HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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toARTICOLI DEL 13-4-2008 #TOP
I
geni veronesi nell'albo d'oro del ministero
( da "Arena,
L'" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: stata voluta dal ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che, con una serie di leggi e di decreti legislativi, ha inteso valorizzare le eccellenze scolastiche con lo scopo, come ha dichiarato "di promuovere l'innalzamento dei livelli di apprendimento nelle diverse discipline di studio e garantire agli studenti pari opportunità di sviluppo delle capacità individuali".
Debiti
scolastici, la scuola non ce la fa
( da "Repubblica,
La" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: che i corsi di recupero e il saldo dei debiti con gli esami a settembre così come sono stati appena reintrodotti dal ministro Fioroni creano parecchi problemi alle scuole, ma anche agli studenti. Chiedono al nuovo governo l'impegno a scrivere una riforma "seria" delle superiori, qualcosa che non sia un rattoppo progettato nell'emergenza. Il documento integrale lo trovate su www.
Falcone,
Borsellino, Berlusconi ( da "Unita, L'"
del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: pure lamenta il trattamento sgradevole riservato ai candidati radicali nelle liste del Pd da parte dell'ex ministro Fioroni, a sua volta candidato ed esponente del Partito democratico. Ha continuato a ripetere Pannella: "La scelta è tra Veltroni e Berlusconi. Abbiamo bisogno che riprenda la vita politica in questo Paese. Perché accada bisogna dire no a Berlusconi e votare Veltroni".
Studenti
sempre meno preparati a scuola Atenei a rischio lobby
( da "Giornale.it,
Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: preparati a scuola Atenei a rischio lobby di Redazione Anche in questo caso il governo dell'Unione ha cancellato la riforma della scuola introdotta dal ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, alimentando la confusione in insegnanti e alunni. Dal 2010 non ci dovrebbero essere più insegnanti fuori ruolo, grazie a una serie di assunzioni iniziate nel 2005 sotto il precedente governo.
Walter
chiama a raccolta le star della cultura E firma pure un morto
( da "Giornale.it,
Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni (ministro), o peggio ancora Prodi, che pure del Pd è presidente. Per carità, quelli rimangano nell'ombra che è meglio per tutti: vuoi mettere invece le schitarrate di Alex Britti (cantante), gli occhi cerulei di Tiberio Timperi (spettacolo), i gorgheggi di Nino D'Angelo (cantante), le barzellette di Gigi Proietti (
Esame
di Stato per 11 mila ( da "Stampa, La"
del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Sono gli
effetti delle nuove regole dettate dal ministro Giuseppe Fioroni e che hanno
dato un giro di vite ad un esame che stava perdendo sempre più i connotati
della prova di Stato. Anche in Liguria i maturandi sono in stragrande
maggioranza (oltre il 70%, poco sopra la media nazionale) nati nel
( da "Arena, L'" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
PUBBLICA ISTRUZIONE.
Per iniziativa del ministro sul sito "www.indire.it" i nomi dei ragazzi
italiani che si sono distinti a scuola: ben 49 escono da istituti della città I
"geni" veronesi nell'albo d'oro del ministero I più bravi studenti
veronesi sono 49, su un totale di 4.408 alunni in tutta Italia. Un bel
drappello, che va diviso in due gruppetti: gli studenti che hanno ottenuto 100
e lode negli esami di Stato del luglio 2007 e gli alunni del triennio delle
superiori che hanno avuto risultati di alto livello in concorsi scolastici
nazionali importanti. L'elenco, che si trova nel sito www.indire.it,
costituisce "l'Albo nazionale delle eccellenze". La valorizzazione
dei più bravi studenti italiani era stata voluta dal
ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che, con
una serie di leggi e di decreti legislativi, ha inteso valorizzare le
eccellenze scolastiche con lo scopo, come ha dichiarato "di promuovere
l'innalzamento dei livelli di apprendimento nelle diverse discipline di studio
e garantire agli studenti pari opportunità di sviluppo delle capacità
individuali". Ma per gli studenti che hanno ottenuto 100 e lode
all'esame di Stato, a Verona e provincia sono 35, non vi è solo la gloria
dell'albo d'oro sul web. Una direttiva del luglio scorso ha previsto anche un
buono di mille euro per ciascun studente, che sarà consegnato dai Dirigenti
scolastici degli Istituti che hanno frequentato e potrà essere utilizzato per
l'acquisto di libri, testi universitari e abbonamenti a riviste scientifiche.
E. CERP.
( da "Repubblica, La" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Firenze
Debiti scolastici, la scuola non ce la fa Trentasei insegnanti pistoiesi del
liceo classico e dello scientifico hanno firmato una lettera per dire che i corsi di recupero e il saldo dei debiti con gli esami a
settembre così come sono stati appena reintrodotti dal ministro Fioroni creano parecchi problemi alle scuole, ma anche agli studenti.
Chiedono al nuovo governo l'impegno a scrivere una riforma "seria"
delle superiori, qualcosa che non sia un rattoppo progettato nell'emergenza. Il
documento integrale lo trovate su www.firenze.repubblica.it e potete
anche intervenire nel forum. "Le novità introdotte attraverso decreti
ministeriali - si legge nella lettera - sono state in genere presentate dai
mass media come un positivo intervento volto a porre fine all'esperienza
fallimentare del sistema dei debiti, e l'impressione che se ne è ricevuta
dall'esterno è che il governo si sia deciso a riportare serietà nella scuola.
In effetti è stato reintrodotto qualcosa di simile ai vecchi esami di
settembre, e cioè un sistema che consenta di fermare quegli studenti che non
abbiano "saldato i debiti", ma allo stesso tempo sono state imposte
misure e interventi che vanno a scontrarsi con l'attuale assetto organizzativo
della vita scolastica". Il bilancio insomma non è fin qui positivo:
carenza di risorse, docenti spesso presi all'esterno della scuola e poi
"una parte significativa dei nostri studenti si trova a dover affrontare
giornate pesantissime (di 8 talvolta 9 ore sui banchi più i compiti a casa) e
la mattina successiva non sono preparati sui nuovi argomenti, chiedono di
essere giustificati, o addirittura si assentano". Non si risparmiano
critiche anche agli allievi (né alle famiglie): "Ogni anno vediamo
crescere la fascia degli alunni scarsamente motivati (...) questi alunni
costituiscono la grande maggioranza di coloro che non raggiungono risultati
sufficienti e per i quali si istituiscono i corsi di recupero". E questo i
prof lo mettono in discussione.
( da "Unita, L'" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
Stai consultando l'edizione
del Falcone, Borsellino, Berlusconi Furio Colombo Segue dalla Prima E le
scaltre telecamere dei vari telegiornali ("tutti di sinistra")
riuscivano a non farci vedere i vuoti nelle piazze di Berlusconi. Ricorderete
che l'uomo che si candida per la quinta volta, sperando di avere una seconda
occasione di governare per cinque anni l'Italia, era "entrato in
pista" tentando invano il salto di Benigni, e spiegando a tutti di essere
sostenuto da 10 (dieci) punti di distacco dalla sinistra. Come dire, "è
cosa fatta". Ma qualcosa deve essere accaduto ("l'erosione del
distacco" propone Ezio Mauro nel suo editoriale del 10 aprile) perché
all'improvviso, dalla sua parte politica, c'è stata una violenta caduta di
massi che ha colto molta gente di sorpresa, una brutta sorpresa persino se
viene da Berlusconi. Una sorpresa che probabilmente avrà colpito e
impressionato anche elettori che si preparavano a restituirgli il mandato di
governare da destra. Se è stata l'erosione del distacco a provocare la
strategia rabbiosa che Berlusconi, Bossi e i suoi hanno rovesciato sull'Italia
in questi giorni, in queste ore, allora devono avere visto un buco di consensi
che ha messo paura. Vediamo. Prima viene Umberto Bossi, il 5 aprile. Si fa
trovare al giuramento di Pontida, una penosa messa in scena con figuranti
vestiti da guerrieri che devono dire, a nome del prossimo governo italiano,
queste parole da avanspettacolo: "Oggi, sul sacro suolo di Pontida, noi
rappresentanti dei Popoli Padani, giuriamo di difendere la libertà dei nostri
Popoli Padani (scusate la ripetizione, ma è proprio così nel testo del
giuramento, ndr) dal potere romano e ciò faremo giurare ai nostri figli".
Bossi dovrebbe leggere. Ma rinuncia, butta via il foglietto e improvvisa,
ispirato dai buoni sentimenti che animano lui e la Lega Nord di Calderoli,
Castelli e Borghezio: "Attaccheremo. E tutti insieme sferreremo un colpo
mortale al centralismo della canaglia romana". Poiché la sequenza di ciò
che stiamo raccontando è rapida e aggrovigliata e i vari protagonisti sembrano
a volte intenti ad essere cattivi, a volte soprattutto confusi, occorre
precisare che siamo ancora nella fase in cui Bossi è già stato designato dal
monarca di Arcore quale "ministro delle riforme" del governo
"che sta per venire". Evidentemente la spinta violenta e la messa in
scena teatrale dei leghisti, unici veri e fidati sodali del monarca (gli altri
o li ha cacciati o li ha sottomessi alla sua diretta dipendenza) ha creato un
desiderio di emulazione al peggio. E scoppia subito (6 aprile) la solenne
denuncia dei brogli. Per denunciarli Berlusconi invoca "il
precedente" del 2006, quando era lui il capo del governo e Pisanu (che
invece di stare al Viminale, ha passato la notte a casa di Berlusconi) era il
ministro dell'Interno. Non si ha notizia, neppure nelle conflittuali
repubbliche del Kenya e dello Zimbabwe, di un governo che accusi di brogli
l'opposizione, perché è impossibile. Ciò che avviene durante una elezione è
responsabilità esclusiva di chi controlla il governo. E infatti le accuse di
broglio muovono sempre in senso inverso. Ma non si deve dimenticare che - per
lo strano e inedito caso italiano - l'accusa viene da un ex capo di governo che
aveva montato la Commissione parlamentare di inchiesta detta "Telekom
Serbia", affidata alle informazioni di un ben retribuito falsario e
calunniatore, successivamente arrestato e incriminato (per falso) dalla
magistratura. L'accusa viene da un ex capo di governo che aveva montato la
Commissione parlamentare di inchiesta detta "Mithrokin", costituita
allo scopo di dimostrare, con testimoni a pagamento e un consulente che è stato
un vero costo della politica (prima della prigione per falso) che Prodi era
uomo del KGB. L'accusa viene da un ex capo di governo che aveva messo sotto
spionaggio militare almeno un centinaio di magistrati e giornalisti che
dovevano essere "disarticolati". Illegale? Illegale. Naturale che a
una persona così venga in mente di buttare avanti in anticipo l'accusa di
brogli, opera di comunisti abilissimi, capaci di estrarre e riporre a
piacimento le schede nelle urne repubblicane. Quanto questo giovi all'immagine
dell'Italia-Zimbabwe è facile immaginare. Però non basta. Il colpo di
Berlusconi offre una nuova spinta a Bossi. Che sarà senza voce ma ha
prontamente dichiarato: "Andremo con i fucili a stanare la canaglia
romana". Siamo tra il 6 e il 7 aprile e la bordata dei fucili padani viene
affrontata con tono padronale da Berlusconi: "Beh, la salute di Bossi è
quella che è". *** Nessuno saprà mai, in questo Paese semi-civile, quali
sono le condizioni di salute di Bossi, che stava per diventare titolare di un
ministero chiave, e che in ogni altro Paese dovrebbe dare, da persona pubblica
e da capo di partito, notizie precise e documentate sulle sue condizioni di
salute. Per fortuna la signora Bossi fa sapere ai giornali che "lui sta
bene, benissimo", e la sua dichiarazione ci deve andar bene come se Bossi
fosse un vicino di condominio a cui fare i migliori auguri. Ma non siamo che
all'inizio. Forse per riequilibrare l'impressione della minaccia di creare
bande armate, Berlusconi fa sapere (8 aprile) che, con il suo nuovo governo, ci
sarà una legge che obbligherà i magistrati a test periodici sulla salute
mentale. Si può immaginare la risonanza europea di una simile dichiarazione, la
portata di diffamazione del proprio Paese da parte di un candidato molto ricco,
molto potente, molto indagato, e scampato a sentenze di condanna solo grazie a
ritocchi apportati ai codici dai suoi avvocati diventati legislatori nel
partito dell'indagato. Ha scritto lo Herald Tribune del 12 aprile: "Ormai
il settantunenne Berlusconi dice a ruota libera la prima cosa che gli viene in
mente. Ma probabilmente Berlusconi pensa davvero che i magistrati che hanno
osato incriminarlo varie volte devono essere matti". Infatti, subito dopo
lo shock, impossibile non notare la minaccia e il ricatto: le verifiche sullo
stato mentale del giudice saranno "periodiche". Ovvero dopo ogni
sentenza sgradita. A meno che significhino: bisogna essere matti per rischiare la
vita ogni giorno contro mafia, ndrangheta, camorra, per salvare l'Italia
nonostante Berlusconi, i suoi "valori", i suoi dipendenti mafiosi. Ma
lo stesso giorno interviene Dell'Utri, proprio lui, Dell'Utri Marcello,
condannato a nove anni per reati di mafia e ricandidato al Senato della
Repubblica. Interviene con due argomenti che cadono addosso all'Italia e al suo
prestigio come un colpo violento. Prima dichiarazione. Lui, Dell'Utri, un uomo
con quel passato, annuncia che, se vince Berlusconi e la sua gente, i suoi fucili,
i suoi test psichiatrici per magistrati pazzi, tutti i libri di storia saranno
sottoposti a rigorosa censura affinché scompaia ogni traccia di antifascismo. E
propone che, al posto dei caduti delle Fosse Ardeatine, si celebri come un eroe
nazionale il boss mafioso e pluriassassino Mangano, già amico e collaboratore
di Berlusconi e dell'Utri e - sia pure nell'ombra - co-fondatore di Forza
Italia. La ragione di tanto eroismo di un imputato di alcuni omicidi,
condannato a due ergastoli? "È morto in prigione piuttosto che parlare ai
giudici di Berlusconi e di me", precisa Dell'Utri. Interessante
dichiarazione. Significa: "se Mangano parlava eravamo finiti" . C'è
da capirlo. Un vero eroe. Berlusconi, il candidato primo ministro d'Italia, conferma
e rafforza il giudizio: "Un vero eroe". Ma può una persona, che non
si è mai sottoposta a test per la salute mentale, dire in pubblico e in piena
campagna elettorale una cosa simile, ovvero stabilire una volta per sempre un
saldo legame omertoso con un importante boss della mafia siciliana, condannato
all'ergastolo per molti omicidi? *** Intanto avvengono cose che stupirebbero il
resto del mondo democratico. Per esempio. Calderoli dice: "Non vi vanno
bene i fucili? Useremo i cannoni". Come se non sapesse, lui che è stato
sempre molto vicino a Milosevic e ai feroci comandanti serbi, che la guerra
civile nella ex Jugoslavia è iniziata con parole come quelle sue e di Bossi.
Per esempio. Il generale Speciale, l'ex comandante della Guardia di Finanza,
rimosso per incompatibilità (in altri tempi si sarebbe detto per ribellione),
noto per il trasporto, su e giù per la penisola, di spigole fresche con aerei
di Stato, fa sapere, con il linguaggio di un Sud America pre-democratico ormai
scomparso: "Molti ufficiali appoggiano la mia candidatura. Chi mi ha
tradito la teme". Squisito esempio di integrità militare, moralità
repubblicana e di rispetto della Costituzione. Speciale sente aria di Pinochet.
È a questo punto, di fronte a questa marea montante di fango, che il candidato
premier del Partito Democratico Veltroni ha scritto una lettera in cui propone
agli avversari un patto di lealtà democratica. Giustamente Veltroni pensa che
non tutti, persino a destra, siano cloni di Dell'Utri e del generale Speciale.
E propone, nella sua lettera quattro punti che sono, allo stesso tempo, il
minimo che si può chiedere alla comune partecipazione alla democrazia, ma anche
il massimo di una garanzia reciproca. È un testo semplice, su un piano
totalmente diverso da quello dei programmi e delle idee di schieramento. I
punti sono: unità e indivisibilità del Paese, rinuncia alla violenza, fedeltà a
tutti i punti della prima parte della Costituzione, riconoscimento e rispetto
della nostra Storia, della nostra identità nazionale, a cominciare dal tricolore.
Questa semplice e limpida richiesta di un candidato italiano alla guida del
Paese è stata dichiarata "irricevibile" dalla destra in un tumulto di
sberleffi, commentata a lungo da Berlusconi e dal suo coro, diretto
dall'assistente Bonaiuti, nel silenzio penoso di Fini, come un tipico inganno
dei comunisti. È enorme, lo so. Ma non è tutto. Manca ancora (9 aprile) la
intimidazione contro il Capo dello Stato. Deve andarsene e lasciare libero il
posto per il nuovo arrivato "perché altrimenti la sinistra si è presa
tutte le istituzioni. Solo se Napolitano se ne va, si può concedere
all'opposizione la presidenza di una della Camere". Si noti il percorso
contorto, oltre che offensivo, dell'assurdo discorso. Tutto ciò, infatti,
avverrebbe in caso di vittoria della destra. Dunque la destra avrebbe tutto in
mano. L'idea che una delle Camere possa essere presieduta da una personalità
dell' opposizione viene dai tempi dell'Italia della guerra fredda. Ma adesso
Berlusconi dice che, oltre alla vittoria e al controllo di tutto, vuole anche
il Quirinale. Tutto ciò lo avevamo raccontato, esattamente come poi è avvenuto
in questi tetri giorni, nell'editoriale de l'Unità di domenica scorsa. Ma avere
previsto il peggio, con Berlusconi e a causa di Berlusconi, non è motivo di
vanto. Semplicemente conferma che il peggio - da Berlusconi - può sempre
venire, nonostante il peggio già dato. A meno che gli italiani, compresi coloro
che pensano che sia una buona cosa non votare, non decidano di salvare il Paese
e se stessi. Lo ha ripetuto Marco Pannella dallo "Studio aperto" di
Radio Radicale la sera di venerdì 11 aprile, in una diretta durata tutta la
notte, che ha invaso anche il giorno successivo. "Non fatevi troppe
domande inutili" - ha detto il leader radicale - che pure
lamenta il trattamento sgradevole riservato ai candidati radicali nelle liste
del Pd da parte dell'ex ministro Fioroni, a sua
volta candidato ed esponente del Partito democratico. Ha continuato a ripetere
Pannella: "La scelta è tra Veltroni e Berlusconi. Abbiamo bisogno che
riprenda la vita politica in questo Paese. Perché accada bisogna dire no a
Berlusconi e votare Veltroni". Questa è una storia che riguarda
ciascuno di noi. Come il fascismo. E non c'è alcuna ragione di fingere che sia
utile o anche solo possibile distrarsi. Si tratta di scegliere tra Falcone e,
Borsellino da una parte e lo stalliere assassino Mangano dall'altra. Tra
Veltroni che governerà con ragionevolezza un Paese secondo le normali
tradizioni democratiche del mondo libero, e il "principale avversario"
che non ci darà pace in nome dei propri esclusivi interessi, tra le istituzioni
invase del Paese (compresa la Presidenza della Repubblica) e la volontà di
possesso di ogni posto di comando del più celebre imputato d'Europa. La domanda
è: domani sera saremo al di sopra o al di sotto di ciò che il mondo attende (e
teme) per il nostro destino? furiocolombo@unita.it.
( da "Giornale.it, Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
N. 89 del 2008-04-13
pagina 2 Studenti sempre meno preparati a scuola Atenei a rischio lobby di Redazione Anche in questo caso il
governo dell'Unione ha cancellato la riforma della scuola introdotta dal ministro dell'Istruzione Letizia Moratti,
alimentando la confusione in insegnanti e alunni. Dal 2010 non ci dovrebbero
essere più insegnanti fuori ruolo, grazie a una serie di assunzioni iniziate
nel 2005 sotto il precedente governo. Ma il livello di istruzione degli
alunni italiani è da matita blu. Mentre le elementari si confermano in linea
con la Ue a 27, secondo l'Ocse i nostri studenti di matematica sono agli ultimi
posti d'Europa. Il 70% degli alunni delle scuole medie e superiori ha riportato
almeno un'insufficienza al termine del primo quadrimestre di quest'anno, e in
media ogni studente non raggiunge il
( da "Giornale.it, Il" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
N. 89 del 2008-04-13
pagina 8 Walter chiama a raccolta le star della cultura E firma pure un morto
di Federico Novella Dopo Totti e George Clooney, Veltroni schiera il circo
dello spettacolo "Fatece largo che passamo noi". Il loro slogan
potrebbe essere questo. E diamine quanti sono, i "giovanotti de sta Roma
bella" firmata Uòlter, assurti al rango di "grandi elettori" del
Pd. Sono così numerosi che per portarli in tour, altro che pullman: qua ci
vorrebbe perlomeno un transatlantico. Si va da Silvio Muccino (attore) a Piero
Pizzicannella (artista), da Sabrina Ferilli (attrice) ad Antonio Maccanico (ex
ministro). Passando per Giorgio Van Straten (manager culturale) a Tanino
Liberatore (fumettista) per finire con Francesco Florenzano, dell'Università
della Terza Età. Il loro motto? Uno soltanto: "Se pò ffà". Su L'Unità
hanno dovuto comprare un paginone per farceli entrare tutti. Ma proprio tutti,
con nome, cognome e qualifica fra parentesi. Per capirsi: non c'è solo Riccardo
Scamarcio (attore) o Renzo Arbore (musicista) che bene o male li conosciamo
tutti. No, c'è pure la celeberrima Ida Ruberti (ricercatrice), il famosissimo
Pasquale Pozzesserre (regista), per non parlare dell'arcinota Vera Marzot
(costumista). Ma tant'è: sotto elezioni non se butta via gnente, come dicono
dalle parti di Walter. Men che mai il professor Paco Lanciano (fisico), quello
che nello studio di Piero Angela fa gli esperimenti col vapore acqueo: sebbene
la vittoria, più che questione di scienza, sia questione di fantascienza. Il
risultato del grande arruolamento, insomma, è un caravanserraglio in cui
praticamente manca solo Paperoga, Holly e Benjy e Capitan Ventosa. In un
momento di depressione mi sono messo a contarli uno per uno. Ebbene, sono 490 i
big "del- mondo-della-cultura-per-cambiare-l'Italia-con-Walter-Veltroni".
Quattrocentonovanta. Roba che sotto il cupolone non riesci a farli entrare
tutti: nani e ballerine, menestrelli e radical-chic, intellettuali e guitti
televisivi. Ma tutti, ovviamente, amici sua. Alcuni effettivamente popolari,
tipo Gianni Morandi (cantante), altri decisamente meno, come Giuseppe Rotunno
(direttore fotografia). Eppure, c'è poco da fare gli schizzinosi: questo passa
il convento. Belle o brutte, queste sono le uniche facce spendibili per la
reclame del Pd. Ci avete fatto caso? Al comizio di chiusura, in Piazza del
Popolo, sul palco non c'era mica D'Alema (ministro), Livia Turco (ministro), Fioroni (ministro), o peggio ancora Prodi, che pure del Pd è presidente.
Per carità, quelli rimangano nell'ombra che è meglio per tutti: vuoi mettere
invece le schitarrate di Alex Britti (cantante), gli occhi cerulei di Tiberio
Timperi (spettacolo), i gorgheggi di Nino D'Angelo (cantante), le barzellette
di Gigi Proietti (attore)? Perché "Un'Italia moderna si può
fare" , come no: specialmente se sei sponsorizzato da "Boosta dei
subsonica" (musicista) o da Massimo Mauro (tornante della juve, stagione
88/89). Per il resto, scorgiamo qualche piccola sorpresa. Ad esempio: scontata,
ma non del tutto, la presenza nell'elenco di Corrado Guzzanti (attore), che
della parodia del segretario ha fatto il pezzo forte del repertorio, al grido
di "Il mio segreto è la debbolezza!". D'altra parte, se per ridere
non vi bastano le parole di Veltroni, ci pensa Antonello Fassari (attore),
brillante interprete de "I Cesaroni". E ogni riferimento a sindaci di
capitali realmente esistiti è puramente casuale. Ma le risate, a scorrere
l'elenco de L'Unità, sono anche involontarie. Basti pensare che tra i fans
veltroniani figura anche il signor Giuseppe Uncini (artista). Siamo andati a
vedere: si tratta in effetti di uno scultore fabrianese attivo a Roma già a
partire dagli anni '50. Ma c'è un solo particolare: è morto. Sì, avete capito
bene: il maestro Uncini ci risulta deceduto il 31 marzo di quest'anno, colto da
malore. Non per questo quelli del Pd si sono risparmiati dallo strombazzarne il
cognome ai quattro venti, accostandolo gioiosamente a quello di Gianni Bugno
(ciclista), Ricky Tognazzi (attore) e Bigas Luna (regista). Di fronte a simili
svarioni, possiamo dunque perdonare la mezza gaffe di Jovanotti (cantante), che
l'altro giorno se n'è uscito così: "Io a Veltroni gli darei persino le
chiavi di casa mia" (pensiamoci bene: ma è davvero un complimento? A me
sembra il minimo). Molto appropriata invece la presenza in piazza del Popolo
della signora Daniela, moglie di Mike Bongiorno: d'altronde, si sa, per Walter
è più facile vincere al Rischiatutto piuttosto che diventare premier. Ma detto
questo, una cosa bisogna pur ammetterla: il segretario sa certamente coltivare
le sue amicizie. Da sindaco di Roma ha messo insieme un battaglione di
cortigiani da fare invidia all'imperatore Augusto. Ma basterà questo, ad
esorcizzare la paura di perdere? Insomma, basterà a scansare il timore della
disfatta, il rassicurante endorsement di Pippo Baudo (presentatore)? Basterà,
ad allontanare lo spettro del tracollo, l'appoggio eccellente di Gigliola
Cinquetti (cantante)? Staremo a vedere. Poi, per carità, ognuno fa propaganda
come vuole. Tutti i mezzi sono buoni, anche se si chiamano Jaia Fiastri
(attrice) e Zeudi Araya (produttore). Quello che non si capisce è come possa,
Walter Veltroni (candidato premier), andare in televisione a dire che "il
Pdl sembra il finale del film di Fellini Otto e Mezzo, quando arrivano i
musicisti a suonare la gran cassa". Mai come adesso, verrebbe da dire:
senti chi parla. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Stampa, La" del 13-04-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA I CANDIDATI
LIGURI SI STANNO PREPARANDO PER LE PROVE CHE PARTIRANNO IL 18 GIUGNO Esame di
Stato per 11 mila GENOVA Sono circa 11 mila (con le ragazze in lieve
maggioranza) i candidati liguri che a partire dal 18 giugno affronteranno
l'esame di Stato. Anche nella nostra Regione si conferma il trend nazionale che
vede diminuire sensibilmente il numero dei privatisti, ma c'è da dire che in
Liguria quello dei candidati e esterni è sempre rimasto un fenomeno marginale.
Spariscono praticamente, inoltre, gli "ottisti", e cioè quegli
studenti del quarto anno con (almeno) tutti otto in pagella ammessi
direttamente alla maturità. Già lo scorso giugno erano solo due, entrambi nella
provincia di Imperia. Sono gli effetti delle nuove regole
dettate dal ministro Giuseppe Fioroni e che hanno dato un giro di
vite ad un esame che stava perdendo sempre più i connotati della prova di
Stato. Anche in Liguria i maturandi sono in stragrande maggioranza (oltre il
70%, poco sopra la media nazionale) nati nel