autunno, di un organico ddl di riforma dell'

Mobilitazione contro i tagli ( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È la parola che fa imbestialire le Province piemontesi: non se la prendono soltanto con il ministro Gelmini che di fatto mette a dieta le scuole imponendo una riduzione di personale, ma si arrabbiano anche con i dirigenti regionali che, nel distribuire una torta più piccola, avrebbero comunque assegnato i bocconi più grossi a Torino, penalizzando gli altri territori.

Il Consiglio comunale vota contro i tagli ( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ricadute che la riforma Gelmini avrà sul liceo classico Alfieri, l'istituto Sella ed altre scuole superiori cittadine. Nel documento, infatti, si chiede che il Consiglio dia mandato al sindaco Galvagno affinché, «coinvolgendo anche il presidente della Provincia, Armosino operi per quanto in suo potere, affinché venga decisa una deroga alla riforma e sia consentita nelle due scuole l'

Scuola, la provincia Cenerentola ( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Al centro della riunione i criteri di applicazione della riforma Gelmini a livello regionale con particolare attenzione sull'assegnazione delle cattedre di diritto e di fatto nelle scuole superiori. «Dobbiamo predisporre un piano di azione unitario per evitare che i nostri territori subiscano penalizzazioni - conferma il presidente vercellese Renzo Masoero -.

Nessun effetto Gelmini. Promossi quasi tutti: su 1.150 candidati soltanto in 13 (5 privatisti) non hanno superato la prova ( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nessun effetto Gelmini. Promossi quasi tutti: su 1.150 candidati soltanto in 13 (5 privatisti) non hanno superato la prova

"Il difficile viene adesso con le scelte per il futuro" ( da "Stampa, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alcuni anche con la lode Nessun effetto Gelmini per gli esami di maturità nelle scuole del Verbano Cusio Ossola: tutti promossi, a parte qualche defezione «fisiologica» come avveniva gli altri anni. Su 1.150 candidati, difatti, soltanto tredici (compresi cinque privatisti, due a Domodossola e tre a Omegna) non hanno superato la prova.

Università, pronta la riforma Gelmini: soldi a prof migliori e rettori a termine ( da "Corriere.it" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pronta la riforma Gelmini: soldi a prof migliori e rettori a termine Appello del ministro al Parlamento e all'opposizione: «Per affrontare la riforma servono pacatezza e serenità» ROMA - «Bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi».

Università, pronta la riforma Gelmini ( da "RomagnaOggi.it" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha presentato la sua riforma dell'università in occasione di un convegno organizzato a Roma dal gruppo parlamentare del Senato del Pdl. Tra le novità previste dal disegno di legge messo a punto da Gelmini un mandato massimo di otto anni per i rettori, scatti di stipendio solo ai professori migliori,

i soldi alla ricerca non sono un lusso - salvatore settis ( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: coi ministri Gelmini e Tremonti) presuppone un tema molto più vasto e di massima attualità in tutto il mondo: Università e ricerca ai tempi della crisi economica globale. Nessuno ne ha parlato meglio del presidente Obama, in un discorso del 27 aprile alla National Academy of Sciences citatissimo in tutta Europa, ma quasi ignorato in Italia.

più rigore più bocciati "sì, il clima è cambiato" - maria cristina carratu' ( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: esame di maturità, (prima proiezione del Ministero su dati campione, ad esami ancora in atto), e lo 0,6% in più di bocciati rispetto all´anno scorso (il 3,1% del totale, nel 2008 erano il 2,5%) fa gridare a un presunto «effetto Gelmini». Ma basta girare per le scuole di Firenze per capire che la deduzione va presa quantomeno con le molle.

Atenei, pronta la riforma Gelmini Rettori a tempo e premi ai prof ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pronta la riforma Gelmini Rettori a tempo e premi ai prof RIVOLUZIONE LOTTA AL NEPOTISMO E SFOLTIMENTO DI CATTEDRE DOPPIE ROMA Rettori a tempo, atenei federati, scatti solo a prof meritevoli. La riforma dell'università di Maria Stella Gelmini si muove dall'imperativo del merito e arriva a ridisegnare gli atenei, magari (spera il ministro)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: imputa le difficoltà di bilancio anche alla parte della riforma Gelmini. Arrabbiati gli studenti di Sinistra universitaria: Giuseppe Mastropierro e Alberto Aitini, rispettivamente segretario e rappresentante in cda, dicono: «Ancora una volta il bilancio pesa solo sulle tasche degli studenti e quindi delle famiglie, soprattutto di quelle meno abbienti».

( da "Secolo XIX, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini sostiene che la scuola che promuove tutti non è una buona scuola, ma si figuri se ha dato ordine di bocciare! Farebbe torto a se stessa». Nelle scuole i présidi cominciano a stilare percentuali, a trarre conclusioni. È soddisfatto Ignazio Venzano: al Duchessa di Galliera neanche un bocciato, al Deledda stanno completando le votazioni:

Richard Yates Una buona scuola rivoluzionaria (e anti-Gelmini) ( da "Riformista, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Richard Yates Una buona scuola rivoluzionaria (e anti-Gelmini) MATURITÀ. Il romanzo dello scrittore americano, pubblicato da Minimumfax, è l'autobiografico viaggio di una generazione a stelle e strisce. Stretta nella morsa della conquista del diploma e della chiamata alle armi contro i nazisti. Un istituto privato fallisce e diventa un ospedale per reduci.

Maturità, il sussulto di una scuola agonizzante ( da "Riformista, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La stessa Maria Stella Gelmini ha salutato l'aumento delle bocciature parlando di «un ritorno del merito». Dall'altro c'è chi se la prende con i limiti della scuola o con quelli dei metodi di valutazione impiegati agli esami. Si afferma - lo ha fatto Eraldo Affinati sul Corriere della Sera - che per giovani abituati a ragionare in modo «associativo»

Gelmini "I cinque in condotta? Meglio dei metal detector" ( da "Stampaweb, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lo studente Gelmini avrebbe amato il ministro Gelmini? «Che importa? Nessuno studente ama il ministro». Lei crede che tutto questo basti per migliorare l?istruzione? «Certo che no. Il merito è fondamentale, ma ci vuole una scuola capace di integrarsi col mondo del lavoro.

Università, aumenti solo ai prof migliori ( da "Stampaweb, La" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono queste le linee ispiratrici di Mariastella Gelmini come ministro dell?Università che, a questo proposito, ieri ha annunciato due importanti provvedimenti strettamente connessi tra loro: l?istituzione dell?Agenzia di valutazione delle università, che sarà portata in Consiglio dei ministri tra una decina di giorni, e il varo, in autunno, di un organico ddl di riforma dell?

Università gratis a chi ha bisogno ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Economia: bisogna far pagare di più chi ha i soldi - La Gelmini illustra il riassetto degli atenei «Università gratis a chi ha bisogno» Aperture di Tremonti: più risorse solo dopo la riforma, no ai ricercatori a vita Eugenio Bruno ROMA La risposta che i rettori attendevano è arrivata. Sebbene in via indiretta.

I CAPISALDI DEL DDL GELMINI ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I CAPISALDI DEL DDL GELMINI Torna il concorso nazionale Niente più concorsi locali. Ordinari e associati devono superare un esame di abilitazione scientifica nazionale apertoa tutti, che non dà diritto alla cattedra.L'abilitazione,che dura quattro anni (poi c'è una verifica), si basa sulla valutazione di titolie pubblicazioni.

Una detassazione più ampia Sì Cisl-Uil sulle pensioni rosa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a cominciare dalla banda larga, c'èil ministero dello Sviluppo economico. Attendono risorse anche i ministri Gelmini, Prestigiacomo, Brunetta e Bondi. © RIPRODUZIONE RISERVATA MAGLIE MENO STRETTE Per gli investimenti in macchinari passerà una «interpretazione estensiva» E i sindacati si dividono sulla previdenza

ROMA - Mandati a termine per i rettori (massimo 8 anni), abilitazione per i docenti prelimin... ( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma del sistema universitario targata Mariastella Gelmini ha preso il via ieri con un seminario bipartisan organizzato dal Pdl che si è tenuto a Roma alla presenza di esponenti di maggioranza e opposizione (tra questi i senatori Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello e quelli del Pd Nicola Rossi e Vittoria Franco), del governo (Gelmini, ma anche il collega Giulio Tremonti)

Università, rettori a tempo e più soldi ai prof migliori ( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi Università, rettori a tempo e più soldi ai prof migliori Gelmini: «Riaffermare il merito e promuovere il talento»

Gli atenei tra loro vicini potranno unirsi e federarsi per risparmiare sui costi, evitare sdoppiamen... ( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Oggi ci sono precisi vincoli per cui queste fusioni sono impossibili, ma la Gelmini è pronta a cambiare le regole. I bilanci, poi, dovranno essere più chiari indicando in evidenza debiti e crediti delle singole università. La governance dovrà essere più snella con funzioni ben divise tra Cda (amministrative) e Senati accademici (scientifiche).

Scatti stipendiali solo a chi produce e nuova formula per il reclutamento. Sono le novità che r... ( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le novità che riguardano i docenti universitari contenute nel ddl Gelmini. Se la legge passerà, per poter insegnare servirà un'abilitazione nazionale rilasciata da una commissione di esperti anche internazionali. Le università potranno assumere solo docenti abilitati ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti.

ROMA - Rettore Decleva che opinione si è fatto del disegno di leg... ( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
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Abstract: università predisposto dal ministro Gelmini? «L'impianto della riforma è del tutto ragionevole, ora bisognerà vedere come tutto questo verrà applicato dal decisore politico". A parlare è Enrico Decleva, presidente della Crui, la Conferenza dei rettori italiani che aggiunge: "Le indicazioni del ministro vanno in una direzione innovativa,

Mai più rettori a vita che si auto-prorogano all'infinito restando in carica anche più di ... ( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)
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Abstract: Il ministro Gelmini ha intenzione di mettere in freno a questo mal costume tutto italiano. Oggi ogni università decide il numero di mandati modificando il proprio statuto. In futuro gli anni di governo di un rettore potranno essere al massimo otto. Questo era uno degli aspetti del ddl trapelati fin dall'inizio, ma oggi si è aggiunto un nuovo particolare:

Rette più alte per salvare gli atenei ( da "Corriere della Sera" del 15-07-2009)
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Abstract: come sostiene la Gelmini, con un'operazione di arricchimento per chi esce da famiglie disagiate), mi sembra il minimo. Ma in un quadro diverso. Perché l'Italia sta destinando all'università molto meno degli altri Paesi; e so bene che i soldi sono pochi, ma anche nelle annate più nere il contadino non smette di seminare.>

Pronta la riforma dell'Università I ricercatori? Ai licei chi non vale ( da "Corriere della Sera" del 15-07-2009)
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Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini risponde a quanti accusano la maggioranza di essere bloccata su questo fronte illustrando, davanti a rettori ed esponenti del Pdl, i contenuti della proposta che inizierà il suo cammino in autunno. Il testo è piaciuto a Tremonti. I due ministri sono d'accordo anche su un ulteriore provvedimento,

Editoriale -L'università delle ipocrisie Francesco Giavazzi ( da "Corriere.it" del 15-07-2009)
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Abstract: Il ministro Gelmini da mesi ha nel cassetto una riforma ambiziosa e contrastata (ad esempio i rettori si oppongono alla proposta di vedersi sottratta la presidenza dei cda degli atenei e non vogliono veder modificato il meccanismo con cui sono eletti), ma non l'ha mai presentata.

Il governo ha presentato l'ultimo Dpef prima della riforma della Finanziaria ( da "Sestopotere.com" del 15-07-2009)
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Abstract: La relazione, predisposta d?intesa con i Ministri Tremonti e Gelmini, è collegata al Documento di programmazione economica e finanziaria. Il Ministro Tremonti ha altresì illustrato la Relazione generale sulla situazione economica del Paese per il 2008.

Provincia: sì ai debiti fuori bilancionella del Consiglio ( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)
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Abstract: con una nota, sulle «sortite trionfalistiche del ministro Gelmini in ordine all'incremento delle bocciature, dei debiti e delle non ammissioni, dovute alla maggior attenzione al merito e alla disciplina da parte dei docenti dopo i provvedimenti del Ministro», «Sono dichirazioni ? sostiene Fasciana ?

( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)
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Abstract: la cgil alla gelmini «Preoccupante trionfalismo» La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a otto mesi emessa dalla Corte d'appello nei confronti del dott. Ignazio Morana, medico in servizio al pronto soccorso dell'ospedale Garibaldi al quale si era rivolto nel 2002 un giovane di 23 anni lamentando dolore al torace.

Rapine, allarme acustico addiopolizia in diretta tv con i negozi ( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)
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Abstract: alcune delle novità previste dal ddl messo a punto dal ministro Mariastella Gelmini per dare un volto nuovo all'università italiana perché - ha spiegato - bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi. FUSIONI TRA ATENEI: Sarà possibile fondere o aggregare, su base federativa, università vicine,

Rettori a termine e scatti solo a prof bravi ( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)
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Abstract: La riforma dell'università. Ecco il progetto con cui il ministro Gelmini vuole dare un nuovo volto agli atenei Rettori a termine e scatti solo a prof bravi Una carezza alla figlia Barbara e un grazie allo staff medico

Giffoni 2009: Il messaggio della Gelmini ( da "superEva notizie" del 15-07-2009)
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Abstract: Gelmini "Grazie al vostro impegno il modello Giffoni è un esperimento ormai consolidato, un progetto culturale che vede nei più giovani i protagonisti assoluti che interpretano e descrivono, attraverso il[...] "Grazie al vostro impegno il modello Giffoni è un esperimento ormai consolidato, un progetto culturale che vede nei più giovani i protagonisti assoluti che interpretano e descrivono,

"L'aumento di bocciati risolve la crisi di aule" ( da "Stampa, La" del 16-07-2009)
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Abstract: in questo anno in cui il rigore del ministro Gelmini trova oggettivamente difficile applicazione, «l'incremento dei respinti ha indirettamente consentito di accantonare problemi contingenti nella formazione delle classi» dice l'assessore provinciale Massimo Barbadoro. Ma la situazione è in fermento.

Taricco replica alle accuse ( da "Stampa, La" del 16-07-2009)
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Abstract: Tagli alla scuola Taricco replica alle accuse «La Gelmini ha tagliato 1700 insegnanti nelle scuole piemontesi e nessuno ha fiatato. Ora invece si discute su chi è più penalizzato e chi meno: Torino ha avuto una riduzione minore perché aveva già classi numerose. Il problema vero è la riforma che prevede solo risparmi».

Aiutare davvero le piccole imprese Tra le mancanze che possiamo riscontrare nell'oper... ( da "Stampa, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: intervista al ministro Gelmini contiene molte affermazioni condivisibili e concetti giusti come premiare il merito. Tuttavia, secondo me si è perso di vista il valore fondamentale della scuola. Quando il ministro afferma che la scuola deve essere capace di integrarsi con il mondo del lavoro, sbaglia mira: la scuola deve essere capace di integrarsi con il mondo,

Ladra a 88 anni Una donna di 88 anni è stata scoperta mentre borseggiava in u... ( da "Leggo" del 16-07-2009)
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Abstract: In aereo solo Fido Inaugurata a New York la "Pet Airways", la prima compagnia aerea esclusivamente per cani e gatti. Previsto un particolare addestramento per gli assistenti di volo. Scuola, sit-in precari Protesta degli insegnanti precari ieri a Montecitorio, contro i tagli decisi dal Governo. La Gelmini replica: «Stiamo lavorando a una soluzione».

( da "Tempo, Il" del 16-07-2009)
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Abstract: iniziativa - dice il fortunato pronipote - Su impulso del ministro Gelmini, continueremo in autunno invitando gli studenti nei teatri di tutta Italia, a cominciare da Milano». La polvere rimossa dalla «valigia» di De Sanctis ha disseppellito straordinarie pagine. Come appunto quelle su Darwin. O il manoscritto di «La giovinezza».

chiudono le scuole di querceta ( da "Tirreno, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli effetti della riforma Gelmini si sono fatti sentire: i famosi tagli sono arrivati. Con gli iscritti che avevamo potevano essere formate anche alcune classi ma i nuovi provvedimenti in materia di docenti consentivano solo le pluriclassi, un accorpamento tra alunni di anni differenti, a causa della diminuzione di insegnanti prevista dalla legge.

Fortunati quei Paesi dove non si boccia nessuno ( da "Secolo XIX, Il" del 16-07-2009)
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Abstract: leggendo le interviste della Gelmini, in cui la quantità delle bocciature segna finalmente l'aavvento della meritocrazia nella scuola. L'affermazione della Gelmini è sbagliata non solo sulla base dei vecchi testi, ma anche sulla base di quanto ci dicono le più recenti indagini internazionali sugli andamenti scolastici.

Agricoltura nella ricerca strategica ( da "Italia Oggi" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giusy Pascucci il ministro gelmini apre il piano nazionale al primario Agricoltura nella ricerca strategica Porte aperte a Confagricoltura al tavolo per il piano nazionale di ricerca. L'invito a partecipare al tavolo è arrivato dal ministro per l'istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini, durante il suo intervento alla giornata seminariale «

NON ERA stato ammesso agli esami di maturità. Voto in condotta: sei. Ma avev... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-07-2009)
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Abstract: Tutti gli alunni ammessi all'esame sono stati promossi. L'unico non ammesso è risultato non idoneo. Diventa sempre più difficile conclude - nel mondo della scuola, mantenere quel rigore richiesto dal Ministro Gelmini e fare il proprio dovere». Adelino Polo

Così il merito non vincerà ( da "Riformista, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Finalmente è comparso il disegno di legge Gelmini. E a sorpresa non è una buona notizia perché, malgrado le buone intenzioni, esso rappresenta l'ennesimo cambiamento solo di facciata dei nostri Atenei. segue a pagina 13 di Gustavo Piga 16/07/2009

Tonino vuol correre Penati lo surclassa ( da "Riformista, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini all'86). Morale? Una gara considerata «già persa» potrebbe incentivare la scelta del Pd di accontentare Di Pietro. Che ieri è tornato all'attacco del capo dello Stato sulla scelta di promulgare la legge sulla sicurezza. «Se è vero, come è vero, che ci sono seri dubbi di costituzionalità, il suo compito è rinviare la legge alle Camere e non approvarla.

Caro ministro Gelmini, ci riprovi ( da "Riformista, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Caro ministro Gelmini, ci riprovi segue dalla prima pagina Un disegno che parla di merito ma che finirà per rafforzare lo status quo non meritocratico o, al meglio, a non incidere per nulla (risultato forse confortante visti i precedenti disastrosi risultati delle riforme targate centro-sinistra).

Il fisco desiderato ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini Sono stati appena discussi i ricorsi al Tar del Lazio controi provvedimenti adottati dal ministro Mariastella Gelmini in attuazione dei Decreti legge che hanno previsto i tagli per la scuola statale: è chiaro che sono stati tagliati gli organici ed è stato stravolto l'assetto organizzativoe didattico della scuola primaria in palese violazione delle leggi vigenti.

Il mare caccia gli spericolati in acqua ( da "Stampaweb, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ma non basta. «La sicurezza è anche questione di cultura nautica». È per questo che l?Ucina presenterà a breve al ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini la proposta di inserire nelle scuole, tra le materie di studio, lezioni di «mare».

qui ragusa ( da "Sicilia, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. «La battaglia per l'Università a Siracusa - dice il ministro all'Ambiente che era già intervenuta in passato a difesa dei corsi di laurea in Beni culturali - non può essere, né deve diventare, una battaglia di retroguardia, non può né deve essere un trattativa al ribasso delle istituzioni locali con l'Università di Catania.

Scuola, critiche alla riforma GelminiLentini. ( da "Sicilia, La" del 16-07-2009)
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Abstract: scolastica attuata dal ministro Mariastella Gelmini: questo il tema dell'assemblea pubblica promossa dal Partito Democratico e svoltasi martedì sera nei locali di via Garibaldi. Ad aprire i lavori il segretario del Pd, Salvatore Barretta che ha voluto organizzare questo incontro per dare continuità al progetto del partito ed accendere i riflettori sulle attuali problematiche nazionali,

( da "Sicilia, La" del 16-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pacchetto serietà» voluto dal ministro Gelmini che intende dire stop ai «laureifici». Così le direttive del decreto Moratti prima e Mussi poi, a cui ha fatto seguito quello firmato dalla Gelmini, che entreranno in vigore dall'anno accademico 2009-2010 e per il cui rispetto i corsi di laurea siracusani dovranno fare una revisione.

Tettamanzi: costruiamo ponti invece di alzare muri ( da "Stampa, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dal voto in condotta della Gelmini alle polemiche sulla «generazione né, né», ossia sui giovani che non lavorano né studiano. Vede un'emergenza educativa? «Sì. Continuiamo a giudicare gli adolescenti con i nostri occhi di adulti. Non entriamo nel loro modo di vedere la realtà, manca il coraggio di condividerne la vicenda umana.

di Paola Braschi Brutte notizie per il mondo della scuola bolognese: a causa d... ( da "Leggo" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini per il prossimo molte scuole sono a rischio chiusura. A lanciare l'allarme sono i sindacati del comparto locale, assieme alla Gilda degli insegnanti, che in una nota sottolineano come «la situazione del personale docente e ausiliario di cui potranno disporre le scuole bolognesi, con un taglio complessivo di 579 unità di personale a fonte di tremila studenti in più,

"La pluriclasse unica ci penalizza" ( da "Stampa, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIFORMA GELMINI. TREDICI SCOLARI ISCRITTI E IL «TETTO» INNALZATO A 19 IMPEDISCE LO SDOPPIAMENTO domande a domande a "La pluriclasse unica ci penalizza" "Contro questi tagli è necessaria unità" Massimo Nobili "La Regione ha deciso senza spiegazioni" Giovanna Pentenero [FIRMA]RENATO BALDUCCI FORMAZZA «Si parla tanto di non abbandonare la montagna e poi lo Stato ci tratta così,

Un motivo di orgoglio e di prestigio per l'Ateneo barese e per la Facoltà di lettere dive... ( da "Leggo" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: intera Facoltà di lettere e concesso dal ministro Gelmini. «La figura del professor Amoruso - ha detto il rettore - ha consentito a questa Facoltà, che è la mia, di diventare con lui punto di riferimento nel panorama nazionale ed internazionale grazie anche alla riflessione profonda ed al ragionamento in piena coeranza e concretezza che emerge da tutti i suoi scritti».

L'istruzione tecnica guarda al futuro ( da "Italia Oggi" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Inoltre nelle intenzioni del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini c'è la volontà di rafforzare la collaborazione con il territorio, il mondo del lavoro, le sedi della ricerca scientifica e tecnologica, promuovendo nello stesso tempo l'orientamento permanente dei giovani verso le professioni tecniche.

maturità, più bocciati e meno superbravi - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini: l´esame è più rigoroso. Nei giorni scorsi buona parte delle commissioni giudicatrici ha concluso le operazioni, pubblicando i tabelloni con i voti finali. Mancano all´appello le commissioni con classi numerose. Per queste ultime i risultati definitivi si attendono entro domani, e allora sarà possibile fare un bilancio definitivo.

graduatorie precari, arriva la polizia - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Tar del Lazio ha più volte detto, però, che non in coda dovevano andare quei prof, penalizzati rispetto agli altri colleghi, ma nel posto che spettava loro in base al punteggio accumulato. Un pasticcio al quale il Ministero di Maria Stella Gelmini (foto) non ha ancora posto rimedio.

di LORENZA CAPPELLI BENCHÉ i dati nazionali parlino di un sensibile aumen... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rispetto allo scorso anno, a causa degli effetti della riforma Gelmini, lo stesso non può dirsi di certo per gli studenti ascolani. IN NETTA controtendenza rispetto all'andamento generale, infatti, pochissimi sono stati negli istituti superiori della città gli studenti ammessi agli esami di Stato e poi bocciati.

La costruzione di Mara unico ministro col book ( da "Riformista, Il" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: passando per un maglioncino fuxia (ricorda quello della Gelmini nel discorso agli studenti via youtube) e per un discreto numero di tailleurs rigorosi e minimalisti. Ma la front-woman del G8, e i suoi capaci spin doctors, non si lasciano scappare la carta internazionale. Con lei i grandi della terra, il Papa, Michelle Obama e Lula.

Bracco: il 2% del Pil vada allo sviluppo dell'hi-tech ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tech Dalle imprese sostegno deciso al programma della Gelmini MILANO Ricerca e innovazione. è il binomio su cui insiste Confidustria per uscire dalla crisi, idioma che i cinesi traducono con le parole pericolo e opportunità. Pericolo di non riuscire a superare la recessione, ma anche l'opportunità di cambiare marcia per avviare una ripresa duratura e non effimera.

( da "Corriere della Sera" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ce l'hanno Scajola e Mariastella Gelmini. Potrebbero dare ottimi esempi al Sud. Il ministro Matteoli ha il Pon infrastrutture. Perché non dà anche lui l'esempio? ». Non c'entra niente l'impronta nordista del governo? «Forse in parte. Questa guerra al Sud ha un nome e un cognome, Tremonti, che è come dire la Lega.

"La sicurezza non sia contro l'accoglienza" ( da ">Stampaweb, La" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dal voto in condotta della Gelmini alle polemiche sulla «generazione né, né», ossia sui giovani che non lavorano né studiano. Vede un?emergenza educativa? «Sì. Continuiamo a giudicare gli adolescenti con i nostri occhi di adulti. Non entriamo nel loro modo di vedere la realtà, manca il coraggio di condividerne la vicenda umana.

dàgli al vaticanista ( da "Tirreno, Il" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola pubblica e scuola privata (leggi dei preti, così tutti capiscono), insegnamento della religione cattolica a scuola e l'elenco è lungo. Se l'invito a fare o non fare fosse rivolto dall'altare ai fedeli niente da dire, ma quando l'invito è rivolto ufficialmente ai politici, addirittura al governo,

UN'ALTRA ESTATE SPRECATA ( da "Lavoce.info" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo il caso del liceo di Rivoli, il Ministro Gelmini aveva promesso il completamento dell?anagrafe edilizia scolastica, cioè della mappa degli interventi necessari a rendere sicure e agibili le nostre scuole. Ma da allora su questo tema è sceso il silenzio. Sarebbe interessante sapere quali sono le conclusioni che emergono dall?

L'ESTATE STA FINENDO ( da "Lavoce.info" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo il caso del liceo di Rivoli, il Ministro Gelmini aveva promesso il completamento dell?anagrafe edilizia scolastica, cioè della mappa degli interventi necessari a rendere sicure e agibili le nostre scuole. Ma da allora su questo tema è sceso il silenzio. Sarebbe interessante sapere quali sono le conclusioni che emergono dall?

Milano, torna la lirica nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco ( da "Sestopotere.com" del 17-07-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Orchestra Filarmonica di Milano, diretta da Pierangelo Gelmini per “La Boheme”, da Francesco Attardi per “Don Giovanni” e da Roberto Gianola per “Nabucco”. Tutte le opere sono a ingresso gratuito e avranno inizio alle ore 21.00.


Articoli

Maturità, falcidia al D'Azeglio (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

I TABELLONIMA LE ALTRE SCUOLE TORINESI SONO NELLA MEDIA, AL GALFER TUTTI PROMOSSI Maturità, falcidia al D'Azeglio [FIRMA]MARIA TERESA MARTINENGO Tredici è un numero controverso, in genere associato più alla sfortuna che alla buona sorte... E ieri, al liceo classico D'Azeglio, i tabelloni hanno dichiarato 13 bocciati alla maturità su sei sezioni: un record, in linea con la richiesta di severità del ministro Gelmini, per la vicepreside Cristina Forchino poco spiegabile. «Lo scorso anno erano stati quattro su cinque sezioni». Un risultato in controtendenza rispetto alle altre scuole torinesi che, nella stragrande maggioranza dei casi (D'Azeglio compreso), hanno fatto di tutto, nei mesi scorsi, per supportare gli studenti con corsi extra, sportelli e integrazioni varie per raggiungere almeno obiettivi minimi. «Rifletteremo a lungo, cercheremo di capire perché è successo. Io - dice la professoressa Forchino con un tono di voce piuttosto triste - ho seguito tutte le commissioni: noi siamo sempre gli stessi e i commissari esterni sono colleghi, non credo si possa parlare di commissioni più rigide. Ragazzi meno preparati? Non direi. Certo, chi è stato fermato avrebbe potuto aspirare al 60, non di più. Più fragili, sì, anche nell'esporre». I guai peggiori, infatti, sono arrivati all'orale che quest'anno concedeva un massimo di 30 crediti, mentre l'anno scorso valeva fino a 35. In un altro liceo classico, l'Alfieri, ieri pomeriggio erano esposte due sezioni: tutti gli studenti sono stati promossi, con tre cento. Record positivo, poi, al liceo scientifico Galileo Ferraris. Nell'istituto della Crocetta, dove ieri sera erano esposti gli esiti di 8 sezioni su 9, di «negativo» non ce n'era neppure uno e i cento 13 (ironia della sorte!), due dei quali con lode (nella sezione L). Nessun bocciato neppure al liceo scientifico Copernico (6 sezioni su 11), dove la «ottista» Irene Cane, la studentessa aspirante attrice che ha saltato un anno grazie all'en plein di 8 e 9, non si è smentita e ha preso 100/100. All'ex magistrale Regina Margherita su 11 sezioni i «negativo» sono stati 5, tutti incredibilmente concentrati nella sezione B. In generale, tutte le scuole hanno presentato una gamma di voti variegata, con un'eccellenza «circoscritta». «Ad abbassare un po' i voti - spiega la preside del Primo Liceo Artistico Chiara Alpestre, presidente di commissione allo scientifico Volta - ha contribuito la difficoltà nell'assegnare il "bonus" da uno a cinque punti, che quest'anno si può dare con un minimo di 15 punti di credito e 70 di prove. All'Artistico questo sistema ha ridotto il numero dei 100/100». All'istituto Plana - ai professionali i voti alti non sono molto comuni - il preside Tommaso De Luca sottolinea orgoglioso «i 100/100 ottenuti da due studentesse, i venti voti da 85/100 in su, e un solo esito negativo su 112 candidati. Ci pare di aver lavorato bene, in particolare nello stabilire le ammissioni all'esame, e anche i nostri ragazzi hanno lavorato bene. Sarebbe bello - prosegue De Luca - che qualcuno superasse il test per entrare a Odontoiatria...».

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Pugno di ferro alla Maturità (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

il caso Il primo bilancio della nuova linea di rigore a scuola Pugno di ferro alla Maturità Niente diploma per quindicimila studenti Alle medie tremila respinti per il 5 in condotta RAFFAELLO MASCI ROMA Il giro di vite si è fatto sentire. La scuola quest'anno ha bocciato di più: più stangati alla maturità (3 mila in più dello scorso anno), più ragazzi che non hanno passato l'esame di terza media (12 mila in più rispetto al 2008), un numero maggiore di «non ammessi», cioè di ragazzi fermati prima dello scrutinio finale perché non avevano i requisiti minimi. E poi la grande sferzata: il voto di condotta. Solo alle medie 3000 dei «nuovi bocciati» lo devono all'impatto che la valutazione comportamentale ha avuto su quella complessiva; 6500 quelli che hanno avuto la stessa sorte alle superiori. Totale: oltre diecimila bocciati solo per la condotta. Maturità L'esame di Stato si conferma una ratifica del profitto degli anni precedenti: i bocciati non sono mai molti, in quanto la selezione - semmai - si è fatta prima. Tuttavia se nel 2008 a dover ripetere era il 2,5% del totale, quest'anno si è saliti al 3,1%, in numeri assoluti vuol dire 3 mila ragazzi in più, per un totale di 15 mila respinti. Medie Alle medie si registra un aumento di circa 12 mila bocciati rispetto al 2008 e di questi circa 3000 lo sono stati per l'insufficienza nel voto in condotta. Sono raddoppiati, inoltre, gli studenti non ammessi all'esame di terza media: 4,4% rispetto al 2,1% dello scorso anno. Debiti Fortissimo resta il numero dei ragazzi che riportano debiti formativi e che quindi devono studiare d'estate per essere di nuovo valutati entro la riapertura delle scuole. L'incremento è stato di 30 mila unità alle superiori, ma ciò che colpisce è la percentuale: più di uno studente su quattro - in media - si porta dietro un fardello di lacune. In alcuni indirizzi di studi questo fenomeno è endemico: oltre il 31% (quasi un terzo) dei ragazzi degli istituti tecnici e professionali dovrà sanare i debiti, e una percentuale analoga vale per il liceo artistico. Meglio (ma fino a un certo punto) quelli di classico (22% di «rimandati») e scientifico (24%). Bocciati C'è un elemento «classista» (ancorché involontario) nella ripartizione delle bocciature: le scuole tradizionalmente frequentate dalle categorie sociali più deboli sono anche quelle in cui il numero dei ragazzi respinti è maggiore. Al professionale sono il 23%, negli istituti tecnici il 16%, mentre al classico appena il 4,4% e allo scientifico il 6,6%. «Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene dei ragazzi», ha commentato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, sottolineando come una certa severità sia propedeutica a una qualità della scuola medesima. «Siamo tornati - ha aggiunto - a una scuola che non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene». Secondo la Gelmini, infatti, il voto in condotta «è stato molto importante perché ha portato al rispetto dei compagni, dei professori e degli edifici scolastici». L'ex viceministro dell'Istruzione (ed ex insegnante) Mariangela Bastico (Pd) non condivide questa valutazione: «La bocciatura, soprattutto alla fine del percorso di studi, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola, che non ha raggiunto il proprio obiettivo di far apprendere. Non condivido l'entusiasmo del ministro, dal momento che la serietà della scuola si misura su quanto i ragazzi apprendono, su quanto vengono educati al rispetto e all'attenzione e non su quanto non sanno o sono stati indisciplinati».

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Una classe accorpata e genitori in "rivolta" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

PROTESTEDAL LICEO CASSINI UN PRESIDIO AL PROVVEDITORATO Una classe accorpata e genitori in "rivolta" SANREMO Genitori in rivolta ieri mattina al liceo «Cassini» di Sanremo per l'annunciato accorpamento delle classi quinte a partire da settembre. Prima una delegazione si è lamentata e ha protestato con la preside Meriggi, poi un corteo di auto spontaneo ha portato mamme e papà in provveditorato a Imperia per un incontro urgente con il provveditore Giuganino. Il motivo? La cancellazione di una delle tre classi dell'ultimo anno di studio, «estremo rimedio» all'adeguamento della provincia di Imperia a quanto disposto in materia di numero di classi dal ministro Gelmini. «Si è superato il limite - spiegano i promotori della protesta - per i nostri figli si tratta di dover cambiare libri di testo, peraltro già acquistati, docenti, compagni di classe e anche metodo di studio». E ancora: «Si è deciso di "colpire" le quinte perchè evidentemente sono le classi con meno alunni ma in questo modo viene compromessa la serenità di un anno scolastico, quello della maturità, che è fondamentale». Ad aumentare i problemi è che secondo quanto deciso dalla presidenza a «sopravvivere» sarebbe l'unica classe con la «matematica potenziata», nella quale finirebbero alcuni studenti che non hanno aderito a quel particolare piano di studi. «Auspichiamo un ripensamento su questa decisione che ci vede compatti nella protesta - concludono i genitori - una "contrazione" nelle classi del biennio sarebbe più opportuna, se proprio di dovesse fare». Ma il fatto è che in quel caso si verrebbero a creare classi con 35 alunni, incompatibili con l'attuale dotazione di aule dello storico «Cassini». Gli esami sono ancora in corso, l'esito delle maturità deve ancora arrivare, ma la scuola, con i suoi problemi, continua a tenere banco. E a fare i conti con i tagli rischiano di essere gli alunni e le loro famiglie. \

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I dati relativi alle bocciature hanno riscontrato il plauso della Gelmini: Siamo tornati ad un... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

I dati relativi alle bocciature hanno riscontrato il plauso della Gelmini: «Siamo tornati ad una scuola del rigore che non promuove tutti - ha commentato il ministro - e che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano, che si comportano bene e che non si comportano bene. Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo». Meno soddisfatti invece gli studenti: «Il fallimento scolastico non è mai un successo per nessuno, tanto meno per il ministero - ha commentato l'Unione degli studenti - che da subito deve mettere in campo risorse per far sì che quel nove per cento di non ammessi e bocciati non diventino abbandoni scolastici». (L.Loi. /ass)

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di Lorena Loiacono Un esercito di studenti fermi al palo, bocc... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

di Lorena Loiacono Un esercito di studenti fermi al palo, bocciati dal voto in condotta e dal rigore degli scrutini: decisamente in crescita, rispetto al 2008, le file dei ripetenti. I primi dati del ministero della pubblica istruzione parlano chiaro e lasciano con il fiato sospeso i maturandi ancora in "attesa di giudizio": gli studenti bocciati dopo aver sostenuto l'esame di Stato rappresentano il 3,1%, un dato che, rapportato sul totale dei candidati, si trasforma in circa 15 mila ragazzi, ben 3 mila in più rispetto al 2008. Se l'annunciato rigore nella valutazione alla maturità ha dato i suoi frutti, anche il peso del voto di condotta ha lasciato il segno: sono circa 10 mila i non ammessi alla classe successiva a causa del 5 in condotta, di questi circa 7000 frequentano le scuole superiori e tremila la scuola media, dove i bocciati sono stati in tutto 12 mila. Decisamente sorprendenti invece i dati relativi alle scuole medie paritarie dove il voto finale medio, come riporta Tuttoscuola, è di 7,64 contro il 7,36 nazionale, mentre la votazione massima di 10/10 è stata raggiunta da oltre l'11% dei candidati, contro una media nazionale che non arriva all'8%. In netto rialzo anche la quota dei "sospesi", su cui grava il debito: ben 30 mila in più rispetto al 2008. Nei guai soprattutto gli studenti degli istituti professionali dove il 23%, quasi uno su quattro, non è stato ammesso e nei tecnici, dove la percentuale, seppur allarmante, scende di 7 punti. I "secchioni" invece vengono dai licei: al classico solo il 4,8% di studenti non è stato ammesso, al linguistico poco più del 5% ed allo scientifico il 6,6%. (ass)

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Riforma Gelmini salva in extremis (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi Numero 165  pag. 11 del 14/7/2009 | Indietro Riforma Gelmini salva in extremis AZIENDA SCUOLA Di Alessandra Ricciardi Il ministro dimentica di ufficializzare il piano programmatico dei tagli, a rischio l'intero progetto La Corte dei conti: il «visto» basta a sanare l'atto invalido Una delibera giocata tutta in punta di diritto. E che salva la riforma della scuola targata Gelmini dalla mannaia di una improvvisa quanto sonora bocciatura. La sezione controllo della Corte dei conti, presieduta da Fabrizio Topi, nei giorni scorsi infatti ha certificato il dpr di riforma della [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6      

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Diecimila bocciati per il 5 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

stampa I primi dati su maturità e scrutini: in aumento i sospesi e i non ammessi. E quindicimila studenti non passano l'esame di Stato Diecimila bocciati per il 5 in condotta Il ministro Gelmini: «Una scuola che promuove tutti non fa del bene ai ragazzi» segue dalla prima Nella maturità si contano 3000 bocciati in più dell'anno scorso. In totale sono quindicimila gli studenti che non ce l'hanno fatta. E poi il dato nuovissimo degli scrutini: tra medie e superiori circa 10000 bocciati per il 5 in condotta. È la stessa Gelmini a commentare i dati. «Siamo tornati ad una scuola che non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene. Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo». E ribadisce l'importanza del voto che giudica il comportamento dell'alunno in classe. «Il voto in condotta - aggiunge Gelmini - è stato molto importante perchè ha portato al rispetto dei compagni, dei professori e degli edifici scolastici. Il fatto che il ragazzo venga giudicato non solo per il rendimento ma anche per il comportamento è stato fondamentale». L'anno scorso i bocciati all'esame di Stato della scuola secondaria di secondo grado furono il 2,5% del totale, cioè circa 12mila. Quest'anno, il 3,1% degli studenti non dovrebbe ottenere il diploma. Cresciuto anche il numero degli studenti che alle superiori sono stati sospesi e che dovranno, quindi, recuperare a settembre le insufficienze riportate al termine di questo anno scolastico per essere ammessi al prossimo. Sono raddoppiati, inoltre, gli studenti non ammessi all'esame di terza media. La percentuale infatti risulta pari al 4.4%, rispetto al 2.1% dello scorso anno. In forte crescita invece il numero degli alunni sospesi. Circa 30.000 studenti in più dell'anno scorso. Il maggior numero di bocciati si registra negli istituti professionali, dove il 23% degli studenti non è stato ammesso all'anno successivo. Sempre nella scuola superiore circa 6.500 studenti sono stati bocciati per l'insufficienza in condotta. Circa la metà (3.000) sono studenti degli Istituti professionali. È ai licei classico, scientifico e linguistico che si registra il numero più basso di studenti con 5 in condotta (solo lo 0,1% degli studenti) mentre lo 0,4% gli alunni degli istituti tecnici e dell'Istruzione artistica non è stato ammesso all'anno successivo per aver riportato un'insufficienza nella valutazione del comportamento. Natalia Poggi

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oltre 10mila respinti per il 5 in condotta - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Cronaca Troppi problemi per gli scolari a mensa così dal menu sparisce il pesce con le spine Oltre 10mila respinti per il 5 in condotta Stop per quasi 42 mila ragazzi. Nei professionali non ce l´ha fatta uno studente su due MARIO REGGIO ROMA - Maturità: tremila bocciati in più rispetto allo scorso anno. Scrutini: tra medie inferiori e superiori quasi 10 mila respinti per il cinque in condotta. Ma il dato che impressiona di più riguarda le scuole professionali: più del 50 per cento tra bocciati e studenti "sospesi", cioè quelli che dovranno recuperare le insufficienze prima dell´inizio del nuovo anno scolastico. Questo il "bollettino di guerra" diffuso dal ministero della Pubblica Istruzione, anche se si tratta di dati ancora parziali. «Una scuola che promuove tutti è una scuola che non fa il bene del ragazzo. Io ho idee diverse». Il ministro Maria Stella Gelmini sembra soddisfatta dai risultati dei primi provvedimenti della sua riforma. Alle superiori, ma anche alle scuole medie. Se, infatti, il numero dei maturandi che non ce l´hanno fatta a prendere il diploma dovrebbe raggiungere quest´anno quota 15 mila anche alle medie le valutazioni degli insegnanti sono state contraddistinte da un maggior rigore: i non ammessi sono circa 12 mila in più rispetto allo scorso anno e tra questi circa 3 mila respinti per il 5 in condotta. «Non fa mai piacere quando un ragazzo viene bocciato - commenta il ministro Gelmini - ma la scuola deve assumere il compito di educare e anche segnalare quando ci sono delle lacune. Bisogna quindi premiare chi si impegna durante l´anno». E riguardo alla strage provocata dal 5 in condotta? «è uno strumento utile - risponde il ministro della Pubblica Istruzione - il ragazzo, oltre al rendimento, deve essere valutato anche per il suo comportamento». Un altro segnale poco incoraggiante riguarda gli alunni "sospesi" alle superiori: circa 30 mila studenti in più dell´anno scorso, infatti, hanno riportato almeno una insufficienza che dovranno recuperare entro l´inizio del prossimo anno scolastico. Ed il maggior numero di bocciati si registra negli istituti professionali, dove il 23 per cento degli studenti non è stato ammesso all´anno successivo. Seguono gli istituti tecnici con il 16.3 e l´istruzione artistica con il 16. I più bravi sono i ragazzi del liceo classico con il 4.8 dei non ammessi, ma è una costante storica, seguiti degli studenti del liceo scientifico e dai ragazzi del liceo linguistico. Il giro di vite prodotto dalle nuove regole rallegra anche alcuni esponenti della maggioranza. Per Bruno Murgia (Pdl), componente della commissione Cultura della Camera dei Deputati, è «una buona notizia». «Vuol dire che siamo tornati un minimo alla meritocrazia» afferma il deputato, che poche settimane fa aveva lanciato la provocazione di abolire l´esame di maturità. Replica Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd. «La bocciatura, soprattutto alla fine del percorso di studio, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola, che non ha raggiunto il proprio obiettivo di far apprendere. Per questo non posso condividere l´entusiasmo del ministro Gelmini, dal momento che la serietà della scuola si misura su quanto i ragazzi apprendono, su quanto vengono educati al rispetto e all´attenzione e non su quanto non sanno o sono stati indisciplinati. Dopo il grembiule e le bacchettate del cinque in condotta, ancora una volta il ministro lancia messaggi di ritorno al passato».

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"non basta risparmiare così aumenta il disagio" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Cronaca Valerio Tagliaferri, genitore di un maturando di Lodi "Non basta risparmiare così aumenta il disagio" "La semplice bocciatura non può essere una risposta" "In netto aumento il fenomeno della dispersione" "Ma non ha senso portarli in quinta e poi abbandonarli" «Occorre riformare la scuola superiore: l´unica risposta non può essere la bocciatura». Valerio Tagliaferri di Lodi, papà di un ragazzo che ha appena sostenuto con successo la maturità, è contro il rigore della Gelmini Tra bocciati e non ammessi agli esami abbiamo toccato quota 42 mila. Che ne pensa? «Mi sembra sbagliato. Siamo uno dei paesi europei con il più alto tasso di dispersione scolastica. E in questo modo non facciamo che aggravare la nostra situazione». E quindi? «Occorre predisporre una ponderata riforma dell´istruzione superiore non finalizzata soltanto alle economie. La scuola, inoltre, deve supportare gli studenti con un adeguato recupero per chi resta indietro. La bocciatura, senza un´azione mirata al recupero, non fa altro che aumentare il disagio dei ragazzi». (s. i.)

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"corsi di recupero per aiutare i più deboli - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Cronaca Simone Basile, studente in un liceo scientifico di Roma "Corsi di recupero per aiutare i più deboli SALVO INTRAVAIA «Il boom di non ammessi e bocciati è da addebitare alle novità introdotte dalla Gelmini, che non fa altro che aumentare la dispersione scolastica». è il parere di Simone Basile, studente del liceo scientifico Archimede di Roma. Professori più severi o studenti meno preparati? «Direi la prima. I professori hanno raccolto, probabilmente, l´invito ad un maggior rigore del ministro dell´istruzione. Ma tutto questo non porterà ad un risultato reale. Non basta inasprire le norme per ottenere i risultati». Bisognerebbe, quindi, promuovere anche chi non è preparato? «Non dico questo, ma la scuola deve essere attrezzata con fondi adeguati per i corsi di recupero: quelli di cui dispongono le scuole adesso sono irrisori».

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Maturità, boom di bocciati. Gelmini: (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Maturità, boom di bocciati. Gelmini: «La scuola che promuove tutti non fa bene» tremila respinti in piÙ Niente diploma per il 3,1%, rispetto al 2,5% del 2008. Pesa il 5 in condotta: 9500 studenti tra superiori e medie perdono l'anno 14/07/2009 ROMA Aveva promesso una scuola più severa e selettiva, per premiare i più studiosi e punire i bulli: ed è stata di parola. La linea dura del ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha prodotto i suoi effetti: 15000 bocciati agli esami di maturità, ovvero 3000 in più rispetto al 2008, e quasi 10000 respinti per il 5 in condotta tra scuole superiori e medie. Non basta: i bocciati all'esame di terza media sono raddoppiati, mentre i respinti nel triennio sono stati 12000 in più. Di questi, 3000 hanno pagato l'insufficienza in condotta. Una novità fortemente voluta da Gelmini, che alle superiori è costata la bocciatura a 6500 ragazzi, metà dei quali solo negli istituti professionali. Numeri ancora non definitivi, frutto dei primi controlli dei tecnici di viale Trastevere, che il ministro ha accolto con evidente soddisfazione: «Una scuola che promuove tutti non fa il bene dei ragazzi. Così siamo tornati a una scuola che distingue tra persone che studiano e che non studiano, che si comportano bene e che non si comportano bene». Nessun imbarazzo per i bocciati alla maturità (il 3,1%) e per il diluvio di 5 in condotta. Gelmini rivendica le sue scelte, e sottolinea l'importanza del voto al comportamento: «È stato molto importante, perché ha portato al rispetto dei compagni, dei professori e degli edifici scolastici». Di certo, per i maturandi italiani è stata una sessione difficile. Il punteggio massimo per la prova orale è sceso da 35 a 30, mentre il credito, che premia soprattutto gli studenti con la media più alta negli anni precedenti, è passato da 20 a 25 punti. Arrivare ai 60 punti, il minimo necessario per la promozione, era quindi più difficile per i ragazzi con un curriculum meno brillante. Ma tanti erano "caduti" già prima dell'esame, finendo tra i 28.000 non ammessi alla maturità. Nel complesso, i respinti nel quinto anno sono stati quasi 42000, ossia il 9%. Cifra molto alta, soprattutto se paragonata ai dati del 2008, quando non ammessi e bocciati all'esame furono attorno al 6%. Si confermano invece le difficoltà per gli studenti degli istituti professionali, primatisti per bocciature (il 23%). Parecchi i respinti anche negli istituti tecnici (16,3%) e nei licei artistici (16%), mentre i più bravi sono stati i ragazzi dei licei classici, dove i bocciati sono stati solo il 4.8%. L'aumento di bocciati in tutti gli ordini scolastici rappresenta un'ottima notizia per la senatrice della Lega Nord, Irene Aderenti: «Finalmente un po' di rigore, l'aumento dei bocciati è un buon segnale di quella autorevolezza che la scuola deve riconquistare. I ragazzi devono comprendere che il loro lavoro è studiare e impegnarsi, altrimenti non potranno fare l'esame di maturità». Di tenore opposto il commento di Mariangela Bastico (Pd), ex sottosegretario all'Istruzione: «Non condivido l'entusiasmo della Gelmini, perché la bocciatura, soprattutto alla fine del percorso di studio, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola. La sua serietà si misura su quanto apprendono i ragazzi e su come vengono educati al rispetto e all'attenzione, non certo su quanto non sanno o sulla loro indisciplina». L.D.C 14/07/2009

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raid incendiario nella scuola dello zen - salvo intravaia gabriele isman (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Palermo Raid incendiario nella scuola dello Zen Il preside della Falcone: "Diamo fastidio". Furto anche alla Sciascia Arredi distrutti nell´incendio di Fondo Raffo In via De Gobbis portati via i pc SALVO INTRAVAIA GABRIELE ISMAN Scuole dello Zen nel mirino di vandali e rapinatori l´altra notte. Tra domenica e lunedì sono stati visitati per un furto l´istituto comprensivo Leonardo Sciascia di via De Gobbis e la Falcone in via Pensabene, per una vera devastazione. Nel primo caso dopo l´ingresso da una finestra al primo piano, sono stati portati via dalla segreteria due computer, due radio e anche un mappamondo. Più seria la situazione in via Pensabene, all´istituto comprensivo di materna, elementare e media: dopo aver forzato la porta di un´uscita di sicurezza, ignoti vandali hanno rovistato le varie aule del plesso. Poi hanno ammonticchiato carte, mobilio e sterpaglie e, prima in una classe dell´elementare e in una della materna, hanno appiccato due incendi. Risultato: suppellettili distrutte e muri anneriti. A intervenire alla Falcone sono stati i vigili del fuoco e la polizia, che indaga anche su quanto accaduto alla Sciascia. Peraltro non è la prima volta che l´istituto di via Pensabene a Fondo Raffo, allo Zen viene preso di mira dai teppisti, ma questa volta non sembra una ragazzata. «L´attacco alla materna - dichiara il preside, Domenico Di Fatta - è simbolico. La scuola dell´infanzia è il serbatoio di tutto l´istituto: un´eventuale calo degli iscritti porterebbe alla chiusura in tempo in brevi della scuola». Il dirigente scolastico parla chiaramente di un atto intimidatorio vero e proprio. In effetti, la scuola è chiusa da alcune settimane e di raid estivi non ce ne sono stati molti in passato. Sicuramente non in questi termini. «Chi si è introdotto, sapeva perfettamente che nel retro del plesso di scuola materna - continua Di Fatta - non ci sono i sensori dell´allarme che, infatti, non è scattato». E, con tutta probabilità, gli autori dell´attentato sono riusciti a rendersi invisibili anche all´impianto di videosorveglianza. «Due classi, sulle sette in funzione fino a sabato, sono inagibili e - spiega il dirigente scolastico - con i tempi del Comune avremo difficoltà ad avviare l´anno scolastico. Posso pensare a doppi turni per i più piccoli». L´attacco è stato pianificato nei minimi dettagli. Prima di appiccare il fuoco, gli autori del raid hanno sigillato porte e finestre col nastro adesivo: speravano, con ogni probabilità, che le fiamme si propagassero il più possibile prima che gli abitanti del quartiere, che nella notte hanno chiamato i Vigili del fuoco, se ne accorgessero. «La scuola comincia a funzionare - dice Di Fatta - è questo evidentemente dà fastidio a parecchi: abbiamo due campi di calcetto e a settembre anche una pista di atletica a sei corsie. A questi bambini stiamo dando un futuro dignitoso e a casa parlano di legalità. Quando sono arrivato - racconta - mi dicevano: "ma tu cu sì?". Ora mi chiamano preside». Gli ultimi due raid sono stati portati a segno a maggio e a gennaio. Nel primo caso sono state vandalizzate alcune classi della scuola elementare mentre alcuni mesi prima era stata ancora la materna a cadere sotto i colpi dei teppisti: refettorio a soqquadro, banchi e sedie rotte. E ancora: la scuola era stata presa di mira dai cecchini con ben 10 proiettili all´indirizzo della palestra e di alcun e aule della scuola elementare. Da allora il ministero ha acceso i riflettori sulla scuola di frontiera e a maggio il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha scritto al sindaco Cammarata chiedendo di sistemare il refettorio della materna e di sgomberare i marciapiedi davanti alla scuola delle carcasse di auto abbandonate. Un´attenzione che forse dà fastidio.

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ministri al bagno balena coi giovani del pdl (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Viareggio Ministri al bagno Balena coi giovani del Pdl VIAREGGIO. Saranno circa 700 i rappresentanti del movimento studentesco Azione Universitaria, che si ritroveranno al Balena di Viareggio, da domani al 17 luglio. Daranno vita a «Dedalo 2009», una convention formativa che alternerà momenti di divertimento e socialità ad altri di riflessione politica e culturale. «Dopo la strage occorre rispettare il lutto», dice Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale della Fiba e proprietario del bagno che ospita l'evento. «Al contempo va riscattata l'immagine della città, restituendo a Viareggio la sua fama di luogo ospitale e sereno - aggiunge -. Questa manifestazione va nella direzione giusta poiché riesce a combinare entrambe le esigenze». Il programma è particolarmente denso, con 36 appuntamenti in scaletta. Ci saranno i big della politica: dal duo ministeriale Meloni-Gelmini, che affronterà il delicato tema della riforma universitaria, ai leader del centro destra Gasparri, La Russa, Ronchi, Capezzone e Verdini. Di rilievo l'angolo letterario, con la presentazione di sette libri. «Pierangelo Buttafuoco non ha bisogno di presentazioni - rimarca Giovanni Donzelli, enfant prodige del Pdl e organizzatore dell'evento -. Ci saranno anche Lilin Nicolai, il cui ultimo lavoro è stato il successo dell'anno, e altri autori di spessore». I giovani del Pdl alloggeranno in 11 campeggi tra Marina di Massa a Torre del Lago. Stefano Buda

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giro di vite a scuola (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Attualità Giro di vite a scuola Tremila bocciati in più all'esame di maturità Gelmini soddisfatta, gli studenti la attaccano ROMA. Giro di vite nella scuola italiana. Aumenta il numero degli studenti che non superano l'esame di maturità: quest'anno resteranno senza diploma 3.000 ragazzi in più rispetto all'esame di Stato del 2008. E' quanto emerge dai dati non ancora definitivi rilevati dal ministero dell'Istruzione. L'anno scorso i bocciati all'esame di Stato della scuola secondaria di secondo grado furono il 2,5% del totale, cioè circa 12mila. Quest'anno, se fossero confermati i dati non ancora definitivi rilevati dal ministero dell'Istruzione, il 3,1% degli studenti non dovrebbe ottenere il diploma, ovvero circa 3000 studenti in più del 2008: in totale sarebbero quindi in 15.000 a non superare l'esame. Anche alle medie le valutazioni degli insegnanti sono state contraddistinte da un maggior rigore: i non ammessi sono circa 12mila in più e di questi 3.000 sono stati bocciati per il 5 in condotta. «Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene dei ragazzi»: così il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato i dati. «Siamo tornati a una scuola che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene». «Il maggior numero di bocciature - replica l'Unione degli Studenti - dimostra che si sono irrigiditi i parametri di valutazione ma, al tempo stesso - fa notare l'associazione studentesca - non sono aumentate le possibilità per gli studenti di recuperare: i corsi di recupero sono praticamente inesistenti e le offerte didattiche e formative continuano a essere ridotte drasticamente a causa della politica di tagli. Il fallimento scolastico degli studenti non è mai un successo per nessuno, tanto meno per il ministero che da subito deve mettere in campo risorse per far sì che questo oltre 9% di non ammessi e bocciati (sarà questa la percentuale se vengono confermati i primi dati) non diventino abbandoni scolastici e particolare attenzione deve essere posta proprio ai tecnici e professionali, dove si registrano le maggiori bocciature».

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Il record di bocciati della maturità 2009 (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Il record di bocciati della maturità 2009 Una maturità così non si vedeva da molto tempo. Dai primi dati del Ministero della Pubblica Istruzione sugli esami finali di scuola superiore di quest'anno emerge un trend opposto rispetto agli anni precedenti. Gli studenti bocciati saranno circa 15mila (il 3,1 per cento del totale), 3mila in più rispetto al 2008. Un dato significativo di una tendenza generale, se si considera che è aumentato anche il numero di non ammessi a medie e superiori, per le insufficienze di fine anno. Alle medie si dovrebbe registrare un aumento di circa 12mila studenti esclusi rispetto al 2008. Sono raddoppiati, inoltre, gli studenti non ammessi all'esame di terza media: la percentuale risulta pari al 4,4 per cento, rispetto al 2,1 dello scorso anno. Per quanto riguarda le superiori, invece, si registra un lieve aumento dei non ammessi rispetto al 2008, e il numero degli alunni rimandati si profila in altissima crescita. Addirittura 30mila studenti in più rispetto all'anno passato hanno registrato nel corso del 2009 un'insufficienza da recuperare a settembre. Il maggior numero di bocciati delle superiori si registra negli istituti professionali (23%), a seguire i tecnici (16,3), poi gli artistici (16), infine il classico, che sfoggia il 4,8% dei non ammessi. Ma anche qui è alto il numero dei rimandati che verranno attesi alle riparazioni di settembre (22% del totale). Una cifra comunque inferiore al resto degli istituti (il picco è dei tecnici col 31,6). Il voto in condotta, cavallo di battaglia del ministro Gelmini, ha giocato un ruolo importante in questo nuovo corso. Sono circa 6mila e cinquecento nelle superiori e 3mila nelle medie gli studenti bocciati per un'insufficienza nella valutazione del comportamento. Di questi, circa la metà sono studenti degli Istituti professionali. Un risultato che ha soddisfatto il ministro e il governo. Meno, ovviamente, le associazioni studentesche. Una scuola seria, è ovviamente anche una scuola che boccia. Purché questi dati siano il segno di una ritrovata serietà e non soltanto il servile omaggio che il corpo docente rende alla nuova ramazza del ministero. 14/07/2009

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Le riforme adesso Oppure mai più (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Le riforme adesso Oppure mai più Ormai è chiaro che non è possibile fare una previsione sulla durata della crisi e sulle sue ripercussioni. Io che non sono un accademico ma conosco il tessuto produttivo italiano dall'interno, non voglio farmi iscrivere né tra i catastrofisti né tra gli ottimisti perché sia gli uni che gli altri fanno spesso prevalere gli interessi di parte o di partito all'esame freddo della situazione come essa è realmente. E, per restare ai numeri, voglio sottolineare tre dati che nessuno più osa discutere: 1) l'Italia ha la spesa per pensioni più alta tra i paesi Ocse, pari al 14% del Pil; 2) l'Italia ha la pressione fiscale più alta tra i paesi Ocse; 3) l'Italia ha la scuola più costosa tra i paesi Ocse e i risultati medi di preparazione degli studenti tra i peggiori. Sono questi i dati da cui bisogna partire per una analisi seria della situazione italiana, che prescinda anche dagli effetti della crisi in corso. I problemi dell'Italia sono strutturali e non congiunturali. In altre parole, dovremmo preoccuparci delle inefficienze accumulate nei decenni piuttosto che discettare solo sulla crisi in corso e sul modo migliore per affrontarla. Un fatto è sicuro: gli effetti della crisi si manifestano in Italia così duramente a causa del ritardo catastrofico nella modernizzazione del Paese. Ho citato i dati relativi alla pressione fiscale, al peso della spesa pensionistica e allo stato della scuola perché sono indissolubilmente legati l'uno all'altro, sono conseguenze di un'unica politica che ha visto negli anni accomunata la sinistra, il centro e la destra nel partito unico della spesa pubblica. Uno Stato in cui il 52% del Pil è gestito dalla mano pubblica, in cui la tassazione del lavoro raggiunge vette mai toccate da altri paesi, in cui al lavoratore viene sottratto il 50% circa dell'ammontare dei suoi compensi, non può che avere una scuola tra le più inefficienti e una spesa pensionistica abnorme. È l'effetto di politiche populistiche e pauperistiche che soprattutto la sinistra ha voluto e sostenuto attraverso l'esercizio militare e militante della sua egemonia culturale. Non dimentichiamo che questi dati abnormi significano una sola cosa: che non vi sono i denari per la modernizzazione del Paese, per le riforme strutturali, per la creazione di una classe dirigente preparata ed efficiente, per alimentare la ricerca scientifica e sottrarla al controllo delle baronie universitarie. L'Italia, se non saprà cambiare le tendenze distruttive della spesa pubblica, correggere le disfunzioni di un sistema previdenziale sbilanciato, mettere fine alle protezioni sindacali delle inefficienze della scuola, uscirà da questa crisi molto più debole degli altri paesi nostri concorrenti nella globalizzazione. Il Governo e il Parlamento devono darsi un unico obiettivo: quello di calendarizzare alcune riforme strutturali da realizzare subito, mentre la crisi produce i suoi effetti sull'economia reale e prima che un qualsiasi Francis Fukuyama ci dica che la crisi e finita e che si può tornare alle abitudini di prima. La riforma della scuola, per opera di Maria Stella Gelmini, è stata almeno avviata. E oggi si può dire che le critiche che ha subito erano del tutto pretestuose. Non a caso è stata una donna ministra, con la carica di concretezza e di coraggio che le donne hanno nel Dna, quella che per prima ha messo mano a una riforma indilazionabile. Occorre ora portarla a compimento con provvedimenti stringenti che colpiscano non in modo indifferenziato, ma in modo mirato, i mille luoghi della inefficienza della spesa per l'istruzione, specie nell'università. Brunetta sta mettendoci del suo ma molto altro ancora bisogna fare per ridare efficienza alla macchina dello stato. Il settore della previdenza va rinnovato senza cullarsi nell'illusione che la ormai datata riforma Dini sia sufficiente. Un primo provvedimento, l'innalzamento dell'età pensionabile per le lavoratrici dipendenti dallo Stato, dovrebbe essere proposto immediatamente, spiegato alla gente e difeso in parlamento dalla demagogia populista che senza dubbio si farà sentire anche nelle piazze. Occorre coraggio, per dire agli italiani che le cose stanno così e che servono riforme che incidano in profondità sull'eccesso di spesa pubblica e sulla qualità di questa spesa. Occorre coraggio perché i politici rinuncino alle versioni consolatorie e affrontino l'oceano aperto delle riforme strutturali. Ne occorrerà ancora di più a chi, dall'opposizione, sarà tentato per l'ennesima volta di cavalcare lo scontento di quelle categorie protette che vedono in ogni liberalizzazione o modernizzazione dell'Italia una funesta novella. Io spero che dall'opposizione si abbia la saggezza di rinunciare alla semplice difesa dell'esistente. Ora, con la crisi in corso, gli italiani capiranno. Domani, con la crisi superata e con una parvenza di ritorno alla normalità, sarebbe molto più difficile. parlamentare del Pdl di Santo Versace 14/07/2009

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Riforma Gelmini salva in extremis (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 14/07/2009 - pag: 11 autore: di Alessandra Ricciardi Il ministro dimentica di ufficializzare il piano programmatico dei tagli, a rischio l'intero progetto Riforma Gelmini salva in extremis La Corte dei conti: il «visto» basta a sanare l'atto invalido Una delibera giocata tutta in punta di diritto. E che salva la riforma della scuola targata Gelmini dalla mannaia di una improvvisa quanto sonora bocciatura. La sezione controllo della Corte dei conti, presieduta da Fabrizio Topi, nei giorni scorsi infatti ha certificato il dpr di riforma della scuola primaria (delibera 2 luglio). Scongiurando così il rischio, che dalla lettura del dispositivo appare in tutta la sua consistenza, che la nuova scuola non avesse copertura legislativa. Il tutto quando le novità previste dalla stessa riforma, dagli organici ridotti alla figura del maestro unico, sono state già acquisite dal sistema.Alla fine, però, i giudici della Corte dei conti hanno ritenuto che un «visto» -nella premessa del decreto su scuola dell'infanzia ed elementare- sia sufficiente a sanare le volontà dei proponenti, in primis del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini. Il ministro, insieme al collega dell'economia, Giulio Tremonti, infatti non ha mai ufficializzato il piano che programma le operazioni di taglio al personale necessarie a conseguire i risparmi di spesa della manovra estiva (decreto legge 112/2008). Tagli poi attuati dal dpr del 20 marzo 2009, il regolamento sulla scuola primaria portato al vaglio di legittimità della magistratura di controllo. Il piano programmatico, rileva il magistrato istruttore, è stato trasmesso solamente come schema e non come atto definitivo. E in assenza del piano programmatico anche il decreto non si reggerebbe in piede. Tra l'altro, e sono le altre contestazioni al provvedimento, mancano le motivazioni che chiariscano il non accoglimento da parte del ministero delle proposte emendative formulate dalla Conferenza unificata. E poi, nel decreto sono state inserite norme relative alla scuola dell'infanzia, mentre la delega contenuta nell'articolo 64 della legge 133/08 di questo ordine di scuola non parlava affatto.Dopo un fitto scambio di richieste di chiarimenti e relative risposte tra ministero e Corte dei conti, durato mesi, la magistratura in adunanza plenaria ha accolto le controdeduzioni del governo, in particolare quelle relative all'assenza del piano. L'Istruzione aveva chiesto che fosse esaminato contestualmente al regolamento, operando di fatto una sanatoria dell'atto. La Corte ha concordato che cioè era possibile grazie ai riferimenti normativi contenuti nelle premesse al decreto: «L'undicesimo visto del dpr all'esame fa riferimento al predetto documento datato 4 settembre 2004», ovvero al piano che prevede 42 mila cattedre in meno negli organici 2009/2010, «elevando quindi lo schema di cui sopra al rango di piano programmatico, in conseguenza delle sottoscrizione apposte in calce al regolamento dai due ministri competenti alla predisposizione dello stesso, ponendo quindi in essere il concerto previsto dal 3° comma dell'articolo 64 del decreto legge 112/2008». In tal modo, scrive la Corte, «viene attuata la sanatoria del provvedimento invalido attraverso il riconoscimento, in via di convalida, della sua legittimità». La riforma è salva.

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Tagliare al Sud è molto pericoloso (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 14/07/2009 - pag: 14 autore: di Giovanni Scancarello L'Ocse nel rapporto sull'Italia mette in guardia dai rischi di risparmi di spesa indiscriminati Tagliare al Sud è molto pericoloso La scuola deve controbilanciare il contesto sociale negativo Tagliare la spesa per l'istruzione in Italia si può. Per esempio, aumentando il numero di studenti per classe, e dunque riducendo il numero di insegnanti. Ma non dove il rendimento degli studenti è già basso, e il peso determinante è dato dal cotnesto sociale, come al Sud. In caso contrario, le prestazioni peggioreranno. L'avvertimento giunge dall'Ocse che ha recentemente sfornato il suo nuovo studio sulle condizioni economiche del nostro paese, dato alle stampe con il titolo Economic survey of Italy. Secondo l'Ocse conciliare l'esigenza di risparmio con l'innalzamento degli standard di apprendimento degli studenti è possibile a patto che si attuino «politiche di risparmio strutturali e di investimento mirate alle scuole che meritano di più in base ai risultati ai test di apprendimento». Un monito per il nostro ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini che proprio del risparmio e del merito fa la propria bandiera, ma che sarà costretta a riconoscere che anche per realizzare risparmi e investimenti mirati servono soldi e scelte condivise. L'Italia è al 36° posto della classifica dei paesi Ocse Pisa in fatto di apprendimento delle scienze da parte degli studenti di 15 anni. Mentre aspettiamo di comprenderne le ragioni, bisogna far tornare i conti. L'Ocse definisce il risparmio di spesa «cruciale soprattutto in periodi di recessione» come quello attuale. Ma come combinare economia di bilancio dell'istruzione e miglioramento dei livelli di apprendimento degli studenti italiani, è questo l'interrogativo che ci si pone. Per l'Ocse c'è da metter mano alla struttura portante della spesa, cioè al rapporto tra numero docenti e alunni, al tempo scuola, al tempo di docenza e alla quantità di alunni per classe. E qui è doverosa una premnessa: l'Ocse non tiene conto del fatto che nel sistema Italia anche i docenti di religione e quelli di sostegno fanno parte della voce istruzione, mentre in altri paesi sono allocati sotto capitoli e dunque ministeri diversi. Un dato che fa certamente lievitare in alto il numero docenti imputato all'Italia: 28, 2 docenti ogni 100 alunni per tutto il percorso dalle scuole elementari alle superiori contro una media Ocse di 21,7 docenti; gli studenti vanno complessivamente a scuola per 3168 ore contro la media di 2790 ore di tempo scuola Ocse; gli insegnanti lavorano per 1937 ore contro le 2196 ore medie dei colleghi Ocse e per finire, le classi contano in Italia mediamente 20,7 alunni (considerando l'intero percorso dal primo al secondo ciclo) contro i 25,1 della media di una classe media Ocse. Eppure alla fine dell'obbligo gli studenti italiani si dimostrano deboli in matematica, scienze e lettura. In futuro, buona parte del risparmio va assolutamente reinvestito nella scuola ma non in modo indistinto, quanto piuttosto in modo mirato verso le scuole che fanno registrare migliori prestazioni di apprendimento dei propri studenti e quelle situate nelle aree a rischio. Il tutto richiede governance soprattutto se si vuole evitare che con l'incipiente avvio del federalismo scolastico si accentuino irrimediabilmente i divari tra scuole del nord e del sud. In questo contesto, non si può tagliare per risparmiare in modo indistinto senza tenere conto delle differenze esistenti tra tipi di scuola e tra territori. Per questo serve inverstire di più e meglio, per esempio, sulla formazione professionale e sulle scuole del Sud, che risentono dei fattori di contesto molto più (38%)di influenza sui risultati ai test Ocse Pisa) che al Nord (3%). Il problema, sottolinea il rapporto, è anche il come risparmiare se non si vuole rischiare di gettare via il bambino con l'acqua sporca; in questo senso non si può non pensare al riordino della scuola elementare che, dopo tutto, stando ai risultati della valutazione internazionale dell'apprendimento in scienze, matematica e lettura, si era dimostrata efficace e competitiva. E che, nonostante questo, è stata riformata.

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Tirocinio professionale, restyling in arrivo (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 14-07-2009)

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ItaliaOggi sezione: Professioni data: 14/07/2009 - pag: 31 autore: Tirocinio professionale, restyling in arrivo In dirittura d'arrivo il regolamento per il tirocinio professionale degli aspiranti alla professione di dottore commercialista ed esperto contabile. Il testo, che ha ricevuto il via libera del consiglio dei ministri, è ora alla firma del ministero dell'istruzione dell'università Mariastella Gelmini e mette in chiaro tutte le norme che regolano il tirocinio professionale: dalla necessità che il dominus sia iscritto all'ordine da cinque anni, al compenso dei tirocinanti, dalla possibilità di vedersi riconosciuto il periodo di tirocinio all'estero, alla possibilità di far coincidere due anni dei tre di tirocinio con la laurea specialistica. Un passaggio che è però subordinato ad una convenzione quadro, la cui bozza è ormai pronta, da stipulare tra il ministero dell'istruzione e il Consiglio dei dottori commercialisti. Sulla questione è tutt'ora in corso un tavolo tecnico tra i rappresentanti del Cndcec e il ministero dell'università.

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La severità sale in cattedra Più bocciati alla maturità (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 14-07-2009)

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PRIMO PIANO pag. 2 La severità sale in cattedra Più bocciati alla maturità Picco di respinti negli istituti professionali, i migliori al classico di BEATRICE BERTUCCIOLI ROMA PIÙ SEVERITÀ e attenzione al merito, nella scuola italiana. I dati riferiti dal ministero dell'Istruzione parlano, infatti, di un significativo aumento del numero di bocciati alla maturità: circa tremila in più rispetto allo scorso anno. Aumentano anche i ragazzi con debiti da recuperare e quelli che sono stati bocciati per il 5 in condotta. «Siamo tornati a una scuola che non promuove tutti. E che distingue afferma il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene». Troppa severità? Troppi bocciati? «Una scuola che promuove tutti sottolinea il ministro non è una scuola che fa il bene del ragazzo». I dati riferiti non sono definitivi, ma si riferiscono a un campione significativo dei risultati degli scrutini, come precisa il ministero. Se confermati, dunque, rilevano un sensibile aumento del numero di bocciati alla maturità. L'anno scorso sono stati il 2,5 per cento del totale, cioè circa 12mila. Quest'anno il numero dei bocciati all'esame di Stato è salito al 3,1 per cento, per un totale di 15mila bocciati. Risulta anche aumentato il numero dei non ammessi alle superiori e alle medie. E sono raddoppiati, per quanto riguarda le medie, gli studenti non ammessi all'esame del terzo anno: dal 2,1 per cento dello scorso anno, al 4,4 per cento di quest'anno. Ben 30mila studenti in più dello scorso anno, poi, hanno riportato almeno un debito che dovranno recuperare prima dell'inizio del prossimo anno scolastico. MA NON in tutti i tipi di istituti si registra lo stesso impegno da parte degli studenti. I più bravi e impegnati nello studio sono gli allievi del liceo classico: è qui che si registra la percentuale più bassa di bocciati (4,8 per cento). Seguono gli studenti del liceo scientifico (6,6 per cento) e quelli del liceo linguistico (7,1 per cento). Maglia nera agli istituti professionali, dove si registra la percentuale più alta di bocciati: ben il 23 per cento. Percentuale alta anche negli istituti tecnici (16,3 per cento di bocciati) e nell'istruzione artistica (16 per cento). Più o meno analoga la graduatoria degli studenti che dovranno recuperare a settembre una o più materie: il 31,6 per cento degli studenti degli istituti tecnici; il 31,1 per cento di quelli degli istituti artistici e il 30,8 per cento degli studenti degli istituti professionali; il 25,4 per cento degli studenti del liceo scientifico, il 24,7 per cento dei ragazzi del liceo linguistico e il 22 per cento di quelli del classico, i più virtuosi' anche in questa classifica. Maggiore severità, dunque, nel valutare la preparazione dei ragazzi e maggiore severità, anche, nel giudicare il loro comportamento, per combattere o almeno cercare di contrastare violenza e bullismo. Sono così fioccati i 5 in condotta. I bocciati nelle superiori per l'insufficienza in condotta sono stati 6.500 e di questi circa la metà frequentavano istituti professionali. È nei licei classico, scientifico e linguistico che è si è avuto il numero più basso di studenti con il 5 in condotta: lo 0,1 per cento. La percentuale sale allo 0,4 per cento per gli studenti degli istituti tecnici e dell'istruzione artistica. «Il fallimento scolastico degli studenti non è mai un successo per nessuno, tantomeno per il ministero denuncia l'Unione degli studenti che da subito deve mettere in campo risorse per far sì che questo oltre 9 per cento di non ammessi e bocciati (sarà questa la percentuale se vengono confermati i primi dati), non diventino abbandoni scolastici». Soddisfatta il ministro Gelmini. «Il voto in condotta è stato molto importante afferma perché ha portato al rispetto dei compagni, dei professori e degli edifici scolastici. Il fatto che il ragazzo venga giudicato non solo per il rendimento, ma anche per il comportamento, è stato fondamentale».

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PRIMO PASSO MA NON BASTA (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 2 PRIMO PASSO MA NON BASTA COMMENTO I PRIMI dati comunicati dal Miur sugli esiti degli esami di licenza media e sugli esami di Stato dell'anno scolastico in corso, segnalano un contenuto aumento di alunni respinti. Dai provvedimenti annunciati ed emanati dal ministro Gelmini ci si attendeva forse una stretta più consistente da parte della classe docente. Una richiesta di maggiore serietà e rigore era stata reiteratamente sollecitata dal ministro Fioroni, nel biennio in cui ha gestito il ministero prima della Gelmini. È il segno che la politica, nelle alterne articolazioni di maggioranza ed opposizione, nutre su questa tematica posizioni abbastanza convergenti. Ma dopo anni di lassismo valutativo e di anarchia programmatica da parte di troppe istituzioni scolastiche, è difficile arrestare l'andazzo ed invertire la rotta. I SEGNALI che emergono dalle attuali risultanze sono da considerare con attenzione almeno su due versanti. Il primo riguarda la valutazione della condotta' degli alunni dentro la scuola. Dopo la demagogica abolizione del voto sul comportamento, veniva valutato solo il profitto degli alunni nelle varie discipline, quasi che il rispetto delle regole della comunità scolastica fossero estranee al processo educativo. Il fatto che alcune migliaia di alunni pagano dazio per non aver rispettato docenti, compagni e strutture è un positivo segnale, significativo per sviluppare il consolidamento della legalità e la coesione sociale. L'altro aspetto da sottolineare è il sensibile aumento dei ragazzi non licenziati al termine della scuola secondaria di primo grado. Qui le bocciature rilevano una crisi non risolvibile con il solo accertamento delle gravi carenze degli alunni dopo 8 anni di scuola. Occorrono interventi sul curricolo e sulla riqualificazione dei docenti, perché il rischio di incentivare, con le bocciature, abbandoni e dispersioni è dietro l'angolo. INFINE per la maturità non c'era da attendere particolari sorprese. Dopo aver fatto correre gli alunni per 13 anni su un percorso con ostacoli alti 10 centimetri, non si poteva fissare l'ultimo ostacolo ad un metro. Il rigore, per il futuro, deve partire da più lontano.

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CORREGGIO L'ING. Eleonora Gelmini (foto), di 26 anni, di Correggio, è sta... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

CORREGGIO GUASTALLA E BASSA pag. 13 CORREGGIO L'ING. Eleonora Gelmini (foto), di 26 anni, di Correggio, è sta... CORREGGIO L'ING. Eleonora Gelmini (foto), di 26 anni, di Correggio, è stata scelta dal Rotary club Val Secchia per rappresentare il club al Ryla, un corso avanzato di formazione post universitaria che si pone l'obiettivo di preparare alla carriera professionale e lavorativa giovani meritevoli le cui famiglie non appartengono al Rotary. Il Ryla ha l'obiettivo di premiare giovani dotati di capacità di leadership tali da permettere loro di emergere all'interno di qualsiasi sistema organizzativo complesso. Il presidente del Rotary, Daniele Carboni, ha presentato ai soci la dottoressa Gelmini, di Correggio, laureata con lode in Ingegneria gestionale, e attualmente assistente all'investor relator in Kerself Spa. L'ex presidente Pier Paolo Veroni ha introdotto la relazione della giovane.

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Maturità, crescono i bocciati In calo gli studenti da <100>(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 14/07/2009 - pag: 2 Maturità, crescono i bocciati In calo gli studenti da «100» Gelmini: scuola più giusta. Voto in condotta, 9.500 respinti ROMA Neppure la maturità si salva dall'effetto rigore inaugurato dall'ex ministro Fioroni e perfezionato dal successore Mariastella Gelmini. I commissari quest'anno sono stati più severi. I primi dati del ministero dell'Istruzione (Miur), se confermati, fanno salire dal 2,5 al 3,1 per cento i respinti. In cifre significa che ci saranno 3000 bocciati in più. Ma l'effetto più clamoroso riguarda i promossi: si dovranno accontentare di punteggi più bassi. In calo i 100 e lode, quasi dimezzati i 100, drastica riduzione dei punteggi compresi tra i 91 e i 99 centesimi. In aumento i punteggi bassi e medi, quelli compresi tra 61 e 80 centesimi. La fine dei voti generosi è una conferma del nuovo clima che si respira nelle scuole. E che vede un aumento dei respinti in tutto l'arco della secondaria (9.500 solo per effetto del voto di condotta), come dimostrano gli aggiornamenti del Miur, al punto che si è riaccesa la polemica sul «fallimento della scuola». Cominciamo dalle medie. Sono raddoppiati gli studenti non ammessi all'esame di stato del terzo anno dal 2,1 al 4,4 per cento. Nell'esame il maggior numero di insufficienze si registra in matematica: quasi il 22 per cento degli studenti ha avuto un voto inferiore al 6. In prima e seconda media ci sono 12 mila bocciati in più. Di questi, circa 3.000 dovranno ripetere per la condotta. Alle superiori sono in aumento, seppure lieve, le bocciature nei primi quattro anni. Circa 6.500 studenti ripeteranno per l'insufficienza in condotta (un po' meno della metà negli Istituti professionali). Un altro segnale di severità: sono 30 mila in più gli alunni sospesi. Per il ministro Gelmini si tratta di difendere la meritocrazia. «Siamo tornati ad una scuola che non promuove tutti e che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano, tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene è stato il suo commento . Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo». Per l'opposizione quei dati non sono incoraggianti. «La bocciatura, soprattutto alla fine del percorso di studio, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola, che non ha raggiunto il proprio obiettivo di far apprendere», ha affermato Mariangela Bastico, responsabile scuola del Pd. «Eccellenze» in calo. Non sappiamo ancora se in tutte le regioni, comprese quelle del Sud che detenevano il record. Un anno fa il punteggio massimo era stato conquistato da 9 ragazzi su 1.000. Ora i prof hanno alzato l'asticella. Una sorta di avvertimento per la maturità 2010 che richiede il 6 in tutte le materie? La riduzione è una conseguenza del minor peso degli orali. Quei 5 punti in meno dirottati sul credito scolastico rappresentano, insieme al ritorno dell'ammissione, una delle ultime decisioni di Fioroni (l'Invalsi aveva dimostrato che gli orali venivano utilizzati per compensare gli scritti), poi ratificata dalla Gelmini. Giulio Benedetti

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L'UNIVERSITA' DELLE IPOCRISIE (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 14/07/2009 - pag: 1 LA RIFORMA E QUELLO CHE NON SI DICE L'UNIVERSITA' DELLE IPOCRISIE di FRANCESCO GIAVAZZI D a almeno 30 anni ogni tentativo di riformare l'università è fallito per la resistenza di interessi potenti, non disposti a rinunciare ai propri privilegi. Il governo Berlusconi segue una strategia diversa, che potrebbe essere il banco di prova per altre riforme. La legge finanziaria dello scorso anno con un provvedimento che prevedo verrà riproposto nel Documento di programmazione economica ha ridotto in modo drastico i fondi statali per il funzionamento delle università: meno 8% il prossimo anno, meno 17% nel 2011. A prezzi costanti i finanziamenti statali scenderanno del 20% in quattro anni. Sono stati anche azzerati i fondi per l'edilizia universitaria. Poiché la quasi totalità dei finanziamenti statali serve a pagare stipendi, con un taglio del 20% la maggior parte delle università nei prossimi due anni chiuderà. Sopravvivere indebitandosi (anche qualora lo Stato permettesse ai rettori di farlo e le banche concedessero i mutui) è una via preclusa ai più: a Siena le rate di ammortamento sui debiti contratti rappresentano già quasi il 20% delle spese non vincolate, a Firenze siamo intorno al 15%. Mi sarei aspettato che il governo, dopo essere stato inflessibile sui tagli, annunciasse una riforma profonda dell'università ponendo gli oppositori (rettori, sindacati, baroni vari) di fronte a una scelta: accettate o vi assumete la responsabilità della chiusura delle università. Il ministro Gelmini da mesi ha nel cassetto una riforma ambiziosa e contrastata (ad esempio i rettori si oppongono alla proposta di vedersi sottratta la presidenza dei cda degli atenei e non vogliono veder modificato il meccanismo con cui sono eletti), ma non l'ha mai presentata. Perché? A mio parere perché esistono due visioni molto diverse all'interno del governo: sull'università così come su altre riforme. Il ministro Gelmini e i ministri «di spesa», dall'ambiente all'agricoltura è disposto a dar battaglia sulle regole, ma chiede che, a fronte di nuove regole, tornino le risorse, o almeno un po' di risorse. Dall'altra parte il ministro dell'economia memore dell'insegnamento del presidente Reagan: «Affama la bestia, vedrai che diventerà mansueta» non è disposto a rinunciare ai suoi tagli. Come ho scritto più volte, io penso che vi sia un solo modo per conciliare queste due posizioni: alzare le rette universitarie. Oggi esse sono (in media) inferiori ai mille euro l'anno, mentre ogni studente costa ai contribuenti circa 7.000 euro l'anno (quasi 12.000 se non si contassero i fuori corso). Rette più elevate dovrebbero essere accompagnate da borse di studio tali da garantire a chiunque lo meriti la possibilità di accedere all'università. Anticipo l'ovvia obiezione: in un Paese di feudi molte università non userebbero certo il merito come criterio di selezione. Ma esistono altre strade? La mediazione fra i ministri è compito di Berlusconi: è disposto a spiegare agli italiani che l'università di fatto gratuita non solo non ce la possiamo più permettere, ma è anche un sistema iniquo perché trasferisce reddito dai poveri ai ricchi? (Gli operai rappresentano il 30% degli italiani, ma solo il 20% dei loro figli accede all'università). Oppure a novembre, quando studenti e rettori saranno insieme sulle barricate, farà ciò che hanno fatto i democristiani per 50 anni: nessuna riforma e qualche soldo in più per spegnere l'incendio?

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Più bocciati, meno voti alti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Prima Pagina data: 14/07/2009 - pag: 1 Severità a scuola Negli anni della secondaria 9.500 respinti solo per la condotta Più bocciati, meno voti alti Primi dati della maturità. La Gelmini: è tornato il merito Più bocciati e meno voti alti. La maturità del rigore: 15 mila gli studenti respinti, 3 mila in più dell'anno scorso. Ma l'effetto più rilevante riguarda i promossi: si dovranno accontentare di punteggi più bassi. In calo i 100 e lode, quasi dimezzati i 100, drastica riduzione dei punteggi compresi tra i 91 e i 99 centesimi. Ad aggravare la situazione, negli anni della secondaria, la condotta: oltre 9.500 i ragazzi non ammessi per il comportamento. Il ministro Gelmini: «La scuola non può promuovere tutti». L'opposizione: «Un fallimento». ALLE PAGINE 2E3 Agnese, Benedetti

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 14/07/2009 - pag: 2 L'ansia dei genitori «Con 23 crediti su 25 non l'hanno neppure ammessa agli orali» MILANO Maturità più severa, con questi primi risultati da exit poll che allarmano e fanno notizia. Si sta tornando davvero a standard pre-Sessantotto? «Se faccio un paragone fra i due casi che conosco direttamente, la mia maturità nel 1975, e quella di mio figlio oggi, c'è una differenza come dal giorno alla notte, all'acqua di rose la mia, molto più severa e impegnativa ma anche più completa la sua» risponde Bruno Boieri, imprenditore genovese con un figlio, Matteo, maturato con 86 al liceo scientifico Cassini, di provata severità («si sperava qualcosina di più, ma i crediti erano bassi»). Proprio al Cassini c'è stato l'episodio del ritiro del telefonino a una delle migliori alunne perché lo usava durante la prova di matematica; una ragazza di fatto candidata al 100 o forse alla lode perché partiva con 23 crediti su 25 e che invece non è stata ammessa agli orali. «E lo trovo un po' esagerato e non giusto perché aveva comunque nove in matematica». Severità anche al liceo Giulio Cesare di Roma, controlli molto serrati agli scritti, con qualche screzio fra professori interni più protettivi ed esterni più sospettosi forse perché provenienti da un liceo tradizionalmente «rivale» come il Tasso. In quei giorni si era creato un clima pesante, con ragazzi inutilmente tesi e spaventati, ma poi è proseguita meglio perché agli orali i professori, pentiti, erano diventati più malleabili. Concorda sulla durezza del nuovo esame 2009 la politologa Marta Dassù, direttore dell'Aspen Institute Italia, che parla per cognizione di causa perché ha assistito agli orali di sua figlia Chiara e ha avuto l'impressione di una vera prova, rispetto a quello che lei ricordava della sua maturità nel '78. «E' durato un'ora e mezzo e mi è sembrato un vero colloquio di cultura generale, i professori erano gentili ma rigorosi. Mia figlia per esempio portava una tesina sulla Categoria del brutto, cinque o sei pagine scritte prendendo spunto da un articolo del filosofo Remo Bodei. E i professori da lì son partiti per chiederle connessioni con l'estetica di Kant, di Hegel, di Croce». Pesante e severa per tutta la famiglia la maturità di nuovo in stile anni Cinquanta-Sessanta anche secondo la dermatologa Riccarda Serri, tanto che con le altre mamme ha deciso di festeggiare, nei prossimi giorni, «questa liberazione». Riccarda forse si aspettava qualcosa di più dall'esame di Luca che ne è uscito con un 74, ma più che in un 78 non si poteva sperare, «perché il meccanismo è condizionato dal sistema dei crediti, dal pregresso, cioè dagli anni di scuola precedenti. E invece un esame dovrebbe valutare quanto sei maturo in quel momento. Comunque non mi piace dare la colpa ai professori, e allora ho fatto riflettere Luca sul fatto che forse sarebbe stato meglio pensarci prima, e non solo gli ultimi tre mesi». Simili spiriti post-esame circolano in casa di Silvia Priori, madre separata, specialista in cardiopatie per bambini che si divide per lavoro fra l'Italia e l'America, e che nei giorni prima degli esami ha gestito con ferrea gestione gli spostamenti per stare vicino ad Andrea, maturità scientifica al Leone XIII di Milano. Alla fine lui ne è uscito con un 82: «La mamma non è contenta, ma la colpa è sua, so che lui studia solo quello che gli interessa ». Silvia Priori però sottolinea il rischio della disparità fra Commissioni, alcune troppo severe e altre meno, e, visto che la votazione è determinante per il dopo, l'entrata all'Università, dà un suggerimento al ministro Gelmini per evitarlo: accentuare, come negli Stati Uniti, «la standardizzazione attraverso test che per quanto dolorosi sono univoci». Forse l'unico che non si aspettava di più dalla maturità della prole è Cristiano de Andrè, «è stata dura, ma tiro un sospiro, anzi due»: sì, perché Cristiano, in tournée estiva ((De André canta De André)>, aveva non uno ma due figli sotto torchio al liceo linguistico, i gemelli Filippo e Francesca. «Tutto è moltiplicato per due, ansia, stress e severità». Maria Luisa Agnese

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ROMA - Atenei, parte la spartizione dei fondi ai più virtuosi, quelli che primeggiano p... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi di GIULIA ALESSANDRI ROMA - Atenei, parte la spartizione dei fondi ai più virtuosi, quelli che primeggiano per qualità dell'offerta e dei risultati. Il ministro Gelmini ha infatti deciso i criteri e gli indicatori per premiare i migliori: peseranno il numero di studenti fuori corso, la quantità di laureati piazzati sul mercato del lavoro, i risultati della ricerca, la proporzione tra numero di docenti e corsi attivati. L'università imbocca, dunque, la strada del merito: negli scorsi giorni agli organi di consulenza del Miur è arrivata la bozza di decreto con le regole per distribuire a chi fa meglio il 7% del Fondo di finanziamento ordinario degli atenei e dei soldi ad hoc stanziati nella Finanziaria 2007. Si parla di oltre 500 milioni. E domani o al massimo venerdì prossimo arriverà in Consiglio dei ministri, dopo una serie di rinvii, il nuovo regolamento dell'Agenzia di valutazione (Anvur). Un organismo terzo che darà le pagelle a atenei e enti di ricerca. Per la riforma dell'università, invece, bisognerà attendere. Come da programma entrerà in vigore nel 2010/2011, ma il disegno di legge del ministro non farà più il suo ingresso in Consiglio dei ministri prima dell'estate, come sempre annunciato, ma in autunno. Mariastella Gelmini presenterà la riforma della governance degli atenei e dell'accesso alla docenza universitaria dopo la pausa estiva per motivi di opportunità. Ora il calendario parlamentare è troppo intasato e incombe la pausa estiva. Meglio posticipare, anche e soprattutto per dare rapido corso al testo. Il periodo più probabile di presentazione, secondo fonti politiche, è quello immediatamente successivo alla Finanziaria: il ministro spera in qualche novità positiva sui fondi dal collega Giulio Tremonti. Il patto con i rettori fatto a marzo, era chiaro: "risorse in cambio di riforme". I tagli per gli ermellini sono «troppi». Pure il senatore del Pdl Giuseppe Valditara invita alla revisione e propone il rilancio del merito partendo dai premi a docenti e ricercatori validi. Ma cosa prevede la riforma Gelmini? Separazione più netta delle funzioni di Cda e Senati accademici, mandati limitati per i rettori (massimo otto anni), abilitazioni nazionali dei docenti di durata quinquennale al posto dei concorsi locali. Le risorse ai virtuosi. Sul piatto quest'anno ci sono 523,5 milioni di euro. Il 34% dell'importo (oltre 177milioni) sarà ripartito a breve tenendo conto della qualità dell'offerta e della riuscita della didattica. Peseranno l'occupazione dei laureati a tre anni dal titolo, il numero di abbandoni tra il primo e secondo anno, gli studenti in corso, la quantità di docenti rispetto ai corsi attivati. La fetta più importante dei fondi, il 66% (oltre 345 milioni), dipenderà dalla qualità della ricerca. Dopo il sì della Corte dei conti si potrà procedere alla spartizione. Il Consiglio universitario (Cun) ha chiesto che nei prossimi anni i criteri siano fissati prima e che restino stabili, magari per un triennio. Quest'anno sono arrivati "tardi" e qualche università, forse, non ha concorso al meglio. Più in generale, per il 2009, nel Fondo per il finanziamento ordinario delle università (circa 7 miliardi) ci sono 3 milioni per facilitare la mobilità dei docenti, 2,5 milioni per chiamare esperti dall'estero, 6 milioni per arginare la fuga dei cervelli. La valutazione. Sotto la lente d'ingrandimento dell'Anvur finiranno i corsi di studio universitari, i dottorati di ricerca, i master e le scuole di specializzazione. L'Agenzia dovrà misurarne efficienza ed efficacia e potrà anche proporre al ministro i criteri per l'istituzione di nuove università, sedi distaccate e corsi, compresi dottorati e master. Tra i criteri alla base della valutazione ci saranno "l'acquisizione di finanziamenti esterni, l'attivazione di rapporti di collaborazione e lo scambio di ricercatori con soggetti pubblici e privati". Ma anche la presenza di studenti "in possesso di un curriculum degli studi altamente meritevole" e di docenti stranieri di qualità. Pure servizi offerti, strutture e comunicazione peseranno sul giudizio. Ogni anno l'Agenzia fornirà un report dettagliato al ministro che servirà anche per allocare le risorse statali. La Gelmini assicura che l'organismo sarà indipendente dalla politica e il presidente sarà nominato da un consiglio direttivo scelto da un comitato di esperti.

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Sport alle elementari: Petrucci incontra la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Sport data: 14/07/2009 - pag: 43 L'iniziativa: vertice a Milano fra il Coni e il ministero dell'Istruzione Sport alle elementari: Petrucci incontra la Gelmini MILANO Sono più di sessant'anni, dai tempi di Giulio Onesti presidente del Coni, che in Italia si parla di sport nella scuola. Il 6 novembre '76, Gino Palumbo, al primo giorno da direttore della Gazzetta dello Sport, scriveva: «Ogni giorno migliaia e migliaia di mamme si affannano a portare i ragazzi nelle piscine, nelle palestre, al tennis, ovunque vi sia un impianto. Il nostro non è certo diventato di colpo un Paese sportivo; le carenze sono enormi; lo Stato se ne disinteressa; il Coni non ce la può fare da solo. Ma la domanda di sport cresce». E in questi anni ha continuato ad aumentare, ma, quasi sempre, fuori dalla scuola. Ieri sera, il presidente del Coni, Gianni Petrucci, accompagnato dal segretario Lello Pagnozzi e da Manuela Di Centa (membro Cio), ha incontrato a Milano il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per verificare se esistono le condizioni per realizzare quello che in Italia non c'è mai stato: introdurre l'attività sportiva nelle elementari. Perché è dalla scuola primaria che si deve partire, per gettare le basi non per la costruzione dei campioni o per la conquista delle medaglie, ma per la realizzazione di un programma di pratica dell'attività sportiva che possa essere utile a tutti. Portare lo sport nella scuola elementare vuol dire migliorare la condizione e la salute dei ragazzi, attraverso una attività di prevenzione (a cominciare dall'obesità), che rappresenti anche un investimento per il futuro. Il Coni ha dato la propria disponibilità ad offrire le idee e il progetto (che già esiste ed è molto articolato), mettendo a disposizione una parte delle risorse economiche, indispensabili per passare ai fatti concreti. E ha indicato la possibilità di iniziare in alcune regioni pilota non a ottobre, ma comunque a gennaio 2010. In questo senso, sono già stati sensibilizzati la commissione atleti e/o alcuni campioni (ed esempio, Rossi e Sanzo) che al momento ricoprono incarichi politici. Il ministro ha ascoltato e alla fine è stato deciso di avviare fin dalla prossima settimana un tavolo tecnico congiunto, che possa entrare in un'analisi specifica sulla fattibilità dell'iniziativa, che costa (ma i soldi spesi nella scuola possono venire recuperati in altro modo). Petrucci ha spiegato di voler tener fede in concreto all'impegno assunto al momento della sua rielezione al Coni (6 maggio 2009), quando aveva parlato della necessità di lanciare (difficile parlare in questo caso di rilancio) lo sport nella scuola. Fin qui, il massimo traguardo era stato realizzato attraverso i Giochi della Gioventù, ma questa volta c'è la possibilità di costruire qualcosa di innovativo. Il primo incontro milanese ha detto che da parte del ministero c'è la volontà di andare avanti. Ora c'è da lavorare. Presidente Gianni Petrucci (Eidon) Fabio Monti

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ROMA - Finalmente la scuola ha intrapreso la strada giusta, quella che dà più valore... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi ROMA - «Finalmente la scuola ha intrapreso la strada giusta, quella che dà più valore alla serietà e alla meritocrazia». Per Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi, l'aumento del numero dei bocciati alle scuole medie e alle scuole superiore è un «importante segnale di cambiamento». Perché? «Perché quest'anno si è deciso di dare al diploma il significato che merita. Non si può pretendere la promozione indiscriminata. Prima di passare all'anno successivo gli studenti devono riuscire a dimostrate di aver raggiunto un certo grado di preparazione. E non solo. Non è una questione che riguarda solo la parte nozionistica, ma anche la buona condotta». Crede che queste pagelle di fine anno siano frutto delle "nuove regole"? «Non credo che sia una coincidenza, quanto piuttosto un segnale di cambiamento di tendenza verso una scuola più seria che da valore al merito. E giusto premiare gli studenti virtuosi con la promozione e i voti alti e allo stesso tempo penalizzare chi invece non ha ben fatto il suo dovere a scuola o ha tenuto un comportamento troppo indisciplinato». Secondo lei, la ricetta Gelmini funziona? «Da questi primi dati direi di sì. Certo che la strada che porta alla meritocrazia è ancora lunga. Rimane ancora molto da fare per portare la scuola ai livelli che merita. Ma credo che le novità introdotte dal ministro Gelmini portino nella direzione giusta, cioè quella che vuole rivalorizzare l'importanza della scuola». Ossia? «Già aver reintrodotto il voto in condotta ha permesso agli insegnanti di lavorare con più serietà. Lo stesso provvedimento ha poi lanciato un segnale significativo anche agli studenti». Quale? «Dovrebbero aver capito che riuscire a ottenere un diploma non è un passaggio automatico, ma un risultato che va raggiunto con l'impegno e con la massima serietà. A fine anno infatti non tutti lo meritano alla stessa maniera». V.A.

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Maturità, boom di bocciati (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi Senza diploma quasi il 9% tra "non maturi" e "non ammessi". E negli scrutini 10 mila respinti col 5 in condotta Maturità, boom di bocciati Università, fondi in base al merito: ecco il decreto Gelmini

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LA RIFORMA PUO' ATTENDERE (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi LA RIFORMA PUO' ATTENDERE Il disegno di legge della Gelmini andrà in Consiglio dei ministri non prima dell'autunno

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ROMA - Quest'anno solo chi ha seriamente sudato tra i banchi di scuola potrà feste... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi di VALENTINA ARCOVIO ROMA - Quest'anno solo chi ha seriamente sudato tra i banchi di scuola potrà festeggiare la promozione. Rispetto allo scorso anno, infatti, ci sono meno promossi e più debiti da recuperare. Il numero dei bocciati è cresciuto sia nelle scuole superiori che nelle medie. Secondo i dati non ancora definitivi rilasciati dal ministero dell'Istruzione, ben 15 mila maturandi sono stati bocciati all'esame, circa 3 mila in più rispetto al 2008. Se a questi aggiungiamo i 28 mila non ammessi - circa 8 mila in più rispetto allo scorso anno - il totale degli studenti che non ha il diploma in mano tocca quota 43 mila. In pratica siamo passati dal 6% dei maturandi bocciati del 2008 al ben 9%. E per molti altri promossi l'estate non sarà solo relax e divertimento, ma anche studio e recupero. Infatti, sono circa 30 mila gli studenti in più che dovranno recuperare almeno un'insufficienza. Ma "la scuola del rigore" non ha risparmiato neanche le medie. Rispetto all'anno passato infatti sono stati bocciati 12 mila alunni in più. A dare filo da torcere agli esami di terza media è stata la matematica. Almeno secondo le relazioni dei presidenti delle commissioni. La ricognizione fatta su 379.319 candidati rivela infatti, che le percentuali più alte di insufficienze si registrano in questa materia: quasi il 22% degli studenti ha avuto un voto inferiore al 6. Anche la lingua straniera ha messo in difficoltà i ragazzi: circa il 14% non è riuscito a raggiungere la sufficienza e appena il 5 per cento ha ottenuto il punteggio massimo. «Siamo tornati ad una scuola che non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene», commenta il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. In effetti, a essere determinante è stato anche il voto in condotta. Tra le scuole medie e le superiori sono circa 10 mila gli studenti bocciati per via per del 5 in condotta. Per lo stesso motivo alle scuole medie circa 3 mila alunni ripeteranno l'anno. Nella scuola superiore i bocciati per il 5 in condotta salgono a 6.500 e circa la metà sono studenti degli istituti professionali. «Il voto in condotta - dice Gelmini - è stato molto importante perché ha portato al rispetto dei compagni, dei professori e degli edifici scolastici. Il fatto che il ragazzo venga giudicato non solo per il rendimento ma anche per il comportamento è stato fondamentale». Largo quindi agli studenti meritevoli ed educati. «Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene del ragazzo», sottolinea il ministro. «Non fa mai piacere quando il ragazzo viene bocciato - aggiunge - ma la scuola deve assumere il compito di educare e anche segnalare quando ci sono delle lacune. Bisogna quindi premiare chi si impegna durante l'anno. Perché ci deve essere una differenza tra chi si dedica allo studio e chi invece no». Ma la ricetta Gelmini non ha colpito allo stesso modo tutti gli istituti superiori. Il maggior numero di bocciati, infatti, si è registrato negli istituti professionali, dove il 23 per cento degli studenti è stato respinto. Seguono gli istituti tecnici con il 16,3 e gli artistici con il 16. I più meritevoli sono invece gli studenti del liceo classico con una percentuale di non ammessi pari al 4,8%. Di poco più elevata la percentuale di bocciati al liceo scientifico e linguistico, pari rispettivamente al 6,6 e al 5,1. Se per molti questi dati rappresentano un segnale di cambiamento, c'è chi invece polemizza sui dati record di quest'anno. «La bocciatura, soprattutto alla fine del percorso di studio, è un insuccesso del singolo ma anche della scuola», commenta Mariangela Bastico, responsabile scuola del Partito Democratico.

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Studenti che controllano i risultati degli esami. Nel tondo il ministro dell'Istruzione Mariast... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 14 Luglio 2009 Chiudi Studenti che controllano i risultati degli esami. Nel tondo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

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I precari della scuola in piazza contro i tagli della "non riforma" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA A partire dalle 10.30 sono attesi in migliaia davanti a Montecitorio: sono i precari della scuola che domani mattina, dalle 10 alle 13, si ritroveranno davanti al parlamento per dire no alle riforme dei cicli scolastici, a partire dalla legge 133/08, e chiedere l’immediato blocco del piano di tagli triennale agli organici (circa 130mila posti, di cui 42mila già a partire da settembre). Alla manifestazione, programmata da mesi, negli ultimi giorni hanno fornito il loro sostegno numerose organizzazioni, associazioni, movimenti di categoria e sindacati. Ci saranno anche rappresentanti di una buona parte dei partiti politici dell’opposizione. Dopo il sostegno immediato ricevuto dai parlamentari del Partito democratico, con in testa l’ex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ed il suo sottosegretario Mariangela Bastico, hanno assicurato la loro presenza i vertici dell’Italia dei valori, di Sinistra e libertà e Rifondazione comunista. Ma è forse a livello sindacale che si è creata un’unità di intenti sino a qualche giorno fa inaspettata: al sostegno iniziale di Cobas e Flc-Cgil, negli ultimi giorni si sono aggiunti quelli di Gilda e Cisl Scuola. Una decisione giunta probabilmente a seguito della conferma da parte del Miur dei 5mila posti inizialmente messi in stand by e del silenzio sulle 20mila immissioni in ruolo previste per il prossimo anno scolastico. Con i tantissimi comitati, coordinamenti, movimenti, forum e reti dei precari, la manifestazione di domani sarà sostenuta anche da rappresentanti di diverse organizzazioni e associazioni che si occupano di istruzione crescita dei giovani: come il Movimento di cooperazione educativa, il Comitato dei genitori democratici ed il Centro iniziativa democratica insegnanti. L’obiettivo dei manifestanti è prioritariamente quello di bloccare il piano di tagli triennale agli organici della scuola (circa 130mila posti): l’abbattimento di posti, sia come insegnante sia come Ata, verrà infatti attutito solo dai pensionamenti (quest’anno 41mila). Ma il resto dei posti tagliati si tradurrà in mancate conferme per i supplenti, tra cui non mancano docenti, assistenti e collaboratori scolastici con dieci-quindici anni di precariato alle spalle. Personale che, anche alle soglie dei cinquant’anni, si vede espulso dalla scuola dopo averla servita e con scarse alternative di lavoro. Se è improbabile che il governo blocchi il piano di ridimensionamento degli organici (che entro tre anni farà risparmiare allo Stato circa 8 miliardi di euro) appare più plausibile, piuttosto, che la protesta induca il Mef a concedere l’autorizzazione al ministero dell’Istruzione per procedere all’assunzione di 20mila unità di personale: un’azione che avrebbe sicuramente l’effetto immediato di calmare la piazza in vista dell’estate. Ma non risolverà di certo il problema. In assenza di provvedimenti le proteste continueranno con l’avvio del nuovo anno scolastico. «Nonostante gli impegni assunti dal ministro Gelmini - spiegano dalla Flc-Cgil - fin’ora non un provvedimento è stato definito a favore dei 18mila precari della scuola, docenti e personale Ata, che rischiano di non avere più le supplenze annuali». «In assenza di risposte concrete - annuncia l’organizzazione sindacale di via Leopoldo Serra - la mobilitazione unitaria di tutti i precari continuerà e lo stesso inizio dell’anno scolastico può essere messo in discussione dalla irresponsabilità del governo». Nell’anno scolastico appena concluso sono stati circa 210mila (131.145 docenti ed il resto assistenti e collaboratori scolastici) i precari della che hanno ottenuto un contratto di lavoro ’lungò: da settembre-ottobre sino al termine dell’anno scolastico. Dai calcoli fatti dai sindacati, il taglio dei 42.000 posti potrebbe lasciarne a casa, già del prossimo mese di settembre, circa 20mila. è vero infatti che andranno in pensione in 41mila, ma è altrettanto vero che prima di assumere i precari la priorità del Miur è di sistemare il personale in esubero. Che nella scuola non manca.

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RIFORMA SCUOLA (sezione: Scuola)

( da "TGCom" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

14/7/2009 Scuola, insegnanti di ruolo restano Gelmini: "Tagli sono lontani da realtà" "Nessun insegnante di ruolo perderà il posto": lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, durante una visita agli studenti del Collegio di Milano. "La questione dei tagli - ha detto la Gelmini - è assolutamente lontana dalla realtà dei fatti". "C'è il problema dei precari, è vero - ha concluso il ministro - ma sono il frutto di cattive politiche che abbiamo ereditato e che adesso dobbiamo gestire senza alimentare illusioni". Nei giorni scorsi il governo, infatti, aveva dovuto affrontare le critiche piovute dall'opposizione e dai sindacati. Secondo i dati fatti circolare, nell'anno scolastico appena concluso sarebbero stati circa 210mila (131.145 docenti ed il resto assistenti e collaboratori scolastici) i precari della scuola che hanno ottenuto un contratto di lavoro "lungo": da settembre-ottobre sino al termine dell'anno scolastico. Dai calcoli fatti dai sindacati, il taglio dei 42.000 posti potrebbe lasciarne a casa, già del prossimo mese di settembre, circa 20mila. E' vero infatti che andranno in pensione in 41mila, ma è altrettanto vero che prima di assumere bisognerà sistemare il personale in esubero. Che nella scuola non manca. Di Pietro scende in piazza "Domani, 15 luglio, alle ore 10.30, saremo accanto ai precari della scuola che manifesteranno, in piazza Montecitorio, a Roma, contro i tagli indiscriminati del governo all'istruzione". Lo afferma in una nota il Presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: "La riforma della scuola, voluta da questo esecutivo in realta' e' una non riforma. Elimina il tempo pieno, la pluralita' degli insegnanti, aumenta il numero degli alunni per classe a danno della sicurezza, toglie spazio alla scuola pubblica a vantaggio di quella privata. In sostanza si eliminano fondamentali risorse che impediscono ai giovani e agli studenti di prepararsi per affrontare nel migliore dei modi la propria vita". "Quella che vuole Berlusconi - prosegue il leader dell'IdV - e' una scuola usa e getta nella quale non si tiene conto delle professionalita', mandando gli insegnanti a casa e istituzionalizzando il precariato. In questo modo si mina lo stesso futuro della nostra societa' che non sara' piu' basato su una corretta e approfondita formazione delle nuove generazioni che dovranno confrontarsi con un'istruzione a livello europeo distante anni luce dalla nostra".

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Lavori del gas, si ripristina la strada (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Circonvallazione. Sistemazione dell'asfalto al viale Odorico da Pordenone e Bolano Lavori del gas, si ripristina la strada Anche negli organici del personale Ata si sono registrati altri tagli di posti, con le conseguenze che difficilmente potranno essere garantiti tutti i servizi, compresa l'offerta formativa. In Sicilia la diminuzione di nuovi posti è di 120 unità, nella nostra provincia 32, così suddivisi: 5 in meno di assistenti amministrativi, 5 di assistenti tecnici, 24 di collaboratori scolastici; in altre categorie vi è un'aggiunta di due posti. Il ministro Mariastella Gelmini di questa "scure" di 1.000 posti a livello nazionale, ha dato comunicazione sabato scorso a tutte le direzioni generali della scuola. Di Stefano, per la Sicilia, ha eseguito le direttive ministeriali e ha informato tutti i sindacati della scuola sulla diminuzione dell'organico del personale Ata. «È una situazione inaccettabile - rileva il segretario provinciale della Flc Cgil, Fasciana - verranno aggravate maggiormente le già precarie condizioni della scuola pubblica. Il nostro sindacato impugnerà il regolamento della Gelmini. È superfluo dire che alla luce dei tanti tagli anche nel settore Ata, possiamo ormai dire che si tratta di una vera e propria mattanza che non permetterà di garantire adeguatamente i servizi a supporto della didattica, che porterà a una riduzione complessiva dell'offerta formativa ed espellerà dal mondo del lavoro una buona parte del precariato storico». Il ministro - ci conferma Fasciana - solo per errore non ha comunicato a suo tempo di detto ulteriore taglio di posti. A Catania, su un organico complessivo di 5.242 posti, nel triennio la contrazione di organico ammonterà almeno di 984 posti; nell'anno scolastico 2009-2010, con l'aggiunta di questi ulteriori 32 posti in meno, si registrano i seguenti dati. Assistenti amministrativi 88 posti in meno, assistenti tecnici 37, collaboratori scolastici 235. Come si potrà notare, i tagli di posti anziché diminuire aumentano, come è avvenuto con i docenti dal momento che con l'organico di fatto nella nostra provincia la ulteriore riduzione di posti si aggira intorno alle 100-120 unità. Saranno penalizzati infatti anche gli alunni dei vari ordini di scuola che riceveranno un servizio limitato dalla precarietà di risorse umane sulle quali si è abbattuto un ulteriore taglio. MARIO CASTRO

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Niente diploma per 15mila studenti (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Niente diploma per 15mila studenti Tra superiori e medie quasi 10mila i bocciati per il 5 in condotta. Impennata dei «debiti» da recuperare Tiziana Caroselli Roma. Giro di vite nella scuola italiana. Alle superiori, ma non solo. Se, infatti, il numero dei maturandi che non ce l'hanno fatta a prendere il diploma dovrebbe raggiungere quest'anno quota 15.000, con 3.000 «non maturi» in più rispetto al 2008, anche alle medie le valutazioni degli insegnanti sono state contraddistinte da un maggior rigore: i non ammessi sono aumentati di circa 12 mila unità e di questi circa 3.000 sono stati bocciati per il 5 in condotta. IN 15.000 BOCCIATI ALLA MATURITÀ: l'anno scorso i bocciati all'esame di Stato della scuola secondaria di secondo grado furono il 2,5% del totale, cioè circa 12mila. Quest'anno, se fossero confermati i dati non ancora definitivi rilevati dal ministero dell'Istruzione, il 3,1% degli studenti non dovrebbe ottenere il diploma, circa 3000 studenti in più del 2008. In totale sarebbero quindi in 15.000 a non superare l'esame. Inoltre, sulla base di un campione già significativo, risulta che è in aumento il numero dei non ammessi, sia alle superiori sia alle medie. E cresce pure il numero degli studenti che alle superiori sono stati sospesi e che dovranno, quindi, recuperare a settembre le insufficienze riportate al termine di questo anno scolastico per essere ammessi al prossimo. ALLE MEDIE 3.000 BOCCIATI PER 5 IN CONDOTTA: alle medie si dovrebbe registrare un aumento di circa 12 mila studenti non ammessi rispetto al 2008 e di questi circa 3.000 sono stati bocciati per l'insufficienza nel voto in condotta. Sono raddoppiati, inoltre, gli studenti non ammessi all'esame di terza media: 4,4%, rispetto al 2,1% dello scorso anno. ALLE SUPERIORI IMPENNATA STUDENTI CON DEBITI: un lieve aumento dei non ammessi si registra rispetto al 2008 anche nella scuola superiore dove è invece in forte crescita il numero degli alunni sospesi: circa 30.000 studenti in più dell'anno scorso, infatti, hanno riportato almeno una insufficienza che dovranno recuperare entro l'inizio del prossimo anno scolastico. NEI PROFESSIONALI IL PICCO DEI BOCCIATI: il maggior numero di bocciati si registra negli istituti professionali, dove il 23% degli studenti non è stato ammesso all'anno successivo. Seguono gli istituti tecnici con il 16,3% e l'istruzione artistica con il 16%. I più bravi sono i ragazzi del liceo classico con il 4,8% dei non ammessi, seguiti degli studenti del liceo scientifico (6,6%) e dai ragazzi del liceo linguistico (5,1%). È agli istituti tecnici, invece, che si registra il più alto numero di studenti sospesi (31,6%), seguiti dall'istruzione artistica (31,1% degli studenti) e dagli studenti degli istituti professionali (30,8%). Dovranno recuperare una o più insufficienze a settembre il 22% degli studenti del liceo classico, il 25,4% dei ragazzi dello scientifico e il 24,7% del linguistico. NEI LICEI MINOR NUMERO DI 5 IN CONDOTTA: nella scuola superiore circa 6.500 studenti sono stati bocciati per l'insufficienza in condotta e di questi circa la metà (3.000) sono studenti degli Istituti professionali. È nei licei - classico, scientifico e linguistico - che si registra il numero più basso di studenti con 5 in condotta (solo lo 0,1% degli studenti), mentre lo 0,4% gli alunni degli istituti tecnici e dell'Istruzione artistica non è stato ammesso all'anno successivo per aver riportato un'insufficienza nella valutazione del comportamento. IL MINISTRO: «Una scuola che promuove tutti non è una scuola che fa il bene dei ragazzi»: così il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, commenta i dati sulle bocciature alla Maturità. «Siamo tornati a una scuola che non promuove tutti. E che distingue tra persone che studiano e persone che non studiano. Tra persone che si comportano bene e persone che non si comportano bene. Il voto in condotta è stato molto importante perché ha portato al rispetto».

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14/07/2009 15:56 UNIVERSITA': GELMINI, NEI PROSSIMI GIORNI PRESENTEREMO AGENZIA NAZIONALE DELLA VALUTAZIONE (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 14 lug. - (Adnkronos) - "Nei prossimi giorni presenteremo l'Agenzia nazionale della valutazione dell'Universita' e della Ricerca". Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini al suo arrivo al convegno 'Universita': verso la riforma' organizzato a Roma dal gruppo parlamentare del Senato del Pdl. L'Agenzia, ha spiegato il ministro, "servira' per fare chiarezza e introdurre trasparenza". Quindi, ha aggiunto la Gelmini, "non piu' denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili, corsi di laurea che producono disoccupati, ma fortissima attenzione a qualita' e merito".

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Università, Gelmini:coraggio di cambiare e incentivi a qualità (sezione: Scuola)

( da "Reuters Italia" del 14-07-2009)

Argomenti: Scuola

MILANO (Reuters) - Eliminare i corsi inutili, garantire la trasparenza e premiare studenti e atenei meritevoli. Sono questi alcuni dei punti chiave di cui il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini ha parlato oggi, illustrando i contenuti della riforma dell'Università. "Bisogna avere coraggio di cambiare l'Università -- ha detto Gelmini nel corso di un convegno a Roma -- non difendendo lo status quo, ma premiando i giovani meritevoli, i nuovi ricercatori e gli atenei che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi e i corsi inutili". Tra le novità che saranno apportate per razionalizzare i costi -- spiega la nota del Ministero dell'Istruzione che presenta il disegno di legge -- ci sono la possibilità di unire o aggregare su base federativa atenei vicini e l'introduzione un sistema di contabilità uniforme per tutti gli atenei, basato su criteri nazionali concordati tra Miur e Tesoro, per una maggiore trasparenza dei bilanci. Inoltre è prevista una netta riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 -- molto piccoli e costituiti in certi casi da solo due o tre docenti -- a circa la metà, con un minimo di 50 professori ciascuno. CODICE ETICO PER ASSUNZIONI Per quanto riguarda la politica delle assunzioni, verrà introdotto un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele, e sarà fissato un limite massimo di otto anni al mandato dei rettori con valenza retroattiva in tutte le università. La riforma -- continua la nota -- mira anche a distinguere in modo più marcato e ridurre i membri di Senato e Cda, le cui competenze tendono attualmente a sovrapporsi: mentre il Senato -- con un massimo di 35 membri -- avanzerà proposte di carattere scientifico, il Cda -- composto da non più di 11 persone -- si occuperà di spese di gestione e assunzioni. Sarà aumentata invece la rappresentanza studentesca nel Senato e nel Cda e verrà istituita la figura del direttore generale, con un ruolo di "manager dell'ateneo", al posto del direttore amministrativo. Il nucleo di valutazione sarà costituito da un maggior numero di membri esterni, per assicurare oggettività e imparzialità. Continua...

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Università, aumenti solo ai prof migliori (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

Università, aumenti solo ai prof migliori [FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA L'idea è chiara: aumentare la qualità dell'insegnamento universitario (più laureati, meno dispersi, meno frammentazione dei corsi di laurea), gestire meglio i soldi (bilanci più trasparenti, maggiori finanziamenti cercati nel privato), mettere al primo posto gli studenti (quindi non una università pensata per i professori, le loro carriere i loro figli), valutare rigorosamente e premiare (anche in soldi) solo chi merita, sia esso ateneo o professore. Sono queste le linee ispiratrici di Mariastella Gelmini come ministro dell'Università che, a questo proposito, ieri ha annunciato due importanti provvedimenti strettamente connessi tra loro: l'istituzione dell'Agenzia di valutazione delle università, che sarà portata in Consiglio dei ministri tra una decina di giorni, e il varo, in autunno, di un organico ddl di riforma dell'università. Ecco le novità salienti. Governance Verrà adottato un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi e camarille parentali e amicali. I rettori non potranno più essere dei feudatari: massimo otto anni di mandato. Nelle varie sedi universitarie, Senato accademico e Consiglio di amministrazione hanno ruoli spesso sovrapposti o in conflitto. Il ddl mette pace in questa materia: il Senato si attiene alla vita accademica e scientifica, i Cda agli aspetti gestionali. Inoltre viene messo un tetto ai membri di questi due organi: 35 massimo al Senato, 11 in Cda. Oggi si viaggia tra il doppio e il triplo. Conti in ordine Basta con la frantumazione eccessiva delle sedi universitari e dei piccoli atenei (oltre 350 sedi e circa 70 università). Le università potranno fondersi o federarsi, risparmiando così sulle spese. I bilanci, inoltre, dovranno essere redatti secondo un criterio uniforme indicato dal ministero. Incentivi economici (il 7% del fondo di finanziamento) agli atenei più virtuosi. Inoltre, le are disciplinari, che diventano altrettante vere e proprie lobby, saranno dimezzate rispetto alle attuali 370 e per esistere devono avere almeno 50 ordinari. Reclutamento Oggi ogni ateneo può assumere chi vuole. Il guaio è che molti docenti nascono e muoiono nella stessa sede. Inoltre si creano delle sacche di potere per cui molte cattedre sono ereditarie. Ora, invece, ci dovrà essere una abilitazione nazionale che verrà stabilita da una commissione a cui partecipano anche esperti stranieri. Le università potranno scegliere ma solo tra gli abilitati. I professori dovranno lavorare 1.500 ore annue di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti. Avranno aumenti stipendiali solo legati alla valutazione della didattica, della ricerca e delle pubblicazioni. Chi non passa non prende aumenti. Studenti e dottori Più studenti negli organi di governo. Una delega al ministro consentirà di rivedere la legge sul diritto allo studio (mense, alloggi, bonus per vari servizi eccetera). L'obiettivo è di dare di più ai singoli studenti e meno alla struttura organizzativa. I dottorati, inoltre, diventeranno un vero e proprio terzo step della formazione universitaria. Valutazione Nasce, finalmente, l'Agenzia nazionale di valutazione, un soggetto terzo, con membri esterni e anche stranieri, che misura annualmente efficienza e qualità delle università. Un progetto che portò a termine già Fabio Mussi ma che l'attuale governo ha voluto rivedere. In sostanza, ha spiegato il ministro. «L'Agenzia servirà per fare chiarezza e introdurre trasparenza». Quindi «non più denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili, corsi di laurea che producono disoccupati, ma fortissima attenzione a qualità e merito».

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Mobilitazione contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. «PENALIZZATI DALLE DECURTAZIONI DI DOCENTI» Mobilitazione contro i tagli Sindacati denunciano 99 posti in meno tra gli addetti Ata in provincia Tagli. È la parola che fa imbestialire le Province piemontesi: non se la prendono soltanto con il ministro Gelmini che di fatto mette a dieta le scuole imponendo una riduzione di personale, ma si arrabbiano anche con i dirigenti regionali che, nel distribuire una torta più piccola, avrebbero comunque assegnato i bocconi più grossi a Torino, penalizzando gli altri territori. Ieri di riduzione degli insegnanti si è parlato in un incontro a Vercelli, con la partecipazione di presidenti e assessori provinciali che invieranno una lettera all'assessore Giovanna Pentenero perché dia una spiegazione sulla sperequazione di impatto torinocentrico (e, anzi, intervenga affinché chi di dovere la corregga). I tagli, però, non riguardano solo i docenti, ma anche il personale Ata che ha proclamato lo stato di mobilitazione. Ne danno notizia i sindacati alessandrini Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals in un comunicato in cui riassumono le cifre: in meno 8 posti di assistenti tecnici, 17 di assistenti amministrativi e 74 di collaboratori scolastici. Con questa decurtazione «sarà impossibile l'anno prossimo far funzionare i servizi di accoglienza prescuola, assicurare la sorveglianza giornaliera, garantire il funzionamento dei laboratori». Intanto, il provveditore Paola d'Alessandro sta per inviare la proposta definitiva di assetto alla Direzione scolastica regionale che dovrà decidere per l'organico di fatto: c'è attesa soprattutto per i casi che, in organico di diritto, erano appesi a un «forse». Altro servizio A PAGINA 67

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Il Consiglio comunale vota contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

ASTI Il Consiglio comunale vota contro i tagli La situazione dei «tagli» nelle scuole superiori è approdata in Comune. Con 20 voti favorevoli, uno contrario (Piero Ferrero) e l'astensione di Campia, Ferraris e Rostagno, il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno sulla scuola. Una presa di posizione sulle pesanti ricadute che la riforma Gelmini avrà sul liceo classico Alfieri, l'istituto Sella ed altre scuole superiori cittadine. Nel documento, infatti, si chiede che il Consiglio dia mandato al sindaco Galvagno affinché, «coinvolgendo anche il presidente della Provincia, Armosino operi per quanto in suo potere, affinché venga decisa una deroga alla riforma e sia consentita nelle due scuole l'attuale articolazione di classi, cattedre e moduli organizzativi». Chiede inoltre al primo cittadino e alla presidente della Provincia di «attivarsi presso le competenti sedi locali e ministeriali per ottenere la deroga». L'ordine del giorno riprende i contenuti della mozione «bipartisan» depositata a giugno da Bagnadentro (Pd) e firmata dai consiglieri Brignolo (Pd), Pasta (Idv), Mora (Pdl) e Calosso (Lista civica per Galvagno).\

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Scuola, la provincia Cenerentola (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

DIMENSIONAMENTO.IL CAPOLUOGO PERDE IL 2 PER CENTO DEGLI INSEGNANTI, IL TERRITORIO FINO ALL'8 Scuola, la provincia Cenerentola LORENZO BORATTO ALESSANDRO NASI VERCELLI L'attacco arriva deciso dalla voce dell'assessore all'Istruzione della Provincia di Vercelli, Massimo Simion: «Ci siamo riuniti per dire no ad una politica che si sta dimostrando "torinocentrica" su un argomento delicato come quello del dimensionamento scolastico. Non capiamo perché, a fronte di un taglio medio regionale del 4% nell'assegnazione delle cattedre, Torino perde il 2% e altre province addirittura l'8%. Non c'è assolutamente equità». Le parole di Simion chiudono l'incontro, che si è svolto ieri a Vercelli, tra i presidenti e gli assessori all'Istruzione delle Province di Biella, Cuneo, Novara, Verbania e Vercelli. Al centro della riunione i criteri di applicazione della riforma Gelmini a livello regionale con particolare attenzione sull'assegnazione delle cattedre di diritto e di fatto nelle scuole superiori. «Dobbiamo predisporre un piano di azione unitario per evitare che i nostri territori subiscano penalizzazioni - conferma il presidente vercellese Renzo Masoero -. Devono essere fissati una volta per tutte i parametri che ci spettano di diritto perchè non possiamo essere considerati le cenerentole della regione». Durante l'incontro i rappresentanti delle cinque Province hanno preparato una lettera indirizzata all'assessore regionale Giovanna Pentenero per avere spiegazioni sui parametri con cui è stata applicata la riforma. Molto critico il presidente della Provincia di Verbania Massimo Nobili, ideatore dell'incontro: «Non si può non valutare la situazione come critica. I tagli più pesanti hanno colpito i territori con comuni piccoli e soprattutto quelli montani. Questo porterebbe una serie di conseguenze preoccupanti. Applicare la riforma in questo modo penalizza fortemente le nostre province». L'assessore all'Istruzione della Provincia di Novara Annamaria Mariani punta il dito contro la mancanza di comunicazione: «Non ci è stata data nessuna spiegazione sull'iter di applicazione della riforma, non sappiamo quali parametri siano stati presi in considerazione. Forse c'è stato un trattamento diverso in base al colore politico delle amministrazioni locali?». Un silenzio su criteri e procedure denunciato anche dall'assessore della Provincia di Biella Mariella Biollino. «Numeri alla mano, la Granda è stata fortemente penalizzata per i tagli alle Superiori: meno 5,1% di risorse, a fronte di un aumento d'iscritti dell'1,5%. Torino registra tagli molto ridotti rispetto al resto del Piemonte: in una grande città ci sarebbero meno problemi a ridurre il numero di classi e insegnanti rispetto a una realtà con scuole in decine di paesi e città come il Cuneese». Così Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo, che aggiunge: «Chiederò un incontro a Torino per sapere su quali basi sono stati operati questi tagli. Giusto razionalizzare: non avrebbe avuto senso una classe di 8 alunni a Canale, quando questi possono spostarsi di 15 km, ad Alba. Però razionalizzare non vuol dire penalizzare le aree deboli: in collina e in montagna». Laura Bosia, dirigente della Provincia di Asti (settore formazione e istruzione): «Questi tagli, se confermati, penalizzano le realtà più piccole e periferiche. Non si tratta di fare la guerra a Torino, ma capire perché ci chiedono di prevedere classi con oltre 30 alunni in spazi che ne possono contenere decisamente meno». Massimo Barbadoro, appena riconfermato assessore all'Istruzione per la Provincia di Alessandria: «Ci siamo subito battuti contro la soppressione di sedi delle Elementari e forse per questo siamo stati penalizzati meno di altre Province per le Superiori». L'assessore ha istituito un tavolo di confronto con tutti i presidi delle scuole superiori. Aggiunge: «Da 10 anni investiamo per la sicurezza delle scuole e con i nuovi parametri salta tutto. Ora il 90% delle scuole alessandrine è a norma, con 30 alunni per classe si deve ricominciare a spendere per allestire locali nuovi. Allora dove sta il risparmio? Non solo: in alcune scuole estrarranno a sorte perché non ci sono posti a sufficienza per i corsi scelti dalle famiglie e dai ragazzi. Così alcuni alunni dovranno spostarsi a Casale o Acqui Terme».

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Nessun effetto Gelmini. Promossi quasi tutti: su 1.150 candidati soltanto in 13 (5 privatisti) non hanno superato la prova (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-07-2009)

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Nessun effetto Gelmini. Promossi quasi tutti: su 1.150 candidati soltanto in 13 (5 privatisti) non hanno superato la prova

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"Il difficile viene adesso con le scelte per il futuro" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

La maturità dopo la riforma "Il difficile viene adesso con le scelte per il futuro" In 52 conquistano il massimo dei voti, alcuni anche con la lode Nessun effetto Gelmini per gli esami di maturità nelle scuole del Verbano Cusio Ossola: tutti promossi, a parte qualche defezione «fisiologica» come avveniva gli altri anni. Su 1.150 candidati, difatti, soltanto tredici (compresi cinque privatisti, due a Domodossola e tre a Omegna) non hanno superato la prova. Una cinquantina si sono distinti uscendo con il massimo dei voti, cioè cento centesimi. Qualcuno addirittura si è spinto oltre, ottenendo anche la lode: quattro al liceo Spezia, uno all'Iti Marconi di Domodossola e un altro al Cavallini di Crodo. In questa corsa al meglio del meglio a Verbania si è distinta la quinta A dell'indirizzo scientifico del liceo Cavalieri di Verbania dove tre studenti si sono portati a casa la lode: Irene Giovanetti, Stefano Grassi e Francesco Ramoni. E' arrivato «soltanto» a cento centesimi il loro compagno Davide Resentini. «Non sono secchioni - commenta il loro docente di filosofia Paolo Guidera -, ma ragazzi brillanti che amano studiare per soddisfare la loro curiosità. Hanno fatto delle tesine sugli argomenti più disparati, dall'intelligenza artificiale al telescopio di Hubbe, e sono stati bravissimi ad esporle». Ma i cento non si fermano qui: nella sezione B dello scientifico, sempre al Cavalieri, 100 anche a Teresa Esposito e Livia Franchetti Pardo e nella C c'è pure la lode per Jessica Di Martino. Al classico massimo dei voti nella sezione A a Nastassja Tober e nella sezione B a Camilla Rossi e Paolo Cassani, la cui compagna Chiara Saglietti si è guadagnata anche la lode. All'Iti Cobianchi l'unica lode è per Ruben Tessari dell'indirizzo chimico, ma i cento centesimi non sono mancati. Hanno fatto l'en plein Alice Brignone ed Elisabetta Cerutti del corso di lingue moderne, come pure Luca Imperatori, Erika Bardi, Francesca Minari e Francesca Vallana di scienze umane. Al liceo tecnologico soltanto Gabriele Bravo riesce a congedarsi col massimo dei voti. Sulla stessa scia al biologico Lara Coppi, Riccardo Meroi e Stefania Montenegro. Nessun cento all'Iti Ferrini-Franzosini di Verbania. Nell'Ossola Quattro con lode e undici 100 «normali» al liceo Spezia di Domodossola che chiude l'anno scolastico senza alcun alunno respinto all'esame di stato. Lorenzo Bruno, Lorenzo Pinotti, Lorenzo Bacher e Giulia Mhammed sono che hanno ottenuto la lode: «Non mi aspettavo questo risultato - racconta Bruno, che sta ancora valutando quale strada intraprendere per il futuro -. Deciderò in questi mesi estivi, anche se ho già sostenuto il test di ingresso al Politecnico di Milano. Comunque mi muoverò nell'ambito delle materie scientifiche». Piacevolmente sorpreso anche Lorenzo Pinotti: «Il mio obiettivo era il 100 ma la lode non me la sarei mai aspettata. Ora credo che frequenterò chimica a Bologna: mi trasferirò con un compagno per seguire le lezioni in una città nuova». Soddisfazione anche per Valentina Croatto, Serena Amigliarini, Michela Bassi, Chiara Falcaro, Federica Ponta, Luca Capacci, Martina De Gaudenzi, Francesca Puliafito, Giacomo Chiusoli, Marco Di Nunzio e Alice Barera, gli altri studenti del liceo domese che hanno concluso le superiori con il massimo dei voti. Anche al Cavallini di Crodo è arrivato un 100 e lode: è di Carlo Prescenzo, studente di Pavia che ha scelto la Valle Antigorio per le superiori, ma che adesso continuerà gli studi nella sua città natale. Sempre a Crodo, tra l'altro, altri due alunni hanno ottenuto l'ambito 100: Debora Panighetti di Baceno e Diego Motetta di Gravellona Toce. Un cento al Galletti per Debora D'Angelo e tre al Marconi, a Vittorio Manini, Riccardo Rinaldi (che ha ottenuto anche la lode) e Luca De Regibus: «Non so ancora quale sarà il mio futuro, sono indeciso se continuare a studiare ingegneria o cambiare strada e passare a lettere, materia che mi ha appassionato in questi cinque anni». Al Marconi sono stati respinti quattro alunni, oltre a due esterni. Due bocciati all'Einaudi, e due cento con Silvia Henzen e Simone Rubinacci. Così nel Cusio Soltanto in tre, a Omegna, non sono riusciti a superare lo scoglio dell'esame di maturità (due all'Itc ed uno al liceo scientifico) e dovranno quindi ripresentarsi in classe a settembre. Semaforo verde invece per gli altri 166 studenti, di cui 84 del liceo «Gobetti», 56 dell'istituto tecnico commerciale e 26 dell'istituto professionale «Carlo Alberto Dalla Chiesa», cui tocca il record cusiano di non aver fatto registrare alcuna bocciatura. Tre ciascuno per «Itc» e liceo «Gobetti» invece gli alunni premiati con il 100, uno per classe all'istituto tecnico con Maurizio Gnocchi ed Erica Spadone rispettivamente di 5ªA e 5ªB periti aziendali e Anna Nalyvayko della 5ªA periti aziendali corrispondenti in lingue estere. «Una grande soddisfazione, ora mi butto su economia e commercio e penso proprio di iscrivermi a Novara» dice raggiante Maurizio Gnocchi. Allo scientifico, invece, tre 100 tutti in 5ªA, guadagnati da Paolo Montafia, Denise Peretti ed Elia Rillo. Due infine i cento al «Dalla Chiesa»: Massimiliano Ponta del corso di moda, pronto ad inseguire il sogno di diventare stilista («E' una strada difficile ma è il mio sogno e ci proverò»), e Michele Paolella tra i meccanici, che già prima dell'esame aveva raccontato il suo sogno di «entrare a far parte dell'esercito». Nessun cento invece nel corso elettrici. A CURA DI Alessandro Cobianchi, Filippo Rubertà e Luca Zirotti

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Università, pronta la riforma Gelmini: soldi a prof migliori e rettori a termine (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

il ministro a Parlamento e opposizione: «pacatezza e serenità Per affrontare riforma» Università, pronta la riforma Gelmini: soldi a prof migliori e rettori a termine Appello del ministro al Parlamento e all'opposizione: «Per affrontare la riforma servono pacatezza e serenità» ROMA - «Bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi». Ma per affrontare la riforma degli atenei servono «più pacatezza e serenità». Per questo il ministro dell'Istruzione e dell'Università, Mariastella Gelmini, ha rivolto un «appello al Parlamento e all'opposizione» affinchè la riforma dell'Università possa avere «una durata superiore a quella di un governo. Più condivisione si trova, migliore è il servizio che si fa ai giovani». Il ministro ha presentato la sua riforma dell'università in occasione di un incontro organizzato a Roma dal Pdl. Tra le novità previste dal disegno di legge messo a punto dalla Gelmini un mandato massimo di otto anni per i rettori, scatti di stipendio solo ai professori migliori, la possibilità per gli atenei di fondersi tra loro per evitare duplicazioni e un consiglio di amministrazione con il 40% di membri esterni. Ecco la riforma punto per punto: FUSIONI TRA ATENEI PER ABBATTERE COSTI - Sarà possibile fondere o aggregare, su base federativa, università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, per aumentare la qualità, evitare duplicazioni e abbattere i costi. - BILANCI PIÙ TRASPARENTI - I bilanci delle università dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza (attualmente non calcolano, ad esempio, la base di patrimonio degli atenei). Debiti e crediti saranno resi più chiari secondo criteri nazionali concordati tra i ministeri Istruzione e Tesoro. DIMEZZATI SETTORI DISCIPLINARI - I settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà (con una consistenza minima di 50 ordinari per settore). La sforbiciata punta anche a evitare che cordate ristrette abbiano troppo potere. È poi prevista una delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca. PER RETTORI MANDATO MASSIMO DI 8 ANNI - Alla base della riforma della governance c'è l'adozione di un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. Per quanto riguarda i rettori è previsto un limite massimo complessivo di 8 anni per il loro mandato (inclusi quelli già trascorsi prima della riforma). Ci sarà una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate. Sarà ridotto il numero di membri sia del Senato (al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia del Cda (11 invece di 30) «per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati». Il Cda avrà il 40% di membri esterni e sarà rafforzata la rappresentanza studentesca (questo anche nel senato). Un direttore generale prenderà il posto dell'attuale direttore amministrativo e avrà compiti di grande responsabilità, insomma sarà un vero e proprio manager dell'ateneo. Infine, il nucleo di valutazione d'ateneo sarà a maggioranza esterna (per garantire una valutazione imparziale) e sarà semplificata la struttura interna degli atenei. SCATTI STIPENDIALI SOLO A PROF MIGLIORI - Una commissione nazionale (con membri italiani e per la prima volta anche stranieri) dovrà abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti. Le università potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione. Vengono previsti incentivi economici al trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la mobilità, con procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia. I professori a tempo pieno dovranno lavorare 1.500 ore annue, di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti. Scatti stipendiali solo ai prof migliori: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione biennale dell'attività di ricerca dei docenti; in caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi. DIRITTO ALLO STUDIO - Delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni, con l'obiettivo si spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi superiori e mobilità. stampa |

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Università, pronta la riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 15-07-2009)

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15 luglio 2009 - 0.30 (Ultima Modifica: 15 luglio 2009) ROMA - Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato la sua riforma dell'università in occasione di un convegno organizzato a Roma dal gruppo parlamentare del Senato del Pdl. Tra le novità previste dal disegno di legge messo a punto da Gelmini un mandato massimo di otto anni per i rettori, scatti di stipendio solo ai professori migliori, la possibilità per gli atenei di fondersi tra loro per evitare duplicazioni e un consiglio di amministrazione con il 40% di membri esterni. "Bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi", ha affermato il ministro Ma per affrontare la riforma degli atenei, ha aggiunto, servono "più pacatezza e serenità". Per questo il ministro ha rivolto un "appello al Parlamento e all'opposizione" affinchè la riforma dell'Università possa avere "una durata superiore a quella di un governo. Più condivisione si trova, migliore è il servizio che si fa ai giovani".

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i soldi alla ricerca non sono un lusso - salvatore settis (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 24 - Commenti I soldi alla ricerca non sono un lusso SALVATORE SETTIS La tavola rotonda di ieri al Senato sulla riforma dell´Università (coi ministri Gelmini e Tremonti) presuppone un tema molto più vasto e di massima attualità in tutto il mondo: Università e ricerca ai tempi della crisi economica globale. Nessuno ne ha parlato meglio del presidente Obama, in un discorso del 27 aprile alla National Academy of Sciences citatissimo in tutta Europa, ma quasi ignorato in Italia. Dice Obama: «In un momento difficile come il presente, c´è chi dice che non possiamo permetterci di investire in ricerca, che sostenere la scienza è un lusso quando bisogna dare priorità a ciò che è assolutamente necessario. Sono di opinione opposta. Oggi la ricerca è più essenziale che mai alla nostra prosperità, sicurezza, salute, ambiente, qualità della vita. (...) Per reagire alla crisi, oggi è il momento giusto per investire molto più di quanto si sia mai fatto nella ricerca applicata e nella ricerca di base, anche se in qualche caso i risultati si potranno vedere solo fra dieci anni o più: (...) i finanziamenti pubblici sono essenziali proprio dove i privati non osano rischiare. All´alto rischio corrispondono infatti alti benefici per la nostra economia e la nostra società». In questo contesto, Obama ha annunciato che l´America investirà più del 3 per cento del Pil in università e ricerca; raddoppierà il bilancio di agenzie di ricerca come la National Science Foundation; triplicherà il numero delle borse post-dottorali di ricerca; accrescerà i benefici fiscali alle imprese impegnate nella ricerca; introdurrà stimoli per l´innovazione in materia energetica e strategie per finanziare progetti pubblici di ricerche che implichino convergenze disciplinari (per esempio, fisica e scienze biomediche). I tagli imposti a università e ricerca in Italia nel 2008 vanno in direzione esattamente opposta a questa. La legge 133 ha previsto la riduzione del fondo di finanziamento ordinario delle università di 1.441 milioni di euro nel quinquennio 2009-2013, taglio che incide su una situazione già svantaggiata: secondo dati Eurostat, prima dei tagli l´Italia spendeva per l´università lo 0,7 per cento del Pil a fronte dell´1,37 per cento degli Usa; secondo l´OCSE, in Italia l´università assorbe l´1,6 per cento della spesa pubblica a fronte del 3,5 per cento degli Usa, del 2,7 per cento del Regno Unito, del 3 per cento della media OCSE. I tagli della legge 133 sono stati in parte corretti dal decreto legge 180, ma l´università è ancora lontana dal livello di sopravvivenza: ad oggi mancano 300 milioni per coprire i soli stipendi del personale nel 2010, quasi 500 milioni nel 2011. è bene sottolineare che questi tagli corrispondono a precise scelte politiche: il governo ha ritenuto di dare priorità, rispetto a università e ricerca, ai finanziamenti per l´EXPO di Milano (1.486 milioni nel settennio 2009-2015), a quelli per l´operazione Alitalia e ad altri ancora. Questo dato nettamente negativo non dev´essere tuttavia un alibi per nascondere gli errori (non solo gestionali, ma culturali ed etici) che l´università italiana ha compiuto in questi anni. Troppi atenei hanno violato le leggi spendendo per assegni fissi al personale oltre il 90 per cento del fondo ordinario; troppe volte la riforma degli ordinamenti didattici ("tre più due") ha innescato la moltiplicazione di corsi di laurea, insegnamenti pretestuosi, sovrabbondanti sedi distaccate, inconsistenti "università telematiche"; troppo spesso forme assembleari di governance hanno ucciso il merito e la qualità delle scelte a favore di indiscriminate promozioni sul campo. La micidiale strettoia in cui i tagli del governo hanno cacciato l´università italiana può e deve essere oggi (non sembri un paradosso) l´occasione per un ripensamento profondo, in cui è vitale che chi lavora nell´università sappia analizzare le ragioni culturali e storiche di comportamenti e pratiche gestionali inaccettabili. è opportuna oggi una riforma generale dell´università? Certamente sì, anche se c´è da scommettere che qualsiasi proposta genererà anticorpi immediati in questa o in quella corporazione. Il ministro Gelmini ha diffuso lo scorso novembre delle "Linee guida" da tradursi in un concreto disegno di legge, da troppo tempo promesso e rinviato. Ne girano varie versioni, ma non è il caso di fare puntuali commenti fino a quando non sarà disponibile la versione finale. Qualcosa però si può già dire. Ha ragione Barack Obama: l´università e la ricerca, anche e soprattutto in una fase di crisi economica globale, non sono un lusso. Al contrario, devono essere motore primario di riscatto e sviluppo, e perciò meritano alti investimenti pubblici, specialmente in Italia dove siamo così lontani dalla media OCSE e dagli obiettivi della strategia di Lisbona (3 per cento del Pil). L´accrescimento, indispensabile, delle risorse investite deve accompagnarsi a una severa correzione di rotta negli ordinamenti delle università e nella loro gestione. Una riforma degna della tradizione culturale italiana e del nostro posto in Europa deve prima di tutto conformarsi agli standard internazionali nella promozione e valutazione del merito. Deve introdurre nuovi meccanismi di reclutamento, anche mediante contratti temporanei con la prospettiva di assunzione in pianta stabile (secondo il modello Usa di tenure track), abbassando drasticamente l´età media dei docenti. Deve resistere alle sconsiderate pressioni in favore di ogni promozione ope legis, che in passato è stata la causa primaria del blocco delle assunzioni e dell´invecchiamento dei docenti, e a ogni mascheramento di possibili terze, quarte e quinte fasce (o colonne), che avrebbero l´effetto di ingessare ancora una volta l´università. Deve riavviare immediatamente i meccanismi concorsuali, arrestando l´emorragia dei giovani migliori, oggi costretti a cercar lavoro all´estero. Deve sconfiggere l´insensata frammentazione delle discipline, che i cosiddetti "settori scientifico-disciplinari" (invenzione italiana ignota altrove) trasformano in altrettante riserve di caccia. Deve mettere a sistema l´esperienza delle Scuole Superiori a ordinamento speciale, evitandone la proliferazione e introducendo regole certe per valutare e premiare la promozione del merito e l´intreccio didattica-ricerca, anche nelle scuole di dottorato. Deve favorire, mediante la trasparenza delle regole, il diffondersi di un´alta etica professionale, in troppi casi recentemente tradita. Deve evitare per il futuro (introducendo sani meccanismi di governance e di valutazione) la logica perversa dei tagli indiscriminati di bilancio, che (come è avvenuto nel 2008) colpiscano gli Atenei "virtuosi" quanto e più di quelli che hanno violato la legge. Perché una cosa è certa: le riforme a costo zero producono meno di zero. L´Italia merita un´università che stimoli lo sviluppo, sia competitiva a livello non solo europeo ma mondiale, sia il focolaio dell´innovazione, della circolazione delle persone e della libertà delle idee, nell´insegnamento come nella ricerca di base. Le politiche di settore annunciate da Obama, proprio perché sono una reazione alla crisi economica, segnano un rovesciamento di tendenza, The Case for Big Government per dirlo col titolo di un libro recente di Jeff Madrick. Il governo vorrà andare in questa direzione, come l´intervento dei ministri Tremonti e Gelmini lascia sperare, e cioè investire nell´università e nella ricerca e non solo confezionare un pacchetto di riforme per un sistema condannato comunque a languire?

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più rigore più bocciati "sì, il clima è cambiato" - maria cristina carratu' (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Firenze Più rigore più bocciati "Sì, il clima è cambiato" Indagine-campione in sette scuole superiori La maturità I respinti all´esame sarebbero l´1,5%: peggio i tecnici, bene classico e scientifico MARIA CRISTINA CARRATU´ Aumentano in tutta Italia i respinti all´esame di maturità, (prima proiezione del Ministero su dati campione, ad esami ancora in atto), e lo 0,6% in più di bocciati rispetto all´anno scorso (il 3,1% del totale, nel 2008 erano il 2,5%) fa gridare a un presunto «effetto Gelmini». Ma basta girare per le scuole di Firenze per capire che la deduzione va presa quantomeno con le molle. Da una rapida indagine in 7 scuole-campione della città, ecco emergere (almeno al momento) un quadro diverso: i respinti all´esame di maturità sono infatti, ad oggi, circa l´1,53% (11 su 720 ammessi), come dire circa la metà del dato nazionale (parziale). Visti da vicino: tutti promossi allo scientifico Castelnuovo e ai classici Galileo e Michelangelo, tutti promossi a ragioneria Duca d´Aosta, i bocciati sembrano concentrarsi (in linea col dato nazionale) all´Istituto per geometri (Duca d´Aosta, 3 bocciati su 40), all´Istituto tecnico (da Vinci, 2 su 81), all´Istituto professionale (da Vinci, 3 su 111), al liceo artistico (Leon Battista Alberti, 3 su 68). E se da «bocciare» risultasse, insomma, la fretta del ministro di rivendicare il calo delle promozioni alla sua svolta rigorista? Invita alla cautela il preside del Michelangelo, Massimo Primerano: «Ogni giudizio è prematuro» dice «ma se anche i dati restassero questi, saremmo più o meno nella norma degli ultimi anni». E gli eventuali (pochi) bocciati in più si dovrebbero al nuovo meccanismo di smaltimento forzato di tutti i debiti entro settembre, «che ha fatto arrivare all´esame anche chi non era pronto». Primerano ne è convinto: «Prima di poter apprezzare stabilmente gli effetti del nuovo rigore passeranno come minimo 2-3 anni». E in particolare si dovrà attendere l´entrata a regime delle nuove regole per l´ammissione agli esami di Stato, che dal prossimo anno impongono di avere la sufficienza in ogni materia (e non solo come media di tutte le materie, condotta compresa). Quest´anno, in realtà, fa notare Primerano, le ammissioni sono state addirittura facilitate: «Il 5 in condotta che porta alla bocciatura ha suggerito una cautela diffusa. E così, anche solo un 6 in condotta ha portato in su la media dei voti». Con l´effetto, però, che una volta all´esame, le lacune sono venute alla luce. Di risultati «parziali, non significativi» parla anche il direttore dell´Ufficio scolastico regionale Cesare Angotti, che invita però a dare il benvenuto a un eventuale conferma di selettività: «L´Italia vuole o no stare al passo col resto d´Europa e di una società complessa? Allora accetti, dopo il lassismo degli ultimi tempi, più rigore e serietà di una scuola non sia un inganno ma un luogo realmente formativo». Mette sull´avviso, invece, Mario Battistini, membro Cgil nel Consiglio nazionale della pubblica istruzione: «Assistiamo a un semplice effetto burocratico della nuova norma sul recupero forzato dei debiti, il rigore della Gelmini non c´entra niente» dice, pur senza escludere che «il cambiamento di clima abbia avuto effetto su qualche insegnante». E però attenzione: «Il rigore vero è un´altra cosa, non è solo bastonate e selezione, ma il risultato di una scuola valorizzata e con una organizzazione stabile, non oggetto di tagli come quelli decisi da questo governo».

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Atenei, pronta la riforma Gelmini Rettori a tempo e premi ai prof (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

BREVI pag. 16 Atenei, pronta la riforma Gelmini Rettori a tempo e premi ai prof RIVOLUZIONE LOTTA AL NEPOTISMO E SFOLTIMENTO DI CATTEDRE DOPPIE ROMA Rettori a tempo, atenei federati, scatti solo a prof meritevoli. La riforma dell'università di Maria Stella Gelmini si muove dall'imperativo del merito e arriva a ridisegnare gli atenei, magari (spera il ministro) anche con il contributo dell'opposizione. «Bisogna avere il coraggio di cambiare» ha anticipato la Gelmini, sorretta dal collega Tremonti che «pensa» ad un futuro meccanismo di gratuità per i meritevoli e bisognosi, magari con un contributo in più da parte dei redditi più alti. Comunque sia Tremonti invita ad una riforma «soft», a tappe, mentre il presidente della Conferenza dei rettori, Decleva, sprona a portare il provvedimento in Parlamento. Sul piatto: fusioni tra atenei per contenere i costi evitando le duplicazioni; bilanci trasparenti; dimezzamento dei settori disciplinari. Attualmente ne abbiamo 370 e dovrebbero diventare la metà con una consistenza minima di 50 oridnari per settore. Delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca. Incarico a tempo per i rettori con un massimo di 8 anni, compreso il periodo maturato al momento del varo della riforma. Adozione di un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interesse. Funzioni distinte tra Senato accademico e Cda, quest'ultimo avrà la responsabilità delle spese, delle assunzioni e della gestione mentre il Senato offrirà orientamento scientifico. Ridotti i membri di entrambi gli organismi: 35 nel Senato accademico (oggi sono 50) e 11 nel Cda (oggi sono 30). Il consiglio di amministrazione, inoltre, avrà il 40% di componenti esterni e sarà rafforzata la rappresentanza degli studenti, così come in Senato. Un manager di ateneo, nelle vesti di direttore generale (non più amministrativo), dovrà guidare il «viaggio» che verrà sottoposto al controllo di un nucleo di valutazione esterna. I docenti migliori avranno scatti di stipendio con valutazione biennale sulla ricerca. In caso di giudizio negativo si perde lo scatto e non si può prendere parte alle commissioni per i concorsi. I prof. a tempo pieno devono lavorare 1.500 ore annue di cui almeno 350 per la docenza e a servizio degli studenti. Una commissione nazionale (aperta anche agli stranieri) dovrà abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Le università potranno assumere soltanto coloro che saranno giudicati idonei dalla commissione. Sono previsti incentivi per favorire la mobilità degli insegnanti. Si pensa inoltre di dirottare il sostegno agli studenti per il diritto allo studio direttamente agli interessati. «Si sono accumulate nel mondo dell'università una serie di strutture che hanno elementi provenienti dalla peggiore tradizione sovietica ha commentato Tremonti ma questo non significa buttare via tutto. Non si può fare una riforma di colpo». Silvia Mastrantonio

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(sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 8 «Sconti solo ai bravi» Dietrofront del cda sulle tasse universitarie ATENEO IL CONSIGLIO di amministrazione dell'Alma Mater fa retromarciasulla riforma delle tasse universitarie approvata due settimane fa. Per il prossimo anno accademico, gli studenti non meritevoli non avranno diritto a sconti e pagheranno le rette a tariffa piena. Il cda infatti ha sospeso per un anno la decisione presa due settimane fa in base alla quale gli iscriti meno bravi sarebbero slittati alla fascia di reddito immediatamente superiore, godendo comunque di uno sconto sulle tasse, sebbene più contenuto rispetto ai meritevoli. Con la decisione di ieri mattina invece l'Ateneo fa scattare per gli studenti che non raggiungono i crediti necessari a ottenere gli sconti la contribuzione totale, come prevedeva la proposta originaria stilata da Paola Monari, prorettrice agli Studenti. Se due settimane fa era prevalsa la linea soft verso gli studenti in difficoltà, ieri sono stati i calcoli sul conto economico a dare la linea. Per il prossimo anno accademico l'Ateneo prevede un calo di iscritti del 6,5%, tra minori immatricolazioni e nuovi laureati, che porterebbe ad un ammanco in bilancio di 1,8 milioni di euro. La cifra potrebbe però raddoppiare, «se il 50% degli aventi diritto agli sconti sulle tasse, grazie all'allargamento della fasce contributive, presentassero domanda e venissero ammessi, quindi dalla previsione di 88 milioni di euro di introiti totali si potrebbe passare a 86,2 milioni», spiega Monari. Se invece presentasse domanda solo il 25% degli aventi diritto, «la riduzione sarebbe di 500mila euro», aggiunge, e motiva così il ripensamento del cda: «Perché dovremmo perdere in bilancio quando uno studente non è meritevole?».La decisione, presa con 16 voti a favore e 10 contrari, per Monari parte da un atteggiamento prudente: «Sperimenteremo la nuova proposta, poi valuteremo. Le famiglie le abbiamo già aiutate allargando le fasce e aumentando gli sconti». Luigi Busetto, prorettore vicario, imputa le difficoltà di bilancio anche alla parte della riforma Gelmini. Arrabbiati gli studenti di Sinistra universitaria: Giuseppe Mastropierro e Alberto Aitini, rispettivamente segretario e rappresentante in cda, dicono: «Ancora una volta il bilancio pesa solo sulle tasche degli studenti e quindi delle famiglie, soprattutto di quelle meno abbienti». E si scagliano contro i giovani di Student Office, che ieri hanno votato per il ritorno alla proposta Monari. Dal canto suo Angelo Erbacci , presidente del Consiglio studentesco, si difende: «Rispetto a posizioni ideologiche ha prevalso il realismo: la nostra proposta non era contro gli studenti a basso reddito, ma contro quelli che non sono attivi».

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(sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

«Esami, nessuna stangata nelle scuole genovesi» la proiezione Parla la direttrice regionale Dominici: «Forse siamo in controtendenza» «NON c'è stata una ecatombe, non ci risulta almeno dai nostri primi monitoraggi. E se verranno confermati fra alcuni giorni i risultati di questa prima indagine, possiamo dire con soddisfazione che Genova e la Liguria sono in controtendenza rispetto al resto d'Italia». Così la neo direttrice regionale dell'Istruzione Anna Maria Dominici commenta la maturità"alla genovese". Molte scuole non hanno ancora pubblicato i quadri, in alcune sono in corso ancora le prove orali, ma il disastro che viene annunciato a più riprese in queste ore dai media nazionali e che parlano di tremila bocciati in più rispetto allo scorso anno, sembra davvero che non ci riguardi. «Quale è la mia lettura, la mia interpretazione?Dico che se questi primi monitoraggi, queste proiezioni verranno avvalorate fra qualche giorno dai risultati effettivi non posso che essere soddisfatta perché evidentemente la nostra scuola ne esce a testa alta. Segno che i ragazzi erano preparati e che hanno retto anche davanti ai cambiamenti in materia di valutazione che hanno caratterizzato questo esame. Per non dimenticare gli insegnanti che evidentemente sanno fare il loro lavoro. Una scuola seria e responsabile che non teme i cambiamenti». Anna Maria Dominici ribadisce: non solo poche bocciature e comunque in linea con lo scorso anno ma anche pochi "non-ammessi" agli esami di Stato, una controtendenza anche in questo caso perché nel resto d'Italia i 5 in condotta hanno lasciato a casa centinaia di ragazzi che volevano fare i candidati. Alla domanda: «Ma è possibile che sia partito un diktat ministeriale di maggiore severità?», la direttrice regionale risponde. «Assolutamente no. Il ministro Gelmini sostiene che la scuola che promuove tutti non è una buona scuola, ma si figuri se ha dato ordine di bocciare! Farebbe torto a se stessa». Nelle scuole i présidi cominciano a stilare percentuali, a trarre conclusioni. È soddisfatto Ignazio Venzano: al Duchessa di Galliera neanche un bocciato, al Deledda stanno completando le votazioni: «Forse un bocciato, e a quel che mi risulta almeno un cento per classe, ma è tutto ancora da definire». Sembra più mogio Mario Pridieri, dirigente scolastico del liceo Mazzini che da anni risulta essere la scuola superiore cittadina che sforna le matricole più preparate: «Quattro bocciati, forse qualcuno in più rispetto allo scorso anno. Del resto è una tendenza soggetta a molte variabili. Dipende anche da che tipo di candidati si presentano, dipende dalle annate». Soddisfatto Renato Delle Piane del liceo King di Sturla. Soddisfatto perché registra un bel numero di cento e lode, anche se in una classe cinque bocciati gli hanno fatto cascare l'umore per terra. Giosuè Margiotti preside del Da Vinci è anche in commissione al liceo classico D'Oria. Su quest'ultimo non rompe il riserbo. «I quadri escono domani, (oggi per chi legge) ma mi sembra che si è assolutamente in linea rispetto allo scorso anno. E questa ultima moda di aumentare le bocciature non è andata in scena neanche al "mio" liceo: mi sembra in tutto uno o forse due. Comunque non mi posso esprimere. Credo che il lavoro delle commissioni si concluda venerdì». Un bel numero di cento e lode al liceo Fermi e 14 cento con una lode su 120 candidati del Cassini. Ma mancano ancora i risultati di altre tre classi. Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it [+] www.ilsecoloxix.it Commenta la notizia sul nostro sito 15/07/2009

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Richard Yates Una buona scuola rivoluzionaria (e anti-Gelmini) (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

Richard Yates Una buona scuola rivoluzionaria (e anti-Gelmini) MATURITÀ. Il romanzo dello scrittore americano, pubblicato da Minimumfax, è l'autobiografico viaggio di una generazione a stelle e strisce. Stretta nella morsa della conquista del diploma e della chiamata alle armi contro i nazisti. Un istituto privato fallisce e diventa un ospedale per reduci. Ma qui, a differenza del modello del ministro Pdl, le individualità dei ragazzi fioriscono senza la paura dei voti. di Luca Mastrantonio «Dammi retta, però: non guardarti troppo indietro, ok? Altrimenti rischi di diventarci matto». Per fortuna, William Grove, protagonista di Una buona scuola (1978), iper-autobiografico romanzo di Richard Yates, l'autore di Revolutionary Road, non segue il consiglio di un suo vecchio compagno di studi alla Dorset Academy e ci regala un impagabile viaggio nell'adolescenza sua e della sua generazione di americani, che si trovano a diplomarsi con la seconda guerra mondiale che già li reclama al fronte. Il romanzo ha una manciata di qualità rare: puzza di autenticità, è poetico senza essere lirico, autobiografico ma corale, racconta con grande schiettezza le confusioni della pubertà, la diplomazia sentimentale delle amicizie virili, in un misto di idealismo e ipocrisia; il libro è scritto come fosse in presa diretta e, soprattutto, mette al centro della storia le vicende anche economiche - oggi, almeno in Italia, quanta fatica a mettere i soldi al centro o almeno a cornice di una narrazione - della scuola del New England dove sono ambientate le 235 pagine del romanzo. Minimumfax l'ha mandato in libreria qualche giorno fa, con una prefazione di Zadie Smith che mette in rilievo le due caratteristiche principali di Yates: l'essere uno scrittore del genere americano autobiographicus infelix suburbanus, tutto famiglia, periferia e velleità artistiche, e il frequentare il realismo in un modo tutto suo, un realismo disillusorio, che racconta le aspirazioni tradite, il divario tra quello che crediamo di essere o che possa succedere la realtà. Il suo è un mimetismo ottativo, di quello che ci si augura e non succede. Come quando Jack Draper, professore alcolizzato e tradito dalla moglie, all'inizio di un capitolo racconta quello che si immagina avverrà in casa sua e, invece, puntualmente non accade. Una menzione a parte merita il fantastico disvelamento, in stile Mago di Oz, della scena in cui gli studenti, prossimi al diploma, ma anche al fallimento della scuola - che è privata e non ha più iscritti - e al viaggio al fronte, incontrano la filantropa fondatrice della scuola. Una donna dai modi apparentemente eleganti, ma dall'animo razzista, che ce l'ha con Roosevelt perché con la sua guerra ci trasformerà in un paese di negri e comunisti, dice. Perché si combattono i nazisti e si dà spazio ai negri, che hanno un incredibile potere procreativo cui cedono facilmente le donne, soprattutto bianche. Lei voleva essere un maschio e per questo ha voluto fondare un collegio per maschi, dove però è proibito gareggiare con altri istituti e l'omosessualità diventa non tanto un rifugio quanto la punizione da infliggere a chi si vuole escludere. Pratica che trasforma la scuola in una bomba a orologeria ormonale (tradimenti tra mogli e professori, triangoli imperfetti tra ragazzi che condividono le proprie fidanzate controvoglia, in relazioni epistolari e nei rari giri di ballo eterosessuali, storie d'amore tra la figlia del preside e il bello della scuola). Il romanzo pullula di squarci vividi sulla vita affettiva della scuola, ne mette a nudo i nodi pedagogico-sociali, la competizione che anima ogni attività fisica o dello spirito. Le ragazze, in questa scuola tutta al maschile, sono un lontano e smaliziato oggetto del desiderio. Le ragazze sono eterne vergini in cerca di una prima volta perfetta, sono giovani vedove per la guerra che ama i più giovani e belli, sono ballerine smaliziate, perché conducono più di quanto non siano condotte. «Ricordati che lui non è il mio padrone», dice la ragazza di Ward a Grove che, però, si convince che è meglio lasciarla perdere, anche se non scorda come le si è strofinata contro il giorno del ballo. Perché lei troverà un altro ragazzo con più facilità di quanto lui troverà un altro amico, un compagno di stanza. I personaggi, studenti, genitori, professori e affini, sono uno sciame di voci e caratteri che vivono sulle pagine il loro destino di anime infelici, salve per miracolo, perse dietro a sogni ormai infranti. Qualcuno, si salva, e magari rinasce in Cristo. Tra tutti, spicca William Grove, figlio di un tenore mancato che lavora alla General Electrics e di una scultrice sempre sul punto di sfondare. Grove è un nerd mancato, un poeta beat che scrive in prosa, sfigato ma non secchione, con problemi in francese e matematica ormai cronici. Il suo riscatto è il giornalino di classe, lo chiamavano zingaro, prima, ora è cittadino del college a pieno titolo. Il giornalino porta i primi vizi virili, come il fumare (indispensabile per entrare nel Circolo degli Anziani), offre la complicità e la competizione con gli altri. Il giornalino è un'attività anche inutile, ai fini del profitto scolastico, ma rivela a Grove il suo talento, il suo destino. Osservatore e autore autentico delle vicende umane. Non sa giocare a football, ma sa stare in mezzo al campo con il suo block notes per prendere appunti dal vivo. E il romanzo è così: la cronaca sportiva di una partita che tutti hanno giocato assieme, contro tutti, contro se stessi, per una mèta che non è da conquistare, ma da superare, come una linea d'ombra da varcare senza troppo dolore. Grove è una figura autobiografica, fortemente, come testimonia il prologo e l'epilogo del romanzo, in cui l'autore dipana e riannoda i fili della finzione e della realtà. In particolare, nel finale, c'è un appello fuori dalle mura scolastiche, a decenni di distanza, dei sommersi e dei salvati. Per la guerra o alte vicende drammatiche della vita. E l'ultimo articolo di Grove, sul giornalino, crea un legame di sublime cameratismo tra gli studenti, ormai sfrattati dalla scuola perché fallita, e i militari feriti al fronte, che verranno ricoverati lì, per i loro problemi alla vista. Chi ha visto la guerra, non deve temere nulla in quelle mura accoglienti, anche se è cieco. Chi invece lascia quelle mura, per quanto difficili siano stati gli anni passati, inizia ad aprire gli occhi sul mondo. Sulla guerra, e sulla pace inquieta del dopoguerra. Nonostante questo, però, non c'è alcun «attimo fuggente» da cogliere. Nessun professore che riversi sui propri studenti le proprie frustrazioni artistiche, il Robin Williams della Setta dei poeti estinti. La poesia di Whitman qui non è recitata - sì, c'è chi si commuove per If di Kipling - ma è in atto, nei rapporti camerateschi, tra gli studenti. Il romanzo è un inno alle attività parascolastiche, dallo sport al giornalino, luoghi in cui le individualità possono spiccare il volo senza il giudizio spesso tarpante dei voti in pagella. In questo, potremmo dire che è una scuola agli antipodi di quella voluta dalla Gelmini. La Dorset Academy accoglie soprattutto ragazzi con infanzie difficili o problemi caratteriali. Forse non li guarisce, ma li aiuta a non ammalarsi cronicamente e a farli crescere assieme, senza troppi traumi. Ed è un rifugio per molti ragazzi che subiscono gli effetti collaterali del consumismo familiare, fatto di divorzi e altri problemi. I genitori appartengono per lo più alla classe borghese, messa male in arnese o comunque con troppe aspettative e poche attenzioni per i figli. La morale di Yates è saper essere grato al padre, ai suoi sacrifici resi ancora più gravi da una vita sbagliata, negli affetti e nelle aspirazioni. Grove-Yates considera la Dorset, nonostante tutto, «una buona scuola». Un «tirocinio fortunato», per la scrittura e per la vita. Perché? Perché gli hanno fatto scoprire quanto sono intimamente collegate. 15/07/2009

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Maturità, il sussulto di una scuola agonizzante (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

Maturità, il sussulto di una scuola agonizzante segue dalla prima pagina Tuttavia, pur con le dovute cautele, qualche osservazione su ciò che sta succedendo nelle nostre scuole possiamo farla, partendo dalle reazioni e dai commenti. Da un lato c'è chi vorrebbe accreditare questi risultati come la conferma dell'effetto benefico degli interventi voluti dal ministro della Pubblica istruzione. La stessa Maria Stella Gelmini ha salutato l'aumento delle bocciature parlando di «un ritorno del merito». Dall'altro c'è chi se la prende con i limiti della scuola o con quelli dei metodi di valutazione impiegati agli esami. Si afferma - lo ha fatto Eraldo Affinati sul Corriere della Sera - che per giovani abituati a ragionare in modo «associativo» piuttosto che «deduttivo» il sistema di giudizio adottato non sia adeguato. Forse la realtà sta nel mezzo. Difficile immaginare che gli interventi del ministro Gelmini abbiano provocato in così poco tempo effetti significativi. Anche perché stiamo parlando in molti casi di provvedimenti soprattutto di carattere simbolico. C'è una certa ingenuità - o forse il desiderio di segnare un punto nella battaglia per i titoli dei giornali - nell'affermazione che docenti demoralizzati e pagati male abbiano improvvisamente un sussulto di orgoglio solo perché il ministro competente annuncia qualche cambiamento nel modo in cui funzionano le scuole in cui essi lavorano. Anche perché molti di questi insegnanti sono abituati alle svolte annunciate e non realizzate e al passaggio dei ministri senza che la situazione della scuola migliori. Solo una fiducia smodata nel potere taumaturgico della leadership di Silvio Berlusconi può far credere che tutto cambi solo perché lo desideriamo. Ciò non vuol dire che abbiano ragione quelli che interpretano i dati come la conseguenza di interventi che stanno peggiorando la scuola. Da questo punto di vista il commento di Paola Mastrocola contiene uno spunto interessante. Non si può escludere, infatti, che ciò a cui stiamo assistendo è la conseguenza di una consapevolezza maturata negli ultimi anni, quando molti insegnanti - e forse anche alcuni genitori - si sono resi conto che la scuola italiana era ormai vicina al punto di non ritorno. Prossima a lasciar andare nel mondo, senza averle formate, persone che ragionano solo per analogia, cioè non ragionano affatto. Fanciulli che hanno un'opinione su tutto, e ne sono soddisfatti, soltanto perché hanno visto un film di cui non ricordano il titolo, o scorso una pagina web. Chi insegna nelle nostre università conosce bene questo fenomeno, che un ingenuo entusiasmo per la tecnologia e per l'attualità ha alimentato oltre ogni limite ragionevole: «L'ho trovato su Internet» è la frase che giustifica qualsiasi scemenza detta da aspiranti Peter Pan cui a scuola nessuno ha spiegato che la grande maggioranza delle risorse culturali di qualità disponibili sul web non sono accessibili dal proprio account personale, e spesso comunque non lo sono se non a pagamento. Hitler e Bush, le crociate e il nazismo, tutto si assomiglia e infine si confonde per una generazione cui si è lasciato credere che la velocità è l'unica cosa che conta. Che non c'è mai bisogno di rileggere o di fermarsi a riflettere. di Mario Ricciardi 15/07/2009

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Gelmini "I cinque in condotta? Meglio dei metal detector" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Ministro Gelmini, quindicimila bocciati alla maturità e i respinti sono in crescita sia alle medie inferiori che superiori. Per lei è una soddisfazione? «No, non è mai bello quando un ragazzo viene bocciato. Non me ne compiaccio. Però io voglio una scuola del valore e del merito e devono saperlo anche gli studenti: la scuola del buonismo e del lassismo fa male soprattutto a loro. E’ in soffitta la cultura del Sessantotto...». La cultura del Sessantotto? «Ma certo, la cultura che ha prodotto il sei politico, il diciotto politico, che considera la valutazione un atto d’imperio e livella verso il basso». Paola Mastrocola scrive che gli insegnanti non sono più severi, ma ormai disarmati di fronte all’ignoranza. E si riarmano. «E scrive una cosa sacrosanta. La nostra scuola non è competitiva e deve tornare ad esserlo. Il valore del titolo di studio è svalutato. E poi la Mastrocola mi dà ragione quando scrive che gli insegnanti ancora oggi sentono quella vocina che gli dice di non punire, di non selezionare, di non giudicare. Invece la scuola deve giudicare e perdere un anno non è un dramma ma un’opportunità». Anche per gli alunni della scuola dell’obbligo? I ragazzini di 12-13 anni bocciati sono stati una quantità. «E mi spiace ancora di più: gli studenti che si trascinano le lacune dalle medie recuperano difficilmente. Devono recuperare, non c’è alternativa». Diecimila studenti bocciati per il voto in condotta. Ma che avranno fatto mai questi studenti? «Ma è da non credere». Cioè? «Quando andavamo a scuola noi, al massimo uno tirava una pigna al bidello. Oggi al numero verde del ministero riceviamo sessanta segnalazioni al giorno. Molte sono dei professori. Bullismo, cyberbullismo,baby gang, baby gang di ragazze. Io non voglio finire come in Francia dove hanno sottovalutato il problema e adesso hanno dovuto mettere i metal detector. Io non voglio i metal detector nelle scuole. Meglio prevenire con i cinque in condotta». Lo studente Gelmini avrebbe amato il ministro Gelmini? «Che importa? Nessuno studente ama il ministro». Lei crede che tutto questo basti per migliorare l’istruzione? «Certo che no. Il merito è fondamentale, ma ci vuole una scuola capace di integrarsi col mondo del lavoro. Con il ministro Sacconi stiamo studiando una scuola integrata con aziende che entrino nelle governance, nei consigli d’amministrazione. Da Confindustria ci dicono che ogni anno escono 150 mila studenti arruolabili e a loro ne servirebbe il doppio». A proposito di merito, c’è un’obiezione: siete partiti dagli studenti, ma le baronie universitarie non le avete toccate. «Non è vero. Abbiamo cominciato la lotta agli sprechi. Abbiamo tagliato i corsi di laurea inutili, le scuole di specializzazione in sovrannumero...». Ma la riforma è annunciata da tempo e non arriva mai. «La riforma, nella sua completezza, è un’opera complicata che prevede lunghi incontri coi rettori e i docenti, e ognuno ha un’idea diversa. Io però ho idee precise, ascolto tutti poi decido. Questo autunno sarà in aula e sarà legge nel 2010». E l’Anvur - la famosa agenzia che valuterà il merito degli atenei e la successiva distribuzione dei fondi - arriva il 17, come aveva promesso, o no? «No, ma arriva col consiglio dei ministri della settimana ventura, garantito». Senta, ministro, continuiamo a parlare di merito ma lei, che è di Brescia, ha sostenuto l’esame di abilitazione all’albo degli avvocati a Reggio Calabria... «Rispondo con una domanda: gli ordini professionali sono la sede del merito?». Non credo, però... «Lo so: lo hanno fatto in tanti ma io sono poi diventata ministro dell’Istruzione. Però il merito lo stabilisce la professionalità, non l’esame dell’ordine: l’avvocato bravo lavora, l’avvocato asino non lavora. A Brescia, come altrove, c’era il tentativo di programmare l’ingresso nel mondo del lavoro. Per chi non aveva santi in paradiso come me era quasi impossibile passare l'esame.Io sono dell’idea che gli ordini vadano aboliti». Torniamo all’Università. Alcuni, come Francesco Giavazzi, sostengono che si debbano alzare le rette - oggi fra le più basse d’Europa - e aumentare le borse di studio. «Le rette non si toccano. Il diritto allo studio va preservato col massimo del rigore. Prima troviamo il modo di aumentare le borse di studio, poi si vedrà». Un’ultima domanda, d’obbligo. Quanto la imbarazzano le testimonianze sulle notti del premier? «Per niente». Per niente? «E’ una campagna vergognosa condotta da certa sinistra e da certa stampa. Berlusconi è uno che si batte per il bene del Paese. Altri, pur di fare male a Berlusconi, sono disposti a fare il male dell’Italia. A che livello siamo arrivati?» Beh, però ci sono ragazze che parlano e i giornali registrano. «Posso nutrire qualche dubbio sulla credibilità di alcune delle ragazze che hanno parlato? Non si nota un certo desiderio di visibilità? Siamo a una nuova forma di pentitismo tutto all'italiana: i pentiti delle feste». Solo quello? «C’è anche una regia politica, fatta di annunci a cui sono seguite le rivelazioni». D’Alema? «Non dico che sia il regista. Ma ci ha messo del suo, o no?».

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Università, aumenti solo ai prof migliori (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA L’idea è chiara: aumentare la qualità dell’insegnamento universitario (più laureati, meno dispersi, meno frammentazione dei corsi di laurea), gestire meglio i soldi (bilanci più trasparenti, maggiori finanziamenti cercati nel privato), mettere al primo posto gli studenti (quindi non una università pensata per i professori, le loro carriere i loro figli), valutare rigorosamente e premiare (anche in soldi) solo chi merita, sia esso ateneo o professore. Sono queste le linee ispiratrici di Mariastella Gelmini come ministro dell’Università che, a questo proposito, ieri ha annunciato due importanti provvedimenti strettamente connessi tra loro: l’istituzione dell’Agenzia di valutazione delle università, che sarà portata in Consiglio dei ministri tra una decina di giorni, e il varo, in autunno, di un organico ddl di riforma dell’università. Ecco le novità salienti. Governance Verrà adottato un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi e camarille parentali e amicali. I rettori non potranno più essere dei feudatari: massimo otto anni di mandato. Nelle varie sedi universitarie, Senato accademico e Consiglio di amministrazione hanno ruoli spesso sovrapposti o in conflitto. Il ddl mette pace in questa materia: il Senato si attiene alla vita accademica e scientifica, i Cda agli aspetti gestionali. Inoltre viene messo un tetto ai membri di questi due organi: 35 massimo al Senato, 11 in Cda. Oggi si viaggia tra il doppio e il triplo. Conti in ordine Basta con la frantumazione eccessiva delle sedi universitari e dei piccoli atenei (oltre 350 sedi e circa 70 università). Le università potranno fondersi o federarsi, risparmiando così sulle spese. I bilanci, inoltre, dovranno essere redatti secondo un criterio uniforme indicato dal ministero. Incentivi economici (il 7% del fondo di finanziamento) agli atenei più virtuosi. Inoltre, le are disciplinari, che diventano altrettante vere e proprie lobby, saranno dimezzate rispetto alle attuali 370 e per esistere devono avere almeno 50 ordinari. Reclutamento Oggi ogni ateneo può assumere chi vuole. Il guaio è che molti docenti nascono e muoiono nella stessa sede. Inoltre si creano delle sacche di potere per cui molte cattedre sono ereditarie. Ora, invece, ci dovrà essere una abilitazione nazionale che verrà stabilita da una commissione a cui partecipano anche esperti stranieri. Le università potranno scegliere ma solo tra gli abilitati. I professori dovranno lavorare 1.500 ore annue di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti. Avranno aumenti stipendiali solo legati alla valutazione della didattica, della ricerca e delle pubblicazioni. Chi non passa non prende aumenti. Studenti e dottori Più studenti negli organi di governo. Una delega al ministro consentirà di rivedere la legge sul diritto allo studio (mense, alloggi, bonus per vari servizi eccetera). L’obiettivo è di dare di più ai singoli studenti e meno alla struttura organizzativa. I dottorati, inoltre, diventeranno un vero e proprio terzo step della formazione universitaria. Valutazione Nasce, finalmente, l’Agenzia nazionale di valutazione, un soggetto terzo, con membri esterni e anche stranieri, che misura annualmente efficienza e qualità delle università. Un progetto che portò a termine già Fabio Mussi ma che l’attuale governo ha voluto rivedere. In sostanza, ha spiegato il ministro. «L’Agenzia servirà per fare chiarezza e introdurre trasparenza». Quindi «non più denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili, corsi di laurea che producono disoccupati, ma fortissima attenzione a qualità e merito».

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Università gratis a chi ha bisogno (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-07-15 - pag: 17 autore: Ricerca. Il ministro dell'Economia: bisogna far pagare di più chi ha i soldi - La Gelmini illustra il riassetto degli atenei «Università gratis a chi ha bisogno» Aperture di Tremonti: più risorse solo dopo la riforma, no ai ricercatori a vita Eugenio Bruno ROMA La risposta che i rettori attendevano è arrivata. Sebbene in via indiretta. I tagli previsti dalla manovra triennale dell'anno scorso saranno rivisti in autunno con la Finanziaria. In coincidenza con l'arrivo in Parlamento del Ddl con la riforma dei sistemi di reclutamento e governance degli atenei. Lo hanno confermato ieri, in maniera più o meno esplici-ta, i ministri dell'Economia, Giulio Tremonti, e dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Entrambi, intervenendo in Senato alla tavola rotonda "Università: quale riforma" organizzata dal gruppo Pdl, hanno anche proposto un aumento delle tasse universitarie per i ceti abbienti. Il primo a pronunciarsi è stato il responsabile di Via XX Settembre. Citando le classifiche sulla qualità degli atenei (si veda a questo proposito il Sole 24 Ore di lunedì scorso), Tremonti ha spiegato: le nostre università hanno sì accumulato «strutture che ricalcano la peggiore tradizione sovietica» ma al tempo stesso hanno mantenuto «caratteristiche non superate e non superabili ». E perciò «non bisogna buttare via tutto» e la riforma deve essere «graduale». A tal proposito il titolare del Tesoro ha dato una doppia indicazione. La prima sulle tasse d'iscrizione. E cioè che l'università vada verso «un modello in cui chi non ha le capacità contributive non paghi le tasse universitarie e viceversa chi ha le capacità le paghi». Perché è vero, ha sottolineato che il sistema non si può reggere solo sui contributi degli studenti ma così facendo «s'introduce un meccanismo di responsabilità». La seconda "dritta" ha interessato il reclutamento. A suo giudizio, non si può «essere ricercatori a vita». Per chi entra in un ateneo e non fa carriera, ha specificato, bisogna pensare «a una corsia preferenziale nella scuola o nel pubblico impiego ». L'ultimo pensiero è andato alla governance: sì al sistema duale con un «cda aperto a esponenti della società civile nominati con decreto del presidente della Repubblica». Nessun riferimento esplicito ai tagli visti come il fumo negli occhi dai rettori. Ma solo in apparenza visto che, lasciando la sala, il ministro ha delegato il dg del Tesoro, Vittorio Grilli, a parlare in nome e per conto dell'Economia. Ed è stato proprio Grilli a chiarire il Tremontipensiero: «Le risorse arriveranno ma solo su una macchina riformata ». Che tradotto significa: quando si insisterà su valutazione e merito i tagli saranno rivisti. Come confermato poco dopo dalla Gelmini. «Il cammino delle risorse e del Ddl avverrà contestualmente», ha detto il titolare dell'Istruzione che ha poi apprezzato il proposito di aumentare le tasse e ripercorso le tappe salienti del suo Ddl (si veda il Sole 24 Ore del 7 aprile). A questo punto è presumbile che il testo arrivi alle Camere a novembre insieme al ripristino di 400 milioni di euro del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo). Una misura sollecitata pure da Confindustria purché la si colleghi al merito. Proprio ieri il vicepresidente per l'Education Gianfelice Rocca ha invitato il governo a tenere bloccata nel prossimo biennio la dote dell'Ffo aumentando la quota attribuita agli atenei virtuosi: «Oggi 500 milioni, domani 880, poi 1,4 miliardi». E a mettere «in amministrazione controllata» quelli che sforano. © RIPRODUZIONE RISERVATA MAGGIOR SPAZIO AL MERITO Rocca (Confindustria) chiede di ripristinare il fondo di finanziamento statale aumentando la quota per gli atenei virtuosi «Basta incentivi a pioggia». Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini INFOPHOTO

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I CAPISALDI DEL DDL GELMINI (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-07-15 - pag: 17 autore: I CAPISALDI DEL DDL GELMINI Torna il concorso nazionale Niente più concorsi locali. Ordinari e associati devono superare un esame di abilitazione scientifica nazionale apertoa tutti, che non dà diritto alla cattedra.L'abilitazione,che dura quattro anni (poi c'è una verifica), si basa sulla valutazione di titolie pubblicazioni. Ogni ateneo può attingere alla lista nazionale Cambia la governance Addio rettori a vita. Potranno restare in carica massimo 8 anni (per due mandati) oppure 6 con un mandato unico. Contestualmente verranno aumentati i suoi poteri decisionali. Toccherà al Cda (di 11 membri e non 30) invece svolgere le funzioni di amministrazione. Per il Senato accademico (35 membrie non 50) solo compiti di controllo

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Una detassazione più ampia Sì Cisl-Uil sulle pensioni rosa (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-07-15 - pag: 3 autore: Il decreto manovra. Oggi la maggioranza presenta le modifiche Una detassazione più ampia Sì Cisl-Uil sulle pensioni rosa Marco Rogari Sara Todaro ROMA Il Governo formalizza l'operazione sulle pensioni rosa nel pubblico impiego e i sindacati si dividono. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, esce infuriato dal tavolo sul Dpef definendo «inammissibile »il comportamento dell'esecutivo: «Non ci ha detto nulla su pensioni e scudo». L'Ugl avrebbe preferito una soluzione improntata alla volontarietà con un bonus per le lavoratrici madri. Da Cisl e Uil arriva invece un sostanziale via libera all'intervento, considerato a questo punto obbligato per effetto del «cappio» della Uea a patto che la misura non serva a fare cassa. E una rassicurazione in questo senso arriva subito dal Governo: i 2-2,5 miliardi di risparmi attesi a regime saranno interamente convogliati su un Fondo sociale con particolare riferimento alla non autosufficienza e alle famiglie. L'emendamento al decreto anti-crisi sulla manovra estiva dovrebbe essere depositato già oggi alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera insieme a quello sull'estensione della Tremonti ter. Anche l'allargamento del raggio di azione della detassazione degli utili reinvestiti per l'acquisto dei macchinari ha dunque ottenuto il disco verde del governo: il correttivo non dovrebbe riguardare i capannoni. Quanto alle pensioni rosa, confermato il meccanismo di innalzamento della soglia di vecchiaia delle lavoratrici pubbliche di un anno ogni 24 mesi a partire del 2010 per giungere alla piena equiparazione con quella degli uomini (65 anni) nel 2018. Dovrebbero essere escluse da questo intervento le "statali" che hanno già compiuto 60 anni di età e quelle che hanno lasciato il lavoro sulla base dei requisiti attualmente in vigore. Sul fronte del decreto anticrisi oggi sarà la giornata decisiva per la presentazione degli emendamenti più attesi. I correttivi potranno essere votati solo in parte dalle commissioni chiamate a chiudere i lavori entro venerdì: saranno tutti riassorbiti nel maxi-emendamento su cui all'inizio della prossima settimana il governo porrà la fiducia in Aula alla Camera. Momentaneamente risolto il giallo sull'emendamento che il governo sarebbe stato intenzionato a presentare al Dl per rendere stringenti le misure su risparmi e piani di rientro in campo sanitario. Bilanci certificati, stretta sul privato accreditato, costi standard per le spese ospedaliere e tagli del 20% ai posti letto erano inizialmente contenuti in un emendamento a firma dei relatori, che non è stato poi formalizzato. La scelta della moratoria sulle misure destinate a confluire nel nuovo patto Governo-Regioni sulla Salute sarebbe stata concordata durante il faccia a faccia di ieri tra il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, i ministri Tremonti, Fitto e Calderoli e con il sottosegretario Gianni Letta. Il Governo avrebbe di fatto accettato di rinviare ulteriormente la scadenza del patto al 15 ottobre (l'anticrisi fissa il termine del 15 settembre), accennando però al possibile ricorso alla decretazione d'urgenza in caso di mancato accordo. Oggi intanto il Cipe è chiamato a distribuire una nuova quota di risorse Fas. Si tratta di una parte del Fondo da 9 miliardi accentrato a Palazzo Chigi: in prima fila con un corposo pacchetto di richieste, a cominciare dalla banda larga, c'èil ministero dello Sviluppo economico. Attendono risorse anche i ministri Gelmini, Prestigiacomo, Brunetta e Bondi. © RIPRODUZIONE RISERVATA MAGLIE MENO STRETTE Per gli investimenti in macchinari passerà una «interpretazione estensiva» E i sindacati si dividono sulla previdenza

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ROMA - Mandati a termine per i rettori (massimo 8 anni), abilitazione per i docenti prelimin... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)

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Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi di GIULIA ALESSANDRI ROMA - Mandati a termine per i rettori (massimo 8 anni), abilitazione per i docenti preliminare al reclutamento da parte degli atenei, scatti di stipendio solo per i professori che hanno conseguito i migliori risultati sul lavoro in termini di didattica e ricerca, obbligo di bilanci più trasparenti per le università. Il cammino della riforma del sistema universitario targata Mariastella Gelmini ha preso il via ieri con un seminario bipartisan organizzato dal Pdl che si è tenuto a Roma alla presenza di esponenti di maggioranza e opposizione (tra questi i senatori Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello e quelli del Pd Nicola Rossi e Vittoria Franco), del governo (Gelmini, ma anche il collega Giulio Tremonti) dell'accademia (diversi rettori e responsabili di organismi di consulenza del ministero dell'Università). Scopo dell'operazione, cercare la convergenza di vedute del mondo politico e universitario sul testo (un disegno di legge) che il ministro presenterà in Parlamento il prossimo autunno. Un rinvio deciso per motivi di opportunità: le Camere ora vanno verso la chiusura e i lavori sono congestionati. Seduti uno accanto all'altra Tremonti e Gelmini hanno ascoltato le istanze dell'università. I rettori hanno chiesto, soprattutto, sicurezze sui fondi: nel 2010 scatterà un taglio da 700 milioni di euro che preoccupa gli ermellini. Anche i senatori di maggioranza hanno chiesto un ripensamento. La presenza di Tremonti si è rivelata non casuale. Prima il ministro, poi un suo 'fiduciario' Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, hanno offerto rassicurazioni. Tremonti ha ricordato il valore indiscusso dell'università italiana che ha «caratteristiche straordinarie non superate in Europa e non superabili». Il ministro ha poi spiegato che le riforme non possono che "essere graduali". L' "esegesi" delle parole di Tremonti è arrivata poco dopo per bocca di Vittorio Grilli: «Il ministero - ha assicurato il dg - pensa che si debbano investire importanti risorse su università e ricerca. Ma vanno accompagnate alle riforme». Un accordo sotterraneo tra i due dicasteri (Tesoro-Università) ci sarebbe già, secondo fonti politiche: si parla di oltre 400 milioni che l'Economia sarebbe pronta a recuperare per rassegnarli all'Università. «Ma finché non vediamo qualcosa di scritto non crediamo» è il commento a margine del seminario di Enrico Decleva, presidente della Conferenza dei rettori che, comunque, apre alla riforma. La legge: gli atenei potranno fondersi per evitare sprechi e migliorare il sistema, ma i bilanci dovranno essere più trasparenti e i settori scientifico disciplinari saranno ridotti (da 370 alla metà) per evitare micro-aree di docenti. Le università dovranno avere un codice etico per le assunzioni in relazione, soprattutto, alla presenza di parenti nelle stesse facoltà o dipartimenti. I rettori potranno rimanere in carica al massimo otto anni. Cda e Senati Accademici dovranno dividersi meglio i compiti e ridurre i loro membri aumentando, però, le rappresentanze di studenti. «Bisogna avere coraggio - ha affermato il ministro Gelmini - di cambiare l'Università, non difendendo lo status quo ma premiando i giovani meritevoli». Il ministro ha fatto appello al Parlamento invitandolo a ragionare "con serenità" sul ddl. Zero tasse per chi non ha soldi: non far pagare la retta universitaria a chi non ne ha i mezzi. Il ministri Tremonti ha detto di vedere "con favore" questo modello. L'idea non è contenuta nel ddl Gelmini ma anche il ministro si è detto "favorevole" a questo. Non è escluso, insomma, che in un prossimo provvedimento si possa arrivare a questa novità. Intanto arrivano i primi sì. Per il senatore Gasparri «non si può pensare che tutti possono pagare». Il senatore del Pdl Giuseppe Valditara commenta "oggi una tassazione universitaria generalmente molto bassa fa pagare la formazione dei ricchi a tutti i contribuenti anche agli operai". Tremonti è favorevole a ridistribuire il carico sui "più ricchi".

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Università, rettori a tempo e più soldi ai prof migliori (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)

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Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi Università, rettori a tempo e più soldi ai prof migliori Gelmini: «Riaffermare il merito e promuovere il talento»

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Gli atenei tra loro vicini potranno unirsi e federarsi per risparmiare sui costi, evitare sdoppiamen... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi Gli atenei tra loro vicini potranno unirsi e federarsi per risparmiare sui costi, evitare sdoppiamenti e migliorare la qualità della didattica. Oggi ci sono precisi vincoli per cui queste fusioni sono impossibili, ma la Gelmini è pronta a cambiare le regole. I bilanci, poi, dovranno essere più chiari indicando in evidenza debiti e crediti delle singole università. La governance dovrà essere più snella con funzioni ben divise tra Cda (amministrative) e Senati accademici (scientifiche). Attualmente i Senati accademici sono composti anche da 50 persone, con la nuova legge potranno essere massimo 35. I membri del Cda da una media di 30 dovranno passare a 11.

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Scatti stipendiali solo a chi produce e nuova formula per il reclutamento. Sono le novità che r... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)

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Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi Scatti stipendiali solo a chi produce e nuova formula per il reclutamento. Sono le novità che riguardano i docenti universitari contenute nel ddl Gelmini. Se la legge passerà, per poter insegnare servirà un'abilitazione nazionale rilasciata da una commissione di esperti anche internazionali. Le università potranno assumere solo docenti abilitati ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti. Quanto al merito, per chi non fa ricerca e viene valutato negativamente salta lo scatto dello stipendio. I prof saranno tenuti a svolgere 1500 ore annue di lavoro di cui almeno 350 dedicate a didattica e studenti.

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ROMA - Rettore Decleva che opinione si è fatto del disegno di leg... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)

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Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi ROMA - Rettore Decleva che opinione si è fatto del disegno di legge di riforma dell'università predisposto dal ministro Gelmini? «L'impianto della riforma è del tutto ragionevole, ora bisognerà vedere come tutto questo verrà applicato dal decisore politico". A parlare è Enrico Decleva, presidente della Crui, la Conferenza dei rettori italiani che aggiunge: "Le indicazioni del ministro vanno in una direzione innovativa, ora bisognerà portare avanti queste idee». Cosa le piace del ddl Gelmini? «Sul piano del reclutamento ci sono importanti novità come l'abilitazione nazionale rilasciata da esperti del mondo scientifico a cui fa seguito la selezione locale che mette in gioco le responsabilità dei singoli atenei che pagano le scelte sbagliate anche sul piano finanziario». L'università come si aprirà ai giovani? «Mi pare che il ministro sia favorevole alle tenure track, dei contratti a termine per ricercatori che possono diventare contratti a tempo indeterminato se questi, nel frattempo, si abilita a insegnare come associato. E' interessante anche la possibilità a cui sta pensando il ministro di dislocare chi non riesce a collocarsi per troppo tempo nella ricerca in altri settori dell'amministrazione, magari nella scuola, per evitare la figura del ricercatore precario a vita». Per i rettori scatta il mandato a termine, cosa ne pensa la Crui? «Era una norma scontata che avevamo chiesto anche noi, una strada obbligatoria per il sistema». E i codici etici per regolare le assunzioni? «La Crui sta pensando, in tal senso, di scrivere delle linee guida che potremo presentare ad ottobre. Il problema non è fare la caccia alle streghe del figlio o del parente assunto, ma verificare che ogni assunzione sia avvenuta in modo regolare». Parliamo di risorse, senza il sistema crollerà? «Devono andare di pari passo con le riforme, se non si ripianano i tagli il sistema non sopravvive. Mi pare di aver capito che il ministro Tremonti vuole collegare i finanziamenti all'andamento delle riforme. Ma ci vorrà davvero una fase di investimento forte dopo la crisi. Non ha senso europeizzare le regole ma non gli stanziamenti». G.A.

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Mai più rettori a vita che si auto-prorogano all'infinito restando in carica anche più di ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 15-07-2009)

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Mercoledì 15 Luglio 2009 Chiudi Mai più rettori a vita che si auto-prorogano all'infinito restando in carica anche più di dieci anni. Il ministro Gelmini ha intenzione di mettere in freno a questo mal costume tutto italiano. Oggi ogni università decide il numero di mandati modificando il proprio statuto. In futuro gli anni di governo di un rettore potranno essere al massimo otto. Questo era uno degli aspetti del ddl trapelati fin dall'inizio, ma oggi si è aggiunto un nuovo particolare: il conteggio degli anni di mandato, avverte il ministro, sarà "retroattivo". Insomma molti dei rettori in carica dovranno, quando passerà la legge, lasciare il testimone a qualcun altro.

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Rette più alte per salvare gli atenei (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-07-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 15/07/2009 - pag: 9 Il dibattito Le proposte per i finanziamenti. Cammelli: «Forti investimenti» Rette più alte per salvare gli atenei «Giusto, l'ha fatto anche Blair» Decleva: «Va rivisto tutto il modello». Tremonti: «Aiuti a chi merita» MILANO Un phasing out , una strategia graduale di riforma. In cui, chissà, «introdurre un meccanismo che dia la gratuità del servizio a chi non ha soldi e faccia pagare qualcosa a chi li ha». Se l'oggetto del dibattito è l'università, la traduzione della frase pronunciata ieri da Giulio Tremonti è immediata: rette in rialzo per chi può, aiuti per chi merita. Una battuta che è (anche) una risposta a quanto scritto da Francesco Giavazzi sul Corriere : stanti i tagli sui fondi destinati agli atenei, per «conciliare» le posizioni dei due ministeri Economia e Istruzione c'è «un solo modo»: «alzare le rette ». Mediamente «inferiori ai 1.000 euro l'anno», e «ogni studente ne costa ai contribuenti circa 7.000». Poi, borse di studio ai meno abbienti. E sarà pure vero, come si fa sfuggire Tremonti, che «scrivere un fondo sul Corriere è più facile che fare una riforma della scuola»; sta di fatto che lo snodo delle tasse è al centro di molti esperimenti e riflessioni. Non ultima, la riforma voluta da Tony Blair (che sull'innalzamento delle rette quasi si giocò la poltrona) e lodata dall'Ocse. Enrico Decleva, presidente della Crui (la Conferenza dei rettori), ci tiene a precisare: «Tremonti ha rilanciato il tema, è vero. Non come fatto simbolico, però, bensì come un elemento del quadro; in realtà mi sembra sia una riconsiderazione generale di alcuni aspetti del diritto allo studio. Può essere che l'aumento delle tasse ne faccia parte; ma se così fosse, andrà accompagnato dal ripensamento dei prestiti d'onore». E in prospettiva, «bisognerà ripensare il modello su cui si finanzia il sistema; anche i parametri interni (con il vincolo del 20% di contributo studentesco rispetto al fondo di finanziamento ordinario) non corrispondono più alla realtà». Comunque vada, l'importante è che, al di là delle «condizioni quantitative», gli interlocutori «hanno riconosciuto che il problema c'è». Perché «il costo dei sistemi universitari interviene Attilio Oliva, presidente dell'associazione TreeLLLe è ovunque crescente nel mondo: le iscrizioni superano il 50% della popolazione di 19enni». Un «fenomeno epocale» che causa «uno squilibrio strutturale tra possibilità di finanziamento statale e costi in aumento». Di fronte a ciò, «il servizio pubblico di istruzione universitaria deve rimanere un impegno primario dello Stato; non va ridotto nei suoi importi (già bassi: in Italia siamo allo 0,8% del Pil, in Europa la media è l'1,2) ma aumentato. A condizione che il sistema diventi responsabile, cosa che non è». Seconda proposta: «Si superi il tabù dell'intoccabilità delle rette. Una laurea è un investimento individuale con ritorni consistenti. Ora gli studenti pagano il 15% dei costi reali, non si capisce perché non si possano aumentare anche significativamente, come nell'Inghilterra di Blair». Anche Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea, snocciola cifre. Di segno un po' diverso: «Aumentare le tasse? In Europa la banda di oscillazione va da Paesi con rette prossime allo zero, come la Germania, ai 360 euro l'anno della Francia, a un massimo di 2.100 nel Regno Unito. A Bologna, già nella triennale si va da 1.260 a oltre 2.300». Quindi: «Dire che se non abbiamo altre risorse qualche aumento va fatto, soprattutto su chi ha redditi elevati (e, >come sostiene la Gelmini, con un'operazione di arricchimento per chi esce da famiglie disagiate), mi sembra il minimo. Ma in un quadro diverso. Perché l'Italia sta destinando all'università molto meno degli altri Paesi; e so bene che i soldi sono pochi, ma anche nelle annate più nere il contadino non smette di seminare...». Gabriela Jacomella gjacomella@corriere.it

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Pronta la riforma dell'Università I ricercatori? Ai licei chi non vale (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 15/07/2009 - pag: 8 Pronta la riforma dell'Università I ricercatori? Ai licei chi non vale Mandato massimo di 8 anni per i rettori e scatti solo per i docenti migliori ROMA La riforma dell'università si farà. Il governo intende cambiare il reclutamento, la governance e combattere gli sprechi negli atenei a partire dal 2010. Il ministro Mariastella Gelmini risponde a quanti accusano la maggioranza di essere bloccata su questo fronte illustrando, davanti a rettori ed esponenti del Pdl, i contenuti della proposta che inizierà il suo cammino in autunno. Il testo è piaciuto a Tremonti. I due ministri sono d'accordo anche su un ulteriore provvedimento, non compreso nella proposta, ispirato alla «tenure track», una procedura internazionale secondo la quale un ricercatore al termine del periodo di prova viene confermato solo se in grado di dimostrare la qualità nella propria docenza. In caso contrario utilizza una passerella e va ad insegnare nella scuola o lavora nella pubblica amministrazione. Nella Finanziaria di autunno, secondo il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, il ministro dell'Economia «potrebbe destinare risorse in più all'università». Si parla di una somma compresa tra i 400 e i 500 milioni di euro. In realtà Tremonti non ha fatto alcun accenno alla quantità di risorse. Ha parlato però di gradualità, riferendosi al processo di riforma. Secondo l'esegesi degli accademici la gradualità riguarderà anche i finanziamenti. Come dire: adeguamento dei fondi e riforme in grado di rendere più efficiente il sistema devono andare di pari passo. Il meccanismo di riforma è avviato. Nei prossimi giorni verrà presentata al Consiglio dei ministri l'Agenzia nazionale della valutazione dell' Università e della Ricerca (Anvur) che dovrebbe cominciare a funzionare tra un anno, un anno e mezzo. L'Agenzia, ha spiegato il ministro, «servirà per introdurre trasparenza: non più denaro a pioggia per alimentare sedi distaccate inutili, corsi di laurea che producono disoccupati, ma attenzione a qualità e merito ». Tra le novità previste dal disegno di legge, un filtro nazionale per garantire la qualità dei candidati che dovranno essere reclutati dai singoli atenei, un mandato massimo di otto anni per i rettori, scatti di stipendio solo ai professori migliori, la possibilità per gli atenei di fondersi tra loro per evitare duplicazioni. Ci sarà una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione. Sarà ridotto il numero di membri sia del Senato (al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia del Cda (11 invece di 30) «per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati». I settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà (con una consistenza minima di 50 ordinari per settore). La riforma della governance prevede anche l'adozione di un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. In materia di diritto allo studio, è prevista una delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni, con l'obiettivo «spostare il sostegno direttamente agli studenti» in modo da «favorire la mobilità». La valutazione L'Agenzia di valutazione dell'attività accademica sarà presentata al prossimo Consiglio dei ministri ed entrerà in funzione tra un anno La scelta Futuri studenti universitari affollano uno degli stand di orientamento all'Università La Sapienza di Roma (Benvegnù/ Guaitoli) Giulio Benedetti

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Editoriale -L'università delle ipocrisie Francesco Giavazzi (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 15-07-2009)

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LA RIFORMA E QUELLO CHE NON SI DICE L'Università delle ipocrisie Da almeno 30 anni ogni tentativo di riformare l'università è fallito per la resistenza di interessi potenti, non disposti a rinunciare ai propri privilegi. Il governo Berlusconi segue una strategia diversa, che potrebbe essere il banco di prova per altre riforme. La legge finanziaria dello scorso anno con un provvedimento che prevedo verrà riproposto nel Documento di programmazione economica ha ridotto in modo drastico i fondi statali per il funzionamento delle università: meno 8% il prossimo anno, meno 17% nel 2011. A prezzi costanti i finanziamenti statali scenderanno del 20% in quattro anni. Sono stati anche azzerati i fondi per l'edilizia universitaria. Poiché la quasi totalità dei finanziamenti statali serve a pagare stipendi, con un taglio del 20% la maggior parte delle università nei prossimi due anni chiuderà. Sopravvivere indebitandosi (anche qualora lo Stato permettesse ai rettori di farlo e le banche concedessero i mutui) è una via preclusa ai più: a Siena le rate di ammortamento sui debiti contratti rappresentano già quasi il 20% delle spese non vincolate, a Firenze siamo intorno al 15%. Mi sarei aspettato che il governo, dopo essere stato inflessibile sui tagli, annunciasse una riforma profonda dell'università ponendo gli oppositori (rettori, sindacati, baroni vari) di fronte a una scelta: accettate o vi assumete la responsabilità della chiusura delle università. Il ministro Gelmini da mesi ha nel cassetto una riforma ambiziosa e contrastata (ad esempio i rettori si oppongono alla proposta di vedersi sottratta la presidenza dei cda degli atenei e non vogliono veder modificato il meccanismo con cui sono eletti), ma non l'ha mai presentata. Perché? A mio parere perché esistono due visioni molto diverse all'interno del governo: sull'università così come su altre riforme. Il ministro Gelmini e i ministri «di spesa», dall'ambiente all'agricoltura è disposto a dar battaglia sulle regole, ma chiede che, a fronte di nuove regole, tornino le risorse, o almeno un po' di risorse. Dall'altra parte il ministro dell'economia memore dell'insegnamento del presidente Reagan: «Affama la bestia, vedrai che diventerà mansueta» non è disposto a rinunciare ai suoi tagli. Come ho scritto più volte, io penso che vi sia un solo modo per conciliare queste due posizioni: alzare le rette universitarie. Oggi esse sono (in media) inferiori ai mille euro l'anno, mentre ogni studente costa ai contribuenti circa 7.000 euro l'anno (quasi 12.000 se non si contassero i fuori corso). Rette più elevate dovrebbero essere accompagnate da borse di studio tali da garantire a chiunque lo meriti la possibilità di accedere all'università. Anticipo l'ovvia obiezione: in un Paese di feudi molte università non userebbero certo il merito come criterio di selezione. Ma esistono altre strade? La mediazione fra i ministri è compito di Berlusconi: è disposto a spiegare agli italiani che l'università di fatto gratuita non solo non ce la possiamo più permettere, ma è anche un sistema iniquo perché trasferisce reddito dai poveri ai ricchi? (Gli operai rappresentano il 30% degli italiani, ma solo il 20% dei loro figli accede all'università). Oppure a novembre, quando studenti e rettori saranno insieme sulle barricate, farà ciò che hanno fatto i democristiani per 50 anni: nessuna riforma e qualche soldo in più per spegnere l'incendio? Francesco Giavazzi stampa |

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Il governo ha presentato l'ultimo Dpef prima della riforma della Finanziaria (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 15-07-2009)

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Il governo ha presentato l'ultimo Dpef prima della riforma della Finanziaria (15/7/2009 13:33) | (Sesto Potere) - Roma - 15 luglio 2009 - Il Consiglio dei ministri, nella seduta di oggi, ha esaminato ed approvato il Documento di programmazione economica e finanziaria per gli anni 2010-2013, predisposto e presentato dal Ministro dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti, che definisce il quadro di finanza pubblica per il prossimo quadriennio. Il Documento indica i parametri economici essenziali, in particolare quelli relativi allo sviluppo del reddito e dell’occupazione, e le previsioni tendenziali, gli obiettivi di finanza pubblica. Il Documento, che il Governo sottopone al Parlamento, si articola in due parti: la prima analizza gli effetti della crisi e gli interventi introdotti per il suo superamento; la seconda riassume gli interventi e politiche settoriali, su cui si svilupperà l’attività governativa nel prossimo quadriennio. Il Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, ha svolto una relazione sul quadro complessivo degli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive per l’anno 2009. La relazione, predisposta d’intesa con i Ministri Tremonti e Gelmini, è collegata al Documento di programmazione economica e finanziaria. Il Ministro Tremonti ha altresì illustrato la Relazione generale sulla situazione economica del Paese per il 2008.

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Provincia: sì ai debiti fuori bilancionella del Consiglio (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)

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Provincia: sì ai debiti fuori bilancio nella «seconda» del Consiglio Il segretario provinciale della Flc Cgil Fasciana interviene, con una nota, sulle «sortite trionfalistiche del ministro Gelmini in ordine all'incremento delle bocciature, dei debiti e delle non ammissioni, dovute alla maggior attenzione al merito e alla disciplina da parte dei docenti dopo i provvedimenti del Ministro», «Sono dichirazioni – sostiene Fasciana – che destano molte preoccupazioni in ordine alle politiche che il Governo continua a mettere in campo per garantire il successo formativo degli alunni. Il Ministro legge i dati con lenti ottocentesche e reputa positivo l'effetto nefasto che anni di politiche dei tagli e scarsi investimenti stanno producendo e continueranno a produrre nel sistema formativo italiano. Un sistema che si avvia verso l'esclusione dei più deboli sia a livello culturale che economico, che non pensa ad integrare e a favorire percorsi virtuosi tra scuola , formazione e lavoro e che valuta l'insuccesso come elemento positivo per misurare lo stato di benessere della scuola. La Flc Cgil è dell'avviso che bisogna fermare le politiche sbagliate della Gelmini attivando tutte le azioni di contrasto necessarie per processi formativi inclusivi, di qualità per tutto l'arco della vita, che siano in gradi di garantire pari opportunità soprattutto agli strati più deboli della popolazione». Sull'argomento è intervenuto ieri anche il dirigente scolastico Santo Molino che ha presieduto una commissione di maturità al Cutelli, ed è fra l'altro componente del direttivo nazionale dell'Andis. «L'associazione nazionale dirigenti scolastici - dice Molino - è per una scuola che porti al successo formativo. In questo senso auspichiamo una scuola dove tutti possano conseguire un diploma di scuola secondaria di secondo grado. Così come è necessario che gli studenti vadano all'università per conseguire una laurea. Per paradosso è auspicabile che chi va in ospedale possa avere successo : guarendo. Esibire dati di mortalità o insuccesso scolastico non può. di per sé, rappresentare sintomo di maggiore serietà per il sistema educativo. Così come per il pedagogista Dewey, scuola, società e democrazia fanno parte dello stesso progetto. In questo senso è necessario dare maggiori investimenti e più risorse umane alla scuola per avere domani una società migliore». M. C.

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(sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)

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la cgil alla gelmini «Preoccupante trionfalismo» La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a otto mesi emessa dalla Corte d'appello nei confronti del dott. Ignazio Morana, medico in servizio al pronto soccorso dell'ospedale Garibaldi al quale si era rivolto nel 2002 un giovane di 23 anni lamentando dolore al torace. Quest'ultimo, dopo le cure del caso, veniva dimesso per fare rientro a casa ove il giorno successivo decedeva per un aneurisma dissecante dell'aorta. Il medico si trovò di fronte un paziente che presentava solo un dolore al torace che all'accettazione del pronto soccorso «Triage» venne classificato a livello più basso, e che dopo la somministrazione di un blando antidolorifico si sarebbe attenuato. Pertanto il dott. Morana, esperiti i protocolli sanitari volti a indagare le cause di quell'unico sintomo e tenuto in osservazione il paziente per il tempo necessario, dimise il paziente con l'avvertenza che sarebbe dovuto tornare al pronto soccorso ove il dolore si fosse ripresentato. La Corte d'appello, cui il medico si era rivolto dopo che il Tribunale lo aveva condannato ad 8 mesi dichiarandolo responsabile del decesso per non aver riconosciuto l'aneurisma, dopo aver disposto una perizia collegiale decideva di confermare la sentenza per colpa professionale. Contro la decisione hanno proposto ricorso in Cassazione il difensore dell'imputato avv. Enzo Musco, e il responsabile civile Azienda ospedaliera Garibaldi, assistita dall'avv. Attilio Floresta, i quali hanno denunciato il vizio della motivazione in quanto sulla base del quadro clinico manifestato al momento della visita il medico non poteva essere orientato verso la diagnosi di aneurisma. La Suprema Corte in accoglimento dei ricorsi dei difensori ha annullato la sentenza per violazione di legge, ordinando il rinvio degli atti alla Corte d'Appello per un nuovo processo.

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Rapine, allarme acustico addiopolizia in diretta tv con i negozi (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)

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Intesa commercianti-Viminale Rapine, allarme acustico addio polizia in diretta tv con i negozi Roma. Un mandato di non oltre 8 anni per i rettori, la possibilità per gli atenei di fondersi tra loro per evitare duplicazioni, un consiglio di amministrazione con il 40% di membri esterni, scatti stipendiali solo ai professori migliori: sono alcune delle novità previste dal ddl messo a punto dal ministro Mariastella Gelmini per dare un volto nuovo all'università italiana perché - ha spiegato - bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi. FUSIONI TRA ATENEI: Sarà possibile fondere o aggregare, su base federativa, università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, per aumentare la qualità, evitare duplicazioni e abbattere i costi. BILANCI PIÙ TRASPARENTI: I bilanci delle università dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza (attualmente non calcolano, ad esempio, la base di patrimonio degli atenei). Debiti e crediti saranno resi più chiari secondo criteri nazionali concordati tra i ministeri Istruzione e Tesoro. DIMEZZATI SETTORI DISCIPLINARI: I settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà (con una consistenza minima di 50 ordinari per settore). La sforbiciata punta anche a evitare che cordate ristrette abbiano troppo potere. È poi prevista una delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca. RETTORI, LIMITE DI 8 ANNI: Alla base della riforma della governance c'è l'adozione di un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. Per quanto riguarda i rettori è previsto un limite massimo complessivo di 8 anni per il loro mandato (inclusi quelli già trascorsi prima della riforma). Ci sarà una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate. Sarà ridotto il numero di membri sia del Senato (al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia del Cda (11 invece di 30) «per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati». Il Cda avrà il 40% di membri esterni e sarà rafforzata la rappresentanza studentesca (questo anche nel senato). Un direttore generale prenderà il posto dell'attuale direttore amministrativo e avrà compiti di grande responsabilità, insomma sarà un vero e proprio manager dell'ateneo. Infine, il nucleo di valutazione d'ateneo sarà a maggioranza esterna (per garantire una valutazione imparziale) e sarà semplificata la struttura interna degli atenei. SCATTI SOLO A PROF MIGLIORI: Una commissione nazionale (con membri italiani e per la prima volta anche stranieri) dovrà abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti. Le università potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione. Vengono previsti incentivi economici al trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la mobilità, con procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia. I professori a tempo pieno dovranno lavorare 1.500 ore annue, di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti. Scatti stipendiali solo ai prof migliori: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione biennale dell'attività di ricerca dei docenti; in caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi. DIRITTO ALLO STUDIO: Delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni, con l'obiettivo si spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi superiori e mobilità. Tiziana Caroselli

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Rettori a termine e scatti solo a prof bravi (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 15-07-2009)

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La riforma dell'università. Ecco il progetto con cui il ministro Gelmini vuole dare un nuovo volto agli atenei Rettori a termine e scatti solo a prof bravi Una carezza alla figlia Barbara e un grazie allo staff medico

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Giffoni 2009: Il messaggio della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 15-07-2009)

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Giffoni 2009: Il messaggio della Gelmini "Grazie al vostro impegno il modello Giffoni è un esperimento ormai consolidato, un progetto culturale che vede nei più giovani i protagonisti assoluti che interpretano e descrivono, attraverso il[...] "Grazie al vostro impegno il modello Giffoni è un esperimento ormai consolidato, un progetto culturale che vede nei più giovani i protagonisti assoluti che interpretano e descrivono, attraverso il cinema, i linguaggi e i temi a loro più vicini". E' quanto si legge in un messaggio inviato dal ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, al direttore del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi. "Per la sensibilità dei temi scelti e la capacità di coinvolgere e raccontare il mondo dei ragazzi, il Giffoni Film Festival rappresenta un'esperienza unica nel panorama degli eventi culturali del nostro Paese scrive il ministro- In attesa di celebrare il quarantennale del festival, sono certa che i temi al centro della 39 edizione di questa manifestazione saranno capaci di stimolare, come sempre, la riflessione sul ruolo e la condizione dei giovani nella società contemporanea e raccontare quel percorso di vita che hanno appena iniziato nella speranza di realizzare tutti i sogni che oggi conservano nel cuore". PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 15 luglio 2009 in: Festival cinematografici » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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"L'aumento di bocciati risolve la crisi di aule" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-07-2009)

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TAGLI ALLE SCUOLE. L'ASSESSORE PROVINCIALE FA IL PUNTO "L'aumento di bocciati risolve la crisi di aule" "Resta il rebus affollamento, ma i casi sono diminuiti" [FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA L'aumento di bocciati mette una toppa ad alcune situazioni critiche che i presidi avrebbero avuto un solo modo per risolvere: rifiutare alcuni iscritti per non creare classi-mostro troppo numerose e ingestibili. Così, nel consueto doppio volto della medaglia, se le bocciature sono il segno che la scuola non ha preparato in maniera adeguata e che l'obiettivo è pretendere maggiore serietà e profitto dagli studenti, nello stesso tempo, in questo anno in cui il rigore del ministro Gelmini trova oggettivamente difficile applicazione, «l'incremento dei respinti ha indirettamente consentito di accantonare problemi contingenti nella formazione delle classi» dice l'assessore provinciale Massimo Barbadoro. Ma la situazione è in fermento. Aggiunge Barbadoro: «Ho ricevuto segnalazioni di alunni che non erano certi di poter frequentare alcuni corsi al Volta. Ora pare ci sia una soluzione: classe da 31, ma con sdoppiamento del laboratorio. Ammesso che la proposta sia accolta in organico di fatto». Le decisioni sull'organico definitivo saranno prese dalla Direzione scolastica regionale, quando avrà esaminato le bozze che i vari provveditori hanno recapitato entro ieri. Sull'assegnazione dell'organico di fatto (atteso intorno al 20 luglio) sono riposte molte speranze di situazioni tutt'ora in bilico. I presidenti delle Province l'altro giorno hanno fatto una levata di scudi circa i criteri di applicazione dei tagli agli organici degli insegnanti. L'assessore regionale Giovanna Pentenero, a tal proposito, ieri ha commentato: «Lo andiamo dicendo da mesi che il problema dei tagli previsti dalla riforma Gelmini esiste. Purtroppo, però, quando il 1° luglio avevo sollecitato di inviare al ministro una lettera, sottoscritta da tutte le Province, per chiedere di rivedere le contrazioni di organico in Piemonte, solo Cuneo aveva firmato». Anche Barbadoro per Alessandria era favorevole, «ma poi mi hanno detto che era inutile, perché non se ne faceva nulla». Aggiunge: «Non si può pensare che con classi più numerose e con meno insegnanti si possa garantire la stessa qualità didattica». E, soprattutto, non è fantasia il rapporto matematico, dettato dalle norme, tra numero di persone in classe e capienza dell'aula stessa: la regola è dettata da esigenze di sicurezza. Ora, facendo un conto grossolano, un'aula con 30 alunni dovrebbe essere di 60 metri quadri (1,90 mq pro capite). Quanti sono i locali didattici di queste dimensioni? «Da anni la Provincia investe molto in sicurezza nelle scuole, ma, se ora aumentano gli allievi per classe, i conti sballano» dice Barbadoro. I presidi stanno terminando il censimento nei rispettivi istituti. E se le superfici non risulteranno consone alla legge? Il timore è che, con un collaudatissimo meccanismo all'italiana, si trovi un'agevole escamotage nella limatura dei parametri. Basta abbassare la metratura pro capite e l'aula è bell'e che idonea!

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Taricco replica alle accuse (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-07-2009)

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Tagli alla scuola Taricco replica alle accuse «La Gelmini ha tagliato 1700 insegnanti nelle scuole piemontesi e nessuno ha fiatato. Ora invece si discute su chi è più penalizzato e chi meno: Torino ha avuto una riduzione minore perché aveva già classi numerose. Il problema vero è la riforma che prevede solo risparmi». Così Mino Taricco, assessore regionale, interviene dopo l'accusa di assessori all'Istruzione e presidenti delle Province di Cuneo, Biella, Novara, Verbania e Vercelli. «Torino è solo sfiorata dai tagli di cattedre e prof alle Superiori» hanno protestato martedì. Stanno preparando una lettera per l'assessore regionale all'Istruzione, Giovanna Pentenero, che replica: «È un anno che segnaliamo il disagio. I parametri applicati sono oggettivi». Licia Viscusi, assessore provinciale all'Istruzione: «Nessuno ha spiegato i criteri dei tagli. Perché non sono univoci ovunque in regione?». \

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Aiutare davvero le piccole imprese Tra le mancanze che possiamo riscontrare nell'oper... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 16-07-2009)

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Aiutare davvero le piccole imprese Tra le mancanze che possiamo riscontrare nell'operato dell'attuale governo c'è una trascuratezza evidente sul cuneo fiscale. Fino a quando un dipendente costa al suo datore di lavoro 2,5 volte quello che percepisce, la stagnazione dell'economica non potrà essere risolta. Se, invece, diamo più respiro alle paghe, limando la pressione fiscale, gireranno più soldi, e di conseguenza lo Stato incasserà Iva e tasse. Vorrei inoltre evidenziare la plateale presa in giro sul discorso Banche. Alcuni istituti di credito addirittura scrivono ai clienti esprimendo la loro vicinanza alle piccole imprese e poi applicano tassi d'interesse vergognosi. Il potere delle banche sopravvive perché lo Stato lo permette chiudendo un occhio, anzi entrambi. Qualcuno mi dica cosa è stato fatto concretamente o cosa si intende fare per aiutare le piccole imprese. Organizziamo corsi di formazione?! MARCO CHIERICI O la letteratura o il mercato Letteratura e mercato non andranno mai d'accordo. O l'uno o l'Altra. L'articolo di Baudino è, in tal senso, lapalissiano. Come fa uno a definirsi scrittore incorrendo in strafalcioni quali quelli evidenziati? Qui non va in malora solo la lingua letteraria, ma pure l'italiano corretto. Quelle di Calvino e Vittorini non erano pedanterie inutili. Il sacro Fuoco dell'Arte è e sarà sempre privilegio di pochi. Tanto malridotte, le Letterature mi fanno pensare alla «delicata flottiglia» dell'«Epigramma» degli «Ossi di seppia». Fragili barchette di carta, che un domani non molto lontano potrebbero essere inghiottite dalla corrente. Si spera un passante possa, pietoso, raccoglierne le scarne spoglie, e testimoniarne la grandezza passata e perduta per sempre. MARIA LUISA MAZZOCCHI SAN MARINO L'incoerenza di Grillo Se Beppe Grillo considera il Pd un «partito alla frutta» e non riconosce la commissione di Garanzia, perché si vuole iscrivere al Pd? Non gli basta il suo movimento per cambiare il nostro Paese? In verità si può tranquillamente affermare che le sue idee tradotte in politica non hanno rilevanza. In tutti i casi è «amorale» voler entrare in una forza politica come il Pd che da molti anni sta lavorando, tramite il progetto dell'Ulivo, per unire tutti i riformisti presenti in Italia. In questa ottica la saggia decisione di sbarrare la strada a Grillo va nella direzione di evitare al Partito democratico una deriva caotica e senza futuro. PIETRO ACETO, BOLOGNA La classe dirigente dei simpatici Dario Franceschini si ricandida alla segreteria del Pd dopo aver condotto la sinistra italiana al peggior risultato elettorale della sua storia e lo fa all'insegna dello slogan «viva il nuovismo, abbasso i vecchi arnesi», avendo però al suo fianco Piero Fassino, Franco Marini e Perluigi Castagnetti, che certo nuovi non sono. D'Alema e Veltroni, dopo le sconfitte elettorali, ebbero il buon gusto di dimettersi, Franceschini invece fa finta di nulla. È tanta la confusione sotto il cielo del Pd che una semplice ragazza può permettersi, parlando alle assise nazionali del partito, di trovarsi catapultata ai vertici e di inaugurare una nuova categoria nella classe dirigente: quella dei simpatici. Le persone vanno giudicate per le loro idee e le loro capacità politiche, non in base allo loro simpatia. GIUSEPPE BIANCHI Le missioni di pace talvolta delle trappole Quando sento o leggo che un militare italiano è stato ucciso o ferito in qualche paese straniero mi chiedo: cosa ci fanno i nostri militari in quei paesi? Qualcuno ha il coraggio di dire che la nostra è una «forza di pace» anche se viene bersagliata e attaccata dai soliti «ribelli» (o partigiani?) locali? Non so fino a che punto abbia senso una situazione del genere. Le missioni di pace possono diventare delle trappole e i politici sono i diretti responsabili di una politica estera che ha come soluzione la morte o il ferimento di troppe persone. Lasciamo che ogni popolo trovi la propria strada e il proprio futuro. MARINO BERTOLINO Bisogna ritrovare la scuola che educa L'intervista al ministro Gelmini contiene molte affermazioni condivisibili e concetti giusti come premiare il merito. Tuttavia, secondo me si è perso di vista il valore fondamentale della scuola. Quando il ministro afferma che la scuola deve essere capace di integrarsi con il mondo del lavoro, sbaglia mira: la scuola deve essere capace di integrarsi con il mondo, punto. Gli insegnanti hanno perso il ruolo di educatori. Bisogna tornare ad insegnare ai nostri figli che è il lavoro che premia, non il calcio o la tv. Occorre anche che si insegni loro che l'educazione ed il rispetto per gli altri è la base di una società in cui tutti hanno la possibilità di esprimersi, altrimenti si soffoca sul nascere qualsiasi tentativo di serena convivenza. MARCO GAMBELLA, TORINO Il condono fiscale che beffa gli onesti La maggioranza parlamentare ha approvato l'ennesimo condono fiscale a favore di quei capitali che si trovano al di fuori dei nostri confini garantendogli, in caso di rientro sul nostro territorio, un prelievo fiscale del 5%. Questa è l'ennesima beffa a scapito di chi in Italia le imposte le paga realmente come i lavoratori dipendenti e i pensionati i quali, da diverso tempo, chiedono un trattamento fiscale meno pesante e una remunerazione in linea con gli standard degli altri paesi europei. Non dimentichiamoci che i capitali in rientro sono spesso frutto di evasione fiscale, eterna piaga della nostra società a cui nessuno pone rimedio. STEFANO IZZO Cattolici in piazza ma non in chiesa A volte si sente dire che i cattolici riempiono le piazze ma non le chiese. In realtà le chiese non sono vuote, ma in diversi paesi occidentali la pratica religiosa è diminuita, soprattutto nelle Chiese protestanti. Il fenomeno non ha risparmiato l'Italia, ma la non partecipazione regolare alla Messa non significa la perdita della fede. Le cause vengono attribuite anche ai nuovi stili di vita e al consumismo. Tuttavia in alcuni paesi si intravedono inversioni di tendenza; per esempio in Francia, dove ogni anno circa 10.000 persone, in massima parte giovani, si convertono al Cristianesimo. ALESSIO NOLAN

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Ladra a 88 anni Una donna di 88 anni è stata scoperta mentre borseggiava in u... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 16-07-2009)

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Ladra a 88 anni Una donna di 88 anni è stata scoperta mentre borseggiava in un mercato a Pesaro. Per l'anziana, con numerosi precedenti per borseggio, risalenti anche fino al 1975, sono scattati i domiciliari. In aereo solo Fido Inaugurata a New York la "Pet Airways", la prima compagnia aerea esclusivamente per cani e gatti. Previsto un particolare addestramento per gli assistenti di volo. Scuola, sit-in precari Protesta degli insegnanti precari ieri a Montecitorio, contro i tagli decisi dal Governo. La Gelmini replica: «Stiamo lavorando a una soluzione».

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(sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 16-07-2009)

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stampa Scoperte Dopo il successo del ciclo di letture, parla l'erede del grande critico «Il mio trisavolo De Sanctis? Darwiniano» «Giorni belli della mia vita furono quelli che io spesi a leggere le opere di Carlo Darwin» . E ancora: «Se Darwin fosse stato solo un naturalista, la sua influenza sarebbe rimasta in quella cerchia speciale di studi. Ma Darwin non fu solo lo storico, fu il filosofo della natura...». Lo scrive Francesco De Sanctis in un libretto dal titolo «Il darwinismo nell'arte», stampato a Napoli nel 1883. Un documento che il pronipote del maggiore critico della letteratura italiana - Francesco De Sanctis junior - ha ritrovato nella dimora dell'avo e che ora tiene (con manoscritti, lettere, opuscoli dimenticati ma preziosi) in un caveau, in banca. De Sanctis jr. è un giovane architetto che s'è accollato un onere derivato da un onore: l'onore è aver ricevuto in eredità tutto il corpus delle carte dell'autore della «Storia della Letteratura Italiana», l'onere (ma anche questo onore) di rilanciare il messaggio desanctisiano, che non è solo letterario, ma civile, ed etico. «Ho cercato nelle case del mio trisavolo ogni carta. Ne ho ritrovate tante, in bauli che non si aprivano da un secolo». Uno studio matto e appassionatissimo, parafrasando Leopardi, che conobbe De Sanctis giovane. Dalla ricerca è scaturita l'idea della Fondazione De Sanctis, che Francesco jr. presiede, e che nella scorsa primavera ha realizzato un ciclo di letture dei classici della letteratura nelle sedi istituzionali italiane. Incontri cominciati al Quirinale, alla presenza del Capo dello Stato, e passati poi per Camera, Senato, Campidoglio.... A dar voce ai poeti, famosi attori, (Gerini, Morante, Bentivoglio). «Un successo travolgente, del quale ringrazio il sottosegretario Gianni Letta, che ha creduto e dato le ali all'iniziativa - dice il fortunato pronipote - Su impulso del ministro Gelmini, continueremo in autunno invitando gli studenti nei teatri di tutta Italia, a cominciare da Milano». La polvere rimossa dalla «valigia» di De Sanctis ha disseppellito straordinarie pagine. Come appunto quelle su Darwin. O il manoscritto di «La giovinezza». «È l'autobiografia che nel 1883, l'anno della morte, De Sanctis, quasi cieco, dettò alla nipotina prediletta, Agnese, cugina di mio nonno», spiega l'architetto. La pagina che l'ha emozionata di più? «Quella dell'incontro del De Sanctis sedicenne col conte Giacomo Leopardi. In casa di Basilio Puoti, il 2 ottobre 1833. "Quando venne il dì, grande era l'aspettazione", rammenta il mio trisavolo. E poi narra che il poeta dell'Infinito gli chiese pareri letterari, e lui parlò una buona mezz'ora. "Quando ebbi finito - scrive ancora - il conte mi volle a sé vicino, e si rallegrò meco, e disse ch'io avevo molta disposizione alla critica". Il poeta aveva visto giusto».

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chiudono le scuole di querceta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 16-07-2009)

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Pagina 11 - Viareggio Chiudono le scuole di Querceta Neri: «Mancavano gli iscritti per formare una prima classe» di Simone Tonini QUERCETA. La scuola elementare di Querceta, a partire dal prossimo settembre, chiude i battenti. Niente anno scolastico 2009-10 quindi per il plesso, i cui alunni sono stati iscritti dai genitori nelle scuole vicine, dal Frasso a Marzocchino. Il progressivo calo registrato di anno in anno aveva raggiunto ormai un livello insostenibile, tenuto conto oltretutto dei parametri imposti dall'ultima riforma scolastica, ma la chiusura delle elementari di Querceta non è attribuibile direttamente alla legge. «Nonostante i continui investimenti da parte dell'amministrazione comunale - dice il sindaco Ettore Neri - le iscrizioni diminuivano ogni anno: una vera e propria diaspora che ha reso impossibile quest'anno formare una prima. è una battaglia persa: ormai siamo al mercato delle scuole e ognuno è libero di iscrivere i propri figli dove vuole». Il sindaco prova a spiegare il motivo di questo trend. «La scuola di Querceta ha due limiti strutturali: non c'è un cortile né una palestra. Non si può parlare certo di mancanza di bambini nel nostro comune, piuttosto molti genitori originari di Forte hanno continuato ad iscrivere lì i propri figli. Oppure si preferivano Marzocchino e Frasso a Querceta». Eppure negli ultimi tempi era stato installato un ascensore e realizzato l'impianto antincendio. «Non c'erano più i numeri - prosegue Neri - dato che erano rimasti pochissimi iscritti. Assieme al dirigente scolastico abbiamo tentato di non chiudere la scuola ma la maggior parte dei genitori ha chiesto il trasferimento». Potrebbero essere a rischio altre scuole, come Azzano dove ci sono solo otto bambini; un problema che verrà affrontato,eventualmente, il prossimo anno. Sulla chiusura delle elementari di Querceta l'assessore Stefano Faraboschi dà un'interpretazione differente: «Gli effetti della riforma Gelmini si sono fatti sentire: i famosi tagli sono arrivati. Con gli iscritti che avevamo potevano essere formate anche alcune classi ma i nuovi provvedimenti in materia di docenti consentivano solo le pluriclassi, un accorpamento tra alunni di anni differenti, a causa della diminuzione di insegnanti prevista dalla legge. Inoltre si sono registrati pesanti tagli sul personale Ata, quindi alla scuola di Querceta non sarebbe stato assegnato neanche il classico bidello. Insomma, mancavano del tutto le condizioni per proseguire». Faraboschi sostiene che a Seravezza c'è stato un taglio di otto insegnanti, passando dai 42 del 2008 ai 34 del 2009: «La situazione di Querceta è stata affrontata assieme ai genitori e al dirigente scolastico sin dallo scorso febbraio. Non ci sono state polemiche né prese di posizioni eclatanti proprio perché abbiamo attuato un percorso trasparente e condiviso con le famiglie. Certo, dispiace moltissimo essere giunti a questo punto».

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Fortunati quei Paesi dove non si boccia nessuno (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

Fortunati quei Paesi dove non si boccia nessuno andrea ranieri La parola "meritocrazia" fu coniata dal sociologo inglese laburista Michael Young agli inizi degli anni '50. Il libro "L'origine della meritocrazia" fu pubblicato in italiano dalle edizioni di Comunità, di Adriano Olivetti. È un divertentissimo libro di fantasociologia, in cui, dopo aver all'inizio fatto l'elogio del termine contrapposto alle varie aristocrazie e gerontocrazie dominanti, mostra le assurdità di una società in cui ricchezza e potere vengono distribuiti sulla base di risultati scolastici e ancor peggio dei quozienti di intelligenza. La casta che ne deriverebbe, secondo Young, sarebbe ancora più chiusa, impermeabile, escludente, delle vecchie caste a cui si contrappone. In particolare la scuola finirebbe per rendere la selezione sempre più precoce concentrando sui pochi le eccellenze educative, ed aumentando a dismisura la selezione e la dispersione di quanti non si adeguano agli standard di intelligenza dagli stessi "intelligenti" definiti. Alla scuola della meritocrazia, sulle orme di Dewey, contrappone la scuola della democrazia, che è quella capace di valorizzare le diverse intelligenze e le diverse capacità di tutti i ragazzi, senza gerarchie ed alti e bassi predefiniti tra di esse, ma capace di dare valore al sapere delle mani, degli occhi, delle orecchie. E costruendo, nel momento stesso in cui riconosce le differenze individuali di merito acquisite con i diversi saperi, una comune idea di cittadinanza democratica, di partecipazione, secondo le diverse capacità, alla costruzione del bene comune. Mi è tornato in mente il vecchio libro di Young, e il vecchio ma sempre giovane "Scuola e democrazia" di Dewey, leggendo le interviste della Gelmini, in cui la quantità delle bocciature segna finalmente l'aavvento della meritocrazia nella scuola. L'affermazione della Gelmini è sbagliata non solo sulla base dei vecchi testi, ma anche sulla base di quanto ci dicono le più recenti indagini internazionali sugli andamenti scolastici. Se si guardano i dati dell'indagine Ocse-Pisa si scopre che tutti i Paesi che raggiungono livelli alti di eccellenza qualitativa sono anche Paesi in cui non c'è quasi dispersione scolastica. Il tasso di dispersione scolastica e il non raggiungimento di standard qualitativi elevati vanno assolutamente insieme. La Finlandia ha i livelli più alti di eccellenza e non boccia nessuno, porta quasi la totalità dei ragazzi a pigliare il diploma a 18 anni. I paesi che stanno peggio di noi dal punto di vista qualitativo stanno peggio di noi nei livelli di dispersione scolastica. L'idea che per recuperare serietà dobbiamo bocciare di più non solo è iniqua, ma non funziona. Sia l'eccellenza che la lotta alla dispersione richiedono una scuola flessibile e capace di personalizzare i propri obiettivi, richiedono autonomia perché il lavoro che bisogna saper fare per tenere dentro un ragazzo in difficoltà e il lavoro teso a valorizzare le eccellenze fanno parte della stessa professionalità, e richiedono una struttura organizzativa in grado di compiere un'operazione di personalizzazione. Quindi, una scuola inclusiva e di qualità non è una cosa astratta, ma è una cosa che già si verifica nei Paesi che lavorano meglio di noi e deve restare nostro obiettivo fondamentale. L'Italia ha tanti difetti, ma il più grave, secondo sempre i dati Ocse, è che ha il più basso indice di equità. E fra tutti i Paesi europei, quello in cui le differenze non risultano da attitudini individuali, ma risultano dal tipo di scuola che frequenti, da dove sei nato e dal livello di istruzione dei genitori. Le bocciature rivelano alla fine la scarsa capacità di un sistema scolastico nel suo insieme di dare a tutti pari opportunità. Molto prima del risultato finale degli esami di maturità. Addirittura nella scuola dell'infanzia, che è il terreno prioritario per superare le differenze che derivano dai diversi contesti familiari, e nella diffusione sul territorio di esperienze di educazione degli adulti, dal momento che come accertano tutte le indagini, il livello di sapere delle generazioni precedenti, gli indici di lettura e di partecipazione alla cultura dei diversi territori, si ripercuotono nei risultati scolastici dei bambini e dei ragazzi. La variabile territoriale è decisiva. Quanto le città lavorano per mettere in rete le scuole tra loro e per mettere in rete le scuole con le opportunità educative del territorio, quanto cioè sanno essere o non essere città educativa, è un elemento fondamentale del successo scolastico. Le scuole dell'autonomia funzionano più o meno bene quando non sono sole, quando sono inserite in una rete di opportunità. L'immigrazione, l'accoglimento e l'integrazione di alunni provenienti da Paesi diversi dal nostro, è il primo terreno di verifica di questa capacità. Se è così ha ragione la direttrice regionale dell'istruzione Anna Maria Dominici ad essere contenta del fatto che a Genova ci siano pochi bocciati, nonostante non ci siano tracce evidenti di lassismo compiacente. Vuol dire che la scuola di questa città, dall'infanzia alle superiori, ha più cura di altre dei bambini e dei ragazzi di ogni condizione sociale e qualsiasi lingua parlino e qualunque religione professino, che qui, perlomeno, nonostante i tagli e i proclami della Gelmini, la scuola inclusiva e di qualità, quella del "vecchio" Dewey, resiste. C'è da esserne fieri. andrea ranieri è assessore alla Cultura del Comune di Genova. 16/07/2009

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Agricoltura nella ricerca strategica (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: AGRICOLTURA data: 16/07/2009 - pag: 12 autore: Giusy Pascucci il ministro gelmini apre il piano nazionale al primario Agricoltura nella ricerca strategica Porte aperte a Confagricoltura al tavolo per il piano nazionale di ricerca. L'invito a partecipare al tavolo è arrivato dal ministro per l'istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini, durante il suo intervento alla giornata seminariale «Scienza e Vita», organizzata dalla Confederazione, a Roma, presso la sede dell'Abi. «La ricerca non può essere un'ospite estemporanea di un settore importante come quello dell'agricoltura, ma deve essere strettamente collegata ad essa», ha detto Gelmini sostenendo la necessità di evitare il dibattito ideologico e di cercare, al contrario, il confronto su temi come il biotech. Un invito accolto con soddisfazione dal presidente Federico Vecchioni. «Confagricoltura si candida a rappresentare quel modo agricolo che sceglie l'innovazione per convinzione e non per necessità», ha detto convinto che l'inserimento dell'agricoltura nel piano di ricerca dimostri come «il settore non abbia più solo un valore economico ma può dare un importante contributo dal punto di vista tecnologico e innovativo». Nella sua relazione Vecchioni ha ribadito come ricerca e innovazione siano elementi cruciali per il successo di un'impresa, per ridurre i costi, migliorare i prodotti, differenziandoli da quelli dei competitor e guadagnare così posizioni sul mercato. Non solo. Per il presidente il futuro e lo sviluppo del paese e del settore agroalimentare si giocano sulla capacità di innovare e di utilizzare al meglio i risultati della ricerca più avanzata. Per questo servono, a detta di Vecchioni, «scelte lungimiranti e di respiro strategico, più responsabilità e meno pregiudizi ideologici». Con la firma, ad esempio, dei decreti per la ricerca in campo aperto e dando la possibilità agli enti di ricerca di fare una giusta informazione pubblica. «La strada, ha spiegato, è quella di un coordinamento efficace ed un'attività mirata alle necessità degli imprenditori. Va creato un sistema integrato di ricerca e conoscenze sul primario e l'agroalimentare che inneschi un circolo virtuoso di crescita mettendo al centro le esigenze aziendali e facendo delle imprese il motore della domanda di innovazione e il suo utilizzatore finale».

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NON ERA stato ammesso agli esami di maturità. Voto in condotta: sei. Ma avev... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

ADRIA E DELTA DEL PO pag. 7 NON ERA stato ammesso agli esami di maturità. Voto in condotta: sei. Ma avev... NON ERA stato ammesso agli esami di maturità. Voto in condotta: sei. Ma aveva fatto ricorso al Tar e il tribunale amministrativo gli aveva concesso di poter prendere parte agli esami ma «con risrva». Ora lo studente del liceo Scientifico Galilei di Adria non è stato ritenuto maturo dalla commissione giudicatrice. La dirigente scolastica Joëlle Annibalini interviene con una nota inviata ai mezzi di comunicazione: «Per non creargli tensioni inopportune - si legge in un documento diffuso ieri - si è scelto di aspettare che finisse l'esame. Innanzitutto è doveroso fare chiarezza sulla valutazione del comportamento, che non può essere confusa con il voto in condotta degli anni passati pur nella possibile loro relazionalità. Nei criteri generali, deliberati all'unanimità dal Collegio dei docenti, vengono presi in considerazione non solo la correttezza dei comportamenti ma anche il livello delle conoscenze e competenze disciplinari raggiunto, la qualità della partecipazione alle lezioni, ecc. Se i criteri generali si attestano sulla sufficienza il voto previsto è 6 e da quest'anno concorre alla media dei voti. La media del 6 è condizione necessaria ma non sufficiente per l'ammissione all'esame. Anche un 10 in condotta non avrebbe potuto cancellare le carenze diffuse e anche gravi dell'alunno nelle materie caratterizzanti l'indirizzo di studio, unico motivo della bocciatura. Secondo il consiglio di classe le lacune non avrebbero permesso all'alunno di affrontare l'esame. Il Tar, a tutt'oggi prosegue la dirigente scolastica - non si è pronunciato. Ha semplicemente accolto la richiesta di sospensione cautelare, permettendo all'alunno di presentarsi all'esame "con riserva". In questo modo sia il Galilei, sia l'alunno, hanno avuto un'occasione di confronto con una commissione composta a maggioranza da membri esterni, ivi compresa la presidente, sotto la vigilanza di un dirigente tecnico, incaricato dalla Direzione Scolastica Regionale. Il risultato pubblicato è chiaro: le prove scritte sono del tutto insufficienti e l'alunno è stato bocciato all'esame. Dispiace che i genitori, sempre più frequentemente, si affidino ad avvocati piuttosto che riconoscere le fragilità dei propri figli e collaborare con la scuola soprattutto quando, come in questo caso, rappresentano anche loro le istituzioni. Si poteva evitare di creare nel ragazzo false illusioni, affrontando il problema diversamente. Ma è una conferma della correttezza dell'operato degli insegnanti del Galilei. Tutti gli alunni ammessi all'esame sono stati promossi. L'unico non ammesso è risultato non idoneo. Diventa sempre più difficile conclude - nel mondo della scuola, mantenere quel rigore richiesto dal Ministro Gelmini e fare il proprio dovere». Adelino Polo

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Così il merito non vincerà (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

decreto università Così il merito non vincerà L'università ormai naviga a vista, destino paradossale per un'istituzione che dovrebbe indicare le rotte del futuro della nostra società, educare i giovani a scoprire nuovi orizzonti, esplorare l'ignoto. Finalmente è comparso il disegno di legge Gelmini. E a sorpresa non è una buona notizia perché, malgrado le buone intenzioni, esso rappresenta l'ennesimo cambiamento solo di facciata dei nostri Atenei. segue a pagina 13 di Gustavo Piga 16/07/2009

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Tonino vuol correre Penati lo surclassa (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

Tonino vuol correre Penati lo surclassa Antonio Di Pietro vuol correre in Lombardia, contendere in prima persona lo scettro di governatore all'uscente Roberto Formigoni e sfidare dunque Silvio Berlusconi in persona, per la prima volta, nella sua stessa tana. È «il prezzo di Tonino», la richiesta che il leader dell'Italia dei valori farà al Partito democratico in cambio dell'alleanza con centrosinistra in tutte le regioni in cui si voterà nella primavera dell'anno prossimo. Il diretto interessato non smentisce lo scenario anticipato ieri dal Riformista. Non conferma ma neanche smentisce. E, interpellato telefonicamente ieri pomeriggio, si limita a una risposta di due sole parole: «Non commento». In ambienti parlamentari del partito dipietrista, invece, l'opzione dell'ex ministro delle Infrastrutture sulla regione Lombardia trova tutti i riscontri del caso. Non è tutto: in casa Italia dei valori c'è già la bozza della road map con cui il partito, e il suo comandante in capo, cercherà di superare tutte le eventuali resistenze del Pd sull'accordone. «Il nostro obiettivo- confida un autorevole deputato dipietrista chiedendo però la garanzia dell'anonimato - è far sì che Tonino si giochi la madre di tutte le sue partite in politica a Milano. Sappiamo di essere decisivi alla coalizione in tutte le regioni ed eviteremo pure di complicare ulteriormente la partita a scacchi sui singoli candidati alla presidenza». Ma, prosegue la fonte, «qualora il Pd decidesse di sbarrare la strada di Di Pietro in Lombardia, il nostro leader risponderebbe giocando il jolly. Quale? Far scendere in campo Luigi De Magistris come candidato presidente non nella regione Calabria, come lo stesso Tonino ha minacciato. Bensì in Campania». È «l'operazione 2010» di Di Pietro, quella che dovrebbe slegare il marchio dell'Italia dei valori dalla famiglia dei «movimenti» e portare il suo leader a ricollocarsi nella geografia dei big: non più «capopopolo», ma uomo di governo. Trovato l'obiettivo (la Lombardia), impostata la trattativa (via libera all'alleanza di centrosinistra in tutte le regioni) e fissato con largo anticipo anche lo spauracchio per il Pd (De Magistris in Campania). Per la riuscita del «piano 2010», in fondo, non serve vincere (ci vorrebbe un miracolo). Nell'ottica dipietrista basta perdere bene, mettere paura a Formigoni, salire al grado di alternativa «vera» a Berlusconi e al berlusconismo. Sulla fiducia degli elettori lombardi, il sondaggio di Piepoli dà l'ex pm (30 per cento) indietro rispetto a Filippo Penati (52) e anche rispetto a Bruno Tabacci (44). Sulla notorietà, però, «Tonino» (85 per cento) non solo batte tutti i possibili candidati del centrosinistra (Penati sta al 55, Tabacci al 31); ma arriva a tallonare anche i papabili del Popolo delle libertà (Formigoni è al 92, Mariastella Gelmini all'86). Morale? Una gara considerata «già persa» potrebbe incentivare la scelta del Pd di accontentare Di Pietro. Che ieri è tornato all'attacco del capo dello Stato sulla scelta di promulgare la legge sulla sicurezza. «Se è vero, come è vero, che ci sono seri dubbi di costituzionalità, il suo compito è rinviare la legge alle Camere e non approvarla. Senza lamentarsi, perché quel lamento è solo un grido al vento e ammanta di ipocrisia una legge che doveva essere espulsa dall'ordinamento», è stato l'attacco ad alzo zero dell'ex pm contro Napolitano. Un modo per rimanere a galla sui giornali, certo. Ma anche per oscurare, come faceva notare qualche dipietrista scafato ieri al tramonto, l'iperattivismo di Beppe Grillo degli ultimi giorni. T. L. 16/07/2009

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Caro ministro Gelmini, ci riprovi (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

Caro ministro Gelmini, ci riprovi segue dalla prima pagina Un disegno che parla di merito ma che finirà per rafforzare lo status quo non meritocratico o, al meglio, a non incidere per nulla (risultato forse confortante visti i precedenti disastrosi risultati delle riforme targate centro-sinistra). L'Italia dell'università, a differenza da tutti gli altri sistemi del mondo, non riesce a mettere su un qualsiasi tipo di meccanismo istituzionale che premi la ricerca di buona qualità. Gli altri Paesi avanzati hanno modi diversi (e di maggiore o minore successo) per assicurare questo risultato. Negli Stati Uniti un sistema decentralizzato basato sulla reputazione e la disponibilità degli studenti a spostarsi verso la qualità ha creato un piccolo gruppo di università di grande qualità della ricerca che hanno le risorse economiche per competere tra di loro per attirare i migliori talenti e trattenerli se dimostrano la loro effettiva qualità, affiancato da un gruppo di tantissime piccoli college che garantiscono una buona didattica di base, in cui i docenti sono pagati salari più bassi e poco legati alla ricerca ma comunque interessanti. Nell'Europa Continentale, specie in Francia e Germania, da poco i Governi, con un meccanismo totalmente centralizzato, hanno deciso di individuare "centri di eccellenza" verso cui fare affluire un quantitativo assai consistente di risorse con le quali remunerare appunto i talenti. In Gran Bretagna le università vengono valutate a livello decentrato con indicatori obiettivi e sulla base della classifica che da lì emerge ricevono fondi dal Governo: dopo 30 anni l'università britannica è un sistema competitivo che produce ricerca e incoraggia e remunera i talenti e attrae studenti da tutto il mondo. Quale meccanismo potremmo importare? Il sistema americano è troppo lontano culturalmente dal nostro. Troppo scarsa è la mobilità degli studenti e scarsissima è anche la reputazione di partenza dei nostri Atenei per assicurare il successo di un modello che richiede inoltre una uscita di scena del decisore pubblico che pare irrealistica. Il sistema franco-tedesco ci è più vicino culturalmente, applicandosi a un sistema fondamentalmente pubblico, ma vi immaginate cosa succederebbe se il Miur allocasse direttamente i fondi ai "migliori"? A quali pressioni politiche sarebbe esposto il Ministero per soddisfare i potenti e gli interessi localistici piuttosto che il merito? Il sistema inglese, con una valutazione decentralizzata delle competenze di ricerca e i fondi che seguono la qualità, è quello che meglio si presta a generare i giusti incentivi in Italia. In esso le Università sono libere di assumere chi desiderano senza dover fare concorsi ma solo valutazioni interne, sapendo tuttavia che una gran parte di fondi sarà allocata sulla base del merito e dunque avendo tutto l'interesse a selezionare i migliori. Il disegno di legge Gelmini assomiglia al sistema britannico? Per nulla. Al Titolo II, la riforma prevede sì una maggiore autonomia delle Università nella scelta dei ricercatori e professori, ma solo dopo che questi sono stati selezionati da una commissione a livello nazionale ottenendo una abilitazione. Un ritorno al passato che ha due difetti. Primo, la singola Università rischia di non potere selezionare colui o colei su cui ritiene valga la pena scommettere quanto a capacità di ricerca solo perché un gruppo di docenti a livello nazionale ha deciso altrimenti. Secondo, i professori che faranno parte di tali commissioni nazionali saranno selezionati secondo un meccanismo convoluto e che non scoraggia in alcun modo accordi sotto banco tra commissari, accordi non necessariamente volto a premiare il merito. Supponiamo per un attimo che questi difetti non siano rilevanti. Ebbene, anche in questa improbabile evenienza il disegno di legge non porterebbe a miglioramenti. In esso infatti non vi è nessun accenno alla modifica delle carriere salariali nell'università rispetto alle carriere attuali. Un ricercatore giovane e brillante all'inizio della carriera dunque dovrebbe iniziare il suo percorso in Italia sempre con uno stipendio lordo di 22.000 euro lordi, mentre in Gran Bretagna o negli Stati Uniti gli verrebbe offerto il doppio, come minimo. Tale talento non si proporrebbe dunque mai ai concorsi previsti dal disegno di legge. I peggiori si candirebbero e continuerebbero a non avere incentivi forti a migliorarsi visto che la loro carriera progredirebbe in automatico per anzianità. Ovviamente garantire stipendi più alti d'ingresso sarebbe condizione necessaria ma non sufficiente per ottenere buona ricerca attraendo i giovani e sostenendo i senior più bravi. Chi ci garantirebbe infatti che tali stipendi più alti andrebbero ai migliori e non ai più connessi e più ammanicati? Bisognerebbe ovviamente legare strettamente i fondi alla qualità della ricerca, come si è tranquillamente ed oggettivamente fatto in Gran Bretagna, garantendo che le cifre vadano a chi ha permesso all'università di essere valutata bene e non ad altri, forse più potenti, all'interno dell'Ateneo. Ma purtroppo il disegno di legge Gelmini non solo non fa così ma dimostra solo di essere ancorato aduna visione burocratica dell'Università, regolando in maniera certosina - invece dell'output della ricerca - gli input, ovvero gli orari di lavoro. Un esempio? Così recita: «Il trattamento economico dei professori a tempo pieno… è correlato ad un impegno complessivo per lo svolgimento di attività di ricerca, aggiornamento scientifico, didattica e di eventuali compiti gestionali, quantificato, anche ai fini della rendicontazione dei progetti scientifici nazionali e internazionali, in almeno 1.512 ore annue, di cui almeno 350 sono riservate, sulla base di criteri e modalità stabiliti con regolamento di ateneo, a compiti didattici e di servizio per gli studenti ...». 1.512 ore. E chi ci garantisce che queste ore siano dedicate a migliorare il benessere del Paese grazie a una migliore ricerca? Nulla. In ultimo, il disegno concentra almeno un terzo della sua lunghezza alla modifica della governance universitaria. Articolo dopo articolo nel Titolo I si traccia un quadro che manterrà intatta la struttura di potere attuale degli Atenei, rendendone forse ancora meno trasparenti i meccanismi elettivi (non essendo chiaro chi potrà far parte dei Cda delle Università il rischio è addirittura quello di vedere le Università "ASL-izzate" politicamente). In Gran Bretagna il nuovo meccanismo meritocratico ha creato un mercato competitivo anche per i Rettori, in cui vi è l'ovvio incentivo a selezionare ed assumere come Rettori quelle persone che danno la maggiore garanzia di poter generare fondi per l'Ateneo con la crescita del merito all'interno delle proprie mura. Caro ministro, si prenda del tempo, ne va del bene del Paese. Le intenzioni sono buone, ma non bastano. Come fare è ben noto, basta riprodurre quanto di buono è stato fatto altrove. Gustavo Piga Università Roma Tor Vergata 16/07/2009

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Il fisco desiderato (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-07-16 - pag: 14 autore: Il fisco desiderato In Italia 14 milioni di persone vivono con meno di 10mila euro all'anno: sono tutti evasori? Fa sicuramente comodo crederlo e mette anchea posto tante coscienze. Il dato però meriterebbe qualche approfondimento più circostanziato, se non fossimo nel paese del «io, speriamo che me la cavo». Un altro dato emerge dai redditi del 2007: in un anno si sono registrati 8 milioni di contribuenti in più: a che cosa è dovuta questa crescita? Luigi A. Ciannilli e-mail I l tema del fisco si presta molto bene a un certo andazzo informativo, propenso al titolo a effetto e alla semplificazione esasperata, che non consente di andare a fondo di problemi spesso di notevole complessità. Detto questo, l'italiano non si può certo considerare tra i contribuenti più entusiasti e diligenti, come dimostra del resto l'entità dell'economia sommersa. Tutto sta a capire da cosa dipenda questo atteggiamento: se da congenito egoismo, inconfessabile anarchismo, atavica sfiducia nella dimensione pubblica, radicata insoddisfazione nelle prestazioni ricevute in cambio piuttosto che da un rapporto col Fisco tradizionalmente difficile, complicato e poco trasparente.Credo che l'ultimo aspetto giochi un ruolo tutt'altro che secondario. E, dunque, per fare emergere redditi nascosti, che non solo ci sono ma sfuggono anche alla morsa della crisi, forse varrebbe la pena di tentare con meccanismi automatici e trasparenti. • La riforma Gelmini Sono stati appena discussi i ricorsi al Tar del Lazio controi provvedimenti adottati dal ministro Mariastella Gelmini in attuazione dei Decreti legge che hanno previsto i tagli per la scuola statale: è chiaro che sono stati tagliati gli organici ed è stato stravolto l'assetto organizzativoe didattico della scuola primaria in palese violazione delle leggi vigenti. è preoccupante che un ministro della repubblica possa impunemente operare, violando le norme vigenti, e con la copertura degli organi di controllo. Corrado Mauceri e-mail All'Africa solo spiccioli è ancora lontana un'equa distribuzione delle ricchezze trai paesi del mondo. I 20 miliardi di euro stanziati- per ora sulla cartadal G- 8 sono una goccia nell'oceano della povertà.è vero che 20 miliardi sono meglio di niente, ma, se si considera la corruzione di molti di questi paesi, quei fondi sono già spariti. Così poche persone diventano sempre più ricche e tante sempre più indigenti: povertà e corruzione in Africa, e non solo, viaggianoa braccetto. Fino a quando non si riuscirà a spezzare questo binomio non ci sarà possibilità di sviluppo. Giuseppe Diotto Torino La tassa di fognatura Gli italiani (proprietari di alloggie gli agricoltori) pagano ai Consorzi di bonifica una somma che nel 2006 è stata di oltre 450 milioni. La Corte costituzionale ha stabilito che non si possono trasferire alle Province le sole funzioni di carattere privatistico esercitate dagli enti in questione. è possibile trasferire alle Province le funzioni pubblicistiche, cioè quelle che autorizzano i Consorzi a emettere cartelle immediatamente esecutive e anche per opere non di bonifica (come risulta dalla stessa circostanza che molte Commissioni tributarie hanno escluso proprio la legittimità di un'imposizione che non si basi su un beneficio discendente da un'opera di bonifica verae propria). Il Codice delle autonomie farà in modo che almeno chi paga la tassa di fognatura non debba versare quattrini anche ai Consorzi? Alessandra Egidi Ufficio stampa Confedilizia

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Il mare caccia gli spericolati in acqua (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

TORINO In mare sempre più come in macchina. Anche sotto il profilo dei controlli. Dopo l’acqua-velox, già comparso l’estate scorsa all’imboccatura di diversi porti e canali italiani (Portovenere, Pescara, Venezia) e che gli uomini delle Capitanerie e della Guardia Costiera «punteranno» anche quest’anno, presto arriverà pure l’etilometro. In realtà, lo strumento già esiste, ed è quello che utilizzano gli agenti della polizia. Quel che ancora manca alle «divise bianche», rispetto a chi opera sulle strade, è una legge che stabilisca il limite del tasso alcolemico oltre il quale deve scattare la contestazione al diportista. «E’ allo studio, in collaborazione con il ministero della Sanità», dicono i marinai. Potrebbe debuttare a fine estate. Intanto, è stato fatto un passo avanti: con il decreto Milleproroghe di febbraio è stata introdotta infatti una violazione specifica, che punisce con una sanzione salatissima (fino a 8 mila euro) chi viene «beccato» a condurre una imbarcazione in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe. La norma esordisce con l’estate 2009. Ma non è l’unica novità in fatto di sicurezza sul mare. Proprio ieri, infatti, il ministro dei Trasporti Altero Matteoli e l’ammiraglio Raimondo Pollastrini, il comandante generale delle Capitanerie di Porto, hanno illustrato la nuova direttiva estiva, vale a dire l’insieme di quelle norme guida che saranno poi recepite da tutti i Comandi per assicurare un «mare sicuro» agli appassionati del «blu»: bagnanti, diportisti, subacquei. Regole, prescrizioni, che sposano e prendono le mosse dal nuovo Codice della nautica, varato nel 2005 ed entrato in vigore alla fine dell’anno scorso con la pubblicazione (in ritardo di due anni e mezzo) del Regolamento attuativo. Di fatto, alla sua prima estate d’applicazione. Le nuove disposizioni sono davvero tante, e vanno dai nuovi requisiti per le zattere di salvataggio alla condotta a bordo di moto d’acqua e kite-surf. Per questi ultimi mezzi, ad esempio, è fatto obbligo dell’uso della cintura di sicurezza, che è stato esteso anche al windsurf. Gli acqua-scooter, poi, si possono condurre soltanto se si è in possesso della patente nautica (quella per i natanti entro 12 miglia), indipendentemente dalla potenza del motore, e anche nel caso del semplice noleggio. Ciò significa che alla guida potrà mettersi solamente chi ha già compiuto i 18 anni. Ci sono anche diverse voci che riguardano i subacquei e i centri diving. I primi, ad esempio, devono dotarsi di una luce gialla lampeggiante per le immersioni notturne, ma anche di un pallone di superficie gonfiabile (pedagno) da utilizzare in caso di distacco di emergenza dal gruppo. Mentre le imbarcazioni di chi li accompagna devono avere a bordo una bombola di riserva 10 litri per ogni 5 sub imbarcati, una persona abilitata primo soccorso subacqueo, il Vhf e una cassetta pronto soccorso (analoga a quella per navi mercantili) e ossigeno. È prevista anche una stazione di decompressione in mare per immersioni che lo richiedono, con luce stroboscopica per quelle di notte. Sono state introdotte nuove regole per il charter, mirate a garantire la maggior sicurezza possibile per chi le noleggia, e anche una patente per i diversamente abili, che consente a questi ultimi di «dirigere» la barca (magari dando ordini ad un’altra persona, che fa da timoniere). A bordo di tutte le imbarcazioni si potranno usare anche le carte elettroniche, oltre a quelle tradizionali e sarà sufficiente il «tender» (il barchino di rispetto) come mezzo di salvataggio (quindi niente zattere e atolli galleggianti), oltre naturalmente ai giubbotti individuali, se chi sta al timone si manterrà entro un miglio dalla costa. Naturalmente, non mancheranno i controlli. Con particolare attenzione alla velocità (massimo 10 nodi davanti alle coste, a mille metri dalle spiagge; 3 se si imbocca un porto) e al rispetto delle distanze di sicurezza a garanzia dei bagnanti («Sono contrario a proporre norme severe. Non amo mandare la gente in galera, per questo preferisco parlare di prevenzione» dice il ministro Matteoli). Ma anche per la tutela dell’ambiente. «Abbiamo il Codice della nautica più moderno del mondo» dice Anton Francesco Albertoni, il presidente dell’Ucina, l’associazione degli industriali nautici italiani. «È sicuramente un passo avanti. Però, c’è ancora molto da fare in Italia per un settore che nonostante impieghi 37 mila addetti e contribuisca al Pil per 6 miliardi di euro, non è riconosciuto a pieno titolo come risorsa del Paese». Ben vengano dunque le nuove norme, «più semplici, raccolte per la prima volta in un testo unico, che riducono la burocrazia», dice Albertoni. Ma non basta. «La sicurezza è anche questione di cultura nautica». È per questo che l’Ucina presenterà a breve al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini la proposta di inserire nelle scuole, tra le materie di studio, lezioni di «mare».

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qui ragusa (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

qui ragusa Tutto deve ruotare intorno alla facoltà di Architettura anche per Stefania Prestigiacomo, ministro di Siracusa e «deus ex machina» della vicenda Università per la quale ha favorito un incontro con la collega alla Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. «La battaglia per l'Università a Siracusa - dice il ministro all'Ambiente che era già intervenuta in passato a difesa dei corsi di laurea in Beni culturali - non può essere, né deve diventare, una battaglia di retroguardia, non può né deve essere un trattativa al ribasso delle istituzioni locali con l'Università di Catania. In questi anni la nostra città ha saputo far nascere e far crescere una occasione di eccellenza: la facoltà di Architettura. Una facoltà che risponde ai bisogni di un vasto territorio, che trova nella storia e nella cultura dei luoghi una ragione d'essere e di crescere. Da questo modello dobbiamo ripartire se vogliamo che l'Università a Siracusa sia volano di crescita, opportunità di sviluppo». Il fiore all'occhiello dell'offerta formativa aretusea resta la sua facoltà, primo insediamento accademico nato undici anni fa e che oggi continua a ottenere successi, come testimonia il numero crescente di iscritti, i gemellaggi con altre facoltà di vari Paesi del mondo e le attività a corredo della ricerca. «Mi sono battuta - prosegue Stefania Prestigiacomo - per evitare soluzioni traumatiche, perché non ci fosse un blocco della didattica nei corsi già avviati sin dal prossimo anno accademico. Ma ciò implica che dovremo impiegare i prossimi mesi per costruire una offerta universitaria che sappia affiancare degnamente la facoltà di Architettura, costruendo proposte che abbiano valore culturale e «mercato» dal punto di vista del collegamento col mondo del lavoro». Anche il ministro siracusano, dunque, ammette che occorre guardare oltre la logica dell'Università «sotto casa» per mirare a traguardi più alti. Dunque una maggiore attenzione alla ricerca accademica, vero substrato della realtà universitaria, e poi più accortezza per l'inserimento dei laureati nel mondo del lavoro. Tutto ciò affinché la laurea non resti una bella meta vuota. «Siracusa - conclude il ministro - deve avere fantasia e ambizioni proporzionate alla sua storia e alla sua dignità, deve riuscire a essere moderna senza perdere il suo prestigio antico. Il mio impegno sia istituzionale che personale, su questo fronte sarà pieno, perché anche l'Università possa costituire un tassello importante della Siracusa del domani». i.d.b.

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Scuola, critiche alla riforma GelminiLentini. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, critiche alla riforma GelminiLentini. All'affollata assemblea del Pd hanno parlato Salvatore Barretta, Armando Rossitto e Roberto Alosi Lentini. Gli effetti della riforma scolastica attuata dal ministro Mariastella Gelmini: questo il tema dell'assemblea pubblica promossa dal Partito Democratico e svoltasi martedì sera nei locali di via Garibaldi. Ad aprire i lavori il segretario del Pd, Salvatore Barretta che ha voluto organizzare questo incontro per dare continuità al progetto del partito ed accendere i riflettori sulle attuali problematiche nazionali, regionali e locali. Tra gli altri interventi, quello dell'assessore alle politiche giovanili Armando Rossitto, seguito dal prof. Roberto Alosi, segretario generale della Cgil Scuola. Quest'ultimo ha relazionato sugli effetti della riforma Gelmini nel territorio, soffermandosi particolarmente sui tagli di posti di lavoro con le gravi conseguenti ripercussioni sul territorio; la demolizione del sistema modulare alle scuole elementari ed i tagli ai finanziamenti destinati alle Università ed alla ricerca. «Il 40% dei tagli dei posti di lavoro, disposti dalla riforma scolastica - ha affermato il prof. Roberto Alosi - si concentra principalmente tra Sicilia, Calabria e Campania causando una ricaduta sul territorio. E' su questi temi quindi che dobbiamo confrontarci per lanciare la battaglia e tenere alta l'attenzione della gente». L'assemblea si è conclusa con un dibattito cui ha preso parte, tra gli altri, anche un rappresentante della Rete degli Studenti Medi. Ultima iniziativa promossa dal locale Pd, il forum su sanità ed autonomie locali, svoltosi nei giorni scorsi per discutere del completamento del nuovo ospedale, delle liste d'attesa e della soppressione della Guardia Medica di Agnone Bagni che sta suscitando molte polemiche. A relazionare su questi temi sono stati il segretario Salvatore Barretta, la responsabile del forum, Nuccia Tronco, la quale è intervenuta sulla riforma del Sistema Sanitario Regionale e l'assessore alla sanità Paolo Censabella che ha fatto il punto sullo stato della vertenza con particolare riferimento all'aggiudicazione del blocco operatorio, annunciando la convocazione di un'apposita conferenza dei sindaci. Gisella Grimaldi

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(sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 16-07-2009)

Argomenti: Scuola

Parla il ministro Prestigiacomo. «Serve una facoltà che risponda ai bisogni culturali del territorio» «Non faremo una battaglia di retroguardia» I. D. B. ) Risale a maggio la questione Università. Quando il consorzio Archimede, che gestisce l'insediamento accademico a Siracusa e i cui soci fondatori sono Comune e Provincia, ha dovuto rispondere alle richieste dell'Ateneo di Catania da cui dipende. Nodo nevralgico il cosiddetto «pacchetto serietà» voluto dal ministro Gelmini che intende dire stop ai «laureifici». Così le direttive del decreto Moratti prima e Mussi poi, a cui ha fatto seguito quello firmato dalla Gelmini, che entreranno in vigore dall'anno accademico 2009-2010 e per il cui rispetto i corsi di laurea siracusani dovranno fare una revisione. A questa si aggiunge la questione economica: per convenzione spetta alla Provincia mantenere i corsi di laurea attivi a Siracusa: due in Beni culturali, dipendenti uno dalla facoltà di Lettere e uno da Scienze matematiche, e la facoltà di Architettura. Per tutti l'ente provinciale stanzia 3 milioni e 900 mila euro l'anno. Ma a causa di motivi legati a rendicontazioni e ritardi vari, a Catania non sono ancora arrivati 13 milioni di pregresso. Così l'Ateneo ha deciso di disattivare Scienze dei beni culturali e trasferire a Catania il corso, suscitando un vespaio di polemiche. Tra botta e risposta si è giunti a un accordo: 3 milioni e 900 mila euro subito, il resto in 4 anni, pena il trasferimento di studenti e docenti a Catania.

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Tettamanzi: costruiamo ponti invece di alzare muri (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-07-2009)

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Tettamanzi: costruiamo ponti invece di alzare muri Cardinale Dionigi Tettamanzi, quale messaggio ha portato ai giovani in campeggio vicino al Papa? «Ai ragazzi ho detto "Siete benedetti da Benedetto", cioè non soli ma accompagnati dalla vicinanza di chi crede nel futuro della società. L'enciclica sociale del Pontefice insegna che la felicità è possibile nella misura in cui ci apriamo agli altri. Dopo il G8 dell'Aquila e l'incontro tra Benedetto XVI e Obama si è diffuso un clima di speranza. E' un'opportunità da non vanificare perché solo così possiamo progredire. La crisi economica è grave, però il lamento sistematico è deprimente, sterile. L'anima della solidarietà è la corresponsabilità, il sentirsi uniti in modo decisivo, sapendo che ogni nostra azione e ogni nostro comportamento hanno riflessi sulla vita degli altri. Non abbiamo bisogno di disperazione ma di speranza». In che modo? «Non c'è futuro senza solidarietà, la strada della felicità passa per forza dalla sobrietà. Per essere davvero un popolo non possiamo basare la vita privata e pubblica sull'esagerazione, sul consumismo, sull'arricchimento solo materiale. Servono maggiore senso della misura e più accoglienza verso chi è bisognoso, malato, straniero. Accogliere l'altro richiede la disponibilità ad ascoltare, ad interpretare le esigenze vere, profonde, a fare passi avanti insieme. Insomma, costruire ponti invece di alzare muri. Quando si rifiuta l'accoglienza ci si ritira in se stessi e si pensa che tutto il mondo sia racchiuso nel proprio io. Riconoscere e mettere al centro la dignità umana consente di equilibrare le istanze della sicurezza e quelle dell'accoglienza. La vera integrazione passa dal riconoscimento dell'uguaglianza degli esseri umani». Condivide la preoccupazione del presidente Napolitano per il «giro di vite» del governo sull'immigrazione e la sicurezza? «Non tocca a me entrare nelle dinamiche istituzionali. Una vera accoglienza implica un'apertura verso l'altro, richiede un'apertura, una disponibilità a conoscerlo, ad ascoltarlo, a leggere in profondità le istanze della sua vita. Tutti vogliamo la sicurezza, ma c'è necessità di una sicurezza che sia umana e umanizzante, altrimenti ne escono enormemente penalizzate e sminuite le dimensioni della solidarietà e dell'accoglienza. L'importante è non mettere mai in discussione l'uguale valore di ogni persona». Cosa propone? «Invece di rinchiudersi in se stessi occorre protendersi, sporgersi verso il prossimo. Certo, l'accoglienza implica anche il rispetto delle regole, della legalità da parte di chi arriva in Italia, però occorre un approccio realmente solidale. C'è bisogno di una mano tesa, di un aiuto a recuperare quell'umanità e quella dignità che si smarriscono nei percorsi dell'immigrazione e nella complicata transizione dai paesi più poveri all'Italia». Dal voto in condotta della Gelmini alle polemiche sulla «generazione né, né», ossia sui giovani che non lavorano né studiano. Vede un'emergenza educativa? «Sì. Continuiamo a giudicare gli adolescenti con i nostri occhi di adulti. Non entriamo nel loro modo di vedere la realtà, manca il coraggio di condividerne la vicenda umana. I giovani, a volte in maniera grezza o esagerata, esprimono esigenze che noi ignoriamo. La vera emergenza educativa non sono gli adolescenti, siamo noi adulti. Genitori, insegnanti, educatori non possono sottrarsi alle proprie responsabilità. Scarseggia la saggezza umile di mettersi alla pari con i ragazzi, mentre l'educazione deve essere una co-educazione perché se manca la condivisione non si ottiene alcun effetto positivo. Se non portiamo la luce della nostra esperienza nella zona grigia degli inattivi, rischiamo di perdere una generazione. Solo il dialogo e l'incontro fanno capire che c'è un valore nello studio, nel lavoro e che si diventa pienamente liberi solo se si è responsabili». Colpa anche degli esempi negativi che arrivano dalla vita pubblica? «Certo servono nuovi stili di comportamento quotidiano. Bisogna puntare all'essenziale per investire sul capitale umano. I ragazzi sono molto più seri dei vuoti modelli ai quali si vorrebbe conformarli. Anche la Chiesa deve sempre testimoniare valori in grado di dare significato all'esistenza. Dobbiamo essere i primi a dimostrare impegno. Lo stile di vita di Gesù non era l'egoismo, ma la generosità verso tutti. Come suoi discepoli siamo tenuti ad essere disponibili e accoglienti. Per una società diversa, migliore di quella attuale serve sobrietà. Io davanti ai giovani mi sento un mendicante. Dobbiamo imparare da loro che saranno quel che sono, ma del resto anche noi una volta eravamo quello che eravamo».

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di Paola Braschi Brutte notizie per il mondo della scuola bolognese: a causa d... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 17-07-2009)

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di Paola Braschi Brutte notizie per il mondo della scuola bolognese: a causa dei tagli agli organici decisi dalla riforma Gelmini per il prossimo molte scuole sono a rischio chiusura. A lanciare l'allarme sono i sindacati del comparto locale, assieme alla Gilda degli insegnanti, che in una nota sottolineano come «la situazione del personale docente e ausiliario di cui potranno disporre le scuole bolognesi, con un taglio complessivo di 579 unità di personale a fonte di tremila studenti in più, mette a rischio la riapertura delle scuole a settembre». I sindacati lamentano che non ci sia più alcun margine di manovra per i docenti, nonostante le rassicurazioni date a suo tempo dall'amministrazione «per far digerire il taglio di 243 insegnanti in organico e le 57 sezioni a tempo pieno non concesse», spiegano ancora i sindacati. Secondo i calcoli di Cgil, Cisl, Snals e Gilda mancano all'appello «almeno 150 insegnanti soltanto per garantire gli insegnamenti curricolari (l'inglese totalmente scoperto alle elementari e le varie discipline previste dagli ordinamenti tra medie e superiori) e il rispetto delle norme di sicurezza». A questo si deve poi aggiungere «la mazzata per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo delle scuole: -117 collaboratori scolastici, -32 assistenti amministrativi, -11 assistenti tecnici». Abbastanza per mettere in crisi soprattutto la scuola di base in provincia, almeno quelle con molti plessi.

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"La pluriclasse unica ci penalizza" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 17-07-2009)

Argomenti: Scuola

RIFORMA GELMINI. TREDICI SCOLARI ISCRITTI E IL «TETTO» INNALZATO A 19 IMPEDISCE LO SDOPPIAMENTO domande a domande a "La pluriclasse unica ci penalizza" "Contro questi tagli è necessaria unità" Massimo Nobili "La Regione ha deciso senza spiegazioni" Giovanna Pentenero [FIRMA]RENATO BALDUCCI FORMAZZA «Si parla tanto di non abbandonare la montagna e poi lo Stato ci tratta così, peggiorando l'offerta formativa scolastica per i nostri figli. E' vero che la scuola non chiude, ma la riforma Gelmini è un brutto segnale». E' un fiume in piena Bruna Papa, assessore all'istruzione di Formazza e mamma di due bimbe che frequentano la scuola elementare che sorge alle spalle del municipio. Dice: «Per il prossimo anno scolastico avremo una sola pluriclasse frequentata da 15 scolari. Prima, superando il tetto di tredici iscritti, si ottenevano due classi: una con gli scolari di prima e seconda, una con quelli terza, quarta e quinta. La riforma Gelmini ha portato a 19 alunni il tetto oltre il quale si può ottenere lo sdoppiamento delle pluriclassi. E' penalizzante per i nostri ragazzi. Già la vita in montagna non è facile, se poi anche lo Stato, attraverso la scuola, ci volta le spalle, tutto diventa più problematico». Formazza, negli anni scorsi, aveva una media di 12 scolari e l'esperienza della pluriclasse unica l'ha già provata sulla sua pelle. «Non si possono prendere decisioni a tavolino, basandole solo sui numeri - dice Papa - . Formazza è un comune in crescita: quest'anno abbiamo sei nuovi alunni iscritti alle Elementari che si aggiungono ai 9 che già la frequentavano. Nei prossimi anni toccheremo i 22 bambini. Vuol dire che ci sono famiglie che hanno deciso di venire ad abitare qui. Non possiamo offrire loro un servizio scolastico penalizzante. Un territorio che non investe nei bambini non pensa al suo futuro». Le mamme di Formazza sono sul piede di guerra. Tra loro Laura Antonietti e Nives Proletti: «Chiederemo di poter avere una terza insegnante per la pluriclasse, affinché possa seguire maggiormente i bambini di prima che hanno bisogno di attenzione nel loro inserimento. La verità è che la nostra richiesta si aggiungerà a quella di altre scuole e, visti i tagli degli insegnanti, le scuole di valle come la nostra rischiano d'essere penalizzate». La riduzione dei docenti alimenta altri timori. Come quello che sarebbe stata garantita la compresenza degli insegnanti alla mensa scolastica alla Media di Baceno, con la conseguente chiusura del servizio. Ipotesi smentita dal dirigente scolastico Antonio Sartori. Che sul problema della pluriclasse si dice impotente: «E' vero che 15 alunni sono tanti in una pluriclasse, ma il decreto sugli organici non lascia spazio a soluzioni». 3Perché la Provincia non ha firmato la lettera al ministro Gelmini per rivedere i tagli? «Perché l'incontro tra la Regione e gli assessori provinciali all'Istruzione ci ha lasciato molto perplessi. In sostanza la Regione ha detto: questi sono i tagli, secondo la nostra applicazione della riforma. Punto. Nessuna spiegazione, soprattutto di fronte a un'evidente penalizzazione delle Province in confronto a Torino: nel Vco più dell'8% di tagli nonostante la crescita degli studenti, a Torino il 2,9 a fronte di una decrescita». L'assessore Pentenero chiede unità. «Non possono decidere senza un confronto e pensare che le Province accettino senza controbattere. Sono felice che le istituzioni promuovano l'unità al di là delle appartenenze politiche, ma non può essere a senso unico. Si può dialogare, ma con chiarezza e trasparenza». Cos'è emerso dall'incontro di Vercelli? «La riforma, che potrei anche condividere in alcuni aspetti, così applicata porta risultati che in territori periferici e montani come il nostro non possono essere accettati. A Vercelli abbiamo stilato un documento con le nostre osservazioni che ora invieremo in Regione, all'Ufficio scolastico regionale e al ministro Gelmini. Spero che i parametri possano così essere rivisti. Per quanto riguarda il Vco, poi, penso che abbia tutte le caratteristiche di specificità per chiedere alcune deroghe». 3Sui tagli previsti alle cattedre delle superiori le Province accusano la Regione di «torinocentrismo». Lei che è assessore regionale all'Istruzione cosa risponde? «Non è così. Per calcolare l'attribuzione dell'organico sono stati usati parametri ponderati, basati sul rapporto degli alunni per classe e la distribuzione geografica degli studenti. E tanto per smentire assurdità sulla discrezionalità della Regione in base all'appartenenza politica, aggiungo che i parametri sono stati esposti alle Province il 25 maggio, prima delle elezioni». Il Vco resta la provincia più penalizzata di tutto il Piemonte, con tagli dell'8,10 per cento. «E' un calcolo ponderato, bisogna poi contestualizzare nelle varie realtà. D'altronde l'Ufficio scolastico regionale non aveva scelta: l'obiettivo imposto dal ministero andava raggiunto, in qualche modo, così la coperta già corta è stata divisa su tutte le realtà». E la bacchettata alle Province? «Più che una bacchettata è un monito: farci la guerra tra di noi è da sciocchi. Il primo luglio avevamo chiesto alle Province di sottoscrivere una lettera congiunta al ministro Gelmini al fine di rivedere gli organici: tra le giunte di centrodestra solo Cuneo ha aderito. La preoccupazione di tutti è legittima, ma se vogliamo ottenere risultati e affrontare i problemi che questi tagli comportano dobbiamo promuovere azioni comuni».

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Un motivo di orgoglio e di prestigio per l'Ateneo barese e per la Facoltà di lettere dive... (sezione: Scuola)

( da "Leggo" del 17-07-2009)

Argomenti: Scuola

Un motivo di «orgoglio e di prestigio per l'Ateneo barese e per la Facoltà di lettere divenuta quello che è grazie a persone come il professor Vito Amoruso che in quarant'anni di didattica hanno espresso l'idea di cosa potesse essere». Così il rettore dell'Università di Bari, Corrado Petrocelli ha sottolineato ieri a Bari il conferimento al professor Vito Amoruso del titolo di "emerito" chiesto all'unanimità dall'intera Facoltà di lettere e concesso dal ministro Gelmini. «La figura del professor Amoruso - ha detto il rettore - ha consentito a questa Facoltà, che è la mia, di diventare con lui punto di riferimento nel panorama nazionale ed internazionale grazie anche alla riflessione profonda ed al ragionamento in piena coeranza e concretezza che emerge da tutti i suoi scritti». Amoruso, che la preside della Facoltà di lettere Grazia di Staso ha definito «instauratore della tradizione del moderno», è stato professore ordinario di letteratura inglese ed americana, fondatore ed ideatore del Dipartimento di lingue e tradizioni culturali europee; attualmente insegna storia del teatro inglese a titolo gratuito. (P. Dib)

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L'istruzione tecnica guarda al futuro (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 17-07-2009)

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ItaliaOggi sezione: Periti Industriali data: 17/07/2009 - pag: 37 autore: Al Cnel il dibattito sulla riforma degli Ifts. Il contributo dei periti industriali al confronto L'istruzione tecnica guarda al futuro Occupazione per i giovani e riqualificazione per i professionisti Gli obiettivi sono principalmente due: accelerare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e riqualificare chi è gia in possesso di un'esperienza lavorativa. Ma il punto è capire fino in fondo come verranno raggiunti. La discussione sulla riforma degli Ifts, l'istruzione e formazione tecnica superiore, è entrata nel vivo. Si è svolto infatti, al Cnel, un seminario di studi promosso dal ministero dell'istruzione sulla riorganizzazione del sistema di formazione tecnica superiore a cui hanno partecipato, tra gli altri, il presidente e il vicepresidente del Consiglio nazionale dei periti industriali Giuseppe Jogna e Stefano Esposito. Gli obiettivi annunciati dal ministero sono molteplici. E si focalizzano innanzitutto nel rendere più stabile e articolata l'offerta dei percorsi finalizzati a far conseguire una specializzazione tecnica superiore a giovani e adulti. Il tutto per corrispondere in modo organico alla richiesta di tecnici superiori, di diverso livello, con più specifiche conoscenze culturali unite a una formazione tecnico-professionale approfondita e mirata, proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato, con particolare riferimento alla piccole e medie imprese e ai settori interessati da innovazioni tecnologiche e dall'internazionalizzazione dei mercati. Inoltre nelle intenzioni del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini c'è la volontà di rafforzare la collaborazione con il territorio, il mondo del lavoro, le sedi della ricerca scientifica e tecnologica, promuovendo nello stesso tempo l'orientamento permanente dei giovani verso le professioni tecniche. Ma per raggiungere questi obiettivi molti i nodi da sciogliere e tante ancora le questioni aperte anche su ammissione dello stesso dicastero di viale Trastevere. Prima di tutto quali criteri seguire per individuare le aree tecnologiche prioritarie per la costituzione degli istituti tecnici superiori e quelle economico-professionali per i percorsi Ifts, ma anche come connotare i diplomi di tecnico superiore e i certificati di specializzazioni o ancora come rendere rispondenti i percorsi degli Its rispetto alle libere professioni.Il consiglio nazionale dei periti industriali non ha mai espresso assoluta contrarietà nei confronti di questo tipo di formazione: l'istruzione tecnica superiore potrebbe anche funzionare e dare i suoi frutti. Ma i punti di partenza devono essere chiari. Innanzitutto, per il Cnpi, la durata non potrà che essere stabilita in sei semestri (non solo in quattro o in due) come si ipotizza e che quindi abbia durata complessiva di tre anni. Questo vorrebbe dire, in sostanza, considerarla equivalente alla formazione universitaria triennale anche ai fini della direttiva europea Zappalà. Il Cnpi ritiene poi essenziale che vengano riconosciuti crediti formativi a color che provengono dall'istruzione tecnica dello stesso tipo di specializzazione. Ma ogni giudizio definitivo rimane sospeso perché si aspetta di conoscere, nel dettaglio, le reali opportunità di attuazione di questo processo, a partire dalla distribuzione dei poli formativi per le province, dai finanziamenti dello stato e degli enti locali, ma anche dalla possibilità della creazione delle fondazioni. La speranza è che si tengano in considerazione, come è stato dichiarato anche dai rappresentati ministeriali, le proposte avanzate dal Cnpi e che nello stesso tempo si tenda lo sguardo al modello tedesco che ha una formazione del settore ingegneristico universitaria affiancata da una di stampo non universitario, ma comunque equivalente, che ha avuto un grande successo.

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maturità, più bocciati e meno superbravi - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)

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Pagina IX - Palermo Maturità, più bocciati e meno superbravi Due studenti su cento dovranno ripetere l´anno. Dilagano i voti minimi I punteggi migliori nei licei classici seguiti dagli ex magistrali e dagli scientifici SALVO INTRAVAIA Più bocciati e meno superbravi alla maturità. I primi dati palermitani danno ragione al ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini: l´esame è più rigoroso. Nei giorni scorsi buona parte delle commissioni giudicatrici ha concluso le operazioni, pubblicando i tabelloni con i voti finali. Mancano all´appello le commissioni con classi numerose. Per queste ultime i risultati definitivi si attendono entro domani, e allora sarà possibile fare un bilancio definitivo. Ma da una prima batteria di numeri, raccolti da Repubblica su oltre un terzo degli studenti che si sono cimentati con prove scritte e colloquio, anche in città viene confermato il trend annunciato pochi giorni fa dal ministero. Professori più severi di un anno fa: sono le cifre a dettare un´analisi in questa direzione. Dei circa seimila studenti delle scuole statali ammessi agli esami di maturità, due su cento non ce l´hanno fatta a raggiungere il punteggio minimo per sdoganare il diploma: l´agognato "60". L´anno scorso il tasso di bocciature agli esami finali fu dell´1,7 per cento. E anche coloro che sono riusciti a strappare il massimo punteggio, 100 centesimi, sono di gran lunga meno dell´estate scorsa. I bocciati hanno volti scuri, e nessuno di loro ha voglia di parlare. Ma anche tra coloro che l´hanno spuntata si registrano parecchie lamentele. Al liceo classico Garibaldi, dopo aver letto il punteggio finale, una ragazza è scoppiata a piangere. «Meritavo di più», ripeteva alle compagne di classe che cercavano inutilmente di consolarla. A pochi passi, Cinzia Manfrè e Debora Zangara, invece, sono visibilmente soddisfatte. «Abbiamo avuto tutte e due "100", dopo anni di sacrifici è la giusta ricompensa», dicono. Ma gli scontenti come sempre sono tanti. «Ho avuto "71" ma meritavo di più - dice Enrico Gandolfo, studente della quinta I del liceo scientifico Galilei - purtroppo mi è andato male il compito di Matematica». C´è anche chi esulta per avere conquistato il diploma col minimo. «Ce l´ho fatta», esclama un ragazzo del tecnico industriale Vittorio Emanuele III di via Duca della Verdura. Quest´anno i professori hanno ritenuto meritevoli del massimo punteggio poco più di quattro studenti su cento. Un anno fa erano quasi il sei per cento. Resta invece alta la percentuale di ragazzi che sono riusciti ad acciuffare la maturità per il rotto della cuffia. Quasi dodici su cento sono stati in bilico fino all´ultimo, e solo il voto del colloquio ha decretato l´esito finale: diploma col minimo. Mentre i cervelloni che hanno meritato la lode sono sempre pochissimi: meno di sette su mille. Anche quest´anno si profila una netta supremazia dei licei classici, che al momento fanno registrare quasi otto ragazzi al top (100 centesimi) su cento. Seguono le studentesse degli ex istituti magistrali (ora socio-psico-pedagogici), con sette punteggi massimi su cento, e i candidati dei licei scientifici. Il maggior tasso di bocciati si registra fra i ragazzi degli istituti tecnici (5 per cento), seguiti da quelli dei professionali e dei licei socio-psico-pedagogici.

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graduatorie precari, arriva la polizia - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 17-07-2009)

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Pagina V - Napoli Pubblicati gli elenchi per trentamila: folla e caos, direzione regionale presidiata Graduatorie precari, arriva la polizia Cinque giorni di tempo per il reclamo in caso di errori su punteggio e posizione in lista BIANCA DE FAZIO Si decide il futuro degli insegnanti precari. Decine di migliaia di prof solo a Napoli. E la polizia manda i suoi uomini a presidiare la zona della Direzione scolastica regionale, in via Ponte della Maddalena. A distanza di 24 ore le une dalle altre, sono state pubblicate le graduatorie ad esaurimento per gli insegnanti precari di tutti gli ordini di scuole, materne, elementari, medie e superiori. Gli elenchi, insomma, in base ai quali si decide quale prof lavorerà nel prossimo anno scolastico. Sono graduatorie provvisorie, per il momento. Che riguardano, solo a Napoli, oltre 30 mila persone, e che prevedono 5 giorni di tempo per presentare reclamo, se il conteggio dei punti (e dunque la posizione in lista) non corrisponde a quanto previsto. Un appuntamento fondamentale per i docenti precari, che ieri hanno affollato la sede della Direzione scolastica sia per prendere visione delle graduatorie sia per presentare le eventuali rimostranze. Talmente tanti erano i docenti alle porte degli uffici del Ponte della Maddalena, e talmente numerosi quelli che ci si aspettava giungessero, che la polizia è stata chiamata a vigilare perché non scoppiassero disordini, perché tutto si svolgesse serenamente. Non basta Internet, in questi casi. Perché on line, in osservanza della privacy, alcuni criteri per la definizione dei punteggi vengono occultati. Chi vuol verificare deve farlo di persona (ma l´associazione Professione Insegnante segnala un sito utile, grazie al quale si può visualizzare la propria posizione completa di tutti i dettagli personali: www.pubblica.istruzione.it/reclutamento/grad-prov-permanenti-09.shtml). Una situazione, quella delle graduatorie (per gli elenchi definitivi, ovvero corretti, bisognerà attendere settimane), complicata dal gran numero di ricorsi alla giustizia amministrativa. Il Tar del Lazio, ad esempio, ha dato ragione alla Cisl Scuola della Campania, che contestava l´esclusione di circa 400 persone dall´ingresso in posizione utile ad ottenere le supplenze nelle graduatorie di altre province. In base alle nuove norme, infatti, i precari hanno potuto chiedere di essere inseriti nelle graduatorie di altre tre province, ma finendo in coda. Il Tar del Lazio ha più volte detto, però, che non in coda dovevano andare quei prof, penalizzati rispetto agli altri colleghi, ma nel posto che spettava loro in base al punteggio accumulato. Un pasticcio al quale il Ministero di Maria Stella Gelmini (foto) non ha ancora posto rimedio.

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di LORENZA CAPPELLI BENCHÉ i dati nazionali parlino di un sensibile aumen... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 17-07-2009)

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ASCOLI pag. 5 di LORENZA CAPPELLI BENCHÉ i dati nazionali parlino di un sensibile aumen... di LORENZA CAPPELLI BENCHÉ i dati nazionali parlino di un sensibile aumento del numero dei bocciati alla maturità, rispetto allo scorso anno, a causa degli effetti della riforma Gelmini, lo stesso non può dirsi di certo per gli studenti ascolani. IN NETTA controtendenza rispetto all'andamento generale, infatti, pochissimi sono stati negli istituti superiori della città gli studenti ammessi agli esami di Stato e poi bocciati. Proprio in questi giorni le scuole hanno affisso gli attesissimi, quanto temutissimi, quadri con gli esiti finali. Un solo bocciato, ad esempio, al liceo classico Stabili-Trebbiani' su tre classi da circa venti studenti ciascuna. Sei, invece, quelli che hanno ottenuto il massimo del punteggio e cioè 100/centesimi. Sono: Claudia De Angelis Corvi e Debora Pica della 3A, Lorenzo Alfonsi, Gianluigi Ferrari e Cecilia Marconi della 3E, Serena Palma della 3C. NON SONO mancate le lodi, invece, al liceo scientifico Orsini', dove, oltre a non esserci stato nemmeno un bocciato su quattro quinte scrutinate (ne mancano due i cui esami orali, ieri, erano ancora in corso), ci sono stati diversi 100 e 100 con lode. Questi i diplomati che hanno ottenuto il massimo dei voti: Martina Calcinaro, Valeria Esposti e Marco Rolando della 5B, Fabio Brandimarti (100/centesimi con lode), Matteo Luzi, Martina Manes, Marco Valerio Maneni (100/centesimi con lode) e Federico Seghi (100/centesimi con lode) della 5F, Eleonora Arturo, Marina Canala, Giulia Fratoni, Anna Marucci, Veronica Silvestri e Claudia Tesei (100/centesimi con lode) della 5E. NESSUN bocciato nemmeno all'istituto d'arte O. Licini', dove su tre quinte ci sono stati otto studenti che hanno ottenuto il massimo del punteggio. Sono: Virginia Gidiucci e Giorgia Papagna della 5S1 di grafica, Gioia Puliti e Gloria Seghetti della 5S1 di rilievo e catalogazione, Valerio Corradori, Sara Fazzini, Elisa Galiè e Patrizia Tassoni della 5S2 di immagine fotografica, filmica e televisiva. DUE 100 con lode e dieci 100 sono stati, invece, i risultati migliori dell'istituto tecnico commerciale e per geometri Umberto I' che, però, ha avuto ben sei bocciati in una quinta dell'indirizzo geometri. Nel dettaglio i nomi: Claudia Pavoni e Federica Curti della 5BR hanno ottenuto 100, così come Laura Nardinocchi e Claudia Simonetti della 5AP, mentre Federica Ciotti ha ottenuto anche la lode. Dell'indirizzo geometri hanno preso 100: Cristina Apera della 5A, Martina Bartolozzi, Giammarco Di Blasio e Mattia Pulcini della 5B, Marco Danesi della 5C e Francesca Alessandrini della 5D insieme a Alessandro Caioni che ha preso anche la lode.

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La costruzione di Mara unico ministro col book (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 17-07-2009)

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La costruzione di Mara unico ministro col book di Cinzia Leone Il nostro sondaggio la dà seconda, dopo Bassolino, per conoscenza della candidata e fiducia, e a distanza ravvicinata. Con un risultato schiacciante - e solo in 12 mesi - Mara batte Bassolino. Sarà merito del book che racconta un anno da ministra e che ha appena dato alle stampe? La bookmania imperversa. Di book da aspirante la Carfagna ne deve avere molti in archivio. Ma quello che circola da poche ore, controllato nei minimi dettagli dalla ministra, non è la self promotion di una fanciulla, piena di evidenti qualità, con ambizioni nello spettacolo. È la celebrazione di un anno di lavoro, quello che ha fatto e quello che farà: la nascita di una stella. Perché chiamarlo ostinatamente book come quegli altri? Perché non folder (in fondo sono poche pagine) o album (vecchiotto ma con tutte quelle foto non stava male). Anche l'idea dei 12 mesi non è un granché: fa troppo calendario. Ma non lasciamoci suggestionare dalle assonanze. Mara fa sul serio, da ministra e da self promoter: 64 pagine eleganti e appassionate, costruite a tavolino da qualcuno che la comunicazione la conosce davvero, costruiscono il primo mito della ministra post televisiva. La carrellata delle mise nelle 18 foto è impressionante per varietà ed eleganza: dalla tuta mimetica al famigerato tubino (lo indossa come nessuna) passando per un maglioncino fuxia (ricorda quello della Gelmini nel discorso agli studenti via youtube) e per un discreto numero di tailleurs rigorosi e minimalisti. Ma la front-woman del G8, e i suoi capaci spin doctors, non si lasciano scappare la carta internazionale. Con lei i grandi della terra, il Papa, Michelle Obama e Lula. E quelli di casa nostra da Napolitano alla Moratti, fino a Ignazio Larussa (a ciascuno il suo). Il consigliere, l'ideatore e il supervisor dell'operazione è il presidente del Consiglio? Possibile, la ministra è la più riuscita delle sue creazioni. A lei è stato affidato il ruolo di firstlady sostituta, ai suoi occhi da cerbiatta (troppo sgranati? Malignità) il riscatto di Berlusconi. Pensa a lei per il ruolo, ancora vacante, di vicepremier? Una bella carambola, a scompaginare le file dei pretendenti e a rimettere al centro della scacchiera il re. Ma con accanto ben più che una moglie: una regina. Intorno solo alfieri e fedelissimi. Dopo mesi di gossip serrato e urticante, un vicepremier donna sarebbe uno scacco in tre mosse. La migliore strategia mediatica dopo il G8 all'Aquila. La migliore Eva per il suo paradiso terrestre governativo, pacificato e senza insidie. Una Giovanna d'Arco che lo difenda dagli avversari. La più leggera e indistruttibile foglia di fico che il cavaliere possa immaginare. E se non sarà vicepremier, per la Carfagna è in vista la Campania? Mara è di Salerno e le voci girano. Vicepremier o a capo della regione Campania, in ambedue i casi, sentiremo un digrignar di mascelle. E non solo delle signore del Pdl. Anche dei signori maschi. Quest'anno i book sono stati galeotti. Le immagini di Mara, non ancora ministra, nel calendario di Max sfumano in lontananza: il torrido gennaio del 2005 viene riveduto e corretto dal sobrio gennaio 2009. Il malizioso aprile da quello più austero di quest'anno. Il languido luglio cancellato da quello trionfante del G8. Tutto passa, anche le foto Ma è una, sul sito della ministra che ci ha folgorato e che apre una terza era: quella che la coglie in grembiule da cucina. Bella come una madonna fiorentina, semplice come una lavapiatti part time, sorridente e con una mano protettiva sul grembo. Se ci era venuta qualche idea di futuro è Mara a confermarcela nell'introduzione del suo book istituzionale. Sì, desidera avere un bambino. Aspettiamo il book dell'anno prossimo. Bonne chance. 17/07/2009

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Bracco: il 2% del Pil vada allo sviluppo dell'hi-tech (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-07-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-07-17 - pag: 22 autore: Innovazione. Audizione alla Camera della vicepresidente di Confindustria Bracco: il 2% del Pil vada allo sviluppo dell'hi-tech Dalle imprese sostegno deciso al programma della Gelmini MILANO Ricerca e innovazione. è il binomio su cui insiste Confidustria per uscire dalla crisi, idioma che i cinesi traducono con le parole pericolo e opportunità. Pericolo di non riuscire a superare la recessione, ma anche l'opportunità di cambiare marcia per avviare una ripresa duratura e non effimera. Un concetto ribadito da Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria responsabile per la ricerca e l'innovazione che nel corso di un'audizione parlamentare ha detto: «Per imboccare la strada di una ripresa che si autoalimenti e non sia soltanto trainata occorrono prodotti innovativi». Diana Bracco è quindi intervenuta davanti alla commissione cultura della Camera, presieduta dall'onorevole Valentina Aprea, nell'ambito della indagine conoscitiva sullo stato della ricerca in Italia. La vicepresidente di Confidustria ha accolto con soddisfazione l'invito della commissione spiegando che «l'iniziativa della presidente Aprea di un'indagine conoscitiva sullo stato della ricerca in Italia è un chiaro segnale di attenzione a un tema strategico per il Paese». La manager ha però insistito sulla necessità di investire con continuità nella ricerca destinando al settore «almeno il 2% del Pil» perché«la vera ricetta per far ripartire l'Italia è puntare su ricerca e innovazione che sono i veri motori dello sviluppo. è una strategia che non ha colore politico e che nei paesi in cui è stata usata ha sempre funzionato. Penso a Stati Uniti, Germania, Svezia o alla vicina Francia. In Italia dobbiamo fare un vero e proprio salto culturale e mettere al centro dell'agenda del governo la R& I». In questo senso Confindustria sostiene il piano nazionale della ricerca: «Apprezziamo molto l'impegno del ministro Gelmini per giungere rapidamente a un testo condiviso – ha continuato Bracco –. Crediamo sia fondamentale cogliere questa opportunità per segnare una discontinuità con il passato. Dobbiamo agire velocemente con una visione chiara e adeguata ai nuovi scenari. Dobbiamo passare da una politica della R&I a una politica economica basata sulla R&I. Per essere efficaci e superare l'immobilismo del passato va rafforzato il coordinamento tra i diversi livelli interessati semplificando al massimo i nodi delle procedure». Per un piano efficace le risorse destinate alle aziende devono però essere certe evitando quanto accaduto con il credito d'imposta quando «su 29mila imprese con investimenti di ricerca considerati ammissibili ben 22mila rischiano di restare escluse per mancanza di risorse. Si tratta di un ottimo strumento, speriamo che il governo trovi i mezzi necessari. Sarebbe un segnale di fiducia che potrebbe dare nuovo slancio so-prattutto alle pmi». La vicepresidente di Confindustria ha poi auspicato che il confronto sulla ricerca tra governo, istituzioni e imprese continui: «Quella avviata dalla commissione cultura è un'indagine molto positiva per l'ampia partecipazione e la ricchezza degli spunti emersi. Si tratta di un rapporto che va senz'altro proseguito». G. Bal. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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(sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 17-07-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 17/07/2009 - pag: 6 L'intervista L'economista Gianfranco Viesti: le ultime Finanziarie hanno tolto fondi al Mezzogiorno. E non a caso «Divario ridotto, è tutta l'Italia che sta peggio» ROMA Chi pensa che il problema sia ancora il famoso «divario» che separa il Sud dal Nord e del quale si favoleggia da decenni, secondo Gianfranco Viesti (foto a destra), professore di Economia all'Università di Bari, questa volta è davvero fuori strada. «È tutta l'Italia che è messa male. Il Mezzogiorno, in proporzione, sta soltanto un po' peggio». Roba da mettere in crisi tutta la cultura meridionalista italiana del dopoguerra, dal fondatore della Cassa del Mezzogiorno Gabriele Pescatore in poi... «Negli ultimi anni il Paese ha avuto una crescita del Prodotto interno lordo inferiore di 12 punti alla media europea. A parità di potere d'acquisto il reddito della Grecia è più alto del nostro. Sarei felicissimo se il problema fosse solo di divario». Che pure esiste, è sotto gli occhi di tutti. «Certo. Ma negli ultimi sette anni il divario si è ridotto per l'effetto di una crescita minore del Centro nord». È gia qualcosa, no? «Rispetto al 2000 il Pil del Sud è più vicino di circa due punti a quello del Centro Nord. Irrilevante. Se al Sud la giustizia civile non funziona per niente al Centro nord funziona malissimo». Per non parlare delle infrastrutture: secondo il rapporto Svimez una situazione spaventosa. «Il punto è che in tutto il Paese non è migliorata. Il passante autostradale per Malpensa si apre dieci anni dopo l'aeroporto, la Salerno Reggio Calabria, che doveva finire nel 2008, finirà chissà quando». Le responsabilità? «Storiche. Ma non posso non ricordare che a novembre 2008 il governo ha finanziato tutte le misure togliendo soldi al Sud. Il conto dello Svimez è 18 miliardi. In realtà, considerando anche il terremoto in Abruzzo, si va ben oltre i 20 miliardi». Lo dice come se pensasse che c'è sotto qualcosa? «C'è una strategia non casuale. Prendiamo il decreto sull'Ici per la prima casa: con quello è stato tolto un miliardo e mezzo alle infrastrutture di Sicilia e Calabria. Mossa curiosa per chi dice di voler fare il ponte sullo stretto di Messina. Dopo di che tutte le altre misure di politica economica fatte con i soldi del sud». Tutte? «Anche la copertura del buco di bilancio del Comune di Catania e quello di Roma. Pessima misura pedagogica: se un comune ha un buco deve andare in dissesto. Praticamente, non abbiamo più risorse pubbliche nazionali per il Sud fino al 2015. I cosiddetti fondi speciali per il Sud hanno semplicemente sostituito le risorse ordinarie». C'è chi dice che meno risorse pubbliche al Sud significa anche meno assistenzialismo. «Qui stiamo parlando di investimenti, non di soldi per i bidelli». Visto come certe regioni del Sud gestiscono anche qui denari... «Se il ministro dell'Economia Giulio Tremonti pensa che li gestiscano male, lo faccia lui». Magari lo farebbe, se ne avesse i poteri. «Il governo ha due colossali fondi: infrastrutture e competitività, che sono partiti nel gennaio 2007. Finora non hanno dato segno di vita». Nemmeno sotto il governo di Romano Prodi. «Sono d'accordo. Il governo Prodi è stato molto distratto. Il governo Berlusconi si è disinteressato. Sarebbe interessante chiedere al ministro Claudio Scajola che cosa ha fatto in questo anno e tre mesi con i fondi europei». Ma anche quelli sono in mano alle Regioni, sbaglio? «Due terzi. Ma un terzo allo Stato centrale. Le chiavi di questo Pon competitività, così si chiama. >Ce l'hanno Scajola e Mariastella Gelmini. Potrebbero dare ottimi esempi al Sud. Il ministro Matteoli ha il Pon infrastrutture. Perché non dà anche lui l'esempio? ». Non c'entra niente l'impronta nordista del governo? «Forse in parte. Questa guerra al Sud ha un nome e un cognome, Tremonti, che è come dire la Lega. Ma pure il governo precedente, che era meno nordista, non è stato molto attento. Il problema è la convinzione diffusa che con il Sud non ci sia più niente da fare. Che le cose non funzionano, che la malavita la fa da padrona. Allora si rinuncia agli investimenti. Lo sanno che la maniera migliore per far pagare meno tasse al Nord è far lavorare i meridionali?». Il ministro dell'Economia fa la guerra ai meridionali? Ma se Tremonti ha sempre sostenuto pubblicamente la necessità di far risorgere economicamente il Mezzogiorno, al punto da promuovere la nascita della Banca del Sud. «Tremonti è uomo di straordinaria intelligenza. Anche se talvolta dice cose sorprendenti. Per esempio, ha dichiarato al Sole 24 ore che non era stato tolto un euro al Sud. Poi che ci vuole una banca per il Sud. La crisi avanza e la strategia del governo è incrociare le dita, a Treviso come a Napoli». Sergio Rizzo

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"La sicurezza non sia contro l'accoglienza" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 17-07-2009)

Argomenti: Scuola

INVIATO A LES COMBES Cardinale Dionigi Tettamanzi, quale messaggio ha portato ai giovani in campeggio vicino al Papa? «Ai ragazzi ho detto “Siete benedetti da Benedetto”, cioè non soli ma accompagnati dalla vicinanza di chi crede nel futuro della società. L’enciclica sociale del Pontefice insegna che la felicità è possibile nella misura in cui ci apriamo agli altri. Dopo il G8 dell’Aquila e l’incontro tra Benedetto XVI e Obama si è diffuso un clima di speranza. E’ un’opportunità da non vanificare perché solo così possiamo progredire. La crisi economica è grave, però il lamento sistematico è deprimente, sterile. L’anima della solidarietà è la corresponsabilità, il sentirsi uniti in modo decisivo, sapendo che ogni nostra azione e ogni nostro comportamento hanno riflessi sulla vita degli altri. Non abbiamo bisogno di disperazione ma di speranza». In che modo? «Non c’è futuro senza solidarietà, la strada della felicità passa per forza dalla sobrietà. Per essere davvero un popolo non possiamo basare la vita privata e pubblica sull’esagerazione, sul consumismo, sull’arricchimento solo materiale. Servono maggiore senso della misura e più accoglienza verso chi è bisognoso, malato, straniero. Accogliere l’altro richiede la disponibilità ad ascoltare, ad interpretare le esigenze vere, profonde, a fare passi avanti insieme. Insomma, costruire ponti invece di alzare muri. Quando si rifiuta l’accoglienza ci si ritira in se stessi e si pensa che tutto il mondo sia racchiuso nel proprio io. Riconoscere e mettere al centro la dignità umana consente di equilibrare le istanze della sicurezza e quelle dell’accoglienza. La vera integrazione passa dal riconoscimento dell’uguaglianza degli esseri umani». Condivide la preoccupazione del presidente Napolitano per il «giro di vite» del governo sull’immigrazione e la sicurezza? «Non tocca a me entrare nelle dinamiche istituzionali. Una vera accoglienza implica un’apertura verso l’altro, richiede un’apertura, una disponibilità a conoscerlo, ad ascoltarlo, a leggere in profondità le istanze della sua vita. Tutti vogliamo la sicurezza, ma c’è necessità di una sicurezza che sia umana e umanizzante, altrimenti ne escono enormemente penalizzate e sminuite le dimensioni della solidarietà e dell’accoglienza. L’importante è non mettere mai in discussione l’uguale valore di ogni persona». Cosa propone? «Invece di rinchiudersi in se stessi occorre protendersi, sporgersi verso il prossimo. Certo, l’accoglienza implica anche il rispetto delle regole, della legalità da parte di chi arriva in Italia, però occorre un approccio realmente solidale. C’è bisogno di una mano tesa, di un aiuto a recuperare quell’umanità e quella dignità che si smarriscono nei percorsi dell’immigrazione e nella complicata transizione dai paesi più poveri all’Italia». Dal voto in condotta della Gelmini alle polemiche sulla «generazione né, né», ossia sui giovani che non lavorano né studiano. Vede un’emergenza educativa? «Sì. Continuiamo a giudicare gli adolescenti con i nostri occhi di adulti. Non entriamo nel loro modo di vedere la realtà, manca il coraggio di condividerne la vicenda umana. I giovani, a volte in maniera grezza o esagerata, esprimono esigenze che noi ignoriamo. La vera emergenza educativa non sono gli adolescenti, siamo noi adulti. Genitori, insegnanti, educatori non possono sottrarsi alle proprie responsabilità. Scarseggia la saggezza umile di mettersi alla pari con i ragazzi, mentre l’educazione deve essere una co-educazione perché se manca la condivisione non si ottiene alcun effetto positivo. Se non portiamo la luce della nostra esperienza nella zona grigia degli inattivi, rischiamo di perdere una generazione. Solo il dialogo e l’incontro fanno capire che c’è un valore nello studio, nel lavoro e che si diventa pienamente liberi solo se si è responsabili». Colpa anche degli esempi negativi che arrivano dalla vita pubblica? «Certo servono nuovi stili di comportamento quotidiano. Bisogna puntare all’essenziale per investire sul capitale umano. I ragazzi sono molto più seri dei vuoti modelli ai quali si vorrebbe conformarli. Anche la Chiesa deve sempre testimoniare valori in grado di dare significato all’esistenza. Dobbiamo essere i primi a dimostrare impegno. Lo stile di vita di Gesù non era l’egoismo, ma la generosità verso tutti. Come suoi discepoli siamo tenuti ad essere disponibili e accoglienti. Per una società diversa, migliore di quella attuale serve sobrietà. Io davanti ai giovani mi sento un mendicante. Dobbiamo imparare da loro che saranno quel che sono, ma del resto anche noi una volta eravamo quello che eravamo».

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dàgli al vaticanista (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 17-07-2009)

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QUESTA ITALIA IPOCRITA DàGLI AL VATICANISTA di Carlo Pucciarelli In un'Italia dove morale ed etica sono finite sotto i calcagni; dove la decenza è legata ad un filo interdentale fra i glutei; dove è più bravo colui che frega il prossimo: dove gli evasori fiscali sono milioni (l'ultimo caso è quello del distinto imprenditore di Cortina che denunciava 5.000 euro l'anno ma con megavilla e piscina, a forma di fallo, in Sardegna); dove non fa scandalo un invitato di lustro che, ospite nella oasi sarda del premier Berlusconi, gira nudo esibendo un birillo inastato fra le bagnanti, alcune ovviamente in topless, che si sollazzano nelle confortevoli piscine; dove si ergono - ben accetti oltre Tevere - a paladini della sacralità della religione cattolica apostolica romana tre personaggi tutti divorziati, risposati o accompagnati, con nuova prole, orbene, in un'Italia siffatta ecco trovato finalmente il vero colpevole di tutti i nostri scandali. Il colpevole ha un nome e cognome, il giornalista vaticanista Roberto Balducci, del Tg3 che ha osato un po', ma solo un po', ironizzare sui quattro gatti che seguono il papa tedesco. Dio ce ne scampi e liberi. Subito il Merlo di turno, ovviamente del PD (meglio essere sempre il primo della classe) ha protestato contro l'ondata di anticlericalismo, subito proteste contro il direttore Di Bella, subito le ovvie prese di distanza, non mi interessa sapere o conoscere le reazioni ufficiali e ufficiose del Vaticano ma padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana dichiara "prendo atto delle dichiarazioni di Di Bella e mi auguro che il Tg3 si impegni in una linea di rispetto e attenzione per quanto riguarda la figura del Santo Padre". Ci deve essere stato un terremoto, e subito Balducci è stato allontanato dal suo incarico, massimo esempio di libertà di stampa e d'opinione: guai toccare la "vergine cuccia" come diceva il Parini. Merlo parla di ondata anticlericale, per me invece si dovrebbe parlare di ondata clericale, con tutti questi interventi, a livello politico, del Papa, del Vaticano, di cardinali e vescovi, che interferiscono sui temi laici dello stato. Aborto, divorzio, preservativo, accanimento terapeutico, scuola pubblica e scuola privata (leggi dei preti, così tutti capiscono), insegnamento della religione cattolica a scuola e l'elenco è lungo. Se l'invito a fare o non fare fosse rivolto dall'altare ai fedeli niente da dire, ma quando l'invito è rivolto ufficialmente ai politici, addirittura al governo, di fare o non fare, la cosa cambia... Se un credente vuole affrontare la morte nelle sofferenze, se insomma - ridotto ad un vegetale - vuol "vivere" ancora, libero di farlo, è sua la scelta, ma se io non sento affatto il desiderio di morire fra atroci dolori o "vivere" in stato vegetativo, non vedo perché ne sia costretto da una legge assurda che limita la libertà dell'uomo. Ps: l'onorevole Gelmini, ministro della pubblica istruzione, si compiace dell'aumento dei respinti all'esame di maturità e ai molti bocciati per il cinque in condotta: ecco la severità, dice con tono austero il ministro. Perché, lei padana, laureata a Brescia, è andata a superare l'esame di stato per l'abilitazione alla professione di avvocato alla Corte d'Appello di Reggio Calabria?

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UN'ALTRA ESTATE SPRECATA (sezione: Scuola)

( da "Lavoce.info" del 17-07-2009)

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>UN'ALTRA ESTATE SPRECATA di Fausto Panunzi 17.07.2009 Il Presidente Berlusconi ha annunciato che le prime case per i terremotati dell’Abruzzo saranno consegnate a metà settembre e che entro la fine di novembre gran parte delle case saranno ultimate. Si tratta certamente, se verrà realizzato, di un successo del governo. Berlusconi ha intenzionalmente scelto questo come uno degli obiettivi su cui misurare la performance dell’esecutivo e sa che sulla ricostruzione post-terremoto verrà valutato dagli elettori. Sarebbe importante, per una valutazione più completa, conoscere meglio i costi della ricostruzione. Ma è bene che ci sia la scelta di obiettivi chiari da parte del governo. C’è però un’altra ricostruzione che sembra non avere alcuna importanza per Berlusconi e per il suo governo. E’ quella dell’edilizia scolastica. Dopo il caso del liceo di Rivoli, il Ministro Gelmini aveva promesso il completamento dell’anagrafe edilizia scolastica, cioè della mappa degli interventi necessari a rendere sicure e agibili le nostre scuole. Ma da allora su questo tema è sceso il silenzio. Sarebbe interessante sapere quali sono le conclusioni che emergono dall’indagine sull’edilizia scolastica e quali sono i provvedimenti che il Governo intende adottare per rendere più sicure le scuole dei nostri figli. Oggi maestri e studenti sono al mare o in montagna, ma settembre non è così lontano. In ogni caso un’altra estate, momento ideale per gli interventi di edilizia scolastica, sarà passata invano. E al ritorno, le strutture scolastiche avranno solo un anno in più.

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L'ESTATE STA FINENDO (sezione: Scuola)

( da "Lavoce.info" del 17-07-2009)

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>L'ESTATE STA FINENDO di Fausto Panunzi 17.07.2009 Il Presidente Berlusconi ha annunciato che le prime case per i terremotati dell’Abruzzo saranno consegnate a metà settembre e che entro la fine di novembre gran parte delle case saranno ultimate. Si tratta certamente, se verrà realizzato, di un successo del governo. Berlusconi ha intenzionalmente scelto questo come uno degli obiettivi su cui misurare la performance dell’esecutivo e sa che sulla ricostruzione post-terremoto verrà valutato dagli elettori. Sarebbe importante, per una valutazione più completa, conoscere meglio i costi della ricostruzione. Ma è bene che ci sia la scelta di obiettivi chiari da parte del governo. C’è però un’altra ricostruzione che sembra non avere alcuna importanza per Berlusconi e per il suo governo. E’ quella dell’edilizia scolastica. Dopo il caso del liceo di Rivoli, il Ministro Gelmini aveva promesso il completamento dell’anagrafe edilizia scolastica, cioè della mappa degli interventi necessari a rendere sicure e agibili le nostre scuole. Ma da allora su questo tema è sceso il silenzio. Sarebbe interessante sapere quali sono le conclusioni che emergono dall’indagine sull’edilizia scolastica e quali sono i provvedimenti che il Governo intende adottare per rendere più sicure le scuole dei nostri figli. Oggi maestri e studenti sono al mare o in montagna, ma settembre non è così lontano. In ogni caso un’altra estate, momento ideale per gli interventi di edilizia scolastica, sarà passata invano. E al ritorno, le strutture scolastiche avranno solo un anno in più.

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Milano, torna la lirica nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 17-07-2009)

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Milano, torna la lirica nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco (17/7/2009 15:20) | (Sesto Potere) - Milano - 17 luglio 2009 - Torna anche quest’estate, dopo il successo delle passate edizioni, l’appuntamento con la lirica nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco. La manifestazione, ideata dall’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Identità Massimiliano Orsatti, è realizzata in collaborazione con l’associazione “Teatro dell’Opera di Milano”. Tre le opere in programma: “La Bohème” di Giacomo Puccini il 17, 18, 19 luglio, “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart il 24, 25, 26 luglio e “Nabucco” di Giuseppe Verdi il 1° e 2 agosto. In più, giovedì 16 luglio alle ore 21.00 alla Palazzina Liberty, gli appassionati della lirica potranno assistere a un concerto dedicato alle più famose arie d’opera, a cura dell’Associazione Internazionale Lirico Concertistica. “Opere di grande respiro, le cui arie sono nel patrimonio culturale di tutti noi, anche di chi certamente non è un assiduo melomane – ha detto l’assessore Orsatti -. La rassegna estiva è invito rivolto ai milanesi a scoprire e vivere il fascino del melodramma e le emozioni del teatro, immersi in una delle cornici storiche più suggestive che Milano possa offrire”. “Il successo della passata edizione – continua Orsatti - a giudicare dai biglietti sempre esauriti, confermano ancora una volta l’apprezzamento dei milanesi per quelle attività che sanno coniugare qualità, divertimento con la scoperta della città e dei suoi luoghi più identitari. Un connubio che caratterizza tutte le manifestazioni realizzate dall’Assessorato in occasione della Bella Estate di Milano”. La regia delle tre opere è affidata al Maestro Mario Riccardo Migliara che ha realizzato una messa in scena capace di avvicinare anche ad un pubblico non esperto. Gli interpreti sono per la maggior parte voci nuove del panorama concertistico italiano affiancati da consolidati professionisti provenienti dai migliori conservatori di tutto il mondo. Ad accompagnare le opere sarà l’Orchestra Filarmonica di Milano, diretta da Pierangelo Gelmini per “La Boheme”, da Francesco Attardi per “Don Giovanni” e da Roberto Gianola per “Nabucco”. Tutte le opere sono a ingresso gratuito e avranno inizio alle ore 21.00.

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