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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  14-16 novembre 2008      #TOP



Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (85)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

gelmini: ragazzi, io non cedo - roma luigi contu mario reggio ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma la scuola è un motore rotto Gelmini: ragazzi, io non cedo ROMA LUIGI CONTU MARIO REGGIO Il ministro dell´Istruzione e dell´Università Mariastella Gelmini si dice pronta al dialogo, ma anche intenzionata a chiudere la porta a chi vuole difendere lo status quo. «Capisco l´ansia dei giovani che vanno in piazza, ma se voglio cambiare è proprio per dare loro un futuro»

scuola, la cisl lancia un'alleanza "così si evitano i tagli di roma" - milena vercellino ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per esplorare le ricadute dei tagli del ministro Gelmini e ribadire che "il piano del ministro non è applicabile", come spiega la segretaria regionale della Cisl Giovanna Ventura. Il piano programmatico triennale non è ancora stato approvato dal Parlamento - ieri si è iniziata la discussione in sede di Conferenza delle Regioni -, ma l´ombra che proietta sul Piemonte è minacciosa:

in 800 sul treno per roma la protesta diventa funebre ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: circa 800 gli universitari piemontesi No Gelmini partiti ieri sera alle 23,30 per la manifestazione nazionale di Roma. Al termine di una giornata di trattative, Trenitalia ha accordato uno sconto ed scesa a 30 mila euro per il convoglio speciale. Una parte degli studenti partiti per Roma si fermerà nella capitale per una due giorni di assemblea nazionale all´Università La Sapienza.

la carica di studenti e professori - laura mari ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Tremonti. Ma per i leader dell´Onda la sveglia oggi suonerà prestissimo. Alle 7.30, infatti, una delegazione di giovani della Sapienza andrà alla stazione Termini ad attendere gli studenti in arrivo dalle altre città italiane per accompagnarli poi alla Sapienza, dove molti di loro trascorreranno la notte nelle facoltà occupate di Fisica,

"obiettivo montecitorio" ma oggi sarà "zona rossa" ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre sotto a Montecitorio gli studenti di Roma Tre organizzeranno una sorta di "Monopoli anti-Gelmini". A guidare i cortei, tre camion: su quello della Sapienza viaggerà "Bunna" il cantante degli Africa Unite che, assieme al leader del gruppo degli "Assalti Frontali" Luca Mascini (nonché genitore di un alunno della scuola Iqbal Masih) canterà dal vivo.

scuola media garibaldi contro lo sfratto 5 mila firme ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Protesta anti-Gelmini, in 300 a Roma Scuola media Garibaldi contro lo sfratto 5 mila firme Si mobilitano i genitori degli alunni della scuola media Garibaldi, che temono lo sfratto da Villa Gallidoro. La petizione ha raggiunto quota cinquemila firme, e martedì si terrà un´assemblea cittadina.

tra studenti e trenitalia lite sul costo del biglietto ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Trenitalia lite sul costo del biglietto Vogliono partire per Roma all´alba per partecipare alla grande manifestazione contro il decreto Gelmini. Ma gli studenti napoletani intendono pagare soltanto cinque euro: è stato lo stesso movimento a stampare i tagliandi, che i manifestanti hanno pagato autotassandosi. Trenitalia però non è d´accordo: sul treno speciale, che parte alle 6.

l'onda della protesta torna a roma - antonio tricomi ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: raggiungere Roma e partecipare alla grande manifestazione nazionale degli studenti universitari contro la Gelmini. Con il biglietto del treno a cinque euro. Un atto che il movimento, che ieri ha tentato di oscurare il sito del ministero, definisce di "disobbedienza civile". E in polemica con Trenitalia, che intende invece applicare ai manifestanti lo sconto comitive del trenta per cento.

il ministro prestigiacomo si è smarrito nel cilento - domenico de masi ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre la Gelmini rivoluzionava la scuola, mentre Brunetta rivoluzionava l´Amministrazione, mentre la Carfagna rivoluzionava l´etica, la Prestigiacomo taceva, silenziosa e inerte. Di lei non si sa neppure se, furtivamente, scendesse a prendere un cappuccino o se, furbescamente, di tanto in tanto si desse malata.

formigoni e i rettori: federalismo, non tagli - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In altre parole, Formigoni e i rettori lombardi rilanciano: «Sosteniamo le ultime decisioni del ministro Gelmini e quindi il decreto del governo della scorsa settimana, ma suggeriamo di andare avanti verso una riforma completa del sistema che tenga conto di merito e qualità».

l'onda assedia la centrale braccio di ferro, poi tutti in treno - laura bellomi franco vanni ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Più che una "protesta" contro il decreto Gelmini era un "pretesto" per attaccare il governo». Immediata la reazione del consigliere regionale di Rifondazione, Luciano Muhlbauer: «Rifondazione si è assunta la responsabilità di trovare una soluzione e lo stesso hanno fatto anche questura e prefettura.

fumogeni, code e spintoni e i pendolari si arrabbiano - davide carlucci ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Questo treno lo paga la Gelmini». Lo striscione di testa, invece, tiene conto del venir meno del sostegno dei rettori e del loro ammorbidimento nei confronti del ministro: «L´onda non è rappresentabile, la vera riforma non passa dai baroni». Poi passano al capitolo Ferrovie dello Stato: «La polizia è schierata qui in difesa degli interessi di un´

"il primo precario? gesù cristo" - nadia campini ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: esprimere indicazioni più nette sulla Gelmini né tanto meno sulle manifestazioni che nelle scorse settimane hanno portato in piazza studenti, insegnanti e genitori. «Ben lontano dall´entrare nel merito del dibattito politico - ribadisce oggi il responsabile dell´ufficio scuola della diocesi - devo dare un´indicazione chiara ed ufficiale a tutti i colleghi».

orientagiovani niente gelmini arriva marcegaglia ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Genova Il convegno Appuntamento ai Magazzini del Cotone Orientagiovani niente Gelmini arriva Marcegaglia ARRIVA oggi a Genova il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia per partecipare alla quindicesima edizione di Orientagiovani, l´iniziativa organizzata da Confindustria e dal Festival della Scienza per favorire l´incontro tra giovani e imprenditori.

oggi per lo sciopero generale doppio corteo degli studenti ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: contro la riforma Gelmini», indicano. Imboccheranno via delle Fontane, le gallerie, via Roma, raggiungeranno piazza De Ferrari. La manifestazione terminerà a Matteotti, dove si svolgerà un´assemblea. «Decideremo i prossimi appuntamenti della mobilitazione - spiega Niccolò, collettivo Caos - stiamo pensando ad una giornata in cui tutti gli studenti si mobiliteranno dentro le scuole»

babbo a tempo forzato ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mi ero accorto che nella Finanziaria era previsto questo taglio alle scuole private e cattoliche». E le agenzie, informano: «Il premier assicura il suo impegno per evitarlo». Stop. In tempi di tagli per 8 miliardi di euro alla scuola pubblica. Di aumento smodato di alunni per classe così da diminuire le classi. Di riduzione degli insegnanti di sostegno per gli alunni handicappati.

gli "erasmus" portano la protesta contro la gelmini davanti ai consolati - eleonora capelli ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: portano la protesta contro la Gelmini davanti ai consolati ELEONORA CAPELLI Lo sciopero dell´università e della ricerca varca i confini nazionali, gli studenti Erasmus e i ricercatori che si trovano all´estero per motivi di studio si sono dati appuntamento davanti ai consolati italiani di mezza Europa stamattina alle 10.

quattro pullman e un treno l'onda bolognese a roma - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: rischiando di investire gli stessi ragazzi che sotto gli ombrelli cantavano: «Non pagheremo la vostra crisi», «Tremonti, Gelmini, giù le mani dai bambini», «La lingua ci serve per comunicare, le classi ponte per discriminare». Intanto l´università ha reso note le modalità della cerimonia di inaugurazione dell´anno accademico che si terrà sabato 29 novembre nell´aula magna di Santa Lucia.

"abecedario" su un sito con tanica di benzina ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: area antagonista» che cercano di cavalcare e strumentalizzare il movimento scolastico anti-Gelmini, sul sito informa-azione.info spunta un "Abbecedario a uso delle studente moderno" che invita alla lotta e che, nella pagina di presentazione, mostra in bella evidenza una tanica di benzina, un cumulo di cubetti di porfido e una fionda.

gli slogan ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 12 - Cronaca Napoli Gli slogan Genova Gli slogan Gli slogan Questo treno lo paga la Gelmini La vera riforma non passa dai baroni Gelmini: nuoce gravemente all´istruzione Adotta un ricercatore Maria Stella dove sei? Questa riforma è la morte della cultura

l'economist sta con il ministro "la sua riforma è necessaria" ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Economist difende il ministro Mariastella Gelmini e critica il sistema universitario italiano. Nel numero in edicola un giudizio molto critico: «Uno dei settori peggio gestiti», uno «dei più corrotti d´Italia», caratterizzato da una «mediocrità uniforme». Sotto attacco i baroni e il nepotismo che domina all´interno degli atenei.

"capisco l'ansia dei giovani in piazza voglio cambiare per dare loro un futuro" - luigi contu mario reggio ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: sì al dialogo, ma porte chiuse per chi difende lo status quo Il calo dei sondaggi? Quando si fanno riforme profonde si paga un prezzo, lo sapevo I tagli di Tremonti erano inevitabili ed anche io ho dovuto contribuire al risanamento I giovani pagano già un prezzo alto, per questo serve il coraggio di cambiare per promuovere i talenti LUIGI CONTU MARIO REGGIO ROMA -

il governo cala nei sondaggi berlusconi perde quattro punti - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: indivisibile Tra i ministri perdono punti Gelmini e Tremonti, sale Sacconi FRANCESCO BEI ROMA - è il primo consistente segnale di flessione del consenso da due mesi a questa parte. In un periodo fortemente segnato dalla crisi economica, dalle proteste sulla scuola, dall´agitazione del personale Alitalia, dall´elezione di Obama, la fiducia in Silvio Berlusconi è scesa del 4 per cento.

UNIVERSITA': DUE PROPOSTE ( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nel frattempo direi che la Gelmini, nel complesso, si sia mossa bene. Sulla scuola il ripristino del «maestro unico» non è una tragedia (se tagli ci debbono essere, e essere ci devono, questo non è esiziale), il ripristino dei voti espressi in numeri è una semplificazione utile, e quello del voto in condotta necessario.

<A Roma con lo sconto>. Tensione in Centrale ( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tensione in Centrale Studenti anti-Gelmini fronteggiati dalla polizia. Disagi per i pendolari, poi l'accordo Anche l'attore Moni Ovadia è intervenuto in solidarietà ai contestatori: niente democrazia senza scuola pubblica Sono partiti alle dieci e un quarto di ieri sera con l'energia di sempre e il gusto di una vittoria: «Ce l'abbiamo fatta,

Formigoni e i rettori in rivolta: premi agli atenei migliori ( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Al ministro Gelmini dicono «bene il decreto, ma vada avanti, così non basta». La riforma s'ha da fare ma sia «coraggiosa e organica ». E dettano quattro punti dai quali una vera riforma non può prescindere: qualità, merito, rilancio della ricerca, regionalizzazione.

Bruxelles e Londra I cortei <esportati> ( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini riguardano anche voi. Ce n'est que un début, continuons le combat! Ad organizzare la protesta in terra straniera è un gruppo di studenti italiani, di nascita o di origine, residenti a Bruxelles, i quali non si accontentano di contestare la legge 133, definita come «l'ennesima tappa di un percorso in atto da anni di smantellamento organizzativo e finanziario e svalutazione

Scuola, oggi lo sciopero Tensione a Roma e Milano ( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ugl e Snals hanno ritirato l'adesione dopo l'incontro col ministro Gelmini). I manifestanti che sono arrivati in nottata in treno a Roma, hanno dormito alla Sapienza nelle facoltà occupate. Azione universitaria (An) e i Giovani di Forza Italia hanno accusato la sinistra di aver trasformato gli atenei in «ostelli».

L'Economist: sistema corrotto Sì alla riforma della Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sistema corrotto Sì alla riforma della Gelmini MILANO — E due. Già ad ottobre The Economist aveva dato un primo via libera, seppur condizionato, alla riforma scolastica del governo Berlusconi: «Ben venga la riforma del ministro Gelmini a patto che i risparmi promessi dal governo vengano utilizzati per apportare dei miglioramenti al sistema scolastico italiano»

I Comuni dicono no al piano programmatico, le Regioni si spaccano ( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: bocciatura è arrivata in conferenza unificata la bocciatura del piano programmatico della scuola previsto dalla riforma Gelmini (foto) da parte dei Comuni e della maggior parte delle Regioni, che però si sono divise: quelle in mano al centrosinistra hanno votato contro, a favore quelle di centrodestra (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Molise, Veneto) mentre la Sicilia si è astenuta.

FALSA RIFORMA ( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sottoscrivo pienamente l'appello al ministro Gelmini perché riconsideri la questione «scuola elementare»: ho volutamente evitato il termine «riforma », in quanto non si tratta di una riforma, ma dello smantellamento di un buon sistema di istruzione pubblica (certamente migliore di molti altri Paesi), in nome di esigenze di cassa.

Sentenza Diaz, Genova è stupita Il sindaco: "Commissione d'inchiesta" ( da "Repubblica.it" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso il giorno prima del blitz alla Diaz, il 20 luglio, parlando a Roma a studenti che manifestavano contro il decreto Gelmini, li ha esortati così: "andate avanti, fate crescere l'onda, ma tenete gli occhi aperti, la notte è ancora lunga da passare". (14 novembre 2008

Canterini: "Io capro espiatorio della Diaz" Il sindaco di Genova: "Commissione d'inchiesta" ( da "Repubblica.it" del 14-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso il giorno prima del blitz alla Diaz, il 20 luglio, parlando a Roma a studenti che manifestavano contro il decreto Gelmini, li ha esortati così: "andate avanti, fate crescere l'onda, ma tenete gli occhi aperti, la notte è ancora lunga da passare". (14 novembre 2008

l'università invade la piazza gli studenti sotto montecitorio - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Niente sconti ai baroni - afferma Giorgio di Scienze Politiche - non è un´idea della Gelmini». E intanto la procura di Roma apre un´inchiesta sulle occupazioni in quattro istituti: Giulio Cesare, Artusi, Azzarita e Kennedy. 16 gli studenti indagati.

berlusconi: partecipazione sotto le attese - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ennesimo fallimento della mobilitazione di piazza della sinistra» e il ministro Mariastella Gelmini - intervistata dal Tg5 - può mostrarsi magnanima: «Le porte del ministero saranno sempre aperte a quelli che hanno proposte. Certo - dice ripetendo il "nocciolo" dell´intervista di ieri a Repubblica - non starò mai dalla parte di chi vuole lo status quo».

il movimento è diventato adulto "né tagli né baroni, andiamo avanti" - (segue dalla prima pagina) curzio maltese ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, saranno presentate fra domani e lunedì. Sono in gran parte ispirate dalle esperienze riformatrici del resto d´Europa. E´ in ogni caso difficile fare peggio del governo. E´ tempo di bilanci per l´Onda, un movimento che in due mesi ha cambiato la faccia del Paese, incrinato il consenso bulgaro del governo Berlusconi e soprattutto ha rimesso al centro del dibattito la grande

studenti, la città invasa dall'onda ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: eteregeneo nella composizione ma unanime nel dissenso verso la riforma Gelmini. In migliaia ieri (200mila secondo gli organizzatori, 30mila per la questura) hanno preso parte all´Onda-day, la manifestazione nazionale degli universitari e studenti medi che ha sfilato dalla Sapienza e Roma Tre per le vie del centro, arrivando fino a Montecitorio.

l'onda-day: "siamo in 200mila" - anna maria liguori laura mari ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il summit degli anti-Gelmini e Tremonti inizierà questa mattina alle 10 con una riunione all´aperto, proprio davanti al rettorato. «Poi ci divideremo in vari gruppi - dice Francesco Brancaccio, uno dei portavoce dell´Onda - e nelle facoltà occupate organizzeremo workshop e seminari per arrivare alla stesura della controriforma Gelmini,

i "quartini", 14enni duri e puri l'ala più ribelle del movimento - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con in mano per tutto il tempo lo striscione «Contro Gelmini, fascisti e privatizzazione» c´è proprio un "primino" dello scientifico Cavour: «Partecipo a tutte le manifestazioni da ottobre - spiega Andrea Fideli, I F - Manifesto e manifestano anche i miei compagni non certo per saltare scuola. La scuola ce la stanno distruggendo».

studenti e impiegati la marcia dei 50 mila - stefania scolaro ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: impiegati la marcia dei 50 mila STEFANIA SCOLARO Il decreto Gelmini è legge, cosa succederà dal prossimo anno scolastico se non raccogliamo tante firme per poter impedire che lo scempio della scuola pubblica diventi realtà? A settembre del 2009 le bambine e i bambini delle scuole elementari con i loro grembiulini, chi con quelli griffati, chi con quelli comprati al mercato rionale,

licei artistici in piazza con "guernica" - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Palermo Mobilitazione contro la riforma Gelmini che riduce l´orario settimanale. Da lunedì lezioni all´aperto Licei artistici in piazza con "Guernica" Davanti al Politeama sarà esposta una grande copia del celebre quadro di Picasso SALVO INTRAVAIA «La riforma Gelmini decreta la morte dell´istruzione artistica»: il grido d´allarme sul futuro dei licei artistici e degli istituti d´

studenti e impiegati, la marcia dei 50 mila - claudia brunetto ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E per sostenere la manifestazione nazionale contro la riforma Gelmini che si svolgeva nelle stesse ore a Roma. Così studenti medi, universitari e lavoratori del pubblico impiego - diverse migliaia di persone, secondo gli organizzatori addirittura cinquantamila - nella tarda mattinata di ieri si sono incontrati in piazza Bologni dopo avere sfilato per le vie del centro.

quale scuola nell'anno che verrà - stefania scolaro ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le scuole, afferma il ministro Gelmini, se richiesto dalle famiglie, potranno allungare di due o più ore il tempo di insegnamento. Ma per farlo dovranno attingere al fondo di istituto, così a fronte di minori finanziamenti verrà impoverita l´offerta formativa e condizionata l´autonomia scolastica.

l'onda rilancia: 7 giorni di proteste - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli studenti del movimento anti Gelmini si sono mossi da Napoli per partecipare, a Roma, alla manifestazione indetta dai sindacati Cgil e Uil. E dato che sul treno non c´era posto per tutti, in tanti hanno optato per i pullman, messi a disposizione dai sindacati, che partivano dal piazzale dinanzi alla stazione.

la lunga notte sul treno degli studenti - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: i cori anti Gelmini, che per ore gli studenti hanno scandito in stazione, mutano in «samba, samba». Il peana della vittoria, dopo ore di picchetto e di trattativa, lo lanciano i ragazzi della Bicocca. Il balletto riempie i corridoi. Capito che è tutto vero, che si va a Roma, i 400 dell´Onda milanese d´istinto fanno quel che di rado avevano fatto in tante settimane di protesta:

studio e protesta sul sagrato del duomo - laura bellomi ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e protesta sul sagrato del Duomo Universitari e ricercatori in piazza contro i tagli del decreto Gelmini LAURA BELLOMI Un presidio variegato con centinaia di manifestanti e tante iniziative quante sono le anime della protesta. Così ieri mattina studenti e lavoratori hanno partecipato in piazza Duomo al presidio contro la legge 133 e i tagli alla ricerca organizzato da Cgil e Uil.

in treno con l'onda verso roma una lunga notte tra slogan e samba - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di Tremonti e Gelmini, di tagli e di riforma, si parla poco. Qualcuno mugugna per il fatto che i soldi per pagare il treno li abbiano messi anche Rifondazione e Cgil: «Non dovevamo essere indipendenti?». Ma il treno corre e non c´è tempo per le paranoie. Una risposta alla fine accontenta tutti: «è giusto che chi ha soldi li tiri fuori»

il gelo della marcegaglia: rivolta assurda questa scuola non può restare così ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola non può restare così Nonostante il ministro Gelmini abbia declinato l´invito di Confindustria, l´Onda genovese ieri mattina era davanti ai Magazzini del cotone. Fuori, centinaia di giovani manifestavano contro "Confindustria e Governo" colpevoli di "annientare i giovani". Dentro, Emma Marcegaglia, presidente degli Industriali, ribadiva che «la scuola così com´è non va bene.

onda lunga ai magazzini del cotone - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: arrivo a Genova di Mariastella Gelmini, per dirottare da piazza Caricamento ai Magazzini del Cotone un migliaio di giovani. Che hanno presidiato la quindicesima giornata del convegno Orientagiovani fino a mezzogiorno. Il ministro non è arrivato. Peraltro non era nemmeno atteso in programma, mentre si aspettava ed è giunto il presidente di Confindustria,

verdini: nuova legge elettorale liste bloccate con sbarramento ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di contro al Pd, che propone il ritorno a 50 rispetto ai 65 attuali, Forza Italia insiste per un criterio unico per tutte le regioni che tenga conto della popolazione. Da oggi si apre a Montecatini il convegno dei circoli di Marcello Dell´Utri: atteso il ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini. (m.v.)

libri in comodato gratuito agli studenti ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tutti conoscono il mio giudizio negativo sulla politica del ministro Gelmini, un conto, però, è la contrapposizione politica, un conto sono le leggi dello Stato, che devono essere applicate. In Toscana vogliamo farlo al meglio». Plauso all´iniziativa è stato espresso in consiglio anche da Stefania Fuscagni (Fi-Pdl), Severino Saccardi (Pd) e Gianluca Parrini (Pd).

in settemila alla mobilitazione della cgil è la sfida pugliese a brunetta e gelmini ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: a Brunetta e Gelmini Settemila persone in piazza a Bari per dire no alla riforma dell´Università del ministro Maria Stella Gelmini e per contrastare le misure adottate in materia di pubblico impiego dal ministro Renato Brunetta. Mentre a Roma ieri manifestavano 200mila persone, sotto l´egida della Cgil, e numerosi erano i lavoratori e gli studenti provenienti anche dalla Puglia (

green, star in germania al debutto sotto la mole ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina XXII - Torino Rock Hip hop Green, star in Germania al debutto sotto la Mole Ecco gli Assalti Frontali il rap contro la Gelmini

cento donne pronte a candidarsi con di pietro "vogliamo fare politica, ma non come la carfagna" - concetto vecchio ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: fare politica perché indignata dalla Gelmini: «Come professoressa potrei fare la mia parte, ho girato molte scuole d´Europa e so come funzionano». Impiegata di un ente pubblico, napoletana, 45 anni: «Non ho mai osato scrivere a un politico, ma con lei ho vinto ogni titubanza. Figlia di quel territorio martoriato che si chiama Sud, e confidando in una residuale forma di idealismo,

la crociata simbolica - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha già escluso l´ipotesi di classi separate per bambini stranieri, nonostante il voto favorevole della Camera, e Alleanza Nazionale preannuncia il no alle ronde convenzionate. Lo stesso Gianfranco Fini sostiene la necessità di una nuova legge sull´immigrazione per disinnescare la guerriglia degli emendamenti-bandiera.

I DUE MINISTRI PIU' OSTEGGIATI ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI E IL PD I DUE MINISTRI PIU' OSTEGGIATI C ampagne di stampa contro Renato Brunetta, continue manifestazioni contro Mariastella Gelmini. Domandarsi perché Brunetta e Gelmini siano osteggiati dalla sinistra italiana più di qualunque altro membro del governo (ministri leghisti inclusi) significa interrogarsi sulla natura della suddetta sinistra,

Studenti, corteo a Roma Assedio a Montecitorio ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha detto ieri sera al Tg5 il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Quanto alla carenza di risorse degli atenei, la Gelmini ha assicurato che «le risorse esistono oggi come esisteranno nel 2010. Occorre però imparare a spenderle meglio. Ci sono 5.500 corsi e 170 mila insegnamenti: la metà è inutile. Si può utilizzare meglio il denaro pubblico.

La Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 8 categoria: BREVI La Gelmini Il ministro: comprendo le loro paure ma è indispensabile cambiare. Bene le idee ma non sarò mai con chi difende privilegi

Epifani, affondo anti Cisl <Chi non c'è sbaglia> ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: studenti contro Mariastella Gelmini. E ovviamente ce l'ha con la Cisl, assente alla manifestazione contro le politiche dell'istruzione del governo Berlusconi: «Ogni volta che provano a isolarci gli va male. Però persistono. E perseverare è diabolico». Ma la divisione sindacale si aggrava, con la Cgil che annuncia nuove iniziative autonome rispetto alle altre sigle dei lavoratori.

Da Roma a Milano ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il corteo degli studenti fermo davanti a Montecitorio: da tutta Italia sono arrivati ieri a Roma per protestare contro la riforma della scuola firmata dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini e i tagli all'Università previsti in Finanziaria. Nella foto qui sopra, il presidio dei ragazzi in piazza Duomo a Milano (Foto Morelli/Emblema ed Emmevi)

L'Onda paralizza la città per 9 ore ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE La protesta anti-Gelmini arriva sotto Montecitorio. Manifestazione senza tensioni, niente zona rossa L'Onda paralizza la città per 9 ore Occupazioni: inquisiti sedici studenti, è bufera in quattro licei Sono quattro le scuole che hanno denunciato le occupazioni alla procura, che ha iscritto 16 studenti nel registro degli indagati.

L'assedio dell'Onda Ironia, cori e striscioni ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ironizzano verso il Parlamento con uno slogan semplice semplice: «Scemi, scemi, scemi», issano cartelli nei quali il ministro Gelmini sostiene che «la ricerca è vacuità». Hanno tra i sedici e i ventisei anni, forse qualcosa in più: ma è questa la loro idea della politica italiana. «Non ci rappresenta nessuno/non ci rappresenta nessuno». E «Siete bravi solo a rubare».

Occupazioni, sedici studenti indagati ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in corteo per le strade del Centro contro la riforma Gelmini. è questo lo slogan più in voga da più di un mese. Proprio vero. Peccato che l'onda, al suo passaggio, provochi anche qualche danno e parecchi disagi ai cittadini. Sono quattro le scuole che hanno denunciato le occupazioni alla procura, che ha iscritto 16 studenti nel registro degli indagati.

<Area identitaria>: sit-in e slogan pro Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Viale Trastevere «Area identitaria»: sit-in e slogan pro Gelmini Al grido di «Daje Gelmini» e «Rovesciamo il '68» 300 studenti di destra, con un tir imbandierato, hanno bloccato ieri viale Trastevere davanti al ministero dell'Istruzione. Fra i gruppi presenti anche l'Area identitaria romana di Giuliano Castellino

TEMPO PIENO, TROPPI SILENZI SU UN'ALTRA SCONFITTA DI MILANO ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alcuni miei interrogativi per la ministra Gelmini. Siamo davvero sicuri che con questa riforma si salvaguardino le nobili finalità educative di una scuola che dovrebbe mirare alla formazione di una Persona, con la P maiuscola? La scuola post- tagli saprà garantire alle giovani generazioni, imbevute di cultura di massa, intelligenze multiple e modalità interpretative diversificate,

Mamme, bimbi a scuola e il fascino delle lune cinesi ( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini si stupisce, va ripetendo quieta che non c'è da preoccuparsi, il tempo pieno sarà addirittura potenziato. Ma finché non dimostrerà, numeri alla mano, come questo potrà accadere, impossibile tranquillizzarsi. Come promettere un attico dopo aver dato l'avviso di sfratto dal bilocale.

vigilanza rai è bufera su gasparri ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina 1 - Prima Pagina La Gelmini rilancia: no al 18 politico Vigilanza Rai è bufera su Gasparri ROMA - Il capogruppo del Pdl al Senato Gasparri insulta Veltroni: «Sulla vicenda della vigilanza Rai è stato stupido, arrogante e incapace». Insorge l´opposizione: «Siamo alla barbarie, i presidenti delle Camere lo fermino».

"picchiati in strada da studenti di destra" la denuncia di un consigliere di municipio ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Aria identitaria e di An che manifestavano il loro sostegno alla Gelmini e gli studenti di sinistra anti-ministro. Ad evitare lo scontro fisico gli agenti antisommossa che seguivano il corteo pro-governo verso il ministero della pubblica istruzione. E invece, secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio del municipio XVII, le persone picchiate sarebbero cinque studenti che,

formigoni: niente tagli per le scuole lombarde ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dichiarazione arrivata dopo il ripensamento del ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini. E anche il tempo pieno verrà salvaguardato alle elementari. «Il tempo pieno - ha spiegato Formigoni - non sarà messo in discussione con il ritorno al maestro unico». Ma la Cgil lo contesta: «Dal governatore solo spot pubblicitari». FRANCO VANNI A PAGINA VII

la regione: niente tagli alle scuole - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il proclama di Formigoni segue il ripensamento del ministro Mariastella Gelmini, che settimana scorsa ha deciso di fare slittare di un anno la soppressione delle scuole con meno di 50 iscritti. Una decisione presa dopo che molte Regioni, non la Lombardia, avevano fatto ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto firmato il 7 ottobre.

università, si mobilita fisica "un manifesto per l'alternativa" - francesco mari ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: alle lezioni regolari anche la redazione di un manifesto di studenti e docenti e la proposta di una riforma alternativa a quella della Gelmini». Dondero, rappresentante degli studenti di Fisica, sembra molto soddisfatto mentre spiega di cosa si tratta. E´ passato più di un mese dall´inizio delle contestazioni contro i decreti Gelmini. Perché avete deciso di muovervi proprio adesso?

montecatini, gelmini fa passerella "orgogliosa di questa riforma" - simona poli ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini fa passerella "Orgogliosa di questa riforma" SIMONA POLI DAL NOSTRO INVIATO MONTECATINI - Polizia ovunque, contestazione zero. Anzi, non proprio zero: una decina di ragazzi ci hanno provato a mostrare qualche cartello contro il ministro Mariastella Gelmini vicino al Palazzo dei Congressi di Montecatini,

torna l'onda fiorentina domani studenti a s.marco ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: in occasione della Giornata mondiale del diritto allo studio, gli studenti delle scuole medie superiori sfileranno da piazza San Marco (concentramento alle ore 9,30) a piazza Savonarola, per ribadire la loro opposizione alla riforma Gelmini, alla legge 133 e ai tagli del governo all´Università e alla ricerca.

grillo e il delirio tra caste e baroni - anna tonelli ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Beppe Grillo gode in città di un seguito di fans che lo hanno eletto come il paladino dell´antipolitica. Lo dimostra il sold out del PalaDozza dove domani e martedì il guru di quello "storico" V-day celebrato in piazza Maggiore l´8 settembre 2007 davanti a 50 mila sostenitori, presenta il suo «Delirio» (poche manciate di biglietti messi in vendita all´

no al numero chiuso, cinema gratis: l'autoriforma dell'onda - laura mari ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: scardinati non solo i punti del decreto Gelmini, ma anche quelli della riforma Moratti del 3+2. Dopo la manifestazione che venerdì ha portato in piazza, a Roma, 200mila studenti provenienti da tutti gli atenei in italiani in mobilitazione, il movimento anti-Gelmini ieri si è riunito alla Sapienza e ha prodotto un documento di controriforma universitaria che verrà approvato oggi dall´

"stop all'ideologia del 18 a tutti" ma ora la gelmini cerca il dialogo - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ideologia del 18 a tutti" ma ora la Gelmini cerca il dialogo E Ronchi attacca la satira su di lei: è cialtroneria "Per la Garavaglia del Pd ho stima". "Fondazioni? Sono un´idea, se non va si può cambiare" FRANCESCO BEI DAL NOSTRO INVIATO MONTECATINI - E´ lei, Mariastella Gelmini, tra i tanti ministri del Pdl invitati da Marcello Dell´Utri,

"la volgarità è nelle cose banali semmai ho reso umana mariastella" - carlo moretti ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: effetto di una riflessione più seria: «La Gelmini è un giovane avvocato che non si capisce per quali titoli faccia il ministro dell´Istruzione», dice la comica. C´è chi, come il ministro Ronchi, considera cialtroneria la satira che colpisce la Gelmini. Cosa ne pensa? «Sarebbe cialtroneria se dicessimo cose banali, se facessimo un´imitazione blanda,

assalto di naziskin a bologna botte e calci, ferito uno studente - carlo gulotta ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: non fa attività politica e non ha mai partecipato a un corteo dell´Onda anti-Gelmini. Ma per chi vede il mondo dentro un giubbotto con le croci celtiche e vive da naziskin, è un nemico. L´altra notte, quando per le strade di Bologna l´hanno visto con un gruppo di amici coi jeans strappati, i tamburi e le chitarre sulle spalle, gli hanno urlato contro "Comunisti di m.

Gelmini: no all'ideologia del 6 politico L'opposizione collabori con me ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, si è tolta qualche sassolino dalla scarpa. Accolta stavolta, dopo tante critiche, da cartelli che inneggiavano alla sua riforma («Gelmini caccia i baroni »), il ministro è passata soavemente al contrattacco: «Voglio fare un appello alle opposizioni e al ministro del governo-ombra del Pd, Mariapia Garavaglia,

Il ministro e gli studenti ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini con Marcello Dell'Utri a Montecatini Terme al convegno dei Circoli del Buongoverno. A fianco, in alto, giovani presenti al convegno invitano il ministro dell'Istruzione a «cacciare i baroni» ( foto Cornioli / Emblema). In basso, l'assemblea nazionale degli studenti universitari, ieri alla «Sapienza» ( foto Eidon)

I liceali ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini Il caso La realtà irrompe nella fiction che andrà in onda su Mediaset. Tirabassi e la Pandolfi protagonisti ROMA — La realtà irrompe nella fiction. Come set de «I liceali», la miniserie di Canale 5, era stato scelto un liceo romano vero, il turbolento Mamiani, per rendere più realistiche le avventure studentesche rappresentate.

<Pagheremo il tempo pieno. Ma alle nostre regole> ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dice che non lo fa per andare contro la Gelmini, «anche se è doveroso l'aiuto alle autonomie scolastiche in difficoltà a causa dei tagli». C'è dell'altro, una diversa motivazione legata al senso che si vuole dare alla parola scuola, aspetto di non trascurabile importanza spesso assente dall'attuale e noto dibattito.

Bassanini: dialogo sulle riforme Il Pd non dia alibi al governo ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sbagliato bocciare in toto il decreto Gelmini Bassanini: dialogo sulle riforme Il Pd non dia alibi al governo «La Cassa finanzi Ponte di Messina e fibra ottica Il piano Rovati? Nacque dalle mie riflessioni» MILANO — Professor Franco Bassanini, lei, uomo di sinistra, è stato nominato dal governo di destra presidente della Cassa depositi e prestiti.

Formigoni: tempo pieno garantito ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tanto più che le «criticità» lombarde, in base al decreto Gelmini, sono «poche e già sotto esame». A papà e mamme con bimbi che tra un anno andranno in prima elementare, Formigoni e l'assessore all'Istruzione, Gianni Rossoni, promettono: «Siamo noi i garanti. Chi farà domanda di tempo pieno secondo i moduli sarà accontentato.

<Non torniamo al doposcuola> Appello di genitori e maestri ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alessandra Zorzi PRO GELMINI Noi cresciuti con maestri unici Leggo le missive sulla riforma. Detto che non ho votato Berlusconi, con due figli che han finito da poco le elementari e apprezzando il tempo pieno, vorrei far capire ai critici che non ci sono più i soldi!


Articoli

gelmini: ragazzi, io non cedo - roma luigi contu mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina 1 - Prima Pagina L´intervista Il ministro agli studenti oggi in piazza: vi capisco, ma la scuola è un motore rotto Gelmini: ragazzi, io non cedo ROMA LUIGI CONTU MARIO REGGIO Il ministro dell´Istruzione e dell´Università Mariastella Gelmini si dice pronta al dialogo, ma anche intenzionata a chiudere la porta a chi vuole difendere lo status quo. «Capisco l´ansia dei giovani che vanno in piazza, ma se voglio cambiare è proprio per dare loro un futuro». E il crollo di popolarità nei sondaggi? «Quando si fanno riforme profonde si paga sempre un prezzo, lo sapevo. C´è chi mi contesta, ma sono molti di più quelli che mi incoraggiano ad andare avanti». SERVIZI ALLE PAGINE 12 E 13

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scuola, la cisl lancia un'alleanza "così si evitano i tagli di roma" - milena vercellino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina XV - Torino Scuola, la Cisl lancia un´alleanza "Così si evitano i tagli di Roma" Alla Regione l´invito a garantire i livelli di servizio "Le famiglie vanno rispettate" MILENA VERCELLINO Una "cabina di regia" per monitorare i fabbisogni del sistema educativo piemontese e smascherare l´insufficienza delle risorse scampate ai fendenti del piano programmatico del governo. All´indomani dell´inasprirsi a Roma della spaccatura tra i sindacati, la Cisl piemontese lancia la proposta di un tavolo unitario tra enti locali, sigle sindacali e ufficio scolastico regionale per esplorare le ricadute dei tagli del ministro Gelmini e ribadire che "il piano del ministro non è applicabile", come spiega la segretaria regionale della Cisl Giovanna Ventura. Il piano programmatico triennale non è ancora stato approvato dal Parlamento - ieri si è iniziata la discussione in sede di Conferenza delle Regioni -, ma l´ombra che proietta sul Piemonte è minacciosa: sulla nostra regione ricade infatti il 7% dei quasi 8 miliardi di tagli previsti dal governo per i prossimi 3 anni. Un conto salatissimo, 6mila docenti e 3500 unità di personale tecnico e amministrativi in meno, 800 plessi con meno di 50 allievi a rischio ed il passaggio da una media di 8,4 a 9,4 studenti per docente. Di qui la proposta della Cisl di istituire, in seno al tavolo sull´istruzione previsto dal patto per lo sviluppo siglato il 13 ottobre, una "cabina di regia" per monitorare i bisogni scolastici della regione, raccogliendo le voci di tutti i dirigenti scolastici sul territorio "per tracciare una mappa del sistema scuola", dice Ventura. «Proponiamo alla Regione di fare un pezzo di strada insieme ? spiega il segretario regionale della Cisl scuola Enzo Pappalettera-, per raccogliere e monitorare le richieste della scuola che rischiano di non essere soddisfatte dallo Stato». Il nodo della questione, sottolinea, è "cercare di costruire con la Regione livelli essenziali per le prestazioni per l´istruzione in Piemonte", come previsto dalle norme sul federalismo. La logica è quella di contrastare le mosse del governo mostrando l´impossibilità di mantenere il livello attuale di servizio dopo l´annuncio dei tagli: «Bisogna far sì che le scuole costruiscano una programmazione della loro offerta formativa per il prossimo anno, rispondendo alla propria tradizione di livello di servizio e alle esigenze delle famiglie», spiega Pappalettera. «E´ un lavoro difficile, ma è l´unico modo per dimostrare che la riforma è inapplicabile», commenta Ventura, che aggiunge, alzando i toni: «Le bugie del governo cadranno nel momento in cui si scoprirà che quello che viene offerto non è ciò che serve agli alunni e alle loro famiglie». E dalla Regione, che vede all´orizzonte il rischio di dover pagare di tasca propria i tagli del governo, arriva subito l´adesione alla proposta: «E´ assolutamente condivisibile. La "cabina di regia" può servire sia per monitorare le ricadute dei cambiamenti introdotti dal ministro, sia per fare valutazioni sul federalismo nella gestione della scuola», dice l´assessore Giovanna Pentenero. «Il governo pensa di scaricare sugli enti locali incombenze e costi del funzionamento del sistema scolastico regionale. è un approccio che stravolge completamente la nostra idea di federalismo», ribadisce. SEGUE A PAGINA V

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in 800 sul treno per roma la protesta diventa funebre (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XV - Torino In 800 sul treno per Roma la protesta diventa funebre Sono circa 800 gli universitari piemontesi No Gelmini partiti ieri sera alle 23,30 per la manifestazione nazionale di Roma. Al termine di una giornata di trattative, Trenitalia ha accordato uno sconto ed scesa a 30 mila euro per il convoglio speciale. Una parte degli studenti partiti per Roma si fermerà nella capitale per una due giorni di assemblea nazionale all´Università La Sapienza. Si parlerà di autoriforma dell´università, di welfare e di ricerca. Oggi è prevista anche una manifestazione anche a Torino e diversi professori hanno aderito allo sciopero proclamato dalla Cgil. Per commemorare la morte dell´istruzione pubblica ieri c´è stato un "corteo funebre". Alcuni studenti, vestiti a lutto, con maschere bianche e veli neri, hanno simulato un vero e proprio funerale, con pianti e scene di disperazione per la morte dell´istruzione pubblica, rappresentata da una bara di cartone. Il gruppo di studenti, partito da Palazzo Nuovo, ha raggiunto il rettorato dove si è svolta una riunione allargata del Senato accademico.

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la carica di studenti e professori - laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Roma La carica di studenti e professori Tre cortei in centro. Attesi centomila giovani da tutta Italia LAURA MARI L´Onda-day è arrivato. E coincide con lo sciopero generale dell´università. Dopo settimane di cortei, sit-in e assemblee per contestare il decreto 133 che taglia i fondi agli atenei, oggi per il movimento studentesco sarà il giorno della verità. «Un punto di partenza, non certo la fine delle mobilitazioni» assicurano i leader della protesta, che questa mattina scenderanno in piazza in una manifestazione parallela a quella indetta dai sindacati. Mentre infatti alle 9.30 Cgil e Uil riuniranno professori, docenti, precari, ricercatori e personale tecnico amministrativo in un corteo che sfilerà da piazza della Bocca della Verità a piazza Navona (alla manifestazione non ha aderito la Cisl), gli studenti dell´Onda invaderanno il centro storico con altre due manifestazioni. «Ci ritroveremo alle 9.30 a piazzale Aldo Moro e prima di partire in direzione di Montecitorio, sigilleremo i cancelli della Sapienza con catene e lucchetti» annunciano in una nota i leader del primo ateneo capitolino. E sempre alla stessa ora si incontreranno, a piazzale dei Partigiani, gli studenti di Roma Tre, che sfileranno poi sino a piazza Venezia per congiungersi con il corteo della Sapienza e quello degli studenti medi (che attenderà gli universitari a piazza della Repubblica). Alle 9, invece, gli studenti dell´ateneo di Tor Vergata si ritroveranno alla stazione Anagnina della metro A per raggiungere il centro storico e prendere parte al maxi-corteo anti-Gelmini e Tremonti. Ma per i leader dell´Onda la sveglia oggi suonerà prestissimo. Alle 7.30, infatti, una delegazione di giovani della Sapienza andrà alla stazione Termini ad attendere gli studenti in arrivo dalle altre città italiane per accompagnarli poi alla Sapienza, dove molti di loro trascorreranno la notte nelle facoltà occupate di Fisica, Scienze Politiche, Lettere, Chimica, Geologia e Igiene mentale, in vista dell´assemblea plenaria dell´Onda che si terrà da domani a domenica alla città universitaria per approvare il documento della "controriforma Gelmini" (la bozza contiene un appello per l´abrogazione delle leggi 133 e 137, l´abolizione del numero chiuso e della frequenza obbligatoria, ma anche la richiesta di usufruire di servizi come la casa, l´accesso alla cultura e ai trasporti). Nel pomeriggio, infine, dalle ore 15 alle 18 alcuni studenti hanno annunciato un presidio davanti al ministero dell´Istruzione a viale Trastevere.

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"obiettivo montecitorio" ma oggi sarà "zona rossa" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma L´Onda annuncia di voler "assediare" il Parlamento. Blindato Palazzo Chigi "Obiettivo Montecitorio" ma oggi sarà "zona rossa" «Non siamo violenti e non vogliamo zone rosse. Ecco perché, a mani alzate e volto scoperto, andremo ad assediare Montecitorio» così Francesco Brancaccio, studente della Sapienza e uno dei portavoce dell´Onda, spiega il perché della scelta di concludere il corteo nazionale del movimento studentesco proprio sotto al Parlamento. Sebbene infatti gli studenti riferiscono che ieri mattina una delegazione dell´Onda è stata ricevuta in questura per concordare il percorso della manifestazione, in realtà dalle forze dell´ordine non è arrivata nessun nulla osta per concludere il corteo sotto Montecitorio. Ma gli studenti dell´Onda non intendono rinunciare ai loro piani e si preparano a raggiungere, in maniera pacifica, il palazzo della politica. «Non accetteremo veti né aree off-limits. La nostra sarà una protesta pacifica - assicura Giorgio Sestili della facoltà di Fisica del primo ateneo capitolino - quella di oggi sarà una giornata storica e memorabile, Roma sarà assediata da un corteo di 100mila giovani che rivendicano semplicemente il loro diritto all´istruzione». E proprio per ribadire il carattere non-violento della manifestazione, l´Onda ha preparato alcune iniziative coreografiche. «In via Cavour e via dei Fori Imperiali sventoleremo degli stracci azzurri con cui formeremo l´Onda» annuncia Francesco Brancaccio, mentre sotto a Montecitorio gli studenti di Roma Tre organizzeranno una sorta di "Monopoli anti-Gelmini". A guidare i cortei, tre camion: su quello della Sapienza viaggerà "Bunna" il cantante degli Africa Unite che, assieme al leader del gruppo degli "Assalti Frontali" Luca Mascini (nonché genitore di un alunno della scuola Iqbal Masih) canterà dal vivo. Dal furgoncino degli studenti medi, invece, verrà diffusa la musica delle band dei licei capitolini. E i cortei sfileranno dietro striscioni con su scritto "L´Onda prepara la mareggiata" (della Sapienza) e "L´Onda sale, Roma Trema" (firmato dal terzo ateneo capitolino). «Sarà un corteo festoso e allegro - sottolinea Stefano Zarlenga, di Scienze Politiche - è per questo che abbiamo deciso di dichiarare apertamente la nostra meta finale. Quella dell´Onda non è una provocazione: andare a Montecitorio è un nostro diritto e la speranza è di non vedere 100mila studenti circondanti, a piazza Venezia, dai blindati della polizia e dagli agenti in tenuta antisommossa. Non cerchiamo scontri, vogliamo solo manifestare in piazza il nostro dissenso». Di sicuro, comunque, il centro storico oggi sarà presidiato da un massiccio schieramento di forze dell´ordine, che vigileranno sull´intero percorso dei cortei studenteschi. In piazza, invece, non ci saranno i giovani di destra. «Per evitare assurde strumentalizzazioni e aggressioni fisiche, come avvenuto a piazza Navona, il Blocco studentesco non parteciperà alla manifestazione di oggi» precisa Gianluca Iannone di Casa Pound. (tea maisto e laura mari)

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scuola media garibaldi contro lo sfratto 5 mila firme (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Braccio di ferro su Villa Gallidoro. Protesta anti-Gelmini, in 300 a Roma Scuola media Garibaldi contro lo sfratto 5 mila firme Si mobilitano i genitori degli alunni della scuola media Garibaldi, che temono lo sfratto da Villa Gallidoro. La petizione ha raggiunto quota cinquemila firme, e martedì si terrà un´assemblea cittadina. L´assessore Marcello Caruso sostiene che le aule a norma sono solo cinque. Oggi il centro della città sarà teatro di altre proteste: quelle degli studenti medi e universitari e dei dipendenti pubblici Cgil. I tre cortei confluiranno in piazza Bologni. CLAUDIA BRUNETTO A PAGINA VII

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tra studenti e trenitalia lite sul costo del biglietto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Napoli I manifestanti vogliono andare a Roma pagando solo 5 euro, le Ferrovie offrono lo sconto comitive Tra studenti e Trenitalia lite sul costo del biglietto Vogliono partire per Roma all´alba per partecipare alla grande manifestazione contro il decreto Gelmini. Ma gli studenti napoletani intendono pagare soltanto cinque euro: è stato lo stesso movimento a stampare i tagliandi, che i manifestanti hanno pagato autotassandosi. Trenitalia però non è d´accordo: sul treno speciale, che parte alle 6.30, si sale soltanto con regolare biglietto, a cui sarà applicato lo sconto comitive del trenta per cento. Il movimento non ci sta: «Non siamo una comitiva, siamo studenti in lotta». Oggi nel centro storico manifestazione degli studenti medi. ANTONIO TRICOMI A PAGINA VII

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l'onda della protesta torna a roma - antonio tricomi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Napoli L´Onda della protesta torna a Roma In 2 mila sui bus. E gli altri sfidano Trenitalia: pagheremo 5 euro La prefettura: non pagare è sbagliato Gli studenti: è disubbidienza civile ANTONIO TRICOMI Appuntamento all´alba in piazza Garibaldi. Per raggiungere Roma e partecipare alla grande manifestazione nazionale degli studenti universitari contro la Gelmini. Con il biglietto del treno a cinque euro. Un atto che il movimento, che ieri ha tentato di oscurare il sito del ministero, definisce di "disobbedienza civile". E in polemica con Trenitalia, che intende invece applicare ai manifestanti lo sconto comitive del trenta per cento. Gli studenti non vogliono però salire sul treno speciale (che secondo Trenitalia non può ospitare più di ottocento persone) con in tasca un regolare biglietto, sia pure scontato. Ma con un tagliando da loro stessi stampato, messo in vendita nei giorni scorsi a cinque euro. Si muoveranno alle 6.30. Circa duemila viaggeranno gratis, su venticinque bus messi a disposizione dalla Cgil. Altri bus partiranno da Ingegneria e dal Policlinico. Tutto autofinanziato, come i duemila tagliandi da cinque euro offerti dal movimento a Trenitalia per salire a bordo del treno speciale che li porterà a Roma. «Non siamo assolutamente disposti a pagare più di quella cifra», dice Giovanni, uno studente dell´Orientale che risponde al numero 328 422 6263 per dare informazioni sull´iniziativa. «Trenitalia ci ha proposto lo sconto del trenta per cento, quello che si applica alle comitive. Ma noi non andiamo a una gita, siamo studenti che vanno a manifestare. La prefettura è al corrente delle nostre intenzioni». In prefettura rispondono: «Esiste la legge e la legge non funziona così. Allora anche quelli che vanno a vedere la partita, che sono migliaia e non si considerano neanche loro una comitiva in gita, potrebbero avanzare le stesse proposte. E decidere loro, unilateralmente, quanto pagare il biglietto. Gli studenti ci hanno fanno conoscere le loro richieste, noi ci siamo offerti come intermediari con Trenitalia. Ma nessuno può salire sul treno senza pagare o pagando quello che gli pare». Ma gli studenti non ci stanno: «Offriamo a Trenitalia diecimila euro a titolo di mediazione: ci siamo autotassati e abbiamo già distribuito i tagliandi. Loro invece ce ne chiedono quarantamila, è un´assurdità. La Costituzione garantisce il diritto alla mobilità e al dissenso, non siamo ultras che vanno allo stadio». Un clima teso che ricorda anni passati. Clima confermato dall´incontro che si è svolto, nella tarda serata di ieri, a Palazzo Corigliano occupato. In cattedra Franco Piperno, professore di fisica ed ex leader di Potere operaio e di Autonomia operaia. Piperno ha presentato il suo nuovo libro, che tanto per sgombrare il campo di ogni equivoco si intitola "Sessantotto - L´anno che ritorna". è seguita una lezione di "astronomia visiva". Un´altra notte bianca prima della grande manifestazione romana, a cui parteciperanno migliaia di studenti napoletani. Alcuni di essi resteranno nella capitale per il week-end: per incontrare i colleghi di altre città e decidere le strategie per le settimane a venire. A Napoli resteranno gli studenti medi, che annunciano una manifestazione a sorpresa nel centro storico.

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il ministro prestigiacomo si è smarrito nel cilento - domenico de masi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina XIV - Napoli IL MINISTRO PRESTIGIACOMO SI è SMARRITO NEL CILENTO DOMENICO DE MASI entinaia di persone da tutta Italia parteciparono a un blog con cui si chiedeva al ministro di respingere le mie dimissioni; alcuni Comuni mi offrirono la cittadinanza onoraria. Ricordate qualcosa di analogo in tutta la storia del Mezzogiorno? Avreste potuto immaginare che il ministro si ricredesse. Invece preferiva tacere. Tacere non solo sul Parco, ma su tutto. Mentre Tremonti rivoluzionava l´economia, mentre la Gelmini rivoluzionava la scuola, mentre Brunetta rivoluzionava l´Amministrazione, mentre la Carfagna rivoluzionava l´etica, la Prestigiacomo taceva, silenziosa e inerte. Di lei non si sa neppure se, furtivamente, scendesse a prendere un cappuccino o se, furbescamente, di tanto in tanto si desse malata. E, insieme al ministro, restava fermo anche il Parco, inchiodato alla sua normale amministrazione. Ma cosa volete che sia il destino di novanta paesi del Sud di fronte all´agenda di un ministro, fitta di sedute dal parrucchiere, di prove in sartoria, di cocktail ai vernissage? Passavano così altri 99 giorni prima che il ministro desse qualche nuovo segno di vita con un decreto in cui, vista la legge x, visto il decreto y, vista la nota z, si accettavano le mie dimissioni. La presidenza di un Parco non è cosa di poco conto: ne dipende l´efficienza di tutto il sistema, la velocità con cui si allocano le risorse e si realizzano le opere; ne dipende l´umore e il comportamento di un´area vasta quanto una regione; ne dipende il destino civile di centinaia di migliaia di cittadini. è legittimo immaginare che, rimosso un presidente, in 24 ore se ne faccia un altro, già in pectore. E invece no: dopo 163 giorni di titubanze, ne sono passati altri 20. Il ministro tace, il Cilento e il Vallo di Diano aspettano. Del resto, hanno aspettato millenni, dai tempi di Parmenide; perché dovrebbero darsi una mossa proprio ai tempi della Prestigiacomo? E, invece, esiste un perché. Rispetto ai tempi di Zenone, oggi c´è il ministro Brunetta. Vuoi vedere che, mentre lui insegue i piccoli fannulloni di Abbiategrasso e di Canicattì, una fannullona mastodontica si è intrufolata proprio al suo fianco, in Consiglio dei ministri? Vuoi vedere che sia necessario mettere i tornelli anche a Palazzo Chigi? Se 183 giorni di assenteismo di un cancelliere o di un copista costano allo Stato migliaia di euro, quanto costano 183 giorni di assenza di un ministro? Se poi il ministro Brunetta accertasse che il ministro Prestigiacomo non ha fatto un solo giorno di malattia e non è scesa neppure una volta a bere un cappuccino, allora significa che la sua inerzia non dipende dall´assenza del corpo ma dall´assenza dell´anima. In tal caso, la faccenda si fa drammatica sia per il Cilento che per il cosiddetto governo centrale.

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formigoni e i rettori: federalismo, non tagli - andrea montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina II - Milano Il governatore incontra i vertici delle università e fa un appello al governo: "Distribuisca i fondi in base alla qualità" Formigoni e i rettori: federalismo, non tagli Decleva, Statale "Usare una parte delle tasse pagate in Lombardia" ANDREA MONTANARI Nelle stesse ore in cui gli studenti universitari presidiavano la stazione Centrale in attesa di partire per manifestazione nazionale di oggi a Roma, a pochi passi di distanza il governatore Roberto Formigoni riceveva al Pirellone i rettori delle università lombarde. Un incontro per lanciare un nuovo appello al governo, questa volta assieme ai rettori, contro i tagli previsti in Finanziaria. «Diciamo no a tagli indiscriminati - ha ribadito Formigoni -. No a una limitazione della qualità dell´università. Siamo invece disposti a una nuova distribuzione dei fondi in base al merito e alla qualità». Come? Attraverso una sorta di «federalismo universitario». Ovvero: la regionalizzazione del sistema universitario, attribuendo alla Regione le competenze sull´organizzazione degli insegnamenti sul territorio e sul reclutamento del personale. «Una forma di giustizia ed efficienza» precisa il governatore. Una proposta condivisa e rilanciata anche dal presidente della conferenza dei rettori Enrico Decleva: «Mi auguro che nell´ambito del federalismo fiscale si consideri l´importanza che i sistemi universitari hanno per i sistemi territoriali. Non sta a noi decidere se gli atenei debbano essere finanziati con parte delle tasse che restano sul territorio, ma se dipendesse da noi saremmo favorevoli. Il riordino dei circa 300 poli universitari, ad esempio, si può fare solo in un quadro regionale. Quando si dice che praticamente in tutte le nazioni c´è un sistema di finanziamento pubblico non si parla solo di Stato». Per il rettore del Politecnico, Giulio Ballio, si è trattato di «un incontro positivo. Abbiamo stabilito di fare delle cose insieme per valorizzare le università lombarde. Era l´aiuto che chiedevamo e abbiamo trovato la disponibilità di Formigoni. Non penso che gli atenei chiuderanno, ma la mia grossa preoccupazione è che regrediscano. E questo non lo vuole neanche la Lombardia». L´appello al governo auspica «una riforma coraggiosa e organica del sistema universitario che miri ad accrescerne la capacità di essere competitivo su scala internazionale ed essere motore di sviluppo del Paese». In altre parole, Formigoni e i rettori lombardi rilanciano: «Sosteniamo le ultime decisioni del ministro Gelmini e quindi il decreto del governo della scorsa settimana, ma suggeriamo di andare avanti verso una riforma completa del sistema che tenga conto di merito e qualità».

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l'onda assedia la centrale braccio di ferro, poi tutti in treno - laura bellomi franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina II - Milano L´Onda assedia la Centrale braccio di ferro, poi tutti in treno Cinque ore di tensione prima della partenza per Roma Cordone di polizia davanti ai binari, gli studenti volevano biglietti con lo sconto. Alla fine l´accordo: Cgil e Rifondazione pagheranno la differenza LAURA BELLOMI FRANCO VANNI Il treno della protesta è partito dalla Centrale poco dopo le dieci di ieri sera. Dopo un braccio di ferro con Trenitalia durato tutto il pomeriggio, gli studenti, circa quattrocento, hanno ceduto: già dalle 15 avevano cominciato un presidio nell´atrio partenze della stazione, davanti ai tabelloni, chiedendo di pagare il biglietto «non più di 15 euro» per raggiungere la manifestazione nazionale degli studenti di questa mattina a Roma. Trenitalia non ha accettato di trattare, mettendo a disposizione un treno charter da 700 posti a 32mila euro, non uno in meno rispetto al tariffario ufficiale: 18mila subito, 14mila pagabili nei prossimi giorni. La cifra è stata coperta grazie all´aiuto di Rifondazione comunista (5mila euro cash) e della Camera del lavoro (stessa cifra) che ha fornito anche la firma di garanzia in caso di danneggiamento del treno. Cgil si impegna anche a reperire i 14mila che mancano. I ragazzi hanno così dovuto raccogliere poco più di 8mila euro con una colletta. Durante tutto il giorno carabinieri e polizia hanno difeso i binari per garantire la regolarità del traffico ferroviario. In tutto il giorno nessun convoglio è saltato e sono stati rari i ritardi. Gli unici momenti di tensione intorno alle 17, quando un gruppo di ragazzi ha tentato di forzare il cordone, ma è stato respinto dagli agenti con gli scudi. Alle 18, quando il viavai dei pendolari di ritorno a casa, infastiditi dai disagi, si è fatto più fitto, sono stati gli stessi studenti a dirottarli vero gli ingressi laterali perché quelli centrali erano bloccati. Per portare solidarietà ai ragazzi è arrivato in stazione Moni Ovadia che ha rivolto in banchina il suo attacco al governo, e in serata è arrivata anche la scrittrice Maria Pace Ottieri, madre tra l´altro di uno dei leader studenteschi, Leon Blanchard. Appelli alla calma erano arrivati in mattinata anche dalla prefettura, quando una delegazione di studenti ieri mattina aveva raggiunto corso Monforte per esporre le proprie ragioni. Per il vice sindaco Riccardo De Corato, Trenitalia ha fatto bene «a non cedere al ricatto di un prezzo stracciato. Abbiamo scoperto che la manifestazione inscenata oggi da pseudostudenti era in realtà sponsorizzata dalla sinistra, da Rifondazione, Cgil, Camera del lavoro. Più che una "protesta" contro il decreto Gelmini era un "pretesto" per attaccare il governo». Immediata la reazione del consigliere regionale di Rifondazione, Luciano Muhlbauer: «Rifondazione si è assunta la responsabilità di trovare una soluzione e lo stesso hanno fatto anche questura e prefettura. Stessa cosa non si può dire né di Trenitalia né del ministero dei Trasporti. E il vicesindaco avrebbe fatto meglio a venire in stazione, si sarebbe trovato davanti a centinaia di studenti delle facoltà milanesi». La giornata ieri era cominciata in tutt´altro modo, con le lezioni in metropolitana tenute dai precari dell´università. Incoraggiati dagli applausi dei passeggeri, i "Diversamentestrutturati" di Statale, Bicocca e Politecnico hanno intrattenuto lezioni underground da due fermate, approfondimenti su Sant´Agostino e il generale Cadorna, fino agli aforismi di Ramon Gomez de la Serna: «Il sapere - dicono i "non strutturati" - è un bene comune, e le lezioni in metrò vogliono dimostrare ai cittadini quale sia il lavoro che i giovani studiosi compiono quotidianamente». A chi ha "frequentato" le lezioni, i docenti precari hanno distribuzione di un vero e proprio "attestato di frequenza".

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fumogeni, code e spintoni e i pendolari si arrabbiano - davide carlucci (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina III - Milano Fumogeni, code e spintoni e i pendolari si arrabbiano La prima volta della stazione, occupata come un ateneo Mentre alcuni chioschi abbassano le serrande c´è chi si ferma a discutere con i manifestanti: "Ammettete che qualche spreco c´è..." Tra i viaggiatori c´è chi se la prende con i dimostranti ma anche chi solidarizza: "In fondo sono bravi, mi hanno lasciata arrivare al vagone" DAVIDE CARLUCCI (segue dalla prima di Milano) I pendolari imprecano. Escono dalla folla degli studenti sgomitando rabbiosamente o inveendo come fa Fabio, geometra di Treviso: «Siete bravi, voi, la farei io la vita vostra... ». Un altro si svincola sdegnato: «Ma andate a lavorare...». Qualcuno corre in fretta verso i binari. Cristiana e Massimo, entrambi romani, con la protesta sarebbero anche d´accordo: «Ma noi il treno lo dobbiamo prendere». Molti altri, però, solidarizzano. «No, no, loro sono stati bravi, mi hanno fatto passare», dice Maddalena, gracile nonnina bergamasca. «Un applauso alla Lia», scandiscono in coro i ragazzi quando una signora milanese perora la loro causa: «Ma perché non li avete fatti salire sui treni? Se qualcuno è senza biglietto, poi, lo fate scendere, come si fa sempre». Commento ironico di un agente leccese: «E già. Chissà perché non ci siamo arrivati... ». L´onda anomala degli studenti in stazione arriva con una puntualità impeccabile: alle 15 virgola zero zero esattamente come annunciato. Carabinieri e poliziotti sono già schierati in tenuta antisommossa, con le transenne a bloccare ogni passaggio non filtrato e i controllori di Trenitalia pronti a far la loro parte. Qualche negozio - ma non i bar né le edicole - ha già abbassato la saracinesca, su suggerimento delle forze dell´ordine. Il loro primo slogan è programmatico: «Questo treno lo paga la Gelmini». Lo striscione di testa, invece, tiene conto del venir meno del sostegno dei rettori e del loro ammorbidimento nei confronti del ministro: «L´onda non è rappresentabile, la vera riforma non passa dai baroni». Poi passano al capitolo Ferrovie dello Stato: «La polizia è schierata qui in difesa degli interessi di un´azienda privata», attacca con il megafono e l´erre moscia Leon Blanchard, il portavoce degli studenti di Scienze politiche. E tutti quanti, finita l´arringa, che partono con il coro: «O partiamo o blocchiamo alè». Ma da vero leader, Blanchard è anche molto pragmatico: non si può chiedere la luna ma un contributo a testa, quello sì. E così parte la colletta: «Siamo studenti, siamo precari: più di quindici euro non ne possiamo mettere». Siamo ancora molto lontani da quanto chiedono le Ferrovie dello Stato, 44 euro a testa anziché 57: «Il normale sconto comitiva - dicono i dirigenti - è la nostra linea da anni: se andassimo sotto creeremmo il precedente e tutti, ultrà compresi, inizierebbero a mercanteggiare al ribasso». E pazienza se Dario Galli, studente del Politecnico, dice che «con il prefetto abbiamo raggiunto un accordo sui venti euro, è Trenitalia che non vuole arrivare al compromesso. Eppure noi gli garantiremmo un charter pieno al cento per cento: i margini di guadagno per loro ci sono». Carabinieri e agenti non sono nervosi. «Io questi ragazzini non ce la farei a manganellarli». E se si respira un po´ di tensione, a placare gli animi ci pensa l´attore Moni Ovadia: «Ragazzi, finora siete stati magnifici, ci avete spiazzati. Avete creato un movimento senza contenuti ideologici né politici, avete manifestato la vostra indipendenza...». Alla fine, però, i soldi per andare a Roma ce li mettono Rifondazione comunista e la Camera del lavoro di Milano. L´uomo della provvidenza che si materializza tra la folla è Mullbauer, del Prc: «Anche se le nostre finanze sono disastrate vogliamo collaborare. Questi ragazzi propongono un´università migliore, hanno diritto di viaggiare». I sindacalisti della Cgil, più defilati, coordinano le trattative dalla loro sede. In attesa che si raggiunga la quota necessaria, gli studenti provano a dialogare con i pendolari. Un ragazzo di Lecco, studente alla Cattolica, non condivide. «Dalle mie parti hanno aperto una sede distaccata del Politecnico... Non serve a niente, ci va poca gente, che senso ha? Non è meglio fare la riforma, eliminare questi sprechi?». Un manifestante dai capelli lunghi, gli risponde con garbo: «Ma guarda che anche noi siamo contro gli sprechi, contro i corsi di laurea in lingua berbera... Ma non è con i tagli indiscriminati che si migliora l´università». C´è l´anima gentile della contestazione e ci sono i tosti - qualcuno dice di averli visti con dei bastoni - che prima di partire fanno scoppiare petardi da stadio sulla banchina. Alle 21.25, finalmente tutti salgono sul treno. Al centro del treno ci sono le carrozze degli irriducibili, la loro parola d´ordine è: "Noi non siamo disobbedienti". Sventolano una bandiera nera che ricorda quelle dei pirati e lanciano fumogeni e slogan contro i carabinieri che però sono distanti. La carovana della mobilitazione, che un po´ mostra i denti e un po´ tratta, alla fine arriverà a destinazione.

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"il primo precario? gesù cristo" - nadia campini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina VI - Genova "Il primo precario? Gesù Cristo" Dal settimanale della Curia solidarietà alla protesta dei lavoratori a rischio Appello ai docenti cristiani: "Non facciamo mancare il sostegno a chi è in difficoltà" NADIA CAMPINI «ERO precario e m´avete sostenuto», ci dice oggi e ci ripeterà, quel giorno, il Gesù che riteniamo nostro maestro». Anche la chiesa scende in campo in difesa dei precari e lo fa con un intervento sul settimanale Cattolico «Il cittadino» tramite don Bruno Sopranzi, responsabile dell´ufficio scuola della Curia di Genova, che esprime «solidarietà con i precari a rischio» parafrasando il passo del Vangelo nel quale Gesù illustra il giorno del giudizio. E´ un commento pacato, che non prende posizione né a favore né contro la riforma della scuola, ma dà voce ad una posizione precisa, che da sempre è anche quella della chiesa, la difesa dei più deboli, in questo caso gli insegnanti precari. Di qui un appello «pubblico ed accorato» ad ogni docente cristiano «perché attui tutti i percorsi legittimi di sensibilizzazione affinchè resti alto ed ininterrotto - fino al suo doveroso, felice esito - l´impegno a favore dei nostri colleghi precari». Sul tema della riforma della scuola e dei tagli la posizione della chiesa genovese è rimasta finora molto defilata. Nei mesi scorsi il cardinale Angelo Bagnasco, intervistato dai giornalisti, si è limitato a ricordare che anche lui aveva avuto un maestro unico ed era stata un´esperienza positiva, ma si è guardato bene dall´esprimere indicazioni più nette sulla Gelmini né tanto meno sulle manifestazioni che nelle scorse settimane hanno portato in piazza studenti, insegnanti e genitori. «Ben lontano dall´entrare nel merito del dibattito politico - ribadisce oggi il responsabile dell´ufficio scuola della diocesi - devo dare un´indicazione chiara ed ufficiale a tutti i colleghi». E aggiunge: «il mio silenzio sarebbe omissione colpevole in questo momento storico che potrebbe portare troppi padri e madri di famiglia, troppi professionisti nel campo dell´istruzione, in una situazione di degradante ed umiliante squallore». Sono parole forti, tanto più forti visto che esprimono una posizione ufficiale dell´ufficio scuola della diocesi e quindi della Curia stessa. La parola d´ordine è solidarietà con i precari a rischio, con gli insegnanti che dal prossimo luglio rischiano di restare senza lavoro, a Genova sono fra i 2000 e i 2500. Don Sopranzi ricorda che nella difficile condizione di precari si sono trovati a lungo, per decenni, tutti gli insegnanti di religione, poi è arrivato un concorso «serio, semplicemente serio e sudato», con il quale il ministro ha sanato il precariato. Oggi ci sono altri docenti di religione che sono precari, come lo sono i loro colleghi delle altre materie, perché i concorsi non sono più stati fatti o comunque i posti a ruolo non sono più stati coperti, ma i posti di insegnante sono stati coperti semplicemente ricorrendo agli incarichi, magari ripetuti per più anni di fila. La sostanza è siamo tutti nella stessa barca, ma in più gli insegnanati di religione si sentono anche accusati di sottrarre posti di lavoro ad altri docenti. E´ successo su qualche sito ed anche in occasione dell´assemblea pubblica convocata dai sindacati al teatro Modena di Sampierdarena. Don Sopranzi invita invece a non dividersi e ad unire invece le forze in un «impegno compatto e tenacemente solidale, al di là di ogni pensiero politico, religioso, culturale».

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orientagiovani niente gelmini arriva marcegaglia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Genova Il convegno Appuntamento ai Magazzini del Cotone Orientagiovani niente Gelmini arriva Marcegaglia ARRIVA oggi a Genova il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia per partecipare alla quindicesima edizione di Orientagiovani, l´iniziativa organizzata da Confindustria e dal Festival della Scienza per favorire l´incontro tra giovani e imprenditori. Il tema di quest´anno è "Il vento della scienza", l´appuntamento ai Magazzini del Cotone, a partire dalle dieci, la mattinata si articola in tre sessioni, per la terza, conclusiva, dedicata a "Scienza, cultura e tecnologia per il nostro futuro", era in programma un intervento del ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini, che però non arriverà. In compenso è certa la presenza di Emma Marcegaglia. Alla Fiera intanto prosegue fino a domani mattina Orienta-menti, mentre si conclude oggi Abcd, il salone nazionale dell´educazione. La giornata di ieri è stata dedicata al Forum sull´istruzione e il protagonista è stato Roger Abravanel, che ha puntato il dito contro il sistema scolastico italiano. «Equità ed eccellenza - ha detto - sono i veri problemi della scuola italiana, non l´eccesso di spesa». Abravanel è autore di «Meritocrazia: 4 proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto». «L´Italia è la società più ineguale del mondo occidentale - ha detto l´ex consulente aziendale McKinsey - l´unico paese con grandi disuguaglianze e bassa mobilità sociale. Il sistema educativo gioca un ruolo fondamentale, non ha raggiunto l´obiettivo di azzerare i privilegi di nascita, valorizzando il merito». L´unica soluzione per evitare che il declino italiano prosegua, secondo Abravanel, è far ottenere il potere a chi ha merito, investendo su qualità, selezione e formazione degli insegnanti, e misurando tutti i risultati ottenuti.

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oggi per lo sciopero generale doppio corteo degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Genova La protesta Oggi per lo sciopero generale doppio corteo degli studenti SI APRE e si chiude con un corteo di studenti, la giornata di oggi. Alle 9.30, questa mattina, in piazza Caricamento, si concentreranno gli allievi delle scuole superiori genovesi, gli studenti universitari dell´Onda che non sono partiti, la notte scorsa, per Roma, e i comitati di "Sos scuola" con genitori, maestri e bimbi. Nella giornata di sciopero generale dell´Università, gli studenti, ancora una volta, scendono in piazza «contro la 133 e contro la riforma Gelmini», indicano. Imboccheranno via delle Fontane, le gallerie, via Roma, raggiungeranno piazza De Ferrari. La manifestazione terminerà a Matteotti, dove si svolgerà un´assemblea. «Decideremo i prossimi appuntamenti della mobilitazione - spiega Niccolò, collettivo Caos - stiamo pensando ad una giornata in cui tutti gli studenti si mobiliteranno dentro le scuole». Stasera, dalle 20, presso le Caravelle di piazza della Vittoria, si svolgerà una fiaccolata «contro il buio in cui rischia di piombare la scuola pubblica», spiegano gli studenti del liceo classico D´Oria che hanno organizzato l´iniziativa, seguiti da almeno una decina di scuole superiori genovesi. La fiaccolata percorrerà via Venti Settembre e si concluderà in piazza De Ferrari.

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babbo a tempo forzato (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina XI - Firenze Scuola, la "carineria" fatta al Vaticano Babbo a tempo forzato Fiera Milano di Rho, ore 13:05, 5 novembre. Berlusconi ammette: «Ho una grossa colpa - afferma - non mi ero accorto che nella Finanziaria era previsto questo taglio alle scuole private e cattoliche». E le agenzie, informano: «Il premier assicura il suo impegno per evitarlo». Stop. In tempi di tagli per 8 miliardi di euro alla scuola pubblica. Di aumento smodato di alunni per classe così da diminuire le classi. Di riduzione degli insegnanti di sostegno per gli alunni handicappati. Di chiusura del 24% delle scuole, per lo più ubicate nei piccoli centri. Di perdita del tempo scuola, da un max di 40 a 24 ore settimanali nelle primarie, da 32 a 29 nelle medie, da un max di 40 a 32 o 30 alle superiori. Di tagli occupazionali per 160.000 unità. Ecco, questa sì che è una «carineria». Il travaso di risorse dalla scuola statale a quella privata è la «carineria» pretesa dal Vaticano che, prima, ha affossato Prodi e, poi, ha appoggiato la destra. prof. Gianfranco Pignatelli

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gli "erasmus" portano la protesta contro la gelmini davanti ai consolati - eleonora capelli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina III - Bologna Il caso Gli "Erasmus" portano la protesta contro la Gelmini davanti ai consolati ELEONORA CAPELLI Lo sciopero dell´università e della ricerca varca i confini nazionali, gli studenti Erasmus e i ricercatori che si trovano all´estero per motivi di studio si sono dati appuntamento davanti ai consolati italiani di mezza Europa stamattina alle 10.30 per partecipare alla protesta anti-Gelmini. A Barcellona, dove tra gli organizzatori c´è una neolaureata dell´Università di Bologna, Giò Naimoli, lo slogan scelto è «Adotta uno studente italiano», frase che si trova su striscioni e volantini, seguita da cinque buoni motivi per amare gli studenti italiani, con traduzione in tre lingue: italiano, spagnolo, catalano. Così mentre le proteste dei loro colleghi rimasti in patria prenderanno oggi la forma di due grandi cortei a Roma, i cervelli «in fuga» si ritroveranno con un libro in mano, a leggere «per protesta» seduti davanti alla sede del consolato italiano. Le città coinvolte da questa forma di pacifica partecipazione alle manifestazioni contro la legge 133 sono tante, da Barcellona a Madrid, da Anversa a Berlino, da Siviglia a Parigi. SEGUE A PAGINA VII

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quattro pullman e un treno l'onda bolognese a roma - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina IX - Bologna Quattro pullman e un treno l´Onda bolognese a Roma E gli studenti per protesta bloccano via Irnerio Inaugurazione dell´anno accademico sabato 29 in Santa Lucia ILARIA VENTURI QUATTRO pullman della Cgil, un treno nella notte per gli universitari, che ieri sera sono arrivati in stazione da piazza Verdi. Più di mille, dai collettivi, ai gruppi di Facoltà alla sinistra universitaria, a Roma per lo sciopero su ricerca e università e per la manifestazione divisa in tre cortei nella capitale. Per partire gli universitari hanno raccolto fondi (dieci euro a biglietto e autofinanziamento). Mentre ieri mattina la protesta si è fatta sentire con un blocco del traffico a porta San Donato attuato dagli studenti di Scienze della Formazione. «Noi siamo colpiti due volte: queste leggi e questi tagli ci bloccano il futuro in università, nella ricerca, ma anche come insegnanti nelle scuole», spiegano i ragazzi riuniti nel gruppo «Studenti attenti». Verso mezzogiorno, in una trentina, hanno passeggiato sulle strisce pedonali fermando le macchine per alcuni minuti. Autisti infuriati, chi ha tentato di forzare il blocco rischiando di investire gli stessi ragazzi che sotto gli ombrelli cantavano: «Non pagheremo la vostra crisi», «Tremonti, Gelmini, giù le mani dai bambini», «La lingua ci serve per comunicare, le classi ponte per discriminare». Intanto l´università ha reso note le modalità della cerimonia di inaugurazione dell´anno accademico che si terrà sabato 29 novembre nell´aula magna di Santa Lucia. In occasione dell´apertura del nuovo anno sono previsti tre dibattiti nelle Facoltà sui temi della mobilitazione: il 21 novembre a Scienze della formazione si parlerà di riforma della scuola e formazione universitaria, il 24 novembre a Scienze il confronto pubblico sarà sulla ricerca, il 5 dicembre su amministrazione e bilancio dell´università. La cerimonia sarà dedicata al sessantesimo della Costituzione, «sarà sobria nei toni», fa sapere l´Ateneo, per dare un segnale di dissenso, e potrà essere seguita da tutti gli studenti nell´aula absidale, ma anche nelle sedi decentrate. Il 29 l´Alma Mater celebrerà anche la seconda giornata dei dottori di ricerca, con Umberto Paolucci, vice presidente di Microsoft, tra gli ospiti. Ma nello stesso giorno i ricercatori si renderanno visibili fuori dall´aula magna, ovvero in piazza Maggiore coprendo il Crescentone con i loro volti per dimostrare quanto la ricerca sia calpestata. Anche da Scienze della comunicazione parte la protesta dei ricercatori precari e dei giovani docenti a contratto. «Il nostro dipartimento è costituito da 19 professori, sette ricercatori e più di 50 afferenti diversamente strutturati: un numero talmente alto che non può che fare riflettere», scrivono dottorandi, assegnisti, post-doc, docenti a contratto. «In questa situazione, molta dell´attività di ricerca universitaria poggia sulle spalle di decine di non strutturati, dal destino indefinito, e di parzialmente strutturati, le cui speranze in un futuro lavoro accademico diminuiscono vertiginosamente». Oltre all´adesione allo sciopero, i ricercatori di Comunicazione raccoglieranno e renderanno pubbliche le loro storie di infinito precariato e proporranno laboratori e botteghe della scienza per rendere visibile l´utilità della ricerca.

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"abecedario" su un sito con tanica di benzina (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina IX - Bologna "Abecedario" su un sito con tanica di benzina A pochi giorni dalle molotov lanciate contro tre sportelli Unicredit, e dalle preoccupazioni del questore Merolla per alcune realtà dell´«area antagonista» che cercano di cavalcare e strumentalizzare il movimento scolastico anti-Gelmini, sul sito informa-azione.info spunta un "Abbecedario a uso delle studente moderno" che invita alla lotta e che, nella pagina di presentazione, mostra in bella evidenza una tanica di benzina, un cumulo di cubetti di porfido e una fionda. Discutibile pedagogia informatica rivolta agli studenti, vien da pensare. «Non è un bel clima - commenta il questore - è evidente che c´è qualcuno che ha interesse a far salire la tensione e che soffia sul fuoco. In questo senso mi confortano le dichiarazioni degli studenti, che hanno subito preso le distanze dagli attentati con le molotov alle banche. E proprio per questo rinnovo il mio appello ai ragazzi che stanno manifestando in questi giorni: attenzione a chi potrebbe cercare di strumentalizzarvi. Isolate i violenti». Nell´"Abbecedario", citando un´opera di Furio Jesi, sta scritto fra l´altro che «ci si appropria di una città fuggendo o avanzando nell´alternarsi delle cariche, molto più che giocando da bambini per le sue strade o passeggiandovi più tardi con una ragazza. Nell´ora della rivolta non si è più soli nella città», mentre un´altra pagina, contro "Il carcere scolastico", invita a «incoraggiare, ovunque sia possibile, il rifiuto, il sabotaggio e l´insubordinazione nella scuola come in ogni altro ambito della vita sociale». E ancora lo stesso sito riporta un volantino, sottoscritto anche dagli anarchici di Bologna, che fa riferimento agli arresti per il lancio di due petardi davanti alla sede dei vigili di Parma e dice «Se gli arrestati sono innocenti hanno tutta la nostra solidarietà, se sono colpevoli ce l´hanno ancora di più». Le indagini sulle molotov contro Unicredit si concentrano sull´area degli anarcoinsurrezionalisti: il commando ha certamente fatto un sopralluogo prima di colpire, ha individuato obiettivi non pienamente visibili dalla strada, ha usato guanti per non lasciare impronte e un detergente aggiunto alla benzina per moltiplicare gli effetti del fuoco.

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gli slogan (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina 12 - Cronaca Napoli Gli slogan Genova Gli slogan Gli slogan Questo treno lo paga la Gelmini La vera riforma non passa dai baroni Gelmini: nuoce gravemente all´istruzione Adotta un ricercatore Maria Stella dove sei? Questa riforma è la morte della cultura

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l'economist sta con il ministro "la sua riforma è necessaria" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

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Pagina 13 - Cronaca Il caso L´Economist sta con il ministro "La sua riforma è necessaria" ROMA - «L´università italiana ha disperatamente bisogno di una riforma, tuttavia resiste al cambiamento». L´Economist difende il ministro Mariastella Gelmini e critica il sistema universitario italiano. Nel numero in edicola un giudizio molto critico: «Uno dei settori peggio gestiti», uno «dei più corrotti d´Italia», caratterizzato da una «mediocrità uniforme». Sotto attacco i baroni e il nepotismo che domina all´interno degli atenei. Il settimanale sottolinea come il ministro stia cercando di modificare alcuni aspetti come quello della selezione per l´accesso alle cattedre «per prevenire gli abusi» ma incontri l´ostilità di studenti e docenti.

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"capisco l'ansia dei giovani in piazza voglio cambiare per dare loro un futuro" - luigi contu mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 13 - Cronaca Sondaggi Tremonti Il prezzo "Capisco l´ansia dei giovani in piazza voglio cambiare per dare loro un futuro" Gelmini: sì al dialogo, ma porte chiuse per chi difende lo status quo Il calo dei sondaggi? Quando si fanno riforme profonde si paga un prezzo, lo sapevo I tagli di Tremonti erano inevitabili ed anche io ho dovuto contribuire al risanamento I giovani pagano già un prezzo alto, per questo serve il coraggio di cambiare per promuovere i talenti LUIGI CONTU MARIO REGGIO ROMA - Ministro Gelmini, il mondo dell´Università torna in piazza. Il nostro giornale pubblica un sondaggio in cui il governo cala nei consensi e anche lei, dopo essere arrivata a quota 42 nel gradimento, perde cinque punti. Non crede che sia giunto il momento di avviare una riflessione autocritica sulle decisioni fin qui adottate? «Quando si fanno riforme profonde si paga sempre un prezzo in termini di critiche e di resistenza al cambiamento. Resto convinta che il paese abbia diritto ad un sistema della formazione moderno e competitivo e che sia mio preciso dovere lavorare in questa direzione. Accanto a chi mi contesta le assicuro che sono molte di più le persone che incontro per strada e che mi incoraggiano a non mollare». La accusano di avere accettato troppo supinamente i tagli imposti da Tremonti con la legge finanziaria. «Il Governo di cui faccio parte è stato votato con un mandato preciso: ridurre il debito pubblico, il terzo al mondo e riqualificare la spesa. E´ mio preciso dovere, come di ogni altro componente del governo, contribuire al raggiungimento di questo obiettivo. Le assicuro che da subito mi sono resa conto che le spese per il funzionamento e il personale della scuola erano fuori controllo ed ho ritenuto indispensabile intervenire. L´Italia spende in istruzione come la Germania, ma i soldi vengono spesi male. Usare meglio il denaro pubblico è un obbligo morale verso le nuove generazioni». Eppure i fondi per il tagli dell´Ici li avete trovati facilmente. Forse si poteva studiare un taglio più graduato che consentisse magari di evitare la misura che più ha fatto discutere il mondo della scuola: l´introduzione del maestro unico alle elementari. Possibile che su questo punto così controverso non ci siano spazi per ripensamenti? «I soldi non c´entrano. L´ introduzione del maestro prevalente risponde alla necessità di avere un punto di riferimento educativo che accompagni la crescita personale e scolastica del bambino. Al maestro prevalente sarà affiancato il maestro di inglese e di religione. L´introduzione di più maestri ha portato l´Italia dal 3 posto all´8 nelle classifiche internazionali di qualità della nostra scuola elementare. Voglio inoltre ricordare che il maestro prevalente è presente in tutti i paesi d´Europa. Tutti sanno che l´introduzione dei 3 maestri è servita per dare più posti di lavoro proprio quando i bambini diminuivano. Un´esigenza sociale comprensibile, ma non certo formativa e che comunque oggi non ci possiamo più permettere». E il tempo pieno? «Sul tempo pieno si è fatta una cinica disinformazione, creando un immotivato allarmismo tra le famiglie. Come lei sa purtroppo una bugia ripetuta 10 volte può diventare, per qualcuno, una verità. Il tempo pieno non diminuirà, anzi già dal prossimo anno con l´eliminazione delle compresenze e il ritorno al maestro prevalente ci saranno 50.000 bambini in più che potranno usufruire del tempo pieno». Eppure ha rappresentato una stagionedi forte innovazione pedagogica. Lei se la sente di confermare l´impegno al mantenimento dell´orario scolastico senza che i tagli previsti comportino un peggioramento della qualità dell´insegnamento? «Per la prima volta si affronta il tema della qualità seriamente. La scuola in Italia è come un motore rotto. E´ inutile aggiungere benzina, cioè soldi, se il motore è guasto. Noi vogliamo rivedere i meccanismi di spesa pubblica nella scuola per eliminare le inefficienze e destinare i soldi nella qualità. Ricordo inoltre che la finanziaria prevede che il 30%dei tagli verrà reinvestito per incentivare i professori migliori con un premio produttività annuo che potrà arrivare fino a 7.000 euro». Torniamo all´università. L´Onda torna in piazza mentre lei ha riaperto un confronto con il mondo accademico e con i sindacati. Cosa si sente di dire a quei ragazzi delle scuole superiori e dell´università che sfileranno a Roma e che hanno forti preoccupazioni per il loro futuro? «A questi ragazzi dico che capisco il loro disagio e che la loro preoccupazione è anche la mia. Io sto dalla loro parte, anch´io sono stata studente e ho avuto preoccupazione per il futuro. Mi ha particolarmente colpito lo slogan " La vostra crisi non la pagheremo noi", ma io penso che questi ragazzi stiano già pagando un prezzo che si traduce in scarsa mobilità sociale, mancanza di un posto di lavoro sicuro e sfiducia nel futuro. Ma proprio questo stato di cose mi convince che occorre avere il coraggio di cambiare. Il mio impegno è per una scuola ed una università che promuovano i talenti dei giovani, creando veramente pari opportunità e garanzie di titoli di studio spendibili nel mondo del lavoro. Io lavoro perché almeno una università italiana possa essere annoverata tra le prime 100 al mondo, perché si affermi un sistema di allocazione delle risorse basato sulla qualità della ricerca e il Paese sappia rispondere a questa difficile congiuntura dotandosi di un sistema di formazione moderno ed efficiente. E´ una sfida difficile, di cui avverto come ministro la piena responsabilità, ma sono anche consapevole che per vincerla occorre il contributo di tutti». Difficile avere il contributo di tutti se si esclude una parte del sindacato. Anche lei, come il presidente Berlusconi, ha voluto privilegiare il rapporto con Cisl e Uil. «Guardi è esattamente il contrario. E´ la Cgil che ha alzato le barricate contro il governo e si è isolata in un angolo. Era già successo nel 2002 col patto per l´Italia. La Cgil si dimostra sempre di più il sindacato dello status quo, l´ostacolo al cambiamento, l´avversario del futuro dei giovani. Io voglio il dialogo, le mie porte sono spalancate per chi ha proposte, ma sono chiuse per chi vuole difendere lo status quo» Ma i rettori, e non la Cgil, hanno spiegato che i tagli previsti al fondo ordinario del 2010 metteranno tutti gli ateneiin ginocchio. Ed anche il presidente Napolitano ha più volte espresso preoccupazione per i tagli. «Il punto è un altro: nel 2010 le università dicono che non potranno più pagare sedi e stipendi. Ma io mi chiedo e chiedo loro: come hanno investito i soldi in questi anni? Erano proprio indispensabili 5500 corsi di laurea? Sono proprio indispensabili 90 università e 320 sedi distaccate? Io mi attiverò per garantire la sopravvivenza degli atenei, ma se la mia azione è accompagnata da una autocritica del sistema universitario allora il confronto sarà più costruttivo. In questo momento è chiaro che la strada per conquistare maggiori risorse passa obbligatoriamente attraverso riforme profonde e coraggiose, che mi auguro possano giovarsi del contributo dell´opposizione e di tutto il mondo accademico».

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il governo cala nei sondaggi berlusconi perde quattro punti - francesco bei (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 27 - Interni Il governo cala nei sondaggi Berlusconi perde quattro punti E Pisanu frena sul federalismo: lo Stato è indivisibile Tra i ministri perdono punti Gelmini e Tremonti, sale Sacconi FRANCESCO BEI ROMA - è il primo consistente segnale di flessione del consenso da due mesi a questa parte. In un periodo fortemente segnato dalla crisi economica, dalle proteste sulla scuola, dall´agitazione del personale Alitalia, dall´elezione di Obama, la fiducia in Silvio Berlusconi è scesa del 4 per cento. La percentuale di italiani che dichiarano di avere «molta» fiducia nel Cavaliere resta alta, al 58%, ma per la prima volta da settembre va sotto la soglia del 60%. Forse non sarà la fine della luna di miele ma qualche incrinatura c´è, come del resto aveva ammesso lo stesso Berlusconi attribuendo il calo alla campagna di «disinformazione» del centrosinistra. Le indicazioni provengono dal monitoraggio che l´istituto Ipr Marketing conduce per il sito di Repubblica. Scende del 4% anche la fiducia al governo nel suo complesso, fermandosi al 50%. Un trend confermato da un altro sondaggio, realizzato da Consortium (Nicola Piepoli) per il sito Affaritaliani. it, che vede il premier perdere un punto e fermarsi al 49%. «Come dimostrano i sondaggi - commenta soddisfatto Walter Veltroni - le voci in dissenso aumentano. Berlusconi dovrà abituarsi». Tra i ministri, per l´Ipr, solo 5 su 21 guadagnano qualcosa e la classifica stavolta è aperta da Maurizio Sacconi, titolare del Welfare, che agguanta un rotondo più 5%. Bocciati con il segno meno ben 10 ministri, ma il tapiro va a Maria Stella Gelmini, che scende di 5 punti in un solo mese, seguita da Giulio Tremonti con un meno 4%. Cambia qualcosa anche nella percezione dei principali partiti. Il Pdl resta in testa con il 50% di fiducia, ma perde quattro punti; il Pd, al contrario, è sotto (33%) ma cresce del 4 per cento. Aumenta del 2% la Lega, stabili l´Udc e l´Idv. Un´altra possibile fonte di guai per la maggioranza potrebbe rivelarsi il federalismo fiscale, che già vede alcuni vistosi scartamenti - dopo quello di Gianfranco Fini - rispetto alla linea ufficiale. Ieri dalla maggioranza si è alzata la voce dell´ex ministro dell´Interno Beppe Pisanu. «Sono contrario a qualsiasi forma di federalismo disaggregante», ha detto il neo presidente dell´Antimafia alla presentazione del pamphlet scritto da Domenico Fisichella contro il progetto leghista ("La questione nazionale", editoriale pantheon). «L´articolo 5 della Costituzione - ha ricordato Pisanu - tutela l´unità e l´indivisibilità della Repubblica. Per cui la Regione, come diceva Don Sturzo, può esistere solo nella Nazione, mai contro e neppure a prescindere da essa». Insomma, Pisanu invita il governo ad andarci con i piedi di piombo: «Suggerirei prudenza, prima di varare norme di questo genere pensiamoci bene». Un deciso colpo di freno alla riforma leghista è venuto anche da Pier Ferdinando Casini: «Credo che bisogna avere il coraggio di rompere il tabù e cominciare a dire no a questo federalismo. In un momento di crisi andare avanti con questo federalismo rabberciato moltiplicherebbe solo i centri di spesa». Paradossalmente, tra i presentatori del libro di Fisichella, è Massimo D´Alema (infastidito per le «reazioni barbariche» alla sua proposta di bicamerale) a credere di più nella riforma federalista, a patto che sia concepita come «riorganizzazione dello macchina pubblica e non come la sua disarticolazione».

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UNIVERSITA': DUE PROPOSTE (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-14 num: - pag: 1 autore: di GIOVANNI SARTORI categoria: REDAZIONALE DOCENTI E MERITO UNIVERSITA': DUE PROPOSTE I l ministro dell'Istruzione non si è lasciato spaventare troppo dalle proteste, ma abbastanza da accettare ragionevoli rinvii e ripensamenti. Nel frattempo direi che la Gelmini, nel complesso, si sia mossa bene. Sulla scuola il ripristino del «maestro unico» non è una tragedia (se tagli ci debbono essere, e essere ci devono, questo non è esiziale), il ripristino dei voti espressi in numeri è una semplificazione utile, e quello del voto in condotta necessario. I maestri non debbono restare indifesi, gli studenti che vanno a scuola per studiare non devono essere danneggiati dai cattivi studenti; e poi nessuna organizzazione al mondo può funzionare senza incentivi e punizioni, senza premi e sanzioni. Invece la scuola è stata sfasciata da una pedagogia «senza punizioni» (quella, dicevo nel mio articolo precedente, divulgata dal dr. Spock) che oramai ha contagiato persino la magistratura. Vedi il recente pronunziamento di una Corte di Cassazione per il quale un docente commette un reato se «minaccia» uno studente di bocciatura! E vedi l'altrettanto assurda dilatazione del principio della privacy che consente a uno studente maggiorenne di chiedere che i suoi voti scolastici non vengano comunicati ai genitori (che di solito lo accasano)! Siamo matti? Sì, direi proprio che lo siamo. Ma veniamo all'Università, che è ancora una partita largamente aperta. Primo problema: la qualità dei professori. è, purtroppo, mediamente bassa. I docenti bravi, anche bravissimi, ci sono ancora; ma sono schiacciati da una valanga di «baroncini» insediati in cattedra da una politica universitaria (di indistintamente tutti i governi post-68) miope e demagogica. Quando io vinsi il mio concorso a cattedra, i posti di professore di ruolo erano, in tutta Italia, 3000; oggi i docenti a vita sono circa 65 mila. I «precari» protestano perché per loro non c'è posto. Già. Non c'è posto perché se l'Università viene imbottita a colpi di migliaia alla volta di 30-35enni docenti di ruolo, finisce che per 30-40 anni i posti li occupano loro. Elementare. Eppure si continua così. Su queste colonne Giavazzi ha giustamente protestato per i nuovi concorsi già banditi. Purtroppo sono già banditi. L'andazzo è demenziale; ma come si rimedia? La mia proposta è di anticipare l'età della pensione da 70 a 60 anni. Non per tutti, si intende; ma per i «baroncini» che da quando sono andati in cattedra non hanno mai scritto un libro e anche per coloro che le lezioni le fanno sì e no. Un secondo rimedio, oramai inderogabile (anche perché ci aspetta una istruzione regionalizzata da un federalismo incontrollabile), è l'abolizione del valore legale del titolo di studio. Che era dovuta sin da quando l'autonomia delle singole Università ha consentito una stessa laurea (legalmente tale) per corsi di studio completamente diversi. Ma che è dovutissima oggi per combattere la mala pianta delle Università cartacee che sono spuntate ognidove, e anche delle scandalose lauree «precoci» conseguite in due anni (e anche meno). Valga per tutti il caso della Kore di Enna, che laurea in anticipo il 79 per cento dei suoi iscritti. Qui il discorso si dovrebbe allargare alla laurea «breve », la cui introduzione ha prodotto effetti devastanti. Ma una cosa alla volta. Intanto onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito.

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<A Roma con lo sconto>. Tensione in Centrale (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-14 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Prefettura L'intervento di Cgil e Prc sblocca la trattativa fra universitari e Fs. Convoglio straordinario partito ieri sera «A Roma con lo sconto». Tensione in Centrale Studenti anti-Gelmini fronteggiati dalla polizia. Disagi per i pendolari, poi l'accordo Anche l'attore Moni Ovadia è intervenuto in solidarietà ai contestatori: niente democrazia senza scuola pubblica Sono partiti alle dieci e un quarto di ieri sera con l'energia di sempre e il gusto di una vittoria: «Ce l'abbiamo fatta, andiamo a Roma». Sono saliti sul treno e oggi manifesteranno contro i tagli all'università. Hanno mantenuto la promessa. A costo di una trattativa estenuante, l'aiuto (anche economico) di Cgil e Rifondazione comunista, la garanzia del sindacato, qualche momento di tensione e un pomeriggio di caos in stazione Centrale. Gli studenti e la loro battaglia per il treno a prezzo politico. Tre di ieri pomeriggio, il movimento è già stato in Prefettura a cercare di strappare a Trenitalia un biglietto a quindici euro. Niente da fare, e allora non resta che andare in Centrale, più di quattrocento si piazzano davanti agli ingressi con striscioni e megafoni. Vogliono arrivare ai binari, ma gli ingressi sono bloccati da uno stuolo di carabinieri e poliziotti in tenuta anti-sommossa. Non si passa. Non passano i ragazzi, bloccati dalle forze dell'ordine. Non passano i passeggeri, che increduli guardano il serpentone degli studenti piazzato a sbarrare i cinque accessi ai binari. Caos in stazione. Viaggiatori che sgranano gli occhi davanti ai due eserciti schierati uno di fronte all'altro, che non trovano la strada, che devono mostrare il biglietto per accedere alla «zona rossa», che si lamentano e cercano un varco. Un bambino si perde, i manifestanti lo aiutano a ritrovare il papà, i proprietari dei chioschi abbassano le saracinesche. Commento dei ragazzi: «La colpa dei disagi è di Trenitalia che non vuole trattare». Replica del vicesindaco Riccardo De Corato: «Una minoranza arrogante ha pensato di paralizzare la stazione proprio nel momento di punta ». Ma è ora di organizzarsi: banchetto con raccolta di denaro per raggiungere Roma a quindici euro (non basteranno), timbri alle mani per identificare chi ha pagato, magliette con la scritta «siamo rimasti in mutande». Arrivano anche i precari dell'università, che in mattinata hanno organizzato le lezioni in metrò e che in Centrale portano Moni Ovadia. Piccolo comizio: «Non c'è democrazia se non c'è scuola pubblica. In università vi chiamano capitale umano. Ribellatevi, voi siete persone». Poi l'appello: «Invito tutti alla calma e a capire ognuno le ragioni dell'altro». Ma forse è troppo tardi, all'ultimo varco i ragazzi cercano di sfondare il cordone di sicurezza. Vengono respinti con gli scudi. Parte qualche calcio alle transenne, ma è solo un attimo. Il grido torna a essere uno solo: «Trattativa, trattativa». Dunque si tratta. In stazione e fuori. Perché in campo scendono Cgil, Questura, Prefettura e Rifondazione comunista. «è nostro interesse che non ci siano disordini», fa sapere Graziano Gorla, responsabile organizzazione della Camera del Lavoro. «La situazione era esasperata ». Tra i manifestanti c'è il consigliere regionale di Prc, Luciano Muhlbauer, si cerca un compromesso. Ma Trenitalia sembra irremovibile. E allora nuova colletta, i ragazzi chiedono «uno sforzo aggiuntivo», un passante regala 300 euro «per la causa». La somma si raccoglie: 18 mila euro i ragazzi, 5 mila Rifondazione. Precisa Gorla della Cgil: «Da parte nostra non c'è stata copertura economica diretta, ma può essere che qualche categoria (con tutta probabilità i lavoratori della conoscenza) sia intervenuta». Si raggiunge un accordo. E la Camera del Lavoro sottoscrive il contratto. A disposizione dei ragazzi, un treno charter da 11 vagoni pagato, fa sapere Trenitalia, «a prezzo di mercato» (e dunque intorno ai 32 mila euro). Esplode la gioia. E anche i fumogeni. Alla fine salgono in 520. Via, verso Roma. «Sarà una giornata ancor più indimenticabile di questa». Benedetta Argentieri Annachiara Sacchi

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Formigoni e i rettori in rivolta: premi agli atenei migliori (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-14 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE L'alleanza «No ai tagli, il riordino dei poli va deciso regione per regione» Formigoni e i rettori in rivolta: premi agli atenei migliori Il governatore stringe un'alleanza con i rettori che chiedono al governo risorse realmente commisurate al merito. Al ministro Gelmini dicono «bene il decreto, ma vada avanti, così non basta». La riforma s'ha da fare ma sia «coraggiosa e organica ». E dettano quattro punti dai quali una vera riforma non può prescindere: qualità, merito, rilancio della ricerca, regionalizzazione. «Diciamo no a tagli indiscriminati, no a una limitazione della qualità: si possono limitare i fondi, non penalizzare gli atenei migliori», sintetizza per tutti Roberto Formigoni, al termine di un incontro di due ore in Regione con rettori e prorettori delle 13 università lombarde. La razionalizzazione di atenei e poli va fatta ma regione per regione. «Abbiamo chiesto aiuto alla Regione — spiega il rettore del Politecnico, Giulio Ballio —, perché non è più accettabile che gli atenei lombardi siano sottofinanziati come è da sempre. Dal '95 ad oggi abbiamo avuto 1 miliardo di euro in meno rispetto a quanto avremmo dovuto ricevere in base ai modelli teorici elaborati dal ministero e fondati sul prodotto». Cioè i risultati. Ed ecco dunque il documento congiunto, sottoscritto alla riunione, presenti anche gli assessori Gianni Rossoni e Massimo Buscemi. La richiesta di «finanziamento sulla base del servizio reso» non va letta in chiave anti-Gelmini ma dentro la cornice di un «federalismo universitario»: più autonomia (nella gestione delle risorse e nel reclutamento del personale) e meccanismi che mettano al centro valutazione e merito. «Si tratta di una forma di giustizia ed efficienza», ha chiarito Formigoni. La Lombardia, in sostanza, detta la linea, perché, come spiega il documento, «intende contribuire in modo propositivo alle iniziative del governo ». L'autonomia degli Atenei va di pari passo con la necessità di «garantire il diritto allo studio dei capaci e meritevoli». Ma oltre a criteri di merito più rigorosi «servono borse di studio adeguate ai costi della vita lombardi». Non solo. La Lombardia spinge per l'internazionalizzazione del proprio sistema universitario: attrarre ricercatori dall'estero e sostenere la ricerca non è un optional, ma una priorità. nonché di verifica della funzionalità e dell'efficacia della dislocazione territoriale delle sedi e dei poli universitari, ha chiarito Enrico Decleva, rettore dell'Università degli studi di Milano. «Anche nell'ambito del federalismo fiscale si consideri l'importanza che i sistemi universitari hanno per i sistemi territoriali — ha aggiunto Decleva —. Il riordino dei circa 300 poli universitari è possibile solo nell'ambito di un quadro regionale». Mentre Marcello Fontanesi, ai vertici dell'Università Bicocca, ha chiarito: «Crediamo che la Regione possa finanziare infrastrutture in settori strategici che consentano di mettere in rete le nostre risorse, di non disperderle in mille rivoli e di avere quella massa critica che ci può consentire di tenere testa alle grandi università straniere». Paola D'Amico

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Bruxelles e Londra I cortei <esportati> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-14 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Diario scolastico di Marco Imarisio Bruxelles e Londra I cortei «esportati» L' invito è esteso anche agli indigeni. «L'appuntamento per la grande manifestazione di venerdì è in avenue Emile Claus, laterale in fondo ad avenue Louise, davanti all'ambasciata italiana». Cittadini belgi, partecipate numerosi, i tagli della Gelmini riguardano anche voi. Ce n'est que un début, continuons le combat! Ad organizzare la protesta in terra straniera è un gruppo di studenti italiani, di nascita o di origine, residenti a Bruxelles, i quali non si accontentano di contestare la legge 133, definita come «l'ennesima tappa di un percorso in atto da anni di smantellamento organizzativo e finanziario e svalutazione culturale del ruolo dell'istruzione». Già che ci sono, vanno oltre la situazione contingente della madrepatria, e protestano anche contro il processo di Bologna, ovvero l'accordo di armonizzazione dei sistemi di istruzione superiore siglato nel 1999 da 29 Stati, che ha introdotto, tra le altre cose, il modulo 3+2 all'università e quello dei crediti formativi. «Tutte cose che hanno profonde ripercussioni a livello europeo». A Londra invece posticipano di un giorno. L'adunata è per sabato, a Grosvenor square, davanti all'ambasciata italiana, ed è stata convocata da «The Right to Rebel-Italians Abroad Fight for a Different Italy», un gruppo di studenti, insegnanti, ricercatori, lavoratori italiani emigrati in Inghilterra «in cerca di un lavoro migliore di quello che potevamo avere in Italia», così scrivono nel loro blog. Qui l'allarme sembra di carattere più generale, e comprende anche «il clima di razzismo», le leggi definite «su misura» che riguardano Silvio Berlusconi, e insomma «la cattiva reputazione che ci stiamo facendo all'estero a causa della situazione politica italiana». Vabbé, capito. Per adesso aderiscono in 13, altri tre sono in forse. mimarisio@rcs.it

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Scuola, oggi lo sciopero Tensione a Roma e Milano (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-14 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE La manifestazione Irruzione dei giovani di An in una sede Cgil. Epifani: squadristi Scuola, oggi lo sciopero Tensione a Roma e Milano Braccio di ferro studenti-polizia per un treno speciale Cinque cortei oggi nella capitale. Molti studenti arrivati da tutta Italia hanno dormito negli atenei occupati ROMA — Alla fine ce l'hanno fatta, sono partiti. Da Milano, Verona, Napoli. Da tutt'Italia. Treni speciali, prezzi politici, addirittura sconti-comitiva concessi ieri da Trenitalia dopo un braccio di ferro sfibrante. Il movimento studentesco s'è rimesso in marcia e oggi «a Roma saremo in 100 mila», promettono, sognando l'assedio a Montecitorio (ma la zona è già stata dichiarata off limits dalle forze dell'ordine). «L'Onda anomala prepara la Mareggiata»: è un altro slogan della vigilia. «Moni Ovadia parti con noi...»: così studenti e centri sociali milanesi, ieri pomeriggio, incontrando l'attore per caso alla Stazione Centrale. Tutto questo, mentre la trattativa con le Ferrovie per ottenere un treno-charter (15 euro a persona contro i 44 richiesti dall'azienda) non si sbloccava e cresceva così la tensione con carabinieri e poliziotti, schierati a difesa dei binari e a protezione degli altri passeggeri. Moni Ovadia alla fine non è partito per Roma, ma ha solidarizzato al megafono con i ragazzi: «Bravi, perché non vi siete fatti egemonizzare dai partiti». Alla fine, il treno speciale s'è trovato: 5 mila euro li ha messi la Cgil, altri 5 mila Rifondazione comunista e il resto (non più di 20 euro a persona) gli universitari. Sciopero, dunque. Cgil e Uil oggi saranno in piazza per la mobilitazione sull'università, la ricerca e l'alta formazione artistica e musicale (accademie e conservatori). E sfileranno insieme agli studenti contro la legge 133 (Cisl, Ugl e Snals hanno ritirato l'adesione dopo l'incontro col ministro Gelmini). I manifestanti che sono arrivati in nottata in treno a Roma, hanno dormito alla Sapienza nelle facoltà occupate. Azione universitaria (An) e i Giovani di Forza Italia hanno accusato la sinistra di aver trasformato gli atenei in «ostelli». In serata, per il «rischio di un'occupazione imminente», è stato interrotto a Giurisprudenza un convegno di 450 giuristi, al quale prendeva parte anche il giudice Frigo. Il rettorato, tuttavia, ha negato «lo sgombero». «Mi auguro che i giovani possano manifestare respingendo qualsiasi ipotesi di violenza», è l'appello del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Oggi, nella capitale, cinque cortei (e traffico in tilt, probabilmente). Quello dei sindacati partirà dalla Bocca della Verità alle 9.30. Alla stessa ora, ma da piazze diverse, si muoveranno gli studenti: gli universitari de «La Sapienza» da piazzale Aldo Moro; quelli di «Roma Tre» dalla Piramide Cestia, i medi (a cui si uniranno gli universitari venuti in treno) da piazza della Repubblica. L'arrivo, per tutti, sarà in piazza Navona, teatro degli scontri del 29 ottobre tra «rossi» e «neri». Stavolta, però, quelli del «Blocco studentesco» non ci saranno: «è una manifestazione tutta a sinistra, non c'interessa », dicono. Ma un altro gruppo di destra, «Area identitaria romana», ha fatto sapere che un corteo, al grido di «non lasciamo la piazza ai neo-comunisti», partirà alle 14 dal quartiere Prati per arrivare al ministero della Pubblica istruzione. Insomma, la tensione resta alta. Specie dopo l'irruzione, ieri mattina, nella sede romana della Cgil-scuola di un gruppo di Azione studentesca (An). Dura la reazione del sindacato (per Epifani è un'«azione squadrista »), Prc e Pdci hanno parlato di «atto di stampo neo-fascista ». Per i giovani di destra, invece, solo «un'occupazione pacifica e goliardica», decisa nei confronti della Cgil-scuola «che è il responsabile principale di un sistema che non ci piace, il sistema di privilegi che ingessa la scuola italiana». «Rischio occupazione» Alla Sapienza convegno di giuristi interrotto per «rischio occupazione». Il rettorato: nessuno sgombero Fabrizio Caccia GUARDA le foto degli studenti su www.corriere.it

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L'Economist: sistema corrotto Sì alla riforma della Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-14 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il settimanale L'Economist: sistema corrotto Sì alla riforma della Gelmini MILANO — E due. Già ad ottobre The Economist aveva dato un primo via libera, seppur condizionato, alla riforma scolastica del governo Berlusconi: «Ben venga la riforma del ministro Gelmini a patto che i risparmi promessi dal governo vengano utilizzati per apportare dei miglioramenti al sistema scolastico italiano». Ora, a un mese di distanza, il sostegno del settimanale inglese si consolida in una durissima critica al sistema universitario italiano — ritenuto corrotto, inefficiente e mal gestito — e in una difesa della linea Gelmini: il dito è puntato contro «il potere dei baroni» che «trattano le loro facoltà come feudi personali» e gli sprechi, considerato il fatto che cinque atenei sono in bancarotta e l'intero sistema sta crollando. Il ministro Gelmini — scrive il periodico — ha preparato due provvedimenti ancora in discussione, ma intanto ha il sostegno del governo per alcune misure iniziali su docenti, ricercatori e borse di studio: «Tutto ciò dovrebbe sembrare una buona notizia per gli studenti e i docenti, che invece hanno organizzato proteste in tutto il Paese mentre i sindacati hanno indetto uno sciopero nazionale contro le sue riforme. Ma i suoi piani meritano almeno ascolto».

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I Comuni dicono no al piano programmatico, le Regioni si spaccano (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-14 num: - pag: 13 categoria: BREVI I Comuni dicono no al piano programmatico, le Regioni si spaccano La bocciatura è arrivata in conferenza unificata la bocciatura del piano programmatico della scuola previsto dalla riforma Gelmini (foto) da parte dei Comuni e della maggior parte delle Regioni, che però si sono divise: quelle in mano al centrosinistra hanno votato contro, a favore quelle di centrodestra (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Molise, Veneto) mentre la Sicilia si è astenuta. Via libera al testo, invece, dalle Province, che però chiedono un tavolo di confronto

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FALSA RIFORMA (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 14-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-14 num: - pag: 9 categoria: BREVI FALSA RIFORMA Far cassa sui bambini Sono mamma di due bimbi alla materna e di una bimba alle elementari, e sono anche una ricercatrice universitaria di matematica. Sottoscrivo pienamente l'appello al ministro Gelmini perché riconsideri la questione «scuola elementare»: ho volutamente evitato il termine «riforma », in quanto non si tratta di una riforma, ma dello smantellamento di un buon sistema di istruzione pubblica (certamente migliore di molti altri Paesi), in nome di esigenze di cassa. L'istruzione primaria pubblica non è un servizio minimo che va garantito agli «utenti-cittadini»: è invece, un bene fondamentale per tutti, una ricchezza imprescindibile, poiché su di essa si basa la democrazia. Forse bisognerebbe dare una rispolverata alla Costituzione, prima di intraprendere con tanta leggerezza operazioni matematiche sul bilancio... Cristina Tarsi

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Sentenza Diaz, Genova è stupita Il sindaco: "Commissione d'inchiesta" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

GENOVA - Genova è ancora stupita, amareggiata, è di nuovo una città sotto choc dopo la sentenza della prima sezione del Tribunale sui pestaggi alla scuola Diaz, durante il G8 del 2001. Sentenza che ha assolto i vertici della polizia e condannato agenti e due soli dirigenti, Michelangelo Fournier che aveva definito quella notte di botte e violenza, tra il 21 e il 22 luglio del 0001, una "macelleria messicana" e l'ex capo del reparto Mobile di Roma, Canterini. Chiedono subito una commissione d'inchiesta parlamentare il sindaco di allora, Giuseppe Pericu e quello di oggi Marta Vincenzi. E il presidente della Regione, Claudio Burlando parla di "strano ragionamento, pensare che agenti e funzionari abbiano agito da soli, con un blitz contro vittime inermi, senza che i vertici sapessero nulla". E' tornato nel suo ufficio in Procura, Enrico Zuucca uno dei due pm, l'altro è Francesco Cardona Albini, che hanno rappresentato l'accusa. Era in aula, l'altra sera, ha sentito le urla di "vergogna" partite dal pubblico, dai parenti di quei 93 manifestanti. Ora commenta: "Le vittime hanno tutto il diritto di chiedere giustizia, la pubblica accusa ha esercitato il suo diritto di azione penale, nessuno ha diritto ad avere un risultato piuttosto che un altro". Così si torna al verdetto che ha di nuovo infiammato gli animi. L'Anm avverte: "serve rispetto per il lavoro dei magistrati, rispetto e non insulti inaccettabili", e se l'altra sera qualcuno urlava, "vergogna, ci avete ingannato per sette anni, ve la faremo pagare, ieri i commenti si sono intrecciati. E' una "sentenza equilibrata" per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl; "Adesso sappiamo che in Italia organizzare brutali pestaggi e seminare false prove è considerato un fatto lecito non punibile", ribatte Franco Giordano, ex segretario nazionale di Rifondazione. Maurizio Gasparri, presidente Pdl al Senato: "Si leggono commenti scomposti, qualcuno forse voleva un processo stalinista ai vertici della polizia? Siamo in un pease libero, ci sono state condanne, ma è caduto un complotto e la polizia esce a testa alta da questa vicenda giudiziaria". Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso il giorno prima del blitz alla Diaz, il 20 luglio, parlando a Roma a studenti che manifestavano contro il decreto Gelmini, li ha esortati così: "andate avanti, fate crescere l'onda, ma tenete gli occhi aperti, la notte è ancora lunga da passare". (14 novembre 2008

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Canterini: "Io capro espiatorio della Diaz" Il sindaco di Genova: "Commissione d'inchiesta" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 14-11-2008)

Argomenti: Scuola

GENOVA - Genova è ancora stupita, amareggiata, è di nuovo una città sotto choc dopo la sentenza della prima sezione del Tribunale sui pestaggi alla scuola Diaz, durante il G8 del 2001. Sentenza che ha assolto i vertici della polizia e condannato agenti e due soli dirigenti, Michelangelo Fournier che aveva definito quella notte di botte e violenza, tra il 21 e il 22 luglio del 0001, una "macelleria messicana" e l'ex capo del reparto Mobile di Roma, Vincenzo Canterini. E, oggi, entrambi parlano e si difendono. "Sono diventato il capro espiatorio di tutto questo casino - dice Canterini, oggi addetto all'ambasciata italiana in Romania -. Sono amareggiato, per me e per i miei uomini. Comunque, andrò fino in fondo, fino all'ultimo grado di giudizio, per dimostrare che non c'entro, non c'entriamo nulla". Anche Michelangelo Fournier, condannato a due anni controi i 3 e sei mesi chiesti dall'accusa, annuncia che vuole rinunciare alla prescrizione. Dovrebbe scattare a marzo, ma, confermano i suoi legali, Silvio e Rinaldo Romanelli, l'ex capo del VII Nucleo speciale del Reparto Celere di Roma, non è di questa idea. E la stessa strada, rinunciare alla prescrizione, potrebbero scegliere i capi squadra Lucaroni, Tucci, Compagnone e l'ispettore Basili, tutti del primo reparto mobile. Subito dopo la sentenza, Fournier ha detto ai suoi legali: "Sono sereno, ho fatto quello che ritenevo di dover fare, quando sono entrato, ho cercato di tutelare gli occupanti della scuola, ho interrotto le violenze, ho prestato soccorso a chi ne aveva bisogno". Per questo, ha aggiunto "adesso intendo affrontare con serenità il giudizio di secondo grado, come ho affrontato con lealtà, il processo che si è appena concluso". Michelangelo Fournier, è stato sentito in aula il 13 giugno del 2007 e lì, di fronte al Tribunale ha ribadito quello che aveva dichiarato ai pm. E cioè che alla "Diaz era successa una macelleria messicana" , un blitz contro 93 ragazzi che dormivano e sono stati pestati e feriti. Pochi giorni prima il 6 e 7 giugno era stata la volta di Vincenzo Canterini. Sono stati gli unici, tra i dirigenti della polizia, a affrontare un interrogatorio in aula, mentre gli altri imputati hanno scelto la strada delle "dichiarazioni spontanee", vale a dire deposizioni che non consentono il controinterrogatorio, né dell'accusa, né delle difese, e neppure del Trbunale. Intanto il sindaco di allora, Giuseppe Pericu e quello di oggi Marta Vincenzi chiedono subito una commissione d'inchiesta. E il presidente della Regione, Claudio Burlando parla di "strano ragionamento, pensare che agenti e funzionari abbiano agito da soli, con un blitz contro vittime inermi, senza che i vertici sapessero nulla". E' tornato nel suo ufficio in Procura, Enrico Zucca uno dei due pm, l'altro è Francesco Cardona Albini, che hanno rappresentato l'accusa. Era in aula, l'altra sera, ha sentito le urla di "vergogna" partite dal pubblico, dai parenti di quei 93 manifestanti. Ora commenta: "Le vittime hanno tutto il diritto di chiedere giustizia, la pubblica accusa ha esercitato il suo diritto di azione penale, nessuno ha diritto ad avere un risultato piuttosto che un altro". Aggiunge il pm, intervistato da Repubblica Tv, "noi abbiamo lavorato e portato una serie di prove, i giudici le hanno valutate". Poi non esclude il ricorso, soprattutto, spiega "permotivi tecnici", ma rinvia la decisione alla lettura del dispositivo della sentenza. Così si torna al verdetto che ha di nuovo infiammato gli animi. L'Anm avverte: "serve rispetto per il lavoro dei magistrati, rispetto e non insulti inaccettabili", ma se l'altra sera qualcuno dal pubblico urlava, "vergogna, ci avete ingannato per sette anni, ve la faremo pagare", ieri i commenti e i giudizi del mondo politico e non solo si sono intrecciati. E' una "sentenza equilibrata" per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl; "Adesso sappiamo che in Italia organizzare brutali pestaggi e seminare false prove è considerato un fatto lecito non punibile", ribatte Franco Giordano, ex segretario nazionale di Rifondazione. Maurizio Gasparri, presidente Pdl al Senato: "Si leggono commenti scomposti, qualcuno forse voleva un processo stalinista ai vertici della polizia? Siamo in un pease libero, ci sono state condanne, ma è caduto un complotto e la polizia esce a testa alta da questa vicenda giudiziaria". Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso il giorno prima del blitz alla Diaz, il 20 luglio, parlando a Roma a studenti che manifestavano contro il decreto Gelmini, li ha esortati così: "andate avanti, fate crescere l'onda, ma tenete gli occhi aperti, la notte è ancora lunga da passare". (14 novembre 2008

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l'università invade la piazza gli studenti sotto montecitorio - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

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Pagina 10 - Interni L´università invade la piazza gli studenti sotto Montecitorio "Siamo 200 mila". La Questura: 100 mila, anzi 30 mila Oggi e domani assemblea alla Sapienza. A Roma 16 indagati per i licei occupati MARIO REGGIO ROMA - Che l´Onda anomala avrebbe invaso Roma era nell´aria. Ma che si sarebbe trasformata in un pacifico tsunami non se l´aspettava nessuno. Duecentomila in piazza secondo i collettivi universitari e gli studenti delle superiori. La Questura di Roma alle due di pomeriggio certifica 100 mila manifestanti, alle 17 ci ripensa e ne annuncia 30 mila. Tre i cortei hanno invaso il centro storico della città, più quello di Cgil e Uil università e ricerca che è partito dalla Bocca della Verità ed ha raggiunto piazza Navona. Dal palco il leader della Cgil ha polemizzato con la Cisl che all´ultima ora non ha aderito: «Chi non c´è sbaglia. Ogni volta che provano ad isolarci gli va male, però persistono. Siamo per la riforma di scuola, università e ricerca ma contro i tagli del governo». Che la giornata sarebbe stata "speciale" si è capito subito. Alle nove e mezza lo spettacolo dall´ingresso della Sapienza è impressionante: un muro umano che arriva oltre la statua della Minerva e campeggia sulle scale del Rettorato. E per il momento sono solo gli universitari del più grande ateneo d´Europa. La parola d´ordine è nota: «Non pagheremo la vostra crisi». Gli universitari, i ricercatori precari, gli assegnisti, quelli che lavorano in nero nelle facoltà l´hanno capito: «così, per noi non c´è nessun futuro», afferma Giorgio, contratto precario da 800 euro al mese a Fisica. è una generazione che rischia di finire nei call-center dopo 20 anni di studio. Si riordinano le fila. Il corteo ha deciso di dotarsi di un servizio d´ordine leggero, per evitare provocazioni: scudi di gommapiuma con su scritto il nome di un famosa opera letteraria e l´autore. Arrivano i cortei dalla stazione Tiburtina. Sono quelli partiti dal Sud. Il fiume umano cresce mano a mano che punta su piazza Esedra, dove li aspettano quelli delle superiori e gli studenti appena scesi dai treni alla stazione Termini. La moltitudine, compatta, vociante, scende per via Cavour. A San Pietro in Vincoli gli studenti di Ingegneria occupata salutano. Sulla scalinata lo striscione con l´Onda e la scritta "Travolgiamoli". Lì sotto Paolo Giordano, premio Strega e dottorando in Fisica a Torino: «I giovani hanno capito che il futuro è nero, per la prima volta da anni la presa di coscienza è di massa». I cordoni procedono a rilento a via dei Fori Imperiali sono in attesa gli studenti di Roma Tre. Il corteo, enorme, punta su piazza Venezia, poi si blocca a Largo Argentina. Una parte dei collettivi chiede di arrivare a Montecitorio. La Questura chiude un occhio. Una marea umana invade i vicoli e punta sulla Camera. Gli studenti urlano "vergogna", "ci bloccano il futuro, blocchiamo la città". L´assedio dura un´ora, poi il corteo torna alla Sapienza. Oggi e domani assemblea dei delegati universitari. Domenica la piattaforma sul futuro degli atenei. «Niente sconti ai baroni - afferma Giorgio di Scienze Politiche - non è un´idea della Gelmini». E intanto la procura di Roma apre un´inchiesta sulle occupazioni in quattro istituti: Giulio Cesare, Artusi, Azzarita e Kennedy. 16 gli studenti indagati.

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berlusconi: partecipazione sotto le attese - francesco bei (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

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Pagina 10 - Interni Berlusconi: partecipazione sotto le attese FRANCESCO BEI DAL NOSTRO INVIATO MONTECATINI - La maggioranza, passata l´Onda, tira un sospiro di sollievo. Maurizio Gasparri sostiene che è stato «l´ennesimo fallimento della mobilitazione di piazza della sinistra» e il ministro Mariastella Gelmini - intervistata dal Tg5 - può mostrarsi magnanima: «Le porte del ministero saranno sempre aperte a quelli che hanno proposte. Certo - dice ripetendo il "nocciolo" dell´intervista di ieri a Repubblica - non starò mai dalla parte di chi vuole lo status quo». E in tarda serata, dagli Usa, è lo stesso premier Silvio Berlusconi a definire «certamente molto inferiore» alle aspettative la partecipazione al corteo, «il che conferma che la grandissima maggioranza degli italiani vuole una riforma per una scuola efficiente». Ma non sono soltanto i numeri della manifestazione a far tornare il sorriso al centrodestra. E´ soprattutto la spaccatura del sindacato - con la Cisl che ha ritirato l´adesione alla manifestazione dopo un incontro con il ministro Gelmini - il risultato politico a cui teneva il governo. E l´obiettivo è stato raggiunto. Così il forzista Gregorio Fontana può dire che «chi era in piazza non rappresenta il mondo dell´università», visto che «il sindacato più rappresentativo ha revocato lo sciopero». Dopo la defezione di Bonanni è questo il tasto su cui battere: a protestare contro i provvedimenti della Gelmini è solo una minoranza politicizzata. «Anche dal numero dei partecipanti alla manifestazione - osserva il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto - risulta evidente che a scendere in campo è una minoranza di studenti e di sindacati, minoranza rispettabile che, però, non può pretendere di dettar legge». «L´assenza dai cortei di una parte importante del sindacato della scuola - insiste Osvaldo Napoli - sta a dimostrare che l´azione del governo e del ministro si muove nella direzione giusta». Di università si parlerà oggi a Montecatini, dove Marcello Dell´Utri riunisce i Circoli del Buongoverno. La Gelmini risponderà alle domande dei ragazzi "dellutriani". Quella che ieri sera Dell´Utri ha illustrato davanti ai rappresentanti dei suoi 4000 circoli è una vera e propria strategia di conquista degli atenei. «C´è troppa confusione sulla riforma Gelmini - ha detto il fondatore - e per questo il nostro progetto è di incentivare ancora di più la formazione dei circoli all´interno delle università italiane per spiegare ai giovani le novità introdotte dal governo».

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il movimento è diventato adulto "né tagli né baroni, andiamo avanti" - (segue dalla prima pagina) curzio maltese (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Interni Il movimento è diventato adulto "Né tagli né baroni, andiamo avanti" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CURZIO MALTESE E ha «circondato i palazzi del potere», Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, con i colori e i suoni della generazione che «non vuole pagare la crisi». «E´ la voce del futuro» gracchiavano i megafoni davanti al Senato e non è retorica. «Né tagli né baroni», lo slogan più sentito. Centomila, duecentomila, lasciamo perdere il balletto dei numeri. Una grande manifestazione, anzi due, il rivolo rosso del sindacato e il fiume variopinto degli studenti. La protesta non finisce in piazza. Le delegazioni di studenti da tutta Italia hanno occupato Biologia alla Sapienza e l´hanno trasformata nel laboratorio di una «vera riforma dell´università». Le proposte degli studenti e dei professori, in alternativa ai tagli Tremonti-Gelmini, saranno presentate fra domani e lunedì. Sono in gran parte ispirate dalle esperienze riformatrici del resto d´Europa. E´ in ogni caso difficile fare peggio del governo. E´ tempo di bilanci per l´Onda, un movimento che in due mesi ha cambiato la faccia del Paese, incrinato il consenso bulgaro del governo Berlusconi e soprattutto ha rimesso al centro del dibattito la grande questione rimossa del futuro. L´Onda è nata come risposta immediata, spontanea ai tagli della finanziaria. Tagli mal concepiti, come cominciano ad ammettere anche alcuni giornali governativi. Nella fretta di far quadrare i conti di una manovra difficile e di coprire i buchi dell´Ici e dell´affare Alitalia, invece di segare i molti rami secchi dell´istruzione pubblica, si sono stroncate le poche aree di modernità: il tempo pieno alle scuole elementari e la ricerca universitaria. Da qui è sorta un´ampia protesta di studenti, insegnanti e famiglie che soltanto un governo in preda al delirio di onnipotenza poteva considerare un fuoco di paglia. Ma l´Onda è poi cresciuta ed è diventata in fretta un movimento adulto, che non si limita a una battaglia difensiva. Ormai inutile, visto che i decreti sono passati. Si organizza in Italia e all´estero, si è dotato perfino di un servizio d´ordine di tutto rispetto, come s´è visto ieri, e si pone da oggi come laboratorio di un nuovo riformismo. Un riformismo finalmente dal basso, dopo che quelli imposti dall´alto, dai governi di destra e di sinistra, sono miseramente falliti. «Né tagli né baroni» non è soltanto uno slogan. E´ il segnale che è possibile progettare un´altra università. «Nessuno vuole difendere la scuola così com´è» è la frase che si sente più spesso in bocca agli studenti. Il movimento li ha spinti a guardarsi intorno, indagare, studiare, confrontare le loro esperienze con quelle di docenti e genitori. Un apprendistato civile per un paio di generazioni che si sono affacciate alla vita pubblica, ai problemi del Paese, sia pure filtrati attraverso il microcosmo scolastico, peraltro non tanto «micro». La scuola riflette l´immagine del Paese, nel peggio e nel meglio. Sprechi ed eroismi, corruzione e altruismo, fannulloni e stakanovisti, concorsi truccati e isole di eccellenza, ma familismo, gerontocrazia e partitocrazia imperanti ovunque. «Non è vero che in Italia si spenda così poco per la ricerca - ammetteva ieri a piazza Navona un ricercatore del Cnr - ma si spende molto male. La Gelmini dice che andrà avanti, che comunque c´è bisogno di una riforma dell´università. Ma è proprio quello che chiediamo noi, una vera riforma». S´incontrano negli atenei d´Italia potenziali premi Nobel di venticinque o trent´anni pagati la metà di un operaio e anziani imbucati dalla famiglia o dal partito, senza alcuna gloria accademica, che guadagnano più di un alto dirigente della Fiat. Quando la tendenza nel resto d´Europa, per non dire degli Stati Uniti, è di pagare meglio i più giovani. Mancano fondi per la ricerca contro il cancro e piovono invece milioni per creare nuovi sedi di Medicina in provincia, altre cattedre per amici degli amici, nipoti e fidanzate. L´idea di farsi largo in questa jungla a colpi di decreto, tagliando qua e là a caso, è un non senso. L´ultima riforma universitaria europea, quella varata dal governo conservatore Sarkozy in Francia, era partita con l´ipotesi di tagliare fondi, ma dopo mesi di studio e confronto con sindacati, studenti e docenti, è approdata a un investimento di 1.800 milioni di euro nei prossimi tre anni, sulla base di criteri di rigore meritocratico. L´esatto contrario di quanto avverrà nei prossimi tre anni in Italia, con il taglio di 1.600 milioni ai danni soprattutto dei settori più avanzati. «Siamo la prima generazione dal dopoguerra a crescere in tempi di recessione» diceva uno studente venuto da Bologna «Hanno dissipato il passato e chiedono a noi di rinunciare al futuro. Pensano che ci fermeremo perché è passato un decreto. Non capiscono che andremo avanti, che non abbiamo nulla da perdere?».

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studenti, la città invasa dall'onda (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma I cortei contro i tagli e l´assedio pacifico a Montecitorio. In diretta il padre di Carlo Giuliani ai giovani: "Non arrendetevi" Studenti, la città invasa dall´Onda "Siamo in duecentomila". E oggi la maxi-assemblea alla Sapienza l´assedio alla fine c´è stato. Pacifico e gioioso, come il movimento che l´ha creato e che, in due mesi di proteste, ha saputo dare vita ad un corteo non violento, eteregeneo nella composizione ma unanime nel dissenso verso la riforma Gelmini. In migliaia ieri (200mila secondo gli organizzatori, 30mila per la questura) hanno preso parte all´Onda-day, la manifestazione nazionale degli universitari e studenti medi che ha sfilato dalla Sapienza e Roma Tre per le vie del centro, arrivando fino a Montecitorio. E in collegamento telefonico con il corteo, il padre di Carlo Giuliani ha esortato i giovani a «non arrendersi». Oggi e domani, alla Sapienza, si terrà l´assemblea plenaria del movimento per approvare la "controriforma Gelmini". ANNA MARIA LIGUORI E LAURA MARI ALLE PAGINE II E III

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l'onda-day: "siamo in 200mila" - anna maria liguori laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Roma L´Onda-day: "Siamo in 200mila" Il padre di Carlo Giuliani parla in diretta agli studenti: "Andate avanti così" E da stamani workshop e assemblee per elaborare la controriforma ANNA MARIA LIGUORI LAURA MARI Nessuno scontro, nessun momento di tensione con le forze dell´ordine. Solo musica, slogan, striscioni e poi, in serata, il bivacco-festa nella città universitaria. «è stata una giornata epocale» commentano soddisfatti, a fine giornata, i leader della protesta. E in effetti, a chi prevedeva violenze e possibili scontri, l´Onda ha risposto mostrando una grande capacità di gestione della piazza e di un movimento estremamente variegato ed eterogeneo. L´Onda-day è iniziato alle 9 a piazzale Aldo Moro, con migliaia di studenti provenienti da decine di atenei italiani radunati sotto la statua della Minerva. Nelle stesse ore, di fronte alla stazione Piramide a piazzale Ostiense, sono arrivati a frotte gli studenti di Roma Tre. Alle 9.30 i ragazzi hanno iniziato a srotolare i primi striscioni «Piange ciò che muta anche per farsi migliore... », una frase di Pier Paolo Pasolini scritta a caratteri cubitali «che forse non tutti capiranno - ha ammesso Ramona, 25enne studentessa di Lettere a RomaTre - ma che in fondo è un po´ l´auspicio di tutti, che l´università italiana cambi finalmente in meglio». Poi il corteo è partito e, tra slogan e musica a tutta volume, il colpo di scena. Il collegamento in diretta, con Giuliano Giuliani, padre di Carlo, morto nel 2001 durante gli scontri nel G8 di Genova. «La sentenza sul blitz della Diaz è stata terribile- ha detto Giuliani durante il collegamento- è una sentenza che attribuisce responsabilità ai quadri intermedi e non ai dirigenti. La responsabilità infatti sta sempre in alto, ma gli imputati sono stati assolti con una formula incredibile e vergognosa, perché il fatto non sussiste, per la giustizia di questo Paese». E poi Giuliani ha fatto un appello ai ragazzi che, tutti fermi, lo hanno ascoltato nel più assoluto silenzio: «Andate avanti e fate crescere questa bella Onda - ha esortato il padre di Carlo - e tenete gli occhi aperti perché la nottata è ancora lunga da passare». Poi il corteo del terzo ateneo capitolino ha raggiunto, a via dei Fori Imperiali, gli studenti della Sapienza e i liceali: 200mila giovani (secondo gli organizzatori, 30mila secondo la questura) che hanno sfilato sino a Montecitorio, per un assedio pacifico ai palazzi del potere. E nel "Grand Hotel Sapienza" ieri notte hanno bivaccato oltre tremila studenti, rappresentanti degli atenei italiani in mobilitazione che dopo la manifestazione si sono trattenuti nella città universitaria per partecipare, oggi e domani, all´assemblea plenaria dell´Onda. Il summit degli anti-Gelmini e Tremonti inizierà questa mattina alle 10 con una riunione all´aperto, proprio davanti al rettorato. «Poi ci divideremo in vari gruppi - dice Francesco Brancaccio, uno dei portavoce dell´Onda - e nelle facoltà occupate organizzeremo workshop e seminari per arrivare alla stesura della controriforma Gelmini, che sarà approvata domani mattina dall´assemblea plenaria». Oltre a discutere della riforma della didattica e del sistema del 3+2, gli studenti dell´Onda nel documento dell´autoriforma toccheranno anche i temi del welfare e del diritto allo studio («vogliamo usufruire di servizi fondamentali, come la casa, le borse di studio e le mense») e della formazione e del lavoro («l´instabilità lavorativa limita lo sviluppo dell´indipendenza e dell´autonomia del ricercatore»).

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i "quartini", 14enni duri e puri l'ala più ribelle del movimento - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Roma Inchiesta sulle occupazioni di quattro istituti: la Procura ha indagato sedici ragazzi I "quartini", 14enni duri e puri l´ala più ribelle del movimento "Siamo in piazza contro i tagli e per difendere il nostro futuro" TEA MAISTO (segue dalla prima di cronaca) In piazza ci sono i quartini del Tasso. «Partecipo alle assemblee e siamo informati sulla legge - spiega Carlo Marongiu della IV E del liceo di via Sicilia- certo, provo un po´ di vergogna nel prendere la parola. Ero anche un po´ emozionato alla manifestazione di piazza Navona perché era il mio presidio e si stava con i grandi, si conosceva gente. Ma dopo i tafferugli cerco di scegliere le manifestazioni a cui andare. Ho partecipato anche alla nostra occupazione. Credo che siamo stati tra i primi a mobilitarci», aggiunge con orgoglio. E c´è anche chi se la prende se sente che i 14enni vengono accusati solo di partecipare alle manifestazioni pur di non andare a scuola: «Non è affatto vero. Non seguiamo la massa - spiega Davide Ceccanti, quartino del Virgilio, storico di via Giulia - Questi tagli ci riguardano e riguardano i nostri docenti. Sono rappresentate di classe e nei prossimi giorni vorremo fare altre assemblee informative». In testa al corteo, con in mano per tutto il tempo lo striscione «Contro Gelmini, fascisti e privatizzazione» c´è proprio un "primino" dello scientifico Cavour: «Partecipo a tutte le manifestazioni da ottobre - spiega Andrea Fideli, I F - Manifesto e manifestano anche i miei compagni non certo per saltare scuola. La scuola ce la stanno distruggendo». «Anche se queste sono le nostre prime manifestazioni non vuole dire che non siamo informati - rivendica con orgoglio Marco Soprano, primo anno dello scientifico Righi - Il nostro obiettivo è il ritiro del decreto. Sappiamo che è difficile, ma siamo tanti a manifestare». «E´ stupido non entrare a scuola con la scusa del corteo per poi tornarsene a casa - spiega Hiras De Bernardini, primo anno dello scientifico Newton di viale Manzoni - Noi siamo qui per protestare per il nostro futuro». E Costantino Cusatelli, del liceo artistico Caravillani, aggiunge: «Siamo contro la legge Gelmini perché a scuola non ci sono neanche i soldi per comprare i materiali per i laboratori. Questo significa che dovremo metterli di tasca nostra ed è per questo- sottolinea Costantino- che anche i nostri genitori approvano le proteste e le manifestazioni dell´Onda. Non è giusto che siano le famiglie a pagare i tagli del governo e di una riforma che tutti contestano». Intanto sono 16 gli studenti che sono stati iscritti nel registro degli indagati dopo le denunce dei presidi delle scuole occupate nelle settimane scorse. Al classico Giulio Cesare - dove la dirigente presentò un esposto per segnalare la protesta - ieri si sono infatti aggiunti l´istituto alberghiero Artusi e gli scientifici Azzarita e Kennedy. I reati ipotizzati sono invasione di edifici, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento. E tra oggi e martedì i collettivi si riuniranno per organizzare manifestazioni contro queste denunce e le minacce di provvedimenti disciplinari. Domani pomeriggio, invece, saranno alla Sapienza per partecipare all´assemblea dell´Onda.

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studenti e impiegati la marcia dei 50 mila - stefania scolaro (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Tre cortei per lo sciopero. Occupata l´Accademia di Belle arti Studenti e impiegati la marcia dei 50 mila STEFANIA SCOLARO Il decreto Gelmini è legge, cosa succederà dal prossimo anno scolastico se non raccogliamo tante firme per poter impedire che lo scempio della scuola pubblica diventi realtà? A settembre del 2009 le bambine e i bambini delle scuole elementari con i loro grembiulini, chi con quelli griffati, chi con quelli comprati al mercato rionale, troveranno ad accoglierli un solo insegnante, probabilmente una maestra, che in un´aula più affollata e con un tempo scuola ridotto, 24 ore settimanali, dovrà insegnargli tutto quello che dagli anni Novanta a oggi una pluralità di docenti - in un tempo più lungo e con specifiche competenze - hanno insegnato ai loro compagni più grandi. SEGUE A PAGINA XVII

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licei artistici in piazza con "guernica" - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

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Pagina IV - Palermo Mobilitazione contro la riforma Gelmini che riduce l´orario settimanale. Da lunedì lezioni all´aperto Licei artistici in piazza con "Guernica" Davanti al Politeama sarà esposta una grande copia del celebre quadro di Picasso SALVO INTRAVAIA «La riforma Gelmini decreta la morte dell´istruzione artistica»: il grido d´allarme sul futuro dei licei artistici e degli istituti d´arte è stato lanciato ieri pomeriggio durante un´affollata assemblea nell´aula magna del Damiani Almeyda. Presidi e professori, provenienti da quasi tutte le province siciliane, hanno discusso a lungo sulle conseguenze dell´ormai nota legge 133 e sulle iniziative da mettere in campo per contrastarla. In serata è stato redatto un documento e sono state concordate una serie di iniziative che lunedì mattina vedranno in piazza studenti e insegnanti. «Secondo il piano Gelmini - spiega Claudio Gabriele, insegnante dell´Almeyda - i licei artistici avranno un orario di 32 ore settimanali». Attualmente, sia nei corsi sperimentali quinquennali sia in quelli di ordinamento (quadriennali), le ore settimanali sono di gran lunga di più. «A farne le spese - incalza Franco Reina, docente dell´artistico Catalano - saranno le ore di discipline pittoriche». «E con poche ore dedicate al disegno e alla pittura - aggiunge Gabriele - gli studenti non avranno più il tempo acquisire la pratica e l´istruzione artistica verrà snaturata». A Trapani, spiega la professoressa Maria Pia Adamo, «il giovane liceo artistico Michelangelo rischia di chiudere». Mentre Gianni Privitera, preside dell´Emilio Greco di Catania, invita i colleghi a elaborare una proposta «alternativa a quella del governo». E gli istituti d´arte? «Ancora non si è capito - dice Carlo Monastra, preside dell´istituto d´arte di Palermo - come andrà a finire, sembra certo che i laboratori subiranno il taglio maggiore». L´eventuale licealizzazione degli istituti d´arte decreterà la fine di scuole uniche come quella del Mosaico al D´Aleo di Monreale. «Un´esperienza come quella - dice Aurelio Scuderi - è destinata a concludersi». Lunedì mattina gli studenti del Damiani Almeyda svolgeranno le loro lezioni in piazza Politeama, dove esporranno una copia di 4,20 metri per 2,40 della "Guernica" di Picasso, realizzata su pannelli di 60 centimetri per 60. Contemporaneamente studenti e prof del liceo Catalano e dell´istituto d´arte di piazza Turba si ritroveranno in piazza Verdi e quelli del D´Aleo di Monreale in piazza Duomo.

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studenti e impiegati, la marcia dei 50 mila - claudia brunetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

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Pagina IV - Palermo Studenti e impiegati, la marcia dei 50 mila Gli ombrelli colorati dei ragazzi, le bandiere della Cgil: tre cortei e un raduno Gli aspiranti medici sfilano col camice bianco. Occupata l´Accademia di Belle arti: "No ai tagli" CLAUDIA BRUNETTO Tre cortei diversi per dire no ai tagli su scuola e università. E per sostenere la manifestazione nazionale contro la riforma Gelmini che si svolgeva nelle stesse ore a Roma. Così studenti medi, universitari e lavoratori del pubblico impiego - diverse migliaia di persone, secondo gli organizzatori addirittura cinquantamila - nella tarda mattinata di ieri si sono incontrati in piazza Bologni dopo avere sfilato per le vie del centro. Nelle stesse ore gli studenti dell´Accademia di Belle arti diffondevano un volantino per comunicare di avere occupato l´istituto: nel mirino il taglio del 40 per cento del fondo di finanziamento ordinario. Concentramento alle 9,30 in piazza Croci per gli studenti delle scuole superiori. In testa un carro-sound system che scandiva i passi dei ragazzi lungo via Libertà. Bene in evidenza gli immancabili striscioni con le scritte «Salviamo il nostro futuro. Abroghiamo la 133» e «Il futuro è nostro. Il futuro è ora» e ancora «Le nostre scuole non sono aziende. La cultura non si vende». Si è registrato un calo di partecipanti rispetto alle scorse manifestazioni studentesche - anche se una corposa delegazione palermitana era nella capitale - ma la voce di quelli che hanno sfilato si è fatta sentire ancora più forte. «Vogliamo proteggere gli istituti professionali - dicono Domenico Gambino e Jean Michele Graziano, dell´alberghiero Paolo Borsellino - dai tagli della riforma. La nostra scuola continuerà la protesta in chiave assolutamente apolitica, così come ha fatto fino adesso». Megafoni in mano e cartelli per identificare i singoli istituti, ma soprattutto la volontà di mantenere unita l´Onda della protesta: «Noi continuiamo a crederci - dice Claudio Mastrilli del liceo scientifico Cannizzaro, con un folto seguito di compagni - continuiamo a sperare che le motivazioni che ci spingono a scendere in piazza siano forti e uguali per tutti». Gli universitari, sempre alle 9,30, si sono mossi dalla facoltà di Ingegneria in viale delle Scienze per proseguire attraverso piazza Indipendenza e lungo corso Vittorio Emanuele in direzione di piazza Bologni. Presenti i rappresentanti di tutte le facoltà. Originale l´iniziativa degli studenti di Scienze, che hanno sfilato con ombrelli aperti di colore grigio e rosso che componevano la scritta «133. Una legge senza lode». «Dobbiamo andare avanti - dice Cinzia Cerroni, ricercatrice di Matematica - con idee nuove per mantenere viva l´attenzione sul tema. E più le idee sono creative più funzionano. Così abbiamo portato gli ombrelli in piazza e manteniamo attivo il nostro gazebo informativo al Politeama». Gli aspiranti medici, con il camice bianco, sventolavano lo striscione «Aaa. Cercasi acquirente per la facoltà di Medicina e chirurgia». «Siamo qui - dice Marco Basile, iscritto al terzo anno - per sostenere anche i ragazzi che sono andati a Roma - La protesta non è finita. C´è ancora molto per cui vale la pena combattere». Da piazza Castelnuovo è partito invece il corteo dei lavoratori del pubblico impiego che protestavano contro il "protocollo Brunetta" sui rinnovi contrattuali. La manifestazione, indetta dalla Cgil, ha visto sfilare statali, dipendenti della sanità pubblica e privata e degli enti locali di tutta la Sicilia. Intorno alle 12, su un palchetto montato in piazza Bologni, sono intervenuti i rappresentanti degli studenti e del pubblico impiego. «Raccoglieremo un numero di firme doppio rispetto a quello dei nostri iscritti - ha detto Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica Cgil - per chiedere il referendum sull´accordo sul pubblico impiego. Fatta a pezzi l´unità sindacale, occorre dare ai lavoratori la possibilità di stabilire chi rappresenta chi. Dalla straordinaria partecipazione alla manifestazione, la Cgil e la Funzione pubblica traggono nuova forza per partecipare allo sciopero generale del 12 dicembre a sostegno della piattaforma Cgil». Di «grande successo» della manifestazione parla Italo Tripi, segretario generale della Cgil siciliana: «Questo conferma - dice - il malcontento riguardo alle politiche economiche del governo Berlusconi». Per gli universitari, fra gli altri, ha preso la parola Emanuele Sucato, della facoltà di Giurisprudenza: «Il movimento della protesta - ha sottolineato lo studente - è ancora unito. Dopo l´assemblea alla Sapienza di Roma saremo ancora più compatti. E soprattutto dobbiamo andare avanti con proposte concrete». è questo l´obiettivo del documento politico prodotto dal "tavolo tecnico d´ateneo" e che sarà presentato oggi all´assemblea nella capitale. «Puntiamo sulla razionalizzazione delle spese e sull´eliminazione degli sprechi - dice Pasquale Dipollina, coordinatore dell´Unione degli universitari - Ma anche su una riforma dei concorsi per i docenti, prendendo in considerazione nuovi parametri curriculari per la figura dei ricercatori. Dopo la grande giornata a Roma, pianificheremo altre forme di protesta».

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quale scuola nell'anno che verrà - stefania scolaro (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XVII - Palermo Quale scuola nell´anno che verrà STEFANIA SCOLARO I bambini con handicap e i figli degli immigrati saranno sempre meno integrati per la carenza di docenti in grado di personalizzare gli interventi educativi. I genitori alle ore 12,30 saranno costretti a lasciare il lavoro per andare a prendere i bambini che, in particolare in Sicilia, dove per carenze strutturali non esiste il tempo pieno, verranno privati di una valida e articolata offerta formativa. Le scuole, afferma il ministro Gelmini, se richiesto dalle famiglie, potranno allungare di due o più ore il tempo di insegnamento. Ma per farlo dovranno attingere al fondo di istituto, così a fronte di minori finanziamenti verrà impoverita l´offerta formativa e condizionata l´autonomia scolastica. Il personale scolastico di ruolo sarà utilizzato in maniera diversificata. I precari, persone che da anni operano nella scuola con contratti a tempo determinato, resteranno a casa e andranno a ingrossare la folta schiera dei disoccupati, per lo più donne e, specificamente, del Sud. I Comuni, costantemente alle prese con bilanci disastrati resi ancora più deficitari dall´abolizione dell´Ici, dovranno stanziare risorse per quei servizi come gli scuola-bus per il trasporto dei bambini nelle sedi scolastiche più grandi poiché le scuole con meno di 50 alunni saranno chiuse. La legge voluta dal governo Berlusconi crea dunque forte disuguaglianza sociale e amplifica le differenze tra le Regioni e i Comuni. Come faranno il presidente della Regione Raffaele Lombardo e la sua parte politica, che hanno votato a favore del decreto Gelmini, a sopperire al grave disagio dei bambini, delle famiglie, dei giovani universitari e dei precari siciliani ai quali viene sottratta la possibilità di prendere quell´ascensore sociale che solo il sapere e la conoscenza possono garantirgli per migliorare il loro status di vita e di lavoro? Come farà ad assicurare il diritto allo studio ai bambini dei comuni di montagna e delle isole se il decreto legge 154 all´articolo 3 prevedeva che, entro il 30 novembre 2008, i direttori regionali dovevano procedere alla razionalizzazione pena l´invio di commissari ad acta, alla faccia del diritto delle Regioni di decidere, in piena autonomia, su una materia così importante? Né ci tranquillizza la notizia secondo la quale, dopo le proteste di sindaci e governatori, il dimensionamento delle istituzioni scolastiche viene rinviato di un anno. Infatti il problema viene solamente congelato e date le premesse, non ci sembra che il governo voglia riconoscere la prerogativa delle Regioni a decidere sulla base degli Statuti regionali e delle proprie esigenze economiche e territoriali. Il Partito democratico, consapevole della grave situazione economica e degli sprechi che se individuati vanno immediatamente eliminati, con grande senso di responsabilità ha fatto proposte e presentato emendamenti che, se fossero stati accolti e condivisi, avrebbero migliorato la legge e continuato a garantire i diritti allo studio e al lavoro, di tutti i cittadini da Nord a Sud. Invece, una maggioranza parlamentare arrogante e miope ha ignorato le proposte, ridotto i tempi del dibattito e snobbato le migliaia di persone che da giorni protestano pacificamente nelle piazze, nelle scuole e nelle università. Noi, democratiche e democratici, siamo accanto al personale della scuola, ai precari, agli studenti e al sindacato in questo grande movimento di piazza che chiede più scuola e università, più qualità e più risorse contro i tagli indiscriminati che tolgono opportunità di crescita, sociale e culturale e, futuro ai giovani. Il Pd regionale si mobiliterà per la raccolta delle firme per un referendum finalizzato ad abolire quelle norme che penalizzano il settore scolastico; inoltre, è già previsto per il mese di novembre, a Messina, un incontro con la senatrice Maria Pia Garavaglia, ministro ombra della Pubblica istruzione, durante il quale saranno illustrate le proposte del partito democratico per la scuola e l´università. L´autrice è responsabile regionale scuola e formazione del Pd

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l'onda rilancia: 7 giorni di proteste - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Napoli L´Onda rilancia: 7 giorni di proteste In mille sul treno per Roma, ancora occupate Lettere e Orientale Per la prossima settimana non solo mobilitazione di piazza ma anche creatività BIANCA DE FAZIO Sulla richiesta di un treno speciale per andare a Roma, sono stati accontentati. Hanno ottenuto di pagare - andata e ritorno - appena 5 euro. Così sul convoglio in partenza poco dopo le 8 dalla stazione centrale, ieri mattina, si sono stipati in poco meno di mille. Gli studenti del movimento anti Gelmini si sono mossi da Napoli per partecipare, a Roma, alla manifestazione indetta dai sindacati Cgil e Uil. E dato che sul treno non c´era posto per tutti, in tanti hanno optato per i pullman, messi a disposizione dai sindacati, che partivano dal piazzale dinanzi alla stazione. Chi si aspettava che la trasferta nella capitale significasse la contestuale liberazione delle sedi universitarie occupate è rimasto deluso. Lettere e Filosofia è ancora nelle mani degli studenti. Idem l´Orientale. Ma è possibile che la scena cambi nelle prossime ore: una ventina di rappresentanti dell´Onda napoletana sono rimasti a Roma (e ci staranno fino a domani) per partecipare all´assemblea nazionale che alla Sapienza vedrà confrontarsi le varie realtà, anche territoriali, del movimento degli studenti. è qui che decideranno le nuove forme di autorganizzazione e di protesta. Ci saranno nuovi appuntamenti in piazza (ad esempio quello del 12 dicembre per lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la politica economica del governo). E già dalla prossima settimana ci sarà mobilitazione all´insegna della creatività, nelle scuole e nelle università, per celebrare, lunedì e nei giorni seguenti, la "Giornata internazionale degli studenti" collegata al Social forum, che ha scelto il 17 novembre quale data della mobilitazione contro "la privatizzazione dei canali di accesso al sapere". Una settimana di fermento non solo qui da noi, ma in tutta Europa e oltre. Focalizzando l´attenzione su quattro temi: la precarietà (già da studente), l´immigrazione (per promuovere una pratica realmente interculturale nelle scuole), l´informazione e la sessualità. E tra una settimana gli studenti progettano di essere di nuovo in piazza, per «condividere con la società civile e le istituzioni locali motivi e contenuti della mobilitazione». Intanto ieri i ragazzi delle scuole superiori hanno fatto di nuovo sentire la loro voce in piazza a Napoli. I ragazzi dei licei Vittorini, Sbordone, Vittorio Emanuele e Fonseca, ad esempio, hanno improvvisato una manifestazione con un corteo che, partito da piazza del Gesù, ha attraversato le vie del centro facendo rotta su piazza Garibaldi. Ci tengono, i ragazzi del Fonseca, a raccontare, tra l´altro, che i danni di cui sono stati accusati una volta cessata l´occupazione del loro istituto non sono imputabili a loro, ma a persone estranee alla scuola, entrate da un accesso secondario non protetto. Altri gruppi di studenti delle scuole superiori si sono incontrati in piazza del Plebiscito, dove hanno incrociato anche la mobilitazione dei lavoratori del pubblico impiego portati in corteo dalla Cgil funzione pubblica. Cori comuni contro il governo, contro la Gelmini e contro Tremonti e Brunetta. Anche a Ischia ieri gli studenti delle scuole superiori hanno reso pubblico il loro dissenso alle politiche scolastiche del governo, sfilando in oltre 200 da Casamicciola fino al centro di Lacco Ameno.

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la lunga notte sul treno degli studenti - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Milano Il racconto La lunga notte sul treno degli studenti FRANCO VANNI Quando il macchinista dà corrente, l´orologio della Centrale segna le 22.22. Treno rumoroso, anni 70. La botta di elettricità ferma per un attimo le luci in cabina e fa una magia: i cori anti Gelmini, che per ore gli studenti hanno scandito in stazione, mutano in «samba, samba». Il peana della vittoria, dopo ore di picchetto e di trattativa, lo lanciano i ragazzi della Bicocca. Il balletto riempie i corridoi. Capito che è tutto vero, che si va a Roma, i 400 dell´Onda milanese d´istinto fanno quel che di rado avevano fatto in tante settimane di protesta: ridono. Le coppie si baciano, cercano un po´ di privacy dietro le tendine degli scompartimenti, che a volte ci sono e a volte no. Ragazzi che tentano improbabili approcci in francese e le compagne che, civettuole, li mandano a quel paese: «Au revoir». SEGUE A PAGINA V

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studio e protesta sul sagrato del duomo - laura bellomi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano Studio e protesta sul sagrato del Duomo Universitari e ricercatori in piazza contro i tagli del decreto Gelmini LAURA BELLOMI Un presidio variegato con centinaia di manifestanti e tante iniziative quante sono le anime della protesta. Così ieri mattina studenti e lavoratori hanno partecipato in piazza Duomo al presidio contro la legge 133 e i tagli alla ricerca organizzato da Cgil e Uil. Chi non ha potuto andare a Roma si è dato appuntamento davanti alla Cattedrale: gli universitari sono arrivati in corteo da piazza Leonardo e via Festa del Perdono e, una volta raggiunti i lavoratori, ciascun gruppo ha dato vita alla propria mobilitazione. Gli studenti delle facoltà scientifiche si sono seduti per terra, libri sulle ginocchia: «Un sit in di studio, il nostro obiettivo è un´università in cui imparare seriamente», spiega Guido Gallo di Scienze biologiche, in camice bianco da laboratorio. Intanto i "Diversamentestrutturati", borsisti e dottorandi di Statale, Politecnico e Bicocca, tenevano lezioni e distribuivano volantini: «Siamo trattati come una spesa e non come un investimento», diceva Alberta Giorgi, assegnista della Bicocca. Gli striscioni si rincorrono da settimane: «I problemi sono reali, i tagli irrazionali», lo slogan degli studenti di matematica, «Gli agrari si inalberano» quello dei colleghi agronomi. «Conservatorio Giuseppe Verdi, siamo al verde» è lo striscione degli studenti del Conservatorio che si sono fatti sentire con un quartetto di clarinetti: «Quest´anno dovremmo festeggiare il bicentenario del Conservatorio, invece non sappiamo che ne sarà di noi: coi tagli rischiamo di non poter portare avanti l´attività», spiegava Maria Isabella De Carli, docente di pianoforte. Ricercatori dell´Istituto nazionale di fisica nucleare Infn, rappresentanti Fiom e Slc, sindacato editoria: in via Festa del Perdono, secondo i rappresentanti dell´Rsu, quasi un lavoratore su due ieri ha incrociato le braccia. Andrea Cerini, tecnico amministrativo in Statale: «I docenti sono cadono sempre in piedi, ma siamo noi a fanno andare avanti l´università, per questo scendiamo in piazza». Ogni corso di laurea ieri lanciava le sue proposte: «Raccogliamo le ricerche che si fanno nei nostri dipartimenti e portiamole alla Fiera dell´Artigianato: con cartelloni e dispense potremmo mostrare il valore del nostro lavoro», l´idea di Francesca Solca, studentessa di Agraria. «Organizziamo tavoli tecnici proporre noi stessi una riforma dell´università», rilancia Alessandra Brambati, biologa. Alessio Marconi del collettivo Pantera della Statale: «Il movimento soffre di iper mobilitazione, rischia di disperdere energie. Per numeri il movimento supera quello del ´68, ma servirebbe un coordinamento». In settimana sono previste lezioni in centro e in periferia (parco Trotter). E oggi a Città Studi il Dipartimento di matematica resta aperto: «Siamo seri: in settimana abbiamo manifestato, è il momento di studiare».

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in treno con l'onda verso roma una lunga notte tra slogan e samba - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano Il ricercatore Le scritte con lo spray In treno con l´Onda verso Roma una lunga notte tra slogan e samba è una ribellione anche generazionale contro una casta di anziani potenti e poco credibili A un´ora dalla partenza sono già comparsi insulti a vernice su porte e scompartimenti FRANCO VANNI (segue dalla prima di Milano) Con le rotaie che corrono sotto i piedi, le facce tese da volantino urlato al megafono si sciolgono in una gioia semplice. Salta fuori dagli zaini l´armamentario da gita scolastica: bottiglie di limoncello tiepido, tranci di pizza fredda e panini disastrati, con la maionese che imbratta il cellophan. E mentre Milano corre via, l´Onda si mostra per quello che è: più che «un soggetto irrappresentabile e imprevedibile», un gruppo di ragazzi di vent´anni. Luca, iscritto a Fisica in Bicocca, penzola in corridoio in un´amaca di corda. «Era di mio padre, ha girato il mondo», dice. Nel suo scompartimento sono in dieci. Una miniatura del movimento milanese: c´è lo studente di Scienze politiche, i ragazzi del Politecnico, anche un bocconiano. Poche porte più in là stanno i «duri», che prima di partire hanno festeggiato insultando i carabinieri e accendendo bengala. Dopo un´ora dalla partenza sono già comparse scritte di insulti su porte e pareti: a Berlusconi, al governo, a De Corato, a Trenitalia. La massa degli studenti vede e tira dritto. «Due scritte non sono niente», «sta andando tutto bene», «tutti a Roma alè». Di Tremonti e Gelmini, di tagli e di riforma, si parla poco. Qualcuno mugugna per il fatto che i soldi per pagare il treno li abbiano messi anche Rifondazione e Cgil: «Non dovevamo essere indipendenti?». Ma il treno corre e non c´è tempo per le paranoie. Una risposta alla fine accontenta tutti: «è giusto che chi ha soldi li tiri fuori». Il treno va e i megafoni diventano un gioco. Un ragazzo, vent´anni al massimo, si affaccia al finestrino e nel nulla della campagna emiliana scandisce: «Noi la cri-si non la pa-ghia-mo». La vicina di sedile, qualche anno in più: «Ma per chi urli, per le galline di Correggio?». Lui: «Fidati che oggi si mobilitano anche le galline di Correggio». Nello scompartimento c´è anche Jaqueline, 32 anni, gonna di jeans, occhi azzurri come lo scialle. Si alza, «vado a bere qualcosa», decide di aggirarsi per gli scompartimenti. Abbandona il progetto: «I miei studenti mi chiamano «signora», è davvero troppo». Jaqueline, ricercatrice a Scienze politiche, si mette a leggere. Lo stesso fa Bruno, 62 anni, ordinario di Statistica in Statale. è in treno con i ragazzi ma sta in disparte. «Condivido la protesta - dice - ma non sono uno di loro». Su cosa sia l´Onda si è fatto un´idea: «è una protesta generazionale più che politica. I ragazzi si ribellano, e a ragione, contro una casta di anziani molto potente e poco credibile». Bruno, a chi chiede, racconta del Sessantotto a Napoli, degli anni all´Alfa Sud dopo la laurea, della voglia di cambiare le cose tornata con i primi capelli bianchi. Viola ha 20 anni, «napoletana delle isole», studia a Brera. Prima di «licenziarsi», guadagnva 6 euro l´ora, cameriera in nero in un bar del centro. Nella teoria dello scontro generazionale non ci crede per niente. E con l´Onda, dice lei, «i tagli all´istruzione pubblica c´entrano, ma fino a un certo punto». Se Viola ha preso il treno dopo avere aspettato ore in stazione, e se da settimane partecipa ai cortei, «è per la voglia di stare in compagnia, per fare qualcosa che sento mio e che al tempo stesso è condiviso». Lascia che il vento freddo che entra dal finestrino le accarezzi la faccia e continua: «Molti non te lo diranno, ti parleranno di fondi per l´università e per la ricerca. Sono problemi veri, ma se siamo qui è per sentirci vivi, per fare vedere che i giovani esistono, che non siamo nati solo per comprare». Il treno arriva a Termini alle 6.50 del mattino. Stanchi, stanchissimi, i ragazzi sanno che prima o poi troveranno ristoro: gli studenti della Sapienza hanno liberato alcune aule della facoltà occupata di Fisica. Pavimenti dove buttare in terra il sacco a pelo e recuperare energie. Sanno anche che quando a sera saliranno sul treno che li riporterà a casa, dopo la maratona fino a piazza Venezia e poi a Montecitorio, la stanchezza sarà più pesante. Non c´è tempo per il caffè, non c´è tempo per niente. Si stende lo striscione: «Siamo partiti per non fermarci». Il megafono torna a fare il suo mestiere: «Noi la cri-si non la pa-ghia-mo». SEGUE A PAGINA V

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il gelo della marcegaglia: rivolta assurda questa scuola non può restare così (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Genova La polemica Il gelo della Marcegaglia: rivolta assurda questa scuola non può restare così Nonostante il ministro Gelmini abbia declinato l´invito di Confindustria, l´Onda genovese ieri mattina era davanti ai Magazzini del cotone. Fuori, centinaia di giovani manifestavano contro "Confindustria e Governo" colpevoli di "annientare i giovani". Dentro, Emma Marcegaglia, presidente degli Industriali, ribadiva che «la scuola così com´è non va bene. Protestare per lasciare tutto così fa il male dei giovani». No, però, a tagli indiscriminati: «Bisogna investire in tecnologie, qualità e merito». E guai a toccare ricerca e innovazione. Secondo il presidente dei Giovani di Confindustria, Federica Guidi, il decreto «è fatto bene e con intelligenza. Ho il dubbio che i giovani non lo abbiano letto». Non solo scuola. Marcegaglia ha commentato i dati Eurostat che danno l´Italia, assieme alla Germania, in recessione già a fine 2008. «Non bisogna farsi prendere dal panico. C´è una recessione europea e nei prossimi mesi possono arrivare dati ancora peggiori a livello globale. Ma ? con un pizzico d´ottimismo ? questa situazione finirà e torneremo a crescere. Se ci adeguassimo agli altri paesi, l´Italia potrebbe crescere del 15 per cento entro il 2020». E propone di «ridurre l´Irap, detassare gli utili reinvestiti e investire nelle infrastrutture», ma soprattutto «sostenere le imprese e le famiglie con il reddito più basso». Il leader di viale dell´Astronomia si è soffermata sulla valorizzazione della cultura tecnico-scientifica: «L´Italia è il Paese più manifatturiero d´Europa». Nonostante la grande domanda di lavoro espressa dal sistema produttivo, l´offerta tende a orientarsi verso percorsi formativi alternativi a quello tecnico-scientifici: «C´è un gap di 181 mila unità tra domanda e offerta». Infine sulla riforma dei contratti di lavoro: «Vogliamo aprire a tutte le associazioni di categoria come ha chiesto Epifani. Auspichiamo che la Cgil si unisca al tavolo. Non è il momento per dividersi». (raffaele r. riverso)

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onda lunga ai magazzini del cotone - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Genova In mattinata la protesta all´Expò, mentre in serata si è svolta una fiaccolata, protagonisti i liceali del D´Oria Onda lunga ai Magazzini del Cotone Gli studenti in corteo assediano il convegno di Confindustria Il corteo ha "assediato" il convegno Orientagiovani di Confindustria Ieri sera fiaccolata in Centro, hanno partecipato anche i liceali del D´Oria GIUSEPPE FILETTO L´Onda non si arresta. Si innalza, si affloscia, talvolta deborda, si infrange e sbatte sulla battigia, si arena, ma si risolleva al minimo filo di vento. Ieri è bastato il giro di voci e gli sms passati tra gli studenti medi sull´arrivo a Genova di Mariastella Gelmini, per dirottare da piazza Caricamento ai Magazzini del Cotone un migliaio di giovani. Che hanno presidiato la quindicesima giornata del convegno Orientagiovani fino a mezzogiorno. Il ministro non è arrivato. Peraltro non era nemmeno atteso in programma, mentre si aspettava ed è giunto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. L´assedio da parte di un migliaio di studenti delle scuole superiori e universitari è stato fermato dalla presenza della polizia e dei carabinieri, che ha impedito l´accesso alla zona congressuale. I giovani volevano un incontro con il presidente degli industriali: «Soprattutto perché anche lei si è schierata con la Gelmini», dice Valentina Genta, portavoce degli universitari. Il colloquio, non l´hanno avuto. Anzi, sono stati tenuti lontani dalle sale, anche se la protesta si è svolta pacificamente, a parte lo sparo di qualche petardo e il lancio di alcuni piccoli oggetti all´indirizzo della polizia. «Comunque, nel giorno della mobilitazione a Roma e della presenza di 200 nostri colleghi nella capitale, dove sono andati in pullman, abbiamo voluto tenere alta l´attenzione anche su Genova», spiega Marco Scotto. «Sebbene ci rendiamo conto che a poco a poco la protesta stia scemando ed a questo punto sarà difficile un confronto tra noi e la Gelmini - aggiunge Valentina Genta -: dice di voler aprire un dialogo con gli studenti, ma doveva venire a Genova il 12, per l´inaugurazione di Abcd e non si è vista, oggi doveva esserci e non c´è; è difficile parlare con gente che non dà alcun segno di apertura». Così, il presidio delle 9, autorizzato dalla questura e limitato a piazza Caricamento, nel giro di una mezz´ora si è trasformato in un assedio ai Magazzini del Cotone. Gli studenti hanno piazzato i loro striscioni ("Gelmini, Tremonti ora facciamo i conti", oppure "Scuola pubblica vendesi", o ancora, "L´Onda non si arresta") sulle inferriate delle passerelle che collegano i vari edifici. Dopo le undici ed i vani tentativi di raggiungere le sale del convegno, si è formato un corteo non organizzato che dal Porto Antico ha attraversato via San Lorenzo, poi ha raggiunto piazza De Ferrari. Poco prima si è unito ad una nutrita rappresentanza di studenti del Dipartimento di Chimica Industriale: i "camici bianchi " nelle prime ore della mattina avevano fatto un presidio davanti a Palazzo Ducale, attirando l´attenzione con alcuni esperimenti. La mobilitazione, variopinta, oltre a raccogliere gli universitari (anche una delegazione del Campus di Savona) ha radunato gli studenti dei licei Cassini, Colombo e Pertini, degli artistici Paul Klee e Barabino (hanno costruito un water di cartapesta, dentro cui finisce la cultura, i libri), del Nautico, del Giorgi, del tecnico Firpo-Buonarroti; mentre da oltre tre settimane continuano in quasi tutte le scuole della città le autogestioni. Ieri sera, anche gli studenti del liceo D´Oria, che finora hanno tenuto un profilo basso rispetto alle forme di protesta, si sono fatti vedere con una fiaccolata in centro.

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verdini: nuova legge elettorale liste bloccate con sbarramento (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Firenze Verdini: nuova legge elettorale liste bloccate con sbarramento Legge elettorale regionale, Forza Italia prova a «toscanizzare l´Italia». Di fronte al ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e al presidente toscano Claudio Martini, invitati al convegno «Statuto e leggi elettorali regionali» di stamani all´auditorium del Consiglio regionale, lo stato maggiore del partito presenterà le proprie proposte. L´idea è quella delle liste bloccate, senza preferenze e con sbarramento. Senza ricorrere ai collegi, come vorrebbe invece la bozza di riforma del Pd. In pratica, una legge che valga come modello generale e che abbia come base la legge oggi in vigore in Toscana. Lo stesso modello che il coordinatore nazionale Denis Verdini aveva proposto per la legge delle europee e che è rimasta per ora lettera morta. Il numero dei consiglieri? Di contro al Pd, che propone il ritorno a 50 rispetto ai 65 attuali, Forza Italia insiste per un criterio unico per tutte le regioni che tenga conto della popolazione. Da oggi si apre a Montecatini il convegno dei circoli di Marcello Dell´Utri: atteso il ministro dell´istruzione Mariastella Gelmini. (m.v.)

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libri in comodato gratuito agli studenti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze Il consiglio regionale Libri in comodato gratuito agli studenti Promuovere nelle scuole l´utilizzo dei libri di testo usati, con forme di comodato gratuito oltre a attivare un sito Internet regionale per creare una «borsa di scambio on line» accessibile a tutti. Lo prevede una risoluzione presentata dal consigliere Diego Ciulli (Pd) ed approvata all´unanimità dal consiglio regionale della Toscana. Con questi due nuovi strumenti si punta a ridurre i costi dei libri a carico delle famiglie. La giunta regionale, a partire dall´anno scolastico 2009/2010, con opportune intese nelle scuole superiori, dovrà iniziare una sperimentazione del comodato gratuito dei libri di testo. La sperimentazione inizierà in un numero significativo di scuole toscane, per poi estendere progressivamente il sistema. Lo studente riceverà il testo all´inizio dell´anno scolastico e, terminati i suoi studi, lo restituirà alla scuola, che potrà così assegnarlo ad un altro studente. Il sito per lo scambio on line permetterà invece l´incontro tra domanda ed offerta, creando così un mercato che oggi non esiste. «Esperienze simili ci sono attualmente solo in alcuni comuni per le scuole elementari e medie - ha detto Ciulli - e siamo la prima regione che attiva questi strumenti a livello di scuola secondaria. Tutti conoscono il mio giudizio negativo sulla politica del ministro Gelmini, un conto, però, è la contrapposizione politica, un conto sono le leggi dello Stato, che devono essere applicate. In Toscana vogliamo farlo al meglio». Plauso all´iniziativa è stato espresso in consiglio anche da Stefania Fuscagni (Fi-Pdl), Severino Saccardi (Pd) e Gianluca Parrini (Pd).

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in settemila alla mobilitazione della cgil è la sfida pugliese a brunetta e gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

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Pagina VII - Bari Ieri sciopero e corteo a Bari dei dipendenti pubblici. Comizio finale in piazza Prefettura In settemila alla mobilitazione della Cgil è la sfida pugliese a Brunetta e Gelmini Settemila persone in piazza a Bari per dire no alla riforma dell´Università del ministro Maria Stella Gelmini e per contrastare le misure adottate in materia di pubblico impiego dal ministro Renato Brunetta. Mentre a Roma ieri manifestavano 200mila persone, sotto l´egida della Cgil, e numerosi erano i lavoratori e gli studenti provenienti anche dalla Puglia (il sindacato ha organizzato una decina di pullman mentre moltissimi studenti sono partiti autonomamente), a Bari il corteo è partito in mattinata dagli uffici dell´Ispettorato del Lavoro in largo Perotti, ha attraversato il lungomare e poi corso Vittorio Emanuele per raggiungere piazza Prefettura dove si sono tenuti i comizi dei rappresentanti sindacali. "Si è trattato di una grandissima manifestazione di piazza - commentano Pino Gesmundo e Giuseppe Catucci, rappresentanti della Funzione pubblica (Fp) Cgil - alla quale hanno aderito migliaia di lavoratori pubblici, provenienti da tutta la regione. Lavoratori che non accettano rinnovi di contratti da fame, una nuova piattaforma contrattuale peggiorativa, la brusca cancellazione dei precari dopo anni di onorato servizio. E che chiedono servizi pubblici di qualità". L´adesione allo sciopero dichiarato in concomitanza della manifestazione è stata elevatissima, tanto che alcuni uffici pubblici ieri mattina a Bari sono rimasti chiusi. La Cgil è l´unico sindacato a non aver firmato l´accordo dello scorso 30 ottobre sul pubblico impiego perché "non prevede investimenti nel lavoro pubblico e propone solo tagli e sacrifici ai salari, agli organici, alla qualità e quantità delle prestazioni", spiega il sindacato. "La Cgil - affermano Gesmundo e Catucci - sta iniziando un percorso di isolamento, ma sostenuta dai lavoratori e dai cittadini, va avanti nella strenua convinzione di non dover tradire mai i principi su cui si fonda". Pur non scioperando, hanno partecipato alla protesta di ieri anche i vigili del fuoco impegnati nella vertenza sul rinnovo contrattuale. In piazza anche i forestali: la maggior parte in Puglia lavora con contratti precari, anche se in molti casi hanno ormai acquisito una lunga anzianità di servizio nell´ambito delle campagne antincendio annualmente rinnovate dalla Regione Puglia. Fra le manifestazioni in corso ieri a Bari anche un´assemblea dei genitori al Circolo "Re David" di via Caldarola, indetta dai cosiddetti "docenti mobilitati", un gruppo di insegnanti, precari e non, di Bari e provincia impegnati nella mobilitazione contro le politiche del governo su scuola e pubblico impiego. Lo sciopero di ieri è il terzo dopo quelli interregionali del 3 e 7 novembre, e precede quello nazionale del 12 dicembre. (il. fi.)

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green, star in germania al debutto sotto la mole (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

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Pagina XXII - Torino Rock Hip hop Green, star in Germania al debutto sotto la Mole Ecco gli Assalti Frontali il rap contro la Gelmini

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cento donne pronte a candidarsi con di pietro "vogliamo fare politica, ma non come la carfagna" - concetto vecchio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

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Pagina 13 - Interni Il leader dell´Idv si era detto disponibile ad esaminare candidate per le europee. Hanno risposto in molte, dai 23 ai 63 anni Cento donne pronte a candidarsi con Di Pietro "Vogliamo fare politica, ma non come la Carfagna" C´è chi lo fa perché è stufa di Berlusconi e chi pensa che servono persone concrete CONCETTO VECCHIO ROMA - Si sono fatte vive vecchie conoscenze: «Nel ´92, all´epoca di Mani Pulite, ci presentò un giudice, ricordi? Non ho mai tentato la via della Carfagna, né ho mai frequentato le segreterie dei partiti, ma la tua proposta m´interessa. Continua così!», scrive da Torino un avvocato di 41 anni. Una ricercatrice di 36 anni, senese, ma emigrata in un´università spagnola, ha scritto questa mail: «Sono stufa di dovere fornire spiegazioni sul perché in Italia siamo governati da Berlusconi. Voglio impegnarmi in prima persona». Un´infermiera, 37 anni, di Ancona, lo farebbe per i figli: «Tante volte ho sentito fare appelli affinché i giovani e le donne entrino in politica, ma nessuno ha mai creato veramente le condizioni. Intendo spendermi perché i miei ragazzi non mi rimproverino di non avere fatto nulla per migliorare il loro paese». Antonio Di Pietro cerca candidate donne per le elezioni europee. Basta mandare il curriculum al suo sito. Aspirante estetista, 23 anni, da Padova: «Da anni mi sento dire che le mie idee sono solo parole al vento, ma per una volta il vento ha girato dalla parte giusta». Insegnante, da Vicenza: «Penso che la politica abbia bisogno di persone concrete, che sappiano quanto costa un chilo di pane». Una signora è incredula perché il leader ha risposto alla sua mail: «Ma che onore!» Impiegata 33enne, di Caserta: «Spero che la sua non sia una provocazione, attendo fiduciosa una risposta». Il 17 settembre, in un´intervista al settimanale Gioia, Di Pietro aveva lanciato l´appello, per smentire una presunta misoginia: «Siamo un partito nuovo, mandatemi i vostri curriculum». La notizia fu ripresa dai media. A ieri di missive ne sono arrivate 95. La più giovane è l´estetista veneta, la più anziana una docente laziale di 63 anni. Tutte hanno allegato la foto, peraltro non richiesta. Età media: 40 anni. Il 95 per cento è laureato. Larga prevalenza di candidate dal Centro Nord. Nessuna ha fatto politica attiva. Dichiarano di avere un lavoro soddisfacente, e di non mirare al seggio per ripiego. «O almeno così dicono» premette con prudenza la senatrice Patrizia Bugnano, delegata alla selezione del personale. Ha esaminato una trentina di curricula, suggerendo alle signore di darsi intanto da fare nelle sezioni locali. Almeno un po´ di gavetta bisogna farla. Un avvocato, specializzato in diritto internazionale, è giunto dalla Svizzera per sostenere il colloquio. Una docente di diritto e finanze in un istituto tecnico ci tiene ad avere Di Pietro nel suo circolo culturale per parlare di immunità parlamentare. Un´altra insegnante vuol fare politica perché indignata dalla Gelmini: «Come professoressa potrei fare la mia parte, ho girato molte scuole d´Europa e so come funzionano». Impiegata di un ente pubblico, napoletana, 45 anni: «Non ho mai osato scrivere a un politico, ma con lei ho vinto ogni titubanza. Figlia di quel territorio martoriato che si chiama Sud, e confidando in una residuale forma di idealismo, allego fiduciosa il mio curriculum». Di Pietro cerchia in rosso i più interessanti. C´è molto da fare: l´Italia è fanalino di coda nella classifica sulle presenze femminili al parlamento europeo: 19,2 per cento. Prime le svedesi: 57,9 per cento. Nel parlamento italiano le donne rappresentano il 17 per cento. Peggio di noi solo i consessi di Francia e Grecia.

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la crociata simbolica - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 29 - Commenti LA CROCIATA SIMBOLICA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Per chiudere in bellezza, il partito di Bossi e Maroni ha proposto uno stop dell´immigrazione in Italia fino al 2011, motivandolo come rimedio alla crisi che falcidia posti di lavoro. Ma già da settimane i leghisti si prodigano allo scopo di rendere impervio e costoso l´ottenimento del permesso di soggiorno per gli stranieri, con punteggi e tasse supplementari. Riguardo agli immigrati che si trovino sprovvisti di tale permesso (tutti accomunati dalla qualifica di "clandestini"), chiedono sia impedito loro il ricorso gratuito all´assistenza sanitaria senza previa denuncia da parte del medico e più in generale sollecitano varie modalità di schedatura, autorizzando gli enti locali a convenzionarsi con associazioni volontarie di cittadini (le cosiddette ronde). Non manca infine la proposta di istituire presso il Viminale un registro dei senza fissa dimora, che richiama nella sua ispirazione quelli vigenti nell´Europa seicentesca: quando i poveri riconosciuti come nativi del territorio venivano destinati ai riformatorii e ai lavori forzati, mentre i vagabondi forestieri erano passibili di cacciata o di morte. Gli alleati del Popolo delle Libertà fronteggiano malvolentieri l´accanimento leghista che richiama sul governo frequenti proteste della Chiesa e della stampa internazionale. Il ministro Gelmini ha già escluso l´ipotesi di classi separate per bambini stranieri, nonostante il voto favorevole della Camera, e Alleanza Nazionale preannuncia il no alle ronde convenzionate. Lo stesso Gianfranco Fini sostiene la necessità di una nuova legge sull´immigrazione per disinnescare la guerriglia degli emendamenti-bandiera. Forte e chiaro è giunto il messaggio del presidente Napolitano che chiede "apertura e apprezzamento verso gli stranieri", tanto più che il Vaticano lo ha subito appoggiato. Così la Lega dovrà subire il già previsto decreto flussi (170 mila ingressi autorizzati). Ma siccome il centrodestra ha vinto le elezioni cavalcando il binomio immigrati-insicurezza, ora tirarsi indietro diventa complicato. Il governo si ritrova ostaggio delle aspettative che ha suscitato. Tanto più dopo un semestre in cui ha accresciuto i suoi consensi perseguendo lo scontro ideologico, tramite annunci fortemente simbolici. Già si è verificato illegittimo l´arresto in flagrante per "reato di clandestinità", ridimensionato a improbabile multa da 5 a 10 mila euro. Stessa sorte è toccata alla raccolta delle impronte digitali dei bambini rom, il che non ha impedito al ministro Maroni di silurare il prefetto di Roma, Carlo Mosca, colpevole di averne evidenziato subito l´inaccettabilità, come poi si è incaricata di certificare l´Unione Europea. Se alla fine quasi nessun bambino è stato sottoposto a quella procedura, invocata come obbligatoria da Maroni, lo dobbiamo alla saggia resistenza di funzionari dello Stato a lui sottoposti, meritevoli di gratitudine da tutta la comunità nazionale. Nonostante questi e altri incidenti di percorso il ministro degli Interni sfugge a una verifica di credibilità, ma ciò si deve solo all´accondiscendenza dei mass media. «Entro la fine dell´anno risolveremo la questione dei campi nomadi abusivi», prometteva Maroni il maggio scorso. Chi non ricorda i Commissari prefettizi nominati per fronteggiare l´"emergenza nomadi", con tanto di censimento da portare a termine entro la metà di ottobre per conoscere le cifre dell´"invasione"? In effetti, un po´ alla chetichella, mercoledì 22 ottobre il ministro ne ha diramato i risultati. Strano che non siano finiti in prima pagina. Perché dopo un anno di farneticazioni sui centomila zingari affluiti dalla Romania, si è reso noto che nei campi di Roma, Milano e Napoli sono stati schedati in tutto 12 mila nomadi, senza peraltro precisare quanti di loro abbiano la cittadinanza italiana. Nessuno chiederà conto a Gianni Alemanno della sua promessa di espellere ventimila rom da Roma: ne hanno contati seimila. Mentre Letizia Moratti lamentava che "a Milano diecimila nomadi sono troppi", e per non esserle da meno il presidente della Provincia, Filippo Penati, sparava addirittura la cifra di 23 mila. Ebbene, l´insopportabile emergenza è stata quantificata nel milanese in tremila persone, nomi e cifra già ben nota ai vigili urbani. Lo stesso a Napoli. Per giustificare a posteriori il can can, Maroni ha favoleggiato di un esodo volontario di altri 12 mila rom nel corso dell´estate verso la Spagna. Migrazione spettacolare senza tracce, su cui ha avuto il buon gusto di soprassedere. Non parliamo poi della campagna governativa contro i cosiddetti "clandestini". A prendere sul serio la conclamata decisione di allontanare in tempi brevi dal territorio italiano gli immigrati privi del diritto di risiedervi, la discrepanza delle cifre s´innalza all´inverosimile. Nel 2008 i disperati dell´Africa hanno raddoppiato gli sbarchi sulle nostre coste. Contestualmente, l´incremento delle espulsioni è stato del 15%, finora meno di cinquemila. Com´era inevitabile, si tratta di una percentuale irrisoria sul totale degli stranieri senza documenti validi. Basti calcolare che nel dicembre 2007 sono stati più di 740 mila gli immigrati già con lavoro e domicilio che hanno fatto richiesta di moratoria. I demagoghi che promettono la "cacciata dei clandestini" (magari "a calci nel sedere") sanno benissimo che gli irregolari nella loro stragrande maggioranza resteranno in Italia, e che anzi un loro ipotetico espatrio procurerebbe seri guai alle famiglie e all´economia nazionale. Ma finché possono, confidano che nessuno gliene chieda conto. Per ora basta l´annuncio. Si spiega così, come crociata simbolica, la campagna di emendamenti leghisti al ddl sulla sicurezza. Gonfiare le cifre, drammatizzare l´emergenza stranieri, trasmettere un messaggio di ostilità nei confronti degli immigrati che pretendessero il riconoscimento di diritti in proporzione al contributo da essi recato alla ricchezza nazionale. Sapremo fra pochi giorni se Berlusconi intende porre un freno a questa dinamica che il Pdl sta già pagando sotto forma di emorragia elettorale in favore della Lega, come di recente è avvenuto in Trentino Alto Adige. O se invece ingaggerà la rincorsa sul medesimo terreno. Per il momento il Carroccio dissemina petardi, e poco gli importa se le sue provocazioni non si tramuteranno quasi mai in norme effettivamente applicate. Può infatti avere comunque successo il disegno di esasperare una contrapposizione fra gli italiani appartenenti alle fasce più deboli della società, i primi a sentire i morsi della recessione, e gli stranieri additati come concorrenza sleale. Questi ultimi sono ormai più di quattro milioni e sono destinati ad aumentare di numero. Si vuole sottometterli al rango di ospiti necessari ma indesiderati. Verrà il giorno delle aspettative deluse, con tutti i rischi che ciò comporterà in un paese avvelenato dalla regressione culturale e diseducato alla fatica della convivenza. Speriamo non sia troppo tardi.

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I DUE MINISTRI PIU' OSTEGGIATI (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-11-15 num: - pag: 1 autore: di ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE BRUNETTA, GELMINI E IL PD I DUE MINISTRI PIU' OSTEGGIATI C ampagne di stampa contro Renato Brunetta, continue manifestazioni contro Mariastella Gelmini. Domandarsi perché Brunetta e Gelmini siano osteggiati dalla sinistra italiana più di qualunque altro membro del governo (ministri leghisti inclusi) significa interrogarsi sulla natura della suddetta sinistra, sul suo insediamento sociale, sulle domande dei ceti che ad essa fanno riferimento. E significa chiedersi quali residue chance siano rimaste a quel progetto di «forza politica riformista » da cui nacque il Partito democratico. I due ministri, fra mille difficoltà, stanno tentando di incidere due bubboni malati (pubblica amministrazione, istruzione) della nostra vita pubblica. Sono ambiti disastrati, soffocati da una ragnatela di rendite, piccoli privilegi, cattive abitudini, sprechi, inefficienze. E' più facile fallire che avere successo se si tenta di intervenire in questi settori ed è probabile che anche i tentativi di Brunetta e Gelmini alla fine falliscano. I due ministri, come chiunque altro, possono anche commettere errori ma stanno per lo meno tentando di fare qualcosa. Poiché fare l'opposizione a un governo non significa affatto picchiare duro su qualunque ministro, anche su quelli che un po' di «riformismo» tentano di praticarlo, non dovrebbe un'opposizione riformista cercare, proprio con quei due ministri, punti di incontro? Così formulata, la domanda è naturalmente ingenua. La ragione per cui Brunetta e Gelmini sono oggi le bestie nere della sinistra è che essi stanno operando nel suo «territorio di caccia», nel cuore stesso della sua constituency elettorale: impiego pubblico e scuola. I dati sulla geografia sociale del voto sono inequivocabili: insieme ai pensionati, i dipendenti pubblici (in generale) e gli insegnanti rappresentano una parte preponderante del bacino elettorale della sinistra, del Partito democratico in primo luogo. Purtroppo per il Partito democratico e le sue aspirazioni riformiste, molti appartenenti a questi ceti (anche se non tutti) non chiedono riforme modernizzatrici ma una difesa dello status quo. Ad esempio, dietro alla radicalizzazione della Cgil ci sono di certo molte cause. Ma penso che l'attivismo dei ministri Brunetta e Gelmini abbia qualcosa a che fare con quel processo. Stando così le cose, il Partito democratico è oggi in trappola. Da un lato, come qualunque altro partito, deve tener conto delle domande dei propri elettori. Tanto più che anche su pubblica amministrazione e scuola subisce il lavorio ai fianchi di Di Pietro e di una sinistra massimalista che spera di rientrare in gara nelle elezioni europee. Dall'altro lato, se si appiattisce su quelle domande, finisce per togliere ogni residua credibilità alla piattaforma modernizzatrice con cui si presentò alle elezioni. In queste situazioni solo la leadership può fare la differenza, smarcandosi dal fronte conservatore, proponendo nuove mete, mettendo in campo — anche su pubblica ammini-strazione, scuola, università — progetti seri, al di là degli slogan e della propaganda. Con il fine, in prospettiva, di conquistare nuovi territori di caccia, di agganciare elettori interessati alla modernizzazione del Paese. Nel caso di Veltroni, in fondo, si tratterebbe di rileggere i propri discorsi dal Lingotto in poi e di proporre al Partito democratico di agire di conseguenza. Anche a costo di ridisegnare le proprie alleanze sindacali.

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Studenti, corteo a Roma Assedio a Montecitorio (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Studenti, corteo a Roma Assedio a Montecitorio «Siamo 200 mila». Berlusconi: spiegherò la riforma in tv Manifestazione senza tensioni nel giorno dello sciopero dell'università Il premier: esito inferiore alle attese ROMA — Montecitorio, Palazzo Madama, i luoghi fisici del potere: lì volevano arrivare e lì alla fine sono arrivati, col consenso della Digos che così ha evitato incidenti. Assedio sonoro ai palazzi della politica. Fischi e cori: «C'è qualcosa che puoi tagliare, il tuo stipendio da parlamentare...». Studenti medi, universitari, precari, ricercatori, docenti, allievi di conservatori e accademie per dire «no», ieri, alla legge 133, ai tagli di personale e risorse. Tre cortei in uno (e traffico romano in tilt), in contemporanea con la manifestazione — il quarto corteo, da Bocca della Verità a piazza Navona — di Cgil e Uil. «Siamo 500 mila», dicevano quelli dell'Uds (studenti medi di sinistra). «Siamo 200 mila », correggevano gli universitari (Udu), più realistici. «Trentamila in tutto», la cifra fornita invece dalla Questura. «L'esito è inferiore alle attese» per il premier Berlusconi che annuncia: «Andrò in tv a spiegare la riforma». Comunque sia, manifestazione partecipata e pacifica: ragazzi arrivati da tutt'Italia (Milano, Torino, Bologna, Venezia, Padova, Trento, Trieste, Livorno, Pisa, Napoli, Perugia, Genova, Cagliari, Cosenza), sventolando a centinaia buste di plastica azzurra per rappresentare il nuovo movimento, quello che chiamano «l'Onda». Stavolta, però, controlli rigidissimi delle forze dell'ordine: perquisiti tutti i furgoni circolanti in zona (dopo che in piazza Navona, il 29 ottobre scorso, passarono indenni i bastoni sul camioncino del «Blocco Studentesco»). «Comprendo le loro preoccupazioni, le loro paure, il problema di trovare un posto di lavoro, ma sono convinta che sia indispensabile voltare pagina e cambiare nella scuola e nell'università proprio per dare a questi ragazzi un futuro», ha detto ieri sera al Tg5 il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Quanto alla carenza di risorse degli atenei, la Gelmini ha assicurato che «le risorse esistono oggi come esisteranno nel 2010. Occorre però imparare a spenderle meglio. Ci sono 5.500 corsi e 170 mila insegnamenti: la metà è inutile. Si può utilizzare meglio il denaro pubblico. Ed è doveroso farlo, viste le difficoltà delle famiglie italiane». Il ministro ha quindi ribadito che il governo non ha intenzione di licenziare nessuno e che «le porte del ministero sono sempre aperte per chi ha idee, proposte costruttive e buona volontà». «Ma non sarò mai — ha concluso — dalla parte di chi difende privilegi e status quo». Eppure «l'Onda» non si fida e continua la lotta ormai da oltre un mese. Davanti a Montecitorio, spogliarello degli studenti di Agraria («Ci vogliono in mutande»), mentre i futuri medici romani della Sapienza sfilavano in camice con cartelli amari («Medicina fuori dal coma » oppure «Anche l'operaio vuole il figlio dottore»). Alla fine del sit-in davanti Palazzo Madama, qualcuno ha lasciato anche una bara simbolica di cartone, a futura memoria. Oggi e domani, a «La Sapienza», le delegazioni degli studenti di tutt'Italia prepareranno il «manifesto per l'autoriforma». Lo presenteranno al governo la prossima settimana. Fabrizio Caccia Alessandro Capponi GUARDA le foto dei cortei su www.corriere.it

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La Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 8 categoria: BREVI La Gelmini Il ministro: comprendo le loro paure ma è indispensabile cambiare. Bene le idee ma non sarò mai con chi difende privilegi

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Epifani, affondo anti Cisl <Chi non c'è sbaglia> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il sindacato Restano le tensioni. Veltroni mediatore Epifani, affondo anti Cisl «Chi non c'è sbaglia» Il leader cgil dopo la spaccatura: perseverare è diabolico ROMA — Nel giorno del corteo romano gioca nuovamente d'attacco: «Chi non c'è sbaglia». Lo dice e lo ridice con convinzione il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, mentre sfilano gli studenti contro Mariastella Gelmini. E ovviamente ce l'ha con la Cisl, assente alla manifestazione contro le politiche dell'istruzione del governo Berlusconi: «Ogni volta che provano a isolarci gli va male. Però persistono. E perseverare è diabolico». Ma la divisione sindacale si aggrava, con la Cgil che annuncia nuove iniziative autonome rispetto alle altre sigle dei lavoratori. Oggi ad esempio darà vita ad una nuova manifestazione, sempre a Roma, e ad un nuovo sciopero, quello del commercio, ad opera della Filcams- Cgil. Sciopero al quale non parteciperà la Cisl di Raffaele Bonanni, sempre più critico nei confronti di Epifani: «Il problema è che Guglielmo soffre di sindrome tolemaica. Pensa di essere l'ombelico del mondo, ma si scordi che noi della Cisl facciamo la sua corte: qui non troverà suoi cortigiani». Accuse al leader della Cgil, che arrivano anche dal segretario della Uil, Luigi Ange-letti: «La scelta di indire da solo lo sciopero generale del 12 dicembre è sciagurata in sé: provocherà un indebolimento del sindacato e farà salire la popolarità del governo». Ma la divisione sindacale interpella direttamente anche il maggior partito d'opposizione e cioè il Pd. Walter Veltroni non si rassegna alla battaglia in corso tra le diverse sigle, anche perché sa benissimo che indebolisce tutto il centrosinistra. E così lancia, per il 27 e 28 novembre, una conferenza sul welfare per «elaborare soluzioni alle grandi questioni del Paese» e, soprattutto, per «trovare la convergenza e l'apporto delle parti sociali, in particolare dei sindacati, che sono strumenti fondamentali della rappresentanza sociale». In altre parole sta tentando e tenterà una mediazione. Nel frattempo addossa al governo la colpa del conflitto in atto: «Cerca di dividere le parti sociali e ciò è del tutto contrario all'interesse del Paese». La stessa denuncia è fatta propria dal collega di partito Pierluigi Bersani: «è ora che il governo si dia una mossa». E affronti la crisi con tutte le parti sociali. Mentre a rivolgersi direttamente alla Cgil, con un pressante invito, è il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: «Il tavolo è ancora aperto, al di là delle polemiche e degli incontri. Noi stiamo procedendo sulla richiesta che ha fatto lo stesso Epifani, cioè di aprire anche alle altre associazioni di categoria. Auspichiamo quindi che voglia unirsi a questo tavolo e fare la riforma dei contratti che serve ai lavoratori e alle imprese». E ancora: «In un momento così difficile tutto occorre fare tranne che dividersi, fare conflitti. Dobbiamo unire le forze per dare una risposta seria a cittadini, lavoratori e imprese». R. Zuc.

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Da Roma a Milano (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-11-15 num: - pag: 9 categoria: BREVI Da Roma a Milano A sinistra, il corteo degli studenti fermo davanti a Montecitorio: da tutta Italia sono arrivati ieri a Roma per protestare contro la riforma della scuola firmata dal ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini e i tagli all'Università previsti in Finanziaria. Nella foto qui sopra, il presidio dei ragazzi in piazza Duomo a Milano (Foto Morelli/Emblema ed Emmevi)

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L'Onda paralizza la città per 9 ore (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-11-15 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La protesta anti-Gelmini arriva sotto Montecitorio. Manifestazione senza tensioni, niente zona rossa L'Onda paralizza la città per 9 ore Occupazioni: inquisiti sedici studenti, è bufera in quattro licei Sono quattro le scuole che hanno denunciato le occupazioni alla procura, che ha iscritto 16 studenti nel registro degli indagati. «Noi siamo l'Onda che vi travolge», gridavano anche ieri mattina gli studenti, in corteo per le strade del Centro contro la riforma Gelmini. è questo lo slogan più in voga da più di un mese. Ma soprattutto, quando passa l'Onda, il problema vero è che il traffico impazzisce: via Cavour, via del Tritone, piazza Venezia, viale Trastevere. Bus deviati, imbottigliati, intrappolati, limitate pure le corse del tram 8, passeggeri stretti, a rischio soffocamento. Alle 13.41, ecco l'ingresso nella piazza della politica. Il coro di debutto è un chiarissimo «andate a lavorare». Di parlamentari in giro, neanche uno. E però, da lì al tardo pomeriggio, quella piazza non si svuoterà mai: chi va via lascia il posto a chi arriva. Slogan e striscioni sono sarcastici: «Siete voi, siete voi, la vergogna dell'Italia siete voi». ALLE PAGINE 2 e 3 Alessandro Capponi e Simona De Santis Onda su Onda Gli studenti in piazza dei Cinquecento. In alto a destra, via del Corso. Sotto, via del Plebiscito ( foto JPeg)

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L'assedio dell'Onda Ironia, cori e striscioni (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-15 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'assedio dell'Onda Ironia, cori e striscioni «Né rossi né neri, liberi pensieri», «Prendiamoci il Palazzo» Corteo senza grandi tensioni, niente cordoni né zona rossa Questi ragazzi non vogliono padrini, cantano al Palazzo: «Siete voi, siete voi, la vergogna dell'Italia siete voi» C'è una trattativa neanche troppo segreta, tra polizia e manifestanti, che dura due giorni: da giovedì, l'accordo si chiude in prima mattina, ed è in quel momento che si capisce che non ci saranno scontri, violenze, battaglie. Piazza Montecitorio è l'obiettivo per gli studenti, ma lungo la strada non ci sono «zone rosse», neanche cordoni della polizia. Via di Torre Argentina, dietro Feltrinelli, è il vicolo scelto - e concordato per deviare il corteo e portarlo a Montecitorio: sono le 13,29 quando gli universitari entrano lì, seguiti da fotografi e giornalisti, ma né attesi né seguiti dalle divise. Alle 13,41, ecco l'ingresso nella piazza della politica. Il coro di debutto è un chiarissimo «andate a lavorare». Di parlamentari in giro, neanche uno. E però, da lì al tardo pomeriggio, quella piazza non si svuoterà mai: chi va via lascia il posto a chi arriva. Slogan e striscioni sono sarcastici, taglienti, solo raramente volgari. Questi ragazzi non vogliono padroni né padrini, cantano tutti assieme rivolti al Palazzo: «Siete voi, siete voi, la vergogna dell'Italia siete voi». Tre cortei in città, ma è quello che arriva dalla Sapienza - con gli universitari di tutto il Paese e gli studenti liceali - a puntare al bersaglio grande, la politica. Ci riescono e, una volta sul posto, lasciano libera l'ironia. Sugli stendardi: «Berlusconi, i tuoi capelli li devi alla ricerca». Nelle parole dei cori: «Occupiamo Montecitorio». Ridono e scherzano, ragazzi e ragazze si fanno fotografare, si fanno seri quando cantano: «Siete tutti pregiudicati», o «Fuori i mafiosi dal Parlamento », o ancora «Meno drogati più laureati». C'è anche Flavia D'Angeli, che per Sinistra Critica si candidò alla presidenza del Consiglio: «Attenzione a dire che questo movimento è apolitico, perché non lo è, è autopolitico. Questi sono ragazzi che sanno cosa vogliono e vanno dritti, non si lasciano strumentalizzare, ma portano a casa risultati: hanno determinato un calo di consenso nel governo e presto otterranno altro». Con la civiltà dimiostrata oggi. Urlano in migliaia: « Università- pubblica/università- pubblica », invitano il governo ad andare «tutti a casa alè, tutti a casa alè», ironizzano verso il Parlamento con uno slogan semplice semplice: «Scemi, scemi, scemi», issano cartelli nei quali il ministro Gelmini sostiene che «la ricerca è vacuità». Hanno tra i sedici e i ventisei anni, forse qualcosa in più: ma è questa la loro idea della politica italiana. «Non ci rappresenta nessuno/non ci rappresenta nessuno». E «Siete bravi solo a rubare». E ancora: «Tutti a casa alè, tutti a casa alè». E sì che gli scontri erano previsti, temuti, soprattutto dopo la sentenza della Diaz. Invece, la lezione la fanno gli studenti. Anche a chi vuole catalogarli, etichettarli, politicizzarli. Uno stendardo parla chiarissimo: «Fuori i baroni, rossi o neri o a pallini». O uno striscione: «Né rossi né neri ma liberi pensieri». E, sorridendo, i manifestanti propongono di «occupare Montecitorio», precisando più volte che «siamo tutti abbronzati, siamo tutti abbronzati ». Roma Tre arriva nella piazza dopo un corteo lunghissimo, con lo striscione «Roma 3ma, l'onda sale: verso lo sciopero generale». Si vedrà, per ora c'è questa giornata cominciata di buon mattino. Raduno sotto la statua di Minerva. Ognuno con i propri striscioni, per poi partire in corteo. E la città universitaria è letteralmente invasa. Giovedì notte, fino alle prime luci dell'alba, è stato un continuo viavai di cori e mini-cortei delle delegazioni arrivate nel primo ateneo capitolino con qualsiasi mezzo: macchina, bus, treno. «Chi aspetta la bassa marea sarà sommerso per primo», è la scritta che gli studenti di Ingegneria calano dalla balconata di San Pietro in Vincoli. L'Onda romana preparava la grande mareggiata da giorni: assemblee, riunioni interateneo, tamtam multimediale. L'hanno studiata e la volevano così, pacifica e senza disordini. Ma visto che di «Onda anomala» si tratta, il deflusso è stato imprevedibile. Da via Labicana a viale Manzoni, cambio di rotta verso via di Porta Maggiore, per bloccare il traffico in direzione tangenziale est. Il ritorno alla Sapienza aveva il sapore di un traguardo raggiunto «che però è solo l'inizio», dice al megafono Francesco Raparelli, dottorando in Filosofia. Alessandro Capponi Simona De Santis \\ Silvia Di Possio Questi scudi in gommapiuma sono simbolici, ci difende la cultura \\ Lorenzo Palmisano è la migliore dimostrazione di intelligenza che l'Onda potesse dare \\ Antonio Mocerino E ora speriamo che l'assemblea che si terrà nel weekend porti buoni frutti

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Occupazioni, sedici studenti indagati (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-15 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE I disagi La manifestazione ha bloccato il centro storico per quasi nove ore, automobilisti infuriati in tutta la città Occupazioni, sedici studenti indagati Oltre al Giulio Cesare, inchiesta anche su Azzarita, Kennedy e Artusi Invasione di edifici, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento i reati contestati dalla procura «Noi siamo l'Onda che vi travolge», gridavano anche ieri mattina gli studenti, in corteo per le strade del Centro contro la riforma Gelmini. è questo lo slogan più in voga da più di un mese. Proprio vero. Peccato che l'onda, al suo passaggio, provochi anche qualche danno e parecchi disagi ai cittadini. Sono quattro le scuole che hanno denunciato le occupazioni alla procura, che ha iscritto 16 studenti nel registro degli indagati. Ma soprattutto, quando passa l'Onda, il problema vero è che il traffico impazzisce: via Cavour, via del Tritone, piazza Venezia, viale Trastevere. Bus deviati, imbottigliati, intrappolati, limitate pure le corse del tram 8, passeggeri stretti, a rischio soffocamento. E automobilisti imbufaliti sui lungotevere bloccati al passaggio degli studenti. Dalle 8 del mattino alle cinque della sera, nove ore d'inferno per chi ieri era in macchina, aveva un appuntamento, andava al lavoro. Itinerari coperti di solito in venti minuti (da Monte Mario al Centro, tanto per fare un esempio) son diventati un'odissea lunga quasi due ore. E anche dopo, quando l'Onda aveva ormai lasciato piazza Montecitorio, gli studenti - di ritorno alla Sapienza - hanno continuato a bloccare il traffico, passando in migliaia per via Labicana, Porta Maggiore e via Tiburtina. All'altezza dello Scalo San Lorenzo per qualche minuto hanno paralizzato anche la Tangenziale est, al grido di «blocchiamo la città». Poi per fortuna, il buon senso ha prevalso e l'ingorgo si è sciolto. «Siamo convinti che il sindaco Alemanno saprà ascoltare il grido d'aiuto dei romani attanagliati nella morsa delle manifestazioni e dei cortei ha dichiarato, a un certo punto della giornata, l'ex democristiano Mario Baccini, oggi presidente della Federazione dei cristiano-popolari - Ci auguriamo che il sindaco saprà sgomberare la città e riportare alla normalità la viabilità e la pazienza dei romani. Queste continue manifestazioni congestionano la capitale, è un mese che a Roma ogni giorno c'è una manifestazione diversa e la pazienza dei cittadini costretti a fare lo slalom tra i manifestanti per potersi muovere per la città si sta esaurendo. Speriamo che ameno il sindaco prenda provvedimenti per quietare gli animi dei romani...». In effetti, il sindaco Alemanno già due settimane fa aveva scritto al prefetto Carlo Mosca per chiedere l'apertura di un tavolo tecnico insieme con forze politiche e sindacati per «elaborare nuove linee guida per lo svolgimento delle manifestazioni ». Ma ora il prefetto Mosca è stato rimosso e bisognerà almeno attendere l'insediamento del suo successore, Giuseppe Pecoraro, previsto dal primo dicembre. Intanto, le occupazioni hanno preso una piega giudiziaria. Dopo il liceo classico Giulio Cesare, altre tre scuole si sono rivolte alla procura della Repubblica: due licei scientifici, l'Azzarita e il John Fitzgerald Kennedy, e un istituto alberghiero, il Pellegrino Artusi. Le denunce sono state affidate al pm Andrea De Gasperis, che ha aperto un'inchiesta per invasione di edifici, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento. Ma mentre dal Giulio Cesare e dall'Azzarita i presidi hanno inviato segnalazioni generiche, negli altri due istituti i dirigenti hanno indicato alla magistratura i nomi di alcuni studenti che hanno partecipato alle occupazioni: così 11 alunni del Kennedy e 5 dell'Artusi sono stati iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di un atto dovuto, precisano a piazzale Clodio, che non esclude la possibilità che l'inchiesta venga archiviata. Se invece l'indagine proseguirà, bisognerà accertare le singole «colpe»: chi ha interrotto le lezioni? chi ha spaccato un vetro? in quale giorno? a quale ora? Un compito non facile da cui, probabilmente, l'onda non sarà travolta. Fabrizio Caccia Lavinia Di Gianvito Frammenti di lotta e di governo Qui sopra e a sinistra, immagini del corteo. A destra, Alemanno \\ Sindaco, pensaci tu Molti gli appelli ad Alemanno perché intervenga per ridurre il numero dei cortei

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<Area identitaria>: sit-in e slogan pro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-11-15 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Viale Trastevere «Area identitaria»: sit-in e slogan pro Gelmini Al grido di «Daje Gelmini» e «Rovesciamo il '68» 300 studenti di destra, con un tir imbandierato, hanno bloccato ieri viale Trastevere davanti al ministero dell'Istruzione. Fra i gruppi presenti anche l'Area identitaria romana di Giuliano Castellino

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TEMPO PIENO, TROPPI SILENZI SU UN'ALTRA SCONFITTA DI MILANO (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi TEMPO PIENO, TROPPI SILENZI SU UN'ALTRA SCONFITTA DI MILANO Caro Schiavi, ridurre il tempo della scuola significa togliere ai bambini ed alle bambine spazi di riflessione, di pratica, di rielaborazione personale. Ogni bambino ha diversi tempi e stili di apprendimento: chi ha bisogno di imparare in modo lento, chi è insicuro nel fare, chi va costantemente stimolato, chi ha bisogno di essere rassicurato, chi è intuitivo, ecc. Per seguire tutti i bambini di una classe ci vuole tempo e il ministro sta togliendo a noi insegnanti tempo per insegnare e ai bambini e alle bambine tempo per imparare. Stefania Bussini Come capisco la signora Cinzia Micoli. In veste d'insegnante aggiungo al suo appello anche alcuni miei interrogativi per la ministra Gelmini. Siamo davvero sicuri che con questa riforma si salvaguardino le nobili finalità educative di una scuola che dovrebbe mirare alla formazione di una Persona, con la P maiuscola? La scuola post- tagli saprà garantire alle giovani generazioni, imbevute di cultura di massa, intelligenze multiple e modalità interpretative diversificate, così da far fronte alla globalizzazione culturale? Ed ancora, sarà garantita una scuola pubblica anticlassista che educhi alla solidarietà ed alla democrazia? Lo spero di cuore, come madre ed insegnante. Chi fa il nostro mestiere sa che quotidianamente noi entriamo a scuola per arricchirci della purezza degli sguardi dei bambini e non per quei quattro miseri soldi. Eleonora Prevarin La scuola elementare italiana è una conquista che dimostra il proprio valore attraverso la soddisfazione di tanti genitori e alunni che non sono più quelli che andavano anche bene con il maestro unico. Ora i bambini sono cambiati come è cambiata la società, hanno più stimoli, curiosità e intelligenza. Un ritorno al doposcuola sarebbe come istituzionalizzare un ghetto-parcheggio per bambini, privati delle attività di cui finora hanno usufruito quelli che li hanno preceduti. Una immane ingiustizia. Edvige Cambiaghi Sono una nonna che ha frequentato le scuole elementari nel primo Dopoguerra. Allora il doposcuola era frequentato solo dai bambini più poveri che si fermavano anche perché c'era la refezione scolastica che garantiva loro un pasto assicurato. Ricordo che da bambina si poteva socializzare e giocare nelle strade e nei cortili di casa. Oggi i bimbi non hanno più questi spazi: il tempo pieno è una conquista che va difesa sotto l aspetto educativo e sociale. Xenia Fanelli Spero di sbagliarmi quando mi viene da pensare che le strategie di risparmio di questo decreto non siano solo indirizzate al mondo della scuola ma strategicamente a buona parte del mondo femminile/materno che ad un certo punto potrebbe pensare «tanto vale starsene a casa». Un bel ritorno al passato, alla faccia dell'emancipazione e delle pari opportunità. Nazzarena Figliuzzi Cari lettori, scusate se questa rubrica è diventata monotematica: ma sono ormai centinaia le lettere di genitori e insegnanti in difesa del tempo pieno. Nessuno li ascoltava: né il sindaco, né il presidente della Regione, né quello della Provincia; nessuna istituzione ha detto una parola su questa ennesima sconfitta per Milano, che penalizza le famiglie che vivono e lavorano qui. Sul tempo pieno è finito ogni federalismo, nessuna Lega protesta, chi non ha un figlio a scuola tace, chi ha nostalgia della vecchia maestra approva. Eppure, questi civili genitori che non bloccano i treni, non fermano gli aerei, non fanno cortei, pongono una questione vera: chiedono di non tagliare un modello di scuola che funziona, di non fare di ogni erba un fascio. Il ministro Gelmini conosce la realtà milanese. I genitori si aspettano una risposta: si può salvare il salvabile? gschiavi@rcs.it

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Mamme, bimbi a scuola e il fascino delle lune cinesi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 15-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La città dei poeti di VIVIAN LAMARQUE Mamme, bimbi a scuola e il fascino delle lune cinesi Qui, sopra la mia testa, Giangiacomo Schiavi annaspa sommerso dalle mille mail che gli giungono da madri e insegnanti sul tema del tempo pieno. Mentre le famiglie sono in sacrosanto allarme, Mariastella Gelmini si stupisce, va ripetendo quieta che non c'è da preoccuparsi, il tempo pieno sarà addirittura potenziato. Ma finché non dimostrerà, numeri alla mano, come questo potrà accadere, impossibile tranquillizzarsi. Come promettere un attico dopo aver dato l'avviso di sfratto dal bilocale. Magari non fosse tolto quanto conquistato e anzi si potesse ottenere di più, per es. per tutti gli adolescenti in balìa di se stessi, dalle 14 in poi, in case vuote di familiari e zeppe di possibilità di cattivi incontri-chat proprio nell'età più delicata. Le parole «anzi sarà potenziato» alle mamme fanno quasi girare la testa, troppo per poterci credere: schiacciate dai mille problemi scaricati sulle loro spalle, quelli dei figli ma anche quelli dei genitori se anziani e dei nonni e bisnonni, (Mafalda: «mamma cosa faresti se tu potessi vivere?»), crollano la sera cullate dal bla bla della tv come di ninna-nanna, avvolte nella sua luce azzurrina come di luna. Ma il titolo di questa rubrica ci permette il sollievo di un volo, dalla finestra, da Largo Marinai d'Italia, al di sopra degli schiamazzi televisivi risuonano dalla Casa della Poesia i versi di Yang Lian, il grande poeta cinese candidato al Nobel : «… dicono che tu giocavi con la luna / prima di perderla…», dedicata a una bambina uccisa; a farcelo conoscere fu Scheiwiller (nel 2009 dieci anni che ci ha lasciati, carichi di suoi doni, Nobel Szymborska compresa) e ora è il poeta Tomaso Kemeny a portarcelo in persona e con nuovi versi da lui tradotti «chi dice che i morti sono morti / sono andati?»; fuori dalla Palazzina Liberty (ciao Dario Fo, ciao Giancarlo Majorino) che ha avuto con Yang Lian una delle serate più alte, l'ascoltano i maestosi alberi dei giardini, gli aceri, i carpini, i vecchi tigli, e l'ascoltano intorno al bel monumento di Somaini le ombre dei Marinai d'Italia caduti nella Seconda Guerra Mondiale. Intanto neppure gli spari dei telefilm hanno svegliato le belle sfinite addormentate davanti alla tv, il sonno lo perderanno poi nel tragitto dal divano al letto e là da sotto il cuscino usciranno tutti insieme minacciosi gli incubi delle rate, dei mutui, delle tasse, e domani chi va a prenderlo a scuola il bambino che la nonna ha la febbre?

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vigilanza rai è bufera su gasparri (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Prima Pagina La Gelmini rilancia: no al 18 politico Vigilanza Rai è bufera su Gasparri ROMA - Il capogruppo del Pdl al Senato Gasparri insulta Veltroni: «Sulla vicenda della vigilanza Rai è stato stupido, arrogante e incapace». Insorge l´opposizione: «Siamo alla barbarie, i presidenti delle Camere lo fermino». Il ministro dell´Istruzione Gelmini intanto annuncia: «Basta con l´ideologia del 6 e del 18 politico». ALLE PAGINE 12, 13 E 14

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"picchiati in strada da studenti di destra" la denuncia di un consigliere di municipio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XV - Roma Venerdì pomeriggio in piazzale degli Eroi. La polizia: solo insulti "Picchiati in strada da studenti di destra" la denuncia di un consigliere di municipio Misteriosa aggressione, venerdì alle 17 a piazzale degli Eroi. Secondo Giovanni Barbera, presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII e membro del comitato politico del Prc romano «un gruppo di estrema destra, dopo aver attraversato le strade dei quartieri Prati e Trionfale, da via Candia a piazzale degli Eroi, a bordo di un camion dal quale venivano diffusi slogan e canti inneggianti al fascismo, ha aggredito e malmenato un gruppo di giovani che pacificamente stazionava a piazzale degli Eroi». A quanto riferito dalla polizia, però, non ci sarebbe stata un´aggressione fisica ma uno scambio di insulti solo verbali tra gli universitari dell´Aria identitaria e di An che manifestavano il loro sostegno alla Gelmini e gli studenti di sinistra anti-ministro. Ad evitare lo scontro fisico gli agenti antisommossa che seguivano il corteo pro-governo verso il ministero della pubblica istruzione. E invece, secondo quanto riferito dal presidente del Consiglio del municipio XVII, le persone picchiate sarebbero cinque studenti che, al momento, non avrebbero sporto alcuna denuncia. «Chiedo alle autorità competenti - ha concluso Barbera - come sia possibile che, ultimamente, episodi simili si stiano ripetendo con una pericolosa frequenza. Non è più tollerabile che si permetta a queste sparute frange violente di offendere la coscienza democratica dei nostri cittadini».

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formigoni: niente tagli per le scuole lombarde (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Milano "Salve anche quelle con meno di 50 alunni". La Cgil: solo pubblicità Formigoni: niente tagli per le scuole lombarde Niente tagli per ora, nessuna scuola, per quanto piccola, chiuderà in Lombardia, ogni intervento è rinviato al prossimo anno. Lo ha assicurato ieri il presidente della Regione Roberto Formigoni, dichiarazione arrivata dopo il ripensamento del ministro dell´Istruzione Maria Stella Gelmini. E anche il tempo pieno verrà salvaguardato alle elementari. «Il tempo pieno - ha spiegato Formigoni - non sarà messo in discussione con il ritorno al maestro unico». Ma la Cgil lo contesta: «Dal governatore solo spot pubblicitari». FRANCO VANNI A PAGINA VII

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la regione: niente tagli alle scuole - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Milano La Regione: niente tagli alle scuole "Ogni intervento rinviato al prossimo anno, anche per le piccole" Scendono da 630 a 76 gli istituti a rischio chiusura Formigoni: "Tempo pieno garantito". La Cgil: "Dal governatore solo spot" FRANCO VANNI «Grazie a un accordo raggiunto con il governo, nessuna scuola chiuderà in Lombardia. Sappiamo che ci sono, seppur in minima percentuale, situazioni fuori norma su cui dobbiamo intervenire, ma abbiamo tempo fino a giugno 2009 per presentare una proposta al governo». Lo annuncia Roberto Formigoni, presidente della Regione. E rassicura i genitori dei bambini delle elementari: «Il tempo pieno non sarà messo in discussione con il ritorno al maestro unico». Ma per Corrado Barachetti, segretario regionale di Cgil scuola, «l´uscita di Formigoni è uno spot pubblicitario. Sul tempo pieno non sa quello che dice, e sulla chiusura delle scuole di montagna il ministero dell´Istruzione ha fatto marcia indietro spinto dalle proteste in tutta Italia». Il risultato non cambia: le 630 piccole scuole lombarde (240 in montagna) che per il decreto «taglia-scuole» sarebbero dovute sparire il prossimo anno non chiuderanno. Almeno, non subito. Il proclama di Formigoni segue il ripensamento del ministro Mariastella Gelmini, che settimana scorsa ha deciso di fare slittare di un anno la soppressione delle scuole con meno di 50 iscritti. Una decisione presa dopo che molte Regioni, non la Lombardia, avevano fatto ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto firmato il 7 ottobre. Risultato: i micro-istituti saranno soppressi a partire da settembre 2010. Altra novità: non saranno tutte le scuole con meno di 50 iscritti ad andarsene, ma solo quelle individuate dal ministero d´accordo con le Regioni e gli enti locali secondo il criterio di «utilità territoriale» previsto dalla legge Bassanini del 1998. L´assessore regionale all´Istruzione Gianni Rossoni, pronto alla trattativa con il ministero su cosa chiudere e cosa no, annuncia: «Abbiamo fatto un calcolo e le scuole che si potrebbero tagliare sono 76 su oltre 5mila istituti lombardi». Barachetti attacca: «Anche applicando il criterio della Bassanini, le scuole a rischio chiusura sono 88, non 76, e comunque è una grave perdita». Che la previsione più fosca sia stata scongiurata per Barachetti «è la conseguenza della lotta fatta da altre Regioni e da insegnanti e studenti. La Lombardia, che è stata a guardare, ora si prende meriti non suoi». Sempre ieri, Formigoni ha annunciato che lo Stato ha stanziato 135 milioni di euro per borse di studio universitarie in tutta Italia. Per le matricole non cambia nulla: le borse già esistevano. Solo che prima a pagare erano le Regioni. Poi, con il dietrofront della Gelmini si dimezzerebbe anche il numero di scuole destinate ad essere accorpate ad altre per avere meno di 500 iscritti: erano 60 e «ora sono diventate 25» sostiene Rossoni. E c´è la questione del tempo pieno. Quando dice che «non è affatto a rischio», Formigoni non intende dire che metterà dei soldi per garantire il servizio ma che «chi necessita del tempo pieno continuerà ad averlo». Ricordando che «in Lombardia ne fa richiesta il 40% delle famiglie, contro il 25 di media nazionale».

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università, si mobilita fisica "un manifesto per l'alternativa" - francesco mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XI - Genova Università, si mobilita Fisica "Un manifesto per l´alternativa" Controproposta alla Gelmini di studenti e prof Occupazione no ma fronte comune con altre facoltà e coinvolgimento di diversi atenei FRANCESCO MARI La protesta degli universitari si allarga. Da lunedì prossimo, per quattro giorni consecutivi, il dipartimento di Fisica proporrà una serie di iniziative di protesta e sensibilizzazione contro la politica dei tagli messa in atto dal governo. «Niente occupazione, ma una mobilitazione di 24 ore al giorno, che affianchi alle lezioni regolari anche la redazione di un manifesto di studenti e docenti e la proposta di una riforma alternativa a quella della Gelmini». Dondero, rappresentante degli studenti di Fisica, sembra molto soddisfatto mentre spiega di cosa si tratta. E´ passato più di un mese dall´inizio delle contestazioni contro i decreti Gelmini. Perché avete deciso di muovervi proprio adesso? «In effetti non abbiamo affatto iniziato a muoverci ora, però il movimento nella nostra facoltà è stato incanalato e gestito da noi rappresentanti e forse questo ci ha rallentati un po´ rispetto a chi, in altre facoltà, ha dato vita a coordinamenti spontanei. D´altro canto in questo modo abbiamo potuto organizzarci meglio, per esempio abbiamo già fissato due o più lezioni all´aperto a settimana fino a Natale. Adesso speriamo che si uniscano a noi in questa nuova forma di protesta anche altri dipartimenti». Cosa vi proponete di realizzare? «Abbiamo organizzato un´iniziativa che si distingua bene dalla classica occupazione. Non vogliamo che la gente pensi che Fisica è occupata, perché questo è un concetto associato alle idee di disordine e violenza. Invece affiancheremo le nostre attività alle regolari lezioni e al lavoro di ricerca. E proprio per sottolineare questa differenza, abbiamo deciso di chiamare l´iniziativa "Fisica 24 ore". Cosa significa? «Vogliamo innanzitutto scrivere un manifesto del movimento che sia condiviso almeno dagli studenti, dai ricercatori e dai docenti dell´intero polo scientifico. Inoltre vorremmo produrre una proposta alternativa di riforma da mandare al Ministero. Siamo anche in contatto con gli studenti di Fisica di Trieste, coi quali abbiamo organizzato una video-conferenza via Skype, in cui speriamo di coinvolgere anche i fisici di altre città». Siete in contatto col movimento studentesco delle facoltà di via Balbi? «Manteniamo i contatti grazie alle assemblee cittadine, e stiamo provando ad organizzare una collaborazione tra il nostro forum su internet e il blog di Giurisprudenza. Ci sentiamo filosoficamente vicini agli studenti che in questi giorni tengono occupata la Facoltà di Lettere, ma da noi non sarebbe possibile niente di simile, perché siamo responsabili di apparecchiature delicate di cui dobbiamo avere cura. Per giunta, che visibilità potrebbe avere l´occupazione di un dipartimento che ha sede in una via privata di Albaro? Le facoltà del centro sono sotto gli occhi di tutti, ma qui chi leggerebbe un nostro striscione, se lo appendessimo fuori della finestra? Ecco perché dobbiamo trovare alternative che riescano a valicare comunque i muri della facoltà».

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montecatini, gelmini fa passerella "orgogliosa di questa riforma" - simona poli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Firenze Montecatini, Gelmini fa passerella "Orgogliosa di questa riforma" SIMONA POLI DAL NOSTRO INVIATO MONTECATINI - Polizia ovunque, contestazione zero. Anzi, non proprio zero: una decina di ragazzi ci hanno provato a mostrare qualche cartello contro il ministro Mariastella Gelmini vicino al Palazzo dei Congressi di Montecatini, dove ieri i Circoli del Buongoverno di Dell´Utri organizzavano un´assemblea nazionale a cui partecipavano molti esponenti del governo Berlusconi. Certamente si notava molto di più il grande striscione di sostegno al ministro dell´istruzione "Contro i nuovi baroni avanti Gelmini" issato dagli studenti che affollavano la platea. Lei, il ministro, non si è risparmiata ed è stata generosamente applaudita. «Sono orgogliosa del decreto approvato nel penultimo Consiglio dei ministri», ha detto. «Lo considero un primo passo verso il cambiamento: in quel decreto abbiamo voluto rimettere al centro del sistema universitario gli studenti e le loro famiglie e per questo, pur in una Finanziaria complicata, abbiamo trovato risorse per le borse di studio». Il dialogo con l´opposizione non è impossibile però, secondo Gelmini. «Il disagio degli studenti non va strumentalizzato», attacca. «Ho stima per il ministro ombra Maria Pia Garavaglia e spero che da parte del Pd ci sia il coraggio per contribuire ad avanzare proposte utili per migliorare la scuola. L´università e la scuola non sono né di destra né di sinistra ma sono istituzioni che appartengono al paese. Qualche segnale positivo con qualche sindacato più moderato c´è e spero si possa riprendere il filo del discorso che possa condurre governo e parlamento a dare risposte a un disagio che esiste, ma che va affrontato in maniera seria e senza strumentalizzarlo». Ha una parola di comprensione per i tanti ragazzi che nelle piazze, nelle scuole e nelle università continuano a combattere la sua riforma e i tagli del ministro Tremonti: «Credo di poter capire le preoccupazioni e i disagi dei giovani che si sono catalizzati intorno ad un decreto e che poi la politica ha strumentalizzato. Ma il disagio rimane, così come l´incertezza sul futuro. E quando i giovani hanno paura per il futuro vuol dire che gli adulti non hanno lavorato bene. E proprio per questo sono ancora più convinta che ci sia bisogno di riforme. Troppi veti, troppi pregiudizi ideologici hanno per decenni ingessato scuola e università, chi sta con i giovani non può che percorrere strade nuove». Gelmini ribadisce il suo no alla moltiplicazione di corsi di laurea e atenei: «Il diritto allo studio non si attua con l´università sotto casa», dice. «L´offerta formativa deve tener conto delle esigenze del mondo del lavoro e adeguare il livello di qualità agli standard internazionali». Infine un occhio al sistema di valutazione degli studenti: «Noi vogliamo cancellare dalla scuola e dall´università l´ideologia dell´egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti. Lo vogliamo fare perché abbiamo fiducia nelle persone e vogliamo premiare il merito. Il falso egualitarisno ha reso la nostra classe insegnante tra le meno pagate d´Europa e la nostra società tra le meno eguali d´Europa».

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torna l'onda fiorentina domani studenti a s.marco (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Firenze Torna l´Onda fiorentina domani studenti a S.Marco L´Onda fiorentina torna in piazza. Domani mattina, in occasione della Giornata mondiale del diritto allo studio, gli studenti delle scuole medie superiori sfileranno da piazza San Marco (concentramento alle ore 9,30) a piazza Savonarola, per ribadire la loro opposizione alla riforma Gelmini, alla legge 133 e ai tagli del governo all´Università e alla ricerca.

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grillo e il delirio tra caste e baroni - anna tonelli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

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Pagina I - Bologna Il protagonista Domani e martedì al PalaDozza quasi esaurito il comico porta in scena il suo show di anti-politica Grillo e il delirio tra caste e baroni ANNA TONELLI «Uso la risata per veicolare le catastrofi, in un paese con un Parlamento-manicomio che pensa solo agli inceneritori, alle centrali nucleari, ai ponti sugli stretti, a trasformare il territorio in una cloaca». Anche se il corteo degli studenti bolognesi l´ha fischiato e messo in un angolo invitandolo a vestire i panni dell´uomo qualunque (non quello filofascista di Guglielmo Giannini) nella protesta anti-Gelmini, Beppe Grillo gode in città di un seguito di fans che lo hanno eletto come il paladino dell´antipolitica. Lo dimostra il sold out del PalaDozza dove domani e martedì il guru di quello "storico" V-day celebrato in piazza Maggiore l´8 settembre 2007 davanti a 50 mila sostenitori, presenta il suo «Delirio» (poche manciate di biglietti messi in vendita all´apertura dei cancelli alle 19.45). Neanche più uno spettacolo, ma uno sfogo collettivo tra il comico, il paradossale e l´inchiesta sociale in cui vengono denunciati abusi e soprusi, privilegi e sortilegi, vizi e aberrazioni di ogni forma di potere: politica, giudiziaria, mediatica. Niente ferma Grillo davanti alla platee che lo osannano. Non lo ha disarmato nemmeno il recente stop della Cassazione per non aver raccolto sufficienti firme per il referendum sull´informazione. «Ma qualche giornale o televisione ha informato che le firme per il Parlamento pulito sono invece valide?», ribatte subito Grillo continuando a puntare il dito contro un tipo di informazione che in sostanza diventa «scandalistica o asservita al potere». SEGUE A PAGINA IX

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no al numero chiuso, cinema gratis: l'autoriforma dell'onda - laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

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Pagina 14 - Interni L´assemblea No al numero chiuso, cinema gratis: l´autoriforma dell´Onda Duemila universitari riuniti alla Sapienza. "Superare anche il sistema delle lauree dei 3 anni più 2" LAURA MARI ROMA - L´Onda entra nella fase costituente. E lo fa con un documento di autoriforma in cui, in sostanza, vengono scardinati non solo i punti del decreto Gelmini, ma anche quelli della riforma Moratti del 3+2. Dopo la manifestazione che venerdì ha portato in piazza, a Roma, 200mila studenti provenienti da tutti gli atenei in italiani in mobilitazione, il movimento anti-Gelmini ieri si è riunito alla Sapienza e ha prodotto un documento di controriforma universitaria che verrà approvato oggi dall´assemblea plenaria dell´Onda. «Il manifesto non rappresenta una carta di proposte tecniche da consegnare al legislatore di turno - si affrettano a precisare i leader romani dell´Onda - ma un processo costituente aperto, modificabile e implementabile. L´autoriforma non è una carta di intenti - spiegano i portavoce del movimento - né tantomeno un tentativo di burocratizzare il movimento. è un passaggio di consolidamento delle forme di autorganizzazione e un rilancio degli elementi di conflitto». Una bussola che guiderà le nuove sfide dell´Onda («il 12 dicembre saremo in piazza per lo sciopero generale» annunciano i leader del movimento studentesco) e che punta l´attenzione sulla necessità di abolire il numero chiuso all´università, sul superamento del sistema del 3+2 e sull´accesso gratuito per gli universitari a cinema, musei e trasporti. «Il documento è stato discusso ed elaborato da oltre tremila universitari e ricercatori che ieri hanno partecipato ai workshop sulla didattica, il welfare e la formazione nelle facoltà occupate della Sapienza» sottolinea Giorgio Sestili, studente di Fisica del primo ateneo capitolino. Nei workshop sono dunque stati fissati i temi fondamentali del documento dell´Onda: tra le proposte che verranno approvate questa mattina dall´assemblea plenaria, c´è quella di superare il sistema del 3+2 creando seminari autogestiti dagli studenti e abolendo il sistema dei crediti, ma si è parlato anche di fissare a 1300 euro il salario minimo dei ricercatori precari. Infine, la costituente dell´Onda propone una "campagna d´azione" per chiedere l´accesso gratuito, cinema e trasporti e ha annunciato scioperi «contro il lavoro nero nelle università, svolto da stagisti, dottorandi e tirocinanti».

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"stop all'ideologia del 18 a tutti" ma ora la gelmini cerca il dialogo - francesco bei (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

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Pagina 14 - Interni "Stop all´ideologia del 18 a tutti" ma ora la Gelmini cerca il dialogo E Ronchi attacca la satira su di lei: è cialtroneria "Per la Garavaglia del Pd ho stima". "Fondazioni? Sono un´idea, se non va si può cambiare" FRANCESCO BEI DAL NOSTRO INVIATO MONTECATINI - E´ lei, Mariastella Gelmini, tra i tanti ministri del Pdl invitati da Marcello Dell´Utri, la vera star dei Circoli del Buongoverno. E lo si capisce quando entra nella sala, vestita in jeans e golfino fucsia, accolta da uno striscione («Gelmini caccia i baroni») e numerosi cartelli contro la protesta studentesca («loro okkupano, noi studiamo»). Applausi, fotografie con i telefonini, una ressa di ragazzi intorno a quella che viene presentata dal palco come «il ministro con gli attributi». Eppure, passata la manifestazione dell´Onda che venerdì è arrivata ad "assediare" Montecitorio, il ministro si mostra dialogante. Dichiara persino la sua «stima» per il ministro-ombra del Pd Mariapia Garavaglia e invita l´opposizione a trovare il «coraggio di avanzare proposte utili per migliorare la scuola. L´università e la scuola non sono nè di destra e nè di sinistra, ma istituzioni che appartengono al Paese». La Gelmini giura di «comprendere le preoccupazioni dei giovani», ammette che «nelle piazze il disagio esiste», anche se «è stato strumentalizzarlo politicamente». Addirittura frena sulla trasformazione delle università in fondazioni, spiegando che quella prevista da Tremonti nella Finanziaria «è semplicemente una sperimentazione, se non funziona si può prendere un´altra strada». E tuttavia il governo andrà avanti con la riforma senza nessun passo indietro, perché «troppi veti e pregiudizi ideologici hanno per decenni ingessato scuola e università». La Gelmini, «orgogliosa» del suo decreto, contesta infatti agli studenti il fatto di non aver capito che la sua riforma è la cura e non la malattia: «Mi ha colpito lo slogan "la vostra crisi non la paghiamo noi". In realtà gli studenti la stanno già pagando la crisi, avendo frequentato un´università che offriva corsi di laurea sulla cura del cane e del gatto». Poi si scaglia contro «l´ideologia dell´egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti», una cultura da «cancellare», insieme al valore legale del titolo di studio. Tra le ovazioni del pubblico, la Gelmini riceve anche gli apprezzamenti del collega di An, Andrea Ronchi, ministro delle Politiche comunitarie, che la difende dalla satira in tv di cui è ormai bersaglio fisso. «Ti chiediamo scusa per una satira - ha detto Ronchi - che non è tale ma solo cialtroneria. La satira che offende è solo l´arma degli scorretti». Forse Ronchi si riferiva all´imitazione di Caterina Guzzanti nella trasmissione di Serena Dandini («A Seré, mi fanno dire un sacco di minchiate!» è una delle battute della performance, nella quale la finta Gelmini si trasforma anche da bresciana in calabrese), visto che la "Gelmini-Pimer" fatta dalla Cortellesi ha fatto ridere - per sua stessa ammissione - anche l´interessata. Ma la critica di Ronchi alla "satira cialtrona" rimane isolata nello stesso Pdl. Uno dei migliori imitatori (per hobby) di Tremonti, il deputato forzista Simone Baldelli, si schiera infatti con la satira: «La Gelmini va difesa dalle bugie che raccontano sulle sue riforme, non dalla satira. Altrimenti io dovrei essere querelato da Tremonti, Bondi e Cicchitto». E il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, arrivata anche lei ieri a Montecatini, tesse l´elogio della sua imitatrice Paola Minaccioni: «E´ geniale, mi diverte da pazzi. A volte - confessa - dice cose che io penso veramente ma non posso dire. L´ho persino chiamata per farle i complimenti».

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"la volgarità è nelle cose banali semmai ho reso umana mariastella" - carlo moretti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

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Pagina 14 - Interni Lei, il dialogo e l´I-Pod Caterina Guzzanti: "L´accusa di Ronchi? Con le armi della satira diciamo ciò che tutti pensano della Gelmini" "La volgarità è nelle cose banali semmai ho reso umana Mariastella" Ho pronta la scena sul dialogo col Pd: lei che li fa parlare per un´ora e poi si toglie l´I-Pod CARLO MORETTI ROMA - «Cialtroneria? La vera cialtroneria sarebbe dire cose banali». Così risponde Caterina Guzzanti a chi critica gli attacchi satirici nei confronti di Mariastella Gelmini. Il ministro dell´Istruzione secondo l´imitazione che Caterina Guzzanti ne fa a "Parla con me" su RaiTre porta gli occhiali per darsi un tono ma ci vede benissimo, dice di essere di Brescia ma in realtà è di Pizzo Calabro, è diventata ministro per caso ed è poco più di una marionetta nelle mani del Governo, un´inconsapevole esecutrice dei tagli di bilancio. Caricature in piena libertà di satira, ma anche l´effetto di una riflessione più seria: «La Gelmini è un giovane avvocato che non si capisce per quali titoli faccia il ministro dell´Istruzione», dice la comica. C´è chi, come il ministro Ronchi, considera cialtroneria la satira che colpisce la Gelmini. Cosa ne pensa? «Sarebbe cialtroneria se dicessimo cose banali, se facessimo un´imitazione blanda, se non usassi la giusta parrucca o il trucco adatto. Nei testi abbiamo sempre detto molto semplicemente ciò che tutti pensano della Gelmini, a cominciare dal fatto che non si capisce come si sia potuto nominarla ministro dell´Istruzione. Non credo che la mia imitazione, né quella di Paola Cortellesi in versione robot, siano cialtroneria. Si cerca sempre una chiave per vedere un poco più in là della realtà, è uno strumento della satira». Da dove nasce l´idea dell´origine calabrese della bresciana Gelmini? «L´ho inventata non perché la Gelmini si è recata a Reggio Calabria per fare l´esame da avvocato, ma per il fatto che mi sono trovata in difficoltà con il suo personaggio. Non offre molti appigli, è freddina, non ha un modo di parlare particolare né tic. E non dice cose buffe, al di là delle cose gravi che si trova a fare, un vero scempio in nome dei tagli di bilancio. Ci voleva un escamotage per evidenziare il lato oscuro del "sifone con gli occhialetti"». Ogni volta che la sua Gelmini passa come un fiume in piena al dialetto calabrese, condisce i suoi discorsi con il turpiloquio. è proprio necessario anche questo alla satira? «Lo considero il necessario contrasto ironico della figura perfettina che intende comunicare. L´ho resa umana, come tutti noi che diciamo le parolacce nella vita di tutti i giorni. Da un certo punto di vista dovrebbe essere contenta, non mi sembra di averla offesa». Il ministro dice di aver aperto le porte del dialogo con l´opposizione. «Ho già pronta la scena: lei che li accoglie nel suo studio, li fa parlare per un´ora, li ringrazia e poi si toglie le cuffie dell´I-Pod dalle orecchie».

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assalto di naziskin a bologna botte e calci, ferito uno studente - carlo gulotta (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

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Pagina 21 - Cronaca Assalto di naziskin a Bologna botte e calci, ferito uno studente Nel raid una band legata a Forza Nuova. 4 arresti CARLO GULOTTA BOLOGNA - Sta per laurearsi in Ingegneria, non fa attività politica e non ha mai partecipato a un corteo dell´Onda anti-Gelmini. Ma per chi vede il mondo dentro un giubbotto con le croci celtiche e vive da naziskin, è un nemico. L´altra notte, quando per le strade di Bologna l´hanno visto con un gruppo di amici coi jeans strappati, i tamburi e le chitarre sulle spalle, gli hanno urlato contro "Comunisti di m., partigiani del c.". Lui ha cambiato strada. Voleva evitare la rissa. Ma alle teste rasate che lo insultavano in quel modo ha risposto «I partigiani? Bisognerebbe ringraziarli, hanno liberato l´Italia». Gli sono venuti addosso in quattro. Bottiglie e sgabelli in testa, calci con gli anfibi, pugni e ancora botte quando lui era già a terra: naso e mascella rotta, un dente saltato via, gli occhi gonfi per i lividi. Chi lo ha ridotto così è un gruppo di estremisti di Forza Nuova, la formazione di ultradestra di Roberto Fiore che vuole un Italia senza immigrati e lotta contro l´aborto, un commando di teste rasate che nemmeno lo conosceva. Due di loro suonano nella band "Legittima Offesa" protagonista del film "Nazirock", gruppo "nazionalista e anticomunista appartenente alla scena dei White Power" (così sta scritto sul loro sito) amatissimo dai ragazzi della destra radicale. La polizia ne ha arrestati quattro, pochi minuti dopo il pestaggio. In Questura, nessun atteggiamento da "deboli", come se quella "punizione" ad uno che si veste nel modo sbagliato fosse la cosa più fisiologica del mondo. Uno di loro si chiama Luigi Guerzoni, è la voce della band, ha 33 anni e secondo la Digos è responsabile provinciale per i giovani di Forza Nuova, l´altro è Alessandro Malaguti, forti simpatie di area skin, chitarrista. Poi ci sono Vincenzo Gerardi, finito sotto inchiesta assieme a Guerzoni l´estate scorsa per una serie di raid razzisti e pestaggi contro immigrati e omosessuali, e uno studente pugliese di 25 anni trapiantato a Bologna, Gunther Xavier Latiano, pure lui attivista della formazione neofascista. L´aggressione nella notte verso le 3 in piazza della Mercanzia, a pochi passi dalle Due Torri. Lo studente di Ingegneria, 34 anni, calabrese, sta tornando a casa con un gruppo di amici dopo una festa di laurea. Hanno i bonghi, le chitarre, qualcuno i capelli legati in una coda. E tanto basta. «Quelli con le teste rasate e gli anfibi - racconta la vittima - erano dall´altra parte della strada e hanno cominciato a gridare "Comunisti di m., partigiani, fate schifo". Mai visti prima. Ho risposto che i partigiani bisogna ringraziarli perché hanno liberato il nostro Paese e mi sono saltati addosso tutti assieme. Belve senza controllo. Hanno pestato anche un mio amico che cercava di sottrarmi alla loro furia». Probabilmente il giovane dovrà essere operato per ridurre i danni alla mascella. Del commando faceva parte anche una ragazza che in serata è stata rilasciata dalla polizia, dopo essere risultata estranea all´aggressione. Ma gli investigatori stanno cercando altre teste rasate che forse hanno preso parte al pestaggio. Per i quattro arrestati, l´accusa di lesioni gravi, minacce e porto abusivo d´arma.

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Gelmini: no all'ideologia del 6 politico L'opposizione collabori con me (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Istruzione Alla «Sapienza» assemblea per elaborare «l'autoriforma» Gelmini: no all'ideologia del 6 politico L'opposizione collabori con me ROMA — Ieri, nella bolgia del Palacongressi di Montecatini Terme, intervenendo al VII convegno nazionale dei Circoli del Buon Governo di Marcello Dell'Utri, il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, si è tolta qualche sassolino dalla scarpa. Accolta stavolta, dopo tante critiche, da cartelli che inneggiavano alla sua riforma («Gelmini caccia i baroni »), il ministro è passata soavemente al contrattacco: «Voglio fare un appello alle opposizioni e al ministro del governo-ombra del Pd, Mariapia Garavaglia, di cui ho stima. Abbiano il coraggio di fornire anche il loro contributo per migliorare la scuola». E ancora: «Sono orgogliosa del decreto-legge approvato nel penultimo Consiglio dei ministri, servirà a fare un primo passo verso il cambiamento ». La Gelmini non molla, tutt'altro: «Noi vogliamo cancellare dalla scuola e dall'università l'ideologia dell'egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti. Bisogna evitare il falso egualitarismo che ha reso la nostra classe insegnante tra le meno pagate d'Europa». Un discorso a tutto campo, il suo: «Occorre distinguere tra chi offre corsi di studi che si preoccupano dell'occupazione dei giovani e università che invece magari buttano soldi per corsi sulla qualità di vita del cane o del gatto...». Per lei un'ovazione: «L'università e la scuola non sono nè di destra nè di sinistra, le porte del ministero sono aperte a tutti coloro che vogliono dare un contributo», ha detto la Gelmini andando via. E così già oggi, a Roma, all'università La Sapienza, l'assemblea generale del movimento ("L'Onda") presenterà il suo "manifesto per l'autoriforma". Ci hanno lavorato nel weekend 2 mila studenti in rappresentanza di 25 atenei. Dei punti sembrano già definiti: abolizione del «3+2»; abolizione del numero chiuso; superamento dei crediti formativi; distribuzione dei finanziamenti ai gruppi di lavoro e non ai «baroni»; reclutamento dei ricercatori svincolato dai condizionamenti degli ordinari; stop all'aumento delle tasse universitarie e accesso gratuito per cinema, musei e trasporti. Fabrizio Caccia (hacollaborato Simona De Santis)

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Il ministro e gli studenti (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 8 categoria: BREVI Il ministro e gli studenti Sopra, Mariastella Gelmini con Marcello Dell'Utri a Montecatini Terme al convegno dei Circoli del Buongoverno. A fianco, in alto, giovani presenti al convegno invitano il ministro dell'Istruzione a «cacciare i baroni» ( foto Cornioli / Emblema). In basso, l'assemblea nazionale degli studenti universitari, ieri alla «Sapienza» ( foto Eidon)

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I liceali (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-11-16 num: - pag: 39 categoria: REDAZIONALE I liceali La contestazione in tv Riscritto il copione della miniserie, ciak in piazza E gli attori recitano tra gli studenti anti-Gelmini Il caso La realtà irrompe nella fiction che andrà in onda su Mediaset. Tirabassi e la Pandolfi protagonisti ROMA — La realtà irrompe nella fiction. Come set de «I liceali», la miniserie di Canale 5, era stato scelto un liceo romano vero, il turbolento Mamiani, per rendere più realistiche le avventure studentesche rappresentate. Ma le recenti manifestazioni anti-Gelmini sono entrate di forza nello sviluppo della seconda serie, che si sta girando in questi giorni, sconvolgendo la sceneggiatura. Racconta Giorgio Tirabassi, alias il professor Cicerino, protagonista della fiction: «Ci siamo trovati spiazzati. Di solito ogni film che, come questo, sia basato su fatti di attualità, è alla spasmodica ricerca di essere il più veritiero, il più credibile possibile. Noi siamo stati superati, invasi dalla realtà ». Aggiunge il regista Lucio Pellegrini: «Ce la siamo trovata lì, pronta per essere filmata». In una puntata, infatti, che insieme ad altre cinque andrà in onda nella prossima primavera, gli attori della fiction si sono mischiati agli studenti nella megamanifestazione, che si è svolta a piazza del Popolo il 30 ottobre scorso contro la riforma del ministro della Pubblica istruzione: «Più precisamente - sottolinea il regista alcuni studenti, che hanno dei ruoli nella nostra serie, sono andati al corteo e la nostra troupe li ha dovuti seguire nel corso della mobilitazione, per filmare le loro battute di scena». Il copione originale della scena prevedeva in effetti l'occupazione del liceo Colonna (il liceo classico immaginario, ove è ambientata tutta la storia): «Gli alunni - spiega Tirabassi - occupavano la scuola, contestando la mia decisione di sospendere alcuni loro compagni, che si erano comportanti male. Ma questa occupazione "finta", cioè inventata nella sceneggiatura, è poi sfociata in quella vera del Mamiani, allargandosi alla mobilitazione generale. Non abbiamo avuto neanche il tempo di scriverla, siamo andati avanti un po' all'impronta, improvvisando: un autentico esperimento... speriamo venga bene». Ma il prof Cicerino come la pensa riguardo alla riforma? Risponde: «Pensa che una riforma vada fatta, ma anche che è ora di finirla con i "baroni" e i figli dei baroni che hanno un futuro assicurato. è arrivato il momento di dare delle prospettive ai tanti bravi e meritevoli ricercatori, che invece sono costretti a emigrare. Nei giovani non c'è fiducia - continua l'attore ed è quello che raccontiamo nella seconda serie». Interviene Federico Costantini, 19 anni, che interpreta lo studente Claudio e nella realtà, oltre a fare l'attore, frequenta l'ultimo anno di liceo classico: «I ragazzi sono preoccupati e non hanno torto. Nella manifestazione anti-Gelmini, uno striscione mi ha colpito, diceva: "Io non ho paura", nel senso che tanto non ho niente da perdere, quindi non ho nulla di cui aver paura ». Non concorda del tutto Carolina Victoria Benvenga (18 anni), nella parte di Elena, anche lei studentessa nella fiction e nella vita: «è vero, i problemi esistono, ma bisogna reagire costruttivamente. Non basta scendere in piazza a protestare, occorre anche credere in se stessi e nel proprio talento». Nata come miniserie italiana trasmessa, nel marzo scorso, in anteprima su Joi, canale del digitale terrestre Mediaset Premium, e poi in chiaro su Canale 5 dal 14 al 30 maggio, prodotta dalla Taodue, «I liceali » affronta con leggerezza, ma anche con la giusta dose di drammaticità, il tema della scuola oggi. Protagonista è Tirabassi, nel ruolo di un professore di Lettere ottimista e idealista. Accanto a lui, Claudia Pandolfi, nella parte della prof Sabatini di Storia dell'arte che, nella prima serie, appariva demotivata e distratta, priva di slancio nei confronti della sua «missione» pedagogica, ma in seguito viene contagiata dall'entusiasmo e anche dall'amore del suo collega. Con loro, tutta una serie di altri personaggi, dal sadico insegnante di greco al preside sciupafemmine, una galleria di tipologie «scolastiche » che ha sollevato qualche polemica: «Certi professori si sono risentiti - racconta Tirabassi - e ci hanno detto "non siamo così, ci rappresentate come macchiette". Francamente, non volevamo offendere nessuno». Tant'è, ma il successo della prima serie (una media del 22% di share, 5.500.000 spettatori) è stato sancito dall'uscita del libro «I liceali. Diario della II A», edito da Mondadori, firmato da Elena e Daniele, due personaggi della fiction. Inoltre, è una delle serie più scaricata da internet e venduta in dvd. «è nato pure un blog spontaneo - aggiunge il regista - dove gli appassionati discutono e si confrontano sui temi trattati dalla serie». Conclude il produttore Valsecchi: «La scuola è metafora di un malessere generalizzato e che ha trovato nella riforma Gelmini la miccia con cui far esplodere una protesta con ben altre implicazioni. Tutto questo raccontiamo nella seconda e anche nella terza serie che stiamo scrivendo». Protesta Sopra, una manifestazione di studenti inserita nella seconda edizione della fiction «I liceali». A destra, una scena della prima serie Mediaset Emilia Costantini

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<Pagheremo il tempo pieno. Ma alle nostre regole> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso Il governatore: no alle attività ludiche, i soldi serviranno a sanare le emergenze da noi individuate «Pagheremo il tempo pieno. Ma alle nostre regole» Il presidente della Sardegna Soru: stanziamento di 35 milioni. Già definiti gli «standard» MILANO — I palazzacci grigi del quartiere Sant'Elia sono una possibile cartina di tornasole. «La riconversione urbana, una diversa gestione degli spazi. Tutte cose importanti. Ma il vero riscatto, di un'area e dei suoi abitanti, passa dalla scuola». L'esempio del quartiere che a Cagliari rappresenta una specie di simbolo del degrado ha una funzione didascalica. A una certa idea dell'istruzione Renato Soru ci crede davvero. E lo dimostra introducendo in Sardegna il «suo» tempo pieno per primarie e medie. Dice che non lo fa per andare contro la Gelmini, «anche se è doveroso l'aiuto alle autonomie scolastiche in difficoltà a causa dei tagli». C'è dell'altro, una diversa motivazione legata al senso che si vuole dare alla parola scuola, aspetto di non trascurabile importanza spesso assente dall'attuale e noto dibattito. «Sono convinto che sia un mezzo per promuovere e migliorare la qualità delle nostre vite. I porti, le strade, ogni infrastruttura: tutte cose importanti. Ma il capitale umano e la conoscenza sono altrettanto importanti e utili: serve anche la scuola». Una delle più consistenti voci di spesa nella Finanziaria del 2009 che il governo sardo approverà domani riguarda proprio quel tempo pieno che la Gelmini è accusata di voler eliminare. Lo stanziamento sarà di 35 milioni di euro, collegato però ad una novità importante. La Regione ci mette i soldi, ma dice anche come spenderli. «Non è che una volta percepiti i finanziamenti ogni singola autonomia scolastica si fa il suo progetto. Dovrà seguire gli standard fissati da noi. Invece che sulle attività ludiche, che poi finiscono per generare una sorta di progettificio, dovrà concentrarsi sulle emergenze da noi individuate». Il programma si concentra sulle competenze di base indicate dagli studi dell'Ocse, quelli che collocano il livello di preparazione degli studenti del Sud molto al di sotto della media dei Paesi Ue. Maggiore conoscenza della lingua materna, capacità di risolvere i problemi e capire un testo, saperi fondamentali di matematica e scienze. «Non è con il Nord che ci dobbiamo confrontare, ma con l'Europa. Ne adottiamo quindi gli standard, puntando a rafforzare la qualità e l'offerta dell'insegnamento. So che siamo in un periodo di tagli, ma io credo che invece siano necessari maggiori investimenti, per tenere di più i ragazzi in classe e lavorare molto per migliorare il loro livello di conoscenza. Nella scuola pubblica il tempo pieno viene spesso considerato come una sorta di parcheggio. Nelle private invece è di qualità. Si crea in partenza una forma di ingiustizia sociale». L'uscita del governatore della Sardegna non è estemporanea. L'anno scorso la sua Giunta aveva lavorato su questi concetti, finanziando in proprio anche la formazione degli insegnanti. Ma adesso il salto è notevole, anche per le dimensioni dell'investimento. «I soldi li troviamo. In questi anni abbiamo fatto molti tagli nella Pubblica amministrazione, cancellato Enti regionali e 24 comunità montane. Finora abbiamo contribuito a finanziare aziende e commercianti, puntando sul loro capitale "fisico". Oggi trovo che puntare sul capitale umano sia più intelligente e redditizio ». La via sarda al tempo pieno conduce ad altre sorprese, ad una sorta di federalismo scolastico. Soru è convinto che in materia la dipendenza dal governo centrale sia uno svantaggio. Lo Stato ha la competenza primaria, poi vengono Comuni e Province. Ultime le Regioni, che rientrano dalla finestra con una generica competenza sul diritto allo studio. «Credo che la scelta sul tempo pieno non esuli dalle mie competenze. Tutti gli enti locali dovrebbero sentirsi maggiormente responsabili, invece di limitarsi ad essere interlocutori impotenti. E' vero che la legge sull'autonomia scolastica prevede un maggiore coinvolgimento dei Comuni, ma troppo spesso questa possibilità rimane lettera morta. Si pensa che la scuola sia una faccenda che riguarda esclusivamente lo Stato. Non è così, non dovrebbe essere così ». Governatore Renato Soru, 51 anni Marco Imarisio

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Bassanini: dialogo sulle riforme Il Pd non dia alibi al governo (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il neo-presidente della «Depositi e prestiti»: sbagliato bocciare in toto il decreto Gelmini Bassanini: dialogo sulle riforme Il Pd non dia alibi al governo «La Cassa finanzi Ponte di Messina e fibra ottica Il piano Rovati? Nacque dalle mie riflessioni» MILANO — Professor Franco Bassanini, lei, uomo di sinistra, è stato nominato dal governo di destra presidente della Cassa depositi e prestiti. Questo significa che la collaborazione tra i due schieramenti, o almeno tra alcuni loro esponenti, è possibile? «In Francia è accaduto. E non solo perché Kouchner fa il ministro degli Esteri, Strauss-Kahn è andato a dirigere il Fondo monetario e Attali la commissione per le riforme di cui faccio parte. Nel governo c'è l'ex braccio destro di Jospin, Jouyet. Besson, sottosegretario alla presidenza, è un socialista. E Sarkozy non lo fa per togliere spazi all'opposizione; lo fa perché senza il concorso di almeno una parte delle opposizioni le grandi riforme sarebbero impossibili. Non a caso la riforma costituzionale, che recepiva molte richieste dei socialisti, è passata con il voto decisivo di Jack Lang». In Italia l'«ouverture» sembra più complicata. «La collaborazione tra i due schieramenti può assumere varie forme. Il modello Merkel, cioè la grande coalizione; che però nasce dal pareggio elettorale. Noi avevamo questa chance nel 2006, e Prodi commise un grave errore a rifiutare l'offerta. Ma anche adesso ci sono due terreni su cui il confronto è indispensabile. Le riforme istituzionali, compresa la legge elettorale e la riforma della pubblica amministrazione: delle cinque leggi Bassanini, tre furono votate anche dalla destra, e le altre due vennero concordate parola per parola con il mio omologo di allora, Frattini. Per fortuna nel Pd, dopo uno scontro interno, è prevalsa la linea di appoggiare le norme portate da Brunetta al Senato, che puntano a rendere effettivi i criteri meritocratici». Qual è l'altro terreno di confronto? «Le grandi riforme di struttura. Che si fanno solo costruendo un consenso tanto ampio da resistere alle pressioni corporative e localiste. Purtroppo la breve stagione in cui il dialogo pareva vicino è alle nostre spalle, e oggi Berlusconi ripete che può fare da solo. Vedo però che Calderoli, un uomo migliore di come è stato dipinto, e lo stesso Bossi mantengono un atteggiamento di apertura. Hanno capito che senza il consenso dell'opposizione qualsiasi riforma può essere cancellata dai referendum. Sarebbe sbagliato non cogliere questa disponibilità. Quando si rompe, in politica, è come nei divorzi: la colpa non è mai da un parte sola». Colpa anche di Veltroni? «Se l'opposizione rifiuta il dialogo dà alla maggioranza l'alibi per fare da sé. Certo, così si lucra nel breve periodo il vantaggio di cavalcare tutte le resistenze, tutti gli interessi colpiti dalle riforme; ma si rinuncia a quella credibilità che viene dal concorrere a decisioni utili al Paese. Bisogna distinguere tra le "policies", le questioni su cui è legittimo scontrarsi in modo anche duro, e le grandi decisioni cui la sinistra può contribuire con le sue idee, le sue culture, i suoi riferimenti sociali "buoni", non corporativi né microegoisti. Quindi discutiamo pure su grembiule, voto di condotta e maestro unico; denunciamo l'errore di tagliare anziché investire nella scuola; ma, come ha notato Luigi Berlinguer, è sbagliato bocciare in toto il decreto Gelmini, anche nelle parti come l'aggregazione delle scuole dei piccoli centri che vanno nella direzione indicata dal centrosinistra». Quando però Amato accettò di guidare la commissione per Roma, molti esponenti del Pd, tra cui sua moglie Linda Lanzillotta, lo invitarono a dimettersi. «E' diverso. Il sindaco di Roma non fa le grandi riforme. Io in quella commissione non entrai anche perché ero già nel comitato, presieduto proprio da Giuliano, per scrivere le regole su Roma capitale. Che piacciono ai presidenti di Provincia e Regione, e spiacciono proprio ad Alemanno ». Come nasce il suo rapporto con Sarkozy? «Era il 2002 quando la mia segretaria ricevette una telefonata da Parigi: " Mon nom est Nicolas Sarkozy, forse in Italia non sapete che da quindici giorni faccio il ministro dell'Interno". Mi invitava a una riunione dei prefetti e viceprefetti francesi, per spiegare la riforma della pubblica amministrazione italiana». Come sta andando il presidente francese? «E' come Brunetta: troppo precipitoso. E poi l'elettorato più conservatore non ha apprezzato il fidanzamento con Carla svelato a Disneyland. Ma è in ripresa. L'estate da leader europeo sulla Georgia e sulla crisi l'ha rilanciato». Esistono i fannulloni nella pubblica amministrazione? «Non solo esistono, ma sono stato io a coniare l'espressione. Ci sono i titoli d'agenzia, del gennaio 1997. "Il ministro Bassanini: cacceremo tutti i fannulloni e gli incapaci"». Però non l'avete fatto. Come giudica Brunetta? «Intanto già dal '98 licenziare è possibile, ed è anche accaduto, sia pure in rari casi. Brunetta era partito bene. Poi, preso dalla frenesia, ha annunciato risparmi per il 30% sui costi della pubblica amministrazione. Ma la priorità non è tagliare, è migliorare i servizi. La prima pagina del rapporto Attali è dedicata agli asili nido. In Francia ci sono 28 posti ogni 100 bambini, e li si vuole portare sopra i 50, come nei Paesi scandinavi. In Italia i posti sono 9 su 100». Quale ruolo può avere la Cassa da lei presieduta in tempo di crisi? «Morto il pensiero unico ultraliberista, mi preoccupa il rischio di passare all'estremo opposto del pendolo: l'ultrastatalismo, l'eccesso di regolamentazione. Per fortuna vedo che Tremonti, uno che aveva dato l'allarme per tempo, ora non parla più di protezionismo ma di "fair trade", non di dazi ma di regole. Questo è il ruolo dello Stato: fare le regole che consentano al sistema di funzionare. Su questo si può trovare un'intesa tra un centrodestra riformatore e un centrosinistra riformista, che non commetta più l'errore dell'estate dei furbetti, quando un pezzo dei Ds si schierò dalla parte della speculazione finanziaria». Quindi lei non crede allo Stato azionista, ad esempio delle banche? «Assolutamente no. Credo invece al ruolo delle fondazioni, interpretate come nella sentenza Zagrebelsky: forme di organizzazione delle libertà sociali, espressioni di pezzi della società civile antiche di secoli, come la fondazione Montepaschi. Il compito della Cassa è mettere l'economia privata in condizione di reggere la concorrenza internazionale. Ci sono infrastrutture in grado di autofinanziarsi, come la Brebemi, l'autostrada Brescia-Bergamo-Milano: quella possono farla i privati. Ma per il Ponte di Messina servono capitali pubblici. Come per la trasformazione in fibra ottica dell'ultimo miglio, la "larghissima banda", che Telecom non è in grado di fare da sola. Se poi a suo tempo si fossero privatizzate Stet e Sip, mantenendo pubblica la rete locale, forse sarebbe stato meglio». Ma questo è il famigerato piano Rovati. «Un mese prima che uscisse quel piano, i Rovati, con i Prodi, erano a cena con Linda Lanzillotta e con me a casa di Stefano Passigli, e ascoltarono le mie riflessioni sul tema: che poi sono in linea con quanto è accaduto in Corea e Giappone e sta accadendo in Cina, dove la rete la paga lo Stato. Certo, può essere che Rovati fosse già dello stesso avviso». Due ultime domande personali. E' vero, come ha scritto un quotidiano, che lei fece togliere a Cossiga la cattedra all'università di Sassari? «No. E' vero che, quando alla fine degli Anni Sessanta insegnavo a Sassari diritto costituzionale, quasi ogni lunedì mattina Cossiga che allora era sottosegretario alla Difesa mi telefonava per chiedermi se potevo fare pure le sue lezioni di diritto regionale». Lei ruppe con Craxi negli «anni del consenso», più precisamente nell'81. Ora però è spuntata una sua lettera dell' 89 in cui si dichiara «a disposizione». «Lettera apocrifa. Quando ho chiesto una perizia calligrafica, mi hanno risposto che la lettera è scritta a macchina. Ma io non scrivo a macchina dall'85! La rottura con Craxi avvenne sulla commistione tra politica ed economia. Più tardi, nel '90, fui capolista come indipendente di sinistra al Comune per il Pci, allora in giunta con il Psi di Pillitteri. Proposi di azzerare tutte le nomine, dall'Aem al Trivulzio. Fui rinnegato dal mio stesso partito, mi dissero che non mi avrebbero mai più ricandidato. Poi, il giorno in cui arrestarono Mario Chiesa, mi chiamò Veltroni, allora direttore dell'Unità, per chiedermi l'editoriale. Di non ricandidarmi non si parlò più». Ruoli Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti dal 6 novembre Aldo Cazzullo

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Formigoni: tempo pieno garantito (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-16 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE La manovra Secondo il governatore il personale potrà essere recuperato dalle classi che adottano il maestro unico Formigoni: tempo pieno garantito «In Lombardia lo chiede il 40% delle famiglie. Salveremo le piccole scuole» «Su 5 mila plessi solo 76 hanno meno di 50 allievi: eventuali tagli saranno concordati con province e comuni» Salvo il tempo pieno, salvi i plessi (fuori norma 76 su 5 mila). «In Lombardia non verrà chiusa nessuna scuola. Gli esuberi? Riguarderanno al massimo qualche dirigente ». La Regione raccoglie il grido di allarme dei genitori e lancia un messaggio rassicurante: annuncia cioè di aver «raggiunto un accordo con il governo» che, in sintesi, si traduce nel «rinvio di un anno di ogni intervento di eventuale chiusura delle scuole». Roberto Formigoni non ha avuto bisogno di mostrare i muscoli, stavolta. «Condividiamo l'idea di razionalizzare. Ma se tagli dovranno esserci, saranno le Regioni a dover decidere assieme a Comuni, Province e Uffici scolastici regionali». Tanto più che le «criticità» lombarde, in base al decreto Gelmini, sono «poche e già sotto esame». A papà e mamme con bimbi che tra un anno andranno in prima elementare, Formigoni e l'assessore all'Istruzione, Gianni Rossoni, promettono: «Siamo noi i garanti. Chi farà domanda di tempo pieno secondo i moduli sarà accontentato. In Lombardia oggi chiede il tempo pieno il 40% dei genitori, contro il 23% del resto d'Italia. La scelta del maestro unico da parte di altri consentirà di recuperare personale per i moduli». Così il sostegno ai disabili: «Un docente ogni due alunni con handicap», insiste il governatore. Quanto ai plessi di cui è prevista la chiusura, perché hanno meno di 50 allievi, gli uffici regionali hanno già fatto la conta: «In Lombardia abbiamo 5.000 plessi e dovremo lavorare per razionalizzare solo su 76 che risultano fuori norma». Mediando perché «si evitino sia i disagi per gli studenti e le famiglie, sia l'aumento dei costi di gestione per i Comuni». Infine, c'è il capitolo autonomie (la modalità di organizzazione delle scuole superiori). «Fuorilegge» risultano essere solo 25 «autonomie» su un totale di 1.305. «Sette di queste hanno meno di 300 studenti, altre 18 meno di 500». Ma la soluzione (accorpare più autonomie cioè istituti superiori) porterà «all'esubero di pochi dirigenti». è un accordo tra Regione e governo che Formigoni dipinge come una «vittoria di principio straordinaria». Perché si esce dalla «logica del premio ai fannulloni». E perché la Lombardia «ha già fatto un lavoro di pulizia». Un dato ben fotografa lo stato dell'arte, secondo i tecnici: l'indice di affollamento delle classi che in Lombardia è del 22,32 (22 alunni per classe) contro la media nazionale del 20,78. Paola D'Amico

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<Non torniamo al doposcuola> Appello di genitori e maestri (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-11-16 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Email al Corriere «Non torniamo al doposcuola» Appello di genitori e maestri Continuano ad arrivare le lettere a favore del tempo pieno e c'è chi propone una raccolta di firme. Da oggi c'è anche un indirizzo email per i genitori (ibambinisonoilfuturo@hotmail.it). RINGRAZIAMENTO Ci siamo ritrovati in tanti Non pensavo che un pensiero sulla scuola potesse diventare un appello nel quale oggi ci ritroviamo in tanti, genitori e insegnanti. Ringrazio chi ha dato voce corale ad una preoccupazione di cui noi mamme parliamo da settimane davanti ai cancelli delle scuole. Grazie per lo spirito libero della partecipazione. Cinzia Micoli SCUOLA PUBBLICA Fermiamo i «pirati» Da 38 anni insegno nel tempo pieno a Milano. E sono orgogliosa di aver contribuito a formare centinaia di giovani. Ora quei ragazzi mi contattano su Facebook e... che emozione vedere quei semi germogliati! Noi vogliamo bene alla scuola pubblica! Sos contro i pirati che la massacrano! Anna Pobbiati Insegnante «da sempre» nella scuola primaria di piazza Sicilia FORMAZIONE Si impara in tutte le ore Ricordiamoci che i nostri figli « imparano » durante tutte le 8 ore scolastiche: siano esse quelle di italiano, matematica, storia, geografia, inglese, ma anche durante le ore del pranzo, del gioco, della scuola natura, della gita didattica, del laboratorio dove discutono, si confrontano, si relazionano. Questo modello è per noi genitori garanzia di qualità e sicurezza rispetto all'alternativa parcheggio con tv e baby sitter. Alessandra Zorzi PRO GELMINI Noi cresciuti con maestri unici Leggo le missive sulla riforma. Detto che non ho votato Berlusconi, con due figli che han finito da poco le elementari e apprezzando il tempo pieno, vorrei far capire ai critici che non ci sono più i soldi! Noi quarantacinquenni siamo sopravvissuti benissimo al maestro unico... Martino Pellegrini SCELTE DI BILANCIO Taglio Ici pagato dai bambini Tagli, tagli e mai una politica per evitare gli sprechi. Fumo negli occhi... 1000 euro per i bambini appena nati, via l'Ici sulla prima casa e poi i nostri figli del tempo pieno saranno parcheggiati in una scuola. Meno ore di scuola, da 30 a 24, a scapito di quale materie? E poi una sola insegnante per risparmiare quelle tre ore di compresenza che permettevano di seguire maggiormente i nostri bambini. Rita Colombo

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