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toARTICOLI DEL 14-16 novembre
2008 #TOP
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Articoli
Scuola (85)
gelmini: ragazzi, io non cedo - roma luigi contu mario
reggio ( da "Repubblica, La"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ma la scuola è un motore rotto Gelmini: ragazzi, io non cedo ROMA LUIGI CONTU MARIO REGGIO Il ministro dell´Istruzione e dell´Università Mariastella Gelmini si dice pronta al dialogo, ma anche intenzionata a chiudere la porta a chi vuole difendere lo status quo. «Capisco l´ansia dei giovani che vanno in piazza, ma se voglio cambiare è proprio per dare loro un futuro»
scuola,
la cisl lancia un'alleanza "così si evitano i tagli di roma" - milena
vercellino ( da "Repubblica, La"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: per esplorare le ricadute dei tagli del ministro Gelmini e ribadire che "il piano del ministro non è applicabile", come spiega la segretaria regionale della Cisl Giovanna Ventura. Il piano programmatico triennale non è ancora stato approvato dal Parlamento - ieri si è iniziata la discussione in sede di Conferenza delle Regioni -, ma l´ombra che proietta sul Piemonte è minacciosa:
in
800 sul treno per roma la protesta diventa funebre
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: circa 800 gli universitari piemontesi No Gelmini partiti ieri sera alle 23,30 per la manifestazione nazionale di Roma. Al termine di una giornata di trattative, Trenitalia ha accordato uno sconto ed scesa a 30 mila euro per il convoglio speciale. Una parte degli studenti partiti per Roma si fermerà nella capitale per una due giorni di assemblea nazionale all´Università La Sapienza.
la
carica di studenti e professori - laura mari
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Tremonti. Ma per i leader dell´Onda la sveglia oggi suonerà prestissimo. Alle 7.30, infatti, una delegazione di giovani della Sapienza andrà alla stazione Termini ad attendere gli studenti in arrivo dalle altre città italiane per accompagnarli poi alla Sapienza, dove molti di loro trascorreranno la notte nelle facoltà occupate di Fisica,
"obiettivo
montecitorio" ma oggi sarà "zona rossa"
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre sotto a Montecitorio gli studenti di Roma Tre organizzeranno una sorta di "Monopoli anti-Gelmini". A guidare i cortei, tre camion: su quello della Sapienza viaggerà "Bunna" il cantante degli Africa Unite che, assieme al leader del gruppo degli "Assalti Frontali" Luca Mascini (nonché genitore di un alunno della scuola Iqbal Masih) canterà dal vivo.
scuola
media garibaldi contro lo sfratto 5 mila firme
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Protesta
anti-Gelmini, in
tra
studenti e trenitalia lite sul costo del biglietto
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Trenitalia lite sul costo del biglietto Vogliono partire per Roma all´alba per partecipare alla grande manifestazione contro il decreto Gelmini. Ma gli studenti napoletani intendono pagare soltanto cinque euro: è stato lo stesso movimento a stampare i tagliandi, che i manifestanti hanno pagato autotassandosi. Trenitalia però non è d´accordo: sul treno speciale, che parte alle 6.
l'onda
della protesta torna a roma - antonio tricomi
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: raggiungere Roma e partecipare alla grande manifestazione nazionale degli studenti universitari contro la Gelmini. Con il biglietto del treno a cinque euro. Un atto che il movimento, che ieri ha tentato di oscurare il sito del ministero, definisce di "disobbedienza civile". E in polemica con Trenitalia, che intende invece applicare ai manifestanti lo sconto comitive del trenta per cento.
il
ministro prestigiacomo si è smarrito nel cilento - domenico de masi
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre la Gelmini rivoluzionava la scuola, mentre Brunetta rivoluzionava l´Amministrazione, mentre la Carfagna rivoluzionava l´etica, la Prestigiacomo taceva, silenziosa e inerte. Di lei non si sa neppure se, furtivamente, scendesse a prendere un cappuccino o se, furbescamente, di tanto in tanto si desse malata.
formigoni
e i rettori: federalismo, non tagli - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In altre parole, Formigoni e i rettori lombardi rilanciano: «Sosteniamo le ultime decisioni del ministro Gelmini e quindi il decreto del governo della scorsa settimana, ma suggeriamo di andare avanti verso una riforma completa del sistema che tenga conto di merito e qualità».
l'onda
assedia la centrale braccio di ferro, poi tutti in treno - laura bellomi franco
vanni ( da "Repubblica, La"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Più che una "protesta" contro il decreto Gelmini era un "pretesto" per attaccare il governo». Immediata la reazione del consigliere regionale di Rifondazione, Luciano Muhlbauer: «Rifondazione si è assunta la responsabilità di trovare una soluzione e lo stesso hanno fatto anche questura e prefettura.
fumogeni,
code e spintoni e i pendolari si arrabbiano - davide carlucci
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questo treno lo paga la Gelmini». Lo striscione di testa, invece, tiene conto del venir meno del sostegno dei rettori e del loro ammorbidimento nei confronti del ministro: «L´onda non è rappresentabile, la vera riforma non passa dai baroni». Poi passano al capitolo Ferrovie dello Stato: «La polizia è schierata qui in difesa degli interessi di un´
"il
primo precario? gesù cristo" - nadia campini
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: esprimere indicazioni più nette sulla Gelmini né tanto meno sulle manifestazioni che nelle scorse settimane hanno portato in piazza studenti, insegnanti e genitori. «Ben lontano dall´entrare nel merito del dibattito politico - ribadisce oggi il responsabile dell´ufficio scuola della diocesi - devo dare un´indicazione chiara ed ufficiale a tutti i colleghi».
orientagiovani
niente gelmini arriva marcegaglia
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Genova Il convegno Appuntamento ai Magazzini del Cotone Orientagiovani niente Gelmini arriva Marcegaglia ARRIVA oggi a Genova il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia per partecipare alla quindicesima edizione di Orientagiovani, l´iniziativa organizzata da Confindustria e dal Festival della Scienza per favorire l´incontro tra giovani e imprenditori.
oggi
per lo sciopero generale doppio corteo degli studenti
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: contro la riforma Gelmini», indicano. Imboccheranno via delle Fontane, le gallerie, via Roma, raggiungeranno piazza De Ferrari. La manifestazione terminerà a Matteotti, dove si svolgerà un´assemblea. «Decideremo i prossimi appuntamenti della mobilitazione - spiega Niccolò, collettivo Caos - stiamo pensando ad una giornata in cui tutti gli studenti si mobiliteranno dentro le scuole»
babbo
a tempo forzato ( da "Repubblica, La"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mi ero accorto che nella Finanziaria era previsto questo taglio alle scuole private e cattoliche». E le agenzie, informano: «Il premier assicura il suo impegno per evitarlo». Stop. In tempi di tagli per 8 miliardi di euro alla scuola pubblica. Di aumento smodato di alunni per classe così da diminuire le classi. Di riduzione degli insegnanti di sostegno per gli alunni handicappati.
gli
"erasmus" portano la protesta contro la gelmini davanti ai consolati
- eleonora capelli ( da "Repubblica, La"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: portano la protesta contro la Gelmini davanti ai consolati ELEONORA CAPELLI Lo sciopero dell´università e della ricerca varca i confini nazionali, gli studenti Erasmus e i ricercatori che si trovano all´estero per motivi di studio si sono dati appuntamento davanti ai consolati italiani di mezza Europa stamattina alle 10.
quattro
pullman e un treno l'onda bolognese a roma - ilaria venturi
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: rischiando di investire gli stessi ragazzi che sotto gli ombrelli cantavano: «Non pagheremo la vostra crisi», «Tremonti, Gelmini, giù le mani dai bambini», «La lingua ci serve per comunicare, le classi ponte per discriminare». Intanto l´università ha reso note le modalità della cerimonia di inaugurazione dell´anno accademico che si terrà sabato 29 novembre nell´aula magna di Santa Lucia.
"abecedario"
su un sito con tanica di benzina ( da "Repubblica, La"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: area antagonista» che cercano di cavalcare e strumentalizzare il movimento scolastico anti-Gelmini, sul sito informa-azione.info spunta un "Abbecedario a uso delle studente moderno" che invita alla lotta e che, nella pagina di presentazione, mostra in bella evidenza una tanica di benzina, un cumulo di cubetti di porfido e una fionda.
gli
slogan ( da "Repubblica, La"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 12 - Cronaca Napoli Gli slogan Genova Gli slogan Gli slogan Questo treno lo paga la Gelmini La vera riforma non passa dai baroni Gelmini: nuoce gravemente all´istruzione Adotta un ricercatore Maria Stella dove sei? Questa riforma è la morte della cultura
l'economist
sta con il ministro "la sua riforma è necessaria"
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Economist difende il ministro Mariastella Gelmini e critica il sistema universitario italiano. Nel numero in edicola un giudizio molto critico: «Uno dei settori peggio gestiti», uno «dei più corrotti d´Italia», caratterizzato da una «mediocrità uniforme». Sotto attacco i baroni e il nepotismo che domina all´interno degli atenei.
"capisco
l'ansia dei giovani in piazza voglio cambiare per dare loro un futuro" -
luigi contu mario reggio ( da "Repubblica, La"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: sì al dialogo, ma porte chiuse per chi difende lo status quo Il calo dei sondaggi? Quando si fanno riforme profonde si paga un prezzo, lo sapevo I tagli di Tremonti erano inevitabili ed anche io ho dovuto contribuire al risanamento I giovani pagano già un prezzo alto, per questo serve il coraggio di cambiare per promuovere i talenti LUIGI CONTU MARIO REGGIO ROMA -
il
governo cala nei sondaggi berlusconi perde quattro punti - francesco bei
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: indivisibile Tra i ministri perdono punti Gelmini e Tremonti, sale Sacconi FRANCESCO BEI ROMA - è il primo consistente segnale di flessione del consenso da due mesi a questa parte. In un periodo fortemente segnato dalla crisi economica, dalle proteste sulla scuola, dall´agitazione del personale Alitalia, dall´elezione di Obama, la fiducia in Silvio Berlusconi è scesa del 4 per cento.
UNIVERSITA':
DUE PROPOSTE ( da "Corriere della Sera"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nel frattempo direi che la Gelmini, nel complesso, si sia mossa bene. Sulla scuola il ripristino del «maestro unico» non è una tragedia (se tagli ci debbono essere, e essere ci devono, questo non è esiziale), il ripristino dei voti espressi in numeri è una semplificazione utile, e quello del voto in condotta necessario.
<A
Roma con lo sconto>. Tensione in Centrale
( da "Corriere
della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tensione in Centrale Studenti anti-Gelmini fronteggiati dalla polizia. Disagi per i pendolari, poi l'accordo Anche l'attore Moni Ovadia è intervenuto in solidarietà ai contestatori: niente democrazia senza scuola pubblica Sono partiti alle dieci e un quarto di ieri sera con l'energia di sempre e il gusto di una vittoria: «Ce l'abbiamo fatta,
Formigoni
e i rettori in rivolta: premi agli atenei migliori
( da "Corriere
della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Al ministro Gelmini dicono «bene il decreto, ma vada avanti, così non basta». La riforma s'ha da fare ma sia «coraggiosa e organica ». E dettano quattro punti dai quali una vera riforma non può prescindere: qualità, merito, rilancio della ricerca, regionalizzazione.
Bruxelles
e Londra I cortei <esportati>
( da "Corriere
della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini riguardano anche voi. Ce n'est que un début, continuons le combat! Ad organizzare la protesta in terra straniera è un gruppo di studenti italiani, di nascita o di origine, residenti a Bruxelles, i quali non si accontentano di contestare la legge 133, definita come «l'ennesima tappa di un percorso in atto da anni di smantellamento organizzativo e finanziario e svalutazione
Scuola,
oggi lo sciopero Tensione a Roma e Milano
( da "Corriere
della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ugl e Snals hanno ritirato l'adesione dopo l'incontro col ministro Gelmini). I manifestanti che sono arrivati in nottata in treno a Roma, hanno dormito alla Sapienza nelle facoltà occupate. Azione universitaria (An) e i Giovani di Forza Italia hanno accusato la sinistra di aver trasformato gli atenei in «ostelli».
L'Economist:
sistema corrotto Sì alla riforma della Gelmini
( da "Corriere
della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sistema corrotto Sì alla riforma della Gelmini MILANO — E due. Già ad ottobre The Economist aveva dato un primo via libera, seppur condizionato, alla riforma scolastica del governo Berlusconi: «Ben venga la riforma del ministro Gelmini a patto che i risparmi promessi dal governo vengano utilizzati per apportare dei miglioramenti al sistema scolastico italiano»
I
Comuni dicono no al piano programmatico, le Regioni si spaccano
( da "Corriere
della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: bocciatura è arrivata in conferenza unificata la bocciatura del piano programmatico della scuola previsto dalla riforma Gelmini (foto) da parte dei Comuni e della maggior parte delle Regioni, che però si sono divise: quelle in mano al centrosinistra hanno votato contro, a favore quelle di centrodestra (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Molise, Veneto) mentre la Sicilia si è astenuta.
FALSA
RIFORMA ( da "Corriere della Sera"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sottoscrivo pienamente l'appello al ministro Gelmini perché riconsideri la questione «scuola elementare»: ho volutamente evitato il termine «riforma », in quanto non si tratta di una riforma, ma dello smantellamento di un buon sistema di istruzione pubblica (certamente migliore di molti altri Paesi), in nome di esigenze di cassa.
Sentenza
Diaz, Genova è stupita Il sindaco: "Commissione d'inchiesta"
( da "Repubblica.it"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso il giorno prima del blitz alla Diaz, il 20 luglio, parlando a Roma a studenti che manifestavano contro il decreto Gelmini, li ha esortati così: "andate avanti, fate crescere l'onda, ma tenete gli occhi aperti, la notte è ancora lunga da passare". (14 novembre 2008
Canterini:
"Io capro espiatorio della Diaz" Il sindaco di Genova:
"Commissione d'inchiesta"
( da "Repubblica.it"
del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso il giorno prima del blitz alla Diaz, il 20 luglio, parlando a Roma a studenti che manifestavano contro il decreto Gelmini, li ha esortati così: "andate avanti, fate crescere l'onda, ma tenete gli occhi aperti, la notte è ancora lunga da passare". (14 novembre 2008
l'università
invade la piazza gli studenti sotto montecitorio - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Niente sconti ai baroni - afferma Giorgio di Scienze Politiche - non è un´idea della Gelmini». E intanto la procura di Roma apre un´inchiesta sulle occupazioni in quattro istituti: Giulio Cesare, Artusi, Azzarita e Kennedy. 16 gli studenti indagati.
berlusconi:
partecipazione sotto le attese - francesco bei
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ennesimo fallimento della mobilitazione di piazza della sinistra» e il ministro Mariastella Gelmini - intervistata dal Tg5 - può mostrarsi magnanima: «Le porte del ministero saranno sempre aperte a quelli che hanno proposte. Certo - dice ripetendo il "nocciolo" dell´intervista di ieri a Repubblica - non starò mai dalla parte di chi vuole lo status quo».
il
movimento è diventato adulto "né tagli né baroni, andiamo avanti" -
(segue dalla prima pagina) curzio maltese
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, saranno presentate fra domani e lunedì. Sono in gran parte ispirate dalle esperienze riformatrici del resto d´Europa. E´ in ogni caso difficile fare peggio del governo. E´ tempo di bilanci per l´Onda, un movimento che in due mesi ha cambiato la faccia del Paese, incrinato il consenso bulgaro del governo Berlusconi e soprattutto ha rimesso al centro del dibattito la grande
studenti,
la città invasa dall'onda ( da "Repubblica, La"
del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: eteregeneo nella composizione ma unanime nel dissenso verso la riforma Gelmini. In migliaia ieri (200mila secondo gli organizzatori, 30mila per la questura) hanno preso parte all´Onda-day, la manifestazione nazionale degli universitari e studenti medi che ha sfilato dalla Sapienza e Roma Tre per le vie del centro, arrivando fino a Montecitorio.
l'onda-day:
"siamo in 200mila" - anna maria liguori laura mari
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il summit degli anti-Gelmini e Tremonti inizierà questa mattina alle 10 con una riunione all´aperto, proprio davanti al rettorato. «Poi ci divideremo in vari gruppi - dice Francesco Brancaccio, uno dei portavoce dell´Onda - e nelle facoltà occupate organizzeremo workshop e seminari per arrivare alla stesura della controriforma Gelmini,
i
"quartini", 14enni duri e puri l'ala più ribelle del movimento - tea
maisto ( da "Repubblica, La"
del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: con in mano per tutto il tempo lo striscione «Contro Gelmini, fascisti e privatizzazione» c´è proprio un "primino" dello scientifico Cavour: «Partecipo a tutte le manifestazioni da ottobre - spiega Andrea Fideli, I F - Manifesto e manifestano anche i miei compagni non certo per saltare scuola. La scuola ce la stanno distruggendo».
studenti
e impiegati la marcia dei 50 mila - stefania scolaro
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: impiegati la marcia dei 50 mila STEFANIA SCOLARO Il decreto Gelmini è legge, cosa succederà dal prossimo anno scolastico se non raccogliamo tante firme per poter impedire che lo scempio della scuola pubblica diventi realtà? A settembre del 2009 le bambine e i bambini delle scuole elementari con i loro grembiulini, chi con quelli griffati, chi con quelli comprati al mercato rionale,
licei
artistici in piazza con "guernica" - salvo intravaia
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Palermo Mobilitazione contro la riforma Gelmini che riduce l´orario settimanale. Da lunedì lezioni all´aperto Licei artistici in piazza con "Guernica" Davanti al Politeama sarà esposta una grande copia del celebre quadro di Picasso SALVO INTRAVAIA «La riforma Gelmini decreta la morte dell´istruzione artistica»: il grido d´allarme sul futuro dei licei artistici e degli istituti d´
studenti
e impiegati, la marcia dei 50 mila - claudia brunetto
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E per sostenere la manifestazione nazionale contro la riforma Gelmini che si svolgeva nelle stesse ore a Roma. Così studenti medi, universitari e lavoratori del pubblico impiego - diverse migliaia di persone, secondo gli organizzatori addirittura cinquantamila - nella tarda mattinata di ieri si sono incontrati in piazza Bologni dopo avere sfilato per le vie del centro.
quale
scuola nell'anno che verrà - stefania scolaro
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le scuole, afferma il ministro Gelmini, se richiesto dalle famiglie, potranno allungare di due o più ore il tempo di insegnamento. Ma per farlo dovranno attingere al fondo di istituto, così a fronte di minori finanziamenti verrà impoverita l´offerta formativa e condizionata l´autonomia scolastica.
l'onda
rilancia: 7 giorni di proteste - bianca de fazio
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gli studenti del movimento anti Gelmini si sono mossi da Napoli per partecipare, a Roma, alla manifestazione indetta dai sindacati Cgil e Uil. E dato che sul treno non c´era posto per tutti, in tanti hanno optato per i pullman, messi a disposizione dai sindacati, che partivano dal piazzale dinanzi alla stazione.
la
lunga notte sul treno degli studenti - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: i cori anti Gelmini, che per ore gli studenti hanno scandito in stazione, mutano in «samba, samba». Il peana della vittoria, dopo ore di picchetto e di trattativa, lo lanciano i ragazzi della Bicocca. Il balletto riempie i corridoi. Capito che è tutto vero, che si va a Roma, i 400 dell´Onda milanese d´istinto fanno quel che di rado avevano fatto in tante settimane di protesta:
studio
e protesta sul sagrato del duomo - laura bellomi
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: e protesta sul sagrato del Duomo Universitari e ricercatori in piazza contro i tagli del decreto Gelmini LAURA BELLOMI Un presidio variegato con centinaia di manifestanti e tante iniziative quante sono le anime della protesta. Così ieri mattina studenti e lavoratori hanno partecipato in piazza Duomo al presidio contro la legge 133 e i tagli alla ricerca organizzato da Cgil e Uil.
in
treno con l'onda verso roma una lunga notte tra slogan e samba - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Di Tremonti e Gelmini, di tagli e di riforma, si parla poco. Qualcuno mugugna per il fatto che i soldi per pagare il treno li abbiano messi anche Rifondazione e Cgil: «Non dovevamo essere indipendenti?». Ma il treno corre e non c´è tempo per le paranoie. Una risposta alla fine accontenta tutti: «è giusto che chi ha soldi li tiri fuori»
il
gelo della marcegaglia: rivolta assurda questa scuola non può restare così
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola non può restare così Nonostante il ministro Gelmini abbia declinato l´invito di Confindustria, l´Onda genovese ieri mattina era davanti ai Magazzini del cotone. Fuori, centinaia di giovani manifestavano contro "Confindustria e Governo" colpevoli di "annientare i giovani". Dentro, Emma Marcegaglia, presidente degli Industriali, ribadiva che «la scuola così com´è non va bene.
onda
lunga ai magazzini del cotone - giuseppe filetto
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: arrivo a Genova di Mariastella Gelmini, per dirottare da piazza Caricamento ai Magazzini del Cotone un migliaio di giovani. Che hanno presidiato la quindicesima giornata del convegno Orientagiovani fino a mezzogiorno. Il ministro non è arrivato. Peraltro non era nemmeno atteso in programma, mentre si aspettava ed è giunto il presidente di Confindustria,
verdini:
nuova legge elettorale liste bloccate con sbarramento
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Di contro al Pd, che propone il ritorno a 50 rispetto ai 65 attuali, Forza Italia insiste per un criterio unico per tutte le regioni che tenga conto della popolazione. Da oggi si apre a Montecatini il convegno dei circoli di Marcello Dell´Utri: atteso il ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini. (m.v.)
libri
in comodato gratuito agli studenti
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tutti conoscono il mio giudizio negativo sulla politica del ministro Gelmini, un conto, però, è la contrapposizione politica, un conto sono le leggi dello Stato, che devono essere applicate. In Toscana vogliamo farlo al meglio». Plauso all´iniziativa è stato espresso in consiglio anche da Stefania Fuscagni (Fi-Pdl), Severino Saccardi (Pd) e Gianluca Parrini (Pd).
in
settemila alla mobilitazione della cgil è la sfida pugliese a brunetta e
gelmini ( da "Repubblica, La"
del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: a Brunetta e Gelmini Settemila persone in piazza a Bari per dire no alla riforma dell´Università del ministro Maria Stella Gelmini e per contrastare le misure adottate in materia di pubblico impiego dal ministro Renato Brunetta. Mentre a Roma ieri manifestavano 200mila persone, sotto l´egida della Cgil, e numerosi erano i lavoratori e gli studenti provenienti anche dalla Puglia (
green,
star in germania al debutto sotto la mole
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina XXII - Torino Rock Hip hop Green, star in Germania al debutto sotto la Mole Ecco gli Assalti Frontali il rap contro la Gelmini
cento
donne pronte a candidarsi con di pietro "vogliamo fare politica, ma non
come la carfagna" - concetto vecchio
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: fare politica perché indignata dalla Gelmini: «Come professoressa potrei fare la mia parte, ho girato molte scuole d´Europa e so come funzionano». Impiegata di un ente pubblico, napoletana, 45 anni: «Non ho mai osato scrivere a un politico, ma con lei ho vinto ogni titubanza. Figlia di quel territorio martoriato che si chiama Sud, e confidando in una residuale forma di idealismo,
la
crociata simbolica - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha già escluso l´ipotesi di classi separate per bambini stranieri, nonostante il voto favorevole della Camera, e Alleanza Nazionale preannuncia il no alle ronde convenzionate. Lo stesso Gianfranco Fini sostiene la necessità di una nuova legge sull´immigrazione per disinnescare la guerriglia degli emendamenti-bandiera.
I
DUE MINISTRI PIU' OSTEGGIATI ( da "Corriere della Sera"
del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI E IL PD I DUE MINISTRI PIU' OSTEGGIATI C ampagne di stampa contro Renato Brunetta, continue manifestazioni contro Mariastella Gelmini. Domandarsi perché Brunetta e Gelmini siano osteggiati dalla sinistra italiana più di qualunque altro membro del governo (ministri leghisti inclusi) significa interrogarsi sulla natura della suddetta sinistra,
Studenti,
corteo a Roma Assedio a Montecitorio
( da "Corriere
della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha detto ieri sera al Tg5 il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Quanto alla carenza di risorse degli atenei, la Gelmini ha assicurato che «le risorse esistono oggi come esisteranno nel 2010. Occorre però imparare a spenderle meglio. Ci sono 5.500 corsi e 170 mila insegnamenti: la metà è inutile. Si può utilizzare meglio il denaro pubblico.
La
Gelmini ( da "Corriere della Sera"
del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 8 categoria: BREVI La Gelmini Il ministro: comprendo le loro paure ma è indispensabile cambiare. Bene le idee ma non sarò mai con chi difende privilegi
Epifani,
affondo anti Cisl <Chi non c'è sbaglia>
( da "Corriere
della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: studenti contro Mariastella Gelmini. E ovviamente ce l'ha con la Cisl, assente alla manifestazione contro le politiche dell'istruzione del governo Berlusconi: «Ogni volta che provano a isolarci gli va male. Però persistono. E perseverare è diabolico». Ma la divisione sindacale si aggrava, con la Cgil che annuncia nuove iniziative autonome rispetto alle altre sigle dei lavoratori.
Da
Roma a Milano ( da "Corriere della Sera"
del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il corteo degli studenti fermo davanti a Montecitorio: da tutta Italia sono arrivati ieri a Roma per protestare contro la riforma della scuola firmata dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini e i tagli all'Università previsti in Finanziaria. Nella foto qui sopra, il presidio dei ragazzi in piazza Duomo a Milano (Foto Morelli/Emblema ed Emmevi)
L'Onda
paralizza la città per 9 ore ( da "Corriere della Sera"
del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: REDAZIONALE La protesta anti-Gelmini arriva sotto Montecitorio. Manifestazione senza tensioni, niente zona rossa L'Onda paralizza la città per 9 ore Occupazioni: inquisiti sedici studenti, è bufera in quattro licei Sono quattro le scuole che hanno denunciato le occupazioni alla procura, che ha iscritto 16 studenti nel registro degli indagati.
L'assedio
dell'Onda Ironia, cori e striscioni
( da "Corriere
della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ironizzano verso il Parlamento con uno slogan semplice semplice: «Scemi, scemi, scemi», issano cartelli nei quali il ministro Gelmini sostiene che «la ricerca è vacuità». Hanno tra i sedici e i ventisei anni, forse qualcosa in più: ma è questa la loro idea della politica italiana. «Non ci rappresenta nessuno/non ci rappresenta nessuno». E «Siete bravi solo a rubare».
Occupazioni,
sedici studenti indagati ( da "Corriere della Sera"
del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in corteo per le strade del Centro contro la riforma Gelmini. è questo lo slogan più in voga da più di un mese. Proprio vero. Peccato che l'onda, al suo passaggio, provochi anche qualche danno e parecchi disagi ai cittadini. Sono quattro le scuole che hanno denunciato le occupazioni alla procura, che ha iscritto 16 studenti nel registro degli indagati.
<Area
identitaria>: sit-in e slogan pro Gelmini
( da "Corriere
della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: REDAZIONALE Viale Trastevere «Area identitaria»: sit-in e slogan pro Gelmini Al grido di «Daje Gelmini» e «Rovesciamo il '68» 300 studenti di destra, con un tir imbandierato, hanno bloccato ieri viale Trastevere davanti al ministero dell'Istruzione. Fra i gruppi presenti anche l'Area identitaria romana di Giuliano Castellino
TEMPO
PIENO, TROPPI SILENZI SU UN'ALTRA SCONFITTA DI MILANO
( da "Corriere
della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: alcuni miei interrogativi per la ministra Gelmini. Siamo davvero sicuri che con questa riforma si salvaguardino le nobili finalità educative di una scuola che dovrebbe mirare alla formazione di una Persona, con la P maiuscola? La scuola post- tagli saprà garantire alle giovani generazioni, imbevute di cultura di massa, intelligenze multiple e modalità interpretative diversificate,
Mamme,
bimbi a scuola e il fascino delle lune cinesi
( da "Corriere
della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini si stupisce, va ripetendo quieta che non c'è da preoccuparsi, il tempo pieno sarà addirittura potenziato. Ma finché non dimostrerà, numeri alla mano, come questo potrà accadere, impossibile tranquillizzarsi. Come promettere un attico dopo aver dato l'avviso di sfratto dal bilocale.
vigilanza
rai è bufera su gasparri ( da "Repubblica, La"
del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina La Gelmini rilancia: no al 18 politico Vigilanza Rai è bufera su Gasparri ROMA - Il capogruppo del Pdl al Senato Gasparri insulta Veltroni: «Sulla vicenda della vigilanza Rai è stato stupido, arrogante e incapace». Insorge l´opposizione: «Siamo alla barbarie, i presidenti delle Camere lo fermino».
"picchiati
in strada da studenti di destra" la denuncia di un consigliere di
municipio ( da "Repubblica, La"
del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Aria identitaria e di An che manifestavano il loro sostegno alla Gelmini e gli studenti di sinistra anti-ministro. Ad evitare lo scontro fisico gli agenti antisommossa che seguivano il corteo pro-governo verso il ministero della pubblica istruzione. E invece, secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio del municipio XVII, le persone picchiate sarebbero cinque studenti che,
formigoni:
niente tagli per le scuole lombarde
( da "Repubblica,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
dichiarazione
arrivata dopo il ripensamento del ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini.
E anche il tempo pieno verrà salvaguardato alle elementari. «Il tempo pieno -
ha spiegato Formigoni - non sarà messo in discussione con il ritorno al maestro
unico». Ma la Cgil lo contesta: «Dal governatore solo spot pubblicitari».
FRANCO VANNI A P
la
regione: niente tagli alle scuole - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il proclama di Formigoni segue il ripensamento del ministro Mariastella Gelmini, che settimana scorsa ha deciso di fare slittare di un anno la soppressione delle scuole con meno di 50 iscritti. Una decisione presa dopo che molte Regioni, non la Lombardia, avevano fatto ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto firmato il 7 ottobre.
università,
si mobilita fisica "un manifesto per l'alternativa" - francesco mari
( da "Repubblica,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: alle lezioni regolari anche la redazione di un manifesto di studenti e docenti e la proposta di una riforma alternativa a quella della Gelmini». Dondero, rappresentante degli studenti di Fisica, sembra molto soddisfatto mentre spiega di cosa si tratta. E´ passato più di un mese dall´inizio delle contestazioni contro i decreti Gelmini. Perché avete deciso di muovervi proprio adesso?
montecatini,
gelmini fa passerella "orgogliosa di questa riforma" - simona poli
( da "Repubblica,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini fa passerella "Orgogliosa di questa riforma" SIMONA POLI DAL NOSTRO INVIATO MONTECATINI - Polizia ovunque, contestazione zero. Anzi, non proprio zero: una decina di ragazzi ci hanno provato a mostrare qualche cartello contro il ministro Mariastella Gelmini vicino al Palazzo dei Congressi di Montecatini,
torna
l'onda fiorentina domani studenti a s.marco
( da "Repubblica,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: in occasione della Giornata mondiale del diritto allo studio, gli studenti delle scuole medie superiori sfileranno da piazza San Marco (concentramento alle ore 9,30) a piazza Savonarola, per ribadire la loro opposizione alla riforma Gelmini, alla legge 133 e ai tagli del governo all´Università e alla ricerca.
grillo
e il delirio tra caste e baroni - anna tonelli
( da "Repubblica,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Beppe Grillo gode in città di un seguito di fans che lo hanno eletto come il paladino dell´antipolitica. Lo dimostra il sold out del PalaDozza dove domani e martedì il guru di quello "storico" V-day celebrato in piazza Maggiore l´8 settembre 2007 davanti a 50 mila sostenitori, presenta il suo «Delirio» (poche manciate di biglietti messi in vendita all´
no
al numero chiuso, cinema gratis: l'autoriforma dell'onda - laura mari
( da "Repubblica,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: scardinati non solo i punti del decreto Gelmini, ma anche quelli della riforma Moratti del 3+2. Dopo la manifestazione che venerdì ha portato in piazza, a Roma, 200mila studenti provenienti da tutti gli atenei in italiani in mobilitazione, il movimento anti-Gelmini ieri si è riunito alla Sapienza e ha prodotto un documento di controriforma universitaria che verrà approvato oggi dall´
"stop
all'ideologia del 18 a tutti" ma ora la gelmini cerca il dialogo -
francesco bei ( da "Repubblica, La"
del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ideologia del
"la
volgarità è nelle cose banali semmai ho reso umana mariastella" - carlo
moretti ( da "Repubblica, La"
del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: effetto di una riflessione più seria: «La Gelmini è un giovane avvocato che non si capisce per quali titoli faccia il ministro dell´Istruzione», dice la comica. C´è chi, come il ministro Ronchi, considera cialtroneria la satira che colpisce la Gelmini. Cosa ne pensa? «Sarebbe cialtroneria se dicessimo cose banali, se facessimo un´imitazione blanda,
assalto
di naziskin a bologna botte e calci, ferito uno studente - carlo gulotta
( da "Repubblica,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: non fa attività politica e non ha mai partecipato a un corteo dell´Onda anti-Gelmini. Ma per chi vede il mondo dentro un giubbotto con le croci celtiche e vive da naziskin, è un nemico. L´altra notte, quando per le strade di Bologna l´hanno visto con un gruppo di amici coi jeans strappati, i tamburi e le chitarre sulle spalle, gli hanno urlato contro "Comunisti di m.
Gelmini:
no all'ideologia del 6 politico L'opposizione collabori con me
( da "Corriere
della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, si è tolta qualche sassolino dalla scarpa. Accolta stavolta, dopo tante critiche, da cartelli che inneggiavano alla sua riforma («Gelmini caccia i baroni »), il ministro è passata soavemente al contrattacco: «Voglio fare un appello alle opposizioni e al ministro del governo-ombra del Pd, Mariapia Garavaglia,
Il
ministro e gli studenti ( da "Corriere della Sera"
del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini con Marcello Dell'Utri a Montecatini Terme al convegno dei Circoli del Buongoverno. A fianco, in alto, giovani presenti al convegno invitano il ministro dell'Istruzione a «cacciare i baroni» ( foto Cornioli / Emblema). In basso, l'assemblea nazionale degli studenti universitari, ieri alla «Sapienza» ( foto Eidon)
I
liceali ( da "Corriere della Sera"
del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini Il caso La realtà irrompe nella fiction che andrà in onda su Mediaset. Tirabassi e la Pandolfi protagonisti ROMA — La realtà irrompe nella fiction. Come set de «I liceali», la miniserie di Canale 5, era stato scelto un liceo romano vero, il turbolento Mamiani, per rendere più realistiche le avventure studentesche rappresentate.
<Pagheremo
il tempo pieno. Ma alle nostre regole>
( da "Corriere
della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dice che non lo fa per andare contro la Gelmini, «anche se è doveroso l'aiuto alle autonomie scolastiche in difficoltà a causa dei tagli». C'è dell'altro, una diversa motivazione legata al senso che si vuole dare alla parola scuola, aspetto di non trascurabile importanza spesso assente dall'attuale e noto dibattito.
Bassanini:
dialogo sulle riforme Il Pd non dia alibi al governo
( da "Corriere
della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: sbagliato bocciare in toto il decreto Gelmini Bassanini: dialogo sulle riforme Il Pd non dia alibi al governo «La Cassa finanzi Ponte di Messina e fibra ottica Il piano Rovati? Nacque dalle mie riflessioni» MILANO — Professor Franco Bassanini, lei, uomo di sinistra, è stato nominato dal governo di destra presidente della Cassa depositi e prestiti.
Formigoni:
tempo pieno garantito ( da "Corriere della Sera"
del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tanto più che le «criticità» lombarde, in base al decreto Gelmini, sono «poche e già sotto esame». A papà e mamme con bimbi che tra un anno andranno in prima elementare, Formigoni e l'assessore all'Istruzione, Gianni Rossoni, promettono: «Siamo noi i garanti. Chi farà domanda di tempo pieno secondo i moduli sarà accontentato.
<Non
torniamo al doposcuola> Appello di genitori e maestri
( da "Corriere
della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alessandra Zorzi PRO GELMINI Noi cresciuti con maestri unici Leggo le missive sulla riforma. Detto che non ho votato Berlusconi, con due figli che han finito da poco le elementari e apprezzando il tempo pieno, vorrei far capire ai critici che non ci sono più i soldi!
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Prima Pagina
L´intervista Il ministro agli studenti oggi in piazza: vi capisco, ma la scuola è un motore rotto Gelmini: ragazzi, io non cedo ROMA LUIGI CONTU MARIO REGGIO Il ministro
dell´Istruzione e dell´Università Mariastella Gelmini si dice pronta al dialogo, ma anche intenzionata a chiudere la
porta a chi vuole difendere lo status quo. «Capisco l´ansia dei giovani che
vanno in piazza, ma se voglio cambiare è proprio per dare loro un futuro».
E il crollo di popolarità nei sondaggi? «Quando si fanno riforme profonde si
paga sempre un prezzo, lo sapevo. C´è chi mi contesta, ma sono molti di più
quelli che mi incoraggiano ad andare avanti». SERVIZI ALLE P
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Torino
Scuola, la Cisl lancia un´alleanza "Così si evitano i tagli di Roma" Alla
Regione l´invito a garantire i livelli di servizio "Le famiglie vanno
rispettate" MILENA VERCELLINO Una "cabina di regia" per
monitorare i fabbisogni del sistema educativo piemontese e smascherare
l´insufficienza delle risorse scampate ai fendenti del piano programmatico del
governo. All´indomani dell´inasprirsi a Roma della spaccatura tra i sindacati,
la Cisl piemontese lancia la proposta di un tavolo unitario tra enti locali,
sigle sindacali e ufficio scolastico regionale per
esplorare le ricadute dei tagli del ministro Gelmini e ribadire che "il piano del ministro non è
applicabile", come spiega la segretaria regionale della Cisl Giovanna
Ventura. Il piano programmatico triennale non è ancora stato approvato dal
Parlamento - ieri si è iniziata la discussione in sede di Conferenza delle
Regioni -, ma l´ombra che proietta sul Piemonte è minacciosa: sulla
nostra regione ricade infatti il 7% dei quasi 8 miliardi di tagli previsti dal
governo per i prossimi 3 anni. Un conto salatissimo, 6mila docenti e 3500 unità
di personale tecnico e amministrativi in meno, 800 plessi con meno di 50
allievi a rischio ed il passaggio da una media di
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XV - Torino
In 800 sul treno per Roma la protesta diventa funebre Sono circa
800 gli universitari piemontesi No Gelmini partiti ieri sera alle 23,30 per la manifestazione nazionale di
Roma. Al termine di una giornata di trattative, Trenitalia ha accordato uno
sconto ed scesa a 30 mila euro per il convoglio speciale. Una parte degli
studenti partiti per Roma si fermerà nella capitale per una due giorni di
assemblea nazionale all´Università La Sapienza. Si parlerà di
autoriforma dell´università, di welfare e di ricerca. Oggi è prevista anche una
manifestazione anche a Torino e diversi professori hanno aderito allo sciopero
proclamato dalla Cgil. Per commemorare la morte dell´istruzione pubblica ieri
c´è stato un "corteo funebre". Alcuni studenti, vestiti a lutto, con
maschere bianche e veli neri, hanno simulato un vero e proprio funerale, con
pianti e scene di disperazione per la morte dell´istruzione pubblica,
rappresentata da una bara di cartone. Il gruppo di studenti, partito da Palazzo
Nuovo, ha raggiunto il rettorato dove si è svolta una riunione allargata del
Senato accademico.
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Roma La
carica di studenti e professori Tre cortei in centro. Attesi centomila giovani
da tutta Italia LAURA MARI L´Onda-day è arrivato. E coincide con lo sciopero
generale dell´università. Dopo settimane di cortei, sit-in e assemblee per
contestare il decreto 133 che taglia i fondi agli atenei, oggi per il movimento
studentesco sarà il giorno della verità. «Un punto di partenza, non certo la
fine delle mobilitazioni» assicurano i leader della protesta, che questa
mattina scenderanno in piazza in una manifestazione parallela a quella indetta
dai sindacati. Mentre infatti alle 9.30 Cgil e Uil riuniranno professori,
docenti, precari, ricercatori e personale tecnico amministrativo in un corteo
che sfilerà da piazza della Bocca della Verità a piazza Navona (alla
manifestazione non ha aderito la Cisl), gli studenti dell´Onda invaderanno il
centro storico con altre due manifestazioni. «Ci ritroveremo alle
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Roma
L´Onda annuncia di voler "assediare" il Parlamento. Blindato Palazzo
Chigi "Obiettivo Montecitorio" ma oggi sarà "zona rossa"
«Non siamo violenti e non vogliamo zone rosse. Ecco perché, a mani alzate e volto
scoperto, andremo ad assediare Montecitorio» così Francesco Brancaccio,
studente della Sapienza e uno dei portavoce dell´Onda, spiega il perché della
scelta di concludere il corteo nazionale del movimento studentesco proprio
sotto al Parlamento. Sebbene infatti gli studenti riferiscono che ieri mattina
una delegazione dell´Onda è stata ricevuta in questura per concordare il
percorso della manifestazione, in realtà dalle forze dell´ordine non è arrivata
nessun nulla osta per concludere il corteo sotto Montecitorio. Ma gli studenti
dell´Onda non intendono rinunciare ai loro piani e si preparano a raggiungere,
in maniera pacifica, il palazzo della politica. «Non accetteremo veti né aree
off-limits. La nostra sarà una protesta pacifica - assicura Giorgio Sestili
della facoltà di Fisica del primo ateneo capitolino - quella di oggi sarà una
giornata storica e memorabile, Roma sarà assediata da un corteo di 100mila
giovani che rivendicano semplicemente il loro diritto all´istruzione». E
proprio per ribadire il carattere non-violento della manifestazione, l´Onda ha
preparato alcune iniziative coreografiche. «In via Cavour e via dei Fori
Imperiali sventoleremo degli stracci azzurri con cui formeremo l´Onda» annuncia
Francesco Brancaccio, mentre sotto a Montecitorio gli
studenti di Roma Tre organizzeranno una sorta di "Monopoli anti-Gelmini". A guidare i cortei, tre
camion: su quello della Sapienza viaggerà "Bunna" il cantante degli
Africa Unite che, assieme al leader del gruppo degli "Assalti
Frontali" Luca Mascini (nonché genitore di un alunno della scuola Iqbal
Masih) canterà dal vivo. Dal furgoncino degli studenti medi, invece,
verrà diffusa la musica delle band dei licei capitolini. E i cortei sfileranno
dietro striscioni con su scritto "L´Onda prepara la mareggiata"
(della Sapienza) e "L´Onda sale, Roma Trema" (firmato dal terzo
ateneo capitolino). «Sarà un corteo festoso e allegro - sottolinea Stefano
Zarlenga, di Scienze Politiche - è per questo che abbiamo deciso di dichiarare
apertamente la nostra meta finale. Quella dell´Onda non è una provocazione:
andare a Montecitorio è un nostro diritto e la speranza è di non vedere 100mila
studenti circondanti, a piazza Venezia, dai blindati della polizia e dagli
agenti in tenuta antisommossa. Non cerchiamo scontri, vogliamo solo manifestare
in piazza il nostro dissenso». Di sicuro, comunque, il centro storico oggi sarà
presidiato da un massiccio schieramento di forze dell´ordine, che vigileranno
sull´intero percorso dei cortei studenteschi. In piazza, invece, non ci saranno
i giovani di destra. «Per evitare assurde strumentalizzazioni e aggressioni
fisiche, come avvenuto a piazza Navona, il Blocco studentesco non parteciperà
alla manifestazione di oggi» precisa Gianluca Iannone di Casa Pound. (tea
maisto e laura mari)
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo
Braccio di ferro su Villa Gallidoro. Protesta anti-Gelmini, in
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Napoli
I manifestanti vogliono andare a Roma pagando solo 5 euro, le Ferrovie offrono
lo sconto comitive Tra studenti e Trenitalia lite sul costo
del biglietto Vogliono partire per Roma all´alba per partecipare alla grande manifestazione
contro il decreto Gelmini.
Ma gli studenti napoletani intendono pagare soltanto cinque euro: è stato lo
stesso movimento a stampare i tagliandi, che i manifestanti hanno pagato
autotassandosi. Trenitalia però non è d´accordo: sul treno speciale, che parte
alle 6.30, si sale soltanto con regolare biglietto, a cui sarà applicato
lo sconto comitive del trenta per cento. Il movimento non ci sta: «Non siamo
una comitiva, siamo studenti in lotta». Oggi nel centro storico manifestazione
degli studenti medi. ANTONIO TRICOMI A P
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Napoli L´Onda
della protesta torna a Roma In 2 mila sui bus. E gli altri sfidano Trenitalia:
pagheremo 5 euro La prefettura: non pagare è sbagliato Gli studenti: è
disubbidienza civile ANTONIO TRICOMI Appuntamento all´alba in piazza Garibaldi.
Per raggiungere Roma e partecipare alla grande
manifestazione nazionale degli studenti universitari contro la Gelmini. Con il biglietto del treno a
cinque euro. Un atto che il movimento, che ieri ha tentato di oscurare il sito
del ministero, definisce di "disobbedienza civile". E in polemica con
Trenitalia, che intende invece applicare ai manifestanti lo sconto comitive del
trenta per cento. Gli studenti non vogliono però salire sul treno
speciale (che secondo Trenitalia non può ospitare più di ottocento persone) con
in tasca un regolare biglietto, sia pure scontato. Ma con un tagliando da loro
stessi stampato, messo in vendita nei giorni scorsi a cinque euro. Si
muoveranno alle 6.30. Circa duemila viaggeranno gratis, su venticinque bus
messi a disposizione dalla Cgil. Altri bus partiranno da Ingegneria e dal
Policlinico. Tutto autofinanziato, come i duemila tagliandi da cinque euro
offerti dal movimento a Trenitalia per salire a bordo del treno speciale che li
porterà a Roma. «Non siamo assolutamente disposti a pagare più di quella
cifra», dice Giovanni, uno studente dell´Orientale che risponde al numero 328
422 6263 per dare informazioni sull´iniziativa. «Trenitalia ci ha proposto lo
sconto del trenta per cento, quello che si applica alle comitive. Ma noi non
andiamo a una gita, siamo studenti che vanno a manifestare. La prefettura è al
corrente delle nostre intenzioni». In prefettura rispondono: «Esiste la legge e
la legge non funziona così. Allora anche quelli che vanno a vedere la partita,
che sono migliaia e non si considerano neanche loro una comitiva in gita,
potrebbero avanzare le stesse proposte. E decidere loro, unilateralmente,
quanto pagare il biglietto. Gli studenti ci hanno fanno conoscere le loro
richieste, noi ci siamo offerti come intermediari con Trenitalia. Ma nessuno
può salire sul treno senza pagare o pagando quello che gli pare». Ma gli
studenti non ci stanno: «Offriamo a Trenitalia diecimila euro a titolo di
mediazione: ci siamo autotassati e abbiamo già distribuito i tagliandi. Loro
invece ce ne chiedono quarantamila, è un´assurdità. La Costituzione garantisce
il diritto alla mobilità e al dissenso, non siamo ultras che vanno allo
stadio». Un clima teso che ricorda anni passati. Clima confermato dall´incontro
che si è svolto, nella tarda serata di ieri, a Palazzo Corigliano occupato. In
cattedra Franco Piperno, professore di fisica ed ex leader di Potere operaio e
di Autonomia operaia. Piperno ha presentato il suo nuovo libro, che tanto per
sgombrare il campo di ogni equivoco si intitola "Sessantotto - L´anno che
ritorna". è seguita una lezione di "astronomia visiva". Un´altra
notte bianca prima della grande manifestazione romana, a cui parteciperanno
migliaia di studenti napoletani. Alcuni di essi resteranno nella capitale per
il week-end: per incontrare i colleghi di altre città e decidere le strategie
per le settimane a venire. A Napoli resteranno gli studenti medi, che
annunciano una manifestazione a sorpresa nel centro storico.
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIV - Napoli
IL MINISTRO PRESTIGIACOMO SI è SMARRITO NEL CILENTO DOMENICO DE MASI entinaia di
persone da tutta Italia parteciparono a un blog con cui si chiedeva al ministro
di respingere le mie dimissioni; alcuni Comuni mi offrirono la cittadinanza
onoraria. Ricordate qualcosa di analogo in tutta la storia del Mezzogiorno?
Avreste potuto immaginare che il ministro si ricredesse. Invece preferiva
tacere. Tacere non solo sul Parco, ma su tutto. Mentre Tremonti rivoluzionava
l´economia, mentre la Gelmini rivoluzionava la scuola, mentre Brunetta rivoluzionava
l´Amministrazione, mentre la Carfagna rivoluzionava l´etica, la Prestigiacomo
taceva, silenziosa e inerte. Di lei non si sa neppure se, furtivamente,
scendesse a prendere un cappuccino o se, furbescamente, di tanto in tanto si
desse malata. E, insieme al ministro, restava fermo anche il Parco, inchiodato
alla sua normale amministrazione. Ma cosa volete che sia il destino di novanta
paesi del Sud di fronte all´agenda di un ministro, fitta di sedute dal
parrucchiere, di prove in sartoria, di cocktail ai vernissage? Passavano così
altri 99 giorni prima che il ministro desse qualche nuovo segno di vita con un
decreto in cui, vista la legge x, visto il decreto y, vista la nota z, si
accettavano le mie dimissioni. La presidenza di un Parco non è cosa di poco
conto: ne dipende l´efficienza di tutto il sistema, la velocità con cui si
allocano le risorse e si realizzano le opere; ne dipende l´umore e il
comportamento di un´area vasta quanto una regione; ne dipende il destino civile
di centinaia di migliaia di cittadini. è legittimo immaginare che, rimosso un
presidente, in 24 ore se ne faccia un altro, già in pectore. E invece no: dopo
163 giorni di titubanze, ne sono passati altri 20. Il ministro tace, il Cilento
e il Vallo di Diano aspettano. Del resto, hanno aspettato millenni, dai tempi
di Parmenide; perché dovrebbero darsi una mossa proprio ai tempi della
Prestigiacomo? E, invece, esiste un perché. Rispetto ai tempi di Zenone, oggi
c´è il ministro Brunetta. Vuoi vedere che, mentre lui insegue i piccoli
fannulloni di Abbiategrasso e di Canicattì, una fannullona mastodontica si è
intrufolata proprio al suo fianco, in Consiglio dei ministri? Vuoi vedere che
sia necessario mettere i tornelli anche a Palazzo Chigi? Se 183 giorni di
assenteismo di un cancelliere o di un copista costano allo Stato migliaia di euro,
quanto costano 183 giorni di assenza di un ministro? Se poi il ministro
Brunetta accertasse che il ministro Prestigiacomo non ha fatto un solo giorno
di malattia e non è scesa neppure una volta a bere un cappuccino, allora
significa che la sua inerzia non dipende dall´assenza del corpo ma dall´assenza
dell´anima. In tal caso, la faccenda si fa drammatica sia per il Cilento che
per il cosiddetto governo centrale.
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Milano
Il governatore incontra i vertici delle università e fa un appello al governo:
"Distribuisca i fondi in base alla qualità" Formigoni e i rettori:
federalismo, non tagli Decleva, Statale "Usare una parte delle tasse
pagate in Lombardia" ANDREA MONTANARI Nelle stesse ore in cui gli studenti
universitari presidiavano la stazione Centrale in attesa di partire per
manifestazione nazionale di oggi a Roma, a pochi passi di distanza il
governatore Roberto Formigoni riceveva al Pirellone i rettori delle università
lombarde. Un incontro per lanciare un nuovo appello al governo, questa volta
assieme ai rettori, contro i tagli previsti in Finanziaria. «Diciamo no a tagli
indiscriminati - ha ribadito Formigoni -. No a una limitazione della qualità
dell´università. Siamo invece disposti a una nuova distribuzione dei fondi in
base al merito e alla qualità». Come? Attraverso una sorta di «federalismo
universitario». Ovvero: la regionalizzazione del sistema universitario,
attribuendo alla Regione le competenze sull´organizzazione degli insegnamenti
sul territorio e sul reclutamento del personale. «Una forma di giustizia ed
efficienza» precisa il governatore. Una proposta condivisa e rilanciata anche
dal presidente della conferenza dei rettori Enrico Decleva: «Mi auguro che
nell´ambito del federalismo fiscale si consideri l´importanza che i sistemi
universitari hanno per i sistemi territoriali. Non sta a noi decidere se gli
atenei debbano essere finanziati con parte delle tasse che restano sul
territorio, ma se dipendesse da noi saremmo favorevoli. Il riordino dei circa
300 poli universitari, ad esempio, si può fare solo in un quadro regionale.
Quando si dice che praticamente in tutte le nazioni c´è un sistema di
finanziamento pubblico non si parla solo di Stato». Per il rettore del
Politecnico, Giulio Ballio, si è trattato di «un incontro positivo. Abbiamo
stabilito di fare delle cose insieme per valorizzare le università lombarde.
Era l´aiuto che chiedevamo e abbiamo trovato la disponibilità di Formigoni. Non
penso che gli atenei chiuderanno, ma la mia grossa preoccupazione è che
regrediscano. E questo non lo vuole neanche la Lombardia». L´appello al governo
auspica «una riforma coraggiosa e organica del sistema universitario che miri
ad accrescerne la capacità di essere competitivo su scala internazionale ed
essere motore di sviluppo del Paese». In altre parole,
Formigoni e i rettori lombardi rilanciano: «Sosteniamo le ultime decisioni del
ministro Gelmini e quindi
il decreto del governo della scorsa settimana, ma suggeriamo di andare avanti
verso una riforma completa del sistema che tenga conto di merito e qualità».
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Milano L´Onda
assedia la Centrale braccio di ferro, poi tutti in treno Cinque ore di tensione
prima della partenza per Roma Cordone di polizia davanti ai binari, gli
studenti volevano biglietti con lo sconto. Alla fine l´accordo: Cgil e
Rifondazione pagheranno la differenza LAURA BELLOMI FRANCO VANNI Il treno della
protesta è partito dalla Centrale poco dopo le dieci di ieri sera. Dopo un
braccio di ferro con Trenitalia durato tutto il pomeriggio, gli studenti, circa
quattrocento, hanno ceduto: già dalle 15 avevano cominciato un presidio
nell´atrio partenze della stazione, davanti ai tabelloni, chiedendo di pagare
il biglietto «non più di 15 euro» per raggiungere la manifestazione nazionale
degli studenti di questa mattina a Roma. Trenitalia non ha accettato di trattare,
mettendo a disposizione un treno charter da 700 posti a 32mila euro, non uno in
meno rispetto al tariffario ufficiale: 18mila subito, 14mila pagabili nei
prossimi giorni. La cifra è stata coperta grazie all´aiuto di Rifondazione
comunista (5mila euro cash) e della Camera del lavoro (stessa cifra) che ha
fornito anche la firma di garanzia in caso di danneggiamento del treno. Cgil si
impegna anche a reperire i 14mila che mancano. I ragazzi hanno così dovuto
raccogliere poco più di 8mila euro con una colletta. Durante tutto il giorno
carabinieri e polizia hanno difeso i binari per garantire la regolarità del
traffico ferroviario. In tutto il giorno nessun convoglio è saltato e sono
stati rari i ritardi. Gli unici momenti di tensione intorno alle 17, quando un
gruppo di ragazzi ha tentato di forzare il cordone, ma è stato respinto dagli
agenti con gli scudi. Alle 18, quando il viavai dei pendolari di ritorno a
casa, infastiditi dai disagi, si è fatto più fitto, sono stati gli stessi
studenti a dirottarli vero gli ingressi laterali perché quelli centrali erano
bloccati. Per portare solidarietà ai ragazzi è arrivato in stazione Moni Ovadia
che ha rivolto in banchina il suo attacco al governo, e in serata è arrivata
anche la scrittrice Maria Pace Ottieri, madre tra l´altro di uno dei leader
studenteschi, Leon Blanchard. Appelli alla calma erano arrivati in mattinata
anche dalla prefettura, quando una delegazione di studenti ieri mattina aveva
raggiunto corso Monforte per esporre le proprie ragioni. Per il vice sindaco
Riccardo De Corato, Trenitalia ha fatto bene «a non cedere al ricatto di un
prezzo stracciato. Abbiamo scoperto che la manifestazione inscenata oggi da
pseudostudenti era in realtà sponsorizzata dalla sinistra, da Rifondazione,
Cgil, Camera del lavoro. Più che una "protesta"
contro il decreto Gelmini
era un "pretesto" per attaccare il governo». Immediata la reazione
del consigliere regionale di Rifondazione, Luciano Muhlbauer: «Rifondazione si
è assunta la responsabilità di trovare una soluzione e lo stesso hanno fatto
anche questura e prefettura. Stessa cosa non si può dire né di
Trenitalia né del ministero dei Trasporti. E il vicesindaco avrebbe fatto
meglio a venire in stazione, si sarebbe trovato davanti a centinaia di studenti
delle facoltà milanesi». La giornata ieri era cominciata in tutt´altro modo,
con le lezioni in metropolitana tenute dai precari dell´università.
Incoraggiati dagli applausi dei passeggeri, i
"Diversamentestrutturati" di Statale, Bicocca e Politecnico hanno
intrattenuto lezioni underground da due fermate, approfondimenti su
Sant´Agostino e il generale Cadorna, fino agli aforismi di Ramon Gomez de la
Serna: «Il sapere - dicono i "non strutturati" - è un bene comune, e
le lezioni in metrò vogliono dimostrare ai cittadini quale sia il lavoro che i
giovani studiosi compiono quotidianamente». A chi ha "frequentato" le
lezioni, i docenti precari hanno distribuzione di un vero e proprio
"attestato di frequenza".
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Milano
Fumogeni, code e spintoni e i pendolari si arrabbiano La prima volta della
stazione, occupata come un ateneo Mentre alcuni chioschi abbassano le serrande
c´è chi si ferma a discutere con i manifestanti: "Ammettete che qualche
spreco c´è..." Tra i viaggiatori c´è chi se la prende con i dimostranti ma
anche chi solidarizza: "In fondo sono bravi, mi hanno lasciata arrivare al
vagone" DAVIDE CARLUCCI (segue dalla prima di Milano) I pendolari
imprecano. Escono dalla folla degli studenti sgomitando rabbiosamente o
inveendo come fa Fabio, geometra di Treviso: «Siete bravi, voi, la farei io la
vita vostra... ». Un altro si svincola sdegnato: «Ma andate a lavorare...».
Qualcuno corre in fretta verso i binari. Cristiana e Massimo, entrambi romani,
con la protesta sarebbero anche d´accordo: «Ma noi il treno lo dobbiamo
prendere». Molti altri, però, solidarizzano. «No, no, loro sono stati bravi, mi
hanno fatto passare», dice Maddalena, gracile nonnina bergamasca. «Un applauso
alla Lia», scandiscono in coro i ragazzi quando una signora milanese perora la
loro causa: «Ma perché non li avete fatti salire sui treni? Se qualcuno è senza
biglietto, poi, lo fate scendere, come si fa sempre». Commento ironico di un
agente leccese: «E già. Chissà perché non ci siamo arrivati... ». L´onda
anomala degli studenti in stazione arriva con una puntualità impeccabile: alle 15
virgola zero zero esattamente come annunciato. Carabinieri e poliziotti sono
già schierati in tenuta antisommossa, con le transenne a bloccare ogni
passaggio non filtrato e i controllori di Trenitalia pronti a far la loro
parte. Qualche negozio - ma non i bar né le edicole - ha già abbassato la
saracinesca, su suggerimento delle forze dell´ordine. Il loro primo slogan è
programmatico: «Questo treno lo paga la Gelmini». Lo striscione di testa,
invece, tiene conto del venir meno del sostegno dei rettori e del loro
ammorbidimento nei confronti del ministro: «L´onda non è rappresentabile, la
vera riforma non passa dai baroni». Poi passano al capitolo Ferrovie dello
Stato: «La polizia è schierata qui in difesa degli interessi di un´azienda
privata», attacca con il megafono e l´erre moscia Leon Blanchard, il portavoce
degli studenti di Scienze politiche. E tutti quanti, finita l´arringa, che
partono con il coro: «O partiamo o blocchiamo alè». Ma da vero leader,
Blanchard è anche molto pragmatico: non si può chiedere la luna ma un
contributo a testa, quello sì. E così parte la colletta: «Siamo studenti, siamo
precari: più di quindici euro non ne possiamo mettere». Siamo ancora molto
lontani da quanto chiedono le Ferrovie dello Stato, 44 euro a testa anziché 57:
«Il normale sconto comitiva - dicono i dirigenti - è la nostra linea da anni:
se andassimo sotto creeremmo il precedente e tutti, ultrà compresi,
inizierebbero a mercanteggiare al ribasso». E pazienza se Dario Galli, studente
del Politecnico, dice che «con il prefetto abbiamo raggiunto un accordo sui
venti euro, è Trenitalia che non vuole arrivare al compromesso. Eppure noi gli
garantiremmo un charter pieno al cento per cento: i margini di guadagno per
loro ci sono». Carabinieri e agenti non sono nervosi. «Io questi ragazzini non
ce la farei a manganellarli». E se si respira un po´ di tensione, a placare gli
animi ci pensa l´attore Moni Ovadia: «Ragazzi, finora siete stati magnifici, ci
avete spiazzati. Avete creato un movimento senza contenuti ideologici né politici,
avete manifestato la vostra indipendenza...». Alla fine, però, i soldi per
andare a Roma ce li mettono Rifondazione comunista e la Camera del lavoro di
Milano. L´uomo della provvidenza che si materializza tra la folla è Mullbauer,
del Prc: «Anche se le nostre finanze sono disastrate vogliamo collaborare.
Questi ragazzi propongono un´università migliore, hanno diritto di viaggiare».
I sindacalisti della Cgil, più defilati, coordinano le trattative dalla loro
sede. In attesa che si raggiunga la quota necessaria, gli studenti provano a
dialogare con i pendolari. Un ragazzo di Lecco, studente alla Cattolica, non
condivide. «Dalle mie parti hanno aperto una sede distaccata del Politecnico...
Non serve a niente, ci va poca gente, che senso ha? Non è meglio fare la
riforma, eliminare questi sprechi?». Un manifestante dai capelli lunghi, gli
risponde con garbo: «Ma guarda che anche noi siamo contro gli sprechi, contro i
corsi di laurea in lingua berbera... Ma non è con i tagli indiscriminati che si
migliora l´università». C´è l´anima gentile della contestazione e ci sono i
tosti - qualcuno dice di averli visti con dei bastoni - che prima di partire
fanno scoppiare petardi da stadio sulla banchina. Alle 21.25, finalmente tutti
salgono sul treno. Al centro del treno ci sono le carrozze degli irriducibili,
la loro parola d´ordine è: "Noi non siamo disobbedienti". Sventolano
una bandiera nera che ricorda quelle dei pirati e lanciano fumogeni e slogan
contro i carabinieri che però sono distanti. La carovana della mobilitazione,
che un po´ mostra i denti e un po´ tratta, alla fine arriverà a destinazione.
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Genova
"Il primo precario? Gesù Cristo" Dal settimanale della Curia
solidarietà alla protesta dei lavoratori a rischio Appello ai docenti
cristiani: "Non facciamo mancare il sostegno a chi è in difficoltà" NADIA
CAMPINI «ERO precario e m´avete sostenuto», ci dice oggi e ci ripeterà, quel
giorno, il Gesù che riteniamo nostro maestro». Anche la chiesa scende in campo
in difesa dei precari e lo fa con un intervento sul settimanale Cattolico «Il
cittadino» tramite don Bruno Sopranzi, responsabile dell´ufficio scuola della
Curia di Genova, che esprime «solidarietà con i precari a rischio» parafrasando
il passo del Vangelo nel quale Gesù illustra il giorno del giudizio. E´ un
commento pacato, che non prende posizione né a favore né contro la riforma
della scuola, ma dà voce ad una posizione precisa, che da sempre è anche quella
della chiesa, la difesa dei più deboli, in questo caso gli insegnanti precari.
Di qui un appello «pubblico ed accorato» ad ogni docente cristiano «perché
attui tutti i percorsi legittimi di sensibilizzazione affinchè resti alto ed
ininterrotto - fino al suo doveroso, felice esito - l´impegno a favore dei
nostri colleghi precari». Sul tema della riforma della scuola e dei tagli la
posizione della chiesa genovese è rimasta finora molto defilata. Nei mesi
scorsi il cardinale Angelo Bagnasco, intervistato dai giornalisti, si è
limitato a ricordare che anche lui aveva avuto un maestro unico ed era stata
un´esperienza positiva, ma si è guardato bene dall´esprimere
indicazioni più nette sulla Gelmini né tanto meno sulle manifestazioni che nelle scorse settimane
hanno portato in piazza studenti, insegnanti e genitori. «Ben lontano
dall´entrare nel merito del dibattito politico - ribadisce oggi il responsabile
dell´ufficio scuola della diocesi - devo dare un´indicazione chiara ed
ufficiale a tutti i colleghi». E aggiunge: «il mio silenzio sarebbe
omissione colpevole in questo momento storico che potrebbe portare troppi padri
e madri di famiglia, troppi professionisti nel campo dell´istruzione, in una
situazione di degradante ed umiliante squallore». Sono parole forti, tanto più
forti visto che esprimono una posizione ufficiale dell´ufficio scuola della
diocesi e quindi della Curia stessa. La parola d´ordine è solidarietà con i
precari a rischio, con gli insegnanti che dal prossimo luglio rischiano di
restare senza lavoro, a Genova sono fra i 2000 e i 2500. Don Sopranzi ricorda
che nella difficile condizione di precari si sono trovati a lungo, per decenni,
tutti gli insegnanti di religione, poi è arrivato un concorso «serio,
semplicemente serio e sudato», con il quale il ministro ha sanato il
precariato. Oggi ci sono altri docenti di religione che sono precari, come lo
sono i loro colleghi delle altre materie, perché i concorsi non sono più stati
fatti o comunque i posti a ruolo non sono più stati coperti, ma i posti di
insegnante sono stati coperti semplicemente ricorrendo agli incarichi, magari
ripetuti per più anni di fila. La sostanza è siamo tutti nella stessa barca, ma
in più gli insegnanati di religione si sentono anche accusati di sottrarre
posti di lavoro ad altri docenti. E´ successo su qualche sito ed anche in
occasione dell´assemblea pubblica convocata dai sindacati al teatro Modena di
Sampierdarena. Don Sopranzi invita invece a non dividersi e ad unire invece le
forze in un «impegno compatto e tenacemente solidale, al di là di ogni pensiero
politico, religioso, culturale».
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Genova Il convegno Appuntamento ai Magazzini del Cotone
Orientagiovani niente Gelmini arriva Marcegaglia ARRIVA oggi a Genova il presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia per partecipare alla quindicesima edizione di
Orientagiovani, l´iniziativa organizzata da Confindustria e dal Festival della
Scienza per favorire l´incontro tra giovani e imprenditori. Il tema di
quest´anno è "Il vento della scienza", l´appuntamento ai Magazzini
del Cotone, a partire dalle dieci, la mattinata si articola in tre sessioni,
per la terza, conclusiva, dedicata a "Scienza, cultura e tecnologia per il
nostro futuro", era in programma un intervento del ministro della pubblica
istruzione Mariastella Gelmini, che però non arriverà.
In compenso è certa la presenza di Emma Marcegaglia. Alla Fiera intanto
prosegue fino a domani mattina Orienta-menti, mentre si conclude oggi Abcd, il
salone nazionale dell´educazione. La giornata di ieri è stata dedicata al Forum
sull´istruzione e il protagonista è stato Roger Abravanel, che ha puntato il
dito contro il sistema scolastico italiano. «Equità ed eccellenza - ha detto -
sono i veri problemi della scuola italiana, non l´eccesso di spesa». Abravanel
è autore di «Meritocrazia: 4 proposte concrete per valorizzare il talento e
rendere il nostro Paese più ricco e più giusto». «L´Italia è la società più
ineguale del mondo occidentale - ha detto l´ex consulente aziendale McKinsey -
l´unico paese con grandi disuguaglianze e bassa mobilità sociale. Il sistema
educativo gioca un ruolo fondamentale, non ha raggiunto l´obiettivo di azzerare
i privilegi di nascita, valorizzando il merito». L´unica soluzione per evitare
che il declino italiano prosegua, secondo Abravanel, è far ottenere il potere a
chi ha merito, investendo su qualità, selezione e formazione degli insegnanti,
e misurando tutti i risultati ottenuti.
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Genova La
protesta Oggi per lo sciopero generale doppio corteo degli studenti SI APRE e
si chiude con un corteo di studenti, la giornata di oggi. Alle 9.30, questa
mattina, in piazza Caricamento, si concentreranno gli allievi delle scuole
superiori genovesi, gli studenti universitari dell´Onda che non sono partiti,
la notte scorsa, per Roma, e i comitati di "Sos scuola" con genitori,
maestri e bimbi. Nella giornata di sciopero generale dell´Università, gli
studenti, ancora una volta, scendono in piazza «contro la 133 e contro la riforma Gelmini», indicano. Imboccheranno via delle Fontane, le gallerie, via
Roma, raggiungeranno piazza De Ferrari. La manifestazione terminerà a
Matteotti, dove si svolgerà un´assemblea. «Decideremo i prossimi appuntamenti
della mobilitazione - spiega Niccolò, collettivo Caos - stiamo pensando ad una
giornata in cui tutti gli studenti si mobiliteranno dentro le scuole».
Stasera, dalle 20, presso le Caravelle di piazza della Vittoria, si svolgerà
una fiaccolata «contro il buio in cui rischia di piombare la scuola pubblica»,
spiegano gli studenti del liceo classico D´Oria che hanno organizzato
l´iniziativa, seguiti da almeno una decina di scuole superiori genovesi. La
fiaccolata percorrerà via Venti Settembre e si concluderà in piazza De Ferrari.
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Firenze
Scuola, la "carineria" fatta al Vaticano Babbo a tempo forzato Fiera
Milano di Rho, ore 13:05, 5 novembre. Berlusconi ammette: «Ho una grossa colpa
- afferma - non mi ero accorto che nella Finanziaria era
previsto questo taglio alle scuole private e cattoliche». E le agenzie,
informano: «Il premier assicura il suo impegno per evitarlo». Stop. In tempi di
tagli per 8 miliardi di euro alla scuola pubblica. Di aumento smodato di alunni per classe così da diminuire le
classi. Di riduzione degli insegnanti di sostegno per gli alunni handicappati.
Di chiusura del 24% delle scuole, per lo più ubicate nei piccoli centri. Di
perdita del tempo scuola, da un max di
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna
Il caso Gli "Erasmus" portano la protesta contro
la Gelmini davanti ai
consolati ELEONORA CAPELLI Lo sciopero dell´università e della ricerca varca i
confini nazionali, gli studenti Erasmus e i ricercatori che si trovano
all´estero per motivi di studio si sono dati appuntamento davanti ai consolati
italiani di mezza Europa stamattina alle 10.30 per partecipare alla
protesta anti-Gelmini. A Barcellona, dove tra gli
organizzatori c´è una neolaureata dell´Università di Bologna, Giò Naimoli, lo
slogan scelto è «Adotta uno studente italiano», frase che si trova su
striscioni e volantini, seguita da cinque buoni motivi per amare gli studenti
italiani, con traduzione in tre lingue: italiano, spagnolo, catalano. Così
mentre le proteste dei loro colleghi rimasti in patria prenderanno oggi la
forma di due grandi cortei a Roma, i cervelli «in fuga» si ritroveranno con un
libro in mano, a leggere «per protesta» seduti davanti alla sede del consolato
italiano. Le città coinvolte da questa forma di pacifica partecipazione alle
manifestazioni contro la legge 133 sono tante, da Barcellona a Madrid, da
Anversa a Berlino, da Siviglia a Parigi. SEGUE A P
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Bologna
Quattro pullman e un treno l´Onda bolognese a Roma E gli studenti per protesta
bloccano via Irnerio Inaugurazione dell´anno accademico sabato
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Bologna
"Abecedario" su un sito con tanica di benzina A pochi giorni dalle
molotov lanciate contro tre sportelli Unicredit, e dalle preoccupazioni del
questore Merolla per alcune realtà dell´«area antagonista»
che cercano di cavalcare e strumentalizzare il movimento scolastico anti-Gelmini, sul sito informa-azione.info
spunta un "Abbecedario a uso delle studente moderno" che invita alla
lotta e che, nella pagina di presentazione, mostra in bella evidenza una tanica
di benzina, un cumulo di cubetti di porfido e una fionda. Discutibile
pedagogia informatica rivolta agli studenti, vien da pensare. «Non è un bel
clima - commenta il questore - è evidente che c´è qualcuno che ha interesse a
far salire la tensione e che soffia sul fuoco. In questo senso mi confortano le
dichiarazioni degli studenti, che hanno subito preso le distanze dagli
attentati con le molotov alle banche. E proprio per questo rinnovo il mio
appello ai ragazzi che stanno manifestando in questi giorni: attenzione a chi
potrebbe cercare di strumentalizzarvi. Isolate i violenti».
Nell´"Abbecedario", citando un´opera di Furio Jesi, sta scritto fra
l´altro che «ci si appropria di una città fuggendo o avanzando nell´alternarsi
delle cariche, molto più che giocando da bambini per le sue strade o
passeggiandovi più tardi con una ragazza. Nell´ora della rivolta non si è più
soli nella città», mentre un´altra pagina, contro "Il carcere
scolastico", invita a «incoraggiare, ovunque sia possibile, il rifiuto, il
sabotaggio e l´insubordinazione nella scuola come in ogni altro ambito della
vita sociale». E ancora lo stesso sito riporta un volantino, sottoscritto anche
dagli anarchici di Bologna, che fa riferimento agli arresti per il lancio di
due petardi davanti alla sede dei vigili di Parma e dice «Se gli arrestati sono
innocenti hanno tutta la nostra solidarietà, se sono colpevoli ce l´hanno
ancora di più». Le indagini sulle molotov contro Unicredit si concentrano
sull´area degli anarcoinsurrezionalisti: il commando ha certamente fatto un
sopralluogo prima di colpire, ha individuato obiettivi non pienamente visibili
dalla strada, ha usato guanti per non lasciare impronte e un detergente
aggiunto alla benzina per moltiplicare gli effetti del fuoco.
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina
12 - Cronaca Napoli Gli slogan Genova Gli slogan Gli slogan Questo treno lo
paga la Gelmini La vera riforma non passa dai
baroni Gelmini: nuoce gravemente all´istruzione Adotta un ricercatore
Maria Stella dove sei? Questa riforma è la morte della cultura
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 13 - Cronaca
Il caso L´Economist sta con il ministro "La sua riforma è necessaria"
ROMA - «L´università italiana ha disperatamente bisogno di una riforma,
tuttavia resiste al cambiamento». L´Economist difende il
ministro Mariastella Gelmini e critica il sistema universitario italiano. Nel numero in
edicola un giudizio molto critico: «Uno dei settori peggio gestiti», uno «dei
più corrotti d´Italia», caratterizzato da una «mediocrità uniforme». Sotto
attacco i baroni e il nepotismo che domina all´interno degli atenei. Il
settimanale sottolinea come il ministro stia cercando di modificare alcuni
aspetti come quello della selezione per l´accesso alle cattedre «per prevenire
gli abusi» ma incontri l´ostilità di studenti e docenti.
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 13 - Cronaca
Sondaggi Tremonti Il prezzo "Capisco l´ansia dei giovani in piazza voglio
cambiare per dare loro un futuro" Gelmini: sì al dialogo, ma porte chiuse per chi difende lo status quo Il
calo dei sondaggi? Quando si fanno riforme profonde si paga un prezzo, lo
sapevo I tagli di Tremonti erano inevitabili ed anche io ho dovuto contribuire
al risanamento I giovani pagano già un prezzo alto, per questo serve il
coraggio di cambiare per promuovere i talenti LUIGI CONTU MARIO REGGIO ROMA -
Ministro Gelmini, il mondo dell´Università torna in
piazza. Il nostro giornale pubblica un sondaggio in cui il governo cala nei
consensi e anche lei, dopo essere arrivata a quota 42 nel gradimento, perde cinque
punti. Non crede che sia giunto il momento di avviare una riflessione
autocritica sulle decisioni fin qui adottate? «Quando si fanno riforme profonde
si paga sempre un prezzo in termini di critiche e di resistenza al cambiamento.
Resto convinta che il paese abbia diritto ad un sistema della formazione
moderno e competitivo e che sia mio preciso dovere lavorare in questa
direzione. Accanto a chi mi contesta le assicuro che sono molte di più le
persone che incontro per strada e che mi incoraggiano a non mollare». La
accusano di avere accettato troppo supinamente i tagli imposti da Tremonti con
la legge finanziaria. «Il Governo di cui faccio parte è stato votato con un
mandato preciso: ridurre il debito pubblico, il terzo al mondo e riqualificare
la spesa. E´ mio preciso dovere, come di ogni altro componente del governo,
contribuire al raggiungimento di questo obiettivo. Le assicuro che da subito mi
sono resa conto che le spese per il funzionamento e il personale della scuola
erano fuori controllo ed ho ritenuto indispensabile intervenire. L´Italia
spende in istruzione come la Germania, ma i soldi vengono spesi male. Usare
meglio il denaro pubblico è un obbligo morale verso le nuove generazioni».
Eppure i fondi per il tagli dell´Ici li avete trovati facilmente. Forse si
poteva studiare un taglio più graduato che consentisse magari di evitare la
misura che più ha fatto discutere il mondo della scuola: l´introduzione del
maestro unico alle elementari. Possibile che su questo punto così controverso
non ci siano spazi per ripensamenti? «I soldi non c´entrano. L´ introduzione
del maestro prevalente risponde alla necessità di avere un punto di riferimento
educativo che accompagni la crescita personale e scolastica del bambino. Al
maestro prevalente sarà affiancato il maestro di inglese e di religione.
L´introduzione di più maestri ha portato l´Italia dal 3 posto all´8 nelle
classifiche internazionali di qualità della nostra scuola elementare. Voglio
inoltre ricordare che il maestro prevalente è presente in tutti i paesi
d´Europa. Tutti sanno che l´introduzione dei 3 maestri è servita per dare più
posti di lavoro proprio quando i bambini diminuivano. Un´esigenza sociale
comprensibile, ma non certo formativa e che comunque oggi non ci possiamo più
permettere». E il tempo pieno? «Sul tempo pieno si è fatta una cinica
disinformazione, creando un immotivato allarmismo tra le famiglie. Come lei sa
purtroppo una bugia ripetuta 10 volte può diventare, per qualcuno, una verità.
Il tempo pieno non diminuirà, anzi già dal prossimo anno con l´eliminazione
delle compresenze e il ritorno al maestro prevalente ci saranno 50.000 bambini
in più che potranno usufruire del tempo pieno». Eppure ha rappresentato una
stagionedi forte innovazione pedagogica. Lei se la sente di confermare l´impegno
al mantenimento dell´orario scolastico senza che i tagli previsti comportino un
peggioramento della qualità dell´insegnamento? «Per la prima volta si affronta
il tema della qualità seriamente. La scuola in Italia è come un motore rotto.
E´ inutile aggiungere benzina, cioè soldi, se il motore è guasto. Noi vogliamo
rivedere i meccanismi di spesa pubblica nella scuola per eliminare le
inefficienze e destinare i soldi nella qualità. Ricordo inoltre che la
finanziaria prevede che il 30%dei tagli verrà reinvestito per incentivare i
professori migliori con un premio produttività annuo che potrà arrivare fino a
7.000 euro». Torniamo all´università. L´Onda torna in piazza mentre lei ha
riaperto un confronto con il mondo accademico e con i sindacati. Cosa si sente
di dire a quei ragazzi delle scuole superiori e dell´università che sfileranno
a Roma e che hanno forti preoccupazioni per il loro futuro? «A questi ragazzi
dico che capisco il loro disagio e che la loro preoccupazione è anche la mia.
Io sto dalla loro parte, anch´io sono stata studente e ho avuto preoccupazione
per il futuro. Mi ha particolarmente colpito lo slogan " La vostra crisi
non la pagheremo noi", ma io penso che questi ragazzi stiano già pagando
un prezzo che si traduce in scarsa mobilità sociale, mancanza di un posto di
lavoro sicuro e sfiducia nel futuro. Ma proprio questo stato di cose mi
convince che occorre avere il coraggio di cambiare. Il mio impegno è per una
scuola ed una università che promuovano i talenti dei giovani, creando veramente
pari opportunità e garanzie di titoli di studio spendibili nel mondo del
lavoro. Io lavoro perché almeno una università italiana possa essere annoverata
tra le prime 100 al mondo, perché si affermi un sistema di allocazione delle
risorse basato sulla qualità della ricerca e il Paese sappia rispondere a
questa difficile congiuntura dotandosi di un sistema di formazione moderno ed
efficiente. E´ una sfida difficile, di cui avverto come ministro la piena
responsabilità, ma sono anche consapevole che per vincerla occorre il
contributo di tutti». Difficile avere il contributo di tutti se si esclude una
parte del sindacato. Anche lei, come il presidente Berlusconi, ha voluto
privilegiare il rapporto con Cisl e Uil. «Guardi è esattamente il contrario. E´
la Cgil che ha alzato le barricate contro il governo e si è isolata in un
angolo. Era già successo nel 2002 col patto per l´Italia. La Cgil si dimostra
sempre di più il sindacato dello status quo, l´ostacolo al cambiamento,
l´avversario del futuro dei giovani. Io voglio il dialogo, le mie porte sono
spalancate per chi ha proposte, ma sono chiuse per chi vuole difendere lo
status quo» Ma i rettori, e non la Cgil, hanno spiegato che i tagli previsti al
fondo ordinario del 2010 metteranno tutti gli ateneiin ginocchio. Ed anche il
presidente Napolitano ha più volte espresso preoccupazione per i tagli. «Il
punto è un altro: nel 2010 le università dicono che non potranno più pagare
sedi e stipendi. Ma io mi chiedo e chiedo loro: come hanno investito i soldi in
questi anni? Erano proprio indispensabili 5500 corsi di laurea? Sono proprio
indispensabili 90 università e 320 sedi distaccate? Io mi attiverò per
garantire la sopravvivenza degli atenei, ma se la mia azione è accompagnata da
una autocritica del sistema universitario allora il confronto sarà più
costruttivo. In questo momento è chiaro che la strada per conquistare maggiori
risorse passa obbligatoriamente attraverso riforme profonde e coraggiose, che
mi auguro possano giovarsi del contributo dell´opposizione e di tutto il mondo
accademico».
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 27 - Interni
Il governo cala nei sondaggi Berlusconi perde quattro punti E Pisanu frena sul
federalismo: lo Stato è indivisibile Tra i ministri perdono
punti Gelmini e Tremonti,
sale Sacconi FRANCESCO BEI ROMA - è il primo consistente segnale di flessione
del consenso da due mesi a questa parte. In un periodo fortemente segnato dalla
crisi economica, dalle proteste sulla scuola, dall´agitazione del personale
Alitalia, dall´elezione di Obama, la fiducia in Silvio Berlusconi è scesa del 4
per cento. La percentuale di italiani che dichiarano di avere «molta»
fiducia nel Cavaliere resta alta, al 58%, ma per la prima volta da settembre va
sotto la soglia del 60%. Forse non sarà la fine della luna di miele ma qualche
incrinatura c´è, come del resto aveva ammesso lo stesso Berlusconi attribuendo
il calo alla campagna di «disinformazione» del centrosinistra. Le indicazioni
provengono dal monitoraggio che l´istituto Ipr Marketing conduce per il sito di
Repubblica. Scende del 4% anche la fiducia al governo nel suo complesso,
fermandosi al 50%. Un trend confermato da un altro sondaggio, realizzato da
Consortium (Nicola Piepoli) per il sito Affaritaliani. it, che vede il premier
perdere un punto e fermarsi al 49%. «Come dimostrano i sondaggi - commenta
soddisfatto Walter Veltroni - le voci in dissenso aumentano. Berlusconi dovrà
abituarsi». Tra i ministri, per l´Ipr, solo 5 su 21 guadagnano qualcosa e la
classifica stavolta è aperta da Maurizio Sacconi, titolare del Welfare, che
agguanta un rotondo più 5%. Bocciati con il segno meno ben 10 ministri, ma il
tapiro va a Maria Stella Gelmini, che scende di 5
punti in un solo mese, seguita da Giulio Tremonti con un meno 4%. Cambia
qualcosa anche nella percezione dei principali partiti. Il Pdl resta in testa
con il 50% di fiducia, ma perde quattro punti; il Pd, al contrario, è sotto
(33%) ma cresce del 4 per cento. Aumenta del 2% la Lega, stabili l´Udc e l´Idv.
Un´altra possibile fonte di guai per la maggioranza potrebbe rivelarsi il
federalismo fiscale, che già vede alcuni vistosi scartamenti - dopo quello di
Gianfranco Fini - rispetto alla linea ufficiale. Ieri dalla maggioranza si è
alzata la voce dell´ex ministro dell´Interno Beppe Pisanu. «Sono contrario a
qualsiasi forma di federalismo disaggregante», ha detto il neo presidente
dell´Antimafia alla presentazione del pamphlet scritto da Domenico Fisichella
contro il progetto leghista ("La questione nazionale", editoriale
pantheon). «L´articolo 5 della Costituzione - ha ricordato Pisanu - tutela
l´unità e l´indivisibilità della Repubblica. Per cui la Regione, come diceva
Don Sturzo, può esistere solo nella Nazione, mai contro e neppure a prescindere
da essa». Insomma, Pisanu invita il governo ad andarci con i piedi di piombo:
«Suggerirei prudenza, prima di varare norme di questo genere pensiamoci bene».
Un deciso colpo di freno alla riforma leghista è venuto anche da Pier
Ferdinando Casini: «Credo che bisogna avere il coraggio di rompere il tabù e
cominciare a dire no a questo federalismo. In un momento di crisi andare avanti
con questo federalismo rabberciato moltiplicherebbe solo i centri di spesa».
Paradossalmente, tra i presentatori del libro di Fisichella, è Massimo D´Alema
(infastidito per le «reazioni barbariche» alla sua proposta di bicamerale) a
credere di più nella riforma federalista, a patto che sia concepita come
«riorganizzazione dello macchina pubblica e non come la sua disarticolazione».
( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
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- MILANO - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-14 num: - pag: 1 autore: di
GIOVANNI SARTORI categoria: REDAZIONALE DOCENTI E MERITO UNIVERSITA': DUE
PROPOSTE I l ministro dell'Istruzione non si è lasciato spaventare troppo dalle
proteste, ma abbastanza da accettare ragionevoli rinvii e ripensamenti. Nel frattempo direi che la Gelmini, nel complesso, si sia mossa bene. Sulla scuola il ripristino
del «maestro unico» non è una tragedia (se tagli ci debbono essere, e essere ci
devono, questo non è esiziale), il ripristino dei voti espressi in numeri è una
semplificazione utile, e quello del voto in condotta necessario. I
maestri non debbono restare indifesi, gli studenti che vanno a scuola per
studiare non devono essere danneggiati dai cattivi studenti; e poi nessuna
organizzazione al mondo può funzionare senza incentivi e punizioni, senza premi
e sanzioni. Invece la scuola è stata sfasciata da una pedagogia «senza
punizioni» (quella, dicevo nel mio articolo precedente, divulgata dal dr.
Spock) che oramai ha contagiato persino la magistratura. Vedi il recente
pronunziamento di una Corte di Cassazione per il quale un docente commette un
reato se «minaccia» uno studente di bocciatura! E vedi l'altrettanto assurda
dilatazione del principio della privacy che consente a uno studente maggiorenne
di chiedere che i suoi voti scolastici non vengano comunicati ai genitori (che
di solito lo accasano)! Siamo matti? Sì, direi proprio che lo siamo. Ma veniamo
all'Università, che è ancora una partita largamente aperta. Primo problema: la
qualità dei professori. è, purtroppo, mediamente bassa. I docenti bravi, anche
bravissimi, ci sono ancora; ma sono schiacciati da una valanga di «baroncini»
insediati in cattedra da una politica universitaria (di indistintamente tutti i
governi post-68) miope e demagogica. Quando io vinsi il mio concorso a
cattedra, i posti di professore di ruolo erano, in tutta Italia, 3000; oggi i
docenti a vita sono circa 65 mila. I «precari» protestano perché per loro non
c'è posto. Già. Non c'è posto perché se l'Università viene imbottita a colpi di
migliaia alla volta di 30-35enni docenti di ruolo, finisce che per 30-40 anni i
posti li occupano loro. Elementare. Eppure si continua così. Su queste colonne
Giavazzi ha giustamente protestato per i nuovi concorsi già banditi. Purtroppo
sono già banditi. L'andazzo è demenziale; ma come si rimedia? La mia proposta è
di anticipare l'età della pensione da
( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-14 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Prefettura L'intervento di Cgil e Prc sblocca la trattativa fra
universitari e Fs. Convoglio straordinario partito ieri sera «A Roma con lo
sconto». Tensione in Centrale Studenti anti-Gelmini fronteggiati dalla polizia.
Disagi per i pendolari, poi l'accordo Anche l'attore Moni Ovadia è intervenuto
in solidarietà ai contestatori: niente democrazia senza scuola pubblica Sono
partiti alle dieci e un quarto di ieri sera con l'energia di sempre e il gusto
di una vittoria: «Ce l'abbiamo fatta, andiamo a Roma». Sono saliti sul
treno e oggi manifesteranno contro i tagli all'università. Hanno mantenuto la
promessa. A costo di una trattativa estenuante, l'aiuto (anche economico) di
Cgil e Rifondazione comunista, la garanzia del sindacato, qualche momento di
tensione e un pomeriggio di caos in stazione Centrale. Gli studenti e la loro
battaglia per il treno a prezzo politico. Tre di ieri pomeriggio, il movimento
è già stato in Prefettura a cercare di strappare a Trenitalia un biglietto a
quindici euro. Niente da fare, e allora non resta che andare in Centrale, più
di quattrocento si piazzano davanti agli ingressi con striscioni e megafoni.
Vogliono arrivare ai binari, ma gli ingressi sono bloccati da uno stuolo di
carabinieri e poliziotti in tenuta anti-sommossa. Non si passa. Non passano i
ragazzi, bloccati dalle forze dell'ordine. Non passano i passeggeri, che
increduli guardano il serpentone degli studenti piazzato a sbarrare i cinque
accessi ai binari. Caos in stazione. Viaggiatori che sgranano gli occhi davanti
ai due eserciti schierati uno di fronte all'altro, che non trovano la strada,
che devono mostrare il biglietto per accedere alla «zona rossa», che si
lamentano e cercano un varco. Un bambino si perde, i manifestanti lo aiutano a
ritrovare il papà, i proprietari dei chioschi abbassano le saracinesche.
Commento dei ragazzi: «La colpa dei disagi è di Trenitalia che non vuole
trattare». Replica del vicesindaco Riccardo De Corato: «Una minoranza arrogante
ha pensato di paralizzare la stazione proprio nel momento di punta ». Ma è ora
di organizzarsi: banchetto con raccolta di denaro per raggiungere Roma a
quindici euro (non basteranno), timbri alle mani per identificare chi ha
pagato, magliette con la scritta «siamo rimasti in mutande». Arrivano anche i
precari dell'università, che in mattinata hanno organizzato le lezioni in metrò
e che in Centrale portano Moni Ovadia. Piccolo comizio: «Non c'è democrazia se
non c'è scuola pubblica. In università vi chiamano capitale umano. Ribellatevi,
voi siete persone». Poi l'appello: «Invito tutti alla calma e a capire ognuno
le ragioni dell'altro». Ma forse è troppo tardi, all'ultimo varco i ragazzi
cercano di sfondare il cordone di sicurezza. Vengono respinti con gli scudi.
Parte qualche calcio alle transenne, ma è solo un attimo. Il grido torna a
essere uno solo: «Trattativa, trattativa». Dunque si tratta. In stazione e
fuori. Perché in campo scendono Cgil, Questura, Prefettura e Rifondazione
comunista. «è nostro interesse che non ci siano disordini», fa sapere Graziano
Gorla, responsabile organizzazione della Camera del Lavoro. «La situazione era
esasperata ». Tra i manifestanti c'è il consigliere regionale di Prc, Luciano
Muhlbauer, si cerca un compromesso. Ma Trenitalia sembra irremovibile. E allora
nuova colletta, i ragazzi chiedono «uno sforzo aggiuntivo», un passante regala
300 euro «per la causa». La somma si raccoglie: 18 mila euro i ragazzi, 5 mila
Rifondazione. Precisa Gorla della Cgil: «Da parte nostra non c'è stata
copertura economica diretta, ma può essere che qualche categoria (con tutta
probabilità i lavoratori della conoscenza) sia intervenuta». Si raggiunge un
accordo. E la Camera del Lavoro sottoscrive il contratto. A disposizione dei
ragazzi, un treno charter da 11 vagoni pagato, fa sapere Trenitalia, «a prezzo
di mercato» (e dunque intorno ai 32 mila euro). Esplode la gioia. E anche i
fumogeni. Alla fine salgono in 520. Via, verso Roma. «Sarà una giornata ancor
più indimenticabile di questa». Benedetta Argentieri Annachiara Sacchi
( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-14 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE L'alleanza «No ai tagli, il riordino dei poli va deciso
regione per regione» Formigoni e i rettori in rivolta: premi agli atenei
migliori Il governatore stringe un'alleanza con i rettori che chiedono al
governo risorse realmente commisurate al merito. Al
ministro Gelmini dicono
«bene il decreto, ma vada avanti, così non basta». La riforma s'ha da fare ma
sia «coraggiosa e organica ». E dettano quattro punti dai quali una vera
riforma non può prescindere: qualità, merito, rilancio della ricerca,
regionalizzazione. «Diciamo no a tagli indiscriminati, no a una
limitazione della qualità: si possono limitare i fondi, non penalizzare gli
atenei migliori», sintetizza per tutti Roberto Formigoni, al termine di un
incontro di due ore in Regione con rettori e prorettori delle 13 università
lombarde. La razionalizzazione di atenei e poli va fatta ma regione per
regione. «Abbiamo chiesto aiuto alla Regione — spiega il rettore del
Politecnico, Giulio Ballio —, perché non è più accettabile che gli atenei
lombardi siano sottofinanziati come è da sempre. Dal '95 ad oggi abbiamo avuto
1 miliardo di euro in meno rispetto a quanto avremmo dovuto ricevere in base ai
modelli teorici elaborati dal ministero e fondati sul prodotto». Cioè i
risultati. Ed ecco dunque il documento congiunto, sottoscritto alla riunione,
presenti anche gli assessori Gianni Rossoni e Massimo Buscemi. La richiesta di
«finanziamento sulla base del servizio reso» non va letta in chiave anti-Gelmini ma dentro la cornice di un «federalismo
universitario»: più autonomia (nella gestione delle risorse e nel reclutamento
del personale) e meccanismi che mettano al centro valutazione e merito. «Si
tratta di una forma di giustizia ed efficienza», ha chiarito Formigoni. La
Lombardia, in sostanza, detta la linea, perché, come spiega il documento,
«intende contribuire in modo propositivo alle iniziative del governo ».
L'autonomia degli Atenei va di pari passo con la necessità di «garantire il
diritto allo studio dei capaci e meritevoli». Ma oltre a criteri di merito più
rigorosi «servono borse di studio adeguate ai costi della vita lombardi». Non
solo. La Lombardia spinge per l'internazionalizzazione del proprio sistema
universitario: attrarre ricercatori dall'estero e sostenere la ricerca non è un
optional, ma una priorità. nonché di verifica della funzionalità e
dell'efficacia della dislocazione territoriale delle sedi e dei poli
universitari, ha chiarito Enrico Decleva, rettore dell'Università degli studi
di Milano. «Anche nell'ambito del federalismo fiscale si consideri l'importanza
che i sistemi universitari hanno per i sistemi territoriali — ha aggiunto
Decleva —. Il riordino dei circa 300 poli universitari è possibile solo
nell'ambito di un quadro regionale». Mentre Marcello Fontanesi, ai vertici
dell'Università Bicocca, ha chiarito: «Crediamo che la Regione possa finanziare
infrastrutture in settori strategici che consentano di mettere in rete le
nostre risorse, di non disperderle in mille rivoli e di avere quella massa
critica che ci può consentire di tenere testa alle grandi università
straniere». Paola D'Amico
( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-14 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Diario scolastico di Marco Imarisio Bruxelles e Londra I cortei «esportati»
L' invito è esteso anche agli indigeni. «L'appuntamento per la grande
manifestazione di venerdì è in avenue Emile Claus, laterale in fondo ad avenue
Louise, davanti all'ambasciata italiana». Cittadini belgi, partecipate
numerosi, i tagli della Gelmini
riguardano anche voi. Ce n'est que un début, continuons le combat! Ad
organizzare la protesta in terra straniera è un gruppo di studenti italiani, di
nascita o di origine, residenti a Bruxelles, i quali non si accontentano di
contestare la legge 133, definita come «l'ennesima tappa di un percorso in atto
da anni di smantellamento organizzativo e finanziario e svalutazione
culturale del ruolo dell'istruzione». Già che ci sono, vanno oltre la
situazione contingente della madrepatria, e protestano anche contro il processo
di Bologna, ovvero l'accordo di armonizzazione dei sistemi di istruzione
superiore siglato nel 1999 da 29 Stati, che ha introdotto, tra le altre cose,
il modulo 3+2 all'università e quello dei crediti formativi. «Tutte cose che
hanno profonde ripercussioni a livello europeo». A Londra invece posticipano di
un giorno. L'adunata è per sabato, a Grosvenor square, davanti all'ambasciata
italiana, ed è stata convocata da «The Right to Rebel-Italians Abroad Fight for
a Different Italy», un gruppo di studenti, insegnanti, ricercatori, lavoratori
italiani emigrati in Inghilterra «in cerca di un lavoro migliore di quello che
potevamo avere in Italia», così scrivono nel loro blog. Qui l'allarme sembra di
carattere più generale, e comprende anche «il clima di razzismo», le leggi
definite «su misura» che riguardano Silvio Berlusconi, e insomma «la cattiva
reputazione che ci stiamo facendo all'estero a causa della situazione politica
italiana». Vabbé, capito. Per adesso aderiscono in 13, altri tre sono in forse.
mimarisio@rcs.it
( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-14 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE La manifestazione Irruzione dei giovani di An in una sede Cgil.
Epifani: squadristi Scuola, oggi lo sciopero Tensione a Roma e Milano Braccio
di ferro studenti-polizia per un treno speciale Cinque cortei oggi nella
capitale. Molti studenti arrivati da tutta Italia hanno dormito negli atenei
occupati ROMA — Alla fine ce l'hanno fatta, sono partiti. Da Milano, Verona,
Napoli. Da tutt'Italia. Treni speciali, prezzi politici, addirittura
sconti-comitiva concessi ieri da Trenitalia dopo un braccio di ferro sfibrante.
Il movimento studentesco s'è rimesso in marcia e oggi «a Roma saremo in 100
mila», promettono, sognando l'assedio a Montecitorio (ma la zona è già stata
dichiarata off limits dalle forze dell'ordine). «L'Onda anomala prepara la
Mareggiata»: è un altro slogan della vigilia. «Moni Ovadia parti con noi...»:
così studenti e centri sociali milanesi, ieri pomeriggio, incontrando l'attore
per caso alla Stazione Centrale. Tutto questo, mentre la trattativa con le
Ferrovie per ottenere un treno-charter (15 euro a persona contro i 44 richiesti
dall'azienda) non si sbloccava e cresceva così la tensione con carabinieri e
poliziotti, schierati a difesa dei binari e a protezione degli altri
passeggeri. Moni Ovadia alla fine non è partito per Roma, ma ha solidarizzato
al megafono con i ragazzi: «Bravi, perché non vi siete fatti egemonizzare dai
partiti». Alla fine, il treno speciale s'è trovato: 5 mila euro li ha messi la
Cgil, altri 5 mila Rifondazione comunista e il resto (non più di 20 euro a
persona) gli universitari. Sciopero, dunque. Cgil e Uil oggi saranno in piazza
per la mobilitazione sull'università, la ricerca e l'alta formazione artistica
e musicale (accademie e conservatori). E sfileranno insieme agli studenti
contro la legge 133 (Cisl, Ugl e Snals hanno ritirato
l'adesione dopo l'incontro col ministro Gelmini). I manifestanti che sono arrivati in nottata in treno a Roma,
hanno dormito alla Sapienza nelle facoltà occupate. Azione universitaria (An) e
i Giovani di Forza Italia hanno accusato la sinistra di aver trasformato gli
atenei in «ostelli». In serata, per il «rischio di un'occupazione
imminente», è stato interrotto a Giurisprudenza un convegno di 450 giuristi, al
quale prendeva parte anche il giudice Frigo. Il rettorato, tuttavia, ha negato
«lo sgombero». «Mi auguro che i giovani possano manifestare respingendo
qualsiasi ipotesi di violenza», è l'appello del segretario generale della Cgil,
Guglielmo Epifani. Oggi, nella capitale, cinque cortei (e traffico in tilt,
probabilmente). Quello dei sindacati partirà dalla Bocca della Verità alle
9.30. Alla stessa ora, ma da piazze diverse, si muoveranno gli studenti: gli
universitari de «La Sapienza» da piazzale Aldo Moro; quelli di «Roma Tre» dalla
Piramide Cestia, i medi (a cui si uniranno gli universitari venuti in treno) da
piazza della Repubblica. L'arrivo, per tutti, sarà in piazza Navona, teatro
degli scontri del 29 ottobre tra «rossi» e «neri». Stavolta, però, quelli del «Blocco
studentesco» non ci saranno: «è una manifestazione tutta a sinistra, non
c'interessa », dicono. Ma un altro gruppo di destra, «Area identitaria romana»,
ha fatto sapere che un corteo, al grido di «non lasciamo la piazza ai
neo-comunisti», partirà alle 14 dal quartiere Prati per arrivare al ministero
della Pubblica istruzione. Insomma, la tensione resta alta. Specie dopo
l'irruzione, ieri mattina, nella sede romana della Cgil-scuola di un gruppo di
Azione studentesca (An). Dura la reazione del sindacato (per Epifani è
un'«azione squadrista »), Prc e Pdci hanno parlato di «atto di stampo
neo-fascista ». Per i giovani di destra, invece, solo «un'occupazione pacifica
e goliardica», decisa nei confronti della Cgil-scuola «che è il responsabile
principale di un sistema che non ci piace, il sistema di privilegi che ingessa
la scuola italiana». «Rischio occupazione» Alla Sapienza convegno di giuristi
interrotto per «rischio occupazione». Il rettorato: nessuno sgombero Fabrizio
Caccia GUARDA le foto degli studenti su www.corriere.it
( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
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NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-14 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Il settimanale L'Economist: sistema corrotto Sì
alla riforma della Gelmini
MILANO — E due. Già ad ottobre The Economist aveva dato un primo via libera,
seppur condizionato, alla riforma scolastica del governo Berlusconi: «Ben venga
la riforma del ministro Gelmini a patto che i risparmi promessi dal governo vengano utilizzati
per apportare dei miglioramenti al sistema scolastico italiano». Ora, a
un mese di distanza, il sostegno del settimanale inglese si consolida in una
durissima critica al sistema universitario italiano — ritenuto corrotto,
inefficiente e mal gestito — e in una difesa della linea Gelmini:
il dito è puntato contro «il potere dei baroni» che «trattano le loro facoltà
come feudi personali» e gli sprechi, considerato il fatto che cinque atenei
sono in bancarotta e l'intero sistema sta crollando. Il ministro Gelmini — scrive il periodico — ha preparato due
provvedimenti ancora in discussione, ma intanto ha il sostegno del governo per
alcune misure iniziali su docenti, ricercatori e borse di studio: «Tutto ciò
dovrebbe sembrare una buona notizia per gli studenti e i docenti, che invece
hanno organizzato proteste in tutto il Paese mentre i sindacati hanno indetto
uno sciopero nazionale contro le sue riforme. Ma i suoi piani meritano almeno
ascolto».
( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-14 num: - pag: 13 categoria:
BREVI I Comuni dicono no al piano programmatico, le Regioni si spaccano La bocciatura è arrivata in conferenza unificata la bocciatura del
piano programmatico della scuola previsto dalla riforma Gelmini (foto) da parte dei Comuni e
della maggior parte delle Regioni, che però si sono divise: quelle in mano al
centrosinistra hanno votato contro, a favore quelle di centrodestra (Lombardia,
Friuli Venezia Giulia, Molise, Veneto) mentre la Sicilia si è astenuta.
Via libera al testo, invece, dalle Province, che però chiedono un tavolo di
confronto
( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-14 num: - pag: 9 categoria:
BREVI FALSA RIFORMA Far cassa sui bambini Sono mamma di due bimbi alla materna
e di una bimba alle elementari, e sono anche una ricercatrice universitaria di
matematica. Sottoscrivo pienamente l'appello al ministro Gelmini perché riconsideri la questione
«scuola elementare»: ho volutamente evitato il termine «riforma », in quanto
non si tratta di una riforma, ma dello smantellamento di un buon sistema di
istruzione pubblica (certamente migliore di molti altri Paesi), in nome di
esigenze di cassa. L'istruzione primaria pubblica non è un servizio
minimo che va garantito agli «utenti-cittadini»: è invece, un bene fondamentale
per tutti, una ricchezza imprescindibile, poiché su di essa si basa la
democrazia. Forse bisognerebbe dare una rispolverata alla Costituzione, prima
di intraprendere con tanta leggerezza operazioni matematiche sul bilancio...
Cristina Tarsi
( da "Repubblica.it" del 14-11-2008)
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GENOVA - Genova è
ancora stupita, amareggiata, è di nuovo una città sotto choc dopo la sentenza
della prima sezione del Tribunale sui pestaggi alla scuola Diaz, durante il G8
del 2001. Sentenza che ha assolto i vertici della polizia e condannato agenti e
due soli dirigenti, Michelangelo Fournier che aveva definito quella notte di
botte e violenza, tra il 21 e il 22 luglio del 0001, una "macelleria
messicana" e l'ex capo del reparto Mobile di Roma, Canterini. Chiedono
subito una commissione d'inchiesta parlamentare il sindaco di allora, Giuseppe
Pericu e quello di oggi Marta Vincenzi. E il presidente della Regione, Claudio
Burlando parla di "strano ragionamento, pensare che agenti e funzionari
abbiano agito da soli, con un blitz contro vittime inermi, senza che i vertici
sapessero nulla". E' tornato nel suo ufficio in Procura, Enrico Zuucca uno
dei due pm, l'altro è Francesco Cardona Albini, che hanno rappresentato
l'accusa. Era in aula, l'altra sera, ha sentito le urla di "vergogna"
partite dal pubblico, dai parenti di quei 93 manifestanti. Ora commenta:
"Le vittime hanno tutto il diritto di chiedere giustizia, la pubblica
accusa ha esercitato il suo diritto di azione penale, nessuno ha diritto ad
avere un risultato piuttosto che un altro". Così si torna al verdetto che
ha di nuovo infiammato gli animi. L'Anm avverte: "serve rispetto per il
lavoro dei magistrati, rispetto e non insulti inaccettabili", e se l'altra
sera qualcuno urlava, "vergogna, ci avete ingannato per sette anni, ve la
faremo pagare, ieri i commenti si sono intrecciati. E' una "sentenza
equilibrata" per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl;
"Adesso sappiamo che in Italia organizzare brutali pestaggi e seminare
false prove è considerato un fatto lecito non punibile", ribatte Franco
Giordano, ex segretario nazionale di Rifondazione. Maurizio Gasparri,
presidente Pdl al Senato: "Si leggono commenti scomposti, qualcuno forse
voleva un processo stalinista ai vertici della polizia? Siamo in un pease
libero, ci sono state condanne, ma è caduto un complotto e la polizia esce a
testa alta da questa vicenda giudiziaria". Giuliano
Giuliani, padre di Carlo ucciso il giorno prima del blitz alla Diaz, il 20
luglio, parlando a Roma a studenti che manifestavano contro il decreto Gelmini, li ha esortati così:
"andate avanti, fate crescere l'onda, ma tenete gli occhi aperti, la notte
è ancora lunga da passare". (14 novembre 2008
( da "Repubblica.it" del 14-11-2008)
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GENOVA - Genova è ancora
stupita, amareggiata, è di nuovo una città sotto choc dopo la sentenza della
prima sezione del Tribunale sui pestaggi alla scuola Diaz, durante il G8 del
2001. Sentenza che ha assolto i vertici della polizia e condannato agenti e due
soli dirigenti, Michelangelo Fournier che aveva definito quella notte di botte
e violenza, tra il 21 e il 22 luglio del 0001, una "macelleria
messicana" e l'ex capo del reparto Mobile di Roma, Vincenzo Canterini. E,
oggi, entrambi parlano e si difendono. "Sono diventato il capro espiatorio
di tutto questo casino - dice Canterini, oggi addetto all'ambasciata italiana
in Romania -. Sono amareggiato, per me e per i miei uomini. Comunque, andrò
fino in fondo, fino all'ultimo grado di giudizio, per dimostrare che non
c'entro, non c'entriamo nulla". Anche Michelangelo Fournier, condannato a
due anni controi i 3 e sei mesi chiesti dall'accusa, annuncia che vuole
rinunciare alla prescrizione. Dovrebbe scattare a marzo, ma, confermano i suoi
legali, Silvio e Rinaldo Romanelli, l'ex capo del VII Nucleo speciale del
Reparto Celere di Roma, non è di questa idea. E la stessa strada, rinunciare
alla prescrizione, potrebbero scegliere i capi squadra Lucaroni, Tucci,
Compagnone e l'ispettore Basili, tutti del primo reparto mobile. Subito dopo la
sentenza, Fournier ha detto ai suoi legali: "Sono sereno, ho fatto quello
che ritenevo di dover fare, quando sono entrato, ho cercato di tutelare gli
occupanti della scuola, ho interrotto le violenze, ho prestato soccorso a chi
ne aveva bisogno". Per questo, ha aggiunto "adesso intendo affrontare
con serenità il giudizio di secondo grado, come ho affrontato con lealtà, il
processo che si è appena concluso". Michelangelo Fournier, è stato sentito
in aula il 13 giugno del 2007 e lì, di fronte al Tribunale ha ribadito quello
che aveva dichiarato ai pm. E cioè che alla "Diaz era successa una
macelleria messicana" , un blitz contro 93 ragazzi che dormivano e sono
stati pestati e feriti. Pochi giorni prima il 6 e 7 giugno era stata la volta
di Vincenzo Canterini. Sono stati gli unici, tra i dirigenti della polizia, a
affrontare un interrogatorio in aula, mentre gli altri imputati hanno scelto la
strada delle "dichiarazioni spontanee", vale a dire deposizioni che
non consentono il controinterrogatorio, né dell'accusa, né delle difese, e
neppure del Trbunale. Intanto il sindaco di allora, Giuseppe Pericu e quello di
oggi Marta Vincenzi chiedono subito una commissione d'inchiesta. E il
presidente della Regione, Claudio Burlando parla di "strano ragionamento,
pensare che agenti e funzionari abbiano agito da soli, con un blitz contro
vittime inermi, senza che i vertici sapessero nulla". E' tornato nel suo
ufficio in Procura, Enrico Zucca uno dei due pm, l'altro è Francesco Cardona
Albini, che hanno rappresentato l'accusa. Era in aula, l'altra sera, ha sentito
le urla di "vergogna" partite dal pubblico, dai parenti di quei 93
manifestanti. Ora commenta: "Le vittime hanno tutto il diritto di chiedere
giustizia, la pubblica accusa ha esercitato il suo diritto di azione penale,
nessuno ha diritto ad avere un risultato piuttosto che un altro". Aggiunge
il pm, intervistato da Repubblica Tv, "noi abbiamo lavorato e portato una
serie di prove, i giudici le hanno valutate". Poi non esclude il ricorso,
soprattutto, spiega "permotivi tecnici", ma rinvia la decisione alla
lettura del dispositivo della sentenza. Così si torna al verdetto che ha di
nuovo infiammato gli animi. L'Anm avverte: "serve rispetto per il lavoro
dei magistrati, rispetto e non insulti inaccettabili", ma se l'altra sera
qualcuno dal pubblico urlava, "vergogna, ci avete ingannato per sette
anni, ve la faremo pagare", ieri i commenti e i giudizi del mondo politico
e non solo si sono intrecciati. E' una "sentenza equilibrata" per
Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl; "Adesso sappiamo che in
Italia organizzare brutali pestaggi e seminare false prove è considerato un
fatto lecito non punibile", ribatte Franco Giordano, ex segretario
nazionale di Rifondazione. Maurizio Gasparri, presidente Pdl al Senato: "Si
leggono commenti scomposti, qualcuno forse voleva un processo stalinista ai
vertici della polizia? Siamo in un pease libero, ci sono state condanne, ma è
caduto un complotto e la polizia esce a testa alta da questa vicenda
giudiziaria". Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso
il giorno prima del blitz alla Diaz, il 20 luglio, parlando a Roma a studenti
che manifestavano contro il decreto Gelmini, li ha esortati così: "andate avanti, fate crescere l'onda,
ma tenete gli occhi aperti, la notte è ancora lunga da passare". (14
novembre 2008
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Interni
L´università invade la piazza gli studenti sotto Montecitorio "Siamo 200
mila". La Questura: 100 mila, anzi 30 mila Oggi e domani assemblea alla
Sapienza. A Roma 16 indagati per i licei occupati MARIO REGGIO ROMA - Che l´Onda
anomala avrebbe invaso Roma era nell´aria. Ma che si sarebbe trasformata in un
pacifico tsunami non se l´aspettava nessuno. Duecentomila in piazza secondo i
collettivi universitari e gli studenti delle superiori. La Questura di Roma
alle due di pomeriggio certifica 100 mila manifestanti, alle 17 ci ripensa e ne
annuncia 30 mila. Tre i cortei hanno invaso il centro storico della città, più
quello di Cgil e Uil università e ricerca che è partito dalla Bocca della
Verità ed ha raggiunto piazza Navona. Dal palco il leader della Cgil ha
polemizzato con la Cisl che all´ultima ora non ha aderito: «Chi non c´è
sbaglia. Ogni volta che provano ad isolarci gli va male, però persistono. Siamo
per la riforma di scuola, università e ricerca ma contro i tagli del governo».
Che la giornata sarebbe stata "speciale" si è capito subito. Alle
nove e mezza lo spettacolo dall´ingresso della Sapienza è impressionante: un
muro umano che arriva oltre la statua della Minerva e campeggia sulle scale del
Rettorato. E per il momento sono solo gli universitari del più grande ateneo
d´Europa. La parola d´ordine è nota: «Non pagheremo la vostra crisi». Gli
universitari, i ricercatori precari, gli assegnisti, quelli che lavorano in
nero nelle facoltà l´hanno capito: «così, per noi non c´è nessun futuro»,
afferma Giorgio, contratto precario da 800 euro al mese a Fisica. è una
generazione che rischia di finire nei call-center dopo 20 anni di studio. Si
riordinano le fila. Il corteo ha deciso di dotarsi di un servizio d´ordine
leggero, per evitare provocazioni: scudi di gommapiuma con su scritto il nome
di un famosa opera letteraria e l´autore. Arrivano i cortei dalla stazione
Tiburtina. Sono quelli partiti dal Sud. Il fiume umano cresce mano a mano che
punta su piazza Esedra, dove li aspettano quelli delle superiori e gli studenti
appena scesi dai treni alla stazione Termini. La moltitudine, compatta,
vociante, scende per via Cavour. A San Pietro in Vincoli gli studenti di
Ingegneria occupata salutano. Sulla scalinata lo striscione con l´Onda e la
scritta "Travolgiamoli". Lì sotto Paolo Giordano, premio Strega e
dottorando in Fisica a Torino: «I giovani hanno capito che il futuro è nero,
per la prima volta da anni la presa di coscienza è di massa». I cordoni
procedono a rilento a via dei Fori Imperiali sono in attesa gli studenti di
Roma Tre. Il corteo, enorme, punta su piazza Venezia, poi si blocca a Largo
Argentina. Una parte dei collettivi chiede di arrivare a Montecitorio. La
Questura chiude un occhio. Una marea umana invade i vicoli e punta sulla Camera.
Gli studenti urlano "vergogna", "ci bloccano il futuro,
blocchiamo la città". L´assedio dura un´ora, poi il corteo torna alla
Sapienza. Oggi e domani assemblea dei delegati universitari. Domenica la
piattaforma sul futuro degli atenei. «Niente sconti ai
baroni - afferma Giorgio di Scienze Politiche - non è un´idea della Gelmini». E intanto la procura di Roma
apre un´inchiesta sulle occupazioni in quattro istituti: Giulio Cesare, Artusi,
Azzarita e Kennedy. 16 gli studenti indagati.
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Interni Berlusconi:
partecipazione sotto le attese FRANCESCO BEI DAL NOSTRO INVIATO MONTECATINI -
La maggioranza, passata l´Onda, tira un sospiro di sollievo. Maurizio Gasparri
sostiene che è stato «l´ennesimo fallimento della
mobilitazione di piazza della sinistra» e il ministro Mariastella Gelmini - intervistata dal Tg5 - può
mostrarsi magnanima: «Le porte del ministero saranno sempre aperte a quelli che
hanno proposte. Certo - dice ripetendo il "nocciolo" dell´intervista
di ieri a Repubblica - non starò mai dalla parte di chi vuole lo status quo».
E in tarda serata, dagli Usa, è lo stesso premier Silvio Berlusconi a definire
«certamente molto inferiore» alle aspettative la partecipazione al corteo, «il
che conferma che la grandissima maggioranza degli italiani vuole una riforma
per una scuola efficiente». Ma non sono soltanto i numeri della manifestazione
a far tornare il sorriso al centrodestra. E´ soprattutto la spaccatura del
sindacato - con la Cisl che ha ritirato l´adesione alla manifestazione dopo un
incontro con il ministro Gelmini - il risultato
politico a cui teneva il governo. E l´obiettivo è stato raggiunto. Così il
forzista Gregorio Fontana può dire che «chi era in piazza non rappresenta il
mondo dell´università», visto che «il sindacato più rappresentativo ha revocato
lo sciopero». Dopo la defezione di Bonanni è questo il tasto su cui battere: a
protestare contro i provvedimenti della Gelmini è solo
una minoranza politicizzata. «Anche dal numero dei partecipanti alla
manifestazione - osserva il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto - risulta
evidente che a scendere in campo è una minoranza di studenti e di sindacati,
minoranza rispettabile che, però, non può pretendere di dettar legge».
«L´assenza dai cortei di una parte importante del sindacato della scuola -
insiste Osvaldo Napoli - sta a dimostrare che l´azione del governo e del
ministro si muove nella direzione giusta». Di università si parlerà oggi a
Montecatini, dove Marcello Dell´Utri riunisce i Circoli del Buongoverno. La Gelmini risponderà alle domande dei ragazzi
"dellutriani". Quella che ieri sera Dell´Utri ha illustrato davanti
ai rappresentanti dei suoi 4000 circoli è una vera e propria strategia di
conquista degli atenei. «C´è troppa confusione sulla riforma Gelmini
- ha detto il fondatore - e per questo il nostro progetto è di incentivare
ancora di più la formazione dei circoli all´interno delle università italiane
per spiegare ai giovani le novità introdotte dal governo».
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Interni
Il movimento è diventato adulto "Né tagli né baroni, andiamo avanti"
(SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Roma I cortei
contro i tagli e l´assedio pacifico a Montecitorio. In diretta il padre di
Carlo Giuliani ai giovani: "Non arrendetevi" Studenti, la città
invasa dall´Onda "Siamo in duecentomila". E oggi la maxi-assemblea
alla Sapienza l´assedio alla fine c´è stato. Pacifico e gioioso, come il
movimento che l´ha creato e che, in due mesi di proteste, ha saputo dare vita
ad un corteo non violento, eteregeneo nella composizione ma
unanime nel dissenso verso la riforma Gelmini. In migliaia ieri (200mila secondo gli organizzatori, 30mila per
la questura) hanno preso parte all´Onda-day, la manifestazione nazionale degli
universitari e studenti medi che ha sfilato dalla Sapienza e Roma Tre per le
vie del centro, arrivando fino a Montecitorio. E in collegamento
telefonico con il corteo, il padre di Carlo Giuliani ha esortato i giovani a
«non arrendersi». Oggi e domani, alla Sapienza, si terrà l´assemblea plenaria
del movimento per approvare la "controriforma Gelmini".
ANNA MARIA LIGUORI E LAURA MARI ALLE P
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Roma
L´Onda-day: "Siamo in 200mila" Il padre di Carlo Giuliani parla in
diretta agli studenti: "Andate avanti così" E da stamani workshop e
assemblee per elaborare la controriforma ANNA MARIA LIGUORI LAURA MARI Nessuno
scontro, nessun momento di tensione con le forze dell´ordine. Solo musica, slogan,
striscioni e poi, in serata, il bivacco-festa nella città universitaria. «è
stata una giornata epocale» commentano soddisfatti, a fine giornata, i leader
della protesta. E in effetti, a chi prevedeva violenze e possibili scontri,
l´Onda ha risposto mostrando una grande capacità di gestione della piazza e di
un movimento estremamente variegato ed eterogeneo. L´Onda-day è iniziato alle
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Roma
Inchiesta sulle occupazioni di quattro istituti: la Procura ha indagato sedici
ragazzi I "quartini", 14enni duri e puri l´ala più ribelle del
movimento "Siamo in piazza contro i tagli e per difendere il nostro
futuro" TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) In piazza ci sono i
quartini del Tasso. «Partecipo alle assemblee e siamo informati sulla legge -
spiega Carlo Marongiu della IV E del liceo di via Sicilia- certo, provo un po´
di vergogna nel prendere la parola. Ero anche un po´ emozionato alla
manifestazione di piazza Navona perché era il mio presidio e si stava con i
grandi, si conosceva gente. Ma dopo i tafferugli cerco di scegliere le
manifestazioni a cui andare. Ho partecipato anche alla nostra occupazione.
Credo che siamo stati tra i primi a mobilitarci», aggiunge con orgoglio. E c´è
anche chi se la prende se sente che i 14enni vengono accusati solo di
partecipare alle manifestazioni pur di non andare a scuola: «Non è affatto
vero. Non seguiamo la massa - spiega Davide Ceccanti, quartino del Virgilio,
storico di via Giulia - Questi tagli ci riguardano e riguardano i nostri
docenti. Sono rappresentate di classe e nei prossimi giorni vorremo fare altre
assemblee informative». In testa al corteo, con in mano per
tutto il tempo lo striscione «Contro Gelmini, fascisti e privatizzazione» c´è proprio un "primino"
dello scientifico Cavour: «Partecipo a tutte le manifestazioni da ottobre -
spiega Andrea Fideli, I F - Manifesto e manifestano anche i miei compagni non
certo per saltare scuola. La scuola ce la stanno distruggendo». «Anche
se queste sono le nostre prime manifestazioni non vuole dire che non siamo
informati - rivendica con orgoglio Marco Soprano, primo anno dello scientifico
Righi - Il nostro obiettivo è il ritiro del decreto. Sappiamo che è difficile,
ma siamo tanti a manifestare». «E´ stupido non entrare a scuola con la scusa
del corteo per poi tornarsene a casa - spiega Hiras De Bernardini, primo anno
dello scientifico Newton di viale Manzoni - Noi siamo qui per protestare per il
nostro futuro». E Costantino Cusatelli, del liceo artistico Caravillani,
aggiunge: «Siamo contro la legge Gelmini perché a
scuola non ci sono neanche i soldi per comprare i materiali per i laboratori.
Questo significa che dovremo metterli di tasca nostra ed è per questo-
sottolinea Costantino- che anche i nostri genitori approvano le proteste e le
manifestazioni dell´Onda. Non è giusto che siano le famiglie a pagare i tagli
del governo e di una riforma che tutti contestano». Intanto sono 16 gli
studenti che sono stati iscritti nel registro degli indagati dopo le denunce
dei presidi delle scuole occupate nelle settimane scorse. Al classico Giulio
Cesare - dove la dirigente presentò un esposto per segnalare la protesta - ieri
si sono infatti aggiunti l´istituto alberghiero Artusi e gli scientifici
Azzarita e Kennedy. I reati ipotizzati sono invasione di edifici, interruzione
di pubblico servizio e danneggiamento. E tra oggi e martedì i collettivi si
riuniranno per organizzare manifestazioni contro queste denunce e le minacce di
provvedimenti disciplinari. Domani pomeriggio, invece, saranno alla Sapienza
per partecipare all´assemblea dell´Onda.
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo Tre
cortei per lo sciopero. Occupata l´Accademia di Belle arti Studenti e impiegati la marcia dei 50 mila STEFANIA SCOLARO Il decreto Gelmini è legge, cosa succederà dal
prossimo anno scolastico se non raccogliamo tante firme per poter impedire che
lo scempio della scuola pubblica diventi realtà? A settembre del 2009 le
bambine e i bambini delle scuole elementari con i loro grembiulini, chi con
quelli griffati, chi con quelli comprati al mercato rionale, troveranno
ad accoglierli un solo insegnante, probabilmente una maestra, che in un´aula
più affollata e con un tempo scuola ridotto, 24 ore settimanali, dovrà
insegnargli tutto quello che dagli anni Novanta a oggi una pluralità di docenti
- in un tempo più lungo e con specifiche competenze - hanno insegnato ai loro
compagni più grandi. SEGUE A P
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Palermo Mobilitazione contro la riforma Gelmini che riduce l´orario settimanale. Da lunedì lezioni all´aperto
Licei artistici in piazza con "Guernica" Davanti al Politeama sarà
esposta una grande copia del celebre quadro di Picasso SALVO INTRAVAIA «La
riforma Gelmini decreta la
morte dell´istruzione artistica»: il grido d´allarme sul futuro dei licei
artistici e degli istituti d´arte è stato lanciato ieri pomeriggio
durante un´affollata assemblea nell´aula magna del Damiani Almeyda. Presidi e
professori, provenienti da quasi tutte le province siciliane, hanno discusso a
lungo sulle conseguenze dell´ormai nota legge 133 e sulle iniziative da mettere
in campo per contrastarla. In serata è stato redatto un documento e sono state
concordate una serie di iniziative che lunedì mattina vedranno in piazza
studenti e insegnanti. «Secondo il piano Gelmini -
spiega Claudio Gabriele, insegnante dell´Almeyda - i licei artistici avranno un
orario di 32 ore settimanali». Attualmente, sia nei corsi sperimentali quinquennali
sia in quelli di ordinamento (quadriennali), le ore settimanali sono di gran
lunga di più. «A farne le spese - incalza Franco Reina, docente dell´artistico
Catalano - saranno le ore di discipline pittoriche». «E con poche ore dedicate
al disegno e alla pittura - aggiunge Gabriele - gli studenti non avranno più il
tempo acquisire la pratica e l´istruzione artistica verrà snaturata». A
Trapani, spiega la professoressa Maria Pia Adamo, «il giovane liceo artistico
Michelangelo rischia di chiudere». Mentre Gianni Privitera, preside dell´Emilio
Greco di Catania, invita i colleghi a elaborare una proposta «alternativa a
quella del governo». E gli istituti d´arte? «Ancora non si è capito - dice
Carlo Monastra, preside dell´istituto d´arte di Palermo - come andrà a finire,
sembra certo che i laboratori subiranno il taglio maggiore». L´eventuale
licealizzazione degli istituti d´arte decreterà la fine di scuole uniche come
quella del Mosaico al D´Aleo di Monreale. «Un´esperienza come quella - dice
Aurelio Scuderi - è destinata a concludersi». Lunedì mattina gli studenti del
Damiani Almeyda svolgeranno le loro lezioni in piazza Politeama, dove
esporranno una copia di
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Palermo
Studenti e impiegati, la marcia dei 50 mila Gli ombrelli colorati dei ragazzi,
le bandiere della Cgil: tre cortei e un raduno Gli aspiranti medici sfilano col
camice bianco. Occupata l´Accademia di Belle arti: "No ai tagli"
CLAUDIA BRUNETTO Tre cortei diversi per dire no ai tagli su scuola e
università. E per sostenere la manifestazione nazionale
contro la riforma Gelmini
che si svolgeva nelle stesse ore a Roma. Così studenti medi, universitari e
lavoratori del pubblico impiego - diverse migliaia di persone, secondo gli
organizzatori addirittura cinquantamila - nella tarda mattinata di ieri si sono
incontrati in piazza Bologni dopo avere sfilato per le vie del centro.
Nelle stesse ore gli studenti dell´Accademia di Belle arti diffondevano un
volantino per comunicare di avere occupato l´istituto: nel mirino il taglio del
40 per cento del fondo di finanziamento ordinario. Concentramento alle
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XVII -
Palermo Quale scuola nell´anno che verrà STEFANIA SCOLARO I bambini con
handicap e i figli degli immigrati saranno sempre meno integrati per la carenza
di docenti in grado di personalizzare gli interventi educativi. I genitori alle
ore 12,30 saranno costretti a lasciare il lavoro per andare a prendere i
bambini che, in particolare in Sicilia, dove per carenze strutturali non esiste
il tempo pieno, verranno privati di una valida e articolata offerta formativa. Le scuole, afferma il ministro Gelmini, se richiesto dalle famiglie, potranno allungare di due o più
ore il tempo di insegnamento. Ma per farlo dovranno attingere al fondo di
istituto, così a fronte di minori finanziamenti verrà impoverita l´offerta
formativa e condizionata l´autonomia scolastica. Il personale scolastico
di ruolo sarà utilizzato in maniera diversificata. I precari, persone che da
anni operano nella scuola con contratti a tempo determinato, resteranno a casa
e andranno a ingrossare la folta schiera dei disoccupati, per lo più donne e,
specificamente, del Sud. I Comuni, costantemente alle prese con bilanci
disastrati resi ancora più deficitari dall´abolizione dell´Ici, dovranno
stanziare risorse per quei servizi come gli scuola-bus per il trasporto dei
bambini nelle sedi scolastiche più grandi poiché le scuole con meno di 50
alunni saranno chiuse. La legge voluta dal governo Berlusconi crea dunque forte
disuguaglianza sociale e amplifica le differenze tra le Regioni e i Comuni.
Come faranno il presidente della Regione Raffaele Lombardo e la sua parte
politica, che hanno votato a favore del decreto Gelmini,
a sopperire al grave disagio dei bambini, delle famiglie, dei giovani
universitari e dei precari siciliani ai quali viene sottratta la possibilità di
prendere quell´ascensore sociale che solo il sapere e la conoscenza possono
garantirgli per migliorare il loro status di vita e di lavoro? Come farà ad
assicurare il diritto allo studio ai bambini dei comuni di montagna e delle
isole se il decreto legge 154 all´articolo 3 prevedeva che, entro il 30
novembre 2008, i direttori regionali dovevano procedere alla razionalizzazione
pena l´invio di commissari ad acta, alla faccia del diritto delle Regioni di
decidere, in piena autonomia, su una materia così importante? Né ci
tranquillizza la notizia secondo la quale, dopo le proteste di sindaci e
governatori, il dimensionamento delle istituzioni scolastiche viene rinviato di
un anno. Infatti il problema viene solamente congelato e date le premesse, non
ci sembra che il governo voglia riconoscere la prerogativa delle Regioni a
decidere sulla base degli Statuti regionali e delle proprie esigenze economiche
e territoriali. Il Partito democratico, consapevole della grave situazione
economica e degli sprechi che se individuati vanno immediatamente eliminati,
con grande senso di responsabilità ha fatto proposte e presentato emendamenti
che, se fossero stati accolti e condivisi, avrebbero migliorato la legge e
continuato a garantire i diritti allo studio e al lavoro, di tutti i cittadini
da Nord a Sud. Invece, una maggioranza parlamentare arrogante e miope ha
ignorato le proposte, ridotto i tempi del dibattito e snobbato le migliaia di
persone che da giorni protestano pacificamente nelle piazze, nelle scuole e
nelle università. Noi, democratiche e democratici, siamo accanto al personale
della scuola, ai precari, agli studenti e al sindacato in questo grande
movimento di piazza che chiede più scuola e università, più qualità e più
risorse contro i tagli indiscriminati che tolgono opportunità di crescita,
sociale e culturale e, futuro ai giovani. Il Pd regionale si mobiliterà per la
raccolta delle firme per un referendum finalizzato ad abolire quelle norme che
penalizzano il settore scolastico; inoltre, è già previsto per il mese di
novembre, a Messina, un incontro con la senatrice Maria Pia Garavaglia,
ministro ombra della Pubblica istruzione, durante il quale saranno illustrate
le proposte del partito democratico per la scuola e l´università. L´autrice è
responsabile regionale scuola e formazione del Pd
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Napoli
L´Onda rilancia: 7 giorni di proteste In mille sul treno per Roma, ancora
occupate Lettere e Orientale Per la prossima settimana non solo mobilitazione
di piazza ma anche creatività BIANCA DE FAZIO Sulla richiesta di un treno
speciale per andare a Roma, sono stati accontentati. Hanno ottenuto di pagare -
andata e ritorno - appena 5 euro. Così sul convoglio in partenza poco dopo le 8
dalla stazione centrale, ieri mattina, si sono stipati in poco meno di mille. Gli studenti del movimento anti Gelmini si sono mossi da Napoli per partecipare, a Roma, alla
manifestazione indetta dai sindacati Cgil e Uil. E dato che sul treno non c´era
posto per tutti, in tanti hanno optato per i pullman, messi a disposizione dai
sindacati, che partivano dal piazzale dinanzi alla stazione. Chi si
aspettava che la trasferta nella capitale significasse la contestuale
liberazione delle sedi universitarie occupate è rimasto deluso. Lettere e
Filosofia è ancora nelle mani degli studenti. Idem l´Orientale. Ma è possibile
che la scena cambi nelle prossime ore: una ventina di rappresentanti dell´Onda
napoletana sono rimasti a Roma (e ci staranno fino a domani) per partecipare
all´assemblea nazionale che alla Sapienza vedrà confrontarsi le varie realtà,
anche territoriali, del movimento degli studenti. è qui che decideranno le
nuove forme di autorganizzazione e di protesta. Ci saranno nuovi appuntamenti
in piazza (ad esempio quello del 12 dicembre per lo sciopero generale indetto
dalla Cgil contro la politica economica del governo). E già dalla prossima
settimana ci sarà mobilitazione all´insegna della creatività, nelle scuole e
nelle università, per celebrare, lunedì e nei giorni seguenti, la
"Giornata internazionale degli studenti" collegata al Social forum,
che ha scelto il 17 novembre quale data della mobilitazione contro "la
privatizzazione dei canali di accesso al sapere". Una settimana di fermento
non solo qui da noi, ma in tutta Europa e oltre. Focalizzando l´attenzione su
quattro temi: la precarietà (già da studente), l´immigrazione (per promuovere
una pratica realmente interculturale nelle scuole), l´informazione e la
sessualità. E tra una settimana gli studenti progettano di essere di nuovo in
piazza, per «condividere con la società civile e le istituzioni locali motivi e
contenuti della mobilitazione». Intanto ieri i ragazzi delle scuole superiori
hanno fatto di nuovo sentire la loro voce in piazza a Napoli. I ragazzi dei
licei Vittorini, Sbordone, Vittorio Emanuele e Fonseca, ad esempio, hanno
improvvisato una manifestazione con un corteo che, partito da piazza del Gesù,
ha attraversato le vie del centro facendo rotta su piazza Garibaldi. Ci
tengono, i ragazzi del Fonseca, a raccontare, tra l´altro, che i danni di cui
sono stati accusati una volta cessata l´occupazione del loro istituto non sono
imputabili a loro, ma a persone estranee alla scuola, entrate da un accesso
secondario non protetto. Altri gruppi di studenti delle scuole superiori si
sono incontrati in piazza del Plebiscito, dove hanno incrociato anche la
mobilitazione dei lavoratori del pubblico impiego portati in corteo dalla Cgil
funzione pubblica. Cori comuni contro il governo, contro la Gelmini
e contro Tremonti e Brunetta. Anche a Ischia ieri gli studenti delle scuole
superiori hanno reso pubblico il loro dissenso alle politiche scolastiche del
governo, sfilando in oltre 200 da Casamicciola fino al centro di Lacco Ameno.
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Milano Il
racconto La lunga notte sul treno degli studenti FRANCO VANNI Quando il
macchinista dà corrente, l´orologio della Centrale segna le 22.22. Treno
rumoroso, anni 70. La botta di elettricità ferma per un attimo le luci in
cabina e fa una magia: i cori anti Gelmini, che per ore gli studenti hanno
scandito in stazione, mutano in «samba, samba». Il peana della vittoria, dopo
ore di picchetto e di trattativa, lo lanciano i ragazzi della Bicocca. Il
balletto riempie i corridoi. Capito che è tutto vero, che si va a Roma, i 400
dell´Onda milanese d´istinto fanno quel che di rado avevano fatto in tante
settimane di protesta: ridono. Le coppie si baciano, cercano un po´ di
privacy dietro le tendine degli scompartimenti, che a volte ci sono e a volte
no. Ragazzi che tentano improbabili approcci in francese e le compagne che, civettuole,
li mandano a quel paese: «Au revoir». SEGUE A P
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Milano
Studio e protesta sul sagrato del Duomo Universitari e
ricercatori in piazza contro i tagli del decreto Gelmini LAURA BELLOMI Un presidio variegato con centinaia di
manifestanti e tante iniziative quante sono le anime della protesta. Così ieri
mattina studenti e lavoratori hanno partecipato in piazza Duomo al presidio
contro la legge 133 e i tagli alla ricerca organizzato da Cgil e Uil.
Chi non ha potuto andare a Roma si è dato appuntamento davanti alla Cattedrale:
gli universitari sono arrivati in corteo da piazza Leonardo e via Festa del
Perdono e, una volta raggiunti i lavoratori, ciascun gruppo ha dato vita alla
propria mobilitazione. Gli studenti delle facoltà scientifiche si sono seduti
per terra, libri sulle ginocchia: «Un sit in di studio, il nostro obiettivo è
un´università in cui imparare seriamente», spiega Guido Gallo di Scienze
biologiche, in camice bianco da laboratorio. Intanto i
"Diversamentestrutturati", borsisti e dottorandi di Statale,
Politecnico e Bicocca, tenevano lezioni e distribuivano volantini: «Siamo
trattati come una spesa e non come un investimento», diceva Alberta Giorgi,
assegnista della Bicocca. Gli striscioni si rincorrono da settimane: «I
problemi sono reali, i tagli irrazionali», lo slogan degli studenti di
matematica, «Gli agrari si inalberano» quello dei colleghi agronomi.
«Conservatorio Giuseppe Verdi, siamo al verde» è lo striscione degli studenti
del Conservatorio che si sono fatti sentire con un quartetto di clarinetti:
«Quest´anno dovremmo festeggiare il bicentenario del Conservatorio, invece non
sappiamo che ne sarà di noi: coi tagli rischiamo di non poter portare avanti
l´attività», spiegava Maria Isabella De Carli, docente di pianoforte.
Ricercatori dell´Istituto nazionale di fisica nucleare Infn, rappresentanti
Fiom e Slc, sindacato editoria: in via Festa del Perdono, secondo i
rappresentanti dell´Rsu, quasi un lavoratore su due ieri ha incrociato le
braccia. Andrea Cerini, tecnico amministrativo in Statale: «I docenti sono
cadono sempre in piedi, ma siamo noi a fanno andare avanti l´università, per
questo scendiamo in piazza». Ogni corso di laurea ieri lanciava le sue
proposte: «Raccogliamo le ricerche che si fanno nei nostri dipartimenti e
portiamole alla Fiera dell´Artigianato: con cartelloni e dispense potremmo
mostrare il valore del nostro lavoro», l´idea di Francesca Solca, studentessa
di Agraria. «Organizziamo tavoli tecnici proporre noi stessi una riforma
dell´università», rilancia Alessandra Brambati, biologa. Alessio Marconi del collettivo
Pantera della Statale: «Il movimento soffre di iper mobilitazione, rischia di
disperdere energie. Per numeri il movimento supera quello del ´68, ma
servirebbe un coordinamento». In settimana sono previste lezioni in centro e in
periferia (parco Trotter). E oggi a Città Studi il Dipartimento di matematica
resta aperto: «Siamo seri: in settimana abbiamo manifestato, è il momento di
studiare».
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Milano Il
ricercatore Le scritte con lo spray In treno con l´Onda verso Roma una lunga
notte tra slogan e samba è una ribellione anche generazionale contro una casta
di anziani potenti e poco credibili A un´ora dalla partenza sono già comparsi
insulti a vernice su porte e scompartimenti FRANCO VANNI (segue dalla prima di
Milano) Con le rotaie che corrono sotto i piedi, le facce tese da volantino
urlato al megafono si sciolgono in una gioia semplice. Salta fuori dagli zaini
l´armamentario da gita scolastica: bottiglie di limoncello tiepido, tranci di
pizza fredda e panini disastrati, con la maionese che imbratta il cellophan. E
mentre Milano corre via, l´Onda si mostra per quello che è: più che «un
soggetto irrappresentabile e imprevedibile», un gruppo di ragazzi di vent´anni.
Luca, iscritto a Fisica in Bicocca, penzola in corridoio in un´amaca di corda.
«Era di mio padre, ha girato il mondo», dice. Nel suo scompartimento sono in
dieci. Una miniatura del movimento milanese: c´è lo studente di Scienze
politiche, i ragazzi del Politecnico, anche un bocconiano. Poche porte più in
là stanno i «duri», che prima di partire hanno festeggiato insultando i
carabinieri e accendendo bengala. Dopo un´ora dalla partenza sono già comparse
scritte di insulti su porte e pareti: a Berlusconi, al governo, a De Corato, a
Trenitalia. La massa degli studenti vede e tira dritto. «Due scritte non sono
niente», «sta andando tutto bene», «tutti a Roma alè». Di
Tremonti e Gelmini, di
tagli e di riforma, si parla poco. Qualcuno mugugna per il fatto che i soldi
per pagare il treno li abbiano messi anche Rifondazione e Cgil: «Non dovevamo
essere indipendenti?». Ma il treno corre e non c´è tempo per le paranoie. Una
risposta alla fine accontenta tutti: «è giusto che chi ha soldi li tiri fuori».
Il treno va e i megafoni diventano un gioco. Un ragazzo, vent´anni al massimo,
si affaccia al finestrino e nel nulla della campagna emiliana scandisce: «Noi
la cri-si non la pa-ghia-mo». La vicina di sedile, qualche anno in più: «Ma per
chi urli, per le galline di Correggio?». Lui: «Fidati che oggi si mobilitano
anche le galline di Correggio». Nello scompartimento c´è anche Jaqueline, 32
anni, gonna di jeans, occhi azzurri come lo scialle. Si alza, «vado a bere
qualcosa», decide di aggirarsi per gli scompartimenti. Abbandona il progetto:
«I miei studenti mi chiamano «signora», è davvero troppo». Jaqueline, ricercatrice
a Scienze politiche, si mette a leggere. Lo stesso fa Bruno, 62 anni, ordinario
di Statistica in Statale. è in treno con i ragazzi ma sta in disparte.
«Condivido la protesta - dice - ma non sono uno di loro». Su cosa sia l´Onda si
è fatto un´idea: «è una protesta generazionale più che politica. I ragazzi si
ribellano, e a ragione, contro una casta di anziani molto potente e poco
credibile». Bruno, a chi chiede, racconta del Sessantotto a Napoli, degli anni
all´Alfa Sud dopo la laurea, della voglia di cambiare le cose tornata con i
primi capelli bianchi. Viola ha 20 anni, «napoletana delle isole», studia a
Brera. Prima di «licenziarsi», guadagnva 6 euro l´ora, cameriera in nero in un
bar del centro. Nella teoria dello scontro generazionale non ci crede per
niente. E con l´Onda, dice lei, «i tagli all´istruzione pubblica c´entrano, ma
fino a un certo punto». Se Viola ha preso il treno dopo avere aspettato ore in
stazione, e se da settimane partecipa ai cortei, «è per la voglia di stare in
compagnia, per fare qualcosa che sento mio e che al tempo stesso è condiviso».
Lascia che il vento freddo che entra dal finestrino le accarezzi la faccia e
continua: «Molti non te lo diranno, ti parleranno di fondi per l´università e
per la ricerca. Sono problemi veri, ma se siamo qui è per sentirci vivi, per
fare vedere che i giovani esistono, che non siamo nati solo per comprare». Il
treno arriva a Termini alle 6.50 del mattino. Stanchi, stanchissimi, i ragazzi
sanno che prima o poi troveranno ristoro: gli studenti della Sapienza hanno
liberato alcune aule della facoltà occupata di Fisica. Pavimenti dove buttare
in terra il sacco a pelo e recuperare energie. Sanno anche che quando a sera
saliranno sul treno che li riporterà a casa, dopo la maratona fino a piazza
Venezia e poi a Montecitorio, la stanchezza sarà più pesante. Non c´è tempo per
il caffè, non c´è tempo per niente. Si stende lo striscione: «Siamo partiti per
non fermarci». Il megafono torna a fare il suo mestiere: «Noi la cri-si non la
pa-ghia-mo». SEGUE A P
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Genova La
polemica Il gelo della Marcegaglia: rivolta assurda questa scuola
non può restare così Nonostante il ministro Gelmini abbia declinato l´invito di Confindustria, l´Onda genovese ieri
mattina era davanti ai Magazzini del cotone. Fuori, centinaia di giovani
manifestavano contro "Confindustria e Governo" colpevoli di
"annientare i giovani". Dentro, Emma Marcegaglia, presidente degli
Industriali, ribadiva che «la scuola così com´è non va bene. Protestare
per lasciare tutto così fa il male dei giovani». No, però, a tagli
indiscriminati: «Bisogna investire in tecnologie, qualità e merito». E guai a
toccare ricerca e innovazione. Secondo il presidente dei Giovani di
Confindustria, Federica Guidi, il decreto «è fatto bene e con intelligenza. Ho
il dubbio che i giovani non lo abbiano letto». Non solo scuola. Marcegaglia ha
commentato i dati Eurostat che danno l´Italia, assieme alla Germania, in
recessione già a fine 2008. «Non bisogna farsi prendere dal panico. C´è una
recessione europea e nei prossimi mesi possono arrivare dati ancora peggiori a
livello globale. Ma ? con un pizzico d´ottimismo ? questa situazione finirà e
torneremo a crescere. Se ci adeguassimo agli altri paesi, l´Italia potrebbe
crescere del 15 per cento entro il 2020». E propone di «ridurre l´Irap,
detassare gli utili reinvestiti e investire nelle infrastrutture», ma
soprattutto «sostenere le imprese e le famiglie con il reddito più basso». Il
leader di viale dell´Astronomia si è soffermata sulla valorizzazione della
cultura tecnico-scientifica: «L´Italia è il Paese più manifatturiero d´Europa».
Nonostante la grande domanda di lavoro espressa dal sistema produttivo,
l´offerta tende a orientarsi verso percorsi formativi alternativi a quello
tecnico-scientifici: «C´è un gap di 181 mila unità tra domanda e offerta».
Infine sulla riforma dei contratti di lavoro: «Vogliamo aprire a tutte le
associazioni di categoria come ha chiesto Epifani. Auspichiamo che la Cgil si
unisca al tavolo. Non è il momento per dividersi». (raffaele r. riverso)
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Genova In
mattinata la protesta all´Expò, mentre in serata si è svolta una fiaccolata,
protagonisti i liceali del D´Oria Onda lunga ai Magazzini del Cotone Gli
studenti in corteo assediano il convegno di Confindustria Il corteo ha
"assediato" il convegno Orientagiovani di Confindustria Ieri sera
fiaccolata in Centro, hanno partecipato anche i liceali del D´Oria GIUSEPPE
FILETTO L´Onda non si arresta. Si innalza, si affloscia, talvolta deborda, si
infrange e sbatte sulla battigia, si arena, ma si risolleva al minimo filo di
vento. Ieri è bastato il giro di voci e gli sms passati tra gli studenti medi
sull´arrivo a Genova di Mariastella Gelmini, per dirottare da piazza
Caricamento ai Magazzini del Cotone un migliaio di giovani. Che hanno
presidiato la quindicesima giornata del convegno Orientagiovani fino a
mezzogiorno. Il ministro non è arrivato. Peraltro non era nemmeno atteso in
programma, mentre si aspettava ed è giunto il presidente di Confindustria,
Emma Marcegaglia. L´assedio da parte di un migliaio di studenti delle scuole
superiori e universitari è stato fermato dalla presenza della polizia e dei
carabinieri, che ha impedito l´accesso alla zona congressuale. I giovani
volevano un incontro con il presidente degli industriali: «Soprattutto perché
anche lei si è schierata con la Gelmini», dice
Valentina Genta, portavoce degli universitari. Il colloquio, non l´hanno avuto.
Anzi, sono stati tenuti lontani dalle sale, anche se la protesta si è svolta
pacificamente, a parte lo sparo di qualche petardo e il lancio di alcuni
piccoli oggetti all´indirizzo della polizia. «Comunque, nel giorno della
mobilitazione a Roma e della presenza di 200 nostri colleghi nella capitale,
dove sono andati in pullman, abbiamo voluto tenere alta l´attenzione anche su
Genova», spiega Marco Scotto. «Sebbene ci rendiamo conto che a poco a poco la
protesta stia scemando ed a questo punto sarà difficile un confronto tra noi e
la Gelmini - aggiunge Valentina Genta -: dice di voler
aprire un dialogo con gli studenti, ma doveva venire a Genova il 12, per
l´inaugurazione di Abcd e non si è vista, oggi doveva esserci e non c´è; è
difficile parlare con gente che non dà alcun segno di apertura». Così, il
presidio delle 9, autorizzato dalla questura e limitato a piazza Caricamento,
nel giro di una mezz´ora si è trasformato in un assedio ai Magazzini del
Cotone. Gli studenti hanno piazzato i loro striscioni ("Gelmini,
Tremonti ora facciamo i conti", oppure "Scuola pubblica
vendesi", o ancora, "L´Onda non si arresta") sulle inferriate
delle passerelle che collegano i vari edifici. Dopo le undici ed i vani
tentativi di raggiungere le sale del convegno, si è formato un corteo non
organizzato che dal Porto Antico ha attraversato via San Lorenzo, poi ha
raggiunto piazza De Ferrari. Poco prima si è unito ad una nutrita
rappresentanza di studenti del Dipartimento di Chimica Industriale: i
"camici bianchi " nelle prime ore della mattina avevano fatto un
presidio davanti a Palazzo Ducale, attirando l´attenzione con alcuni
esperimenti. La mobilitazione, variopinta, oltre a raccogliere gli universitari
(anche una delegazione del Campus di Savona) ha radunato gli studenti dei licei
Cassini, Colombo e Pertini, degli artistici Paul Klee e Barabino (hanno
costruito un water di cartapesta, dentro cui finisce la cultura, i libri), del
Nautico, del Giorgi, del tecnico Firpo-Buonarroti; mentre da oltre tre
settimane continuano in quasi tutte le scuole della città le autogestioni. Ieri
sera, anche gli studenti del liceo D´Oria, che finora hanno tenuto un profilo
basso rispetto alle forme di protesta, si sono fatti vedere con una fiaccolata
in centro.
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
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Pagina VI - Firenze
Verdini: nuova legge elettorale liste bloccate con sbarramento Legge elettorale
regionale, Forza Italia prova a «toscanizzare l´Italia». Di fronte al ministro
per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e al presidente toscano Claudio
Martini, invitati al convegno «Statuto e leggi elettorali regionali» di stamani
all´auditorium del Consiglio regionale, lo stato maggiore del partito
presenterà le proprie proposte. L´idea è quella delle liste bloccate, senza preferenze
e con sbarramento. Senza ricorrere ai collegi, come vorrebbe invece la bozza di
riforma del Pd. In pratica, una legge che valga come modello generale e che
abbia come base la legge oggi in vigore in Toscana. Lo stesso modello che il
coordinatore nazionale Denis Verdini aveva proposto per la legge delle europee
e che è rimasta per ora lettera morta. Il numero dei consiglieri? Di contro al Pd, che propone il ritorno a 50 rispetto ai 65
attuali, Forza Italia insiste per un criterio unico per tutte le regioni che
tenga conto della popolazione. Da oggi si apre a Montecatini il convegno dei
circoli di Marcello Dell´Utri: atteso il ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini. (m.v.)
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Firenze
Il consiglio regionale Libri in comodato gratuito agli studenti Promuovere
nelle scuole l´utilizzo dei libri di testo usati, con forme di comodato
gratuito oltre a attivare un sito Internet regionale per creare una «borsa di
scambio on line» accessibile a tutti. Lo prevede una risoluzione presentata dal
consigliere Diego Ciulli (Pd) ed approvata all´unanimità dal consiglio
regionale della Toscana. Con questi due nuovi strumenti si punta a ridurre i
costi dei libri a carico delle famiglie. La giunta regionale, a partire
dall´anno scolastico 2009/2010, con opportune intese nelle scuole superiori, dovrà
iniziare una sperimentazione del comodato gratuito dei libri di testo. La
sperimentazione inizierà in un numero significativo di scuole toscane, per poi
estendere progressivamente il sistema. Lo studente riceverà il testo all´inizio
dell´anno scolastico e, terminati i suoi studi, lo restituirà alla scuola, che
potrà così assegnarlo ad un altro studente. Il sito per lo scambio on line
permetterà invece l´incontro tra domanda ed offerta, creando così un mercato
che oggi non esiste. «Esperienze simili ci sono attualmente solo in alcuni
comuni per le scuole elementari e medie - ha detto Ciulli - e siamo la prima
regione che attiva questi strumenti a livello di scuola secondaria. Tutti conoscono il mio giudizio negativo sulla politica del
ministro Gelmini, un conto,
però, è la contrapposizione politica, un conto sono le leggi dello Stato, che
devono essere applicate. In Toscana vogliamo farlo al meglio». Plauso
all´iniziativa è stato espresso in consiglio anche da Stefania Fuscagni
(Fi-Pdl), Severino Saccardi (Pd) e Gianluca Parrini (Pd).
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
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Pagina VII - Bari
Ieri sciopero e corteo a Bari dei dipendenti pubblici. Comizio finale in piazza
Prefettura In settemila alla mobilitazione della Cgil è la sfida pugliese a Brunetta e Gelmini Settemila persone in piazza a Bari per dire no alla riforma
dell´Università del ministro Maria Stella Gelmini e per contrastare le misure adottate in materia di pubblico
impiego dal ministro Renato Brunetta. Mentre a Roma ieri manifestavano 200mila
persone, sotto l´egida della Cgil, e numerosi erano i lavoratori e gli studenti
provenienti anche dalla Puglia (il sindacato ha organizzato una decina
di pullman mentre moltissimi studenti sono partiti autonomamente), a Bari il
corteo è partito in mattinata dagli uffici dell´Ispettorato del Lavoro in largo
Perotti, ha attraversato il lungomare e poi corso Vittorio Emanuele per
raggiungere piazza Prefettura dove si sono tenuti i comizi dei rappresentanti
sindacali. "Si è trattato di una grandissima manifestazione di piazza -
commentano Pino Gesmundo e Giuseppe Catucci, rappresentanti della Funzione
pubblica (Fp) Cgil - alla quale hanno aderito migliaia di lavoratori pubblici,
provenienti da tutta la regione. Lavoratori che non accettano rinnovi di
contratti da fame, una nuova piattaforma contrattuale peggiorativa, la brusca
cancellazione dei precari dopo anni di onorato servizio. E che chiedono servizi
pubblici di qualità". L´adesione allo sciopero dichiarato in concomitanza
della manifestazione è stata elevatissima, tanto che alcuni uffici pubblici
ieri mattina a Bari sono rimasti chiusi. La Cgil è l´unico sindacato a non aver
firmato l´accordo dello scorso 30 ottobre sul pubblico impiego perché "non
prevede investimenti nel lavoro pubblico e propone solo tagli e sacrifici ai
salari, agli organici, alla qualità e quantità delle prestazioni", spiega
il sindacato. "La Cgil - affermano Gesmundo e Catucci - sta iniziando un
percorso di isolamento, ma sostenuta dai lavoratori e dai cittadini, va avanti
nella strenua convinzione di non dover tradire mai i principi su cui si fonda".
Pur non scioperando, hanno partecipato alla protesta di ieri anche i vigili del
fuoco impegnati nella vertenza sul rinnovo contrattuale. In piazza anche i
forestali: la maggior parte in Puglia lavora con contratti precari, anche se in
molti casi hanno ormai acquisito una lunga anzianità di servizio nell´ambito
delle campagne antincendio annualmente rinnovate dalla Regione Puglia. Fra le
manifestazioni in corso ieri a Bari anche un´assemblea dei genitori al Circolo
"Re David" di via Caldarola, indetta dai cosiddetti "docenti
mobilitati", un gruppo di insegnanti, precari e non, di Bari e provincia
impegnati nella mobilitazione contro le politiche del governo su scuola e
pubblico impiego. Lo sciopero di ieri è il terzo dopo quelli interregionali del
3 e 7 novembre, e precede quello nazionale del 12 dicembre. (il. fi.)
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
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Pagina
XXII - Torino Rock Hip hop Green, star in Germania al debutto sotto la Mole
Ecco gli Assalti Frontali il rap contro la Gelmini
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
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Pagina 13 - Interni
Il leader dell´Idv si era detto disponibile ad esaminare candidate per le
europee. Hanno risposto in molte, dai 23 ai 63 anni Cento donne pronte a
candidarsi con Di Pietro "Vogliamo fare politica, ma non come la
Carfagna" C´è chi lo fa perché è stufa di Berlusconi e chi pensa che
servono persone concrete CONCETTO VECCHIO ROMA - Si sono fatte vive vecchie
conoscenze: «Nel ´92, all´epoca di Mani Pulite, ci presentò un giudice,
ricordi? Non ho mai tentato la via della Carfagna, né ho mai frequentato le
segreterie dei partiti, ma la tua proposta m´interessa. Continua così!», scrive
da Torino un avvocato di 41 anni. Una ricercatrice di 36 anni, senese, ma
emigrata in un´università spagnola, ha scritto questa mail: «Sono stufa di
dovere fornire spiegazioni sul perché in Italia siamo governati da Berlusconi.
Voglio impegnarmi in prima persona». Un´infermiera, 37 anni, di Ancona, lo
farebbe per i figli: «Tante volte ho sentito fare appelli affinché i giovani e
le donne entrino in politica, ma nessuno ha mai creato veramente le condizioni.
Intendo spendermi perché i miei ragazzi non mi rimproverino di non avere fatto
nulla per migliorare il loro paese». Antonio Di Pietro cerca candidate donne
per le elezioni europee. Basta mandare il curriculum al suo sito. Aspirante
estetista, 23 anni, da Padova: «Da anni mi sento dire che le mie idee sono solo
parole al vento, ma per una volta il vento ha girato dalla parte giusta».
Insegnante, da Vicenza: «Penso che la politica abbia bisogno di persone
concrete, che sappiano quanto costa un chilo di pane». Una signora è incredula
perché il leader ha risposto alla sua mail: «Ma che onore!» Impiegata 33enne,
di Caserta: «Spero che la sua non sia una provocazione, attendo fiduciosa una
risposta». Il 17 settembre, in un´intervista al settimanale Gioia, Di Pietro
aveva lanciato l´appello, per smentire una presunta misoginia: «Siamo un
partito nuovo, mandatemi i vostri curriculum». La notizia fu ripresa dai media.
A ieri di missive ne sono arrivate 95. La più giovane è l´estetista veneta, la
più anziana una docente laziale di 63 anni. Tutte hanno allegato la foto,
peraltro non richiesta. Età media: 40 anni. Il 95 per cento è laureato. Larga
prevalenza di candidate dal Centro Nord. Nessuna ha fatto politica attiva.
Dichiarano di avere un lavoro soddisfacente, e di non mirare al seggio per
ripiego. «O almeno così dicono» premette con prudenza la senatrice Patrizia
Bugnano, delegata alla selezione del personale. Ha esaminato una trentina di
curricula, suggerendo alle signore di darsi intanto da fare nelle sezioni
locali. Almeno un po´ di gavetta bisogna farla. Un avvocato, specializzato in
diritto internazionale, è giunto dalla Svizzera per sostenere il colloquio. Una
docente di diritto e finanze in un istituto tecnico ci tiene ad avere Di Pietro
nel suo circolo culturale per parlare di immunità parlamentare. Un´altra
insegnante vuol fare politica perché indignata dalla Gelmini: «Come professoressa potrei fare
la mia parte, ho girato molte scuole d´Europa e so come funzionano». Impiegata
di un ente pubblico, napoletana, 45 anni: «Non ho mai osato scrivere a un
politico, ma con lei ho vinto ogni titubanza. Figlia di quel territorio
martoriato che si chiama Sud, e confidando in una residuale forma di idealismo,
allego fiduciosa il mio curriculum». Di Pietro cerchia in rosso i più
interessanti. C´è molto da fare: l´Italia è fanalino di coda nella classifica
sulle presenze femminili al parlamento europeo: 19,2 per cento. Prime le
svedesi: 57,9 per cento. Nel parlamento italiano le donne rappresentano il 17
per cento. Peggio di noi solo i consessi di Francia e Grecia.
( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
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Pagina 29 - Commenti
LA CROCIATA SIMBOLICA (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-15 num: - pag: 1 autore: di
ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE BRUNETTA, GELMINI
E IL PD I DUE MINISTRI PIU' OSTEGGIATI C ampagne di stampa contro Renato
Brunetta, continue manifestazioni contro Mariastella Gelmini. Domandarsi perché Brunetta e Gelmini siano osteggiati dalla sinistra italiana più di qualunque altro
membro del governo (ministri leghisti inclusi) significa interrogarsi sulla
natura della suddetta sinistra, sul suo insediamento sociale, sulle
domande dei ceti che ad essa fanno riferimento. E significa chiedersi quali
residue chance siano rimaste a quel progetto di «forza politica riformista » da
cui nacque il Partito democratico. I due ministri, fra mille difficoltà, stanno
tentando di incidere due bubboni malati (pubblica amministrazione, istruzione)
della nostra vita pubblica. Sono ambiti disastrati, soffocati da una ragnatela
di rendite, piccoli privilegi, cattive abitudini, sprechi, inefficienze. E' più
facile fallire che avere successo se si tenta di intervenire in questi settori
ed è probabile che anche i tentativi di Brunetta e Gelmini
alla fine falliscano. I due ministri, come chiunque altro, possono anche
commettere errori ma stanno per lo meno tentando di fare qualcosa. Poiché fare
l'opposizione a un governo non significa affatto picchiare duro su qualunque
ministro, anche su quelli che un po' di «riformismo» tentano di praticarlo, non
dovrebbe un'opposizione riformista cercare, proprio con quei due ministri,
punti di incontro? Così formulata, la domanda è naturalmente ingenua. La
ragione per cui Brunetta e Gelmini sono oggi le bestie
nere della sinistra è che essi stanno operando nel suo «territorio di caccia»,
nel cuore stesso della sua constituency elettorale: impiego pubblico e scuola.
I dati sulla geografia sociale del voto sono inequivocabili: insieme ai
pensionati, i dipendenti pubblici (in generale) e gli insegnanti rappresentano
una parte preponderante del bacino elettorale della sinistra, del Partito
democratico in primo luogo. Purtroppo per il Partito democratico e le sue
aspirazioni riformiste, molti appartenenti a questi ceti (anche se non tutti)
non chiedono riforme modernizzatrici ma una difesa dello status quo. Ad
esempio, dietro alla radicalizzazione della Cgil ci sono di certo molte cause.
Ma penso che l'attivismo dei ministri Brunetta e Gelmini
abbia qualcosa a che fare con quel processo. Stando così le cose, il Partito
democratico è oggi in trappola. Da un lato, come qualunque altro partito, deve
tener conto delle domande dei propri elettori. Tanto più che anche su pubblica
amministrazione e scuola subisce il lavorio ai fianchi di Di Pietro e di una
sinistra massimalista che spera di rientrare in gara nelle elezioni europee.
Dall'altro lato, se si appiattisce su quelle domande, finisce per togliere ogni
residua credibilità alla piattaforma modernizzatrice con cui si presentò alle
elezioni. In queste situazioni solo la leadership può fare la differenza,
smarcandosi dal fronte conservatore, proponendo nuove mete, mettendo in campo —
anche su pubblica ammini-strazione, scuola, università — progetti seri, al di
là degli slogan e della propaganda. Con il fine, in prospettiva, di conquistare
nuovi territori di caccia, di agganciare elettori interessati alla
modernizzazione del Paese. Nel caso di Veltroni, in fondo, si tratterebbe di
rileggere i propri discorsi dal Lingotto in poi e di proporre al Partito
democratico di agire di conseguenza. Anche a costo di ridisegnare le proprie
alleanze sindacali.
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Studenti, corteo a Roma Assedio a Montecitorio «Siamo 200 mila».
Berlusconi: spiegherò la riforma in tv Manifestazione senza tensioni nel giorno
dello sciopero dell'università Il premier: esito inferiore alle attese ROMA —
Montecitorio, Palazzo Madama, i luoghi fisici del potere: lì volevano arrivare
e lì alla fine sono arrivati, col consenso della Digos che così ha evitato
incidenti. Assedio sonoro ai palazzi della politica. Fischi e cori: «C'è
qualcosa che puoi tagliare, il tuo stipendio da parlamentare...». Studenti
medi, universitari, precari, ricercatori, docenti, allievi di conservatori e
accademie per dire «no», ieri, alla legge 133, ai tagli di personale e risorse.
Tre cortei in uno (e traffico romano in tilt), in contemporanea con la
manifestazione — il quarto corteo, da Bocca della Verità a piazza Navona — di
Cgil e Uil. «Siamo 500 mila», dicevano quelli dell'Uds (studenti medi di
sinistra). «Siamo 200 mila », correggevano gli universitari (Udu), più
realistici. «Trentamila in tutto», la cifra fornita invece dalla Questura.
«L'esito è inferiore alle attese» per il premier Berlusconi che annuncia:
«Andrò in tv a spiegare la riforma». Comunque sia, manifestazione partecipata e
pacifica: ragazzi arrivati da tutt'Italia (Milano, Torino, Bologna, Venezia,
Padova, Trento, Trieste, Livorno, Pisa, Napoli, Perugia, Genova, Cagliari,
Cosenza), sventolando a centinaia buste di plastica azzurra per rappresentare
il nuovo movimento, quello che chiamano «l'Onda». Stavolta, però, controlli
rigidissimi delle forze dell'ordine: perquisiti tutti i furgoni circolanti in
zona (dopo che in piazza Navona, il 29 ottobre scorso, passarono indenni i
bastoni sul camioncino del «Blocco Studentesco»). «Comprendo le loro
preoccupazioni, le loro paure, il problema di trovare un posto di lavoro, ma
sono convinta che sia indispensabile voltare pagina e cambiare nella scuola e
nell'università proprio per dare a questi ragazzi un futuro», ha detto ieri sera al Tg5 il ministro dell'Istruzione,
Mariastella Gelmini. Quanto
alla carenza di risorse degli atenei, la Gelmini ha assicurato che «le risorse esistono oggi come esisteranno nel
2010. Occorre però imparare a spenderle meglio. Ci sono 5.500 corsi e 170 mila
insegnamenti: la metà è inutile. Si può utilizzare meglio il denaro pubblico.
Ed è doveroso farlo, viste le difficoltà delle famiglie italiane». Il ministro
ha quindi ribadito che il governo non ha intenzione di licenziare nessuno e che
«le porte del ministero sono sempre aperte per chi ha idee, proposte costruttive
e buona volontà». «Ma non sarò mai — ha concluso — dalla parte di chi difende
privilegi e status quo». Eppure «l'Onda» non si fida e continua la lotta ormai
da oltre un mese. Davanti a Montecitorio, spogliarello degli studenti di
Agraria («Ci vogliono in mutande»), mentre i futuri medici romani della
Sapienza sfilavano in camice con cartelli amari («Medicina fuori dal coma »
oppure «Anche l'operaio vuole il figlio dottore»). Alla fine del sit-in davanti
Palazzo Madama, qualcuno ha lasciato anche una bara simbolica di cartone, a
futura memoria. Oggi e domani, a «La Sapienza», le delegazioni degli studenti
di tutt'Italia prepareranno il «manifesto per l'autoriforma». Lo presenteranno
al governo la prossima settimana. Fabrizio Caccia Alessandro Capponi GUARDA le
foto dei cortei su www.corriere.it
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 8
categoria: BREVI La Gelmini Il ministro: comprendo le loro
paure ma è indispensabile cambiare. Bene le idee ma non sarò mai con chi
difende privilegi
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE
Il sindacato Restano le tensioni. Veltroni mediatore Epifani, affondo anti Cisl
«Chi non c'è sbaglia» Il leader cgil dopo la spaccatura: perseverare è
diabolico ROMA — Nel giorno del corteo romano gioca nuovamente d'attacco: «Chi
non c'è sbaglia». Lo dice e lo ridice con convinzione il segretario generale
della Cgil, Guglielmo Epifani, mentre sfilano gli studenti
contro Mariastella Gelmini.
E ovviamente ce l'ha con la Cisl, assente alla manifestazione contro le
politiche dell'istruzione del governo Berlusconi: «Ogni volta che provano a
isolarci gli va male. Però persistono. E perseverare è diabolico». Ma la
divisione sindacale si aggrava, con la Cgil che annuncia nuove iniziative
autonome rispetto alle altre sigle dei lavoratori. Oggi ad esempio darà
vita ad una nuova manifestazione, sempre a Roma, e ad un nuovo sciopero, quello
del commercio, ad opera della Filcams- Cgil. Sciopero al quale non parteciperà
la Cisl di Raffaele Bonanni, sempre più critico nei confronti di Epifani: «Il
problema è che Guglielmo soffre di sindrome tolemaica. Pensa di essere
l'ombelico del mondo, ma si scordi che noi della Cisl facciamo la sua corte:
qui non troverà suoi cortigiani». Accuse al leader della Cgil, che arrivano
anche dal segretario della Uil, Luigi Ange-letti: «La scelta di indire da solo
lo sciopero generale del 12 dicembre è sciagurata in sé: provocherà un
indebolimento del sindacato e farà salire la popolarità del governo». Ma la
divisione sindacale interpella direttamente anche il maggior partito d'opposizione
e cioè il Pd. Walter Veltroni non si rassegna alla battaglia in corso tra le
diverse sigle, anche perché sa benissimo che indebolisce tutto il
centrosinistra. E così lancia, per il 27 e 28 novembre, una conferenza sul
welfare per «elaborare soluzioni alle grandi questioni del Paese» e,
soprattutto, per «trovare la convergenza e l'apporto delle parti sociali, in
particolare dei sindacati, che sono strumenti fondamentali della rappresentanza
sociale». In altre parole sta tentando e tenterà una mediazione. Nel frattempo
addossa al governo la colpa del conflitto in atto: «Cerca di dividere le parti
sociali e ciò è del tutto contrario all'interesse del Paese». La stessa
denuncia è fatta propria dal collega di partito Pierluigi Bersani: «è ora che
il governo si dia una mossa». E affronti la crisi con tutte le parti sociali.
Mentre a rivolgersi direttamente alla Cgil, con un pressante invito, è il
presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: «Il tavolo è ancora aperto, al
di là delle polemiche e degli incontri. Noi stiamo procedendo sulla richiesta
che ha fatto lo stesso Epifani, cioè di aprire anche alle altre associazioni di
categoria. Auspichiamo quindi che voglia unirsi a questo tavolo e fare la
riforma dei contratti che serve ai lavoratori e alle imprese». E ancora: «In un
momento così difficile tutto occorre fare tranne che dividersi, fare conflitti.
Dobbiamo unire le forze per dare una risposta seria a cittadini, lavoratori e
imprese». R. Zuc.
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 9 categoria:
BREVI Da Roma a Milano A sinistra, il corteo degli studenti
fermo davanti a Montecitorio: da tutta Italia sono arrivati ieri a Roma per
protestare contro la riforma della scuola firmata dal ministro della Pubblica
istruzione Mariastella Gelmini e i tagli all'Università previsti in Finanziaria. Nella foto qui
sopra, il presidio dei ragazzi in piazza Duomo a Milano (Foto Morelli/Emblema
ed Emmevi)
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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- ROMA - sezione: PRIMA P
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-15 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'assedio dell'Onda Ironia, cori e striscioni «Né rossi né neri,
liberi pensieri», «Prendiamoci il Palazzo» Corteo senza grandi tensioni, niente
cordoni né zona rossa Questi ragazzi non vogliono padrini, cantano al Palazzo:
«Siete voi, siete voi, la vergogna dell'Italia siete voi» C'è una trattativa
neanche troppo segreta, tra polizia e manifestanti, che dura due giorni: da
giovedì, l'accordo si chiude in prima mattina, ed è in quel momento che si
capisce che non ci saranno scontri, violenze, battaglie. Piazza Montecitorio è
l'obiettivo per gli studenti, ma lungo la strada non ci sono «zone rosse»,
neanche cordoni della polizia. Via di Torre Argentina, dietro Feltrinelli, è il
vicolo scelto - e concordato per deviare il corteo e portarlo a Montecitorio:
sono le 13,29 quando gli universitari entrano lì, seguiti da fotografi e
giornalisti, ma né attesi né seguiti dalle divise. Alle 13,41, ecco l'ingresso
nella piazza della politica. Il coro di debutto è un chiarissimo «andate a
lavorare». Di parlamentari in giro, neanche uno. E però, da lì al tardo
pomeriggio, quella piazza non si svuoterà mai: chi va via lascia il posto a chi
arriva. Slogan e striscioni sono sarcastici, taglienti, solo raramente volgari.
Questi ragazzi non vogliono padroni né padrini, cantano tutti assieme rivolti
al Palazzo: «Siete voi, siete voi, la vergogna dell'Italia siete voi». Tre
cortei in città, ma è quello che arriva dalla Sapienza - con gli universitari
di tutto il Paese e gli studenti liceali - a puntare al bersaglio grande, la
politica. Ci riescono e, una volta sul posto, lasciano libera l'ironia. Sugli
stendardi: «Berlusconi, i tuoi capelli li devi alla ricerca». Nelle parole dei
cori: «Occupiamo Montecitorio». Ridono e scherzano, ragazzi e ragazze si fanno
fotografare, si fanno seri quando cantano: «Siete tutti pregiudicati», o «Fuori
i mafiosi dal Parlamento », o ancora «Meno drogati più laureati». C'è anche
Flavia D'Angeli, che per Sinistra Critica si candidò alla presidenza del
Consiglio: «Attenzione a dire che questo movimento è apolitico, perché non lo
è, è autopolitico. Questi sono ragazzi che sanno cosa vogliono e vanno dritti,
non si lasciano strumentalizzare, ma portano a casa risultati: hanno
determinato un calo di consenso nel governo e presto otterranno altro». Con la
civiltà dimiostrata oggi. Urlano in migliaia: « Università-
pubblica/università- pubblica », invitano il governo ad andare «tutti a casa
alè, tutti a casa alè», ironizzano verso il Parlamento con
uno slogan semplice semplice: «Scemi, scemi, scemi», issano cartelli nei quali
il ministro Gelmini
sostiene che «la ricerca è vacuità». Hanno tra i sedici e i ventisei anni,
forse qualcosa in più: ma è questa la loro idea della politica italiana. «Non
ci rappresenta nessuno/non ci rappresenta nessuno». E «Siete bravi solo a rubare».
E ancora: «Tutti a casa alè, tutti a casa alè». E sì che gli scontri erano
previsti, temuti, soprattutto dopo la sentenza della Diaz. Invece, la lezione
la fanno gli studenti. Anche a chi vuole catalogarli, etichettarli,
politicizzarli. Uno stendardo parla chiarissimo: «Fuori i baroni, rossi o neri
o a pallini». O uno striscione: «Né rossi né neri ma liberi pensieri». E,
sorridendo, i manifestanti propongono di «occupare Montecitorio», precisando
più volte che «siamo tutti abbronzati, siamo tutti abbronzati ». Roma Tre
arriva nella piazza dopo un corteo lunghissimo, con lo striscione «Roma 3ma,
l'onda sale: verso lo sciopero generale». Si vedrà, per ora c'è questa giornata
cominciata di buon mattino. Raduno sotto la statua di Minerva. Ognuno con i propri
striscioni, per poi partire in corteo. E la città universitaria è letteralmente
invasa. Giovedì notte, fino alle prime luci dell'alba, è stato un continuo
viavai di cori e mini-cortei delle delegazioni arrivate nel primo ateneo
capitolino con qualsiasi mezzo: macchina, bus, treno. «Chi aspetta la bassa
marea sarà sommerso per primo», è la scritta che gli studenti di Ingegneria
calano dalla balconata di San Pietro in Vincoli. L'Onda romana preparava la
grande mareggiata da giorni: assemblee, riunioni interateneo, tamtam
multimediale. L'hanno studiata e la volevano così, pacifica e senza disordini.
Ma visto che di «Onda anomala» si tratta, il deflusso è stato imprevedibile. Da
via Labicana a viale Manzoni, cambio di rotta verso via di Porta Maggiore, per bloccare
il traffico in direzione tangenziale est. Il ritorno alla Sapienza aveva il
sapore di un traguardo raggiunto «che però è solo l'inizio», dice al megafono
Francesco Raparelli, dottorando in Filosofia. Alessandro Capponi Simona De
Santis \\ Silvia Di Possio Questi scudi in gommapiuma sono simbolici, ci
difende la cultura \\ Lorenzo Palmisano è la migliore dimostrazione di
intelligenza che l'Onda potesse dare \\ Antonio Mocerino E ora speriamo che
l'assemblea che si terrà nel weekend porti buoni frutti
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-15 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE I disagi La manifestazione ha bloccato il centro storico per quasi
nove ore, automobilisti infuriati in tutta la città Occupazioni, sedici
studenti indagati Oltre al Giulio Cesare, inchiesta anche su Azzarita, Kennedy
e Artusi Invasione di edifici, interruzione di pubblico servizio e
danneggiamento i reati contestati dalla procura «Noi siamo l'Onda che vi
travolge», gridavano anche ieri mattina gli studenti, in
corteo per le strade del Centro contro la riforma Gelmini. è questo lo slogan più in voga da più di un mese. Proprio vero.
Peccato che l'onda, al suo passaggio, provochi anche qualche danno e parecchi
disagi ai cittadini. Sono quattro le scuole che hanno denunciato le occupazioni
alla procura, che ha iscritto 16 studenti nel registro degli indagati.
Ma soprattutto, quando passa l'Onda, il problema vero è che il traffico
impazzisce: via Cavour, via del Tritone, piazza Venezia, viale Trastevere. Bus
deviati, imbottigliati, intrappolati, limitate pure le corse del tram 8,
passeggeri stretti, a rischio soffocamento. E automobilisti imbufaliti sui
lungotevere bloccati al passaggio degli studenti. Dalle 8 del mattino alle
cinque della sera, nove ore d'inferno per chi ieri era in macchina, aveva un
appuntamento, andava al lavoro. Itinerari coperti di solito in venti minuti (da
Monte Mario al Centro, tanto per fare un esempio) son diventati un'odissea
lunga quasi due ore. E anche dopo, quando l'Onda aveva ormai lasciato piazza
Montecitorio, gli studenti - di ritorno alla Sapienza - hanno continuato a
bloccare il traffico, passando in migliaia per via Labicana, Porta Maggiore e
via Tiburtina. All'altezza dello Scalo San Lorenzo per qualche minuto hanno
paralizzato anche la Tangenziale est, al grido di «blocchiamo la città». Poi
per fortuna, il buon senso ha prevalso e l'ingorgo si è sciolto. «Siamo
convinti che il sindaco Alemanno saprà ascoltare il grido d'aiuto dei romani
attanagliati nella morsa delle manifestazioni e dei cortei ha dichiarato, a un
certo punto della giornata, l'ex democristiano Mario Baccini, oggi presidente
della Federazione dei cristiano-popolari - Ci auguriamo che il sindaco saprà
sgomberare la città e riportare alla normalità la viabilità e la pazienza dei
romani. Queste continue manifestazioni congestionano la capitale, è un mese che
a Roma ogni giorno c'è una manifestazione diversa e la pazienza dei cittadini
costretti a fare lo slalom tra i manifestanti per potersi muovere per la città
si sta esaurendo. Speriamo che ameno il sindaco prenda provvedimenti per
quietare gli animi dei romani...». In effetti, il sindaco Alemanno già due
settimane fa aveva scritto al prefetto Carlo Mosca per chiedere l'apertura di
un tavolo tecnico insieme con forze politiche e sindacati per «elaborare nuove
linee guida per lo svolgimento delle manifestazioni ». Ma ora il prefetto Mosca
è stato rimosso e bisognerà almeno attendere l'insediamento del suo successore,
Giuseppe Pecoraro, previsto dal primo dicembre. Intanto, le occupazioni hanno
preso una piega giudiziaria. Dopo il liceo classico Giulio Cesare, altre tre
scuole si sono rivolte alla procura della Repubblica: due licei scientifici,
l'Azzarita e il John Fitzgerald Kennedy, e un istituto alberghiero, il
Pellegrino Artusi. Le denunce sono state affidate al pm Andrea De Gasperis, che
ha aperto un'inchiesta per invasione di edifici, interruzione di pubblico
servizio e danneggiamento. Ma mentre dal Giulio Cesare e dall'Azzarita i
presidi hanno inviato segnalazioni generiche, negli altri due istituti i
dirigenti hanno indicato alla magistratura i nomi di alcuni studenti che hanno
partecipato alle occupazioni: così 11 alunni del Kennedy e 5 dell'Artusi sono
stati iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di un atto dovuto,
precisano a piazzale Clodio, che non esclude la possibilità che l'inchiesta
venga archiviata. Se invece l'indagine proseguirà, bisognerà accertare le
singole «colpe»: chi ha interrotto le lezioni? chi ha spaccato un vetro? in
quale giorno? a quale ora? Un compito non facile da cui, probabilmente, l'onda
non sarà travolta. Fabrizio Caccia Lavinia Di Gianvito Frammenti di lotta e di
governo Qui sopra e a sinistra, immagini del corteo. A destra, Alemanno \\
Sindaco, pensaci tu Molti gli appelli ad Alemanno perché intervenga per ridurre
il numero dei cortei
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-15 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Viale Trastevere «Area identitaria»: sit-in e slogan
pro Gelmini Al grido di
«Daje Gelmini» e
«Rovesciamo il '68» 300 studenti di destra, con un tir imbandierato, hanno
bloccato ieri viale Trastevere davanti al ministero dell'Istruzione. Fra i
gruppi presenti anche l'Area identitaria romana di Giuliano Castellino
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-15 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi TEMPO PIENO, TROPPI
SILENZI SU UN'ALTRA SCONFITTA DI MILANO Caro Schiavi, ridurre il tempo della
scuola significa togliere ai bambini ed alle bambine spazi di riflessione, di
pratica, di rielaborazione personale. Ogni bambino ha diversi tempi e stili di
apprendimento: chi ha bisogno di imparare in modo lento, chi è insicuro nel
fare, chi va costantemente stimolato, chi ha bisogno di essere rassicurato, chi
è intuitivo, ecc. Per seguire tutti i bambini di una classe ci vuole tempo e il
ministro sta togliendo a noi insegnanti tempo per insegnare e ai bambini e alle
bambine tempo per imparare. Stefania Bussini Come capisco la signora Cinzia
Micoli. In veste d'insegnante aggiungo al suo appello anche alcuni miei interrogativi per la ministra Gelmini. Siamo davvero sicuri che con
questa riforma si salvaguardino le nobili finalità educative di una scuola che
dovrebbe mirare alla formazione di una Persona, con la P maiuscola? La scuola
post- tagli saprà garantire alle giovani generazioni, imbevute di cultura di
massa, intelligenze multiple e modalità interpretative diversificate,
così da far fronte alla globalizzazione culturale? Ed ancora, sarà garantita
una scuola pubblica anticlassista che educhi alla solidarietà ed alla
democrazia? Lo spero di cuore, come madre ed insegnante. Chi fa il nostro
mestiere sa che quotidianamente noi entriamo a scuola per arricchirci della
purezza degli sguardi dei bambini e non per quei quattro miseri soldi. Eleonora
Prevarin La scuola elementare italiana è una conquista che dimostra il proprio
valore attraverso la soddisfazione di tanti genitori e alunni che non sono più
quelli che andavano anche bene con il maestro unico. Ora i bambini sono
cambiati come è cambiata la società, hanno più stimoli, curiosità e
intelligenza. Un ritorno al doposcuola sarebbe come istituzionalizzare un
ghetto-parcheggio per bambini, privati delle attività di cui finora hanno
usufruito quelli che li hanno preceduti. Una immane ingiustizia. Edvige Cambiaghi
Sono una nonna che ha frequentato le scuole elementari nel primo Dopoguerra.
Allora il doposcuola era frequentato solo dai bambini più poveri che si
fermavano anche perché c'era la refezione scolastica che garantiva loro un
pasto assicurato. Ricordo che da bambina si poteva socializzare e giocare nelle
strade e nei cortili di casa. Oggi i bimbi non hanno più questi spazi: il tempo
pieno è una conquista che va difesa sotto l aspetto educativo e sociale. Xenia
Fanelli Spero di sbagliarmi quando mi viene da pensare che le strategie di
risparmio di questo decreto non siano solo indirizzate al mondo della scuola ma
strategicamente a buona parte del mondo femminile/materno che ad un certo punto
potrebbe pensare «tanto vale starsene a casa». Un bel ritorno al passato, alla
faccia dell'emancipazione e delle pari opportunità. Nazzarena Figliuzzi Cari
lettori, scusate se questa rubrica è diventata monotematica: ma sono ormai
centinaia le lettere di genitori e insegnanti in difesa del tempo pieno.
Nessuno li ascoltava: né il sindaco, né il presidente della Regione, né quello
della Provincia; nessuna istituzione ha detto una parola su questa ennesima
sconfitta per Milano, che penalizza le famiglie che vivono e lavorano qui. Sul
tempo pieno è finito ogni federalismo, nessuna Lega protesta, chi non ha un
figlio a scuola tace, chi ha nostalgia della vecchia maestra approva. Eppure,
questi civili genitori che non bloccano i treni, non fermano gli aerei, non
fanno cortei, pongono una questione vera: chiedono di non tagliare un modello
di scuola che funziona, di non fare di ogni erba un fascio. Il ministro Gelmini conosce la realtà milanese. I genitori si aspettano
una risposta: si può salvare il salvabile? gschiavi@rcs.it
( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-15 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE La città dei poeti di VIVIAN LAMARQUE Mamme, bimbi a
scuola e il fascino delle lune cinesi Qui, sopra la mia testa, Giangiacomo
Schiavi annaspa sommerso dalle mille mail che gli giungono da madri e
insegnanti sul tema del tempo pieno. Mentre le famiglie sono in sacrosanto
allarme, Mariastella Gelmini si stupisce, va ripetendo quieta che non c'è da preoccuparsi, il
tempo pieno sarà addirittura potenziato. Ma finché non dimostrerà, numeri alla
mano, come questo potrà accadere, impossibile tranquillizzarsi. Come promettere
un attico dopo aver dato l'avviso di sfratto dal bilocale. Magari non
fosse tolto quanto conquistato e anzi si potesse ottenere di più, per es. per
tutti gli adolescenti in balìa di se stessi, dalle
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina
1 - Prima Pagina La Gelmini rilancia: no al 18 politico Vigilanza
Rai è bufera su Gasparri ROMA - Il capogruppo del Pdl al Senato Gasparri
insulta Veltroni: «Sulla vicenda della vigilanza Rai è stato stupido, arrogante
e incapace». Insorge l´opposizione: «Siamo alla barbarie, i presidenti delle
Camere lo fermino».
Il ministro dell´Istruzione Gelmini intanto annuncia:
«Basta con l´ideologia del 6 e del 18 politico». ALLE P
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina XV - Roma
Venerdì pomeriggio in piazzale degli Eroi. La polizia: solo insulti
"Picchiati in strada da studenti di destra" la denuncia di un consigliere
di municipio Misteriosa aggressione, venerdì alle
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina I - Milano
"Salve anche quelle con meno di 50 alunni". La Cgil: solo pubblicità
Formigoni: niente tagli per le scuole lombarde Niente tagli per ora, nessuna
scuola, per quanto piccola, chiuderà in Lombardia, ogni intervento è rinviato
al prossimo anno. Lo ha assicurato ieri il presidente della Regione Roberto
Formigoni, dichiarazione arrivata dopo il ripensamento del
ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini. E anche il tempo pieno verrà salvaguardato alle elementari. «Il
tempo pieno - ha spiegato Formigoni - non sarà messo in discussione con il
ritorno al maestro unico». Ma la Cgil lo contesta: «Dal governatore solo spot
pubblicitari». FRANCO VANNI A P
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina VII - Milano
La Regione: niente tagli alle scuole "Ogni intervento rinviato al prossimo
anno, anche per le piccole" Scendono da
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina XI - Genova
Università, si mobilita Fisica "Un manifesto per l´alternativa"
Controproposta alla Gelmini di studenti e prof
Occupazione no ma fronte comune con altre facoltà e coinvolgimento di diversi
atenei FRANCESCO MARI La protesta degli universitari si allarga. Da lunedì
prossimo, per quattro giorni consecutivi, il dipartimento di Fisica proporrà
una serie di iniziative di protesta e sensibilizzazione contro la politica dei
tagli messa in atto dal governo. «Niente occupazione, ma una mobilitazione di
24 ore al giorno, che affianchi alle lezioni regolari anche
la redazione di un manifesto di studenti e docenti e la proposta di una riforma
alternativa a quella della Gelmini». Dondero, rappresentante degli studenti di Fisica, sembra molto
soddisfatto mentre spiega di cosa si tratta. E´ passato più di un mese
dall´inizio delle contestazioni contro i decreti Gelmini. Perché avete deciso di muovervi proprio adesso? «In
effetti non abbiamo affatto iniziato a muoverci ora, però il movimento nella
nostra facoltà è stato incanalato e gestito da noi rappresentanti e forse
questo ci ha rallentati un po´ rispetto a chi, in altre facoltà, ha dato vita a
coordinamenti spontanei. D´altro canto in questo modo abbiamo potuto
organizzarci meglio, per esempio abbiamo già fissato due o più lezioni
all´aperto a settimana fino a Natale. Adesso speriamo che si uniscano a noi in
questa nuova forma di protesta anche altri dipartimenti». Cosa vi proponete di
realizzare? «Abbiamo organizzato un´iniziativa che si distingua bene dalla
classica occupazione. Non vogliamo che la gente pensi che Fisica è occupata,
perché questo è un concetto associato alle idee di disordine e violenza. Invece
affiancheremo le nostre attività alle regolari lezioni e al lavoro di ricerca.
E proprio per sottolineare questa differenza, abbiamo deciso di chiamare
l´iniziativa "Fisica 24 ore". Cosa significa? «Vogliamo innanzitutto
scrivere un manifesto del movimento che sia condiviso almeno dagli studenti, dai
ricercatori e dai docenti dell´intero polo scientifico. Inoltre vorremmo
produrre una proposta alternativa di riforma da mandare al Ministero. Siamo
anche in contatto con gli studenti di Fisica di Trieste, coi quali abbiamo
organizzato una video-conferenza via Skype, in cui speriamo di coinvolgere
anche i fisici di altre città». Siete in contatto col movimento studentesco
delle facoltà di via Balbi? «Manteniamo i contatti grazie alle assemblee
cittadine, e stiamo provando ad organizzare una collaborazione tra il nostro
forum su internet e il blog di Giurisprudenza. Ci sentiamo filosoficamente
vicini agli studenti che in questi giorni tengono occupata la Facoltà di
Lettere, ma da noi non sarebbe possibile niente di simile, perché siamo
responsabili di apparecchiature delicate di cui dobbiamo avere cura. Per
giunta, che visibilità potrebbe avere l´occupazione di un dipartimento che ha
sede in una via privata di Albaro? Le facoltà del centro sono sotto gli occhi
di tutti, ma qui chi leggerebbe un nostro striscione, se lo appendessimo fuori
della finestra? Ecco perché dobbiamo trovare alternative che riescano a
valicare comunque i muri della facoltà».
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina III - Firenze
Montecatini, Gelmini fa passerella
"Orgogliosa di questa riforma" SIMONA POLI DAL NOSTRO INVIATO
MONTECATINI - Polizia ovunque, contestazione zero. Anzi, non proprio zero: una
decina di ragazzi ci hanno provato a mostrare qualche cartello contro il
ministro Mariastella Gelmini vicino al Palazzo dei Congressi di Montecatini, dove ieri
i Circoli del Buongoverno di Dell´Utri organizzavano un´assemblea nazionale a
cui partecipavano molti esponenti del governo Berlusconi. Certamente si notava
molto di più il grande striscione di sostegno al ministro dell´istruzione
"Contro i nuovi baroni avanti Gelmini"
issato dagli studenti che affollavano la platea. Lei, il ministro, non si è
risparmiata ed è stata generosamente applaudita. «Sono orgogliosa del decreto
approvato nel penultimo Consiglio dei ministri», ha detto. «Lo considero un
primo passo verso il cambiamento: in quel decreto abbiamo voluto rimettere al
centro del sistema universitario gli studenti e le loro famiglie e per questo,
pur in una Finanziaria complicata, abbiamo trovato risorse per le borse di
studio». Il dialogo con l´opposizione non è impossibile però, secondo Gelmini. «Il disagio degli studenti non va
strumentalizzato», attacca. «Ho stima per il ministro ombra Maria Pia
Garavaglia e spero che da parte del Pd ci sia il coraggio per contribuire ad
avanzare proposte utili per migliorare la scuola. L´università e la scuola non
sono né di destra né di sinistra ma sono istituzioni che appartengono al paese.
Qualche segnale positivo con qualche sindacato più moderato c´è e spero si
possa riprendere il filo del discorso che possa condurre governo e parlamento a
dare risposte a un disagio che esiste, ma che va affrontato in maniera seria e
senza strumentalizzarlo». Ha una parola di comprensione per i tanti ragazzi che
nelle piazze, nelle scuole e nelle università continuano a combattere la sua
riforma e i tagli del ministro Tremonti: «Credo di poter capire le
preoccupazioni e i disagi dei giovani che si sono catalizzati intorno ad un
decreto e che poi la politica ha strumentalizzato. Ma il disagio rimane, così
come l´incertezza sul futuro. E quando i giovani hanno paura per il futuro vuol
dire che gli adulti non hanno lavorato bene. E proprio per questo sono ancora
più convinta che ci sia bisogno di riforme. Troppi veti, troppi pregiudizi
ideologici hanno per decenni ingessato scuola e università, chi sta con i
giovani non può che percorrere strade nuove». Gelmini
ribadisce il suo no alla moltiplicazione di corsi di laurea e atenei: «Il
diritto allo studio non si attua con l´università sotto casa», dice. «L´offerta
formativa deve tener conto delle esigenze del mondo del lavoro e adeguare il
livello di qualità agli standard internazionali». Infine un occhio al sistema
di valutazione degli studenti: «Noi vogliamo cancellare dalla scuola e
dall´università l´ideologia dell´egualitarismo, del 18 o del 6 politico a
tutti. Lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone e vogliamo
premiare il merito. Il falso egualitarisno ha reso la nostra classe insegnante
tra le meno pagate d´Europa e la nostra società tra le meno eguali d´Europa».
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Firenze
Torna l´Onda fiorentina domani studenti a S.Marco L´Onda fiorentina torna in piazza.
Domani mattina, in occasione della Giornata mondiale del
diritto allo studio, gli studenti delle scuole medie superiori sfileranno da
piazza San Marco (concentramento alle ore 9,30) a piazza Savonarola, per
ribadire la loro opposizione alla riforma Gelmini, alla legge 133 e ai tagli del governo all´Università e alla
ricerca.
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina I - Bologna
Il protagonista Domani e martedì al PalaDozza quasi esaurito il comico porta in
scena il suo show di anti-politica Grillo e il delirio tra caste e baroni ANNA
TONELLI «Uso la risata per veicolare le catastrofi, in un paese con un
Parlamento-manicomio che pensa solo agli inceneritori, alle centrali nucleari,
ai ponti sugli stretti, a trasformare il territorio in una cloaca». Anche se il
corteo degli studenti bolognesi l´ha fischiato e messo in un angolo invitandolo
a vestire i panni dell´uomo qualunque (non quello filofascista di Guglielmo
Giannini) nella protesta anti-Gelmini, Beppe Grillo gode in città di un seguito di fans che lo hanno
eletto come il paladino dell´antipolitica. Lo dimostra il sold out del PalaDozza
dove domani e martedì il guru di quello "storico" V-day celebrato in
piazza Maggiore l´8 settembre 2007 davanti a 50 mila sostenitori, presenta il
suo «Delirio» (poche manciate di biglietti messi in vendita all´apertura
dei cancelli alle 19.45). Neanche più uno spettacolo, ma uno sfogo collettivo
tra il comico, il paradossale e l´inchiesta sociale in cui vengono denunciati
abusi e soprusi, privilegi e sortilegi, vizi e aberrazioni di ogni forma di
potere: politica, giudiziaria, mediatica. Niente ferma Grillo davanti alla
platee che lo osannano. Non lo ha disarmato nemmeno il recente stop della
Cassazione per non aver raccolto sufficienti firme per il referendum
sull´informazione. «Ma qualche giornale o televisione ha informato che le firme
per il Parlamento pulito sono invece valide?», ribatte subito Grillo
continuando a puntare il dito contro un tipo di informazione che in sostanza
diventa «scandalistica o asservita al potere». SEGUE A P
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina 14 - Interni
L´assemblea No al numero chiuso, cinema gratis: l´autoriforma dell´Onda Duemila
universitari riuniti alla Sapienza. "Superare anche il sistema delle
lauree dei 3 anni più 2" LAURA MARI ROMA - L´Onda entra nella fase
costituente. E lo fa con un documento di autoriforma in cui, in sostanza,
vengono scardinati non solo i punti del decreto Gelmini, ma anche quelli della riforma
Moratti del 3+2. Dopo la manifestazione che venerdì ha portato in piazza, a
Roma, 200mila studenti provenienti da tutti gli atenei in italiani in
mobilitazione, il movimento anti-Gelmini ieri si è riunito alla Sapienza e ha prodotto un documento di
controriforma universitaria che verrà approvato oggi dall´assemblea
plenaria dell´Onda. «Il manifesto non rappresenta una carta di proposte
tecniche da consegnare al legislatore di turno - si affrettano a precisare i
leader romani dell´Onda - ma un processo costituente aperto, modificabile e
implementabile. L´autoriforma non è una carta di intenti - spiegano i portavoce
del movimento - né tantomeno un tentativo di burocratizzare il movimento. è un
passaggio di consolidamento delle forme di autorganizzazione e un rilancio
degli elementi di conflitto». Una bussola che guiderà le nuove sfide dell´Onda
(«il 12 dicembre saremo in piazza per lo sciopero generale» annunciano i leader
del movimento studentesco) e che punta l´attenzione sulla necessità di abolire
il numero chiuso all´università, sul superamento del sistema del 3+2 e
sull´accesso gratuito per gli universitari a cinema, musei e trasporti. «Il
documento è stato discusso ed elaborato da oltre tremila universitari e
ricercatori che ieri hanno partecipato ai workshop sulla didattica, il welfare
e la formazione nelle facoltà occupate della Sapienza» sottolinea Giorgio
Sestili, studente di Fisica del primo ateneo capitolino. Nei workshop sono
dunque stati fissati i temi fondamentali del documento dell´Onda: tra le
proposte che verranno approvate questa mattina dall´assemblea plenaria, c´è
quella di superare il sistema del 3+2 creando seminari autogestiti dagli
studenti e abolendo il sistema dei crediti, ma si è parlato anche di fissare a
1300 euro il salario minimo dei ricercatori precari. Infine, la costituente
dell´Onda propone una "campagna d´azione" per chiedere l´accesso
gratuito, cinema e trasporti e ha annunciato scioperi «contro il lavoro nero
nelle università, svolto da stagisti, dottorandi e tirocinanti».
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina 14 - Interni
"Stop all´ideologia del
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina 14 - Interni
Lei, il dialogo e l´I-Pod Caterina Guzzanti: "L´accusa di Ronchi? Con le
armi della satira diciamo ciò che tutti pensano della Gelmini"
"La volgarità è nelle cose banali semmai ho reso umana Mariastella"
Ho pronta la scena sul dialogo col Pd: lei che li fa parlare per un´ora e poi
si toglie l´I-Pod CARLO MORETTI ROMA - «Cialtroneria? La vera cialtroneria
sarebbe dire cose banali». Così risponde Caterina Guzzanti a chi critica gli
attacchi satirici nei confronti di Mariastella Gelmini.
Il ministro dell´Istruzione secondo l´imitazione che Caterina Guzzanti ne fa a
"Parla con me" su RaiTre porta gli occhiali per darsi un tono ma ci
vede benissimo, dice di essere di Brescia ma in realtà è di Pizzo Calabro, è
diventata ministro per caso ed è poco più di una marionetta nelle mani del
Governo, un´inconsapevole esecutrice dei tagli di bilancio. Caricature in piena
libertà di satira, ma anche l´effetto di una riflessione
più seria: «La Gelmini è un
giovane avvocato che non si capisce per quali titoli faccia il ministro
dell´Istruzione», dice la comica. C´è chi, come il ministro Ronchi, considera
cialtroneria la satira che colpisce la Gelmini. Cosa ne pensa? «Sarebbe cialtroneria se dicessimo cose banali,
se facessimo un´imitazione blanda, se non usassi la giusta parrucca o il
trucco adatto. Nei testi abbiamo sempre detto molto semplicemente ciò che tutti
pensano della Gelmini, a cominciare dal fatto che non
si capisce come si sia potuto nominarla ministro dell´Istruzione. Non credo che
la mia imitazione, né quella di Paola Cortellesi in versione robot, siano
cialtroneria. Si cerca sempre una chiave per vedere un poco più in là della
realtà, è uno strumento della satira». Da dove nasce l´idea dell´origine
calabrese della bresciana Gelmini? «L´ho inventata non
perché la Gelmini si è recata a Reggio Calabria per
fare l´esame da avvocato, ma per il fatto che mi sono trovata in difficoltà con
il suo personaggio. Non offre molti appigli, è freddina, non ha un modo di
parlare particolare né tic. E non dice cose buffe, al di là delle cose gravi
che si trova a fare, un vero scempio in nome dei tagli di bilancio. Ci voleva
un escamotage per evidenziare il lato oscuro del "sifone con gli
occhialetti"». Ogni volta che la sua Gelmini
passa come un fiume in piena al dialetto calabrese, condisce i suoi discorsi
con il turpiloquio. è proprio necessario anche questo alla satira? «Lo
considero il necessario contrasto ironico della figura perfettina che intende
comunicare. L´ho resa umana, come tutti noi che diciamo le parolacce nella vita
di tutti i giorni. Da un certo punto di vista dovrebbe essere contenta, non mi
sembra di averla offesa». Il ministro dice di aver aperto le porte del dialogo
con l´opposizione. «Ho già pronta la scena: lei che li accoglie nel suo studio,
li fa parlare per un´ora, li ringrazia e poi si toglie le cuffie dell´I-Pod
dalle orecchie».
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
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Pagina 21 - Cronaca
Assalto di naziskin a Bologna botte e calci, ferito uno studente Nel raid una
band legata a Forza Nuova. 4 arresti CARLO GULOTTA BOLOGNA - Sta per laurearsi
in Ingegneria, non fa attività politica e non ha mai
partecipato a un corteo dell´Onda anti-Gelmini. Ma per chi vede il mondo dentro un giubbotto con le croci
celtiche e vive da naziskin, è un nemico. L´altra notte, quando per le strade
di Bologna l´hanno visto con un gruppo di amici coi jeans strappati, i tamburi
e le chitarre sulle spalle, gli hanno urlato contro "Comunisti di m.,
partigiani del c.". Lui ha cambiato strada. Voleva evitare la rissa. Ma
alle teste rasate che lo insultavano in quel modo ha risposto «I partigiani?
Bisognerebbe ringraziarli, hanno liberato l´Italia». Gli sono venuti addosso in
quattro. Bottiglie e sgabelli in testa, calci con gli anfibi, pugni e ancora
botte quando lui era già a terra: naso e mascella rotta, un dente saltato via,
gli occhi gonfi per i lividi. Chi lo ha ridotto così è un gruppo di estremisti
di Forza Nuova, la formazione di ultradestra di Roberto Fiore che vuole un
Italia senza immigrati e lotta contro l´aborto, un commando di teste rasate che
nemmeno lo conosceva. Due di loro suonano nella band "Legittima
Offesa" protagonista del film "Nazirock", gruppo
"nazionalista e anticomunista appartenente alla scena dei White
Power" (così sta scritto sul loro sito) amatissimo dai ragazzi della
destra radicale. La polizia ne ha arrestati quattro, pochi minuti dopo il
pestaggio. In Questura, nessun atteggiamento da "deboli", come se
quella "punizione" ad uno che si veste nel modo sbagliato fosse la
cosa più fisiologica del mondo. Uno di loro si chiama Luigi Guerzoni, è la voce
della band, ha 33 anni e secondo la Digos è responsabile provinciale per i
giovani di Forza Nuova, l´altro è Alessandro Malaguti, forti simpatie di area
skin, chitarrista. Poi ci sono Vincenzo Gerardi, finito sotto inchiesta assieme
a Guerzoni l´estate scorsa per una serie di raid razzisti e pestaggi contro
immigrati e omosessuali, e uno studente pugliese di 25 anni trapiantato a
Bologna, Gunther Xavier Latiano, pure lui attivista della formazione
neofascista. L´aggressione nella notte verso le
( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE
Istruzione Alla «Sapienza» assemblea per elaborare «l'autoriforma» Gelmini: no all'ideologia del 6 politico L'opposizione
collabori con me ROMA — Ieri, nella bolgia del Palacongressi di Montecatini
Terme, intervenendo al VII convegno nazionale dei Circoli del Buon Governo di
Marcello Dell'Utri, il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella
Gelmini, si è tolta qualche
sassolino dalla scarpa. Accolta stavolta, dopo tante critiche, da cartelli che
inneggiavano alla sua riforma («Gelmini caccia i baroni »), il ministro è passata soavemente al
contrattacco: «Voglio fare un appello alle opposizioni e al ministro del
governo-ombra del Pd, Mariapia Garavaglia, di cui ho stima. Abbiano il
coraggio di fornire anche il loro contributo per migliorare la scuola». E
ancora: «Sono orgogliosa del decreto-legge approvato nel penultimo Consiglio
dei ministri, servirà a fare un primo passo verso il cambiamento ». La Gelmini non molla, tutt'altro: «Noi vogliamo cancellare
dalla scuola e dall'università l'ideologia dell'egualitarismo, del 18 o del 6
politico a tutti. Bisogna evitare il falso egualitarismo che ha reso la nostra
classe insegnante tra le meno pagate d'Europa». Un discorso a tutto campo, il
suo: «Occorre distinguere tra chi offre corsi di studi che si preoccupano
dell'occupazione dei giovani e università che invece magari buttano soldi per
corsi sulla qualità di vita del cane o del gatto...». Per lei un'ovazione:
«L'università e la scuola non sono nè di destra nè di sinistra, le porte del
ministero sono aperte a tutti coloro che vogliono dare un contributo», ha detto
la Gelmini andando via. E così già oggi, a Roma,
all'università La Sapienza, l'assemblea generale del movimento
("L'Onda") presenterà il suo "manifesto per l'autoriforma".
Ci hanno lavorato nel weekend 2 mila studenti in rappresentanza di 25 atenei.
Dei punti sembrano già definiti: abolizione del «3+2»; abolizione del numero
chiuso; superamento dei crediti formativi; distribuzione dei finanziamenti ai
gruppi di lavoro e non ai «baroni»; reclutamento dei ricercatori svincolato dai
condizionamenti degli ordinari; stop all'aumento delle tasse universitarie e
accesso gratuito per cinema, musei e trasporti. Fabrizio Caccia (hacollaborato
Simona De Santis)
( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 8 categoria:
BREVI Il ministro e gli studenti Sopra, Mariastella Gelmini con Marcello Dell'Utri a
Montecatini Terme al convegno dei Circoli del Buongoverno. A fianco, in alto,
giovani presenti al convegno invitano il ministro dell'Istruzione a «cacciare i
baroni» ( foto Cornioli / Emblema). In basso, l'assemblea nazionale degli
studenti universitari, ieri alla «Sapienza» ( foto Eidon)
( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-11-16 num: - pag: 39 categoria:
REDAZIONALE I liceali La contestazione in tv Riscritto il copione della
miniserie, ciak in piazza E gli attori recitano tra gli studenti anti-Gelmini Il caso La realtà irrompe nella
fiction che andrà in onda su Mediaset. Tirabassi e la Pandolfi protagonisti
ROMA — La realtà irrompe nella fiction. Come set de «I liceali», la miniserie
di Canale 5, era stato scelto un liceo romano vero, il turbolento Mamiani, per
rendere più realistiche le avventure studentesche rappresentate. Ma le
recenti manifestazioni anti-Gelmini sono entrate di
forza nello sviluppo della seconda serie, che si sta girando in questi giorni,
sconvolgendo la sceneggiatura. Racconta Giorgio Tirabassi, alias il professor
Cicerino, protagonista della fiction: «Ci siamo trovati spiazzati. Di solito
ogni film che, come questo, sia basato su fatti di attualità, è alla spasmodica
ricerca di essere il più veritiero, il più credibile possibile. Noi siamo stati
superati, invasi dalla realtà ». Aggiunge il regista Lucio Pellegrini: «Ce la
siamo trovata lì, pronta per essere filmata». In una puntata, infatti, che
insieme ad altre cinque andrà in onda nella prossima primavera, gli attori
della fiction si sono mischiati agli studenti nella megamanifestazione, che si
è svolta a piazza del Popolo il 30 ottobre scorso contro la riforma del
ministro della Pubblica istruzione: «Più precisamente - sottolinea il regista
alcuni studenti, che hanno dei ruoli nella nostra serie, sono andati al corteo
e la nostra troupe li ha dovuti seguire nel corso della mobilitazione, per
filmare le loro battute di scena». Il copione originale della scena prevedeva
in effetti l'occupazione del liceo Colonna (il liceo classico immaginario, ove
è ambientata tutta la storia): «Gli alunni - spiega Tirabassi - occupavano la
scuola, contestando la mia decisione di sospendere alcuni loro compagni, che si
erano comportanti male. Ma questa occupazione "finta", cioè inventata
nella sceneggiatura, è poi sfociata in quella vera del Mamiani, allargandosi
alla mobilitazione generale. Non abbiamo avuto neanche il tempo di scriverla,
siamo andati avanti un po' all'impronta, improvvisando: un autentico
esperimento... speriamo venga bene». Ma il prof Cicerino come la pensa riguardo
alla riforma? Risponde: «Pensa che una riforma vada fatta, ma anche che è ora
di finirla con i "baroni" e i figli dei baroni che hanno un futuro
assicurato. è arrivato il momento di dare delle prospettive ai tanti bravi e meritevoli
ricercatori, che invece sono costretti a emigrare. Nei giovani non c'è fiducia
- continua l'attore ed è quello che raccontiamo nella seconda serie».
Interviene Federico Costantini, 19 anni, che interpreta lo studente Claudio e
nella realtà, oltre a fare l'attore, frequenta l'ultimo anno di liceo classico:
«I ragazzi sono preoccupati e non hanno torto. Nella manifestazione anti-Gelmini, uno striscione mi ha colpito, diceva: "Io non
ho paura", nel senso che tanto non ho niente da perdere, quindi non ho
nulla di cui aver paura ». Non concorda del tutto Carolina Victoria Benvenga
(18 anni), nella parte di Elena, anche lei studentessa nella fiction e nella
vita: «è vero, i problemi esistono, ma bisogna reagire costruttivamente. Non
basta scendere in piazza a protestare, occorre anche credere in se stessi e nel
proprio talento». Nata come miniserie italiana trasmessa, nel marzo scorso, in
anteprima su Joi, canale del digitale terrestre Mediaset Premium, e poi in
chiaro su Canale 5 dal 14 al 30 maggio, prodotta dalla Taodue, «I liceali »
affronta con leggerezza, ma anche con la giusta dose di drammaticità, il tema
della scuola oggi. Protagonista è Tirabassi, nel ruolo di un professore di
Lettere ottimista e idealista. Accanto a lui, Claudia Pandolfi, nella parte
della prof Sabatini di Storia dell'arte che, nella prima serie, appariva
demotivata e distratta, priva di slancio nei confronti della sua «missione»
pedagogica, ma in seguito viene contagiata dall'entusiasmo e anche dall'amore
del suo collega. Con loro, tutta una serie di altri personaggi, dal sadico
insegnante di greco al preside sciupafemmine, una galleria di tipologie
«scolastiche » che ha sollevato qualche polemica: «Certi professori si sono
risentiti - racconta Tirabassi - e ci hanno detto "non siamo così, ci
rappresentate come macchiette". Francamente, non volevamo offendere
nessuno». Tant'è, ma il successo della prima serie (una media del 22% di share,
5.500.000 spettatori) è stato sancito dall'uscita del libro «I liceali. Diario
della II A», edito da Mondadori, firmato da Elena e Daniele, due personaggi
della fiction. Inoltre, è una delle serie più scaricata da internet e venduta
in dvd. «è nato pure un blog spontaneo - aggiunge il regista - dove gli
appassionati discutono e si confrontano sui temi trattati dalla serie».
Conclude il produttore Valsecchi: «La scuola è metafora di un malessere
generalizzato e che ha trovato nella riforma Gelmini
la miccia con cui far esplodere una protesta con ben altre implicazioni. Tutto
questo raccontiamo nella seconda e anche nella terza serie che stiamo
scrivendo». Protesta Sopra, una manifestazione di studenti inserita nella
seconda edizione della fiction «I liceali». A destra, una scena della prima
serie Mediaset Emilia Costantini
( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il caso Il governatore: no alle attività ludiche, i soldi
serviranno a sanare le emergenze da noi individuate «Pagheremo il tempo pieno.
Ma alle nostre regole» Il presidente della Sardegna Soru: stanziamento di 35
milioni. Già definiti gli «standard» MILANO — I palazzacci grigi del quartiere
Sant'Elia sono una possibile cartina di tornasole. «La riconversione urbana,
una diversa gestione degli spazi. Tutte cose importanti. Ma il vero riscatto,
di un'area e dei suoi abitanti, passa dalla scuola». L'esempio del quartiere
che a Cagliari rappresenta una specie di simbolo del degrado ha una funzione
didascalica. A una certa idea dell'istruzione Renato Soru ci crede davvero. E
lo dimostra introducendo in Sardegna il «suo» tempo pieno per primarie e medie.
Dice che non lo fa per andare contro la Gelmini, «anche se è doveroso l'aiuto
alle autonomie scolastiche in difficoltà a causa dei tagli». C'è dell'altro,
una diversa motivazione legata al senso che si vuole dare alla parola scuola,
aspetto di non trascurabile importanza spesso assente dall'attuale e noto
dibattito. «Sono convinto che sia un mezzo per promuovere e migliorare
la qualità delle nostre vite. I porti, le strade, ogni infrastruttura: tutte
cose importanti. Ma il capitale umano e la conoscenza sono altrettanto
importanti e utili: serve anche la scuola». Una delle più consistenti voci di
spesa nella Finanziaria del 2009 che il governo sardo approverà domani riguarda
proprio quel tempo pieno che la Gelmini è accusata di
voler eliminare. Lo stanziamento sarà di 35 milioni di euro, collegato però ad
una novità importante. La Regione ci mette i soldi, ma dice anche come
spenderli. «Non è che una volta percepiti i finanziamenti ogni singola
autonomia scolastica si fa il suo progetto. Dovrà seguire gli standard fissati
da noi. Invece che sulle attività ludiche, che poi finiscono per generare una
sorta di progettificio, dovrà concentrarsi sulle emergenze da noi individuate».
Il programma si concentra sulle competenze di base indicate dagli studi
dell'Ocse, quelli che collocano il livello di preparazione degli studenti del
Sud molto al di sotto della media dei Paesi Ue. Maggiore conoscenza della
lingua materna, capacità di risolvere i problemi e capire un testo, saperi
fondamentali di matematica e scienze. «Non è con il Nord che ci dobbiamo
confrontare, ma con l'Europa. Ne adottiamo quindi gli standard, puntando a
rafforzare la qualità e l'offerta dell'insegnamento. So che siamo in un periodo
di tagli, ma io credo che invece siano necessari maggiori investimenti, per
tenere di più i ragazzi in classe e lavorare molto per migliorare il loro
livello di conoscenza. Nella scuola pubblica il tempo pieno viene spesso
considerato come una sorta di parcheggio. Nelle private invece è di qualità. Si
crea in partenza una forma di ingiustizia sociale». L'uscita del governatore
della Sardegna non è estemporanea. L'anno scorso la sua Giunta aveva lavorato
su questi concetti, finanziando in proprio anche la formazione degli
insegnanti. Ma adesso il salto è notevole, anche per le dimensioni
dell'investimento. «I soldi li troviamo. In questi anni abbiamo fatto molti
tagli nella Pubblica amministrazione, cancellato Enti regionali e 24 comunità
montane. Finora abbiamo contribuito a finanziare aziende e commercianti,
puntando sul loro capitale "fisico". Oggi trovo che puntare sul
capitale umano sia più intelligente e redditizio ». La via sarda al tempo pieno
conduce ad altre sorprese, ad una sorta di federalismo scolastico. Soru è
convinto che in materia la dipendenza dal governo centrale sia uno svantaggio.
Lo Stato ha la competenza primaria, poi vengono Comuni e Province. Ultime le
Regioni, che rientrano dalla finestra con una generica competenza sul diritto
allo studio. «Credo che la scelta sul tempo pieno non esuli dalle mie
competenze. Tutti gli enti locali dovrebbero sentirsi maggiormente
responsabili, invece di limitarsi ad essere interlocutori impotenti. E' vero
che la legge sull'autonomia scolastica prevede un maggiore coinvolgimento dei
Comuni, ma troppo spesso questa possibilità rimane lettera morta. Si pensa che
la scuola sia una faccenda che riguarda esclusivamente lo Stato. Non è così,
non dovrebbe essere così ». Governatore Renato Soru, 51 anni Marco Imarisio
( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
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NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Il neo-presidente della «Depositi e prestiti»: sbagliato bocciare in toto il decreto Gelmini Bassanini: dialogo sulle riforme Il Pd non dia alibi al governo
«La Cassa finanzi Ponte di Messina e fibra ottica Il piano Rovati? Nacque dalle
mie riflessioni» MILANO — Professor Franco Bassanini, lei, uomo di sinistra, è
stato nominato dal governo di destra presidente della Cassa depositi e
prestiti. Questo significa che la collaborazione tra i due schieramenti,
o almeno tra alcuni loro esponenti, è possibile? «In Francia è accaduto. E non
solo perché Kouchner fa il ministro degli Esteri, Strauss-Kahn è andato a
dirigere il Fondo monetario e Attali la commissione per le riforme di cui
faccio parte. Nel governo c'è l'ex braccio destro di Jospin, Jouyet. Besson,
sottosegretario alla presidenza, è un socialista. E Sarkozy non lo fa per
togliere spazi all'opposizione; lo fa perché senza il concorso di almeno una
parte delle opposizioni le grandi riforme sarebbero impossibili. Non a caso la
riforma costituzionale, che recepiva molte richieste dei socialisti, è passata
con il voto decisivo di Jack Lang». In Italia l'«ouverture» sembra più
complicata. «La collaborazione tra i due schieramenti può assumere varie forme.
Il modello Merkel, cioè la grande coalizione; che però nasce dal pareggio
elettorale. Noi avevamo questa chance nel 2006, e Prodi commise un grave errore
a rifiutare l'offerta. Ma anche adesso ci sono due terreni su cui il confronto
è indispensabile. Le riforme istituzionali, compresa la legge elettorale e la
riforma della pubblica amministrazione: delle cinque leggi Bassanini, tre
furono votate anche dalla destra, e le altre due vennero concordate parola per parola
con il mio omologo di allora, Frattini. Per fortuna nel Pd, dopo uno scontro
interno, è prevalsa la linea di appoggiare le norme portate da Brunetta al
Senato, che puntano a rendere effettivi i criteri meritocratici». Qual è
l'altro terreno di confronto? «Le grandi riforme di struttura. Che si fanno
solo costruendo un consenso tanto ampio da resistere alle pressioni corporative
e localiste. Purtroppo la breve stagione in cui il dialogo pareva vicino è alle
nostre spalle, e oggi Berlusconi ripete che può fare da solo. Vedo però che
Calderoli, un uomo migliore di come è stato dipinto, e lo stesso Bossi
mantengono un atteggiamento di apertura. Hanno capito che senza il consenso
dell'opposizione qualsiasi riforma può essere cancellata dai referendum. Sarebbe
sbagliato non cogliere questa disponibilità. Quando si rompe, in politica, è
come nei divorzi: la colpa non è mai da un parte sola». Colpa anche di
Veltroni? «Se l'opposizione rifiuta il dialogo dà alla maggioranza l'alibi per
fare da sé. Certo, così si lucra nel breve periodo il vantaggio di cavalcare
tutte le resistenze, tutti gli interessi colpiti dalle riforme; ma si rinuncia
a quella credibilità che viene dal concorrere a decisioni utili al Paese.
Bisogna distinguere tra le "policies", le questioni su cui è
legittimo scontrarsi in modo anche duro, e le grandi decisioni cui la sinistra
può contribuire con le sue idee, le sue culture, i suoi riferimenti sociali
"buoni", non corporativi né microegoisti. Quindi discutiamo pure su
grembiule, voto di condotta e maestro unico; denunciamo l'errore di tagliare
anziché investire nella scuola; ma, come ha notato Luigi Berlinguer, è
sbagliato bocciare in toto il decreto Gelmini, anche
nelle parti come l'aggregazione delle scuole dei piccoli centri che vanno nella
direzione indicata dal centrosinistra». Quando però Amato accettò di guidare la
commissione per Roma, molti esponenti del Pd, tra cui sua moglie Linda
Lanzillotta, lo invitarono a dimettersi. «E' diverso. Il sindaco di Roma non fa
le grandi riforme. Io in quella commissione non entrai anche perché ero già nel
comitato, presieduto proprio da Giuliano, per scrivere le regole su Roma
capitale. Che piacciono ai presidenti di Provincia e Regione, e spiacciono
proprio ad Alemanno ». Come nasce il suo rapporto con Sarkozy? «Era il 2002
quando la mia segretaria ricevette una telefonata da Parigi: " Mon nom est
Nicolas Sarkozy, forse in Italia non sapete che da quindici giorni faccio il
ministro dell'Interno". Mi invitava a una riunione dei prefetti e viceprefetti
francesi, per spiegare la riforma della pubblica amministrazione italiana».
Come sta andando il presidente francese? «E' come Brunetta: troppo precipitoso.
E poi l'elettorato più conservatore non ha apprezzato il fidanzamento con Carla
svelato a Disneyland. Ma è in ripresa. L'estate da leader europeo sulla Georgia
e sulla crisi l'ha rilanciato». Esistono i fannulloni nella pubblica
amministrazione? «Non solo esistono, ma sono stato io a coniare l'espressione.
Ci sono i titoli d'agenzia, del gennaio 1997. "Il ministro Bassanini:
cacceremo tutti i fannulloni e gli incapaci"». Però non l'avete fatto.
Come giudica Brunetta? «Intanto già dal '98 licenziare è possibile, ed è anche
accaduto, sia pure in rari casi. Brunetta era partito bene. Poi, preso dalla frenesia,
ha annunciato risparmi per il 30% sui costi della pubblica amministrazione. Ma
la priorità non è tagliare, è migliorare i servizi. La prima pagina del
rapporto Attali è dedicata agli asili nido. In Francia ci sono 28 posti ogni
100 bambini, e li si vuole portare sopra i 50, come nei Paesi scandinavi. In
Italia i posti sono 9 su 100». Quale ruolo può avere la Cassa da lei presieduta
in tempo di crisi? «Morto il pensiero unico ultraliberista, mi preoccupa il
rischio di passare all'estremo opposto del pendolo: l'ultrastatalismo,
l'eccesso di regolamentazione. Per fortuna vedo che Tremonti, uno che aveva
dato l'allarme per tempo, ora non parla più di protezionismo ma di "fair
trade", non di dazi ma di regole. Questo è il ruolo dello Stato: fare le regole
che consentano al sistema di funzionare. Su questo si può trovare un'intesa tra
un centrodestra riformatore e un centrosinistra riformista, che non commetta
più l'errore dell'estate dei furbetti, quando un pezzo dei Ds si schierò dalla
parte della speculazione finanziaria». Quindi lei non crede allo Stato
azionista, ad esempio delle banche? «Assolutamente no. Credo invece al ruolo
delle fondazioni, interpretate come nella sentenza Zagrebelsky: forme di
organizzazione delle libertà sociali, espressioni di pezzi della società civile
antiche di secoli, come la fondazione Montepaschi. Il compito della Cassa è
mettere l'economia privata in condizione di reggere la concorrenza
internazionale. Ci sono infrastrutture in grado di autofinanziarsi, come la
Brebemi, l'autostrada Brescia-Bergamo-Milano: quella possono farla i privati.
Ma per il Ponte di Messina servono capitali pubblici. Come per la
trasformazione in fibra ottica dell'ultimo miglio, la "larghissima
banda", che Telecom non è in grado di fare da sola. Se poi a suo tempo si
fossero privatizzate Stet e Sip, mantenendo pubblica la rete locale, forse
sarebbe stato meglio». Ma questo è il famigerato piano Rovati. «Un mese prima
che uscisse quel piano, i Rovati, con i Prodi, erano a cena con Linda
Lanzillotta e con me a casa di Stefano Passigli, e ascoltarono le mie
riflessioni sul tema: che poi sono in linea con quanto è accaduto in Corea e
Giappone e sta accadendo in Cina, dove la rete la paga lo Stato. Certo, può
essere che Rovati fosse già dello stesso avviso». Due ultime domande personali.
E' vero, come ha scritto un quotidiano, che lei fece togliere a Cossiga la
cattedra all'università di Sassari? «No. E' vero che, quando alla fine degli
Anni Sessanta insegnavo a Sassari diritto costituzionale, quasi ogni lunedì mattina
Cossiga che allora era sottosegretario alla Difesa mi telefonava per chiedermi
se potevo fare pure le sue lezioni di diritto regionale». Lei ruppe con Craxi
negli «anni del consenso», più precisamente nell'81. Ora però è spuntata una
sua lettera dell'
( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-16 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE La manovra Secondo il governatore il personale potrà
essere recuperato dalle classi che adottano il maestro unico Formigoni: tempo
pieno garantito «In Lombardia lo chiede il 40% delle famiglie. Salveremo le
piccole scuole» «Su 5 mila plessi solo 76 hanno meno di 50 allievi: eventuali
tagli saranno concordati con province e comuni» Salvo il tempo pieno, salvi i
plessi (fuori norma 76 su 5 mila). «In Lombardia non verrà chiusa nessuna
scuola. Gli esuberi? Riguarderanno al massimo qualche dirigente ». La Regione
raccoglie il grido di allarme dei genitori e lancia un messaggio rassicurante:
annuncia cioè di aver «raggiunto un accordo con il governo» che, in sintesi, si
traduce nel «rinvio di un anno di ogni intervento di eventuale chiusura delle
scuole». Roberto Formigoni non ha avuto bisogno di mostrare i muscoli,
stavolta. «Condividiamo l'idea di razionalizzare. Ma se tagli dovranno esserci,
saranno le Regioni a dover decidere assieme a Comuni, Province e Uffici
scolastici regionali». Tanto più che le «criticità»
lombarde, in base al decreto Gelmini, sono «poche e già sotto esame». A papà e mamme con bimbi che
tra un anno andranno in prima elementare, Formigoni e l'assessore all'Istruzione,
Gianni Rossoni, promettono: «Siamo noi i garanti. Chi farà domanda di tempo
pieno secondo i moduli sarà accontentato. In Lombardia oggi chiede il
tempo pieno il 40% dei genitori, contro il 23% del resto d'Italia. La scelta
del maestro unico da parte di altri consentirà di recuperare personale per i
moduli». Così il sostegno ai disabili: «Un docente ogni due alunni con
handicap», insiste il governatore. Quanto ai plessi di cui è prevista la
chiusura, perché hanno meno di 50 allievi, gli uffici regionali hanno già fatto
la conta: «In Lombardia abbiamo 5.000 plessi e dovremo lavorare per
razionalizzare solo su 76 che risultano fuori norma». Mediando perché «si
evitino sia i disagi per gli studenti e le famiglie, sia l'aumento dei costi di
gestione per i Comuni». Infine, c'è il capitolo autonomie (la modalità di
organizzazione delle scuole superiori). «Fuorilegge» risultano essere solo 25
«autonomie» su un totale di 1.305. «Sette di queste hanno meno di 300 studenti,
altre 18 meno di 500». Ma la soluzione (accorpare più autonomie cioè istituti
superiori) porterà «all'esubero di pochi dirigenti». è un accordo tra Regione e
governo che Formigoni dipinge come una «vittoria di principio straordinaria».
Perché si esce dalla «logica del premio ai fannulloni». E perché la Lombardia
«ha già fatto un lavoro di pulizia». Un dato ben fotografa lo stato dell'arte,
secondo i tecnici: l'indice di affollamento delle classi che in Lombardia è del
22,32 (22 alunni per classe) contro la media nazionale del 20,78. Paola D'Amico
( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
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Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-16 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Email al Corriere «Non torniamo al doposcuola» Appello di genitori
e maestri Continuano ad arrivare le lettere a favore del tempo pieno e c'è chi
propone una raccolta di firme. Da oggi c'è anche un indirizzo email per i
genitori (ibambinisonoilfuturo@hotmail.it). RINGRAZIAMENTO Ci siamo ritrovati
in tanti Non pensavo che un pensiero sulla scuola potesse diventare un appello
nel quale oggi ci ritroviamo in tanti, genitori e insegnanti. Ringrazio chi ha
dato voce corale ad una preoccupazione di cui noi mamme parliamo da settimane
davanti ai cancelli delle scuole. Grazie per lo spirito libero della
partecipazione. Cinzia Micoli SCUOLA PUBBLICA Fermiamo i «pirati» Da 38 anni
insegno nel tempo pieno a Milano. E sono orgogliosa di aver contribuito a
formare centinaia di giovani. Ora quei ragazzi mi contattano su Facebook e...
che emozione vedere quei semi germogliati! Noi vogliamo bene alla scuola
pubblica! Sos contro i pirati che la massacrano! Anna Pobbiati Insegnante «da
sempre» nella scuola primaria di piazza Sicilia FORMAZIONE Si impara in tutte
le ore Ricordiamoci che i nostri figli « imparano » durante tutte le 8 ore
scolastiche: siano esse quelle di italiano, matematica, storia, geografia,
inglese, ma anche durante le ore del pranzo, del gioco, della scuola natura,
della gita didattica, del laboratorio dove discutono, si confrontano, si
relazionano. Questo modello è per noi genitori garanzia di qualità e sicurezza rispetto
all'alternativa parcheggio con tv e baby sitter. Alessandra
Zorzi PRO GELMINI Noi cresciuti con maestri unici Leggo le missive sulla
riforma. Detto che non ho votato Berlusconi, con due figli che han finito da
poco le elementari e apprezzando il tempo pieno, vorrei far capire ai critici
che non ci sono più i soldi! Noi quarantacinquenni siamo sopravvissuti
benissimo al maestro unico... Martino Pellegrini SCELTE DI BILANCIO Taglio Ici
pagato dai bambini Tagli, tagli e mai una politica per evitare gli sprechi.
Fumo negli occhi... 1000 euro per i bambini appena nati, via l'Ici sulla prima
casa e poi i nostri figli del tempo pieno saranno parcheggiati in una scuola.
Meno ore di scuola, da